<?xml version="1.0" encoding="utf-8"?><FictionBook xmlns="http://www.gribuser.ru/xml/fictionbook/2.0" xmlns:l="http://www.w3.org/1999/xlink"><description><title-info><genre>sf_space</genre><author><first-name>John</first-name><last-name>Varley</last-name></author><book-title>Nel segno di Titano</book-title><date value="1987-01-01">1987</date><lang>it</lang><src-lang>en</src-lang><translator><first-name>Riccardo</first-name><last-name>Valla</last-name></translator><sequence name="Gea" number="02"/></title-info><src-title-info><genre>sf_space</genre><author><first-name>John</first-name><last-name>Varley</last-name></author><book-title>Wizard</book-title><date value="1980-01-01">1980</date><coverpage><image l:href="#3"/></coverpage><lang>en</lang><sequence name="Gaea" number="02"/></src-title-info><document-info><author><first-name/><last-name/></author><program-used>Fiction Book Designer, FB Editor v2.0, fb2cut 2.5.4, fb2cut 2.6.2</program-used><date value="2010-01-09">09.01.2010</date><id>FBD-24670D-4EDC-2245-0DBA-55A0-8D65-FC42E9</id><version>1.0</version></document-info><publish-info><book-name>Nel segno di Titano</book-name><publisher>Mondadori</publisher><city>Milano</city><year>1987</year><isbn>88-04-30615-7</isbn></publish-info></description><body><title><p>John Varley</p><p>Nel segno di Titano</p></title><section><title><p>PROLOGO</p><p>La pi� bella delle belle</p></title><p>Isolata nel suo splendore, Gea ruotava su se stessa da tre milioni di anni.</p><p>Di coloro che abitavano dentro di lei, alcuni sapevano che esisteva uno spazio molto pi� vasto, all�esterno della sua grande ruota. Assai prima della creazione degli angeli, esseri alati si erano spinti tra le altissime volte dei suoi raggi, avevano guardato dalle finestre superiori e avevano conosciuto la forma del loro dio. E in nessun punto di quell�oscurit� erano giunti a scorgere un�altra Gea.</p><p>Era l�ordine naturale delle cose.</p><p>Dio era il mondo, il mondo era una ruota, e la ruota era Gea.</p><p>Gea non era un dio geloso.</p><p>Nessuno aveva l�obbligo di adorarla, e a nessuno era mai venuto in mente di farlo. Non chiedeva sacrifici, n� templi, n� cori che cantassero le sue lodi. Le bastava l�energia solare che si poteva trovare nell�orbita di Saturno. Aveva sorelle sparse per tutta la Galassia, anch�esse divine, ma la distanza da Gea impediva la nascita del politeismo. La conversazione tra loro richiedeva secoli alla velocit� della luce. E aveva alcune figlie nell�orbita di Urano. Anch�esse erano dee per coloro che abitavano al loro interno, ma nessuno si curava di loro. Gea era il supremo dei titani, la pi� bella delle belle.</p><p>Per i suoi abitanti, Gea non era un concetto lontano. Era perfettamente visibile. Si poteva parlare con lei. Per farlo, bastava arrampicarsi per seicento chilometri: un viaggio spaventoso, ma fattibile. Metteva il Cielo a disposizione di coloro che avevano sufficiente coraggio. In media, Gea aveva una visita ogni mille anni.</p><p>Pregare Gea era inutile. Non aveva il tempo di ascoltare tutti coloro che stavano dentro di lei, e non ne aveva neppure voglia. Parlava soltanto agli eroi. Era un dio di carne e di sangue, che aveva come ossa la terra, un dio dai cuori massicci e dalle arterie grandi come caverne, che nutriva la sua gente con il proprio latte: un latte che non era dolce, ma che non mancava mai.</p><empty-line/><p>All�epoca in cui sulla Terra si costruivano le piramidi, Gea aveva notato in se stessa qualche cambiamento. Il suo centro cosciente era collocato nel mozzo centrale della ruota, ma, come succedeva ai dinosauri della Terra, il suo cervello era decentralizzato, per fornire un�autonomia locale a certe sue funzioni prosaiche. Il sistema le evitava di doversi occupare di un�infinit� di piccoli particolari trascurabili, e aveva sempre funzionato bene. Sull�immensa circonferenza del suo bordo erano collocati dodici cervelli-satelliti, ciascuno dei quali si occupava della propria regione. Tutti riconoscevano la sovranit� di Gea: anzi, all�inizio non era esatto parlare di questi cervelli-vassalli come di entit� diverse da lei.</p><p>Il nemico di Gea era il tempo. Gea conosceva bene la morte, i suoi processi e i suoi stratagemmi, e non la temeva. Un tempo, lei non esisteva, e in futuro, un altro simile tempo era destinato a ritornare. Era una semplice suddivisione dell�eternit� in tre parti uguali.</p><p>E sapeva che anche i titani andavano soggetti alla demenza senile: aveva ascoltato i deliri e le allucinazioni di gi� tre delle sue sorelle, che poi erano rimaste silenziose per sempre. Ma non sapeva dove e come l�avrebbe tradita, il suo corpo ormai invecchiato. E quando i cervelli regionali cominciarono a opporsi alle sue direttive, Gea rimase profondamente stupita, come un uomo che si vedesse strangolare dalle sue stesse mani.</p><p>Tre milioni di anni di supremazia non avevano certo insegnato a Gea le sottili arti del compromesso. Forse sarebbe riuscita a vivere in pace con i suoi cervelli regionali, se avesse ascoltato le loro rimostranze. Tuttavia, due delle regioni erano impazzite, e una terza era animata da una tale malvagit� da rasentare la follia. Per un centinaio di anni, la grande ruota di Gea fu agitata dalle tensioni della guerra. Quelle epiche battaglie rischiarono di distruggerla e comportarono gravissime perdite tra le genti che la abitavano, e che erano inermi come gli indu di fronte agli d�i del mito vedico.</p><p>Non c�erano figure titaniche a percorrere la curva della ruota di Gea, scagliando folgori e sollevando montagne. Gli d�i di questa lotta erano gli stessi territori. La ragione svan�: inghiottita dalla terra, sommersa dai fuochi discesi dai raggi. Sparirono senza lasciare tracce civilt� vecchie di centomila anni, e altre precipitarono nella barbarie.</p><p>Le dodici regioni in cui era divisa Gea erano troppo capricciose e ostinate per allearsi contro di lei. L�alleato pi� fedele rimase sempre il territorio di Iperione; Oceano il suo implacabile nemico. Si trovavano l�uno accanto all�altro, ed entrambi furono devastati prima che la guerra si trasformasse in una tregua armata.</p><empty-line/><p>Ma, come se ribellione e guerra non fossero una sciagura sufficiente per una vecchia divinit�, si stavano avvicinando altri guai. In un battito di ciglia, le onde elettromagnetiche si riempirono di ogni sorta di strani rumori. Dapprima Gea la consider� un�altra prova di debolezza di mente: quelle voci impossibili che venivano dallo spazio dovevano essere una sua forma di allucinazione. Ma poi cap�, e divenne un�ascoltatrice assidua. Se ci fosse stato un servizio postale con la Terra, avrebbe partecipato a tutti i concorsi, avrebbe mandato le etichette per ricevere il premio fedelt�.</p><p>L�avvento della televisione la colp� con altrettanta intensit�. Come era gi� successo nei giorni pionieristici della radio, per molti anni, gran parte delle trasmissioni era americana, ed era quella che le piaceva di pi�. Si appassion� ai telefilm e rispose anche lei al programma <emphasis>La domanda da 64.000 dollari</emphasis>, per poi scandalizzarsi come tutti alla notizia che le domande erano truccate. Guardava tutti i programmi, cosa che forse non facevano neppure i produttori.</p><p>Guardava i film, e guardava i telegiornali. Con la proliferazione elettronica venuta dopo il 1980, furono trasmesse intere biblioteche, e a quel punto i suoi studi sugli esseri umani divennero qualcosa di pi� che un esercizio accademico. Osservando la missione di Neil Armstrong, i suoi sospetti ebbero conferma. Da un momento all�altro, gli umani sarebbero arrivati fino a lei.</p><p>Cominci� a fare qualche preparativo per incontrarli. Le prospettive non erano molto buone. Gli uomini erano una razza bellicosa, e possedevano armi capaci di vaporizzare Gea. Avrebbero certo preso qualche provvedimento, nel constatare la presenza, nel �loro� Sistema Solare, di una ruota-dio, viva e larga 1300 chilometri. Aveva ascoltato la trasmissione di Orson Welles del 1938. Aveva visto <emphasis>Il cittadino dello spazio </emphasis>e <emphasis>Ho sposato un mostro venuto dallo spazio.</emphasis></p><p>Tutti i suoi progetti andarono in fumo quando Oceano, sempre ansioso di interferire con i suoi programmi, distrusse il VSI <emphasis>Ringmaster</emphasis>, primo vascello spaziale interplanetario giunto fino a lei. Ma le preoccupazioni di Gea si dimostrarono esagerate. La seconda nave, bench� armata e pronta a distruggerla, le lasci� il tempo di spiegarsi. In questo, Gea fu aiutata dai superstiti della prima spedizione. Scese su Gea una missione diplomatica, e tutti fecero finta di ignorare la presenza della nave, che si era fermata a distanza di sicurezza e che non si sarebbe mai pi� allontanata. Gea non se ne preoccup�. Lei non aveva la minima intenzione di provocare i terrestri, col rischio che sganciassero le loro bombe, e, quanto a Oceano, non poteva arrivare molto lontano.</p><p>Dapprima arrivarono gli scienziati. E poi i turisti. Gea lasciava scendere chiunque, purch� firmasse una dichiarazione in cui la liberava da ogni responsabilit�.</p><p>Dopo qualche tempo, Gea fu riconosciuta dal governo svizzero e le fu concessa una rappresentanza consolare a Ginevra. L�esempio fu seguito da altre nazioni, e nel 2050 divenne membro con diritto di voto delle Nazioni Unite.</p><p>Gea si proponeva di trascorrere i suoi ultimi anni studiando le infinite sfaccettature della specie umana. Ma sapeva che, per essere al sicuro, doveva rendersi indispensabile alla razza umana, e nello stesso tempo non doveva farsi monopolizzare da alcuna nazione.</p><p>Presto trov� il modo di farlo.</p><p>Si specializz� in miracoli.</p></section><section><title><p>1</p><p>All�insegna del capriccio</p></title><p>La titanide usc� dalla nebbia al galoppo, come sbucata da un folle carosello. Prendete un centauro tradizionale, per met� cavallo e per met� uomo, e dipingetelo come un quadro di Mondrian, con righe bianche e riquadri rossi, blu e gialli: avrete un titanide. Era uno spaventevole quadro vivente, dalla cima degli occhi alla punta degli zoccoli, e correva come se avesse il diavolo alle calcagna.</p><p>Si avvi� scalpitando lungo la strada del mare, tenendo le braccia dietro di s�, come la figurina di metallo sul cofano delle Rolls-Royce, e con una nuvola di vapore che le usciva dalle ampie narici. Era inseguita da una piccola folla, che correva su leggeri cittipedi e che la minacciava con pugni e bastoni. Al di sopra dell�una e degli altri, un elicottero della polizia continuava a lanciare ordini che nessuno poteva sentire perch� erano sommersi dal rumore delle sirene.</p><p>Chris�fer Minor fece qualche passo indietro, verso il fondo del sottopassaggio in cui si era andato a nascondere al primo fischio delle sirene. Si tir� su il bavero, rimpiangendo di non essersi cercato un altro nascondiglio. La titanide si dirigeva certamente verso il forte, perch� non aveva altra scelta: le uniche vie di fuga erano il ponte, protetto da un�alta rete, e la Baia.</p><p>E invece si diresse verso la Baia. Galoppando sull�asfalto sbreccato del parcheggio, giunse fino alla catena che segnalava la fine della terrazza, e la scavalc� con un balzo. Il salto fu di dimensione omerica. La titanide era bellissima nell�aria, e oltrepass� con leggerezza gli scogli e l�acqua bassa e schiumosa. E altrettanto enorme fu lo spruzzo. Rimasero a galla soltanto la testa e le spalle, ma poi emerse anche parte del torso, e a Chris�fer parve semplicemente di vedere una persona umana immersa nell�acqua fino alla cintola.</p><p>La folla, per�, non si accontent� di cos� poco. Cominci� a staccare pezzi di asfalto e a gettarli contro l�aliena. Chris�fer si chiese che cosa aveva combinato. Quella folla non aveva la cupa allegria dei semplici adescatori di alieni. Era in collera per qualche offesa particolare.</p><p>I poliziotti sull�elicottero azionarono i proiettori a luce solare, che di solito venivano usati in caso di sommosse armate. I vestiti cominciarono a fumare, i capelli a strinarsi. In pochi istanti, sul parcheggio non rimase anima viva: quella che prima era una folla bestemmiava e rabbrividiva nelle fredde acque della Baia.</p><p>Chris�fer sent� avvicinarsi il battito delle pale. Non era la prima volta che assisteva a una scena simile, e anche se era curioso di conoscere il motivo di quel tumulto, non voleva passare in galera i giorni seguenti. Gir� le spalle alla strada e usc� dal sottopassagio per entrare nel curioso edificio di mattoni.</p><p>Sbuc� in un cortile di cemento a forma di trapezio: in fondo, scorse varie serie di scalini che portavano a tre ordini di ballatoi, coperti da una tettoia. Sul muro che dava sulla strada si scorgevano aperture quadrate, regolarmente distanziate, larghe circa mezzo metro. Non c�era molto di pi�; l�edificio era un guscio abbandonato, ma, se non altro, era un guscio pulito. Qua e l� si scorgevano cavalletti di legno che reggevano insegne in antichi caratteri dorati, che indicavano come raggiungere le varie parti dell�edificio, e che, in caratteri microscopici, davano ragguagli storici e architettonici.</p><p>Nel bel mezzo del cortile s�innalzava un�asta da bandiera, di ottone, in cima a cui, mossa dal vento proveniente dal Golden Gate, sbatteva una bandiera raffigurante una ruota d�oro a sei raggi, in campo nero. Era impossibile, guardando la bandiera, evitare che lo sguardo scivolasse sull�imponente spettacolo del ponte, la cui campata pareva sospesa nell�aria senza alcun sostegno.</p><p>L�edificio era Fort Point, costruito nel diciannovesimo secolo per proteggere l�ingresso della Baia. Ormai, tutti i suoi cannoni se n�erano andati. Sarebbe stato un�insuperabile difesa contro un nemico venuto dal mare, ma non ne era mai venuto nessuno. Fort Point non aveva mai sparato un solo colpo di cannone.</p><p>Chiss� se i suoi costruttori pensavano che l�edificio era destinato a durare per due secoli e mezzo, senza alcun cambiamento, dal giorno in cui era stato posato l�ultimo mattone? Forse se lo erano augurato, ma sarebbero rimasti senza parole per la paura, nel vedere con quanta insolenza il ponte color arancio scavalcava il loro mastodonte di mattoni.</p><p>Quel ponte, a dire il vero, non si era comportato altrettanto bene. Dopo il terremoto del �45 che l�aveva danneggiato, c�erano voluti quindici anni per costruire tra i piloni, rimasti intatti, una nuova strada per le automobili.</p><p>Chris�fer trasse un profondo respiro e s�infil� le mani in tasca. Aveva cercato di dimenticare il motivo che lo aveva spinto laggi�, perch� aveva troppa paura di ricevere un rifiuto. Ma doveva decidersi. Una delle insegne gli mostrava la strada da seguire. Diceva:</p><subtitle>AMBASCIATA DI GEA</subtitle><subtitle>L�AMBASCIATA �:</subtitle><subtitle>APERTA</subtitle><p>La parola �aperta� era scritta su un pezzo di cartone appeso a un chiodo.</p><p>Segu� la direzione indicata dalla freccia: prima trov� una porta, poi percorse un corridoio su cui si aprivano varie stanze vuote, anch�esse di mattoni come l�intero edificio. Nell�Ambasciata di Gea tutto l�arredamento era costituito da una scrivania metallica e da un mucchio di balle di fieno accatastate contro una parete. Chris�fer entr�, e solo dopo essere entrato si accorse che dietro la scrivania c�era una titanide, sdraiata sul pavimento.</p><p>Sul torso, identico a un torso umano, l�aliena portava un�uniforme da operetta, tutta bottoni, spalline e galloni di ottone. Il corpo, che invece era perfettamente equino, era di quel colore dorato chiaro che nell�Ovest americano viene definito <emphasis>palomino</emphasis>, e cos� pure le mani e i polsi, che si vedevano al fondo delle maniche. A quanto pareva, stava in quel momento dormendo, e russava come una segheria. Sotto il braccio si scorgeva un kepi con una grande treccia dorata, di foggia militare, impennacchiato da una lunga piuma bianca; sul pezzo di gola che era visibile, la pelle era color palomino scuro. All�interno del cappello si scorgeva una bottiglia di liquore, e una seconda bottiglia era ferma sul pavimento, accanto alla zampa posteriore sinistra.</p><p>��C�� qualcuno?�� La voce che pronunci� queste parole giungeva da una porta su cui era scritto <emphasis>Sua Eccellenza, Dulcinea (Trio Ipomixolidio) Cantata.</emphasis>�� Tirarsi, fa� entrare, fa� entrare��� Uno starnuto poderoso, seguito da un�altrettanto poderosa soffiata di naso.</p><p>Chris�fer si avvicin� alla porta, la apr�, e, con leggera titubanza, infil� la testa nella fessura. Scorse un�altra titanide, seduta alla scrivania.</p><p>��La vostra segretaria� ehm� si deve essere addormentata.</p><p>La titanide si soffi� di nuovo il naso.�� La mia segretaria � un segretario�� disse l�Ambasciatore Cantata.�� E se dorme, non c�� niente di strano. Ormai � talmente schizzato fuori dalla ruota, che non si ricorda neppure pi� se gira.�� �Schizzare fuori dalla ruota� si stava diffondendo, come eufemismo, al posto di �alzare il gomito�, �cascar gi� dal carretto� e altri che indicavano tradizionalmente l�alcolismo. I titanidi che abitavano sulla Terra erano dei noti ubriaconi. E non amavano solo l�alcool, che gi� bevevano su Gea, ma anche il <emphasis>pulque </emphasis>di agave. Quel succo fermentato e distillato era talmente amato dai titanidi, che il Messico era una delle poche nazioni della Terra che riuscisse a esportare su Gea.</p><p>��Entrate�� disse l�ambasciatore.�� Prendete una sedia, e accomodatevi. Arrivo tra un minuto, perch� prima voglio sapere dov�� Tzigano.�� Fece per alzarsi.</p><p>��Se vi riferite a una titanide con la pelle che sembra una coperta, ha fatto un tuffo nella Baia.</p><p>L�ambasciatore, che fino a quel momento aveva sollevato soltanto i quarti posteriori, e teneva ancora le mani appoggiate sulla scrivania, s�immobilizz�. Lentamente, riabbass� il posteriore.</p><p>��In tutto l�Ovest americano c�� un solo titanide con la pelle �che sembra una coperta�, ed � un maschio che si chiama Tzigano.�� Fiss� Chris�fer, socchiudendo gli occhi.�� Si � trattato di un tuffo ricreativo, oppure aveva ragioni pi� impellenti?</p><p>��Direi che si � accorto improvvisamente di dover entrare in acqua. C�erano cinquanta persone che gli correvano dietro.</p><p>L�ambasciatore fece una smorfia.�� Sar� stato uno dei suoi soliti approcci. Da quando � stato con gli umani, non ne ha mai abbastanza. Accomodatevi, devo chiarire la cosa con la polizia.�� Prese un vecchio telefono audio e disse che voleva parlare con il municipio. Chris�fer prese l�unica sedia della stanza, la port� accanto alla scrivania, e si mise a sedere. Mentre la titanide parlava, si guard� attorno.</p><p>Era un ufficio molto grande, come richiesto dalla mole dei titanidi. C�erano vari soprammobili artistici del diciannovesimo e ventesimo secolo, ma poco mobilio. In un angolo c�era una pompa per l�acqua, con una lunga leva, imbullonata al pavimento, e in centro alla stanza pendeva dal soffitto una lampada a incandescenza, di cui si vedeva il bulbo, avvitata in un portalampade Tiffany di vetro e piombo. Accanto all�unica finestra della stanza si scorgeva una stufa a legna, con lunghe gambe metalliche. Sulle pareti, quadri e poster: Picasso, Warhol, J G Minton e una targhetta nera, con una scritta arancione: �Un giorno dovr� decidermi a ORGANIZZARMI!�. Dietro la scrivania, due ritratti e una foto: Johann Sebastian Bach, John Philip Sousa e Gea fotografata dallo spazio. Sulla scrivania, un cesto di argento pieno di limoni.</p><p>Gran parte del pavimento era coperta da un sottile strato di paglia, e in un angolo se ne scorgevano alcune balle. L�ambasciatore Cantata riagganci� il telefono e prese una bottiglia di tequila, con l�altra mano afferr� un limone e se lo cacci� in bocca; mastic� il limone, bevve mezza bottiglia. Guard� Chris�fer con aria strana.</p><p>��Non avete con voi del sale, vero?</p><p>Chris�fer scosse la testa.</p><p>��Peccato. Volete bere? Oppure, un limone? Devo avere un coltello��� Cominci� a frugare nei cassetti, ma poi smise di fronte all�educato rifiuto di Chris�fer.</p><p>��Mi era sembrata una femmina�� disse Chris�fer.</p><p>��Eh? Tzigano, volete dire. S�, � uno sbaglio che fanno tutti� vi siete lasciato ingannare dal seno; ciascuno di noi lo possiede. Ma Tzigano � un maschio. Il sesso � determinato dagli organi frontali. Quelli tra le gambe anteriori. Da lontano, � difficile riconoscere quelli di Tzigano, sotto quel disegno a quadri. A proposito, io sono una femmina, e potete chiamarmi Dulcinea. Voi come vi chiamate, e cosa posso fare per voi?</p><p>Lui raddrizz� leggermente la schiena.�� Mi chiamo Chris�fer Minor, e mi serve un visto. Vorrei vedere Gea.</p><p>La titanide aveva cominciato a scrivere qualcosa su un modulo. A questo punto, alz� gli occhi e mise il modulo da una parte.</p><p>��Vendiamo i visti in tutti i grandi aeroporti�� disse.�� Non c�era bisogno di venire da me. Basta prendere i soldi e infilarli nella macchina distributrice.</p><p>��No�� disse lui, con la voce che tremava leggermente.�� Voglio vedere Gea di persona. Ho bisogno di farlo. � la mia ultima possibilit�.</p></section><section><title><p>2</p><p>Ubi Major�</p></title><p>��Allora, volete un miracolo�� disse la titanide, con impeccabile accento irlandese.�� Volete recarvi in cima alla montagna e chiedere a Gea di realizzare il vostro grande desiderio. Volete farle perdere del tempo prezioso per risolvere il problema che a voi pare tanto importante.</p><p>��Qualcosa del genere.�� S�interruppe, mordendosi il labbro inferiore.�� Proprio cos�, suppongo.</p><p>��Lasciatemi indovinare. Un problema medico. Un problema di vita e di morte.</p><p>��Medico. Ma non di vita e di morte. Vedete, si tratta di�</p><p>��No, aspettate.�� Sollev� le mani, con le palme rivolte verso di lui. Non intendeva concedergli il visto, si disse Chris�fer.</p><p>��Riempiamo il modulo, prima di procedere.�� Cominci� dalla cima del foglio, scrivendo la data del giorno, e poi chiese, con una smorfia:�� Come si scrive, il vostro nome? Con l�apostrofo?</p><p>Nei dieci minuti seguenti, Chris�fer le diede le solite informazioni che si davano in qualsiasi ufficio aperto al pubblico: numero di ONU-IDENTIT�, nome del coniuge, et�, sesso� (�WA3874-456-11093, scapolo, ventinove, maschio eterosex��). A partire dai sei anni di et�, ogni cittadino era in grado di recitarlo da addormentato.</p><p>��Motivo della visita a Gea?�� chiese la titanide. Chris�fer appoggi� le dita di una mano a quelle dell�altra, coprendosi parzialmente la faccia.</p><p>��Ho questa malattia. ȅ difficile da descrivere. � una malattia ghiandolare o neurologica, non lo hanno capito bene. Finora c�� solo un centinaio di casi, e la chiamano sindrome 2096 barra 15. Mi succede di perdere contatto con la realt�. A volte provo una forte paura. Altre volte entro in un mondo allucinatorio e non sono pi� padrone di me stesso. In seguito, non ricordo pi� niente. Ho delle allucinazioni, parlo in lingue straniere, e il mio potenziale di Rhine cambia bruscamente. Divento fortunatissimo, lo crediate o no. Un medico diceva che devo ringraziare questo potere paranormale se finora sono riuscito a evitare guai grossi, come uccidere una persona o cercare di volare buttandomi gi� dal tetto.</p><p>La titanide sbuff�.�� Siete sicuro di voler proprio guarire? Molti di noi saprebbero come utilizzarlo, quel po� di fortuna in pi�.</p><p>��Non c�� niente di divertente, almeno per me. Non c�� nessuna medicina che riesca a fermarlo. Posso soltanto prendere dei tranquillanti in previsione dell�attacco. Da anni mi sottopongo a tutti gli esami psicologici che esistono, e la risposta � che si tratta di un problema medico. Non � causato da traumi del mio passato, e non � neppure una fuga da un problema del momento. Altrimenti, tutto sarebbe risolto. Possono mettere a posto tutto, se si tratta di faccende psicologiche. Gea � la mia ultima speranza. Se Gea mi rifiuta, dovr� finire in un ospedale per il resto della vita.�� Senza accorgersene, aveva stretto � pugni e se li era portati al mento. Riapr� le mani.</p><p>L�ambasciatrice lo fiss� con occhi grandi, impenetrabili, e poi torn� a guardare il modulo che stava compilando. Chris�fer la osserv�. Nello spazio dove c�era scritto: �Motivo della richiesta�, la titanide segn�: �Malato�. Poi fiss� quella parola, aggrottando la fronte e, dopo averla cancellata con un frego, scrisse: �Pazzo�.</p><p>Chris�fer sent� che le orecchie gli bruciavano. Stava per protestare, ma lei lo precedette con un�altra domanda.</p><p>��Che colore preferite?</p><p>��Azzurro. No, verde� c�� davvero scritto?</p><p>Lei gir� leggermente il modulo, per fargli vedere che c�era davvero scritto.</p><p>��Allora, decidete per il verde?</p><p>Incapace di fare obiezioni, lui annu� lentamente con la testa.</p><p>��Et� a cui avete perso la verginit�.</p><p>��Quattordici.</p><p>��Come si chiamava lui o lei, e di che colore aveva gli occhi?</p><p>��Lyshia. Azzurri.</p><p>��Avete avuto ulteriori rapporti sessuali con lui o lei?</p><p>��No.</p><p>��Chi �, secondo voi, il pi� grande musicista di ieri e di oggi?</p><p>Chris�fer cominciava a irritarsi. In cuor suo, Rea Pashkorian doveva essere la migliore; lui si era comprato tutti i suoi nastri.</p><p>��John Philip Sousa.</p><p>Lei sorrise senza alzare la testa, e Chris�fer non riusc� a capirne il motivo. Si era aspettato un invito a comportarsi seriamente, o a non cercare di influenzare l�interrogante, ma pareva che la titanide si prestasse al gioco. Con un sospiro, aspett� le altre domande.</p><p>Non avevano nessun collegamento con il visto da lui richiesto. Ogni volta, quando gi� gli pareva di scorgere una sorta di filo conduttore tra le domande, il tipo di domanda cambiava. Alcune domande riguardavano problemi morali, altre parevano formulate a caso. Cerc� di rimanere serio, perch� non sapeva fino a che punto fossero importanti, quelle domande, per il suo visto. Cominci� a sudare, anche se nella stanza faceva freddo. Non c�era modo di capire quali fossero le risposte giuste, e si limit� a rispondere onestamente. Aveva sentito dire che i titanidi erano abilissimi nello scoprire le menzogne degli umani.</p><p>Ma alla fine cominci� ad averne abbastanza.</p><p>��Due bambini sono legati alla rotaia del treno e voi avete il tempo di slegarne solamente uno. Non li conoscete, e hanno la stessa et�. Uno � un bambino, e l�altra � una bambina. Chi salvate?</p><p>��La bambina. No, il bambino. No, ne salverei uno e poi ritornerei a salvare l�altro� <emphasis>maledizione! </emphasis>Non risponder� ad altre domande se non��� S�interruppe. L�ambasciatrice aveva gettato a terra la penna e si era presa la testa tra le mani. Chris�fer prov� una paura cos� forte da temere che fosse l�inizio di uno dei suoi attacchi.</p><p>La titanide si alz� in piedi e si diresse alla stufa, apr� il portello e infil� vari pezzi di legno. Cos� facendo, gli volt� la schiena, e Chris�fer vide che aveva la pelle uguale a quella di un bianco terrestre, dalla testa ai piedi. Era coperta di peli soltanto sulla testa e sulla foltissima coda. Vedendola dietro la scrivania, era facile dimenticare che non era un essere umano. Ma quando si alzava, la sua natura aliena era tanto pi� notevole, proprio perch� la met� superiore non aveva niente di straordinario.</p><p>��Non dovete rispondere ad altre domande�� disse.�� Grazie a Gea, questa volta non hanno importanza.�� Nel pronunciare il nome di Gea, nella sua voce comparve un tono di amarezza.</p><p>Mentre infilava la legna nella stufa, la coda le si sollev� e rimase ritta in aria. Fece quello che fanno sempre i cavalli durante le parate, di solito davanti al palco delle autorit�, e con la stessa indifferenza. A quanto pareva, l�azione non era sottoposta al controllo della volont�. Chris�fer distolse lo sguardo perch� era imbarazzato, e pens� che i titanidi erano una strana combinazione di aspetti normalissimi e di aspetti assolutamente fuori dell�ordinario.</p><p>Quando si volt�, l�ambasciatrice prese una paletta che era appoggiata in un angolo, raccolse il mucchietto e la paglia su cui era caduto, e and� a rovesciare il tutto in un bidone posto poco lontano. Tornando a sedersi, fiss� Chris�fer con aria divertita.</p><p>��Adesso capite perch� non mi invitano mai alle cerimonie. Se non sto sempre attenta, di minuto in minuto��� Gli lasci� immaginare le conseguenze.</p><p>��Che cosa intendevate, dicendo che questa volta non hanno importanza?</p><p>Lei ritorn� seria.</p><p>��Che non dipende da me. � difficile credere il numero di cose che uccidono voi umani e ogni anno ce ne sono di nuove. Sapete quante persone mi chiedono di vedere Gea? Duemila all�anno. Novanta per cento sono quasi in punto di morte. Ricevo lettere, telefonate, visite. Vengono qui i familiari, a piangere: i figli, i mariti, le mogli. Sapete quante persone posso mandare da Gea, ogni anno? Dieci.</p><p>Prese la bottiglia di tequila e ne tracann� un lungo sorso. Distrattamente, prese due limoni e li mangi� in un boccone. Guardava la stufa, ma il suo sguardo fissava l�infinito.</p><p>��Soltanto dieci?</p><p>Lei si gir� verso Chris�fer e lo fiss� con disprezzo.</p><p>��Amico, voi siete davvero eccezionale. Non ne avevate idea.</p><p>��Io�</p><p>��Lasciate perdere. Vi dispiace. Avete l�impressione di essere stato trattato male. Amico, potrei raccontarvi delle cose assurde� ma lasciamo perdere. La gente studia <emphasis>per anni </emphasis>per acquistare un vantaggio psicologico su di me, su di me e sugli altri tre ambasciatori. Per essere uno dei quaranta.�� Diede un pugno al mucchio di moduli.�� Ci sono libri, spessi tre dita, che analizzano la serie delle domande, insegnano alla gente le risposte. Studi al computer sulle risposte fornite dai precedenti vincitori.�� Prese il mucchio di moduli e lo gett� in aria; i moduli ricaddero in tutta la stanza come una breve tempesta di neve.</p><p>��Come sceglierli?�� riprese l�ambasciatrice.�� Ho cercato in tutti i modi possibili, e non ho mai trovato una risposta giusta. Ho cercato di pensare come una persona umana, di decidere come una persona umana, e la prima cosa che fanno sempre gli uomini � quella di compilare una decina di moduli: per questo ho compilato un modulo anch�io e mi sono augurata che le risposte fossero l� dentro, ma non le ho trovate, cos� come non le avrei trovate in una palla di cristallo o in un paio di dadi. S�, posseggo una palla di cristallo, e a volte mi sono servita dei dadi per decidere chi scegliere. E tutti gli anni, mille e novecento e novanta delle mie decisioni sono sbagliate. Ho fatto del mio meglio, giuro di averlo fatto, ho cercato di fare bene il mio lavoro. E l�unico mio desiderio � quello di ritornare sulla ruota.</p><p>Sospir� cos� profondamente che le tremarono le narici.�� La ruota ha qualcosa di molto speciale, secondo me. Ogni sua ora corrisponde a un ciclo. Non riuscite ad accorgervene, quando siete lass�, ma, se vi manca, sentite di avere perso qualcosa. Non potete pi� sentire il centro delle cose. L�orologio della vostra anima non va pi� avanti. Tutto si stacca, tutto si allontana.</p><p>La titanide rimase in silenzio per alcuni istanti, e infine Chris�fer si schiar� la gola.</p><p>��Non ne sapevo niente�� disse.</p><p>Lei sbuff�.</p><p>��Mi stupisce�� riprese Chris�fer�� che siate qui, a svolgere questo lavoro, visto come la pensate. E� mi sorprende che siate irritata con Gea. Pensavo che per voi titanidi fosse una sorta di divinit�.</p><p>Lei lo fiss� e disse, senza toni particolari:�� Lo �, signor Minor. Sono qui perch� � Dio e perch� mi ha detto di venire. E se la incontrerete, non dovrete dimenticarlo. Fate come vi dice. E quanto all�irritazione, certo, sono irritata. Gea non vi chiede di amarla. Vuole solo l�obbedienza, e la ottiene. Succedono brutte cose a coloro che non le danno retta. Non parlo di andare all�inferno. Parlo di un demone che vi mangia vivo. Io non la amo, ma ho un grande rispetto per lei.</p><p>�E voi, se mi date retta, fareste meglio a stare pi� attento. Avete in voi una sorta di fatalismo. Siete venuto senza preparazione, senza sapere certe cose che avreste potuto leggere in un articolo dell�enciclopedia. A Gea, una cosa simile non sarebbe tollerata.�</p><p>Chris�fer stava comprendendo lentamente il significato di quel discorso, ma non riusciva ancora a crederci.</p><p>��Certo�� spieg� la titanide.�� Andrete su Gea. Forse dovete ringraziare la vostra fortuna. Non so. Ma ho ricevuto un ordine da Gea. Vuole che le mandi dei pazzi. Voi siete il primo, questa settimana, che rientra nella categoria. Anzi, ho perfino l�impressione che sia giusto mandarvi. Ero gi� pronta a mandare un assassino e a rifiutare il posto a un grande filantropo. Al confronto, voi siete perfetto. Venite.</p><p>Nell�altro ufficio c�erano adesso una titanide un po� traballante, ma sveglia, e tre umani. Una di questi, una giovane donna dagli occhi rossi, si avvicin� all�ambasciatrice. Disse qualcosa che riguardava un bambino. Dulcinea (Trio Ipomixolidio) Cantata la aggir� elegantemente e si diresse verso il corridoio. Chris�fer vide che la donna cercava conforto tra le braccia di un uomo dalla faccia dura. Si affrett� a guardare da un�altra parte, ma si disse che era impossibile che la donna lo fissasse con uno sguardo d�accusa: non poteva sapere che lui era stato scelto.</p><p>Raggiunse l�ambasciatrice nel sottopassaggio e dovette correre per mantenersi al suo passo. Si diressero verso il lato nord del forte, parallelamente alla Baia.</p><p>��E toglietevi quell�apostrofo�� disse a un certo punto la titanide.</p><p>��Eh?</p><p>��Dal nome. Chiamatevi semplicemente ��Chris�. Odio gli apostrofi.</p><p>��Io�</p><p>��Non costringetemi a dire che, se dipendesse da me, non manderei su Gea uno che ha un nome ridicolo come Chris�fer.</p><p>��Va bene, non vi costringo. Voglio dire, d�accordo. Cambier� nome.</p><p>Lei si era fermata a un cancello che si apriva nella rete che serviva a tenere la gente lontana dal ponte. Lo tenne aperto per lui, ed entrambi passarono.</p><p>��E cambiatevi il cognome. Fatevi chiamare Major. Forse riuscir� a sconfiggere il fatalismo che c�� in voi.</p><p>��D�accordo.</p><p>��Cambiatevelo in tribunale, e mandatemi una copia dell�atto.</p><p>Si fermarono ai piedi di un enorme pilone di sostegno di cemento armato. Accanto a loro c�era una scaletta di metallo, che pareva collocata laggi� da poco tempo. Guardando verso l�alto, la si vedeva scomparire nella distanza, ma evidentemente saliva fino al livello del ponte, senza nessuna gabbia di protezione.</p><p>��Il vostro passaporto � in cima alla torre sud. � una piccola bandiera di Gea, come quella dell�ambasciata. Salite la scaletta, raggiungete il cavo, prendetela e portatela a me. Vi aspetto.</p><p>Chris�fer guard� prima la scala, poi il terreno. Si asciug� le palme delle mani sui calzoni.</p><p>��Posso chiedere perch�? Lo far�, se devo farlo, ma che cosa significa? Mi sembra un gioco.</p><p>��� come un gioco, Chris. � fatto a caso, non ha senso. Se non riuscirete ad arrampicarvi su questa scaletta, non varr� la pena che vi mandi su Gea. Avanti, amico.�� Sorrideva, e Chris�fer pens� che, nonostante la simpatia che lei professava per gli umani, si sarebbe senza dubbio divertita a vederlo cadere. Pos� il piede sul primo scalino, alz� il braccio per afferrarsi a quello sopra di lui, e sent� che la titanide gli posava la mano sulla spalla.</p><p>��Quando sarete su Gea�� disse�� non aspettatevi molto. Da questo momento in poi, siete nelle mani di un potere smisurato e capriccioso.</p></section><section><title><p>3</p><p>L�urlatrice</p></title><p>La Congrega era stata fondata alla fine del ventesimo secolo, anche se allora aveva un nome diverso. A quell�epoca era un�associazione di carattere pi� politico che religioso. I dati disponibili sui primi tempi del gruppo affermano che i membri fondatori non prendevano eccessivamente sul serio certe parti delle loro attivit�. Pochi di essi credevano nella Grande Madre e nella magia. La stregoneria, all�inizio, era semplicemente una sorta di �colla� sociale, che permetteva alla comunit� di rimanere unita.</p><p>Con il passare del tempo, i dilettanti cominciarono ad annoiarsi, i moderati e gli scarsamente convinti se ne andarono, e il nucleo rimasto prese sempre pi� seriamente i propri riti. Si cominci� a parlare di sacrifici umani. Si disse che le donne che vivevano nella comune soffocavano i neonati di sesso maschile. L�interesse destato da queste notizie serv� a unire il gruppo contro l�ostilit� del mondo. Si trasferirono varie volte, e alla fine giunsero in un remoto angolo dell�Australia. Laggi� la Congrega pareva certamente destinata a perire, perch� tutte le sue componenti avevano giurato di non riprodursi finch� non fosse stata inventata la partenogenesi. Ma arriv� l�Urlatrice, e tutto questo cambi�.</p><p>L�Urlatrice era un asteroide: milioni di tonnellate di ferro metallico, nichel, e ghiaccio, con filoni di impurit� al suo interno, come in certe biglie di vetro con cui giocano i bambini, che una serena mattina di maggio attraversarono il cielo sotto forma di una striscia incandescente. Il ghiaccio si vaporizz�, ma il ferro, il nichel e le impurit� finirono nel deserto, ai limiti della zona di cui era proprietaria la Congrega. Una delle impurit� era l�oro. Un�altra l�uranio.</p><p>Fu una fortuna che l�Urlatrice colpisse il limite della zona, perch�, anche a quella distanza, l�urto uccise il sessanta per cento degli appartenenti al gruppo. La notizia della composizione dell�asteroide si diffuse rapidamente. Da un giorno all�altro, la Congrega si trasform�, da un culto dimenticato, a una religione abbastanza ricca da porsi a fianco dei cattolici, dei mormoni e degli scientologi.</p><p>Port� anche sul gruppo un interesse di cui il gruppo avrebbe fatto volentieri a meno. Il deserto australiano sembrerebbe sufficientemente lontano dalla societ�, ma nel loro caso si era dimostrato un po� troppo accessibile. La Congrega volle trovare un posto <emphasis>isolato </emphasis>nel vero senso della parola.</p><p>Si era verso il 2030, e la possibilit� c�era.</p><empty-line/><p>Quando due corpi orbitano intorno a un centro comune di gravit�, come nel sistema Terra-Luna, si creano cinque punti di stabilit� gravitazionale. Due sono sull�orbita del corpo pi� piccolo, a sessanta gradi di distanza. Uno � tra i due corpi, un altro � dietro il corpo pi� piccolo. Sono chiamati punti lagrangiani, e hanno sigla da L1 a L5.</p><p>Nei punti L4 e L5 c�erano gi� alcune colonie, e altre erano in costruzione. La scelta migliore era L2: da laggi�, la Terra era totalmente nascosta dietro la Luna.</p><p>Perci� costruirono la Congrega in L2. Era un cilindro lungo sette chilometri e con un raggio di due. La gravit� artificiale era fornita dalla rotazione intorno all�asse centrale; per avere la notte, bastava chiudere le finestre.</p><p>Ma l�isolamento ebbe breve durata. La Congrega era stato uno dei primi gruppi privati che si erano trasferiti nello spazio, ma non fu il solo. Presto le tecniche di colonizzazione dello spazio furono perfezione, economizzate, standardizzate. Ditte costruttrici presero a fabbricare le colonie in serie, come aveva fatto Henry Ford con la Modello T. Come dimensione, c�erano tutte le taglie, dal semplicemente gigantesco al pantagruelico.</p><p>La zona cominci� ad affollarsi, e di gente stramba. A quel punto, qualsiasi gruppetto di pazzoidi, separatisti o contestatori era in grado di comprarsi la propria colonia lagrangiana. Il punto L2 venne soprannominato Sargasso dai piloti, che evitavano accuratamente di avvicinarsi; coloro che dovevano recarsi laggi� lo chiamavano invece la Palla da Flipper, e facevano una smorfia.</p><p>Alcuni dei gruppi non erano in grado di occuparsi di meccanismi sofisticati. Si aspettavano di vivere nel pi� puro squallore pastorale, all�interno di colonie che erano solo una grossa scatola vuota. Le ditte costruttrici erano liete di accontentarli, in base alla convinzione che gli abitanti della colonia, se avessero avuto sotto mano macchinari sofisticati e costosi, si sarebbero fatti male. Di tanto in tanto, una di queste colonie si spaccava, rovesciando nel vuoto contenuto e abitanti. Oppure, l�ecologia interna impazziva, e la gente moriva di fame, o soffocava. C�era poi sempre qualcuno disposto ad acquistare il guscio vuoto, a sterilizzarlo mediante l�esposizione allo spazio e a trasferirsi laggi� a prezzi d�occasione. La Terra aveva sempre una grossa riserva di pazzoidi e di contestatori. Le Nazioni Unite erano liete di sbarazzarsene, e non facevano domande. Era un�epoca di speculatori: grandi fortune costruite in poco tempo, moralit� da pescecani. Si combinavano accordi che sarebbero stati giudicati immorali perfino da un palazzinaro della Florida, il che � tutto dire.</p><p>Nel Sargasso c�erano culture che assomigliavano pi� a carcinomi che a comunit�. I regimi pi� repressivi che l�umanit� avesse mai conosciuto si formarono e morirono nei punti lagrangiani.</p><p>Ma la Congrega non era uno di questi. Anche se erano in L2 da soli cinquant�anni, il periodo era sufficientemente lungo per qualificarli tra i fondatori. E come succede ogni volta ai primi abitanti di un luogo, rimasero stupefatti nel vedere che razza di gente andava ad abitare accanto a loro. Ormai si erano dimenticati le proprie origini. La maturit�, il benessere, l�ambiente che richiedeva una costante attenzione, avevano reso, dapprima, la Congrega molto pi� tollerante, e poi le avevano dato una grande robustezza, una grande vitalit�, con un imprevedibile margine di libert� personale. Il liberalesimo aveva alzato la testa, e gli austeri e intransigenti massimalisti dei primordi erano stati sostituiti dai riformatori. Il rituale religioso era stato di nuovo messo in secondo piano, e le donne erano ritornate a quella che, anche se non lo sapevano, era la fonte prima della loro comunit�: il separatismo lesbico. Anche se la parola �lesbico� aveva perso gi� allora gran parte del suo significato di contestazione. Sulla Terra, per molte delle donne del gruppo, l�omosessualit� era sorta come risposta alle ingiustizie sofferte a causa del sesso maschile. Nello spazio, nell�isolamento, era divenuta l�ordine naturale, la base indiscussa di ogni realt�. Gli uomini erano delle astrazioni, degli esseri ricordati in maniera imprecisa, orchi che venivano citati per spaventare le bambine, e, per di pi�, orchi poco interessanti.</p><p>La partenogenesi era ancora un sogno. Per concepire, le donne dovevano importare lo sperma. Le pratiche eugenetiche erano facili nel solo senso che i feti maschi potevano essere uccisi quando erano ancora in utero. Ma con gli spermatozoi, come per tutto il resto, la parola d�ordine era pur sempre <emphasis>caveat emptor</emphasis>, attenzione alle fregature.</p></section><section><title><p>4</p><p>La piccola gigante</p></title><p>Premendo con le dita dei piedi, Robin si lasci� scivolare lungo il corridoio. La bassa gravit� dell�asse le permetteva di nascondere la stanchezza, anche se i muscoli della schiena e delle spalle le facevano male. Eppure, anche nella zona ad alta gravit�, lei non l�avrebbe mai rivelata: n� la stanchezza, n� la depressione che le davano ogni volta quei turni di guardia.</p><p>Indossava una tuta pressurizzata bianca, raffreddata ad acqua, di modello molto vecchio, ma si era tolta i guanti e gli stivali, e li aveva infilati nell�elmetto, che portava sotto il braccio. La tuta era screpolata e piena di toppe, le parti metalliche si erano col tempo ossidate. Portava appesi alla cintura una Colt automatica, calibro 45, chiusa in una fondina fatta a mano, e un amuleto di legno con penne e artigli d�uccello. Vista in quel momento, scalza, con le unghie delle mani e dei piedi lunghe e laccate di rosso scuro, i capelli biondi e disordinati, le labbra dipinte color vinaccia, campanellini appesi al naso e al lobo dell�orecchio, tutt�e tre forati, pareva un barbaro intento a saccheggiare una societ� iper-industriale. Ma l�apparenza inganna.</p><p>Si accorse che cominciava a tremarle il braccio destro. Si ferm�, e si guard� la mano senza cambiare espressione, ma l�Occhio di smeraldo tatuato in mezzo alla sua fronte s�inumid� di sudore. Una vampata di odio s�impossess� di lei, come una vecchia amica. Quella mano non era sua, non poteva esserlo, perch� in tal caso sarebbe stata sua anche la debolezza, anzich� essere una cosa venuta dall�esterno. Socchiuse le palpebre.</p><p>��Smettila�� mormor�.�� Altrimenti, ti taglio.�� Parlava sul serio, e per dimostrarlo premette l�unghia del pollice contro la cicatrice del dito mignolo. La parte pi� difficile, ricord�, era stata quella di appoggiare il coltello nel punto giusto, dato che la mano non voleva stare ferma. Aveva provato un dolore intenso, ma il dolore aveva fatto scomparire l�attacco del suo male.</p><p>La mano smise di tremare. A volte, come allora, la minaccia era sufficiente.</p><p>In giro, la gente diceva che si era strappata il dito con un morso. Lei non lo aveva mai negato. C�era una qualit� delle persone, chiamata <emphasis>labra</emphasis>, che le streghe stimavano molto. Riguardava l�onore, la resistenza e la sopportazione, e certi concetti orientali di dovere. Era la qualit� di chi muore per una data finalit�, e in modo elegante, o di chi paga qualsiasi prezzo per estinguere un debito verso un altro individuo o verso la societ�. Voler fare il turno di guardia pur essendo soggetta ad attacchi epilettici dava molto <emphasis>labra. </emphasis>Tagliarsi un dito per far cessare un attacco ne dava molto di pi�. Le streghe dicevano che il <emphasis>labra </emphasis>di Robin era sufficiente a riempire il ventre di dieci donne normali.</p><p>Ma stare di guardia col rischio di causare un danno all�intera comunit� non dava alcun <emphasis>labra. </emphasis>Robin lo sapeva, e come lei lo sapevano i membri pi� ragionevoli della Congrega, coloro che non si lasciavano impressionare dalla sua leggenda. Lei stava di guardia perch� nessuno, nel consiglio, poteva fissarla negli occhi e dirle di no. Il terzo Occhio, impassibile e onnisciente, garantiva l�esattezza della sua affermazione: di riuscire a fermare gli attacchi con la pura forza di volont�. Le streghe che si erano guadagnate il terzo Occhio erano solo dodici, e tutte avevano almeno il doppio dei suoi anni. Nessuno osava contestare le affermazioni di Robin dalle Nove Dita.</p><p>L�Occhio, si diceva, dava l�infallibilit�. Anch�esso aveva i suoi limiti, e tutti lo sapevano senza bisogno di dirlo, ma a volte risultava utile. Alcune di coloro che lo portavano se ne servivano per far accettare qualche assurdit�, o per prendere ci� che desideravano, semplicemente affermando di esserne la proprietaria, ma in questo modo riuscivano solo a guadagnarsi l�antipatia della comunit�. Robin, invece, diceva sempre l�assoluta verit� sulle cose di poca importanza, ricorrendo all�Occhio solo per la Grande Bugia. Questa pratica le guadagnava il rispetto di tutti, e il rispetto era la cosa che le occorreva maggiormente. Aveva solo diciannove anni, e da un momento all�altro le poteva venire la bava alla bocca e poteva cadere immobile a terra. In momenti come quelli, di particolare vulnerabilit�, si aveva bisogno del rispetto degli altri.</p><p>Robin non aveva mai perso la conoscenza durante i suoi attacchi, non aveva mai avuto difficolt� nel ricordare l�accaduto. Semplicemente, perdeva il controllo dei muscoli volontari per un periodo variabile dai venti minuti ai tre giorni. Gli attacchi sopraggiungevano in momenti del tutto imprevedibili, salvo che per un aspetto: maggiore era la gravit�, pi� frequenti erano gli attacchi. Di conseguenza, lei passava il suo tempo nella zona dell�asse, e non si recava mai nella zona di massima gravit�, sulla periferia della Congrega.</p><p>Questo poneva dei limiti alla sua attivit�, e faceva di lei un�esiliata con la propria casa sempre sotto lo sguardo. Le basi piatte del cilindro della Congrega erano una serie di cerchi concentrici. Le abitazioni erano situate nell�anello a gravit� pi� alta, dove la gente si trovava a proprio agio. Il �pavimento� cilindrico era invece utilizzato come area coltivata, pascolo e giardino. Nelle zone a bassa gravit� c�erano i macchinari. Robin non scendeva mai al di sotto del livello dove la gravit� era pari a un terzo di quella normale terrestre.</p><p>Il suo male era una forma di epilessia non curabile. I medici della Congrega non avevano niente da invidiare a quelli della Terra, ma il profilo neurologico di Robin era qualcosa di assolutamente nuovo. Lo si trovava soltanto nelle riviste mediche pi� recenti. I terrestri lo chiamavano Complesso Alta Gravit�. Era un disturbo genetico, una mutazione recente, che dava anomalie cicliche nella conduzione nervosa di membrana, aggravate da fattori presenti nel sangue quando il corpo era sottoposto all�azione della gravit�. In assenza di peso, la differente composizione chimica del sangue impediva l�insorgere degli attacchi. Il meccanismo esatto con cui si manifestava la malattia non era chiaro, e i farmaci per curarla non davano grandi risultati. Le figlie di Robin sarebbero state colpite a loro volta, oppure sarebbero state portatrici sane.</p><p>La causa delle sue disgrazie era perfettamente nota. Lo scherzo di un anonimo tecnico di laboratorio. Per molti anni, senza che la Congrega lo sospettasse, le loro richieste di sperma umano erano sempre state passate a un uomo che conosceva la loro storia e che odiava fanaticamente l�omosessualit� femminile. Anche se il materiale veniva accuratamente controllato dai medici della Congrega per evitare le malattie genetiche pi� comuni, quei medici non potevano certo scoprire una sindrome di cui ignoravano l�esistenza. Robin e alcune altre ne erano state il risultato. Tutte erano morte, eccettuata la sola Robin.</p><p>Ma questo non era stato il solo �scherzo� del tecnico infedele, perch� c�era ancora un altro particolare, anche se nessuno l�aveva notato. Le donne della Congrega avevano ricevuto sperma di uomini di bassa altezza, nati da genitori di bassa altezza. Non uscendo mai dalla loro colonia, non avevano avuto occasione di accorgersi che erano tutte di piccola statura.</p><p>Robin entr� nella stanza delle docce e si tolse la tuta. C�era una donna, seduta sulla panca che stava in mezzo alle due file di armadietti, e si asciugava i capelli. In fondo alla stanza ce n�era una seconda, intenta a bagnarsi la faccia. Robin infil� la tuta nel suo armadio e prelev� Nasu, che era rimasto chiuso nel cassetto. Nasu era il suo �demone familiare�, un anaconda di 110 centimetri. Il serpente le si arrotol� attorno al braccio e dardeggi� la lingua: il caldo e l�umido dello stanzone gli piacevano.</p><p>��Anche a me�� disse Robin. Si avvi� verso la doccia, senza badare alla donna che, con la coda dell�occhio, le guardava il tatuaggio. I due serpenti vivacemente colorati erano abbastanza comuni nella Congrega, dove tutti si tatuavano. Il disegno che aveva sul ventre, invece, non lo aveva nessun�altra.</p><p>Non appena fin� il primo forte scroscio di acqua fredda, ci fu un grande rimescolio nei tubi, e dalla doccia non scese pi� niente. La donna accanto a Robin emise un gemito. Robin salt� fino al tubo sopra di lei, lo afferr� a due mani e cerc� di svitarlo. Poi si lasci� cadere a terra e strill�. La sua compagna le fece eco, e presto si un� a loro anche la donna seduta. Robin ci si mise d�impegno, cercando, come faceva in ogni sua azione, di gridare pi� forte delle altre. Presto tutte si misero a tossire e a ridere, e Robin si accorse che qualcuno la chiamava.</p><p>��S�, cosa c��?�� Vide una donna che non conosceva bene, e che doveva chiamarsi Zynda: si affacciava nello stanzone.</p><p>��La navetta ha portato una lettera per te.</p><p>Robin rimase a bocca aperta per la sorpresa, e per qualche istante non seppe che dire. Le lettere erano rare nella Congrega, i cui membri, complessivamente, non conoscevano pi� di cento persone al di fuori della colonia. La posta era in genere costituita di merci ordinate per corrispondenza, e di solito arrivava dalla Luna. Quella lettera poteva significare una sola cosa.</p><p>Corse a prenderla.</p><p>Era il nervosismo, e non la malattia, a farle tremare le mani mentre apriva la leggerissima busta bianca. Il francobollo con il canguro era timbrato �Sydney�, e la lettera era indirizzata a �Robin dalle Nove Dita, La Congrega, Lagrange 2�. L�indirizzo del mittente era impresso a stampa e diceva: �Ambasciata di Gea, Old Opera House, Sydney, Nuova Galles del Sud, Australia, AS109-348, Indo-Pacifica�. Da quando Robin aveva scritto, era passato quasi un anno.</p><p>Riusc� infine ad aprirla e lesse:</p><empty-line/><p>Cara Robin,</p><p>scusa il ritardo.</p><p>La tua disgrazia mi ha profondamente commosso, anche se forse non dovrei dirlo, dopo che mi hai fatto chiaramente capire che non cerchi la commiserazione di nessuno. Meglio cos�, perch� Gea non d� mai niente per niente.</p><p>Mi ha detto che desidera vedere rappresentanti delle religioni della Terra. Ha anche parlato di un gruppo di streghe in orbita. Pareva una cosa alquanto improbabile, ma poi � arrivata la tua lettera, come per l�intervento di una provvidenza divina. Forse la tua divinit� ci ha messo lo zampino; adesso che ci penso, la mia ce lo ha messo sicuramente.</p><p>Dovresti prendere il primo mezzo di trasporto disponibile. Ti prego di riferirmi poi com�� andata.</p><p>Con i miei migliori auguri,</p><p>Didjeridu (Duetto Ipoeolio) Fuga</p><p>Ambasciatore</p><empty-line/><p>��Billea dice che Nasu le ha mangiato il demone.</p><p>��Non era ancora il suo demone, Ma. Era solo un gattino. E Nasu non l�ha mangiato. L�ha solo schiacciato. Era troppo grosso per mangiarlo.</p><p>Robin era di corsa. La sua borsa di stoffa di lana non pettinata, posata sulla cuccetta era piena solo per met�, e lei continuava a cercare nei cassetti, gettando via gli articoli che non intendeva prendere con s�, e lanciando alla madre quello che voleva portare via.</p><p>��Comunque, il gatto � morto. Billea vuole una compensazione.</p><p>��Dir� che il gatto era mio.</p><p>��Bambina.�� Robin riconobbe il tono. Costanza era l�unica che potesse ancora usare quel tono con lei.</p><p>��Scherzavo�� ammise Robin.�� Pensaci tu, per favore. Dalle qualcosa di mio.</p><p>��Va bene. Che cosa ti metti?</p><p>��Questa?�� Robin si volt� e le fece vedere la camicetta.</p><p>��� una camicia a una manica, bambina. Rimettila via.</p><p>��Certo, � una camicia a una manica. Tutte quelle che ho sono a una manica. Ti sei dimenticata del tuo regalo per il rito del sangue?�� Le mostr� il braccio sinistro, con il tatuaggio del serpente arrotolato attorno a esso, dal mignolo alla spalla.�� Non penserai che rinunci a una cos� bella occasione di sfoggiarlo su Gea?</p><p>��Ti lascia scoperto il petto, bambina. Vieni qui. Ti devo dire alcune cose.</p><p>��Sono di fretta, Ma�</p><p>��Siediti qui.�� Batt� la palma sul letto. Robin si avvicin� a lei, trascinando i piedi. Ma si sedette. Costanza attese che Robin la guardasse, poi le pos� la mano sulla spalla. Costanza era una donna di alta statura, con i capelli neri. Robin era bassa, perfino per la Congrega. A piedi nudi, arrivava a 145 centimetri, e pesava 35 chili. Aveva preso ben poco dalla madre. Capelli e faccia erano quelli del suo anonimo padre.</p><p>��Robin�� cominci� Costanza�� non avevo mai pensato di doverti parlare di queste cose, ma adesso devo farlo. Tu vai in un mondo completamente diverso dal nostro. Laggi� ci sono creature chiamate �maschi�. Non sono� non sono come noi. Hanno in mezzo alle gambe�</p><p>��Ma, so gi� tutto��� Robin si gir�, cercando di sottrarsi alla mano della madre. Ma lei, senza accorgersene, le strinse ancor di pi� la spalla. Fiss� la figlia in modo strano.</p><p>��Ne sei certa?</p><p>��Ho visto una foto, Ma. Non capisco come possano fare, se tu non sei d�accordo.</p><p>Costanza annu�.�� Spesso�� ammise�� me lo sono chiesta anch�io.�� Distolse lo sguardo per un istante, tossicchiando nervosamente.�� Lasciamo perdere. La realt� � che la vita, nel mondo esterno, si basa sui desideri di quei maschi. Pensano sempre e soltanto a inserire in te il loro pene. Quel �coso� si gonfia in maniera incredibile, fino a diventare lungo come il tuo avambraccio, e due volte pi� spesso. Ti danno una botta sulla testa e ti trascinano in un passaggio laterale� o in una stanza vuota, penso io, o qualche luogo simile.�� Aggrott� la fronte.</p><p>Poi riprese, tutto d�un fiato:�� Non devi mai voltare la schiena, quando ne vedi uno, perch� altrimenti ti stuprano. Ti possono fare <emphasis>un danno permanente. </emphasis>Ricorda, non sarai pi� a casa tua, tranquilla, ma nel mondo penista. Tutti sono penisti laggi�, anche le femmine.</p><p>��Me ne ricorder�, Ma.</p><p>��Promettimi che quando uscirai in pubblico, ti coprirai il petto e ti metterai sempre le mutandine.</p><p>��Be�, certo, le metterei in qualsiasi caso, con gente estranea.�� Robin aggrott� la fronte. Il concetto di �gente estranea� le era chiaro solo dal punto di vista teorico. Anche se non le conosceva tutte per nome, le donne della Congrega erano per definizione sue sorelle. Aveva gi� pensato al fatto che, su Gea, avrebbe incontrato dei maschi, ma non aveva mai pensato che potessero esistere donne peniste. Strano pensiero.</p><p>��Promettimelo.</p><p>��Te lo prometto, Ma.�� Robin si stup� della forza con cui la madre la abbracci�. Si baciarono, e Costanza si alz� di scatto e corse via.</p><p>Per un attimo, Robin fiss� la porta da cui era uscita. Poi torn� a fare i bagagli.</p></section><section><title><p>5</p><p>Il vero gentiluomo</p></title><p>Accogliendo il suggerimento dell�ambasciatrice dei titanidi, Chris si era documentato su Gea, prima di salire sull�astronave diretta lass�. Era tutt�altro che uno sciocco, ma la pianificazione non era il suo forte. Aveva gi� visto fallire tanti dei suoi progetti, a causa degli accessi di follia, che aveva perso l�abitudine di farli.</p><p>Per prima cosa, comprese che Gea non era certo ai primi posti, tra le attrattive turistiche del Sistema Solare, e questo per vari motivi, che andavano dalle disumane procedure d�immigrazione alla mancanza di alberghi di prima categoria. Trov� un curioso dato statistico: mediamente, su Gea, arrivavano 150 persone al giorno. Ne ripartiva qualcuna di meno. E parte della differenza era data da coloro che decidevano di rimanere lass�: per stabilirsi su Gea non c�erano formalit� burocratiche, e la sua popolazione umana residente ammontava a varie migliaia. Gli altri morivano in qualche incidente.</p><p>Gea tendeva ad attirare i giovani avventurosi. Arrivavano uomini e donne che erano stanchi della Terra, dove tutto era sempre uguale. Spesso arrivavano dopo avere percorso un giro turistico degli habitat umani del Sistema Solare, dove tutto era ancora uguale, ma stava sotto cupole pressurizzate. Gea offriva condizioni climatiche simili a quelle terrestri. Questo ti liberava delle irreggimentazioni sempre presenti nei pianeti pi� ostili, e ti dava quello spazio personale che sulla Terra non trovavi pi�.</p><p>Impar� molte cose sui titani in generale, e in particolare sulle figlie di Gea, situate nell�orbita di Urano, che permettevano l�accesso soltanto alle commissioni scientifiche accreditate e parlavano con degnazione di Gea, il Titano Pazzo. Studi� la struttura fisica di Gea e le carte della sua superficie interna. Era una ruota cava, che girava intorno al proprio mozzo, e che aveva sei grandi raggi, anch�essi cavi. Anche agli occhi degli umani cresciuti nelle colonie spaziali lagrangiane, le sue dimensioni sfidavano l�immaginazione. Aveva un raggio di 650 chilometri, una circonferenza di 4000. Lo spazio abitabile posto sulla circonferenza era a forma di camera d�aria, era largo 25 chilometri e alto 200. Tra un raggio e l�altro c�era uno specchio piano, inclinato, che defletteva i raggi del sole e li indirizzava verso una serie di finestre-lucernari, poste sulla parte alta della ruota: a causa della loro presenza, certi settori della circonferenza erano sempre illuminati, mentre le aree sotto i raggi erano sempre al buio. L�interno di Gea era abitabile in ogni sua parte; perfino i raggi ospitavano forme viventi, che si abbarbicavano alla loro superficie ricurva, alta 400 chilometri. Le carte geografiche di Gea erano scomode da consultare, perch� la loro dimensione da est a ovest era sedici volte pi� lunga di quella da nord a sud. Per studiarle bene, occorreva incollare insieme i bordi, fare un anello, mettere la cartima in piedi, e poi sedersi nel centro.</p><p>Ma non rimpianse il tempo trascorso a studiare quelle cartine. Gea era pressoch� invisibile dallo spazio. Anche se tutti i viaggiatori si affollarono ai boccaporti per vedere qualcosa, quando i tentacoli d�ormeggio di Gea afferrarono la nave, Chris riusc� a vedere ben poco. A eccezione degli specchi riflettenti, la superficie esterna di Gea era completamente nera, per meglio assorbire l�energia solare disponibile.</p><empty-line/><p>Aveva fatto il suo dovere, e non si aspettava sorprese. E in effetti ne ebbe soltanto una, ma fu disastrosa.</p><p>Come previsto, il suo gruppo fu unito agli altri turisti giunti quello stesso giorno, e li avviarono tutti al ciclo di quarantotto ore di quarantena e di decontaminazione. Quelle procedure erano uno dei motivi che impedivano a Gea di essere apprezzata dai ricchi e dagli elegantoni. Le procedure erano un incrocio tra l�ospedale, il campo profughi e Auschwitz. Agenti della quarantena, umani e in uniforme, dissero a tutti di spogliarsi e di consegnare gli oggetti personali. In questi erano compresi anche i medicinali di Chris. Protest�, ma ebbe solo dei decisi rifiuti. Non si facevano eccezioni in nessun caso, e se non voleva consegnare le sue pillole, poteva ritornarsene subito sulla Terra.</p><p>La decontaminazione era una faccenda seria, e veniva portata avanti con un�efficienza tale da togliere a Chris e ai suoi malcapitati compagni ogni scintilla di umanit�. Corpi nudi, di uomini e di donne ammassati senza distinzione, venivano fatti salire su nastri convogliatori che li portavano da una stazione all�altra. Erano lavati e irradiati. C�erano da trangugiare diuretici ed emetici, c�erano irrigazioni e clistere da sopportare. Dopo un periodo di attesa, l�intera procedura veniva poi ripetuta dall�inizio. Il personale non faceva alcuna concessione all�intimit�. Le visite si svolgevano in grandi stanze bianche con decine di lettini, affollate di persone nude e scocciate. Tutti dormivano in una camerata con delle brandine, e mangiavano cibi insipidi preconfezionati, serviti su vassoi metallici.</p><p>Chris non si sentiva mai a proprio agio quando era nudo, neppure se erano tutti uomini. Aveva qualcosa da nascondere. Anche se non era una cosa che si potesse vedere sul corpo, aveva l�irrazionale timore che, una volta toltagli la sua corazza di abiti, la sua diversit� divenisse visibile a tutti. Perci�, non partecipava mai a quelle attivit� per le quali la nudit� era di prammatica, e di conseguenza diveniva davvero visibile: in un mare di epidermidi nere, brune e abbronzate, soltanto la sua era pallida come il latte.</p><p>L�attacco giunse subito, fin dal primo giorno. I farmaci delle pillole che gli avevano sottratto non c�entravano per niente, perch� senza dubbio li aveva ancora nel sangue. Quello che gli avevano tolto era l�effetto placebo, l�autosuggestione. Anche se la sua malattia non era di origine mentale, ormai era divenuta estremamente pi� complicata di una semplice malattia psicologica. Lui entrava in una crisi ansiosa perch� si preoccupava troppo degli aspetti farmacologici del problema, e il guaio stava nel fatto che gli attacchi di ansia potevano scatenare quelli di epilessia. Quando si accorse che aveva le mani e il dorso del collo sudati, cap� che la crisi era imminente.</p><p>Presto cominci� ad avere disturbi alla vista, e un�acuta sensibilit� ai suoni. Di minuto in minuto doveva dirsi che tutto era a posto, che non aveva un attacco cardiaco, che la gente non rideva di lui, che non aveva un tumore al cervello. Sentiva i piedi come due oggetti estranei, pallidi e freddi. Era tutta una finzione, e lui doveva recitare la sua parte, fingere di essere normale, mentre tutti sapevano che non lo era. In fondo, la cosa aveva anche un suo lato buffo, e lui finse di ridere. Poi finse di piangere, ridendo tra s� e s�, sapendo di poter smettere di piangere in qualsiasi momento, finch� un uomo non gli tocc� la spalla, e Chris gli diede un pugno sul naso.</p><p>Dopo averlo fatto, si sent� molto meglio. Rise dell�uomo che aveva colpito, e che cercava di rimettersi in piedi. Erano nella stanza delle docce, e gli venne in mente, con un certo disappunto, che passavano la maggior parte del tempo in quello stanzone. Ma il disappunto gli pass� subito. L�uomo che era finito a terra gridava qualcosa, ma Chris non gli bad�. Stava avendo un�erezione, e badava soltanto a quello. Pensava che era davvero una cosa simpatica, ed era certo che tutte quelle donne nude fossero d�accordo con lui. Dietro di lui c�era una pozzanghera, e, quando si volt�, Chris vide che l�uomo da lui colpito era di nuovo caduto a terra. Quello sciocco aveva cercato di colpirlo alle spalle, ed era scivolato sulle mattonelle bagnate. Ridicolo.</p><p>Adesso, Chris aveva voglia di scopare: la voglia e basta, senza un oggetto definito. Non era certo un�ossessione. Avrebbe potuto facilmente cambiare idea, ma per il momento la cosa gli pareva divertente.</p><p>��Chi vuole scopare?�� grid�. Molti di coloro che erano sotto la doccia si voltarono a guardarlo. Chris allarg� le braccia, per rendere partecipi tutti di quella delizia. Qualcuno rise. Gli altri guardarono da un�altra parte. Lui non se ne preoccup�.</p><p>Poi gli cadde l�occhio su una donna grande, bionda. Se ne innamor� all�istante, e la am� tutta: dai capelli lunghi e umidi appiccicati alla schiena, gi� fino all�elegante linea dei polpacci. Si rec� da lei e le spinse contro il fianco la sua offerta amorosa. Lei abbass� gli occhi, poi lo guard� in faccia, vide che rideva, gli diede uno schiaffone con la mano insaponata.</p><p>Chris le appoggi� la mano sulla faccia e spinse con forza all�indietro. La donna tocc� terra, e si ud� il tonfo delle natiche, il suono secco dei denti che battevano tra loro. Era troppo sorpresa dall�accaduto per accorgersi del calcio che Chris si preparava a darle, ma il calcio non arriv� mai a segno, perch� un uomo afferr� Chris per il braccio e lo fece girare su se stesso. Ma tutti e due scivolarono sulle piastrelle bagnate e finirono a terra in una grande confusione. Ormai, a questo punto, accorrevano uomini da tutte le parti, per difendere la donna bionda. Grande indignazione di tutti.</p><p>Ma Chris pensava gi� ad altro. Fin dall�inizio della rissa, si trov� leggermente emarginato rispetto al suo centro, e segu� la maggioranza dei presenti, che cercavano di allontanarsene il pi� possibile. Finirono tutti ammucchiati contro una delle pareti, sotto le docce che spruzzavano acqua tiepida sopra decine di metri quadri di pelle, gran parte della quale era pelle femminile. Chris cominci� ad abbracciare donne a caso, e dopo qualche tempo ottenne un sorriso come risposta. La donna era piccola e bruna, e il diversivo gli piacque, perch� era stufo delle bionde e delle donne grandi; rise quando lui la afferr�, se la mise in spalla, la port� nel dormitorio vuoto e la scaric� su una delle cuccette in alto. Qualche istante pi� tardi, era felicemente intento a fornicare.</p><p>E fu un vero peccato, una vera ingiustizia, giacch� avrebbe continuato per tutto il giorno, ma un�inserviente fascista capit� davanti a loro per dire che dovevano recarsi in sala di visita per qualche maledetta irrigazione o simili idiozie, e si rifiut� di dare retta a Chris quando lui le spieg� che era stufo di farsi infilare tubi nei pertugi. La cosa divenne davvero fastidiosa, e Chris si decise a sollevarsi (la sua compagna fece uno strano rumore, quando lui le mont� con i piedi sul petto) e cerc� di dare un pugno all�inserviente, che per� si era gi� tirata indietro e prendeva la mira per <emphasis>sparargli.</emphasis></p><p>Si risvegli� con la faccia sporca di sangue e di vomito; e domandandosi cos�era successo, ma senza eccessiva curiosit�. Aveva la barba di tre giorni, incrostata di sangue. Non ricordava molto, e questo era la sua fortuna.</p><p>Volevano sapere se adesso intendeva comportarsi bene, e lui li assicur� che l�avrebbe fatto.</p><p>La donna che gli aveva sparato lo aiut� a ripulirsi. Pareva ansiosa di dargli tutti i dettagli della sua permanenza in carcere e dei motivi che lo avevano portato laggi�, ma Chris non la ascolt�. Ricevette i suoi effetti personali e fu accompagnato a una specie di ascensore. Quando le porte si chiusero alle sue spalle, vide che la cabina galleggiava entro un liquido giallo che si muoveva in un condotto di dimensioni ciclopiche. Dopo averlo notato, comunque, smise di pensare alla cosa.</p><p>Il viaggio richiese quasi un�ora, e per tutto questo tempo Chris non pens� a niente. Quando usc� dalla cabina, scorse lo sconvolgente cielo curvo di Gea, fece un passo sul suo terribile suolo curvo, si guard� attorno, ma non prov� nessuna particolare sensazione di timore o di reverenza. Ormai aveva superato questo genere di impressioni. Sopra di lui, passava un aerostato da mille metri. Chris lo fiss� senza particolari emozioni, e gli vennero in mente i colombi. Rest� ad attendere che succedesse qualcosa.</p></section><section><title><p>6</p><p>Tendopoli</p></title><p>Nasu era intrattabile. Lo testimoniavano due nuovi segni sul braccio di Robin. L�anaconda non ama le docce e le manipolazioni: Nasu era spaventato da tutto ci� che gli era successo nei due giorni precedenti, e il suo modo di comunicarlo era quello di colpire il bersaglio pi� vicino, costituito da Robin. In tutto il tempo che erano stati insieme, Nasu aveva morsicato Robin soltanto tre volte, in precedenza.</p><p>La stessa Robin non si sentiva molto meglio. Alcune delle avvertenze che le avevano dato alla Congrega erano solo delle fantasie. Ma il calore era terribile.</p><p>La temperatura era di trentacinque gradi. Questa stupefacente notizia le era stata fornita dalla guida che li aveva accolti alla superficie, e l�aveva controllata lei stessa, con sommo stupore, servendosi di un termometro. Era assurdo condurre un ambiente in quella maniera, ma la gente non se ne curava. Si lamentava, ma non aveva intenzione di <emphasis>fare </emphasis>niente per cambiare la situazione.</p><p>Robin sentiva la necessit� di spogliarsi. Resistette quanto pi� possibile, ma poi si disse che, dato che sua madre si era gi� sbagliata su molte altre cose, lei non correva rischi nel disobbedirle su questo particolare. Gran parte della gente che circolava sulle strade polverose di Titantown era nuda; perch� non poteva mettersi nuda anche lei? Come compromesso, comunque, decise di non scoprirsi i fianchi, per indicare che intendeva difendersi da qualsiasi tentativo di stupro. Anche se il suo timore dello stupro era assai diminuito.</p><p>Il primo pene da lei visto, nelle docce di massa dell�immigrazione, l�aveva fatta ridere, e le aveva fatto guadagnare un�occhiataccia da parte dell�orgoglioso possessore. Anche il resto doveva essere altrettanto comico. Non le pareva che potesse gonfiarsi al punto da farle male, ma per il momento accanton� il problema, in attesa di controllare questo particolare su qualche maschio intento allo stupro.</p><p>La prima notte non ci furono stupri, anche se Robin rimase sveglia per molto tempo, per potersi difendere da eventuali attacchi. La seconda notte, due maschi si dedicarono allo stupro, in fondo al dormitorio. C�erano delle cuccette vuote, e Robin si sedette a guardare. Gli arnesi sballonzolanti, che in precedenza l�avevano fatta tanto ridere, si ingrandirono pi� di quanto non avesse creduto� ma non tanto, in fin dei conti. Le donne non sembravano patire danni. Nessuna era stata percossa fino all�incoscienza, e non avevano la faccia a terra. Una, anzi, stava sopra l�uomo.</p><p>La donna disse a Robin di andarsene, e lei se ne and� perch� aveva visto a sufficienza. Pensava che se qualcuno le avesse dato una botta in testa e quel che segue, l�esperienza sarebbe stata spiacevole, ma non eccessivamente pericolosa. Ricordava di essersi dilatata assai di pi�, nel corso di esami medici.</p><p>Guard� ancora le donne, dopo la fine dello stupro, per controllare se provassero vergogna. Ma non ne vide alcuna traccia. Dunque, almeno questo particolare era vero: alle donne peniste veniva insegnato a subire con indifferenza la degradazione. Gli schiavi, ricord�, lo facevano sempre, almeno esteriormente. Si meravigli� al pensiero di quanta ribellione dovesse covare in quelle loro anime.</p><p>Durante il periodo in cui Robin rimase a osservare, non ci furono donne che facessero l�amore tra loro. Robin se lo spieg� con la supposizione che fossero costrette a nasconderlo agli occhi degli uomini.</p><empty-line/><p>Titantown era stata inizialmente costruita sotto un grande albero, ma con la fine della guerra tra titanidi e angeli, molti anni prima, si era estesa verso est. Gran parte dei titanidi abitava ancora sotto l�albero o fra i suoi rami. Alcuni si erano trasferiti sotto tende di seta multicolore, accanto alla folle via che era diventata una sorta di luna park per turisti. Una via piena di mescite e ippodromi, casin�, empori, attrazioni, spogliarelli e spettacoli vari. Il terreno era coperto di uno strato di segatura e di sterco dei Titanidi, nell�aria si mescolavano l�odore dello zucchero filato, del profumo, dei cosmetici, della marijuana e del sudore. L�intera zona mostrava il caratteristico disinteresse dei Titanidi per l�urbanistica e la pianificazione. Di fronte a un casin� da gioco sorgeva la Chiesa Primitiva Intergalattica Battista, che a sua volta sorgeva a fianco di un bordello inter-specie: tre tendoni esili come promesse. Le voci intonate dei cori dei titanidi si mescolavano al rumore delle roulette e ai soffi della passione che oltrepassavano le sottili pareti di tela. Al primo forte vento, l�intera zona poteva essere spazzata via in un attimo, per poi risorgere qualche ora pi� tardi, con una nuova configurazione.</p><p>L�ascensore per il mozzo partiva una volta ogni ettoriv�� equivalenti, le dissero, a cinque giorni della Congrega, ovvero quattro virgola due giorni terrestri�� e Robin si trov� con trentasei ore libere. Una visita a Titantown poteva essere istruttiva, anche se Robin non capiva bene la funzione di quel luogo di confusione. Il concetto di svago che le era stato instillato nella Congrega non le permetteva di vedere quella sorta di baraonda come un posto dove divertirsi. Divertimento, per le streghe significava gare atletiche, banchetti, festeggiamenti, anche se sapevano apprezzare un tiro ben giocato e una storia menzognera ben raccontata.</p><p>Sua madre le aveva consegnato varie centinaia di crediti delle Nazioni Unite. Robin, che in quel momento si trovava sul balconcino di legno della sua camera d�albergo, posta sull�albero, lasci� correre lo sguardo sui colori vivaci della tendopoli, sulla baraonda, e prov� il desiderio di recarsi laggi�. Se non fosse riuscita a far chiasso come gli altri, sarebbe stato meglio farsi cancellare il terzo Occhio.</p><p>Il gioco d�azzardo risult� una noia. Vinse qualcosa, perse qualcosa di pi�, ma non riusc� a dare importanza alla cosa. I soldi erano uno stupido gioco penista, e lei non cerc� di capirlo. Sua madre le aveva detto che era il modo con cui si teneva conto del punteggio nella costante esibizione gerarchica della cultura penica. E Robin non aveva bisogno di sapere altro.</p><p>Decise per� di adottare un atteggiamento possibilista, anche se molte cose non le parevano molto promettenti. Dapprima segu� le persone che davano l�impressione di divertirsi di pi�, e ne imit� le scelte. Per mezzo credito affitt� l�uso di tre coltelli da scagliare contro un uomo che invitava la gente a colpirlo, davanti a un bersaglio di legno. Quell�uomo era bravissimo. Robin non riusc� a colpirlo, n� ci riuscirono gli altri, in tutto il tempo che Robin rest� laggi� a guardare.</p><p>Si accod� a una coppia ubriaca che entrava nel <emphasis>Fantastico Zoo del Professor Potter</emphasis>, dove si mostravano strani animali di Gea, chiusi in gabbia. A Robin, lo spettacolo parve affascinante, e non cap� perch� i due ubriachi, dopo una rapida occhiata, se ne andassero via, per cercare un posto, come disse il maschio, dove ci fosse pi� �movimento�. Benissimo, anche lei avrebbe cercato il movimento.</p><p>In una tenda guard� un uomo che stuprava una donna su una sorta di piattaforma rialzata, e lo spettacolo le parve assai noioso. Sapeva gi� come andava a finire, e le contorsioni della coppia non aggiungevano molto interesse alla cosa. Poi fu la volta di due titanidi, e questa volta lo spettacolo valeva la pena di essere visto, anche se metteva in discussione tutte le definizioni note a Robin. Dapprima lei pens� che uno dei titanidi stuprasse l�altro, ma poi lo stupratore si tir� indietro, e venne penetrato dalla stuprata. Era logico, tutto questo? Se entrambi i sessi erano in grado di stuprare, si poteva ancora parlare di stupro? Naturalmente, questi dubbi valevano solo per i titanidi. Ciascuno di loro aveva doppi organi, maschile e femminile, nella parte posteriore, e nella parte anteriore un organo singolo: o maschile, o femminile. L�annunciatore present� lo spettacolo come �istruttivo�, e spieg� che i titanidi non avevano alcuna difficolt� a praticare in pubblico un accoppiamento posteriore, ma che l�amore con gli organi anteriori era riservato all�intimit�. Insegn� a Robin un nuovo verbo: scopare.</p><p>Nel vedere il pene posteriore dei titanidi, Robin cominci� ad allarmarsi. Normalmente, era coperto dalle zampe di dietro, ma, quando compariva nella sua integrit�, era davvero uno strumento terribile. Era esattamente uguale al modello umano, ma era lungo come il braccio di Robin, e due volte pi� spesso. Si chiese se sua madre non si fosse confusa, e non avesse attribuito ai maschi umani quello che invece apparteneva ai titanidi.</p><p>C�erano numerose altre attrazioni di carattere istruttivo e scientifico, e molte di esse si basavano sulla violenza. Questo non costitu� affatto una sorpresa per Robin, che non si aspettava altro, da una societ� penista, e che a sua volta conosceva la violenza. In una piccola tenda, una donna dimostrava i poteri di qualche forma di super-yoga piantandosi spilli negli occhi, infilandosi uno sciabolone nella pancia fino a farlo uscire dall�altra parte, e poi amputandosi abilmente il braccio sinistro con bisturi e sega. Robin era certa che quella donna fosse o un robot o un ologramma, ma l�illusione era troppo perfetta per capirlo. Al successivo spettacolo, la donna era pi� in gamba di prima.</p><p>Prese un biglietto per assistere a una rappresentazione di <emphasis>Romeo e Giulietta </emphasis>interpretata da attori titanidi, ma le scapp� continuamente da ridere, e dovette uscire prima della fine. Avrebbero fatto meglio a chiamarlo <emphasis>Capuleti e Montecchi del Quinto Cavalleggeri. </emphasis>Inoltre, il copione era stato clamorosamente manipolato. Secondo Robin, Shakespeare avrebbe potuto anche accettare i titanidi nei ruoli principali, ma certo la grande drammaturga si sarebbe rivoltata nella tomba, se avesse saputo che i revisionisti penisti avevano trasformato Romeo in un uomo.</p><p>Richiamata dal suono della musica, entr� in una tenda di medie dimensioni, vide due lunghe file di panche di legno, e si sedette con sollievo su quella pi� vicina. Dirimpetto a lei, c�era una fila di titanidi che cantava, sotto la direzione di un uomo che indossava un lungo vestito nero. Pareva un�attrazione come le altre, a parte l�assenza del botteghino dei biglietti. D�altronde, di qualsiasi cosa si trattasse, Robin era stanca e aveva voglia di sedersi.</p><p>Si sent� toccare gentilmente sulla spalla. Voltandosi, scorse un altro uomo vestito di nero. Dietro l�uomo c�era un titanide con occhiali dalla montatura di acciaio.</p><p>��Scusa, vorresti metterti questo, per piacere?�� Le mostr� un lungo camicione bianco. Le sorrideva con aria amichevole, e cos� pure faceva il titanide.</p><p>��Perch�?�� domand� Robin.</p><p>��� la regola, qui dentro�� spieg� l�uomo, in tono di scusa.�� Noi riteniamo che sia poco decoroso scoprire il proprio corpo.�� Solo allora, Robin not� che anche il titanide portava la camicia. Era il primo (o la prima) da lei visto che si coprisse il petto.</p><p>S�infil� il camicione, con un�alzata di spalle, disposta a soddisfare qualsiasi arzigogolata convinzione per il piacere di ascoltare la buona musica.�� Comunque, che razza di posto � questo?</p><p>L�uomo si sedette accanto a lei e le rivolse un mesto sorriso.</p><p>��Hai ragione a domandarlo�� disse, con un sospiro.�� A volte, questo luogo mette alla prova la fede, anche quella dei pi� devoti. Noi siamo venuti a portare il Verbo agli altri pianeti. Anche i titanidi hanno l�anima, esattamente come gli uomini. Siamo qui da dodici anni, ormai. Le funzioni sono ben seguite, e abbiamo celebrato qualche matrimonio, qualche battesimo.�� Con una leggera smorfia, sollev� lo sguardo sul gruppo di titanidi che cantava in fondo alla tenda.�� Ma penso che anche dopo avere fatto tutto questo, il nostro gregge accorra qui soltanto per esercitarsi nel coro.</p><p>��Non � vero, fratello Daniel�� disse il titanide, in inglese.�� Io credo in Dio Padre creatore e padrone del cielo e della terra e nel suo figlio unigenito Ges� Cristo nostro signore�</p><p>��Cristiani!�� esclam� Robin, con un grido strozzato. Balz� in piedi, facendo con una mano il segno protettivo delle due dita puntate, e sollevando con l�altra mano la testa di Nasu. Indietreggi� lentamente, con il cuore che le batteva a precipizio. Poi fugg� via di corsa, e non si ferm� finch� la chiesa non scomparve alle sue spalle, in mezzo all�aria polverosa.</p><p>Era entrata in una chiesa! Era la sua pi� grande paura, l�unico terrore della sua infanzia su cui non avesse mai nutrito dubbi. I cristiani erano la radice e il tronco stessi della struttura penista del potere. Una volta capitati tra le loro grinfie, i poveri pagani allegri e pacifici venivano drogati con sostanze che toglievano loro la volont�, e poi dovevano subire orrende torture fisiche e mentali. Non c�era modo di fuggire, non c�era speranza. Con i loro terribili riti, presto sconvolgevano la mente al di l� di ogni speranza di recupero, e a quel punto la convertita veniva infettata con una malattia senza nome che corrompeva l�utero. Da quel momento in poi, la malcapitata era costretta a partorire le figlie con dolore, fino all�ultimo dei suoi giorni.</p><empty-line/><p>La cucina dei titanidi aveva strani aromi. Robin trov� un posto da cui giungeva un profumo stuzzicante, e ordin� una cosa misteriosa, chiamata �Bigburger McDonald�s�. Pareva costituito prevalentemente di carboidrati, avvolti intorno a carne animale macinata. Era delizioso. Lo mangi� fino all�ultima briciola, e si sent� un�ingorda.</p><p>Mentre puliva dal piatto, con le dita, la senape, si accorse che una donna, seduta al tavolo accanto al suo, la fissava. Lei la fiss� a sua volta, poi le rivolse un sorriso.</p><p>��Ammiravo i tuoi dipinti�� spieg� la donna, alzandosi e venendo a sedersi accanto a lei. Si era profumata e portava una serie di sottili fazzoletti, attentamente disposti in modo da sembrare collocati a caso, che finivano per coprirle gran parte del petto e tutto il basso ventre. A tutta prima, dimostrava una quarantina di anni, ma poi Robin si accorse che le rughe e le ombre se le era fatte lei, con dei cosmetici, per sembrare pi� vecchia.</p><p>��Non sono dipinti�� disse Robin.</p><p>��Non��� Sulla fronte le comparvero alcune rughe vere.�� Cos��, un nuovo procedimento? Sono af-fa-scinata!</p><p>��In realt�, � un processo molto vecchio. Tatuaggio. Si prende uno spillo e si infila nella pelle il colore.</p><p>��Deve fare male.</p><p>Robin alz� le spalle. Faceva male, certo, ma non c�era molto <emphasis>labra </emphasis>da guadagnare, a parlarne. Si piangeva e si urlava durante il procedimento, ma poi non se ne parlava pi�.</p><p>��Mi chiamo Trini, detto per inciso. Come fai, per togliertelo?</p><p>��Piacere, Robin, che il sacro flusso ci unisca�� disse lei, presentandosi a sua volta. Spieg�:�� Non te lo togli mai. I tatuaggi durano tutta la vita. Puoi correggerli un poco, ma il disegno resta sempre quello.</p><p>��Che� voglio dire, non ti pare una cosa un po� troppo inflessibile? A me, come a tutti, piace tenermi per tre o quattro giorni una pittura da pelle, ma poi mi stufo.</p><p>Robin alz� di nuovo le spalle, un po� annoiata. All�inizio, le era parso che quella donna volesse fare l�amore, ma ora aveva l�impressione che desiderasse soltanto chiacchierare.</p><p>��Naturalmente, prima di farti fare un tatuaggio, ci pensi bene.�� Allung� il collo per leggere il menu sulla parete, chiedendosi se aveva ancora posto per un piatto chiamato �crauti�.</p><p>��Vedo che la pelle resta perfettamente liscia�� disse Trini, passando delicatamente la punta delle dita sulla spira di serpente che si avvolgeva intorno al seno sinistro di Robin. Poi abbass� la mano e gliela appoggi� leggermente sulla coscia.</p><p>Robin guard� la mano, un po� infastidita dal fatto di non capire bene i segnali di quella donna penista. Prov� a guardarla in faccia, ma anche la faccia era indecifrabile. Trini era troppo esperta nell�ostentare indifferenza, si disse Robin, ma non si sa mai: tentar non nuoce. Si dovette sollevare leggermente, per appoggiarle la mano sulla spalla. Poi la baci� sulle labbra. Quando si tir� indietro, vide che Trini sorrideva.</p><empty-line/><p>��Che lavoro fai, allora?�� Robin si sporse di lato per aspirare un �tiro� dalla sigaretta drogata che Trini le porgeva, poi torn� ad appoggiarsi sui gomiti. Erano stese fianco a fianco, e si guardavano negli occhi. Tra i capelli spettinati di Trini si scorgeva il chiarore della finestra aperta.</p><p>��Prostituta.</p><p>��Cosa vuol dire?</p><p>Trini scoppi� a ridere. Anche Robin rise con lei, ma smise molto prima.</p><p>��Dove diavolo sei vissuta finora? No, non c�� bisogno di dirlo, lo so gi�. Rinchiusa in quella grossa scatola di latta che sta nel cielo. Davvero non lo sai?</p><p>��Se l�avessi saputo, non te l�avrei chiesto.�� Robin era di nuovo seccata, perch� non amava fare la figura dell�ignorante. Lo sguardo le cadde sul polpaccio di Trini, e lo sfior� con le dita, distrattamente. Trini si depilava le gambe, per certi suoi misteriosi motivi, ma non gli avambracci. Robin invece si depilava in tutte le zone dove aveva un tatuaggio, ossia braccio sinistro e gamba destra, parte del pube, e un grosso cerchio dietro l�orecchio sinistro.</p><p>��Scusa, la chiamano la professione pi� antica. Fornisco piacere sessuale a pagamento.</p><p>��Vendi il tuo corpo?</p><p>Trini rise.�� Che idea! Io vendo un servizio. Sono una lavoratrice specializzata, con apposito diploma.</p><p>Robin si mise a sedere sul letto.�� Adesso ricordo. Sei una puttana.</p><p>��Non pi�. Adesso sono indipendente.</p><p>Robin ammise di non capire. Il concetto di vendere le proprie prestazioni sessuali non le era nuovo, ma incontrava difficolt� nell�inserirlo entro una prospettiva economica pi� vasta. A quanto ne sapeva lei, da qualche parte doveva anche esserci la figura dello schiavista: il losco personaggio che possedeva le donne e ne vendeva il corpo ai maschi meno ricchi di lui.</p><p>��Qui dobbiamo intenderci sui termini. Tu dici �puttana� come se fosse la stessa cosa di �prostituta�. E forse lo erano, in passato. Puoi lavorare per mezzo di un�agenzia o in una casa di appuntamento, e allora sei una puttana. Oppure puoi essere indipendente, e allora sei una cortigiana. Sulla Terra, naturalmente. Qui non ci sono leggi, e ciascuno fa per s�.</p><p>Robin cerc� di capire, ma non ci riusc�. Da come lei si immaginava la societ� penista, il fatto che Trini si tenesse il denaro non rientrava nel quadro. Infatti, significava che il corpo da lei messo in vendita era sua propriet�, mentre invece, naturalmente, agli occhi degli uomini non lo era affatto. Era certa che nelle parole di Trini ci fosse una contraddizione, ma era troppo stanca per pensarci in quel momento. Comunque, una cosa le pareva chiara.</p><p>��Quanto ti devo, allora?</p><p>Trini rimase a bocca aperta.�� Hai creduto� oh, no, Robin. Questo l�ho fatto per me. Fare l�amore con gli uomini � il mio lavoro, � quello che mi d� da vivere. Ma faccio l�amore con le donne perch� mi piace. Sai, sono lesbica.�� Per la prima volta, Trini parve leggermente imbarazzata.�� Credo di sapere cosa stai pensando. Perch� una donna che non ama gli uomini si guadagna da vivere avendo rapporti sessuali con loro? � una cosa un po��</p><p>��No, non pensavo affatto a questo. La frase che hai detto prima � la prima cosa sensata che ti sento dire. Lo capisco perfettamente, e vedo che ti vergogni della tua schiavit� penista. Ma che cos�� una lesbica?</p></section><section><title><p>7</p><p>Un armonioso paradiso</p></title><p>Chris affitt� un titanide per farsi portare in un luogo chiamato Casa del Vento, da dove, a quanto gli avevano detto, si poteva prendere un ascensore che saliva al mozzo centrale di Gea. Il titanide era una femmina pezzata, con una lunga criniera azzurra e bianca, che si chiamava Nacchere (Duetto Lidio Diesis) Blues, e Chris continuava a essere di pessimo umore. La titanide parlava un po� di inglese, e all�inizio cerc� di fare conversazione, ma Chris rispose a monosillabi, e lei pass� tutto il tempo del viaggio a far pratica con il suo corno d�ottone, lanciata al galoppo.</p><p>Dopo che si furono lasciati alle spalle Titantown, Chris cominci� a interessarsi maggiormente del viaggio. La titanide galoppava senza scosse, liscia come un hovercraft. Superarono basse montagnole brune e per qualche tempo seguirono la direzione di un rapido tributario dell�Ofione. Poi il territorio cominci� a salire, in direzione dell�imponente Casa del Vento.</p><p>Gea era come un ponte sospeso, a parte la sua forma ad anello. Il mozzo serviva da ancora, contro la forza centrifuga. Lungo i suoi raggi correvano i novantasei cavi che collegavano al mozzo le piastre resistenti della circonferenza, invisibili perch� sepolte sotto un alto strato di terra. I cavi avevano il diametro di cinque chilometri, ed erano composti di centinaia di �trefoli� vuoti all�interno, intrecciati tra loro. All�interno circolavano i vari liquidi di riscaldamento e di raffreddamento, e le arterie per il trasporto delle sostanze nutritizie. Una parte dei cavi scendeva verticalmente nel terreno, ma gli altri uscivano dalle grandi imboccature a campana dei raggi, in alto, e scendevano ad angolo, attraversando prima una delle zone crepuscolari, per poi finire ad ancorarsi in una delle aree illuminate.</p><p>La Casa del Vento era il luogo dove, sul continente di Iperione, si ancorava uno dei cavi inclinati. Sembrava che dall�oscurit� fosse uscito un lungo braccio, che avesse afferrato il terreno con la sua mano, che lo avesse stritolato fino a produrre un grosso mucchio di frammenti, e che poi se ne fosse rimasto l�, immobile, affondato nella terra. Nel dedalo di avvallamenti e di macigni erratici soffiava un forte vento, dovuto all�aria che veniva aspirata e portata verso l�alto: sarebbe poi fuoriuscita nel mozzo e sarebbe ritornata alla periferia di Gea passando lungo i raggi. Era il millenario sistema di condizionamento di Gea, e serviva a fare in modo che lungo tutta la colonna di aria dei raggi, alta 600 chilometri, ci fosse una percentuale respirabile di ossigeno. Quel flusso di aria era anche la strada tradizionalmente seguita dagli angeli per risalire, ma Nacchere e Chris non erano diretti verso di essa, perch� l�ascensore si trovava dall�altra parte del cavo.</p><p>Nacchere impieg� quasi un�ora, ossia una riv, ricord� Chris, per fare il giro del cavo, e quando furono giunti alla loro destinazione incontrarono uno spettacolo impressionante. Innumerevoli tonnellate di cavo pendevano sulla loro testa, come se avessero costruito un grattacielo parallelamente al terreno.</p><p>Il terreno sotto il cavo era stranamente spoglio. Non poteva essere unicamente colpa della mancanza di sole; Gea era nota per la sua prolificit�, e conteneva forme di vita adatte a tutti gli ambienti, compresa l�oscurit� totale. Ma solo in prossimit� dell�ascensore si poteva scorgere qualche forma di vita vegetale.</p><p>L�ascensore era una capsula scura e morbida, lunga quattro metri e alta tre; a una delle sue estremit� c�era un�apertura che si poteva dilatare a volont�. L�altra estremit� era appoggiata a uno sfintere di un tipo assai comune su Gea. Queste aperture davano accesso al sistema di circolazione, che, se si aveva coraggio, poteva essere usato come mezzo di trasporto. Le capsule erano prodotte biologicamente, come spesso avveniva nel caso degli oggetti che si trovavano su Gea, e avevano un sistema che forniva ossigeno alle persone contenute all�interno.</p><p>Chris entr� nella capsula e si sedette su una massa informe che poteva servire come divano. Dalle pareti della capsula spuntavano lunghi filamenti vegetali, utilizzabili come cinture di sicurezza, e Chris si affrett� a legarsi a essi. Era il suo terzo viaggio in quelle capsule, chiamate familiarmente l��autoscontro� dai vecchi residenti di Gea. Sapeva che la capsula subiva forti scosse, quando la corrente cambiava direzione.</p><p>L�interno della capsula era bio-luminescente. Quando l�apertura si chiuse dietro di lui, Chris rimpianse di non essersi portato un libro. Lo aspettava un viaggio di tre ore, senza altra compagnia che i brontolii del suo stomaco e il pensiero che alla fine del tragitto avrebbe avuto un colloquio con una divinit�.</p><p>Si ud� una sorta di risucchio quando la capsula entr� nella prima della serie di v�lvole protettive contenute nel cavo. Ballonzol� per qualche tempo da atrio a ventricolo, finch�, con un improvviso scatto di potenza, la capsula part� per il cielo.</p><p>Il ballerino entrava e usciva dal cono di luce del faro che lo illuminava. Era un ballerino di tip-tap, in cilindro e marsina, ghette e sparato. E come tutti i grandi ballerini, dava l�impressione che tutto fosse facilissimo. Con i tacchi e con la punta del bastone batteva un ritmo complesso, che echeggiava nelle profondit� del mozzo.</p><p>Ballava a una cinquantina di metri dalla porta del normalissimo ascensore di cui si era servito Chris per l�ultimo tratto del suo viaggio. Si ud� un suono di campanello, e Chris vide che la porta si chiudeva.</p><p>La presenza di quel ballerino gli dava un po� fastidio. Gli pareva di essere entrato in una sala cinematografica dopo l�inizio dello spettacolo, e senza sapere che film dessero. Quel ballerino doveva riferirsi a qualcosa, doveva avere qualcosa in mente, anche se quella danza pareva separata dalla realt�, sufficiente in se stessa. La faccia era invisibile, nascosta dietro il cappello, e si vedeva soltanto la punta bianca del mento. Adesso si sarebbe tolto il cappello, pens� Chris, e sarebbe comparso un teschio vuoto, la faccia della morte. Oppure si sarebbe fermato, e, con una mano elegantemente inguantata, avrebbe indicato a Chris la direzione da seguire. Ma non indic� nessuna direzione, rifiut� di trasformarsi nel simbolo di qualcos�altro. Continu� a danzare, e basta.</p><p>Infine si mosse quando Chris si avvicin� a lui. Il cono di luce si spense, e se ne accese un altro, a venti metri di distanza. La sagoma dell�uomo si mosse nell�oscurit� finch� non giunse nuovamente a farsi rivestire di luce. Si accese un�altra luce, poi un�altra ancora, a intervalli di tempo sempre pi� brevi. Il ballerino salt� da una all�altra, fermandosi ogni volta, prima di passare alla successiva, a improvvisare qualche perentoria affermazione con i tacchetti. Infine le luci si spensero, il picchiettio dei tacchi sul marmo svan�.</p><p>Ora che i suoi occhi si erano abituati al buio, Chris cominci� a distinguere qualche altro particolare. In alto, molto al di sopra di lui, c�era una singola riga di luce rossa, netta come quella di un laser. Su tutti i lati, Chris vide che era circondato da sagome altissime: la collezione di cattedrali di Gea. Torri e pinnacoli, archi rampanti e demoni di pietra grigi, sullo sfondo di una nera, insondabile oscurit�. C�erano solo le facciate, o quelle costruzioni erano complete anche all�interno? I libri non glielo avevano detto. Dicevano solo che Gea collezionava esempi architettonici, e che era specializzata in architettura sacra.</p><p>Ud� un rumore di tacchetti e, quando il rumore si fece pi� vicino, scorse una donna che indossava una tuta bianca, come quelle delle inservienti della quarantena. Arriv� da dietro l�angolo di un tempio di pietre tozze, e laggi� si ferm�, per illuminare la zona davanti a lei, grazie a una lampada portatile. La luce accec� Chris, lo sorpass�, ritorn� su di lui, come per inchiodare un criminale in fuga, infine si abbass�.</p><p>��Da questa parte, prego.</p><p>Chris segu� la donna, camminando goffamente a causa della bassa gravit�. La donna gli fece fare un cammino tortuoso in mezzo ai monumenti. Aveva stivali bianchi, di pelle, con tacchetti che battevano con grande sicurezza sul terreno. Pareva non incontrare alcuna difficolt� a camminare, mentre Chris tendeva a rimbalzare come una palla di gomma. Sulla superficie interna del mozzo, la rotazione assicurava soltanto un quarantesimo di gravit�; Chris pesava pochi chilogrammi.</p><p>Si chiese chi fosse quella donna. Durante la quarantena, non gli era mai venuto in mente che gli inservienti potessero non essere umani. Ma, lass�, la cosa era diversa. Sapeva che Gea era capace di costruire a propria volont� le creature viventi. Poteva creare nuove specie, come i titanidi, la cui razza non aveva ancora due secoli, e dare loro il libero arbitrio e il beneficio del suo disinteresse. E poteva creare singoli individui altrettanto liberi e incontrollati.</p><p>Ma creava anche quelli che erano chiamati gli strumenti di Gea. Questi erano delle semplici estensioni di lei. Li usava per costruire le sue copie di cattedrali, scala 1:1, per comunicare con le piccole forme di vita, per fare, insomma, tutto quello che non riusciva a fare con la sua normale ecologia esistenziale. E presto lui, Chris, avrebbe incontrato uno di questi strumenti, che gli avrebbe detto di chiamarsi Gea. In realt�, Gea era tutt�intorno a lui, ma non poteva certo mettersi a parlare con i muri.</p><p>Chris guard� ancora bene la donna alta che lo accompagnava, con lunghi capelli neri. Era uno �strumento�, oppure una vera donna?</p><p>��Di dove siete?�� le domand�.</p><p>��Del Tennessee.</p><p>Gli edifici erano stati costruiti senza un piano preciso. Alcuni erano posti l�uno accanto all�altro, in una sorta di baraccopoli del cielo, altri erano alquanto intervallati. Data la disposizione a casaccio, c�erano strette stradine dove ci si aspettava una piazza, e viceversa. S�infilarono tra una copia di Chartres e una pagoda senza nome, poi sbucarono in un enorme piazzale pavimentato di marmo, che portava a Karnak.</p><p>L�autore del libro che Chris aveva letto ammetteva di non sapere perch� Gea costruisse quelle repliche. E perch�, dopo averlo fatto, le lasciasse al buio, dove nessuno poteva vederle. E a passare in mezzo a esse ci si sentiva come una formica perduta sul fondo polveroso della scatola dei balocchi di qualche bambino. Le costruzioni potevano essere l�equivalente dei segnapunti di un gioco del Monopoli per iper-miliardari.</p><p>��Quello � il mio favorito�� disse a un tratto la donna.</p><p>��Quale?</p><p>��Quello�� disse lei, puntando la lampada.�� Statunitense.</p><p>Aveva un aspetto familiare, ma dopo avere visto tante costruzioni in cos� breve tempo, tutti i mucchi di pietra cominciavano ad assomigliarsi.</p><p>��A cosa servono? Non si riesce neppure a vederli.</p><p>��Oh�� gli assicur� lei�� Gea non ha bisogno di luce visibile. Uno dei miei bis-bisnonni ci ha lavorato. L�ho visto, a Washington.</p><p>��Non mi sembra di conoscerlo.</p><p>��Certo, adesso � a pezzi. Lo vogliono demolire.</p><p>��� per questo che siete venuta qui? Per studiare la grande architettura del passato?</p><p>Lei sorrise.�� No, per costruirla. Sulla Terra, dove potete ancora fare questo genere di lavoro? Per costruire questi edifici, hanno lavorato per centinaia di anni. Anche qui, ne occorrono venti o trenta, e non ci sono di mezzo i sindacati, i regolamenti edilizi e le preoccupazioni economiche. Sulla Terra, costruivamo complessi ancora pi� grandi, ma se non li costruivamo in sei mesi, chiamavano un�altra persona. E alla fine della costruzione, l�edificio sembrava un mucchio di sterco caduto dal cielo. Qui, invece, lavoro sul Tabernacolo Mormone dello Zimbabwe.</p><p>��S�, ma a cosa serve? Cosa vuol dire?</p><p>Lei lo fiss� con commiserazione.�� Se dovete fare questa domanda, vuol dire che non sareste in grado di capire la risposta.</p><p>Raggiunsero un�area di luce diffusa. Era impossibile capire da dove provenisse l�illuminazione, ma per la prima volta si riusciva a scorgere il �tetto� del mozzo, che aveva un raggio di curvatura molto pi� piccolo di quello della periferia, ma che distava da loro pi� di venti chilometri. Pareva un complicato cestino di vimini, e ogni �vimine� era un refolo di cavo, lungo un chilometro. Alla parete pi� vicina a loro era appesa una tela bianca, grande come la vela maestra di un brigantino. Stavano proiettando un film, che, oltre ad avere solo due dimensioni, era anche muto e in bianco e nero. Una pianola automatica posta accanto alla cabina di proiezione, forniva l�accompagnamento musicale.</p><p>Tra la cabina e lo schermo si stendeva un tappeto persiano che pareva misurare almeno un ettaro. Su cuscini e sof� erano sdraiati cinquanta-sessanta tra uomini e donne, che indossavano abiti larghi, sgargianti. Parte guardava il film, parte parlava, rideva, beveva. Una di quelle persone era Gea.</p><p>Non faceva molto onore alle sue fotografie.</p><p>Non esistevamo molte fotografie del particolare �strumento� che Gea amava presentare come se stessa. Nelle foto, la statura rimaneva indeterminata. Un conto era leggere che Gea era una donna di bassa statura, un altro vedersela davanti. Nessuno l�avrebbe notata, se l�avesse vista seduta su una panchina. Chris ne aveva viste migliaia, come lei, nelle periferie della Terra: piccole, sgraziate raccoglitrici di rottami.</p><p>La faccia dalle guance cascanti ricordava soprattutto una patata. Occhi scuri e lucidi, sopracciglia folte, pieghe di grasso. I capelli erano ricci, con venature grigie, e tagliati all�altezza delle spalle. Sulla Terra, Chris si era procurato una foto di Charles Laughton per vedere se gli assomigliava, come dicevano i suoi libri, e aveva constatato che i libri avevano ragione.</p><p>Gea rise con aria sardonica.</p><p>��So quello che pensi, figliolo. Faccio meno impressione di un maledettissimo cespuglio che brucia senza bruciare, vero? D�altronde, cosa credi che avesse in mente, Geova, quando � cos� comparso? Mettere una fifa boia a un superstizioso capraio ebreo, ecco cosa aveva in mente. Accomodati, figliolo. Prendi un cuscino, e raccontami tutto.</p><p>Era straordinariamente facile parlare con Gea. Ecco il lato positivo di quella scelta cos� poco ortodossa del suo Aspetto Divino: in un certo modo difficile da definire, andava d�accordo con l�immagine di Gea come Madre Terra. Davanti a lei, ci si poteva sentire tranquilli. Si poteva prendere quello che si aveva dentro, metterlo a nudo, con una fiducia che diventava sempre pi� grande. E Gea aveva quell�intuito che dovrebbero avere tutti i buoni terapeuti e tutti i buoni genitori. Ti ascoltava, certo, ma soprattutto ti faceva capire di averti ascoltato. Non ti dava necessariamente ragione, e il suo affetto non era privo di critiche. Chris non si sentiva particolarmente favorito, e non gli pareva neppure che il suo caso le importasse molto. Ma Gea si interessava di lui e del suo problema.</p><p>Si chiese se era solo una sensazione soggettiva, se proiettava su quella donnetta grassa tutte le sue speranze. Comunque, mentre faceva il suo racconto gli scapp� anche qualche lacrima, e non sent� il bisogno di scusarsene.</p><p>Raramente alz� gli occhi su di lei. Fece correre lo sguardo dappertutto, su una faccia, su un bicchiere, un tappeto, senza fissare niente in particolare.</p><p>Infine, termin� il discorso che si era preparato. Su quel che poteva succedere da quel momento in poi, non c�erano testimonianze attendibili. La gente che era ritornata sulla Terra, guarita, si manteneva stranamente sul vago, quando si trattava di parlare dei colloqui con Gea e dei sei mesi che, in media, aveva passato al suo interno dopo i colloqui. Non ne parlava mai, nonostante le pressioni.</p><p>Gea guard� per qualche tempo lo schermo, bevve qualche sorso da un calice dal gambo lunghissimo.</p><p>��Perfetto�� disse.�� � pressappoco quello che mi ha detto Dulcinea. Ti ho visitato attentamente, so che cosa hai, e ti assicuro che � possibile una cura. Non soltanto per te, naturalmente, ma anche per�</p><p>��Scusatemi, ma come mi avete visitato?</p><p>��Non interrompere. Torniamo al nostro accordo. � uno scambio, e probabilmente non ti piacer� quello che ti chieder�. Dulcinea ti ha fatto una domanda, quando eravate ancora all�ambasciata, e tu non hai risposto. Mi chiedo se ci hai pensato sopra, dopo di allora, e se adesso sapresti rispondere.</p><p>Chris cerc� di ricordare, e alla fine gli torn� in mente la domanda sui due bambini legati sul binario.</p><p>��Non significa molto�� disse Gea, magnanima�� ma � interessante. Ci sono due risposte, a quanto vedo. Una � per gli d�i, e l�altra per gli uomini. Non ci hai mai pensato?</p><p>��S�, una volta.</p><p>��E qual � la tua opinione?</p><p>Con un sospiro, Chris decise di parlare onestamente.�� Pare probabile che� cercando di liberarli tutti e due, morirei nel tentativo di liberare il secondo. Non so quale libererei per primo. Ma se cercassi di liberarne uno, poi dovrei cercare di liberare anche il secondo.</p><p>��E moriresti�� concluse Gea, con un cenno d�assenso.�� Questa � la risposta degli uomini. Voi uomini lo fate sempre. Salite su un ramo per salvare uno della vostra razza, e il ramo si spezza sotto il vostro peso. Dieci soccorritori muoiono per salvare un escursionista che si � perduto. Un concetto sbagliatissimo dell�aritmetica. Ma, naturalmente, questo non vale per tutti. Molti umani se ne starebbero l� fermi, a guardare, mentre il treno uccide tutt�e due i bambini.�� Lo fiss�, socchiudendo le palpebre.�� Cosa faresti, tu?</p><p>��Non so. Onestamente, non so se sarei disposto a sacrificarmi.</p><p>��Per un dio, la risposta � facile. Un dio li lascerebbe morire entrambi. In altre parole, le vite individuali non hanno importanza. Anche se so di ogni passerotto che cade, non faccio niente per evitare la sua caduta. � nella natura della vita che le creature muoiano. Non mi aspetto che la cosa ti piaccia, o che tu la capisca, o che tu sia d�accordo. Te lo dico unicamente per chiarire la mia posizione. Capisci?</p><p>��Credo. Ma non ne sono certo.</p><p>Gea scosse la mano, come per lasciar perdere la questione.�� La tua approvazione non ha importanza. � solo per informarti di come funziona il mio universo.</p><p>��L�ho capito.</p><p>��Benissimo. Comunque, io non sono impersonale fino a quel punto. Di solito, gli d�i non lo sono. Se ci fosse una vita dopo di questa� e, detto per inciso, non c��, n� nella mia teologia, n� nella tua� probabilmente finirei per premiare il tizio che si � lanciato sul binario ed � perito nel generoso tentativo di salvare entrambi i bambini. Quel poveraccio me lo porterei in paradiso, se il paradiso ci fosse. Purtroppo�� allarg� le braccia, scuotendo la testa�� questo � la cosa pi� prossima al paradiso che ci possa essere, qui dove siamo noi adesso. Non gli faccio tanta <emphasis>r�clame</emphasis>, e non pretendo complimenti per averlo costruito; � un posto, come tanti altri. Si mangia bene.�� S�interruppe per un istante, e poi concluse:�� Ma se devo ammirare qualcuno per un�azione che ha fatto, io lo premio in <emphasis>questa </emphasis>vita. Mi segui?</p><p>��Be�, sono qui che ascolto.</p><p>Gea si sporse verso di lui e gli diede una pacca sul ginocchio.</p><p>��Mi sei simpatico. Dunque, io non do niente per niente. Ma, nello stesso tempo, non metto niente in vendita. Le cure vengono date sulla base del merito. Dulcinea diceva che finora non ti pareva di avere fatto niente che ti meritasse la guarigione. Prova a pensarci ancora.</p><p>��Non credo di capire cosa desiderate.</p><p>��Be��� spieg� Gea�� per le cose fatte sulla Terra occorrerebbe portare la documentazione. Inventare un dispositivo salva-vita, formulare una nuova filosofia interessante. Sacrificarsi per gli altri. Non hai mai visto <emphasis>La vita � meravigliosa</emphasis>, di Frank Capra? No? � una vergogna che voialtri trascuriate i classici per seguire i capricci della moda e del gusto popolare. Il protagonista di quel film aveva compiuto delle azioni che lo avrebbero reso meritevole, ma non erano documentate, e lui non potrebbe portarmi fin qui un autobus pieno di testimoni, e di conseguenza non avrebbe fortuna. � un peccato, ma io posso agire solo in questo modo. Non ti � venuto in mente niente?</p><p>Chris scosse la testa.</p><p>��Qualcosa che hai fatto dopo avere parlato con Dulcinea?</p><p>��No, niente. Suppongo di avere dedicato tutte le energie al mio problema. Devo scusarmene.</p><p>��Non ce n�� bisogno, non ce n�� bisogno. Allora, veniamo al nostro accordo. La questione � che io mi occupo soltanto degli eroi. Puoi pensare che io mi comporto snobisticamente nei riguardi degli effimeri, ma il fatto � che, in un punto o nell�altro, devo pur tirare una linea di demarcazione. Come criterio di scelta, potevo adottare la ricchezza, e il tuo compito sarebbe pi� difficile. � pi� facile diventare un eroe, sai, che diventare un riccone.</p><p>�Una volta, non mi sarei neppure degnata di parlarti. Prima avresti dovuto dimostrarmi di essere un eroe. A quell�epoca, la prova era semplice. L�ascensore era chiuso agli esseri liberi. Se desideravano vedermi, dovevano arrampicarsi lungo un raggio, seicento chilometri. Chi riusciva a farcela era per definizione un eroe. Molti non ce la facevano, e diventavano degli eroi morti.</p><p>�Ma da quando sono diventata la guaritrice della razza umana, ho cambiato le condizioni. Alcuni di coloro che hanno bisogno di cure sono troppo deboli per lasciare il letto. Non possono uccidere draghi, ovviamente, ma ci sono altri modi per dimostrarsi degni, e adesso ne hanno la possibilit� anche loro. Consideralo un omaggio al concetto umano di sportivit�. Comunque, tieni presente che non garantisco un trattamento equo a nessuno. Dovrai correre i tuoi rischi.�</p><p>��Questo mi � chiaro.</p><p>��Allora, sei a posto. A meno che tu non abbia qualche domanda, puoi partire. Ritorna quando sarai degno della mia attenzione.�� Ma non fece alcun cenno di allontanarsi.</p><p>��Che cosa volete che faccia?</p><p>Gea raddrizz� la schiena, cominci� a contare sulla punta delle dita. Erano corti salsicciotti incrostati di gemme, e gli anelli erano sepolti in mezzo al grasso.</p><p>��Punto uno. Niente. Torni a casa e lasci perdere il tutto. Punto due. Il pi� semplice. Scendi alla circonferenza e risali fin qui. Hai una possibilit� di riuscita su trenta. Tre.�� Smise di contare, e con un gesto del braccio indic� la gente riunita attorno a lei.�� Partecipa al ricevimento. Continua a divertirmi, e io ti terr� eternamente in buona salute. Tutta questa gente � arrivata qui come ci sei arrivato tu. Ha deciso di giocare sul sicuro. Ci sono molti film e, come dicevo, si mangia bene. Ma il numero dei suicidi � elevato.</p><p>Chris si guard� attorno, e per la prima volta li fiss� con attenzione. Ne capiva perfettamente il motivo. Molte di quelle persone non sembravano neppure vive. Sedevano immobili a guardare l�immenso schermo: presenze opache che trasudavano depressione come un grigio miasma osservato in una foto Kirlian.</p><p>��Quattro. Scendi alla circonferenza, e fai qualcosa. Ritorna da me come eroe, e io non solo ti guarir�, ma dar� ai medici della Terra le informazioni occorrenti per curare le altre settantatr� persone che hanno la tua stessa malattia.</p><p>�E qui finisce. Adesso, tocca soltanto a te. Corri verso il binario, o aspetti che lo faccia qualcun altro? Quelle settantatr� persone sperano che arrivi qualcuno pi� coraggioso di loro, qualcuno che soffra del loro stesso disturbo. C�� gi� qui un uomo, a dire il vero, che ha la tua stessa malattia. Eccolo l�, quel giovane dagli occhi affamati. Se scenderai alla circonferenza, per vivere o per morire che sia, potresti salvarlo. Oppure potresti unirti a lui, e aspettare che arrivi un <emphasis>vero </emphasis>eroe.�</p><p>Chris guard� l�uomo e rimase sorpreso. �Occhi affamati� era la descrizione esatta. Per uno spaventoso istante, Chris si vide a fianco di quell�uomo.</p><p>��Ma cosa volete che faccia?�� gemette Chris.�� Non potete darmi un suggerimento?</p><p>Cap� che Gea stava rapidamente perdendo l�interesse in lui. Si era voltata a guardare le immagini sullo schermo. Ma si gir� verso di lui per l�ultima volta.</p><p>��L� sotto c�� un�area di un milione di metri quadri. Le caratteristiche geografiche sfiderebbero la tua immaginazione. C�� un diamante grosso come il Ritz, posto in cima a una montagna di vetro. Portami quel diamante. Certe trib� vivono sotto un�oppressione spietata, schiave di creature malvage con gli occhi rossi e ardenti come la brace. Liberale. Ci sono centocinquanta draghi, ciascuno diverso dall�altro, sparsi qua e l� per la mia circonferenza. Uccidine uno. Ci sono migliaia di torti da raddrizzare, di ostacoli da superare, di innocenti da salvare. Il mio consiglio � di metterti in viaggio lungo la mia superficie. Prima che tu ritorni al punto di partenza, ti garantisco che il tuo coraggio sar� stato messo alla prova mille volte.</p><p>�Ma devi deciderti <emphasis>subito. </emphasis>Quell�uomo laggi� e altri settantadue sulla Terra aspettano te. Sono legati alle rotaie del treno. Tocca a te salvarli, e il tuo primo passo � quello di capire che forse non riuscirai neppure a salvare te stesso. Ma se morirai, almeno sarai morto nel tentativo.</p><p>�Che cosa decidi, allora? O ordini da bere, o ti togli dai piedi!�</p></section><section><title><p>8</p><p>L�aviatore</p></title><p>Robin aveva voglia di pestare i piedi per terra, ma si guard� bene dal farlo. Dodici anni di esilio nelle regioni a bassa gravit� della Congrega le avevano insegnato a evitarlo. Ma emotivamente, nel suo cervello, li stava pestando con furore.</p><p>Una delle assistenti la accompagnava all�ascensore, ma Robin se la lasci� presto alle spalle. Rifece la strada tra i monumenti, come una formica in mezzo agli elefanti.</p><p>Ridicolo. Gea pensava di impressionarla? Se uno si lasciava impressionare dallo spreco, lei, allora, era addirittura sconvolta.</p><p>Cattedrali. Ballerini di tip-tap. Una �cosa� oscena e grassa che si spacciava per la Grande Madre, circondata da una manica di sicofanti. E a coronare il tutto?</p><p>Gli eroi.</p><p>Sbuff� con disprezzo, rivolta nella generica direzione di Notre Dame.</p><p>Per quale motivo, lei, Robin, doveva salvare ventisei estranei? Uno di loro era senza dubbio suo padre. Gea glielo aveva fatto notare espressamente, e lei l�aveva fissata a sua volta, senza capire. Parlare di paternit� a Robin era come parlarle della risposta premi alla chiusura mensile della Borsa.</p><p>Non si d� niente per niente, aveva detto Gea. E, allora, quei ventisei in paziente attesa che Robin si incamminasse verso una morte orrenda, che cosa davano? Tutto il suo essere si ribellava contro quell�idea. Se anche uno solo dei malati fosse appartenuto alla Congrega, lei avrebbe mosso il Cielo e la Terra per salvarlo. Ma gli estranei?</p><p>Quel viaggio su Gea era stato una stupidaggine fin dall�inizio. Adesso non era il caso di sommare nuovi errori a quelli gi� fatti. Rimanere in quel penosissimo branco di leccastivali smidollati era assolutamente da escludere, e cos� pure accettare le condizioni di Gea. Se ne sarebbe ritornata a casa sua, per vivere come voleva la Grande Madre.</p><p>Giunse all�ascensore e schiacci� il pulsante di chiamata. Ud� il suono di un campanello, e le porte si aprirono. Cattiva progettazione, pens�, nel vedere che non c�era un mancorrente a cui afferrarsi. Vide solo due pulsanti: uno con la scritta CIELO, e l�altro con la scritta GI�. Schiacci� il secondo, e sollev� le braccia per fare pressione contro il soffitto, nel caso che la discesa fosse troppo rapida. In quella posizione, mentre si aspettava che l�ascensore si muovesse verso il basso, non le parve per niente strano di sentire che i piedi si staccavano dal pavimento. Dovette passare un lungo istante, prima che si accorgesse che il soffitto rimaneva sempre alla stessa distanza. E che, anzi, si stava lentamente allontanando da lei. Si affrett� ad abbassare gli occhi.</p><p>Scorse i propri stivali. Seicento chilometri pi� in basso, scorse Nox, il Mare di Mezzanotte.</p><p>Il tempo parve fermarsi. Robin si sent� correre per le estremit� un fiotto bruciante di adrenalina. Una serie di immagini le pass� in fretta nella mente, piene di dettagli. L�aria aveva un buon sapore. Per un momento, si sent� fortissima, mentre cercava di afferrarsi a qualcosa, con mani e piedi che ormai le sembravano distanti. Poi quella forza si spezz� in mille frammenti, e la paura e la disperazione cercarono di impadronirsi di lei.</p><p>Quando cominci� a gridare, il fondo della cabina dell�ascensore le era arrivato all�altezza della cintura. Continu� a sprofondare, gridando e imprecando con rabbia. Le pareti dell�ascensore rimasero sempre irraggiungibili, e la cabina si allontan� sopra di lei e si ridusse a una scatola di luce sempre pi� piccola.</p><p>Robin si mise a fare dei calcoli, ma non perch� sperasse di trovare una risposta che la riportasse nel mondo dei vivi. Molti chilometri al di sotto di lei, la aspettava solo la morte. Desiderava unicamente sapere quanti secondi le rimanevano. O minuti? O forse aveva ancora qualche ora da vivere?</p><p>In questo, pot� avvantaggiarsi dell�insegnamento ricevuto nella Congrega. Conosceva il moto centrifugo, e quel tipo di problema le era familiare, mentre avrebbe avuto qualche difficolt� se si fosse trattato di un vero campo gravitazionale. Robin non era mai stata in campi gravitazionali degni di nota.</p><p>Cominci� con uno dei dati del problema, l�accelerazione in corrispondenza del mozzo, che era di un quarantesimo di gravit�. Quando il pavimento dell�ascensore si era spalancato sotto di lei, era cominciata a cadere con la velocit� di un quarto di metro al secondo. Ma l�accelerazione non sarebbe rimasta costante. Un corpo che si muove all�interno di un oggetto in rotazione non cade in direzione radiale, bens� ha l�impressione di muoversi in senso inverso a quello di rotazione. Vista dall�esterno, la sua traiettoria era una retta, ed era la ruota di Gea a muoversi sotto di lei. La sua accelerazione rispetto alla circonferenza di Gea sarebbe stata molto piccola, all�inizio. Solo dopo avere accumulato una forte componente laterale della velocit� avrebbe avuto l�impressione di cadere rapidamente, e se ne sarebbe accorta dalla pressione dell�aria: come un forte vento che soffiava su di lei in direzione contraria a quella della rotazione.</p><p>Si guard� attorno, rapidamente. Il vento era gi� forte. Su una delle pareti verticali, poteva scorgere la cima degli alberi. Era la foresta orizzontale di Gea. Se Gea avesse ruotato nell�altro verso, Robin avrebbe urtato contro quella parete nel giro di pochi secondi, o di pochi minuti. Ma poich� Gea ruotava in modo da allontanarla da quella parete, le rimaneva ancora del tempo.</p><p>Poteva eseguire mentalmente alcuni calcoli semplificati, ma non sapeva la densit� dell�aria di Gea. Aveva letto da qualche parte che era molto alta: circa due atmosfere in prossimit� della circonferenza. Ma come scendeva la pressione quando si raggiungeva il mozzo? Poi pens� che anche lass� era perfettamente respirabile, e calcol� che ci fosse una pressione di un�atmosfera.</p><p>Stranamente, quei calcoli matematici riuscirono a calmarla un poco. Non si irrit� neppure quando dovette rifarli, anche se era consapevole della loro inutilit�. Intendeva fare quel calcolo perch� desiderava conoscere con esattezza il momento della sua morte. Era importante morire con decoro. Afferr� il manico della borsa contenente Nasu e riprese i calcoli dall�inizio.</p><p>Giunse a una risposta che le pareva assurda, rifece il conto, e poi lo rifece una terza volta per conferma. Facendo la media, ottenne cinquantanove minuti all�urto. Dal calcolo ricav� anche la velocit� al momento dell�impatto. Trecento chilometri orari.</p><p>Cadeva con la schiena rivolta nella direzione da cui soffiava il vento. Poich� la caduta la portava sia in direzione della circonferenza, sia in quella della parete opposta, il suo corpo non era in posizione verticale. Il mozzo non era pi� in direzione dei suoi piedi. La parete che si allontanava da lei formava un angolo con il suo corpo. Si guard� attorno.</p><p>Lo spettacolo era affascinante. Purtroppo, non era nelle migliori condizioni di spirito per apprezzarlo.</p><p>La Congrega, se l�avessero lasciata cadere dal punto da cui era partita lei, sarebbe stata come una scatola di latta precipitata in una ciminiera. Il raggio lungo cui stava cadendo, quello di Rea, era un tubo cavo che in fondo si allargava a campana, e la cui superficie interna era totalmente coperta di alberi che avrebbero fatto impallidire le pi� alte sequoie. Quegli alberi avevano le radici nella parete del raggio, e crescevano verso l�interno. Robin non riusciva pi� a distinguere le singole piante, neppure le pi� grandi, e tutt�intorno a lei la parete sembrava un mare di colore verde cupo. Il raggio era illuminato da doppie file verticali di obl�, ammesso che si potesse dare quel nome ad aperture che avevano almeno un chilometro di diametro.</p><p>Allung� il collo, cercando di guardare nella direzione verso cui stava precipitando. Nox si avvicinava. E c�era qualcosa d�altro: una cosa che sembrava sospesa sopra di lei, ai limiti del suo campo visivo. Erano i cavi verticali di Rea. Erano ancorati in corrispondenza di alcuni isolotti del Mare di Mezzanotte, e salivano in linea retta verso l�asse di rotazione; si incontravano poco prima del mozzo, e lass� si intrecciavano, formando una sorta di monumentale �codino� cinese.</p><p>Le venne il desiderio di guardare. Torcendosi a mezz�aria, riusc� a stabilizzarsi con la faccia al vento e apr� leggermente gli occhi. I cavi stavano proprio di fronte a lei, e di momento in momento si facevano pi� vicini.</p><p>��O Grande Madre, ascoltami ora!�� Mormor� come meglio pot� il primo incantesimo della morte, incapace di distogliere gli occhi da quella che le sembrava una parete scura in movimento. A causa della velocit� con cui passava davanti ai suoi fili avvolti a elica, Robin aveva l�impressione che il cavo rotasse su se stesso come le insegne dei barbieri.</p><p>Le occorse pi� di un minuto per allontanarsi dal cavo. Quando si trov� nel punto pi� vicino a esso, tenne il braccio destro ben stretto contro il fianco. Aveva l�impressione di poterlo toccare allungando la mano, anche se sapeva che doveva essere molto pi� lontano. Una volta oltrepassato il cavo, si gir� ancora una volta su se stessa e lo guard� allontanarsi.</p><p>Un�ora non sembrava un tempo molto lungo. Certo si poteva rimanere in preda al terrore per un�ora. Cominci� a chiedersi se non ci fosse qualcosa di profondamente sbagliato, in lei, dato che non era pi� terrorizzata. Prima che l�avvicinarsi dei cavi avesse fatto nuovamente sorgere, in lei, il terrore, aveva raggiunto una sorta di tranquillit�. La sent� ritornare pian piano in lei e l�accolse con piacere. Ci pu� anche essere una sorta di dolce pace, nel sapere che la morte si avvicina, che sar� rapida e indolore, e che non c�� niente da guadagnare sudando, graffiando l�aria e maledicendo al destino.</p><p>Quella pace non poteva durare in eterno, comunque. Ma perch� non durava per un�altra ventina di minuti?</p><p>Continuava a passare dal fatalismo alla paura. Sapere di non poter fare niente non le era sufficiente. Voleva vivere, non voleva morire, e non c�erano parole per esprimere un dolore cos� grande.</p><p>Nella sua religione, non si credeva che le preghiere potessero avere risposta. In questo senso, la Congrega non pregava affatto. Non chiedeva niente. C�erano alcune cose che si potevano chiedere, certe posizioni che si potevano guadagnare nell�altra vita, ma quando ci si trovava in qualche momento difficile, si restava abbandonati a se stessi. La Grande Madre non interveniva a cambiare il destino individuale, e a Robin non venne neppure in mente di chiederglielo. Ma continu� a chiedersi se c�era <emphasis>qualcuno </emphasis>a cui rivolgersi per chiedere aiuto, qualche potere in quel deserto. E poi si domand� se non era proprio quella, l�intenzione di Gea. Che fosse rimasta a spiarla per tutta la discesa, fino a quel momento, a pochi attimi dalla distruzione? Dopo la prima scossa emotiva, Robin non si era pi� sorpresa di essere stata trattata in quel modo da Gea. Sembrava armonizzarsi perfettamente con tutte le follie che la �dea� le aveva detto. Ma ora che se ne chiedeva il motivo, l�unico che riusciva a trovare era che Gea voleva costringerla, con il terrore, a proclamarla sua Signora.</p><p>Se cos� era, allora Gea era ancora in grado di fare qualcosa. Robin apr� la bocca, ma non riusc� a emettere alcun suono. Prov� di nuovo, ed emise un urlo. Per qualche strana alchimia spirituale, la sua paura si era trasformata in una rabbia divorante, che la faceva tremare pi� del vento.</p><p>��Mai!�� grid�.�� Mai! Mai! Cancro puzzolente! Abominio! Schifosa, repellente pervertita! Verr� a cercarti nella tomba, e ti squarcer� la pancia, per poi strangolarti con le tue budella puzzolenti! Ti riempir� la pancia di carboni accesi, ti strapper� la lingua, ti infiler� in uno spiedo e ti far� arrostire per l�eternit�! Ti maledico! Ora ascoltami, o Grande Madre, e ricorda la mia promessa! Voto la mia ombra a dare eterni tormenti a colei che si chiama Gea!</p><p>��Ottima idea.</p><p>��E ho solo cominciato! Io�</p><p>Guard� in direzione dei suoi piedi. Un metro pi� in l�, c�era una faccia che sogghignava. Non riusc� a vedere molto di pi�, a causa della posizione in cui si trovava: solo le spalle, il petto straordinariamente largo, e le ali ripiegate sulla schiena.</p><p>��Vedo che la prendi con filosofia.</p><p>��C�� qualche motivo per cui dovrei agire diversamente?�� domand� Robin.�� Mi pareva di avere capito tutto, e finora non ho nessuna prova di essermi sbagliata. Sei disposto a giurare, su quello che hai di pi� caro, che non � stata Gea a mandarti?</p><p>��Lo giuro sullo Stormo. Gea sapeva di non gettarti verso morte sicura, ma questo non � opera sua. Io lo faccio senza che nessuno me lo ordini, di mia libera iniziativa.</p><p>��Colpir� la parete tra circa cinque minuti.</p><p>��Sbagliato. I raggi si allargano come una campana, verso il fondo, ricordi? La larghezza � sufficiente a farti uscire dal raggio e a cadere sull�Iperione orientale, con un angolo di sessanta gradi.</p><p>��Se credi di consolarmi��� Ma quelle parole la tranquillizzarono un poco. La sua prima valutazione, sessantotto minuti, pareva dunque giusta, ma la velocit� di impatto del suo ultimo calcolo era troppo bassa: la caduta era pi� lunga di quanto previsto. Si chiese come contasse di aiutarla, l�angelo, a perdere velocit�.</p><p>��Non posso trasportarti�� disse infatti lui.�� Ti dir� una cosa: tu mi sorprendi. Finora, ho visto la gente reagire in tutte le maniere. In genere, tutti cercano di insegnarmi cosa devo fare, quando hanno ancora il lume della ragione.</p><p>��Io ce l�ho ancora. Come possiamo farcela? Anche il fattore tempo mi sembra importante.</p><p>��No, non ancora. Potr� aiutarti quando sarai pi� vicina al terreno, e ti aiuter� rallentando la tua velocit�. Fino a quel momento, rilassati. Ma vedo che non ho bisogno di dirtelo.</p><p>Robin non sapeva cosa dirgli. Era quasi isterica, e sentiva avvicinarsi la crisi. L�unico modo per vincerla, si era accorta da tempo, era quello di fingere di essere perfettamente tranquilla. Se riesci a fingerlo abbastanza bene da ingannare un�altra persona, pu� darsi che tu riesca anche a ingannare te stessa.</p><p>Adesso, l�angelo era venuto a mettersi davanti a lei. Osservandolo, Robin not� due cose: primo, che era una delle poche persone da lei viste, forse cinque in tutta la sua vita, che erano pi� piccole di lei, e, secondo, che lei non aveva nessuna particolare ragione per ritenere che fosse maschio. Si domand� perch� lo avesse pensato. L�angelo non aveva organi genitali esterni: tra le sue gambe, si vedeva solo un mucchietto di piume verdi iridescenti. Doveva essere stato a causa della sua magrezza. Nel breve tempo da lei passato su Gea, aveva imparato ad associare la magrezza, la spigolosit�, ai maschi. Pareva fatto di corda e di ossa, coperte in pari proporzioni di pelle bruna nuda e di piume multicolori.</p><p>��Sei ancora un bambino?�� gli chiese.</p><p>��Io no. E tu?�� Sorrise.�� Finalmente, vedo che ti comporti come mi aspettavo. E la prossima domanda sar� se sono maschio o femmina. Sono estremamente maschile, e orgoglioso della malattia. Dico �malattia� perch� i maschi, tra gli angeli, hanno una durata di vita che � met� di quella delle femmine, sono pi� piccoli e hanno meno resistenza. Ma ci sono anche dei lati positivi. Non hai mai fatto l�amore in aria?</p><p>��Non ho mai fatto l�amore da nessuna parte, almeno nel senso a cui probabilmente ti riferisci.</p><p>��E desideri provare? Abbiamo circa un quarto d�ora, e ti garantisco un�esperienza indimenticabile. Ti va l�idea?</p><p>��No. Non capisco perch� la cosa ti interessi tanto.</p><p>��Sono un depravato�� confess� lui, tutto soddisfatto.�� Ho questa passione per la ciccia. Non me ne sazierei mai. Me ne sto sempre di sentinella da queste parti, aspettando che qualche bella cicciona umana mi passi davanti. Io faccio un favore a lei, e lei fa un favore a me. Siamo contenti in due.</p><p>��Cos��, una specie di pedaggio?</p><p>��No, non un pedaggio. Io ti salver� in qualsiasi caso. Non mi piace vedere la gente spiaccicata per terra. Ma cosa mi dici? Non � una grande richiesta. Quasi tutte sono state ben liete di farmi il piacere.</p><p>��Non io.</p><p>��Sei davvero strana, non te l�ho detto? Non ho mai visto un�umana con dei disegni come i tuoi. Sono macchie di nascita? O appartieni a qualche strana sottorazza dell�umanit�? Non capisco perch� non vuoi fare l�amore con me. Non ci vuole molto tempo. Mi basta un minuto. Chiedo troppo?</p><p>��Chiedi troppe domande.</p><p>��Vorrei solamente� ehi! � quasi ora di voltarsi, se non vogliamo sfracellarci. Attenta!</p><p>Robin si era voltata di scatto, in preda al panico, immaginando che la terra fosse gi� sotto di loro. Prese male il vento, di spalla, e cominci� a capitombolare.</p><p>��Rilassati�� consigli� l�angelo.�� E vedrai che ti raddrizzerai. Ecco, cos� va bene. Adesso, guarda se riesci a girare su te stessa. Tieni le braccia lungo i fianchi, e spostale pian piano all�indietro.</p><p>Robin fece come le diceva l�angelo, e infine si trov� in una posizione che ricordava il tuffo del cigno. Ora stavano attraversando la zona crepuscolare, e la loro quota era abbastanza bassa, tanto che si cominciava a scorgere il movimento del terreno. L�angelo le si mise alle spalle, e la strinse tra le braccia. Erano dure e robuste come corde: con una le serr� il petto, con l�altra i fianchi. Robin sent� premere contro il dorso del collo le piume che crescevano sulle guance dell�angelo; poi il calore delle sue labbra che le sfioravano il lobo dell�orecchio. .�� Sei cos� morbida, cos� incantevole da stringere�</p><p>��Per la Grande Madre, se vuoi stuprarmi, fallo subito, e che tu sia maledetto, pavonaccio bugiardo! Non abbiamo molto tempo.�� Robin rabbrividiva; la paura di cadere e una punta di nausea stavano velocemente demolendo il suo autocontrollo.</p><p>��Cos�hai nella borsa?�� domand� lui, allegramente.</p><p>��Il mio demone.</p><p>��Va bene. Quando una non vuole rispondere� Ma tienila ben stretta. Si comincia.</p><p>Ora che cominci� lentamente ad aprire le grandi ali, le sue braccia si irrigidirono come morse. Robin riacquist� bruscamente il peso, e la sua caduta libera divenne un volo sospesa a un aquilone. Non riusc� pi� a tenere le gambe ben tese. Dovette lasciare che si abbassassero, e quel movimento spost� l�equilibrio di tutti e due; presero a dondolare lentamente attorno al baricentro delle ali dell�angelo, posto al di sotto delle sue scapole.</p><p>L�angelo cominci� lentamente a virare, e il terreno parve inclinarsi sotto di loro. A quanto cap� Robin, il suo compagno si dirigeva verso il fiume Ofione, nel punto dove passava sotto il cavo ancorato alla Casa del Vento. In quella zona, il fiume era largo, profondo e placido, e correva in direzione sud-est. Per poterlo fare, l�angelo doveva prima spostarsi un poco a sud, e poi un poco a nord, per seguire il corso del fiume. A quel punto doveva poi allungare la traiettoria, volando quanto pi� possibile parallelo al terreno. Se non ci fosse stato l�angelo, Robin avrebbe toccato terra molto prima di arrivare al fiume.</p><p>Passarono al di sopra di un gruppo di crateri. Robin non ne domand� l�origine. Non potevano essere stati prodotti dalla caduta di qualche persona; novanta metri al secondo non potevano dare una cos� grande energia cinetica. Ma un oggetto pi� pesante, gettato dal punto da cui era partita lei, sarebbe stato in grado di farlo.</p><p>Adesso l�angelo allarg� le ali al massimo della loro ampiezza. Sotto di loro, il terreno era coperto di collinette e di foreste, ma pi� avanti si poteva scorgere la distesa del fiume. Pareva impossibile che riuscissero a raggiungerlo, e non c�era la possibilit� di riprendere quota e di provare una seconda volta. L�angelo poteva sollevare poco pi� del proprio peso.</p><p>��Al momento dell�impatto, penso di poter ridurre a settanta ottanta chilometri l�ora la tua velocitࠗ le grid� lui nell�orecchio.�� Quando sar� certo di raggiungere il fiume, cercher� di frenare con dei brevi scatti. Entrerai nell�acqua a volo radente.</p><p>��Non so nuotare.</p><p>��Neppure io. A quel punto, dovrai provvedere con i tuoi propri mezzi.</p><p>Fu un�esperienza assai strana. L�angelo la strinse con maggiore forza, e Robin trasse un profondo respiro, con il cuore che le batteva come un maglio. Poi ripresero a procedere in volo librato, molto al di sopra delle acque scure del fiume. Un forte scossone, e lei, istintivamente, tese le braccia in avanti, ma la terra era ancora lontana. Il terzo strattone fu il pi� forte di tutti. Per alcuni secondi, Robin non riusc� a riprendere fiato.</p><p>Intanto la riva si avvicinava, alla loro destra. Pi� avanti, il fiume curvava verso ovest.</p><p>Le parve di colpire l�acqua di schiena, ma era troppo scossa per capirlo. La successiva cosa che riusc� a ricordare, fu che era immersa nell�acqua fangosa e che agitava le braccia in direzione della luce.</p><p>Il nuoto, a quanto le parve di capire, doveva essere un�attivit� faticosa. Ma era stupefacente il numero di cose che si riusciva a fare quando si era nell�acqua fino al naso.</p><p>Quando Robin usc� faticosamente dall�acqua, vide che l�angelo la stava aspettando, in piedi sulla riva. Non riusciva a stare in piedi bene, perch� non aveva i piedi adatti a quel tipo di operazione. I suoi piedi erano simili a zampe di uccello, con dita lunghe e sottili, fatte per tenersi ai rami degli alberi. Robin percorse un paio di metri sull�argine, poi si lasci� cadere a terra.</p><p>��Ascolta, regalami questa�� disse l�angelo, prendendole la borsa.�� Il lavoro che ho fatto merita un premio, non puoi negarlo.�� Apr� la borsa, emise un suono soffocato, si affrett� a richiuderla e la lasci� cadere a terra, facendo un passo indietro.</p><p>��Ti avevo avvertito�� disse Robin, con voce stanca.</p><p>L�angelo era irritato.�� Allora, cos�altro hai?</p><p>��Da qualche parte, devo avere dei soldi. Prendili tutti.</p><p>��E cosa me ne faccio? L�unico posto dove potrei spenderli � in quella gabbia di matti che hanno costruito i titanidi.</p><p>Robin si mise a sedere, e si pass� le dita fra i capelli bagnati, per toglierseli dagli occhi.</p><p>��Parli bene l�inglese�� gli disse.</p><p>��E cosa ne sai? Si possono dire delle cose bellissime in questa lingua, se c�� qualcuno che ha voglia di ascoltarle.</p><p>��Scusa se ti ho offeso, ma non l�ho fatto apposta. Ero preoccupata.</p><p>��Adesso non hai pi� motivo di esserlo.</p><p>��Te ne sono grata. Mi hai salvato la vita, ti ringrazio.</p><p>��D�accordo, d�accordo. Ho imparato l�inglese da mia nonna, detto per inciso. Mi ha anche insegnato che non si d� niente per niente. Che cos�hai, oltre al denaro?</p><p>Aveva un anello, un dono di sua madre. Lo fece vedere all�angelo. Lui lo prese e lo esamin� con poca convinzione.</p><p>��Va bene. Cos�altro hai?</p><p>��Non ho altro. Solo i vestiti che indosso.</p><p>��Prendo quelli.</p><p>��Ma il resto della mia roba�</p><p>��� all�albergo. Vai da quella parte, e ci arrivi. La giornata � tiepida. Fatti una bella camminata.</p><p>Robin si sfil� gli stivali e li svuot� dell�acqua che contenevano. La maglietta venne via senza difficolt�, ma le fu difficile togliersi i calzoni bagnati.</p><p>Lui li prese, e rimase per qualche istante ad ammirare Robin.</p><p>��Se solo sapessi quanto mi piacciono le donne umane grasse.</p><p>��Questa donna, puoi scordartela. E, poi, cosa intendi dire, con �grasse�? Io non sono affatto grassa.�� Era turbata dal modo in cui lui la guardava: una sensazione del tutto nuova per lei. Robin non aveva pi� pudore di un gatto.</p><p>��Tu hai il venti per cento di grasso, forse pi�. Ne sei ricoperta. Sei tutta rigonfia.�� Sospir�.�� E quelli sono i disegni pi� <emphasis>strani </emphasis>che abbia mai visto.�� S�interruppe, poi sorrise lentamente.�� Se non altro, sono riuscito a vederti. Buon atterraggio.�� Le gett� i vestiti e balz� in aria.</p><p>La forza delle sue ali per poco non fece cadere a terra Robin, e sollev� un turbine di foglie secche e di polvere. Per un momento, la sua maestosa apertura alare oscur� il cielo; poi sal� sempre pi� in alto, divenne una sottile sagoma umana avvolta in un tumulto di penne.</p><p>Robin si mise a sedere, tremando per le emozioni di quegli ultimi minuti. Diede un�occhiata alla borsa, che si dimenava tutta, a causa degli sforzi di un anaconda che, totalmente scombussolato, cercava di riguadagnare la libert�. Nasu avrebbe dovuto aspettare. Del resto, il serpente non sarebbe certamente morto di fame, neppure se l�attacco fosse durato qualche giorno.</p><p>Riusc� ancora a girarsi con la faccia a terra, per paura di accecarsi fissando il sole, e presto perse ogni controllo del proprio corpo. Il giorno senza tempo di Iperione continu� a svolgersi mentre lei si contorceva sotto la luce ambrata del sole, completamente inerme, timorosa che l�angelo facesse ritorno per stuprarla.</p></section><section><title><p>9</p><p>Lavoratrice autonoma</p></title><p>Dal suo posto d�osservazione sulla piattaforma di roccia, Gaby Plauget attendeva che diminuisse il fragore dell�immensa diastole. Un normale ciclo di aspirazione di Aglaia produceva un suono come quello delle cascate del Niagara. Oggi il suono ricordava invece quello delle bolle che gorgogliano da una bottiglia vuota, tenuta sott�acqua. La valvola di aspirazione, in cui si era infilato un albero titanico, era quasi completamente sommersa.</p><p>Quel luogo era chiamato le Tre Grazie. Era stata la stessa Gaby a darle quel nome, molti anni prima, in base a un gioco di parole che aveva senso soltanto per lei. A quell�epoca i pochi terrestri che abitavano su Gea erano ancora occupati a dare nomi umani alle localit� geografiche, e di solito rispettavano la vecchia convenzione di usare, come fonte, la mitologia greca. Gaby ricordava che le Grazie assistevano Afrodite-Venere nella sua toeletta, e pur sapendo la differenza tra la toeletta di una signora e la toeletta intesa come locale sanitario, si era detta che Ofione, il fiume circolare, era la toeletta di Gea e lei l�idraulico. Prima o poi, tutto finiva in quel fiume. Quando si intasava, era Gaby a sturarlo.</p><p>�Datemi uno sturalavandini grande come la cupola di San Pietro e un punto d�appoggio� aveva detto un tempo a qualcuno che si era fermato a guardare i suoi lavori �e io vi sturer� il mondo�. Non disponendo per� di una ventosa cos� grande, era costretta a ricorrere a metodi altrettanto massicci, ma un po� pi� tortuosi.</p><p>Il suo punto di osservazione si trovava a circa met� altezza, sulla parete nord del canyon occidentale di Rea. Un tempo quel canyon aveva una caratteristica assolutamente unica: invece di scorrere dal canyon alle pianure situate a ovest, il fiume Ofione vi scorreva in senso inverso. Era Aglaia a rendere possibile questa incongruenza. Ora che la valvola di aspirazione del grande fiume era fuori uso, il buon senso si prendeva la rivincita sui capricci della Gea-grafia. L�acqua, che non aveva pi� un posto dove riversarsi, aveva trasformato Ofione in un lago azzurro e trasparente che riempiva il canyon e tracimava nelle pianure di Iperione. Per molti chilometri, lungo l�orizzonte in salita di Gea, una placida coltre d�acqua copriva ogni cosa, e lasciava spuntare solo la cima degli alberi pi� alti.</p><p>Aglaia aveva la forma di un enorme grappolo, lungo tre chilometri, annidato nel collo di bottiglia del canyon: la sua parte pi� bassa era immersa nel lago, e quella pi� alta raggiungeva il plateau, settecento metri al di sopra. Lei e le sue sorelle, Talia ed Eufrosine, erano organismi unicellulari con un cervello grosso come il pugno di un bambino. Per tre milioni di anni, incuranti di tutto, avevano continuato a sollevare le acque di Ofione al di sopra dell�altopiano occidentale di Rea. Si nutrivano filtrando i detriti che il fiume portava nelle loro bocche smisurate, ed erano abbastanza grandi da inghiottire qualsiasi oggetto esistente sulla superficie di Gea, tranne appunto gli alberi titanici, i quali, facendo parte della carne viva di Gea, non si sradicavano mai dalla loro sede.</p><p>Ma ormai la vita di Gea era sulla soglia del crepuscolo, e poteva succedere di tutto. E questo, riflett� Gaby, era il motivo che portava un essere della dimensione di Gea ad avere bisogno di un riparatore della dimensione di Gaby Plauget.</p><p>Intanto, la fase di aspirazione era terminata. Aglaia si era gonfiata fino a raggiungere la sua dimensione massima. Adesso, c�era un intervallo di qualche minuto, prima che la valvola cominciasse a chiudersi, come se Aglaia trattenesse il fiato in attesa della sua regolare scarica oraria. Nel crepuscolo dorato discese il silenzio, e molti occhi si volsero verso Gaby, in attesa del suo ordine.</p><p>Gaby pos� a terra un ginocchio e si sporse a osservare la scena. Pareva che tutto fosse pronto. Aveva avuto molte esitazioni, prima di decidere il preciso momento in cui fare il tentativo. Un motivo a sfavore era che, nella fase sistolica, la valvola contratta serrava l�albero pi� strettamente che mai. Uno a favore era invece che, tra poco, l�acqua inghiottita da Aglaia sarebbe stata sottoposta a una fortissima pressione, e avrebbe esercitato una grande forza che avrebbe aiutato a spingere via l�ostruzione. Non era un�operazione da compiere con delicatezza, e il piano di Gaby si basava su due elementi: primo, assestare all�albero uno strattone quanto pi� robusto possibile, e, secondo, sperare per il meglio.</p><p>La sua squadra era in attesa del segnale. Si alz� in piedi, agit� al di sopra della testa una bandierina rossa, e poi la abbass� di scatto.</p><p>Dalle due pareti del canyon giunsero i robusti squilli di corno dei titanidi. Gaby volt� la schiena al canyon e risal� i dieci metri di parete che stavano dietro di lei. Poi mont� in groppa a Salterio, il suo caposquadra titanide. Salterio si infil� nella tasca il corno di ottone e si lanci� al galoppo, lungo i tornanti del sentiero in discesa, per raggiungere la stazione radio. Gaby era ritta sulla sua groppa: posava sul garrese i piedi nudi e si teneva alle spalle del titanide con le mani. La posizione era pi� sicura di quanto non potesse parere, e questo grazie all�abitudine dei titanidi di correre sporgendo in avanti il torso e tenendo le braccia tese all�indietro, come fanno i bambini quando imitano gli aeroplani in picchiata. Se fosse scivolata, si sarebbe potuta afferrare alle braccia, ma non le era pi� capitato da anni.</p><p>Giunsero alla stazione quando iniziava il riflusso della sistole. L�acqua era ancora dieci metri al di sotto della loro altezza, e la valvola bloccata era mezzo chilometro pi� in l�, verso il collo del canyon, ma quando il torrente dell�acqua che usciva dalla valvola imperfettamente chiusa cominci� a increspare la superficie del nuovo lago, e il livello dell�acqua prese lentamente a salire, i titanidi cominciarono a fremere per l�inquietudine.</p><p>Il rumore saliva di volume, e questa volta si notava in esso una sfumatura che in precedenza non c�era. Sulla cima del plateau di Aglaia, nel punto denominato delle Nebbie Basse, dove di solito usciva dalla valvola di scarico uno schizzo d�acqua che s�innalzava nell�aria per un centinaio di metri, veniva fuori soltanto del gas. La valvola rimasta all�asciutto emetteva un suono che Gaby etichett� subito �Flatulenze in chiave di basso�.</p><p>��Gea�� mormor� tra s�.�� La dea delle scorregge.</p><p>��Cosa hai detto?�� chiese Salterio, parlando nel linguaggio cantato dei titanidi.</p><p>��Niente. Mondoro, sei collegata con la bomba?</p><p>La titanide responsabile della persuasione eterica si volt� verso di lei e annu�.</p><p>��Dico di farla scoppiare, mia direttrice?�� cant� Mondoro.</p><p>��Aspetta. E non chiamarmi cos�. Chiamami �capo�.�� Gaby studi� la superficie dell�acqua, fissando il punto da cui emergevano tre cavi. Fece correre lo sguardo lungo di essi, alla ricerca di qualche nodo che poteva portare a una rottura, e infine osserv� anche la sua flotta improvvisata, sospesa sopra di loro. Dopo tutti quegli anni, era uno spettacolo che le incuteva ancora un timore reverenziale.</p><p>Erano i tre aerostati pi� grandi che fosse riuscita a radunare con un preavviso di pochi giorni. Si chiamavano Corazzata, Bombasto ed Esploratore. Ciascuno di loro era lungo pi� di mille metri, e ciascuno di loro era un vecchio amico di Gaby. Era difficile che gli aerostati pi� grandi volassero insieme in squadra, perch� preferivano farsi accompagnare nei loro viaggi da un gruppetto di sette o otto esemplari pi� piccoli.</p><p>Ma adesso erano imbracati a quei cavi, e formavano un tiro a tre, quale raramente si poteva vedere su Gea. Le loro traslucide superfici caudali, grandi come un buon campo da football, battevano l�aria con pachidermica maest�. I loro corpi elissoidali, azzurri con riflessi di madreperla, sobbalzavano, scivolavano e stridevano l�uno sull�altro, scontrandosi come un gruppo di palloncini del luna park.</p><p>Mondoro sollev� il pollice.</p><p>��Fuoco�� disse Gaby.</p><p>Mondoro si curv� verso un grosso seme, delle dimensioni di un melone, sistemato in mezzo a un intrico di rami e viticci che teneva tra le ginocchia. Gli parl� a bassa voce, e Gaby si volse a guardare Aglaia, impaziente.</p><p>Dopo qualche istante, Mondoro tossicchi� come per scusarsi, e Gaby la guard� aggrottando la fronte.</p><p>��� offeso con noi perch� l�abbiamo tenuto al buio�� cant� Mondoro.</p><p>Gaby sospir� a denti stretti e batt� il piede per terra, rimpiangendo di non avere un normale trasmettitore.</p><p>��Allora, cantagli qualcosa sulla luce�� disse Gaby.�� Sei tu la specialista in persuasione. Dovresti sapere tu, come trattare quelle creature.</p><p>��Forse, con un inno al fuoco��� riflett� la titanide.</p><p>��Non me ne frega niente di quello che gli canti!�� grid� Gaby, questa volta in inglese.�� Fammi solo scoppiare quella maledetta roba!�� E si volt� dall�altra parte, con un diavolo per capello.</p><p>La bomba era legata al tronco dell�albero titanico. Era stata collocata laggi�, con grave rischio, da angeli che erano volati nella pompa durante la fase diastolica, quando c�era aria al di sopra del torrente d�acqua che si precipitava all�interno della valvola. Gaby rimpianse di non aver potuto dare agli angeli una carica al plastico residuato dell�esercito. La �bomba� collocata dagli angeli era invece un grande pasticcio di frutti e piante di Gea. L�esplosivo era un mazzo di nitrotuberi sensibili come nitroglicerina. Il detonatore era costituito da varie parti: una pianta che emetteva scariche elettriche, e una seconda con un nocciolo di magnesio, il tutto collegato a un circuito di comando ottenuto prendendo una foglia a circuito integrato e grattando via, delicatamente, tutta la materia organica per mettere a nudo la piastrina di silicio interna, con i suoi microcircuiti. Il circuito era programmato per reagire agli impulsi di un seme radiofonico, la pianta pi� capricciosa di Gea. Erano trasmettitori radio che trasmettevano il messaggio soltanto se era cantato bene e se, a loro insindacabile giudizio, il messaggio da trasmettere era sufficientemente importante.</p><p>I titanidi erano maestri, nel canto. Il loro linguaggio era canto; per loro, la musica era importante come il cibo. Il sistema radiofonico basato su quei semi non aveva niente di strano per loro. Ma Gaby, che cantava male e che non era mai riuscita a interessare un seme alle sue canzoni, li odiava. Le sarebbero bastati un fiammifero e un paio di chilometri di miccia rapida, impermeabile. Sopra di lei, gli aerostati tendevano ancora i cavi, ma presto si sarebbero stancati. Non avevano molta resistenza. Un chilo sull�altro, erano tra le creature pi� deboli di Gea.</p><p>Quattro titanidi si erano radunati attorno al seme, e gli cantavano un complicato quartetto ben contrappuntato. Ogni poche battute, infilavano nel canto la serie di cinque note che metteva in funzione il detonatore. A un certo punto, il seme si ritenne soddisfatto e si un� al concertino. Si ud� una bassa esplosione che fece tremolare l�intera Aglaia, e dalla cima della valvola di aspirazione si sollev� una nube di fumo nero. I cavi, che fino a un attimo prima erano tesi, si allentarono.</p><p>Gaby si alz� in punta di piedi, timorosa di scoprire che l�esplosione aveva soltanto rotto i cavi. Ma dall�apertura cominciarono a uscire schegge grandi come interi alberi d�alto fusto. Ci fu un forte �evviva� dei titanidi dietro di lei quando infine comparve il tronco dell�albero titanico, che dondolava come una balena colpita dal fiocinatore.</p><p>��Assicurati di essere ad almeno cinque o sei chilometri dalla valvola, quando lo fissi a terra�� cant� Gaby a Clavier, il titanide che si occupava dello sgombero.�� Passer� del tempo, prima che tutta quell�acqua sia pompata via, ma se lo lasci adesso al limite dell�acqua, in poche riv si trover� all�asciutto.</p><p>��Certo, Capo�� le cant� Clavier.</p><p>Gaby rimase a controllare mentre la sua squadra si occupava delle attrezzature che si era fatta imprestare a Titantown, e Salterio and� a prendere gli effetti personali di Gaby. Aveva gi� lavorato in precedenza con quei titanidi, in altri lavori del genere. Conoscevano bene il loro mestiere. Forse non avevano bisogno di lei, ma non si sarebbero mai messi all�opera spontaneamente, tranne che per diretto ordine divino. Inoltre, non conoscevano gli aerostati come li conosceva Gaby.</p><p>Invece, Gaby non riceveva ordini da nessuno. Il suo lavoro veniva svolto in base a un contratto, pagamento anticipato. In un mondo dove ogni creatura aveva il proprio posto, anche lei aveva il suo.</p><p>Ud� rumore di zoccoli, e si volt� a guardare. Salterio era di ritorno con i suoi bagagli. Non c�era molto; le cose di cui Gaby pensava di avere bisogno, o a cui era legata affettivamente, erano talmente poche da poter essere contenute in un piccolo sacco da montagna. Le cose a cui attribuiva maggiore valore erano la libert� e le amicizie. Salterio (Trio Lidio Diesis) Fanfara era una delle amicizie a lei pi� care. Lui e Gaby lavoravano insieme da dieci anni.</p><p>��Capo, ti chiama il telefono.</p><p>Gli altri titanidi drizzarono le orecchie, e perfino Salterio, che pure doveva essere abituato a quel genere di cose, pareva leggermente intimorito. Porse a Gaby un seme radiofonico identico a tutti gli altri. La differenza stava nel fatto che quel particolare seme era collegato con Gea.</p><p>Gaby prese il seme e si allontan� dal gruppo. Si ferm� in una piccola radura tra gli alberi, e parl� per qualche tempo a voce bassa. I titanidi, in base al principio che le notizie che giungono dagli d�i sono raramente buone notizie, non avevano alcuna intenzione di origliare quel genere di conversazioni, ma notarono che Gaby, anche dopo che il colloquio fu chiaramente terminato, rimase per qualche tempo a riflettere su ci� che le era stato detto.</p><p>��Hai voglia di portarmi alla Casa della Melodia?�� chiese infine a Salterio.</p><p>��Certo. Vai di fretta?</p><p>��S� e no. Rocky non si fa vedere da quasi un chiloriv. Sua Maestosit� vuole che andiamo a cercarla, per ricordarle che siamo quasi arrivati all�epoca del Festival.</p><p>Salterio aggrott� la fronte.</p><p>��Gea ha accennato al tipo di problema?</p><p>Gaby sospir�.�� S�. Dice di farle passare la sbronza.</p></section><section><title><p>10</p><p>La Casa della Melodia</p></title><p>Da molto tempo ormai, i titanidi erano costretti a vivere sotto una terribile pressione. Tra tutte le creature di Gea, soltanto loro parevano poco idonei al loro habitat. Gli aerostati erano precisamente come dovevano essere fatti per vivere come e dove vivevano. Ogni loro aspetto era perfettamente funzionale, come per esempio il loro terrore del fuoco. Gli angeli erano talmente vicini all�impossibile che Gea non aveva avuto lo spazio sufficiente per inserire tra le loro caratteristiche anche quell�amore per il gioco che era sempre presente nelle sue creature. Li aveva dovuti progettare con margini di tolleranza ridotti a pochi grammi, subordinando ogni cosa alla loro ampiezza alare di otto metri e ai muscoli occorrenti per muovere quelle ali.</p><p>I titanidi erano chiaramente delle creature adatte alle grandi pianure. Ma, allora, perch� metterli in grado di arrampicarsi sugli alberi? La parte inferiore del loro corpo era equina, anche se con zoccolo fesso, e, data la ridotta gravit� di Gea, zampe ancor pi� sottili di quelle dei purosangue sarebbero state pi� che sufficienti. Invece, Gea aveva dato loro cosce e garretti da cavallo da tiro. Garrese, groppa, posteriore erano massicci fasci di muscoli.</p><p>Soltanto i titanidi, comunque, tra tutte le creature di Gea, riuscivano a sopportare la gravit� della Terra. Erano divenuti gli ambasciatori di Gea presso l�umanit�. E considerato che la razza dei titanidi era nata meno di due secoli prima, era chiaro che tutta quella forza non le era stata data per caso. Nel crearla, Gea aveva semplicemente fatto dei preparativi per il futuro.</p><p>Grazie a tale forza, gli umani residenti su Gea si erano trovati a godere di un vantaggio in pi� del previsto. Il normale �passo� dei titanidi non comportava per il cavaliere i consueti sballonzolamenti di chi sta in sella a un cavallo terrestre. In quella bassa gravit�, i titanidi correvano come saette, mantenendo il corpo sempre allo stesso livello grazie a leggerissimi tocchi degli zoccoli. La corsa era talmente priva di scosse, in realt�, che Gaby non ebbe difficolt� a dormire. Si sedette a cavalcioni e appoggi� la guancia contro la schiena di Salterio.</p><p>E mentre Gaby dormiva, Salterio si arrampic� sul sentiero a tornanti che portava ai Monti Asteria.</p><p>Era una bella creatura del tipo a pelle nuda, color cioccolato al latte. Aveva una folta criniera arancione, che spuntava non solo sulla nuca, ma anche sul dorso del collo e su parte della schiena, che era identica a quella umana, e sia la criniera sia la coda erano acconciate sotto forma di lunghe trecce. Come per tutti gli esseri della sua specie, la faccia e il torso avevano un aspetto femminile. Non aveva barba, e aveva occhi grandi e, in proporzione, assai pi� distanziati tra loro di quelli di un essere umano, con ciglia lunghissime. Aveva seni grandi, di forma conica. Ma tra le gambe anteriori c�era un pene che, agli occhi di molti terrestri, aveva un aspetto fin troppo umano. Tra le gambe posteriori ne aveva poi un secondo, molto pi� grosso, e sotto l�elegante coda arancione c�era una vagina, ma per i titanidi la famosa e applaudita <emphasis>diff�rence </emphasis>stava nell�organo frontale. Salterio era maschio.</p><p>Il sentiero da lui seguito si snodava attraverso il bosco ed era ormai invaso da liane e virgulti, ma ogni tanto si poteva ancora capire che in origine era sufficientemente grande da permettere il passaggio di un grosso carro. In alcune parti si scorgevano ancora vaste zone di asfalto. Faceva parte della Carrozzabile Circum-Gea, costruita pi� di sessanta anni prima, e alla cui costruzione aveva preso parte anche Gaby. Per Salterio, invece, era sempre stata come era adesso: inutile, poco usata, in progressivo disfacimento.</p><p>Giunse in cima al plateau di Aglaia, alle Nebbie Basse. Presto se le lasci� alle spalle, e trotterell� lungo l�argine del Lago di Aglaia, da dove si scorgeva Talia, nella distanza, ingordamente intenta a ingoiare le acque lacustri. Sal� alle Nebbie Mediane, e poi a Eufrosine e alle Nebbie Alte. Lass� Ofione ridiveniva un fiume, per un breve tratto, prima di entrare nel sistema a doppia pompa che lo sollevava fino al Mare di Mezzanotte.</p><p>Prima di giungere alle ultime pompe, Salterio devi� verso nord e segu� il corso di un piccolo torrente di montagna. Lo pass� al guado in un punto dove l�acqua era bianca di spuma, e da quel punto in poi si arrampic� sul fianco della montagna. Da qualche tempo era uscito da Iperione e si trovava in Rea, ma su Gea le linee di confine non erano mai ben definite. Il viaggio era iniziato nel centro della zona crepuscolare tra Iperione e Rea, l�area indistinta tra l�eterna, ma bassa, luce diurna del primo e l�eterna notte senza luna dell�altra. Procedendo lungo il suo tragitto, si era progressivamente avvicinato alla notte, e in qualche punto indeterminato dei Monti Asteria l�aveva raggiunta. Per lui, la notte di Rea non comportava problemi di visibilit�; la visione notturna dei titanidi era perfetta, e in quella zona prossima al confine giungeva ancora molta luce riflessa dalle pianure di Iperione, che salivano alle loro spalle.</p><p>Sal� sulla montagna arrampicandosi lungo un sentiero stretto ma ben delineato. Con una serie di stretti tornanti alpini super� due passi e giunse alle profonde vallate situate al di l� dei monti. Le montagne di Rea erano scoscese e rocciose, con inclinazione media di una settantina di gradi. Gli alberi di alto fusto erano scomparsi, ma il terreno era coperto di licheni spessi e compatti come un panno da biliardo. Di tanto in tanto si scorgevano cespugli dalle larghe foglie, le cui radici affondavano nella roccia viva e scendevano per varie centinaia di metri prima di giungere al corpo nutriente di Gea, le vere ossa della montagna.</p><p>Presto riusc� a scorgere l�insegna luminosa della Casa della Melodia, in mezzo a due montagne. Dopo avere svoltato dietro un costone, si affacci� su una scena che era davvero unica, perfino su Gea che aveva la passione per l�inconsueto.</p><p>Tra due cime montane appuntite si stendeva una stretta sella di terreno: un altopiano che sui fianchi scendeva quasi a perpendicolo. Il plateau centrale era chiamato Machu Picchu, dal nome del luogo in cui gli inca avevano costruito fra le nuvole una citt� di pietra. Un singolo raggio di luce, proveniente dagli specchi che illuminavano Iperione, si era inspiegabilmente allontanato dal gruppo ed era entrato nella notte, per illuminare di luce dorata il pianoro. Era come se il sole, in un pomeriggio di tempesta, avesse trovato un piccolissimo varco tra le nubi pi� nere che si possano immaginare.</p><p>Sull�intero Machu Picchu sorgeva un solo edificio. La Casa della Melodia era una casa di legno a due piani, dipinta di bianco, con un tetto di pietra verde. Vista da quella distanza, pareva una casa giocattolo.</p><p>��Siamo arrivati, Capo�� cant� il titanide. Gaby si rizz� a sedere, si strofin� gli occhi, si volt� a guardare la Valle Cirocco.</p><p>��"Guardate le mie opere, o Numi, e disperate"�� mormor�.�� Salterio, quella ragazza deve farsi esaminare il cervello. Qualcuno dovrebbe dirglielo, una volta o l�altra.</p><p>��Gliel�hai detto tu stessa, la scorsa volta�� le ricord� Salterio.</p><p>��Gi�, hai ragione.�� Gaby rabbrivid�. Quel ricordo le faceva ancora male.�� Scendiamo, per piacere.</p><p>Seguendo il sentiero, giunsero alla stretta striscia di terra che portava al Machu Picchu. Per raggiungere il pianoro occorreva servirsi di un ponte di corda, sopra un profondo abisso. Con pochi colpi d�ascia, quel ponte poteva essere facilmente abbattuto, isolando cos� Cirocco da qualsiasi attacco, eccettuati quelli dall�aria.</p><p>All�altra estremit� del ponte sedeva un giovanotto con scarpe chiodate e tuta color kaki. Dalla sua espressione delusa, Gaby lo etichett� subito come uno dell�interminabile processione di pretendenti che, anno dopo anno, si recava laggi� a conquistare le grazie della misteriosa, solitaria Maga di Gea. Quando arrivavano, di solito scoprivano che era tutt�altro che solitaria, che aveva gi� tre o quattro ganzi in servizio permanente effettivo, e che era straordinariamente facile da conquistare. Finire a letto con lei non era particolarmente difficile, se non dava fastidio la folla. Uscirne senza conseguenze era tutt�altra cosa. Cirocco tendeva a prosciugare l�anima dei suoi amanti, e se la loro anima era talmente sottile da lasciarsi prosciugare, lei non se ne faceva pi� niente. Rispetto a ciascuno di loro, aveva settant�anni di esperienza di pi�. Sarebbe bastato questo a renderla affascinante, ma novantacinque anni di attivit� sessuale le avevano dato un�abilit� sovrumana, molto al di l� della loro immaginazione. Si innamoravano di lei a decine, e lei li allontanava educatamente quando la loro infatuazione cominciava a diventare seccante. Gaby li chiamava i Bimbi Abbandonati.</p><p>Mentre attraversava il ponte, osserv� con diffidenza quello che aveva davanti a s�. Ogni tanto, uno di loro si buttava gi�. Gaby cap� che ne aveva l�intenzione quando lo vide rispondere con un pallido sorriso al gesto con cui gli indicava la strada per Titantown e la sua vita di tutti i giorni.</p><p>Giunta alla veranda della casa bianca, balz� a terra e prosegu� a piedi. Anche se le porte della casa erano costruite sulla misura dei titanidi, nessuno di loro entrava mai all�interno se non era personalmente invitato dalla Maga. Gaby sal� con un balzo i quattro scalini che portavano alla porta d�ingresso e afferr� la maniglia di ottone prima di accorgersi che nella veranda c�era un dondolo da cui sporgeva un braccio. Pi� in l� si scorgeva anche un piede. Il resto era nascosto sotto una coperta titanide, sudicia, grande come un tappeto.</p><p>Provando a sollevare la coperta, scorse la bocca aperta di Cirocco Jones, gi� comandante della nave spaziale <emphasis>Ringmaster</emphasis>, ora Maga di Gea, Retromadre dei Titanidi, Comandante di Stormo degli Angeli, Ammiraglio della Flotta degli Aerostati: la favoleggiata Sirena dei Titani. Dormiva come un piombo. Cirocco stava smaltendo tre giorni di bevute.</p><p>Gaby non riusc� a nascondere il disgusto. Prov� per qualche istante la tentazione di andarsene, ma infine si rasseren�. Un fantasma del vecchio affetto ritornava talvolta in lei, quando Cirocco era in quelle condizioni. Le scost� i capelli dagli occhi, e come risposta Cirocco si mise a russare. Mosse le braccia, cercando la coperta, e scivol� gi� dal dondolo.</p><p>Gaby fece il giro del dondolo e lo afferr� per il fondo. Poi fece forza e, tra il cigolio delle catene di sospensione, il suo ex ufficiale superiore rotol� a terra con un tonfo sordo.</p></section><section><title><p>11</p><p>Il Festival Rosso</p></title><p>Secondo l�opinione di molti, Iperione era la pi� bella delle dodici regioni di Gea. Ma, a dire il vero, pochi avevano viaggiato a sufficienza per fare un vero confronto.</p><p>A ogni modo, Iperione era un bel paese: dolce, fertile, immerso in un eterno pomeriggio bucolico. Non c�erano montagne frastagliate, ma solo una grande abbondanza di fiumi. (Iperione veniva sempre considerato maschile, anche se nessuna delle regioni di Gea poteva dirsi maschio o femmina. Il loro nome derivava da quello dei titani della mitologia greca, i primi figli di Urano e Gea). C�era Ofione, largo e lento, e fangoso per gran parte del suo corso. In esso confluivano nove grandi affluenti, che prendevano il nome dalle Muse. A nord e a sud il terreno saliva gradualmente, come in tutte le regioni di Gea, fino a terminare al piede di pareti di roccia alte tre chilometri. In cima a queste pareti c�erano delle strette strisce di terra, che venivano chiamati gli Altopiani e in cui si potevano trovare piante e animali che erano sempre gli stessi, fin dall�epoca della giovent� di Gea. Pi� avanti, il terreno continuava a sollevarsi, e infine non era pi� in grado di sostenere un fondo roccioso. Laggi� cominciava a vedersi il corpo nudo di Gea, che si sollevava fino a diventare verticale e a formare un arco che copriva la terra sottostante: un arco di materia traslucida che permetteva il passaggio della luce solare. A quell�altezza, l�aria non era fredda, ma le pareti s�. Lass� il vapore si condensava sotto forma di uno spesso strato di ghiaccio. Il ghiaccio si spezzava continuamente, cadeva sulle montagne degli altopiani, si scioglieva e formava cascate che precipitavano dalle alte pareti di roccia e proseguivano infine placidamente nei Fiumi delle Muse. Alla fine, come capitava a tutte le cose, convergevano nel flusso di Ofione, che tutto univa.</p><p>La parte occidentale e quella centrale di Iperione erano coperte di fitte foreste. Per parte della sua lunghezza, Ofione era pi� un lago che un fiume, e diventava palude in una zona che iniziava dall�ancoraggio del cavo verticale centrale e che proseguiva in direzione nordest. Ma per gran parte della sua superficie, Iperione era una prateria: una regione di basse collinette, con cieli aperti e con quelle che sembravano le onde di un mare di graminacee color oro. La zona era chiamata Prateria dei Titanidi.</p><p>Le graminacee erano selvatiche, e cos� pure i titanidi. Dominavano la terra senza opprimerla, costruendo un limitatissimo numero di edifici, accontentandosi di condurre al pascolo varie razze di animali che scavavano nel terreno per succhiare il latte di Gea. Non avevano nemici che contestassero loro il possesso della terra, non avevano predatori naturali. Non era mai stato fatto un censimento del loro numero esatto, ma centomila poteva essere una buona valutazione. Se ce ne fossero stati il doppio, il territorio sarebbe stato sovraffollato. Mezzo milione, e sarebbero morti tutti di fame.</p><p>Per creare i titanidi, Gea si era ispirata agli esseri umani. Amavano i loro piccoli, che alla nascita erano gi� in grado di camminare e di parlare, e che perci�, rispetto ai bambini degli uomini, richiedevano molto meno tempo da parte dei genitori. I bambini dei titanidi diventavano autonomi in due anni terrestri, e in tre erano sessualmente maturi. Quando il bambino lasciava la casa, il genitore provava subito il desiderio di averne un altro.</p><p><emphasis>Tutti </emphasis>i titanidi potevano avere figli.</p><p>Tutti i titanidi <emphasis>volevano </emphasis>averne, e il maggior mumero possibile. La mortalit� infantile era bassissima, le malattie erano sconosciute. La durata della vita era molto lunga.</p><p>Una situazione simile non poteva che portare al disastro. Invece, nonostante le aspettative, la popolazione dei titanidi era stabile da settant�anni, e questo grazie al Festival Rosso.</p><p>I fiumi di Iperione, cio� Ofione e le Muse, suddividevano il territorio in otto regioni note come le Chiavi (musicali): aree amministrative approssimative, analoghe alle province delle nazioni terrestri. Le Chiavi non avevano un grande significato. Ciascuno era libero di passare dall�una all�altra. Ma i titanidi non amavano i viaggi, e tendevano a risiedere nella regione di nascita. Tra la specie dei titanidi, la divisione pi� importante era quella in accordi, che erano analoghi alle razze degli uomini. Come per gli uomini, si potevano incrociare tra loro gli accordi senza danno. Diversamente dagli uomini, non c�erano attriti razziali tra loro. Gli accordi riconosciuti era novantaquattro. Vivevano fianco a fianco, in tutte e otto le Chiavi di Iperione.</p><p>La Chiave che aveva l�area pi� vasta era quella chiusa tra i fiumi Talia, Melpomene e un�ansa meridionale di Ofione. Era la Chiave di <emphasis>Mi</emphasis>, e conteneva Titantown e la Casa del Vento. A Sud c�era la Chiave di <emphasis>Re </emphasis>Minore; a ovest Do Diesis e <emphasis>Fa </emphasis>Diesis Minore.</p><p>A venti chilometri di distanza da Titantown, nella Chiave di <emphasis>Mi</emphasis>, c�era una roccia solitaria che sorgeva tra la palude e un ampio pianoro bordato di basse colline. La roccia era chiamata Amparito Roca. Era alta 700 metri e larga circa altrettanto, aveva le pareti lisce ma scalabili, ed era giunta da una distanza indeterminata, durante la Ribellione di Oceano, molte megariv prima. L�area a forma di cratere accanto a cui si trovava era stata prodotta dalla roccia stessa, allorch� era rimbalzata prima di fermarsi definitivamente, ed era nota come Grandioso.</p><p>Una volta ogni dieci chiloriv, o 420 giorni terrestri, periodo noto anche come Anno di Gea, titanidi provenienti da tutte le Chiavi di Iperione raggiungevano Amparito Roca sotto forma di chiassose, pittoresche carovane, portandosi vettovaglie sufficienti per festeggiamenti della durata di due ettoriv. A Titantown la tendopoli chiudeva baracca e i titanidi smontavano le tende, lasciando che i turisti umani si arrangiassero come meglio credevano. Tutti i titanidi prendevano parte al viaggio, ma, degli umani, solo i residenti e i pellegrini potevano assistere al grande festival.</p><p>Era la principale ricorrenza dei titanidi, Natale e Mardi Gras e Cinco de Mayo e Tet in un�unica pantagruelica festa, come se tutta la gente della Terra si fosse radunata una volta all�anno in un unico posto, per trascorrere una settimana bevendo e cantando.</p><p>Era un periodo di grande felicit� e di grandi delusioni. A volte, sogni iniziati dieci chiloriv prima potevano giungere a maturazione al Festival Rosso. Ma, molto pi� spesso, non approdavano a niente. La folla che riempiva il cratere di Grandioso il primo giorno del Festival si riduceva presto a pochi individui, e coloro che ripartivano l�ultimo giorno cantavano e ridevano molto meno di coloro che arrivavano. Tuttavia, nessuno si lasciava mai prendere dalla disperazione. Si poteva vincere o perdere; tutto dipendeva da come girava Gea.</p><p>Il premio che si poteva vincere nel cratere di Grandioso era il diritto di avere figli.</p><p>Il Festival Rosso iniziava con l�esecuzione di una marcia, suonata dalla Prima Banda in Marcia della Chiave di <emphasis>Mi</emphasis>, forte di trecento membri. Questa volta suonavano <emphasis>In parata</emphasis>, di John Philip Sousa. Robin, appollaiata su una cengia, a cinquanta metri d�altezza sulla parete color mattone di Amparito Roca, non aveva modo di sapere che cosa la attendeva. Ascolt� le note iniziali, un assolo di tromba, assai notevole per la sua purezza, poi dovette tenersi stretta alla roccia quando tutto l�insieme attacc�, in <emphasis>fortissimo</emphasis>, tre note calanti che si persero ancor prima che potesse udirle, ma che avevano un volume e una chiarezza che erano a dir poco miracolose. L�aria tremava ancora, stupita di avere potuto contenere un simile suono, mentre le trombe ripetevano la sfacciata affermazione di prima, solo per essere di nuovo inghiottite dall�arrivo in massa degli archi, tesi questa volta allo spasimo.</p><p>La Prima Banda non aveva mai saputo cosa fossero le uniformi. E neppure cosa fossero i direttori d�orchestra. Le prime le avrebbero dato fastidio, dei secondi non aveva bisogno. Quando si trattava di musica di gruppo, composta per essere eseguita come era scritta, l�unica cosa che occorresse a un titanide era un metronomo. Il resto era gi� tutto sulla carta, e veniva eseguito esattamente come scritto, perfetto fin dalla prima volta. I titanidi non avevano bisogno di prove d�orchestra. Si costruivano da soli gli strumenti; dopo pochi minuti di esercizio, erano capaci di suonare qualsiasi strumento a fiato o ad arco, percussione o tastiera che incontravano, e gli strumenti da loro costruiti non erano quasi mai uguali.</p><p>Quella musica riusc� a commuovere Robin. Fu un risultato notevole, anche se la banda non poteva certo rendersene conto; Robin non aveva mai amato la musica di marcia, poich� la associava alle militaristiche esibizioni dei penisti, ai soldati e all�aggressivit�. Ora i titanidi le fecero capire che era anche esuberanza, e pura, sfacciata vitalit�. Si strofin� i gomiti dove si era appoggiata alla roccia e si sporse in avanti, attenta a ogni nota.</p><p>Quel festival era un tipo di celebrazione che lei poteva capire. Nell�aria c�era una promesa, una vibrante eccitazione che aveva un piacevole sapore. L�aveva gi� captata ancor prima di giungere alla nube di polvere che contrassegnava la presenza delle colonne di titanidi in marcia verso il Festival, l�aveva avvertita anche se era ancora sconvolta dalla caduta, dall�incontro con l�angelo, dal lungo periodo in cui era rimasta inerme sulla riva di Ofione. Quando era giunta alla colonna che si recava al Festival, tutti le avevano dato il benvenuto, senza riserve. Chiss� come, tutti sapevano che lei era un pellegrino, anche se la stessa Robin non era ancora certa di rientrare nella categoria. Comunque i titanidi l�avevano coperta di doni, di cibo, bevande, canti e fiori. Se l�erano presa in groppa, dove aveva dovuto farsi posto in mezzo a zaini e sacchi di cibo, e l�avevano fatta salire sui loro carri, che cigolavano e dondolavano sotto carichi enormi. Si era chiesta quale mai, nel nome della Grande Madre, potesse essere quel carico, che appesantiva a quel modo dei carri che giungevano ad avere fino a dodici ruote, e che erano tirati da squadre di titanidi composte di un numero di individui che poteva andare da due a venti.</p><p>Ora, osservando il cratere di Grandioso che si stendeva sotto di lei, le parve di capirlo. Buona parte del carico doveva essere costituito di costumi fatti di gemme. Anche quando erano nudi, i titanidi cercavano di rendersi appariscenti come caleidoscopi al neon, e questo, per un titanide, non era mai abbastanza. Anche in citt�, senza che ci fosse una particolare occasione, riuscivano sempre a mettersi addosso almeno un chilo di pendagli, collanine, braccialetti e campanellini vari. Dove avevano la pelle nuda, la dipingevano; dove avevano del pelo, lo tingevano, facevano treccioline, lo decoloravano. Si foravano non solo le orecchie, che erano pi� lunghe di quelle dei terrestri, ma anche le narici, i capezzoli, le grandi labbra e il prepuzio, e ci infilavano qualcosa che luccicasse o che brillasse. Si foravano gli zoccoli, che erano durissimi e rosso-trasparenti come rubini, e inchiodavano in essi gemme di colori contrastanti con lo sfondo. Era raro vedere un titanide non adorno di qualche fiore appena colto: lo portavano infilato nei capelli o dietro le orecchie.</p><p>Ma, a quanto pareva, quello che Robin aveva visto fino a quel momento non era niente. Perch� in occasione del Festival Rosso i titanidi gettavano davvero al vento ogni ritegno e finalmente inalberavano i loro veri, sfarzosi ornamenti.</p><p>La musica raggiunse un acme di pulsazione e poi svan�, anche se continu� a echeggiare sulla roccia. A Robin pareva ingiusto lasciar morire una cosa viva come i suoni che aveva udito fino a quel momento, e infatti non li lasciarono morire. La banda attacc� <emphasis>Bandiera nazionale </emphasis>di E.E. Bagley. Da quel momento in poi, la musica non si interruppe pi�.</p><p>Ma, durante la brevissima pausa, Robin vide che qualcuno stava salendo fino a lei. Prov� fastidio per quella che si annunciava come un�imminente interruzione, perch� certo avrebbe dovuto scambiare qualche parola con la nuova venuta, che indossava camicia e calzoni verdi e stivali di cuoio consumati, mentre era salita lass� per ascoltare coscienziosamente le esecuzioni. La donna scelse quel momento per guardarla sorridendo. Il gesto pareva chiedere: "Posso unirmi a te?" e Robin annu�.</p><p>Certo, quella donna aveva una notevole agilit�. Si arrampic� sulla roccia quasi senza usare le mani, mentre Robin, quando era salita, aveva impiegato quasi dieci minuti.</p><p>��Salve�� disse, mettendosi a sedere accanto a Robin, con le gambe all�esterno della cengia.�� Spero di non disturbare.</p><p>��Va benissimo.�� Robin guardava la banda.</p><p>��In realt�, non marciano affatto�� disse la donna.�� La musica li agita troppo, e non riuscirebbero a tenere il passo. Se Sousa li vedesse, si metterebbe a urlare per la disperazione.</p><p>��Chi?</p><p>La donna rise.�� Non farti mai sentire da un titanide. John Philip Sousa, il sesso e l�alcool sono ai primi posti della loro <emphasis>hit parade. </emphasis>E ti confesso che lo fanno piacere perfino a me, quando lo suonano come adesso.</p><p>Robin non sarebbe stata in grado di riconoscere una vera banda musicale in marcia neppure se l�avesse avuta sotto gli occhi, e la cosa le importava poco. I salti e le danze dei titanidi le andavano benissimo. Sousa doveva essere l�uomo che aveva scritto la marcia, ma anche questo aveva poca importanza. La donna per� aveva detto che la musica la colpiva emotivamente, anche se lei non lo voleva, e ricordava che la stessa cosa era successa anche a lei. Volt� la testa verso la nuova venuta, per studiarla con attenzione.</p><p>La donna non era molto pi� alta di lei, e questo era una gradita novit�. Da quando era arrivata su Gea, Robin aveva gi� visto troppi giganti. Vista di profilo, pareva serena e tranquilla, ma tutto il suo portamento smentiva quella sua strana aria innocente. Poteva avere solo pochi anni pi� di lei, ma Robin aveva l�impressione che la realt� fosse assai diversa. Il colore leggermente scuro della carnagione doveva essere frutto dell�abbronzatura. Adesso che era seduta, l�unica parte del corpo che muoveva erano gli occhi, cui non sfuggiva alcun particolare. Se pareva rilassata e senza nerbo, era solo un�illusione.</p><p>Si lasci� esaminare da Robin per un ragionevole periodo di tempo; poi mosse leggermente la testa e rivolse tutta l�attenzione su di lei. Gli occhi sorrisero prima delle labbra, ma quando queste si schiusero, Robin scorse una fila di denti bianchi e regolari. La donna le porse la mano, e Robin gliela strinse.</p><p>��Sono Gaby Plauget�� disse.</p><p>��Che il sacro flusso ci��� Robin sgran� gli occhi.</p><p>��Non dirmi che la Congrega si ricorda ancora di me. Davvero?�� Il sorriso si allarg�, e strinse ancor di pi� la mano di Robin.�� Tu devi essere Robin dalle Nove Dita. � tutto il giorno che ti cerco.</p></section><section><title><p>12</p><p>La sposa prescelta</p></title><p>Quando ne venne fuori, Chris era nel bel mezzo di una danza. Funzionando per automatismi, il suo corpo continu� a muoversi come si era mosso fino a quel momento, ma in pochi secondi Chris si ferm�, con il risultato di essere violentemente spintonato alle spalle da un grosso titanide azzurro. Sulla faccia, Chris aveva ancora un largo sorriso, e si affrett� a ritornare serio.</p><p>Qualcuno lo afferr� per il gomito e lo tir� via dalla fila dei danzatori, lo fece girare su stesso; Chris si trov� con la faccia quasi piantata contro il seno di un altro titanide.</p><p>��Ho detto che dobbiamo partire subito, per non arrivare tardi alla mia rivista�� disse il titanide, che era una femmina, e abbass� in modo strano la manona. Nel vedere che lui non accennava ad alcuna mossa, si pass� l�altra mano nei capelli, che erano lunghi e di colore rosa, e sospir� disperata.�� Su, monta, Chris! Sbrigati!</p><p>Un impulso che non avrebbe saputo spiegare lo port� a sollevare il piede, scalzo, e a posarlo nella mano della titanide. Forse era un riflesso fantasma, il corpo che ricordava ancora un�abitudine che la mente aveva dimenticato. Ma era la cosa giusta da fare. Lei lo sollev�; lui si afferr� alla spalla della titanide e si trov� in groppa. La pelle della titanide era priva di peli, in predominanza gialla, ma picchiettata di macchioline scure, come una banana matura. Sotto le gambe, dove erano in contatto con il dorso della titanide, Chris sentiva la giusta temperatura e la giusta consistenza: come pelle umana, ma stesa su una struttura diversa.</p><p>Lei ruot� il torso e si abbass� da un lato, in modo da mettergli il braccio sulle spalle. Negli occhi grandi, quasi a mandorla, si leggeva una grande eccitazione. Chris rimase assai stupito quando lei lo baci� sulle labbra, premendo forte. Era talmente grossa che a Chis pareva di essere ritornato un bambino di sei anni.</p><p>��Porta fortuna, tesoro. Le coppie e il modo sono gi� fissati. Adesso, basta solo un po� di fortuna, e il mio portafortuna sei tu.�� Lanci� un urlo e scav� la terra con le zampe posteriori, schizzando avanti in pieno galoppo. Chris si afferr� alla vita e continu� a tenersi forte.</p><p>Non era la prima volta che gli capitava qualcosa di simile. Gi� altre volte era uscito dall�amnesia mentre era in piena corsa, e pensava di essere preparato a tutto.</p><p>Ma non era preparato a quello che vedeva adesso attorno a s�.</p><p>L�intero universo pareva pieno di luce chiara, di polvere, titanidi, tende e musica. Soprattutto musica. Ne attraversarono una serie di ondate, incontrando quelle che parevano tutte le forme inventate dagli uomini, e quelle, in numero ancora maggiore, inventate dai titanidi. Pareva destinata a diventare una follia acustica, ma cos� non era. Ciascun gruppo teneva conto della musica suonata dal gruppo adiacente. Con una sorta di gioco di prestigio in musica, si passavano tra loro la frase musicale, facevano variazioni sul tema, e poi lo rimandavano indietro per ulteriori elaborazioni, ma a un ritmo e a un tempo diversi. Chris e la sua titanide attraversarono intere famiglie di musiche: dal ragtime alla quadriglia, allo swing e a vari generi di jazz freddo, con occasionali inserzioni di interventi non-umani, che, di volta in volta, potevano essere in sordina o a pieno volume.</p><p>A volte, qualcosa di ci� che giungeva all�orecchio di Chris gli risultava del tutto incomprensibile. Tutt�al pi� poteva pensare che erano "esperimenti". Ma per i titanidi qualsiasi tipo di suono rientrava nella musica. I tipi apprezzati dagli umani erano un piccolo gruppo, un angolino della grande famiglia delle forme musicali. Una delle esecuzioni udite da Chris erano solo delle note prolungate, in gruppi di tre o quattro, ciascuna spostata di pochi cicli al secondo rispetto alla frequenza dell�altra. Si formavano dei battimenti, e i titanidi riuscivano a trasformare in una particolare forma di musica anche quelli.</p><p>Attraversare la folla del Festival Rosso era come viaggiare dentro un mixer a cinquantamila piste con componenti elettroniche vive. Forse da qualche parte c�era un super-titanide, un super-ingegnere del suono, che spostava i cursori, amplificando una pista, abbassando il volume di un�altra, facendo emergere per pochi istanti una linea melodica, per poi farla svanire.</p><p>Ogni tanto, qualcuno indirizzava un canto alla sua compagna (o doveva dire il suo veicolo? la sua cavalcatura?) e lei salutava con la mano e rispondeva con qualche breve canto. Poi un titanide la chiam� in inglese.</p><p>��Che cos�hai, l� con te, Valiha?</p><p>��Il mio quadrifoglio portafortuna, spero�� rispose Valiha.�� Il mio biglietto per maternit�.</p><p>Chris fu lieto di sapere il suo nome. A quanto pareva, la titanide lo conosceva, fin troppo bene, a dire il vero, e si aspettava che anche lui la conoscesse. Chris si domand�, e non per la prima volta, che cosa fosse successo tra loro.</p><p>La loro destinazione era un cratere dalle pareti rosicchiate e con un diametro di mezzo chilometro. Cerc� nei propri ricordi il nome, che per qualche istante rimase fuori portata, e che poi si lasci� afferrare: Grandioso. Un nome che era privo di una spiegazione, ma che gli pareva giusto, come spesso gli capitava quando usciva da uno dei suoi attacchi. Anche la roccia posta ai margini del cratere aveva un nome, ma Chris non riusc� a farselo venire in mente.</p><p>Giunto al bordo di Grandioso si guard� alle spalle per dare un�occhiata all�accampamento dei titanidi, una gabbia di matti da cui si levava il rumore di mille orchestre intente ad accordare gli strumenti, un tumulto di colori che terminava in una lunga nube di polvere portata via dal vento.</p><p>Entrare nel cratere fu come scendere in un altro mondo. C�erano molti titanidi, ma senza la baldoria e l�anarchia dell�accampamento. Grandioso era coperto da un tappeto di erba verde, e su quel tappeto era tracciata una rete di linee bianche. I titanidi si erano disposti in piccoli gruppi, con un massimo di quattro per ogni riquadro, come pedine di un gioco su scacchiera. In alcuni dei riquadri si scorgevano strutture allegre ma dall�aria deperibile, come per esempio baldacchini di fiori. Altri erano spogli. Valiha entr� in quel dedalo, percorse quattro riquadri in avanti e sette di lato. Si un� a due altri titanidi, in un riquadro in cui erano contenuti alcuni oggetti strani, come corone di agrifoglio e un�intera serie di pietre lucide, il tutto disposto secondo configurazioni che a Chris non dicevano assolutamente niente.</p><p>Valiha fece le presentazioni, e Chris si sent� chiamare "Fortunato" Major. Cosa poteva averle raccontato? I due titanidi erano una femmina chiamata Cembalo (Trio Lidio) Preludio e un maschio dall�improbabile nome di Hichiriki (Quartetto Frigio) Madrigale. Anche Valiha, venne a sapere, apparteneva all��accordo� dei Madrigale, caratterizzato dalla pelle gialla e dai capelli rosa. Il suo secondo nome, quello tra parentesi, era Assolo Eolio. Seppe che questo nome dipendeva dal tipo di nascita, ma la cosa non gli fu di molto aiuto.</p><p>��E tutto questo��� Evitando di terminare la frase, Chris sperava di nascondere la propria ignoranza di cose che invece, secondo la titanide, avrebbe dovuto sapere benissimo. Indic� le linee bianche, le pietre e le corone.�� Che modo era, mi dicevi?</p><p>��Trio Mixolidio Doppio Bemolle�� rispose lei. A quanto pareva, il nervosismo le metteva voglia di parlare, anche se si trattava di argomenti detti e ridetti.�� � sulla targhetta che puoi vedere di fronte a noi. Capirai che non vuole dire niente� un Trio Mixolidio Doppio Bemolle non ha nessun significato nella musica; � solo una serie di parole inglesi che noi usiamo al posto delle parole vere, che tu non sapresti cantare. Oh, forse non l�ho detto, ma questo modo significa che Cembalo � l�antemadre e Hichiriki l�antepadre. Se otteniamo l�approvazione, Cembalo sar� il retropadre.</p><p>��E tu la retromadre�� disse Chris, ormai fuori pericolo.</p><p>��Esatto. Loro due hanno prodotto l�uovo, e Cembalo lo feconder� in me.</p><p>��L�uovo.</p><p>��Eccolo.�� Infil� la mano nel marsupio (comodo, pens� Chris, avere una borsa naturale) e gli lanci� un oggetto grosso come una pallina da golf. Sorpreso, lui per poco non lo lasci� cadere, e Valiha rise.</p><p>��Non ha il guscio�� spieg�.�� � il primo che vedi?�� Aggrott� leggermente la fronte.</p><p>Chris era perplesso. Quell�uovo era piuttosto duro, e pareva pieno. Era una sfera perfetta, color dorato pallido, con dei ghirigori pi� scuri sulla superficie, simili alle impronte digitali. Era leggermente traslucido, e al suo interno si scorgevano aree lattiginose. Qualcuno aveva scritto sulla superficie alcuni caratteri nell�alfabeto dei titanidi.</p><p>Restitu� l�uovo a Valiha, e guard� la targhetta indicatagli dalla titanide. Era posata a terra, era larga una decina di centimetri e sulla sua superficie erano incisi alcuni simboli e alcune linee:</p><image l:href="#0"/><p>��La lettera <emphasis>F </emphasis>significa "femmina"�� disse qualcuno, dietro di lui. Si volt�, e vide due donne umane, intente a parlare tra loro. Entrambe erano piccole e assai graziose. Sulla fronte della pi� piccola era dipinto un occhio aperto, di color verde; inoltre portava altri disegni poco distinguibili sulle gambe e sulle braccia. Sembrava molto giovane. La seconda aveva la pelle pi� abbronzata, ed era quella che aveva parlato. Non riusc� ad attribuirle un�et� precisa, anche se non doveva avere pi� di trentacinque anni.</p><p>��E la <emphasis>M</emphasis>, ovviamente, sta per "maschio". L�asterisco alla destra � l�uovo semi-fecondato prodotto dall�antemadre, e la freccia che parte dalla riga in basso spiega come sia avvenuta la prima fecondazione. Questo � un Trio Mixolidio Doppio Bemolle, in cui l�antemadre � anche il retropadre. I gruppi mixolidii sono quelli con due femmine, a parte i Duetti Eoli, in cui sono tutte femmine. Tutti i gruppi eoli sono di sole femmine. I modi lidii sono di una sola femmina e di uno, due o tre maschi, e il modo frigio, di cui esiste solo il quartetto, ha tre femmine e un maschio, che � l�antepadre.</p><p>La donna pi� piccola si chin� a leggere le scritte sulla targhetta, e Chris si fece da parte per lasciarla passare. Desiderava sapere qual era il proprio ruolo, e sperava di poterlo apprendere ascoltando il discorso delle due donne. Era una tattica che in passato gli aveva sempre dato buoni frutti dopo i vuoti di memoria, una tattica assai comune tra le persone che avevano i suoi stessi problemi, e che, esattamente come lui, non volevano farlo sapere.</p><p>La ragazza sospir�, raddrizzandosi.</p><p>��C�� ancora qualcosa che mi sfugge�� disse, parlando con un leggero accento che Chris non riusc� a individuare. Indic� lo stesso Chris come se si fosse trattato di una statua.�� Ma <emphasis>lui</emphasis>, cosa c�entra?</p><p>L�altra donna rise.�� Non c�entra affatto, in un Trio Mixolidio. Ci sono solo due modi che includono gli esseri umani: il dorico e lo ionico, ma oggi non ne ho visti. Sono piuttosto rari. No, tutt�al pi�, si potrebbe dire che fa parte della decorazione. � un feticcio della fertilit�. Un talismano portafortuna. Al Festival, i titanidi sono molto superstiziosi.</p><p>Parlando, aveva continuato a guardarlo; ora, per la prima volta, incontr� il suo sguardo, cerc� in esso qualcosa e, non trovandolo, sorrise. Gli porse la mano.</p><p>��Per�, io non credo che lo siate, almeno adesso�� disse.�� Sono Gaby Plauget. Spero che le mie parole non vi abbiano offeso.</p><p>Chris rimase sorpreso dalla forza della sua stretta di mano.</p><p>��Mi chiamo�</p><p>��Chris Major.�� La donna rise di nuovo. Era una risata innocente. Impossibile interpretarla nel modo sbagliato.�� Non dovrei lasciarmi scappare queste cose. Probabilmente, adesso penserete che sappia un mucchio di cose su di voi. � la prima volta che ci vediamo, comunque.</p><p>��Avevo l�impressione che� lasciamo perdere.�� Chris pensava di conoscere quel nome, ma la donna aveva detto che non si erano mai visti, e perci� lasci� cadere l�argomento. Se avesse passato il tempo a dare la caccia alle esperienze fantasma sepolte nella sua mente, non sarebbe mai riuscito a combinare niente nella vita.</p><p>La donna annu�.�� Ne parleremo pi� tardi. Ci si vede.�� Sempre sorridendo, agit� la mano e torn� a rivolgersi all�altra donna.�� Ogni riga rappresenta un titanide�� spieg�.�� Il posteriore � a sinistra, la testa � a destra. La prima fila � una femmina: da sinistra a destra, vagina, pene, un�altra vagina tra le zampe anteriori. Anche la seconda riga � una femmina, e la terza riga � un maschio. Adesso ti � chiaro? Il titanide della riga pi� in alto � antemadre e retropadre, quello della fila di mezzo � retromadre, quello in basso�</p><p>��Che cosa ti ha detto?</p><p>Chris si volt�, e vide che Valiha era preoccupata.</p><p>��Perch�, cosa ti hodetto, io?</p><p>��Che eri molto fortunato, e che tu� vuoi dire che non � vero?�� Spalanc� gli occhi e si port� la mano alla bocca.</p><p>��A quanto so, ci sono dei momenti in cui sono fortunato�� disse lui.�� Ma non � una cosa su cui si possa fare affidamento. E non ricordo dove ci siamo incontrati, di cosa abbiamo parlato, e cosa abbiamo fatto insieme. Ho perso la memoria da� ecco, l�ultima cosa che ricordo � che parlavo con Gea nella grande sala del mozzo. Mi spiace. Ho fatto delle promesse?</p><p>Ma Valiha si era gi� voltata verso i suoi due <emphasis>partner. </emphasis>Accostarono le teste e cominciarono a cantare un melodia dolce e struggente. A quanto cap� Chris, stavano discutendo la cosa. Sospir�, e si guard� attorno, alla ricerca di Gaby e dell�altra ragazza, ma vide che erano gi� in fondo alla fila e che si dirigevano verso una grande tenda bianca, collocata ai limiti del campo di rivista.</p><p>Valiha gli chiese di tenersi vicino a loro, in attesa del momento dell�ispezione. Gli chiese se portava sfortuna, quando non era pazzo, e lui rispose che non gli pareva di portarne. Secondo Chris, la cosa migliore da farsi era quella di confondersi tra la folla, anzich� rattristare i suoi compagni con la nube nera di disgrazie che portava con s�. Con questa intenzione si avvi� lungo il campo, senza fretta, osservando i gruppi di titanidi.</p><p>Dopo ci� che aveva sentito, l�intero insieme acquistava pi� senso. In ogni riquadro c�era un gruppo che chiedeva l�autorizzazione alla riproduzione. A questo fine avevano preparato una proposta che seguiva certe loro regole arcane. Si univano a gruppi di due, tre o quattro titanidi, e ciascun gruppo spiegava quale modo di procreazione aveva scelto, tra i ventinove possibili; ciascun gruppo aveva gi� pronto un uovo semi-fecondato, primo stadio del minuetto sessuale dei titanidi.</p><p>Chris si chiese, mentre camminava lentamente tra i gruppi, quante di quelle proposte sarebbero state accettate, e chi prendesse la decisione. Non occorreva una grande intelligenza per capire che Gea era un sistema limitato. Anche con l�industrializzazione, Gea avrebbe potuto nutrire molti pi� esseri intelligenti che in quel momento, ma presto si sarebbe raggiunto il limite. Ne seguiva che solo un piccolo numero dei gruppi attorno a lui sarebbe stato prescelto. Prov� a calcolare quante potessero essere le autorizzazioni, e si tenne basso. Pi� tardi venne a sapere che la cifra vera era un quinto della sua.</p><p>Una competizione come quella produceva tensioni, e le tensioni conducevano al comportamento irrazionale. Se al posto dei titanidi ci fossero stati degli esseri umani, il Festival sarebbe stato una rissa continua, ma i titanidi non facevano a pugni tra loro. Gli sconfitti si ritiravano a piangere in privato. Poi, dopo un periodo di tristezza, ritornavano a unirsi agli altri per darsi a una serie scatenata di danze, di sbornie e di chiacchiere su come sarebbero riusciti a vincere la prossima volta. Ma, quando provavano, si attaccavano a tutto, riempiendo di talismani, amuleti e portafortuna i riquadri loro assegnati, divenendo per qualche periodo profondamente superstiziosi, come gli scommettitori alle corse o i primitivi che, consapevoli della loro infima condizione, facevano del loro meglio per richiamare l�attenzione della divinit�.</p><p>Le esposizioni create per dare risalto alle loro proposte di riproduzione andavano dal minimalista al barocco. Chris scorse una coppia che aveva costruito una pagoda dall�aspetto assai precario, decorata di pezzi di vetro, fiori, scatole vuote, e bellissime tazze di ceramica. Un altro riquadro era ricoperto di un tappeto di piume bianche, sporche di sangue. Alcuni componevano diorami o recitavano scenette; altri giocavano con i coltelli stando ritti sulle zampe posteriori.</p><p>C�era anche una semplicissima esposizione che Chris giudic� affascinante, costituita di una pietra grigia e consumata, che reggeva solo un uovo e un rametto da cui spuntavano due minuscoli fiori.</p><p>Uno dei riquadri aveva un solo occupante. Chris dapprima pens� che il resto del gruppo dovesse ancora arrivare, ma quando esamin� la targhetta rimase ancora pi� stupito:</p><image l:href="#1"/><p>Secondo la spiegazione di Gaby, una fila rappresentava un titanide. Inoltre, la targhetta pareva indicare che quella femmina intendeva essere antepadre, antemadre, retropadre e retromadre del nascituro. La osserv�. Era una creatura incantevole, coperta di pelo candido come la neve, e sedeva a terra, con un singolo uovo, color verde chiaro, posato davanti alle zampe ossute. Non riusc� a resistere.</p><p>��Scusate. Ma non credo di capire come�</p><p>Lei gli sorrideva, ma dallo sguardo si capiva che non aveva compreso la domanda. Gli cant� alcune note, sollev� eloquentemente le spalle e scosse la testa.</p><p>Chris la lasci�, senza essere riuscito a soddisfare la propria curiosit� di sapere come intendesse fare.</p><p>Aveva pensato di andarsene, ma si trovava ancora nei pressi quando la Maga usc� dalla tenda e cominci� la rivista. Chris non era molto lontano, e decise di rimanere per qualche tempo a osservare.</p><p>La Maga era quel che si definisce un "donnone", e non faceva niente per nasconderlo: camminava a schiena dritta, mento in fuori, spalle indietro. Aveva la pelle leggermente abbronzata, capelli color mogano con la scriminatura nel mezzo. Aveva la fronte un po� troppo sporgente, il naso un po� troppo lungo e la mascella un po� troppo maschile per poter fare la diva in un film, ma dal suo modo di muoversi e da tutto il suo essere emanava una forza che andava al di l� dei convenzionali canoni della bellezza. Camminava in punta di piedi, a piedi scalzi: l�andatura adatta a un quarto della gravit� terrestre; Chris aveva gi� visto quel modo di camminare, e sapeva che occorreva piegare leggermente le ginocchia a ogni passo, e muovere soprattutto i fianchi. Era un�andatura felina, e risultava molto sexy anche se non voleva esserlo; era semplicemente il modo pi� efficace per camminare su Gea.</p><p>Chris segu� per qualche tempo la Maga che esaminava le file dei postulanti. Era accompagnata da una coppia di titanidi maschi del clan della Cantata: avevano la pelle di colore chiaro, erano privi di pelo, salvo che sulla testa, sulla coda, sugli avambracci e sulla parte bassa delle gambe, ed erano di grande taglia perfino per i titanidi. Uno reggeva un registro, l�altro una scatola dorata. A quanto pareva, dovevano essere gemelli identici. Portavano soltanto braccialetti e cerchi d�oro attorno alle braccia e alle gambe. Invece la Maga aveva un aspetto tutt�altro che regale. Indossava una specie di coperta color mattone, con un buco in cima per infilarci la testa, e quel poncho improvvisato le scendeva fino alle ginocchia. Le sue braccia si perdevano fra le pieghe, ma quando ne tir� fuori uno, Chris vide che non indossava altro.</p><p>La Maga non badava alle linee bianche tracciate sul terreno, e passava da un riquadro all�altro come pi� le faceva comodo. I suoi accompagnatori titanidi e i pochi altri osservatori rispettavano invece le corsie, e Chris li imit�. Uno dei due Cantata si assicurava che la Maga non trascurasse nessun gruppo, e segnava sul suo registro i riquadri gi� visitati; una volta chiam� indietro la Maga, perch� aveva svoltato dalla parte sbagliata.</p><p>La Maga conosceva personalmente molti dei titanidi. Spesso si fermava a cantare con loro, ne baciava alcuni, ne abbracciava altri. Passava lentamente tra i gruppi: prima leggeva la targhetta, e poi esaminava attentamente i titanidi dall�alto al basso, ma senza mai mostrare alcuna particolare espressione. A volte si fermava e pareva perdersi in qualche riflessione, poi scambiava qualche parola con uno degli assistenti, gli mormorava qualcosa, e proseguiva. A volte rivolgeva qualche domanda a uno dei candidati.</p><p>Sempre proseguendo in questa maniera, pass� in rassegna tutti i gruppi, e poi riprese dall�inizio. Chris cominci� ad annoiarsi, e decise di recarsi da Valiha e dai suoi compagni per salutarli e per augurare loro buona fortuna.</p><p>��Dove eri finito?�� sibil� Valiha.</p><p>��Non penso di potervi essere di molto aiuto�� disse Chris. Not� che l�elegante uovo dei titanidi era posato in cima a una bottiglia di tequila, ai piedi di Valiha. Indic� l�uovo.�� Posso portarti fortuna come quella bottiglia.</p><p>��Ti prego, Chris, fammi almeno il favore. Me l�avevi promesso.�� Pareva che stesse per piangere, e lui pens�, sentendosi a disagio, che in effetti le aveva promesso qualcosa di simile. Guard� da un�altra parte, poi torn� a guardare Valiha e annu�.</p><p>��Non devi fare niente�� disse lei.�� Basta che tu stia accanto alla riga. Non puoi entrare nel riquadro durante la rivista� sssh! Silenzio, tutti; sta arrivando!</p><p>Chris si volt�, e vide che la Maga era quasi dietro di lui. Stava giudicando la fila di fronte a quella di Valiha, ma questa volta faceva in fretta; pass� a pochi metri da Chris. Dopo avere fatto ancora qualche passo, la Maga si ferm�, inclin� leggermente la testa e fiss� Chris, aggrottando la fronte. Lui si sentiva a disagio, ma non osava distogliere lo sguardo. Alla fine, la Maga sollev� leggermente un angolo delle labbra.</p><p>��Vedo che sei ritornato tra noi�� disse.�� Ci siamo gi� visti per pochi istanti, circa un decariv fa. Io sono Cirocco. Dammi del "tu", e chiamami Rocky.�� Non gli porse la mano, ma continu� a esaminarlo. Chris, al momento in cui aveva riacquistato la memoria, indossava un paio di calzoncini corti, e ora si sent� nudo. Poi la Maga guard� Valiha, la fiss� senza battere ciglio con quello sguardo che aveva tanto turbato Chris. Infine studi� anche il potenziale Trio Mixolidio Doppio Bemolle.</p><p>��Tu sei Valiha�� disse Cirocco. La titanide le rivolse uno strambo inchino.�� Conoscevo bene la tua retromadre.�� Fece un giro tutt�attorno a Valiha, accarezzandole i fianchi levigati. Rivolse un cenno d�assenso a Hichiriki e Cembalo, si chin� a tastare il garretto posteriore destro di Valiha, sollev� la mano e le accarezz� la guancia. Poi si inginocchi� e le massaggi� con entrambe le mani una delle gambe anteriori; infine si gir� verso Chris e gli parl�.</p><p>��Hai trovato un�ottima compagnia�� disse.�� Valiha � un Assolo Eolio. Mi pare sia l�unico che ho concesso a questa particolare combinazione Madrigale-Samba. Tempo due o trecento chiloriv, forse i suoi discendenti potranno formare un Accordo tutto loro. Comunque, la combinazione da lei proposta � molto ben studiata. Servir� a consolidare le caratteristiche, molto pi� di quell�azzardato Duetto Locrilidio che ha proposto allo scorso Festival. Ma ha solo� ecco, diciamo cinque anni terrestri, e i giovani vogliono fare tutto da soli, vero, Valiha?</p><p>Quando la Maga si alz�, le guance gialle della titanide erano pi� rosse. Distolse lo sguardo e arross� ancora di pi� quando Cirocco, ridendo, le diede una pacca sul dorso.</p><p>��Questa volta mi aspettavo di vederti cantare un Assolo Eolio�� scherz� Cirocco. Guard� Chris, che aveva continuato a storcere il naso fin dall�inizio della scena. A parere suo, assomigliava un po� troppo a una mostra di cavalli. Da un momento all�altro, si aspettava che Cirocco le sollevasse il labbro e le guardasse i denti.</p><p>��"Cantare un Assolo Eolio" � una frase titanide, per dire che una persona � vanitosa�� spieg� Cirocco.�� In realt�, una femmina titanide pu� clonare se stessa, e fare da sola la parte dei quattro genitori della figlia, usando un�auto-inseminazione frontale e una posteriore. Ma � raro che io permetta loro di farlo.�� Appoggi� le mani sul fianco di Valiha, poi alz� di nuovo il braccio e le tocc� il petto con il dorso della mano.�� Bambina, questo seno � pronto ad affrontare una cos� grande responsabilit�?</p><p>��S�, Capitano.</p><p>��Hai scelto bene gli ante-genitori, Valiha. La tua retromadre ne sarebbe stata lieta.�� Si gir�, e raccolse l�uovo dal suo piedistallo di vetro. Tutti fecero silenzio quando la Maga lo sollev� e lo guard� in controluce, per infine portarselo alle labbra. Baci� leggermente l�uovo, poi apr� le labbra e se lo infil� in bocca, con molta attenzione. Quando la estrasse, la sfera aveva gi� cambiato colore: in pochi secondi, divenne trasparente come cristallo. Ora Valiha si mosse, allargando le zampe posteriori, sollevando in alto la coda, e piegando il torso in avanti. I capelli le scivolarono sulla faccia mentre aspettava. Chris ricord� improvvisamente una scena che aveva visto: due titanidi impegnati in un rapporto sessuale di tipo "equino", con gli organi posteriori� cosa che facevano spesso e con grande lena durante il Festival. Quella assunta da Valiha era la posizione femminile, pronta a essere montata da un titanide che si assumeva il ruolo maschile. La Maga si mise alle terga di Valiha, che tremava tutta per l�aspettativa.</p><p>Chris distolse lo sguardo, rabbrividendo. Aveva visto il braccio entrare fino al gomito e oltre. Quando Cirocco lo tir� fuori, in mano non aveva pi� l�uovo.</p><p>��Ti disturba?�� La Maga aveva con s� un asciugamano; se ne serv� per asciugarsi il braccio e poi lo gett� a uno dei suoi attendenti.�� Gli allevatori lo fanno tutti i momenti.</p><p>��Certo, ma questi sono� sono persone come noi. Mi sembra una cosa poco decorosa. Forse non dovrei dirlo.</p><p>Cirocco alz� le spalle.�� Di� quello che ti pare. Loro lo fanno cos�. Pensano che le nostre usanze matrimoniali siano molto noiose, e non � detto che abbiano torto.�� Lo fiss� con aria interrogativa.�� Perch�, tu e Valiha tirate il boccino?</p><p>��Non capisco cosa intendi dire.�� E, mentre lo diceva, aveva la sgradevole sensazione di capirlo benissimo, forse.</p><p>��Lascia perdere. Comunque, pare che ti sia amica.</p><p>��Pare di s�. Confesso di non ricordarlo.�� Guard� in direzione del margine del cratere, e vide che i tre titanidi oltrepassavano in quel momento il bordo, galoppando di gran carriera a consumare il Trio.</p><p>��Dev�essere brutto. Capisco perch� sei venuto qui. Comunque, tu dovresti essere presente alla festa. Se fosse stata meno emozionata, ti avrebbe portato lei.�� Cant� qualcosa a uno dei titanidi, il quale gli porse la mano nel modo a lui ormai noto.</p><p>��Ti presento Arpa, dell�Accordo della Cantata. Non parla inglese, ma ti condurr� alla festa dei tuoi amici e ti riporter� qui tra qualche riv. Non ubriaco, spero. Vieni a trovarmi nella mia tenda. Dobbiamo parlare di varie cose.</p></section><section><title><p>13</p><p>Ospitalit�</p></title><p>L�interno della tenda della Maga era fresco e in penombra. Il tetto era spesso e opaco, mentre i teli laterali erano di seta bianca, aperti per lasciar passare la brezza. In alto c�era un ventaglio che andava avanti e indietro, e che agitava i nastri e gli scialli di cui era adorno il palo centrale. Seduti su enormi cuscini c�erano Gaby, Robin, Salterio e Chris, che aspettavano che la Maga si decidesse ad arrivare.</p><p>In occasione del Festival, i titanidi volevano che la tenda della Maga fosse quanto pi� sfarzosa possibile. Sul terreno erano stesi numerosi tappeti annodati a mano, uno sull�altro, e in cima a tutti ce n�era uno che mostrava la grande ruota a sei raggi. Due delle pareti della tenda erano interamente costituite di cuscini. La terza faceva da sfondo al Trono di Neve, costituito di sacchetti trasparenti da venti chili di Polvere degli Altopiani, la miglior cocaina dell�universo conosciuto e principale prodotto esportato da Gea. A ogni Festival, i titanidi costruivano un nuovo trono, accatastando i sacchi di polvere cristallina come quando si fa un argine con i sacchetti di sabbia.</p><p>Su due bassi tavoli erano ammucchiate le delizie della cucina titanide, alcune fumanti, altre infilate in secchielli di argento pieni di ghiaccio tritato e coperti di goccioline di vapore acqueo condensato. Alcuni titanidi andavano e venivano in continuazione, portando via i piatti che si erano raffreddati, e sostituendoli con altri sempre nuovi.</p><p>��Dovresti assaggiarne un po��� consigli� Gaby. Vide che Chris sollevava di scatto la testa, e sorrise. Iperione faceva sempre quello scherzo ai nuovi venuti. La luce non cambiava mai, e la gente rimaneva sveglia quaranta o cinquanta ore di fila, senza accorgersene. Si chiese quante ore fosse riuscito a dormire, il poveretto, dall�inizio del Festival. Ricordava i primi tempi passati su Gea, quando lei e Cirocco continuavano a marciare finch�, letteralmente, crollavano. Era passato molto tempo da allora. Ricordava che a quell�epoca si era sentita vecchissima. Adesso si chiedeva se era mai stata cos� giovane.</p><p>Lo era stata davvero, un tempo, sulle rive del Mississippi, nei pressi di New Orleans. C�era una vecchia casa, con una soffitta polverosa dove lei andava a nascondersi ogni sera, per non sentire gridare sua madre. C�era una finestra, e lei l�apriva per far passare l�aria. Con la finestra aperta, i fischi dei barconi coprivano i suoni provenienti dai piani inferiori, e lei poteva vedere le stelle.</p><p>Pi� tardi, dopo la morte della madre e l�arresto del padre, gli zii l�avevano portata in California. E sulle Montagne Rocciose aveva osservato per la prima volta la Via Lattea. L�astronomia era diventata per lei un�ossessione. Leggeva tutto quello che trovava, saliva con l�autostop fino all�osservatorio di Monte Wilson, imparava la matematica anche se il sistema scolastico della California faceva di tutto per fargliela odiare.</p><p>Non si concesse mai delle amicizie o degli affetti. Quando sua zia se ne and�, prese con s� i quattro figli, ma non Gaby. Non la voleva neppure lo zio, e lei se ne and� via con l�assistente sociale senza voltarsi indietro neppure una volta. A quattordici anni le piaceva andare a letto con un compagno che aveva un telescopio. Poi il ragazzo vendette il telescopio, e lei lo piant�. Il sesso la annoiava.</p><p>Crescendo, divenne una donna tranquilla, e molto carina. La bellezza per lei era un fastidio, come lo smog e la povert�, ma trov� la maniera di porre rimedio a tutt�e tre le cose. Scopr� un certo genere di occhiataccia per togliersi dai piedi i ragazzi prima che le dessero fastidio. Sui monti non c�era smog, e lei cominci� a recarsi lass� portandosi un telescopio nello zaino. Inoltre, l�universit� "Cal Tech" era sempre disposta ad accettare gli studenti squattrinati, perfino quelli di sesso femminile, se dimostravano di essere i migliori di tutti. E cos� lo furono la Sorbona, Monte Palomar, la Zelenchukskaya e Copernico.</p><p>A Gaby non piacevano i viaggi. Ma si era recata sulla Luna perch� lass� si potevano effettuare osservazioni perfette. Quando vide il progetto del telescopio che sarebbe stato inviato a studiare Saturno, si disse che doveva essere lei a usarlo. Ma attorno a Saturno trovarono Gea, e la catastrofe. Per sei mesi, l�equipaggio del <emphasis>Ringmaster </emphasis>rimase chiuso nel nero ventre di Oceano, il semi-dio ribelle di Gea, alternandosi tra il sonno e la privazione sensoriale totale. Per Gaby, quei sei mesi furono come venti anni, perch� li visse tutti, un istante dopo l�altro. Ebbe il tempo di capire che non aveva una singola amicizia, che non amava nessuno e che nessuno amava lei. E che la cosa aveva importanza.</p><p>Tutto questo era successo settantacinque anni prima. Da allora, lei non aveva pi� guardato una stella, e non ne aveva neppure sentito il bisogno. Cosa farsene delle stelle, quando si hanno gli amici?</p><p>��Che cosa c��?�� domand� Robin.</p><p>��Niente. Ero solo inciampata nei miei ricordi. Succede spesso, a noi vecchietti.</p><p>Robin le rivolse un�occhiata carica di esasperazione, e Gaby sorrise. Quella ragazza le piaceva. Raramente le era capitato di incontrare una persona altrettanto piena di orgoglio e di ostinazione, e con cos� tanti lati spigolosi nel carattere. Era pi� strana di un titanide, nel suo modo di vedere le cose: ignorava gran parte di quella che tutti chiamavano la cultura "umana", sapeva di ignorarla, e univa un cieco sciovinismo all�ansia di imparare. Parlando con Robin, bisognava andarci con i piedi di piombo. Non c�era da fidarsi delle sue reazioni, finch� non ci si era guadagnata la sua fiducia.</p><p>Anche Chris le era simpatico, ma se da un lato sentiva il bisogno di proteggere Robin da se stessa, dall�altro desiderava proteggere Chris dal folle mondo esterno. Quel mondo non poteva avere molto senso per lui, eppure Chris continuava ugualmente a lottare, pur tra mille handicap, e la sua visione del mondo era completamente distorta dall�abitudine di tutta la vita: essere dominato da una serie di spiriti malevoli che parlavano con la sua voce, guardavano con i suoi occhi, e talvolta colpivano con i suoi pugni. Chris non si fidava pi� di lasciarsi coinvolgere negli affetti, perch� sapeva che uno dei suoi <emphasis>alter ego </emphasis>l�avrebbe presto tradito. Chi si sarebbe fidato di lui, dopo che lui avesse rivelato ai quattro venti i grandi o piccoli segreti d�amore?</p><p>Chris si accorse che Gaby lo guardava, e le rivolse un sorriso impacciato. I capelli lisci, color castano chiaro, tendevano a scivolargli sull�occhio sinistro, e questo lo portava a scuotere spesso la testa per allontanarli. Era alto, almeno un metro e ottantacinque se non un metro e novanta, di costituzione media, con una faccia tirata che poteva sembrare crudele finch� non si scorgeva la tristezza del suo sguardo. La prima impressione di durezza veniva data dal naso leggermente appiattito e dalla fronte sporgente.</p><p>Anche come costituzione era abbastanza robusto, ma in quel momento, sia a causa dei calzoncini corti che portava, sia a causa della pelle assurdamente bianca, aveva un aspetto talmente funereo che era impossibile pensare a lui come a una minaccia. Braccia e gambe erano muscolose, e aveva buona schiena, ma attorno allo stomaco aveva ancora troppa ciccia. Non era peloso, e Gaby preferiva che non lo fossero.</p><p>Tirandone un bilancio conclusivo, Gaby capiva perch� Valiha lo trovava attraente. Si domand� se Chris l�avesse gi� capito oppure no.</p><p>Arriv� di gran carriera Cirocco, seguita dai suoi due titanidi identici. Si guard� attorno, si asciug� la faccia con un tovagliolo umido, e si avvi� verso un angolo della tenda.</p><p>��Dov�� Valiha?�� chiese.�� E non doveva esserci un titanide per Robin?�� Si sfil� la coperta e and� dietro un paravento di tela, alto fino alle spalle. Da una doccia appesa sopra di lei incominci� a scorrere l�acqua. Sollev� la faccia in direzione del getto e scosse la testa.�� Scusatemi ancora un momento, ragazzi. Fa un caldo infernale, l� fuori.</p><p>��Valiha � ancora con il suo gruppo�� disse Chris.�� Non sapevo di doverla portare qui.</p><p>��Stai correndo un po� troppo, Rocky�� protest� Gaby.�� Perch� non cominciamo dall�inizio?</p><p>��Scusate�� disse Cirocco.�� Hai ragione. Robin, non ci siamo ancora presentati. Chris, noi ci siamo gi� visti, ma tu non te ne ricordi. Il fatto � che Gea ha detto a Gaby che stavate scendendo qui.</p><p>��"Stavamo scendendo"?�� strill� Robin.�� Mi ha <emphasis>buttato </emphasis>gi�.</p><p>��Lo so, lo so�� disse Cirocco, cercando di calmarla.�� Credimi, odio questa sua abitudine. Ho protestato in tutti i modi possibili, ma non � servito a niente. Non dimenticare, sono io a lavorare per lei, e non viceversa.�� Con un�espressione indecifrabile sulla faccia, gir� la testa verso Gaby, sostenne il suo sguardo per un momento; poi riprese la sua opera di convinzione.</p><p>��Comunque, sapevamo che stavate arrivando, e sapevamo che probabilmente sareste riusciti entrambi a farcela. Strano, ma quasi tutti i pellegrini ci riescono. L�unico modo di morire nel Grande Salto � quello di lasciarsi prendere dal panico. Ci sono alcune persone�</p><p>��Si pu� morire affogati�� disse Robin, aggrottando la fronte.</p><p>��Cosa vuoi che ti dica?�� rispose Cirocco.�� Chiaramente, � pericoloso, ed � anche uno scherzo orribile. Ma cosa devo fare, chiedere scusa di una cosa che non � colpa mia?�� Fiss� Robin, che non rispose, ma che, alla fine, scosse la testa in segno di diniego.</p><p>��Come stavo dicendo, ci sono alcune persone che non si lasciano avvicinare dagli angeli che cercano di aiutarle e, d�altronde, anche gli angeli non possono fare pi� di tanto. Perci�, lo scopo di Gea� e premetto che mi limito a riferirvi quello che Gea ha detto a me, e che non dico queste cose per difenderla� � di insegnare loro a reagire nel modo giusto in un momento critico. Se vi lasciate prendere dal panico, non sarete mai degli eroi. O, almeno, cos� ragiona lei.</p><p>Chris aveva un�espressione sempre pi� perplessa.</p><p>��Se pensate che tutto questo discorso significhi qualcosa per me,�� disse�� allora temo di essermi perso la parte pi� importante.</p><p>��Il Grande Salto�� spieg� Gaby.�� Probabilmente, � un bene che tu non ricordi niente. Gea getta gi� dal mozzo i pellegrini, servendosi di un ascensore truccato, dopo avere parlato con loro. Precipitano lungo tutto il raggio, fino alla periferia.</p><p>��Non ricordi proprio niente?�� chiese Cirocco. Non si sent� pi� scorrere l�acqua della doccia, e un titanide le porse un asciugamano.</p><p>��Niente. Dal momento in cui ho lasciato Gea, e fino a non molto tempo fa, la mia memoria � una tabula rasa.</p><p>��Potrebbe essere comprensibile, anche senza il tuo disturbo�� disse Cirocco.�� Ma ho parlato con uno degli angeli. Guard� Robin.�� Era un nostro vecchio amico: "Ciccio" Fred.</p><p>Gaby rise.�� � ancora sulla breccia, <emphasis>quello</emphasis>?�� Si accorse che Robin la guardava con occhi fiammeggianti, e cerc� di smettere di ridere, ma non ci riusc�.</p><p>��� ancora sulla breccia, cercando di mettere il sale sulla coda alle umane di passaggio. Mi ha detto di avere recentemente trovato due veri gatti rabbiosi. Una alla fine si � decisa a collaborare, e lui l�ha lasciata nell�Ofione. L�altro, invece, era tutto pazzo. Non � riuscito ad avvicinarsi, ma l�ha tenuto d�occhio e lo ha seguito, pensando che, una volta giunto vicino alla terra, gli sarebbe entrato un po� di sale in zucca. Immaginatevi il suo stupore quando l�uomo � finito a piena schiena sul dorso di un aerostato.</p><p>��Chi era?�� fece Gaby. E aggiunse:�� L�aerostato, intendo.</p><p>��Fred dice che era Corazzata.</p><p>Gaby parve sorpresa.�� Dev�essere successo quando se n�� andato via, dopo avermi aiutato a sturare Aglaia.</p><p>��Lo credo anch�io.�� Cirocco smise di asciugarsi per fissare attentamente Chris, che si affrett� a distogliere lo sguardo. Usc� dalla doccia e si infil� la vestaglia che le porgeva uno dei titanidi. Si leg� la cintura e si mise a sedere sul pavimento, a gambe incrociate, davanti ai tre umani e al titanide. I suoi attendenti si inginocchiarono dietro di lei e incominciarono i pettinarle i capelli bagnati.</p><p>��Pensavo alla fortuna�� disse.�� Gea mi ha parlato dei tuoi disturbi, naturalmente, e ha parlato anche di fortuna. Francamente, io stento a credere che si possa avere una fortuna cos� sfacciata. � contrario a tutto ci� che ho studiato, anche se, lo confesso, si tratta di conoscenze ormai vecchie di settantacinque anni.</p><p>��La considerano una cosa relativamente assodata�� disse Chris.�� A quel che so, molti ritengono che i poteri <emphasis>psi </emphasis>non permettano di fare grandi cose. Ci sono delle equazioni che descrivono il fenomeno, ma non dico di capirle. La teoria del libero arbitrio delle particelle, gli strati sovrapposti di realt�� Ho letto degli articoli che ne parlavano.</p><p>��Qui non arrivano molti giornali.�� Cirocco si fiss� le mani, aggrottando la fronte.�� La teoria dei poteri <emphasis>psi </emphasis>non mi piace. Anzi, non mi � mai piaciuta.</p><p>��A Einstein non piaceva la meccanica quantistica�� disse Gaby.</p><p>��Hai ragione�� disse Cirocco, con un sospiro.�� Ma rimango sempre sorpresa, quando confronto tra loro le previsioni e i risultati. Ai miei tempi si pensava che sarebbe bastato qualche anno per capire dalla A alla Z il codice genetico. Poi avremmo potuto eliminare tutte le malattie, sia infettive che ereditarie. E nessuno pensava che presto avremmo risolto i problemi psicologici, mentre invece � successo esattamente il contrario. Hanno incontrato un paio di difficolt� impreviste, mentre invece si sono fatte grandi scoperte in aree dove nessuno se le aspettava. Chi poteva prevederlo? Comunque, si parlava della fortuna.</p><p>��Non so di cosa si tratta�� spieg� Chris�� ma a volte pare davvero che io abbia fortuna.</p><p>��Non mi piace pensare a tutte le varie implicazioni, se � stata veramente la fortuna a farti finire sulla schiena di Corazzata�� disse Cirocco.�� Certo, dipende dal punto a cui ci si vuole fermare nel far risalire all�indietro il ragionamento, ma si potrebbe dire che un albero titanico si � staccato ed � andato a infilarsi nella pompa di Aglaia appositamente perch� tu potessi finire sulla groppa del suo aerostato. E mi rifiuto di credere che l�universo sia cos� deterministico!</p><p>Gaby sbuff�.�� Anch�io, ma credo nella fortuna. Via, Rocky. Perch� ti dispiace tanto, se c�� un misterioso super-burattinaio che tira qualcuno dei tuoi fili? Ormai dovresti esserci abituata.</p><p>Cirocco rivolse a Gaby un�occhiata omicida, ma per un attimo le comparve negli occhi uno sguardo atterrito.</p><p>��Va bene�� disse Gaby, in tono conciliante, alzando le mani.�� Scusa. Non riusciremo mai a metterci d�accordo su queste cose, vero?</p><p>Cirocco si rasseren� quasi subito, e annu� impercettibilmente con la testa. Riflett� ancora per un attimo, poi si guard� attorno.</p><p>��Dimenticavo i doveri di una padrona di casa�� disse.�� Cornamusa, chiedi agli ospiti cosa bevono, e porta un paio di quei vassoi, in modo che tutti possano servirsi.</p><p>Gaby accolse con piacere l�interruzione. Non aveva alcuna intenzione di litigare con Cirocco. Si alz� e aiut� Cornamusa a portare il cibo, present� Salterio a Robin e Chris, e Cirocco a Robin. Fecero educati commenti sul cibo e sulle bevande, battute e complimenti. Li fece ridere tutti parlando del suo primo incontro con una minestra dei titanidi che aveva come principale ingrediente vermi vivi marinati in salamoia. Dopo un quarto d�ora, dopo avere trangugiato qualcosa di alcolico, tutti parevano molto meno bellicosi.</p><p>��Come dicevo�� riprese infine Cirocco�� eravamo informati del vostro arrivo. Non so che progetti abbiate, ma penso che se aveste voluto ritornare a casa, ormai sareste gi� ritornati. Vero? Chris?</p><p>��Non so. A dire il vero, non ho ancora avuto il tempo di fare progetti. Mi sembra che siano passate solo poche ore dal momento in cui Gea mi ha spiegato le sue intenzioni.</p><p>��Gettandoti nella massima confusione, suppongo.</p><p>Chris sorrise.�� Pressappoco. Penso di fermarmi, ma non so bene cosa potr� fare, durante la mia permanenza qui.</p><p>��� la natura stessa della prova�� disse Cirocco.�� Non sai mai di che cosa si tratti, finch� non le sei davanti. L�unica cosa che puoi fare � quella di proseguire nella ricerca. � per questo che siete chiamati pellegrini. E tu, Robin?</p><p>Robin si fiss� le unghie per qualche istante, senza rispondere, e infine sollev� lo sguardo e fiss� Cirocco senza battere ciglio.</p><p>��Non so se sia consigliabile comunicarti le mie intenzioni. Non so fino a che punto posso fidarmi di te.</p><p>��Almeno, non usi perifrasi�� disse Cirocco, con un mezzo sorriso.</p><p>��Dice di avere ancora dei conti da regolare con Gea�� spieg� Gaby.�� All�inizio, non voleva fidarsi di me. Anzi, pu� darsi che non si fidi neppure adesso.</p><p>��Intendo ucciderla�� disse Robin, con una calma glaciale, minacciosa.�� Lei ha cercato di uccidere me, e io l�ho giurato. Non riuscirai a fermarmi.</p><p>Cirocco rise.�� Fermarti? Non credo che ci sia bisogno di me. Hai un paio di bombe nucleari?�� Guard� la pistola che Robin portava al fianco.�� � carica?</p><p>��A cosa serve una pistola scarica?�� chiese Robin, sinceramente stupita della domanda.</p><p>��Giusto. Comunque, su almeno una cosa, puoi metterti il cuore in pace. Non sono la guardia del corpo di Gea. Ha un numero sufficiente di occhi e di orecchie, senza che debba farlo io per lei. Anzi, non le comunicher� neppure le tue intenzioni. Non sono affar mio.</p><p>Robin riflett� sulle sue parole.�� Va bene. Conto di rimanere. Presto mi arrampicher� lungo uno dei raggi e, quando sar� arrivata lass�, la uccider�.</p><p>Cirocco fiss� Gaby, con l�aria di volerle chiedere: "Dove l�hai trovata, <emphasis>questa</emphasis>?". Gaby alz� le spalle e sorrise.</p><p>��Be�� � tutto. Non credo di poter aggiungere altro.</p><p>��Perch� non continui, Rocky�� chiese Gaby.�� Pu� darsi che le interessi.</p><p>��Non credo�� disse Robin, alzandosi in piedi.�� Non so cosa intendete proporre, ma se si tratta di andarsene in giro a fare gli "eroi"��� Si guard� attorno, come se volesse sputare, ma non riusc� a trovare un punto che non fosse coperto da un tappeto.�� Potete cancellare il mio nome. Non intendo lasciarmi coinvolgere in questo tipo di gioco. Ho un conto in sospeso, e voglio risolvere la questione per poi ritornarmene a casa, se sar� ancora viva.</p><p>��Allora, intendi davvero arrampicarti lungo il raggio.</p><p>��Esattamente</p><p>Cirocco si volt� di nuovo verso Gaby, che cap� all�istante cosa volesse dirle. "L�idea � stata tua" le diceva il suo sguardo. "Da questo momento in poi, tocca te convincerla."</p><p>��Ascolta, Robin�� disse Gaby.�� La tua intenzione � di risalire al mozzo, vero? Ma siccome hai gi� avuto il tuo viaggio gratuito, l�ascensore non ti porter� pi� su. Hai circa una possibilit� su trenta di arrivare viva alla cima. Meno, anzi, dato che vuoi fare il tragitto da sola. Cirocco e io siamo riuscite ad arrivarci, ma abbiamo avuto fortuna.</p><p>��Lo so�� cominci� a dire Robin, e Gaby si affrett� a riprendere il discorso.</p><p>��Quello che desidero chiarirti, � che seguendo la nostra proposta potrai arrivare alla cima pi� rapidamente, e con maggiore sicurezza. Non ti chiedo di prestarti al gioco di Gea: io stessa odio quel genere di cose. Io credo che sia� be�, lasciamo perdere. Ma considera una cosa. Non ti chiede di fare male a qualcuno, o di fare qualcosa di disonorevole. Ti ha suggerito di fare un viaggio attorno alla circonferenza. Ed � appunto quello che ci proponiamo di fare.</p><p>��Ho alcuni lavori da fare�� spieg� Cirocco.</p><p>��Giusto. Noi due facevamo la stessa strada, e Gea ci ha detto che tu e Chris stavate arrivando. Io e Rocky l�abbiamo gi� fatto altre volte, con altri pellegrini, a volte insieme, a volte separatamente. Li aiutiamo a tenersi lontano dai guai finch� non imparano a viaggiare da soli.</p><p>"Intendo dire che puoi venire con noi. Puoi imparare varie cose che poi ti saranno utili durante la scalata. Non dico che non ci siano pericoli. Esci da Iperione, e tutto, su Gea, comporta dei pericoli. Anzi, anche su Iperione c�� un mucchio di cose che possono ucciderti. Ma � questo il bello. Pu� darsi che lungo la strada tu possa fare qualcosa che Gea considera eroico. Niente di cui ti debba vergognare, te lo assicuro. Una cosa bisogna ammetterla, a proposito di Gea: che sa scegliere i suoi eroi. Ma, ricorda, soltanto se si presenter� l�occasione. Non devi pensare di accettare il suo gioco, o di cercare qualcosa in particolare. Devi solo venire con noi, nient�altro. E, quando tornerai, potrai fare un viaggio gratis fino alla cima. Cosa farai, una volta arrivata lass�, � soltanto affar tuo."</p><p>Torn� a sedere. Robin le piaceva, ma, per proteggerla, non poteva fare di pi�. In un certo senso, Gaby si sentiva come "Ciccio" Fred, l�angelo; alcune persone sarebbero state disposte a dare un braccio o una gamba per l�aiuto offerto da lei e da Rocky, mentre lei era costretta a faticare per convincere quella ragazzina ostinata.</p><p>Anche Robin torn� ad accomodarsi. Le fece la cortesia di mostrarsi leggermente imbarazzata.</p><p>��Mi spiace�� disse.�� Ti ringrazio dell�offerta, e sar� lieta di venire con voi. Quello che mi hai detto mi sembra giusto.�� Gaby si chiese se anche Robin aveva pensato quello che aveva pensato lei: che, giunta a due o trecento chilometri d�altezza all�interno del raggio verticale, Robin poteva essere improvvisamente colta da paralisi. Nessuno, dopo avere provato una volta il Grande Salto, era ansioso di ripetere l�esperienza.</p><p>��Chris?</p><p>��Io? Certo. Sarei uno sciocco a rifiutare.</p><p>��Ecco lo spirito che mi piace�� disse Cirocco.�� Una valutazione realistica.�� Si alz� in piedi, si tolse la vestaglia e si rimise la coperta.�� Fate come se foste a casa vostra. Cibo e bevande sono offerte dalla ditta. Il Festival sar� finito tra un�ottantina di riv, e divertitevi finch� dura. Ci rivedremo alla Gatta Incantata tra un centinaio di rivoluzioni.</p></section><section><title><p>14</p><p>Amanti e altri estranei</p></title><p>��Ehi, amore, se non ti sbrighi a uscire da l� dentro, ci vengo anch�io.</p><p>Chris era intento a osservare l�acqua che gli ruscellava sul corpo e che gli ricadeva sui piedi nudi. In mano aveva una saponetta. Prov� a guardare in alto e ricevette uno schizzo d�acqua un piena faccia.</p><p>Strano, avere due attacchi uno dietro l�altro.</p><p>��Lascia un po� d�acqua anche a me.�� Era una voce femminile: la voce di una persona che non conosceva. Dove si era trovato, quale era il suo ultimo ricordo chiaro? Chiuse l�acqua e usc� dalla piccola cabina della doccia. Pareti e pavimento erano di assi di legno non verniciate. Da una finestra aperta si scorgeva il terreno, trenta metri pi� in basso. Si trovava su un albero, probabilmente al Titantown Hotel. Guard� cautamente al di l� della porta. Nella stanza vicina c�erano alcuni mobiletti leggeri e un letto imponente. La ragazza era stesa sulla schiena, in una posa che sarebbe stata eccitante se non avesse avuto un aspetto cos� rilassato. Chiss� se erano ai prelimimari o ai commiati, si chiese, ma il suo corpo sapeva la risposta. Ai commiati.</p><p>��Oh, finalmente�� disse lei, sollevando la testa, quando lo vide uscire.�� Ancora un po� di questo caldo, e sar� morta.�� Si alz� in piedi e and� a stiracchiarsi davanti alla finestra della camera, poi si sollev� dalle spalle i capelli lunghi e neri e li ferm� con una forcina. Chris pens� che gli piaceva molto, e rimpianse di essersi scordato ogni cosa. In genere, le cose che dimenticava non avevano importanza, ma questa pareva un�eccezione. Aveva gambe lunghe e pelle vellutata. I seni forse erano un po� troppo abbondanti, ma era il tipo di giudizio che era meglio lasciare alla verifica sperimentale.</p><p>Lei lo guard� con preoccupazione.�� Oh, no, non avrai idea di� No, basta, non ora, fratello. Non ne hai avuto abbastanza?�� Si affrett� a entrare nella doccia.</p><p>Chris cerc� i calzoncini e non riusc� a trovarli. Guardandosi attorno, scorse vari strani aggeggi e numerosi vasetti di creme e oli profumati. Aggrott� la fronte, si guard� attorno con maggiore attenzione, e alla fine vide quello che cercava, attaccato alla parete. Era gialla e stropicciata, ma era una licenza di prostituzione, rilasciata cinque anni prima, a Jefferson, nel Texas.</p><p>��Cosa c��?�� chiese la ragazza, uscendo dalla doccia e asciugandosi le spalle.�� Hai dei begli sbalzi di umore, lo sai?</p><p>��S�, lo so. Cosa ti devo?</p><p>��Ne abbiamo gi� parlato, ricordi?</p><p>��No, non ricordo, e tanto vale che ti dica che non ricordo niente degli ultimi� non so quanto. Da prima che ci incontrassimo. � cos�, anche se non mi piace dirlo, e non ricordo come ti chiami, non so dove ho messo i vestiti, e mi potresti dire, maledizione, cosa ti devo, in modo da andarmene via e non scocciarti pi�?</p><p>Lei gli si sedette accanto, sulla sponda del letto, senza toccarlo. Poi gli prese la mano.</p><p>��Proprio cos�, eh?�� disse, a bassa voce.�� Me ne hai parlato. Ma hai parlato cos� tanto, che non sapevo se dovessi crederti.</p><p>��Il particolare dell�amnesia era vero. Il resto, probabilmente, erano balle. Se ti ho detto che ho un mucchio di soldi, era una bugia. Avevo dei soldi al mio arrivo, ma, dopo la mia ultima perdita di memoria, tutto quello che mi era rimasto era un paio di calzoncini corti.</p><p>La ragazza si leg� l�asciugamano attorno alla vita, si rec� a un mobiletto di legno e prese qualcosa da esso.�� Hai buttato via i calzoncini dopo avermi incontrato�� spieg�.�� Hai detto che volevi ritornare alla natura.�� Sorrise, in un modo che non aveva niente a che vedere con la sua professione, e gli lanci� un oggetto.</p><p>Era una piccola moneta d�oro. Impresse su una faccia c�erano le parole ASSEGNO IN BIANCO, e alcuni simboli dei titanidi. Sull�altra faccia c�era la firma <emphasis>C. Jones. </emphasis>Chris cominciava a ricordare qualcosa, e chiuse gli occhi per farsi ritornare alla mente i particolari.</p><p>��Mi hai spiegato che ti permetteva di acquistare tutto quello che volevi, a Titantown. "Meglio dei soldi" mi hai detto. Io non ne avevo mai visti, ma tu ti davi alle spese pazze, e pareva che tutti lo accettassero in pagamento.</p><p>��Ti ho imbrogliata�� disse Chris, certo che fosse vero.�� Soltanto i titanidi devono accettarlo. Dovevo usarlo per� per� per equipaggiarmi per un viaggio che devo fare.�� Si alz� in piedi, colto improvvisamente dal panico.�� Ho comprato un mucchio di cose, adesso ricordo. Dovevo� voglio dire, dove sono finite�</p><p>��Calma, calma. Non c�� niente di cui preoccuparsi. Ho fatto portare la roba alla Gata, come mi hai detto tu. � tutto a posto.</p><p>Lui torn� lentamente a sedere.�� La Gata�</p><p>��Hai l�appuntamento laggi� con i tuoi amici�� disse la ragazza. Guard� un orologio a giroscopio, per Gea, posto sul mobiletto.�� Tra un quarto d�ora.</p><p>��Certo! Devo��� Si avvi� verso la porta, ma s�immobilizz� subito, con la sensazione di dimenticare qualcosa.</p><p>��Hai un asciugamano da prestarmi?</p><p>Senza parlare, lei gli pass� quello che aveva addosso.</p><p>��Io� uhm, mi spiace di non avere niente da darti. Non so che razza di storia ti ho raccontato, ma mi sorprende che tu non ti sia fatta�</p><p>��Pagare in anticipo? Non sono nata ieri. Sapevo benissimo cosa facevo.�� Si rec� alla finestra e appoggi� le mani al davanzale.�� Sono arrivata da qualche tempo. La Terra non mi � mai stata molto amica. Mi piacciono queste persone. Almeno, io le vedo come persone. Probabilmente, comincio a convertirmi alle abitudini degli indigeni anch�io.�� Lo guard� in modo strano, come se si aspettasse che si mettesse a ridere. Visto che non lo faceva, rise lei, e aggiunse:�� Al diavolo, io stessa ho una terza parte di figlio titanide. Dopo un po� di tempo che sei qui, cominci a tirare il boccino.</p><p>Si avvicin� a Chris e lo baci� sulla guancia.�� Non riesco a credere che, dopo tutto quello che abbiamo fatto, tu ne abbia completamente perso la memoria. Mi sento offesa nell�orgoglio professionale.�� Per un momento, Chris temette che si mettesse a piangere, e non riusc� a capirne il motivo.</p><p>��In questo viaggio, avete con voi una ragazza�� disse poi lei.</p><p>��Robin?</p><p>��Proprio lei. Dille "ciao" da parte mia, e di stare attenta. E buona fortuna. Augurale buona fortuna da parte mia. Me lo fai, questo favore?</p><p>��Se mi ripeti il tuo nome.</p><p>��Trini. Dille di stare attenta a quella Gaby Plauget. � pericolosa. Quando far� ritorno, qui sar� sempre la benvenuta.</p><p>��Glielo dir�.</p></section><section><title><p>15</p><p>La Gata Encantada</p></title><p>Titantown era protetta da un immenso albero costituitosi quando vari alberi pi� piccoli si erano uniti a formare un unico organismo-colonia. Anche se i titanidi non amavano i piani regolatori e l�urbanistica, i loro gusti finivano per imporre una certa struttura all�abitato. Preferivano abitare a meno di cinquecento metri dalla luce, e per questo le loro abitazioni tendevano a disporsi ad anello alla periferia dell�albero. Alcune case erano costruite direttamente sul terreno, altre erano appollaiate sui giganteschi rami che si stendevano orizzontalmente e che erano retti da tronchi ausiliari, grossi a loro volta come sequoie.</p><p>Sparsi in tutto l�anello residenziale, ma in prevalenza sulla parte interna, c�erano le botteghe, le forge, i mulini e le raffinerie. In direzione dell�esterno, verso il sole e talvolta all�aria aperta, c�erano bazar, negozi, mercati. Sparsi qua e l� per la citt� c�erano poi gli edifici pubblici e i servizi, i pompieri, le biblioteche, i magazzini e le cisterne. L�acqua era in parte piovana e in parte veniva dai pozzi, ma quella dei pozzi conteneva sali amari ed era lattiginosa.</p><p>Robin aveva trascorso vario tempo nell�anello pi� esterno, e si era servita del medaglione datole da Cirocco per acquistare provviste per il viaggio. Aveva scoperto che gli artigiani titanidi erano cortesi e servizievoli. Invariabilmente le consigliavano gli articoli di migliore qualit�, anche nei casi in cui sarebbe stato sufficiente qualcosa di economico. Di conseguenza, lei ora possedeva una borraccia di rame con complessi arabeschi in filigrana che l�avrebbero resa degna del tavolo dei banchetti dello Zar. L�impugnatura del coltello era sagomata per adattarsi perfettamente alla sua mano, e inoltre aveva un rubino che sembrava un grande occhio di vetro. Le avevano fatto un sacco a pelo su misura, di un materiale cos� riccamente ricamato che lei non osava appoggiarlo a terra. Cornamusa, il titanide da lei conosciuto nella tenda di Cirocco, le aveva fatto da guida; cantando la traduzione ai mercanti che non parlavano inglese.</p><p>��Non preoccuparti�� le aveva detto.�� Come puoi notare, qui nessuno paga in denaro. Noi non lo usiamo.</p><p>��Che sistema usate, allora?</p><p>��Gaby lo chiama comunismo non coercitivo. Dice che con gli umani non funzionerebbe, perch� sono troppo avidi ed egoisti. Scusa, ma riferisco quello che ha detto lei.</p><p>��Non c�� niente di cui ti debba scusare. Probabilmente ha ragione.</p><p>��Non so. � vero che non abbiamo i problemi associati alla gerarchia che pare abbiate voi umani. Non abbiamo leader, non lottiamo tra noi. La nostra economia si basa sugli Accordi e sui meriti. Tutti lavorano, sia per la produzione di consumo, sia per la comunit�. Si accumula prestigio� voi potreste chiamarla ricchezza, o credito� mediante le proprie azioni, o con l�et�, o con la necessit�. A nessuno manca l�indispensabile; quasi tutti godono almeno di qualche lusso.</p><p>��Non la chiamerei ricchezza�� disse Robin.�� Anche noi, nella Congrega, non usiamo denaro.</p><p>��Davvero? E qual � il vostro sistema?</p><p>Robin riflett� con tutto il distacco di cui era capace, ricordando il lavoro sociale obbligatorio, imposto da tutta una serie di punizioni, che arrivavano alla morte inclusa.</p><p>��Chiamalo comunismo coercitivo. Accompagnato da un sistema di baratti.</p><p>La Gata Encantada si trovava nei pressi del tronco del grande albero. Robin c�era gi� stata, una volta, ma l�oscurit�, in quella parte di Titantown, era perpetua, e non c�erano piantine stradali. Non c�erano neppure le strade. Per trovare un posto qualsiasi, occorrevano una lanterna e una grossa dose di fortuna.</p><p>Robin pensava al centro della citt� come al quartiere del tempo libero. La descrizione era abbastanza giusta, anche se, come in tutto il resto di Titantown, c�erano negozi, e anche abitazioni, sparsi fra le sale di danza, i teatri e le bettole. Tra l�anello esterno e il tronco c�era una zona relativamente disabitata. Era la parte meno frequentata della citt�, occupata da piccoli orti che crescevano in quell�oscurit� calda e umida. Gran parte della citt� era illuminata da grandi lampade di carta; laggi� se ne vedevano poche.</p><p>Era la zona che corrispondeva alle sue idee di un giardino pubblico. Sua madre l�aveva avvertita di tenersi lontana da essi, perch� laggi� si nascondevano uomini che saltavano addosso alle donne per stuprarle. Naturalmente, gli umani che si spingevano in quella zona di Titantown erano pochi, ma nessuno impediva loro di recarsi laggi�. Lei pensava di avere superato le sue preoccupazioni a proposito dello stupro, ma non riusciva a fare a meno di pensarci. C�erano dei posti dove l�unica luce era quella della sua lanterna.</p><p>Ud� un sibilo che le fece fare un sobbalzo. Si ferm� a controllarne l�origine, e vide alcuni filari di piante basse e carnose che emettevano una fine nebbiolina. Chiunque fosse cresciuto nella Congrega, con le sue file di spruzzatori che attraversano tutta la concava superficie agricola, avrebbe riconosciuto immediatamente la funzione di quella nebbiolina. Respir� a pieni polmoni, sorridendo. L�odore della terra umida la riportava ai giorni dell�infanzia, a un�epoca priva di complicazioni, trascorsa a giocare nei campi di fragole mature.</p><p>La taverna era un basso edificio di legno, con la consueta larghissima doppia porta. Accanto alla porta pendeva l�insegna: due cerchi, uno sopra l�altro. In quello in alto, che era pi� piccolo, erano disegnate due punte in cima, gli occhi a mandorla, un sorriso pieno di denti.</p><p>Perch� una gatta, si chiese, e perch� spagnola? Quando i titanidi imparavano una lingua umana, si trattava invariabilmente di quella inglese, ma laggi� c�era invece la scritta in spagnolo, proprio sopra la porta: <emphasis>La Gata Encantada</emphasis>, senza le solite rune del loro alfabeto. Erano una strana razza, decise Robin. Erano assai simili agli uomini, sotto molti aspetti. Numerose delle loro capacit� erano uguali a quelle umane. Gli oggetti che costruivano erano in gran parte uguali a quelli che costruivano gli uomini. Anche le loro arti erano simili a quelle umane, eccetto beninteso la loro musica trascendente. Il loro strano sistema di riproduzione era l�unica caratteristica che li distinguesse nettamente.</p><p>Be�, forse non proprio l�unica, si disse poi, entrando nella Gata, quando lo sguardo le cadde sulla vasca piena d�acqua che era un elemento standard di tutti gli edifici titanidi aperti al pubblico. Il pavimento era di sabbia, con uno strato di paglia. Tutto considerato, i titanidi avevano risolto il problema di conciliare tra loro urbanizzazione e incontinenza assai meglio di quanto non fossero riusciti a farlo, per esempio, a New York City, all�epoca del cavallo e del calesse. La citt� era piena di piccole creature simili ad armadilli che si nutrivano unicamente di quei mucchietti, dappertutto presenti, di grosse palle color arancione. Nelle abitazioni private il problema veniva risolto di volta in volta, quando si presentava, ricorrendo a paletta e secchiello. Ma, dove si riunivano molti titanidi, quella soluzione era impossibile. Gettavano al vento il superfluo e poi se ne dimenticavano. Ecco perch� c�erano quelle vasche piene d�acqua: per pulirsi i piedi prima di ritornare a casa.</p><p>A parte quel particolare, <emphasis>La Gata Encantada </emphasis>pareva una qualsiasi taverna umana, ma con molto pi� spazio tra un tavolo e l�altro. C�era perfino un lungo bar di legno, completo di ringhiera poggiapiedi di ottone. Il posto era pieno di titanidi che giganteggiavano sopra di lei, ma da tempo Robin aveva smesso di preoccuparsi che le pestassero i piedi. Avrebbe avuto pi� paura se fosse stata in mezzo a una folla di umani.</p><p>��Ehi, ragazza umana!�� Alz� gli occhi, e vide che il barista le faceva dei cenni con un braccio. Le gett� un cuscino.�� I tuoi amici ti aspettano nel retro. Vuoi una birra di radici?</p><p>��S�, grazie.�� Ricordava dalla sua precedente visita che quella birra era una bevanda alcolica scura e schiumosa, prodotta con cereali fermentati e aromatizzata con radici amare. Aveva il gusto della birra a cui era abituata, ma era pi� alcolica. Le piaceva molto.</p><p>Il gruppo si era radunato attorno a un enorme tavolo, in un angolo lontano dalla folla: C�rocco, Gaby, Chris, Salterio, Valiha, Cornamusa e un quarto titanide che lei non conosceva. La bevanda di Robin arriv� prima di lei, in un mostruoso boccale da cinque litri. Si sedette sul cuscino che le aveva dato il barista, e il tavolo le arriv� all�altezza del petto.</p><p>��Ci sono gatti, su Gea?�� domand�.</p><p>Gaby guard� Cirocco, ed entrambe alzarono le spalle.</p><p>��Non ne ho mai visto uno�� disse Gaby.�� Questo posto prende il nome da una marcia. I titanidi vanno pazzi per le marce. Dicono che John Philip Sousa � il pi� grande compositore che sia mai vissuto.</p><p>��Non proprio�� obiett� Salterio.�� In dirittura d�arrivo, � spalla a spalla con Johann Sebastian Bach.�� Bevve un sorso, poi vide che Robin e Chris lo guardavano con perplessit�. Prosegu�, per spiegare la sua affermazione.</p><p>��Parlando senza la minima ombra di critica, entrambi sono fondamentali e primitivi. Bach con la sua geometria fatta di ripetizione di forme sonore, il suo calcolo di monotonia ispirata; Sousa con i suoi guizzi di innocenza e di bravura. Il loro modo di affrontare la musica � come quello di una persona che voglia disporre i mattoni per fare uno <emphasis>ziggurat</emphasis>: Sousa con gli ottoni, e Bach con gli archi. Tutti gli umani lo fanno in grado pi� o meno alto. Anche la vostra musica scritta assomiglia a un muro di mattoni.</p><p>��L�idea�� aggiunse Valiha�� non ci era mai venuta in mente. Eseguire un canto e poi conservarlo, per poi eseguirlo esattamente identico, era un�idea sostanzialmente nuova. La musica di Bach e di Sousa � molto aggraziata, priva di complicazioni inutili, quando � scritta su carta. � una musica iper-umana.</p><p>Cirocco continu� a guardare alternativamente i due titanidi, con aria un po� impacciata, poi cerc� con lo sguardo Robin e Chris. Ebbe qualche difficolt� a rintracciarli.</p><p>��Con questo, ne sai quanto prima�� disse.�� Quanto a me, Sousa non mi � mai piaciuto. Bach mi � indifferente.�� Batt� gli occhi, facendo correre lo sguardo da uno all�altro come se si aspettasse di venire contraddetta. Visto che nessuno lo faceva, bevve una lunga sorsata dal suo bicchiere di birra, rovesciandosene buona parte sul vestito.</p><p>Gaby le pos� una mano sulla spalla.�� Presto ti chiuderanno il bar, Capitano�� disse, in tono scherzoso.</p><p>��<emphasis>Chi ha detto che sono ubriaca?</emphasis>�� rugg� Cirocco. Un�onda schiumosa, color oro bruno, corse sul tavolo: il suo bicchiere si era rovesciato. Per un momento, nella sala non si ud� il minimo rumore, poi riprese il chiasso di prima perch� i titanidi fecero finta di non accorgersi dell�incidente. Giunse qualcuno con uno strofinaccio per asciugare la birra caduta, e subito, davanti a Cirocco, venne messo un altro bicchiere.</p><p>��Nessuno lo ha detto�� disse Gaby, con voce molto calma.</p><p>Cirocco parve avere dimenticato l�incidente.</p><p>��Robin, mi pare che tu e Oboe non vi conosciate ancora. Oboe (Trio Mixolidio Diesis) Bolero, ti presento Robin dalle Nove Dita, della Congrega. Robin, ti presento Oboe. Appartiene a un ottimo accordo, e ti terr� calda quando soffier� il vento freddo.</p><p>La titanide si alz� e le rivolse un inchino piegando le gambe anteriori.</p><p>��Che il sacro flusso ci unisca�� mormor� Robin, inchinandosi a sua volta, e osservando quella che presumibilmente doveva essere la sua compagna di viaggio. Oboe era coperta di uno spesso pelo, simile a un velluto, spesso sette o otto centimetri. Solo in corrispondenza delle palme delle mani, di piccole aree sulla punta dei seni, e di parti della faccia si poteva scorgere la pelle nuda, che era di un ricco color verde oliva. Anche il pelo era color oliva, ma segnato da ghirigori simili alle impronte digitali degli uomini. Solo il pelo della coda e i capelli erano bianchi come neve. Pareva un grosso animale di pezza, con cuciti due grandi occhi castani.</p><p>��Conoscete Cornamusa, vero?�� prosegu� Cirocco.�� Il Vecchio Cornamusa � diciamo, il nipote del primo titanide che abbiamo incontrato. La sua retromadre � stata la prima Cornamusa Miscioie��� S�interruppe, perch� incontrava difficolt� a pronunciare la parola.�� Mic-so-io-ni-a nata. Poi s�incroci� con il suo antepadre. Sembra una cosa molto riprovevole dal punto di vista umano, ma vi assicuro che per i titanidi � una saggia misura di eugenetica. Cornamusa � un Duetto Lidio.�� Rutt�, con aria sorpresa.�� Come tutti noi.</p><p>��Cosa intendi dire?�� domand� Chris.</p><p>��Tutti gli esseri umani sono Duetti Lidii�� disse Cirocco. Trov� una penna e cominci� a disegnare sul tavolo.</p><image l:href="#2"/><p>��Osserva qui�� disse.�� Questo � un Duetto Lidio. La riga in alto � la femmina, quella in basso il maschio. L�asterisco � l�uovo non fecondato. La freccia in alto indica dove va l�uovo, e quella sotto indica chi scopa e chi si fa scopare, primario e secondario. Duetto Lidio: antemadre e retromadre sono femmine; antepadre e retropadre sono maschi. Esattamente come negli umani. L�unica differenza � che i titanidi devono farlo due volte.�� Rivolse a Chris un�occhiata ammiccante.�� Doppio godimento, eh?</p><p>��Rocky, non sarebbe meglio�</p><p>��� l�unico modo in cui i titanidi si accoppiano come lo fanno gli esseri umani�� disse Cirocco, battendo il pugno sul tavolo.�� Di ventinove possibilit�, questa � solo una. Ci sono duetti composti di sole femmine, e ce ne sono ben tre. I Duetti Eoli. In tutti i Duetti Lidii c�� un maschio, ma qualche volta diventa la retromadre.�� Aggrott� la fronte e cont� sulle dita.�� La maggior parte delle volte, anzi. Quattro su sette. Nel modo Ipolidio, la femmina feconda se stessa frontalmente, e nel Locrilidio lo fa posteriormente. Po-ste-<emphasis>rior</emphasis>-mente.</p><p>��Rocky�</p><p>��Come fa?�� chiese Chris, incuriosito.�� Ha un rapporto sessuale con se stessa?�� Gaby gli rivolse un�occhiata disgustata, ma l�intervento di Chris non ebbe molta importanza, perch� Cirocco non ud� le sue parole. Fissava il tavolo dondolando la testa, e guardava lo schema che lei stessa aveva disegnato.</p><p>��Non � come pensi�� gli spieg� Oboe.�� Sarebbe fisicamente impossibile. Si fa manualmente. Si raccoglie il seme e poi lo si inserisce. Il seme di un retropene pu� fecondare un�antevagina, ma solo se si tratta dello stesso individuo, non tra�</p><p>��Ragazzi, ragazzi, lasciatemi un po� di respiro, per piacere. D�accordo?�� Gaby pass� lo sguardo su tutti, e alla fine lo pos� su Cirocco. Poi fece una smorfia e si alz� in piedi.�� Signore e signori e titanidi, speravo che questo viaggio potesse essere pianificato meglio. Credo che Rocky avesse da dire alcune cose, ma non importa. Pu� dirle un�altra volta.</p><p>���ltra volta�� borbott� Cirocco.</p><p>��Bene. Comunque, la prima parte del viaggio � molto facile. Ci limiteremo a scendere il fiume, senza un pensiero al mondo. Baster� caricare l�equipaggiamento sulle barche, e metterle in acqua. Perci�, cosa ne direste di alzarci e di partire?</p><p>��Partire!�� le fece eco Cirocco.�� Un brindisi! Al cammino che dobbiamo fare! Che ci porti all�avventura, e che ci faccia ritornare a casa sani e salvi.�� Si alz� in piedi e sollev� il boccale. Robin dovette usare entrambe le mani per sollevare il suo, e lo spinse verso quello degli altri, con grandi tintinnii e rovesciamenti di schiuma. Bevve una profonda sorsata e ud� un tonfo. La Maga era caduta dallo sgabello.</p><p>Per�, non aveva perso i sensi. Robin non seppe decidere se fosse un bene o un male.</p><p>��Aspettate un momento�� disse poi Cirocco, sollevando le braccia.�� Sapete cosa fa la birra. Devo andare a incipriarmi il naso. Arrivo subito.�� Si avvi� dondolando verso l�altra sala.</p><p>Si ud� un urlo. Mentre Robin si stava ancora chiedendo chi fosse stato, Gaby si alz� e corse nell�altra stanza, riuscendo in qualche modo a farsi strada in mezzo al pigia-pigia dei titanidi.</p><p>��L�ho riconosciuto! � lui! � qui!</p><p>Ora riconobbe la voce di Cirocco e si chiese che cosa potesse averla spaventata a quel punto. Robin cominciava ad avere dei dubbi sulla personalit� della Maga, ma non le pareva che potesse essere una codarda.</p><p>A un�estremit� del bancone di mescita, nei pressi della porta, si era formata una piccola folla. C�era poca speranza che una della sua taglia riuscisse a vedere qualcosa in mezzo a tutti quei posteriori di titanidi che bloccavano la visuale, e perci� Robin salt� sul bancone stesso e pot� in tal modo arrivare fin quasi al centro del gruppo.</p><p>Vide che Cirocco veniva confortata da un titanide che Robin non aveva mai visto. Gaby era poco lontano. In una mano aveva un coltello, e con l�altra faceva dei gesti minacciosi in direzione di un uomo che stava curvo sul pavimento, davanti a lei. Alla luce tremolante delle lampade si vedevano i denti di Gaby brillare come zanne.</p><p>��Alzati, alzati�� disse a denti stretti.�� Sei uguale a tutte le altre merde sul pavimento, schifoso. � ora che qualcuno ti sbatta via, e me ne voglio occupare io.</p><p>��Non ho fatto niente�� gemette l�uomo.�� Lo giuro, chiedilo a Rocky. Non avevo intenzione di fare niente di male, sono stato bravissimo. Tu mi conosci, Gaby.</p><p>��Ti conosco fin troppo bene, Gene. Ho avuto due possibilit� di ucciderti, e sono stata una stupida a lasciarmele sfuggire. Alzati, e affronta la tua sorte; questo, pu� farlo anche un verme come te. Alzati, o ti ammazzo laggi� come il maiale che sei.</p><p>��No, non farmi del <emphasis>male.</emphasis>�� Si pieg� su se stesso, tenendosi con le mani l�inguine, e cominci� a piagnucolare. Anche se fosse stato in piedi, avrebbe fatto compassione. Braccia e faccia, anzi, tutta la pelle visibile, erano coperte di vecchie cicatrici. Aveva i piedi nudi e sporchi, ed era vestito di stracci. Aveva una benda nera, come quella dei pirati, sull�occhio sinistro, e gli mancava parte di un orecchio.</p><p>��Alzati!�� ordin� Gaby.</p><p>Con sua somma sorpresa, Robin ud� che Cirocco prendeva la parola, e che parlava in tono del tutto privo dei fumi dell�alcool.</p><p>��Ha ragione, Gaby�� disse, tranquilla.�� Non ha fatto niente. Diavolo, non appena mi ha visto, ha cercato di scappare. Ho gridato soprattutto per la sorpresa di vedermelo davanti.</p><p>Gaby drizz� un poco la schiena. Dagli occhi le scomparve una parte della luce belluina.</p><p>��Intendi dire che non devo ucciderlo?�� chiese, senza nessun tono particolare.</p><p>��Per l�amor di Dio, Gaby�� mormor� Cirocco. Pareva calma, adesso, ma ancora un po� tremante per l�agitazione di prima.�� Non puoi tagliarlo a fette come una bestia da macello.</p><p>��S�, lo so. Ho gi� sentito altre volte queste parole.�� Appoggi� un ginocchio a terra per portarsi all�altezza dell�uomo, e con il piatto della lama gli fece girare la testa.</p><p>��Cosa fai, Gene, da queste parti? Cosa stai combinando?</p><p>Lui piagnucol� e balbett� per qualche istante.�� Venivo a bere, nient�altro. La gola diventa secca, con questo caldo.</p><p>��I tuoi amici non sono qui. Ci deve essere una ragione, se sei venuto a Titantown. Tanto per dirne una, non correresti il rischio di incontrarmi, se non avessi dei buoni motivi per venire qui.</p><p>��Hai ragione, Gaby, hai ragione, mi fai paura, � vero. S�, certo, il vecchio Gene sa che non deve mettersi sulla vostra strada.�� Riflett� per un attimo, e fece una smorfia nel pensare alle implicazioni della cosa, cosicch� si affrett� a cambiare discorso.�� Me n�ero dimenticato, Gaby, non sapevo che eri qui, nient�altro.</p><p>Robin capiva che quell�uomo era talmente abituato a mentire, che lui stesso non sapeva pi� quale era la verit�. Era anche ovvio che Gaby lo terrorizzava veramente. Era il doppio della donna, ma non pareva avere alcuna intenzione di difendersi da lei.</p><p>Gaby si alz� in piedi e fece un gesto con il coltello.</p><p>��Alzati, Gene. Non fartelo ripetere.</p><p>��Non mi farai del male?</p><p>��Se ti rivedr�, ti far� male, e forte. Ci siamo capiti? Dico che non ti uccider�. Ma se mai dovessi rivederti, in qualsiasi luogo, in qualsiasi <emphasis>momento</emphasis>, ti far� male sul serio. Da questo momento in poi, fare in modo che i nostri cammini non si incontrino sar� affar tuo.</p><p>��Puoi esserne certa, lo prometto, lo prometto.</p><p>��La prossima volta che ti incontro, Gene�� disse lei, e indic� con il coltello�� ti taglio anche l�altra.</p><p>Il coltello non aveva indicato l�orecchio sano, ma notevolmente pi� in basso.</p></section><section><title><p>16</p><p>Il club dei circumnavigatori</p></title><p>Anche se c�era il forte braccio di Cornamusa a sorreggerla, Cirocco cadde due volte mentre veniva fatto il carico dei titanidi. Continu� per� a dichiarare che intendeva farcela con i propri mezzi.</p><p>L�equipaggiamento che Chris si era procurato era ad attenderlo, come promesso, in una capanna dietro La Gata, insieme con l�equipaggiamento degli altri. I titanidi avevano sacche doppie, da sella, che si mettevano sulla schiena e che venivano legate dalla parte di sotto. Valiha si gir� su se stessa e si mise sulla groppa due capaci sacche di cuoio e tela, lasciando a Chris ancora lo spazio per stare in sella. Lui sal� e apr� le sacche, che gi� contenevano l�equipaggiamento di Valiha. Lei gli pass� l�equipaggiamento che lui si era comprato, un pezzo alla volta, dicendogli di fare attenzione a equilibrare bene il carico. Una volta terminato, le sacche erano ancora mezzo vuote, e lei gli disse di non preoccuparsi, perch� una volta lasciato il fiume e raggiunta la strada, lo spazio rimasto vuoto sarebbe stato occupato dalla provviste che avrebbero trovato ad attenderli sulle barche.</p><p>Mentre metteva a posto il bagaglio, Chris osserv� Gaby e Cornamusa che cercavano di calmare Cirocco e di farla salire sul titanide. La scena era un po� patetica, ma anche leggermente preoccupante. Not� che anche Robin, in groppa a Oboe pochi metri pi� in l�, osservava la scena. Era buio pesto, e l�unica luce veniva dalle lucerne a olio dei titanidi, ma Chris pot� vedere che Robin aggrottava la fronte.</p><p>��Hai cambiato idea e non vuoi pi� partire?�� le chiese.</p><p>Lei lo fiss�, sorpresa. Non si erano mai parlati in precedenza, almeno nei periodi in cui lui non soffriva di amnesia, e Chris si chiedeva che cosa la ragazza pensasse di lui. Quanto a lui, la trovava decisamente strana. Aveva saputo che quelli che gli erano parsi disegni erano in realt� dei tatuaggi. Serpenti dalle scaglie multicolori che partivano, con la coda, in basso dall�alluce destro, e in alto dal mignolo sinistro, poi salivano arrotolandosi lungo il braccio e la gamba per infine sparire sotto i vestiti. Si chiedeva che aspetto avessero le teste, e se ne avesse ancora degli altri.</p><p>Lei torn� a dedicarsi ai pacchi.�� Quando prometto di partire, parto�� disse. Le erano caduti i capelli sugli occhi, e quando scosse la testa per rimetterli a posto, rivel� un�altra delle sue stranezze. Si era rasata gran parte del lato sinistro della testa, per fare in modo che si vedesse un complesso disegno a forma di pentagono, tutt�intorno all�orecchio sinistro. Pareva che portasse la parrucca e che questa le fosse scivolata fuori posto.</p><p>Robin lanci� ancora un�occhiata all�indirizzo di Cirocco, poi rivolse a Chris quello che forse poteva essere interpretato come un sorriso amichevole. I tatuaggi non permettevano di capirlo.</p><p>��Capisco cosa vuoi dire, per� ammise.�� Possono chiamarla Maga, se vogliono, ma quando vedo un�alcolizzata la so riconoscere anch�io.</p><p>Chris e Valiha furono gli ultimi a emergere dall�oscurit� sotto l�albero di Titantown. Lui batt� per un attimo gli occhi, a causa della forte luce, e poi sorrise. Era lieto di essere in cammino. La destinazione verso cui era diretto non aveva importanza.</p><p>Gli altri tre gruppi facevano una bella figura, mentre si arrampicavano sulla prima collina e scendevano lungo la strada polverosa e cotta dal sole, tra i campi di grano giallo e alto. Gaby procedeva davanti a tutti, vestita del suo completo da Robin Hood, verde e grigio, montata su Salterio, dal mantello color cioccolato scuro e dalla criniera arancione. Dietro di loro veniva Cornamusa, con Cirocco stesa sulla sua schiena. Si vedevano solo le gambe, che spuntavano dalla coperta stinta. Vista nella penombra, la criniera di Cornamusa sembrava nera, ma ora, agitata dal vento dietro di lui, scintillava come un nido di minuscoli cristalli. Anche i disegni bruni e oliva di Oboe parevano bellissimi alla luce del sole, e la sua esplosione di capelli bianchi era uno spettacolo indimenticabile. Robin cavalcava in piedi, con la schiena dritta e i piedi sulle sacche dei bagagli, vestita di un paio di calzoni larghi e di una leggera camicia di maglia.</p><p>Chris cerc� di mettersi comodo sulla larga schiena di Valiha. Quando trasse un profondo respiro, gli parve di cogliere nell�aria quella caratteristica indefinibile che precede un temporale estivo. A ovest poteva vedere nubi scure al di sopra di Oceano. Parevano grandi fiocchi di cotone, e si assottigliavano verso nord e verso sud. Alcune avevano forma di salsicce, e quelle pi� alte e sottili parevano srotolarsi progressivamente, lasciando sotto di s� un sottile strato bianco. Era dovuto alla forza di Coriolis, gli avevano detto, ma lui non sapeva che cosa fosse.</p><p>Era la giornata ideale per mettersi in viaggio, concluse.</p><p>Chris non aveva mai pensato di poter dormire sulla schiena di un titanide, ma evidentemente si sbagliava. Venne destato da Valiha.</p><p>Salterio si era diretto verso un lungo argine che giungeva a Ofione. Valiha lo segu�, e presto i suoi zoccoli batterono su assi di legno. Legate al pontile c�erano quattro grandi canoe. Erano fatte di centine di legno, su cui era teso un materiale argenteo. Assomigliavano alle barche di alluminio che da quasi due secoli erano usate sui laghi e sui fiumi della Terra. Il fondo era rinforzato con assi di legno. Al centro di ciascuna c�era un mucchio di viveri, coperto di tela rossa e tenuto fermo da corde.</p><p>Pescavano poco, ma quando Salterio sal� su una di esse, la barca si immerse notevolmente. Chris osserv� affascinato il titanide che si muoveva sullo stretto ponte della barca, intento a togliersi il carico e a riporlo a poppa. Non aveva mai pensato ai titanidi come a una razza di marinai, ma Salterio pareva sapere perfettamente come si conduceva una barca.</p><p>��Adesso devi scendere�� gli disse Valiha. Aveva girato la testa di centottanta gradi, cosa che faceva sempre accapponare a Chris la pelle del collo, quando glielo vedeva fare. Cerc� di darle una mano con le cinghie, ma presto si accorse che riusciva soltanto a rallentarle il lavoro. Quelle pesanti sacche parevano cuscini di piume, tanta era la facilit� con cui le spostava la titanide.</p><p>��Le barche possono contenere due titanidi e un po� di bagaglio, o tutt�e quattro gli umani�� diceva Gaby.�� Oppure possiamo lasciare le coppie come sono, una per barca. Come preferite?</p><p>Robin era ferma sul bordo dell�argine e fissava le barche con aria preoccupata. Poi si volt� e alzo le spalle. Ficc� le mani in tasca e guard� l�acqua aggrottando la fronte, come se qualcosa le desse fastidio.</p><p>��Non so�� disse Chris.�� Forse sarebbe preferibile��� Si accorse che Valiha lo teneva d�occhio, e che poi si affrettava a girarsi dall�altra parte.�� Rimanere con Valiha, penso.</p><p>��Per me non ha importanza�� disse Gaby�� purch� in ciascuna delle barche ci sia almeno una persona in grado di manovrare i remi. Tu sei capace di farlo?</p><p>��Un po�. Ma non sono un esperto.</p><p>��Non importa. Valiha pu� controllarti. Robin?</p><p>��Non ne so niente. Preferirei�</p><p>��Allora, va� con Oboe. Possiamo cambiare le coppie in seguito, allo scopo di conoscerci meglio. Chris, dammi una mano per sistemare Rocky.</p><p>��Suggerirei una cosa�� disse Robin.�� Adesso � fuori combattimento. Perch� non la lasciamo qui? Met� del suo bagaglio sono liquori, li ho visti io. � un�alcolizzata, e ci sar� solo�</p><p>Non fece in tempo a terminare, perch� Gaby la inchiod� all�argine prima che Chris riuscisse a capire cosa stava succedendo. Gaby stringeva Robin per il collo, costringendola a spostare la testa all�indietro.</p><p>Lentamente, con un leggero tremito, Gaby allent� la pressione e si tir� indietro. Robin toss� una sola volta, e non si mosse.</p><p>��Non devi mai pi� parlare di lei in questo modo�� bisbigli� Gaby.�� Tu non sai quello che dici.</p><p>Nessuno si era mosso. Chris spost� un piede e sent� il cigolio delle assi.</p><p>Gaby si alz� in piedi. Quando si allontan�, abbass� le spalle e parve improvvisamente divenuta molto vecchia e stanca. Robin si alz� in piedi a sua volta, si spolver� il vestito con dignit� glaciale, e si schiar� la gola. Pos� una mano sul calcio della pistola.</p><p>��Ferma�� disse.�� Ferma dove sei.�� Gaby si ferm�. Si volt� su se stessa, come se la situazione non avesse molto interesse per lei.</p><p>��Non ti uccider� disse Robin, parlando lentamente.�� Quello che hai fatto richiede una compensazione, ma tu sei penista, e probabilmente non lo sapevi. Ma ora ascolta, e ritieniti avvisata. L�ignoranza non ti salver� una seconda volta. Se alzerai di nuovo le mani su di me, una di noi morir�.</p><p>Gaby guard� la pistola che Robin teneva nella fondina, annu� aggrottando la fronte, e si allontan�.</p><p>Chris la aiut� a infilare Cirocco nella parte anteriore di una delle canoe. L�intera situazione lo aveva lasciato stupefatto, ma sapeva riconoscere i momenti in cui era meglio tenere la bocca chiusa. Vide che Gaby saliva sulla barca e che copriva con una coperta il corpo inerte della Maga. Pos� la testa della Maga su un cuscino, in modo da dare l�impressione che dormisse pacificamente, finch� Cirocco non si mosse, sbuff�, e si tolse di dosso la coperta, con un calcio. Gaby usc� dalla barca.</p><p>��� meglio che tu ti metta davanti�� gli disse Valiha, quando Chris si avvicin� alla barca destinata a loro. Si sedette sul fondo, trov� una pagaia, e prov� a infilarla nell�acqua. Gli pareva perfetta. Come tutti gli oggetti costruiti dai titanidi, era artisticamente lavorata, con immagini di animali selvatici scolpite nel legno. Sent� che la barca sobbalzava quando Valiha sal� a bordo.</p><p>��Dove trovate il tempo di abbellire tutti gli oggetti?�� le chiese Chris, indicandole la pagaia.</p><p>��Se non vale la pena di abbellirlo�� disse Valiha�� non vale la pena di farlo. Non fabbrichiamo tanti oggetti quanti ne fabbricano gli umani. E non facciamo le cose per poi buttarle via. Facciamo le cose una alla volta, e non ne cominciamo una seconda finch� non abbiamo finito la prima. Tra i titanidi non troverai mai la catena di montaggio.</p><p>Chris si volt� verso di lei.�� Davvero, non c�� altro? � solo dovuto a un modo diverso di vedere le cose?</p><p>Valiha sorrise.�� Solo in parte. � anche dovuto al fatto che non dormiamo mai. Voi umani passate un terzo della vita in stato di incoscienza. Noi no.</p><p>��Deve essere molto strano.�� Sapeva che i titanidi non dormivano, ma non aveva mai pensato veramente alle implicazioni del fenomeno.</p><p>��Non certo per noi. Ma ho l�impressione che abbiamo un senso diverso del passare del tempo. Il nostro tempo non si interrompe mai. Noi lo misuriamo, ovviamente, ma come un flusso continuo, invece che come una successione di giorni.</p><p>��S� ma cosa c�entra con l�artigianato?</p><p>��Abbiamo pi� tempo. Non dormiamo, ma passiamo circa un quarto della vita riposando. Stiamo seduti, cantiamo e facciamo piccoli lavoretti. A lungo andare, il lavoro che si riesce a compiere � molto.</p><p>Coloro che navigano sull�Ofione spesso notano che il fiume d� un senso di assenza di tempo. Ofione � l�inizio e la fine di tutte le cose su Gea, il cerchio di acqua che lega insieme tutte le cose. Come tale, dava il senso di essere un fiume molto antico, perch� la stessa Gea cominciava a invecchiare.</p><p>Ofione era vecchio, ma questo � relativo. Pur essendo vecchio come Gea, era ancora un bambino, rispetto ai grandi fiumi della Terra. Inoltre, occorre ricordare che molti degli umani vedevano il fiume soltanto nel tratto che scorreva in Iperione, dove era largo e placido. In altre zone del suo corso di quattromila chilometri, Ofione era tumultuoso come il Colorado.</p><p>Chris aveva pensato che il viaggio fosse molto veloce. Del resto, era quello che si faceva quando si viaggiava in canoa: si sceglieva un fiume molto rapido, e ci si lasciava trasportare dall�acqua coperta di schiuma.</p><p>��Faresti bene a rilassarti�� disse Valiha, dietro di lui.�� Ti stancherai troppo presto, e poi avrai bisogno di dormire. Gli umani sono noiosissimi, quando dormono. Io conosco bene questa parte del fiume. Tra qui e Aglaia non c�� nessun pericolo. Qui, Ofione � misericordioso.</p><p>Chris pos� la pagaia sul fondo della canoa e si volt� a guardarla. Valiha sedeva placidamente, dietro il cumulo delle provviste avvolte nella tela cerata. La pagaia della titanide era il doppio della sua. Valiha pareva tranquillissima, con tutt�e quattro le zampe ripiegate sotto il corpo, e la cosa parve alquanto strana a Chris, che non avrebbe mai creduto che una creatura tanto simile a un cavallo amasse stare seduta a quel modo.</p><p>��Voialtri non mancate mai di sorprendermi�� le disse.�� Pensavo di avere le allucinazioni, la prima volta che ho visto un titanide arrampicarsi sugli alberi. Adesso scopro che siete anche marinai.</p><p>��No, siete <emphasis>voi </emphasis>a stupirmi�� ribatt� Valiha.�� Come facciate, per mantenere l�equilibrio, � un vero mistero. Quando vi mettete a correre, cominciate il movimento con una caduta in avanti, e poi le gambe si mettono alla pari del corpo. Vivete sempre sull�orlo del disastro.</p><p>Chris rise.�� Hai ragione. Almeno, � quello che capita a me.�� Osserv� il suo ritmo di remata, e per qualche tempo si ud� soltanto il leggero gorgoglio del remo.</p><p>��Dovrei darti una mano. Potremmo fare dei turni.</p><p>��Certo. Io remo per i primi tre quarti di riv, e tu per l�altro quarto.</p><p>��Non mi sembra giusto.</p><p>��So quello che dico. Non faccio nessuna fatica.</p><p>��Eppure, la barca va in fretta.</p><p>Valiha gli strizz� l�occhio, e cominci� a pagaiare con forza. La canoa parve volare sull�acqua, saltando sulle onde come una pietra piatta. La titanide rem� in quel modo per una decina di colpi, poi riprese il ritmo di prima.</p><p>��Potrei mantenere quel ritmo per un�intera rivoluzione�� disse.�� Accetta il fatto che sono molto pi� robusta di te, anche se tu fossi in piena forma. E adesso non lo sei. Abituati gradualmente.</p><p>��Certo. Ma penso che dovrei fare qualcosa anch�io.</p><p>��Sono d�accordo. Riposati, e lascia a me i lavori servili.</p><p>Fece come lei gli diceva, ma le parole di Valiha non fecero che risvegliare una delle sue vecchie riserve mentali.</p><p>��Mi sento alquanto a disagio�� disse.�� E il motivo fondamentale � questo: che noi umani ci serviamo di voi titanidi come� ecco, come animali da soma.</p><p>��Noi possiamo portare un carico pi� grosso del vostro.</p><p>��Certo, lo so. Ma io non ho neppure uno zaino. E� ecco, mi sento sempre un po� in colpa quando�</p><p>��Quando ti porto sulla schiena, vero?�� Lei gli sorrise e rote� gli occhi verso l�alto.�� Tra poco proporrai di fare la strada a piedi, per permettermi di riposare, vero?</p><p>��In un certo senso.</p><p>��Chris, non c�� niente di pi� noioso che camminare con un essere umano.</p><p>��Neppure guardarlo mentre dorme?</p><p>��Mi hai battuto. S�, � pi� noioso ancora.</p><p>��A quanto sento, ci trovi noiosi.</p><p>��Niente affatto, siete sempre affascinanti. Uno non sa mai cosa far� un essere umano, e per quale motivo. Se avessimo delle universit�, il corso pi� frequentato sarebbe quello di Studi Umani. Ma io sono giovane e impaziente, come ha detto la Maga. Se vorrai, potrai camminare, e io cercher� di rallentare il passo. Ma non so se gli altri saranno d�accordo.</p><p>��Lascia perdere�� disse Chris.�� Semplicemente, non voglio essere di peso a nessuno, in nessun senso.</p><p>��Non lo sei affatto�� lo rassicur� lei.�� Quando ti porto in groppa, il mio cuore si solleva e i miei piedi volano come il vento.�� Lo fissava negli occhi, e aveva una strana espressione sulla faccia. Lui non riusc� a interpretarla con esattezza, ma sent� il desiderio di cambiare argomento.</p><p>��Perch� sei venuta, Valiha? Su questa barca, a fare questo viaggio?</p><p>��Io, personalmente, o parli anche degli altri titanidi?�� Prosegu� senza aspettare la risposta.�� Salterio � con noi perch� accompagna sempre Gaby. E lo stesso vale per Cornamusa. Quanto a Oboe, suppongo che sia venuta perch� molte volte la Maga concede un figlio a coloro che fanno la circumnavigazione del grande fiume.</p><p>��Davvero?�� rise lui.�� Mi chiedo se far� avere un figlio anche a <emphasis>me</emphasis>, quando sar� di ritorno!�� Si aspettava che lei ridesse, ma le rivide sulla faccia quella strana espressione.�� Ma non mi hai detto perch� sei venuta. Tu� be�, sei gravida, vero?</p><p>��S�. Chris, mi dispiace veramente di essere corsa via, e di averti lasciato solo. Io avrei potuto�</p><p>��Oh, lascia perdere. Ti sei gi� scusata, e, poi, sono cose che mi rendono sempre nervoso. Non dovresti riposarti?</p><p>��C�� ancora molto tempo. E, poi, non � una condizione che dia gravi preoccupazioni. Sono qui perch� viaggiare con la Maga � sempre un grande onore. E perch� sei mio amico.</p><p>Di nuovo quello sguardo strano.</p><p>��Disturbo?</p><p>Chris sollev� lo sguardo, sorpreso. Non dormiva, ma non era neppure del tutto sveglio. Aveva le ginocchia rigide per avere mantenuto per molto tempo la stessa posizione.</p><p>��No, niente affatto. Sali sulla nostra barca.�� La canoa di Gaby si era messa a fianco di quella di Chris e Valiha. Gaby pass� dall�una all�altra e si mise a sedere davanti a Chris. Pieg� di lato la testa e lo osserv� con aria interrogativa.</p><p>��Stai bene?�� gli chiese.</p><p>��Se intendi chiedermi se proprio in questo momento sono pazzo, devi deciderlo tu.</p><p>��Scusa, non volevo�</p><p>��No, parlavo sul serio.�� E da offeso, si disse. Bisogna smetterla di sentirsi sempre in colpa, altrimenti perdiamo la stima di noi stessi.�� Non me ne rendo mai conto, quando ho quello che i medici definiscono un "episodio". A me, in quei momenti, pare di comportarmi in modo del tutto ragionevole.</p><p>Lei gli sorrise.�� Deve essere terribile�� comment�.�� Voglio dire��� Sollev� gli occhi al cielo ed emise un fischio.�� Gaby, chiudi quella boccaccia�� disse. Poi torn� a guardare Chris.�� Non sono venuta per metterti a disagio, nonostante le apparenze. Possiamo ricominciare da zero?</p><p>��Salve! Lieto della visita.</p><p>��Dovremmo frequentarci di pi��� disse Gaby, sorridendo.�� Devo dirti alcune cose, e poi devo andarmene di corsa.�� Ma pareva ancora a disagio, perch�, dopo avere detto queste parole, per alcuni minuti non disse altro. Si studi� le mani, i piedi, guard� l�interno della barca. Guard� ogni cosa, a eccezione di Chris.</p><p>��Volevo scusarmi di quello che � successo sulla riva�� disse alla fine.</p><p>��Scusarti? Con me? Non mi pare di essere io la persona con cui ti devi scusare.</p><p>��Non sei la persona con cui mi devo scusare <emphasis>di pi�</emphasis>, ovviamente. Ma non posso parlare con lei finch� non le sar� passata. Poi striscer� fino a lei, o far� quello che mi chieder� per dimenticare l�accaduto. Perch� ha ragione lei, sai? Non ha fatto niente che meritasse una simile reazione da parte mia.</p><p>��Anch�io ho avuto questa impressione.</p><p>Gaby fece una smorfia, ma riusc� a guardarlo negli occhi.</p><p>��Certo, e in senso pi� vasto, nessuno di voi ha fatto niente per meritarsi una simile scenata. In questo viaggio siamo tutti uniti, e avete il diritto di aspettarvi da parte mia un comportamento migliore. Vi garantisco che in futuro sar� cos�.</p><p>��Certo. Chiuso l�incidente.�� Le strinse la mano. Vedendo poi che Gaby non accennava a ritornare alla sua canoa, pens� che forse si poteva approfondire il problema. Ma non era facile arrivarci.</p><p>��Mi chiedevo��� cominci�, e Gaby alz� un sopracciglio, con aria pi� sollevata.�� Be�, in poche parole, che aiuto possiamo aspettarci da Cirocco? Robin non � l�unica persona che sia rimasta impressionata dal suo comportamento.</p><p>Gaby annu�, e si pass� entrambe le mani fra i capelli.</p><p>��In realt�, era di questo che volevo parlare. Devi capire che finora hai visto solo un lato di lei. Ne ha molti altri. Moltissimi, in realt�.</p><p>Chris non disse niente.</p><p>��Giusto. Che cosa puoi aspettarti? Francamente, non molto, per i prossimi giorni. Robin diceva il vero, quando ha affermato che il bagaglio di Rocky era costituito in prevalenza di alcool. L�ho gettato quasi tutto nel fiume pochi minuti fa. Ho sudato tre giorni a renderla presentabile per il Festival, e non appena le celebrazioni sono finite, lei � di nuovo schizzata fuori della ruota. Quando si sveglier�, cercher� qualcosa da bere, e io gliene dar� un poco, perch� � pi� facile toglierglielo gradualmente, che tutto in un colpo. Finito quello, ne terr� solo una piccola scorta di emergenza, nella sacca di Salterio.</p><p>Si sporse verso di lui e lo fiss� negli occhi.</p><p>��So che � difficile crederlo, ma tra p�chi giorni, quando avr� superato l�astinenza e si sar� dimenticata del Festival, sar� completamente a posto. Voi l�avete vista in uno dei suoi momenti peggiori. Nei momenti migliori, ha pi� coraggio di noi tutti messi insieme. E pi� rispetto, pi� compassione, e� non devo dirlo io. Se non lo vedrete da voi, siete autorizzati a considerarla unicamente un�ubriacona.</p><p>��Adotter� un atteggiamento possibilista�� disse Chris.</p><p>Gaby lo fiss� in modo penetrante. Chris sent� che ogni grammo della grande energia di Gaby prendeva parte a quell�esame, come se tutto il suo essere cercasse di scoprire cosa c�era dentro di lui, e la cosa gli piaceva poco. Gli pareva che riuscisse a vedere cose che lui stesso ignorava.</p><p>��Meglio cos젗 disse infine Gaby.</p><p>Cadde nuovamente il silenzio. Chris aveva l�impressione che Gaby avesse ancora qualcosa da dire, e torn� a darle l�imbeccata.</p><p>��Non capisco cosa c�entra il Festival�� disse.�� Hai detto che Cirocco deve dimenticarsi del Festival. Perch�?</p><p>Gaby appoggi� i gomiti alle ginocchia e intrecci� le dita.</p><p>��Che cosa hai visto, al Festival?�� Non attese la risposta.�� Canti e danze e bevute, bei colori, fiori, grandi mangiate. Ai turisti, il Festival piacerebbe molto, ma i titanidi non glielo lasciano vedere. Il motivo � che si tratta di questioni molto importanti.</p><p>��Certo, so a cosa serve.</p><p>��Credi di saperlo. Conosci il suo scopo principale, certo. � un efficace metodo per limitare la popolazione, cosa che non piace mai a nessuno, umano o titanide, quando lo tocca di persona. La limitazione delle nascite va bene quando riguarda gli altri.�� Gaby sollev� le sopracciglia, e Chris annu�.</p><p>��Cosa pensi della parte svolta al Festival dalla Maga?�� gli domand�.</p><p>Chris riflett� per qualche istante.�� Mi � parso che prendesse la cosa molto sul serio. Non so che criteri usasse, ma mi � parso che abbia studiato in modo approfondito tutte le proposte.</p><p>Gaby annu�.�� Certo. Conosce la genetica dei titanidi meglio dei titanidi stessi. � pi� vecchia di loro. Ormai ha gi� visto settantacinque Festival.</p><p>"All�inizio, la cosa le piaceva.�� Gaby alz� le spalle.�� A chi non piacerebbe? Qui su Gea, lei � un personaggio importantissimo, anche se mi sembra che tu e Robin non ve ne siate ancora resi conto. All�epoca del Festival, lei si sente grande. Ciascuno di noi ha bisogno di sentirsi grande. Forse Cirocco � un po� troppo ansiosa di farlo, ma non sta a me dare giudizi."</p><p>Distolse nuovamente lo sguardo, e Chris pens�, e giustamente, come poi risult�, che in realt� avesse vari giudizi da dare sull�argomento. Cap� che Gaby era una di quelle persone che non riescono a guardare in faccia le persone quando dicono una menzogna, e la cosa gli fece piacere, perch� anche lui era fatto cos�.</p><p>��Dopo un poco, per� riprese Gaby�� cominci� a sentirne il peso. Al Festival c�� un mucchio di gente disperata. Non te ne accorgi, perch� i titanidi piangono in privato. E non dico neppure che corrono ad ammazzarsi, se vengono scartati. Non ho mai saputo che un titanide si sia suicidato. Per�, per colpa di Cirocco ci sono sempre molte persone tristi. Lei ha continuato per molto tempo, anche dopo che il Festival ha cessato di essere per lei un divertimento, capisci, per un suo senso del dovere. Ma circa vent�anni fa � giunta alla conclusione di avere fatto tutto quello che si poteva pretendere da una persona. Era giunto il momento di passare quel lavoro a qualcun altro. Perci� si rec� da Gea e le chiese di essere esonerata da quel compito. E Gea si rifiut� di farlo.</p><p>Lo fiss� con attenzione, aspettandosi che capisse. Ma Chris non aveva ancora capito con esattezza. Gaby si appoggi� con la schiena alla barca, si mise le mani dietro la nuca. Fiss� le nuvole.</p><p>��Quando accett� il suo lavoro, Rocky lo accett� con qualche riserva�� disse Gaby.�� C�ero anch�io, e lo so. Lo ha accettato a occhi aperti, o cos� le pareva. Non si fidava completamente della parola di Gea, e aveva il sospetto che tirasse fuori dalla manica, una volta o l�altra, l�asso pigliatutto. La cosa curiosa, comunque, � che Gea <emphasis>ha rispettato </emphasis>la sua parte dell�accordo. Ci sono stati dei buoni anni. Qualche pericolo evitato per un soffio, qualche guaio davvero brutto, ma nel complesso sono stati i migliori anni della sua vita. E anche della mia. Non sentivi mai una lamentela da parte nostra, neppure quando le cose si facevano davvero pericolose, perch� sapevamo che cosa dovevamo aspettarci, allorch� avevamo deciso di non ritornare sulla Terra. Gea non ci ha mai promesso una vita comoda. Ci ha detto che potevamo arrivare a una vecchiaia davvero venerabile, purch� fossimo state attente a dove mettevamo i piedi. E tutto si � svolto come promesso.</p><p>"Non abbiamo mai pensato alla vecchiaia, perch� non invecchiavamo.�� Rise, e nella risata c�era una punta di derisione.�� Eravamo come gli eroi di una serie televisiva o di una storia a fumetti: "Tornate con noi la prossima settimana per una nuova entusiasmante avventura�" e noi eravamo di nuovo l�, sempre uguali, sempre di partenza. Io ho costruito una strada attorno a Gea. Cirocco � stata rapita da King Kong e siamo stati costretti ad andarla a prendere. Noi� oh, basta, ordinami di stare zitta, per piacere. Vai a trovare un vecchio, e quello non fa che annoiarti con le sue storie."</p><p>��No, no, continua�� disse Chris, divertito. A dire il vero, il paragone con gli eroi dei fumetti era venuto in mente anche a lui. La vita di quelle due donne era sempre stata cos� lontana da quella delle persone ordinarie, da farle parere leggermente irreali. Eppure, Gaby era davanti a lui, cent�anni di et� e vera come un calcio in uno stinco.</p><p>��E fu cos� che Rocky finalmente se lo trov� davanti. L�asso piglia-tutto, e fu davvero una bella fregatura per lei. Comunque, dovevamo aspettarcelo. Gea ha sempre detto di non dare niente per niente. Noi avevamo creduto di rispettare la nostra parte dell�accordo, ma Gea voleva di pi�. Ecco la truffa da lei preparata.</p><p>"Ricordi che Rocky si � messa in bocca l�uovo durante il Festival?�� Chris annu�, e Gaby continu�.�� L�uovo ha cambiato colore. � diventato trasparente come vetro. Fatto sta che nessun uovo di titanide pu� essere fecondato se prima non si produce quel cambiamento."</p><p>��Vuoi dire che qualcuno deve metterselo in bocca?</p><p>��Ci sei <emphasis>quasi </emphasis>arrivato. La bocca di un titanide non � sufficiente. Deve essere una bocca umana. Anzi, <emphasis>una </emphasis>bocca umana in particolare.</p><p>Chris fece per dire qualcosa, poi s�interruppe e torn� a sedere.</p><p>��Solo lei?</p><p>��La sola, l�unica meravigliosa Maga di Gea.</p><p>Chris non desiderava sapere altro. Ora capiva tutto, ma Gaby continu�, per essere certo che ne cogliesse tutte le implicazioni.</p><p>��Finch� Gea non cambier� idea�� prosegu� Gaby, inesorabile�� Rocky � l�unica responsabile della sopravvivenza della razza dei titanidi. Quando lo venne a sapere, salt� il Festival successivo. Disse che non riusciva a sopportare l�idea. Era una responsabilit� troppo grande, per una sola persona. E se lei fosse morta? Gea non le diede la risposta. Gea � perfettamente capace di lasciare che la razza si estingua, se Rocky si allontana, o se smette di recarsi al Festival, o se muore.</p><p>"Per questo motivo riprese ad andare al Festival. Che altro poteva fare?"</p><p>Chris ripens� all�ambasciatore titanide da lui conosciuto a San Francisco: Dulcinea, si chiamava. Era rimasto turbato quando Dulcinea gli aveva spiegato la propria posizione. Adesso era ancora peggio.</p><p>��Non capisco come�</p><p>��Si � comportata con molta astuzia. Quando Rocky accett� l�incarico, aveva appena convinto Gea a interrompere la guerra tra i titanidi e gli angeli. L�ostilit� tra le due razze era inserita nel loro cervello, nei loro geni, penso. Gea ha dovuto riprenderli a uno a uno per fare in loro dei cambiamenti. Allo stesso tempo, io e Rocky ci siamo fatti trasmettere dalla mente di Gea una notevole quantit� di conoscenze. Alla fine di questo, entrambe potevamo parlare il linguaggio dei titanidi e di molti altri, e conoscevamo a menadito l�interno di Gea. E le ghiandole salivarie di Rocky erano state leggermente cambiate, in modo da produrre una sostanza chimica di cui, dopo i cambiamenti operati da Gea, i titanidi avevano bisogno nella riproduzione.</p><p>"Non cominci� subito a bere. Quando era pi� giovane, ogni tanto fiutava un po� di cocaina, ma aveva smesso da anni. Ritorn� alla cocaina. In seguito scopr� che l�alcool era pi� efficace, e fin� dunque per darsi a esso. Quando si avvicina l�epoca del Festival, lei fa del suo meglio per dimenticarsene. Ma non riesce a farlo."</p><p>Gaby si alz� in piedi e rivolse un segnale a Salterio, che remava a una decina di metri di distanza da loro. Subito Salterio si accost�.</p><p>��Tutto questo, naturalmente, non ha importanza�� disse, parlando in fretta.�� L�aspetto pi� importante, in un alcolizzato in un viaggio come questo, non � il motivo che lo porta a bere, ma se potr� essere di aiuto a qualcuno, se stesso incluso, allorch� sorger� una difficolt�. Torno a dire che potr� esserlo, perch�, se cos� non fosse, non ti avrei invitato a venire con noi.</p><p>��Sono lieto di saperlo�� disse Chris.�� E mi spiace. Lei gli rivolse un sorriso obliquo.�� Non devi dispiacertene.</p><p>Tu hai i tuoi problemi, noi abbiamo i nostri. Abbiamo quello che abbiamo chiesto, io e Rocky. Colpa nostra se non sapevamo cosa stavamo chiedendo.</p></section><section><title><p>17</p><p>Sondaggi</p></title><p>La pioggia che Gaby si aspettava giunse finalmente quando erano sul fiume da cinque ore. Prese le tele cerate e ne pass� una a Salterio. Gli altri si affrettarono a imitarla, con l�eccezione di Cirocco, che continuava a dormire nella canoa di Cornamusa. Gaby stava gi� per dire a Salterio di accostare la barca per recarsi dalla Maga a coprirla, ma poi cambi� idea. Tendeva sempre a essere iperprotettiva nei riguardi di Cirocco, quando la vedeva in quelle condizioni. Doveva ricordarsi di quanto aveva detto a Chris: Cirocco doveva badare a se stessa.</p><p>Dopo qualche tempo, infatti, la Maga sollev� la testa e studi� la pioggia, come se non avesse mai visto un fenomeno cos� inesplicabile come quello dell�acqua che cadeva dal cielo. Si mise a sedere sulla barca, poi si sporse al di l� del parapetto per vomitare nell�acqua fangosa del fiume, con notevole sforzo, ma con scarso risultato.</p><p>Terminato questo, strisci� fino al centro della canoa, sollev� la tela cerata rossa, e cominci� a frugare tra le provviste. Le sue ricerche divennero sempre pi� frenetiche. Dietro di lei, Cornamusa non disse niente, e continu� a pagaiare come prima. Alla fine, la Maga si sedette sui calcagni e si strofin� la fronte con la palma della mano.</p><p>Poi, all�improvviso, drizz� la testa.</p><p>��<emphasis>Gaaby!</emphasis>�� grid�. Poi, vedendo che Gaby era a una ventina di metri di distanza, sal� sull�orlo della barca per raggiungerla, e fin� nel fiume.</p><p>Per un momento, parve che riuscisse davvero a camminare sull�acqua. Ma era soltanto un effetto della bassa gravit�, perch� al secondo passo si trov� immersa fino alle ginocchia, e, prima che riuscisse a farne un terzo, l�acqua si chiuse sulla sua faccia, su cui era disegnata un�espressione leggermente perplessa.</p><p>��Sar� la Maga, ma non � Ges��� disse Chris, ridendo.</p><p>��Chi � Ges�?</p><p>Robin ascolt� per qualche istante la spiegazione, a sufficienza per capire che la cosa non le interessava. Ges� era una figura mitologica dei cristiani; a quanto pareva, era quella che aveva fondato l�intera setta. Era morto da pi� di duemila anni, e questo, secondo Robin, era il suo lato migliore. Rimase sul chi vive finch� non riusc� a chiedere a Chris se lui credesse a quelle cose, e quando lui rispose di no, consider� chiusa la faccenda.</p><p>Sedevano su un tronco, a buona distanza dal resto del gruppo, che era raccolto intorno alla figura di Cirocco che rabbrividiva, avvolta in una coperta, accanto a un vivace fuoco di legna. A un treppiede di metallo era appeso un grosso bricco, pieno di caff�, che pian piano si anneriva sulle fiamme.</p><p>Robin era irritata. Si chiedeva perch� mai, nel nome della Grande Madre, si era lasciata trascinare in quell�assurda spedizione, guidata da una Maga che non era neppure in grado di legarsi le stringhe delle scarpe. E con Gaby. Meno si parlava di lei, meglio era. Con quattro titanidi� A dire il vero, i titanidi le piacevano. Oboe le aveva raccontato un mucchio di storie interessanti. Robin aveva passato la prima parte del viaggio ad ascoltarla, e di tanto in tanto le aveva raccontato a sua volta qualche storia, tanto per vedere fino a che punto arrivasse la sua credulit�. Oboe non si sarebbe trovata male sulla Congrega; non si lasciava ingannare facilmente.</p><p>E poi c�era Chris.</p><p>Aveva rimandato il momento di parlargli, perch� si sentiva a disagio, a stare in compagnia con un maschio. Eppure, gi� sapeva che molte delle cose che le erano state insegnate a proposito dei maschi non erano vere. Aveva capito che la descrizione degli uomini, passando da una bocca all�altra, era diventata sempre pi� colorita. Non riusciva a immaginare di potersi trovare a proprio agio in compagnia di Chris, ma, visto che dovevano fare il viaggio insieme, era preferibile conoscerlo meglio.</p><p>La cosa, comunque, incontrava ogni sorta di contrattempi, e Robin accus� se stessa. Non era colpa di lui, che invece sembrava sufficientemente aperto. Semplicemente, Robin non riusciva a parlargli. Era molto pi� facile parlare con i titanidi. I titanidi sembravano meno <emphasis>alieni </emphasis>di lui.</p><p>Perci�, invece di parlare, lei guardava l�acqua che sgocciolava dalla tela impermeabile stesa tra due alberi. Non c�era un alito di vento. La pioggia cadeva verticalmente, senza interruzione, sotto forma di grandi gocce, ma quel riparo di fortuna era sufficiente a tenerli all�asciutto. Il fuoco era per il caff� e per la Maga; faceva abbastanza caldo, ma era sopportabile.</p><p>��Quando � nuvolo, Iperione � molto pi� scuro della California�� disse a un certo momento Chris.</p><p>��Davvero? Non sapevo.</p><p>Lui le sorrise, ma senza alcuna superiorit�. Pareva che anche lui avesse voglia di parlare.</p><p>��Qui, la luce ti inganna�� disse.�� Sembra abbastanza chiaro, ma � perch� gli occhi si abituano. La luce ricevuta da Saturno � un centesimo di quella terrestre. Quando c�� qualcosa che blocca questa luce, si nota subito la differenza.</p><p>��Non sapevo. Noi ci regoliamo diversamente, nella Congrega. Apriamo le finestre per settimane di fila, per far crescere meglio le piante.</p><p>��Davvero? Mi piacerebbe saperne di pi�.</p><p>Lei gli parl� della vita nella Congrega, e trov� un ulteriore punto di somiglianza tra uomini e donne: era facile parlare con una persona che fosse un buon ascoltatore. Robin sapeva di non esserlo, e non se ne vergognava affatto, ma rispettava coloro che, come Chris, facevano in modo che gli altri si sentissero al centro dell�attenzione, e che davano l�impressione di essere completamente assorti in quello che si raccontava loro. Dapprima questo rispetto, concesso cos� a malincuore, la rese nervosa. Quello era un <emphasis>maschio</emphasis>, maledizione. Ormai non temeva pi� di essere aggredita due volte al giorno, ma si sentiva disorientata nel constatare che, dietro quel cespuglio di barba e quelle spalle troppo larghe, quell�uomo si comportava come si sarebbe comportata qualsiasi sorella.</p><p>Capiva che molti aspetti della Congrega gli sembravano davvero strani, anche se Chris non glielo diceva espressamente. Dapprima, questo le diede un po� fastidio� come, un membro della societ� penista che si permetteva di pensare che il <emphasis>suo </emphasis>mondo fosse strano?� ma infine, cercando di essere onesta, dovette ammettere che <emphasis>tutti </emphasis>i costumi dovevano sembrare strani a coloro che non erano abituati a essi.</p><p>��Quei� tatuaggi, allora? Tutte li portano, nella Congrega?</p><p>��Esatto. Alcune ne hanno pi� di me, altre meno. Tutte hanno il Pentasma.�� Inclin� la testa per fargli vedere il disegno che aveva attorno all�orecchio.�� Di solito � attorno al segno della madre, ma il mio ventre � macchiato, e��� Chris aggrottava la fronte, senza capire.�� Il� come lo chiamava, Gaby? L�ombelico.�� Rise, ricordando la parola.�� Che strano nome. Noi lo chiamiamo la prima finestra dell�anima, perch� segna il vincolo pi� sacro, quello tra madre e figlia. Le finestre della testa sono le finestre della mente. Io sono stata accusata di eterodossia perch� mi sono messa il Pentasma in modo che mi sorvegliasse la mente invece dell�anima, ma in tribunale mi sono difesa con successo citando la mia macchia. Le finestre dell�anima portano all�utero, sopra e sotto.�� Si tocc� l�ombelico e l�inguine, poi si affrett� a ritirare le mani perch� si ricord� delle differenze tra lei e un uomo.</p><p>��Temo di non capire il particolare della macchia.</p><p>��Non posso avere figli. Avrebbero anch�essi il mio disturbo, cos� dicono i medici.</p><p>��Mi spiace.</p><p>Robin aggrott� le sopracciglia.�� Non capisco questa abitudine di scusarsi di cose di cui non si � responsabili. O hai lavorato alla banca dello sperma Semen, di Atlanta Ga?</p><p>��Georgia�� disse lui, sorridendo.�� La <emphasis>G</emphasis> e la <emphasis>A </emphasis>sono l�abbreviazione di Georgia. No, non ci ho mai lavorato.</p><p>��Un giorno incontrer� l�uomo che lo ha fatto. Far� una morte poco comune.</p><p>��Non era una vera e propria scusa�� spieg� lui.�� Non in quel senso. Noi diciamo spesso che ci spiace, per dimostrare la nostra comprensione.</p><p>��Noi non vogliamo la comprensione di nessuno.</p><p>��Allora, ritiro l�offerta.�� Il suo sorriso era contagioso, e presto Robin si trov� a sorridere con lui.�� Anch�io ne ricevo fin troppa. Ma di solito lascio perdere, a meno che non abbia voglia di litigare.</p><p>Robin si chiese come potesse parlare con tanta indifferenza. I penisti erano molto diversi tra loro. Alcuni non capivano neppure cosa fosse l�onore. Altri erano molto suscettibili. Al suo arrivo, Robin aveva sopportato ingiurie che non avrebbe mai accettato da parte del suo popolo, e il motivo era che questa gente non sapeva cosa faceva. Dapprima lei aveva pensato che nessuno di loro avesse il minimo rispetto di s�, ma adesso era giunta a credere che Chris ne avesse un po� (ma non molto); se era disposto ad accettare senza proteste la comprensione altrui, evidentemente non la considerava un pericolo per il suo senso di autonomia.</p><p>��A volte mi hanno accusato di essere litigiosa�� ammise Robin.�� Le sorelle, intendo. A volte possiamo accettare la comprensione altrui senza perdita di onore, allorch� non implica superiorit� da parte di chi la concede.</p><p>��Allora, hai la mia comprensione�� disse Chris.�� Da sofferente a sofferente.</p><p>��Accettata.</p><p>��Cosa intendi con "penista"?</p><p>��� il termine con cui definiamo la vostra societ�. � un termine delle prime sorelle.</p><p>��D�accordo. Perch� vuoi uccidere quel tale in Georgia?</p><p>Senza volerlo, si trov� lanciata in una spiegazione di quello che le era stato fatto, nonch� del motivo che aveva spinto a farlo, e questo port� a una descrizione della struttura di potere penista e del suo funzionamento.</p><p>Poi pens� che davanti a lei c�era un presunto membro di quella struttura. Stranamente, prov� un certo imbarazzo. Gli aveva rivolto alcune accuse piuttosto gravi, e, dopotutto, lui non le aveva fatto niente, personalmente. La cosa aveva importanza? Robin non avrebbe pi� saputo dirlo.</p><p>��Almeno, adesso so cosa intendete con "penista"�� comment� lui.</p><p>��Non intendevo accusarti personalmente�� disse Robin.�� Sono certa che vedi le cose in modo diverso, a causa dell�ambiente in cui sei cresciuto�</p><p>��Non esserne troppo sicura�� disse lui.�� Non posso certo condividere la tua idea di una enorme congiura, naturalmente. O, meglio, ammesso che ce ne sia una, nessuno mi ha mai invitato a partecipare alle riunioni. E credo che tu� che la tua Congrega� parta da un ritratto del mondo che � in gran parte superato. Se ho capito bene, su questo sei d�accordo anche tu, almeno in parte.</p><p>Lei alz� le spalle, tenendosi sulle sue. Aveva ragione; almeno in parte.</p><p>��Quando il vostro gruppo si � staccato dal resto dell�umanit�, forse le cose erano brutte come dici. Io non c�ero, e anche se ci fossi stato, avrei fatto parte della classe degli oppressori e avrei pensato che fosse il giusto modo di vivere. Ma mi hanno detto che oggi le cose sono molto migliorate. Non dico che siano perfette. Le cose non sono <emphasis>mai </emphasis>perfette. Ma gran parte delle donne che conosco sono felici. Non pensano di dover ancora combattere molte battaglie.</p><p>��Meglio fermarsi a questo punto�� lo avvert� Robin.�� Gran parte delle donne sono <emphasis>sempre </emphasis>state contente del modo in cui andavano le cose, o almeno dicevano di esserlo. Questo risale al tempo in cui la societ� penista impediva ancora alle donne di votare. Solo perch� noi della Congrega crediamo alcune cose che, come ho potuto vedere anch�io, sono esagerate o imprecise, non credere che siamo stupide. Sappiamo che la maggioranza � <emphasis>sempre </emphasis>disposta a lasciare che le cose rimangano come sono, ed � appunto per questo che bisogna trascinarla verso qualcosa di meglio. Il singolo schiavo pu� essere scontento della sua sorte, ma la maggioranza degli schiavi non far� mai niente per migliorarla. Anzi, la maggioranza non crede neppure che si <emphasis>possa </emphasis>fare qualcosa.</p><p>Chris allarg� le mani e alz� le spalle.�� Devo darti ragione. E io non potrei vedere l�oppressione, perch� sono abituato a essa. Cosa pensi? Come ti sembra, la situazione, dato che tu sei una sorta di visitatore proveniente da un altro pianeta?</p><p>��Francamente, mi � parsa assai migliore di quanto non mi aspettassi. Almeno superficialmente. Ho dovuto rinunciare a vari preconcetti.</p><p>��Ottimo!�� disse lui.�� Molti preferirebbero morire, piuttosto di rinunciare ai loro preconcetti. Quando Gaby mi ha detto da dove venivi, l�ultima cosa che mi aspettavo era di scoprire che avevi una mentalit� aperta. Ma cosa pensano le� ehm, donne peniste?</p><p>Robin provava una strana somma di emozioni. La pi� fastidiosa di tutte era il fatto di provare soddisfazione perch� lui le aveva detto che aveva la mente aperta. E di provarla nonostante il modo in cui lui lo aveva detto, che poteva sembrare un insulto alla Congrega. Il gruppo chiuso, isolato, che probabilmente Robin gli aveva descritto, si sarebbe sempre tenuto fanaticamente stretto alle proprie idee. La Congrega non era affatto cos�, ma sarebbe stato difficile spiegarlo. Tutto l�insegnamento ricevuto da Robin tendeva a farle accettare l�universo cos� come era, come lei lo osservava, senza introdurre fattori arbitrari per renderlo uguale alle equazioni o alle ideologie.</p><p>Era stato facile rinunciare al concetto che i maschi avessero il pene lungo un metro e che passassero il loro tempo a stuprare le donne, o a farne mercato. (Ragionando rigorosamente, di quest�ultimo particolare, a dire il vero, non era stata ancora dimostrata la falsit�; ma, se era una pratica che si verificava veramente, si trattava di un�attivit� sociale talmente ben nascosta che lei non era ancora riuscita a vederla). Si stava delineando davanti a lei un concetto alquanto inquietante: il maschio come persona. Non un essere umano che dipendeva unicamente dal proprio testosterone, poco pi� che un pene aggressivo, bens� una persona con cui si poteva parlare, e che riusciva addirittura a capire il punto di vista altrui. Questo filo di ragionamento, spinto fino alla sua logica conclusione, la conduceva a una possibilit� quasi inconcepibile: il maschio come sorella.</p><p>Si accorse di essere stata in silenzio per troppo tempo.</p><p>��Le donne peniste? Oh, a dire il vero, non lo so ancora. Ho conosciuto una donna che vende il corpo, anche se dice che le cose non stanno proprio cos�. Io non capisco bene il concetto del denaro, e quindi non saprei dire. Sotto questo aspetto, le informazioni di Gaby e Cirocco sono peggio che inutili. Con la societ� umana che tu conosci, hanno poco a che vedere; addirittura meno di me. Devo dire che non conosco abbastanza la vostra cultura per comprendere il ruolo che in essa svolgono le donne.</p><p>Chris annu� nuovamente.</p><p>��Cos�hai nella borsa?�� chiese.</p><p>��Il mio demone.</p><p>��Me lo fai vedere?</p><p>��Forse � meglio��� Ma lui aveva gi� aperto la borsa. Be�, che si arrangi, pens� lei. I morsi di Nasu facevano male, ma non erano pericolosi.</p><p>��Un serpente!�� esclam� lui. Pareva felice della scoperta; infil� la mano nella borsa.�� Un pito� no, un anaconda. E uno dei pi� belli che ho visto. Una femmina, vero? Come si chiama?</p><p>��Nasu.�� Le spiaceva di non averlo avvertito, e si augur� che Nasu si decidesse a morderlo e a farla finita. Poi Robin si sarebbe scusata, perch� era un brutto scherzo. Chris non poteva sapere che Nasu non si lasciava toccare da nessuno, salvo che da lei.</p><p>Ma lui aveva afferrato correttamente il serpente, mostrando il dovuto rispetto, e Nasu, maledizione a lei, gli si arrotolava allegramente sul braccio.</p><p>��Conosci i serpenti.</p><p>��Ne ho avuti diversi�� disse Chris.�� Ho lavorato in uno zoo per un anno, quando riuscivo ancora a lavorare. Io e i serpenti andiamo d�accordo.</p><p>Quando furono passati ben cinque minuti senza che Chris fosse stato morsicato, Robin dovette convincersi che le aveva detto la verit�. E la cosa non fece che innervosirla ancora di pi�: Chris che sedeva con il suo demone avvolto attorno alla spalla. Cosa fare? La principale funzione di un demone era quella di avvertire della presenza di nemici. Una parte di lei sapeva che la cosa non aveva senso, cos� come non ne aveva l�infallibilit� del terzo Occhio. Era una tradizione, niente di pi�. Non si era pi� nell�et� della pietra.</p><p>Ma un�altra parte di lei, molto pi� profonda, guardava Chris e il serpente e non sapeva come comportarsi.</p></section><section><title><p>18</p><p>Risveglio totale</p></title><p>Gaby aveva sperato di poter giungere fino ad Aglaia prima di montare l�accampamento, ma ora vide che quei progetti erano poco realistici. Cirocco non era in condizione di proseguire.</p><p>In realt�, avevano tenuto una buona media. Il ritmo mantenuto dai titanidi con le pagaie li aveva portati all�ultima ansa settentrionale fatta da Ofione prima di volgere definitivamente il suo corso verso est. Una piattaforma di roccia, coperta di relitti trasportati dall�acqua, si sporgeva entro l�alveo del fiume e forniva un comodo argine su cui fermare le canoe. In cima a un piccolo poggio c�era un gruppo di alberi, e lass� i titanidi montarono l�accampamento, con Chris e Robin che cercavano di aiutare e che in realt� facevano solo perdere tempo.</p><p>Gaby calcolava che la pioggia fosse destinata a durare per varie decariv. Avrebbe potuto mettersi in contatto con Gea per accertarsene, o addirittura, con ottime ragioni, avrebbe potuto chiederle di farla cessare. Ma il tempo atmosferico era assai regolare su Gea. Gi� molte volte aveva visto una pioggia di trenta ore venire dopo un�ondata di calore di due ettoriv, e pareva che anche quella volta la successione fosse destinata a ripetersi. Le nubi erano basse e ininterrotte.</p><p>A nordest riusciva a distinguere con difficolt� la Casa del Vento, l�ancoraggio su Iperione del cavo inclinato di sostegno che era noto come Scala di Cirocco. Il cavo svaniva nella coltre di nubi, e pareva soltanto una macchia pi� scura, indistinta, prima di uscire da esse, in qualche punto a nord della posizione di Gaby. Le parve di scorgere un chiarore al di sopra delle nubi, dove il cavo, ormai libero, rifletteva la luce illuminando anche la propria immensa ombra.</p><p>La Scala di Cirocco. Fece un sorrisino, ma senza amarezza. Quasi tutti parevano essersi dimenticati che le persone che si erano arrampicate sul cavo erano due. Ma la cosa non le dava fastidio. Sapeva che, a parte la strada da lei costruita, su quel folle mondo Cirocco aveva lasciato molti pi� segni di lei.</p><p>Sal� in cima al poggio e osserv� divertita Chris e Robin che cercavano di rendersi utili. I titanidi erano troppo cortesi per rifiutare le loro offerte di aiuto, e cos� finiva che le cose che si potevano fare in cinque minuti ne richiedevano quindici. E, naturalmente, era la cosa da farsi. Chris non aveva parlato dei suoi precedenti, ma era un ragazzo di citt�, a parte qualche escursione nelle foreste addomesticate della Terra. Robin veniva da una iper-citt�, anche se la periferia della Congrega era piena di piantagioni e di mucche pittoresche. In tutta la sua vita non aveva mai visto qualcosa di selvatico, di non pianificato.</p><p>Quando giunse il momento di preparare il cibo, per�, i titanidi piantarono in terra tutt�e quattro i piedi e allontanarono i giovani umani. La cucina dei titanidi era quasi perfetta come la loro musica. Per il primo giorno di viaggio frugarono tra i pacchetti e cercarono i cibi che rischiavano di guastarsi: i bocconi scelti, portati per essere mangiati subito. Gettarono legna sul fuoco e costruirono attorno a esso un muretto circolare di sassi levigati, tirarono fuori le pentole di rame, e fecero i gesti magici con cui i titanidi riuscivano a trasformare carne e pesce in miracoli di improvvisazione.</p><p>Poco pi� tardi, il frutto della loro attivit� cominci� a diffondersi nell�aria. Gaby si sedette ad assaporare quell�attesa, e si sent� felice come non lo era pi� stata da molto tempo. Si ricordava di cibi molto pi� semplici, mangiati in compagnia, molti anni prima, quando lei e Cirocco, stanche e doloranti e senza la certezza di sopravvivere ancora per un altro giorno, erano state vicine pi� che mai. Erano ricordi dolci e amari insieme, ma l�et� le aveva insegnato che per sopravvivere occorreva afferrarsi alle buone cose della vita. Avrebbe potuto lamentarsi di tutto ci� che era andato storto da quel giorno lontano in poi, o avrebbe potuto preoccuparsi per Cirocco, che in quel momento, nella tenda, in preda ai conati, architettava qualche piano per recuperare la bottiglia dalla sacca di Salterio. Invece, preferiva assaporare l�odore del buon cibo, ascoltare il rumore rassicurante della pioggia che si mescolava ai canti dei titanidi, sentire il primo soffio della brezza rinfrescante, lungamente attesa, che giungeva dall�est.</p><p>Aveva centotr� anni, e partiva per un viaggio che, come tutti i suoi viaggi precedenti, forse non avrebbe mai finito. Su Gea non c�erano assicurazioni sulla vita, neppure per la Maga. Tantomeno per una rompiscatole indipendente come lei, che veniva tollerata da Gea unicamente perch� si poteva fare pi� affidamento su di lei che su Cirocco.</p><p>L�idea non la turbava affatto. Contava di sopravvivere e di prosperare. Un tempo, l�idea di raggiungere un�et� come la sua sarebbe stata inconcepibile, ma ora sapeva che i centenari sono sempre giovani, sotto la loro scorza; lei, accidentalmente, aveva la fortuna di avere anche un aspetto giovanile e di sentirsi giovane. Oggi si sentiva sedicenne, sui Monti San Bernardino, con il suo telescopio e il suo fuoco, entrambi fatti da lei, in attesa che il cielo si oscurasse e che comparissero le prime stelle. Cosa si poteva chiedere di pi� alla vita?</p><p>Sapeva di non poter crescere di pi�. N� si aspettava di farlo. Con l�aumentare dell�et�, si era accorta che aumentavano l�esperienza e la conoscenza, si allargavano le prospettive. C�erano molte cose che, in apparenza, potevano continuare a crescere per sempre, ma in realt� si raggiungeva a un certo punto un <emphasis>plateau </emphasis>di saggezza. Se fosse riuscita a giungere al secondo secolo, non si aspettava di cambiare ancora in modo significativo. Queste idee le avevano dato un po� di preoccupazione al compimento dell�ottantesimo anno, ma ormai aveva smesso di pensarci. Le bastavano le preoccupazioni di ciascun giorno.</p><p>E quel giorno le riservava ancora una preoccupazione, prima di concludersi.</p><p>Guard� Robin che si muoveva accanto al fuoco, e trasse un sospiro.</p><p>Il pranzo era al solito livello di eccellenza dei titanidi, a parte una singola nota aspra. Alla lettera. Di tanto in tanto, l�arte culinaria dei titanidi impiegava una potentissima spezia che era preparata dai semi macinati di un frutto azzurro, grosso come un cocomero. Aveva un elegante nome nel linguaggio cantato dei titanidi, ma gli umani la chiamavano generalmente "iper-limone". Era bianca e granulosa, e pochi pizzichi erano sufficienti per qualsiasi ricetta.</p><p>Quando il cibo fu quasi pronto per essere servito, Salterio si volt� all�improvviso e sput� in terra il boccone di verdura che stava assaggiando. Per qualche momento gli bruciarono troppo le labbra per riuscire a parlare, e gli altri titanidi lo guardarono con aria interrogativa. Lui indic� il cucchiaio, e Valiha ne assaggi� il contenuto, con la punta della lingua. Fece una smorfia.</p><p>Non occorse molto tempo per scoprire che un sacchetto di cuoio con la scritta SALE conteneva in realt� concentrato di iper-limone. Era stata Oboe ad acquistare quel sacchetto. Dopo molte discussioni, i quattro titanidi, scandalizzatissimi dell�accaduto, giunsero alla conclusione che il venditore, un ex dedito alla tequila, e ora convinto astemio, chiamato Cetra, aveva deciso, per qualche suo motivo, di fare quello scherzo al gruppo della Maga.</p><p>Nessuno dei titanidi riusc� a ridere della burla. Secondo Gaby non si trattava di una grande cosa, anche se dovettero gettare via una pentola di verdura. Avevano ancora una buona scorta di vero sale. Un controllo delle altre provviste non rivel� ulteriori sostituzioni. Ma, per un titanide, sprecare del buon cibo era un peccato mortale. Nessuno di loro riusciva a capire perch� Cetra avesse loro giocato quel tiro.</p><p>��Andr� subito a chiederglielo, al nostro ritorno�� promise Salterio, buio in volto.</p><p>��E io ti accompagner� disse Valiha.</p><p>��Perch� fate tante storie?�� volle sapere Gaby.�� � stato uno scherzo innocente. A volte, voialtri mi sembrate troppo seri. Sono lieta di vedere che apprezzate anche gli scherzi.</p><p>��Non ce l�abbiamo con gli scherzi�� disse Oboe.�� Un bello scherzo piace a tutti. Ma questo � di cattivo gusto.</p><p>Anche se non era invecchiata, in Gaby qualcosa era cambiato con il passare degli anni. Dormiva meno di un tempo. Di solito, due ore su venti le erano sufficienti. Spesso rimaneva sveglia per sessanta e perfino per settanta rivoluzioni senza difficolt�.</p><p>I titanidi dicevano che diventava progressivamente simile a loro, e che presto avrebbe perso del tutto quell�antipatica abitudine del sonno.</p><p>Qualunque fosse il motivo, si era detta che per quei primi giorni poteva evitare di dormire fino al successivo accampamento. Si allontan� da sola, camminando per qualche tempo sulla riva del fiume e, quando fece ritorno, nel campo si sentiva solo la bassa cantilena dei titanidi in fase di riposo. Erano stesi attorno al fuoco, come quattro enormi sculture buffe: con le mani facevano dei lavoretti non impegnativi, e la loro mente seguiva chiss� quali pensieri. Valiha era stesa sul fianco, appoggiata a un gomito. Oboe era stesa sulla schiena, e adesso il torso umano era allineato con il resto del corpo; aveva le gambe in alto, e le teneva ripiegate come un cagnolino che volesse farsi grattare la pancia. Di tutte le posizioni assunte dai titanidi, Gaby aveva sempre pensato che quella fosse la pi� buffa.</p><p>A una certa distanza dal fuoco c�erano quattro tende, in mezzo agli alberi. Pass� davanti alla sua, che naturalmente era vuota. Nella seconda c�era Cirocco, che dormiva un sonno agitato: aveva in corpo due robuste dosi di liquore e un lago di caff�. Gaby sapeva che quello che la agitava non era il caff�.</p><p>Si ferm� davanti alla tenda di Chris, e si disse che dare un�occhiata all�interno sarebbe stata solamente pura e semplice curiosit�. Non aveva niente da dire a Chris. E dunque rimaneva soltanto l�ultima tenda. Attese per alcuni minuti, finch� non sent� giungere un fruscio dall�interno.</p><p>��Posso parlarti un momento?</p><p>��Chi �? Gaby?</p><p>��S�.</p><p>��Penso di s�. Entra.</p><p>Robin era seduta sul sacco a pelo, che era steso sopra un mucchio di muschio portato da Oboe. Gaby accese la lampada appesa al bastone della tenda, e vide che Robin la fissava con attenzione, ma senza particolare avversione. Indossava gli abiti che aveva portato per l�intera giornata.</p><p>��Ti ho disturbato?</p><p>Robin scosse la testa.�� Non riesco a dormire�� confess�.�� � la prima volta, in tutta la mia vita, che non dormo in un letto.</p><p>��Oboe sar� lieta di procurarti dell�altro muschio.</p><p>��Non servirebbe. Devo abituarmi, credo.</p><p>��Potresti metterti qualcosa di pi� leggero.</p><p>Robin le mostr� l�elegantissima camicia da notte che Oboe le aveva preparato.�� Non � il mio genere�� disse.�� Come si pu� dormire in una camicia da notte come questa? Starebbe bene in una vetrina.</p><p>Gaby rise, poi appoggi� a terra un ginocchio e si aggiust� uno stivale. Quando sollev� nuovamente lo sguardo, vide che Robin la guardava. Meglio affrontare l�argomento, pens�. Sa che non sei entrata per portarle gli asciugamani puliti.</p><p>��Credo di doverti delle scuse, per prima cosa�� disse.�� E quindi ti faccio le mie scuse. Mi spiace di averlo fatto, non avevo giustificazione.</p><p>��Accetto le scuse�� disse Robin.�� Ma l�avvertimento resta valido.</p><p>��Giusto. Capisco.�� Gaby sceglieva le parole con la massima attenzione possibile. Occorreva qualcosa di pi� di una scusa, ma non voleva assumere toni di superiorit�.</p><p>��Quello che ho fatto � sbagliato sia nella tua cultura che nella mia�� disse.�� Le scuse sono per avere violato il mio codice di comportamento. Ma mi dicevi che voi streghe avete un sistema di doveri, non ricordo pi� la parola.</p><p>��<emphasis>Labra</emphasis>�� disse Robin.</p><p>��Gi�. Non pretendo di capirne tutte le sfumature. Credo di averlo violato, anche se non so come. Perci� devo chiederti un aiuto. C�� un modo per risolvere la questione tra noi? Posso fare qualcosa per cancellare l�accaduto?</p><p>Robin aggrottava la fronte.�� Non vorrai�</p><p>��No, sono disposta a fare qualsiasi cosa. C�� forse un modo?</p><p>��S�. Ma�</p><p>��Quale?</p><p>Robin sollev� le mani.�� Come in tutte le culture primitive, credo. Un duello. Tra noi.</p><p>��Un duello di che tipo?�� chiese Gaby.�� A morte?</p><p>��Non siamo primitivi fino a questo punto. Lo scopo � la riconciliazione, non l�omicidio. Se pensassi di doverti uccidere, lo farei, sperando di essere aiutata in tribunale dalle sorelle. Un combattimento a mani nude.</p><p>Gaby riflett�.�� E se vinco io?</p><p>Robin sospir�, esasperata.</p><p>��Non hai capito. L�importante non � vincere; almeno, non nel senso che pensi tu. Non dobbiamo cercare di dimostrare chi � la migliore. La lotta servirebbe soltanto a far vedere chi � pi� forte e pi� veloce, e questo non ha niente a che fare con l�onore. Ma, accettando di lottare con la clausola di non ucciderci, ciascuna di noi riconosce che l�altra � un avversario meritevole, e dunque onorevole.�� S�interruppe, e per un attimo fece una faccia estremamente perfida.�� Non preoccupartene�� aggiunse.�� Non vincerai�</p><p>Gaby le sorrise a sua volta, e pens� nuovamente che quella strana ragazzina le era davvero simpatica. Pi� che mai, desiderava averla dalla propria parte, quando fossero iniziati i pericoli.</p><p>��Allora? Sono un�avversaria meritevole?</p><p>Robin attese qualche istante, prima di rispondere. Da quando aveva proposto la lotta, Gaby si era accorta di un certo cambiamento in se stessa. Si chiese se Robin lo stesse prendendo in considerazione. Doveva lasciarla vincere? Poteva essere rischioso, se Robin l�avesse sospettata di lottare senza impegno. E se Robin avesse perso, avrebbe seppellito la scure di guerra? Gaby doveva basarsi sulla sua parola. Pensava di conoscere a sufficienza la piccola strega: il suo concetto di onore non le avrebbe permesso di suggerire la lotta, se non avesse pensato di mantenere i patti. Perci� doveva aspettarsi un combattimento serio, e probabilmente anche qualche ammaccatura.</p><p>��Se � davvero questo che vuoi��� disse Robin.</p><p>Robin si toglieva i vestiti, e Gaby la imit�. Erano a mezzo chilometro dal fiume, e il fuoco del campo era una macchiolina di luce che si scorgeva a distanza, in mezzo alla pioggia. Il campo dove dovevano combattere era una bassa depressione fra due collinette. C�era dell�erba, ma il terreno era sufficientemente compatto: terra cotta dal calore, che cominciava a inumidirsi soltanto allora, dopo sei ore di pioggia continua. Comunque, c�era qualche difficolt� a muoversi. In certi punti c�erano delle pozzanghere e del fango.</p><p>Si misero una davanti all�altra, e Gaby valut� la sua avversaria. Erano pressappoco pari. Gaby aveva qualche centimetro di altezza e qualche chilo di pi�.</p><p>��Ci sono delle procedure da rispettare, dei rituali?</p><p>��S�, ma si tratta di cose complicate, e per te non avrebbero significato; meglio lasciarle perdere. Abracadabra e salagazam, tu t�inchini a me e io mi inchino a te, e il rito � soddisfatto. Va bene?</p><p>��Ci sono delle regole?</p><p>��Come? Oh, credo di s�, non pensi? Ma non so fino a che punto tu conosci la lotta.</p><p>��So come uccidere una persona con le mani nude.</p><p>��Allora, diciamo niente colpi che causino danni permanenti all�avversario. Chi perde dovr� essere in grado di camminare, domani. A parte questo, tutto � permesso.</p><p>��Giusto, ma, prima di cominciare, mi incuriosiva il tatuaggio che hai sullo stomaco. Cosa significa?�� Indic� il ventre di Robin.</p><p>Sarebbe andata meglio se Robin si fosse guardata la pancia invece di guardare la mano di Gaby, ma fu colta fuori guardia lo stesso, quando Gaby scalci� con il piede che aveva accuratamente infilato nel fango. Robin evit� il calcio, ma un mucchietto di fango la colp� sulla faccia, accecandole un occhio.</p><p>Gaby aveva previsto il balzo all�indietro ed era pronta a sfruttarlo, ma i riflessi di Robin furono pi� svelti, e Gaby si prese un calcio sul fianco. La rallent� quanto bastava a Robin per eseguire la sua mossa a sorpresa.</p><p>Si volt� dall�altra parte e corse via.</p><p>Gaby le corse dietro, ma non era una tattica a cui fosse abituata. Si aspettava qualche trucco, e perci� la rincorse pi� lentamente di quanto avrebbe potuto. Di conseguenza, Robin riusc� presto a distanziarla. Si ferm� quando la distanza tra loro sal� a dieci metri, e, quando si volt�, aveva entrambi gli occhi bene aperti.</p><p>Gaby pensava che probabilmente vedeva meno bene di prima, ma la pioggia le aveva tolto gran parte dello svantaggio. Gaby rimase colpita dalle azioni di Robin. Quando torn� ad avvicinarsi alla ragazza, lo fece con grande cautela.</p><p>Fu come se fossero ripartite dall�inizio. Gaby si sentiva impacciata, perch� non aveva mai combattuto in quella maniera, in precedenza. Aveva imparato la lotta molto tempo prima, e anche se le sue conoscenze non erano certo arrugginite, faticava a ricordare cosa avesse imparato in quelle lezioni. Negli ultimi ottant�anni aveva sempre combattuto seriamente, nel senso che quei combattimenti potevano essere mortali. L�impostazione della lotta non era mai pi� stata quella di una lezione. Robin, invece, doveva avere una grande esperienza di quel tipo di lotta. Dato il caratterino della ragazza, Gaby era disposta a metterci la mano sul fuoco.</p><p>Non c�era motivo perch� la lotta durasse pi� di qualche minuto, anche lottando corpo a corpo. Ma Gaby ne dubitava. Quando si avvicin� all�avversaria, decise di rischiare il tutto per tutto; non cerc� di colpire con calci o pugni, e in tal modo lasci� a Robin un varco, perch� era certa di riuscire a bloccarla in tempo, se lei ne avesse approfittato. Invece, Robin non cerc� di approfittarne, e finirono per afferrarsi per le braccia, con un presa di lotta greco-romana. Senza bisogno di dirlo a parole, questo costituiva una sorta di accordo tra loro, e Gaby si ripromise di rispettarlo. Accettando che la lotta si ritualizzasse al di l� delle regole pattuite, Robin in sostanza le diceva che non voleva che si facessero male. Questo significava che giudicava Gaby un�avversaria onorevole.</p><p>Occorse un certo tempo. Gaby comprese che, accettando quel tipo di lotta, rinunciava a qualsiasi vantaggio. Ma la cosa non aveva importanza. Si aspettava di perdere, ma questo non le imped� di offrire tutta la resistenza di cui era capace. Robin si trov� in un vero combattimento, e non in un gioco.</p><p>��Basta!�� grid� Gaby.</p><p>Robin le lasci� il braccio, e anche la fitta di dolore si allontan� progressivamente dalla spalla di Gaby. Sollev� la faccia dal fango e, muovendosi con cautela, riusc� a mettersi su un fianco. Cominci� a sperare di poter anche riprendere l�uso del braccio, un giorno o l�altro.</p><p>Sollevando gli occhi, vide che Robin sedeva a testa bassa, e che soffiava come un mantice.</p><p>��Rivincita?�� disse Gaby.</p><p>Robin si mise a ridere. Senza alcun imbarazzo.</p><p>��Se tu lo dicessi sul serio�� riusc� infine a dire�� ti metterei le manette e ti ficcherei in una gabbia. Ma probabilmente riusciresti a rosicchiare le sbarre.</p><p>��Due o tre volte te la sei vista brutta, eh?</p><p>��Non ti dico quanto.</p><p>Gaby si chiese perch� si sentisse cos� bene, considerato che aveva tutto il corpo dolorante. Doveva essere l�euforia del maratoneta, il rilassamento completo che sopraggiunge dopo essersi sforzati allo spasimo. Comunque, non aveva subito danni. Qualche livido, e la spalla le avrebbe fatto male per qualche giorno, ma l�indolenzimento che provava era dovuto solo alla stanchezza, non ai cazzotti.</p><p>Robin si alz� lentamente in piedi. Le tese la mano.</p><p>��Andiamo al fiume. Hai bisogno di una bella lavata.</p><p>Aiutata da Robin, Gaby riusc� a rialzarsi. Robin zoppicava leggermente, e neppure Gaby si sentiva molto sicura delle sue gambe, e perci� furono costrette a sostenersi a vicenda nel corso dei primi, faticosi, cento o duecento metri.</p><p>��Volevo chiederti davvero il significato del tatuaggio�� disse Gaby, quando raggiunsero il fiume.</p><p>Robin si pass� le mani sull�addome, ma non riusc� a pulirsi.�� Adesso non si vede�� disse.�� Troppo fango. Cosa ne pensi?</p><p>Gaby stava per fare qualche commento educato e non impegnativo, ma poi cambi� idea.</p><p>��� una delle cose pi� orribili che abbia visto.</p><p>��Esattamente. � fonte di grande <emphasis>labra.</emphasis></p><p>��Me lo spieghi? Tutte le streghe si sfigurano cos�?</p><p>Scesero cautamente nell�acqua del fiume e si sedettero sulle pietre. La pioggia era un po� cessata, e si era ridotta a una fine nebbia, mentre a nord, da un varco tra le nuvole, giungeva nuovamente un po� di luce.</p><p>Gaby non vedeva pi� il tatuaggio, ma non riusciva a toglierselo dalla mente. Era grottesco, agghiacciante. Assomigliava a un disegno anatomico, e mostrava i vari strati di tessuto, incisi e tirati indietro in modo da mettere a nudo gli organi sottostanti. Le ovaie parevano grappoli marci, pieni di vermi. Le tube erano annodate varie volte. Ma il peggiore era l�utero: era gonfio, fuoriusciva dall��incisione� e perdeva gocce di sangue da una lacerazione. Era chiaro che la ferita era causata dall�interno, come se qualcosa si facesse strada per uscire. E della creatura ancora nascosta l� dentro si scorgevano soltanto gli occhi, rossi e animaleschi.</p><p>Quando andarono a riprendere i vestiti, riprese a piovere forte. Gaby non si preoccup� quando vide che Robin inciampava e cadeva; il terreno era scivoloso, e nella lotta si era leggermente storta una caviglia. Ma alla quarta caduta di Robin divenne chiaro che c�era qualcosa che non andava. Barcollava, tremava e stringeva i denti.</p><p>��Ti aiuto io�� disse Gaby, dopo un poco.</p><p>��No, grazie, ce la faccio da sola.</p><p>Un minuto pi� tardi, cadde a terra e non si rialz� pi�. Il suo corpo tremava, ma in modo ritmico e lento, senza scosse violente. Gli occhi erano fissi. Gaby si inginocchi� accanto a lei e le mise un braccio dietro le ginocchia, l�altro dietro le spalle, e fece per sollevarla.</p><p>��Nnnno� Nnno.</p><p>��Cosa? Ragiona, non posso lasciarti sotto la pioggia.</p><p>��Sssii� Sssii. Lllasciami�</p><p>Era un vero problema. Gaby la lasci� a terra, ma le rimase accanto, perplessa. Guard� in direzione del campo, che ormai non era lontano, e poi torn� a guardare Robin. Era in cima a una bassa collinetta, e non c�era il pericolo che l�acqua salisse. E neppure che Robin affogasse a causa della pioggia. In quella parte di Iperione non c�erano predatori che le potessero dare fastidio, anche se qualche piccolo animale poteva morsicarla.</p><p>Si ripromise di chiarire in seguito l�intera faccenda. Dovevano trovare qualche tipo di accordo, perch� Gaby non era disposta a rifarlo. Ma per adesso si volt� dall�altra parte e fece ritorno al campo.</p><p>Oboe si alz� in piedi, preoccupata, quando vide che Gaby ritornava da sola. Gaby sapeva che la titanide le aveva viste allontanarsi insieme; probabilmente, sapeva cosa erano andate a fare, laggi� nella pioggia. Prima che traesse le conclusioni sbagliate, Gaby si affrett� a rassicurarla.</p><p>��Robin sta bene. Almeno, mi pare. Ha un attacco e non vuole essere aiutata. Potremo andare a riprenderla quando sar� il momento di partire. Dove vai?</p><p>��A prenderla, naturalmente, per riportarla nella tenda.</p><p>��Non credo che lo voglia.</p><p>Oboe pareva al massimo dell�irritazione; Gaby non aveva mai visto un titanide cos� irritato.</p><p>��Voi umani, e i vostri sciocchi giochi�� disse, sbuffando in segno di insofferenza.�� Io non sono tenuta a rispettare le regole di nessun gioco: n� le sue, n� le tue.</p><p>Robin scorse la figura di Oboe che si avvicinava in mezzo alla pioggia scrosciante. Maledizione, Gaby le aveva spedito la cavalleria; era ovvio.</p><p>��Sono venuta per conto mio�� disse la titanide, sollevando Robin dal fango.�� Qualsiasi concetto umano tu intenda difendere attraverso questo folle gesto, il concetto rimane intatto, perch� non sei portata via da un essere umano.</p><p>Posami a terra, cavallino a dondolo troppo cresciuto, cerc� di dire Robin, ma la sua gola emise solo qualche odioso gorgoglio.</p><p>��Mi occuper� io di te�� disse teneramente Oboe.</p><p>Quando Oboe se la mise sulla groppa, in Robin era scesa un calma carica di minacce. Rinuncia alla lotta, sottomettiti, aspetta che finisca, e alla fine avrai la tua rivincita. Adesso non puoi fare niente, ma in seguito potrai fargliela pagare.</p><p>Oboe fece ritorno con un catino di acqua tiepida. Lav� Robin e la asciug�, la tenne sollevata come una bambola di pezza con i circuiti guasti e le infil� la camicia da notte ricamata. Poi la sollev� con una sola mano, come se il suo peso non superasse quello di un foglio di carta, e la fece scivolare nel sacco a pelo. Infine glielo chiuse sul collo.</p><p>E cominci� a cantare.</p><p>Robin sent� come una sorta di nodo bruciante in fondo alla gola. La cosa la riemp� di orrore. Venire presa, lavata, vestita, infilata a letto� era una terribile offesa alla sua dignit�. Aveva il dovere di essere in collera. Di prepararsi gli insulti da rivolgere a quella creatura non appena riacquistata la padronanza del suo corpo. Invece, si sentiva solo soffocare da un�emozione da tempo scordata.</p><p>Mettersi a piangere sarebbe stato inconcepibile. Se ci si abbandonava al pianto, non ci si poteva mai pi� liberare dall�autocompassione. Era la sua pi� grande paura, talmente spaventosa che non riusciva neppure a pronunciarne il nome. C�erano state delle volte in cui, tutta sola, aveva pianto. Ma non lo avrebbe mai fatto in presenza di altre persone.</p><p>Eppure, in un certo senso, lei era sola. La stessa Oboe l�aveva detto. Le regole umane, i concetti della Congrega, laggi� non erano validi. E poi non si trattava neppure delle regole umane: la Congrega non le aveva mai chiesto di non piangere. Glielo chiedeva unicamente la disciplina che lei stessa si imponeva.</p><p>Sent� un pianto e cap� che proveniva da lei. Dall�angolo degli occhi le scendevano le lacrime. Il nodo che aveva in gola non si lasciava inghiottire, e per questo doveva venire fuori in qualche altro modo.</p><p>Robin si arrese a quel nodo, e piangendo fra le braccia di Oboe fin� per addormentarsi.</p><p>Chris sedeva sul sacco a pelo, in quella maledetta penombra, e tremava. Da ore gli pareva imminente un attacco, che per� si rifiutava di sopraggiungere. O era gi� sopraggiunto? Come aveva detto a Gaby, lui era il meno adatto a giudicare se si trovava in una delle sue fughe psicologiche. Comunque, questo non era del tutto vero. Se avesse avuto un attacco, lui non se ne sarebbe reso conto, alla sua mente sarebbe parso del tutto ragionevole funzionare con gli ingranaggi fuori posto e i pistoni sbiellati, ma non se ne sarebbe stato l� a <emphasis>sudare.</emphasis></p><p>Si disse che era colpa della luce e della pioggia che batteva sulla tenda. La luce era del tutto fasulla. A giudicare da quella che riusciva a penetrare all�interno della tenda, o si era di prima mattina, ed era quindi il momento di alzarsi, o si era al tramonto, e quindi era troppo presto per andare a dormire. E non si decideva mai a diventare una luce pi� decente.</p><p>Nonostante la pioggia, era incredibile la quantit� di cose che riusciva a udire. C�erano i tranquilli canti dei titanidi e gli scoppiettii del fuoco. Qualcuno si era avvicinato alla sua tenda, si era fermato per un istante, gettando su di essa la sua ombra, e poi se n�era andato. Pi� tardi aveva sentito voci di gente che conversava e rumore di gente che si allontanava. Molto pi� tardi, qualcuno aveva fatto ritorno.</p><p>E adesso c�era qualcuno che si avvicinava. Neppure la Maga avrebbe potuto gettare un�ombra cos� grande.</p><p>��Si pu�?</p><p>��Entra, Valiha.</p><p>Aveva con s� un asciugamano, e mentre infilava nella tenda la testa e il torso per tenerla aperta, se ne serv� per pulirsi gli zoccoli dal fango, prima di posarli sulla tela che costituiva il pavimento della tenda. Ripet� poi l�operazione per le zampe di dietro, piegandosi e torcendosi; pareva un cane intento a grattarsi le orecchie, ma nel suo gesto non c�era niente di goffo. Indossava un mantello di tela cerata, color viola, che pareva una piccola tenda. Se lo tolse e lo appese a un portamantelli accanto all�entrata. Per tutto il tempo richiesto da queste operazioni, Chris continu� a chiedersi il motivo di quella visita.</p><p>��Ti spiace se accendo la lucerna?</p><p>��Fai pure.</p><p>La tenda era di dimensione adatta ai titanidi, ossia Valiha poteva stare in piedi al suo interno e aveva ancora lo spazio sufficiente per girare su se stessa. La lucerna gett� strane ombre di lei, finch� Valiha non la appese al palo e non si sedette a terra a gambe incrociate.</p><p>��Non posso fermarmi a lungo�� disse.�� Anzi, forse venire qui � uno sbaglio. Comunque, sono venuta.</p><p>Se intendeva confonderlo, c�era riuscita perfettamente. Si toccava nervosamente con le mani il bordo del marsupio, e quello spettacolo metteva leggermente in imbarazzo Chris. Infilava i pollici all�interno e poi lo tirava come se fosse stato un paio di calzoncini da bagno con la cintura elastica.</p><p>��Sono rimasta sconvolta nel sapere che tu� davvero non ricordavi le cento riv passate insieme, quando ti ho trovato mentre vagavi sotto la Scala di Cirocco, dopo il Grande Salto.</p><p>��Quanto sono, cento riv?</p><p>��Poco pi� di quattro giorni terrestri.</p><p>��� un periodo alquanto lungo. E ci siamo divertiti?</p><p>Lei lo fiss� per un istante, poi riprese a torcere il bordo del marsupio.</p><p>��Io s�. E dicevi che ti piaceva. Ma quello che volevo dirti adesso, � che non devi pensare che ti considerassi solo un portafortuna, come ho detto quando hai ripreso i sensi.</p><p>Chris alz� le spalle.�� Anche se fosse vero, non mi darebbe nessun fastidio. E se ti ho portato fortuna, ne sono lietissimo.</p><p>��Non si tratta di questo.�� Si morse il labbro inferiore, e Chris le vide spuntare una lacrimuccia, che subito scomparve.�� Che Gea mi maledica�� gemette.�� Non riesco a dirlo nel modo giusto. Anzi, non so neppure cosa dovrei dirti, tranne che ringraziarti. Anche se non ricordi niente.�� Infil� una mano nella borsa e prese una cosa che poi gli mise tra le mani.</p><p>��� per te�� disse. Poi si alz� in piedi e scomparve. Prima, praticamente, che Chris riuscisse a capire.</p><p>Apr� la mano e fiss� l�uovo titanide. Il colore dominante era il giallo, come sulla stessa Valiha, ma c�era anche una serie di anse nere. Sulla sua dura superficie c�era una scritta, in piccoli, tremolanti caratteri terrestri:</p><subtitle>Valiha (Assolo Eolio) Madrigale: Fortunato Major</subtitle><subtitle>26 Gigariv, 97618 685 Riv (2100 d.C.)</subtitle><subtitle>"Gea Non Spiega Mai Perch� Ruota"</subtitle></section><section><title><p>19</p><p>Eterna giovinezza</p></title><p>��Se temi una causa per riconoscimento della paternitࠗ disse Cirocco�� non devi preoccupartene. I titanidi non ragionano in questo modo.</p><p>��Non volevo dire� Forse mi sono spiegato male.</p><p>Chris era salito sulla canoa di Cirocco. Sedeva nel centro, mentre la Maga stava a prua, con la testa appoggiata a un cuscino. Aveva grosse borse sotto gli occhi, e aveva la faccia pallida e tirata. Comunque, era notevolmente migliorata, rispetto a poche ora prima. Chris aveva scelto di viaggiare con Cirocco perch� aveva intenzione di chiederle informazioni sui rapporti sessuali tra umani e titanidi, ma poi aveva cambiato idea quando aveva visto che il discorso non le piaceva.</p><p>Chris non era stato l�unico che avesse cambiato barca. Gaby era salita su quella di Robin e Oboe, mentre Valiha e Salterio erano in testa alla squadra con le loro due canoe.</p><p>Erano passati sotto la Scala di Cirocco, esperienza di cui Chris avrebbe fatto volentieri a meno. Il grande cavo sospeso sopra la testa gli aveva richiamato alla mente il Golden Gate e quel giorno di vento in cui Dulcinea l�aveva incamminato lungo il sentiero che conduceva a Gea. La Scala di Cirocco assomigliava a un cavo del ponte. Ma al posto del pilone c�era solo la bocca spalancata, conica, del Raggio di Rea, che si perdeva all�infinito, portando con s� il cavo che lass� diventava invisibile.</p><p>Il cavo era una curva esponenziale, un�astrazione geometrica divenuta reale. Una decina di Golden Gate, messi l�uno in fila all�altro, non sarebbero riusciti a misurare la sua terrificante immensit�.</p><p>Mancava poco alla confluenza tra Ofione e Melpomene. Gi� le acque si muovevano leggermente pi� in fretta, ansiose di cimentarsi con i Monti Asteria, visibili a est sotto forma di un profilo scuro.</p><p>Chris distolse gli occhi dal fiume e decise di riprovare.</p><p>��Tanto per dirne una, so che � gi� gravida. Non c�� quindi in ballo nessun figlio che debba nascere. Giusto?</p><p>��Hai ancora in mente il babbo e la mamma di tipo umano�� disse Cirocco.�� Qui la tua posizione � quella di potenziale antepadre, e Valiha � una potenziale antemadre. L�uovo potrebbe essere inserito in� ecco, per esempio in Cornamusa, e lui sarebbe cos� la retromadre; a questo punto, uno qualsiasi degli altri tre potrebbe fecondarlo, compresa Valiha.</p><p>��Prima, comunque�� fece Cornamusa, dal fondo della barca�� dovrei conoscerlo un po� meglio�</p><p>��In questa cosa�� disse Chris�� io non ci trovo niente da ridere.</p><p>��Scusa. Comunque, di un figlio non si parla neppure. Per prima cosa, io non darei la mia approvazione. Per seconda cosa, due titanidi non proporrebbero mai un figlio, senza prima pensarci molto pi� a lungo. E, terzo, l�uovo � stato regalato a te.</p><p>��Allora, come devo interpretare la cosa? � un regalo che ha qualche significato? Che cosa voleva dirmi?</p><p>Dall�aria che aveva, pareva che Cirocco non avesse voglia di rispondere alle domande, ma tir� un lungo sospiro e si accinse a spiegare la situazione.</p><p>��Non deve necessariamente significare qualcosa. Oh, significa che le piaci, su questo non ci sono dubbi. Per prima cosa, non avrebbe fatto l�amore con te se non le piacessi, ma non ti avrebbe dato l�uovo se tu non le piacessi <emphasis>tuttora. </emphasis>I titanidi sono dei grandi sentimentali, capisci? Entra in qualsiasi casa titanide, e alla parete troverai una fila di uova, messa come soprammobile. Meno di uno su mille verr� mai usato, o viene prodotto con l�intenzione di usarlo. Sono comuni come� come i goldoni lungo il sentiero degli innamorati.</p><p>Cornamusa emise un forte brontolio.</p><p>��Un paragone alquanto prosaico, vero?�� Cirocco rise.</p><p>��Che cos�� un goldone?</p><p>��Sei nato troppo tardi per saperlo, eh? Un anticoncezionale di gomma, da usare una volta sola. Comunque, il paragone mi sembra corretto. Ogni volta che una femmina ha un rapporto anteriore, salta fuori uno di questi, due ettoriv pi� tardi. Ossia duecento rivoluzioni, nel caso che nel luogo da cui provieni abbiano smesso di insegnare il sistema metrico decimale. Sai, c�� davvero da ridere, quando un titanide sa cos�� un goldone, pur non avendone mai visto uno, e un umano non lo sa. Che cosa vi insegnano a scuola? Che la storia comincia dal 2096?</p><p>��Be�, credo che ultimamente includano anche il 2095.</p><p>Cirocco si massaggi� la fronte e gli rivolse un debole sorriso.</p><p>��Scusa. Divagavo. La tua istruzione non � cosa che mi riguardi. Tornando ai titanidi� gran parte delle uova viene gettata via. O subito, o la prima volta che si fa pulizia. Alcune sono conservate per il loro valore sentimentale, per molto tempo dopo la scadenza. Tra l�altro, durano cinque anni.</p><p>"Devi tenere in mente la duplice natura del sesso per i titanidi. Il sesso posteriore ha due funzioni, di cui una � assai pi� frequente dell�altra. La prima � il puro divertimento: edonismo. E lo fanno in pubblico. La seconda funzione � la procreazione, quando ne hanno il permesso, cosa che capita con meno frequenza di quanto non vorrebbero. Il sesso frontale � diverso. Raramente viene fatto allo scopo di produrre un uovo. Quasi sempre � un�espressione di strettissima amicizia o di amore. Non precisamente l�amore che conosciamo noi, perch� i titanidi non formano coppie fisse. Ma s�innamorano. � una delle cose che so con certezza, e l�elenco delle mie certezze � molto breve. Un titanide pu� avere rapporti sessuali posteriori con individui con cui non si sognerebbe mai di fare l�amore anteriore. L�amore anteriore � sacro.</p><p>"Comunque, questa situazione si alleggerisce leggermente quando ci sono di mezzo gli umani, che non possono praticare il sesso posteriore. Le frange pi� liberali del pensiero titanide ritengono che sia permesso avere rapporti frontali con gli umani per divertirsi. Resta una cosa da fare in privato, ma non � necessario amare l�essere umano o essere amici intimi. Cornamusa?"</p><p>��Giusto�� disse il titanide.</p><p>��Perch� non continui tu?�� chiese Cirocco.�� Io ho il mal di testa.</p><p>Quando Chris si volt� verso di lui, Cornamusa cess� di pagaiare per un momento e allarg� le mani.</p><p>��Non c�� pi� molto da dire. Cirocco ha spiegato tutto.</p><p>��Allora, mi dici che l�uovo � solo una sorta di ricordo. E Valiha era agitata perch� mi sono dimenticato di quello che � successo tra noi. Non � che mi ami.</p><p>��Oh, no, non dico niente del genere. Valiha � una ragazza all�antica che non ha mai fatto l�amore con un essere umano. � disperatamente innamorata di te.</p><p>Su Gea, il brutto tempo portava la notte a occupare molto pi� spazio di quanto ne occupasse normalmente. Quando oltrepass� la foce del Melpomene, il gruppo entr� in un�area che normalmente era considerata crepuscolo, ma che adesso era notte.</p><p>Ma la notte su Gea non era mai totale. Quando il cielo era sereno, lo stesso centro di Rea era chiaro come una notte di luna piena sulla Terra. Con le nubi, il buio diventava pi� fitto, ma non impenetrabile. Il territorio ai piedi dei Monti Asteria era rischiarato da un sottile chiarore che giungeva da sopra le nuvole. Vennero accese alcune lampade che furono collocate in appositi contenitori nella parte posteriore delle canoe. Il gruppo prosegu�.</p><p>Sulle rive cominciarono a scorgersi alberi altissimi. Dapprima erano radi, ma in seguito diventarono una fitta foresta. Erano simili a pini, con il tronco dritto e le foglie a forma di ago. Il sottobosco era pressoch� assente. Chris vide gruppi di creature a sei zampe che procedevano a balzi prodigiosi, come canguri. Cirocco spieg� che quell�area era un resto della protoforesta generata da Gea quando era un giovane titano, e che negli Altopiani c�erano piante e animali simili a quelli che ora si vedevano attorno.</p><p>Entrarono in uno stretto canyon, e Chris ebbe un�illusione ottica. Gli parve che le canoe salissero verso l�alto. In realt�, il terreno era in leggera discesa verso est; gli alberi non erano verticali, bens� inclinati di qualche grado, cosicch� la loro cima era a dieci o venti metri pi� a est delle radici. Dopo averli osservati per qualche tempo, l�occhio si convinceva che tutto fosse verticale e che il fiume vincesse la forza di gravit�. Era uno degli scherzi caratteristici di Gea.</p><p>Quando i titanidi tirarono in secco le barche, ai piedi di una ripida salita, cominci� a piovere. Dall�alto continuavano a giungere strani rumori, che fecero venire in mente a Chris una cascata, o le onde che battevano ritmicamente sulla spiaggia.</p><p>��Aglaia�� spieg� Gaby, raggiungendo Chris e Valiha che tiravano in secco la loro canoa.�� Probabilmente non riuscirai a vederla, se le nubi non si apriranno un poco.</p><p>��Che cos�� Aglaia?</p><p>Gaby gli descrisse il funzionamento delle tre pompe fluviali, e intanto i titanidi smontarono le canoe. Fecero molto in fretta. La pellicola argentea venne staccata dall�intelaiatura di legno, piegata e arrotolata, e infilata nelle sacche. Si chiese cosa intendessero fare delle chiglie, dei ripiani e delle centine, e vide che, a quanto pareva, intendevano lasciarli l�.</p><p>��Potremo fabbricarci delle altre canoe quando ne avremo bisogno�� spieg� Valiha.�� Ma prima dovremo attraversare il Mare di Mezzanotte e giungere a Crio.</p><p>��E per attraversare il mare? Dobbiamo dare la mano alla Maga per camminare sulle onde come fa lei?</p><p>Valiha non lo degn� di risposta.</p><p>Gli umani montarono in groppa ai titanidi, e il gruppo si avvi� verso l�oscurit� sempre pi� fonda.</p><p>��Ho costruito io questa strada, molto tempo fa�� disse Gaby.</p><p>��Davvero? E a che scopo? E perch� non c�� nessuno che la ripari?</p><p>Si trovavano sulla parte di strada Circum-Gea che era gi� stata percorsa da Gaby per raggiungere la Casa della Melodia. I titanidi facevano a turno per aprire una strada in mezzo alla vegetazione.</p><p>��Osserva Oboe con il suo <emphasis>machete</emphasis>, e ne capirai la ragione. La vegetazione cresce troppo in fretta, la strada richiederebbe troppa manutenzione, e nessuno ha voglia di farlo. Sono pochissimi coloro che hanno fatto l�intero tragitto. Era gi� in partenza un progetto assurdo. Nessuno voleva questa strada, tranne Gea, ma siccome i suoi desideri sono importanti, io gliel�ho costruita.</p><p>��In che modo?</p><p>��Facendomi aiutare dai titanidi, soprattutto. Quando dovevo costruire un ponte, me ne facevo portare qualche centinaio dagli aerostati. Invece, per livellare, sbancare e stendere l�asfalto, io�</p><p>��Asfalto? Vuoi scherzare.</p><p>��No. Quando ci sar� pi� luce, potrai verderne ancora le tracce. Gea ha chiesto una strada a una sola corsia, asfaltata, larga a sufficienza per assali di due metri, massima inclinazine dieci per cento. Abbiamo costruito cinquantasette ponti sospesi di corda e centoventidue su piloni. Molti di quei ponti sono ancora in piedi, ma ci penserei due volte, prima di salirci sopra. Dovremo accettarli cos� come sono.</p><p>Gi� in passato Gaby aveva accennato a quella strada. Secondo Chris, desiderava parlarne, ma per qualche motivo preferiva aspettare che fosse un altro a chiederglielo. E lui glielo chiese.</p><p>��Non mi dirai che hai portato l�asfalto con gli aerostati? Dicevi che hanno paura del fuoco, e inoltre mi sembra che ne sia occorso un mucchio.</p><p>��Certo. No, niente aerostati. Gea ci ha procurato qualcosa, anzi, diverse cose, che ci hanno facilitato il lavoro. Non dico per� che sia stato un lavoro piacevole. C�era una creatura, grande come un tirannosauro, che mangiava gli alberi. Io ne avevo cinquanta. Si aprivano una strada in mezzo alla foresta, e lasciavano dietro di s� grandi mucchi di segatura di legno. Credo che riuscissero a digerire un millesimo di quello che mangiavano, e quindi ti garantisco che mangiavano un bel mucchio di alberi. Poi c�era un�altra bestia, e giuro che � la verit�: un mostro grosso come un vagone ferroviario, che mangiava segatura e cacava asfalto. Non riusciresti mai a <emphasis>immaginare </emphasis>il puzzo. E, tieni presente, non era asfalto puro, pulito, che a dire il vero non ha un buon odore neanche lui. Questo� questo <emphasis>sterco</emphasis>, era pieno di esteri e chetoni, e non so neanch�io di cosa. Immagina una balena, morta da tre settimane. Pu� darti un�idea approssimativa.</p><p>"Fortunatamente, non c�era bisogno di stare vicino a quelle bestie. Le segherie� cos� chiamavamo i mangiatori di alberi� non erano molto svegli, ma erano docili, e si poteva insegnare loro a mangiare soltanto gli alberi che noi contrassegnavamo con certe sostanze chimiche di odore particolare. Noi passavamo per primi, segnando la strada da percorrere, e le segherie venivano dopo di noi. Poi tornavamo indietro e accumulavamo tutta quella segatura nel punto dove volevamo che passasse la strada. A questo punto prendevamo le distillerie� era il nome che davamo alle creature che producevano l�asfalto� le portavamo sulla striscia di segatura, e quelle si mettevano al lavoro. Noi stavamo a dieci chilometri di distanza, sopravento. Non c�era il rischio che scappassero, perch� potevano mangiare soltanto la segatura di legno, e non segatura qualsiasi, ma soltanto quella che era stata pre-digerita da una segheria. Avevano un cervello di lumaca.</p><p>"Due o tre settimane pi� tardi, quando la puzza si era sufficientemente <emphasis>vaporizzata</emphasis>, mandavo laggi� una squadra di una cinquantina di titanidi con grandi rulli compressori: l�asfalto veniva spianato, ed ecco che avevi immediatamente la tua strada. Naturalmente, stupide come erano, a volte le distillerie prendevano lucciole per lanterne, per esempio quando avevamo lasciato in giro qualche traccia di segatura. Allora rimanevano bloccate, e cominciavano a piagnucolare come cagnolini da duecento tonnellate. Noi tiravamo a sorte, per decidere chi dovesse andare a mettere a posto il pasticcio. Successe varie volte, e c�era da rischiare la vita ad avvicinarsi alla zona incriminata, credimi. Ma alla fine ho trovato la soluzione."</p><p>��In che modo?</p><p>��Ho trovato una titanide che era stata ferita sulla faccia da un colpo di spada, durante le guerre con gli angeli�� disse Gaby, sorridendo.�� Il colpo le aveva tagliato il nervo, e lei non sentiva pi� gli odori. Lei raggiungeva la bestia e la riportava sulla giusta strada, legata a una cordicella. Quando il lavoro fu finito, chiesi a Rocky di darle una retromaternit� al successivo Festival, tanto ero contenta.</p><p>"Naturalmente, non � asfaltata per l�intera lunghezza. Sarebbe una cosa troppo stupida, perfino per Gea. Non vale la pena di coprire d�asfalto le sabbie del deserto o i ghiacciai. Una terza parte di Gea � deserto o ghiaccio, e laggi� ci limitavamo ad aprire una strada dove potevamo, e a lasciare una serie di punti di rifornimento. Se dovessi mai trovarti nei guai e vedessi una capanna con la scritta �Gruppo Edile Plauget� sulla porta, adesso sai chi ce l�ha messa."</p><p>��Come fai, per far attraversare il ghiaccio ai carri?�� domand� Chris.</p><p>��Cosa? Ah, usando il solito sistema che si usa sul ghiaccio. Ma non sono molti, coloro che hanno percorso la Circum-Gea con i carri. Si prende una slitta. Quando sei su Tea, passi sull�Ofione gelato; probabilmente, � l�unico modo possibile per attraversare le montagne. Oceano � un unico strato di ghiaccio, liscio e spesso, e quindi non ci sono problemi, nel senso che non ci sono problemi oltre a quelli soliti di Oceano. Nel deserto, invece, cerchi di uscirne fuori come meglio puoi. Abbiamo creato alcune oasi.</p><p>Chris vide una strana espressione sulla faccia di Gaby. Era un po� meditabonda, ma pareva contenta. Sapeva che ripensava con affetto a quei vecchi giorni, e gli spiacque di doverle rivolgere la domanda successiva. Ma era probabilmente la ragione che l�aveva spinta a parlare: per sentirsela rivolgere.</p><p>��Perch� l�hai costruita?</p><p>��Eh?</p><p>��A cosa serve? Hai detto tu stessa che non c�era necessit� di una strada. Nessuno si cura della manutenzione e non c�� traffico. Perch� l�hai costruita?</p><p>Gaby era seduta nella sua solita posizione, con la faccia rivolta in senso contrario a quello di marcia, e con la schiena appoggiata contro la schiena di Salterio. Gaby non riusciva a viaggiare come lei, perch� gli piaceva vedere dove andava. Il problema, come Gaby aveva scoperto molto tempo prima, era che il torso dei titanidi era troppo alto e troppo largo per permettere una buona visuale. Ora si drizz� per osservare Chris.</p><p>��L�ho fatto perch� Gea me lo ha ordinato. Anzi, perch� mi ha <emphasis>assunto </emphasis>per farlo. Ti ho spiegato come sono i nostri rapporti.</p><p>��Certo. E hai anche detto che � stato un lavoro poco piacevole.</p><p>��Non sempre�� disse lei.�� I ponti costituivano sempre un problema, e mi piaceva risolverlo. Non ero una costruttrice di strade� non ero neppure un ingegnere, anche se ho fatto abbastanza in fretta a imparare i calcoli necessari� e all�inizio mi sono servita di un paio di persone dell�ambasciata. Per i primi venticinque chilometri mi sono fatta insegnare da loro. Poi ho trovato soluzioni mie.�� Rimase in silenzio per qualche istante, poi lo fiss�.</p><p>��Hai ragione. Non l�ho fatto perch� mi piacesse farlo. Sono stata pagata, esattamente come sono pagata per tutti i lavori che faccio per Gea. Il lavoro della strada, in particolare, avrei preferito evitarlo, ma il pagamento era allettante.</p><p>��Di cosa si trattava?</p><p>��L�eterna giovinezza.�� Sorrise.�� O qualcosa di sufficientemente simile. Rocky l�ha gratis, per il fatto di essere la Maga. Dopo essere stata qui per non molto tempo, ho scoperto che l�offerta non era estesa anche a me. Per questo mi sono accordata con Gea. Ottengo l�immortalit� a rate. Il guaio di essere un lavoratore indipendente � che non hai la stessa assistenza medica di un normale impiegato. Quando Gea non avr� pi� lavori da affidarmi, io sar� finita. Probabilmente finir� mummificata in un solo giorno.</p><p>��Non parlerai sul serio.</p><p>��No. Penso che comincer� a invecchiare. Pu� darsi che invecchi pi� rapidamente del normale. Ma ho questo� Ehi, dov�� Rocky?</p><p>Chris si guard� alle spalle, poi comprese che Cornamusa era passato davanti a tutti per tracciare il sentiero. Era scesa la nebbia, e la visibilit� si era ridotta. Riusciva a distinguere con difficolt� Robin e Oboe, e Cornamusa era totalmente inghiottito dalla nebbia.</p><p>Salterio corse avanti, e Valiha affrett� il passo per raggiungere Oboe. Presto il quartetto raggiunse Gaby, che era impegnata in un�animata conversazione con Cornamusa.</p><p>��Ha detto che si recava a parlarti, e�</p><p>��Ne sei proprio sicuro, Cornamusa?</p><p>��Cosa vuoi dire�? Oh, a dire il vero, non saprei. Ha detto che per qualche tempo voleva cavalcare con te. Pu� darsi che sia ferita. Forse � caduta, e�</p><p>��Balle.�� Gaby aggrott� la fronte e si pass� la mano nei capelli.�� Tu, rimani qui, torna indietro per un piccolo tratto, per vedere se la trovi. Gli altri vengano con me. Credo di sapere dove possiamo trovarla.</p><p>Machu Picchu era appollaiato assai pi� in alto dello strato di nuvole simili a bambagia. Dalla veranda della Casa della Melodia, illuminata dal suo incredibile faro celeste, era possibile calare lo sguardo sul vasto mare di nebbia che si stendeva dall�uno all�altro dei grandi bastioni di roccia degli Altopiani, da nord a sud. Quella nebbia giungeva dall�invisibile imboccatura del raggio di Gea, sopra Oceano, e si espandeva su Iperione. Qua e l�, alcune correnti ascendenti si arrotolavano sotto forma di grandi riccioli cavi di nebbia, salendo verso le regioni superiori, e perci� pi� lente, dell�atmosfera. Quei riccioli erano perturbazioni cicloniche, attenuate fino a sembrare trombe d�aria orizzontali, e venivano chiamati cirri. Di tanto in tanto, da Oceano giungevano perturbazioni violente, che venivano chiamate cavalloni.</p><p>Mentre gli altri andavano alla ricerca di Cirocco, Chris rimase a osservare il gioco delle nuvole. Alla fine sent� rumore di vetri infranti e il tonfo di un oggetto che cadeva sul pavimento. Qualcuno url�. Rumore di piedi umani che salivano di corsa una scala, seguiti dal curioso scalpitio fatto da un titanide che passava con gli zoccoli sopra uno spesso tappeto. Poco pi� tardi si sent� ancora sbattere una porta, e infine i rumori ebbero termine. Chris continu� a studiare le nuvole.</p><p>Poi arriv� Gaby, che si teneva sulla faccia un asciugamano bagnato.</p><p>��Be�, pare che ci dobbiamo fermare qui un altro giorno, per rimetterla in piedi.�� Si ferm� accanto a Chris, ansimando.�� C�� qualcosa che non va?</p><p>��Va tutto bene�� ment� Chris.</p><p>��� stata molto furba�� disse Gaby.�� Ha chiamato Titantown con un seme radiofonico che aveva nascosto da qualche parte. Nessuno sa che cosa abbia detto con esattezza, ma deve avere dato l�impressione di trovarsi nei guai, perch� ha detto a un amico di prendere un aerostato per raggiungerla, e di aspettarla nei pressi della strada. La nebbia l�ha fatta venire lei. Ha detto a Gea che le occorreva qualcosa per nascondersi. Poi si � allontanata dal gruppo e ha raggiunto il titanide che la aspettava, il quale l�ha portata qui. � qui da tre rivoluzioni, tempo sufficiente per bere un mucchio di roba. Perci� dobbiamo� Ehi, sei sicuro di stare bene?</p><p>Chris non ebbe il tempo di risponderle. La nebbia si stava sollevando come un�onda mostruosa. C�erano delle bestie orrende che si nascondevano in cantina, e lui riusciva a sentire il loro rumore. Allungando la mano alla cieca, afferr� il braccio nero di un cadavere pallido, che spalanc� la bocca: ne uscirono dei vermi che presero a strisciare verso di lui.</p><p>Chris cominci� a urlare.</p></section><section><title><p>20</p><p>Ripresa</p></title><p>Robin alz� la testa quando Gaby scese a raggiungerla nella veranda. Sedeva sugli scalini, e leggeva un manoscritto ingiallito da lei trovato nello studio di Cirocco. Era un�opera affascinante, una descrizione delle relazioni tra flora, fauna e� l�unica parola per descriverli era "organismi indecisi", che vivevano nel raggio di un chilometro dalla Casa della Melodia. Non era un testo scientifico, ma era scritto in uno stile stringato che Robin trovava estremamente leggibile. Il manoscritto era posato su un mobile, accanto a una fila di libri che comprendeva una decina di volumi scritti da <emphasis>C. Jones.</emphasis></p><p>��Come vanno i pazienti?�� chiese Robin, e vide che Gaby pareva sfinita. Probabilmente non aveva pi� preso sonno, dopo il loro primo accampamento accanto al fiume� quanto tempo addietro? Due decariv? Tre? Forse non aveva dormito neppure allora.</p><p>��Sbagliato�� disse Gaby, sedendosi accanto a lei.�� La frase giusta �: "Come va la pazienza?" La tua.</p><p>Robin alz� le spalle.�� Io non ho nessuna fretta. Allargo le mie prospettive culturali. Non pensavo che la Maga scrivesse cos� bene.</p><p>Gaby si allontan� dalla faccia una mosca invisibile, e aggrott� la fronte.</p><p>��Vorrei che evitassi di chiamarla "la Maga". Le rende la vita troppo impegnativa. � solo una persona umana, come te.</p><p>��S�, lo so� forse hai ragione. La smetter�.</p><p>��Be�, non volevo sgridarti.�� Fece correre lo sguardo sul prato.�� I pazienti stanno come previsto. Chris ha smesso di urlare, ma si nasconde ancora nell�angolo. Valiha non riesce a farlo mangiare. Rocky � chiusa a chiave nella sua camera. Tutto l�alcool � finito gi� dal ponte, a quanto ne so io. Naturalmente, con un�alcolizzata, non si pu� mai sapere. Potrebbe averne delle scorte nascoste.�� Si port� le mani alla faccia, come per riposarsi per un attimo. Robin vide che storceva le labbra, e ud� un suono miserevole. Gaby piangeva.</p><p>��L�ho chiusa nella sua stanza�� riusc� infine a dire, tra i singhiozzi.�� Non riesco ancora a crederci. Non pensavo che potesse arrivare a questo. Quando mi vede, mi maledice. Vomita, suda e rabbrividisce, e io non posso aiutarla. Non posso fare niente.</p><p>Robin era mortificata. Non sapeva cosa fare. Sedere accanto a una donna da lei rispettata, e vederla consumarsi nelle lacrime, era una situazione inconcepibile.</p><p>Non sapeva cosa fare delle sue mani. Continu� a sbertucciare il manoscritto che aveva in grembo, e poi s�interruppe accorgendosi che strappava le pagine.</p><p>Con una scossa, ricord� che anche lei aveva pianto davanti a Oboe. Allora era stato diverso, naturalmente. Lo aveva detto anche Oboe, e lei aveva capito che non c�era niente di cui vergognarsi. Ma la titanide non si era limitata a starsene seduta senza fare niente.</p><p>Con esitazione, Robin appoggi� il braccio sulla spalla di Gaby. E lei, senza vergogna, rispose a quel gesto voltandosi e premendo la faccia contro la sua spalla.</p><p>��Va tutto bene�� disse Robin.</p><p>��L�ho amata cos� tanto�� mormor� Gaby.�� E l�amo ancora. Che scherzo. Dopo settantacinque anni, la amo ancora.</p><p>Gaby sollev� dal cuscino la testa di Cirocco e le accost� un bicchiere alle labbra.</p><p>��Bevi. Ti far� bene.</p><p>��Che cos��?</p><p>��Acqua pura, di fonte. La miglior bevanda del mondo.</p><p>Cirocco aveva la faccia grigia e le labbra esangui. Con la mano con cui le teneva sollevata la testa, Gaby sentiva che Cirocco aveva i capelli bagnati di sudore. Sotto le dita, sentiva anche un bernoccolo, che Cirocco si era procurata battendo la testa contro la sbarra di ottone in cima al letto.</p><p>Bevve qualche piccolo sorso, poi cominci� a trangugiare avidamente.</p><p>��Ehi, non troppo in fretta�� disse Gaby.�� Ultimamente, non sei riuscita a tenere niente nello stomaco.</p><p>��Ho sete, Gaby�� piagnucol� Cirocco.�� Senti, bambina, ti prometto che non ti insulter� pi�. Mi spiace di averlo fatto.�� Prosegu� in tono implorante:�� Ma, ascolta, cara, farei qualsiasi cosa per bere un sorso. Ricordati dei nostri vecchi tempi�</p><p>Gaby appoggi� le mani sulle guance di Cirocco e strinse, facendole sporgere le labbra in una maniera che, in altre circostanze, sarebbe stata comica. Cirocco si tir� indietro, con gli occhi rossi e spaventati. Era molto pi� robusta di Gaby, ma non pareva avere desiderio di lottare. Ogni bellicosit� si era spenta in lei.</p><p>��No�� disse Gaby.�� Non oggi, e neppure domani. Non ero certa di avere la forza di continuare a dire di no, e allora ho buttato via tutti i liquori che c�erano in casa. Perci�, non devi pi� chiedermelo, d�accordo?</p><p>Gli occhi di Cirocco si riempirono di lacrime, ma Gaby, guardando attentamente, vi scorse con grande dolore anche una punta di astuzia. Dunque, c�era davvero una scorta segreta, qualcosa che era stato nascosto per i momenti di emergenza. Per�, se non altro, non era in quella stanza. La porta doveva rimanere chiusa a chiave.</p><p>��D�accordo. Mi sento gi� molto meglio. Presto sar� in piedi, e non berr� pi�. Vedrai.</p><p>��Certo.�� Gaby distolse lo sguardo, poi si costrinse a fissare di nuovo Cirocco.�� Non sono venuta qui per avere delle promesse. Almeno, non di questo genere. Volevo sapere se sei ancora con noi. Con me.</p><p>��Con� oh, intendi dire� quello di cui abbiamo parlato.�� Si guard� rapidamente attorno, come per cogliere di sorpresa qualche spia nascosta. Rabbrivid�, e parve volersi mettere a sedere. Gaby la aiut�. Cirocco si avvolse strettamente nelle coperte. Il caminetto ruggiva e scoppiettava, e manteneva la temperatura della stanza a trentacinque soffocantissimi gradi, ma Cirocco pareva non riuscisse mai a riscaldarsi.</p><p>��Io� ci ho pensato�� disse Cirocco, e Gaby fu certa che mentiva. L�unica cosa a cui aveva pensato era a qualche piano per procurarsi da bere. Ma la cosa non aveva importanza. Adesso avrebbero parlato per lei le sue paure, direttamente, senza nascondersi dietro un piano articolato.</p><p>��Pensavo che forse� forse dovremmo rifletterci ancora un poco. Voglio dire, non bisogna gettarsi a capofitto. � un passo molto importante. Io� certo, io sono sempre con te, ma non dovremmo� non dovremmo spingere la cosa al limite, sai. Non penso che si debba, si debba parlare con Rea e Crio e�</p><p>��Non direi che vent�anni sia proprio "gettarsi a capofitto"�� osserv� Gaby.</p><p>��Be�, certo, hai ragione, ma io voglio soltanto dire��� S�interruppe, perch� evidentemente non era molto sicura di quello che voleva dire.�� Se tu mi dessi soltanto� No, no. Non lo dico pi�. Non ti chiedo pi� niente. Far� la brava bambina, d�accordo?�� Sorrise debolmente, per rabbonirla.</p><p>��Allora, intendi tirarti indietro?</p><p>Cirocco aggrott� la fronte.�� Non ho detto questo. Perch�, ti ho dato questa impressione? Suvvia, Gaby, lo sai che � pericoloso. L�hai detto tu stessa. Quello che dovremmo fare � questo: tenerci indietro, non fare mosse avventate, e tra poco� be�, � ovvio che��� Ancora una volta aveva perso il filo del discorso.</p><p>��D�accordo�� disse Gaby, e si alz�.�� Non so se ci sia davvero il tempo, ma avevo gi� l�impressione che tu mi avresti detto qualcosa di simile. Non credo che Gene ci lasci molto tempo. Credo che abbia qualche suo piano. Non so quale. Ma dobbiamo incominciare subito, e non "poi". � solo uno studio preliminare, Rocky. Consideralo sotto questo aspetto.</p><p>��Non so se mi sia possibile� be�, farlo senza destare sospetti.</p><p>��Lo puoi se lo vuoi.</p><p>��No, no, � una cosa troppo avventata. Ci ho pensato bene. Per ora, aspettiamo; poi ti aiuter�.</p><p>��No.�� Attese che il senso di questa parola penetrasse bene nella mente di Cirocco, e vide il suo debole sorriso svanire pian piano.�� Forse, � gi� troppo tardi. Se non vuoi farlo tu, lo far� io. E credo sia meglio avvertire i due pellegrini che saranno maggiormente al sicuro senza di noi.</p><p>Cirocco voleva dire qualcosa, ma Gaby non intendeva ascoltarla. Lasci� la stanza il pi� rapidamente possibile.</p><p>La Casa della Melodia era stata costruita dai titanidi per le esigenze dei titanidi. Il soffitto era alto, e le porte erano larghe. I pochi tappeti erano collocati solo dove c�erano sedie adatte agli umani, e questo ricordava ai titanidi di tenersi lontani.</p><p>Gran parte del pavimento, fatto di un legno simile al tek, era coperto di segatura e di paglia. Il grande tavolo della biblioteca aveva un lato per gli umani e un altro lato per i titanidi: da una parte le sedie, e dall�altra la paglia. C�erano alte finestre che si affacciavano a est, verso il Mare di Mezzanotte, e un caminetto di pietra, che adesso era spento. E proprio a causa della vista di cui si poteva godere da quelle finestre, Gaby aveva detto a tutti di radunarsi laggi�. Mentre lei faceva il suo discorso, gli altri potevano osservare il territorio che dovevano ancora percorrere, e cos� prendere la loro decisione con maggiore conoscenza di causa.</p><p>��Non � facile dirvi quello che devo dirvi. Anzi, mi � ancor pi� difficile dopo quello che ho detto in passato ad alcuni di voi. Ma da questo momento in poi, devo cancellare tutte le promesse che ho fatto a nome di Cirocco. � ridotta assai peggio di quanto credessi. Non so se verr� con me, ma, in qualsiasi caso, � ora di rimettere in discussione certe decisioni che abbiamo preso tutti, e che si basavano su informazioni sbagliate. Vi ho detto che Rocky si sarebbe rimessa a posto e che sarebbe stata utile a tutti, e che� e che sarebbe stata un elemento positivo, e non un peso. Ma adesso non credo di poter pi� ripetere questa affermazione.</p><p>Esamin� le sei facce che stavano davanti a lei. A eccezione di Oboe, sapeva gi� cosa avrebbe detto ciascuno dei titanidi. Quanto a Chris e Robin, non ne era sicura. Chris aveva un suo problema, forse soltanto temporaneo, e sulla reazione di Robin non si sentiva di fare alcuna previsione.</p><p>��Il succo � questo. Io intendo fare il giro del bordo. Rocky forse verr� con me, forse non verr�. Ciascuno di voi sar� il benvenuto, se vorr� accompagnarmi. Se verr� anche Rocky, pu� darsi che sia di impaccio a uno o a pi� di uno di noi, in qualche modo grave. Con questo, mi riferisco a qualcosa di pi� grave del fatto che pu� ubriacarsi di nuovo e che in tal caso dovremo prenderci cura di lei. Non � questo il problema. E anche se la cosa pu� dare fastidio a te, Robin, e a te, Chris, anche voi due potete costituire per gli altri lo stesso pericolo. In un certo senso, Rocky non ha il controllo di se stessa, esattamente come voi. Ma io sono disposta ad accettare la situazione. Non saprei dirne il motivo, ma sono disposta ad accettarla, nel caso di tutti e tre. Mi prender� cura di voi quando non sarete in grado di farlo da soli.</p><p>��A dire il vero, i vostri disturbi non ci sembrano molto pi� gravi della caratteristica umana di passare il tempo dormendo�� disse Cornamusa, con una leggera esitazione.�� Per noi � la stessa cosa. Quando dormite, dobbiamo prenderci cura di voi.</p><p>��Giusto�� disse Gaby.�� Comunque, il mio timore � che Rocky ci metta nei guai per una crisi di nervi. Non avrei mai creduto di giungere a dire queste cose, eppure � cos�. Non sono pi� sicura che metta il benessere del gruppo al di sopra delle proprie esigenze. Ho l�impressione di non conoscerla pi�. Ma devo considerarla come un rischio potenziale.</p><p>"Comunque, come ho detto, io vado lo stesso. Vorrei per� sapere le vostre intenzioni. Cornamusa?"</p><p>��Io resto con Cirocco. Se lei viene, per me va bene.</p><p>Gaby annu�. Sollev� un sopracciglio in direzione di Salterio, che fece un piccolissimo cenno d�assenso. Gaby sapeva fin dall�inizio che Salterio l�avrebbe accompagnata.</p><p>��Valiha?</p><p>��Io vorrei continuare�� rispose.�� Ma solo se viene anche Chris.</p><p>��Giusto. Oboe?</p><p>��Io devo completare il circuito�� rispose lei.�� Non sono mai stata retromadre, e questa � la mia migliore possibilit�.</p><p>��Certo. Lieta di averti con me. E tu, Chris?</p><p>Pareva che Chris dovesse fare uno sforzo enorme anche per sollevare lo sguardo dal tavolo. Aveva superato l�attacco da qualche ora, ma, come gli capitava sempre nel caso di attacchi senza perdita di memoria, era esaurito emotivamente, e si sentiva come un cane bastonato.</p><p>��Credo che tu minimizzi eccessivamente il problema�� mormor�.�� Il mio problema, voglio dire. Perch� dovrei pretendere da Cirocco un comportamento migliore del mio?�� Valiha cerc� di prendergli la mano, ma lui la allontan�.�� Io verr� se sarai disposta a prendermi.</p><p>��Conoscevamo la situazione fin dall�inizio�� disse Gaby.�� Benvenuto tra noi. E tu, Robin?</p><p>Segu� una lunga pausa. Gaby continu� a preoccuparsi per lei, mentre Robin prendeva la sua decisione. Per la strega, a quanto capiva Gaby, l�unica alternativa era quella di arrampicarsi lungo il raggio. Robin era capace di farlo, pur sapendo di morire durante il tragitto.</p><p>��Verr� disse alla fine.</p><p>��Sicura? Non potresti ritirarti con onore?</p><p>��Poich� sei stata tu a offrirmelo, s�. Ma verr�.</p><p>Gaby non intendeva indagare ulteriormente sui suoi motivi.</p><p>��Con questo, gli unici ancora dubbi sono Rocky e Cornamusa. Bene. Radunate le vostre cose. Ci troviamo sulla veranda tra una rivoluzione.</p><p>Fu una partenza triste. Le nubi che per due ettoriv si erano limitate a circondare il precipizio del Machu Picchu, adesso cominciavano a mandare le prime avanscoperte al di sopra della Casa della Melodia. La luce proveniente dal cielo venne cancellata. La grande casa bianca rimase immobile nell�ombra, come se le avessero prosciugato l�essenza vitale. All�interno, Gaby chiuse le imposte, pensando alla possibilit� di un temporale.</p><p>I titanidi si erano fatti nuove scorte di provviste. Non c�erano altri lavori da fare, ma Gaby, come al solito, andava a controllare dappertutto, come un villeggiante timoroso di dimenticare qualcosa. Chris e Robin sapevano che aspettava che Cirocco comparisse, ma nessuno dei due pensava che la Maga si sarebbe presentata.</p><p>Tra i due picchi gemelli del rifugio montano di Cirocco dardeggi� un lampo. I titanidi rimasero imperturbati, ma Chris e Robin cominciarono ad aggirarsi nervosamente nel prato davanti alla casa. Poi Chris sal� sulla mano di Valiha e si accomod� sulla sua schiena. Robin sal� su Oboe. Tutti continuarono ad attendere.</p><p>Infine arriv� anche Gaby, che sal� su Salterio con un balzo. Diede un�ultima occhiata alla casa, in tempo per vedere che la maniglia della porta si stava muovendo. Usc� Cirocco, alta, con la sua coperta rossa e a piedi nudi. Pareva debole e pallida. Scese lentamente gli scalini e si diresse verso Gaby e Salterio.</p><p>��Non ho niente. Controlla pure.</p><p>��Non ho voglia di farti la perquisizione, Rocky.</p><p>��Oh.�� Pareva che la cosa non le importasse. Lasci� cadere le braccia, poi si appoggi� al fianco di Salterio.�� Hai ragione, sai. � meglio che venga con te.</p><p>��D�accordo.�� Nella voce di Gaby c�era un tono di sollievo, ma poco entusiasmo.</p><p>Riprese a piovere mentre attraversavano il ponte di corda. Giunta dall�altra parte, Robin ud� un basso ronzio. Era difficile capire da dove provenisse, perch� le montagne erano piene di echi. Sent� che il ronzio diventava pi� forte, e poi si abbassava. Gaby e Salterio osservavano con ansia le nuvole.</p><p>��Cos�era?</p><p>Gaby rabbrivid�.�� Non chiederlo.</p></section><section><title><p>21</p><p>Abbracci sul mare</p></title><p>��Per fortuna questi stati di depressione sono passeggeri�� concluse Chris.</p><p>��Per fortuna�� Valiha gir� la testa all�indietro per guardarlo.�� Non ho mai visto nessuno ritirarsi in se stesso come te durante l�attacco. Deve portarti via un mucchio di energia.</p><p>Chris annu� in silenzio. Non aveva ancora superato del tutto la crisi depressiva, ma faceva del suo meglio per sembrare sereno. Ancora una buona notte di sonno, e forse si sarebbe nuovamente convinto che la vita aveva qualche lato positivo.</p><p>Dopo la deviazione per raggiungere la Casa della Melodia, non erano pi� ritornati su Ofione. Anche se la strada Circum-Gea seguiva l�argine del fiume per tutta la parte alta della Valle delle Muse, varie frane la avevano resa impercorribile in vari punti. Invece presero un sentiero che attraversava i Monti Asteria. Dire che era una mulattiera era come dire che una corda tesa tra due pali era la litoranea a otto corsie. In alcuni punti gli umani dovettero scendere a terra e tenersi a un cavo legato al titanide che apriva la strada, mettendo i piedi su appoggi talmente piccoli che parevano disegnati sulla roccia. Nell�alpinismo, come in molte altre cose, i titanidi erano assai pi� bravi di Chris, che cominciava a essere stufo di quell�eterna superiorit�. L�unica sua consolazione era che sia Robin che Cirocco erano pressappoco della sua forza, anche se Gaby pareva un incrocio tra una mosca e una capra.</p><p>Ci furono crepacci da superare. Per quelli pi� grandi occorreva lanciare una corda dall�altra parte, e poi oltrepassarli appendendosi alla corda, a cambiamano, e in questo esercizio, finalmente, Chris trov� qualcosa in cui era il primo. I titanidi riuscivano a passare, ma dovevano sforzarsi al massimo. Chris non riusciva a guardarli, quando erano appesi alla corda.</p><p>Ma quando la distanza era inferiore a dieci metri, non valeva la pena di lanciare una corda. I titanidi superavano l�abisso con un balzo. Il primo di quei salti gli tolse dieci anni dall�aspettativa di vita. Le altre volte si limit� a chiudere gli occhi.</p><p>E infine raggiunsero l�ultima discesa di quelle montagne. Al di sotto, videro una stretta striscia di foresta, una striscia di sabbia nera, ancora pi� stretta, e poi Nox, il Mare di Mezzanotte, che brillava in quella luce argentea. Incastonate nell�acqua c�erano aree nebulari di luminescenza, di un freddo colore azzurrino, rispetto ai riflessi della superficie, pi� intensi. E c�erano altre fonti di luce pi� compatte e pi� forti, alcune di un caldo colore giallo, e altre di un verde profondo.</p><p>��Quelle nuvole luminose sono colonie di pesciolini lunghi cos�.</p><p>Chris alz� la testa, e vide che Cornamusa camminava accanto a Valiha. Cirocco sollevava la mano per fare vedere la lunghezza a cui si riferiva: quella tra pollice e indice.</p><p>��In realtࠗ prosegu젗 sono come gli insetti, ma respirano l�acqua. Sono vere colonie, con un cervello del gruppo, come le formiche e le api. Ma non hanno una regina. Pare che abbiano una forma di libere elezioni, a quanto ho potuto sapere. Complete di ballottaggio, campagna elettorale e propaganda sotto forma di feromoni liberati nell�acqua all�epoca delle elezioni. Il vincitore ha il permesso di crescere fino alla lunghezza di un metro, e resta in carica per sette chiloriv. La sua funzione � soprattutto morale. Libera sostanze chimiche che danno felicit� alla colonia. Se il capo muore, il gruppo smette di nutrirsi e si dissolve. Alla fine del mandato, il capo viene mangiato dai sudditi. � il pi� strano sistema politico che abbia mai visto.</p><p>Chris la guard� con attenzione, ma non gli parve che volesse prenderlo in giro. Non gli venne in mente di domandarglielo. Era una gradita sorpresa, vedere che Cirocco aveva ripreso a parlare, e lui era disposto a darle retta, qualunque cosa dicesse. Da quando avevano lasciato la Casa della Melodia, Cirocco era rimasta sempre tranquilla, come esausta. Anche se aveva avuto ampia testimonianza delle sue debolezze umane, Chris nutriva ancora nei suoi riguardi una sorta di timore reverenziale.</p><p>��Nox � uno dei posti pi� sterili che ci siano su Gea�� prosegu� Cirocco.�� Sono ben poche le creature che possono vivere in esso. L�acqua � troppo pulita. Al suo interno ci sono abissi profondi dieci chilometri. Laggi�, l�acqua viene pompata e inviata ai pannelli scambiatori di calore, dove bolle e distilla. Quando fa ritorno, � chiara come cristallo. Se laggi� ci fosse una luce, lo spettacolo sarebbe bellissimo: si riesce a scorgere il fondo a una distanza di varie centinaia di metri.</p><p>��� bello anche cos젗 disse Chris.</p><p>��Forse hai ragione. S�, penso anch�io che sia bellissimo. Ma non mi piace attraversarlo. Ho dei ricordi spiacevoli.�� Sospir�, poi indic� un punto del mare aperto.�� Quel cavo l� in mezzo � attaccato a un�isola chiamata Minerva. Penso che si debba chiamarla isola, anche se in realt� laggi� c�� soltanto il cavo. Non c�� una vera e propria linea della costa. Ci dobbiamo fermare laggi� per un breve periodo.</p><p>��Che cosa sono le altre luci? Quei punti.</p><p>��Sottomarine.</p><p>Arrivati alla costa, i titanidi frugarono nelle sacche e ne trassero dei luccicanti cunei d�acciaio che erano la lama delle loro accette. Entrarono nella foresta con i coltelli, trovarono dei manici adatti, e presto cominciarono ad abbattere gli alberi a decine. Chris li osserv� da una certa distanza, dopo essersi offerto di aiutare e dopo avere ricevuto, come sempre, un cortese rifiuto.</p><p>Quegli alberi erano molto strani. Tutti erano alti quindici metri, diritti, e avevano un diametro di cinquanta centimetri. Non avevano rami, e solo in cima avevano enormi foglie che parevano sottili come garza. A Chris parevano frecce piantate in un bersaglio.</p><p>��Ti sembrano strani, quegli alberi?�� Mentre guardava, Gaby lo aveva raggiunto.</p><p>��Come si chiamano?</p><p>��Ecco� non saprei dirlo con esattezza. Li chiamano con vari nomi, ma non hanno un nome ufficiale. Io li chiamavo pali del telefono, ma questo mi faceva sembrare pi� vecchia della mia et�. Nei boschi, la gente che costruisce capanne li chiama alberi-capanna. Vicino al mare sono alberi-zattera. La pianta � sempre la stessa, e forse sarebbe bene chiamarli alberi da travi.</p><p>Chris rise.�� Tutti gli alberi sono alberi da travi quando sono tagliati e segati.</p><p>��S�, ma questi alberi sono i migliori di tutti. � un esempio dell�abilit� di Gea, quando � disposta a collaborare. A volte, rende le cose fin troppo facili. Osserva.</p><p>Si diresse verso la foglia di un albero che era stato abbattuto dai titanidi, prese il coltello e la tagli�. Chris vide che in cima l�albero era cavo. Gaby incise la corteccia, e questa si apr� da sola. Il taglio percorse l�intera lunghezza del tronco, e a questo punto la corteccia si stacc� completamente, come se fosse stata una buccia di banana, e comparve l��anima�: un lungo cilindro di legno giallastro che pareva fosse stato lavorato al tornio, tanto era preciso.</p><p>��Incredibile.</p><p>��E non � tutto. Valiha, me la presti per un attimo?�� La titanide diede a Gaby la scure. Chris si inginocchi� a guardare il punto dove la corteccia aveva preso a staccarsi dal legno e vide che l�estremit� del cilindro era perfettamente piana, e che su di essa era tracciata una serie di linee. Gaby colp� con la scure una delle linee, ma si ud� soltanto un rumore sordo.</p><p>��I titanidi sono pi� bravi di me�� mormor� Gaby. Liber� la lama e sferr� un secondo colpo. Con un secco crepitio, il tronco si suddivise in una decina di tavole levigate. Gaby pos� il piede sulla catasta, si mise la scure sulla spalla e gonfi� il bicipite come se fosse un tagliaboschi in scala ridotta.</p><p>��Incredibile.</p><p>��Non � niente. Le meraviglie non sono ancora finite. La corteccia si suddivide in strisce robuste come l�acciaio. Le puoi usare per legare tra loro i tronchi, quando costruisci una zattera. Per un paio di rivoluzioni, dai punti colpiti con la scure continua a trasudare una colla epossidica. Soltanto un albero su venti si suddivide in tavole. Noi usiamo i tronchi normali per fare le zattere, e le tavole per costruire il ponte. In questo modo, non si rischia che l�intera imbarcazione si trasformi in un mucchio di tavole di legno a causa di un colpo sbagliato. Tra circa quattro o cinque rivoluzioni, la zattera sar� pronta. Fine della lezione.</p><p>��Ancora una cosa�� disse Chris.�� Hai parlato di lato di Gea disposto a collaborare. Questi alberi sono una specie nuova? Voglio dire�</p><p>��Nel senso in cui i titanidi sono una specie nuova? No, non credo. � pi� probabile che siano molto vecchi. Pi� vecchi di Gea. � una specie progettata dalla stessa razza che ha costruito gli antenati di Gea, miliardi di anni fa. A quanto pare, le piacevano le cose pronte per l�uso. Ecco perch�, a un lato della scala, ci sono le piante che producono transistor e simili e, all�altro, certe cose fondamentali come questi alberi e i sorrisoni, che sono animali da cui puoi prendere la carne senza ucciderli. O chi li ha progettati pensava a periodi di decadenza della civilt�, o non gli piacevano le fabbriche rumorose.</p><p>Chris si rec� a passeggiare sulla spiaggia, vagamente preoccupato. Sapeva di dover essere contento di poter viaggiare con Cirocco e Gaby, che gli insegnavano un mucchio di cose che gli sarebbero risultate utili se si fosse messo in viaggio da solo. Invece, riusciva soltanto a pensare alla propria inutilit� nel quadro complessivo. Tutto pareva sotto controllo. Lui non era capace di cucinare, non sapeva costruire una zattera, viaggiare su una canoa. Non era neppure in grado di procedere a piedi senza farsi distanziare. In teoria, lui doveva essere alla ricerca dell�avventura, doveva trovare il modo di diventare un eroe. Invece si faceva portare a spasso. Non credeva di poter incontrare qualcosa che Gaby e i titanidi non fossero in grado di risolvere.</p><p>La sabbia della spiaggia era molto fine. Scintillava, anche nella penombra di Rea. E poich� camminare accanto agli alberi era faticoso, si diresse verso la battigia, dove l�acqua aveva consolidato la sabbia. Nox era molto placido, per una distesa d�acqua di quelle dimensioni. Si scorgevano soltanto onde basse, in lento movimento. Il loro rumore era pi� uno sciacquio che un ruggito. La schiuma gli giungeva ai piedi, poi era assorbita dalla sabbia.</p><p>Si era diretto verso la riva con l�intenzione di lavarsi. Dopo due giorni passati sulle rocce e in mezzo al fango, si sentiva sporco. Quando giunse in un punto dove poteva a malapena udire il rumore fatto dai titanidi intenti al lavoro, gli parve di essersi allontanato a sufficienza. Poi inciamp� in un oggetto che risultava pressoch� invisibile sullo sfondo della sabbia buia. Era un mucchietto di vestiti.</p><p>��Hai portato il sapone?</p><p>Guard� attentamente nella direzione da cui giungeva la voce e scorse un cerchio scuro in mezzo all�acqua. Robin, che fino a quel momento era rimasta seduta sulla sabbia del fondo, si alz� in piedi, e Chris vide che l�acqua le arrivava alla vita. Una serie di cerchi argentei, concentrici, prese ad allontanarsi da lei.</p><p>��Per pura combinazione, s젗 disse Chris, prelevando dalla tasca la sfera morbida.�� La Ma� Cirocco diceva che l�acqua era fredda.</p><p>��S�, ma sopportabile. Me lo porti, per piacere?�� Torn� a sedere, e di lei si vide solo la testa.</p><p>Chris si tolse i vestiti ed entr� lentamente nell�acqua. Era fredda, ma non eccessivamente. Il fondale era abbastanza basso. Non c�erano creature scivolose che andassero a finire sotto i piedi, e neppure conchiglie. C�era solo sabbia levigata e uniforme, che sarebbe stata ideale per riempire un clessidra.</p><p>Percorse a nuoto gli ultimi metri, poi si alz� in piedi accanto alla ragazza e le pass� il sapone. Lei cominci� a insaponarsi le spalle.</p><p>��Non perderlo�� la avvert� lui.�� Con questo buio, non riusciremmo pi� a trovarlo.</p><p>��Far� attenzione. Dove hai imparato?</p><p>��Che cosa? Ah, a nuotare? Ho imparato da piccolo, non so dove. Tutti coloro che conosco sono capaci di nuotare. Tu non lo sei?</p><p>��Non ho mai conosciuto nessuno che sapesse farlo. Mi insegni?</p><p>��Certo, se c�� tempo.</p><p>��Grazie, mi puoi insaponare la schiena?�� Gli diede il sapone.</p><p>Chris rimase leggermente sorpreso dalla richiesta, ma fece come lei gli chiedeva. Us� le mani forse un po� pi� del necessario, e, visto che lei non diceva niente, le massaggi� anche le spalle. Sotto la pelle fredda, sent� muscoli duri. Lei gli ricambi� il favore, e per arrivargli alle spalle dovette alzarsi in punta di piedi. Chris cap� che quella ragazza continuava a essere un mistero, e questo gli dispiacque. Con qualsiasi altra donna non avrebbe avuto dubbi. L�avrebbe baciata e avrebbe lasciato a lei la decisione se proseguire. E avrebbe accettato la sua decisione, positiva o negativa che fosse. Ma con Robin non osava neppure farle la proposta.</p><p>Ma perch�? si disse poi. Occorreva fare tutto come voleva lei? Al suo paese, era perfettamente lecito fare delle <emphasis>avance</emphasis>, se si era disposti ad accettare un eventuale rifiuto. Non aveva idea di come si regolassero alla Congrega: sapeva soltanto che quella situazione non poteva sorgere tra un uomo e una donna. Forse anche Robin aveva le stesse perplessit� di comportamento.</p><p>Perci�, quando lei fin� di strofinargli la schiena, lui si volt�, le pose delicatamente una mano sulla guancia e la baci� sulle labbra. Quando poi si stacc� da lei, vide che aveva un�aria perplessa.</p><p>��Che cosa significa?</p><p>��Che mi piaci. Non vi baciate mai, nella Congrega?</p><p>��Certo�� disse lei, alzando le spalle.�� Che strano. Non me ne ero accorta, ma tu hai un odore diverso. Niente di fastidioso, ma � diverso.�� Si gir� dall�altra parte e si tuff� goffamente in direzione della riva. Agitava le braccia e batteva le gambe senza costrutto, e presto dovette alzarsi in piedi per sputare l�acqua.</p><p>Chris si lasci� affondare finch� l�acqua non gli arriv� al mento. Non era mai stato rifiutato in quella maniera. Sapeva che lei non si rendeva conto di avere rifiutato i suoi approcci, ma il suo orgoglio era rimasto ferito lo stesso.</p><p>��Quando sono arrivata�� disse lei, mentre facevano ritorno alla riva�� sono caduta nel fiume. Sono riuscita a ritornare a riva perch� avevo bisogno di farlo. Ma adesso non saprei dire come ho fatto.</p><p>��Probabilmente non dovevi fare troppa strada, oppure sei stata aiutata dalla corrente.</p><p>��Mi puoi mostrare come si fa?</p><p>��Pi� tardi, magari.</p><p>Giunti sulla spiaggia, lui le gett� di nuovo il sapone. Lei and� a immergere i piedi nell�acqua e incominci� a lavarsi le gambe. Lui la adocchi�, rimpiangendo che la luce non fosse sufficiente a permettergli di distinguere i tatuaggi. Poi, tutt�a un tratto, cap� che era meglio che si sedesse.</p><p>��Cosa c��?</p><p>��Niente.</p><p>��Ho visto cosa � successo.�� Robin aggrott� la fronte.�� Non dirmi che pensavi di poter�</p><p>��� involontario. � una sorta di complimento, chiaro?�� Chris era un po� imbarazzato, e seccato, anche.�� Un riflesso. Non avevo intenzione di saltare addosso a nessuno. Mi sembravi molto bella, sulla riva del mare, e� non ci si pu� fare niente.</p><p>��Vuoi dire che ti � bastato guardarmi��� Si copr� con un braccio e con la mano dell�altro. A Chris, in quella posizione pareva pi� eccitante che mai.�� Ecco cosa intendeva dire mia madre. E io, che pensavo che si fosse sbagliata anche a questo proposito!</p><p>��Cos�� che doveva essersi sbagliata? Credi che siamo tanto diversi? Io sono uguale a te. Non ti ecciti, guardando qualcuno che � desiderabile?</p><p>��Be�, certo, ma non pensavo che un uomo�</p><p>��Non credere che la cosa sia tanto diversa. Abbiamo un mucchio di cose in comune, che ti piaccia o no. L�orgasmo lo abbiamo tutti e due�</p><p>��Lo terr� presente�� disse lei. Gli gett� il sapone, raccolse i vestiti e corse via per la spiaggia.</p><p>Chris si chiese se con le sue parole non aveva distrutto un�amicizia che stava nascendo bene. Quella ragazza gli piaceva, nonostante tutto. Anzi, nonostante <emphasis>lei. </emphasis>Voleva mantenere l�amicizia.</p><p>Poco pi� tardi, si chiese se Robin era scappata via perch� era in collera. Poi, ripensando alla conversazione, cap� che quella fuga, proprio mentre lui le faceva le sue obiezioni, poteva essere interpretata in un altro modo.</p><p>Probabilmente, a Robin non piaceva l�idea che lui fosse uguale a lei. N�, viceversa, lei a lui.</p><p>Una volta terminata, la zattera non avrebbe vinto il premio ad alcuna esposizione nautica, ma gi� dal punto di vista della dimensione era una meraviglia, considerando che era stata costruita in poche ore. Scivol� lungo la rampa su cui era stata costruita, e colp� la superficie dell�acqua con uno schiaffo sonoro. Chris si un� ai titanidi nel salutarne il varo. Anche Robin grid�. Entrambi avevano collaborato nelle ultime fasi della costruzione. I titanidi avevano mostrato come si impiegava la colla, e li avevano incaricati di collocare sui tronchi le tavole del ponte, mentre essi costruivano i parapetti.</p><p>C�era posto per tutti e otto. C�era una piccola cabina a prua, sufficiente per accogliere i quattro umani, e un tendone che serviva a riparare dalla pioggia i titanidi. Un albero centrale reggeva una vela argentea che si lasciava manovrare con il minimo indispensabile di cime. La direzione era data da un lungo remo. Sotto l�albero c�era anche un cerchio di pietre su cui si poteva accendere il fuoco.</p><p>Gaby, Chris e Robin attendevano accanto alla passerella che i titanidi terminassero di portare a bordo i loro sacchi, le provviste che avevano raccolto accanto alla riva, i mucchi di legna da ardere. Cirocco era gi� salita a bordo e si era fermata a prua, con lo sguardo perso nel vuoto.</p><p>��Vogliono che dia un nome alla zattera�� disse Gaby, rivolta a Robin.�� A quanto pare, da queste parti si sono fatti l�idea che io sia la persona pi� adatta ad assegnare i nomi alle cose. Io ho fatto notare che questa zattera sar� da noi usata per soli sei o sette giorni, al massimo, ma sono convinti che ogni nave debba avere un nome.</p><p>��Mi sembra giusto�� disse Robin.</p><p>��Oh, davvero? Allora, daglielo tu.</p><p>Robin riflett� per un momento, poi disse:�� <emphasis>Costanza. </emphasis>Si pu� dare a una nave il nome della propria ma�</p><p>��Perfetto. Assai meglio di quello della prima nave da noi usata su questo mare.</p><p>Per vari chilometri fu possibile spingere la <emphasis>Costanza </emphasis>mediante lunghe pertiche. Fu una fortuna, perch� con la fine della pioggia era cessato anche il vento. Tutti diedero il loro aiuto, a eccezione di Cirocco. A Chris, quel duro lavoro piaceva. Sapeva che i titanidi riuscivano a spingere la zattera con pi� forza di lui, ma era lieto di dare il suo contributo. Continu� a spingere finch� il fondale non divenne troppo profondo per le pertiche.</p><p>A quel punto vennero messi in mare quattro remi; tutti fecero a turno il lavoro degli schiavi incatenati al remo. Era ancor pi� faticoso che con le pertiche. Dopo due ore ai remi, Robin fu colta da un violento attacco e dovette essere portata nella cabina.</p><p>Durante uno dei suoi periodi di riposo, Chris fece il giro della cabina e vide che Cirocco aveva lasciato il suo posto, presumibilmente per andare a dormire. Si sdrai� sulla schiena, e sent� che tutti i suoi muscoli protestavano.</p><p>Il cielo notturno di Gea era assai diverso da quanto si immaginava.</p><p>Su Iperione, in una giornata chiara, il cielo era una macchia giallastra e sfocata, posta a una distanza indeterminabile, ma altissima. Solo seguendo la direzione del cavo verticale centrale fino al punto dove, apparentemente sottile come un filino, entrava nella Finestra di Iperione, si riusciva a capire dove fosse la posizione di quel solido cielo. Ma anche il tal caso occorreva tenere a mente che il cavo aveva cinque chilometri di diametro e che la sua apparenza di riga sottile era soltanto dovuta alla prospettiva e al poco coraggio dell�occhio che lo osservava.</p><p>Su Rea era diverso. Per prima cosa, Chris era vicino al cavo verticale centrale di Rea pi� di quanto non fosse mai stato vicino a quello di Iperione. Era un�ombra nera che balzava fuori del mare, si assottigliava rapidamente, e poi continuava a salire finch� non svaniva del tutto. Ai suoi lati c�erano i cavi "verticali" nord e sud, erroneamente definiti verticali perch� entrambi erano inclinati verso il centro, anche se meno di quelli che si erano lasciati alle spalle, a ovest della loro attuale posizione. I cavi diventavano invisibili sia a causa dell�oscurit�, sia anche perch� al di sopra di Rea non c�era una "finestra" ricurva. Rea viveva all�ombra di quella grande bocca a forma di campana che era chiamata Raggio di Gea.</p><p>Se non avesse visto nei disegni la sua forma e la sua vera dimensione, Chris non sarebbe mai riuscito a scoprirle. Vedeva soltano una forma ovale, buia, molto in alto sopra di lui. In realt� la distanza dalla superficie del mare era superiore a trecento chilometri. Attorno al bordo di quella bocca c�era una valvola che si poteva chiudere come l�iride di un occhio, isolando dalla zona della circonferenza lo spazio superiore. Adesso la valvola era aperta, e Chris poteva vedere un cilindro curvo, a base ellittica, che era lungo a sua volta trecento chilometri, e che terminava con la seconda valvola che dava accesso alla zona successiva, quella del mozzo della ruota di Gea. Era impossibile vedere fino a quella distanza, attraverso una cos� grande colonna di aria scura. Ma ci� che riusciva a vedere assomigliava alla canna di un fucile che avrebbe potuto usare dei planetoidi come proiettili. In quel momento, il fucile era puntato contro di lui, ma si trattava di una minaccia talmente esagerata da non potersi certamente prendere sul serio.</p><p>Sapeva che tra la valvola inferiore e l�altezza a cui si trovava la Finestra di Iperione, distanza che in verticale misurava un centinaio di chilometri, il raggio si allargava come la svasatura di una campana fino a diventare tutt�uno con il breve arco di "soffitto" che si stendeva sulle aree illuminate, ai due lati di Rea. Ma, anche sforzandosi, non riusc� a notare la svasatura, anche se la si poteva vedere perfettamente da Iperione. Un�altra deformazione dovuta alla prospettiva, si disse.</p><p>In qualche punto del raggio c�erano delle luci. Suppose che fossero gli "obl�" di cui aveva sentito parlare. Visti dal suo punto di osservazione, erano file parallele sempre pi� sottili, come le luci ai margini della pista d�atterraggio, viste da un aeroplano.</p><p>Pian piano, comunque, si accorse che c�era anche un�altra luce, pi� vicina, posta alla sua sinistra; poich� era sdraiato sul ponte con la testa leggermente reclinata, gli parve che si trovasse un po� pi� in alto della sua posizione. Si mise a sedere, e si guard� attorno: vide che la superficie di Nox era illuminata da una luminescenza perlacea e azzurrina che giungeva dall�interno delle acque. Dapprima pens� che fosse un alveare degli insetti marini di cui gli aveva parlato Cirocco.</p><p>��� una sottomarina�� disse una voce alla sua destra. Chris sobbalz� per la sorpresa; Cirocco si era avvicinata silenziosamente a lui.�� Ho inviato dei messaggeri qualche ora fa, sperando di attirarne una. Ma sembra che abbia troppo da fare per darci un passaggio.�� Indic� il cielo a ovest, e Chris scorse una grossa macchia buia sullo sfondo della notte. Non gli occorreva Cirocco per capire che si trattava di un aerostato, e molto grosso.</p><p>��Poche persone possono dire di avere visto questo spettacolo�� disse tranquillamente Cirocco.�� Su Iperione non ci sono sottomarine perch� non ci sono mari. Gli aerostati viaggiano dappertutto, ma le sottomarine rimangono dove sono nate. Ofione � troppo piccolo per loro.</p><p>Dall�aerostato giunse una serie di fischi penetranti, seguiti da sibili e sfrigolii provenienti dalla poppa della <emphasis>Costanza. </emphasis>Chris cap� che l�aerostato aveva chiesto di spegnere il fuoco, e che i titanidi si erano affrettati a farlo.</p><p>Cirocco gli pos� la mano sulla spalla. Indic� in direzione dell�acqua.�� Laggi��� disse. Chris guard�, un po� imbarazzato da quella mano, e vide una massa di tentacoli che salivano verso la superficie e che si contorcevano lentamente. Dai tentacoli si alz� un lungo peduncolo.</p><p>��� il suo occhio periscopico. Del corpo di un sommergibile, difficilmente riuscirai a vedere di pi�. Nota quel lungo rigonfiamento nell�acqua: � il suo corpo. Non esce mai fuori pi� di cos�.</p><p>��Ma cosa fa?</p><p>��Si accoppia. Taci, non disturbarli. Ti spiego io.</p><p>La storia era semplice, anche se non certamente ovvia. Sottomarine e aerostati erano femmina e maschio della stessa specie. Entrambi discendevano dai figli della loro unione, che erano asessuati, erano simili a serpenti ed erano pressoch� privi di cervello, finch� la lotta per la sopravvivenza non riduceva i loro grossi sciami a un piccolo numero di superstiti, lunghi una ventina di metri. A questo punto gli si sviluppava il cervello, completo di certe conoscenze razziali che n� Gea n� aerostati o sottomarine avevano mai spiegato a Cirocco. Non dipendevano da insegnamenti dei genitori, perch� a partire dalla loro nascita n� le madri n� i padri se ne occupavano pi�.</p><p>Ma acquisivano l�intelligenza in qualche modo misterioso, e alla fine decidevano razionalmente di diventare maschio o femmina, aerostato o sottomarina. Ciascuna scelta comportava dei rischi. L�acqua conteneva molti predatori che divoravano le giovani sottomarine. Nell�aria non c�era questo genere di pericoli, ma un giovane aerostato non era in grado di fabbricarsi l�idrogeno. Il suo destino, dopo la metamorfosi, era quello di starsene a galleggiare sull�acqua, come un palloncino sgonfio, e di sperare che un aerostato adulto si decidesse, per cos� dire, a dargli una pompata. Nella sua flottiglia, nessun adulto riusciva per� a provvedere a pi� di sei o sette giovani. Se non c�erano posti liberi, peccato per lui. La decisione di differenziarsi era irrevocabile.</p><p>Aerostati e sottomarine non avevano molte attivit� in comune. Avrebbero corso il rischio di non venire mai a contatto, sulla superficie separatoria tra i loro due mondi, se non ci fossero stati due curiosi particolari. C�era un�alga che cresceva solo nelle profondit� marine, e che era necessaria agli aerostati per sopravvivere. E in cima agli alberi titanici, massicci spuntoni del corpo stesso di Gea, che crescevano fino all�altezza di sei chilometri, e solo negli Altopiani, spuntavano foglioline indispensabili alla dieta delle sottomarine.</p><p>Un amichevole accoppiamento era nell�interesse di entrambi i sessi.</p><p>Dai tentacoli che pendevano sotto il rigonfiamento mediano, nella grande mole dell�aerostato, si vide cadere qualcosa. I tentacoli della sottomarina si affrettarono ad afferrarlo e a farlo sparire. Si ud� il forte sibilo dell�aerostato che mollava idrogeno per scendere verso le braccia tese dell�amata.</p><p>Dopo di questo non ci fu pi� molto da vedere. I tentacoli si intrecciarono e i corpi massicci si toccarono in corrispondenza della superficie marina, e parvero immobilizzarsi. Soltanto quando la zattera cominci� a essere sballonzolata dalle onde, Chris cap� che quell�immobilit� era solo un�impressione dovuta alla distanza.</p><p>��Stanno succedendo molte cose�� conferm� Cirocco.�� Tra l�altro, c�� anche un modo per vedere l�accoppiamento pi� da vicino. Una volta viaggiavo su un aerostato che � stato preso dal desiderio d�amore. Ti racconto� anzi, lasciamo perdere. C�� da prendere dei notevoli scossoni.</p><p>Cirocco si allontan� senza far rumore, esattamente come era giunta. Chris continu� a guardare le onde. Dopo qualche tempo ud� rumore di zoccoli sul ponte, e da dietro la cabina giunse Valiha, venuta a tenergli compagnia. Chris sedeva sul bordo della zattera, con i piedi che sfioravano l�acqua. Valiha si sedette allo stesso modo, e per un attimo, a causa di un gioco di ombre, la parte equina del suo corpo diede l�impressione di svanire. Divenne una donna molto grande, con le gambe molto sottili, che faceva dondolare nell�acqua due piedi che parevano gli zoccoli del diavolo. L�immagine lo sconvolse, e fu costretto a distogliere lo sguardo.</p><p>��Quant�� bello, vero?�� chiese lei in inglese, ma una tale cantilena che, per un attimo, Chris pens� che avesse parlato nel linguaggio cantato dei titanidi.</p><p>��� interessante.�� In realt� cominciava a essere stufo. Stava per alzarsi quando lei gli prese la mano, se la port� alle labbra e la baci�.</p><p>��Oh.</p><p>��Hmmm?�� Lei lo guard�, ma a Chris non venne in mente niente da dire. A quanto pareva, per�, la cosa aveva poca importanza. Lei lo baci� sulla guancia, sul collo e sulle labbra. Chris, non appena pot�, si affrett� a riprendere fiato.</p><p>��Aspetta. Valiha, aspetta.�� Lei aspett�, guardandolo con grandi occhi innocenti.�� Non credo di essere pronto. Voglio dire� non so cosa dirti. Non credo di poterlo fare. Non ora.�� Lei continu� a guardarlo negli occhi. Chris si chiese se lo faceva per scorgergli negli occhi la follia, ma poi decise che era solo una sua impressione, dovuta al timore. Alla fine, lei gli strinse la mano, annu� e lo lasci� andare. Poi si alz�.</p><p>��Quando sarai pronto, fammelo sapere. D�accordo?�� E si allontan�.</p><p>Chris si vergogn� di se stesso. Anche se cerc� di analizzare il motivo che lo spingeva a rifiutarla, non riusc� a trovare motivi soddisfacenti. In parte Valiha gli ricordava un periodo in cui non era padrone di s�. In quei momenti, lui era o molto pi� coraggioso, o molto pi� pavido. Pareva che quel particolare "episodio" fosse del tipo coraggioso, perch�, per quanto ci riflettesse, trovava soltanto risposte poco rassicuranti alla domanda fondamentale: cosa fanno una titanide e un umano? Nonch� il corollario: come farsi un�assicurazione sulla vita, prima di accertarlo?</p><p>Valiha era <emphasis>grossa. </emphasis>Gli metteva una paura del diavolo.</p><p>Pass� una quindicina di minuti, e anche Gaby comparve da dietro la cabina e si ferm� vicino a lui, sulla prua. Chris desiderava rimanere solo con i suoi pensieri, ma il suo nascondiglio pareva diventato una piazza d�armi.</p><p>Gaby rimase per qualche tempo appoggiata al parapetto, fischiettando, e infine gli diede un colpo di gomito.</p><p>��Abbiamo le tristezze, eh?</p><p>Lui alz� le spalle.�� Queste ultime otto ore sono state molto strane. Secondo te, � colpa di qualcosa che c�� nell�aria?</p><p>��Ossia?</p><p>��Non so. Tutti sono innamorati. Le creature del cielo sono innamorate di quelle del mare. Prima, sulla riva, mi sono messo a fare lo scemo con Robin.</p><p>Gaby zufol�.�� Povero ragazzo.</p><p>��Esattamente. Pochi minuti fa, poi, mi arriva Valiha con l�intenzione di riprendere il discorso dal punto in cui l�ha interrotto il mio alter ego pazzo. Tirare il boccino, come dite qui.�� Sospir�.�� Deve essere qualcosa che c�� nell�aria.</p><p>��Be�, sai come si dice: che fa girare il mondo. L�amore, intendo. E Gea gira molto pi� in fretta della Terra.</p><p>Lui la fiss� con aria interrogativa.�� Non sarai mica anche tu�</p><p>Lei sollev� le mani e scosse la testa.�� Non io, amico. Io non ti dar� nessun fastidio. A me, succede una volta ogni tanto, e di solito con il gentil sesso. Inoltre, non cerco l�avventura da usare e buttar via. Ho sempre voluto che i miei amori durassero. Tutti e diciassette.�� Fece una smorfia.</p><p>��Probabilmente, vedi le cose in modo diverso�� azzard� Chris.�� Data la tua et�.</p><p>��Credi che sia davvero cos�, eh? E invece, no. � sempre doloroso. Ogni volta vorrei che durasse per sempre, e cos� non � mai. Per colpa mia. Finisco prima o poi per paragonarle a Cirocco, e non reggono il paragone.�� Tossicchi� nervosamente.�� Ascolta. Lasciamo perdere la mia situazione. Ero venuta per mettere il naso nei <emphasis>tuoi </emphasis>affari. Tu non devi avere paura di Valiha. Non devi averne paura emotivamente, se � questo che ti preoccupa. Non sarebbe gelosa, e neppure possessiva, e non si aspetterebbe che durasse a lungo. I titanidi non hanno il senso del possesso esclusivo.</p><p>��Ti ha chiesto lei di dirmelo?</p><p>��Si infurierebbe, se lo sapesse. I titanidi si fanno da soli i loro affari, e non vogliono intromissioni. � semplicemente la vecchia Gaby, la sapientona, che si fa gli affari degli altri. Dir� ancora una cosa, e poi me ne andr�. Se hai delle riserve morali, se pensi alla bestialit� e cose simili, fatti furbo, amico. Non te lo hanno mai detto? Perfino la Chiesa Cattolica dice che si pu�. Il Papa � d�accordo: i titanidi hanno l�anima, pur essendo pagani.</p><p>��E se le mie riserve fossero invece fisiche?</p><p>Gaby rise allegramente e gli tocc� la guancia.�� Oh, ragazzo, avrai delle piacevoli sorprese.</p></section><section><title><p>22</p><p>L�occhio dell�idolo</p></title><p>La sottomarina non aveva voglia di rinunciare alla sua euforia <emphasis>post-coitum </emphasis>per rimorchiare fino a Minerva la zattera. Cirocco si sporse sulla prua e cerc� di convincerla parlandole in una lingua che univa i suoni pi� antipatici dell�asma e della tosse asinina, ma la luce del grande animale marino si allontan� in direzione dell�abisso. L�aerostato, che per parte del percorso avrebbe potuto aiutarli, disse che aveva degli affari urgenti a ovest. Gli aerostati erano sempre disposti a dare un passaggio, ma solo se si andava dove erano diretti loro.</p><p>Ma la cosa non fu grave. Poche ore pi� tardi, da ovest cominci� a soffiare una brezza: poco pi� tardi, la zattera giunse alla base del cavo verticale centrale di Rea.</p><p>Mentre si avvicinavano a esso, Robin lo studi� attentamente. Cirocco non aveva esagerato. Minerva non era veramente un�isola, ma solo una sorta di piattaforma. Era stata formata nel corso delle epoche geologiche da animali simili ai cirripedi, ai molluschi, ai coralli e ad altri animali sedentari dei mari della Terra. Il fatto che sembrasse un�isola era dovuto al livello dell�acqua, che si era abbassato nel corso dell�ultimo milione di anni, perch�, invecchiando, i cavi si erano tesi, e Gea si era lentamente allargata. A questa tendenza doveva aggiungersi il ciclo stagionale della bassa marea, che aveva un ciclo breve di diciassette giorni e uno lungo di trent�anni. In quel momento si era a poca distanza dal "minimo" della lunga fluttuazione, e il corpo principale dell�isola, costituito dalla piattaforma attorno al cavo, era a cinquanta metri dal livello dell�acqua. Lo spessore della piattaforma era variabile. In alcuni punti la sua larghezza era pi� di cento metri; in altri punti la massa di sabbia e di conchiglie si era spezzata, o per il proprio peso o per opera delle onde, e il cavo s�innalzava verticalmente dall�acqua. Ma Robin vide che il cavo, a perdita d�occhio, era incrostato dei resti di organismi viventi. Due chilometri al di sopra della sua testa si trovavano i resti di organismi vissuti all�epoca in cui sulla Terra c�era il Pliocene.</p><p>Si chiese come intendessero ormeggiare la <emphasis>Costanza</emphasis>, visto che il pi� vicino punto d�approdo era a cinquanta metri di altezza, ma ebbe la risposta quando la zattera si diresse verso il lato sud del cavo. Laggi�, uno delle varie centinaia di trefoli si era rotto a poca distanza dal livello del mare. La parte superiore formava un ricciolo che si allontanava dal cavo, molto in alto. Quanto alla parte pi� bassa, i coralli l�avevano ricoperta e trasformata in una baia, che racchiudeva un�area circolare di terreno a soli cinque metri sul livello del mare.</p><p>La <emphasis>Costanza </emphasis>venne presto ormeggiata, e Robin segu� Gaby e Salterio che si erano avviati lungo una spaccatura tra gli "scogli", costituiti da conchiglie larghe pi� di un metro che contenevano ancora l�animale vivo. Infine si trovarono sulla parte piatta del trefolo che si era rotto, che aveva un diametro di duecento metri.</p><p>Era una strana spiaggia, che terminava ai piedi dell�illimitata parete verticale del cavo. C�erano alberi scheletrici che crescevano dai depositi di sabbia, e un laghetto chiaro e immobile, nei pressi del centro. L�intera zona era cosparsa di pezzi di legno trasportati dal mare e lisciviati dalle acque, bianchi come ossa.</p><p>��Ci fermeremo un giorno o due�� disse Oboe, che passava con un enorme carico di teli da tenda.�� Ti senti meglio?</p><p>��Sto bene, grazie.�� Sorrise alla titanide, ma in realt� era ancora scossa dal suo ultimo attacco di paralisi. Fortunatamente, Oboe si era presa cura di lei: senza il suo aiuto, Robin si sarebbe certamente ferita.</p><p>Raggiunse Gaby e la prese sottobraccio.</p><p>��Perch� ci fermiamo qui?�� le chiese.</p><p>��� il punto panoramico di Rea�� disse Gaby, indicando con il braccio la zona circostante. Ma la battuta non era molto felice.�� In realt�, Rocky ha un lavoro da compiere. Ci vorranno due giorni, forse tre. Sei gi� stanca della nostra compagnia?</p><p>��No, ero solo curiosa di saperlo. Non dovrei esserlo?</p><p>��Sarebbe meglio di no. Ha delle cose da fare, e non posso dirti di cosa si tratta. Per il tuo bene, che mi creda o no.�� Poi Gaby corse via, in direzione della zattera.</p><p>Robin si sedette su un tronco e guard� i titanidi e Chris che preparavano il campo. Un mese prima, si sarebbe alzata e sarebbe corsa ad aiutarli. L�avrebbe richiesto l�onore, perch� rimanere seduta laggi� equivaleva a confessare la propria debolezza. Be�, maledizione, lei era <emphasis>davvero </emphasis>debole.</p><p>Se poteva confessarlo a se stessa, era merito di Oboe. La titanide aveva cantato per lei durante l�intero corso del suo recente attacco, in inglese e in titanide. Non aveva permesso a Robin di sottrarsi al suo aiuto, l�aveva costretta a prendere in considerazione altri modi di affrontare le sue crisi, oltre che con il puro coraggio. Quando era ritornata padrona delle proprie azioni, Robin si era accorta di non provare alcun fastidio per ci� che Oboe le aveva detto. Aveva saputo che Oboe era una guaritrice, attivit� che assommava in s� quella del medico, dello psichiatra, del confessore e del consolatore e forse anche altro. Robin aveva l�impressione che Oboe avrebbe fatto volentieri l�amore con lei nel modo privato, frontale, se la cosa fosse stata utile. Comunque, Oboe le aveva dato una pace mentale che non provava pi� da� non sapeva da quanto tempo: le pareva di essere uscita dall�utero materno gi� pronta a combattere contro il mondo intero.</p><p>Nasu si contorceva per uscire dalla borsa. Robin la apr� e lasci� che il serpente scivolasse un po� sulla sabbia, sicura che non sarebbe andato lontano. Si frug� in tasca e trov� un pezzo di torrone avvolto in una foglia, lo tir� fuori dall�involucro e cominci� a succhiarlo. La sabbia era troppo fredda per i gusti di Nasu, che si avvolse attorno alla caviglia di Robin.</p><p>Cirocco era ferma davanti alla parete, senza muoversi, e fissava un�alta spaccatura verticale. Robin ne segu� con gli occhi il decorso, e cap� che era lo spazio tra due fili del cavo. L�area in cui si trovavano, e che un tempo era uno di quei fili, era chiusa da tre di essi. Un�altra grande fessura come quella osservata da Cirocco si poteva scorgere tra il filo centrale e quello alla loro sinistra. Al di sotto della superficie del mare, evidentemente, i fili dovevano distaccarsi l�uno dall�altro. Ricord� la fotografia della montagna conica di Iperione, e della foresta che la copriva, sorte entrambe nella zona dove i fili del cavo si allargavano. Su quell�isola, invece, lo spazio tra i fili non superava i dieci metri, ed era parzialmente chiuso dalle conchiglie.</p><p>Vide che Gaby era ritornata, e che portava con s� un lume a petrolio. Gaby corse da Cirocco e glielo consegn�. Vide che confabulavano tra di loro, ma il suono della risacca le imped� di cogliere le parole. Cirocco diceva poche frasi, e chi parlava era soprattutto Gaby, e pareva piuttosto preoccupata. Cirocco continuava a scuotere la testa.</p><p>Alla fine, fu Gaby a cedere. Fiss� Cirocco per un momento, e poi le due donne si abbracciarono: Gaby dovette rizzarsi in punta di piedi per baciare la vecchia compagna. Cirocco la abbracci� a sua volta, poi si infil� nell�apertura tra i fili del cavo. Si vide ancora per qualche tempo il chiarore del suo lume, e infine anche quello scomparve.</p><p>Gaby si rec� sul bordo della spianata circolare, lontano da tutti. Si sedette a terra e si prese la testa fra le mani. Per due ore, non si mosse pi�.</p><p>Durante l�assenza di Cirocco, trascorsero il tempo riposandosi e giocando. La cosa non diede alcun fastidio ai titanidi, e neppure a Chris. Gaby rimase in preda al nervosismo per gran parte del tempo. Robin divenne sempre pi� annoiata a ogni ora che passava.</p><p>I titanidi le insegnarono a intagliare il legno, ma Robin non aveva pazienza. Voleva chiedere a Chris di insegnarle a nuotare, ma non intendeva rimanere nuda davanti a lui. Gaby risolse il problema suggerendole di mettersi il costume da bagno, e ne fu rapidamente improvvisato uno. L�idea di un costume da bagno era assolutamente inedita per Robin, come quella di mettersi le scarpe per fare la doccia, ma il costume fece il suo dovere. Prese tre lezioni di nuoto nel laghetto centrale. In cambio, insegn� a Chris la lotta, arte che lui non conosceva. Dovettero sospendere provvisoriamente le lezioni quando si accorse che era molto facile colpire i testicoli e che dopo colpiti facevano molto male. Le dispiacque sinceramente, ma come poteva saperlo?</p><p>Ci furono soltanto due episodi a ravvivare quei due giorni. Il primo si verific� subito dopo la partenza di Cirocco, quando Gaby parve desiderosa di un po� di moto. Li condusse lungo un sentiero molto stretto, che portava all�alta piattaforma che correva tutt�attorno al cavo. Per un�ora, tutti e sette procedettero con cautela su un passaggio impervio e accidentato, a strapiombo sul mare, cinquanta metri pi� in basso. Fecero quasi mezzo giro del cavo, prima di raggiungere un punto dove il passaggio era interrotto. E l�, in una nicchia tra due fili del cavo, videro una bassa e tozza colonnina di pietra, su cui poggiava la statua dorata di una creatura aliena.</p><p>A Robin fece venire in mente la Regina Rospa di una favola della sua infanzia. Si trattava chiaramente di una creatura acquatica, con sei zampe che terminavano con larghi piedi palmati. Accovacciata sul suo piedestallo, fissava il mare, gobba e piatta. Sulla sua superficie non cresceva alcuna forma di vegetazione, ma portava collane di alghe ormai secche. Aveva un solo occhio, ora ridotto a un�orbita vuota.</p><p>��� qui da almeno diecimila anni�� spieg� Gaby.�� E in passato c�era un occhio, nell�orbita. Era un diamante grosso come la mia testa. L�ho visto una volta, e pareva emanare una luce sua propria.�� Sferr� un calcio alla sabbia, e Robin, con grande stupore, vide uscire una creatura grande come un grosso cane, che si affrett� a scappare. Aveva sei zampe palmate, era gialla e assai brutta, e sotto la pelle si scorgeva un mucchio di ossa. Era alquanto diversa dalla statua, ma pareva conservare con essa una vaga rassomiglianza. Si volt� una volta sola, spalanc� la bocca, mostrando varie migliaia di denti gialli e lunghi, soffi� minacciosamente contro di loro e continu� ad allontanarsi.</p><p>��Quelle creature erano cos� feroci che un lupo avrebbe avuto un attacco cardiaco soltanto a guardarle. Erano cos� veloci che, prima ancora di riuscire a scorgerle, ti trovavi gi� sbudellato. Si nascondevano sotto la sabbia come quella che abbiamo visto. Quando la prima ti saltava addosso, saltavano fuori anche le altre, da tutte le parti. Ne ho visto una che era stata colpita da sette fucilate, ma che � ancora riuscita a uccidere l�uomo che le aveva sparato.</p><p>��Che fine hanno fatto?�� chiese Chris.</p><p>Gaby raccolse da terra una grossa conchiglia e la gett� contro la statua. Dalla sabbia sbuc� immediatamente una decina di teste, che spalancavano minacciosamente la bocca. Robin impugn� la pistola, ma non fu necessario. Le creature si guardarono attorno, confuse, poi ritornarono a nascondersi.</p><p>��Erano qui per proteggere l�occhio dell�idolo�� dise Gaby.�� La razza che lo ha costruito � sparita da molto tempo. Soltanto Gea potrebbe descriverla. Tra l�altro, non si pu� neppure essere certi che fosse un idolo, perch� qui non hanno mai venerato altri che Gea. Era una sorta di monumento, penso. Comunque, da migliaia di anni non se ne interessava pi� nessuno.</p><p>"Fino a cinquant�anni fa, beninteso. Fu allora che cominciarono ad arrivare i pellegrini, e Gea cre� queste creature come caricature di quelle originali. Diede loro un�unica missione nella vita: quella di proteggere l�occhio a tutti i costi. E lo protessero bene. Nessuno riusc� a rubare l�occhio fino a quindici anni fa. Conoscevo almeno cinque persone che sono morte qui, dove siamo noi, e certo non furono le uniche.</p><p>"Ma una volta sparito l�occhio, ai guardiani non rimase pi� niente da fare. Gea non li aveva programmati perch� si uccidessero, e quindi continuano cos�: mangiucchiano qualcosa, e diventano sempre pi� vecchi. Insomma, aspettano di morire."</p><p>��Dunque, tutto per mettere alla prova la gente�� comment� Robin.�� Quelle creature non esistevano neppure, prima che sfidasse la gente a� mettersi in viaggio per fare gli eroi��� Non riusc� a proseguire. Si sent� prendere nuovamente dall�ira.</p><p>��Esattamente. Quello che non vi ha detto, per�, � che Gea � piena di posti come questo. Sono certa che vi ha raccontato la solita storiella dei cento e uno draghi, e delle gemme grosse come palloni. In realt�, questo posto � stato completamente battuto da generazioni di pellegrini, per tutti gli scorsi cinquant�anni, tutti alla ricerca di qualche eroica stupidaggine da compiere. Molti sono morti senza portare a termine l�impresa, ma se continueranno ad arrivarne degli altri, prima o poi non rester� nessuna impresa da compiere. I draghi sono quelli che se la sono vista pi� brutta. Ne restano pochi, mentre i pellegrini sono ancora tanti. Gea � in grado di tirare fuori in quattro e quattr�otto un nuovo drago quando ce n�� bisogno, ma ormai � alquanto in arretrato. Sta diventando vecchia, e non riuscir� pi� a recuperare. Ogni cosa si guasta, e passa del tempo prima che venga riparata. Non credo che restino pi� di una decina di draghi, e pi� di una ventina di monumenti da saccheggiare.</p><p>��C�� la crisi delle imprese eroiche�� comment� Valiha, e non cap� perch� Robin scoppiasse a ridere.</p><p>Per tutta la strada del ritorno, Chris rimase di malumore. Robin sapeva che si immaginava intento a fare l�eroe, anche se lui stesso non se ne rendeva conto. In fin dei conti era un maschio, intrappolato nei suoi giochi penisti di soldatini. A Robin, l�assenza o la presenza di draghi risultava del tutto indifferente.</p><p>Il secondo episodio fu di natura assai diversa. Si verific� dopo il secondo periodo di sonno. Gaby, che la prima volta non aveva dormito, si svegli� e usc� dalla tenda, e scorse nella sabbia una serie di grosse impronte. Chiam� i titanidi, che si trovavano sulla zattera e che giunsero al galoppo. Al loro arrivo, anche Chris e Robin erano in piedi.</p><p>��Dove diavolo vi eravate cacciati?�� chiese Gaby, indicando un�impronta che era lunga un metro.</p><p>��Riparavamo la <emphasis>Costanza</emphasis>�� spieg� Cornamusa.�� Oboe ha scoperto che il bordo era danneggiato dalle onde, e�</p><p>��E queste? Non dovevate occuparvi voi della�</p><p>��Ascolta un momento�� disse Cornamusa, innervosito.�� Tu stessa mi hai detto che sull�isola non c�era nessun pericolo. N� sulla terra n� sul�</p><p>��S�, s�, scusa. Non discutiamone pi�.�� Robin non si sorprese affatto, nel vedere che Gaby faceva cos� in fretta retromarcia. I titanidi perdevano la calma cos� raramente, che lo spettacolo di un titanide irritato era sufficiente a riportare la serenit�.�� Osserviamo meglio.</p><p>Esaminarono attentamente le impronte, seguendo l�intera serie per vedere da dove proveniva la creatura e dove fosse diretta. Il risultato delle loro ricerche fu assai inquietante. Le impronte comparivano improvvisamente ai bordi della spianata, si dirigevano verso l�accampamento, facevano un giro attorno alla tenda di Gaby, poi svanivano nuovamente in direzione del mare.</p><p>��Che cosa poteva essere?�� chiese Valiha, rivolta a Gaby, che, con un ginocchio a terra, studiava alla luce della lanterna una delle impronte.</p><p>��Vorrei saperlo anch�io. Mi sembrano le zampe di un uccello. Su Phoebe ci sono uccelli grossi come questo, ma non sono in grado n� di volare n� di nuotare, e non so come potrebbero arrivare fin qui. Oppure, pu� darsi che Gea abbia creato una nuova specie. Dovrebbe essere una sorta di pollo gigantesco.</p><p>��In qualsiasi caso�� disse Robin�� preferisco non incontrarlo.</p><p>��Neanch�io.�� Gaby si rialz� in piedi. Era preoccupata.�� Nessuno tocchi le impronte. Rocky vorr� vederle, quando ritorner�. Pu� darsi che lei sappia cosa sono.</p><p>Cirocco ritorn� otto rivoluzioni pi� tardi, stanca e affamata, ma pi� sicura di s� di quando era partita. Robin not� che aveva ripreso a sorridere. Evidentemente, la sua missione era andata meglio del previsto.</p><p>Robin voleva dirle qualcosa, ma le uniche cose che le veniva no in mente erano del tipo: "Allora, com�� andata?" o: "Co s�hai fatto, di bello?" e Gaby l�aveva avvertita di non fare domande. Per il momento, lasci� perdere.</p><p>��Forse avevi ragione, Gaby�� disse Cirocco, mentre si di rigevano all�accampamento.�� Io ti garantisco che non volevo�</p><p>��Pi� tardi, Rocky. Prima, ti devo far vedere una cosa.</p><p>La condusse nel punto dove si trovavano le orme misteriose. Erano meno nette di prima, ma ancora leggibili. Cirocco si inginocchi� alla luce della lanterna, e sulla sua fronte si formarono delle rughe profonde. Pareva che l�idea stessa di una simile creatura fosse per lei ripugnante.</p><p>��Hai ragione�� disse infine.�� Non ho mai visto niente di simile, e ti assicuro che conosco bene questa maledetta ruota.�� Cant� qualcosa in titanide. Robin guard� Oboe, che aggrott� la fronte.</p><p>��Liberamente tradotto, ha detto che a Gea piace fare degli scherzi come a tutte le divinit�. Non � una cosa nuova.</p><p>��Una gallina gigante?�� disse Cirocco, con aria dubitativa.</p><p>Robin non riusc� pi� a resistere.</p><p>��Scusatemi, ma devo fare una cosa��� disse, e corse via nell�oscurit�. Quando giunse al bordo della spianata, scese fino a un gruppo di scogli non diversi da quelli dove era ormeggiata la zattera. Giunta in un punto dove gli altri non potevano vederla, cominci� a ridere. Cerc� di fare meno rumore possibile, ma presto cominci� a sentire un dolore alla milza, e le spuntarono le lacrime. Non credeva che si potesse ridere di pi�; poi ud� la voce di Gaby.</p><p>��Ehi, Rocky, vieni qui! Abbiamo trovato una penna!</p><p>Robin ritorn� a ridere.</p><p>Quando infine riprese il controllo di se stessa, infil� il braccio in un crepaccio tra i coralli e prese due trampoli fatti di bastoni e conchiglie. Avevano legacci che permettevano di fissarli alle gambe, e un appoggio per il piede.</p><p>��Gaby e Cirocco�� disse.�� I maggiori esperti di forme viventi di Gea.�� Si accost� alle labbra uno dei trampoli, e poi lo scagli� lontano.</p><p>��Sbrigati. Tra un poco arriver� Gaby, per vedere come stai�� disse qualcuno. Robin sollev� gli occhi e vide Oboe. Le mostr� il secondo trampolo e lo lanci� a raggiungere il primo.</p><p>��Grazie del divertimento.</p><p>��Non c�� di che�� disse Oboe.�� Credo che Valiha abbia dei sospetti, ma non � il tipo che parla.�� Rise.�� Penso che questo viaggio mi piacer�. Ma niente scherzi con il sale, d�accordo?</p></section><section><title><p>23</p><p>Tempesta e bonaccia</p></title><p>La costante brezza dell�ovest allontanava dall�isola di Minerva la <emphasis>Costanza</emphasis>, e Gaby trasse un respiro di sollievo. Guardando il cielo, vide che la valvola bassa si era chiusa. Sapeva per amara esperienza che il raggio sovrastante, con la chiusura della valvola, sarebbe entrato nella sua fase invernale. Gli alberi e ogni altra cosa si sarebbero ricoperti di uno strato di ghiaccio. Una volta iniziato il disgelo, tutta quell�acqua e una rispettabile quantit� di rami spezzati si sarebbero accumulate sulla valvola, e, alla riapertura, Rea sarebbe diventata un ambiente poco igienico per tutti. In cinquanta rivoluzioni, Nox saliva di due metri e pi�.</p><p>Nessuno chiese a Cirocco dove era stata. Gaby sospettava che se avessero saputo la risposta, tutti sarebbero rimasti assai sorpresi, titanidi inclusi.</p><p>Cirocco si era recata a parlare con Rea, il cervello-satellite che dominava il territorio per un�area di cento chilometri in tutte le direzioni. Non era soggetto ad altra autorit� che a quella di Gea. Inoltre era completamente pazzo.</p><p>L�unico modo di visitare i cervelli regionali era quello di servirsi dei cavi verticali centrali. I cervelli vivevano al di sotto di essi, al fondo di una scala a chiocciola lunga cinque chilometri. Neppure i titanidi erano al corrente di questo. La loro conoscenza dei dodici semi-d�i era alquanto limitata; quando aveva fatto i titanidi, completi di usi e costumi e di memoria razziale, Gea non aveva visto la necessit� di informarli di quel particolare. Per loro, i cervelli erano delle appendici di Gea e niente di pi�, servomeccanismi quasi-intelligenti che controllavano il funzionamento del loro ristretto regno. Se i titanidi avessero pensato a essi come e divinit� subordinate, avrebbero venerato di meno Gea. Di conseguenza, i titanidi sapevano, di quelle grandi masse di tessuto nervoso, soltanto ci� che sapeva il pi� ignorante dei turisti. Per loro, Iperione era un luogo, e non una persona.</p><p>La realt� era invece assai diversa, e lo era da molto prima che nascessero i titanidi. Forse i cervelli erano totalmente sottomessi a Gea quando lei era giovane. Gea diceva che era cos�. Ma oggi tutti e dodici tendevano all�indipendenza. Per farsi obbedire, Gea doveva ricorrere alle lusinghe o alle minacce.</p><p>Con un cervello regionale come Iperione bastava una semplice richiesta. Iperione era il migliore alleato di Gea sulla circonferenza. Eppure, il fatto che fosse costretta a chiedere, era indicativo del punto a cui erano giunte le cose. Gea non aveva pi� il controllo diretto della periferia della ruota.</p><p>Gaby aveva conosciuto numerosi regionali; era scesa decine di volte a visitare Iperione. Gli pareva spento e noioso, una sorta di automa, e aveva l�impressione che, come sempre, le canaglie fossero pi� interessanti dei buoni figlioli. Iperione riusciva a infilare in ciascuna frase almeno per due volte il nome di Gea. Gaby e Cirocco l�avevano visto poco prima del Festival. Il cavo centrale di Iperione ricordava a Gaby un avvenimento che avrebbe preferito dimenticare. L�aveva visitato con Cirocco e altri membri dell�equipaggio del <emphasis>Ringmaster </emphasis>durante le sue prime settimane su Gea. Senza saperlo, erano giunte a poche centinaia di metri dall�ingresso del pozzo. Se lo avessero trovato, si sarebbero evitate un faticosissimo viaggio.</p><p>Nel caso di Rea, invece, le cose erano alquanto diverse. Gaby non aveva mai potuto visitare i nemici di Gea. Cirocco invece li aveva visitati tutti a eccezione di Oceano. Aveva potuto farlo perch� era la Maga, e di conseguenza era protetta dal salvacondotto di Gea. Se Cirocco fosse morta, la collera di Gea si sarebbe scatenata sul territorio del colpevole. Se fosse morta Gaby, Gea avrebbe forse provato fastidio, ma poco di pi�.</p><p>Tuttavia non era giusto definire Rea un nemico di Gea. Anche se si era alleata con Oceano durante la sua ribellione, era troppo imprevedibile perch� l�uno o l�altro dei contendenti potesse fidarsi di lei. Cirocco era scesa una volta sola da lei, e si era salvata per il rotto della cuffia. Rea era un pessimo inizio per la loro missione, e Gaby lo sapeva, ma non si poteva saltarla per poi ritornare in seguito. Infatti, lei e Cirocco intendevano fare visita a tutt�e dodici i cervelli regionali. E si auguravano che Gea non lo avesse ancora scoperto,</p><p>Era rischioso, certo, ma Gaby pensava che lo si potesse fare senza destare sospetti. Non si aspettava di essere perfettamente al sicuro: sarebbe stata una sciocca a pensarlo. Anche se gli occhi e le orecchie di Gea non erano onnipresenti come pensava molta gente, la sorveglianza da lei esercitata sulla circonferenza della ruota era sufficiente a farle sapere, prima o poi, tutto quello che succedeva.</p><p>Perci�, intendevano affidarsi soprattutto alla loro faccia tosta. In alcuni punti, la missione poteva essere assai facile. Sarebbe stata una scortesia da parte della Maga, per esempio, passare per Crio senza scendere a fargli visita. E se Gea avesse voluto sapere perch� la Maga era scesa a visitare un nemico come Giapeto, Cirocco avrebbe potuto rispondere che desiderava controllare la situazione della circonferenza: un controllo che costituiva una parte del suo lavoro. Se poi Gea le avesse chiesto perch� non l�aveva informata preventivamente, lei avrebbe potuto rispondere che Gea non le aveva mai chiesto di informarla di ogni minuzia, cosa che del resto era vera.</p><p>Ma spiegare il motivo della visita a Rea poteva risultate difficoltoso. Il povero, confuso cervello di Rea poteva essere il pi� pericoloso regionale di Gea, se veniva preso di punta. Attraversare la sua regione non era un pericolo. Rea passava tutto il tempo assorto nei propri pensieri, e non si curava di quello che succedeva alla superficie. Per quel motivo, il territorio andava pian piano in rovina. Ma non si potevano prevedere le sue reazioni, nel caso che qualcuno fosse sceso a visitarlo. Gaby aveva cercato di convincere Cirocco a saltare Rea, e il pericolo era uno solo dei motivi. Sarebbe stato difficile spiegare perch� la Maga aveva voluto correre quel rischio.</p><p>La misteriosa creatura che era salita a visitarli sull�isola aveva preoccupato Gaby. Aveva pensato dapprima che fosse uno degli strumenti di Gea, come il ballerino che accoglieva i nuovi pellegrini al loro arrivo nel mozzo. Ma poi si era convinta che la spiegazione era poco plausibile. Pi� probabilmente si trattava di uno dei fenomeni da baraccone creati da Gea. Gea passava gran parte del tempo a studiare nuove forme biologiche da mettere in libert� sulla circonferenza. Come le bombe volanti. <emphasis>Quelle </emphasis>erano davvero una trovata odiosa.</p><p>Quando chiese a Cirocco come fosse andata l�udienza, la Maga parve ragionevolmente sicura che fosse andata bene.</p><p>��Ho coltivato il suo orgoglio con tutta l�attenzione possibile. Ho cercato di convincerlo che era talmente superiore a Gea da non doversi preoccupare di rispondere, la prossima volta che Gea lo chiamer�. Se non le parla, non le pu� dire della mia visita.</p><p>��Spero che tu <emphasis>non </emphasis>gli abbia detto di non riferirlo.</p><p>��Concedimi un minimo di intelligenza. Credo di conoscere Rea meglio di chiunque altro. No, non sono scesa nei particolari e ho solo parlato di argomenti di <emphasis>routine</emphasis>, considerato anche che avevo bruciature di secondo grado su met� del corpo, l�ultima volta che mi sono separata da lui. Detto per inciso, puoi tirare una bella riga sul suo nome, ammesso che tu non l�abbia gi� fatto.</p><p>��Vuoi scherzare? Non l�ho neppure messo nella lista.</p><p>Cirocco chiuse gli occhi per un momento. Si strofin� la fronte.�� Il prossimo � Crio, ed � un altro nome da cancellare. Non credo che approderemo a niente, Gaby.</p><p>��Non ho mai detto che saremmo approdate a qualcosa. Ma almeno dobbiamo fare il tentativo.</p><p>Il vento li port� al di l� della lunga catena di isolette che punteggiavano la parte centrale di Nox, poi svan�. Attesero per quasi un giorno che riprendesse a soffiare e, quando vide che non si decideva a levarsi, Gaby ordin� a tutti, Cirocco compresa, di mettersi ai remi.</p><p>La valvola cominci� ad aprirsi una ventina di rivoluzioni pi� tardi. Contrariamente a quanto ci si poteva aspettare, dal foro che si allargava progressivamente sopra di loro non cadde alcun torrente d�acqua. La valvola era come una spugna. Assorbiva l�acqua del disgelo, e poi, dilatandosi, la cedeva gradualmente. L�acqua fuoriusciva sotto forma di un miliardo di rivoletti e si rompeva in gocce. Da quel momento in poi, il fenomeno era complesso: le masse di acqua e aria fredde toccavano le masse di aria calda sottostante e le comprimevano. Poich� in quel momento la zattera si trovava a est della valvola, anche se di poco, la pioggia torrenziale e le peggiori tempeste tendevano in un primo tempo ad allontanarsi da loro, muovendosi come si era mossa Robin durante il Grande Salto: in direzione ovest, verso Iperione. Era impossibile prevedere in che momento il vento sarebbe diventato pericoloso.</p><p>Invece, il destino dei frammenti solidi di cui era cosparsa la superficie superiore della valvola non si poteva determinare in base a semplici equazioni matematiche. Quando toccavano la superficie marina, facevano uno schizzo di tutto rispetto. Alcuni dei frammenti erano alberi interi, pi� grandi degli abeti terrestri. Gaby sapeva che non costituivano un problema, perch� non subivano che in misura limitata l�attrito atmosferico e tendevano anch�essi a cadere verso ovest.</p><p>Si misero di lena ai remi, anche quando si alz� la brezza che avevano previsto, e videro la progressiva discesa delle nubi temporalesche. Scesero per ore, finch� non giunsero a lambire la superficie del mare, e a questo punto cominciarono ad allargarsi come un fungo messo al contrario.</p><p>La zattera fu colpita dalle prime onde, e i primi soffi di vento fecero sbattere la robusta tela della vela. Gaby riusciva a vedere la pioggia che si avvicinava, udiva il suo sibilo farsi pi� forte. Quando li colp�, fu come essere finiti sotto una cascata. Quel tipo di pioggia che secondo suo padre, tanto tempo prima, "strangolava le rane".</p><p>Il vento era meno forte del temuto, ma Gaby sapeva che poteva diventare molto pi� forte. La terraferma distava almeno un chilometro. Tutti coloro che non erano occupati a remare presero le pertiche e cominciarono a saggiare la profondit� dell�acqua. Quando incontrarono il fondo, i titanidi lasciarono i remi agli umani e cominciarono a spingere con le pertiche. Ormeggiare la zattera si presentava come un compito difficile, perch� ormai le onde erano alte pi� di due metri, ma fortunatamente non c�era da temere la presenza di scogli. Presto Cornamusa salt� nell�acqua con una cima, nuot� fino a riva e cominci� a tirare in secco la zattera.</p><p>Gaby cominciava a pensare che i pericoli fossero finiti, quando un�onda super� la poppa della zattera e colp� Robin, trascinandola nell�acqua. Chris era il pi� vicino; si tuff� in mare e in poche bracciate la raggiunse. Gaby si sporse dalla zattera per aiutarlo a riportare a bordo la ragazza, ma a quel punto si faceva pi� in fretta a portarla a riva, e Chris lasci� che le onde lo portassero dove l�acqua era pi� bassa. Poi aiut� Robin ad alzarsi in piedi, e a quel punto entrambi furono travolti da un�immensa ondata. Per un momento, Gaby non riusc� pi� a vederli; poi vide riapparire Chris, che, con Robin tra le braccia, la portava al di l� del frangente. La pos� a terra, e lei cadde in ginocchio e si mise a tossire, ma gli fece cenno col braccio di lasciarla sola.</p><p>I titanidi portarono a riva la <emphasis>Costanza </emphasis>e per cinque minuti saltellarono tra le onde sempre pi� alte, per portare a riva tutto l�equipaggiamento. La vela venne trascinata via dal vento quando provarono a staccarla. A parte quella, tutto il resto fu messo in salvo.</p><p>��Be�, con un po� di fortuna ce l�abbiamo fatta�� disse Cirocco, una volta giunti in un punto elevato dove si poteva montare l�accampamento perch� c�era una fila di alberi che faceva da barriera al vento.�� Cosa abbiamo perso, oltre alla vela?</p><p>��Si � aperta la mia sacca�� disse Valiha.�� L�acqua � entrata all�interno e ha fatto dei danni, e la tenda di Chris � finita in bocca ai pesci.�� Aveva un�aria talmente triste, che Chris non pot� fare a meno di ridere.</p><p>��Pu� venire nella mia�� disse Robin. Gaby non si aspettava una simile proposta. Adocchi� Robin, che continuava a fissare la tazza di caff� bollente che stava bevendo. Sedeva accanto al fuoco che era stato acceso dai titanidi, aveva una coperta sulle spalle e sembrava un topo bagnato.</p><p>��Immagino che voialtri preferiate stare nelle tende, questa volta�� disse Cirocco, guardando i titanidi.</p><p>��Se voialtri ci darete il permesso�� disse Salterio.�� Anche se credo che sarete una compagnia alquanto noiosa.</p><p>Gaby sbadigli�.�� Penso che abbiate ragione. Cosa ne dite, piccolini? Ci infiliamo a letto e li annoiamo?</p><p>Gaby era diventata di fatto il capo della spedizione, perch� Cirocco non aveva voluto diventarlo lei. Da quando aveva rinunciato al grado di capitano, Cirocco non aveva pi� cercato quel tipo di responsabilit�, anche se si era sempre comportata nel migliore dei modi quando era stata costretta ad accettarle. Questa volta non era neppure disposta ad ascoltare; il capo era Gaby, e basta. Gaby accett� la situazione: non provava alcun fastidio neppure quando i titanidi guardavano involontariamente Cirocco quando Gaby dava loro le istruzioni. Non riuscivano a evitarlo. Cirocco era la Maga, ma erano disposti a fare tutto quello che diceva Gaby, purch� fosse chiaro che Cirocco non aveva obiezioni.</p><p>E Cirocco migliorava progressivamente. Il risveglio era ancora il momento peggiore della giornata. Poich� passava pi� tempo dormendo di chiunque altro, doveva affrontare un maggior numero di risvegli. Al risveglio aveva sempre un aspetto funereo. Le tremavano le mani, e si guardava attorno con aria smarrita, come se cercasse aiuto e non lo trovasse. I suoi sonni non era molto meglio. Nella notte, Gaby la sentiva piangere.</p><p>Ma doveva essere lei stessa a risolvere il proprio problema. Gaby al momento si preoccupava soltanto di problemi di viaggio. Erano approdati sull�arco settentrionale della Lunga Baia. Quando Gaby attraversava Nox, si dirigeva sempre alla Baia del Serpente, il sottile istmo che conduceva a Ofione. Le due baie erano separate da una costola di roccia. Per via di terra, dal punto in cui si trovavano al fiume c�erano soltanto cinque chilometri, percorrendo invece la costa ce n�erano non meno di venticinque. Gaby non conosceva bene quella regione, non ricordava se la spiaggia si interrompeva in qualche punto. Le pareva che nella catena rocciosa a nord ci fosse un passo, ma non ne era del tutto certa. Inoltre c�era la tempesta. Seguendo la costa, avrebbero trovato un vento fortissimo. Passando per via di terra avrebbero invece incontrato fango e sentieri scivolosi, e l�oscurit� della foresta.</p><p>Attese qualche ora, per vedere se la tempesta si decideva a diminuire di intensit�, poi si consult� con Cirocco, che risult� saperne quanto lei, e infine ordin� di togliere le tende e disse a Salterio di prendere la via di terra.</p><p>Non seppe mai se fosse stata la scelta migliore, ma in complesso non fu una cattiva scelta. In alcuni punti dovettero fare attenzione a dove passavano, ma il percorso era meno accidentato del previsto. Discesi dalle montagne, si trovarono sulla costa meridionale della Baia del Serpente: una costa molto stretta, perch� la baia aveva le pareti a picco come un fiordo norvegese; ma da quel punto in poi Gaby sapeva la strada. La Circum-Gea si univa a Ofione in quel punto, dopo avere attraversato la parte settentrionale di Rea ed essere discesa per i tortuosi passi dei Monti Nemesi occidentali.</p><p>Per qualche motivo, la costruzione di Gaby era in migliori condizioni, in quel tratto di una trentina di chilometri, che in qualsiasi altro punto di Gea. L�asfalto era fessurato e pieno di buche, in parte era stato portato via dalla pioggia, ma per tratti lunghi a volte anche un centinaio di metri si poteva camminare su una superficie non molto diversa da quella preparata dalle squadre di Gaby. In quella zona il terreno era particolarmente stabile e robusto. Gaby aveva dovuto usare gli esplosivi per aprirsi la strada, ma era convinta che le piogge l�avessero cancellata gi� da tempo.</p><p>Arrampicandosi sulla montagna, la strada passava accanto alle sette grandi pompe collocate sul ciglio della rupe. Gaby le aveva chiamate Dotto, Gongolo, Eolo, Brontolo, Pisolo, Cucciolo e Mammolo, e da tempo aveva smesso di chiedere scusa di quella libert�; ma non aveva potuto farne a meno, avendo esaurito la scorta di nomi greci. Di tutti quei nomi, Brontolo era il pi� appropriato, perch� le pompe facevano un baccano infernale.</p><p>La tempesta era quasi finita quando giunsero in cima al sistema. Era il punto pi� alto di Ofione. Dal livello di Nox, che era il pi� alto dei dieci principali mari di Gea, i Sette Nani sollevavano l�acqua di altri 4000 metri. Il punto era chiamato Passo di Rea. Da lass�, guardando a ovest, si scorgevano le valli alpine dei Monti Nemesi: neri denti di pescecane visibili sullo sfondo verde e azzurro di Crio, di cui, dietro quelle montagne, si scorgevano i laghi settentrionali e le pianure meridionali, che salivano verso il cielo. Sul passo pioveva ancora a rovesci, ma pi� a est il cielo era sereno. Gaby decise che era meglio costruire le canoe e discendere il fiume fino a trovare un terreno asciutto, prima di montare le tende.</p><p>Ancora una volta, Gaby si divert� a osservare Chris. Il giovanotto era tutt�occhi nel vedere come i titanidi sceglievano gli opportuni alberi-canoa e come, con pochi colpi di scure, si procuravano centine e plance gi� pronte per il montaggio. Scuoteva la testa, meravigliato, nel vedere come s�incastrassero perfettamente tra loro a formare uno scheletro che richiedeva soltanto pi� la copertura di tessuto impermeabile, la stessa che era stata recuperata dalle canoe originali. In poco pi� di una rivoluzione erano pronti a partire.</p><p>Continu� a guardare Chris anche mentre i titanidi portavano sulle canoe l�equipaggiamento. Lei stessa era sorpresa della cosa, ma trovava irresistibile Chris sotto vari aspetti. La sua curiosit�, l�attenzione con cui ascoltava lei e Cirocco quando gli spiegavano le meraviglie di Gea, erano come quelle di un bambino, e destavano in lei una punta di invidia. Anche lei era cos�, un tempo. In questo, Chris era diametralmente opposto a Robin, che di solito ascoltava quanto le bastava per capire che la cosa non la riguardava. Probabilmente, era stata la vita dura a far diventare Robin cos�, ma neanche Chris doveva avere avuto la vita facile. Lo si capiva dai suoi accessi di malinconia. Era un po� timido, ma non fino al punto di confondersi con la tappezzeria. Quando era sicuro di essere ascoltato, diventava un grande chiacchierone.</p><p>Inoltre, e tanto valeva ammetterlo, si sentiva fisicamente attratta da lui. Cosa alquanto inconsueta, perch� la sua ultima avventura con un uomo risaliva a vent�anni prima. Ma quando Chris sorrideva, si sentiva contenta anche lei. E quando sorrideva a lei, si sentiva al settimo cielo. Aveva la faccia leggermente storta, e questo lo rendeva pi� interessante; aveva braccia e spalle robuste, fianchi sottili. Il leggero strato di grasso attorno allo stomaco stava gi� scomparendo, e in qualche settimana sarebbe diventato ancora pi� snello e robusto: come piacevano a lei. Provava gi� un mezzo desiderio di passargli una mano tra i capelli e l�altra nella braghetta per controllare la situazione.</p><p>Ma non in quel viaggio, con Valiha che perdeva le bave dietro di lui, con Cirocco tenuta a freno soltanto dai postumi delle sue mega-sbornie e, come Gaby cominciava a sospettare, con la stessa Robin che stava entrando nell�idea di fare qualche tentativo di esplorazione inter-culturale.</p><p>Il poveretto aveva gi� la sua dose di problemi, senza bisogno che Gaby Plauget cercasse di infilarlo tra i cocci della sua vita amorosa. Inoltre, lei sapeva che il pi� grosso problema di Chris era quello che finora pareva il minore. Il problema che aveva nome Cirocco. Chris non era ancora pronto per lei, e Gaby intendeva fare tutto quello che poteva per impedire che cadesse tra le sue grinfie.</p><p>Il segmento di Ofione in cui entravano adesso era assai diverso da quello che avevano percorso su Iperione. Richiedeva esperienza. Per le peggiori rapide, Gaby voleva che su ciascuna canoa ci fossero due esperti rematori, uno davanti e l�altro dietro. Tutti i titanidi erano esperti, e cos� lo erano Gaby e Cirocco. Chris era alle prime armi, ma poteva essere utile, Robin era una principiante assoluta, e inoltre non sapeva nuotare. Gaby la mise tra due titanidi, e fece salire gli altri due sulla seconda canoa; lei, Chris e Cirocco salirono sulla terza, e si portarono la quarta a rimorchio. Nei punti tranquilli lasci� che Robin passasse in testa e si un� a lei, mostrandole come condurre la barca. Come in tutto quello che faceva, Robin si dedic� completamente a quel compito, e presto mostr� dei miglioramenti.</p><p>Fu un viaggio entusiasmante. Chris era al settimo cielo, e Robin era eccitatissima quando giunsero alla fine di una serie di rapide. Una volta giunse addirittura a suggerire di ritornare indietro per rifare la discesa: mentre lo diceva, pareva una bambina di tre anni. Moriva dalla voglia di guidare da sola la sua canoa, e Gaby poteva capirla perfettamente: c�erano poche cose che Gaby apprezzasse pi� di una corsa in canoa sopra una rapida. Quando viaggiava con Salterio, Gaby amava sfidare il fiume, mettersi nel pericolo. Ora, anche se si divertiva, imparava una cosa che Cirocco aveva scoperto molto tempo prima. Quando si � a capo della spedizione, il divertimento non � pi� lo stesso. Essere responsabili degli altri porta le persone a essere conservatrici e anche un po� pedanti. Era costretta a essere inflessibile con Robin, che non voleva mettersi il giubbotto salvagente.</p><p>Raggiunsero la zona crepuscolare a occidente di Crio, e solo allora montarono le tende. Tutti erano felicemente esausti. Consumarono una cena leggera e un�enorme colazione, e ripartirono in direzione di territori che si rischiaravano gradualmente. L�unica cosa che poteva far aumentare la gioia di stare sul fiume era quella di uscire dalla pioggia di Rea per entrare nel sole di Crio.</p><p>Ofione entrava in piena luce del giorno in un punto leggermente a nord del cavo inclinato occidentale, l�equivalente della Scala di Cirocco, ma inclinato nella direzione opposta. Il fiume poi si dirigeva a sud e proseguiva in questa direzione per pi� di cento chilometri. Le rapide divennero meno frequenti, anche se il fiume scorreva veloce. Procedettero senza sforzi, dando qualche raro colpo di pagaia in quelle acque tranquille, riposando e lasciandosi trasportare dalla corrente.</p><p>Gaby diede l�alt prima del tempo, quando giunsero in un punto che conosceva bene per essersi gi� accampata laggi� in precedenza. Secondo lei, era il pi� bel posto di tutta la catena dei Monti Nemesi e annunci� che si sarebbero fermati per otto rivoluzioni, avrebbero dormito, e poi avrebbero ripreso il viaggio. Il programma piacque a tutti, soprattutto ai titanidi, che per la prima volta, dopo vari giorni, poterono preparare un pasto decente.</p><p>Quando Chris sugger� di andare a pescare qualcosa che i titanidi potessero cucinare, Gaby gli mostr� quali vegetali tagliare per fare le canne da pesca. Anche Robin pareva interessata, e Gaby le insegn� a infilare l�esca sull�amo, a legare l�amo alla lenza, a girare i semplici verricelli portati dai titanidi. Si misero in un punto dove l�acqua era bassa, posarono bene i piedi su una pietra piatta, e cominciarono a pescare.</p><p>��Cosa si prende, da queste parti?�� domand� Chris.</p><p>��Che cosa pescheresti, al tuo paese, in un fiume come questo?</p><p>��Delle trote, probabilmente.</p><p>��E allora vorr� dire che pescherai delle trote. Penso che una dozzina sar� sufficiente.</p><p>��Dici sul serio? Sono davvero trote?</p><p>��Certo, e non si tratta semplicemente di una imitazione di Gea. Molto tempo fa, a Gea � venuto in testa di richiamare un po� di turisti. Adesso gliene importa poco, ma a quell�epoca ha fatto immettere i pesci in molti fiumi, e questi pesci si sono moltiplicati. Diventano molto grossi. Come questo.�� La sua canna si pieg� a semicerchio. Pochi minuti pi� tardi infil� nella rete la pi� grossa trota che Chris avesse mai visto, per non dire pescato.</p><p>Al primo pesce che abbocc�, Robin ruppe la lenza, per� in seguito riusc� a prendere un pesce altrettanto grande. In una mezz�ora catturarono la dozzina di pesci occorrenti per la cena, ma proprio a quel punto abbocc� all�amo di Chris una bestia che pareva pi� una balena che un pesce normale. Eppure, quando usc� dall�acqua, videro che aveva la forma e il colore della trota, nonch� lo spirito battagliero. Dopo venti minuti di lotta, Chris riusc� a infilare nel suo retino un pesce talmente grosso da far dire alla stessa Gaby di non averne mai visto uno simile. Chris lo fiss� con grande orgoglio, poi lo sollev� verso il cielo.</p><p>��Cosa te ne pare, Gea?�� grid�.�� � abbastanza grosso?</p></section><section><title><p>24</p><p>La grotta</p></title><p>Una volta, Chris riusc� a vederlo. Era una minuscola macchietta, molto a nord e molto in alto, ma doveva essere l�origine del ruggito continuo che aveva gi� udito un paio di volte in precedenza. Vide che svaniva dietro una montagna, ma riusc� a udirlo ancora per un minuto.</p><p>��Valiha�� disse�� vado a sinistra.</p><p>��Ti vengo dietro.</p><p>Chris si accost� a Gaby e Salterio. Afferr� il bordo dell�altra canoa, pos� sul fondo la pagaia, poi salt� agilmente da una all�altra. Gaby aggrott� la fronte.</p><p>��Non credi che sia ora di dirci tutto? Avevi promesso di insegnarci le cose che dovevamo sapere.</p><p>��L�ho detto, vero?�� Si rabbui� ancora di pi�, poi si arrese.�� Non volevo tenervi nascosto niente, a dire il vero. Solo, si tratta di cose di cui non amo parlare. Io��� Alz� lo sguardo, e vide che Robin si univa a loro.</p><p>��Va bene. Le chiamiamo bombe volanti. Sono creature nuove. Recentissime. Ho visto la prima non pi� di sei o sette anni fa. Gea deve avere lavorato a lungo su di esse, perch� sono talmente improbabili che non dovrebbero neppure essere vive. Sono la cosa pi� <emphasis>orrenda </emphasis>che abbia mai visto.</p><p>"Sono degli aeroplani vivi, spinti da motori a reazione. Ne ho esaminato uno solo, ma era bruciato dopo essere esploso. Qualche anno dopo la loro comparsa, ho ordinato sulla Terra un vecchio missile terra-aria guidato dal calore, e ne ho abbattuto uno. Era lungo trenta metri, e chiaramente organico, anche se aveva nel corpo un mucchio di metallo. Non so come funzioni; la sua biochimica deve essere qualcosa di fantastico, specialmente durante la gestazione.</p><p>"Comunque, mi sono chiesta come volasse. Aveva delle ali fisse, e due gambe che, quando volava, restavano ripiegate. Non credo che possa fare molta strada su quelle gambe. E aveva due vesciche-serbatoio che contenevano un liquido che forse era gasolio, o etanolo, o una loro miscela.</p><p>"Poi mi sono chiesta cosa potesse mangiare, per produrre il suo carburante nelle quantit� occorrenti per il volo. Intendo dire che deve essere estremamente goffo, quando � sulla terra. Inoltre, se vola con un motore a reazione, non pu� atterrare che in cima a uno strapiombo o sulla punta di un albero molto alto. Il compressore non entra in moto se l�animale � fermo. Perci�, per partire, gli occorre una catapulta di lancio o una lunga caduta, e poi accende il motore quando arriva a una velocit� limite. Per trovare la risposta a queste domande, dovevo mettermi al lavoro.</p><p>"Per prima cosa, pensai che era molto difficile che quelle creature si fabbricassero il combustibile da sole. Il cibo che mangiavano serviva per il loro normale metabolismo animale, e dovevano procurarsi il carburante da una fonte esterna. O pi� di una. Probabilmente si tratta di un�altra nuova creatura, e probabilmente vive negli Altopiani. Non ho ancora scoperto dove si trova."</p><p>��E sono pericolose?�� chiese Robin.</p><p>��Pericolosissime. L�unica nostra fortuna � che non ce ne sono molte. All�inizio pensavo che incontrassero difficolt� ad assalire le persone, ma poi ho scoperto che non era cos�. Volano a circa cinquecento chilometri l�ora. Nonostante il rumore del motore, ti arrivano addosso prima che tu te ne accorga. Ma possono anche spegnere il motore quando sono in piena velocit�, volare a poca distanza dalla superficie del terreno, e poi riaccendere dopo avere colpito, prima di scendere al di sotto della velocit� critica. Se ne vedete una, affrettatevi a gettarvi in un fosso. Non possono virare per fare un secondo passaggio, a meno che il terreno non sia piatto come una sogliola. Se siete dietro una roccia, siete al sicuro, e avete buone possibilit� di salvezza anche rimanendo semplicemente stesi a terra. Hanno degli arpioni uncinati sulla parte anteriore, e cercano di infilzarvi e di portarvi via, per poi mangiarvi con comodo da qualche altra parte.</p><p>��Bel programmino.</p><p>��Vero.</p><p>��Che cosa mangiano?�� domand� Chris.</p><p>��Tutto quello che riescono a sollevare.</p><p>��S�, ma in particolare? Lo scontro con un corpo grosso come quello di un uomo potrebbe rallentarli al di sotto della velocit� critica.</p><p>��Grazie, ma pare che riescano a trasportare bene gli umani. L�osservazione � giusta, comunque, e di solito preferiscono prede che vanno dai quaranta ai sessanta chilogrammi.</p><p>��Ehi�� esclam� Robin.�� Quella sono io.</p><p>��Anch�io, bambina. Ma pensa al respiro di sollievo che sta tirando il nostro amico.�� Sorrise a Chris, che a dire il vero non tirava nessun respiro.�� In realt�, se ne hanno l�occasione, attaccano anche un maschio umano adulto, e finora non hanno incontrato difficolt� a portarli via. Finora, sette umani sono stati uccisi da loro. Assalgono anche i titanidi, ma questo rientra gi� nella categoria del volere e non potere. So di una decina di casi in cui sono riusciti a sollevare i titanidi, ma almeno in altri due casi la bomba volante � precipitata ed � bruciata nel tentativo.</p><p>"Tutto sommato, non me ne preoccuperei eccessivamente. Io mi sento accapponare la pelle quando ne passa una, perch� le odio in modo feroce. Le ho sempre odiate, ancor prima che una di esse uccidesse un mio amico. Quando trover� la loro stazione di rifornimento, far� un bel fuocherello, ve lo assicuro. Sono bestie oscene, spaventose. Non attaccano gli aerostati, ma pare che si divertano a volare loro attorno, finch� le povere creature non impazziscono per la paura. E gli aerostati hanno ragione di spaventarsi, da quando uno di essi � scoppiato perch� � stato colpito dai gas roventi dello scarico; gli altri ne stanno ancora fischiando tra loro.</p><p>"Ma statisticamente ci sono molte cose che sono assai pi� pericolose. Se ti prendono, sei finito; ma le probabilit� che ti prendano sono scarse."</p><p>A Chris, Crio piacque molto. Forse questo era anche dovuto al fatto di essere usciti dalla notte di Rea, ma sotto alcuni aspetti gli pareva pi� bello di Iperione. A ovest c�erano i Monti Nemesi che chiudevano l�orizzonte, e non si scorgeva il proibitivo mare di ghiaccio di Oceano.</p><p>Dopo avere ripreso il suo corso verso est nella parte meridionale di Crio, Ofione s�immergeva nella pi� grande delle giungle. Gaby gli rifer� che in realt� c�erano delle foreste, nella parte occidentale di Iperione, che erano ancora pi� impenetrabili, ma per Chris era sufficiente quella. Alberi simili a quelli della Terra spuntavano spalla a spalla di forme aliene: punte, piume, cristalli, file di perle, pellicole, sfere e trine. Nella loro competizione per la luce e per lo spazio, oltrepassavano il limite della riva e si sporgevano sull�acqua e, anche se il fiume era largo, in taluni punti finivano per costituire una galleria che copriva del tutto l�acqua.</p><p>Si accamparono una sola volta nella giungla, e tutti rimasero sul chi vive, perch� tra quegli alberi c�erano creature che assalivano umani e titanidi. Robin si spavent� e spar� a una creatura grossa come un toro che era venuta a curiosare nei pressi della sua tenda, e poi venne a sapere che era innocua. Ne mangiarono alcune parti per colazione. Cinque minuti dopo avere gettato la carcassa nel fiume, l�acqua pullulava di anguille che si disputavano la sua carne. Spazzini, disse Cirocco, e aggiunse che laggi� le acque non erano pericolose. Chris, a ogni buon conto, salt� il bagno.</p><p>Era la prima volta che Robin usava la pistola. Cirocco le chiese di vederla, sorpresa del fatto che una donna cos� minuta riuscisse a maneggiare un�automatica calibro 45. Robin spieg� che usava proiettili a razzo, invece di cartucce normali. Gran parte della spinta si produceva all�esterno della canna. Era particolarmente utile con la bassa gravit� di Gea, dove il rinculo di una calibro 45 poteva far cadere a terra anche una persona molto pi� pesante. Aveva due tipi di caricatori, del formato standard a sette colpi: proiettili di piombo e proiettili che esplodevano all�urto.</p><p>Dagli ultimi contrafforti dei Monti Nemesi alla fine della giungla c�era una distanza di 120 chilometri in linea d�aria. Il fiume scorreva troppo lentamente e non riusciva a trasportarli, ma remando con alacrit� riuscirono a giungere alle pianure in un unico turno e si accamparono a pochi chilometri dai confini della foresta.</p><p>Mentre Chris dormiva, ricevettero la visita di una delegazione di titanidi di Crio, che accolsero con grande gioia la notizia che la Maga faceva parte del gruppo dei viaggiatori e che cominciarono a implorarla di organizzare un Festival. Chris venne poi a sapere che avevano i loro buoni motivi di chiederlo; mentre gli Accordi di Iperione, molto pi� grandi, avevano un Festival ogni miriariv, quelli delle altre regioni dovevano aspettare che la Maga, nei suoi imprevedibili viaggi, passasse da loro. Crio attendeva da molto tempo una sua visita.</p><p>Quando Chris si alz�, i titanidi di Crio prendevano parte alla colazione preparata da quelli di Iperione. Chris raggiunse il gruppo, e vide immediatamente la differenza tra le due razze. Mentre Valiha aveva la mole di un cavallo normanno, i titanidi di Crio avevano la taglia dei pony dello Shetland. Il pi� alto di loro gli arrivava alle spalle. Avevano per� lo stesso guazzabuglio di colori dei cugini venuti da Iperione. I colori di uno di essi parevano quelli di un <emphasis>tartan </emphasis>scozzese.</p><p>Nessuno di loro parlava inglese, che era una lingua che su Crio si parlava poco, ma Valiha present� Chris e tradusse alcune frasi di saluto. Chr�s prese immediatamente in simpatia una femmina dalla pelle bianca, e dai suoi timidi sorrisi cap� che anche lei lo trovava simpatico. Si chiamava Siilihi (Duetto Locriipolidio) Inno. Se avesse avuto due gambe di meno, Chris se ne sarebbe innamorato.</p><p>Gaby si rec� nella tenda di Cirocco per comunicarle la richiesta. Si ud� un lungo gemito, e Siilihi fece finta di guardare da un�altra parte, imbarazzata. Gli altri titanidi di Crio erano irrequieti. Chris si sent� in collera verso la Maga. Che cosa avvilente, per una razza cos� bella, recarsi a mendicare un favore da quella miserabile ubriacona!</p><p>Rimpianse di non poter svolgere lui le funzioni di Mago. Se c�era qualcuna che meritava di avere un bel bambino, quella era Siilihi. Si chiese se, la prossima volta che avesse visto Gea, potesse candidarsi per la carica di Mago, in modo da poter aiutare quella gente. Era certo di poterne affrontare le responsabilit� meglio di Cirocco.</p><p>Sembrava una cos� bella idea, anzi, che gli venne in mente di cominciare all�istante. Il primo passo era la fecondazione frontale, e perci� tese le braccia verso Siilihi, e vide che sgranava gli occhi.</p><p>Quando riprese conoscenza era disteso supino, sulla schiena di Valiha. Gli faceva male la mascella. Cerc� di rizzarsi a sedere, ma non ne fu capace. Era legato al dorso di Valiha, e gli avevano legato anche i polsi.</p><p>��Sto meglio�� annunci� al cielo. Valiha gir� il torso e lo guard� dall�alto.</p><p>��Dice che sta meglio�� annunci� agli altri. Chris sent� una variazione nel ritmo degli zoccoli. Presto Robin e Gaby si affiancarono per osservarlo.</p><p>��Mi piacerebbe trovare un modo non pericoloso per controllare se � vero�� disse Gaby.�� L�ultima volta che ti abbiamo lasciato libero, sei volato addosso a Robin. Sei stato una grande spina.</p><p>��Ricordo�� disse Chris, senza nessun tono particolare.</p><p>��Perch� non chiudi la bocca?�� fece Robin, guardando Gaby con occhi di fiamma. Gaby la fiss�, sorpresa, e poi annu�.</p><p>��Se ti senti in grado di occupartene, io mi ritiro.</p><p>��Allora, vattene. Me ne prendo io la responsabilit�.�� Gaby si allontan�, e Robin disse a Valiha di fermarsi per darle modo di liberare Chris. Lui si mise a sedere, strofinandosi i polsi e massaggiandosi la mascella. Si era trattato di un attacco breve, e di leggera intensit�. Comunque, aveva avuto il tempo di insultare la delegazione di Crio, di cercare di dare un pugno a Cirocco sotto gli occhi dei titanidi, e di fare proposte amorose a Robin dopo avere convinto tutti che la crisi gli fosse passata. Queste sue attivit� gli avevano guadagnato un occhio nero da parte di Cirocco e un calcio nelle balle e un pugno sui denti da parte di Robin. A quanto pareva, la sua miracolosa fortuna non funzionava nei riguardi di Maghe e di streghe. Cerc� una posizione pi� comoda sulla schiena di Valiha, e sent� nuovi dolori.</p><p>��Ascolta�� disse a Robin.�� Le uniche parole che mi vengono in mente sono che mi dispiace. E grazie per non avermi ucciso.</p><p>��Non c�� bisogno di scusarsi, e mi spiace di avere esagerato nel colpirti. Ma vedo che ti sei ripreso; del resto, mi eri saltato addosso. Comunque, adesso so come deve essere lo stupro.</p><p>Chris rabbrivid�; e pensare che aveva creduto di poter andare d�accordo con quella ragazza� Si sent� di nuovo prendere dalla depressione.</p><p>��Ho detto qualche cosa che non andava?�� domand�. Fiss� Robin, chiedendosi se scherzasse, ma vide che era realmente preoccupata.</p><p>��Io� forse capisco�� rispose lei.�� Devi credermi, quando ti dico che non pensavo che un uomo potesse vergognarsi dell�accusa di stupro. Vedo che ti dispiace, ma non devi dispiacertene. Non ti ritengo responsabile. Intendo dire che adesso capisco perch� tradizionalmente le mie sorelle ne hanno tanta paura. � stato spaventoso anche se non � successo niente. Anche se sapevo che non potevi farmi gravi danni. Se questi discorsi ti danno fastidio, dimmelo; io star� zitta.</p><p>��No, continua pure�� disse lui.�� La scorsa volta ti ho ingannato. Come puoi essere certa che non ti inganni anche questa volta?</p><p>��� Gaby, quella che hai ingannato�� rispose Robin.�� Io ti avrei lasciato legato. E non so come faccio a saperlo. Ma lo so.</p><p>��Come sapevi che non ti avrei fatto male��� trov� difficile dirlo, ma si costrinse a continuare�� pi� del normale dolore dello stupro, intendo dire. Come sai che non ti avrei battuto, mutilato, o ucciso?</p><p>��Perch�, avevo torto?</p><p>��No. No, io faccio cose terribili, ma non ho mai ucciso nessuno. Posso dare dei pugni, ma unicamente per togliere di mezzo qualcuno che mi d� fastidio. E dopo averlo colpito, me ne dimentico completamente. Ho molestato delle donne. Una volta, ne ho perfino violentata una. Ma si trattava soltanto� almeno, � cos� che mi hanno detto� di semplici impulsi sessuali non pi� sottoposti al controllo della coscienza sociale. Ma, anche nei momenti peggiori, non ho mai avuto rabbie omicide e non ho mai ricavato piacere facendo male alle persone. Con questo, per�, sono capace di ferire le persone che mi vogliono fermare.</p><p>��Avevo anch�io l�impressione che si trattasse di qualcosa di simile.</p><p>Ma Chris doveva ancora dire una cosa, ed era la pi� difficile di tutte.</p><p>��Mi � venuto in mente�� disse�� che se entrambi fossimo colpiti nello stesso tempo� e nella circostanza, poco probabile, suppongo, che non ci fosse nessuno a proteggerti o a fermarmi� io potrei� senza volerlo, ma non sarei capace di frenarmi��� Non riusc� a terminare.</p><p>��Ci ho pensato anch�io�� disse lei, con indifferenza.�� Non appena ho saputo qual era il tuo problema, ho capito che c�era questa possibilit�. Ho deciso di correre il rischio, altrimenti non sarei qui. Come dici tu, � un evento poco probabile.�� Tese la mano e gli sfior� il braccio.�� Vorrei farti capire che <emphasis>non ti ritengo responsabile. </emphasis>Non <emphasis>tu. </emphasis>Riesco ancora a fare la distinzione.</p><p>Chris la guard� a lungo, e infine sent� che parte della sua oppressione svaniva. Azzard� un timido sorriso, e lei glielo restitu�.</p><p>Ancora una volta, la loro destinazione era costituita dal cavo verticale centrale. Su Crio, si trovava a trentacinque chilometri a nord di Ofione.</p><p>Con notevole sorpresa di tutti, quando giunsero al cavo, Cirocco li invit� ad accompagnarla. Presto o tardi erano destinati a notare che la spedizione si fermava sempre nel centro di qualche regione, e non c�era bisogno di nascondere a nessuno la visita a Crio.</p><p>I titanidi preferirono non accompagnare Cirocco. La sola idea li innervosiva. Rimasero ai limiti dell�ombra del cavo, mentre Cirocco conduceva i tre umani nella foresta di colonne titaniche, nella zona dove i singoli fili, prima di avvolgersi tra loro, emergevano dal terreno. In quello che doveva essere il centro c�era un edificio che conteneva una scala in discesa. L�edificio era trasparente, e assomigliava a una cattedrale, ma era assai meno imponente dei monumenti che si trovavano nel mozzo.</p><p>La scala scendeva a elica, attorno a quello che doveva essere il filo centrale del cavo. Il corridoio era largo a sufficienza per ospitare venti persone poste l�una a fianco dell�altra, ed era alto cinquanta metri. Non ebbero bisogno di lanterne, perch� erano appese al soffitto creature volanti che emettevano una luce rossastra.</p><p>Chris aveva pensato che Cirocco scherzasse, quando aveva detto che le scale scendevano per cinque chilometri, ma risult� che era la verit�. Anche a una gravit� pari a un quarto di quella terrestre, non si scendono tanti scalini senza fermarsi a riposare. Ma alla fine, anche quella scala ebbe fine, e Chris si accorse di essere in una forma migliore del previsto. A parte un indolenzimento ai polpacci, si sentiva perfettamente a posto.</p><p>Giunsero in una caverna assai meno imponente di quello che Chris aveva previsto. Quello era Crio, dopotutto, e anche se era solo un dio subordinato, Chris ricordava quanto fosse maestosa e bizzarra la residenza di Gea.</p><p>Crio era un dio sotterraneo, un troglodita che non aveva mai visto la luce del giorno. Il suo regno puzzava di acidi e dei rifiuti di un miliardo di creature, e pulsava del battito di cuori sotterranei. Era un dio lavoratore, un meccanico al servizio di Gea, un dio che lavorava in mezzo all�olio lubrificante e che teneva in funzione gli apparecchi.</p><p>Giunsero a una sala con un largo pavimento orizzontale, al cui centro era contenuta una struttura cristallina simile a una clessidra, che giungeva al soffitto. La caverna aveva un diametro di 200 metri, e c�erano due corridoi che portavano a est e a ovest.</p><p>Ma la misteriosa struttura contenuta nel centro era chiaramente la parte importante. A Chris fece venire in mente l�industria pesante, anche se non avrebbe saputo spiegare perch�. In una forma come quella, poteva avvenire la fusione dei metalli, o la trasformazione dell�elettricit�. Si chiese se Crio vivesse all�interno, e si domand� se il cervello potesse essere cos� piccolo. O forse era soltanto la parte pi� alta di una struttura assai pi� grande? Attorno a essa c�era un fossato circolare che era largo venti metri, e la cui profondit� era indeterminata.</p><p>��Non fare il bagno l� dentro�� lo avvis� Gaby.�� � acido cloridrico concentrato. Le creature di Gea sono programmate in modo da non venire qui: guarda cosa � successo ai titanidi. Ma il fossato � l�ultima trincea, per cos� dire.</p><p>��Allora, quello � proprio Crio?</p><p>��In persona. Non faremo le presentazioni. Tu e Robin state accanto alla parete, e non fate movimenti bruschi. Crio conosce la Maga, e con me parla perch� ha bisogno di me. Sta� tranquillo, ascolta e impara.�� Indic� loro di sedere a terra, e poi raggiunse Cirocco ai margini del fossato.</p><p>��Parleremo inglese�� disse Cirocco.</p><p>��Benissimo, Maga. Ti ho mandata a chiamare novemila trecento e quarantasei rivoluzioni fa. Queste inefficienze cominciano a danneggiare il buon funzionamento del sistema. Pensavo di lamentarmi con il dio degli d�i, ma per ora ho rimandato il momento.</p><p>Cirocco infil� la mano fra le pieghe della sua coperta e scagli� qualcosa contro la forma immersa nel lago di acido. Quando colp� Crio si vide un lampo, e sulla sua superficie presero a rincorrersi delle macchie rosse.</p><p>��Ritiro quanto detto�� disse Crio.</p><p>��Hai ancora delle lamentele?</p><p>��No. Non ho nessuna lamentela.</p><p>��Cerca di non averne.</p><p>��Come tu dici.</p><p>Nonostante tutto, Chris era impressionato. Il battibecco era stato rapido, e privo di emozioni da parte di Crio. Cirocco non aveva alzato la voce. Eppure Chris aveva avuto l�impressione di vedere un genitore severo che sgridava un bambino.</p><p>��Hai parlato di un "dio degli d�i"�� disse Cirocco.�� Chi �?</p><p>��Ho parlato come umile servitore di Gea, l�unico dio. La frase era detta� in senso metaforico�� termin� Crio, alquanto a mal partito, pens� Chris.</p><p>��Eppure hai usato la parola "d�i", al plurale. Questo mi sorprende, perch� non pensavo che un simile concetto ti potesse entrare nella mente.</p><p>��Si ascoltano delle eresie.</p><p>��Ti riferisci a eresie d�importazione, oppure a quelle locali? Hai parlato con Oceano?</p><p>��Come sai, Oceano mi parla. Non � in mio potere cessare di ascoltare. Tuttavia, sono perfettamente riuscito a ignorarlo. Per quanto riguarda i concetti d�importazione, venuti dagli umani, conosco le loro grandi variet� di miti, e non me ne occupo.</p><p>Ancora una volta, Cirocco infil� la mano sotto la sua coperta. Questa volta, esit� a lungo e, mentre cos� faceva, sulla superficie di Crio comparvero altre macchie rosse, che danzavano ansiosamente. La Maga non se ne cur�. Fiss� il pavimento, pensosa, poi estrasse la mano, vuota.</p><p>La conversazione pass� ad argomenti che non avevano molto significato per Chris, e che riguardavano le vicende quotidiane di Crio. Durante tutto il colloquio, Crio non rimase precisamente servile, ma diede l�impressione di sapere chi comandava. Aveva la voce bassa, un po� ronzante, e non incuteva alcuna paura. Cirocco dava i suoi ordini con indifferenza, come se la sua posizione fosse quella di una regina che trattava con un plebeo che rispettava, ma che era pur sempre un plebeo. Ascoltava le sue parole, ma lo interrompeva a met� del discorso per comunicargli la sua decisione. Crio non tent� mai di discutere o di dare ulteriori spiegazioni.</p><p>Per pi� di un�ora discussero di questioni generali, poi il discorso pass� a questioni pi� prosaiche, e Gaby venne invitata a partecipare. Anche ora, gran parte degli argomenti in discussione risultava incomprensibile per Chris, ma un certo punto accennarono a un guasto in un acceleratore di particelle che faceva parte di Crio, molto al di sotto della superficie. Cosa se ne facesse, Crio, di un acceleratore di particelle, era un mistero per Chris.</p><p>Venne abbozzato un contratto preliminare, e Gaby si impegn� a controllare entro un miriariv, purch� Gea fosse disposta a corrispondere un pagamento adeguato. Si cit� una razza, che abitava su Febe, che era abile nei lavori di scavo.</p><p>Chris vide che Robin era gi� stufa dopo i primi dieci minuti. Lui resistette un poco di pi�, ma presto incominci� a sua volta a sbadigliare. Non che quel viaggio gli paresse sprecato� era interessante vedere l�aspetto dei cervelli regionali, ed era istruttivo vedere che Cirocco faceva qualcosa d�altro, oltre che bere� ma la scalinata era molto lunga. Pensava tristemente che adesso avrebbe dovuto rifare il tragitto in senso inverso.</p><p>Il colloquio termin� senza cerimonie. Cirocco si limit� a voltarsi, a fare un cenno a Robin e Chris, e tutt�e quattro si avviarono verso le scale. Passarono cinque minuti prima che la leggera curva del corridoio li portasse definitivamente fuori vista della grande sala sotterranea.</p><p>Cirocco si guard� dietro, poi abbass� le spalle. Si mise a sedere e si prese la testa fra le mani; infine la raddrizz� con un profondo sospiro. Gaby si sedette dietro di lei e cominci� a massaggiarle le spalle.</p><p>��Sei andata magnificamente, Rocky�� disse.</p><p>��Grazie. Gaby, ho bisogno di qualcosa da bere.�� Lo disse senza toni particolari. Gaby esit� per un attimo, poi infil� la mano nella borsa e prese una bottiglietta. Vers� una dose di liquore nel coperchio-misurino, e lo pass� a Cirocco, che bevve in un istante e le restitu� il coperchio senza chiedergliene ancora. Secondo Chris, Gaby sarebbe stata disposta a dargliene un altro.</p><p>Gaby rivolse a Chris e Robin un�occhiata indispettita.</p><p>��Potreste fare qualche commento�� disse.</p><p>��Lo farei�� disse Robin�� se sapessi di cosa parlavate.</p><p>��Io sono rimasto impressionato�� disse Chris.�� Ma mi pareva un lavoro di <emphasis>routine.</emphasis></p><p>Gaby sospir�.</p><p>��Scusate. Lo penso anch�io, adesso che lo dite. Ma non riesco mai ad abituarmi. Anche con uno abbastanza sano di mente come Crio, non si sa mai come si comporter� da una visita all�altra. Poteva schiacciarci come pulci, sapete? Non � affatto contento di dover prendere ordini da un alieno. L�unica cosa che lo tiene in riga � la sua paura di Gea. O il suo amore per lei. Francamente, in un rapporto di quel genere, non c�� molta differenza tra le due cose.</p><p>Chris aggrott� la fronte.�� Vuoi dire che siamo in pericolo?</p><p>��Il pericolo�� disse Gaby, guardandolo. Rise.�� Dieci minuti prima che entrassimo, quella sala era piena di acido, e adesso probabilmente lo � di nuovo. Non sarebbe stato difficile far succedere un incidente. Potrebbe addirittura convincere Gea che si tratti davvero di un incidente.</p><p>��Non lo farebbe mai�� disse Cirocco, decisa.�� Io lo conosco.</p><p>��Pu� darsi. Ma Oceano ha davvero parlato con lui, e lo sai. Me la sono vista brutta per un momento, quando ha iniziato con le sue "lamentele". Venendo da Crio, era come sentire un miliardario citare Carlo Marx.</p><p>��L�ho messo a posto�� disse Cirocco, allegramente.�� Gratta un po� pi� sotto, ecco, proprio l�.</p><p>Chris all�improvviso sent� voglia di sedersi. Si chiese cosa stesse facendo, laggi�. Era ovvio che non sapeva cos�era successo, e neppure che cosa dicevano Gaby e Cirocco. Quelle donne trattavano faccende che non gli sembravano del tutto reali, ma il cervello cristallino era concreto e reale come un paio di pinze. In qualche punto, nella distanza, esisteva un altro cervello come quello, ma infido, dedito alla guerra e alla morte. E al di sopra di tutti c�era una dea che collezionava cattedrali come le <emphasis>fiches </emphasis>di un gioco di poker per megalomani.</p><p>Era un�idea odiosa. E non poteva fare a meno di pensare che quando i mortali ficcano il naso negli affari degli d�i, i furbi scommettono sulla vittoria di questi ultimi.</p></section><section><title><p>25</p><p>Inglesina</p></title><p>��Cosa ne pensi, Rocky?</p><p>Cirocco si era lasciata prendere dal ritmo di quella salita interminabile, e si era svuotata la mente di ogni pensiero. Alz� lo sguardo, sorpresa.</p><p>��Di Crio? Lascialo perdere. Forse si potrebbe trovare il modo di farlo entrare in qualche gruppo organizzatosi sul momento. Ma in futuro. Per ora, lascialo perdere.</p><p>��Non lo giudichi un segno positivo?�� insistette Gaby.�� Il fatto che accennasse a lamentarsi di te presso Gea? Cosa ne pensi?</p><p>Cirocco sbuff�.�� Niente.</p><p>��Non credi di poter accendere quella scintilla?</p><p>��Cerca di non essere tanto ansiosa, Gaby. Il ghiaccio � molto sottile, e dal modo in cui riscaldi le cose�</p><p>��Mi spiace. Ma sai come la penso.</p><p>��Certo. Ma preferirei che tu lasciassi stare i ragazzi. Mi riferisco al "diritto di sapere" e via di seguito. Meno ne sapranno, meglio sar� per loro nel caso che le cose dovessero andare male. Non gli fai certo un favore, parlando in loro presenza di Crio e della sua fedelt� o meno. Se la cosa dovesse arrivare alle orecchie sbagliate, se uno di loro dovesse fare innocentemente qualche osservazione, a qualcuno potrebbero venire in mente delle cose che non mi piacciono. Adesso mi pento di averli portati qui sotto.</p><p>��Hai ragione�� disse Gaby.�� Star� pi� attenta.</p><p>Cirocco sospir� e le tocc� la spalla.</p><p>��Continua come prima. Fai la guida turistica. Mostra le meraviglie della regione. Racconta qualche storia, divertili, e ricorda che sono qui per imparare cose che serviranno a tenerli lontano dai guai, e non per farsi coinvolgere nei nostri affari.</p><p>��Pensi che potresti aprirti un po� di pi�? Potresti insegnargli un mucchio di cose.</p><p>Cirocco si fece seria.�� Potrei insegnargli un mucchio di cose sul bere.</p><p>��Non essere cos� dura con te stessa.</p><p>��Non so Gaby. Pensavo di stare meglio. Ma adesso c�� Inglesina.</p><p>Gaby rabbrivid�. Prese la mano di Cirocco e la strinse forte.</p><p>Poco al di l� della fila di cavi verticali, Ofione iniziava una serie di grandi meandri. Il terreno era piatto, e pressoch� orizzontale, e il fiume rallentava fino a dare l�impressione di strisciare.</p><p>Robin impieg� il tempo a perfezionare la sua abilit� con i remi. Remava tutto il giorno, e Oboe le insegnava le raffinatezze dell�arte de! vogatore. Assegnava a Robin il compito di manovrare da sola la canoa, facendole fare una stretta figura di "otto" nel minor tempo possibile. Poi riprendevano a vogare insieme per raggiungere gli altri. Robin si rafforz� le spalle, e sulle mani le vennero prima le bolle e poi i calli. Alla fine della giornata era esausta, ma lo era sempre di meno ogni mattina.</p><p>Non c�era fretta. Sulla riva comparivano gruppi di titanidi, che cantavano alla Maga. Gaby o Cirocco gridavano loro qualcosa, e quelli galoppavano via, al massimo dell�eccitazione. La parola era "Inglesina". Robin venne a sapere che era il nome di una grande isola dell�Ofione. Come Grandioso, prendeva il nome da una delle marcette tanto amate dai titanidi, ed era la sede del Festival Rosso di Crio.</p><p>Il Festival doveva avere luogo 120 rivoluzioni dopo l�incontro con la prima delegazione di Crio. Questo periodo di tempo era necessario ai titanidi locali per radunarsi. Perci�, il gruppo della Maga si accampava presto e si alzava tardi. Robin cominci� a trovare di proprio gusto il sacco a pelo, a dare meno retta ai mille rumori di Gea. Giunse addirittura ad amare il mormorio del fiume quando si rilassava e aspettava che arrivasse il sonno. In fondo non era molto diverso dal <emphasis>ron-ron </emphasis>che faceva il sistema di aerazione, a casa sua.</p><p>Non ci furono ulteriori guai con il cibo, e non ci furono visite di creature ignote. Ma una volta, all�accampamento, allorch� Robin si sentiva particolarmente annoiata, chiese a Chris di accompagnarla a caccia di beccaccini. Pensava che lui non avrebbe messo in dubbio la sua affermazione che i titanidi volevano un po� di beccaccini per la cena, e che non avrebbe trovato niente di strano nel tradizionale modo di catturarli. Dopotutto, che cosa c�era, su Gea, che non fosse strano?</p><p>Perci� lo port� lontano dal campo, gli mostr� come appoggiare a terra l�imboccatura del sacco, gli consigli� di legarlo strettamente, una volta che le piccole creature fossero entrate, e poi gli disse che si recava dietro una collina per stanare i beccaccini e spingerli verso di lui. A questo punto fece ritorno al campo e cominci� ad aspettare.</p><p>Si sent� un po� colpevole. Era stato talmente facile, ingannare Chris, che si era persa gran parte del divertimento. E si chiese, non per la prima volta, se era giusto ingannare i compagni mentre si svolgeva quello che tutti definivano un viaggio pericoloso. Il guaio era che fino a quel momento non era parso molto pericoloso, e che lei, doveva ammetterlo, non sapeva resistere alla tentazione.</p><p>Chris ritorn� quasi due ore pi� tardi. Robin stava gi� per andare a cercarlo, quando fece ritorno da solo, con un�aria infelice. Tutti erano intorno al fuoco, intenti a finire un altro ottimo pranzo; Gaby e Cirocco sollevarono lo sguardo, sorprese, nel vedere che si sedeva e prendeva il piatto.</p><p>��Pensavo che fossi nella tua tenda�� disse Cirocco.</p><p>��Anch�io�� disse Gaby, fissando attentamente Robin.�� Ma, adesso che ci penso, Robin non lo ha detto espressamente. Mi ha solo indotto a credere che tu fossi l�.</p><p>��Mi spiace��� disse Robin, rivolgendosi a Chris.</p><p>Lui alz� le spalle, poi riusc� a sorridere.�� Me l�hai fatta, certo. Poi mi sono ricordato di una cosa che avevi detto. Sul fatto che le streghe apprezzano una menzogna ben raccontata.�� Robin fu lieta di constatare che Chris non era offeso con lei. Era irritato, come prevedibile, ma, a quanto pareva, anche i terrestri, come le streghe, non si offendevano per uno scherzo amichevole. Almeno, Chris non si offendeva.</p><p>La storia venne fuori poco per volta, perch� Robin non poteva vantarsene onorevolmente, e Chris, del resto, non era molto soddisfatto di fare la figura del credulone. Mentre pian piano si chiariva l�accaduto, Oboe incroci� lo sguardo con quello di Robin e le rivolse un cenno d�avvertimento. La titanide continu� a osservare con attenzione Cirocco. Poi, all�improvviso, le rivolse un cenno, e Robin scavalc� con un balzo la roccia su cui sedeva e scapp� via di corsa.</p><p>��Un pollo gigante!�� gridava Cirocco.�� Pollo gigante? Te lo do io, il pollo gigante. Non riuscirai pi� a sederti per un mese!</p><p>Cirocco aveva la falcata pi� lunga, Robin lo scatto. Comunque, non si pot� mai sapere chi delle due corresse di pi�, perch� tutti si unirono all�inseguimento, e presto Robin, che rideva istericamente, venne accerchiata. Si divincol� con tutte le sue forze, ma non incontrarono difficolt� a buttarla nel fiume.</p><p>L�indomani trovarono un altro viaggiatore che chiese loro un passaggio. Era il primo umano da loro incontrato dopo la partenza da Iperione. Un uomo nudo, di bassa statura e con una barba nera fluente; comparve sull�argine e li salut�, poi raggiunse a nuoto la canoa di Cirocco e le chiese il permesso di salire. Chris si avvicin� per dargli un�occhiata. Dalle rughe e dall�aspetto della pelle, pareva avere una sessantina di anni. Parlava inglese con una cantilena che faceva pensare alla lingua dei titanidi. Li invit� a pranzo nella sua comunit�, e Cirocco accett� a nome del gruppo.</p><p>La comunit� si chiamava Brazelton, ed era costituita di varie cupole in mezzo a campi coltivati. Quando tir� in secco la canoa, Chris vide un uomo nudo che guidava un aratro trainato da una coppia di titanidi.</p><p>I brazeltoniani erano una ventina. Erano nudisti per convinzione religiosa. Tutti avevano la barba, uomini e donne. Sulla Terra, la barba da donna era una moda che era andata e venuta varie volte nel corso del ventunesimo secolo. Ormai era rara, ma la donna barbuta fece ritornare in mente a Chris la sua giovinezza, quando sua madre portava il pizzetto. La trovava un�usanza simpatica.</p><p>Gaby non conosceva quel gruppo, ma sapeva che praticava l�incesto. L�uomo che avevano raccolto si chiamava Nonno, e quello era il suo solo nome. Gli altri si chiamavano Madre-2 e Figlio-3, e cos� via. C�era una Bisnonna, ma nessun uomo della sua generazione. Man mano che nascevano i figli, ciascuno cambiava nome e passava alla categoria superiore.</p><p>Secondo Robin, quella comunit� era molto strana. Chris sent� che lo diceva a Gaby.</p><p>��Certo�� rispose Gaby.�� Ma su Gea ci sono molti altri gruppi, altrettanto strambi. E ricorda che anche la vostra Congrega doveva avere un aspetto bizzarro, all�inizio. Anzi, agli occhi degli abitanti della Terra, lo ha ancora. Le vostre Madri sono andate nel Sargasso; oggi i gruppi dissenzienti vengono qui, se sono sufficientemente piccoli per ottenere il permesso di Gea.</p><p>Le stranezze del gruppo non si limitavano ai costumi. C�erano anche degli individui particolari. Chris vide i primi ibridi tra umano e titanide. Una donna, che per tutto il resto pareva normale, aveva le lunghe orecchie dei titanidi e una coda senza peli che le giungeva fino alle ginocchia. C�erano anche due titanidi con gambe e piedi umani. Quando li vide, Chris, che si era ormai abituato alla forma delle gambe dei titanidi, li scambi� per malformazioni.</p><p>Ne parl� con Cirocco, ma le sue conoscenze di genetica erano insufficienti, e non riusc� a capire la spiegazione. Anzi, ebbe l�impressione che la Maga ne sapesse meno di quanto faceva credere. In realt�, Gea non aveva mai permesso ad alcun umano di studiare i geni dei titanidi, e nessuno degli ibridi aveva mai lasciato Gea. Il motivo per cui due razze cos� dissimili potevano dare degli incroci rimaneva un mistero.</p><p>Inglesina era una bassa isoletta, lunga otto chilometri e larga tre, nella parte orientale di Crio, vicino a Febe, il Mare del Crepuscolo. Nella sua parte centrale c�era un perfetto anello di alberi, ben curati, che aveva il diametro di due chilometri. All�esterno del cerchio sorgevano le tende dei partecipanti.</p><p>Si poteva raggiungere l�isola mediante sei ponti di legno, che per l�occasione erano decorati di nastri e vessilli. A nord e a sud c�erano dei moli con ormeggiate le zattere dei titanidi. Accanto a essi, spiagge per le imbarcazioni pi� piccole. Il fiume era pieno di barche. I titanidi di Crio passavano molto pi� tempo sul fiume che non i loro cugini di Iperione. Una buona met� dei convenuti giunse con le barche, l�altra met� giunse per via di terra.</p><p>Il Festival doveva durare le tradizionali due ettoriv: nove giorni terrestri. Valiha piant� la tenda di Chris accanto alla grande tenda bianca preparata per la Maga, e accanto a essa furono piantate anche quelle di Robin e di Gaby. Chris si rec� subito a osservare i preparativi.</p><p>L�ospitalit� dei titanidi di Crio non aveva niente da invidiare a quella dei cugini di Iperione, ma Chris non riusc� a divertirsi. Temeva di imbattersi in Siilihi. Aveva l�impressione che la storia del suo tentativo di aggressione nei suoi riguardi fosse trapelata in giro, che tutti lo conoscessero e che si tenessero in disparte, per timore che l�incidente si ripetesse. Nessuno ne accenn� con lui; tutti furono estremamente gentili. Era frutto della sua immaginazione, e nient�altro, pens� Chris, ma questo non riusc� a consolarlo. Si tenne in disparte anche lui, e cerc� di non farsi notare.</p><p>Robin passava molte notti nella tenda con lui, anche se Chris aveva riavuto una tenda propria. Chris non sapeva dire perch� continuava a dormire con lei. Gli piaceva la compagnia, ma a volte sorgevano delle difficolt�. Robin non si era pi� spogliata davanti a lui, dopo la sua scoperta sulle rive del Nox. Questo dava fastidio a Chris, perch� tutti quegli sforzi indicavano che lei non era disponibile. A volte, gli veniva la tentazione di dirle che se ne andava. Ma poi si diceva che forse Robin voleva dimostrargli di non avere paura di lui, di essergli amica, e Chris rimaneva, anche se non dormiva sonni tranquilli.</p><p>La quinta notte fu la peggiore. Non riusc� a prendere sonno. Si mise le mani dietro la testa e guard� le macchie di luce sulla tenda. Domani, si disse, me ne vado. Ci sono dei limiti.</p><p>��Cosa c��?</p><p>Chris la guard�, sorpreso che fosse sveglia.</p><p>��Non riesco a dormire.</p><p>��Per quale motivo?</p><p>Lui allarg� le braccia, cerc� le parole, e infine si disse che non era il caso di usare mezzi termini.</p><p>��Sono eccitato. Si passa un mucchio di tempo senza fare l�amore, si � circondati tutto il giorno da belle donne� la cosa si accumula, a lungo andare.</p><p>��Ho anch�io lo stesso genere di problemi�� disse lei.</p><p>Chris apr� la bocca per suggerire un rimedio, ma poi la richiuse. Che spreco, pens�; una soluzione cos� elegante e simmetrica�</p><p>��Dicevi che siamo uguali�� continu� Robin.�� Avevo gi� l�impressione che fosse questa la cosa che ti dava fastidio.�� Lui rispose con un brontolio, e Robin apr� il sacco a pelo e si mise a sedere. Allung� un braccio e gli tocc� le labbra con un dito.�� Mi fai vedere come si fa?</p><p>Lui la fiss�. Era ancora incredulo, ma cominci� a desiderarla con un�intensit� che non aveva pi� provato da quando era ragazzino.</p><p>��Perch�? Perch� ti piaccio o per curiosit�?</p><p>��Sono curiosa�� confess� Robin.�� Sul fatto che tu mi piaccia, non saprei. Cirocco dice che quello che noi consideriamo "stupro" � come quello che consideriamo "amore". Dice che anche la donna pu� provare piacere. Io ho le mie riserve.�� Sollev� un sopracciglio. Poche settimane prima, Chris non se ne sarebbe accorto a causa dei tatuaggi complicati, ma ora aveva imparato a conoscerla. La prese tra le braccia.</p><p>Robin rimase assai sorpresa nel vedere che non si limitava a penetrare in lei. Quando cap� che potevano fare l�amore come se fossero state due donne, non mostr� esitazioni. Anzi, fece varie cose per le quali Trini avrebbe certamente preteso un supplemento. Non aveva alcuna ritrosia. Diceva a Chris che cosa voleva e quando lo voleva, parlando come se Chris non lo avesse mai fatto. E, in un certo senso, aveva ragione. Anche se era stato con molte donne, Chris non ne aveva mai incontrata una che conoscesse cos� bene le proprie esigenze e che fosse cos� sicura di s� nel comunicarle.</p><p>Robin impar� presto. Dapprima era piena di domande e di osservazioni, voleva sapere cosa provava Chris quando lei faceva questo e quello, e scopriva con sorpresa come si presentavano le cose al tatto. Nessuna delle sorprese pareva spiacevole, comunque, e quando Chris pens� che fosse giunto il momento di passare ad attivit� pi� impegnative, anche Robin pareva ansiosa di prendervi parte.</p><p>Robin ritorn� al suo scetticismo dopo la penetrazione. Ammise di non avere sentito dolore, e che poteva anche essere una sensazione piacevole, ma osserv� che le pareva una pratica contro natura perch� non riusciva a soddisfare le sue esigenze. Lui cerc� di assicurarle che sarebbe andato tutto bene, e poi si accorse con raccapriccio che non era in grado di mantenere la promessa, perch� ormai era troppo tardi per fermarsi.</p><p>Ebbe ancora il tempo di augurarsi che Robin fosse disposta ad attendere il tempo necessario per un secondo tentativo, ma in quell�istante si sent� afferrare rudemente per le spalle, da dietro, e venne staccato da Robin.</p><p>��Lasciala, idiota!�� Era Cirocco. Chris non riusc� a capire altro, perch� tutto accadde troppo in fretta. Fin� a terra, proprio nel momento dell�orgasmo, e non cap� se dovesse sentirsi imbarazzato, ferito, o offeso. Un istante pi� tardi, per�, si rimise in piedi e colp� Cirocco con un pugno. La colp� sul mento, e Cirocco, finendo a terra, parve sorpresa quanto lui. Ma il trionfo di Chris dur� un solo istante. Mentre Cirocco si afflosciava, e lui sentiva male alla mano, arriv� di corsa Gaby, che gli piomb� addosso come se fosse caduta dal cielo. Dopo un attimo, Chris si trov� con la schiena a terra, e con Gaby che, inginocchiata sul suo petto, stava per colpirlo con un pugno.</p><p>Per�, non lo colp�, e dagli occhi le scomparve la furia. Lo aiut� a rialzarsi e gli diede un buffetto sulla guancia.</p><p>��Non bisogna mai colpire sull�osso�� consigli�.�� Ci si fa male alle nocche.</p><p>Robin era ancora distesa a terra e pareva stupita. Cornamusa si occupava di Cirocco, che si massaggiava il mento.</p><p>Chris era ancora in collera, ma con Gaby e un titanide tra lui e Cirocco, l�unica cosa che potesse fare era lamentarsi a voce.</p><p>��Non avevi alcun diritto di farlo�� grid�.�� Maledizione, non riesco a capirne il motivo. Eppure, lo hai fatto. Vieni fuori, e vedrai!</p><p>��Basta�� disse Cirocco, freddamente. Indic� a Cornamusa di lasciarla, e si mise a sedere.�� Forse ho fatto una cosa che non dovevo fare. Se questo � vero, potete bastonarmi tutti e due, e io non protester�. Ma, prima, ascoltatemi. Robin, che tipo di anticoncezionale usi?</p><p>��Non so di cosa parli.</p><p>��Esatto. E tu, Chris?</p><p>Chris sent� un brivido, ma non se ne preoccup�. Cirocco non poteva avere ragione.</p><p>��Io prendo delle pillole, ma non�</p><p>��Ricordo che me l�hai detto. Quando le hai prese l�ultima�</p><p>��<emphasis>�Robin non pu� avere figli! </emphasis>Me l�ha detto lei stessa, e se tu�</p><p>��Basta. Ascoltatemi.�� Cirocco tenne la mano sollevata finch� non fu certa che tutti la ascoltassero.</p><p>��Credo che tu abbia interpretato male le parole di Robin. Lei ha detto che non poteva, e tu hai pensato che non potesse fisicamente. Invece intendeva dire che i suoi figli avrebbero ereditato il suo disturbo, e che quindi non poteva farsi inseminare. A cosa serve la sterilizzazione, se l�atto del concepimento � cos� complicato?�� Fiss� Robin, che scuoteva la testa, esasperata.</p><p>��Ma noi ci limitavamo a fare l�amore�� spieg�.</p><p>Cirocco si avvicin� a lei, la prese per le spalle e la scosse.�� Maledizione, come credi che si facciano i figli? Dappertutto, salvo che nella Congrega, si fanno sempre alla stessa maniera�</p><p>��Ma io mi fido di lui, non lo capisci?�� grid� Robin.�� Noi facevamo soltanto l�amore, non volevamo fare nessun figlio. Lui non��� Si gir� su se stessa, e per la prima volta fiss� Chris con espressione dubitativa. Lui dovette distogliere lo sguardo.</p><p>Quando Cirocco spieg� la vera situazione, Robin impallid�. Chris non l�aveva mai vista spaventarsi cos�, ma era chiaro che era atterrita al pensiero del pericolo che aveva corso, e che aveva ragione di esserlo. Lo strano malinteso era sorto perch� Robin non sapeva che l�orgasmo maschile comportava l�eiaculazione, e che questa non era controllata dalla volont�, e dalla convinzione di Chris che Robin fosse sterile. Invece, lei non lo era affatto, e anche Chris era fertile, come dimostrato dalla produzione di un uovo con Valiha. In realt� aveva perso le pillole durante l��episodio� del suo male, nel corso della quarantena, e non aveva potuto trovarne altre.</p><p>Robin era quasi alle lacrime. Sedeva con la testa tra le braccia, aveva i brividi, e diceva:�� Non lo sapevo, non me lo sarei mai immaginato�</p><p>Chris si chiedeva quali potessero essere i futuri rapporti tra lui e Robin, ma una cosa era chiara.</p><p>��Ti devo delle scuse�� disse a Cirocco.</p><p>Lei gli sorrise.�� Non c�� niente di cui ti debba scusare. Io avrei fatto lo stesso. Non sono situazioni in cui si sta ad aspettare le spiegazioni.�� Si massaggi� la mascella.�� In realt�, � colpa mia perch� non mi sono scansata in tempo. Pu� darsi che i miei riflessi si siano rallentati.</p><p>��O che siano diventati pi� veloci i miei.</p><p>��� una possibilit�.</p><p>Come di comune accordo, gli altri ritornarono nelle loro tende, lasciando soli Chris e Robin. Il silenzio si trascin� a lungo, e Chris incominci� ad avere paura. Se la cosa era venuta in mente a Rocky, perch� non era venuta in mente anche a lui? Forse perch� aveva pensato solo al sesso. Robin ne pareva convinta. Ripensava alla loro precedente conversazione, si disse Chris. Robin evit� di guardarlo per qualche tempo, raccolse i propri pensieri, e alla fine disse, stando molto attenta alle parole, che le dispiaceva. In poche parole disse che la colpa era di tutti e due. Era stato un malinteso, ma per fortuna erano stati fermati in tempo. Disse che non aveva paura di lui.</p><p>Ma quella sera dormirono in tende separate.</p><p>Cirocco rientr� barcollante, dopo l�ultimo giorno del Festival, e intonando a voce alta una canzone. Gaby la mise a letto, e l�indomani mattina la caric� sulla canoa e la copr� con una coperta. Si lasciarono alle spalle l�isola di Inglesina e i suoi ultimi canti. Ofione ritorn� a scorrere quieto e imperturbabile sotto di loro, e il gruppo continu� vigorosamente a remare verso il Mare del Crepuscolo.</p></section><section><title><p>26</p><p>Il cammino della gloria</p></title><p>La distesa di acque collocata per met� in Crio e per met� in Febe era di solito designata sulle cartine come Febe o Mare di Febe, ma nessuno la chiamava mai cos�. Su Febe si viaggiava, e si navigava sul Mare del Crepuscolo.</p><p>E il nome era giusto. La parte occidentale del mare era in Crio, e perci� si trovava alla luce del giorno, ma poi il mare proseguiva lungo tutta la zona del crepuscolo fino alla notte di Febe. Osservate da una distanza sufficiente perch� la curvatura di Gea le facesse apparire verticali, le acque del Crepuscolo avevano all�inizio una tinta azzurra e verde, che poi passava all�arancione e al rame, e che terminava con il nero. Pressappoco nel centro c�era una grande isola chiamata Unome, immersa in un crepuscolo perpetuo, e su di essa c�erano due laghi chiamati Gandra e Concordia. Sull�isola, e solo su di essa, viveva una razza di creature simili agli insetti, che era nota agli umani e ai titanidi come i Fabbri Ferrai. Dal poco che le venne detto, Robin cap� che era una razza del tutto sgradevole, a partire dall�odore e continuando con ogni altro aspetto dei loro usi e costumi. Si rallegr� del fatto che la Maga non avesse da trattare alcun affare con loro.</p><p>In realt�, avevano deciso di scegliere il percorso di massima sicurezza.</p><p>La costa settentrionale del Mare del Crepuscolo era quasi lineare, e seguendo una rotta parallela a essa, si aveva sempre a disposizione un porto: cosa utile, perch� Crepuscolo era noto per le sue tempeste improvvise.</p><p>La navigazione del Mare del Crepuscolo si svolse senza incidenti, ma Robin pass� l�intero periodo tenendosi in disparte. L�incidente con Chris l�aveva scossa. Non lo incolpava di niente, ma provava un certo timore quando si accorgeva che lui la guardava. Si riproponeva sempre di ricavare lezioni dalle disgrazie della vita, e i suoi esperimenti di amore eterosessuale le avevano insegnato che il suo peggior nemico, su Gea, era la sua ignoranza.</p><p>Non era una scoperta nuova. Per tutta la vita aveva cercato di escludere le cose che non riguardavano direttamente la sua sopravvivenza. Facendo questo, spesso aveva trascurato particolari che invece erano regolarmente notati da persone pi� pazienti, meno esclusiviste, che ascoltavano e osservavano ogni cosa, anche se poteva sembrare inutile.</p><p>E adesso era giunto il momento di rinunciare al preconcetto che la Maga fosse solo un�alcolizzata, rispettata soltanto per la fama delle sue passate imprese. Non era stata una grande cosa, ma Robin, quando aveva avuto il tempo di riflettere, ne era rimasta impressionata. Cirocco non poteva avere udito niente finch� Chris non si era messo a miagolare, ossia non era gi� giunto sul ciglio del precipizio. Cirocco aveva pensato rapidamente, aveva messo insieme alcuni particolari come la perdita degli anticoncezionali e il difetto genetico di Robin, ne aveva dedotto che entrambi ignoravano la realt� e che Robin era probabilmente fertile, ed era passata immediatamente all�azione senza curarsi delle conseguenze. Ci� che aveva fatto era socialmente impensabile, ma Cirocco aveva ragione, sapeva di averla, e aveva agito.</p><p>Si chiese se il pugno di Chris aveva davvero colto Cirocco di sorpresa, o se era stata lei a lasciarsi colpire. Era ovvio che Chris si vergognava di essere il peggiore, nella lotta, in un gruppo composto di tre donne e un uomo. Riuscire a colpirla in un momento cos� brutto per lui gli aveva permesso di conservare un po� di amor proprio.</p><p>Ma era impossibile saperlo. Sapeva per� che in futuro non avrebbe mai pi� sottovalutato Cirocco.</p><p>Ofione usc� dal Mare del Crepuscolo come era uscito dal Nox: il mare si restrinse gradualmente, e a un certo punto divenne un fiume. Ma invece di una serie di pompe, il gruppo si trov� di fronte a cinque chilometri di rapide. Si fermarono nell�ultimo tratto tranquillo, e le quattro barche si accostarono per decidere come procedere. Solo Cirocco e Gaby conoscevano quella parte del fiume. I titanidi si limitarono ad ascoltare, pagaiando lentamente all�indietro per tenersi lontano dalla corrente.</p><p>Entrarono nella corrente uno alla volta: per primi Cirocco e Cornamusa, per ultimi Gaby e Salterio. Quando giunse il suo turno, Robin esult� per la velocit� e per il rumore delle acque.</p><p>Si inginocchi� a prua e si mise a pagaiare vigorosamente, finch� Oboe non le consigli� di risparmiare le forze e di lasciare che il fiume lavorasse per lei. Robin vide l�effetto dei pochi colpi di remo, forti e calcolati, della titanide, e fece del suo meglio per aiutare anzich� ritardare. Occorreva trovare un ritmo, trovare il modo per entrare in sintonia con il fiume. Per due volte allontan� con il manico della pagaia massi sommersi, e una volta ricevette da Oboe un grido di incoraggiamento. Sorrideva ancora quando, girando dietro un�ansa, si trovarono in un tratto di acque caotiche, lungo cento metri, che parevano scendere a precipizio.</p><p>Non ci fu il tempo di riflettere. Robin recit� una preghiera, senza accorgersene, e si tenne forte.</p><p>La canoa trem�. Un�onda super� il bordo della canoa e bagn� la faccia a Robin, che poi dovette fare del suo meglio per mantenere la prua orientata in avanti. Le parve di udire un grido di Oboe, ma il rumore del fiume era troppo forte. Il legno si ruppe sotto di lei, e all�improvviso Robin si trov� nel fiume, appesa al bordo della canoa.</p><p>Quando riusc� a emergere con la testa dall�acqua e a riaprire gli occhi, vide che anche Oboe era finita in acqua, ma che teneva i piedi sul fondo ed era sommersa fino alla vita. Era riuscita a condurre la barca fino a una zona di relativa quiete accanto alla riva; ora sal� su una piattaforma di roccia e sollev� la poppa della canoa.</p><p>��Tutto a posto?�� chiese, e Robin annu�. Alzando gli occhi, scorse Gaby e Salterio.</p><p>Dopo avere esaminato la canoa, decisero che doveva giungere fino al termine delle rapide: le altre erano gi� sovraccariche. Robin doveva salire con Gaby, e Oboe doveva far compiere alla canoa il resto del tragitto. Robin non disse niente, ma sal� sulla canoa di Gaby con un senso di fallimento.</p><p>��Non sono in grado di ripararla�� disse Oboe, dopo avere esaminato le centine rotte della canoa.�� Dobbiamo recuperare la tela e aspettare finch� non incontreremo un altro gruppo di alberi-canoa.</p><p>��Robin pu� venire con me e Valiha�� disse Chris.</p><p>Robin ebbe un attimo di esitazione, e poi annu�.</p><p>Erano sbarcati su una larga distesa di fango, alla confluenza dell�Ofione e del fiume Arges, nel centro di Febe. La zona era scura, e si scorgeva unicamente qualche albero rinsecchito che assumeva un colore argenteo e traslucido in quella penombra lunare. In realt�, Febe era leggermente pi� chiara di Rea. Questo grazie al Mare del Crepuscolo, che in parte era illuminato, e che rifletteva la luce assai meglio delle terre che salivano ai due lati del Nox. Ma quel leggero guadagno si perdeva a causa dello squallore del territorio. Rea, se non altro, era accidentata; la parte centrale di Febe era invece una palude.</p><p>Robin la trov� insopportabile. Era piantata nel fango fino alle caviglie e vedeva soltanto un territorio che doveva essere il paradiso delle anguille e delle rane, ma non di altri. Gi� si era scordata del piacere provato nel discendere le rapide. Era inzuppata fino all�osso e non c�erano prospettive di asciugarsi entro breve termine. E anche il pensiero che se non ci fosse stata lei nella parte anteriore della canoa, l�incidente non sarebbe successo, non le dava molta consolazione. Si chiese ancora una volta cosa facesse, laggi�.</p><p>E non era la sola, a non gradire quel posto. Nasu continuava ad agitarsi nella borsa. Il serpente aveva sofferto il viaggio. Robin sapeva che avrebbe dovuto lasciare il demone sulla Congrega: aveva pensato di farlo, ma all�ultimo momento non ne aveva avuto il coraggio. Allarg� l�apertura, e il serpente tir� fuori la testa e assaggi� l�aria con la lingua. Vedendo per� che era fredda e umida come l�interno della borsa, e non trovando posti asciutti dove mettersi a dormire, presto ritorn� dentro</p><p>Oboe e Salterio smontavano la canoa danneggiata, e portavano nelle altre il suo contenuto. Robin vide che gli altri erano poco lontano, e che si erano portati in un punto che senza dubbio, per Febe, era terreno elevato, ossia avevano i piedi qualche centimetro al di sopra dell�acqua. Rocky sedeva su una roccia e fissava il cavo centrale di Febe, che giganteggiava su di loro, ma gli altri guardavano verso nord. A Robin non pareva di scorgere niente di rimarchevole, ma attravers� il fango per raggiungerli.</p><p>��Cosa c�� di interessante?�� chiese.</p><p>��Non so ancora�� disse Chris.�� Aspetto che Cornamusa me lo spieghi.</p><p>Cornamusa muoveva i piedi sul terreno, irrequieto.</p><p>��Forse era meglio non dire niente�� fece.</p><p>��Forse era davvero meglio�� annu� Valiha, fissandolo con occhi di fiamma. Ma Cornamusa prosegu�.</p><p>��Be�, voi siete qui per dimostrare a Gea il vostro eroismo. Io mi limitavo unicamente a segnalarvi le possibili occasioni. Prendere o lasciare.</p><p>��Io lascio, grazie�� disse Robin. Guard� Chris.�� Non dirai sul serio, spero.</p><p>��Non so�� ammise Chris.�� Io sono venuto perch� Gaby diceva che se non mi mettevo in cerca, le occasioni non spuntavano da sole, e mi pareva che il discorso fosse giusto. Non ho mai veramente deciso se accettare le regole di Gea o se rifiutarle. Visto che sono qui, non devo averle rifiutate. Ma ammetto di non avere mai pensato seriamente ad andare in viaggio da solo.</p><p>��E non devi pensarlo�� disse Valiha.</p><p>��Comunque, vorrei sapere cosa c�� laggi�.</p><p>Robin sbuff�, ma alla fine dovette ammettere che voleva saperlo anche lei.</p><p>��Quella montagna�� disse Cornamusa. Robin vide una macchia nera, di forma conica.�� � quasi ai bastioni settentrionali�� prosegu�.�� A quanto si dice, � un brutto territorio, dove ci sono poche forme di vita. Io non ci sono mai stato. Ma so che ci abita Kong.</p><p>��Chi � Kong?�� domand� Chris.</p><p>��Una scimmia gigantesca�� disse Gaby, che si era unita a loro.�� Che altro pu� essere? Andiamo, ragazzi. Le canoe sono pronte.</p><p>��Ancora un attimo�� disse Chris.�� Vorrei sentire la storia.</p><p>��Cosa c�� da sentire? Se ne sta lass���� Lo guard� con sospetto.�� Ehi, non penserai di� oh. Vieni con me, Chris, e ti parler� di Kong.�� Lo condusse qualche metro pi� in l�, tenendo d�occhio Cirocco. Robin li segu�, ma i titanidi non si mossero. Quando riprese a parlare, Gaby parl� a voce bassa.</p><p>��Rocky non ama sentir parlare di Kong�� disse, facendo una smorfia.�� E io non le do torto. Kong � una creatura unica, cio� � l�unica della sua specie, e ha un centinaio di anni. Appartiene alla stessa categoria dei draghi di cui vi ha parlato Gea; uno diverso dall�altro, nessuna possibilit� di riproduzione. Escono dalla terra dopo che Gea li ha creati, vivono per tutta la durata di vita per cui sono programmati, che di solito � abbastanza lunga, e poi muoiono.</p><p>"Kong � basato su un film visto da Gea, come il gigantesco verme delle sabbie di Mnemosine. Quaggi� ci sono molte creature dello stesso tipo. Naturalmente, i pellegrini vanno a cercarle nelle loro imprese, e io mi rifiuto di pensare a quante persone siano state uccise da Kong. A meno che non si abbia un cannone o un vagone di dinamite, � impossibile ucciderlo. Credetemi, ci hanno provato in tanti."�</p><p>��Eppure, deve essere possibile�� disse Chris.</p><p>Gaby alz� le spalle.�� Tutto si pu� fare, se si prova un numero sufficiente di volte. Io non credo che <emphasis>tu </emphasis>sia pronto ad affrontarlo, comunque. Io, personalmente, non ho nessuna voglia di farlo. Andiamo, Chris, ci sono dei modi pi� semplici per suicidarsi.</p><p>��Perch� C�rocco ha paura di lui?�� chiese Robin.�� O forse "paura" non � la parola esatta?</p><p>��No, no, "paura" � proprio la parola esatta�� disse Gaby, quasi bisbigliando.�� Kong divora tutto quello che si muove. L�unica eccezione � la Maga. Gea lo ha costruito con un tropismo. Fiuta l�odore di Cirocco a cento chilometri di distanza, e il suo odore � l�unica cosa che possa farlo uscire dalla montagna. Non credo che si possa parlare di amore, ma � una coazione molto forte. La segue fino al bordo della zona crepuscolare. Di Gea si pu� dire quello che si vuole, ma di solito lascia sempre una scappatoia, e perci� ha costruito Kong con un�avversione per la luce; lo stesso si pu� dire per il verme delle sabbie, che non sopporta il freddo che c�� ai margini di Mnemosine. Kong non la seguirebbe fino a Teti o Crio.</p><p>"Ma se il vento soffiasse dal sud, in questo momento non saremmo su Febe. Rocky, quando pu�, e ammesso che sia costretta a venire su Febe, passa per gli altipiani meridionali, perch� se Kong sente il suo odore, viene di corsa a prenderla. E se riesce a prenderla, la porta sulla sua montagna. � riuscito a prenderla una volta, cinquant�anni fa, e sono passati sei mesi prima che riuscisse a liberarsi."</p><p>��E cosa le ha fatto, lo sc�mmione?�� chiese Robin.</p><p>��Cirocco non � disposta a parlarne.�� Gaby sollev� le sopracciglia e li fiss� a uno a uno, poi si allontan�.</p><p>Robin torn� a guardare la montagna, e vide che anche Chris la guardava.</p><p>��Non penserai�</p><p>��Che cosa vi ha detto?</p><p>Robin fece un sobbalzo nel vedere quanto fosse vicina la Maga, e si chiese come avesse fatto ad avvicinarsi cos� silenziosamente.</p><p>��Niente�� disse Robin.</p><p>��Via, ho sentito qualcosa, prima che cos� opportunamente vi portasse via. Non crederete a tutto, spero.</p><p>Robin riflett� su quanto aveva udito, e comprese, con un certo dispetto, che aveva creduto a tutto.</p><p>��Be�, non erano <emphasis>tutte </emphasis>invenzioni�� disse Cirocco.�� Laggi� c�� Kong, ed � alto venti metri, e mi ha catturato e mi ha tenuta prigioniera, e io non ne parlo perch� si � trattato di un�esperienza molto spiacevole. Sporca il suo nido. Ormai, la cacca compressa, nella sua caverna, sar� alta novanta metri. Gli piace tirare fuori i suoi prigionieri e dare loro un�occhiata di tanto in tanto, ma se pensate a qualcosa di torbido, toglietevelo pure dalla testa. Non � neppure attrezzato per farlo: � sessualmente neutro.</p><p>"Ha un fiuto eccezionale, certo, ma la storia che fiuti soltanto <emphasis>me </emphasis>� una balla. Lo attirano tutte le femmine umane. Quello che lo fa accorrere � l�odore del sangue mestruale."</p><p>Robin cominci� a preoccuparsi. Perch� diavolo dovevano passare per Febe proprio in <emphasis>quel </emphasis>momento?</p><p>��Non preoccuparti�� le disse Cirocco.�� Ha il naso talmente fino, che non c�� mai un momento in cui si sia veramente sicure. Comunque, l�odore, in un certo senso, � quello che ti protegge. Quando cattura un uomo, lo divora. I titanidi lo rendono perplesso. Di solito non si basa molto sulla vista, ma quando cattura un titanide, in parte lo mangia, ma risparmia il torso perch� gli sembra che abbia l�aspetto giusto. Poi ci gioca finch� non cade a pezzi.�� Al ricordo, aggrott� la fronte e guard� da un�altra parte.</p><p>Poi prosegu�:</p><p>��Comunque, � possibile ucciderlo. Conosco un paio di modi per farlo. C�� stato un cacciatore, trent�anni fa, che � perfino riuscito a catturarlo. Credo che pensasse di portarlo via vivo, anche se non saprei dire come, perch� Kong � riuscito a liberarsi e lo ha mangiato. Il fatto, comunque, � che lo aveva catturato e che avrebbe potuto ucciderlo.</p><p>"Ma nessuno va sulla montagna a ucciderlo, perch�, se siete un pellegrino, ci sono altre imprese pi� facili che possono produrre gli stessi risultati. Per esempio, si pu� salvare una delle sue prigioniere. Se siete una donna, non correte neppure il rischio di essere uccisa, perch� non uccide mai le donne. Non che io consigli di farsi catturare da lui; ci sono vari modi pi� interessanti di passare il tempo. Comunque, di solito ha qualche prigioniera. So che sei mesi fa ha rapito una donna, e forse ne ha altre."</p><p>Fece per allontanarsi, ma si gir� ancora a parlare.</p><p>��Una cosa che Gaby non vi ha detto � come ho fatto a uscire. Se pensate che abbia messo a frutto la mia conoscenza di Gea o che sia riuscita a battere in astuzia lo scimmione, ebbene vi sbagliate. Se fossi stata costretta a fare da me, sarei ancora lass�. Il fatto � che Gaby mi ha portata via con grave rischio per la sua libert�, e io preferisco non parlarne perch� francamente si accorda poco con la mia immagine. Kong � uno stupido mostro, ma non � niente da ridere, e Gaby impersona meglio di chiunque altro la parte del cavaliere dalla lucente armatura, ma io temo di essere stata una ben misera damigella in pericolo. Quando mi tir� fuori di l�, mi era rimasto ben poco orgoglio.�� Scosse lentamente la testa.�� E io non ho potuto darle neppure il premio tradizionale.�� Si allontan�.</p><p>Robin guard� ancora una volta la montagna, poi Chris; gli scorse negli occhi uno sguardo sospetto, e ricord� cosa stava per dirgli prima di essere interrotta da Cirocco.</p><p>��No�� disse Robin con decisione, prendendolo per il braccio e spingendolo verso le canoe che li attendevano.�� � quello che Gea ti vorrebbe far fare. Vuole che tu le prepari un bello spettacolo, e non le importa che tu muoia nel farlo.</p><p>Chris sospir�, ma si lasci� trascinare.</p><p>��Devi avere un�idea molto bassa della mia capacit� di badare a me stesso.</p><p>Robin rimase stupita dall�osservazione, e lo fiss� negli occhi.�� � quello che credi? Ascolta, capisco anch�io il bisogno di dimostrare le proprie capacit�. Probabilmente, lo sento pi� di te. Ma l�onore personale non pu� essere messo al servizio della cattiveria. Deve significare qualcosa.</p><p>��Significherebbe qualcosa per quella donna lass�. Scommetto che lei non lo vedrebbe come un gioco.</p><p>��Quella donna non � affar tuo. � una sconosciuta.</p><p>��Mi sorprende sentirti dire questo di una sorella.</p><p>Anche Robin rimase leggermente sorpresa, e cerc� una motivazione. Quando la trov�, non rimase molto soddisfatta, ma dovette prenderla ugualmente in considerazione. In parte l�aveva detto perch� le ripugnava l�idea che qualcuno facesse imprese eroiche per impressionare la dea del fango, Gea. In parte perch�</p><p>��Non voglio che ti faccia del male. Sei mio amico.</p></section><section><title><p>27</p><p>Scoppi di fiamma</p></title><p>��Questa potrebbe essere la parte pi� pericolosa del viaggio�� disse Cirocco.</p><p>��Non sono d�accordo�� disse Gaby.�� Giapeto sar� peggio.</p><p>��Pensavo che il peggiore di tutti fosse Oceano�� comment� Chris.</p><p>Gaby scosse la testa.�� Oceano � duro, ma non ho mai incontrato difficolt� a passare. Se ne sta tranquillo, con le orecchie basse, intento a macinare i suoi piani. Io non penso di poter sopravvivere fino al momento in cui passer� all�azione. Questi cervelli pensano in funzione dei millenni. Giapeto � la regione pi� ostile. Quando lo attraversi, puoi essere certo che ti noter� e che cercher� di fare qualcosa.</p><p>Il gruppo era radunato attorno alla base del cavo centrale di Febe, che, come quello di Iperione, sorgeva in un�ampia ansa del fiume. O, meglio, il cavo aveva creato l�ansa con un processo che Cirocco chiamava cedimento millenario. Dal tipo di sedimenti che si erano raccolti attorno al cavo risultava chiaro che in origine Ofione scorreva fra i vari trefoli. Con la messa in tensione della periferia, il territorio sotto il cavo si era sollevato e il fiume aveva trovato un nuovo alveo.</p><p>��Hai ragione per quanto riguarda Giapeto e Oceano�� disse Cirocco.�� Anche se dubito che Oceano rimanga tranquillo ancora per molto. Comunque, questo � l�unico posto dove due forti regionali opposti a Gea confinano tra loro. Rea � troppo pazzo per essere definito un nemico. Al di l� di Teti c�� Tea, che � ancora fedele a Gea, e al di l� ancora c�� Meti, che � nemico, ma codardo. Dione � morto, e dopo di lui�</p><p>��Uno dei cervelli regionali � morto?�� chiese Robin.�� Che ripercussioni ha avuto sulla regione?</p><p>��Meno di quello che pensi�� disse Cirocco.�� Dione ha avuto la sfortuna di trovarsi tra Meti e Giapeto allo scoppio della guerra. Era troppo fedele per collaborare con i ribelli o anche solo per rimanersene nelle retrovie, e di conseguenza fu attaccato e mortalmente ferito. � morto da tre o quattro secoli, ma il territorio funziona lo stesso. Giapeto ha cercato di impadronirsene, ma non ha avuto successo. Credo che Gea sia in grado di provvedere a gran parte delle necessit� della zona.</p><p>��Laggi��� disse Gaby�� ho dovuto fare un mucchio di lavori. Su Dione le cose si guastano molto pi� in fretta, ma � un posto abbastanza tranquillo.</p><p>��Comunque�� continu� Cirocco�� soltanto in questa zona, con Febe e Teti, ci sono due nemici di Gea fianco a fianco. Io, quando posso, preferisco attraversare la zona a bordo di un aerostato, e potete farlo anche voi, Chris e Robin, se volete lasciarci ora. Attraverseremo Febe e Teti con la massima rapidit�, ma dovremo passare per via di terra, perch�, anche se per il momento posso ancora chiamare un aerostato, nessuno di loro sar� disposto a prendermi dal centro di Febe per portarmi al centro di Teti, che sono i posti in cui devo andare.�� Fiss� prima Chris e poi Robin.</p><p>��Io resto�� disse Robin.�� Ma vorrei andarmene di qui. Ho paura che Kong abbia� capite. Ne ho ancora per due giorni.</p><p>��Finch� dura il vento, noi siamo a posto�� disse Gaby.�� Se cambier�, ci metteremo in cammino molto in fretta, ve lo assicuro. E tu, Chris?</p><p>Anche Chris pensava a Kong, ma non nella maniera creduta da Robin. Non era particolarmente ansioso di diventare un eroe, vivo o morto che fosse, ma lo turbava una cosa: che era stata l�unica vera possibilit� da lui avuta fino a quel momento.</p><p>��Io resto�� disse.</p><p>Ai titanidi non piaceva Febe. Tendevano a sobbalzare a ogni minimo rumore. A un certo punto, Valiha per poco non sal� su un piede a Robin. Rimasero accanto al fuoco a poca distanza dal cavo e intonarono i loro canti, attivit� che Chris giudic� analoga a quella di fischiare nel buio per farsi coraggio.</p><p>Non os� biasimarli. Aveva paura anche lui.</p><p>Cirocco aveva promesso di fare in fretta. Non si era parlato di qualcuno che la accompagnasse durante la visita a Febe, neppure di Gaby. La Maga sapeva che Febe non intendeva neppure svuotare la sua vasca di acido, e che quindi lei avrebbe dovuto comunicare come meglio poteva, dalle scale. Non c�era nessun motivo di prolungare l�incontro pi� del minimo indispensabile. Cirocco doveva chiedere a Febe di ritornare all�alleanza con Gea per godere dei benefici del suo amore: ossia, per evitare le conseguenze della sua collera, poich� Gea, anche se non era in grado di fare molto per migliorare la situazione di Febe, poteva causargli gravi danni. Febe si sarebbe rifiutato, e avrebbe detto a Cirocco di andarsene, accompagnando forse le sue parole con una dimostrazione di potere capace di impaurirla ma non di recarle danno. Febe non era uno sciocco. Sapeva che uno dei raggi era puntato su di lui come un cannone da assedio cosmico, e conosceva la Grande Stretta.</p><p>Cirocco aveva parlato con Chris della Grande Stretta, che era stata la maggiore arma di Gea durante la Rivolta di Oceano. L�interno di ciascun raggio era coperto di uno spesso strato verde, costituito di alberi della "foresta verticale". Verticale perch� era verticale il terreno su cui spuntavano. Gli alberi crescevano orizzontalmente dalle pareti del raggio ed erano talmente grandi da fare impallidire una sequoia terrestre.</p><p>Per poter praticare la Grande Stretta, dapprima Gea aveva privato di umidit� la foresta per varie settimane. Era diventata la pi� grande pila di legna da ardere che si fosse mai immaginata. Non fu necessario che Gea premesse troppo, per sradicare milioni di alberi che caddero sulla zona notturna sottostante. Aveva coperto in questo modo Oceano, dando fuoco ai tronchi e poi chiudendo la valvola inferiore del raggio. La tempesta di fuoco aveva carbonizzato Oceano fino allo strato di roccia. E pareva che Oceano avesse imparato la lezione, perch� erano passati diecimila anni prima che avesse osato nuovamente sfidare Gea.</p><p>Le ore si trascinarono, e Cirocco non fece ritorno. Aveva gi� fatto cos� tante volte le scale che portavano ai cervelli regionali, che sapeva quasi al minuto la durata del percorso. Era improbabile che passasse con Phoebe pi� di un�ora, ma il tempo pass�, scandito dal lento movimento dell�orologio giroscopico, e Cirocco non fece ritorno. Quando Gea ebbe terminato un�altra delle sue rivoluzioni di sessantun minuti, Chris chiese se non fosse il caso di preparare l�accampamento. Ma l�idea non incontr� molti sostenitori, anche se Robin e Chris erano svegli da molto tempo. Gaby non volle neppure discuterne; anche se non lo disse espressamente, tutti sapevano che se Cirocco non fosse ritornata presto, Gaby sarebbe andata alla ricerca della sua vecchia amica, con o senza l�aiuto degli altri.</p><p>Chris si allontan� dal gruppo e si stese sul terreno asciutto. Orient� il corpo in direzione da nord a sud, e si pos� sulla pancia l�orologio di Gea, ponendone l�asse sul piano di rotazione est-ovest. Pretendere di vederlo muoversi era come pretendere di vedere l�acqua mentre si stava congelando, ma quando distolse lo sguardo per qualche istante e poi ritorn� a guardare, lo spostamento divenne perfettamente visibile. Avevano anche un orologio meccanico, che era pi� utile perch� funzionava sempre, indipendentemente dall�orientamento, ma quello era pi� divertente. Gli dava l�impressione di sentire Gea che ruotava sotto di lui. Ricordava un�esperienza analoga, da lui fatta in una notte chiara, sulla Terra, e all�improvviso prov� uno struggente desiderio di ritornare a casa, guarito o non guarito. Sentirsi piccolo di fronte all�immensit� del cielo stellato era assai pi� piacevole che alzare lo sguardo sullo scuro, titanico raggio che conduceva a un invisibile, ma tangibile, paradiso.</p><p>��Riprendete quelle borse, quadrupedi!</p><p>��Questa volta mi porti <emphasis>tu </emphasis>in spalla, Capitano?�� grid� Cornamusa.</p><p>��Ehi, Rocky, come fai a stare in equilibrio?</p><p>Il ritorno di Cirocco fece perdere a Chris ogni sonnolenza. Il gruppo s� trasform� in un turbine di energia, e Cirocco indirizz� questa energia verso il compito di raccogliere i loro effetti e di portarli nelle canoe. Ma, alla fine, Gaby le rivolse la domanda che incuriosiva tutti.</p><p>��Allora, Rocky, com�� andata?</p><p>��Non male, direi. Era pi�� disposto a parlare delle altre volte. Ho quasi avuto l�impressione che fosse <emphasis>lui </emphasis>a��� Sollev� lo sguardo, diede un�occhiata a Chris, e poi serr� le labbra.�� Ti dir� poi. Ma sento che c�� qualcosa che non va. Non si tratta di una cosa che si possa definire, ma ho avuto l�impressione che meditasse qualche suo piano. Pi� presto ce ne andremo di qui, meglio mi sentir�.</p><p>��Anch�io�� disse Gaby.�� Muoviamoci.</p><p>Nel salire in groppa a Valiha, anche Chris cominci� a preoccuparsi. Aveva le mani sudate, si sentiva un tremolio allo stomaco, vampate di calore che gli correvano lungo il corpo. Unendo questi sintomi a una sorta di presentimento che gli pareva di provare, era certo che fosse imminente un attacco del suo male.</p><p>E allora? Che succedesse pure; quelle persone erano in grado di badare a se stesse. Se qualcuno era destinato a farsi del male, quello era probabilmente lui. Non era la prima volta che provava il desiderio di avvertire dell�imminente scoppio di una crisi coloro che gli stavano accanto. Come tutte le altre volte, prima decise di non dire niente, poi cambi� idea, infine ritorn� alla prima scelta. Quella titubanza costituiva una difesa perfetta, perch� finiva col rimandare la decisione finch� era troppo tardi.</p><p>Ma non questa volta! Si volt� verso Gaby, che cavalcava alla sua destra, a un metro da lui. E, voltandosi, vide con la coda di un occhio che Valiha si era girata a sua volta per guardarlo, e con la coda dell�altro occhio scorse un movimento.</p><p>E riusc� a vederla una frazione di secondo prima che la vedesse Valiha. Solo una bocca aperta piena di denti aguzzi, che si avvicinava in silenzio, e un cerchio tagliato da una sottile linea orizzontale. Era lontana, e poi divenne vicina; in un attimo. Non c�era tempo.</p><p>Chris salt� addosso a Gaby, e la colp� con forza sufficiente a staccarla dalla groppa di Salterio e a farla cadere a terra.</p><p>��A terra! Tutti a terra!�� grid�, mentre Valiha gridava un allarme in titanide.</p><p>Il suono li colp� come un pugno, come una valanga, quando la bomba volante riaccese il motore e acceler�, a meno di un metro da terra. L�aria echeggi� del ritmo del suo motore; poi Chris fu accecato da quello che sembrava un lampo al magnesio, e il suono si abbass� nella lontananza. Si tocc� la nuca, e si accorse che aveva i capelli bruciacchiati.</p><p>Gaby, che era ancora sotto di lui, si liber�, ansimando. Robin era stesa a terra, dieci metri pi� in l�. Sollevava le mani davanti agli occhi, e dal pugno le usc� una sottile linea bianca, seguita immediatamente da una seconda. I proiettili poi esplosero come petardi, senza raggiungere il bersaglio.</p><p>��� sceso dal cavo!�� esclam� Cirocco.�� Tutti a terra!</p><p>Chris fece come diceva, e fiss� la sagoma scura del cavo, sullo sfondo delle lontane sabbie di Teti. Cap� cosa li avesse salvati: aveva scorto il movimento della bomba volante prima che arrivasse alla parte pi� bassa della sua traiettoria, durante la sua discesa da qualche punto del cavo.</p><p>��Eccone un�altra!�� avvert� Cirocco. Chris cerc� di appiattirsi a terra. Ud� alla sua destra il rombo del secondo assalitore, seguito da due altri, a pochi secondi di distanza.</p><p>��Questa situazione mi piace poco�� disse Gaby, parlando quasi all�orecchio di Chris.�� I titanidi sono troppo grossi, e il terreno � troppo piatto.�� Chris si volt�, e vide che Gaby era a pochi centimetri da lui, con la faccia sporca di terra. Gaby gli strinse la mano.�� Grazie�� gli mormor�.</p><p>��Non piace neanche a me�� disse Cirocco.�� Ma non possiamo ancora alzarci.</p><p>��Allora�� sugger� Gaby�� raggiungete il punto pi� basso che vedete. Svelti! Qui attorno, il punto pi� basso � quello dove si trova Salterio.</p><p>Il titanide era dietro di loro, a circa due metri di distanza, in una depressione che neppure per un grande ottimista poteva superare i quaranta centimetri.</p><p>Quando Chris si affianc� a loro, Gaby diede una pacca sul fianco a Salterio.</p><p>��Non alzarti a dare un�occhiata in giro, vecchio mio�� gli disse Gaby.</p><p>��No, certo. E tu, Capo, tieni la testa bassa.�� Poi Salterio toss�: un suono strano, quasi melodioso.</p><p>��Tutto a posto?�� chiese Gaby.</p><p>��Mi devo essere fatto male cadendo.�� Non volle dire di pi�.</p><p>��Ti faremo dare un�occhiata da Oboe, quando tutto sar� finito. Maledizione!�� Si pul� la mano sui calzoni.�� Siamo finiti nell�unico punto umido di questa maledetta collina?</p><p>��Nordovest!�� grid� Valiha, da una posizione dove Chris non riusciva a scorgerla. Non cerc� di vedere la bomba volante in avvicinamento: cerc� solo di farsi piccolo piccolo. Il mostro pass� su di loro con un profondo ruggito, seguito immediatamente da due altri. Chris si chiese perch� il primo fosse giunto isolato, anzich� in formazione.</p><p>Quando si azzard� a guardare, riusc� a vederne uno che si staccava dal cavo. Era solo un puntino, e si trovava probabilmente a una quota di tre chilometri. Era rimasto lass�, puntato verso il basso, in attesa dell�occasione giusta. Avrebbe potuto gettarsi su di loro mentre si avvicinavano al cavo, ma aveva preferito attendere, per coglierli alle spalle quando avessero lasciato il cavo.</p><p>Anche quest�ultimo essere, comunque, pareva avere capito l�inutilit� del tentativo di catturare uno di loro. Pass� a un�altezza di cinquanta metri, e ringhi� in tono di sfida. Un altro accese il motore quando ancora era a mezz�aria, e non resistette alla tentazione di passare su di loro alla stessa quota del compagno. Fu per� un grave errore, perch� offr� a Robin un bersaglio largo, entro la portata utile, con il tempo sufficiente per prendere la mira, e il tempo di sparare tre colpi. Il secondo e il terzo colpo andarono a segno. Chris riusc� a vedere bene la sagoma veloce, illuminata dai due lampi dei proiettili che esplodevano. Era un cilindro affusolato, con ali rigide nella parte posteriore e una doppia coda. Sotto l�ala si scorgeva un occhio. La bomba volante era un grosso squalo nero dei cieli, tutto bocca e appetito, con aggiunta di effetti sonori.</p><p>Per un momento parve che la creatura non fosse stata danneggiata dai colpi di Robin. Poi cominci� a perdere liquido incendiato che si rivers� nel cielo, e infine l�intera zona fu illuminata da una violenta luce giallastra. Chris vide l�esplosione, ma per poco non riusc� a udirne il rumore, perch� pi� alto saliva il grido di vittoria di Robin dalle Nove Dita.</p><p>��Dove siete, bombe volanti?�� gridava la ragazza.</p><p>Tutti alzarono la testa per guardare la fine della creatura, che sal� ancora per un breve tratto prima di iniziare la caduta che la port� a toccare terra sull�altra sponda dell�Ofione.</p><p>Passati altri dieci minuti senza scorgere traccia delle creature, Cirocco strisci� fino a Gaby e le sugger� di raggiungere le barche, di corsa. Chris era della stessa idea; certo, sul fiume c�era il pericolo di essere aggrediti, ma qualsiasi cosa era preferibile che starsene incollati su quel fazzoletto di terra.</p><p>��Giusto�� disse Robin.�� Ecco come dobbiamo fare: non bisogna perdere tempo; quando vi dar� il segnale, gli umani monteranno in groppa ai titanidi, che si dirigeranno alle barche di gran carriera. Sedetevi al contrario, e tenete gli occhi bene aperti. Dobbiamo tenere sotto controllo tutte le direzioni, e dobbiamo essere pronti a gettarci a terra istantaneamente, perch� pu� darsi che non abbiamo pi� di due o tre secondi. Qualche osservazione?</p><p>��Sali su un altro�� disse Salterio, tranquillamente.</p><p>��Perch�? � una cosa cos� grave? Ti sei rotto una gamba?</p><p>��Peggio, credo.</p><p>��Passami quella lampada, per piacere, Rocky. Grazie, adesso��� S�interruppe, grid� inorridita, lasci� cadere la lampada. Alla sua pallida luce, si era finalmente vista le mani e le braccia, che erano sporche di sangue color rosso scuro.</p><p>��Cosa ti ha fatto?�� gemette Gaby. Si inginocchi� accanto a Salterio e cerc� di girarlo. Cirocco grid� a Oboe di recarsi subito da lui, poi ordin� a Robin e Valiha di stare di guardia. Soltanto quando Cirocco ritorn� a occuparsi del titanide ferito, Chris comprese che il fango appiccicaticcio che aveva sulla faccia e sul petto era mescolato al sangue perso da Salterio. Sorpreso, si spost� un poco pi� lontano, ma anche laggi� trov� il terreno cosparso di sangue. Il titanide ne aveva perso laghi, giaceva in una polla da lui stesso formata.</p><p>��No, no�� disse, quando Gaby e Oboe cercarono di sollevarlo. Oboe si ferm�, ma Gaby le ordin� di ricominciare. Invece di obbedire, per�, la guaritrice titanide accost� la testa a quella di Salterio e auscult� per un attimo.</p><p>��Non serve�� disse.�� La sua morte � giunta.</p><p>��Non pu� essere morto.</p><p>��Vive ancora. Su, cantiamogli l�addio mentre � ancora in grado di ascoltarci.</p><p>Chris si allontan�, e and� a inginocchiarsi accanto a Robin. Lei non disse niente, si limit� a guardarlo per un momento, poi riprese a scrutare il cielo. Chris ricord�, con un brivido, che pochi minuti prima era sicuro di avere un attacco. In effetti, un attacco c�era stato, ma non del tipo da lui atteso.</p><p>Non si udiva altro rumore che il canto di Oboe e di Gaby. La voce di Oboe era dolce e melodiosa, priva di dolore. Chris si rammaricava di non poter capire le parole. Quanto a Gaby, non sarebbe mai stata un grande cantante, ma la cosa non aveva importanza. Piangeva, ma continuava a cantare. Alla fine rimasero solo i suoi singhiozzi.</p><p>Cirocco disse che occorreva voltare il corpo. Dovevano esaminare la ferita, disse, per capire cosa fosse successo e per conoscere meglio le bombe volanti. Gaby non fece obiezioni, e si limit� ad allontanarsi.</p><p>Quando fecero leva sulle gambe e lo girarono di lato, sul fango si rovesci� una massa informe e umida. Chris dovette allontanarsi e inginocchiarsi a terra. Lo stomaco continu� a sobbalzargli ancora a lungo, dopo essersi completamente svuotato.</p><p>Pi� tardi gli dissero che la ferita di Salterio era un taglio che correva lungo l�intero corpo, e che gli aveva quasi staccato il tronco dalla parte inferiore. A quanto pareva, la lunga ala di destra della bomba volante gli era passata lungo il fianco, pochi istanti dopo che Chris aveva gettato a terra Gaby. L�ala aveva fatto un taglio cos� netto da far pensare che la sua parte anteriore fosse affilata come un rasoio.</p><p>Portarono Salterio sulla riva del fiume, in un punto dove alcuni alberi offrivano una protezione dalle bombe volanti. Chris rimase con Robin, e osserv� Gaby, che tagli� dalla testa di Salterio la fluente criniera arancione, si alz�, la annod� strettamente. Senza altre cerimonie, i titanidi fecero rotolare il corpo fino all�acqua e lo spinsero nella corrente con dei lunghi rami. Salterio divenne una forma scura che dondolava tra le onde. Chris lo continu� a osservare finch� non scomparve alla vista.</p><p>Rimasero laggi� per altre dieci rivoluzioni, perch� non volevano incontrare il corpo. Tutti erano svogliati, e nessuno aveva voglia di parlare. I titanidi passarono il tempo tessendo e cantando a bassa voce. Quando Chris chiese a Cirocco di tradurgli quei canti, lei gli rispose che parlavano di Salterio.</p><p>��Non sono canti particolarmente tristi�� gli disse.�� Nessuno di loro era amico intimo di Salterio. Ma neppure i suoi migliori amici terrebbero il lutto come facciamo noi. Ricorda, per loro se n�� andato definitivamente. Non esiste pi�. Ma � <emphasis>esistito</emphasis>, e se deve sopravvivere in qualche senso, sopravvive nei canti. Di conseguenza, ricordano cantando quello che era per loro. Cantano le azioni da lui compiute, quelle che lo hanno reso una persona amata. Non � molto diverso da quel che facciamo noi, a parte il fatto che non credono in una vita futura. E proprio per questo, secondo me, il loro canto funebre � tanto pi� importante.</p><p>��Io, personalmente, sono ateo�� disse Chris.</p><p>��Anch�io. Ma � una cosa diversa. Entrambi abbiamo conosciuto il concetto di una vita dopo la morte e poi lo abbiamo rifiutato: lo abbiamo conosciuto anche se nessuno ce lo ha mai insegnato, perch� tutte le culture umane sono impregnate di questa idea. Te la vedi costantemente sotto gli occhi. Quindi sono convinta che in fondo al nostro cervello, anche se lo neghiamo, c�� una parte di noi che spera che ci sbagliamo. Anche gli atei hanno esperienze di distacco della mente dal corpo, quando ritornano in vita dopo essere clinicamente morti. � una convinzione profonda della nostra mente, e non esiste nella loro. Quello che mi stupisce � che siano una razza cos� allegra, nonostante questa assenza di speranza. Mi chiedo se sia stata Gea a inserire in loro questa allegria, o se ci siano arrivati da soli. Non l�ho mai chiesto a Gea perch� in realt� preferisco non saperlo: preferisco credere che abbiano la capacit� di sollevarsi al di sopra della futilit� del tutto, di amare cos� tanto la vita e di non chiedere altro a Gea.</p><p>Chris non aveva mai pensato ai vantaggi di quella che veniva definita una "decorosa sepoltura". Non poteva fare a meno, alla maniera umana, di pensare al corpo come alla persona: l�identificazione che spingeva gli umani a chiudere in una cassa i loro morti per tenere lontano i vermi, o di bruciarli per escludere ogni possibilit� di ulteriori spoliazioni.</p><p>La sepoltura nel fiume aveva una sua poesia agreste, ma Ofione non si curava di rispettare i morti. Il fiume aveva depositato Salterio su un mucchio di fango, tre chilometri a valle. Quando passarono davanti a esso, i titanidi non lo degnarono neppure di uno sguardo. Chris invece non riusc� a staccare gli occhi dalla scena. Il cadavere coperto di animali spazzini intenti a divorarlo ritorn� per molto tempo a turbare i suoi sonni.</p></section><section><title><p>28</p><p>Triana</p></title><p>Spesso le mappe di Gea usavano l�artificio di scurire le sei regioni notturne per sottolineare il fatto che il sole non splendeva mai su di esse. Questo rendeva ancor pi� vivaci le regioni illuminate, per contrapposizione. Teti era sempre stampata in giallo o in marrone chiaro per indicare che era un deserto, e questo portava i viaggiatori a credere che il deserto iniziasse nella zona crepuscolare tra Febe e Teti. Invece non era affatto cos�. La roccia spoglia e la sabbia circondavano la palude centrale di Febe, spingendo aridi bracci a nord e a sud, e in direzione est fino ai cavi centrali.</p><p>Ofione scorreva in linea retta, in direzione est, nella parte centro-orientale di Febe, e in apparenza aveva scavato un solco lungo cento chilometri, chiamato Canyon Confusione. Come suggeriva il nome, i normali concetti geologici che restavano validi all�interno di Gea erano pochi. Il canyon era laggi� perch� cos� era piaciuto a Gea, e non per altri motivi; tre milioni di anni erano un tempo troppo breve perch� le acque riuscissero a scavare un canyon profondo come quello. Si trattava comunque di una passabile imitazione, anche se assomigliava pi� al Lago Titonio di Marte, formatosi per cedimento del terreno, che al Grand Canyon dell�Arizona, avente origine idrologica. Il motivo che aveva spinto Gea a imitare quelle formazioni di altri pianeti era sconosciuto.</p><p>Dopo avere percorso un tratto di fiume, Robin fu in grado di guardare, <emphasis>dalla cima </emphasis>del canyon, il tratto gi� percorso. Come nel caso di Rea, questo grazie alle pompe. C�erano stati due tratti difficoltosi, durante i quali Robin aveva migliorato le sue abilit� alpinistiche. A causa della presenza delle bombe volanti, la strada Circum-Gea era troppo pericolosa: passava sulle pianure a nord, e non offriva protezione dagli attacchi. Le pareti montane rendevano pi� faticoso il tragitto, ma offrivano una buona protezione.</p><p>Complessivamente, impiegarono tre ettoriv per uscire dal Canyon. Fu la media pi� bassa che avessero mai tenuta. I frutti che costituivano la parte pi� gradevole della loro alimentazione erano assenti. Mangiarono i cibi conservati che avevano nelle sacche. Ma c�era ancora un po� di selvaggina. A un certo punto, quando incontrarono un pianoro ricco di piccole creature con dieci zampe, coperte di scaglie, i titanidi ne presero pi� di un centinaio e passarono tre giorni ad affumicarle per conservarle, insaporendole con erbe e radici.</p><p>Robin non si era mai sentita cos� bene. Si era accorta con una certa sorpresa che quella vita le piaceva. Si alzava presto, faceva una buona colazione, e alla fine della giornata non aveva difficolt� a prendere sonno. Se non fosse stato per la morte di Salterio, si sarebbe potuta considerare felice. Da moltissimo tempo non le succedeva.</p><p>Era strano vedere che Ofione si fermava dove finiva il giorno, ma le cose stavano esattamente cos�. Alla sua estremit� orientale si immetteva in un piccolo lago scuro chiamato Triana, e non ne usciva pi�. Fino a quel momento, il fiume era stato una costante del loro viaggio: si erano separati da esso soltanto in corrispondenza delle pompe. In definitiva, anche Nox e Crepuscolo erano soltanto due zone in cui il fiume si allargava a dismisura. La scomparsa del fiume parve a Robin di cattivo auspicio.</p><p>Ma i cattivi presentimenti legati alla scomparsa del fiume non erano niente, rispetto allo spettacolo che si stagli� davanti a loro, quando la loro ridotta flottiglia giunse sul Triana. Era un ossario. La spiaggia di sabbia bianca era coperta dagli scheletri di miliardi di creature, che formavano grandi dune e onde immote, che si accumulavano a costituire rachitici golgota. Giunti alla riva, si fermarono all�ombra di una singola piastra ossea alta otto metri, mentre scricchiolavano sotto i loro piedi le costole di creature pi� piccole di topolini.</p><p>Pareva il luogo dove ogni cosa finiva. Robin, pur non giudicandosi superstiziosa, era tutta presa da cupi presentimenti. In precedenza non aveva mai dato peso all�esiguit� della luce diurna di Gea. Tutti parlavano dell��eterno pomeriggio� che regnava nella ruota; invece Robin l�aveva sempre visto come un mattino. Ma laggi� non era capace di farlo. Le sponde del Lago Triana parevano cristallizzate nell�istante che precede la fine del tempo. Le ossa accumulate erano il profilo dei grattacieli della metropoli della morte, l�anticipo dell�immenso deserto di Teti.</p><p>Le ritorn� in mente un�osservazione di Gaby, allorch� aveva paragonato Ofione a una <emphasis>toilette. </emphasis>Visto da Tiana, il fiume lo era davvero. Tutti i morti della grande ruota andavano a finire sulle rive di quel lago. Stava per dire qualcosa a Gaby, ma si ferm� in tempo. Anche Salterio sarebbe probabilmente finito laggi�.</p><p>��Ti senti triste, Robin?</p><p>Sollev� lo sguardo e vide che la Maga la osservava. Cerc� di liberarsi della malinconia, ma non ci riusc�. Cirocco le pos� la mano sulla spalla e la condusse lungo la riva. Poche settimane prima, a Robin quel gesto avrebbe dato fastidio, ma adesso le dava sicurezza. La sabbia era fine come zucchero, ed era piacevolmente calda sotto le dita dei piedi.</p><p>��Non lasciarti abbattere�� disse Cirocco.�� Questo posto non � quello che sembra.</p><p>��Non saprei dire a cosa sembra.</p><p>��Non � il sacchetto della spazzatura di Gea. � un cimitero, questo � vero. Ma Ofione non finisce qui. Il fiume scorre sottoterra, per poi risalire all�altro estremo di Teti. Le ossa sono portate qui dagli animali che si nutrono di cadaveri. Sono lunghi mezzo metro, e una delle loro forme vive nell�acqua, mentre l�altra vive nel lago. � una storia complicata, ma si riduce a questo: nessuno dei due tipi pu� sopravvivere senza l�altro. Si incontrano qui sulla riva per scambiarsi doni, per accoppiarsi, e per mettere al mondo i piccoli. � un tipo di situazione che si incontra spesso su Gea.</p><p>��� deprimente�� disse Robin.</p><p>��I titanidi amano questo posto. Non sono molti, i titanidi che si spingono fin qui, ma, quando lo fanno, scattano molte fotografie da mostrare agli amici, al loro ritorno. Ha una sua bellezza, se uno si abitua.</p><p>��Non credo che mi ci abituer� mai.�� Robin,si asciug� la fronte, poi si tolse la camicia e si rec� sulla riva. La immerse nell�acqua, la strizz�, e poi torn� a indossarla.�� Perch� fa cos� caldo? Il sole non arriva neppure a riscaldare la pelle, ma la sabbia � rovente.</p><p>��Viene dal di sotto. Tutte le regioni sono riscaldate o raffreddate da liquidi che scorrono nel sottosuolo. I liquidi raggiungono le grandi pinne poste nello spazio per essere riscaldati, e vanno nella parte in ombra per raffreddarsi.</p><p>Robin fiss� la faccia di Cirocco dal colorito scuro, la pelle abbronzata delle braccia e delle gambe. Ricord� che sotto quella coperta, che era, a quanto pareva, l�unico abito da lei posseduto, anche il resto della pelle di Cirocco era altrettanto scuro. Per� sembrava un�abbronzatura, e la cosa destava gi� da varie settimane le sue perplessit�. Maledizione, la pelle di Robin era bianca come il giorno in cui era arrivata.</p><p>��Tu e Gaby siete di pelle scura? Direi di no, ma non capisco come ci si possa abbronzare quaggi�.</p><p>��Io sono un po� pi� scura di Gaby, ma lei � chiara come te. E hai ragione, non � colpa del sole. Un giorno o l�altro te ne spiegher� il motivo.�� Smise di camminare e guard� verso est. C�era un varco tra gli alti mucchi di ossa, ed era possibile vedere una catena di collinette, a qualche chilometro dalla loro posizione. Si volt� e chiam� il gruppo; Robin not� con sorpresa che lei e Cirocco si erano allontanate pi� di duecento metri.</p><p>��Quando avrete smontato le barche�� grid� Cirocco�� venite a raggiungerci qui.</p><p>Qualche minuto pi� tardi, erano tutti attorno a Cirocco, che si sedette sulla sabbia e tracci� con il dito una lunga mappa.</p><p>��Febe, Teti, Tea�� disse.�� Triana.�� Fece un piccolo cerchio, poi disegn� alcune alture, leggermente a est.�� I Monti Eufonici. A nord, i Monti della Tramontana. E qui, isolata, la Oreja de Oro.�� Guard� Chris.�� Significa l�Orecchio d�Oro, e lass� c�� la possibilit� di compiere un�impresa, se vuoi. Se invece non ti interessa, non passeremo di l�.</p><p>��Non mi interessa�� disse Chris, sorridendo divertito.</p><p>��Bene. A est, invece�</p><p>��Non ce ne parli?�� chiese Robin, anche se pensava che avrebbe fatto meglio a stare zitta.</p><p>��Non ce n�� bisogno�� disse Cirocco.�� Nell�Orecchio d�Oro non c�� niente che ci interessi, a meno che non ci rechiamo laggi�. Non � un pericolo mobile, come Kong.�� Mentre Robin si chiedeva se la prendeva in giro, Cirocco era intenta a disegnare una fila di montagne, da nord a sud, che attraversano l�intera larghezza di Teti.</p><p>��Il Nastro Azzurro Reale. Qualcuno deve essere stato colto dall�estro poetico. Quando ci sono le giuste condizioni atmosferiche hanno effettivamente un colore azzurrino, ma in gran parte sono montagne brulle. Ci sono delle rocce a precipizio, ma, se ci si reca nella regione a sud, si pu� passare da un picco all�altro senza eccessive difficolt�.</p><p>"Dal lago, la strada si dirige a nordest, attraverso lo spazio che c�� tra i Tramontana e gli Eufonici, che ha nome Valle di Teti.�� Alz� gli occhi, con la faccia seria.�� Ovvero, come talvolta � chiamata, Passo dell�Ortodonzia."</p><p>��Avevamo giurato di non ripetere mai pi� questa orrenda battuta�� disse Gaby.</p><p>Cirocco rise.�� Scusa. Comunque, dal passo la strada procede a est e incontra una serie di salite e di discese molto leggere, giunge al cavo centrale, attraversa il Nastro Azzurro Reale, e poi arriva a questo lago, in cui c��, proprio nel mezzo, il cavo inclinato: Lago Ciliegia. Ah, ovviamente, ha un colore rosso scuro.</p><p>��E un gambo molto lungo�� disse Gaby.</p><p>��Giusto. Comunque, il nome non glielo ho dato io.�� Si rialz�, togliendosi la sabbia dalle mani.</p><p>Prosegu�:�� Francamente, non saprei dire quale sia la strada migliore, da qui. All�inizio si pensava di seguire la Circum-Gea per non doversi preoccupare dei fantasmi della sabbia, ma adesso che�</p><p>��Fantasmi della sabbia?�� domand� Chris.</p><p>��Ne parliamo dopo. Come dicevo, adesso mi preoccupo soprattutto delle bombe volanti. Non avevamo mai sentito parlare di attacchi in formazione come quello contro di noi in Febe. Finora hanno sempre agito da sole. Pu� darsi che abbiamo disturbato un loro nido, ma c�� anche la possibilit� che abbiano imparato un nuovo modo di comportarsi. Sono cose che accadono, su Gea.</p><p>Gaby aveva incrociato le braccia. Fissava Cirocco, che evitava il suo sguardo.</p><p>��� anche possibile che l�attacco sia stato preparato da qualcuno�� disse Gaby.</p><p>Robin guard� prima l�una e poi l�altra.�� Cosa intendi dire, con questo?</p><p>��Lasciamo perdere�� si affrett� a dire Cirocco.�� Secondo me, non lo � stato, e in qualsiasi caso, anche se lo fosse, il bersaglio non eravate voi.</p><p>A quanto credeva di capire Robin, Gaby e Cirocco si chiedevano se l�attacco fosse legato alla visita di Cirocco a Febe. Forse Febe aveva qualche legame con le bombe volanti, e le aveva indotte a cercare di uccidere la Maga. Ancora una volta, Robin pens� che quelle due donne conducevano una vita assai strana.</p><p>��L�altra possibilit� � quella di passare per le montagne�� riassunse Cirocco.�� Ci offrirebbero protezione dalle bombe volanti, anche se non completa. Secondo me, dovremmo passare per gli Eufonici, qui.�� Si inginocchi� e fece vedere la strada da lei suggerita.�� � una breve corsa, non pi� di venti chilometri, da qui alle montagne. Poi ce ne sono altri trenta dagli Eufonici ai Nastri Azzurri. Quanto tempo occorrer�, Cornamusa?</p><p>Il titanide riflett� per qualche istante.�� Con in pi� il peso di Gaby, uno di noi sar� pi� lento degli altri. Dovremo farle cambiare cavalcatura due volte nel corso del viaggio. Direi che possiamo fare la prima parte del tragitto in una rivoluzione, procedendo al passo. Per la seconda parte, almeno due rivoluzioni, perch� saremo pi� stanchi.</p><p>��D�accordo. In qualsiasi modo la si consideri, questa strada finir� per rallentarci.</p><p>��Forse non ho capito bene�� disse Robin.�� Abbiamo un appuntamento con qualcuno?</p><p>Cirocco sorrise.�� Hai ragione. La sicurezza � pi� importante della velocit�. Non sono ben sicura. Penso che potremo arrivare senza problemi al cavo centrale, facendo di corsa l�ultimo pezzo. Se non vedremo nessuna bomba volante, potremo poi riprendere in esame il problema della strada da scegliere, ed eventualmente ritornare sulla Circum-Gea. Ma vorrei conoscere anche la vostra opinione.</p><p>Fino a quel momento, Robin non si era accorta che Cirocco aveva preso il comando del gruppo. Era uno strano modo di farlo: chiedere agli altri sei di consigliarla sulla decisione da prendere; ma rimaneva il fatto che, una settimana prima, la domanda l�avrebbe fatta Gaby. Guard� Gaby e non vide in lei alcun risentimento. Anzi, non l�aveva mai vista cos� soddisfatta, dopo la morte di Salterio.</p><p>Decisero di prendere la strada della montagna, poich� era quella consigliata da Cirocco. Montarono in sella, e per la prima parte del tragitto Gaby sedette dietro Cirocco. Dietro di loro, a occidente, il cielo si copriva progressivamente di nuvole.</p></section><section><title><p>29</p><p>Sulla sabbia</p></title><p>Le nubi giunsero sopra di loro nel momento in cui i titanidi si riposavano dopo la lunga corsa sulla sabbia, da Triana ai piedi degli Eufonici. Cirocco rivolse un�occhiata a Cornamusa, che consult� l�orologio.</p><p>��Seconda deciriv dell�ottantasettesima�� le rifer�.</p><p>��Al momento giusto.</p><p>Per un attimo, Chris non riusc� a capire.</p><p>��Vuoi dire che tu�</p><p>Cirocco alz� le spalle.�� Le nuvole non le ho fatte io. Ma le ho fatte venire. Le ho chieste mentre eravamo ancora nel canyon. Gea ha detto che poteva assicurarmi un cielo coperto, ma che non era disposta ad arrivare fino alla pioggia. Non si pu� avere tutto dalla vita.</p><p>��Non capisco a cosa ti servivano le nuvole.�� E neppure come si possa farle venire, aggiunse tra s� e s�.</p><p>��� perch� non vi ho ancora parlato dei fantasmi della sabbia. Cornamusa, siete pronti a riprendere il viaggio?�� Il titanide annu�; Cirocco si alz� in piedi e si tolse la sabbia dalle gambe.�� Saliamo. Ve ne parler� durante il viaggio.</p><p>��I fantasmi della sabbia sono creature con una biochimica basata sul silicio. Li chiamiamo cos� perch� vivono sotto la sabbia e perch� sono traslucidi. Sarebbero pericolosissimi se vivessero in una regione notturna, ma su Teti si riesce a scorgerli abbastanza facilmente.</p><p>"Il loro nome scientifico � una frase come <emphasis>Hydrophobicus gaeani</emphasis>, a meno che non abbia sbagliato le desinenze. E la frase li descrive con esattezza. Sono intelligenti, e sono simpatici come i cani rabbiosi. Io ho parlato con loro due volte, in condizioni attentamente sotto controllo. Il loro odio per gli estranei � talmente grande che la parola �xenofobia� diventerebbe un complimento; sono razzisti alla decima potenza. Per loro esistono solo la razza dei fantasmi e Gea. Ogni altra cosa � un cibo o un nemico. Si possono fermare per un istante, prima di ucciderti, solo se hanno dei dubbi sulla tua categoria di appartenenza, ma in genere ti uccidono prima, e decidono poi."</p><p>��Brutta gente�� conferm� Valiha, scuotendo la testa.</p><p>I titanidi procedevano affiancati, per dare modo a Cirocco di informare Chris e Robin. A Chris non pareva una buona strategia, e continuava a fissare ansiosamente il cielo. Gli Eufonici erano pi� accidentati delle dune da loro attraversate poco prima, ma per i suoi gusti non lo erano ancora abbastanza. Avrebbe preferito trovarsi in canaloni talmente stretti da doverli attraversare in fila indiana. Le montagne di fronte a loro salivano a grandi altezze, e talvolta avevano la forma a tronco di cono di una <emphasis>mesa. </emphasis>Naturalmente, pi� accidentato era il terreno, pi� la loro andatura risultava rallentata, e di conseguenza maggiore era il tempo passato nella regione dei fantasmi della sabbia.</p><p>Ma, tutto sommato, le bombe volanti gli facevano paura ancora di pi�. Anche se non escludeva di poter cambiare idea non appena visti i fantasmi.</p><p>��Vivono sotto la sabbia�� diceva Cirocco.�� Corrono o nuotano sotto la sabbia, e sono veloci come noi sul terreno.</p><p>"La loro esistenza � alquanto precaria, perch� l�acqua � un veleno, per loro. Intendo dire che, se li tocca, li uccide in breve tempo. In una giornata di sole muoiono se l�umidit� supera il quaranta per cento. In gran parte della superficie, le sabbie di Teti sono completamente asciutte, perch� il calore proveniente dal sottosuolo le prosciuga. L�unica eccezione � la zona dove Ofione scorre sotto la sabbia. Scorre in un profondo canale dentro la roccia, ma, per quanto riguarda i fantasmi, inquina la sabbia per un raggio di dieci chilometri in tutte le direzioni. Perci� Teti � suddivisa in due trib� di fantasmi che non hanno alcun contatto tra loro. Se mai dovessero incontrarsi, probabilmente si combatterebbero a morte, perch� si combattono sempre, anche quando si formano delle regioni isolate tra loro, in occasione delle tipiche inondazioni-lampo di questo deserto."</p><p>��Allora�� chiese Robin�� qui piove, qualche volta?</p><p>��Raramente. Una volta all�anno, diciamo, e poche gocce. La pioggia li avrebbe gi� uccisi tutti, ma sono in grado di costruirsi un guscio e di andare in letargo per alcuni giorni quando ne fiutano l�avvicinarsi. Anzi, � cos� che sono riuscita a parlare con uno di loro; sono venuta durante una tempesta, ne ho estratto uno dalla sabbia e l�ho messo in gabbia.</p><p>��Sempre desiderosa di far fare la pace a tutti�� disse Gaby, sorridendo.</p><p>��Be�, valeva la pena di compiere il tentativo. Il guaio della strada da noi presa � che in questo periodo le montagne sono molto asciutte. La Circum-Gea, invece, passa proprio al di sopra del corso sotterraneo di Ofione.</p><p>��E non si tratta affatto di un caso�� disse Gaby.�� Mi pareva che fosse la giusta scelta, esattamente come avrei scelto di passare sulle alture in una regione paludosa.</p><p>��Vero. Il fatto � che potremmo incontrare qualche fantasma anche quass�. Spero che le nuvole li tengano lontani, ma non so per quanto tempo possano durare. Per fortuna non si riuniscono mai in gruppi di pi� di dieci o dodici individui, e penso che il nostro numero sia sufficiente a difenderci da un eventuale attacco.</p><p>��Avrei dovuto scambiare la mia pistola con una pistola ad acqua�� disse Robin.</p><p>��Scherzi o dici sul serio?�� chiese Oboe, frugando nella sua sacca di sinistra. Ne estrasse due oggetti: una grossa fionda e un tubo corto con manico, grilletto e forellino a un�estremit�. Robin lo prese, schiacci� il grilletto, e dall�ugello schizz� un sottile filo d�acqua che percorse una decina di metri prima di colpire la sabbia. Parve deliziata.</p><p>��Immagina che sia un lanciafiamme�� disse Cirocco.�� Non occorre che la mira sia precisa. Spruzza nelle vicinanze del bersaglio, e poi allarga il getto a ventaglio. Anche se non li colpisci, li ferisci lo stesso; inoltre, dopo un po� di colpi, l�aria diventa pi� umida e li costringe a fuggire sotto la sabbia. Ma adesso non spruzzare pi��� si affrett� a dire, vedendo che Robin premeva di nuovo il grilletto.�� Su Teti non ci sono sorgenti, e l�acqua che usiamo in battaglia sar� altrettanta acqua che non potremo bere.</p><p>��Scusa. A cosa serve la fionda?�� Robin la fissava con curiosit�; avrebbe voluto provare a fare un tiro.</p><p>��Armi a media gittata. Vesciche piene d�acqua. Metti una di queste, tiri, e colpisci.�� Le mostr� un oggetto grosso come un uovo di titanide. Lo gett� a Chris, che, stringendolo piano, vide comparire una goccia d�acqua.</p><p>Anche Valiha si era messa a frugare nei bagagli. Estrasse una fionda e un corto bastone, e se li infil� nel marsupio; poi estrasse una pistola ad acqua e la consegn� a Chris. Lui la guard� con curiosit�, la impugn� e prov� a bilanciarla, rimpiangendo di non poter fare qualche tiro di allenamento.</p><p>��Per la fionda, occorre saperla usare, e io so farlo�� spieg� Valiha.�� Fa� come dice la Maga, non c�� bisogno di prendere la mira. Spara, e basta.</p><p>Quando sollev� la testa, Chris vide che Cirocco lo guardava sorridendo.</p><p>��Ti senti un eroe?�� gli chiese.</p><p>��No, mi sento un bambino che gioca a farlo.</p><p>��Cambierai idea, se vedrai un fantasma.</p></section><section><title><p>30</p><p>Romba il tuono</p></title><p>��Non ho detto che la cosa funzioni <emphasis>sempre.</emphasis>�� Cirocco si port� le mani ai fianchi e scrut� di nuovo il cielo, senza grandi risultati. Gaby la osserv�, e, per la prima volta dopo molti anni, prov� l�irrazionale desiderio che la Maga facesse succedere qualcosa. Era inutile che la parte razionale della sua mente le ripetesse che i poteri della Maga non operavano in quella maniera. Lei voleva che Cirocco facesse <emphasis>piovere.</emphasis></p><p>��Aveva promesso di proteggerci con una cappa di nuvole�� fece notare Gaby.</p><p>��Aveva promesso che avrebbe <emphasis>cercato </emphasis>di farlo�� puntualizz� Cirocco.�� Sai bene che Gea non riesce a controllare tutti i dettagli della sua meteorologia. � troppo complessa.</p><p>��� quello che dice lei.�� Vedendo che Cirocco aggrottava la fronte, Gaby si tenne per s� le ulteriori osservazioni.</p><p>��Non abbiamo ancora visto nessun fantasma�� disse Robin.�� Pu� darsi che le nubi li abbiano spaventati.</p><p>��Probabilmente sono sotto la sabbia�� disse Oboe.</p><p>Gaby non fece commenti. Infil� la mano nella sacca di Cornamusa e prese una vescica grossa come un�arancia.</p><p>Il gruppo era alla fine delle collinette con cui terminava a est il Nastro. Poco pi� a est c�era il cavo centrale di Teti e, scarsamente visibile, poco pi� in l�, c�era il sottile filo della Circum-Gea. Un ultimo affioramento di roccia nuda formava una specie di scodella piena di sabbia, davanti a loro; anche il bordo della "scodella" era coperto di sabbia in vari punti.</p><p>Tenendosi alla spalla di Cirocco, Gaby lanci� in aria la vescica, che termin� la sua parabola in centro all�affioramento di rocce.</p><p>L�effetto fu sorprendente. Dal punto dell�impatto si staccarono nove monticelli di sabbia in movimento. Dietro ciascuno dei monticelli c�era una piccola depressione, che subito si riempiva. I monticelli erano velocissimi: come le talpe di certi cartoni animati, quando passano sotto un prato. In pochi secondi non rimase alcuna traccia della loro presenza.</p><p>Cirocco, quando la vescica aveva toccato la sabbia, si era alzata a guardare. Adesso torn� a sedere.</p><p>��Cosa vuoi fare?�� chiese.�� Torniamo indietro?</p><p>��No�� disse Gaby.�� Ricorda chi delle due voleva partire, e chi voleva rimanere a casa.</p><p>��A bere�� comment� Cirocco.</p><p>Gaby finse di non udire.�� Sarei sciocca a dirti di saltare Teti, dopo tutto il tempo impiegato per farti venire qui. Vediamo cosa si pu� fare.</p><p>Cirocco sospir�.�� Come vuoi tu. Ma state attenti, tutti. Voglio che gli umani sorveglino l�aria. Voi titanidi, invece, guardate la sabbia. Di solito riuscite a vedere senza difficolt� il monticello che fanno i fantasmi prima di risalire.</p><p>A nove anni, Robin aveva letto un libro che le aveva fatto molta impressione. Parlava di una vecchia pescatrice che, sola su una piccola barca, aveva preso all�amo un grosso pesce, e aveva lottato per giorni allo scopo di catturarlo, in alto mare, nella tempesta. Quello che l�aveva spaventata non era la lotta con il pesce. Era l�evocazione del mare: profondo, freddo, scuro e spietato.</p><p>Le pareva strano che il libro non le fosse venuto in mente quando avevano attraversato Nox o Crepuscolo. E le pareva ancor pi� strano che le fosse venuto in mente allora, alla luce del giorno, mentre attraversavano un deserto arido. Eppure, quella sabbia era come un mare. Si stendeva sotto forma di grandi onde. Lontano, qualche effetto atmosferico la faceva scintillare come vetro. E sotto la sua superficie c�erano mostri pi� terribili dei pesci della vecchia pescatrice.</p><p>��Pensavo a una cosa�� disse Cirocco. Cavalcava da sola su Cornamusa, seguita da Robin su Oboe e da Chris e Gaby su Valiha.�� Era meglio dirigerci a nord per raggiungere la strada, e da l� ritornare indietro fino al cavo. Cos� facendo, avremmo dovuto attraversare meno sabbia.</p><p>Robin ripens� alla cartina.�� Ma saremmo stati molto pi� a lungo su terreno aperto�� disse.</p><p>��Certo. Ma, non so perch�, i fantasmi mi preoccupano pi� delle bombe volanti.</p><p>Robin non disse niente, ma aveva la stessa convinzione. Anche se aveva il compito di osservare il cielo, continuava a lanciare occhiate agli zoccoli di Oboe e alla sabbia da essi sollevata. Non capiva come riuscisse, la titanide, a sopportare quella tensione. Al pensiero, sentiva irrigidirsi le dita dei piedi. Da un momento all�altro, le pareva che potesse spuntare una bocca orrenda, che delle gambe della titanide avrebbe fatto un solo boccone. A parte il fatto che Cirocco aveva detto che i fantasmi non avevano la bocca, e che ingerivano le sostanze direttamente nel loro carapace cristallino. Non avevano neppure la faccia�</p><p>��Vuoi tornare indietro per fare quella strada?�� chiese Gaby.</p><p>��Penso di no. Ormai siamo a met� percorso.</p><p>��S�, ma non abbiamo fantasmi dietro di noi�</p><p>Non appena Gaby s�interruppe, Robin cap� che non era affatto cos�. Aveva una buona idea di quel che Gaby doveva avere visto, e le bast� osservare per pochi istanti la duna dietro di loro, alta cinque metri, per scorgere ai suoi piedi i monticelli rivelatori, che si allontanavano a raggiera come la coda di una cometa. Ne cont� una decina, e poi si accorse che quello era solo uno di cinque o sei gruppi.</p><p>Non ci fu neppure bisogno di lanciare l�allarme. Cirocco si era gi� rizzata in piedi sulla schiena di Cornamusa, ed era voltata all�indietro. Valiha aveva accelerato il passo e si era portata vicino a Oboe e Robin. Gaby passava a Chris e Valiha le vesciche piene d�acqua.</p><p>��Dammene una�� disse Oboe, e Robin gliela consegn�. Sent� che la titanide accelerava il passo. Per la prima volta, speriment� i sobbalzi ben noti a chi stava in sella a un cavallo della Terra.</p><p>��Per ora, trattenete il fuoco�� disse Gaby.�� Pi� in fretta di cos�, non possono andare, e noi riusciamo a distanziarli facilmente.</p><p>��Questo, lascialo dire a noi��� comment� Valiha. La sua pelle maculata era coperta di schiuma.</p><p>��� ora di cambiare cavalcatura�� disse Oboe.�� Valiha, passa Gaby a me. Robin, tu passa davanti.�� Robin fece come le diceva Oboe, e cap� che sarebbe finita a fare da cuscinetto tra Oboe e Gaby: posizione che, anche se era doloroso ammetterlo, non le dava alcun fastidio. Quegli invisibili "fantasmi" la spaventavano pi� di ogni altra cosa da lei vista fino a quel momento su Gea.</p><p>��Un attimo�� disse Gaby. Trasgredendo ai suoi stessi ordini, si volt� per scagliare una vescica in direzione di un gruppo di fantasmi in avvicinamento. Gli esseri la sentirono quando era ancora a una distanza di dieci metri. Alcuni fecero un giro largo, per evitare l�area avvelenata, altri sparirono del tutto.</p><p>��Questo li terr� a distanza�� disse Gaby, tutta soddisfatta, saltando sulla schiena di Oboe. Si accomod� dietro Robin.�� Quelli che sono scomparsi si sono immersi pi� profondamente nella sabbia, ma la profondit� li rallenta. Raggiungono la velocit� massima soltanto quando sono vicini alla superficie, dove la sabbia � meno compatta.�� Robin si guard� alle spalle, e vide che quelli che avevano aggirato la zona umida riprendevano soltanto ora l�inseguimento, assai distanziati rispetto all�avanguardia.</p><p>��Cosa ne dite, amici?�� chiese Cirocco, rivolta ai titanidi.�� Riuscirete a mantenere questo passo finch� non raggiungeremo il cavo?</p><p>��Non dovrebbero esserci problemi�� le assicur� Cornamusa.</p><p>��Allora, siamo a posto�� disse Gaby.�� Rocky, faresti meglio a gettare una piccola vescica davanti a noi, di tanto in tanto. Servir� a evitare le imboscate.</p><p>��Servir�. Robin e Chris, smettete di guardare per terra!</p><p>Con uno sforzo di volont�, Robin torn� a fissare il cielo, ancora spaventosamente sereno, ma, per fortuna, privo di bombe volanti. Fu uno dei compiti pi� difficili che le fossero mai stati assegnati. E il fatto che non fossero i suoi piedi a toccare la sabbia bollente non aveva importanza; come i guidatori d�auto, che, anche quando sono seduti al posto del passeggero, continuano istintivamente a schiacciare un inesistente pedale del freno, anche lei tendeva a sollevare i piedi per fare in modo che Oboe li posasse con maggiore attenzione.</p><p>Il gruppo era salito in cima a una duna e stava scendendo dall�altra parte, allorch� Cirocco lanci� un grido di avvertimento.</p><p>��Attenti a destra! Tenetevi!</p><p>Robin si tenne stretta al tronco della titanide, che piant� gli zoccoli nel terreno, e s�inclin� quasi a quarantacinque gradi per cambiare direzione. In quel viaggio, pens� Robin, i sobbalzi aumentavano in proporzione alla stanchezza di Oboe. Scorse un movimento ai piedi della duna: una stella di scie, che si allontanavano dal punto in cui, nel loro bel mezzo, era improvvisamente esplosa la vescica. Poi vide giungere, da dietro le sue spalle, a sinistra, uno schizzo d�acqua che colp� sfrigolando il bersaglio. Vide sollevarsi una piccola esplosione di sabbia. Per un attimo, un tentacolo traslucido si contorse nell�aria. Dove era colpita dall�acqua, la creatura sibilava e perdeva scaglie di vetro, che ricadevano lentamente a terra in quella bassa gravit�. Robin tese una mano e afferr� la pistola ad acqua, guardando da dietro le larghe spalle di Oboe. Schiacci� il grilletto e colp� quello che era solo un innocuo mucchietto di sabbia.</p><p>��Non consumarla�� disse Gaby. Robin si affrett� ad annuire, imbarazzata dal fatto che le tremava la mano. Si augur� che Gaby non se ne fosse accorta. La voce di Gaby, calma e controllata, la faceva sentire come una bambina di dieci anni.</p><p>I titanidi avevano fatto un largo giro attorno al nido di fantasmi scoperto da Cirocco; ora ripresero la corsa verso il cavo di Teti. Robin si ricord� di guardare il cielo, non vide niente, torn� a guardare la sabbia, si costrinse di nuovo a guardare in alto. Continu� in quel modo per un�ora, e le parve che il cavo fosse sempre alla stessa distanza. Alla fine chiese a Gaby da quanto tempo correvano.</p><p>��Circa dieci minuti�� disse lei, e riprese a sorvegliare la retroguardia. Robin vide che aggrottava la fronte. Sul crinale di una duna, a qualche centinaio di metri dalla loro posizione, a Robin parve di scorgere una scia. Procedeva parallelamente alle tracce lasciate dagli zoccoli dei titanidi.</p><p>��Continuano ancora a inseguirci, Rocky.</p><p>La Maga guard�, aggrott� la fronte, poi alz� le spalle.</p><p>��Non importa. Non possono raggiungerci, se continuiamo a correre.</p><p>��Certo. E ormai devono averlo capito anche loro. Allora, perch� continuano a inseguirci?</p><p>Cirocco aggrott� nuovamente la fronte, e Robin rimase per qualche tempo con il cuore in gola. Alla fine, Gaby rifer� che non riusciva pi� a scorgere gli inseguitori. I titanidi erano stanchi, ma dissero che preferivano continuare a correre fino al cavo.</p><p>Oboe giunse per prima sulla cima dell�ultima altissima duna prima del cavo. Davanti a loro, Robin vide che la sabbia era liscia e priva di tracce. Da quel punto alla zona in ombra, posta tra i primi fili, c�era circa un chilometro.</p><p>��Bomba volante a destra�� grid� Chris.�� Ma aspettate a buttarvi a terra! � ancora lontana.�� La scorse anche Robin: virava attorno alla parte orientale del cavo, e si trovava a un�altezza di un migliaio di metri.</p><p>��Tutti dietro la duna�� ordin� Cirocco.�� Non credo che ci abbia visto.</p><p>Oboe fece dietro-front, e in pochi secondi tutti si trovarono stesi a terra, sull�altro versante della duna.</p><p>Tutti meno Robin.</p><p>��Sdraiati, idiota! Cos�hai?</p><p>Robin era in ginocchio, china in avanti, e con le mani sfiorava la sabbia.</p><p>Ma non riusciva a muoverle. La sabbia pareva agitarsi sotto i suoi occhi. Non riusciva a toccarla, non riusciva a sdraiarsi su di essa, ad aspettare l�arrivo dei fantasmi.</p><p>Si sent� colpire da un grande peso, ed emise un grido. Url� ancora quando si sent� spingere contro la sabbia, e le venne un conato di vomito.</p><p>��Ottimo�� disse Oboe, scostandosi quel tanto che bastava perch� Robin potesse voltare la testa.�� Peccato non averci pensato prima. Tutta questa umidit� riuscir� a tenerli lontani.</p><p>"Umidit�". Robin ud� solo questa parola, ed escluse dalla mente ogni altro pensiero. La sabbia era umida. L�umidit� teneva lontano i mostri. Sudare, piangere, sputare, vomitare� ciascuna di queste diveniva all�improvviso l�azione giusta.</p><p>��Cosa c��? Ha un attacco?�� domand� Cirocco.</p><p>��Penso di s젗 disse Oboe.�� Ci penso io.</p><p>��Tienila bassa. Pu� darsi che la bomba non ci veda.</p><p>Robin ud� il rumore di una bomba volante: era ancora alta, molto lontana. Volt� la testa e la vide spuntare da dietro l�orlo della duna, altissima. La bomba vir�, mostrando un profilo alare a delta, e cominci� a scendere nella loro direzione.</p><p>��Ci siamo�� disse Cirocco.�� State bassi. Da quella angolazione non pu� toccarci.</p><p>Guardarono la bomba volante, sempre pi� perplessi, finch� fu chiaro che la creatura non intendeva passare su di loro a bassa quota. Li sorvol� a un�altezza di cinque o seicento metri, a una velocit� molto pi� bassa di quella che Robin ricordava dalla volta precedente.</p><p>��Mi sembra un comportamento alquanto strano�� disse Gaby, mettendosi a sedere.</p><p>��Lascia perdere�� rispose Cirocco, alzandosi in piedi per scrutare il cielo.�� Intende fare un giro completo per poi ritornare su di noi. Gaby, controlla che non ne arrivino altri; e gli altri comincino a scavare. L�ideale sarebbe un bel foro di due metri di profondit�, ma mi accontenter� anche di un metro solo. Non sar� un�impresa facile, in questa sabbia. E, prima di scavare, spargete un po� d�acqua tutt�intorno. Ah, se qualcuno ha voglia di far pip�, bando alle ritrosie. Sta meglio sulla sabbia che nella vostra vescica.�� Cirocco s�interruppe nel vedere la faccia di Robin: cap� che la condizione dei calzoni della ragazza non era intenzionale.</p><p>Robin si era disonorata. Ringrazi� la Grande Madre del fatto che nessuna delle sue sorelle fosse presente, ma era una misera consolazione. Adesso, le sue sorelle erano quelle sei persone; per la durata del viaggio, e probabilmente anche oltre.</p><p>Comunque, per brutte che siano le cose, possono sempre peggiorare. Robin fu costretta a riconoscere la verit� di questa affermazione quando cerc� di muoversi e si accorse di non essere in grado di farlo. Le parole di Oboe, dette probabilmente per salvarle la faccia, si erano avverate, e adesso era paralizzata.</p><p>Per un istante, pens� di impazzire. Era stesa senza forza, a faccia in gi�, sulle odiate sabbie di Teti: una superficie che lei temeva al punto da tradire l�intero gruppo per non toccarla. Invece della pazzia, raggiunse un distacco fatalistico. Senza pensieri, serena, ud� intorno a lei i suoni di un�attivit� frenetica e ne cap� poco. Il fatto che potesse spuntare da un momento all�altro un fantasma per farla a pezzi non aveva pi� importanza. Aveva la bocca piena di sabbia. Le scorreva sul naso un rivolo di sudore. Vedeva soltanto pochi metri di sabbia davanti a s�, e il proprio braccio teso. Continu� ad ascoltare.</p><p>Cirocco:�� Visto che non possono avvicinarsi a noi, i fantasmi devono usare qualche tipo di arma a medio raggio. Un tempo gettavano delle pietre, ma negli ultimi dieci anni hanno usato una sorta di giavellotto, o arco e frecce.</p><p>Chris:�� Brutta cosa. In questa sabbia non abbiamo riparo.</p><p>Cirocco:�� Sotto un aspetto � brutta, sotto un altro aspetto, no. Con quelle pietre, avevano buona mira. Sono fatti� be�, non li avete mai visti, e sono difficili da descrivere, ma con le pietre erano bravissimi. Per�, fondamentalmente, sono dei codardi, e per gettare le pietre dovevano avvicinarsi troppo. Con le frecce possono stare pi� lontani.</p><p>Oboe:�� Adesso, Rocky, dacci le notizie <emphasis>brutte.</emphasis></p><p>Cirocco:�� Sono quelle che vi ho detto. La buona notizia � che non hanno molta mira, con le frecce. Ma preferiscono sbagliare il bersaglio che avvicinarsi troppo.</p><p>Gaby:�� In compenso, lanciano un mucchio di frecce.</p><p>Oboe:�� Lo sapevo che c�era la fregatura.</p><p>Si ud� il ruggito, ormai familiare, di una bomba volante, ancora lontana.</p><p>Gaby:�� Continuo a dire che c�� qualcosa di strano, in quella creatura. Non riesco a vedere, ma ha qualcosa sulla schiena.</p><p>Cornamusa:�� Lo vedo anch�io.</p><p>Cirocco:�� Si vede che avete la vista pi� acuta della mia.</p><p>Per qualche tempo si ud� solo il rumore del respiro e di tanto in tanto il fruscio di qualcuno che si spostava sulla sabbia. Una volta, Robin si sent� sfiorare la gamba. Poi Cornamusa grid� un avvertimento. Qualcosa cadde sulla sabbia, entro il campo di visione di Robin. Era un sottile bastoncino di vetro, lungo mezzo metro. A un�estremit� aveva un�intaccatura, l�altra estremit� era piantata nella sabbia.</p><p>��Qualcuno � stato colpito?�� domand� Cirocco. Risposte negative.�� Le lanciano in aria a casaccio. Devono trovarsi dietro la duna. Tra poco si faranno coraggio a sufficienza per venire a guardare, e la loro mira migliorer�. Tenete pronta la fionda.</p><p>Qualche istante pi� tardi, Robin ud� il suono delle fionde dei titanidi.</p><p>Chris:�� Devi averlo colpito, Valiha. Oh! Questa volta hanno mirato meglio.</p><p>Cirocco:�� Maledizione, guardate Robin. Non si pu� fare niente? Deve essere una cosa infernale.</p><p>Robin aveva udito il rumore dell�ultima salva di frecce che colpiva la sabbia; sent� alcuni granelli caderle sulle gambe. Non aveva importanza. Ud� altri sibili, poi vide una mano che afferrava la freccia davanti a lei e la gettava via. Comparve la faccia di Gaby, a pochi centimetri dalla sua.</p><p>��Come va, bambina?�� Le strinse la mano, e poi le sfior� la guancia.�� Preferiresti vedere meglio? Non so come proteggerti, purtroppo, altrimenti lo userei per proteggere tutti.</p><p>��No�� rispose Robin, da una grande distanza.</p><p>��Vorrei� Oh, maledizione.�� Gaby picchi� in terra il pugno.�� Mi sento impotente. Immagino cosa devi provare tu.�� Vedendo che Roby non rispondeva, accost� la faccia alla sua.</p><p>��Senti, posso prendere in prestito la tua pistola?</p><p>��S�.</p><p>��Hai ancora i razzi? Quelli esplosivi?</p><p>��Tre caricatori.</p><p>��Mi serviranno. Voglio cercare di colpire la bomba volante, se si abbassa a sufficienza. Tu sta� l� tranquilla, e non pensare a niente. Tra poco cercheremo di raggiungere di corsa il cavo.</p><p>��Sono a posto�� disse Robin, ma Gaby era gi� sparita.</p><p>��Ti porter� io�� disse Oboe, dietro di lei. La titanide le accarezzo la guancia, che era bagnata.�� Non risparmiare le lacrime. Oltre a fare bene allo spirito, ogni goccia � una protezione in pi�.</p></section><section><title><p>31</p><p>Fulmini a del sereno</p></title><p>��Che intelligenza possono avere quelle creature?�� domand� Chris, osservando la solitaria bomba volante che cabrava a sinistra per un altro passaggio in quota.</p><p>Gaby la guard� a sua volta e aggrott� la fronte.</p><p>��Non bisogna mai sottovalutare l�intelligenza delle creature che si incontrano su Gea. Una buona regola pratica � quella di pensare che siano sempre intelligenti come te, e almeno il doppio pi� cattive.</p><p>��Allora, cosa fa, lass�?</p><p>Gaby gli mostr� la pistola.�� Forse ha visto che Robin ne ha abbattuta una.�� Guard� nuovamente il cielo, e scosse la testa.�� Ma non credo che sia la sola ragione. La cosa mi piace poco. Anzi, non mi piace affatto.�� Guard� Cirocco.</p><p>��Mi hai convinto. Non piace neanche a me.</p><p>Chris ne guard� prima una e poi l�altra, con aria interrogativa, ma nessuna volle dire altro.</p><p>In alto, la bomba volante continuava a volare in cerchio. Pareva in attesa di qualcosa, ma di cosa? Di tanto in tanto, le frecce dei fantasmi piovevano su di loro, trenta o quaranta per volta. Erano scagliate quasi orizzontalmente, e quando toccavano terra avevano ormai perso gran parte della velocit�. Una sola aveva colpito Cornamusa in una zampa posteriore, penetrando per qualche centimetro nel muscolo; una ferita dolorosa, ma la freccia si lasci� estrarre facilmente, perch� la punta non era uncinata. Quel fuoco di sbarramento pareva avere il solo scopo di tenerli bloccati laggi�. Chris aveva letto da qualche parte che, durante le guerre, migliaia di colpi venivano sparati con quell�unico scopo.</p><p>Ma se i fantasmi volevano tenerli fermi laggi�, doveva esserci una ragione. O avevano in serbo una sorpresa, o attendevano l�arrivo dei rinforzi. In entrambi i casi, secondo Chris, la mossa logica era quella di cercare di raggiungere il cavo. E cos� avrebbero fatto, se non ci fosse stata la bomba volante.</p><p>��Credi che i fantasmi e le bombe lavorino insieme?�� chiese.</p><p>Gaby lo fiss�, e riflett� prima di rispondere.</p><p>��Ne dubito�� disse infine.�� A quanto ne so, i fantasmi non hanno mai lavorato con nessuno, salvo che con altri fantasmi, ma senza andare molto d�accordo neppure con loro.�� Ma quando torn� a guardare il cielo, parve meditabonda. Sollev� la pistola e la punt� in direzione del bersaglio lontano, invitandolo a scendere con dolci mormoni.</p><p>��Hanno finito di scagliare frecce�� disse Valiha.</p><p>Chris se n�era gi� accorto da vari minuti, ma non l�aveva detto, nell�illogico timore che il fuoco di sbarramento riprendesse al solo scopo di fargli dispetto. Ma era vero; per una mezz�ora, dopo che avevano scavato il loro riparo comune, le frecce erano giunte a intervalli di un paio di minuti, e poi erano cessate.</p><p>��Sar� pessimista�� disse Gaby�� ma la cosa mi piace poco.</p><p>��Potrebbero essersene andati�� sugger� Cornamusa.</p><p>��E io potrei essere un titanide.</p><p>Chris non riusc� pi� a trattenersi, anche se aveva continuato a ripetersi che Gaby e Cirocco erano pi� sagge di lui e avevano maggiore esperienza.</p><p>��Penso che dovremmo correre al cavo�� disse.�� Cornamusa � gi� ferito. Se aspettiamo che riprendano a tirare le frecce, possiamo trovarci a mal partito.�� Attese, ma anche se tutti lo guardavano, nessuno disse niente. Prosegu�:�� � solo un�impressione, ma temo che la bomba volante sia in attesa di qualcosa. Rinforzi, per esempio.</p><p>Si aspettava che la Maga non fosse d�accordo su quest�ultimo particolare. Non aveva alcuna prova, a parte il fatto che le bombe volanti avevano agito di concerto gi� una volta, nell�attacco in cui era stato ucciso Salterio.</p><p>Con sorpresa, vide invece che Gaby e Cirocco si guardavano, e che entrambe erano preoccupate. Cap� che al di l� di una certa base di informazioni, neppure la Maga era in grado di predire le azioni di Gea. C�erano infinite possibilit�, e anche le cose che parevano sicure potevano cambiare da un giorno all�altro, perch� Gea fabbricava nuove creature, o cambiava le leggi su cui si basavano quelle vecchie.</p><p>��Parla un uomo molto fortunato. Rocky�� disse Gaby.</p><p>��Lo so, lo so. Non intendo certo negare la validit� delle sue premonizioni. Io stessa non riesco pi� a resistere. Ma forse � proprio ci� che aspetta quel bastardo volante. Anche se ci metteremo a correre, riuscir� a passare su di noi almeno una volta, e laggi� il terreno � piatto come una frittata.</p><p>��La ferita non mi rallenta�� disse Cornamusa.</p><p>��Io posso occuparmi di Robin�� disse Oboe.</p><p>��Maledizione, siete voi titanidi che correte il rischio pi� grave�� grid� Cirocco.�� Io posso infilarmi in quella sabbia in cinque secondi, ma quando voialtri vi stendete a terra, avete le chiappe che sporgono di un metro e mezzo.</p><p>��In qualsiasi caso, preferisco fare un tentativo�� disse Cornamusa.�� Sono stufo di stare qui a fare da puntaspilli.</p><p>Chris cominciava a pensare che non si sarebbe giunti a nessuna decisione. Cirocco, dovendo scegliere tra due alternative ugualmente irragionevoli, aveva improvvisamente perso tutta la sicurezza di s� che aveva riacquistato durante il viaggio. Non gli pareva che la <emphasis>leadership</emphasis>, la guida, fosse il suo forte, tranne forse che nel senso di sollevare il morale degli altri. Quanto a Gaby, le occorreva del tempo per assumersi un ruolo che, fondamentalmente, le era antipatico. Robin era paralizzata, e i titanidi non avevano mai messo in discussione gli ordini di Gaby, prima, e di Cirocco poi.</p><p>Quanto a Chris, da bambino non era mai stato il capo dei suoi amici, quando si organizzava qualche gioco, e non era mai stato lui a decidere dove andare e cosa fare. In seguito, da adulto, nessuno gli aveva mai chiesto di fargli da capo. Ma da qualche tempo sentiva un crescente desiderio di comandare. Cominci� a pensare che se non si fosse fatto qualcosa in fretta, quella poteva essere la sua ultima ora.</p><p>Poi, da un istante all�altro; tutto cambi�. Si ud� un�esplosione assordante, come se fosse caduto un fulmine a pochi metri di distanza, seguita immediatamente dal rumore di una bomba volante.</p><p>Tutti si appiattirono, istintivamente. Quando os� rialzare lo sguardo, Chris ne vide altre tre, che si avvicinavano in silenzio, sfiorando la cima delle dune, tremolanti e irreali nell�aria distorta dal calore. Premette la guancia contro la sabbia, ma continu� a osservarle mentre pian piano si trasformavano, da punti neri tagliati da una linea orizzontale, in bocche voraci con immense aperture alari. Le ali avevano una leggera curvatura, cosicch� le bombe volanti, viste di testa, parevano pipistrelli neri congelati.</p><p>Passarono sopra di loro, a una quota di cinquanta metri. Chris vide che da una di esse si staccava qualcosa. Un oggetto cilindrico, che attravers� l�aria, dondolando su se stesso, fino a cadere dietro una duna posta alla sua sinistra. Quando si alz� la fontana di fiamma, Chris sent� sulla pelle il suo calore.</p><p>��Siamo bombardati!�� grid� Cirocco, alzandosi in piedi. Gaby cerc� di farla abbassare, ma Cirocco indic� un terzo gruppo di bombe volanti, che proveniva da nordest. Erano troppo alte per tentare su di lei la tattica dell�urto, e poco prima di giungere sopra di loro si sollevarono leggermente, mostrando la pancia nera, le zampe ben strette accanto al corpo. Gettarono altre di quelle loro "uova" micidiali. Cornamusa e Gaby riuscirono a far abbassare Cirocco proprio mentre le bombe esplodevano, coprendo di sabbia i corpi stesi.</p><p>��Avevi ragione!�� gli grid� Gaby, balzando in piedi. La cosa non diede a Chris molta consolazione. Si alz� in piedi anche lui, si gir� per cercare Valiha e, prima ancora di capire cosa succedeva, si sent� sollevare di peso.</p><p>��Al cavo!�� grid� Valiha. Chris per poco non perse la pistola ad acqua mentre lei scattava in avanti. Si guard� alle spalle, e vide che sulla duna dietro di loro scorreva un mare di fiamme, con fantasmi che scappavano da tutte le parti.</p><p>Ce n�erano centinaia, e quasi tutti bruciavano. Erano gruppi disorganizzati di tentacoli, mucchi indistinti che non rassomigliavano pi� a niente. Erano grossi come cani da pastore, e correvano come granchi, muovendo tutti i tentacoli contemporaneamente. Erano traslucidi, come le fiamme; bruciando, diventavano macchie di luce violenta che non faceva ombra. Alle orecchie di Chris giunsero strida quasi supersoniche, e secchi <emphasis>ping </emphasis>metallici, come ferro portato al calore rosso e poi raffreddato.</p><p>��Bel bombardamento�� grid� Gaby, comparsa improvvisamente alla sua destra, in sella a Oboe. La titanide teneva tra le braccia Robin.�� Difficile pensare che le bombe volanti siano alleate dei fantasmi.</p><p>��Comunque�� disse Chris�� non credo che siano dalla nostra parte.</p><p>��Neanch�io. Hai idea di cosa fare adesso?�� Indic� il cielo, dove due stormi di tre bombe volanti ciascuno si preparavano a un altro passaggio.</p><p>��Continuiamo a correre�� disse Valiha, prima che Chris riuscisse a dire qualcosa.�� Credo che non siano molto abili nel lancio delle bombe. Hanno avuto due occasioni, mentre noi non potevamo difenderci, ed entrambe le volte hanno sbagliato mira.</p><p>Cornamusa e la Maga avevano raggiunto gli altri due titanidi e galoppavano al loro fianco.</p><p>��S�, ma potrebbero cambiare tattica. Adesso pare che vogliano scendere raso terra. Se dobbiamo scappare, non correte in linea retta. E distanziamoci un poco. La presenza di molti bersagli potr� riuscire a confonderle.</p><p>I titanidi fecero come diceva Cirocco. Valiha cominci� a procedere zigzagando verso il cavo: un�andatura assai diversa da quella abituale, senza scosse. Chris dovette tenersi forte per non farsi sbalzare. Quando le bombe volanti iniziarono la discesa, Valiha raddoppi� la foga della corsa, sollevando con gli zoccoli grandi schizzi di sabbia quando cambiava direzione.</p><p>��Si tengono molto alte�� le disse Chris.</p><p>��Bene. Continuo a�</p><p>��Verso di loro!�� grid� Chris. Valiha obbed� all�istante, e Chris abbass� la testa quando vide le tre bombe che scendevano verso di lui e che parevano tanto vicine da poterle toccare. Finirono a cinquanta metri di distanza. Chris vide che aveva fatto bene a dire a Valiha di allontanarsi. A poca distanza, la bomba poteva colpirli con il suo fuoco liquido. Si sent� rintronare le orecchie, ma in quelle bombe l�effetto incendiario predominava rispetto a quello dirompente.</p><p>��� napalm�� grid� Cirocco, quando Cornamusa e Valiha giunsero accanto a lei, nel loro zig-zag.�� Cercate di non farvi colpire. Rimane attaccato alla pelle e la brucia.</p><p>Attaccato o no, Chris ne faceva volentieri a meno. Stava per dirlo, quando Valiha lanci� un grido e inciamp�.</p><p>Chris le fin� contro la schiena, picchi� il mento e batt� i denti tra loro. Drizz� la schiena, sput� sangue e guard� cosa succedeva. Valiha aveva la zampa anteriore sinistra avviluppata in tentacoli traslucidi. Parevano troppo esili per esercitare la trazione che la trascinava nella sabbia, ma riuscivano a farlo. Valiha era gi� sepolta fino al ginocchio.</p><p>Punt� la pistola e schizz� un getto d�acqua sul fantasma. La creatura lasci� libera Valiha, indietreggi� di mezzo metro e cominci� a tremolare, Chris pens� che stesse morendo.</p><p>��L�acqua non gli fa niente!�� grid� Valiha. Colp� il fantasma con la sua mazza. Si ruppero due tentacoli, che continuarono ad agitarsi indipendentemente, prima di scomparire nella sabbia.�� Se la scrolla di dosso.</p><p>Lo vide anche Chris. Anche se era ferita, la creatura torn� ad avvicinarsi a Valiha. Pareva un nido di serpenti di vetro. In prossimit� del centro, ma non ancorato a qualche punto in particolare, c�era un grosso cristallo rosa che probabilmente era un occhio. Il fantasma assomigliava a una creatura marina, a una strana medusa, pi� che a qualche creatura della terraferma, ma aveva la forza di un filo d�acciaio.</p><p>Valiha si sollev� sulle zampe posteriori, e Chris fu costretto a tenersi ai suoi capelli. Lei non se ne accorse. Calpest� la creatura con gli zoccoli anteriori, torn� a sollevarsi e la colp� una seconda volta, infine salt� sopra quel che ne rimaneva e lo colp� cos� forte, con gli zoccoli posteriori, che quando riprese la corsa c�erano ancora dei pezzi che volavano in aria.</p><p>Chris guard� in alto, e vide che il cielo era pieno di bombe volanti.</p><p>In realt� ce n�erano solo venti o trenta, ma gi� una sola era troppo per Chris. Il rombo dei loro motori scuoteva il mondo.</p><p>Poi ci dovette essere un�interruzione, perch� la scena era totalmente diversa. Valiha, inginocchiata davanti a lui, lo prendeva per le spalle. Gli fischiavano le orecchie. Not� che Valiha, da un lato, aveva i capelli bruciacchiati, e che perdeva sangue dalla faccia e dal braccio sinistro. Era coperta di sabbia, rimasta appiccicata al sudore.</p><p>��Non perdi molto sangue�� disse lei. Chris abbass� lo sguardo e vide che aveva i vestiti strappati e sporchi di rosso. Un angolo dei calzoni bruciava ancora, e lui si affrett� a spegnerlo. Valiha chiese:�� Mi senti?</p><p>Annu�, anche se tremava tutto. Lei lo sollev�, e lui si rimise in sella con difficolt�. Non appena Chris si fu sistemato, Valiha riprese il galoppo.</p><p>Ormai il primo filo del cavo distava solo cento metri. Prima che lo raggiungessero, Chris not� un cambiamento nel rumore che facevano gli zoccoli di Valiha. Invece dei tonfi sordi che avevano fatto fino a quel momento sulla sabbia, ora facevano un piacevole <emphasis>clop-clop </emphasis>sulla roccia. Presto raggiunsero il grande filo, e Valiha pot� infine girarsi, ma scorsero soltanto il deserto. Non si vedevano n� Cirocco e Cornamusa, n� Gaby, Oboe e Robin. Anche se si udiva ancora un lontano ronzio di motori, nel cielo non c�erano bombe volanti.</p><p>��Laggi��� disse Valiha.�� A est.</p><p>C�era qualcosa che si muoveva nella sabbia. Molti fantasmi, che formavano come una nube su un corpo immobile.</p><p>��� Oboe�� disse Valiha, piano.</p><p>��No, non pu� essere.</p><p>��� cos�. E laggi�, un po� pi� a sinistra, temo sia la nostra compagna Robin.</p><p>La piccola figura usciva da dietro la curva del cavo. Distava tre o quattrocento metri da loro. Chris vide che, scorgendo la figura di Oboe, si era fermata, portandosi le mani alla bocca. Poi Robin si raddrizz�, e Chris cap� cosa voleva fare.</p><p>��Non andare, Robin!�� grid�. Robin si ferm� e guard� nella loro direzione.</p><p>��Non c�� pi� niente da fare�� grid� Valiha.�� Non vive pi�. Vieni qui.�� Si volt� verso Chris.�� Vado a prenderla.</p><p>Lui le afferr� il polso.</p><p>��No, aspetta qui.�� Non lo disse perch� voleva fare l�eroe, ma perch� gli ritornava in mente il fantasma che cercava di trascinare Valiha sotto la sabbia. Le guard� la gamba e rimase a bocca aperta.</p><p>��Quella cosa�</p><p>��� meno grave di quello che sembra�� disse Valiha.�� I tagli non sono profondi. In maggioranza.</p><p>Aveva un aspetto orribile. La zampa era coperta di sangue secco, e da uno dei tagli si era staccato un pezzo di pelle. Chris distolse lo sguardo per guardare Robin, che correva verso di loro. Non teneva bene l�equilibrio, non controllava ancora bene le braccia e le gambe. Chris corse fino a lei e la aiut� a raggiungere Valiha. Robin alla fine croll� a terra, ansimante, incapace di parlare, e si tenne alla roccia come a un vecchio amico. Chris le prese la mano. Era quella senza mignolo.</p><p>��Eravamo qui�� riusc� infine a dire Robin.�� Sotto il cavo. Poi Gaby ha visto la bomba volante, e� volava bassa. La prima. E lei l�ha colpita! E dalla bomba � saltato fuori qualcosa. Con il paracadute� e lei gli � corsa dietro. L�acqua non uccideva i fantasmi! Sono spuntati fuori dalla sabbia, davanti a noi, e�</p><p>��Lo sappiamo�� disse Chris, cercando di calmarla.�� Li abbiamo incontrati anche noi.</p><p>���E poi Oboe � corsa via, alla ricerca di Gaby, e� non mi ha presa. Non potevo muovermi! Eppure sono riuscita a farlo, e sono andata dietro di lei� L�ho vista a terra, e poi mi avete chiamato voi� Ma Gaby � ancora laggi� da qualche parte. Dobbiano trovarla, dobbiamo�</p><p>��Mancano anche Cirocco e Cornamusa�� disse Chris.�� Ma forse sono sotto il cavo. Voi eravate a est, rispetto a noi. Cirocco probabilmente era nell�altra direzione. Noi� Valiha, per quanto tempo sono rimasto incosciente?</p><p>La titanide aggrott� la fronte.�� Anche noi avevamo gi� raggiunto il cavo�� disse.�� Senza danni. Poi ho visto Gaby, che correva isolata, e siamo andati ad aiutarla. � stato in quel momento che ci hanno quasi colpito. Per qualche tempo, credo di essere rimasta priva di conoscenza anch�io.</p><p>��Non ricordo niente di tutto questo.</p><p>��Il tutto � durato da quattro a cinque decariv� un massimo di trenta minuti da quando � iniziato il bombardamento.</p><p>��Perci� Cirocco ha avuto a disposizione tutto il tempo necessano per raggiungere il cavo. Prima di tutto dovremmo cercare tra i fili esterni.�� Non sent� la necessit� di aggiungere che certamente coloro che erano sulla sabbia erano morti.</p><p>Sentivano il bisogno di fare presto, ma era duro lasciare quel rifugio conquistato a fatica. Riuscirono a dedicare qualche tempo al pronto soccorso. Robin era quella che aveva subito meno danni, e Chris non aveva ferite che non potessero guarire con qualche benda. Le ferite di Valiha richiesero pi� tempo. Quando ebbero finito di medicarle la gamba ferita, Valiha non pareva molto ansiosa di caricarla eccessivamente.</p><p>��Cosa ne pensate?�� domand� Chris.�� Potrebbero trovarsi dietro questo filo del cavo, intenti a cercarci sulla sabbia.</p><p>��Potremmo suddividerci in due gruppi�� sugger� Robin.�� In questo modo potremmo esaminare entrambe le direzioni.</p><p>Chris si succhi� il labbro inferiore.�� Non so. In tutti i film che ho visto, quando il gruppo si suddivide, succede il disastro.</p><p>��Basi la tua tattica sui film?</p><p>��E che altro ho? Tu ne conosci altre?</p><p>��Credo di no�� ammise Robin.�� Nella Congrega abbiamo delle esercitazioni, per l�eventualit� di un�invasione, ma non so fino a che punto si possano applicare qui.</p><p>��Non suddividiamoci�� disse Valiha.�� Divisione � vulnerabilit�.</p><p>Ma non ci fu il tempo di decidere. Robin, guardando in direzione del deserto, vide comparire Gaby sulla cima di una duna. Saltava con quei lunghi balzi, permessi dalla bassa gravit�, che Chris aveva imparato a non trovare pi� strani. Ormai li conosceva a sufficienza per capire che Gaby era stanca. Era leggermente china, come se fosse ferita al fianco.</p><p>Gaby continu� ad avvicinarsi. Quando era ancora a mezzo chilometro da loro, alz� una mano e grid�, ma nessuno riusc� a distinguere le sue parole.</p><p>E neppure lei pot� sentirli, quando tutti e tre cominciarono a gridare freneticamente, cercando di avvertirla di ci� che le si stava avvicinando da dietro.</p><p>Valiha fu la prima a correre verso di lei. Chris la segu�, ma la titanide lo distanzi� presto. Valiha era ancora a trecento metri da Gaby quando la bomba volante sollev� il muso e lanci� il suo carico mortale. Chris lo vide scendere lentamente, e non pens� pi� a cosa poteva essere nascosto sotto la sabbia. Cadde proprio davanti a lei, e Gaby sollev� le braccia per proteggersi dal mare di fuoco che era improvvisamente comparso sul suo cammino.</p><p>Ne usc� di corsa.</p><p>Pareva quasi che volasse. Era in fiamme.</p><p>Chris vide che cercava di spegnere le fiamme con le mani, sent� le sue urla. Gaby aveva perso il senso della direzione. Valiha cerc� di prenderla, ma non ci riusc�. Chris corse verso di lei. Fiut� odore di capelli e carne che bruciavano, quando la colp� con la spalla e la gett� a terra. Gaby urlava e si agitava, Valiha la teneva ferma, Chris continuava a gettare sabbia su di lei. La fecero rotolare su se stessa, cercarono di farla rimanere immobile, ignorando il dolore delle scottature alle mani.</p><p>��La soffochi!�� protest� Chris, quando Valiha premette su Gaby con tutto il corpo.</p><p>��Dobbiamo spegnere il fuoco�� disse la titanide.</p><p>Quando Gaby fin� di divincolarsi, Valiha la sollev�. Prese per un braccio anche Chris, e per poco non glielo strapp� dalla spalla. Chris sal� in groppa, e Valiha corse verso il cavo, stringendo fra le braccia Gaby, immobile e forse morta. Raggiunsero Robin, che li aveva preceduti nel ritornare al cavo da cui avevano assistito agli inizi del dramma. Chris la prese per mano e la fece salire dietro di s�. Valiha non rallent� il passo finch� non sent� nuovamente la roccia sotto gli zoccoli.</p><p>Mentre stava per posare a terra Gaby, si guard� alle spalle e scorse un�altra bomba volante in avvicinamento. Incredibile: puntava verso il cavo a tutta velocit�, su una traiettoria che passava proprio sopra Valiha. Quando si impenn� per sganciare le bombe, e il motore rugg� al massimo dei giri per non urtare il cavo, Valiha si diresse verso l�interno della buia foresta di tubi monolitici che costituivano il cavo.</p><p>Udirono delle esplos�oni alle loro spalle. Era impossibile capire se una di esse annunciava la morte della bomba volante. Valiha non rallent� il passo. Entr� ancora di pi� nella foresta e rallent� solo quando raggiunse una zona sufficientemente buia.</p><p>��Ne arrivano altre�� disse Chris. Non era mai stato cos� disperato. Dietro di loro, nello spicchio di cielo visibile tra un filo e l�altro del cavo, si scorgevano le sagome nere delle bombe volanti in avvicinamento. Ne cont� cinque, ma era certo che ce ne fossero di pi�. Una cabr� a destra, l�altra a sinistra, passando tra i fili a velocit� da pilota suicida. Dietro di loro, lontano, si ud� un�esplosione; poi una seconda esplosione, pi� vicina, e la creatura pass� sopra di loro, rombando. Nel buio si scorgeva nuovamente la fiamma azzurra dei suoi gas di scarico.</p><p>Davanti ai fuggitivi ci fu una mostruosa esplosione, e all�improvviso l�interno del cavo si illumin� di una luce arancione. L�ombra dei fili danz� attorno a loro al ritmo scandito dalle fiamme invisibili; poi, per un breve istante, Chris scorse il corpo carbonizzato della bomba volante che precipitava a terra. Valiha continu� a correre.</p><p>Una seconda creatura comparve dietro di loro, e udirono lo schianto di una terza che colpiva un cavo alla loro sinistra. Una pioggia di napalm incendiato sgocciol� dal cavo, a un centinaio di metri da loro, come cera da una candela. Altre bombe esplosero pi� avanti.</p><p>A causa delle detonazioni, dagli spazi tra i singoli fili cominciarono a staccarsi grosse pietre e altro materiale. Un masso grosso come Valiha tocc� terra a una ventina di metri da loro. Valiha gli gir� attorno, e si ud� nuovamente il forte rumore dell�impatto di una bomba volante, seguito da due altri, intervallati dalle esplosioni del napalm.</p><p>Valiha non si ferm� finch� non vide l�edificio di pietra che contrassegnava l�ingresso al cervello regionale di Teti. Si ferm�, timorosa di entrare. Solo il terrore delle bombe volanti l�aveva spinta cos� lontano, in una zona tradizionalmente evitata dalla sua razza.</p><p>��Dobbiamo entrare�� le disse Chris.�� Questo edificio rischia di crollare. Prima o poi, una di quelle creature ci uccider�, se prima non saremo schiacciati da qualche masso.</p><p>��S�, ma�</p><p>��Valiha, fa� come ti dico. � "Fortunato" Major a parlarti. Pensi che ti direi di fare una cosa, se non si trattasse di qualcosa di sicuro?</p><p>Valiha esit� un solo istante, e poi si avvi� trotterellando sotto l�arco dell�ingresso. Attravers� il pavimento di pietra finch� non raggiunse l�inizio della scalinata che scendeva per cinque chilometri.</p><p>E prese a scendere.</p></section><section><title><p>32</p><p>L�armata scomparsa</p></title><p>Il fuoco chimico si era gi� spento da tempo, allorch� Cirocco, a piedi, giunse da dietro la curva del grande cavo, seguita da Cornamusa. Il titanide procedeva a tre zampe: la gamba posteriore destra era tenuta sollevata da una fascia che gli passava sotto la pancia. L�osso era tenuto fermo da una fasciatura e da un paio di bastoni. Anche Cirocco portava i segni della battaglia. Attorno alle tempie aveva una benda che le copriva anche un occhio. Aveva la faccia sporca di sangue, il braccio destro appeso al collo, e si era rotta due dita della mano destra.</p><p>Camminavano sulla piattaforma di roccia attorno alla base del cavo, e non si fidavano di scendere sulla sabbia. Anche se gli ultimi fantasmi da loro incontrati erano privi del misterioso sistema di difesa che aveva permesso ad alcuni di loro di ignorare l�acqua e di assalire umani e titanidi, Cirocco preferiva non correre rischi. Al momento della morte, da uno di quelli che aveva ucciso si era staccata una pellicola trasparente che sembrava vinile.</p><p>Vide qualcosa sulla sabbia, si ferm�, e tese la mano. Cornamusa le diede un binocolo, e lei se lo accost� con difficolt� all�occhio sano. Era Oboe. Lo cap� unicamente perch� c�erano alcune zone di pelle intatte. Cirocco distolse lo sguardo.</p><p>��Temo che non rivedr� mai pi� l�Ofione�� cant� Cornamusa.</p><p>��Era forte e coraggiosa�� cant� Cirocco, che non sapeva cosa dire.�� Io non la conoscevo molto bene. Canteremo di lei pi� tardi.</p><p>A parte quell�unico corpo, non si scorgevano molti segni della battaglia. Si vedevano alcune macchie scure, ma si era alzato il vento, e la sabbia cominciava a coprirle e ad accumularsi anche sul corpo della titanide.</p><p>Cirocco si era aspettata qualcosa di peggio. Forse i suoi compagni erano stati uccisi, ma lei, prima di darli per morti, voleva vedere i cadaveri.</p><p>Quando la corsa in direzione del cavo si era trasformata in una fuga caotica, lei e Cornamusa si erano diretti a est. Cornamusa aveva cercato di raggiungere gli altri due titanidi, ma ogni volta era incappato in un gruppo di fantasmi che non temevano l�acqua, e non aveva potuto fare altro che fuggire. Gli attacchi erano stati talmente intensi da far pensare a Cirocco che i fantasmi cercassero solo lei. Pensando di poterseli trascinare dietro, e di dare in questo modo sollievo ai compagni, aveva detto a Cornamusa di correre verso la parte orientale del cavo. Erano stati inseguiti da una sola bomba volante, che per poco non li aveva uccisi lanciando una carica di esplosivo che li aveva sollevati in aria e sbattuti contro il cavo.</p><p>Ma a quel punto Cirocco aveva capito di essersi sbagliata, perch� i fantasmi non l�avevano inseguita, e neppure le bombe volanti, tranne quella che li aveva feriti. Si erano rifugiati all�interno del cavo, e avevano udito i suoni della battaglia che si svolgeva lontano da loro. Non avevano potuto fare altro che medicarsi le ferite.</p><p>Cirocco voleva proseguire attorno al cavo, ma Cornamusa la chiam�. Stava osservando la superficie della roccia.</p><p>��Uno dei nostri � passato da questa parte�� cant�, indicando alcuni graffi, paralleli tra loro, lasciati dai duri zoccoli di un titanide. Poco pi� in l�, scorse su un mucchio di sabbia l�impronta di due zoccoli e di un piede umano.</p><p>��Allora, Valiha � riuscita a salvarsi�� disse Cirocco, in inglese.�� E almeno uno degli altri.�� Si port� accanto alla bocca la mano libera e lanci� un grido di richiamo. Quando l�eco si spense, non udirono alcuna risposta.�� Andiamo. Cerchiamoli.</p><p>Entrarono nella zona buia all�interno del cavo, e cominciarono a imbattersi in forme irregolari che bloccavano la strada. Cornamusa accese una lanterna, e alla sua luce poterono vedere che dall�alto era caduto un mucchio di detriti. I fili salivano per almeno una decina di chilometri prima di intrecciarsi a formare il cavo centrale di Teti. Cirocco sapeva che quella specie di labirinto aveva una sua caratteristica ecologia: piante che si abbarbicavano ai fili e animali che correvano avanti e indietro lungo di essi.</p><p>Cirocco continu� a procedere all�interno del cavo, consapevole che sotto uno dei mucchi pi� grossi potevano essere sepolti i suoi amici. Ma Cornamusa, di tanto in tanto, la chiamava per dirle che aveva trovato un�altra impronta. Infine giunsero a un�enorme pila di pietra. Cirocco sapeva che ormai si trovavano nel centro del cavo, e che laggi� un tempo sorgeva il solito ingresso alla scala per giganti. Ma ora c�erano solo sassi, e, in mezzo a un�ampia zona bruciacchiata, i resti di tre bombe volanti. Delle creature non restava molto: solo il metallo della camera di combustione e file di denti di acciaio anneriti.</p><p>��Sono scesi l� sotto?�� chiese Cirocco.</p><p>Cornamusa si abbass� per studiare il terreno alla luce della lanterna.</p><p>��Difficile dirlo. Potrebbero essere entrati nell�edificio prima che crollasse.</p><p>Cirocco inal� un profondo respiro. Prese la lanterna dalle mani di Cornamusa e raggiunse il mucchio di detriti. Poi cominci� ad arrampicarsi su di esso, con attenzione, ma, dopo pochi metri, dovette fermarsi, impacciata dal braccio immobilizzato e da un senso di stordimento. Scese di nuovo a terra. Per qualche istante rimase a sedere, portandosi la mano alla fronte, poi sospir�, si rialz�, e cominci� a prendere le pietre a una a una e a gettarle nell�oscurit�.</p><p>��Cosa fai?�� le chiese Cornamusa, dopo qualche minuto.</p><p>��Scavo.</p><p>Cornamusa la guard� per qualche istante. C�erano sassi di diversa grandezza, da ciottoli della dimensione di un pugno a massi di alcune centinaia di chilogrammi, che loro due avrebbero potuto spostare. Ma gran parte del mucchio, le rocce che gli davano la sua caratteristica forma, sarebbe andata bene per costruire una piramide egizia. Raggiunse Cirocco e le tocc� il braccio, ma lei lo respinse.</p><p>��Rocky, � inutile. Non ce la farai mai.</p><p>��Lo devo fare. <emphasis>E lo far�.</emphasis></p><p>��� troppo�</p><p>��Maledizione, non capisci? <emphasis>Gaby � qui sotto.</emphasis></p><p>Scossa da un tremito, Cirocco cadde in ginocchio. Cornamusa si accovacci� a terra, e lei lo abbracci� per piangergli sulla spalla.</p><p>Quando riprese il controllo di se stessa, Cirocco si sciolse dall�abbraccio, si alz� in piedi e gli pos� sulle spalle entrambe le mani. Negli occhi aveva una fiamma che Cornamusa non vedeva da molti anni sulla faccia della Maga.</p><p>��Cornamusa, vecchio amico�� gli cant�.�� In nome dei vincoli di sangue che ci legano, ti devo chiedere di fare per me una grande azione. Per l�amore che entrambi proviamo per la tua retro-nonna, non te lo chiederei se ci fosse un altro modo.</p><p>��Ordina, Maga�� cant� Cornamusa, in tono solenne.</p><p>��Devi ritornare alla tua terra natale. Laggi� devi implorare tutti affinch� si rechino nel grande deserto, perch� giungano su Teti per il bene della loro Maga, nella sua ora del bisogno. Convoca i grandi leviatani del cielo. Chiama Corazzata, Esploratore, l�Aristocratico, Inaffondabile, Finefischio, Bombasto, Sua Eccellenza, e anche il Vecchio Scout. Di� loro che la Maga far� guerra ai razzi celesti, che spazzer� per sempre dalla grande ruota del mondo la loro genia. Di� che, in cambio di questo giuramento, la Maga chiede loro di accogliere chi glielo chieder�, e di portarlo su Teti. Farai questo per me, Cornamusa?</p><p>��Lo far�, Maga. Ma temo che non saranno in molti, del mio popolo, a venire. Teti � lontana da noi, la strada � piena di pericoli, e la mia gente teme questi luoghi. Noi pensiamo che Gea non desideri vederci qui.</p><p>��Allora, riferisci questo. A chiunque verr�, sar� concesso un bambino in occasione del prossimo Festival. Di� loro che, se mi aiuteranno, dar� loro un Festival di cui si canter� per le prossime mille megarivoluzioni.�� Ritorn� all�inglese.�� Credi che vengano?</p><p>Cornamusa alz� le spalle e rispose nella stessa lingua:�� Non pi� di quelli che possono salire sugli aerostati.</p><p>Cirocco batt� la mano sulla spalla del titanide, si alz� in piedi, e cerc� di aiutarlo a rialzarsi. Cornamusa si rialz� a fatica. Lei lo fiss� a lungo, poi sal� in punta di piedi per baciarlo.</p><p>��Aspetter� qui�� cant�.�� Conosci il fischio del grande pericolo, per chiamare i leviatani del cielo?</p><p>��Lo conosco.</p><p>��Presto uno di loro ti raccoglier�. Fino a quel momento, cerca di essere molto cauto. Ritorna a casa senza correre rischi, e ritorna da me con molti lavoratori. Di� loro di portare cavi, carrucole, argani, e i migliori palanchini, martelli e picconi.</p><p>��Far� come dici.�� Abbass� gli occhi.�� Rocky�� disse poi�� credi che siano ancora vivi?</p><p>��� perfettamente possibile. Se sono intrappolati qui sotto, Gaby sa cosa deve fare. Sa che niente mi impedir� di farla uscire, e dir� agli altri di rimanere in cima alle scale. � troppo pericoloso scendere fino a Teti senza la mia presenza a frenarlo.</p><p>��Se lo dici tu, Rocky.</p><p>��Lo dico io. Ora va, con tutto il mio amore, figlio.</p></section><section><title><p>33</p><p>Segnata dal fuoco</p></title><p>��� stato Gene�� disse Gaby, con un mormorio roco.�� Non riuscivo a crederlo, ma era Gene, quello che si � buttato col paracadute dalla bomba volante, prima che esplodesse.</p><p>��Gaby, cerca di calmarti�� disse Chris.</p><p>��S�. Adesso ho voglia di dormire. Ma prima volevo dirtelo.</p><p>Robin non era in grado di dire da quanto tempo erano sulla scala. Le pareva che fosse passato almeno un giorno intero. Aveva dormito una volta, ma era stata svegliata dalle urla di Gaby.</p><p>Robin non osava guardarla. Le avevano tolto quanto rimaneva dei vestiti e l�avevano messa su uno dei sacchi a pelo. Nel pronto soccorso di Valiha c�erano tubetti di pomata contro le scottature, ma li avevano finiti prima di riuscire a coprire tutta l�area bruciata. Non avevano neppure potuto toglierle di dosso la sabbia, perch� avevano solo l�acqua delle borracce.</p><p>Era una fortuna che l�unica loro lanterna, ora tenuta bassa per risparmiare il combustibile, facesse cos� poca luce. Gaby era una massa di ustioni di secondo e di terzo grado. Il fianco destro e la schiena erano neri. La pelle faceva un suono secco quando lei si muoveva, e ne usciva un siero trasparente. Disse di non sentire alcun dolore; questo significava che i nervi stessi erano morti. Ma le aree rosse intorno alle ustioni pi� gravi le facevano molto male. Riusciva a sonnecchiare per pochi minuti, agitata, poi riprendeva conoscenza e gemeva. Chiedeva acqua, e gliene davano qualche piccolo sorso.</p><p>Ma ora sembrava pi� calma, e riconosceva le persone che aveva attorno. Era stesa sul fianco, con le gambe rannicchiate, la testa posata sulle gambe di Valiha, e descriveva i minuti prima del suo ferimento.</p><p>��� stato lui a organizzare tutto. Si � messo in contatto con le bombe volanti: tra l�altro, sono molto intelligenti. Si � anche messo in contatto con i fantasmi; ma quelli non fanno alleanze con gli estranei. Io lo sapevo, e lo sapeva anche lui, e non voleva dirmi come ha fatto a ottenere la loro collaborazione. L�ho poi convinto io.�� Sorrise, anche se aveva mezza faccia bruciata.</p><p>Riprese:�� Devo per� ammettere che ha avuto una buona idea. Quello che ha fatto ai fantasmi mi ha sorpresa del tutto. Li ha immersi nella plastica. Li ha fatti passare sotto una sorta di doccia che li ha coperti di una colla trasparente, e poi li ha schierati in battaglia.</p><p>"Ma ha creduto che ci comportassimo in modo molto pi� intelligente, ed � stato questo a rovinare i suoi piani. Ricordate, quando eravamo in mezzo al deserto, Rocky ha detto che se avessimo preso la strada Circum-Gea e poi fossimo tornati indietro fino al cavo, avremmo dovuto percorrere un tratto di deserto pi� breve. Ebbene, se avessimo fatto cos�, saremmo finiti in pieno nella sua imboscata. Aveva schierato la sua armata a prova d�acqua nella zona compresa tra la strada e il cavo, e aveva nascosto fra le montagne del nord una squadriglia di bombe volanti che dovevano bombardarci dopo essere stati bloccati dai fantasmi. Nel punto dove siamo passati aveva solo una piccola forza, e priva di protezione dall�acqua. Mi ha detto che la copertura durava poco, che si consumava a causa della sabbia, e che lui aveva un solo spruzzatore, e che doveva tenerlo con la sua forza principale."</p><p>Toss�, e Robin le porse la borraccia, ma Gaby scosse la testa.</p><p>��Dobbiamo farla durare�� disse. Pareva che il lungo discorso l�avesse indebolita, e Chris le sugger� di riposare.</p><p>��Prima, devo raccontare tutto�� disse.�� A che punto sono arrivata? Ah. Avevi ragione, Chris. Ci siamo fatti fermare dal piccolo gruppo di fantasmi; poi ci siamo nascosti quando � comparsa la prima bomba volante. Era Gene, che ci stava cercando. Quando ci ha visto, ha detto per radio alla sua forza principale di raggiungerlo. Se fossimo partiti in quel momento, saremmo giunti al cavo prima dell�arrivo dell�aviazione e della fanteria. Non credo che Gene avrebbe corso il rischio di cercare di colpirci dall�aria, ma posso anche sbagliarmi. Aveva i suoi buoni motivi.</p><p>S�interruppe, e poi riprese:�� Voleva uccidermi.�� Ricominci� a tossire. Quando ebbe terminato, riprese la sua storia.�� Tutto questo attacco, e tutti gli altri guai da noi incontrati nel corso del viaggio, sono stati opera di Gene che intendeva uccidermi. I fantasmi e le bombe volanti avevano l�ordine di cercare di colpire me, innanzitutto, e poi gli altri se c�era tempo. Cirocco non doveva essere toccata, ma credo che Gene avesse altre idee su di lei.</p><p>��Cosa intendi dire?�� chiese Robin.�� Gene eseguiva gli ordini di qualcun altro?</p><p>��S젗 disse Gaby.�� Proprio cos�. E non voleva dirmelo, assolutamente. Io l�ho avvertito che se non me lo avesse detto, avrei cercato di farlo sopravvivere almeno un giorno, e l�avrei tagliato a fette, un pezzo alla volta. Perch� mi credesse, ho perfino dovuto cominciare a tagliare qualche pezzetto.</p><p>Robin trangugi� a vuoto. Aveva pensato di conoscere che cos�era la violenza, ma la scala dei recenti avvenimenti l�aveva sconvolta. Sapeva cos�era un naso rotto, un osso spezzato, e perfino un omicidio, ma la guerra era una cosa che riguardava l�odiata Terra. Non sapeva se sarebbe stata in grado di fare ci� che aveva fatto Gaby. Avrebbe potuto tagliare la gola a Gene, o pugnalarlo al cuore. Il concetto di tortura le era estraneo, ma capiva la profonda corrente di odio che fluiva in Gaby, una corrente messa in movimento da quel Gene. Ancora una volta avvert� la grande differenza tra i suoi diciannove anni nella Congrega e i settantacinque passati da Gaby sulla grande ruota.</p><p>��Chi era?�� chiese Chris.�� Oceano? Teti?</p><p>��Mi auguravo che fosse Oceano�� disse Gaby.�� Ma era poco probabile. Gene obbediva alla persona di cui avevo sempre sospettato. � stata Gea a dirgli che io dovevo essere uccisa, e Cirocco risparmiata. � per questo che, alla morte di Salterio, io ho detto che era stata lei. Credo che mi abbia sentita, e che abbia detto a Gene di metterci pi� impegno. Gli ha dato lei il napalm e gli esplosivi.</p><p>��Anche quell�attacco � stato organizzato da Gene?</p><p>��Ricordi? Chris ha visto la bomba volante e mi ha spinto a terra. Se non lo avesse fatto, saremmo morti entrambi, e non solo Salterio. Dopo il primo passaggio, Gene ha dovuto farlo apparire come un attacco contro tutto il gruppo, perch� Rocky non doveva sapere che volevano uccidere soltanto me.�� Toss� di nuovo, poi afferr� Chris per il colletto, istericamente.</p><p>��Ed � questo�� riprese�� che devi dire a Rocky, quando verr� qui. Deve sapere che � stata Gea. Se al momento del suo arrivo sar� addormentata, diglielo per prima cosa. Promettimelo. Se sar� in delirio, o se sar� troppo debole per parlare, diglielo.</p><p>��Glielo dir�, lo prometto�� disse Chris. Guard� Robin. Pensava che Gaby delirasse, e Robin annu�. Cirocco era morta, probabilmente, e anche se non lo era, era assai difficile che riuscisse a spostare la montagna di pietre che bloccava la scala, sopra di loro.</p><p>��Non capite�� disse Gaby, lasciandosi ricadere.�� Va bene, vi dir� cosa stavamo realmente facendo, mentre fingevamo di accompagnarvi in una piccola escursione.</p><p>"Studiavamo come rovesciare Gea."</p><p>In realt� non si trattava di una vera congiura, ma di un esame preliminare delle varie possibilit�. Nessuna di loro era sicura che fosse fisicamente possibile rovesciare Gea, o che si potesse eliminare Gea, la persona, senza distruggere il corpo di Gea, da cui tutti dipendevano per la sopravvivenza.</p><p>Come sempre su Gea, la situazione affondava le radici nel passato. Gaby desiderava cambiare la situazione da almeno trent�anni. Robin adesso le sentiva dire ci� che fino a quel momento aveva osato confidare soltanto a Cirocco.</p><p>��Anzi�� disse Gaby�� per molto tempo, Cirocco non volle neppure sentirne parlare. Non le do torto. Aveva le sue buone ragioni di essere soddisfatta. E anch�io. La vita su Gea non era niente di terribile. Di tanto in tanto trovavo qualcosa che non mi andava, ma, al diavolo, sulla Terra era ancora peggio. L�universo non � n� onesto n� gentile, indipendentemente dal fatto che sia governato da un dio vivente oppure no. Onestamente, sono convinta che se esistesse il dio dei cristiani, lo odierei pi� di quanto odio Gea.</p><p>"Eppure, proprio perch� potevi parlare con questo dio, proprio per il fatto che si trovava in un certo luogo, e che io ero stata da lui, e sapevo che era responsabile, e che ogni ingiustizia e ogni morte inutile erano frutto di una sua decisione� proprio per questo era molto pi� difficile accettarlo. Secondo me, il cancro � accettabile se si sviluppa per conto suo, se so che nessuno ha deciso di attaccarlo alla gente. E le cose, sulla Terra, stavano appunto cos�. Se eri colpito dal terremoto, ti leccavi le ferite, recuperavi la tua roba e ripartivi per andare a prenderti le disgrazie che l�universo teneva in serbo per te il giorno seguente. Non protestavi contro la volont� di Dio, o, almeno, le persone che conoscevo io non protestavano.</p><p>"Ma se le autorit� facevano una legge che non ti piaceva, scendevi in piazza a protestare. O cercavi di eliminare i responsabili alle successive elezioni, o ti organizzavi per togliergli il potere con altri mezzi. Dato che l�ingiustizia veniva da altre persone, e non da un universo indifferente, sentivi di poter fare qualcosa.</p><p>"Mi � occorso molto tempo per capire che qui la situazione � la stessa, ma alla fine l�ho capito. L�ostacolo stava nel pensare a Gea come a un dio e, credetemi o no, per molto tempo io credo di averlo pensato. Ci sono molte analogie. Ma Gea non opera con mezzi magici. Tutto quello che fa � teoricamente alla portata di esseri come noi. Perci� mi sono staccata gradualmente dall�idea che Gea fosse un dio, e ho cominciato a vederla come il Consiglio Municipale. E, maledizione, io non posso fare a meno di lottare contro il Consiglio Municipale."</p><p>S�interruppe per tossire, e Robin le porse la borraccia. Gaby bevve, poi si guard� con le lacrime agli occhi, e disse:�� Ecco dove sono finita.</p><p>Valiha le accarezz� la fronte.�� Riposa�� disse.�� Cerca di conservare le forze.</p><p>��S젗 disse Gaby�� ma prima voglio finire.�� Respir� affannosamente, e Robin vide che aveva gli occhi dilatati. Li guard� tutti, e parve capire. Quando riprese a parlare, la sua voce era come quella di una bambina.</p><p>��Sto per morire, vero?</p><p>��Riposa��� disse Robin.</p><p>Ma Valiha disse:�� S젗 con la caratteristica immediatezza dei titanidi in tutto ci� che riguardava la morte.�� Restano poche speranze.</p><p>Gaby singhiozz�.</p><p>��Non voglio morire�� gemette. Cerc� di mettersi a sedere.�� Non sono pronta.�� Pianse a lungo e, quando riprese a parlare, le sue parole furono interrotte da singhiozzi.</p><p>Alla fine si addorment�.</p><p>Passarono varie ore prima che riprendesse a parlare. Nessuno di loro pensava che si risvegliasse da quel sonno.</p><p>Nelle ore successive raccont� il resto della storia. Era molto debole e divagava, ma ogni volta ritornava a parlare della sua eresia, della sua intenzione di abbattere il potere che dominava la sua vita e quella di tutte le persone a lei care.</p><p>Espose le lamentele grandi e piccole, e spesso le piccole ingiustizie a livello personale erano quelle pi� significative. Parl� dei pellegrini, e del suo crescente disgusto nel vedere quei poveri disgraziati costretti a lottare e a morire per divertire un dio annoiato. Ritorn� a parlare dello scherzo crudele giocato alla Maga nel caso della riproduzione dei titanidi, ed elenc� i giocattoli assassini di Gea: una lunga lista, che culminava con le bombe volanti.</p><p>A un certo punto, disse Gaby, si era chiesta se tutto ci� non potesse cambiare, e questo la aveva portata a esaminare le possibili alternative. All�inizio non poteva parlarne con nessuno, neppure con Cirocco, ma in seguito, quando Cirocco era stata toccata direttamente dalle macchinazioni di Gea, gliene aveva parlato. Lei non aveva neppure voluto ascoltare, a tutta prima, ma in seguito il problema aveva cominciato a interessarla. Dapprima era solo un problema teorico: qualcuno o qualcosa poteva sostituirsi a Gea? Non certo i computer della Terra, poich� nessuno di essi era abbastanza grande. Gli unici possibili candidati erano i cervelli regionali: probabilmente, uno di essi, o un loro gruppo, poteva prendere le funzioni di Gea, se Gea fosse morta. E anche se Gaby aveva continuato a fare progetti, Cirocco non aveva voluto spingersi pi� in l�, perch� le pareva che questa parte del problema fosse irrilevante, rispetto al problema vero: se tutto si basava sulla scomparsa di Gea, come si poteva ucciderla?</p><p>��Non ne avevo idea�� confess� Gaby.�� Tutto rimase fermo a questo punto per sei o sette anni, e Cirocco se ne disinteress�. Poi, in occasione di questo viaggio, ho cercato di interessarla nuovamente al progetto, ma Gea deve avere subodorato qualcosa, o semplicemente ha deciso che era stanca della mia indipendenza. Forse non sopporta le persone che non pu� ricattare. L�unico potere che ha su di me � quello di rinnovarmi la giovinezza, ma io le ho sempre detto che ero pronta a rifiutare e a morire serenamente di vecchiaia, se le sue richieste diventavano eccessive.</p><p>"In questo viaggio, Rocky si � recata a parlare con i cervelli regionali, ma si � ben guardata dal sobillarli. Se pensate che abbia offerto loro la carica di Dea su un piatto d�argento, vi sbagliate. Ha solo cercato di vedere se in loro c�era qualche risentimento nascosto. Avremmo gi� potuto eliminarne in partenza una buona met�, ma abbiamo preferito visitarli tutti. In questo modo potevamo affermare che facevamo un normale viaggio di controllo.</p><p>"Non saprei dire neppure io quale poteva essere il passo successivo della congiura. Finora non abbiamo avuto alcuna fortuna. Rea � pazzo, e Crio � viscido. Ha fatto alcune affermazioni impreviste, ma che importanza possono avere? Il progetto � fallito, e noi siamo bloccati. Perch� non ho lasciato che saltasse Teti?"</p><p>Si umett� le labbra, ma rifiut� la borraccia.</p><p>��L�acqua occorrer� a voi�� disse.�� Capite ora perch� � cos� importante che avvertiate Rocky? Dovete dirle che l�attacco � stato organizzato da Gene, e che agiva dietro ordine di Gea. Se Gea conosce la nostra missione, Rocky � in un guaio. Deve sapere tutti i particolari, per potersi regolare. Me lo promettete?</p><p>��Te lo promettiamo�� disse Valiha.</p><p>Gaby annu�.�� Mi spiace solo di non poter rivedere Rocky�� disse ancora.�� Chris� no, Robin.�� La cerc� con lo sguardo e le afferr� la mano.�� Robin, quando la vedrai, dalle un bacio per me.</p><p>��Certo.</p><p>Con un cenno d�assenso, Gaby si addorment�. Dopo qualche tempo, ansim� per qualche attimo, e infine cess� di respirare. Quando Valiha prov� a sentirle il battito del cuore, non riusc� a trovarlo.</p></section><section><title><p>34</p><p>Rivelazione</p></title><p>Era strano.</p><p>Gaby aveva letto che tutti fanno esperienze dello stesso tipo, quando sono vicini alla morte. Spesso, coloro che ritornavano in vita dopo la morte clinica dicevano di avere fatto le esperienze che si aspettavano di fare. Parlavano di serenit�, di assenza di dolore, di una pace dolce e seducente, che permetteva di decidere con calma se vivere o morire. E anche se forse si trattava solo di un�esperienza allucinatoria, molti dicevano di essere usciti dal proprio corpo e di averlo visto davanti a s�, come se fosse stato quello di un�altra persona.</p><p>Adesso conosceva anche lei la condizione di cui aveva sentito parlare, ed era indescrivibile. Era meravigliosa, ed era strana.</p><p>Pensavano che fosse morta, ma lei sapeva di non esserlo, o almeno di non esserlo ancora. Sarebbe morta presto, perch� non respirava pi�. Si ferm� anche il suo cuore, e lei attese l�ultima esperienza della vita con quella che poteva essere una curiosit� divertita: so cosa si prova a <emphasis>esistere</emphasis>; cosa si prover� a <emphasis>non esistere</emphasis>? La coscienza si rompe in vari pezzi, o si oscura gradualmente, o svanisce bruscamente? Ci sono trombe e arpe, fuoco e ghiaccio, rinascita, o il brontolio stazionario dell�idrogeno intergalattico? O non c�� <emphasis>niente</emphasis>? E se � cos�, che cosa <emphasis>� </emphasis>il niente?</p><p>Non era pi� trattenuta all�interno del corpo. Era piacevole essere liberi, galleggiare alla deriva nello spazio e nel tempo, guardarsi alle spalle e vedere la scena attorno a lei.</p><p>Poi vide Cirocco, seduta pazientemente sulla catasta di pietre. Aveva un braccio al collo. Gaby era lieta di avere avuto Cirocco come amica. Per la prima parte della sua vita, aveva corso il rischio di non avere amici, e questo sarebbe stato il modo peggiore di vivere. Grazie, Rocky, della tua amicizia�</p><p>Era passato pi� tempo del previsto. Adesso si trovava nel cielo aperto, e continuava a salire. Sal� sempre pi� in alto, attravers� il "soffitto" ed entr� nello spazio, e poi ancora pi� su�</p><p>Ma dove era diretta?</p><p>Per la prima volta, cominci� ad avere dei dubbi.</p><p>Sarebbe stata la pi� grande burla del cosmo. Che sorpresa, per i teologi, se fosse risultato che la vera risposta era�</p><p>Che Gea non fosse affatto il Consiglio Municipale?</p><p>La possibilit� non poteva pi� essere ignorata. Qualsiasi cosa Gaby fosse divenuta, la sua destinazione era chiara. Si stava dirigendo verso il mozzo.</p><p>Rimpianse di non saper pi� urlare.</p></section><section><title><p>35</p><p>Fuggiaschi</p></title><p>Chris e Robin ne parlarono a lungo, ma la situazione era disperata. Se fossero stati chiusi in una stanza, avrebbero atteso la morte senza muoversi, ma finch� c�erano le scale ad attirarli, l�unica soluzione era quella di scendere.</p><p>��� nella miglior tradizione degli eroi�� disse Chris.�� Morire nel tentativo.</p><p>��Piantala, con questa storia degli eroi. Non possiamo fermarci quass�. Anche se ci fosse una sola possibilit� su un milione, dovremmo provare a scendere.</p><p>Ma non fu facile convincere Valiha.</p><p>La titanide era un fascio di nervi. La logica aveva poco effetto su di lei. Capiva che occorreva scendere, ma a questo punto la sua mente si bloccava. Non era giusto che un titanide si trovasse laggi�. Scendere era inconcepibile.</p><p>Chris era disperato. Per prima cosa, c�era Gaby. Non era piacevole rimanere vicino al suo corpo. Presto� ma non riusc� a pensarci. Era gi� terribile l�idea di non poterla seppellire.</p><p>Non seppero mai quanto tempo impiegarono per scendere le scale. Gli orologi erano nelle sacche di Cornamusa, e non c�era modo di misurare il passare del tempo. Mangiavano quando sentivano i morsi della fame, e dormivano quando erano esausti. Questo perch�, ogni volta, dopo essere scesi di venti o trenta scalini, Valiha si sedeva e cominciava a tremare. Per rialzarsi doveva ogni volta attendere che le ritornasse il coraggio. E quando non la tenevano d�occhio, si girava come un automa e prendeva a salire la scala, costringendoli poi ad andare a riprenderla.</p><p>Robin, che gi� normalmente aveva poca pazienza, cominci� presto ad avere i nervi a fior di pelle.�� La strangolerei�� diceva Robin.�� Ma non posso abbandonarla.</p><p>��Non la abbandoneresti affatto�� disse Chris.�� Potremmo proseguire per cercare aiuto, e poi fare ritorno.</p><p>��Non giocare sulle parole�� disse Robin.�� Cosa c�� in fondo? Probabilmente, una vasca piena di acido. E anche se � vuota, e se Teti non ci uccide, e se riusciamo a raggiungere una delle gallerie� sempre che ci siano delle gallerie anche qui, come c�erano nell�altro caso� occorreranno settimane per andare e altre settimane per ritornare. Se la lasciassimo qui, morirebbe.</p><p>Ma infine anche la discesa ebbe termine.�� Il pavimento sembra asciutto�� mormor� Robin.</p><p>��Stento a crederci.</p><p>Erano nascosti dietro la curva della scala e finalmente potevano scorgere quello che doveva essere l�ultimo scalino. Da qualche tempo si aspettavano di trovare un lago di acido, con Teti immerso al suo interno. Invece videro soltanto un segno di livello, dieci scalini pi� sotto, e un pavimento spoglio. Teti era ancora nascosto dietro la curva.</p><p>��� una trappola�� disse Robin.</p><p>��Giusto. Giriamoci e ritorniamo su.</p><p>Robin sorrise, e Chris si volt� verso Valiha e le parl� con calma, cercando di tranquillizzarla con il suono delle parole. Durante l�ultimo chilometro della discesa, Valiha era caduta in uno strano fatalismo. Si fermava meno frequentemente, ma aveva rallentato il passo. Una volta, Chris aveva avuto l�impressione che dormisse camminando. Faceva fatica a tenere gli occhi aperti. Forse era quello che nei titanidi stava al posto della paura. Ora che pensava a questo, Chris ricordava che non aveva mai visto un titanide che avesse paura: n� di fronte ai fantasmi, n� in quella scala interminabile. A quanto pareva, Valiha non aveva "paura" di Teti. All�inizio c�era stata come una spinta, come una forza fisica che aveva cercato di allontanarla da Teti. Quella forza era poi scomparsa, ed era stata sostituita da una sorta di torpore mentale e fisico.</p><p>��Valiha, ascoltami�� le disse.�� Dobbiamo fare in fretta. Sono poche centinaia di metri. Non possiamo riposarci come abbiamo fatto sempre.</p><p>��Niente� riposo?</p><p>��Temo di no. Dobbiamo fare di corsa gli ultimi scalini, rimanere accanto al muro� tu sta� vicino a me, e io star� accanto al muro� e poi imboccare la galleria.</p><p>Valiha annu�, ma Chris dubitava che fosse in grado di farlo. Stava per dirle altro, ma cap� che era inutile. O la cosa funzionava, o non funzionava. Se ci fosse stato un allibratore, si sarebbe scommesso contro.</p><p>Iniziarono la discesa finale tenendosi per mano. Non occorse molto tempo per scorgere la fine del corridoio e per vedere Teti, fermo in mezzo alla sua trincea di acido, esattamente come lo era stato Crio. Anzi, Chris non riusc� a vedere alcuna diversit� tra loro.</p><p>��Maga, perch� hai impiegato tanto tempo?</p><p>La voce lo colp� come un pugno. Dovette fermarsi e tirare un lungo respiro. Mancavano meno di dieci scalini alla grande sala.</p><p>��Naturalmente�� disse Teti�� sapevo che eri sulla scala. So che hai avuto dei fastidi. Adesso mi auguro che tu non ne dia la colpa a me, giacch� non sono io il responsabile, e questo lo puoi riferire anche a Gea.</p><p>Teti aveva la voce identica a quella di Crio. Lo stesso tono piatto, privo di emozione. Eppure riusciva a trasmettere una nota di disprezzo che gli raggel� il sangue.</p><p>��Dunque, hai portato Gaby con te. Cominciavo a chiedermi se ci saremmo mai incontrati. Eppure � lieta di trattare affari con Crio, vero? Ne trattate, vero, signora Plauget? Mentre invece non vi siete mai fatta vedere qui. Perch�, mi domando?</p><p>Robin si sporse verso Chris, sgranando gli occhi.</p><p>��Chris�� bisbigli� quel "coso" � <emphasis>miope</emphasis>!</p><p>Chris le fece cenno di tacere, temendo che la sua voce spezzasse l�incantesimo. Teti avrebbe certamente riconosciuto le voci.</p><p>��Cosa succede?�� chiese Teti, confermando i suoi timori.�� Perch� non parli? Ti pare buona educazione farmi aspettare per tanto tempo, e poi bisbigliare segreti quando finalmente compari? Io odio i segreti.</p><p>Ormai erano giunti nella grande sala, e Chris vide le due gallerie che aveva notato anche nella sala di Crio: una diretta a est e l�altra a ovest. Rimanevano da attraversare soltanto sessanta o settanta metri fino al tunnel che portava a est. Chris tast� nervosamente l�arma assai inconsueta che aveva preso dalle sacche di Valiha. Passando le dita sulle punte aguzze, si augur� di non doverla usare.</p><p>��Confesso che finora non avevo capito perch� hai portato con te quella creatura�� disse Teti.�� Ma era ovvio. O sbaglio?</p><p>Chris non disse niente. Mancavano dieci metri all�ingresso della galleria.</p><p>��Comincio a perdere la pazienza�� disse Teti.�� Sei la Maga, ma ci sono dei limiti. Mi riferisco alla titanide. Ti ringrazio di avere portato la cena. Vieni, Valiha.</p><p>Valiha si ferm� e gir� lentamente la testa. Guard� per la prima volta Teti. Chris non perse tempo. Afferr� il grosso forchettone che aveva preso dalla sacca, fece un passo indietro e lo piant� nella parte carnosa del posteriore di Valiha. Per un attimo non ci fu reazione, poi Valiha si mosse con una tale rapidit� che parve quasi scomparire. Chris vide ancora la sua coda svanire nella galleria, sent� Valiha urlare, e sent� l�acciottolio degli zoccoli. Poi ogni altro suono fu inghiottito da un forte sibilo. Ormai erano nella galleria, e dietro di loro si alzava un forte vento e una vampata di calore. Si sentirono circondare da fumi soffocanti. Teti riempiva il suo lago con tutta la rapidit� possibile. Il pavimento della galleria era orizzontale; una volta superato il bordo del fossato, l�acido li avrebbe raggiunti nel corridoio.</p><p>Mentre correvano, si videro superare da creature volanti simili a globi. Dalla loro luce arancione, Chris cap� che erano gli stessi animali che avevano rischiarato la loro lunga discesa: gli stessi che sperava di trovare anche nella galleria. Neppure loro parevano andare pazzi per i fumi acidi, ma, con la loro fuga, nella galleria scendeva progressivamente l�oscurit�.</p><p>Con una parte del cervello not� che c�era un�altra cosa in cui era pi� bravo di Robin: la corsa. La ragazza era rimasta indietro, e lui rallent� per permetterle di raggiungerlo. Entrambi tossivano, ma i fumi erano gi� meno densi.</p><p>��Corri, idiota!�� gli grid� lei, e Chris riprese a correre, ma lasci� che Robin gli passasse davanti.</p><p>��Per quanto tempo dobbiamo ancora correre?�� gli chiese lei, girandosi per un istante.</p><p>��Finch� non sentir� pi� il gorgoglio dell�acido.</p><p>��Giusto. Riusciamo a distanziarlo? O si avvicina?</p><p>��Non so. Per saperlo dovrei fermarmi.</p><p>��In questo modo, rischiamo di correre fino all�esaurimento delle forze�� gli fece notare lei.</p><p>��Ottima idea�� rispose Chris.</p><p>Il pavimento continuava a parere orizzontale, ma, per quanto ne poteva sapere Chris, forse era in leggera discesa. Chris si augurava che la galleria fosse lunga trecento chilometri, e collegasse tra loro Teti e Tea, ma era anche possibile che avessero cercato la salvezza in quello che era soltanto un condotto per smaltire l�acido in eccesso. Comunque, se il condotto terminava da qualche parte, avrebbero trovato Valiha ad aspettarli, e finora Valiha non s�era vista.</p><p>Dopo qualche tempo, smisero di correre e si limitarono a camminare. Tutt�intorno, le pareti della galleria erano buie, e soltanto davanti a loro si scorgeva la luce lontana delle creature volanti.</p><p>��Il corridoio deve essere leggermente in salita�� osserv� a un certo punto Robin.�� Se fosse in discesa, l�acido ci avrebbe gi� raggiunto.</p><p>��Lo credo anch�io�� disse Chris.�� Ma preferisco non rischiare. Dobbiamo continuare ad andare avanti finch� non raggiungeremo una luce.</p><p>Proseguivano lentamente, appoggiandosi alle pareti perch� erano stremati, e Chris si era messo a contare i passi, senza sapere perch� lo faceva. Probabilmente, per non pensare all�ignoto che avevano davanti a loro.</p><p>Dopo varie centinaia di passi, Robin scoppi� a ridere.</p><p>��Cosa c��, di divertente?</p><p>��Non so, ma� solo ora mi pare di capirlo. <emphasis>Ce l�abbiamo fatta!</emphasis></p><p>Chris si sorprese di quella reazione. Stava per dirle che erano ancora lontano dalla salvezza, che la strada davanti a loro era certamente piena di pericoli, ma si accorse che sorrideva anche lui.</p><p>Percorsero un altro migliaio di passi prima di scorgere il primo uccello-lampada appeso al soffitto. Solo allora si accorsero che la galleria si era allargata. La creatura era a una ventina di metri al di sopra della loro testa, e alla sua luce arancione si vedevano le pareti laterali, che distavano tra loro una trentina di metri. Chris si volt� indietro per controllare se si scorgevano riflessi di luce su un liquido in movimento, ma non scorse niente.</p><p>Poco pi� tardi scorsero un altro uccello, poi cinque insieme. Dopo tutto il tempo passato al buio, parevano luminosissimi.</p><p>��Mi chiedo cosa mangiano, qua sotto�� disse Chris.</p><p>��Qualcosa ci deve essere. Per fare tanta luce devono avere bisogno di molta energia.</p><p>��Gaby diceva che si trattava di una reazione catalitica�� ricord� Chris.�� Ma non possono fare a meno del cibo. Potremmo mangiare anche noi quello che mangiano loro.</p><p>��Presto ci occorrer� qualcosa.</p><p>Chris pensava ai loro rifornimenti, che erano rimasti nelle sacche di Valiha. E questo gli fece venire in mente Valiha, e cominci� a preoccuparsi per lei. Ormai gli uccelli luminosi erano numerosissimi, e alla loro luce si vedeva che la galleria si stendeva a perdita d�occhio. Riusciva a vedere per almeno mezzo chilometro davanti a s�, e non c�era traccia della titanide.</p><p>��Pensavo a una cosa�� disse Robin.</p><p>��S�?</p><p>��Siamo sicuri che questa galleria conduca a est?</p><p>Chris si ferm�.�� Sai anche tu che��� Che cosa? Le scale scendevano a chiocciola per cinque chilometri, con innumerevoli giri, e presto si perdeva l�orientamento. Per decidere sulla direzione da prendere si erano basati semplicemente sulla convinzione che la sala di Teti fosse uguale a quella di Crio, e avevano preso la direzione che in Crio corrispondeva all�est.</p><p>��Questi pozzi sono orientati nello stesso senso�� termin�.</p><p>��S�, ma se non lo fossero? Il tunnel condurrebbe a Febe, e non a Tea�</p><p>Chris cerc� di non pensare a questo particolare. C�erano molti altri elementi incontrollabili. Era possibile che una volta raggiunto Tea, che a detta di Cirocco era amichevole, il cervello non fosse molto ben disposto nei riguardi di tre invasori del suo territorio.</p><p>��Penseremo a questo problema quando sar� il momento.</p><p>Robin rise.�� Non dirmelo. Se all�altra estremit� di questa galleria c�� Febe, non potremo fare altro che sederci e aspettare di morire di fame.</p><p>��Non essere cos� pessimista. Moriremo di sete molto prima di allora.</p><p>La galleria continu� ad allargarsi, e prese l�aspetto di una caverna naturale. Gli uccelli luminosi erano molti di pi�, ma dovevano illuminare una zona molto pi� vasta, e l�intero ambiente era immerso in una penombra che limitava la visibilit� a pochi passi. Di tanto in tanto, la galleria aveva delle diramazioni a nord e a sud, ma entrambi preferirono continuare nella direzione seguita fino ad allora.</p><p>��Valiha doveva essere ancora in preda al panico, quando � passata di qua�� disse Robin.�� Penso quindi che sia andata avanti. Se fosse ritornata in s�, si sarebbe fermata e sarebbe venuta a cercarci, invece di inoltrarsi nelle gallerie laterali.</p><p>��Certo. Ma non mi aspettavo che arrivasse cos� lontano. Continuo a pensare che tutto il nostro cibo e la nostra acqua sono con lei. Comincio ad avere sete.</p><p>Il pavimento della caverna divent� irregolare, prese a salire e scendere come le dune che avevano attraversato nel deserto di Teti. Ormai il soffitto era talmente lontano che gli uccelli appesi a esso sembravano stelle viste attraverso una foschia che le rendeva arancioni. Si vedevano solo i contorni degli oggetti. Quando udirono un rumore di acqua corrente, si diressero verso di essa con molta attenzione, finch� non scorsero i riflessi sulla superficie. Chris sfior� il liquido con la punta del dito, pronto ad asciugarsela subito nel caso che si fosse trattato di acido. Constatato che non bruciava, prov� ad assaggiarla. Era acqua, un po� gasata ma potabile.</p><p>Si tolsero le scarpe e la attraversarono al guado. Il ruscello era largo una decina di metri, e profondo poche decine di centimetri.</p><p>Superato il ruscello, il terreno cambi� nuovamente natura. Scorsero rocce aguzze tutt�intorno a loro. Una volta, Chris cadde in una fossa profonda un paio di metri. Per un lunghissimo istante si chiese se era l�ultima caduta della sua vita, poi tocc� terra sulle mani e sulle ginocchia. Aggiunse un paio di graffi alla sua collezione, ma non sub� altri danni.</p><p>Ma l�incidente lo spinse a muoversi con ulteriore cautela. Pi� avanti, per puro istinto, trattenne Robin che stava per proseguire, e controllando si accorsero che era a meno di un metro da una voragine profonda una quarantina di metri.</p><p>��Grazie�� disse Robin, e Chris annu�, distratto da un piccolo bagliore alla sua sinistra. Cerc� di aguzzare la vista, ma senza risultato, e a quel punto ud� il suono. Qualcuno che cantava.</p><p>Si diressero verso la luce, e progressivamente le aree di grigio e di nero acquisirono nuovi dettagli. Alcune macchie divennero rocce, scuri ghirigori divennero arbusti e liane rachitiche. E la luce pareva guizzare come quella di una candela. Non era una candela, comunque, bens� la lampada che Valiha aveva con s� quando era corsa via. La videro, accovacciata su un fianco, sul pendio opposto del piccolo canyon, una quindicina di metri pi� in basso. Chris grid� per richiamare la sua attenzione.</p><p>��Chris? Robin?�� rispose Valiha.�� Siete voi? Vi ho trovati!</p><p>A Chris parve una strana affermazione, ma non os� contraddirla. Lui e Robin scesero fino in fondo al canyon, e poi salirono fino alla posizione di Valiha. Pareva uno strano posto per fermarsi. Pochi metri ancora, e si sarebbe trovata sulla cima. Ma qualcosa in lei gli fece venire in mente, con un brivido di paura, l�immagine di Salterio che stava per morire.</p><p>Quando la raggiunse, vide alla luce della lampada che aveva la faccia sporca di sangue. Respir� rumorosamente con il naso e si pass� la mano sul labbro superiore.</p><p>��Devo essermi rotta il naso�� disse.</p><p>Se l�era rotto, infatti, e cos� pure le zampe anteriori.</p></section><section><title><p>36</p><p>Avanti</p></title><p>A venti metri da loro, Robin ascoltava Chris che insultava la titanide. Quando lui aveva visto le sue ferite, Valiha gli aveva consigliato di ucciderla per non farla pi� soffrire. E Chris era esploso.</p><p>Robin stessa aveva l�impressione che il suo corpo diventasse pi� pesante di minuto in minuto. Presto si sarebbe unito alle rocce e all�oscurit�. E questo sarebbe stato un sollievo. Ora comprendeva che la sua gioia momentanea, dopo essere fuggiti da Teti, era stata un errore.</p><p>Ma capiva che Chris non le avrebbe permesso di lasciarsi morire. Lui pensava ancora alla possibilit� di salvarsi. E ora lo vide avvicinarsi, probabilmente con qualche nuovo progetto.</p><p>��Conosci il pronto soccorso?�� le chiese.</p><p>��So mettere un cerotto.</p><p>Lui fece una smorfia.�� Lo stesso vale per me. Per� ho trovato questo.�� Apr� una piccola borsa di cuoio, e Robin vide numerosi scomparti con tutta una serie di strumenti medici: pinze, forbici, siringhe, aghi, tutti ordinatamente disposti a uso di chi volesse giocare a fare il medico.�� Qualcuno dei titanidi doveva essere capace di usarli, se se li sono portati dietro. Valiha dice che Oboe ne aveva degli altri. Mi pare che siano sufficienti per una piccola operazione.</p><p>��Se sei capace di farla. Valiha deve essere operata?</p><p>Chris parve esitare.</p><p>��Le occorre qualche ricucitura. Si � rotta gli stinchi. A destra credo che l�osso sia solo rotto, ma a sinistra ha quella che si dice una frattura esposta.�� Le mostr� un piccolo manuale.�� Qui dice che il problema pi� grave � quello di un�infezione. Per tutto il resto, basta rimettere a posto le ossa, pulire la ferita e fasciarla.</p><p>��Non dirmi niente perch� mi fa impressione. Pensa tu alla cosa, e quando avrai capito bene, chiamami e dimmi cosa devo fare.</p><p>Lui non rispose. Quando Robin alz� la faccia, vide che Chris la guardava attentamente.</p><p>��C�� qualcosa che non va?�� le chiese.</p><p>Robin non riusc� neppure a ridere. Stava per dirgli che si trovavano a cinque chilometri sotto terra, al buio, con poco cibo, niente luce, un semi-dio pazzo da una parte e un altro dall�altra, e inoltre con un compagno ferito che era troppo grosso per trasportarlo. Ma non lo disse.</p><p>��Riusciremo a superare tutto questo�� disse Chris.�� Basta rimanere uniti.</p><p>��Non ne sono cos� sicura�� disse Robin. E scoppi� a piangere.</p><p>Dopo qualche tempo, sent� che Chris le metteva la mano sulla spalla.</p><p>��Va meglio?</p><p>Si lasci� condurre via da lui. Chris la port� su un punto piano, stese il sacco a pelo e la fece sdraiare. Lei rimase a fissare il soffitto. Chris ritorn� da Valiha.</p><p>Molto pi� tardi, Robin sent� che Chris ritornava da lei.</p><p>��Vuoi che ne parliamo ancora?�� le chiese.</p><p>��Tutto � cominciato nel deserto. Non era un vero attacco della mia malattia�� disse lei.</p><p>��Vuoi dire che potevi muoverti?</p><p>��Ero immobilizzata, ma non era un attacco come gli altri.</p><p>��Gi�, riuscivi a parlare�� osserv� lui.�� L�ho notato, e mi � parso strano.</p><p>��Un attacco della mia malattia mi blocca tutti i muscoli volontari. Invece, lass� ero in grado di parlare. Perci�, ero immobilizzata da qualcosa d�altro.�� Attese che dicesse lui la parola, ma Chris non la disse.</p><p>��Dalla paura�� disse lei.</p><p>��No�� disse Chris.�� Ascolta cosa ti dice il dilettante psicologo e studente di medicina. Innanzitutto, devi riprendere il tuo amor proprio.</p><p>��� tutta qui la diagnosi?</p><p>��No. Inoltre, hai solo diciannove anni. Anche se ti credi dura e piena di esperienza, molte cose non le conosci ancora. Quando sei arrivata su Teti, credevi che niente potesse spaventarti, ma ti sbagliavi. Devi deciderti ad affrontare la realt�. Per tutta la vita hai avuto delle crisi, ma non ti sei ancora decisa ad affrontare il problema.</p><p>��Non mi sono mai <emphasis>arresa </emphasis>a esse.</p><p>��Certo, ma non hai neppure raggiunto un compromesso. Tu ammetti a malapena la possibilit� di avere una crisi. Ti ostinavi a sorvegliare i complessi macchinali della Congrega, e cos� facendo mettevi in pericolo il tuo mondo e le tue sorelle.</p><p>��Come sai che��� Si port� la mano alla bocca e si morse le dita per far passare la vampa della vergogna.</p><p>��Hai parlato nel sonno�� spieg� lui.�� Robin, sulla Terra non permettono agli epilettici di pilotare gli aeroplani. Non sarebbe onesto nei riguardi di chi sta sotto.</p><p>Robin annu�, sospirando.</p><p>��Niente da dire. Ma cosa c�entra, con quanto � successo nel deserto?</p><p>��� la stessa cosa, secondo me. Hai fatto una scoperta spiacevole che riguardava te stessa. Ti sei impaurita e ti sei immobilizzata. E ti sei occupata della cosa nello stesso modo in cui ti sei occupata dei tuoi attacchi, ovvero non facendo niente.</p><p>��E cosa dovrei fare, invece?</p><p>��Te l�ho detto. Accetta la situazione, invece di fingere che non sia successo niente. A questo punto, potrai cominciare a pensare a come evitarla la prossima volta.</p><p>��O ad affrontare la possibilit� che si ripeta.</p><p>��La possibilit� esiste sempre.</p><p>Lei lo guard�, ma Chris non rideva affatto.</p><p>��Tu credi molto all�importanza di affrontare le cose�� disse Robin.�� Io, invece, ho sempre preferito combatterle. D� pi�� soddisfazione.�� Alz� le spalle.�� � pi� facile.</p><p>��Sotto certi aspetti.</p><p>��Ci penser�. Adesso, lasciami sola.</p><p>��No. Tra poco dovr� occuparmi delle gambe di Valiha. Adesso sto preparando tutto per l�operazione, e tu puoi preparare qualcosa da mangiare. Nelle borse di Valiha c�� ancora una notevole quantit� di cibo. Dietro quella collinetta c�� dell�acqua. Porta con te la lucerna; io ho una torcia per leggere.</p><p>Lei lo fiss�.�� Nient�altro?</p><p>��S�. Mentre vai a prendere l�acqua, cerca qualcosa che possa servire come stecca. Le piante che ho visto sembrano un po� piccole, ma forse potrai trovare qualcosa. Cinque o sei bacchette dritte, lunghe circa un metro.</p><p>Robin si strofin� gli occhi. Desiderava dormire per alcuni anni e, se possibile, non svegliarsi pi�.</p><p>��Stecchi, acqua, cena. Altro?</p><p>��S�. Se conosci qualche canzone, cantala a Valiha. Ha molto male, e non ha niente che la distragga. Io tengo da parte le medicine per dargliele quando le metter� a posto le zampe e cucir� le ferite.�� Fece per allontanarsi, e poi si volt� ancora.�� E potresti anche rivolgere qualche preghiera a chi preferisci. Non ho mai fatto niente di simile, in precedenza, e ho l�impressione che sbaglier� tutto. Ho una grande paura.</p><p>Con che facilit� riesce a dirlo, pens� lei.</p><p>��Ti aiuter� io.</p></section><section><title><p>37</p><p>Sul fronte occidentale</p></title><p>Nasu scapp� nei primi tempi della loro permanenza nella caverna. Chris non era in grado di dire quando fosse scappato; il tempo era diventato una quantit� impalpabile.</p><p>Robin le tent� tutte, pur di trovare il serpente. Accus� se stessa. Chris non riusc� a consolarla, perch� sapeva che era vero. Gea non era il posto adatto a un anaconda. Nasu aveva sofferto pi� di tutti, chiuso nella borsa di Robin, senza prendere aria. Con qualche brutto presentimento, Robin gli aveva infine permesso di esplorare l�accampamento. Le rocce erano tiepide, e Robin era convinta che il serpente non si sarebbe allontanato dalla luce. Chris aveva i suoi dubbi. Secondo lui, Robin attribuiva al serpente un�intelligenza e una fedelt� quasi assurde, solo perch� era il suo "demone", qualunque fosse il significato della parola. Secondo lui, non ci si poteva aspettare questo genere di cose da un serpente, e la fuga di Nasu dimostr� che aveva ragione. Un mattino si svegliarono e non lo videro pi�.</p><p>Per molti giorni esaminarono tutta l�area circostante. Robin guard� dietro ogni angolo, chiamando il serpente per nome. Lasci� in giro dei bocconcini di carne per richiamarlo, ma la cosa non funzion�. Alla fine, la ricerca ebbe termine quando Robin comprese che non lo avrebbe pi� visto. Cominci� a chiedere a Chris e Valiha se l�animale poteva sopravvivere, e loro le dissero sempre che non avrebbe avuto problemi. Chris non ne era convinto.</p><p>Gradualmente, ricerca e domande svanirono. Robin accett� la perdita, e l�incidente scomparve oltre l�orizzonte della loro vita senza tempo.</p><p>Entrambi gli orologi erano rimasti nelle sacche di Cornamusa. Gi� in precedenza, Chris non aveva badato molto al trascorrere del tempo, e laggi� nella caverna non aveva modo di misurarlo. Eppure, c�era un processo che continuava a ticchettare come una bomba a orologeria: Valiha stava facendo un piccolo titanide.</p><p>Secondo lei, si era ferita verso la rivoluzione numero mille e duecento della sua gravidanza, ma lei stessa diceva di non ricordare niente della discesa fino a Teti. Chris tradusse le rivoluzioni in un mese e venti giorni, e si sent� meglio. Poi le chiese quanto tempo occorreva perch� le guarissero le gambe.</p><p>��Tra mille rivoluzioni potr� probabilmente camminare con le stampelle�� disse.�� Quarantadue giorni.</p><p>��Con le stampelle, qui, non potrai fare molta strada.</p><p>��Probabilmente no, se occorre arrampicarsi.</p><p>��Occorre�� disse Robin, che aveva esplorato la zona intorno al campo.</p><p>��Per una guarigione completa occorrono da quattro a cinque chiloriv. Non credo di poter fare molto cammino, dopo tre sole.</p><p>��Da cinque a sette mesi�� calcol� Chris, e tir� un sospiro di sollievo.�� Rester� poco margine di tempo, ma penso che potremo farti uscire prima della nascita.</p><p>Valiha parve sorpresa, poi cap�.</p><p>��Ti sbagli�� disse tranquillamente.�� Pensi che occorrano nove dei vostri mesi. Ma noi facciamo pi� in fretta.</p><p>Chris si pass� la mano sulla fronte.</p><p>��Quanto, in fretta?</p><p>��Spesso mi sono chiesta perch� le femmine umane impieghino tanto tempo per produrre un bambino molto pi� piccolo e ancora cos� lontano dall�autonomia� senza voler offendere nessuno, beninteso. I nostri neonati sono gi� in grado di�</p><p>��Quanto?�� domand� Chris.</p><p>��Cinque chiloriv�� disse Valiha.�� Sette mesi. Nascer� prima che possa uscire di qui sulle mie gambe.</p><p>L�impossibilit� di misurare il tempo portava Chris a confondere l�ordine degli avvenimenti, ma ricordava di avere catturato il primo uccello luminoso dopo avere messo a posto le zampe di Valiha.</p><p>Quei piccoli animali luminescenti non avevano paura di loro, ma si allontanavano dal movimento. Quando Robin e Chris erano svegli, gli uccelli si tenevano lontano, ma quando dormivano venivano ad appollaiarsi accanto a loro.</p><p>Robin era stata in grado, fin dal primo "mattino", di allungare una mano per accarezzarne uno, ma, dopo qualche minuto, la decina di uccelli che aveva visto al suo risveglio si era allontanata. Riusc� a catturare l�ultimo e lo leg� a un albero; l�uccello continu� a svolazzare tutto il giorno, e l�indomani ce n�erano di nuovo altri dieci. Questa volta, Robin li prese tutti.</p><p>Erano creature globulari piene d�aria. Avevano occhi piccoli e brillanti, erano privi di testa, avevano ali sottili come bolle di sapone e un solo piede con due dita. Chris non riusc� a scorgere una bocca e non riusc� a capire cosa mangiassero. Morivano se erano tenuti prigionieri per pi� di due giorni, e di conseguenza Chris e Robin li tenevano per un giorno solo, e ogni mattino ne prendevano altri. Dopo morti, parevano dei palloncini sgonfi. Se li si toccava nel punto sbagliato, davano una scossa elettrica. Chris pensava che funzionassero come le lampade al neon, a causa del colore della loro luce, ma la cosa pareva estremamente improbabile a lui stesso, e non lo disse a nessuno.</p><p>Pochi giorni dopo avere medicato Valiha, l�avevano spostata, perch� non volevano rimanere sulla scarpata di un burrone, con un salto di venti metri sotto di loro. Chris si era chiesto come spostarla, e Robin gli aveva semplicemente suggerito di sollevarla. Nella ridotta gravit�, erano in grado di farlo. La spostarono di pochi metri alla volta, e infine raggiunsero il pianoro che stava al di sopra della precedente posizione.</p><p>Lass� piazzarono la tenda, preparandosi a un�attesa di vari mesi, e trascorsero al suo interno gran parte del tempo, anche se la temperatura si manteneva fissa a ventotto gradi. Ma preferivano non vedere intorno a loro quella caverna piena di echi.</p><p>Valiha cominci� a intagliare il legno che Robin raccoglieva per lei durante i suoi viaggi di esplorazione. La titanide era quella che si annoiava di meno: per lei, era come un lungo periodo di riposo.</p><p>Si trovavano all�estremit� occidentale di una caverna larga un chilometro e avente una lunghezza imprecisabile. Il pavimento era composto di rocce cadute, di crepacci, scarpate, punte. Dalla dimensione apparente degli uccelli appesi al soffitto, la caverna doveva essere alta almeno un chilometro.</p><p>Sia a nord che a sud c�erano numerose aperture. C�erano gallerie simili a quella da cui erano giunti. Molte parevano scavate nella roccia; alcune avevano anche armature di tronchi. Alcune salivano, altre scendevano, altre rimanevano orizzontali, ma tutte, dopo un centinaio di metri, si suddividevano in altre due o tre gallerie, che dopo un poco si suddividevano a loro volta. Inoltre, nelle pareti c�erano fessure come quelle che si trovano nelle caverne naturali. Ma al di l� di esse, l�ambiente era cos� caotico che non valeva la pena di esplorarle. Da una galleria promettente si poteva passare a un varco sottilissimo, e da questo a una sala immensa.</p><p>Dapprima Chris si rec� a esplorarle con Robin, ma al suo ritorno trovava sempre Valiha in un grave stato di disperazione, e dovette smettere, anche se gli dispiaceva che Robin le esplorasse da sola.</p><p>��Non mi piace�� le diceva ogni volta.�� Conosco un po� di speleologia, e non � una cosa che si possa fare da soli.</p><p>��Ma Valiha ha bisogno di te. E qualcuno deve andare a prendere il cibo.</p><p>Era vero. Nelle caverne c�erano altri animali, oltre agli uccelli luminosi, e tutti si lasciavano catturare facilmente, anche se non era facile trovarli. Robin ne aveva scoperte tre specie, grosse come gatti, lente come tartarughe, prive di denti e di peli. Non si capiva cosa facessero, ma Robin li trovava sempre nei pressi di certe masse grigie, coniche, di una sostanza tiepida e simile a gomma, che potevano essere un animale sedentario o una pianta, ma che dovevano avere profonde radici e che quasi certamente erano vive. Lei chiamava familiarmente "tette" quelle masse gommose, perch� le ricordavano le mammelle delle mucche, e "cetriolo", "lattuga" e "gambero" le tre specie animali. Non per il gusto, giacch� tutti avevano lo stesso sapore di carne di manzo, ma perch� avevano quelle forme. Aveva incontrato innumerevoli cetrioli senza mai notarli, finch� un giorno non ne aveva colpito accidentalmente uno con un calcio, e quello aveva aperto un occhio enorme.</p><p>Tutti e tre temevano che Valiha non avesse cibo a sufficienza, o cibo del tipo giusto.�� � difficile trovare quegli animali�� diceva Robin.�� Preferirei vederli scappare quando mi avvicino. Invece, mi pu� capitare di passare a un metro da uno di essi e di non vederlo.</p><p>Questo fino al giorno in cui Robin non tagli� una delle "tette" con il coltello, e fu colpita da uno schizzo di liquido bianco e denso.</p><p>��� il latte di Gea�� disse Valiha, felice, e immediatamente bevve tutto quello che Robin le aveva portato.�� Non pensavo di trovarlo a questa profondit�. Nel mio paese scorre a una profondit� di due metri o poco pi�.</p><p>��Cosa intendi dire con "latte di Gea"?�� chiese Chris.</p><p>��Non saprei spiegarlo. � il latte di Gea, e basta. E le nostre preoccupazioni sono finite. Mio figlio si alimenter� di questo latte. Contiene tutto ci� che occorre per la sopravvivenza.</p><p>��E noi?�� chiese Robin.�� Anche gli umani possono berlo?</p><p>��Certo. � il latte universale.</p><p>��Che gusto ha, Robin?�� chiese Chris.</p><p>��Non lo so. Non penserai che io beva un liquido sconosciuto.</p><p>��Gli umani che l�hanno assaggiato dicono che ha un gusto amaro�� spieg� Valiha.�� Lo penso anch�io, ma ho l�impressione che la sua qualit� vari da una rivoluzione all�altra. Quando Gea � compiaciuta, diventa pi� dolce. Quando Gea � in collera, diventa spesso e si caglia, ma continua a essere nutriente.</p><p>��E di che umore � Gea, adesso?�� chiese Robin.</p><p>Valiha assaggi� le ultime gocce, poi inclin� la testa, pensosa.</p><p>��Preoccupata, direi.</p><p>Robm rise.�� E che preoccupazioni pu� avere Gea?</p><p>��Cirocco.</p><p>��Cosa intendi dire?</p><p>��Quello che ho detto. Se la Maga � ancora viva, e se noi sopravviveremo fino a parlarle degli ultimi momenti di Gaby, Gea tremer�.</p><p>Robin non pareva convinta, e Chris in cuor suo era d�accordo con lei. Non capiva che pericolo potesse costituire Cirocco per Gea.</p><p>Ma Robin cap� subito il significato della scoperta.</p><p>��Adesso posso andare a cercare aiuto�� disse, dando cos� inizio a una discussione con Chris che sarebbe durata tre giorni e che lui, fin dall�inizio, sapeva di perdere.</p><p>��La corda. Ti baster�? E fiammiferi, ne hai?</p><p>��Ho tutto.�� Robin aveva sulle spalle uno zaino ricavato da una delle sacche di Valiha.</p><p>Erano passati quattro giorni dalla capitolazione di Chris. In quel periodo, avevano cercato la pi� vicina delle "tette" e avevano trasportato laggi� Valiha.</p><p>��Hai preso l�acqua?</p><p>��Qui. Ho tutto, Chris.</p><p>Con lo zaino sulle spalle, pareva ancora pi� piccola: a Chris fece venire in mente un bambino di pochi anni, vestito per uscire a giocare con la neve, e prov� l�irresistibile desiderio di abbracciarla per proteggerla. Ma questo era proprio ci� che lei non voleva, e Chris si affrett� a guardare da un�altra parte per non farsi scorgere.</p><p>��Ricordati di lasciare dei segni lungo il sentiero.</p><p>Lei gli mostr� il martello, poi torn� a infilarlo nella cintura. Era una bellissima cintura, fabbricata da Valiha con le pelli di "cetriolo". Pensavano che non appena Valiha fosse stata in grado di muoversi con le stampelle, lei e Chris avrebbero seguito il sentiero tracciato da Robin, ma la speranza era che Robin potesse ritornare molto prima di allora.</p><p>��Arrivederci, Valiha.</p><p>��Arrivederci. Ti direi "Gea sia con te", ma so che preferisci viaggiare senza di lei.</p><p>��Giusto�� disse Robin, ridendo.�� Lasciala nel suo mozzo, a preoccuparsi della Maga. Ci rivediamo tra una chiloriv.</p><p>Chris la guard� allontanarsi. Gli parve che si girasse ancora una volta a salutare; poi scorse solo pi� la luce dei tre uccelli che portava in una gabbietta, e infine pi� niente.</p><p>Il latte di Gea era effettivamente amaro. Il suo gusto cambiava leggermente da un giorno all�altro, ma Chris avrebbe desiderato una maggiore variet�. In meno di cento rivoluzioni ne ebbe la nausea, e cominci� a domandarsi se era meglio quel liquido o la morte per inedia.</p><p>Quando poteva, andava a raccogliere legna e a catturare animali, e Valiha cercava di prepararglieli in maniera sempre diversa. Chris li mangiava come se fosse digiuno da giorni. � Chris torn� ad avere degli attacchi, dopo un lungo periodo tra il Festival di Crio e l�arrivo nella caverna. Si svegliava in qualche posto e non ricordava come c�era arrivato. Ogni volta che questo gli accadeva, si voltava verso Valiha per vedere se le avesse fatto del male, ma Valiha gli diceva di no. Anzi, spesso gli pareva assai soddisfatta. A quanto pareva, Valiha lo preferiva durante i suoi attacchi di pazzia.</p><p>Forse era quella la cura, si disse un giorno. Aveva trovato il modo di trasformare la pazzia in normalit�. Chris non sapeva cosa faceva durante i suoi attacchi: non osava chiederlo a Valiha, e Valiha non gliene parlava mai.</p><p>Parlavano d�altro. Dapprima parlarono di se stessi, e presto Valiha si trov� senza argomenti: Chris si era dimenticato di quanto fosse assurdamente giovane. Anche se era adulta e matura, le sue esperienze erano estremamente limitate. Ma entro breve tempo anche Chris esaur� il racconto della sua,vita, e dovette passare ad altri argomenti. Parlarono delle loro speranze e dei loro timori, umani e titanidi. Inventarono giochi e racconti. Valiha era abilissima nel raccontare: la sua immaginazione e le sue prospettive erano leggermente sfalsate rispetto a quelle umane, e Chris rimaneva sorpreso dalle sue intuizioni e dalle sue osservazioni inquietanti. Cominci� a capire cosa significava essere <emphasis>quasi </emphasis>umani, ma non umani del tutto. Pens� a quanti miliardi di esseri umani, sulla Terra, non avevano mai fatto un�esperienza cos� affascinante.</p><p>Rimase stupito dalla pazienza di Valiha. Lui si sentiva impazzire dalla claustrofobia, nonostante la sua libert� di movimento fosse assai superiore. Cominci� a capire perch� sulla Terra uccidessero i cavalli che si rompevano le zampe: la costituzione fisica dei cavalli non era fatta per stare sdraiati. Le zampe dei titanidi erano molto pi� flessibili di quelle dei cavalli terrestri, ma Valiha pass� un periodo estremamente sgradevole. Per mezza chiloriv non pot� fare altro che rimanere distesa sul fianco. Poi, quando le ossa cominciarono a saldarsi, pot� ritornare in posizione eretta, ma solo per breve tempo, perch� doveva allungare le zampe davanti a s�.</p><p>Chris cap� la scomodit� della posizione quando lei, incidentalmente, disse che i titanidi, nei loro ospedali, erano sospesi a un�imbracatura che sollevava il tronco e lasciava libere le gambe. Chris rimase stupito.</p><p>��Perch� non me l�hai detto prima? Penso di poter costruire qualcosa di simile. Tu ti appoggi sulle zampe posteriori��� Si accorse che Valiha non lo guardava, e le chiese:�� Cosa c��?</p><p>��Non voglio darti disturbo��� E incominci� a piangere.</p><p>��Non preoccuparti�� disse lui, cercando di consolarla.</p><p>��Sono stata cos� stupida�� gemette Valiha.�� Sono stata stupida a rompermi le gambe.</p><p>��� stato un incidente.</p><p>��S�, ma ricordo tutto. Non ricordo cosa � successo prima� sulle scale. Ricordo per� un dolore terribile, e che mi sono messa a correre. Poi, quando sono giunta al burrone, ho fatto il salto, anche se sapevo di non poter arrivare dall�altra parte.</p><p>��Si fanno delle strane cose, quando si ha paura�� disse Chris.</p><p>��S�, ma adesso tu sei bloccato qui, per colpa mia.</p><p>��Siamo tutti e due bloccati�� ammise lui.�� Non dico che sia il posto ideale, ma finch� non sarai guarita, rester� con te. Comunque, la colpa non � certo tua.</p><p>Lei rimase in silenzio per qualche tempo. Poi lo guard� negli occhi.</p><p>��Per me � il posto ideale�� disse.</p><p>��Cosa intendi dire?�� fece lui, perplesso.</p><p>��Intendo dire che ti amo.</p><p>��No, non credo che tu ami <emphasis>me.</emphasis></p><p>Lei scosse la testa.�� Capisco cosa vuoi dire, ma non � vero. Io ti amo sempre, sia quando sei tranquillo, sia quando sei agitato.</p><p>Per qualche tempo, Chris rimase in silenzio, poi, visto che anche Valiha taceva, le rivolse la domanda che da tempo non osava chiedere.�� Perch�, facciamo forse l�amore, quando sono pazzo?</p><p>��Certo, lo facciamo tumultuosamente. Tu mi�</p><p>��Va bene, va bene, lascia stare i particolari!�� la interruppe Chris.</p><p>��Non volevo dire niente di pornografico�� disse Valiha, col tono della virt� offesa.</p><p>��Io� ehi, dove hai imparato certe parole? Hai mangiato un dizionario?�� chiese Chris.</p><p>��Devo conoscere tutte le parole inglesi, per l�esperimento�� spieg� lei.</p><p>��Esperimento?� no, lascia perdere, ne parleremo in seguito. So che una volta abbiamo fatto l�amore. Volevo solo sapere se era successo di nuovo.</p><p>��Certo, venti o trenta rivoluzioni fa.</p><p>��E non ti d� fastidio che io lo faccia solo quando sono pazzo?</p><p>Valiha riflett� per qualche istante.�� Ti confesso che ho incontrato gravi difficolt� a capire cosa intendi dire con "pazzo". A volte tu perdi certe inibizioni� altra parola che non capivo bene. Questo ti porta a litigare con altri esseri umani. Io non ho problemi, perch� se diventi insopportabile ti prendo per i capelli e ti tengo sollevato in aria finch� non ti calmi. Poi comincio a ragionare con te, e tu ritorni a comportarti bene.</p><p>Chris rise senza allegria.�� Non so cosa dire. Sono stato studiato dai migliori medici, e quelli mi hanno dato solo delle pillole inutili. Chiss� cosa direbbero della tua cura!</p><p>��Funziona, per� disse lei, in tono di scusa. E aggiunse:�� Ma suppongo che possa essere efficace solo in una societ� dove tutti sono pi� grossi di te.</p><p>Con qualche difficolt�, Chris trov� tre lunghi pali di legno e costru� un treppiede per Valiha, imbottendolo con i loro vestiti invernali, inutili nel clima temperato della caverna. Quando ebbe finito, Valiha si sollev� lentamente a forza di braccia, e Chris la aiut� a infilare le zampe nei fori. Con un sospiro di sollievo, infine lei si sistem�, e da quel momento in poi pass� gran parte del tempo con le gambe sospese.</p><p>Ma non tutto il tempo, perch� in quella posizione non potevano fare l�amore. Dapprima con riluttanza, Chris si lasci� convincere all�amore frontale dei titanidi, e presto si chiese come avesse potuto farne a meno. Poi cap� che, naturalmente, l�aveva sempre fatto. Dopo avere accettato questa realt�, anche il latte di Gea gli sembr� migliore.</p><p>Valiha aveva molte somiglianze con una donna umana, ma non era uguale a essa. Non si poteva dire se fosse migliore o peggiore: era diversa. Quando pensava a questo, Chris era certo che non fosse affatto un caso, e aveva l�impressione di sentire, dietro le quinte, la risata di Gea. Che scherzo cosmico aveva fatto all�umanit�, nel predisporre le cose in modo che la prima razza intelligente incontrata dall�uomo potesse fare gli stessi giochi erotici, e con la stessa attrezzatura. Capiva che le sue titubanze iniziali erano dovute al fatto che parte del corpo di Valiha era equina, e di solito si mantiene un certo distacco con gli animali. Ma trov� facile superare questi preconcetti: sotto molti aspetti, c�era assai meno di equino in Valiha di quanto non ci fosse di scimmiesco in lui.</p><p>Le stampelle dei titanidi erano fatte come quelle usate dagli uomini da migliaia di anni, e Chris non ebbe difficolt� a fabbricarne un paio.</p><p>Dapprima Valiha riusc� a fare solo una cinquantina di passi, prima di doversi fermare, e poi il tragitto di ritorno fino alla tenda. Poi, gradualmente, riusc� a percorrere tragitti pi� lunghi; Chris smont� la tenda, si mise in spalla tutte le loro attrezzature, compreso il treppiede per far riposare Valiha, e partirono. Con le stampelle, Valiha camminava ruotando le spalle: prima una spalla, poi l�altra, poi le gambe posteriori. Questo costituiva un notevole sforzo per la sua schiena di tipo umano e per la parte di colonna vertebrale che s�innalzava ad angolo retto, alla base del torso. Chris non sapeva come fosse lo scheletro dei titanidi all�attaccatura tra la parte umana e la parte equina, ma pensava che le sue vertebre fossero diverse da quelle dell�uomo: le permettevano infatti di ruotare la testa di centottanta gradi e di fare contorsioni impossibili. Ma scopr� che il mal di schiena dei titanidi era uguale a quello umano. Dopo ogni tragitto era costretto a massaggiarle a lungo i muscoli dorsali, contratti e indolenziti.</p><p>Pian piano, i muscoli si rafforzarono, ma non fu mai un modo agevole di camminare. Secondo Chris, il massimo tragitto giornaliero che poteva fare in quelle condizioni era di un paio di chilometri. Tutti i giorni incontravano alcuni dei segni lasciati da Robin. Non c�era modo di sapere quando li avesse lasciati, ma, anche se non lo dissero mai, pensavano che ormai avrebbe gi� dovuto fare ritorno.</p><p>Proseguirono, e ogni giorno la domanda divenne pi� inquietante.</p><p>Dove era Robin?</p></section><section><title><p>38</p><p>Un pezzo di bravura</p></title><p>Non si trattava semplicemente di ammettere che Chris aveva ragione. Robin se ne era resa conto fin dall�inizio. Partire da sola per un viaggio come quello era stato uno sbaglio.</p><p>Cerc� di muovere il braccio, e riusc� finalmente a muovere la punta di un dito. Trangugi� lentamente la saliva. Uno dei suoi timori era sempre stato quello di affogare nella propria saliva. E poteva succedere. Cos� come poteva succedere di peggio. Per esempio, poteva scoprire, una volta ripreso il controllo, di essersi rotta la schiena. In tal caso era destinata a rimanere laggi�, al buio, per l�eternit�, e anche se gran parte del tempo l�avrebbe trascorsa nella pace dell�oblio, le prime settimane non promettevano niente di buono.</p><p>Oppure, mentre era immobile, l�Uccello della Notte poteva calare su di lei e� be�, fare quello che faceva alle vittime immobilizzate.</p><p>Si sforz� di girare gli occhi per controllare se davvero, come temeva, l�Uccello della Notte fosse posato su una stretta cornice di roccia, poco sopra di lei. Ma, ancora una volta, non riusc� a scorgerlo.</p><p>Per scacciarlo, ricord�, bisogna fischiare. E poi si disse che era ridicolo. Aveva quasi vent�anni, e dall�et� di sei non aveva pi� avuto paura dell�Uccello della Notte. Tuttavia, se in quel momento fosse riuscita a gonfiare le gote, si sarebbe messa a zufolare come un canarino.</p><p>Sapeva che i suoni lontani da lei uditi erano quelli di Chris e Valiha, o lo scroscio di ruscelli lontani, ma la sua immaginazione continuava a presentarle l�immagine dell�Uccello della Notte. Sapeva anche che un simile animale non era mai esistito, n� sulla Terra n� laggi�, e che era solo una storia che si raccontavano tra loro le bambine. Ma la caratteristica dell�Uccello della Notte era appunto quella di non lasciarsi vedere. Volava con ali d�ombra, e assaliva alle spalle; cambiava dimensione e forma per adattarsi a qualsiasi area buia: dentro una galleria, sotto una cuccetta, in un angolo dimenticato. E la creatura che la inseguiva. � ammesso che ci fosse davvero� si comportava come l�Uccello della Notte. Non si lasciava vedere. Si udiva soltanto, di tanto in tanto, il rumore secco degli artigli, del becco che si chiudeva di scatto.</p><p>Aveva visto che nelle caverne c�erano molti altri animali, oltre a quelli che aveva gi� incontrato, e anche varie specie di piante. C�erano lucertole trasparenti come vetro, con un numero variabile di gambe, da due a varie centinaia. Amavano il caldo, e diventavano sempre pi� numerose, cosicch�, al suo risveglio, la prima cosa da fare era quella di toglierle dal sacco a pelo. C�erano animali simili a stelle di mare, e chiocciole aventi le forme pi� strane, l�una diversa dall�altra come i fiocchi di neve. Una volta aveva visto un uccello lampada catturato, in volo, da un predatore invisibile, e un�altra volta aveva scorto quello che forse era un pezzo del corpo di Gea privo della copertura di roccia, o forse era una creatura al cui confronto una balenottera azzurra avrebbe fatto la figura di un pesciolino. Non seppe mai che cosa era: le uniche caratteristiche da lei notate furono che la superficie era tiepida, che aveva la consistenza della carne o della gommapiuma e che, fortunatamente, non si muoveva.</p><p>E se tutte quelle creature vivevano in una caverna che a una prima occhiata sembrava solo una sterile distesa di rocce, perch� non poteva esserci anche l�Uccello della Notte?</p><p>Prima di muoversi, attese di riavere il pieno controllo del suo corpo, e poi risal� in cima alla scarpata lungo cui era rotolata quando le avevano ceduto le gambe. Uno dei suoi uccelli lampada era morto schiacciato perch� la gabbia era finita sotto di lei, e l�altro stava per morire, ma faceva ancora un po� di luce. Prima controll� il proprio corpo, poi l�equipaggiamento. Aveva male a un fianco, ma non le parve di avere costole rotte. Si era rotta un�unghia e aveva vari graffi, ma niente di pi�. Un controllo dell�equipaggiamento che aveva ancora con s� dopo averne eliminato varie parti le mostr� che non mancava niente.</p><p>Non contava pi� le volte in cui aveva evitato di stretta misura il pericolo: mani che scivolavano sulla corda, rocce che cadevano a poca distanza da lei, sabbie mobili che fortunatamente risultavano poco profonde, l�onda di piena phe si avventava lungo il letto di un ruscello poco prima che lei lo attraversasse. Un tempo, quando era a casa propria, il pericolo la esaltava. Ora non pi�.</p><p>Il viaggio le era parso facile, quando ne aveva parlato con Chris e Valiha. Attraversare la caverna dirigendosi sempre a est, fino a raggiungere Tea. Ma presto si era accorta che la caverna non seguiva una linea retta, se non in modo assai approssimativo. Inoltre non sapeva se rimaneva sempre allo stesso livello. Il viaggio era iniziato alla profondit� di cinque chilometri sotto la superficie di Gea. Lo strato di rocce che ricoprivano la struttura esterna di Gea era spesso trenta chilometri. C�era tutto lo spazio perch� la caverna passasse <emphasis>sotto </emphasis>la camera di Tea.</p><p>Due semplici strumenti avrebbero potuto risolvere questi problemi di orientamento. Su Gea, salendo si diventava pi� leggeri, mentre scendendo ci si appesantiva. La differenza veniva misurata da un semplice dinamometro: una molla, un peso in fondo, e una scala graduata. Quanto alla direzione, l�orologio giroscopico permetteva di determinarla perch� si fermava quando il suo asse era nella direzione nord-sud. Ruotandolo di novanta gradi, dal senso in cui prendeva a girare si determinavano l�ovest e l�est. Ma Gaby e Cirocco non avevano previsto di scendere, e non avevano preso con s� il dinamometro. E l�orologio era rimasto con Cornamusa.</p><p>Aveva dovuto procedere a tentoni, ritornando infinite volte sui suoi passi, dopo avere esplorato corridoi promettenti che per� terminavano in qualche distesa di roccia. E aveva dovuto cancellare ogni volta le indicazioni lasciate per Chris e Valiha per segnarne delle altre. Il suo timore era quello di muoversi in cerchio, e di dover vedere un giorno davanti a s� l�accampamento che aveva lasciato tanto tempo prima. Forse, si diceva ogni tanto, era meglio sedersi ad aspettare che i compagni la raggiungessero. Chiss� se le gambe di Valiha erano guarite, chiss� se era gi� nato il piccolo titanide? Sarebbe stato bello avere di nuovo compagnia. In tre avrebbero potuto cercare meglio la strada, e Chris avrebbe fatto la sua parte di esplorazione, eliminando parte del rischio.</p><p>E ogni volta che questi pensieri le si erano affacciati alla mente, si era rimessa in cammino, pi� decisa di prima. Se aveva perso l�illusione dell�intrepidezza, almeno le rimaneva l�ostinazione. E una volta accettata la paura, poteva affrontarla e vincerla.</p><p>Dopo un tempo incommensurabile, trov� davanti a s� una galleria simile a quella di cui si erano serviti per uscire dalla sala di Teti. Niente di particolare in questo: ne aveva gi� esplorato un centinaio, tutte uguali tra loro. Ma ormai si aspettava cos� poco, che ci� che vide alla fine della galleria fu pi� che una sorpresa. Per un attimo non riusc� a muoversi a causa dello stupore. L�aria aveva un odore pungente. Si guard� a destra e a sinistra, poi in basso, e vide un sottile strato di liquido chiaro. I suoi stivali fumavano.</p><p>Fece un balzo indietro, e si affrett� a toglierseli. Per poco non entrava nell�acido�</p><p>��Tea!�� esclam�. E poi le venne in mente che poteva essere Teti, o Febe, e che lei non aveva modo di saperlo. Dal punto in cui era, il corridoio continuava ancora a lungo, e lontano si scorgeva solo una macchia di luce che doveva essere il cervello regionale.</p><p>��Tea, ti devo parlare!</p><p>Tese l�orecchio, controllando il livello dell�acido che copriva il pavimento, poco lontano da lei. Se il livello fosse salito, Robin avrebbe insegnato agli uccelli-lampada l�arte della fuga.</p><p>Ricord� che la voce di Crio era molto bassa; forse quella di Tea non poteva giungere fino a lei. Grid� di nuovo. Si era aspettata un mucchio di guai, ma non che il cervello fosse irraggiungibile.</p><p>��Tea, sono Robin della Congrega, un�amica di Cirocco Jones, la Maga di Gea, Imperatrice dei Titanidi��� Cerc� di farsi venire in mente i vari titoli di Cirocco, da lei uditi alla Casa della Melodia, pronunciati con irritazione da Gaby in un momento di sconforto, ma non gliene venne in mente nessuno.</p><p>��Sono un�amica della Maga�� termin�, augurandosi che bastasse.�� Se mi ascolti, devi sapere che sono qui per sua commissione. Ti devo parlare.</p><p>Torn� ad ascoltare, anche questa volta senza alcun risultato.</p><p>��Se mi stai gi� parlando, parla pi� forte, perch� non ti sento�� grid�.�� Per la Maga � molto importante che io ti parli. Se abbasserai il livello dell�acido e mi permetterai di avvicinarmi, potremo parlare pi� agevolmente.�� Stava per dire che la sua presenza non costituiva alcun pericolo per Tea, ma le ritorn� in mente il tono di superiorit� con cui Cirocco si era rivolta a Crio. Non sapeva se fosse pericoloso darsi le arie che si era data Cirocco; forse era la cosa peggiore da farsi. Ma era altrettanto possibile che Tea capisse solo la forza, e che la uccidesse al primo istante di debolezza.</p><p>��Ti devo assolutamente parlare�� continu�, decisa.�� E, perch� possa farlo, devi abbassare il livello dell�acido. Ti comunico che Cirocco si inquieter�, e con lei Gea, se non farai come dico. Se ami e rispetti Gea, lasciami avvicinare. Se <emphasis>temi </emphasis>Gea, lasciami avvicinare!</p><p>Sembravano frasi vuote. Certo Tea era in grado di notare la paura che si nascondeva dietro quelle parole.</p><p>Ma il livello dell�acido si stava abbassando. Robin si avvicin� con cautela, e vide che dove prima ce n�erano alcuni centimetri, adesso ne rimaneva solo una sottile pellicola.</p><p>Si mise a sedere e apr� lo zaino. Si avvolse i piedi con degli stracci prima di infilarli nuovamente negli stivali, e poi si protesse anche gli stivali con altri stracci. Infine prosegu� il cammino. Controllando dopo qualche passo, vide che la fasciatura resisteva all�acido.</p><p>A quanto pareva, anche Tea procedeva con cautela. L�acido si ritirava con una lentezza estenuante, ma alla fine Robin si trov� in una sala uguale a quella da lei vista in occasione delle visite a Crio e a Teti.</p><p>��Parla�� disse la voce, e per poco Robin non corse via, perch� era la voce di Teti. Con uno sforzo di volont�, dovette ricordarsi che anche Crio aveva la stessa voce piatta, disumana, priva di inflessioni, come costruita all�oscilloscopio.</p><p>��Non muoverti�� prosegu� la voce.�� Pena la vita. Posso entrare in azione pi� rapidamente di quanto tu non creda, e perci� non fare affidamento sulle tue precedenti esperienze. Ho il diritto di ucciderti perch� questa � la mia camera sacra, data a me da Gea medesima, inviolabile a tutti, fuorch� alla Maga. Ringrazia la mia lunga amicizia con la Maga e il mio amore per Gea, se sei riuscita a giungere viva fin qui.</p><p>Non usa mezzi termini, pens� Robin. Quanto alle parole stesse� se le avesse pronunciate un umano, lei lo avrebbe giudicato pazzo. E forse Tea era pazzo, se la cosa poteva avere significato. Il termine "pazzia" era largo a sufficienza per coprire anche quella che era perfetta sanit� di mente per un�intelligenza aliena.</p><p>��Se pensi di girarti e di fuggire�� prosegu� Tea, colto evidentemente da qualche sospetto�� sappi che sono al corrente di quanto � successo quando hai visitato Teti. Sappi che Teti � stato colto alla sprovvista, mentre io, gi� da varie migliaia di rivoluzioni, sapevo del tuo imminente arrivo. Non c�� bisogno che riempia la mia sala. Sotto la superficie del fossato ho apprestato un organo capace di lanciare un getto di acido sufficientemente potente per farti a pezzi. Perci�, parla; o muori.</p><p>Robin pens� che le minacce di Tea erano un buon segno, cos� come la disponibilit� a parlare era segno di un carattere particolarmente mite, per un dio di serie B.</p><p>��Ho gi� detto tutto quello che dovevo dire�� fece, con tutta la fermezza possibile.�� Dato che eri in ascolto, gi� conosci l�importanza della mia missione. Nel caso non mi avessi ascoltato, ripeter� quanto ho gi� detto. Ho un comunicato di grande importanza per Cirocco Jones, la Maga di Gea. Ha assoluta necessit� di sapere quanto devo dirle. Se non potr� dirglielo, si offender�.</p><p>Non appena detto questo, si morse la lingua. Davanti a lei c�era Tea, alleato di Gea, e l�informazione che lei portava a Cirocco era che Gea aveva ucciso Gaby. La cosa poteva avere poca importanza, ma c�era il rischio che Teti, che senza dubbio doveva averci avuto lo zampino, se ne fosse vantato con Tea. Dato che sapeva cosa era successo nella sala di Teti, tra Tea e lui doveva esserci comunicazione.</p><p>��Di che informazione si tratta?</p><p>��Questo riguarda solo la Maga. Se Gea vorr� fartelo sapere, te lo dir� lei.</p><p>Ci fu un silenzio in cui Robin invecchi� di almeno vent�anni. Poi, quando non giunse nessuno schizzo di acido, sent� il desiderio di gridare di gioia. Se poteva dire impunemente a Tea una cosa come quella, il rispetto di Tea nei riguardi di Cirocco doveva essere davvero grande.</p><p>Cominci� a muoversi verso la scala; lentamente, per non innervosire Tea. Dopo tre passi, Tea riprese a parlare.</p><p>��Ti ho detto di non muoverti. Dobbiamo chiarire ancora alcune cose.</p><p>��Non vedo quali possano essere. Oseresti fermare una persona che porta un messaggio per la Maga?</p><p>��L�osservazione pu� essere priva di importanza. Se ti distruggessi, come � mio diritto, anzi, come � mio obbligo secondo la legge di Gea, nessuno potrebbe riferirlo. La Maga non saprebbe mai che sei passata di qui.</p><p>��No, non � affatto tuo obbligo�� obiett� Robin.�� Io ho gi� visitato Crio. Sono stata nella sua sala, e non sono stata uccisa. � bastato il permesso della Maga. Lo so, e lo sai anche tu.</p><p>��La mia sala non � mai stata violata�� disse Tea.�� Cos� �, e cos� deve essere. Solo la Maga � stata dove stai ora tu.</p><p>��E io ritorno a dirti che ho visitato Crio. Nessuno � pi� fedele a Gea di Crio.</p><p>��La mia fedelt� a Gea non � seconda a nessuno�� disse Tea, in tono di grande virt�.</p><p>��Allora devi fare come ha fatto Crio, e lasciarmi andare.</p><p>Forse si trattava di un complesso problema morale per Tea. Ci fu una lunga pausa.</p><p>��Se sei cos� fedele a Gea�� riprese poi Robin�� perch� parli con Teti?�� Si chiese se era la giusta cosa da dire. Ma ormai doveva continuare fino in fondo, senza cedimenti.</p><p>Tea non era uno sciocco. Capiva di essersi lasciato scappare un�indiscrezione, quando aveva ammesso di sapere cosa era accaduto nella sala di Teti. Perci�, invece di negare, rispose come Crio aveva risposto a Cirocco.</p><p>��Non si pu� fare a meno di ascoltare. � cos� che sono costruito. Teti � un traditore. Continua a sussurrare eresie. Tutto � immediatamente riferito a Gea, com�� naturale. Di tanto in tanto risulta utile.</p><p>Robin giunse alla conclusione che o Teti non sapeva cosa era successo a Gaby, o non lo aveva detto a Tea. Nonostante il gran parlare che si faceva degli occhi e delle orecchie di Gea che vedevano tutto, Robin aveva avuto l�impressione che i sensi di Teti non raggiungessero una grande distanza. Sospettava che l�ingresso alla sua sala, cinque chilometri sopra il suo livello, fosse troppo lontano per osservarlo direttamente. Tea, comunque, non sapeva nulla dei discorsi di Gaby: se avesse saputo qualcosa, l�avrebbe subito riferito a Gea, che avrebbe ordinato di non far conoscere a Cirocco le circostanze della morte di Gaby. In tal caso, Tea avrebbe ucciso Robin fin dall�inizio.</p><p>��Non hai risposto alla mia domanda�� disse Tea.�� Cosa mi vieta di ucciderti e di distruggere il tuo corpo?</p><p>��Mi stupisco di sentirti parlare di tradimento.</p><p>��Non ho intenzione di tradire.</p><p>��Eppure la Maga � la rappresentante di Gea, e tu vuoi ingannarla. Comunque, lasciamo da parte questo aspetto e consideriamo solo il lato pratico. La Maga, se � ancora viva, sa��� Detta questa frase, si accorse dell�errore.</p><p>��Non sai neppure se sia viva?�� fece Tea, con voce stranamente insinuante.</p><p>��Non lo sapevo finch� non sono entrata�� si affrett� a dire Robin.�� Ma, naturalmente, adesso � ovvio che � viva. Se non lo fosse, non mi avresti lasciato arrivare fin qui.</p><p>��Ammetto la verit� di quello che dici. La Maga � viva.�� Sulla superficie conica di Tea cominciarono a guizzare scintille rossastre. Robin si sarebbe allarmata, se non avesse gi� visto le stesse scintille su Crio, quando Cirocco l�aveva sgridato. Tea stava ricordando qualcosa di poco gradevole.</p><p>��Come dicevo, la Maga sa che io e i miei amici siamo scesi fino a Teti. I miei amici sono ancora vivi, e lo rimarranno a lungo. Presto o tardi, la Maga verr� a cercarli, e��� Nuove scintille, e Robin si chiese cosa aveva detto. Comunque, a quanto pareva, l�idea che Cirocco scendesse a cercare gli amici risultava alquanto allarmante agli occhi di Tea.</p><p>��La Maga verr� a cercarci�� continu�.�� Quando trover� i miei amici, sapr� che sono venuta qui. Tu potrai dire che mi sono persa nelle grotte, ma la Maga non sar� soddisfatta finch� non avr� trovato il mio corpo. E un corpo morto per cause naturali, e non bruciato dall�acido!</p><p>Tea non disse niente, e Robin si chiese se era davvero possibile che Cirocco scendesse a cercarli. Perch� non era ancora venuta? Si era dimenticata di Gaby? Impossibile.</p><p>A quanto pareva, Tea doveva essere della stessa idea.</p><p>��Va�, allora�� le disse.�� Vattene in fretta, prima che cambi idea. Porta alla Maga il tuo messaggio, e che per tutta la tua vita ti sia di cattivo auspicio questa sfacciata dissacrazione della mia sala.</p><p>Robin pens� che se ci fosse stata un�altra strada, lei non si sarebbe certamente recata laggi�, ma si guard� bene dal dirlo. L�acido stava salendo, e c�era la possibilit� che Tea riuscisse a orchestrare un incidente plausibile. Raggiunse di corsa la scala e cominci� a salire gli scalini a tre per volta.</p><p>Non rallent� quando, dietro di lei, la sala di Tea scomparve dietro una curva. Non intendeva fermarsi fino alla cima, ma alla fine la stanchezza la fece cadere in ginocchio e dovette riposarsi. Poi si rimise sulle spalle lo zaino e riprese a salire.</p><p>L�uscita della scala di Tea era coperta di neve. All�inizio, Robin non cap� cosa fosse, e la studi� con cautela. Sapeva dai libri che la neve era soffice e morbida, ma questa non lo era affatto. Era dura e compatta.</p><p>Si infil� tutte le maglie e i vestiti che aveva, e si copr� con la coperta. Gli uccelli luminosi erano scomparsi, e intorno a lei tutto era buio. L�ultimo uccello da lei messo in gabbia era quasi morto. Salendo le scale di corsa, non aveva fatto in tempo a catturarne un altro.</p><p>Per prima cosa doveva uscire all�esterno, per cercare il mare crepuscolare e individuare la direzione dell�ovest. Cerc� di ricordare se il cavo centrale di Tea si trovava a nord o a sud dell�Ofione, e non riusc� a ricordarlo, anche se era importante. Gaby aveva detto che il modo migliore per attraversare Tea era quello di mantenersi sul fiume ghiacciato. Sapeva comunque che il cavo era a poca distanza dal fiume: una volta orientatasi, contava di percorrere un breve tratto a sud, e se avesse visto che il terreno saliva, si sarebbe diretta a nord.</p><p>Prima ancora di uscire dalla foresta dei singoli fili costituenti il cavo, cominci� ad avere i brividi. Non si era immaginata che potesse fare cos� freddo. Era stato un errore abbandonare la giacca imbottita che Chris le aveva detto di portare con s�. Ma nelle grotte quel massiccio indumento la impacciava.</p><p>Per fortuna aveva ancora gli stivali, anche se aveva gettato via il rivestimento interno di pelliccia perch� le faceva sudare il piede. Come gli altri indumenti, avevano sopportato bene l�uso. Strofin� con la neve le punte, per togliere i resti di acido, e pens� che se non si fosse messa presto in movimento, avrebbe corso il rischio di morire congelata. Pens� di riposarsi prima di partire, ma l�unico posto era la scala, e lei non voleva ritornare laggi�, dove forse Tea poteva raggiungerla.</p><p>Ricordava che il territorio attorno al cavo era dominato da una catena di montagne che correvano dagli altopiani settentrionali a quelli meridionali. Ofione seguiva un percorso quasi rettilineo in tutta la regione, e solo nel centro si suddivideva in due rami che poi si ricongiungevano in corrispondenza del cavo centrale. Uno dei due rami era sempre coperto di ghiaccio, ma l�altro, durante il ciclo climatico trentennale di Gea, si sgelava occasionalmente per dare una stentata primavera. Robin sapeva che quell�epoca era ancora lontana, ma pensava di non avere difficolt� a trovare il fiume coperto dal ghiaccio.</p><p>Dopo il primo chilometro, si alz� un forte vento gelido che le fece lacrimare gli occhi. Si ferm� per coprirsi meglio con la coperta, facendo una sorta di cappuccio. Mentre si stava cos� sistemando, vide qualcosa che si avvicinava a lei. Non riusc� a scorgerlo bene, al buio e in mezzo alla neve, ma era bianco, grosso come un orso, con grandi braccia e molti denti. Si ferm� a osservarla, e anche Robin lo osserv�, finch� l�essere non si avvicin� a lei.</p><p>Forse non aveva cattive intenzioni, ma lei non volle correre rischi. Colpito dal primo proiettile, l�animale si osserv� con grande sorpresa la macchia rossa che gli si allargava sul pelo. Continu� ad avvicinarsi, e lei gli spar� contro l�intero caricatore: a questo punto l�animale si ripieg� su se stesso e non si mosse pi�. Robin, con le mani intirizzite, ricaric� l�arma. La creatura era immobile, ma lei non and� a controllare. Fece un largo giro attorno a essa, e riprese il cammino.</p><p>Giunta al fiume gelato dovette decidere da che parte recarsi. Era nel centro di Tea, e in entrambe le direzioni avrebbe dovuto percorrere duecento chilometri prima di incontrare la luce del giorno.</p><p>A est c�era Meti, che pareva caldo e invitante, ma che, secondo Cirocco, non lo era affatto. Meti era un nemico di Gea, ma meno pericoloso di Teti. A ovest, naturalmente, c�era Teti, il deserto. Chiss� come, dai ghiacci di Tea sembrava meno brutto di prima. Poi Robin ripens� al calore delle dune, e ai fantasmi nascosti nella sabbia, e si diresse a est. In realt� non desiderava tornare indietro, ma almeno era rimasta ferma per qualche momento e non aveva pensato al freddo che cominciava a sentire ai piedi.</p><p>Presto il freddo cominci� a salirle in tutto il corpo, e sent� il desiderio di riposarsi, ma prosegu� con ostinazione, anche se tendeva a entrare in un dormiveglia, a confondere la realt� con il sogno. Per vario tempo le parve di sostenere una lunga conversazione con Gaby, senza ricordare che Gaby era morta. Spar� contro una forma che si muoveva, che forse era un�altra di quelle creature simili a orsi, e forse era soltanto un mucchio di neve. Quando stacc� le dita dal calcio della pistola, il metallo era talmente freddo che un brandellino di pelle le rimase attaccato.</p><p>La luce lampeggiante, quando la scorse, ore e ore pi� tardi, a tutta prima le parve una seccatura. Era inspiegabile. Doveva essere un�allucinazione. Ma quando urt� contro una trave verticale di metallo, si ferm�, perplessa. C�era una luce rossa, lampeggiante. Scorse una costruzione posata su palafitte metalliche, a dieci metri d�altezza. C�era anche una scala a pioli che permetteva di salire.</p><p>Scorse una macchia chiara, accanto alla scala. E una targhetta, posta a circa un metro e mezzo d�altezza. Tolse la neve che la copriva e lesse:</p><subtitle>GRUPPO EDILE PLAUGET</subtitle><subtitle>RIFUGIO N. 11</subtitle><subtitle>"BENVENUTI, VIAGGIATORI!"</subtitle><subtitle>Gaby Plauget, Prop.</subtitle><p>Robin strabuzz� gli occhi e rilesse varie volte la scritta per paura che svanisse. Poi afferr� il primo piolo, ringraziando Gaby del fatto di averlo messo di legno e non di metallo come la sua pistola.</p><p>Si sollev� a forza di braccia, controllando dove metteva ogni volta i piedi, perch� ormai erano insensibili. Tre scalini per volta. Dopo un tempo lunghissimo, si guard� in alto e le parve che la scala fosse ancora lunga come l�ascesa all�Everest.</p><p>La porta si apr� sopra di lei. Si sporse una faccia. Robin si augur� che fosse Cirocco, perch� la Maga era l�unica persona che potesse trovarsi laggi�; la Maga aveva una salvataggio da fare, nella regione di Tea. Se si fosse trattato di chiunque altro, sarebbe stato un miraggio.</p><p>��Robin!</p><p>Sent� l�odore del caff� e del cibo che cuoceva. Troppo bello per essere vero, e inoltre non era Cirocco. La cosa era talmente ridicola che non valeva la pena di pensarci, perch� la faccia era quella di Trini, la sua amante di mille anni prima, a Titantown. In quell�istante cap� che era tutto un sogno, sia l�edificio, sia Trini.</p><p>Perci� si lasci� andare, e fin� con la schiena contro un alto ammasso di neve, ai piedi della scala a pioli.</p></section><section><title><p>39</p><p>L�avamposto</p></title><p>I soldi di Cirocco continuavano ad accumularsi sulla Terra da pi� di settantacinque anni. C�erano i diritti d�autore sui libri di testo e sui libri di viaggi su Gea da lei scritti, nonch� sulla sua autobiografia <emphasis>Ho scelto l�avventura </emphasis>(titolo scelto dall�editore e non da lei), che era stato un bestseller a cui si erano ispirati due film e una serie televisiva. Inoltre il commercio della cocaina le rendeva bene. C�era perfino lo stipendio della NASA che aveva continuato ad accumularsi finch� lei non aveva dato le dimissioni.</p><p>Si era rivolta a un consigliere finanziario svizzero e a un avvocato brasiliano, e aveva dato loro due istruzioni: tenersi lontano dall�inflazione e pagare meno tasse possibile. Aveva anche consigliato di investire nell�industria spaziale e di non usare il suo denaro in modi che andassero contro l�interesse degli Stati Uniti. L�avvocato aveva obiettato che si trattava di una richiesta un po� antiquata, e quasi impossibile da rispettare, e lei gli aveva scritto che la Terra era piena di avvocati. L�avvocato aveva capito, e i suoi discendenti lavoravano ancora per Cirocco.</p><p>A questo punto, lei si era disinteressata della cosa. Due volte all�anno riceveva un rapporto, gli dava un�occhiata e lo ficcava in un cassetto. Il suo patrimonio aveva superato due depressioni che avevano spazzato via una grande quantit� di investimenti a breve termine. Gli agenti di Cirocco sapevano che lei poteva pensare a lungo termine, e che una perdita iniziale non la preoccupava. C�erano stati degli anni neri, ma in complesso la tendenza era stata verso un costante aumento.</p><p>Per lei era una sorta di astrazione senza significato. Che importanza aveva per lei sapere che possedeva <emphasis>X </emphasis>chilogrammi d�oro, <emphasis>Y </emphasis>per cento della ditta <emphasis>W </emphasis>e <emphasis>Z</emphasis> marchi tedeschi in opere d�arte? Se il rapporto le arrivava quando non aveva niente da fare, passava qualche minuto a leggerlo, dagli affitti alle aviolinee, alle azioni e alle opere d�arte. Una sola volta aveva scritto, allorch� aveva saputo per caso che possedeva l�Empire State Building e che intendevano demolirlo. Disse di restaurarlo, e nei due anni successivi perse vari miliardi. Poi li riguadagn�, e i suoi agenti si fecero l�idea che fosse un genio finanziario, ma Cirocco in realt� aveva voluto risparmiarlo perch� sua madre l�aveva portata lass� in cima quando aveva sette anni, ed era uno dei pi� cari ricordi che avesse di lei.</p><p>Di tanto in tanto aveva pensato di lasciare il suo patrimonio a qualche ente o fondazione, ma era talmente lontana dalle preoccupazioni della Terra da non avere idea dell�utilit� di una simile decisione. Ogni tanto, lei e Gaby si erano dette per scherzo che avrebbero potuto prendere un nome a caso dell�elenco telefonico e regalargli tutto, oppure costituire la fondazione per dare casa ai pesci rossi orfani.</p><p>Ma adesso, alla fine, quei soldi diventavano utili.</p><p>Grazie alle luci di atterraggio, Trini vide l�aeroplano quando era ancora a vari chilometri di distanza. Solo dopo alcuni secondi ud� il sibilo del motore a reazione. Non era ben sicura che quel modo di volare fosse la cosa giusta. Il materiale ordinato da Cirocco sulla Terra non era ancora arrivato, quando Trini era stata messa di vedetta al Rifugio 11; per raggiungerlo si era fatta portare da un aerostato, come tutte le persone serie. Uno dei motivi che l�avevano indotta a recarsi su Gea era il desiderio di fuggire dalle oppressioni della civilt� meccanizzata. Come la maggioranza degli esseri umani che abitavano su Gea, guardava con molto sospetto le macchine troppo complicate. Ma capiva che la Maga aveva i suoi buoni motivi. Cirocco aveva dichiarato una guerra senza quartiere alle bombe volanti, e Trini era certa che presto le avrebbe spazzate via dal cielo.</p><p>L�aeroplano atterr�, sollevando nuvole di neve. Ofione, coperto di mucchi di neve portata dal vento, non pareva molto promettente, come campo di atterraggio, ma l�aereo si ferm� in meno di una trentina di metri. Grazie alla densit� dell�aria di Gea, era un aereo leggero come una farfalla, con ali trasparenti di plastica sottile. Quando la neve si pos�, Trini scorse sulle ali alcune sagome nere e allungate: laser o mitragliatrici. Era un sei posti civile, modificato per il combattimento aereo.</p><p>Dal posto del pilota scese Cirocco, e dall�altro lato usc� una persona grande come lei.</p><p>Trini ritorn� al fornello e aument� la fiamma sotto il bricco del caff�. Si era offerta volontaria per quel servizio di vigilanza, anche se gli altri umani residenti su Gea non avevano alcun obbligo nei riguardi della Maga, quando aveva saputo che Cirocco cercava assistenza umana per una missione di salvataggio relativa a Robin della Congrega. Trini aveva sempre pensato a Robin dal giorno della partenza, e le era parso che l�attesa nel rifugio fosse pi� adatta ai suoi gusti che non la discesa lungo la scala che portava nella sala di Tea. Era giunta con cibi, coperte, medicine, bombole di gas per riaprire il vecchio rifugio stradale nel caso si fosse presentato qualcuno degli scomparsi. Cirocco l�aveva aiutata a rimettere in funzione l�insegna luminosa, ma a parte quello non c�era stato molto da fare. L�edificio era ancora robusto, e teneva lontano il vento. Lei passava il tempo alla finestra, leggendo, ma era all�interno della stanza quando aveva sentito vibrare leggermente il pavimento perch� c�era qualcuno che saliva dalla scala a pioli.</p><p>Ora vibrava molto di pi�, mentre Cirocco e l�altra persona salivano. Apr� la porta per farli entrare. Cirocco si rec� immediatamente da Robin, che dormiva sotto un�impressionante serie di coperte. Si inginocchi� e le tocc� la faccia, poi guard� Trini con aria preoccupata.</p><p>��� spaventosamente calda.</p><p>��Le ho dato un po� di brodo�� disse Trini, che non sapeva cosa dire.</p><p>Il passeggero portato da Cirocco era una figura ben nota a Trini e a tutti i residenti di Titantown. Era Larry O�Hara, unico medico umano su Gea. Nessuno badava al fatto che si trovava su Gea perch� sulla Terra non poteva pi� esercitare la professione, e nessuno si chiedeva perch� non potesse pi� esercitarla. Probabilmente non era un asso nella chirurgia a cuore aperto, ma era in grado di mettere a posto un osso o di medicare una ferita, e non si faceva pagare. Aveva la classica valigetta degli strumenti dei medici del buon tempo antico, senza un briciolo di elettronica al suo interno. La pos� a terra e si sfil� il cappotto di pelliccia. Era un uomo grande e grosso, con la barba nera e le guance rosse, e pareva pi� un boscaiolo che un medico. Cirocco si tir� indietro per lasciargli posto. E lui fece una visita accurata.</p><p>��Forse perder� le dita del piede�� annunci� a un certo punto.</p><p>��Sciocchezze�� disse Cirocco ; a Trini parve un�affermazione alquanto strana.</p><p>Per la prima volta diede una buona occhiata alla Maga e vide con sorpresa che indossava quello che le aveva visto indossare sempre: la coperta messicana color mattone stinto con un buco per la testa. Le scendeva addosso in modo alquanto informe, le arrivava al ginocchio, e quando stava ferma salvava abbastanza la decenza, ma quando si muoveva lasciava vedere tutto. Era a piedi nudi e aveva le caviglie ancora sporche di neve, che per� si scioglieva in fretta.</p><p>Cos�era quella donna? si chiese Trini. Sapeva da molto tempo che Cirocco era diversa, ma aveva sempre pensato che fosse ancora umana. Adesso non ne era pi� sicura. Forse era qualcosa di pi�, ma le differenze erano difficili da determinare. L�unica differenza visibile era una caratteristica che condivideva con Gaby Plauget. Le uniche persone umane di pelle scura che abitavano su Gea erano nate cos�. Eppure Gaby e Cirocco sembravano eternamente abbronzate dal sole.</p><p>Alla fine, Larry lasci� Robin e prese la tazza di caff� che Trini gli offriva. Le sorrise e si sedette, riscaldandosi le mani con la tazza calda.</p><p>��Allora?�� chiese Cirocco.</p><p>��Preferirei portarla via di qui�� disse.�� Ma credo sia meglio non muoverla. D�altra parte, non credo che a Titantown potrei fare molto di pi�. Ha qualche inizio di congelamento, e anche la polmonite. Ma � giovane e forte, e la medicina dei titanidi che le ho dato � un portento per i malati di polmonite, e dovrebbe guarire abbastanza presto, con la giusta assistenza.</p><p>��Rimarrai qui a dargliela�� disse Cirocco. Larry scosse la testa.</p><p>��Impossibile. A Titantown ho i miei malati che mi aspettano. Puoi guardarla tu, o pu� farlo Trini.</p><p>��Ho detto��� Cirocco si ferm� con un uno sforzo che era perfettamente visibile sulla sua faccia. Si volt� dall�altra parte. Larry pareva incuriosito, ma non di pi�. Trini sapeva che il medico, una volta detta una cosa, non si lasciava pi� convincere a cambiare idea. Una volta deciso qualcosa, lo faceva e basta. Qualsiasi cosa gli fosse successa sulla Terra, su Gea prendeva molto seriamente i suoi giuramenti di Ippocrate.</p><p>��Scusa�� disse Cirocco.�� Quanto puoi fermarti?</p><p>��Fino a venti rivoluzioni, se occorre�� la rassicur� Larry.�� Ma posso spiegarti in dieci o venti minuti tutto quello che serve. La cura � vecchia come queste montagne.</p><p>��Prima, ha parlato,�� disse Trini. Cirocco si volt� subito verso di lei, e per un attimo Trini ebbe l�impressione che stesse per afferrarla per le spalle. Ma si limit� a fissarla con uno sguardo penetrante.</p><p>��Ha parlato degli altri? Gaby? Chris? Valiha?</p><p>��Non era del tutto sveglia�� disse Trini.�� Penso che s�immaginasse di parlare con Tea. Aveva paura, ma doveva fare in modo che non se ne accorgesse. Era una storia un po� confusa.</p><p>��Tea�� mormor� Cirocco.�� Mio Dio, come ha fatto a superare Tea?</p><p>��Credevo che te lo aspettassi�� disse Trini.�� Altrimenti, perch� mi hai fatto venire qui?</p><p>��Per coprire tutte le basi�� disse Cirocco, distrattamente.�� Tu coprivi una possibilit� molto remota. Non capisco come ha fatto a superare tutto quello che ha dovuto superare, e come ha poi fatto a uscire��� Aggrott� la fronte e fiss� Trini.�� Scusa, non volevo dire che�</p><p>��Oh, non fa niente�� disse Trini.�� Sono lieta di essermi trovata qui.</p><p>Cirocco infine sorrise.�� So che sei qui da molto tempo, e te ne sono riconoscente. Vedr� di farti�</p><p>��No, grazie, non voglio niente�� disse Trini. Di nuovo gli occhi di Cirocco la scrutarono.</p><p>��D�accordo. Ma non me ne dimenticher�. Dottore, posso svegliarla?</p><p>��Chiamami Larry. Per ora, sarebbe meglio lasciarla riposare. Si sveglier� a tempo debito, ma probabilmente sar� fuori di s�. Ha avuto la febbre alta.</p><p>��� molto importante che le parli. Gli altri potrebbero essere in pericolo.</p><p>��Capisco. Concedile qualche ora, e vedr� cosa posso fare.</p><p>Decisamente, il forte di Cirocco non era l�attesa. Non che passeggiasse nervosamente o che chiacchierasse; anzi, non disse niente e non si alz� mai dalla sedia. Ma la sua impazienza riempiva l�intera stanza e impediva a Trini di rilassarsi. Larry, invece, era uno che sapeva attendere. Pass� il tempo dedicandosi alla lettura di uno dei libri di Trini.</p><p>Quanto a Trini, le era sempre piaciuto cucinare, e il rifugio era pieno di scorte alimentari. Robin aveva bevuto soltanto qualche sorso di brodo. Tanto per fare qualcosa, Trini cucin� uova, prosciutto, frittelle alla maniera messicana. Larry fece loro onore, ma Cirocco non assaggi� niente.</p><p>��Tea!�� esclam� a un certo punto, costringendo gli altri a sollevare lo sguardo.�� Cosa dico, Tea! Come diavolo avranno fatto a superare <emphasis>Teti</emphasis>?</p><p>Aspettarono che continuasse, ma non aggiunse altro. Larry ritorn� al suo libro, e Trini rimise in ordine per la diciassettesima volta. Sulla brandina, Robin dormiva tranquillamente.</p><p>Robin emise un gemito, e Cirocco fu subito da lei, seguita immediatamente da Larry. Trini aleggi� dietro di loro, ma dovette ritirarsi subito perch� Cirocco si spost� per far passare Larry.</p><p>Quando Larry le prese il polso, Robin apr� gli occhi, cerc� di allontanare il braccio, batt� lentamente gli occhi. Ma la voce di Larry parve in grado di calmarla. Lo guard�, poi guard� Cirocco. Non vide Trini, che era pi� lontana.</p><p>��Ho sognato che��� Scosse la testa.</p><p>��Come ti senti, Robin?�� chiese Cirocco. Robin spost� lentamente lo sguardo.</p><p>��Dove ti eri cacciata?�� chiese, in tono d�accusa.</p><p>��Mi sembra una giusta domanda. Sei in grado di ascoltare la risposta? Cos�, per un po�, non dovrai affaticarti a parlare.</p><p>Robin annu�.</p><p>��Bene. Per prima cosa, ho mandato Cornamusa a Titantown a chiamare rinforzi per liberare dalle macerie l�ingresso delle scale. Ricorderai che era completamente bloccato.</p><p>Robin annu� di nuovo.</p><p>��C�� voluto del tempo per portarli tutti laggi�, e ce n�� voluto ancora di pi� per ripulire tutto. I titanidi avevano voglia di lavorare, ma all�interno del cavo si comportavano in maniera strana. Si allontanavano senza rendersene conto e, quando andavi a riprenderli, non si ricordavano di essersi allontanati. Perci� mi sono dovuta procurare anche un aiuto umano, e questo mi ha fatto perdere altro tempo.</p><p>"Ma alla fine abbiamo riaperto la strada e sono scesa fino a Teti con una squadra di sette umani. Il livello dell�acido, nella camera, era pi� alto di quanto non fosse mai stato in precedenza. Teti non volle neppure parlarmi, e io non potei farci niente, perch� neppure Gea ha ascendente su Teti.</p><p>"Perci�, sono venuta qui. Ero certa che foste tutti morti, ma non volevo crederlo finch� non avessi visto il vostro corpo, indipendentemente dal tempo richiesto. Se vi aveva ucciso Teti, io� non so cosa avrei fatto, ma gli avrei fatto qualcosa che avrebbe ricordato. Comunque, c�era la possibilit� che foste riusciti a uscire da Teti e che aveste raggiunto le catacombe."</p><p>��� andata proprio cos�, e Valiha�</p><p>��Aspetta a parlare. Risparmia le forze. Ora, a quanto ne so io, io e Gaby siano i soli umani che siano scesi laggi�, e io stessa so molto poco delle catacombe, a parte che proseguono per sempre e che � impossibile trovare la strada quando si � dentro. Comunque, sono andata lo stesso a trovare Tea, e le ho detto che se si presentava uno di voi, doveva lasciarlo passare senza molestarlo. Ho cercato poi di esplorare la parte est delle catacombe, ma ho dovuto rinunciare dopo alcune settimane. Non riuscivo ad andare avanti. Mi sono detta che era preferibile ritornare in superficie, organizzare un gruppo bene equipaggiato, ed esplorare ogni metro quadro di quei sotterranei. Ma per farlo dovevo ordinare diverse attrezzature dalla Terra. Non pensavo che uno di voi ce l�avesse fatta, e�</p><p>��Capisco�� disse Robin, tirando su con il naso.�� Ma Tea� oh, maledizione, e io che credevo� credevo di essere riuscita a passare con le mie sole forze, mentre invece giocava a spaventarmi.�� Pareva che volesse piangere, ma alla fine si accorse che era troppo debole per farlo.</p><p>Cirocco le prese la mano.</p><p>��Scusa�� le disse�� ma forse non hai capito. Non ero affatto certa che Tea prendesse un ordine da me, se non ero presente a farlo rispettare. � ossessionato dalla sua <emphasis>privacy. </emphasis>Temevo che se uno di voi fosse davvero comparso, Tea lo avrebbe ucciso e avrebbe distrutto il corpo, dandone poi la colpa a Teti, perch� sapeva che io avevo gi� dei sospetti su Teti, e che contro Teti non potevo fare niente, salvo accamparmi per qualche mese sulla sua soglia. Forse avrei dovuto farlo, perch�</p><p>��Tutto a posto, ora�� disse Robin. Sorrise.�� Ce l�ho fatta.</p><p>��Certo, e un giorno mi dovrai raccontare come hai fatto. Comunque, ho fatto quello che ho potuto, anche se adesso penso che avrei potuto fare di pi�. Stavo per ritornare da Tea nei prossimi giorni, ma sono stata avvertita da Trini che ti eri presentata alla sua porta. Sono partita subito.</p><p>Robin chiuse gli occhi e annu�.</p><p>��Comunque�� prosegu� Cirocco, dopo una pausa�� ti devo chiedere molte cose e, se te la senti, posso chiedertele subito. La prima � perch� Gaby vi ha fatto scendere fino a Teti. Io la conosco, e lei conosce me, anche se non sempre andiamo d�accordo, e doveva sapere che avrei trovato la maniera di eliminare quelle rocce per venire a salvarvi. Poi, quando ho saputo che eri comparsa tu e non lei, mi sono chiesta perch� non � venuta, e ora mi chiedo se � ferita e��� S�interruppe. Robin aveva riaperto gli occhi, con uno sguardo d�orrore cos� marcato che Trini cap� subito cos�era successo e dovette voltarsi dall�altra parte.</p><p>��Pensavo che quando avete tolto le rocce��� cominci� Robin, con un gemito.</p><p>Trini si volt�, e le parve che Cirocco si fosse trasformata in pietra. Alla fine le sue labbra si mossero, ma la sua voce era spenta.</p><p>��Non abbiamo trovato niente�� disse.</p><p>��Non so cosa dire. L�abbiamo lasciata l�. Volevamo seppellirla, ma non c�era��� Incominci� a piangere, e Cirocco si alz� in piedi. Si volt�, con gli occhi fissi nel vuoto, e Trini pens� che non si sarebbe mai pi� dimenticata di quegli occhi spenti che passavano su di lei come se fosse assente, mentre la Maga di Gea cercava la maniglia della porta e usciva all�esterno. La sentirono ancora scendere lungo la scala; poi l�unico rumore rimasto fu il pianto di Robin.</p><p>Erano preoccupati per lei, ma quando andarono a vedere, la trovarono immobile, voltata dall�altra parte, a un centinaio di metri di distanza, immersa nella neve fino al ginocchio. Non si mosse per pi� di un�ora. Trini voleva andare a prenderla, ma Larry le disse di aspettare. Poi Robin disse che doveva parlarle, e Larry usc� per andare a riferirlo a Cirocco. Trini vide che le parlava e che Cirocco lo seguiva.</p><p>Quando fu all�interno, Cirocco s�inginocchi� accanto alla branda di Robin. La sua faccia era ancora priva di emozioni.</p><p>��Gaby ci ha detto alcune cose�� inizi� Robin.�� Mi spiace, ma credo che volesse farle sapere solo a te, e questa stanza � troppo piccola.</p><p>��Larry, Trini�� disse Cirocco�� vi spiace di aspettare nell�aeroplano? Quando avremo finito, vi far� un segnale con la luce.</p><p>Cirocco e Robin attesero che si mettessero stivali e cappotti e che uscissero, chiudendosi poi la porta alle spalle. Passarono nell�aeroplano un�ora sgradevole, protetti dal vento, ma non dal freddo. Nessuno di loro si lament�. Quando videro accendersi e spegnersi la luce, fecero ritorno, e anche se Trini non si accorse subito della nuova espressione comparsa sulla faccia di Cirocco, la nuova espressione c�era. Era ancora dolorosa da vedere, e in un certo senso era un�espressione morta, fissa. Ma non era morta come la faccia di un cadavere; era come una faccia scolpita nel granito.</p><p>E gli occhi bruciavano.</p></section><section><title><p>40</p><p>L�eredit� dei forti</p></title><p>C�erano molti lavori pi� facili di quello di condurre una titanide gravida e invalida lungo un territorio buio che avrebbe messo a dura prova una capra tibetana. Comunque, la compagnia era gradevole e la strada era segnata. All�inizio del cammino, Chris ignorava tutto del modo in cui nascevano i titanidi, ma quando si avvicin� il momento della nascita di Serpentone, ne seppe quanto Valiha, e comprese che in passato l�ignoranza aveva fatto sorgere in lui molte apprensioni inutili.</p><p>Ora sapeva per esempio che Valiha conosceva il sesso del nascituro fin dall�inizio, perch� la cosa era stata decisa con gli altri due genitori. Sapeva, anche se non riusciva a crederlo, che Valiha era in comunicazione con il feto in un modo che lei stessa non era in grado di descrivere. Diceva che avevano deciso il nome insieme, anche se lei aveva influito sulla scelta per motivi estranei alla sua volont�. I titanidi avevano infatti l�abitudine di chiamare i bambini dal nome del primo strumento musicale posseduto. L�abitudine si andava perdendo, ma Valiha era una tradizionalista e aveva lavorato per qualche tempo al primo strumento del figlio: il "serpentone", un tubo sinuoso di legno, che si suonava come un corno da caccia. Nella caverna, la scelta dei materiali da costruzione era alquanto limitata.</p><p>Chris sapeva che il parto era indolore, che era breve, e che Serpentone, fin dalla nascita, sarebbe stato in grado di camminare e di parlare. Ma quando lei gli disse che sperava che il bambino parlasse <emphasis>inglese</emphasis>, il primo pensiero di Chris fu che si illudesse.</p><p>��S젗 disse Valiha.�� Anche la Maga ha i suoi dubbi. Non � la prima volta che si cerca di mettere al mondo un bambino con due lingue materne. Eppure, la stessa Maga non ne esclude la possibilit�. La nostra genetica � diversa dalla vostra. Per esempio, la Maga ha incrociato le uova titanidi con il materiale genetico di rane, pesci, cani e scimmie in laboratorio.</p><p>��Questo contrasta con tutte le mie conoscenze di genetica�� disse Chris�� ma devo confessare che sono scarse. Cosa c�entra con il fatto che Serpentone parli inglese? Anche se avesse un genitore umano, e tu dici che non lo ha, noi, alla nascita, sappiamo solo piangere.</p><p>��La Maga lo chiama effetto Lysenko�� disse Valiha.�� Ha dimostrato che i titanidi possono ereditare le caratteristiche acquisite. Noi, e intendo quelli di noi che credono che si possa trasmettere ai figli l�inglese, riteniamo che, con un rinforzo sufficiente, la cosa sia fattibile. Una volta mi hai chiesto se avevo mangiato il dizionario. In un certo senso, la cosa � vera. Per l�esperimento era necessario che tutti i genitori conoscessero tutte le parole inglesi. Per fortuna abbiamo buona memoria.</p><p>��Me ne sono accorto�� disse Chris, e poi tacque. Qualche tempo dopo, le disse:�� Non mi � chiaro il motivo. La vostra lingua � cos� bella. Io non la capisco, ma del resto, a quanto so, tolte Cirocco e Gaby, a cui � stato impiantato da Gea, nessun umano ha mai parlato bene il titanide.</p><p>��Vero. Noi conosciamo il linguaggio istintivamente, e gli umani non riescono a impararlo. I nostri canti non hanno una grammatica, e raramente sono gli stessi, anche quando esprimono lo stesso concetto. Secondo la Maga c�� una componente telepatica.</p><p>��Pu� darsi, ma quello che volevo dire �: perch� tanta fatica? Perch� farlo parlare inglese invece di titanide?</p><p>��Forse non hai capito�� disse Valiha.�� Serpentone conoscer� certamente il canto titanide. Non mi sognerei di togliergli questa capacit�. Piuttosto, preferirei vederlo nascere con due sole gambe� oh, scusa.</p><p>Chris rise.</p><p>��Pensavo a un nostro proverbio: "Camminare con due sole gambe, tutte e due sinistre". Per indicare grande difficolt�.</p><p>��Non mi hai spiegato il motivo.</p><p>��� ovvio.</p><p>��Non per me.</p><p>Valiha sospir�.�� Benissimo. Prima di tutto, l�inglese perch� i primi umani giunti su Gea lo parlavano, e da allora si � diffuso. E il motivo per cui voglio insegnargli una lingua umana� ecco, dal giorno del primo contatto con noi, gli umani sono sempre cresciuti di numero. Non ne vengono molti, ma continuano a venirne. Mi sembra una buona idea conoscere il pi� possibile su di voi.</p><p>��I vicini antipatici che contano di rimanere, eh?</p><p>Valiha riflett�.�� Non voglio dire male degli umani. Alcuni, come individui, sono del tutto a posto�</p><p>��Ma come razza siamo una scocciatura.</p><p>��Non intendevo dare giudizi.</p><p>��Perch� no? Li puoi dare come chiunque altro. E non ti so dare torto. Siamo antipatici quando ci raduniamo a pensare e tiriamo fuori le bombe atomiche. E quanto a gran parte dei singoli individui� al diavolo.�� Una punta di amor proprio lo indusse a tacere. Cerc� qualche difesa per la sua razza, ma non riusc� a trovarne.�� Sai�� disse alla fine�� adesso mi rendo conto che non ho mai trovato un titanide antipatico.</p><p>��Io ne conosco diversi�� disse Valiha.�� Ma di solito si va d�accordo anche con quelli. E non ho mai sentito parlare di un titanide che ne uccidesse un altro.</p><p>��� questo il punto, allora? Voialtri andate d�accordo tra voi molto meglio degli uomini?</p><p>��Devo dire di s�.</p><p>��Dimmi una cosa. Cosa ne pensi degli umani su Gea? Tu, e in generale gli altri titanidi. O non siete tutti d�accordo?</p><p>��Tutti d�accordo, no, ma la maggioranza ritiene che dovremmo poter esercitare un maggiore controllo. Non siamo la sola razza intelligente di Gea, e parliamo solo per noi, ma nelle regioni dove abitiamo, Iperione, Crio e Meti, vorremmo dire la nostra su coloro che entrano. Credo che ne manderemmo via il novanta per cento.</p><p>��Tanti cos�?�� chiese Chris.</p><p>��Volevi una risposta franca. Gli umani hanno portato su Gea l�alcolismo: abbiamo sempre bevuto il vino, ma i liquori ad alta gradazione sono tossici per noi. Gli umani hanno portato le malattie veneree, uniche malattie terrestri che colpiscano anche noi.</p><p>��Mi ricorda gli indiani d�America.</p><p>��C�� qualche lato in comune, ma la situazione � diversa. Molte volte sulla Terra una tecnologia superiore ne ha sconfitto una inferiore. Su Gea, gli umani portano solo quello che possono, e la tecnologia ha poca importanza. Inoltre, noi non siamo una societ� primitiva. Ma non possiamo fare niente, perch� gli umani godono di forti protezioni.</p><p>��Ossia?</p><p>��Gli umani piacciono a Gea. Nel senso che ama osservarli. Finch� non si sar� stufata, dovremo accettare tutti quelli che arrivano.�� Vide che Chris era preoccupato, e aggiunse:�� So cosa pensi.</p><p>��Cosa?</p><p>��Che se si stabilissero dei criteri, tu non li supereresti.</p><p>Chris dovette ammettere che aveva ragione.</p><p>��Ti sbagli�� disse Valiha.�� Tu pensi ai tuoi periodi violenti. La cosa � pi� complessa. � facile trovare accuse contro gli umani. E la mia gente non ama gli umani pieni di pregiudizi, dalla mentalit� piccina, quelli che si comportano male perch� nessuno ha mai insegnato loro come vivere in una societ� civile. Il guaio degli umani � che devono imparare tutto, mentre noi nasciamo con gi� tutto dentro.</p><p>"Noi amiamo e odiamo insieme la vostra specie. Ammiriamo il fuoco delle vostre emozioni. In ciascuno di voi c�� un lato violento, e a noi non dispiace. E tra voi ci sono individui talmente brillanti da accecarci. I migliori di voi sono superiori ai migliori di noi. Cirocco � uno di loro, e cos� Gaby, Robin e tu. Cerchiamo da molto tempo di assorbire da voi questo fuoco. Per questo impariamo l�inglese."</p><p>Conoscere il processo della nascita dei titanidi era una cosa, ma comprendere il legame tra la mente della madre e quella del figlio era molto pi� complesso. Chris non capiva la natura di quel legame. Continu� a chiedere, e giunse a capire che, s�, lei poteva fare una domanda a Serpentone, e no, Serpentone non poteva dirle se conosceva l�inglese.</p><p>��Pensa sotto forma di immagini e di canti�� gli spieg� Valiha.�� Il canto si pu� tradurre solo emotivamente, e questo � il motivo che impedisce di compilare un dizionario inglese-titanide. Io ascolto e vedo quello che lui pensa.</p><p>��Allora, come hai potuto chiedergli se gli piaceva il suo nome?</p><p>��Ho costruito nella mia mente l�immagine dello strumento che potevo costruire qui, e gliel�ho trasmessa. Quando la sua mente mi ha trasmesso a sua volta una sensazione di piacere, ho capito che il nome Serpentone era di suo gradimento.</p><p>��Sa della mia presenza?</p><p>��Ne � perfettamente al corrente. Non conosce il tuo nome. Te lo chieder� poco dopo la nascita. Sa che ti amo.</p><p>��Sa che sono umano?</p><p>��Lo sa perfettamente.</p><p>��E cosa ne pensa? Ci saranno dei problemi?</p><p>Valiha gli sorrise.�� Nascer� privo di pregiudizi. Da quel punto in poi, spetter� a te non fargliene venire.</p><p>Mancava ormai poco alla nascita, e Chris era nervoso come tutti i futuri padri nella sala d�attesa della clinica ostetrica.</p><p>��Ci sono ancora molte cose che non capisco�� ammise.�� Nascer�, si metter� a sedere, e comincer� subito a dire la sua opinione sul prezzo del caff� in Crio, oppure ci sar� una fase iniziale di suoni non articolati, come i nostri <emphasis>goo-goo </emphasis>e <emphasis>baa-baa</emphasis>?</p><p>Valiha rise.�� Sar� debole e avr� la mente confusa�� disse.�� Guarder� molto, e parler� poco. A questo stadio non ha una vera e propria intelligenza. � come se il suo sistema di ragionamento fosse stato impacchettato per la spedizione: occorre pulirlo e metterlo a punto prima che entri in funzione. Ma poi��� S�interruppe per ascoltare qualcosa che Chris non era in grado di udire, e sorrise.</p><p>��Continuer� pi� tardi�� gli disse.�� Sta quasi per nascere, e devo eseguire un rito, trasmesso di generazione in generazione nel mio Accordo.</p><p>��Certo�� disse Chris.</p><p>��Potrei farlo nella mia lingua, ma, dato che Serpentone parler� inglese, ho deciso di andare contro la tradizione e di cantarlo nella tua. La prima parte � fissa, poi aggiunger� la mia conclusione.�� Si umett� le labbra e fiss� nel vuoto.�� "Gialli come il Cielo sono i Madrigale"�� cominci� a cantare.</p><p>���All�inizio c�era la Dea, e la Dea era la ruota, e la ruota era Gea. E Gea prese dal suo corpo un pezzo di carne e con esso diede vita ai primi titanidi e fece loro conoscere che Gea era la Dea. I titanidi non la contestarono. Parlarono a Gea, dicendo: �Cosa vuoi che facciamo?� E Gea rispose: �Non dovrete avere altre Dee all�infuori di me. Crescete e moltiplicatevi, ma siate coscienti che lo spazio � limitato. Fate agli altri quello che volete che gli altri facciano a voi. Sappiate che quando morirete ritornerete alla polvere. E non venite a trovarmi con i vostri problemi, perch� io non vi aiuter�.� Cos� fu dato ai titanidi il fardello del libero arbitrio.</p><p>��Tra i primi ci fu Sarangi dalla Pelle Gialla. Si rec� con molti altri al grande albero e giudic� che era buono. Fu lui a fondare l�Accordo del Madrigale. Guard� il mondo e seppe che la vita aveva un gusto gradevole, ma che un giorno sarebbe morto. Era un pensiero triste, ma ricord� le parole di Gea e si chiese se potesse continuare a vivere. Am� Dambak, Violoncello e Corno da Caccia. Cantarono insieme il Quartetto Mixolidio Diesis, e Sarangi divenne la retromadre di Flauto. Dambak fu l�antepadre, Violoncello l�antemadre e Corno da Caccia il retropadre.��</p><p>Il canto proseguiva nello stesso tenore. Chris ascoltava la musica, perch� quell�elenco di nomi non aveva molto significato per lui. L�albero genealogico seguiva soltanto la linea delle retromadri, citando per� ogni volta anche gli altri genitori.</p><p>Anche Chris, al pari di Valiha, avrebbe potuto seguire i propri antenati per dieci generazioni, ma sapeva di risalire, attraverso migliaia di generazioni, fino alle scimmie, o ad Adamo ed Eva. Nel caso di Valiha, invece, tutta la storia della sua razza era concentrata in dieci generazioni. L�undicesima era rappresentata da Serpentone. Cap� cosa significava essere un titanide, un membro di una razza artificiale. Le parole con cui si apriva il canto potevano essere vere, alla lettera. I titanidi erano stati creati verso il 1935.</p><p>Ma il canto era qualcosa di pi� che un elenco di retromadri e di gruppi costituitisi per dare origine alla successiva generazione. Di ciascuno, Valiha cant� le imprese: sia gli atti di coraggio, sia anche gli errori. Chris ud� le grandi sofferenze degli anni della guerra con gli angeli. Poi giunse la Maga, e spesso il canto parl� degli stratagemmi adottati per richiamare la sua attenzione al Festival.</p><p>��"E Tabla ebbe il favore della Maga. Cantando l�Assolo Eolio, diede vita a Valiha, di cui finora si � cantato poco, e che lascia alle future generazioni il canto delle sue imprese. Valiha ha amato Hichiriki, nato col Quartetto Frigio in un altro ramo dell�Accordo Madrigale, e Cembalo, un Trio Lidio dell�Accordo del Preludio. Da loro nasce Serpentone (Trio Mixolidio Doppio Bemolle) Madrigale, che canter� il proprio canto."</p><p>Termin�, si schiar� la gola e si guard� le mani.</p><p>��In inglese�� disse�� � meno scorrevole che in titanide.</p><p>��Serpentone sar� orgoglioso dei suoi antenati�� disse Chris. E aggiunse:�� Per�, questo non � proprio il migliore degli inizi, vero?�� Indic� l�oscurit� intorno a loro, le rocce spoglie.�� Dovevano esserci anche Hichiriki, Cembalo, e gli altri tuoi amici, vero?</p><p>��S젗 disse lei, pensosa.�� Anzi, avrei dovuto chiedere di cantare una parte anche a te.</p><p>��Te ne saresti pentita subito.</p><p>��Allora, canta qualcosa a bocca chiusa. Sta per nascere.</p><p>Era vero. Chris sent� il desiderio di fare qualcosa� bollire l�acqua, chiamare il medico, assistere Valiha. Ma il parto fu rapidissimo, e se c�era bisogno di assistenza medica, ne aveva bisogno Chris: di un tranquillante.</p><p>��Non posso fare niente?</p><p>��Segui le mie istruzioni�� disse Valiha, ridendo.�� Raccoglilo. � senza rovinare il cordone ombelicale, che gli serve ancora per qualche tempo. Portamelo. Sollevalo con due braccia, sotto lo stomaco. Il tronco cadr� in avanti; non fargli battere la testa, ma non preoccuparti.</p><p>Chris si avvicin� al piccolo titanide.</p><p>��Non respira!</p><p>��Non preoccuparti. Respirer� quando sar� pronto a farlo. Portamelo.</p><p>Serpentone era un mucchietto informe di ossa e di pelle bagnata. Per un momento, Chris non riusc� a capire quale parte fosse la testa; poi scorse una faccia aggraziata di bimbo di pochi anni, addormentata, con i capelli rosa appiccicati sulle guance. Un bimbo� no, perch� aveva i seni gi� formati. E neppure una bambina. Era il solito aspetto dei titanidi, che agli occhi dei terrestri parevano una razza composta di sole femmine. Scorse il piccolo pene tra le zampe anteriori, completo di peluria rosa.</p><p>Cerc� di sollevarlo, dapprima con cautela, e poi, dopo alcuni tentativi, mettendosi d�impegno. Serpentone pesava quanto lo stesso Chris. Aveva la pelle scivolosa, ma non c�era una goccia di sangue su di lui. Pareva un bambino di pochi anni, gravemente denutrito, con gambe simili a grissini, bench� pi� lunghe di quelle dello stesso Chris. Aveva i fianchi stretti, il corpo corto e il torso lungo; quando Chris lo sollev�, il torso scivol� in avanti, come previsto. Quando Chris sciolse attentamente le spire del cordone ombelicale per portarlo alla madre, Serpentone si agit� e lo colp� alla caviglia, con una delle gambe posteriori. Valiha cant� qualcosa, e il piccolo si calm� subito.</p><p>Chris lo consegn� a Valiha, che lo sistem� davanti a s� e se lo appoggi� al petto. Serpentone aveva la testa che ciondolava. Chris not� che il cordone ombelicale non partiva dal centro dell�addome, ma dalla vagina posteriore del piccolo, e terminava nella vagina posteriore della madre. ,</p><p>Chris aveva gi� visto dei titanidi piccoli, ma non neonati. Serpentone gli sembrava� no, non brutto, ma strano, buffo. Del resto, anche i neonati umani gli erano sempre parsi buffi. Era un po� imbarazzato e impacciato da tutta quell�esperienza, e questo gli dava fastidio: si conciliava male con l�immagine che Valiha aveva di lui come di un umano adulto, vigoroso e deciso, descrizione che era il miglior complimento da lui ricevuto da lungo tempo.</p><p>Serpentone toss�, e cominci� a respirare. Dopo qualche respiro affannoso, trov� il giusto ritmo, e a questo punto apr� gli occhi. O vide troppe cose insieme, o non riusc� a mettere a fuoco la vista: batt� gli occhi e torn� a nascondere la faccia sul petto della madre.</p><p>��Per qualche tempo, sar� alquanto impacciato�� disse Valiha.�� Cosa pensi di lui?</p><p>��� bellissimo, Valiha.</p><p>Lei aggrott� la fronte e torn� a guardare il piccolo, come per controllare di averlo osservato bene. Poi disse:�� Non parlerai sul serio. Dimmi la verit�.</p><p>Chris, come un condannato sulla scala sul patibolo, si schiar� la gola e confess�:�� � buffo�</p><p>��Proprio cos젗 disse Valiha.�� Ma presto migliorer�. Hai visto gli occhi?</p><p>Valiha gli pettin� i capelli, e Chris lo lav� e lo asciug�. Presto il cordone ombelicale si stacc�. Dopo essere stato ripulito, Serpentone parve un po� pi� robusto di prima. Presto i suoi muscoli trovarono il giusto tono e riusc� a sollevare il torso senza aiuto. Mentre si prendevano cura di lui, continu� a osservarli con i suoi occhi scintillanti, ma non disse una parola.</p><p>Valiha era emozionatissima.�� Sai�� disse�� � un�esperienza meravigliosa. La ricordo perfettamente. Da un momento all�altro ti desti, passi da un mondo di puri desideri e pure sensazioni a uno pieno di oggetti e di creature. E senti il desiderio di parlare. Nel tuo cervello si forma la prima idea da comunicare agli altri. Conosci le parole, ma finch� non hai l�esperienza, sono concetti un po� misteriosi. Per un po�, sei pieno di domande, ma non devi mai chiedere il nome degli oggetti. Vedi una pietra e pensi: "Oh, ecco com�� fatto un sasso!". Poi la raccogli e pensi: "Ecco cosa vuol dire raccogliere un sasso". Questa sensazione di scoperta � cos� piacevole che il pi� diffuso sogno a occhi aperti dei titanidi � quello di poter rinascere per riviverlo. E per qualche tempo far� molte domande, anche se gran parte di esse saranno quelle che non hanno risposta. Cerca di essere paziente, e di non incoraggiarlo troppo al fatalismo. Avr� lui stesso il tempo di�</p><p>��Tu sei un umano�� disse distintamente Serpentone, in inglese.</p><p>Chris rimase a bocca aperta. Serpentone sorrideva in modo arcano, come una piccola Monna Lisa.</p><p>��Sono un umano molto sorpreso��� cominci� a dire Chris, ma si blocc�. Pens� che doveva dire qualcosa che non fosse n� troppo infantile n� troppo scherzoso, e non sapeva cosa dire. Lo interruppe Serpentone.</p><p>��Come ti chiami?�� chiese.</p><p>��Mi chiamo Chris.</p><p>��Io mi chiamo Serpentone.</p><p>��Piacere di fare la tua conoscenza.</p><p>Il piccolo gli sorrise.�� Anch�io.�� Si volt� verso la madre.�� Valiha, dov�� il mio serpentone?</p><p>Lei gli porse lo strumento musicale; gli occhi del piccolo scintillarono quando lo ricevette e se lo fece girare tra le mani. Si port� l�imboccatura alle labbra e soffi�, e nell�aria echeggi� una nota in chiave di basso.</p><p>��Ho fame�� disse poi. Valiha se lo accost� al seno, ma la curiosit� del piccolo era troppo forte e non gli permetteva di concentrarsi sul latte materno: girava gli occhi da tutte le parti, cercava di spostare la testa. Guard� Chris, poi guard� lo strumento che stringeva nella mano, e Chris vide comparirgli negli occhi un�espressione di profonda meraviglia. In quel momento, Chris fu assolutamente certo che entrambi pensavano alla stessa cosa.</p><p>Ecco, <emphasis>questo </emphasis>� un serpentone.</p><p>Il piccolo si comport� come previsto da Valiha. Era goffo, e ansioso di fare. Quando ripresero il cammino, trotterell� per dieci minuti, poi si lanci� al galoppo. Pareva tutto gambe, e gran parte delle gambe era costituita dalle ginocchia. Quando sorrideva, non c�era pi� bisogno di uccelli-lampada.</p><p>Aveva un grande bisogno di affetto, e non gli risparmiarono vezzeggiamenti. Per vari giorni, comunque, Chris lo guard� con una punta di sospetto, aspettandosi che si mettesse nei guai, e dicendosi che la presenza di un giovane titanide scatenato l�avrebbe fatto invecchiare precocemente, ma alla fine cess� di preoccuparsi. Il piccolo conosceva i suoi limiti, e non li oltre passava mai. I piccoli titanidi avevano istintivamente una sorta di "limitatore", che impediva loro di mettersi nel pericolo. Qualche raro incidente capitava anche a loro, certo, ma la proporzione era quella con cui capitava agli adulti. Secondo Chris, forse era questa la differenza tra loro e gli umani: l�impossibilit� di compiere qualcosa di temerario. Nel caso di Serpentone, per�, gli pareva un�ottima cosa.</p><p>La presenza di Serpentone rallegr� talmente la loro esistenza che Chris cess� virtualmente di pensare a una cosa che l�aveva sempre preoccupato nella prima parte del viaggio. Ritorn� a preoccuparsene quando trovarono gli abiti pesanti di Robin, sotto uno dei segni da lei lasciati sulle rocce.</p><p>��Le avevo detto di tenerli a tutti i costi!�� esclam�, mostrandoli a Valiha.�� Maledizione, quella non sa cosa sia il freddo, ti pare?</p><p>��Che gusto ha il freddo?�� chiese Serpentone.</p><p>��Non posso risponderti, figlio�� disse Valiha.�� Dovrai attendere finch� non l�avrai assaggiato di persona. Aveva altri vestiti, Chris. Indossandoli tutti�</p><p>��Chi � Robin, Chris?</p><p>��Una nostra buona amica, che era con noi prima della tua nascita�� disse Chris. E aggiunse:�� E che, se non la raggiungeremo, si trover� in un brutto guaio.</p><p>��Posso mettermi quei vestiti?</p><p>��Prova, ma ti terranno troppo caldo. Comunque, puoi portare i vestiti e queste altre cose. D�accordo?</p><p>��S�, Chris. Se riesci a prendermi.</p><p>��Scordatelo, giovanotto. E piantala di prendermi in giro. Non � colpa mia se sei pi� veloce di me. Ma sai fare questo?�� Si rizz� sulla punta di un piede, cosa del resto facile in quella bassa gravit�, e fece una piroetta da danza classica, con un dito sulla cima della testa, seguita da un inchino. Valiha applaud�, e Serpentone lo guard� con sospetto.</p><p>��Come, su un piede solo? Io�</p><p>��Hai perso la scommessa. Adesso prendi questa roba e�</p><p>S�interruppe e si volt� indietro. Alle sue spalle si era accesa una luce pi� forte di quella che avesse visto da� non sapeva neppure lui da quanto. Ud� un basso ronzio, e comprese che lo udiva gi� da qualche tempo, senza notarlo. Si ud� un�esplosione lontano.</p><p>��Che cos��?</p><p>��Aspetta. Non fare domande per qualche momento� Valiha, mettetevi dietro quelle rocce. State pi� bassi che potete�</p><p>All�improvviso, una voce prese a parlare al megafono. L�eco la distorceva, ma Chris ud� il proprio nome e quello di Valiha. Si accesero altri bengala, che scesero lentamente, appesi a piccoli paracadute. Il rombo divenne quello di un elicottero. La voce quella di Cirocco.</p><p>Finalmente era venuta a prenderli.</p></section><section><title><p>41</p><p>L�ingresso dei gladiatori</p></title><p>Quando uscirono dall�ascensore trovarono di nuovo il ballerino, elegante ed enigmatico come la volta precedente, faccia coperta dall�ombra del cappello, scarpe lucide come specchi, ghette immacolate, frac, bastone, cilindro. Robin e Chris si fermarono, timorosi di interrompere. Fece una serie di passi e contro-passi con somma disinvoltura, rote� su se stesso mantenendo la testa immobile mentre il corpo girava, e poi voltandola all�ultimo istante.</p><p>��Be�, io non capisco neppure le cattedrali�� disse Chris, quando il ballerino fu sparito.</p><p>Robin non disse niente. Dalla sua precedente visita, sapeva gi� come Gea cantava e danzava per manipolare la gente allo scopo di divertirsi. Ogni particolare doveva avere un proprio significato, e lei non pensava di capirli tutti. La danza non le interessava, e adesso si chiedeva come fosse il canto.</p><p>��Continuo a fare quel sogno�� disse.�� Siamo seduti con Gea, e la prima cosa che dice �: "Allora, per la <emphasis>seconda </emphasis>parte del vostro test�"</p><p>Lui la guard� con la coda dell�occhio.�� Vedo che non hai perso il senso dell�umorismo. Hai portato anche le bombolette puzzolenti e la polvere gratta-gratta?</p><p>��Le ho lasciate nella valigia.</p><p>��Peccato. Come vanno i piedi? Vuoi che ti aiuti?</p><p>��Ce la faccio, grazie.�� Aveva gi� notato che non le servivano le stampelle, lass� sul mozzo. Aveva i piedi ancora bendati, ma in quella bassa gravit� non le facevano male. Lei e Chris si avviarono verso il dedalo di edifici di pietra, questa volta senza una guida.</p><p>Il paradiso era esattamente come lo ricordava. C�era lo stesso tappeto di dimensioni ciclopiche, i divani e cuscini grossi come ippopotami, i bassi tavolini pieni di cibo. E c�era la stessa aria di allegria unita a disperazione. E in mezzo c�era la dea, che teneva imbandita corte perpetua per il suo seguito di angeli ebefrenici.</p><p>��Cos� i soldati ritornano dalla guerra�� disse Gea, come per salutarli.�� Un po� pi� sottomessi, un po� pi� curvi per le fatiche, ma, nel complesso, indenni.</p><p>��Non proprio�� disse Chris.�� Robin ha perso qualche dito.</p><p>��Oh, certo. Be�, vedr� che la cosa � stata messa a posto, se avr� la compiacenza di togliersi le bende.</p><p>Per tutto il tragitto Robin aveva avuto una strana sensazione ai piedi, ma aveva pensato che si trattasse del fenomeno dell��arto fantasma�, noto a tutti gli amputati. Ora si tocc� il piede e si accorse che aveva di nuovo tutte le dita.</p><p>��No, no, non ringraziarmi. Non mi aspetto ringraziamenti, dato che non le avresti perse se non mi fossi intromessa io. E mi sono presa la libert� di correggere quello che doveva essere un errore di chi ti ha fatto il tatuaggio, quando ho rifatto il pezzo di serpente che prima decorava una delle dita perdute. Spero che la cosa non ti dia fastidio.</p><p>Le dava un fastidio pazzo, ma non disse niente. Avrebbe cercato la correzione, giur� a se stessa, e se la sarebbe fatta cancellare dal laser, per rifare il disegno esattamente come era prima. Gea aveva ragione nel dire che era pi� sottomessa� all�arrivo, per una frase come quella, Gea si sarebbe presa una pallottola� ma le rimaneva l�orgoglio sufficiente a non sopportare le intrusioni.</p><p>��Accomodatevi�� disse Gea.�� Prendete qualcosa. Sedetevi e raccontatemi tutto.</p><p>��Preferiamo stare in piedi�� disse Chris.</p><p>��Speravamo che la cosa fosse breve�� aggiunse Robin.</p><p>Gea li guard� entrambi con aria triste. Prese un bicchiere dal tavolo accanto a lei, e lo vuot�. Un sicofante accorse subito con un altro bicchiere e lo pos� dove era rimasto il cerchio del primo.</p><p>��Ah, � cos�. Ormai dovrei aspettarmelo, ma questo genere di cose riesce sempre a sorprendermi. In una certa misura, capisco il vostro risentimento per essere stati messi alla prova prima di ricevere i miei doni. Ma considerate la mia posizione. Se dessi gratuitamente le cose che posso dare, presto sarei sommersa da tutti i mendicanti, procacciatori d�affari, pataccari, santoni, scrocconi e semplici alcolizzati da Mercurio a Plutone.</p><p>��Non vedo il problema�� disse Robin, che non riusc� a trattenersi.�� Ci sono ancora molte sedie vuote, e ne avete gi� una bella collezione. Potreste formare un coro.</p><p>��Oh, hai ancora la lingua tagliente. Peccato non essere umana e non poterne sentire le deliziose sferzate. Ma, ahim�, sono indifferente al tuo disprezzo, e dunque, perch� sprecarlo? Risparmialo per coloro che sono deboli, che abbandonano i compagni nel momento del pericolo, che piangono e si disonorano nella profondit� della loro paura. In breve, per coloro che non hanno superato le prove che hai superato tu.</p><p>Robin impallid�.</p><p>��Vi ha mai detto nessuno�� si affrett� a dire Chris�� che parlate come il capo dei banditi di un film giallo di serie B?</p><p>��Se intendi dirmelo tu, sei il dodicesimo di quest�anno.�� Alz� le spalle.�� Mi piacciono i vecchi film. Ma questa conversazione mi annoia. Tra pochi minuti ci sar� il secondo spettacolo della serata, e quindi�</p><p>��A cosa serve il ballerino?�� chiese Robin. Non appena dette queste parole, fu la prima a sorprendersi, ma aveva l�impressione che fosse un particolare importante.</p><p>Gea sospir�.</p><p>��Non vi piace il mistero? Tutto deve essere sempre spiegato? Che c�� di male in qualche piccolo enigma a cui dedicare la vita per insaporirla un poco?</p><p>��Odio i misteri�� disse Chris.</p><p>��Benissimo. Il ballerino � un incrocio tra Fred Astaire e Isadora Duncan, con qualche spruzzatina di Nijinsky, Baryshnikov, Drummond e Gray. Non le persone, anche se mi piacerebbe andare a rubare in qualche tomba per trovare dei geni adatti alla clonazione, ma omologhi ricavati dalle registrazioni fatte durante la loro vita, tradotti sotto forma di acido nucleico dalla sentitamente vostra, e insufflati del respiro della vita. Il ballerino � un abilissimo strumento della mia mente, e cos� lo � questa carne.�� Gea s�interruppe per battersi sul petto.�� Abilissimi, ma pur sempre strumenti. In un certo senso, sia lui che questa portavoce danzano nella mia mente; la portavoce per parlare con le creature effimere, e lui per uno scopo che passer� ora a descrivervi. Ma prima mi aspetto che nonostante la vostra disaffezione, abbiate la curiosit� di conoscere la risposta a una certa domanda, ovvero: avete meritato oppure no l�anello dorato? Ritornerete a casa come siete, oppure guariti?�� Sollev� un sopracciglio e li fiss� a turno.</p><p>Robin, anche se non voleva confessarlo, era tutt�orecchi. Una parte di lei diceva che non era stata lei a fisssare le regole, e che, se aveva compiuto qualcosa di meritevole, sarebbe stato sciocco rifiutarlo. Ma un�altra parte di lei gridava al tradimento, e le diceva che non si era mai opposta con molta forza, che aveva sempre <emphasis>desiderato </emphasis>il premio. Ma non voleva che Gea vedesse la sua ansia.</p><p>��Mi piace sentire le vostre opinioni, prima di comunicarvi la mia decisione�� disse Gea. Si appoggi� ailo schienale e incroci� le braccia sullo stomaco.�� Prima tu, Robin.</p><p>��Nessuna opinione�� disse lei.�� Non so cosa sapete delle mie azioni, di quello che ho fatto e di quello che non sono riuscita a fare, ma, per quel che conta, potreste anche sapere tutto, fino ai miei segreti pi� riposti. Mi pare comunque che ci sia stato un curioso dietro-front. Prima io odiavo le vostre regole, mentre Chris ne era affascinato� almeno, mi pareva che lo fosse. Adesso non saprei. Ho molto riflettuto su ci� che mi � successo. Mi vergogno di molte cose, inclusa l�incapacit�, al mio arrivo, di ammettere la debolezza umana. Fate quello che volete, ma qualcosa lo ho gi� guadagnato. Mi piacerebbe sapere cos�� esattamente, e preferirei non avere sofferto tanto per averlo, ma non sarei pi� disposta a ritornare a essere quella di prima.</p><p>��Non mi sembri del tutto soddisfatta di te.</p><p>��Non lo sono.</p><p>��La vita � pi� semplice, quando non si � costretti a guardarsi allo specchio. Ma non � un atteggiamento che possa durare in eterno.</p><p>��Suppongo di no.</p><p>��Il futuro ti riserva grandi soddisfazioni.</p><p>��Non saprei.</p><p>Gea alz� le spalle.�� Potrei sbagliarmi. Non mi ammanto mai di infallibilit�, quando prevedo il comportamento di creature dotate di libero arbitrio. Ho per� una considerevole esperienza, e ho anch�io la convinzione che, come hai detto, indipendentemente dal fatto che tu abbia vinto il premio oppure no, tu sia stata rafforzata dalle tue esperienze.</p><p>��Pu� darsi.</p><p>��La mia decisione, dunque, � che ti sei guadagnata la cura.</p><p>Robin alz� la testa. Non intendeva ringraziare, ma le diede fastidio notare che Gea non si aspettava ringraziamenti.</p><p>��Anzi, a dire il vero sei gi� guarita e sei libera di andartene quando vuoi, anche se�</p><p>��Un momento. Come posso essere gi� guarita?</p><p>��Mentre guardavi il ballerino. Quando siete entrati nell�ascensore che vi ha portati qui, vi ho addormentato, esattamente come l�altra volta. L�altra volta � stato necessario farlo, per determinare la natura del disturbo e la cura, ammesso che la cura fosse possibile. Alcune cure non rientrano nelle mie possibilit�. Senza l�esame non avrei potuto farvi la mia offerta. Ma questa volta l�ho fatto pi� per me che per voi. Dovevo sapere cosa avete fatto dall�ultima volta che ci siamo visti. Ho esaminato le vostre esperienze, le ho assaporate bene, e ho preso la mia decisione. Non vi siete accorti di alcun salto. Non vi siete accorti di svegliarvi, perch� vi ho inserito nella mente il ricordo del viaggio nell�ascensore, e, quando vi ho fatto riprendere conoscenza, ho fatto coincidere il ballerino che danza nella mia mente con quello che danza in carne e ossa. Probabilmente avete avuto per un istante una leggera vertigine, ma ormai sono esperta in questo genere di cose e, anche se non star� a spiegare i miei metodi, vi assicuro che sono scientificamente esatti. Se avete qualche obiezione al mio modo di agire, vi ricordo�</p><p>��Un momento�� disse Chris.�� Se voi�</p><p>��Non interrompere�� disse Gea, scuotendo un dito.�� Verr� il tuo turno di parlare. Vi ricordo, dicevo, il vecchio consiglio di non accettare passaggi da sconosciuti. Specialmente qui.</p><p>��Ricordo un passaggio che non c�� stato�� disse Robin, irritata.�� In discesa. Adesso scopro che anche la risalita era un trucco.</p><p>��Non vi far� le mie scuse. Non devo farle, e non voglio farle. Tutti fanno il Grande Salto. Di solito rende consapevoli del rischio di morire. Chris, credo che tu sia l�unica persona, finora, che non si ricorder� del Grande Salto fino all�ultimo dei suoi giorni.</p><p>��Volevo dire che�</p><p>��Non ancora. Robin, stavi per dire qualcosa.</p><p>Robin fiss� Gea con cattiveria.</p><p>��D�accordo. Come posso essere certa di essere guarita? Non potete aspettarvi che mi fidi di voi, dopo quello che mi avete fatto la scorsa volta.</p><p>Gea rise.�� Gi�, suppongo di no. Qui non c�� l�associazione per la difesa del consumatore. E non nego una certa predilezione per i tiri mancini. Ma sotto questo aspetto la mia reputazione � impeccabile. Ti giuro che, escludendo le commozioni cerebrali, che, com�� noto, possono dare attacchi epilettici, non avrai ricadute nella tua malattia.�� Si rivolse a Chris.�� Adesso � il tuo turno. Credi di avere�</p><p>��Volevo dire una cosa. Non so se mi avete curato o no, ma, se lo avete fatto, non avreste dovuto. Non ne avevate il diritto.</p><p>Questa volta, Gea inarc� entrambe le sopracciglia.</p><p>��Non mi dire. Stavo per chiederti se credevi di avere meritato la cura, ma hai messo su una tale sfacciataggine che la risposta sar� certamente di s�.</p><p>��No, io non rispondo niente. Ma un�opinione ce l�ho. Mi avete spedito a fare l�eroe, e sono ritornato vivo. Gi� questo dovrebbe essere importante. Ma io non credo pi� agli eroi. Credo alla gente che vive come meglio pu�. Che fa quello che deve fare, e che molte volte non ha possibilit� di scelta. Ho passato la prima parte del viaggio esaminando ogni azione che facevo, dal passare le rapide al lavarmi i denti, e chiedendomi se si trattava di un�azione eroica. Poi ho fatto alcune cose che, secondo me, superavano il test, e ho scoperto che il test era fasullo. Voi prendete i vostri metri di giudizio dagli albi a fumetti, e poi guardate ballare la gente. Vi odio.</p><p>��Davvero? Sei un po� presuntuoso. Visto che non rispondi alla mia domanda, ti informo che anche tu sei guarito. Per�, su cosa credi che abbia basato la mia decisione: sull�<emphasis>exploit </emphasis>con cui hai salvato la vita a Gaby su Febe, o sulla decisione di sopportare la noia per rimanere a fianco di Valiha?</p><p>��Voi��� Robin si accorse che Chris era in collera, e che faceva ogni sforzo per controllarsi. Questo perch�, nel sentire il nome di Gaby, si era fatto la sua stessa domanda: fin dove arrivavano le conoscenze di Gea?</p><p>��Non desidero pi� guarire�� disse Chris.�� Non intendo ritornare sulla Terra, e qui i miei problemi hanno poca importanza. E non voglio accettare una cura da voi.</p><p>��Perch� mi odii�� disse Gea, distogliendo lo sguardo con aria annoiata.�� Come hai detto prima. Certo, non puoi fare male ai titanidi, ma per quanto riguarda gli umani che abitano qui? Chi li protegger�?</p><p>��Non intendo stare con gli umani. Inoltre, la mia malattia � migliorata. Da quando sono ritornato a Titantown, i miei episodi sono stati pi� uniformi e meno violenti. Sentite, io� lo ammetto. Non sono orgoglioso fino al punto di non accettare niente. Quello che ho detto prima non era vero. Pensavo che se mi aveste offerto una cura, vi avrei chiesto qualcosa d�altro. Voglio dire, avete affermato che mi ero meritato la guarigione. Pensavo che forse potevate sentirvi in debito nei miei confronti.</p><p>Adesso Gea sorrideva. Robin sapeva che quelle parole costituivano una grande umiliazione per Chris.</p><p>��Avevamo un contratto verbale�� disse Gea.�� Molto preciso. Ammetto che la parte del leone era mia, perch� avevo stabilito io i termini, e non erano negoziabili, ma non dimenticare che sono io la padrona. Comunque, ardo dal desiderio di sapere qual era la proposta che, secondo te, potrei accettare.�� Finse in modo esagerato di protendersi ad ascoltare, e batt� varie volte gli occhi.</p><p>��L�avete fatto per Cirocco e Gaby�� disse lui con calma, senza guardarla.�� Se per� volete che mi metta a implorarvi, vi annuncio fin d�ora che non sono disposto a farlo.</p><p>��Niente affatto�� disse Gea.�� Sapevo fin dall�inizio che non lo avresti fatto� ho idea di cosa ti costi rivolgermi questa richiesta, dopo tutte quelle alate parole� e rimarrei assai stupita, se tu lo facessi. Non mi sono mai sbagliata fino a questo punto, nel giudicare il carattere di un umano, anche se talvolta siete imprevedibili. Aspetto solo che tu lo dica. Sii chiaro. Che cosa desideri?</p><p>��La capacit� di cantare il titanide.</p><p>La risata di Gea si riverber� nell�intero mozzo. Presto anche tutti i regolari spettatori del suo festival cinematografico celeste si unirono a essa, in base al noto principio che quel che fa ridere il padrone fa ridere anche i tirapiedi. Robin lo tenne d�occhio, pensando che volesse saltare alla gola di quella grassa donnetta dalla faccia di patata, ma, anche ora, Chris riusc� a trattenersi.</p><p>��No. No a entrambe le richieste. Non ti toglier� la cura, e non ti insegner� a cantare. Avresti dovuto leggere le clausole-trappola del contratto, e conoscere meglio i tuoi desiderata, prima di venire qui. Io mi attengo alla lettera del contratto. Pu� sembrare duro da parte mia, ma troverai che le cose sono meno brutte di quanto tu creda. Quando ti ho guarito, c�� stata una fusione delle tue diverse personalit�. Ti troverai un po� pi� vicino a quelle tendenze violente che tanto fanno trepidare la tua sciacquetta titanide. Questo, unito a un pi� sapiente uso dell�uccello, dovrebbero tenere tranquilla e innamorata la bestia per almeno�</p><p>Chris le salt� addosso. Robin corse ad aiutarlo, ma dovette occuparsi degli sciami di ospiti di Gea, che, pur non essendo la pi� pericolosa banda di "duri" che Robin conoscesse, erano desiderosi di farsi belli agli occhi di Gea, se il prezzo si limitava a un naso rotto. Robin ne mise fuori combattimento una certa quantit�. Diversi non si sarebbero alzati da terra per qualche tempo, ma alla fine riuscirono a farla cadere a terra e a bloccarla. Vide che anche Chris era a terra, e che Gea veniva accompagnata alla sua sedia.</p><p>��Fateli alzare�� disse, sedendosi. Aveva le labbra sporche di sangue, ma rideva lo stesso. O forse rideva perch� la zuffa le era piaciuta; Robin non lo sapeva. Robin si alz� e si mise accanto a Chris. Si era fatta male alla mano, e ora se la port� alla bocca per succhiarsi il punto ferito.</p><p>��Capito cosa voglio dire?�� disse Gea, come se non fosse successo niente.�� Il giovanotto che si � presentato quass� molto tempo fa non avrebbe mai fatto un gesto simile. E ne sono davvero soddisfatta, anche se hai un po� esagerato, veramente. Ma ti propongo un accordo. Non credo che rimarrai a lungo. Conosco queste cose molto meglio di te, conosco l�amore dei titanidi, e so la differenza tra esso e quello umano. La tua amichetta torner� presto a spalancare per altri le sue belle zampe� per piacere, frena i bollenti spiriti, non ricominciamo come prima.�� Attese che Chris si calmasse.�� La tua reazione dimostra che non ho torto. Non nego che lei ti ami, ma amer� anche altri. E prevedo che prenderai male la cosa. Partirai profondamente amareggiato.</p><p>��Siete pronta a scommettere?</p><p>��� questo l�accordo. Torna tra� diciamo, cinque miriariv. No, bando all�avarizia, facciamo quattro. Sono circa quattro anni e mezzo della Terra. Se vorrai ancora che ti tolga la cura e che ti insegni il canto, far� entrambe le cose per te. D�accordo?</p><p>��D�accordo. Ritorner�.</p><p>Robin non fu mai sicura se a quel punto Chris avesse smesso di parlare. Finalmente si era accorta di qual era il punto della mano che si stava succhiando. Lo guard� con orrore, grid� e si avvent�. Ancora una volta Gea fin� a terra, e Robin non ricord� altro. Si accorse poi che sedeva sul pavimento e che le faceva male il mignolo, dito che non doveva esserci. Se lo mordeva, e Chris cercava di farle aprire la bocca. Comunque, non ci fu bisogno di Chris. Lei riapr� la bocca da sola e si fiss� con aria sorpresa i segni dei denti sulla pelle.</p><p>��Non ci riesco�� disse.</p><p>��Non ci sei mai riuscita�� le ricord� Gea.�� Te l�eri tagliato con il coltello, ricordi? La storia che te l�eri strappato via a morsi era solo pubblicit�. Eri molto abile nel farti propaganda, a quell�epoca. Per renderti celebre, ti saresti tagliata la pancia. Ho l�impressione che tu fossi una grande rompiballe, e che solo una madre potesse volerti bene.�� Aveva il fiato corto.�� E non sei cambiata. Veramente, ragazzi, dovete smetterla. Due volte nello stesso giorno? Devo sopportare aggressioni e percosse? Vi pare che un dio possa tollerare comportamenti simili?</p><p>Robin non dava pi� retta alle sue parole. Il triste era che Gea aveva ragione. Lei non era pi� la vecchia Robin, e quindi non aveva motivo di essere Robin dalle Nove Dita.</p><p>��Lasciate stare i convenevoli�� disse Gea.�� Toglietevi solo dai piedi.</p><p>Chris aiut� Robin a rialzarsi, e la tenne sottobraccio fino all�ascensore che, come ben sapevano, poteva farli precipitare ancora una volta per l�intero Raggio di Rea. Robin si chiedeva se il tatuaggio sul ventre fosse intatto, e si rendeva conto che per molto tempo non avrebbe avuto il coraggio di controllare.</p></section><section><title><p>42</p><p>Sulle ali dei venti</p></title><p>Cirocco sedeva su una sporgenza piatta di roccia, sopra la Casa del Vento, confine occidentale della formazione simile a una <emphasis>mesa </emphasis>che conferiva al cavo chiamato Scala di Cirocco l�aspetto di una mano affondata nel terreno dell�Iperione orientale. Sotto di lei, i singoli trefoli del cavo si allargavano come le nocche nodose delle dita, levigate da milioni di anni di vento continuo. Tra un filo e l�altro, dove ci sarebbe stata la pelle del palmo, si spalancavano grandi fori ellittici che inghiottivano l�aria e la facevano passare all�interno. Dai fili poi raggiungeva il lontano mozzo di Gea, per infine tornare a scendere lungo i vari raggi, nel grande ciclo di rimescolamento che era l�essenza della vita di Gea. Il terreno era brullo, ma una vita su scala molto pi� grande, che si manifestava in quel cavo, permeava l�intera zona fino alle sue pi� segrete molecole, e faceva vibrare a Cirocco tutte le ossa.</p><p>Gea era cos� maledettamente grande, ed era cos� facile lasciarsi prendere dalla disperazione.</p><p>Era possibile che in tutta la storia di Gea ci fosse stata una sola persona che avesse osato sfidarla. Cirocco, la grande Maga, aveva fatto solo finta, si era data le arie di poter davvero parlare a Gea da pari a pari, ma solo lei sapeva quanto fossero vuoti questi atteggiamenti. Solo lei conosceva la lista delle proprie criminali debolezze. Dapprima, Gea aveva dovuto pestare i piedi nelle vicinanze della Maga per richiamarla all�ordine. Ma poi, con il passare del tempo, non aveva neppure pi� avuto bisogno di alzare il piede; Cirocco stessa strisciava sotto le sue suole come un verme, convinta che farsi calpestare era giusto e santo.</p><p>E adesso era chiaro che si trattava dell�unico comportamento possibile. Colei che aveva osato ergersi a sfidare Gea era morta, e il suo corpo era stato consumato da quell�<emphasis>humus </emphasis>rabbioso che era il corpo di Gea. Era una grande lezione di realismo politico. Non c�era dubbio che Gaby era stata una sciocca. La sua ribellione, pietosamente debole, abbozzata, era scomparsa insieme con la sua vita. Non appena aveva mosso i primi passi, l�intera potenza di Gea si era scatenata su di lei. Gea aveva ucciso Gaby con la stessa indifferenza con cui un elefante addormentato poteva schiacciare una pulce.</p><p>Cirocco sedeva lass� da varie ore, senza muoversi, ma, quando ud� il grido che giungeva dal basso, gir� la testa e si alz� in piedi. All�inizio, l�angelo era solo una macchiolina alata, ma presto divenne pi� grande. Seguendo abilmente con le ali multicolori le ingannevoli correnti del vento, si pos� a due metri di distanza da Cirocco. Dietro di lui c�erano altri cinque uomini alati.</p><p>��Sono ritornati a Titantown�� disse l�angelo. Cirocco respir�, sollevata. Erano stati i ragazzi stessi a insistere per salire al mozzo. Evidentemente, erano troppo piccoli per meritare la collera di Gea. L�angelo sogguardava Cirocco, aggrottando le sopracciglia.</p><p>��Sei proprio sicura di volerlo fare?�� le chiese.</p><p>��Non sono mai stata sicura di niente. Andiamo.</p><p>Accompagnata dagli angeli, raggiunse l�orlo del precipizio. Sotto di lei c�era il foro chiamato Grande Ululato, noto anche come Antevagina di Gea, per la sua forma di monumentale fessura verticale collocata tra due lunghi affioramenti rocciosi orizzontali simili a gambe. Vibrava costantemente, in una lugubre chiave di bordone.</p><p>Gli angeli le si misero alle spalle. Due di essi, uno per parte, le afferrarono le braccia con mani ferree. Gli altri quattro li avrebbero sostituiti pi� avanti, nel corso del rischioso volo nella completa oscurit�.</p><p>Cirocco fece un passo al di l� dell�orlo, e il vento la trascin� con s� come una foglia. Entr� nel cavo e cominci� a salire in direzione del mozzo.</p></section><section><title><p>43</p><p>La sottile linea rossa</p></title><p>Cirocco lo chiamava il T� del Cappellaio Pazzo, pur sapendo che non era il giusto soprannome; semplicemente, in certe occasioni si sentiva come la piccola Alice. La corte di disperati che circondava Gea sarebbe stata pi� adatta al palcoscenico esistenzialista di Beckett che al Paese delle Meraviglie di Carroll. Comunque, non si sarebbe affatto stupita se le avessero offerto mezza tazza di t�.</p><p>La compagnia era sempre assai sensibile agli umori di Gea, e Cirocco non l�aveva mai vista cos� irrequieta come quando si avvicin� al <emphasis>party</emphasis>, n� cos� improvvisamente guardinga come quando finalmente Gea la vide.</p><p>��Guarda, guarda�� esclam� Gea.�� � proprio il capitano Jones. A cosa dobbiamo l�onore di questa visita spontanea e inattesa? Tu, come ti chiami, porta un bel bicchierone di qualcosa di fresco per la Maga. Non preoccuparti di cosa sia, basta che non ci sia acqua. Accomodati, Cirocco. Posso fare altro per te? No? Meglio.�� A quel punto, pareva che Gea non sapesse pi� cosa dire. Borbott� qualcosa tra s� finch� non arriv� il bicchiere per Cirocco.</p><p>Cirocco lo fiss� come se non avesse mai visto niente di simile.</p><p>��Forse preferisci la bottiglia�� consigli� Gea. Cirocco sollev� gli occhi per guardarla. Poi guard� il bicchiere, lo rovesci�, e lo gir� lentamente, finch� non si form� una sfera di liquido che scese pian piano a terra. Lanci� poi in alto il bicchiere, che usc� dal cerchio di luce. La sfera giunse al tappeto e si allarg� su di esso.</p><p>��Con questo, vorresti dire che hai smesso di alzare il gomito?�� chiese Gea.�� Non te lo berresti un Shirley Temple? Mi � appena arrivato un misurino graziosissimo, da un ammiratore che sta sulla Terra. � di ceramica, ha la forma esatta della Beniamina d�America, e credo che valga un mucchio di soldi. Per fare un martini, metti gin fino al mento, e vermouth fino�</p><p>��Sta� zitta.</p><p>Gea inclin� leggermente la testa, di lato, per riflettere su quelle parole, poi fece come detto. Incroci� le braccia sul petto e aspett� che Cirocco parlasse.</p><p>��Sono venuta a rassegnare le dimissioni</p><p>��Non te le ho chieste.</p><p>��Non fa niente, mi dimetto io. Non voglio pi� essere la Maga.</p><p>��Non vuoi pi� esserlo.�� Gea sorrise tristemente.�� Sai che la cosa non � cos� semplice. Tuttavia, c�� una curiosa coincidenza. Negli ultimi anni mi sono chiesta anch�io se non fosse il caso di porre fine al tuo servizio. Finirebbero per� anche le assegnazioni fuori busta di cui adesso godi, naturalmente, e poich� questo equivale a una condanna a morte, ho sempre procrastinato. Ma in realt�, se ricordi le tue caratteristiche positive, che ti ho elencato quando ti ho assunta originariamente, da qualche tempo sei al di sotto della tua media.</p><p>��Non far� commenti. Dico solo che rassegno le dimissioni, effettive a partire dalla conclusione del prossimo Festival di Iperione. Nel frattempo visiter� tutti gli altri territori dei titanidi per�</p><p>��"Effettive a partire dalla conclusione�"�� ripet� Gea, fingendo la massima sorpresa.�� L�avete sentita? Chi si aspettava di vedere tanta impudenza, e in un giorno solo?�� Rise, e vari suoi lacch� si affrettarono a farle eco. Cirocco ne fiss� uno e non distolse lo sguardo da lui finch� il malcapitato non pens� bene di eclissarsi. Ma ormai avevano smesso di ridere, e Gea le faceva segno di proseguire.</p><p>��Non c�� molto da dire. Ho promesso loro un Festival indimenticabile, e intendo darglielo. Ma, per il futuro, pretendo che tu trovi un altro sistema di riproduzione per i titanidi, da sottoporre alla mia approvazione, e che ci sia un periodo di controllo di dieci anni, durante il quale io mi occuper� della supervisione e dell�eliminazione di eventuali trucchi.</p><p>��Tu pretendi�� disse Gea. Sporse le labbra.�� Francamente, Cirocco, non so se interpretare negativamente o positivamente questo tuo comportamento. Confesso che non pensavo che avessi il coraggio di presentarti qui, dopo quello che ho recentemente saputo. Il fatto che tu sia venuta, per�, depone a tuo favore. Dimostra che hai ancora le qualit� che avevo visto originariamente in te, le stesse che mi avevano indotto a conferirti la carica di Maga. Se ricordi, esse comprendevano coraggio, decisione, senso dell�avventura, disposizione all�eroismo; tutte qualit� che ti hanno purtroppo abbandonato. Non intendevo parlare delle mie recenti perplessit�. Ma ora ti vedo arrivare con queste sciocche richieste, e mi chiedo se tu non abbia perso il senno.</p><p>��L�ho ritrovato.</p><p>Gea aggrott� la fronte.�� Mettiamo le carte in tavola, d�accordo? Tutte e due sappiamo benissimo di cosa si tratta, e ammetto di avere agito un po� troppo in fretta. Ammetto di avere esagerato. Ma � stata anche un po� sciocca. Non doveva servirsi di quei ragazzi per farti avere il suo messaggio. D�altra parte, in quelle condizioni, non poteva pensare a tutti i particolari. Resta il fatto che Ga�</p><p>��<emphasis>Non pronunciare il suo nome!</emphasis>�� Cirocco non aveva alzato molto la voce, ma Gea s�interruppe, e anche la prima fila dei suoi ospiti tir� indietro la testa.�� Non pronunciare mai pi� il suo nome in mia presenza.</p><p>Gea parve davvero sorpresa, questa volta.</p><p>��Il suo nome? Cosa c�entra il suo nome con tutto questo? A meno che non ti sia lasciata incantare dalle storie della tua stessa magia, non vedo il nesso. Un nome � solo un suono; non ha alcun potere.</p><p>��Non voglio sentire il suo nome dalle tue labbra.</p><p>Ora, per la prima volta, Gea parve davvero irritata.</p><p>��Io sopporto molte cose�� disse.�� Da te e da altri sopporto insulti che nessuna altra Dea sopporterebbe mai, e questo perch� non vedo l�utilit� di fare massacri ogni giorno che viene. Ma tu metti a dura prova la mia pazienza. Non intendo andare molto oltre, e questo ritienilo un avvertimento.</p><p>��Li sopporti perch� ti piacciono�� disse Cirocco, calma.�� Per te, la vita � un gioco, e tu muovi le pedine. Migliore � lo spettacolo che ti danno, tanto pi� piacevole risulta per te il gioco. Hai tutta questa gente a disposizione per farti leccare gli stivali quando lo desideri; basta che tu glielo chieda. Invece io, se voglio insultarti, ti insulto.</p><p>��Li leccherebbero, s젗 disse Gea, tornando a sorridere.�� E, naturalmente, hai ragione. Ancora una volta mi dimostri che, quando ti ci metti, mi puoi dare uno spettacolo migliore di chiunque altro.�� Attese, perch� evidentemente si aspettava che Cirocco continuasse. Cirocco invece tacque. Si appoggi� allo schienale della sedia e sollev� la testa, fissando la lontana linea di luce rossa, netta come il filo del rasoio, che stava sopra di loro. Era la prima cosa che aveva notato in occasione del suo primo viaggio al mozzo, tanti anni prima. Era arrivata lass� con Gaby, ed entrambe avevano fissato a lungo quella linea, chiedendosi cosa fosse, ma era cos� alta, al di sopra della loro testa, che qualsiasi ipotesi sarebbe risultata vana. Non c�era assolutamente modo di raggiungerla.</p><p>Ma gi� allora Cirocco aveva avuto l�impressione che fosse importante. Era solo un�impressione, ma lei si fidava del suo intuito. Lass�, nel punto pi� inaccessibile di un mondo di meraviglie crudeli, c�era una parte vitale di Gea. Tra il punto dove sedeva Cirocco e quella linea rossa c�erano almeno venti chilometri in linea d�aria.</p><p>��Penso che vorrai conoscere l�esito delle tue richieste�� disse infine Gea. Cirocco spost� la testa e torn� a guardare Gea. La sua faccia era priva di emozione: lo era sempre stata, fin dal momento dell�arrivo.</p><p>��Non ha importanza. Ti ho detto cosa far�, e poi ti ho detto cosa farai tu. Non c�� altro da dire.</p><p>��Non credo�� disse Gea, osservandola attentamente.�� Infatti, si tratta di una richiesta che non pu� essere accettata. Tu lo sai, e devi avere qualche minaccia in serbo, anche se non riesco assolutamente a immaginare che minaccia sia.</p><p>Cirocco non disse niente. Si limit� semplicemente a guardarla.</p><p>��Non avrai pensato che io dessi supinamente retta alle tue ri� anzi, che io accogliessi le tue pretese, se preferisci questo termine. Che siano richieste o pretese, la cosa ha poca importanza, quando la risposta � no. Adesso dimmi cosa farai.</p><p>��La risposta � no?</p><p>��Esattamente.</p><p>��Allora ti uccider�.</p><p>Non si udiva alcun rumore nell�immensit� del mozzo. Varie centinaia di umani formavano piccoli capannelli dietro la sedia di Gea, tesi a cogliere ogni sua parola. Ciascuno di loro era un pavido, perch� altrimenti non si sarebbe trovato lass�, e certo gran parte di loro si stava semplicemente chiedendo come Gea avrebbe eliminato quella donna. Ma alcuni, guardando Cirocco, cominciavano a chiedersi se non avessero sbagliato padrona.</p><p>��Davvero, devi essere fuori di senno. Non hai materiali fissili, e non avresti modo di procurarteli. E non credo che saresti in grado di fabbricare una bomba, anche se avessi il materiale occorrente. E se, grazie alla magia che t�illudi di possedere, tu riuscissi a evocare una bomba nucleare, non la useresti per timore di distruggere i titanidi cui sei tanto legata.�� Sospir� ancora, e agit� una mano.�� Non ho mai pensato di essere immortale. So esattamente quanto tempo mi resta. Non sono indistruttibile. Le armi atomiche� in grande quantit�, e poste nei punti opportuni� potrebbero spezzare il mio corpo, o rendermi inabitabile. A parte questo genere di armi, non so cosa possa causarmi gravi danni. Come pensi di uccidermi?</p><p>��A mani nude, se necessario.</p><p>��O morire nel tentativo.</p><p>��Se cos� deve essere.</p><p>��Esattamente.�� Gea chiuse gli occhi, e mosse le labbra senza parlare. Alla fine guard� di nuovo Cirocco.</p><p>��Dovevo aspettarmelo. Ritieni meno doloroso sprecare la tua vita che vivere dopo ci� che � successo. � colpa mia, lo ammetto, ma mi spiace che tu vada sprecata cos�. Tu vali quanto questo intero gruppo, e anche pi�.</p><p>��Io non valgo niente, se non posso fare quello che voglio.</p><p>��Cirocco, chiedo scusa di quello che ho fatto. Aspetta, aspetta, ascoltami. Pensavo di riuscire a nascondere le mie azioni, ma mi sbagliavo. Comunque, non negherai che stava congiurando per rovesciarmi, e che tu la aiutavi�</p><p>��Rimpiango soltanto di avere esitato per troppo tempo.</p><p>��Certo. � comprensibile. Conosco la profondit� della tua amarezza e del tuo odio. E non ce n�era affatto la necessit�, perch� la mia azione � stata dettata pi� dall�orgoglio che dal timore. Non penserai che fossi seriamente preoccupata dei suoi miseri tentativi�</p><p>��Attenzione a come parli di lei. Non ti dar� altri avvisi.</p><p>��Scusa. Il fatto � che n� lei n� tu eravate in grado di fare qualcosa di preoccupante. L�ho distrutta per l�insolenza dimostrata nel pensarlo e, cos� facendo, ho perso il tuo rispetto. Trovo che sia un prezzo eccessivamente alto. Ti rivoglio, temo di non poterti riavere, eppure voglio che tu rimanga, anche solo per dare a questo luogo un po� di classe.</p><p>��Ne ha davvero bisogno, ma non rivolgerti a me, perch� io non ne ho.</p><p>��Non devi sottovalutarti. Ci� che hai chiesto � impossibile. Non sei la prima Maga da me nominata nei miei tre milioni di anni. C�� un solo modo di lasciare l�incarico, ed � con i piedi in avanti. Nessuna ha mai lasciato l�incarico, e nessuna lo lascer� mai. Ma una cosa posso farla. Posso riportarla in vita.</p><p>Cirocco si prese la testa tra le mani e per molto tempo non disse niente. Alla fine drizz� la schiena, infil� entrambe le mani sotto la coperta informe e cominci� a dondolare avanti e indietro.</p><p>��Ecco l�unica cosa che temevo�� disse, senza parlare a nessuno in particolare.</p><p>��Posso ricrearla <emphasis>esattamente </emphasis>come era�� prosegu� Gea.�� Sai che ho campioni di tessuto di tutte e due. Quando siete state esaminate originariamente, e quando vi presentate per i trattamenti immortalizzanti, io registro i vostri ricordi. I suoi sono aggiornatissimi. Posso farle crescere un corpo e riempirlo con la sua essenza. Sar� di nuovo <emphasis>lei</emphasis>, lo garantisco; sar� impossibile trovare una differenza. � quello che farei anche nel caso tuo, se, nonostante tutto, fosse necessario ucciderti. Posso ridartela con un solo cambiamento, ossia di cancellare il suo desiderio di distruggermi. Solo quello, nient�altro.</p><p>Rimase in silenzio, e Cirocco non disse niente.</p><p>��Va bene�� disse Gea, spazientita.�� Non cambier� neppure quello. Sar� lei sotto tutti gli aspetti. Non posso fare di pi�.</p><p>Cirocco aveva continuato a guardare in alto. Ora riabbass� gli occhi.</p><p>��Era l�unico mio timore�� ripete.�� Anzi, non volevo neppure venire qui, per non dover ascoltare l�offerta e non dover subire la tentazione. Perch� si tratta davvero di una tentazione forte. Sarebbe un ottimo modo per riconciliarmi con tante cose e per trovare la scusa di continuare a vivere. Ma poi ho pensato a cosa ne avrebbe detto Gaby, e ho capito che sarebbe un�oscena, vergognosa, abietta necromanzia. Sarebbe inorridita, al pensiero di lasciare, come propria superstite, una piccola bambolina Gaby, creata dalla tua carne corrotta. Mi avrebbe chiesto di ucciderla immediatamente. E pensando meglio alla cosa, ho capito che ogni volta che l�avessi vista mi sarei ulteriormente mangiata il fegato.</p><p>Sospir�. Alz� la testa, poi fiss� Gea.</p><p>��� la tua ultima offerta, allora?�� chiese Cirocco.</p><p>��S�. Non�</p><p>Non ci fu distacco tra un�esplosione e l�altra. Cinque fori, vicini tra loro, si aprirono sulla coperta di Cirocco, e il rinculo la spinse indietro di due metri, prima che avesse finito di sparare. La nuca di Gea esplose in uno schizzo di sangue. Almeno tre dei proiettili la colpirono al petto. Venne spinta all�indietro e rotol� per una trentina di metri prima di fermarsi.</p><p>Cirocco si alz� in piedi, ignorando il pandemonio scoppiato attorno a lei, e si avvicin� al corpo di Gea. Tir� fuori, da sotto la coperta, la Colt 45 di Robin, mir� alla testa di Gea e spar� gli ultimi tre colpi. Muovendosi rapidamente, nel silenzio generale, estrasse anche una latta metallica, la apr�, e vers� sul corpo un liquido trasparente. Accese un fiammifero e indietreggi�, mentre le fiamme si alzavano e si estendevano su tutto il tappeto.</p><p>��Per chi apprezza i bei gesti�� disse, e poi si volt� verso la folla. Con la pistola, indic� la cattedrale pi� vicina.</p><p>��Se volete salvarvi, correte verso il raggio�� disse loro.�� Arrivati al bordo, saltate gi�. Gli angeli vi raccoglieranno e vi lasceranno su Iperione.�� Detto questo, si dimentic� di loro. Che vivessero o che morissero, non aveva pi� importanza.</p><p>A denti stretti, ansimando, sfil� il caricatore vuoto e ne prese un altro, carico, dalla tasca nascosta. Lo infil� nel calcio, mise il colpo in canna, lentamente. Poi si allontan� dalla zona dell�incendio.</p><p>Quando si fu allontanata a sufficienza e torn� a vedere chiaramente, allarg� bene le gambe e sollev� la pistola al di sopra della testa. Mirando quasi in verticale, cominci� a sparare contro la sottile linea rossa. Distanzi� i colpi, senza fretta, prendendo bene la mira, e smise solo quando il caricatore fu vuoto.</p><p>Sfil� quello vuoto e lo sostitu� con uno carico.</p></section><section><title><p>44</p><p>Fulmini e saette</p></title><p>Giunse a met� del quarto caricatore prima di cominciare a provare la strana sensazione. Dapprima non riusc� a identificarla. Scosse la testa, prese la mira e spar� un altro colpo. Poi trangugi� a vuoto. Era possibile che anche quello fosse solo un "bel gesto"; non aveva modo di saperlo. Anche se fosse riuscita a colpire la linea, i proiettili erano piccoli, e probabilmente innocui. Spar� ancora un colpo, e la sensazione torn� a impadronirsi di lei, pi� forte di prima.</p><p>Qualcosa le diceva di scappare. Forse, in un altro momento, avrebbe pensato che era una ben strana impressione, in un momento come quello. Spar� altri due colpi, e l�arma si incepp�. Tolse il caricatore vuoto e lo gett� a terra, dove fece un leggero rumore. Torn� a inghiottire a vuoto.</p><p>Ritorn� la sensazione di prima, pi� forte che mai. Stranamente, le vennero le lacrime agli occhi. Maledizione, si aspettava di morire da un momento all�altro, e la cosa richiedeva pi� tempo del previsto.</p><p>Ma adesso aveva identificato bene quella sensazione misteriosa, e si sentiva rizzare i capelli sulla nuca. Non sapeva come, ma era certa che Gaby le diceva di muoversi.</p><p>Doveva essere uno dei trucchi di Gea. Fece qualche passo, titubante, e si sent� di nuovo bene. Ma quando si ferm�, ritorn� la sensazione di angoscia.</p><p>Perch� aveva deciso di morire? Non aveva avuto quell�intenzione, all�inizio, a parte essere pronta a morire se fosse stato necessario. Aveva alcune cose da fare e, una volta fatte quelle, contava di fuggire. Era un trucco? Era Gea, che le metteva nella mente la voce di Gaby, per farle perdere tempo in attesa dell�arrivo della vendetta?</p><p>Ma poi decise di fidarsi della voce. Si diresse verso le cattedrali.</p><p>L�aria parve squarciarsi, e un fulmine colp� il punto dove era ferma fino a pochi istanti prima. Si mise a correre, e la collera di Gea colp� tutt�intorno a lei. La linea rossa, in alto, brillava pi� che mai.</p><p>Salta!</p><p>Obbed�, saltando alla sua sinistra, e un altro fulmine colp� il punto da lei occupato in precedenza.</p><p>Nella bassa gravit� del mozzo era possibile raggiungere una notevole velocit�, ma occorreva del tempo. I piedi non fornivano una trazione sufficiente per accelerare. Dovette cominciare con passi brevi, allungandoli gradualmente e toccando terra a vari metri di distanza dal punto precedente. E la velocit�, una volta raggiunta, non si perdeva facilmente. Continu� a correre in quel modo, toccando raramente il terreno, mentre i fulmini la inseguivano.</p><p>La difficolt� sorgeva quando si voleva cambiare direzione. Quando decise di dirigersi a destra, dovette attendere il momento opportuno, e poi si chiese se avesse fatto bene. Sulla sua traiettoria di prima non cadde nessun fulmine.</p><p>Il pavimento prese a tremare. Alcune delle cattedrali, colpite dalle folgori e ora assalite anche dal basso, iniziavano a crollare. Demoni gotici di marmo stavano gi� precipitando, quando Cirocco raggiunse la retroguardia degli ex ospiti di Gea. I pinnacoli dondolavano per breve tempo al rallentatore, poi si sfaldavano, e una pioggia di mostruosi blocchi di pietra scendeva lentamente. Anche se lass� pesavano pochi chilogrammi, la loro velocit� era tale, all�impatto, da schiacciare tutto ci� che colpivano.</p><p>Troppo tardi per cambiare rotta, vide che si stava dirigendo verso la ricostruita Notre Dame. Sollev� entrambi i piedi da terra, scivolando parallelamente alla superficie finch� non si fu abbassata di mezzo metro, e poi diede una forte spinta con entrambe le gambe e si trov� lanciata in aria. Super� il tetto ad angolo acuto della cattedrale, scese lentamente a terra dall�altra parte, e rimbalz� di nuovo verso l�alto. Sotto di lei, i resti del T� del Cappellaio Pazzo correvano in tutte le direzioni come un formicaio impazzito. Davanti a s�, scorse la bocca spalancata del Raggio di Rea. Non sarebbe riuscita a toccare ancora una volta il terreno; la velocit� era sufficiente a portarla al di l� del bordo. Alcuni degli ex ospiti di Gea avevano raggiunto l�orlo e guardavano il salto che non trovavano il coraggio di fare.</p><p>Cirocco infil� la mano nella tasca nascosta e ne trasse una piccola bombola di aria compressa. Voltandosi in modo da avere di fronte a s� la linea rossa, si appoggi� contro lo stomaco una delle estremit� del cilindro e apr� la valvola posta dall�altra parte. La pressione dell�aria in uscita minacci� di far girare Cirocco su se stessa, ma lei riusc� a controllare la direzione del getto. Presto vide che acquistava velocit�.</p><p>Quando la bombola si esaur�, la scagli� lontano da s� con tutta la sua forza, poi prese i due ultimi caricatori dell�automatica e scagli� anche quelli, e cos� fece con tutto quello che aveva in tasca. Stava per gettare via anche la pistola, ma ci ripens�. Bisognava renderla a Robin, se possibile. Invece, si sfil� la coperta, la appallottol� strettamente, e gett� via quella. Tutta la massa di reazione di cui poteva disporre era utile, nella sua fretta di allontanarsi.</p><p>Che stupida! pens�. Sarebbe stato meglio <emphasis>sparare </emphasis>le ultime cartucce, invece di gettarle via. Avrebbe potuto tenersi la coperta. Ma non le veniva pi� in mente niente, e inoltre, quando si guard� attorno, vide che la velocit� aveva ormai poca importanza. Tutto l�interno cilindrico del Raggio di Rea crepitava di milioni di serpenti elettrici. Aveva sperato di giungere rapidamente fuori portata, ma ora doveva correre il rischio.</p><p>Sotto di s�, vide i suoi angeli di scorta, che roteavano lentamente, in attesa del suo arrivo, nel punto dove aveva detto loro di aspettarla. Mentre li osservava, uno di loro fu colpito e parve esplodere in una sventagliata di penne. Chiuse gli occhi, rattristata. Quando torn� a guardare, vide che gli altri cinque non si erano dispersi come aveva temuto. A una prima occhiata, pareva che si stessero allontanando, perch� si vedevano soltanto i loro piedi e le loro ali che battevano vigorosamente, ma poi cap� che si erano accorti, prima di lei, di un problema di recupero, e questo grazie al loro accuratissimo senso balistico. Pochi secondi pi� tardi, pass� davanti a loro e si rallegr� di non avere sparato gli ultimi colpi. La sua velocit� era gi� molto alta, e correva il rischio di distanziarli.</p><p>Si volt� dall�altra parte, volgendo la schiena al terreno. Era inutile guardare i fulmini, se non poteva fare niente per evitarli. Allarg� le braccia per ridurre un poco la velocit�, e gli angeli la rincorsero lungo il raggio illuminato dai lampi.</p></section><section><title><p>45</p><p>Fama e fortuna</p></title><p>Valiha aveva lasciato le stampelle per la versione titanide di una sedia a rotelle. Aveva due pneumatici di un metro di diametro e un telaio di legno poco pi� largo del suo corpo. Dalle ruote si innalzavano due sbarre verticali robuste a cui era legata un�imbracatura di tela con fori per infilarci le zampe anteriori e con cinghie per tenere fermo il tutto. A Chris pareva buffa, ma si ricredette nel constatarne la praticit�. Avevano prescritto a Valiha di usarla ancora per qualche tempo. Le ossa si erano saldate, ma i guaritori titanidi preferivano andare sul sicuro, quando si trattava di fratture alle gambe.</p><p>Sulla carrozzella, Valiha era pi� veloce di Chris. L�unico problema era quello di cambiare direzione e, come tutte le carrozzelle, era un disastro sulle scale. Ora Valiha fissava la larga scala di legno ai margini dell�albero di Titantown; dopo avere fatto una smorfia, disse:�� Penso di farcela.</p><p>��E io penso che faresti un ruzzolone�� disse Chris.�� Vado a prendere Robin. Serpentone, dov�� il cestino per il picnic?</p><p>Il bambino fece la faccia sorpresa, poi avvilita.</p><p>��Temo di essermene scordato.</p><p>��Allora, va� a casa a prenderlo, e non fermarti per la strada.</p><p>��Certo. Arrivo subito.�� Scomparve in una nuvola di polvere.</p><p>Chris raggiunse la scala. Per armonizzarsi con l�ambiente arboreo, aveva un tocco rustico: una serie di lettere costituite di bastoni legati insieme, che componevano la scritta TITANTOWN HOTEL. Sal� al quarto piano e buss� alla porta numero tre. Robin disse che era aperto. Aprendo la porta, Chris vide che la ragazza era intenta a infilare mucchi di vestiti dentro una sacca da viaggio che non riusciva a contenerli.</p><p>��Non ho mai avuto l�istinto dell�accumulatrice�� disse, asciugandosi la fronte con il dorso della mano. Quel giorno, in Iperione faceva caldo.�� Pare che anche questo sia cambiato, in me. Adesso non so decidermi a buttare via niente. Perch� non ti siedi? Aspetta, tolgo la roba da l� sopra��� Cominci� a spostare mucchietti di calzoni e di camicie, di produzione prevalentemente titanide, che erano appoggiati sul letto.</p><p>��Sono sorpreso di vederti partire�� disse lui, sedendosi.�� Pensavo che rimanessi ancora qui, ad aspettare notizie di Cirocco.</p><p>Robin butt� sul letto un oggetto sgraziato di metallo. La vecchia eredit� di famiglia, la Colt 45.</p><p>��Me l�hanno consegnata poche ore fa�� disse.�� Non te l�hanno detto? Pensavo che ne parlasse tutta la citt�. I segni che abbiamo letto qualche giorno fa sono giusti: c�� stata una grande battaglia nei cieli, e la Maga � fuggita. Ma Gea � scontenta, e le sue spie sono dappertutto. Il Festival � permanentemente abolito; la razza � segnata. Oppure che il Festival si terr� ancora, ma in ritardo. Che Cirocco � ferita. Che � in coma. O che sta benissimo e che ha ferito Gea. Ecco le voci che ho sentito in giro, e questo senza neppure lasciare l�albergo.</p><p>Chris era sorpreso, ma non del fatto di non avere sentito le notizie. Era rimasto per tutto il giorno in casa con Valiha e Serpentone, poi si erano recati all�albergo quando avevano finito di preparare. Avevano parlato degli strani avvenimenti alcune decariv prima, quando il cavo della Casa del Vento si era messo a dondolare lentamente, e da Rea era giunto un ininterrotto rombo di tuono.</p><p>��Ma cosa sai, di sicuro?</p><p>Robin indic� la pistola.�� Questo. La pistola � qui, e quindi Cirocco � riuscita a raggiungere la circonferenza. Spero che l�abbia usata bene. Oltre a questo, non so niente.</p><p>��Forse non osa mostrarsi qui.</p><p>��Una delle voci che circolano � appunto questa. Io speravo� oh, che venisse di persona a consegnarmi la pistola, in modo da poterla� ecco, quando se n�� andata, non l�ho ringraziata come volevo. Adesso non potr� pi� farlo. Volevo ringraziarla di avere mandato Trini ad aspettarmi.</p><p>��Non credo che saresti riuscita a trovare le parole adatte. Io non sono riuscito.</p><p>��Gi�.</p><p>��E l�ultima volta che l�ho vista, continuava a chiedermi scusa per avermi procurato tanti fastidi.</p><p>��Anche a me. Credo che si aspettasse di morire. Ma ora come potrei darle la colpa? Non poteva sapere che cosa sarebbe� successo��� Si port� la mano allo stomaco, e per un attimo fece una strana faccia.</p><p>��Attenzione�� la ammon� Chris.</p><p>��Be�, con te dovrei poterne parlare, no?</p><p>��Hai sentito qualcosa allo stomaco?</p><p>��Non so bene. Pi� che altro, doveva essere la paura di sentire qualcosa. Non sar� molto facile, sopportare questa faccenda.</p><p>Chris sapeva benissimo cosa intendeva dire Robin, ma era certo che in pochi mesi si sarebbe abituata anche all�ultimo scherzo di Gea.</p><p>Un mistero era stato risolto, ma la natura della spiegazione impediva di comunicarla ad altri. Entrambi, quando avevano pensato alla cosa, avevano giudicato strano che, dopo tutte le analisi fatte su Gea e dopo tutte le esperienze dei pellegrini recatisi da lei per guarire, nessuno avesse mai citato il Grande Salto. Il motivo era semplice. Gea non permetteva a nessuno di parlarne. Non potevano parlare delle loro prove individuali e di quelle di altri; anzi, non potevano dire che i pellegrini che si recavano su Gea dovevano fare qualcosa in cambio delle sue cure.</p><p>Secondo Chris, quello era il segreto del secolo. Al pari delle altre migliaia di persone che ne erano al corrente, capiva perch� nessuno ne avesse mai parlato. Tanto lui quanto Robin avevano voluto infatti controllare di persona l�efficacia del sistema, non appena erano stati informati della sua esistenza, al loro ritorno a Titantown.</p><p>E nessuno di loro aveva voglia di fare una seconda prova.</p><p>A Chris dispiaceva, ma sapeva che era vero. Gea gli aveva messo un blocco psicologico. Era flessibile, a modo suo: Chris poteva parlare liberamente con Robin e con gli altri che gi� ne erano al corrente. Ma se avesse cercato di raccontare a estranei la storia del Grande Salto, delle sue avventure su Gea, o delle prodezze di qualcun altro alla ricerca della cura miracolosa, avrebbe provato dei dolori talmente forti da impedirgli di parlare. I dolori cominciavano prendendo allo stomaco, e si allargavano poi in tutto il corpo, come serpenti arroventati che corressero sotto la pelle.</p><p>Non c�era nessuna scappatoia, cos� gli avevano detto. Anche in questo caso, non aveva voglia di fare la prova. Se avesse cercato di scrivere il resoconto delle proprie esperienze, il risultato sarebbe stato lo stesso. Se gli avessero rivolto delle domande che minacciavano di sconfinare nella zona proibita, non avrebbe potuto rispondere n� s�, n� no; �Niente da dire� era una risposta permessa, e �Fatevi i fatti vostri� era ancora meglio. Ma la cosa preferibile era fare scena muta.</p><p>Il sistema aveva una sua certa eleganza, ammesso di non esserne vittima. E, a quanto aveva visto Chris, era infallibile. Tutti coloro che giungevano su Gea dovevano usare il sistema degli ascensori a capsula, anche solo per passare dalla periferia ai moli di ormeggio posti sull�esterno. Mentre viaggiavano, erano anestetizzati, esaminati, preparati per la partenza. Nessuno che fosse a conoscenza del segreto poteva lasciare Gea senza ricevere il blocco.</p><p>Chris aveva deciso di attenersi alla massima circospezione con tutti, eccettuati Robin, Valiha e i titanidi. Alcuni degli umani di Gea sapevano quello che sapeva lui, ma era difficile capire quali fossero. Se non era pi� che certo di rivolgersi a un gi� informato, bastava che aprisse la bocca per parlare del suo viaggio per sentire una fitta simile a un forte mal di denti. Non occorreva di pi�.</p><p>Robin aveva gi� riempito una sacca, e ora cominciava con la seconda. Da quando erano ritornati, pareva che ogni titanide della citt� avesse voluto regalarle qualcosa. E anche loro, a casa di Valiha, avevano occupato tutto lo spazio disponibile per mettere in mostra i regali.</p><p>��Non capisco�� disse Robin, avvolgendo nella carta un bellissimo servizio di posate.�� Non che mi lamenti, a parte il fatto che non so dove mettere tutta questa roba, ma perch� ci fanno questi regali? Noi non abbiamo fatto niente per loro.</p><p>��Valiha me lo ha spiegato, in parte�� disse Chris.�� Noi siamo famosi. Meno di Cirocco, ma un po� famosi anche noi. Siamo partiti come pellegrini, e siamo ritornati guariti, e questo dimostra che Gea ci considera eroi. Essendo degli eroi, meritiamo i regali. Inoltre, anche se negheranno sempre di essere superstiziosi, i titanidi pensano che dobbiamo essere stati ben fortunati, se abbiamo superato tanti pericoli. E sperano che, comportandosi gentilmente con noi, un po� della nostra fortuna possa passare anche a loro, in occasione del prossimo Festival.�� Abbass� gli occhi.�� Nel caso mio, c�� poi un altro motivo. Chiamalo la festa del benvenuto o il ricevimento di nozze. Io entro a far parte della comunit�. Vogliono che mi senta a casa mia.</p><p>Robin lo guard�, apr� la bocca per dire qualcosa, poi la richiuse. Riprese a fare i bagagli.</p><p>��Secondo te, � un errore�� disse Chris.</p><p>��Non ho detto niente di simile. E poi, anche se lo pensassi, non lo direi. Comunque, non lo penso. So l�importanza che ha Valiha per te. Almeno, mi pare di saperlo, anche se io non ho mai provato niente di simile per nessuna persona.</p><p>��Qui ti sbagli�� disse Chris.</p><p>Robin sollev� le braccia, esasperata.�� Ascolta. Adesso sono io che devo fare la diplomatica, mentre tu ripeti tutte le vecchie cose che ti passano per la mente. Accidenti! Volevo essere gentile, ma tanto vale dire che sono <emphasis>certa </emphasis>che non sai bene quello che fai. Per prima cosa, dovrai vivere sotto la paura di Gea per il resto della vita, e per seconda cosa, non sai ancora cosa proverai quando Valiha si porter� in casa qualche amichetto. Tu <emphasis>credi di </emphasis>essere superiore a questo, ma il primo a non esserne sicuro sei proprio tu.</p><p>��Faccio le mie scuse.</p><p>��Non ho ancora finito.�� Ma poi alz� le spalle, si sedette accanto a lui e continu�, con pi� calma:�� Non so, pu� darsi che faccia uno sbaglio anch�io. Trini��� Scosse la testa.�� Qui dentro ho capito molte cose, e non tutte negative. Temo ormai di essere alquanto cambiata, rispetto a quella che ero, e di incontrare delle difficolt� di inserimento, quando sar� di nuovo a casa. A proposito di casa, anzi, a volte non ricordo neppure com�� fatta. Mi sembra di essere qui da un milione di anni. Ho visto che molte cose in cui credono le mie sorelle sono solo delle favole, ma non credo di essere in grado di dirglielo.</p><p>��Quali cose?�� chiese Chris.</p><p>Lei lo guard� con la coda dell�occhio, e incurv� l�angolo della bocca.</p><p>��Cosa vuoi, l�ultimo rapporto della donna venuta da Marte? Va bene. La prima cosa � che il pene maschile non � lungo come il mio braccio, anche se agli uomini piacerebbe che lo fosse. Mia madre si sbagliava. Un altro suo errore � che gli uomini vogliano sempre violentare le donne, senza un minuto di tregua. Terzo, che gli uomini siano sempre malvagi.</p><p>�Ma negli ultimi tempi ho parlato molto con Trini. Per la prima volta, ho potuto parlare con una donna che conosce la societ� della Terra. E ho visto che c�erano delle esagerazioni. Il sistema di repressione e di sfruttamento non � grave come credevamo noi, ma c�� ancora, anche dopo un secolo dal giorno in cui le mie sorelle se ne sono andate. Mi sono chiesta se consigliare alla Congrega di fare qualche apertura in tal senso, ma poi ho deciso di non farlo. Se sulla Terra ci fosse l�uguaglianza perfetta, forse avrei potuto decidere diversamente, ma anche in tal caso non ne sarei proprio sicura. Perch� cambiare? In noi non c�� niente di anormale. Poche mie sorelle potrebbero fidarsi di un uomo, e pochissime potrebbero amarlo; quindi, a cosa ci serve la Terra?�</p><p>��Non lo so neanch�io�� disse Chris. Poi aggiunse:�� Voglio dire, io non ho proprio niente contro la Congrega. Non c�era bisogno che tu difendessi ai miei occhi il vostro modo di vivere. Non ha bisogno di essere difeso agli occhi di nessuno.�� Gli venne in mente una cosa.�� A proposito, penso che nella comunit� sarai pi� rispettata, adesso.</p><p>��Cosa intendi dire?</p><p>��Il tuo nuovo dito. Farsi ricrescere il dito deve essere prova di grande <emphasis>labra.</emphasis></p><p>Lei si fiss� la mano per un momento, poi fece una risatina perfida.</p><p>��Gi�, hai ragione.</p><p>Chris si rec� alla finestra, e guard� Valiha, in paziente attesa ai piedi della scala.</p><p>��Quando parte la tua nave?</p><p>Robin guard� l�orologio, e anche Chris guard� il suo. Dal loro ritorno, non riuscivano a vivere senza guardare continuamente l�orologio.</p><p>��Ho ancora una decariv� dieci ore.</p><p>��Valiha ha preparato un picnic. Pensava a un posticino fresco, accanto al fiume. Venivo a invitarti, ma adesso pu� diventare la festa d�addio. Vieni?</p><p>Lei sorrise.�� Mi piacerebbe, ma prima devo fare i bagagli.</p><p>Chris la aiut�, e presto finirono di riempire le tre sacche. Rob�n ne prese due, e cerc� di prendere anche la terza.</p><p>��Vuoi che ti dia una mano?</p><p>��No, posso farcela da� cosa dico? Io mi occupo di queste, e tu prendi l�altra. Lasciamole al portiere; le mander� lui alla nave.</p><p>Scesero la scala e consegnarono � bagagli. Poi si recarono da Valiha e Serpentone. Si allontanarono dall�albergo di Titantown, senza fretta, e si trovarono sotto la Finestra di Iperione. Faceva caldo, ma da Oceano giungeva una leggera brezza che prometteva un abbassamento della temperatura. Nel cielo c�era un po� di foschia, che aveva origine da un punto degli altopiani dove le forze aeree di Cirocco avevano trovato una creatura produttrice di carburante, madre e assistente delle bombe volanti. Continuava a bruciare da mezza chiloriv.</p><p>Ma l�aria era dolce, nonostante quel lontano fumo, era piena dell�odore dei raccolti dei titanidi, ormai prossimi alla mietitura, e per il momento era priva di minacce. La strada polverosa da loro seguita si snodava in mezzo a basse collinette. Da ogni lato si alzava la curva di Gea, come le braccia protettrici di una madre.</p><p>Stesero la tovaglia sulla riva dell�Ofione. Mentre mangiavano, Chris guardava il fiume, chiedendosi quante volte quelle acque fossero gi� passate da quel punto, e quante volte ancora vi sarebbero ritornate, prima che la lunga vita di Gea avesse termine. Quando i titanidi cominciarono a cantare, anche lui si un� senza riserve. Dopo un poco, anche Robin cant� con loro. Risero, bevvero, piansero un poco e cantarono, finch� non giunse l�ora di andarsene.</p></section><section><title><p>EPILOGO</p><p>Semper fidelis</p></title><p>La ruota continuava a girare, e Gea continuava a essere sola.</p><p>L�astronave terrestre della morte si trovava dove era sempre stata, immersa nel pozzo gravitazionale di Saturno. L�equipaggio era sostituito ogni anno per ridurre la noia del servizio. Ogni dieci anni il carico di armi nucleari era controllato, e quelle difettose erano sostituite.</p><p>Non era una vana minaccia, ma Gea la ignorava lo stesso. Non intendeva dare loro una scusa per attaccare. Finch� la Terra aveva bisogno di lei, lei era al sicuro, e fare in modo che la Terra avesse bisogno di lei era compito suo. Era politicamente inconcepibile che qualche parlamento o qualche dittatura della Terra si opponesse a lei. La storia dei pellegrini, se fosse giunta all�orecchio della popolazione della Terra, avrebbe potuto causarle un temporaneo imbarazzo, ma non di pi�. Gea aveva ancora mille doni da dare. Il suo sistema antispionistico serviva solo a divertirla; le piaceva l�idea che i pellegrini, al loro arrivo, ignorassero ogni cosa.</p><p>Per capire fino a che punto fosse indifferente alla presenza di quelle bombe in orbita, � sufficiente dire che riteneva che la Terra fosse un pericolo leggermente inferiore a quello costituito dalla Maga rinnegata, e quest�ultimo pericolo era infinitesimale, incalcolabile. Ma Gea era cauta, e volle calcolarlo lo stesso. Nel centro del mozzo, i suoi pensieri corsero pi� veloci della luce in una matrice cristallina di spazio la cui stessa esistenza era in contrasto con la fisica nota agli scienziati della Terra. Nella matrice si aprivano grandi buchi, come gli alveoli di denti perduti, ma anche ora, nel periodo della sua decadenza, la mente di Gea aveva una potenza tale da superare di gran lunga tutte le macchine da calcolo dei terrestri messe insieme.</p><p>E la risposta fu quella che gi� sapeva. Cirocco non era un pericolo.</p><p>Gli Altopiani erano unici, su Gea. Anche se ogni loro chilometro era legato a un cervello regionale, il controllo che s� poteva effettivamente esercitare in luoghi cosi distanti dai centri del potere era trascurabile. In un certo senso, si trattava di una terra di nessuno.</p><p>Nella zona crepuscolare tra Rea e Iperione, ben al di sopra del territorio abitato, nella zona pi� inaccessibile degli altopiani, un titanide solitario stava di guardia davanti all�imboccatura di una caverna. Non molto lontano, un miliardo di piante di coca crescevano rigogliose. Ud� giungere un rumore dall�interno della caverna, si volt�, ed entr�.</p><p>Cirocco Jones, fino a poco tempo prima Maga di Gea, ma ora chiamata Demonio, si era svegliata, e si agitava in preda ai brividi, con i sudori freddi. Era nuda, e cos� magra che si vedevano le costole. Aveva gli occhi profondamente infossati.</p><p>Cornamusa s� rec� da lei e la tenne ferma finch� non cess� di tremare. Aveva scovato una scorta di liquore poco dopo il suo arrivo su Iperione, anche se la Casa della Melodia era stata cancellata dal pi� singolare fenomeno meteorologico che si fosse mai visto su Gea: una pioggia di cattedrali. Cornamusa l�aveva trovata, e l�aveva portata alla caverna.</p><p>Le sollev� la testa e la aiut� a bere acqua da una tazza. Quando la sent� tossire, lasci� che si sdraiasse di nuovo.</p><p>Ma presto Cirocco apr� di nuovo le palpebre. Per la prima volta dopo molti giorni, riusc� a rizzarsi a sedere senza aiuto. Cornamusa la guard� negli occhi, scorse il fuoco che vi aveva gi� visto molte volte in passato, e si rallegr�.</p><p>Gea avrebbe presto avuto notizie del Demonio.</p><subtitle>FINE</subtitle></section></body><binary id="3" content-type="image/jpeg">/9j/2wBDAAUDBAQEAwUEBAQFBQUGBwwIBwcHBw8LCwkMEQ8SEhEPERETFhwXExQaFRERGCEYGh0dHx8fExciJCIeJBweHx7/2wBDAQUFBQcGBw4ICA4eFBEUHh4eHh4eHh4eHh4eHh4eHh4eHh4eHh4eHh4eHh4eHh4eHh4eHh4eHh4eHh4eHh4eHh7/wAARCABNAH4DASIAAhEBAxEB/8QAHAAAAgEFAQAAAAAAAAAAAAAABgcIAAECAwUE/8QASBAAAAUDAgMEBQYKCAcAAAAAAQIDBAUABhEHEhMhMQgiMkEUFVFh0jNCU3GBkRcjJDQ4UoKkwcQWQ1ZidoSx0URjcoOUovH/xAAUAQEAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA/8QAFBEBAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAP/aAAwDAQACEQMRAD8AYerFzatudehsHTaUg0ACBJK8OQQyHyopm720evdroATtWdOPpd+8/wC1XL+nMrj+wn82WntigRPB7Vn02ln718NVwe1Z14ulo/8AlfDT1CsgoEMcvaqMcAzpcHv/ACr/AGraZv2qTFD8r0vD3YdfDTzq9AihR7VOOSuloj/mvhrAUu1f5LaW4/zXw0+KqgRGztW/TaW5+t18NbW5e1QADxfwWKftvA/hTwrKgRe7tSZ5tdLw/F8P5Rz4/pfs9laix/arBwcPW+mQp/r8Nzz+zZT4qqBEcHtWfTaWD7/yr4avwe1Z9LpZ+9fDT3q3LNAidnas+m0u+918Ne3QS/L/AJu9r2tC/G0N6xt0zQN0YBgTHjEObqbmOAKX7xp0HxkKQ+iImHtI6zCouHH9Ij8d3+r4am2g2o/pzK/4D/myU9aRSX6cyv8AgP8AmyU9aDEw0rh1aVNqG8sdpYNzOJNol6QsO5sRPgiOCqAIq8wEaaQlqL+osZOXD2j7tirZu4kFJL2WRIifASVF1kx8pd/wdPGHMuaB0aa33/S+QnI11b8nAyEKsmm5bvRTERBQm8ggKZjBzD30c5oes6BbREekudoROVWZNknywczKiknsLk3zsc/v99d/IUGQ9KTMHrQVTXV9pXcFvDFvCAIsnRHXFK5HbvKAhtDblPvdR58vfTPaT0O+m3cK2lGa0izKU7lqmsBlUgHoJihzLn31G3UtBGTldR7ntd40cXLZ82ymmiaJ/Emi0TKqQ/6xdvEz7+7QMrV7WNKxr2t60WdvHm5GZUTJ3XXBKhxFNqYGHabO7acfLw+eeTXbKmUSKZQgJnEOZQHOB9lRRuGVaqudNbvn3jSNkrkvNCWUauVy72zMqZ024D7gJt5+1SpZJCU3MBAQHmA0Gzyob1AnnlrWhIz7WJUlzMEjLqNk1QIcUyhkwgI8uQBnFElCerL5vHac3G5cukGpCxbnCixsFA3DEAz9ohQL4utN0H0+JfJNLnh4U7E0hxPXDcFfRwHx8PxeHvVxu0DrbKWG5gPVsc2VK/KzeKCiuRVzwBObekKePCYORD58W6uV2a7TdSsHZ005u9C5YhO3XMS6jsJ4j+IYhuH3AyPye0eJz7pae89aUBOJMUZKPIqRi5buW+3uCQ6BtyXhx3QH5vSgrT2cPcdmxU4oRsQ71sVYStnXpCYZ8iqfOpYaIiUdfdZmwlHaL+PUz7+AanSgik0SKkgkRNMvIpShgApMaIip+HbWc2wN3rJgH2ejmoNgCA9thIQ/sGb5mP8AjQ8/OnbUfn8uziu2gB5V62YIDZfCSMusUgZFzu6iP901Mm49UbAt5JJaWu6IRTVPsIYrop8jjPzRGgOKF3NjWg5uklzr2rDKTJDgoV+ZmT0gDgGAHf16V0Ia5IKdS40JNRkomHUzN2RYP/URpA6nT7O3u0I7Z3LqPcULbilvDJAinJikX0ni7eEmAB+pzxQSMcOCIpGUWMCZCAImMJsAAe+oyH1uuPVS+XmnmlZG8YnuOU1xrqCoPAAveUInt7phHw/wo5sazXVxRss3uCbnpe0bji490zbSb/eskBtxlkBULg+B/F7vb0poWtbMHbEf6vgIljGNAHIJNUATD7cdaDh6UabW/p1CqM4oqzl45HiPpB0be4dqfrHN5/VRSjHsyGUOi1QTFTkcSpgG76/bXuEO6Ie6oxQ87ddn9pN/6xuSVf2VIThYBJN064nozxRoi4T69CiZQxAoJESEFEPzEO8iI50chdpTOGxVMB7Az0rpJpgQAAvQKjbrRcF2y+sFsxcNdL2DtwZskC4Bovw1Hi5icVU5faVMBIn/ANQjUkkSimUCCYTYDGR6jQbK8UkwZSTYzV+zbPEDeJJdIFCj9YDXtpc9oIHaOkVyykfJyUa+jI9d62XZODImKchBEMiXqHuGgMIKBiYNE6EPEsI1JQ245GjcqQGH2jjrXWDFRRt5RC87XRjrJ1FvB5efqBKZO5LMqmQ9IESlO3Mmbucx3d2pVIFMCJCnNuOBQ3D7RoLqUkNBlSE1y1mTHOfWjIen/JNTwUpH6JAp+HvWbBifn8cP3txGgPL30tsC9XyL66bXZyjlFPhpqrCcBKX2d0QoLnezRo5LJIpBbB44E1uIYzJwomKnXuiIiPd5+WKdVVQA9haXWHYY8S1LbYsHIk2GciTesJfZvHnQPc1sXsv2hDXaS0ouUt5WC9SqAq+TKoYoqcQyu0wfs4p3DgAzS3W1ns9O5H1uehXMtLMPzhsjAOlDEKPhPyT8Jvmj50BtBxzSIjGcYxTFNqzbpt0ExHO0hAwUM/VXUoO0/v8Aty+SyIQSr0F4xYqDxu7aKNlUTmDIAJVAAf8A5RjQUPSo9XBpved0pakRcnFMYtObfJSkLIJOwWOi5QTTImBwwGMgnnPluMHOpCjS2tvVu3JvU+S04FhLRs+xKY503qaZSLAG0fxZinNu7pgP06c6BezOnF8R4aaFjIxnOLW069ZSrt0/2KO3Kvy23lz5iYdxvdUhUDnUKAqE2G8wznFA2ouqVsWJOw8FKkkHcpMH2MmbBsKyp+e3OOXLNHaSm8oGApgz7QwNBsoH1tiZq4NMZ+3rfaIOX0oxVZgCzjhFIChdonztHOM9OVHFeGSXWbMl127U7tUhBMRAggBlB8gDPKgBtJbakI6IinVxQDGNnI6JRiAVau+MVVBMA5j3Qxkxc+dMYOtLTRTVuD1RTmEo5g+jX8Q4BF20dgQFC5zg3IR5ZKYPsqzfV63HOrjjTKOYSz2Zal3u1kiEFuiXu5ER37uW8M92gZanhpI6RpJsO0hrAgVvvdOBinQDv6pmQP8Ax/1poP7utdi8UZPrjh2zhIcKJLvUyGJ9YCPKlLovIsXfaP1hdx79q7brFiOGo2VBQpgK3OBuYeweVA+qoaqqoLDgAGouXmN8Ka7alo6euGSUge0m+eKKnGEwFHbwdn9ZzHBx88VJ9WgZPSqzG15KXmgxdkm1hDiOAkHHe7+eYcTmH93w+6g7NnwwsW4ybkohLSSDY8iYfNVNEpB/0GiWsU6yoKEMhUW9Wm5I+47x1PiGyB5iyboZuVdg99w1MwbJrJm+w2f2RqUghkMDQdHae2VFrSy8dbUc3VlkTpyBgTEfSiH8RT8+YDQIedxcd2abakLtOA4uK8UBYCv8qnHJJKFSKHuPkyv/AHAqU5QAM4oEuvTaxbm9WHm7bauvVSREWJd5yFblL0AgEMGPL7go5SKBAAhegBgKDZ5VpUMUhRMYwAAAOREa3V4ZFq3fNnDJ2gmsgoUSKJqF3FOU3UBCgiJBy59OoezNXIVj66bSCLuBlWzRUMnUFwodsI48RtwY+qjbTiFRgO0nBRTlcqsuWxVFpNcR7yrlR0BziPvyI08Yq07cjmQNGMFFNG3pIOQQbsyJpgqXG1TAB4g2hzrQ6sSzXN0FuZe2Yo80mcqpH4ti8cDF6Dv60HAuXRPS25ZhxMTtnMnsg5U4i65jqFMobGOe0wV77A0xsewFHZ7PgEoozwpCuBKsocTgTO3xmHpuGjmqoP/Z</binary>
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