<?xml version="1.0" encoding="utf-8"?><FictionBook xmlns="http://www.gribuser.ru/xml/fictionbook/2.0" xmlns:l="http://www.w3.org/1999/xlink"><description><title-info><genre>sf_space</genre><author><first-name>Lois</first-name><middle-name>McMaster</middle-name><last-name>Bujold</last-name></author><book-title>Barrayar</book-title><annotation><p>Quando l�imperatore muore, lasciando come unico erede al trono il nipote di cinque anni, il pianeta Barrayar rischia di piombare nel caos. L�unica speranza di pace � affidata ad Aral Vokosigan, che ha i titoli per diventare Lord Reggente, ma le fazioni in lotta sono disposte a tutto pur di assicurarsi il potere. E proprio a causa di un attentato ordito per assassinare Aral, sua moglie Cordelia e il bambino che lei porta in grembo subiscono accidentalmente gli effetti di un gas teratogeno. � un duro colpo per i Vorkosigan, ma Cordelia non si arrende e, grazie a un utero artificiale, d� infine alla luce un piccolo, che sar� chiamato Miles�</p></annotation><date value="1993-01-01">1993</date><coverpage><image l:href="#cover"/></coverpage><lang>it</lang><src-lang>en</src-lang><translator><first-name>Gianluigi</first-name><last-name>Zuddas</last-name></translator><sequence name="Barrayar" number="04"/></title-info><src-title-info><genre>sf_space</genre><author><first-name>Lois</first-name><middle-name>McMaster</middle-name><last-name>Bujold</last-name></author><book-title>Barrayar</book-title><date value="1991-01-01">1991</date><lang>en</lang><sequence name="Barrayar" number="04"/></src-title-info><document-info><author><nickname>Verdi1</nickname></author><program-used>Fiction Book Designer, FB Editor v2.0, fb2cut 2.5.4, fb2cut 2.6.2</program-used><date value="2010-01-09">09.01.2010</date><id>FBD-882720-AC68-0945-A9A5-8EEB-54A3-89CD72</id><version>1.0</version></document-info><publish-info><book-name>Barrayar</book-name><publisher>Nord</publisher><city>Milano</city><year>1993</year><isbn>88-429-0711-1</isbn></publish-info></description><body><title><p>Lois McMaster Bujold</p><p>Barrayar</p></title><section><title><p>PRESENTAZIONE</p></title><p><emphasis>In alcune delle sue manifestazioni, la fantascienza mostra delle spiccate analogie con il romanzo storico: in entrambi i casi, la narrazione � focalizzata sugli eventi che danno forma ai rispettivi mondi e privilegia l�azione degli individui che li influenzano o, comunque, che ne rimangono coinvolti. Ma laddove il romanzo storico si preoccupa di come il mondo moderno abbia assunto la sua forma attuale, la fantascienza si preoccupa di stabilire fin dove e in quali circostanze, familiari o inconsuete, la specie umana sia in grado di avventurarsi. Insomma, se il romanzo storico ci insegna che la storia si compie giorno dopo giorno e che possiamo imparare dalla lezione del passato, la fantascienza parte dal medesimo presupposto ma ci avverte che potremmo fare scelte migliori anticipando la storia che andiamo a costruire.</emphasis></p><p><emphasis>Di conseguenza, per entrambi i generi la forma pi� naturale � la saga o il ciclo. Nella fantascienza, questo � evidente nella proliferazione delle trilogie o delle serie che spesso proseguono indefinitamente. Per� attenzione, qui non si parla dei romanzi troppo lunghi spezzati in episodi pi� brevi per comodit� di pubblicazione, come � avvenuto per la tetralogia del "Libro del Nuovo Sole" di Gene Wolfe (in effetti a tutt�oggi una tetralogia-pi�-uno), ma piuttosto della "Trilogia della Fondazione" di Isaac Asimov (in realt� una trilogia che � diventata una sequenza narrativa pi� ampia, anche per i collegamenti stabiliti con i romanzi sui robot) e del ciclo di "Dune" di Frank Herbert. Fra gli altri esempi significativi vi sono i romanzi di Darkover di Marion Zimmer Bradley, la serie di romanzi e racconti nella Storia Futura di Robert A. Heinlein, la serie delle "Citt� volanti" di James Blish, quella della Lega Polesotecnica di Poul Anderson (forse la pi� ampia scritta fino ad ora), i romanzi di Pern di Anne McCaffrey, il ciclo dei Dorsai di Gordon R. Dickson e molti altri ancora.</emphasis></p><p><emphasis>Nella maggior parte di questi cicli narrativi lo spunto � il medesimo: esplorare un concetto o un pianeta che, al pari del divenire storico, non esaurisce mai le sorprese e al quale si possono aggiungere nuove idee, eventi e punti di vista. Quindi, qualcosa che continua a evolversi.</emphasis></p><p><emphasis>Ormai consacrata come la novit� di maggior spicco nell�affollato scaffale della storia futura, Lois McMaster Bujold continua con </emphasis>Barrayar <emphasis>la saga del suo impero galattico del lontano futuro. I lettori americani hanno scoperto i romanzi di Vorkosigan nel 1986 con </emphasis>Shards of Honor <emphasis>che per la prima volta presentava ai lettori il pianeta Barrayar e l�ammiraglio Aral Vorkosigan. Barrayar � uno dei numerosi pianeti colonizzati dai Terrestri attraverso l�uso di </emphasis>wormholes, <emphasis>"corridoi" spaziali che permettono di coprire anni luce di distanza in pochi istanti; ma capita sempre qualche imprevisto (nel caso di Barrayar, il </emphasis>wormhole <emphasis>si � chiuso senza preavviso) e allora la civilt� regredisce mentre i vari pianeti perdono ogni contatto fra di loro.</emphasis></p><p><emphasis>Successivamente, i mondi rimasti isolati tentano di entrare nuovamente a far parte di un governo interplanetario, ristabilendo i legami con le altre civilt� che nel frattempo hanno preso vie indipendenti nel tentativo di difendersi e di assicurarsi un futuro. Nel corso di questo processo, i pianeti passano attraverso tutte le differenti forme di organizzazione sociale e politica gi� sperimentate dall�umanit� sulla Terra. Barrayar, per esempio, non fa altro che instaurare una monarchia costituzionale dopo un periodo di forti potentati (non diversamente dall�Inghilterra sotto la Magna Carta), in parte a causa delle forti minacce provenienti dagli altri pianeti.</emphasis></p><p><emphasis>La saga di Vorkosigan � continuata sempre nel 1986 con </emphasis>The Warrior�s Apprentice<emphasis>, il primo romanzo su Miles Vorkosigan, il fragile e deforme figlio di Aral che � l�eroe principale di questa serie di romanzi. Qui veniamo a sapere che Miles ha subito gli effetti di un gas velenoso mentre era ancora nel grembo materno, durante un attentato ai danni dei genitori, quindi si ritrova fisicamente menomato ma con doti mentali superiori a quelle di tutti coloro che lo circondano. Grazie non solo a una mente agile ma a uno spiccato senso della strategia e a un�insolita sensibilit� per i rapporti umani, Miles sa quasi sempre qual � la scelta migliore in ogni situazione, ma deve anche affrontare il problema di tutti gli adolescenti, cio� quello di far accettare le soluzione che egli propone. Comunque, in </emphasis>The Warrior�s Apprentice<emphasis>, Miles riesce a cavarsela e ad entrare nell�accademia militare.</emphasis></p><p>Brothers in Arms<emphasis>, pubblicato nel 1989, prosegue la narrazione delle imprese di Miles fra i mercenari spaziali e </emphasis>Borders of Infinity, <emphasis>anch�esso del 1989, vede il nostro eroe protagonista di varie avventure mentre tenta di risolvere una serie di problemi sociali e militari. Poi � la volta di </emphasis>The Vor Game<emphasis>, dove Miles fresco d�accademia si scontra con la burocrazia, subisce un�umiliante sconfitta ma riesce comunque a trionfare grazie alle sue doti di analisi, di comando e di profonda umanit�.</emphasis></p><p><emphasis>Ora, in </emphasis>Barrayar<emphasis>, la Bujold ritorna a occuparsi di Aral Vorkosigan nel periodo immediatamente successivo agli eventi narrati in </emphasis>Shards of Honor<emphasis>, dopo la sconfitta su Escobar, il matrimonio con Cordelia Naismith e dopo la sua nomina a Reggente, in attesa della maggiore et� del giovane Gregor, erede designato al trono.</emphasis></p><p><emphasis>Nel romanzo, Vorkosigan e la moglie devono districarsi in un vero e proprio campo minato costituito dagli intrighi politici e dalle relazioni personali. La storia � narrata dal punto di vista di Cordelia, che pensa di avere gi� abbastanza problemi (al difficile ruolo di consorte del Reggente di Barrayar e all�imminente maternit�, si aggiunge infatti lo sforzo di adeguarsi agli usi e costumi barrayarani), ma si sbaglia, perch� infatti si ritrova coinvolta pi� di quanto avesse immaginato negli affari del marito e in quelli di Barrayar. E soprattutto d� alla luce Miles.</emphasis></p><p><emphasis>In quest�episodio della saga di Vorkosigan i lettori hanno l�opportunit� di assistere alle drammatiche circostanze della nascita del nostro eroe, le stesse che determinano la sua natura fisica. Questa altalena temporale nell�economia della pi� ampia vicenda che la Bujold intende sviluppare ha pi� di un precedente, ma l�esempio che salta subito alla mente � la serie di "Hornblower" di C. S. Forester. Dopo il successo di </emphasis>Captain Horatio Hornblower<emphasis>, Forester pubblic� una serie di romanzi e racconti che avevano lo scopo di ripercorrere la vita di questo eroe del mare durante le guerre napoleoniche (chiaramente modellata sulla figura e le imprese di Lord Orazio Nelson), a partire dalla sua prima nomina in </emphasis>Ensign Hornblower <emphasis>e poi fino alla sua ultima missione diplomatica in </emphasis>Lord Hornblower, <emphasis>illustrando nel mezzo varie fasi della sua carriera. Questo non significa che la Bujold si sia limitata a trasporre Forester in uno scenario spaziale, almeno non pi� di quanto Isaac Asimov abbia riscritto in termini galattici il </emphasis>Declino e la caduta dell�Impero romano, <emphasis>ma semplicemente che gli scrittori trovano idee e ispirazione nei modi e nei luoghi pi� impensati.</emphasis></p><p><emphasis>Per guanto Hornblower sia un eroe suggestivo, certamente Forester non pens� mai di narrare le circostanze della sua nascita, n� i suoi lettori lo costrinsero a farlo. I </emphasis>fans <emphasis>delle storie di Miles Vorkosigan, tuttavia, pur non avendo chiesto esplicitamente uno sviluppo di questo tipo, mostrano un naturale interesse per i primi anni di vita di Miles. Si tratta di un personaggio affascinante </emphasis>- <emphasis>la Bujold ha sottolineato spesso che si tratta di un "eroe", non di un "protagonista"�� e gran parte di questo fascino � dato dal trionfo della ragione e dello spirito sulle circostanze avverse. Insomma, riesce a conquistarsi la simpatia e persino l�affetto dei suoi lettori e, come accade in questi casi, sorge spontaneo il desiderio di sapere chi erano i suoi genitori e com�era lui stesso da piccolo e poi da ragazzo; in particolare, come si sia procurato quelle menomazioni. Lo scopo della Bujold, in realt�, sembra essere quello di raccontare ci� che significa essere madre (non a caso il romanzo � dedicato ai figli), cos� come </emphasis>Falling Free <emphasis>affrontava l�esperienza di essere padre (ed era infatti dedicato a suo padre, da poco scomparso).</emphasis></p><p><emphasis>Benvenuti dunque, ancora una volta, nell�universo di Lois McMaster Bujold e della saga di Miles Vorkosigan.</emphasis></p><p>James Gunn</p><p>Lawrence, Kansas</p></section><section><title><p>NOTA DELL�AUTRICE</p></title><p>Barrayar <emphasis>mi ha colta di sorpresa. Non ero partita per scrivere un libro importante ed ero gi� a buon punto nella stesura quando sono stata assalita da una sorta di "demone" tematico. Il mio primo romanzo, </emphasis>Shards of Honor, <emphasis>era stato concepito come un libro molto pi� lungo, cio� iniziava con il primo incontro fra Aral e Cordelia e finiva con la nascita di Miles. Mentre cercavo di arginare la mole straripante di materiale e di eventi, raggiunsi un punto (pi� o meno 80 pagine dopo l�attuale conclusione del romanzo) in cui mi resi conto di aver perso definitivamente il controllo di quello che stavo scrivendo. Da pi� parti mi ripetevano che gli </emphasis>editors <emphasis>mostrano una certa riluttanza a esaminare manoscritti di 800 cartelle, soprattutto se l�autore � un perfetto sconosciuto, e l�avvento di nuovi personaggi con relative trame secondarie dopo 400 pagine indicava senz�ombra di dubbio che avevo oltrepassato il limite della storia e che stavo gi� scrivendo il seguito. Allora non esitai a fare marcia indietro, fermandomi a quello che sarebbe diventato l�attuale finale di </emphasis>Shards of Honor.</p><p><emphasis>Scartai tutto quello che avevo scritto </emphasis>dopo <emphasis>quel punto, archiviai il dattiloscritto in solaio e non ci pensai pi�. Ma sei anni (e sei libri) dopo, in occasione della mia partecipazione come ospite d�onore alla Philcon �89, Darrell Schweitzer mi chiese un racconto breve o un estratto per il programma della manifestazione. Non avevo racconti sottomano, ma subito mi torn� alla mente una delle scene che a suo tempo avevo scartato. Sfogliando e rileggendo la copia del dattiloscritto, decisi che in fondo non era poi cos� male e cominci� a serpeggiare dentro di me un insano desiderio di completare il progetto originale. Mi sentivo piuttosto a disagio perch� sapevo che l�idea non era propriamente commerciale (ma come, un seguito diretto al mio libro meno fortunato, fondato essenzialmente sui personaggi e neppure troppo fantascientifico?) Insomma, mi sembrava pi� che altro un capriccio� dopo tutto, chi si prende la briga di scrivere a proposito della </emphasis>madre <emphasis>dell�eroe? Tuttavia, per ragioni che solo poco a poco mi divennero chiare, era una storia che volevo assolutamente raccontare.</emphasis></p><p><emphasis>Il tempo trascorso dalla stesura originale � stato davvero provvidenziale, perch� nel frattempo avevo acquisito una certa padronanza della struttura del romanzo e, soprattutto, avevo accumulato alcuni anni di esperienza come madre e come essere umano. Perch� infatti, nonostante l�intrigo politico-militare che muove in superficie la vicenda, </emphasis>Barrayar <emphasis>si � poi rivelato in realt� un romanzo su ci� che significa essere madre. Attraverso coppie parallele di personaggi�� Aral e Cordelia, Kou e Drou, Padma e Alys Vorpatril, la principessa Kareen e il conte Vordarian, con l�aggiunta di Bothari, del simulatore uterino, nonch� dell�anziano nonno Piotr�� sono riuscita a prendere in esame varie costellazioni emotive legate alla maternit�, o comunque al ruolo di genitori, ciascuna delle quali si riflette nell�altra, come un�alleanza per la vita in un mondo di morte.</emphasis></p><p>Lois McMaster Bujold</p></section><section><title><p>CAPITOLO PRIMO</p></title><p><emphasis>Ho paura. </emphasis>Di fronte alla finestra del salotto, al terzo piano di Casa Vorkosigan, Cordelia alz� una mano a scostare la tendina e guard� la strada inondata dal sole. La vettura da superficie lunga e argentea appena entrata dal cancello irto di punte metalliche stava rallentando sul vialetto, fra le siepi di piante importate dalla Terra, diretta alla corsia semicircolare che serviva il portico anteriore. Una vettura ufficiale. Quando lo sportello del compartimento passeggeri scivol� verso l�alto ne emerse un militare dal portamento rigido, in uniforme verde. Malgrado la sua miopia Cordelia non ebbe difficolt� a riconoscere il capitano Illyan, bruno e come al solito senza il berretto. L�uomo raggiunse il portico a lunghi passi e spar� alla vista. <emphasis>Suppongo che non ci sia bisogno di preoccuparsi, finch� la Sicurezza Imperiale non viene a cercarti nel cuore della notte. </emphasis>Ma un residuo di quella paura rimase, freddamente sepolto nel suo stomaco. <emphasis>Perch� sono venuta qui a Barrayar? Cosa ne ho fatto di me stessa, della mia vita?</emphasis></p><p>Nel corridoio si avvicinarono passi di stivali pesanti. La porta del salotto si apr�; il sergente Bothari mise dentro la testa, e nel trovarla l� fece udire un grugnito soddisfatto.�� Milady? � ora di andare.</p><p>��Grazie, sergente.�� Cordelia lasci� ricadere la tendina e si volse a controllare un�ultima volta il suo aspetto nello specchio a muro sopra l�arcaico caminetto. Difficile credere che la gente bruciasse ancora sostanze vegetali per liberare chimicamente il loro contenuto energetico.</p><p>Sollev� il mento sopra il rigido colletto bianco della camicetta, sistem� meglio i polsini della sua blusa color bronzo e spazzol� via un immaginario granello di polvere dalla gonna pieghettata, lunga come si conveniva a una donna di classe Vor, anch�essa bronzea per intonarsi alla blusa. Quel colore, lo stesso della sua vecchia uniforme della Sorveglianza Astronomica Betana, ebbe il potere di rilassarle i nervi. Si pass� una mano sui capelli rossi, divisi nel mezzo e tenuti discosti dal volto da due pettini smaltati, e li spost� dietro le spalle per lasciarli ricadere morbidamente lungo la schiena. Lo specchio le rimandava l�immagine di un volto pallido, dagli occhi grigi. Un naso un po� ossuto, il mento di un filo troppo lungo, ma senza dubbio una faccia decente, buona per quel che serviva a lei.</p><p>Be�, se voleva apparire delicata e squisita non aveva che da mettersi a fianco del sergente Bothari. Il suo volto truce, legnoso, incombeva su di lei dall�altezza di due metri. Cordelia s�era sempre considerata alta, ma accanto a lui gli arrivava appena alla spalla. Aveva zigomi tagliati con l�accetta, naso a becco, e un�espressione sospettosa e vigile a cui il taglio di capelli militaresco dava qualcosa di criminale. Neppure l�elegante livrea di Casa Vorkosigan, marrone scuro con lo stemma del Conte ricamato in argento, riusciva a migliorare lo sgraziato aspetto di Bothari. <emphasis>Ma anche la sua � una faccia decente, buona per quel che serve a lui.</emphasis></p><p>Un guardiano in livrea. Che razza di concetto. A cosa faceva la guardia? <emphasis>Alle nostre vite, alle nostre fortune. E alla nostra sacra onorabilit�, per dirne un�altra. </emphasis>Cordelia gli rivolse un cordiale cenno del capo, nello specchio; poi usc� e gli tenne dietro nei meandri di Casa Vorkosigan.</p><p>Avrebbe dovuto imparare al pi� presto a muoversi nel complicato interno di quella residenza. Era imbarazzante accorgersi d�essersi persa in casa propria e dover chiedere la strada a una guardia o a un servo di passaggio. Nel mezzo della notte, con indosso soltanto un accappatoio.</p><p>Dopo alcune svolte giunsero alla sommit� della larga scalinata circolare che s�incurvava graziosamente fino all�atrio pavimentato in piastrelle bianche e nere del pianterreno. I suoi passi leggeri seguivano quelli lunghi e misurati di Bothari. Le ampie dimensioni della gonna la facevano sentire come se, pi� che scendere, si stesse paracadutando inesorabilmente gi� per quella spirale.</p><p>Ai piedi della scala un giovanotto alto, appoggiato a un bastone da passeggio, sollev� lo sguardo nel sentire l�eco dei loro passi. Il volto del tenente Koudelka era regolare e piacevole quanto quello di Bothari era rozzo, e alla vista di Cordelia si apr� in un sorriso. Neppure le sottili rughe di sofferenza intorno agli occhi e agli angoli della bocca invecchiavano i suoi lineamenti. Indossava l�uniforme imperiale verde, identica salvo i gradi a quella del capitano Illyan. I lunghi polsini e l�alto colletto della giacca celavano le sottili cicatrici rosse che s�intrecciavano su met� del suo corpo, ma Cordelia poteva vederle con gli occhi della mente. Nudo, Koudelka avrebbe potuto posare come modello vivente per una conferenza sulla struttura del sistema nervoso umano: ognuna di quelle linee rappresentava un nervo morto, espiantato e sostituito da una treccia di fili d�argento. Il tenente Koudelka non s�era ancora del tutto abituato al suo nuovo sistema nervoso. <emphasis>Diciamo la verit�: i chirurghi, qui, sono macellai incapaci e ignoranti. </emphasis>Non era stato certo un lavoro all�altezza degli standard betani. Ma Cordelia non consentiva che un solo accenno di quei giudizi privati trapelasse sul suo volto.</p><p>Koudelka gratific� Bothari di un breve sogghigno e di un:�� Salve, sergente�� prima di accennare un mezzo inchino verso di lei.�� Buon mattino, Lady Vorkosigan.</p><p>Il suo nuovo titolo continuava a suonarle strano, inadatto a lei. Gli restitu� il sorriso.�� Buongiorno, Kou. Dov�� Aral?</p><p>��L�ammiraglio � andato in biblioteca con il capitano Illyan, per decidere dove installare il nuovo impianto di terminali attrezzato contro le intercettazioni. Dovrebbero aver gi� finito di� ah!�� Koudelka annu� nel sentire i passi che si avvicinavano. Cordelia segu� il suo sguardo verso un�arcata laterale. Elegante e snello, formale, Illyan era eclissato dalla splendida uniforme verde dell�uomo sui quarantacinque anni che camminava al suo fianco. La ragione per cui lei era l�, su Barrayar.</p><p>L�ammiraglio Lord Aral, Conte Vorkosigan, in ritiro. Ufficialmente in ritiro, almeno, fino al giorno prima, quando la loro vita era stata di nuovo stravolta dagli eventi. <emphasis>Atterreremo in piedi, in un modo o nell�altro, stanne certo. </emphasis>Bruno, con appena qualche filo grigio nei capelli e la mandibola segnata da una cicatrice a forma di L, Vorkosigan aveva un fisico muscoloso e potente. Si muoveva con energia compressa. I suoi occhi grigioverdi, attenti e indagatori, s�illuminarono quando vide Cordelia.</p><p>��Ti auguro una giornata serena, mia signora�� disse, prendendole una mano fra le sue. La sua sintassi elaborata poteva suonare artificiosa, ma il sentimento nudo e crudo di quello sguardo vivace era sincero. <emphasis>Nello specchio dei tuoi occhi io mi vedo bella</emphasis>, pens� Cordelia con un senso di calore. <emphasis>Non c�� cristallo in questo mondo che mi rifletta cos�. D�ora in poi mi specchier� solo in te. </emphasis>Le sue mani erano asciutte e calde, di un calore gradito, un calore vivo, chiuse intorno alle sue fredde dita sensibili. <emphasis>Tua moglie. </emphasis>Questo le suonava giusto, autentico, rassicurante come lasciare la mano fra quelle di lui, e un po� del peso di quel nuovo nome, Lady Cordelia Contessa Vorkosigan, le scivol� via dalle spalle.</p><p>Per un breve momento comprese quei tre uomini con un solo sguardo: Bothari, Koudelka e Vorkosigan, uno accanto all�altro. <emphasis>I feriti, uno, due e tre. Ed io, la Lady-ancella di ognuno. </emphasis>I sopravvissuti. Tutti loro avevano ricevuto ferite quasi mortali nell�ultima guerra, su Escobar: Kou nel corpo, Bothari nella mente, Vorkosigan nello spirito. <emphasis>La vita continua. Marcia o muori. Riusciremo a riprenderci del tutto, un giorno o l�altro? </emphasis>Poteva solo sperarlo.</p><p>��Mia cara capitana, sei pronta ad andare?�� chiese Vorkosigan. La sua voce era baritonale, il suo accento barrayarano aveva un tono un po� rauco.</p><p>��Pronta come pi� non potrei esserlo, suppongo.</p><p>Illyan e il tenente Koudelka fecero strada verso l�uscita. Koudelka aveva un�andatura sciolta a paragone di quella rigida di Illyan, e Cordelia sent� che i dubbi la facevano accigliare. Vorkosigan le offr� il braccio e uscirono insieme, lasciando la casa affidata a Bothari.</p><p>��Qual � il programma per i prossimi giorni?�� domand� lei.</p><p>��Be�, per prima cosa questa udienza, naturalmente�� rispose Vorkosigan.�� Subito dopo dovr� incontrare numerose persone. Il Conte Vortala si occuper� della coreografia. Entro qualche giorno ci sar� il voto di consenso da parte dei Consigli Riuniti, e poi il mio giuramento. Non abbiamo un Reggente da centoventi anni, e Dio sa quale protocollo tireranno fuori per spolverarlo alla meglio.</p><p>Koudelka sedette nel compartimento anteriore della vettura insieme all�autista. Nel retro, il capitano Illyan prese posto sul divano di fronte a Vorkosigan e a Cordelia. <emphasis>Quest�auto � corazzata</emphasis>, si accorse lei, notando il rumore sordo e pesante con cui gli sportelli si abbassavano. Illyan rivolse un cenno del capo all�autista, al di l� del vetro antiproiettile, e la vettura part� senza scosse. Dall�esterno non entrava alcun rumore.</p><p>��Consorte del Reggente.�� Cordelia assaggi� il suono delle parole.�� � questo il mio nuovo titolo?</p><p>��S�, milady�� disse Illyan. Buona parte della lingua barrayarana derivava da quella inglese, mescolatasi con altre durante i secoli dell�Era dell�Isolamento, e la terminologia nobiliare era rimasta quasi intatta. Quasi, perch� un inglese si sarebbe rivolto a lei con l�appellativo di �Vostra Grazia�, oppure col meno formale �Lady Cordelia�. Ma lei non ne sapeva ancora abbastanza. Forse il �milady� di Illyan stava per un �mia signora� di cui neppure un�imperatrice si sarebbe lamentata.</p><p>��Avr� dei doveri ufficiali, insieme a questo titolo?</p><p>Illyan guard� Vorkosigan, che disse:�� Mmh, s� e no. Ci sar� un sacco di cerimonie a cui partecipare� fare �atto di presenza�, nel tuo caso. A cominciare col funerale dell�Imperatore, che sar� sgradevole per tutti, salvo forse che per l�Imperatore Ezar. Si svolger� secondo le sue ultime volont�. Non so se abbia predisposto gi� tutti i particolari anche di questo, ma non lo escluderei. Ormai gli resta poco a cui pensare, e non vorr� venir meno alla sua reputazione di persona pratica.</p><p>�Buona parte dei tuoi doveri sociali potrai plasmarli come credi meglio. I discorsi e le occasioni ufficiali, le nozze, i battesimi e i funerali, le udienze ai deputati dei vari Distretti� si tratta di relazioni pubbliche. Il genere di cose che la Principessa Kareen sta facendo un po� a intuito.�� Vorkosigan esit�, prendendo nota del suo sguardo preoccupato, e subito aggiunse:�� Oppure, se vuoi, sei libera di tenerti in disparte e fare vita privata. In questo momento nessuno potrebbe biasimarti se facessi questa scelta��� La mano con cui il marito le circondava la vita le accarezz� un lato dell�addome, ancora piatto.�� In effetti, preferirei che tu non ti affaticassi con troppi impegni.</p><p>�Prima di tutto, comunque, dal punto di vista politico� gradirei che tu fungessi da mio collegamento con la Principessa Kareen ed il� piccolo futuro Imperatore. Fai amicizia con lei, se puoi. � una donna estremamente riservata. L�educazione del bambino � vitale. Non dobbiamo ripetere gli errori di Ezar Vorbarra.</p><p>��Posso provarci�� sospir� lei.�� Sembra che appartenere ai Vor di Barrayar non sia un lavoro di tutto riposo.</p><p>��Non abbatterti, via. Non mi piace vederti cos� depressa. D�altra parte la cosa ha anche un aspetto interessante.</p><p>��Perch� faccio tanta fatica a vederlo? Vai avanti.</p><p>Lui riflett� un momento per scegliere le parole.�� Quando l�ultimo erede al trono, il Principe Serg, defin� il Conte Vortala un idiota progressista, non aveva annusato male nei suoi propositi. L�insulto era perfino logico. Il Conte Vortala cercava di mettere insieme un partito progressista coi membri della classe nobiliare. Con la gente che conta, come direbbe lui. Noti un�incongruenza in questo proposito?</p><p>��Larga circa quanto il Canyon Hogart, vuoi dire? S�.</p><p>��Tu sei una betana, e inoltre una donna con una reputazione a livello galattico.</p><p>��Oh, smettila, adesso.</p><p>��� cos� che ti vedono qui. Io non credo che tu capisca l�immagine che hai su questo pianeta. La cosa � molto lusinghiera per me, fra l�altro.</p><p>��Io speravo d�essere invisibile. Francamente non pensavo d�essere popolare, dopo quello che io e gli altri abbiamo fatto al tuo fianco, a Escobar.</p><p>��La nostra cultura � cos�. La gente perdona quasi tutto a un bravo soldato. E tu, nella tua persona, unisci due estremi: l�aristocrazia militare isolazionista e la democrazia popolare progalattica. Io sono convinto di poter arrivare, attraverso te, al cuore della Lega per la Difesa del Popolo, se tu sei disposta a giocare qualche carta per me.</p><p>��Santo cielo, Aral. Da quanto tempo ci stai pensando?</p><p>��A questo problema, da molto tempo. Tu puoi essere una parte della soluzione, oggi come oggi.</p><p>��In che modo? Vestendo i panni della figura di punta per una specie di partito costituzionalista?</p><p>��No, no, questo � proprio il genere di cosa che io dovr� giurare, sul mio onore, di impedire che accada. Fare del Principe Gregor un Imperatore destituito del potere che gli spetta non si accorderebbe allo spirito del mio giuramento. Ci� che spero� ci� che voglio, � trovare un modo di portare gli uomini migliori di ogni classe e lingua e partito al servizio dell�Imperatore. I Vor hanno una riserva di talenti semplicemente troppo ristretta. Io desidero dare alla struttura del governo una funzionalit� da pattuglia d�assalto, vale a dire con la capacit� individuale messa in prima linea senza riguardo per l�origine sociale di chi ha dei meriti. L�Imperatore Ezar cerc� di fare qualcosa del genere dando maggior potere ai Ministeri, a scapito dei Conti, ma se la teoria era giusta la sua messa in pratica fu sbagliata. I Conti sono stati destituiti di un potere che amministravano male a favore di Ministeri dove regna la corruzione. Dev�esserci un modo per far stare in equilibrio i due piatti della bilancia.</p><p>Cordelia sospir�.�� Suppongo che siamo d�accordo sul fatto d�essere in disaccordo circa la costituzione. Non sono io ad esser stata nominata Reggente di Barrayar. Comunque ti avverto: non rinuncer� al proposito di farti cambiare idea.</p><p>Illyan inarc� un sopracciglio a quelle parole. Cordelia si appoggi� allo schienale e guard� le belle case antiche del centro di Vorbarr Sultana, la capitale di Barrayar, scorrere via oltre lo spesso cristallo dei finestrini. Lei non aveva chiesto di diventare la moglie del Reggente di Barrayar, quattro mesi prima. Aveva sposato semplicemente un militare in ritiro. S�, era logico aspettarsi che un uomo cambiasse dopo il matrimonio, di solito in peggio, ma� a questo punto? E cos� all�improvviso? <emphasis>Questo non � il lavoro per cui ho firmato, signore.</emphasis></p><p>��Ieri, quando l�Imperatore Ezar ha detto che la Reggenza doveva andare a te, il suo � stato un gesto di fiducia. Non � poi il pragmatico sregolato che vorresti farmi credere�� disse.</p><p>��Be�, � stato un atto di fiducia ma compiuto sotto la spinta della necessit�. Se dici cos�, significa che non hai compreso il significato del fatto che la protezione della Principessa � stata affidata al capitano Negri.</p><p>��No. C�era un significato?</p><p>��Ma certo. Un messaggio molto chiaro. Negri continuer� a svolgere il suo compito come ha fatto finora, nelle sue vesti di Capo della Sicurezza Imperiale. Naturalmente non presenter� i suoi rapporti a un bambino di quattro anni, ma a me. Il capitano Illyan sar� soltanto il suo assistente.�� Vorkosigan e Illyan si scambiarono un�occhiata ironica.�� Non c�� dubbio su chi Negri onorer� della sua lealt�, se io dovessi arrogarmi il potere imperiale di nome oltrech� di fatto. � certo che ha ricevuto ordini segreti riguardo a me, per l�eventualit� che questo accada.</p><p>��Oh. Be�, io posso giurare per iscritto che non nutro l�ambizione di diventare l�Imperatrice di Barrayar. Questo nel caso che tu avessi un dubbio in proposito.</p><p>��Non credo di averlo.</p><p>La vettura si ferm� a un cancello aperto in un alto muro di pietra rossa. Quattro guardie misero dentro la testa per esaminarli da capo a piedi, controllarono i documenti di Illyan e infine accennarono all�autista di proseguire. Tutta quella sorveglianza armata, l� ed a Casa Vorkosigan� contro chi facevano la guardia? Contro altri barrayarani, presumibilmente, in quel panorama politico dalle molte e contrapposte fazioni. Una tipica frase barrayarana che il vecchio Conte aveva usato torn� a solleticare il suo senso dell�umorismo: �Con tutti questi stallieri attorno, dev�esserci almeno un pony da qualche parte.� I cavalli erano praticamente sconosciuti su Colonia Beta, a parte pochi esemplari negli zoo. <emphasis>Con tutte queste guardie attorno� Ma io non sono nemica di nessuno; perch� qualcuno dovrebbe essere mio nemico?</emphasis></p><p>Illyan, che si stava agitando sul sedile, finalmente apr� bocca:�� Vorrei suggerirle, signore�� disse a Vorkosigan,�� anzi vorrei pregarla, di trasferirsi qui alla Residenza Imperiale.�� I problemi della sicurezza� i <emphasis>miei </emphasis>problemi�� sottoline� con un sorriso che non rese un favore ai suoi lineamenti rigidi,�� sarebbero molto pi� facili da risolversi, qui.</p><p>��A che appartamento sta pensando?�� domand� Vorkosigan.</p><p>��Be�� quando Gregor sar� ufficialmente designato per la successione, lui e sua madre si trasferiranno nell�appartamento imperiale. Quello di Kareen rester� libero.</p><p>��Quello del Principe Serg, insomma.�� L�espressione di Vorkosigan si scur�.�� Io� penso che preferir� risiedere a Casa Vorkosigan. Mio padre passa sempre pi� tempo in campagna, a Vorkosigan Surleau. Non credo che gli importer� se mi prendo il palazzo di citt�.</p><p>��Non posso approvare quest�idea, signore, almeno dal punto di vista della sicurezza. Il palazzo � nel quartiere pi� vecchio della citt�. Le strade sono mal frequentate. Sotto quella zona ci sono ben tre livelli di tunnel: la sotterranea, la fognatura e le condotte dei trasporti merci. Inoltre nei pressi sono stati costruiti degli edifici piuttosto alti dai quali � possibile� uh, vedere tutto. Occorreranno almeno sei pattuglie a turno continuato, solo per la sorveglianza di routine.</p><p>��Non ha uomini disponibili?</p><p>��Be�, s�.</p><p>��Casa Vorkosigan, allora.�� Il Conte consol� con un sorrisetto il disappunto di Illyan.�� Pu� essere inadatta alla sicurezza, ma � ottima per le relazioni pubbliche. Dar� un sapore di� uh solida umilt� alla nuova Reggenza. Dovrebbe contribuire a ridurre la paranoia di palazzo per i colpi di stato.</p><p>E le misure di sicurezza nel palazzo in questione, vide Cordelia, non erano poche. La complessa architettura della Residenza Imperiale faceva apparire semplice e umile anche Casa Vorkosigan. Le ampie ali erano a due ed a quattro piani, arricchite di torri, scalinate e terrazze. Aggiunte fatte in epoche diverse s�intrecciavano creando passaggi e cortili intimi, talvolta ben proporzionati, talaltra in contrasto con le aspettative dello sguardo. La facciata di pietra scolpita, volta a oriente, esibiva uno stile pesante ma uniforme. Il lato nord, pi� severo d�aspetto, era alleggerito dalla presenza di giardinetti ben curati. L�ala occidentale, lungo il parco, era la pi� antica; quella meridionale la pi� moderna.</p><p>La vettura and� a fermarsi di fronte al porticato a due piani dell�ala sud, e Illyan li precedette oltre una postazione di guardia e su per una larga scala di pietra e marmo fino a uno spazioso alloggio del secondo piano. Cordelia not� che perfino Illyan aveva la sensibilit� di salire lentamente, per adattarsi all�andatura difficoltosa del tenente Koudelka. Questi ne prese atto con accigliato rincrescimento; poi chin� il capo per concentrarsi sugli scalini� o per la vergogna? <emphasis>Non ci sono ascensori in questo palazzo? </emphasis>si chiese Cordelia, irritata. Sul lato opposto di quel labirinto di pietra, in una stanza che dava sui giardini a nord, un pallido vegliardo ormai svuotato e morente giaceva sul suo enorme letto ancestrale�</p><p>Nell�arioso corridoio del secondo piano, arricchito da quadri alle pareti, lunghi tappeti rossastri e tavolinetti su cui erano in mostra cosette d�ogni forma (oggetti d�arte, suppose Cordelia) trovarono il capitano Negri occupato a parlare sottovoce con una donna bionda, che lo ascoltava a braccia conserte. Cordelia aveva gi� incontrato il famoso�� o famigerato�� Capo della Sicurezza Imperiale di Barrayar il giorno prima, nell�ala nord, al termine dello �storico� colloquio di Vorkosigan con il quasi-fu Ezar Vorbarra. Negri era un individuo solido dal volto duro, quasi calvo, un freddo funzionario dell�aristocrazia che negli ultimi quarant�anni era stato corpo e anima al servizio dell�Imperatore. Una leggenda alquanto sinistra, dallo sguardo illeggibile.</p><p>Negri li accolse con impeccabile formalit�; prese la mano di Cordelia e si inchin� leggermente salutandola con un �milady� dal tono sincero, o almeno non pi� velato d�ironia degli altri suoi convenevoli. La signora�� o signorina?�� bionda dall�aria attenta indossava un abito civile ma aveva qualcosa di militaresco. Era alta, fornita di una muscolatura sviluppatissima, e ricambi� lo sguardo di Cordelia con notevole interesse.</p><p>Vorkosigan e Negri si salutarono brevemente, nello stile di due uomini che avessero comunicato cos� a lungo da sviluppare una sorta di codice telegrafico per quegli scambi di amenit�.�� E questa � la signorina Droushnakovi�� disse Negri, a beneficio di Cordelia ma senza specificare alcun titolo, presentandole la bionda con un rapido cenno della mano sinistra.</p><p>��E� uh, cosa fa di bello lei, signorina Droushnakovi?�� disse un po� disperatamente Cordelia dopo qualche secondo, visto che gli uomini stavano parlando fra loro. Negri non aveva presentato Koudelka, e lui e la Droushnakovi s�erano scambiati un�occhiata di lieve imbarazzo per quell�omissione.</p><p>��Sono Servente di Camera Interna, milady�� rispose lei, con un accenno d�inchino col capo, per cortesia.</p><p>��E cosa serve? A parte la camera interna, voglio dire.</p><p>��La Principessa Kareen, milady. Questo � solo il mio titolo di copertura. Io faccio parte dello staff disposto qui dal capitano Negri: Guardia del Corpo, Classe Uno.�� Era difficile dire quale dei titoli le fosse pi� gradito, ma Cordelia sospettava il secondo.</p><p>��Sono certa che lei dev�essere molto competente, per godere di tanta stima da parte del capitano Negri.</p><p>Questo le guadagn� un sorriso.�� Grazie, milady. Faccio del mio meglio.</p><p>Tutti seguirono il capitano Negri attraverso la porta pi� vicina, che dava in un vasto locale giallo ben soleggiato con le finestre rivolte a sud. Cordelia si domand� se quell�eclettico miscuglio di mobili e soprammobili fossero antichit� senza prezzo o imitazioni realizzate dopo la costruzione dell�ala nuova. Impossibile capirlo. Seduta su un divano di seta gialla in fondo al locale una donna bruna e snella li stava fissando come fossero una truppa che facesse irruzione in massa verso di lei.</p><p>La Principessa Kareen era una donna sulla trentina, fisicamente esile e dallo sguardo ansioso; aveva bei capelli neri, ma quasi nessun gioiello, e vestiva un liscio completo grigio di taglio semplice. Non di cattivo gusto, riconobbe Cordelia. Disteso bocconi sul pavimento un bambinetto bruno di circa quattro anni stava parlottando con uno stegosauro robot grande quanto un gatto, che gli rispondeva a grugniti. Lei lo fece alzare, gli impose di spegnere il robot e lo costrinse a sedersi al suo fianco, ordini ai quali il piccolo ubbid�, anche se rifiut� testardamente di deporre il robot scaglioso e se lo tenne sulle ginocchia. Cordelia fu sollevata nel vedere che il giovane Principe era vestito come un qualsiasi bambino della sua et�, in modo adatto ai suoi giochi.</p><p>In tono formale Negri present� Cordelia alla Principessa e al Principe Gregor. Lei non era sicura se dovesse inchinarsi, n� di quanti gradi esattamente, e fin� per inclinare la testa nello stesso modo cortese ma poco impegnativo della Droushnakovi. Gregor la fiss� con seriet�, come chiedendosi solennemente chi diavolo fosse, e lei gli rivolse un sorriso che sper� rassicurante.</p><p>Vorkosigan invece poggi� un ginocchio al suolo di fronte al bambino (solo Cordelia lo vide deglutire) e disse:�� Voi sapete chi sono io, Principe Gregor?</p><p>Il bambino si strinse contro il fianco della madre e alz� lo sguardo in cerca del suo. Lei lo incoraggi� con un cenno.�� Lord Aral Vorkosigan�� rispose allora, con voce sottile.</p><p>Vorkosigan gli lasci� la mano, conscio che conveniva temperare la sua aristocratica intensit�, e ingentil� il tono.�� Principe, vostro nonno mi ha chiesto di essere Reggente per voi. Qualcuno vi ha gi� spiegato cosa significa questo?</p><p>Gregor scosse il capo, a bocca chiusa. Vorkosigan si gir� a mezzo verso Negri e inarc� un sopracciglio, in un muto rimprovero. Il Capo della Sicurezza non cambi� espressione.</p><p>��Questo significa che io far� il lavoro di vostro nonno finch� voi non sarete abbastanza grande da farlo da solo, quando compirete vent�anni. Cio� per i prossimi sedici anni. Io avr� cura di voi e di vostra madre. Far� le veci di vostro nonno, e provveder� che abbiate una buona istruzione affinch� un giorno siate pronto a svolgere il compito che vi spetta, quello che � stato di vostro nonno, per essere un bravo sovrano.</p><p>Aveva un�idea il piccolo di cosa fosse un sovrano? Vorkosigan, not� freddamente Cordelia, era stato ben attento a non dire �far� le veci di vostro padre�. Ben attento a non accennare in nessun modo al Principe Serg. Il quale era sulla buona strada per svanire del tutto dalla storia di Barrayar, cos� com�era svanito in polvere con la sua nave, nella battaglia orbitale.</p><p>��Per ora�� continu� Vorkosigan,�� il vostro compito � di studiare, coi vostri insegnanti, e di fare ci� che vostra madre vi dice. Pensate di poterlo fare?</p><p>Gregor deglut� saliva. Annu�.</p><p>��Io credo che ci riuscirete bene�� concluse Vorkosigan con un fermo assenso col capo, identico a quello che rivolgeva ai suoi ufficiali, e si alz�.</p><p><emphasis>Anch�io credo che ci riuscirai bene, Aral, </emphasis>pens� Cordelia.</p><p>��Gi� che lei � qui, signore�� disse Negri, dopo qualche secondo di attesa per accertarsi di non inciampare su altre parole di quel discorsetto,�� vorrei che venisse gi� in Sala Operazioni. Ci sono due o tre rapporti che dovrei presentarle. L�ultimo, da Darkoi, sembra indicare che la morte del Conte Vorlakail risalga a prima dell�incendio della sua residenza, il che getta una nuova luce� o un�ombra, sulla faccenda. Poi c�� il problema di ristrutturare il Ministero dell�Educazione Politica�</p><p>��Smantellandolo, certo��� borbott� Vorkosigan.</p><p>��Se sar� il caso. Inoltre abbiamo un altro atto di sabotaggio, su Komarr.</p><p>��S�, vedo. Va bene, andiamo. Cordelia, uh�</p><p>��Forse Lady Vorkosigan preferisce restare un poco qui, mentre lei risolve queste gravi questioni politiche?�� mormor� la Principessa Kareen con appena una sfumatura d�ironia.</p><p>Vorkosigan la guard� con aperto sollievo.�� La ringrazio, milady.</p><p>La Principessa si accarezz� distrattamente le labbra sottili con un dito mentre gli uomini uscivano a passo di marcia, rilassandosi solo quando furono fuori.�� Bene. Speravo di poterla avere tutta per me�� disse poi a Cordelia, con un�espressione alquanto pi� vivace. A un suo cenno il bambino scivol� gi� dal divano e depose al suolo il robot, tornando subito ai suoi giochi.</p><p>Droushnakovi stava ancora guardando la porta, accigliata.�� Come mai quell�ufficiale cammina cos�?�� domand� a Cordelia.</p><p>��Il tenente Koudelka � stato colpito da un distruttore neuronico�� rispose lei un po� sulle sue, senza capire se lo strano tono della ragazza contenesse un vago disprezzo.�� Un anno fa, quando prestava servizio con Aral a bordo della <emphasis>Generale Vorkraft. </emphasis>Sembra che qui la chirurgia neurale non sia all�altezza dello standard galattico.�� Tacque, timorosa di dare l�impressione di criticare la sua ospite. Non che la Principessa Kareen fosse responsabile del livello della chirurgia su Barrayar.</p><p>��Ah! Durante la battaglia di Escobar, per caso?�� domand� Droushnakovi.</p><p>��In effetti, per dirla rozzamente, quello � stato il colpo d�avvio della battaglia di Escobar. Anche se, suppongo, lei lo definirebbe un colpo d�avvertimento.�� Un po� provocante, come frase, ma le era scappata di bocca.</p><p>��Lady Vorkosigan� o forse dovrei dire la comandante Naismith� era lࠗ aggiunse la Principessa Kareen.�� Perci� dovrebbe saperlo meglio di altri.</p><p>Cordelia trov� la sua espressione difficile da interpretare. Quanti dei famigerati rapporti di Negri arrivavano fra le mani della Principessa?</p><p>��Dev�esser stato terribile per lui! A guardarlo, si direbbe che prima fosse un uomo molto atletico�� disse la guardia del corpo.</p><p>��Lo era.�� Cordelia le sorrise con pi� calore, rilassando il proprio atteggiamento difensivo.�� I distruttori neuronici sono armi disgustose, a mio parere.�� Con un riflesso automatico si tocc� il punto insensibile della coscia, ustionato dal distruttore neuronico ma fortunatamente solo in superficie. Il colpo, di striscio, non era penetrato abbastanza da ledere le funzioni muscolari. Ora si pentiva di non essersi fatta curare a fondo prima di lasciare casa sua.</p><p>��Sieda, la prego, Lady Vorkosigan.�� La Principessa Kareen tocc� il divano accanto a lei, nel posto lasciato libero dal futuro Imperatore.�� Drous, sarebbe cos� gentile da portare Gregor a fare un po� di colazione?</p><p>Droushnakovi annu�, stringendo impercettibilmente gli occhi come se avesse ricevuto un messaggio codificato in quella semplice richiesta. Fece alzare il bambino e usc�, tenendolo per mano. La vocetta di lui echeggi� nel corridoio esterno:�� Droushie, posso prendere una pasta alla panna anche per Steggy? Lui � un dinosauro piccolo, e mangia solo paste alla panna.</p><p>Cordelia rest� seduta rigidamente. I suoi pensieri tornarono ai rapporti di Negri e alla disinformazione dei barrayarani sul loro stesso tentativo, abortito, d�invadere Escobar. Quel pianeta era il migliore vicino, e alleato, di Colonia Beta� e le armi che avevano disintegrato il Principe della Corona Serg, nello spazio orbitale di Escobar, erano state portate attraverso il blocco barrayarano da una certa comandante Naismith, della flotta di soccorso betana. Quella parte della verit� era innegabile, e pubblicamente nota, e lei non intendeva fare le sue scuse a nessuno. Era la storia segreta, quella che continuava a svolgersi dietro le quinte dell�alto comando di Barrayar, ad essere cos� ingannevole, Cordelia decise che era la parola. E pericolosa, come un gas tossico male immagazzinato.</p><p>Con suo sbalordimento, la Principessa Kareen d�un tratto le prese una mano, se la port� alle labbra e la baci� con foga.</p><p>��Io l�ho giurato!�� disse con voce rauca.�� Ho giurato che avrei baciato la mano che ha ucciso Ges Vorrutyer. Grazie. Grazie!�� Le sfugg� un ansito. Il suo volto era impallidito per l�emozione. Poi si schiar� la gola, ricompose i lineamenti con uno sforzo e annu�.�� Grazie, milady. Dio la benedica.</p><p>��Io��� Cordelia si sfreg� il punto che l�altra aveva baciato.�� Ma non� uh� questo onore appartiene a un altro, milady. In realt� non sono stata io a tagliare la gola dell�ammiraglio Vorrutyer.</p><p>La Principessa Kareen strinse con forza le mani in grembo. I suoi occhi scintillavano.�� Allora <emphasis>chi </emphasis>� stato? Lord Vorkosigan?</p><p>��No.�� Cordelia scosse il capo, esasperata.�� Negri avrebbe dovuto darle il rapporto vero. � stato il sergente Bothari. Mi ha salvato la vita, quel giorno.</p><p>��Bothari!�� Kareen s�irrigid�, stupefatta.�� Bothari il mostro? Bothari, il folle sicario di Vorrutyer?</p><p>��Ho dovuto accollarmi io la responsabilit� al suo posto, signora, perch� se la verit� fosse stata resa pubblica avrebbero dovuto giustiziarlo per ammutinamento e omicidio. Ma� non posso rubargli il merito. Se vuole, posso trasmettergli la sua gratitudine, ma non credo che ricordi quell�episodio. Dopo la guerra � passato attraverso una drastica terapia mentale, prima del congedo� cio�, quella che voi barrayarani chiamate �terapia�.�� Non pi� evoluta della neurochirurgia, temeva Cordelia.�� E credo che non fosse del tutto, uh, normale, a quel tempo.</p><p>��No, non lo era�� disse Kareen.�� Credevo che fosse una creatura di Vorrutyer.</p><p>��Ma ha deciso� lui stesso, ha voluto cambiare. Credo che sia stato uno degli atti pi� eroici che io abbia mai visto. Si � tirato fuori da quella palude di follia e di malvagit�, in un anelito disperato di��� Cordelia s�interruppe, imbarazzata di dover dire �redenzione�. Dopo una pausa, domand�:�� Lei incolpa l�ammiraglio Vorrutyer di aver, uh, corrotto il Principe Serg?�� Gi� che stavano dando aria a quella stanza chiusa, pens� <emphasis>Nessuno parla del Principe Serg. Lui aveva scelto una sanguinosa scorciatoia per il trono, e ora lo stanno� cancellando.</emphasis></p><p>��Ges Vorrutyer��� le mani di Kareen fremettero,�� trov� in Serg un compagno che la pensava come lui. Un seguace entusiasta, nel suo vile scopo. Forse non� non � stata tutta colpa di Vorrutyer. Io non lo so.</p><p>Una risposta onesta, si disse Cordelia. A bassa voce Kareen aggiunse:�� Ezar mi protesse da Serg, durante la mia gravidanza. Quando mio marito fu ucciso a Escobar non lo vedevo da un anno.</p><p><emphasis>Forse anch�io non nominer� Serg mai pi�. </emphasis>- Ezar � stato un forte protettore. Spero che Aral lo sia altrettanto.�� Era lecito parlare di Ezar come se fosse gi� morto? Tutti quanti sembravano farlo.</p><p>Kareen emerse da un momento di assenza e rimise a fuoco lo sguardo.�� Una tazza di th�, Lady Vorkosigan?�� Sorrise, sfior� un comunicatore celato nella spilla sul bavero del vestito e diede ordini a una cameriera di palazzo. Apparentemente il colloquio privato era finito. La comandante Naismith doveva ora immaginare con quali modi Lady Vorkosigan potesse prendere il th� con una Principessa.</p><p>L�erede al trono e la guardia del corpo ricomparvero mentre la cameriera serviva i pasticcini alla crema, e Gregor dimostr� subito che il suo appetito non aveva bisogno d�incoraggiamenti. Kareen gli imped� con fermezza di imboccare lo stegosauro. Il figlio del Principe Serg sembrava un bambino normalissimo, anche se un po� taciturno davanti agli estranei. Cordelia si accorse di guardarlo con affettuoso interesse. Istinto materno. Tutte lo avevano. Fino a che punto Kareen era disposta ad arrivare per lui?</p><p>��Cosa ne pensa della sua nuova patria, Lady Vorkosigan?�� domand� la Principessa, passando alla conversazione formale. Discorsi da th� e biscotti, ora. Niente crudi bagliori d�emozione nello sguardo. Non di fronte al bambino.</p><p>Cordelia riflett� un momento.�� La villa di campagna, nel sud, a Vorkosigan Surleau, � un posto splendido. Quel lago meraviglioso � pi� grande di qualsiasi specchio d�acqua di Colonia Beta� eppure Aral lo prende per scontato. Il vostro pianeta � incantevole.�� <emphasis>Il �vostro� pianeta? Non il mio? </emphasis>Per associazione automatica �patria� significava Colonia Beta nella mente di Cordelia. Ma avrebbe potuto restare per sempre fra le braccia di Aral, sul lago.</p><p>��La capitale, qui� be�, � certo pi� varia di qualunque citt� del mio� di Colonia Beta.�� Dentro di s� ridacchi� del suo lapsus.�� Ma sembra popolata di soldati. L�ultima volta che mi sono vista attorno tante uniformi verdi � stato in un campo di prigionia.</p><p>��Ci vede ancora come il �nemico�?�� s�incurios� la Principessa.</p><p>��Oh, avevate smesso d�essere il nemico per me molto prima della fine della guerra. Soltanto vittime assortite, pi� o meno cieche.</p><p>��Lei ha occhi penetranti, Lady Vorkosigan.�� La Principessa sorseggi� il th�, abbassando il suo sorriso nella tazza. Cordelia sbatt� le palpebre.</p><p>��A Casa Vorkosigan c�� un�atmosfera militaresca, specialmente quando il Conte Piotr � in cittࠗ disse.�� Tutti i suoi dipendenti sono in divisa. Suppongo di aver visto una o due cameriere, finora, che sbirciavano da dietro un angolo, ma non sono riuscita ad accalappiarne una per me. Un campo militare barrayarano. Su Beta il personale � organizzato in modo diverso.</p><p>��Misto�� disse Droushnakovi. C�era una luce d�invidia nei suoi occhi?�� Uomini e donne che lavorano insieme.</p><p>��Assunzioni per test attitudinali�� annu� Cordelia.�� Nessuna discriminazione. Naturalmente i lavori pi� pesanti sono assegnati agli uomini, ma non hanno questo strano attaccamento ossessivo al ruolo mascolino.</p><p>��Rispetto�� sospir� Droushnakovi.</p><p>��Be�, se le persone impegnano la loro vita lavorativa al servizio della comunit�, � chiaro che meritano e ottengono rispetto�� disse Cordelia.�� Non posso negarlo: sento la mancanza delle mie colleghe ufficialesse. E di altre amiche, donne di carriera nelle professioni tecniche e scientifiche, a casa mia.�� Di nuovo una parola nostalgica, �casa�.�� Qui non mancano gli uomini brillanti; devono pur esserci donne altrettanto capaci. Dove si nascondono? Se��� Cordelia s�interruppe, rendendosi conto che Kareen avrebbe potuto fraintendere e prenderla per un�osservazione offensiva per lei. Ma aggiungere in extremis �escluse le presenti� avrebbe sottolineato, invece di cancellare, la goffa insinuazione.</p><p>Se per� Kareen ci vide qualcosa di personale, lo tenne per s�. E Cordelia fu salvata dal pericolo di altri imbarazzanti passi falsi dal ritorno di Aral e Illyan. Si accomiatarono con cortese formalit� e lasciarono il palazzo.</p><empty-line/><p>Quella sera il capitano Illyan riapparve a Casa Vorkosigan seguito dalla signorina Droushnakovi. La muscolosa bionda aveva una grossa valigia in mano, e quando l�ebbe poggiata al suolo nell�atrio si guard� attorno con aperto interesse.</p><p>��Il capitano Negri ha assegnato la signorina Droushnakovi alla consorte del Reggente, come guardia del corpo�� spieg� Illyan. Aral approv� con un cenno del capo.</p><p>Pi� tardi Droushnakovi consegn� a Cordelia una busta sigillata, di fine carta color crema. Inarcando un sopracciglio lei la apr�. Il biglietto, scritto a mano, era breve e conciso. La firma leggibile e senza fronzoli.</p><p><emphasis>�Con i miei auguri,� </emphasis>diceva. <emphasis>�Sono certa che passa volentieri al suo servizio. Kareen.�</emphasis></p></section><section><title><p>CAPITOLO SECONDO</p></title><p>Il mattino dopo, svegliandosi, Cordelia scopr� che Vorkosigan era gi� uscito, e si trov� cos� alle prese col suo primo giorno su Barrayar senza il supporto e la compagnia del marito. Decise che lo avrebbe occupato facendo gli acquisti che le erano venuti in mente il pomeriggio precedente vedendo Koudelka arrancare su per le scale. E aveva idea che Droushnakovi sarebbe stata la guida indigena ideale per quel programma.</p><p>S� vest� e usc� in cerca della sua guardia del corpo. Trovarla non fu difficile: Droushnakovi era seduta in corridoio, proprio davanti alla porta della camera da letto, e alzandosi per darle il buongiorno aveva l�aria di aver ascoltato e analizzato i suoi passi fin da quando s�era infilata le pantofole per andare in bagno. La ragazza, riflett� Cordelia, sembrava proprio aver bisogno di un�uniforme. Malgrado il suo metro e ottantacinque di statura era cos� robusta che in quel vestito appariva tozza. Cordelia si domand� se, come consorte del Reggente, avrebbe potuto permettersi personale con una sua livrea, e durante la colazione si divert� a disegnare mentalmente il tipo di uniforme che avrebbe potuto dare un aspetto pi� elegante a quella valchiria.</p><p>��Sai, tu sei la prima guardia del corpo di sesso femminile che io abbia visto su Barrayar�� comment� Cordelia mentre il cameriere le serviva un uovo sodo, il caff� e quelli che sembravano fiocchi d�avena indigeni conditi col burro, evidentemente la colazione standard nella dimora cittadina dei Vorkosigan.�� Come mai ti sei trovata a fare un lavoro di questo genere?</p><p>��Be�, io non sono una vera guardia del corpo, come gli uomini che avete qui, in livrea�</p><p>Ah, di nuovo la magia delle uniformi.</p><p>��� ma mio padre e i miei tre fratelli sono tutti nel Servizio. Questo era il lavoro pi� vicino a quello del militare che potessi fare.</p><p>Innamorata dell�esercito, come tutti su Barrayar. Cordelia la incoraggi� a proseguire con un cenno del capo.</p><p>��Io studiavo il Judo, per sport, da ragazzina. Ma ero gi� troppo robusta per i corsi femminili di autodifesa. Non c�era un�insegnante o un�allieva con cui potessi addestrarmi davvero, e fare da sola era una noia e serviva a poco. I miei fratelli cominciarono a portarmi con loro ai corsi per uomini, e poi� una cosa tira l�altra. I primi due anni partecipai ai campionati femminili e vinsi il titolo mondiale tutte e due le volte. La Federazione era d�accordo, perch� il Judo � questione di abilit� e non di forza. Ma l�anno dopo scelsi di partecipare solo per esibizione. Poi, tre anni fa, un uomo del capitano Negri parl� con mio padre e disse che aveva un lavoro per me. Fu allora che cominciai l�addestramento con le armi. Mi dissero che la Principessa chiedeva da anni una guardia del corpo femmina, ma che non erano mai riusciti a trovarne una capace di passare tutti i test. Anche se��� Scroll� le spalle, con un sorrisetto di autodeprecazione,�� la donna che ha ucciso l�ammiraglio Vorrutyer non ha certo bisogno d�essere protetta da una semplice� voglio dire, lei � una vera militare, un�ufficialessa.</p><p>Cordelia represse l�impulso di dirle la verit�.�� Mmh. Sono stata fortunata. Comunque, ora devo tenermi lontana dagli sforzi fisici. La gravidanza, sai.</p><p>��S�, milady. L�ho letto in uno dei�</p><p>��Rapporti del capitano Negri�� fin� Cordelia all�unisono con lei.�� Non mi stupisce. Probabilmente lui lo sapeva prima di me.</p><p>��S�, milady.</p><p>��Quando eri bambina qualcuno incoraggiava la tua passione per lo sport?</p><p>��Fino ai dieci o undici anni, s�. Poi� non proprio. Tutti pensavano che io fossi un po� strana.�� Droushnakovi si accigli�, e Cordelia ebbe l�impressione di aver risvegliato ricordi dolorosi.</p><p>Guard� la ragazza, pensosamente.�� I tuoi fratelli sono pi� anziani di te?</p><p>Negli occhi azzurri della bionda ci fu un�ombra.�� S�, milady. Ma loro capivano. Per loro era normale che la sorella volesse� imitarli.</p><p>��Lo immagino.�� �Per loro� significava �soltanto per loro.� <emphasis>E io che temevo Barrayar per ci� che fa ai suoi figli. Non c�� da stupirsi che avessero difficolt� a trovarne una capace di superare i test. </emphasis>- Cos� sei addestrata all�uso delle armi. Benissimo. Oggi andr� a fare spese e potrai farmi da guida.</p><p>Droushnakovi sbatt� le palpebre.�� S�, milady. In centro ci sono dei negozi dove vendono articoli di lusso� non che io ci sia mai entrata, ma li conosco. Quale genere di abiti desidera acquistare?�� domand� educatamente, senza riuscire a celare del tutto il suo disappunto per gli interessi della �vera militare�.</p><p>��Dove si pu� trovare un buon bastone-spada? Non intendo un bastone animato, ma uno da passeggio che sia un fodero per la spada.</p><p>L�espressione delusa scomparve.�� Oh, conosco io il posto adatto. So dove si servono gli ufficiali Vor e i Conti per rifornire il loro personale. Cio� neppure l� sono mai entrata. La mia famiglia non � Vor, cos� non ci � permesso di tenere armi, salvo che durante il servizio. � il negozio pi� fornito della capitale.</p><empty-line/><p>Una delle guardie in livrea del Conte Vorkosigan fece loro da autista fino in centro. Cordelia si rilass� e lasci� vagare lo sguardo sugli edifici e sul traffico. Droushnakovi, in servizio, stava allerta e osservava sia i veicoli che i pedoni. Cordelia ebbe l�impressione che sapesse dove guardare e cosa cercare. Ogni tanto la ragazza si toccava distrattamente il bolero ricamato, sotto cui era nascosto uno storditore.</p><p>L�auto svolt� in una traversa stretta ma ben tenuta, chiusa fra antichi edifici di pietra. Sull�insegna del negozio d�armi c�era scritto solo <emphasis>Siegling</emphasis>, in discrete lettere dorate. Chiaramente, chi arrivava l� senza sapere dov�era non avrebbe dovuto essere l�. L�uomo in livrea attese fuori, e Cordelia e Droushnakovi entrarono. Il negozio, pavimentato in soffice moquette, aveva una tappezzeria in pannelli di legno scuro e nell�aria stagnava un odore che a Cordelia ricord� quello dell�armeria della sua nave della Sorveglianza Astronomica; un odore di casa, singolare in un posto straniero. Guard� i pannelli di legno e mentalmente calcol� il loro valore in dollari betani. Una bella cifra. Ma il legno sembrava comune come la plastica l�, e nessuno ci faceva caso. Le armi portatili il cui acquisto e uso era legale per i membri della classe superiore erano elegantemente in mostra in vetrinette a muro. Oltre agli storditori e alle armi da caccia c�era un�impressionante variet� di spade e coltelli. Evidentemente l�editto imperiale contro i duelli proibiva il loro uso, ma non il loro possesso.</p><p>Il commesso, un uomo anziano dagli occhi stretti e dai gesti morbidi, venne subito loro incontro.�� Buongiorno, signore. In cosa possiamo servirle?�� Non era affatto sorpreso. Cordelia si disse che le donne di classe Vor venivano l� spesso, a comprare regali per i loro amici o amanti. Ma con lo stesso tono l�uomo avrebbe potuto dire: <emphasis>Allora, bambini, avete visto in vetrina qualcosa che vi piace? </emphasis>Le stava mettendo al loro posto con una sorta di linguaggio non scritto? Be�, meglio non farci caso.</p><p>��Vorrei vedere un bastone-spada, adatto a un uomo sul metro e ottantacinque. Con l�impugnatura a� uh, circa questa altezza dal suolo�� disse Cordelia, calcolando a occhio e croce la lunghezza del braccio di Koudelka.�� Robusto, ma elegante. Da passeggio.</p><p>��S�, signora.�� Il commesso scomparve nel retro e ritorn� quasi subito con un esempio, in legno leggero ed elaboratamente intarsiato a mano.</p><p>��Mi sembra un po�� non saprei.�� <emphasis>Troppo sgargiante? </emphasis>- Come funziona?</p><p>Il commesso le mostr� il meccanismo dell�impugnatura. Il fodero di legno si sfil� sulla spinta di una molla interna, lasciando emergere una lama lunga e sottile. Cordelia allung� una mano e l�uomo, con una certa riluttanza, le consegn� l�arma.</p><p>Lei la soppes�, pass� un dito sulla lama, poi la porse alla sua guardia del corpo.�� Che ne pensi?</p><p>Droushnakovi la impugn� con un sorriso, ma subito corrug� le sopracciglia.�� Non � molto ben bilanciata.�� Rivolse al commesso un�occhiata interrogativa.</p><p>��Ricorda che lavori per me, non per lui�� disse Cordelia, riconoscendo in quello scambio di sguardi la differenza di classe sociale in azione.</p><p>��Non � granch�, come spada.</p><p>��Questa � un�eccellente opera artigianale importata da Darkoi, signora�� replic� freddamente il commesso.</p><p>Sorridendo Cordelia si fece restituire l�arma.�� Mettiamo alla prova la sua affermazione, allora.</p><p>Sollev� l�arma nel saluto dei duellanti, poi estese il braccio e la punt� contro la parete. La punta penetr� nel pannello di legno, e Cordelia vi si appoggi� con tutto il suo peso. La lama si spezz� in due. Con espressione blanda lei restitu� i pezzi al commesso.�� Come potete restare in affari se i vostri clienti non sopravvivono per acquistare altri articoli? Sicuramente la reputazione di Siegling non � nata dalla vendita di questi giocattoli. Mi faccia vedere qualcosa di adatto a un vero soldato, non a un damerino di citt�.</p><p>��Signora�� disse rigidamente il commesso,�� devo farle notare che la mercanzia danneggiata va comunque pagata.</p><p>Cordelia sbuff� sdegnosamente.�� Naturale. Mandi il conto a mio marito. Ammiraglio Aral Vorkosigan. Casa Vorkosigan. E aggiunga una nota di spiegazione sul perch� lei ha ritenuto di potermi vendere un acciaio scadente.�� Quest�ultima era una rivalsa insolente, ma se quella gente ci teneva alle differenze sociali, che se sentisse il peso.</p><p>Il commesso s�inchin� profondamente.�� Le domando perdono, milady. Credo di avere qualcosa di pi� adatto, se milady vuole compiacersi di aspettare un momento.</p><p>L�uomo scomparve di nuovo, e Cordelia sospir�.�� Acquistare dai distributori automatici � molto pi� semplice. Ma l�accenno al Rapporto all�Autorit� Competente funziona nello stesso modo su tutti i pianeti della galassia.</p><p>L�articolo successivo era di legno liscio, senza fronzoli ma ben rifinito. Il commesso glielo porse senza sfilare il fodero, con un leggero inchino.�� Basta premere il pulsante, milady.</p><p>Era molto pi� pesante dell�altro bastone-spada. Il fodero schizz� via come un proiettile, andando a sbattere contro il muro con un tonfo soddisfacente, gi� quasi un�arma di per s�. Cordelia soppes� anche quella lama. La superficie dell�acciaio aveva una strana filigrana, che si scorgeva solo quando la luce la colpiva da una certa angolazione. Lei la sollev� ancora nel saluto rituale, e gett� un�occhiata al commesso.�� Non c�� pericolo che il costo sia tolto dal suo salario?</p><p>��Faccia pure, milady.�� L�uomo esib� un breve sogghigno.�� Questa lei non la spezza.</p><p>Cordelia sottopose la lama allo stesso esame dell�altra. La punta si conficc� nel legno molto pi� a fondo, e bench� lei vi si appoggiasse e facesse forza riusc� appena a piegarla di poco. Tuttavia erano ben altri i test che una spada avrebbe dovuto sopportare. La diede a Droushnakovi, che accarezz� l�acciaio con una luce di adorazione nello sguardo.</p><p>��Questa ha <emphasis>classe</emphasis>, milady. Questa � una spada.</p><p>��Sono certa che sar� usata come bastone e nient�altro. Tuttavia� � bene che possa svolgere le sue funzioni. Prender� questa.</p><p>Mentre il commesso incartava il bastone-spada, Cordelia si ferm� davanti a una vetrina in cui c�erano numerosi storditori, di metallo intarsiato e con l�impugnatura sagomata.</p><p>��Pensa di comprarne uno per s�, milady?�� chiese Droushnakovi.</p><p>��Io� non credo. Barrayar ha abbastanza soldati per non doverne importare una da Colonia Beta. E io non sono qui per dedicarmi all�esercizio delle armi. Vedi qualcosa che ti piace?</p><p>Nello sguardo di Droushnakovi ci fu un lampo di desiderio, ma le sue dita sfiorarono il bolero e scosse il capo.�� L�equipaggiamento del capitano Negri � il migliore. Neppure Siegling ha qualcosa di pi� efficiente; solo di pi� elegante.</p><empty-line/><p>Quella sera cenarono insieme tutti e tre, Vorkosigan, Cordelia e il tenente Koudelka. Il nuovo segretario privato dell�ammiraglio appariva un po� stanco.</p><p>��Cos�avete fatto voi due in tutto il giorno?�� domand� lei.</p><p>��Pascolato uomini, per lo pi��� rispose Vorkosigan.�� Il Primo Ministro Vortala aveva alcuni voti che non erano nella sua tasca come dichiarava, e noi ce li siamo lavorati, uno o due alla volta, dietro una porta chiusa. Ci� che vedrai domani nelle camere del Consiglio non sar� la politica barrayarana al lavoro, ma solo i suoi risultati. E tu, cos�hai fatto di bello?</p><p>��Oh, sono andata a far compere. Gi� che c�ero ho acquistato una cosa anche per Kou. La canna di bamb� che adopera adesso si piega in un modo che io trovo allarmante.�� Cordelia and� a prendere il bastone-spada e disfece l�involto.�� Con questo non rischierai di andare a sbattere in terra, Kou.</p><p>Koudelka si mostr� educatamente grato, anche se la sua prima reazione era stata il momentaneo imbarazzo di chi avrebbe preferito non vedersi regalare niente. Quando per� sent� il peso del bastone ne fu colto di sorpresa, e sbatt� le palpebre.�� Ehi, ma questo non � un semplice�</p><p>��Devi premere il pulsante. Non puntarlo�!</p><p><emphasis>Thwack!</emphasis></p><p>��� contro la finestra.�� Per fortuna il fodero and� a sbattere contro l�intelaiatura, rimbalzando sul pavimento. Aral e Kou si alzarono in piedi di scatto.</p><p>Mentre Cordelia andava a recuperare il fodero, Koudelka pass� un dito sulla lama. Gli brillavano gli occhi.�� Oh, milady!�� Poi la sua espressione si scur�. Rinfoder� la lama con cura e le restitu� il bastone-spada.�� Penso che lei non potesse saperlo. Ma io non sono Vor. Non � legale che io possegga un�arma privata.</p><p>��Oh.�� Cordelia si sent� cadere le braccia.</p><p>Vorkosigan inarc� un sopracciglio.�� Posso vedere questo oggetto, Cordelia?�� Esamin� il bastone, sfoderando la lama stavolta con pi� cautela.�� Mmh. Sono nel giusto se presumo che sar� io a pagare quest�arma?</p><p>��Be�, ti converr� onorare il conto, quando arriver�. Anche se non credo che debba pagare tu la spada che ho spezzato nel controllarne la lama. I cocci di quella sono miei.</p><p>��Capisco.�� Sulla bocca di lui ci fu l�ombra di un sorriso.�� Tenente Koudelka, signore, come vostro ufficiale comandante e alto vassallo di Sua Maest� Imperiale Ezar Vorbarra, io ho il privilegio di affidarvi formalmente questa mia arma, affinch� voi la portiate al Servizio dell�Imperatore, possa egli regnare a lungo.�� L�inevitabile ironia di quelle frasi formali rischi� di trasformare il suo sorriso in un sogghigno, ma si tenne eretto e consegn� il bastone-spada a Koudelka, che s�illumin� in volto.</p><p>��Vi ringrazio, eccellenza! Voi mi fate onore!�� I due uomini si scambiarono un inchino.</p><p>Cordelia scosse il capo.�� Bene. Credo che non capir� mai questo posto.</p><p>��Chieder� a Kou di cercarti un po� di aneddoti legali. Non stasera, per�. Gli resta appena il tempo di mettere ordine nei suoi appunti di oggi, prima che Vortala piombi qui con un paio dei suoi adepti. Kou, puoi prendere possesso della biblioteca del Conte mio padre. Ci vedremo l� pi� tardi.</p><p>I camerieri entrarono a sparecchiare. Koudelka scese in biblioteca per mettersi al lavoro, e Vorkosigan e Cordelia andarono a sedersi nel salotto accanto, al pianterreno, per leggere un poco, prima che arrivassero gli ospiti. Vorkosigan aveva dei rapporti, che esamin� sullo schermo di un lettore portatile. Cordelia vide che i notiziari televisivi erano gi� finiti, cos� s�infil� un auricolare e divise il suo tempo fra una lezione di lingua russo-barrayarana e un video, ancor pi� difficile, sui primi mesi di vita dei neonati. Il silenzio era rotto solo da occasionali borbottii di Vorkosigan, diretti pi� a se stesso che a lei, come:�� Ah ha! Allora � questo che sta meditando quel bastardo.�� Oppure:�� Dannazione, queste cifre mi sembrano strane. Bisogna controllarle��� O anche da Cordelia con frasi tipo:�� Santo cielo, mi chiedo se tutti i bambini fanno questo.�� E inoltre da un saltuario <emphasis>thwack! </emphasis>che giungeva attraverso il muro dall�adiacente biblioteca, cosa che li distraeva entrambi, facendoli scoppiare a ridere.</p><p>��Oh, caro�� disse Cordelia dopo il quarto schiocco sulla parete,�� spero di non averlo troppo distratto dai suoi doveri.</p><p>��Sapr� cavarsela bene, quando avremo una routine pi� normale. Il segretario personale di Vorbarra lo ha preso sotto tutela e gli sta insegnando a organizzarsi. Dopo che Kou lo avr� seguito in tutto il protocollo del funerale, qualunque altra cosa gli sembrer� un gioco da bambini. Il bastone-spada � stato un lampo di genio. Grazie.</p><p>��Ho notato che anche con noi, che siamo in confidenza, � molto sensibile ai suoi handicap. Mi sono detta che una lama pu� aiutare un uomo ad arruffare un po� le penne.</p><p>��La nostra societ� � cos�. E tende a essere piuttosto dura con chi non sta al passo con certi� punti di vista.</p><p>��Capisco. Strano� ora che ne parli, non ricordo di aver visto altro che gente in piena salute per le strade e altrove, salvo che all�ospedale. Niente sedie a rotelle, niente giovani dallo sguardo vacuo a rimorchio dei loro genitori�</p><p>��N� li vedrai.�� Vorkosigan si accigli�.�� Tutti i problemi che si possono identificare prima della nascita vengono eliminati.</p><p>��Be�, anche noi facciamo questo, ma di solito gi� anni prima del concepimento.</p><p>��Qui si ricorre all�aborto. E chi non ci ha pensato per tempo provvede dopo� in qualche posto deserto fuori citt�.</p><p>��Oh!</p><p>��In quanto agli adulti minorati a causa di traumi�</p><p>��Santo cielo, non praticherete l�eutanasia su di loro, no?</p><p>��Il tuo Alfiere Dubauer non sarebbe vissuto a lungo, qui. Dubauer aveva ricevuto un colpo di distruttore neuronico alla testa ed era rimasto vivo. Pi� o meno.</p><p>��Per chi ha minorazioni tipo quella di Koudelka, o peggio� le stigmate sociali sono gravi. Osservalo in un gruppo di perfetti estranei, se ti capita, non fra i suoi conoscenti. Non � un caso che la percentuale di suicidi fra i militari feriti sia altissima.</p><p>��� una cosa orribile.</p><p>��A me sembrava normale, una volta. Oggi� oggi non pi�. Ma la gente la pensa ancora cos�.</p><p>��E per problemi mentali come quelli che aveva Bothari?</p><p>��Dipende. Lui era uno strumento utilizzabile. Per quelli non utilizzabili��� Vorkosigan abbass� lo sguardo, lasciando la frase in sospeso.</p><p>Cordelia ebbe un fremito.�� Io continuo a dirmi che mi adatter� a questo pianeta. Poi giro un angolo e vado a sbattere in cose come queste.</p><p>��Sono trascorsi solo ottant�anni da quando Barrayar ha ripreso contatto con la civilt� galattica. Non avevamo perduto soltanto la tecnologia, nell�Era dell�Isolamento. Quella l�abbiamo recuperata in fretta, come si mette un vestito nuovo. Ma sotto di esso� in qualche posto siamo ancora nudi. In quarantaquattro anni di vita io ho cominciato appena ora a vedere fino a che punto siamo nudi.</p><p>Il Conte Vortala e i suoi �adepti� giunsero pochi minuti dopo, e Vorkosigan spar� in biblioteca con loro. Quella stessa sera, sul tardi, arriv� anche il vecchio Conte Piotr, dal suo Distretto, per partecipare alla votazione del Consiglio riunito.</p><p>��Be�, almeno un voto sicuro lo avr�, domani�� scherz� Cordelia col suocero mentre lo aiutava a togliersi la giacca, nel freddo atrio pavimentato in pietra.</p><p>��Mmh. Pu� considerarsi fortunato ad averlo. In questi ultimi anni � venuto fuori con alcune strane idee dannatamente radicali. Se non fosse mio figlio potrebbe sognarselo, il mio voto�� dichiar� Piotr. Ma nei suoi occhi ci fu un lampo d�orgoglio.</p><p>Cordelia sbatt� le palpebre nel sentire definire cos� le idee politiche di Aral Vorkosigan.�� Confesso di non aver mai pensato a lui come una specie di rivoluzionario. �Radicale� qui dev�essere un termine pi� elastico di quel che credevo.</p><p>��Oh, lui non si vede a questo modo. � convinto che potr� arrivare a met� strada e poi fermarsi. Invece si accorger�, fra qualche anno, che su quella strada c�� andato a cavallo della tigre.�� Il Conte scosse trucemente il capo.�� Ma adesso andiamo a sederci, ragazza mia, e dimmi come stai. Mi sembri in salute. Le cose vanno� uh, vanno avanti bene?</p><p>Il vecchio Conte era appassionatamente interessato allo sviluppo del suo futuro nipote. Cordelia sentiva che la gravidanza l�aveva fatta salire di rango agli occhi di lui: da un capriccio di Aral tollerato per amore del figlio ad una creatura madre-procreatrice sulla soglia della divinit�. La faceva oggetto di ogni premura come per un istinto irresistibile, e lei non ne rideva mai, anche se non si faceva illusioni sul motivo di questo.</p><p>Cordelia aveva avuto un primo indizio della reazione del vecchio da quella dello stesso Aral, il pomeriggio d�estate in cui era tornata a casa, a Vorkosigan Surleau, con la conferma della sua ipotesi. Il lago splendeva sotto il sole quando era scesa all�imbarcadero per dare la notizia al marito. Aral era occupato a ormeggiare la barca, ma nel vederla aveva lasciato sventolare la vela al vento ed era saltato gi� sul basso fondale, per raggiungere la riva a guado.</p><p>��Ebbene?�� aveva chiesto, vacillando a piedi scalzi sui sassi.</p><p>��Ecco��� Lei s�era calata sul volto una maschera di tristezza, per prenderlo un po� in giro. Ma gli angoli della bocca le si erano piegati in su, e il sorriso le aveva invaso il volto.�� Il tuo medico dice che ho un imbarazzo intestinale�</p><p>��Non scherzare, ragazza.</p><p>��Un imbarazzo intestinale maschio.</p><p>��Ah!�� Un lungo eloquente sospiro gli era sfuggito di bocca, e l�aveva presa fra le braccia, facendola roteare intorno.</p><p>��Aral! Auch! Non farmi cadere.�� Suo marito non era pi� alto di lei, ma pi� robusto s�, e non di poco.</p><p>��Mai, mia capitana. D�ora in poi ti verr� dietro con un generatore antigravit�.�� Vorkosigan l�aveva rimessa coi piedi al suolo e s�erano scambiati un bacio, breve perch� era finito fra le risa.</p><p>��Mio padre andr� in estasi.</p><p>��Sembri piuttosto estasiato anche tu.</p><p>��S�, ma non avrai visto niente finch� non saprai con quale espressione un pater familias barrayarano vecchio stile osserva l�accrescersi del suo albero genealogico. Negli ultimi vent�anni il pover�uomo si era convinto che la discendenza dei Vorkosigan sarebbe finita con me.</p><p>��Potr� perdonare il fatto che io sono una plebea straniera?</p><p>��Non ti offendere se dico questo, ma non credo che gli importi quale specie di bipede io porti finalmente in casa, purch� sia femmina e fertile. Pensi che io stia esagerando?�� aveva aggiunto, alla sua risatina trillante.�� Allora vedrai.</p><p>��� troppo presto per pensare al nome?�� aveva chiesto lei, con una luce di desiderio nello sguardo.</p><p>��Non fare questo sforzo. � il maschio primogenito, e qui ci sono usanze ben precise. Avr� il nome dei suoi due nonni, paterno e materno, con la precedenza al primo.</p><p>��Ah, ecco perch� i vostri libri di storia confondono tanto le idee a chi li legge. Ho sempre dovuto mettere una data accanto a questi doppi nomi, per identificarli meglio. Piotr Miles. Mmh. Be�, suppongo che mi abituer�. Io avevo pensato un altro nome.</p><p>��Tienlo da parte per il prossimo.</p><p>��Oh� insaziabile!</p><p>Cordelia aveva notato che in certe condizioni di umore lui era insolitamente sensibile al solletico, e nel breve match di lotta che era seguito aveva messo in pratica quella scoperta con spietata determinazione, finch� s�erano abbandonati insieme sull�erba calda, con le lacrime agli occhi per il gran ridere.</p><p>��Tutto ci� � assai poco dignitoso�� s�era lamentato Aral, mentre lei lo aiutava a tirarsi a sedere.</p><p>��Pensi che abbiamo scandalizzato i pescatori di Negri, laggi�?</p><p>��Quella � gente che si scandalizza solo se non vede nulla di anormale, te lo garantisco.</p><p>Cordelia aveva agitato una mano verso l�hovercraft a galla in mezzo al lago, gesto che era stato stolidamente ignorato dai suoi occupanti. Bench� ormai si fosse rassegnata trovava ancora irritante che la Sicurezza Imperiale tenesse suo marito sotto osservazione, per di pi� in modo cos� sfacciato. Era il prezzo che Aral pagava per aver conosciuto troppo a fondo le manovre sporche nei retroscena della Guerra di Escobar, e anche, supponeva lei, per aver dato voce a certe sue opinioni politiche non gradite.</p><p>��Capisco che in una sorveglianza cos� scoperta tu veda qualcosa di ironico, e che stare al gioco ti diverta. Forse dovremmo invitare quei due a colazione, o qualcosa del genere. Ormai devono conoscermi tanto bene che anche a me piacerebbe conoscere loro.�� Ma c�erano altri agenti di Negri per cui quei ridicoli pescatori fungevano solo da facciata? C�erano microspie nelle camere da letto, o nel bagno, o microfoni direzionali puntati su di loro anche in quel momento?</p><p>Aral aveva sogghignato, scuotendo la testa.�� Non si fiderebbero. Possono mangiare e bere soltanto ci� che si portano dietro.</p><p>��Santo cielo, paranoici fino a questo punto?</p><p>��A volte � necessario. � un lavoro pericoloso. Non li invidio.</p><p>��Stare l� seduti con una lenza in mano pu� essere visto come una piacevole vacanza. C�� gente che pagherebbe per venire qui ad abbronzarsi.</p><p>��Credo che non siano soli. Ma anche quelli di loro che stanno seduti al sole non si rilassano. C�� il rischio che dopo un anno di questo andazzo debbano entrare in azione senza preavviso, ed essere pronti a giocarsi la vita in pochi istanti. Tieni presente che hanno anche ordine d�intervenire in mia difesa, se ci fosse un attacco da parte di qualche fazione ostile.</p><p>��Come puoi esserne certo?</p><p>��Negri non tollera interventi esterni sulle cose che tiene sotto controllo. Lo conosco bene.</p><p>��Ancora non capisco perch� qualcuno dovrebbe farti del male. Voglio dire, tu sei un ufficiale in ritiro. Devono essercene centinaia come te, anche fra i Vor di alto rango.</p><p>��Mmh.�� Aral aveva tenuto lo sguardo sulla barca lontana, senza rispondere. Poi era balzato in piedi.�� Vieni. Andiamo a dare la lieta novella a mio padre.</p><p>Be�, ora quel lato della loro personalit� lo capiva. Il Conte Piotr la prese sottobraccio e la port� con s� in sala da pranzo, dove gli fu servita la cena. Durante il pasto le chiese un rapporto sulle ultime notizie ostetriche, e insist� per farle mangiare le fragole fresche che aveva portato con s� dalla campagna. Lei lo accontent� docilmente.</p><p>Quando il Conte ebbe cenato, mentre Cordelia lo accompagnava a braccetto nel salotto del pianterreno, udirono delle voci attraverso la porta della biblioteca. Le parole non si distinguevano, ma il tono era secco e iroso. Cordelia si ferm�, col cuore in gola.</p><p>Quasi subito la discussione�� il litigio?�� cess�, la porta si apr� di scatto e un uomo usc�. Dallo spiraglio Cordelia pot� vedere il Conte Vortala e Aral, all�interno. Aral era rigido, gli occhi scintillanti. Vortala, un anziano politicante con una testa calva cinta da una frangia di capelli bianchi, lo fronteggiava rosso in faccia; poi rivolse un cenno del capo all�uomo dall�espressione blanda in attesa dietro di lui e questi lo precedette alla porta.</p><p>Il visitatore uscito per primo era basso e tarchiato, sulla quarantina, bruno di capelli e vestito con tutta l�eleganza che poteva sfoggiare un membro della classe nobiliare. Il suo volto era sormontato da una fronte ampia, ricurva, e sfoggiava due voluminosi mustacchi sotto un robusto naso a becco. Cordelia non lo avrebbe definito n� bello n� brutto, ma nei suoi lineamenti c�era una forza di volont� senza dubbio molto mascolina. In quel momento era cupo, freddamente accigliato. Accorgendosi che nell�atrio c�era il Conte Piotr si volse e gli elarg� un contegnoso quanto misurato cenno del capo.�� Vorkosigan��� lo salut�, lasciando che il riluttante �buona sera� aleggiasse non detto nell�aria.</p><p>Il vecchio Conte rispose con un inchino altrettanto millimetrico, inarcando un sopracciglio.�� Vordarian��� Nel suo tono c�era una muta domanda.</p><p>Vordarian aveva i denti stretti, e quando si poggi� un pugno su un fianco parve voler incarnare lo sdegno della giustizia oltraggiata.�� Ricordi queste mie parole, signore�� disse.�� Lei ed io, e ogni altro uomo d�onore di Barrayar, vivremo per rimpiangere ci� che accadr� domani.</p><p>Le zampe di gallina ai lati degli occhi di Piotr si accentuarono allorch� strinse le palpebre.�� Mio figlio non tradir� gli obblighi del suo rango, signore.</p><p>��Lei preferisce non vedere. Capisco.�� Lo sguardo dell�uomo si spost� su Cordelia, non abbastanza a lungo perch� la sua freddezza fosse insultante ma molto vicino ad esserlo. In uno sforzo di cortesia ridotto al minimo salut� con un brevissimo cenno del capo e se ne and� a passi svelti, seguito dall�altro uomo.</p><p>Aral e Vortala uscirono dalla biblioteca. Aral fece qualche passo verso la porta a vetri del salotto e guard� nel buio al di l� di essa. O forse si stava soltanto specchiando nel riflesso. Vortala gli tocc� una manica.</p><p>��Lo lasci andare, Vorkosigan�� disse.�� Possiamo sopravvivere senza il suo voto, domani.</p><p>��Non ho certo intenzione di corrergli dietro per strada�� sbott� Aral.�� Ci� malgrado� la prossima volta risparmi il suo acume per chi ha abbastanza cervello da apprezzarlo, eh?</p><p>��Chi era quel tipo cos� arrabbiato?�� chiese Cordelia in tono discorsivo, cercando di alleggerire l�atmosfera.</p><p>��Il Conte Vidal Vordarian.�� Aral distolse lo sguardo dal pannello di vetro e voltandosi riusc� a sorriderle.�� Il Commodoro Conte Vordarian. Mi � capitato di lavorare spesso con lui, quando ero al Comando Strategico. Ora � l�uomo di punta di quello che potresti chiamare il prossimo-e-principale partito conservatore di Barrayar. Non qualcosa da ritorno all�Era dell�Isolamento ma, diciamo, il vessillo di chi resta convinto che ogni cambiamento � sempre un cambiamento in peggio.�� Nel dir questo guard� suo padre.</p><p>��Il suo nome � stato fatto di frequente, quando si speculava su chi avrebbe avuto la Reggenza�� spieg� Vortala.�� Ci� che temo � che fosse lui a incoraggiare quell�ipotesi. Non c�� dubbio che abbia fatto di tutto per ingraziarsi Kareen.</p><p>��Avrebbe dovuto ingraziarsi Ezar�� comment� seccamente Aral.�� Be�, forse l�aria della notte raffredder� i suoi umori. Provi ancora a saggiarlo domattina, Vortala� magari facendogli qualche concessione, eh?</p><p>��Per raffreddare l�ego di Vordarian dovrei portarlo sulla banchisa artica�� disse Vortala.�� Trascorre troppo dannato tempo a contemplare l�albero genealogico della sua famiglia.</p><p>Aral annu�, con un sogghigno.�� Non � il solo.</p><p>��Ma � il solo che lo sente rispondere, quando ci parla�� borbott� Vortala.</p></section><section><title><p>CAPITOLO TERZO</p></title><p>Il giorno seguente Cordelia si vide assegnare una scorta alla seduta del Consiglio Riunito nella persona del capitano Lord Padma Xav Vorpatril. L�uomo, scopr�, era non soltanto un membro del nuovo staff di suo marito, ma anche un cugino di primo grado, figlio della sorella pi� giovane della defunta madre di Aral. Lord Vorpatril era, con l�eccezione del Conte Piotr, l�unico parente stretto dei Vorkosigan che Cordelia avesse incontrato fin�allora. Non che i parenti di Aral la stessero evitando, come lei avrebbe temuto; semplicemente non ne aveva molti. Lui e Vorpatril erano i soli discendenti rimasti della precedente generazione, della quale il Conte Piotr stesso era l�ultimo rappresentante ancora in vita. Vorpatril era un uomo corpulento di carattere ciarliero, sulla trentina, a cui l�uniforme verde conferiva un aspetto baldanzoso. Cordelia venne subito a sapere varie cose di lui, e fra l�altro che era stato uno degli ufficiali pi� giovani dello staff di Vorkosigan, al primo comando di lui, negli anni che avevano preceduto i suoi successi militari nella campagna di Komarr e le successive rovinose conseguenze politiche.</p><p>Con Vorpatril a destra e Droushnakovi a sinistra, Cordelia sedette nella galleria riccamente decorata che sovrastava la camera del Consiglio. Il vasto locale che vide pi� in basso era a pavimento orizzontale, senza gradinate, uno stile ancor pi� appesantito dalla tappezzeria in massicci pannelli di legno scuro. In legno erano anche i molti tavoli e scranni disposti lungo il perimetro. Dalle grandi finestre policrome della parete volta a est entravano i raggi del sole mattutino. La cerimonia d�apertura aveva gi� avuto inizio, con puntiglioso rispetto per le formalit� protocollari.</p><p>I ministri indossavano pesanti abiti di stile arcaico, neri e porpora, e le larghe collane d�oro della loro carica. Seduti pi� indietro c�erano i Conti dei circa sessanta Distretti, che esibivano vestiti cerimoniali argentei e scarlatti ricchi di nastrini e di medaglie. I pi� giovani, tutti militari ancora in servizio attivo, portavano l�uniforme da parata rossa e blu. Vorkosigan non aveva esagerato avvertendola che avrebbe trovato quella divisa di cattivo gusto. Eppure, riflett� Cordelia, in un ambiente cos� antiquato il vistoso militarismo del rosso e blu non stonava affatto. Aral, sul suo scranno, le appariva elegante e virile.</p><p>Il Principe Gregor e sua madre sedevano su un divano dorato, sul lato della sala opposto alla porta, dopo esser arrivati l� su una passatoia che era stata subito tolta perch� nessun altro piede osasse calpestarla. La Principessa indossava un completo nero, a lutto, cosparso di gioielli d�argento, con le maniche lunghe e un colletto altissimo. Il bambino era come ingessato nella spessa divisa rossa e blu confezionata sulla sua taglia, e Cordelia pens� che sembrava ancora pi� piccolo e sperduto in quel consesso di adulti contegnosi.</p><p>Anche l�Imperatore stava facendo atto di presenza, in modo alquanto spettrale, attraverso un circuito olovisivo chiuso. Ezar sedeva nel campo della proiezione tridimensionale, vestito nella sua uniforme di gala, a costo di quale sforzo fisico Cordelia non riusciva a immaginarlo. I tubi e i monitor collegati al suo corpo svuotato non si vedevano, sicuramente solo perch� la regia li stava tagliando fuori dall�immagine. Ma era pallidissimo, con una pelle quasi trasparente, come se fosse sul punto di dissolversi dalla scena che aveva dominato per tanto tempo.</p><p>La galleria era affollata di mogli, figli, segretari e guardie del corpo. Le donne sfoggiavano un�eleganza che stava al passo con quella del resto dei pianeti umani, gioielli e abiti importati a caro prezzo perfino dalla Terra. Cordelia le studi� con interesse, ma senza invidia per il loro sfarzoso abbigliamento, poi si gir� verso Vorpatril per avere informazioni.</p><p>��La candidatura di Aral alla Reggenza � stata una sorpresa per lei?�� gli chiese.</p><p>��Non del tutto. Alcuni pensavano che il suo ritiro dopo il guaio di Escobar fosse una cosa seria, ma io non ci ho mai creduto.</p><p>��Lui lo intendeva come definitivo, almeno credo.</p><p>��Oh, non ne dubito. La prima persona che Aral prende in giro con la sua coerenza da soldato di ferro � lui stesso. Recita la parte dell�uomo che ha voluto essere. Come suo padre.</p><p>��Mmh. S�. Ho notato che nella sua conversazione non manca mai un qualche accenno alla politica. Anche nelle circostanze pi� insolite. Perfino durante la sua proposta di matrimonio.</p><p>Vorpatril rise.�� Posso immaginarlo, s�. Da ragazzo era un conservatore fino nel midollo. Se lei vuol sapere cosa Aral pensasse allora di una cosa qualsiasi, faccia la domanda a suo padre e moltiplichi la risposta per due. Ma quando eravamo nel Servizio insieme stava diventando� mmh, strano. Se uno riusciva a farlo rilassare un po�, a parlare��� Nel suo sguardo ci fu una luce di reminiscenze, che Cordelia incoraggi� prontamente.</p><p>��Come riusciva a farlo parlare? Credevo che le discussioni politiche fossero proibite fra gli ufficiali.</p><p>Lui sbuff�.�� Suppongo che se ci proibissero di respirare avrebbero maggiori probabilit� di successo. Il principio etico viene, diciamo, sporadicamente sottolineato da misure disciplinari. Aral vi si adeguava. Salvo quando Rulf Vorhalas e io lo portavamo fuori, in qualche posto dove poteva rilassarsi un po�.</p><p>��Aral? Rilassarsi?</p><p>��Oh, s�. Vede, Aral � un bevitore di tipo particolare�</p><p>��Io pensavo che <emphasis>non fosse </emphasis>un bevitore. Non regge l�alcol.</p><p>��Infatti, ed � questo a renderlo particolare. Di rado beve alcolici. Tuttavia dopo la morte della prima moglie attravers� un brutto periodo, e molto spesso lo si vedeva andare in giro con Ges Vorrutyer� uh��� Vorpatril si guard� attorno e abbass� la voce.�� Tuttavia era pericoloso farlo rilassare troppo, perch� allora diventava serio e depresso e non ci metteva niente a lanciarsi contro qualsiasi ingiustizia o misfatto o pazzia avesse sollevato la sua ira di recente. Dio, se parlava. Prima del quinto bicchiere, e cio� prima di rotolare sotto il tavolo per la notte, era gi� al punto di declamare la rivoluzione in versi endecasillabi rimati. Io l�ho sempre saputo che un giorno sarebbe finito in politica.�� Ebbe una risatina, e lanci� uno sguardo affettuoso alla figura seduta fra i Conti dall�altra parte della camera.</p><p>Il voto del Consiglio Riunito per la conferma della designazione imperiale di Vorkosigan alla Reggenza fu una strana faccenda agli occhi di Cordelia. Non avrebbe mai creduto che settantacinque barrayarani dovessero mettersi d�accordo per decidere da quale parte dovesse alzarsi il sole al mattino, visto che tutti sapevano che s�era gi� alzato. Comunque, il voto fu praticamente unanime a favore della decisione dell�Imperatore Ezar. Le sole eccezioni furono cinque uomini dalla faccia aggrondata che dichiararono di astenersi, quattro con voce stentorea, uno cos� debolmente che il Lord Guardiano del Cerchio dei Parlatori dovette chiedergli di ripeterlo. Anche il Conte Vordarian vot� �s�, e Cordelia si disse che quel mattino Vortala doveva essere riuscito a escogitare concessioni molto persuasive; probabilmente proprio quelle a cui Vordarian mirava fin dall�inizio. Sembrava una partenza di buon auspicio e incoraggiante per il nuovo lavoro di Vorkosigan, e Cordelia lo fece osservare a Vorpatril.</p><p>��Uh� s�, milady�� rispose lui, lanciandole un sorrisetto di sbieco.�� L�Imperatore Ezar ha chiarito che desiderava un consenso generale.</p><p>Il suo tono chiar� a lei che qualcosa le era sfuggito.�� Sta cercando di dirmi che qualcuno dei presenti avrebbe preferito votare contro?</p><p>��Questo sarebbe stato imprudente da parte loro, nelle attuali circostanze.</p><p>��Allora gli uomini che si sono astenuti� hanno avuto il coraggio delle loro opinioni.�� Cordelia li guard� con nuovo interesse.</p><p>��Oh, quelli <emphasis>possono </emphasis>farlo�� comment� Vorpatril.</p><p>��Cosa vuol dire? Rappresentano l�opposizione, suppongo.</p><p>��S�, ma loro sono l�opposizione ufficiale. Nessuno che stia complottando un vero colpo di stato lo lascerebbe sospettare appoggiando l�opposizione. Quelli da cui Aral deve guardarsi le spalle sono fra la folla che ha votato a suo favore.</p><p>��Quali?�� Cordelia aggrott� le sopracciglia, preoccupata.</p><p>��Chi pu� dirlo?�� Lord Vorpatril ebbe un gesto vago, poi le diede una risposta a cui forse neppure lui credeva:�� Negri, magari.</p><p>Intorno a loro era rimasto un semicerchio di poltroncine vuote, Cordelia non avrebbe saputo dire se per motivi di sicurezza o per deferenza. Evidentemente per la seconda ragione, perch� quando arrivarono due ritardatari, un uomo con la divisa verde e i gradi di capitano e un giovane in elegante abito civile, le domandarono scusa e sedettero nella fila davanti a loro. Cordelia si disse che sembravano fratelli, e ci� le fu confermato allorch� il pi� giovane disse:�� Ecco laggi� pap�, l�ho visto: tre sedie dietro il vecchio Vortala. Qual � il nuovo Reggente?</p><p>��� quel tipo lustro e serioso in rosso e blu, quello che se ne sta tutto impettito a destra di Vortala.</p><p>Cordelia e Vorpatril si scambiarono un�occhiata dietro le loro schiene, e lei si port� un dito alle labbra. Vorpatril scroll� le spalle, con un sogghigno.</p><p>��Che si dice di lui, nel Servizio?</p><p>��Dipende a chi lo chiedi�� disse il capitano.�� Sardi giura che � un genio della strategia, e si divora i suoi bollettini. Pare che sia stato dappertutto. Ogni gavettone arruolato in questi ultimi venticinque anni prima o poi fa il suo nome a proposito di qualcosa dove c�era anche lui. Zio Rolf aveva molti video delle sue riunioni in Sala Operazioni. Per contro Niels, ad esempio, che era a Escobar, lo definisce il pi� freddo bastardo che abbia mai incontrato.</p><p>��Ho sentito dire che segretamente sarebbe un progressista.</p><p>��Non c�� niente di segreto in questo. Alcuni dei signori ufficiali Vor lo temono molto. Adesso lui e Vortala stanno cercando di portare pap� dalla loro parte, su quel nuovo sistema di tassazione.</p><p>��Oh, diavolo.</p><p>��Mirano a risucchiare denaro dalle nuove colonie.</p><p>��Uh-hu. Questo dovrebbe interessarlo, gi�. I Vorkosigan sono cos� dannatamente poveri. Che sia Komarr a pagare. � per questo che lo abbiamo conquistato, no?</p><p>��Non esattamente, mio ignorante fratello. E i fringuelli di citt� amici tuoi� non hanno ancora incontrato in qualche salotto la sua fiamma betana?</p><p>��Uomini di mondo, prego�� lo corresse il fratello.�� Non li confondere coi tuoi corvacci del Servizio.</p><p>��Non c�� pericolo. No, sul serio� ci sono strane chiacchiere che circolano su di lei, su Vorkosigan e su quello che hanno fatto a Vorrutyer, a Escobar. E alcune dicono l�opposto di altre. Pensavo che mamma avesse sentito dire qualcosa di pi�, su di lei.</p><p>��Pare alquanto schiva, per una leonessa dello spazio che si mangia gli incrociatori da battaglia a colazione. Non ci tiene a farsi vedere in giro. Forse il suo aspetto lascia a desiderare.</p><p>��Allora fanno coppia. Neanche Vorkosigan � una gran bellezza.</p><p>Cordelia, divertita, nascose un sorriso dietro una mano, finch� il capitano disse:�� Non so chi sia quello spastico a tre gambe che si tira dietro. Uno scribacchino del suo staff, probabilmente.</p><p>��Potrebbe trovare di meglio che quel mutante. Come Reggente, Vorkosigan avr� a disposizione il fior fiore del Servizio.</p><p>Il sorriso le mor� sulle labbra. Quei commenti buttati l� con tanta indifferenza l�avevano colpita come un pugno allo stomaco. Lord Vorpatril non sembrava averci fatto caso. Li aveva sentiti, ma la sua attenzione era concentrata sulla sala sottostante, dove stava per cominciare il giuramento. Droushnakovi, sorprendentemente, era arrossita, e distolse lo sguardo. Cordelia si pieg� in avanti. In lei ribolliva un flusso di parole, ma ne scelse soltanto alcune e le pronunci� col suo pi� freddo tono di comandante di nave.</p><p>��Capitano, e lei, signore, chiunque siate.�� I due uomini si voltarono, sorpresi da quell�interruzione.�� Per vostra informazione, il gentiluomo in oggetto � il tenente Koudelka. E non c�� ufficiale migliore, al servizio di qualunque bandiera.</p><p>I due la fissarono irritati e perplessi, incapaci di replicare a una donna, nella loro cultura, coi modi duri che avrebbero usato con un uomo.�� Credevo che la nostra fosse una conversazione privata, signora�� disse aspramente il capitano.</p><p>��Non ne dubito�� replic� lei altrettanto rigida, bench� fremesse.�� Per avervi ascoltato, sebbene fosse inevitabile, vi chiedo scusa. Ma per i vostri disdicevoli commenti sul segretario dell�ammiraglio Vorkosigan siete <emphasis>voi </emphasis>a dovervi scusare. Il suo ferimento � stato una sventura per l�uniforme che anche lei indossa e per il servizio imperiale che condividete.�� Teneva la voce bassa, quasi in un sussurro, e stava tremando. <emphasis>Un�overdose di Barrayar. Cerca di controllarti meglio.</emphasis></p><p>L�attenzione vagante di Vorpatril torn� su di lei, e l�uomo assunse un�espressione sbalordita.�� Un momento, un momento�� disse.�� Cosa significa, ora�</p><p>Il capitano gir� di pi� la testa.�� Oh, Lord Vorpatril. Poco fa non l�avevo riconosciuto, signore. Mmh��� Agit� una mano verso la sua attaccante dai capelli rossi, come per dire: �� con voi questa signora? E in tal caso, perch� non la tenete sotto controllo?� Poi aggiunse, gelido:�� Noi non ci conosciamo, signora.</p><p>��No, ma io non vado in giro a sollevare ogni sasso per vedere cosa ci sta sotto.�� Subito per� Cordelia s�accorse di essersi spinta troppo in l�. Con uno sforzo diede un taglio alle sue emozioni. Non era lecito procurare ad Aral nuovi nemici proprio nel momento in cui si accollava un incarico gravoso.</p><p>Assumendosi le sue responsabilit� di cavalier servente, Vorpatril cominci�:�� Capitano, non come fra lei e�</p><p>��<emphasis>Non� </emphasis>ci presenti, Lord Vorpatril�� lo interruppe Cordelia.�� Questo non farebbe che crearci ulteriore imbarazzo.�� Si prese la radice del naso fra il pollice e l�indice, chiuse gli occhi e cerc� qualche parola pi� conciliante. <emphasis>E pensare che mi vantavo di come sapevo controllare il mio temperamento. </emphasis>Guard� le facce ostili dei due uomini che aveva davanti.</p><p>��Capitano, signori� Lord, anzi�� si corresse, deducendo il loro titolo dal fatto che avevano il padre in sala fra i Conti.�� Le mie parole sono state sconsiderate e rudi; non dovevo intromettermi in una conversazione privata. Desidero ritirarle, e vi faccio le mie scuse. Molto umilmente.</p><p>��� il minimo!�� sbott� il giovane Lord.</p><p>Il fratello maggiore aveva pi� autocontrollo e rispose, celando la riluttanza:�� Accetto le sue scuse, signora. Presumo che il tenente sia un suo parente. Se le mie osservazioni sono state offensive per lei, le domando scusa.</p><p>��E io accetto le sue scuse, capitano. Anche se il tenente Koudelka non � un parente ma solo il� mio secondo pi� caro nemico.�� Fece una pausa e i due la guardarono accigliati, senza capire se stesse facendo dell�ironia.�� Vorrei chiederle un favore, comunque, signore. Non lasci che osservazioni come quelle giungano agli orecchi dell�ammiraglio Vorkosigan. Koudelka era uno dei suoi ufficiali a bordo della <emphasis>Generale Vorkraft</emphasis>, ed � stato colpito da un distruttore neuronico mentre si batteva per difenderlo, durante l�ammutinamento dell�anno scorso. Lui lo ama come un figlio.</p><p>Il capitano s�era placato, anche se Droushnakovi lo fissava come se avesse un sapore di veleno in bocca. Le sorrise appena.�� Sta dicendo che potrei essere trasferito in servizio di guardia all�Isola Kyril?</p><p>Cos�era l�Isola Kyril? Qualche lontana e scomoda assegnazione, probabilmente.�� Io� ne dubito. Non � da lui usare la sua autorit� per una rivalsa personale. Dico solo che questo lo farebbe soffrire inutilmente.</p><p>��Signora.�� Con un cenno del capo l�uomo concluse la conversazione, fin troppo sconcertato da quella strana donna dal semplice abito liscio, cos� fuori posto in una galleria dove tutti facevano sfoggio d�eleganza. Lui e il fratello si volsero a guardare in sala, e mantennero un accurato silenzio nei venti minuti successivi, finch� la cerimonia si concluse. I partecipanti e la folla che occupava la galleria uscirono a incontrarsi nel grande vestibolo fuori dalla camera del Consiglio.</p><p>Cordelia trov� Vorkosigan, con Koudelka al fianco, che parlava col padre e con un uomo anziano vestito anch�egli come un Conte. Vorpatril la consegn� a destinazione e scomparve, e suo marito la salut� con un sorriso stanco.</p><p>��Mia cara, spero che non ti sia annoiata troppo. Permettimi di presentarti il Conte Vorhalas. L�ammiraglio Rolf Vorhalas era il suo fratello pi� giovane. Non possiamo trattenerci molto. Fra poco � in programma il pranzo, in privato, con la Principessa e il Principe Gregor.</p><p>Il Conte Vorhalas s�inchin� profondamente sulla sua mano.�� Milady, sono onorato.</p><p>��Anche per me � un piacere, Conte. Io� ho visto solo una volta suo fratello, brevemente. L�ammiraglio Vorhalas mi ha per� colpito, come uomo di indiscutibile valore.�� <emphasis>E se non l�avessi mai visto ne sarei stata colpita ancor pi� favorevolmente. </emphasis>Con la mano in quella del vecchio si sent� a disagio, ma in lui non sembrava esserci alcuna animosit� personale.</p><p>��Grazie, milady. Tutti noi la pensiamo cos�. Ah, ecco laggi� i miei ragazzi. Ho promesso che li avrei presentati al Reggente. Evon freme per avere un posto fra il suo personale, ma gli ho detto che dovr� meritarselo. Vorrei che Carl avesse altrettanto interesse per il Servizio. Mia figlia sar� gelosa di loro. Lei ha messo in agitazione le nostre ragazze, sa, milady.</p><p>Il vecchio s�allontan� in fretta per chiamare i suoi figli. <emphasis>Oh, Dio</emphasis>, pens� Cordelia, <emphasis>devono essere proprio loro� s�.</emphasis></p><p>I due uomini che erano stati seduti davanti a lei in galleria le furono presentati. Entrambi erano impalliditi, e stringendole la mano s�inchinarono nervosamente.</p><p>��Ma voi vi siete gi� conosciuti�� osserv� Vorkosigan.�� Ho visto che parlavate, in galleria. Che argomento avete trovato da discutere con tanta animazione, Cordelia?</p><p>��Oh� platetologia. Zoologia. E galateo barrayarano, anche. Una chiacchierata a vasto raggio. Abbiamo imparato gli uni dagli altri qualcosa di utile, direi.�� Sorrise, e nel guardarli non batt� ciglio.</p><p>Il capitano Evon Vorhalas, senza mascherare un certo disagio, aggiunse:�� S�. Io ho� imparato una lezione che non dimenticher� mai, milady.</p><p>Vorkosigan stava continuando le presentazioni.�� Capitano Vorhalas, Lord Carl, il tenente Koudelka.</p><p>Quest�ultimo, carico di microdischi, con sottobraccio oltre al suo bastone anche quello decoratissimo di comandante in capo delle forze armate consegnato a Vorkosigan dopo il suo giuramento come Reggente, incerto se stringere loro la mano o inchinarsi cerc� di fare lo stesso entrambe le cose e parecchi oggetti gli caddero. Ci fu un generale sfoggio di premura nel raccoglierli, e Koudelka si chin� goffamente anch�egli, rosso in viso. Lui e Droushnakovi misero una mano nello stesso momento sul suo bastone da passeggio.</p><p>��Non ho bisogno del suo aiuto, signorina!�� le sibil� Koudelka sottovoce, e lei si rialz� al fianco di Cordelia, rigidamente.</p><p>Il capitano Vorhalas gli riconsegn� alcuni dischetti.�� Mi scusi, signore�� disse Koudelka.�� Grazie.</p><p>��Di nulla, signor tenente. Sa, io stesso sono stato sfiorato da un distruttore neuronico, una volta. Un ricordo che mi fa ancora gelare il sangue. Lei � un esempio per tutti noi.</p><p>��Io� ho avuto buone cure, signore.</p><p>Cordelia, che sapeva bene quanto avesse sofferto durante quelle �buone cure�, si limit� a un lieve sorriso, soddisfatta. Prima che ognuno andasse per i fatti suoi si ferm� un momento davanti a Evon Vorhalas.</p><p>��� stato un piacere conoscerla, capitano. Credo che far� strada nella sua carriera� e <emphasis>non </emphasis>in direzione dell�Isola Kyril.</p><p>Un po� accigliato, Vorhalas le sorrise.�� � un augurio che faccio senz�altro anche a lei, milady.�� Si salutarono con un cauto cenno del capo; poi Cordelia si volse, Vorkosigan le offr� il braccio e si avviarono insieme verso il resto del loro programma per quel giorno, affiancati da Koudelka e da Droushnakovi.</p><empty-line/><p>L�Imperatore di Barrayar cadde in coma una settimana dopo, ma la sua ultima scintilla di vita non si spense che sei giorni pi� tardi. Aral e Cordelia furono tirati gi� dal letto nelle prime ore del mattino, a Casa Vorkosigan, dall�arrivo di un alfiere mandato dalla Residenza Imperiale con un semplice messaggio a voce:�� I dottori credono che il momento sia giunto, signore.�� Si vestirono in fretta e l�alfiere li scort� a palazzo fino alla sfarzosa camera che Ezar aveva scelto per il suo ultimo mese di vita, dove i preziosi soprammobili d�antiquariato facevano mostra di s� a fianco di scatole di medicinali e apparecchiature mediche.</p><p>La stanza era piena di gente silenziosa. Oltre al medico personale del vegliardo e alle infermiere c�erano Vortala, il Conte Piotr, La Principessa Kareen e il Principe Gregor, una decina di ministri e numerosi alti personaggi legati alla famiglia Vorbarra. La loro veglia in piedi, rotta solo da qualche sussurro, dur� quasi un�ora prima che la pallida figura che giaceva sul letto a baldacchino scivolasse, quasi impercettibilmente, in un�immobilit� ancor pi� totale. Il medico controll� i monitor e poi, ligio alle formalit�, tast� il polso esangue e disse la frase di rito:�� Signori, sua Altezza Imperiale Ezar Vorbarra, nostro sovrano, � appena spirato. Che Dio accolga la sua anima immortale.�� Cordelia aveva comunque notato che non c�erano preti di nessuna religione. La scena le sembrava troppo macabra per farvi assistere un bambinetto di quattro anni, ma il protocollo esigeva implacabilmente la presenza dell�erede. Senza fretta e uno alla volta, a cominciare da Vorkosigan, tutti i presenti poggiarono un ginocchio al suolo davanti a Gregor, e con brevi parole rinnovarono a lui il loro giuramento di fedelt�.</p><p>Anche Cordelia, guidata dal marito, s�inginocchi� di fronte al bambino. Il Principe�� Imperatore di fatto bench� non ancora di nome�� aveva i capelli neri di sua madre ma gli occhi azzurri dei Vorbarra, come Ezar e Serg, e lei si scopr� a chiedersi quanto di suo padre o di suo nonno fosse latente dietro la sua espressione, in attesa del potere che gli sarebbe venuto con l�et� adulta. <emphasis>Porti anche tu una maledizione nei tuoi cromosomi, piccolo? </emphasis>pens� mentre metteva le mani fra quelle tenere di Gregor. Maledizione o benedizione che fosse, comunque, lei gli avrebbe giurato fedelt�. E le parole che disse recisero il suo ultimo legame con Colonia Beta; si spezz� con un <emphasis>ping! </emphasis>che pot� udire soltanto lei.</p><p><emphasis>Ora sono una barrayarana. </emphasis>Era stato uno strano lungo viaggio il suo, cominciato con la vista di un paio di stivali nel fango di un pianeta selvaggio e finito l� davanti a quel bambino silenzioso. <emphasis>Ti hanno detto che ho aiutato a distruggere tuo padre, Gregor? Lo verrai a sapere un giorno? Spero di no. </emphasis>E si chiese anche se fosse stato per delicatezza, o in previsione che quel momento sarebbe giunto, che nessuno le aveva chiesto di giurare a Ezar Vorbarra.</p><p>Di tutti i presenti soltanto il capitano Negri pianse. Cordelia fu probabilmente l�unica ad accorgersene perch� gli stava accanto, nell�angolo pi� scuro della camera, e lo vide alzare due volte una mano agli occhi; il suo volto s�era fatto pi� rilassato e umano per un momento. Ma quando tocc� a lui farsi avanti per giurare era tornato all�abituale fredda inespressivit�.</p><p>I cinque giorni di cerimonie funebri che seguirono furono faticosi per Cordelia, ma non cos� sgradevoli com�era stato per le esequie del Principe della Corona Serg, durate ben due settimane bench� non ci fosse nessun corpo nella bara. La gente comune sapeva solo che il Principe Serg era morto combattendo eroicamente, come un soldato. A quanto ne sapeva Cordelia, soltanto cinque esseri umani conoscevano l�intera verit� su quel sottile assassinio. Quattro, anzi, dopo la morte di Ezar. Forse la sua non era l�unica tomba a contenere segreti negati alla storia. Be�, il tormento del vecchio era finito, il suo tempo scaduto, la sua epoca relegata nel passato.</p><p>Non ci fu nessun genere di cerimonia tipo incoronazione per il piccolo futuro Imperatore, tuttavia lo aspettava una serie di impegni burocratici che egli sopport� con garbo, trascorrendo parecchie mattinate nella camera del Consiglio per accogliere il giuramento di altri ministri, dei Conti e di una quantit� di loro familiari, e di chiunque altro volesse farlo o ne avesse l�obbligo per legge. Anche Vorkosigan ricevette i giuramenti di dozzine di personaggi politici, finch� parve sentirne il peso come se questo gli accollasse sulle spalle una responsabilit� in pi�.</p><p>Il bambino, sempre sostenuto e incoraggiato dalla madre, resse bene all�impegno. Kareen fece in modo che gli orari dei pasti e del sonno del figlio non fossero sconvolti dagli uomini indaffarati e poco pazienti che venivano alla capitale per ottemperare a quell�obbligo. La stranezza del sistema di governo barrayarano, con tutte le sue regole non scritte, stava cominciando a mettere Cordelia seriamente a disagio. Eppure funzionava, per quella gente. In qualche modo lo facevano funzionare. Se non c�era ancora un governo, fingevano di averlo. E forse tutti i governanti sapevano, in cuor loro, d�essere sostenuti da quella stessa finzione.</p><empty-line/><p>Quando l�impegno sociale di quelle cerimonie ebbe termine, Cordelia pot� finalmente cominciare a metter mano alle routine domestiche di Casa Vorkosigan. Non che ci fosse molto da fare per lei. Di solito Vorkosigan usciva di casa all�alba, insieme a Koudelka, e rientrava dopo il tramonto, per buttare gi� una cena fredda e chiudersi in biblioteca, e spesso riceveva visitatori fino al momento di andare a letto. Quell�orario gravoso gli costava caro, si disse Cordelia. Avrebbe potuto rilassarsi e diventare pi� efficiente solo dopo quel periodo iniziale, quando ogni cosa non fosse pi� successa per la prima volta. Lei ricordava bene il suo primo comando su una nave della Sorveglianza Astronomica Betana�� non era poi trascorso tanto tempo�� e i suoi primi mesi di faticose veglie e preparativi. In seguito aveva appreso ad affrontare gli stessi imprevisti in modo automatico, quasi inconsciamente, e la sua vita privata era riemersa. Anche ad Aral sarebbe accaduto questo. Lei aspettava con pazienza, e aveva sempre un sorriso per suo marito.</p><p>Del resto anche lei stava portando avanti un lavoro. Gestazione. Non era un incarico dappoco, almeno a giudicare dalle premure di cui tutti la facevano oggetto, dal Conte Piotr gi� fino alla cameriera di cucina che le portava piccole colazioni nutrienti a tutte le ore. Non s�era mai trovata al centro di tante attenzioni dal tempo in cui era tornata da una missione esplorativa di un anno con un record di Incidenti Zero. La riproduzione sembrava assai pi� incoraggiata l� che su Colonia Beta.</p><p>Un pomeriggio, dopo pranzo, and� a sdraiarsi su un sof� nel patio ombreggiato fra la casa e il giardino posteriore, coi piedi sollevati sul bracciolo�� posizione consigliata per la gestante nel suo lavoro di gestazione�� e riflett� sulle differenze culturali fra Barrayar e Colonia Beta circa la riproduzione umana. La gestazione in simulatori uterini, l�utero artificiale, sembrava sconosciuta l�. Su Colonia Beta i simulatori erano la scelta preferita (tre a uno) ma una nutrita minoranza sosteneva ancora i vantaggi sociali e psicologici della vecchia maniera naturale. Lei non aveva mai notato o sentito menzionare differenze fra i bambini �in vitro� e quelli partoriti dalla madre, e certo non ce n�era quando i soggetti giungevano all�et� adulta. Suo fratello era stato partorito �dal vivo�, e lei da un simulatore uterino. I loro co-genitori avevano inizialmente deciso �dal vivo� per tutti e due, e prima di cambiare idea c�erano state lunghe discussioni.</p><p>Cordelia aveva sempre pensato che quando fosse stato il momento avrebbe trasferito suo figlio in un reparto di simulazione uterina, all�inizio di una missione esplorativa, per trovarlo al ritorno gi� pronto e in attesa delle sue braccia. �Se� fosse tornata, perch� avventurarsi in distorsioni spaziali sconosciute alla ricerca di nuovi corridoi di transito significava sfidare quel grosso �se�. Questo presumendo che lei avesse trovato un co-genitore interessato a unire i loro cromosomi e disposto a sottoporsi ai test fisiologici e psichici, nonch� a frequentare il corso per prendere la licenza di genitore qualificato.</p><p>Aral sarebbe diventato un co-genitore ideale, ne era certa. Se fosse riuscito a scendere di nuovo dalla quota a cui era stato fatto salire. Sicuramente il suo assillante periodo d�iniziazione sarebbe presto finito. Era una caduta lunga da quella quota, con un posto ancora ignoto in cui atterrare. E c�erano modi molto sgradevoli di cadere da lass�. Aral era tutto per lei. Se gli fosse successo qualcosa� Cordelia costrinse le sue meditazioni a deviare su una strada pi� positiva.</p><p>C�erano le <emphasis>dimensioni </emphasis>della famiglia; questo era il vero, segreto fascino di Barrayar agli occhi di una betana. L� non esistevano limiti legali, nessun certificato obbligatorio, nessuna tassa gravosa sul terzo figlio, niente. Un gioco senza regole. Lei aveva visto una donna per strada con quattro�� non tre�� figli al seguito, e gli altri la guardavano senza batter ciglio. Cordelia aveva allora lasciato salire la sua fantasia ai vertici del terzo figlio, e s�era sentita deliziosamente peccaminosa finch� non le era capitato di conoscere una donna che ne aveva dieci. In tal caso� perch� non quattro. O sei, magari? Vorkosigan poteva permetterseli. Cordelia agit� le dita dei piedi e si rilass� sui cuscini, galleggiando su un�atavistica nuvoletta di fertilit� femminile.</p><p>L�economia di Barrayar era in crescita, affermava Aral, malgrado le recenti spese di guerra. Stavolta nessun bombardamento, nessun danno aveva toccato la superficie del pianeta. L�opera di terraformazione del secondo continente apriva nuove frontiere ogni giorno, e quando il nuovo pianeta, Sergyar, fosse stato pronto per la colonizzazione l�impulso si sarebbe triplicato. La richiesta di manodopera era forte dovunque, e le paghe in ascesa. Barrayar s�era sempre ritenuto gravemente sottopopolato. Vorkosigan aveva detto che l�attuale situazione economica era un dono del cielo per lui, politicamente. E dunque anche Cordelia la pensava cos�, per ragioni pi� segrete e pi� personali. <emphasis>Branchi </emphasis>di piccoli Vorkosigan�</p><p>Avrebbe potuto avere una femmina. Non una sola, ma due� una coppia di <emphasis>sorelle! </emphasis>A lei sarebbe piaciuto avere una sorella. La moglie del capitano Vorpatril le aveva detto che loro avevano due bambine.</p><p>Cordelia aveva conosciuto Lady Vorpatril a una delle rare serate sociali in Casa Vorkosigan. Il loro personale sapeva organizzare le cose senza la minima difficolt�. Tutto ci� che Cordelia doveva fare era di mostrarsi vestita in modo adatto (aveva acquistato un nuovo guardaroba) sorridere molto e parlare poco. Ascoltare, ecco la sua occupazione, per sapere Come Vanno Le Cose Qui.</p><p>Anche Alys Vorpatril era incinta. Lord Vorpatril le aveva piazzate insieme su un divano ed era andato a discutere di cose serie con gli uomini. Naturalmente avevano parlato di bottega. Lady Vorkosigan lamentava gi� una quantit� di piccoli disturbi. Cordelia si era convinta d�essere fortunata; la medicina antinausea, basilarmente la stessa che usavano in patria, funzionava. Se ogni tanto si sentiva stanca lo era per motivi naturali, non per disfunzioni innescate dall�ancora minuscola presenza del bambino ma per il semplice carico metabolico. <emphasis>Ho spazio per due</emphasis>, era quello che si diceva Cordelia. Be�, dopo la matematica pentadimensionale della navigazione astrale, cosa c�era di problematico nella maternit�?</p><p>A parte le storie di orrori ostetrici sussurrate da Alys, naturalmente. Emorragie, carenze ormonali, reni e cistifellea che si riempivano di calcoli, e poi � forcipi che spezzavano le ossa al bambino, le interruzioni d�ossigeno al feto, le dimensioni della testa superiori al diametro pelvico, i tagli cesarei d�urgenza� ma le complicazioni mediche erano un dramma solo se una era colta dalle doglie in un posto isolato e senza aiuto, e con quello schieramento di guardie attorno era improbabile che accadesse a lei. Bothari come levatrice? Pensiero divertente. Rabbrivid�.</p><p>Mise gi� un piede dal sof� e lo lasci� ciondolare sull�erba fresca del patio, accigliandosi un poco. Oh, s�, la medicina primitiva di Barrayar. Certo, le madri avevano partorito stuoli di poppanti per centinaia di migliaia d�anni prima del volo spaziale con molto meno aiuto di quello ottenibile l�. Tuttavia le paure inespresse erano un tarlo irritante dietro ogni razionalizzazione. <emphasis>Forse dovrei andare a partorire a casa mia.</emphasis></p><p>No. Lei era una barrayarana adesso, una suddita giurata come il resto di quei fanatici. Era un viaggio di due mesi. E inoltre, per quel che ne sapeva, c�era ancora un ordine d�arresto ad attenderla con accuse pesanti: diserzione, sospetto spionaggio militare, frode, violenza anti-sociale� probabilmente non avrebbe dovuto cercare di affogare quell�idiota psichiatra dell�esercito nel suo acquario. O cos� suppose, sospirando al ricordo della sua frettolosa e disordinata partenza da Colonia Beta. Sarebbero mai state tolte quelle macchie dal suo nome? Non mentre i segreti di Ezar vivevano ancora in quattro teste, sicuramente.</p><p>No, Colonia Beta era preclusa per lei, l�aveva espurgata. Barrayar non deteneva il monopolio dell�imbecillit� politica, questo era certo.</p><p><emphasis>Riuscir� a farcela con Barrayar. Aral e io. Puoi scommetterci.</emphasis></p><p>Era l�ora di rientrare. Quell�afa le stava facendo venire il mal di capo.</p></section><section><title><p>CAPITOLO QUARTO</p></title><p>Un aspetto della sua nuova vita di consorte del Reggente che Cordelia trov� pi� facile del previsto da manovrare fu l�invadente presenza delle guardie nella loro casa. La sua vita militare nella Sorveglianza Astronomica Betana, e quella di Vorkosigan nel Servizio barrayarano, li avevano abituati agli ambienti poco intimi e molto frequentati. A Cordelia non occorse molto per conoscere di nome tutti i membri del personale ed a imparare a trattarli nei termini a loro comprensibili. Le guardie erano un gruppetto di giovani vivaci, ben addestrati e orgogliosi del loro lavoro. Anche se, quando il Conte Piotr era in citt� con tutti i suoi uomini in livrea, l�impressione di abitare in un campo militare diventava seccante.</p><p>Era stato il Conte a proporre un torneo informale di match di lotta libera fra gli uomini di Illyan e i suoi. A dispetto del borbottio del capitano della sicurezza sul fatto che i primi si allenassero a spese di quelli in forza nel Servizio imperiale, Piotr aveva fatto montare un ring nel giardino posteriore e gli incontri settimanali erano ben presto divenuti una tradizione. Anche Koudelka era stato coinvolto, come esperto dei regolamenti e arbitro ufficiale delle competizioni, mentre Piotr e Cordelia, sugli opposti schieramenti di panche, facevano il tifo per le due squadre. Vorkosigan interveniva non appena poteva, e sempre con gran soddisfazione di Cordelia. Sapeva che il marito aveva bisogno di una pausa nella dura routine di affari governativi a cui si sottoponeva ogni giorno.</p><p>In quel soleggiato mattino d�autunno Cordelia era seduta sul sof�, in attesa dell�inizio dei match, con un cameriere e Droushnakovi in piedi dietro di lei. Gli uomini delle due squadre, in tuta, erano impegnati a scaldarsi. Koudelka aveva tolto il telone dal ring e stava scrivendo il programma degli incontri di quel giorno, seduto a un tavolo da giardino. Ogni match era al meglio dei tre atterramenti, con una sola ripresa di cinque minuti al termine della quale era facolt� dell�arbitro assegnare una vittoria ai punti o far proseguire lo scontro finch� uno dei lottatori non avesse schienato l�altro. I vincitori passavano alle semifinali e poi in finale. D�un tratto Cordelia ebbe l�impulso di chiedere:�� Perch� tu non gareggi mai, Drou? Sono certa che hai bisogno di allenamento quanto loro. La scusa buona l�avresti� non che voi barrayarani abbiate bisogno di scuse per praticare le arti marziali.</p><p>Droushnakovi guard� il ring con desiderio, ma disse:�� Non sono stata invitata, milady.</p><p>��Allora qualcuno ha commesso una svista grossolana. Mmh. Ti dir� io cosa fare: vai subito a cambiarti. Tu sarai la mia squadra. Oggi Aral � qui per badare alla sua. Un vero torneo barrayarano deve avere almeno tre parti in lizza, no? Per tradizione.</p><p>��Lei pensa che sia una cosa giusta?�� chiese la bionda, incerta.�� A loro potrebbe non piacere.</p><p>Il �loro� in questione erano quelle che Droushnakovi chiamava le �vere� guardie del corpo, gli uomini in livrea, pi� ancora di quelli della Sicurezza capitanati da Illyan.</p><p>��Aral sar� d�accordo. Chiunque vorr� protestare potr� fare le sue rimostranze a lui. Se oser�.�� Cordelia sogghign�. Droushnakovi le restitu� il sorriso e rientr� in casa.</p><p>Aral usc� in giardino, sedette sul sof� e ascolt� in silenzio mentre lei lo metteva al corrente del suo progetto. Poi inarc� un sopracciglio.�� Innovazione betana, eh? Be�, perch� no? Ma spero che la tua corazza contro le battute salaci non abbia falle, mia cara capitana.</p><p>��Sono pronta a tutto. Ma i ragazzi non avranno pi� tanta voglia di scherzare quando Drou ne avr� sbattuti gi� un paio. Io credo che possa farlo� su Colonia Beta quella ragazza avrebbe gi� i gradi di ufficiale e un comando. Qui deve sprecare il suo talento naturale ciondolando attorno a me tutto il giorno. Se non sar� all�altezza� be�, vuol dire che non � in grado di difendermi, no?�� Lo guard� negli occhi.</p><p>��Giusta osservazione. Dir� a Koudelka di assegnarla, almeno per il primo match, contro un uomo della sua stessa taglia. In termini di peso appartiene alla categoria inferiore.</p><p>��� pi� alta di te.</p><p>��Qui conta il peso. Io suppongo di avere qualche chilo di muscoli pi� di lei. Comunque, i tuoi desideri sono ordini per me. O-uch!�� Si alz� in piedi e and� al tavolino di Koudelka, che stava battendo la lista degli accoppiamenti su un minischermo portatile. Cordelia non pot� sentire cosa si dicevano, dall�altra parte del giardino, ma dai gesti e dalle espressioni le parve di poter ricostruire il dialogo a questo modo. Aral: �La mia signora vuol far partecipare anche la signorina Droushnakovi.� Kou: �Eh? Una donna? Dico, vuole far salire una femmina sul ring, contro gli uomini?� Aral: �Cos� pare.� Kou: �Questi fanno gi� un baccano d�inferno. Il chiasso si sentir� anche fuori. E poi qui c�� gente che non scherza. Il sergente Bothari la metter� sotto�� Aral: �Mmh, spero che tu intenda il gesto sportivo, e non l�altro, tu sai quale.� Kou: �Si tolga quel sorriso dalla faccia, Vorkosigan. Senta, se vuole la mia opinione�� Aral: �La mia signora insiste. Tu sai che ho le mani legate.� Kou: �Oh, be�, come le pare.� Cordelia lo vide annotare il nome. <emphasis>Transazione completata. Il resto spetta a te, Drou.</emphasis></p><p>Vorkosigan torn� da lei.�� Tutto sistemato. Comincer� contro uno degli uomini di mio padre.</p><p>Droushnakovi riapparve con indosso pantaloncini al ginocchio, maglietta e scarpe di gomma, la tenuta pi� vicina a quella degli uomini che il suo guardaroba potesse fornire. Il Conte usc� di casa e and� a consultarsi col suo caposquadra, il sergente Bothari; poi trov� un posto dove scaldarsi le ossa al sole, su una panca non distante dal sof�. Gli incontri cominciarono, e il primo si concluse con una vittoria ai punti. Il perdente and� a farsi medicare un�escoriazione, seguito dai fischi della squadra avversaria.</p><p>��Ehi, che significa?�� esclam� Piotr quando Koudelka chiam� la seconda coppia e a salire sul ring furono Droushnakovi e uno dei suoi uomini.�� Stiamo importando le usanze betane, adesso?</p><p>��La ragazza ha una grossa esperienza sportiva alle spalle�� gli rispose Vorkosigan.�� Inoltre ha bisogno di tenersi in allenamento quanto gli altri. Il suo lavoro � ancor pi� importante del loro.</p><p>��Sicuro, e poi vorrai far entrare le donne nel Servizio, magari�� brontol� Piotr.�� Dove andremo a finire, di questo passo? Ecco cosa mi piacerebbe sapere.</p><p>��Cosa ci sarebbe di sbagliato, con le donne nel Servizio?�� lo stuzzic� Cordelia, non resistendo alla tentazione.</p><p>��Ci sarebbe che non � militare!�� sbott� il vecchio.</p><p>���Militare� � qualunque cosa riesca a vincere una guerra, direi.�� Cordelia sorrise blandamente. Un piccolo amichevole sorriso d�avvertimento di Vorkosigan la trattenne dal lanciare ancora qualche frecciatina.</p><p>Ma non fu necessario insistere. Piotr torn� a voltarsi verso i suoi lottatori, limitandosi a mugolare:�� Ummpfh!</p><p>L�uomo del conte sottovalut� la sua avversaria affrontandola con noncuranti saltelli, e allorch� uno sgambetto lo mand� al tappeto parve attribuirlo a un suo errore di distrazione. Quando si rialz� era molto pi� concentrato. Gli spettatori fecero udire fischi, commenti e risatine. I due contendenti si allacciarono per le braccia, rotolarono sul ring e dopo tre o quattro contorsioni l�uomo riusc� a spingere sul tappeto le scapole di Droushnakovi.</p><p>��Koudelka ha contato troppo in fretta, non � sembrato anche a te?�� comment� Cordelia dopo la decisione arbitrale, mentre l�uomo del conte lasciava alzare la bionda.</p><p>��Mmh. Forse�� concesse Vorkosigan, senza compromettersi.</p><p>��Ho notato che Drou non affonda i colpi al massimo. Non potr� farcela con quell�avversario, se continua a essere cos� indecisa.</p><p>Durante il secondo ingaggio, quello che avrebbe potuto portare al fatale due-su-tre, Droushnakovi applic� con successo una presa al braccio che mise l�uomo a mal partito, ma nel momento cruciale lasci� che l�altro le scivolasse via con una contorsione.</p><p>��Oh, che peccato�� la compat� allegramente il Conte Piotr.</p><p>��Dovevi insistere fino a spezzargli il braccio, Drou!�� grid� Cordelia, lasciandosi coinvolgere quanto gli altri. Subito dopo, il lottatore del Conte non riusc� a evitare che uno sgambetto lo mandasse di nuovo al suolo e reag� con un calcio all�inguine che Droushnakovi ammortizz� con una mano.�� Questo � irregolare! Arbitro!�� grid� Cordelia. Ma Koudelka, che si muoveva appoggiandosi al suo bastone, lasci� correre. Tuttavia Droushnakovi si gett� sull�avversario prima che si rialzasse e lo uncin� al collo con un braccio, schiacciandolo a pancia sotto con tutto il suo peso. Il volto dell�uomo cominci� a diventare paonazzo.</p><p>��Perch� non batte la mano sul tappeto?�� domand� Cordelia.</p><p>��Preferirebbe morire soffocato�� replic� Aral.�� Almeno cos� non dovrebbe affrontare i commenti dei suoi compagni.</p><p>Droushnakovi stava indugiando troppo, come incerta, mentre l�altro strabuzzava gli occhi nelle orbite. Cordelia cap� che il braccio di lei avrebbe rilassato la pressione contro la gola, e balz� in piedi.�� Strangolalo, Drou! Non mollarlo, dannazione! Non lasciartelo scappare!�� La bionda la sent� e rafforz� la presa. Il volto dell�avversario assunse una sfumatura bluastra.</p><p>��Lo tolga di l�, Koudelka�� si decise a dire Piotr, scuotendo malinconicamente la testa.�� Stasera � di servizio.�� L�arbitro prese atto che si trattava di un ritiro chiesto ufficialmente, e assegn� il match a Droushnakovi.</p><p>��Ottimo incontro, Drou!�� si congratul� Cordelia battendole una mano su una spalla, quando la ragazza scese dal ring.�� Ma devi essere pi� aggressiva. Libera i tuoi istinti omicidi.</p><p>��Sono d�accordo�� disse inaspettatamente Vorkosigan.�� La piccola esitazione che hai mostrato potrebbe avere conseguenze fatali� e non solo per te.�� La guard� negli occhi.�� Qui stai facendo pratica per la realt�, anche se tutti preghiamo che non debba mai essercene bisogno. Il fatto di agire col massimo della violenza dev�essere una reazione automatica.</p><p>��S�, signore. Ci prover�, signore.</p><p>L�incontro successivo vide salire sul ring il sergente Bothari, che schien� il suo avversario due volte di seguito in poche mosse. Lo sconfitto torn� fra i compagni massaggiandosi le reni con una smorfia. Nella mezzora che segu� ci furono altri sei incontri; gli ottavi di finale terminarono e subito cominciarono i quarti. Il primo incontro tocc� a Droushnakovi, stavolta contro uno degli uomini di Illyan. I due contendenti si unirono in una presa in piedi, tenendosi per le braccia e tentando alcune mosse. Mentre erano sotto sforzo l�uomo disse una spiritosaggine offensiva che scaten� le risate del pubblico. Irritata e distratta, Droushnakovi si lasci� sbilanciare e fin� con la schiena al tappeto.</p><p>��Hai visto cosa le ha fatto quello!�� grid� Cordelia ad Aral.�� � stato uno sporco trucco!</p><p>��Mmh. Non era uno degli otto colpi proibiti, per�. Non puoi pretendere che sia squalificato. Comunque��� Vorkosigan richiam� l�attenzione di Koudelka e chiese un time-out. Poi accenn� a Droushnakovi di venire a bordo ring per una breve consultazione.</p><p>��La scortesia del tuo avversario � stata antisportiva�� le disse a bassa voce. La ragazza aveva le labbra strette ed era rossa in faccia.�� Per�, come rappresentante della Contessa Vorkosigan, mia moglie, un insulto fatto a te � un insulto fatto a lei. Un brutto precedente. � mio desiderio che il tuo avversario non lasci il ring coi suoi piedi. In che modo, � un problema tuo. E smettila di preoccuparti delle ossa rotte,�� aggiunse, con noncuranza.</p><p>Droushnakovi torn� a centro ring con una piega di concentrazione fra le sopracciglia e gli occhi stretti, minacciosi. Dopo alcuni preliminari attacc� l�avversario con un calcio alla mandibola, seguito da una violenta gomitata al plesso solare che lo mand� alle corde, e complet� l�opera con un secondo calcio all�altezza del cuore. L�uomo and� al tappeto e rotol� di lato, ansimando. Non fu capace di rialzarsi. Sul pubblico piombarono alcuni momenti di sbalordito silenzio.</p><p>��Avevi ragione�� disse Vorkosigan.�� La ragazza stava trattenendo i colpi.</p><p>Cordelia ebbe un sorrisetto aspro e sedette pi� comodamente.�� Lo supponevo.</p><p>Finiti i quarti, ci fu il sorteggio per le semifinali, e Droushnakovi ebbe la cattiva sorte d�essere accoppiata al sergente Bothari.</p><p>Cordelia si pieg� verso il marito.�� Mmh�� mormor�, preoccupata.�� Non sono sicura della psicodinamica di questo scontro. Sar� innocuo? Voglio dire per entrambi, non solo per la ragazza. E non intendo innocuo fisicamente.</p><p>��Credo di s젗 rispose lui con calma.�� La vita al servizio del Conte � stata tranquilla e regolare. Ha continuato a prendere le sue medicine. Penso che al momento sia in buona forma psichica. E l�atmosfera del ring � qualcosa di familiare per lui. Occorrerebbe molta pi� tensione di quella che pu� causare Drou per procurargli una ricaduta.</p><p>Cordelia annu�, soddisfatta, e si rassegn� ad assistere al massacro. Droushnakovi le parve innervosita, ma non dalle dimensioni fisiche dell�avversario. Probabilmente i suoi fratelli non erano molto pi� leggeri di Bothari. Forse aveva notato in lui, col suo occhio esperto, i movimenti del killer che era stato un tempo.</p><p>L�inizio fu lento, perch� la bionda aveva deciso di giocare d�agilit� e si teneva fuori portata. Costretto a spostarsi intorno al ring pi� del solito per evitare i due, Koudelka premette accidentalmente il pulsante del bastone spada e il fodero vol� sopra le teste degli spettatori, infilandosi in una siepe. Bothari ne fu distratto per una frazione di secondo, e tanto bast� a Droushnakovi per colpire, basso e con scattante violenza. La sua spallata con sgambetto mand� Bothari a sedere sul tappeto, ma l�uomo rotol� via svelto e balz� di nuovo in piedi senza concederle la minima possibilit� di approfittarne.</p><p>��Bel colpo!�� grid� Cordelia, estasiata. Droushnakovi sembrava stupita come tutti gli altri.�� Tieni conto di questo, Kou!</p><p>Il tenente Koudelka s�era accigliato.�� Non � un atterramento valido, milady�� rispose, facendo cenno ai due di restare fermi. Qualcuno gli and� a prendere il fodero, e lui infil� la lama al suo posto.�� Mi spiace, signori. La distrazione � stata colpa mia. Vi chiedo scusa.</p><p>��L�offesa di prima non l�hai chiamata una distrazione!�� protest� Cordelia.</p><p>��Lascia perdere, mia cara�� disse Vorkosigan sottovoce.</p><p>��Ma le ha tolto il punto�� sussurr� furiosamente lei.�� E che punto! Bothari non era mai stato mandato a terra da nessuno.</p><p>��S�. A Koudelka stesso occorsero sei mesi d�allenamento, a bordo della <emphasis>Generale Vorkraft</emphasis>, prima di metterlo gi�.</p><p>��Oh. Uhm��� Questo la fece riflettere.�� Credi che sia geloso di lei?</p><p>��Pensi che non ci faccia caso? Lei ha tutto ci� che lui ha perduto.</p><p>��Io ho visto solo che l�ha trattata rudemente in pi� di una circostanza. Non avrebbe dovuto. Lei cos� ovviamente�</p><p>Vorkosigan alz� un dito.�� Parliamone pi� tardi. Non qui.</p><p>Lei esit�, poi ebbe un cenno d�assenso.�� Giusto.</p><p>L�incontro continu�, e fu breve, perch� il sergente Bothari mise due volte al tappeto Droushnakovi senza complimenti. Poco dopo, in finale, schien� il suo ultimo avversario ancora pi� in fretta.</p><p>Un cameriere stava servendo i rinfreschi quando da un gruppetto di lottatori, dall�altra parte del ring, emerse il tenente Koudelka, con le funzioni di portavoce.</p><p>��Signore? Ci stavamo chiedendo se lei vorrebbe fare un incontro d�esibizione, contro il sergente Bothari. Gli uomini, qui, non l�hanno mai vista lottare.</p><p>Vorkosigan scart� l�idea con un gesto non troppo convincente.�� Sono fuori forma, tenente. E poi, come sanno che pratico questo sport? Qualcuno ha raccontato aneddoti?</p><p>Koudelka sogghign�.�� Pi� o meno. Credo che potrebbero vedere qualcosa d�interessante, su ci� che questo tipo di lotta libera pu� esprimere.</p><p>��Temo di non poter esprimere molto, oggi come oggi.</p><p>��Pensi che possa essere pi� spettacolare di quel che abbiamo visto finora?�� domand� Cordelia.</p><p>��Dipende. Ultimamente ti ho offesa? Vedermi percosso da Bothari ti servirebbe da catarsi emotiva?</p><p>��Forse potrebbe servire a te�� disse Cordelia, visto il suo ovvio desiderio di lasciarsi convincere.�� Credo che tu abbia sentito la mancanza di questo genere di cose, nei lavori da scrivania a cui sei inchiodato da tempo.</p><p>��S셠� Vorkosigan si alz�, accett� un breve applauso d�incoraggiamento, si tolse la giacca dell�uniforme, le scarpe, gli anelli e svuot� le tasche; poi salt� sul ring per fare un po� di riscaldamento.</p><p>��Meglio che tu arbitri anche questo incontro, Kou�� disse.�� Tanto per rassicurare i presenti sulla regolarit�.</p><p>��S�, signore.�� Prima di salire fra le corde Koudelka si ferm� accanto a Cordelia.�� Mmh. Lei non si allarmi eccessivamente, milady. Tenga presente che hanno fatto incontri come questo per anni, e finora non si sono mai ammazzati.</p><p>��Perch� dovrei preoccuparmi, se lei mi conforta con parole cos� tranquillizzanti? Comunque, Bothari ha gi� fatto diversi incontri questa mattina. Forse � stanco.</p><p>I due uomini lasciarono i rispettivi angoli e si scambiarono l�inchino rituale. Koudelka diede il via e si affrett� a togliersi di mezzo. L�umore garrulo dei presenti si spense, mentre Vorkosigan e Bothari si fronteggiavano con una fredda e immobile concentrazione che attrasse gli occhi di tutti. Cominciarono a girarsi intorno, chini in avanti, le braccia protese; poi si allacciarono in una stretta improvvisa. Cordelia non riusc� a capire bene cosa successe, ma quando i due si separarono Vorkosigan stava sputando sangue da un taglio alla bocca e Bothari si comprimeva l�addome con una smorfia di dolore.</p><p>Nel successivo ingaggio il sergente incass� una gomitata fra le costole, ma fece pagare quella mossa all�avversario con un calcio cos� violento da mandarlo fuori dal quadrato, al di l� delle corde. Vorkosigan cadde malamente sull�erba, si rialz�, scosse il capo e fece ritorno sul ring. Gli uomini responsabili della protezione fisica del Reggente si scambiarono sguardi allarmati. A denti stretti Illyan accenn� loro di stare calmi. Non erano passati venti secondi che Vorkosigan piomb� al tappeto con un tonfo che fece sbarrare gli occhi ai presenti, e subito dopo Bothari si gett� su di lui a ginocchi uniti per schienarlo di forza. Cordelia trasal� nel vedere le costole del marito piegarsi sotto il peso che gli stava schiacciando il torace. Un paio di guardie balzarono in piedi e corsero a bordo ring, ma Koudelka le fece allontanare, e Vorkosigan, rosso in faccia e ansante, batt� una mano sul tappeto.</p><p>��Uno schienamento a zero per il sergente Bothari�� annunci� Koudelka.�� Due su tre, signore?</p><p>Bothari si rialz�, con un sorrisetto aspro. Vorkosigan rest� seduto una trentina di secondi per riprendere fiato.�� Un altro, almeno�� rispose.�� Voglio la rivincita. Uh, sono fuori forma.</p><p>��Gliel�avevo detto�� mormor� Bothari.</p><p>Ripresero a girarsi intorno, si abbracciarono in un rapido ingaggio, si separarono, tornarono ad allacciarsi, e all�improvviso Bothari rotol� al tappeto con una spettacolare capriola, mentre Vorkosigan lo seguiva nel movimento torcendogli il braccio sinistro fin quasi a slogargli la spalla. Bothari comp� un paio di tentativi di liberarsi, poi batt� la mano al suolo. Stavolta fu lui a dover fare una pausa di mezzo minuto prima di rialzarsi.</p><p>��Stupefacente�� comment� Droushnakovi, che si mangiava quello spettacolo con gli occhi.�� In specie considerando la sua statura cos� inferiore.</p><p>��Piccolo ma cattivo, eh?�� annu� Cordelia, affascinata.�� Prendine nota.</p><p>Il terzo ingaggio fu breve. Un vortice di mosse e di colpi, quindi i due rotolarono al tappeto in una posizione che si concluse con una presa al braccio di Bothari ai danni dell�avversario. Vorkosigan, poco saggiamente, tent� di liberarsi con una contorsione, e l�altro, con faccia inespressiva, gli slog� il braccio all�altezza del gomito con un <emphasis>pop </emphasis>chiaramente udibile. Vorkosigan ringhi� di dolore e batt� la mano sul ring. Koudelka dovette bloccare di nuovo un tentativo non richiesto di soccorso da parte delle guardie del corpo, che stavano imprecando furiosamente.</p><p>��Rimettimi l�osso a posto, sergente�� grugn� Vorkosigan, disteso al suolo, e Bothari gli tenne fermo il braccio con un piede e gli diede un�accurata torsione.</p><p>��Devo ricordare�� ansim� Vorkosigan,�� di non farlo spesso.</p><p>��Se non altro non le ha rotto l�osso, stavolta�� comment� Koudelka in tono incoraggiante, mentre lo aiutava a rimettersi in piedi con l�assistenza di Bothari. Vorkosigan scese lentamente dal ring e and� a sedersi, con cautela, sull�erba davanti a Cordelia. Anche Bothari camminava con una certa difficolt�, palpeggiandosi le reni.</p><p>��Questo�� disse Vorkosigan ancora col fiato mozzo,�� � il modo in cui� ci allenavamo� a bordo della <emphasis>Generale Vorkraft.</emphasis></p><p>��Tutti questi sacrifici�� ribatt� Cordelia,�� e quante volte avrete messo in pratica la lotta a mani nude in una situazione di combattimento reale?</p><p>��Molto pi� spesso di quello che puoi credere. Ma quando ci � capitato di farlo, abbiamo vinto.</p><p>La riunione si sciolse e i partecipanti tornarono al loro lavoro quotidiano, fra un mormorio di commenti. Cordelia accompagn� Aral in casa, si prese cura del suo gomito e del taglio alla bocca, lo aiut� a fare la doccia e poi tir� fuori un cambio d�abiti, mentre lui si sdraiava bocconi sul letto per farsi massaggiare la schiena.</p><p>Durante il massaggio lei torn� all�argomento che quel mattino aveva cominciato a darle da pensare.</p><p>��Pensi che potresti dire qualcosa a Kou, sul modo in cui tratta Droushnakovi? Non � da lui comportarsi cos�. Quella ragazza si fa in quattro per riuscirgli simpatica, e lui non le offre neppure quel minimo di cortesia che usa coi suoi uomini. Drou � praticamente una collega, una compagna di lavoro, e� se non sto prendendo un abbaglio, � anche innamorata cotta di lui. Possibile che non se ne accorga?</p><p>��Cosa ti fa pensare che non se ne sia accorto?�� domand� Aral.</p><p>��Il suo modo di fare, no? � una vergogna. E pensare che farebbero una bella coppia. Drou � attraente, non sembra anche a te?</p><p>��Bella faccia. Ma a me non piacciono le amazzoni combattenti� come tutti sanno.�� Si gir� a guardarla, con un sogghigno.�� Non tutti apprezzano un corpo femminile cos� atletico, anche se ci sono possibilit� interessanti. Ma vedo una strana luce nei tuoi occhi; un flusso di ormoni materni, suppongo.</p><p>��Devo slogarti anche l�altro braccio?</p><p>��Oggi no, grazie. Diavolo, avevo dimenticato quant�era doloroso allenarsi con Bothari. Ah� s�, in questo punto va bene. Anche un po� pi� in basso�</p><p>��Domani avrai alcuni lividi molto interessanti.</p><p>��Star� alla larga dalle telecamere in agguato. Ma, prima che ti lasci troppo trasportare dai problemi sentimentali di Droushnakovi: hai riflettuto sulle ferite riportate da Kou?</p><p>��Ah.�� Cordelia esit�, accigliandosi.�� Pensavo che� le sue funzioni sessuali fossero ripristinate, come il resto del suo organismo.</p><p>��O altrettanto poveramente del resto. Quello � un tipo di chirurgia molto delicato.</p><p>Cordelia si morse le labbra.�� Tu lo sai per certo?</p><p>��No. Non lo so. Posso solo dirti che questo argomento non � mai entrato nelle nostre conversazioni. Mai.</p><p>��Mmh. Vorrei sapere cosa significa. � un�omissione che non fa supporre niente di buono. Pensi che potresti chiedergli�</p><p>��Santo cielo, Cordelia! No, naturalmente. Che razza di domanda da fare a un uomo, soprattutto se la risposta fosse quella che temi. Io devo lavorare con lui, non dimenticarlo.</p><p>��Be�, io devo lavorare con Drou. Non mi serve a molto se sta l� a tormentarsi sul suo cuore infranto. Lui l�ha fatta piangere, pi� di una volta. Me ne sono accorta, quando credeva di non essere vista da nessuno.</p><p>��Sul serio? Stento a immaginarlo, parola mia.</p><p>��Non puoi aspettarti che io la aiuti a rassegnarsi. Sarebbe come dirle che non vale niente. Possibile che Kou la trovi sgradevole? O la sua � una forma di autodifesa?</p><p>��Buona domanda. Mmh� per quel che posso dirti, l�altro giorno il mio autista ha fatto una battuta su di lei, niente di offensivo� e Kou lo ha rimbeccato alquanto freddamente. Non credo che la trovi antipatica. Il fatto � che i suoi rapporti con chi � sano, e quindi anche con lei, sono stati alterati.</p><p>Cordelia abbandon� l�argomento su quell�annotazione un po� ambigua. Desiderava aiutare l�uno e l�altra, ma non aveva risposte da offrire ai loro dilemmi. Personalmente non le era difficile immaginare soluzioni ai problemi dell�intimit� sessuale originati dalle condizioni fisiche di Koudelka, ma offrire loro qualche suggerimento sarebbe stata un�indelicatezza inaccettabile. Intuiva che avrebbe soltanto offeso la loro sensibilit�. La terapia sessuale era un concetto inesistente su Barrayar.</p><p>Da vera betana, aveva sempre creduto che due diversi comportamenti sessuali fossero un�impossibilit� logica per la razza umana, anche in due culture diverse. Aggirandosi ora ai margini dell�alta societ� barrayarana al seguito di Vorkosigan cominciava finalmente a vedere come invece stessero le cose. Tutto sembrava nascere dal blocco del libero flusso delle informazioni a certe persone, preselezionate da un codice non-detto e tuttavia conosciuto da chiunque salvo lei. Uno non poteva parlare di sesso davanti alle donne non sposate o ai bambini. I giovani, sembrava, erano esenti da regole precise quando discutevano fra loro, ma non se una donna di qualsiasi et� o rango era a portata d�orecchio. La regola subiva inoltre variazioni che dipendevano dallo stato sociale dei presenti. E le donne sposate, quando parlavano di sesso fra loro, rivelavano trasformazioni da lasciare a bocca aperta; su alcune cose si poteva scherzare ma non discutere seriamente, e certi aspetti della sessualit� non potevano essere neppure accennati. A lei era capitato di mandare in stallo una conversazione oltre ogni speranza di recupero con quella che le sembrava un�osservazione perfettamente ovvia e lecita. E in questi casi Aral la prendeva da parte per spiegarle il suo errore�</p><p>Aveva cercato di buttar gi� una lista delle Regole che pensava di aver individuato, ma erano cos� illogiche e contrastanti, in specie riguardo a cosa uno doveva fingere di non sapere di fronte a certe persone, che s�era sentita cadere le braccia. Una sera, a letto, aveva dato quella lista ad Aral, che nell�esaminarla era quasi soffocato dalle risa.</p><p>��� davvero cos� che ci vedi? Mi piace la tua Regola Sette. Dovr� tenerla a mente� vorrei averla conosciuta quand�ero ragazzo; avrei potuto evitare di sorbirmi tutti quei dannati video informativi del Servizio.</p><p>��Se la �terrai a mente� con qualcuna che non sia la tua legale consorte, quello che non eviterai di sorbirti sar� un pugno sul naso�� l�aveva informato lei.�� Queste sono le vostre regole, non le mie. Voi siete abituati a rispettarle inconsciamente. Io devo giocare al vostro gioco senza conoscerle.</p><p>��Oh, scientifica betana. Mmh, vedo che chiami le cose col loro nome, non c�� dubbio. Noi non abbiamo mai tentato� ti andrebbe di violare la Regola Sette con me, mia cara capitana?</p><p>��Fammi vedere qual � oh, s�. Certamente! Subito? E gi� che ci siamo, depenna la Tredici. Il mio tasso ormonale � troppo elevato. Ricordo che la co-genitrice di mio fratello mi parl� di questo effetto, ma a quel tempo non la presi sul serio. Se quel che diceva � vero, potrai farci un pensiero dopo, post-partum.</p><p>��La Tredici? Uh, non avrei mai supposto di�</p><p>��Questo perch� tu, essendo barrayarano, perdi un sacco di tempo a seguire la Regola Due.</p><p>L�antropologia era poi stata dimenticata, a luci spente. Ma pi� tardi lei aveva scoperto di potergli far risalire la pressione mormorando, al momento giusto:�� Regola Nove, prego, mio signore.</p><p>La stagione stava cambiando. Quel mattino c�era stato nell�aria un accenno d�inverno, un venticello che sembrava far rabbrividire le piante nel giardino posteriore del Conte Piotr. Cordelia aspettava quasi con impazienza il suo primo inverno su Barrayar. Vorkosigan le aveva promesso la neve, acqua congelata, una cosa che lei aveva visto, ma non toccato, solo durante una missione esplorativa della Sorveglianza Astronomica. <emphasis>Prima della fine dell�inverno avr� un figlio. Uhu.</emphasis></p><p>Ma il pomeriggio s�era riacceso di calda luce autunnale, e la temperatura era salita. Il lungo tetto a terrazza sulla facciata anteriore di Casa Vorkosigan rifletteva quel calore su per le gambe di Cordelia mentre lo attraversava, anche se il vento sulle sue guance era pi� fresco ed il sole scendeva verso il frastagliato orizzonte della citt�.</p><p>��Buonasera, ragazzi.�� Cordelia rivolse un cenno del capo ai due uomini di guardia nella postazione del tetto.</p><p>��Milady�� le risposero i due, toccandosi la fronte in un esitante accenno di saluto militare.</p><p>Cordelia aveva preso l�abitudine di salire sul tetto qualche minuto ogni pomeriggio, verso quell�ora. La vista della citt� dall�altezza del quarto piano era migliore. Al di sopra degli alberi si poteva scorgere lo scintillio del fiume che la divideva in due, anche se le vaste fondamenta in scavo poco lontano lasciavano credere che ben presto quella parte del panorama sarebbe stata occlusa. La torre pi� alta del Castello Vorhartung, dove lei aveva assistito alla cerimonia nella camera del Consiglio dei Conti, svettava sugli edifici in riva al fiume.</p><p>Oltre il Castello Vorhartung si stendeva la zona pi� vecchia della capitale. Non aveva ancora visto quei quartieri, dove c�erano ancora strade che consentivano il passaggio di un cavallo e di un carro ma non di una vettura da superficie, bench� avesse sorvolato le strette e misteriose viuzze colme d�ombra del centro storico. La zona pi� moderna, che brillava di riflessi cristallini dalla parte opposta, era strutturata sui moderni sistemi di trasporto e pi� simile agli standard galattici.</p><p>Ma niente di tutto ci� le ricordava Colonia Beta. Vorbarr Sultana era costruita per intero in superficie, con strutture che si levavano verso il cielo, stranamente bidimensionale ed esposta al cielo. Le citt� di Colonia Beta affondavano le loro radici di tunnel e pozzi gravitazionali nel sottosuolo, stratificate e complesse, chiuse e protette. In effetti, non avevano un�architettura quanto piuttosto una progettazione interna. Era stupefacente la quantit� di forme che la gente riusciva a dare alle abitazioni quando le costruiva <emphasis>fuori.</emphasis></p><p>Le guardie la sorvegliarono nervosamente quando lei si appoggi� alla balaustra per guardare in basso. Avrebbero preferito che non si avvicinasse mai al bordo, bench� la terrazza fosse larga soltanto sei metri. Ma da l� Cordelia avrebbe potuto vedere la vettura da superficie di Vorkosigan svoltare nel vialetto d�ingresso. I tramonti erano uno spettacolo sempre piacevole, tuttavia il suo sguardo si abbass� sulla strada.</p><p>I suoi polmoni respiravano un�aria piena di odori: vegetazione indigena e importata dalla Terra, sentori acri provenienti dalla zona industriale, emanazioni pi� calde che salivano dai quartieri popolari, eppure non c�erano problemi. Barrayar forniva un�immensa quantit� di aria di ricambio, come se� l�aria era <emphasis>gratis</emphasis>, l�. Si rendeva conto quella gente di quanto fosse ricca? Tutta l�aria che volevano respirare, e non avevano che da fare un passo fuori dalla porta, dandola per scontata come l�acqua gelata che cadeva bianca dal cielo. Cordelia se ne riemp� i polmoni, con l�assurda sensazione di rubarla, e questo la fece sorridere�</p><p>Un lontano, improvviso e violentissimo boato sbriciol� i suoi pensieri e le mozz� il fiato. Le guardie corsero alla balaustra. <emphasis>E va bene, hai sentito uno scoppio. Questo non ha necessariamente qualcosa a che fare con Aral</emphasis>, si disse. E poi, gelido, un altro pensiero: <emphasis>Sembrava lo scoppio di una granata sonica. E non una piccola. Mio Dio. </emphasis>Una colonna di fumo e polvere si stava levando da una strada a qualche isolato da l�. Non riusciva a vedere il punto preciso. Si spost� pi� a destra�</p><p>��Milady.�� La guardia pi� giovane la prese per un braccio.�� Per favore, torni dentro.�� Il suo volto era teso, gli occhi dilatati. Il collega si premeva una mano su un orecchio, in ascolto sul microricevitore collegato a quelli dei colleghi. Lei non aveva nessun terminale portatile con s�.</p><p>��Cosa sta succedendo?�� chiese.</p><p>��Milady, per favore, rientri!�� La guardia la indusse a muoversi verso la botola da cui una ripida scala metallica scendeva nel corridoio principale dell�attico.�� Sono certo che non � niente d�importante, forse una fuga di gas�� disse, mentre se la tirava dietro.</p><p>��Era un attentato: una granata sonica di classe quattro�� lo inform� lei, stupita dalla sua ignoranza.�� Lasciata l� con un timer o sparata con un lanciarazzi, salvo che l�autore del gesto non abbia voluto suicidarsi. Non ne ha mai sentito scoppiare una?</p><p>Droushnakovi sbuc� dalla botola con due maschere antigas in una mano e lo storditore nell�altra.�� Milady!�� chiam�. La guardia fu sollevata di poterle consegnare Cordelia e torn� subito verso il collega. Lei si tolse di mezzo, lasciando che gli altri smettessero di preoccuparsi doverosamente di lei, e scese lungo la scala metallica.</p><p>��Cos�� successo?�� domand� a Droushnakovi.</p><p>��Ancora non lo so. Ero nella mensa del seminterrato quando � suonato l�allarme rosso, e tutti sono corsi fuori�� ansim� la ragazza. Doveva essere volata su per quei cinque, anzi sei piani.</p><p>��Mmh.�� Cordelia stava ormai correndo quando arriv� in fondo al corridoio. Avrebbe voluto avere un pozzo antigravit�. Alla console di comunicazioni in biblioteca doveva esserci qualcuno; scese in fretta per lo scalone a spirale, gett� un�occhiata all�esterno e gir� a destra attraverso l�atrio.</p><p>Il capoguardia era alla radio e stava ascoltando qualcosa in cuffia. Accanto a lui c�era uno degli attendenti del Conte Piotr.�� Stanno venendo qui�� disse il capoguardia, voltandosi a mezzo.�� Avverti immediatamente il medico.�� L�uomo in livrea marrone si precipit� fuori.</p><p>��<emphasis>Chi </emphasis>sta venendo qui?�� domand� Cordelia. Il cuore le batteva forte ora, e non per la corsa lungo le scale.</p><p>L�uomo alz� gli occhi a guardarla, parve sul punto di dire qualcosa di vago e tranquillizzante, poi cap� che non era il caso.�� Qualcuno ha cercato di colpire con una bomba l�auto del Reggente. L�attentato � fallito. L�auto sta venendo qui, adesso.</p><p>��A che distanza � esplosa la bomba?</p><p>��Non lo so, milady.</p><p>Probabilmente non lo sapeva davvero. Comunque, se l�auto funzionava ancora� Con un gesto secco gli accenn� di continuare il suo lavoro, e corse di nuovo nell�atrio. La porta era stata chiusa da due uomini del Conte Piotr, che malgrado la sua insistenza rifiutarono di lasciarla uscire. Frustrata Cordelia torn� alle scale, ma dopo tre gradini si ferm�, con una mano sulla ringhiera, mordendosi le labbra.</p><p>��Crede che il tenente Koudelka sia con lui?�� domand� Droushnakovi con un fil di voce.</p><p>��� probabile. Rientrano quasi sempre insieme�� rispose distrattamente Cordelia, con gli occhi sulla porta d�ingresso. Non restava che attendere�</p><p>Pochi secondi dopo sent� arrivare l�auto. Uno degli uomini di Piotr apr� la porta. Molti uomini della Sicurezza stavano correndo intorno alla vettura argentea ferma davanti al portico. Dio del cielo, da dov�erano <emphasis>venute </emphasis>tutte quelle guardie armate? La carrozzeria dell�auto era in parte annerita e fumava ancora, ma non sembrava ammaccata profondamente. Il tettuccio dello scomparto posteriore era intatto. Lo sportello si apr�, e Cordelia si sporse di lato per vedere Vorkosigan, nascosto dalle uniformi verdi che s�erano affollate l� davanti. Gli uomini si scostarono. Oltre lo sportello spalancato sedeva il tenente Koudelka, rigido e stordito, con la bocca e il mento sporchi di sangue. Il giovane fu aiutato a uscire da una guardia. Vorkosigan venne fuori per ultimo, allontanando con un gesto le mani che si protendevano per sostenerlo. Neppure le guardie pi� preoccupate osarono toccarlo senza permesso. Vorkosigan entr� in casa a passi lunghi, pallido e coi denti stretti. Koudelka insist� per avere il suo bastone e lo segu� dentro, tallonato da un caporale della Sicurezza anch�egli piuttosto scosso. Stava ancora perdendo sangue dal naso. Gli uomini di Piotr chiusero subito la porta, lasciando fuori tre quarti di quel caos.</p><p>Gli occhi di Aral cercarono quelli di Cordelia sopra le teste degli uomini, e il suo sguardo fosco si raddolc� un poco. Le rivolse un cenno col capo. <emphasis>Sto bene, non temere. </emphasis>Lei annu� in risposta, <emphasis>Potresti stare meglio, Santo cielo�</emphasis></p><p>Kou stava dicendo, con voce rauca:�� � buco dannatamente profondo sulla strada! Potrebbe entrarci dentro un autobus. Il guidatore ha avuto una prontezza di riflessi sorprendente� Cosa?�� Scosse il capo, verso uno che gli aveva fatto una domanda.�� Scusa, ma i miei orecchi sembrano fuori uso, a meno che��� Alz� una mano a toccarsi la faccia e quando la ritrasse sporca di sangue sbatt� le palpebre. Poi si tast� un lato del cranio come per controllare se c�era ancora tutto.</p><p>��Hai solo i timpani assordati, Kou�� disse Vorkosigan con calma, ma a voce alta.�� Domani mattina ci sentirai di nuovo.�� Soltanto Cordelia cap� che non parlava forte solo a beneficio di Koudelka: anche lui aveva l�udito fuori uso. I suoi occhi saettavano qua e l� rapidamente, unico indizio del fatto che invece di ascoltare stava leggendo le labbra.</p><p>Simon Illyan e il medico arrivarono quasi contemporaneamente. I due scortarono Vorkosigan e Koudelka in salotto, lasciando fuori le inutili�� almeno agli occhi di Cordelia�� guardie del corpo. Lei e Droushnakovi li seguirono e chiusero la porta. Il medico esamin� subito le loro condizioni fisiche, cominciando, su richiesta di Vorkosigan, da Koudelka.</p><p>��Una granata sola?�� domand� Illyan.</p><p>��Una sola�� conferm� Vorkosigan.�� Se ne avesse sparato un�altra ci avrebbe presi in pieno.</p><p>��Se fosse rimasto l� per un secondo colpo avremmo preso <emphasis>lui. </emphasis>Una squadra scientifica � sul posto, adesso. L�assassino � riuscito a dileguarsi in tempo. Un luogo adatto, non c�� che dire, con una dozzina di vie di fuga fra cui scegliere.</p><p>��Ma noi cambiamo strada ogni giorno�� disse Koudelka con voce spessa, attraverso il fazzoletto che si stava premendo sul naso.�� Come ha saputo dove poteva aspettarci in agguato?</p><p>��Un informatore fra i nostri?�� Illyan si strinse nelle spalle, ma dalla sua faccia era chiaro che quel dubbio sembrava fondato.</p><p>��Non necessariamente�� disse Vorkosigan.�� Cos� vicino a casa ci sono solo poche strade. Pu� aver aspettato l� per giorni.</p><p>��Giusto oltre il limite sorvegliato dalle nostre squadre?�� gli fece notare Illyan.�� Questo particolare non mi piace.</p><p>��Il fatto che ci abbia mancato mi d� da pensare�� disse Vorkosigan.�� Perch�, mi chiedete? C�� il caso che sia stato una specie di avvertimento. Un attentato non alla mia vita ma alle mie intenzioni politiche. O al mio equilibrio.</p><p>��No, io propendo per un lanciagranate di vecchio tipo�� disse Illyan.�� Quelli col mirino meccanico. Gli strumenti della vettura non hanno registrato nessun sistema di puntamento laser centrato su di essa. Ha sbagliato mira.�� Fece una pausa, accorgendosi che Cordelia era pallida.�� Sono sicuro che � stato soltanto l�atto individuale di un fanatico, milady. Almeno, sembra certo che ci fosse un solo uomo.</p><p>��Com�� possibile che un fanatico, un solitario, disponesse di un�arma da guerra?�� replic� seccamente lei.</p><p>Illyan parve a disagio.�� Su questo indagheremo, milady. Era un�arma di vecchio tipo, comunque.</p><p>��Voi non distruggete gli armamenti andati in disuso?</p><p>��C�� tanto di quel materiale�</p><p>Cordelia continu� a fissarlo negli occhi.�� Anche se la vettura � corazzata gli sarebbe bastato mandare a segno un solo colpo. Nessuno avrebbe potuto sopravvivere. Bastava che la granata esplodesse a un paio di metri dall�auto, e ora la sua squadra scientifica avrebbe delle difficolt� per identificare i corpi.</p><p>Droushnakovi sbatt� le palpebre, grigia in faccia. Vorkosigan aveva lo sguardo meno stravolto, adesso.</p><p>��Vuole che le faccia un calcolo preciso degli effetti di una granata sonica sull�interno di quella vettura, Simon?�� continu� Cordelia, scaldandosi.�� Chi ha scelto quell�arma � un militare competente� anche se, per fortuna, un pessimo tiratore.�� Tenne per s� il resto di quel che avrebbe voluto dire, rendendosi conto, bench� nessun altro se ne fosse accorto, che a farla parlare cos� era una tensione isterica.</p><p>��Le mie scuse, capitana Naismith.�� Il tono di Illyan s�era fatto pi� rigido.�� Probabilmente lei ha ragione.�� E annu� con rispetto, per mostrare che non lo diceva solo per blandirla.</p><p>Aral aveva seguito quello scambio di battute con un lampo negli occhi, e per la prima volta parve sul punto di sorridere.</p><p>Illyan usc�, portandosi via le sue ipotesi fra cui anche quella della cospirazione militare. Il medico conferm� la diagnosi di un semplice stordimento auricolare e diede loro un paio di flaconi di pillole per il mal di capo�� Aral ne inghiott� una con indifferenza�� e se ne and� dopo aver preso appuntamento per una visita di controllo completa il mattino dopo.</p><empty-line/><p>Quando Illyan torn� a Casa Vorkosigan, quella sera tardi, per parlare con il suo capoguardia, Cordelia trattenne a stento la voglia di afferrarlo per il petto e spingerlo contro il muro per estrargli tutto ci� che era venuto a sapere. Si limit� a chiedere, semplicemente:�� Chi ha cercato di uccidere Aral? Chi lo <emphasis>vorrebbe </emphasis>morto? Che vantaggio immagina di ottenere dalla sua scomparsa?</p><p>Illyan sospir�.�� Vuole la lista breve o quella lunga, milady?</p><p>��Quanto � lunga la lista breve?�� chiese lei, quasi morbosamente affascinata.</p><p>��Fin troppo. Ma posso dirle i nomi che stanno in cima, se vuole.�� Li cont� sulle dita.�� I cetagandani, questi sempre. Hanno fatto i loro calcoli sulla confusione politica che potrebbe seguire la morte di Ezar. Una lotta intestina pu� facilitare l�arrivo di una flotta d�invasione. Poi i komarrani, sia per vendetta che come inizio di una nuova rivolta. Alcuni chiamano l�ammiraglio �il macellaio di Komarr��</p><p>Cordelia, che conosceva la vera storia dietro quel soprannome cos� odioso, si sent� fremere.</p><p>��Gli anti-Vor, perch� il Lord Reggente � troppo conservatore per i loro gusti. Gli ufficiali della destra militare, che lo considerano troppo progressista per i loro. Gli ex accoliti guerrafondai del Principe Serg e di Vorrutyer. Certi ex membri del Ministero dell�Educazione Politica, ora esautorati, anche se dubito che quella gente fallirebbe un attentato; disponevano di �fedelissimi� addestrati nel dipartimento di Negri. Alcuni Vor gelosi del rango che lui ha assunto nel recente cambiamento di poteri. Qualsiasi individuo che, avendo accesso a residuati bellici, si illuda di guadagnarsi la fama di liberatore della patria compiendo una pazzia gradita agli estremisti politici� devo continuare?</p><p>��No, grazie. Ma restiamo al concreto. Se le motivazioni generano una lista cos� lunga di sospetti, che cosa possiamo dedurre dal tipo di attentato messo in opera?</p><p>��Qui lavoriamo su un campo pi� ristretto�� annu� Illyan,�� anche se gli interrogativi non mancano. Come ho detto, l�azione � stata rapida e la fuga facile. Ma chi lo ha organizzato conosceva il tipo di arma e sapeva dove procurarsela. Questo � il primo lato da cui parte la nostra indagine.</p><p>Nessuna fazione aveva reclamato l�attentato, e questo, decise Cordelia, era preoccupante. Quando i colpevoli potevano essere tanti, l�impulso di sospettare tutti poteva diventare paranoia. E la paranoia politica, su Barrayar, sembrava molto facile e contagiosa. Be�, le forze combinate di Negri e di Illyan avrebbero dovuto ottenere qualche fatto concreto in breve tempo. Lei racchiuse le sue paure in un pacchetto e cerc� di cacciarlo nel pi� profondo di se stessa� anche se il punto dove lo sentiva era lo stomaco. Troppo vicino al bambino.</p><p>Quella notte Vorkosigan la strinse a s�, rannicchiata contro il suo corpo robusto, anche se non per fare all�amore. Si limit� a tenerla cos�. Rest� sveglio per ore, malgrado l�effetto del tranquillante che gli offuscava lo sguardo. Lei non prese sonno finch� non si accorse che s�era addormentato, e il suo lieve russare la plac�. Non c�era molto da dire. <emphasis>Hanno fallito. Noi andiamo avanti.</emphasis></p><p><emphasis>Fino al prossimo colpo.</emphasis></p></section><section><title><p>CAPITOLO QUINTO</p></title><p>Il compleanno dell�Imperatore era per tradizione una delle feste nazionali di Barrayar, che la gente celebrava con manifestazioni pubbliche, danze, bevute, parate di veterani e un�incredibile quantit� di fuochi artificiali sparati da tutti i quartieri della citt� in gara fra loro. Questo sarebbe bastato a farne un giorno adatto per un attacco militare alla capitale, si disse Cordelia: anche un orecchio addestrato non avrebbe potuto riconoscere un fuoco d�artiglieria dietro quel caos di scoppi. Il fracasso prese inizio all�alba.</p><p>Le guardie di servizio, che avevano un�automatica predisposizione a rizzare gli orecchi a qualunque rumore estraneo, giravano per la casa con aria abbacchiata, salvo un paio di giovani entusiasti che ebbero la pensata di far esplodere in giardino dei mortaretti e accendere due crepitanti girandole. Furono chiamati nel seminterrato dal capoguardia e quando tornarono su ai colleghi bast� guardarli per sapere che s�erano giocati la libera uscita. Cordelia li vide in cucina, pi� tardi, a sbucciare patate agli ordini di una cuoca sogghignante, mentre le due sguattere se ne uscivano di casa vestite a festa per un�inattesa giornata di libert�. Il compleanno dell�Imperatore destava un�allegria incomprensibile per lei, e inoltre i barrayarani sembravano affascinati dal fatto che, essendo Gregor succeduto ad Ezar, quella era la seconda volta in un anno che celebravano la stessa festa.</p><p>Cordelia rinunci� ad assistere all�imponente parata militare che occup� la mattinata di Aral in modo da essere pi� fresca per la serata (l�avvenimento dell�anno, a quanto le fu dato di capire) ovvero la cena di compleanno alla Residenza Imperiale. Le piaceva l�idea di poter rivedere Kareen e Gregor, anche se per poco. E stavolta era certa che avrebbe avuto un aspetto all�altezza del suo rango. Lady Vorpatril, che aveva buon gusto e poteva vantare una solida esperienza di moda femminile in ogni stadio della gravidanza, aveva avuto piet� dei suoi problemi culturali e le si era offerta come guida indigena per i negozi e la sartoria da cui si serviva.</p><p>Come risultato, quel pomeriggio Cordelia sfoggi� con sicurezza un completo di seta selvaggia verde scuro, a gonna lunga, scarpe in vera pelle e un leggero soprabito di vellutata stoffa bianca d�importazione. Alcuni minuscoli fiorellini, autentici, le erano stati sistemati nell�acconciatura ramata da una pettinatrice in carne e ossa, molto pi� abile di qualsiasi stilista automatico lei avesse mai usato su Colonia Beta. Per le festivit� tradizionali i barrayarani non facevano molto uso della moda straniera e preferivano abiti pi� personalizzati, ricorrendo a una specie di arte popolare elaborata quanto i disegni corporali betani. Cordelia non poteva essere sicura della reazione di Aral�� il suo volto s�illuminava sempre quando la vedeva apparire�� ma a giudicare dagli �ooh!� e dagli �aah!� delle cameriere del Conte Piotr il sarto di Alys Vorpatril doveva aver superato se stesso.</p><p>Mentre aspettava nell�atrio, ai piedi della scala, abbass� gli occhi a controllare il miracoloso effetto dello stile �cintura alta� sul suo addome. Anche senza quell�artificio, comunque, dopo quasi quattro mesi non poteva vantare che una curva appena visibile. Nulla di pi�, da quell�estate, tanto da farle pensare che la gravidanza procedesse a rilento. Sfiorandosi distrattamente l�addome mormor� dentro di s� un mantra d�incoraggiamento, <emphasis>cresci, cresci, oh, cresci� </emphasis>ma almeno stava cominciando ad apparire davvero incinta agli occhi altrui, invece di dar l�impressione d�essere �un po� stanca�. Aral condivideva i suoi notturni momenti di fascino per quel progredire, e ascoltava con dita gentili sulla sua pelle, fin l� senza successo, i lievissimi palpiti che lei invece avvertiva gi� di tanto in tanto.</p><p>Anche Aral scese, camminando al passo col tenente Koudelka. Entrambi erano tirati a lucido, impeccabilmente rasati e pettinati, molto vistosi nell�uniforme imperiale da parata rossa e blu. Piotr li raggiunse con l�abito da cerimonia che aveva indossato alla riunione del Consiglio, marrone e argento, anch�esso una specie di uniforme militaresca scintillante di gradi e di mostrine. I venti uomini in livrea che il Conte s�era portato dietro una settimana prima erano anch�essi pi� eleganti del solito. Droushnakovi, a fianco di Cordelia, aveva scelto un vestito verde per intonarsi al suo, ma pi� semplice, tagliato sia per consentire i movimenti rapidi che per nascondere un�arma e i microapparati di comunicazione.</p><p>Dopo essersi scambiati qualche complimento sui loro abiti uscirono dalla porta principale per prendere posto sulle due vetture da superficie in attesa. Aral condusse cavalierescamente Cordelia alla prima, poi fece un passo indietro.�� Ci vediamo pi� tardi, amore.</p><p>��Cosa?�� Il cuore di lei ebbe un balzo.�� Oh, la seconda auto� non � solo perch� siamo in tanti?</p><p>Aral contrasse la bocca.�� No. Mi sembra� prudente che d�ora in poi tu e io viaggiamo su veicoli diversi.</p><p>��S�,�� mormor� appena Cordelia.�� Se vuoi.</p><p>Lui annu� e and� all�altra vettura. <emphasis>Dannazione a questo posto. </emphasis>Pezzo per pezzo Barrayar la derubava della sua vita, del suo cuore. Avevano gi� cos� poco tempo per loro; ogni momento sottratto in pi� la feriva.</p><p>Il Conte Piotr era l�accompagnatore che sostituiva Aral, almeno per l�inizio della serata; il vecchio scivol� dentro al suo fianco. Droushnakovi sedette di fronte a loro e lo sportello si abbass�. La macchina gir� sul vialetto e usc� in strada senza scosse. Cordelia gir� la testa ma non riusc� a vedere l�auto di Aral; evidentemente era stata stabilita una distanza di sicurezza. Torn� a guardare avanti, con un sospiro.</p><p>Il sole stava tramontando oltre una spessa coltre di nuvole grigie, e le luci che si accendevano in quell�umido crepuscolo autunnale davano alla citt� un aspetto malinconico. Fare un po� di festa in una sera cos젗 videro diversi piccoli trattenimenti danzanti all�aperto�� non era una cattiva idea. Ma l�allegria spontanea della gente ricord� a Cordelia certe antiche usanze terrestri, quando durante un�eclisse si gridava forte e si sparava in aria per scacciare il drago che stava mangiando la luna. Quella strana tristezza autunnale poteva consumare l�anima, se non si faceva uno sforzo per superarla. Il compleanno di Gregor cadeva al momento giusto.</p><p>Fra le mani di Piotr c�era una piccola borsa di seta marrone, chiusa da un laccio, con lo stemma dei Vorkosigan ricamato in argento. Cordelia la guard�, incuriosita.�� Che cos��?</p><p>Piotr sorrise e gliela porse.�� Monete d�oro.</p><p>Altro folclore popolare; la borsa e il suo contenuto erano gradevoli al tatto. Lei accarezz� la seta, ammir� il ricamo e si vers� sul palmo di una mano alcuni scintillanti dischetti intarsiati.�� Belli.�� Prima dell�Era dell�Isolamento, ricord� Cordelia, l�oro aveva avuto un gran valore su Barrayar. Nella sua mente betana �oro� corrispondeva a �metallo talvolta utile nell�industria elettronica�, ma nell�antichit� la sola parola aveva un fascino quasi mistico per la gente.�� Ha un significato?</p><p>��Ah! Sicuro. � il regalo di compleanno per l�Imperatore.</p><p>Cordelia cerc� d�immaginare cosa poteva farsene un bambino di cinque anni di quelle monete d�oro, salvo che usarle per costruire torri o imparare a far di conto. Sperava che Gregor avesse passato l�et� in cui i bambini si mettevano tutto in bocca; quei dischetti avevano proprio la dimensione giusta per soffocarlo, se ne avesse inghiottito uno.�� Sono certa che gli piacerࠗ disse, un po� dubbiosamente.</p><p>Piotr ridacchi�.�� Tu non capisci il motivo, � cos�?</p><p>Cordelia gli restitu� la borsa.�� Non lo capisco quasi mai. Mi illumini.�� Si appoggi� allo schienale, con un sospiro. Piotr aveva scoperto che spiegarle Barrayar lo divertiva; era sempre compiaciuto nel trovare nuove tasche nel vestito della sua ignoranza, forse perch� poteva riempirle non solo con informazioni ma soprattutto con le sue opinioni personali. Cordelia era sicura che avrebbe potuto farle conferenze per vent�anni senza restare mai a corto di aneddoti sorprendenti.</p><p>��Il compleanno dell�Imperatore costituisce per tradizione la fine dell�anno fiscale, nei rapporti economici fra i distretti e il Ministero del Tesoro Imperiale. In altre parole, � il giorno delle tasse� anche se i Vor non vengono tassati. Questo implicherebbe una sottomissione eccessiva al governo. Cos� quello che facciamo all�Imperatore � un regalo.</p><p>��Ah��� disse Cordelia.�� Ma nessuno governerebbe un anno questo pianeta per sessanta borse d�oro, signore!</p><p>��Naturalmente. L�effettivo prelievo fiscale viene trasferito sotto forma di dati a Vorbarr Sultana. � un�operazione computerizzata che la banca del mio distretto, ad Hassadar, ha effettuato stamane. L�oro � puramente simbolico.</p><p>Cordelia si accigli�.�� Un momento. Non avete gi� fatto la stessa cosa una volta, quest�anno?</p><p>��S�, in primavera, prima che Ezar si ammalasse. Ora la scadenza dell�anno fiscale � stata cambiata,</p><p>��E questo non getta nel caos il vostro sistema bancario?</p><p>Lui scroll� le spalle.�� � solo un po� di lavoro in pi� per i contabili.�� D�un tratto ebbe un sogghigno.�� Da dove pensi che derivi, del resto, la parola �Conte�?</p><p>��� un termine che risale all�epoca pre-atomica� latino del tardo Impero Romano o medievale, suppongo, per indicare un nobile che governa una contea.</p><p>��Su Barrayar, invece, � nato come una contrazione dell�inglese �accountant�. Anche se in realt� chi si occupava del conteggio del denaro lo faceva dopo averlo prelevato d�autorit� dalle tasche altrui. Il capostipite di questi �conteggiatori� fu Varadar Tau, un autentico ladrone da strada, a cui va comunque attribuito il merito di aver istituito il primo sistema di tassazione vero e proprio. I suoi �conteggiatori� non tardarono ad assumere un�autorit� amministrativa nelle varie zone.</p><p>��E io che pensavo che fosse un rango militare!</p><p>��Lo divenne subito, infatti, non appena quei furfanti ebbero la necessit� di sottomettere chi opponeva la spada fra essi e le loro tasche. Fu solo pi� tardi, quando la carica divent� ereditaria, che rinacquero il termine �Conte� e il rango nobiliare.</p><p>��Non l�avrei mai immaginato.�� Cordelia lo guard� con improvviso sospetto.�� Non � che lei si stia prendendo gioco di me, vero?</p><p>Piotr alz� le mani.�� Questo mai!</p><p><emphasis>Pesa bene quello che ti dicono</emphasis>, consigli� Cordelia a se stessa, divertita. <emphasis>In specie quando con la notizia ti forniscono fra le righe anche l�opinione.</emphasis></p><p>La vettura arriv� al grande cancello della Residenza Imperiale. L�atmosfera di palazzo era molto cambiata dal tempo delle prime visite di Cordelia al capezzale di Ezar e durante le cerimonie funebri. Luci multicolori mettevano in rilievo i particolari architettonici della facciata; il giardino era colmo di fiori, le fontane scintillavano. Gente elegantissima vivacizzava con la sua presenza lo spazio di fronte ai porticati dell�ala ovest e sulle terrazze. I controlli delle guardie, tuttavia, non furono meno meticolosi, e il loro numero era molto maggiore del solito. Cordelia ebbe la sensazione che sarebbe stata una festa assai meno spontanea e divertente di quelle che si svolgevano nelle strade della citt�.</p><p>La vettura di Aral si accod� alla loro solo quando si fermarono al portico dell�ala ovest, e Cordelia pot� finalmente prendere il marito a braccetto. Lui le sorrise con orgoglio, e approfitt� di un attimo in cui erano meno in vista per baciarle il collo e rubarle un respiro del profumo che s�era messa sui capelli. Attraversato l�atrio passarono nel corridoio che conduceva al salone del pianterreno. Un maggiordomo con la livrea di Casa Vorbarra annunci� il loro ingresso ad alta voce, e per un momento Cordelia si sent� addosso mille paia d�occhi barrayarani di classe Vor occupati soltanto a criticare il suo aspetto. In realt� in sala c�erano solo un paio di centinaia di persone. Meglio questo, cerc� di dirsi, che guardare nella bocca di un distruttore neuronico puntato su di lei. Molto meglio.</p><p>Circolarono fra gli invitati scambiando saluti e frasi di cortesia praticamente con ognuno di quelli che si trovarono davanti. <emphasis>Perch� non portano un�etichetta, come ai congressi? </emphasis>sospir� fra s� Cordelia, frustrata. Come al solito, tutti sembravano conoscere tutti. Si immagin� nell�atto di aprire una conversazione con qualcuno: <emphasis>Senta, lei, signora� uh, signorina� </emphasis>Strinse pi� forte il braccio di Aral e cerc� di sembrare esotica e misteriosa, piuttosto che confusa e incapace di spiccicar parola.</p><p>Passando davanti a una saletta laterale videro che l� si stava svolgendo la piccola cerimonia delle borse d�oro, coi Conti, o i loro rappresentanti, che s�inchinavano per scaricarsi dell�obbligo aggiungendo ciascuno poche parole formali. L�Imperatore Gregor�� gi� oltre, sospettava Cordelia, la sua solita ora d�andare a letto�� seduto accanto alla madre su un massiccio scranno che lo faceva sembrare ancora pi� piccolo, cercava stoicamente di sopprimere i suoi sbadigli. A Cordelia venne da chiedersi se metteva davvero quelle monete da parte, o se erano le stesse che tornavano in circolazione anno dopo anno. Che razza di festa di compleanno. Non c�era neppure un suo coetaneo in vista. I Conti venivano comunque smaltiti con rapida efficienza, e il bambino si sarebbe liberato in fretta di quella noia.</p><p>Un militare in rosso e blu s�inginocchi� davanti a Gregor e gli present� la sua borsa di seta marrone. Cordelia riconobbe il Conte Vidal Vordarian, il baffuto individuo che Aral aveva educatamente definito la guida del prossimo-principale partito conservatore (cio� un uomo che la pensava come suo padre) e a lei era parso di capire che la sua fosse la fazione di isolazionisti pi� fanatici. Non aveva la faccia di un fanatico; anzi, quando sorrideva riusciva perfino attraente. L�uomo rivolse alla Principessa Kareen un paio di frasi, che la fecero ridere. La sua mano si poggi� su un ginocchio di lei in un gesto intimo che Cordelia avrebbe creduto impossibile in quell�ambiente; ma la Principessa si limit� a dargli un tocco amichevole sulle dita, brevemente, prima che lui si alzasse per lasciare il posto al nobile successivo. Il sorriso di Kareen si spense mentre Vordarian le voltava le spalle.</p><p>Gregor attravers� i presenti con uno sguardo triste e distratto che parve sfiorare appena Cordelia, Aral e la signorina Droushnakovi; poi disse qualcosa a sua madre. Kareen fece un cenno a un uomo in livrea, che usc�. Pochi minuti dopo, mentre erano di nuovo nel salone, un capitano della Sorveglianza chiese loro il permesso di portarsi via Droushnakovi. La ragazza fu sostituita da un giovanotto robusto ma poco invadente che li segu� tenendosi fuori portata d�orecchio, dopo aver comunicato loro le sue funzioni con un semplice sguardo allusivo.</p><p>Come il cielo volle, Aral fece finalmente rotta verso Lord e Lady Vorpatril, i soli con cui Cordelia poteva fermarsi a parlare senza farsi aggiornare sulle implicazioni sociali e politiche della cosa. L�uniforme rossa e blu si adattava bene alla corpulenta costituzione del capitano Lord Vorpatril. Ma sua moglie lo metteva in ombra con un abito rosso-fiamma di un fulgore ancor pi� accentuato dalle piccole rose intessute nella nuvola dei capelli corvini, in stupefacente contrasto con la sua pelle candida. I due, pens� Cordelia, erano il vero archetipo della coppia Vor, sofisticati e sereni, effetto questo che svan� quando dopo alcune frasi non troppo connesse fu chiaro che il capitano Vorpatril aveva bevuto. L�alcool comunque lo rendeva allegro, accentuando quello che era un lato del suo carattere, senza sgradevoli trasformazioni di personalit�.</p><p>Vorkosigan, portato via da un paio di uomini che s�erano diretti su di lui con un Motivo Importante scritto negli occhi, lasci� Cordelia a Lady Vorpatril. Le due donne approfittarono degli eleganti vassoi di tartine offerti in giro dai numerosi camerieri, e paragonarono le rispettive situazioni ostetriche. Lord Vorpatril si scus� e part� all�inseguimento di un vassoio di bicchieri di vino. Alys riflett� sul taglio e sul colore del prossimo vestito di Cordelia.�� Bianco e nero, direi, per la Festa d�Inverno. Purch� tu tenga i capelli di questa sfumatura fulva�� decise in tono autorevole. Cordelia annu� docilmente, chiedendosi se la cena sarebbe venuta in seguito o se ci si aspettava che pascolassero sui vassoi di passaggio.</p><p>Alys la guid� alla toelette delle signore, punto fisso per le loro necessit� a scadenza praticamente oraria di femmine gravide. Nel percorso di ritorno la present� ad alcune donne della sua piuttosto rarefatta cerchia personale. Alys fin� poi per immergersi in una lunga discussione con una nobildonna di mezz�et� che chiedeva il suo parere su una festa da ballo ancora in fase di studio, e Cordelia scivol� via dai margini del gruppetto.</p><p>S�incammin� verso la porta del salone, fra le alte piante in vaso, appartandosi (cerc� di non pensare <emphasis>dal gregge</emphasis>) per una pausa di quieta contemplazione. Che strano miscuglio era Barrayar coi suoi ambienti: un momento prima familiare e tranquillo, un momento dopo alieno e sconvolgente� ma l� avevano montato un bello spettacolo, bench� ah! Ecco cosa mancava da quella scena, not� Cordelia. Su Colonia Beta una cerimonia di quel calibro si sarebbe svolta sotto gli occhi di molte telecamere, per essere distribuita in diretta nell�intero pianeta. Ogni mossa avrebbe avuto luogo secondo il copione di una coreografia ben diretta, con studiati passaggi davanti al video e il sapiente intervento dei commentatori, spesso cos� intrusivo da plasmare l�avvenimento sulle necessit� tecniche della regia. L� non c�era un oloschermo in vista. Le sole riprese video erano quelle fatte dalla Sicurezza Imperiale per i suoi scopi, che non prevedevano effetti coreografici. Gli ospiti, in quel salone, danzavano unicamente uno per l�altro; il loro lusso era un�esibizione che nessun nastro avrebbe reso eterna, e il giorno dopo l�avvenimento sarebbe esistito solo nei loro ricordi.</p><p>��Lady Vorkosigan?</p><p>Una voce urbana dietro di lei distolse Cordelia dalle sue meditazioni. Si volse e vide che era stata raggiunta dal Commodoro Conte Vordarian. L�uniforme rossa e blu testimoniava che era un militare in servizio attivo (un ornamento del Quartier Generale, senza dubbio� in quale dipartimento? Oh, s�, Operazioni aveva detto Aral). Sorrideva cordialmente, attento a non versare una goccia dal calice di vino bianco che stringeva fra le dita.</p><p>��Conte Vordarian�� annu� lei, e restitu� il sorriso. S�erano gi� incontrati di sfuggita abbastanza spesso; Cordelia decise di fare come se fossero stati presentati ufficialmente. Questo affare della Reggenza non sarebbe finito presto, per quanto lei lo desiderasse; era tempo che lei cominciasse a stringere relazioni per conto suo, e la smettesse di appoggiarsi ad Aral a ogni nuovo passo.</p><p>��Si sta divertendo?�� domand� l�uomo.</p><p>��Oh, s�.�� Lei cerc� qualcosa da dire.�� Questo � un ambiente affascinante.</p><p>��Lo stesso si pu� dire di lei, milady.�� Vordarian alz� il calice in un muto brindisi, e bevve un sorso.</p><p>Cordelia ebbe uno sgradevole palpito d�emozione, ma ne identific� il motivo prima che le apparisse nello sguardo. L�ultimo ufficiale barrayarano a offrirle un brindisi in quel modo era stato l�ammiraglio Vorrutyer, anche se in circostanze sociali assai diverse. Vordarian aveva casualmente compiuto l�identico gesto. Quello non era il momento migliore per le reminiscenze. Cordelia si schiar� la gola.�� Lady Vorpatril mi ha aiutato molto. � una persona molto affabile e gentile.</p><p>Vordarian ebbe un cauto cenno verso il suo addome.�� Anche lei merita le mie congratulazioni. � un maschio o una femmina?</p><p>��Uh? Oh, s�, un maschio. Sar� chiamato Piotr Miles, mi � stato detto.</p><p>��Ne sono sorpreso. Avrei creduto che il Lord Reggente preferisse una femmina, per cominciare.</p><p>Cordelia inclin� la testa, stupita dall�ironia del suo tono.�� Abbiamo deciso di avere un figlio prima che Aral diventasse Reggente.</p><p>��Ma sapevate che avrebbe avuto questa carica, naturalmente.</p><p>��Non lo immaginavo affatto. Ero convinta che voi militari barrayarani andaste matti per i figli maschi. Perch� dice che avrebbe dovuto preferire una femmina?�� <emphasis>Vorrei una figlia, s�</emphasis></p><p>��Presumevo che Lord Vorkosigan programmasse a lungo termine. Quale miglior modo di tutelare la continuit� del potere, dopo la Reggenza, che ripiegando sulla posizione di suocero dell�Imperatore?</p><p>Cordelia sbatt� le palpebre.�� Lei crede che giocherebbe la continuit� del suo potere sull�eventualit� che due adolescenti possano innamorarsi, a una quindicina d�anni da oggi?</p><p>��Innamorarsi?�� Ora fu lui a restare perplesso.</p><p>��Voi barrayarani siete dei��� Si tenne in bocca la parola �pazzoidi�. Poco diplomatico.�� Aral � di certo pi�� pratico.�� Anche se difficilmente avrebbe potuto definirlo non romantico.</p><p>��Questo � molto interessante�� mormor� lui. Gett� attorno una rapida occhiata.�� Lei vuol dire che contempla una linea d�azione pi� diretta?</p><p>La mente di Cordelia stava uscendo per la tangente da quella conversazione.�� Prego?</p><p>Vordarian sorrise e scosse le spalle.</p><p>Lei si accigli�.�� Lei intende che, se avessimo una femmina, questo sarebbe ci� che tutti penserebbero?</p><p>��Senza dubbio.</p><p>Cordelia trattenne il fiato.�� Santo cielo. Questo � io non riesco a pensare che una persona sana di mente voglia avvicinarsi al potere imperiale su Barrayar. Sarebbe solo un bersaglio per qualsiasi maniaco avesse un torto vero o supposto da vendicare, da come la vedo io.�� Un�immagine del tenente Koudelka, sanguinante e stordito, lampeggi� nella sua mente.�� E altrettanto duro sarebbe per i poveretti che avessero la sfortuna di essergli vicino.</p><p>Vordarian inarc� un sopracciglio.�� Ah, s�, lo spiacevole incidente di qualche giorno fa. L�indagine ha prodotto qualche risultato finora?</p><p>��Non che io sappia. Negri e Illyan continuano a parlare dei cetagandani, per lo pi�. Ma l�uomo che ha sparato la granata aveva un ottimo piano di fuga.</p><p>��Peccato.�� L�uomo vuot� il bicchiere e lo sostitu� subito con un altro, fornito con impeccabile tempismo da uno dei camerieri di Casa Vorbarra. Cordelia guard� il vino frizzante con desiderio. Ma i veleni metabolici le erano stati sconsigliati. Ecco un altro vantaggio della gestazione stile-betano nei simulatori uterini; nessun bisogno di soffrire costringendosi a una vita sana. In patria avrebbe potuto mettere allegramente in pericolo la sua digestione mentre il feto cresceva, sorvegliato con cura ventiquattr�ore al giorno da tecnici esperti, protetto e al sicuro in un reparto di simulatori uterini. Cosa sarebbe accaduto se <emphasis>lei </emphasis>si fosse trovata nel raggio d�azione di quella granata sonica? Il pensiero le fece anelare un sorso di vino.</p><p>Be�, ripensandoci, non aveva bisogno di stordirsi con l�alcol; conversare con un barrayarano le confondeva gi� abbastanza le idee. Il suo sguardo cerc� Aral fra la folla� eccolo l�, con Kou alle spalle, occupato a conversare con Piotr e altri due uomini nell�abito cerimoniale dei Conti. Come Aral aveva previsto, l�udito gli era tornato normale in un paio di giorni; ma i suoi occhi non cessavano di correre da un volto all�altro in cerca di indizi, di accenni, di inflessioni, mentre teneva fra le dita un bicchiere da cui sembrava non aver bevuto ancora un sorso. Una conversazione di lavoro, c�era da scommetterlo. Non sarebbe mai riuscito a scaricarsi di quel peso almeno per una serata?</p><p>��� stato molto sconvolto dall�attentato?�� s�interess� Vordarian, seguendo il suo sguardo.</p><p>��Lei non lo sarebbe?�� disse Cordelia.�� Non lo so. Mio marito ha visto molta violenza in vita sua, forse pi� di quanta io immagini. Pu� darsi che ora gli faccia l�effetto di� un rumore bianco. Un sottofondo che pu� tagliare fuori.�� <emphasis>Vorrei saperlo tagliare fuori io.</emphasis></p><p>��Lei non lo conosce da molto tempo, del resto. Da Escobar.</p><p>��Ci eravamo gi� incontrati, prima della guerra. Una volta sola, per breve tempo.</p><p>��Davvero?�� Vordarian sollev� le sopracciglia.�� Non lo sapevo. Quanto poco si sa della gente, a volte.�� Fece una pausa, guardando lei che guardava Aral. Un angolo della sua bocca si curv�, poi quel sorrisetto svan� in un�espressione allusiva.�� � bisessuale, come penso lei sapr�.�� E bevve delicatamente un sorso di vino.</p><p>��Era bisessuale�� lo corresse lei con indifferenza, lasciando vagare lo sguardo per la sala.�� Ora � monogamo.</p><p>Vordarian si soffoc� quasi, e toss� gocce di vino. Cordelia lo scrut� preoccupata, chiedendosi se avrebbe dovuto dargli qualche pacca sulla schiena o cos�altro. Ma l�uomo ritrov� il fiato e si raddrizz�.�� Gliel�ha detto <emphasis>lui </emphasis>questo?�� chiese, sbalordito.</p><p>��No, l�ho saputo da Vorrutyer. Prima che� gli accadesse quell�incidente fatale.�� Vordarian la fissava come allucinato, e Cordelia prov� una maliziosa soddisfazione nell�aver stupito un barrayarano come loro talvolta stupivano lei� sempre che le riuscisse capire con <emphasis>cosa </emphasis>lo aveva stupito. In tono serio continu�:�� Pi� ripenso a Vorrutyer, pi� lo vedo come una figura tragica. Ancora ossessionato da un affare d�amore finito oltre diciott�anni addietro. Tuttavia a volte mi chiedo� se avesse potuto avere ci� che voleva allora, cio� tenersi Aral, e se Aral avesse mantenuto quella specie di vena sadica che da ultimo stava corrodendo la mente di Vorrutyer come un cancro? Era come se ognuno si specchiasse nell�altro e vedesse la sua sopravvivenza spirituale condizionata alla distruzione dell�altro.</p><p>��Gi�, lei � betana.�� Lo sguardo perplesso di Vordarian era cambiato in quello che Cordelia pens� di poter etichettare come di Terribile Verit� Svelata.�� Avrei dovuto pensarci. Voi siete, dopotutto, il popolo che ha creato geneticamente gli ermafroditi��� Fece una pausa.�� Ha conosciuto bene Vorrutyer?</p><p>��Per una ventina di minuti soltanto. Ma sono stati venti minuti molto intensi.�� Cordelia decise di lasciare che fosse lui a immaginare cosa significava �intensi�.</p><p>��Il loro, uh, affare, come lo ha definito lei, fu un grosso scandalo segreto, a quell�epoca.</p><p>Cordelia storse il naso.�� Scandalo <emphasis>segreto? </emphasis>Non � una contraddizione di termini? Come �fuoco d�avvertimento� quando sparate addosso al nemico, o �segreto militare� quando ad esserne informati sono gli uomini politici? Ma, ora che ci penso, � un linguaggio tipico di voi barrayarani.</p><p>Vordarian aveva uno strano sguardo negli occhi; l�espressione, si disse Cordelia di un uomo che dopo aver tirato una bomba le avesse sentito fare <emphasis>fizz </emphasis>invece di <emphasis>BOOOM! </emphasis>e stesse ora cercando di decidere se era il caso di aprirla per controllare il funzionamento del meccanismo.</p><p>D�un tratto fu lei a sentire il gelo della Terribile Verit� Svelata. <emphasis>Quest�uomo ha appena cercato di minare le fondamenta del mio matrimonio� no, del matrimonio di Aral. </emphasis>S�incoll� alla faccia un vivace, solare, ingenuo sorriso e�� finalmente�� mise al lavoro il cervello su ci� che stava accadendo. Vordarian non poteva appartenere al vecchio partito guerrafondaio di Vorrutyer; i grossi nomi che l�avevano sostenuto s�erano scontrati col loro incidente fatale prima della morte di Ezar, e gli altri avevano chiesto asilo politico a fazioni meno intransigenti. A cosa mirava quest�uomo? Cordelia palpeggi� uno dei fiori che aveva fra i capelli e sfoder� un tono melenso:�� Non immaginavo che stessi sposando una vergine quarantaquattrenne, Conte Vordarian.</p><p>��Cos� pare.�� L�uomo butt� gi� un altro sorso di vino.�� Voi galattici siete dei degenerati, chi pi� chi meno� mi domando quali perversioni tollera lui, in cambio.�� Nei suoi occhi ci fu una luce maliziosa.�� Lei sa com�� morta la prima moglie di Vorkosigan?</p><p>��Suicidio. Un colpo di pistola al plasma alla testa. Che cosa terribile, vero?�� sospir� lei.</p><p>��Voci ben informate dicono che sia stato lui ad ammazzarla. Per adulterio. Attenti, betani.�� Il suo sorriso si inacid�.</p><p>��S�, ho sentito anch�io queste voci. Non molto ben informate, no, posso garantirglielo.�� Ogni posticcia cordialit� era evaporata dalla conversazione. Cordelia sent� che le sarebbe sfuggita di mano se non avesse calcato la mano. Si pieg� in avanti e abbass� la voce.�� Lei sa com�� morto l�ammiraglio Vorrutyer?</p><p>Lui non resistette alla tentazione e si fece pi� vicino.�� No.</p><p>��Cerc� di usare me per fare del male ad Aral. Io la trovai una cosa� irritante, e qualcuno decise di tagliargli la gola. Vorrei che lei rinunciasse a cercare di irritarmi, Conte Vordarian. Perch� sa una cosa?�� La sua voce si abbass� ancora, quasi un sussurro.�� Potrebbe riuscirci.</p><p>L�ironia con cui l�uomo era venuto a imporsi alla sua attenzione aveva lasciato il posto a un umore pi� cauto. Agit� una mano in un gesto vago che poteva essere un addio e le gir� intorno.�� Milady�� la salut�. Lo sguardo che si volse a gettarle quando fu oltre le piante era alquanto preoccupato.</p><p>Cordelia rest� l�, accigliata. <emphasis>Uhau. </emphasis>Che strano scambio di battute. Cosa s�era aspettato di ottenere Vordarian gettandole fra le mani delle informazioni scadute come se fossero chiss� quali novit�? Pensava che lei avrebbe cercato di far pagare ad Aral le sue scelte sbagliate di vent�anni prima in fatto di amici? Una giovane e ingenua sposa barrayarana avrebbe avuto un attacco isterico dopo rivelazioni di quel genere? Non Alys Vorpatril, sotto i cui entusiasmi sociali era stratificato un solido cinismo. Non la Principessa Kareen, la cui ingenuit� era stata bruciata fin dalle prime intimit� con l�esperto sadismo di Serg. <emphasis>Ha sparato, senza accorgersi che il bersaglio era in movimento.</emphasis></p><p>E poi un altro pensiero, freddo: <emphasis>Aveva gi� sparato contro un altro bersaglio in movimento, giorni fa? </emphasis>Quella non era stata una normale interazione sociale, neppure secondo gli standard barrayarani dei corridoi del potere. <emphasis>O forse era soltanto ubriaco. </emphasis>D�improvviso prov� il bisogno di parlare con Illyan. Chiuse gli occhi, cercando di schiarirsi la mente.</p><p>��Ti senti bene, tesoro?�� le mormor� in un orecchio la voce preoccupata di Aral.�� Vuoi le tue pillole anti nausea?</p><p>Cordelia riapr� subito gli occhi. Lui era l�, solido e concreto, al suo fianco.�� S�, mi sento bene.�� Lo prese sottobraccio con leggerezza, non con la stretta spasmodica che gli avrebbe rivelato i suoi timori.�� Stavo solo pensando.</p><p>��Siamo attesi a tavola.</p><p>��Bene. Sar� bello sedersi un po�. Queste scarpe mi fanno male ai piedi.</p><p>Per un attimo le parve che lui volesse sollevarla e portarla in braccio, ma si avviarono a passo tranquillo, unendosi alle altre coppie che passavano nella sala adiacente. Sedettero a un tavolo un po� pi� elevato e appartato rispetto agli altri, con Gregor, Kareen, Piotr, il Lord Guardiano del Circolo dei Parlatori e sua moglie, e il Primo Ministro Vortala. Su insistenza di Gregor era stato aggiunto un coperto in pi� per Droushnakovi; il bambino era quasi dolorosamente felice di rivedere la sua ex guardia del corpo. <emphasis>Ti ho portato via la tua compagna di giochi, piccolo? </emphasis>si chiese Cordelia, con rincrescimento. Sembrava proprio cos�. Gregor stava cercando di venire a patti con Kareen perch� Drou gli facesse visita una volta alla settimana per �dargli lezioni di Judo�. La bionda, abituata all�atmosfera di palazzo, non ne era cos� sopraffatta come Koudelka, che reagiva con una certa rigidit� al timore di commettere qualche goffaggine.</p><p>Cordelia si trov� seduta fra Vortala e il Parlatore, e sostenne una conversazione poco impegnativa. Vortala aveva un suo fascino, pur riservato com�era. Assaggi� porzioni di diversi cibi elegantemente confezionati e serviti, salvo la carne della carcassa di un bovino arrosto portato in sala tutto intero. Di solito le riusciva facile allontanare il pensiero che su Barrayar le proteine non crescevano in vasca ma venivano prese dai corpi morti di animali veri. Sapeva delle loro primitive pratiche culinarie ancor prima di venire l�, del resto, e lei aveva gi� dovuto assaggiare la muscolatura cotta di qualche animale durante alcune missioni della Sorveglianza Astronomica, nell�interesse della scienza, della sopravvivenza e per l�eventuale sviluppo di nuovi prodotti proteici in patria. I barrayarani applaudirono la comparsa del bestione guarnito di fiori e di frutti, come se invece che orribile lo trovassero addirittura affascinante, e il cuoco, che aveva ansiosamente seguito lo spiedo montato su un trespolo, s�inchin� soddisfatto. I primitivi circuiti olfattivi del cervello di Cordelia furono d�accordo; l�odore era appetitoso. Vorkosigan ne accett� una fetta. Lei prefer� restare sui cibi vegetali e bevve soltanto acqua.</p><p>Dopo il dessert e alcuni pasticcini cerimoniali offerti da Vortala e da Vorkosigan, il piccolo Gregor fu finalmente portato a letto da sua madre. Con sollievo di Cordelia, Kareen accenn� a lei e a Droushnakovi di seguirla, e mentre si lasciavano alle spalle quella rumorosa assemblea per salire nel tranquillo appartamento imperiale il nodo di tensione che aveva nel collo si rilass�.</p><p>Gregor fu spogliato dell�uniforme e messo in pigiama, cessando d�essere un Personaggio per tornare un bambino. Drou lo aiut� a lavarsi i denti, e poi, come contentino prima di andare a letto, accett� di giocare una partita con dei pezzi magnetici su una lavagnetta elettronica. Kareen li lasci� fare con indulgenza; diede un bacio al figlio e torn� in salotto, seguita da Cordelia. Dalla finestra aperta, l� all�ultimo piano, entrava una brezza fresca. Le due donne sedettero sul divano, con un sospiro, e appena Cordelia vide che Kareen si levava le scarpe s�affrett� a imitarla, lieta di potersi massaggiare le dita indolenzite. Dalla sala al piano terra, le cui finestre erano aperte sul giardino, giungeva il brusio di voci dei commensali.</p><p>��Quanto andr� avanti la festa?�� domand� Cordelia.</p><p>��Fino all�alba, per quelli che hanno pi� resistenza di me. Io mi ritirer� a mezzanotte, e poi i bevitori cominceranno a darci dentro sul serio.</p><p>��Alcuni ci stanno gi� dando dentro pi� che sul serio.</p><p>��Purtroppo s�.�� Kareen sorrise.�� Prima che la serata sia finita lei potr� vedere tutti i lati della classe Vor, dal migliore al peggiore.</p><p>��Lo immagino. � strano che non importiate droghe meno letali per il comportamento umano.</p><p>Kareen inarc� un sopracciglio.�� Ma vuotar bicchieri in compagnia � una <emphasis>tradizione. </emphasis>- Poi lasci� da parte il sarcasmo e la sua voce si ammorbidi.�� In realt� le droghe leggere di cui parla arrivano, almeno nelle citt� portuali. Ma come al solito sembra che le usanze altrui si sommino alle nostre, invece di sostituirle.</p><p>��Forse questo � l�unico modo.�� Cordelia corrug� le sopracciglia, chiedendosi come poteva sondarla delicatamente.�� Mi stavo chiedendo se il Conte Vordarian sia uno di quelli a cui piace sperimentare sostanze euforizzanti straniere.</p><p>��No.�� Kareen la guard�, incerta.�� Perch� me lo chiede?</p><p>��Ho avuto una strana conversazione con lui. Mi � parso che solo un�overdose di etanolo o qualcosa di simile potesse averlo messo di quell�umore.�� Cordelia ripens� al modo in cui Vordarian aveva poggiato una mano su un ginocchio della Principessa; un contatto breve, ma intimo.�� Lei lo conosce bene? Come lo giudica?</p><p>��� un uomo ricco� orgoglioso�� disse Kareen, dopo un attimo di riflessione.�� Era leale a Ezar, quando Serg metteva in opera le sue macchinazioni contro il padre. Leale all�Impero, e alla classe Vor. Nel distretto di Vordarian ci sono quattro delle pi� importanti citt� industriali, e basi militari, depositi di armi, il principale astroporto militare� Vidal governa la zona oggi senza dubbio pi� rilevante per l�economia di Barrayar. In passato, la guerra non ha mai recato danni al suo distretto; � uno di quelli che i cetagandani si erano impegnati a risparmiare, per trattato. Dopo l�invasione costruimmo l� diverse basi militari, approfittando delle strutture che i cetagandani avevano dovuto abbandonare, e di conseguenza ci fu un grande sviluppo industriale.</p><p>��Questo � interessante�� disse Cordelia.�� Ma mi chiedevo quale fosse la personalit� del Conte. Ci� che gli� uh, piace, e che non gli piace. Lei lo trova simpatico?</p><p>��Un tempo�� disse lentamente Kareen,�� mi domandavo se Vidal sarebbe diventato abbastanza potente da difendermi da Serg. Se Ezar fosse morto, voglio dire. Poi, durante la malattia dell�Imperatore, ho dovuto pensare che avrei fatto meglio a provvedere da sola alla mia difesa. Era difficile capire cosa stava accadendo, e nessuno mi diceva nulla.</p><p>��Se Serg fosse stato incoronato Imperatore, come avrebbe potuto un semplice Conte difenderla da lui?�� chiese Cordelia.</p><p>��Vidal avrebbe voluto diventare� pi� potente. � ambizioso, se stimolato nel modo giusto� � patriottico. Serg sarebbe stato un Imperatore capace di portare Barrayar alla distruzione, Dio lo sa. E in questo caso Vidal avrebbe potuto salvarci tutti. Ma Ezar mi disse di lasciarlo perdere e di affidarmi a lui, e mi assicur� che mio figlio non avrebbe avuto niente da temere. Serg � morto prima di Ezar, e� e io, da allora, ho cercato di far raffreddare le cose, fra me e Vidal.</p><p>Cordelia si mordicchi� distrattamente il labbro inferiore.�� Ah. Ma lei, personalmente� voglio dire, le piace? Diventare la Contessa Vordarian le sembrerebbe una buona soluzione per quando si ritirer� dagli obblighi di Principessa Madre, un giorno o l�altro?</p><p>��Oh! Non ora, di certo. Essere il patrigno dell�Imperatore darebbe troppo potere a un uomo, in contrapposizione a quello del Reggente. E una popolarit� che sarebbe pericolosa, se non vi fosse fra loro un�alleanza o un preciso equilibrio. O se le due cariche non fossero riunite in una sola persona.</p><p>��Come diventare suocero dell�Imperatore?</p><p>��S�, proprio cos�.</p><p>��Io ho delle difficolt� a capire questa� suddivisione di poteri non-ufficiale. Lei ha dei diritti di qualche genere sul trono? Cio�, diritti che potrebbe reclamare?</p><p>��Questo dovrebbero deciderlo i militari.�� Kareen scroll� le spalle. La sua voce si abbass�.�� � come una malattia contagiosa, no? Io sono troppo vicina, contagiata, infettata� Gregor � la mia sola speranza di sopravvivenza. E la mia prigione.</p><p>��Non vorrebbe una sua vita privata?</p><p>��No. Voglio soltanto vivere.</p><p>Cordelia si appoggi� allo schienale, turbata.�� Anche Vordarian la pensa a questo modo? Intendo dire� il potere non � la sola cosa che lei ha da offrire. Ho l�impressione che lei sottovaluti le sue attrattive come donna.</p><p>��Oh, su Barrayar il potere viene prima di ogni altra cosa.�� La sua espressione si fece lontana.�� Le confesso che� una volta chiesi al capitano Negri alcune notizie riservate su Vidal. Mi fu detto che utilizza i suoi funzionari in modo esente da critiche.</p><p>Quelle affermazioni distaccate non corrispondevano certo all�idea che Cordelia aveva di una relazione amorosa. Tuttavia non era solo desiderio di potere ci� che lei aveva letto nello sguardo di Vordarian durante la piccola cerimonia nella saletta, l�avrebbe giurato. Che l�elezione di Aral alla Reggenza avesse costretto Vidal a rinunciare al suo rapporto con Kareen? Un motivo sessuale avrebbe spiegato l�animosit� con cui s�era rivolto a lei�</p><p>Droushnakovi usc� di camera in punta di piedi.�� Si � addormentato disse sottovoce. Kareen annu�, poi appoggi� la nuca sulla spalliera e rest� in silenzio per un poco, finch� nel corridoio esterno si udirono dei passi. La porta era aperta. Un uomo in livrea si ferm� sulla soglia.�� Milady? In sala da ballo aspettano che lei apra le danze con il Lord Reggente.</p><p>Una richiesta o un�imposizione? Il tono piatto del servitore la faceva sembrare qualcosa di pi�, come la voce del destino.</p><p>��L�ultimo dovere della serata�� disse Kareen a Cordelia mentre si rimettevano le scarpe. A lei parve che in quella pausa rilassante i suoi piedi fossero cresciuti di due misure. Si alz� con una smorfia e usc� dietro Kareen, seguita da Droushnakovi.</p><p>La sala da ballo aveva una pavimentazione in listelli di legno, e in legno dalle diverse tonalit� erano anche i pannelli a muro, su cui erano scolpiti animali e piante. Il solo pavimento, su Colonia Beta, sarebbe finito in un museo, e quella gente incredibile ci ballava sopra. Un�orchestra di veri suonatori�� selezionata, seppe Cordelia, tramite un�accanita competizione fra le bande del Servizio Imperiale�� eseguiva musiche composte su Barrayar. Anche i valzer erano simili alle marce militari. Aral e la Principessa si scambiarono un inchino e quindi lui la condusse in un paio di giri solitari attorno alla sala, eseguendo passi laterali in cui ciascuno sembrava specchiarsi nell�altro, alzando le mani e muovendo le ginocchia, senza mai toccarsi. Cordelia ne fu affascinata. Non aveva mai pensato che Aral sapesse ballare. Questo bast� come apertura ufficiale, e le altre coppie invasero tutto lo spazio disponibile. Al termine del primo ballo Aral torn� accanto a lei, con espressione euforica.�� Posso avere l�onore, milady?</p><p>Dopo quella lunga cena Cordelia avrebbe preferito un pisolino. Si chiese da dove gli venisse quell�improvvisa energia. Dai suoi terrori inespressi, magari. Scosse il capo, sorridendo.�� Mi spiace, signore, ma non conosco l�arte della danza.</p><p>��Una grave lacuna. Facciamo due passi, allora.�� Aral la prese sottobraccio.�� Posso insegnarti subito i primi elementi, se vuoi�� disse, mentre uscivano sulla terrazza del giardino, piacevolmente fresca e appena illuminata da pochi lampioncini colorati disposti dove c�erano gradini o altri ostacoli per i piedi.</p><p>��Mmh�� si scherm� lei, dubbiosa.�� Se trovi un posto dove non ci veda nessuno.�� Ma se un posto simile c�era, lei riusciva a pensare a qualcosa di meglio che tentare passi di danza.</p><p>��Bene. Suppongo che dietro questa siepe� oh! Ssshhh!�� Sul volto di lui s�allarg� un sogghigno lupesco, mentre le stringeva il braccio. Si fermarono all�ingresso di uno spazio fra le piante, dove le chiome piumose di alberi indigeni di Barrayar chiudevano la vista anche dall�alto. La musica arrivava anche l�.</p><p>��Provaci, Kou�� stava insistendo la voce di Droushnakovi. La ragazza bionda e il tenente erano sull�angolo della terrazza, subito dietro la curva. Con aria poco convinta Koudelka poggi� il bastone sulla balaustra di pietra e un� le mani a quelle di lei. I due presero a spostarsi a destra e a sinistra, mentre Drou contava i passi:�� Uno <emphasis>e due</emphasis>, tre-quattro! Uno <emphasis>e due</emphasis>, trequattro�</p><p>Koudelka vacill�, e la ragazza lo strinse. Lui le pass� un braccio attorno alla vita.�� Dannazione, � troppo difficile, Drou.�� Scosse il capo, frustrato.</p><p>��Sshh��� Lei si port� un dito alle labbra.�� Prova ancora. Non puoi aspettarti di riuscirci subito. Dici di aver fatto un sacco di esercizi con le mani, per la tastiera dei computer. Quante volte hai provato inutilmente? Pi� di una, scommetto.</p><p>��Il vecchio mi ha costretto a non mollare.</p><p>��Be�, forse anch�io voglio costringerti a non mollare.</p><p>��Sono stanco�� si lament� Koudelka.</p><p><emphasis>Su, stringila, baciala, maledizione</emphasis>, lo incit� silenziosamente Cordelia, soffocando una risatina. <emphasis>Questo potresti farlo anche seduto. </emphasis>Droushnakovi, tuttavia, era determinata, e i due ricominciarono a muoversi.�� Uno <emphasis>e due</emphasis>, tre-quattro. Ora a sinistra��� Di nuovo lo sforzo di Koudelka degener� in quello che per Cordelia sarebbe stato un buon inizio per un abbraccio, se solo l�una o l�altra delle due parti avesse avuto l�audacia di provarci. Ma evidentemente erano ancora lontani da quel passo.</p><p>Aral scosse la testa, e in silenzio retrocessero verso le aiuole. Ispirato dalla scenetta lui si volse a baciare il sorriso divertito di Cordelia. Ma la loro delicatezza fu inutile, perch� un anonimo Lord Vor pass� loro accanto e gir� sull�angolo della terrazza, raggel� le fatiche di Koudelka e di Drou a met� di un passo e and� ad appoggiarsi alla balaustra con l�aria di cercare urgentemente qualcosa fra i cespugli poco pi� avanti. All�improvviso disse qualcosa, e dall�oscurit� si levarono altre due voci, una maschile e una femminile. Koudelka agguant� il suo bastone, e con passi molto pi� scattanti di quelli che aveva esibito durante la prova di ballo si affrett� a condurre altrove la sua insegnante. Il Lord Vor scese i gradini verso le aiuole, mentre da dietro le piante una figura gli usciva incontro. Ci fu uno scambio di parole molto aspro, volarono insulti, uno dei due inciamp� o forse fu spinto. Vorkosigan prese a braccetto Cordelia e la port� lontano da quelle parole inadatte agli orecchi di una signora.</p><p>Pi� tardi, sotto il portico occidentale, intanto che aspettavano le loro auto, Cordelia si trov� accanto a Koudelka. Il tenente si volse a gettare uno sguardo indietro, verso il salone, da cui giungevano ancora musica e chiacchiere d�immutata intensit�.</p><p>��Piaciuta la festa, Kou?�� s�inform� lei.</p><p>��Come? Oh, s�. � fantastico essere qui. Quando mi arruolai nel Servizio non lo avrei neppure sognato.�� Sbatt� le palpebre.�� E ci sono stati momenti in cui sognavo a malapena di restare vivo.�� Poi aggiunse, notando un filo di malizia nel sorriso di Cordelia:�� A volte vorrei che assieme a ogni donna fosse accluso un manuale d�istruzioni.</p><p>Lei rise forte.�� Io potrei dire lo stesso per gli uomini.</p><p>��Ma lei e l�ammiraglio Vorkosigan� voi siete diversi.</p><p>��Non� non proprio. Abbiamo imparato dall�esperienza, forse. C�� gente che non lo fa.</p><p>��Pensa che io abbia qualche possibilit� di fare una vita normale?�� Abbass� gli occhi, poi si volse a guardare nel buio.</p><p>��Tu gioca le tue carte, Kou. E quando sei in ballo non tirarti indietro.</p><p>��Mi sembra di sentir parlare l�ammiraglio.</p><empty-line/><p>Il mattino dopo, quando Illyan pass� da Casa Vorkosigan per il rapporto giornaliero del capoguardia, Cordelia lo prese da parte.</p><p>��Mi dica una cosa, Simon. Vidal Vordarian � sulla sua lista breve o su quella lunga?</p><p>��Sulla lista lunga ci sono tutti�� sospir� lui.</p><p>��Vorrei che lo trasferisse su quella breve.</p><p>Lui la scrut� un poco.�� Perch�?</p><p>Cordelia esit�. Non voleva rispondere �intuizione�, anche se in effetti era soltanto a livello subliminale che lo sentiva.�� Mi sembra che abbia la mentalit� dell�assassino. Dell�uomo che colpisce l�avversario anche alle spalle, quando � in gioco il potere.</p><p>Illyan ebbe un sorrisetto.�� Mi scusi, milady, ma questo non corrisponde al Vordarian che conosco io. Lo definirei piuttosto uno che affronta gli avversari a cornate, apertamente.</p><p>Fino a che punto doveva sentirsi ferito, fino a che punto doveva ardere di desiderio un impetuoso per trasformarsi in un uomo capace di agire nell�ombra? Cordelia non era sicura. Forse, ignorando quanto era profondo l�affetto fra lei e Aral, Vordarian non aveva neppure capito come fosse stato maligno il suo attacco. E l�ostilit� personale non andava necessariamente al passo con quella politica. <emphasis>No, no</emphasis>, si ripet�. L�odio di quell�individuo era profondo, e il pugnale delle sue insinuazioni, anche se aveva colpito una corazza, era stato diretto a un bersaglio calcolato.</p><p>��Lo metta sulla lista breve�� insist�.</p><p>Illyan alz� una mano, non solo per placarla: dalla sua espressione lei cap� che una catena di pensieri si metteva in moto.</p><p>��Va bene, milady.</p></section><section><title><p>CAPITOLO SESTO</p></title><p>Cordelia guardava l�ombra dell�aereo sul territorio sotto di loro; una sottile freccia puntata verso sud. La freccia ondeggiava e si distorceva sui campi delle fattorie, sul greto dei torrenti, sugli argini dei fiumi e sulle curve della strada carrozzabile� una strada sterrata, antica, la cui possibile evoluzione era stata interrotta dal repentino sviluppo dei trasporti aerei giunto con la tecnologia galattica, alla fine dell�Era dell�Isolamento. Nodi di tensione si scioglievano nel suo collo ad ogni chilometro che metteva fra s� e l�atmosfera mai troppo tranquilla della capitale. Un giorno in campagna era un�ottima idea, una pausa gradita. Avrebbe voluto che Aral la condividesse con lei.</p><p>Il sergente Bothari, scorgendo un qualche punto di riferimento nel territorio, fece inclinare l�aereo in una larga curva. Droushnakovi, seduta accanto a lei, s�irrigid� per non finirle addosso. Il Dr. Henry, sulla poltroncina del secondo pilota, osservava il panorama con interesse uguale a quello di Cordelia.</p><p>Il medico gir� la testa per guardarla.�� Sono lieto che mi abbia invitato a pranzo, milady. Essere ospiti della residenza privata dei Vorkosigan � un raro privilegio.</p><p>��Sul serio?�� disse Cordelia.�� So che il Conte non riceve molto; ma altri appassionati di cavalli, i suoi amici, capitano l� spesso. Animali interessanti.�� Cordelia esit� un momento, poi decise che il Dr. Henry avrebbe capito da solo che �animali interessanti� si riferiva ai cavalli, non agli amici.�� Provi a lasciar trapelare un accenno della stessa passione, e probabilmente il Conte Piotr la condurr� di persona a visitare le scuderie.</p><p>��Non ho mai incontrato il generale.�� Il Dr. Henry parve a disagio a quella prospettiva, e si pass� un dito nel colletto dell�uniforme verde. Come medico impegnato nella ricerca tecnologica all�Ospedale Militare Imperiale, Henry aveva a che fare con gente d�alto rango abbastanza spesso da non esserne intimidito. Forse sentiva il peso della storia barrayarana legata al nome del vecchio Conte.</p><p>Piotr s�era guadagnato il suo attuale grado militare gi� all�et� di ventidue anni, combattendo contro i cetagandani nella feroce guerriglia che aveva insanguinato la regione dei Monti Dendarii, in quel momento visibili appena come ombre grigioline sull�orizzonte, a meridione. Il grado era tutto ci� che l�allora Imperatore Dorca Vorbarra poteva dargli: interventi pi� tangibili come rifornimenti, rinforzi e soldi per pagare gli uomini erano fuori questione in quelle ore disperate. Vent�anni dopo, Piotr aveva di nuovo cambiato la storia barrayarana schierandosi a fianco di Ezar Vorbarra nella guerra civile terminata con la deposizione dell�Imperatore Yuri il Folle. Non era un burocrate da scrivania come gli alti papaveri che Henry poteva frequentare al Quartier Generale, questo era certo.</p><p>��� una persona affabile�� gli assicur� Cordelia.�� Lei dica due parole sui cavalli, o sulla guerra civile, e poi potr� rilassarsi e trascorrere il resto del tempo ad ascoltare.</p><p>Henry inarc� un sopracciglio, scrutandola in cerca di un accenno d�ironia. Era un uomo acuto. Cordelia gli sorrise allegramente.</p><p>Bothari taceva, lanciandole qualche occhiata nello specchietto sopra il pannello dei comandi. Cordelia se n�era gi� accorta. Il sergente appariva teso, quel giorno. Erano la posizione delle sue mani e il gonfiore dei muscoli sotto la nuca a tradirlo. I suoi occhi gialli�� troppo vicini e neppure allo stesso livello, sopra quegli zigomi ossuti�� erano illeggibili come al solito. Un po� d�ansia per la visita del dottore? Impossibile dirlo.</p><p>Il territorio sotto di loro era appena ondulato, ma poco dopo sorvolarono le alture rocciose al confine del distretto lacustre. Pi� oltre si levavano le montagne, e Cordelia ebbe l�impressione di vedere il bianco delle prime nevi su alcune delle vette pi� alte. Bothari scese di quota, oltrepass� tre catene di colline, e vir� ancora lungo il corso di una stretta valle. Pochi minuti pi� tardi, al di l� di un�ultima dorsale, apparve il lago. Sulle colline campeggiava una lunghissima serie di fortificazioni, bruciate e in rovina; il paese era annidato pi� in basso, ai piedi delle alture. Bothari esegu� un cauto atterraggio verticale in un circolo bianco dipinto su una delle strade pi� larghe.</p><p>Il Dr. Henry prese la sua borsa da lavoro.�� La visita non mi prender� pi� di qualche minuto�� disse a Cordelia.�� Poi potremo proseguire.</p><p><emphasis>Non dirlo a me. Dillo a Bothari. </emphasis>Cordelia s�era accorta che il sergente lo innervosiva. Il medico continuava a rivolgersi a lei, come se fosse l�unica in grado di tradurre le sue parole in termini comprensibili all�altro uomo. D�accordo, la corporatura di Bothari era impressionante, ma parlare come se non ci fosse non lo avrebbe fatto magicamente scomparire.</p><p>Bothari li precedette fino a una modesta abitazione a un piano, in una traversa che scendeva fra case e muretti fino al lago, e tocc� la piastra del campanello. La porta fu aperta da una robusta donna di mezz�et�, dai capelli grigi, che nel vederli sorrise.�� Buongiorno, sergente. Accomodatevi, prego, � tutto pronto. Milady.�� Mentre si scostava accenn� un inchino verso Cordelia, con goffa cortesia.</p><p>Lei gli restitu� il cenno del capo.�� Buongiorno, signora Hysopi. Come luccica la sua casa, oggi.�� Il pavimento e i semplici mobili lustrati a mano con cera e straccio scintillavano in modo quasi commovente. Da brava vedova di un militare, la signora Hysopi sapeva come affrontare un�ispezione.�� Ho appena dato alla piccola il biberon� poco fa le ho fatto il suo bagnetto. Da questa parte, signor dottore, prego. Spero che trover� che tutto va bene�</p><p>La donna li guid� su per una scala stretta. Al piano superiore c�erano una camera da letto, ovviamente la sua, e un�altra, con una luminosa finestra che guardava il lago, di recente trasformata in una nursery. Una pargoletta bruna dai grandi occhi castani borbottava fra s�, fra le morbide coltri di una culla.�� Eccola qui, la nostra piccolina�� cinguett� la signora Hysopi, prendendola in braccio.�� Come si dice al tuo paparino? Ciao, pap�, eh, Elena? Non si dice ciao al tuo pap�, eh? Oh� non dici niente? Mmh�</p><p>Bothari fece appena un passo oltre la soglia, scrutando con attenzione la piccola.�� Mi sembra che la sua testa sia cresciuta, dall�ultima volta�� disse, dopo qualche secondo.</p><p>��Cresce sempre, fra i tre e i quattro mesi�� lo tranquillizz� saggiamente la signora Hysopi.</p><p>Il Dr. Henry apr� la borsa sul tavolo; la donna poggi� la bambina su un panno bianco e la spogli�. Mentre i due cominciavano a parlare di feci e di orine Bothari si aggir� qua e l�, guardando gli oggetti ma senza toccare nulla. Massiccio e imponente, militaresco nella sua livrea marrone, sembrava incombere minaccioso sui piccoli oggetti e indumenti della bambina, ordinatamente deposti nella stanza. Il soffitto era cos� basso che la sua testa lo sfiorava. D�un tratto lo colse il dubbio d�essere d�impaccio e torn� alla porta.</p><p>Cordelia guardava incuriosita, al di sopra delle spalle di Henry e della signora Hysopi. La piccola Elena agitava le gambette, cercando di girarsi su un fianco. Bambini. Presto ne avrebbe avuto uno anche lei. Come in risposta a quel pensiero, nel suo addome ci fu un palpito. Il piccolo Piotr Miles non era, fortunatamente, neppure abbastanza forte da uscire attraverso un sacchetto di carta, ma se continuava ad essere cos� vivace negli ultimi due mesi le avrebbe fatto fare notti bianche. Cordelia rimpiangeva di non aver seguito un corso per genitori su Colonia Beta, anche se negli ultimi anni non avrebbe comunque potuto prendersi una licenza abbastanza lunga. Ma i genitori barrayarani sembravano capaci di farne a meno. La signora Hysopi aveva imparato dalla pratica, tirando su tre figli ormai gi� grandi.</p><p>��Straordinario�� comment� il Dr. Henry scuotendo il capo, mentre annotava dati su un minicomputer da tasca.�� Il suo sviluppo � assolutamente normale, per quel che posso dire. Nulla farebbe supporre che sia uscita da un simulatore uterino.</p><p>��Anch�io sono <emphasis>uscita </emphasis>da un simulatore uterino�� gli fece notare Cordelia, divertita. Henry si volse e la guard�, involontariamente, da capo a piedi, come se fosse sorpreso di vedere che non aveva antenne o chele da insetto.�� L�esperienza betana dimostra che non conta da dove si arriva qui, ma cosa accade dopo l�arrivo.</p><p>��Giusto.�� Il medico si accigli�.�� Lei ha sostenuto un controllo genetico? � esente da difetti originati in vitro?</p><p>��Con tanto di certificato�� annu� lei.</p><p>��Noi abbiamo <emphasis>bisogno </emphasis>di questa tecnologia�� sospir� lui, rimettendo i suoi strumenti nella borsa.�� La bambina sta bene. Pu� rivestirla�� disse alla signora Hysopi.</p><p>Quando la piccola fu deposta nella culla Bothari si chin� per guardarla meglio, con una ruga pensierosa fra le sopracciglia. Allung� una mano a sfiorarle delicatamente una guancia, appena con un dito, poi si sfreg� i polpastrelli del pollice e dell�indice come per saggiare la differenza fra quella pelle cos� morbida e la sua. La signora Hysopi lo guard�, ma non disse nulla.</p><p>Poco dopo, mentre Bothari si tratteneva in casa per regolare la spettanza mensile della signora Hysopi, Cordelia e il Dr. Henry scesero a piedi verso il lago, seguiti da Droushnakovi.</p><p>��Quando quei diciassette simulatori uterini arrivarono all�OMI, mandati da una struttura medica in zona di guerra�� disse Henry,�� io ne restai, francamente, molto perplesso. Perch� salvare quei feti non voluti, e ad un costo simile? E perch� li scaricavano sul mio dipartimento? Ma da allora ho imparato parecchio, milady. Ho perfino studiato la possibilit� di usarli per la crescita di tessuti, per i trapianti su pazienti ustionati. Ci sto lavorando adesso. Il progetto � stato approvato solo una settimana fa.�� Il suo sguardo s�illumin� mentre riassumeva i particolari della cosa, che a Cordelia apparve pi� pratica appena ebbe capito l�idea.</p><p>��Mia madre si occupa d�ingegneria chirurgica e impianti medici, all�Ospedale Silica�� disse a Henry, appena l�uomo tacque per riprendere fiato e scrutare la sua reazione.�� Lavora a tempo pieno su problemi di questo genere.</p><p>��Sul serio?�� Henry raddoppi� le sue spiegazioni.</p><p>Poco pi� avanti Cordelia salut� per nome due donne, e fermandosi a scambiare qualche parola le present� educatamente al Dr. Henry.</p><p>��Sono mogli di armieri giurati del Conte Piotr�� lo inform�, mentre proseguivano.</p><p>��Avrei pensato che preferissero abitare alla capitale.</p><p>��Alcune lo fanno, altre stanno bene qui. Dipende dai gusti. Il costo della vita � pi� basso, da queste parti. E quegli uomini sono pagati meno di quanto io avrei immaginato. In campagna la gente � ancora un po� sospettosa verso le citt�. � convinta che l� si faccia una vita poco sana. E sregolata.�� Scosse il capo, sorridendo.�� Forse non hanno torto. Uno dei nostri uomini, mi � stato detto, ha due mogli; una in paese e una in citt�. Nessuno dei suoi colleghi lo ha ancora tradito.</p><p>Henry inarc� un sopracciglio.�� Se la spassa, allora.</p><p>��Non proprio. � cronicamente in bolletta, e ha sempre un�aria un po� preoccupata. Ma non sa decidere a quale delle due rinunciare. Pare che le ami molto entrambe.</p><p>Mentre il Dr. Henry parlava con un vecchio che oziava sul molo per informarsi se l� era possibile affittare una barca, Droushnakovi si rivolse a Cordelia, a bassa voce. Sembrava a disagio.</p><p>��Milady� in nome del cielo, com�� possibile che il sergente Bothari abbia una figlia? Voglio dire, non � mica sposato, no?</p><p>��Pensi che gliel�abbia portata la cicogna?�� sorrise lei.</p><p>��Ah.</p><p>Dal suo cipiglio, Cordelia cap� che la ragazza non lo giudicava un argomento su cui si poteva scherzare. Non poteva biasimarla. <emphasis>Come posso spiegarglielo? </emphasis>sospir� fra s�.�� In effetti gli � arrivata in volo�� disse.�� Il suo simulatore uterino � giunto qui da Escobar con un corriere veloce, dopo la fine della guerra. La gestazione della piccola � terminata in un laboratorio dell�OMI, con la supervisione del dottor Henry.</p><p>��� davvero figlia di Bothari?</p><p>��Oh, s�. Geneticamente certificata. � cos� che l�hanno identificata i��� Cordelia s�interruppe a met� della frase. Non era suo diritto parlarne, neppure con lei.</p><p>��Ma cos�� questa faccenda dei diciassette simulatori? E perch� la bambina era finita in un simulatore? Era� un esperimento?</p><p>��Trasferimento di placenta. Un�operazione delicata, anche per gli standard galattici, ma tutt�altro che sperimentale. Se proprio vuoi saperlo��� Cordelia fece una pausa, pensando a come poteva fare.�� Ti dir� la verit�.�� <emphasis>Ma non tutta. </emphasis>- La piccola Elena � la figlia di Bothari e di una giovane ufficialessa di Escobar, di nome Elena Visconti. Bothari� la amava� la amava molto. Ma alla fine della guerra lei non volle trasferirsi con lui su Barrayar. La bambina era stata concepita in� uh, stile barrayarano, e fu trasferita nel simulatore quando loro si separarono. C�erano stati altri casi analoghi. Tutti i simulatori furono mandati all�Ospedale Militare Imperiale, che era interessato a questa tecnologia. Dopo la guerra Bothari � rimasto� sotto cure mediche per un periodo abbastanza lungo. Ma quando � stato dimesso, e la bambina � nata, lui l�ha presa con s�.</p><p>��Anche gli altri hanno preso i loro bambini?</p><p>��Per la maggior parte i loro padri erano gi� morti da tempo. I bambini sono stati affidati all�orfanatrofio del Servizio Imperiale.�� Questo poteva bastare. Era la versione ufficiale, semplice e pulita.</p><p>��Oh.�� Droushnakovi abbass� lo sguardo, accigliata.�� Non � una cosa tanto� cio�, � difficile immaginare Bothari� che si prende cura di una bambinetta�� disse d�un fiato, ingenuamente.�� Io non so se gli affiderei un gatto, da custodire. Non le sembra una cosa un po� strana, da parte sua?</p><p>��Aral e io teniamo d�occhio la situazione. Finora Bothari fa benissimo il suo dovere di padre, direi. Ha trovato la signora Hysopi di sua iniziativa, e le fa avere tutto il necessario. Bothari ha� voglio dire, in lui c�� qualcosa che ti preoccupa?</p><p>Droushnakovi la guard� come per dire: sta scherzando?�� Ha un aspetto cos� massiccio e� truculento. Certi giorni va in giro borbottando fra s�. E so che in altri giorni non si fa vedere da nessuno, non si alza neanche dal letto, ma non perch� abbia la febbre o qualcos�altro. Il capitano degli armieri del Conte Piotr pensa che faccia finta di star male per non lavorare.</p><p>��Non fa finta, credimi. Ma sono contenta che tu me lo abbia detto. Dir� ad Aral di parlare col capitano degli armieri e chiarirgli le idee.</p><p>��Ma lei non ha paura di Bothari? Nei suoi giorni neri, intendo.</p><p>��Io posso piangere per lui�� mormor� Cordelia,�� ma aver paura no, non potrei. N� in quei giorni, n� in altri. E tu non dovresti fargli pensare� questo lo offenderebbe.</p><p>��Mi spiace.�� Droushnakovi sfreg� un piede sulla ghiaia.�� � una storia triste. Non c�� da stupirsi che non parli mai della guerra e di Escobar.</p><p>��S�. Io� ti sarei grata se anche tu non gliene parlassi. � una cosa molto dolorosa per lui.</p><empty-line/><p>Un altro breve volo dell�aereo li port� attraverso un ramo del lago alla tenuta di campagna dei Vorkosigan. Un secolo addietro la casa era stata un avamposto del sistema difensivo che c�era pi� a nord. Le armi moderne avevano reso obsolete quelle fortificazioni, e i vecchi edifici in pietra erano stati adibiti a usi pi� pacifici. Il Dr. Henry doveva aver immaginato ben altra magione, perch� osserv�:�� � pi� piccola di quel che mi aspettavo.</p><p>Il maggiordomo del Conte aveva preparato un rinfresco per loro, sulla terrazza piena di fiori sul lato meridionale della casa, dietro la cucina. Mentre il gruppetto usciva sul retro, Cordelia rallent� il passo per restare al fianco del Conte Piotr.</p><p>��� stato gentile a lasciarmi invadere la casa, signore.</p><p>��Dovresti invadermi pi� spesso! Questa � casa tua, mia cara. Sei liberissima di invitare e intrattenere qui tutti gli amici che vuoi. Questa � la prima volta che lo fai, te ne rendi conto?�� L�uomo si ferm� sulla soglia della terrazza.�� Sai, quando mia madre venne qui, dopo aver sposato mio padre, fece rimodernare tutta la casa. Mia moglie fece lo stesso, quasi mezzo secolo fa. Aral si � sposato tardi, comunque, e temo che da un pezzo ci sia bisogno di qualche miglioria. Non vorresti� essere tu a occupartene?</p><p><emphasis>Ma � la tua casa</emphasis>, pens� Cordelia, perplessa. Perfino Aral, parlandone, la definiva �la casa di mio padre�.</p><p>��Quando arrivi qui, come un fiore portato dal vento, sembri sempre in attesa che il vento ti riporti via�� ridacchi� Piotr, ma il suo sguardo era preoccupato.</p><p>Lei si poggi� una mano sull�addome tondeggiante.�� Oh, non c�� pericolo che io prenda il volo, con questa zavorra.�� Esit�.�� A dire il vero, ho pensato che sarebbe comodo avere un ascensore a Casa Vorkosigan. Contando il sotterraneo, il seminterrato, l�attico e il tetto, ci sono otto piani. Non � una passeggiata, per chi deve farli tutti.</p><p>��Un ascensore? Noi non abbiamo mai��� L�uomo si morse la lingua.�� Dove penseresti di metterlo?</p><p>��Possiamo aprire il pozzo nel corridoio posteriore, dove scendono le tubazioni, senza modificare l�architettura interna.</p><p>��S�, capisco. Molto bene. Cerca un architetto. Pensaci tu.</p><p>��Me ne occuper� domani, allora. Grazie, signore.�� Cordelia lo segu� sulla terrazza, inarcando le sopracciglia.</p><p>A pranzo, il Conte Piotr, evidentemente sempre nel proposito d�incoraggiarla, fu molto affabile col Dr. Henry; un Uomo Nuovo, bench� col medico non fosse difficile esserlo. Ligio al consiglio di Cordelia, Henry port� la conversazione sugli interessi del Conte, e lui gli parl� dell�ultimo puledro nato nella scuderia. L�animale era un purosangue geneticamente garantito, e Piotr lo defin� un �quarter horse�, cosa che indusse Cordelia a chiedersi come potesse, un purosangue, essere un cavallo solo per un quarto. Era stato importato dalla Terra sotto forma di embrione surgelato�� con un costo non indifferente�� e trasferito nell�utero di una giumenta locale, che Piotr aveva amorosamente curato durante la gestazione. Come esperto in operazioni biologiche il Dr. Henry mostr� interesse tecnico, e dopo pranzo Piotr lo condusse personalmente a esaminare i suoi quadrupedi.</p><p>Cordelia declin� l�invito ad accodarsi.�� Penso che riposer� un poco. Tu puoi andare alle scuderie, Drou, se vuoi. Con me rester� il sergente Bothari.�� In realt� Cordelia era un po� preoccupata per Bothari. A pranzo non aveva mangiato un boccone, e da oltre un�ora non pronunciava una parola.</p><p>Incerta, ma eccitata dall�idea di vedere i cavalli, Droushnakovi si lasci� persuadere. I tre si avviarono a piedi su per la collina, dietro la casa. Cordelia li segu� con lo sguardo, poi si gir� verso Bothari, i cui occhi erano fissi su di lei. L�uomo approv� con un cenno del capo ci� che aveva intuito.</p><p>��Grazie, milady.</p><p>��Mmh, s�. Mi stavo chiedendo se non ti senti bene.</p><p>��No� s�. Non lo so. Volevo� volevo parlare con lei, da� due o tre settimane. Ma non ho mai trovato il momento buono. Da un po� di tempo va un po� peggio. Non posso pi� aspettare. Oggi, visto che lei � qui, speravo�</p><p>��D�accordo.�� Il maggiordomo era rientrato in cucina.�� Vogliamo fare due passi?</p><p>��S�, milady, per favore.</p><p>S�incamminarono insieme attorno alla vecchia casa di pietra. Il padiglione, sulla cresta dell�altura che sovrastava il lago, sarebbe stato un buon posto per sedersi a parlare, ma Cordelia si sentiva troppo appesantita dalla gravidanza per salire lass�. Prese a sinistra, sul sentiero parallelo al pendio, e arrivarono a quello che aveva l�aspetto di un giardino, chiuso fra muri disadorni.</p><p>Il cimitero dei Vorkosigan conteneva molte decine di tombe di ogni epoca: persone di famiglia, parenti alla lontana, dipendenti che erano stati preziosi e benvoluti. In origine aveva fatto anch�esso parte delle fortificazioni, e c�erano molte vecchie tombe in cui riposavano ufficiali e soldati morti secoli addietro. L�intrusione dei Vorkosigan datava dalla distruzione atomica del distretto di loro provenienza, Vorkosigan Vashnoi, bombardato durante l�invasione cetagandana. Laggi� le ceneri dei morti s�erano mescolate in un istante con quelle dei vivi, e otto generazioni di storia di famiglia erano state cancellate perfino dalle tombe. Le date, sulle lapidi pi� vicine all�ingresso, consentivano di mettere in relazione il nome con gli eventi di quel periodo: l�occupazione cetagandana, i periodi di pace e quelli di guerra. La madre di Aral era morta esattamente all�inizio della guerra contro Yuri il Folle. Nello spazio vuoto alla sua destra, riservato a Piotr, Cordelia vide una lapide, probabilmente scolpita trentatr� anni prima. Da quella data la moglie lo stava aspettando. <emphasis>E gli uomini accusano le donne d�essere lente. </emphasis>Il figlio pi� anziano, il fratello di Aral, era sepolto a sinistra della madre.</p><p>��Sediamoci l�.�� Cordelia accenn� col capo verso una panchina di pietra circondata da pianticelle in fiore color arancio, a cui dava ombra una quercia importata dalla Terra quasi un secolo addietro.�� Queste persone sono dei buoni ascoltatori, ormai. E non fanno pettegolezzi.</p><p>Si mise a sedere sulla pietra calda e guard� Bothari. Il sergente aveva preso posto all�altro capo della panchina, lontano da lei. Le rughe del suo volto erano pi� profonde del solito, e nonostante la luce morbida di quel pomeriggio autunnale gli davano un�espressione dura, aspra. La mano sinistra, poggiata sul bracciolo, si apriva e chiudeva senza requie. Respirare regolarmente sembrava costargli uno sforzo.</p><p>��Allora, cos�� che non va, sergente?�� Cordelia raddolc� il tono.�� Mi sembri� teso, oggi. � qualcosa che riguarda Elena?</p><p>Lui ebbe una mezza risata, rauca e amara.�� <emphasis>Teso! </emphasis>S�, penso che sia vero. Ma non per la bambina� cio� non esattamente.�� La guard� dritta negli occhi, per la prima volta da quel mattino.�� Lei sa cos�� successo a Escobar. Lei c�era. � cos�?</p><p>��S�.�� <emphasis>Quest�uomo soffre</emphasis>, comprese Cordelia. Quale genere di sofferenza?</p><p>��Io non ricordo niente di Escobar.</p><p>��Lo so. Presumo che i terapisti, all�ospedale militare, si siano dati molto da fare per accertarsi che tu non ricordassi nulla di quel tempo.</p><p>��Giࠗ borbott� lui.</p><p>��Io non approvo il concetto di terapia che hanno qui. Soprattutto se � impostata a partire da motivi politici.</p><p>��Questo sono arrivato a capirlo, milady.�� Un barlume di speranza gli apparve nello sguardo.</p><p>��Con che metodo hanno agito? Bruciando neuroni selezionati? O con agenti chimici contro la memoria?</p><p>��No� mi davano delle droghe, ma non per distruggere. Cos� mi hanno detto. I dottori la chiamavano �terapia soppressiva�. Noi la chiamavamo �viaggio nell�inferno�. Ogni giorno andavamo all�inferno, anche se ci� che volevamo era solo di non vederlo pi�.�� Bothari si agit�, profondamente accigliato.�� Cercare di ricordare� parlare di Escobar con questo e con quello� mi fa venire terribili mal testa. Sembra stupido, no? Un uomo grande e grosso che si lamenta del mal di capo come una vecchietta. Certe cose di quello che dicono, certi loro ricordi� � questo che mi fa dolere la testa al punto che vedo dei cerchi rossi davanti agli occhi, e mi viene da vomitare. Quando smetto di pensarci, per�, il dolore scompare. � semplice.</p><p>Cordelia deglut� saliva.�� Capisco. Mi dispiace. Sapevo che doveva essere dura, ma non immaginavo� che lo fosse tanto.</p><p>��La parte peggiore sono gli incubi. Sogno di� quello� e se mi sveglio troppo lentamente ricordo ci� che ho sognato. Ricordo troppo e tutto insieme, e la testa mi� allora tutto ci� che posso fare � di coprirmi la faccia e piangere, finch� non riesco a pensare a qualcos�altro. Gli altri armieri del Conte Piotr pensano che io sia pazzo. O pensano che io sia un idiota, e non capiscono cosa sto facendo qui con loro. <emphasis>Io </emphasis>non capisco perch� sono qui con loro.�� Si pass� una mano sui capelli tagliati quasi a zero, come se ne odiasse il contatto.�� Essere un armiere giurato del Conte� � un onore. Soltanto venti posti a disposizione. E scelgono i migliori, gli eroi, gli uomini con molte medaglie, giovani e con un curriculum militare perfetto. Se ci� che ho fatto a Escobar � stato� cos� brutto, perch� l�ammiraglio ha chiesto al Conte Piotr di prendermi con s�? E se ero anch�io un dannato eroe di guerra, perch� me lo hanno cancellato dalla memoria?�� Il suo respiro si acceler�, sibilando fuori fra i grossi denti giallastri.</p><p>��Cosa provi adesso, nel parlarne? Ti senti pi� sollevato? Oppure � peggio?</p><p>��� peggio. Se tacessi non avrei mal di capo.�� La guard�, scuro in faccia.�� Ma dovevo parlarne. Con lei. � una cosa che mi�</p><p>Lei trasse un lungo respiro, cercando di ascoltarlo con la mente e col cuore. E con tutta la sua attenzione, concentrandosi.�� Continua,�� lo incoraggi�.</p><p>��Io ho� quattro fotografie� dentro la testa, dal tempo di Escobar. Quattro fotografie, ma non riesco a capirle, a spiegarmele. Pochi minuti rimasti da tre, forse quattro mesi di ricordi, non so. E mi preoccupano tutte. Ma una ancor pi� delle altre� quella dove vedo lei�� aggiunse bruscamente, e abbass� gli occhi. La sua mano strinse il bracciolo della panchina allo spasimo.</p><p>��Capisco. Vai avanti.</p><p>��Una� la meno peggiore di quelle immagini� � una discussione. C�erano il Principe Serg, l�ammiraglio Vorrutyer, Lord Vorkosigan e l�ammiraglio Rulf Vorhalas. E io ero l�. Per� non avevo nessun vestito addosso.</p><p>��Sei sicuro che questo non � un sogno?</p><p>��No. Non ne sono sicuro. L�ammiraglio Vorrutyer disse� qualcosa di molto offensivo a Lord Vorkosigan. Aveva spinto Lord Vorkosigan contro il muro. Il Principe Serg rideva. Poi Vorrutyer baci� Lord Vorkosigan sulla bocca, proprio sulla bocca, e Vorhalas cerc� di colpire Vorrutyer con un pugno alla testa. Ma Lord Vorkosigan lo ferm�. E dopo questo non ricordo altro.</p><p>��Mmh� s젗 disse Cordelia.�� Io non ero presente a quella scena, ma so che stavano accadendo cose molto antipatiche quando Vorrutyer e Serg cominciarono a oltrepassare ogni limite. Cos� � probabile che questo ricordo corrisponda al vero. Posso chiederlo ad Aral, se vuoi.</p><p>��No! No, questo non � molto importante, del resto. Non come le altre cose.</p><p>��Dimmi di queste altre cose, allora.</p><p>La voce di lui si abbass� in un sussurro.�� Ricordo Elena. Cos� bella. Riesco a vedere solo due immagini di Elena, nella mia testa. In una, ricordo Vorrutyer che mi faceva fare� no, non voglio parlare di questa.�� Tacque, e per un minuto non fece altro che oscillare avanti e indietro, con gli occhi fissi nel vuoto.�� L�altra� eravamo nella mia cabina. Lei e io. Lei era mia moglie��� La sua voce s�incrin�.�� Lei <emphasis>non era </emphasis>mia moglie. � cos�?�� Non glielo stava domandando.</p><p>��Non lo era. Ma tu lo sapevi.</p><p>��Per� io ricordo di aver <emphasis>creduto </emphasis>che lo fosse.�� Si pass� una mano sulla faccia, con durezza, quasi per farsi male.</p><p>��Lei era una prigioniera di guerra�� disse Cordelia.�� La sua bellezza aveva attirato Serg e Vorrutyer, e vollero sottoporla a un�esperienza tormentosa� per nessuna vera ragione. Non per farle rivelare segreti militari, n� per terrorismo politico. Soltanto per il loro divertimento. Cos� Elena fu violentata. Ma questo lo sai anche tu, da qualche parte della tua mente.</p><p>��S젗 sussurr� lui.</p><p>��Toglierle l�impianto contraccettivo e permettere a te� o costringere te a ingravidarla, era la loro idea. La prima parte della loro sadica idea. Comunque, grazie al cielo, non vissero abbastanza da mettere in atto la seconda parte.</p><p>Bothari aveva unito i pugni sulle ginocchia e li premeva in gi� con forza. Stava respirando a rantoli penosi, come una bestia ferita. Il suo volto rigido, mortalmente pallido, era imperlato di sudore.</p><p>��Vedi degli anelli rossi davanti agli occhi, in questo momento?�� domand� Cordelia.</p><p>��� tutto� rosa, pi� o meno.</p><p>��E l�ultima immagine?</p><p>��Oh, milady�� Bothari deglut�.�� Qualunque cosa sia� io so che � molto vicina alle cose che hanno voluto farmi dimenticare.�� Deglut� ancora a vuoto. Cordelia cominci� a capire perch� non aveva toccato cibo.</p><p>��Vuoi parlarne? Te la senti?</p><p>��Devo farlo, milady. Capitana Naismith. Perch� io ricordo di lei. Ricordo di averla vista. Distesa sul letto di Vorrutyer� gli abiti strappati via di dosso, nuda. C�era del sangue su di lei. Io ero l� e la guardavo, e� � questo che voglio sapere. Che devo sapere.�� Rivolto verso di lei si strinse i pugni al petto come se fosse sul punto di soffocare, con una domanda disperata nello sguardo.</p><p>Cordelia pens� che la sua pressione doveva essere salita in modo terribile per fargli pulsare le vene sulle tempie con quella violenza. Se fossero andati troppo oltre, esaminando anche l�ultima di quelle verit�, rischiava un colpo apoplettico? Programmare il suo corpo perch� punisse da solo i pensieri proibiti era stata un�operazione di psicoingegneria troppo azzardata�</p><p>��Io ho violentato <emphasis>lei</emphasis>, milady?</p><p>��Cosa? <emphasis>No! </emphasis>- Cordelia si raddrizz�, indignata. Gli avevano tolto anche <emphasis>quella </emphasis>consapevolezza dalla mente? Avevano osato cancellargli anche <emphasis>quel </emphasis>ricordo?</p><p>Bothari cominci� a piangere, se quei rauchi versi che la sua gola emetteva erano singhiozzi. Ma aveva gli occhi pieni di lacrime, a met� fra l�agonia e la gioia.�� Grazie a Dio! � <emphasis>sicura </emphasis>che�</p><p>��Vorrutyer ti aveva ordinato di farlo. Tu hai rifiutato. Di tua spontanea volont�, e sapendo che con quel rifiuto condannavi te stesso oltre ogni speranza di salvezza. Hai avuto un sacco di guai dopo questo fatto, per un po�.�� Cordelia avrebbe voluto dirgli anche il resto, ma Bothari era in uno stato psicofisico cos� alterato che un passo falso avrebbe potuto avere gravi conseguenze.�� Da quanto tempo ricordi questa cosa? Da quanto ti stai facendo questa domanda?</p><p>��Fin dal giorno in cui l�ho vista di nuovo. Quest�estate. Quando lei � venuta qui per sposare Lord Vorkosigan.</p><p>��E per <emphasis>sei mesi </emphasis>sei andato in giro con questo dubbio nella mente, senza osare chiedermi�</p><p>��S�, milady.</p><p>Lei si appoggi� allo schienale, inorridita, e si accorse che anche il suo respiro era accelerato molto.�� La prossima volta non aspettare tanto.</p><p>Con una mano premuta sullo stomaco Bothari si alz� in piedi, grigio in faccia; le fece segno di scusarlo e vacill� via verso il muro, nascondendosi dietro un cespuglio. Ansiosamente Cordelia ascolt� per qualche minuto i suoi ansiti, mentre vomitava a stomaco vuoto. Una reazione psichica, a quanto poteva dire lei, e anche piuttosto violenta. Ma pian piano l�attacco di nausea si plac�, e lo sent� inalare l�aria con energia. Quando fece ritorno, passandosi una mano sulle labbra, era ancora pallido e scosso ma nei suoi occhi c�era una luce pi� calma, di sollievo.</p><p>Mentre si sedeva, tuttavia, quel sollievo scomparve. Si sfreg� le mani sui ginocchi e lasci� vagare lo sguardo al suolo.�� Il fatto che lei non sia stata una mia vittima non significa che io� fossi innocente. Di altri atti di violenza.</p><p>��Questo � vero.</p><p>��Io non posso� fidarmi di me stesso. Lei come pu� fidarsi di me? Sa qual � una cosa ancora pi� eccitante del sesso?</p><p>Lei si chiese se ci fosse modo di cambiare argomento senza causare in lui una reazione troppo emotiva.�� Sentiamo.</p><p>��Uccidere. Uno si sente perfino meglio, dopo. Non dovrebbe essere un� un piacere simile. Per Lord Vorkosigan uccidere non � cos�.�� Aveva gli occhi socchiusi, ma non era stretto dalle sbarre della sua agonia; doveva vedere la cosa dall�esterno, adesso che Vorrutyer non era pi� nella sua mente.</p><p>��Per la rabbia � una catarsi, suppongo�� disse lei, con cautela.�� Come ha potuto accumularsi in te tanta rabbia? A volte basta guardarti per intuirla. Gli altri la vedono.</p><p>Lui si pass� una mano sul collo, con una smorfia.�� � una cosa che viene da lontano, dal passato. Io non la sento mai, questa rabbia. A volte per� arriva da sola, cos�, all�improvviso.</p><p>��Anche Bothari ha paura di Bothari�� mormor� lei, perplessa.</p><p>��Lei no. A lei faccio ancor meno paura che a Lord Vorkosigan.</p><p>��Io ti vedo legato a lui, in qualche modo. E lui � nel mio cuore. Come posso aver paura di ci� che � nel mio cuore?</p><p>��Milady, un patto.</p><p>��Mmh?</p><p>��Mi dica lei� quando � giusto. Uccidere, voglio dire. E poi io lo sapr�.</p><p>��Non posso� ascolta, supponi che io non ci sia. Quando questa cosa ti afferra, non puoi avere il tempo di fermarti e analizzarla. Devi avere la possibilit� di difenderti, ma devi anche riuscire a capire in che modo attaccare, caso per caso.�� Cordelia si mordicchi� un labbro, colpita da un�intuizione.�� � per questo che la tua uniforme � importante per te, vero? Ti dice se stai facendo una cosa giusta, quando tu non sei in grado di saperlo. Tutte quelle routine militaresche a cui sei legato servono a farti capire se hai un buon motivo, se sei sulla buona strada.</p><p>��S�. Io ho giurato di difendere Casa Vorkosigan, ad esempio. E so che questo � giusto.�� Annu� fra s�, rassicurato. Ma, si chiese Cordelia, per l�amor del cielo, rassicurato da <emphasis>cosa?</emphasis></p><p>��Tu mi stai chiedendo d�essere la tua coscienza. Di esprimere un giudizio al tuo posto. Ma sei un uomo completo. Io ti ho gi� visto fare le scelte giuste, anche sotto la tensione peggiore.</p><p>Lui si pass� di nuovo una mano sul cranio, a denti stretti, e mormor�:�� Ma non riesco a ricordarlo. Non ricordo come ho agito.</p><p>��Oh.�� Cordelia si sentiva molto piccola.�� Be�� qualunque cosa io possa fare per te, hai tutto il diritto di chiedermela. Noi ti dobbiamo molto, Aral e io. Noi ricordiamo cos�hai fatto, anche se tu l�hai dimenticato.</p><p>��Allora ricordi lei al mio posto, milady�� disse sottovoce Bothari,�� e per me questo baster�.</p><p>��Puoi contarci.</p></section><section><title><p>CAPITOLO SETTIMO</p></title><p>La settimana dopo, mentre Cordelia faceva colazione con suo marito e il Conte Piotr in una saletta al pianterreno di Casa Vorkosigan, di fronte al giardino posteriore, Aral attir� l�attenzione del cameriere che li stava servendo.</p><p>��Per favore, avverti il tenente Koudelka che vorrei vederlo. Chiedigli di portare il programma di oggi e i documenti di cui abbiamo parlato.</p><p>��Uh, credo che lei non l�abbia ancora saputo, mio Lord�� mormor� l�uomo.</p><p>��Saputo cosa? Siamo appena scesi.</p><p>��Il tenente Koudelka � in ospedale, questa mattina.</p><p>��In ospedale! Signore Iddio, perch� non sono stato informato subito? Cos�� successo?</p><p>��Ci � stato detto che il capitano Illyan avrebbe presentato un rapporto completo, mio Lord. Il capoguardia� aspettava lui.</p><p>Rabbia e allarme si mescolavano sul volto di Vorkosigan.�� Come sta? Non � un� effetto ritardato di quella granata sonica, no? Cosa gli � successo?</p><p>��� stato percosso, mio Lord�� disse il cameriere, impassibile.</p><p>Vorkosigan si appoggi� indietro e fece un lungo respiro. Un muscolo si contrasse sulla sua mandibola.�� Mandami qui il capoguardia�� grugn�.</p><p>Il cameriere si dilegu�, e Vorkosigan rimase l� a battere con impazienza un cucchiaino sul tavolo. Accorgendosi che Cordelia era scossa le rivolse quello che forse a lui sembrava un sorrisetto d�incoraggiamento. Anche il Conte Piotr era sbalordito.</p><p>��Chi pu� aver voluto fare del male a Kou?�� domand� Cordelia.�� � da vigliacchi aggredire un uomo che non pu� difendersi a dovere.</p><p>Vorkosigan scosse il capo.�� Qualcuno che voleva un bersaglio facile, evidentemente. Scopriremo chi. Oh, se lo scopriremo.</p><p>Il capoguardia della Sicurezza Imperiale, elegante nella sua uniforme verde, apparve sulla porta ed esegu� il saluto militare.�� Signore.</p><p>��Per sua futura informazione, e pu� dirlo agli altri, se ai membri del mio staff accade un incidente io voglio esserne informato subito. Sono stato chiaro?</p><p>��Sissignore. Era molto tardi quando la notizia � arrivata qui, signore. E poich� sapevamo che erano vivi entrambi, il capitano Illyan ha detto di lasciarla dormire, signore.</p><p>��Capisco.�� Vorkosigan si pass� una mano sul mento.�� Entrambi?</p><p>��Il tenente Koudelka e il sergente Bothari, signore.</p><p>��Non si saranno battuti?�� chiese Cordelia, ora allarmata pi� che mai.</p><p>��S�. Oh, no� non uno contro l�altro, milady. Sono stati aggrediti.</p><p>Scuro in faccia Vorkosigan gli accenn� di entrare.�� Meglio che cominci dall�inizio.</p><p>��S�, signore. Mmh. Il tenente Koudelka e il sergente Bothari sono usciti insieme, ieri sera. Non in uniforme. Sono andati nel quartiere dietro il vecchio caravanserraglio, la zona dove un tempo venivano a fermarsi le carovane.</p><p>��Mio Dio. E a fare cosa?</p><p>��Uh.�� Il capoguardia gett� uno sguardo a Cordelia.�� In cerca di� divertimento, credo, signore.</p><p>��Divertimento?</p><p>��S�, signore. Il sergente Bothari va laggi� circa una volta al mese, nella sua giornata di libert�, quando il signor Conte � qui in citt�. Pare che si rechi in quel posto da anni.</p><p>��Al caravanserraglio?�� domand� Piotr, incredulo.</p><p>��Mmh.�� Il sottufficiale guard� il cameriere come in cerca di aiuto.</p><p>��Il sergente Bothari non ha molte pretese nella scelta dei suoi, uh, divertimenti, signore�� disse il cameriere.</p><p>��Sembra proprio di no!�� sbott� Piotr. Cordelia interrog� Vorkosigan con uno sguardo.</p><p>��� la zona pi� pericolosa della cittࠗ spieg� lui.�� Io non ci metterei piede neppure sotto scorta, nelle ore notturne. E comunque indosserei l�uniforme, anche se senza i gradi� ma credo che Bothari sia praticamente cresciuto in quel quartiere. Immagino che lui lo veda con occhi diversi.</p><p>��Perch� � un quartiere pericoloso?</p><p>��Perch� � povero. Era il rione pi� popolaresco durante l�Era dell�Isolamento, e nessun piano edilizio l�ha ancora mai sfiorato. Poca acqua, niente elettricit�, rifiuti dappertutto�</p><p>��Rifiuti umani, per lo pi��� precis� aspramente Piotr.</p><p>��Niente elettricit�?�� si meravigli� Cordelia.�� E com�� collegato alla rete di comunicazioni?</p><p>��Non lo �, naturalmente�� rispose Vorkosigan.</p><p>��Ma allora i bambini come seguono le lezioni scolastiche?</p><p>��Non le seguono.</p><p>Lei sbatt� le palpebre.�� Non capisco. Quando poi devono trovarsi un lavoro, come fanno?</p><p>��Qualcuno si arruola nel Servizio. Gli altri vivono di espedienti, quasi tutti.�� Vorkosigan la guard�, a disagio.�� Non avete miseria su Colonia Beta?</p><p>��Miseria? Be�, alcuni hanno meno denaro di altri, naturalmente. Ma� nessun terminale collegato alle reti d�informazione?</p><p>Vorkosigan si lasci� distrarre dal suo interrogatorio.�� Non avere un terminale collegato a un banco dati � il pi� basso livello di vita che puoi immaginare?�� domand�, stupito.</p><p>��Be�, almeno uno schermo televisivo! � il primo articolo della Costituzione Betana: �L�accesso alle informazioni dev�essere libero e disponibile per ogni cittadino.�</p><p>��Cordelia� quella gente ha a malapena accesso al cibo, a qualche capo di vestiario e a un tetto sulla testa. Non dispongono di cucine a gas o di servizi igienici, e vivono in case che � antieconomico perfino abbattere.</p><p>��Non hanno l�aria condizionata?</p><p>��Questo s�. D�estate, quando tolgono i giornali vecchi con cui tappano le fessure dei muri, hanno tutto il vento che vogliono. In inverno il riscaldamento � un problema, ovviamente.</p><p>��Lo credo. A questa latitudine � freddo anche nelle altre stagioni, di notte. E come chiamano l�assistenza pubblica quando sono malati o c�� un incidente?</p><p>��Quale assistenza pubblica? Se si ammalano, o qualche parente li cura oppure muoiono.</p><p>��E non � una gran perdita�� borbott� Piotr.�� Sono spazzatura.</p><p>��Voi non state scherzando!�� Cordelia li guard� entrambi.�� � una cosa terribile. Pensate a� a tutte le persone di valore che potete perdere in questo modo.</p><p>��Dubito che ne otterremmo molte, dal caravanserraglio�� disse seccamente Piotr.</p><p>��Perch� no? Hanno pur sempre la vostra stessa eredit� genetica�� afferm� Cordelia, per cui la cosa era ovvia.</p><p>Il Conte s�irrigid�.�� Mia cara ragazza! La verit� � esattamente l�opposto! La mia famiglia � Vor da nove generazioni.</p><p>Cordelia inarc� le sopracciglia.�� Come fa a saperlo, se fino a ottant�anni fa non avevate registrazioni genetiche?</p><p>Il capoguardia e il cameriere assistevano in rispettoso silenzio, ma non poterono fare a meno di guardare il vecchio Conte come se temessero di vederlo esplodere.</p><p>��Inoltre,�� prosegu� lei in tono ragionevole,�� se � vero ci� che ho letto sulle molte �distrazioni� della classe Vor, i tre quarti degli abitanti di questo pianeta dovrebbero avere sangue nobile, al giorno d�oggi. Chi pu� sapere quali sono i suoi parenti da parte di padre?</p><p>Vorkosigan tormentava fra le dita il bordo del tovagliolo, con la stessa espressione fra cauta e allarmata del cameriere. Mormor�:�� Cordelia� Cordelia, <emphasis>non puoi </emphasis>sedere al tavolo con me e mio padre e informarci che i nostri antenati erano dei bastardi. � un insulto mortale, qui.</p><p><emphasis>E come dovrei dirvi le verit� sgradite: stando in piedi? </emphasis>- Oh. Non ero al corrente di questo. Scusate. Be�, lasciamo stare. Koudelka e Bothari.</p><p>��Mmh, s�.�� Vorkosigan si rivolse al sottufficiale.�� Prosegua, per favore.</p><p>��S�, signore. Be�, signore, mi � stato detto che stavano tornando, circa un�ora dopo la mezzanotte, quando sono stati fermati da una banda di scapestrati della zona. Evidentemente il tenente Koudelka era troppo ben vestito, e forse anche per il modo in cui cammina, con quel bastone� comunque sia, hanno attirato l�attenzione di questi individui. Non conosco i particolari, signore, ma fra costoro ci sono stati quattro morti, pi� tre ricoverati in ospedale, e forse anche qualche ferito fra quelli che sono riusciti a dileguarsi.</p><p>Vorkosigan emise un lieve fischio fra i denti.�� Quali ferite hanno riportato Bothari e Koudelka?</p><p>��Sembra che� cio�, non ho ancora visto il rapporto ufficiale, signore. So solo quello che dicevano ieri sera.</p><p>��Sentiamo.</p><p>Il sottufficiale deglut� saliva.�� Il sergente Bothari avrebbe un braccio rotto, alcune costole fratturate, delle escoriazioni e forse qualche lesione interna. Il tenente Koudelka ha entrambe le gambe fratturate, e� mmh, delle ustioni��� La sua voce si spense.</p><p>��Ustioni?</p><p>��Sembra che i loro aggressori avessero un paio di bastoni elettrici ad alto voltaggio, e che abbiano scoperto che potevano ottenere� uh, degli effetti peculiari stimolando i nervi prostetici del tenente. Dopo avergli rotto le gambe si sono divertiti per� un certo periodo di tempo a lavorare su di lui. � stato questo indugio che ha permesso agli uomini del capitano Illyan di coglierli sul fatto. Erano ancora tutti l�.</p><p>Cordelia allontan� il piatto e si strinse le braccia al petto, scossa da un tremito.</p><p>��Questo � ci� che dicevano questa notte, eh? Ho capito. Vada pure. Avverta il capitano Illyan che passi da me, appena arriva�� disse Vorkosigan con voce cupa.</p><p>Il Conte Piotr sbuff�, sprezzante.�� Sono spazzatura�� ripet�.�� Bisognerebbe stanarli coi lanciafiamme tutti quanti.</p><p>Vorkosigan sospir�.�� Meglio non fomentare disordini con atti di ritorsione. � pi� facile cominciare una guerra che finirla.</p><empty-line/><p>Un�ora dopo Vorkosigan condusse Illyan in biblioteca per avere il suo rapporto. Cordelia li segu� e sedette davanti a loro.</p><p>��Sei sicura di voler ascoltare questi particolari?�� le domand� il marito con calma.</p><p>Lei scroll� le spalle.�� Sono miei amici. Preferisco sapere, invece che restare a farmi domande.</p><p>Il resoconto del capoguardia risult� abbastanza corrispondente al vero, ma Illyan, che aveva parlato con Bothari e con Koudelka all�Ospedale Militare Imperiale dov�erano ricoverati, descrisse in tutti i crudi dettagli le loro condizioni cliniche. Il suo volto rigido sembrava un po� invecchiato, quel mattino.</p><p>��Il suo segretario, evidentemente, � stato colto dall�impulso di distrarsi un po� con una prostituta�� continu�.�� Perch� abbia scelto proprio Bothari come guida indigena, non lo capisco.</p><p>��Noi tre siamo i soli superstiti della <emphasis>Generale Vorkraft </emphasis>- rispose Vorkosigan.�� Questo � un legame, suppongo. Inoltre, Koudelka e il sergente vanno piuttosto d�accordo. Forse perch� lui risveglia in Bothari una specie di istinto paterno. � un ragazzo giovane, intelligente anche se immaturo, e per quelli della nostra generazione � facile vederlo come un figlio, pi� che un amico� ma questo non glielo dica. Lo metterebbe a disagio. Comunque, vorrei che fosse venuto a consigliarsi con me.</p><p>��Be�, Bothari ha fatto quello che poteva�� prosegu� Illyan.�� Lo ha portato a nuotare nelle sole acque che conosce, in un posto dove dal suo punto di vista devono esserci evidentemente dei lati apprezzabili. � economico, non si perde troppo tempo, e nessuno fa domande. Inoltre � l�opposto dell�ambiente in cui lo aveva preso l�ammiraglio Vorrutyer a suo tempo. Nessuna sgradevole associazione mentale. A detta di Kou, la donna che Bothari frequenta d�abitudine � brutta almeno quanto lui. Sembra che gli piaccia perch� durante l�intimit� non emette alcun suono. Cosa significa questo per lui, penso che sia abbastanza chiaro.</p><p>�Una volta in quella casa, pare che Kou si sia preso a parole con uno dei gestori, e che abbiano dovuto separarli. Bothari dice che Kou aveva chiesto una ragazza giovane, e l�uomo gli ha portato una bambina di nove anni, fraintendendo i suoi gusti in modo offensivo per lui. Pi� tardi, quando Bothari aveva gi� fatto e finito, Kou era ancora al piano di sopra a chiacchierare con un�altra tenutaria della casa, che gli offriva una dopo l�altra un assortimento di femmine esperte in variazioni di alcune delle quali lui non aveva mai sentito parlare. Da ultimo, Kou non ne ha fatto nulla ed � sceso di nuovo nell�atrio, dove Bothari lo stava aspettando.</p><p>�Subito dopo i due uomini e questa tenutaria hanno avuto una discussione circa il pagamento, sulla base del fatto che la donna affermava di aver dedicato a Kou pi� tempo che a quattro clienti. Tutto questo non � nel rapporto ufficiale, sia chiaro. Kou le ha offerto un pagamento parziale, ma a quanto dice Bothari l�altro gestore si � intromesso nella discussione e gli animi sono tornati ad accendersi. C�� stato un certo disordine, ma alla fine Koudelka e Bothari hanno raggiunto la strada.</p><p>��La prima domanda che sorge spontanea�� disse Vorkosigan,�� � se siano stati aggrediti per ordine dei gestori di quel locale.</p><p>��A quanto mi � dato di sapere, no. Appena localizzata la casa l�ho fatta circondare e ho interrogato il gestore e la sua collega con il penta-rapido. Forse non avrei avuto neppure bisogno di drogarli, perch� erano terrorizzati a morte. Quella gente � abituata alle guardie municipali del Conte Vorbohn, con le quali hanno collusioni o che li ricattano, o viceversa. Sotto penta-rapido hanno confessato una quantit� di crimini pi� o meno rilevanti, nessuno dei quali era di qualche interesse per noi� fra parentesi, vuole che passi quei due alla polizia municipale?</p><p>��Mmh. Se sono innocenti dell�aggressione, limitiamoci a tenerli in pugno con ci� che sappiamo. Magari Bothari vorr� tornare l�, un giorno o l�altro. Sanno per quale motivo sono stati interrogati?</p><p>��No, ovviamente! I miei uomini agiscono in modo pulito. Noi lavoriamo per raccogliere le informazioni, non per darle.</p><p>��Mi scusi, capitano. Avrei dovuto pensarci. Prosegua, prego.</p><p>��Bothari e Koudelka hanno lasciato la casa circa alla una del mattino, a piedi, ma nei vicoli intorno al caravanserraglio hanno imboccato una strada sbagliata. Il sergente si incolpa di questa sua distrazione. Entrambi dicono di aver notato movimenti furtivi nel buio per una decina di minuti prima dell�aggressione, cosicch� pare che siano stati seguiti, e poi fatti innervosire e praticamente spinti in una stradicciola chiusa fra due alti muraglioni. Qui si sono trovati con sei individui davanti e altri sei alle spalle.</p><p>�Bothari ha estratto il suo storditore e sparato, abbattendo tre di loro prima che gli altri gli piombassero addosso. Qualcuno laggi� si � svegliato con la testa in brutte condizioni, stamattina. Kou aveva il suo bastone-spada, ma nient�altro.</p><p>�Bothari ha abbattuto un altro paio di avversari dopo aver perduto lo storditore, quindi l�arma � stata usata contro di lui, e mentre giaceva al suolo hanno cercato di ammazzarlo di botte. Fino a quel momento Koudelka aveva usato il bastone come un semplice bastone, ma per soccorrere Bothari ha deciso di sfoderare la lama. Ora dice che vorrebbe non averlo fatto, perch� gli aggressori hanno cominciato a ringhiare: <emphasis>Un Vor! Un Vor! </emphasis>E allora le cose si sono messe davvero male.</p><p>�Ne ha colpiti due; poi uno di loro ha opposto alla spada un bastone elettrico e lo spasmo gli ha fatto perdere coscienza per qualche momento. I cinque rimasti in piedi gli sono balzati addosso e gli hanno spezzato le gambe, all�altezza dei ginocchi. Kou mi ha chiesto di dirvi che non � stato doloroso come si pu� credere. Dice che prima di farlo gli avevano messo fuori uso i nervi con quelle scosse elettriche, e che il suo corpo era privo di sensibilit�. Non so se questo sia vero.</p><p>��� difficile dirlo, con Kou�� annu� Vorkosigan.�� Ha l�abitudine di nascondere il dolore. � quasi una seconda natura. Continui.</p><p>��Devo fare un passo indietro, ora. Il mio uomo assegnato alla protezione di Kou lo aveva seguito, pur tenendosi a distanza. Ma non aveva esperienza della zona, e non era vestito in modo adatto. Kou aveva due biglietti per uno spettacolo musicale, in centro, e fino alle dieci di sera tutti credevano che fosse l�. Il mio uomo si � addentrato nel quartiere del vecchio caravanserraglio ed � svanito, presumibilmente dopo esser rimasto per un certo tempo fuori di questa casa in attesa che Kou e Bothari uscissero. Fino a questo momento non � ancora ricomparso. � stato ucciso? Rapito? Derubato e lasciato privo di sensi da qualche parte? O era un infiltrato, un doppio agente di qualcuno? Non lo sapremo finch� non avremo ritrovato qualche traccia di lui.</p><p>�Tuttavia aveva l�ordine di fare rapporto via radio ogni ora. Il suo rapporto delle dieci di sera non � arrivato. Trenta minuti dopo � stato mandato fuori un altro uomo, dietro di lui. Ma quest�ultimo non sapeva dove andare a cercarlo. Dunque Kou � rimasto senza la sua scorta per almeno tre ore, cio� fino al momento in cui sono montati di turno gli uomini della sorveglianza notturna e il capoguardia ha giudicato molto allarmante questo fatto. Per la maggior parte di queste tre ore, comunque, Kou era insieme a Bothari nel vecchio edificio dove ha sede quel postribolo.</p><p>�Il capoguardia del turno di notte, che io ho elogiato, ha subito mandato una squadra nella zona e chiamato un nostro velivolo per avere un appoggio dall�aria. Cos�, quando uno di loro � finalmente arrivato sul luogo dell�aggressione, ha potuto avvertire l�aereo e una dozzina di miei uomini in borghese sono subito intervenuti contro i malviventi. Quel lavoro con i bastoni elettrici� � stato un brutto affare, ma non brutto quanto avrebbe potuto essere. Gli aggressori di Kou evidentemente mancavano di quella� uh, fantasia, diciamo, che un tipo come l�ammiraglio Vorrutyer avrebbe sfoggiato nella stessa situazione. O forse non hanno avuto il tempo di sbizzarrirsi davvero.</p><p>��Grazie al cielo�� mormor� Vorkosigan.�� E i morti?</p><p>��Due sono opera di Bothari, uccisi a mani nude. Un altro ha avuto il collo trapassato dalla spada di Kou. Il quarto, temo, � colpa mia. Il ragazzo ha avuto uno shock anafilattico, come reazione allergica al penta-rapido. L�abbiamo subito fatto portare all�OMI, ma non hanno potuto prenderlo in tempo. Questa mattina gli faranno l�autopsia, per stabilire se era un�allergia naturale oppure un impianto difensivo contro l�interrogatorio.</p><p>��E di questa banda cosa sappiamo?</p><p>��Sembra che sia una perfettamente legittima� se vogliamo usare la definizione del caravanserraglio, societ� di mutuo soccorso. A detta dei superstiti da noi catturati, queste brave persone avevano deciso di mettere le mani addosso a Kou, perch� �camminava in un modo buffo�. Chi appare debilitato, ha evidentemente il fascino della preda facile. Anche Bothari non camminava in linea retta, del resto, perch� la sua amichetta l�aveva fatto bere. Nessuno di quelli presi da noi � un agente di qualcuno; in quanto ai morti, non so. Ho supervisionato personalmente all�interrogatorio e posso dire che le deposizioni ottenute sono valide. Erano tutti molto spaventati al pensiero di essersi tirati addosso la Sicurezza Imperiale.</p><p>��Mmh. C�� qualcos�altro?�� domand� Vorkosigan.</p><p>Illyan alz� una mano per celare uno sbadiglio, e si scus�.�� � stata una nottata faticosa. Il capoturno mi ha tirato gi� dal letto poco dopo mezzanotte. No, penso che la situazione sia interamente chiarita� salvo forse per il motivo che ha spinto Kou a recarsi in quel posto. Su questo � rimasto nel vago, e quando ha visto che stavo girando intorno all�argomento mi ha chiesto di fargli portare un analgesico. Spero che adesso lei mi dica che sono paranoico e mi assicuri che ho torto. Sospettare di Kou � una cosa che mi farebbe dubitare di vivere ancora in un mondo normale�� disse. E sbadigli� di nuovo.</p><p>��Che ha torto glielo assicuro io�� disse Cordelia,�� ma solo per quanto riguarda il dubbio d�essere paranoico. In quanto al resto del rapporto, le sono grata per la sua accuratezza.</p><p>Illyan annu�.</p><p>��Penso che Kou sia innamorato di una certa persona. � uno stato mentale che i vostri test non hanno rivelato, presumo, essendo tarati per evidenziare solo ci� che interessa la Sicurezza. Ma mi aspetto che l�accaduto lo lascer� piuttosto depresso e sconvolto per un po� di tempo.</p><p>Vorkosigan accenn� di s� col capo.</p><p>��Lei sa chi � questa persona?�� chiese automaticamente Illyan.</p><p>��S�, ma non credo che siano affari suoi. Specialmente se in seguito a questa faccenda la cosa dovesse finire.</p><p>Illyan scroll� le spalle e usc� per andare a recuperare il sonno perduto, o forse per continuare le ricerche dell�uomo assegnato alla protezione di Koudelka.</p><empty-line/><p>Il sergente Bothari fu di ritorno a Casa Vorkosigan, anche se non per prendere subito servizio, cinque giorni dopo, con il braccio fratturato chiuso in un�armatura di plastica. Non disse verbo sulla cruenta faccenda di cui era stato protagonista, e alle caute frasi con cui fu velatamente interrogato rispose con scrollate di spalle e qualche grugnito incomprensibile.</p><p>Droushnakovi non aveva fatto domande n� commenti. Ma Cordelia l�aveva sorpresa pi� volte a guardare in silenzio i terminali della biblioteca e i collegamenti anti-intercettazioni con la Residenza Imperiale e gli uffici del Reggente, dove Koudelka soleva lavorare quando era in casa. Si chiedeva quali particolari di quella notte, e con quali deformazioni, fossero giunti agli orecchi della ragazza.</p><p>Fu solo dopo un mese che il tenente Koudelka torn� ai suoi doveri, in apparenza d�umore tranquillo e dimentico dell�accaduto. A suo modo, per�, era parco d�informazioni quanto Bothari. Fare una domanda al sergente era parlare al muro. Farla a Koudelka era come lasciarsi portare via da un fiume: fra battute scherzose e aneddoti sulla sua degenza in ospedale, uno finiva per confondersi e si ritrovava a nuotare in un argomento cos� diverso che tornare a ci� di cui stavano parlando era impossibile. Cordelia reagiva alla sua reticenza con automatica buona grazia, dicendosi che quel desiderio di mettere una pietra sul passato era il modo migliore per uscirne. Ma in cuor suo sapeva che non era cos� facile.</p><p>L�umore di Cordelia non era al meglio. Continuava a ripensare all�attentato di sei settimane prima, e la sua immaginazione lavorava dolorosamente sull�agguato, sul pericolo, e sui fattori casuali che doveva ringraziare se Aral non le era stato portato via. Soltanto quando era insieme al marito si sentiva del tutto a suo agio, ma lui riusciva a dedicarle sempre meno tempo. Al Quartier Generale Imperiale c�era agitazione per qualche motivo; gi� quattro volte Vorkosigan aveva trascorso l�intera notte l� in riunione, ed era partito senza di lei per un viaggio, un�ispezione militare, da cui aveva fatto ritorno con gli occhi cerchiati di stanchezza. Usciva e rientrava alle ore pi� diverse. Il flusso di informazioni e chiacchiere sugli avvenimenti politici, che un tempo le elargiva a pranzo o mentre si cambiavano per andare a letto, s�era disseccato in un silenzio inspiegabile, anche se mostrava di desiderarla e di volerla sentire al suo fianco non meno di prima.</p><p>Se gli fosse successo qualcosa, che ne sarebbe stato di lei? Una vedova, senza famiglia e amici, gravida di un bambino gi� oggetto di dinastiche bramosie e destinato a ereditare un retaggio di violenza. Le sarebbe convenuto lasciare il pianeta? E dove andare, se anche gliel�avessero permesso? Colonia Beta l�avrebbe mai lasciata tornare a casa sua?</p><p>Anche le piogge autunnali e il verde che indugiava opulento nei parchi cittadini avevano smesso di piacerle. Oh, una boccata della secca e rovente aria del deserto! E il familiare odore alcalino, e la piatta immensit� di quelle distanze! Avrebbe mai saputo, suo figlio, cos�era veramente un deserto? L�orizzonte, in citt�, a volte sembrava levare sbarre di edifici e di piante per chiudere la sua libert� in ogni direzione. E nei giorni pi� uggiosi quelle sbarre si piegavano su di lei.</p><p>Un pomeriggio piovoso, rintanata in biblioteca, si accovacci� sul sof� dall�alto schienale per rileggere un vecchio libro preso dagli scaffali del Conte. Il volume era una reliquia dell�arte tipografica risalente all�Era dell�Isolamento. Era in lingua inglese ma stampato in una variante locale dell�alfabeto cirillico, coi quarantasei caratteri un tempo usati in tutte le lingue scritte di Barrayar. Ma quel giorno Cordelia si sentiva pi� apatica e meno interessata che mai. Spense la luce e si ripos� gli occhi per qualche minuto. Fu con sollievo che vide il tenente Koudelka entrare e andare a sedersi, rigido e cauto in ogni mossa, alla console dei terminali, senza accorgersi di lei. <emphasis>Non dovrei disturbarlo. Ha del lavoro da fare, almeno lui</emphasis>, pens�, ma senza riabbassare lo sguardo sul libro aperto, vagamente confortata dalla sua compagnia.</p><p>Il giovanotto lavor� soltanto per un paio di minuti, poi spense l�apparecchio con un sospiro e si volse a guardare il caminetto con occhi assenti, sempre ignaro della sua presenza. <emphasis>Cos�, io non sono la sola che non riesce a concentrarsi. Forse � questa stagione cos� grigia; sembra che abbia un effetto deprimente�</emphasis></p><p>Koudelka raccolse il suo bastone-spada e pass� una mano sul liscio fodero di legno. Tenendolo fermo premette il pulsante d�apertura, poi sfil� la spada in silenzio, lentamente. La sollev� come per controllare la rifinitura della lama, che anche nella penombra della stanza sembrava brillare di luce propria, e la inclin�, forse meditando sull�abilit� artigianale a cui doveva quella sua strana filigrana superficiale. Dopo qualche momento la gir� verso di s� e la accost� al collo, appoggiandone il filo tagliente alla carne in corrispondenza della carotide destra. L�espressione del suo volto era distante, pensierosa, mentre assaporava il freddo contatto della lama come se fosse il bacio di un amante. All�improvviso le sue mani si strinsero con forza.</p><p>Il sussurro con cui il respiro si blocc�, appena l�accenno di un ansito, lo distolse da ci� che stava facendo. Gir� la testa e solo allora s�accorse di lei. Strinse le labbra; un velo di rossore gli si diffuse sulle guance, e abbass� subito la spada. Sul collo gli era rimasta una linea bianca, sottile ma profonda, a un�estremit� della quale comparve una goccia di sangue che scivol� gi� di qualche centimetro.</p><p>��Io� non l�avevo vista, milady�� disse, con voce rauca.�� Non� non faccia caso a� cio�, a volte si fanno cose un po� sciocche, sa com��.</p><p>Si guardarono in silenzio. D�un tratto le parole eruppero dalle labbra di Cordelia quasi contro la sua volont�:�� Odio questo posto! Ormai non c�� un momento della giornata in cui non abbia paura!</p><p>Si gir�, nascondendo a mezzo il volto sulla spalliera del sof�, e poi, con suo orrore, cominci� a piangere. <emphasis>Smettila! Non davanti a Kou, non devi farti vedere cos� da lui. Quest�uomo ha fin troppi guai reali perch� tu gli scarichi addosso i tuoi, immaginari. </emphasis>Ma non riusc� a fermare le lacrime.</p><p>Koudelka si alz� e venne verso il sof�, con aria preoccupata. Esit� qualche istante, quindi sedette accanto a lei.</p><p>��Senta��� cominci�.�� Non pianga, milady. Non pensavo davvero ci� che stavo facendo, mi creda.�� Le poggi� goffamente una mano su una spalla.</p><p>��Bugie!�� singhiozz� lei.�� Mi hai fatto una paura dannata.�� D�impulso spost� il viso dal freddo rivestimento di seta del sof� alla stoffa verde, ruvida e calda, dell�uniforme di lui. S�accorse che il suo cedimento emotivo lo aveva scosso.</p><p>��Lei non pu� immaginare cosa significa�� sussurr� Koudelka in tono aspro, duro.�� Hanno piet� di me, sa? Anche <emphasis>lui. </emphasis>- Ebbe un cenno del capo in nessuna direzione particolare, come se Vorkosigan fosse l� attorno.�� � mille volte peggio del disprezzo. E sar� sempre cos�. <emphasis>Sempre.</emphasis></p><p>Lei scosse la testa, incapace di rispondere a quella verit�.</p><p>��Anch�io odio questo posto�� continu� lui.�� Proprio come questo posto odia me. Perfino di pi�, a volte. Cos�, vede, lei non � la sola.</p><p>��Sono troppi quelli che vorrebbero ucciderlo�� gemette lei, pur disprezzando la propria debolezza.�� Anche molti che non lo conoscono neppure� uno di loro prima o poi ci riuscir�. Ormai non riesco a pensare ad altro. Sar� una bomba? Un veleno? Un raggio al plasma che brucer� il suo volto senza lasciare neppure due labbra che io possa baciare un�ultima volta?</p><p>L�attenzione di Koudelka si spost� dai suoi dolori a quelli di lei e la guard�, un po� stupito, corrugando le sopracciglia.</p><p>��Oh, Kou�� mormor� ancora Cordelia, sfiorandogli con un dito le mostrine sul petto dell�uniforme, senza vederle.�� Anche se tutto ti fa soffrire, non fargli questo. Lui ti vuole bene� ti ama come un figlio, proprio come il figlio che un uomo come lui pu� volere. Quella lama��� Accenn� col capo verso la spada,�� la pianteresti nel suo cuore. Ogni giorno questo pianeta gli getta sulle spalle tutte le sue follie, e gli domanda giustizia per ciascuna di esse. Lui pu� farlo, se non nel segreto del suo cuore. Sa che deve agire freddamente, altrimenti finirebbe per rispondere alla pazzia con la pazzia, come tutti i suoi predecessori. E qui��� aggiunse, in un impeto di completa incoerenza,�� � cos� <emphasis>umido</emphasis>, qui! Non sar� colpa mia se nostro figlio nascer� con le <emphasis>branchie!</emphasis></p><p>Le braccia di lui la circondarono con dolcezza.�� Lei ha� paura di questo? Di partorire qui?�� le domand�, con intuizione inaspettata.</p><p>Faccia a faccia con le sue paure inespresse, Cordelia rest� immobile qualche istante.�� Io non ho fiducia nei vostri medici�� ammise, con un tremito.</p><p>Lui ebbe un sorriso ironico.�� Non posso biasimarla.</p><p>Cordelia riusc� a ridere brevemente e gli restitu� l�abbraccio. Poi alz� una mano e gli asciug� la goccia di sangue dal collo.�� Quando vuoi bene a qualcuno � come se la tua pelle coprisse due persone. Ogni dolore arriva in due cuori. E io ti voglio bene, Kou. Vorrei che tu mi permettessi di aiutarti.</p><p>��Terapia, Cordelia?�� disse la voce di Vorkosigan in quel momento, fredda come una spruzzata di pioggia. Si gir�, sorpresa, e lo vide a pochi passi da loro.�� Sono certo che hai una grande� esperienza betana in materia, ma ti prego di lasciare queste incombenze a qualcun altro. Koudelka arross�, lasciandola.�� Signore��� cominci�, e tacque, stupito quanto Cordelia dell�ira gelida che c�era nel tono di lui. Vorkosigan lo guard�, ed entrambi chiusero la bocca.</p><p>Cordelia prese fiato per rispondere, ma riusc� ad emetterlo solo in un furioso:�� Oh!�� verso la schiena di lui mentre Vorkosigan si girava e usciva dalla biblioteca a passi rigidi.</p><p>Koudelka, ancora rosso in faccia, s�appoggi� la spada per tirarsi in piedi e la rinfoder�.�� Milady, le domando perdono.�� Le sue parole parvero prive di significato.</p><p>��Kou�� disse Cordelia.�� Tu sai che non intendeva quello che pensi. Ha parlato senza riflettere. Sono certa che non, non�</p><p>��S�, capisco�� disse lui senza guardarla. I suoi occhi erano duri e fissi.�� � universalmente noto che io non rappresento un pericolo per gli uomini sposati, suppongo. Ma se ora lei vuole scusarmi, milady� ho del lavoro da fare. Arretrato.</p><p>��Oh!�� Cordelia non sapeva se essere pi� furibonda con Vorkosigan, con Koudelka o con se stessa. Balz� in piedi e si avvi� alla porta, lasciando dietro di s� una frase rabbiosa:�� Dannazione a tutti i barrayarani senza cervello, e all�inferno!</p><p>Nell�atrio Droushnakovi apparve sulla sua strada, con un esitante:�� Milady?</p><p>��E tu, razza di� di sciocca!�� sbott� Cordelia, la cui rabbia si sfogava ormai in ogni direzione.�� Perch� non riesci a sistemare da sola i tuoi affari? Voi donne barrayarane aspettate che la vita vi sia portata davanti su un vassoio. Ma non � cos� semplice!</p><p>La ragazza fece un passo indietro, sbalordita. Cordelia ingoi� con uno sforzo la propria indignazione e chiese:�� Da che parte � andato Aral?</p><p>��Io� di sopra, credo, milady.</p><p>Un po� del suo antico umore battagliero le venne in soccorso.�� Facendo le scale due gradini alla volta, per caso?</p><p>��Uh� tre, in effetti�� rispose debolmente Drou.</p><p>��Suppongo che adesso dovr� parlare con lui. Maledizione�� disse Cordelia passandosi una mano fra i capelli, e si chiese se sfogarsi sarebbe servito a qualcosa.�� Figlio d�un cane!�� ringhi�, senza sapere lei stessa fino a che punto il suo subconscio lo intendeva alla lettera. <emphasis>E pensare che non sono abituata a imprecare�</emphasis></p><p>Lo segu� a passi svelti, salendo le scale con un�energia alimentata dall�ira. <emphasis>Quest�affare della gravidanza rallenta dannatamente una donna. </emphasis>Nel corridoio incontr� una guardia di servizio.�� Lord Vorkosigan � andato da questa parte?�� gli domand�.</p><p>��In camera sua, milady�� rispose l�uomo, e la segu� con uno sguardo incuriosito. <emphasis>Grande. Bella scena davvero</emphasis>, pens� selvaggiamente lei. <emphasis>Il nostro primo litigio, e lo facciamo in pubblico. Questi vecchi muri non sono a prova di suono. Riuscir� a tenere la voce bassa? Per Aral non c�� problema: quando si arrabbia lui sussurra.</emphasis></p><p>Entr� in camera e lo trov� seduto sul letto che si toglieva la giacca dell�uniforme e gli stivali con gesti secchi, violenti. Lui si gir� e i loro sguardi s�incrociarono come lame. Cordelia apr� il fuoco per prima, dicendosi: <emphasis>Sistemiamo questa faccenda.</emphasis></p><p>��Le parole che hai detto di fronte a Kou erano completamente fuori luogo!</p><p>��Sicuro! Entro in casa, trovo mia moglie che� che si fa cullare da uno dei miei ufficiali, e cosa pensi che dovrei dire? �Prego, non fate caso se passo di qui. Bella giornata, eh?��� replic� lui.</p><p>��Sai perfettamente che non era niente dal genere!</p><p>��Benissimo. Ma supponiamo che non fossi io. Supponiamo che fosse entrata una delle mie guardie del corpo, o un uomo di mio padre. Come gliel�avresti spiegato? Tu sai cosa si dice di voi betani. Ne avrebbe tratto le sue conclusioni, e il pettegolezzo avrebbe preso il via. E io me lo sarei sentito rifilare grondante sarcasmo in qualche corridoio del Quartier Generale. Tutti i miei avversari politici stanno aspettando solo una cosa di questo genere. Ci si butterebbero sopra.</p><p>��Cosa diavolo c�entra la politica col tono che hai usato? Io stavo parlando a un amico. Dubito che saresti riuscito a offenderci pi� crudamente se ci avessi studiato sopra. Questa � stata una sciocchezza, Aral. Si pu� sapere cosa ti succede, comunque?</p><p>��Non lo so�� borbott� lui. Si pass� una mano sul mento.�� � questo maledetto lavoro, credo. Non volevo sfogarmi con te.</p><p>Cordelia sospettava che quella fosse la cosa pi� simile a un�ammissione di torto che poteva aspettarsi, e la accett� con un cenno del capo, lasciando evaporare l�ira. Adesso ricordava perch� arrabbiarsi ogni tanto non faceva male; l�adrenalina era un buon antidoto contro la paura e le preoccupazioni.</p><p>��S�. Be�� quanto credi d�essere lontano dal dover entrare in camera di Kou sfondando la porta, uno di questi giorni?</p><p>Vorkosigan si accigli�, quando cap� di cosa stava parlando.�� Hai qualche� ragione per credere che mediti sul suicidio? A me sembra abbastanza tranquillo.</p><p>��Sembra. A te.�� Cordelia lasci� aleggiare quelle parole nell�aria per accentuarne il peso.�� Gli manca tanto cos� per arrivarci.�� Alz� il pollice e l�indice, lasciando un millimetro di spazio fra i polpastrelli. Aveva un dito ancora sporco di sangue, e quando se ne accorse fece una smorfia.�� Stava facendo un pensiero su quella dannata spada. Vorrei non avergliela mai comprata. Non potrei sopportarlo se la usasse per tagliarsi la gola. E credo che ci fosse molto vicino prima di accorgersi che ero l�, dietro di lui.</p><p>��Ah.�� Vorkosigan appariva pi� piccolo senza la vistosa giacca militare, senza la sua rabbia. Allung� una mano verso Cordelia; lei la prese e si lasci� trarre a sedere sul letto, sospirando:�� Cos�, tu, in questa tua grossa testa di cavolo, hai pensato che stavi recitando la parte di Re Art� con Lancillotto e Ginevra. Be�, scordatelo. Questa � un�altra trama.</p><p>A quel paragone lui rise.�� La parte che posso recitare io non � cos� arturiana. Temo che sarei troppo sanguigno e carnale per impersonarla. No, � stato solo un brutto sogno, per un attimo.</p><p>��Gi�. Suppongo di averti� toccato un nervo dolente.�� Lei si chiese se il fantasma della sua prima moglie lo visitasse ancora per alitargli all�orecchio gelidi ricordi, come lo spettro di Vorrutyer faceva a volte con lei.�� Ma io sono Cordelia, ricordi? Non� qualcun�altra.</p><p>Lui appoggi� la fronte alla sua.�� Ti chiedo perdono, mia capitana. Sono soltanto un uomo di mezz�et�, un uomo poco attraente, e ogni giorno che passa divento pi� vecchio e pi� paranoico.</p><p>��Anche tu?�� Lei gli si strinse al petto.�� Censuro severamente l�uso dei termini �vecchio� e �poco attraente�, per�. Dicendo che sei una grossa testa di cavolo non mi riferivo al tuo aspetto esteriore.</p><p>��Non ti ringrazier� per un complimento cos� contorto� supposto che lo sia.</p><p>Cordelia fu felice di vederlo sorridere per un momento.�� � il tuo lavoro, vero?�� disse.�� Hai voglia di parlarne un poco?</p><p>Lui strinse le labbra.�� Detto fra noi� ma so che tutto ci� di cui ti parlo � sempre �detto fra noi�� sembra che ci ritroveremo infognati in un�altra guerra prima della fine dell�anno. E non siamo ancora in grado di sostenerla, militarmente, dopo Escobar.</p><p>��Cosa! Ma ero convinta che il partito guerrafondaio fosse quasi paralizzato!</p><p>��Lo � il nostro. E i cetagandani stanno lavorando pi� che mai per minarci il terreno sotto i piedi. Gli ultimi rapporti dei nostri agenti confermano che progettavano di creare caos dopo la morte di Ezar Vorbarra per impadronirsi dei nostri punti di balzo sui corridoi di transito fra questo ramo della distorsione e la loro zona di spazio. Ma invece del caos hanno avuto me e� e una situazione politica che per quanto delicata � troppo stabile per i loro gusti. Di conseguenza: altre manovre sporche. E granate soniche. Negri e Illyan sono convinti al settanta per cento che l�attentato sia opera di un agente cetagandano.</p><p>��Ci proveranno ancora?</p><p>��� quasi certo. Ma, con o senza di me, il nostro comando strategico � del parere che faranno un atto di forza entro la fine dell�anno. E se non opporremo tutta la nostra decisione� non solo prenderanno i punti di balzo, ma avanzeranno fin dove riusciranno ad arrivare.</p><p>��Non mi meraviglio che tu sia cos� assente.</p><p>��� questo il genere di marito che sono diventato? Ma oggi non si tratta dei cetagandani; di loro sapevo gi� da qualche tempo. Questa mattina mi � arrivata un�altra patata bollente fra le mani. Dopo la seduta del Consiglio. Il Conte Vorhalas mi ha chiesto di riceverlo in privato, per domandarmi un favore.</p><p>��Avrei creduto che fossi lieto di fare un favore al fratello di Rulf Vorhalas. Mi sto sbagliando?</p><p>Lui annu�, a disagio.�� Il figlio pi� giovane del Conte, una testa calda, un diciottenne che avrebbe dovuto esser mandato a scuola di vita in un�accademia militare� tu l�hai conosciuto alla cerimonia del giuramento, se non ricordo male.</p><p>��Lord Carl?</p><p>��Gi�. Ieri sera si � ubriacato, a una festicciola fra amici, e si � battuto.</p><p>��Una tradizione universale. Succede anche su Colonia Beta.</p><p>��Sicuro. Ma lui e l�altro sono usciti per regolare la questione con le armi: due vecchie spade da parata fissate al muro come ornamento, e un paio di coltelli da cucina. Hanno fatto un duello alla spada, n� pi� n� meno.</p><p>��Oh. E qualcuno � rimasto ferito?</p><p>��Sfortunatamente s�. Per caso o per volont� precisa, e che sia inciampato o abbia affondato intenzionalmente l�arma, il figlio del Conte ha infilato la lama nello stomaco dell�avversario e gli ha squarciato l�aorta. Il ragazzo � morto dissanguato quasi subito. Quando gli altri hanno fatto intervenire un�ambulanza era gi� troppo tardi.</p><p>��Santo cielo.</p><p>��� stato un duello, Cordelia. Forse era cominciato quasi per scherzo, ma si � concluso nel sangue. E va applicata la pena che la legge prevede per i duelli.�� Aral si alz�, and� alla finestra e lasci� vagare lo sguardo sul giardino. Stava ancora piovendo.�� Suo padre � venuto a chiedermi di ottenere il perdono imperiale, o almeno di vedere se � possibile cambiare l�imputazione in quella di semplice omicidio. Se l�accusa fosse soltanto di omicidio, il ragazzo potrebbe affermare di aver agito per autodifesa e cavarsela con una pena detentiva.</p><p>��Mi sembra una� richiesta comprensibile, da parte sua.</p><p>��Gi�.�� Lui riprese a camminare avanti e indietro.�� Un favore a un amico. Ma anche� la prima crepa attraverso cui quella diabolica usanza potrebbe tornare nella nostra societ�. Cosa succederebbe quando fosse portato davanti a me un altro caso, e poi un altro e un altro? Dove traccerei la linea divisoria? E se nel prossimo caso fosse coinvolto un avversario politico, e non un membro del mio partito? � giusto dimenticare le tragedie che si sono sommate fino a far mettere fuori legge questa pratica? Io ricordo quando era possibile duellare, e come andavano le cose. Peggio ancora: sarebbe una via d�accesso per i favoritismi a livello di governo, per la corruzione, il nepotismo. Puoi dire ci� che vuoi di Ezar Vorbarra, ma negli ultimi decenni ha trasformato il governo da un club della classe Vor in un sistema dove la legge, per quanto traballante, pu� essere uguale per tutti.</p><p>��Comincio a vedere il problema.</p><p>��E io� di tutti i possibili giudici proprio io devo accollarmi questa decisione. Io, che ventidue anni fa avrei dovuto essere giustiziato pubblicamente per lo stesso crimine!�� Vorkosigan si ferm� davanti a lei.�� La notizia di ci� che � successo ieri sera circolava in citt�, in varie versioni, gi� questa mattina. Per il momento sono riuscito a impedire che arrivasse sui notiziari televisivi, ma � come sputare controvento. Non posso ostacolare la stampa, ed � troppo tardi per costruire una versione ufficiale menzognera, se pure fossi cos� incauto da provarci. Cos�, chi dovr� tradire oggi? Un amico? O la fiducia di Ezar Vorbarra? Perch� non c�� dubbio su quale decisione lui avrebbe preso.</p><p>Vorkosigan sedette accanto a lei e le cinse le spalle con un braccio.�� E questo � solo l�inizio. Ogni mese, ogni settimana, ci sar� qualcosa di impossibile da risolvere. Che ne rester� di me dopo quindici anni di questa vita? Un vecchio come quello che tre mesi fa col suo ultimo respiro pregava che non ci fosse un Dio a cui dover rispondere? O un mostro corrotto dal potere, come suo figlio, cos� infetto che solo un raggio al plasma poteva sterilizzarlo? O qualcosa di ancora peggiore?</p><p>L�agonia che Cordelia gli lesse sul volto la spavent�. Si strinse a lui con pi� forza.�� Non lo so. Non lo so. Ma gi� altri� altri hanno usato la loro capacit� decisionale, in passato, agendo come potevano e prendendo il mondo cos� com��. Ed erano esseri umani anche loro, n� migliori n� peggiori di te.</p><p>��Non � un pensiero molto tranquillizzante.</p><p>Cordelia sospir�.�� Non puoi scegliere fra un male e l�altro, a rigor di logica. Puoi solo aggrapparti a dei principi etici generici. Non ti aiuteranno a decidere caso per caso; ma, qualunque ne sia il valore, saranno quelli che porterai avanti da qui in poi. E per amore della tua gente dovranno essere quanto pi� solidi possibile.</p><p>Lui annu� lentamente.�� Lo so. La mia non era una domanda, su quale decisione prendere. Stavo solo� recalcitrando un po�. Con te posso permettermi questa debolezza.�� Si alz� in piedi.�� Mia capitana, se fra quindici anni sar� ancora sano di mente potr� ringraziare solo te.</p><p>Cordelia domand�:�� Allora quale sar� la decisione?</p><p>Vide la risposta nel dolore che gli offusc� lo sguardo.�� Oh, no�� mormor� involontariamente, e si morse le labbra per non dir altro. <emphasis>E io che cercavo di illuminarlo con la mia saggezza. Non � </emphasis>questo <emphasis>che intendevo.</emphasis></p><p>��Davvero non l�hai capito?�� disse dolcemente lui, rassegnato.�� La strada aperta da Ezar � la sola che pu� funzionare, qui. � un fatto. Lui ci sta ancora governando, dalla tomba.�� Si lev� la camicia e and� nel bagno per darsi una rinfrescata e cambiarsi.</p><p>��Ma tu non sei lui�� mormor� Cordelia alla porta chiusa.�� Non puoi cercare una strada diversa, la tua strada?</p></section><section><title><p>CAPITOLO OTTAVO</p></title><p>Vorkosigan intervenne alla pubblica esecuzione di Carl Vorhalas tre settimane dopo.</p><p>��� proprio necessario che tu vada?�� gli chiese Cordelia quel mattino mentre si vestiva, silenzioso e assente.�� Io non sono tenuta a far atto di presenza, vero?</p><p>��Santo cielo, no, naturalmente. Neppure la mia partecipazione � richiesta dalla legge, solo che� devo andare. Tu capisci il perch�, ne sono certo.</p><p>��Non� non esattamente, salvo che non sia una forma di auto-punizione. Non sono sicura che tu possa permetterti questo lusso, con lo stress che il tuo lavoro gi� comporta.</p><p>��Devo andare. Un cane va ad annusare ci� che ha vomitato, no? I suoi parenti saranno l�. Anche suo fratello.</p><p>��Che usanza barbarica.</p><p>��Be�, potremmo curare il crimine come una malattia, alla maniera betana. Ma tu sai cosa significa. Se non altro noi uccidiamo un uomo in modo pulito, invece che un pezzo alla volta per anni e anni. Non so cosa dirti.</p><p>��In che modo lo� lo faranno?</p><p>��Decapitazione. Dicono che sia indolore.</p><p>��E come fanno a saperlo?</p><p>Lui ebbe una risata aspra.�� Domanda imbarazzante, gi�.</p><p>Vorkosigan non la abbracci� prima di uscire. Rientr� due ore pi� tardi, senza una parola di commento; scosse il capo quando lei gli chiese di venire a tavola, cancell� i suoi appuntamenti di quel pomeriggio, si appart� nella biblioteca del Conte Piotr e sedette davanti al lettore in cui aveva infilato il disco di un libro, senza accenderlo. Dopo un po� Cordelia lo raggiunse, and� a sedersi sul sof� e pazientemente aspett� che lui facesse ritorno dalla terra lontana in cui la sua mente stava vagando, qualunque fosse.</p><p>��Il ragazzo � stato coraggioso�� disse lui dopo un�ora di silenzio.�� Si capiva che aveva pensato prima a ognuno dei gesti che avrebbe fatto. Ma nessun altro ha seguito quel copione. Sua madre si � gettata contro la grata divisoria, mentre lo portavano sulla piattaforma, ferendosi le mani e la faccia� e come se non bastasse, quel maledetto boia ha sbagliato il colpo. Tre volte ha dovuto calare la lama, per staccargli la testa.</p><p>��Sembra che Bothari abbia fatto di meglio con un coltello da tasca�� mormor� lei. Lo spettro di Vorrutyer era stato pi� vicino del solito, quella mattina.</p><p>��Non � mancato niente di ci� che rende tragiche e odiose queste scene. Sua madre mi ha maledetto. Evon e il Conte Vorhalas hanno dovuto portarla via di peso.�� Il suo tono mortalmente inespressivo riprese vita quando si volt� a guardarla.�� Oh, Cordelia! Non pu� essere stata una decisione giusta! Eppure� eppure� un�altra non era possibile. � cos�?</p><p>Vorkosigan venne a sedersi accanto a lei e la abbracci�, in silenzio. Sembrava sul punto di piangere, e questo la spavent� pi� che se l�avesse visto indifferente. Pian piano, comunque, la tensione lo abbandon�.</p><p>��Suppongo che farei meglio a salire e a cambiarmi. Vortala mi ha messo in programma un colloquio col Ministro dell�Agricoltura su una questione troppo urgente per rimandarla, e poi c�� una riunione dello staff��� Il pensiero del lavoro lo fece tornare al suo solito autocontrollo, finch� con un sospiro controll� l�orologio e si alz�.</p><p>Quella notte rest� sveglio a lungo accanto a lei. Teneva gli occhi chiusi, ma Cordelia cap� dal suo respiro che stava fingendo. Non riusc� a trovare una parola di conforto che non apparisse vuota di significato anche a lei, cos� tacque a lungo, finch� all�esterno cominci� a piovere, e fu quel ticchettio contro i vetri a fargli riaprire gli occhi, poco dopo.</p><p>��Ho visto morire molti uomini�� disse, sottovoce.�� Uomini fucilati per ammutinamento, uomini mandati allo sbaraglio, e io stesso ho scelto questo invece di quello, e quando ho dovuto farlo anch�io ho ucciso� non so perch� stavolta mi sembra d�essere davanti a un muro. Mi ha come fermato. E io non posso osare fermarmi, Cordelia, o cadremo tutti quanti. Devo riuscire a superare questa cosa, in qualche modo.</p><empty-line/><p>Fu un rumore di vetri infranti a svegliarla, nel buio, e un sibilo soffocato la fece trasalire. Un vapore aspro le mozz� il fiato, riempiendole la bocca, il naso, gli occhi. Il puzzo nauseabondo fu cos� violento e insopportabile da farle salire lo stomaco in gola. Accanto a lei Vorkosigan si alz� a sedere di scatto e mand� un grido.</p><p>��Una granata a gas! Soltossina! Non respirare, Cordelia!�� Le premette un cuscino sulla faccia, e nello stesso movimento le sue braccia forti la strapparono via da sotto le coltri, tirandola gi� dal letto. Lei si ritrov� in piedi, piegata in due per i conati di vomito; venne trascinata fuori, e nel corridoio vacill� contro il muro, mentre la porta della camera da letto si chiudeva con un tonfo alle sue spalle.</p><p>Rumori di passi in corsa echeggiavano sui pavimenti e sulle scale. Vorkosigan riusc� a gridare:�� Via da qui! Gas soltossina! Sgombrate questo piano! Chiamate Illyan!�� Poi cadde in ginocchio, tossendo e sputacchiando raucamente. Numerose mani li sollevarono di peso e li trasportarono in fretta verso le scale. Accecata dalle lacrime Cordelia non vedeva quasi niente.</p><p>Fra uno spasimo e l�altro Vorkosigan ansim�:�� Hanno l�antidoto� alla Residenza Imperiale� � pi� vicina dell�ospedale. Ditelo subito a Illyan. Lui sa come fare. Nella doccia, ora� dov�� la cameriera di milady? Chiamate una cameriera�</p><p>Pochi momenti dopo fu spinta in una doccia, al piano di sotto, insieme al marito. Vorkosigan era a malapena in grado di stare in piedi, ma cerc� di aiutarla.�� Lavati pi� che puoi. Sfrega la pelle con forza, dappertutto. Non smettere. Non aprire l�acqua calda; continua a lavarti con quella fredda.</p><p>��Anche tu, allora. Cos�era quella roba?�� Cordelia toss�, sotto il getto d�acqua, e si aiutarono a vicenda con il sapone.</p><p>��Sciacquati bene la bocca, gli occhi� soltossina. Erano quindici o sedici anni che non sentivo quell�odore, ma non si dimentica. � un gas venefico. Militare. Dovrebbe essere in qualche deposito sotto stretta sorveglianza. Dove diavolo sono riusciti a trovarne� dannata Sicurezza Imperiale! Domani andranno attorno come galline senza testa� ma sar� troppo tardi.�� Pallido, con la barba lunga, la afferr� per le spalle cercando di capire come stava.</p><p>��Non mi sento troppo male, ora�� disse Cordelia.�� La nausea mi sta passando. Forse non ho respirato abbastanza gas� � cos�?</p><p>��No, purtroppo�� ringhi� lui.�� Agisce lentamente, e non ne serve molto per uccidere. Attacca i tessuti morbidi. I nostri polmoni saranno distrutti in meno di un�ora, se l�antidoto non arriva alla svelta.</p><p>La paura gelida che le strinse lo stomaco, la gola e la mente trasform� in un gemito stridulo le sue parole:�� Credi che possa attraversare la placenta?</p><p>Lui tacque un poco, continuando a sfregarla con acqua e sapone, prima di rispondere:�� Non lo so. Dovremo chiederlo a un medico. Io ho visto solo l�effetto che ha sugli uomini.�� Un altro accesso di tosse lo fece vacillare, lasciandolo scosso e senza fiato.</p><p>Una delle cameriere del Conte Piotr arriv�, terrorizzata e ancora mezzo svestita, per aiutare Cordelia e lo spaventatissimo giovanotto della Sorveglianza che li stava assistendo. Un�altra guardia mise dentro la testa per fare rapporto, alzando la voce per farsi sentire sopra lo scrociare dell�acqua:�� Una squadra � gi� alla Residenza Imperiale, signore. Torneranno qui in volo.</p><p>I bronchi, la gola e i polmoni di Cordelia stavano cominciando a secernere un catarro amarognolo, e lei sputacchi� e toss�.�� Dov�� Drou? Qualcuno l�ha vista?</p><p>��Credo che abbia inseguito gli assassini, milady.</p><p>��Non � il suo lavoro. In caso d�emergenza lei dovrebbe soccorrere Cordelia�� grugn� Vorkosigan. Nell�emettere il fiato la secrezione gli sal� alla gola, e lo fece tossire.</p><p>��So che era al pianterreno, signore, con il tenente Koudelka, quando c�� stato l�attacco. Entrambi sono usciti dalla porta posteriore.</p><p>��Dannazione�� borbott� Vorkosigan.�� Non � lavoro neanche per Koudelka.�� Di nuovo il suo sforzo nel parlare fu punito da un accesso di tosse.�� Hanno preso qualcuno?</p><p>��Credo di s�, signore. Ci sono stati dei rumori e delle grida in fondo al giardino posteriore, presso il muro di cinta.</p><p>Rimasero sotto la doccia per altri cinque o sei minuti, finch� la guardia fece ritorno.�� Signore, � arrivato il medico dalla Residenza Imperiale.</p><p>La cameriera aiut� Cordelia a indossare un accappatoio. Vorkosigan si avvolse un asciugamano intorno ai fianchi e bofonchi� all�altra guardia:�� Cercami qualcosa da mettere addosso, ragazzo.�� La sua voce era rauca come se avesse la bocca piena di spine.</p><p>Nella pi� vicina camera degli ospiti un uomo di mezz�et�, spettinato e in pantofole, con una veste da camera allacciata sopra il pigiama, stava estraendo strumenti da un paio di grosse borse. Mentre attaccava una maschera al tubo collegato a una bombola guard� l�addome di Cordelia, poi si volse a Vorkosigan.</p><p>��Mio Lord, � sicuro di aver identificato il gas?</p><p>��Sfortunatamente s�. Era soltossina.</p><p>Il medico strinse i denti.�� Mi spiace, milady.</p><p>��Pu� fare del male al mio��� Il muco soffoc� il resto della domanda di Cordelia.</p><p>��Lasci perdere questo, e si occupi di lei�� sbott� Vorkosigan.</p><p>Il medico affibbi� la maschera sul naso e sulla bocca di Cordelia.�� Respiri profondamente. Aspiri� mandi fuori l�aria. Un�altra volta. Ora aspiri e trattenga l�aria nei polmoni.</p><p>L�antidoto era un gas di colore verdastro, gelido, nauseabondo quasi quanto il veleno. Lei si sent� contrarre lo stomaco, ma non aveva nulla da vomitare. Al di sopra della maschera guard� Vorkosigan, che la fissava, e lo vide tentare un sorriso rassicurante. Doveva essere una reazione nervosa; il volto del marito le sembrava ogni secondo pi� grigio e pi� disperato. Cordelia era sicura che lui avesse respirato una dose di soltossina maggiore della sua, e ad un tratto scost� la maschera per dire:�� Adesso tocca a te�</p><p>Il medico gliela premette di nuovo sulla bocca.�� Un altro respiro, milady, tanto per essere sicuri.�� Lei inal� ancora, profondamente, e solo allora le fu permesso di togliersi la maschera. Vorkosigan se la infil� senza bisogno di istruzioni sulla procedura.</p><p>��Quanti minuti sono trascorsi dal momento dell�esposizione al gas?�� domand� il medico, ansiosamente.</p><p>��Non ne sono sicura. Qualcuno ha preso l�ora? Lei, uh��� Cordelia aveva dimenticato il nome della giovane guardia.</p><p>��Circa quindici, massimo venti minuti, credo, milady.</p><p>Il medico si rilass� visibilmente.�� Dovreste essere fuori pericolo, allora. Ma i prossimi giorni li trascorrerete in ospedale. Adesso far� arrivare un�ambulanza.�� Si volse alla guardia.�� Qualcun altro � rimasto esposto?</p><p>Uno degli uomini fuori dalla porta rifer� che uno di loro diceva di aver sentito l�odore del gas, mentre isolavano il piano. Il medico rimise la maschera e la bombola nella borsa.</p><p>��Dottore, aspetti�� lo ferm� lei, mentre usciva.�� Cosa pu� fare la soltossina a� al mio bambino?</p><p>Lui evit� il suo sguardo.�� Nessuno lo sa, milady. Posso solo dire che nessuno � mai sopravvissuto alla soltossina senza il tempestivo trattamento con l�antidoto.</p><p>Cordelia sentiva il cuore in petto come un tamburo.�� Ma, dato che il trattamento � stato��� Il suo sguardo impietosito non le piacque, e si gir� verso Vorkosigan.�� Forse, il��� Ma fu raggelata dall�espressione del volto di lui, cupo, abbattuto, su cui gi� cominciava a emergere il furore. Gli occhi che amava, nel volto di uno sconosciuto, e che infine si decisero a incontrare i suoi.</p><p>��Glielo dica�� sussurr� Vorkosigan al medico.�� Io non posso.</p><p>��Bisogner� fare alcuni esami�</p><p>��<emphasis>Ora! </emphasis>Ha diritto di saperlo ora.�� La sua voce era pi� rauca di prima, irriconoscibile.</p><p>��Il problema � l�antidoto, milady�� disse il medico, dopo una lunga esitazione.�� � un violento teratogeno. Distrugger� l�accrescimento osseo del feto in via di sviluppo. Le ossa dell�adulto non corrono questo pericolo, anche se lei avr� una maggiore tendenza all�artrite� cosa questa a cui si porr� rimedio quando si presenter���� Tacque, nel vedere che lei chiudeva gli occhi come se volesse isolare la mente da quelle parole.</p><p>��Ora devo visitare quella guardia�� aggiunse.</p><p>��S�. Controlli anche gli altri, per favore�� annu� Vorkosigan. Il medico usc� con le sue borse, scostandosi sulla porta per far passare il giovanotto che arrivava coi vestiti di Vorkosigan.</p><p>Cordelia riapr� gli occhi quando lui le poggi� una mano su una spalla, ma non riusc� a muoversi.</p><p>��Lo sguardo che hai��� mormor� lui.�� Ti prego, non� almeno piangi. Arrabbiati! Fai qualcosa!�� Deglut� saliva.�� Insultami, odiami! Ne hai il diritto!</p><p>��Non posso�� rispose lei in un sussurro.�� Non sento niente. Domani, forse.�� Ogni respiro era una fitta rovente.</p><p>Imprecando fra i denti lui s�infil� il vestito, un�anonima uniforme verde della Sorveglianza.�� Una cosa io posso farla.</p><p>Era ancora l�espressione dello sconosciuto, quella che s�era impadronita della faccia di Aral. E una frase che lei aveva letto chiss� dove riecheggi� nel vuoto della sua mente: <emphasis>Se la morte avesse indossato l�uniforme, avrebbe marciato con quello sguardo sul volto.</emphasis></p><p>��Dove stai andando?</p><p>��A vedere se Koudelka ha preso qualcuno.�� Sulla porta vide che Cordelia gli teneva dietro.�� Tu resta qui�� le ordin�.</p><p>��No.</p><p>Vorkosigan la fiss�, e lei gli restitu� lo stesso sguardo selvaggio bruciante come un colpo di frusta.�� Io vengo con te.</p><p>��Vieni, allora.�� Lui si gir� di scatto e si avvi� verso le scale, rigido di rabbia.</p><p>��Ascoltami bene�� mormor� duramente Cordelia, sottovoce perch� udisse lui solo.�� Tu non ucciderai nessuno, davanti a me.</p><p>��Non lo far�?�� sibil� lui di rimando.�� Dici che <emphasis>non lo far�? </emphasis>- I suoi piedi scalzi risuonavano duri come suole sugli scalini di pietra.</p><p>Nel vasto atrio, pieno di guardie del corpo, gente con la livrea del Conte e medici, c�era il caos. Un uomo, o un cadavere�� Cordelia non riusc� a capirlo, con la divisa nera del loro turno di notte, giaceva sulle mattonelle bianche e nere, seminascosto da un medico chino su di lui. Erano entrambi bagnati di pioggia, e nell�aria c�era l�odore del fango. Al suolo c�erano delle chiazze di sangue e d�acqua, su cui ciancicavano le scarpe del dottore.</p><p>Il capitano Illyan, anche lui inzuppato da capo a piedi, entr� in quel momento seguito da uno dei suoi uomini, dicendo:�� Informami appena i tecnici hanno finito col detector kiriliano, l� fuori. Avverti tutti che stiano alla larga dal muro e dalla strada esterna. Mio Lord!�� grid�, quando vide Vorkosigan.�� Grazie a Dio non siete feriti!</p><p>Vorkosigan grugn� una risposta, senza parole. S�era accorto che c�era un prigioniero, attorniato da un gruppetto di guardie. L�uomo era stato spinto con la faccia contro il muro e teneva una mano sopra la testa; l�altro braccio gli penzolava lungo il fianco, piegato in modo strano. Droushnakovi era in piedi l� accanto, bagnata e sporca di melma. In una mano teneva un oggetto metallico, una specie di balestra, evidentemente l�arma usata per scagliare la granata a gas attraverso la finestra della stanza da letto. La ragazza aveva un�escoriazione su una guancia e con l�altra mano si palpeggiava il naso, da cui stava perdendo sangue. Sul petto del suo vestito c�erano macchie rosse. Anche Koudelka era l�, zoppicante, e si appoggiava alla sua spada priva del fodero. Indossava un paio di pantofole, un�uniforme infangata, e stava fissando Drou con aria cupa.</p><p>��Ti dico che avrei potuto ammazzarlo�� sbott�, evidentemente continuando una discussione iniziata fuori.�� Se solo tu non fossi arrivata l� gridando come�</p><p>��Oh, sicuro!�� ribatt� lei nello stesso tono.�� Be�, scusa tanto ma non � l�impressione che ho avuto io. Tu eri lungo disteso per terra, e se io non avessi visto le sue gambe su per il muro�</p><p>��Controllatevi! C�� Lord Vorkosigan�� li avvert� una guardia. Gli uomini si voltarono, e nel vedere la sua espressione si fecero da parte.</p><p>��Come ha fatto a entrare?�� domand� lui, fermandosi. Il prigioniero indossava l�uniforme nera da fatica del Servizio.�� Voglio sperare che non sia uno dei suoi uomini, Illyan!�� La sua voce era aspra come una lima sul granito.</p><p>��Mio Lord, abbiamo fatto in modo di prenderlo vivo per poterlo interrogare�� rispose Illyan a disagio, andandogli accanto. Sembrava mezzo ipnotizzato dallo stesso sguardo che aveva fatto scostare le guardie.�� Senta, potrebbero esserci altri in questa cospirazione. Spero che lei non�</p><p>In quel momento il prigioniero si gir� a guardare i suoi catturatori. Uno degli uomini si mosse per spingerlo di nuovo faccia al muro, ma Vorkosigan gli accenn� di lasciarlo stare. Cordelia era dietro al marito e non poteva vederlo in viso, ma le spalle di lui parvero sgonfiarsi della tensione omicida mentre la rabbia gli scivolava via di dosso lasciando in lui soltanto dolore e incredulit�. Sopra quel colletto nero senza gradi c�era il volto sporco e malconcio di Evon Vorhalas.</p><p>��Oh, no. Non tutti e <emphasis>due </emphasis>- ansim� Cordelia.</p><p>L�odio fece accelerare il respiro di Vorhalas, mentre guardava negli occhi l�uomo che era stato il suo bersaglio.�� Tu, bastardo. Dannato bastardo a sangue freddo. Seduto l�, impassibile come una pietra, mentre quel macellaio gli staccava la testa� non provavi schifo di te? O lo spettacolo ti ha divertito, mio Lord Reggente? S�, ho giurato che te l�avrei fatta pagare.</p><p>Ci fu un lungo silenzio, poi Vorkosigan si fece avanti, appoggiando una mano al muro per sostenersi quando accost� la testa a quella di lui.�� Non mi hai avuto, Vorhalas�� sussurr� raucamente.</p><p>Vorhalas gli sput� in faccia, saliva e sangue dalla sua bocca ferita. Vorkosigan non batt� ciglio.�� Non hai avuto neppure mia moglie�� continu� con voce lenta.�� Ma mio figlio, lui l�hai avuto. Sognavi una vendetta pi� dolce della morte? Ce l�hai. Guarda la mia donna, Evon. Un uomo potrebbe affogare in quegli occhi, grigi come un mare senza luce. Perch� dove c�era il sole tu l�hai spento. Guardala, e nutriti della tua vendetta, goditela, assaporala per tutta la notte che ti attende. � tua, te la sei presa. Io riesco solo a provare nausea e disprezzo nel vedere cos�� rimasto di uno che credevo un uomo.</p><p>Vorhalas si gir�, allora, e il suo sguardo pass� oltre Vorkosigan e si ferm� su Cordelia. Lei pens� al bambino che aveva in grembo, alle tenere ossa cartilaginose che forse cominciavano gi� a cedere, a distorcersi, a marcire, ma non fu capace di sentire odio per Vorhalas, anche se per un momento ci prov�. Non riusciva neppure a trovarlo incomprensibile. Aveva la sensazione di poter vedere fin nel profondo di quello spirito ferito, cos� come un medico vede con gli occhi della mente nel corpo di un malato su cui sta facendo la diagnosi. Ne vedeva le abrasioni emotive, i lividi di sofferenza, la febbre della confusione, e ancora pi� all�interno il cancro del rancore da cui tutto questo era nato.</p><p>��Non si � divertito a quello spettacolo, Evon�� disse Cordelia.�� Non capisci ci� che hai fatto? Cosa pretendevi da lui?</p><p>��Un po� di compassione umana�� sbott� Vorhalas.�� Avrebbe potuto salvare Carl. Anche in quel momento avrebbe potuto farlo. Per un attimo ho creduto che fosse l� per questo.</p><p>��Oh, Dio!�� disse Vorkosigan, con una smorfia al pensiero delle speranze, nate e morte, che il suo ingresso nella camera dell�esecuzione aveva risvegliato.�� Io non gioco a questo modo con le vite degli altri, Evon!</p><p>Vorhalas tenne il suo odio fra di loro come uno scudo.�� Va� all�inferno.</p><p>Lui ebbe un sospiro e si scost� dal muro. Il medico era impaziente di trasferirli all�Ospedale Militare Imperiale con l�ambulanza in attesa all�esterno.�� Portalo via, Illyan�� disse, stancamente.</p><p>��Aspettate.�� Cordelia si fece avanti.�� Io devo sapere� devo domandargli una cosa.</p><p>Vorhalas la scrut� con espressione cupa.</p><p>��� questo il risultato che volevi ottenere? Voglio dire, quando hai scelto proprio quell�arma, quel veleno particolare.</p><p>Lui distolse lo sguardo, e fu fissando la parete opposta dell�atrio che le rispose.�� � tutto ci� su cui sono riuscito a mettere le mani, nell�armeria. Non pensavo che avreste identificato il gas e potessero portarvi l�antidoto in tempo, dall�ospedale fin qui.</p><p>��Questo mi toglie un peso, almeno�� mormor� lei.</p><p>��L�antidoto � venuto dalla Residenza Imperiale�� gli spieg� Vorkosigan.�� Un quarto della distanza. Nell�infermeria di palazzo c�� tutto. In quanto a identificarlo� io c�ero, quando fu soffocato l�ammutinamento di Karian. Avevo la tua et�, o forse neppure. Nessuno potrebbe dimenticare quell�odore, n� la vista degli uomini che sputavano i loro polmoni come vomito rosso��� Parve rabbrividire dentro di s�, al ricordo di quegli eventi.</p><p>��Io non volevo la sua morte�� disse Vorhalas, agitando un braccio verso la schiena di Cordelia che s�allontanava.�� Lei era sulla mia strada, fra me e lui. Non era questo che desideravo. Volevo uccidere lui. Non sapevo neppure se divideste la stessa camera da letto.�� Ebbe un gesto violento con la mano.�� Non sono stato a pensare che avrei ucciso il�</p><p>Lei si gir�, in attesa del resto della frase.�� Lo dica!�� esclam�, con voce rotta.</p><p>��Il suo bambino�� termin� lui a capo chino, con una smorfia di sofferenza.</p><p>Vorkosigan le venne accanto.�� Vorrei che tu non avessi fatto questo�� sussurr�.�� Ogni tuo gesto mi parla anche di suo fratello. Perch� devo essere la morte per quella famiglia?</p><p>��Non vuoi che si penta del modo in cui si � vendicato?</p><p>Lui le poggi� la fronte su una tempia, per qualche istante.�� Non so cosa voglio. Tu hai svuotato me della rabbia e lui della sua vendetta, mia capitana. Ma, oh��� Allung� una mano a sfiorarle l�addome, poi si rese conto di tutti gli occhi fissi su di loro e la ritrasse.�� Raddrizz� le spalle.�� Mi faccia avere un rapporto completo in mattinata, Illyan�� disse.�� All�ospedale.</p><p>La prese sottobraccio e si gir� per seguire il dottore alla porta. Cordelia non avrebbe saputo dire se stava sostenendo lei o se stesso.</p><empty-line/><p>All�Ospedale Militare Imperiale si trov� circondata da una quantit� di persone, medici, infermiere, inservienti e guardie del corpo. Aral fu subito portato da qualche altra parte, e lei rest� sola e a disagio in mezzo a tutta quella gente. Disse poche parole, lo stretto necessario a chi doveva assisterla, e ringrazi� con brevi cenni del capo il personale di Casa Vorkosigan che le restava attorno, ostacolando il lavoro dei medici, per chiederle di cosa avesse bisogno. Avrebbe preferito che lo shock la stordisse, o essere svenuta, o un attacco isterico, o qualunque altra cosa che non fosse la lucidit�. Invece si sentiva soltanto sfinita.</p><p>Il bambino continuava a muoversi dentro di lei. Evidentemente la sostanza teratogenica dell�antidoto avrebbe agito con insidiosa lentezza. Veniva lasciato loro un altro po� di tempo insieme, a quanto pareva, e attraverso la sua pelle lei lo am�, muovendo le dita in un lento massaggio sull�addome. <emphasis>Benvenuto, figlio mio, nel mondo cannibalesco di Barrayar� un mondo che non ha neppure aspettato i tuoi diciott�anni per metterti sulla lista dei condannati. </emphasis>Un pianeta rapace.</p><p>Fu messa a letto in una lussuosa stanza privata, nell�ala pi� esclusiva e protetta dell�ospedale, frettolosamente preparata per accoglierla. Pochi minuti dopo scopr� con sollievo che Vorkosigan aveva la stanza di fronte alla sua, dall�altra parte del corridoio. Vestito in un pigiama verde, militaresco, il marito entr� subito da lei e sedette accanto al letto. Cordelia riusc� a dargli un sorriso, ma non tent� neppure di sedersi. Un�oscura forza di gravit� la stava spingendo gi� verso il centro del mondo. Soltanto la concretezza del letto, quella dell�edificio, e la crosta superficiale del pianeta la tenevano l� dove stava, non la sua volont�.</p><p>Vorkosigan era stato seguito da un ansioso infermiere, che disse:�� Ricordi, signore, di non parlare troppo. Non prima che il dottore le abbia fatto le irrigazioni bronchiali.</p><p>Fuori dalla finestra, la luce grigia dell�alba stava schiarendo le nuvole. Lui le prese una mano e la accarezz�.�� Hai la febbre, mia capitana�� disse, raucamente. Cordelia annu�. Respirare le costava uno sforzo, aveva una spina conficcata in gola, e cominciava a sentire un dolore caldo nei seni frontali.</p><p>��Avresti dovuto impedirmi di accettare questo lavoro�� disse lui.�� Mi dispiace�</p><p>��Ti ho incoraggiato ad accettarlo. Tu mi avevi avvertito. Non hai colpa di nulla. Era la cosa giusta, per te. L�unica.</p><p>Lui scosse il capo.�� Non parlare. Potresti danneggiare la mucosa delle corde vocali.</p><p>Cordelia sospir� un:�� Ah!�� senza voce, e gli poggi� un dito sulle labbra perch� anche lui tacesse. Vorkosigan annu�, rassegnato, e per un poco si guardarono in silenzio. Lui le scost� dolcemente una ciocca di capelli dalla fronte, e lei cattur� la sua mano larga per tenersela stretta su una guancia, finch� un paio di dottori e dei tecnici vennero a prelevarlo per fargli le irrigazioni.</p><p>��Stia pronta. Subito dopo sottoporremo anche lei allo stesso trattamento, milady�� la minacci� scherzosamente uno di loro.</p><p>Quando tornarono, dopo un po�, Cordelia dovette fare lunghi gargarismi con un disgustoso liquido verde, respirare gas da un boccaglio e sforzarsi di ruttare. Un�infermiera le applic� i sensori dei monitor, e un�altra le port� la colazione, che lei non ebbe la forza di toccare.</p><p>Poi nella stanza entr� un piccolo comitato di medici dalla faccia aggrondata. Quello della Residenza Imperiale, che li aveva assistiti a casa, era adesso elegantemente vestito. Con lui c�erano il Dr. Piasek, l�ostetrico dell�ospedale che l�aveva gi� visitata diverse volte, e un uomo pi� giovane, bruno, con l�uniforme verde del Servizio e le mostrine di capitano sul colletto.</p><p>Piasek le present� gli altri due.�� Il dottor Krisopulos lo ha gi� conosciuto stanotte, milady. Questi � il capitano Vaagen, del reparto ricerche dell�OMI. � il nostro esperto per gli aggressivi chimici di uso bellico.</p><p>��Studia come produrli o come difendersi da essi, capitano?�� domand� Cordelia.</p><p>��Entrambe le cose, milady�� disse lui, fermo in posizione di riposo militaresco.</p><p>Piasek aveva la faccia di chi ha estratto la paglia pi� corta, anche se si sforzava d�apparire tranquillizzante.�� Milady, il Lord Reggente mi ha chiesto di informarla sul programma di trattamenti a cui verr� sottoposta nei prossimi giorni. Penso, comunque��� Si schiar� la gola,�� che sarebbe meglio se parlassimo innanzitutto dell�aborto. La sua gravidanza � gi� fin troppo avanzata. Non ci sono difficolt� per questo, ma per garantirle una buona ripresa � meglio che lei torni in condizioni psichiche almeno accettabili al pi� presto possibile.</p><p>��Non c�� niente che si possa fare?�� chiese disperatamente lei, vedendo gi� la risposta sulle loro facce.</p><p>��Ho paura di no�� mormor� tristemente Piasek. Krisopulos annu� con enfasi a quelle parole.</p><p>��Io ho esaminato le ricerche fatte in materia�� disse il capitano medico, guardando fuori dalla finestra.�� Si sono fatti degli esperimenti sulla calcificazione ossea del feto. A dire il vero, i risultati non sono stati particolarmente notevoli�</p><p>��Pensavo che fossimo d�accordo di non accennarne neppure�� lo interruppe il medico della Residenza Imperiale.</p><p>��Vaagen, parlarne � una crudeltࠗ disse Piasek.�� Non mi sembra lecito sollevare false speranze, n� portare Lady Vorkosigan in uno dei suoi laboratori per tentare un colpo alla cieca come fosse una cavia. Lei ha il permesso del Reggente di occuparsi dell�autopsia del feto e� forse dovrebbe limitarsi a questo.</p><p>Il mondo di Cordelia si capovolse in un secondo e guard� meglio l�uomo che parlava delle sue idee. Conosceva il tipo: etico fin dove la sua ambizione lo consentiva, soddisfatto a met�, convinto di poter valere di pi�, e sempre pronto a balzare da un progetto all�altro purch� vi fossero le premesse per farlo salire verso il massimo livello. Lei non era nulla per Vaagen, personalmente, se non una possibile fonte di materiale per una monografia. I rischi che lei poteva correre non lo preoccupavano; non la vedeva come una persona, ma come un caso medico. Cordelia gli sorrise, lentamente, duramente, riconoscendo in lui una specie di alleato in campo nemico.</p><p>��Ha qualche idea, dottor Vaagen? Le piacerebbe firmare un articolo capace di mandare in orbita la sua carriera professionale?</p><p>Krisopulos ebbe una risata secca.�� Non avresti dovuto gettare l�esca, Vaagen. Non � stato corretto.</p><p>Lui le sorrise, sorpreso d�esser stato capito cos� in fretta.�� Lei si rende conto che non posso garantirle il risultato�</p><p>��Il risultato!�� lo interruppe Piasek.�� Santo cielo, sarebbe meglio che tu le dicessi qual � il tuo concetto di �risultato�. O che le mostrassi le fotografie dei� no, questo no di certo.�� Si rivolse a lei.�� Milady, il trattamento di calcificazione a cui Vaagen accennava � stato tentato una ventina d�anni fa. Le madri hanno subito danni irreparabili. E il risultato� il miglior risultato in cui lei potrebbe sperare, sarebbe un figlio deforme. Forse anche peggio, indescrivibilmente peggio.</p><p>��Una �medusa umana� � il termine che si adatta al caso�� disse il capitano medico.</p><p>��Vaagen, questo � mostruoso!�� esplose Piasek, con un�occhiata verso di lei per controllare il suo quoziente di stress.</p><p>��Una medusa accettabile, dottor Vaagen?�� domand� Cordelia, continuando a fissarlo.</p><p>��Mmh. Forse�� rispose lui, inibito dagli sguardi irritati dei due colleghi.�� C�� il problema delle conseguenze per la madre, se il trattamento � applicato sulla gestante.</p><p>��Vuol dire che non pu� applicarlo in vitro?�� fu la domanda, ovvia, che lei volle fare.</p><p>Vaagen gett� a Krisopulos un�occhiata di trionfo.�� Questo di certo aprirebbe numerose interessanti possibilit� sperimentali, se ci fosse il permesso di tentare.</p><p>��In vitro?�� chiese il medico della Residenza Imperiale.�� E in che modo?</p><p>��Cosa significa �in che modo�?�� disse Cordelia.�� In questo ospedale, da qualche parte, avete diciassette simulatori uterini fabbricati su Escobar, mandati qui l�anno scorso.�� Si volse a Vaagen, eccitata.�� Lei conosce il Dr. Henry?</p><p>Vaagen annu�.�� Abbiamo lavorato insieme.</p><p>��Allora sa gi� tutto su quella tecnica!</p><p>��Be�, non esattamente tutto. Henry mi ha� confermato che i simulatori sono disponibili e funzionano bene. Ma lei capisce che io non sono un chirurgo n� un ostetrico.</p><p>��Certo che no�� sospir� Piasek, spazientito.�� Milady, il Dr. Vaagen non � un medico. In effetti � un biochimico.</p><p>��Ma lei � un ostetrico, un chirurgo�� replic� Cordelia.�� Cos� abbiamo l�intera squadra: il Dr. Henry e il, uh, capitano Vaagen per Piotr Miles, e lei per il trasferimento di placenta.</p><p>Piasek aveva le labbra strette, e nei suoi occhi c�era uno sguardo strano. A lei occorse qualche momento per riconoscerlo come paura.�� Non posso fare il trasferimento, milady�� disse.�� Non conosco la tecnica. Nessuno, su Barrayar, l�ha ancora mai fatto.</p><p>��Lei consiglia di non provarci, dunque.</p><p>��� una cosa da escludere. La possibilit� di danni alle ovaie� va considerato che lei � una donna giovane, e che potrebbe avere un�altra gravidanza fra pochi mesi. Se non ci sono stati danni al tessuto dei� uh testicoli, lei e suo marito potrete provarci. Io sono il suo ostetrico, comunque, e questa � la mia opinione.</p><p>��S�, se qualcuno non getta ad Aral un�altra bomba, nel frattempo. Ci� che io considero � che qui siamo su Barrayar, dove un amico che lei invita a pranzo oggi pu� invitarla al suo funerale domani. Lei <emphasis>se la sente </emphasis>di tentare l�operazione?</p><p>Piasek raddrizz� dignitosamente le spalle.�� No, milady. E questo � definitivo.</p><p>��Va bene.�� Cordelia alz� un dito nella sua direzione.�� Lei � fuori.�� Indic� Vaagen.�� Subentra lei. Il mio caso � ora affidato alla sua responsabilit�. Mi aspetto che lei trovi un chirurgo, o uno studente di medicina, o un veterinario, o <emphasis>chiunque </emphasis>voglia tentare. E poi potr� procedere con tutti gli esperimenti che vuole.</p><p>Vaagen appariva decisamente soddisfatto. Il Dr. Piasek gli lanci� un�occhiata furiosa.�� Sar� meglio ascoltare l�opinione del Lord Reggente, prima che lei ipnotizzi sua moglie con questo ottimismo cos� gravido di conseguenze pericolose.</p><p>L�espressione di Vaagen si fece pi� cauta.</p><p>��Pensate di sottoporgli un problema di questo genere cos� sui due piedi?�� domand� Cordelia.</p><p>��Mi spiace, milady�� disse il medico della Residenza Imperiale,�� ma � necessario che la situazione sia chiarita fin d�ora. Lei non conosce la reputazione del capitano Vaagen. Scusa se sono rude, Vaagen, ma tu hai sempre mirato troppo in alto. E stavolta hai fatto il passo pi� lungo della gamba.</p><p>��Lei ha l�ambizione di avere un suo reparto di ricerche, capitano Vaagen?�� domand� Cordelia.</p><p>Lui scroll� le spalle, pi� imbarazzato che offeso, e lei seppe che l�accusa del Dr. Krisopulos era vera almeno a met�. Cerc� lo sguardo di Vaagen e desider� possederne la mente, le capacit� e tutta la dedizione professionale che fosse riuscita ad avere. C�era un solo modo in cui poteva ottenere quell�uomo al suo servizio.</p><p>��Lei potr� avere un intero istituto, se sapr� portare avanti questo caso. Voi due, signori, potete riferire a mio marito,�� continu�, accennando col capo verso la stanza di fronte,�� che <emphasis>io </emphasis>ho detto cos�.</p><p>Frustrati e delusi i due medici lasciarono la camera, seguiti da Vaagen. Cordelia si rilass� sui cuscini e chiuse gli occhi, cantilenando un dolce mormorio, mentre con le punte delle dita riprendeva ad accarezzarsi leggermente l�addome. La gravit� aveva cessato di esistere.</p></section><section><title><p>CAPITOLO NONO</p></title><p>Si addorment� nelle ultime ore del mattino, per svegliarsi confusa e disorientata. Dalla finestra della camera d�ospedale entrava una grigia luce pomeridiana; fuori aveva smesso di piovere. Si tocc� l�addome, con un sospiro triste, per averne conforto, e nel girarsi scopr� che accanto al letto sedeva il Conte Piotr.</p><p>L�uomo era vestito nel suo stile di campagna: i pantaloni di una vecchia uniforme, camicia chiusa al collo da un fazzoletto di seta e una giacca che portava soltanto a Vorkosigan Surleau. Doveva esser venuto direttamente all�OMI. La scrut� con un sorriso ansioso. I suoi occhi erano stanchi e preoccupati.</p><p>��Mia cara ragazza. Non volevo svegliarti. Scusami.</p><p>��Non importa.�� Cordelia sbatt� le palpebre e si sfreg� gli occhi, sentendosi pi� vecchia di lui.�� C�� qualcosa da bere?</p><p>Lui le vers� premurosamente un bicchier d�acqua dalla bottiglia posta sul comodino e la osserv� mentre lo vuotava fino all�ultima goccia.�� Ne vuoi ancora?</p><p>��No, grazie. Ha gi� visto Aral?</p><p>Lui le batt� un colpetto su una mano.�� Ho parlato con Aral fino a poco fa. Ora sta riposando. Mi dispiace molto, Cordelia.</p><p>��Potrebbe non esser cos� terribile come abbiamo temuto. C�� sempre una possibilit�, una speranza. Aral le ha parlato del simulatore uterino?</p><p>��Ha accennato alla cosa. Ma il danno � gi� stato fatto, non c�� dubbio, purtroppo. Un danno irreparabile.</p><p>��Un danno, s�. Quanto sia irreparabile, � una cosa che nessuno sa. Neppure il capitano Vaagen.</p><p>��S�, ho incontrato questo Vaagen qualche ora fa.�� Piotr si accigli�.�� Un professionista un po� spregiudicato. Un tecnico della nuova generazione.</p><p>��Barrayar ha bisogno della sua nuova generazione. Uomini e donne. � la generazione pi� istruita.</p><p>��Oh, s�. Abbiamo combattuto e conquistato per ottenere queste cose. L�istruzione tecnica dei giovani. Ci sono necessari, e anche loro lo sanno. Alcuni, almeno.�� Nell�ultima osservazione ci fu un filo di ironia.�� Ma questo intervento che tu hai proposto, questo trasferimento di placenta� non mi sembra molto sicuro.</p><p>��Su Colonia Beta sono cose di tutti i giorni.�� Cordelia scosse le spalle. <emphasis>Ovviamente, qui non siamo su Colonia Beta.</emphasis></p><p>��Ma un�operazione d�altro genere, pi� conosciuta, pi� facile� tu saresti pronta a tentare di nuovo molto prima. Alla lunga potresti perdere meno tempo.</p><p>��Tempo� non � la perdita di tempo che mi preoccupa�� disse, sorpresa. Un concetto insignificante, ora che ci pensava. Ciascuno di loro perdeva 26,7 ore standard ogni giorno di Barrayar.�� Comunque, non intendo ripassare attraverso� quelle esperienze. Io non ho bisogno d�imparare due volte la stessa lezione, signore.</p><p>Un�espressione allarmata attravers� il volto del Conte.�� Quando starai meglio cambierai di nuovo idea, vedrai. Quello che importa, adesso� ho parlato col capitano Vaagen. Sembra che anche lui non abbia dubbi sui rischi di una cosa tanto incerta.</p><p>��S�, certo. L�incognita sta nell�efficacia degli interventi che si potranno fare sul bambino.</p><p>��Mia cara ragazza!�� Il sorriso di lui si fece pi� teso.�� Si tratta di un maschio. Voglio dire, se almeno il feto fosse una femmina� o anche un figlio secondogenito� faremmo di tutto per assecondare le tue comprensibili, perfino lodevoli, emozioni materne. Ma questa� creatura, se vivesse, diventerebbe il <emphasis>Conte Vorkosigan</emphasis>, un giorno o l�altro. Noi non possiamo rischiare che questo titolo sia portato da� un essere deforme.�� Si appoggi� alla spalliera, annuendo come se avesse messo in chiaro il punto fondamentale della questione.</p><p>Cordelia aggrott� le sopracciglia.�� Noi chi?</p><p>��Noi Vorkosigan. Siamo una delle casate pi� antiche e prestigiose di Barrayar. Non certo la pi� ricca, difficilmente la pi� forte, ma queste sono cose insignificanti rispetto all�onore. Nove generazioni di soldati e di Vor. Sarebbe una fine ben misera questa, dopo nove generazioni. Non sembra anche a te?</p><p>��La casata dei Vorkosigan, in questo periodo, � formata da due individui, lei e Aral�� disse Cordelia, fra divertita e seccata.�� E i Conti Vorkosigan hanno fatto una fine ben triste nel corso della storia: fatti a pezzi sotto le bombe, colpiti da armi da fuoco e da spade, affogati, bruciati vivi, decapitati, e perfino uccisi dalla fame e dagli stenti. L�unica cosa che non vi � mai successa � di morire nel vostro letto. Qualunque primogenito penserebbe che gli lasciate un�eredit� piuttosto orribile. Lui le restitu� un sorrisetto penoso.�� S�, ma fra i Vorkosigan non ci sono mai stati dei <emphasis>mutanti.</emphasis></p><p>��Credo che Vaagen dovrebbe spiegarle meglio la cosa. Il danno al feto � di origine teratogena, e non comporta conseguenze genetiche, se ho capito bene.</p><p>��Ma la gente che lo vedr� penser� che � un mutante.</p><p>��Cosa diavolo le importa dell�opinione della gente ignorante?</p><p>��Io mi riferisco ai Vor, mia cara.</p><p>��Vor, popolani, entrambi sono ignoranti nello stesso modo, glielo posso assicurare io.</p><p>Le mani di lui fremettero. Apr� la bocca, la richiuse, si accigli�, poi disse bruscamente:�� Nessun Conte Vorkosigan � mai stato un animale da laboratorio, una cavia per esperimenti!</p><p>��Vuol dire che mio figlio servir� Barrayar ancor prima d�essere nato. Non � un cattivo inizio per una vita d�onore.�� Forse ne sarebbe uscito qualcosa di buono, alla fine; un guadagno per la scienza, se non per loro, e un aiuto per il tormento di altri genitori. Pi� Cordelia ci pensava, pi� la sua decisione le sembrava giusta, anche sotto altri aspetti.</p><p>Piotr scosse il capo.�� Per quanto voi betani siate di carattere molle, bisogna dire che avete un sangue freddo sorprendente.</p><p>��Siamo razionali, signore. La razionalit� ha il suo valore. Voi barrayarani dovreste provarla, qualche volta.�� Si morse la lingua.�� Ma stiamo parlando di una cosa ancora in forse, credo, signore. Ci sono gravi��� <emphasis>Pericoli</emphasis>, - difficolt� da risolvere. Un trasferimento di placenta a questo stadio avanzato della gravidanza sarebbe problematico anche su Colonia Beta. Ammetto che vorrei che ci fosse il tempo di far arrivare qui un chirurgo esperto. Ma non c��.</p><p>��S� s�, il feto potrebbe� morire, hai ragione. Non c�� bisogno di� ma io sono preoccupato per te, ragazza mia. Vale la pena di correre questo rischio?</p><p>Valeva la pena di rischiare la vita? C�era qualcosa che valesse la pena di fare o di non fare? I polmoni le dolevano, adesso. Gli sorrise stancamente e scosse il capo, gesto che bast� a farle esplodere una fitta di dolore nelle tempie.</p><p>��Padre�� disse una voce rauca dalla porta. Aral era appoggiato allo stipite, nel suo pigiama verde, con una maschera a ossigeno portatile applicata al naso. Da quanto si trovava l�?�� Credo che Cordelia abbia bisogno di riposare.</p><p>I loro sguardi s�incontrarono, sopra la testa di Piotr. <emphasis>Dio ti benedica, amore mio�</emphasis></p><p>��S�, naturalmente.�� Il Conte Piotr poggi� le mani sui braccioli e si spinse in piedi.�� Mi spiace. Hai ragione, s�.�� Strinse una mano di Cordelia per un momento, con le sue vecchie dita rugose.�� Dormi. Pi� tardi riuscirai a vedere le cose pi� chiaramente.</p><p>��Padre�</p><p>��Non dovresti essere a letto, tu?�� disse Piotr, passandogli accanto, e usc� nel corridoio.�� Vai, vai a sdraiarti, ragazzo��� lo sent� brontolare Cordelia mentre si allontanava.</p><p>Aral lo accompagn� fino all�uscita del reparto, e poco dopo torn� in camera da lei.</p><p>��Mio padre ti ha detto qualcosa che ti ha irritato?�� le domand�, con aria fosca. Cordelia gli prese una mano, tirandolo a sedere sul letto. Poi cambi� posizione, poggiandogli la testa in grembo, e lui le accarezz� i capelli.</p><p>��Non pi� del solito�� sospir� lei.</p><p>��Ho avuto l�impressione che tu fossi agitata.</p><p>��Non sono agitata. Sono troppo stanca per saltare gi� dal letto e cominciare a prendere a pugni tutti quelli che incontro.</p><p>��Ah. Allora ti ha fatto arrabbiare sul serio.</p><p>��S�.�� Lei esit�.�� In un certo senso, ha ragione. Per cos� tanto tempo mi sono tormentata nel timore, nell�attesa che il colpo arrivasse, senza sapere da dove sarebbe arrivato� e ieri notte � successo, ed � accaduto il peggio, e ne siamo usciti� solo che non ne siamo ancora usciti. Se il veleno avesse ucciso il bambino potrei piangerlo, e darmi pace, ma ora questa cosa andr� avanti, e ancora, e ancora.�� Sfreg� una guancia sulla stoffa del suo pigiama.�� Illyan ha portato notizie? Mi sembra di aver sentito la sua voce, qualche ora fa.</p><p>Lui continu� ad accarezzarle i capelli, come per placarla.�� Ha finito l�interrogatorio preliminare di Vorhalas, col penta-rapido. Ora sta indagando nella vecchia armeria dove lui dice di aver rubato la soltossina. Sembra che Vorhalas non abbia agito senza nessun aiuto come dichiarava. Un militare di servizio in quel magazzino � introvabile, assente senza giustificazione. Illyan non sa ancora se sia fuggito dopo aver aiutato Vorhalas a entrare, o se questi l�abbia eliminato per sgombrarsi la strada.</p><p>��Forse ha soltanto paura che la Sicurezza gli metta le mani addosso.</p><p>��Fa bene ad aver paura. Se � stato complice, lasciando che un�arma a gas tossico��� La sua mano s�irrigid�, tirandole una ciocca di capelli.�� Scusa�� mormor�, riprendendo ad accarezzarla. La dolce cautela di quel contatto fece sentire Cordelia come un animale ferito che si abbandonava in grembo al padrone.</p><p>��In quanto a mio padre� se venisse a tormentarti ancora, mandalo da me. Non dovevi metterti a discutere con lui. Io gli gli ho detto che la tua decisione era gi� stata presa.</p><p>��La mia decisione?�� La mano di lui si ferm�.�� Non la nostra decisione?</p><p>Vorkosigan esit�.�� Tutto quello che vuoi. Io ti sosterr�.</p><p>��Ma tu cosa vuoi? Qualcosa che non mi stai dicendo?</p><p>��Io non posso fare a meno di capire le sue paure. Ma� c�� una cosa di cui non ho ancora parlato con lui. N� credo che lo far�. Il nostro prossimo figlio potrebbe non essere facile come questo.</p><p><emphasis>Facile? Tu questo lo chiami facile?</emphasis></p><p>��Uno degli effetti meno noti della soltossina�� continu� lui,�� � il danno ai testicoli, a livello cellulare. Pu� ridurre la fertilit� al di sotto del minimo indispensabile. Cos� almeno dice il medico che mi ha visitato.</p><p>��Sciocchezze�� replic� Cordelia.�� Tutto ci� che serve sono due cellule somatiche e un simulatore uterino. Il tuo dito mignolo e il mio pollice, se questo sar� tutto ci� che staccheranno dal muro dopo la prossima bomba, e baster� per riprodurre i Vorkosigan fino al prossimo secolo. Se quelli che sopravviveranno a noi lo vorranno.</p><p>��Ma non nel modo naturale. Non senza lasciare Barrayar.</p><p>��Oppure cambiando Barrayar. <emphasis>Dannazione! </emphasis>- Il suo tono aspro lo indusse a ritrarre la mano.�� Se io avessi insistito fin dall�inizio per la gestazione in un simulatore, il bambino non avrebbe mai corso questo pericolo. Io sapevo che era pi� sicuro, e sapevo che c�era l�impianto per��� La sua voce si spezz�.</p><p>��Sshh. Sshh. E se io non avessi� accettato questo lavoro, e se ti avessi lasciata a Vorkosigan Surleau, e se avessi fatto graziare quel maledetto idiota di Carl. Per l�amor del cielo. Sarebbe bastato premunirsi dormendo in camere separate�</p><p>��No!�� Lei gli poggi� una mano su un ginocchio, con forza.�� E non ho neppure intenzione di dormire in un rifugio antiaereo per i prossimi quindici anni. Aral, questo mondo deve cambiare. Cos� � insopportabile.�� <emphasis>Se soltanto non fossi mai venuta qui.</emphasis></p><p>Se soltanto. Se soltanto. Se soltanto.</p><empty-line/><p>La sala operatoria era luminosa e pulita, anche se non del tutto equipaggiata secondo lo standard galattico. Distesa sul soffice lettino antigravit� Cordelia si gir� a osservare le apparecchiature. Luci, monitor, il tavolo operatorio, il tavolo del ferrista, un altro tavolino con due bacinelle cromate, un tecnico che controllava un grosso contenitore di liquido giallo pieno di bollicine. Questo, cerc� di dirsi, non era un punto di non-ritorno; era semplicemente il primo di una serie di altri passi logici.</p><p>Il capitano Vaagen e il Dr. Henry, in camice sterile, erano in attesa dall�altra parte del tavolo. Accanto a loro c�era un simulatore uterino portatile, un parallelepipedo alto mezzo metro, con un pannello di comandi e uno sportello trasparente. Su di esso erano accese spie luminose verdi e ambra. Nel suo interno i collegamenti per l�ossigeno e il liquido nutritivo erano pronti ad accogliere l�ospite. Cordelia fu sollevata nel vederlo. Il primitivo stile barrayarano di gestazione altro non era che un trionfo delle emozioni sulla razionalit�. Lei aveva fatto di tutto per adeguarsi, per compiacerli, per diventare una docile cittadina di Barrayar� <emphasis>E mio figlio ne ha pagato il prezzo. Non accadr� mai pi�.</emphasis></p><p>Il Dr. Ritter, il chirurgo, era un giovanotto alto e bruno, con la pelle olivastra e lunghe mani sottili. A Cordelia quelle mani erano piaciute dal primo momento che le aveva viste. Mani sicure. Il tecnico la aiut� a trasferirsi sul tavolo operatorio. Ritter le elarg� un sorriso rassicurante.�� Ottimo. Lei si sta comportando molto bene.</p><p><emphasis>Certo, che mi sto comportando bene. Non abbiamo ancora cominciato</emphasis>, pens� lei, seccata. Il chirurgo le sembrava nervoso, anche se la sua tensione si fermava all�altezza dei gomiti. Era un amico di Vaagen, che l�aveva praticamente arruolato a forza dopo che entrambi avevano trascorso una giornata a contattare una lista di colleghi pi� esperti, nessuno dei quali aveva voluto saperne di prendersi la responsabilit� dell�intervento.</p><p>Vaagen present� se stesso e la sua squadra operatoria a Cordelia in modo bizzarro.�� Come definirebbe quattro omaccioni mascherati e armati di lame affilate, a quest�ora tarda e buia?</p><p>��Cosa?</p><p>��Una brutta serata per un Vor�� spieg� lui, ridacchiando. Il senso dell�umorismo di Vaagen era nero, imbevuto di cinismo come un acido. Cordelia avrebbe potuto abbracciarlo per quella battuta. Era stato l�unico a tirar fuori delle spiritosaggini in sua presenza, in quei tre giorni, e lei lo considerava l�individuo pi� razionale che avesse incontrato dalla sua partenza da Colonia Beta. Era contenta d�essersi affidata a lui.</p><p>La fecero girare di fianco e le appoggiarono alla colonna vertebrale un anestizzatore elettronico. Cordelia sent� un fremito, e i suoi piedi freddi sembrarono improvvisamente caldi. Le sue gambe erano diventate inerti come sacchi di lardo.</p><p>��Pu� sentire questo?�� chiese il Dr. Ritter.</p><p>��Questo cosa?</p><p>��Bene.�� Lui annu� verso il tecnico, e la rimisero in posizione supina. Il tecnico le mise un telo sulle gambe e le scopr� l�addome, quindi accese il campo sterilizzatore. Il chirurgo cominci� a palparla, con gli occhi fissi sui monitor olovisivi che gli davano la posizione tridimensionale del feto dentro di lei.</p><p>��� sicura che non preferirebbe essere addormentata?�� le chiese il Dr. Ritter per l�ennesima volta.</p><p>��No. Voglio guardare. Questo � il mio primo figlio.�� <emphasis>E forse anche l�ultimo.</emphasis></p><p>Lui sorrise, paziente.�� Brava ragazza.</p><p><emphasis>Ragazza. Oh, Cristo, sono pi� vecchia di te. </emphasis>Qualcosa le diceva che il Dr. Ritter preferiva non essere guardato dal paziente. Magari era di quelli che in sala operatoria parlavano dei fatti loro, pettegolezzi sui colleghi, freddure spinte sulle infermiere, e ogni tanto uno spassionato commento casuale sul corpo che avevano sotto i ferri. Lo vide per� guardarsi attorno come se ricontrollasse la lista di tutto, persone e oggetti.</p><p>��Avanti, Ritter, vecchio posapiano, vediamo di cominciare la partita. Fai le carte�� disse Vaagen, tamburellando le dita sul tavolo con impazienza. Il suo tono era un misto di punzecchiante sarcasmo e genuino incoraggiamento.�� I miei scanner dicono che le ossa sono gi� in decalcificazione. Se aspettiamo che quel veleno le rosicchi troppo, non mi rester� niente su cui ricostruire uno scheletro. Incidi adesso; le unghie te le mangerai pi� tardi.</p><p>��Non mi mangio mai le unghie quando ho i guanti�� borbott� il chirurgo.�� E tu guarda di non darmi di gomito mentre opero, altrimenti dico al tecnico di ammanettarti all�autoclave.</p><p>Veri vecchi amici, sospir� Cordelia fra s�. Il chirurgo agit� le dita, raccolse un vibro-bisturi, inspir� una lunga boccata d�aria con gli occhi fissi sull�addome di Cordelia e tagli�, con un gesto dritto e deciso. Il tecnico medico segu� il laser che apriva la carne col cauterizzatore a mano, sigillando i vasi sanguigni nella profonda incisione rettilinea. Nel roseo tessuto muscolare, sotto lo strato di grasso giallastro superficiale, non ci fu quasi perdita di sangue. Lei sent� una pressione, ma nessun dolore. Altri tagli pi� lenti, semicircolari, le aprirono la parte anteriore dell�utero.</p><p>Un trasferimento di placenta era molto pi� impegnativo di un semplice taglio cesareo. La fragile membrana della placenta doveva essere chimicamente e ormonalmente persuasa a staccarsi dalla rete di vasi sanguigni dell�utero, senza danneggiare troppi dei villi di cui era fittamente coperta, e poi separata dalla parete uterina con un bagno di soluzione nutriente molto ossigenata. La spugna del simulatore doveva quindi esser fatta scivolare fra la placenta e l�interno dell�utero, in modo che i villi cominciassero almeno in parte a interagire con la nuova matrice, prima che l�intera massa fosse sollevata fuori dall�addome vivo della madre e deposta nel simulatore. Pi� avanzata era la gravidanza, e pi� difficile risultava il trasferimento.</p><p>Il cordone ombelicale fra la placenta e il feto fu monitorato, e Ritter ordin� di iniettare ossigeno extra con un ipospray. Su Colonia Beta sarebbe stato un robot a farlo, l� se ne occup� un tecnico dall�aria ansiosa e accigliata.</p><p>Il tecnico cominci� a pomparle nell�utero la chiara soluzione giallastra. Usciva da due tubi, e altri due la riassorbivano fuori, versandola in una vaschetta di raccolta. Altro liquido le traboccava dall�addome, sgocciolando gi� sul tavolo e sul pavimento. Le mani guantate del chirurgo, dentro di lei, stavano letteralmente lavorando sott�acqua. Non c�era dubbio: un trasferimento di placenta era una faccenda dura anche in quanto a impegno fisico.</p><p>��Spugna�� ordin� a bassa voce Ritter. Vaagen e Henry avvicinarono il simulatore uterino, lo aprirono e tirarono fuori la matrice di spugna dall�interno sterile. Il chirurgo la spinse dentro con l�aiuto di un paio di lunghe pinze curve e per lunghi interminabili minuti lavor� per metterla a posto. Cordelia non poteva vedere le sue mani dietro la curvatura dell�addome, cos� nudo e rigonfio; sapeva solo che erano dentro di lei. Il respiro le si acceler� per la tensione. Ritter stava sudando.</p><p>��Dottore��� Il tecnico indic� qualcosa su un monitor.</p><p>Ritter alz� lo sguardo.�� Mmh!�� borbott�, poi continu� a lavorare a denti stretti, concentrato. Il tecnico avvicin� il tavolo dei ferri e disse qualcosa. Henry e Vaagen dissero anche loro qualcosa, in tono incoraggiante, ma Cordelia non cap� le parole� aveva freddo, si sentiva svanire�</p><p>Il fluido che traboccava fuori dal suo addome cambi� colore all�improvviso striandosi di rosso, rosso vivo, e la quantit� che ne usciva aument�, molto pi� rapidamente di quella del liquido che entrava.</p><p>��Cauterizza <emphasis>qui! </emphasis>- sibil� Ritter.</p><p>Cordelia ebbe una breve visione, al di l� di una membrana, di minuscole braccia e gambe, e una testa scura: un corpiciattolo che si muoveva nelle mani guantate del chirurgo, non pi� grosso di un gattino mezzo affogato.�� Vaagen! Fatti avanti e prendilo, <emphasis>ora</emphasis>, se lo vuoi!�� esclam� Ritter. Vaagen affond� anch�egli le mani guantate nell�addome colmo di fluido, mentre lenti vortici scuri annebbiavano la vista di Cordelia, e d�un tratto lei avvert� un dolore terribile. Brevi lampi accecanti le esplosero negli occhi; poi una nuvola di tenebra le fu sopra e la avvolse. L�ultima cosa che sent� fu la voce allarmata del chirurgo che sibilava:�� Oh, <emphasis>merda�!</emphasis></p><empty-line/><p>I suoi sogni erano impregnati di sofferenza. La cosa peggiore era il soffocamento. Nel sonno si sentiva mancare il respiro e piangeva e lottava per una boccata d�aria. La sua gola era intasata di ostacoli che lei artigliava fino a spaccarsi le dita sui denti. E poi sognava di nuovo le torture di Vorrutyer, moltiplicate ed estese nelle pi� folli complicazioni per ore e ore. In ginocchio sul suo petto c�era un Bothari dementato che le schiacciava i polmoni come un macigno.</p><p>Quando finalmente si svegli� c�erano stati altri risvegli, ma di quelli non ricordava niente�� fu come uscire da un�infernale cella sotterranea per tornare alla luce divina. Il suo sollievo fu cos� grande che mand� un gemito, con gli occhi pieni di lacrime. Poteva respirare, anche se non senza sforzo. Aveva dolori dappertutto e non riusciva a muoversi, ma poteva respirare. Questo le bast�.</p><p>��Sshh, sshh.�� Un panno umido massaggi� cautamente le sue palpebre appiccicose di muco.�� Va tutto bene.</p><p>��Cosh� cosha��� farfugli�. La vista le si schiar� un poco. Era notte, e accanto al letto erano accese un paio di lampade schermate. La faccia di Aral comparve sopra la sua.�� � s� sera? Cos�� successo?</p><p>��Sshh. Sei stata male, molto male. Hai avuto una brutta emorragia durante il trasferimento di placenta. Il tuo cuore si � fermato due volte.�� Aral si umett� le labbra, poi continu�:�� Il trauma dell�operazione, dopo l�avvelenamento da soltossina, ha provocato un collasso polmonare. Ieri hai avuto un�altra ricaduta, ma il peggio � passato. Non muovere la testa; hai i tubi dell�ossigeno nel naso.</p><p>��Quanto� tempo?</p><p>��Tre giorni.</p><p>��Ah. E� il bambino? Aral! Il bambino!</p><p>��� andato tutto bene. Vaagen ha detto subito che il trasferimento era riuscito. Hanno perso il trenta per cento della funzionalit� placentare, ma Henry ha rimediato con una soluzione ossigenata molto nutritiva e tutto sembra proseguire normalmente, almeno per quanto potevamo aspettarci. Comunque, il bambino � ancora vivo. Vaagen ha gi� cominciato i suoi trattamenti sperimentali sulla calcificazione, e ha promesso un primo resoconto appena sar� possibile.�� Le accarezz� la fronte.�� Vaagen ha accesso prioritario a tutte le attrezzature ospedaliere, e potr� avere i tecnici e il materiale di cui ci sar� bisogno, compresa la possibilit� di far venire qui chiunque desideri, per un consulto. Ha gi� ingaggiato un pediatra, mi sembra, oltre allo stesso Henry. E per i gas tossici, Vaagen � il migliore esperto che potremmo trovare, anche fuori Barrayar. Non possiamo fare di pi�, al momento. Ora riposati, amore.</p><p>��Il bambino� dove�</p><p>��Ah. Anche da qui puoi vedere dov��, se vuoi.�� La aiut� a girare la testa verso la finestra.�� Vedi l�edificio al di l� del primo? Quello con le luci rosse sul tetto? � il reparto ricerche chimico-biologiche. Il laboratorio di Vaagen e Henry � al secondo piano.</p><p>��Ah, lo riconosco. L�ho gi� visto, dall�altra parte, quando siamo venuti a prendere Elena.</p><p>��Proprio quello.�� Il volto di lui si raddolc�.�� � bello vederti con gli occhi aperti, mia capitana. Quando stavi male, io� non mi ero mai sentito cos� vuoto e disperato fin da quando avevo undici anni.</p><p>Era stato a quell�epoca che una squadra d�incursori di Yuri il Folle aveva ucciso sua madre e suo fratello.�� Sshh��� fu ora lei a mormorare.�� No, no� va tutto bene. Sono qui con te.</p><empty-line/><p>Il mattino dopo le tolsero i sensori dei monitor e vari tubicini dal corpo, salvo quelli dell�ossigeno. Ci furono poi giorni di quieta routine. La sua ripresa fisica era pi� tranquilla di quella di Aral. Truppe di uomini capitanati da Vortala o da qualche altro ministro venivano a parlargli a tutte le ore. Nella sua stanza era stata installata una console di terminali anti-intercettazione, malgrado le proteste dei medici che avrebbero voluto vederlo a letto pi� spesso, e in quell�ufficio improvvisato Koudelka lavorava con lui otto ore al giorno.</p><p>Koudelka si mostrava piuttosto silenzioso, come un po� tutti i membri dello staff dopo l�attentato, anche se non a disagio e umiliato come quelli le cui misure di sicurezza erano fallite. Perfino Illyan evitava lo sguardo di Cordelia.</p><p>Aral la faceva camminare su e gi� per il corridoio un paio di volte al giorno. Il vibro-bisturi le aveva inciso l�addome in un taglio dritto che si sarebbe rimarginato senza problemi, ma il tessuto muscolare superficiale avrebbe impiegato tempo a guarire. Non le doleva quanto i polmoni, tuttavia, o il cuore. Il suo addome pendeva un poco, flaccido, definitivamente non pi� abitato. Era sola, era di nuovo soltanto se stessa, dopo cinque mesi di quella strana doppia esistenza.</p><p>Un pomeriggio il Dr. Henry arriv� con una sedia antigravit� e la port� a visitare il suo laboratorio, nell�altro edificio, per mostrarle com�era stato installato il simulatore uterino. Cordelia guard� i movimenti del bambino su uno schermo e pot� leggere i suoi dati e i rapporti tecnici. Gli esami dei nervi, della pelle e degli occhi erano incoraggianti, anche se Henry non si sbilanci� sui possibili danni alla catena degli ossicini dell�orecchio medio. Sia lui che Vaagen erano validi scienziati, quasi betani nella loro metodologia, e lei li benedisse (in silenzio) e li ringrazi� (a voce), e quando torn� a letto si sentiva molto pi� su di morale.</p><p>Ma il pomeriggio seguente, quando Vaagen entr� nella sua camera, il cuore di Cordelia ebbe un balzo. L�uomo aveva un�espressione tempestosa, le labbra serrate in una linea bianca, e mandava lampi dagli occhi.</p><p>��Cos�� successo, capitano?�� gli chiese, allarmata.�� Il fosfato di calcio molecolare� non ha funzionato?</p><p>��Troppo presto per dirlo. No, il suo bambino sta come ieri, milady. � per suo nonno che sono qui.</p><p>��Scusi?</p><p>��Il generale Conte Vorkosigan � venuto in laboratorio un paio d�ore fa.</p><p>��Oh. Voleva vedere il bambino? Mmh, bene. Non fa che preoccuparsi di quanto le nuove tecnologie cambieranno la vita. Forse comincia finalmente a vedere oltre i suoi blocchi emozionali. La tecnologia bellica non gli � apparsa difficile da accettare, del resto, da vecchio militare qual �</p><p>��Io non sarei troppo ottimista se fossi lei, milady.�� Vaagen un� le mani dietro la schiena e guard� fuori dalla finestra, cercando di farsi sbollire l�irritazione se non il malumore.�� Anche il dottor Henry ha creduto che fosse una visita di cortesia. Gli abbiamo fatto fare il giro del laboratorio, spiegandogli le nostre teorie e il programma dei trattamenti. Siamo stati del tutto onesti con lui, come con lei� forse troppo. Ha voluto sapere quali risultati potevamo ottenere. Diavolo, io non lo so. E questo � ci� che gli abbiamo detto.</p><p>�Lui ha divagato, ci ha fatto parlare, ha guardato tutto� comunque, per farla breve, a un certo punto ha chiesto, e poi ha ordinato, che aprissimo il simulatore uterino, arrivando perfino a mettere le mani addosso a Henry che cercava di sbarrargli la strada. Voleva uccidere il feto. Il mutante, lo chiamava. Abbiamo dovuto metterlo alla porta praticamente a viva forza. Ma ha giurato che torner�.</p><p>Cordelia stava tremando ed era rigida da capo a piedi, ma il suo volto rest� impassibile.�� Capisco�� disse.</p><p>��Io voglio che quel vecchio stia <emphasis>fuori </emphasis>dal mio laboratorio, milady. Non mi interessa come ci riuscir�, ma lo tenga lontano. Non ho bisogno che altre preoccupazioni mi cadano addosso. Non da quell�altezza.</p><p>��Capisco� aspetti qui.�� Cordelia si strinse la cintura della vestaglia verde, fiss� meglio il suo respiratore portatile, e usc� a passi cauti nel corridoio. Nella stanza di fronte, vestito coi pantaloni dell�uniforme e un maglione grigio, Aral era seduto a un tavolino davanti alla finestra. L�unica cosa da cui si capiva che stava l� in veste di ricoverato era il tubo dell�ossigeno per il trattamento contro i postumi della soltossina. Stava parlando con un uomo dai capelli bianchi, mentre Koudelka gli faceva apparire dei dati su uno schermo. L�uomo non era, grazie a Dio, Piotr, ma un anziano segretario del ministro Vortala.</p><p>��Aral, ho bisogno di parlarti.</p><p>��Non � una cosa che pu� aspettare?</p><p>��No.</p><p>Lui si alz� dalla sedia con un breve:�� Scusatemi un momento, signori,�� e la segu� nella sua camera. Cordelia chiuse la porta dietro di loro.</p><p>��Capitano Vaagen, per favore, ripeta a mio marito ci� che ha appena detto a me.</p><p>Vaagen rifer� quel che era successo in laboratorio e, per quanto un po� innervosito, non esit� a far uso degli stessi termini. Le spalle di Aral parvero curvarsi sotto un peso che s�era augurato di non dover portare.</p><p>��Grazie, capitano. Ha fatto bene a espormi la situazione. Me ne occuper� personalmente.</p><p>��Se ne occuper�?�� Vaagen guard� Cordelia, incerto.</p><p>Lei alz� una mano.�� Ha sentito ci� che ha detto.</p><p>Vaagen annu�, li salut� e usc� per tornare al suo lavoro.</p><p>��Dubiti delle sue parole?�� domand� Cordelia.</p><p>��Cara, � una settimana che ascolto quello che il Conte mio padre viene a dirmi tutti i giorni.</p><p>��Ne avete discusso?</p><p>��Lui ha discusso. Io ho ascoltato.</p><p>Aral torn� nell�altra camera e chiese a Koudelka e al segretario di aspettare in corridoio. Poi, mentre Cordelia sedeva sul letto, accese il videotelefono e fece una chiamata.</p><p>��Qui Lord Vorkosigan. Voglio parlare al Capo della Sicurezza dell�Ospedale Militare Imperiale e al capitano Simon Illyan. Li metta entrambi in linea con me, per favore.</p><p>Ci fu una breve attesa intanto che i due venivano rintracciati. A giudicare dall�attivit� che aveva dietro le spalle, il Capo della Sicurezza dell�ospedale era in un ufficio dell�amministrazione. Illyan rispose da un laboratorio della polizia scientifica al Quartier Generale della Sicurezza Imperiale.</p><p>��Signori�� disse Aral con faccia piuttosto inespressiva.�� Voglio che sia revocato un permesso d�accesso.�� I due uomini si prepararono a prendere nota sulle rispettive console.�� Al generale Conte Piotr Vorkosigan dovr� essere proibito l�ingresso all�Edificio Sei, il reparto ricerche, dell�OMI, fino a nuovo ordine. Eventuali rapporti su di lui dovranno pervenire a me personalmente.</p><p>Illyan esit�.�� Signore� il generale Vorkosigan ha un permesso imperiale illimitato a tutte le strutture militari e civili. Per revocarlo occorre un contrordine dell�Imperatore.</p><p>��� precisamente quello che le sto dando, Illyan.�� Nella voce di Vorkosigan c�era una traccia d�impazienza.�� Lo ordino nelle mie vesti di Reggente, in nome di sua Maest� Imperiale Gregor Vorbarra. � abbastanza ufficiale, cos�?</p><p>Illyan parve emettere un fischio fra i denti, ma alla vista del cipiglio di Vorkosigan torn� subito serio.�� S�, signore. Va bene. Altri luoghi a cui precludere l�accesso?</p><p>��Non per il momento. Baster� l�Edificio Sei.</p><p>��Signore��� disse il Capo della Sicurezza dell�OMI dalla sua met� dello schermo.�� E se� il generale Vorkosigan rifiutasse di fermarsi all�ordine del piantone?</p><p>Cordelia non faticava a immaginare la faccia di un sottufficiale di guardia a cui sarebbe toccato il compito di fermare un generale Vor che entrava a passo di marcia.</p><p>��Se i suoi uomini non sono fisicamente all�altezza d�impedire l�accesso a un vecchio, possono usare i mezzi a loro disposizione, inclusi gli storditori�� disse stancamente Aral.�� Non c�� altro. Grazie, signori.</p><p>Il Capo della Sicurezza dell�OMI annu� e tolse la comunicazione. Illyan esit� ancora un poco, dubbioso.�� Sar� una buona idea, data la sua et�? Uno storditore potrebbe causargli un infarto. E comunque non la prender� bene, quando si sentir� dire che c�� un posto in cui non pu� entrare. Fra l�altro, perch�?�� Lasci� sospeso nell�aria quell�interrogativo finch� non vide che lo sguardo di Vorkosigan si faceva gelido.�� S�, signore.�� Salut� e chiuse il contatto.</p><p>Aral si appoggi� allo schienale, continuando a fissare pensosamente lo schermo spento. Quando si gir� verso Cordelia un angolo della sua bocca si curv� in un sorriso, fra ironico e sofferente.�� � un vecchio�� disse alla fine.</p><p>��Un vecchio che ha appena cercato di uccidere tuo figlio, o ci� che ne resta.</p><p>��Capisco il suo punto di vista. Capisco le sue paure.</p><p>��Anche le mie?</p><p>��S�. Di entrambi.</p><p>��Se si arrivasse a un punto di rottura� se lui cercasse di tornare l��</p><p>��Lui � il mio passato.�� Aral la guard� negli occhi.�� Tu sei il mio futuro. La vita che mi resta appartiene al futuro. Non dubitare mai di questo.</p><p>Cordelia fece un sospiro e si massaggi� il collo dolorante. Si sentiva stanca.</p><p>Koudelka buss� alla porta e mise dentro la testa.�� Signore? Il segretario del ministro vorrebbe sapere�</p><p>��Fra un minuto, tenente.�� Vorkosigan gli accenn� di restare fuori.</p><p>��Fammi evadere da qui�� disse sottovoce Cordelia.</p><p>��Ti senti prigioniera?</p><p>��Ospedale Militare Imperiale, Sicurezza Imperiale, Servizio Imperiale� mi sta venendo un grave attacco di Claustrofobia Imperiale. Andiamocene a Vorkosigan Surleau per qualche giorno, Aral. Laggi� ti riprenderai meglio, e qui i tuoi poveri schiavi tireranno un po� il fiato.�� Accenn� col capo verso il corridoio.�� Solo tu e io, come ai vecchi tempi.�� Avrebbe funzionato? E se fossero tornati sulla scena della loro breve estate felice soltanto per scoprire che quella scena non esisteva pi�? Annegata nelle piogge di quell�autunno� Cordelia sentiva una disperata nostalgia di se stessa, del suo equilibrio perduto, di un punto solido intorno a cui vivere.</p><p>Lui inarc� le sopracciglia.�� Splendida idea, mia cara capitana. Porteremo il vecchio con noi.</p><p>��Credi che sia il caso di� mmh, s�, capisco. D�accordo, e speriamo bene.</p></section><section><title><p>CAPITOLO DECIMO</p></title><p>Cordelia si svegli� lentamente, nel piacevole tepore della lussuosa coperta imbottita di piuma, e si stiracchi�. L�altra met� del letto era vuota. Tocc� l�incavatura rimasta nel cuscino: vuota e fredda. Aral doveva essersi alzato in silenzio gi� da qualche ora. Non le importava; era bello dormire fino a tardi e risvegliarsi senza la tensione che le aveva attanagliato la mente e il corpo per tanto tempo. Quella era la terza notte di fila in cui il sonno la riposava davvero, accanto alla calda presenza del marito, entrambi finalmente liberi dall�ingombro dei tubi dell�ossigeno sulla faccia.</p><p>La loro camera da letto, all�angolo del primo piano della vecchia casa di pietra pi� volte rimodernata, quel mattino era fresca e silenziosa. Una delle finestre si apriva sul vasto prato verde che scendeva fino al lago, ancora immerso nei veli di nebbia che offuscavano la vista del paese sulla riva opposta. L�umidit� delle mattinate invernali non la disturbava; era dolce sentirsene difesa e protetta sotto le morbide coltri. Quando si alz� a sedere, la rosea cicatrice del suo addome le invi� una fitta di dolore, ma se l�era aspettato e non la infastid�.</p><p>Droushnakovi socchiuse la porta e mise dentro la testa.�� Milady?�� chiam� sottovoce, ancor prima di vedere che era gi� sveglia. Seduta sul bordo del letto Cordelia agit� i piedi nudi avanti e indietro, per far circolare il sangue.</p><p>��Colazione�� annunci� la ragazza bionda. Dal largo vassoio che aveva fra le mani si spandevano odori caldi e promettenti. Portava uno dei suoi vestiti pi� comodi: una gonna larga di lana grigia, ricamata a fiori, una blusa azzurra anch�essa di lana, e una camicia bianca. Il rumore dei suoi passi echeggi� solidamente sui listelli di legno mentre attraversava la stanza, poi fu smorzato dal tappeto tessuto a mano.</p><p>��Oggi ho appetito�� constat� sorpresa Cordelia, annusando l�odore.�� � la prima volta da tre settimane.�� Tre settimane, tanto era trascorso da quella notte d�orrore in Casa Vorkosigan.</p><p>Drou sorrise e appoggi� il vassoio sul tavolo davanti alla finestra volta a est. Cordelia mise vestaglia e pantofole e fece rotta verso la tazza di caff� fumante. Drou le era venuta incontro, pronta a sostenerla con le sue mani forti, ma Cordelia non si sentiva pi� le ginocchia deboli come gli altri giorni. Sedette senza alcun aiuto e prese le tartine di pane caldo appena imburrato; c�era anche una caraffa dello sciroppo che i barrayarani ottenevano bollendo la resina di un albero, e il caff� espresso era un�ottima miscela di produzione locale.</p><p>��Ne vuoi una tazzina, Drou? Hai fame?�� Cordelia la invit� a sedersi con un gesto.�� Che ore sono?</p><p>La guardia del corpo scosse il capo.�� No, grazie, milady. Ho gi� fatto colazione da un pezzo. Sono le undici.</p><p>Droushnakovi era stata una parte dello sfondo che lei aveva dato per scontato, sia all�ospedale che l� in quei giorni a Vorkosigan Surleau. Cordelia si scopr� a guardarla davvero per la prima volta da quando aveva ricominciato a sentirsi viva. La ragazza appariva energica e attenta come sempre, ma in lei c�era una sfumatura di tensione. Cordelia si rese conto che poteva notarlo solo perch� ora si sentiva meglio; erano particolari a cui faceva caso quasi egoisticamente, perch� avere intorno gente sana e di buonumore la aiutava molto a tenersi su di morale.</p><p>��Oggi mi sento meglio�� disse.�� Ieri ho parlato per telefono col capitano Vaagen. Pensa di aver visto un accenno di calcificazione nelle ossa del piccolo Piotr Miles. � incoraggiante, se uno sa interpretare le parole di Vaagen. Non d� false speranze, ma di quel poco che dice ci si pu� fidare.</p><p>Drou annu�; poi parve rendersi conto che stando in piedi non la metteva a suo agio e sedette. Si strinse nelle spalle.�� Quei simulatori uterini mi sembrano cos� strani, cos� alieni.</p><p>��Non sono pi� strani di quello che la natura fa funzionare dentro di noi, se ci pensi bene.�� Cordelia sorrise.�� Io ringrazio Dio se la tecnologia ci aiuta a migliorare l�andamento naturale delle cose, riprogettandole in modo pi� razionale.</p><p>��Milady� lei come si � accorta d�essere incinta? Ha saltato una mensilit�?</p><p>��Un periodo mestruale, vuoi dire? No, in effetti.�� Ripens� a quell�estate, a quella stessa stanza calda di sole, al letto molto pi� disfatto di com�era adesso. Presto lei e Aral avrebbero avuto i rapporti di allora, anche se privi di quel qualcosa in pi� che era stato il loro obiettivo di genitori.�� L�estate scorsa, mio marito e io credevamo che avremmo vissuto qui per sempre. Lui aveva chiesto di andare in pensione, io avevo dato le dimissioni� non vedevamo ostacoli. Io stavo uscendo dall�et� migliore per partorire con il metodo organico, che sembra l�unico conosciuto su Barrayar, e volevamo cominciare subito. Cos�, un paio di settimane dopo il matrimonio, mi feci togliere l�impianto contraccettivo. Per un poco mi sentii quasi in colpa. A casa mia non avrei potuto levarmelo senza un permesso governativo.</p><p>��Sul serio?�� Drou la ascoltava a bocca aperta, affascinata.</p><p>��Sicuro. � obbligatorio, per la legge betana. E prima di toglierlo occorre prendere la licenza di genitori qualificati. Io portavo l�impianto fin dai quattordici anni di et�. Ho avuto un periodo mestruale a quell�epoca, ricordo. L�impianto inibisce le mestruazioni finch� non ce n�� di nuovo bisogno. Cos� anch�io ebbi il mio, e mi fu tagliato l�imene, e potei forarmi gli orecchi per mettere gli orecchini. Quella sera ci fu una festicciola in mio onore�</p><p>��Ma lei ha� cio�, cominciato a fare del sesso a quattordici anni, allora?�� domand� Droushnakovi, arrossendo leggermente.</p><p>��Avrei potuto. Ma bisogna essere in due, come sai. Non ho trovato un vero amante che alquanto pi� tardi.�� Cordelia aveva un po� di vergogna a rivelare quanto pi� tardi. A quell�et� era poco propensa alle relazioni sociali. <emphasis>E non sei cambiata molto</emphasis>, si disse, con un filo d�asprezza.</p><p>��Non credevo che sarei rimasta incinta cos� presto�� continu�.�� Pensavo che ci aspettassero diversi mesi di esperimenti abbastanza, uh, piacevoli. Ma invece � successo al primo tentativo. Cos� non ho fatto in tempo ad avere neppure una mestruazione, qui su Barrayar.</p><p>��Al primo tentativo�� le fece eco Drou. Si mordicchi� pensosamente un labbro.�� E come si � accorta di� esserlo? Aveva un senso di nausea allo stomaco?</p><p>��Un po� di affaticamento, prima ancora della nausea. Comunque avevo le mie strisce azzurre, e��� D�un tratto tacque, e scrut� il volto della ragazza.�� Drou, sono domande accademiche oppure hai un interesse pi� personale nelle risposte?</p><p>Lei ebbe una smorfia angosciata.�� Personale�� confess� con voce rotta.</p><p>��Oh.�� Cordelia si appoggi� all�indietro.�� Vuoi che� credi di poterne parlare?</p><p>��Non� non lo so�</p><p>��Presumo che questo significhi s젗 sospir� Cordelia. Sicuro. Proprio come giocare alla Mamma-Capitana per sessanta tecnici della Sorveglianza Astronomica Betana, anche se i problemi sentimentali e i rapporti sessuali erano cose che nessuno di loro le avrebbe scaricato in grembo. Ma viste le dannate idiozie con cui anche quel gruppo cos� selezionato riusciva a complicarsi l�esistenza di tanto in tanto, non c�era da meravigliarsi se una barrayarana��� Drou, tu sai che io sono felice di poterti aiutare, in ogni modo possibile.</p><p>��� stato la notte dell�attacco con la soltossina�� mormor� lei, sull�orlo delle lacrime.�� Non riuscivo a dormire. Sono scesa nel seminterrato, alla cucina della mensa, per mangiare qualcosa. Mentre tornavo su ho visto la luce accesa in biblioteca. C�era il tenente Koudelka. Neanche lui riusciva a dormire.</p><p><emphasis>Kou, eh? Oh, bene, bene. </emphasis>Questo poteva essere positivo, dopotutto. Cordelia la incoraggi� con un sorriso.�� Sei entrata?</p><p>��Noi� lui� lui mi ha baciato.</p><p>��Spero che questo lo abbia fatto anche tu.</p><p>��Sembra che lei lo <emphasis>approvi.</emphasis></p><p>��� cos�. Siete i miei migliori amici, tu e Kou. Se soltanto vi decideste a ragionare nel modo giusto� ma continua. Suppongo che sia accaduto qualcos�altro.�� A meno che Drou non fosse pi� ingenua di quel che lei credeva possibile.</p><p>��Noi� io� noi�</p><p>��Vi siete eccitati?�� sugger� speranzosamente Cordelia.</p><p>��S�, milady.�� Drou avvamp� in viso, e deglut� saliva.�� Kou sembrava cos� felice quando� in quei momenti. E io ero felice di vederlo cos�, e� eccitata. Non mi import�, quando lui mi fece male.</p><p>Ah, s�, la barbarica usanza barrayarana d�introdurre una donna al sesso con la deflorazione non-anestizzata. Anche se, considerando quanto disagio comportava poi il loro metodo riproduttivo, questo inizio poteva essere un avvertimento utile. Ma Kou, dalla faccia che lei gli aveva visto in quei giorni, non sembrava affatto felice come un novello amante avrebbe dovuto essere. Cos�erano riusciti a farsi l�un l�altro, quei due?�� Vai avanti.</p><p>��Mi � sembrato di vedere un movimento nel giardino posteriore, fuori dalla porta-finestra. Poi c�� stato il rumore di vetri rotti, pi� in alto., oh, milady! Mi sento cos� male! Se solo avessi fatto il mio dovere, invece di� <emphasis>quella cosa!</emphasis></p><p>��Uhau, ragazza! Ma tu non eri in servizio. Se non fossi stata l� a fare <emphasis>quella cosa</emphasis>, avresti dovuto essere a letto. Non penserai mica che l�attentato sia andato cos� per colpa tua, o di Kou, vero? Anzi, se non foste stati l�, e pi� o meno vestiti, l�assassino sarebbe riuscito a fuggire.�� <emphasis>E adesso non saremmo in attesa di un�altra decapitazione pubblica, o cos�altro sar�. Dio ci perdoni. </emphasis>Cordelia desider� che fossero stati pi� presi da quel che facevano, e non avessero mai guardato fuori da quella dannata finestra. Droushnakovi aveva gi� fin troppe conseguenze a cui pensare, senza bisogno di arrovellarsi a morte con quelle complicazioni.</p><p>��Ma se solo�</p><p>��I �se solo�� hanno riempito l�aria come grandine, in queste ultime settimane. � l�ora di sostituirli con gli �adesso andiamo avanti�, se vuoi sapere come la penso.�� Cordelia si sforz� di restare sul concreto. Drou era barrayarana. Di conseguenza non aveva un impianto contraccettivo. E non sembrava che quell�idiota di Kou avesse pensato di prendere un altro genere di precauzione. Cos� Drou aveva trascorso le ultime tre settimane chiedendosi��� Vorresti provare una delle mie strisce azzurre? Ne ho ancora molte.</p><p>��Strisce azzurre?</p><p>��S�. Te ne stavo accennando. Ho un pacchetto di strisce diagnostiche. Roba d�importazione; le ho comprate a Vorbarr Sultana. Basta metterne una a contatto della mucosa vaginale, e se diventa azzurra sei incinta. Io ne usato solo tre, quest�estate.�� Cordelia and� ad aprire un cassetto del canterale e trov� la confezione dove l�aveva lasciata.�� Ecco.�� Ruppe il sigillo di una striscia e la diede alla ragazza, accennandole verso il bagno.�� Vai a vedere come stanno le cose, e mettiamoci l�animo in pace.</p><p>��Si pu� sapere cos� presto?</p><p>��Fin da cinque giorni dopo il rapporto.�� Cordelia alz� una mano.�� Te lo giuro. Sono cose che so.</p><p>Incerta, e maneggiando la sottile striscia di carta come fosse una bomba inesplosa, Droushnakovi spar� nel bagno della camera da letto. Ne usc� pochi minuti dopo. Era scura in faccia, e aveva le spalle curve.</p><p><emphasis>E adesso questo che significa? </emphasis>si chiese Cordelia, esasperata.�� Ebbene?</p><p>��� rimasta bianca.</p><p>��Allora non sei incinta.</p><p>��Suppongo di no.</p><p>��Non riesco a capire se tu ne sia contenta o addolorata. Credimi, se vuoi fare un figlio ti conviene aspettare un paio d�anni, finch� qui arriver� un po� di tecnologia medica almeno decente.�� Anche se il metodo organico era stato affascinante, per qualche giorno.</p><p>��Io non voglio� io vorrei� io non so� Kou non mi ha quasi rivolto la parola, da quella notte. Io non voglio essere incinta. Questo mi darebbe soltanto dei guai. Per� penso che lui vorrebbe essere� di nuovo felice come quella sera, quando eravamo soli, e fare ancora� oh, Dio, le cose stavano andando cos� bene per un momento, e adesso tutto � rovinato, finito!�� Drou aveva i pugni stretti e il volto contratto, pallido.</p><p><emphasis>Piangi, ragazza. Lasciami tirare il fiato, almeno. </emphasis>Ma Droushnakovi ritrov� l�autocontrollo.�� Mi scusi, milady. Non volevo far pesare tutta la mia stupidit� su di lei.</p><p>Stupidit�, s�, ma non stupidit� unilaterale. Perch� certe cose accadessero e andassero avanti occorreva un piccolo comitato di stupidi.�� Sentiamo, cosa c�� che non va con Kou? Io credevo che fosse gi� di morale solo perch� ora soffre di colpa-da-soltossina, come tutti quanti in quella fortezza.�� <emphasis>Da Aral e da me in gi�.</emphasis></p><p>��Io non lo so, milady.</p><p>��Hai cercato di capirlo col sistema radicale, cio� facendogli una domanda precisa?</p><p>��Lui si <emphasis>chiude</emphasis>, quando mi vede arrivare.</p><p>Cordelia sospir�. La sua attenzione si volse a quello che avrebbe indossato. Vestiti veri, quel giorno, non vestiti da degente. Nell�armadio di Aral c�erano anche delle cose sue, come l�uniforme della Sorveglianza Astronomica Betana, ben piegata. Incuriosita lei la tir� fuori e indoss� i pantaloni. Stranamente, le andavano ancora alla perfezione; anzi erano un po� larghi. Era stata <emphasis>malata. </emphasis>Con una smorfia aggressiva decise di tenerli addosso. S�infil� gli stivali d�ordinanza; poi scelse una camicia di lana che s�intonasse. Molto comodo. Si guard� allo specchio, controll� il suo profilo e sorrise nel vedersi snella.</p><p>��Ah, cara capitana�� disse Aral, entrando in quel momento.�� Ti sei alzata. Bene.�� Guard� Droushnakovi.�� Vedo che ci sei anche tu. Meglio ancora. Cordelia, credo di aver bisogno un momento del tuo aiuto; anzi ne sono certo.�� Negli occhi di lui c�era un�espressione stranissima. Stupore, divertimento, preoccupazione? Comunque, stava cercando di apparire impassibile. Vestiva la sua solita tenuta di quand�era a Vorkosigan Surleau: i pantaloni di una vecchia uniforme e una blusa di velluto. Entrando in camera fu seguito da un Koudelka dall�aria tesa e fosca. Il giovanotto indossava una tuta nera da fatica con i gradi di tenente sul colletto e si appoggiava al suo bastone-spada. Drou indietreggi� contro il muro e incroci� le braccia sul petto.</p><p>��Il tenente Koudelka, a quanto mi riferisce lui stesso, ritiene suo dovere confessare un�infrazione commessa tempo fa. Presumo che speri di essere assolto�� disse Aral.</p><p>��Questo non lo merito, signore�� borbott� Koudelka.�� Ma non posso pi� vivere con me stesso, se taccio ancora su ci� che ho fatto.�� Tenne gli occhi bassi, evitando il loro sguardo. Droushnakovi lo fissava senza respirare. Aral and� a sedersi sul bordo del letto, vicino a Cordelia.</p><p>��Aggrappati bene al berretto�� le mormor� con un angolo della bocca.�� Questo ha colto di sorpresa anche <emphasis>me.</emphasis></p><p>��Ahim�, io sospetto d�essere un passo pi� avanti di te.</p><p>��Non sarebbe la prima volta.�� Vorkosigan alz� la voce.�� Tenente, pu� procedere. Sorvoli pure sui preliminari, prego.</p><p>��S�.�� Koudelka si gir� verso la ragazza bionda.�� Drou� cio�, signorina Droushnakovi, � necessario che io le faccia le mie scuse. No, non proprio. Questo pu� sembrare volgare quanto idiota, e io non voglio sembrare volgare. Lei si aspetta giustamente qualcosa di pi� che semplici scuse. Merito una punizione, tutto ci� che vuole. Io ho osato sottoporla ad atti indegni.</p><p>La bocca di Droushnakovi rest� aperta per almeno cinque secondi prima che la voce ne uscisse, secca e sbalordita.�� <emphasis>Cosa?</emphasis></p><p>Koudelka ebbe un fremito, ma non alz� lo sguardo.�� Mi dispiace� mi scuso di��� balbett�.</p><p>��Tu! Tu, <emphasis>cosa? </emphasis>Come� come�� ansim� Droushnakovi, inorridita e offesa.�� Tu pensi che potresti� oh!�� Era rigida, adesso, i pugni stretti, il respiro accelerato.�� Tu, razza di sempliciotto! Tu, idiota! Deficiente! Tu� tu� tu��� La lingua le si blocc�. Tutto il suo corpo stava tremando. Cordelia la guardava come affascinata. Aral si pass� una mano sulle labbra, pensosamente.</p><p>Droushnakovi fece tre lunghi passi verso Koudelka e con un calcio gli fece sfuggire dalle dita il bastone-spada. Lui quasi cadde, con un�esclamazione sbalordita, e mentre perdeva l�appoggio allung� vanamente una mano verso l�oggetto, che rotol� sul pavimento.</p><p>Drou lo spinse contro il muro con una spallata, torcendogli un braccio dietro la schiena e comprimendogli i nervi in un�esperta presa di lotta da professionista. Lui grugn� di dolore.</p><p>��Tu, scimunito! Atti <emphasis>indegni? </emphasis>Credi davvero che potresti mettermi le mani addosso senza il <emphasis>mio </emphasis>permesso? Oh! Se fosse cos� se fosse cos� se io��� Le sue parole si spezzarono in un grido oltraggiato che echeggi� dietro l�orecchio sinistro di Koudelka. Lui si contorse, con una smorfia.</p><p>��Per favore, non rompere il gomito al mio segretario, Drou. Le articolazioni nuove costano�� disse Aral con calma.</p><p>��Oh!�� La ragazza gir� su se stessa, lasciando Koudelka. Lui vacill� e cadde in ginocchio. Con una mano sulla faccia, mordendosi le dita, la ragazza corse alla porta e usc�, sbattendola dietro di s�. Soltanto mentre si allontanava in corridoio lasci� che quel singhiozzo, aspro e doloroso, le uscisse di bocca. Cordelia sent� sbattere un�altra porta. Poi il silenzio.</p><p>��Scusa se te lo faccio notare, Kou�� disse Aral dopo quella lunga pausa,�� ma non credo che la tua auto-accusa reggerebbe, in tribunale.</p><p>��Non capisco.�� Koudelka scosse il capo, chinandosi a raccogliere il bastone-spada; poi si tir� lentamente in piedi.</p><p>��Suppongo che il fatto di cui stiamo parlando sia quello accaduto fra voi la notte dell�attentato. � cos�?�� domand� Cordelia.</p><p>��S�, milady. Io ero andato in biblioteca. Non riuscivo a dormire. Ho acceso uno schermo per controllare alcune cifre. Lei � entrata. Ci siamo seduti, abbiamo parlato� e d�un tratto mi sono accorto che� be�� era la prima volta che mi succedeva, da quando ero stato colpito dal distruttore neuronico, e avevo pensato che non mi sarebbe successo per qualche anno� o mai pi�. E ho avuto paura. Voglio dire, paura che se non l�avessi fatto finch� potevo��� Arross�.�� Cos� l�ho presa, l� sul divano. Senza chiederlo, senza dire una parola. E poi c�� stato quel rumore da fuori, e siamo corsi in giardino. Il giorno dopo� Drou non mi ha denunciato. Io mi aspettavo che facesse rapporto. Ma lei taceva.</p><p>��Ma se non l�hai violentata, perch� si � arrabbiata a questo modo soltanto adesso?�� domand� Aral.</p><p>��Era arrabbiata anche prima�� disse Koudelka.�� Il modo in cui mi guardava, in queste ultime tre settimane�</p><p>��Ci� che vedevi sul suo volto era paura, Kou�� disse Cordelia.</p><p>��S�. � quello che ho pensato anch�io.</p><p>��Paura d�essere <emphasis>incinta</emphasis>, non paura di te�� specific� lei.</p><p>��Ah!�� disse Koudelka, con voce debole.</p><p>��Non lo �, comunque.�� Cordelia inarc� un sopracciglio nel sentire un altro �ah!�, stavolta di sollievo.�� Per� � arrabbiata con te, ora. E non posso darle torto.</p><p>��Ma se non crede che io la abbia� allora perch�?</p><p>��Non lo capisci?�� Lei guard� Aral, accigliata.�� Neppure tu riesci a capirlo?</p><p>��Be��</p><p>��� perch� l�hai appena offesa, Kou. Non allora, ma adesso, qui, in questa stanza. Ci� che hai detto ha rivelato a Drou, per la prima volta, che quella notte eri cos� preso da <emphasis>te stesso </emphasis>che non pensavi neppure minimamente a <emphasis>lei. </emphasis>Male, Kou. Molto male. Tu devi chiederle umilmente scusa. Lei era l�, ti ha dato se stessa nel suo ingenuo modo barrayarano, e tu hai apprezzato tanto poco ci� che stava facendo da non accorgertene neppure.</p><p>Lui rialz� la testa.�� Dato se stessa? Come una carit�?</p><p>��Mettersi in condizione di restare gravida io non la vedo come una possibile elemosina�� borbott� Aral.�� Mi sembra chiaro.</p><p>��Io non sono un��� Koudelka si gir� verso la porta.�� Sta dicendo che dovrei correrle dietro?</p><p>��Io le <emphasis>striscerei </emphasis>dietro, se fossi te�� gli raccomand� lui.�� Ma striscia in fretta. Scivola sotto la sua porta, rotolati per terra e lascia che lei ti calpesti finch� non si sar� sfogata ben bene. Poi chiedile di nuovo scusa. Cos�, forse, potresti ancora salvare la situazione.�� Aral sogghign�, senza preoccuparsi di mascherare il suo divertimento.</p><p>��E questa come la chiamerebbe? Resa senza condizioni?�� esclam� Kou, indignato.</p><p>��No. La chiamerei una vittoria.�� La voce di Aral si raffredd� di qualche grado.�� Io ho visto battaglie fra uomini e donne finire con valorosi e solitari armistizi. Eroici cuori sepolti sotto lapidi di cecit� e di egoismo. Non credo che tu voglia percorrere quella strada, se ti conosco bene.</p><p>��Lei � milady! Lei sta ridendo di me? La smetta!</p><p>��Allora tu smettila di renderti ridicolo�� disse bruscamente Cordelia.�� Tira la testa fuori dalla sabbia. Cerca di pensare per sessanta secondi consecutivi a qualcuno che non sia te stesso.</p><p>��Milady. Mio Lord�� disse Koudelka a denti stretti, con fredda dignit�. S�inchin� e fece dietro front. Ma quando fu in corridoio, invece di andare a sinistra gir� a destra, nella direzione opposta a quella presa da Droushnakovi, e i suoi passi s�allontanarono verso le scale.</p><p>Aral scosse il capo, con un sospiro. Poi ebbe un gesto sprezzante.�� Be�, all�inferno tutti e due.</p><p>Cordelia gli poggi� una mano su un braccio.�� Non dire cos�! Non � divertente per loro.�� Il marito la fiss� in silenzio, e lei, infine, si accigli�.�� Santo cielo, comincio a pensare che volesse essere un violentatore. Strana ambizione. Da molto tempo andava in giro con Bothari?</p><p>Quella battuta non molto allegra li rese seri entrambi. Aral si fece pensieroso.�� Credo che Kou abbia cercato di cullare il proprio ego in modo poco ortodosso. Per� il suo rimorso era sincero.</p><p>��Sincero, ma un tantino distorto. Secondo me, il suo ego lo abbiamo cullato fin troppo. Forse � l�ora di mollargli un buon calcio nella coda.</p><p>Le spalle di Aral s�incurvarono.�� Lui la desidera, mi sembra evidente. E tuttavia, cosa gli potrei dire? � inutile chiedere a qualcuno di comprare qualcosa se non � disposto a pagare il prezzo che costa.</p><p>Lei borbott� un assenso.</p><empty-line/><p>Soltanto all�ora di pranzo Cordelia not� che dal loro piccolo mondo mancava qualcosa.</p><p>��Dov�� il Conte?�� domand� ad Aral mentre sedevano nella saletta dalla parte del lago, dove il maggiordomo aveva apparecchiato. Il tempo stava peggiorando. La nebbia mattutina s�era alzata solo per unirsi a una coltre di nuvole grigie, e dalle montagne soffiava un vento freddo. Cordelia aveva indossato una giacca sportiva del marito sopra il maglione di lana a fiori.</p><p>��Credevo che fosse alla scuderia, per l�addestramento del cavallo che intende presentare a quel concorso ippico�� rispose lui con gli occhi fissi sul tavolo, a disagio.�� Almeno, questo � ci� che mi ha detto.</p><p>Il maggiordomo, che stava servendo il consomm�, disse:�� No, mio Lord. � uscito questa mattina presto con una vettura da superficie e due armieri di scorta.</p><p>��Ah. Scusami�� mormor� lui a Cordelia. Si alz� da tavola e usc� in corridoio. In uno dei magazzini sul retro dell�edificio era stato sistemato un impianto per le comunicazioni codificate via satellite, con un uomo di guardia all�esterno sui tre turni. I passi di Aral si allontanarono in quella direzione.</p><p>Cordelia assaggi� la minestra, che le scivol� in gola come piombo fuso. Depose il cucchiaio, bevve un sorso d�acqua e attese. Nel silenzio della casa poteva udire la voce del marito e un�altra, fortemente accentata, che gli rispondeva via radio, ma non riusc� a distinguere le parole. Dopo quella che le era parsa una piccola eternitࠗ ma il brodo era ancora caldo�� Aral fece ritorno e sedette, con espressione illeggibile.</p><p>��� andato alla capitale?�� lo interrog� lei.�� All�Ospedale Militare Imperiale?</p><p>��S�. � stato l� e se n�� andato. Va tutto bene.�� Aral aveva i denti stretti.</p><p>��Vuoi dire che il bambino sta bene?</p><p>��S�. Gli hanno negato l�ingresso; lui ha discusso un po�, infine � uscito. Nient�altro.�� Aral prese il cucchiaio e mangi� in silenzio, con gli occhi sul piatto.</p><p>Il Conte rientr� poche ore pi� tardi. Cordelia sent� il ronzio della vettura avvicinarsi sulla strada d�accesso e girare sul lato nord della casa, dove si ferm� brevemente. Ci fu il rumore di uno sportello che si richiudeva, quindi l�auto prosegu� verso il garage, situato accanto alla scuderia sull�altro versante della collina. Loro due sedevano nel soggiorno del pianterreno, davanti alle nuove grandi finestre che davano sul giardino. Aral stava leggendo un dossier della Sicurezza su uno schermo portatile, ma nel sentire i passi pesanti degli stivali di suo padre che giravano sugli scalini dell�ingresso principale lo mise su �pausa� e aspett� con lei, corrugando le sopracciglia. Cordelia raddrizz� le spalle e assunse un�espressione ferma e compassata.</p><p>Il Conte Piotr entr� in soggiorno e si arrest� bruscamente un paio di passi oltre la soglia. Indossava la sua vecchia uniforme verde da generale, luccicante di gradi e di mostrine.�� Ah, siete qui�� disse. L�uomo in livrea che l�aveva seguito prese visione delle facce di Aral e di Cordelia e si affrett� a uscire di nuovo, senza chiedere il permesso. Il Conte Piotr non lo not� neppure; i suoi vecchi occhi grigi si fissarono su Aral.</p><p>��Tu. Tu hai <emphasis>osato </emphasis>coprirmi di vergogna in pubblico. Tendermi una trappola!</p><p>��Ti sei coperto di vergogna con le tue mani. Se non avessi preso quella strada, non avresti trovato nessuna trappola.</p><p>Il Conte si scur� ancor di pi�. Sul suo volto l�ira e l�imbarazzo lottavano con un�espressione di dignit� oltraggiata. Erano le emozioni di chi si sente in colpa. <emphasis>Dubita delle sue ragioni</emphasis>, si disse Cordelia, con un palpito di speranza. <emphasis>Non spingiamolo a rinunciare al dubbio; pu� essere la nostra sola via d�uscita da questo labirinto.</emphasis></p><p>Ma fu la dignit� oltraggiata a prevalere.�� Non avresti dovuto costringermi a questo passo�� sbott� Piotr.�� Vegliare sulla nostra eredit� genetica � il compito e il dovere delle donne.</p><p>��Era dovere delle donne nell�Era dell�Isolamento�� disse Aral con calma,�� quando l�unica risposta al pericolo delle mutazioni genetiche era l�infanticidio. Ora ci sono altre soluzioni.</p><p>��Quanto doveva essere <emphasis>strano </emphasis>per le donne portare avanti le loro gravidanze, senza sapere se ci sarebbe stata vita o morte dopo quei nove mesi�� disse Cordelia in tono leggero. Un sorso di quella coppa le era bastato per sempre, e tuttavia le donne barrayarane avevano sopportato e tirato avanti� l�incredibile non era che la loro cultura fosse cos� caotica, ma che non avesse deviato verso la completa follia.</p><p>��Rinunciando a controllare la tua donna, tu hai fatto un torto alla nostra famiglia�� disse Piotr.�� Come pensi di poter governare un pianeta, quando non riesci a governare la tua casa?</p><p>Un angolo della bocca di Aral s�incurv� leggermente.�� In effetti � una donna difficile da controllare. Mi � sfuggita due volte. Che ogni volta sia tornata spontaneamente, � una cosa che ancora mi stupisce.</p><p>��Ottempera ai tuoi doveri! Verso di me come tuo Conte, se non come tuo padre. Tu sei un mio vassallo giurato. Hai scelto di ubbidire a questa donna straniera prima che a me?</p><p>��S�, signore.�� Aral lo guard� dritto negli occhi. La sua voce si abbass� in un sussurro.�� Le cose stanno proprio in quest�ordine.�� Piotr sbatt� le palpebre. Aral continu�, aspramente:�� Accantonare l�argomento dell�infanticidio per gettare sul tavolo quello della mia ubbidienza non ti aiuter�. Mi hai insegnato tu stesso le sottigliezze della retorica.</p><p>��Ai vecchi tempi avresti potuto essere decapitato per questa insolenza.</p><p>��S�, l�attuale situazione � abbastanza peculiare. Come erede del Conte, le mie mani sono fra le tue, ma come Reggente sono io ad avere le tue mani fra le mie. Mi hai giurato ubbidienza. Ai vecchi tempi avremmo risolto questa incertezza con una piccola guerra.�� Aral sorrise, o quantomeno scopr� i denti. Cordelia non pot� reprimere un pensiero ironico: <emphasis>Soltanto per oggi: La Forza Irresistibile incontra l�Oggetto Inamovibile. Posti a sedere, cinque marchi. Bambini, mezzo biglietto.</emphasis></p><p>La porta si apr� e il tenente Koudelka mise dentro la testa, nervosamente.�� Signore? Scusate se vi interrompo, ma ci sono dei problemi con la console di comunicazione.</p><p>��Quali problemi, tenente?�� chiese Vorkosigan, distogliendo la sua attenzione con uno sforzo.�� L�intermittenza del satellite?</p><p>��L�impianto non funziona. Non si accende neppure.</p><p>��Qualche ora fa funzionava benissimo. Controlli l�energia.</p><p>��L�ho fatto, signore.</p><p>��Chiama un tecnico.</p><p>��Non posso. Non con la console di comunicazione.</p><p>��Ah, gi�. Chiedi al capoguardia di smontare i pannelli sul retro, e controlla se il guasto � visibile. Usa il telefono di casa per far venire un tecnico da Hassadar.</p><p>��S�, signore.�� Koudelka chiuse la porta, dopo uno sguardo perplesso alla rigidit� con cui loro tre tacevano e aspettavano che uscisse.</p><p>Il Conte non ammorbidi la sua posizione.�� Io diseredo quella cosa. Quell�essere, all�Ospedale Militare. Lo far� ufficialmente. Consideralo diseredato.</p><p>��Signore, questa � una minaccia non operativa. Tu puoi diseredare soltanto me. Previo permesso imperiale. E ci� ti costringerebbe a chiederlo presentando umilmente una petizione a� uh, <emphasis>a me. </emphasis>- Aral ebbe un sorriso ironico.�� Naturalmente te lo concederei, stanne certo.</p><p>Un nervo si contrasse su una guancia di Piotr. Non la Forza Irresistibile e l�Oggetto Inamovibile, dopotutto, ma la Forza Irresistibile e una Palude Intransitabile. La lancia scagliata da Piotr si perse sott�acqua, e i suoi piedi annasparono nel fango. Judo mentale. Il vecchio era squilibrato, e adesso lottava con furia per rimettersi in guardia.�� Pensa a Barrayar. Pensa all�esempio che stai dando.</p><p>��Oh,�� sospir� Aral.�� Ci ho pensato, s�.�� Fece una pausa.�� Tu non hai mai comandato dalle retrovie, e io neppure. Dove un Vorkosigan va, altri possono trovare motivo di seguirlo. Un po� di� ingegneria sociale, � mia prerogativa.</p><p>��Il tuo modo di fare andrebbe bene su altri mondi, ma la societ� di Barrayar non pu� permettersi questi lussi. Riusciamo appena a sfamare i nostri poveri. Non possiamo permetterci di mantenere milioni di invalidi!</p><p>��Milioni?�� Aral inarc� un sopracciglio.�� Ora estrapoli da uno all�infinito. Un argomento debole, signore.</p><p>��� una questione di diritto�� disse pacatamente Cordelia.�� Ogni padre e ogni madre devono essere liberi di decidere se il loro fardello � sopportabile.</p><p>Piotr si volse di scatto verso di lei.�� S�, e chi pagher� per questo, eh? L�Impero. Il laboratorio di Vaagen � mantenuto dai fondi per la ricerca militare. Tutto Barrayar paga per prolungare la vita del tuo mostro.</p><p>Addolorata, Cordelia replic�:�� Forse si riveler� un investimento migliore di quel che lei crede.</p><p>Piotr sbuff�. Inclin� la testa, affondando duramente il collo fra le spalle ossute, e li fiss� entrambi.�� Voi siete decisi a gettare questo disonore su di me. Sulla mia casa. Io non posso convincervi, n� darvi ordini� benissimo. Ma ci saranno delle conseguenze. Io non permetto che il mio nome sia dato a quell�essere. Questo posso proibirlo, per intanto.</p><p>Aral aveva le labbra strette, le nari dilatate. Non s�era mosso dalla sedia, e lo schermo portatile giaceva sulle sue mani acceso, dimenticato. Non si permise un fremito d�emozione a quelle parole.�� Va bene, signore.</p><p>��Lo chiameremo Miles Naismith Vorkosigan, allora�� disse Cordelia, sempre pi� rattristata da quella rottura. L�addome le doleva per la tensione muscolare.�� Mio padre non se la prender� a male.</p><p>��Tuo padre � morto�� sbott� Piotr.</p><p>Annientato in una fiamma di plasma dieci anni prima, in un incidente nello spazio� a volte Cordelia immaginava, chiudendo gli occhi, di rivedere ancora quel fulmine di luce bianca, come se le fosse rimasto stampato sulla retina.�� No, signore. Non finch� io vivo e lo ricordo.</p><p>Piotr parve colpito allo stomaco da quella frase. Su Barrayar, le cerimonie per i defunti erano pregne di un�arcaica adorazione degli antenati, come se solo la memoria di chi restava tenesse in vita le loro anime. Che la sua stessa mortalit� gli scorresse pi� fredda nelle vene, quel giorno? S�era spinto troppo avanti, e lo sapeva, ma non poteva tornare indietro.�� Niente vi pu� convincere, � cos�? E sia, allora ascoltate ci� che dico.�� Il vecchio si gir� di nuovo a guardare Aral.�� Lascerai questa casa. E anche Casa Vorkosigan, in citt�. Prendi con te la tua donna e vattene. Oggi stesso!</p><p>Lo sguardo di Aral parve raccogliere in un breve attimo la sua infanzia da quelle mura. Poi spense lo schermo, lo poggi� sul tavolo con cura e si alz�.�� Molto bene, signore.</p><p>L�ira di Piotr era sfumata di angoscia.�� Rinunci alla tua casa? Per una cosa simile arrivi a questo punto?</p><p>��La mia casa non � un luogo. � una persona, signore�� disse gravemente lui. Poi aggiunse, con riluttanza:�� <emphasis>Alcune </emphasis>persone.</p><p>E intendeva anche Piotr, oltre a Cordelia. Lei scosse il capo. Era di pietra, il vecchio? Perfino in quel momento Aral gli mostrava una cortesia che le faceva stringere il cuore.</p><p>��Restituirai le tue rendite e i titoli azionari ereditari alle casse del distretto�� rincar� disperatamente Piotr.</p><p>��S�, signore. Come desideri.�� Aral si avvi� alla porta.</p><p>Piotr si schiar� la gola.�� Dove andrai a vivere?</p><p>��Da tempo Illyan insiste che mi trasferisca alla Residenza Imperiale, per motivi di sicurezza. Evon Vorhalas mi ha persuaso che ha ragione.</p><p>Cordelia s�era alzata insieme a suo marito. And� alla finestra e lasci� vagare lo sguardo sul panorama verde e bruno. Il vento s�era placato, e al centro del lago stagnavano banchi di nebbia. L�inverno si preannunciava umido e freddo�</p><p>��Cos�, alla fine anche tu metti su arie imperiali�� lo accus� Piotr.�� Ambizione. � di questo che si tratta, vero?</p><p>Aral sogghign� amaramente, irritato.�� Al contrario, signore. Se mi resta soltanto la mezza-paga di ammiraglio in congedo, non posso permettermi di affittare una casa.</p><p>Lo sguardo di Cordelia fu attratto da un movimento pi� in alto, fra le nuvole. Un piccolo velivolo antigravit� stava scendendo di quota, con una strana curva.�� Ma� quell�aereo ha qualcosa che non va�� mormor� fra s�, perplessa.</p><p>Il velivolo scese ancora, avvicinandosi. Ondeggiava stranamente, e si lasciava dietro una scia di fumo scuro. D�un tratto devi� verso la tenuta.�� Dio mio, viene da questa parte� e se fosse pieno di bombe?</p><p>��Cosa?�� esclamarono all�unisono Piotr e Aral. I due uomini vennero alla finestra accanto a lei, il marito a destra e il suocero a sinistra.</p><p>��Ha lo stemma della Sicurezza Imperiale�� disse Aral.</p><p>Piotr strinse gli occhi. Non aveva pi� una vista molto buona.�� Ne sei certo?</p><p>Cordelia pens� che avrebbero potuto fuggire lungo il corridoio e uscire dalla terrazza posteriore. Oltre la strada c�era una buca, e forse, sdraiandosi l� dentro� ma l�aereo stava rallentando, era danneggiato, e pochi istanti dopo fu chiaro che cercava di compiere un atterraggio verticale sul prato di fronte alla casa. Uomini in livrea marrone e con l�uniforme verde e nera della Sicurezza corsero fuori con le armi spianate, e mentre il piccolo velivolo toccava l�erba con un tonfo sordo lo accerchiarono cautamente. Il danno era pi� visibile, adesso: sulla carlinga c�era uno squarcio prodotto da un�arma a plasma, il cui raggio aveva bruciato la vernice fino ai timoni di coda, semidistrutti. Era incredibile che il pilota fosse riuscito a far manovra in quelle condizioni.</p><p>��Ma chi��� mormor� Aral.</p><p>Quando una figura si mosse dietro il parabrezza danneggiato, Piotr mand� un�esclamazione.�� Sangue del demonio, � Negri!</p><p>��Dietro di lui c�� qualcuno� andiamo!�� Aral corse alla porta. Cordelia e Piotr lo seguirono fuori dall�ingresso principale e lungo il prato, un po� camminando e un po� correndo.</p><p>Le guardie dovettero usare una vanga per sbloccare lo sportello della carlinga. Negri cadde fra le loro braccia. Lo portarono qualche metro pi� in l� e lo deposero sull�erba. L�uomo aveva una bruciatura lunga un metro su tutto il lato sinistro del corpo, dalla coscia alla spalla. Met� dell�uniforme gli era bruciata addosso, e sotto i lembi di tessuto annerito si vedeva la carne nuda, rossa e sanguinante, ustionata in profondit�. Era ancora lucido, scosso da tremiti incontrollabili.</p><p>L�altro passeggero, assicurato dalla cintura di sicurezza al sedile posteriore, era l�Imperatore Gregor. Il bambinetto stava piangendo di spavento, ma quasi in silenzio, ingoiando penosi sorsi d�aria mentre sopprimeva i singhiozzi. Una tale volont� di controllarsi, in un bambino di cinque anni, sembr� sinistra a Cordelia. Perch� non gridava? Lei l�avrebbe fatto, sentiva il bisogno di farlo. Gregor indossava roba da poco prezzo, pantaloncini azzurri e un maglione con un gattino ricamato sul petto. Gli mancava una scarpa. Un uomo della Sicurezza gli slacci� la cintura e lo tir� fuori dalla carlinga. Il bambino parve non accorgersi neppure d�esser stato deposto al suolo; guardava Negri steso poco pi� in l�, e i suoi occhi erano confusi, inespressivi, inorriditi.</p><p>Koudelka e Droushnakovi uscirono da due diverse porte dell�edificio e li raggiunsero in fretta. Appena Gregor vide la ragazza bionda part� di corsa verso di lei, dritto come una freccia, e le si aggrapp� addosso.�� Drou, aiuto!�� gemette, come se solo allora osasse far sentire la sua voce. Lei lo prese in braccio e lo strinse a s�.</p><p>Aral s�era inginocchiato accanto al Capo della Sicurezza.�� Negri, cos�� successo?</p><p>L�uomo alz� la mano non ustionata e gli afferr� il colletto della giacca.�� Ha fatto un colpo di stato� alla capitale. Le sue truppe hanno preso il Quartier Generale della Sicurezza, le stazioni televisive, la centrale telefonica. Perch� non rispondevate? Abbiamo� combattuto alla Residenza Imperiale. La Sicurezza� infiltrata. Traditori e spie. Stavamo� per arrestarlo e lui ha agito in preda al panico. Ha colpito troppo presto� credo che abbia Kareen�</p><p>��Lui chi?�� domand� Piotr.�� Negri, chi � stato?</p><p>��Vordarian.</p><p>Aral annu� cupamente.�� S�.</p><p>��Portate via� il bambino�� ansim� Negri.�� Ci inseguono� fra poco saranno qui.�� Per qualche momento socchiuse gli occhi, col respiro rotto da sibili rauchi. D�un tratto il suo sguardo torn� ad accendersi di una luce febbrile.�� Dite a Ezar che io��� Una serie di brividi violenti come convulsioni lo scossero. Poi si fermarono. Tutto di lui si ferm�. Anche il respiro.</p></section><section><title><p>CAPITOLO UNDICESIMO</p></title><p>��Signore�� disse Koudelka a Vorkosigan, in tono urgente,�� la console delle comunicazioni � stata sabotata.�� Il capoguardia della Sicurezza Imperiale conferm� le sue parole con un cenno.�� Stavo giusto per venire a informarla, quando��� Koudelka guard� il corpo di Negri steso sull�erba e deglut� saliva. Chini su di lui, due uomini della Sicurezza stavano cercando di effettuare un intervento d�emergenza: massaggio cardiaco, ossigeno, e stimolanti iniettati con un ipospray. Ma il corpo di Negri non rispondeva ai loro sforzi; il volto era esangue e flaccido. Cordelia aveva gi� visto dei morti e non aveva dubbi. <emphasis>Inutile. Quest�uomo non potrete richiamarlo indietro. Non stavolta. Ci� che voleva far sapere a Ezar � andato a dirglielo di persona. </emphasis>L�ultimo rapporto di Negri�</p><p>��Che genere di sabotaggio?�� chiese Vorkosigan.�� Immediato? O predisposto con un timer?</p><p>��Sembra risalire a poche ore fa�� disse il capoguardia.�� Non c�� segno di timer o esplosivi. Qualcuno ha aperto il pannello e ha fracassato l�interno.</p><p>Gli occhi di tutti si spostarono sull�uomo della Sicurezza che era di turno fuori dalla stanza degli impianti elettronici. Stava in piedi fra altri due che lo tenevano per le braccia, vestito di una tuta nera da fatica come loro. Il capoguardia l�aveva fatto portare fuori subito dopo l�atterraggio del velivolo. Era pallido quasi come Negri, e i suoi occhi spaventati si spostavano qua e l�.</p><p>Vorkosigan ebbe un cenno del capo verso di lui.�� Ha ammesso qualcosa?</p><p>��Nega tutto�� rispose il capoguardia.�� Naturalmente.</p><p>Vorkosigan si avvicin� al prigioniero.�� Chi � entrato in quella stanza dopo di me?</p><p>L�uomo si guard� attorno nervosamente. Poi alz� una mano verso Droushnakovi, che si stava avviando verso la strada con Gregor in braccio.�� Lei.</p><p>��Non � vero!�� esclam� la ragazza indignata, stringendo a s� il bambino con pi� forza.</p><p>Vorkosigan fece una smorfia.�� Non c�� bisogno del penta-rapido per vedere che uno dei due sta mentendo. Ora non ho tempo. Capoguardia, li arresti entrambi. Indagheremo pi� tardi.�� Si volt� per scrutare l�orizzonte a nord, ansiosamente.�� Tu�� disse a un altro uomo della Sicurezza,�� porta qui ogni mezzo di trasporto disponibile. Dobbiamo evacuare immediatamente. Tu�� rivolgendosi a un armiere di Piotr,�� vai ad avvertire la gente del paese. Kou, preleva tutte le registrazioni, usa un fucile a plasma per distruggere i computer e gli impianti elettronici, e quando hai finito raggiungimi fuori.</p><p>Con un ultimo sguardo angosciato a Droushnakovi, Koudelka zoppic� verso l�edificio. La ragazza bionda si teneva rigidamente eretta, spaurita e irritata. Non not� quasi l�allontanarsi di Koudelka; i suoi occhi erano fissi su Vorkosigan.</p><p>��Pensi di andare innanzitutto ad Hassadar?�� domand� Piotr al figlio, in tono stranamente mite.</p><p>��Proprio cos�.</p><p>Hassadar era il capoluogo del Distretto dei Vorkosigan; Cordelia sapeva che l� erano acquartierate truppe imperiali. Una guarnigione fedele?</p><p>��Non intendi difendere la citt�, spero�� disse Piotr.</p><p>��No, naturalmente.�� Negli occhi di Vorkosigan lampeggiava una luce dura, ferina.�� Hassadar sar� il mio primo regalo al commodoro Vordarian.</p><p>Piotr annu�, come soddisfatto. Cordelia si sentiva girare la testa. Nonostante la sorpresa, nonostante le terribili notizie portate da Negri, n� Aral n� Piotr mostravano un filo di panico. Niente spreco di emozioni, nessuna parola inutile.</p><p>��Tu prendi il bambino�� disse Aral al padre, sottovoce. Il vecchio annu�.�� Ci incontreremo di nuovo a� no. Non dirmi dove. Mettiti tu in contatto.</p><p>��Giusto.</p><p>��Porta Cordelia con te.</p><p>Piotr apr� la bocca, la richiuse, poi disse soltanto:�� Ah.</p><p>��E il sergente Bothari. Per Cordelia, visto che Drou � per il momento fuori servizio.</p><p>��Mi servir� anche Esterhazy, allora�� disse il Conte.</p><p>Aral annu�.�� Ma voglio il resto dei tuoi uomini.</p><p>��Giusto.�� Piotr condusse da parte il suo armiere, Esterhazy, e gli parl� sottovoce. Esterhazy si allontan� di corsa verso il pendio, sul retro della tenuta. Gli ordini cominciarono a fioccare e gli uomini si sparsero in ogni direzione. Piotr chiam� un altro dei suoi armieri in uniforme marrone e gli disse di prendere la vettura pi� grande e di partire subito verso est.</p><p>��Fino a che distanza, mio Lord?</p><p>��A tuo giudizio. Dovrai farti avvistare. Poi fuggi, se puoi, e raggiungi il Lord Reggente. Che Dio ti aiuti.</p><p>L�uomo annu� e corse via nella direzione in cui era scomparso Esterhazy.</p><p>��Sergente, tu ubbidirai alla voce di Lady Vorkosigan come se fosse la mia�� disse Aral a Bothari.</p><p>��Sempre, mio Lord.</p><p>��Voglio questo aereo�� disse Piotr, indicando il velivolo con cui era giunto Negri. Non fumava pi�, ma Cordelia vide che era troppo danneggiato per reggere in volo. Comunque, non sembrava in grado di sfuggire all�inseguimento di una semplice auto antigravit�.�� E il corpo di Negri�� aggiunse il Conte.</p><p>��S�. Lui lo apprezzerebbe�� disse Aral.</p><p>��Ne sono certo.�� Piotr annu� seccamente e si avvicin� ai due ancora chini sul cadavere.�� Lasciate stare, ragazzi. � inutile.�� Poi li diresse mentre caricavano il cadavere nella carlinga.</p><p>Infine Aral si rivolse a Cordelia.�� Mia cara capitana��� La sua espressione era la stessa, immutata, da quando Negri era caduto fuori dal velivolo.</p><p>��Aral, io sono la sola a esser stata colta di sorpresa da tutto questo. � cos�?</p><p>��Sei ancora convalescente. Non volevo che ti preoccupassi.�� Lui strinse le labbra.�� Abbiamo scoperto che Vordarian stava imbastendo una cospirazione al Quartier Generale e altrove. Illyan lo teneva d�occhio da tempo; non so come, tuttavia aveva intuito qualcosa. Ma per accusare di tradimento un uomo cos� influente ci servivano prove inoppugnabili. Il Consiglio dei Conti � intollerante per quanto riguarda l�interferenza imperiale nelle attivit� private dei suoi membri. Non potevamo portare solo voci e sospetti davanti a loro.</p><p>�Poi, ieri sera, Negri mi ha chiamato. Aveva finalmente qualcosa di concreto, che ci avrebbe consentito di fare i nostri passi. Per arrestare il Conte di un Distretto occorreva un mio ordine ufficiale, come Reggente. Stasera avrei dovuto recarmi a Vorbarr Sultana per sovrintendere all�operazione. Evidentemente Vordarian � stato avvertito. Il suo piano originale non avrebbe dovuto scattare prima di un mese, preferibilmente dopo la mia morte.</p><p>��Ma�</p><p>��Vai, ora.�� La spinse verso il piccolo aereo.�� � questione di minuti prima che le truppe di Vordarian arrivino qui. Tu dovrai essere gi� lontana. Poco importa cos�ha in mano finora; non potr� ritenersi al sicuro finch� Gregor sar� libero.</p><p>��Aral��� La voce di lei era stupidamente acuta. Deglut� quello che le parve un gelido groppo di veleno. Avrebbe voluto fare mille domande, dire mille cose.�� Abbi cura di te.</p><p>��Anche tu.�� Aral and� a prendere Gregor dalle braccia di Drou e le mormor� qualcosa sottovoce. Un po� riluttante lei gli consegn� il bambino. Il gruppetto si strinse nella carlinga, con Bothari ai comandi, Piotr alla sua destra, e Cordelia sul retro con Gregor sulle ginocchia e il corpo di Negri legato alla meglio sullo stesso sedile. Il bambino non aveva aperto bocca, per� tremava; i suoi occhi sbarrati dallo spavento si alzarono in quelli di lei. Cordelia lo strinse a s� automaticamente. Lui non rispose all�abbraccio, ma le appoggi� la testa sul petto. Negli occhi morti di Negri, ancora aperti, sembrava esserci uno strano sguardo assente, tranquillo, e per un attimo Cordelia quasi lo invidi�.</p><p>��Gregor�� chiese al bambino,�� hai visto la tua mamma? Sta bene? Dov��?</p><p>��I soldati l�hanno presa�� rispose lui con voce appena udibile.</p><p>Il piccolo velivolo riusc� a sollevarsi nell�aria e Bothari lo diresse su lungo il pendio, oscillando a pochi metri dal suolo. Il motore antigravit� sembrava funzionare a scatti, e dal propulsore uscivano gemiti allarmanti. Anche Cordelia gemeva, dentro di s�. Si gir� a guardare fuori dalla carlinga semisfondata e i suoi occhi cercarono Aral, che stava correndo verso la strada. I suoi uomini stavano saltando a bordo di una dozzina di veicoli d�ogni forma, privati e governativi. <emphasis>Perch� non abbiamo preso uno di quelli?</emphasis></p><p>��Dopo aver superato la seconda cresta� se ci riesci, Bothari, volta a sinistra�� disse Piotr.�� Segui il torrente.</p><p>Alcuni rami frusciarono contro il carrello dell�aereo quando il sergente plan� dietro il versante della collina, fitto di cespugli e di rocce. Seguirono il corso d�acqua per altri duecento metri.</p><p>��Atterra in quella piccola radura laggi� e spegni il motore�� ordin� Piotr.�� Tutti voi, liberatevi degli oggetti a batteria che avete addosso.�� Tolse di tasca una microricevente e il grosso cronografo d�oro. Cordelia si sfil� l�orologio dal polso.</p><p>Mentre faceva abbassare l�aereo accanto al torrente, fra alberi importati dalla Terra gi� mezzo spogli del loro fogliame, Bothari domand�:�� Questo include le armi, mio Lord?</p><p>��Specialmente le armi, sergente. La batteria di uno storditore � visibile sullo schermo degli scanner. La pila di un fucile a plasma brilla come una stella a chilometri di distanza.</p><p>Bothari si liber� di un paio di pistole e altri oggetti, un metal detector, una trasmittente, il cronometro e una scatoletta che a Cordelia parve un rilevatore diagnostico.�� Anche il mio coltello, signore?</p><p>��� una vibrolama?</p><p>��No, solo acciaio.</p><p>��Quello tienilo.�� Piotr controll� il pannello dei comandi e cominci� a riprogrammare il pilota automatico.�� Tutti fuori. Sergente, cerca di allargare di pi� lo squarcio della carlinga.</p><p>Mentre Bothari martellava sulla lega d�alluminio con un sasso, un fruscio fra la vegetazione li fece voltare di scatto.</p><p>��Sono io�� disse la voce ansante di Esterhazy. L�armiere, che coi suoi quarant�anni era uno dei pi� giovani fra gli uomini di Piotr, si teneva in buona forma fisica, ma per arrivare fin l� aveva corso. E non era solo.�� Li ho con me tutti e quattro, signore�� disse, sbucando dai cespugli.</p><p>I �quattro� in questione erano, scopr� Cordelia, cavalli di Piotr. Se li tirava dietro con una corda; ciascuno di essi aveva la sella, i finimenti di cuoio che servivano per manovrarli e in bocca la sbarretta metallica che i barrayarani chiamavano �morso�. Cordelia non capiva come fosse possibile tenerli sotto controllo con un oggetto cos� piccolo. I poderosi quadrupedi calpestavano gli sterpi rumorosamente, scrollavano la testa e sbuffavano dalle narici in un modo che a lei parve abbastanza minaccioso. Sper� che avessero gi� mangiato e si tenne prudentemente alla larga dai loro denti.</p><p>Piotr aveva finito di programmare il pilota automatico.�� Bothari, dammi una mano�� disse.�� Insieme, i due sistemarono il corpo di Negri davanti ai comandi e gli allacciarono la cintura. Poi il sergente accese il motore e salt� fuori. Il velivolo si sollev� verticalmente con un ronzio sbandando a destra e a sinistra; evit� i rami di un albero per un capello e prese quota, salendo lungo il versante dell�altura. Seguendolo con lo sguardo Piotr mormor� fra i denti:�� Salutalo da parte mia, Negri.</p><p>��Dove lo sta mandando?�� chiese Cordelia.�� Nel <emphasis>Valhalla?</emphasis></p><p>��In fondo al lago�� la inform� il vecchio con aria soddisfatta.�� Questo li confonder�.</p><p>��Quelli che ci inseguono, chiunque siano, non lo rintracceranno? Non cercheranno di recuperarlo?</p><p>��Alla fine, s�. Ma il lago � profondo duecento metri in quella zona. Ci vorr� del tempo. E non sapranno esattamente quando � precipitato o quanti corpi conteneva. Dovrebbero rastrellare tutto il fondo del lago per esser certi che non c�era anche Gregor. E una prova basata su fatti presunti non � una prova. Neppure allora <emphasis>sapranno </emphasis>qualcosa, no? In sella, truppa. Mettiamoci in marcia.�� E si avvi� con decisione verso uno degli animali.</p><p>Cordelia lo segu�, piena di dubbi. Cavalli. Come si potevano definire creature simili? Schiavi, simbionti, animali da compagnia? Quello verso cui Esterhazy la condusse era alto quasi un metro e ottanta. L�uomo le mise la briglia fra le mani e la lasci� l�, davanti a una sella che le arrivava al mento. E adesso come supponevano che lei ci salisse sopra? Levitando? Cos� da vicino i cavalli erano molto pi� grossi e meno decorativi di quanto le era parso nel vederli al pascolo, in distanza. All�improvviso la pelliccia a pelo raso dell�animale fu percorsa da un fremito, su una spalla. <emphasis>Oh, Dio. Mi hanno dato una bestia malata. Sta per avere le convulsioni. </emphasis>A quel pensiero le sfugg� un gemito.</p><p>Bothari, vide, era in qualche modo salito in groppa; data la sua corporatura, non appariva cos� surclassato da quella dell�animale. Nato in citt�, il sergente non era un cavaliere e sembrava tutto gomiti e ginocchi, malgrado l�addestramento che senza dubbio Piotr gli aveva inflitto in quegli ultimi mesi di servizio. Ma, per quanto goffo e sgraziato, era evidentemente capace di controllare il suo quadrupede.</p><p>��Tu sarai la nostra avanguardia, sergente�� gli disse Piotr.�� Ci terremo distanziati, al limite della visibilit� reciproca. Niente gruppi. Prendi per il sentiero che conduce alla roccia piatta� sai di quale posto parlo. E aspettaci l�.</p><p>Bothari tir� di lato la testa del cavallo, gli diede un calcio coi talloni e quello part� su per il pendio boscoso con l�andatura che chiamavano �trotto�.</p><p>Piotr, incredibilmente agile per la sua artrosi, sal� in sella con un solo movimento fluido; Esterhazy gli consegn� Gregor e il vecchio lo sistem� in arcioni davanti a s�. Il morale del bambino s�era molto rinfrancato alla vista dei cavalli, per un motivo che Cordelia non riusciva a capire. Piotr non fece nulla, o almeno cos� le parve, ma la sua cavalcatura si gir� verso il sentiero. <emphasis>Telepatia</emphasis>, decise lei, confusa. <emphasis>Hanno ottenuto un ceppo di animali telepatici, qui, e non me l�hanno mai detto�</emphasis></p><p>��Avanti, donna, tocca a te�� sbott� Piotr, impaziente.</p><p>Disperatamente Cordelia infil� la punta di una scarpa nel poggiapiedi o qualunque fosse il suo nome, afferr� quello che poteva afferrare e si tir� su. Per un attimo le sembr� d�essere a posto. Ma subito la sella cominci� a scivolare di lato lungo il fianco dell�animale, e insieme ad essa scivol� gi� anche lei, con un grido, finch� non si trov� capovolta fra una foresta di zampe pelose. Cadde pesantemente al suolo e si trascin� via carponi, ansimando. Il cavallo gir� la testa e la osserv�, molto meno sbigottito e sconvolto di lei; poi abbass� la bocca sull�erba e ne mordicchi� qualche ciuffo coi grossi denti piatti.</p><p>��Oh, Dio!�� brontol� Piotr, esasperato.</p><p>Esterhazy smont� di nuovo, la prese per un gomito e la aiut� a rialzarsi.�� Tutto bene, milady? Mi spiace, � stata colpa mia. Avrei dovuto controllare le selle dopo che lo stalliere� uh, ma lei non ha mai cavalcato prima?</p><p>��Mai�� confess� Cordelia. In fretta l�uomo rimise la sella al suo posto, strinse le cinghie e si assicur� che le fibbie tenessero.�� Forse posso venirvi dietro a piedi�� azzard� lei. <emphasis>O tagliarmi i polsi. Aral, perch� mi hai mandato con questi pazzoidi?</emphasis></p><p>��Non � troppo difficile, milady�� le garant� Esterhazy.�� La sua cavalla seguir� gli altri. Rose � la giumenta pi� tranquilla della scuderia. Non le sembra che abbia un�espressione mite?</p><p>I malevoli occhi bruni dai riflessi purpurei ignorarono lo sguardo speranzoso di Cordelia.�� Non ce la faccio�� si lament�, incapace di trattenere un mezzo singhiozzo, il primo di quella sua giornata cos� ingloriosa.</p><p>Piotr scrut� il cielo, poi si volt� a guardarla.�� Dannati betani ignoranti�� la rimbrott�.�� Possibile che tu non abbia mai cavalcato? Mio figlio non ti ha insegnato <emphasis>niente</emphasis>, allora.</p><p>��Qui, mi dia il suo ginocchio sinistro�� disse Esterhazy, a disagio per le parole del Conte, unendo le mani a coppa.</p><p><emphasis>Prenditi pure tutta la dannata gamba. </emphasis>Cordelia stava tremando di rabbia e di paura. Gett� un�occhiata a Piotr e afferr� di nuovo la sella. In qualche modo Esterhazy riusc� a farla salire a bordo. Lei si aggrapp� al pomo con tutta la sua forza, e giur� a se stessa (dopo un primo tentativo) che non avrebbe pi� guardato in basso.</p><p>Esterhazy consegn� le redini a Piotr, che allung� una mano a impadronirsene e fece partire il suo animale, tirandosi dietro la cavalla di Cordelia. Il sentiero divenne un caleidoscopio di alberi, rocce, buche piene di fango, rami che cercavano di cavarle gli occhi e fogliame da cui le grondavano addosso litri d�acqua. L�addome cominci� a farle male; la ferita non ancora rimarginata stava pagando quello sforzo. <emphasis>Se dovesse ricominciare l�emorragia interna� </emphasis>Andarono avanti lungo un percorso in salita, quindi gi� per un interminabile pendio, a balzelloni, poi svoltarono in una zona dirupata fra le rocce.</p><p>Soltanto l�, finalmente, le bestie furono costrette a rallentare dal trotto al passo. Cordelia sbatt� le palpebre, rossa in faccia e stordita. Il posto in cui si trovavano era una salita meno ingombra di vegetazione, sulla dorsale di una collinetta di fronte al lago; avevano compiuto un vasto semicerchio sulla sinistra della tenuta Vorkosigan. Quando la vista le si schiar� vide che pi� avanti il terreno erboso scendeva, fra la sterpaglia verde e bruna, fino a una grossa roccia piatta. Al di l� del lago c�era il paese.</p><p>Bothari li stava aspettando seminascosto fra i cespugli, col cavallo legato a un albero. Mentre scendevano di sella s�incammin� verso di loro, scrutando Cordelia con aria preoccupata. Lei si lasci� scivolare fra le sue braccia, sfinita.</p><p>��Siete andati troppo in fretta per lei, mio Lord. Non � ancora guarita.</p><p>Piotr sbuff�.�� Starebbe peggio se le truppe di Vordarian ci catturassero.</p><p>��Ce la far� ansim� lei, piegata in due.�� Fra un minuto� sar� pronta. Datemi� un minuto.�� Il sole si stava abbassando, e il vento che spirava dai monti era gelido sulla sua pelle calda. Coperto da uno strato uniforme di nuvole il cielo aveva assunto un aspetto lattescente. Pian piano, mentre il dolore all�addome diminuiva, Cordelia riusc� a raddrizzarsi. Esterhazy arriv� nella radura, raggiungendoli a un�andatura pi� tranquilla.</p><p>Bothari indic� il prato anteriore della tenuta.�� Eccoli l�.</p><p>Piotr socchiuse le palpebre. Cordelia si gir� a guardare. Due furgoni antigravit� stavano atterrando davanti alla casa. Non erano velivoli di Aral. Molti uomini in tuta militare nera, fra cui si vedevano alcune uniformi verdi da ufficiale, ne sciamarono fuori come formiche. <emphasis>Grande. I nostri amici e i nostri nemici indossano la stessa uniforme. Cosa dovremmo fare? Sparare a tutti quanti e lasciare a Dio il compito di salvare i buoni?</emphasis></p><p>Anche Piotr aveva l�aria cupa. Stavano facendo irruzione in casa sua, laggi�. Forse avrebbero sfondato porte e muri per accertarsi che nessuno si fosse nascosto da qualche parte.</p><p>��Quando conteranno i cavalli rimasti nella scuderia�� domand� Cordelia,�� non capiranno che siamo fuggiti, e in che direzione?</p><p>��Io li ho fatti uscire tutti, milady�� disse Esterhazy.�� Almeno avranno una possibilit� di cavarsela. Quella gente user� le armi su tutto quello che vede muoversi.</p><p>��Temo che per la maggior parte resteranno a pascolare nei dintorni�� disse Piotr,�� sul terreno che conoscono. Vorrei che avessero il buonsenso di disperdersi. Dio sa a quali vandalismi si lasceranno andare quei bastardi, appena vedranno che la preda � fuggita.</p><p>Altri tre aerei stavano atterrando alla periferia del paese. Ne scesero molti uomini armati, che subito corsero fra le case.</p><p>��Spero che Zai li abbia avvertiti in tempo�� mormor� Esterhazy.</p><p>��Perch� dovrebbero prendersela con quella povera gente?�� chiese Cordelia.�� Cos�hanno intenzione di fare, laggi�?</p><p>��Vogliono noi, milady�� disse a denti stretti Esterhazy.�� Noi armieri. Le nostre famiglie. Quella che vede l� � una caccia agli ostaggi.</p><p>Esterhazy, ricord� Cordelia, aveva una moglie e due bambini alla capitale. Chiss� cosa stavano facendo. Qualcuno aveva pensato di dar loro una parola d�avvertimento? L�armiere sembrava tormentato dallo stesso interrogativo.</p><p>��Non c�� dubbio che Vordarian stia giocando al gioco degli ostaggi�� annu� Piotr.�� � questo che ha ordinato di fare, qui e altrove. Deve vincere o morire.</p><p>Gli occhi di Bothari, fissi nella foschia che velava le case, erano due fessure illeggibili. Aveva fatto in tempo a fuggire, la signora Hysopi? E dove?</p><p>��Fra poco cominceranno la ricerca dall�aria�� disse Piotr.�� � l�ora di metterci al coperto. Vado avanti io. Sergente, si occupi di lei.</p><p>Il Conte gir� il cavallo e spar� nel sottobosco, lungo un sentiero che Cordelia non avrebbe riconosciuto come tale. Esterhazy e Bothari dovettero unire i loro sforzi per rimetterla in groppa al suo mezzo di trasporto. Piotr mantenne un�andatura moderata, comunque, anche se Cordelia era certa che lo facesse solo per non stancare il suo cavallo. Dopo quel faticoso trotto su per il versante, avanzare al passo fu un sollievo. All�inizio.</p><p>Cavalcarono fra gli alberi e i cespugli, oltrepassarono una lunga scarpata e quindi una collina spoglia, dove gli zoccoli dei cavalli scivolavano sulla roccia nuda. Lei aveva gli orecchi tesi al ronzio dei motori antigravit�. Quando il primo aereo pass� su quella zona, Bothari la condusse in fretta gi� per un pendio; qui smontarono e corsero a nascondersi sotto una sporgenza rocciosa, restando al riparo finch� il rumore s�allontan�. Tornare su per il versante fu difficile; dovettero procedere a piedi, tirandosi dietro i cavalli su un terreno instabile e sassoso che franava a ogni passo.</p><p>Dopo due ore dal principio della fuga era gi� buio; faceva freddo, e il vento si rafforz�. Le due ore divennero tre, poi quattro, cinque, e a rendere l�oscurit� pi� completa cal� una fitta nebbia. Bothari teneva la cavalla di lei accanto al suo e cercava la strada a orecchio per non perdere il contatto con Piotr. Poi cominci� a piovere, un�acquerugiola che rese scivolosa la sella di Cordelia.</p><p>Doveva essere circa mezzanotte quando sbucarono in un luogo pi� aperto, un varco d�ombra fra le ombre, e finalmente Piotr ordin� al gruppetto di fermarsi. Cordelia sedette con la schiena appoggiata a un albero, sfinita e irrigidita, con appena la forza di tenere Gregor fra le braccia. Accovacciato accanto a loro Bothari tagli� a pezzi alcune sbarrette di concentrato che aveva in tasca, il loro unico cibo. E poco dopo, avvolto nella giacca dell�uniforme del sergente, il bambino riusc� a dimenticare il freddo abbastanza da addormentarsi. Sotto il suo peso le gambe di Cordelia persero la sensibilit�; ma almeno quel piccolo corpo le teneva caldo.</p><p>Dove poteva essere andato Aral? E, quanto a questo, dov�erano e dove stavano andando loro? Cordelia si augurava che Piotr lo sapesse. Con tutte quelle continue deviazioni su e gi� per le alture non potevano aver tenuto una velocit� superiore ai cinque chilometri all�ora. Davvero Piotr contava di eludere i loro inseguitori allontanandosi cos� lentamente?</p><p>Il vecchio Conte, che s�era seduto sotto l�albero di fronte a lei, si alz� e and� a orinare fra i cespugli. Quando fece ritorno si chin� davanti a lei per guardare Gregor, nel buio quasi assoluto.�� Sta dormendo?�� sussurr�.</p><p>��S�. Stupefacente, vero?</p><p>��Mmh. I giovani�� borbott� Piotr. Invidia?</p><p>Il suo tono non era ostile come prima, cos� Cordelia azzard�:�� Pensa che Aral sia ad Hassadar, stanotte?�� Non ebbe il coraggio di chiedere: �Pensa che sia arrivato vivo ad Hassadar?�</p><p>��� arrivato l� e se n�� andato, a quest�ora.</p><p>��Credevo che avrebbe radunato la guarnigione.</p><p>��Radunata e poi dispersa, in cento direzioni diverse. E con chi, fra tutti, � andato l�Imperatore? Vordarian potr� divertirsi a inseguirlo chiss� dove. Ma, con un po� di fortuna, quel traditore non si lascer� sfuggire l�occasione di occupare Hassadar.</p><p>��Fortuna?</p><p>��Una piccola ma utile diversione. Hassadar non ha alcun valore strategico, n� per noi n� per lui. Vordarian dovr� stanziare una parte delle sue leali, ma non illimitate, truppe per tenere la citt� sotto controllo, in una regione dove la guerriglia � una tradizione secolare. Noi sapremo tutto quello che i suoi uomini fanno, ma per loro la popolazione sar� un muro impenetrabile di resistenza passiva.</p><p>�E inoltre � la mia capitale. Vordarian occupa con truppe imperiali la capitale del Distretto di un Conte, e molti altri Conti dovranno riflettere sul suo gesto. "Sono io il prossimo?" si chieder� ognuno di loro. Probabilmente Aral si � diretto all�astroporto della Base Tanery. Deve aprire una linea di comunicazione con le forze del Servizio stanziate nello spazio, visto che Vordarian ha in mano il Quartier Generale Imperiale. La lealt�, e quindi la scelta politica degli spaziali, sar� determinante. Dobbiamo presumere che alcuni comandanti d�astronave saranno con lui, ma io prevedo un gran numero di difficolt� tecniche, in specie negli impianti di comunicazione, quando gli incerti cercheranno di capire qual � la parte vincente con cui conviene schierarsi.�� Piotr ebbe una risatina macabra, nelle tenebre.�� Vordarian � troppo giovane per ricordare la guerra contro Yuri il Folle. Peccato per lui. Col suo colpo a sorpresa � stato abile, si � preso alcuni vantaggi; ma non gli garantisco che potr� prenderne molti altri.</p><p>��Ha agito� molto in fretta?</p><p>��� stato rapido. A mezzogiorno, quando ero a Vorbarr Sultana, nessuno sembrava aspettarsi niente. Deve aver agito subito dopo la mia partenza.</p><p>Un brivido che non aveva a che fare con la pioggia cadde fra loro per un attimo, mentre entrambi ripensavano al motivo per cui Piotr era andato alla capitale quel mattino.</p><p>��Vorbarr Sultana ha un grande valore strategico?�� domand� subito Cordelia per cambiare argomento. Non voleva riaprire le ostilit�.</p><p>��In alcune guerre l�ha avuto. Non stavolta. Questa non � una guerra per il territorio. Mi chiedo se Vordarian l�abbia capito. L�obiettivo strategico � la lealt�, la mente degli uomini. Nessun luogo materiale ha pi� che un�importanza strategica passeggera. Vorbarr Sultana � un centro di comunicazioni, per�, e avere in mano le stazioni televisive e i satelliti significa molto. Ma ci sono altri centri, altri impianti, altre risorse.</p><p><emphasis>Noi qui non abbiamo nessuna comunicazione con nessuno</emphasis>, pens� Cordelia. <emphasis>Soltanto con gli alberi e col vento. </emphasis>- Ma se Vordarian � adesso insediato al Quartier Generale�</p><p>��Quello che occupa in questo momento, a meno che io non ragioni a vuoto, � solo un grosso edificio pieno di confusione. Dubito che un quarto degli uomini siano ancora ai loro posti, e met� di loro sono l� solo per complottare a favore della parte da cui sperano di avere dei vantaggi. Gli altri stanno pensando a mettersi al sicuro o a portare le loro famiglie fuori citt�.</p><p>��Il capitano Vorpatril� lei crede che Vordarian far� del male a Lord e a Lady Vorpatril?�� Alys era quasi al termine della sua gravidanza. L�ultima volta che aveva fatto visita a Cordelia, all�Ospedale Militare Imperiale, camminava pesantemente e il suo addome era molto pronunciato. L�ostetrico le pronosticava un figlio di oltre quattro chili. Ivan, sarebbe stato il suo nome. Alys le aveva descritto la nursery gi� pronta per accoglierlo, a casa loro, mugolando e massaggiandosi la pancia, e quello era proprio il momento peggiore per�</p><p>Quello era il momento peggiore per <emphasis>qualsiasi </emphasis>cosa.</p><p>��Padma Vorpatril � in cima alla lista. Vordarian avr� subito spedito una squadra a casa sua. Lui e Aral sono gli ultimi discendenti del Principe Xav� cio�, se qualcuno fosse abbastanza pazzo da rimettere in gioco quella linea di successione al trono. O se accadesse qualcosa a Gregor. S�, temo che Padma��� Lasci� in sospeso la frase, quasi che cos� potesse trattenere il suo destino fra i denti.</p><p>��Anche Alys e il bambino?</p><p>��Alys e le due figlie no. Il bambino s�, purtroppo.</p><p>Non era un argomento allegro, sempre che ce ne fosse uno. Il vento, almeno, si stava placando. Cordelia poteva sentire il tranquillo <emphasis>chop-chop-chop </emphasis>dei cavalli che pascolavano l�erba, l� vicino.</p><p>��Questi animali non saranno rilevati dai sensori termici? E i nostri corpi, anche se non abbiamo batterie e altre cose addosso? Non vedo come si possa sfuggire a lungo a una ricerca.</p><p>��Oh, tutto il bestiame e la gente che vive su queste colline apparir� sui loro strumenti, quando avranno cominciato a puntarli nella direzione giusta.</p><p>��Gente? Io non ho visto nessuno.</p><p>��Avremo oltrepassato almeno venti fattorie, finora. E in ognuna ci sono capre al pascolo, bovini, cervi rossi e cavalli. Per non parlare dei contadini e dei loro figli, sempre in giro, Siamo fili di paglia in un pagliaio. Tuttavia sar� prudente dividerci, e quanto prima. Se riusciamo ad arrivare a Passo Amie, diciamo per domani a mezzogiorno, avrei un paio di idee.</p><p>Quando Bothari la iss� di nuovo in groppa a Rose, a oriente le nuvole si stavano schiarendo. Ripresero a muoversi nella boscaglia illuminata da un debole grigiore antelucano. I rami degli alberi erano forme nere gocciolanti d�acqua che apparivano all�improvviso nella nebbia per minacciarle il viso, e miseramente aggrappata al pomo della sella Cordelia si lasci� tirare avanti da Bothari. Gregor continu� a dormire per i primi venti minuti di viaggio, a bocca aperta, pallido e inerte fra le braccia di Piotr.</p><p>Quando ci fu pi� luce, Cordelia pot� vedere in quali condizioni la notte li aveva lasciati. Bothari ed Esterhazy, spettinati e con la barba lunga, erano sporchi di fango da capo a piedi. Senza la giacca, ancora avvolta intorno a Gregor, Bothari viaggiava in maniche di camicia, e aveva pi� che mai l�aria di un pluriomicida evaso da un penitenziario. La divisa verde da generale di Piotr era sopravvissuta meglio, ma sopra di essa c�era una faccia scavata da rughe profonde e con gli occhi arrossati. Cordelia aveva i capelli appiccicati alla testa e la blusa e i pantaloni malconci; le scarpe che indossava erano babbucce da casa, di stoffa ormai inzuppata e deformata.</p><p><emphasis>Potrebbe andar peggio. Potrei essere ancora incinta. Se muoio, almeno morir� io sola. </emphasis>Ma era davvero pi� al sicuro di lei il piccolo Miles? Era ancora un anonimo grumo di vita in un�anonima macchina nel laboratorio di Vaagen e di Henry? Poteva sperarlo, anche se non riusciva a convincersene del tutto. Ostaggi. <emphasis>Voialtri barrayarani bastardi farete meglio a non toccare mio figlio!</emphasis></p><p>Risalirono a zig-zag un lunghissimo pendio. I cavalli sbuffavano con forza anche quando procedevano al passo, incespicando di continuo su pietre e radici. Sulla riva di un torrentello fecero una sosta e scesero; cavalli ed esseri umani bevvero insieme dalla corrente non troppo limpida. Esterhazy allent� i loro finimenti, li accarezz� sulla testa, e loro gli sfregarono il muso contro le costole, tastando le sue tasche vuote in cerca di cibo. Lui elarg� parole di scusa e di incoraggiamento.�� Buona, Rose, buona. Stasera potrai riposarti. Ancora qualche ora di fatica, eh?�� mormor� alla cavalla. Era pi� di quanto uno di loro si fosse preoccupato di dire a Cordelia.</p><p>Esterhazy lasci� i cavalli a Bothari e segu� il Conte nel bosco, su per un monticello fangoso. In cerca di un�occupazione Gregor stacc� del fogliame dai cespugli, decidendo che era suo dovere nutrire gli animali. Ma i cavalli, dopo aver assaggiato le foglie delle piante indigene di Barrayar, le lasciarono cadere dalla bocca. Il bambino le raccolse e tent� di invogliarli, mettendogliele di nuovo fra i denti.</p><p>��Cosa sta facendo il Conte, tu lo sai?�� domand� Cordelia a Bothari.</p><p>Lui scroll� le spalle.�� � andato a contattare qualcuno. Questo non pu� durare.�� Ebbe un cenno nella direzione da cui provenivano, riferendosi alla loro nottata fra i cespugli.</p><p>Cordelia era perfettamente d�accordo. Si sdrai� un poco e scrut� il cielo, tendendo gli orecchi a ogni rumore sospetto, ma ud� soltanto il gorgoglio del torrente e un altro, proveniente dal suo stomaco vuoto. Poco dopo fu costretta ad alzarsi per impedire a Gregor di mostrare ai cavalli come si masticavano le foglie di una pianta probabilmente velenosa.</p><p>��Ma loro mangiano la paglia gialla, l�ho visto io�� protest� il bambino.</p><p>��Questo non significa che possano mangiare tutto ci� che � giallo�� gli spieg� lei.�� La prudenza � una delle prime cose che insegnano agli esploratori della Sorveglianza Astronomica Betana, sai? Non bisogna mai mettersi in bocca piante sconosciute, prima che siano state controllate in laboratorio. N� toccarsi il naso, gli occhi e la bocca dopo averle prese in mano. Tu vuoi essere un bravo esploratore, vero?</p><p>��S젗 disse Gregor, convinto, e subito si sfreg� il naso e gli occhi con le dita. Cordelia fece un sospiro e torn� a sedere. Poi ripens� al modo in cui lei stessa aveva immerso la bocca nell�acqua del torrente, e si disse che Gregor non poteva prenderla sul serio dopo una cosa simile. Ma il bambino s�era messo a tirare sassi in una polla e aveva altro a cui pensare.</p><p>Un�ora pi� tardi Esterhazy fece ritorno, da solo.�� Seguitemi.�� Stavolta gli uomini condussero i cavalli per le redini, segno sicuro che li aspettava una faticosa salita. Cordelia li segu� tenendo per mano Gregor, molto meno facile dei grossi quadrupedi da tirarsi dietro. Arrivarono sulla dorsale di una collina, scesero lungo l�altro versante e sbucarono su una carrareccia fangosa che tagliava la boscaglia.</p><p>��Dove siamo?�� s�inform� Cordelia.</p><p>��� la strada del Passo Aime, milady�� rispose Esterhazy.</p><p>��Questa � una strada?�� si lament� lei, scavalcando i solchi lasciati dai carri. Piotr era poco distante da l�, e stava parlando con un uomo anziano che teneva per le redini un piccolo cavallo bianco e nero dal pelame ispido.</p><p>L�animale era tuttavia assai meno ispido del suo padrone. Aveva nastrini rossi legati alla criniera e alla coda, e la sua parte superiore era pulita come fosse appena uscito dalla scuderia; dal ventre in gi�, invece, era ingrumato di fanghiglia fresca. Oltre alla sella da cavalleria uguale a quella di Piotr portava quattro grosse borse, due su ogni fianco, e un sacco a pelo arrotolato sulla groppa.</p><p>Il vecchio aveva la barba non rasata come il Conte Piotr, e indossava una giacca del Servizio Postale Imperiale cos� scolorita che il suo azzurro era diventato grigio. Anche il resto dei suoi indumenti era di provenienza governativa: pantaloni verdi dell�esercito, camicia nera da fatica della Sicurezza Imperiale, e stivaloni da ufficiale alti al ginocchio, questi ultimi lucidi come specchi. Il suo cappello era un costoso feltro da citt�, a tesa larga, con alcuni fiori infilati nella fascia. Cordelia decise che doveva essergli stato regalato da qualcuno. L�uomo le sorrise con una bocca da cui mancavano i tre quarti dei denti; i superstiti erano lunghi e marroncini.</p><p>Lo sguardo del vecchio si spost� su Gregor, mentre le porgeva la mano.�� Cos� questo � lui, eh? Uh. � piccolino.�� Si volse a mezzo, educatamente, per sputare nei cespugli da un angolo della bocca.</p><p>��Crescerࠗ gli assicur� Piotr.�� Purch� ne abbia il tempo.</p><p>��Be�, vedr� cosa posso fare, generale.</p><p>Piotr sogghign�, come a un vecchia battuta.�� Hai portato un po� di razioni?</p><p>��Naturale. Roba buona.�� Il vecchio gli strizz� l�occhio e si gir� a frugare nelle borse da sella. Ne tir� fuori una scatola di zollette di zucchero scuro, un cartoccio di plastica trasparente pieno di uva secca, un paio di pagnotte cosparse di cristalli e quella che sembrava una manciata di strisce di cuoio, anche queste avvolte in un foglio di plastica. Su di esso Cordelia pot� leggere: �Modifiche al Regolamento Postale�� Art. 6c e 77a (6/17)�� Da inserire nei file permanenti.�</p><p>Piotr esamin� il cibo. Accenn� col capo alle strisce di cuoio.�� Carne di capra affumicata?</p><p>��Meglio di quella che rubavano alla teppaglia di Yuri, eh?�� annu� il vecchio.</p><p>��Ne prendiamo met�. E l�uva secca. Conserva lo zucchero d�acero per i bambini.�� Piotr se ne mise una zolletta in bocca, comunque.�� Ci vediamo fra tre o quattro giorni, forse una settimana. Fa sempre male la cicatrice che ti hanno regalato i cetagandani?</p><p>��Non la cambierei con nessun�altra cosa�� sogghign� il vecchio.</p><p>��Sergente.�� Piotr accenn� a Bothari di avvicinarsi.�� Tu andrai con il maggiore, qui. Prendi con te <emphasis>lei</emphasis>, e il bambino. Lui vi porter� sul posto. Tenete la testa bassa, fino al mio arrivo.</p><p>��S�, mio Lord�� rispose lui con voce piatta. Solo un lampo negli occhi trad� il suo disagio.</p><p>��Cos�abbiamo qui, generale?�� chiese il vecchio, indicando Bothari.�� Uno nuovo?</p><p>��Un ragazzo di cittࠗ disse Piotr.�� Lo ha assoldato mio figlio. Non parla troppo. � bravo col coltello, per�. Puoi fidarti.</p><p>��Coltello, eh? Bene.</p><p>Quel mattino Piotr si muoveva pi� lentamente. Aspett� che Esterhazy gli desse una mano a salire in arcioni, e quando fu in groppa al cavallo si lasci� sfuggire un sospiro, con le spalle curve in modo insolito.�� Dannazione, sto diventando vecchio per queste cose.</p><p>Con aria pensosa il vecchio che lui aveva chiamato �maggiore� si tolse di tasca una borsa di cuoio.�� Vuole le mie foglie-gomma, generale? Sono meglio della carne di capra, e in bocca durano di pi�.</p><p>Piotr sorrise.�� Ah, te ne sarei grato, uomo. Ma non tutte quelle che hai.�� Infil� le dita fra le foglie secche, ne prese una generosa manciata e la infil� in una tasca della giacca. Poi se ne mise un paio in bocca, restituendo la borsa. La foglia-gomma era un blando stimolante; Cordelia non aveva mai visto Piotr masticare quel vegetale, a Vorbarr Sultana.</p><p>��Abbi cura dei cavalli del Lord�� disse Esterhazy a Bothari, con l�aria di non contarci molto.�� Sono animali, non macchine. Cerca di non dimenticarlo.</p><p>Bothari grugn� qualcosa di poco impegnativo, mentre Esterhazy e il Conte giravano i loro cavalli e li spronavano al trotto lungo la carrareccia. Pochi momenti dopo i due erano fuori vista, e sulla boscaglia scese un profondo silenzio.</p></section><section><title><p>CAPITOLO DODICESIMO</p></title><p>Il maggiore sistem� Gregor in groppa dietro di s�, col comodo sostegno del sacco a pelo arrotolato e delle borse. Cordelia affront� un�altra arrampicata sullo strumento di tortura per uomini a cavallo chiamato sella. Non ci sarebbe mai riuscita senza l�aiuto di Bothari. Stavolta a prendere le redini di Rose fu il maggiore, e grazie al modo in cui le manovrava i due animali procedettero fianco a fianco senza scosse. Bothari rimase pi� indietro, guardandosi cautamente attorno.</p><p>��Cos젗 disse il vecchio dopo un po� di tempo, con uno sguardo di tralice a Cordelia,�� lei � la nuova Lady Vorkosigan.</p><p>Sentendosi sporca e sudata lei si tolse una ciocca di capelli dalla faccia.�� S�. Ah, il Conte Piotr non mi ha fatto il suo nome, maggiore�</p><p>��Amor Klyeuvi, milady. Ma la gente di queste parti mi chiama soltanto Kly, Postino Kly.</p><p>��E, uh� lei chi �?�� A parte un coboldo che Piotr aveva fatto sbucare dal sottobosco con qualche stregoneria.</p><p>Il vecchio sorrise, espressione questa che lo stato dei suoi denti rendeva pi� repellente che altro.�� Io rappresento la Posta Imperiale, milady. Faccio il giro a cavallo di queste colline, intorno a Vorkosigan Surleau, ogni dieci giorni. Da ormai diciott�anni. Ci sono giovani gi� cresciuti e sposati, qui, che mi hanno sempre conosciuto soltanto come il Postino Kly.</p><p>��Credevo che la posta fosse consegnata per via aerea.</p><p>��Vorrebbero farlo, quei signori della capitale. Ma per ora l�auto aerea del governo scarica all�ufficio postale, non in ogni fattoria. � gente senza riguardo, quella.�� Sput�, disgustato, e si ficc� in bocca un�altra foglia-gomma.�� Ma se il generale li tiene alla larga ancora un paio d�anni, loro e la loro cosiddetta efficienza, potr� finire i miei vent�anni di lavoro. E avr� la mia terza pensione ventennale. Io mi sono ritirato dal Servizio dopo quarant�anni, capisce? Diciott�anni fa, per l�appunto.</p><p>��A quale arma apparteneva, maggiore Klyuevi?</p><p>��Ranger Imperiali�� dichiar� orgogliosamente lui. La sbirci� per vedere la sua reazione. Lei gli restitu� uno sguardo interrogativo.�� Io ero un tagliagole, mica un tecnico. � per questo che non sono andato pi� su di maggiore. Ho cominciato a quattordici anni, in queste montagne, a tagliare gole di cetagandani insieme al generale e a Ezar. Mai potuto andare a scuola, neanche dopo. Solo corsi di addestramento. E un bel giorno il Servizio ha deciso di fare a meno anche di me.</p><p>��Non del tutto, a quanto sembra�� disse Cordelia, lasciando vagare lo sguardo sulla zona apparentemente disabitata intorno a loro.</p><p>��Gi���� Il vecchio sospir�, ebbe una smorfia e si gir� a guardare Gregor con aria pensierosa.</p><p>��Piotr le ha detto cos�� successo ieri pomeriggio?</p><p>��S�. Io ero partito dal lago ieri l�altro mattina. Mi sono perso tutto il divertimento. Suppongo che la notizia ufficiale mi raggiunger� oggi verso mezzogiorno.</p><p>��C�� qualcos�altro che dovr� raggiungerci, a quell�ora?</p><p>��Aspettiamo e vedremo�� disse lui. La guard� ancora.�� Bisogna che lei si liberi di quei vestiti, milady. Il nome �A. VORKOSIGAN� in grosse lettere nere sul taschino della blusa non la rende troppo anonima, sa?</p><p>Cordelia non ci aveva fatto caso. Si guard� addosso, accigliata.</p><p>��E la livrea del mio Lord risalta come una bandiera�� aggiunse Kly, accennando indietro verso Bothari.�� Ma coi vestiti adatti non attirerete l�attenzione. Vedr� cosa posso fare, fra poco.</p><p>Cordelia incurv� le spalle. L�addome le doleva per la tensione al solo pensiero di ci� che li aspettava. Fuggiaschi. E a quale prezzo per quelli che avrebbero dato loro rifugio?�� Aiutandoci lei si sta mettendo in pericolo. � cos�?</p><p>Il vecchio inarc� un sopracciglio cespuglioso.�� Pi� o meno.�� Il suo tono non incoraggiava altri commenti dopo quella gaffe.</p><p>Cordelia cap� che doveva mettere da parte la stanchezza e ragionare a mente fredda, se non voleva essere un rischio per tutti quelli che erano con lei.�� Queste foglie-gomma, sono un po� come il caff�?</p><p>��Oh, molto meglio del caff�, milady.</p><p>��Posso provarne qualcuna?�� domand� a bassa voce, timidamente; poteva trattarsi di una richiesta troppo intima.</p><p>Le rughe del vecchio s�allargarono in un sogghigno.�� Solo la gente di campagna come me mastica questa roba, milady. Una bella signora Vor, una Lady della capitale, non farebbe una gran figura se la trovassero morta con delle foglie-gomma fra i suoi denti bianchi come perle.</p><p>��Io non sono bella, non sono una Lady Vor e non vengo dalla capitale. E in questo momento commetterei un omicidio per un po� di caff�. Mi faccia provare qualche foglia, maggiore.</p><p>Lui lasci� cadere le redini sul collo del cavallo, sbotton� la tasca anteriore della blusa scolorita e tir� fuori la borsetta di cuoio. Prese un pizzico di foglie fra tre dita non troppo pulite e si sporse di lato per consegnargliele.</p><p>Cordelia esamin� le pellicole spesse e scure sul palmo della mano. <emphasis>Non mettersi strani vegetali in bocca prima che siano stati controllati dal laboratorio. </emphasis>Se le gett� sulla lingua. La superficie delle foglie sembrava cosparsa di zucchero d�acero, ma appena la saliva ebbe portato via quella prima impressione dolciastra il sapore si rivel� gradevole, amarognolo, un po� astringente. La patina che le era rimasta in bocca fin dal risveglio ne fu sciolta, comunque, e questo era un miglioramento. Raddrizz� le spalle e mastic� con pi� energia.</p><p>Kly la scrutava, divertito.�� Se non � una Vor e non � una signora della capitale, allora, che cos��?</p><p>��Ero una cartografa delle distorsioni spaziali. Poi una comandante della Sorveglianza Astronomica Betana. Poi una soldatessa. Poi una prigioniera di guerra. Poi un�esiliata. Alla fine sono diventata una moglie, e una madre. Non so cosa sar� in futuro�� aggiunse, spostando il bolo di foglie contro l�altra guancia. <emphasis>Non una vedova, spero.</emphasis></p><p>��Madre? Ho sentito dire che lei era incinta, ma� non ha perduto il bambino, dopo l�attentato con la soltossina?�� Kly le guard� l�addome, perplesso.</p><p>��Non proprio. Il bambino ha ancora una possibilit� di battersi. Anche se sembra un po� svantaggiato, visto che deve battersi contro tutto Barrayar. ȅ nato prematuramente. Con un�operazione chirurgica.�� Cordelia decise di non spiegare la faccenda del simulatore uterino.�� Adesso � all�Ospedale Militare Imperiale, a Vorbarr Sultana. E per quanto ne so, la citt� � ormai completamente in mano alle forze ribelli di Vordarian��� Ebbe un fremito. Quello di Vaagen era un laboratorio militare ad accesso vietato, ma non tale da destare l�interesse immediato di qualcuno. Miles era al sicuro, al sicuro, al sicuro, e una falla in questa convinzione le avrebbe innescato un attacco isterico� Aral, adesso. Soltanto Aral. E lui sapeva badare a se stesso, grazie al cielo. Altrimenti come sarebbe riuscito a sopravvivere a tutto ci� che aveva passato, eh? Eh? Non si poteva negare che la Sicurezza Imperiale fosse piena di spie e traditori, certo. Anche l� nei boschi loro dovevano guardare dietro ogni albero prima di fare un passo. E Illyan che fine aveva fatto? Inchiodato a Vorbarr Sultana? O Vordarian l�aveva gi� eliminato o chiuso in una cella? No� tagliato fuori, probabilmente. Con le mani legate, come Kareen, come Padma e Alys Vorpatril. Anche loro in corsa contro la morte�</p><p>��Nessuno se la prender� coi ricoverati dell�ospedale�� disse Kly, guardandola in faccia.</p><p>��Io� s�, giusto.</p><p>��Perch� � venuta su Barrayar, una straniera come lei?</p><p>��Volevo avere un bambino.�� Una risata senza allegria le crepit� in gola.�� Lei ha dei figli, Postino Kly?</p><p>��Non che io sappia.</p><p>��Ha fatto bene.</p><p>��Oh��� Lui si strinse nelle spalle.�� Non lo so. Da quando la mia vecchia � morta, ho troppo silenzio intorno. Alcuni che ho conosciuto hanno sofferto molto per i loro figli. Ezar. Anche Piotr. Io non so chi brucer� un�offerta sulla mia tomba. Qualche nipote, forse.</p><p>Cordelia guard� Gregor, che s�appoggiava indietro al sacco a pelo e ascoltava. Gregor aveva appiccato il fuoco alla grande pira funebre di offerte in onore di Ezar, la sua piccola mano guidata da quella di Aral.</p><p>La carrareccia serpeggiava in salita, e attraversarono zone brulle e tratti boscosi. Per quattro volte Kly li lasci� e prese per altre stradicciole, mentre Bothari, Cordelia e Gregor lo aspettavano al riparo degli alberi. La terza volta il vecchio fece ritorno con un fagotto: una vecchia gonna, un paio di calzoni e un po� di biada per i cavalli stanchi. Cordelia, che aveva freddo, indoss� la gonna sopra i suoi pantaloni della Sorveglianza Astronomica. Bothari cambi� i suoi vistosi calzoni marrone dalla banda argentata con quelli a cui un contadino aveva rinunciato per lui. Larghi, ma ridicolmente corti, gli davano l�aria di un corvaccio di bosco che nessuno avrebbe incontrato a cuor leggero in una zona isolata. L�uniforme di Bothari e la blusa nera di Cordelia furono arrotolate in una delle bisacce. In quanto a Gregor, Kly rimedi� alla mancanza di una scarpa togliendogli anche l�altra; poi mimetizz� il suo abito azzurro da bambino di citt� sotto una vecchia camicia da uomo con le maniche arrotolate. Adesso avrebbero potuto passare per una famiglia di poveri campagnoli, pens� Cordelia, anche dalla faccia: in lei, almeno, l�espressione da derelitta non faceva una grinza.</p><p>Arrivarono alla sommit� di Passo Amie e cominciarono a scendere sul versante opposto. Ogni tanto sulla strada c�era gente che aspettava il passaggio di Kly. Lui distribuiva messaggi verbali mandati a mente, mitragliandoli in stile telegrafico; consegnava lettere e pacchetti, dischi per computer, opuscoli pubblicitari, e moduli per il ritiro di pacchi pi� voluminosi in attesa all�ufficio postale. Per due volte si ferm� a leggere lettere a contadini evidentemente analfabeti, e lo stesso fece per un vecchio cieco condotto per mano da una bambinetta. Stanca, preda dell�incertezza, Cordelia diventava pi� nervosa a ogni nuovo incontro. <emphasis>Quale di questi sconosciuti ci tradir�? Cos�avr� pensato quella donna che mi fissava cos� intensamente? Il cieco, almeno, non potr� descrivere il nostro aspetto�</emphasis></p><p>Verso il tramonto, Kly torn� da una delle sue deviazioni fuori dal percorso, guard� la pista silenziosa che attraversava la boscaglia umida e dichiar�:�� Questa zona � troppo affollata.�� E la misura della tensione di Cordelia fu data dal fatto che si trov� d�accordo con lui.</p><p>Il vecchio la guard� in faccia, preoccupato.�� Pensa di farcela per altre, diciamo, quattro ore, milady?</p><p><emphasis>Qual � l�alternativa? Sederci nel fango e piangere finch� verranno a catturarci? </emphasis>Puntell� le mani sul tronco su cui s�era appollaiata in attesa del ritorno della loro guida e si spinse in piedi.�� Dipende da cosa c�� al termine di queste quattro ore.</p><p>��Casa mia. Di solito, quando arrivo qui al tramonto, mi fermo a dormire da mia nipote, che sta da queste parti. Per finire il mio giro avrei ancora otto o dieci ore di strada. Ma se tiriamo dritto in su possiamo essere a casa mia fra quattro ore. Domani mattina torner� indietro di buon�ora e far� il resto delle consegne senza ritardi sull�orario che la gente si aspetta. Nessuno vedr� niente di insolito. Non ci saranno chiacchiere.</p><p><emphasis>Cosa significa �dritto in su�? </emphasis>Ma Kly diceva bene: la loro sicurezza stava nel passare inosservati e senza alimentare la curiosit� altrui. Prima sarebbero stati fuori vista, meglio era.�� Mettiamoci in marcia, maggiore.</p><p>Ci vollero sei ore. Il cavallo di Bothari cedette molto prima di arrivare a destinazione, e lui dovette smontare e far riposare l�animale che scuoteva la testa e vacillava sulle gambe. Poi se lo tir� dietro a piedi. Anche Cordelia prefer� camminare, per scaldarsi e tenersi sveglia. Gregor si addorment� e cadde dal cavallo, pianse che voleva sua madre, poi si addorment� di nuovo quando Kly lo spost� in arcioni davanti a s� per reggerlo meglio. L�ultima salita rub� a Cordelia tutto il fiato che aveva in corpo e le fece salire pericolosamente le pulsazioni, anche se and� avanti aggrappata con entrambe le mani al pomo della sella di Rose. I purosangue del Conte si muovevano come vecchiette artritiche, stentando a ogni passo, e soltanto l�istinto gregario li spingeva a star dietro al piccolo e robusto cavallo di Kly.</p><p>All�improvviso la salita si trasform� in una discesa piuttosto ripida, oltre una cresta, quando il sentiero cominci� a scendere in una vallata buia. La vegetazione era molto pi� rada, e fra un boschetto e l�altro c�erano vasti declivi erbosi. Cordelia poteva sentire intorno a s� grandi spazi montani, golfi d�oscurit� su cui incombevano immense rocce, silenziose come l�eternit�. Tre fiocchi di neve si sciolsero sul suo volto sollevato a scrutare il cielo senza stelle. Davanti a un assembramento di alberi spogli Kly si ferm�.�� Fine del viaggio, gente.</p><p>Cordelia prese in braccio Gregor, oltrepass� la soglia di una casupola e la luce di una torcia elettrica le fece strada nell�interno finch� trov� un letto su cui deporlo. Il bambino mugol� nel sonno, mentre lei gli tirava una coperta addosso. Per qualche momento rest� l�, stordita e vacillante, poi in un ultimo barlume di lucidit� scalci� via le babbucce e si sdrai� accanto a lui. Aveva i piedi cos� freddi che non le sarebbe importato di farseli amputare. Mentre se li sfregava con le mani per scaldarli un po�, cominci� a scivolare nel sonno. Vagamente s�accorse che Kly e Bothari avevano acceso il fuoco nel caminetto. Povero Bothari: l�aveva aiutata ed era stato il suo attendente in senso pi� che militare. Toccava a lei preoccuparsi che ora avesse anch�egli un po� di riposo, qualcosa da mangiare, un posto per sdraiarsi� e per dormire� dormire�</p><empty-line/><p>Cordelia riapr� gli occhi con un borbottio e s�accorse che a svegliarla era stato un movimento di Gregor. Il bambino s�era alzato a sedere accanto a lei e si sfregava gli occhi, disorientato. La luce filtrava dentro da due finestrelle sporche, di fronte alla porta. La casupola, o la baracca�� le pareti erano fatte per met� di tronchi scortecciati a mano�� era composta da una sola stanza. Nel caminetto di pietra, sotto una grata su cui erano deposti un tegamino e una pentola, ardeva un letto di braci rosse. Cordelia ricord� a se stessa che l� il legno era indice di povert�, non di ricchezza. Il giorno prima dovevano aver oltrepassato dieci milioni di alberi.</p><p>Mise i piedi fuori dal letto e l�acido lattico che saturava i suoi muscoli le strapp� una smorfia di dolore. Si massaggi� i polpacci. Il letto era un telaio di rami con una rete di corda e due materassi sottili, quello inferiore imbottito di paglia e l�altro di piume. In quel nido rozzo ma comodo lei e Gregor avevano dormito al caldo. Nell�aria c�erano odore di polvere e di legna bruciata.</p><p>Sulla breve veranda di tavole fuori dalla porta risuonarono dei passi, e con un sussulto di spavento Cordelia prese Gregor fra le braccia. Non poteva fuggire, e la sbarra di ferro infilata fra le braci sarebbe stata una difesa ben misera contro uno storditore o un distruttore neuronico, ma poi cap� che i passi erano quelli di Bothari. L�uomo entr�, seguito da una folata d�aria gelida, e richiuse subito la porta. La giacca scolorita che indossava doveva essere un regalo di Kly, a giudicare da quanto gli stava stretta e corta di maniche. Poteva facilmente passare per un rozzo montanaro, finch� teneva la bocca chiusa per non rivelare il suo accento di citt�.</p><p>��Milady. Altezza Reale�� li salut�, con un cenno del capo. Si chin� davanti al caminetto, guard� sotto il coperchio del tegamino, e controll� la temperatura della pentola passando una mano sul vapore che ne usciva.�� Abbiamo fiocchi d�avena e sciroppo�� disse.�� Acqua calda, una specie di th� e frutta secca. Niente burro.</p><p>��Ci sono novit�?�� Cordelia si sfreg� la faccia con una mano e poggi� i piedi al suolo, decidendo che avrebbe potuto trascinarsi in direzione di quel th�.</p><p>��Non molte. Il maggiore ha fatto riposare il cavallo e se n�� andato prima dell�alba, per rispettare il suo orario. Da allora non � successo niente.</p><p>��Tu hai dormito, almeno?</p><p>��Un paio d�ore, mi sembra.</p><p>Il th� fu lasciato ad attendere, perch� Cordelia dovette scortare l�Imperatore fuori casa e gi� per un breve pendio fino alla baracca del cesso. Gregor storse il naso e consider� nervosamente l�asse col foro nel centro. Tornati sotto la piccola veranda della baracca, Cordelia lo aiut� a lavarsi le mani e la faccia in una bacinella rugginosa colma d�acqua.</p><p>Il panorama che si godeva da quel pianoro�� una volta che si fu lavata gli occhi e pot� vederlo�� era stupefacente. Fra colline verdi brune, e piccole valli punteggiate di fattorie, almeno met� del Distretto Vorkosigan sembrava stendersi pi� in basso.�� Quello � il nostro lago?�� domand� Cordelia indicando uno scintillio argenteo appena visibile in distanza fra due alture.</p><p>Bothari aguzz� lo sguardo.�� Credo di s�.</p><p>Era lontano un bel pezzo di strada, riflett� lei, per averla fatta a piedi. Ma terribilmente vicino per un aereo� be�, almeno da l� potevano scorgere chiunque venisse a cercarli.</p><p>I fiocchi d�avena bollenti, serviti con lo sciroppo in un piatto sbreccato, erano deliziosi. Cordelia filtr� il th� di erbe e cerc� di farne bere un po� a Gregor, ma aveva un sapore astringente che al bambino non piacque. Bothari parve arrossire di vergogna quando non pot� far comparire dall�aria latte e biscotti su richiesta dell�Imperatore. Cordelia risolse il problema aggiungendo sciroppo dolce al th� per renderlo accettabile.</p><p>Quando ebbero finito di far colazione, lavato le poche stoviglie in un catino e gettato l�acqua sporca fuori dalla porta, il sole del mattino cominciava a scaldare l�aria e poterono uscire a sedersi sulla veranda, su alcune scalcinate sedie di legno.</p><p>��Perch� non va a sdraiarsi un po� sul letto, sergente? Far� io la guardia. Ah� Kly ha suggerito qualcosa, nell�eventualit� che truppe ostili ci piombino addosso prima del suo ritorno? Sembra che nei dintorni ci sia una discreta assenza di posti in cui scappare a gambe levate.</p><p>��Non del tutto, milady. Ci sono delle caverne qui dietro, dietro quei cespugli lass�. Un vecchio rifugio dei guerriglieri. Kly mi ha portato fuori, stanotte, per mostrarmi l�ingresso.</p><p>Cordelia sospir�.�� Bene. Adesso si faccia qualche ora di sonno, sergente. Avremo sicuramente bisogno di lei, ma pi� tardi.</p><p>Spost� al sole una sedia e cerc� di rilassare il corpo, se non la mente. I suoi orecchi erano tesi a captare il rumore lontano di una vettura antigravit� o del motore di un aereo. Aveva infilato a Gregor un paio di scarpacce di tela trovate in casa, e il bambino girellava qua e l� per curiosare. Poco dopo Cordelia lo accompagn� a visitare i cavalli, sotto una tettoia dietro la baracca. Quello del sergente Bothari era ancora stanco, e Rose si muoveva il meno possibile, ma avevano biada a sufficienza e potevano bere dal ruscelletto che scorreva accanto al loro riparo. L�altro cavallo di Kly, un sauro piccolo e grasso, sembrava tollerare l�invasione dei due animali sconosciuti senza problemi, anche se stava pi� vicino alla biada per accertarsi che non gliene rubassero troppa.</p><p>Il sole era allo zenith quando Cordelia e il bambino tornarono a sedere sulla veranda, e cominciava ad esserci un piacevole tepore. Il solo rumore udibile in quell�immenso spazio, a parte le fronde che frusciavano al vento, era il russare di Bothari dentro la casupola. Visto che seppure entro certi limiti potevano rilassarsi un po�, Cordelia decise d�interrogare Gregor�� il solo testimone oculare a sua disposizione�� su quel che era successo alla capitale. Non le fu di molto aiuto. Coi suoi occhi di bambino di cinque anni Gregor aveva visto abbastanza bene il <emphasis>cosa</emphasis>, ma di ogni fatto gli era sfuggito il <emphasis>perch�. </emphasis>A un livello pi� alto quello era lo stesso problema che aveva lei, ammise onestamente Cordelia fra s�.</p><p>��Sono venuti i soldati. Il colonnello ha detto alla mamma che dovevamo andare con lui. La mamma non voleva, ma lui l�ha presa per un polso e le ha fatto male. Uno dei nostri uomini con la divisa � entrato, e il colonnello gli ha sparato.</p><p>��Con lo storditore o con un distruttore neuronico?</p><p>��Distruttore neuronico. Quello con la fiamma blu. Lui � caduto. Allora siamo scesi nel Cortile dei Marmi. C�erano le automobili volanti. Poi sono arrivati di corsa altri uomini, e davanti a tutti c�era il capitano Negri. Hanno lottato coi soldati. Uno dei soldati mi ha preso in braccio, ma la mamma gridava e piangeva, e ha cercato di portarmi via da lui� � stato cos� che ho perduto la scarpa. � rimasta in mano alla mamma� dovevo allacciarmela pi� forte, credo. Il capitano Negri ha sparato al soldato che mi aveva preso. Ma poi un altro soldato ha sparato al capitano Negri�</p><p>��Con un fucile a plasma? � stato cos� che ha ricevuto quella terribile ferita?�� domand� Cordelia, cercando di tenere la voce e l�espressione sotto controllo.</p><p>Gregor annu�, mestamente.�� I soldati hanno afferrato la mamma. Quegli altri, non quelli di Negri. Allora il capitano Negri mi ha preso in braccio e siamo scappati via. Prima gi� nei tunnel, sotto la Residenza, e poi in un garage. E siamo saliti sopra l�aereo pi� piccolo. Ci hanno sparato, mentre volavamo via. Il capitano Negri mi diceva di stare buono e zitto, e abbiamo volato sulla citt� e sulla campagna, per molto tempo, e lui continuava a dirmi di stare zitto. Ma io <emphasis>stavo </emphasis>zitto. E� poi siamo atterrati vicino al lago.�� Gregor deglut�, scosso da un tremito al ricordo.</p><p>��Mmh.�� Nonostante la brevit� di quel semplice resoconto, Cordelia poteva raffigurarsi nitidamente la reazione di Kareen. Quel volto sereno, contorto dalla rabbia e dal terrore mentre le strappavano il figlio dalle braccia� senza lasciarle niente di lui, salvo una scarpa: ecco ci� che le era rimasto di tutte le sue speranze, di tutta la sua vita precaria e delle effimere illusioni che s�era fatta. Cos� le truppe di Vordarian avevano Kareen. Un ostaggio? O gi� una vittima? Era viva, o morta?</p><p>��Tu pensi che la mia mamma stia bene?</p><p>��Sicuro!�� Cordelia annu� con forza, a disagio.�� La sua vita � molto preziosa per loro. Non le faranno del male.�� <emphasis>Finch� non vedranno un buon motivo per fare il contrario.</emphasis></p><p>��Ma lei piangeva, e non voleva andare con loro.</p><p>��Lo so. Lo so.�� Cordelia aveva in gola lo stesso nodo, anche se per motivi diversi. L�immagine che aveva cercato di scacciare dalla mente la tormentava senza requie: stivali in marcia nei corridoi dell�ospedale, stivali che spalancavano una porta, stivali che scostavano a calci le attrezzature del laboratorio� niente facce, soltanto stivali. I calci dei fucili che spazzavano via le delicate apparecchiature dai banconi e sfondavano i monitor. Un simulatore uterino brutalmente aperto, la fragile membrana sterile strappata via, il suo contenuto rovesciato fra i cocci che ingombravano il pavimento� nessun bisogno di usare le armi, contro una creatura cos� inerme e delicata. Miles era cos� piccolo che uno di quegli stivali avrebbe potuto abbassarsi su di lui e stritolarlo� Cordelia s�accorse di avere il fiato mozzo, e deglut� saliva.</p><p><emphasis>Miles sta bene. Anonimo nel suo rifugio, come noi. Anche noi siamo piccoli, nascosti, al sicuro. Non piangere, piccolo, non piangere. </emphasis>Abbracci� Gregor e se lo strinse al petto.�� Anche il mio bambino � l� alla capitale, come la tua mamma. E tu sei con me. Non ci accadr� niente di male. Stai tranquillo. Te lo giuro.</p><empty-line/><p>Cenarono presto. Poi, visto che Kly non dava ancora segno di s�, Cordelia disse:�� Mi mostri quelle caverne, sergente.</p><p>Kly aveva una scatola di torce a luce fredda su uno scaffale. Bothari ne prese una e condusse lei e Gregor su per un sentiero sassoso, fra gli alberi, agitando ogni tanto il raggio verdolino nell�aria per scacciare gli insetti.</p><p>La zona di fronte alla caverna doveva esser stata liberata dalla vegetazione molto tempo addietro, ma i cespugli l�avevano invasa di nuovo. Nessun riparo ne celava l�ingresso, un buco alto quattro metri e largo abbastanza da lasciar passare una grossa vettura antigravit�. Pochi passi pi� avanti il soffitto si alzava molto e le pareti si allargavano ancora, intorno a un vasto pavimento di terra battuta. Molte decine di uomini avrebbero potuto accamparsi l� dentro, e sicuramente l�avevano fatto, nel lontano passato, perch� nelle pareti erano state scavate artificialmente delle nicchie in cui si poteva dormire, e dappertutto si vedevano scritte�� nomi, date e frasi pi� o meno crude�� dipinte e scolpite nella roccia.</p><p>Al centro del pavimento c�era un circolo di pietre annerite, un focolare, e pi� in alto un foro aveva fornito una via d�uscita per il fumo. Nella mente di Cordelia apparve una fantomatica truppa di montanari, soldati e guerriglieri, che mangiavano, scherzavano, masticavano foglie-gomma e pulivano le armi seduti intorno al fuoco, progettando la loro prossima incursione. Altri entravano e uscivano, esploratori e spie, contadini venuti fin l� a rischio della vita per mettere informazioni conquistate col sangue nelle mani del loro giovane generale, mentre lui apriva le sue mappe su quella roccia piatta laggi�� Cordelia scacci� quella fantasia, si fece dare la luce e guard� nelle diramazioni laterali. C�erano almeno cinque tunnel che sparivano nell�oscurit�, in direzioni diverse, e tre di essi mostravano d�esser stati percorsi molto frequentemente.</p><p>��Sergente, Kly ha detto dove passano queste diramazioni, e dove sbucano?</p><p>��Non esattamente, milady. Ha detto che ci sono passaggi che vanno avanti per chilometri sotto le montagne. Era tardi, e aveva fretta di tornare indietro.</p><p>��� un sistema orizzontale o verticale? Lo ha detto?</p><p>��In che senso, milady?</p><p>��Tutto sullo stesso livello, oppure con pozzi e arrampicate? Ci sono molti vicoli ciechi? Che strada dovremmo prendere? Esistono fiumi sotterranei?</p><p>��Credo che pensasse di farci lui da guida, se fosse necessario fuggire nelle caverne. Stava per spiegarmi qualcosa, poi ha detto che era troppo complicato.</p><p>Lei si accigli�, riflettendo sulle varie possibilit�. Durante l�addestramento per la Sorveglianza aveva fatto un po� di lavoro anche nel sottosuolo, abbastanza da capire che l�esplorazione delle caverne poteva essere molto pericolosa. Cedimenti del terreno, crepacci, strettoie, labirinti in cui nessuno strumento aiutava a mantenere il senso della direzione� e inoltre l�improvviso alzarsi e abbassarsi delle acque sotterranee, problema questo che non riguardava Colonia Beta. La notte prima aveva piovuto. Non c�erano sensori capaci di rintracciare chi si perdeva sotto terra, e se quel sistema di caverne era vasto come diceva Kly, poteva inghiottire decine di squadre mandate alla ricerca di qualcuno� Il suo cipiglio si mut� lentamente in un sorriso.</p><p>��Sergente, stanotte ci accamperemo qui.</p><empty-line/><p>A Gregor la caverna piacque, specialmente quando Cordelia gli ebbe raccontato la storia di quel posto. Si aggir� per la caverna mormorando ordini a guerriglieri immaginari, fingendo di sparare a nemici in agguato, saltando dentro e fuori dalle nicchie e fermandosi a leggere faticosamente le parole incise sulle pareti. Non potendo censurarle Cordelia si affid� alla speranza che non le capisse. Bothari and� a prendere i sacchi a pelo e altre cose nella baracca, distante circa duecento metri, e s�incaric� del primo turno di guardia. Cordelia arrotol� uno dei sacchi a pelo intorno ai loro rifornimenti di cibo, facendone un fagotto che lasci� accanto all�ingresso. Sistem� la blusa nera di Aral in una nicchia, col nome �A. VORKOSIGAN� bene in vista, come se qualcuno l�avesse usata per sedercisi sopra e poi dimenticata l� nella fretta di scappare. Da ultimo, ordin� a Bothari di sellare i cavalli, ancora troppo stanchi per essere usati, e di legarli a un alberello all�esterno.</p><p>Mezzora dopo Cordelia emerse da uno dei passaggi interni dopo essere andata a deporre una torcia a luce fredda quasi scarica a duecento metri da l�, dove una vecchia scala di corda�� di cui non aveva osato saggiare la resistenza�� conduceva pi� in basso.</p><p>��Ancora non capisco, milady�� obiett� Bothari.�� Coi cavalli impastoiati giusto qui fuori, se qualcuno viene a cercarci trover� questa roba e sapr� subito dove siamo andati.</p><p>��Trovare la roba, s젗 disse Cordelia.�� Sapere dove siamo andati, no. Perch�, senza Kly, non ho la minima intenzione di portare Gregor in questo labirinto. Ma il modo migliore di mandarci qualcun altro � di lasciargli capire che siamo stati qui dentro.</p><p>Negli occhi di Bothari ci fu una scintilla di comprensione, mentre guardava i cinque cunicoli che sparivano nell�oscurit� verso l�alto o verso il basso.�� Ah!</p><p>��Purtroppo dovremo trovare un sentiero che ci riporti indietro e di nuovo sulla strada, per aspettare il passaggio di Kly da qualche altra parte. Vorrei averci pensato finch� c�era ancora luce.</p><p>��Capisco quel che intende, milady. Cercher� una pista agibile.</p><p>��Vedi cosa puoi fare, sergente.</p><p>Lui prese il loro fagotto e spar� all�esterno. Cordelia mise a letto Gregor nel sacco a pelo; poi usc� dalla caverna, cerc� un sasso su cui sedersi e guard� le colline. Da l� poteva vedere il pianoro sotto il Passo Aime, fra i Monti Dendarii, e il tetto della casupola di Kly oltre le cime degli alberi. Dal camino non si alzava neppure un filo di fumo. Nessun sensore poteva rilevare attraverso la roccia il fuoco acceso nella caverna, anche se un buon naso avrebbe sentito da lontano l�odore di legna bruciata, in quell�aria fredda. Cordelia scrut� il cielo alla ricerca di luci in movimento finch� le stelle cominciarono a confondersi nei suoi occhi.</p><p>Bothari fece ritorno dopo un paio d�ore.�� Ho trovato un percorso. Ci muoviamo subito?</p><p>��Aspettiamo. Kly potrebbe ancora farsi vivo.�� <emphasis>Ammanettato?</emphasis></p><p>��Vada a dormire un po�, milady.</p><p>��S�.�� Il movimento di quel pomeriggio le aveva sciolto � muscoli. Lasci� Bothari di guardia all�antro, come un cerbero, e raggiunse Gregor nel sacco a pelo.</p><empty-line/><p>Quando si svegli� era l�alba, e davanti al largo ingresso della caverna stagnava una nebbiolina grigia. Bothari fece il th�; si divisero il pane duro avanzato dalla sera prima e mangiarono un po� di frutta secca.</p><p>��Hai dormito?�� s�inform� lei.</p><p>��No. Non riesco a prendere sonno senza le mie medicine, ma non importa.</p><p>��Medicine?</p><p>��S�. Ho lasciato le pillole a Vorkosigan Surleau. Mi sento la mente pi� chiara. Tutto sembra� troppo nitido, perfino.</p><p>Cordelia ammorbidi il pane inzuppandolo nel th� di erbe, ne mastic� un boccone e si chiese se la medicina di Bothari fosse un calmante, un inibitore chimico o soltanto una cura psicosomatica.�� Se hai l�impressione di sentirti strano, dimmelo�� azzard�, cautamente.</p><p>��Finora sto bene. A parte l�insonnia. Il dottore ha detto che le pillole servono a farmi dormire senza sogni.�� Fin� il suo th� e torn� al suo posto di guardia.</p><p>Cordelia evit� di fare pulizia intorno al fuoco. Accompagn� Gregor al pi� vicino torrentello per lavargli la faccia e si accorse che non era solo il bambino a puzzare di sudore. Stavano diventando montanari autentici anche nell�odore. Tornati nella caverna si sdraiarono di nuovo nel sacco a pelo, perch� faceva freddo, e lei si sent� in colpa. Bothari aveva bisogno di riposare. <emphasis>Andiamo, Kly! Dove sei finito?</emphasis></p><p>La voce del sergente echeggi� fra le pareti di roccia:�� Milady. Altezza Reale. Uscite, presto!</p><p>��C�� Kly?</p><p>��No.</p><p>Cordelia rotol� fuori dal sacco a pelo, diede un calcio al mucchietto di terra che aveva preparato accanto al fuoco, coprendo le ultime braci; poi prese Gregor e lo port� fuori in fretta. Il bambino tremava, infreddolito e spaventato. Bothari stava gettando alcune cose nelle borse, dopo aver slegato i cavalli, e le accenn� di non far rumore. Lei sal� sulle rocce a lato della caverna e gett� uno sguardo oltre le cime degli alberi. Di fronte alla casupola di Kly era atterrato un aereo. Due soldati in uniforme nera stavano girando a destra e a sinistra; un terzo spar� sotto la veranda. Soffocato dalla distanza giunse il tonfo della porta spalancata da un calcio. Soltanto soldati; nessuna guida del luogo, nessun montanaro prigioniero in quel velivolo. Kly non c�era.</p><p>Bothari prese in spalla Gregor come un sacco e si allontanarono fra la vegetazione a passo svelto. Vedendo che Rose intendeva seguirli Cordelia si volt� e agit� le braccia, sussurrando freneticamente:�� No! Vattene via, stupido animale!�� per spaventarla. Rose esit�, poi gir� su se stessa e torn� accanto all�altro cavallo.</p><p>La loro marcia era veloce e silenziosa. Bothari aveva gi� studiato il percorso e preso nota delle rocce e dei cespugli dietro cui potevano restare fuori vista. Salirono e scesero fra le irregolarit� del pendio, allontanandosi trasversalmente dal pianoro, e quando ormai Cordelia aveva il fiato mozzo, in una zona dove i loro inseguitori avrebbero forse potuto vederli, Bothari scomparve su per un ripido lastrone di granito.</p><p>��Salga quass�, milady. Presto!</p><p>Lo trov� disteso in una spaccatura orizzontale alta poco pi� di mezzo metro e profonda tre. Strisci� dentro carponi e si trov� circondata dalla roccia su tutti i lati salvo che sul davanti, dove c�erano comunque abbastanza sassi e detriti da nascondere sia loro che le borse da sella.</p><p>��Non c�� da stupirsi�� ansim�,�� che i cetagandani abbiano avuto dei guai, da queste parti.�� Un sensore termico avrebbe dovuto essere puntato dritto su di loro per individuarli, e questo soltanto da una ventina di metri di distanza e al livello del suolo. Dal cielo sarebbe stato impossibile. La zona brulicava di anfratti e crepacci dello stesso genere.</p><p>��Loro non possono vederci, ma��� Bothari tir� fuori dal rotolo del sacco a pelo un vecchio binocolo, prelevato dall�abitazione di Kly.�� Noi possiamo vedere loro.</p><p>Il binocolo era fatto di tubolari e lenti di vetro, un primitivo collettore di luce puramente �passivo�. Doveva risalire all�Era dell�Isolamento. L�ingrandimento era scarso per gli standard moderni: niente UV o infrarossi, niente messa a fuoco automatica� e neppure microcellule sensibili alle fonti di energia. Distesa sull�addome, col mento su un sasso, Cordelia poteva vedere sia la casupola che l�ingresso della caverna alla base della parete di roccia, pi� indietro e in alto fra gli alberi. Quando sibil�:�� Ora dobbiamo stare zitti <emphasis>come pietre! </emphasis>- Gregor, gi� pallido per la tensione, ebbe appena la forza di annuire.</p><p>Gli uomini in uniforme nera finirono per trovare i cavalli, anche se parvero metterci un�eternit�. Poi scoprirono l�ingresso della caverna. Le loro figurette gesticolarono eccitate, corsero dentro e fuori e quindi chiamarono il velivolo, che atterr� quasi di fronte all�apertura schiacciando un bel po� di cespugli. Quattro uomini entrarono; uno rest� di guardia all�esterno. Da l� a poco arriv� in zona una vettura antigravit�, seguita da un aereo pi� capace, da trasporto. Venticinque o trenta uomini armati balzarono al suolo e la montagna li ingoi� quasi tutti. Pochi minuti pi� tardi un altro grosso velivolo atterr� sul pianoro. Ne fu scaricato un generatore e gli uomini cominciarono a stendere cavi e montare fari, lampade e impianti di comunicazione.</p><p>Cordelia apr� il sacco a pelo perch� Gregor stesse pi� comodo; gli diede un po� di frutta secca e gli fece bere un sorso d�acqua dalla bottiglia. Bothari s�era coperto la testa con la vecchia giacca e anche da vicino avrebbe potuto esser scambiato per un macigno, a un primo sguardo. Sembrava finalmente deciso a dormire un po�. Mentre l�uomo sonnecchiava Cordelia tenne il conto dei soldati che davano loro la caccia. A mezzogiorno calcol� che nelle caverne ne fossero entrati quarantadue, nessuno dei quali era ancora riapparso.</p><p>Un�ora dopo due di loro furono condotti fuori in barella, trasferiti a bordo di un aereo e portati via in volo. Stavano per� arrivando altri mezzi. Un piccolo velivolo cerc� di atterrare nello spazio gi� troppo affollato davanti alla caverna, stronc� un albero, slitt� gi� lungo il pendio e si capovolse fra i cespugli. Dieci o dodici uomini dovettero impegnarsi duramente per tirarlo fuori, e l�operazione richiese tempo. Al crepuscolo oltre sessanta uomini erano stati risucchiati dalle viscere della montagna. Un�intera compagnia distolta da altri compiti alla capitale, non occupata nell�inseguimento di altri fuggiaschi o nella ricerca dei segreti dell�Ospedale Militare Imperiale� anche se, ahim�, questo non bastava a fare nessuna vera differenza.</p><p><emphasis>� un inizio.</emphasis></p><p>Nella penombra Cordelia, Gregor e Bothari scivolarono fuori dalla spaccatura, abbandonarono in silenzio il pendio roccioso e presero per i boschi. Era gi� buio quando, girando verso Passo Aime, sbucarono sulla pista che portava alla casupola di Kly. Da quella posizione si poteva vedere il pianoro, e Cordelia si ferm� un momento. La zona di fronte alla caverna brulicava di luci. Velivoli di ogni dimensione continuavano ad atterrare e a decollare, nella foschia.</p><p>Dietro il Passo scesero per il lunghissimo pendio che due giorni prima aveva ridotto al lumicino le forze di Cordelia e stremato i cavalli. Cinque chilometri pi� avanti, in una zona rocciosa dove crescevano radi cespugli, Bothari si ferm� all�improvviso.�� Sshh. Ascolti, milady.</p><p>Voci. Voci di uomini non distanti da l�, ma con una strana eco. Cordelia si guard� attorno nel buio; nulla si muoveva. Accovacciati a lato della pista tesero gli orecchi.</p><p>Bothari si rialz�, gir� la testa qua e l�, poi usc� di strada. Dopo qualche momento Cordelia lo segu�, tenendo Gregor per mano, e vide che era andato a chinarsi sul bordo di una buca. Il sergente le fece cenno di avvicinarsi.</p><p>��� un foro d�aerazione�� sussurr�.�� Non fate rumore.</p><p>Le voci erano molto pi� chiare, e venivano dal basso. Borbottavano di malumore, imprecando in due o tre lingue diverse.</p><p>��Dannazione, caporale, ti dico che abbiamo girato a sinistra tre volte. Da qui si torna indietro.</p><p>��No, lei si confonde. Due volte a sinistra, poi a destra, poi ancora a sinistra.</p><p>��Ma questo corso d�acqua l�abbiamo gi� attraversato.</p><p>��Non era lo stesso maledetto corso d�acqua, <emphasis>sabaki!</emphasis></p><p>��<emphasis>Merde. Perdu.</emphasis></p><p>��Tenente, lei � un cretino.</p><p>��Caporale, io ti faccio sbattere in cella! Chiaro?</p><p>��La pila di questa torcia � scarica. Non durer� un�ora. Guardi che luce debole sta facendo.</p><p>��E tu non sbatterla a quel modo, imbecille. Credi che far� pi� luce, se adesso la spacchi?</p><p>��Le pile di ricambio le ha tenute quel bastardo di Morakis. Appena lo ritrovo, io gli�</p><p>I denti di Bothari biancheggiarono nel buio. Era il primo sorriso che Cordelia vedeva sulla sua faccia da mesi. In punta di piedi si allontanarono, e le voci divennero un mormorio sempre pi� fioco nella notte che avvolgeva i Monti Dendarii.</p><p>Quando furono sulla pista Bothari sospir�.�� Se solo avessi avuto una granata da buttare in quella buca. Fra una settimana le loro squadre sarebbero ancora l� a spararsi addosso a vicenda.</p></section><section><title><p>CAPITOLO TREDICESIMO</p></title><p>Dopo quattro ore di marcia alla debole luce delle stelle, videro apparire pi� avanti un piccolo cavallo bianco e nero. Il Postino Kly era appena un�ombra sulla sella, ma Cordelia riconobbe subito la sua figura magra e trasandata.</p><p>��Milady! Sergente!�� esclam� il vecchio.�� Siete vivi, grazie al cielo!</p><p>��Cos� pare�� disse Bothari con voce piatta.�� Cosa le � successo, maggiore?</p><p>��Sono finito fra due squadre di Vordariani, mentre consegnavo la posta in una fattoria. Stanno frugando le colline casa per casa, e iniettano a tutti quelli che incontrano una dose di penta-rapido. Devono averne usato a barili, di quella roba.</p><p>��La aspettavamo ieri pomeriggio�� disse Cordelia, cercando di non avere un tono accusatore.</p><p>Il cappello di feltro di Kly si mosse su e gi�.�� S�, questo era il programma, se non fosse stato per le squadre di Vordarian. Non potevo rischiare che mi interrogassero. Dovevo aggirarli. Ho mandato il marito di mia nipote ad avvertirvi, ma lui � arrivato a casa mia dopo mezzogiorno e i soldati erano gi� l�. Mi sono detto che tutto era perduto. Poi, invece, quando abbiamo visto che al tramonto non se ne andavano, ho ripreso coraggio. Non sarebbero rimasti l�, se vi avessero trovati. Cos� ho pensato di venire da queste parti a dare un�occhiata. Ma non speravo di trovarvi.</p><p>Kly fece girare il cavallo e li affianc�.�� Qui, sergente, metti il bambino in groppa.</p><p>��Posso portarlo in braccio. Credo che sia meglio se fa salire la mia Lady, maggiore. � sfinita.</p><p>Fin troppo vero. Cordelia era cos� stanca che perfino un cavallo le sembrava un dono del cielo. Fra lui e Bothari, Kly riusc� a tirarla sulla groppa calda dell�animale, dietro di s�. Cordelia si aggrapp� alla ruvida blusa del postino e ripresero la marcia verso valle.</p><p>��Come avete fatto a scappare?�� volle sapere Kly.</p><p>Cordelia lasci� che a rispondere fosse Bothari, in brevi frasi che il passo rapido con cui doveva star dietro al cavallo rese ancora pi� succinte. Quando raccont� degli uomini che avevano sentito parlare dal foro d�aerazione, Kly latr� una risata. Subito per� il vecchio tacque, guardandosi attorno.�� Bene. Staranno laggi� per settimane, se credono di trovarvi nelle caverne. Ottimo lavoro, sergente.</p><p>��� stata un�idea di Lady Vorkosigan.</p><p>��Ah.�� Kly si volse a mezzo, alitando fiato odoroso di foglia-gomma sulla faccia di Cordelia.�� Davvero?</p><p>��Aral e Piotr sembravano del parere che le diversioni servano a qualcosa�� spieg� lei.�� Ho pensato che Vordarian non dispone di un illimitato numero di uomini.</p><p>��Lei pensa come un soldato, milady�� approv� Kly.</p><p>Cordelia corrug� le sopracciglia, poco propensa ad apprezzare quel complimento. L�ultima cosa che voleva era pensare come un soldato di Barrayar, giocando al loro gioco con le loro regole. Il militarismo che impregnava la loro esistenza, il loro mondo e i loro rapporti con gli altri era allucinante, e ancora peggio se visto dall�interno com�era costretta a viverlo lei. <emphasis>M�ero illusa che sarei riuscita a camminare sull�acqua?</emphasis></p><p>Kly li port� avanti per altre due ore, deviando continuamente su altri sentieri e stradicciole fangose. Poco prima dell�alba, quand�era ancora buio pesto, giunsero a una lunga baracca, o a una casa di contadini. Era una costruzione simile alla casupola di Kly, ma alquanto pi� grande, fatta di stanze aggiunte l�una all�altra in periodi successivi e con materiali diversi. Da una finestra usciva la luce gialla e vacillante di una candela fatta in casa.</p><p>Una donna di mezz�et� dai capelli grigi uniti in una treccia usc� sulla porta, con indosso una giacca sulla camicia da notte, e accenn� loro di entrare. Un uomo, anch�egli coi capelli grigi ma pi� giovane di Kly, prese il suo cavallo e lo port� verso una tettoia sul retro. Il postino fece per seguirlo.</p><p>��Siamo al sicuro, qui?�� domand� Cordelia, intirizzita. <emphasis>Qui dove, fra l�altro?</emphasis></p><p>Kly scroll� le spalle.�� I vordariani hanno gi� visitato questa casa, due giorni fa. Il marito di mia nipote, qui, dice che nei dintorni non dovrebbero essercene.</p><p>La vecchia sbuff�, probabilmente pensando alla perquisizione.�� Prima che finiscano con le caverne, tutte le altre fattorie e il lago, ci vorr� un po� perch� tornino da queste parti. Ho sentito dire che stanno ancora calando palombari e macchine sul fondo del lago. Questo posto � sicuro come pu� esserlo qualunque altro.�� Kly annu� e and� a occuparsi del suo cavallo.</p><p>In altre parole, poco sicuro come qualunque altro. Bothari si stava gi� sfilando gli stivali. Doveva avere qualche vescica. In quanto a lei, si sentiva i piedi cos� gonfi che non avrebbe potuto infilarsi nessuna scarpa meno scalcagnata di quelle babbucce flaccide. E le scarpe di corda di Gregor erano semidistrutte. Non s�era mai trovata cos� al limite della resistenza fisica, rigida di freddo e dolorante in tutte le ossa, anche se in passato aveva fatto escursioni pi� lunghe. Era come se la gravidanza interrotta avesse risucchiato energia da lei per trasferirla a un altro. Si lasci� mettere a tavola, mangi� pane e formaggio e poi fu portata a letto in una stanza laterale, su uno stretto giaciglio accanto a Gregor. Quella notte voleva credere d�essere al sicuro come un bambino credeva a Padre Gelo alla Festa d�Inverno, ciecamente, perch� aveva scoperto che le incertezze e i dubbi minavano troppo le sue forze.</p><empty-line/><p>Il giorno dopo un ragazzino sui dieci anni miseramente vestito usc� dalla boscaglia tirandosi dietro con una corda l�altro cavallo di Kly, il sauro piccolo e grasso. Il postino fece restare fuori vista i tre ospiti mentre pagava il servizio con qualche moneta. Sonia, la non pi� giovane nipote di Kly, aggiunse alla ricompensa un paio di pagnotte dolci e poi mand� subito via il ragazzo. Gregor, che lo sbirciava dalla finestra, aveva l�aria di invidiare l�aria indipendente e avventurosa con cui si allontanava saltellando sull�erba.</p><p>��Non ho osato andare a prenderlo di persona�� spieg� Kly a Cordelia.�� Vordarian ha tre plotoni di uomini lass� a casa mia, oggi.�� Quel pensiero gli strapp� una risatina.�� Ma il ragazzo non aveva niente da dire a quei bastardi, salvo che il postino non stava bene e aveva bisogno del suo cavallo.</p><p>��Non lo avranno interrogato col penta-rapido, per caso?</p><p>��Oh, s�.</p><p>��Hanno osato questo!</p><p>Kly ebbe un sorriso storto nel vedere la sua espressione indignata.�� Se Vordarian non riesce a catturare Gregor, il suo colpo di stato rischia di finire male. E lui lo sa. Non c�� niente che non oserebbe fare, a questo punto.�� Fece una pausa.�� Possiamo esser lieti che la tortura sia stata sostituita da un�iniezione in un braccio, milady, mi creda.</p><p>Il marito della nipote di Kly sell� il sauro, quindi agganci� alla sella le quattro grosse borse. Il postino si mise il cappello e sal� in arcioni.</p><p>��Se non rispettassi il mio orario, al generale non sarebbe facile mettersi in contatto con me�� spieg�.�� Devo andare. Sono gi� in ritardo. Ma torner�. Voi e il bambino restate in casa e cercate di non lasciarvi vedere da nessuno, milady.�� Fece girare il cavallo verso la stradicciola e poco dopo spar� fra gli scheletriti alberi rosso-bruni indigeni di Barrayar, oltre una svolta.</p><p>Cordelia trov� il consiglio di Kly fin troppo facile da seguire. Nei quattro giorni successivi trascorse la maggior parte del tempo a letto. Le ore scivolavano via rapide in un ottuso silenzio che le intorpidiva i sensi, un torpore privo di pensieri uguale a quello in cui s�era lasciata avvolgere dopo le complicazioni chirurgiche del trasferimento di placenta. La conversazione non la distraeva molto. I montanari erano laconici quanto Bothari. Meno cose uno sapeva, meno poteva dire. I vecchi occhi di Sonia la scrutavano spesso con curiosit�, ma la donna non domandava altro che �Ha fame?� o �Vuole che le prepari un po� di th�?� Cordelia non sapeva neanche il suo cognome.</p><p>Il bagno. Dopo il primo, non os� domandarne altri. La vecchia coppia lavor� met� del pomeriggio per portare in casa secchi d�acqua e scaldarne abbastanza per lei e Gregor. I loro semplici pasti erano frutto di lavoro manuale fatto in casa e nei campi. Niente �Per riscaldare, strappare la linguetta� da quelle parti. La tecnologia, il migliore amico della casalinga, l� non c�era. A meno che non apparisse sotto forma di un distruttore neuronico nelle mani di un soldato dagli occhi duri per cui quei contadini erano poco pi� che animali.</p><p>Cordelia contava i giorni trascorsi dal colpo di stato, dal pomeriggio in cui s�era spalancata la porta dell�inferno. Cosa stava accadendo nel mondo esterno? Qual era stata la reazione delle forze spaziali, delle ambasciate, del pianeta conquistato di Komarr? I partigiani di Komarr avevano approfittato del caos per ribellarsi all�occupazione, o Vordarian aveva colto di sorpresa anche loro? <emphasis>Aral, dove sei, che cosa stai facendo?</emphasis></p><p>Sonia, anche se non le faceva domande, ogni tanto rientrava da brevi giri nelle fattorie vicine portando le notizie locali. Le truppe di Vordarian acquartierate nella dimora del Conte Piotr stavano per cessare le ricerche sul fondo del lago. Hassadar era circondata da posti di blocco, ma un rivolo di fuggiaschi continuava a uscirne; i figli di un vicino, malconci e affamati, erano tornati dalla citt� per stare coi genitori. A Vorkosigan Surleau quasi tutte le famiglie degli armieri di Piotr erano sfollate in tempo sulle colline, salvo la moglie e l�anziana madre dell�Armiere Vogti, che erano state portate via da un furgone, nessuno sapeva dove.</p><p>��E poi, e questo � molto strano�� aggiunse Sonia,�� hanno preso anche Karla Hysopi, in paese. Non capisco perch�. � solo la vedova di un sergente del Servizio. Cosa pensano di ottenere da una povera donna come lei?</p><p>Cordelia s�era irrigidita.�� Hanno preso anche la bambina?</p><p>��Una bambina? Donnia non mi ha detto niente di una bambina. La signora Hysopi ha una nipote?</p><p>Bothari era seduto davanti alla finestra e stava affilando il suo coltello sulla pietramola di Sonia. La sua mano s�era fermata a met� del gesto. Si volt� a mezzo, incontrando lo sguardo allarmato di Cordelia. A parte un fremito nei muscoli della mandibola la sua faccia non rivel� nulla, ma l�improvviso aumento di tensione nel corpo dell�uomo le diede un vuoto allo stomaco. Bothari abbass� di nuovo lo sguardo sulla pietramola, e la lama del suo coltello si mosse lentamente avanti e indietro, sibilando come acqua sui carboni ardenti.</p><p>��Forse� Kly sapr� qualcosa di pi�, quando tornerࠗ mormor� sottovoce Cordelia.</p><p>��Forse�� disse dubbiosamente Sonia.</p><empty-line/><p>La sera del settimo giorno, in orario rispetto al suo programma di consegne, Kly fece il suo ingresso nell�aia in groppa al piccolo sauro. Pochi minuti dopo l�Armiere Esterhazy arriv� a cavallo dalla stessa direzione. Indossava indumenti sgualciti da contadino, e l�animale che montava era uno di quelli ispidi e tozzi allevati sulle colline, non un purosangue del Conte Piotr. I due accudirono i cavalli e poi entrarono a mangiare la cena che Sonia preparava d�abitudine per Kly una sera alla settimana da diciott�anni.</p><p>Dopo cena spostarono le sedie davanti al caminetto di pietra. Bothari rinfocol� le braci, Gregor sedette ai piedi di Cordelia, e Kly e Esterhazy li misero al corrente di ci� che sapevano.</p><p>��Dato che Vordarian ha dovuto allargare molto l�area delle ricerche�� disse Esterhazy,�� il Conte e Lord Vorkosigan hanno deciso che le montagne sono ancora il posto pi� sicuro per Gregor. E il migliore per noi, poich� le squadre di Vordarian sono costrette a suddividersi in gruppi sempre pi� esigui e su un territorio pi� vasto.</p><p>��In questa zona stanno ancora esplorando le caverne�� aggiunse Kly.�� Ci sono circa duecento uomini impegnati nell�operazione. Ma appena avranno recuperato tutti quelli che si sono persi sottoterra, penso che se ne andranno. Ho sentito dire che ormai sono convinti di aver seguito una pista sbagliata, milady. Domani, Altezza reale�� continu� il postino, rivolgendosi direttamente a Gregor,�� l�Armiere Esterhazy vi condurr� in un altro posto, ma non molto diverso da questo. Voi userete un altro nome, e fingerete d�essere il figlio di un montanaro. L�Armiere Esterhazy far� finta d�essere vostro padre. Pensate di potercela fare, Altezza?</p><p>La mano di Gregor si strinse sulla gonna di Cordelia.�� E Lady Vorkosigan far� finta di essere la mia mamma?</p><p>��Ci � stato chiesto di portare Lady Vorkosigan all�Astroporto della Base Tanery, da Lord Vorkosigan.�� Vedendo lo sguardo allarmato di Gregor, Kly disse in fretta:�� C�� un bel pony dove voi andrete, Altezza. E le capre. La donna che abita l� potr� insegnarvi a mungere le capre.</p><p>Gregor parve incerto e pieno di dubbi, ma non protest�. Il mattino dopo, tuttavia, quando fu sistemato in sella dietro a Esterhazy sul cavallino peloso, era sull�orlo delle lacrime.</p><p>��Abbia cura di lui, Armiere�� si raccomand� Cordelia, senza mascherare l�ansia.</p><p>Esterhazy annu�, accigliato.�� � il mio Imperatore, milady. Gli ho giurato fedelt�.</p><p>��� un bambino, Armiere. L�Imperatore � una figura irreale che voi uomini avete nella mente. Difenda l�Imperatore in nome di Piotr, s�, ma abbia cura del piccolo Gregor per me, eh?</p><p>L�uomo la guard� negli occhi. La sua voce si ammorbidi.�� Anch�io ho un figlio. Un bambino di quattro anni, milady.</p><p>Allora poteva capire. Cordelia deglut� saliva, un po� sollevata.�� Ha saputo� qualcosa dalla capitale? Notizie della sua famiglia?</p><p>��Non ancora�� disse Esterhazy con voce neutra.</p><p>��Io terr� gli orecchi aperti. Far� tutto quello che potr�.</p><p>��Grazie.�� L�uomo annu�, non come un soldato verso la moglie del suo comandante, ma da genitore a genitore. Non era necessario dir altro.</p><p>Bothari era rientrato in casa a impacchettare i loro pochi averi, e si trovava fuori portata di udito. Cordelia s�avvicin� a Kly, che stava sellando il suo cavallino bianco per partire con Esterhazy e Gregor.�� Maggiore, Sonia ha sentito dire che le truppe di Vordarian hanno preso la signora Hysopi. Bothari le aveva dato sua figlia da tenere a balia. Lei sa se hanno preso anche Elena, la bambina?</p><p>Kly abbass� la voce.�� A quanto ne so io era proprio la bambina che volevano. Karla Hysopi si � ribellata furiosamente, cos� alla fine hanno preso anche lei, sebbene non fosse sulla loro lista.</p><p>��Sa dove le hanno portate?</p><p>Lui scosse il capo.�� Suppongo a Vorbarr Sultana. � probabile che gli agenti di suo marito ormai lo sappiano con pi� precisione.</p><p>��Lo ha detto al sergente?</p><p>��Il suo compagno Armiere gli ha detto ci� che sa, ieri sera.</p><p>��Ah.</p><p>Gregor si gir� a guardarla pi� volte mentre i cavalli si allontanavano sulla carrareccia, finch� i rami degli alberi non li nascosero alla vista.</p><empty-line/><p>Per tre giorni la nipote di Kly fece loro da guida sulle montagne, Bothari a piedi e Cordelia su un cavallino ossuto sulla cui groppa era stesa una spessa pelle di pecora. Il pomeriggio del terzo giorno giunsero a una casupola di pietra davanti a cui c�era ad attenderli un giovanotto magro. Costui li condusse a una baracca dove, con gran meraviglia di Cordelia, era posteggiata una grossa e scalcinata vettura antigravit�. Lei fu fatta salire sul sedile posteriore, accanto a sei grosse giare di sciroppo d�acero. Bothari scambi� una silenziosa stretta di mano con la nipote di Kly, che mont� a cavallo e spar� nuovamente nella boscaglia.</p><p>Sotto lo sguardo un po� sospettoso di Bothari, il giovanotto magro fece manovra e decoll�, con uno scossone. Sfiorando appena le cime degli alberi, abbassandosi nei canaloni che segnavano i versanti rocciosi dei Monti Dendarii, la vettura oltrepass� infine una cresta coperta di neve e scese sull�altro lato dello spartiacque, fuori dal Distretto Vorkosigan. Era gi� buio quando giunsero a una cittadina di provincia la cui economia si basava sul mercato dei prodotti agricoli. Il giovanotto fece scendere la vettura antigravit� in una strada secondaria poco illuminata. Cordelia e Bothari lo aiutarono a portare i suoi prodotti in un piccolo emporio, dove lui baratt� lo sciroppo con caff�, farina, sapone e batterie cariche.</p><p>Tornati in strada, scoprirono che un grosso camion a ruote era venuto a fermarsi dietro la vettura. Il giovanotto scambi� appena un cenno del capo con il conducente, che salt� gi� e and� ad aprire lo sportello posteriore del camion per Cordelia e Bothari. L�interno era pieno per met� di sacchi in rete di plastica, contenenti patate e cavoli. Non erano granch� come cuscini, anche se Bothari fece del suo meglio per sistemare Cordelia a sedere fra essi mentre il camion sobbalzava sul selciato irregolare delle strade. Quando smisero di voltare a destra e a sinistra capirono che stavano andando fuori citt�. Bothari allora sedette sul pianale e alla luce debole della lampada interna riprese ad affilare la lama del coltello su una striscia di cuoio che gli era stata data da Sonia, apparentemente deciso a renderlo tagliente come un rasoio a mano libera. Dopo quattro ore di quel monotono fruscio, Cordelia era pronta per cominciare a parlare coi cavoli.</p><p>Il camion rallent� infine in una zona pianeggiante dove non si udivano rumori. Lo sportello posteriore fu aperto e Bothari e Cordelia scesero, scoprendo che la loro poco confortante ipotesi era giusta: si trovavano in aperta campagna, nell�oscurit� pi� completa, e l�unica cosa in vista era la strada sterrata che attraversava una vasta estensione di campi spogli, in un distretto sconosciuto.</p><p>��Verranno a prendervi loro, alla pietra miliare del chilometro 96�� li inform� il conducente indicando una macchia chiara nel buio poco pi� in l�, che risult� essere semplicemente una roccia dipinta di bianco.</p><p>��Quando?�� chiese Cordelia, disperata. E inoltre, <emphasis>loro </emphasis>chi?</p><p>��Non lo so.�� L�uomo risal� nella cabina e il camion ripart� con un rombo, facendo schizzare via la polvere e i sassi come se fosse inseguito.</p><p>Cordelia sedette sulla pietra miliare e si chiese passivamente quali delle due parti in lizza sarebbe stata la prima a sbucare dalla notte, e con quale test lei avrebbe potuto stabilirne l�identit�. Il tempo trascorse, e alle due ipotesi si aggiunse quella, forse ancor pi� deprimente, che a portarli via da quella desolazione non venisse nessuno.</p><p>Ma verso mezzanotte una vettura antigravit� lunga e nera si abbass� dal cielo cosparso di stelle, lentamente e con un ronzio appena udibile. Il carrello d�atterraggio fece scricchiolare la ghiaia a pochi metri da loro. Bothari, rannicchiato con lei dietro la pietra miliare, impugn� il suo inutile pugnale. Ma quando lo sportello di destra si apr�, l�uomo che si alz� dal sedile del passeggero e usc� goffamente era il tenente Koudelka.�� Milady?�� chiam�, scrutando incerto le due figure accovacciate nell�ombra.�� Sergente?�� Un sospiro di sollievo quasi doloroso scatur� dalla gola di Cordelia quando riconobbe, al posto di pilotaggio, la testa bionda di Droushnakovi. <emphasis>La mia casa non � un posto, ma alcune persone�</emphasis></p><p>Con Bothari che la teneva per un gomito, mentre Koudelka li incitava ansiosamente, Cordelia si lasci� cadere nel morbido abbraccio del sedile posteriore. Droushnakovi si gir� a guardare in che condizioni fosse, gratific� Bothari di una smorfia scontenta e chiese:�� Come si sente, milady? Sta bene?</p><p>��Meglio di quel che potevo aspettarmi, davvero. Ora vai, vai.</p><p>Lo sportello si chiuse e la vettura decoll� con una vibrazione potente. L�impianto di riscaldamento riemp� la cabina di aria tiepida e profumata. Le luci colorate sul pannello dei comandi illuminavano i volti di Koudelka e di Drou. Un bozzolo di sicurezza tecnologica. Cordelia si sporse a controllare i monitor degli scanner da sopra una spalla della ragazza e poi guard� fuori dai finestrini: s�, due forme scure e allungate li affiancavano, caccia atmosferici di scorta. Anche Bothari li vide e annu� soddisfatto. Una parte della tensione abbandon� il suo corpo.</p><p>��� bello vedervi di nuovo��� Qualcosa nel linguaggio corporale dei due giovani, un velato riserbo, trattenne Cordelia dal dire �di nuovo <emphasis>insieme</emphasis>�.�� Suppongo che tu abbia dato il fatto suo a quel furfante che ti aveva accusato di sabotaggio.</p><p>��Appena il Lord Reggente ha avuto il tempo di fargli una dose di penta-rapido, milady�� annu� Droushnakovi.�� L�uomo non ha avuto il coraggio di suicidarsi prima d�essere interrogato.</p><p>��Era lui il sabotatore?</p><p>��S젗 rispose Koudelka.�� Aveva ricevuto un segnale radio in codice. Vordarian lo aveva corrotto gi� quattro mesi fa.</p><p>��Questo solleva molti dubbi sul nostro sistema di sicurezza. Ha agito da solo?</p><p>��Sembra di s�. � stato lui a fornire le informazioni sul nostro percorso, il giorno dell�attentato con la granata sonica.�� Koudelka ebbe un involontario moto di disagio, al ricordo.</p><p>��Dunque c�era Vordarian, dietro.</p><p>��� confermato. Ma l�uomo � rimasto estraneo all�attentato con la soltossina. L�abbiamo rivoltato come un guanto. Era un agente di scarsa importanza, soltanto uno strumento.</p><p><emphasis>Era. </emphasis>Cordelia scacci� quel pensiero.�� Illyan si � messo in contatto?</p><p>��Non ancora. L�ammiraglio Vorkosigan spera che sia nascosto da qualche parte, se non ha perso la vita durante i primi scontri. Con le armi a plasma, non � facile identificare le vittime.</p><p>��Mmh. Be�, vi far� piacere sapere che Gregor sta bene e�</p><p>Koudelka alz� una mano per interromperla.�� Mi scusi, milady, ma gli ordini dell�ammiraglio� lei e il sergente non dovete dire una parola a nessuno su Gregor, salvo che a lui e al Conte Piotr.</p><p>��Giusto. Dannazione al penta-rapido. Come sta Aral?</p><p>��Sta bene, milady. Mi ha chiesto di metterla al corrente della situazione strategica�</p><p><emphasis>Al diavolo la situazione strategica! Cosa ne � di mio figlio? </emphasis>Ma, ahim�, le due cose erano inestricabilmente collegate.</p><p>��� e di rispondere a tutte le sue domande.</p><p>Molto bene.�� Voglio sapere di Pio� di Miles, il mio bambino.</p><p>��Non abbiamo sentito nulla di allarmante, milady.</p><p>��Questo cosa significa?</p><p>��Significa che non sappiamo niente�� disse Droushnakovi, chiaro e tondo.</p><p>Koudelka le diede uno sguardo di rimprovero, che lei scart� con una spallucciata.</p><p>��Niente nuove, buone nuove�� cerc� di metterci una pezza Koudelka.�� Tuttavia c�� il fatto che la capitale � in mano a Vordarian�</p><p>��E perci� anche l�Ospedale Militare�� disse Cordelia.</p><p>��Ma ha subito reso noti i nomi degli ostaggi imparentati coi nostri uomini. Nella lista, suo figlio non c��. L�ammiraglio pensa che Vordarian non ritenga utilizzabile quello che c�� in un simulatore uterino. O che non sappia cos�ha in mano.</p><p>��Non ancora�� puntualizz� Cordelia.</p><p>��Non ancora�� concesse Koudelka, riluttante.</p><p>��Va bene. Prosegui.</p><p>��La situazione generale non � grave come temevamo all�inizio. Vordarian controlla Vorbarr Sultana, il suo distretto, le sue basi militari, e ha mandato truppe nel Distretto Vorkosigan. Ma soltanto cinque Conti sono con lui dall�inizio della congiura. Altri trenta erano alla capitale al momento del colpo di stato, e non si pu� dire chi sia o non sia veramente alleato con lui finch� hanno una pistola puntata alla testa. La maggior parte dei restanti ventitr� distretti hanno confermato il giuramento di fedelt� al mio Lord Reggente. Anche se due o tre Conti esitano, o perch� hanno dei familiari alla capitale o perch� sanno che il loro distretto sarebbe un campo di battaglia.</p><p>��E le forze spaziali?</p><p>��S�, ci stavo arrivando, milady. Oltre met� dei loro rifornimenti basilari pu� esser spedito in orbita solo dalle strutture di decollo nel distretto di Vordarian. Per il momento i comandanti di nave sono pi� propensi ad aspettare un risultato che a muoversi per crearne uno. Tuttavia hanno rifiutato di appoggiare apertamente Vordarian. C�� una situazione di equilibrio che pu� rovesciarsi da una parte o dall�altra appena accadr� qualcosa di pi� decisivo. L�ammiraglio Vorkosigan afferma d�essere molto fiducioso.�� Dal tono di Koudelka, Cordelia dubit� che lui condividesse quella fiducia.�� Del resto, deve esserlo. Per il morale. Dice che Vordarian ha perso la guerra nel momento in cui Negri � riuscito a portargli via Gregor di sotto il naso, e che il resto � solo una serie di manovre per rimediare a quello scacco. Ma Vordarian ha la Principessa Kareen.</p><p>��Manovra, questa, che Aral far� del suo meglio per bloccare, spero. Come sta Kareen? Gli uomini di Vordarian l�hanno ferita?</p><p>��Per quanto ne sappiamo, no. Sembra che sia ancora nella Residenza Imperiale, agli arresti domiciliari. Anche alcuni degli ostaggi pi� importanti sono detenuti l�.</p><p>��Capisco.�� Nella penombra della cabina Cordelia gett� uno sguardo a Bothari, la cui espressione non era mutata. Si aspettava che chiedesse di Elena, ma lui non disse nulla. Droushnakovi, sentendo nominare Kareen, s�era girata a guardare avanti, nella notte.</p><p>Avevano fatto pace, Kou e Drou? Sembravano freddi, consapevoli del loro dovere e molto formali. Che avessero messo una pietra sull�accaduto oppure no, Cordelia non sentiva nessun calore fra i due. Dei sentimenti segreti che lei aveva visto nascere nella ragazza bionda non c�era pi� traccia; non nello sguardo con cui controllava i comandi e che solo di rado si spostava un attimo sull�uomo seduto al suo fianco. Drou pensava a pilotare la rapida vettura antigravit� e nient�altro.</p><p>In distanza apparvero le luci di una citt� di medie dimensioni, e pi� oltre il reticolo geometrico delle piste e degli edifici di un astroporto militare. Con un sussulto Cordelia si rese conto che da qualche minuto c�era una quantit� di armi automatiche puntate su di loro. Drou trasmise codici di riconoscimento uno dopo l�altro mentre scendevano di quota, in risposta alle fredde richieste della torre di controllo. La vettura scese in verticale su una stretta pista illuminata per loro, circondata da guardie armate; i due aerei di scorta passarono via pi� in alto e si allontanarono per riprendere il servizio di pattuglia.</p><p>Sei guardie li presero in consegna appena scesero, e adeguandosi al passo non troppo rapido di Koudelka li scortarono all�imboccatura di un pozzo antigravit�. La piattaforma scese per una ventina di metri, si spost� orizzontalmente oltre un portellone blindato e continu� a scendere. La Base Tanery ospitava evidentemente un�ampia struttura sotterranea in grado di resistere a un attacco atomico. <emphasis>Ben vengano i bunker</emphasis>, pens� Cordelia con sollievo, ma gli odori familiari che stava respirando le diedero un lungo momento di confusione emotiva, un terribile senso di perdita e di nostalgia. Gli interni di Colonia Beta erano molto pi� eleganti e decorati di quei tunnel spogli, e tuttavia l�impressione era la stessa di chi scendeva nei livelli di servizio di una citt� sotterranea betana. Chiusa e autosufficiente, sicura, protetta� <emphasis>Vorrei essere a casa mia.</emphasis></p><p>Nel corridoio dove la piattaforma li scaric�, tre ufficiali in uniforme verde stavano conversando davanti alla porta di un ufficio. Uno di essi era Aral, che appena la vide s�interruppe:�� Grazie, signori. Potete andare.�� E poi, voltandosi a mezzo, aggiunse:�� Ne discuteremo di nuovo pi� tardi.�� Ma gli altri due restarono l�, e continuarono a parlare.</p><p>Aral le parve piuttosto stanco. Nel guardarlo, Cordelia si sent� stringere il cuore. Eppure� <emphasis>Seguendo te sono finita qui. Non sul Barrayar delle mie speranze, ma sul Barrayar delle mie paure.</emphasis></p><p>Mormorando un�� Ah!�� quasi senza voce lui la strinse a s�, con forza. Cordelia gli restitu� l�abbraccio. <emphasis>Questo � bello. Vattene, mondo, e lascialo solo con me. </emphasis>Ma quando si scostarono il mondo era sempre l� ad attenderlo, sotto forma di sette osservatori ciascuno con un programma da rispettare.</p><p>Lui la tenne per le spalle e la guard� ansiosamente da capo a piedi.�� Hai un aspetto terribile, mia capitana.</p><p>Almeno era abbastanza gentile da non dire �un <emphasis>odore </emphasis>terribile�.�� Niente che un bagno non possa rimediare.</p><p>��Non � questo che intendevo. Voglio che tu passi in infermeria, prima di ogni altra cosa.�� Si volse al sergente Bothari, il primo in lista d�attesa.</p><p>��Signore, devo fare rapporto al mio Lord, il Conte�� disse lui.</p><p>��Mio padre non � qui. � in missione diplomatica presso alcuni dei suoi vecchi amici. Kou, per favore, occupati di Bothari. Assegnagli un alloggio, tessere per la mensa, documenti e abiti. Sergente, appena ti sarai messo in ordine vieni a rapporto da me.</p><p>��S�, signore.�� I due uomini si allontanarono.</p><p>��Bothari � stato sorprendente.�� Confid� Cordelia ad Aral.�� No, questo non � esatto. Bothari � Bothari, e non dovrei essere sorpresa di niente. Non ce l�avremmo fatta, senza di lui.</p><p>Aral annu�.�� Sapevo che avrebbe fatto del suo meglio per te.</p><p>��Lo ha fatto.</p><p>Droushnakovi, che aveva preso posto alle spalle di Cordelia appena Bothari se n�era andato, scosse la testa con aria scettica e li segu� lungo il corridoio. Gli altri le si accodarono con andatura meno militaresca della sua.</p><p>��Hai saputo qualcosa di Illyan?�� domand� Cordelia.</p><p>��Non ancora. Kou ti ha esposto la situazione?</p><p>��Un riassunto, ma per ora pu� bastare. Suppongo che non abbiate neppure notizie di Padma e Alys Vorpatril, allora?</p><p>Lui scosse il capo.�� No, purtroppo. Ma non sono sulla lista degli ostaggi di Vordarian. Penso che si siano nascosti in citt�. L�organizzazione di Vordarian perde informazioni come un colabrodo. Mi chiedo se la nostra sia altrettanto porosa. � questo il guaio di ogni guerra civile: ognuno ha parenti, fratelli, o amici che�</p><p>Nel corridoio echeggi� una voce:�� Ammiraglio� signore!�� Soltanto Cordelia, che lo teneva sottobraccio, s�accorse del suo moto di contrariet�.</p><p>Un Alfiere del Quartier Generale era appena uscito dal pozzo antigravit�, davanti a un uomo in tuta nera da fatica con le mostrine di colonnello sul colletto.�� Signor ammiraglio, il colonnello Gerould � appena arrivato da Marigrad.</p><p>��Oh. Be�, dovr� parlare subito con quest�uomo��� Lo sguardo di Aral si ferm� su Droushnakovi.�� Drou, per favore, accompagna tu in infermeria la mia signora. Provvedi che sia visitata e� e che poi abbia tutto il necessario.</p><p>Il colonnello che veniva verso di loro non era un pilota di scrivanie. Sembrava appena arrivato dal fronte, qualunque fosse il fronte in quella guerra dai confini cos� fluidi. La sua tuta sporca di grasso, strappata e bruciacchiata, emanava un odore che eclissava anche quello �da montanara� di Cordelia. Ma la sua espressione era pi� truce che stanca.�� A Marigrad si combatte casa per casa, ammiraglio�� rifer� senza preamboli.</p><p>Vorkosigan ebbe una smorfia.�� Voglio un quadro della situazione. Andiamo in sala tattica. Mmh� a quale arma appartiene <emphasis>adesso</emphasis>, colonnello?</p><p>Al braccio sinistro del militare era legata una fascia bianca, con al centro una striscia sottile di stoffa marrone.�� Un contrassegno, ammiraglio. Per sapere a chi stiamo sparando� almeno negli scontri ravvicinati. Quelli di Vordarian hanno bracciali rossi e gialli, per improvvisare l�ocra e l�oro, suppongo. Questo che ho io rappresenta il marrone e argento dei Vorkosigan, naturalmente.</p><p>��Proprio ci� che temevo. Lo tolga. Lo bruci. E passi parola a tutti gli altri. Lei ha gi� un�uniforme, colonnello, con i colori dell�Imperatore. � per quella che ci battiamo. Lasci che siano i traditori a modificare la loro divisa.</p><p>Gerould parve stupito dalla veemenza di Vorkosigan, ma dopo un momento nel suo sguardo ci fu un lampo di comprensione. Strapp� via la fascia e se la cacci� in una tasca.�� Giusto, signore.</p><p>Aral lasci� la mano di Cordelia con uno sforzo avvertibile.�� Ci vediamo nelle tue stanze, mia cara. A pi� tardi.</p><p>Pi� tardi entro la settimana, forse, di quel passo. Cordelia fece un sospiro, immagazzin� nella mente un�ultima immagine delle sue spalle quadrate per portarsi via almeno quella, e segu� Droushnakovi nei meandri sotterranei della Base Tanery. Ne approfitt� tuttavia per capovolgere le precedenze stabilite dal marito e chiarire che prima di tutto le occorreva un bagno. Poi, ignorando i gusti da palazzo reale di Drou, decise che quello pi� vicino all�appartamento di Aral aveva una vasca delle dimensioni giuste per contenerla, e tanto doveva bastare a lei e a chiunque altro.</p><p>Il medico della Base non aveva registrazioni; la cartella clinica di Cordelia si trovava dietro le linee nemiche, a Vorbarr Sultana. L�uomo scosse il capo e inaugur� una serie di moduli nuovi.�� Mi spiace, Lady Vorkosigan, ma dovr� scrivermi la sua anamnesi dall�inizio. Porti pazienza. Dunque, se ho capito bene lei ha avuto dei disturbi femminili di qualche genere?</p><p><emphasis>No, i miei disturbi hanno tutti un�origine maschile</emphasis>, fu sul punto di rispondere lei.�� Ho fatto un trasferimento di placenta, trenta��� Cerc� di ricordare il giorno esatto.�� Circa cinque settimane fa.</p><p>��Mi scusi, un cosa?</p><p>��Ho partorito per intervento chirurgico, anticipatamente. Ho avuto un�emorragia, da cui per� mi sono ripresa, credo.</p><p>��Capisco. Cinque settimane post-partum. Emorragia superata.�� Il medico prese nota.�� Bene. E attualmente cosa c�� che non va?</p><p><emphasis>Non mi piace Barrayar. Voglio tornare a casa mia. Mio suocero vuole assassinare mio figlio. Met� dei miei amici stanno scappando per sfuggire alla morte. Ho un marito con cui non riesco a stare dieci minuti, e che voialtri consumerete fino all�osso. Mi fanno male i piedi, la testa, il cuore� </emphasis>Troppo complicato: quel pover�uomo voleva dei dati da buttar gi� sul suo modulo, non un romanzo.�� Stanchezza fisica�� disse alla fine.</p><p>��Ah.�� Il medico accese uno schermo e trascrisse qualcosa.�� Affaticamento post-partum. � abbastanza normale.�� Si volse a guardarla e le sorrise premurosamente.�� Ha considerato la possibilit� di cominciare un programma di esercizi ginnici, Lady Vorkosigan?</p></section><section><title><p>CAPITOLO QUATTORDICESIMO</p></title><p>��Chi sono gli uomini di Vordarian?�� Cordelia non riusciva a mascherare la sua frustrazione.�� Mi hanno inseguito per una settimana, ma � come se li avessi appena intravisti nello specchietto retrovisore. Conosci il tuo nemico eccetera, no? Be�, dov�� riuscito ad arruolare cos� tanti seguaci?</p><p>��Non sono poi tanti quanti puoi pensare.�� Con un lieve sorriso Aral si port� alla bocca un�altra fettina di arrosto. Stavano mangiando da soli (miracolo!) nel semplice appartamento degli alloggi ufficiali, nel sottosuolo. La cena, portata da un militare su un vassoio, era la stessa che servivano in tutto il resto della Base. Con sollievo di Cordelia, suo marito aveva subito mandato via l�uomo con un �Grazie, caporale. Torni pure alla mensa.�</p><p>Aral mastic� il boccone e continu�:�� Chi sono? Per la maggior parte gente i cui ufficiali superiori erano con Vordarian, e che non hanno avuto vuoi il coraggio, vuoi l�intraprendenza, vuoi il buon senso di disertare dalla loro compagnia e mettersi a rapporto da qualcun altro. Devi capire che lo spirito di corpo � fortemente inculcato in questi uomini in tutte le fasi dell�addestramento. Quando le cose sono dure, l�istinto di restare uniti e ubbidire agli ordini � una reazione automatica. Il fatto che i loro ufficiali li portino a commettere tradimento non � afferrato subito neppure dai pi� intelligenti. Occorre tempo perch� comincino a uscire dalle maglie della propaganda. Inoltre�� ebbe un sogghigno storto,�� � tradimento solo se Vordarian perde.</p><p>��E tu affermi che sta perdendo?</p><p>��Finch� io vivo, e tengo in vita Gregor, Vordarian non pu� vedere la vittoria neppure di lontano�� dichiar� Aral con sicurezza.�� Mi sta imputando tutti i crimini che gli vengono in mente. La pi� dannosa per me � l�accusa che io abbia gi� ucciso Gregor e miri a diventare Imperatore. Penso che con questo voglia indurmi a rivelare dov�� nascosto il bambino. Sa che non � qui con me, altrimenti avrebbe gi� tentato un attacco nucleare su questa Base.</p><p>Cordelia si accigli�.�� Ma preferisce catturare Gregor, oppure vuole ucciderlo?</p><p>��Ucciderlo, se non pu� averlo per utilizzarlo in modo opportuno davanti alle telecamere. � quello che intendo fare io, comunque, quando sar� il momento.</p><p>��Perch� non subito?</p><p>Lui spinse via il piatto con quel che restava della pietanza e si appoggi� allo schienale, con un sospiro stanco.�� Perch� voglio vedere quanti uomini di Vordarian potr� far passare dalla mia parte prima che il loro tradimento sia ufficiale e irreversibile. Non tutti sono disertori� teste confuse, � il termine pi� esatto. E io non voglio inaugurare il mio secondo anno di Reggenza con quattro o cinquemila fucilazioni. Tutti quelli al di sotto di un certo grado potranno avere il perdono, perch� hanno giurato di ubbidire ai loro comandanti, ma voglio salvare quanti pi� ufficiali possibile. Cinque Conti dei distretti, oltre a Vordarian, sono condannati fin d�ora. Non ci sar� assoluzione per loro. Maledetto quel bastardo e la sua ambizione.</p><p>��Cosa stanno facendo le truppe di Vordarian? C�� un attacco deciso in un punto chiave?</p><p>��Non esattamente. Sta impegnando un sacco del suo tempo, e del mio, per impadronirsi di localit� secondarie, come quei depositi di armi e rifornimenti a Marigrad. Questo ci costringe a rispondere, ad attaccare oppure a ritirarci. E le azioni tengono i suoi comandanti occupati, con la mente lontana dal fatto pi� determinante, ovvero ci� che faranno le forze spaziali. Ah, se solo potessi avere qui Kanzian!</p><p>��I tuoi agenti non l�hanno ancora localizzato?�� L�ammiraglio Kanzian era uno dei due alti ufficiali del Servizio che Vorkosigan giudicava pi� esperti di lui in strategia bellica. Era un uomo anziano, specializzato in operazioni astronautiche, e le forze spaziali barrayarane ne idolatravano l�intelligenza e le capacit�.�� Non c�� sterco di cavallo appiccicato ai suoi stivali�� aveva detto un giorno Koudelka di lui, con divertimento di Cordelia.</p><p>��No, ma neppure Vordarian � riuscito ad averlo. Sembra scomparso. Prego Dio che non sia rimasto coinvolto in qualche stupido scontro a fuoco nelle strade e chiuso in un anonimo sacco di plastica fra le vittime non identificate. Che spreco sarebbe.</p><p>��Ci sarebbe d�aiuto? Potrebbe convincere alcuni comandanti delle navi da battaglia ad unirsi a noi?</p><p>��Perch� credi che io stia difendendo la Base Tanery? Ho esaminato la possibilit� di dover trasferire il mio Quartier Generale su un�astronave. Per ora � un passo prematuro; potrebbero interpretarlo come il primo sulla via della fuga.</p><p>La fuga. Che pensiero seducente. Via, lontano da quei lunatici, con le loro pazzie politiche ridotte a semplici servizi di cronaca diramati da qualche notiziario galattico. Ma� lasciarsi indietro Aral? Cordelia scrut� il suo volto, mentre lui guardava senza vederlo il piatto con gli avanzi della cena. Un uomo stanco e di mezz�et� vestito in un�uniforme verde, senza particolari attrattive (salvo i suoi luminosi occhi grigi); un intelletto vivace, ma in continua guerra con istinti aggressivi costruiti in lui da una vita di esperienze bizzarre, emotive, esperienze barrayarane. <emphasis>Avresti potuto innamorarti di un uomo felice, se desideravi la felicit�. E invece no, ti sei lasciata incantare dal fascino di questa sua sofferenza�</emphasis></p><p>Due corpi uniti in una sola carne. Quant�era diventata letterale quella formuletta melensa: un grumo di carne prigioniero in un simulatore uterino dietro le linee nemiche legava i loro corpi, come due gemelli siamesi. E se il piccolo Miles fosse morto, si sarebbe spezzato quel legame?</p><p>��Come� cosa possiamo fare per gli ostaggi di Vordarian?</p><p>Lui sospir�.�� Questo � il nocciolo crudo della situazione. Se contiamo le carte in tavola, quelle che possiamo vedere, Vordarian ha in mano oltre venti Conti di distretto, e Kareen. Pi� alcune centinaia di persone meno importanti.</p><p>��Come Elena Bothari?</p><p>��S�. E gli abitanti di Vorbarr Sultana, se � per questo. Potrebbe minacciare la distruzione atomica della citt�, da ultimo, per avere il permesso di lasciare il pianeta. Mi sono trastullato con l�idea di trattare, dandogli ci� che vuole. Ma solo per farlo assassinare pi� tardi. Non si pu� lasciarlo fuggire libero, dopo che tanti sono gi� morti per difendere il trono da quel traditore. Quale pira funebre potrebbe placare le loro anime? No.</p><p>�Cos� ci� che studiamo ora sono dei raid, delle operazioni di salvataggio da mettere in atto al momento opportuno, quando la lealt� degli uomini raggiunger� il punto critico e Vordarian sar� colto dai primi accenni di panico. Nel frattempo aspettiamo. Se la situazione lo richieder�� dovr� sacrificare gli ostaggi, pur di impedire la vittoria di Vordarian.�� Il suo sguardo era lontano, adesso, inespressivo.</p><p>��Anche Kareen?�� <emphasis>Tutti gli ostaggi? Anche il pi� piccolo.</emphasis></p><p>��Anche Kareen. � una Vor. Queste cose le sa.</p><p>��La prova sicura che io non sono Vor�� disse cupamente Cordelia,�� � che non capisco nulla di questa� follia rituale. Penso che tutti voi avreste bisogno di terapia psichica, dal primo all�ultimo.</p><p>Lui ebbe un lieve sorriso.�� Credi che Colonia Beta accetterebbe di mandare un esercito di psichiatri in aiuto di questo disgraziato pianeta? Comandati dalla persona con cui avesti quell�ultima discussione, magari, eh?</p><p>Cordelia sbuff�. Be�, la storia di Barrayar aveva una specie di drammatica bellezza, da un punto di vista astratto, da un punto di vista lontano. Il gioco delle passioni. Era da vicino che la stupidit� della cosa diventava troppo palpabile, e che il quadro generale si frammentava in particolari caotici senza significato.</p><p>Cordelia esit�, poi chiese:�� Stiamo gi� giocando al gioco degli ostaggi?�� Non era sicura di voler conoscere la risposta.</p><p>Vorkosigan scosse il capo.�� No. Questo � stato l�aspetto duro delle ipotesi di trattative studiate nell�ultima settimana: dover guardare negli occhi uomini che hanno mogli e figli alla capitale, e dire di no.�� Alline� le posate sul vassoio, con gesti lenti e pensosi.�� Ma loro non guardano all�aspetto generale delle cose. Questa non �, finora, una rivoluzione, ma solo un colpo di stato avvenuto a palazzo. La popolazione non si schiera, o meglio si limita a tenere la testa bassa, salvo gli informatori e i pochi coinvolti coi fuggiaschi. Vorkosigan sta facendo appello a una elite di conservatori, ai vecchi Vor, ai militari, ai Conti che non contano pi�. La cultura tecnologica produce popolani progressisti pi� in fretta di quanto il sistema scolastico riesca a plasmare conservatori ben istruiti. E il futuro apparterr� ai primi. Io voglio dar loro un metodo che non sia quello dei bracciali colorati per distinguere i buoni dai cattivi. La forza morale dell�esempio � una forza pi� potente di quel che crede Vordarian. Quale generale terrestre disse che il morale sta al fisico per tre a uno? Ah, Napoleone, s�. Peccato che non abbia seguito il suo stesso consiglio. Io lo valuterei cinque a uno, in questa particolare guerra.</p><p>��Ma in quanto all�equilibrio degli armamenti come stiamo? Anche il lato fisico ha la sua importanza.</p><p>Vorkosigan scroll� le spalle.�� Sia noi che loro ne abbiamo abbastanza da distruggere la superficie del pianeta una dozzina di volte. La forza bruta non � il punto chiave. Ma il fatto che io abbia una posizione legittima � un enorme vantaggio, finch� ci sono armi su ambedue i lati. Di conseguenza, ecco che Vordarian mina questa legittimit� con l�accusa che io voglia il trono di Gregor. Mi propongo di legarlo con la sua stessa bugia.</p><p>Cordelia fremette.�� Sai, non credo che avrei paura di questo se fossi nei panni di Vordarian.</p><p>��Oh, ci sono ancora altri modi in cui pu� vincere. In ciascuno di essi � prevista la mia morte. Senza di me, il Reggente nominato dal defunto Ezar, che scelta resterebbe? Vordarian, come mio sostituto, sarebbe lecito quanto un altro. Se mi uccidesse e catturasse Gregor, o viceversa, potrebbe consolidare il suo potere da questa base� fino al prossimo colpo di stato, al prossimo passo nella catena di faide e rivolte e vendette che echeggerebbero nel nostro futuro.�� I suoi occhi si strinsero, come se le vedesse.�� Questo � il mio incubo peggiore. Che la guerra non si spenga qui e rinasca finch� non arriver� un altro Dorca Vorbarra il Giusto a metter fine a un altro Secolo di Sangue. Dio sa quando. E ad essere franco, nella nostra generazione non vedo un uomo di questo genere.</p><p><emphasis>Guardati allo specchio</emphasis>, pens� cupamente Cordelia.</p><empty-line/><p>��Ah, cos� � per <emphasis>questo </emphasis>che hai voluto mandarmi dal dottore con tanta fretta�� lo stuzzic� Cordelia quella notte. Il medico, dopo che le sue prime deduzioni erano state opportunamente corrette, l�aveva visitata con cura, prescrivendole il riposo invece degli esercizi ginnici e autorizzandola anche a riprendere i rapporti coniugali, con moderazione. Aral sogghign�, e fece l�amore con lei come se maneggiasse un cristallo d�antiquariato. S�era ripreso bene dai postumi della soltossina, a giudicare dalla sua energia. Poi dorm� come un sasso finch� la console delle comunicazioni non li svegli� entrambi, all�alba. Doveva esserci stata qualche piccola cospirazione nel suo staff per arrivare a quell�ora senza intralci. Cordelia immaginava Kou e qualcun altro mormorare:�� Giusto, lascia che il Vecchio faccia un po� di ginnastica da camera. Forse domani sar� un tantino pi� morbido�</p><p>Cordelia rimase a letto, ma la fatica che aveva accumulato si lasci� smaltire in fretta. Il giorno dopo, con la scorta di Droushnakovi, era gi� in giro ad esplorare i sotterranei.</p><p>Nella palestra della Base trov� Bothari al lavoro. Il Conte Piotr non era ancora rientrato, cos�, dopo aver fatto il suo rapporto ad Aral, al sergente non restava che attendere.�� Devo tenermi in forma�� le comunic�, gettandosi al suolo per fare alcune flessioni.</p><p>��Hai dormito?</p><p>��Non molto�� disse lui. Si rialz� e riprese a correre. In modo compulsivo, masochistico, gi� oltre il limite delle sue capacit�. Sudava per occupare il tempo e impedirsi di pensare, e Cordelia gli augur� in silenzio buona fortuna.</p><p>Fu aggiornata sui dettagli della guerra dai notiziari televisivi, nessuno dei quali diceva la verit�, e da suo marito e da Koudelka, che ne conoscevano solo una parte: quali Conti erano loro alleati; chi era in ostaggio e dove; quali compagnie combattevano sull�uno e sull�altro fronte oppure erano state decimate; dove avvenivano gli scontri, e poi i danni, e le vie di rifornimento, e i nomi dei comandanti che avevano rinnovato il loro giuramento di fedelt�� tutte notizie che si affastellavano in lei fino a perdere ogni significato, come una sua versione personale di ci� che la corsa era per Bothari, ma assai meno capaci di distrarla dagli orrori e dai disastri passati o previsti e per impedire i quali lei non poteva fare proprio niente.</p><p>Cordelia riusciva ad apprezzare eventi storici di quel genere solo quand�erano separati dalla realt�; un secolo o due nel passato, ad esempio. Immagin� che un freddo storiografo del futuro la stesse guardando attraverso un telescopio temporale, e mentalmente gli rivolse un gesto scurrile. Comunque, e la sua vita glielo stava insegnando, la storia scritta lasciava fuori una delle cose pi� importanti: non parlava mai dei sentimenti e del destino dei bambini.</p><p>No� erano tutti quanti bambini, l�. Ogni figlio di mamma in uniforme verde. Le tornava in mente una delle frasi di Aral, in tono dolce amaro: �� e in quel momento, quando mi bast� un gesto per richiamare la loro attenzione, mi accorsi che i soldati mi stavano guardando come bambini.�</p><p>Cordelia spense lo schermo su cui andava in onda una trasmissione gestita dalla propaganda di Vordarian e and� in bagno a prendere le pillole per il mal di capo.</p><empty-line/><p>Il terzo giorno, in un corridoio, incroci� il tenente Koudelka che arrivava a passi svelti, rosso in faccia per l�eccitazione.</p><p>��Novit�, Kou?</p><p>��� arrivato Illyan. E ha portato con s� Kanzian!</p><p>Cordelia lo segu� verso una sala riunioni. Droushnakovi dovette allungare il passo per riuscire a precederla e ad aprirle la porta. Il capitano Illyan stava facendo rapporto, seduto sul bordo del tavolo, e nel parlare faceva oscillare ritmicamente una gamba. Aral aveva preso posto l� accanto insieme ad altri due del suo staff, e ascoltava con le mani unite davanti a s� e un�espressione attenta sul volto. Pallido e malconcio Illyan aveva un�aria febbricitante, ma i suoi occhi brillavano di soddisfazione. Indossava abiti civili che sembravano rubati da una corda del bucato nei quartieri poveri e stirati con la suola di una scarpa. Dall�altra parte del tavolo sedeva un uomo anziano, a cui un cameriere stava servendo un bicchiere di quello che Cordelia, grazie alla sua esperienza in ospedale, riconobbe per succo di frutta arricchito di sali potassici e vitamine. Lui ne bevve doverosamente un sorso ma ebbe una smorfia, lasciando intuire che avrebbe gradito un ricostituente un tantino pi� simile al brandy di marca. Di bassa statura, sovrappeso, grigio dove ormai non era gi� calvo, Kanzian non vantava pi� da molti anni un aspetto marziale. Avrebbe potuto passare per un professore di scuola o uno studioso dedito alla ricerca scientifica, se non fosse stato per la luce dei suoi occhi, troppo vividi e penetranti per un tranquillo intellettuale. Cordelia l�aveva gi� incontrato in uniforme; la sua pacata autorit� non sembrava compromessa dagli indumenti civili, provenienti forse dalla stessa corda del bucato da cui Illyan aveva rubato i suoi.</p><p>��Cos� abbiamo trascorso l�intera notte nella cantina�� stava dicendo Illyan.�� Le squadre di Vordarian sono tornate a perquisire l�edificio il mattino dopo, ma� oh, milady!</p><p>Il sorriso con cui la accolse parve incrinato da un attimo di senso di colpa quando si affrett� a distogliere lo sguardo dal suo addome. Cordelia avrebbe preferito che continuasse a raccontare con fosco piglio mascolino le disavventure di quei giorni, ma il suo arrivo (l�arrivo del fantasma di una sconfitta che ancora gli bruciava) lo aveva alquanto smontato.</p><p>��Simon. Ammiraglio. � una gioia vedervi qui.�� Si scambiarono un cenno del capo. Kanzian fece per alzarsi doverosamente, ma ci fu un�unanime profusione di gesti per invitarlo a risparmiare le forze, cosa che lo fece sorridere divertito. Aral la chiam� a sedersi accanto a lui.</p><p>Illyan prosegu� il suo rapporto. Le sue due settimane di fuga dalle squadre di Vordarian erano trascorse all�incirca come quelle di Cordelia, anche se nell�ambiente pi� turbinoso della capitale occupata. Dietro le parole dell�uomo lei sent� le stesse incertezze, le stesse preoccupazioni. Kanzian annuiva ogni tanto, per confermare gli eventi di cui era stato testimone anch�egli.</p><p>��Ben fatto, Simon�� disse Vorkosigan quando Illyan ebbe concluso. Accenn� verso Kanzian.�� Davvero ben fatto. Non lo dimenticher�.</p><p>Illyan sorrise.�� Pensavo che lo avrebbe apprezzato, signore.</p><p>Vorkosigan si rivolse a Kanzian.�� Appena si sar� riposato vorrei metterla al corrente della situazione in sala tattica, signore.</p><p>��Grazie, mio Lord. Dopo la fuga dal Quartier Generale sono rimasto tagliato fuori dagli avvenimenti, a parte i notiziari di Vordarian. Anche se abbiamo potuto dedurre molto da ci� che vedevamo. Comunque mi congratulo con lei per la sua strategia di contenimento. Finora � stata efficace. Ma � quasi giunta al suo limite.</p><p>��� quello che penso anch�io, signore.</p><p>��Cosa sta facendo Jolly Nolly alla Stazione di Balzo Uno?</p><p>��Non ho risposto ai messaggi inviati dai suoi ufficiali su raggio canalizzato. La settimana scorsa giustificavano il suo silenzio con la scusa di un�indisposizione, ma poi hanno avuto almeno il buon gusto di tacere.</p><p>��Ah. Posso immaginarlo. La sua colite deve aver avuto una ricaduta formidabile. Scommetto che non tutti gli �indisposti� si stanno negando al telefono senza motivo. Credo che lei e io dovremmo fare due chiacchiere, in privato, con l�ammiraglio Knollys.</p><p>��S�, lo apprezzerei, signore.</p><p>��Discuteremo delle sventure del nostro tempo. E dei difetti di un supposto capo delle forze armate che fonda la sua intera strategia su un assassinio politico, senza riuscire neppure a conseguirlo.�� Kanzian si accigli�, disgustato.�� Occorre un ottimismo assurdo per basare le sorti della guerra su un singolo evento eclatante. Vordarian ha sempre avuto la tendenza a strafare.</p><p>Cordelia richiam� con un gesto l�attenzione di Illyan.�� Simon, mentre eravate a Vorbarr Sultana vi � giunta qualche notizia dall�Ospedale Militare Imperiale? Sapete qualcosa di Vaagen e di Henry?�� <emphasis>E del mio bambino?</emphasis></p><p>Lui scosse il capo, dispiaciuto.�� No, milady.�� Guard� Vorkosigan.�� Mio Lord, � vero che il capitano Negri � morto? Abbiamo sentito solo delle voci, oltre alla propaganda televisiva di Vordarian. Dato che non hanno mostrato il suo corpo, ho pensato che fosse una menzogna.</p><p>��Purtroppo no. Negri � stato colpito durante uno scontro a fuoco alla Residenza Imperiale. Non � sopravvissuto alla ferita.�� rispose Vorkosigan.</p><p>Illyan si alz� in piedi, allarmato.�� E l�Imperatore?</p><p>��Gregor � sano e salvo.</p><p>Illyan torn� a sedersi.�� Grazie a Dio. E dove�?</p><p>��In un posto sicuro�� tagli� corto Vorkosigan.</p><p>��Oh. Giusto, signore. Chiedo scusa.</p><p>��Appena lei sar� passato in infermeria e sotto una doccia, Simon, dovr� affidarle degli urgenti lavori di pulizia in casa nostra�� continu� Vorkosigan.�� Dobbiamo sapere quali reparti della Sicurezza Imperiale hanno tenuto chiusi tutti e due gli occhi prima del colpo di stato di Vordarian. Non voglio parlar male dei morti� e Dio sa che Negri ha pagato col suo sacrificio ogni errore passato� ma il sistema con cui governava la Sicurezza Imperiale, suddivisa in compartimenti isolati alcuni dei quali noti solo a lui e a Ezar, dev�essere ristrutturato. Bisogna riconsiderare ogni sezione e ogni uomo. Questo sar� il suo primo incarico come nuovo Capo della Sicurezza Imperiale, capitano Illyan.</p><p>Il volto di Illyan, gi� pallido e stanco, si sbianc� ancor di pi�.�� Signore, vuole che <emphasis>io </emphasis>indossi i panni di Negri?</p><p>��Prima ne scuota fuori le pulci�� lo consigli� seccamente lui.�� E al pi� presto, se non le spiace. Non posso portare allo scoperto l�Imperatore finch� la Sicurezza non � in grado di prendersi cura di lui.</p><p>��S�, signore�� disse Illyan, come sopraffatto.</p><p>Kanzian si tir� in piedi, rifiutando con un cenno l�aiuto di uno dei presenti. Aral strinse una mano di Cordelia, sotto il tavolo, e si alz� per accompagnare fuori il nucleo del suo nuovo staff. Mentre gli altri ufficiali uscivano, Koudelka si gir� a guardare Cordelia e mormor�:�� Le cose cominciano a marciare meglio, eh?</p><p>Lei gli restitu� il sorriso, incerta. Nella sua mente echeggiavano le parole del marito: ��quando la lealt� degli uomini raggiunger� il punto critico, e Vordarian sar� colto dai primi accenni di panico��</p><empty-line/><p>Alla fine della seconda settimana il rivolo di fuggiaschi che apparivano alla Base Tanery era divenuto un torrente. L�arrivo pi� acclamato dopo quello dell�ammiraglio Kanzian fu la comparsa del Primo Ministro Vortala, di cui si sapeva solo che era stato messo agli arresti domiciliari. Il vecchio giunse con la scorta di diversi uomini nella livrea della sua casa, stanchi e feriti, portando notizia degli atti di violenza commessi ai danni dei membri del governo e dei loro familiari, di tradimenti, di cacce all�uomo e scontri a fuoco. Altri due ministri sopraggiunsero quella sera stessa. Il morale si alzava ad ogni nuova aggiunta di notabili, e l�atmosfera della Base si fece elettrica nell�attesa dell�azione. La domanda che si udiva fare nei corridoi dell�amministrazione non era pi� �� arrivato qualcuno?� ma �Chi � arrivato questa notte?� Cordelia fece del suo meglio per apparire di umore tranquillo, chiudendo dentro di s� le sue angosce private. Vorkosigan era soddisfatto e allo stesso tempo pi� teso.</p><p>Come il marito le aveva raccomandato, Cordelia rest� al livello sotterraneo del loro appartamento; ma fin troppo presto, col ritorno di un�energia di cui non godeva da mesi, l�impazienza cominci� a farla fremere. Contravvenne alle prescrizioni del medico facendo un po� di ginnastica da camera (solo piegamenti delle gambe e delle braccia, niente flessioni o altro) e stava contemplando l�idea di raggiungere Bothari in palestra quando il videotelefono suon�.</p><p>Sullo schermo comparve il volto un po� apprensivo di Koudelka.�� Milady, Lord Vorkosigan le chiede di raggiungerci qui, nella Sala Riunioni Sette. C�� una cosa che desidera farle vedere.</p><p>Lei sent� una contrazione allo stomaco.�� S�. Vengo subito.</p><p>Nella Sala Riunioni Sette alcuni ufficiali dello staff stavano discutendo a bassa voce davanti a una console di schermi collegati ai satelliti. Oltre a Kanzian c�era anche il Primo Ministro Vortala. Vorkosigan le rivolse un breve sorriso e disse subito:�� Mia cara, vorrei la tua opinione su qualcosa che � appena giunto.</p><p>��Ne sono lusingata. Ma qualcosa cosa?</p><p>��L�ultimo show televisivo di Vordarian contiene una novit�. Kou, rimanda la registrazione, per favore.</p><p>La propaganda politica che Vordarian trasmetteva dalla capitale era sempre commentata con divertito sarcasmo dagli uomini di Vorkosigan. Stavolta le loro facce le parvero alquanto pi� serie.</p><p>L�inquadratura mostrava Vordarian in una delle sale di ricevimento ufficiali della Residenza Imperiale, l�austero Salone Azzurro, che Ezar Vorbarra aveva usato come sfondo per le sue rare apparizioni pubbliche. Vorkosigan era accigliato.</p><p>Elegante nella sua uniforme verde, Vordarian sedeva su un sof� rivestito in seta bianca, al fianco di Kareen. La Principessa indossava un abito nero molto accollato, di taglio sobrio. I suoi capelli corvini, fermati indietro da un paio di spille d�argento ingemmato, lasciavano scoperto l�ovale del volto. Vordarian pronunci� solo un paio di frasi per chiedere l�attenzione degli spettatori. Poi la regia mand� in onda l�interno della grande Sala del Consiglio dei Conti, al Castello di Vorhartung. L�inquadratura si restrinse intorno al Lord Guardiano del Circolo dei Parlatori, vestito dei suoi paramenti cerimoniali. Sullo schermo non si poteva vedere cosa, fuori campo, stesse innervosendo l�anziano dignitario, ma dalle occhiate che lanciava continuamente alla sua sinistra Cordelia sospett� che su di lui non fossero puntate soltanto delle innocue telecamere.</p><p>Il Lord Guardiano apr� un foglio di carta plasticata, si schiar� la voce e disse:�� Leggo ora quanto segue. Io cito testualmente�</p><p>��Ah, sottile!�� mormor� Vortala. Subito Koudelka ferm� la registrazione per chiedere:�� Come dice, scusi, signor Ministro?</p><p>��La premessa �Io cito�. Ha preso legalmente le distanze dalle parole che la sua bocca sta per pronunciare. Non l�avevo notato, la prima volta. Bravo, Georgos, vecchio avvocato�� si compliment� Vortala con la figura paralizzata.�� Continui pure, tenente. Non volevo interrompere.</p><p>L�immagine olovisiva riprese vita.�� � avuto dolorosa conferma del vile assassinio del nostro giovane Imperatore Gregor Vorbarra, ad opera dell�usurpatore Aral Vorkosigan, traditore e spergiuro, il Consiglio dei Conti dichiara il suddetto Aral Vorkosigan destituito dalla carica di Reggente, spogliato del suo titolo e delle sue propriet�, e sottoposto in contumacia a procedimento giudiziario per i crimini di omicidio e di alto tradimento. Questo Consiglio, in data di oggi, elegge e nomina il Commodoro Conte Vidal Vordarian alla carica di primo Ministro e di Lord Reggente in nome della Principessa Kareen Vorbarra. Ci� allo scopo di formare un governo di emergenza con pieni poteri, fino al giorno in cui un nuovo erede sar� riconosciuto e confermato dal Consiglio dei Conti e dal Consiglio dei Ministri in assemblea plenaria.</p><p>L�uomo continu� con altre formalit� di rito mentre l�inquadratura si spostava lentamente sui seggi intorno alla camera.�� Rallenti un poco, tenente Koudelka�� chiese Vortala. Le sue labbra si mossero mentre contava gli intervenuti.�� Ah! Neppure un terzo dei distretti � rappresentato. Non c�� il numero legale, anche se hanno dato un voto unanime. Chi pensa di poter prendere in giro?</p><p>��Uomini disperati, misure disperate�� mormor� Kanzian mentre la registrazione accelerava al tocco di Koudelka.</p><p>��Osserva Kareen�� disse Vorkosigan a Cordelia.</p><p>La regia si colleg� di nuovo con il Salone Azzurro e Vordarian cominci� a parlare. A Cordelia occorse qualche momento per capire che con la definizione �protettore della sua persona� l�uomo stava annunciando un prossimo legame matrimoniale. La sua mano destra si chiuse con affettuosa fermezza su quella sinistra di Kareen, e nel farlo non distolse lo sguardo dalla telecamera. La Principessa si lasci� sollevare la mano e protese l�anulare a ricevere un anello, senza che l�espressione calma del suo volto cambiasse minimamente. Poi la regia pass� a un campo lungo per mostrare funzionari che s�inchinavano, mentre nel salone echeggiava una musica solenne, e la trasmissione termin�. Non c�erano stati interventi parlamentari per chiedere i particolari dell�omicidio, n� commenti giornalistici in stile betano per spiegare agli spettatori cosa stava succedendo. All�uomo-della-strada barrayarano nessuno avrebbe detto molto, almeno finch� il rumore delle rivolte popolari non avesse cominciato a far vibrare le vetrate dei palazzi.</p><p>��Tu come interpreti la reazione di Kareen?�� chiese Vorkosigan.</p><p>Cordelia inarc� un sopracciglio.�� Quale reazione? C�� ben poco da analizzare. Non ha neanche aperto bocca.</p><p>��Infatti. Ti � parsa drogata? O sotto costrinzione? Oppure � davvero capace di mostrarsi cos� assente? Pensi che sia stata persuasa da Vordarian, dalla sua propaganda, o cos�altro?�� Con un sospiro frustrato Vorkosigan accenn� allo schermo, spento.�� � sempre stata riservata, ma non l�ho mai vista cos� completamente imperscrutabile.</p><p>��Rivediamo l�ultima parte, Kou�� disse Cordelia. Poi lo ferm� sull�inquadratura di Kareen pi� ravvicinata. Studi� quel viso immobile, non pi� animato di quando le immagini scorrevano.�� Non � spaventata n� sotto sedativi. E i suoi occhi non si spostano di lato come quelli del Lord Guardiano.</p><p>��Pensa che Vordarian abbia osato farle puntare un�arma alla testa mentre le metteva l�anello?�� sorrise Vortala.</p><p>Cordelia scosse il capo.�� Non so. Comunque credo che Kareen non degnerebbe di uno sguardo una pistola puntata su di lei.</p><p>��� indifferente, o sotto pressione?�� insist� Vorkosigan.</p><p>��Forse nessuna delle due. Ha avuto a che fare con drammi di questo genere fin da quando � diventata adulta. Cosa ti aspetti da lei? Se � sopravvissuta a tre anni d�inferno con Serg, prima che Ezar la prendesse sotto la sua protezione, dev�essere un�esperta in ci� che le conviene o non le conviene dire.</p><p>��Ma rendere pubblica la sua sottomissione a Vordarian, quando sa che lui � responsabile della morte di Gregor�</p><p>��S�, l�interrogativo � ci� che crede. Se crede che suo figlio sia morto, anche con la certezza che non l�abbia ucciso tu, allora non le resta che pensare alla sua sopravvivenza. Perch� rischiare la vita in un�inutile ribellione, se questo non pu� ridarle Gregor? Cosa deve a te, a noi, dopotutto? Noi non siamo stati capaci di impedire questo disastro, per quanto ne sa lei.</p><p>Vorkosigan curv� le spalle.</p><p>Cordelia continu�:�� Vordarian controlla sicuramente tutte le informazioni a cui Kareen pu� avere accesso. Pu� essersi perfino convinta che lui sta vincendo. Lei � un�esperta di sopravvivenza; ha sempre assorbito tutte le sue disgrazie. Forse pensa che anche Vordarian passer�, come Serg. Forse l�unica vendetta che desidera � di vivere abbastanza da poter sputare sulla tomba di chi l�ha usata e calpestata.</p><p>Uno degli ufficiali mormor�:�� Ma � una Vor. Avrebbe dovuto sfidarlo.</p><p>Cordelia gli oppose un�espressione blanda.�� Oh, ma quello che pensa una donna di Barrayar voi non potete capirlo dalle parole che dice di fronte agli uomini. La franchezza non � una delle doti che voi apprezzate nelle donne.</p><p>L�ufficiale prefer� non fare commenti, limitandosi a darle uno sguardo inespressivo. Drou ebbe un sorrisetto aspro. Vorkosigan tossicchi�. Koudelka sbatt� le palpebre.</p><p>��Cos�, Vorkosigan � stanco di aspettare e si autoproclama Reggente fin d�ora�� mormor� Vortala.</p><p>��E Primo Ministro�� gli ricord� Vorkosigan.</p><p>��Cos� pare, visto che ha giurato.</p><p>��Perch� non si fa incoronare Imperatore, gi� che c��?�� sbuff� un ufficiale.</p><p>��Prima vuole tastare il terreno�� disse Kanzian.</p><p>��� nel suo copione. Il lieto fine�� opin� Vortala.</p><p>��O magari la prossima scena, se gli forziamo un po� la mano. Il passo troppo lungo, che potrebbe farlo cadere gi� dal palcoscenico�� sugger� Kanzian.�� Tuttavia occorre cautela. Dobbiamo tenerlo sotto pressione, ma senza spingerlo a reazioni troppo inconsulte.</p><p>��� quello che faremo�� disse con fermezza Vorkosigan.</p><p>Il volto di Kareen aleggi� davanti agli occhi di Cordelia come un fantasma per tutto il giorno, e svegliandosi il mattino successivo lo trov� ancora l�. Cosa stava pensando Kareen? Cosa sentiva, anzi, nel lasciarsi infilare quell�anello? Forse era davvero indifferente come suggeriva l�evidenza. Forse stava prendendo tempo. O forse era ormai dalla parte di Vordarian. <emphasis>Se sapessi cosa le hanno fatto credere, saprei cosa sta facendo. Se sapessi cosa sta facendo, saprei cosa le hanno fatto credere.</emphasis></p><p>Era un�equazione con troppe incognite. <emphasis>Se io fossi Kareen� </emphasis>ma questa era un�analogia valida? Poteva davvero mettersi nei panni di qualcun altro e ragionare con la testa di un altro? Avevano dei punti in comune, lei e Kareen: entrambe donne, all�incirca della stessa et�, entrambe madri di figli in pericolo� Cordelia apr� lo zaino in cui aveva messo i suoi souvenir della fuga fra le montagne e ne tir� fuori la scarpa di Gregor. La rigir� fra le dita. <emphasis>� stato cos� che ho perduto la scarpa. � rimasta in mano alla mamma� dovevo allacciarmela pi� forte, credo� </emphasis>Forse avrebbe dovuto fidarsi di pi� del suo giudizio. Forse aveva capito esattamente perch� Kareen agiva cos�.</p><p>Quando il videotelefono squill�, pi� o meno alla stessa ora del giorno prima, Cordelia balz� subito in piedi per rispondere. Un�altra trasmissione dalla capitale? Nuovi elementi, qualcosa che avrebbe spezzato quel circolo chiuso di assurdit�? Ma il volto che apparve a schermo non era quello di Koudelka; si trattava di un ufficiale sconosciuto, con le mostrine del Servizio Segreto sul colletto.</p><p>��Lady Vorkosigan?�� domand� con deferenza.</p><p>��S�?</p><p>��Sono il maggiore Sircoj. Le parlo dall�ingresso principale della Base. Il mio compito, milady, � di fare rapporto su ogni nuovo arrivo, fuggiaschi, uomini che hanno disertato dalle truppe del traditore e altri, ed esaminare le notizie che ci portano. Mezz�ora fa � giunto un uomo che afferma di venire dalla capitale, ma rifiuta di elargire volontariamente ogni informazione in suo possesso. Abbiamo la conferma che ha subito un trattamento anti-interrogatorio: se cercassimo di iniettargli il penta-rapido, lo uccideremmo. L�uomo continua a chiedere, anzi insiste energicamente, di parlare con lei. Potrebbe essere un sicario.</p><p>Il cuore di Cordelia batteva forte. Si appoggi� alla console come se potesse arrampicarcisi sopra.�� Ha portato qualcosa con s�?�� domand�, col fiato mozzo.�� Qualcosa di simile a un contenitore, alto poco pi� di mezzo metro� con un pannello elettronico e delle luci spia?�� <emphasis>Qualcosa di dannatamente misterioso, capace di destare all�istante i sospetti paranoici di qualunque ufficiale di guardia? </emphasis>- Il suo nome, maggiore!</p><p>��Con s� non ha niente, salvo i vestiti che indossa. � piuttosto malconcio. Dice che il suo nome � Vaagen. Capitano Vaagen.</p><p>��Vengo subito l�.</p><p>��No, milady! L�uomo ha dato in escandescenze. Potrebbe essere pericoloso. Non posso permettere che lei�</p><p>Cordelia lo lasci� parlare alla stanza vuota. Droushnakovi dovette correre per raggiungerla. Meno di sette minuti dopo era nel corridoio che portava all�ingresso principale, e si ferm� a riprendere fiato. A riattaccarsi al corpo l�anima, che minacciava di uscirle dalla bocca. Calma. Calma. L�irruenza era controproducente con un individuo come Sircoj.</p><p>Raddrizz� le spalle ed entr� a passi misurati nell�ufficio.�� Informi il maggiore Sircoj che Lady Vorkosigan desidera parlare con lui, per favore�� disse all�Alfiere seduto alla scrivania pi� vicina. Lui inarc� le sopracciglia e fece una chiamata dalla sua console.</p><p>Sircoj apparve pochi interminabili minuti dopo da una delle porte laterali, della quale Cordelia prese nota.�� Devo vedere il capitano Vaagen.</p><p>��Milady, non posso permettere che lei si esponga a un pericolo�� disse il maggiore, riprendendo a parlare esattamente dove s�era interrotto.�� L�uomo potrebbe esser stato programmato per reagire in modo inaspettato.</p><p>Cordelia si chiese quanto sarebbe stato inaspettato per Sircoj se lei lo avesse afferrato per il petto, scrollandolo fino a ficcargli in capo la ragione. Poco pratico. Trasse un lungo respiro.�� Cosa sarebbe pi� sicuro per me? Posso almeno vederlo su uno schermo?</p><p>Sircoj ci riflett�.�� Questo � possibile, in effetti. Se lei fosse in grado di confermare la sua identit�, io potrei completare il mio rapporto. Molto bene.</p><p>Il maggiore la condusse in una stanza di controllo piena di schermi allineati e ne accese uno. Cordelia lasci� uscire il respiro quasi in un gemito.</p><p>Vaagen era solo, in quella che sembrava una cella spoglia, e andava avanti e indietro da una parete all�altra. Indossava i pantaloni verdi dell�uniforme e una camicia bianca piena di macchie. Era molto diverso dallo scienziato elegante ed energico che lei aveva visto l�ultima volta all�OMI. Aveva gli occhi pesti, gonfi, il sinistro quasi chiuso e iniettato di sangue. Stava zoppicando. Sporco, sfinito, con le labbra screpolate�</p><p>��Quest�uomo ha bisogno di un medico!�� Cordelia si accorse di aver gridato solo quando vide Sircoj sobbalzare.</p><p>��� gi� stato esaminato superficialmente. Le sue condizioni non sono gravi�� le comunic� Sircoj, imperterrito.�� Sar� inviato in infermeria appena avremo finito con gli accertamenti.</p><p>��Allora mi metta in contatto con lui�� disse Cordelia a denti stretti.�� Drou, torna nell�ufficio e chiama mio marito. Informalo di cosa sta accadendo.</p><p>Sircoj apparve preoccupato all�idea, ma con imperturbabile fermezza si attenne alla procedura. Trascorsero altri lunghi minuti prima che qualcuno aprisse la cella e portasse Vaagen al videotelefono pi� vicino.</p><p>Cordelia pass� nell�ufficio esterno, dove finalmente pot� avere la comunicazione. Sul volto di Vaagen le parve di veder specchiate le stesse passioni che attanagliavano lei.</p><p>��Vaagen! Cos�� successo?</p><p>��Milady!�� L�uomo fu scosso da un tremito mentre si piegava in avanti verso il telefono.�� Quegli idioti! Quei bastardi ignoranti! Quei maledetti stupidi figli di��� La rabbia gli mozz� il fiato. Agit� un pugno con un mugolio, quindi fece uno sforzo per calmarsi e parl� in fretta, come se temesse che gli togliessero la linea da un momento all�altro.</p><p>��Ci eravamo illusi che tutto sarebbe andato bene, milady, dopo i primi due giorni di scontri, quando la situazione si � calmata. Avevamo nascosto il simulatore in una stanzetta del laboratorio, ma non � venuto nessuno. Avevamo portato l� una branda, per trascorrere anche la notte all�ospedale, a turno. Poi Henry � riuscito a mandare sua moglie fuori citt�, e ci siamo trasferiti in laboratorio tutti e due, a giornata piena. Volevamo continuare il trattamento medico in segreto. Pensavamo di aspettare che qualcuno venisse a salvarci, o che la situazione si aggiustasse in qualche modo�</p><p>�Eravamo quasi sicuri, alla fine, che nessuno sarebbe venuto a indagare, ma non � stato cos�. L�altro� ieri mattina�� si pass� una mano fra i capelli, come se avesse difficolt� a rapportare gli avvenimenti dei suoi incubi al tempo della realt�,�� � arrivata una squadra di Vordarian. Volevano il simulatore. Noi ci siamo rifiutati di lasciarli entrare nel laboratorio interno, ma hanno sfondato la porta. Ci hanno interrogati� brutalmente. Non avevano penta-rapido con s�, cos� ci hanno percossi. Io sono svenuto, ma se la sono presa soprattutto con Henry� lo hanno picchiato a morte, milady. Come se fosse un avanzo di strada, come se non fosse nessuno. Tutta la sua istruzione, la sua intelligenza, le sue capacit�, ridotte a� una povera cosa sanguinante, su cui quelle bestie infierivano col calcio dei fucili��� Gli occhi di Vaagen erano pieni di lacrime.</p><p>Cordelia era rigida, pallidissima. Brutto, un brutto attacco di dej� vu. Aveva gi� visto decine di volte dentro di s� la scena dell�irruzione nel laboratorio, ma non aveva visto Vaagen svenuto sotto le percosse, n� Henry disteso privo di vita sul pavimento.</p><p>��Hanno rovesciato lo schedario e tirato fuori la documentazione, tutte le ricerche, gli appunti. L�intero lavoro di Henry, bruciato. Non avrebbero dovuto farlo, questo. Una vita di studio, data alle fiamme!�� La sua voce era incrinata dal furore.</p><p>��Hanno� trovato il simulatore? L�hanno aperto?�� Poteva vederlo, anche questo. L�aveva gi� visto molte volte. Rovesciato�</p><p>��L�hanno trovato alla fine, s�. Ma l�hanno portato con loro senza aprirlo. Poi mi hanno <emphasis>mandato via</emphasis>, fuori.�� Vaagen scosse il capo pi� volte.</p><p>��Portato con loro�� ripet� lei, stordita. Perch�? Che senso c�era nel portare via la tecnologia e non i tecnici?�� E lei � stato lasciato andare. Perch� venisse qui, suppongo. Perch� sapessimo che l�hanno preso.</p><p>��� cos�, milady�� annu� lui.</p><p>��Dove?�� domand� Cordelia.�� Dove possono averlo portato?</p><p>��Alla Residenza Imperiale, probabilmente�� disse dietro di lei la voce di Vorkosigan.�� Tutti gli ostaggi di maggior valore sono l�. Incaricher� il Servizio Segreto di occuparsi anche di questo.�� La guard� un poco, con una smorfia amara sul volto.�� Sembra che non siamo i soli ad aver deciso di aumentare la pressione.</p></section><section><title><p>CAPITOLO QUINDICESIMO</p></title><p>Due minuti dopo l�arrivo di Vorkosigan all�ingresso principale, il capitano Vaagen era steso su una barella antigravit� e diretto all�infermeria, dove il miglior traumatologo della Base era stato convocato d�urgenza. Cordelia ebbe cos� un motivo di riflessione sulla natura delle strutture gerarchiche; neppure il palese bisogno di cure mediche risparmiava agli esseri umani i meticolosi e assurdi ingranaggi delle misure di sicurezza.</p><p>Per avere altre notizie dallo scienziato era necessario aspettare che i medici si fossero occupati di lui. Vorkosigan us� quel tempo per incaricare Illyan di mettere il suo dipartimento al lavoro sul nuovo problema. Cordelia lo us� per camminare avanti e indietro nell�area di attesa dell�infermeria. Droushnakovi la guardava in preoccupato silenzio, troppo sensibile per cercare di rassicurarla con frasi di prammatica che entrambe sapevano vuote. Dopo oltre un�ora il traumatologo usc� dalla sala operatoria e annunci� che Vaagen era lucido e in grado di sostenere un breve (ed enfatizz� il �breve�) colloquio. Aral sopraggiunse con al seguito Koudelka e Illyan, e il gruppetto sfil� nella corsia piena di degenti in fondo alla quale era stato ricoverato Vaagen, con l�ago di una fleboclisi in un braccio e una dozzina fra cerotti e sensori applicati a varie parti del corpo. Con voce rauca, stanca, Vaagen diede altri crudi particolari, senza per� aggiungere nulla di sostanziale al quadro della situazione gi� fornito a Cordelia.</p><p>Illyan lo ascolt� annuendo fra s�.�� I nostri agenti alla Residenza Imperiale confermano questo resoconto�� disse a Cordelia quando Vaagen tacque.�� Sembra che ieri un oggetto che corrisponde alla descrizione del simulatore sia stato portato nell�appartamento accanto a quella della Principessa Kareen. L�agente che ne ha riferito non sapeva cosa fosse, ma a palazzo si dice che sia una bomba con cui Vordarian far� saltare in aria tutto quanto in caso di sconfitta.</p><p>Vaagen sbuff�, toss� e rinunci� a fare commenti.</p><p>��Non hanno incaricato qualcuno di prendersene cura?�� domand� Cordelia. Nessuno sembrava esserselo ancora chiesto.�� Un dottore, un tecnico, o almeno un inserviente?</p><p>Illyan corrug� le sopracciglia.�� Non lo so, milady. Posso cercare di scoprirlo, ma ogni contatto in pi� significa un rischio per i nostri agenti sul posto. Non possono usare la radio. Quella che ci manda notizie dall�appartamento imperiale � una cameriera, e ogni volta deve scendere in un garage dove un altro agente ha sistemato un contatto via cavo con l�esterno.</p><p>��Mmh.</p><p>��Il trattamento per la calcificazione ossea � interrotto, comunque�� brontol� Vaagen, tormentando il lenzuolo con una mano.�� L�inferno possa ingoiare quei bastardi.</p><p>��Anche se ha perso tutti i suoi dati, non pu� continuare il lavoro?�� domand� Cordelia.�� Cio�, se riuscissimo a recuperare il simulatore uterino. Pu� riprendere da dove ha interrotto?</p><p>��La situazione fisica del bambino sar� cambiata, per allora. E non tenevo a mente tutto il programma. Non la parte che svolgeva Henry, almeno.</p><p>Cordelia fece un profondo respiro.�� Se ricordo bene, questi simulatori costruiti su Escobar hanno un ciclo automatico di due settimane durante le quali in teoria possono fare a meno di ogni manutenzione. Quando avete cambiato per l�ultima volta le batterie e i filtri, e caricato le sostanze nutritive?</p><p>��Le batterie durano un anno, e i filtri potrebbero funzionare due, forse tre mesi,�� disse Vaagen.�� Ma il vero fattore limitativo sono le sostanze chimiche. Al suo ritmo metabolico, una volta che siano finite, il feto potrebbe morire di denutrizione in un paio di giorni. Inoltre questo causerebbe un sovraccarico nei filtri, che si ostruirebbero subito anche se il feto resistesse di pi�. In pratica, il simulatore � autosufficiente per diciotto, venti giorni al massimo.</p><p>Cordelia evit� lo sguardo di Aral e rest� rivolta verso Vaagen, che le restituiva lo sguardo con un occhio solo, sofferente ma con la solita franchezza.�� Quando � stata l�ultima volta che lei e Henry avete rifornito il simulatore?�� domand� ancora.</p><p>��Quattordici giorni fa.</p><p>��Questo lascia meno di sei giorni�� mormor� lei, abbattuta.</p><p>��All�incirca� suppongo. Che giorno � oggi?�� Vaagen si guard� attorno, con un�aria smarrita cos� insolita in lui che Cordelia si sent� stringere il cuore.</p><p>��Questo limite � valido soltanto se nessuno si prender� cura del simulatore�� puntualizz� Aral.�� Il medico della Residenza Imperiale, quello che venne a casa nostra, non potrebbe fare qualcosa, se fosse informato con la dovuta cautela?</p><p>��Signore�� disse Illyan,�� il medico della Principessa � stato ucciso durante il primo giorno di scontri, in un�ala della Residenza Imperiale. Ho due diverse testimonianze che lo confermano.</p><p>��Potrebbero lasciar morire Miles per pura ignoranza, allora, anche se non volessero ucciderlo�� mormor� Cordelia, sgomenta. Perfino uno dei loro leali agenti segreti, se costoro erano convinti che fosse una bomba, avrebbe potuto entrare l� dentro e minacciare l�esistenza di suo figlio.</p><p>Vaagen aveva chiuso gli occhi, sfinito. Aral poggi� una mano su una spalla di Cordelia e le accenn� verso la porta.�� La ringrazio, capitano Vaagen. Lei ha fatto tutto il possibile, andando anche oltre il suo dovere.</p><p>��All�inferno il dovere�� borbott� Vaagen.�� Quei bastardi� quei maledetti ignoranti capaci solo di distruggere�</p><p>Uscirono, lasciando Vaagen alle prese con la sua indignazione, che neppure la stanchezza sembrava capace di placare. Vorkosigan rimand� Illyan ai suoi molteplici doveri.</p><p>��E ora?�� gli domand� Cordelia.</p><p>Le labbra di lui erano strette in una linea sottile. Nei suoi occhi assenti scorrevano ipotesi e calcoli; i suoi stessi calcoli, si disse Cordelia, complicati da un migliaio di fattori che lei poteva appena immaginare. Infine Aral disse, pensosamente:�� Non � cambiato nulla. In effetti, la situazione � la stessa di prima.</p><p>��� cambiata, qualunque sia la differenza fra essere nascosto ed essere prigioniero nello stesso luogo. Piuttosto mi chiedo perch� Vordarian ha aspettato tanto. Se finora non sapeva dell�esistenza di Miles, chi gliene ha parlato? Possibile che Kareen abbia deciso di collaborare con lui fino a questo punto?</p><p>Droushnakovi assunse un�aria infelice a quell�ipotesi.</p><p>��Forse Vordarian sta giocando con noi�� disse Aral.�� Forse sapeva gi� tutto, e teneva di riserva il simulatore per quando gli fosse servita una nuova leva.</p><p>��Teneva di riserva <emphasis>nostro figlio </emphasis>- lo corresse lei. Cerc� i suoi occhi, gridando dentro di s� <emphasis>guardami, Aral! </emphasis>- Dobbiamo parlarne.�� In fondo al corridoio lo indusse a entrare in una saletta d�attesa, l�anticamera dello spogliatoio dei chirurghi, e accese la luce. Lui and� a sedersi docilmente al tavolo, con Koudelka accanto a s�, e la guard�. Cordelia prese posto di fronte a lui. <emphasis>Sedevamo sempre fianco a fianco, finora� </emphasis>Drou era in piedi alle sue spalle.</p><p>Aral la osserv� intensamente.�� Ebbene? Ti ascolto.</p><p>��Voglio sapere cosa stai pensando�� disse lei.�� Voglio sapere <emphasis>cosa </emphasis>siamo noi in tutto questo?</p><p>��Io� mi spiace. A posteriori, sono pentito di non aver tentato un�incursione giorni fa. La Residenza Imperiale � assai meglio difesa dell�Ospedale Militare, e un raid ci costerebbe ora molte perdite. Tuttavia� anche potendo, non farei una scelta diversa. Quando chiedo agli ufficiali del mio staff di aspettare, di non pensare ai loro familiari, non posso impegnare uomini e risorse per i miei motivi privati. La� situazione di Miles mi d� anzi modo di chiedere la loro lealt�, la loro fermezza, di fronte alle pressioni di Vordarian. Sanno che non chiedo a nessuno di affrontare rischi che non sono disposto ad affrontare io stesso.</p><p>��Ma ora la situazione � cambiata�� precis� Cordelia.�� Ora non stai correndo lo stesso rischio. I loro familiari hanno tempo; Miles ha soltanto sei giorni, meno il tempo che sprechiamo a discuterne.�� Tutto ci� che sentiva era l�orologio del simulatore che ticchettava nella sua testa.</p><p>Lui non disse nulla.</p><p>��Aral� in tutti questi mesi ti ho mai chiesto di usare la tua autorit� per farmi un favore?</p><p>Un sorriso triste aleggi� un attimo sulle labbra di lui e svan� subito. I suoi occhi non erano pi� sperduti in altri pensieri.�� Non mi hai mai chiesto niente, lo so�� mormor�. Coi gomiti poggiati sul tavolo un� le mani sotto il mento. Lei incroci� le dita, sforzandosi di nascondere la tensione con la stessa fermezza.</p><p>��Te lo chiedo adesso.</p><p>��Questo�� rispose Aral dopo una lunga pausa,�� � un momento molto delicato, nella situazione strategica che si sta sviluppando. Siamo impegnati in due diversi negoziati segreti con due comandanti di Vordarian, che pensano di vendersi a noi. Le forze spaziali stanno per fare la loro scelta. Si prospetta l�eventualit� di abbattere Vordarian senza ricorrere a una battaglia molto sanguinosa.</p><p>Distratta dai suoi pensieri, Cordelia si trov� a domandarsi quanti dei comandanti di Vorkosigan stavano trattando per vendersi alla parte avversa. Solo il tempo lo avrebbe detto. Il tempo.</p><p>Vorkosigan continu�:�� Se� <emphasis>se </emphasis>questi negoziati si concludono come spero, avremo l�opportunit� di recuperare un buon numero di ostaggi in un colpo solo. Con un�incursione che coglier� Vordarian di sorpresa.</p><p>��Io non sto chiedendo un raid in grande stile.</p><p>��Lo so. Per� un�incursione su piccola scala, che raggiunga o meno l�obiettivo, potrebbe mettere in forse il risultato di una pi� grossa che volessimo programmare subito dopo.</p><p>��Potrebbe.</p><p>��Potrebbe�� concesse lui, annuendo.</p><p>��Fra quanto tempo?</p><p>��Circa dieci giorni.</p><p>��Non � abbastanza presto.</p><p>��No. Cercher� di accelerare le cose. Ma tu devi capire che� se gioco male questa carta, se sbaglio il tempo, il mio errore coster� la vita a parecchie migliaia di uomini.</p><p>Cordelia lo capiva.�� Va bene. Ma supponiamo di lasciare l�esercito di Barrayar fuori da questa storia. Potrei andare io. Con un uomo o due, non di pi�, e in assoluta segretezza. Un tentativo del tutto privato.</p><p>Lui abbatt� le mani sul tavolo.�� No!�� esclam�.�� Sant�Iddio, Cordelia!</p><p>��Dubiti della mia competenza?�� lo sfid� lei. <emphasis>Io s�. </emphasis>Ma non era quello il momento di metterlo in dubbio.�� Quando mi chiami �cara capitana� stai soltanto vezzeggiando un animaletto domestico, o ti rivolgi ai gradi che mi sono guadagnata in servizio?</p><p>��Cordelia, io ti ho visto agire in modo eccezionale�</p><p><emphasis>Mi hai anche visto sbattere la faccia in terra, no?</emphasis></p><p>��� ma tu non sei sacrificabile. Dannazione! Questo s� che mi darebbe gli incubi, qui dentro. Aspettare, senza sapere�</p><p>��� quello che hai sempre domandato a me. Aspettare. Non sapere. E io l�ho fatto.</p><p>��Tu sei pi� forte di me. Hai una forza che io non capisco.</p><p>��Lusinghiero. E poco convincente.</p><p>I pensieri di Aral stavano cercando di aggirarla. Poteva leggerlo nello sguardo acuto dei suoi occhi.�� No. Non devi andare allo sbaraglio. Te lo proibisco, Cordelia. � escluso. Toglitelo dalla testa. Non posso rischiare di perdervi entrambi.</p><p>��Lo stai facendo. Con queste parole.</p><p>Lui strinse i denti, abbass� lo sguardo sul tavolo. Messaggio ricevuto e registrato. Koudelka seduto al suo fianco spostava gli occhi dall�uno all�altra, costernato. Cordelia poteva quasi sentire la pressione della mano di Drou, stretta sullo schienale della sua sedia.</p><p>Vorkosigan sembrava far fatica a respirare, come fosse schiacciato fra due macigni. Cordelia non aveva alcun desiderio di vederlo cos� alle strette, cos� impotente. Cap� che stava per ordinarle di dargli la sua parola che non sarebbe uscita dalla Base, che non avrebbe corso nessun rischio.</p><p>Apr� le mani, poggiandole sul tavolo.�� Nessuno chiederebbe a me di diventare Reggente, ma io avrei dato un�altra risposta.</p><p>La tensione abbandon� Vorkosigan, con un sospiro.�� Diciamo che non ho avuto abbastanza immaginazione.</p><p><emphasis>Un difetto comune fra voi barrayarani, amore mio.</emphasis></p><empty-line/><p>Mentre tornava al loro appartamento Cordelia trov� il Conte Piotr, in corridoio, giusto davanti alla porta. Era diverso dal vecchio stanco e malmesso che l�aveva lasciata su una pista di montagna. Vestiva un elegante abito da pomeriggio, del taglio preferito dagli anziani Vor o dai membri del governo in pensione: blusa e pantaloni bruni a righe grigie, stivaletti bianchi e neri. Con lui c�era Bothari, di nuovo nella livrea marrone e argento di Casa Vorkosigan. Il sergente teneva piegato su un braccio un pesante soprabito, da cui Cordelia dedusse che la missione diplomatica aveva portato il Conte in qualche distretto settentrionale. I Vorkosigan sembravano dunque in grado di spostarsi ovunque, fuori dalle zone pattugliate dalle truppe di Vordarian.</p><p>��Ah, Cordelia.�� Piotr le rivolse un cauto cenno di saluto; non era il momento di riaprire le ostilit�. Questo le stava bene. Era troppo nervosa, e preferiva non affrontare altri battibecchi in quelle condizioni di spirito.</p><p>��Buongiorno, signore. Ha fatto buon viaggio? Spero che ci porti buone notizie.</p><p>��Infatti, � cos�. Dov�� Aral?</p><p>��Negli uffici della Sicurezza, credo, a consultarsi con Illyan sulle ultime notizie da Vorbarr Sultana.</p><p>��Ah. Cos�� successo?</p><p>��� arrivato qui il capitano Vaagen. L�hanno brutalmente percosso, ma � riuscito a fuggire dalla capitale. Sembra che Vordarian abbia finalmente capito che aveva un altro ostaggio. I suoi uomini hanno trovato il simulatore uterino di Miles, all�OMI, e l�hanno portato alla Residenza Imperiale. Mi aspetto che lo usi per fare pressione su di noi, ma senza dubbio voleva che per il momento l�emozione della notizia ci fosse data dal rapporto di Vaagen.</p><p>Piotr scosse il capo con una risata secca, aspra.�� Non credo che si ritenga in possesso di chiss� quale mezzo di pressione.</p><p>Cordelia aveva stretto i denti. Li riapr� per chiedere:�� Cosa vuol dire, signore?�� Lo sapeva benissimo, ma voleva vederlo scoprire i suoi sentimenti. <emphasis>Sputali fuori, dannato vecchio. Fino in fondo.</emphasis></p><p>Lui pieg� un angolo della bocca, fra una smorfia e un sorriso.�� Voglio dire che Vordarian ha reso involontariamente un servizio a Casa Vorkosigan. S�, credo che ancora non se ne sia reso conto.</p><p><emphasis>Non parleresti cos� se qui ci fosse Aral, vecchio� per caso non sarai coinvolto in questa faccenda? </emphasis>Diavolo, questo non poteva chiederglielo. Glielo chiese:�� Lei non sa chi avesse motivo di informare Vordarian che in quel laboratorio c�era mio figlio?</p><p>Il suo tono era stato chiaro. Piotr non finse di ignorare l�insinuazione.�� Io non parlo con i traditori!�� sbott�.</p><p>��� un conservatore, del suo stesso partito. In molte cose la pensate nello stesso modo. Lei ha sempre rimproverato Aral d�essere troppo progressista.</p><p>��Tu osi accusarmi di�!�� La sua indignazione si trasform� in rabbia.�� Come ti permetti!</p><p>Cordelia non era meno furiosa. Lo fronteggi� a pugni stretti.�� Io so che lei ha tentato di commettere un omicidio. Perch� non anche un tradimento? Posso solo sperare che sia un incompetente nel secondo come lo � stato nel primo!</p><p>La voce del Conte vibrava d�ira.�� Questo � troppo!</p><p>��No, vecchio. Non � neppure abbastanza!</p><p>Droushnakovi sembrava completamente terrorizzata. La faccia di Bothari era grigia come il granito. Piotr alz� una mano, come se fosse tentato di strangolarla. Bothari guard� quella mano e strinse le palpebre, con un lampo negli occhi.</p><p>��Anche se sbattere quel mutante fuori dalla sua incubatrice � il pi� grande favore che Vordarian potrebbe farmi, non per questo gli direi una sola parola�� ringhi� Piotr.�� Sar� molto pi� divertente vedergli giocare quella carta come se fosse un asso, e lasciare che si chieda poi dove ha sbagliato. Aral sa� immagino che per lui sia un sollievo sapere che Vordarian gli toglie questo peso dalle spalle. O lo hai convinto a fare un�altra spettacolare idiozia?</p><p>��Aral non far� niente.</p><p>��Bravo ragazzo. Mi chiedevo se saresti riuscita a farne un uomo senza spina dorsale. Ma � un barrayarano, in fondo all�anima.</p><p>��Cos� pare�� disse rigidamente lei. Stava tremando. Non meno di Piotr, comunque.</p><p>��Questa � una cosa di scarsa importanza�� disse il Conte, pi� a se stesso che a lei, cercando di ritrovare l�autocontrollo.�� Ho questioni pi� importanti da discutere col Lord Reggente. Buonasera, milady.�� Le rivolse un ironico mezzo inchino, poi la aggir�, accennando a Bothari di seguirlo.</p><p>��Buonasera a lei, signore!�� replic� gelidamente Cordelia, ed entr� nell�appartamento senza guardarsi indietro.</p><empty-line/><p>And� avanti e indietro per venti minuti prima di sentirsi in grado di parlare senza digrignare i denti anche con Drou, che s�era seduta in un angolo come per farsi pi� piccola.</p><p>��Lei non pensa sul serio che il Conte Piotr sia un traditore, vero milady?�� azzard� infine la ragazza, quando le parve finalmente di vederla pi� calma.</p><p>Cordelia scosse il capo.�� No� no. Volevo soltanto sfogarmi. Questo dannato pianeta mi sta facendo diventare matta. Non ne posso pi�.�� Stancamente si gett� a sedere sul divano e appoggi� la nuca alla spalliera. Dopo un poco mormor�:�� Aral ha ragione. Non ho il diritto di rischiare. No, questo non � esatto: non ho il diritto di <emphasis>fallire. </emphasis>E non mi fido pi� molto di me stessa. Non so cosa sia successo alla mia grinta. Perduta anche quella, in terra straniera.�� <emphasis>Non riesco a ricordare. Non ricordo come sia successo. </emphasis>La stessa cosa che a Bothari, forse. Due personalit� diverse, ma che avevano ceduto entrambe a un�overdose di Barrayar.</p><p>��Milady��� Droushnakovi teneva la testa bassa, tormentandosi l�orlo della gonna.�� Io sono stata nella Sicurezza Imperiale per tre anni.</p><p>��S셠� Cordelia sospir�, chiuse gli occhi e s�impose di non aprirli, come un esercizio di autodisciplina.�� Parlamene, ti prego, se ne hai voglia.</p><p>��Negri mi ha insegnato molte cose, personalmente. E siccome dovevo stare giorno e notte con Kareen, lui disse che io ero l�ultima barriera fra la Principessa e Gregor e� chiunque fosse riuscito ad arrivare fino a loro. Mi ha mostrato tutto della Residenza. Spesso mi metteva alla prova. Anche su cose che nessun altro sapeva. Per la Principessa c�erano cinque via di fuga in caso d�emergenza. Due sono conosciute agli uomini della Sicurezza. Di una terza ne aveva informato pochi, come Illyan. Le altre due� credo che nessuno ne abbia mai saputo nulla, a parte Negri e l�imperatore Ezar. Cos� stavo pensando��� si umett� le labbra,�� una via d�uscita segreta � anche una via <emphasis>d�ingresso </emphasis>segreta. Non crede?</p><p>��Nel tuo ragionamento ci sono risvolti interessanti, Drou. Come direbbe Aral. Continua�� disse Cordelia, senza aprire gli occhi.</p><p>��� tutto qui. Se potessi arrivare in qualche modo alla Residenza, scommetto che riuscirei a entrare. Sempre che Vordarian abbia tenuto in funzione tutte le normali procedure di Sicurezza.</p><p>��E sapresti anche uscire?</p><p>��Perch� no?</p><p>Cordelia si accorse che s�era dimenticata di respirare.�� Drou, tu per chi lavori?</p><p>��Per il capitano Ne��� cominci� a rispondere lei. Poi si corresse:�� Cio�, Negri � morto. Per il capitano Illyan, adesso.</p><p>��Lascia che te lo domandi in un altro modo.�� Cordelia apr� un occhio, girandosi a mezzo.�� Per chi eri disposta a rischiare la vita, in ordine di precedenza?</p><p>��Per Kareen. E Gregor, naturalmente. Era pi� che un dovere.</p><p>��E lo � ancora, se mi � rimasto un grammo d�intuito, no?�� Guard� gli occhi azzurri della ragazza.�� E lei ti ha dato a me.</p><p>��Perch� imparassi qualcosa. Lei � una soldatessa.</p><p>��Non proprio. Ero incaricata di missioni esplorative. Questo non significa che io non abbia mai combattuto, ovviamente.�� Cordelia fece una pausa.�� Cosa mi stai proponendo, Drou? Vuoi rischiare la vita per� non dico per un giuramento, queste sono sciocchezze al confronto del vero patriottismo� per cosa, e per chi?</p><p>��Per Kareen�� rispose con fermezza Droushnakovi.�� Io li ho visti i signori ufficiali e i Vor, mentre la riclassificavano sempre pi� sacrificabile. Per tre anni mi sono dedicata a questo, perch� ero convinta che la sua vita fosse importante. Dopo aver vissuto tanto accanto a una donna non si hanno pi� troppe illusioni su di lei, ma tutti sembrano credere che uno possa spegnere la sua lealt� verso una persona e accenderla per un�altra, come una macchina da guardia. C�� qualcosa di sbagliato in questo. Io voglio� fare almeno un tentativo per Kareen. In cambio� tutto ci� che vuole, milady.</p><p>��Ah.�� Cordelia si pass� un dito sulle labbra.�� Mi sembra� equo. Una vita sacrificabile in cambio di un�altra. Quella di Kareen. E quella di Miles.�� Incroci� le gambe e per un po� tacque, cercando di riflettere.</p><p>Infine scosse il capo.�� Non basta�� disse.�� A noi serve� uno che conosca la citt�. Un uomo robusto, che ci spalleggi. Abile con le armi e che sappia tenere gli occhi aperti. Ho bisogno di un amico.�� Si mordicchi� un labbro, pensosamente. Poi si alz� e and� al telefono.</p><empty-line/><p>��Ha chiesto di vedermi, milady?�� domand� il sergente Bothari.</p><p>��S�. Entra, per favore.</p><p>Gli alloggi degli ufficiali non intimidivano Bothari, ma quando Cordelia gli indic� una poltrona si accigli�, perplesso. Lei prese posto su quella di Aral, dall�altra parte del tavolino da caff�. Seduta all�estremit� del divano Drou si teneva in disparte, silenziosa e riservata.</p><p>Cordelia osserv� Bothari, e lui le restitu� lo sguardo. Sembrava in buona forma, anche se gli occhi rivelavano una certa tensione. Lei la sentiva, empaticamente: energia frustrata che infuriava nei suoi nervi, impulsi di rabbia, nodi di autocontrollo, e una pericolosa aura dai fremiti elettrici, quasi sessuali, ad avvolgere il tutto. Erano forze cieche accumulate senza sosta, bloccate solo dal desiderio di sfogarsi con ordine in una direzione lecita prima di raggiungere un punto di rottura ed esplodere selvaggiamente da sole. Cordelia sbatt� le palpebre e rimise a fuoco lo sguardo sulla superficie di quel groviglio interiore: un uomo massiccio e nerboruto in uniforme marrone e argento.</p><p>Con sua sorpresa fu Bothari a parlare.�� Milady, ha avuto qualche notizia di Elena?</p><p><emphasis>Crede che l�abbia convocato qui per questo. </emphasis>Con sua vergogna, s�era completamente dimenticata di Elena.�� Nessuna novit�, temo. Come sai gi�, risulta che sia stata portata con la signora Hysopi in quell�albergo di periferia dove la Sicurezza di Vordarian ha fatto affluire gli ostaggi di secondaria importanza, quando sono rimasti a corto di celle. Non � stata portata alla Residenza Imperiale, n� in qualche altro posto.�� Elena non era, come Kareen, sul percorso della sua missione segreta. Se lui l�avesse chiesto, come avrebbe potuto promettergli qualcosa?</p><p>��Ho saputo di suo figlio, milady. Mi dispiace.</p><p>��Il mio mutante, come direbbe Piotr.�� Lo scrut�. Poteva vedere le sue reazioni nel corpo, pi� che su quel volto inespressivo.</p><p>��A proposito del Conte Piotr��� disse lui. Tacque, un� le mani sui ginocchi e incroci� con forza le dita.�� Ne ho parlato con l�ammiraglio, ma non ho pensato di dirlo a lei. Forse avrei dovuto farlo.</p><p>��Puoi sempre dirmi tutto.�� <emphasis>E adesso che altro c�era?</emphasis></p><p>��Ieri sono stato avvicinato da un uomo. In palestra. Non portava l�uniforme; niente gradi, neppure una targhetta d�identit�. Mi ha offerto Elena. La vita di Elena, se avessi assassinato il Conte Piotr.</p><p>��Che tentazione!�� ridacchi� Cordelia, prima di poterselo impedire.�� E quali, uh, garanzie poteva offrirti?</p><p>��� quello che mi sono chiesto anch�io. Dieci minuti dopo una cosa del genere finirei davanti al plotone d�esecuzione, e allora chi si prenderebbe cura di una figlia bastarda e orfana? Ho pensato che fosse una finta, una di quelle con cui la Sicurezza mette alla prova gli uomini. Per� questo individuo non l�ho pi� visto alla Base, anche se l�ho cercato. � come svanito.�� Sospir�.�� Ora mi chiedo se non ho avuto un�allucinazione.</p><p>A giudicare dallo sguardo con cui lo fissava, Drou era chiaramente propensa per quest�ultima ipotesi. Per fortuna Bothari era voltato e non not� la sua espressione. Cordelia le lanci� un�occhiata di tralice, seccata.</p><p>��Hai mai avuto allucinazioni?�� gli domand�.</p><p>��Non credo. Solo brutti sogni. Cerco di non dormire.</p><p>��Io� ho un dilemma personale, ora�� disse lei.�� Tu immagini quale. Mi hai sentito parlare con il Conte Piotr.</p><p>��S�, milady.</p><p>��Hai saputo del limite di tempo?</p><p>��Limite di tempo?</p><p>��Se non viene rifornito, il simulatore uterino cesser� di tenere in vita Miles entro sei giorni. Mio marito dice che non � pi� in pericolo dei familiari dei suoi ufficiali. Io non sono d�accordo.</p><p>��C�� gente che dice altre cose, dietro le sue spalle.</p><p>��Ah?</p><p>��Dicono che � una sciocchezza. Il figlio dell�ammiraglio � una specie di mutante, non un vero figlio, mentre loro hanno ben di pi� da perdere.</p><p>��Non credo che sappia� che dicono questo.</p><p>��Chi oserebbe dirglielo in faccia?</p><p>��Pochi. Forse neppure Illyan.�� Anche se Piotr non si sarebbe lasciato sfuggire l�occasione, se quelle chiacchiere fossero giunte a lui. Cordelia riflett� qualche istante, poi chiese:�� Sergente, tu per chi lavori?</p><p>��Sono un Armiere Giurato del Conte Piotr�� recit� Bothari, sapendo che era una risposta ovvia. La scrut� pi� attentamente, con l�ombra di un sorriso aspro su un angolo della bocca.</p><p>��Permettimi di dirlo in un altro modo. Io so che la punizione per un Armiere che sia assente ingiustificato � molto grave. Tuttavia, supponiamo che�</p><p>��Milady.�� Bothari alz� una mano, fermandola a met� della frase.�� Ricorda, sul prato di fronte a Vorkosigan Surleau, mentre mettevamo il corpo di Negri nell�aereo, quando il mio Lord Reggente mi ha ordinato di ubbidire a lei come alla sua stessa voce?</p><p>Cordelia alz� le sopracciglia.�� S�?</p><p>��Non ha ancora ritirato questo ordine.</p><p>��Sergente�� disse lei, stupita,�� non avrei mai creduto che tu fossi un avvocato da caserma.</p><p>Il millimetrico sorriso di Bothari s�indur�.�� La sua voce, milady, � legalmente la voce dell�Imperatore.</p><p>��S�, � cos젗 sussurr� lei, con un lampo negli occhi.</p><p>Bothari si pieg� in avanti. Le sue mani, sui ginocchi, erano adesso ferme come blocchi di roccia.�� Allora, milady, cosa mi stava dicendo?</p><empty-line/><p>Nella vasta rimessa sotterranea del Reparto Veicoli i rumori echeggiavano come in una caverna. Le ombre, fra i pilastri che sorreggevano il soffitto, erano tagliate solo dai riflessi delle luci bianche accese oltre le pareti di vetro dell�ufficio. Ferma nella penombra accanto al portello del pozzo antigravit�, con Drou alle spalle, Cordelia guardava Bothari che parlava con l�ufficiale addetto ai trasporti. Un Armiere del Generale Conte Piotr Vorkosigan si stava facendo assegnare un veicolo per il suo Lord. I documenti e i codici d�accesso di cui Bothari era fornito stavano apparentemente funzionando bene. L�addetto ai trasporti infil� la tessera di Bothari nel suo computer, gli chiese di firmare con l�impronta del palmo sulla piastra di un sensore, e poi si volse a dar ordini a un sottufficiale.</p><p>Cordelia si chiese ansiosamente se un piano cos� semplice sarebbe andato liscio. E in caso contrario, che alternative avevano? Nella sua mente torn� l�immagine del percorso che avevano stabilito, linee rosse tracciate su una carta geografica. Non a nord verso il loro obiettivo, ma prima a sud, per via di terra, attraverso il pi� vicino distretto leale all�Imperatore. Abbandonare la troppo riconoscibile vettura governativa, prendere la monorotaia verso ovest fino in un altro distretto, quindi a nord-ovest per un altro ancora. Poi a est nel Distretto Vorinnis, un territorio neutrale su cui si puntavano le attenzioni diplomatiche di entrambe le parti avverse. Cordelia ripens� a un commento del Conte Piotr: �Stanne certo, Aral. Se Vorinnis non la smette di tenere i piedi in due staffe, e di fare un gioco sporco ai danni di tutte e due, dovremo impiccarlo pi� in alto di Vordarian quando tutto questo sar� finito.� Dalla citt� capoluogo di quel distretto avrebbero dovuto raggiungere infine, in qualche modo, la capitale. Un numero di chilometri scoraggiante da percorrere. Tre volte superiore alla distanza in linea d�aria. E tutto il tempo che avrebbe richiesto. Il suo cuore puntava a nord come l�ago di una bussola.</p><p>Il primo e l�ultimo distretto sarebbero stati i pi� difficili. Le truppe di Aral potevano essere ostili a quell�escursione quanto quelle di Vordarian. La sua testa era cos� piena di probabilit� sfavorevoli che l�insieme le appariva impossibile.</p><p>Un passo alla volta, si disse con fermezza. Un passo alla volta. Intanto dovevano uscire dalla Base Tanery; questo era gi� fatto a met�. Dividere il futuro in paragrafi di cinque minuti, in capitoli di un�ora, e prenderli uno alla volta.</p><p>Ecco, pens�: i primi cinque minuti erano gi� trascorsi, e una vettura lucida e veloce stava uscendo dalle rimesse sotterranee. Una piccola vittoria, che premiava la loro piccola prima mossa e il vago pericolo di quell�attesa. Quale premio avrebbero meritato mosse pi� ardite e pericoli pi� grandi?</p><p>Bothari esamin� il veicolo con sospettosa meticolosit�, come se a prima vista non gli sembrasse troppo adeguato a ospitare il suo Lord. L�ufficiale addetto ai trasporti aspettava ansiosamente, e parve sollevato quando l�Armiere del generale, dopo aver passato una mano sulla capote accigliandosi per la presenza di qualche granello di polvere, diede la sua approvazione con un grugnito. Bothari port� la vettura all�imbocco del pozzo antigravit� e la parcheggi� l�, in modo che dall�ufficio non si vedesse bene quali passeggeri uscivano per salire a bordo.</p><p>Drou si chin� a raccogliere le loro borse da viaggio, dove oltre agli indumenti personali c�era una quantit� di altri oggetti, fra cui le armi ed i souvenir del viaggio in montagna di Cordelia e di Bothari. Bothari restrinse i finestrini dell�abitacolo posteriore e scur� di qualche grado i vetri polarizzati.</p><p>��Milady!�� esclam� la voce di Koudelka dall�ingresso del pozzo antigravit� dietro di loro.�� Cosa state facendo?</p><p>I denti di Cordelia azzannarono la parolaccia che le stava uscendo di bocca. Costrinse le sue labbra a piegarsi in un melenso sorriso di sorpresa e quando fu certa che l�espressione avrebbe resistito si volt�.�� Ehil�, Kou. Che fai di bello da queste parti?</p><p>Lui guard� Droushnakovi, guard� Bothari, guard� le borse e corrug� le sopracciglia.�� L�ho chiesto prima io�� disse. Stava ansimando. Doveva aver corso alla sua ricerca per qualche minuto, dopo non averla trovata nell�appartamento degli alloggi ufficiali. Una coincidenza che non ci voleva.</p><p>Cordelia continu� a sorridere imperterrita, mentre in lei balenava l�immagine di una squadra della Sicurezza che piombava fuori dal pozzo per arrestare tutti loro, o almeno i loro piani.�� Stiamo andando in citt�� a far compere.</p><p>Lui ebbe una smorfia scettica.�� S�? E l�ammiraglio lo sa? E allora dov�� la scorta di Illyan per gli spostamenti fuori dalla Base?</p><p>��Ci aspetta pi� avanti�� lo inform� Cordelia.</p><p>La possibilit� che fosse vero gli fece apparire un�ombra di dubbio nello sguardo. Ma ahim�, l�ombra fu effimera.�� Senta, milady, aspetti un minuto�</p><p>��Tenente�� lo interruppe Bothari.�� Dia un�occhiata l�, per favore.�� E gli indic� il compartimento posteriore della vettura.</p><p>Koudelka si pieg� per guardare nell�interno.�� Cosa c��?�� chiese, con impazienza.</p><p>Cordelia ebbe un fremito quando la mano di Bothari si abbatt� di taglio sotto la nuca di Koudelka, e fremette ancora nel sentire il <emphasis>thud </emphasis>con cui la sua testa urt� nello sportello opposto allorch� Bothari lo fece volare avanti con una spinta. Il bastone-spada rotol� sul tappetino.</p><p>��Dentro�� grugn� il sergente, controllando con una rapida occhiata la situazione nell�ufficio.</p><p>Droushnakovi gett� le borse nel compartimento e si affrett� a entrare, togliendo di mezzo le gambe inerti di Koudelka. Cordelia raccolse il bastone e s�infil� dietro di lei. Bothari fece un passo indietro, salut� rispettosamente, abbass� la portiera e sal� al posto di guida.</p><p>Partirono con calma e senza scosse. Cordelia dovette reprimere un momento di panico quando dovettero fermarsi al primo posto di controllo. Poteva vedere e sentire nitidamente le guardie che s�erano accostate alla vettura. Era difficile ricordare che da fuori vedevano soltanto le loro facce riflesse nei cristalli. Ma il generale Piotr, evidentemente, era uno di quei potenti a cui nessuno amava far perdere un istante di troppo. Che soddisfazione essere il generale Piotr. Anche se in quel periodo neppure Piotr avrebbe potuto entrare nella Base Tanery senza aprire tutti gli sportelli e magari anche il portabagagli. Al cancello esterno il servizio di guardia era impegnato nel controllo di un convoglio di camion in arrivo. Quella coincidenza favorevole parve a Cordelia uno stupido spreco; l�elenco di colpi di fortuna con cui il Fato li lasciava partire era sicuramente breve: perch� usarne subito uno quando non era poi cos� drammaticamente necessario?</p><p>Fra lei e Droushnakovi riuscirono infine a raddrizzare Koudelka in mezzo a loro. Grazie al cielo il suo corpo non era pi� flaccido in modo tanto allarmante. Stava mugolando e scuoteva la testa, senza ancora aprire gli occhi. La testa, il collo e la colonna vertebrale erano fra le zone del suo corpo prive di nervi artificiali; Cordelia si augur� che niente di inorganico si fosse rotto.</p><p>Droushnakovi sbuff�, preoccupata.�� Cosa dobbiamo fare con lui?</p><p>��Non possiamo scaricarlo sul marciapiede. Tornerebbe subito indietro a dare l�allarme�� disse Cordelia.�� Se lo impastoiassimo a un albero, fuori strada, forse non lo troverebbero tanto presto� si sta riavendo. Credo che sia prudente legarlo.</p><p>��Posso puntargli uno storditore alla testa.</p><p>��Ti ubbidirebbe pi� facilmente se lo puntassi alla <emphasis>tua </emphasis>testa. Meglio non correre rischi.</p><p>Droushnakovi tir� fuori una sciarpa di seta da una delle borse e gli leg� i polsi. Bench� improvvisato, il nodo fu fatto da mani esperte.</p><p>��Chiss� che non ci venga utile anche lui�� riflett� Cordelia.</p><p>��Ci tradirebbe�� pronostic� Droushnakovi, accigliata.</p><p>��Forse no. Non in territorio nemico. Andare avanti, allora, sar� l�unica scelta.</p><p>Koudelka sbatt� le palpebre, fiss� per qualche secondo la nebbia che gli riempiva la testa, poi il suo sguardo torn� a fuoco. Cordelia not� con sollievo che le sue pupille erano della stessa larghezza.</p><p>��Milady, cosa� dannazione.�� Le sue mani lottarono inutilmente con la sciarpa di seta.�� Questa � una pazzia. Lei sta correndo dritta nelle mani di Vordarian. Cos� lui avr� due manici con cui manovrare l�ammiraglio, invece di uno solo. E lei e Bothari sapete dov�� l�Imperatore!</p><p>��Dov�era una settimana fa�� lo corresse Cordelia.�� Sono certa che hanno continuato a farlo spostare. E Aral, direi, ha gi� dimostrato che non si piega ai ricatti. Non sottovalutarlo.</p><p>��Sergente Bothari!�� Koudelka si pieg� in avanti verso l�interfono. Il cristallo divisorio era anch�esso opacizzato, nei due sensi.</p><p>��S�, tenente?�� rispose la voce di Bothari, indifferente.</p><p>��Ti ordino di tornare indietro. Ferma la macchina.</p><p>Ci fu una breve pausa.�� Io non faccio parte del Servizio, signore. Sono in congedo.</p><p>��Il Conte Piotr non ha ordinato questo! E tu sei un Armiere del Conte Piotr!</p><p>Una pausa un po� pi� lunga.�� No. Io sono al servizio di Lady Vorkosigan.</p><p>��Tu sragioni. Non hai preso le tue medicine!</p><p>Come potesse passare nel collegamento audio Cordelia non avrebbe saputo dirlo, ma dinnanzi a loro aleggi� un sogghigno lupesco.</p><p>��Avanti, Kou�� lo bland�.�� Stai dalla mia parte. � per una buona causa. Chiss� che un po� di adrenalina non ti faccia bene.</p><p>Dall�altra parte di Koudelka, Droushnakovi inarc� un sopracciglio. Poi ebbe un sorrisetto asprigno.�� Guardala a questo modo: chi altro verr� mai a darti una possibilit� di combattere sul campo?</p><p>Gli occhi di lui di spostarono a destra e a sinistra, fra le due donne che l�avevano catturato. Il ronzio del motore sal� di tono mentre la vettura accelerava nel crepuscolo sempre pi� scuro.</p></section><section><title><p>CAPITOLO SEDICESIMO</p></title><p>Ortaggi di contrabbando. Seduta nel retro del grosso furgone a cuscino d�aria, Cordelia poteva distrarsi osservando le cassette di pomodori e le confezioni di verdura mista negli scatoloni che oscillavano a ogni svolta. Vegetali del sud, che affluivano a Vorbarr Sultana sfuggendo ai posti di blocco su strade secondarie, come loro. Dall�odore avrebbe giurato che dietro le casse c�erano alcuni dei sacchi di cavoli con cui aveva viaggiato giorni addietro, anch�essi fatti migrare secondo le contorte pressioni economiche della guerra.</p><p>I distretti controllati da Vordarian erano sottoposti a un ferreo blocco economico da quelli fedeli all�Imperatore. Bench� lo spettro della fame fosse ancora lontano, i prezzi dei generi alimentari alla capitale erano balzati alle stelle, in vista dell�inverno e grazie alle immancabili manovre di accaparramento. Cos� i contadini giocavano le loro carte come potevano, e la gente disposta a correre rischi non era contraria a imbarcare sconosciuti disposti a pagare lautamente il passaggio.</p><p>A proporre quel metodo era stato Koudelka, che dopo aver fatto sbollire la sua disapprovazione era stato attratto nella loro avventurosa strategia a dispetto di se stesso. Era stato Koudelka a individuare uno dei grossisti che alimentavano il mercato nero, nel distretto di Vorinnis, ed a contattare uno degli autisti nel bar di fronte al piazzale di carico. Il pagamento lo aveva per� stabilito Bothari; una cifra ridicola agli occhi di Cordelia ma corrispondente alle tariffe che quei corrieri giudicavano accettabili per un rischio in pi�.</p><p>��Mio padre possedeva una bottega�� li aveva rigidamente informati Koudelka, proponendo quel piano.�� So quel che sto facendo.</p><p>Cordelia s�era chiesta, perplessa, cosa significasse lo sguardo che lui aveva dato a Droushnakovi. Poi s�era ricordata che il padre di Drou era un soldato. Kou le aveva spesso parlato della madre e delle sorelle, ma solo in quel momento lei s�era resa conto che aveva sempre lasciato il padre fuori dalle sue reminiscenze, come per una sorta di imbarazzo sociale. Forse non c�era stato molto affetto fra loro. Koudelka aveva messo il veto all�idea di usare veicoli carichi di carne:�� � pi� probabile che le pattuglie di Vordarian vogliano fermarli. Non intendono affatto impedire il mercato nero; � cos� che quegli uomini si portano a casa qualche chilo di bistecche, e gli autisti lo sanno.�� Cordelia non sapeva se parlasse per esperienza militare, civile, o entrambe; in ogni caso era lieta di non viaggiare fra quarti di manzo congelato.</p><p>S�erano vestiti con gli abiti presi dalle borse da viaggio, in conformit� alla parte che avevano deciso di recitare. Bothari e Koudelka si presentavano come due ex combattenti messi in congedo per invalidit�, e facevano il possibile per apparire amareggiati e scorbutici come quella triste schiera. Cordelia e Drou erano due donne di campagna unitesi a loro in cerca di migliori occasioni. Il loro abbigliamento era una realistica combinazione di vestiti poveri e capi pi� fini apparentemente acquistati di seconda mano. Le borse erano state calpestate e sporcate al punto che sembravano scelte in una discarica di rifiuti.</p><p>Cordelia chiuse gli occhi, esausta, anche se sapeva che non sarebbe riuscita a dormire. L�orologio ticchettava nella sua testa. Erano trascorsi due giorni dalla partenza da Base Tanery. Cos� vicini al loro obiettivo, e ancora cos� lontani dal successo� ad un tratto sussult�. Il veicolo aveva rallentato all�improvviso, abbassandosi al suolo con uno scossone. L�eco del motore la inform� che non erano pi� in aperta campagna.</p><p>Bothari guard� dal finestrino che comunicava con la cabina di guida e annu� verso l�autista.�� L�amico dice che siamo al capolinea�� borbott�, andando ad aprire lo sportello. I quattro scesero e si spostarono sul marciapiede. Non era ancora l�alba, faceva freddo, e dalle loro bocche uscivano nuvolette di vapore bianco. Nella zona erano accesi appena pochi lampioni, pi� di quel che Cordelia si sarebbe aspettato in tempo di guerra. Bothari and� a parlare con l�autista e il veicolo si sollev� dal suolo, investendoli con una raffica di vento.</p><p>��Non poteva portarci fino al Mercato Centrale�� grugn� Bothari.�� Dice che le derrate arrivano a quest�ora, e che ci sono pi� guardie municipali adesso che nel resto della giornata.</p><p>��Si aspettano dei disordini per la mancanza di cibo?�� domand� Cordelia.</p><p>��Senza dubbio. E sono ansiosi di arraffare tutto quello che possono�� disse Koudelka.�� Vordarian dovr� mandare altre truppe nei punti chiave della citt�, prima che i generi alimentari razionati finiscano anch�essi al mercato nero.�� Quando dimenticava d�essere un ufficiale, il giovanotto rivelava una discreta conoscenza dei trucchi usati dai commercianti. Com�era riuscito un bottegaio di periferia a mandare suo figlio prima alle scuole superiori e poi all�Accademia Militare Imperiale? Cordelia sogghign� fra s�, poi guard� su e gi� per la strada. Era un vecchio quartiere, con edifici a cinque o sei piani risalenti a prima dell�epoca dei pozzi antigravit�, scoloriti dalla pioggia, con i tubi dell�acqua, del gas, e i cavi elettrici tutti all�esterno, come se li avessero aggiunti solo in un secondo tempo.</p><p>Bothari, che sembrava sapere dove stava andando, li guid� verso il centro. L�aspetto dei caseggiati non miglior� per questo, anzi le strade si fecero pi� strette e sporche; nei vicoli fra gli edifici stagnava un misto di odori fra cui quello della semplice spazzatura era forse il pi� accettabile. Il funzionamento dell�illuminazione stradale era lasciato al buon cuore dei teppisti. Drou s�era aperta la blusa per poter arrivare in fretta alla fondina. Koudelka tirava avanti zoppicando stancamente, appoggiato al suo bastone.</p><p>Davanti a una porta su cui un�insegna dipinta a mano illuminata da una lampadina a bulbo diceva soltanto <emphasis>CAMERE LIBERE</emphasis>, Bothari si ferm�.�� Qui dovrebbe andar bene.�� La porta, un vecchio battente non automatico fissato a cardini girevoli, era chiusa. Visto che il campanello sembrava introvabile, Bothari buss� col pugno. Dopo un tempo interminabile uno sportello largo meno di un palmo si apr�, e un occhio sospettoso sbirci� all�esterno.</p><p>��Chi �? Che vuoi?�� brontol� una voce maschile.</p><p>��Una stanza per dormire.</p><p>��A quest�ora dannata? Torna pi� tardi, eh?</p><p>Bothari port� Drou pi� in vista. La luce che usciva dallo spioncino illumin� il volto della ragazza bionda.</p><p>��Uh� be�. Momento�� grugn� la voce. Ci fu rumore di ferraglia, il fruscio di un ultimo catenaccio, e la porta si apr�.</p><p>I quattro entrarono in una stretta anticamera da cui partiva una scala. Sulla destra c�era una scrivania con un telefono senza video e uno scalcinato televisore a schermo bidimensionale, e pi� oltre l�ingresso di un corridoio semibuio. In pigiama e con la barba lunga il gestore, un uomo grassoccio di mezz�et�, si mostr� ancora meno entusiasta quando seppe che pur essendo in quattro volevano una stanza sola. Non fece domande. Evidentemente la stanchezza e la disperazione aggiungevano un tocco magico al loro aspetto esteriore di miseri sfollati. Con la sua faccia, e inoltre due malmesse e un individuo zoppicante al seguito, Bothari aveva un biglietto d�ingresso pagato per qualunque ambiente al di sotto di quelli rispettabili.</p><p>Il gestore assegn� loro una stanza al terzo piano dell�edificio, non molto ampia, e Koudelka e Droushnakovi fecero il primo turno di sonno sui due letti che la occupavano. Poco pi� tardi, mentre la prima luce del giorno si spandeva sulla periferia della metropoli, Cordelia e Bothari scesero a cercare qualcosa da mangiare.</p><p>��Avrei dovuto portare delle razioni militari, sapendo che la citt� era in questa situazione�� mormor� Cordelia.</p><p>��Non c�� problema, milady�� disse Bothari.�� Ah� meglio che non parli molto. Il suo accento.</p><p>��Giusto. In tal caso cerca di fare due chiacchiere con quest�uomo, se � possibile. Vorrei sapere come la pensa la gente di qui.</p><p>Trovarono il gestore, semprech� fosse tale, in una stanza in fondo al corridoio del pianterreno; a giudicare dal bancone e dai tre tavoli forniti di sedie quello era il bar-sala da pranzo della locanda. L�uomo vendette loro quattro vassoi autoriscaldanti di cibo e un paio di bottiglie d�acqua minerale, a un prezzo molto inflazionato, lamentandosi del razionamento e buttando l� senza troppo interesse qualche domanda su di loro.</p><p>��Avevo in programma questo viaggio da mesi�� borbott� Bothari, appoggiando i gomiti al bancone.�� Ci mancava solo questo schifo di guerra per rovinarmi gli affari.</p><p>Il gestore emise un grugnito incoraggiante, aspett� il seguito, poi si decise a chiedere:�� Sei in affari, tu? Che merce tratti?</p><p>Bothari si gratt� un dente con un�unghia sporca, inarc� un sopracciglio e accenn� col capo verso le scale.�� L�hai vista la bionda che sta con me?</p><p>��S�. Bel pezzo di femmina.</p><p>��Vergine.</p><p>��Noo! Mi prendi in giro?</p><p>��Io vendo solo roba genuina, amico. Quella l� ha classe. Volevo vendere la primizia a un qualche Vor, alla Festa d�Inverno. C�� da tirarsi in tasca un po� di moneta con quelli. Ma ora sento dire che se ne stanno rintanati. Potrei tentare con un riccone della Riva Destra, certo, per� lei mi storce il naso. Si � ficcata in capo che il primo dev�essere un Lord.</p><p>Cordelia finse di grattarsi il naso per mascherare il sogghigno e cerc� di non emettere alcun suono. Era un bene che Drou non avesse chiesto i particolari della sua copertura, secondo l�idea che ne aveva Bothari. Santo cielo! Possibile che i barrayarani fossero disposti a pagare per sottoporre una femmina a un�iniziazione cos� sanguinosa?</p><p>Il gestore le gett� uno sguardo.�� Dai retta a me, lasciaci la donna su col tuo compare quando esci, altrimenti il tuo Lord rischia di avere una brutta sorpresa. E tu pure.</p><p>��No.�� Bothari scosse il capo.�� L�amico, su, � pi� castrato di un pollo da allevamento. Un colpo di distruttore neuronico proprio sul suo amico pi� caro. � in congedo, adesso. Come me.</p><p>��Anche tu sei stato ferito?</p><p>��Me mi hanno congedato perch� facevo funzionare troppo bene il magazzino.�� Bothari mosse in circolo la mano aperta, a palmo in gi�.�� Capito cosa intendo? Operazioni commerciali.</p><p>Cordelia aveva sentito alcuni sottufficiali parlare con disprezzo di colleghi cacciati dal Servizio per aver intrallazzato con le forniture militari, ma chiaramente in altri ambienti quello era un titolo di merito.</p><p>Il gestore ridacchi�.�� E ti sei messo a lavorare con uno spastico?�� chiese, indicando con un cenno del capo i piani superiori.</p><p>��Lui ha delle conoscenze in citt�, ecco perch� me lo sono portato dietro. Figli di Lord e altri. Ha fatto l�Accademia.</p><p>��Be�, gli serviranno a poco, adesso. Quei ricchi bastardi sono sotto le armi o imboscati. Non � il momento.</p><p>��Gi�. Da quella bionda ne ricaverei di pi� se la vendessi a peso di carne macellata.</p><p>��Puoi scommetterci. Ma non farla a pezzi di sopra�� sogghign� l�uomo, gettando un�occhiata d�apprezzamento a Cordelia.</p><p>��� troppo bella per sprecarla. Credo che dovr� trovare qualche altra idea, finch� questo bordello non sar� finito. Ma ho bisogno di soldi. Magari mi offrir� di fare dei lavoretti per qualcuno�</p><p>��S�?�� Il gestore lo guard� meglio.�� Io avrei un certo incarico da affidare a un� mmh tipo deciso. � una settimana che ci penso. Tu potresti essere l�uomo che fa per me.</p><p>��Io, eh? Forse mi interessa.</p><p>Il gestore and� ad appoggiarsi al bancone di fronte a lui, e assunse un tono confidenziale.�� So che c�� un ufficiale del Conte Vordarian, un pezzo grosso della Sicurezza Imperiale, che paga molto bene per un certo genere di informazioni. Su gente che loro stanno cercando, capisci? Ora, di solito chi ha la testa a posto sta alla larga dalla Sicurezza� e lo sto dicendo a uno che questo lo sa meglio di me. Per� adesso � diverso.�� Abbass� la voce.�� C�� uno strano tipo che ha preso in affitto una casa, non lontano da qui. Sta sempre rinchiuso, salvo quando esce per comprare da mangiare� e compra molta pi� roba di quanta pu� mangiarne lui solo. Ci sono degli altri con lui, che si tengono nascosti. E non sono gente come noi. Io mi stavo chiedendo chi siano� varrebbe la pena di sapere se valgono qualcosa per la persona che ti ho detto, no?</p><p>Bothari si accigli�, prudentemente.�� Sono faccende pericolose. Magari l�ammiraglio Vorkosigan sbatte fuori quell�altro furbone dalla citt�, e dall�oggi al domani chi ha fatto una spiata si ritrova sulla lista del plotone d�esecuzione. E tu hai un indirizzo, amico.</p><p>��Ma tu no. Giusto? Chi ti conosce? Se ti occupi della cosa per me, ti d� il venti per cento. Sento che potremmo chiedere una grossa somma con quell�individuo. � uno che ha paura; segno buono.</p><p>Bothari scosse il capo.�� Io ho girato molto, amico. E qui, quando mi guardo attorno, ci trovo un odore che conosco� non senti che aria tira in questa citt�? Sconfitta, uomo. La gente di Vordarian sta per fare una brutta fine. E chi scherza col fuoco pu� trovarsi con le unghie bruciate fino al gomito.</p><p>Il gestore strinse le labbra, seccato.�� Una buona occasione � una buona occasione, da qualunque parte venga.</p><p>Cordelia prese Bothari per un gomito, lo trasse in disparte e gli sussurr� all�orecchio:�� Fallo parlare. Cerca di scoprire chi � quell�uomo. Potrebbe esserci utile.�� Dopo un momento aggiunse, alzando la voce appena di un poco.�� Chiedigli la met�.</p><p>Bothari annu� e torn� ad appoggiarsi al bancone.�� Cinquanta e cinquanta�� disse.�� � una faccenda rischiosa.</p><p>Il gestore guard� Cordelia, accigliato; ma ci� che si aspettava erano esattamente quelle parole.�� Il cinquanta per cento di qualcosa � meglio del cento per cento di niente, eh? Be�, penso che potremo metterci d�accordo.</p><p>��Possiamo dare un�occhiata a questo tipo?�� domand� Bothari.</p><p>��Forse.�� Il gestore guard� l�orologio.�� Fra una mezz�oretta, quando uscir� di casa.</p><p>��Donna.�� Bothari prese Cordelia per una spalla e le mise fra le braccia il cibo che avevano comprato.�� Porta la roba in camera.</p><p>Lei si schiar� la gola e cerc� di imitare l�accento delle montagne:�� Stai attento con questa gente. Mio nonno diceva sempre: quando vai in citt�, lega bene il cavallo fuori dal cesso. Ricordatelo.</p><p>��Io sono un veterano, donna!�� esclam� Bothari, e gratific� il gestore di un sogghigno pericoloso.�� Nessuno oserebbe fare strani scherzi a un veterano. Giusto?</p><p>L�altro si affrett� ad annuire, sorridendo nervosamente.</p><empty-line/><p>Cordelia dormicchi� distesa sul pavimento, con la testa poggiata su una delle borse, e a svegliarla fu Bothari che rientrava nella stanza. L�uomo controll� il corridoio prima di chiudere la porta. Aveva l�aria cupa.</p><p>��Be�, sergente? Cos�hai scoperto?�� E se quel fuggiasco era una persona importante per i militari come, ad esempio l�ammiraglio Kanzian? Il pensiero la spavent�. Avrebbe avuto il coraggio, la lealt�, di modificare la sua missione se fosse entrato in gioco qualcosa di pi� determinante per le sorti di tutti? Cordelia vide che Koudelka si stava alzando a sedere sul letto. Anche Drou s�era svegliata, e ascoltava.</p><p>��� Lord Vorpatril�� disse Bothari.�� Con lui c�� anche Lady Vorpatril.</p><p>��Oh, no.�� Cordelia si alz� in piedi.�� Ne sei certo?</p><p>��S�, milady.</p><p>Koudelka sbatt� le palpebre, insonnolito, e si pass� una mano fra i capelli.�� Hai preso contatto con loro?</p><p>��Non ancora.</p><p>��Perch�?</p><p>��� Lady Vorkosigan che deve decidere. Significa cambiare i nostri piani.</p><p>Decidere. Cordelia trasse un lungo respiro.�� Stanno bene?</p><p>��Sono vivi. Si nascondono. Ma� quest�uomo, l�affittacamere, non pu� esser stato il solo ad accorgersi di loro. Lui posso tenerlo a bada, per� chiunque altro potrebbe mettersi di mezzo. Sono momenti duri, e la gente ha bisogno di soldi.</p><p>��Sai qualcosa del bambino di Lady Vorpatril?</p><p>Lui scroll� le spalle.�� So solo che non ha ancora partorito.</p><p>��� in ritardo! Ha finito il tempo due settimane fa. Dannazione.�� Fece una pausa.�� Pensi che potremmo farcela a fuggire insieme dalla citt�?</p><p>��Pi� siamo, pi� daremo nell�occhio�� disse lentamente Bothari.�� Ho visto di sfuggita Lady Vorpatril. � molto grossa. Una donna incinta attrae l�attenzione pi� di altre.</p><p>��Non vedo come unirsi a noi migliorerebbe la loro posizione. La loro copertura ha funzionato per quasi tre settimane. Se alla Residenza Imperiale andasse tutto bene e riuscissimo a lasciare la citt�, una volta a Base Tanery potremmo pensare a loro. Illyan manderebbe sicuramente i suoi agenti ad aiutarli��� Maledizione. Se la loro fosse stata un�incursione vera e propria, autorizzata, avrebbero avuto a disposizione subito i contatti che servivano ai Vorpatril. Ma un�incursione vera e propria non li avrebbe portati l� in quel quartiere, all�incontro casuale con quella scoperta. Cordelia riflett� qualche minuto.�� No. Nessun contatto, per ora. Ma bisogna mettere la museruola al nostro amico, qui sotto.</p><p>��Gi� fatto�� disse Bothari.�� Gli ho detto che conosco un modo di farci pagare una grossa cifra senza rischiare la testa, e sembra d�accordo. Forse potremo comprarlo noi stessi. Pu� aiutarci.</p><p>��Ti fidi di lui?�� domand� Droushnakovi, dubbiosa.</p><p>Bothari sogghign�.�� Come chiunque si fida di uno che non conosce, da queste parti. Lo terr� d�occhio, non preoccuparti. C�� un�altra cosa� mentre rientravo, gi�, trasmettevano un notiziario. Ieri sera Vordarian si � autoproclamato Imperatore.</p><p>Kou imprec�.�� Cos�, ha deciso di rivelare la sua vera faccia.</p><p>��Ma questo che significa?�� domand� Cordelia.�� Si sente davvero tanto forte, o � una mossa dettata dalla disperazione?</p><p>��� l�ultimo tentativo di portare dalla sua parte le forze spaziali, suppongo�� disse Kou.</p><p>��Credi che possa attrarre pi� uomini di quanti potrebbero esserne indignati e offesi?</p><p>Kou scosse il capo.�� Quello che ci fa paura, qui su Barrayar, � il caos. L�abbiamo assaggiato. Costa molto dolore. Il potere Imperiale rappresenta l�ordine, la quiete, da quando Dorca Vorbarra mise fine alle continue guerre dei Conti e unific� il pianeta. �Imperatore� � una parola magica.</p><p>��Non per me�� sospir� Cordelia.�� Adesso riposiamoci un po�. Forse per domani a quest�ora sar� tutto finito.�� Pensiero rassicurante oppure spaventoso, a seconda del piatto della bilancia su cui il destino li avrebbe deposti. Per l�ennesima volta Cordelia cont� le ore che mancavano a ogni passo dell�azione. Una giornata andava dedicata alla ricerca del modo migliore di penetrare nella Residenza Imperiale; altre due sarebbero occorse per tornare alla Base Tanery su un percorso sicuro� restava un minimo margine di tempo per gli imprevisti. Aveva l�impressione d�essere su un aereo in picchiata, sempre pi� veloce. E sempre pi� a corto di alternative.</p><empty-line/><p>L�ultima possibilit� di rinunciare, di tornare indietro. Era il tramonto, e sui grigi quartieri della periferia stava scendendo la nebbia. Aveva piovuto fino a poco prima. Attraverso i vetri sporchi della finestra Cordelia guard� la strada, dove i lampioni spandevano una debole luce sulle pozzanghere. Pochi passanti si affrettavano sui marciapiedi, i volti nascosti sotto gli ombrelli o i larghi berretti degli impermeabili. Era come se la guerra e l�inverno avessero risucchiato la vita della citt�, riducendo il traffico a un rivolo e lasciandola immersa in un silenzio profondo. <emphasis>Non farti influenzare dall�atmosfera</emphasis>, si disse Cordelia. Raddrizz� la schiena e si gir� a guardare gli altri tre, poi usc� e li precedette gi� per le scale.</p><p>Nel breve corridoio del pianterreno non c�era nessuno. Cordelia stava pensando di andarsene senza formalitࠗ avevano pagato in anticipo�� quando il gestore entr� dalla porta di strada, grondando acqua dall�impermeabile e imprecando fra s�. Nel vedere Bothari si scur� in faccia.</p><p>��Ah, eccoti qua! Bel lavoro mi hai combinato, signor ci-penso-io. Per colpa tua ho perso un�occasione buona, e adesso qualcun altro ci si sta riempiendo le tasche. Quella taglia avrebbe potuto essere mia, capisci? Dovevo essere io a�</p><p>Le recriminazioni dell�individuo si spensero in un grugnito di dolore quando Bothari lo schiacci� contro il muro, con un tonfo violento. Sbarr� gli occhi e cerc� di contorcersi, ma una mano lo attanagli� alla gola come una morsa. La faccia di Bothari era una maschera di ferocia belluina.�� Cos�� successo? <emphasis>Parla!</emphasis></p><p>��Una squadra di Vordarian li sta arrestando. Se li � tirati dietro lui stesso fino a casa.�� La voce del gestore vibrava fra la rabbia e lo spavento.�� Li porteranno via tutti e due, e io non ho intascato un soldo!</p><p>��Li <emphasis>porteranno </emphasis>via?�� chiese Cordelia.�� Che vuoi dire?</p><p>��Li stanno portando via adesso, maledizione! Lasciami!</p><p>Forse c�era ancora una possibilit�, si disse Cordelia. Decisioni tattiche o improvvisazioni emotive, poco importava ormai. Apr� una borsa e tir� fuori uno storditore. Bothari si scost�, e lei spar� al gestore l� dove si trovava. L�uomo si afflosci� al suolo privo di sensi.�� Dobbiamo cercare di fermare quegli uomini. Drou, prendi le armi. Sergente, ci porti l�. Muoviamoci!</p><p>Fu cos� che si trov� a correre nella foschia in una strada male illuminata verso una scena da cui ogni barrayarano sano di mente si sarebbe tenuto alla larga: l�arresto di ricercati eseguito dalla Sicurezza Imperiale. Drou la precedeva, al passo con Bothari. Appesantito dalle borse, Koudelka stava restando indietro. Cordelia desider� che la nebbia fosse pi� fitta.</p><p>Il rifugio dei Vorpatril era in una traversa a due isolati da l�; un edificio stinto a sei piani, non diverso da quello in cui loro avevano trascorso la giornata. Bothari allarg� un braccio per fermarli e i quattro sbirciarono cautamente oltre l�angolo; poi si ritrassero. Due vetture da superficie della Sicurezza erano parcheggiate davanti a un andito poco illuminato, largo cinque o sei metri. A parte loro�� e chi stava sbirciando di nascosto da qualche finestra�� la strada era del tutto deserta. Cordelia non ne fu stupita; si gir� e alz� una mano per azzittire Koudelka, che arrivava ansando.</p><p>��Droushnakovi�� disse Bothari,�� tu gira intorno a quell�edificio e appostati sull�altro lato delle auto. Bada che hanno sicuramente messo qualcuno a guardia dell�uscita posteriore.</p><p>S�, la guerriglia urbana era pane per i denti di Bothari. Drou annu�, s�infil� in tasca un�altra carica per il distruttore neuronico e attravers� la strada con andatura lenta, casuale, senza guardare verso le due vetture. Appena uscita dal campo visivo degli autisti corse avanti in silenzio e spar� dietro l�edificio.</p><p>��Siamo troppo lontani�� mugol� Bothari, rischiando un�altra occhiata oltre l�angolo.�� Non si vede niente. Bisogna avvicinarci.�� Si gir� verso Cordelia.�� E questo significa entrare l�. Non c�� altra scelta.</p><p>��Un uomo che accompagna la sua amichetta�� disse lei.�� Possiamo passare accanto alle auto, fingerci innervositi nel vedere la scena e passare sull�altro lato della strada� pu� funzionare?</p><p>��Non per molto�� disse Bothari.�� Le nostre armi sono gi� nel raggio dei loro scanner. Per ora non le distinguono da quelle dei loro colleghi entrati l� dentro, ma a dieci metri di distanza sapranno che un segnale arriva anche da noi. Per� io e lei abbiamo pi� possibilit� di due uomini. Al momento buono dovremo agire molto in fretta. Tenente, ci copra da qui con la pistola a plasma. Dovrebbe bastare; quelle non mi sembrano auto corazzate.</p><p>Bothari nascose il distruttore neuronico nella blusa, sotto un�ascella. Cordelia s�infil� lo storditore nella cintura della gonna, poi prese il sergente a braccetto e s�incammin� con lui. Svoltarono l�angolo con andatura tranquilla.</p><p>Quella era un�idiozia monumentale, decise Cordelia, con la testa poggiata su una spalla di Bothari e sforzandosi di restare al passo con lui. Per un�azione di quel genere avrebbero dovuto studiare il luogo con qualche ora di anticipo. Anzi, avrebbero dovuto contattare Padma e Alys fin dal mattino. Per� da quanto tempo Padma era pedinato? Possibile che la rete si stesse chiudendo intorno a lui gi� da qualche giorno? Se avessero avvicinato i due fuggiaschi, forse sarebbero caduti anche loro nella stessa trappola. <emphasis>Basta coi se e coi forse. � il momento di agire.</emphasis></p><p>��Forse non ci hanno ancora notati. Qui c�� una porta�� mormor� Bothari, rallentando il passo davanti a un androne. Un momento dopo la spinse nell�ombra e si schiacci� contro il muro accanto a lei. Erano abbastanza vicini per assistere da un posto di prima fila alla scena dell�arresto e sentire le voci. Uno sportello si apr�, e uno degli autisti usc� sul marciapiede; l�uomo parl� in una radio da polso con qualcun altro, e dall�interno dell�edificio provenne un rumore di passi. Ci fu un gemito, e ad esso segu� un tonfo.</p><p>Erano arrivati proprio sul pi� bello. Senza uscire dall�ombra Cordelia si sporse, e vide che una delle guardie di Vordarian aveva spinto un uomo contro una delle vetture, tenendolo per il collo. Bench� il prigioniero indossasse solo un paio di mutande lunghe e una camicia slacciata, lei riconobbe subito Padma Vorpatril. Aveva una guancia sporca di sangue e un labbro gonfio, ma non opponeva resistenza; sulla sua faccia c�era il vago sorriso idiota di chi � ancora sotto l�azione del penta-rapido. Tent� di voltarsi, ma la guardia lo colp� con un pugno e lui mugol�, debolmente.</p><p>A far voltare Padma era stato il gemito di una donna, quella che altri due uomini con la divisa nera della Sicurezza stavano portando in strada. I due autisti e la guardia si girarono verso i colleghi. Cordelia a Bothari sbirciarono con cautela, cercando di muoversi il meno possibile.</p><p>Alys Vorpatril indossava solo una camicia da notte; aveva i piedi nudi infilati in due ciabatte; ciocche di capelli neri le ricadevano sul volto mortalmente pallido, e nei suoi occhi sbarrati c�era una disperazione che rasentava la follia. In quell�abbigliamento la sua gravidanza era pi� che mai evidente. Il caporale che l�aveva spinta fuori la teneva per le braccia, e quando fu sul marciapiede le rest� alle spalle, aderendo a lei lascivamente con la parte anteriore del corpo. La donna parve non accorgersene.</p><p>L�uomo uscito con lui, un colonnello, aveva in mano uno schermo tascabile su cui si scorgevano due fotografie. Le guard� ancora, gett� un�occhiata all�addome di Lady Vorpatril, poi lo spense.�� Bene. Abbiamo il Lord e abbiamo il suo erede�� disse nella radio da polso.�� Erano soli, nell�appartamento. Qui abbiamo finito.</p><p>L�altro ufficiale, un tenente, lasci� il collo di Padma Vorpatril.�� E adesso cosa diavolo facciamo, colonnello? Vuole portarli fuori citt�? Non potevamo finire il lavoro qui, di sopra?�� chiese, con aria scontenta. La sua espressione cambi� quando fu davanti a Lady Vorpatril: con un sorrisetto le sollev� la camicia da notte fin sotto le ascelle ed esamin� il suo addome nudo. La giovane donna era ingrossata molto dall�ultima volta che Cordelia l�aveva vista, un mese prima. I suoi seni erano turgidi e opulenti, gonfi di latte, e la pelle intorno all�ombelico sembrava tesa come quella di un tamburo. Il tenente le tast� l�addome bianco con la punta di un dito, incuriosito. Lei tacque, col volto rigato di lacrime, tremando di paura e di rabbia per la libert� che l�uomo si prendeva con lei.�� I nostri ordini sono di uccidere il Lord e l�erede. Di lei non si parla. Allora che si fa, ci sediamo in terra e aspettiamo che lo partorisca? O vuole aprirla con un coltello e tirarlo fuori?</p><p>Il colonnello non gli rispose. Si gratt� il mento. L�altro ufficiale lasci� andare la camicia da notte della donna e sugger�:�� Forse � meglio portarla al Quartier Generale e lasciare che se la sbrighino loro.</p><p>La guardia che teneva Lady Vorpatril sogghign�, continuando a premere il ventre contro le natiche di lei.�� Mica dobbiamo portarcela subito, no? Voglio dire, non c�� fretta. E questa � carne Vor. Una possibilit� che non capita tutti i giorni.</p><p>Il colonnello ebbe una smorfia fra disgustata e sarcastica.�� Tu sei un pervertito, caporale.</p><p>Cordelia si rese conto, sbalordita, che per Bothari la scena non aveva pi� soltanto un aspetto tattico. Nei suoi occhi c�era una luce strana, fra inorridita e morbosamente affascinata, e gli si era accelerato il respiro. Dai veicoli erano usciti anche il secondo autista e altre due guardie, che assistevano in silenzio.</p><p>Ad un tratto il colonnello si slacci� la fondina e impugn� il distruttore neuronico.�� No�� disse, raggiungendo all�improvviso una decisione che lasci� esterrefatta Cordelia.�� No, la finiremo qui, in fretta e pietosamente. Fatti da parte, caporale.</p><p><emphasis>Strana piet��</emphasis></p><p>La guardia colp� con un calcio i ginocchi di Alys, da dietro, per farle piegare le gambe, e la gett� brutalmente al suolo. Lei protese le braccia, ma non pot� salvare il suo addome da un duro colpo sul marciapiede bagnato. Padma Vorpatril, intontito dal penta-rapido, mand� un gemito e si mosse verso di lei. Il colonnello lo ricacci� indietro con una gomitata, punt� il distruttore neuronico sulla donna ed esit�, come incerto se mirare alla testa o all�addome.</p><p>��Spara per <emphasis>uccidere! </emphasis>- sibil� Cordelia a Bothari. Balz� fuori dal loro nascondiglio, puntando lo storditore a due mani, e premette il grilletto.</p><p>Bothari l�aveva oltrepassata con un balzo da tigre, e il raggio azzurro del suo distruttore neuronico colp� il colonnello ancor prima del raggio sparato da lei. Poi fu una macchia scura che si muoveva nel buio, correndo verso il riparo della pi� vicina delle due auto. Spar� ancora pi� volte, crepitanti scintille bluastre che elettrificarono l�aria, e due guardie caddero. Le altre si gettarono dietro i veicoli e risposero al fuoco.</p><p>Distesa sul marciapiede Alys Vorpatril sollev� le ginocchia, per proteggersi l�addome con le braccia e con le gambe. Suo marito Padma vacill� storditamente verso di lei e si lasci� cadere carponi, come per abbracciarla o coprirla col suo stesso corpo. In quel momento il tenente, rotolando via da dietro una ruota della vettura in cerca di un riparo migliore, si ferm� e alz� il distruttore neuronico, mirando alla testa del Lord.</p><p>Quel momento di pausa gli fu fatale, ma purtroppo non gli imped� di sparare. Il distruttore neuronico di Droushnakovi lo invest� in pieno con una scarica nello stesso istante in cui anche Cordelia lo colpiva con lo storditore. Dalla pistola dell�uomo era per� gi� scaturito un abbagliante lampo d�energia, dritto verso la nuca di Padma Vorpatril. I capelli dello sventurato arsero in una sola vampa; il suo corpo s�inarc� con una violenta convulsione, e quando cadde di lato ebbe alcuni lunghi fremiti come se soffrisse ancora, ma era gi� morto. Alys Vorpatril mand� un grido, un verso breve e rauco che le si spezz� in gola. Si alz� sulle mani e sulle ginocchia, e per qualche momento parve congelata fra l�impulso di trascinarsi verso il corpo del marito o fuggire via.</p><p>Droushnakovi aveva scelto bene la sua posizione. L�ultima guardia e uno degli autisti riuscirono a ripararsi dai colpi di Bothari, ma non dai suoi. L�altro autista s�era invece gettato dentro una delle vetture; riusc� a metterla in moto e part� a velocit� folle. Non and� lontano: in fondo alla strada la pistola a plasma di Koudelka centr� il parabrezza prima che il superstite completasse la curva. Il veicolo sband� all�esterno, pass� dritto fra due furgoncini posteggiati al marciapiede, evitandoli con precisione miracolosa, e si schiant� contro la facciata di un edificio. Dall�abitacolo si levarono lingue di fiamma.</p><p><emphasis>Ecco qui. La nostra intera strategia era basata sulla possibilit� di agire in silenzio e senza farci vedere, no? </emphasis>Pens� Cordelia, correndo avanti. Lei e Droushnakovi arrivarono insieme accanto ad Alys Vorpatril; la afferrarono sotto le ascelle e la tirarono in piedi.</p><p>��Andiamocene da qui�� grugn� Bothari, girando intorno all�altro veicolo. Scavalc� il cadavere di una guardia e si chin� sul corpo di Padma Vorpatril, per spegnere le fiammelle che si levavano dai resti della sua camicia. Cordelia gli fu grata di quel gesto inutile.</p><p>��Santo cielo�� mormor� Koudelka, che arrivava zoppicando con le borse in mano. Guard� la scena.�� Ah, pover�uomo. Vordarian dovr� pagare anche per questo.</p><p>La strada era ancora deserta. Non per molto, sospettava Cordelia. Bothari indic� una traversa buia.�� Da quella parte. Andiamo.</p><p>��Non ci converrebbe prendere quest�auto?�� domand� Cordelia.</p><p>��No. La rintraccerebbero. E non serve, dove stiamo andando.</p><p>Lei non era affatto certa che Alys Vorpatril, sconvolta e tremante, potesse sopportare lo sforzo di tener loro dietro, ma si mise la pistola nella cintura e le pass� un braccio intorno alla vita. Drou la sostenne dall�altra parte, sollevandola quasi di peso quando scesero dal marciapiede per seguire il sergente dall�altra parte della strada. Koudelka le sorpass�; adesso erano loro le pi� lente del gruppo.</p><p>Alys stava piangendo, ma non in modo isterico. Si volt� una sola volta a gettare uno sguardo verso il corpo del marito, poi concentr� tutte le sue energie nelle gambe con cupa determinazione. Camminare cos� svelta era troppo per lei, e doveva afferrarsi l�addome con le mani per non farlo sobbalzare a ogni passo.�� Cordelia!�� ansim�. Una protesta? Un saluto? Una supplica? Ma non aveva abbastanza fiato, n� per lamentarsi n� per fare domande.</p><p>Erano appena a quattro o cinque isolati di distanza quando Cordelia sent� delle sirene nella zona da cui stavano fuggendo. Ma Bothari si limit� a gettare un�occhiata indietro, senza scomporsi. Svoltarono in un altro vicolo e lei si rese conto che stavano attraversando un quartiere dove l�illuminazione stradale non funzionava, oppure non esisteva affatto. La strada era visibile solo per i riflessi nelle pozzanghere, e la nebbia si stava infittendo.</p><p>All�improvviso Alys inciamp�, e lei fu sul punto di lasciarla cadere al suolo. Per una trentina di secondi dovettero lasciarla riposare, ansante, piegata in due dal dolore.</p><p>Mentre la aiutava a raddrizzarsi Cordelia s�accorse che l�amica aveva l�addome molto duro; la sua camicia da notte era bagnata di un liquido maleodorante.�� Santo cielo, hai le doglie?�� chiese. Ma la risposta era gi� fin troppo chiara.</p><p>��Sono in travaglio da ieri�� mormor� Alys. Sembrava incapace di tenersi eretta.�� Credo che mi si siano rotte le acque, poco fa, quando quel bastardo mi ha buttato in terra. A meno che non sia sangue� ma dovrei essere gi� morta, se fosse tutto sangue� mi fa male, adesso.�� Strinse i denti e raddrizz� le spalle, con uno sforzo.</p><p>��Quanto le manca?�� esclam� Koudelka, allarmato.</p><p>��Che ne so? Non sono mica un ostetrico! Le sue supposizioni valgono le mie, Kou!�� sbott� Lady Vorpatril. Una fiammella di rabbia, per scacciare la paura e il dolore. Non scaldava molto in quell�umidit�.</p><p>��Non le manca molto, credo�� disse la voce di Bothari, nel buio.�� Bisogna fermarci in qualche posto. Muoviamoci.</p><p>Lady Vorpatril non poteva correre, ma col loro sostegno riusc� a muovere le gambe in fretta, anche se Cordelia e Droushnakovi dovevano lasciarla fermare ogni due minuti. Poi le doglie si fecero pi� frequenti, una al minuto.</p><p>��Inutile, non arriveremo in tempo�� borbott� Bothari, senza spiegare dove avrebbe voluto arrivare.�� Aspettate qui.�� Scomparve di lato� in un vicolo? L� sembrava che ci fossero soltanto dei vicoli, freddi e puzzolenti, troppo stretti per il passaggio delle auto. Fino a quel momento avevano incrociato due soli pedoni, che s�erano dovuti accostare al muro per lasciarli proseguire.</p><p>��Non pu� cercare di� trattenerlo?�� domand� Koudelka, vedendo che Lady Vorpatril si piegava in due a un�altra fitta.�� Dovremmo cercare un medico� o qualcos�altro.</p><p>��� per cercare un medico che quello sciocco di Padma si � fatto prendere�� mugol� Alys.�� Gli avevo detto di non uscire� oh, Dio!�� Dopo un momento aggiunse, in un tono discorsivo che sorprese Cordelia:�� La prossima volta che ti capiter� di vomitare, caro Kou, prova a tener chiusa la bocca e poi vedremo quanto resisti. � proprio la stessa cosa che stai chiedendo a me.�� Si raddrizz� di nuovo, scossa da un tremito violento.</p><p>��Non ha bisogno di un medico. Quello che le serve � un posto dove sdraiarsi�� disse Bothari dall�oscurit�.�� Da questa parte.</p><p>L�uomo li guid� a una larga porta di legno incorniciata fra solidi montanti di cemento nudo. A giudicare dalla scheggia che Cordelia sent� con un fianco, mentre entravano, Bothari non doveva aveva bussato delicatamente per aprirla. Una volta dentro, appena la porta fu chiusa, Droushnakovi os� tirare fuori una torcia elettrica da una borsa e la accese. Il locale che si videro attorno era completamente vuoto, polveroso. Due porte spalancate, sul fondo, davano in altri locali pi� interni, silenziosi e disabitati.�� Dovremo accontentarci�� disse Bothari.</p><p>Cordelia si chiese cosa diavolo avrebbero dovuto fare. Lei sapeva tutto sui trasferimenti di placenta, e ora anche sui tagli cesarei, ma in quanto al parto naturale non poteva offrire che consigli teorici. Alys Vorpatril era informata su quello che una donna si aspetta che le accada in una clinica attrezzata. Koudelka e Drou non erano neppure a quello stadio.�� Qualcuno di voi ha mai assistito a un parto in condizioni d�emergenza?�� domand�.</p><p>��Non guardare me. Io sar� un�esperta solo fra un paio d�ore�� disse Alys, che malgrado la sofferenza non veniva meno al suo spirito pungente.</p><p>Cordelia la guard� negli occhi.�� Non sei sola�� le garant� con fermezza. Esibire fiducia poteva aiutarla a rilassarsi, almeno.�� Ci prenderemo cura di te.</p><p>Bothari disse, con una certa riluttanza:�� Mia madre faceva la levatrice, fra le altre cose. Qualche volta io andavo con lei e so come si fa. Non � difficile.</p><p>Cordelia sbatt� le palpebre. Era la prima volta che lui parlava del suo passato; riusciva difficile credere che fosse stato un bambino e avesse avuto una mamma.</p><p>Bothari sospir�, rendendosi conto dal modo in cui lo guardavano che questo bastava a metterlo al comando.�� Dammi la tua giacca, Kou.</p><p>Koudelka si tolse la giacca, mentre Bothari faceva lo stesso, e i due indumenti furono stesi al suolo. Alys venne aiutata a sdraiarsi su di essi. In quella posizione il suo volto riprese un po� di colore; ma quasi subito le si ferm� il respiro e mand� un grido, allorch� i muscoli addominali si contrassero ancora.</p><p>��Lei si metta qui accanto a me, milady�� disse Bothari a Cordelia. Per fare cosa? si domand� lei. Ma lo comprese quando l�uomo sollev�, con mani esitanti, la camicia da notte della partoriente. <emphasis>Mi vuole come meccanismo di controllo. </emphasis>Ma lo scontro a fuoco sembrava aver cancellato del tutto la strana e orribile espressione morbosa che gli era apparsa sul volto, l� in quella strada. Per fortuna Alys Vorpatril era troppo assorbita in se stessa per notare che il suo tentativo di mostrare un freddo distacco clinico era piuttosto fallimentare.</p><p>��La testa del bambino non si vede ancora�� rifer� Bothari.�� Per� manca poco.</p><p>Un�altra doglia, un�altra occhiata nella zona, e aggiunse:�� Dovrebbe fare in modo di non gridare, Lady Vorpatril. Quelli ci stanno cercando. Capisce?</p><p>Lei annu�, e agit� disperatamente una mano in cerca di qualcosa. Drou, intuendo quello che voleva, strapp� un pezzo di fodera da una giacca, lo arrotol� e glielo mise fra i denti.</p><p>Trascorsero cos� venti minuti, fra una doglia e l�altra. Alys era sempre pi� debole e ansimava, con le lacrime agli occhi, incapace di trovare un equilibrio fra il dolore delle contrazioni uterine e la necessit� di riprendere fiato. La testa del nascituro apparve, coperta di capelli neri, ma ancora non voleva uscire dalla morsa delle ossa pelviche.</p><p>��Quanto tempo credi che ci metter�?�� s�inform� Koudelka con voce che si sforzava d�essere pacata.</p><p>��Penso che non abbia troppa voglia di uscire�� disse Bothari.�� Dev�essersi accorto che fuori fa freddo, stasera.�� La battuta penetr� attraverso la sofferenza di Alys, che non smise di mugolare penosamente ma ebbe uno sguardo di gratitudine. Bothari si chin� a esaminare la dilatazione, le poggi� una mano sull�addome, attese la spinta successiva e la aiut� con una pressione calcolata.</p><p>La testa bruna del bambino usc� fra le cosce insanguinate di Lady Vorpatril, senza difficolt�.</p><p>��Eccolo qui�� disse Bothari in tono soddisfatto. Koudelka mand� un fischio fra i denti, impressionato.</p><p>Cordelia prese la testa del piccolo fra le mani e alla contrazione seguente lo estrasse per intero. Il bambino toss� un paio di volte, la sua faccetta acquist� un colore pi� roseo e d�un tratto emise un vagito acutissimo. Per poco Cordelia non lo lasci� cadere.</p><p>Bothari imprec�, gettando un�occhiata alla porta.�� Mi dia la sua spada, tenente.</p><p>Lady Vorpatril sbarr� gli occhi, inorridita.�� No! Dallo a me, lo far� tacere io!</p><p>��Non � questo che volevo fare�� disse dignitosamente Bothari.�� Anche se forse sarebbe un�idea�� aggiunse, mentre i vagiti continuavano. Girato verso il muro us� la pistola a plasma per sterilizzare la lama con un colpo a bassa potenza.</p><p>All�ultima contrazione addominale il cordone ombelicale fu seguito dalla placenta, che cadde sulla giacca di Koudelka. Cordelia osserv� affascinata la fine del supporto nutritivo organico che era stato�� ed era ancora�� tanto importante nel suo caso. <emphasis>Tempo. Ecco come si sommano gli imprevisti. Di quanto abbiamo diminuito le probabilit� di Miles? </emphasis>Stava tradendo suo figlio per salvare il piccolo Ivan? Non cos� piccolo, comunque; c�era poco da meravigliarsi che avesse dato tante difficolt� a sua madre. Alys doveva essere dotata di ossa pubiche solide quanto la sua volont�, altrimenti non sarebbe uscita viva da una notte come quella.</p><p>Quando il cordone ombelicale divent� bianco, Bothari lo tagli� con la spada e Cordelia fece del suo meglio per annodarlo bene. Pul� il bambino con un fazzoletto, lo avvolse in una maglia di lana presa da una borsa e infine lo depose fra le braccia di Alys.</p><p>La giovane donna guard� il figlioletto appena nato, e i suoi occhi si riempirono di lacrime.�� Padma diceva� che avrei avuto i medici migliori. Non sapeva quanto� sarebbe stato vero. Ma questo momento io l�avevo sognato con lui vicino a me� vicino a me! Ah, Padma� maledizione, Padma!�� Si strinse il figlio al petto e lo cull� un poco. Ad un tratto ebbe un moto di sorpresa e abbass� lo sguardo.�� Oh!�� esclam�. La bocca del bambino aveva trovato uno dei suoi capezzoli e vi si era immediatamente attaccata con avidit�.</p><p>��Ottimi riflessi�� comment� Bothari.</p></section><section><title><p>CAPITOLO DICIASSETTESIMO</p></title><p>��Per l�amor di Dio, Bothari, non possiamo portarla <emphasis>l�! </emphasis>- sibil� Koudelka.</p><p>La strada in cui il sergente li aveva condotti era nelle profondit� del vecchio quartiere del caravanserraglio. A poca distanza da loro, nell�umida foschia della notte, si ergeva un massiccio edificio a tre piani dalle mura insolitamente spesse. Le imposte di legno stinto erano chiuse, ma qua e l� filtravano all�esterno strisce di luce gialla. Una lampada a olio decorativa illuminava una robusta porta di legno verde, l�unica che Cordelia potesse vedere.</p><p>��Non possiamo lasciarla in mezzo a una strada. Ha bisogno di stare al caldo�� replic� Bothari. Portava in braccio Lady Vorpatril, che indebolita e tremante si stringeva a lui.�� � gi� tardi. Stanno per chiudere.</p><p>��Che razza di posto � questo?�� domand� Droushnakovi.</p><p>Koudelka si schiar� la gola.�� Nell�Era dell�Isolamento, quando il caravanserraglio era il centro di Vorbarr Sultana, qui abitava un Lord. Uno dei principi minori di Casa Vorbarra, credo. Ecco perch� a vederla sembra una fortezza. Oggi � una specie di locanda.</p><p><emphasis>Ah. Cos� questo � il tuo postribolo, Kou</emphasis>, fu per lasciarsi scappare di bocca Cordelia. Si rivolse a Bothari.�� � sicuro? O anche qui tutti sognano di vendere l�anima al migliore offerente?</p><p>��Per qualche ora � sicuro�� rispose lui.�� Non abbiamo pi� di qualche ora, del resto.�� Mise gi� Lady Vorpatril, affidandola alle mani di Drou, e and� a bussare alla porta. Poi parl� sottovoce con qualcuno, attraverso uno spioncino. Cordelia si stringeva al petto il piccolo Ivan, tenendolo sotto la blusa per dargli tutto il calore che poteva. Fortunatamente il bambino s�era addormentato ancor prima che uscissero dal vecchio edificio dietro il caravanserraglio. Bothari si gir� e fece loro segno di raggiungerlo.</p><p>Il corridoio in cui entrarono era una specie di tunnel dal soffitto ad archi, con finestrelle verticali molto pi� strette all�interno che all�esterno.�� Feritoie, per la difesa�� spieg� Koudelka. Drou annu�, impressionata dallo spessore dei muri esterni. Ma non c�erano fasci di frecce o pentoloni d�olio bollente ad attenderli. L�uomo che li aveva fatti entrare chiuse la porta e torn� a sedersi davanti a un apparecchio a batterie che trasmetteva un film non barrayarano, probabilmente una registrazione.</p><p>Il gruppetto pass� in una larga stanza in penombra, una specie di bar-sala da pranzo arredata con spreco di tendaggi colorati. Due donne che indossavano solo la sottoveste, sedute vicino a un largo caminetto dove ardevano braci di legna, si girarono a guardarli con aria indifferente. Un uomo di mezz�et�, che beveva vino seduto a un tavolo, non alz� neppure gli occhi dal fondo del bicchiere.</p><p>A scortarli nell�interno della casa era venuta una donna alta e magra, che li precedette in un�altra stanza e poi su per le scale senza quasi aprir bocca. Quindici, o forse dieci, anni prima doveva esser stata vivace e di bell�aspetto; ora l�aderente abito rosso intriso di profumo non rendeva un buon servizio alle sue forme ossute. Bothari aveva ripreso in braccio Lady Vorpatril. Koudelka si guardava intorno accigliato, ma sembrava lieto che quella notte ci fosse cos� poca gente.</p><p>Al primo piano la donna li fece entrare in una stanza.�� Cambia le lenzuola�� mormor� Bothari, senza muoversi verso il letto. La donna annu� e scomparve nel corridoio. Da l� a poco fece ritorno, tir� via le coperte e mise le lenzuola pulite. Soltanto allora il sergente trasfer� sul letto Lady Vorpatril. Cordelia le depose il bambino fra le braccia, e lei riusc� a sorriderle, grata.</p><p>L�affittacamere (cos� Cordelia decise di pensare a lei, per amore di Alys) guard� il bambino con un barlume di interesse.�� Appena nato, eh? � piuttosto grosso. Tut-tut�� disse, accarezzandogli una guancia con un dito.</p><p>��E nato due settimane fa�� disse seccamente Bothari.</p><p>La donna sbuff�, mettendosi le mani sui fianchi.�� Non prendere in giro <emphasis>me</emphasis>, Bothari. Chi credi che assista le mie ragazze, quando partoriscono? Questo signorino � stato sfornato un paio d�ore fa, a dir tanto.</p><p>Il sergente gett� uno sguardo preoccupato a Cordelia e si morse le labbra. La donna alz� una mano, seccata.�� D�accordo. Due settimane, se qualcuno fa domande.</p><p>��Bisogna lasciarla dormire�� disse Bothari,�� almeno finch� non siamo sicuri che non perde sangue.</p><p>��S�, ma non da sola�� disse Cordelia.�� Risvegliandosi in un posto sconosciuto potrebbe sentirsi disorientata.�� Pi� che sconosciuto, quel posto era praticamente qualcosa di alieno per una donna Vor.</p><p>��Resto io con lei, per un po��� si offr� Droushnakovi, che guardava l�affittacamere come se non le piacesse vederla cos� vicina al bambino. Dall�occhiata che la ragazza bionda scocc� a Koudelka, Cordelia cap� che il suo pietoso tentativo di presentare quella casa come una specie di museo storico l�aveva soltanto irritata. Forse neppure Lady Vorpatril l�avrebbe presa bene quando si sarebbe risvegliata, a mente lucida.</p><p>Droushnakovi si lasci� cadere su una poltrona, storcendo il naso all�odore che si levava dall�imbottitura di velluto rosso. Gli altri uscirono. Koudelka entr� in quello che l� aveva la funzione di locale igienico, e poi scese al pianterreno in cerca di qualcosa da mangiare, lasciandoli in un salottino all�inizio del corridoio. L�odore che Cordelia sentiva qua e l� suggeriva che nessun edificio del caravanserraglio fosse collegato alle fognature municipali. Non c�erano impianti elettrici n� riscaldamento centrale.</p><p>Il salottino, illuminato da una lampada a pile appesa al muro, era arredato con un sof�, due poltrone e un tavolo di plastica gialla. Stancamente, Cordelia e Bothari si misero a sedere. Ora che la tensione si rilassava un poco, e che aveva il tempo di guardarlo, si accorse che l�uomo era sporco e malridotto come un accattone. E in quanto a lei, era certa di non avere un aspetto molto migliore.</p><p>��Ci sono prostitute, su Colonia Beta?�� le domand� Bothari, d�un tratto.</p><p>Cordelia si sforz� di non dargli una risposta sarcastica. La voce con cui lui l�aveva chiesto era cos� stanca da farla apparire una domanda casuale, discorsiva, salvo che Bothari non faceva mai domande casuali. Quanto aveva influito la violenza di quella notte sul suo delicato equilibrio psichico?�� Be�� abbiamo i T.S.P.S.�� rispose cautamente.�� Suppongo che svolgano una funzione sociale equivalente.</p><p>��Tiesse Piesse?</p><p>��Terapisti Specializzati in Pratiche Sessuali. Bisogna seguire un corso di studio e prendere la licenza governativa. Per� � necessario avere anche un diploma di psicoterapista. � una professione che pu� essere intrapresa da tutte e tre i sessi. Gli ermafroditi sono quelli che guadagnano meglio, e fra l�altro sono anche i pi� richiesti dai turisti. Non si tratta di� una professione molto considerata, ma non sono neppure dei paria. Voglio dire, non abbiamo paria su Colonia Beta. Un T.S.P.S gode di un rispetto piuttosto modesto, come su Barrayar potrebbe averlo� che so, un sarto, o una parrucchiera. Comunque fornisce un servizio personalizzato, con le sue capacit�, la sua inventiva, insomma arricchendolo con le sue doti.</p><p>L�idea riusc� a divertire Bothari, che dapprima si accigli� ma infine ebbe un sorrisetto storto.�� Soltanto voialtri betani avete la pretesa che una puttana sia laureata in quello che fa. E ci sono� voglio dire, ci sono anche <emphasis>donne </emphasis>che pagano per questo?</p><p>��Sicuro. Anche coppie. Il sesso� l�aspetto tecnico della cosa, va imparato. Chi vuole, pu� fare un po� di pratica con un T.S.P.S. e cos� ottenere� mmh, risultati migliori.</p><p>Lui scosse il capo, esit�, le gett� un�occhiata di tralice.�� Mia madre era una puttana�� disse. La sua voce era stranamente lontana. Aspett� la risposta.</p><p>��Io� suppongo che fosse� piuttosto povera.</p><p>��Non so perch� non abbia abortito, quando aspettava me. Lei faceva anche aborti, fra l�altro. Forse pensava alla vecchiaia. A volte mi vendeva ai suoi clienti, da bambino.</p><p>Cordelia sbarr� gli occhi.�� Questo� questo non sarebbe <emphasis>legale</emphasis>, su Colonia Beta.</p><p>��Non ricordo molto di quel tempo. Me ne andai di casa quando avevo dodici anni, appena fui abbastanza grande da cominciare a prendere a calci i suoi dannati clienti. Restai con una banda di ladruncoli per qualche anno, ma a diciotto decisi di arruolarmi nel Servizio. Per togliermi da��� accenn� col capo verso l�esterno ed ebbe una smorfia di disprezzo,�� da questo schifo.</p><p>��Il Servizio dev�essere stato un grosso cambiamento per te.</p><p>��S�. Finch� non incontrai Vorrutyer.�� Tacque, poi guard� verso la finestra.�� Quand�ero bambino c�era molta pi� animazione in questo quartiere. Adesso � quasi morto.�� Il suo tono si fece meditabondo.�� Ci sono dei pezzi della mia vita che non riesco a ricordare troppo bene. � come� il dottore disse che ci ho messo sopra dei cerotti. Ma ci sono molte altre cose che vorrei dimenticare, e non posso.</p><p>Lei stava per chiedere quali, ma si limit� ad annuire con un mormorio, per incoraggiarlo.</p><p>��Non sapevo chi fosse mio padre. Essere un bastardo, figlio di una puttana, � quasi come essere un mutante.</p><p>��La parola �bastardo� � usata per descrivere una personalit� negativa, ma dal punto di vista betano non ha nessun significato. I figli avuti da madre singola, anche senza licenza, sono identici a tutti gli altri. Anzi, visto che mancano del ruolo paterno ricevono assistenza e cure particolari.�� <emphasis>Perch� mi sta dicendo questo? Cosa si aspetta da me? Quando ha cominciato a parlare sembrava quasi impaurito, e ora sembra quasi contento. Cosa gli ho detto di tanto consolatorio? </emphasis>Cordelia sospir�.</p><p>Con suo sollievo, Koudelka risal� giusto allora con un vassoio di panini al formaggio, e tre cartoni di birra. Cordelia fu lieta di poter bere, anche se la birra non le piaceva. Mand� gi� un boccone di pane e formaggio e disse:�� Kou, dobbiamo modificare la nostra strategia.</p><p>Lui sedette sul sof� con un movimento goffo e annu�, serio in viso.�� Cosa propone?</p><p>��� chiaro che non possiamo portarci dietro Lady Vorpatril e il bambino. Ma non possiamo neppure abbandonarli qui. Abbiamo lasciato sei cadaveri e un�auto in fiamme alla Sicurezza di Vordarian. Ci staranno cercando dappertutto, in questa zona. Per� non sanno niente di noi; il loro unico obiettivo certo � una donna incinta. Questo ci offre qualche possibilit�. Dobbiamo dividerci.</p><p>Lui esit� un momento, col panino in mano.�� Allora lei pensa di andare con Lady Vorpatril, milady?</p><p>Cordelia scosse il capo.�� Io devo andare alla Residenza Imperiale. Se non altro perch� sono la sola che potrebbe dire: �� impossibile farcela. Bisogna rinunciare.� Drou conosce la strada e gli impianti di allarme del palazzo. E ho bisogno di Bothari.�� <emphasis>Cos� come, in un suo strano modo, Bothari ha bisogno di me. </emphasis>- Questo lascia disponibile soltanto te.</p><p>Koudelka strinse le labbra, aspramente.�� Certo. Non voglio essere la palla al piede che vi rallenta.</p><p>��Finora sei stato il motore che ci ha spinto�� disse lei.�� Non saremmo arrivati in citt� cos� presto e senza rischi, se non fosse stato per te. Noi potremmo fallire, e in questo caso non ci resta che Lady Vorpatril per dire che la nostra missione non � stata un�inutile pazzia. Occupandoti di lei, tu provvederai che questo risultato non vada perso.</p><p>��Ma avr� l�impressione che voi andiate in prima linea, mentre io resto in trincea.</p><p>��Non dire sciocchezze. Qui sei pi� che in prima linea. Sei un soldato all�interno delle linee nemiche, e se sarete catturati non avranno piet� di te, n� di lei, n� del bambino. Non ci sono trincee qui, ma solo la morte, la necessit� e la logica. E io ho bisogno assoluto di tutte le tue facolt�. � chiaro, questo?</p><p>Lui sospir�.�� Cercher� di proteggerla, milady.</p><p>���Cercare� non � abbastanza. Padma Vorpatril ha �cercato� di proteggerla. Tu devi dannatamente <emphasis>riuscirci</emphasis>, Kou.</p><p>Lui annu�, accigliato.�� S�, milady.</p><p>Bothari si alz� per cercare degli indumenti adatti alla parte di �Marito povero, in viaggio con moglie e figlioletto� che Koudelka avrebbe dovuto recitare.�� I clienti lasciano sempre della roba�� disse, uscendo. Cordelia si chiese se avrebbero trovato un abito da prostituta per Alys Vorpatril. Koudelka and� a portare un panino anche a lei e a Drou. Quando rientr� nel salotto e si mise a sedere davanti a Cordelia aveva un�espressione abbacchiata.</p><p>Dopo un po� disse, sottovoce:�� Sa, adesso capisco perch� Drou era cos� preoccupata all�idea di essere incinta.</p><p>��Che vuoi dire?�� domand� Cordelia.</p><p>��I guai di Lady Vorpatril fanno sembrare i miei� cose dappoco. Santo cielo, quel bambino l�ha fatta soffrire.</p><p>��Mmh. � una sofferenza che dura mezza giornata. Un paio di settimane, nel suo caso. Ma non credo che lei la veda cos�.</p><p>��E come, allora?</p><p>��� qualcosa che� trascende il dolore. Fabbricare una vita. Io ci pensavo, quando ero gravida di Miles. �Con questo atto, io porto una morte al mondo.� Una nascita, e quindi una morte, e tutte le gioie e i dolori fra la prima e la seconda. Certi antichi simboli del misticismo orientale, come quello della Dea Kali, della Madre-Morte, mi sembravano idioti finch� non ho capito che non erano mistici ma crudamente reali. Un �incidente sessuale�, come lo chiamereste voi barrayarani, innesca una catena di cause ed effetti che va avanti fino alla fine del tempo. I nostri figli ci cambiano, che vivano o no. Anche se vostro �figlio� stavolta era soltanto chimerico, Drou � stata toccata da quel cambiamento. Tu no?</p><p>Lui scosse il capo, perplesso.�� Non ci ho mai pensato. Io volevo solo essere normale. Come gli altri uomini.</p><p>��Credo che i tuoi istinti siano giusti. Per� gli istinti non bastano. Non sarebbe meglio se i tuoi istinti e il tuo raziocinio lavorassero insieme, una volta tanto, invece di battersi per ottenere due risultati diversi?</p><p>Lui scroll� le spalle.�� Non lo so. Non so come� arrivare a lei, ormai. Le ho chiesto scusa, ma��� Fra voi le cose vanno peggio che mai, no?</p><p>��Gi�.</p><p>��Sai cosa mi assilla di pi�, da quando abbiamo lasciato Base Tanery?�� disse Cordelia.</p><p>��Cosa?</p><p>��Ho dovuto partire senza dire una parola ad Aral. Se mi succedesse qualcosa� o succedesse a lui� ci� che ho fatto resterebbe in sospeso per sempre. Non avrei pi� la possibilit� di rimediare.</p><p>��Mmh.�� Koudelka incroci� le braccia, annuendo.</p><p>Cordelia medit� per qualche secondo.�� Cos�hai cercato di fare, a parte chiederle scusa? Hai provato a dire: �Come ti senti?� �Cosa pensi?� �Stai soffrendo?� o magari �Cosa provi per me?� Tutte frasi che finiscono con un punto interrogativo, ora che ci penso. Questo per� stimola l�inizio di una conversazione, a volte. Lo sai?</p><p>Lui sorrise tristemente.�� Non credo che lei voglia parlare con me, e specialmente di questo.</p><p>��Supponiamo��� Cordelia si gir� a guardare fuori, nel corridoio, ma come se cercasse con gli occhi della mente un altro posto.�� Supponiamo che le cose non avessero preso una svolta imprevista, quella famosa notte. Supponiamo che quell�idiota di Evon Vorhalas non avesse interrotto il vostro momento d�amore con un attentato.�� Ecco un pensiero tragico. Quel �supponiamo-che-non� era un�ipotesi troppo dolorosa per lei, ma non era soltanto come esempio discorsivo che lo stava usando.�� Immagina che nulla vi avesse interrotti. Sareste rimasti l�, a coccolarvi beatamente.�� Aral usava spesso quella parola, �coccolarsi�. Ma lei non voleva soffrire pensando ad Aral, adesso.�� Vi sareste separati con affetto, e il mattino dopo, svegliandovi dopo una notte d�amore� Che si fa in questi casi, su Barrayar?</p><p>��Un paraninfo.</p><p>��Un cosa?</p><p>��I genitori della ragazza, o quelli del giovanotto, assumono un uomo di una certa et�. Un intermediario. E attraverso il paraninfo si accordano su� sulle nozze, sulla dote, su tutto.</p><p>��E il giovanotto? Tu cos�avresti fatto?</p><p>��Avrei deciso la data, presumo, e pagato tutte le spese. Anche se poi in effetti sono i genitori a sborsare i quattrini.</p><p>Non c�era da meravigliarsi che un uomo si ritrovasse con dei pensieri.�� Tu avresti voluto sposarla? Non andare a letto con lei e basta?</p><p>��Sicuro! Ma, milady� io sono soltanto un mezzo uomo, e nelle giornate buone. La sua famiglia si metterebbe a ridere, se mi vedesse.</p><p>��Hai mai incontrato i suoi familiari? Li conosci?</p><p>��No.</p><p>��Kou, stai ascoltando le parole che ti escono di bocca?</p><p>Lui agit� le mani, imbarazzato.�� Be��</p><p>��Un paraninfo, eh?�� Cordelia si alz� e and� alla porta.</p><p>��Dove sta andando?�� chiese nervosamente Kou.</p><p>��A paraninfare�� disse con fermezza lei. Percorse il corridoio fino alla stanza di Lady Vorpatril e mise dentro la testa. La donna s�era addormentata. Droushnakovi era seduta accanto al letto e la guardava in silenzio. Il vassoio coi panini e le birre era sul comodino, ancora intoccato.</p><p>Cordelia scivol� dentro e chiuse la porta.�� I veri soldati�� disse,�� non trascurano di mangiare o di dormire. Non sanno mai quando gli capiter� la prossima occasione.</p><p>��Non ho fame.�� Anche Drou aveva un�aria poco allegra, come se avesse ingannato il tempo tastando le pareti di una trappola.</p><p>��Ti va di parlare?</p><p>La ragazza ebbe un sorrisetto amaro. Si alz� e and� a sedersi su una sedia, in un angolo della stanza. Cordelia prese posto sulla poltrona.</p><p>��Sa, milady, questa � stata la prima volta che ho combattuto. Per uccidere, voglio dire.</p><p>��Ti sei dimostrata all�altezza. Hai trovato un buon posto da cui sparare e sei entrata in azione al momento�</p><p>��No.�� Drou scosse una mano.�� No, non sono stata all�altezza.</p><p>��Dici? A me � parso di s�.</p><p>��Ho corso intorno a quella casa. C�erano due della Sicurezza alla porta sul retro, e li ho colpiti con lo storditore. Non mi hanno neppure vista. Poi mi sono appostata dietro l�angolo. Ho visto quegli uomini che tormentavano Lady Vorpatril. La offendevano, la toccavano in modo laido� mi sono sentita bruciare di rabbia. Ho impugnato il distruttore neuronico, allora. Volevo ucciderli. Poi � cominciato lo scontro a fuoco e� e io ho esitato. E Lord Vorpatril ha pagato con la vita la mia esitazione. Per colpa mia�</p><p>��Ehi, ehi, ragazza! Quel bastardo che ha sparato a Padma Vorpatril non era il solo che avrebbe potuto farlo. L�avevano imbottito di penta-rapido, e non cercava neanche di mettersi al coperto. Devono avergliene dato una dose doppia per fargli dire dov�era nascosta Alys. Avrebbe potuto essere colpito da uno degli altri, o anche gettarsi da solo in mezzo al fuoco.</p><p>��Il sergente Bothari non ha esitato�� disse Droushnakovi con voce piatta.</p><p>��E con questo?</p><p>��Il sergente Bothari non spreca momenti preziosi a� chiedersi se deve sparare a un uomo. A un nemico, voglio dire.</p><p>��Lui non si chiede niente. E tu?</p><p>��Io mi sento male per averlo fatto.</p><p>��Hai ucciso due perfetti sconosciuti, e ti aspetti di sentirti allegra e soddisfatta?</p><p>��Bothari era soddisfatto.</p><p>��S�. Bothari prova soddisfazione in questo. Ma lui non �, neppure secondo gli standard barrayarani, un uomo sano di mente. Tu aspiri ad essere un mostro?</p><p>��� cos� che lei lo vede?</p><p>��Oh, ma lui � il <emphasis>mio </emphasis>mostro. Il <emphasis>mio </emphasis>cane da guardia.�� Non le riusciva facile spiegare Bothari, neanche a se stessa. Si chiese se Droushnakovi conoscesse l�origine etnologica terrestre del termine �capro espiatorio�, l�animale che veniva sacrificato annualmente perch� portasse via con s� i peccati dell�intera comunit�. Bothari portava anche quel fardello per lei; Cordelia sapeva ci� che l�uomo aveva fatto al suo posto. Era meno sicura di aver fatto veramente qualcosa per lui, anche se Bothari sembrava certo di aver ricevuto molto in cambio.�� Io, comunque, sono felice che tu non ti senta allegra. Due maniaci omicidi al mio servizio sarebbero troppi. Tienti cara questa tua debolezza, Drou.</p><p>Lei scosse il capo.�� Credo d�aver scelto il mestiere sbagliato.</p><p>��Forse. O forse no. Pensa che mostruosit� sarebbe un esercito di soldati come Bothari. Ogni pubblico ufficiale al servizio di una comunit�, poliziotto o soldato o agente segreto, pu� trovarsi a dover fare delle malvagit�� ciecamente, per cause che sfuggono al controllo di chiunque, e tuttavia non per questo deve essere un malvagio. Pu� fare quel che � necessario, e non di pi�. Pu� mettere in discussione le premesse su cui agisce, e cos� tenersi lontano dall�abisso dell�atrocit�.</p><p>��Come quel tenente, quando ha proposto al colonnello di portare i Vorpatril al Quartier Generale?</p><p>��S�. O anche come il colonnello stesso, nel momento in cui si � detto che doveva farla finita l�. Aveva raggiunto un limite, voleva calare il sipario prima che entrasse in scena troppa crudelt�. Ci sono uomini che si lasciano spingere sull�orlo di quell�abisso, da gente come Vordarian.�� Cordelia scosse il capo, con un sospiro.</p><p>Droushnakovi teneva gli occhi bassi, accigliata.</p><p>��Kou � convinto che tu ce l�abbia con lui�� disse Cordelia.</p><p>��Kou?�� La ragazza sbatt� le palpebre.�� Cosa le ha detto?</p><p>Cordelia sorrise.�� Be�, � proprio da Kou. Cio�, immaginare che il malumore dipinto sulla tua faccia dipenda esclusivamente da lui.�� Il suo sorriso svan�.�� Lo lasceremo qui con Lady Vorpatril, e poi porter� via madre e figlio, da solo. Dovremo separarci non appena lei sar� in grado di camminare.</p><p>Drou si mostr� preoccupata.�� Sar� dura. Quelli di Vordarian stanno gi� mettendo a soqquadro il distretto alla ricerca dell�erede del Lord.</p><p>Gi�, c�era ancora un Lord Vorpatril a turbare i calcoli genealogici di Vordarian, no? Insano sistema, grazie a cui un neonato inerme appariva una minaccia mortale a un uomo potente.�� Non ci sar� sicurezza per nessuno finch� questa sporca guerra durer�. Dimmi una cosa: sei ancora innamorata di Kou? So che hai superato quella, diciamo, infatuazione iniziale. Vedi i suoi difetti. � un dannato egocentrico, un ipersensibile che scatta appena tocchi il tasto delle minorazioni, preoccupatissimo della sua mascolinit�. Ma non � stupido. C�� speranza per lui. Ha davanti a s� un�ottima carriera piena di soddisfazioni.�� Presumendo che fosse sopravvissuto alle prossime quarantott�ore.�� Tu lo vuoi, o non lo vuoi?</p><p>��Io� sono legata a lui, ora. Non so se riesco a spiegarlo, ma� gli ho dato la mia verginit�. Chi altro mi vorrebbe? Avrei vergogna soltanto a�</p><p>��Dimentica la verginit�! Quando tornerai da questa missione sarai coperta di tanta gloria che gli uomini faranno la fila per il privilegio di corteggiarti. Dovrai solo degnarti di scegliere il pi� altolocato. Chi vuoi? Un generale? Un ministro? Il ricco ed elegante figlio di un Vor? L�ambasciatore di un altro pianeta? Il tuo unico problema sar� che le leggi barrayarane permettono un solo marito alla volta. Un tenente povero e zoppo non avr� la minima possibilit� di competere con quei signori.</p><p>Droushnakovi comment� con un sorriso scettico le visioni dipinte da Cordelia.�� Chi le dice che Kou non diventer� un generale, un giorno o l�altro?�� mormor�. Scosse il capo.�� S�, lo voglio ancora. Ma� ho paura che mi faccia ancora del male, suppongo.</p><p>Cordelia inarc� le sopracciglia.�� � probabile. Aral e io non facciamo che ferirci a vicenda.</p><p>��Oh, no. Non voi due, milady. Voi siete una coppia perfetta.</p><p>��Pensaci meglio, Drou. Riesci a immaginare in che condizioni di spirito sia Aral a causa di quello che sto facendo? Io posso farlo soffrire. Lui pu� far soffrire me.</p><p>��Ah.</p><p>��Ma il dolore� mi sembra una ragione insufficiente per non abbracciare la vita. Soltanto i morti non soffrono. Il dolore, come la pioggia, non guarda in faccia nessuno. La domanda �: quali momenti di gioia puoi conquistare dalla vita per compensare i suoi dolori?</p><p>��Non sono sicura che questo valga anche per me, milady. Io vedo� soltanto cose vaghe quando penso al futuro� a Kou e a me,</p><p>Cordelia si mordicchi� un labbro.�� S�. Penso che possa bastare. Vieni con me, per favore.</p><p>La ragazza si alz� docilmente. Cordelia la precedette nel salottino e la invit� a prendere posto sullo stesso divano di Koudelka; poi si mise a sedere fra loro.�� Drou, ci sono alcune cose che Kou desidera dirti. E poich� gli ho spiegato che parlate due lingue diverse, mi ha chiesto di fungere da interprete fra voi.</p><p>Koudelka agit� subito una mano in cenno negativo, imbarazzato.</p><p>��Il gesto che ha fatto con la mano significa �Preferisco rovinare il resto della mia vita che sembrare stupido per cinque minuti.� Ignoralo�� disse Cordelia.�� Ora vediamo. Chi comincia a parlare?</p><p>Nessuno dei due apr� bocca.�� Come paraninfa, spetta a me assumere la rappresentanza dei vostri genitori e parlare in loro vece. Penso che dovrei cominciare impersonando la madre di Kou.�� Cordelia esib� un�espressione dolcemente preoccupata e cambi� tono.�� �Sai, ho pensato molto a te in questi anni, figliolo. E tu scrivi cos� di rado alla tua mamma. Non hai ancora conosciuto una brava ragazza che vada bene per te? Hai quasi ventisei anni, lo sai. Devi pensare al tuo futuro.��� Inarc� un sopracciglio quando Koudelka ridacchi�.�� Ho il suo stile, eh? Dunque, Kou la ascolta e poi dice: �A dire il vero, Ma, una ragazza ci sarebbe. � bella, intelligente, con la testa a posto�� E la madre di Kou esclama: �Ooh-ooh! Allora so io cosa fare!� E assume me come paraninfa autorizzata. Cos� io vado da tuo padre, Drou, e gli dico: �C�� questo giovanotto, signore. Un tenente del Servizio Imperiale, il segretario privato del Lord Reggente. � un eroe di guerra, atteso da una brillante carriera al Quartier Generale�� E lui m�interrompe: �Non dica una parola di pi�! Ooh-ooh! Cosa aspetta quella ragazza a farci conoscere il suo tenente? Ha forse vergogna di mostrargli la nostra umile casa? Sono certo che un vero soldato come lui��</p><p>��Io sono certo che direbbe esattamente un�altra cosa!�� brontol� Kou, con una smorfia.</p><p>Cordelia si gir� verso Droushnakovi.�� Ci� che Kou ha detto � che la tua famiglia non farebbe neppure entrare in casa uno storpio.</p><p>��No!�� esclam� lei, indignata.�� Lui non � uno�</p><p>Cordelia la zitt� alzando una mano.�� Come vostra paraninfa, lascia che sia io a parlare. Quando l�amata figlia di un padre severo lo guarda dritto in faccia e gli dice: �Senti, Pa, io amo <emphasis>lui</emphasis>�, un padre severo ma prudente risponde solo: �S�, bambina, ti capisco.� Ammetto che tre nerboruti fratelloni possono essere pi� duri da lasciarsi convincere. Magari fanno piangere la sorellina e, se vengono a sapere che l�irreparabile � gi� accaduto, il tenente potrebbe passare un triste quarto d�ora in un vicolo buio. Ma io presumo che tu non abbia ancora telefonato ai tuoi fratelli per lamentarti con loro, Drou.</p><p>La ragazza ridacchi�.�� � un pezzo che non gli telefono! Koudelka si accigli�, come se solo allora gli sovvenisse di considerare quel pensiero poco tranquillizzante.</p><p>��Vedi, Kou?�� disse Cordelia.�� Sei ancora in tempo a evitare tre inferociti fratelli, se giochi bene le tue carte.�� Si gir� verso Drou.�� So che � un giovanotto acido e sgarbato. Ma in fondo al cuore non � l�egoista che sembra.</p><p>��Ho chiesto scusa. Mi dispiace di quello che � successo�� mugol� Koudelka, senza guardarla.</p><p>��Ho gi� accettato le tue scuse�� disse rigidamente Drou.</p><p>��E <emphasis>qui </emphasis>siamo al nocciolo della questione�� continu� Cordelia, con pi� seriet�.�� Ci� che Kou ha appena detto �: �Be�, se vuoi la sporca verit�, Drou, non mi � dispiaciuto per niente. � stato un momento bellissimo, tu sei stata deliziosa, e vorrei farlo ancora, e poi ancora e ancora. E dico farlo nel modo giusto e lecito, nella nostra casa, per sempre e solo con te.� � cos�, Kou?</p><p>Lui parve stordito.�� S�, � cos�. Lo ammetto.</p><p>Drou sbatt� le palpebre.�� Ma� ma questo � proprio ci� che volevo che tu mi dicessi!</p><p>��Davvero?�� Lui si pieg� in avanti per poterla guardare.</p><p><emphasis>Il sistema del sensale di matrimoni ottiene dei risultati reali. </emphasis>Ma aveva anche i suoi limiti. Cordelia si alz�, abbandonando la posizione d�intermediaria, e guard� l�orologio. Il suo umore si raffredd� di colpo.�� Avete poco tempo. Potete dire molto e molto pi� in fretta se lasciate che a parlare siano gli occhi. Io vado a far compagnia a Lady Vorpatril.</p></section><section><title><p>CAPITOLO DICIOTTESIMO</p></title><p>Nei vicoli del caravanserraglio le ombre che precedevano l�alba non erano cos� tenebrose come sulle montagne. La debole illuminazione della citt� si rifletteva nella foschia del cielo notturno, e in quel lucore le facce dei suoi compagni sembravano sfocate come antichi dagherrotipi. Cordelia cerc� di non pensare <emphasis>come le facce dei morti.</emphasis></p><p>Lady Vorpatril aveva mangiato e fatto qualche ora di sonno; non si reggeva troppo bene sulle gambe ma era in grado di camminare. La tenutaria del postribolo le aveva trovato un modesto abito grigio sorprendentemente sobrio, lungo fino alle caviglie, e calzettoni di lana contro il freddo. Koudelka indossava un vecchio paio di braghe, scarpe scalcagnate e una giacca da lavoro che gli andava corta di maniche. L�aria ansiosa con cui teneva in braccio il piccolo Ivan, avvolto in panni da neonato frusti ma decenti, completava l�immagine di una famigliola di umili origini che cercava di tornare in campagna dai genitori della moglie per sfuggire ai disordini e alla fame della citt� in guerra. Cordelia aveva visto centinaia di sfollati come loro che s�allontanavano con mezzi di fortuna da Vorbarr Sultana.</p><p>Koudelka ispezion� il gruppetto, e l�unica cosa che trov� fuori posto fu il bastone-spada che aveva in mano. Il legno lucido e le belle finiture in acciaio non ne facevano un oggetto da proletari. Ebbe un sospiro.�� Drou, puoi nasconderlo da qualche parte? Non si intona ai vestiti che ho addosso, e mi servirebbe a poco anche come arma, col bambino in braccio.</p><p>Droushnakovi annu�, avvolse il bastone in una camicia e lo infil� fra i manici di una borsa. Cordelia ripens� all�ultima volta che lo aveva adoperato, e si guard� attorno.�� C�� il caso che qualcuno ci prenda di mira, a quest�ora? Anche se non sembriamo dei ricconi, voglio dire.</p><p>��C�� gente che ci ammazzerebbe per i nostri stracci�� borbott� Bothari.�� D�inverno tutto fa comodo. Ma non stanotte. Le truppe di Vordarian hanno rastrellato il quartiere in cerca di �volontari� per scavare quei rifugi antiaerei nei parchi della citt�.</p><p>��Non l�avrei creduto capace di usare come schiavi dei liberi cittadini�� mormor� Cordelia.</p><p>��� un�idiozia rovinare i parchi�� disse Koudelka.�� Quei rifugi non potranno ospitare che poche centinaia di persone. Ma fanno sentire la gente minacciata dal �Pericolo Vorkosigan�.</p><p>Cordelia non ne era stupita. Nella biblioteca del Conte Piotr c�erano ben sei edizioni in lingue diverse di Machiavelli, tutte molto consultate. Abbracci� Alys Vorpatril, che stringendola a s� mormor�:�� Dio ti aiuti, Cordelia. E faccia sprofondare all�inferno Vidal Vordarian.</p><p>��Andate cauti. Ci vediamo alla Base Tanery, d�accordo?�� disse lei. A Koudelka diede una pacca su una spalla.�� Sfrutta ogni occasione per confondere la pista. Anche se credi che nessuno vi segua.</p><p>��Cerche� ce la faremo, milady�� disse Koudelka. Rivolse a Droushnakovi il saluto militare, un gesto in cui non c�era alcuna ironia, anzi un po� d�invidia. Lei gli restitu� un cenno del capo. Nessuno di loro prolung� quel momento con parole inutili, e i due gruppetti si allontanarono in direzioni diverse. Drou gett� qualche sguardo dietro di s� finch� Koudelka e Lady Vorpatril ebbero svoltato un angolo, poi acceler� il passo.</p><p>Il cielo era ancora del tutto buio quando uscirono dalla zona priva d�energia elettrica in una strada illuminata, dove cominciavano a vedersi passanti che anche in quel mattino d�inverno s�affrettavano verso i loro affari quotidiani. Alle cantonate non pochi mostravano attimi di esitazione prima di svoltare l�angolo, come se fossero pronti a tirare diritto al minimo odore di qualcosa di sospetto, e in quell�incertezza che accomunava molti Cordelia si sent� pi� sicura. S�irrigid� quando una vettura da superficie della polizia municipale li oltrepass� lentamente, ma non accadde nulla.</p><p>A una quindicina di isolati dalla Residenza Imperiale, di fronte alla sede della Camera di Commercio, si fermarono e prima di avvicinarsi all�edificio controllarono che il portone fosse aperto. Era un palazzone a molti piani che ospitava anche gli uffici di una compagnia telefonica, costruito dopo il boom economico che aveva accompagnato l�ascesa al potere di Ezar, trent�anni prima, e restava aperto anche di notte. Attraversarono l�atrio senza vedere nessuno, entrarono in un ascensore antigravit� e premettero il pulsante di discesa.</p><p>Quando furono nel vasto parcheggio sotterraneo, Drou si fece cauta; a volte gli accattoni entravano a dormire fra i veicoli.�� <emphasis>Qui </emphasis>s� che sembriamo fuori posto.�� Bothari rest� di guardia mentre lei estraeva dal pavimento il coperchio di una botola col simbolo dell�acquedotto municipale. Scesa la scaletta la ragazza li guid� lungo un tunnel alto tre metri, svoltando in un paio di diramazioni. Le luci erano accese, e Cordelia cap� che quel passaggio doveva essere usato di frequente; tese gli orecchi, ma ud� solo l�eco dei loro passi.</p><p>Pi� avanti trovarono un altro coperchio circolare. Droushnakovi lo sollev� con lo stesso gancio.�� Lasciatevi penzolare in basso e saltate gi�. � alto appena due metri. Forse sul fondo ci sar� dell�acqua.</p><p>Cordelia entr� nella botola e si lasci� cadere nell�oscurit�, atterrando con un violento <emphasis>splaash! </emphasis>Accese la torcia elettrica e vide che si trovava in un cunicolo di cemento. L�acqua, nera e untuosa, le arrivava ai ginocchi. Ed era gelida. Si scost� in fretta per far posto a Bothari. In piedi sulle spalle dell�uomo Drou rimise a posto il coperchio, poi salt� accanto a lei con un altro <emphasis>splaash! </emphasis>che la riemp� di schizzi.�� Questa fognatura va avanti per mezzo chilometro, adesso. Seguitemi�� disse la ragazza. Annaspando nell�acqua dietro di lei Cordelia cerc� di convincersi che fosse soltanto acqua. Scorreva in fretta, ma non era ancora l�alba. Possibile che tanta gente sopra di lei stesse gi� usando il gabinetto?</p><p>Dopo mezzo chilometro si arrampicarono in un orifizio tondo situato in alto, che li condusse in un cunicolo ancora pi� stretto, di mattoni anneriti. Era asciutto, ma cos� basso che furono costretti a procedere camminando a quattro zampe. Cordelia sent� che Bothari imprecava, dietro di lei; le sue spalle ci passavano a stento. Drou rallent� l�andatura e cominci� a battere sul soffitto con il pomo del bastone di Koudelka. Quando sent� un suono cavo si ferm�.�� Qui. C�� una leva che abbassa il coperchio. Lasciatemi spazio.�� Sfoder� la spada e spinse la lama in una fessura fra i mattoni. Il pesante coperchio, incernierato, piomb� gi� di colpo sfiorandole la faccia. Con un grugnito la ragazza rinfoder� la spada.�� Di sopra�� disse, inerpicandosi fuori.</p><p>Il passaggio in cui Cordelia la segu� era un budello ancora pi� esiguo e corroso dal tempo, in leggera salita. Andarono avanti strisciando nelle pareti umide e sporcandosi di incrostazioni grigie che dalla consistenza sembravano calcare, oppure muffa, oppure quello a cui tutti stavano cercando di non pensare. Ad un tratto Drou si alz� in piedi, scavalc� un mucchio di mattoni rotti e pass� in un oscuro sotterraneo piuttosto largo, col soffitto sostenuto da grossi pilastri.</p><p>��Che posto � questo?�� sussurr� Cordelia.�� Non ha l�aspetto di un tunnel�</p><p>��Le vecchie scuderie�� rispose Drou.�� Siamo sotto i giardini della Residenza Imperiale.</p><p>��Allora non pu� essere molto segreto. Devono esserci tubazioni e impianti di drenaggio. Sicuramente qualche ingegnere ha una mappa di questi sotterranei.�� Cordelia si guard� attorno. Il soffitto di mattoni, ad archi acuti, le faceva pensare a un antico castello terrestre.</p><p>��S�, ma questa era la cantina delle <emphasis>vecchie </emphasis>vecchie scuderie. Non le scuderie di Dorca: quelle del suo prozio. Ci teneva pi� di trecento cavalli. Morirono tutti in un incendio spettacolare, circa duecento anni fa. Invece di ripararle, qui spianarono tutto e costruirono sul lato est le <emphasis>nuove </emphasis>vecchie scuderie; quelle che poi ai tempi di Dorca furono trasformate in alloggi per il personale di servizio. La maggior parte degli ostaggi sono tenuti l�.�� Drou s�incammin� con sicurezza, come se conoscesse il luogo a menadito.�� Qui siamo a nord della Residenza, sotto il giardino progettato da Ezar. Fu lui a trovare queste cantine, trent�anni fa, e chiese a Negri di ristrutturarle e sistemare i passaggi. Una via di fuga che neanche la loro Sicurezza conosceva. Porta su nell�appartamento dove l�Imperatore ha tirato l�ultimo respiro.</p><p>��Riposi in pace. Il mio ultimo spero di tirarlo molto lontano da qui�� mormor� Cordelia.</p><p>��Ci sono due uscite. Il vero rischio comincer� quando saremo di sopra�� disse Droushnakovi.</p><p>S�, erano ancora in tempo a ripensarci e tornare indietro, e pochi avrebbero potuto dar loro torto. <emphasis>Perch� questi due mi hanno permesso di giocare cos� con la loro vita? Dio, come detesto questa responsabilit�. </emphasis>Da qualche parte sgocciolava dell�acqua. Ci fu un rumore metallico.</p><p>��Qui�� disse Droushnakovi, illuminando una pila di cassette di legno e scatole d�acciaio.�� I rifornimenti di Ezar. Armi, vestiti e denaro contante. Ci sono anche documenti falsi, le chiavi di un appartamento in periferia e altre cose. L�anno scorso, al tempo dell�invasione di Escobar, Negri mi chiese di portare quaggi� degli abiti da donna e da bambino. Pensava che ci sarebbero stati dei disordini in citt�, ma la morte di Vorrutyer mise fine a tutto.</p><p>I tre si tolsero gli indumenti bagnati e inzaccherati. Drou tir� fuori da uno scatolone degli abiti da donna, tutti un po� troppo larghi per Cordelia ma di ottimo taglio e adatti a quei dipendenti imperiali che potevano circolare anche senza l�uniforme. Bothari tir� fuori da una borsa la sua tuta militare nera e vi aggiunse gradi e berretto della Sicurezza Imperiale. Era sporco e aveva la barba lunga, ma se non lo avessero guardato da vicino, poteva passare per una guardia di servizio alla Residenza. Come aveva detto Drou, le scatole metalliche contenevano un piccolo arsenale di armi cariche. La ragazza consegn� a Cordelia uno storditore, e i loro occhi s�incontrarono.�� Nessuna esitazione, stavolta, eh?�� mormor� lei. Drou sogghign� duramente. Bothari prese un distruttore neuronico e una pistola a plasma.</p><p>��Non vorrai sparare con quella in un locale chiuso?�� si stup� Drou. Con il riverbero del plasma c�era poco da scherzare.</p><p>Bothari scroll� le spalle.�� Non si sa mai.</p><p>Dopo un momento Cordelia decise di appendersi alla cintura anche il bastone-spada. Non era un�arma per lei, ma s�era dimostrato un utensile utile e aveva la sensazione che le portasse fortuna. Poi, dal fondo della sua borsa da viaggio, tir� fuori quella che poteva essere la loro arma migliore.</p><p>��Una scarpa?�� si stup� Droushnakovi.</p><p>��La scarpa di Gregor. Per quando prenderemo contatto con Kareen. Scommetto che ha tenuto l�altra.�� Cordelia se la ficc� in una tasca del bolero ricamato che le dava l�aspetto di una dipendente di rango un po� superiore alla comune servit�.</p><p>Quando i loro preparativi furono finiti, Drou li condusse in un passaggio stretto e lungo.�� Ora siamo sotto l�angolo nord della Residenza�� disse, fermandosi in un anfratto.�� Saliremo per questa scala a pioli. � stata montata nell�intercapedine fra due muri; non c�� molto spazio.</p><p>Quell�affermazione si rivel� fin troppo esatta. Cordelia si tir� su dietro di lei in silenzio, attenta a non sbattere ginocchi e gomiti contro le pareti. I pioli erano, naturalmente, di legno. La sua mente era rallentata dalla stanchezza ed eccitata dall�adrenalina; si sforz� di cercare una via di mezzo. Portare il simulatore uterino gi� per quella scaletta sarebbe stato difficile. <emphasis>Pensa in modo positivo</emphasis>, si rimprover�. Poi stabil� che quello era un pensiero positivo. <emphasis>Perch� sto strisciando in questo budello come un topo? Potrei essere a Base Tanery, a letto con Aral, e lasciare che questi barrayarani si ammazzino fra loro finch� vogliono, se non hanno altro piacere nella vita�</emphasis></p><p>Le sembrava di aver salito almeno quattro piani allorch�, sopra di lei, Drou si spost� su una piattaforma laterale non pi� larga di una trentina di centimetri. Quando Cordelia la raggiunse la ragazza si mise un dito sulle labbra e le accenn� di spegnere la torcia; poi tocc� un meccanismo nascosto, e con un fruscio appena udibile l�intero massiccio pannello che avevano davanti gir� sui cardini aprendosi come una porta. Evidentemente tutto era stato ben oliato, almeno fino alla morte di Ezar.</p><p>Quella in cui stavano guardando era la camera da letto del vecchio Imperatore. Si aspettavano che fosse vuota, ma non era cos�. E la bocca di Drou si apr� in un muto O di sbalordito orrore.</p><p>Il massiccio letto matrimoniale a baldacchino, quello stesso in cui Ezar Vorbarra aveva ceduto l�anima a Dio, era occupato. Una lampadina da notte, chiusa in un paralume di seta, spandeva morbida luce rosa sui corpi nudi di due persone addormentate. Anche se in quella posa lo vedeva male e di schiena Cordelia riconobbe subito il profilo baffuto di Vidal Vordarian. Occupava per s� i quattro quinti del letto, con un braccio possessivamente allargato sui seni della Principessa Kareen. Distesa sul bordo del materasso, a rischio di cadere, la giovane donna bruna teneva il volto girato all�esterno e le mani sul ventre, in uno strano riflesso di pudicizia onirica.</p><p><emphasis>Be�, Kareen l�abbiamo trovata, ma c�� un intoppo. </emphasis>Cordelia scacci� l�impulso di sparare a Vordarian nel sonno. La scarica d�energia avrebbe fatto suonare l�allarme in tutto il palazzo. Finch� non aveva il simulatore di Miles fra le mani, cominciare a farsi dare la caccia era da escludere. Accenn� a Drou di chiudere di nuovo il pannello, poi sussurr�:�� Gi�!�� a Bothari che aspettava sotto di loro. Lentamente e faticosamente scesero nell�intercapedine fino alla base della scala. Nel passaggio presso lo stanzone sotterraneo Cordelia si accorse che Droushnakovi piangeva in silenzio.</p><p>��Si � venduta a lui!�� ansim� la ragazza, con voce incrinata dalla sofferenza e dal disgusto.</p><p>��Se sai dirmi con quali argomenti una donna nella sua situazione pu� tenersi lontana dal letto di quell�uomo, ti prego di istruirmi�� disse Cordelia, seccata.�� Cosa dovrebbe fare, secondo te? Buttarsi dalla finestra per sfuggire a un destino-peggiore-della-morte? Ha visto notti ben pi� dure di queste, con Serg. Dopo aver diviso il letto con un maniaco, poche cose possono emozionarla.</p><p>��Ma se solo avessimo agito prima, io avrei� noi avremmo potuto salvarla.</p><p>��Questo siamo ancora in tempo a farlo.</p><p>��No! Ormai si � venduta, anima e corpo!</p><p>��Si pu� mentire nel sonno?�� domand� Cordelia. E allo sguardo perplesso di lei, continu�:�� Non aveva l�aria di una donna col suo amante. Sembrava piuttosto una prigioniera. Io ti ho promesso che faremo il possibile per lei, e lo faremo.�� <emphasis>Tempo. </emphasis>- Ma prima cercheremo Miles. Tentiamo per la seconda uscita.</p><p>��Dovremo passare per corridoi pi� sorvegliati�� disse Drou.</p><p>��Non abbiamo scelta. Se aspettiamo ancora, la servit� comincer� ad alzarsi e bisogner� uccidere qualcuno.</p><p>��I cuochi e i fornai sono gi� al lavoro.�� Drou sospir�.�� Certe volte, a quest�ora, io scendevo a prendere il caff� con loro.</p><p>Ahim�, una squadra di incursori non poteva passare in cucina per un caff� caldo prima d�iniziare il raid. E di nuovo la domanda: andare avanti o rinunciare? Era il coraggio, pens� Cordelia, o la stupidit� a spingerla? Il coraggio non poteva essere; aveva un vuoto allo stomaco. E in bocca lo stesso sapore amaro di prima di ogni scontro, durante la guerra di Escobar. Riconoscere una sensazione familiare non la aiutava affatto. <emphasis>Se io non agisco, mio figlio morir�. </emphasis>Avrebbe dovuto farcela anche senza il coraggio.�� Muoviamoci ora�� decise.�� Non ci sar� un momento migliore pi� tardi.</p><p>Di nuovo su per la scala a pioli. Il secondo pannello girevole si apr� sull�ufficio privato del defunto Imperatore. Con sollievo di Cordelia era al buio e odorava di chiuso; sembrava che nessuno ci avesse messo piede dalla morte di Ezar, quella primavera. La console delle comunicazioni e i terminal erano staccati dalla rete, vuoti e morti come il corpo del loro padrone. Attraverso le imposte sbarrate delle finestre filtrava la prima luce grigia del mattino.</p><p>Mentre Cordelia attraversava in fretta la stanza, il bastone-spada di Kou le sbatt� sulla caviglia sinistra; appeso alla cintura in quel modo avrebbe potuto dare nell�occhio. Sopra un tavolino c�era un lungo vassoio che fungeva da base a una coppa di ceramica ovale, uno dei tipici soprammobili della Residenza. Cordelia mise il bastone sul vassoio e lo sollev� a due mani, con aria solennemente servile.</p><p>Droushnakovi ebbe un cenno d�approvazione.�� Lo tenga pi� basso, all�altezza del petto�� sussurr�.�� Spalle dritte, testa alta, e non ancheggi. � la prima cosa che il personale femminile deve imparare, qui dentro.</p><p>Cordelia annu�. Aprirono la porta, tesero gli orecchi ai rumori esterni ed uscirono uno dopo l�altro nel breve corridoio esterno dell�ala nord.</p><p>Due donne con qualche mansione nella Residenza e un uomo della Sicurezza che le scortava. Girarono nel corridoio centrale, e qui videro che quasi sul fondo, qualche metro prima della Scala Rosa, era di sentinella un caporale del turno di notte. L�uomo si volt� subito e li guard� avvicinarsi con attenzione, ma alla vista dell�uniforme s�era impercettibilmente rilassato. Osserv� i gradi di Bothari e si port� una mano al berretto per rispondere al suo saluto quando i tre gli passarono davanti. Un momento prima di girare l�angolo della Scala Rosa, Cordelia si sent� il suo sguardo sulla schiena con tale intensit� che ebbe un brivido. Stavano camminando sul filo del rasoio. Due donne sconosciute non costituivano una minaccia: c�era gi� una guardia a scortarle. Che la minaccia potesse venire dalla guardia era un fatto che forse non avrebbe sfiorato la mente del caporale ancora per qualche minuto.</p><p>Uscirono nel corridoio del piano superiore, quasi identico a quello sottostante. <emphasis>Laggi�. </emphasis>Dietro la quarta porta a destra, secondo il rapporto degli agenti di Illyan, c�era la stanza in cui Vordarian aveva fatto mettere il simulatore. Praticamente sotto i suoi occhi. C�erano altri ostaggi preziosi in quell�ala: scudi umani, il prezzo di ogni eventuale attentato alla sua vita coi gas o con un missile esplosivo.</p><p>Fuori da quella porta c�era di guardia un altro caporale della Sicurezza. L�uomo li guard� con aria insospettita, e avvicin� una mano alla fondina. Cordelia e Droushnakovi camminarono dritte verso di lui, tenendosi al centro del corridoio, mentre Bothari si spostava sulla loro destra.</p><p>��Buongiorno�� disse il caporale, facendo un passo avanti con aria autoritaria.�� Dove state andando?</p><p>��Buongiorno�� rispose Bothari, alzando la mano destra al berretto. La riabbass� di colpo, trasversalmente, colpendolo al collo con violenza. L�uomo cadde contro il muro e scivol� al suolo. Lui lo afferr� per la giacca. Aprirono la porta e trascinarono la guardia dentro; poi Bothari usc� e prese il suo posto in corridoio. Drou richiuse subito la porta.</p><p>Lo sguardo di Cordelia saett� freneticamente qua e l� in cerca di telecamere o sensori del sistema d�allarme. Il locale doveva esser stato la camera da letto di una delle guardie del corpo di Ezar, o forse un grosso guardaroba, perch� non c�era neppure una finestra che desse sul cortile interno. Il simulatore uterino era sopra un tavolo coperto da un panno verde, esattamente al centro della stanza. Le sue luci spia brillavano ancora di un verde rassicurante; nessun maligno occhio rosso sul pannello dei controlli. Un ansito di sollievo quasi agonizzante sfugg� dalla gola di Cordelia a quella vista.</p><p>Droushnakovi si guardava attorno con aria scontenta, scuotendo la testa.</p><p>��Che c��?�� chiese sottovoce Cordelia.</p><p>��Troppo facile�� borbott� la ragazza.</p><p>��Ancora non ne siamo fuori. Aspetta una mezzora per dire �facile�.�� Deglut� saliva, innervosita dalla stessa sensazione. Ma che importava? Arraffa e scappa. A quel punto la chiave era la velocit�, non la segretezza.</p><p>Depose il vassoio sul tavol�, allung� una mano verso la maniglia del simulatore, e si ferm�. C�era qualcosa di sbagliato, qualcosa di strano� si chin� a leggere i display digitali del pannello. Il monitoraggio dell�ossigeno non era neppure in funzione. E anche se la spia del fluido nutriente era verde, il livello del contenitore diceva 00.00. <emphasis>Vuoto.</emphasis></p><p>Cordelia non pot� reprimere un gemito. Scossa da un tremito lesse di nuovo i display della strumentazione. Il suo incubo peggiore si concretizzava in un�orrida realt�� l�avevano rovesciato al suolo, in uno scarico, nel cesso? Era morto rapidamente quel povero Miles, pietosamente schiacciato, o si erano divertiti a osservare la sua agonia? Forse non s�erano neppure presi la briga di guardarlo�</p><p><emphasis>Il numero di serie. Leggi il numero di serie. </emphasis>Una speranza disperata, ma� rimise a fuoco i suoi occhi offuscati, si sforz� di concentrarsi sul ricordo. Aveva guardato pi� o meno distrattamente il numero nel laboratorio di Vaagen, mentre meditava su quella tecnologia e sul lontano pianeta che l�aveva prodotta. E il numero non corrispondeva. Non corrispondeva. Non era lo stesso, quello non era il simulatore di Miles! Uno degli altri sedici, usato come esca per una trappola.</p><p>Il cuore le diede un tuffo. Quante altre trappole erano state preparate? Vide se stessa correre freneticamente da un simulatore all�altro, da una stanza all�altra, da un inganno a� <emphasis>Sto perdendo la testa.</emphasis></p><p>No. Dovunque fosse il vero simulatore, doveva essere vicino alla persona di Vordarian. Ne era sicura. Si chin� accanto al tavolo, prendendosi un momento di pausa per scacciare il sangue che le era affluito agli occhi e al cervello con tale violenza da stordirla. Sollev� il panno verde. <emphasis>Ecco. </emphasis>Un sensore a pressione. Era questa l�idea con cui Vordarian aveva completato la scena? Droushnakovi si pieg� a guardare.</p><p>��Una trappola�� sussurr� Cordelia.�� Sollevi il simulatore e suona un allarme.</p><p>��Possiamo disattivarla con�</p><p>��No. Non occorre. Questo simulatore � solo un�esca. � vuoto, coi contatti accesi perch� sembri in funzione.�� Cordelia cerc� di rimettere ordine nei suoi pensieri. Dobbiamo tornare indietro, gi� nel sotterraneo e su fino all�altra porta segreta. Non mi aspettavo di incontrare Vordarian, stanotte. Ma stai pur certa che lui sa dov�� Miles. E quando avr� una pistola puntata alla testa lo sapremo anche noi. Ora abbiamo un problema di tempo. Se qui � gi� scattato un allarme�</p><p>Nel corridoio risuonarono dei passi in corsa e delle voci secche. Ci fu il vibrante, secco ronzio degli storditori. Con una selvaggia imprecazione Bothari apr� la porta e si gett� dentro.�� Ci hanno scoperto! Stanno arrivando dalle scale!</p><p><emphasis>Se qui � gi� scattato un allarme, � la fine</emphasis>, complet� il pensiero Cordelia, in una vertigine d�incredulit�. Niente finestre, una sola porta, e la loro via d�uscita ormai irraggiungibile. La trappola di Vordarian aveva funzionato.</p><p>��Non ci arrenderemo, milady.�� Droushnakovi impugn� lo storditore.�� Se dobbiamo morire, combatteremo fino alla morte.</p><p>��Sciocchezze�� sbott� Cordelia.�� Qui non c�� niente da prendere in cambio della nostra vita, se non la vita di qualche galoppino di Vordarian. Non vale la pena.</p><p>��Vuol dire che dobbiamo lasciarci catturare?</p><p>��Il suicidio gratuito � uno spreco. Io non rinuncio. Aspetteremo l�occasione di ottenere qualcosa; se ci facciamo sparare, non capiter� facilmente.�� Se per� su quel tavolo ci fosse stato il simulatore di Miles� s�, riflett� Cordelia, lei sarebbe stata abbastanza egoista da tentare una sortita e rischiare la vita dei due compagni per quella di suo figlio. Ma non era abbastanza pazza da rischiarla in cambio di niente. Non era ancora diventata cos� barrayarana.</p><p>��Lei si sta consegnando come <emphasis>ostaggio </emphasis>nelle mani di Vordarian�� la avvert� Bothari.</p><p>��Quel bastardo mi tiene in ostaggio fin dal giorno in cui ha preso Miles�� disse amaramente lei.�� Questo non cambia niente.</p><p>Pochi secondi di concitata contrattazione gridata attraverso la porta fu quanto bast� a completare la loro resa, anche se le guardie all�esterno erano sovreccitate fino alla paranoia in quell�ala della Residenza. I tre buttarono fuori le loro pistole. Gli uomini della Sicurezza infilarono uno scanner da una fessura per assicurarsi che non ci fossero armi cariche. Poi quattro di loro balzarono dentro pronti a far fuoco, mentre altri due li spalleggiavano fuori dalla soglia. Cordelia tenne le mani alzate e si lasci� perquisire. La guardia che s�era ringhiosamente insospettita al gonfiore della sua tasca ebbe una smorfia perplessa quando vide che si trattava di una scarpa da bambino. La gett� sul tavolo accanto al vassoio.</p><p>Il caposquadra, un uomo con la livrea bruna e dorata di Vordarian, parl� nel comunicatore da polso.�� S� s�, qui � tutto sotto controllo. Riferiscilo al Lord� No, ha detto che vuol essere svegliato. Poi glielo spieghi tu perch� hai preferito non farlo?� Va bene.</p><p>Le guardie non li fecero uscire in corridoio; aspettarono l�, tenendoli sotto la minaccia delle armi. L�uomo che Bothari aveva messo fuori combattimento fu portato via. I tre prigionieri erano stati fatti voltare, con le mani poggiate contro il muro e le gambe allargate. In piedi fra Bothari e Droushnakovi Cordelia si sentiva stordita dalla disperazione, ma cerc� di dirsi che Kareen avrebbe pur dovuto venire a parlare con lei, anche se in una cella. Tutto ci� in cui sperava era mezzo minuto con Kareen, il tempo di dirle almeno due parole. <emphasis>Se riuscir� a vedere Kareen tu sei un uomo morto, Vordarian. E poi potrai camminare e parlare e dare ordini anche per delle settimane, ma io avr� gi� segnato il tuo destino, come tu hai segnato quello di mio figlio.</emphasis></p><p>Il motivo per cui erano stati tenuti l� apparve sulla porta un quarto d�ora dopo: Vordarian in persona, coi pantaloni verdi dell�uniforme e in pantofole, a torso nudo. L�uomo entr� seguito dalla Principessa Kareen, avvolta in una pesante veste da camera di velluto rosso. Cordelia si sent� balzare il cuore in gola nel vederla. <emphasis>Adesso?</emphasis></p><p>��Cos�, la mia piccola trappola ha funzionato, eh?�� si compiacque Vordarian, mettendosi le mani sui fianchi. Ma quando Cordelia si gir� a fronteggiarlo gli sfugg� un grugnito di stupore. Con un gesto ferm� la guardia che s�era fatta avanti per rimetterla a posto, e i suoi baffi si torsero in un sogghigno lupesco.�� Perdio! Questa s� che � una sorpresa. Bene, molto bene.�� Dietro di lui Kareen fiss� Cordelia come se non riuscisse a credere ai suoi occhi.</p><p><emphasis>Anche la MIA trappola sta funzionando</emphasis>, pens� lei, tremando per l�opportunit� che le si presentava. <emphasis>Guardami�</emphasis></p><p>��Ecco, mio Lord, purtroppo��� disse il caposquadra in livrea. Si schiar� la voce.�� Sembra che il sistema di sorveglianza abbia delle falle. Questi tre non sono stati individuati al perimetro esterno della Residenza. Erano gi� qui quando� cio�, non avrebbe dovuto succedere. Mi spiace. Se non fossi salito per dare il cambio a Gruber, non ci saremmo accorti di loro.</p><p>Vordarian scroll� le spalle, troppo soddisfatto dalla cattura di una preda cos� preziosa per preoccuparsi d�altro.�� Fai una dose di penta-rapido alla cagnetta di Negri�� disse, indicando Droushnakovi,�� e sapremo come ci sono riusciti.�� Lei ci stava di casa in queste stanze.</p><p>Droushnakovi non lo sent� neppure; stava guardando Kareen, con sguardo cupo e accusatore. La Principessa si strinse inconsciamente il colletto intorno al collo, con espressione altrettanto aggrondata e piena di domande inespresse.</p><p>��Bene.�� Vordarian ridacchi� e scosse il capo.�� Non credo ai miei occhi. Se il povero Lord Vorkosigan � rimasto cos� a corto di truppe da dover mandare la moglie in missione suicida, non possiamo proprio perdere. Eh?�� Guard� i suoi uomini, che gli restituirono il sorriso annuendo.</p><p><emphasis>Dannazione. A vrei dovuto sparargli nel sonno. </emphasis>- Cosa ne ha fatto di mio figlio, Vordarian?</p><p>Lui inarc� un sopracciglio.�� Una squinzia straniera non far� mai un passo verso il potere, su Barrayar, mostrando ai Vor un figlio mutante. Come potevi illuderti del contrario, stupida betana?</p><p>��La ringrazio del complimento, ma io non cerco il potere. Ci� che voglio � solo che gli idioti non abbiano potere su di me.</p><p>Alle spalle di Vordarian, la Principessa ebbe una smorfia triste a quelle parole. <emphasis>S�, ascoltami, Kareen.</emphasis></p><p>��Dov�� mio figlio, Vordarian?�� ripet� testardamente Cordelia.</p><p>��Lui � l�Imperatore Vidal, ora�� la corresse Kareen. Poi si spost� al suo fianco e lo guard�.�� Se riesce a mantenere il trono.</p><p>��Oh, lo manterr� le assicur� lui in tono di sufficienza.�� Aral Vorkosigan non ha diritti di sangue superiori ai miei. E io sapr� proteggere ci� che il partito di Vorkosigan ha dimenticato. Io sar� lo scudo della vera tradizione di Barrayar.</p><p>��Mio marito non ha cercato di entrare nelle scarpe dell�Imperatore�� disse Cordelia, guardando in faccia Kareen, e spost� gli occhi sul tavolo. Quelli di lei seguirono il movimento. Per un istante la Principessa parve paralizzata alla vista della piccola scarpa, poi balz� avanti e la afferr� quasi con ferocia, rigirandola fra le mani. Era pallidissima. Cordelia si sentiva fremere come un corridore arrivato insperatamente al traguardo con l�ultima stilla d�energia, incalzato da una torma di avversari irruenti. La certezza si accese dentro di lei e subito fiammeggi� con violenza. <emphasis>Ora sei finito, Vordarian! </emphasis>L�improvviso gesto di Kareen aveva fatto sussultare le guardie. La donna stava esaminando la scarpa con appassionata intensit�, dentro e fuori. Vordarian le gett� appena uno sguardo perplesso, poi si rivolse al suo capoguardia in livrea.</p><p>��Terremo questi tre prigionieri qui alla Residenza. Io assister� personalmente al loro interrogatorio col penta-rapido. Sono certo che Vorkosigan ha confidato a sua moglie molti interessanti�</p><p>Sul volto di Kareen, quando si gir� di scatto verso Cordelia, c�era una speranza terribile e una domanda.</p><p><emphasis>S�</emphasis>, pens� lei. <emphasis>S�, sei stata tradita. Ti hanno mentito. Tuo figlio vive, e tu devi tornare ad agire, a pensare, ad amare, e smetterla di andare in giro come un corpo senz�anima, al di l� del dolore. Non � un regalo quello che ti ho portato. � una maledizione.</emphasis></p><p>��Milady�� disse Cordelia sottovoce.�� Lei sa dov�� mio figlio?</p><p>��Il simulatore uterino � nell�armadio di quercia, nella camera da letto dell�Imperatore Ezar�� rispose Kareen, guardandola negli occhi.�� Lady Vorkosigan, dov�� il mio?</p><p>Il cuore di Cordelia si riemp� di gratitudine per la sofferenza che vedeva ridare vita al volto di lei.�� � sano e salvo, milady. E tale rester�, finch� questo pretendente�� e accenn� col capo a Vordarian,�� non scoprir� dove mio marito lo ha nascosto. Io l�ho tenuto con me per una settimana. Mi ha detto di dirle che le vuole bene.�� Le sue parole avrebbero potuto essere lame, tanto le vedeva affondarsi nel corpo stesso di Kareen.</p><p>Questo, finalmente, attrasse l�attenzione di Vordarian.�� Non darle ascolto. Gregor � in fondo a un lago, fra i rottami di un aereo, con quel traditore di Negri�� sbott� aspramente.�� La menzogna pi� insidiosa � quella che desideri sentire. Guardati da questa donna, mia Lady. Io non ho potuto salvarlo. Ma ti ho promesso che lo vendicher�.</p><p><emphasis>Uh-hu. Aspetta, Kareen. Non qui. </emphasis>Cordelia si morse le labbra. <emphasis>Non qui. � troppo pericoloso. Aspetta un�occasione migliore. Aspetta che questo bastardo dorma, almeno. </emphasis>Ma se una betana aveva esitato a sparare a un uomo addormentato, tanto pi� una donna Vor. <emphasis>E lei � una vera Vor�</emphasis></p><p>La smorfia di un sorriso incresp� le labbra di Kareen. I suoi occhi mandavano lampi.�� Questa scarpa non � mai stata immersa�� disse a bassa voce.</p><p>Cordelia sent� l�odio omicida vibrare in ogni sillaba di quelle parole. Vordarian all�apparenza sent� solo il sollievo speranzoso di una madre affranta. Guard� la scarpa e annu� pietosamente.�� Ti capisco. Ma non disperare. Presto avrai un altro figlio a cui dare il tuo affetto�� le promise in tono sobrio.�� Nostro figlio.</p><p><emphasis>Aspetta, aspetta, aspetta</emphasis>, grid� Cordelia dentro di s�.</p><p>��Mai!�� sussurr� Kareen. Fece un passo di lato verso l�uomo pi� vicino alla porta, gli strapp� il distruttore neuronico dalla fondina aperta, lo punt� su Vordarian e fece fuoco.</p><p>Bench� colto di sorpresa l�uomo ebbe la presenza di spirito di colpirla al polso; il colpo part� dal basso in alto e la scarica crepit� sul soffitto. Vordarian si tuff� dietro il tavolo, l�unico riparo della stanza. Il suo caposquadra, per puro riflesso, alz� il suo distruttore neuronico e spar�. Il volto di Kareen si deform� in un�agonia di dolore quando la vampa azzurrina le attravers� la testa. Apr� la bocca in un grido senza suono e cadde, coi capelli in fiamme. <emphasis>Aspetta! </emphasis>stavano ancora gemendo i pensieri di Cordelia.</p><p>Ancor pi� inorridito a quella scena, Vordarian mugg�:�� No!�� Si tir� in piedi e tolse di mano la pistola a un�altra guardia. L�uomo in livrea, comprendendo l�enormit� del suo errore gett� via l�arma come se divorziasse dalla propria azione. Vordarian gli spar� e lo uccise.</p><p>Cordelia vacill� contro il tavolo. L�intera stanza le girava attorno. D�istinto afferr� il bastone-spada e premette il pulsante, sparando il fodero in faccia a una delle guardie. Poi vibr� la spada quasi alla cieca contro Vordarian e riusc� a colpirlo al gomito. L�uomo url�, lasciando cadere il distruttore neuronico, e tenendosi il braccio insanguinato fece un passo indietro. Droushnakovi s�era gi� tuffata sul pavimento verso la pistola gettata via dall�altro. Bothari abbatt� la guardia pi� vicina con un mortale pugno alla nuca. Cordelia chiuse la porta con un calcio e balz� di lato, prima che le armi dei due uomini rimasti fuori trovassero un bersaglio. Una scarica colp� il battente dall�esterno. Nello stesso momento tre scariche bluastre della pistola di Droushnakovi colpirono l�ultima delle guardie rimasta nella stanza.</p><p>��Prendilo!�� grid� Cordelia a Bothari. Tremante e piegato in due dal dolore, col sangue che usciva a fiotti dalla ferita, Vordarian non era in grado di resistere. Scalci� e grid�, e grosse gocce di sangue caddero sul corpo di Kareen, ma Bothari gli pass� un braccio intorno al collo e gli punt� il distruttore neuronico alla testa.</p><p>��Fuori di qui!�� ordin� Cordelia, riaprendo la porta.�� Nella stanza dell�Imperatore!�� <emphasis>Da Miles. </emphasis>Le altre due guardie, con le armi puntate, esitarono alla vista del loro padrone.</p><p>��Indietro!�� rugg� Bothari, e gli uomini si scostarono dalla porta. Cordelia prese Droushnakovi per mano e scavalc� il corpo di Kareen. Il volto della sventurata era una piaga fumante, ma in una mano pallida e adunca stringeva ancora la scarpa di Gregor. Le due donne uscirono, e tenendo Bothari e Vordarian fra loro e le guardie armate si ritirarono lungo il corridoio.</p><p>��Prenda la mia pistola a plasma e cominci a sparare�� sugger� selvaggiamente Bothari a Cordelia. Sembrava capace di mantenere il controllo di s� anche nell�orgasmo dell�azione, probabilmente perch� la stanchezza accumulata in quei giorni deprimeva parte dei suoi istinti.</p><p>��Non pu� sparare <emphasis>plasma </emphasis>nella Residenza�� ansim� Droushnakovi, inorridita.</p><p>Senza dubbio in quell�ala, pi� che in altre, c�era una fortuna in cimeli storici e di antiquariato barrayarano. Cordelia ebbe un sogghigno storto, punt� l�arma e spar� a caso nel corridoio dietro di loro. Mobili di legno intarsiato, pannelli murali, tende e tappeti furono avvolti da alte lingue di fiamma quando il sottile filo di plasma li sfior�, rovente come il cuore di una stella.</p><p><emphasis>Bruciate. Bruciate per Kareen. Una pira funebre in onore del suo coraggio e della sua morte. Dio, qui si soffoca� </emphasis>Non era tanto il fumo quanto il calore che aveva arroventato l�aria. Ci� malgrado, mentre raggiungevano la camera da letto di Ezar, Cordelia spar� ancora nell�altra direzione. <emphasis>QUESTO per ci� che avete fatto a me e al mio bambino� </emphasis>Le fiamme avrebbero dovuto tenere a distanza le guardie almeno per qualche minuto. Aveva l�impressione che il suo corpo fluttuasse, leggero come l�aria. <emphasis>� cos� che Bothari si sente, quando uccide?</emphasis></p><p>Droushnakovi corse subito ad aprire il pannello murale dell�uscita segreta. La ragazza si muoveva con rapidit� ed efficienza, come se il suo volto rigato di lacrime fosse una maschera che aveva dimenticato di levarsi. Cordelia gett� la spada sul letto, and� al grosso armadio di quercia intagliata dall�altra parte della vasta camera e spalanc� gli sportelli. Luci verdi e rosse palpitavano nell�ombra dello scomparto centrale. <emphasis>Dio, fa che non sia un altra esca� </emphasis>Prese fra le braccia l�apparecchiatura e la port� alla luce. Il peso era quello giusto, il peso di un simulatore pieno dei suoi fluidi. Sui display le letture erano quelle che dovevano essere. E il numero corrispondeva anch�esso.</p><p><emphasis>Grazie, Kareen. Non volevo ucciderti. </emphasis>Ma ora stava sragionando. Non provava nulla, n� sollievo n� rimorso, anche se il suo cuore batteva follemente e aveva il fiato mozzo. Adrenalina: il folle dono degli D�i che rendeva gli esseri umani simili a macchine, sensibili soltanto all�estasi dei riflessi, degli istinti, dell�azione.</p><p>Vidal Vordarian continuava a contorcersi nella presa di Bothari, ringhiando bestemmie e oscenit�.�� Non ce la farete mai!�� ansim�, quando vide che Cordelia si girava verso di lui.�� Pensaci bene, donna. Non uscirete vivi da qui. Potete usarmi come scudo, ma io non far� un passo senza lottare. I miei uomini vi circondano, sono dappertutto.�� Fece una pausa per riprendere fiato.�� Gettate le armi in corridoio. Arrendetevi.�� La sua voce si fece persuasiva.�� Finch� siete in tempo, salvatevi la vita. Anche la vita che siete venuti a prendere�� disse, accennando al simulatore che Cordelia stringeva fra le braccia. I suoi passi erano pesanti come quelli di Alys Vorpatril, adesso.</p><p>��Non ho ordinato io a Vorhalas di uccidere l�erede di Vorkosigan. Quell�idiota ha accettato la bomba a gas ma ha insistito per agire da solo�� continu� disperatamente Vordarian davanti al suo silenzio. Il sangue gli sgocciolava dalle dita.�� � tuo marito, soltanto lui, che minaccia l�esistenza di Barrayar con una politica stupidamente progressista. Tuo figlio potrebbe ereditare il titolo di Conte, con la mia intercessione. Il vecchio Piotr non avrebbe dovuto tradire i vecchi alleati del suo partito. Si � lasciato convincere da quel sognatore di suo figlio. Ma il destino di un mondo � fatto dalle sue tradizioni, non dai sogni di chi calpesta tutto ci� che � sacro.</p><p><emphasis>Cos� c�eri tu, anche dietro di questo. Dietro ogni atto. </emphasis>La tensione e il dolore trasformavano in una grottesca parodia gli aneliti politici di Vordarian. Era come se fosse convinto di poter comprare l�assoluzione aggrappandosi alla maniglia giusta, tentando uno dopo l�altro argomenti che facessero presa su di lei. Cordelia dubitava di poterlo odiare davvero. Vordarian non era malvagio come Vorrutyer, non era un vizioso come Serg; eppure la malvagit� era scaturita intorno a lui non tanto dai suoi vizi quanto dalle sue virt�: il coraggio di perseguire gli ideali dei conservatori, la passione per Kareen. Pensarci le dava un senso di vuoto.</p><p>��Non sospettavamo neppure che Evon Vorhalas si fosse valso del suo aiuto�� disse Cordelia.�� Grazie per l�informazione.</p><p>Questo lo fece accigliare. Bothari lo lasci�, ma lui non si mosse; i suoi occhi saettarono verso la porta, da cui stava filtrando del fumo. Nel corridoio divampava un incendio sempre pi� violento.</p><p>��Io vi servo vivo, se volete uscire di qui�� disse, con una smorfia fra dignitosa e sprezzante.</p><p>��Lei non mi serve affatto, Imperatore Vidal�� disse freddamente Cordelia.�� Ci sono gi� stati oltre cinquemila morti. Ora anche Kareen. Quando pensa di mettere fine a questa guerra?</p><p>��Finir� quando Barrayar trionferࠗ sbott� lui.�� I morti saranno vendicati. E vendicher� anche Kareen. Tutti.</p><p><emphasis>Risposta sbagliata</emphasis>, pens� Cordelia, con uno strano sollievo misto a tristezza.�� Bothari�� ordin�,�� prendi quella spada.�� L�uomo and� a raccogliere l�arma dal letto. Lei lasci� sul pavimento il simulatore uterino e gli strinse la mano con cui impugnava l�elsa.�� Bothari, giustizia quest�uomo a nome delle sue vittime, ti prego.�� Fu stupita dalla serenit� della propria voce, casuale come se gli avesse chiesto di farle una commissione. L�omicidio non richiedeva necessariamente l�isterismo.</p><p>��S�, milady�� disse rispettosamente Bothari, e sollev� la spada a due mani. Nei suoi occhi c�era un�espressione soddisfatta.</p><p>��Cosa?�� grid� Vordarian, sbigottito.�� Tu sei una straniera, una betana. Tu non puoi�</p><p>Il lampo della lama che saett� in un fendente orizzontale tronc� le sue parole, la sua testa e la sua vita. Fu un taglio netto e pulito, malgrado il getto di sangue che spruzz� il letto e il tappeto mentre il corpo rotolava al suolo. Vorkosigan avrebbe dovuto servirsi di Bothari allorch� avevano decapitato il fratello di Vorhalas. Tutta quella forza e quella voglia di uccidere alla manovra di una lama affilata� La piega morbosa che stavano prendendo i suoi pensieri s�interruppe quando un clangore metallico la richiam� alla realt�. Bothari aveva lasciato cadere la spada. Subito dopo si afferr� la testa fra le mani, mand� un urlo rauco e cadde in ginocchio. Era come se il grido di morte di Vordarian fosse scaturito dalla bocca dell�uomo che gli aveva appena tolto la vita.</p><p>Cordelia si chin� accanto a lui. Anestetizzata contro ogni emozione dal momento in cui Kareen aveva sparato col distruttore neuronico, all�improvviso era sgomenta e colma di paura. Sferzata dallo stesso stimolo, la mente di Bothari doveva essere tornata alle carneficine che l�alto comando di Barrayar aveva deciso di fargli dimenticare. Imprec� contro di s� per non aver previsto quella possibilit�. Lo aveva condannato alla follia?</p><p>��Questa porta sta prendendo fuoco�� rifer� Droushnakovi, indicando il fumo che penetrava dalle fessure.�� Milady, dobbiamo andarcene <emphasis>subito </emphasis>da qui.</p><p>Bothari mandava ansiti rauchi, premendosi le mani sulle tempie, ma il suo respiro stava tornando regolare. Cordelia lo lasci� l� e si guard� attorno. Aveva bisogno di una scatola, di qualcosa a tenuta stagna� In fondo all�armadio c�era una borsa di plastica gialla con dentro alcune paia di scarpe da donna, probabilmente ficcata l� da Kareen quando Vordarian aveva decretato che doveva dividere con lui il letto imperiale. Gett� via le scarpe, gir� intorno al letto e raccolse la testa mozza dal tappetino su cui era rotolata. Pesava pi� di quanto avrebbe creduto. La mise nella borsa di plastica e chiuse la cerniera.</p><p>��Drou, tu sei pi� in forma di me. Prendi il simulatore e comincia a scendere. Non dargli troppi scossoni.�� Lei poteva permettersi di lasciar cadere la borsa; Vordarian non si sarebbe lamentato.</p><p>Droushnakovi annu�, ma prima di raccogliere il simulatore s�infil� nella cintura la spada, ormai orba del fodero. Cordelia non cap� se lo facesse per il suo valore storico o per obbligo verso un oggetto affidatole da Kou. Incit� Bothari ad alzarsi. Bench� la stanza fosse piena di fumo, il calore del fuoco attirava su dal sotterraneo una forte corrente d�aria fredda. Era una fortuna che non fosse il contrario, perch� con un incendio sopra la testa in quei cunicoli avrebbero rischiato di soffocare. Gli uomini di Vordarian che sarebbero venuti a cercare i loro cadaveri, dopo aver spento le fiamme, erano attesi da momenti a cui Cordelia avrebbe pagato per assistere.</p><p>La discesa nell�intercapedine fra i due muri fu un incubo di claustrofobia, con Bothari che mugolava penosamente sotto i suoi piedi. Cordelia non poteva tenere la borsa n� davanti n� di lato, e fu costretta a mettersela in equilibrio su una spalla annaspando sulla scala a pioli con una mano sola.</p><p>Quando arrivarono in fondo era sfinita. Bothari stava piangendo, ma lei lo spinse avanti e non gli permise di fermarsi finch� non furono nello stanzone sotterraneo, dove c�erano i rifornimenti di Ezar.</p><p>��Si sente male?�� chiese nervosamente Droushnakovi, mentre lui si gettava a sedere stringendosi la testa fra le mani.</p><p>��Ha un brutto mal di capo�� rispose Cordelia.�� Pu� darsi che non gli passi tanto presto.</p><p>La ragazza la guard�, preoccupata.�� Milady, � sicura di sentirsi bene?</p><p>Cordelia non pot� trattenersi dal ridere, con un tremito violento. Scacci� quello sfogo isterico quando vide che Drou cominciava ad essere davvero spaventata.�� No�� disse.</p></section><section><title><p>CAPITOLO DICIANNOVESIMO</p></title><p>I rifornimenti d�emergenza di Ezar comprendevano una cassetta di marchi barrayarani e valuta straniera. C�erano anche dei documenti falsi per Drou, non ancora scaduti. Cordelia controll� l�aspetto della ragazza e la mand� fuori ad affittare un�auto da superficie. Poi sedette nel sotterraneo silenzioso e aspett� che Bothari uscisse dal suo bozzolo di sofferenza mentale, almeno abbastanza da poter camminare da solo.</p><p>Come allontanarsi da Vorbarr Sultana era la parte pi� debole del loro piano, un po� perch� avevano visto troppe possibili varianti, ma anche perch� in effetti non era possibile prevedere niente. I viaggi erano sottoposti a restrizioni; Vordarian aveva messo in atto misure straordinarie per tenere sotto controllo la popolazione. Per la monorotaia occorreva un visto della polizia, e i viaggiatori dovevano esibire i documenti in stazione e sui treni. Gli aeroporti erano in pratica trappole destinate a bloccare un�immensa lista di persone, oltre ai funzionari dell�amministrazione governativa precedente. Fuori citt� c�erano blocchi stradali e pattuglie. Ma viaggiare a piedi era una soluzione impossibile per chi doveva andare lontano. Non c�era altra scelta.</p><p>Drou fece ritorno dopo un�eternit�, pallida e stanca, e li guid� di nuovo fuori attraverso i cunicoli, in una strada poco frequentata accanto al palazzo della Camera di Commercio. Quel mattino aveva nevicato per un paio d�ore, e la citt� era sotto una coltre di neve bianca alta una decina di centimetri. Nonostante la stanchezza Cordelia ne fu affascinata. Dalla parte della Residenza, a meno di un chilometro da l�, una nuvola di fumo si alzava nel grigiore del cielo invernale; evidentemente l�incendio nell�ala nord non era ancora sotto controllo. Quanto avrebbe retto l�organizzazione di Vordarian, ormai letteralmente decapitata? Stava gi� filtrando all�esterno la notizia della sua morte?</p><p>Com�era stata istruita di fare, Drou aveva cercato una macchina a nolo d�aspetto molto comune, anche se avevano abbastanza soldi da affittare il veicolo pi� lussuoso della citt�. Cordelia voleva serbare il denaro per i posti di blocco.</p><p>Ma i controlli stradali si rivelarono meno temibili del previsto. Il primo blocco, in periferia, era del tutto sguarnito; forse le guardie erano state richiamate per combattere l�incendio o rafforzare la sorveglianza alla Residenza. Il secondo era intasato da decine e decine di veicoli che ingombravano anche l�altra corsia. Le guardie erano irritate e nervose, probabilmente distratte dalle voci che arrivavano dal centro. Alcuni avevano in tasca televisori portatili accesi e ascoltavano le notizie della stazione locale. Un sostanzioso pacchetto di banconote che Drou consegn� insieme ai suoi documenti falsi scomparve nella tasca di una guardia. L�uomo le accenn� di proseguire, col suo �zio ammalato�, verso casa. Del resto Bothari, sotto la coperta che nascondeva anche il simulatore, non aveva certo un aspetto sano. All�ultimo posto di blocco, due chilometri fuori citt�, c�era una sola guardia. Drou gli conferm� la voce�� altri l�avevano gi� preceduta�� che Vordarian era stato ucciso in un attentato, e l�uomo non le chiese neppure i documenti: gett� via il berretto dell�uniforme, s�infil� un impermeabile civile e spar� dietro una siepe, allontanandosi sulla neve in direzione di alcune case coloniche.</p><p>Per tutto il pomeriggio viaggiarono su strade secondarie verso il distretto neutrale di Vorinnis. Erano appena giunti a Nuova Kypros quando la vecchia auto cominci� a sferragliare e si ferm�. La abbandonarono, raggiunsero a piedi la stazione e proseguirono in monorotaia. Cordelia aveva trovato una scatola di cartone in cui mettere il simulatore; le luci erano ancora tutte verdi, ma il suo cervello ticchettava all�unisono con l�orologio del display. Alle quattro di notte si presentarono alla prima installazione militare nella zona oltre il confine controllato dalle truppe amiche, un deposito di carburante per veicoli corazzati da superficie. Drou dovette discutere dieci minuti con l�ufficiale del turno di notte per convincerlo a: 1) lasciarli entrare, 2) identificarli, 3) usare la radio sulla banda codificata per chiamare la Base Tanery e chiedere un mezzo di trasporto. A questo punto l�ufficiale divent� molto pi� solerte, e insist� per accendere personalmente il distributore del caff�. Una navetta suborbitale arriv� a gran velocit� meno di mezzora dopo, e li prese a bordo.</p><p>All�alba, mentre si avvicinavano in volo alla Base Tanery, Cordelia fu assalita da una spiacevole sensazione di freddo. La scena era cos� simile a quella del suo primo arrivo dalle montagne che le parve, storditamente, d�essere intrappolata in un circolo chiuso. C�erano cose, su Barrayar, da cui non si sarebbe liberata mai, e lasciarsi un evento alle spalle significava solo trovarsene davanti altri ancora, forse perfino peggiori. Stava tremando.</p><p>Droushnakovi non sembrava di umore migliore. Bothari sonnecchiava nel compartimento passeggeri della navetta. I due uomini della Sicurezza mandati da Illyan, agli occhi di Cordelia identici a quelli di Vordarian contro cui si era battuta, stavano zitti e non osavano chiedere cosa ci fosse nella grossa scatola di cartone che lei si teneva sulle ginocchia. La borsa di plastica gialla era poggiata sul pavimento, stretta fra le sue caviglie. Irrazionalmente sentiva il bisogno di non perdere di vista nessuno dei due oggetti, anche se Drou sarebbe stata molto meglio se avesse potuto chiudere la borsa nel bagagliaio.</p><p>La navetta atterr� dolcemente sulla pista bagnata di pioggia, e il ronzio dei motori antigravit� si spense.</p><p>��Voglio qui il capitano Vaagen, e lo voglio <emphasis>subito </emphasis>- ripet� Cordelia per la quinta volta, mentre gli uomini della Sicurezza li scortavano negli uffici del corpo di guardia.</p><p>��S�, milady. � gi� stato chiamato�� le assicur� uno di loro, aprendole la porta. Lei lo guard� sospettosamente.</p><p>L�ufficiale di servizio chiese con rispettosa fermezza che Drou e Bothari consegnassero le loro armi. Cordelia non poteva biasimarlo; chiunque avrebbe giudicato poco rassicurante l�aspetto dei suoi due compagni in quel momento. Grazie ai rifornimenti di Ezar lei e Drou non erano vestite male, anche se non avevano trovato nulla per sostituire la tuta nera di Bothari, ma avevano gli occhi arrossati e la tensione dipinta sulla faccia. Bothari continuava a sbattere le palpebre con aria stranita, e ogni tanto lo sguardo di Drou sembrava svuotarsi di vita, come se la scarica d�energia che aveva ucciso Kareen avesse mandato in corto circuito qualcosa anche dentro di lei.</p><p>Dopo un�interminabile attesa�� cinque o sei minuti, si costrinse ad ammettere Cordelia�� il capitano Vaagen arriv�, accompagnato da un tecnico. Indossava un�uniforme impeccabile e il suo passo era di nuovo rapido, il suo aspetto efficiente. Delle sue ferite restava soltanto un occhio nero e un cerotto su una guancia, che gli davano un�aria un po� canagliesca.</p><p>��Milady!�� la salut� con un sorriso, forse il primo che da molti giorni deformasse i suoi muscoli facciali. Ma non era un sorriso diretto a lei. Alla vista dell�apparecchio deposto su un tavolo aveva avuto un lampo di trionfo nello sguardo.�� Ce l�ha fatta!</p><p>��Almeno spero, capitano.�� Cordelia gli indic� il pannello dei comandi.�� Prego Dio che non sia troppo tardi. Le luci sono ancora verdi, ma stanotte l�avvisatore o quel che � aveva cominciato a suonare. L�ho spento, prima che mi facesse impazzire.</p><p>Lui controll� il simulatore e studi� le cifre sul display.�� S�, va bene. Il fluido nutritivo � quasi finito, ma non importa. I filtri funzionano ancora; l�acido urico � troppo alto, per� questo non � un problema. Mi sembra che sia a posto� vivo, cio�. In quanto alle conseguenze dell�interruzione del trattamento coi calcificanti ossei, occorrer� del tempo per determinarle. Abbiamo a disposizione un locale, nell�infermeria. Entro un�ora i sogni del piccolo Miles torneranno a dipingersi di rosa.</p><p>��Pensa di poter trovare tutto quello che le occorre, qui? Le sostanze chimiche�</p><p>I denti di lui lampeggiarono.�� Lord Vorkosigan ha cominciato a farmi attrezzare un piccolo laboratorio il giorno dopo che lei se n�� andata. Giusto nel caso che servisse, ha detto.</p><p><emphasis>Aral, io ti amo. </emphasis>- Grazie. S�, vada. Vada.�� Cordelia lasci� che Vaagen si portasse via il simulatore, e l�uomo usc� in fretta.</p><p>Torn� a sedersi, come una marionetta coi fili spezzati. Ora poteva permettersi di sentire il peso della stanchezza. Ma non di gettarsi su un letto, non ancora. Doveva fare rapporto su ci� che era successo, e non ai due ufficiali della Sicurezza che stavano gi� tempestando Drou di domande. Chiuse gli occhi e cerc� di ignorare le loro voci.</p><p>Il desiderio lottava con la paura. Voleva Aral. Ma aveva sfidato Aral, pi� che apertamente. Aveva incrinato il suo onore? Aveva ferito il suo�� insolitamente flessibile, lo ammetteva�� ego barrayarano oltre il sopportabile? S�era condannata a non godere mai pi� della sua fiducia? No, quest�ultimo sospetto era senz�altro infondato. Ma la credibilit� che Aral godeva fra i suoi pari, quella delicata sfaccettatura della psicologia del potere, era stata danneggiata? Qualche dannata e imprevedibile conseguenza politica avrebbe rovesciato la situazione sulla loro testa? E questo le sarebbe importato? S�, decise mestamente. Era infernale essere cos� stanca e in pi� cos� preoccupata.</p><p>��Kou!</p><p>Il grido di Droushnakovi le fece aprire gli occhi. Koudelka stava zoppicando attraverso l�ingresso principale degli uffici. Buon Dio, l�uomo era gi� in uniforme, elegante e sbarbato di fresco, quando chiunque l�avrebbe immaginato ancora in cammino su qualche strada di periferia con la giacca imbottita di giornali per tener fuori il freddo.</p><p>Quello di Koudelka e di Drou non fu�� not� soddisfatta Cordelia�� un formale saluto fra colleghi. L�alta ragazza bionda vol� fra le braccia del giovane ufficiale, e quando le loro bocche si separarono fu solo per mormorare cose come <emphasis>Ah, tesoro, grazie a Dio, amore mio, sei salvo, mia cara� </emphasis>Gli uomini della Sicurezza distolsero lo sguardo, a disagio davanti alle nude emozioni che irradiavano dai loro volti.</p><p>Appena si furono scostati, per guardarsi meglio e sempre tenendosi per le mani, Drou scosse il capo.�� Hai fatto presto!�� ridacchi�.�� Quando siete� Lady Vorpatril � qui, vero?</p><p>��Siamo arrivati appena due ore prima di voi�� disse Koudelka, riprendendo fiato dopo quell�eroico bacio.�� Il piccolo Lord e sua madre stanno bene. Sono a letto, in infermeria. Il dottore dice che Lady Vorpatril � soltanto sfinita. � stata eccezionale. Abbiamo passato un paio di brutti momenti ai posti di blocco, ma lei ha recitato la sua parte con una faccia di bronzo formidabile. Ma voi, piuttosto� santo cielo, ce l�avete fatta! Ho incrociato Vaagen, in corridoio, col simulatore� ah, ragazza, hai salvato il figlio del mio Lord!</p><p>Droushnakovi deglut� saliva e chin� il capo.�� S� ma abbiamo perduto la Principessa Kareen.</p><p>��Ah!�� Koudelka le mise un dito sulle labbra.�� Non dirmi una parola. Lord Vorkosigan mi ha ordinato di portarvi subito da lui. Gli farai rapporto di persona. Andiamo, vi accompagno io.�� Agit� una mano verso gli uomini della Sicurezza scacciandoli come galline, cosa che Cordelia avrebbe voluto fare fin dall�inizio.</p><p>Bothari dovette essere aiutato ad alzarsi. Lei si chin� a prendere la borsa di plastica gialla. Nel farlo not� che portava stampato il nome del pi� elegante negozio di moda femminile di Vorbarr Sultana. Come se fosse stata nella capitale a far compere�</p><p>��Che c�� l� dentro?�� domand� Koudelka.</p><p>��Ah, tenente.�� Uno degli uomini della Sicurezza era ancora l�.�� Milady ha rifiutato di lasciar esaminare le sue cose. Tuttavia per regolamento, come a chiunque appena entrato nella Base, dovremmo� le dispiace pensarci lei?</p><p>Cordelia apr� la cerniera e, dando le spalle all�ufficiale, tenne la borsa sotto gli occhi di Koudelka. Lui ci guard� dentro.</p><p>��Oh, <emphasis>merda! </emphasis>- Il giovanotto impallid�. Alz� una mano per fermare l�uomo della Sicurezza che si stava facendo avanti.�� Io� s�, tutto a posto.�� Deglut� saliva.�� � una cosa che sar� opportuno far vedere all�ammiraglio Vorkosigan.</p><p>��Tenente, cosa devo scrivere sull�inventario?�� nitr� (Cordelia stabil� che quella era la parola) l�ufficiale.�� Devo registrare il contenuto, se la borsa entra nella Base.</p><p>��Non facciamogli prendere un cicchetto, Kou�� sospir� lei.</p><p>Koudelka chiuse la cerniera. Un angolo della sua bocca si stava torcendo all�ins� in modo irresistibile.�� S�, certo. Scriva che � un regalo di Lady Vorkosigan per l�ammiraglio, acquistato alla Fiera d�Inverno.</p><p>��Ah, Kou.�� Droushnakovi raccolse la spada da un tavolo e gliela consegn�.�� Questa � tua. Purtroppo il fodero � andato perso. Mi spiace.</p><p>Lui prese l�arma, guard� la borsa, trasse le conclusioni che poteva trarre e pass� dolcemente una mano sulla lama.�� Non importa. Io� ti ringrazio.</p><p>��Appena possibile la porter� io da Siegling, e gli far� fare un duplicato del fodero�� promise Cordelia.</p><p>L�ufficiale della Sicurezza non insist� oltre con il principale assistente dell�ammiraglio Vorkosigan. Koudelka scort� le due donne e Bothari a un pozzo antigravit� e premette il pulsante della piattaforma.</p><p>��Scenderemo al livello degli uffici. L�ammiraglio � in riunione col resto dello staff da una mezzora. Ieri sera sono arrivati qui in segreto due membri dello stato maggiore di Vordarian, con l�idea di vendersi a noi. La missione di recupero degli ostaggi pi� importanti dipende dalla loro collaborazione.</p><p>��� possibile che sappiano gi� di questo?�� Cordelia accenn� alla borsa.</p><p>��Non credo, milady. Lei ha appena cambiato le carte in tavola.�� Il sogghigno di Koudelka si fece pi� aspro.</p><p>��Non mi sembra il caso di rinunciare a quel raid�� mormor� lei.�� Anche in un momento cos� critico gli alleati di Vordarian sono pericolosi. Forse pi� di prima, se sono alla disperazione.�� Pens� all�albergo alla periferia di Vorbarr Sultana dove la figlioletta di Bothari, Elena, per quel che lei ne sapeva era ancora tenuta. Gli ostaggi di basso rango. Aral si sarebbe lasciato persuadere a fare qualcosa anche per loro?</p><p>Scesero e continuarono a scendere verso il centro vitale della Base Tanery. Nel corridoio in cui l�ascensore li deposit� era di guardia un�intera squadra di uomini armati fino ai denti. Koudelka li tranquillizz� con un cenno e pass� oltre. La porta metallica di una sala riunioni si apr� per lasciarli entrare e si richiuse appena ebbero oltrepassato la soglia.</p><p>Cordelia gir� lo sguardo sugli uomini seduti intorno al lungo tavolo, che al loro ingresso s�erano voltati. Aral sedeva in posizione centrale, voltato verso la porta. Illyan e il Conte Piotr lo affiancavano a destra e a sinistra. Oltre agli ufficiali dello staff c�erano anche il generale Kanzian e il Primo Ministro Vortala. I due �ospiti�, gli ex collaboratori del pretendente, sedevano uno di fronte all�altro, ciascuno spalleggiato da cinque o sei ufficiali del proprio seguito. Un bel po� di spettatori. Cordelia avrebbe voluto essere sola con Aral, lontano da quegli uomini in divisa che la guerra irrigidiva in un rango mascolino, gonfiando il loro ego come i colletti stretti gonfiavano i loro colli. <emphasis>Fra poco.</emphasis></p><p>Gli occhi di Aral erano inchiodati nei suoi, con intensit� quasi agonizzante. Pieg� le labbra in un sorriso, e questo fu tutto, ci� malgrado Cordelia si sent� colma di fiducia, sicura di lui. Non c�era freddezza nel suo sguardo. Tutto sarebbe andato bene. Erano di nuovo in sintonia, e le parole e gli abbracci non avrebbero potuto comunicarglielo pi� chiaramente. Gli abbracci sarebbero venuti dopo, le stavano promettendo gli occhi grigi di lui.</p><p>Il Conte Piotr abbatt� con forza una mano sul tavolo.�� Buon Dio, donna! Dove dannazione sei stata?�� sbott� furiosamente.</p><p>Questo la mise in vena di bizzarrie morbose. Sollev� la borsa con indifferenza.�� A fare acquisti in citt�.</p><p>Per un assurdo momento il vecchio sembr� crederci, e sul suo volto si seguirono espressioni diverse: perplessit�, stupore, e infine un afflusso di sangue quando cap�, rabbiosamente, che ci si prendeva gioco di lui.</p><p>��Vuol vedere cos�ho comprato?�� continu� Cordelia, vittima dell�adrenalina di cui l�uomo riusciva a riempirla. Spalanc� la borsa e fece rotolare lungo tutto il tavolo la testa di Vordarian. Per fortuna aveva smesso di sanguinare da ore. Il macabro cimelio and� a fermarsi di fronte al Conte, le labbra esangui contratte sui denti e gli occhi aperti, opachi come pezzi di vetro.</p><p>La mandibola di Piotr ricadde scioccamente, Kanzian balz� in piedi, i membri dello staff imprecarono, e uno dei traditori di Vordarian quasi cadde dalla sedia. Vortala inarc� un sopracciglio e tolse via un fascicolo da sotto il collo mozzato, mentre Koudelka, come fiero di recitare un ruolo importante in un momento storico per la razza umana, deponeva la spada sul tavolo a rafforzare la cruda evidenza di quella realt�. Illyan cancell� dal suo volto l�espressione sbalordita e si gratt� il mento con un sogghigno tranquillo.</p><p>La calma di Aral era stata ancor pi� teatrale di quella di Vortala. I suoi occhi s�erano dilatati di una frazione di millimetro. Si gir� a mezzo verso il padre, con freddo sarcasmo:�� Queste mogli non riescono a stare lontane dai negozi di lusso neanche in tempo di guerra. La mia va in giro a comprare teste, poi.</p><p>��L�ho pagata pi� di quel che valeva, purtroppo�� confess� lei.</p><p>��Nessuno si aspetta che una Lady Vor sappia cos�� l�economia�� annu� lui, divertito.</p><p>��La Principessa Kareen � morta. Uccisa durante lo scontro a fuoco. Non ho potuto salvarla.</p><p>Vorkosigan apr� le mani, come lasciando filtrare via fra le dita il suo buon�umore.�� Capisco.�� La scrut� con pi� attenzione, come per chiederle �Ti senti bene?� e parve sentire in risposta un �Non molto, no.�</p><p>��Signori�� disse Aral,�� se siete cos� gentili da scusarmi per qualche minuto, vorrei restare solo con Lady Vorkosigan.</p><p>Nel sottofondo di rumori degli uomini che scostavano le sedie e si avviavano alla porta, Cordelia capt� dei borbottii ostili fra gli uomini che erano stati al servizio di Vordarian. Non avevano gradito soprattutto che fosse stata una donna a portare l� la sua testa. Questo le fece stringere i denti.</p><p>Richiam� con un gesto l�attenzione dei due ufficiali venuti a contrattare.�� Signori. Quando riprenderete la conferenza suggerisco che vi affidiate senza condizioni all�autorit� di Lord Vorkosigan. Limitare i danni e le perdite � l�obiettivo pi� saggio.�� <emphasis>Io vi farei assaggiare un po� di prigione, se potessi. </emphasis>- Sono stanca della vostra stupida guerra. Finiamola alla svelta.</p><p>Piotr le pass� accanto con andatura rigida. Lei gli sorrise senza alcuna cordialit�. Lui la guard� a disagio.�� Sembra che io ti abbia sottovalutato��� mormor�.</p><p>��Lei non� deve tentare pi� nulla contro mio figlio. Non potrei tollerarlo.</p><p>Un�occhiata di Vorkosigan blocc� sul nascere l�indignazione che minacciava di tirarle fuori di bocca parole ancor pi� dure. Piotr e lei si scambiarono un cauto cenno del capo, riluttante come il saluto di due avversari politici.</p><p>��Kou�� disse Vorkosigan, accennando alla testa mozza,�� per favore, fai trasferire questa cosa nella camera mortuaria della Base. Non � un soprammobile molto decorativo per un tavolo da conferenze. Sar� sepolta insieme al resto del corpo, quando e se potr� essere recuperato.</p><p>��Non vuole lasciarla qui, per meglio ispirare la collaborazione degli ex ufficiali di Vordarian?</p><p>��No�� disse fermamente Vorkosigan.�� Ha gi� avuto un salutare effetto sui nostri amici.</p><p>Koudelka si fece dare la borsa da Cordelia, la apr�, e la us� per catturare la testa di Vordarian senza toccarla con le mani.</p><p>Vorkosigan prese atto con uno sguardo del lutto di Droushnakovi, e del tic nervoso che faceva contrarre gli occhi di Bothari.�� Drou, sergente. Andate a mangiare e a riposarvi. Mi farete rapporto pi� tardi.</p><p>Droushnakovi annu�, Bothari salut� militarmente, e i due seguirono Koudelka fuori dalla stanza.</p><p>Cordelia fu fra le braccia di Aral prima che la porta si chiudesse, impedendogli di alzarsi per lei, e l�impeto con cui si gett� sulle sue ginocchia mise a dura prova l�equilibrio della sedia. Si abbracciarono cos� strettamente che per potersi baciare dovettero scostarsi.</p><p>��Non lasciarmi pi� cos� sulle spine�� mormor� lui.</p><p>��E tu non permettere pi� che nostro figlio sia in pericolo.</p><p>��Affare fatto.</p><p>Aral le prese il volto fra le mani e la fiss�, divorandola con gli occhi.�� Avevo una tale paura per te che ho dimenticato di avere paura per i tuoi nemici. Avrei dovuto ricordare. Mia capitana.</p><p>��Da sola non avrei potuto far niente. Drou � stata i miei occhi. Bothari il mio braccio destro. Kou le nostre gambe. Devi perdonare la sua assenza ingiustificata. Lo abbiamo rapito.</p><p>��Cos� ho sentito raccontare.</p><p>��Ti ha detto di tuo cugino Padma?</p><p>��S�.�� Un sospiro mesto. Il suo sguardo si allontan� nel passato.�� Padma e io fummo i soli a sopravvivere, quel giorno, quando Yuri il Folle cerc� di sterminare i discendenti del Principe Xav. Io avevo undici anni, Padma appena un anno� un bambino. Da allora ho sempre pensato a lui come un bambino di cui aver cura. Oggi il sangue di Xav scorre nelle vene di mio figlio� un altro bambino da tutelare.</p><p>��La figlia di Bothari, Elena. Dev�essere salvata. Per me � pi� importante di tutti i Conti rinchiusi nella Residenza.</p><p>��Ci stiamo lavorando�� le assicur� lui.�� Priorit� assoluta, ora che hai depennato Vidal il Pretendente dalla lista.�� Inarc� un sopracciglio.�� Temo che tu abbia sconvolto i miei barrayarani.</p><p>��Perch�? Credono di avere il monopolio dell�incivilt�? Vordarian ne era convinto. Le ultime parole sono state: �Tu sei una betana. Non puoi.�</p><p>��Non puoi cosa?</p><p>��Fare <emphasis>questo. </emphasis>- Cordelia accenn� verso il tavolo.�� Credo che anche i suoi ex ufficiali l�abbiano pensato.</p><p>��Un trofeo pericoloso da portarsi dietro in monorotaia. E se qualcuno ti avesse ordinato di aprire la borsa?</p><p>��L�avrei spalancata.</p><p>��Sei sicura di sentirti bene, amore mio?�� Lo sguardo di Aral era serio, dietro il sorriso.</p><p>��Vuoi dire se ho ancora tutti i venerd�? Non lo so. Domandamelo sabato.�� Le mani di Cordelia tremavano ancora. Avevano continuato a tremare per tutta la notte.�� L� per l� mi sembrava� necessario portare la sua testa con me. Non per farla mettere su una parete di Casa Vorkosigan come i trofei di caccia di tuo padre, anche se potrebbe essere un�idea. Non credo che ne capissi davvero il motivo, finch� non sono entrata in questa stanza. Se mi fossi presentata a mani vuote dicendo a quegli uomini che avevo ucciso Vordarian, e che la loro piccola guerra era finita, chi mi avrebbe creduto? A parte te, voglio dire.</p><p>��Illyan, forse. Ti ha gi� visto in azione. Gli altri� s�, credo che il tuo dubbio sia giustificato.�� Aral fece un sospiro e cambi� argomento.�� Dall�ingresso mi hanno informato che hai il simulatore. Funzionava ancora?</p><p>��Vaagen lo sta controllando. Miles � vivo. Non sappiamo ancora se e quali conseguenze soffrir�. Oh, Vordarian ha ammesso di aver fornito lui la bomba a Vorhalas. Non direttamente; attraverso i suoi agenti.</p><p>��Illyan lo sospettava. Sappiamo che Vorhalas � stato tolto di prigione e messo al comando di un reparto, alla capitale.�� Il braccio con cui la circondava si strinse.</p><p>��Circa Bothari�� disse lei.�� Non � in buone condizioni. Ha avuto uno shock. Gli occorre un vero trattamento, psichiatrico, non politico. Il lavaggio cerebrale che gli hanno fatto � stato una cosa indegna, da macellai.</p><p>��A quell�epoca lo ha salvato dalla pazzia. � stato il frutto di un mio compromesso con Ezar. Allora io non avevo nessun potere. Ora posso fare di pi�.</p><p>��Sar� meglio. Mi vede come un cane vede il suo padrone. E io l�ho usato come fosse il mio cane. Gli devo� tutto. Ma ho anche paura di questa sua fissazione per me. Voglio dire <emphasis>perch� </emphasis>me?</p><p>Vorkosigan si accigli�, pensosamente.�� Vedi, Bothari non ha il senso della propria� individualit�. Non � al centro di se stesso. La prima volta che lo vidi, nel suo momento peggiore, aveva una personalit� spezzata in molte sfaccettature. Se l�avessero addestrato come spia, sarebbe stato un ottimo infiltrato. � un camaleonte. Uno specchio. Diventa ci� che uno si aspetta da lui. Non lo fa consciamente, credo. Piotr si aspetta che sia un fedele Armiere, e lui recita la parte dell�uomo pronto a dare la vita per il suo Lord. Vorrutyer voleva un mostro e Bothari era diventato il suo carnefice di corte. Io gli ho chiesto d�essere un buon soldato, e lui lo � stato. Tu��� Abbass� la voce.�� Tu sei l�unica persona che guarda Bothari come un eroe, per il modo in cui ha rinnegato ci� che era. E cos� lui vuole essere un eroe per te. Ti segue perch� tu lo fai sentire pi� grande di quanto abbia mai sognato d�essere.</p><p>��Aral, questo � pazzesco.</p><p>��S�?�� Lui le scarruff� i capelli.�� Ma non � l�unico su cui hai questo particolare effetto. Cara capitana.</p><p>��Ho paura di non essere in condizioni migliori di Bothari. Ho giocato d�azzardo, e Kareen � morta. Chi lo dir� a Gregor? Se non fosse stato per Miles, non avrei avuto la forza di uscire di l�. Devi impedire a tuo padre di avvicinarsi a lui, Aral. Se ci provasse ancora, non so cosa potrei fargli.�� Il tremito di Cordelia divenne pi� intenso.</p><p>��Sshh.�� Lui la cull� un poco.�� Credo che tu possa lasciare a me il compito di cucire le ferite, eh? Ti fidi di me? Faremo in modo che i sacrifici non siano stati inutili.</p><p>��Mi sento colpevole. Mi sento sporca.</p><p>��S�. Accade a molti soldati sani di mente, quando rientrano da una missione sanguinosa. � una reazione comprensibile.�� Aral fece una pausa.�� Ma se una betana pu� diventare cos� barrayarana, pu� darsi che i barrayarani riescano a diventare un tantino pi� betani. Cambiare � possibile.</p><p>��Cambiare � inevitabile�� dichiar� lei.�� Ma tu non puoi cercare i cambiamenti che voleva Ezar. Questa non � pi� l�epoca di Ezar. Devi trovare la tua strada. Devi fare di Barrayar un mondo dove possano vivere anche bambini come Miles. E Elena. E Ivan. E Gregor.</p><p>��Come milady desidera.</p><empty-line/><p>Il terzo giorno dalla morte di Vordarian la capitale cadde in mano alle truppe imperiali lealiste, in modo non del tutto incruento ma senza lo spargimento di sangue che Cordelia aveva temuto. I mezzi corazzati che entrarono per via di terra dovettero spegnere solo due sacche di resistenza, al Quartier Generale della Sicurezza e nella Residenza Imperiale stessa. I militari di guardia all�albergo di periferia dov�erano tenuti gli ostaggi si arresero dopo una lunga e concitata contrattazione. Piotr diede a Bothari un giorno di licenza per riportare a casa sua figlia e la balia. Quella notte Cordelia riusc� a dormire di un sonno ininterrotto per la prima volta dal suo ritorno.</p><p>Evon Vorhalas aveva avuto il comando delle truppe messe da Vordarial al controllo del centro di comunicazioni spaziali. Mor� negli ultimi sussulti di quella giornata caotica, ucciso dai suoi stessi uomini quando rifiut� di arrendersi anche dopo che gli era stata promessa l�amnistia. In un certo senso questo fu un sollievo per Cordelia. La punizione per il tentato omicidio di un Lord da parte di un militare era la gogna, in luogo pubblico, fino alla morte per fame e sete. L�Imperatore Ezar non aveva mai esitato a somministrare quella sentenza tradizionale. Cordelia poteva solo augurarsi che col regno di Gregor quelle usanze avessero fine.</p><p>Senza pi� Vordarian a tenerlo insieme, il partito isolazionista torn� a dividersi in fazioni dalle tendenze diverse. Un Conte inflessibilmente conservatore, nella citt� di Federstok, fece suoi gli ideali di Vordarian e si autoproclam� suo legittimo successore e Imperatore di Barrayar. Le sue ambizioni ressero una giornata o poco pi�. Il Conte si suicid� prima della cattura, nella citt� capoluogo di un ex alleato di Vordarian, sulla costa orientale. Nel distretto di sua provenienza, un gruppo di liberali anti-Vor approfitt� del caos per proclamare la repubblica. Il nuovo Conte, un colonnello di fanteria appartenente a un ramo collaterale della famiglia che mai aveva sperato nella successione, dichiar� immediatamente fuorilegge i liberali e radun� una milizia locale per combatterli. Vorkosigan lasci� la questione a lui, per evitare che le truppe imperiali intervenissero nella politica interna di un distretto.</p><p>��Non puoi arrivare a met� strada e fermarti�� brontol� Piotr, che gi� prevedeva un disastroso compromesso del Conte di quel distretto con il partito democratico popolare.</p><p>��Un passo alla volta�� replic� cupamente Aral.�� Non posso essere in ogni angolo di questo pianeta.</p><p>Il quinto giorno, Gregor fu ricondotto alla capitale. Vorkosigan e Cordelia si assunsero il triste compito d�informarlo della morte di Kareen. Il bambino pianse a lungo, incredulo e smarrito, e per farlo dormire, quella notte, dovettero dargli un calmante. Il mattino dopo, visto che era pi� calmo, fu portato a fare una passeggiata ufficiale in centro, su un�auto con il tettuccio in vetro a prova di proiettile, in modo che le truppe e la popolazione vedessero di persona che non era morto come Vordarian aveva dichiarato. Nessuno si fidava pi� molto delle riprese televisive. Cordelia and� con lui. Il silenzio del bambino le faceva male al cuore, ma era stato meglio cos�, dal suo punto di vista, che raccontargli delle scuse per non dovergli dire subito la verit�. Se avesse dovuto sentirgli chiedere continuamente dov�era sua madre e perch� non poteva riabbracciarla, anche lei sarebbe crollata.</p><p>Il funerale di Kareen fu pubblico, bench� meno elaborato di quanto sarebbe stato in circostanze normali. Gregor dovette accendere la seconda pira funebre di quell�anno. Vorkosigan chiese a Cordelia di guidare la mano in cui il bambino teneva la torcia. Quella parte della cerimonia funebre le parve eccessiva per lei, dopo ci� che era accaduto quella notte alla Residenza. Ma quando si tagli� una grossa ciocca di capelli per deporla sulla pira, come voleva l�usanza in morte di un�amica, sent� che non tutte le tradizioni di Barrayar erano sciocche e insensate. Gregor le si strinse al fianco.</p><p>��Cordelia� uccideranno anche me, un giorno?�� mormor�. Non le parve spaventato, solo morbosamente curioso di saperlo. Suo padre, suo nonno e sua madre, tutti e tre morti nel giro di un anno; non c�era da stupirsi che si sentisse minacciato, anche se alla sua et� la sua comprensione della morte era appena larvale.</p><p>��No�� rispose con fermezza lei. Gli mise un braccio intorno alle spalle.�� Non permetter� che ti facciano del male.�� E con una stretta al cuore s�accorse che quella promessa cos� poco affidabile bastava a rassicurarlo.</p><p><emphasis>Protegger� io il tuo bambino, Kareen</emphasis>, pens�, guardando le fiamme che si alzavano. Quel giuramento era pi� costoso di tutti i doni funebri che bruciavano sulla pira della Principessa, perch� legava la sua vita a Barrayar, indissolubilmente. Ma il calore che le riverberava sulla faccia asciug� la sofferenza della sua anima, almeno un poco.</p><p>Questo la fece sentire esausta, vuota, racchiusa in un bozzolo di torpore. Pass� attraverso il resto della cerimonia come un automa, anche se intorno a s� vedeva squarci di scene che le sembravano insignificanti o assurde. I molti Vor barrayarani presenti che si fermarono a salutarla le presentarono i loro omaggi con fredda e rigida formalit�. <emphasis>Senza dubbio pensano che io sia perniciosa, una pazza portata al vertice della loro societ� dai capricci di un uomo e dalla fatalit�</emphasis>, pens�. Soltanto pi� tardi alcuni le lasciarono capire che la loro esagerata cortesia significava <emphasis>rispetto.</emphasis></p><p>Questo la fece imbestialire. Tutto il coraggio e la sopportazione del mondo non avevano portato a Kareen un�oncia di stima in pi�. La forza d�animo di Lady Vorpatril era data per scontata in una madre. Ma: <emphasis>sbatti su un tavolo la testa di un idiota del loro stesso rango, ed ecco che sei davvero Qualcuno! Buon Dio�</emphasis></p><p>Ad Aral occorse un�ora, quando furono rientrati nel loro alloggio, per farle sbollire la rabbia. Poi lei ebbe una crisi di pianto, e dovette consolarla.</p><p>��Pensi di sfruttare anche questo� questo rango che hanno affibbiato a tua moglie?�� domand� infine Cordelia, troppo stanca per sfogarsi oltre.�� Come se mi avessero <emphasis>decorata? </emphasis>- La parola le lasci� un sapore acido in bocca.</p><p>��Posso usare tutto�� rispose con calma lui.�� E lo far�, se mi aiuter� a mettere sul trono Gregor, fra quindici anni, come governante capace e sano di mente. User� te, me, e chiunque altro. Pagare ci� che abbiamo pagato e poi fallire sarebbe insopportabile.</p><p>Lei fece un sospiro e gli accarezz� una mano.�� In caso d�incidente dona il mio corpo alla banca degli organi. � l�uso betano. Nessuno spreco.</p><p>Aral poggi� la fronte contro la sua e rest� cos� per un poco, in silenzio. Poi mormor�:�� Non ne sarei capace.</p><p>La silenziosa promessa che Cordelia aveva fatto a Kareen divenne obbligo legale quando lei e Aral, come coniugi, furono nominati ufficialmente tutori di Gregor dal Consiglio dei Conti. Era un tipo di tutela diverso da quello che Aral aveva nelle vesti di Reggente, e pi� personale. Il Primo Ministro Vortala lesse una lunga lista di comma per chiarire a Cordelia che i suoi doveri non comportavano alcun potere politico. Le spettavano per� funzioni economiche, come amministratrice di azioni e di altri beni, non imperiali, che Gregor aveva ereditato dai Conti Vorbarra. E per delega di Aral ebbe anche l�incarico di occuparsi della vita privata e dell�educazione del bambino.</p><p>��Ma, Aral�� obiett� lei, perplessa,�� Vortala ha specificato che io non ho diritto ad alcun potere effettivo.</p><p>��Vortala� � un vecchio idealista. Diciamo che gli � difficile riconoscere le forme di potere non avallate da un articolo di legge. La tua possibilit� d�azione non � molto ampia, per�. A dodici anni Gregor entrer� in una scuola di preparazione all�Accademia.</p><p>��Ma loro capiscono che�?</p><p>��Lo capisco io. E lo capisci tu. � abbastanza.</p></section><section><title><p>CAPITOLO VENTESIMO</p></title><p>Con una delle sue prime disposizioni Cordelia affid� di nuovo a Droushnakovi la responsabilit� della persona di Gregor, che aveva bisogno di un�amica. Ci� non significava rinunciare alla compagnia della ragazza, che lei era ormai abituata ad avere accanto, perch� l�insistenza di Illyan aveva finalmente convinto Aral a trasferirsi nella Residenza Imperiale. Cordelia si sent� alleggerita da un altro pensiero quando Drou e Koudelka decisero di sposarsi, un mese dopo la Festa d�Inverno.</p><p>Cordelia si offr� di fungere da intermediaria fra le due famiglie, ma per un qualche loro motivo Drou e Koudelka si affrettarono a declinare la proposta, pur profondendosi in ringraziamenti. Dati gli imprevedibili risvolti delle usanze sociali barrayarane, lei fu lieta di lasciare l�incarico di paraninfa a una signora anziana ed esperta che la coppia pag� per i suoi servizi.</p><p>Vedeva spesso Alys Vorpatril, ancora convalescente per le traversie sopportate dopo il parto. Il piccolo Lord Ivan era, se non proprio un conforto, almeno una distrazione per la madre. Cresceva in fretta malgrado un�eccessiva propensione al pianto, fatto questo, comprese Cordelia, che probabilmente era innescato da un�analoga tendenza della madre. Ivan avrebbe dovuto avere accanto altri esseri umani fra cui suddividere la sua attenzione, decise lei un pomeriggio, vedendo come l�amica se lo stringeva al petto e gli parlava del suo futuro. Solitamente Alys tirava avanti fino agli esami d�ammissione di Ivan all�Accademia Militare Imperiale, come se avesse bisogno di rammentare a se stessa gli eventi che l�avrebbero tenuta occupata negli anni a venire.</p><p>Quei malinconici e artificiosi espedienti per allontanare la mente dalla perdita di Padma ebbero per� fine quando Drou le mostr� una fotografia dell�abito da sposa che progettava di acquistare.</p><p>��No, no, no!�� esclam� vivacemente.�� Tutti questi nastrini appesi attorno� santo cielo, alla minima corrente d�aria si agiteranno come se cominciasse a nevicare. Una fascia di seta, ecco quello che ci vuole per te, mia cara, obliqua, con un fiocco qui sul fianco. E niente pizzi sulle spalle, ne accentuano la larghezza. Comunque tu hai la fortuna d�essere alta. Vediamo, devo avere qui su una rivista un modello che��� e prese il via come ai vecchi tempi. Orfana di madre e senza sorelle, difficilmente Drou avrebbe potuto trovare una pi� esperta consulente in materia. Fu Lady Vorpatril a pagare il conto per l�abito da sposa, che venne confezionato su misura nella sartoria da cui si serviva anche lei, n� questo fu il suo unico dono di nozze, perch� volle regalarle anche una �casetta per l�estate�, la quale si rivel� per una villa di quindici stanze in riva al mare, in una delle propriet� dei Vorpatril. Cordelia invece, sorridendo sotto i baffi, le regal� biancheria intima e sottovesti guarnite con abbastanza pizzi e nastrini svolazzanti da saziare il suo bisogno di frivolezze femminili.</p><p>Aral provvide al luogo in cui si sarebbe svolta la cerimonia nuziale: il magnifico Salone Rosso della Residenza Imperiale, quello coi pavimenti a mosaico e la sala da ballo adiacente, che con gran sollievo di Cordelia era scampato all�incendio. Ufficialmente questo fu giustificato come una necessit� richiesta da Illyan, poich� fra i presenti non ci sarebbero stati solo il Reggente e sua moglie.</p><p>Aral guard� la lista degli invitati e sorrise.�� Ti rendi conto�� disse a Cordelia,�� che qui � rappresentata ogni classe sociale? Soltanto l�anno scorso un evento di questo genere non sarebbe stato concepibile. Il figlio di un bottegaio e la figlia di un sergente. Lo hanno ottenuto rischiando la vita in guerra, ma l�anno venturo potr� accadere a chi si dedica ad attivit� pacifiche: industriali, medici, studiosi, ingegneri� mi chiedo quanto manca ai ricevimenti dati in onore di qualche attore, come fanno sugli altri pianeti.</p><p>��Non temi che quelle terribili pettegole Vor con cui sono sposati gli amici di Piotr lo troveranno troppo progressista e volgare?</p><p>��Con Alys Vorpatril dietro tutto questo? Non oserebbero.</p><p>La cosa acquist� dimensioni per pura forza d�inerzia. Gi� una settimana prima delle nozze Drou e Koudelka erano in preda al panico, avendo perso completamente il controllo delle iniziative di tutti quelli che si stavano occupando di loro. Ma il personale della Residenza Imperiale non aveva problemi organizzativi. La direttrice dei ricevimenti non nascondeva la sua soddisfazione:�� E pensare che credevo che non ci sarebbe stato da fare niente per anni, dopo la festa in onore del Reggente, a parte quelle noiose cene per vecchi burocrati e generali in pensione una volta al mese.</p><p>Finalmente giunse il giorno fatidico. Gli invitati presero posto lungo il perimetro del Salone Rosso in un circolo multicolore, entro il quale altre persone si disposero a formare una stella le cui punte�� in quel caso quattro�� potevano variare a seconda del numero dei familiari e dei testimoni. L�usanza barrayarana prevedeva che una coppia si sposasse da sola, pronunciando i voti matrimoniali al centro del circolo. Non erano necessari preti n� magistrati. In effetti di solito si chiedeva la presenza di un testimone ufficiale che si occupava delle registrazioni, chiamato appunto Testimone, e stando all�esterno del circolo costui leggeva le formule scelte per essere ripetute. Ci� consentiva alla coppia emozionata e stressata di dedicare le sue ormai scarse funzioni neurali ai gesti previsti. Nel caso che anche questa coordinazione motoria venisse meno, i due sposi erano affiancati da un amico e da un�amica, che li conducevano sul percorso stabilito. Tutto molto pratico, riflett� Cordelia al suo ingresso nel salone, e di gran bell�effetto.</p><p>Con un sorriso e un inchino Aral la lasci� nella posizione a lei assegnata, a un vertice della stella, come una ciliegina su una torta, e si ritir� nel circolo esterno. Lady Vorpatril aveva insistito perch� lei indossasse un abito lungo blu e bianco, con qualche fiorellino rosso, intonato all�ultra formale divisa di Aral, rossa e blu. Anche il padre di Drou, orgoglioso e impettito nella sua uniforme da parata, occupava un vertice della stella interna. Strano pensare che fra i militari, si disse Cordelia, normalmente associati a impulsi totalitaristici, potessero far carriera anche i figli di umili popolani. Un regalo dei cetagandani, lo definiva Aral: la loro invasione aveva costretto Barrayar a usare al meglio i soldati di talento, senza riguardo per la classe di estrazione, ed era stato l�inizio di quei mutamenti che ora viaggiavano lenti attraverso la societ�.</p><p>Il sergente Droushnakovi era pi� basso e magro di quel che Cordelia s�era aspettato. I cromosomi della madre, o la nutrizione migliore, gli avevano procurato dei figli alquanto pi� alti di lui. I tre fratelli di Drou, un capitano, un sergente e un caporale, per l�occasione in licenza, erano nel circolo esterno degli invitati e sembravano velatamente interessati alla giovane sorella di Koudelka, una ragazza bruna graziosa quanto eccitata. La madre di Koudelka era a un altro vertice della stella, sorridente e con le lacrime agli occhi, e Cordelia stabil� che il vestito bianco e blu della donna non poteva essere intonato al suo per puro caso: Alys Vorpatril era in qualche modo arrivata anche a lei.</p><p>Koudelka fece il suo ingresso per primo, senza appoggiarsi troppo al nuovo lucido fodero del bastone-spada e affiancato dal sergente Bothari. Quest�ultimo indossava la versione di lusso della livrea del Conte Piotr e gli mormorava suggestivi commenti di rito che andavano da: �Non montarti la testa; questa gente � qui solo perch� oggi non ha di meglio da fare� a: �Stanno pensando che sei un campagnolo vestito a festa. Dio, quanto sei ridicolo� a: �Non capisco come quella ragazza abbia il coraggio di sposare uno come te. Ma ti sei visto allo specchio?� Cordelia si disse che Bothari doveva avergli sussurrato anche qualcosa di molto pungente, perch� Koudelka stentava a tenere il sorriso incollato alla faccia.</p><p>Le teste dei presenti si girarono. <emphasis>Oh, cielo! </emphasis>Alys aveva davvero l�occhio clinico per valorizzare l�aspetto di una donna. Drou veleggi� nel salone con la leggiadra grazia di un�indossatrice: seta dai riflessi d�avorio, capelli d�oro, occhi azzurri, fiori rossi, e pi� snella e flessuosa di quanto fosse mai stata. Alys Vorpatril, in grigio-argento, la lasci� al limite del circolo col gesto di una dea della caccia che lasciasse involare il falco, e la ragazza parve spiegare le ali verso il giovane tenente che, con gli occhi solo per lei, protendeva romanticamente una mano in sua attesa.</p><p>Drou e Koudelka recitarono il giuramento nuziale senza incespicare sulle parole, e mascherarono bene il lieve imbarazzo che ebbero nel pronunciare i loro nomi di battesimo, Clement e Ludmilla. Secondo l�uso dei militari erano abituati a usare solo il cognome anche con gli amici.</p><p>�I miei fratelli mi chiamano Milla� aveva confidato la ragazza a Koudelka e a Cordelia il giorno prima, durante le prove. �Fa rima con un sacco di parole stupide che loro dicono per prendermi in giro.�</p><p>�Per me sarai sempre Drou�, le aveva promesso lui. �A patto che tu mi chiami Kou. L�altro � un nome sciocco.� Poteva scordarselo, s�era detta Cordelia. Durante i litigi domestici, quel �Clement� sarebbe tornato a galla come un sughero.</p><p>Nelle sue vesti di pi� autorevole dei presenti, Aral ruppe quindi il circolo facendo un passo avanti. Guid� i due sposi nel salone accanto, l�orchestra cominci� a suonare. I camerieri affrontarono la carica degli invitati uscendo dal riparo dei tavoli, armati di vassoi caricati a tartine e calici di vino. Le danze presero inizio subito.</p><p>Il buffet era di classe, la musica vivace, e le bevande scorrevano secondo la migliore tradizione di Barrayar. Dopo il primo bicchiere del vino che Aral aveva fatto venire dalla cantina di suo padre Piotr, Cordelia si accost� a Koudelka e gli mormor� qualcosa sugli studi betani circa i deleteri effetti dell�etanolo sulle attivit� amatorie, dopodich� il giovanotto pass� all�acqua minerale.</p><p>��Donna crudele�� ridacchi� Aral, che aveva sentito.</p><p>��Per qualcuno la festa non finisce in questa sala�� disse lei.</p><p>��Anche per qualcun altro, mia cara. Stanne certa.</p><p>La sposa present� Cordelia ai Droushnakovi, e i quattro militari la guardarono con un rispetto che le fece quasi digrignare i denti. La sua mandibola si rilass� quando uno dei tre fratelli rimatori fu messo a tacere dal padre, dopo un�allitterazione spiritosa su �Milla� e le armi portatili.�� Tappati la bocca, Jos�� disse l�anziano sergente.�� Tu non hai mai usato un distruttore neuronico in uno scontro a fuoco.�� Drou sbatt� le palpebre, poi sorrise, e quando il padre la prese fieramente a braccetto i suoi occhi brillavano.</p><p>Cordelia si appart� un momento a parlare con Bothari, che non vedeva da quando Aral aveva lasciato la casa di citt� del Conte Piotr.</p><p>��Come sta Elena? E la signora Hysopy, si � ripresa da tutto quello che ha dovuto passare?</p><p>��Stanno bene, milady,�� disse Bothari, e riusc� a fare una specie di sorriso.�� Ho visto la bambina cinque giorni fa, quando il Conte � tornato a Vorkosigan Surleau per i suoi cavalli. Elena, uh, cresce. Tutte le volte che la prendo in braccio sembra un po� pi� pesante. Ma comincia a sgambettare dappertutto��� Si accigli�.�� Spero che Carla Hysopi la sorvegli bene.</p><p>��Se ha saputo curarsi di lei durante il rapimento e la detenzione, poche altre cose la metterebbero in difficolt�. � stata coraggiosa. Dovrebbero metterla in lista per una delle medaglie che stanno assegnando a tutti quanti.</p><p>Bothari parve stupito.�� Oh, quelle cose non significano niente per lei.</p><p>��Mmh. Le hai detto che deve telefonarmi appena ha bisogno di qualcosa, vero? In qualsiasi momento.</p><p>��S�, milady. Ma per adesso va tutto bene.�� Raddrizz� le spalle, fiero della sua autosufficienza.�� In inverno, gi� a Vorkosigan Surleau c�� una gran quiete. Si respira aria buona. � un posto sano per i bambini.�� <emphasis>Non come quello in cui sono cresciuto io</emphasis>, sembr� a Cordelia di sentirgli aggiungere.�� Voglio dire, Elena deve avere tutto quello che le serve per crescere bene. Anche un padre.</p><p>��E tu? Come va?</p><p>��Bene, dicono i dottori. Mmh. Almeno, la nuova medicina che mi danno non mi riempie la testa di nebbia. E di notte dormo. A parte questo, non so che razza di terapia mi stiano facendo. Chiacchiere e poi ancora chiacchiere.</p><p>Un effetto probabilmente c�era. Bothari sembrava pi� calmo, quasi del tutto libero da quei momenti in cui aveva una luce sinistra nello sguardo. Anche se era sempre il primo ad adocchiare il buffet e a chiedere: �C�� l�ordine di bere tutta quella roba?�</p><p>Gregor, in pigiama, stava scivolando dietro i tavoli coperti di specialit� culinarie, con l�evidente intenzione di restare invisibile almeno per il tempo di arraffare e ingoiare un certo numero paste alla crema. Fu Cordelia ad accorgersi di lui, prima che fosse catturato dalle forze della Sicurezza partite alla sua ricerca. L�ansimante cameriera e la terrorizzata guardia del corpo che si supponeva dovessero sostituire Drou erano gi� sulla soglia del salone, e si guardavano attorno con ansia disperata. Pochi istanti dopo i due furono raggiunti da Simon Illyan, teso e allarmato. Il Capo della Sicurezza parl� in una radio da polso, e Cordelia, girando dietro i tavoli, cap� che ovviamente temeva il peggio. Gregor avvist� la truppa di adulti sovreccitati che gli davano la caccia e si nascose subito dietro la sua larga gonna bianca e blu. Ma quando lei si mosse verso la porta fu costretto a seguirla.</p><p>Drou, che aveva visto Illyan usare il comunicatore, si fece pallida e attravers� la sala di corsa.�� Cos�� successo?</p><p>��Scappato? Come ha fatto a scappare?�� stava chiedendo Illyan alla cameriera. Lei balbett� qualcosa di inudibile tipo: �Credevo che dormisse� Ho chiuso gli occhi appena un momento��</p><p>��Non � <emphasis>scappato</emphasis>, - butt� l� seccamente Cordelia.�� � casa sua. Dovrebbe essere libero di muoversi almeno entro queste mura. Se no, perch� diavolo tenete tutte quelle guardie armate all�esterno?�� Si volse a mezzo, con gran delusione del bambino lo espose agli sguardi dei suoi inseguitori. Ci furono esclamazioni e sospiri di sollievo. Gregor si guard� attorno disperatamente, in cerca di un�autorit� superiore a quella di Illyan.</p><p>��Droushie, posso restare anch�io alla tua festa?�� supplic�.</p><p>Droushnakovi guard� Illyan, che aveva l�aria di soppesare tutti i motivi, e solo quelli, per cui la cosa era sconsigliabile. Prima che li enumerasse, Cordelia ruppe gli indugi:�� S�, caro. Certo che puoi.</p><p>Cos�, sotto la responsabilit� e la supervisione di Cordelia, il piccolo Imperatore ball� con la sposa, mangi� tre paste alla crema, sal� sul palco degli orchestrali per battere su un tamburo con una bacchetta, e infine dichiar� di avere sonno e fu portato via sereno e soddisfatto. Tutto ci� che il povero bambino voleva era svagarsi per un quarto d�ora.</p><p>La festa and� avanti.�� Mi concede un ballo, milady?�� disse la voce di Aral accanto a Cordelia.</p><p>Poteva osare? L�orchestra stava suonando uno Specchio-a-Specchio, un ballo da giovani che richiedeva molta rapidit� nell�imitare le improvvisazioni del partner. Annu�, incerta. Aral vuot� il bicchiere e la condusse in pista. Un passo di qua, uno di l�, mosse delle braccia e delle gambe, concentrazione. Cordelia fece un�interessante scoperta: ciascuno dei due poteva condurre e, se erano entrambi svelti e attenti, chi li guardava non poteva scoprire la verit�. Tent� di adattare a quel ritmo alcuni passi di un ballo pi� lento, che conosceva meglio, e lui la segu� senza fatica. Si alternarono a condurre e il gioco assorb� tutta la sua attenzione, finch� d�un tratto si accorse che era accaldata e aveva il fiato corto, e che da qualche minuto lei e Aral stavano ridendo come due ragazzini.</p><empty-line/><p>L�ultima neve dell�inverno si stava trasformando in fanghiglia sulle strade di Vorbarr Sultana, quando Vaagen chiam� Cordelia dall�Ospedale Militare Imperiale.</p><p>��� il momento, milady. Io ho fatto tutto il possibile in vitro. Ma la placenta ha ormai dieci mesi e comincia a deteriorarsi. Potremmo rimediare con vari espedienti, per� � sconsigliabile.</p><p>��Allora, quando?</p><p>��Domani andrebbe bene.</p><p>Quella notte lei riusc� appena a dormire. Il mattino dopo andarono tutti all�OMI: Aral, Cordelia, e il Conte Piotr scortato da Bothari. Lei non era affatto sicura di desiderare la presenza del suocero, ma c�erano delle convenienze da rispettare, finch� il vecchio non le avesse fatto la cortesia di passare a miglior vita. Forse un altro appello alla ragione o una migliore presentazione dei fatti avrebbe ottenuto qualcosa. Il loro antagonismo addolorava Aral; ma il primo passo per tentare di risolverlo spettava a Piotr, non a lei. <emphasis>Fai pure del tuo peggio, vecchio. Non hai alcun futuro, fuorch� quello che passa attraverso me e mio figlio. Sar� lui ad accendere la tua pira funebre. </emphasis>Fu lieta, comunque, di rivedere Bothari.</p><p>Il nuovo laboratorio di Vaagen occupava l�intero pianterreno del pi� moderno edificio del complesso. Cordelia aveva accelerato il suo trasferimento dal vecchio laboratorio a causa dei fantasmi, da quando un giorno, dopo il loro rientro a Vorbarr Sultana era entrata l� trovandolo quasi paralizzato e incapace di lavorare. Ogni volta che entrava in quel posto, le aveva confidato lui, la cruenta scena dell�assassinio di Henry tornava a svolgersi nella sua memoria. Non riusciva neanche a mettere i piedi nel punto in cui il collega era caduto: era costretto a girarci intorno. E ogni rumore improvviso gli faceva venire la pelle d�oca. �Ma io sono un uomo di scienza� aveva detto con energia. �Questi controsensi superstiziosi non significano niente per me.� Cos� Cordelia aveva bruciato un�offerta allo spirito di Henry nel vecchio laboratorio; poi una donazione di Aral aveva convinto l�OMI a riassegnare quei locali al Reparto Patologia, e Vaagen era stato �sfrattato�.</p><p>Il nuovo laboratorio era spazioso, pieno di luce, e poco invitante per qualsiasi spettro di sani istinti. Quando Vaagen la scort� nell�interno, Cordelia vi trov� un nutrito gruppo di persone: ingegneri e medici militari che Vaagen stava coinvolgendo nella tecnica dei simulatori uterini, e ostetrici privati interessati alla cosa. C�era anche il Dr. Ritter, futuro pediatra di Miles, che Vaagen consultava per la chirurgia dei trasferimenti di placenta. La scienza aveva la precedenza; i semplici genitori dovevano aprirsi la strada coi gomiti in quell�illustre consesso.</p><p>Vaagen si muoveva con autorit� e competenza. Il suo occhio ferito non era guarito bene; doveva portare una lente a contatto polarizzata; ma avrebbe avuto bisogno di un intervento chirurgico e aveva detto a Cordelia che per il momento gliene mancava il tempo. Un tecnico mise il simulatore uterino su un apposito supporto e Vaagen prese tempo illustrando ai presenti alcuni particolari, quasi per creare un�atmosfera e dare un tocco drammatico a una cosa che Cordelia conosceva come molto semplice e piatta. Si serv� di un proiettore olografico per mostrare gli effetti delle soluzioni ormonali che iniettava nel sistema nutritivo dell�apparecchio, spieg� i dati dei display, descrisse le fasi della separazione di placenta in atto all�interno del replicatore, e termin� con le piccole differenze tecniche fra il parto da un simulatore e quello da un corpo femminile. Cordelia riflett� che Alys VorpatriI avrebbe trovato quest�ultima parte molto lacunosa. <emphasis>Prova tu a partorire per terra in una stanza nuda, senza riscaldamento e in una notte d�inverno, con uno straccio fra i denti per non urlare, e vedrai le �piccole differenze tecniche�.</emphasis></p><p>Vaagen si gir� a cercare il suo sguardo, fece una pausa d�effetto e sorrise.�� Lady Vorkosigan, prego�� disse, indicandole i sigilli del simulatore.�� Questo privilegio spetta a lei.</p><p>Cordelia si fece avanti, esit�, si volse a cercare suo marito. Era l�, attento e solenne, fra gli spettatori.�� Aral�</p><p>Lui le venne accanto.�� Sei sicura di sapere come si fa?</p><p>��Se sai aprire una lattina di birra, non c�� problema.�� Presero ciascuno un�estremit� del sigillo e lo staccarono, all�unisono; poi aprirono le due flange dello sportello. Un rivolo di liquido col� nella bacinella sottostante. Il Dr. Ritter entr� in azione con un bisturi a vibrolama, e incise lo strato di tubicini pieni di fluido nutriente con un tocco cos� leggero che l�argenteo sacco amniotico sotto di essi non fu neppure graffiato. Infine lo apr�, estrasse Miles dalla sua confezione biologica, tagli� il cordone ombelicale e gli svuot� la bocca e il naso per facilitare il suo primo, stupito, respiro d�aria. Il braccio di Aral intorno alla vita di Cordelia stringeva cos� forte da farle male. Una breve risata, appena un ansito, gli usc� dalle labbra; ma subito deglut� saliva e controll� il miscuglio di eccitazione e di sofferenza per riportare i suoi lineamenti sotto controllo.</p><p><emphasis>Benvenuto, bambino mio</emphasis>, pens� Cordelia. <emphasis>Ha un buon colorito. �</emphasis></p><p>Sfortunatamente c�erano altre cose, e queste non troppo buone. La differenza col piccolo Ivan colp� Cordelia. Malgrado le due settimane in pi� di gestazione�� dieci mesi, contro i nove e mezzo del figlio di Alys�� Miles era appena la met� di lui e molto pi� grinzoso e rattrappito. La sua colonna vertebrale era chiaramente deforme, e le gambe contratte sotto il bacino in posizione anomala. Era un maschio, su questo nessun dubbio. Ma il suo primo vagito fu debole e sottile, nulla di simile allo strillo iroso, famelico, con cui Ivan aveva aggredito il mondo. Dietro di lei Cordelia sent� il mormorio irritato e deluso di Piotr.</p><p>��Ha avuto abbastanza fluido nutritivo negli ultimi tempi?�� chiese Cordelia a Vaagen, sforzandosi di non avere un tono accusatore.</p><p>Lui scroll� le spalle.�� Tutto quello che poteva assorbire.</p><p>Il pediatra lav� Miles, lo depose sotto una lampada riscaldante e affiancato dai colleghi cominci� a visitarlo. Cordelia e Aral si fecero avanti per guardare meglio.</p><p>��Il tratto dorsale della colonna si raddrizzer� da solo, milady�� disse il pediatra.�� Ma quello lombare dovr� essere corretto chirurgicamente appena possibile. Lei aveva ragione, Vaagen: il trattamento per ottimizzare lo sviluppo cranico ha fuso al bacino le articolazioni dei femori. � per questo che le gambe sono piegate in questa brutta posizione. Bisogner� operare anche qui, e ricostruire le articolazioni prima che abbia l�et� dei primi movimenti autonomi. Non entro i prossimi dodici mesi, comunque; la precedenza andr� data all�intervento lombare. Poi, quando avr� acquistato un po� di peso e di forza muscolare�</p><p>D�un tratto Ritter, che stava tastando le braccia del neonato, mand� un�imprecazione; spost� sul tavolo lo schermo a ultrasuoni e lo accese. Miles vag� pietosamente. Nel guardare lo schermo Aral strinse i pugni. Cordelia si sent� fermare il cuore.�� Mio Dio!�� esclam� il chirurgo.�� L�omero destro si � appena fratturato. Aveva visto giusto, Vaagen: le sue ossa sono anormalmente fragili.</p><p>��Almeno <emphasis>ha </emphasis>le ossa�� mormor� Vaagen.�� C�� stato un momento in cui anche questo era in dubbio.</p><p>��Fate attenzione nel toccarlo�� disse Ritter.�� Specialmente alla testa e alla colonna vertebrale. Se anche le altre sono deboli come le ossa lunghe, dovremo proteggerle con dei rinforzi esterni.</p><p>Piotr fece dietro front e si avvi� alla porta. Aral lo guard�, le labbra strette in una linea dura, si scus� e usc� anch�egli. Cordelia fremeva, ma appena i medici le garantirono che non c�erano altre fratture e ogni precauzione per evitarle sarebbe stata presa immediatamente, lasci� Miles alle loro cure e segu� Aral.</p><p>Piotr era in corridoio e stava camminando avanti e indietro. Aral lo fissava in silenzio, a braccia conserte. Bothari si teneva in disparte.</p><p>Il vecchio Conte si gir� per tornare indietro e la vide.�� Tu! Tu mi hai raccontato delle favole. Sono questi i <emphasis>grandi progressi </emphasis>di cui parlavi? Ghaa!</p><p>��S�, ci sono stati forti progressi. Miles � molto pi� sano di quanto si poteva sperare. Nessuno ci ha promesso la perfezione.</p><p>��Mi hai mentito. Vaagen ha mentito.</p><p>��No, non � cos젗 neg� Cordelia.�� Ho cercato pi� volte di darle un�idea precisa del trattamento messo in atto da Vaagen. Ci� che ha ottenuto � quello che i suoi rapporti prevedevano. Non finga di non ricordare le mie parole.</p><p>��Io vedo quel che stai cercando di fare, ma non funzioner�.�� Piotr indic� Aral.�� L�ho detto chiaro a mio figlio: qui � dove io mi fermo. Non voglio vedere mai pi� quel mutante. Mai pi�. Finch� avr� vita� e vivr� poco, da quel che ho potuto vedere, tu non lo porterai mai nella mia casa. Soltanto Dio pu� giudicarmi, donna. Non mi farai pi� passare da stupido.</p><p>��A questo sa provvedere lei stesso�� sbott� Cordelia.</p><p>Le labbra di Piotr si torsero in una smorfia sprezzante. Visto che lei lo trovava un bersaglio facile, si volse ad Aral.�� E tu, uomo senza spina dorsale, servo di una gonna� se tuo fratello maggiore fosse vissuto��� Prefer� non andare oltre e chiuse la bocca. Ma aveva gi� detto troppo.</p><p>Aral era grigio in faccia. Due sole volte Cordelia gli aveva visto quell�espressione, ed entrambe le volte era stato a un passo dal commettere un omicidio. Piotr aveva innescato la rabbia pi� cupa di cui lui fosse capace. Soltanto allora Cordelia si rese conto che il vecchio Conte, per quanto avesse visto irritato il figlio, non s�era mai trovato alle prese con una rabbia di quel genere. Piotr sembr� tuttavia comprenderlo, vagamente, perch� corrug� le sopracciglia e gli gett� un�occhiata di traverso.</p><p>Aral un� le mani dietro la schiena, con tale forza spasmodica che avrebbe potuto spezzarsi le dita. Alz� il mento. La sua voce era un sussurro, quando parl�.</p><p>��Se mio fratello fosse vissuto, sarebbe stato perfetto. Tu ne eri convinto, io ne ero convinto, perfino l�Imperatore Yuri ne era convinto. Cos�, hai dovuto arrangiarti con le briciole rimaste sul tavolo dopo quel pasto sanguinoso, il figlio che i sicari di Yuri il Folle non avevano trovato l�, perch� tu lo trascuravi. S�, noi Vorkosigan ci arrangiamo con quello che abbiamo.�� La sua voce si abbass� ancor di pi�.�� Ma il mio primogenito vivr�. <emphasis>Io </emphasis>non trascurer� di proteggerlo.</p><p>Quella gelida dichiarazione fu un colpo quasi letale, un fendente come quello che Bothari avrebbe potuto sferrare con la spada di Koudelka, e conficcato dritto al bersaglio. Piotr non avrebbe dovuto spingere la discussione a quel punto; dalla gola gli usc� un ansito di stupore e di cordoglio.</p><p>��Non trascurer� di proteggerlo <emphasis>ancora </emphasis>- si corresse Aral.�� Non ti sar� offerta una seconda possibilit� di fargli del male.�� Le sue mani si scostarono, e con un secco cenno del capo indic� che la presenza di Piotr e quello che Piotr avrebbe potuto dire non lo interessavano pi�.</p><p>Bloccato due volte, rimbeccato cos� aspramente anche dal figlio, il vecchio stava soffrendo visibilmente. Si guard� attorno in cerca di un bersaglio meno tetragono su cui sfogare la sua frustrazione. Bothari era a poca distanza da lui, muto e imperscrutabile.</p><p>��E tu. Tu hai avuto una mano in tutto questo fin dall�inizio. � stato come spia che mio figlio ti ha messo nella mia casa? A chi sei fedele? Ubbidisci a me, oppure a lui?</p><p>Una strana luce balen� negli occhi di Bothari. Accenn� col capo verso Cordelia.�� A lei.</p><p>Piotr ne fu colto cos� di sorpresa che gli occorsero alcuni secondi per ritrovare la voce.�� Benissimo�� sbott� alla fine.�� Allora pu� averti lei. Non voglio mai pi� rivedere la tua brutta faccia. Non disturbarti a tornare in Casa Vorkosigan. Esterhazy ti spedir� le tue cose prima di sera.</p><p>Il vecchio diede loro le spalle e si allontan�. La sua uscita di scena, gi� poco energica data l�et�, perse ancora d�effetto quando prima di girare l�angolo si volt� a guardare indietro.</p><p>Aral scosse il capo con un sospiro stanco.</p><p>��Credi che dicesse sul serio, stavolta, con tutti i suoi mai-pi�?�� domand� Cordelia.</p><p>��Le faccende di governo ci obbligano a comunicare. Lui lo sa. Lascia che torni a casa e ascolti il silenzio per un po�. Poi vedremo.�� Sorrise, debolmente.�� Finch� siamo vivi, non possiamo troncare.</p><p>Cordelia pens� al bambino il cui sangue ora li legava tutti, lei ad Aral, Aral a Piotr, e Piotr a lei.�� Cos� pare.�� Cerc� una parola per Bothari.�� Mi spiace, sergente. Non credevo che il Conte avrebbe potuto licenziare un Armiere giurato.</p><p>��Legalmente non pu�, infatti�� la inform� Aral.�� Bothari � stato assegnato a, diciamo, un altro ramo della famiglia. Tu.</p><p>��Oh.�� <emphasis>Proprio ci� che ho sempre voluto, il mio mostro personale. E ora cosa dovrei fare? Tenerlo nel guardaroba? </emphasis>Si massaggi� la radice del naso, poi si guard� la mano. La mano che aveva accarezzato quella di Bothari stretta all�elsa del bastone-spada. Questi erano i fatti.�� Lord Miles avr� bisogno di una guardia del corpo, no?</p><p>Aral inclin� la testa, interessato.�� Direi di s�.</p><p>Bothari s�era subito fatto cos� attento e speranzoso che il cuore di Cordelia ebbe un tuffo.�� Se avr� una guardia del corpo�� disse il sergente,�� nessun prepotente oser�� mi permetta di aiutarla, milady.</p><p><emphasis>Mi permetta di aiutarla</emphasis>, pens� lei, <emphasis>fa rima con �Mi permetta di amarla�. Giusto? </emphasis>- Per me sar���� <emphasis>Pazzesco, pericoloso, idiota, irresponsabile? </emphasis>- sar� un piacere, sergente.</p><p>Il volto di lui s�illumin� come una torcia.�� Posso cominciare subito?</p><p>��Perch� no?</p><p>��Allora aspetter� di lࠗ disse Bothari, accennando verso il laboratorio di Vaagen. E attravers� la porta. Cordelia gi� lo immaginava, pazientemente appoggiato al muro� si augur� che la sua truce presenza non innervosisse un medico al punto di fargli cadere di mano il suo fragile paziente.</p><p>Aral le appoggi� le mani sulle spalle.�� Su Beta avete quelle fiabe dove si parla dei regali fatti da una strega alla nascita di un bambino?</p><p>��Sembra che le fate e le streghe si siano impegnate in grande stile per questo, no?�� Cordelia appoggi� una guancia alla ruvida stoffa della sua uniforme.�� Non so se Bothari, come regalo, sia una benedizione o una maledizione, ma scommetto che i prepotenti sapr� tenerli a bada� chiunque essi siano. � una strana lista di regali quella che accompagna la nascita del nostro bambino.</p><p>Tornarono in laboratorio ad ascoltare la prima diagnosi dei medici sulle infermit� di Miles, approvare un programma di cure e terapie, e avvolgerlo in panni caldi per portarlo a casa. Era cos� piccolo, un fagottino di carne leggero come un gatto, scopr� Cordelia quando pot� prenderlo fra le braccia, pelle contro pelle con lei per la prima volta da quando era stato tolto dal suo corpo. Ebbe un attimo di panico. <emphasis>Aiutarlo a sedersi sul vasino per chiss� quanti anni. Come posso accollarmi questo� </emphasis>I figli potevano essere o non essere una benedizione, ma metterli al mondo e poi trascurarli era il marchio dei dannati. Anche Piotr lo sapeva. Aral tenne aperta la porta per loro.</p><p><emphasis>Benvenuto su Barrayar, figlio. Ora sei qui. Hai avuto un mondo fatto di ricchezza e povert�, con una storia sanguinosa, travagliato da nuovi mutamenti. Hai avuto una famiglia e un nome: Miles significa �Milite�, ma non lasciare che questo ti suggestioni. Hai avuto un corpo sciancato in una societ� che teme e odia i mutanti di cui sono ancora pieni i suoi incubi. Hai avuto un titolo, ricchezza, potere, e tutta l�invidia e l�ostilit� che ne verranno. Hai avuto un nonno che ti augura l�inferno. E avrai amici che non desideri, e nemici di cui non conoscerai neppure l�esistenza. Sopporta il dolore, afferra ogni gioia, e cerca il senso della tua esistenza, perch� l�universo non sar� mai cos� generoso da offrirtene uno. Sii sempre un bersaglio mobile. Vivi. Vivi. Vivi.</emphasis></p></section><section><title><p>EPILOGO</p></title><subtitle>VORKOSIGAN SURLEAU�� CINQUE ANNI DOPO</subtitle><empty-line/><p>��Dannazione, Vaagen�� ansim� Cordelia, senza fiato.�� Lei non mi ha mai detto che quella piccola peste sarebbe stato <emphasis>iperattivo.</emphasis></p><p>Scese di corsa gli ultimi scalini, attravers� la cucina e usc� sulla terrazza della vecchia dimora di pietra. Qui si sporse sulla balaustra e guard� fra gli alberi, poi sul prato e infine verso il lago, lucido come un vetro sotto il sole estivo. Nessun movimento.</p><p>Aral, vestito coi vecchi pantaloni di un�uniforme e una camicia scolorita, gir� intorno alla casa e la vide. Mosse una mano nel gesto niente-da-fare.�� Qui non c��.</p><p>��Neanche dentro. Dove pu� essere andato, su o gi�? Dov�� la piccola Elena? Scommetto che sono insieme. Gli ho proibito di scendere al lago senza un adulto, ma non so�</p><p>��No, non possono essere al lago�� disse Aral.�� Hanno nuotato tutta la mattina. Io mi sono stancato solo a guardarli. In quindici minuti d�orologio l�ho visto salire sul molo e buttarsi in acqua diciannove volte. Tu moltiplicalo per tre ore.</p><p>��Su, allora�� decise Cordelia. S�incamminarono su per la collina lungo il sentiero di ghiaia costeggiato da cespugli, fiori, piante locali e altre di origine terrestre.�� E pensare�� si lament� Cordelia,�� che pregavo per il giorno in cui lo avrei visto camminare.</p><p>��� la voglia repressa di questi cinque anni, che ora si sfoga�� diagnostic� Aral.�� Per� � positivo che tutta quella frustrazione non gli abbia causato una psicosi. Per un po� ho temuto che sarebbe successo.</p><p>��S�. Ma hai notato che dopo l�ultima operazione tutto quel suo chiacchierio � alquanto calato? Al principio � stato un sollievo, per� se fosse sintomo che sta per diventare muto?</p><p>��Non mi preoccupa che stia zitto. Mi preoccupa quello che <emphasis>fa </emphasis>quando sta zitto, � borbott� Aral.</p><p>Cordelia sorrise. � Be�, io non sapevo neppure che quel frigorifero si potesse smontare. Vorr� dire che diventer� un ingegnere muto.</p><p>��Mmh. Penso che nella crescita le sue attitudini meccaniche e verbali gli saranno utili. Anche se c�� chi � morto fulminato per le prime e strangolato per le seconde.</p><p>��Il fatto � che ha troppi adulti intorno. A volte ho l�impressione che lui abbia l�impressione d�essere circondato, soverchiato. � In cima alla collinetta Cordelia si ferm� a riprendere fiato. Davanti a loro, pi� in basso, c�era la scuderia, un complesso di edifici in legno rosso e pietra, galoppatoi, recinti, e un verde quanto costoso pascolo d�erba terrestre. C�erano dei cavalli, ma nessun bambino. Da l� a poco tuttavia Cordelia vide Bothari, che usc� da un edificio e spar� in quello di fronte. Il suo muggito arriv� fino a loro: � Lord Miles!</p><p>��Santo cielo, spero che non stia dando fastidio ai cavalli di tuo padre � disse Cordelia. � Credi che il tentativo di riconciliazione funzioner�, stavolta? Voglio dire, pu� vederlo coi suoi occhi che Miles sta camminando.</p><p>��Ieri sera, a cena, � stato cortese � rispose Aral, speranzoso.</p><p>��<emphasis>Io </emphasis>sono stata cortese. � Cordelia scosse il capo. � Ha insinuato che tuo figlio rester� un nano perch� io gli faccio patire la fame. Cosa posso farci, se a tavola gioca col cibo invece di mangiarlo? E non sappiamo se � possibile usare l�ormone della crescita; Vaagen � incerto sui suoi effetti su ossa cos� fragili.</p><p>Aral ebbe un sorrisetto storto. � A me � parso che il dialogo dei piselli che marciavano per circondare la salsiccia fosse simpatico. Li faceva sembrare davvero soldati in uniforme verde.</p><p>��S�. E tu ridevi. Invece di ordinargli di ficcarseli in bocca e mangiare, come si suppone che debba fare un padre.</p><p>��Io non ridevo.</p><p>��I tuoi occhi ridevano. E lui lo sapeva. Non � cos� che un bambino impara a stare a tavola.</p><p>L�odore dei cavalli e del loro inevitabile sottoprodotto riempiva l�aria, quando furono sul terreno piano fra i recinti. Bothari apparve di nuovo, li vide e agit� una mano come per scusarsi di qualcosa. � Uh, stavo dicendo a Elena di scendere da quella specie di solaio. Lord Miles non � con lei. Dice che dev�essere qui in giro da qualche parte. Mi spiace, milady, ma quando ha detto che voleva vedere i cavalli non ho pensato che qui un bambino ti sparisce sotto gli occhi senza che uno capisca dove si � cacciato. Lo ritrovo in un momento.</p><p>��Speravo che tuo padre si offrisse di portarci a fare un giro � sospir� Cordelia.</p><p>��Credevo che i cavalli non ti piacessero � disse Aral.</p><p>��Li detesto. Ma ho pensato che a cavallo avrei potuto parlare a quel vecchio testardo come a un essere umano, invece di averlo davanti come una pianta in vaso. E Miles va matto per queste stupide bestie. A me non piace neppure passare di qui; questo posto � cos� cos� Piotr. � <emphasis>Cos� arcaico, pericoloso, e bisogna guardare in terra prima di ogni passo.</emphasis></p><p>Parlando del lupo. Piotr usc� in quel momento dal magazzino dei finimenti, arrotolando una corda. � Ah. Siete qui � disse in tono neutro. Comunque devi� verso di loro, educatamente. � Non credevo che vi interessasse vedere la nuova puledra.</p><p>La sua voce era cos� inespressiva che Cordelia non cap� se voleva sentirsi rispondere di s� oppure di no. Tuttavia era un�opportunit� da sfruttare. � Sono certa che a Miles piacerebbe molto.</p><p>��Mmh.</p><p>Lei si volse a Bothari. � Be�, guarda di trovarlo e� � Ma l�uomo le pass� davanti, con un�imprecazione. Lei gir� su se stessa.</p><p>Uno dei pi� poderosi cavalli del Conte, praticamente privo di finimenti, senza sella n� una briglia con cui fermarlo, stava trottando fuori dalla stalla. Sulla sua groppa, avvinghiato alla criniera come una scimmia, c�era un bambinetto minuto e goffo, dai capelli scuri. Il suo faccino magro era un miscuglio di esaltazione e di terrore. Cordelia per poco non svenne.</p><p>��Il mio stallone arabo! � gemette Piotr, inorridito.</p><p>D�istinto Bothari estrasse lo storditore dalla fondina. Poi rest� paralizzato dall�incertezza, non sapendo se sparare o meno, e dove. Se il quadrupede avesse dato uno scarto, sbalzando via il piccolo cavaliere�</p><p>��Guarda, sergente! � grid� Miles con voce acuta, eccitata. � Sono pi� alto di te!</p><p>Bothari cominci� a correre verso di lui. Il cavallo, spaventato, si allontan� per la tangente e acceler� l�andatura.</p><p>��E vado pi� svelto di te, anche! � Scosso dai sobbalzi, le sue parole furono quasi incomprensibili. Il cavallo devi� a destra e spar� dietro la scuderia.</p><p>I quattro adulti lo inseguirono. Cordelia non ud� nessun grido, ma appena ebbe girato l�angolo vide che Miles giaceva al suolo. Il cavallo era andato a fermarsi poco pi� avanti e stava abbassando il muso su un ciuffo d�erba. Quando li sent� arrivare gir� la testa, sbuff�, s�allontan� di qualche metro e ricominci� a brucare.</p><p>Cordelia cadde in ginocchio accanto a Miles, che si stava rialzando e le faceva cenno di lasciarlo stare. Era pallido, e la sua mano destra stringeva il braccio sinistro in un gesto di sofferenza fin troppo chiaro.</p><p>��Hai visto, sergente? � ansim� il bambino. � Io posso andare a cavallo. Io <emphasis>posso </emphasis>farlo.</p><p>Piotr, che stava proseguendo verso il suo stallone, si ferm� e abbass� lo sguardo.</p><p>��Io non ho detto che non <emphasis>potevi </emphasis>- lo rimprover� Bothari con voce rauca. � Ho detto che non avevi il <emphasis>permesso.</emphasis></p><p><emphasis>��</emphasis>Oh.</p><p>��Te lo sei rotto, eh? � Il sergente gli sfior� il gomito.</p><p>��Credo di s�. � Il bambino si ritrasse. C�erano lacrime di dolore nei suoi occhi, ma parlava a denti stretti per non far tremare la voce.</p><p>Lui lo prese delicatamente per un polso e arrotol� la manica, poi gli palp� l�avambraccio. Miles mugol�. � Eh, s�. � Bothari prese un�assicella da un mucchio di paglia, si fece dare un paio di fazzoletti e gli stecc� il braccio alla meglio. � Questa dovrebbe bastare fino a casa. Poi ci penser� il dottore.</p><p>��Non poteva� tenere legato quell�orribile quadrupede? � disse Cordelia a Piotr.</p><p>��Non � orribile � protest� Miles, alzandosi in piedi. � E poi sa anche ballare.</p><p>��Tu credi, eh? � borbott� Piotr. � Che idea. Chi ti ha insegnato che i cavalli ballano?</p><p>��Lui muove le zampe cos� � spieg� Miles, e fece due passi a destra e due a sinistra, battendo i piedi al suolo.</p><p>Lo sguardo di Piotr si fece pi� attento. � Gi�, � proprio cos� che fa � disse, annuendo. � Lo sto allenando per i concorsi di dressage. Uh� ti piacciono i cavalli?</p><p>��Sono forti. Sono meravigliosi � disse Miles col braccio stretto al fianco, voltandosi a guardare lo stallone.</p><p>��� una passione che non ti deriva certo da tuo padre. Lui non � mai riuscito ad apprezzare i cavalli. � disse Piotr, gettando ad Aral un�occhiata asprigna.</p><p><emphasis>Grazie al cielo</emphasis>, pens� Cordelia.</p><p>��A cavallo posso correre pi� forte di tutti, ci scommetto � disse il bambino.</p><p>��Ne dubito � obiett� freddamente Piotr, � se quello che ci hai appena fatto vedere � un esempio. Se vuoi stare in sella, devi prima imparare come si fa.</p><p>��Insegnamelo � disse immediatamente Miles.</p><p>Piotr inarc� un sopracciglio, poi ebbe un sorrisetto sardonico per Cordelia. � Se tua madre ti dar� il permesso. � E volse le spalle, sicuro di s�, ben sapendo quanto fosse radicata l�antipatia di Cordelia per i cavalli.</p><p>Cordelia strinse fra i denti il <emphasis>Neanche morta! </emphasis>che le stava uscendo di bocca e cerc� di pensare in fretta. Gli occhi di Aral le stavano segnalando qualcosa, ma lei non cap� cosa. Che fosse un nuovo tentativo di Piotr per seppellire il nipote? Voleva mandarlo alla ventura su quelle bestie per vederlo cadere al suolo ancor pi� malamente, calpestato, ucciso? E tuttavia� tuttavia�</p><p>Rischiare, o andare sul sicuro? Nei pochi mesi dacch� Miles aveva acquistato una completa capacit� di movimento lei era stata sempre sul chi vive, concentrata sulla necessit� di proteggerlo da ogni situazione pericolosa. E lui aveva messo lo stesso impegno nel tentativo di sfuggire alla sua sorveglianza. Ancora qualche mese di quel braccio di ferro e sarebbe uscita pazza.</p><p>Se non riusciva a tenerlo al sicuro, l�unica alternativa valida era di addestrarlo a una maggiore capacit� di vivere a contatto del pericolo. Era gi� animato da istinti incontenibili. I suoi grandi occhi grigi le stavano irradiando una supplica silenziosa, quasi disperata: <emphasis>Per favore, per favore, per favore� </emphasis>con tale intensit� da ammorbidire l�acciaio. <emphasis>Io mi batterei contro il mondo per te, ma non so neppure dannatamente immaginare come potrei salvarti da te stesso. Apri le ali, passerotto.</emphasis></p><p>��Va bene � disse. � A patto che il sergente Bothari ti stia sempre accanto.</p><p>Bothari spalanc� gli occhi, incredulo e contrariato. Aral si sfreg� il mento con una mano. Piotr fu cos� stupefatto nel sentir chiamare il suo bluff che non riusc� a reagire.</p><p>��Grazie � disse Miles. � Posso avere un cavallo tutto mio? Posso avere <emphasis>quello?</emphasis></p><p>��No, quello no! � disse Piotr, indignato. Poi sbuff� fra s�. � Non � per bambini. Forse un pony.</p><p>��Un cavallo � insist� Miles, guardandolo in faccia.</p><p>Cordelia conosceva gi� quella sua tendenza a contrattare, cos� testarda che invece di fermarsi a una concessione lo spingeva a balzarci sopra per ottenerne un�altra immediatamente dopo. Ed era astuto; arrivava al punto di mettere in mostra il braccio appena fratturato per ammorbidire le difese della controparte. � No, un pony � disse, dando a Piotr un sostegno di cui lui non aveva ancora capito quanto avesse bisogno. � Un pony molto docile. <emphasis>Piccolo </emphasis>e docile.</p><p>Piotr la guard� con aria di sfida. � Forse potrai stare in sella a un cavallo, quando sar� il momento � disse a Miles. � Ma non prima d�essere pronto, e se lo avrai meritato studiando la tecnica.</p><p>��Posso cominciare subito?</p><p>��Subito puoi cominciare una cosa sola � stabil� fermamente Cordelia. � Tornare a casa e poi dal dottore. Sono sicura che il braccio andr� ingessato.</p><p>��Ma non dovr� aspettare finch� sar� <emphasis>guarito, </emphasis>no?</p><p>��Questo ti insegner� a non andare in giro a farti male!</p><p>Piotr guard� Cordelia a occhi socchiusi. � In effetti, il dressage richiede all�inizio l�addestramento con la briglia lunga. Ma, prima ancora di imparare a usare le braccia, bisogna allenarsi a stare in sella con un minimo di naturalezza.</p><p>��Ho visto le selle, prima � disse Miles, annuendo. � Hanno i ferri per metterci dentro i piedi. Se potessi�</p><p>Prima che Cordelia fosse in contatto col medico che faceva parte dell�entourage del Reggente, Piotr era riuscito a ricatturare il suo prezioso animale � con uno stratagemma efficace, anche se lei trovava assurdo che uno andasse in giro con dello zucchero in tasca � e stava gi� spiegando a Miles come usare una semplice corda per imbrigliare un cavallo da dressage, da quale lato lo si doveva avvicinare e che distanza tenere mentre lo si portava a rimorchio. Col visetto attento rivolto all�insu, appena all�altezza della cintura del vecchio, il bambino assorbiva le sue parole come una spugna.</p><p>��Vogliamo scommettere su chi si porter� dietro chi, prima della fine della settimana, attaccato a una briglia? � le mormor� Aral in un orecchio.</p><p>��Non voglio rischiare. Credo che i mesi d�immobilit� trascorsi in quella spaventosa gabbia per la colonna vertebrale abbiano insegnato a Miles l�arte della persuasione. Il modo migliore, a lungo termine, per controllare chi ti sta intorno � di fargli piacere i tuoi desideri. Per fortuna non ha mai usato il pianto come strategia. � un piccolo mostro di volont�, capace di manovrare chiunque, e riesce perfino a non fartelo notare.</p><p>��S�, temo che il Conte non avr� molte possibilit� con lui � fu d�accordo Aral.</p><p>Cordelia sorrise a quella visione, poi torn� seria. � Quando mio padre tornava a casa in licenza, dopo mesi a bordo di una nave della Sorveglianza Astronomica Betana, costruivamo insieme modellini di alianti. Per farli volare occorrevano due cose. Prima di tutto prendere una lunga rincorsa. E poi, lasciarli andare. � Le sfugg� un sospiro. � Riuscire a vedere il momento giusto per lasciarli andare era la cosa pi� difficile.</p><p>Piotr, il suo cavallo, Bothari e Miles sparirono nella penombra della scuderia. Dal modo in cui gesticolava, Cordelia cap� che il bambino stava sgranando domande a raffica.</p><p>Aral la prese per mano e s�incamminarono insieme su per la collina. � Credo che voler� in alto, mia cara capitana.</p><subtitle>FINE</subtitle></section></body><binary id="cover" 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