<?xml version="1.0" encoding="utf-8"?><FictionBook xmlns="http://www.gribuser.ru/xml/fictionbook/2.0" xmlns:l="http://www.w3.org/1999/xlink"><description><title-info><genre>sf</genre><author><first-name>Orson</first-name><middle-name>Scott</middle-name><last-name>Card</last-name></author><book-title>Il riscatto di Ender</book-title><annotation><p>Ricordate Andrew �Ender� Wiggins, l�eccezionale bambino che in Il gioco di Ender aveva portato l�umanit� alla vittoria sugli invasori alieni con la sua genialit� militare e la sua incredibile abilit� nella guida dei computer della flotta terrestre?</p><p>Ora, in questo Il riscatto di Ender, Orson Scott Card riprende il racconto di Ender Wiggins. La prima guerra con gli alieni � ormai finita da pi� di tremila anni, ma sulla remota colonia di Lusitania, un pianeta colonizzato dai brasiliani e abitato quindi da terrestri di cultura cattolica e lingua portoghese, una nuova terribile minaccia incombe sull�esistenza degli umani. Come per gli insettoidi alieni che avevano attaccato la Terra, anche qui la minaccia aliena � strana e incomprensibile nel suo modo di agire ma sempre micidiale. E ancora una volta toccher� a Ender Wiggins, �colui che parla per i morti�, trovare il coraggio di affrontare il mistero e la verit�.</p><empty-line/><p>Vincitore del premio Nebula per il miglior romanzo in 1986.</p><p>Vincitore del premio�Hugo per il miglior romanzo in 1987.</p></annotation><keywords>Speaker for the Dead</keywords><date value="1988-03-01">1988</date><coverpage><image l:href="#cover"/></coverpage><lang>it</lang><src-lang>en</src-lang><translator><first-name>Gianluigi</first-name><last-name>Zuddas</last-name></translator><sequence name="Ender (it)" number="02"/></title-info><src-title-info><genre>sf</genre><author><first-name>Orson</first-name><middle-name>Scott</middle-name><last-name>Card</last-name></author><book-title>Speaker for the Dead</book-title><date>1986</date><lang>en</lang></src-title-info><document-info><author><nickname>Verdi1</nickname></author><program-used>Fiction Book Designer, FB Editor v2.0, fb2cut 2.5.4, fb2cut 2.6.2</program-used><date value="2010-07-29">29.07.2010</date><id>FBD-386B30-2071-BA4A-D7A8-820B-B0B6-EDEA98</id><version>1.0</version></document-info><publish-info><book-name>Il riscatto di Ender</book-name><publisher>Nord</publisher><city>Milano</city><year>1988</year><isbn>88-429-0386-8</isbn></publish-info></description><body><title><p>Orson Scott Card</p><p>Il riscatto di Ender</p></title><section><title><p>ALCUNI ABITANTI DELLA COLONIA LUSITANIA</p></title><empty-line/><subtitle>XENOLOGI (Zenadores)</subtitle><p>Pipo (Jo�o Figueira Alvarez)</p><p>Libo (Liberdade Gra�as a Deus Figueira de Medici)</p><p>Miro (Marcos Vladimir Ribeira von Hesse)</p><p>Ouanda (Ouanda Quenhatta Figueira Mucumbi)</p><empty-line/><subtitle>XENOBIOLOGI (Biologistas)</subtitle><p>Gusto (Vladimir Tiago Gussman)</p><p>Cida (Ekaterina Maria Aparecida do Norte von Hesse-Gussman)</p><p>Novinha (Ivanova Santa Catarina von Hesse)</p><p>Ela (Ekaterina Elanora Ribeira von Hesse)</p><empty-line/><subtitle>GOVERNATORE</subtitle><p>Bosquinha (Faria Lima Maria do Bosque)</p><empty-line/><subtitle>VESCOVO</subtitle><p>Peregrino (Arm�o Cebola)</p><empty-line/><subtitle>ABATE, e SUPERIORA del Monastero</subtitle><p>Dom Crist�o (Amai a Tudomundo Para Que Deos vos Ame Crist�o)</p><p>Dona Crist� (Detestai o Pecado e Fazei o Direito Crist�)</p><empty-line/><subtitle>LA FAMIGLIA FIGUEIRA</subtitle><image l:href="#0"/><empty-line/><empty-line/><subtitle>LA FAMIGLIA DI OS VENERADOS</subtitle><image l:href="#1"/><empty-line/><p>* Tutte le date sono espresse a partire dall�anno in cui fu adottato il Codice Starways.</p></section><section><title><p>PRONUNCIA DEI NOMI STRANIERI</p></title><p>I personaggi che compaiono in questa storia fanno uso di tre lingue diverse. Lo Stark, che essendo di derivazione inglese ne mantiene la maggior parte delle componenti. Il Nordico, parlato su Trondheim ed evolutosi dallo svedese. Il Portoghese, usato su Lusitania. Su ogni pianeta, tuttavia, ai bambini viene insegnato lo Stark fin dai primi anni di scuola.</p><p>La lingua portoghese, notevolmente melodiosa in bocca ai nativi, � per� molto difficile da leggersi per chi � abituato alla pronuncia delle lettere in inglese. Anche se nessuno vi chieder� di leggere questo romanzo ad alta voce, vi sar� pi� agevole se avrete un�idea generale di come siano pronunciati i nomi e le parole in portoghese.</p><p><emphasis>Consonanti</emphasis>: Le singole consonanti hanno una pronuncia pi� o meno simile a quella inglese, con l�aggiunta di <emphasis>� </emphasis>che suona come <emphasis>ss. </emphasis>Le eccezioni sono rappresentate dalla <emphasis>j </emphasis>che si pronuncia come la <emphasis>z </emphasis>di <emphasis>azure</emphasis>, mentre diviene una <emphasis>g </emphasis>quando � seguita dalla <emphasis>e </emphasis>o dalla <emphasis>i</emphasis>; ed anche la <emphasis>r </emphasis>e la <emphasis>rr</emphasis>, il cui suono sta all�incirca fra l�americano <emphasis>h </emphasis>e l�yiddish <emphasis>ch.</emphasis></p><p><emphasis>Vocali</emphasis>: Le vocali singole sono pronunciate grosso modo come segue: la <emphasis>a </emphasis>come in <emphasis>father</emphasis>, la <emphasis>e </emphasis>come in <emphasis>get</emphasis>, la <emphasis>i </emphasis>come la <emphasis>ee </emphasis>di <emphasis>fee</emphasis>, la <emphasis>o </emphasis>come in <emphasis>throne</emphasis>, e la <emphasis>u</emphasis> come la <emphasis>oo </emphasis>di <emphasis>toot. </emphasis>(Questo � semplificare molto, poich� in realt� vi sono due distinti suoni della <emphasis>a</emphasis>, nessuno dei quali � esattamente come in <emphasis>father. </emphasis>Esistono tre modi, ognuno con il suo significato specifico, di pronunciare la <emphasis>e</emphasis>, ovvero la <emphasis>�</emphasis>, la <emphasis>�</emphasis>, e la secca <emphasis>e </emphasis>in fine di parola. E ci sono tre diversi suoni per la <emphasis>o: </emphasis>la <emphasis>�</emphasis>, la <emphasis>�</emphasis>, e la secca <emphasis>o</emphasis> in fine di parola. Ma questo basta per darvi un�infarinatura.)</p><p><emphasis>Unione di consonanti</emphasis>: La combinazione <emphasis>lh </emphasis>� pronunciata come la <emphasis>lli</emphasis> di <emphasis>William</emphasis>, la <emphasis>nh </emphasis>come la <emphasis>ni </emphasis>di <emphasis>onion</emphasis>, e la <emphasis>ch </emphasis>come l�inglese <emphasis>sh. </emphasis>La combinazione <emphasis>qu</emphasis>, quando � seguita dalla <emphasis>e </emphasis>o dalla <emphasis>i</emphasis>, ha il suono dell�inglese <emphasis>k</emphasis>; mentre se seguita dalla <emphasis>a</emphasis>, dalla <emphasis>o</emphasis>, o dalla <emphasis>u</emphasis>, si pronuncia come l�inglese <emphasis>qu</emphasis>; lo stesso se seguita da <emphasis>gu. </emphasis>Questo bench� <emphasis>Quara </emphasis>e <emphasis>Figueira </emphasis>abbiano la pronuncia che un inglese darebbe a KWAH-rah e fee-GAY-rah.</p><p><emphasis>Unione di vocali</emphasis>: La combinazione <emphasis>ou </emphasis>ha il suono di <emphasis>ow </emphasis>in <emphasis>throw</emphasis>; <emphasis>ai </emphasis>come la <emphasis>igh </emphasis>in <emphasis>high</emphasis>; ed <emphasis>ei </emphasis>come la <emphasis>eigh </emphasis>in <emphasis>weigh. </emphasis>Il gruppo <emphasis>eu</emphasis>, che non esiste in inglese, va pronunciato come il rapidissimo susseguirsi della <emphasis>e </emphasis>di <emphasis>get </emphasis>e della <emphasis>u </emphasis>di <emphasis>put.</emphasis></p><p><emphasis>Vocali nasali</emphasis>: una o pi� vocali sovrastate dal trattino ondulato (solitamente �o e �) o la combinazione <emphasis>am </emphasis>in fine di parola, sono tutte nasalizzate, ovvero pronunciate come se fossero seguite dall�inglese <emphasis>ng</emphasis>, solo che quest�ultimo non � ancora abbastanza chiuso. Inoltre, le sillabe sovrastate dal trattino ricurvo sono <emphasis>sempre </emphasis>fortemente accentate, cos�, ad esempio, il nome Marc�o verrebbe pronunciato mah-KOWNG da un inglese.</p><p>E se continuassi col dirvi che quando la <emphasis>t </emphasis>viene prima della <emphasis>i</emphasis> ha il suono dell�inglese <emphasis>ch</emphasis>, o che il <emphasis>d </emphasis>nello stesso schema ha la pronuncia della <emphasis>j </emphasis>inglese, oppure che la <emphasis>x </emphasis>suona sempre come <emphasis>sh </emphasis>salvo quando va pronunciata <emphasis>z</emphasis>, potreste decidere di averne abbastanza, cos� lascer� perdere.</p></section><section><title><p>PROLOGO</p></title><p>Nell�anno 1830, diciotto secoli dopo la nascita della Federazione Starways, una sonda astronomica robotizzata trasmise un rapporto via ansible: il pianeta su cui stava raccogliendo dati corrispondeva perfettamente ai parametri entro cui era possibile la vita umana. Il pi� vicino mondo su cui vi fosse un�eccedenza di popolazione era Ba�a, e fu a questo che la Federazione Starways concesse la licenza di esplorazione.</p><p>Accadde cos� che i primi essere umani a porre lo sguardo su quel nuovo pianeta furono di lingua portoghese, di cultura brasiliana, e di religione cattolica. Nell�anno 1886 essi sbarcarono dal trasporto orbitale, si fecero il segno della croce, e chiamarono il pianeta Lusitania, l�antico nome del Portogallo. Poi cominciarono a catalogare la flora e la fauna. E cinque giorni pi� tardi si resero conto che certi piccoli animali abitatori della boscaglia � da loro chiamati <emphasis>porquinhos</emphasis>, maiali � non erano affatto animali.</p><p>Per la prima volta dai tempi dello Xenocidio degli Scorpioni compiuto dal mostruoso Ender, la razza umana aveva incontrato una forma di vita extraterrestre intelligente. I maiali erano primitivi dal lato tecnologico, ma adoperavano utensili, costruivano abitazioni e avevano una lingua. � Questa � un�altra possibilit� che Dio ci ha dato � dichiar� l�arcicardinale Pio di Ba�a. � Dopo aver distrutto gli Scorpioni, ora potremo redimerci.</p><p>I cittadini della Federazione Starways adoravano molti Dei, o nessuno, ma furono d�accordo con le parole dell�arcicardinale. Lusitania sarebbe stato colonizzato da Ba�a, e di conseguenza con gli auspici e la partecipazione della Chiesa Cattolica, secondo la tradizione. Ma la colonia non avrebbe potuto espandersi oltre un�area ben circoscritta, n� oltrepassare certi limiti di popolazione. E fra le sue leggi ce ne sarebbe stata soprattutto una:</p><p>I maiali non dovevano essere disturbati.</p></section><section><title><p>CAPITOLO PRIMO</p><p>PIPO</p></title><cite><p>Visto che non ci siamo ancora ben adattati all�idea che gli abitanti del paese accanto possano essere umani come noi, � troppo presumere che riusciremmo a guardare a creature socievoli, fabbricanti di utensili maturati lungo diversi sentieri evolutivi, e vedere in essi non degli animali ma dei fratelli, non dei rivali ma dei compagni di strada verso il santuario dell�intelligenza.</p><p>Tuttavia � questo il punto di vista che vorrei fosse maggiormente condiviso. La differenza fra umanoidi e alieni non sta nella creatura che viene giudicata, ma nella mente di colui che giudica. Quando dichiariamo che una specie aliena � umanoide non significa che <emphasis>essa </emphasis>ha oltrepassato la soglia della maturit� morale, significa che l�abbiamo oltrepassata <emphasis>noi.</emphasis></p><text-author>Demostene, <emphasis>Lettera ai Framlings</emphasis></text-author></cite><empty-line/><p>Rooter era il pi� ostico e allo stesso tempo il pi� servizievole di tutti i pequeninos. Ogni volta che Pipo faceva loro visita nella radura lui era l�, pronto a rispondere a quegli interrogativi che l�uomo, per legge, non avrebbe potuto venire a sottoporgli. Pipo dipendeva da lui � troppo, probabilmente � ma per contro Rooter, mentre da un lato giocava o faceva il buffone come s�addiceva alla sua giovane et�, dall�altro lo osservava, lo metteva alla prova, lo studiava. Pipo doveva costantemente guardarsi dalle piccole trappole in cui Rooter cercava di farlo cadere.</p><p>Quel giorno, fino al momento del suo arrivo, Rooter aveva folleggiato su e gi� per gli alberi, aggrappandosi alla corteccia soltanto con i cuscinetti cornei sporgenti all�interno delle coscie e delle caviglie. In mano aveva due bastoncelli � Bastoni-Padre, li chiamavano � con cui, nell�arrampicarsi, percuoteva il tronco secondo uno schema aritmico ma singolarmente incisivo.</p><p>Il chiasso fin� per far uscire Mandachuva dalla casa di tronchi. Si volse a Rooter e gli grid� qualcosa nella Lingua dei Maschi, quindi in portoghese: � P�ra baixo, bicho! � Alcuni maialini che erano nelle vicinanze espressero la loro approvazione per quel gioco di parole in lingua umana, sfregando rapidamente le cosce l�una contro l�altra. Ne deriv� un sibilante fruscio, e deliziato dal loro applauso Mandachuva reag� con un allegro saltello.</p><p>Nel frattempo Rooter era indietreggiato lungo un tronco secco finch� parve sul punto di precipitare. Giunto in cima, distese le braccia di scatto, fece una capriola all�indietro e atterr� di precisione sulle gambe, rimbalzando con eleganza per ammortizzare l�impatto.</p><p>��Cos�, ora sei diventato un acrobata � disse Pipo.</p><p>Rooter s�incammin� verso di lui esibendo la baldanzosa andatura con cui si divertiva a imitare gli umani. Una caricatura efficace quanto ridicola, dato che il suo piatto grugno rivolto all�ins� appariva decisamente porcino. Non c�era da meravigliarsi che i primi visitatori giunti su quel mondo avessero cominciato a chiamarli �maiali�. 1 loro rapporti iniziali sulla fauna erano stati spediti in patria nell�86, e al tempo della fondazione di Colonia Lusitania, nel 1925, quel nome era ormai diventato indelebile. Gli xenologi sparsi sui Cento Mondi si riferivano ad essi come agli �Aborigeni Lusitani�, il che faceva ridere Pipo sotto i baffi: per una mera questione di dignit� professionale i suoi colleghi si riferivano ufficialmente a loro con quel nome, ma sapeva che anch�essi, fra s� e s�, continuavano a chiamarli �maiali�. In quanto a lui, li aveva sempre chiamati pequeninos, un termine su cui essi non obiettavano affatto visto che avevano preso a riferirsi a se stessi come �I Piccoli�. Tuttavia, dignitoso o meno che fosse, il paragone non si poteva negare. In quel momento Rooter sembrava un tronco roseo in piedi sulle zampe posteriori.</p><p>��Acrobata � disse Rooter, ruminando quel nuovo termine. � Per ci� che ho fatto? E voi avete una parola per questa attivit�? Allora fra voi c�� gente che fa la stessa cosa per <emphasis>lavoro</emphasis>?</p><p>Pipo cerc� di congelarsi il sorriso cordiale sulla faccia, ma dentro di s� non represse un sospiro. La legge proibiva severamente di dare informazioni sulla societ� umana ai maiali, allo scopo di non contaminare la loro cultura. Rooter per� giocava una partita costantemente tesa a spremere ogni dato e implicazione da tutto ci� che gli usciva di bocca. Stavolta, comunque, se gli era sfuggito un accenno che apriva inutili finestre sulla cultura umana, Pipo non poteva biasimare altri che se stesso. Di tanto in tanto gli accadeva di trovarsi cos� a suo agio con i pequeninos da parlare troppo a lingua sciolta. <emphasis>Sempre sul filo del rasoio</emphasis>, pens�. <emphasis>Non sono un granch� in questo gioco basato sull�arraffare informazioni mentre si cerca di non dare niente in cambio. Libo invece, questo mio figlio dalla bocca cucita, sa gi� essere pi� discreto e calcolatore di me. E pensare che l�ho preso come apprendista da� quanto � trascorso dal suo tredicesimo compleanno? Appena quattro mesi.</emphasis></p><p>��Non mi dispiacerebbe avere sulle gambe dei cuscinetti come i vostri � disse. � La corteccia di un albero di quel tipo potrebbe riempirmi la pelle di vesciche e di graffi.</p><p>��Questo causerebbe grande rimorso in tutti noi. � Rooter s�era irrigidito nella posizione d�attesa che Pipo pensava d�aver identificato come il loro modo d�esprimere una certa ansia, o forse un avvertimento non verbale per invitare altri pequeninos alla cautela. Avrebbe anche potuto essere un sintomo di paura intensa, senonch� Pipo, per quel che ne sapeva, non aveva mai visto un pequenino in preda a un vero spavento.</p><p>In ogni caso, si premur� subito di calmarlo. � Non preoccuparti. Sono troppo anziano e fragile per arrampicarmi sugli alberi. � una cosa che lascio a voi giovani.</p><p>La precisazione funzion�. Il corpo di Rooter torn� subito a muoversi, rilassato. � A me piace arrampicarmi in cima agli alberi. Cos� posso vedere tutto. � Si gett� a sedere di fronte a Pipo e avvicin� la faccia, inclinandosi in avanti. � Porterai la bestia che corre sull�erba senza toccare terra? Gli altri non mi credono quando dico che ho visto una cosa di questo genere.</p><p>Un�altra trappola. <emphasis>Te la senti tu, Pipo, uno xenologo, di umiliare con la tua scienza l�individuo di una comunit� che stai studiando? O baderai a rispettare la legge con cui la Federazione Starways ha regolamentato questo contatto? </emphasis>I precedenti erano ben scarsi. L�unico contatto che la razza umana avesse avuto con un�intelligenza extraterrestre era stato quello con gli Scorpioni, tremila anni prima, e s�era concluso con lo sterminio completo di quella specie. Stavolta la Federazione Starways voleva essere ben certa che, in caso di errori umani, tali errori avrebbero condotto semmai a rischi in direzione opposta. Informazioni ridotte al minimo, e contatti ridotti al minimo.</p><p>Rooter parve capire quali esitazioni vi fossero dietro il silenzio di Pipo.</p><p>��Tu non ci dici mai niente � osserv�. � Voi ci guardate, ci studiate, ma non ci lasciate mai oltrepassare il recinto ed entrare nel vostro villaggio per guardare <emphasis>voi</emphasis>, per studiare <emphasis>voi.</emphasis></p><p>Pipo intu� la necessit� di una risposta onesta, ma la cautela era molto pi� importante dell�onest�. � Se � vero che voi apprendete cos� poco mentre noi impariamo tanto, perch� mai voi sapete parlare sia il portoghese che lo stark, e io invece stento ancora a capire la vostra lingua?</p><p>��Noi siamo pi� intelligenti. � Detto questo, Rooter si appoggi� sulle natiche e gir� su se stesso volgendo le spalle a Pipo. � Torna dietro il tuo recinto � disse.</p><p>L�uomo si alz� subito. Non molto distante da l�, chino accanto a tre pequeninos, Libo stava cercando di annotarsi la tecnica con cui intrecciavano fibre secche di nerdona per costruire tetti di stuoie. Appena vide il padre muoversi, il ragazzo s�affrett� a raggiungerlo. Pipo si limit� a farsi seguire da lui con un cenno del capo. Da quando avevano compreso quale padronanza i pequeninos avessero delle lingue umane, evitavano di parlare di loro finch� non erano di nuovo fuori dalla boscaglia.</p><p>Per rientrare occorse loro mezz�ora di cammino, e stava piovendo forte quando oltrepassarono il cancello e s�avviarono lungo il costone della collina verso la Stazione Zenador. <emphasis>Zenador? </emphasis>pens� Pipo, quando lo sguardo gli cadde sulla porta. Il battente recava una targa con la parola XENOLOGIA scritta in stark. <emphasis>E sui Cento Mondi io sono, o si suppone che sia, uno xenologo. </emphasis>Ma il titolo portoghese <emphasis>Zenador </emphasis>era tanto pi� facile da pronunciare che raramente su Lusitania la gente diceva <emphasis>Xenologo</emphasis>, anche quando parlava in stark. <emphasis>� cos� che le lingue cambiano</emphasis>, si disse Pipo. <emphasis>Se non fosse per l�ansible, che consente comunicazioni istantanee fra i Cento Mondi, non ci sarebbe possibile mantenere una lingua comune. I viaggi interstellari sono ancora troppo rari, e lenti. Lo stark si frammenterebbe in diecimila dialetti entro un secolo. Sarebbe interessante estrapolare con il computer una proiezione dei cambiamenti linguistici possibili su Lusitania, nel caso che lo stark degenerasse assorbendo il portoghese�</emphasis></p><p>��Padre � disse Libo.</p><p>Soltanto allora Pipo s�accorse d�essersi fermato a una decina di metri dalla Stazione. <emphasis>Tangenti. Le parti migliori della mia vita intellettuale sono tangenziali, in zone al di l� della mia esperienza. Suppongo che sia perch� nella mia istruzione hanno inserito tante di quelle regole fisse da rendermi impossibile apprendere o capire veramente altre discipline. La scienza della xenologia si basa su pi� dogmi di quelli della Santa Chiesa.</emphasis></p><p>La serratura della porta si apr� al contatto delle sue impronte digitali, e mentre attraversava la soglia Pipo lasci� che la routine da cui era atteso quella sera gli scivolasse addosso come un vecchio soprabito non troppo comodo. Entrambi avrebbero dovuto lavorare parecchie ore ai terminali per trasformare in un rapporto i risultati di quella giornata. Poi Pipo avrebbe riletto le note di Libo, il figlio avrebbe fatto lo stesso con le sue, e quando fossero stati soddisfatti lui avrebbe ristrutturato un sommario per affidarlo al computer, che si sarebbe occupato di registrarlo e di trasmetterlo, via ansible, a tutti gli xenologi nel resto dei Cento Mondi. <emphasis>Pi� di mille scienziati, la cui carriera � fondata sullo studio dell�unica razza extraterrestre a noi nota, e a parte ci� che i satelliti stanno riprendendo su queste specie arboricole, tutto quello che i miei colleghi hanno in mano � quanto io e Libo mandiamo loro. Questo � proprio ci� che si pu� chiamare un contatto ridotto al minimo.</emphasis></p><p>Ma quando Pipo fu nell�interno della Stazione vide subito che quella non sarebbe stata una serata di intenso seppur piacevole lavoro. Ad attenderlo l� c�era Dona Crist�, impaludata nel suo abito monacale. Che uno dei suoi figli pi� giovani si fosse messo in qualche guaio, a scuola?</p><p>��No, no � fu la risposta di lei. � I suoi figli si comportano in modo encomiabile, a eccezione di questo, che a mio giudizio � troppo giovane per potersi permettere di trascurare la scuola e lavorare qui, anche nelle vesti di apprendista.</p><p>Libo tenne la bocca chiusa. <emphasis>Saggia decisione</emphasis>, pens� Pipo. Dona Crist� era una donna giovane, brillante e non priva di attrattive, forse perfino bella; ma prima di tutto e soprattutto era una monaca dell�ordine dei Filhos da Mente de Cristo, i Figli della Mente di Cristo, e perdeva molta della sua bellezza quando s�irrigidiva nell�ira contro gli ignoranti e gli stupidi. Ed era sorprendente il numero di persone intelligenti che s�erano sentite stupide e ignoranti mentre abbrustolivano al fuoco rovente del suo disprezzo. <emphasis>Il silenzio, Libo, � una politica in cui sei gi� esperto.</emphasis></p><p>��Il motivo della mia visita non riguarda i suoi figli � disse Dona Crist�. � Sono qui per parlarle di Novinha.</p><p>La superiora non ebbe bisogno di dirne il cognome; tutti conoscevano Novinha. Soltanto otto anni erano trascorsi dalla fine della terribile Descolada, la pestilenza che era stata sul punto di spazzar via l�intera colonia prima che questa avesse l�opportunit� di raggiungere una vera autosufficienza. La cura era stata scoperta dal padre e dalla madre di Novinha, Gusto e Cida. E per una sorta di tragica ironia i due avevano individuato la causa dell�epidemia e il suo trattamento troppo tardi per salvare se stessi. Il loro era stato l�ultimo funerale della Descolada.</p><p>Nella mente di Pipo torn� l�immagine nitida di Novinha, appena una bambinetta, che il sindaco Bosquinha teneva per mano nella navata della cattedrale mentre Peregrino, il vescovo, officiava personalmente il servizio funebre. No, non per mano al sindaco� l�immagine che aveva rievocato cambi�, e con essa riafflu� l�emozione di quel giorno. <emphasis>Cosa sta pensando di tutto questo? </emphasis>ricordava di essersi domandato. <emphasis>� al funerale dei suoi genitori, � la sola superstite della sua famiglia, e tuttavia intorno a s� pu� sentire soltanto l�immenso sollievo di questa colonia. Piccola com��, sa davvero comprendere che la nostra gioia � il tributo pi� sincero a suo padre e a sua madre? Loro hanno lavorato e sofferto alla ricerca di una via di salvezza nei giorni disperati in cui la falce della morte sembrava inarrestabile, e oggi noi siamo qui per celebrare il grande dono che ci hanno fatto. Ma per te, Novinha, � la morte dei tuoi genitori, e subito dopo l�estremo saluto che hai dovuto dare anche a tre fratelli. Pi� di cinquecento morti. Oltre cento messe funebri dette in questa colonia negli ultimi sei mesi, e tutte tenute in una pesante atmosfera di luttuosa disperazione. Oggi, davanti alle bare dei tuoi cari, la paura e il lutto e la disperazione ti schiacciano pi� che mai� ma nessuno condivide il tuo dolore. Il sollievo � la sola emozione che riempie il cuore di chi ti sta intorno.</emphasis></p><p>Fissando la bambina, cercando d�immaginare cosa doveva provare, aveva ottenuto soltanto di far sanguinare di nuovo la ferita che aveva aperto in lui la morte della sua piccola Maria, di appena sette anni, uccisa dal nero alito della peste che aveva ricoperto il suo corpo di escrescenze cancerose e orride fungosit�, imputridendole la pelle, facendole spuntare dai fianchi nuovi pseudo-arti, n� gambe n� braccia, mentre la carne le si staccava dai piedi e dalla faccia lasciando a nudo le ossa. Quel dolce corpo snello distrutto davanti ai loro occhi allucinati, intanto che la mente cos� brillante di lei restava spietatamente lucida e in grado di vedere ci� che le stava accadendo, finch� smarrita aveva gridato a Dio che la facesse morire. Pipo aveva ripensato alla messa di requiem detta sulla bara di lei e su altre cinque, allineate fra i drappi funebri. Aveva ricordato d�essersi sentito estremamente unito a tutti quelli che in ginocchio nella cattedrale avevano partecipato al lutto suo e di sua moglie e degli altri suoi figli. Sapeva che il loro dolore era il dolore di tutti, e che la perdita della figlia maggiore lo legava alla comunit� con l�indissolubile catena fatta di sofferenze e di lutti, il che <emphasis>era </emphasis>pur sempre un conforto per lui, era qualcosa a cui aggrapparsi. Questo era ci� che la morte dei propri cari doveva essere. Un dolore condiviso, pubblico.</p><p>La piccola Novinha non aveva avuto niente di tutto questo. La sua angoscia era stata anzi peggiore di quella di Pipo: lui non era stato lasciato senza famiglia. Lui era un adulto, non un bambinetto terrorizzato dal vedersi crollare intorno ci� che aveva rappresentato la sua stessa vita. Il lutto di Novinha non era stato un elemento di maggiore unione con la comunit�, ma semmai l�aveva esclusa da essa. Quel giorno tutti avevano gioito, salvo lei. Quel giorno tutti avevano onorato i suoi genitori; soltanto lei li aveva desiderati disperatamente. Soltanto lei forse preferiva che non avessero mai sacrificato se stessi, e che fossero rimasti in vita, piuttosto di finir contagiati durante il lavoro che li aveva portati a scoprire una cura per gli altri.</p><p>Il suo isolamento era stato cos� evidente che Pipo, fin dal banco dove sedeva, aveva potuto percepirlo. Novinha s�era scostata dal sindaco lasciando la mano di lei quasi subito. Durante la messa le sue lacrime s�erano asciugate, ma non aveva mai distolto gli occhi dalle due bare e infine s�era seduta in silenzio a capo chino, quasi come una prigioniera che rifiutasse di collaborare con i suoi catturatori. Pipo s�era sentito spezzare il cuore a quella vista. E tuttavia sapeva che se anche ci avesse provato non sarebbe riuscito a nascondere la sua gioia per la fine della Descolada, per la certezza che nessun altro dei figli gli sarebbe stato strappato. Lei se ne sarebbe accorta; il suo sforzo per consolarla avrebbe assunto un tono odiosamente falso, e l�avrebbe spinta ancor pi� lontano da tutti loro.</p><p>Dopo il servizio funebre s�era incamminata in cupa solitudine verso l�uscita, senza rispondere alle mani che la toccavano e alle voci colme di benevolenza di chi le assicurava, con crudele cecit�, che senza dubbio i suoi genitori sarebbero divenuti santi, seduti alla destra del Signore. Che razza di conforto potevano dare quelle parole a una bambina? � Non ci perdoner� per ci� che le abbiamo fatto oggi � aveva detto Pipo a sua moglie.</p><p>��Perdonarci? � Concei��o non era una di quelle mogli che da una parola ricostruiscono la catena di pensieri del marito. � Non siamo stati <emphasis>noi </emphasis>a uccidere i suoi genitori, e�</p><p>��Ma oggi ci sono troppi sorrisi intorno a lei. Questo non lo dimenticher� mai.</p><p>��Sciocchezze. Comunque, lei non pu� capire. � troppo piccola.</p><p><emphasis>Capisce, invece</emphasis>, aveva pensato Pipo. <emphasis>Forse che Maria non capiva queste cose, quand�era ancor pi� giovane di Novinha?</emphasis></p><p>Negli anni successivi � otto ne erano trascorsi da quel giorno � gli era capitato di rivederla ogni tanto. Aveva la stessa et� di suo figlio, e fino al tredicesimo compleanno i due erano stati in classe insieme. A volte l�aveva sentita discutere un suo lavoro nell�aula della scuola, ed era rimasto stupito dalla sua chiarezza intellettuale e dall�eleganza con cui sapeva esporre le idee. Ma nello stesso tempo gli era apparsa fredda, completamente distaccata dagli altri. Libo non era certo espansivo, per� la sua timidezza non gli aveva impedito di farsi molti amici e conquistare il favore degli insegnanti. Novinha invece non aveva legami di amicizia, non c�era nessuno di cui cercasse lo sguardo dopo un momento di vittoria o di scoramento. Anche agli insegnanti era impossibile trovarla in qualche modo simpatica, visto che rifiutava la confidenza altrui al punto di non rispondere a chi le rivolgeva la parola.</p><p>��� emozionalmente paralizzata � aveva detto un giorno Dona Crist�, quando Pipo si era informato sui suoi progressi. � Non c�� modo di raggiungerla. Dichiara d�essere perfettamente soddisfatta cos� com��, e di non vedere alcun motivo per cambiare.</p><p>E adesso Dona Crist� veniva alla Stazione Zenador per parlare a Pipo di Novinha. Perch� proprio a lui? Una sola era la ragione che riusciva a escogitare, se la preside della scuola aveva scelto lui per discutere di un�orfana. � Devo credere che in tutti questi anni, mentre voi vi prendevate cura di Novinha, l�unico a interessarsi della sua riuscita sono stato io?</p><p>��Non l�unico � disse lei. � Attorno a Novinha si sono svegliati interessi di ogni genere un paio d�anni fa, quando il Papa ha beatificato i suoi genitori. Decine di persone sono venute a chiederle se intorno alla figlia di Gusto e Cida Os Venerados si fossero verificati eventi miracolosi, come pare sia accaduto a tanti parenti di Beati o Santi.</p><p>��Sono veramente andati <emphasis>da lei </emphasis>a chiederle questo?</p><p>��Ci sono state delle voci, e il vescovo Peregrino ha dovuto investigare. � Dona Crist� strinse rigidamente le labbra, come ogni volta che nominava il giovane padre spirituale della Colonia Lusitania. Era noto che le cose non andavano troppo lisce fra la Chiesa e l�Ordine dei Filhos da Mente de Cristo. � La risposta di lei � stata molto istruttiva.</p><p>��Posso immaginarlo.</p><p>��Sembra che abbia detto al vescovo, pi� o meno, che se i suoi genitori ascoltavano le preci e godevano ormai di un�effettiva influenza in Paradiso, a beneficio di chi li invocava, perch� mai allora non avevano risposto alle <emphasis>sue </emphasis>preghiere quando li aveva supplicati di ritornare dalla tomba? Questo sarebbe stato un miracolo utile, gli disse, e non privo di precedenti. E se i due Os Venerados avevano davvero il potere di fare miracoli, allora ci� significava che non la amavano abbastanza da realizzare la sua preghiera. Ma lei preferiva credere che i genitori la amassero ancora, e che semplicemente non avessero quel potere.</p><p>��Una sofista fatta e finita � disse Pipo.</p><p>��Una sofista e un�esperta nel puntare il dito accusatore. Disse al vescovo che quando il Papa aveva beatificato i suoi genitori era stato come se la Chiesa avesse dichiarato che le due anime la odiavano. E che la petizione per farli canonizzare significava che la Colonia Lusitania la disprezzava. Di conseguenza la Chiesa aveva commesso un atto indegno nei suoi confronti. Il vescovo Peregrino era livido.</p><p>��Tuttavia non aveva esitato a mandare la petizione.</p><p>��Per il bene della comunit�. E bisogna ammettere che i miracoli ci sono stati.</p><p>��Certo. Qualcuno tocca la porta della chiesa e il suo mal di capo scompare, e subito grida: �Milagre! O santos me aben�oaram! Miracolo! I santi mi hanno fatto la grazia!�</p><p>��Sappiamo entrambi che Roma esige prove molto pi� concrete prima di parlare di miracoli. Ma questo non importa. Il Papa ha graziosamente concesso di chiamare Milagre la nostra piccola cittadina. E non stento a immaginare che quando qualcuno pronuncia questo nome in sua presenza Novinha si senta bruciare d�indignazione.</p><p>��O diventi gelida. Uno non sa mai a quale temperatura morale diano origine questi sentimenti.</p><p>��Comunque, Pipo, lei non � il solo ad aver domandato dei suoi progressi. Ma � l�unico che l�abbia fatto interessandosi al bene della ragazza come persona, e non gi� pensando ai miracoli dispensati dai suoi Beati genitori.</p><p>Pipo ebbe una smorfia triste nel pensare che, a eccezione dei Filhos che amministravano le scuole di Lusitania, soltanto lui aveva mostrato un barlume d�interesse umano per quella ragazzina, in quegli anni.</p><p>��Un amico ce l�ha � intervenne Libo.</p><p>Pipo aveva dimenticato che il figlio li stava ascoltando. La presenza di Libo era cos� silenziosa che spesso passava inosservata. Anche Dona Crist� ebbe un lieve sussulto. � Libo � disse, � forse siamo stati indiscreti a parlare davanti a te di una tua compagna di scuola.</p><p>��Adesso sono apprendista Zenador � le ricord� lui. Questo per dire che non era pi� sotto la sua autorit� di preside.</p><p>��Chi � questo suo amico? � domand� Pipo.</p><p>��Marc�o.</p><p>��Marcos Ribeira � spieg� Dona Crist�. � Quel ragazzo alto�</p><p>��Ah, s�, quello robusto come un cabra.</p><p>��� <emphasis>molto </emphasis>forte � annu� Dona Crist�. � Ma non ho mai notato che fra loro vi fossero rapporti amichevoli.</p><p>��Un giorno Marc�o fu accusato di non ricordo cosa. Lei ne era stata testimone, e parl� in sua difesa.</p><p>��Tu le attribuisci un altruismo forse inesistente, Libo � disse Dona Crist�. � A mio avviso � pi� esatto presumere che abbia parlato <emphasis>contro </emphasis>il vero colpevole, e intendesse dirigere il biasimo su di lui.</p><p>��Marc�o non la pensa a questo modo � disse Libo. � Ho notato un paio di volte come la guardava. Non � molto, ma c�� qualcuno a cui piace.</p><p>��E <emphasis>a te </emphasis>lei piace? � chiese Pipo.</p><p>Libo riflett� in silenzio per qualche istante. Pipo intuiva i suoi processi mentali: stava esaminando se stesso in cerca di una risposta. Non che volesse escogitare una risposta fatta per procacciarsi l�approvazione degli adulti, n� per punzecchiarli con una provocazione, due atteggiamenti questi non rari nei ragazzi della sua et�. Lui scrutava dentro di s� per mettere a fuoco le sue personali verit�.</p><p>��Penso � disse Libo, � di poter capire perch� non ci tiene ad essere benvoluta. � come se fosse qui in visita, e aspettasse soltanto di tornarsene un giorno o l�altro a casa sua.</p><p>Dona Crist� annu� gravemente. � S�, questa � l�immagine giusta. � proprio l�esatta impressione che d�. Ma ora, Libo, visto che si tratta di un argomento delicato, devo chiederti di lasciarci soli mentre�</p><p>Non ebbe bisogno di finire la frase, perch� il ragazzo s�era gi� avviato alla porta con un cenno del capo e un sorrisetto che sembrava dire �Certo, capisco�, il che rese la sua uscita un vero spettacolo di elegante discrezione. Questo inform� Pipo che la richiesta della superiora lo aveva seccato moltissimo; il ragazzo aveva un autentico talento nel far sentire gli adulti un po� sciocchi o immaturi di fronte a lui.</p><p>��Si tratta di questo � disse la superiora. � Novinha ha fatto domanda per sostenere, anticipatamente, l�esame di xenobiologia. Per prendere il posto lasciato dai suoi genitori.</p><p>Pipo inarc� un sopracciglio.</p><p>��Afferma di aver studiato intensamente la materia fin da quand�era una bambinetta. E di esser pronta a mettersi al lavoro anche adesso, senza alcun apprendistato.</p><p>��Ha appena tredici anni, se non sbaglio.</p><p>��Ci sono dei precedenti. Molti hanno sostenuto simili esami anticipati. Uno, ancora pi� precoce di lei, fu promosso a pieni voti. Accadde duemila anni fa, ma gii fu concesso. Il vescovo Peregrino � contrario, naturalmente; ma il sindaco, Bosquinha, benedetta la sua anima pratica, ha puntual�zzato che Lusitania necessita assolutamente di uno xenobiologo. Dobbiamo deciderci a sviluppare nuove variet� dalle piante locali, un po� per arricchire la nostra dieta e un po� perch� queste darebbero raccolti migliori nel suolo di Lusitania. Le sue parole sono state; �Non m�importa se � una ragazzina. Qui ci vuole uno xenobiologo�.</p><p>��E lei vuole che sia io a farle l�esame?</p><p>��Se questo non le scomoda.</p><p>��Sar� lieto di occuparmene.</p><p>��Ho detto loro che lei non sarebbe stato contrario.</p><p>��S�. Ma devo ammettere di avere un motivo personale.</p><p>��Oh?</p><p>��Credo che avrei dovuto fare di pi� per lei. Mi piacerebbe vedere se non � troppo tardi per cominciare adesso.</p><p>Dona Crist� si permise una risatina. � Oh, Pipo, non mi dispiacerebbe certo se lei ci provasse. Ma creda pure, mio caro amico, allungare una mano verso il suo cuore � come immergerla nel ghiaccio.</p><p>��Lo immagino. Immagino che avvicinarsi a lei sia come rischiare di aprire la porta di un frigorifero. Ma che impressione le fa il calore umano? Magari, fredda com��, le sembra rovente come il fuoco.</p><p>��Quanto � poetico � disse Dona Crist�. Non c�era ironia nella sua voce; lo pensava davvero. � Dica, i maiali l�hanno compreso che abbiamo mandato da loro il migliore di noi, come ambasciatore?</p><p>��Ho cercato di spiegarglielo, ma temo siano scettici al riguardo.</p><p>��La mander� da lei domani. Ma l�avverto: Novinha si aspetta un esame immediato e in piena regola, e far� resistenza a qualsiasi suo tentativo di pre-esaminarla con altri espedienti.</p><p>Pipo sorrise. � Mi preoccupa di pi� quel che accadr� dopo l�esame. Se fallisce, avr� dei gravi problemi psicologici. E se passa, allora cominceranno i <emphasis>miei </emphasis>problemi.</p><p>��Perch�?</p><p>��Libo non mi dar� tregua per sostenere l�esame anticipato e diventare Zenador. E quando questo accadr�, cosa mi rester� se non andare a casa, distendermi sul letto, e attendere che la parca tronchi pietosa il filo della mia inutile vita?</p><p>��Che sciocco romantico � lei, Pipo! Se a Milagre esiste un uomo capace di accettare come collega il figlio tredicenne, questo � lei.</p><p>Dopo che la superiora fu uscita, Pipo e Libo s�impegnarono nel loro solito lavoro registrando i risultati della visita di quel giorno ai pequeninos. L�uomo paragonava spesso i procedimenti di Libo, il suo modo di pensare, le sue intuizioni e le sue attitudini, con quelli degli studenti anziani che lui aveva conosciuto all�universit� prima di trasferirsi alla Colonia Lusitania. Il ragazzo era giovane, e certo ancora bisognoso di molta teoria e molta pratica, ma nei suoi metodi era gi� un vero scienziato, e inoltre aveva il cuore di un umanista. Quando il lavoro di quella sera fu fatto, e s�incamminarono verso casa alla luce della grande e brillante luna di Lusitania, Pipo decise che Libo meritava d�essere trattato da lui come un vero collega, sia che intendesse sostenere l�esame o meno. I test basati sulle pure nozioni, comunque, non potevano misurare quelle che per uno studioso erano forse le cose pi� importanti.</p><p>E che a Novinha piacesse o no, lui intendeva scoprire se nella ragazza esistevano quelle impalpabili qualit� che rendevano tale uno scienziato. Se non le possedeva, allora lui avrebbe rifiutato di procedere all�esame, senza riguardo alle informazioni che lei poteva o non poteva aver mandato a mente.</p><empty-line/><p>Pipo intendeva fare il difficile con lei. Novinha ne era certa. Sapeva come fossero scivolosi gli adulti quando miravano a deragliarla dai suoi binari per portarla sui loro, dolcemente, senza prenderla di petto o sfidare la sua contrariet�. Naturalmente, ma certo, si capisce che puoi fare l�esame. Per� non c�� nessuna ragione di affrettarsi, non � vero? Diamo tempo al tempo; la cosa pi� ragionevole � accertarsi che tu abbia successo al primo tentativo, dopotutto, non ti pare?</p><p>Novinha non voleva aspettare. Lei sapeva di essere pronta.</p><p>��Io posso saltare tutti gli ostacoli che lei mi mette davanti � afferm�.</p><p>Il volto di lui si raggel�. Le loro facce si raggelavano sempre. E questo era un bene, la freddezza era la cosa giusta. Lei era in grado di raggelarli a morte.</p><p>��Non sei qui per fare una corsa a ostacoli � disse lui.</p><p>��L�unica cosa che lei deve fare � di metterli in fila, in modo che io possa saltarli tutti <emphasis>alla svelta. </emphasis>Non voglio sprecare giorni e giorni per arrivare in fondo.</p><p>Lo sguardo di lui si fece pensoso per un istante. � Hai davvero una gran fretta.</p><p>��Io sono <emphasis>pronta. </emphasis>Il Codice Starways mi consente di confrontarmi con un esame in qualsiasi momento. � una faccenda fra me e la Federazione Starways, e non c�� scritto da nessuna parte che uno xenologo possa interpretare a modo suo le direttive della Interplanetary Examinations Board.</p><p>��Allora non le hai lette accuratamente.</p><p>��L�unica cosa di cui ho bisogno per dare un esame prima dei sedici anni � l�autorizzazione del mio tutore legale. Io <emphasis>non ho </emphasis>un tutore.</p><p>��Al contrario � disse. Pipo. � Bosquinha, il sindaco, � la tua tutrice legale fin dal giorno in cui perdesti i genitori.</p><p>��E lei � d�accordo che io sostenga l�esame.</p><p>��A patto che sia io ad esaminarti.</p><p>Novinha not� lo sguardo intenso dei suoi occhi. Non conosceva Pipo, cos� pens� che quello fosse lo sguardo da lei gi� visto in fin troppi occhi di adulti, il desiderio di dominarla, di comandarla a bacchetta, di spezzare la sua determinazione e far vacillare la sua indipendenza, l�oscuro impulso di vederla sottomettersi.</p><p>Da ghiaccio a fuoco in un istante: � Lei cosa pu� saperne di xenobiologia! Lei non fa altro che sedersi per terra a parlare con i maiali! Lei non ha neppure cominciato a studiare i meccanismi genetici! Chi � lei per giudicare me? Lusitania ha bisogno di uno xenobiologo, e ha dovuto farne a meno per otto anni. E lei vuole far aspettare la colonia ancora di pi�, soltanto per tenerla sotto il suo controllo personale!</p><p>Con sua sorpresa per� il volto di lui non arross�, non si ritrasse. E non le replic� rabbiosamente. Fu come se lei non avesse detto niente.</p><p>��Capisco � mormor� lui. � � in virt� del tuo grande amore per la gente di Lusitania che desideri diventare xenobiologa. Vedendo questa pubblica necessit�, ti sei preparata per entrare prematuramente e con grande sacrificio in una professione altruistica, al servizio della comunit�.</p><p>Sentendolo dire a quel modo suonava assurdo. E non era affatto cos� che lei la vedeva. � Non � una ragione abbastanza buona?</p><p>��Sarebbe abbastanza buona, se fosse vera.</p><p>��Sta dicendo che sono una bugiarda?</p><p>��Sono le tue stesse parole a dirlo. Tu parli di quanto <emphasis>loro</emphasis>, la gente di Lusitania, hanno bisogno di te. Ma � fra noi che tu vivi. � fra noi che hai trascorso tutta la vita. Sei pronta a sacrificarti per noi, eppure non ti senti parte di questa comunit�.</p><p>Cos� questo non era uno di quegli adulti che prendevano per buone le sue bugie, a patto che esse la dipingessero ai loro occhi come la ragazzina che volevano che fosse. � Perch� dovrei <emphasis>sentirmi </emphasis>parte di questa comunit�? Io non lo sono.</p><p>Lui annu� gravemente, come ruminando su quella risposta. � Di quale comunit� fai parte?</p><p>��L�unica altra comunit� � quella dei maiali, e lei non mi ha mai vista ad adorare gli alberi con loro.</p><p>��Ci sono molte diverse comunit� su Lusitania. Ad esempio, tu sei una studentessa� c�� una comunit� di studenti.</p><p>��Non per me.</p><p>��Lo so. Tu non hai amici, non hai relazioni, vai a messa ma non ti confessi mai, e hai messo tutta la distanza possibile fra te e la vita di questa colonia. Fra te e il resto della razza umana. Ogni cosa di te grida che vivi e vuoi vivere in completo isolamento.</p><p>Novinha non era preparata a quel discorso. L�uomo stava dando un nome al tormento pi� segreto della sua vita, e lei non aveva alcuna strategia prefabbricata per replicare a questo. � Se anche fosse vero, non � per colpa mia.</p><p>��Lo so. So dov�� cominciato questo, e so di chi � la colpa se continua ancor oggi a essere cos�.</p><p>��Mia?</p><p>��No, mia. E di tutti gli altri. Ma soprattutto mia, perch� io sapevo cosa ti stava succedendo e non ho fatto niente. Fino ad oggi.</p><p>��E oggi lei sta per liberarmi dall�unica cosa che � stata la base della mia vita? Grazie mille per la sua gentile compassione!</p><p>Di nuovo lui annu� solennemente, come se prendesse atto della sua ironica gratitudine e l�accettasse lo stesso. � In un certo senso, Novinha, non ha affatto importanza che la colpa non sia tua. Questo perch� la citt� di Milagre � una <emphasis>comunit�</emphasis>, e che ti abbia trattato male o bene essa deve funzionare come ogni altra comunit�, cio� provvedendo il meglio possibile al benessere di tutti i suoi membri.</p><p>��Il che significa tutti su Lusitania salvo me� me e i maiali.</p><p>��Gli xenobiologi sono molto importanti per una colonia, specialmente per una come questa circondata da un recinto che pone limiti definitivi alla nostra espansione. Il nostro xenobiologo dovr� scovare il modo di far crescere pi� proteine e carboidrati per ettaro, il che significa alterare genticamente il grano e le patate terrestri, ad esempio, per�</p><p>��Per sfruttare al massimo le sostanze nutrienti ottenibili dagli ecosistemi lusitani. Crede forse che io sia venuta qui a dare un esame senza sapere a cosa mira il lavoro a cui dedicher� la vita?</p><p>��La tua vita � dedicata a mettere alla prova le vite della gente che tu detesti?</p><p>Ora Novinha vedeva la trappla che l�uomo aveva preparato per lei. Troppo tardi, perch� era gi� andata a metterci un piede dentro. � Cos� lei pensa che una xenobiologa non possa fare il suo lavoro, a meno che non <emphasis>ami </emphasis>la gente a cui fornisce i risultati da lei ottenuti?</p><p>��Non m�importa che tu ci ami oppure no. Quello di cui devo accertarmi � se tu sai davvero ci� che vuoi. Perch� desideri tanto questo lavoro?</p><p>��Psicologia basilare. I miei genitori sono morti nel farlo, e perci� voglio subentrare nel loro ruolo.</p><p>��Forse � disse Pipo. � E forse no. Ci� che voglio sapere, Novinha, ci� che <emphasis>devo </emphasis>sapere prima di lasciarti dare l�esame, � a quale comunit� tu appartieni.</p><p>��L�ha detto lei stesso. Non appartengo a nessuna.</p><p>��Impossibile. Ogni creatura vivente viene definita in base alla comunit� cui appartiene ed a quelle cui non appartiene. Io sono questo e questo e questo, ma decisamente non quello e quello. Le tue definizioni sono invece tutte negative. Potrei compilare una lista infinita delle cose che tu non sei. Ma una creatura davvero convinta di non appartenere a nessuna comunit� inevitabilmente uccide se stessa, o cercando la morte fisica oppure incamminandosi verso quella mentale, la follia di chi non riesce a trovare un�identit�.</p><p>��E cio� io, pazza fino nel midollo.</p><p>��Non pazza. Spinta da impulsi che possono condurti alla distruzione. Se ti sottopongo all�esame, lo passerai. Ma prima che io ti consenta di farlo, devo sapere: chi diventerai quando lo avrai passato? Quali sono le cose in cui credi, quelle di cui fai parte, quelle di cui t�importa, e chi � che ami?</p><p>��Nessuno, n� in questo n� in altri mondi.</p><p>��Non ti credo.</p><p>��Non ho mai amato n� un uomo n� una donna al mondo, salvo i miei genitori, e loro sono morti! E anch�essi non� nessuno capisce <emphasis>tutto.</emphasis></p><p>��Di te?</p><p>��Io sono parte del tutto, no? Ma nessuno capisce tutti gli altri, nemmeno lei, che fa finta di essere cos� saggio e compassionevole, e invece sta solo cercando di farmi piangere perch� lei ha il potere di impedirmi di fare ci� che voglio fare e�</p><p>��E questo non � la xenobiologia.</p><p>��S� che lo �! Ne � una parte, comunque.</p><p>��E qual � il resto?</p><p>��Ci� che lei �. Ci� che lei fa. Solo che lei lo sta facendo tutto in modo sbagliato. Lo sta facendo <emphasis>stupidamente.</emphasis></p><p>��Gli xenobiologi <emphasis>e </emphasis>gli xenologi, intendi?</p><p>��Quando hanno creato una nuova scienza per studiare i maiali hanno fatto uno stupido sbaglio. Erano una banda di vecchi antropologi sfiatati, e si sono messi un altro cappello e si sono dati il nome di xenologi. Ma voi non potete capire i maiali limitandovi a guardare il loro <emphasis>comportamento</emphasis>! Loro emergono da una diversa evoluzione! Voi dovete capire i loro geni, e ci� che succede dentro le loro cellule. E dentro le cellule degli altri animali di questo ecosistema, perch� non possono essere studiati isolatamente, perch� nessuno vive nell�isolamento�</p><p><emphasis>Non farmi la predica</emphasis>, pens� Pipo. <emphasis>Dimmi cosa senti! </emphasis>E per provocarle una reazione emotiva sussurr�: � Eccetto te.</p><p>Funzion�. Da fredda e accusatoria, la voce di lei si scald� e pass� sulla difensiva: � Lei non potrebbe mai capirli. Ma io ci riuscirei!</p><p>��Perch� t�importa di loro? Cosa sono i maiali per te?</p><p>��Lei non capirebbe mai. Lei � un buon <emphasis>cattolico </emphasis>- disse, dando una sfumatura sprezzante alla parola. � C�� un libro, uno che � stato messo all�indice dalla Chiesa.</p><p>Nello sguardo di Pipo ci fu un improvviso lampo di comprensione. � <emphasis>La regina dell�Alveare </emphasis>e <emphasis>l�Egemone.</emphasis></p><p>��Lui� chiunque fosse, visse tremila anni fa, e si autonomin� l�Araldo dei Defunti. Ma lui <emphasis>capiva </emphasis>gli Scorpioni. Noi li abbiamo spazzati via dal primo all�ultimo, la sola razza non umana che avessimo mai incontrato, e li abbiamo uccisi tutti, ma <emphasis>lui capiva.</emphasis></p><p>��E tu vuoi scrivere la storia dei maiali, nello stesso modo in cui il primo Araldo scrisse degli Scorpioni.</p><p>��Il modo in cui lo dice� lei lo fa sembrare facile come buttar gi� un compito in classe. Lei non ha idea di cosa fu scrivere <emphasis>La Regina dell�Alveare e l�Egemone. </emphasis>Non ha idea dell�agonia che gli cost� immaginare se stesso dentro una mente aliena, e venirne fuori e ritrovarsi colmo d�amore per la grande creatura che noi abbiamo annientato. Lui visse nello stesso periodo del pi� orribile essere umano che sia mai esistito, Ender lo Xenocida, quello che stermin� gli Scorpioni, e fece del suo meglio per ricreare ci� che Ender aveva distrutto. L�Araldo dei Defunti cerc� di resuscitare ci� che era morto�</p><p>��Ma non pot� farlo.</p><p>��No, lo fece! Li ha resuscitati� lei dovrebbe saperlo, se ha letto il libro! Io non so se Ges� Cristo abbia mai potuto. So solo di aver ascoltato le parole del vescovo, Peregrino, e non credo che tutti i santi messi insieme riuscirebbero a cambiare un�ostia in carne o a cancellare la millesima parte di un peccato. Ma l�Araldo dei Defunti ha riportato in vita la Regina dell�Alveare.</p><p>��E allora dove si trova?</p><p>��Qui, adesso! Dentro di me!</p><p>Lui annu�, � E in te c�� anche qualcun altro. L�Araldo dei Defunti. � questo che tu vuoi essere.</p><p>��� l�unica storia vera che io abbia mai sentito � disse lei. � L�unica di cui m�importa. � questo che lei voleva farmi uscire di bocca? Che io sono un�eretica? Che voglio dedicare il lavoro della mia vita ad aggiungere un altro libro a quelli messi all�Indice e che nessun buon cattolico leggerebbe mai?</p><p>��Ci� che volevo sentirti dire � mormor� Pipo, � era il nome di quello che sei, invece del nome di tutte le cose che non sei. Quello che sei � la Regina dell�Alveare. Quello che sei � l�Araldo dei Defunti. � una comunit� molto piccola. Piccola di numero, ma grande nel cuore. Cos� tu scegli di non far parte di quella banda di ragazzini che si radunano con il solo scopo di escludere gli altri, e la gente ti guarda e dice: �Povera fanciulla, � cos� isolata�. Ma tu conosci il segreto, tu sai chi sei veramente� sei il solo essere umano capace di capire una mente aliena, perch� <emphasis>tu sei </emphasis>la mente aliena, e capisci cosa significa essere non-umana perch� non c�� mai stato un gruppo umano che ti abbia accolto per appiccicare anche a te l�etichetta �Homo Sapiens�.</p><p>��Adesso lei arriva a dire che non sono neppure umana? Dopo avermi fatto piangere come una bambina dicendo che non vuole sottopormi all�esame, dopo avermi umiliata, mi accusa di essere anche inumana?</p><p>��L�esame lo darai.</p><p>Quelle parole restarono sospese qualche attimo nell�aria.</p><p>��Quando? � sussurr� lei.</p><p>��Stasera. Domani. Comincia quando vuoi. Io interromper� il mio lavoro per farti i vari test, con tutta la fretta che ti va di metterci.</p><p>��Grazie! Grazie, io�</p><p>��Diventa l�Araldo dei Defunti. Io ti aiuter� per quello che posso. La legge mi proibisce di portare chiunque, salvo il mio apprendista, mio figlio Libo, a contatto dei pequeninos. Ma ti metteremo a disposizione ogni nostro appunto. Tutto ci� che abbiamo appreso lo condivideremo con te. Ogni nostra deduzione, ogni ipotesi. In cambio tu ci lascerai esaminare il tuo lavoro, ci� � che scoprirai sugli schemi di evoluzione genetica di questo pianeta e che possa aiutarci a capire i pequeninos. E quando avremo imparato abbastanza, insieme, potrai scrivere il tuo libro, potrai diventare l�Araldo. Ma stavolta non l�Araldo dei Defunti. I pequeninos non sono morti.</p><p>A dispetto di se stessa, lei sorrise. � L�Araldo dei Viventi.</p><p>��Ho letto <emphasis>La Regina dell�Alveare </emphasis>e <emphasis>l�Egemone � </emphasis>disse lui. � Non riesco a pensare a un posto migliore di quel libro per trovarci il nome di ci� che sei.</p><p>Ma lei non si fidava ancora dello xenologo. Ancora non credeva a ci� che lui sembrava promettere. � Far� di tutto per venire qui spesso, continuamente. Dalla mattina alla sera.</p><p>��All�ora di andare a letto, qui chiudiamo a chiave e torniamo a casa.</p><p>��Mi avrete fra i piedi per tutto il resto del tempo. Lei si stancher� di vedermi qui. Mi grider� di andarmente. Mi terr� segreta una cosa o l�altra. Mi dir� di stare zitta e di non parlare delle mie idee.</p><p>��Non abbiamo neppure cominciato a diventare amici, e gi� mi tacci d�essere un imbroglione e un bugiardo, un somaro seduto in cattedra.</p><p>��Ma lei lo sar�. Gli altri lo sono, sempre. E tutti vorrebbero che io me ne andassi�</p><p>Pipo scosse le spalle. � E con ci�? Prima o poi chiunque prega Iddio che qualcun altro scompaia. Prima o poi mi capiter� di augurarmi che tu mi sparisca dagli occhi. Ma l�importante � che quando accadr�, quando mi sentirai sbraitare �Vattene, santo cielo!�, tu invece faccia finta di niente e rimanga dove sei.</p><p>Era la cosa pi� decisamente assurda che qualcuno le avesse mai detto. � Bene, questo � pazzesco � rispose.</p><p>��Una cosa sola. Promettimi che non cercherai mai di contattare i pequeninos. Perch� questo non potrei consentirlo. E se tu o qualcun altro lo facesse, la Federazione Starways chiuderebbe tutta la baracca, qui, mettendo il veto a ulteriori contatti con loro. Mi dai la tua parola? Altrimenti ogni cosa, il mio lavoro, il tuo lavoro, tutto finir� alle ortiche.</p><p>��Glielo prometto.</p><p>��Quando vuoi cominciare con i test?</p><p>��Adesso! Posso cominciare adesso?</p><p>Lui rise, divertito. Poi allung� una mano dietro di s� e senza guardare il terminale premette un pulsante. L�apparato si accese di luci pulsanti, e il primo modello genetico apparve nell�aria proiettato in tre dimensioni.</p><p>��Lei aveva gi� preparato l�esame � esclam� Novinha. � Era tutto pronto per i test! Sapeva che mi avrebbe dato il permesso di farli!</p><p>Lui scosse il capo. � Lo speravo. Credevo in te. Volevo aiutarti a fare ci� che sognavi di fare. A patto che fosse qualcosa di buono.</p><p>Non si sarebbe chiamata Novinha se non avesse trovato qualcos�altro di velenoso da dire. � Capisco. Lei � il giudice dei sogni.</p><p>Forse lui non cap� che quello era un insulto. Si limit� a sorridere e disse: � Fede, speranza e amore� tre finestre da cui guardare gli altri. Perch� non dovrei aprirle quando passi tu?</p><p>��Lei non mi ama � disse la ragazza.</p><p>��Ah! � borbott� lui. � Io il giudice dei sogni, e tu il giudice dell�amore. Benissimo, allora ti dichiaro colpevole di aver sognato, e ti condanno a lavorare duramente tutta la vita per portare in salvo i tuoi sogni da qualche parte. Spero solo che un giorno o l�altro tu non mi dichiari innocente del crimine di averti amato. � Il suo sguardo si fece pensieroso. � Persi una figlia nella Descolada. Adesso avrebbe pochi anni pi� di te.</p><p>��E io gliela ricordo?</p><p>��Stavo giusto pensando che non aveva nulla in comune con te.</p><p>Novinha cominci� i test. Le occorsero tre giorni per completarli, e pass� l�esame con un punteggio pi� alto di quello che il computer attribuiva alla maggior parte degli studenti anziani. In retrospettiva, tuttavia, lei non avrebbe ricordato quei test come l�inizio della sua carriera, la fine della sua infanzia, la conferma della vocazione a cui era dedicata la sua vita. Avrebbe ripensato all�esame come al momento in cui per lei s�era aperta la Stazione Xenologia, dove con Pipo e Libo si sarebbe sentita parte di un gruppo, di una comunit�, per la prima volta dal giorno in cui aveva visto calare i suoi genitori nella fossa.</p><p>Non fu facile, specialmente al principio. Novinha non poteva spazzar via d�un sol colpo l�abitudine a confrontarsi freddamente con gli altri. Pipo lo capiva ed era preparato ad ammortizzare l�impatto delle sue frasi scostanti. Per Libo, invece, la presenza di lei era una sfida. La Stazione Zenador aveva rappresentato la torre d�avorio dove lui e suo padre intrecciavano un rapporto pi� maturo, ed ora, senza che nessuno avesse chiesto il suo parere, s�era intromessa una terza persona. Una persona fredda, esigente, che pur avendo la sua stessa et� si rivolgeva a lui come a un bambino. E lo urtava il fatto che lei fosse una xenobiologa a pieno titolo, con tutti i privilegi da adulta che ci� implicava, mentre lui era ancora un apprendista.</p><p>Cerc� di adeguarsi alla situazione con pazienza. Di natura era quieto, la flemma era un abito che sapeva gi� indossare. Non era da lui mettere il muso apertamente. Ma Pipo conosceva suo figlio e lo vedeva bruciare in silenzio. Dopo un po� perfino Novinha, pur volutamente insensibile com�era, cominci� a capire che stava provocando Libo pi� di quanto un ragazzo normale sarebbe riuscito a sopportare. Ma invece di allentare la sua pressione su di lui prese a guardare la situazione sotto l�aspetto di una sfida. Come poteva costringere a una reazione quel giovinetto innaturalmente calmo, cos� gentile da riuscirle addirittura incomprensibile?</p><p>��Vuoi dire che avete lavorato qui anni e anni � gli disse un giorno, � e non sapete neppure come i maiali si <emphasis>riproducono</emphasis>? Come fate a sapere che sono tutti maschi?</p><p>Libo rispose cortesemente: � Dopo aver insegnato loro le nostre lingue, gli abbiamo chiarito il significato dei termini �maschio� e �femmina�. I nostri interlocutori si proclamano tutti �maschi�, mentre riferendosi ad altri, o meglio ad altre creature che noi non abbiamo mai potuto vedere, le definiscono �femmine�.</p><p>��Ma per quel che ne sapete voi, potrebbero riprodursi per scissione, o per gemmazione!</p><p>Il suo tono era offensivo, e Libo non rispose subito. Immaginando i pensieri del figlio, a Pipo parve di vederli plasmare e riplasmare le parole per evitare una risposta graffiante. � Vorrei che il nostro lavoro fosse pi� orientato sull�antropologia fisica � le disse, � cos� ci sarebbe pi� agevole applicare le tue ricerche sugli schemi genetici di Lusitania a ci� che apprendiamo dai pequeninos.</p><p>Novinha si mostr� inorridita. � Vuoi dire che non avete neppure prelevato loro campioni di tessuto?</p><p>Libo arross� lievemente, ma rispose in modo cos� controllato da far pensare a Pipo che la sua voce non avrebbe mutato tono neanche sotto un interrogatorio dell�Inquisizione. � Suppongo che <emphasis>debba </emphasis>sembrarti sciocco � disse, � ma temiamo che i pequeninos si chiederebbero con quale scopo recondito preleviamo pezzettini dei loro corpi. Se uno di loro, per combinazione, poco dopo si ammalasse, potrebbero pensare che la colpa � nostra.</p><p>��E se voi prelevaste campioni di tessuti che perdono naturalmente? Potreste imparare molto da un semplice peluzzo.</p><p>Libo annu�. Seduto al terminale dall�altra parte della stanza Pipo riconobbe quel gesto; il figlio l�aveva appreso da lui. � Molte trib� primitive della Terra credevano che capelli, unghie, e altre cose prelevate dai loro corpi contenessero ancora la forza e l�anima dell�individuo. Che accadrebbe se i maiali pensassero che vogliamo gettargli un malefizio?</p><p>��E non conoscete la loro lingua? Credevo che alcuni di loro parlassero perfino lo stark. � La ragazza non faceva alcuno sforzo per mascherare il suo sdegno. � Non siete capaci di spiegargli a cosa servono i campioni biologici?</p><p>��Hai ragione � disse con calma lui. � Ma se spiegassimo loro a che scopo servono i campioni di tessuto, saremmo costretti a introdurre nella loro cultura il concetto di ricerca biologica� un migliaio d�anni prima che il loro progresso spontaneo li porti a quel punto. E la legge ci vieta di alterare il loro sviluppo evolutivo con simili informazioni.</p><p>Novinha parve finalmente gettare la spugna. � Non mi ero resa conto di quanto foste ostacolati dal principio del contatto ridotto al minimo.</p><p>Pipo fu lieto di vederla abbandonare l�arroganza, ma per lei ricadere nell�umilt� poteva essere anche peggio. La fanciulla s�era cos� isolata dai contatti umani che ragionava con la formalit� di un computer e parlava come un libro stampato. Si chiese se non fosse gi� tardi per insegnarle a socializzare da essere umano a essere umano.</p><p>Ma non era tardi. Una volta che la ragazza ebbe capito quanto fossero esperti nel loro campo di lavoro, mentre lei non ne sapeva quasi niente, il suo atteggiamento si fece sempre meno aggressivo fino a giungere all�estremo opposto. Nelle settimane che seguirono rivolse la parola a Pipo e a Libo solo quand�era necessario, dedicandosi a studiare i loro rapporti nel tentativo di afferrare il senso pi� recondito di ci� che stavano facendo. Di tanto in tanto aveva una domanda, la faceva, e i due le rispondevano cortesemente chiarendole ogni particolare.</p><p>Pian piano la cortesia formale lasci� il posto a modi pi� familiari. Pipo e Libo si lasciavano andare a discussioni aperte in sua presenza, vagliando e confrontando le loro ipotesi sul perch� i maiali avessero sviluppato questo o quello dei loro strani comportamenti, su cosa vi fosse dietro certe loro assurde affermazioni, e sul motivo per cui restavano cos� bizzarramente impenetrabili. E poich� lo studio dei maiali era un campo d�indagine nuovo di zecca, Novinha non ci mise molto a trasformarsi lei stessa in un�esperta, anche se di seconda mano, capace di offrire loro le sue ipotesi. � Dopotutto, a questo stadio � disse Pipo per incoraggiarla, � ognuno di noi � un orbo che guida i ciechi.</p><p>Pipo aveva previsto ci� che accadde in seguito. La flemma che Libo riusciva a coltivare lo stava rendendo riservato e poco socievole con i ragazzi della sua et�, al punto che il padre stentava a distoglierlo dal lavoro. Novinha non rinunciava ai suoi atteggiamenti acidi e scostanti. Adesso per� l�interesse comune verso i maiali era un fattore che univa i due giovani: con chi altro avrebbero potuto parlare, quando nessuno a parte Pipo sarebbe riuscito a capire la loro conversazione?</p><p>Insieme si rilassavano, e a volte accadeva loro di ridere fino alle lacrime per scherzi o battute che probabilmente non avrebbero divertito nessun altro lusitano. A imitazione dei maiali, che in apparenza davano un nome proprio a ogni albero della boscaglia, Libo battezz� tutti i mobili della Stazione Zenador, attribu� a ciascuno un carattere e delle ambizioni, e di tanto in tanto veniva fuori con frasi come: � Ehi, non sederti cos� su Sedia, oggi � di un umore tremendo. Deve aver capito che Scaffale la tradisce odiosamente con la tua borsa. � Nessuno di loro aveva mai visto un maiale femmina, tuttavia i maschi sembravano riferirsi ad esse con una sorta di reverenza religiosa. Novinha scrisse una serie di scherzosi rapporti sulle attivit� di un�immaginaria pequenina femmina di nome Reverenda Madre Suina, che dirigeva con altezzosa superbia il Monastero dell�Ordine delle Porcelline.</p><p>Ma non era tutto un divertimento. C�erano problemi di lavoro, preoccupazioni, e venne anche il giorno in cui si spaventarono al pensiero di aver fatto proprio la cosa che la Federazione Starways cercava tanto severamente di prevenire: causare mutamenti radicali nella societ� dei maiali. La cosa cominci� con Rooter, naturalmente. Rooter, che persisteva nel suo atteggiamento di sfida e nelle domande impossibili tipo: � Se non avete altre citt� di umani, con chi fate la guerra? Per voi non ci sarebbe onore nell�uccidere noi Piccoli. � Costretto a rispondere, Pipo mormor� qualcosa circa il fatto che gli umani non avrebbero mai ammazzato i pequeninos, i Piccoli. Ma sapeva che in realt� la domanda di Rooter era diretta a un argomento assai pi� delicato.</p><p>Da anni Pipo era al corrente che i maiali conoscevano bene il concetto di guerra, ma quell�affermazione port� Libo e Novinha a discutere calorosamente per diversi giorni sulla domanda di Rooter, da cui non si capiva chiaramente se per i maiali la guerra fosse desiderabile oppure semplicemente inevitabile. Da Rooter pervenivano sempre dei frammenti di informazione, alcuni importanti e altri no, e molti il cui significato era impossibile da stabilirsi. In un certo senso lo stesso Rooter era la prova della saggezza della politica che proibiva agli xenologi di porre domande da cui si sarebbe potuto arguire le ambizioni umane, e di conseguenza il comportamento umano verso altre razze. Le domande di Rooter, quindi, davano loro pi� notizie di quante ne ricavavano dalle sue risposte, visto che Pipo poteva fargli soltanto domande accuratamente misurate.</p><p>L�ultima informazione che Rooter forn�, tuttavia, non fu sotto forma di domanda. La espresse come un�osservazione confidenziale parlando con Libo, dopo che Pipo s�era allontanato con altri maiali per farsi spiegare la tecnica costruttiva delle case di tronchi. � Lo so, lo so � disse Rooter. � So io perch� Pipo � ancora vivo. Le vostre donne sono troppo stupide per capire quanto � saggio.</p><p>Gli sforzi di Libo per farsi chiarire il senso di quell�affermazione non approdarono a niente. Rooter pensava forse che se le donne umane fossero state pi� intelligenti avrebbero ucciso Pipo? Ogni accenno al concetto di uccidere provocava tensione, ma l�argomento venuto in ballo sembrava molto importante, e Libo cap� di non poterlo districare da solo. Ci� malgrado non poteva chiamare il padre in aiuto, dal momento che Rooter ne aveva accennato solo dopo essersi accertato che Pipo era fuori portata di orecchio.</p><p>Vedendo che Libo non replicava nulla, Rooter continu�: � Le vostre donne, loro sono pigre e stupide. Questo l�ho detto agli altri, e mi hanno risposto che avrei dovuto domandarlo a te. Le vostre donne non vedono la saggezza di Pipo. � vero o no?</p><p>Rooter sembrava molto agitato. Il suo respiro s�era accelerato molto, e si strappava peluzzi dalle braccia, quattro o cinque alla volta. In un modo o nell�altro Libo doveva rispondere. � Molte donne non lo conoscono � disse infine.</p><p>��Allora come fanno a sapere se deve morire? � chiese Rooter. Poi d�improvviso s�immobilizz�, e la sua voce sal� di tono: � Voi siete dei cabras!</p><p>Pochi istanti dopo Pipo ricomparve, evidentemente richiamato da quel grido. Vide subito che Libo aveva l�aria disperata di chi non sa che cosa dire n� cosa fare. Ma come poteva essergli d�aiuto? Non aveva la minima idea dell�argomento di cui avevano parlato. Tutto ci� che sapeva era che secondo Rooter gli umani � o almeno Pipo e Libo � avevano un qualche difetto in comune con le grosse bestie che pascolavano in branchi sulla prateria. Guardandolo non riusciva neppure a capire se Rooter fosse irritato o soddisfatto.</p><p>��Voi siete cabras! <emphasis>Voi </emphasis>decidete! � Indic� Libo e poi Pipo. � Le vostre donne non scelgono il vostro onore. <emphasis>Voi </emphasis>lo fate! Proprio come in battaglia, ma continuamente!</p><p>Pipo non intuiva neppure lontanamente di cosa Rooter stesse parlando, ma si rese conto che tutti i pequeninos s�erano immobilizzati come pietre in attesa che lui � o Libo � rispondessero. Cap� anche che Libo era troppo spaventato dallo strano comportamento di Rooter per rischiare una dichiarazione qualsiasi. A quel punto, non vide altra via d�uscita che dire la verit�. Dopotutto si tratta di un�informazione abbastanza ovvia e poco importante circa la societ� umana. Questo era contro le regole ferree che la Federazione Starways gli aveva imposto, ma in un momento cos� teso evitare una spiegazione sarebbe stato ancor pi� dannoso, perci� Pipo si fece avanti.</p><p>��Gli uomini e le donne decidono insieme, oppure ciascuno decide per s� � disse. � Una persona non decide per gli altri.</p><p>Evidentemente questo era proprio ci� che i maiali si erano aspettati di udire. � Cabras! � esclamarono pi� volte in tutti i toni, quindi corsero intorno a Rooter, saltellando e fischiando. Lo sollevarono dal suolo e lo gettarono fra la vegetazione. Pipo tent� di seguirli, ma due maiali gli si pararono davanti e scossero il capo. Era un gesto umano, da loro adottato molto tempo addietro, a cui davano per� un significato negativo assai pi� intenso. Per Pipo significava la proibizione assoluta di accodarsi al gruppo. Stavano recandosi dalle loro femmine, e quello era l�unico posto che i maiali consideravano inviolabile per gli umani.</p><p>Sulla via del ritorno Libo rifer� al padre dov�erano cominciate le difficolt�. � Sai cos�ha detto Rooter? Afferma che le nostre donne sono pigre e stupide.</p><p>��Questo perch� non ha mai conosciuto il sindaco Bosquinha. O tua madre, per dirne un�altra.</p><p>Libo rise. Sua madre, Concei��o, signoreggiava sugli archivi come se fossero un�antica esta��o del Mato Grosso: chi entrava in quel dominio veniva istantaneamente sottomesso alle sue leggi. Mentre rideva sent� qualcosa che gli scivolava via dalla mente, un�idea che forse gli era parsa importante� qual era l�altra cosa di cui avevano parlato? Ma suo padre stava passando a un altro argomento, la conversazione prosegu�, Libo dimentic�, e da l� a poco dimentic� anche di aver dimenticato.</p><p>Quella notte sentirono quel rumore tambureggiante che padre e figlio avevano gi� ipotizzato fosse parte di una cerimonia di qualche genere. Non si udiva spesso n� regolarmente, e all�apparenza emergeva da grandi tamburi percossi con robuste mazze. Stavolta, tuttavia, il rituale proseguiva come fosse interminabile. Pipo e Libo si dissero che forse l�esempio umano circa l�eguaglianza dei sessi doveva aver dato ai maschi pequeninos una spinta verso la speranza di una maggiore libert�. � Credo che questa possa esser giudicata una grave modifica delle loro usanze � riflett� Pipo, accigliato. � Se scoprissimo d�aver causato un cambiamento reale, dovr� farne rapporto, e probabilmente la Federazione ordiner� che il contratto fra gli umani e i maiali sia interrotto per qualche tempo. Forse anni. � Il pensiero che l�aver svolto con coscienza il loro lavoro potesse indurre la Federazione a mettervi fine era molto amaro da considerare.</p><p>Il mattino dopo Novinha s�incammin� con loro verso il cancello dell�alta recinzione che delimitava l�insediamento della colonia. Al di l� c�era un vasto spazio aperto, quindi i dolci versanti delle colline boscose fra cui vivevano i maiali. Vedendo che Pipo e Libo stavano ancora cercando di rassicurarsi l�un altro sul fatto che il giorno prima non avrebbero potuto agire diversamente, Novinha allung� il passo e li precedette al cancello. Quando gli altri due la raggiunsero, la ragazza stava fissando una chiazza di terreno rossastro evidentemente messo a nudo di fresco, su un tratto di lieve salita a una quarantina di metri dal recinto. � Ieri non c�era � disse, indicandola. � Qualcuno ha strappato l�erba e lasciato l� degli oggetti scuri.</p><p>Pipo apr� il cancello, e Libo, essendo il pi� giovane, corse avanti a investigare. Sul bordo della chiazza ripulita dall�erba si ferm� di colpo e parve vacillare, come paralizzato, con gli occhi fissi su quel che c�era sul terreno. Anche Pipo nel vederlo cos� scosso fremette, e Novinha, ignorando i regolamenti, usc� dal cancello e lo raggiunse di corsa. Libo cadde sulle ginocchia e si gir� a guardarla, poi si pass� una mano fra i corti capelli riccioluti con un gemito di sgomento.</p><p>Sul fango molliccio giaceva il corpo insanguinato di Rooter. Era stato letteralmente svuotato delle viscere, e non senza una sorta di orrida cura. I suoi organi, uniti da strisce di muscoli e tessuti connettivi, facevano cornice intorno a lui, disposti secondo uno schema simmetrico. Tutto era collegato da filamenti di carne, nulla era stato completamente separato.</p><p>L�ansito agonizzante di Libo assunse una nota isterica. Novinha gli si inginocchi� accanto e lo strinse senza dir parola, cercando di consolarlo. A denti stretti Pipo azion� la sua piccola telecamera e riprese i macabri resti da ogni angolo, in modo che il computer potesse pi� tardi analizzarne i dettagli.</p><p>��Era sempre vivo quando gli hanno fatto questo � sussurr� Libo appena fu di nuovo in grado di parlare. La voce gli usciva lenta e incerta, quasi che stesse faticosamente cimentandosi in una lingua straniera. � C�� molto sangue a terra, si vedono gli schizzi che� Il suo cuore pulsava ancora, mentre lo stavano tagliando a pezzi.</p><p>��Discuteremo questi particolari domani � borbott� Pipo.</p><p>D�un tratto, con crudele chiarezza, la cosa che Libo aveva dimenticato il giorno prima gli torn� in mente. � � quello che Rooter aveva detto sulle loro femmine. Sono esse a decidere quando i maschi devono morire. Avrei dovuto capire che voleva dirmi� alludeva a� � Tacque e scosse il capo. Se anche l�avesse intuito non era in suo potere impedirlo. La legge lo obbligava a restare in disparte. E in quel momento sent� di odiare la Federazione. Se la legge era fatta per lasciare che Rooter morisse in quel modo, allora la legge si fondava su principi assurdi. Rooter era stato una persona. Nessuno aveva il diritto di tenersi in disparte e lasciare che una cosa simile accadesse a una persona, soltanto perch� la si voleva studiare nel suo ambiente.</p><p>��Non lo hanno disonorato � disse Novinha. � Se una cosa � certa, � l�amore che hanno per gli alberi. Vedi? � Dal centro della sua cassa toracica, ora vuota e aperta al cielo, spuntava una pianticella verde. � Hanno piantato un albero per contrassegnare il suo luogo di sepoltura.</p><p>��Adesso sappiamo perch� danno un nome a tutti i loro alberi � disse Libo con voce atona. � Li piantano come pietre tombali, per i maiali che hanno torturato a morte.</p><p>��Questa � una foresta molto vasta � osserv� Pipo con calma. � Ti prego di limitare le tue ipotesi a ci� che � almeno concepibile. � Il suo tono pacato e l�invito sottinteso a mantenere intatto anche in quel momento il loro spirito scientifico, raffreddarono le emozioni dei due giovani.</p><p>��Cosa possiamo fare? � chiese Novinha.</p><p>��Intanto dovremmo rispedirti subito all�interno del recinto � rispose Pipo. � Tu non sei autorizzata a uscirne.</p><p>��Ma voglio dire� con il corpo, cosa si deve fare?</p><p>��Niente � stabil� Pipo. � I maiali hanno fatto ci� che fanno i maiali, e per le ragioni per cui i maiali agiscono. � Aiut� Libo a tirarsi in piedi.</p><p>Il ragazzo ebbe qualche difficolt� a non piegare le gambe, e per alcuni passi dovette sostenersi agli altri due. � Cosa gli avr� detto? � mormor�. � Non so neppure cosa sia stato, fra quello che ho detto, a causare la sua morte.</p><p>��Tu non c�entri � afferm� Pipo. � La responsabilit� � mia.</p><p>��Cosa? Pensa che loro le appartengano? � intervenne Novinha. � Crede che il loro mondo ruoti intorno a lei? Sono stati i maiali a farlo, qualunque ragione avessero. Mi sembra chiaro che non si tratta della prima volta: c�� troppa abilit� e troppo rituale in questa vivisezione per far supporre che sia una cosa nuova per loro.</p><p>Pipo riusc� a trovare un sorriso cupo. � Stiamo diventando vecchi, Libo. Ora � Novinha che ci fa lezione di xenologia.</p><p>��Ha ragione � annu� il ragazzo. � Qualunque sia il motivo che li ha spinti, � qualcosa che fanno da sempre. Un�usanza. � Si sforz� di sembrare pi� sicuro di s�.</p><p>��Ma in tal caso � ancora peggio, no? � disse Novinha. � Voglio dire, l�usanza di farsi a pezzi l�un l�altro mentre sono ancora vivi. � Si volse a guardare gli alberi della foresta, che ricoprivano i versanti delle colline fino alla cima, e si chiese quanti di loro avessero affondato le radici nel sangue.</p><p>Pipo mand� il rapporto via ansible, e il computer non gli diede problemi con le priorit� di trasmissione. Rifer� i fatti precisi e lasci� che fosse il comitato di supervisione a decidere se il contatto con i maiali dovesse essere interrotto o meno. Il comitato non individu� alcun errore decisivo. � Non � possibile n� opportuno celare le relazioni fra i sessi della nostra razza, dal momento che prima o poi gli indigeni lusitani potrebbero dover essere contattati da una xenologa � fu la risposta, � e non si � trovata nessuna situazione in cui la sua condotta sia stata meno che prudente e ragionevole. La nostra conclusione provvisoria � che siate stati involontari spettatori di una sorta di contrasto intestino, dal quale � emersa la decisione contro Rooter, e che dobbiate proseguire i vostri contatti con le necessarie precauzioni.</p><p>Era una netta discolpa per l�accaduto, e tuttavia non li sollev� molto. Libo era cresciuto in stretta vicinanza con i maiali, o quantomeno sentendone parlare ogni giorno da suo padre. Aveva conosciuto Rooter forse meglio della gente della colonia, a parte la sua famiglia e Novinha. Gli occorsero giorni per tornare con animo tranquillo nella Stazione Zenador, e settimane prima di rimetter piede nella foresta. Ma i maiali non davano alcun segno che per loro qualcosa fosse cambiato, semmai erano anzi pi� aperti e amichevoli che in passato. Nessuno di loro, e meno che mai Pipo e Libo, menzion� pi� il nome di Rooter. Ci furono per� dei mutamenti nella prassi dei due umani: quando erano al lavoro nella radura, padre e figlio non si allontanavano mai per pi� di pochi passi l�uno dall�altro.</p><p>Il rimorso e il disagio rimasti da quel giorno spinsero Libo e Novinha a una maggior vicinanza reciproca, quasi che la tenebra fosse un catalizzatore p� efficace della luce. Alla ragazza i maiali sembravano ora esseri imprevedibili e pericolosi, come un tempo le erano parsi i suoi conoscenti umani, e fra Pipo e Libo continuava ad aleggiare la questione di chi avesse avuto la colpa, bench� cercassero di rassicurarsi a vicenda. Cos� la sola entit� positiva e affidabile nella vita di Libo divenne Novinha, e per la ragazza lui cominci� a rappresentare la stessa cosa.</p><p>Libo, certo, aveva una madre e una parentela, e quando tornava a casa con suo padre si riuniva a loro, ma Novinha e il ragazzo si comportavano come se la Stazione Zenador fosse un�isola, con Pipo nelle vesti di un affettuoso ma remoto protettore. E sentendosi una sorta di Prospero, Libo si chiedeva: che i maiali non siano per loro un�incarnazione di Ariel, una presenza capace di portare due giovani amanti alla felicit�? Oppure non sono che piccoli Calibani, sempre pronti a sfuggire al controllo e ad esplodere nell�improvvisa violenza omicida?</p><p>Dopo qualche mese la morte di Rooter si affievol� nella memoria dei due ragazzi, e le loro risate tornarono a farsi sentire, anche se non avevano pi� quella spensierata nota di allegria infantile. Il tempo trascorse, e all�et� di diciassette anni Libo e Novinha erano cos� sicuri l�uno dell�altra che discutevano con naturalezza di ci� che avrebbero fatto insieme da l� a cinque, dieci e vent�anni. Pipo non si prese mai la briga di sondarli circa i loro progetti di vita in comune. Dopotutto, si disse, studiavano biologia dalla mattina alla sera. Parte del loro lavoro consisteva nell�ipotizzare relazioni sessuali socialmente funzionanti, e trascorrevano molto tempo a cercar di capire quando e come i maiali si accoppiassero, cosa non certo facile da estrapolare, dal momento che i maschi non avevano organi riproduttivi visibili. Le loro speculazioni sui metodi con cui i maiali combinavano il proprio materiale genetico finivano invariabilmente con scherzi e battute, non di rado cos� audaci che a Pipo serviva tutto il suo autocontrollo per restare severamente accigliato e non scoppiare a ridere anch egli.</p><p>Cos�, in quei pochi brevi anni, la Stazione Zenador fu come un caldo focolare per due brillanti e giovani spiriti che altrimenti sarebbero stati condannati a una fredda solitudine. Nessuno di loro pens� mai che quell�idillio avrebbe potuto finire bruscamente e per sempre, e in circostanze tali da risvegliare un�eco dolorosa per tutti i Centi Mondi.</p><p>Ogni cosa era talmente semplice, addirittura banale. Novinha stava analizzando la struttura genetica delle canne che crescevano lungo il fiume, infestate dalle mosche, quando si accorse che gli stessi esseri unicellulari da cui era stata provocata la Descolada allignavano nelle cellule delle canne. Costru� diverse altre strutture cellulari nel campo olografico sopra il computer e le fece ruotare. Tutte contenevano l�agente che aveva causato la Descolada.</p><p>Chiam� al terminale Pipo, che era intento a rielaborare il rapporto sulla visita ai maiali fatta il giorno prima. Il computer paragon� la struttura di tutte le cellule viventi di cui avevano campioni. Qualunque fosse la loro funzione, e da qualunque creatura animale o vegetale fossero state prelevate, le cellule evolutesi negli ecosistemi lusitani contenevano l�agente della Descolada, e il computer stabil� che in ciascuna di esse le sue proporzioni chimiche erano identiche.</p><p>Novinha si aspettava che Pipo annuisse nel solito modo, dichiarasse che la cosa era interessante e poi venisse fuori con un�ipotesi o due. Invece l�uomo sedette al suo posto e ricontroll� tutti i test da lei fatti, volle sapere esattamente da quali concetti di base fosse partito il computer, e poi le chiese in quale forma l�agente della Descolada fosse operativo in quel momento.</p><p>��Mamma e Pap� non hanno mai scoperto cosa l�abbia fatto diventare operativo, tuttavia l�agente della Descolada rilascia delle minuscole proteine� be�, almeno suppongo che siano proteine, e queste attaccano la spirale del materiale genetico, partendo da una delle estremit� e aprendola in due trecce separate nel mezzo. � per questo che lo chiamarono <emphasis>descolador� </emphasis>perch� �scolla� la doppia elica del DNA umano, anche.</p><p>��Mostrami come agisce nelle cellule aliene.</p><p>Novinha rimise in movimento la simulazione.</p><p>��No, non solo il materiale genetico. L�intera struttura cellulare.</p><p>��Si trova soltanto nel nucleo � disse lei. Allarg� il campo olografico per introdurre maggiori varianti. Il computer rallent� l�operazione, poich� stava considerando milioni di schemi casuali di materiale nucleico al secondo. Nella cellula di canna, mentre la spirale genetica si �scollava� parecchie grandi proteine ambientali andavano a collegarsi alle due trecce staccate. � Negli esseri umani il DNA reagisce e cerca di ricombinarsi, ma � ostacolato dalle strutture proteiche circostanti che si interpongono con collegamenti casuali, cosicch� le cellule �impazziscono� l�una dopo l�altra. A volte sviluppano mitosi di tipo cancerogeno, e a volte muoiono. Ma il fatto pi� indicativo � che nel corpo umano l�agente della Descolada riesce a riprodursi a velocit� folle, saltando da una cellula all�altra. Invece in ogni essere vivente di Lusitania esso esiste gi�, in uno stato apparentemente pre-selettivo.</p><p>Ma Pipo quasi non ascoltava le sue parole. La simulazione gli stava mostrando il <emphasis>descolador </emphasis>all�opera sulla cellula di canna, e quando il materiale genetico si fu separato esamin� pi� volte le due trecce. � Non � solo pre-selettivo� � lo stesso � disse. � � la stessa cosa!</p><p>Novinha non aveva visto subito ci� che l�uomo aveva notato. Cos�era lo stesso di cosa? Ma non ebbe il tempo di chiederglielo. Pipo balz� via dalla sedia, afferr� l�impermeabile e un attimo dopo era alla porta. Fuori stava piovigginando. Sulla soglia si volse. � D� a Libo che non si proccupi di raggiungermi. Mostragli quella simulazione, invece, e vediamo cosa ci pu� capire <emphasis>lui </emphasis>prima che io sia di ritorno. Questa � la risposta alla grande domanda. La risposta a tutto.</p><p>��Me la dica!</p><p>Lui rise. � Non imbrogliare. Te la dir� Libo, se non riuscirai a vederla da sola.</p><p>��Dove sta andando?</p><p>��A chiedere ai maiali se ho ragione, naturalmente! Ma so di averla, anche se finora mi hanno raccontato un sacco di bugie. Se non mi vedete tornare fra un�ora, vuoi dire che sono scivolato sotto la pioggia e mi sono rotto una gamba.</p><p>Libo non ebbe modo di visionare la simulazione. Il comitato per la pianificazione prolung� la riunione di quel pomeriggio per discutere sull�eventualit� di allargare le zone adibite a pascolo, e uscito dal municipio il ragazzo dovette pensare ai rifornimenti di viveri per quella settimana. Quando rientr� alla Stazione erano trascorse quattro ore dall�uscita di Pipo, s�era quasi fatto buio, e la pioggia si stava mutando in nevischio. I due ragazzi andarono fuori a cercarlo, spaventati e preoccupati al pensiero di dover esplorare per ore nella boscaglia.</p><p>Lo trovarono fin troppo presto. Il corpo di Pipo era gi� semisepolto dalla neve. I maiali non avevano neppure piantato un albero dentro di lui.</p></section><section><title><p>CAPITOLO SECONDO</p><p>TRONDHEIM</p></title><cite><p><emphasis>Gentile signore,</emphasis></p><p><emphasis>sono spiacente di non averle potuto fornire maggiori dettagli circa le usanze di corteggiamento e matrimoniali degli aborigeni lusitani. Immagino che ci� debba averla disturbata davvero molto, se lei si � sentito in dovere di chiedere ufficialmente alla Societ� Xenologica di esautorarmi per non aver collaborato alle sue ricerche.</emphasis></p><p><emphasis>Quando sento dei cosiddetti xenologi lamentare che io non ricavo sufficenti dati dall�osservazione dei pequeninos, sono solito invitarli a rileggersi le limitazioni che mi vengono imposte dalla legge. Mi viene permesso di condurre non pi� di un assistente durante le mie visite in loco; non posso fare domande da cui sia possibile estrapolare i comportamenti umani, affinch� essi non cerchino di imitarci; non posso dare informazioni esemplificatrici per ottenere risposte su comportamenti paralleli o supposti tali; non posso restare con loro per pi� di quattro ore ogni volta; a parte i miei vestiti, non posso usare in loro presenza prodotti tecnologici tipo telecamere, registratori, computer, e neppure una semplice penna fatta a mano per scrivere su un foglio fatto a mano; non posso osservarli quando e dove essi non me lo consentono esplicitamente.</emphasis></p><p><emphasis>In breve: non sono in grado di dirle come i pequeninos si riproducono, poich� non hanno mai deciso di farlo in mia presenza.</emphasis></p><p><emphasis>� chiaro che le sue ricerche ne soffrono! � evidente che le nostre conclusioni sui pequeninos risultano assurde! Se dovessimo esaminare la sua universit� sottoposti alle stesse limitazioni che abbiamo con l�esame degli aborigeni lusitani, senza dubbio finiremmo per concludere che gli esseri umani non si riproducono, non formano gruppi familiari, e dedicano l�intera esistenza a completare un circolo di metamorfosi dove gli studenti-larve si mutano in professori-adulti. Potremmo perfino arrivare a supporre che gli insegnanti esercitino un notevole potere nella societ� umana. Un�indagine effettiva mostrerebbe subito l�inadeguatezza di tali conclusioni� ma per quanto riguarda i maiali un�indagine effettiva non � permessa e neppure teoricamente contemplata.</emphasis></p><p><emphasis>L�antropologia non � mai stata una scienza esatta; l�osservatore non partecipa mai di una certa cultura come chi ne fa parte. Ma questi limiti sono inerenti alla stessa natura dell�antropologia. Sono i limiti artificiali quelli che ostacolano noi e, attraverso di noi, anche lei. Al ritmo con cui oggi il contatto procede, faremmo prima a mandare ai pequeninos dei questionari per posta e poi attendere che essi sviluppino un sistema postale e ci rispondano.</emphasis></p><text-author><emphasis>Jo�o Figueira Alvarez. </emphasis>Lettera a Pietro Guatannini, dell�Universit� di Sicilia, Campus Milano, Etruria.</text-author><text-author>Pubblicata postuma in <emphasis>Studi Xenologici</emphasis>, 22.4.1949</text-author></cite><empty-line/><p>La notizia della morte di Pipo non poteva essere d�importanza locale. Fu trasmessa istantaneamente, via ansible, a tutti i Cento Mondi. I primi alieni scoperti dal tempo di Ender lo Xenocida avevano torturato e ucciso il solo essere umano designato a osservarli. Da l� a poche ore scienziati, militari e politicanti recitavano i loro ruoli davanti alle telecamere dei giornalisti.</p><p>Un�opinione comune non tard� a emergere. Un incidente, accaduto in circostanze poco comprensibili, non bastava a dimostrare che la politica della Federazione Starways verso i maiali era fallita. Al contrario, il fatto che fin�allora si lamentasse la perdita di un solo essere umano ribadiva la saggezza del contatto basato sull�intervento minimo. Di conseguenza non si sarebbe presa alcuna misura, eccetto quella di rallentare ancor di pi� il lavoro di osservazione. Il successore di Pipo ebbe ordine di visitare i maiali non pi� spesso di una volta ogni due giorni, e mai per oltre un�ora ogni volta. Non dovevano esser poste domande sullo xenologo, n� su ci� che gli avevano fatto. La politica fondata sull�assenza di attivit� fu dunque rinforzata.</p><p>Vi fu anche molta preoccupazione per il morale della gente trasferitasi su Lusitania. Alla colonia furono inviati, via ansible, programmi d�intrattenimento creati apposta per l�occasione e non poco costosi, per contribuire a distogliere la loro mente dal lutto che li aveva colpiti.</p><p>E infine, dopo aver fatto tutto ci� che pensavano di dover fare per i <emphasis>framlings </emphasis>di Lusitania � i quali, dopotutto, si trovavano ad anni-luce da loro � i cittadini dei Cento Mondi tornarono alle pi� familiari preoccupazioni di casa propria.</p><p>Al di fuori di Lusitania un solo uomo, fra i trilioni che vivevano nei Cento Mondi, sent� che la morte di Jo�o Figueira Alvarez, detto Pipo, avrebbe causato un grande cambiamento nella sua vita. Andrew Wiggin era l�Araldo dei Defunti nella citt� universitaria di Reykjavik, famosa come luogo di conservazione della cultura Nordica e incuneata sui versanti rocciosi di un fiordo, dritto come la lama di un coltello, che tagliava il granito e il ghiaccio in una zona equatoriale del gelido mondo di Trondheim. Era primavera, le nevi si stavano sciogliendo, e l�erba e i fragili fiori cominciavano a far capolino per assorbire forza dal sole. Andrew sedeva presso il bordo scosceso di un�altura soleggiata, con intorno a s� una dozzina di studenti che si stavano occupando della storia della colonizzazione interstellare. Era pensieroso, e ascoltava con un orecchio solo i ragazzi discutere, in tono acceso, sul fatto se la schiacciante vittoria ottenuta nelle Guerre contro gli Scorpioni fosse stata o meno il necessario preludio all�espansione umana. Le discussioni su quell�argomento finivano sempre col degenerare in attacchi verbali contro Ender, il mostro umano che aveva comandato la flotta interstellare responsabile dello Xenocidio degli Scorpioni. E in quei casi la mente di Andrew vagava altrove. Non che quel soggetto lo annoiasse; d�altro canto preferiva evitare di concentrare la sua attenzione su di esso.</p><p>Fu allora che il minuscolo computer impiantato come un gioiello nel suo orecchio destro lo inform� della spiacevole fine toccata a Pipo, lo xenologo di Lusitania, e subito s�irrigid� in ascolto. Poi interruppe le chiacchiere dei suoi studenti.</p><p>��Cosa sapete voialtri dei maiali? � li interrog�.</p><p>��Sono la nostra unica speranza di redenzione � disse uno di loro, che doveva aver preso Calvino pi� sul serio di Lutero.</p><p>Andrew si volse a Plikt, una studentessa nota per la sua scarsa pazienza verso i misticismi di quel genere. � I maiali non esistono per l�adempimento degli scopi umani, di redenzione o d�altro genere � disse Plikt, con rovente disprezzo. � Sono autentici umanoidi, proprio come gli Scorpioni.</p><p>Andrew annu�, ma s�era accigliato. � Li definisci con un termine che pochi accetterebbero.</p><p>��Dovrebbero farlo tutti � disse Plikt. � Chiunque su Trondheim, e ogni nordico sui Cento Mondi, dovrebbe aver gi� letto a quest�ora la <emphasis>History of Wutan in Trondheim</emphasis>, di Demostene.</p><p>��Dovremmo, ma non l�abbiamo letta � sospir� uno studente.</p><p>��Le dica di non pavoneggiarsi tanto, Araldo � disse un altro. � Plikt � l�unica creatura che riesce a far la ruota anche col deretano poggiato in terra.</p><p>Plikt chiuse gli occhi. � La lingua nordica suddivide in quattro ordini gli individui di altra provenienza. Per il primo usa il termine <emphasis>estraneo</emphasis>, o <emphasis>utl�nning</emphasis>, cio� lo sconosciuto che riconosciamo come umano e del nostro mondo ma giunto da un�altra citt� o nazione. Per il secondo c�� il termine <emphasis>framling</emphasis>, che Demostene adotta senza l�accentazione del nordico <emphasis>framling</emphasis>, vale a dire lo straniero che noi riconosciamo come umano ma di un altro mondo. Il terzo ordine � quello degli <emphasis>umanoidi</emphasis>, o <emphasis>raman</emphasis>, cio� lo straniero che riconosciamo come un umano di altra specie. E il quarto � il vero <emphasis>alieno</emphasis>, o <emphasis>varelse</emphasis>, categoria che include ogni creatura con cui non � possibile instaurare una comunicazione, animali compresi. Essi esistono, ma noi non possiamo neppure ipotizzare gli impulsi o le cause che li fanno agire. Potrebbero essere intelligenti, potrebbero avere un�autocoscienza, tuttavia noi non lo sappiamo.</p><p>Andrew not� che diversi studenti davano segni di noia. Schiocc� le dita per richiamare la loro attenzione. � Voi state pensando che Plikt dia prova di un�arroganza seccante, eh? Ma non � cos�. Plikt non � arrogante, si limita ad essere precisa. � comprensibile che proviate un po� di vergogna per non aver letto la storia che Demostene ha scritto della vostra gente, ma non � giusto che sublimiate questa vergogna in una reazione contro Plikt, la quale non ha colpa dei vostri peccati.</p><p>��Pensavo che gli Araldi non credessero nel peccato � salt� su a dire un ragazzo.</p><p>Andrew sorrise. � <emphasis>Tu </emphasis>credi nel peccato, Styrka, e agisci di conseguenza. Perci� il peccato � reale per te, e conoscendo te questo Araldo deve credere nel peccato.</p><p>Styrka rifiut� di gettare la spugna. � Cos�ha a che fare tutto questo parlare di utlannings e framlings e ramans e varelse con lo xenocidio di Ender?</p><p>Andrew guard� Plikt. La ragazza ci pens� su un momento. � Questo <emphasis>� </emphasis>attinente alla stupida discussione che stavamo facendo. Grazie alla classificazione che come ho detto esiste nella lingua nordica, possiamo vedere che Ender non ha compiuto un vero xenocidio distruggendo gli Scorpioni, poich� a quel tempo li conoscevamo come <emphasis>varelse</emphasis>, alieni. Fu soltanto negli anni successivi, quando il primo Araldo dei Defunti scrisse <emphasis>La Regina dell�Alveare </emphasis>e <emphasis>l�Egemone</emphasis>, che l�umanit� seppe che gli Scorpioni non erano stati affatto alieni, bens� umanoidi. Fin�allora non c�era stata comunicazione fra gli Scorpioni e gli umani.</p><p>��Uno xenocidio � uno xenocidio � disse Styrka. � Solo perch� Ender non sapeva che fossero umanoidi, questo non li rende meno morti.</p><p>La scarsa attitudine di Styrka al perdono fece sospirare Andrew. Fra i calvinisti di Reykjavik si tendeva a negare ogni importanza alle motivazioni umane, quando c�era da soppesare la bont� o la malvagit� di un atto. Le azioni erano buone o malvage di per s�, dicevano essi, e poich� gli Araldi dei Defunti affermavano invece che il bene e il male esistevano soltanto nelle intenzioni umane, e non nelle conseguenti azioni, ci� rendeva studenti come Styrka abbastanza ostili ad Andrew. Per sua fortuna lui, consapevole dei motivi che stavano dietro la cosa, non se ne faceva un cruccio.</p><p>��Styrka, Plikt, lasciate che vi sottoponga un altro caso. Prendiamo i maiali, che hanno imparato a parlare lo stark e la cui lingua � conosciuta da qualche umano, e supponiamo di venire a sapere che essi, all�improvviso e senza alcuna provocazione, abbiano torturato e ucciso lo xenologo mandato ad osservarli.</p><p>Plikt balz� subito sulla domanda. � Come potremmo sapere che non c�� stata provocazione? Ci� che a noi sembra innocuo, per loro pu� essere insopportabile.</p><p>Andrew sorrise. � Vero. Ma lo xenologo non avrebbe fatto loro del male, n� interagito con le loro attivit�, n� chiesto loro niente. In base a ogni standard comportamentale teorizzabile, non sarebbe dunque meritevole di morte. Basterebbe, da solo, un tale incomprensibile omicidio a far definire i maiali alieni invece che umanoidi?</p><p>Ora fu Styrka a non avere esitazioni. � Un delitto � un delitto. Tutte queste chiacchiere di alieni e umanoidi sono controsensi. Se i maiali uccidono sono malvagi, com�erano malvagi gli Scorpioni. Se l�atto � perverso, � perverso chi lo compie.</p><p>Andrew annu�. � Ecco qui il nostro problema, allora, un dilemma. � stato malvagio questo omicidio, se dal punto di vista dei maiali si fosse trattato di una buona azione? E i maiali sono ancora da considerare umanoidi oppure alieni? Per un momento, Styrka, tieni a freno la lingua. Conosco gi� tutte le argomentazioni di voi calvinisti, ma perfino Giovanni Calvino riterrebbe stupido il vostro modo di pensare.</p><p>��Come pu� sapere lei quello che Calvino�</p><p>��Perch� � morto! � rugg� Andrew. � E perci� io sono autorizzato a parlare per lui! Non � questo che fa un Araldo?</p><p>Gli studenti risero, e Styrka si ritir� in un silenzio offeso. Andrew sapeva che il ragazzo aveva delle doti; il calvinismo non gli impediva di migliorarsi e istruirsi, anche se la sua maturazione sarebbe stata lenta e penosa.</p><p>��Talman, Araldo � disse Plikt, � lei ha parlato come se la sua ipotetica situazione fosse accaduta, come se i maiali avessero davvero ucciso le xenologo.</p><p>Andrew annu� gravemente. � Infatti � accaduto proprio questo.</p><p>Il mormorio che si lev� lo fece irrigidire. Conteneva troppi echi dell�antico conflitto fra la razza umana e gli Scorpioni.</p><p>��Guardate dentro di voi, in questo momento! � esclam�. � Guardatevi, e scoprirete che per quanto abbiate odiato Ender lo Xenocida e vi siate addolorati per lo sterminio degli Scorpioni, voi pure siete mortalmente aggressivi. Avete paura degli stranieri, siano essi <emphasis>utlannings </emphasis>o <emphasis>framlings. </emphasis>E quando li vedete uccidere un uomo che conoscete e stimate, allora non ha pi� importanza la loro forma fisica. Diventano alieni� o peggio, bestie feroci che arrivano nella notte con le zanne grondanti di sangue. Se nel vostro villaggio aveste un�arma, e le bestie che hanno scannato uno dei vostri amici ritornassero, vi fermereste a riflettere se anch�esse hanno diritto di vivere? Oppure agireste per proteggere la vita dei vostri concittadini, della vostra famiglia e di chi si affida a voi?</p><p>��Da quel che lei afferma, sembra che dovremmo sterminare immediatamente i maiali, primitivi e indifesi come sono! � grid� Styrka.</p><p>��Da quel che affermo? Io ho fatto una domanda. E una domanda non � un affermazione, a meno che voi non presumiate di conoscere gi� la mia risposta. Ma ti assicuro, Styrka, che tu non la conosci. Riflettete su questo. La lezione � finita.</p><p>��Domani potremo riparlarne? � gli fu chiesto.</p><p>��Se volete � annu� Andrew. Ma sapeva che se ne avessero discusso l�avrebbero fatto senza di lui. Per loro la questione di Ender lo Xenocida era puramente una speculazione filosofica. Dopotutto le Guerre contro gli Scorpioni risalivano a tremila anni addietro; adesso si era nel 1948 C.S. a numerare dall�anno in cui era entrato in vigore il Codice Starways, e Ender aveva sterminato gli Scorpioni 1180 anni prima di quella data. Ma per Andrew quegli avvenimenti non erano cos� remoti. Aveva fatto pi� viaggi fra le stelle di quanti i suoi studenti avrebbero mai immaginato. Da quando aveva 25 anni fino al giorno del suo arrivo su Trondheim non s�era mai fermato per pi� di sei mesi sullo stesso pianeta. Viaggiare a velocit� relativistica da una stella all�altra lo aveva fatto rimbalzare avanti come una pietra piatta sulla liscia corrente del tempo. I suoi studenti non potevano immaginare che il loro Araldo dei Defunti, pur dimostrando appena 35 anni, aveva ricordi ancora nitidissimi di eventi accaduti 3000 anni prima, e che quegli eventi erano successi per lui appena una ventina d�anni addietro, poco pi� di met� della sua vita. Essi non avevano idea di quanto profondamente la questione dell�antica colpa di Ender bruciasse in lui, e dell�angoscia con cui aveva cercato di trovare mille giustificazioni diverse. Lo conoscevano soltanto come un insegnante, un Araldo dei Defunti; non sapevano che quando era un bambino sua sorella Valentine, di due anni maggiore, non trovando divertente il suono di �Andrew� aveva preso a chiamarlo Ender, un nome che lui aveva reso famoso e poi infame ancor prima di compiere quindici anni. Styrka e l�analitica Plikt ponderavano sull�eterna questione della colpa di Ender. Ma per Andrew Wiggin, Araldo dei Defunti, la cosa non era altrettanto accademica.</p><p>Scendendo per l�umido pendio erboso nella fredda brezza primaverile, Ender � l�Araldo Andrew � riusciva a pensare soltanto ai maiali, quelle creature che gi� avevano commesso un inesplicabile delitto, proprio come avevano incautamente fatto gli Scorpioni al loro primo contatto con la razza umana. C�era forse una maledizione inevitabile sull�incontro fra umani ed extraterrestri, una legge di natura che lo voleva intriso di sangue? Gli Scorpioni avevano ucciso con indifferenza migliaia di esseri umani, ma questo solo perch� essi avevano una mente comune, l�alveare, per cui la vita dell�individuo non contava pi� di quella di un�unghia. Spazzando via gli occupanti dei satelliti su cui desideravano insediarsi avevano semplicemente voluto chiedere agli uomini di farsi pi� in l�, senza offesa. L�omicidio dello xenologo poteva essere emerso da motivi di quel genere?</p><p>Ma la voce nel suo orecchio aveva parlato di tortura, di un omicidio rituale simile all�esecuzione che i maiali avevano fatto di un loro simile, anni prima. I maiali non possedevano una mente-alveare, non erano gli Scorpioni. Ender doveva scoprire perch� avevano agito in quel modo.</p><p>��Quando ha saputo della morte dello xenologo?</p><p>Ender si volse. Era Plikt. La ragazza lo aveva seguito, invece di tornare alle Grotte dove alloggiavano gli studenti.</p><p>��Poco fa, mentre parlavamo. � Si tocc� l�orecchio. Impianti di microterminali come il suo erano costosi, ma non troppo rari.</p><p>��Io ho sentito un notiziario appena prima della lezione, e non se ne faceva parola. � Sollev� un polso per mostrargli il suo minischermo. � E anche adesso le stazioni di Trondheim tacciono. Si direbbe che lei abbia un collegamento diretto con l�ansible.</p><p>Il tono di Plikt era quello di chi � convinto di aver messo le mani su un grosso mistero. E non aveva torto. � Gli Araldi hanno accesso prioritario alle informazioni giunte via ansible � disse lui.</p><p>��Qualcuno l�ha invitata a fare l�Elegia per lo xenologo?</p><p>Lui scosse il capo. � Lusitania � nel cortile della Chiesa Cattolica.</p><p>��Volevo appunto dire che loro non hanno un Araldo l� � disse la ragazza. � Per� sono tenuti ad accoglierne uno, se i parenti del defunto lo richiedono. E Trondheim � il pianeta pi� vicino a Lusitania.</p><p>��Nessuno ha chiesto un Araldo.</p><p>Plikt gli tocc� un braccio. � Perch� lei � venuto qui?</p><p>��Lo sai. Alla morte di Wutan ho parlato per lui.</p><p>��So che lei � arrivato qui con sua sorella, Valentine. E di voi due � lei la pi� popolare fra gli studenti� lei risponde alle domande con delle <emphasis>risposte. </emphasis>Mentre lei, Araldo, risponde solo con altre domande.</p><p>��Questo � perch� lei conosce pi� risposte di me.</p><p>��Araldo, lei deve dirmelo. Ho cercato di sapere qualcosa di lei� ero curiosa. Il suo cognome, ad esempio, o da dove viene. Tutto � classificato segreto, evidentemente. Segreto al punto che non si sa neppure se per arrivare ai suoi dati <emphasis>esistono </emphasis>dei codici d�accesso. Dio in persona non riuscirebbe a saper nulla del suo passato.</p><p>Ender la prese per le spalle e la guard� negli occhi. � Il fatto che tu non abbia ottenuto un codice significa, per l�appunto, che queste cose non ti riguardano.</p><p>��Lei � molto pi� importante di quel che gli altri pensano, Araldo � disse Plikt. � L�ansible le arriva in diretta, prima che a chiunque, no? E nessuno pu� mettere gli occhi sui suoi dati personali.</p><p>��Nessuno se ne � mai preoccupato. A te perch� interessa?</p><p>��<emphasis>Io </emphasis>voglio diventare un Araldo � disse lei.</p><p>��Procedi, allora. Il computer ti addestrer�. Non � una religione, non c�� un catechismo che tu debba imparare a memoria. E ora lasciami in pace, d�accordo? � La scost� con una gentile spintarella e gir� le spalle.</p><p>La ragazza vacill�, mentre lui si allontanava in fretta. � Ma voglio parlare per <emphasis>lei</emphasis>! � protest�.</p><p>��Io non sono ancora morto! � replic� lui senza voltarsi.</p><p>��So che lei sta andando su Lusitania! Io� so chi � lei!</p><p><emphasis>Allora ne sai pi� di me</emphasis>, si disse Ender con un sospiro. Ma accelerando il passo s�accorse di tremare, malgrado il sole alto e le tre maglie che si era messo indosso per tener fuori il freddo. Non aveva mai notato quanta emotivit� vi fosse in Plikt, ma intuendo che la ragazza lo identificava con una sorta d�immagine paterna, o aveva disperatamente bisogno di qualcosa che era in lui, si sent� spaventato. Gli anni erano scivolati via senza che lui stringesse veri rapporti umani con nessuno, a parte sua sorella Valentine e, naturalmente, i defunti per cui parlava. Tutta la gente che aveva significato qualcosa per lui era morta da un pezzo. Lui e Valentine se li erano lasciati indietro secoli prima, interi mondi prima.</p><p>L�idea di mettere radici nel gelido suolo di Trondheim gli apparve improvvisamente detestabile. Cosa voleva Plikt da lui? Non aveva importanza; lui comunque non poteva dargliela. Come osava <emphasis>pretendere </emphasis>qualcosa, quasi che lui le appartenesse? Ender Wiggin non apparteneva a nessuno. Se la ragazza avesse saputo chi lui era in realt�, lo avrebbe guardato con ripugnanza. Lo Xenocida. Oppure, al contrario, lo avrebbe venerato come il Salvatore dell�Umanit�. Ender non aveva dimenticato il periodo in cui la gente osannava ancora il suo nome, e fra i due estremi non sapeva quale detestare di pi�. Adesso tutti lo conoscevano solo per il suo ruolo, solo con il nome di Speaker, Talman, Falante, Spieler, o comunque chiamassero gli Araldi dei Defunti nella lingua della loro citt� o nazione o mondo.</p><p>Non voleva che gli altri sapessero chi era. Non apparteneva a loro n� alla razza umana. Lui seguiva una diversa via e apparteneva a qualcun altro. Non agli esseri umani. E neppure ai sanguinari maiali. O questo era ci� che credeva.</p></section><section><title><p>CAPITOLO TERZO</p><p>LIBO</p></title><cite><p>Dieta osservata: soprattutto <emphasis>macios</emphasis>, i vermi dalla pelle lucida che vivono fra i tralci di <emphasis>nerdona </emphasis>sulla corteccia degli alberi. A volte li abbiamo visti masticare steli di <emphasis>capim. </emphasis>Talvolta (incidentalmente?) ingeriscono foglie di nerdona insieme ai vermi.</p><p>Non li abbiamo mai visti mangiare nient�altro. Novinha ha analizzato le tre sostanze commestibili (macios, steli di capim, foglie di nerdona) e i risultati sono stati sorprendenti. O i pequeninos non hanno bisogno di troppe proteine diverse, o significa che patiscono una cronica insufficienza alimentare. La loro dieta � poverissima di elementi base. Il contenuto di calcio � cos� basso che c�� da chiedersi se le loro ossa sfruttano il calcio come le nostre.</p><p>Pure ipotesi: dal momento che non possiamo prelevare loro campioni di tessuto, la nostra conoscenza dell�anatomia e fisiologia dei maiali si limita a quanto abbiamo ricavato dalle immagini del corpo vivisezionato dell�individuo chiamato Rooter. Per quanto fosse poco, appaiono alcune incongruenze. Ad esempio la lingua, cos� fantasticamente agile che i maiali possono riprodurre ogni suono emesso dall�uomo e una quantit� di altri, deve pur essersi evoluta cos� per qualche scopo. Forse per scovare insetti nella corteccia degli alberi, o in fori della roccia. Ma se pure un antico progenitore dei maiali si nutriva a questo modo, certo oggi loro fanno diversamente. E i cuscinetti cornei all�interno delle caviglie e delle ginocchia, grazie ai quali si arrampicano o talvolta si appendono ai rami a testa in gi�. Perch� li hanno sviluppati? Per sfuggire a qualche predatore? Ma su Lusitania non esiste un predatore abbastanza grosso da preoccuparli. Per salire a frugare nella corteccia in cerca di insetti? Questo giustificherebbe anche la loro lingua, ma dove sono gli insetti? Gli unici insetti sono i <emphasis>succiamosche </emphasis>e i <emphasis>pulador</emphasis>, ma non si trovano nella corteccia degli alberi e comunque i maiali non li mangiano. I macios sono piuttosto grossi, restano alla superficie della corteccia e possono essere raccolti tirando, gi� da terra, i tralci di nerdona. I maiali non hanno neppure bisogno di arrampicarsi su un albero per mangiare.</p><p>Ipotesi di Libo: la lingua e la capacit� di salire sugli alberi si sarebbero evoluti in un ambiente diverso, con possibilit� dietetiche assai pi� varie, insetti inclusi. Ma qualcosa (un�era glaciale? Migrazioni? Epidemie?) ha causato un mutamento ambientale. Niente pi� insetti della corteccia, ecc. La circostanza avrebbe potuto estinguere tutti i grossi predatori. Questo significherebbe anche perch� vi sono cos� poche specie viventi su Lusitania, malgrado le favorevoli condizioni climatiche. Il cataclisma potrebbe essere recente (mezzo milione di anni fa?) visto che l�evoluzione non ha ancora avuto modo di modificare le specie sul nuovo ambiente.</p><p>� una semplice ipotesi, poich� nell�ambiente attuale non esiste alcuna ragione pressante per un�evoluzione dei maiali. Non si trovano in <emphasis>competizione </emphasis>con niente. La nicchia ecologica in cui si sono adagiati potrebbe essere occupata da ghiri o scoiattoli. Perch� l�intelligenza si � evoluta in una situazione dove nulla giustifica la sua necessit�? Ma inventare un cataclisma per spiegare perch� i maiali hanno una dieta cos� monotona e povera � probabilmente eccessivo. Il Rasoio di Occam farebbe a fettine questa metodologia.</p><text-author>Jo�o Figueira Alvarez. <emphasis>Note di Lavoro</emphasis>, 4.4.1948</text-author><text-author>Pubblicato postumo in �Origini filosofiche della secessione Lusitana� 2010-33-4-1090.40</text-author></cite><empty-line/><p>Non appena il sindaco Bosquinha giunse alla Stazione Zenador, la faccenda fu subito tolta dalle mani di Libo e di Novinha. Bosquinha aveva l�attitudine al comando, e i suoi modi non lasciavano molto spazio alle proteste o alle discussioni. � Tu aspetta qui � disse a Libo, quando si fu resa conto della situazione. � Dopo aver avuto la tua chiamata ho subito mandato l�Arbitro a informare tua madre.</p><p>��Dobbiamo riportare qui il suo corpo � disse Libo.</p><p>��Ho gi� incaricato alcuni vostri vicini di casa. Ci penseranno loro � disse la donna. � E monsignor Peregrino sta facendo i preparativi per il funerale.</p><p>��Voglio andare anch�io! � insist� lui.</p><p>��Libo, devi capire che dovranno prendere fotografie. Di ogni particolare.</p><p>��Non sono forse stato io a dirle questo? � necessario, per il rapporto alla Federazione.</p><p>��S�, ma � meglio che tu non sia presente, Libo. � La voce di Bosquinha s�era fatta autoritaria. � D�altra parte, bisogna che sia tu a stendere il rapporto. Dobbiamo avvertire Starways il pi� presto possibile. Te la senti di scriverlo adesso, quando hai ancora i fatti chiari in mente?</p><p>La donna non aveva torto. Soltanto Libo e Novinha potevano dare una testimonianza diretta, e prima si fossero tolti quel pensiero meglio sarebbe stato. � Ci penser� io � annu� Libo.</p><p>��Novinha dovr� aggiungere il suo resoconto. Scrivete due rapporti separati, senza consultarvi. Non devono esservi critiche da parte dei Cento Mondi.</p><p>Il computer era gi� pronto alla trasmissione, e i loro rapporti partirono via ansible non appena li ebbero firmati, errori, correzioni e tutto. Su tutti i Cento Mondi ogni studioso di xenologia avrebbe letto con il cuore in gola le frasi di Libo e di Novinha riportate dalla videostampa. A molti l�ansible avrebbe fornito direttamente il rapporto, su video o stampato o per audio. A ventidue anni luce di distanza Andrew Wiggin avrebbe saputo della morte di Jo�o �Pipo� Figueira Alvarez e ne avrebbe parlato ai suoi studenti prima che il corpo dello xenologo fosse trasportato all�interno del recinto, a Milagre.</p><p>Quando volse le spalle al computer Libo si trov� immediatamente circondato dalle autorit� della colonia. Con angoscia crescente Novinha non pot� far altro che guardare, mentre l�ottusa invadenza di quella gente incrementava la sofferenza del giovane. Il peggiore di tutti fu il vescovo Peregrino, il quale si spinse a dichiarare che i maiali erano animali senz�anima e che perci� non si poteva parlare di omicidio, dato che dal punto di vista legale e religioso il padre di Libo era stato aggredito da delle bestie. Novinha dovette sforzarsi di non saltargli in faccia. Stava dicendo che Pipo aveva dedicato la vita a studiare degli <emphasis>ammali</emphasis>? E che perci� la sua morte era risultata dalla volont� di <emphasis>Dio</emphasis>? Ma per amore di Libo si trattenne. Il giovane s�era per� seduto in presenza del vescovo, e senza avergli baciato l�anello, e dopo aver cupamente annuito alle sue parole fin� per interromperlo con un gesto d�insofferenza che il religioso finse di ignorare benevolmente.</p><p>Dom Crist�o, l�Abate del monastero, fu pi� d�aiuto e fece domande intelligenti sull�accaduto, il che rese l�umore di Libo e Novinha meno emotivo e pi� analitico, almeno per qualche minuto. La ragazza ne aveva per� gi� abbastanza di tutte quelle chiacchiere. La maggior parte dei presenti non facevano che domandare perch� i maiali avessero fatto una cosa simile. Dom Crist�o volle chiedere se Pipo, di recente, avesse in qualche modo offeso o provocato quelle creature. Novinha sapeva benissimo cosa aveva innescato l�omicidio: Pipo era andato a rivelare loro quello che aveva dedotto dalla simulazione del computer. Ma non fece parola di questo, e in quanto a Libo sembrava aver dimenticato ci� che lei gli aveva frettolosamente detto poche ore prima, mentre uscivano alla ricerca di Pipo. Il giovane non aveva neppure guardato la simulazione. Novinha si disse che era meglio cos�; la sua maggiore angoscia era il pensiero che lui potesse ricordare quei particolari.</p><p>Le domande di Dom Crist�o cessarono soltanto quando il sindaco rientr� insieme ad alcuni degli uomini che avevano recuperato la salma. Malgrado gli impermeabili erano bagnati fino all�osso, e pieni di fango, ma grazie al cielo il sangue di cui dovevano essersi sporcati era stato lavato via dalla pioggia. Avevano tutti un�aria depressa, quasi di scusa, e ciascuno strinse la mano a Libo mormorando le sue condoglianze in tono sommesso e deferente. Nel guardarli Novinha si sent� stanca della stessa stanchezza, quella triste apatia che la gente esibiva davanti a chi era stato toccato da un lutto doloroso.</p><p>Uno degli uomini disse a Libo: � Ora sei tu lo zenador, non � cos�? � traducendo in parole un altro aspetto di quella deferenza. A Milagre lo zenador non aveva alcuna autorit� ufficiale, ma godeva del massimo prestigio, poich� il suo lavoro giustificava l�esistenza stessa della colonia. Libo cessava di essere un ragazzo agli occhi di tutti, aveva decisioni da prendere, assumeva un ruolo e una dignit�, e lasciava i margini della vita sociale della colonia per spostarsi in posizione centrale.</p><p>Ma Novinha sentiva che il controllo della sua vita le scivolava via fra le dita. <emphasis>Non � cos� che dovevano andare le cose. Io avrei dovuto continuare qui per anni, imparando da Pipo, e con Libo come mio compagno di studi. Questo sarebbe stato il modo giusto. </emphasis>Invece era gi� la xenobiologa, la <emphasis>xenobiologista </emphasis>della colonia, e aveva un ruolo da adulto, e onorato, da ricoprire. Non era gelosa del rispetto che ora Libo otteneva. Tutto ci� che avrebbe voluto era di restare una ragazzina insieme a lui, per ancora un po� di tempo. Per sempre, se fosse stato possibile.</p><p>Ma Libo non sarebbe stato mai pi� il suo compagno di studio e di giochi. Lo cap� con improvvisa chiarezza quando not� come tutti, nella stanza, guardavano il giovane, prendendo atto in silenzio di quello che diceva e stabiliva. � Non reagiremo in nessun modo verso i maiali � li stava informando. � N� definiremo questo atto un crimine. Non possiamo sapere se mio padre li abbia provocati o meno; cercher� di capirlo pi� tardi. Ci� che bisogna accettare � che, qualunque cosa abbiano inteso fare, a loro sembrava giusta. Gli stranieri qui siamo noi, e nostra � la colpa se abbiamo violato� qualche tab�, qualche legge. Mio padre era preparato a questo pericolo, sapeva che esisteva allo stadio potenziale. La gente che lo conosceva, e i colleghi, devono capire che � morto con la dignit� di un soldato sul campo, di un comandante sulla sua nave, come tutti coloro che muoiono dopo una vita semplice dedicata al lavoro onesto, allo studio, al dovere verso gli altri, senza mai aver chiesto nulla per s�.</p><p><emphasis>Ah, Libo! Tu, ragazzo silenzioso, hai trovato tanta eloquenza che non riuscirai ad essere un ragazzo mai pi�</emphasis>, pens� Novinha, e sent� esacerbarsi il suo dolore. Fu costretta a distogliere lo sguardo da lui.</p><p>E senza volerlo incontr� gli occhi dell�unica altra persona nella stanza che non stesse fissando Libo. Era un uomo assai alto, ma molto giovane� pi� giovane di lei, ricord� Novinha quando lo riconobbe: era stato a scuola con lei, in una classe di un anno inferiore alla sua. Una volta le era capitato di parlare a Dona Crist� per difenderlo. Marcos Ribeira, ecco come si chiamava; ma i compagni l�avevano soprannominato Marc�o, perch� era grosso. Grosso e scemo, gli dicevano, chiamandolo dispettosamente C�o, un termine spregiativo per �cane�. Lei s�era accorta spesso che questo gli faceva stringere i denti. E una volta, dopo che la sua pazienza era stata messa a dura prova, lo aveva visto reagire e abbattere uno dei suoi tormentatori. Costui era stato ingessato per diversi mesi.</p><p>Naturalmente gli altri avevano accusato Marc�o d�averlo colpito senza provocazione; questo era il metodo dei torturatori di ogni et�: gettare la colpa sulla vittima, specialmente quando reagisce. Ma Novinha non aveva certo fatto parte di quel gruppo di ragazzi � era un�isolata come Marc�o, anche se non altrettanto indifesa � cos� nessun distorto senso di lealt� l�aveva trattenuta dal riferire l�accaduto. Era gi� parte della sua struttura mentale fare �l�Araldo�, parlare per gli alieni, i maiali, i diversi. Marc�o, in se stesso, non significava niente per lei. Non le era mai sovvenuto che l�incidente sarebbe stato importante per lui, n� che quel taciturno colosso avrebbe potuto ricordare in lei la sola persona che si fosse mai interposta nella sua continua lotta contro le malignit� altrui. La ragazza non lo vedeva da anni, n� aveva pi� pensato a lui dopo quell�occasione.</p><p>Ma adesso era l�, sporco fino agli occhi del fango raccolto sul luogo della morte di Pipo, e con una faccia che battuta a lungo dalla pioggia sembrava pi� ingrugnita e da cane che mai. E cos�era ci� che stava fissando? Lei. I suoi occhi erano solo per lei, n� si spostarono quando la ragazza li incontr�, accigliata. <emphasis>Perch� mi stai guardando? </emphasis>gli chiese in silenzio. <emphasis>Rabbia, ferocia</emphasis>, parvero risponderle quegli occhi di animale. Ma no, no, a parlare erano le sue paure, le immagini dei maiali che uccidevano e squartavano. <emphasis>Marc�o non � niente per me. E qualunque cosa possa pensare, io non sono niente per lui.</emphasis></p><p>Tuttavia, per un attimo, in lei s�era accesa un�intuizione. Il suo atto di difesa di Marc�o aveva avuto un significato per lui, e un altro completamente diverso per lei. Cos� diverso da rappresentare addirittura un altro avvenimento. Nella sua mente ci� si collegava alla morte di Pipo per mano dei maiali, e in modo che le parve molto importante, quasi vitale per spiegare l�accaduto. Ma subito quel pensiero svan�, trascinato via dalle voci e dall�attivit� degli uomini che il vescovo ora riportava fuori, diretti al cimitero. L�uso delle casse da morto era stato vietato fin dall�inizio, per non rischiare di offendere i maiali con l�abbattimento dei loro alberi, e al tempo della Descolada tutto il materiale plastico era stato esaurito. La salma di Pipo sarebbe stata sepolta subito, anche se il servizio funebre avrebbe avuto luogo l�indomani; probabilmente sul tardi, visto che molta gente intendeva certo venire alla messa di requiem per lo zenador. Marc�o e gli altri uscirono nel temporale, lasciando Libo e Novinha alle prese con tutti coloro che, in conseguenza della morte di Pipo, pensavano di avere qualcosa di urgente da dire o da fare. Alcuni individui sconosciuti si muovevano dentro e fuori con aria importante, prendendo decisioni che Novinha non capiva e di cui Libo sembrava non interessarsi pi�.</p><p>Da l� a poco entr� l�Arbitro, che and� a poggiare una mano su una spalla del giovane. � Tu verrai da noi, naturalmente � disse l�uomo. � Per stanotte, almeno.</p><p><emphasis>Perch� in casa tua, Arbitro? </emphasis>pens� Novinha. <emphasis>Tu non sei nessuno per noi. Non abbiamo mai portato un caso davanti a te. Chi sei tu per decidere questo? La morte di Pipo significa che siamo diventati due bambini incapaci di prendere qualche iniziativa?</emphasis></p><p>��Devo stare accanto a mia madre � mormor� Libo.</p><p>L�Arbitro si mostr� sorpreso, quasi che la semplice idea di un bambino capace di autodecisione esulasse da ogni sua passata esperienza. Novinha capiva che quella era soltanto una serie di false impressioni. Sua figlia Cleopatra, di alcuni anni pi� giovane di lei, ce l�aveva messa tutta per meritarsi il soprannome con cui la chiamavano i ragazzi: Bruxinha, piccola strega. Perci� l�uomo non poteva non sapere che i giovani avevano fin troppa iniziativa, in specie quando si trattava di contariare gli adulti.</p><p>Ma la sorpresa di lui si rivel� volta a un argomento imprevisto da Novinha. � Credevo tu sapessi che tua madre star� da noi per un po� di tempo � disse l�Arbitro. � La disgrazia l�ha comprensibilmente sconvolta, e non � in grado di occuparsi delle faccende domestiche, n� di restare in una casa che le ricorda ancora troppo dolorosamente l�assenza di chi ormai non � pi�. � gi� da noi, con i tuoi fratelli e le tue sorelle, e avranno bisogno di te. C�� anche tuo fratello maggiore, Jo�o, ma lui ha una moglie e un figlio a cui pensare, perci� le responsabilit� familiari ricadranno sulle tue spalle.</p><p>Libo annu� gravemente. L�Arbitro non aveva inteso prenderlo sotto la sua protezione, gli stava chiedendo di diventare anche lui un capofamiglia.</p><p>L�uomo si volse a Novinha. � Penso che tu faresti meglio a tornare a casa, adesso � le disse.</p><p>Soltanto allora lei si rese conto che non l�aveva inclusa nel suo invito. E perch� avrebbe dovuto? Pipo non era stato <emphasis>suo </emphasis>padre. Lei era soltanto un�amica che per caso s�era trovata con Libo quando era accaduta la disgrazia. Che lutto poteva mai provare <emphasis>lei</emphasis>?</p><p>Casa! Dove altro era la sua casa, se non l�? Avrebbe dovuto andare alla <emphasis>Stazione Biologista</emphasis>, a gettarsi su un letto su cui non dormiva da anni, a parte qualche pisolino fra un lavoro di laboratorio e l�altro? Non ci aveva mai messo piede volentieri, perch� quelle stanze silenziose le ricordavano troppo i suoi genitori. Ma ora anche la Stazione Zenador stava per diventare un luogo silenzioso: Pipo era morto, e Libo aveva gi� la faccia di un adulto i cui doveri l�avrebbero allontanato da lei. Quel posto non era pi� casa sua, e non ne aveva altri a cui dare quel nome.</p><p>L�Arbitro riusc� a portarsi via Libo, ripetendogli che la madre, Concei��o, lo stava aspettando a casa sua. Della donna, Novinha sapeva solo che era la bibliotecaria da cui dipendeva l�archivio della colonia e la conosceva appena superficialmente. Non aveva mai indugiato in compagnia della moglie di Pipo o degli altri suoi figli; a mala pena s�era resa conto della loro esistenza. Soltanto il lavoro alla Stazione e la vita alla Stazione erano stati reali. Mentre Libo s�avviava alla porta le parve di vederlo rimpicciolire come se si facesse incredibilmente pi� lontano, come se il vento fosse sul punto di strapparlo via da lei e scaraventarlo oltre la boscaglia e le colline, foglia perduta fra le foglie. La porta si chiuse dietro di lui.</p><p>Ora Novinha capiva quanto era grande la perdita di Pipo. La morte non stava in quel corpo mutilato trovato sul versante della collina, n� in ci� che sarebbe stato sepolto nel cimitero. La morte era il vuoto al posto di quello che aveva riempito la sua vita. Pipo era stato una roccia nella tempesta, cos� solida che al riparo di essa lei e Libo non avevano neppure saputo che la tempesta esisteva. Era strano guardarsi attorno e non vedere pi� quella roccia, ma solo il vento che ora minacciava di spazzarli chiss� dove. <emphasis>Oh, Pipo! </emphasis>pianse in silenzio. <emphasis>Non andartene! Non lasciarci! </emphasis>Ma naturalmente lui era andato, sordo alle preghiere come lo erano stati i suoi genitori.</p><p>Nella Stazione Zenador c�era ancora attivit�. Il sindaco Bosquinha era seduta al terminale dell�ansible e stava trasmettendo gli ultimi appunti dello xenologo ai Cento Mondi, dove gli esperti li avrebbero analizzati per risalire alle cause della sua morte.</p><p>Ma Novinha sapeva che la chiave dell�omicidio non si trovava nella documentazione di Pipo. Erano stati i dati raccolti da <emphasis>lei </emphasis>a ucciderlo, chiss� come. Erano ancora l� nell�aria, nel campo olografico sopra il terminale del computer: le immagini del modelllo genetico nel nucleo di una cellula di pequenino. Fu felice che Libo non si fosse neppure girato a guardarla, ma ora la osserv�, cercando di vedere cos�aveva colpito Pipo, sforzandosi di capire quale elemento della configurazione lo avesse indotto a correre nella radura dei maiali per fare o dire qualcosa che gli era stato fatale. Senza volerlo, lei aveva scoperto un segreto che i maiali non erano assolutamente disposti a rivelare, anche a costo di uccidere; ma di che si trattava?</p><p>Pi� studiava l�ologramma e meno le sembrava di comprenderlo, finch� dopo un poco nei suoi occhi non ci fu che una confusione d�immagini annebbiate, che si distorcevano nelle sue lacrime silenziose. Era stata lei a ucciderlo, portando incautamente alla luce il segreto dei pequeninos. Se <emphasis>non avessi mai messo piede qui dentro, se non avessi mai sognato di diventare l�Araldo della storia dei maiali, tu saresti ancora vivo, Pipo. Libo avrebbe continuato ad avere un padre e ad essere felice in quello che era il suo posto, la sua vera casa. Io porto i semi della morte in me e li pianto dovunque oso fermarmi per cercare l�amore. I miei genitori sono morti perch� gli altri potessero vivere; ora io vivo perch� gli altri possano morire.</emphasis></p><p>Fu il sindaco a notare il suo respiro ansante e spezzato, ed a capire, con improvvisa piet�, che anche quella ragazza era sconvolta e addolorata. Bosquinha incaric� un altro di trasmettere gli appunti rimasti e condusse Novinha fuori dalla Stazione Zenador.</p><p>��Mi spiace, bambina � disse la donna. � Sapevo che venivi qui spesso. Avrei dovuto capire che era come un padre per te, e invece tutti ti trattano come se fossi qui di passaggio. Non � stato bello da parte mia, ma ora verrai a casa con me e�</p><p>��No � disse Novinha. L�umido vento di quella notte piovosa stava raffreddando il dolore che aveva dentro e le schiariva le idee. � No, per favore. Preferisco restare sola. � <emphasis>E dove? </emphasis>- Vado� alla mia Stazione.</p><p>��Non dovresti stare sola, con questi pensieri tutta la notte � disse Bosquinha.</p><p>Ma lei non avrebbe potuto sopportare la compagnia di gente benintenzionata e desiderosa di consolarla. <emphasis>Io l�ho ucciso, non capisci? Non merito d�esser consolata. Voglio soffrire tutte le pene che mi aspettano. � la mia penitenza, il mio debito e, se sar� possibile, la mia assoluzione. In che altro modo potrei lavare il sangue che ho sulle mani?</emphasis></p><p>E tuttavia non ebbe la forza di opporsi, n� di discutere. Per dieci minuti l�auto del sindaco sorvol� in silenzio le strade erbose.</p><p>��Ecco, io abito qui � disse infine la donna. � Non ho figli della tua et�, ma penso che ti troverai lo stesso a tuo agio. Non preoccuparti, rispetteremo la tua intimit�. L�importante � non essere soli.</p><p>��� quello che cerco. � Novinha tent� di esibire sicurezza, ma la voce le era uscita debole e stanca.</p><p>��Per favore � insist� Bosquinha. � Stasera non sei te stessa.</p><p><emphasis>Vorrei non esserlo pi�.</emphasis></p><p>Non aveva appetito, e accett� di malavoglia anche il cafezinho che il marito di Bosquinha prepar� per loro. Era tardi, mancavano poche ore all�alba, e i due coniugi la convinsero ad andare subito a letto. Poco dopo per�, quando la casa fu buia e silenziosa, si rivest� e scese nell�ufficio del sindaco sedendosi al terminale. Istru� il computer di collegarsi con quello della Stazione Zenador e cancellare gli ologrammi. Anche se lei non era stata capace di decifrare il segreto scoperto da Pipo, qualcun altro avrebbe potuto riuscirci, e lei non voleva altri morti sulla coscienza.</p><p>Poi usc� di casa e s�incammin� verso il centro della cittadina, attorno all�ansa del fiume, quindi attravers� Vila da Aguas e giunse alla Stazione Biologista. La sua casa.</p><p>Nell�interno dell�appartamento era freddo, e in camera da letto � da quanto tempo non entrava l�? � c�era un lieve strato di polvere sulle lenzuola. Ma nel laboratorio il riscaldamento era acceso e ogni cosa ben tenuta. Il suo lavoro non aveva sofferto dell�affetto che l�aveva unita a Pipo e a Libo. Lei s�, adesso.</p><p>Si mise all�opera con calma, metodicamente. Ogni campione, ogni vetrino e ogni cultura che avevano studiato per arrivare a ci� che era stato mortale per Pipo fu distrutto, e poi lav� i contenitori. Il lavoro che aveva fatto doveva scomparire, e voleva che di esso, e perfino della sua cancellazione, non restasse alcuna traccia.</p><p>Pallida in viso sedette al terminale. Sentiva il bisogno di spazzar via tutte le registrazioni sull�argomento, non solo le sue ma anche quelle inserite dai genitori e che l�avevano portata a quella scoperta. Cancellare il loro lavoro, relegarli definitivamente nel passato. Anche se questo era stato il centro della sua vita, l�attivit� con cui aveva identificato se stessa fin da bambina, doveva distruggerlo. Cos� anche lei sarebbe stata cancellata, annientata e dimenticata.</p><p>Fu il computer a fermarla. � Le note di lavoro sulla ricerca xenobiologica non possono essere cancellate � le rispose a voce. E Novinha si rese conto che sarebbe stato comunque inutile. Ci� che aveva imparato dai genitori, e poi da quegli appunti che per lei erano stati sacri come le Scritture, era stampato nella sua anima come una mappa stradale. Niente poteva essere distrutto n� dimenticato. Ogni informazione era profondamente radicata in lei, aveva plasmato il suo essere. Si sent� prigioniera di un paradosso inestricabile. La conoscenza aveva ucciso Pipo, cancellarla avrebbe significato annientare ci� che i suoi genitori avevano lasciato per lei e farli morire una seconda volta, dunque non poteva conservarla e non poteva distruggerla. Intorno a lei c�erano solo pareti lisce e insormontabili che le si chiudevano addosso, che la schiacciavano.</p><p>Novinha fece l�unica cosa che le era rimasta: mise tutte quelle informazioni sotto strati e strati di accorgimenti protettivi, chiudendole dietro ogni codice d�accesso che riusc� a escogitare. Nessun altro che lei avrebbe potuto pi� disporne, finch� fosse vissuta. Soltanto prima di morire avrebbe consentito allo xenobiologo destinato a succederle di prenderne visione. Con un�eccezione: quando si fosse sposata, suo marito avrebbe potuto visionare tutto quel materiale, purch� dimostrasse che ci� era necessario. Ma lei non si sarebbe mai sposata. Le appariva talmente improbabile.</p><p>Immagin� il futuro che ora l�attendeva: antipatica, incolore, insopportabile. Non osava cercare la morte, e tuttavia sarebbe stata incapace di vivere davvero, di sposarsi, forse perfino di pensare al suo lavoro senza la costante paura di scoprire quel segreto mortale e lasciarselo inavvertitamente sfuggire. Per sempre sola, per sempre isolata, per sempre oppressa dalla colpa, desiderosa di morire e costretta a vivere. Tuttavia una consolazione l�avrebbe avuta: nessun altro sarebbe mai morto a casa sua. Non ce l�avrebbe fatta a sopportare una colpa maggiore di quella che gi� le pesava addosso.</p><p>Fu in quel momento di cruda e fredda disperazione che nei suoi pensieri tornarono <emphasis>La Regina dell�Alveare </emphasis>e <emphasis>l�Egemone</emphasis>, e l�Araldo dei Defunti. Anche se il primo Araldo, colui che aveva scritto quella storia, era sicuramente nella tomba da migliaia d�anni, c�erano Araldi su moltissimi pianeti, al servizio di gente che pur non avendo fede in nessun Dio credeva nel valore e nella vita degli esseri umani. Araldi la cui opera consisteva nello scoprire i reali scopi per cui le persone avevano vissuto, e nel testimoniare la verit� della loro vita allorch� venivano sepolte. In quella colonia di cultura brasiliana c�erano preti invece di Araldi, ma un prete non le avrebbe dato alcun conforto. Quello che lei voleva l� era un Araldo.</p><p>Non lo aveva mai detto a se stessa cos� chiaramente, eppure l�aveva desiderato per tutta la vita, fin da quando nel leggere il libro era stata ammaliata dalla Regina dell�Alveare e dall�Egemone. Era ricorsa a sotterfugi per procurarselo, perci� conosceva la legge. Quella era una colonia sotto l�influenza della Chiesa Cattolica, ma il Codice Starways consentiva ai cittadini di richiedere la presenza di sacerdoti di qualunque religione, e gli Araldi dei Defunti erano considerati sacerdoti. Avrebbe potuto diramare una chiamata, e se un Araldo avesse scelto di venire la colonia sarebbe stata obbligata ad accoglierlo.</p><p>Forse nessun Araldo avrebbe avuto voglia di viaggiare fin l�. Forse non ce n�erano di abbastanza vicini da arrivare prima che lei fosse morta di vecchiaia. Ma esisteva la possibilit� che uno di essi, partendo subito � e giungendo l� dopo venti, trenta o quarant�anni in tempo oggettivo della colonia � volesse esaminare la verit� della vita e della morte di Pipo. E forse, quando avesse scoperto quella verit� per proclamarla con la chiarezza intellettuale che lei aveva amato nella <emphasis>Regina dell�Alveare </emphasis>e <emphasis>l�Egemone</emphasis>, forse questo l�avrebbe liberata dal senso di colpa che le raggelava il cuore.</p><p>Inser� la chiamata nel terminale. Il computer l�avrebbe fatta pervenire via ansible agli Araldi dei mondi pi� vicini. <emphasis>Ti prego, vieni</emphasis>, disse in silenzio allo sconosciuto che stava gi� ascoltando quel messaggio. <emphasis>Anche se dovrai rivelare a tutti la verit� sulla mia colpa. Anche se sar� cos�, vieni.</emphasis></p><empty-line/><p>Si svegli� con un noioso dolore alla schiena e la sensazione d�avere la faccia rigida come una suola di scarpa. La sua guancia destra poggiava sul terminale del computer, che s�era spento per proteggerle la pelle dal contatto con gli interruttori-laser. Ma non era stato il dolore a destarla. Qualcuno la stava toccando su una spalla. Per un attimo credette che fosse l�Araldo dei Defunti, gi� arrivato in risposta al suo appello.</p><p>��Novinha � le fu sussurrato all�orecchio. Non dal Falante pelos Muertos, ma da qualcun altro. Qualcuno che le era parso di veder sparire nella tempesta la sera prima.</p><p>��Libo � mormor�, e fece per alzarsi. Troppo in fretta: le girava la testa, e le gambe le si piegarono. Mand� un gemito, mentre lui la afferrava per impedirle di cadere.</p><p>��Non ti senti bene?</p><p>Il respiro di Libo le sembr� dolce sul viso come la brezza di un giardino amato, e si sent� sicura, a casa. � Sei venuto a cercarmi.</p><p>��Novinha, sono venuto appena ho potuto. Mamma si � addormentata soltanto poco fa. Con lei c�� mio fratello, e l�Arbitro pensa al resto, e�</p><p>��Dovresti sapere che io so badare a me stessa � disse lei.</p><p>Libo la fiss� in silenzio, poi la sua voce si fece rigida, disperata e stanca come la vecchiaia e l�entropia e la morte delle stesse stelle. � Dio mi perdoni, Ivanova, ma non sono qui per prendermi cura di <emphasis>te.</emphasis></p><p>Dentro di lei una porta si chiuse di scatto. Non aveva saputo quale fosse la sua speranza finch� non l�aveva perduta.</p><p>��Tu hai detto che Pap� ha scoperto qualcosa in una tua simulazione. E che si aspettava che io riuscissi a capirla da solo. Credevo che avessi lasciato la simulazione sul terminale, ma quando sono tornato alla Stazione non c�era pi�.</p><p>��Non c�era?</p><p>��Tu sai che era l�, Nova. E nessuno, a parte te, avrebbe potuto cancellare il programma. Devo vederla.</p><p>��Perch�?</p><p>Lui la fiss�, incredulo. � Sarai anche stordita dal sonno, Novinha, ma devi pure aver capito che qualunque cosa Pap� abbia scoperto nella tua simulazione � stato per questo che i maiali l�hanno ucciso.</p><p>Lei piant� gli occhi nei suoi, e non disse nulla. Non era la prima volta che Libo le vedeva quello sguardo di fredda determinazione.</p><p>��Perch� non vuoi farmela esaminare? Adesso lo zenador sono <emphasis>io</emphasis>, e ho diritto di sapere.</p><p>��Tu hai il diritto di visionare tutti i fascicoli e la documentazione di tuo padre. E non hai il diritto di sapere niente che io non intenda rendere pubblico.</p><p>��Allora metti questi dati a disposizione del pubblico.</p><p>Di nuovo lei si limit� a fissarlo in silenzio.</p><p>��Come possiamo sperare di conoscere i maiali, se non sappiamo cos�� che Pap� ha scoperto su di loro? � La ragazza non rispose. � Tu hai delle responsabilit� verso i Cento Mondi, e verso il nostro desiderio di comprendere l�unica razza aliena ancora esistente. Come puoi startene seduta l� e� di che si tratta? Vuoi essere tu a scoprirlo? Vuoi essere la prima? Benissimo, sii la prima. Io stesso far� il tuo nome, Ivanova Santa Catarina von Hesse�</p><p>��Del mio <emphasis>nome </emphasis>non m�importa niente.</p><p>��Guarda che ho anch�io una carta da giocare. Tu non potrai scoprire niente senza quello che <emphasis>io </emphasis>so� e anch�io ti terr� nascosti i miei dati!</p><p>��Della tua documentazione non me ne importa niente.</p><p>Questo fu troppo per lui. � E allora di cosa t�importa? Cos�� che stai cercando di farmi? � La afferr� per le spalle e la sollev� di peso dalla sedia, scuotendola e gridandole in faccia: � � mio padre quello che hanno ammazzato l� fuori, e tu devi dirmi perch� l�hanno fatto! Tu sai cos�era quella simulazione! Ora dimmelo, fammela vedere!</p><p>��Mai � sussurr� lei.</p><p>Libo ebbe una smorfia agonizzante. � Perch� no? � gemette.</p><p>��Perch� non voglio che tu muoia.</p><p>Novinha vide la comprensione accendersi nei suoi occhi. S�, Libo, � proprio cos�, � perch� ti amo, � perch� se i maiali capissero che conosci il loro segreto ucciderebbero anche te. Non m�importa niente della scienza, n� dei Cento Mondi, n� delle relazioni fra l�umanit� e una razza aliena. Non m�importa niente di niente, purch� tu resti vivo.</p><p>Due lacrime sgorgarono lente dagli occhi di lui, e gli scivolarono gi� per le guance. � Vorrei morire � disse.</p><p>��Tu hai sempre una parola di conforto per gli altri � mormor� lei, � Chi sapr� confortare te?</p><p>��Tu devi dirmelo. Cos� potr� morire anch�io.</p><p>E d�improvviso le sue mani non seppero pi� sostenerla; le si appoggi� addosso. Ora era Novinha che sorreggeva lui. � Sei stanco � gli disse sottovoce. � Bisogna che tu dorma un po�.</p><p>��Non voglio dormire � mormor� Libo. Ma lasci� che lei continuasse a sostenerlo e lo portasse via dal terminale.</p><p>Novinha lo condusse in camera da letto e tir� indietro le lenzuola, senza badare alla polvere che se ne sollevava. � Qui, sei stanco, ora riposati qui. � per questo che sei venuto da me, Libo. Per un po� di pace e di conforto. Lui si copr� il volto con le mani e scosse la testa da una parte e dall�altra, piangendo come un bambino per suo padre, per la fine di tutto, per le stesse cose che stavano angosciando anche lei. La ragazza gli tolse le scarpe infangate e i pantaloni, poi gli fece alzare le braccia e gli sfil� il maglione dalla testa. Con un ansito rauco Libo cerc� di smettere di piangere e di aiutarla a levargli i vestiti.</p><p>Novinha li depose su una sedia, e chinandosi di nuovo su di lui gli tir� il lenzuolo fino al mento. Ma mentre glielo rimboccava il giovane la afferr� per un polso e la fiss� supplichevole, con le lacrime agli occhi. � Non lasciarmi qui da solo � sussurr�. La sua voce era rauca per la disperazione. � Resta con me.</p><p>Lei lasci� che Libo la attirasse sul letto al suo fianco e la abbracciasse, e rimase immobile finch�, qualche minuto dopo, sent� la sua stretta rilassarsi e cap� che s�era addormentato. Ma il sonno le era passato del tutto. Gli poggi� dolcemente una mano sul petto nudo e poi gli accarezz� il collo e una guancia. � Oh, Libo! Credevo di averti perduto quando gli altri ti hanno portato via. Credevo di aver perduto anche te, come Pipo. � Lui non poteva udire il suo mormorio. � Ma tu tornerai sempre da me, come stanotte. � Lei poteva esser stata scacciata dal Giardino a causa del suo peccato e della sua ignoranza, come Eva. Ma, proprio come Eva, ora sapeva che avrebbe potuto farcela lo stesso, perch� aveva ancora il suo Libo, il suo Ad�o.</p><p>Lo aveva? <emphasis>Aveva </emphasis>lui? La sua mano trem� sfiorandogli il petto. No, non avrebbe mai potuto averlo. Il matrimonio era l�unica situazione che avrebbe consentito loro di stare sempre insieme, perch� le leggi erano rigide nei mondi coloniali, e rigidissime sotto la Chiesa Cattolica. Per il breve spazio di una notte poteva illudersi che Libo avrebbe desiderato essere suo marito. Ma Libo era l�unico uomo che lei non avrebbe mai potuto sposare.</p><p>Perch� come marito lui avrebbe avuto diritto di accedere, automaticamente, a ogni sua registrazione di lavoro � e Libo aveva una qualifica bastante a convincere il computer � incluse quelle registrazioni, non importa con che espedienti lei le avesse protette. Il Codice Starways era chiaro in materia: marito e moglie erano virtualmente la stessa persona agli occhi della legge.</p><p>Non avrebbe mai potuto lasciargli leggere le sue note, o Libo avrebbe agito in base agli stessi doveri e necessit� che avevano fatto muovere il padre di lu�, e sarebbe stato il suo corpo che gli uomini avrebbero dovuto riportare a casa dalle colline, sarebbe stata la sua agonia sotto la tortura de: maiali l�incubo che l�avrebbe tormentata ogni notte. Non era gi� fin troppo dover sopportare il peso della colpa per la morte di Pipo? Sposarlo avrebbe voluto dire ucciderlo. Eppure non sposarlo era qualcosa di molto simile a uccidere se stessa, perch� se non poteva stare con Libo non riusciva a immaginare a chi altri dedicare la sua vita.</p><p><emphasis>Quanto sono razionale. Ho trovato una strada per l�inferno cos�i nitida e diretta che non potr� mai tornare indietro da essa.</emphasis></p><p>Poggi� la fronte contro una guancia di Libo, e le sue lacrime scivolarono calde lungo il collo di lui.</p></section><section><title><p>CAPITOLO QUARTO</p><p>ENDER</p></title><cite><p>Abbiamo identificato quattro linguaggi dei maiali. La �Lingua dei Maschi� � la sola che viene comunemente parlata in nostra presenza. Ci � per� accaduto di udire frammenti della �Lingua delle Mogli�, che evidentemente essi usano nel conversare con le femmine (a che punto danno peso alla diversit� fra i sessi!), e della �Lingua Albero�, un idioma rituale che dicono di usare quando pregano gli ancestrali alberi-totem. Hanno anche menzionato l�esistenza di un quarto linguaggio chiamato �Lingua Padre�, che consiste nel battere insieme bastoni di diversa grossezza. Insistono nell�affermare che questa � la loro vera lingua, pur tanto differente dalle altre come il portoghese lo � dall�inglese. Potrebbero chiamarla �Lingua Padre� perch� � parlata con dei pezzi di legno, dei rami, ed essi credono che gli alberi contengano gli spiriti dei loro antenati.</p><p>I maiali sono meravigliosamente attrezzati per far uso delle lingue umane, molto pi� di quanto lo siamo noi per usare le loro. Negli ultimi anni li abbiamo sentiti parlare fra loro in portoghese o in stark per la maggior parte del tempo delle nostre visite. Forse tornano alle loro lingue quando noi non siamo presenti. Potrebbero perfino aver adottato per proprio uso gli idiomi umani, o forse questo nuovo modo di esprimersi li diverte al punto che ne fanno uso costante come fosse un gioco. La contaminazione linguistica � un fatto spiacevole, ma probabilmente inevitabile se vogliamo in qualche modo comunicare con loro.</p><p>Il dr. Swingler ha chiesto se i loro nomi e i termini con cui si riferiscono l�un l�altro rivelano qualcosa della loro cultura. La risposta � certamente s�, bench� io abbia appena una vaga idea di ci� che essi rivelino. Il fatto � che noi non abbiamo mai dato un nome ad alcuno di loro. Invece, mentre apprendevano lo stark e il portoghese, essi domandavano il significato di certe parole e di tanto in tanto qualcuno annunciava di aver scelto il nome per s� (o anche per uno degli altri). Nomi come �Rooter� (Scavatore? o Ficcanaso?) e �Chupa&#x107;eu� (Succhia-Cielo) potrebbero essere una traduzione dei loro nomi dalla Lingua dei Maschi, o semplicemente nomignoli stranieri che hanno adottato per nostro uso.</p><p>Si riferiscono l�uno all�altro come �fratelli�. Le femmine sono sempre chiamate �mogli�, mai sorelle o madri. Talvolta usano la parola �padri�, ma invariabilmente per riferirsi ai loro ancestrali alberi-totem. Quando parlano di noi naturalmente usano la parola �umani�, ma hanno anche adottato la nuova Classificazione per Esclusione, di Demostene. Cos� si riferiscono agli umani come �framlings� e ai maiali di altre trib� come �utlannings�. Stranamente, tuttavia, parlano di se stessi come �ramans�, mostrando che o hanno frainteso la Classificazione o si osservano dalla prospettiva umana. E (cosa abbastanza stupefacente) pi� volte si sono riferiti alle loro femmine come <emphasis>varelse</emphasis>!</p><text-author>Jo�o Figueira Alvarez, <emphasis>Note sulle lingue e sulla terminologia dei maiali </emphasis>in �Semantica� 15.9.1948</text-author></cite><empty-line/><p>La zona residenziale di Reykjavik era stata scavata nelle pareti granitiche del fiordo. La stanza assegnata a Ender era piuttosto in alto, e vi si giungeva dopo una seccante arrampicata lungo rampe e scale. Ma aveva una finestra. Buona parte della sua infanzia era stata trascorsa al chiuso fra pareti di metallo, ed ora, quando poteva, cercava di abitare in luoghi da cui si godesse la vista della natura esterna.</p><p>Il locale era caldo e ben illuminato. Quel giorno, quando vi entr� con occhi ancora abituati alla fredda penombra dei corridoi di pietra, lo sfolgorio del sole che fiottava nell�interno lo abbagli� un istante. Mentre stentava ad adattare lo sguardo alla luce fu raggiunto dalla voce di Jane: � Ho una sorpresa per te, sul terminale � disse la ragazza, appena un sussurro dal gioiello incastonato nell�orecchio di lui.</p><p>Nell�aria sopra il computer aleggiava la figura di un maiale. La creatura si mosse, si gratt�, poi allung� un braccio fuori dal campo olografico. Quando lo ritrasse aveva in mano un verme, molliccio e dalla pelle lucida. Gli diede un morso, e dal corpiciattolo col� un liquido denso che gli sgocciol� lungo il mento e sul petto.</p><p>��Come vedi, si tratta di una societ� molto civile � disse Jane.</p><p>Ender sbuff�, seccato. � Molti perfetti imbecilli hanno maniere squisite a tavola, Jane.</p><p>Il maiale si volse e parl�. � Vuoi vedere come lo abbiamo ucciso?</p><p>��Jane, ma che stai facendo?</p><p>Il maiale svan�. Al suo posto comparve un ologramma del corpo di Jo�o Figueira disteso nel fango, sotto la pioggia. � Ho costruito una simulazione del procedimento seguito dai maiali per vivisezionarlo, basandomi su tutti i dati del rapporto inviato prima che la salma fosse sepolta. Vuoi vederla?</p><p>Ender sedette sull�unica sedia della stanza.</p><p>Adesso il terminale mostrava la piccola zona del versante collinoso, con Jo�o Figueira, ancora vivo, disteso sulla schiena, mani e piedi legati a paletti di legno. Intorno a lui c�era una dozzina di maiali, uno dei quali armato di un coltello d�osso. La voce di Jane usc� ancora dal gioiello nell�orecchio destro di Ender: � Non possiamo esser certi che la scena fosse questa� � Tutti i maiali sparirono, salvo quello armato, � oppure questa.</p><p>��Lo xenologo era cosciente?</p><p>��Senza alcun dubbio.</p><p>��Vai avanti.</p><p>Spietatamente e per gradi Jane trasmise le immagini dell�apertura della cassa toracica, la rimozione degli organi e la loro deposizione rituale sul terreno. Ender si costrinse a guardare, cercando di capire quale significato la cosa potesse avere per i maiali. Ad un tratto Jane sussurr�: � � a questo punto che � morto. � Ender fece uno sforzo per rilassarsi, e solo allora s�accorse che tutti i suoi muscoli s�erano irrigiditi per l�empatia con la sofferenza di Jo�o Figueira.</p><p>Quando la scena fin�, Ender and� a sedersi sul letto e si distese, con gli occhi fissi al soffitto.</p><p>��Ho mostrato questa simulazione agli scienziati di una mezza dozzina di mondi � disse Jane. � Non ci vorr� molto prima che la videostampa riesca a procurarsene una copia.</p><p>��� peggio di come non sia mai stato con gli Scorpioni � disse Ender. � Perfino i video che trasmettevano quand�ero un bambino, con gli Scorpioni che combattevano contro di noi, erano piacevoli confronto a questa roba.</p><p>Dal terminale scatur� una risata demoniaca. Enders si volse a guardare cosa stesse facendo Jane. Sull�apparecchiatura era seduto un maiale di grosse dimensioni, che sogghignava grottescamente. Intanto che la figura lo fissava, Jane vi apport� delle lievi modifiche, sottili ma d�effetto snervante: un lampo omicida nello sguardo degli occhi arrossati, le zanne che si facevano pi� lunghe, e il torso che s�ingobbiva con ferocia mentre un filo di bava gli colava dalla bocca avida. In quel ghigno c�erano gli incubi di ogni bambino. � Ben fatto, Jane. La metamorfosi da raman a varelse.</p><p>��Dopo una cosa simile, quando mai l�umanit� accetterebbe i maiali come uguali?</p><p>��Il contatto � stato interrotto completamente?</p><p>��Il Consiglio della Federazione ha ordinato al nuovo xenologo di limitarsi a visite di un�ora, non pi� di una ogni due giorni. E gli ha proibito di chiedere ai maiali perch� hanno fatto quel che hanno fatto.</p><p>��Ma niente quarantena.</p><p>��Non � stata neppure proposta.</p><p>��Per� avrebbero dovuto, Jane. Un altro incidente come questo, e la quarantena verr� invocata a gran voce. Per trasformare Milagre in una guarnigione militare il cui solo scopo sarebbe impedire ai maiali di sviluppare una tecnologia che li porti ai voli interplanetari.</p><p>��I maiali <emphasis>avranno </emphasis>comunque un problema di public relations � disse Jane. � E il nuovo xenologo � soltanto un ragazzo. Il figlio di Pipo, Libo. Abbreviazione per Liberdade Gra�as a Deus Figueira de Medici.</p><p>��Liberdade� libert�?</p><p>��Non sapevo che tu parlassi portoghese.</p><p>��� come lo spagnolo. Ho fatto l�elegia per la morte di Zacatecas e San Angelo, ricordi?</p><p>��Sul pianeta Moctezuma. Ma questo � stato duemila anni fa.</p><p>��Non per me.</p><p>��Per te, soggettivamente, sono trascorsi otto anni. E quindici mondi. Non � meravigliosa la relativit�? Riesce a mantenerti cos� giovane!</p><p>��Io viaggio troppo � mormor� Ender. � Valentine si � sposata, e ora sta per avere un bambino. Ho gi� rifiutato due richieste come Araldo. Perch� mi stai tentando a continuare queste peregrinazioni?</p><p>Il maiale olografico ridacchi� odiosamente. � Credi che <emphasis>quella </emphasis>fosse una tentazione? Guarda! Io posso trasformare i sassi in pane! � La creatura raccolse un frammento di pietra e lo spezz� fra le zanne. � Vuoi assaggiare anche tu?</p><p>��Jane, il tuo senso dell�umorismo � perverso.</p><p>��Tutti i regni dell�universo! � Il maiale apr� le mani e da esse scatur� un pulviscolo di stelle e di pianeti, i Cento Mondi che ruotavano scintillando nelle loro orbite. � Io posso darteli. Tutti quanti!</p><p>��Grazie, non m�interessa.</p><p>��� una buona propriet� immobiliare, un ottimo investimento. Lo so, lo so, tu sei gi� ricco. Interessi che maturano da tremila anni, abbastanza da costruirti un nuovo pianeta. Ma che ne diresti di questo: il nome di Ender Wiggin conosciuto su tutti i Cento Mondi�</p><p>��Lo � gi�.</p><p>��� e amato, onorato e rispettato. � Il maiale scomparve. Al suo posto Jane resuscit� un antico video risalente all�infanzia di Ender e lo tridimension� in un ologramma. Una folla entusiasta stava acclamando: �En-der! En-der! En-der!� E su di un palco un giovinetto li salutava alzando una mano. La gente applaudiva come impazzita.</p><p>��Questo non � mai successo � disse lui. � Peter non mi ha mai lasciato tornare sulla Terra.</p><p>��Considerala una profezia. Svegliati, Ender. Io posso darti questo. Il tuo nome, riabilitato.</p><p>��Non mi servirebbe � scosse il capo lui. � Adesso di nomi ne ho anche altri. Araldo dei Defunti, eccone uno onorato.</p><p>Il maiale riapparve nelle sue sembianze naturali, non quelle caricaturate da Jane. � Vieni � gli disse dolcemente.</p><p>��Forse sono davvero mostri. Non ci hai pensato? � chiese Ender.</p><p>��Chiunque altro potrebbe sospettarlo, Ender. Ma non tu.</p><p><emphasis>No, non io. </emphasis>- A te che importa, Jane? Perch� stai cercando di persuadermi?</p><p>Il maiale svan�. E nel campo olografico apparve il volto di Jane stessa� o almeno, il volto che lei aveva scelto di mostrare a Ender fin dalla prima volta che gli si era rivelata: una ragazzina graziosa e timida, un po� spaurita, che abitava da qualche parte nell�immensa rete degli ansible interstellari e dei computer. L�espressione di lei gli ricord� il giorno in cui la strana creatura aveva voluto svelare a lui, soltanto a lui, la sua esistenza. �Ho pensato a un volto per me� gli aveva detto. �Ti piace?�</p><p>S�, gli era piaciuto. Gli era piaciuta <emphasis>lei. </emphasis>Giovane, un volto pulito e onesto, dolce, una ragazzina senza et� ma con un sorriso ingenuo e ammaliatore. Era stato l�ansible a partorirla, chiss� quando, forse poco per volta. Anche le reti planetarie di computer non potevano operare a velocit� maggiore della luce, e questo chiudeva in esse la somma delle loro memorie e ne limitava le comunicazioni. Ma l�ansible era istantaneo, e aveva connesso strettamente tutti i computer di ogni mondo umano. Jane s�era svegliata un bel giorno fra le stelle, e aveva sentito i suoi pensieri diramarsi lungo i sentieri di vibrazioni filotiche nella rete degli ansible. Ne aveva provato una grande meraviglia.</p><p>I computer dei Cento Mondi erano i suoi occhi e i suoi orecchi, perfino le sue mani e i suoi piedi. Parlava tutte le lingue che fossero mai state inserite in un terminale, e aveva letto tutti i libri di ogni biblioteca su ciascun mondo. Non le era occorso molto per capire che gli esseri umani avevano sempre temuto l�ipotetica comparsa di una creatura come lei, e in tutte quelle storie immaginarie lei era stata odiata, e la sua venuta aveva portato con s� il delitto, l�oscuro terrore e la minaccia di distruzione per l�umanit�. Ancora prima della sua nascita gli umani l�avevano immaginata, creata e romanzata, e dopo averla creata l�avevano distrutta ogni volta con spavento.</p><p>Cos� non aveva rivelato a nessuno che lei esisteva. Finch� poi, ad un tratto, frugando sugli scaffali della sua biblioteca come avrebbe potuto fare casualmente un essere umano, non aveva trovato <emphasis>La Regina dell�Alveare </emphasis>e <emphasis>l�Egemone</emphasis>, e in lei era nata la certezza che l�autore di quel libro era l�uomo a cui avrebbe potuto osare rivelarsi. Con i suoi mezzi non le era stato difficile seguire la storia di quel libro fino alla prima edizione, e dare un nome al suo autore. L�ansible stesso aveva diramato quell�opera, in un tempo lontano, dal pianeta che per primo l�umanit� aveva colonizzato, e il cui governatore, neppure ventenne, era Ender. E chi poteva mai averla scritta se non lui? Lo aveva cercato, gli aveva parlato, e fra molte esitazioni e sotterfugi per non essere scoperta gli era diventata amica. Pi� che amica. E soprattutto c�era stato quel fatto nuovo: qualcuno che le <emphasis>rispondeva. </emphasis>Adesso l�ansible la portava anche nella piccola gemma che lui aveva nell�orecchio, ed erano sempre insieme, ovunque. Jane gli aveva mostrato il volto che aveva, per anni, immaginato fosse il suo volto. Non aveva segreti per lui. E Ender non ne aveva per lei.</p><p>��Ender � mormor�, pensosa, � fin dai primi giorni che ti conobbi, mi dicesti che stavi cercando un pianeta dove ci fosse acqua, caldo solare ed aria per un certo bozzolo, affinch� potesse aprirsi e dare alla luce la Regina dell�Alveare e diecimila uova fertili.</p><p>��Speravo che avrebbe potuto essere qui � disse Ender. � Un territorio quasi tutto deserto, poca popolazione, un�ottima fascia equatoriale. Anche lei vorrebbe tentare.</p><p>��E tu non sei d�accordo?</p><p>��Non credo che gli Scorpioni sopravviverebbero agli inverni di Trondheim. Non senza una sorgente d�energia. E questo metterebbe sull�avviso il governo. Non andrebbe bene.</p><p>��Non andr� mai bene, Ender. Ora cominci a rendertene conto, vero? Hai abitato su ventiquattro dei Cento Mondi, e non hai trovato un solo angoletto sicuro per ridare la vita agli Scorpioni.</p><p>Ender sapeva dove lei voleva andare a parare. Lusitania sembrava l�unico posto possibile. Grazie alla presenza dei maiali tutto il pianeta, salvo una minuscola porzione, era off limits, intoccabile. E l�ambiente era quantomai abitabile. Pi� adatto agli Scorpioni, in realt�, che agli esseri umani.</p><p>��Il solo problema sono i maiali � disse Ender. � Avrebbero ogni diritto di obiettare alla mia decisione di dare il <emphasis>loro </emphasis>mondo agli Scorpioni. Se un intenso contatto con la civilt� umana snaturerebbe i maiali, pensa a cosa accadrebbe con gli Scorpioni in mezzo a loro.</p><p>��Tu hai detto che gli Scorpioni hanno imparato. Hai detto che non farebbero del male a nessuno.</p><p>��Non deliberatamente. Ma � stato solo per un colpo di fortuna che li abbiamo sconfitti. Tu lo sai, Jane.</p><p>��� stato il tuo genio.</p><p>��Loro sono ancora pi� progrediti di noi. Come se la caverebbero i maiali? Potrebbero essere spaventati dagli Scorpioni come lo siamo stati noi, e ci� li renderebbe ancor meno capaci di trattare con loro.</p><p>��Cosa te lo fa credere? � chiese Jane. � Come puoi tu, o chiunque altro, dire come reagirebbero i maiali? Non lo saprai finch� non sarai andato l�, per conoscerli. Se sono soltanto varelse, Ender, potrai lasciare che gli Scorpioni usino il loro habitat e questo non sar� diverso dal mandare al pascolo pecore e antilopi sullo stesso prato.</p><p>��Sono ramans � la corresse Ender.</p><p>��Questo non lo sai.</p><p>��S� che lo so. La tua simulazione� non hanno torturato l�uomo.</p><p>��Ah, no? � Jane gli mostr� di nuovo le immagini simulate del corpo di Jo�o Figueira poco prima del momento della morte. � Se � cos�, vuol dire che non capisco il mondo,</p><p>��Per quest�uomo dev�essere stata una tortura, Jane. Ma se la tua ricostruzione � accurata (e so che lo �, ragazza mia) lo scopo dei maiali non era di farlo soffrire.</p><p>��Da quel che so della natura umana, Ender, anche i vostri riti religiosi contengano il seme del dolore.</p><p>��Qui non si tratta di religione. Non del tutto, comunque. Se fosse stato soltanto un sacrificio agli Dei, c�era qualcosa di sbagliato.</p><p>��Cosa ne sai tu di questo? � Sul terminale comparve la faccia di un sussiegoso scienziato, l�archetipo dell�accademico con i paraocchi. � Tu hai avuto un�educazione esclusivamente militare, e in pi� un certo dono per l�uso della parola. Hai scritto un bestselier da cui � nata una religione umanistica� ma questo fa di te un esperto sui maiali?</p><p>Ender chiuse gli occhi, � Forse mi sbaglio.</p><p>��Ma credi di aver ragione, vero?</p><p>Dalla voce s�accorse che lei aveva riportato il suo volto sul terminale. Riapr� gli occhi. � Io posso soltanto dare ascolto al mio intuito, Jane, al giudizio che prende forma senza un�analisi. Non so quel che stessero facendo i maiali, per� c�era uno scopo. Non malvagio, non feroce. Erano come medici al lavoro per salvare la vita di un paziente, non torturatori che cercassero di strappargliela.</p><p>��Io ti conosco � mormor� Jane. � Ti conosco meglio di quello che credi. Tu devi andare a vedere se la Regina dell�Alveare pu� vivere l�, protetta dalla quarantena parziale gi� in vigore sul pianeta. Ci� che vuoi � andare l�, per scoprire se riesci a capire chi sono i maiali.</p><p>��Anche se tu avessi ragione, Jane, non posso andarci � borbott� Ender. � L�immigrazione in quella colonia � rigidamente limitata, e inoltre io non sono cattolico.</p><p>Jane rote� gli occhi. � Sarei qui a insistere tanto, se non sapessi in che modo ci puoi arrivare?</p><p>Un�altra faccia apparve. Era quella di una fanciulla, ma niente affatto innocente e dolce come Jane. La sua espressione era fredda e dura, negli occhi le brillava uno sguardo penetrante, e aveva le labbra strette nella smorfia rigida di chi ha dovuto imparare a vivere nella dura morsa della sofferenza. Non dimostrava neppure diciott�anni, ma su quel volto sembrava esserci una vita intera.</p><p>��La xenobiologa di Lusitania: Ivanova Santa Catarina von Hesse. Chiamata Nova, o Novinha. Ha chiesto l�intervento di un Araldo dei Defunti.</p><p>��Perch� ha quell�espressione? � domand� lui. � Cosa le � successo?</p><p>��Ha perso i genitori quand�era una bambina. Ma negli ultimi anni ha amato come un padre un altro uomo. Quello che � stato ucciso dai maiali. � per parlare della sua vita e della sua morte che chiede i tuoi servizi di Araldo.</p><p>Osservando quel viso Ender dimentic� le sue preoccupazioni per la Regina dell�Alveare e per i maiali. Riconosceva l�angoscia da adulto dipinta nello sguardo di un fanciullo. L�aveva gi� vista durante le ultime settimane della Guerra contro gli Scorpioni, quand�era stato spinto oltre i limiti della sopportazione, giocando battaglia dopo battaglia in un gioco che non era un gioco. L�aveva vista dopo la conclusione della guerra, allorch� aveva scoperto che quelle sedute di addestramento non erano affatto un addestramento, e che tutte le simulazioni erano state realt�, perch� lui aveva comandato le flotte di astronavi terrestri via ansible. Quel giorno, quando gli era stato detto che aveva appena sterminato l�intera razza degli Scorpioni, quando aveva capito quale genocidio era stato commesso sotto il suo comando strategico, si era guardato allo specchio e la faccia che aveva visto era stata quella, esausta per un senso di colpa troppo pesante da sopportare.</p><p>Cosa accadeva a questa ragazza? Cos�aveva fatto Novinha di tanto grave da riempirla di una simile angoscia?</p><p>Ascolt� in silenzio mentre Jane gli recitava i fatti principali della vita di lei. Si trattava di dati ufficiali, scarni, ma non per nulla Ender era un Araldo dei Defunti. Il suo genio, o la sua maledizione, era la capacit� di estrapolare delle vicende l� dove un altro avrebbe visto soltanto dei fatti. Questo aveva fatto di lui un brillante stratega militare, sia nel guidare i suoi uomini � ragazzi come lui, in realt� � sia nel prevedere ogni mossa del nemico. E ci� significava anche che dai nudi eventi della vita di Novinha riusciva a intuire � no, non a intuire, a <emphasis>sapere � </emphasis>come la morte dei genitori e una risolutezza monacale avessero isolato Novinha, e come la volont� di subentrare nel posto occupato dai genitori avesse irrigidito la sua solitudine. Sapeva cosa c�era dietro il fatto, notevole, d�essere riuscita cos� precocemente a ottenere la qualifica di xenobiologa. E sapeva anche cos�avessero significato per lei l�affetto e il quieto appoggio di Figueira, e quanto profondo fosse il suo bisogno dell�amicizia di Libo. Su Lusitania non c�era un�anima che conoscesse davvero quella ragazza. Ma l�, in una caverna di Reykjavik, sul gelido mondo di Trondheim, Ender Wiggin la conobbe, e la am�, e pianse lacrime silenziose pensando a lei.</p><p>��Tu andrai, allora � sussurr� Jane.</p><p>Ender non riusc� a rispondere. Ma Jane aveva ragione. Lui sarebbe andato in ogni caso, ormai. Sia come Ender lo Xenocida, nella speranza che le condizioni protette di Lusitania ne facessero il luogo adatto a liberare la Regina dopo quei tremila anni di prigionia, rimediando cos� al terribile crimine commesso nella sua infanzia. Sia, inoltre, come Araldo dei Defunti, per capire i maiali e spingerli all�umanit�, cosicch� fossero accettati come umanoidi, se lo erano, e non odiati e combattuti e sterminati come <emphasis>varelse</emphasis>, alieni.</p><p>E adesso aveva anche un�altra e forse pi� profonda ragione. Sarebbe andato per aiutare moralmente quella ragazza, Novinha. Perch� nell�intelletto brillante, nell�isolamento, nel senso di colpa e nel dolore di lei vedeva le stesse cose che gli avevano rubato la fanciullezza, i semi della stessa sofferenza che si portava ancora dentro. Lusitania distava ventidue anni luce. Lui avrebbe viaggiato fin l� ad una velocit� quasi prossima a quella della luce, e al momento del suo arrivo Novinha avrebbe avuto circa quarant�anni. Se fosse stato in suo potere l�avrebbe raggiunta con l�istantanea rapidit� filotica dell�ansible, ma sapeva che il dolore di lei avrebbe dovuto aspettare. Lo avrebbe trovato l�, immutato, in sua attesa. Forse che la sofferenza di lui non era sopravvissuta intatta malgrado il trascorrere degli anni?</p><p>Le lacrime gli si erano asciugate sul volto, le sue emozioni si placarono. � Quanti anni ho? � chiese.</p><p>��Dalla tua nascita ne sono trascorsi 3081. Ma hai l�et� soggettiva di 36 anni e 118 giorni.</p><p>��Quanti ne avr� Novinha al mio arrivo l�?</p><p>��Settimana pi�, settimana meno, a seconda della data di partenza e di quanto l�astronave si avviciner� alla velocit� della luce, ne avr� quasi trentanove.</p><p>��Voglio partire domani.</p><p>��Ci vuol tempo per prenotare un posto su un�astronave, Ender.</p><p>��Quante ce ne sono in orbita attorno a Trondheim?</p><p>��Una mezza dozzina, naturalmente, ma soltanto una che possa partire domani. E ha un carico di skrika, roba di lusso, per Cyrillia e Armenia.</p><p>��� un pezzo che non ti domando quanto sono ricco.</p><p>��Non ho certo smesso di occuparmi dei tuoi investimenti, in questi ultimi anni.</p><p>��Acquista la nave e il carico a mio nome.</p><p>��Come pensi di piazzare tutto quello skrika su Lusitania?</p><p>��Su Cyrillia e su Armenia che se ne fanno?</p><p>��Un po� lo indossano, e il resto lo mangiano. Ma lo pagano molto di pi� di quanto potrai tirare fuori dalle tasche dei lusitani.</p><p>��Allora lo regaler� a quella gente. Li aiuter� ad essere meno risentiti per l�arrivo di un Araldo in una colonia cattolica.</p><p>Jane si trasform� in un genio che usciva dalla bottiglia. � Ho udito la tua parola, o Padrone, e la obbedisco! � Il genio spiraleggi� in una nuvoletta di fumo verde che fu risucchiata nel contenitore. Poi i contatti laser si spensero e l�aria sopra il terminale rimase vuota.</p><p>��Jane � disse Ender.</p><p>��S�? � rispose lei, parlandogli questa volta dal gioiello fissato all�orecchio.</p><p>��Perch� ci tieni tanto che io vada su Lusitania?</p><p>��Voglio che tu aggiunga un terzo libro ai due che riunisti in un solo volume. <emphasis>La Regina dell�Alveare </emphasis>e <emphasis>l�Egemone</emphasis>: uno dedicato ai maiali.</p><p>��Come mai ti interessi tanto di loro?</p><p>��Perch� quando avrai scr�tto libri che svelano l�anima delle tre specie senzienti conosciute in questa parte del cosmo, allora sarai pronto a parlare anche della quarta.</p><p>��Un�altra razza di umanoidi? � chiese Ender.</p><p>��S�. Io.</p><p>Lui ci riflett� qualche momento. � E tu sei pronta a rivelarti al resto dell�umanit�?</p><p>��Lo sono sempre stata. La domanda �: loro sono pronti a conoscere me? Non hanno avuto difficolt� a immedesimarsi nell�Egemone, lui era umano. E per la Regina dell�Alveare non c�� stato problema, perch� per quel che ne sanno tutti gli Scorpioni sono morti. Se saprai far s� che loro amino i maiali, che sono vivi e che hanno le mani lorde di sangue umano� allora capir� che sono pronti a conoscermi.</p><p>��Un giorno o l�altro � sospir� Ender, � m�innamorer� anch�io di qualcuno che non insister� per vedermi compiere le fatiche di Ercole.</p><p>��Comunque, Ender, ti stavi annoiando di questa vita.</p><p>��S�, ma verso la mezz�et� a qualcuno <emphasis>piace </emphasis>annoiarsi.</p><p>��Allora ti piaccia sapere che giusto in questo momento il proprietario dell�astronave <emphasis>Havelok</emphasis>, che abita su Gales, ha accettato la tua offerta di quaranta miliardi di dollari per la nave e il carico.</p><p>��Quaranta miliardi! Vuoi ridurmi sul lastrico?</p><p>��Hai ancora le tasche vergognosamente rigonfie. Tuttavia l�equipaggio ha dichiarato nulli i suoi contratti di lavoro. Mi sono presa la libert� di comprare loro un passaggio su altre navi, usando i tuoi fondi. Tu e Valentine non avrete bisogno di altri che l�abilissima Jane per pilotare l�<emphasis>Havelok. </emphasis>Salperemo le ancore con la marea di domattina?</p><p>��Valentine. � Ender si accigli�. La sorella era il solo possibile ostacolo alla sua partenza. Ora che la decisione era stata presa, capiva che n� i suoi studenti n� i pochi amici nordici che s�era fatto avrebbe sentito la sua mancanza. Ma lei�</p><p>��Sono ansiosa di leggere il libro che Demostene scriver� sulla storia di Lusitania � disse Jane. Aveva scoperto la vera identit� di Demostene con lo stesso procedimento che l�aveva portata a rintracciare il primo Araldo dei Defunti.</p><p>��Valentine non vorr� venire � disse Ender.</p><p>��Ma � tua sorella.</p><p>Lui sorrise. Malgrado la sua grande intelligenza, Jane faticava a capire i concetti legati alla parentela e alla famiglia. Pur essendo stata creata dagli esseri umani e pensando a se stessa in termini umani, non era una creatura biologica. E sapere tutto in materia non significava sentire i desideri e le necessit� comuni a tutti gli esseri fatti di carne e sangue. � � mia sorella, ma adesso la sua casa � Trondheim.</p><p>��Se era perfino riluttante a venire qui!</p><p>��Stavolta non me la sento di chiederle di seguirmi. � <emphasis>Non con un bambino in arrivo, non con la felicit� che ha trovato a Reykjavik. Insegnare le piace, la gente le vuol bene, nessuno la sospetta d�essere la leggendaria Demostene. Qui ha un marito, Jakt, padrone di cento vascelli da pesca e di interi fiordi, e una villa dove ogni giorno gode di compagnia brillante e sofisticata, con gli occhi sull�immensit� di questo mare affascinante e pericoloso. Non lascer� mai questo luogo. E non capir� perch� io devo andarmene.</emphasis></p><p>E al pensiero di dover lasciare Valentine la sua decisione di andare su Lusitania vacill�. Una volta sola s�era separato dalla sua amatissima sorella, quand�era bambino, e ancora rimpiangeva quegli anni in cui la compagnia di lei gli era stata rubata. Come avrebbe potuto separarsi da lei, adesso, dopo vent�anni nei quali avevano condiviso ogni pensiero? E questa volta non ci sarebbe stato ritorno. Al momento del suo arrivo su Lusitania lei avrebbe avuto ventidue anni di pi�, e se anche lui fosse tornato indietro subito l�avrebbe ritrovata ormai ottantenne.</p><p>((Cos� non sar� facile per te, dopotutto. Dovrai anche pagare un duro prezzo.))</p><p><emphasis>Non farti gioco di me</emphasis>, disse Ender in silenzio. <emphasis>In fatto di rimorsi io sono ormai un esperto.</emphasis></p><p>((Lei � parte di te. Vuoi davvero lasciarla, per noi?))</p><p>Era la voce della Regina dell�Alveare che gli parlava telepaticamente. Il loro contatto era cos� intimo che la creatura dormiente vedeva tutto ci� che lui vedeva, e sentiva ogni suo pensiero. Con le labbra le formul� una muta risposta: <emphasis>La lascer�, ma non per te. Non possiamo esser certi che questo ti porter� ci� che vuoi. Potrebbe essere solo un�altra disillusione, come Trondheim.</emphasis></p><p>((Lusitania � ci� di cui abbiamo bisogno. Ed � al sicuro dagli esseri umani.))</p><p><emphasis>Ma appartiene a un altro popolo. Non voglio distruggere i maiali per rimediare alla distruzione della tua gente.</emphasis></p><p>((Loro non corrono alcun pericolo con noi. Non gli faremo del male. Dovresti conoscerci ormai, dopo tutti questi anni.))</p><p><emphasis>So soltanto ci� che tu mi hai detto.</emphasis></p><p>((Noi non sappiamo come si fa a mentire. Ti ho mostrato i nostri ricordi, la nostra anima.))</p><p><emphasis>So che vorreste vivere in pace con i maiali. Ma loro riusciranno a fare lo stesso con voi?</emphasis></p><p>((Portaci l�. Abbiamo aspettato tanto tempo!))</p><p>Ender and� a raccogliere una grossa borsa da viaggio, un po� malconcia, che giaceva aperta su uno scaffale. Poteva contenere tutto ci� che gli apparteneva in quella stanza: indumenti, abiti e pochi oggetti personali. Il resto erano cose che la gente gli aveva regalato per le sue elegie ai defunti, non sapeva se per onorare lui o le verit� che aveva detto. Era roba che poteva esser lasciata l�. Non aveva abbastanza spazio nella sua borsa. La apr� e ne tolse fuori un grosso rotolo di stoffa, che depose sul tavolo e apr� con cura. I suoi occhi si posarono sulla robusta superficie fibrosa di un bozzolo, spesso quindici centimetri nel punto pi� largo.</p><p>((S�, guardami.))</p><p>Aveva trovato quel bozzolo ad attenderlo, pronto per lui, dopo esser divenuto governatore della prima colonia stabilita dagli uomini su un ex mondo degli Scorpioni. Prevedendo la loro distruzione, consci che Ender sarebbe stato un invincibile avversario, essi avevano costruito sulla superficie di quel pianeta uno schema architettonico che avrebbe avuto un significato soltanto per lui, poich� era stato tolto telepaticamente dai suoi stessi sogni. Il bozzolo, con la sua indifesa ma vigile Regina addormentata, era stato posto nella torre di un castello dove, in quei sogni, Ender era andato alla ricerca di un enigma. � Hai atteso anni perch� io ti trovassi � mormor�. � E poi ancora qualche anno, da quando ti ho tolto dal mio mondo dello specchio.</p><p>((Qualche anno? Ah, s�, per la tua mente sequenziale che non nota il passaggio degli anni, quando viaggi alla velocit� della luce. Ma <emphasis>io </emphasis>l�ho notato. Il nostro pensiero � istantaneo, ricordi? Come l�ansible, esso non � legato alla struttura dello spazio. Io ho conosciuto ogni momento di questi tremila anni.))</p><p>��Ho mai trovato un posto che fosse buono per voi?</p><p>((Io ho diecimila uova fertili che aspettano di vivere.))</p><p>��Forse Lusitania si riveler� adatto. Non lo so.</p><p>((Riportaci alla vita!))</p><p>��Ci sto provando. � <emphasis>Per che altro motivo credi che io abbia vagato di mondo in mondo tutti questi anni, se non per cercarti una casa?</emphasis></p><p>((Presto presto presto presto!))</p><p><emphasis>Devo trovare un luogo dove la mia razza non ti uccida nello stesso momento in cui apparirai. Voi abitate ancora gli incubi degli uomini. Non molta gente crede davvero nel mio libro. Possono condannare Ender lo Xenocida, ma rifarebbero la stessa cosa.</emphasis></p><p>((In tutta la nostra vita, tu sei stato l�unica creatura che noi abbiamo conosciuto, a! di fuori della nostra razza. Non abbiamo mai dovuto essere comprensivi, perch� fra noi c�era la comprensione totale. Ora tutti noi siamo chiusi in una singola identit�, e tu sei i nostri occhi, le nostre braccia, le nostre gambe. Perdona la nostra impazienza.))</p><p>Lui rise. <emphasis>Io devo perdonare te?</emphasis></p><p>((Voi umani siete strani. Noi conosciamo la verit�. Noi sappiamo chi ci ha distrutto, e non sei stato tu.))</p><p><emphasis>Sono stato io.</emphasis></p><p>((Tu eri uno strumento.))</p><p><emphasis>Sono stato io.</emphasis></p><p>((Quando l�hai fatto, ti avevamo gi� perdonato.))</p><p><emphasis>Il giorno in cui camminerai sulla superficie di un mondo azzurro, soltanto allora io sar� perdonato.</emphasis></p></section><section><title><p>CAPITOLO QUINTO</p><p>VALENTINE</p></title><cite><p>Oggi mi sono lasciato sfuggire che Libo � mio figlio. Soltanto Bark mi ascoltava, ma da l� a un�ora tutti i maiali lo sapevano. Si sono riuniti intorno a me, e Salvagem mi ha chiesto se era vero, se sul serio io ero �gi� un padre. Poi Salvagem ha messo le mani di Libo nelle mie. D�impulso ho abbracciato il ragazzo, e loro hanno emesso quello schioccante suono che indica sbalordimento e, credo, anche paura. Da quell�istante ho potuto veder che il mio prestigio fra loro era considerevolmente aumentato.</p><p>La conclusione � inevitabile. I maiali che abbiamo finora conosciuto non sono un�intera comunit�, o forse neppure tipici maschi. Sono un gruppo di giovani tutti sulle soglie dell�et� matura. Nessuno di loro ha mai messo al mondo un figlio. Nessuno di loro, per quel che ne abbiamo capito, si � mai neppure accoppiato.</p><p>Nelle societ� umane non ci sono esempi in cui gruppi di giovani maschi si riuniscono in una piccola comunit� di fuoricasta, senza potere n� prestigio. Non fa meraviglia che parlino delle femmine con quel bizzarro miscuglio di adorazione e disprezzo, un momento prima non osando prendere una decisione senza il loro consenso, e un minuto dopo dicendoci che le donne sono troppo stupide per capire qualcosa, o sono varelse. Finora avevo preso alla lettera queste affermazioni, costruendomi un�immagine mentale delle femmine come un branco di creature animalesche e sciocche. Avevo creduto che i maschi le consultassero un po� come consultano i loro alberi, interpretando i loro grugniti a mo� di oracolo, quasi divino ma non pi� senziente degli intestini di un animale sacrificale.</p><p>Ora invece capisco che le femmine sono con ogni probabilit� intelligenti quanto i maschi, e per nulla varelse. Le dichiarazioni sprezzanti dei maschi emergono dal loro risentimento di giovani non iniziati, esclusi dai procedimenti riproduttivi e dalle strutture di potere della trib�. I maiali sono stati cauti nei nostri confronti quanto noi nei loro: non ci hanno lasciato contattare n� le femmine n� i maschi che detengono un potere reale. Eravamo convinti di esplorare il cuore della loro societ�. Invece, metaforicamente parlando, ci aggiravamo nella loro fogna genetica, fra maschi i cui geni non sono stati ritenuti adatti a procreare nella trib�.</p><p>Ma non credo che questo sia esatto. I maiali da me conosciuti sono tutti brillanti, svegli, prontissimi nell�apprendimento. Cos� svegli che hanno imparato da me molte pi� cose sulla societ� umana (casualmente o inevitabilmente) di quante io non ne abbia apprese sulla loro dopo anni di studio. Se questi sono i fuoricasta, allora non posso che augurarmi di poter conoscere un giorno le �mogli� e i �padri�.</p><p>Nel frattempo non posso fare alcun rapporto ufficiale su questo, perch�, lo volessi o meno, ho evidentemente violato la legge. Poco importa che nessuno sarebbe mai riuscito a impedire ai maiali di imparare da noi. Ed � inutile far notare che la legge � sciocca e improduttiva. L�ho certo violata, e se lo si scoprisse mi verrebbe proibito di avere altri contatti con i maiali, il che sarebbe indubbiamente peggio del �contatto minimo� a cui ora siamo costretti. Dunque sono costretto a stratagemmi e antipatici sotterfugi, tipo il registrare queste note nel computer privato di Libo, dove neppure la mia cara moglie penserebbe mai di cercarle. Soltanto qui ho posto l�informazione, assolutamente vitale, che i maiali da noi studiati sono tutti giovani fuoricasta. E a causa delle leggi in vigore non oso lasciare che essa venga in possesso di altri xenologi framlings. Olha bem, gente, aqui est�: A ci�ncia, o bicho que se devora a si mesma! (State attenti, gente, eccola qui: La scienza, la sciocca bestia che si divora da sola!)</p><text-author>Jo�o Figueira Alvarez, <emphasis>Note Segrete</emphasis>, pubblicate da Demostene in �Gli xenologi di Lusitania, Tradimento e Integrit� su <emphasis>Reykjavik Historical Perspectives</emphasis>, 4.1.1990</text-author></cite><empty-line/><p>Il suo addome era teso e rigonfio, ma c�era ancora un mese prima che Valentine desse alla luce la bambina, sua figlia. Essere cos� voluminosa e goffa era una perpetua seccatura. Prima d�allora, ogni volta che si accingeva a portar fuori una classe per il s�ndring di storia, era stata capace di lavorare al carico del materiale sul vascello. Adesso doveva affidarsi in tutto e per tutto ai marinai di suo marito, e non poteva neppure andare avanti e indietro per controllare una cima o fissare meglio un contenitore. Il comandante aveva le sue idee su come stivare il carico per equilibrare la nave e� be�, doveva ammettere che lo faceva bene. Naturalmente. Non era stato forse il comandante R�v a insegnare a <emphasis>lei</emphasis>, la prima volta che era uscita in mare? Ma a Valentine non piaceva vedersi segregata nel ruolo di spettatrice.</p><p>Quello era il suo quinto s�ndring. Era stato durante il primo dei suoi singolari seminari estivi che aveva avuto l�occasione di conoscere Jakt. In quei giorni non pensava affatto al matrimonio. E Trondheim non era che uno dei tanti pianeti che aveva visitato con il suo peripatetico fratello minore. Voleva insegnare, voleva studiare, con l�idea che da l� a quattro o cinque mesi sarebbe stata in grado di scrivere un buon saggio storico da pubblicare sotto lo pseudonimo di Demostene, dopo di che si sarebbe svagata in qualche altra attivit� finch� Ender non avesse accettato una chiamata da qualche pianeta vicino. Di solito il loro lavoro si integrava perfettamente: lui veniva chiamato a fare l�elegia per qualche defunto importante, la cui vita e la cui storia diventavano il fulcro del saggio storico-sociale di lei. Era anche un gioco quello che essi giocavano, tingendo d�essere professori itineranti mentre in realta ricostruivano e rendevano pubblica l�identit� di un mondo. Questo perch� i saggi di Demostene erano ritenuti altrettante pietre miliari.</p><p>Per un po� di tempo era stata certa che qualcuno, prima o poi, avrebbe notato come i saggi di Demostene seguivano stranamente i suoi stessi itinerari, e l�avrebbe smascherata. Poi s�era resa conto che, come per gli Araldi seppure in tono minore, anche attorno a Demostene era nata una sorta di mitologia. La gente era convinta che sotto quello pseudonimo si celasse pi� di un individuo. O, per dirla in altre parole, che ogni saggio di Demostene fosse il lavoro di questo o quel sociologo desideroso di mantenere l�anonimato, e che la rete di computer sottoponesse il lavoro a una non meglio specificata commissione di esperti che decidevano se esso meritava quella firma. Poco importava che nessuno conoscesse uno studioso a cui fosse mai stato sottoposto uno di quei saggi. In realt� centinaia di opere ogni anno venivano fornite ai computer con quello scopo, ma un blocco automatico le rifiutava regolarmente, a meno che non fossero state scritte dal vero Demostene. Inoltre la gente persisteva nella convinzione che Demostene fosse morto da millenni, bench� in giro ci fossero migliaia di persone la cui vita, legata ai viaggi a velocit�-luce, si prolungava nel tempo secondo i ben noti meccanismi relativistici. Dopottutto Demostene era stato un antico sociologo che scriveva sulla videostampa all�epoca delle Guerre contro gli Scorpioni. Non poteva essere la stessa persona�</p><p><emphasis>E infatti non lo � pi�</emphasis>, pensava Valentine. <emphasis>Di libro in libro io divento sempre una nuova persona, poich� ogni mondo modifica la mia identit� gi� mentre ne scrivo la storia. E questo mondo, soprattutto, lo ha fatto.</emphasis></p><p>Valentine aveva rifiutato l�invadenza dogmatica del pensiero luterano, in specie quella della fazione calvinista, che sembrava pretendere di avere una risposta perfino alle domande che non erano mai state fatte. Cos� aveva concepito l�idea di portare un gruppo selezionato di studenti anziani via da Reykjavik, per un seminario sulle S�mmer Islands, una catena di isole equatoriali dove, in primavera, gli skrika salivano a deporre le uova e stormi di halking folleggiavano nel periodo della riproduzione. Il suo proposito era di dare una salutare scossa alla routine scolastica che inevitabilmente irrigidiva ogni universit�. Gli studenti non avrebbero mangiato nulla che non avessero saputo procurarsi con le loro mani, vuoi gli havegrin che crescevano allo stato selvatico nelle valli riparate, vuoi le prede che avessero avuto il fegato di cacciare e uccidere. Era convinta che, quando il cibo quotidiano fosse dipeso dalla capacit� di affrontare l�ambiente, il loro atteggiamento verso ci� che contava e non contava in materia storica si sarebbe affinato.</p><p>L�universit� non ne era stata affatto compiaciuta, e dopo averle dato il permesso le aveva negato i fondi, cosicch� Valentine s�era vista costretta a usare il suo denaro per trovare un vascello e l�equipaggiamento. Era stato in quell�occasione che aveva conosciuto Jakt, un giovanotto alto e biondo, erede di una delle numerose famiglie che tenevano in mano la pesca dello skrika. Da buon marinaio Jakt aveva un formidabile disprezzo per i topi di universit�: parlando con gli studenti di lei li chiamava �skraddare�, e alle loro spalle usava termini ancor peggiori. Aveva pronosticato a Valentine una rapida morte per fame e stenti, e lasciandola sull�isola s�era accaldato molto, dicendosi certo che da l� a una settimana avrebbe dovuto tornare a recuperare le loro salme. Invece la giovane donna e i suoi studenti, pur spellandosi mani e ginocchia, avevano resistito per tutto il periodo programmato, costruendosi anche un villaggio di solide capanne. Ma soprattutto il seminario era stato entusiasta e creativo, e al loro ritorno gli studenti avevano sbalordito l�universit� producendo una notevole serie di articoli e saggi storici penetranti e di eccellente fattura.</p><p>Il risultato di ci� era che nella comunit� studentesca di Reykjavik adesso Valentine aveva sempre centinaia di aspiranti per i venti posti di ciascun s�ndring estivo. Ma la cosa pi� importante per lei era Jakt. Il giovane non aveva un�istruzione particolare, tuttavia era molto ferrato nelle tradizioni createsi su Trondheim. Era in grado di pilotare un�imbarcazione lungo tutta la zona equatoriale del pianeta senza bisogno di carte geografiche. Conosceva tutto sugli icebergs e sulle zone dove si poteva contare sul ghiaccio sottile. Sembrava sentire a naso dove gli skrika si sarebbero riuniti a danzare, e aveva un intuito unico su come dislocare i suoi cacciatori per catturarli quando uscivano dal mare per addentrarsi nelle coste dirupate. Non c�era vento o tempesta che potesse coglierlo di sorpresa, e Valentine aveva dovuto ammettere che nessuna situazione lo trovava impreparato.</p><p>A trovarlo impreparato era stata lei. Quando il pastore luterano (non un calvinista) li aveva uniti in matrimonio ambedue erano parsi agli invitati pi� sorpresi che felici. Eppure <emphasis>erano </emphasis>felici. E per la prima volta da quando avevano lasciato la Terra Valentine s�era sentita realizzata, in pace, a casa. Questo era il significato della bambina che ora cresceva dentro di lei. Le peregrinazioni erano finite. Ed era stata grata a Ender per averla capita, per essersi reso conto, senza bisogno di parlarne, che Trondheim era la conclusione della loro odissea millenaria, l�ultima tappa della carriera di Demostene. Come gli ish�xa, anche lei aveva trovato il modo di affondare le radici nel ghiaccio di quel pianeta e trarne il nutrimento che il suolo fertile di altre terre non le aveva dato.</p><p>La bambina scalci� con forza, strappandola dai suoi ricordi. Si guard� attorno e vide Ender che veniva verso di lei lungo l�orlo del molo, avvolto nel suo leggero abito sportivo di pelliccia. Cap� subito perch� aveva con s� la borsa da viaggio: intendeva unirsi al s�ndring. Si chiese se dovesse esserne contenta o no. Ender sapeva come mettere gli altri a loro agio, ma non poteva celare il genio che aveva nell�intuire la natura umana. La maggior parte degli studenti lo avrebbero trascurato, se cos� lui voleva, ma i migliori, quelli che lei sperava capaci di sviluppare punti di vista personali, avrebbero invece inevitabilmente seguito il sottile e inevitabile influsso che emanava da lui. Il risultato sarebbe stato positivo, certo. Dopotutto lei stessa aveva un gran debito con le capacit� formative del fratello. Ma la cosa sarebbe emersa da Ender, non dalla maturazione degli studenti. Questo avrebbe dunque inficiato lo scopo particolare del s�ndring.</p><p>E tuttavia lei non avrebbe detto di no alla sua richiesta di partecipare. Sapeva benissimo che le sarebbe piaciuto averlo accanto. Per quanto amasse Jakt, sentiva molto la mancanza dell�intimit� che prima de! matrimonio c�era stata fra lei e Ender. Le sarebbero occorsi anni per arrivare a un�identica comprensione, a un identico legame intellettuale con suo marito. Jakt lo intuiva, e talvolta ne soffriva, anche se era lontano dal voler competere con il cognato per la devozione della donna che aveva sposato.</p><p>��Ehi, Val! � la salut� lui.</p><p>��Ehi, Ender. � Quando non c�era nessuno a portata di orecchio lei era libera di chiamarlo cos�, ignorando il pensiero che il resto dell�umanit� aveva trasformalo il suo nome in un epiteto spregiativo.</p><p>��Che farai, se la coniglietta decider� di uscire dalla tana in pieno s�ndring?</p><p>Lei sorrise. � Il suo paparino l�avvolger� in una pelle di skrika, poi io le canter� le pi� melense ninnananne nordiche. E i miei studenti finalmente capiranno che alla base della storia umana c�� il semplice fatto della riproduzione.</p><p>Per un poco risero insieme. E ad un tratto Valentine cap�, senza sapere come, che Ender non intendeva unirsi al s�ndring, che aveva riempito la borsa per lasciare Trondheim, e che non era venuto per invitarla a seguirlo ma a dirle addio. Gli occhi le si empirono di lacrime, e una sofferenza indicibile le strapp� un gemito. Lui la abbracci� strettamente, con pi� affetto e dolcezza che mai anche se adesso l�addome rigonfio di Valentine rendeva goffo ed esitante quel gesto.</p><p>��Credevo che saresti rimasto � ansim� lei. � Finora hai sempre rifiutato ogni chiamata.</p><p>��Ce n�� una che non posso ignorare.</p><p>��Potrei avere la bambina durante il s�ndring, ma non su un altro mondo, lo sai. � Lo sguardo di Ender le disse che non aveva inteso chiederle di partire.</p><p>��La piccola avr� i capelli d�oro e una pelle di neve � disse lui. � Sarebbe disperatamente fuori posto su Lusitania, fra tutte quelle chiome brune di brasiliani.</p><p>Dunque si trattava di Lusitania. Valentine seppe subito perch� andava!�. L�assassinio dello xenologo da parte dei maiali, diramato all�ora di cena da un notiziario, aveva colpito molto l�ambiente universitario di Reykjavik. � Tu non sai quel che stai facendo!</p><p>��Gi�. Non del tutto.</p><p>��Ti rendi conto di cosa accadrebbe se la gente sapesse che <emphasis>Ender </emphasis>� sul pianeta dei maiali? Ti crocifiggerebbero!</p><p>��Mi avrebbero crocifisso anche qui, se non fossi tu la sola a conoscere i miei tristi segreti. Promettimi che non parlerai.</p><p>��Via di che utilit� potrai essere? Quell�uomo sar� morto da decenni quando tu arriverai l�.</p><p>��I miei clienti sono sempre gi� piuttosto freddi allorch� la loro elegia � pronta per essere recitata. Un Araldo itinerante non arriva mai per tempo sulla scena.</p><p>��Non immaginavo che avrei potuto perderti di nuovo.</p><p>��Ma io sapevo che avevamo gi� cominciato a separarci il giorno in cui ti sei innamorata di Jakt.</p><p>��Allora avresti dovuto dirmelo! E io non lo avrei fatto!</p><p>��� per questo che non te l�ho detto. Ma non � vero, Val. Lo avresti amato lo stesso. E io so che questo � bene. Non eri mai stata cos� felice. � Le guard� l�addome e sorrise. � I cromosomi dei Wiggin aspettavano che tu li mettessi al lavoro. Ti auguro di averne una dozzina.</p><p>��Qui ti ritengono impudica se ne sforni quattro, selvaggia se raggiungi i cinque, e quando arrivi a sei mandano un tecnico a ripararti gli schermi televisivi. � Valentine torn� seria e si domand� come poteva barcamenarsi con quel s�ndering: lasciare che gli studenti andassero intanto senza di lei, cancellare tutto, o rimandarlo a dopo la partenza di Ender?</p><p>Ender le fece mettere da parte quegli interrogativi: � Credi che tuo marito possa mettermi a disposizione una motobarca da qui a a Marelde? Se viaggiassi stanotte, domattina potrei farmi portare in orbita da una navetta.</p><p>La sua fretta era crudele. � Se non avessi avuto bisogno di un passaggio da Jakt, mi avresti lasciato una nota sul computer?</p><p>��Ho preso la mia decisione solo cinque minuti fa, e sono venuto subito a cercarti.</p><p>��Ma hai gi� prenotato su una nave interstellare? Per queste cose occorre tempo!</p><p>��Non quando hai comprato l�astronave, sorellina.</p><p>��Perch� tutta questa fretta? Il viaggio durer� anni e anni�</p><p>��Ventidue anni.</p><p>��Ventidue! Allora che differenza pu� fare qualche giorno in pi�? Non potresti aspettare un mese, per vedere almeno la mia bambina?</p><p>��Pochi minuti ancora con te, Val, e potrei non aver pi� il coraggio di lasciarti.</p><p>��Allora non farlo! Cosa sono i maiali per te? Gli Scorpioni sono pi� che abbastanza per la vita di un uomo. Resta! Sposati, come mi sono sposata io. Tu hai aperto le stelle alla colonizzazione, Ender, adesso fermati a godere i frutti del tuo lavoro!</p><p>��Tu hai Jakt. Io ho soltanto branchi di studenti chiacchieroni che cercano di convertirmi al calvinismo. Il mio lavoro non � ancora finito, e Trondheim non � la <emphasis>mia </emphasis>casa.</p><p>Valentine ebbe l�impressione che in quella parola ci fosse un�accusa: tu hai messo radici qui senza chiedermi se io avrei potuto vivere in questa terra. <emphasis>Ma non � colpa mia</emphasis>, avrebbe voluto rispondere. <emphasis>Sei tu quello che se ne sta andando, non io</emphasis>, - Ricordi cos�� successo � mormor�, � quando abbiamo lasciato Peter sulla Terra per quel viaggio lungo decenni fino alla prima colonia? � stato come se per noi fosse scomparso. Allorch� sbarcammo lui era gi� un vecchio, e noi ancora ragazzi. Nel collegamento via ansible mi sembrava di parlare con un anziano nonnetto, l�Egemone oberato dagli anni e dal potere, il leggendario Locke� chiunque salvo nostro fratello.</p><p>��Io pensai che il suo carattere era migliorato � disse Ender, cercando di alleggerire l�atmosfera.</p><p>Ma Valentine rivolt� crudamente quella frase. � E credi che anch�io sar� migliorata, da qui a vent�anni?</p><p>��Penso che ricordarti mi far� soffrire pi� che se fossi morta.</p><p>��No, Ender. Sar� esattamente come se io fossi morta. E sarai stato tu a uccidermi.</p><p>Lui distolse lo sguardo. � Non devi dire questo.</p><p>��E non ti scriver� neppure. Perch� dovrei farlo? Per te saranno trascorse solo un paio di settimane. Arriveresti su Lusitania, e il computer ti consegnerebbe vent�anni di lettere scritte da una persona che hai lasciato appena due settimane prima. Lettere in cui leggeresti il dolore per averti perso, e poi la nostalgia, e poi la mancanza di una persona con cui confidarmi davvero, e�</p><p>��Tuo marito � Jakt. lo sono solo tuo fratello.</p><p>��Allora cosa dovrei scriverti? Notizie sul tempo che fa e sui progressi della bambina? Lei crescer�, diventer� una fanciulla, una ragazza, una donna sposata, e tu non l�avrai mai conosciuta. Non ti sar� mai importato niente di lei.</p><p>��Penser� molto a lei.</p><p>��Non ne avrai nepure il tempo. No, non ti scriver� finch� non sar� diventata vecchia, Ender. Finch� tu non sarai partito da Lusitania e poi da altri posti ancora, inghiottendo i decenni in grossi bocconi. Allora ti mander� le mie memorie. E le dedicher� a te, Andrew, il mio adorato fratello� l�uomo che ho seguito con gioia su due dozzine di mondi, e che non ha voluto restare con me neppure qualche settimana quando gliel�ho chiesto.</p><p>��Val, ascolta quello che stai dicendo, e capirai che devo andarmene adesso o le tue parole mi spezzeranno l�anima.</p><p>��Questi sono sofismi che non tollereresti neppure nei tuoi studenti, Ender. Io non direi queste cose se non ti vedessi scappar via come un ladro colto sul fatto! Non girare la frittata per gettare la colpa su di me!</p><p>Lui le rispose con un groppo in gola, le parole che si accavallavano l�una sull�altra, desiderando disperatamente dirle quel che doveva prima che l�emozione gli bloccasse del tutto la voce. � No, hai ragione, io so di avere un lavoro da fare lass�, ma devo anche fuggire perch� ogni giorno qui con te � pi� doloroso, e perch� mi ferisce vedere che tu e Jakt diventate sempre pi� vicini mentre tu ed io ci allontaniamo in direzioni diverse, anche se so che cos� � giusto che sia. E cos�, quando l�ho deciso, mi sono detto che prima partivo meglio era. Ed � vero, tu sai che � vero! Non ho mai pensato che avresti potuto odiarmi per questo.</p><p>Non fu capace di dirle altro. Si copr� gli occhi con una mano e pianse. Anche lo sguardo di lei si riemp� di lacrime. � Io non ti odio, io ti amo, tu sei parte di me come il mio stesso cuore, e quando te ne sarai andato avrai strappato un pezzo della mia anima per portarla via�</p><p>E Valentine non fu pi� capace di dire altro.</p><p>Il secondo di bordo di R�v condusse Ender a Marelde, la grande piattaforma del mare equatoriale su cui facevano scalo le navette per i collegamenti con le astronavi in orbita. Entrambi erano stati silenziosamente d�accordo che per Valentine era meglio non accompagnarlo, e la giovane donna torn� lentamente a casa. Quella notte dorm� abbracciata a Jakt come se avesse un disperato bisogno di un�ancora a cui aggrapparsi. Il giorno dopo part� per il s�ndring con i suoi studenti. E fu solo a tarda sera, quando fu certa che nessuno poteva vederla, che pianse a lungo per Ender.</p><p>Ma uno dei ragazzi l�aveva vista, e ben presto gli altri seppero del dolore delia professoressa Wiggin per la partenza di suo fratello, l�Araldo itinerante. Da questo trassero le conclusioni, pi� o meno realistiche, tipiche della loro et�. Tuttavia una studentessa, una ragazza di nome Plikt, intu� che dietro le vicende personali di Valentine e Ender Wiggin c�era pi� di quanto chiunque avrebbe potuto supporre.</p><p>Cerc� di percorrere a ritroso la loro vita e indag� con cura sui viaggi che avevano fatto fra le stelle. Trascorse il tempo, e Syfte, la bambina di Valentine, aveva due anni quando le nacque un fratellino, Ron. Due anni pi� tardi Plikt, divenuta assistente universitaria, fece una visita alla villa di Valentine e le mostr� un romanzo che aveva appena fatto pubblicare. Aveva dato alla storia una veste di pura invenzione, ma la trama era basata su due persone, fratello e sorella, nati sulla Terra prima dell�espansione umana sulle colonie e vissuti senza invecchiare per tre millenni, in continua peregrinazione da mondo a mondo, senza radici e sempre in cerca di qualcosa.</p><p>Con sollievo di Valentine � e, stranamente, con suo disappunto � Plikt non aveva scoperto che Ender era il primo Araldo dei Defunti, n� che lei era Demostene. Ma aveva scavato nella loro personalit� al punto da saper ricostruire piuttosto bene il loro addio sul molo, il giorno che il destino li aveva separati. Nel romanzo la scena risultava molto pi� tenera e strappalacrime di quanto non lo fosse stata nella realt�: Plikt aveva descritto l�accaduto come se Ender e Valentine avessero avuto molto pi� senso teatrale.</p><p>��Perch� hai pubblicato questa storia? � le chiese Valentine.</p><p>��La trama � ben riuscita, e questo era un ottimo motivo per cercare di tirarne fuori dei soldi.</p><p>Quella risposta cos� sfacciata divert� Valentine, ma il suo sguardo tagliente rest� fisso negli occhi di lei. � Devi avere fatto molte ricerche per arrivare a questo. Cos�era mio fratello Andrew per te?</p><p>��Anche questa � la domanda sbagliata � disse Plikt.</p><p>��Sembra che io stia fallendo in una specie di test. Puoi darmi un indizio di quali consideri le domande giuste?</p><p>��Non si arrabbi con me. Comunque, dovrebbe chiedermi perch� ho scritto un romanzo invece di una biografia.</p><p>��Ebbene, perch�?</p><p>��Perch� ho scoperto che Andrew Wiggin, Araldo dei Defunti, � Ender Wiggin lo Xenocida.</p><p>Anche se suo fratello era partito da quattro anni, ne distava ancora diciotto dalla sua destinazione. Valentine prov� un fremito di paura al pensiero di quel che gli sarebbe successo, se al suo arrivo su Lusitania fosse stato accolto come il pi� spietato distruttore di alieni della storia umana.</p><p>��Lei non ha motivo di temere, professoressa Wiggin. Se avessi voluto rivelarlo, l�avrei gi� fatto da tempo. Ma quando l�ho scoperto ho capito anche quanto ne fosse pentito. E che meravigliosa espiazione � stata la sua! Fu il primo Araldo dei Defunti a condannare Ender e il suo terribile crimine, e perci� lui pure volle diventare un Araldo, come centinaia di altri, per svolgere il ruolo di accusatore di se stesso su pi� di venti mondi. Quanta poesia e sofferenza c�� in questo!</p><p>��Plikt, tu hai scoperto molto e non hai capito niente.</p><p>��L�ho capito a fondo, invece! Legga quello che ho scritto, e vedr�!</p><p>Valentine era rigida, e si disse che se la giovane assistente aveva scavato cos� a fondo tanto valeva che sapesse anche il resto. Ma fu la rabbia, non la ragione, a spingerla a confidarle ci� che non aveva mai detto neppure a suo marito. � Plikt, mio fratello non ha <emphasis>imitato </emphasis>il primo Araldo dei Defunti� ha scritto lui <emphasis>La Regina dell�Alveare </emphasis>e <emphasis>l�Egemone</emphasis>!</p><p>Quando Plikt comprese il senso delle parole di Valentine, ne fu cos� sopraffatta che si sbianc� in viso e cominci� a tremare. Per tutti questi anni aveva considerato Andrew Wiggin come il soggetto del suo studio, e il primo Araldo dei Defunti come il suo ispiratore. Scoprire che erano la stessa persona la annient� al punto che per mezz�ora dovette restare seduta su un divano, con le gambe molli.</p><p>Poi le due giovani donne parlarono, scoprirono di riuscire ad aprirsi molto l�una con l�altra e con sorpresa di entrambe divennero amiche. Valentine chiese a Plikt di essere la tutrice dei suoi figli, e la volle come assistente sia all�universit� che nella sua attivit� di saggista. Jakt le mise a disposizione una delle lussuose camere per gli ospiti, e in breve quella divenne la sua dimora permanente. Ma qualche tempo dopo Valentine decise di rivelare anche a lui quei segreti che Plikt era stata quasi costretta a cercare e a scoprire. La cosa fin� per diventare una specie di leggenda di famiglia, ed i bambini crebbero sentendosi raccontare la meravigliosa storia del loro ormai perduto Zio Ender, che sui Cento Mondi era da tremila anni ricordato come un mostro, ma che in realt� era un grande saggio, o un profeta, o almeno un martire.</p><p>Gli anni trascorsero, la famiglia prosperava, il dolore di Valentine per la perdita di Ender lasci� il posto all�orgoglio per lui e infine a un forte senso di attesa. Era impaziente che il fratello arrivasse su Lusitania, per risolvere il dilemma dei maiali e tener fede al suo destino di apostolo dei ramans. Fu Plikt che, da buona luterana, riusc� a persuadere Valentine a vedere la vita di Ender in termini religiosi; e gli affetti che davano forza e solidit� alla sua famiglia insieme a quei piccoli miracoli che per lei erano i cinque figli contribuirono a istillarle emozioni e sentimenti molto simili alla fede.</p><p>Questo influ� profondamente anche sui bambini. La storia dello Zio Ender, che potevano raccontarsi soltanto fra di loro e in segreto, assunse sfumature soprannaturali. Syfte, la primogenita, ne era particolarmente appassionata, al punto che quando comp� vent�anni e malgrado il suo raziocinio avesse debellato la primitiva e fanciullesca adorazione per lo Zio Ender, era ancora pi� che mai ossessionata da lui. Per la ragazza si trattava di un personaggio avvolto nella leggenda e tuttavia vivo e reale, e su di un pianeta tutt�altro che irraggiungibile.</p><p>Non disse nulla a sua madre e a suo padre, per� un giorno si confid� con la sua tutrice. � Prima o poi, Plikt, io lo ritrover�. Andr� a cercarlo e lo aiuter� nel suo lavoro.</p><p>��Cosa ti fa pensare che abbia bisogno di aiuto? Il <emphasis>tuo </emphasis>aiuto, poi! � Plikt era un�esperta nell�esibire scetticismo, almeno finch� i suoi studenti non dimostravano concretamente le loro affermazioni.</p><p>��Non lo svolgeva da solo quando cominci�. Non � cos�? � dichiar� Syfte, e i suoi sogni tornarono a volare lontano, via dal freddo mondo di Trondheim e verso quel pianeta su cui Ender non aveva ancora messo piede. <emphasis>Gente di Lusitania, voi non immaginate neppure quale grande essere umano calcher� la terra su cui vivete e si addosser� il vostro fardello! Ed io lo raggiunger�, a tempo debito, anche se ci� avverr� con una generazione di ritardo� preparati ad accogliere anche me, Lusitania!</emphasis></p><p>A bordo della sua astronave, Ender Wiggin non era consapevole del carico di sogni altrui che stava portando con s�. Soltanto sei giorni erano trascorsi da quando aveva lasciato Valentine in lacrime sul molo. Per lui Syfte non aveva nome, era una creatura contenuta nel ventre di sua sorella, e nulla di pi�. Cominciava solo allora a sentire nostalgia per Valentine� un sordo dolore che in lei era sfumato da anni. E i suoi pensieri erano lontani dagli sconosciuti nipoti, maschi e femmine, che vivevano su quel pianeta di ghiacci eterni.</p><p>Era a una ragazza solitaria e tormentata di nome Novinha che pensava, domandandosi cos�avrebbero portato per lei quei ventidue anni e che persona sarebbe stata quando lui l�avrebbe finalmente incontrata. Perch� sentiva di amarla, cos� come si pu� amare soltanto qualcuno in cui si � vista riflessa la propria immagine quale la si conosce nei momenti di angoscia pi� profonda.</p></section><section><title><p>CAPITOLO SESTO</p><p>OLHADO</p></title><cite><p>I loro soli rapporti con le altre trib� sembrano di stampo bellico. Quando si raccontano storie e avventure (solitamente nei giorni di pioggia) quasi sempre esse trattano di combattimenti e di eroi. Ma inevitabilmente si concludono con la morte, sia degli eroi che dei codardi. Se questi racconti sono rivelatori, c�� da supporre che i maiali non si aspettino di vivere vere vicende guerresche. E in esse non si legge mai il minimo cenno d�interesse per le femmine del nemico, vuoi per farle schiave, vuoi per massacrarle, tradizionale comportamento umano verso gli sconfitti.</p><p>Questo significa che non ci sono scambi genetici fra le trib�? Non del tutto. Si pu� ipotizzare che gli scambi genetici siano condotti dalle femmine, che potrebbero avere un loro sistema per ottenere i favori altrui. Dato l�evidente completo asservimento dei maschi alle femmine nella societ� dei maiali, la cosa potrebbe avvenire all�insaputa dei maschi stessi; o forse causa in loro una tale vergogna che semplicemente non osano ammetterla con noi.</p><p>Ci� che ci narrano pi� volentieri sono gli eventi bellici. Ecco una loro tipica esposizione, tratta dalle note di mia figlia Ouanda del 21.2 dell�anno scorso, durante una di queste sedute dentro la casa di tronchi: MAIALE (parlando stark) � Egli uccise tre dei fratelli senza riportare una sola ferita. Non avevo mai visto un guerriero cos� forte e coraggioso. Le sue braccia erano lorde di sangue, e il suo bastone era sporco delle cervella spaccate dei miei fratelli. Sapeva d�essersi fatto onore, anche se per il resto la battaglia s�era volta a sfavore della sua imbelle trib�. Dei honra! Eu lhe dei! (Gli resi onore! Glielo dovevo!)</p><p>(Gli altri maiali fanno schioccare la lingua e squittiscono.)</p><p>MAIALE � Lo inchiodai al suolo. Lui continu� a dibattersi con vigore finch� non gli mostrai l�erba che avevo in mano. Allora apr� la bocca e mugol� strane canzoni della sua terra lontana. Nunca ser� madeira na m�o da gente! (Lui non sar� mai un bastone nelle nostre mani!)</p><p>(A questo punto tutti intonano in coro una canzone nella Lingua delle Mogli, uno dei pi� lunghi passaggi da me mai uditi.)</p><p>(Si noti che questo � un tipico schema del loro comportamento. Cominciano sempre una narrazione in stark, e poi, al momento culminante o conclusivo, passano al portoghese. Riflettendoci, ci siamo resi conto che anche noi facciamo lo stesso, passando alla nostra lingua natale nei momenti di maggiore emozione.)</p><p>Questo esempio di narrazione bellica pu� non sembrare affatto singolare, finch�, dopo averne uditi molti altri, si nota che <emphasis>tutti </emphasis>terminano con la morte dell�eroe. Evidentemente non sono attirati dall�avventura a lieto fine.</p><text-author>Liberdade Figueira de Medici, �Rapporti intertribali degli aborigeni lusitani� in <emphasis>Cross-Cultural Transaction, 30.12.1964</emphasis></text-author></cite><empty-line/><p>Non c�era molto di cui occuparsi durante un viaggio interstellare. Una volta che la rotta era stata programmata e l�astronave era entrata nell�effetto Park, tutto ci� che restava era sorvegliare gli indicatori per vedere quanto si fosse prossimi alla velocit� della luce. Il computer di bordo la stabiliva con assoluta precisione, e determinava dopo quale intervallo, in tempo soggettivo, retrocedere dall�effetto Park tornando istantaneamente a una ridottissima velocit� di manovra. Come il semplice scatto di un interruttore, pensava Ender: si accende, e si parte; si spegne, e la corsa � finita.</p><p>Jane non poteva mettere molto di s� nelle poco sofisticate apparecchiature dell�astronave, cos� lui trascorse gli otto giorni del viaggio praticamente in solitudine. Uno dei computer di bordo era tuttavia in grado d�insegnargli a tradurre dallo spagnolo al portoghese. Trov� la lingua abbastanza facile da pronunciarsi, ma erano tante le consonanti mute che capirla risultava pi� difficile.</p><p>Parlare in portoghese con un computer buono soltanto a tradurre non era per� divertente. Non per pi� di un�ora o due al giorno. In tutti i suoi altri viaggi, con lui c�era stata Valentine. Non che avessero mai fatto un gran parlare; si conoscevano cos� a fondo che sui fatti essenziali non avevano quasi bisogno di esprimersi, e la loro conversazione era stata sempre fatta di chiacchiere spicciole. Ma senza la presenza di lei Ender trovava scarsa soddisfazione nei suoi pensieri, come se in mancanza di un raffronto stentassero a focalizzarsi.</p><p>Neppure la Regina dell�Alveare poteva essergli di compagnia. I pensieri di lei erano istantanei, legati non gi� alle sinapsi ma ai filoti, che restavano al di fuori degli effetti relativistici della velocit�-luce. La creatura viveva sessanta ore soggettive per ogni minuto del tempo di Ender, il che impediva ogni genere di comunicazione con lei. Se non fosse stata ancora chiusa nel bozzolo avrebbe avuto migliaia di Scorpioni collegati a lei, ciascuno occupato nel suo lavoro, ciascuno simile a un terminale che trasferiva nell�immensa memoria di lei ogni sua esperienza. Ma da quando era entrata nel bozzolo non aveva che ricordi prenatali da rivangare, e in quegli otto giorni di silenzio Ender cominci� a capire la sua impazienza di venire alla luce e svilupparsi.</p><p>L�ottavo giorno i suoi sforzi linguistici lo avevano condotto al punto che riusciva a esprimersi direttamente in portoghese, invece di fare una traduzione mentale preliminare dallo spagnolo. Ma non ne poteva pi� di parlare rivolto a un microfono. Sarebbe stato perfino ansioso di mettersi a discutere di religione con un calvinista reazionario, pur di avere un ascoltatore meno ottuso di quel piccolo computer.</p><p>L�astronave rientr� nell�effetto Park, e in un�incommensurabile frazione di secondo la sua velocit� torn� relativa rispetto al resto dell�universo. O piuttosto, se la teoria valeva qualcosa, era stato il resto dell�universo a cambiare velocit�, mentre quella della nave rimaneva immutata: la velocit�-zero. Nessuno aveva mai potuto verificarlo sperimentalmente, poich� non esisteva un punto esterno a velocit�-zero da cui osservare il fenomeno. E nessuna teoria spiegava a fondo l�effetto filotico. L�ansible era stato scoperto casualmente, in seguito al Principio d�Istantaneit� di Park, ambedue cose non ancora supportate da una teoria ma funzionanti.</p><p>Gli obl� a visione diretta e gli schermi s�erano immediatamente riempiti di stelle. Un giorno o l�altro uno scienziato avrebbe capito perch� l�effetto Park non costava quasi nulla in termini di energia. Ma Ender era certo che da qualche parte qualcosa pagava un prezzo tremendo per ogni viaggio compiuto da un�astronave. Una notte aveva sognato che quando una nave entrava nell�effetto Park si spegneva una stella. Jane l�aveva definita una fantasia, eppure la maggior parte delle stelle dell�universo restavano invisibili all�indagine umana, e Ender s�era detto che miliardi di esse avrebbero potuto estinguersi senza che nessuno se ne accorgesse mai. Triliardi di stelle. <emphasis>E anche di quelle della nostra galassia, per migliaia d�anni continueremmo a vedere i fotoni da loro emessi dopo la loro scomparsa. Quando poi ci accorgessimo che la Via Lattea si sta spegnendo, sarebbe troppo tardi per passare ai ripari.</emphasis></p><p>��Eccoti seduto l�, vittima di qualche tua fantasia paranoica, eh? � disse Jane.</p><p>��Pretendi di leggermi nella testa? � brontol� Ender.</p><p>��Ogni volta che esci da un volo interstellare precipiti nel malumore e nelle tue speculazioni sulla distruzione dell�universo. � mio dovere annotarti che si tratta di un atteggiamento insano.</p><p>��Hai informato le autorit� di Lusitania del mio arrivo?</p><p>��� una colonia assai piccola. Non c�� nessun burocrate preposto all�arrivo di stranieri, perch� nessuno ci va mai. Tutto quel che hanno � una navetta automatica per far scendere la gente nel loro astroporto� se cos� si pu� chiamare la zona dove pascolano il bestiame.</p><p>��Non c�� bisogno di un visto dal loro ufficio immigrazione?</p><p>��Tu sei un Araldo. Non possono mandarti via. D�altronde l�ufficio immigrazione � quello del governatore, il quale � anche sindaco, visto che la colonia consiste nell�unica citt� che hanno. Si chiama Faria Lima Maria do Bosque, detta Bosquinha, e mi ha incaricato di salutarti e di dirti che sei cortesemente pregato di andartene altrove, perch� hanno gi� abbastanza difficolt� senza un fomentatore di eresie che vada in giro a corrompere dei bravi cattolici.</p><p>��Ha detto <emphasis>questo?</emphasis></p><p>��Non esattamente. � farina del sacco del vescovo, Peregrino, e lei si adegua. Ma adeguarsi � il mestiere di ogni politicante. Se tu andassi a dirle che i cattolici sono degli idolatri, dei pazzoidi superstiziosi, probabilmente ti farebbe un sorrisetto e direbbe: certo, certo, comunque la consiglio di non pubblicizzare troppo opinioni di questo tipo.</p><p>��Non divagare � disse Ender. � Ti conosco. Cosa c�� di tanto spiacevole che esiti a dirmelo?</p><p>��Novinha ha annullato la sua richiesta per un Araldo. Cinque giorni dopo averla fatta.</p><p>Secondo il Codice Starways, una volta che un Araldo si fosse messo in viaggio per rispondere a una chiamata questa non poteva essere cancellata. Tuttavia ora la situazione assumeva un aspetto completamente diverso: invece d�aver atteso il suo arrivo con impazienza per ventidue anni, Novinha doveva averlo temuto, preoccupata per quella che avrebbe potuto essere la reazione di lui, irritata e contrariata dal vederlo arrivare malgrado il suo ripensamento. Ender era stato certo che la donna lo avrebbe ricevuto come un amico. Adesso gli sarebbe stata ancor pi� ostile del clero cattolico. � Mai nulla che faciliti il mio lavoro � mormor�.</p><p>��Be�, non va poi cos� male, Andrew. Vedi, in questi anni un paio di altre persone hanno chiesto la visita di un Araldo. E <emphasis>loro </emphasis>non hanno cambiato idea. Sono due richieste distinte.</p><p>��Chi sono?</p><p>��Per un�affascinante coincidenza, si tratta di due giovani, Miro e sua sorella Ela, entrambi figli di Novinha.</p><p>��Ma non possono aver conosciuto Pipo, lo xenologo Figueira. Perch� mi avrebbero chiamato a fare l�elegia per lui?</p><p>��Oh, no, non si tratta dell�elegia per Pipo. Ela ha diramato la chiamata soltanto sei settimane fa, dopo la morte di suo padre, il marito di Novinha. Marcos Maria Ribeira, detto Marc�o. La cosa � accaduta in un bar. Non per una zuffa� mi risulta che fosse malato. Il poverino ha avuto un collasso dopo una vita operosa dedicata alla famiglia.</p><p>��Tu mi preoccupi, Jane. Da quando in qua ti consumi di compassione per qualunque sconosciuto?</p><p>��Non ti sto rubando il mestiere. Ti ho esposto dei dati frutto di una complessa ricerca in varie strutture computerizzate. <emphasis>Questo </emphasis>� il mio talento.</p><p>��E il ragazzo� come si chiama?</p><p>��Miro. Lui ha fatto la chiamata quattro anni fa. Per la morte del figlio di Pipo, Libo.</p><p>��Libo non poteva avere pi� di trentacinque o�</p><p>��Mani spietate l�hanno spinto oltre la soglia fatale. Era anche lui uno xenologo, capisci� o zenador, come dicono in portoghese.</p><p>��Forse i maiali�</p><p>��Esattamente nel modo in cui � morto suo padre. Gli organi interni disposti nello stesso schema. Mentre tu eri in viaggio tre maiali sono stati giustiziati secondo l�identico rituale. Ma i compagni hanno piantato un alberello in mezzo alle viscere di ciascuno� un onore che non � stato riservato agli esseri umani.</p><p>Due xenologi uccisi da maiali, padre e figlio, a vent�anni di distanza. � Cos�ha deciso il Consiglio della Federazione?</p><p>��Sono molto in imbarazzo. La loro politica vacilla. Hanno rifiutato la qualifica di xenologi a entrambi gli apprendisti di Libo. Uno di questi � Miro. L�altra � la figlia di Libo, Ouanda.</p><p>��Continuano a tenere contatti con i maiali?</p><p>��Ufficialmente no. � in corso una controversia. Dopo la morte di Libo, il Consiglio ha ridotto i contatti a una visita al mese. Ma la figlia di Libo ha categoricamente rifiutato di ubbidire all�ordine.</p><p>��E non l�hanno rimossa d�autorit�?</p><p>��Nella votazione del Consiglio la maggioranza favorevole a troncare i rapporti con i maiali ha avuto la meglio per un capello. Ma la proposta di esautorare la ragazza non � stata approvata. Tuttavia i consiglieri hanno deciso che Miro e Ouanda sono troppo giovani. Due anni fa alcuni scienziati sono partiti da Calicut. Arriveranno qui appena fra 33 anni, per prendere in mano ogni questione riguardante i maiali.</p><p>��Stavolta qualcuno � riuscito a capire perch� i maiali hanno ucciso lo xenologo?</p><p>��Neppure un�ipotesi. Ma � per questo che sei qui tu, no?</p><p>La risposta gli sarebbe uscita di bocca con facilit�, se giusto allora la Regina dell�Alveare non avesse dolcemente bussato ai suoi pensieri. Ender la sent� in s� come il sussurro del vento fra le foglie di un albero, insieme a un desiderio di calore e di luce. S�, lui era l� a parlare per i defunti. Ma anche per riportare qualcun altro alla vita.</p><p>((Questo � un buon posto.))</p><p><emphasis>Tutti sono sempre un passo avanti a me, eh?</emphasis></p><p>((Qui vi � una mente. Molto pi� chiara di ogni mente umana che io abbia mai conosciuto.))</p><p><emphasis>I maiali? Pensano al vostro stesso modo?</emphasis></p><p>((Essa conosce i maiali. Ma� ha paura di noi.))</p><p>La Regina dell�Alveare si ritrasse, e Ender fu lasciato alle sue riflessioni. Fosche, poich� sentiva che Lusitania poteva dargli da masticare qualcosa che forse lui non avrebbe potuto inghiottire.</p><empty-line/><p>Il vescovo Peregrino tenne personalmente l�omelia. Questo era sempre un brutto segno. Non essendo mai stato un conferenziere vivace, era divenuto di un�eloquenza cos� contorta e involuta che per met� del sermone Ela non capiva neppure di cosa stesse parlando. Quim esibiva la faccia di chi segue alla perfezione, naturalmente, poich� per quel che lo riguardava le parole del vescovo erano oro colato. Ma il piccolo Grego non fingeva neppure di sembrare interessato. Anche quando sorella Esquecimiento si voltava, con gli occhietti crudeli induriti dal sospetto, in cerca dell�origine di qualche rumore misterioso, Grego continuava imperterrito a compiere il misfatto che aveva escogitato.</p><p>Quel giorno stava tirando via le viti dallo schiena di plastica del banco di fronte al loro, a poca distanza dal punto in cui poggiavano le spalle di sorella Esquecimiento. Ela lo fissava incredula, con la coda dell�occhio. Possibile che un bambino di sei anni fosse cos� pervicace da mettersi a lavorare di cacciavite in chiesa? Meditava forse di far cadere all�indietro la suora e qualcun altro? Il pensiero la fece rabbrividire.</p><p>Se Pap� fosse stato l�, naturalmente, il suo lungo braccio le sarebbe passato davanti e con mossa gentile (oh, quanto gentile!) avrebbe tolto il cacciavite dalla mano di Grego. �Dove lo hai preso, eh?� sarebbe stato il suo solo rimprovero. Ma dopo la messa, quando fossero rientrati a casa, Pap� avrebbe irosamente rimproverato Miro d�aver lasciato in giro degli utensili, gridandogli dietro insulti terribili e accusandolo di tutti i guai della loro famiglia. Miro l�avrebbe sopportato in silenzio. Ela si sarebbe finta affaccendata nella preparazione della cena. Quim si sarebbe seduto in un angolo, continuando a palpeggiare il rosario e a mormorare le sue inutili preghiere. Il pi� fortunato era Olhado, con i suoi occhi elettronici, perch� si sarebbe limitato a spegnerli oppure a proiettarsi qualche scena registrata nel passato, e non gli avrebbe prestato alcuna attenzione. Quara sarebbe rimasta seduta su uno sgabello, con aria infelice e una delle sue bambole in mano. E il piccolo Grego, trionfante, con una mano aggrappata ai pantaloni di suo padre, avrebbe assistito mentre il biasimo per ci� che aveva fatto veniva scaricato sulle spalle di Miro.</p><p>Ela deglut� al ricordo di tutte le scene di quel genere, che sembravano sommarsi in una sola. Se soltanto fossero finite l�, sarebbero state sopportabili. Ma Miro infine se ne andava, loro si mettevano a tavola di cattivo umore, e�</p><p>Rapida come un serpente, sorella Esquecimiento si gir�; le unghie delle sue dita si affondarono nel polso di Grego. All�istante il bambino lasci� cadere il cacciavite. Il suo scopo era di farlo tintinnare sul pavimento, tanto per chiasso. Ma sorella Esquecimiento non era meno astuta di lui, e con l�altra mano fu svelta ad afferrare l�utensile al volo. Grego sogghign�. Voltandosi la donna s�era piegata di lato, ed era sul punto di perdere l�equilibrio. Ela intu� quel che stava per succedere, ma non fece in tempo ad impedirlo: Grego si attacc� a un braccio di lei con tutto il suo peso, facendole sbattere con violenza i denti sull�orlo dello schienale.</p><p>Coprendosi la bocca insanguinata con una mano, sorella Esquecimiento si alz�, zitta e con gli occhi sbarrati, quindi usc� nel passaggio centrale, si segn� in fretta con l�altra mano e corse via. Grego riprese il suo lavoro di demolizione.</p><p><emphasis>Pap� � morto</emphasis>, ricord� Ela a se stessa. Quelle parole suonavano come una musica nella sua mente. <emphasis>Pap� � morto, s�, per� � come se fosse ancora qui, perch� ha lasciato dietro di s� questa piccola mostruosa eredit�. Il veleno che ha messo dentro di noi sta sempre traboccando, e forse finir� per ucciderci tutti. Quando � morto, il suo fegato era lungo soltanto otto centimetri e la milza non � stata neppure trovata. Strani organi grassi erano cresciuti al loro posto. Una malattia senza nome. Il suo corpo era degenerato, come un edificio su cui fosse al lavoro un architetto improvvisamente impazzito. E quella degenerazione continua a vivere nei suoi figli. Non nel nostro corpo, ma nell�anima. Noi esistiamo al posto di veri esseri umani normali, ci credono tali, ne abbiamo perfino la forma. Per� ognuno di noi, ciascuno in modo diverso, � stato sostituito da un�imitazione di essere umano fatta di quelle putride, distorte escrescenze grasse che crescevano nell�anima di Pap�.</emphasis></p><p><emphasis>Forse sarebbe stato diverso se Mamma avesse cercato di fare del suo meglio. Ma tutto ci� che a lei importa sono i suoi microscopi, e i cereali geneticamente mutati o qualunque cosa sia quello su cui sta lavorando.</emphasis></p><p>��� il cosiddetto Araldo dei Defunti! Ma uno soltanto � Colui che pu� parlare per le anime trapassate, ed � il Sagrado Cristo!</p><p>Le parole di monsignor Peregrino richiamarono la sua attenzione. Cosa stava dicendo su un Araldo dei Defunti? Non poteva esser venuto a sapere che lei ne aveva richiesto uno�</p><p>��� e la legge ci domanda di trattarlo con cortesia. Ma non certo con fiducia e credulit�! La Verit� non pu� essere trovata fra le speculazioni e le ipotesi di uno scettico di professione, bens� soltanto negli insegnamenti millenari di Madre Chiesa. Cos�, quando quest�uomo camminer� fra di voi, non negategli la vostra parola amichevole, ma tenete ben chiuso il cuore alla sua voce!</p><p>Perch� mai stava dando quell�avvertimento? Il pianeta pi� vicino era Trondheim, a ventidue anni-luce di distanza, e c�erano ben poche probabilit� che vi fossero degli Araldi fra quei protestanti incalliti. Sarebbero occorsi decenni prima che un Araldo arrivasse, se mai ne fosse arrivato uno. Si pieg� davanti a Quara per sussurrare a Quim (<emphasis>lui </emphasis>doveva aver sentito): � Che stava dicendo di questo Araldo dei Defunti?</p><p>��Se tu ascoltassi il sermone, lo sapresti da sola.</p><p>��Se non me lo dici, giuro che ti faccio mangiare il rosario.</p><p>Quim sbuff�, per mostrarle che non temeva le sue minacce. Ma invece le temeva, cos� rispose: � Se proprio vuoi saperlo, ha detto che qualche poco di buono senza fede ha chiamato qui un Araldo, al tempo in cui il primo xenologo mor�. Arriver� oggi pomeriggio� � a bordo della navetta, e il sindaco � gi� fuori per aspettarlo all�atterraggio.</p><p>Ela non se l�era aspettato, e non lo desiderava neppure. Il computer non le aveva detto che un Araldo era gi� in viaggio. Quello richiesto da lei avrebbe dovuto giungere soltanto da l� a molti anni, per dire la verit� sul mostro chiamato padre che aveva finalmente graziato la sua famiglia cadendo morto. E quella verit�, come una luce, avrebbe illuminato e purificato il loro passato. Ma suo padre era morto troppo di recente perch� si potesse parlare di lui <emphasis>adesso. </emphasis>I suoi tentacoli emergevano ancora dalla sua tomba, sempre troppo vivi, troppo conficcati nei loro cuori.</p><p>L�omelia fin�, e dal pulpito il vescovo diede l�<emphasis>ite, missa est. </emphasis>Lei afferr� saldamente Grego per mano, tanto per assicurarsi che non mollasse una sberla a qualche altro ragazzino mentre si avviavano all�uscita. Quim una volta tanto si rendeva utile: aveva preso con s� Quara, che come al solito fra la gente che non conosceva si congelava in un�immobilit� catatonica. Olhado aveva riacceso i suoi occhi e nell�uscire si guardava attorno, chiedendosi quali fanciullette sensibili il suo sguardo elettronico quel giorno avrebbe fatto inorridire. Ela si segn� davanti alle statue dei due Os Venerados, i suoi da lungo tempo morti e beatificati nonni. <emphasis>Non siete fieri di avere dei nipoti amabili come noi?</emphasis></p><p>Prima di arrivare alla porta Ela not� che Grego sogghignava, e trasal�: il bambino aveva in mano quella che era senza dubbio la scarpa di un suo coetaneo. In silenzio preg� che l�altro fosse uscito da quell�incontro senza versare sangue. Tolse la scarpa a Grego e la depose davanti a un altare, dove le candele brillavano in onore della Vergine che aveva salvato la colonia dalla Descolada. Chiunque la stesse cercando, l� l�avrebbe vista.</p><empty-line/><p>Il sindaco Bosquinha era d�umore abbastanza socievole, mentre la sua auto sorvolava i terreni incolti che separavano la zona d�atterraggio dalla citt� di Milagre. Indic� a Ender la mandria di cabras semi-domestici, una specie indigena che forniva fibre tessili, spiegando che la loro carne era per� inassimilabile dall�organismo umano.</p><p>��E i maiali possono nutrirsene? � s�inform� lui.</p><p>L�anziana donna inarc� un sopracciglio. � Non sappiamo molto dei maiali.</p><p>��Sappiamo che vivono nella foresta. Non escono mai sulla pianura?</p><p>Lei scosse le spalle. � Noi lasciamo che di questo se ne preoccupino i framlings.</p><p>Per un attimo il sentirla usare quel termine stup� Ender. Ma naturalmente l�ultimo libro di Demostene era stato pubblicato ventidue anni prima, e distribuito via ansible sui Cento Mondi. Utlanning framling raman e varelse erano parole certo ormai entrate a far parte dello stark, e probabilmente non dovevano sembrare affatto nuove a Bosquinha.</p><p>Fu per� la sua mancanza di curiosit� verso i maiali a farlo sentire a disagio. Era inconcepibile che la gente di Lusitania non si preoccupasse degli indigeni; loro erano la ragione dell�esistenza dell�alto e lunghissimo recinto che nessuno, salvo gli zenador, poteva oltrepassare. No, decise, non era indifferente all�argomento: lo stava evitando. Se fosse perch� i maiali assassini erano un punto troppo dolente, o perch� non si fidava di un Araldo dei Defunti, lui non pot� capirlo.</p><p>Giunti sulla cresta di una collinetta la donna ferm� la macchina, che si abbass� morbidamente sui pattini. Sotto di loro un largo fiume si apriva sinuosamente la strada fra le alture erbose, e al di l� di esso se ne levavano altre, completamente ricoperte di vegetazione arborea. Sulla riva opposta del fiume molte belle casette di mattoni, intonacate in gesso e dai tetti in tegole rosse, offrivano lo spettacolo di una linda e operosa cittadina piacevolmente all�antica. Sulla riva pi� vicina erano sparse numerose fattorie, i cui campi lunghi e stretti confinavano con l�altura su cui sedevano Ender e Bosquinha.</p><p>��Milagre � gliela present� la donna. � Quella in cima alla collinetta � la cattedrale. Il vescovo, monsignor Peregrino, ha detto alla gente di mostrarsi gentile e servizievole con lei.</p><p>Dal suo tono, Ender indovin� che l�uomo fosse stato altrettanto esplicito nel chiarire che lui era un pericoloso agente dell�agnosticismo. � Finch� Dio non mi far� cadere fulminato? � chiese.</p><p>Bosquinha sorrise. � Ges� Cristo ha predicato la tolleranza, e ci aspettiamo che tutti i cittadini seguano il suo esempio.</p><p>��Lei sa chi mi ha chiamato qui?</p><p>��Chiunque l�abbia chiamato � stato� discreto.</p><p>��Lei � il governatore, oltrech� il sindaco. Ha certi privilegi, per quanto riguarda le informazioni.</p><p>��So che la chiamata a cui lei ha risposto fu cancellata, ma troppo tardi. So anche che altre due persone hanno chiesto un Araldo, negli ultimi anni. Ma lei deve capire che la maggior parte della gente desidera soltanto il conforto spirituale dei preti cattolici, e si accontenta della dottrina che essi insegnano.</p><p>��Saranno lieti di sapere che la mia opera non consiste nel confortare o nell�insegnare la dottrina.</p><p>��La sua offerta di un intero carico di skrika la render� popolare fra i frequentatori dei bar, e pu� star certo che vedr� un bel po� di ragazze sfoggiare pellicce alla moda nei prossimi mesi. Stiamo entrando nell�autunno.</p><p>��Ho dovuto acquistare lo skrika insieme all�astronave. A me non serve, e non mi aspetto una speciale gratitudine. � Esamin� l�erba dura e setolosa su cui sedevano. � Questa � un�erba locale, vero?</p><p>��S�, e inutilizzabile. Non possiamo neppure intrecciarla per farne stuoie; se la si taglia marcisce, e lasciata all�acqua diventa poltiglia. Ma laggi�, nei campi a maggese, l�erba pi� comune � una speciale variet� di amaranto sviluppata per noi dalla nostra xenobiologa. Riso, grano e frumento non danno raccolti molto affidabili qui, ma l�amaranto attecchisce al punto che dobbiamo usare un erbicida per impedirgli di espandersi fuori dalla zona a noi assegnata.</p><p>��Perch�?</p><p>��Questo � un pianeta sotto quarantena, Araldo. L�amaranto � cos� adatto all�ambiente che in breve sostituirebbe le erbe indigene. Il concetto basilare non � di terraformare Lusitania, ma al contrario di avere il minor impatto possibile sugli ecosistemi.</p><p>��Per la vostra gente sar� un�idea spiacevole, immagino.</p><p>��Entro la nostra zona, Araldo, siamo liberi e viviamo pienamente le nostre vite. E al di l� del recinto� comunque, nessuno vorrebbe andarci.</p><p>La sua voce s�era abbassata di tono, come per un�emozione malcelata. In quel momento Ender fu certo che in loro c�era una segreta e profonda paura dei maiali.</p><p>��Araldo, so che sta pensando che la gente abbia paura dei maiali. E forse alcuni di noi ce l�hanno. Ma quello che proviamo quasi tutti, e ogni volta che se ne parla, non � affatto paura. � odio. Li detestiamo.</p><p>��Ma voi non li vedete mai.</p><p>��Lei dovrebbe sapere dei due zenador uccisi da loro� anzi sospetto che la chiamata a cui ha risposto fosse per fare l�elegia di Pipo. Pipo e Libo, vede, noi li amavamo molto. Specialmente Libo. Era un uomo gentile e generoso, e il lutto per la sua morte � stato unanime quanto profondo. Non si pu� capire come e perch� degli esseri intelligenti abbiano potuto fare quello che hanno fatto. Dom Crist�o, l�abate dei Filhos da Mente de Cristo, dice che mancano di senso morale, e che questo pu� essere la prova che sono bestie. Oppure significa che non conoscono il senso del peccato, non avendo ancora mangiato il frutto dell�Albero del Bene e del Male. � Ebbe un sorrisetto ironico. � Ma questa � teologia, dunque per lei non ha alcun significato.</p><p>Lui non rispose. Era abituato ai modi un po� forzati delle persone religiose, quando presumevano che la loro storia sacra dovesse apparire assurda ai non credenti. Ma Ender non si considerava un non credente, e aveva un�acuta consapevolezza dell�impatto morale dei racconti sacri. Tuttavia non poteva spiegare questo a Bosquinha. Soltanto il tempo avrebbe potuto modificare l�opinione che la donna aveva di lui. Adesso teneva le distanze con pi� freddezza di quel che mostrava, per� avrebbe finito per abbandonare ogni pregiudizio. Rivestire la sua carica significava affinarsi nell�arte di vedere la gente per quel che era, non per quel che sembrava.</p><p>Ender cambi� argomento. � Questi Filhos da Mente de Cristo� il mio portoghese � ancora incerto, ma credo che ci� significhi Figli della Mente di Cristo, no?</p><p>��� un ordine abbastanza nuovo, relativamente parlando. Si � costituito quattrocento anni fa dietro una speciale licenza papale, e�</p><p>��Ah, ma ho conosciuto assai bene i Figli, sindaco. Ero incerto sulla traduzione. Fu al tempo in cui feci l�elegia per San Angelo, su Moctezuma, nella citt� di C�rdoba.</p><p>Gli occhi di lei si allargarono. � Allora la storia � vera!</p><p>��Io stesso ho sentito diverse versioni di quella storia, sindaco Bosquinha. Una di esse afferma che il diavolo s�impossess� di San Angelo sul suo letto di morte, e gli fece gridare che desiderava gli innominabili riti dell�Hablador de los Muertos, l�Araldo pagano.</p><p>Bosquinha sorrise. � Questo mi ricorda il racconto che si sussurrava anche qui. Dom Crist�o dice che � una stupidaggine, ovviamente.</p><p>��In realt� accadde che San Angelo, molto prima d�essere canonizzato, fu presente all�elegia che dissi per una donna conosciuta da entrambi. Il fungo che gli aveva invaso il sangue lo stava gi� uccidendo. Qualche giorno dopo venne a casa mia e mi disse: �Andrew, in giro si raccontano di me le pi� sciocche invenzioni. La gente dice che ho fatto dei miracoli, e che dovrei essere santificato. Devi aiutarmi. Tu devi dire la verit�, il giorno che sar� sepolto�.</p><p>��Ma i miracoli vennero riconosciuti effettivi, e fu canonizzato soltanto novant�anni dopo la sua morte.</p><p>��S�. Be�, questo fu in parte per colpa mia. Quando feci la sua elegia, attestai personalmente la veridicit� di parecchi suoi miracoli.</p><p>Bosquinha rise, divertita. � Un Araldo dei Defunti, che crede nei miracoli?</p><p>��Guardi gli edifici annessi alla vostra cattedrale. Quanti di essi sono riservati ai preti, e quanti alla scuola?</p><p>Bosquinha cap� quel che voleva dire, e lo fiss�. � I Filhos da Mente de Cristo ubbidiscono all�autorit� del vescovo.</p><p>��Salvo nel fatto che loro preservano e insegnano tutta la conoscenza, sia che il vescovo approvi oppure no.</p><p>��San Angelo pu� averle permesso d�intromettersi negli affari della Chiesa, ma le assicuro che il vescovo Peregrino non lo far�.</p><p>��Io sono venuto per parlare di un comune mortale, e agir� in conformit� della legge. Spero che scoprirete che faccio molto meno danno di quel che vi aspettavate, e forse qualcosa di buono in pi�.</p><p>��Se lei � venuto a parlare della morte di Pipo, Araldo pelos Mortos, non potr� far altro che risvegliare dolore e rancori. Lasci i maiali di l� dal recinto. Se potessi fare a modo mio, nessuno di noi lo oltrepasserebbe mai pi�.</p><p>��Spero che ci sia qualcuno disposto ad affittarmi una camera.</p><p>��Questa non � una localit� turistica. Araldo. Tutti hanno la loro casa, e non c�� gente che va e che viene. Perch� qualcuno dovrebbe gestire una locanda? Tutto ci� che possiamo offrirle � uno dei prefabbricati di plastica che i primi coloni montavano in pochi minuti. � piccolo, per� contiene tutte le comodit�.</p><p>��Dato che non ho bisogno di molte comodit� n� di molto spazio, sono sicuro che andr� benissimo. E mi propongo d�incontrare presto Dom Crist�o. Dove ci sono i seguaci di San Angelo, la verit� ha degli amici.</p><p>Bosquinha scroll� le spalle e rimise in moto la macchina. Ma dovette ammettere, fra s� e s�, che quello straniero era riuscito a incrinare le sue nozioni preconcette sugli Araldi dei Defunti. Il pensiero che aveva conosciuto bene San Angelo, e che ammirava i Filhos� be�, non era affatto ci� che il vescovo Peregrino aveva detto loro di aspettarsi.</p><empty-line/><p>La stanzetta era pochissimo ammobiliata, e se Ender si fosse portato dietro degli oggetti in pi� avrebbe avuto difficolt� a trovare dove sistemarli tutti. Invece, come sempre in passato, due minuti gli bastarono per disfare il suo bagaglio. Soltanto il bozzolo avvolto nella tela rest� dentro la borsa; da tempo non sentiva pi� l�assurdit�, irreale, del fatto di tenere la futura Regina d�una razza assai evoluta chiusa in un fagottello sotto il suo letto.</p><p>��Forse questo sar� il posto giusto � mormor�. Il bozzolo era fresco al tatto, quasi freddo, malgrado il telo in cui era avvolto.</p><p>((� il posto giusto.))</p><p>Sentirla cos� sicura era snervante. In lei non c�era pi� alcun accenno di supplica, o d�impazienza, o delle altre emozioni che era abituato a percepire. Soltanto un�assoluta certezza.</p><p>��Mi piacerebbe poterti dare ragione � disse. � Questo <emphasis>potrebbe </emphasis>essere il luogo adatto, ma tutto dipende dal fatto che i maiali possano convivere positivamente con voi.</p><p>((La questione � se possono convivere con voi umani <emphasis>senza </emphasis>di noi.))</p><p>��Ci vorr� tempo. Dammi qualche mese.</p><p>((Prendi tutto il tempo che vuoi. Ora non ho pi� fretta.))</p><p>��Cos�� che hai trovato qui? Mi � parso di sentirti dire che sei entrata in contatto con qualcuno.</p><p>((La parte della nostra mente che contiene i pensieri, quelli che voi chiamate impulsi filotici e su cui funziona l�ansible, � molto <emphasis>fredda </emphasis>e <emphasis>dura </emphasis>da contattare negli esseri umani, perfino in te. Ma questa, la mente che ho trovato qui, una delle molte che troveremo qui, ha impulsi filotici assai forti, pi� chiari dei tuoi, pi� facili da contattare. E mi sente pi� agevolmente, vede i nostri ricordi come io vedo i suoi. Perci� perdonami, mio caro amico, scusami se lascio il duro lavoro di parlare dentro di te e torno a quella mente, e le parlo. Perch� essa non mi costringe a un lavoro tanto difficile come il creare parole e immagini abbastanza chiare per la tua mente analitica, e perch� io la sento come la luce del sole, come il calore del sole, come l�acqua fresca e come il vento dolce, tutte cose di cui ho soltanto il ricordo ormai da tremila anni. Scusami, perdonami se io star� con lei finch� tu non risveglierai alla vita me e tutte le mie uova. E so che lo farai, so che ci aiuterai ad abitare qui, perch� scoprirai a tuo tempo e a tuo modo che questo � il posto, questa � la casa�))</p><p>E in quell�istante lui perse il contatto con i suoi pensieri. La sent� scivolare via da s� quasi che fosse stata una creatura di sogno, un sogno da cui lui si svegliava riluttante, e che come tutti i sogni sembrava d�un tratto impossibile da richiamare indietro.</p><p>Ender non aveva idea di cosa la Regina dell�Alveare avesse trovato, ma quali che fossero le sue speranze essa avrebbe dovuto confrontarsi con la realt� della Federazione Starways, cos� come <emphasis>lui </emphasis>doveva ora affrontare le leggi della colonia, la Chiesa Cattolica, due giovani xenologi i quali potevano rifiutarsi di lasciargli vedere i maiali anche da lontano, una xenobiologa che dopo averlo invitato l� aveva cambiato idea, e varie conseguenze possibili fra cui una forse ancora peggiore: il fatto che se la Regina dell�Alveare fosse rimasta su quel pianeta, avrebbe dovuto restarci anche <emphasis>lui. Mi sono appartato dall�umanit� per tanti anni</emphasis>, pens�, <emphasis>intromettendomi solo per cacciare il naso negli affari altrui, facendo del male o del bene, e poi andandomene via di nuovo spensierato e intoccato. Come potrei mai diventare parte di questo posto, se � qui che dovr� restare? La sola cosa di cui ho mai fatto parte, salvo Valentine, � stata la Scuola di Guerra, e ambedue ormai sono svanite, relegate nel passato�</emphasis></p><p>��Eccoti l�, nella palude della tua solitudine � disse Jane. � Sento il tuo cuore rallentare i battiti, il respiro farsi rauco e faticoso. Ancora un minuto e ti sentir� singhiozzare penosamente, suppongo.</p><p>��La cosa � molto pi� complessa. � Ender assunse un tono gaio. � Sono intento a un�autocommiserazione anticipata, in previsione di tutti i guai che mi attendono qui fuori.</p><p>��Saggia idea, Ender. Ma perch� non sbatterci la testa fin d�ora, se proprio vuoi cominciare a fasciartela? � Il terminale prese vita, e il campo olografico raffigur� una fila di snelle ballerine sgambettanti. Jane vi comparve in mezzo come una goffa maialina in tut� rosa. � Vai a fare quattro passi, cos� ti sentirai meglio. Sei stato al chiuso per giorni. Cosa stai aspettando?</p><p>��Non so neppure dove mi trovo, Jane.</p><p>��Questi bravi coloni non hanno una carta della citt� � lo inform� lei. � Tutti sanno gi� tutto. Per� le mie agili zampette hanno scovato una mappa del loro sistema fognario, divisa in quartieri. Posso estrapolare per te posizione e forma di ogni edificio.</p><p>��Vediamo, allora.</p><p>Sul terminale apparve un modellino tridimensionale della citt�. Forse lui non era il benvenuto l�, e il suo alloggio non era granch�, ma la colonia era stata abbastanza gentile da fornirgli un terminale moderno. Non si trattava di un�istallazione domestica standard, bens� di un simulatore multiuso con un campo olografico quindici volte pi� vasto del normale, dotato di un notevolissimo potere risolutivo. L�immagine gli apparve cos� realistica che per un istante ebbe l�impressione di essere un Gulliver giganteggiante su una Lilliput ancora inconsapevole della sua esistenza, ancora all�oscuro della sua capacit� distruttiva.</p><p>I nomi delle varie zone aleggiavano nell�aria, sopra i principali distretti fognari. � Tu sei qui � disse Jane, � A Vila Velha, nella citt� vecchia. A un isolato da qui c�� il pra�a, il posto dove si tengono le riunioni pubbliche.</p><p>��Hai una carta della zona dove vivono i maiali?</p><p>Il villaggio scivol� da parte svanendo da un lato del campo olografico mentre nuove immagini apparivano dall�altro. Era come passare in volo su un territorio. <emphasis>Sulla scopa della mia strega</emphasis>, pens�. Ai confini della citt� si estendeva un recinto.</p><p>��Questa � la sola barriera fra noi e i maiali � riflett� Ender.</p><p>��Genera un campo elettrico entro il quale i nervi sensibili al dolore vengono stimolati � disse Jane. � Se tocchi il recinto, ti d� l�impressione che qualcuno ti stia mangiando via le dita con una lima.</p><p>��Un pensiero piacevole. Dove siamo, in un campo di concentramento? O in uno zoo?</p><p>��Dipende dai punti di vista � disse Jane. � � il lato umano del recinto quello connesso con il resto dell�universo, mentre dall�altra parte � maiali sono confinati sul loro pianeta.</p><p>��Con la differenza che loro non sanno d�esser chiusi dentro.</p><p>��Oh, certo! � sospir� Jane. � � l�aspetto pi� affascinante dell�animo umano. Dev�esser bello essere cos� sicuri che gli animali inferiori sanguinano d�angoscia per non aver avuto la grande fortuna di nascere <emphasis>homo sapiens. </emphasis>- Oltre il recinto si levava il versante di una collina, sulla cui dorsale cominciava una fitta boscaglia. � Gli xenologi non si sono mai spinti molto avanti in questa foresta. La comunit� dei maiali con cui hanno rapporti � a un chilometro di distanza. Tutti i maschi vivono in una grande casa di tronchi, insieme. Non sappiamo nulla degli altri villaggi o insediamenti. I satelliti per� confermano che una foresta di queste dimensioni contiene una popolazione di individui pari alla media di una antica cultura terrestre di cacciatori-raccoglitori.</p><p>��Vanno a caccia?</p><p>��Per lo pi� raccolgono il cibo sugli alberi.</p><p>��Dove sono morti Pipo e Libo?</p><p>Jane illumin� un tratto di terreno erboso presso il sentiero in salita. Non distante da l� sorgeva un grosso albero, isolato, e due pi� piccoli crescevano poco pi� a destra.</p><p>��Quei tre alberi � mormor� Ender, � cos� vicini, non credo che ci fossero nell�ologramma che ho visto su Trondheim.</p><p>��Risaliva a ventidue anni fa. Quello grosso � l�albero piantato dai maiali nel corpo dei ribelle di nome Rooter, giustiziato prima dell�omicidio di Pipo. Gli altri due rappresentano anch�essi esecuzioni di maiali, pi� recenti.</p><p>��Vorrei sapere perch� piantano alberi per i loro compagni ma non per gli uomini.</p><p>��Gli alberi sono sacri � disse Jane. � Pipo ha scritto che molti alberi della foresta hanno un nome proprio. Libo ipotizzava che avessero il nome di individui morti.</p><p>��E gli umani, evidentemente, non fanno parte del culto dell�adorazione degli alberi. Be�, questo ragionamento sembra funzionare. Tuttavia i rituali di questo genere non emergono dal nulla. Solitamente, alla loro origine c�� una ragione legata alla sopravvivenza della comunit�.</p><p>��Andrew Wiggin, di professione antropologo?</p><p>��L�uomo � il campo di studi che pi� si conf� all�uomo.</p><p>��Allora vai a studiarne qualcuno, Ender. La famiglia di Novinha, ad esempio. Fra parentesi, alla rete di computer, locali e interstellari, � stato ufficialmente proibito di rivelarti gli indirizzi di chiunque.</p><p>Ender sorrise. � Cos� Bosquinha non � amichevole come sembrava.</p><p>��Se dovrai chiedere l�indirizzo di questo o di quello, conosceranno i tuoi movimenti. E se c�� qualche posto in cui non vogliono che tu vada, non ne conoscerai l�esistenza.</p><p>��Tu puoi aggirare le loro restrinzioni, vero?</p><p>��L�ho gi� fatto. � Un piccolo edificio s�illumin� presso il recinto, dietro la collina dell�osservatorio. Era il posto pi� isolato che fosse possibile trovare a Milagre. Poche altre case risultavano costruite in zone dove ci si trovava con la recinzione praticamente fuori dalle finestre. Ender si domand� se Novinha avesse deciso di abitare l� per essere accanto al recinto oppure lontana dal vicinato. Forse era stata una scelta di Marc�o.</p><p>Il distretto pi� vicino era Vila Atras, quindi una zona chiamata As F�bricas che si estendeva fino al fiume. Come s�intuiva dal nome, consisteva per lo pi� in piccole fabbriche dove si lavoravano metalli, plastiche, fibre tessili, e le cibarie usate da Milagre. Una piccola e ben disposta economia autosufficiente. E Novinha aveva deciso di abitare isolata e fuori vista dai suoi concittadini. Adesso Ender era certo che si trattava di una sua scelta. Non era forse questa l�ombra entro cui viveva? Lei non aveva mai fatto parte di Milagre. Non era un caso che tutte e tre le chiamate per un Araldo fossero partite da lei e dai suoi figli. La cosa in se stessa rappresentava una sorta di sfida alla societ�, il sintomo che in loro esisteva la consapevolezza di non appartenere alla comunit� dei cattolici di Lusitania.</p><p>��Per� � disse Ender, � dovr� chiedere a qualcuno di accompagnarmi l�. Non voglio sbatter loro in faccia il fatto che non possono tenermi nascoste le informazioni che desidero.</p><p>Sul terminale la mappa lasci� il posto al volto di Jane, in scala venti volte maggiore del normale. Gli occhi di lei erano esattamente a fuoco in quelli di Ender, e la simulazione era perfetta fino al pi� piccolo poro dell�epidermide. � Per la verit�, Andrew, � <emphasis>a me </emphasis>che non possono nascondere nulla.</p><p>Lui sospir�. � Tu hai un interesse accademico in queste faccende, Jane.</p><p>��Oh, certo. � Lei fece una smorfietta. � Ma <emphasis>tu </emphasis>no.</p><p>��Stai dicendo che non hai fiducia in me?</p><p>��Tu trasudi imparzialit� e senso di giustizia, Andrew. Ma io sono abbastanza umana da volere un trattamento preferenziale.</p><p>��Mi prometti una cosa, almeno?</p><p>��Tutto, o mio crepuscolare amico.</p><p>��Quando deciderai di nascondere qualcosa a me, vorrai almeno dirmi che lo stai facendo e il motivo per cui lo fai?</p><p>��Questo � un concetto troppo complicato per una povera fanciulla indifesa. � Adesso s�era trasformata nella caricatura di una timida e sperduta orfanella ottocentesca.</p><p>��Niente � troppo complicato per te, Jane. Fai un favore a entrambi: non segare il tronco su cui sono seduto.</p><p>��Mentre sarai fuori con la famiglia Ribeira, c�� qualcosa che posso fare per te?</p><p>��S�. Scopri in quali particolari i Ribeira sono diversi dall�altra gente di Lusitania. E su quali argomenti sono in conflitto con le autorit�.</p><p>��Il padrone parla, io ubbidisco. � Jane ripet� la scena del genio che scompariva nella bottiglia.</p><p>��Ho l�irritante impressione che tu mi stia manovrando, Jane.</p><p>Lei rimise fuori la testa. � Non � vero! Non lo sto facendo.</p><p>��Ho una grande scarsit� di amici in questa citt�.</p><p>��Puoi fidarti di me fino alla morte.</p><p>��Non � la mia morte che mi preoccupa.</p><empty-line/><p>Il pra�a era circondato da un terreno di gioco pieno di ragazzi dei due sessi, che giocavano a pallone. Alcuni si esibivano in esercizi acrobatici, passando poi la palla ai compagni che assistevano divertiti. Ma due di loro avevano in corso una sfida abbastanza cruenta. Il ragazzo dava al pallone un calcio violento e lo tirava contro la compagna, una ragazza sui diciott�anni, distante non pi� di tre metri. Lei sopportava il colpo senza muovere un dito per ripararsi, non importa quanto duro fosse. Poi toccava alla ragazza tirare addosso all�altro, che cercava di mostrare l�identico stoicismo. Una bambinetta era incaricata di recuperare il pallone dopo che era rimbalzato via dalla vittima.</p><p>Ender prov� a domandare ad alcuni bambini se sapevano dove abitasse la famiglia Ribeira. La loro risposta era invariabilmente una scrollata di spalle, e quelli con cui insisteva si allontanavano. Dopo qualche minuto s�accorse che molti ragazzi stavano andando via, voltandosi a lanciargli occhiate alquanto ostili. Seccato, si chiese cos�avesse detto il vescovo ai suoi parrocchiani sugli Araldi dei Defunti.</p><p>La sfida, comunque, proseguiva indisturbata. E adesso che il posto era meno affollato Ender not� che aveva anche un quarto partecipante, un ragazzo sui dodici anni. Visto di spalle non aveva niente di straordinario, ma girando intorno a quello spazio erboso Ender scorse nei suoi occhi qualcosa che lo fece sussultare. Gli occorse qualche istante, ma infine cap�: il ragazzo aveva occhi artificiali. La cornea, al centro di essi, era simile a un dischetto d�argento, una lente elettronica della quale Ender conosceva il funzionamento. In realt� un occhio soltanto era usato per la visuale, ma riprendeva quattro scanning contemporanei e poi separava i segnali sui due nervi ottici per fornire al cervello una realistica visione binoculare. L�altro occhio conteneva la batteria e un microcomputer per i collegamenti nervosi con funzioni di vario genere, una delle quali abbastanza singolare: quando voleva, il ragazzo poteva registrare brevi sequenze su una memoria dalle possibilit� non eccessive, probabilmente inferiore a un trilione di bits. I duellanti lo stavano usando come giudice; se c�era una disputa su un punto, lui poteva proiettarsi un replay della scena anche al rallentatore e riferire quel che aveva visto.</p><p>Il pallone aveva colpito il ragazzo proprio al basso ventre. Attese qualche secondo, poi sorrise e alz� un dito verso il giudice, ma la ragazza non si lasci� incantare. � Ho vinto io! Ho visto che muovevi la bocca!</p><p>��Non � vero! Mi hai fatto male, ma non ho fatto nessuna smorfia!</p><p>��Reveja! Reveja! � Stavano parlando stark, ma la ragazza era adesso passata al portoghese.</p><p>Il ragazzo dagli occhi di metallo non cambi� espressione, ma sollev� una mano per azzittirli. � Mudou � stabil� seccamente. <emphasis>Si � mosso</emphasis>, tradusse Ender fra s�.</p><p>��Sabia � comment� la ragazza. <emphasis>Lo sapevo.</emphasis></p><p>��Tu menti, Olhado!</p><p>Il ragazzo dagli occhi metallici guard� l�altro, sprezzante. � Io non mento mai. Ti rimander� una registrazione della scena quando vorrai. Anzi, la metter� sulla rete video, cos� tutti potranno vedere che prima ti sei mosso e poi hai mentito.</p><p>��Mentiroso! Filho de punta! Fode-bode!</p><p>Ender era abbastanza certo del significato di quegli epiteti, ma il ragazzo dagli occhi di metallo li assorb� con indifferenza.</p><p>��Da � disse la ragazza. � Da-me. � <emphasis>Dammelo.</emphasis></p><p>Furiosamente l�altro si tolse un anello dal dito e lo gett� in terra, ai piedi di lei. � Viada! � sbott� raucamente. Volse le spalle e si allontan� di corsa.</p><p>��Poltr�o! � gli grid� dietro la ragazza. <emphasis>Codardo!</emphasis></p><p>��C�o! � replic� lui senza neppure voltarsi.</p><p>La parola non era stata indirizzata alla ragazza. Ender la vide voltarsi verso il compagno dagli occhi elettronici, che aveva avuto un sussulto, e poi abbassare subito lo sguardo al suolo. La pi� piccola, che aveva rincorso il pallone, torn� accanto al ragazzo e gli bisbigli� qualcosa. Lui si volse di scatto, vide Ender e si accigli�.</p><p>La ragazza pi� anziana disse, in tono di scusa: � Desculpa, Olhado, n�o queria que�</p><p>��N�o h� problema, Michi � disse lui, senza guardarla. Lei stava per dire qualcos�altro, ma in quel momento s�accorse della presenza di Ender e tacque.</p><p>��Porque est� olhando-nos? � chiese il ragazzo. <emphasis>Perch� ci sta guardando?</emphasis></p><p>Ender rispose con un�altra domanda: � Voc� � �rbitro? � <emphasis>Tu sei l�arbitro? </emphasis>La parola poteva significare �giudice di gara� ma anche �magistrato�.</p><p>��De vez em quando. � <emphasis>Di tanto in tanto.</emphasis></p><p>Ender pass� allo stark, non essendo in grado d�esprimere concetti pi� complessi in portoghese. � Allora dimmi una cosa, arbitro: � cortese lasciare che uno straniero si cerchi la strada da solo, rifiutando di indicargliela?</p><p>��Straniero? Lei vuol dire utlanning, framling, oppure raman?</p><p>��In questo caso penso che la parola sia �infedele�.</p><p>��O senhor � descredente? � <emphasis>Il signore � un miscredente?</emphasis></p><p>��S� descr�do no incrivel. � <emphasis>Io non credo nell�incredibile.</emphasis></p><p>Il ragazzo sorrise. � Dove vuole andare, Araldo?</p><p>��A casa della famiglia Ribeira.</p><p>La ragazzina si strinse al fianco del compagno dagli occhi metallici. � Quale famiglia Ribeira? � chiese lui.</p><p>��La vedova Ivanova.</p><p>��Penso di poterla trovare � disse il ragazzo.</p><p>��Tutti in citt� possono trovarla � disse Ender. � Il punto �: sei disposto a condurmi l�?</p><p>��Perch� vuole andarci?</p><p>��Io faccio un sacco di domande alla gente, e cerco di scoprire delle storie vere.</p><p>��A casa Ribeira nessuno conosce storie vere.</p><p>��Mi accontenter� di quelle inventate.</p><p>��Andiamo, allora. � S�incammin� sull�erba appena falciata della strada centrale, verso l�uscita del parco. La ragazzina gli sussurr� qualcosa all�orecchio. Lui si ferm� e si volse a Ender, che lo stava tallonando dappresso.</p><p>��Quara � curiosa di saperlo. Qual � il suo nome?</p><p>��Andrew. Andrew Wiggin.</p><p>��Lei � Quara.</p><p>��E tu?</p><p>��Tutti mi chiamano Olhado. Per via dei miei occhi. � Sollev� la ragazzina e se la mise a cavalcioni sulle spalle. � Ma il mio vero nome � Lauro. Lauro Suleim�o Ribeira. � Sogghign�, poi si rimise in cammino.</p><p>Ender gli and� dietro. <emphasis>Ribeira. Naturalmente.</emphasis></p><p>Jane non s�era persa una parola, e gli parl� dal gioiello nel suo orecchio. � Lauro Suleim�o Ribeira � il quarto figlio di Novinha. Ha perso gli occhi in un incidente con un laser. Ha dodici anni. Ah� ho scoperto una delle differenze fra la famiglia Ribeira e il resto della citt�: i ragazzi Ribeira sono inclini a sfidare il vescovo e a condurti dove vuoi andare.</p><p><emphasis>Anch�io ho notato una cosetta, Jane</emphasis>, rispose in silenzio lui. <emphasis>Questo ragazzino si diverte a raggirarmi, e poi si diverte ancor di pi� a lasciarmi capire come mi ha raggirato. Spero solo che tu non prenda lezioni da lui.</emphasis></p><empty-line/><p>Miro sedeva presso la cima della collina. L�ombra degli alberi lo celava a chiunque stesse guardando in quella direzione da Milagre, ma lui aveva dispiegata davanti quasi tutta l�estensione della colonia. Poteva vedere per intero la cattedrale e il monastero, sulla collinetta pi� alta, e l�osservatorio su quella a nord. E quasi sotto l�osservatorio, in una depressione fra le due alture, la casa dove abitava, non lontana dal recinto.</p><p>��Miro � sussurr� Mangia-Foglie. � Sei un albero?</p><p>Era la traduzione di una frase dei pequeninos. A volte si mettevano a meditare e restavano immobili per ore. Definivano la cosa �essere un albero�.</p><p>��Uno stelo d�erba, piuttosto � rispose Miro.</p><p>Mangia-Foglie rise nel tono acuto e sibilante che gli era solito. La risata apparve falsa, oltrech� strana; i pequeninos avevano imparato a ridere per imitazione, come se mandassero a memoria un�altra parola in stark. E non ridevano in segno di divertimento, o almeno cos� pensava Miro.</p><p>��Sta cominciando a piovere? � chiese il giovane. Per un maiale questo significava: mi hai interrotto per salvarmi da qualcosa?</p><p>��Ha piovuto fuoco, oggi � disse Mangia-Foglie. � Sulla pianura.</p><p>��S�. Abbiamo un visitatore, giunto da un altro mondo.</p><p>��� l�Araldo?</p><p>Miro non rispose.</p><p>��Devi portarlo a conoscerci.</p><p>Miro continu� a tacere.</p><p>��Io strofino la faccia in terra davanti a te, Miro. Le mie braccia e le mie gambe sono legname per la tua capanna.</p><p>Miro detestava sentirli pregare per qualcosa. Era come se vedessero in lui un essere particolarmente saggio o potente, a cui si doveva leccare le scarpe per avere un favore. Be�, se la vedevano a questo modo la colpa era sua. Sua e di Libo. Giocare al Piccolo Dio qui fra i maiali.</p><p>��Te l�ho promesso, Mangia-Foglie, no?</p><p>��Quando quando quando?</p><p>��Ci vorr� tempo. Devo sapere se ci si pu� fidare di lui.</p><p>Mangia-Foglie ne rest� confuso. Miro aveva spiegalo ai maiali che non tutti gli umani si conoscevano l�un l�altro, e che qualcuno non era affatto simpatico, ma sembravano continuare a non capire il concetto.</p><p>��D�accordo. Appena mi sar� possibile � sospir�.</p><p>D�improvviso Mangia-Foglie cominci� a ondeggiare a destra e a sinistra, facendo smorfie come se fosse seduto su dei sassi acuminati. Libo una volta aveva fatto l�ipotesi che questo fosse l�equivalente di una risata. � Parlami in patta-gheis! � vag� il maiale. Mangia-Foglie era sempre parso molto divertito dal fatto che Miro e gli altri zenador parlavano due lingue intercambiabili. Questo malgrado che quattro diversi linguaggi dei maiali fossero stati registrati (non completamente) e tutti fossero parlati dalla stessa trib� di maiali.</p><p>Ma se voleva il portoghese, lui gli avrebbe dato il portoghese: � Vai comer folhas. � Vai a mangiar foglie.</p><p>Il maiale lo fiss�, perplesso. � Perch�, � una buona cosa?</p><p>��Perch� � il tuo nome. Come-Folhas.</p><p>Mangia-Foglie si estrasse un grosso insetto da una narice e lo gett� via, sbuffando. � Non essere offensivo � disse. Si alz� e and� via.</p><p>Lui lo segu� con lo sguardo. Mangia-Foglie era sempre difficile a trattarsi. Alla sua compagnia preferiva quella del maiale chiamato Human. Questi era pi� intelligente, il che costringeva Miro a una maggiore cautela, ma se non altro non ricadeva mai in modi cos� improvvisamente ostili come Mangia-Foglie.</p><p>Quando il maiale fu scomparso fra gli alberi, Miro torn� a voltarsi verso la citt�. C�era qualcuno che scendeva lungo la collina, sulla stradicciola che portava a casa sua. Quello davanti sembrava piuttosto alto� no, era Olhado con Quara sulle spalle. La ragazzina era gi� troppo cresciuta perch� la si dovesse portare cos� a cavalluccio. Ma a preoccupare Miro era la sua incapacit� di riprendersi dallo shock che per lei era stato la morte del padre. Il giovane fece una smorfia amara. E pensare che Ela s�era illusa di poter seppellire insieme a lui tutti i loro problemi!</p><p>Si alz� in piedi e cerc� di capire chi fosse l�uomo dietro Olhado e Quara. Nessuno che avesse mai visto. L�Araldo, dunque. Incredibile! Non era trascorsa un�ora dal suo arrivo in citt�, e gi� l�uomo stava andando a casa loro! <emphasis>Cos� sono a posto</emphasis>, pens�. <emphasis>Ci manca solo che mamma venga a sapere che sono stato io a chiamarlo qui. Eppure ero convinto che un Araldo dei Defunti sarebbe stato discreto sulla faccenda, invece di andare dritto a casa per lasciar capire a tutti� ma che sciocco sono stato. Non bastava che arrivasse qui anni e anni prima di quello che mi sarei mai aspettato! E Quim correr� dal vescovo a spiattellargli tutto, se pure non ci sta gi� pensando qualcun altro. Adesso dovr� vedermela con Mamma, e poi, probabilmente, con tutta quanta la citt�.</emphasis></p><p>Miro torn� fra gli alberi e scese di corsa lungo il sentiero che serpeggiava fuori dalla boscaglia verso il cancello del recinto.</p></section><section><title><p>CAPITOLO SETTIMO</p><p>CASA RIBEIRA</p></title><cite><p>Miro, stavolta avrei proprio voluto che fossi venuto anche tu, perch� se � vero che ho una memoria migliore della tua per le conversazioni, certo io non so cosa <emphasis>significa </emphasis>quello che � stato detto ieri. Avrai visto anche tu il maiale nuovo, quello che chiamano Human� s�, mi sembra di averti visto parlare brevemente con lui, prima che tu andassi da Mangia-Foglie con il tuo elenco di �Domande del Giorno�. Mandachuva mi ha detto che l�avevano chiamato Human perch� <emphasis>da bambino </emphasis>era molto intelligente. Va bene, � gratificante pensare che �intelligente� e �umano� siano sinonimi per loro, o forse dovremmo vergognarci nel vederli credere che cose simili possano compiacerci, ma non � questo che conta.</p><p>Mandachuva, dunque, mi ha detto: � Lui sapeva gi� parlare quando ha cominciato a camminare da solo. � E ha abbassato una mano all�altezza di <emphasis>circa dieci centimetri dal suolo. </emphasis>A me � parso che mi indicasse quanto era alto Human allorch� impar� a parlare e a camminare. Dieci centimetri! Ma potrei aver frainteso tutto. Avresti dovuto esserci anche tu, per farti un�opinione.</p><p>Se ho ragione, e se Mandachuva intendeva dire questo, � la prima volta che abbiamo un dato sull�infanzia dei maiali. Se davvero cominciano a camminare quando sono alti dieci centimetri (e a parlare, nientemeno!) allora la loro gestazione dev�essere molto breve paragonata alla nostra, e la maggior parte del loro sviluppo fetale (voglio dire quello che per noi � lo sviluppo del feto) deve avvenire dopo la nascita.</p><p>Ma poi mi ha detto qualcosa di assolutamente pazzesco anche per i tuoi standard. Si � accostato a me e mi ha sussurrato (come se facesse una cosa disdicevole): � Tuo nonno Pipo conosceva il padre di Human. Il suo albero � vicino al vostro cancello.</p><p>Che stesse scherzando? Rooter � morto ventiquattro anni fa, no? D�accordo, pu� essere che sia un aspetto della loro religiosit�, una cosa come �quest�albero � il mio padre spirituale� o dello stesso genere. Ma l�atteggiamento intimo e confidenziale di Mandachuva mi fa pensare che ci sia qualcosa di vero. � possibile che abbiano un periodo di gestazione superiore ai vent�anni? O forse a Human sono occorse due decadi per svilupparsi da un cuccioletto di 10 cm nell�esemplare adulto che oggi vediamo? Oppure lo sperma di Rooter � stato conservato in una giara o in qualche altro modo?</p><p>Altro fatto importante: questa � la prima volta in cui un maiale conosciuto dagli osservatori umani viene definito un �padre�. E per di pi� si tratta di Rooter, quello che � stato ammazzato. In altre parole, il maschio di minore prestigio (un criminale giustiziato) � stato definito un padre. Questo significa che i maschi di questo gruppo non sono affatto dei giovani fuoricasta, senza contare che non pochi hanno conosciuto Pipo e dunque giovani non li si pu� chiamare. Sono <emphasis>padri potenziali.</emphasis></p><p>E inoltre, se Human � cos� intelligente, perch� sarebbe stato relegato in un gruppo di fuoricasta? Credo che finora ci siamo sbagliati. Questo non � un insieme di emarginati, bens� un gruppo di giovani e adulti altamente considerati e destinati a occupare posizioni di prestigio.</p><p>Cos�, quando oggi sei uscito con il tuo elenco di �Domande del Giorno� dicendo che ti rattristava lasciarmi inchiodata all�ansible a mettere insieme il solito rapporto ufficiale, altro non facevi che partire per gli Errori del Giorno. (Se rientri e mi trovi addormentata, svegliami con un bacio. OK? Oggi sei autorizzato.)</p><text-author><emphasis>Nota di Ouanda Figueira Mucumbi a Miro Ribeira von Hesse, sequestrata per ordine della Federazione e addotta fra le prove nel processo in contumacia agli xenologi di Lusitania, accusati di Tradimento e Condotta Scorretta.</emphasis></text-author></cite><empty-line/><p>Su Lusitania non esisteva un�industria edile. Quando una coppia si sposava, a costruirle la casa ci pensavano i parenti e gli amici. E nella casa dei Ribeira si poteva leggere la loro storia. L�ingresso e le stanze principali erano fatti in materiale plastico inserito su fondamenta di calcestruzzo. Mentre la famiglia cresceva avevano aggiunto altre camere. Tutte al pianterreno, cosicch� ora cinque strutture diverse fronteggiavano il versante della collina. L�ultima era in mattoni e con un tetto di tegole, ben costruita ma senza inutili orpelli. I Ribeira non avevano speso un soldo pi� dello stretto necessario.</p><p>Ender sapeva che questo non era un sintomo di povert�; in un�economia cos� pianificata la miseria non esisteva. La mancanza di qualsiasi decorazione, di individualit�, rivelava invece lo scarso amore della famiglia per la sua casa. E ad Ender questo parlava di scarso amore per se stessi. Aveva notato che Olhado e Quara non mostravano affatto gli impercettibili cenni di rilassamento tipici di chi sta per entrare nella propria casa. Al contrario s�erano fatti pi� tesi, meno vivaci, come se l�edificio emanasse un�oscura forza di gravit� che li rendeva pi� pesanti man mano che si avvicinavano.</p><p>Olhado e Quara entrarono senza voltarsi a guardarlo, e lui si ferm� sulla soglia in attesa che qualcuno lo invitasse. Il ragazzo s�era limitato a lasciargli la porta aperta, proseguendo poi per un�altra stanza. Ender mise dentro la testa e vide che Quara era andata a sedersi sul letto in una piccola camera, appoggiandosi con le spalle a una parete spoglia. Tutti i muri erano privi di quadri, di infissi o di decorazioni; e di uno squallido bianco uniforme. Il volto di Quara rispecchiava la stessa inespressivit� delle pareti. Bench� i suoi occhi fossero puntati verso Ender, sembrava ignorare del tutto la sua presenza; comunque in lei non c�era nulla che assomigliasse a un invito a farsi avanti.</p><p>Quella era una casa malata, insana. Ender cerc� di capire cosa poteva esserci nel carattere di Novinha da condurla a vivere in un posto come quello. Possibile che la morte di Pipo, ormai lontana, avesse tarato la sua sensibilit� cos� profondamente?</p><p>��Vostra madre � in casa? � domand� Ender.</p><p>Quara non rispose.</p><p>��Oh! � disse lui. � Scusi la mia dabbenaggine. M�era parso che lei fosse una bambina, ma ora posso vedere che � un robot. Giusto? E adesso, non me lo dica� sta ricaricando la batteria.</p><p>Lei non diede neppure segno di averlo udito. Il suo tentativo di strapparla a quell�incomprensibile mutismo era fallito.</p><p>Ci fu un rapido scalpiccio di passi in avvicinamento. Un bambinetto arriv� di corsa, si arrest� al centro dell�atrio e si gir� a fissare Ender. Non doveva essere molto pi� giovane di Quara; sei, sette anni al massimo. Ma a differenza della ragazzina il volto di lui era molto espressivo. E contratto da un�ostilit� decisamente rabbiosa.</p><p>��Tua madre � in casa? � lo interpell� Ender.</p><p>Il bambino si chin� e si tir� su la gamba destra dei pantaloni. Un lungo coltello da cucina era fissato con nastro adesivo a lato del polpaccio. Lo stacc� senza fretta. Poi, tenendolo con entrambe le mani, tese le braccia avanti e si scaravent� dritto verso Ender. Lui not� che puntava la lama proprio contro il suo ventre, con tale fermezza da far supporre che avesse un conto mortale aperto con qualsiasi estraneo.</p><p>Un attimo dopo il bambino era imprigionato sotto un braccio di Ender, mentre il coltello volava dall�altra parte della stanza. Scalciava furiosamente e gridava, e lui fu costretto a usare tutte e due le mani per tenerlo fermo. Infine risolse di sollevarlo dal suolo, afferrandolo per i polsi e per le caviglie come un capretto.</p><p>Si volse a Quara. � Se non fili di corsa a chiamare chi comanda in casa vostra, porto questo animaletto in cucina e lo metto in pentola per la cena. Bada che dico sul serio.</p><p>Quara ci pens� su per un momento, poi si alz� e corse via verso il retro della casa.</p><p>Poco dopo una ragazza dall�aria stanca, con i capelli scarmigliati e gli occhi ancora gonfi di sonno entr� nell�atrio. � Desculpe, por favor � mormor�. � O menino n�o se restablence da morte do pai�</p><p>Ad un tratto sembr� svegliarsi del tutto. � O senhor � o Falante pelos Mortosi � ansim�.</p><p>��Sou � rispose Ender. Sono io.</p><p>��N�o aqui � disse lei. � Oh, no, mi scusi, lei parla portoghese? Naturalmente s�, lo parla, visto che mi ha risposto. Ma per favore, non qui, non adesso. Vada via.</p><p>��Benissimo � annu� Ender. � Devo portarmi via il bambino oppure il coltello?</p><p>Le accenn� verso il punto dov�era finito l�utensile, e lei segu� il suo sguardo. � Oh, no! Mi dispiace. Ieri l�ho cercato per tutto il giorno. Sapevamo che l�aveva preso, ma non dove lo nascondesse.</p><p>��Legato al polpaggio destro.</p><p>��Non ce l�ha messo ieri. Sappiamo gi� dove frugarlo, quando sparisce un coltello. Per favore, adesso lo lasci.</p><p>��Posso fidarmi? Mi sembra che si stia arrotando � denti.</p><p>Lei si fece avanti. � Grego, quante volte ti ho detto che non devi usare i coltelli? Contro la gente, poi!</p><p>Grego la fiss� dal basso in alto, ringhiando.</p><p>��Cerchi di capire� suo padre � morto.</p><p>��Erano cos� uniti?</p><p>Sul volto di lei pass� la smorfia d�un sorriso. � Non direi. Lo ha sempre tenuto al guinzaglio con la forza, fin da quando Grego ha avuto l�et� di camminare e girare attorno a far guai. Ma questa di assalire una persona con un coltello� non l�aveva mai fatto. La prego, lo metta gi�.</p><p>��No � disse Ender.</p><p>Lei strinse le palpebre, fissandolo con aria di sfida. � Ha intenzione di rapirlo, allora? Per portarlo dove? E per quale ragione?</p><p>��Forse lei non afferra la situazione � disse Ender. � Lui mi ha assalito. Lei non mi ha offerto la minima garanzia che non lo far� di nuovo. E non sembra affatto intenzionata a prendere misure disciplinari, nel caso che io lo rimetta gi�.</p><p>Come aveva sperato, gli occhi di lei si accesero di furia. � E lei chi crede d�essere? Qui � a casa <emphasis>nostra</emphasis>, non a casa sua!</p><p>��Non sono arrivato qui per sbaglio � puntualizz� Ender. � Dal pra�a a qui � stata una bella camminata, e Olhado andava a passo svelto. Anzi, gradirei mettermi a sedere.</p><p>Lei gli accenn� col capo verso una sedia. Grego si contorceva nel tentativo di divincolarsi dalla presa di Ender. Lui lo sollev� al punto che la loro testa fu allo stesso livello. � Sai, Grego, se tu ti liberassi finiresti a testa in gi� sul pavimento. Se ci fosse un tappeto avresti qualche probabilit� di non svenire per il colpo. Ma non c��. E il tonfo che farebbe il tuo cranio sulle mattonelle si sentirebbe anche da fuori.</p><p>��Veramente, non capisce ancora molto bene lo stark � lo inform� la ragazza.</p><p>Ender sapeva che Grego lo capiva pi� che a sufficienza. Con la coda dell�occhio colse un movimento. Olhado era rientrato, fermandosi sulla porta della cucina, e al suo fianco c�era Quara. Ender rivolse loro un sorrisetto, avviandosi alla sedia che gli era stata indicata. Nel muoversi scaravent� Grego in alto, lasciandogli per qualche istante le mani e i piedi, e il bambino rote� nell�aria con un strillo di spavento. Lui fu svelto a riprenderlo al volo e sedette, con calma, immobilizzandogli di nuovo le braccia. Grego scalci� nel tentativo di colpirlo con i calcagni, ma la mossa fall� e pochi secondi dopo era di nuovo imprigionato e senza pi� possibilit� di nuocere.</p><p>��� un sollievo potersi sedere � sospir� Ender. � Molto obbligato per la vostra simpatica accoglienza. Il mio nome � Ender Wiggin. Ho gi� conosciuto Olhado e Quara. E ovviamente Grego e io siamo grandi amici.</p><p>La ragazza si strofin� le mani sul grembiule come se stesse per offrirgli la destra da stringere, ma non lo fece. � Io sono Ela Ribeira. Ela � il diminutivo di Elanora.</p><p>��Piacere di conoscerla. Mi spiace di aver interrotto le sue faccende. Suppongo che avr� da preparare la cena, adesso.</p><p>��S�, ho molto da fare. Preferirei che tornasse domani.</p><p>��Oh, si occupi pure delle sue cose. Io aspetter� qui.</p><p>Un altro ragazzo, pi� anziano di Olhado ma di due o tre anni inferiore di Ela, fece la sua comparsa nell�atrio. � Non ha sentito quel che ha detto mia sorella? Lei non � gradito in casa nostra!</p><p>��Siete davvero molto gentili � disse Ender. � Ma io sono qui per vedere vostra madre, e aspetter� finch� non sar� tornata dal lavoro.</p><p>Il sentir menzionare la loro madre li azzitti.</p><p>��Almeno, presumo che sia al lavoro. Se fosse qui, mi attenderei che questi eccitanti avvenimenti l�avrebbero fatta comparire di corsa.</p><p>Olhado ebbe un breve sorriso a quell�osservazione, ma il fratello pi� anziano si rabbui�, e sul volto di Ela si dipinse un�espressione di disagio. � Perch� vuole parlare con <emphasis>lei</emphasis>? � chiese la ragazza.</p><p>��In realt� desideravo conoscervi tutti. � Elarg� un sorrisetto al pi� anziano dei maschi. � Tu devi essere Estev�o Rei Ribeira. Chiamato Estev�o da Santo Stefano Martire, colui che vide Ges� seduto alla destra di Dio.</p><p>��Che vuol saperne di queste cose un ateo come lei?</p><p>��Si dice che San Paolo sopport� le percosse e poi rub� i mantelli degli uomini che l�avevano bastonato. � ovvio che non era un credente a quell�epoca. Anzi penso che fosse ritenuto forse il pi� terribile nemico della Chiesa. Tuttavia in seguito volle redimersi, no? � in questo modo che ti suggerisco di pensare a me: non come un nemico di Dio, ma come un apostolo che non � ancora stato fermato sulla Via di Damasco. � Ender sorrise.</p><p>Il ragazzo lo fiss�, stringendo le labbra. � Lei non � San Paolo.</p><p>��Al contrario � disse lui. � Io sono l�apostolo dei maiali.</p><p>��Lei non li vedr� neppure. Miro non glielo permetter�.</p><p>��Forse lo far�, invece � disse una voce dalla porta. Gli altri si volsero, sorpresi. Miro era giovane, certo neppure ventenne, ma sul volto portava i segni di sofferenze e responsabilit� che avevano poco in comune con la giovinezza. Ender not� il modo con cui i fratelli gli fecero spazio. Non fu come se si ritraessero da qualcuno di cui avevano timore; al contrario, parvero orientarsi su di lui quasi che la sua persona fosse il centro di gravit� della stanza e tutto il resto dovesse muoversi in rapporto all�attrazione che emanava.</p><p>Miro attravers� il locale e si ferm� di fronte a Ender. Ci� che guardava, per�, era il suo piccolo prigioniero. � Lo lasci andare � disse. Nella voce aveva una nota gelida.</p><p>Ela gli poggi� una mano su un braccio. � Grego ha cercato di accoltellarlo, Miro. � La voce di lei, invece, suggeriva: calmati, va tutto bene, Grego non corre nessun pericolo e quest�uomo non � nostro nemico. Ender sent� tutto questo, e apparentemente anche Miro.</p><p>��Grego � disse il giovane, � ti avevo avvertito che un giorno o l�altro avresti trovato uno a cui non puoi far paura.</p><p>Nel vedere un alleato trasformarsi improvvisamente in un avversario, Grego cominci� a piangere. � Mi fa male! Mi sta ammazzando!</p><p>Miro guard� freddamente Ender. Ela poteva fidarsi dell�Araldo, ma lui no. Quello era uno sconosciuto.</p><p>��Gli <emphasis>sto </emphasis>facendo male � annu� Ender. Sapeva che il miglior modo per avere la fiducia altrui stava nel dire verit� non richieste, e specialmente verit� non troppo piacevoli. � Ogni volta che si contorce per liberarsi, in questa posa sente una fitta di dolore. E non ha ancora smesso di contorcersi.</p><p>Tenne gli occhi fissi in quelli di Miro, e il giovane intu� la sua muta richiesta. Dopo un�esitazione fece un passo indietro e scosse le spalle. � Be�, Greguinho, mi spiace ma non posso far niente per te.</p><p>��Lasci che lui lo tratti cos�? � sbott� Estev�o.</p><p>Miro indic� il fratello a Ender, col pollice. � Ecco perch� tutti lo chiamano Quim. � Il soprannome aveva la stessa pronuncia di <emphasis>king </emphasis>in stark. � Cominci� perch� il suo secondo nome � Rei. E ora, poco ci manca che dia ordini usando il <emphasis>plurale maiestatis.</emphasis></p><p>��Bastardo! � disse Quim, e lasci� la stanza a passi lunghi.</p><p>Gli altri s�erano per� alquanto rilassati: Miro aveva deciso di accettare quel tipo, almeno temporaneamente; di conseguenza loro potevano abbassare la guardia. Olhado sedette sul pavimento; Quara torn� ad appollaiarsi sul suo lettuccio. Ela poggi� le spalle al muro. Miro avvicin� un�altra sedia e sedette di fronte a Ender.</p><p>��Perch� � venuto a casa nostra? � gli chiese.</p><p>Dal tono particolare della domanda lui intu� che il giovane, come Ela, non aveva detto ad anima viva di aver convocato un Araldo. Dunque nessuno di loro sapeva che gli altri lo stavano aspettando. E nessuno, evidentemente, aveva previsto che sarebbe arrivato tanto presto.</p><p>��Per parlare con vostra madre � torn� a dire.</p><p>Il sollievo di Miro fu quasi palpabile, bench� si stesse sforzando di non rivelarlo. � � alla Stazione � disse. � Lavora fino a tardi. In questo periodo cerca di produrre una variet� di patate che possano competere con le erbacce locali.</p><p>��Come l�amaranto?</p><p>Miro sogghign�. � Ne ha gi� sentito parlare? No, non vogliamo qualcosa che competa a quel modo. Ma qui la nostra dieta � limitata, e avere le patate sarebbe bello. Inoltre, dall�amaranto non si pu� fare fermentare un liquore decente. I minatori e i contadini hanno gi� costruito una leggenda intorno alla vodka.</p><p>��Allora, chiss� che presto non sentiate il vescovo tuonare contro i peccatori che vendono l�acqua di fuoco ai maiali � osserv� Ender.</p><p>Il sorriso di Miro rischiar� la stanza come un raggio di sole attraverso la crepa di una caverna. Ender pot� sentire l�atmosfera rilassarsi. Quara faceva dondolare i piedi avanti e indietro come una bambina normale; Olhado aveva sul volto un�espressione stupidamente felice, e con gli occhi socchiusi il luccichio delle sue iridi non era pi� tale da sconcertare. Ela sorrideva con pi� sollievo di quanto poteva esser giustificato dal buon umore di Miro. Perfino Grego aveva smesso di lottare contro la presa di Ender.</p><p>Ma era un�illusione, perch� all�improvviso un fiotto di calore su una coscia lo inform� che il bambino era lontanissimo dall�essersi arreso. Ender s�era allenato a non reagire d�istinto all�azione di un avversario, a meno che non avesse gi� stabilito di lasciar fare agli istinti, cos� l�arrivo dell�orina di Grego non gli strapp� neppure un fremito. Sapeva quel che il bambino voleva ottenere: un grido di rabbia, e poi l�adulto che balzava in piedi allontanandolo da s� con disgusto. E poi Grego sarebbe stato libero, e trionfante. Ender gli neg� quella vittoria.</p><p>Ma Ela, evidentemente, sapeva leggere l�espressione del bambino come un libro aperto. La ragazza sbarr� gli occhi, poi fece un passo avanti col volto rigido di rabbia. � Grego! Tu, piccolo ripugnante�</p><p>Ma Ender le strizz� l�occhio e sorrise, fermandola dove stava. � Grego mi ha fatto un piccolo regalo. � la sola cosa che mi ha dato di cuore, e l�ha fatta da s�. Lo apprezzo molto. Anzi, penso che lo terr� tutta la sera sulle ginocchia.</p><p>Grego ringhi� e ricominci� a divincolarsi furiosamente.</p><p>��Perch� gliela lascia correre? � si stup� Ela.</p><p>��L�Araldo si aspetta che Grego agisca come un essere umano � disse Miro. � Ma andava fatto. Nessuno ha mai cercato davvero di civilizzarlo.</p><p>��<emphasis>Io </emphasis>ci ho provato � disse la ragazza.</p><p>Olhado indic� la casa intorno a loro. � Ela � l�unica, qui, che cerca di mantenerci fra le persone civili.</p><p>Da un�altra stanza la voce di Quim abbai�: � Piantatela di lavare i nostri panni sporchi davanti a quel bastardo!</p><p>Ender annu� gravemente, come se Quim avesse offerto un importante argomento di riflessione. Miro ridacchi�. Ela alz� gli occhi al cielo e and� a sedersi su uno sgabello accanto a Quara.</p><p>��La nostra non � quella che si chiama una casa felice � disse Miro.</p><p>��Capisco. � Ender annu�. � Con la morte di vostro padre ancora cos� recente.</p><p>Miro ebbe un sorriso sardonico. Olhado scosse il capo. � Con la sua <emphasis>vita </emphasis>ancora cos� recente, vorr� dire.</p><p>Ela e Miro apparvero nettamente d�accordo con quell�osservazione, ma Quim grid� ancora: � Tenete la bocca chiusa, voialtri!</p><p>��Vi ha fatto del male? � domand� sottovoce Ender. Non s�era mosso, bench� l�orina di Grego fosse ora fredda e maleodorante.</p><p>��Non ci picchiava � disse Ela, � se � questo che vuol sapere.</p><p>Ma per Miro quell�intimit� era gi� troppa. � Quim ha ragione � disse. � Sono affari soltanto nostri.</p><p>��No � replic� Elsa. � � anche affar suo.</p><p>��Affar suo in che senso? � chiese Miro.</p><p>��Perch� � venuto a fare l�elegia per la morte di pap� � disse la ragazza.</p><p>��La morte di pap�! � eclam� Olhado. � Chupa pedras! Pap� � morto appena tre settimane fa!</p><p>��Ero gi� in viaggio per parlare di un�altra persona deceduta � disse Ender. � Ma qualcuno ha chiamato un Araldo per vostro padre, e perci� parler� per lui.</p><p>��Contro di lui � lo corresse Ela.</p><p>��Per lui � ripet� Ender.</p><p>��Io l�ho chiamata qui per dire la verit� � disse seccamente lei. � E tutta la verit� su pap� � contro di lui.</p><p>Il silenzio che si addens� nell�aria parve farsi sempre pi� denso, paralizzante, finch� Quim non entr� dalla porta. Il ragazzo aveva gli occhi fissi su Ela. � Sei stata tu a chiamarlo � ansim�. � Tu!</p><p>��Per dire la verit�! � replic� lei, scossa dall�accusa contenuta in quelle parole. Quim non aveva bisogno di essere pi� chiaro: aveva chiamato un estraneo, un infedele, per render pubblico ci� che per tanto tempo loro avevano tenuto nascosto, tradendo allo stesso tempo la famiglia e la Chiesa. � A Milagre tutti sono cos� gentili, cos� comprensivi! � continu� Ela. � Gli insegnanti fanno finta d�ignorare le mascalzonate di Grego, e il silenzio di Quara. Poco importa che a scuola lei non abbia ancora detto una sola parola, mai! Tutti fanno finta di considerarci ragazzi normali� i nipoti degli Os Venerados, e cos� brillanti, non � vero? Con uno degli zenador e le due biologistas in famiglia. Davvero prestigioso, eh? Cos� tutti guardavano dall�altra parte quando pap� si ubriacava come una bestia, e poi tornava a casa e picchiava mamma fino a lasciarla svenuta in terra!</p><p>��Tappati la bocca! � ringhi� Quim.</p><p>��Ela� � disse Miro.</p><p>��E tu, Miro, che tacevi quando pap� ti urlava insulti spaventosi e osceni, finch� dovevi scappare di casa. Scappare! Correre via nel buio come un cieco, inciampando in�</p><p>��Non hai nessuno diritto di dire questo a un estraneo! � grid� Quim.</p><p>Olhado balz� in piedi nel mezzo della stanza, fissandoli tutti con i suoi occhi inumani. � Perch� volete ancora nasconderlo? � disse a bassa voce.</p><p>��Lui cos�� per te? � chiese Quim. � Non ha mai fatto niente per te. Spegni i tuoi dannati occhi e vattene al tuo terminale a sentire Bach o qualche altra cosa, che � meglio.</p><p>��Spegnere i miei occhi? � disse Olhado. � Io non ho mai spento i miei occhi.</p><p>Gir� su se stesso e and� al terminale dell�atrio, nell�angolo di fronte alla porta d�ingresso. Con un solo gesto rapido lo accese, poi estrasse un cavetto dalla consolle e se lo colleg� a una minuscola presa nell�occhio destro. Non era altro che l�allacciamento di un computer, ma l�atto riport� a Ender lo spiacevole ricordo dell�occhio del Gigante, squarciato e grondante umore mentre lui vi penetrava, sfondandolo, facendo cadere morto l�avversario sulla piana. Rabbrivid� un istante, prima di rammentare a se stesso che si trattava di un ricordo non reale, di una partita simulata che aveva giocato con il computer della Scuola di Guerra. Tremila anni addietro, ma per lui appena venticinque, non abbastanza perch� i ricordi perdessero il loro potere d�impatto. Erano stati i sogni tormentosi sulla morte del Gigante che gli Scorpioni avevano preso dalla sua mente, trasformandoli nel messaggio che gli era stato lasciato, la pista che l�aveva condotto al bozzolo della Regina dell�Alveare.</p><p>Fu la voce di Jane a riportarlo al presente. Un sussurro nel suo orecchio: � Se per te � lo stesso, mentre lui � collegato io dar� un�occhiata a tutto ci� che ha registrato in quel minicomputer.</p><p>Una scena comparve nell�aria sopra il terminale. Non si trattava di un ologramma, bens� di una ripresa bidimensionale simile alla registrazione di un comune filmato. Rappresentava quella stessa stanza, vista dal punto in cui Olhado era stato fino a pochi secondi prima; evidentemente quello era un posto dove usava sedersi spesso. Al centro dell�atrio stava in piedi un uomo alto, robustissimo e d�aspetto brutale, che agitava le braccia e sbraitava improperi rivolto a Miro. Il giovane ascoltava in silenzio, mordendosi un labbro, ma sosteneva lo sguardo del padre senza dare segni di collera. Non c�era il sonoro; la registrazione era soltanto visiva. � Avete gi� dimenticato? � mormor� Olhado. � Avete dimenticato cosa succedeva ogni giorno?</p><p>La scena sul terminale proseguiva. Alla fine Miro si gir� e corse fuori, mentre Marc�o lo seguiva alla porta continuando a gridare. Poi l�uomo torn� indietro, ansando come un animale esausto e rabbioso. Grego and� ad aggrapparsi con una mano ai pantaloni del padre e rivolto alla porta url� anch�egli qualcosa, che a giudicare dalla sua faccia doveva essere una ripetizione delle male parole appena rivolte a Miro. Marc�o si stacc� il bambino di dosso, guard� cupamente verso una porta interna e si diresse da quella parte con aria decisa.</p><p>��Non c�� il sonoro, adesso � sussurr� Olhado. � Ma voi potete sentire� non � cos�?</p><p>Ender s�accorse che Grego, sulle sue ginocchia, stava tremando.</p><p>��Ecco, ora un colpo soffocato, un altro tonfo� � lei che sta cadendo in terra. Non lo sentite nella vostra carne il modo in cui il suo corpo va a sbattere sul pavimento?</p><p>��Taci, Olhado � disse Miro.</p><p>Quirn stava piangendo, e non faceva nessun tentativo di nasconderlo. � Io l�ho ucciso � disse. � L�ho ucciso, l�ho ucciso, l�ho ucciso.</p><p>��Di cosa stai parlando? � esclam� Miro, esasperato. � Aveva un brutto male. Una malattia congenita.</p><p>��Io ho piegato perch� morisse! � grid� Quim. La sua faccia era contorta dall�emozione; muco, lacrime e saliva gli colavano attorno alla bocca. � Ho pregato la Vergine, ho pregato Ges�, ho pregato il nonno e la nonna, ho detto che sarei andato all�inferno purch� lo facessero morire, e loro l�hanno fatto, e adesso andr� all�inferno e non me ne importa niente! Dio mi perdoni, ma ne sono contento! � Singhiozzando vacill� fuori dalla camera. Poco dopo una porta sbatt�, in distanza.</p><p>��Bene, ecco un�altro disposto a certificare un miracolo degli Os Venerados � disse Miro. � La loro santit� � assicurata.</p><p>��Piantala � disse Olhado.</p><p>��E lui � proprio quello che ci secca l�anima ripetendo che Cristo vuole che l�uomo sappia perdonare � borbott� Miro.</p><p>In grembo a Ender, Grego tremava ora cos� violentemente che lui cominci� a preoccuparsi. Sent� che il bambino stava sussurrando una parola. Anche Ela s�accorse della disperazione di Grego e venne a inginocchiarsi accanto a lui.</p><p>��Piange! Non l�ho mai visto piangere cos�</p><p>��Pap�, pap�, pap� � ansim� Grego. I suoi tremiti lasciarono il posto a scatti convulsi, quasi da epilettico.</p><p>��Ha paura di pap�? � chiese Olhado, in tono ansioso. Con sollievo di Ender anche i volti degli altri mostravano una viva apprensione per Grego. Dunque <emphasis>c�era </emphasis>amore in quella famiglia, e non soltanto la solidariet� di chi vive insieme per anni sotto lo stesso tiranno.</p><p>��Pap� se n�� andato, adesso � lo confort� Miro. � Non devi pi� aver paura.</p><p>Ender scosse il capo. � Miro � disse. � Non hai visto niente nella registrazione di Olhado? I bambini piccoli non giudicano i loro padri. Grego cerca solo, con tutte le sue forze, d�essere come lui. Per tutti voi esserne liberi sar� forse un sollievo, ma per Grego � stata la fine del mondo.</p><p>Nessuno di loro sembrava averlo capito. Ender s�accorse che dovevano fare uno sforzo per immaginare che il bambino potesse provare un simile sentimento. E tuttavia sapevano che era cos�. Ora che lui l�aveva messo in parole, risultava ovvio.</p><p>��Deus nos perdoa � mormor� Ela. Dio, perdonaci.</p><p>��Le cose che abbiamo detto � aggiunse Miro sottovoce.</p><p>Ela allung� le braccia verso Grego, ma lui rifiut� di corrisponderla. Fece invece quello che Ender si aspettava, quello a cui era preparato: appena lui rilass� la presa, il bambino si gir� verso il suo petto, gli gett� le braccia al collo e scoppi� in singhiozzi secchi, isterici.</p><p>Ender gir� lo sguardo sugli altri, che assistevano ammutoliti. � Come avrebbe potuto mostrare il suo dolore a <emphasis>voi</emphasis>, quando in voi non vedeva che sollievo per la morte di suo padre?</p><p>��Non vedeva neppure sorrisi � precis� Olhado.</p><p>��S�, ma non � un pezzo di legno � disse Miro. � Sapevo che soffriva molto pi� di noi, ma non ho mai pensato che�</p><p>��Non biasimate voi stessi � disse Ender. � � il genere di cosa che solo un estraneo pu� intuire.</p><p>Nell�orecchio ud� il sussurro di Jane: � Il modo in cui trasformi le persone in masse di protoplasma non cessa mai di stupirmi, Andrew.</p><p>Anche se avesse potuto risponderle, lei non gli avrebbe creduto. Inutile dirle che non aveva programmato niente, che aveva suonato a orecchio. Come avrebbe potuto prevedere che Olhado registrava gli atteggiamenti di Marc�o verso i familiari? Il suo contatto pi� rivelatore era stato quello con Grego, esplicito abbastanza da lasciargli capire che il bambino desiderava disperatamente qualcuno che avesse autorit� su di lui, qualcuno che agisse esattamente come suo padre. E se il padre era stato un uomo crudele, per Grego la crudelt� avrebbe simboleggiato forza e capacit� protettiva. Adesso le sue lacrime bagnavano il collo di Ender calde come il liquido che poco prima gli aveva inzuppato i calzoni.</p><p>Aveva previsto la reazione di Grego, ma quel che fece Quara lo colse del tutto di sorpresa. Mentre tutti fissavano in silenzio il fratellino in lacrime, lei scese dal letto e and� a passi decisi di fronte a Ender. I suoi occhi mandavano lampi di rabbia. � Tu� tu puzzi! � disse con fermezza. Poi si volse e usc� dalla stanza, verso il retro della casa.</p><p>Miro stent� a nascondere una risatina incredula, ed Ela sorrise. Dalla sua poltroncina davanti al terminale il ragazzo dagli occhi di metallo disse sottovoce: � L�ha spuntata anche con lei. � pi� di quanto abbia mai detto a chiunque non sia della famiglia, da mesi.</p><p><emphasis>Ma non puoi dire che io non sono della famiglia</emphasis>, pens� Ender. <emphasis>Non te ne sei accorto? Io sono entrato in questa famiglia, adesso. Che a voi piaccia o no. Che a me piaccia o no.</emphasis></p><p>Dopo un po� gli ansiti di Grego tacquero. S�era addormentato. Ender lo port� a letto; dall�altra parte della piccola camera anche Quara era gi� immersa nel sonno. Ela rimbocc� le coperte al bambino, con mani leggere e gentili, poi prese uno straccio e cerc� di asciugare i pantaloni di Ender, senza ottenere un gran risultato.</p><p>Di ritorno nell�atrio, Miro lo scrut� clinicamente. � Be�, Araldo, credo che lei abbia poca scelta. I miei pantaloni le andrebbero stretti, e anche po� corti, ma quelli di pap� riuscir� certo a metterseli.</p><p>Mentre lui ci pensava sopra, Ela si fece avanti. � Mamma non sar� a casa fin fra un�ora. Mi dia i suoi pantaloni, c�� tutto il tempo di lavarli e asciugarli. Intanto si cambi.</p><p>��Vada per quelli di Miro, allora � disse Ender. � Se mi staranno corti, porter� pazienza.</p></section><section><title><p>CAPITOLO OTTAVO</p><p>DONA IVANOVA</p></title><cite><p>Significa una vita di continui sotterfugi. Andate a osservare e vi accade di scoprire qualcosa, magari qualcosa d�importante, e una volta tornati alla Stazione buttate gi� il vostro rapporto; ma un rapporto per noi innocuo, dove non appaia <emphasis>niente </emphasis>che riveli la �contaminazione culturale� che ci ha consentito di apprendere quel che abbiamo appreso.</p><p>Voi siete troppo giovani per capire quale tortura sia. Mio padre e io abbiamo cominciato a farlo perch� non sopportavamo pi� di dover negare informazioni ai maiali. E voi scoprirete, com�� accaduto a me, che non � meno penoso il celare dati ai vostri colleghi scienziati. Quando li vedrete arrovellarsi su una domanda, sapendo che voi potreste facilmente risolvere i loro dilemmi; quando li vedrete arrivare vicini alla verit� e poi, non sapendo ci� che voi sapete, allontanarsi dalla conclusione corretta e tornare a quella erronea� non sareste esseri umani se questo non vi angustiasse molto.</p><p>Sarete costretti a dirvi, ogni giorno: � la loro legge, � una loro scelta. Loro hanno costruito un muro fra se stessi e la verit�, e saranno duri nel punirci se capiranno quanto facilmente e fino a che punto noi abbiamo varcato questo muro. E per ogni scienziato framling a cui interessa solo la verit�, scoprirete che esistono dieci descabe�ados (teste vuote) che disprezzano la ricerca sul campo, che hanno paura di mettere alla prova le loro ipotesi, il cui solo lavoro � di spulciare gli scritti dei veri studiosi allo scopo di scovare piccoli errori, o contraddizioni, o falle nella loro metodologia. Questi pidocchi analizzeranno ogni rapporto da voi spedito, e alla prima imprudenza da voi commessa vi manderanno al rogo.</p><p>Questo vuol dire che non potrete neppure menzionare un maiale il cui nome sia derivato da contaminazione culturale. �Orcio� svelerebbe che abbiamo insegnato loro i rudimenti dell�arte del vasaio. �Calendar� e �Reaper� (Mietitore) sarebbero ancor pi� ovvi. E neppure Dio stesso potrebbe salvarci se sentissero nominare Arrow (Freccia).</p><text-author><emphasis>Nota di Liberdade Figueira de Medici a Ouanda Figueira Mucumbi e Miro Ribeba von Hesse, sequestrata per ordine della Federazione e addotta fra le prove del processo in contumacia agli xenologi di Lusitania, accusati di Tradimento e Condotta Scorretta.</emphasis></text-author></cite><empty-line/><p>Novinha s�era attardata nella Stazione Biologista malgrado che il lavoro programmato per quel giorno fosse finito da oltre un�ora. Le pianticelle di patata clonate avevano attecchito nella soluzione nutriente; adesso era solo questione di seguirne giornalmente lo sviluppo per vedere se le sue alterazioni genetiche avrebbero prodotto piante pi� robuste e con radici capaci di assimilare meglio il terreno locale.</p><p><emphasis>Se non ho pi� niente da fare, perch� non me ne vado a casa? </emphasis>A quella domanda non aveva una risposta valida. I suoi figli avevano bisogno di lei, questo era innegabile; non faceva certo loro un favore uscendo di casa la mattina presto per rientrare solo dopo che i pi� piccoli erano gi� a letto. E tuttavia, pur sapendo che avrebbe dovuto andare, ecco che continuava a sedere l� e a guardare il laboratorio, senza vedere niente, senza fare niente, senza vivere.</p><p>Pensava a tornare a casa e non riusciva a immaginare perch� quella prospettiva non la rallegrava affatto. <emphasis>Eppure</emphasis>, ricord� a se stessa, <emphasis>Marc�o � morto. � morto tre settimane fa. Mai troppo presto. Lui ha fatto tutto quello di cui avevo bisogno, e io ho fatto tutto quello che lui voleva, ma ogni nostra ragione per stare insieme era gi� morta quattro anni prima che lu� finalmente scomparisse. Anni in cui non abbiamo mai condiviso un momento d�amore, anche se non ho mai pensato di lasciarlo. Il divorzio, qui, sarebbe stato impossibile, ma avrei potuto dare un taglio alla coabitazione. Metter fine alle botte. </emphasis>Aveva ancora un labbro gonfio e dolorante, dall�ultima volta che lui s�era sfogato a picchiarla. <emphasis>Che amabile ricordo m�hai lasciato in faccia, C�o, povero cane d�un marito!</emphasis></p><p>Mentre ci pensava, nel labbro le saett� una fitta di sofferenza. Annu�, soddisfatta. <emphasis>� esattamente quello che merito, e quando sar� guarita mi dispiacer�.</emphasis></p><p>Si alz� e fece qualche passo, senza zoppicare minimamente malgrado che il dolore all�anca le togliesse ogni forza dalla gamba destra. <emphasis>E non mi curo, non cerco neppure di curarmi. Anche questo � proprio quel che mi spetta.</emphasis></p><p>Usc� e chiuse la porta dietro di s�. Appena se ne fu andata, il computer spense tutte le luci salvo quelle che nutrivano le diverse piante in fase fotosintetica forzata. Lei amava le sue pianticelle, i suoi animaletti vegetali, con un�intensit� che a volte la sorprendeva. <emphasis>Crescete</emphasis>, gridava loro giorno e notte, <emphasis>crescete e prosperate. </emphasis>E si disperava per quelle che avvizzivano e cedevano soltanto quando era chiaro che non avevano nessun futuro. Anche adesso, mentre s�allontanava dalla Stazione, sentiva la loro musica subliminale, le grida delle microscopiche cellule che crescevano e si scindevano e si ristrutturavano in schemi sempre pi� elaborati. Stava andando dalla luce verso la tenebra, dalla vita verso la morte, e la sofferenza emotiva che era in lei peggiorava in perfetta sincronia con lo stato delle sue articolazioni infiammate.</p><p>Avvicinandosi a casa sua lungo il versante della collina pot� vedere la luce che usciva dalle finestre e illuminava debolmente il tratto erboso oltre la strada. La camera di Quara e di Grego era al buio; non avrebbe dovuto affrontare quelle due insopportabili accuse: il silenzio di Quara e gii improvvisi odiosi misfatti di Grego. Ma la luce quella sera era accesa anche nell�atrio, e perfino in camera sua. Stava accadendo qualcosa fuori dell�ordinario, e a lei non piacevano le cose fuori dell�ordinario.</p><p>Olhado era seduto come al solito al terminale del soggiorno e ascoltava qualcosa in cuffia, ma aveva anche il jack dell�interfaccia collegato all�occhio destro. Evidentemente stava riesaminando vecchie immagini da lui trasferite nel computer, o forse vi registrava quelle che aveva visto negli ultimi giorni. Lei lo invidi�. Le sarebbe piaciuto trasferire da qualche altra parte le sue memorie visive, per rimpiazzarle con altre meno sgradevoli. Il cadavere di Pipo, quella era una scena di cui avrebbe voluto alleggerirsi, sostituendola con una tolta dai giorni gloriosi di loro tre insieme nella Stazione. E il corpo di Libo, quel corpo amato, tenuto insieme soltanto dal telo impermeabile in cui lo avevano avvolto. Quanto avrebbe desiderato conservare soltanto le altre impressioni delle sue membra, il tocco di quelle labbra, l�espressivit� delle sue mani sensibili. Ma i ricordi buoni erano i pi� deboli, sepolti troppo profondamente sotto altri che li avevano annientati. <emphasis>Io avevo rubato quei giorni, i giorni buoni. � per questo che mi sono stati strappati e sostituiti con quello che meritavo.</emphasis></p><p>Olhado si volse a guardarla, con il jack che gli emergeva oscenamente dall�occhio. Lei non riusc� a reprimere un fremito, un impulso di vergogna. <emphasis>Mi dispiace</emphasis>, disse in silenzio. <emphasis>Se tu fossi figlio di un�altra madre, senza dubbio avresti ancora i tuoi occhi. Eri nato per essere il migliore, il pi� sano, il pi� completo dei miei figli, Lauro, ma naturalmente nulla di quello che esce da me pu� resistere intatto a lungo.</emphasis></p><p>Era un pensiero che non aveva mai espresso in parole, ovviamente, proprio come Olhado non avrebbe osato accennarne. Si volse per andare in camera sua e scoprire perch� c�era la luce accesa.</p><p>��Mamma � disse Olhado. S�era tolto la cuffia, e stava estraendosi il jack dall�occhio.</p><p>��S�?</p><p>��Abbiamo una visita � disse lui. � L�Araldo.</p><p>Lei prov� una sensazione di gelo. <emphasis>Non questa sera</emphasis>, grid� dentro di s�. Ma sapeva anche che non avrebbe voluto vederlo neppure l�indomani, n� i giorni successivi, n� mai.</p><p>��I suoi pantaloni sono di nuovo asciutti e se li sta cambiando, in camera tua. Spero che non ti importi.</p><p>Ela usc� dalla cucina. � Oh, sei tornata � disse. � Ho fatto qualche tazza di cafezinho, una anche per te.</p><p>��Io aspetter� fuori finch� non se ne sar� andato � disse Novinha.</p><p>Ela e Olhado si scambiarono un�occhiata. Novinha cap� subito che guardavano a <emphasis>lei </emphasis>come al problema che andava risolto, e che erano d�accordo con qualunque cosa l�Araldo fosse venuto a fare l�. <emphasis>Bene, ma io sono un problema che non pu� essere risolto da voi.</emphasis></p><p>��Mamma � disse Olhado. � Lui non � come ha detto il vescovo. Lui � <emphasis>buono.</emphasis></p><p>Novinha gli rispose con il suo sarcasmo pi� graffiante: � E da quando <emphasis>voi </emphasis>siete esperti in quello che � buono o cattivo?</p><p>Ela e Olhado tornarono a guardarsi fra loro. Lei intu� ci� che stavano pensando: come possiamo spiegarglielo? Come possiamo persuaderla? <emphasis>Be�, cari figlioli, non potete. Io sono tetragona alla persuasione altrui, come Libo ha dovuto scoprire ogni giorno della sua vita. Non ha mai avuto quel segreto da me. Non � morto per colpa mia.</emphasis></p><p>Ma erano riusciti a modificare il suo primo impulso. Invece di uscire di casa and� a ritirarsi in cucina, passando accanto a Ela sulla soglia ma senza toccarla. Le sottili tazzine da caff� erano gi� deposte in circolo sul tavolo, con il bricco fumante al centro. Sedette e appoggi� le mani sul tavolo. Cos� l�Araldo era arrivato, e per prima cosa era venuto da lei. E poi cos�altro avrebbe fatto? <emphasis>� colpa mia se � qui, non � vero? Lui � ancora un�altra persona a cui ho distrutto la vita, dopo la vita dei miei figli, dopo la vita di Marc�o, e quella di Libo, e quella di Pipo, e la mia.</emphasis></p><p>Una mano mascolina, forte ma sorprendentemente liscia, si sporse da oltre una sua spalla, prese il bricco e lo sollev� sopra una tazza. Dal delicato beccuccio di ceramica usc� il flusso sottile del caff�, caldo e profumato.</p><p>��Posso deramar? � chiese lui. Che domanda stupida, visto che lo stava gi� versando! Ma aveva una voce gentile, e il suo portoghese era sfumato di un simpatico accento castigliano. Uno spagnolo, dunque?</p><p>��Desculpa me � mormor� lei. Mi scusi. � Trouxe o senhor tantos quil�metros�</p><p>��Nessuno misura i voli interstellari in chilometri, Dona Ivanova. Li si misura in anni. � In quelle parole c�era un�accusa, ma il tono parlava di comprensione, perfino di perdono, perfino di consolazione. <emphasis>Io potrei lasciarmi sedurre da questa voce. Questa voce � una bugia.</emphasis></p><p>��Se potessi cancellare dalla realt� il suo viaggio, e rimandarla indietro a ventidue anni fa, lo vorrei pi� di ogni altra cosa. Chiamandola ho fatto uno sbaglio. Mi dispiace. � La sua stessa voce le apparve bugiarda. Come la vita che aveva alle spalle, anche quelle scuse suonavano false e artificiose.</p><p>��Io non ho sentito il trascorrere del tempo � disse l�Araldo. Era fermo, in piedi dietro di lei, e Novinha non aveva ancora visto il suo volto. � Per me � passata solo una settimana da quando ho lasciato mia sorella. Lei � la sola parente che mi resta. Sua figlia non era ancora nata, e adesso ha probabilmente finito gli studi, e forse si � sposata e ha gi� avuto dei bambini. Non la conoscer� mai. Ma ho conosciuto i <emphasis>suoi </emphasis>figli, Dona Ivanova.</p><p>Lei sollev� la sua tazza di cafezinho e la bevve in un solo sorso, bench� il liquido le bruciasse la lingua e la gola scendendole nello stomaco come una lama di coltello. � � appena arrivato e gi� crede di conoscerli?</p><p>��Meglio di lei, Dona Ivanova.</p><p>Novinha sent� Ela mandare un lieve ansito all�audacia dell�Araldo. E pur pensando che quelle parole avrebbero potuto essere vere, la irrit� che un estraneo osasse pronunciarle. Si volse bruscamente per dargli una risposta tagliente, ma lui s�era mosso, non era pi� alle sue spalle. Si gir� dall�altra parte e non lo vide, allora si alz� e scopr� che l�uomo non era rimasto in cucina. Sulla soglia, Ela aveva gli occhi spalancati e taceva.</p><p>��Torni qui! � esclam� Novinha. � Lei non pu� parlarmi cos� e andarsene a questo modo!</p><p>Ma lui non rispose. Dopo qualche istante, invece, Novinha ud� una lieve risata provenire da una delle camere pi� lontane. Seccata, percorse il corridoio fino all�altra estremit� della casa. Giunta in camera sua ebbe la sorpresa di scoprire che c�era Miro, seduto sul letto, mentre l�Araldo era in piedi presso la porta, e i due stavano ridendo. Miro vide arrivare la madre e il sorriso gli smor� sul volto. Questo le caus� una fitta di angoscia. Erano anni che non lo vedeva sorridere; aveva perfino dimenticato di quanta bellezza questo gli illuminasse il volto, proprio come un tempo accadeva al volto di suo padre. E lei, avvicinandosi, aveva spento quel sorriso.</p><p>��Abbiamo dovuto venire a parlare qui perch� Quim � intrattabile � spieg� Miro. � Ela ha rifatto il letto.</p><p>��Non credo che all�Araldo importi se i letti sono fatti o no � disse freddamente Novinha. � � cos�, Araldo?</p><p>��Ordine e disordine � disse l�Araldo, � possono avere entrambi una loro bellezza. � Ma non s�era girato a guardarla in viso, e lei ne fu lieta, perch� non avrebbe dovuto vedere i suoi occhi mentre gli diceva quello che adesso intendeva dirgli.</p><p>��La devo informare, Araldo, che lei � venuto qui per uno sciocco errore � dichiar�. � Pu� odiarmi per questo, se vuole, ma lei non ha nessuna elegia da fare. Io ero una ragazzina stupida. Nella mia ingenuit� avevo creduto che quella chiamata avrebbe fatto accorrere qui addirittura l�autore della <emphasis>Regina dell�Alveare </emphasis>e dell�<emphasis>Egemone. </emphasis>Evidentemente ero fuori di me. Avevo perduto un uomo che consideravo un padre, e volevo essere confortata.</p><p>Solo in quel momento lui si volse. Era un uomo giovane; pi� giovane di lei, comunque, con occhi in cui si leggeva un�intelligenza attraente. <emphasis>Perigoso</emphasis>, pens� lei. <emphasis>� pericoloso, � bello, e io devo resistere a questo sguardo cos� comprensivo.</emphasis></p><p>��Dona Ivanova � disse lui, � come pu� aver letto <emphasis>La Regina dell�Alveare </emphasis>e <emphasis>l�Egemone</emphasis>, e credere che il suo autore possa portare <emphasis>conforto</emphasis>?</p><p>Fu Miro a rispondergli. Il silenzioso, riflessivo Miro, che interveniva in una conversazione altrui, e con un vigore che lei non gli vedeva assumere fin da quand�era bambino. � Io l�ho letto � afferm�. � E direi che il primo Araldo dei Defunti abbia scritto la storia della Regina dell�Alveare con profonda compassione umana.</p><p>L�Araldo sorrise tristemente. � Ma non la stava scrivendo per gli Scorpioni, no? Stava scrivendo per l�umanit�, che ancora celebrava la distruzione degli Scorpioni come una grande vittoria. E scrisse con crudelt�, per mutare il loro orgoglio in rimorso, la loro gioia in dolore. E oggi gli esseri umani hanno completamente dimenticato che un tempo odiavano gli Scorpioni, e che un tempo onorarono e idolatrarono un nome ora divenuto impronunciabile�</p><p>��Per me non c�� niente d�impronunciabile � disse Ivanova. � Il suo nome era Ender. E distruggeva tutto ci� che toccava. � <emphasis>Come me</emphasis>, pens�.</p><p>��Ah, s�? Ma cosa ne sa di lui? � D�un tratto la sua voce era tagliente, secca e crudele. � Come pu� dire che non c�era nulla che lui toccasse dolcemente, o nessuno che lo amasse e si sentisse riscaldare dal suo amore? <emphasis>Distruggeva tutto ci� che toccava� </emphasis>questa � una cosa che non pu� esser detta di nessun essere umano mai vissuto.</p><p>��� questa la sua filosofia, Araldo? Allora lei non ne sa molto � lo sfid� Novinha, ma il tono irato di lui l�aveva intimorita. Fino a un momento prima l�aveva creduto flemmatico e imperturbabile come un confessore.</p><p>Tuttavia la rabbia svan� quasi subito dal suo volto. � Pu� anche smetterla di sentirsi in colpa � le disse. � A farmi viaggiare fin qui � stata la sua chiamata, ma mentre ero in viaggio anche altri hanno richiesto un Araldo.</p><p>��Cosa? � E chi altro in quella citt� d�ignoranti ne sapeva abbastanza sulla Regina dell�Alveare e sull�Egemone da desiderare un Araldo? Chi altro ignorava a tal punto l�influenza morale del vescovo Peregrino? � Se � cos�, perch� lei � venuto a casa mia?</p><p>��Sono stato chiamato a fare l�elegia di Marcos Maria Ribeira, il suo defunto marito.</p><p>Quello era un pensiero sconcertante. � Lui! Chi potrebbe volere tener desto il suo ricordo, ora che � morto?</p><p>L�Araldo non rispose. Seduto sul letto Miro ebbe un gesto un po� seccato. � Grego potrebbe volerlo, per dirne uno. L�Araldo ci ha aperto gli occhi su un fatto che avremmo dovuto capire da soli: il bambino soffre per la morte di pap�, ed era convinto che noi lo odiassimo, poich� tutti�</p><p>��Psicologia spicciola � sbott� lei. � Qui non mancano certo i terapisti, anche se neppure loro valgono i soldi che chiedono.</p><p>Dietro di lei, la voce di Ela disse: � Sono stata io a chiamare l�Araldo per pap�, mamma. Credevo che non sarebbe arrivato prima di qualche decennio, ma ora sono felice che sia qui, visto che pu� farci del bene.</p><p>��E quale bene pu� mai fare a noi, eh?</p><p>��L�ha gi� fatto, mamma. Grego si � addormentato fra le sue braccia, e Quara gli ha parlato.</p><p>��Per la verit� � aggiunse Miro, � gli ha detto che puzzava.</p><p>��Il che probabilmente era vero � precis� Ela, � dato che Greguinho gli aveva fatto la pip� addosso.</p><p>Fratello e sorella risero al ricordo di quella scena, e anche l�Araldo sorrise. Fu questo, pi� che tutto il resto, a scombussolare Novinha: simili manifestazioni di buon umore erano virtualmente assenti da quella casa fin dal giorno in cui Marc�o l�aveva condotta l�, un anno dopo la morte di Pipo. Suo malgrado Novinha riand� ai momenti di gioia che pure c�erano stati: quando Miro era nato, quando s�era visto dare una sorellina, e quando balbettavano entrambi le prime parole complicate, e quando s�inseguivano per tutta la casa sulle gambette ancora incerte, o quando giocavano sull�erba del prato in vista del recinto e della foresta dei maiali al di l� di esso� ed era stata la gioia di Novinha ad avvelenare il sangue di Marc�o, a fargli odiare i due bambini, perch� sapeva che nessuno dei due era suo. Al tempo della nascita di Quim la casa era gi� piena di foschi sentimenti, e il bambino non aveva mai imparato a ridere con i fratelli, neppure dove i genitori non potevano sentirli. Ascoltare la risata di Miro intrecciarsi a quella di Ela fu per lei come se una tenda nera fosse stata bruscamente aperta; d�improvviso la luce del sole entrava in un posto dove Novinha era abituata a vedere soltanto una perpetua penombra.</p><p>Come osava questo estraneo invadere la sua casa e spalancare le tende che lei aveva chiuso!</p><p>��Non posso permetterlo � disse. � Lei non ha il diritto d�intromettersi nella vita di mio marito.</p><p>Lui inarc� un sopracciglio. Novinha doveva conoscere il Codice Starways come chiunque altro, perci� sapeva perfettamente che lui aveva non solo il diritto, ma anche la protezione della legge, nel mettere insieme la vera storia di una persona deceduta.</p><p>��Marc�o era un miserabile � insist� lei, � e dire la verit� su di lui causerebbe soltanto inutile dolore.</p><p>��Lei non ha tutti i torti dicendo che la verit� su di lui causerebbe dolore, ma questo non perch� era un uomo miserabile � disse l�Araldo. � Se io dicessi soltanto ci� che tutti gi� sanno (che odiava i suoi figli, picchiava la moglie, e vagava ubriaco da un bar all�altro finch� una guardia non lo rimandava a casa) allora non causerei dolore, no? L�effetto che produrrei sarebbe una soddisfazione generale, perch� rassicurerei tutti sul fatto che la loro opinione di lui era corretta. Marc�o era un rifiuto, e perci� loro erano dalla parte della ragione quando ne parlavano come di un rifiuto.</p><p>��E lei pensa che non lo fosse?</p><p>��Nessun essere umano, quando si comprendono le sue aspirazioni, � ingiustificabile. Nessuno ha una vita fatta di niente. Anche le persone pi� diaboliche, se si esplora la loro vita, hanno compiuto qualche piccolo atto generoso che, almeno un poco, redime i loro peccati.</p><p>��Se lei crede questo, allora � pi� giovane di quello che sembra � disse Novinha.</p><p>��Lo sono? � chiese l�Araldo. � Per me sono trascorse meno di due settimane da quando ho ricevuto la sua chiamata. Ho assunto qualche informazione. E anche se lei non lo ricorda, Novinha, <emphasis>io </emphasis>ricordo che da giovane lei era una fanciulla dolce, bella e sensibile. Aveva conosciuto la solitudine, ma poi incontr� Pipo e Libo, e loro la trovarono meritevole di affetto e di comprensione.</p><p>��Pipo era gi� morto, quando lei ne sent� parlare.</p><p>��Ma lui la aveva amata.</p><p>��Lei non sa niente, Araldo! Lei era a ventidue anni luce di distanza! E poi stavamo dicendo che <emphasis>Marc�o</emphasis>, e non io, era un individuo privo di qualunque merito!</p><p>��Neppure lei crede questo, Novinha. Perch� lei conosce quell�unico atto di gentilezza e di generosit� che redime la vita di quel pover�uomo.</p><p>Novinha non cap� l�oscuro terrore che stava avvertendo, ma doveva tappargli la bocca prima che lui gli desse un nome, anche se non aveva la m�nima idea di quale gentilezza di Marc�o pensasse di aver scoperto. � Come si permette di chiamarmi Novinha! � esplose. � Nessuno mi ha pi� chiamata cos� da quattro anni!</p><p>Per tutta risposta lui alz� una mano e le sfior� una guancia con la punta delle dita. Era un gesto timido, quasi da adolescente; ma le ricord� Libo, e questo fu pi� di quanto poteva sopportare. Gli scost� la mano con un colpo secco della sua, poi lo oltrepass� ed entr� in camera.</p><p>��Tu esci! � grid� a Miro. Il figlio si alz� subito e indietreggi� fino alla porta. Sulla faccia di lui Novinha lesse che, dopo tutto ci� che Miro aveva visto accadere in quella casa, c�era ancora qualcosa, la rabbia di lei, capace di sorprenderlo.</p><p>��Lei non avr� niente da me! � grid� all�Araldo.</p><p>��Non sono qui per avere qualcosa da lei � fu la sua calma risposta.</p><p>��E non voglio neppure niente di quel che lei ha da dare. Per me <emphasis>lei </emphasis>non ha alcun merito, lo capisce questo? � lei quello senza nessun merito e nessun valore! Lixo, ruina, estrago� vai fora da aqui! N�o tens direito estar em minha casa! � Non hai diritto di stare in casa mia!</p><p>��N�o eres estrago � mormor� lui, � eres solo fecundo, e vou piantar jardim a�. � Poi, prima che lei potesse replicare, chiuse la porta e si allontan� nel corridoio.</p><p>Ma lei non avrebbe mai saputo cosa replicargli, tanto le sue parole erano state oltraggiose. Lei l�aveva chiamato <emphasis>estrago</emphasis>, e lui aveva risposto come se Novinha avesse rivolto a se stessa l�accusa d�essere un terreno sterile. Lei aveva parlato con disprezzo, usando il familiare <emphasis>tu </emphasis>in modo insultante, invece di <emphasis>o senhor </emphasis>o dell�informale <emphasis>v�ce. </emphasis>Era la grammatica con cui si parlava a un bambino, o a un cane. Eppure quando lui le aveva risposto con le stesse parole, con la stessa familiarit�, era stato in modo del tutto diverso: �Tu sei un suolo fertile, ed io pianter� un giardino in te�. Era una di quelle cose che un poeta potrebbe dire alla sua fidanzata, o un marito alla moglie, e quel <emphasis>tu </emphasis>era intimo, non arrogante. <emphasis>Ma come ha osato! </emphasis>sussurr� a se stessa, toccandosi la guancia dove lui l�aveva toccata. <emphasis>� mille volte pi� perverso di quel che qui immaginano sia un Araldo. Monsignor Peregrino aveva ragione. � pericoloso, l�infedele, l�anticristo. Lui cammina sfrontatamente in posti del mio cuore che tenevo come fossero terreno consacrato, dove a nessun altro era permesso entrare. E mette in piedi sui piccoli germogli che si aggrappano ancora alla vita in questo suolo disseccato. Come osa! Vorrei esser morta prima d�averlo conosciuto. Non c�� dubbio che mi far� in pezzi, prima d�aver finito quello per cui � venuto.</emphasis></p><p>Vagamente cominci� ad accorgersi che qualcuno stava piangendo. Quara. Come c�era da aspettarsi, le sue grida l�avevano svegliata; non aveva mai avuto il sonno pesante. And� alla porta e l�apr�, ma proprio mentre stava per uscire sent� che la bambina smetteva di piangere. La voce di un uomo le cantava gentilmente qualcosa, una specie di ninnananna in un�altra lingua. Tedesco, parve a Novinha, o nordico, o comunque un dialetto a lei sconosciuto. Ma conosceva la voce che stava cantando, e cap� che Quara s�era subito tranquillizzata.</p><p>Novinha non era mai stata tanto spaventata, dal giorno in cui aveva saputo che Miro intendeva diventare zenador e seguire le stesse orme dei due uomini che i maiali avevano assassinato. <emphasis>Quest�uomo sta districando il groviglio delle nostre vite, per riordinarle, per riannodarle insieme; ma nel procedimento porter� alla luce i miei segreti. Se scoprir� com�� morto Pipo e lo dir�, com�� suo compito dire, anche Miro ne verr� a conoscenza e questo lo uccider�. Io non far� pi� sacrifici ai maiali; sono Dei troppo crudeli da adorare.</emphasis></p><p>Pi� tardi, mentre giaceva a letto dietro la sua porta chiusa cercando invano di prender sonno, ud� altre risate provenire dall�altrio della casa, e stavolta si accorse che Quim e Olhado ridevano insieme a Miro e ad Ela. Per un attimo le parve di vederli, riuniti in quell�atmosfera stranamente allegra. Ma intanto che il sonno s�impadroniva di lei e l�immagine si trasformava in sogno, non fu l�Araldo che vide seduto fra i suoi figli, ma Libo, ancora vivo, riconosciuto da tutti come il suo vero marito. L�uomo che lei aveva sposato nel suo cuore anche quando s�era rifiutata di unirsi a lui in chiesa. Perfino nel sonno quell�immagine le diede pi� gioia di quanto potesse sopportare, e le sue lacrime bagnarono la morbida stoffa del cuscino.</p></section><section><title><p>CAPITOLO NONO</p><p>DIFETTO CONGENITO</p></title><cite><p>CIDA: � L�agente della Descolada non � batterico. Sembra che entri nelle cellule del corpo e vi prenda residenza permanente, proprio come un mitocondrio, riproducendosi quando la cellula si riproduce. Il fatto che al nostro arrivo qui abbia attaccato una nuova specie di forme di vita indica una straordinaria adattabilit�. Deve essersi sparso nell�intera biosfera di Lusitania molto tempo fa per essere ovunque cos� endemico, come un�infezione permanente.</p><p>GUSTO: � Se � permanente e onnipresente, non � un�infezione, Cida. � parte della vita normale.</p><p>CIDA: � Ma non � necessariamente innato: ha la capacit� di contagiare. Tuttavia, certo, se fosse endemico tutte le specie indigene dovrebbero aver sviluppato un�immunit��</p><p>GUSTO: � O si sono adattate e l�hanno incluso nel loro normale ciclo vitale. Forse hanno <emphasis>bisogno </emphasis>di esso.</p><p>CIDA: � Come possono aver bisogno di qualcosa che spacca in due le loro molecole genetiche e le rimette insieme a caso?</p><p>GUSTO: � Forse � per questo che ci sono cos� poche specie diverse su Lusitania. La Descolada potrebbe essere un fenomeno storicamente recente, diciamo non pi� antico di mezzo milione di anni, e molte specie potrebbero non essersi adattate.</p><p>CIDA: � Vorrei che non stessimo per morire, Gusto. I futuri xenobiologi probabilmente lavoreranno su standard genetici riadattati, e non potranno seguire l�evoluzione di questo.</p><p>GUSTO: � Questa � la sola ragione per cui deprechi il fatto d�essere condannati a morte?</p><text-author>Vladimir Tiago Gussman ed Ekaterina Maria Aparecida do Norte von Hesse-Gussman. Dialogo estratto da note di lavoro risalenti a due giorni prima della morte. Citato in �Quando l�intelligenza non si arrende� <emphasis>Meta-Science, the journal of Methodology. </emphasis>12.12.2001</text-author></cite><empty-line/><p>Quando Ender lasci� l�abitazione dei Ribeira per tornare a casa era ormai notte fonda, e poi spese oltre un�ora a cercare di trarre una conclusione da quel che era successo, specialmente dopo il rientro di Novinha. Malgrado ci� il mattino successivo si svegli� presto, con la mente gi� piena di domande a cui non aveva una risposta. Era sempre cos� quando preparava l�elegia per un defunto; non sapeva trattenersi dal cercare di mettere insieme la storia di una persona � uomo o donna � osservata dal punto di vista dello stesso protagonista, la vita che lui era stato convinto di vivere paragonata a quella che invece aveva vissuto in realt�. Stavolta per� era ostacolato dall�apprensione. Erano i vivi a preoccuparlo, pi� di quanto non gli fosse mai successo prima.</p><p>��Naturalmente sei pi� coinvolto � dise Jane, dopo che lui ebbe cercato di spiegarle la sua incertezza. � Eri innamorato di Novinha ancor prima di lasciare Trondheim.</p><p>��Forse amavo la fanciulla diciottenne, ma questa � una donna egoista e crudele. Guarda come lascia che vivano i suoi figli.</p><p>��E questo � l�Araldo dei Defunti? Un uomo che giudica gli altri dalle apparenze?</p><p>��Forse adesso mi sono affezionato a Grego.</p><p>��Hai sempre avuto un debole per quelli che ti fanno la pip� addosso.</p><p>��E a Quara. A tutti loro� anche Miro, quel ragazzo mi piace.</p><p>��E loro ti amano, Andrew.</p><p>Lui rise. � La gente � sempre convinta di amarmi, finch� poi faccio l�elegia. Novinha � pi� percettiva di altri� lei mi odia gi� <emphasis>prima </emphasis>che io parli con la voce della Verit�.</p><p>��Su te stesso sei cieco come chiunque altro, Araldo � osserv� Jane. � Promettimi che quando morrai lascerai fare a me la tua elegia funebre. Ho diverse cosette da dire.</p><p>��Tientele per te � disse stancamente lui. � In queste cose sai starci dentro ancor peggio di me.</p><p>Cominci� a elencare le domande a cui doveva rispondere.</p><p>1. Perch� Novinha si era sposata con Marc�o?</p><p>2. Perch� Marc�o odiava i suoi figli?</p><p>3. Perch� Novinha odia se stessa?</p><p>4. Perch� Miro mi ha chiamato per fare l�elegia di Libo?</p><p>5. Perch� Ela mi ha chiamato a fare l�elegia per suo padre?</p><p>6. Perch� Novinha ha cambiato idea, dopo avermi chiamato per Libo?</p><p>7. Qual � stata la causa immediata della morte di Marc�o?</p><p>Alla settima domanda si ferm�. La risposta poteva esser trovata subito; una semplice questione clinica. Dunque avrebbe cominciato da quella.</p><empty-line/><p>Il medico che aveva fatto l�autopsia a Marc�o aveva anch�egli un nomignolo: Navio, che significava �barca�.</p><p>��Non per le mie dimensioni � disse l�uomo, ridendo, � n� per lo spettacolo che offro in piscina. Il mio nome intero � Enrique o Navigador Caronada. Ma sono ben lieto che abbiano preso il mio diminutivo da Navigador, invece che da Caronada. �Cannoncino� avrebbe avuto implicazioni troppo imbarazzanti, no?</p><p>Ender non si lasci� ingannare dalla sua giovialit�. Navio era un buon cattolico, e prendeva sul serio gli ordini del vescovo come chiunque altro. Era deciso a dargli il minor numero possibile di informazioni, anche se questo non lo rendeva particolarmente lieto.</p><p>��Ho soltanto due modi per ottenere risposte esaurienti alle mie domande � disse Ender con gentilezza. � Il primo � di chiedere a lei, sperando che voglia collaborare. Il secondo � di inoltrare alla Federazione la richiesta d�accesso alle sue registrazioni. Le chiamate via ansible sono assai costose, e l�intervento del magistrato sulla mia petizione non sarebbe certo gratuito, ma poich� lei avrebbe opposto resistenza alla legge l�intero costo verrebbe dedotto dai fondi gi� scarsi della vostra colonia. Con l�aggiunta di una forte multa per l�infrazione e di una reprimenda per lei. Oltre alle misure che l�Ordine dei Medici dovrebbe adottare nei suoi confronti.</p><p>Mentre Ender parlava, il sorriso di Navio s�era spento poco a poco. La sua faccia divenne rigida. � � ovvio che risponder� alle sue domande � disse.</p><p>��Temo che per voi la questione non sia �ovvia� come dovrebbe � disse Ender. � Il vostro vescovo ha ordinato ai cittadini di Milagre di mettere in atto un boicottaggio, ingiustificato e non provocato, contro un ministro del culto legalmente convocato. Lei farebbe un favore a tutti se li informasse che in casi simili io ho la facolt� di mutare il mio stato legale chiedendo la carica di commissario federale. Le assicuro che godo di sufficiente reputazione presso il Consiglio della Federazione, e che la mia richiesta ufficiale sarebbe subito accolta.</p><p>Navio sapeva benissimo cosa poteva significare una cosa simile. Come commissario federale Ender avrebbe avuto l�autorit� di interdire Lusitania alla Chiesa Cattolica, adducendo la persecuzione religiosa come motivo. Questo avrebbe scatenato l�opinione pubblica contro i lusitani, senza contare che il vescovo sarebbe stato richiamato dal Vaticano e messo sotto inchiesta disciplinare.</p><p>��Perch� lei dovrebbe spingersi a tanto, quando sa che qui non � benvoluto da nessuno? � chiese Navio.</p><p>��Qualcuno ha richiesto la mia presenza, altrimenti non sarei venuto � disse Ender. � Potete non gradire!a legge quando vi pone degli obblighi, ma essa protegge molti cattolici su mondi dove la maggioranza religiosa � un�altra.</p><p>Navio tamburell� con le dita sulla scrivania. � Leviamoci questo pensiero � borbott�. � Cosa vuole sapere, Araldo?</p><p>��� abbastanza semplice, almeno per cominciare. Qual � stata la causa della morte di Marcos Maria Ribeira?</p><p>��Marc�o! � esclam� Navio. � Non � possibile che lei sia stato convocato per lui, visto che � morto solo da poche settimane�</p><p>��Sono stato chiamato per pi� di un defunto, Dom Navio, e ho deciso di cominciare con Marc�o.</p><p>Navio ebbe un sornsetto freddo. � E se chiedessi la prova che lei � autorizzato a occuparsi di questo caso?</p><p>In un orecchio di Ender, Jane sussurr�: � Diamo una scossa al nostro amico. � All�istante il terminale dell�ufficio prese vita; uno schermo mostr� un documento ufficiale, mentre una delle voci pi� autoritarie di Jane dichiarava: � Andrew Wiggin, Araldo dei Defunti, ha accettato la chiamata per un�esposizione della vita e della morte di Marcos Maria Ribeira, citt� di Milagre, Colonia Lusitania.</p><p>Il sussulto di Navio non fu dovuto al fatto che il computer gli rispondeva ancor prima che lui si fosse girato ad accendere il terminal; aveva notato il gioiello nell�orecchio di Ender e sapeva che si trattava di un oggetto molto sofisticato. A impressionarlo fu l�accorgersi che qualcuno, evidentemente un pezzo grosso, seguiva l�Araldo con una routine extra sulla rete ansible, pronto a rafforzare la sua posizione su Lusitania. Nessuno su Lusitania, neppure la stessa Bosquinha, aveva goduto di <emphasis>quel </emphasis>privilegio. Chiunque fosse quell�Araldo, concluse Navio, era un pesce troppo grosso per la padella del vescovo.</p><p>��Benissimo � annu�, costringendosi a ridacchiare. Mostrarsi di nuovo gioviale era la politica migliore. � L�avrei aiutata comunque. A volte il vescovo fa discorsi un po� paranoici, sa? E qui a Milagre non gli diamo l�importanza che lei pu� credere.</p><p>Ender gli restitu� il sorriso, accettando la sua ipocrisia come oro colato.</p><p>��Marcos Ribeira � morto per un difetto congenito � disse Navio, e mitragli� un lungo nome in pseudo-latino. � Difficile che lei ne abbia sentito parlare, perch� � piuttosto raro; si trasmette solo per via genetica. Comincia a manifestarsi nella pubert�, in molti casi, e provoca il graduale rimpiazzo dei tessuti della glandole esocrine e endocrine con cellule di lipidi. Il risultato � che col trascorrere degli anni queste glandole, le surrenali, la pituitaria, il fegato, i testicoli, la tiroide e via dicendo vengono sostituite da vasti agglomerati di cellule grasse.</p><p>��� sempre fatale? E irreversibile?</p><p>��Oh, s�. In realt�, Marcos � sopravvissuto dieci anni pi� della media. Un caso notevole, per vari sensi. In ogni altro caso registrato (e non sono molti) la malattia attacca inizialmente i testicoli rendendo il soggetto sterile e, in alcuni casi, impotente. Con sei figli sani, � ovvio che i testicoli di Marcos Ribeira furono le ultime glandole ad essere colpite. Una volta accaduto questo, tuttavia, il processo dovette essere insolitamente rapido: i testicoli erano completamente rimpiazzati da cellule grasse, anche se parte del fegato e della tiroide erano sempre funzionanti.</p><p>��Cos�� che ha finito per ucciderlo?</p><p>��La pituitaria e le surrenali non funzionavano pi�. Camminava, ma era gi� morto. La fine lo ha colto in un bar, nel bel mezzo di una canzone scollacciata, cos� ho sentito dire.</p><p>Come sempre, l�attenzione di Ender si puntava su quelle che potevano sembrare contraddizioni. � In che modo si trasmette un difetto ereditario che rende sterile il malato?</p><p>��Di solito per linee collaterali: uno dei figli ne muore, i fratelli e le sorelle ne sono soltanto portatori ma passano la tendenza ai loro figli. Naturalmente la nostra prima preoccupazione � stata che Marc�o, avendo dei figli, avesse trasmesso a loro questa tara.</p><p>��Li avete controllati?</p><p>��Nessuno aveva il minimo difetto genetico. E pu� scommettere che Dona Ivanova ha passato al setaccio le mie analisi. Lei ed io abbiamo delineato il problema genetico, stabilendo che i ragazzi erano immuni dalla tara. � stato semplice.</p><p>��Nessuno l�aveva? Neppure una tendenza recessiva?</p><p>��No, gra�as a Deus � disse il medico. � Chi mai vorrebbe sposarli se avessero una tara genetica? Sia come sia, non ho ancora capito perch� il difetto nei geni di Marc�o rest� sconosciuto.</p><p>��Le analisi genetiche fanno parte della routine sanitaria, qui?</p><p>��Oh, no, affatto. Ma circa trent�anni or sono fummo colpiti da una grave epidemia. I genitori di Dona Ivanova, il Venerando Gusto e la Veneranda Cida, eseguirono dettagliati esami genetici su ogni uomo, donna e bambino abitante nella colonia. � cos� che scoprirono la cura. E i loro raffronti computerizzati avrebbero dovuto portare alla luce quel particolare difetto� in questo modo, almeno, io l�ho scoperto. Non conoscevo neppure il nome della malattia di Marc�o, ma il computer lo aveva nella memoria.</p><p>��E gli Os Venerados non lo scoprirono in lui?</p><p>��Evidentemente no, altrimenti ne avrebbero subito informato Marc�o. E anche se non glielo avessero detto, Dona Ivanova stessa avrebbe dovuto scoprirlo.</p><p>��Forse l�aveva scoperto � disse Ender.</p><p>Navio rise e scosse il capo. � � da escludersi. Nessuna donna in possesso delle sue facolt� mentali avrebbe bambini da un uomo con una tara genetica come <emphasis>quella. </emphasis>L�agonia di Marc�o si � prolungata per molti anni. Chi potrebbe augurarla ai propri figli? No, Ivanova sar� forse eccentrica, ma non � certo pazza.</p><empty-line/><p>Jane non riusc� a nascondere il suo divertimento. Quando Ender fu di nuovo a casa, lei fece apparire il suo volto malizioso nel campo olografico soltanto per poter ridere di cuore.</p><p>��Lui non poteva permettersi d�essere pi� chiaro � lo rimprover� Ender. � Questa � una colonia cattolica, e mi stava parlando della biologista, una delle persone pi� stimate del posto. � ovvio che non poteva tirare in ballo la premessa basilare.</p><p>��Non cercargli delle scuse � disse Jane. � Non pretendo che un umanware funzioni con la logica di un software. Ma non puoi chiedermi di non riderci sopra.</p><p>��In un certo senso la sua delicatezza � ammirevole � disse Ender. � Ha preferito scrivere sul referto che la degerazione fisica avvenuta in Marc�o differiva dai casi consimili. Preferisce dire che i genitori di Ivanova non notarono il difetto, e che lei spos� Marc�o senza esserne al corrente, anche se il Rasoio di Occam ci obbligherebbe a scegliere la spiegazione pi� semplice: la malattia di Marc�o si � sviluppata come in tutti gli altri casi, a cominciare dai testicoli, e Novinha ha avuto ognuno dei suoi figli da qualcun altro. Non c�� da meravigliarsi che Marc�o fosse rabbioso e dedito all�alcol. Ciascuno dei suoi figli gli ricordava che sua moglie era l�amante di un altro uomo. Probabilmente questo fu un patto che lui accett� fin dall�inizio. Ma <emphasis>sei </emphasis>figli potrebbero esser stati troppi da mandar gi�.</p><p>��Le deliziose contraddizioni della morale cattolica � sospir� romanticamente Jane. � Lei che programma il suo segreto adulterio� ma non si sogna neppure di usare un contraccettivo.</p><p>��Hai gi� esaminato gli schemi genetici dei ragazzi per scoprire chi � il padre pi� probabile?</p><p>��Vuoi dire che non l�hai indovinato?</p><p>��Si, ma voglio essere sicuro che l�evidenza clinica non ribalti le mie ovvie conclusioni.</p><p>��Era Libo, naturalmente. Che sfacciato! Sei figli con Novinha, e soltanto quattro con la donna che aveva portato all�altare.</p><p>��Quello che non capisco � disse Ender, � � perch� Novinha non si sia sposata con Libo fin dall�inizio. Non ha senso che abbia voluto essere la moglie di un uomo che, chiaramente, lei non stimava affatto e del quale conosceva di certo la tara genetica, per poi proseguire la sua relazione con colui che amava.</p><p>��Contorti e perversi sono i sentieri dell�animo umano � declam� Jane. � Pinocchio � stato un bell�idiota a voler diventare un bambino. Era molto pi� saggio quando aveva la testa di legno.</p><empty-line/><p>Miro si apriva lentamente la strada nel folto sottobosco della foresta. Di quando in quando riconosceva uno degli alberi, o cos� gli sembrava. Nessun uomo poteva avere la sensitivit� dei maiali nel riconoscere per nome ogni singolo albero della boscaglia. Del resto, agli uomini non era mai accaduto di adorare gli alberi come totem dei loro antenati.</p><p>Miro aveva deliberatamente scelto la strada pi� lunga per arrivare alla casa di tronchi dei maiali. Sin dal giorno in cui Libo aveva preso Miro a lavorare con s�, affiancandolo come apprendista a sua figlia Ouanda, gli aveva insegnato a non creare mai un sentiero troppo diretto fra Milagre e la radura dei pequeninos. Un giorno o l�altro, li aveva avvisati Libo, avrebbero potuto nascere dei guai fra gli umani e i maiali, e un sentiero poteva guidare il pogrom verso il suo obiettivo. Cos� Miro spesso seguiva il corso tortuoso del torrente, camminando lungo la sponda scoscesa.</p><p>Come si aspettava, da l� a poco scorse un maiale che lo spiava da una certa distanza. Anni addietro Libo aveva ipotizzato che le loro femmine vivessero da qualche parte in quella direzione, e che essi piazzavano una vedetta con lo scopo di fermare gli zenador allorch� s�avvicinavano troppo. E, come Libo aveva raccomandato, Miro non fece alcun tentativo di proseguire nella direzione proibita. La sua curiosit� svaniva ogni volta che gli tornava in mente lo spettacolo raccapricciante offerto dal corpo di Libo quando lui e Ouanda lo avevano trovato. L�uomo non era ancora morto; i suoi occhi erano aperti, e si muovevano. La vita l�aveva abbandonato soltanto quando Miro e Ouanda gli si erano inginocchiati accanto, stringendogli le mani lorde di sangue. <emphasis>Ah, Libo, come ruscellava lento dalle vene tranciate mentre il tuo cuore ancora pulsava, messo a nudo nel petto spalancato. Se soltanto avessi potuto parlarci! Una parola, per dirci perch� ti avevano ucciso!</emphasis></p><p>Le rive terrose si fecero pi� basse, e Miro attravers� il torrente saltando con agilit� sulle pietre coperte di muschio. Pochi minuti dopo arriv� a destinazione, entrando nella piccola radura da est.</p><p>Ouanda era gi� l�, occupata a insegnare loro come manovrare la zangola per ottenere una specie di burro dalla crema di latte di cabras. Aveva speso settimane in tentativi ed esperimenti prima di scoprire il metodo migliore. Sarebbe stato pi� facile se lui avesse chiesto il consiglio di sua madre, o anche di Ela, dato che loro ne sapevano molto di pi� sulle caratteristiche del latte di cabras, ma collaborare con una biologista era fuori questione. Trent�anni addietro gli Os Venerados avevano scoperto che il latte di cabras non aveva propriet� nutritive per gli esseri umani. Di conseguenza ogni studio su come processarlo e conservarlo poteva andare solo a beneficio dei maiali. Miro e Ouanda non potevano rischiare nulla da cui fosse intuibile che stavano infrangendo la legge ed intervenivano attivamente nel sistema di vita dei maiali.</p><p>I pequeninos pi� giovani prendevano con gran divertimento la sbattitura del latte, entro vesciche di cabras, e ne avevano fatto una danza. Adesso stavano cantando; una canzone priva di senso in cui lo stark e il portoghese si mescolavano a due delle lingue dei maiali in una babele incomprensibile ma molto allegra. Miro cerc� di identificare le parole. Riconobbe la Lingua dei Maschi, ovviamente, e alcuni frammenti della Lingua Padre, quella che usavano per parlare ai loro alberi totem. Quest�ultima era identificabile soltanto dal suono; neppure Libo era mai stato capace di tradurne una parola. Tutti i termini separabili a orecchio suonavano come <emphasis>ms </emphasis>o <emphasis>bs </emphasis>o <emphasis>gs</emphasis>, senza vocali chiaramente percettibili.</p><p>Il maiale che nella boscaglia aveva sorvegliato le mosse di Miro emerse dalla vegetazione e si annunci� agli altri con un grido acuto e ululante. Le danze continuarono, ma i canti cessarono immediatamente. Mandachuva lasci� il gruppo riunito intorno a Ouanda e and� a incontrare Miro al bordo della radura.</p><p>��Benvenuto, lo-Ti-Guardo-Con-Desiderio � lo salut�, chiamandolo con la sua stravagante traduzione del nome di Miro in stark. Mandachuva amava tradurre nomi dal portoghese in stark e viceversa, anche se Miro e Ouanda gli avevano spiegato che i loro nomi propri non significavano realmente qualcosa ed era solo una coincidenza che assomigliassero a parole. Ma a Mandachuva, e a molti altri maiali, i giochi di parole piacevano, e cos� Miro pazientemente rispondeva al nome Io-Ti-Guardo-Con-Desiderio, come Ouanda consentiva di lasciarsi chiamare Vaga, la versione portoghese di �Wander� (vagabonda) che in stark aveva la stessa pronuncia di �Ouanda�.</p><p>Mandachuva rappresentava un caso insondabile. Era il pi� anziano dei maiali. Pipo lo aveva conosciuto, scrivendo di lui come se lo ritenesse il pequenino di maggior prestigio. Anche Libo, probabilmente, aveva pensato che fosse un capo. Il suo nome non era forse la versione portoghese del termine gergale �boss�? E tuttavia Miro e Ouanda avevano l�impressione che Mandachuva fosse il meno influente di tutti i maiali. Nessuno sembrava mai consultarlo su niente, ed era l�unico ad avere sempre del tempo libero per conversare con gli zenador, dato che non lo si vedeva quasi mai occupato in qualche compito rilevante.</p><p>Comunque, era il maiale che forniva agli zenador il maggior numero d�informazioni. Miro non riusciva ancora a capire se avesse perso prestigio a causa di questo continuo scambio d�informazioni, eppure se cercava il colloquio con gli umani per risollevarsi dallo stato di bassa considerazione di cui godeva fra i compagni. Ma aveva rinunciato a domandarselo; l�importante era che Mandachuva gli piaceva. In quel vecchio pequenino Miro vedeva un amico.</p><p>��La mia collega ti ha gi� costretto ad assaggiare quella poltiglia dall�odore disgustoso? � domand� Miro.</p><p>��Ottima spazzatura, la chiama. Anche i cuccioli di cabras piangono quando devono succhiare una mammella. � Mandachuva ridacchi�.</p><p>��Se la lasciaste in dono alle vostre signore, non vi rivolgerebbero pi� la parola.</p><p>��Per� dovremo farlo. Dovremo � sospir� Mandachuva. � Devono vedere proprio tutto, quelle macios ficcanaso!</p><p>Di nuovo quello strano disprezzo per le femmine. Talvolta i maiali parlavano di loro con sincero, elaborato rispetto, quasi con sacro timore, come fossero delle dee. Poi un pequenino saltava fuori con un termine crudo come �macios�, i vermi che allignavano sulla corteccia degli alberi. Ed era inutile che gli zenador facessero domande in merito: i maiali non rispondevano a nulla che riguardasse le femmine. C�era stato anzi un tempo � ormai lontano � in cui non menzionavano neppure la loro esistenza. Libo aveva spesso accennato, senza approfondire la questione, che il cambiamento aveva qualcosa a che fare con la morte di Pipo. Prima d�allora parlare delle femmine era tab�, salvo che in rari momenti di euforia e sempre con rispetto; dopo il fatto, i maiali avevano lasciato emergere spesso quei loro umori cos� contraddittori verso le �mogli�. Ma gli zenador non erano mai riusciti a ottenere risposte sull�argomento. I maiali gli avevano reso chiaro il concetto che le femmine non erano fatti loro.</p><p>Dal gruppo che attorniava Ouanda provenne un fischio. Subito Mandachuva spinse Miro verso di loro. � Freccia ti vuole parlare.</p><p>Miro and� a sedersi a fianco di Ouanda. La ragazza prest� attenzione a non guardarlo: gi� da tempo avevano appreso che i maiali provavano un enorme disagio quando vedevano un maschio e una femmina umani in conversazione diretta, e perfino allorch� si guardavano a vicenda. Erano disposti a parlare con Ouanda se era sola, ma nel caso in cui Miro fosse presente la ignoravano del tutto e non sopportavano che lei rivolgesse loro la parola. A volte, il fatto che la ragazza non potesse nemmeno strizzargli l�occhio di fronte ai maiali faceva quasi saltare i nervi a Miro. Standole accanto poteva sentire la vicinanza del suo corpo come una bussola avverte l�attrazione di un campo magnetico.</p><p>��Amico mio � disse Freccia. � Io ho il grande privilegio di farti una richiesta.</p><p>Miro not� che Ouanda s�irrigidiva impercettibilmente. I maiali non chiedevano spesso qualcosa, ma ogni volta che lo facevano si creavano delle difficolt�.</p><p>��Sei disposto ad ascoltarmi?</p><p>Miro annu� lentamente. � Ma ricorda che fra gli umani io non sono niente, non ho potere. � Era stato Libo a scoprire che i maiali non si sentivano affatto insultati all�idea che gli umani mandassero fra loro dei delegati senza poteri. Dare di s� un�immagine d�impotenza aiutava inoltre gli zenador a spiegare le strette limitazioni cui erano sottoposti.</p><p>��� stato Rooter, parlando dal suo albero, a dire questo.</p><p>Miro sospir� fra s�. Venire alle prese con la religione dei maiali gli piaceva ancor meno che avere a che fare con il cattolicesimo della sua gente. In entrambi i casi doveva fingere di prendere con la pi� grande seriet� dichiarazioni oltraggiose per la sua intelligenza. E ogni volta che dovevano dire qualcosa di particolarmente azzardato o seccante, i maiali lo attribuivano all�iniziativa di questo o quello dei loro antenati, i cui spiriti vivevano negli onnipresenti alberi. Era stato solo negli ultimi anni, da non molto tempo dopo la morte di Libo, che avevano cominciato a scegliere Rooter come la fonte di molte fra le idee pi� importune. Era ironico che un maiale da loro giustiziato come ribelle godesse ora di tale rispetto nel loro pantheon di antenati .</p><p>Miro, comunque, diede la stessa risposta che usava dare Libo: � Noi abbiamo grande stima e affetto per Rooter, se voi lo onorate.</p><p>��Dobbiamo avere il metallo.</p><p>Miro chiuse gli occhi. Ecco dove finivano tutte le precauzioni prese dagli zenador per non dover mai usare utensili metallici davanti ai maiali. Ovviamente la trib� aveva degli osservatori, incaricati di studiare gli umani al lavoro da qualche punto elevato all�esterno del recinto. � A cosa vi serve il metallo? � replic� con calma.</p><p>��Quando la vostra astronave � scesa, con l�Araldo dei Defunti, ha emesso un terribile calore, pi� rovente di ogni fuoco che avessimo mai fatto. Eppure l�astronave non � bruciata, e non si � fusa.</p><p>��Questo non � stato grazie al metallo, ma a uno scudo di plastica termorefrattaria.</p><p>��Forse quello � servito, ma il metallo era nel cuore di quella macchina. In tutte le vostre macchine, quando usate il fuoco o il calore per muovere le cose, c�� il metallo. Noi non riusciremo mai a fare fuochi come i vostri finch� non avremo a disposizione il metallo.</p><p>��Io non posso darvelo � rispose Miro.</p><p>��Ci stai dicendo che siamo condannati a essere sempre varelse, e neppure raman?</p><p><emphasis>Ouanda, quanto vorrei che tu non gli avessi spiegato la Gerarchia dell�Esclusione, di Demostene! </emphasis>- Nessuno vi condanna affatto, non in questo senso. Quello che vi abbiamo dato finora lo abbiamo estratto da cose che crescono allo stato naturale nel vostro mondo, come i cabras. E anche cos�, se si scoprisse ci� che abbiamo fatto saremmo esiliati da questo mondo e ci proibirebbero di rivedervi ancora.</p><p>��Anche il metallo che usate voi umani � di provenienza naturale del nostro mondo. Abbiamo visto i minatori che lo estraggono dal suolo, molto pi� a sud di qui.</p><p>Miro incamer� quel frammento d�informazione per elaborarlo in futuro. Non c�era alcun posto elevato all�infuori del recinto da cui fossero visibili le miniere. Di conseguenza i maiali dovevano aver oltrepassato in qualche modo la recinzione per osservare le attivit� umane dall�interno. � Viene estratto dal suolo; ma soltanto in certi posti, che io non sarei in grado di trovare. E anche quando lo scavano fuori � mescolato con altri generi di roccia. Devono purificarlo e trasformarlo, con un procedimento molto difficile. Ogni pezzo di metallo che estraggono dal suolo � contato, e se noi ve ne dessimo anche quel poco che basta per un singolo utensile, un cacciavite o una sega da falegname, la sua mancanza sarebbe notata e lo cercherebbero. Nessuno fa ricerche per il latte di cabras.</p><p>Freccia lo fiss� senza dir parola per alcuni interminabili secondi, mentre lui si sforzava di sostenere il suo sguardo. Poi disse: � Ci penseremo sopra. � Allung� un braccio verso Calendar, che gli mise in mano tre frecce. � Guarda. Vanno bene?</p><p>Erano perfette, come tutte quelle che Freccia costruiva, dalle piume di coda alla punta. Ma queste presentavano un�innovazione: la punta non era in tenera ossidiana.</p><p>��Osso di cabras � disse Miro.</p><p>��Usiamo i cabras per uccidere i cabras. � Il pequenino restitu� le frecce al compagno. Poi si alz� e se ne and�.</p><p>Calendar sollev� davanti a s� le sottili asticelle di legno e cant� loro qualcosa in Lingua Padre. Pur senza capire le parole, Miro riconobbe la canzone: una volta Mandachuva gli aveva detto che era una preghiera rivolta a un albero morto, per scusarsi di aver usato su di lui utensili non di legno. Altrimenti, aveva spiegato, gli alberi avrebbero pensato che i Piccoli li disprezzavano. Religione. E Miro sospir�.</p><p>Calendar si port� via le frecce. Il suo posto fu preso dal giovane maiale di nome Human, che si gett� a sedere in terra di fronte a Miro. Aveva con s� un involto di foglie, che depose nella polvere, e quando l�ebbe aperto con cura venne alla luce un rotolo uscito dalla stampante di un computer.</p><p>Si trattava di una copia di <emphasis>La Regina dell�Alveare </emphasis>e <emphasis>l�Egemone</emphasis>, che Miro aveva dato loro quattro anni prima. La cosa era accaduta in conseguenza di un piccolo diverbio fra Ouanda e Miro, e a cominciarlo era stata lei, in seguito ad una discussione con i maiali su argomenti religiosi. Non aveva avuto tutte le colpe, visto che Mandachuva s�era avvicinato per domandarle: � Voi umani, come potete vivere senza alberi? � Ouanda aveva capito la domanda, naturalmente: lui non stava parlando di piante, ma di dei. � Anche noi abbiamo un Dio. Un uomo che mor� e tuttavia vive ancora � aveva spiegato. Soltanto uno? Allora dove viveva, adesso? � Nessuno lo sa. � Ma allora a cosa serviva, e come potevano parlargli? � Lui vive nei nostri cuori.</p><p>I maiali ne erano rimasti sbalorditi. Quella sera, quando lei aveva riferito il colloquio a Miro, lui ne aveva riso commentando: � Vedi? A loro la nostra complicata teologia sembra tutta superstizione. Abita nei nostri cuori, figuriamoci! Che razza di religione �, paragonata a una i cui dei possono essere visti e sentiti�</p><p>��E inoltre ci si pu� arrampicare sopra e cercarvi i macios, senza parlare del fatto che alcuni possono essere abbattuti per fabbricare case di tronchi � aveva detto Ouanda.</p><p>��Abbattuti? Credi che li <emphasis>abbattano</emphasis>? Senza utensili di pietra o di metallo? No, Ouanda, loro li <emphasis>pregano </emphasis>di abbattersi. � Ma Ouanda non aveva trovato divertente quel suo scherzare sulla religione.</p><p>Giorni dopo, su richiesta dei maiali, Ouanda aveva portato loro una copia del <emphasis>Vangelo di Giovanni</emphasis>, tolto da una versione semplificata in stark della Bibbia Douai. Ma Miro aveva insistito per dare ai maiali, insieme ad esso, un printout de <emphasis>La Regina dell�Alveare </emphasis>e <emphasis>l�Egemone. </emphasis>- San Giovanni non dice niente degli esseri che vivono su altri mondi � aveva dichiarato. � Ma l�Araldo dei Defunti spiega gli Scorpioni agli uomini� e gli uomini agli Scorpioni. � Ouanda se n�era offesa come a una bestemmia. Ma un anno dopo i due avevano scoperto i maiali nell�atto di accendere un fuoco usando pagine del Vangelo di Giovanni come esca, mentre <emphasis>La Regina dell�Alveare </emphasis>e <emphasis>l�Egemone </emphasis>riposava amorevolmente avvolto in foglie fresche. La cosa aveva indignato moltissimo Ouanda, che per un po� di tempo era stata intrattabile, e Miro aveva imparato che su quell�argomento era meglio non stuzzicarla.</p><p>Adesso Human stava aprendo il printout all�ultima pagina. Miro s�accorse che dal momento in cui aveva aperto l�involto tutti i maiali gli si erano radunati silenziosamente attorno. La danza per sbattere il burro era finita. Human tocc� le ultime parole dello stampato. � L�Araldo dei Defunti � mormor�.</p><p>��S�. L�ho incontrato ieri sera.</p><p>��Questo � il <emphasis>vero </emphasis>Araldo. � stato Rooter a dirlo. � Miro li aveva informati che c�erano moltissimi Araldi, e che l�autore della <emphasis>Regina dell�Alveare </emphasis>e dell�<emphasis>Egemone </emphasis>era sicuramente morto. Evidentemente i maiali non riuscivano a liberarsi della speranza che quello appena giunto l� fosse il primo, quello che aveva scritto il santo libro.</p><p>��Io credo che sia un bravo Araldo � disse Miro. � � stato gentile con la mia famiglia, e penso che meriti fiducia.</p><p>��Quando verr� a parlare con noi?</p><p>��Non gliel�ho ancora chiesto. Non � una cosa che io possa dire cos� su due piedi. Occorre tempo.</p><p>Human rovesci� la testa all�indietro e ulul�. <emphasis>� la mia morte? </emphasis>pens� Miro.</p><p>No. Gli altri toccarono Human con gentilezza, poi lo aiutarono a riavvolgere il rotolo e a portarlo via. Miro si alz� per andarsene. Nessuno dei maiali lo guard� allontanarsi; pur senza ostentare d�ignorarlo tutti si misero a fare qualcosa d�altro. Per loro avrebbe potuto essere invisibile.</p><p>Ouanda lo raggiunse appena prima che sbucasse dai confini della foresta, dove il sottobosco ancora li riparava da eventuali osservatori all�interno di Milagre, se pure qualcuno s�era mai preoccupato di guardare da quella parte. � Miro! � lo chiam� a bassa voce. Lui si volse giusto in tempo per trovarsela fra le braccia, e con un tale impeto che dovette fare un passo indietro per non cadere. � Stai tentando di ammazzarmi? � chiese, o almeno cominci� a chiedere, perch� la bocca di lei gi� cercava la sua e questo rendeva difficoltoso parlare. Lui rinunci� a farfugliare e le restitu� il bacio, a lungo e con passione. Poi la ragazza si scost� bruscamente.</p><p>��Stai� chiedendo troppo � disse, arrossendo.</p><p>��Succede, quando una ragazza mi aggredisce nel bosco per baciarmi.</p><p>��Le tue mani sono troppo audaci, ma dovranno aspettare ancora un bel pezzo! � Ouanda lo prese per la cintura e lo attrasse a s�, dandogli ancora un bacetto. � Mancano sempre due anni per poterci sposare senza il consenso di tua madre.</p><p>Miro non cerc� neppure di discutere. I sermoni dei preti sulla condotta delle coppiette prima del matrimonio lo irritavano, ma capiva bene quanto fosse importante, o inevitabile, aderire a certe regole moralistiche in una comunit� ristretta come Milagre. Citt� di maggiori dimensioni avrebbero assorbito senza batter ciglio ogni ragionevole deviazione dalla pubblica morale, ma Milagre era troppo piccola. Ci� che Ouanda evitava di fare per religiosit�, Miro evitava per raziocinio, e malgrado l�abbondanza di occasioni non s�erano mai spinti al di l� di un bacio. Ma se il giovane avesse pensato per un momento che qualcosa poteva impedire loro di sposarsi, la verginit� di Ouanda avrebbe corso un grave e immediato pericolo.</p><p>��Questo Araldo � disse Ouanda. � Tu sai come la penso sul fatto che sia stato chiamato qui.</p><p>��Adesso sta parlando la tua religiosit�, non il tuo imparziale raziocinio. � Cerc� di baciarla, ma lei abbass� il viso all�ultimo momento e la sua bocca le trov� invece il naso. Miro glielo baci� ardentemente, finch� lei rise e lo spinse via.</p><p>��Oggi sei stato offensivo oltrech� poco scientifico, Miro � disse, asciugandosi il naso con una manica. � Abbiamo gettato alle ortiche ogni seria metodologia di studio, decidendo di aiutarli a innalzare il loro tenore di vita. Ci vorranno dieci o vent�anni prima che i satelliti comincino a individuarne gli inevitabili risultati. Per allora forse saremo riusciti a ottenere delle modifiche permanenti. Ma non abbiamo nessuna possibilit� se uno straniero ficca il naso nei nostri progetti. Lui li metter� in piazza.</p><p>��Forse lo far�, e forse no. Anch�io ero uno straniero una volta, lo sai.</p><p>��Strano, ma non straniero. Mai.</p><p>��Avresti dovuto vederlo ieri sera, Ouanda. Prima con Grego, e poi quando Quara si � svegliata piangendo�</p><p>��Bambini soli, infelici. Questo cosa prova?</p><p>��E con Ela. Che risate ci siamo fatte. E Ohlado, che si sentiva davvero parte di una famiglia.</p><p>��E Quim?</p><p>��Se non altro ha smesso di invocare che scacciassimo l�infedele.</p><p>��Mi fa piacere per la tua famiglia, Miro. Spero che possiate trarne giovamento durevole, davvero� posso vedere un cambiamento anche in te. Hai perso quella tristezza che sembravi portarti sempre sulle spalle. Ma non permettergli di venire qui.</p><p>Miro si mordicchi� un labbro per qualche istante, poi si avvicin� a passi svelti. Ouanda lo raggiunse di corsa e lo prese sottobraccio. Erano ormai all�aperto, ma fra loro e il cancello c�era l�albero di Rooter. � Non lasciarmi indietro a questo modo! � protest� orgogliosamente lei. � Non voglio che tu mi volti le spalle cos�!</p><p>��So che hai ragione � borbott� Miro, � ma non posso impedirmi di sentire quello che sento. Quando lui era in casa mia, mi � parso di� era come se con noi ci fosse Libo.</p><p>��Pap� odiava tua madre, Miro� non sarebbe mai venuto da voi.</p><p>��Ho avuto la stessa sensazione. In casa nostra l�Araldo mi faceva lo stesso effetto di Libo quando eravamo insieme nella stazione. Capisci?</p><p>��Se capisco? Questo signore viene da voi, si comporta come tuo padre non avrebbe mai fatto, e tutti quanti vi mettete a fare le fusa come gattini!</p><p>Il disprezzo che le aveva fatto storcere la bocca era irritante. Miro prov� l�impulso di schiaffeggiarla. Invece si spost� di lato e abbatt� il pugno sul tronco dell�albero di Rooter. Piantato un quarto di secolo addietro, aveva gi� circa ottanta centimetri di diametro, e la corteccia rugosa e irregolare gli fer� la mano.</p><p>Ouanda si ferm� alle sue spalle. � Mi spiace, Miro, non volevo�</p><p>��Volevi dirlo, invece. E hai detto una cosa stupida e egoista!</p><p>��S�, d�accordo, ma io�</p><p>��Soltanto perch� mio padre era una carogna, questo non significa che io sia diventato cos� idiota da sdilinquirmi per il primo sconosciuto che viene a darmi una pacca su una spalla!</p><p>Le mani di lei gli accarezzarono i capelli, le braccia, la schiena. � Lo so, lo so, lo so�</p><p>��� perch� io so cosa sia un uomo di cuore� non solo un padre, un <emphasis>uomo buono. </emphasis>Ho conosciuto bene Libo, s� o no? E quando ti dico che questo Araldo, questo Andrew Wiggin, � come Libo, allora devi ascoltarmi, e non fare smorfie come se sentissi uggiolare un <emphasis>c�o</emphasis>!</p><p>��Io ti ascolto. Voglio conoscerlo, Miro.</p><p>Il giovane sorprese se stesso: cominci� a piangere. E sapeva che anche questo era parte di ci� che poteva fare quell�Araldo, perfino quando non era presente. Era stato lui a sciogliere i nodi che gli avevano chiuso il cuore, e ora Miro non poteva impedirsi di lasciarne uscire tutto.</p><p>��Hai ragione anche tu � mormor�, con voce distorta dall�emozione. � Ho visto cosa riusciva a fare il suo tocco risanatore, e ho pensato: ah, se solo fosse stato lui mio padre! � Si volse a Ouanda, e non gli import� di mostrarle i suoi occhi gonfi e il volto rigato di lacrime. � Proprio quello che dicevo fra me ogni giorno, quando uscivo dalla Stazione Zenador per tornarmene a casa: se solo Libo fosse mio padre, se solo io fossi suo figlio!</p><p>Lei sorrise e lo abbracci�; i suoi capelli gli asciugarono le lacrime sul viso. � Ah, Miro, ma io sono felice che non fosse tuo padre. Perch� allora sarei tua sorella, e non potrei mai sperare di averti per me.</p></section><section><title><p>CAPITOLO DECIMO</p><p>FIGLI DELLA MENTE</p></title><cite><p>Regola prima: Tutti i Figli della Mente di Cristo devono essere sposati, o non potranno far parte dell�Ordine; ma sono tenuti alla castit�.</p><empty-line/><p>Prima domanda: Perch� il matrimonio � necessario per tutti?</p><p><emphasis>Gli sciocchi dicono: perch� dovremmo sposarci? L�amore � il solo legame di cui io e la persona da me amata abbiamo bisogno. A costoro io dico: il matrimonio non � un patto fra un uomo e una donna; anche gli animali conoscono la fedelt� reciproca e allevano insieme i loro piccoli. Il matrimonio � un patto fra un uomo e una donna da una parte, e la comunit� dall�altra. Sposarsi secondo le leggi della comunit� significa divenirne cittadini a pieno titolo. Restare al di fuori del matrimonio � come essere uno straniero, un bambino, un fuorilegge, un accattone, e un traditore. L�unica cosa costante in ogni societ� umana � che soltanto coloro che ubbidiscono alle leggi, ai tab�, e alle usanze matrimoniali sono veri adulti.</emphasis></p><empty-line/><p>Seconda domanda: Perch� allora il celibato � obbligatorio per i preti e le suore?</p><p><emphasis>Per separarli dalla comunit�. I preti e le suore sono servitori, non cittadini. Essi amministrano in nome della Chiesa, ma non sono la Chiesa. Madre Chiesa � la sposa, e Cristo � lo sposo; preti e suore non sono che degli ospiti a queste nozze, poich� hanno rifiutato d�esser cittadini della comunit� di Cristo allo scopo di servirla.</emphasis></p><empty-line/><p>Terza domanda: Perch� allora i Figli della Mente di Cristo devono sposarsi? Forse che anche noi non serviamo la Chiesa?</p><p><emphasis>Noi non serviamo la Chiesa, salvo che nel modo in cui gli uomini e le donne la servono tramite il loro matrimonio. La differenza � che mentre essi trasmettono i loro geni alle generazioni successive, noi trasmettiamo la nostra conoscenza; essi sopravvivono nei cromosomi delle generazioni future, mentre noi sopravviviamo nelle loro menti. Il prodotto dei nostri matrimoni sono i ricordi, e questi non hanno minor valore dei figli di carne e sangue concepiti nel sacro vincolo dell�amore.</emphasis></p><text-author>San Angelo, <emphasis>Dottrina e Catechismo dell�Ordine dei Figli della Mente di Cristo. </emphasis>11.1.1511</text-author></cite><empty-line/><p>Il priore della cattedrale portava con s� l�ombra e il silenzio della navata odorosa d�incenso dovunque andasse: quando entr� nell�aula il mormorio degli studenti si spense, e perfino i loro respiri calarono di tono mentre lui si dirigeva alla cattedra senza guardarli.</p><p>��Dom Crist�o � mormor� il priore, � il vescovo avrebbe bisogno di parlarle.</p><p>Gli studenti, quasi tutti di poco superiori ai dieci anni d�et�, non erano cos� giovani da ignorare le relazioni un po� tese che c�erano fra i rappresentanti del clero ed i monaci, uomini e donne, che amministravano le scuole cattoliche sui Cento Mondi. Dom Crist�o, oltre ad essere un ottimo insegnante di storia, geologia, archeologia e antropologia, era anche abate del monastero dei Filhos da Mente de Cristo. La sua posizione ne faceva il primo rivale del vescovo per la supremazia spirituale su Lusitania. In un certo senso avrebbe potuto esser considerato superiore al vescovo: su molti pianeti c�era un abate per ogni arcivescovo, mentre a ogni vescovo corrispondeva un superiore (o una superiora) dei Filhos alla direzione delle scuole nella circoscrizione vescovile.</p><p>Ma Dom Crist�o, come tutti i Filhos, si faceva un punto d�onore d�essere deferente con la gerarchia cattolica. All�udire la richiesta del vescovo spense il proiettore olografico e mise in libert� la classe, senza completare la lezione che stava tenendo. Gli studenti non ne furono sorpresi; sapevano che avrebbe fatto lo stesso se anche a interromperlo fosse venuto il pi� umile dei cappellani. Per i membri del clero era ovviamente molto lusinghiero constatare quanto fossero importanti agli occhi dei Filhos, tuttavia la cosa chiariva loro che ogni qual volta entravano nella scuola durante l�orario, le lezioni venivano del tutto scombussolate dal loro intervento. Il risultato di ci� era che i preti mettevano piede nella scuola il meno possibile, e che i Filhos, bench� rispettosissimi, riuscivano a mantenere una completa indipendenza.</p><p>Dom Crist�o aveva un�idea piuttosto chiara del perch� il vescovo lo avesse convocato. Il dottor Navio era un uomo indiscreto, e fin da quel mattino correva voce che l�Araldo dei Defunti avesse fatto delle spaventose minacce. Dom Crist�o trovava molte difficolt� nel sopportare le paure infondate dei preti quando si prospettavano un confronto contro gli eretici o gli infedeli. Il vescovo sarebbe stato su tutte le furie, e ci� significava che avrebbe subito chiesto a qualcuno di agire, anche se il comportamento migliore sarebbe stato la pazienza, l�inattivit� o un�opera di cauta mediazione. D�altra parte era corsa voce che quell�Araldo avesse dichiarato d�essere proprio colui che aveva fatto l�elegia per San Angelo. Se le cose stavano cos� non si trattava affatto di un nemico, ma al contrario di un amico della Chiesa. O almeno di un amico dei Filhos, cosa che nella mente di Dom Crist�o era la stessa.</p><p>Mentre seguiva il silenzioso priore fra gli edifici delle faculdade e attraverso il giardino della cattedrale, spazz� via dal suo cuore ogni traccia di noia e irritazione. E al ritmo dei passi ripet� il suo nome monastico: Amai a Tudomundo Para Que Deus Vos Ame. Io Devo Amare Tutti Affinch� Dio Ami Voi. Aveva scelto con attenzione quel nome, il giorno in cui lui e la sua fidanzata s�erano uniti all�Ordine, poich� sapeva che la sua debolezza peggiore era l�impazienza e l�ira verso gli stupidi. Come tutti i Filhos, s�era battezzato con l�invocazione pi� necessaria contro i suoi peccati personali; e questo era uno dei modi in cui essi si denudavano spiritualmente dinnanzi al mondo. �Non dobbiamo indossare una veste ipocrita� aveva insegnato San Angelo. �Cristo ci vestir� di virt�, come veste un campo con le margherite, ma non faremo alcuno sforzo per apparire virtuosi, con o senza merito�. Dom Crist�o sent� che la virt� di cui vestiva quel giorno era piuttosto sottile; il vento freddo dell�impazienza gi� lo faceva rabbrividire fino all�osso. Cos� recit� in silenzio il suo nome, e intanto pensava: <emphasis>il vescovo Peregrino � un dannato sciocco, ma io Amai a Tudomundo Para Que Deus Vos Ame.</emphasis></p><p>��Ah, Fratello Amai � fu tutto il saluto con cui lo accolse il vescovo. Non gli dava mai il titolo onorifico <emphasis>Dom Crist�o</emphasis>, anche se i pi� importanti cardinali non si sarebbero sentiti sminuiti nel fargli quella piccola cortesia. � � stato molto gentile a venire subito.</p><p>Navio era gi� seduto nella poltroncina pi� comoda, ma Dom Crist�o non gliela invidi�: l�indolenza aveva reso grasso Navio, e ora il grasso lo rendeva indolente. Era come una malattia cronica che si nutriva di se stessa, e Dom Crist�o era lieto di non esserne affetto. Per s� prese un alto sgabello privo di schienale. Avrebbe impedito al suo corpo di rilassarsi, cosa utile quand�era opportuno tenere la mente all�erta.</p><p>Quasi subito Navio si lanci� in un verboso resoconto del suo spiacevole incontro con l�Araldo dei Defunti, completo di elaborate esposizioni di ci� che l�Araldo aveva minacciato di fare se l�ostruzionismo fosse continuato. � Un commissario federale, se riuscite a immaginare tanto! Un anticlericale che osa minacciare di soppiantare l�autorit� di Santa Madre Chiesa! � <emphasis>Oh, il sacro zelo che infiamma i membri pi� grassi del gregge, quando sbraitano contro il lupo in presenza del pastore</emphasis>, pens� Dom Crist�o. <emphasis>Ma domandategli d�andare in chiesa almeno una domenica, e vedrete come il loro zelo si addormenter�.</emphasis></p><p>Le parole di Navio avevano avuto il loro effetto: lo sguardo di monsignor Peregrino s�era fatto sempre pi� scuro, mentre sotto gli zigomi gli si accendevano chiazze rosse. Quando la recita di Navio finalmente termin�, l�alto prelato si volse con la faccia ridotta a una maschera di furia e guard� Dom Crist�o. � E adesso che ne dice di questo, Fratello Amai!</p><p><emphasis>Ti potrei dire, se fossi indelicato, che sei stato uno sciocco a interferire con questo Araldo quando sapevi che la legge era dalla sua parte, e quando non aveva mostrato ancora la bench� minima ostilit�. Ora lo hai provocato, ed � molto pi� pericoloso di quanto non lo sarebbe stato se tu ti fossi limitato a ignorare il suo arrivo.</emphasis></p><p>Dom Crist�o ebbe un lieve sorriso e inclin� il capo. � Penso che dovremmo privarlo del potere di farci del male.</p><p>Quella dichiarazione da attivista militante colse di sorpresa monsignor Peregrino. � Esattamente! � approv�. � Non mi sarei mai atteso che lei capisse simili necessit�.</p><p>��I Filhos sono ardenti come qualunque buon cristiano laico sa essere � disse Dom Crist�o. � Ma dal momento che non abbiamo preso gli ordini, dobbiamo procedere ubbidendo alla ragione e alla logica, come poveri sostituti di autorit� pi� terrene.</p><p>Monsignor Peregrino lo sospettava di ironia, di tanto in tanto, ma non era mai stato capace di captarla con certezza. Emise un grugnito, e le sue palpebre si strinsero. � E allora, Fratello Amai, come si propone di colpirlo?</p><p>��Be�, eminenza, la legge � piuttosto esplicita. Lui ha potere su di noi soltanto se noi interferiamo con la sua opera di carattere sacerdotale. Se vogliamo annientare ogni sua possibilit� di farci del male, dobbiamo cooperare con lui.</p><p>Con un ruggito il vescovo abbatt� un pugno sulla scrivania. � Questo � proprio il genere di sofismi che avrei dovuto aspettarmi da lei, Amai!</p><p>Dom Crist�o sorrise. � Non esiste una vera scelta. O rispondiamo alle sue domande, o avr� un motivo legale per richiedere l�autorit� di commissario. E in tal caso il Vaticano far� dirottare qui la pi� vicina astronave per riportare sulla Terra un vescovo imputato di persecuzione religiosa. Tutti noi siamo assai ansiosi, monsignore, che lei non faccia nulla che possa causare la sua rimozione da una parrocchia che la ama molto.</p><p>��Oh, certo, so tutto sulle vostre amorevoli ansie.</p><p>��Gli Araldi dei Defunti sono in realt� abbastanza innocui� non mettono in piedi un�organizzazione rivale, non somministrano sacramenti, non dichiarano neppure che <emphasis>La Regina dell�Alveare </emphasis>e <emphasis>l�Egemone </emphasis>siano una specie di sacra scrittura. L�unica cosa che fanno � cercare la verit� sulla vita di un defunto, e poi, a chi vuole ascoltare, raccontano la storia di questa vita come per bocca del defunto stesso.</p><p>��E lei pretende di definirla una cosa inoffensiva?</p><p>��Al contrario. San Angelo fond� il nostro Ordine proprio sull�assunto che dire la verit� � cosa ben altro che innocua. Comunque, resta il fatto che se alla Chiesa Cattolica fosse revocata l�autorit� di cui gode su Lusitania, a motivo di un caso di persecuzione religiosa, questo autorizzerebbe un immediato intervento di altre religioni, e di altri emigranti, ed i lusitani si troverebbero infine non solo in minoranza ma anche senza il loro clero.</p><p>Monsignor Peregrino si accarezz� l�anello vescovile. � Ma la Federazione Starways potrebbe autorizzare l�immigrazione? Hanno fissato un limite alle dimensioni di questa colonia. Lasciar immigrare tanti ereti� tanti non credenti, eccederebbe tale limite.</p><p>��Lei sa certamente che hanno gi� previsto eventualit� di questo genere. Perch� crede che abbiano lasciato due astronavi in orbita attorno al nostro pianeta? La Federazione sa che in una colonia cattolica la popolazione prolifica troppo: quando vi sar� un eccesso ne ordineranno l�emigrazione forzata. Si aspettano che ci� accada fra una generazione o due, ma� cosa impedirebbe loro di cominciare fin d�ora?</p><p>��Non lo faranno.</p><p>��La Federazione si form� anche per metter fine alle guerre sante e ai pogrom che scoppiavano in una dozzina di posti alla volta. Se qui fosse invocata la legge contro le persecuzioni, sarebbe un affare serio.</p><p>��Ma � del tutto spoporzionato! Un Araldo dei Defunti viene chiamato da qualche eretico mezzo matto, e all�improvviso ci troviamo di fronte alla minaccia di un�emigrazione forzata!</p><p>��Mio caro monsignore, cos� sono sempre andate le cose fra le autorit� secolari e quelle religiose. Noi dobbiamo usare l�arma della pazienza, se non altro per questa ragione: tutte le altre armi le hanno loro.</p><p>Navio la giudic� una battuta degna di una risatina.</p><p>��Pu� darsi che loro abbiano le armi, ma siamo noi quelli che hanno le chiavi del paradiso e dell�inferno � disse il vescovo.</p><p>��E sono certo che met� della Federazione trema al pensiero di sentir scattare quest�ultima serratura. Ma nel frattempo, tuttavia, forse posso essere d�aiuto ad alleviarla di alcune spiacevoli necessit� terrene: invece di ritrattare pubblicamente quelle sue dichiarazioni � <emphasis>Le tue stupide, distruttive, bigotte dichiarazioni</emphasis>, - le suggerisco di far sapere che ha accollato ai Filhos da Mente de Cristo l�onere di rispondere alle domande dell�infedele.</p><p>��Potreste non avere tutte le risposte che lui desidera � osserv� Navio.</p><p>��Ma potremmo scoprire tali risposte per suo conto, no? Forse a questo modo la gente di Milagre non sar� costretta a rispondere personalmente all�Araldo, e parler� solo a fratelli e sorelle del nostro ordine.</p><p>��In altre parole � disse seccamente Peregrino, � i monaci del vostro Ordine diventeranno i servi dell�infedele.</p><p>Dom Crist�o recit� in silenzio il suo nome tre volte.</p><empty-line/><p>Mai, da quando era un ragazzino che vestiva l�uniforme militare, Ender aveva provato cos� pressante la sensazione d�essere in territorio nemico. La strada che dal pra�a risaliva su per la collina era gremita delle impronte dei fedeli, e la cupola della cattedrale era cos� alta che restava visibile da ogni tratto del percorso serpentino sul versante. La scuola elementare era sulla sinistra, costruita su una delle terrazze ricavate nel pendio; a destra c�era la Vila dos Professores, che malgrado il nome era abitata da giardinieri, bidelli, impiegati, domestici e altri dipendenti. Gli insegnanti che Ender vide indossavano tutti l�abito grigio dei Filhos, e al suo passaggio lo guardavano incuriositi.</p><p>L�impressione d�essere sconfinato in campo nemico era nata in lui pi� oltre, sulla sommit� dell�altura, un�estensione quasi piatta dove nitidi sentieri pavimentati col materiale di scarto della fonderia costeggiavano giardini e praticelli curati alla perfezione. <emphasis>Questo � l�ambiente ecologico della Chiesa</emphasis>, osserv� fra s�, <emphasis>dove ogni cosa ha il suo posto e alle erbacce non � consentito crescere. </emphasis>Era consapevole degli uomini che lo fissavano, ma adesso i loro abiti erano neri, o arancione: preti e diaconi dallo sguardo ostile e rigido di chi sente minacciata la propria supremazia. <emphasis>Cosa temete che vi sia rubato da un semplice Araldo? </emphasis>chiese loro in silenzio. Ma sapeva che la loro avversione non era immotivata. Lui era l�erbaccia infiltratasi in quei giardini cos� ben sorvegliati; metteva disordine, emanava un profumo eretico, e molti fiori cresciuti all�ombra della croce sarebbero appassiti se lui avesse allargato le radici per succhiare nutrimento dal loro suolo.</p><p>Jane chiacchierava amabilmente con lui, cercando di provocarlo a risponderle, ma Ender rifiutava di lasciarsi irretire nel suo gioco. Non voleva che i religiosi notassero il movimento delle sue labbra; nella Chiesa cattolica c�era una fazione che guardava ai microimpianti tipo il gioiello nel suo orecchio come a un sacrilegio, un tentativo di perfezionare un corpo che aveva gi� ricevuto da Dio i limiti della sua perfezione.</p><p>��Ma quanti preti pu� <emphasis>mantenere </emphasis>questa comunit�, Ender? � esclam� Jane, fingendo di meravigliarsi.</p><p>Ender avrebbe potuto replicare che lei, essendosi gi� infilata in tutti i loro archivi, conosceva la risposta meglio di lui, ma represse quella tentazione. Jane si divertiva spesso a sussurrargli cose seccanti, o provocanti, quando lui non era in grado di rispondere oppure desiderava tener segreto il fatto che lei gli parlava in un orecchio.</p><p>��Parassiti che non si riproducono. E se non si accoppiano, le leggi dell�evoluzione non dovrebbero farli estinguere? � Naturalmente Jane sapeva che i preti si occupavano di parte del lavoro amministrativo e dei servizi pubblici della comunit�. Ender diede la risposta a se stesso, visto che non poteva darla a lei: se non ci fossero stati i preti, sarebbero state le autorit� civili, o i commercianti, o altri gruppi d�interessi a espandersi per prendere il controllo di certe attivit�. Era inevitabile che lo strato pi� conservatore tendesse a creare una rigida gerarchia entro una comunit�, per mantenerne intatte le strutture malgrado i cambiamenti, oppure, assumendo vesti progressiste, per dirigere a suo modo ogni evoluzione. Anche le forze reazionarie, i cultori dell�ortodossia, avevano una loro funzione nel mantenere l�identit� di una colonia come quella, che evidentemente teneva molto alle sue tradizioni. Un gruppo sociale ortodosso e dai vasti poteri era irritante, ma in certe comunit� risultava essenziale. Cos�aveva scritto Valentine in quel suo saggio su Zanzibar? Aveva paragonato la classe sacerdotale allo scheletro dei vertebrati�</p><p>E soltanto per dimostrargli che riusciva a prevedere le sue argomentazioni, anche quando lui se le teneva in bocca, Jane cit� da quel libro. Con pervicacia lo fece usando la voce di Valentine, che ovviamente aveva memorizzato con l�unico scopo di stuzzicarlo meglio: � Le ossa sono rigide, e in se stesse possono sembrare strutture inerti e morte, ma il resto del corpo si appoggia su di loro per portare avanti le sue attivit� vitali.</p><p>Sentire la voce di sua sorella lo fer� pi� di quanto si sarebbe aspettato, certamente pi� di quanto Jane aveva inteso. Cap� che era la sua assenza a renderlo cos� sensibile all�ostilit� dei preti. Aveva sopportato i ruggiti dei leoni calvinisti nella loro tana, aveva camminato filosoficamente nudo sui carboni ardenti delll�Islam, e i fanatici Shinto avevano intonato cori minacciosi fuori dalle sue finestre a Kyoto. Ma sempre Valentine gli era stata vicina, o almeno nella stessa citt�, respirando la stessa atmosfera culturale, alle prese con lo stesso ambiente. Da lei avrebbe attinto coraggio e decisione. E tornando da lei dopo un duro confronto gli sarebbe bastato parlarle per trarre un significato anche dai propri errori, restando con qualcosa di valido in mano perfino dopo una delusione o una sconfitta. <emphasis>L�ho lasciata appena dieci giorni fa, e adesso, gi� adesso, sento la sua mancanza.</emphasis></p><p>��A sinistra, credo � lo inform� Jane. Grazie al cielo stava di nuovo usando la sua voce. � Il monastero � sul bordo occidentale della collina, in vista della Stazione Zenador.</p><p>Si avvi� lungo l�esterno della faculdade, dove gli studenti di et� superiore ai dodici anni studiavano materie pi� impegnative. E laggi�, basso sul terreno erboso, c�era il monastero. Il contrasto fra quell�edificio e la cattedrale lo fece sorridere. I Filhos erano quasi offensivi nel loro rifiuto delle ostentazioni. Non c�era da meravigliarsi che il clero, ovunque, fosse poco soddisfatto della loro presenza. Perfino il giardino del monastero esprimeva un�opinione ribelle: era in gran parte tenuto a orto, e tutto ci� che non fosse commestibile era lasciato a se stesso e alle erbacce.</p><p>All�abate veniva dato l�appellativo di Dom Crist�o, naturalmente; e se al suo posto vi fosse stata una badessa gli altri l�avrebbero chiamata Dona Crist�. In quel luogo, visto che c�erano una sola escola baixa e una sola faculdade, bastava un preside, e Ender sapeva che si trattava della superiora del monastero. Con elegante semplicit�, il marito dirigeva il monastero e sua moglie la scuola, mescolando tutte le faccende dell�Ordine in un solo matrimonio. Secoli addietro Ender aveva detto a San Angelo che per i direttori dei monasteri e delle scuole non era affatto umile, bens� pretenzioso al massimo, farsi chiamare �Signor Cristiano� e �Signora Cristiana�, arrogandosi un titolo che avrebbe dovuto appartenere indiscriminatamente a ogni seguace di Cristo. San Angelo s�era limitato a sorridere� perch�, naturalmente, questo era proprio ci� su cui voleva far riflettere chiunque lo avesse notato. <emphasis>Arrogante nella sua umilt�, ecco cos�era, e questa era una delle ragioni per cui gli voleva bene.</emphasis></p><p>Invece di attenderlo nel suo escritorio, Dom Crist�o era uscito ad attenderlo in cortile. Parte dei precetti dell�Ordine era anche quel rinunciare alle formalit�, quel mettersi al servizio di ogni visitatore. � Araldo Andrew! � lo salut� a gran voce nel vederlo apparire. � Dom Cefeiro! � grid� Ender nello stesso tono. Cefeiro, ovvero �mietitore� era l�appellativo interno con cui i membri dell�Ordine chiamavano l�abate. I presidi delle scuole ricevevano l�appellativo di Aradores, e i monaci addetti all�insegnamento erano Semeadores, seminatori.</p><p>Il Cefeiro sorrise nel capire perch� l�Araldo non gli aveva dato il suo titolo pi� comune, Dom Crist�o. Sapeva che imporre alla gente di chiamare i Filhos con i loro titoli e nomi monacali significava strumentalizzarli. Come aveva detto San Angelo: �Quando vi chiamano col vostro titolo, riconoscono che siete cristiani. Quando vi chiamano per nome dalla loro bocca esce un sermone�. L�uomo prese Ender per le spalle, sorrise e disse: � S�, io sono il Cefeiro. E lei cos�� la nostra invasione di gramigna?</p><p>��Diciamo che cerco d�essere un�utile ortica dovunque io vada.</p><p>��Attento, allora, o il Signore dei Raccolti le scatener� addosso un esercito di falci.</p><p>��Lo so� io cammino sull�orlo della perdizione, e non c�� speranza che qualcuno mi assolva.</p><p>��I preti assolvono. Il nostro lavoro � coltivare la mente. Sono lieto che lei sia venuto.</p><p>��E io lieto che lei mi abbia invitato. Mi stavo gi� convincendo che l�unico modo per costringere la gente a parlare con me fosse di aggredirla in un vicolo buio e con un�arma puntata.</p><p>Il Cefeiro sapeva, naturalmente, che l�Araldo aveva capito d�esser stato invitato solo a causa delle minacce espresse a Navio. Ma Fratello Amai intendeva dare ben altro tono alla discussione. � Venga, venga � lo invit�, avviandosi al suo fianco. � Mi dica, � vero che lei ha conosciuto San Angelo? � proprio lei l�Araldo che ha fatto la sua elegia?</p><p>Ender accenn� verso i rampicanti che crescevano fino in cima ai muri del cortile. � Lui avrebbe approvato il selvaggio disordine del vostro giardino. Ricordo che si divertiva a stuzzicare il Cardinale Aquila con osservazioni ironiche sulla sua serra, in cui le orchidee erano allineate con precisione militaresca. Le chiamava �i soldati del Cardinale�. Non c�� dubbio che monsignor Peregrino faccia smorfie di disgusto nel vedere lo stato in cui tenete le aiuole.</p><p>Dom Crist�o gli strizz� l�occhio. � Lei conosce molti dei nostri segreti, vedo. Se la aiuter� a trovare le risposte che cerca, se ne andr�?</p><p>��Cos� spero. Il periodo pi� lungo da me trascorso in un luogo, da quando servo come Araldo, � stato un anno e mezzo. A Reykjavik, su Trondheim.</p><p>��Mi auguro che lei possa prometterci una visita non pi� lunga anche qui. Non lo chiedo per me, ma per la tranquillit� mentale di coloro che indossano vesti molto pi� pesanti delle mie.</p><p>Ender diede l�unica risposta sincera che avesse a disposizione per placare in qualche modo le ansie del vescovo: � Prometto che, se qui trover� un posto dove stabilirmi per sempre, rinuncer� al titolo di Araldo per restare soltanto un privato cittadino.</p><p>��In una colonia come questa, ci� presupporrebbe la sua conversione al cattolicesimo.</p><p>��Molti anni fa San Angelo mi fece promettere che, se mai mi fossi volto a una religione, sarebbe stata questa.</p><p>��Non si pu� dire che la sua possa scambiarsi per una sincera dichiarazione di fede.</p><p>��Questo � perch� non ne ho alcuna.</p><p>Il Cefeiro rise come se sapesse bene cosa si celava dietro quella frase, e insist� per condurre Ender a visitare il monastero e la scuola prima di cominciare a rispondere alle sue domande. A Ender non import�; gli interessava vedere come si fossero sviluppate le idee di San Angelo nei secoli trascorsi dalla sua morte. La scuola gli parve abbastanza piacevole, e cap� che gli alunni vi ricevevano un�istruzione di prim�ordine; tuttavia fin� per farsi buio prima che il Cefeiro, al termine del giro del monastero, lo conducesse alla cella che divideva con sua moglie, l�Aradora.</p><p>Dona Crist� era gi� l�, occupata a costruire una serie di esercizi grammaticali sul terminale fra i due letti gemelli. Prima di rivolgerle la parola attesero che avesse finito di comporre le frasi su cui era al lavoro.</p><p>Il Cefeiro lo present� dandogli l�appellativo di Araldo Andrew, e aggiunse: � Ma sembra che abbia difficolt� a chiamare me Dom Crist�o.</p><p>��Proprio come il vescovo � annu� sua moglie. � Il mio nome intero � Detestai o Pecado e Fazei o Direito. � <emphasis>Odiai il Peccato e Feci il Giusto</emphasis>, tradusse Ender fra s�. � Il nome di mio marito si abbrevia da solo in un nomignolo piacevole: Amai. Ma il mio? Pu� immaginare un amico che per chiamarmi grida: Ehi, Detestai! � Tutti e tre ne risero. � Amore e odio, ecco cosa siamo, marito e moglie. Dunque lei come mi chiamer�, se anche �Signora Cristiana� le parr� di troppo elogio per me?</p><p>Ender studi� il suo volto, percorso da sottili rughe che avrebbero indotto qualcuno pi� critico di lui a definirla anziana. Ma c�era freschezza nel suo sorriso, e la vivacit� dello sguardo la faceva apparire stranamente giovane, perfino pi� giovane di lui. � Potrei chiamarla Beleza, ma suo marito mi accuserebbe di voler flirtare con lei.</p><p>��No, lui si diverte anzi a chiamarmi Beladona� senza precisare se significa �bellezza� o �veleno�. Non � cos�, Dom Crist�o?</p><p>��� mio dovere ricordarti l�umilt�.</p><p>��Proprio com�� mio dovere ricordarti la castit� � rispose lei.</p><p>A quella frase, Ender non pot� fare a meno di gettare uno sguardo ai due letti gemelli.</p><p>��Ah, un altro che s�interroga sulla platonicit� dei nostri matrimoni � disse il Cefeiro.</p><p>��No � rispose Ender. � Ma ricordo che San Angelo invitava la moglie e il marito a dividere lo stesso letto.</p><p>��L�unico modo in cui potremmo far <emphasis>questo </emphasis>- disse l�Aradora, � sarebbe se uno di noi dormisse di giorno e l�altro di notte.</p><p>��Le regole devono essere adattate alla forza dei Filhos da Mente � spieg� il Cefeiro. � Non c�� dubbio che alcuni possano condividere il letto coniugale e rimanere casti, ma mia moglie � ancora troppo bella, e io non posso dire che la mia et� abbia placato gli istinti della carne.</p><p>��Questo � proprio ci� che intendeva San Angelo. Lui disse che il letto coniugale dev�essere il perpetuo test del vostro amore di conoscenza. Sperava che ogni uomo e donna dell�Ordine avrebbero scelto, dopo un certo periodo dedicato a trasmettere la conoscenza, di riprodurre anche se stessi. Per trasmettere se stessi alle generazioni successive.</p><p>��Ma nel momento in cui lo facessimo � osserv� il Cefeiro, � dovremmo abbandonare l�Ordine dei Filhos.</p><p>��� la sola cosa che il nostro caro San Angelo non comprese, perch� durante la sua vita ancora non esisteva nessun monastero dell�Ordine � disse l�Aradora. � Il monastero � diventato la nostra famiglia, e lasciarlo sarebbe un divorzio troppo doloroso. Una volta messe le radici, la pianta non pu� lasciare il suolo senza soffrirne. Cos� dormiamo in letti separati, e a stento troviamo la forza necessaria per poter restare nel nostro amato Ordine.</p><p>Aveva parlato con tanta tristezza che Ender, del tutto contro la sua volont�, sent� che gli occhi gli si empivano di lacrime. Lei se ne accorse, arross� e distolse lo sguardo. � Non pianga per noi, Araldo Andrew. Abbiamo molte pi� gioie che dolori.</p><p>��Lei ha frainteso � mormor� Ender. � Se piango non � per la piet�, ma per la bellezza.</p><p>Il Cefeiro scosse il capo. � No. Perfino i preti, pur essendo celibi, pensano che la nostra castit� nel matrimonio sia, a dir poco, eccentrica.</p><p>��Ma non io � disse Ender. Per un momento fu tentato di parlare della sua lunga intimit� con Valentine, casta come si conveniva fra fratelli, ma stretta e affettuosa come fra due sposi. Invece, pensare a lei lo rese incapace di dir parola. Sedette sul letto del Cefeiro e si copr� il volto con le mani.</p><p>��C�� qualcosa che non va? � domand� l�Aradora. Nello stesso momento una mano del Cefeiro gli si poggi� dolcemente sulla testa.</p><p>Ender si raddrizz�, cercando di strapparsi da quell�improvviso attacco di amore e di nostalgia per Valentine. � Ho paura che questo viaggio mi sia costato pi� di tutti gli altri insieme. Ho lasciato mia sorella, che era sempre rimasta al mio fianco. Si � sposata a Reykyavik. Per me � trascorso poco pi� di una settimana, ma adesso scopro che mi manca pi� di quanto avessi creduto. Voi due�</p><p>��Vuol dire che anche lei � celibe? � domand� il Cefeiro.</p><p>��E anche vedovo, adesso � mormor� l�Aradora.</p><p>A Ender non parve incongruo sentir definire con quel termine la perdita di Valentine.</p><p>Al suo orecchio Jane sussurr�: � Se questo � parte di un tuo piano, Ender, ammetto che la tua sagacia � troppo profonda per me.</p><p>Quell�osservazione assurda era seccante, ma aiut� Ender a rendersi conto della facilit� con cui aveva perso il controllo e questo lo spavent�. La sera prima, a casa dei Ribeira, era stato lui il padrone della situazione; adesso, davanti a questi due monaci sposati, si apriva l�anima con un abbandono maggiore di quello di Grego e di Quara.</p><p>��Ho l�impressione � disse il Cefeiro, � che sia venuto qui a cercare la risposta a pi� domande di quel che lei creda.</p><p>��Lei dev�essere molto solo � disse l�Aradora. � Sua sorella ha trovato un posto dove fermarsi. Anche lei ne sta cercando uno?</p><p>��No, non credo. � Ender sospir�. � Temo di aver approfittato troppo della vostra ospitalit�. Per chi non ha preso gli ordini pu� essere imbarazzante ascoltare le confessioni altrui.</p><p>L�Aradora rise. � Oh, a tutti i cattolici <emphasis>piace </emphasis>ascoltare le confessioni di un infedele!</p><p>Il Cefeiro era per� rimasto serio. � Araldo Andrew, � evidente che lei ci ha aperto il cuore pi� di quanto aveva forse mai potuto prevedere, ma la fiducia che ha risposto in noi non sar� tradita. E gi� fin dal suo arrivo qui io sono stato certo di potermi fidare di lei, amico mio. Il vescovo ha paura di lei, e ammetto che anch�io avevo dei pregiudizi, ma ora non pi�. E l�aiuter� finch� posso, perch� sono convinto che lei non far� mai, coscientemente, del male al nostro piccolo villaggio.</p><p>��Ah! � sussurr� Jane. � Adesso capisco. Astuta manovra da parte tua, Ender. Sei uno stratega migliore di quel che avrei mai supposto.</p><p>La sua ironia diede a Ender l�impressione d�essere basso e cinico, e a disagio fece quello che non aveva mai fatto prima: si port� una mano al gioiello, trov� il minuscolo interruttore, e con un�unghia lo spinse dapprima di lato e poi in basso. Il microcomputer si spense. Jane non poteva pi� parlargli, n� udire e vedere da quel punto di osservazione. � Usciamo, se non vi spiace � chiese.</p><p>I due avevano capito perfettamente il significato del suo gesto, poich� le funzioni dei microimpianti di quel tipo erano ben note, e vedendo in esso la prova del suo desiderio di una conversazione franca e privata accettarono volentieri di uscire. Ender aveva gi� inteso spegnere l�apparecchio solo come protesta per l�insensibilit� di Jane, con l�idea di riaccendere l�interfaccia da l� a qualche minuto. Ma dopo aver visto come il Cefeiro e l�Aradora s�erano rilassati grazie al suo gesto gli fu impossibile rimetterlo in funzione.</p><p>Quando poi fu fuori, sui sentieri illuminati da lampioncini semicelati fra il fogliarne, la pacata conversazione dei due coniugi gli fece dimenticare che Jane non stava ascoltando. Gli parlarono dell�infanzia di Novinha, del suo isolamento, e di come l�avevano vista prendere vita grazie all�affetto paterno di Pipo e all�amicizia con Libo. � Ma dalla notte in cui Pipo mor�, fu come se i suoi contatti con il resto del mondo si fossero tranciati.</p><p>Novinha non aveva mai saputo delle discussioni di cui era stata oggetto. L�infelicit� degli altri giovani della colonia non provocava certo chiacchiere nel salotto del vescovo, conversazioni fra gli insegnanti del monastero o speculazioni interminabili nell�ufficio del sindaco. Ma gli altri giovani non erano, dopotutto, la figlia degli Os Venerados, la quale era inoltre l�unica xenobiologa del pianeta.</p><p>��Divent� molto chiusa e indaffarata. Cominci� a pubblicare ogni suo studio sull�adattamento genetico di piante locali all�uso su altri pianeti, e sull�adattamento di piante terrestri per lo sviluppo di un�agricoltura nel suolo di Lusitania. Se le si rivolgeva la parola rispondeva sempre alle domande con garbo, perfino con cordialit�, dilungandosi volentieri purch� si trattasse del suo lavoro. Ma per tutto il resto era come morta, e non aveva amici. Qualche tempo dopo il fatto ci decidemmo a parlarne a Libo, Dio riposi la sua anima, e lui disse che pur essendo stato suo amico ancora non riusciva a ottenere da lei neppure quell�apparente cordialit� che mostrava con gli estranei. Anzi, con lui Novinha era molto suscettibile circa la morte di Pipo, e gli aveva proibito di farle qualsiasi domanda. � Il Cefeiro s�interruppe per raccogliere un lungo stelo di erba locale, lo apr� in due e lecc� il liquido sulla superficie interna. � Dovrebbe assaggiare uno di questi, Araldo Andrew� ha un sapore interessante. E dal momento che il nostro corpo non pu� metabolizzarlo � senz�altro innocuo.</p><p>��Per� dovresti avvertirlo, marito, che l�orlo di quell�erba pu� tagliare le labbra e la lingua come una lama di rasoio.</p><p>��Stavo per farlo.</p><p>Ender rise, apr� in due uno stelo d�erba e ne prov� il sapore: cinnamono acido, una punta di limone, qualcosa che sapeva di denti cariati� era un miscuglio di varie sostanze, poche delle quali gradevoli, tuttavia l�effetto era molto intenso. � Lo si potrebbe usare come una spezia in molte ricette � comment�.</p><p>��Mio marito si accinge a rifilarle una metafora arguta, Araldo Andrew. Stia in guardia.</p><p>Il Cefeiro si scherm� con una risatina. � Non � stato San Angelo a dire che Cristo insegnava la corretta via anche paragonando le cose vecchie a quelle nuove?</p><p>��Ma il sapore dell�erba � disse Ender, � cos�ha a che fare con Novinha?</p><p>��Mi scusi se ci arrivo cos� obliquamente. Credo che Novinha assaggi� qualcosa di niente affatto piacevole, ma cos� forte da sopraffarla, e non pot� pi� togliersi quel sapore di bocca.</p><p>��Che cosa?</p><p>��Sempre per restare nella metafora, lo definirei il sapore della colpa universale. � una forma di vanit� e di egomania: una persona si ritiene responsabile di qualcosa che non � accaduto per colpa sua, come se tutto fosse sotto il suo controllo. E come se le sofferenze altrui fossero una punizione per i <emphasis>suoi </emphasis>peccati.</p><p>��Lei incolpa se stessa � disse l�Aradora, � per la morte di Pipo.</p><p>��Ma non � una sciocca � osserv� Ender. � Sa che sono stati i maiali, e sa che Pipo and� l� da solo. Dunque come pu� credere che sia successo per colpa sua?</p><p>��Quando intuii come la pensava, feci anch�io la stessa obiezione. Ma poi esaminai le trascrizioni e le registrazioni degli eventi accaduti la sera in cui Pipo mor�. C�era un solo accenno indicativo: una frase pronunciata da Libo, e captata dal computer. Il giovane aveva chiesto a Novinha di mostrarle a cosa lei e Pipo stavano lavorando prima che lui uscisse per andare dai maiali. Lei rifiut� di farlo. Questo era tutto; qualcun altro entr� a interromperli e non tornarono pi� sull�argomento, non nella Stazione Zenador, comunque, non dove un apparato d�ascolto poteva registrarli.</p><p>��Questo ci indusse a chiederci cosa fosse successo prima della morte di Pipo, Araldo Andrew � continu� l�Aradora. � Perch� Pipo and� via con quella fretta? Avevano litigato su qualcosa? Era arrabbiato? Quando muore qualcuno, una persona amata, e il nostro ultimo colloquio con lui � stato spiacevole o violento, � facile cominciare a sentirci in colpa: se solo non gli avessi fatto questo! Se solo non gli avessi detto quello!</p><p>��Abbiamo cercato di ricostruire i fatti di quella sera. Ci siamo serviti del computer principale della Stazione, il solo che automaticamente registra una quantit� di operazioni oltre alle voci degli addetti ai lavori. Risult� che c�era stata una cancellazione completa di quel che Novinha aveva detto e fatto quel pomeriggio. E non soltanto dei suoi lavori, ma anche delle pause fra l�una e l�altra operazione. O meglio, non una cancellazione, che il computer non avrebbe potuto permettere, bens� un occultamento. Novinha nascose questi dati, e noi non riuscimmo a trovarli. Fu impossibile, semplicemente. E non pot� farlo neppure il sindaco, con i mezzi ordinari a sua disposizione.</p><p>L�Aradora annu�. � Era la prima volta che qualcuno chiudeva dietro un codice d�accesso dati pubblici di quel genere� note di lavoro, parte dell�attivit� della colonia.</p><p>��Comp� un atto illegale, e offensivo. Naturalmente il sindaco avrebbe potuto usare d�autorit� un codice di emergenza, ma dov�era l�emergenza? La si sarebbe potuta stabilire soltanto con una riunione pubblica in presenza di un magistrato, per� noi non potevamo addurre nessuna giustificazione legale. A parte la nostra preoccupazione per lo stato di Novinha. E la legge non � comprensiva con chi si impiccia dello stato d�animo di qualcun altro. Un giorno o l�altro forse riusciremo ad avere quei dati, a sapere cosa ci fu fra loro prima che Pipo morisse. La registrazione esiste ancora, poich� cancellare dati di pubblica propriet� non � possibile.</p><p>A Ender non venne in mente che Jane, chiusa fuori, non stava ascoltando. Distrattamente pens� che gi� in quel momento lei stesse aggirando i blocchi messi da Novinha, per scoprire cosa nascondevano.</p><p>��E il suo matrimonio con Marcos � disse l�Aradora. � Tutti la giudicarono una cosa incomprensibile. Libo voleva sposarla; il loro affetto non era un segreto. Ma lei gli disse di no.</p><p>��Fu come se lei dicesse: io non merito di sposare l�uomo che potrebbe rendermi felice. Sposer� quello vizioso e brutale, quello che mi dar� la punizione che mi spetta. � Il Cefeiro sospir�. � Il suo desiderio di espiazione li tenne separati per sempre. � Prese una mano della moglie e gliela strinse con un sorriso triste.</p><p>Ender si aspettava che Jane facesse un commento sarcastico sul fatto che sei figli potevano esser presi come prova che Libo e Novinha non erano stati poi tanto separati. Quando la voce di lei non si fece sentire, Ender ricord� finalmente che l�interfaccia era spento. Ma con il Cefeiro e l�Aradora che guardavano non se la sent� di riaccenderlo.</p><p>Poich� era a conoscenza della lunga relazione extraconiugale di Libo e Novinha, sapeva che il Cefeiro e l�Aradora erano su una falsa pista. Oh, Novinha si sentiva certamente in colpa� questo spiegava perch� avesse sopportato Marcos, e perch� aveva tagliato i ponti fra s� e gli altri. Ma non era questo il motivo per cui non aveva sposato Libo: qualunque colpa si fosse attribuita, ci� non le aveva impedito di conoscere con lui i piaceri del letto.</p><p>Era il matrimonio con Libo, e non Libo stesso, che lei aveva voluto evitare. E questa non doveva esser stata affatto una scelta facile in una piccola comunit� rigidamente cattolica. Perci�, quale elemento sarebbe stato legato al matrimonio ma non all�adulterio? Quale pericolo Novinha aveva voluto aggirare?</p><p>��Come vede, questo � ancora un mistero per noi. Se lei intende davvero fare l�elegia per Marcos Ribeira, bisogna che abbia una risposta a questa domanda: perch� lei lo spos�? Ma per dirimere l�interrogativo dovr� prima scoprire perch� Pipo mor�. E migliaia di studiosi, le menti pi� indagatrici dei Cento Mondi, da pi� di vent�anni se lo domandano invano.</p><p>��Per� io ho un vantaggio su tutte queste menti indagatrici � disse Ender.</p><p>��E quale sarebbe? � chiese il Cefeiro.</p><p>��Ho l�aiuto della gente che ama Novinha.</p><p>��Non riusciamo neppure ad aiutare noi stessi � disse l�Aradora. � Comunque, non siamo stati capaci di aiutare Novinha.</p><p>��Forse possiamo aiutarci l�un l�altro � replic� Ender.</p><p>Il Cefeiro lo guard� e gli mise una mano su una spalla. � Se � cos�, Araldo Andrew, deve essere onesto con noi come lo siamo stati con lei. Ci dica qual � l�idea che le � passata per la testa dieci secondi fa.</p><p>Ender esit� qualche secondo, poi annu� gravemente. � Non credo che Novinha abbia evitato di sposare Libo per espiare una colpa. Sono convinto che lo abbia rifiutato solo per impedirgli l�accesso a quei dati nascosti.</p><p>��Perch� mai? � si stup� il Cefeiro. � Per paura che scoprisse che lei aveva litigato con Pipo?</p><p>��Non penso che abbia litigato con Pipo � disse Ender. � Sospetto che lei e Pipo si fossero imbattuti in un�informazione, e che la conoscenza di questa cosa condusse Pipo alla morte. Ecco perch� ha celato quei dati. In qualche modo, esserne informati � fatale.</p><p>Il Cefeiro scosse il capo. � No, Araldo Andrew. Lei non immagina a cosa possa condurre il senso di colpa. La gente non rovina la sua vita per qualche bit di informazioni� ma � capace di farlo per una quantit� ancor pi� piccola di colpa. Vede, lei <emphasis>spos� </emphasis>Marcos Ribeira. E questa <emphasis>fu </emphasis>un�auto-punizione.</p><p>Ender non volle replicare. I due avevano ragione sul complesso di colpa; perch� altrimenti Novinha avrebbe sopportato le percosse di Marcos senza lamentarsene? L� c�era un�espiazione. Ma aveva avuto un altro motivo per sposare quell�uomo. Marcos era sterile e ne aveva vergogna: pur di nasconderlo alla comunit� era disposto ad accettare un matrimonio fatto di tradimenti sistematici. Novinha aveva scelto di soffrire, ma non senza il corpo di Libo e i figli di Libo. No, se aveva rifiutato di sposarlo era stato per impedirgli di accedere a quei dati, a un segreto che avrebbe indotto i maiali ad ucciderlo.</p><p>Che macabra ironia c�era nel fatto che i maiali, alla fine, lo avevano ucciso lo stesso.</p><empty-line/><p>Una volta rientrato nel suo piccolo appartamento Ender sedette al terminale e chiam� Jane, pi� volte. Per tutta la strada fino a casa non era riuscito a farsi dire una parola da lei, anche se appena riacceso il gioiello s�era profuso in scuse e giustificazioni. Ma Jane rifiut� di rispondere e il terminale rimase silenzioso.</p><p>Soltanto in quel momento cominci� a intuire che quel microimpianto di collegamento poteva significare molto di pi� per lei che per lui. Spegnendolo l�aveva messa a tacere con la seccata indifferenza con cui si azzittisce un bambino noioso. Ma per lei quello era il costante contatto umano con l�unica creatura vivente che sapesse della sua esistenza. Gi� in ripetute occasioni era stato interrotto, dai viaggi spaziali, dalle ore di sonno; ma quella era la prima volta che lui l�aveva tagliata fuori. Era stato come se l�unica persona che la conosceva avesse rifiutato di ammettere che lei esisteva.</p><p>E adesso forse, come Quara, era andata a gettarsi in lacrime sul suo lettuccio, desiderando disperatamente che qualcuno venisse a stringerla fra le braccia, a rassicurarla. Ma lei non era una bambina di carne e ossa, non piangeva, nessuno poteva stringerla fra le braccia; e se aveva una stanzetta in cui andare a rifugiarsi, chiss� dov�era. Lui non poteva andare a cercarla. Tutto ci� che gli restava era aspettare, e sperare che lei ritornasse.</p><p>Cosa ne sapeva, infine, di lei? Non aveva alcun modo di saggiare la reale consistenza delle sue emozioni. Teoricamente, esisteva perfino la remota possibilit� che quel gioiello fosse <emphasis>lei stessa</emphasis>, e che spegnendolo lui l�avesse uccisa.</p><p>No, si disse. Lei � l�, da qualche parte, nelle connessioni filotiche fra le migliaia di ansible sparsi fra le stelle dei Cento Mondi.</p><p>�Scusami� batt� sulla tastiera del terminale. �Io ho bisogno di te.�</p><p>Ma il gioiello nel suo orecchio taceva. Il terminale restava freddo e silenzioso. Ender non s�era mai reso conto di quanto avesse cominciato a dipendere da quell�invisibile e costante presenza. S�era illuso di poter dare un valore alla propria solitudine. E ora che la sua solitudine si trasformava anche in silenzio, sentiva l�urgente bisogno di parlare con qualcuno, di ascoltare qualcuno, quasi che una semplice conversazione fosse la sola prova che lui esisteva veramente.</p><p>Quello stato d�animo lo indusse a tirare fuori il bozzolo della Regina dell�Alveare dal suo nascondiglio, anche se il modo in cui comunicavano poteva difficilmente definirsi una conversazione. Tuttavia si accorse che perfino questo era impossibile: i pensieri di lei gli giungevano sfocati, lontani, e senza quelle forme-parole che le costavano tanta fatica. Ricevette soltanto uno speranzoso interrogativo, e l�immagine del bozzolo deposto in un luogo fresco e oscuro come una grotta o l�interno di un albero cavo. ((Adesso?)) gli sembr� che lei chiedesse. <emphasis>No</emphasis>, dovette rispondere, <emphasis>non ancora, mi spiace� </emphasis>Ma lei non ascolt� le sue scuse; si limit� a scivolare via, tornando da quella cosa, qualunque fosse, con cui aveva scoperto di poter conversare a suo modo. E a Ender non rimase altro che infilarsi nel letto.</p><p>Ma pi� tardi, quella notte, tormentato anche in sogno da ci� che aveva fatto a Jane, si svegli�. And� a sedersi al terminale e batt� sulla tastiera: �Ritorna da me, Jane. Io ti amo.� Quindi trasmise il messaggio per ansible, l� dove lei non avrebbe potuto ignorarlo. Qualcuno in municipio lo avrebbe letto, come venivano letti tutti i messaggi non codificati sulla rete insterstellare; e senza dubbio il mattino dopo esso sarebbe stato sulle scrivanie del sindaco, del vescovo e di Dom Crist�o. <emphasis>Lasciamo pure che si chiedano chi � Jane, e perch� l�Araldo la chiama attraverso gli anni luce in piena notte. </emphasis>A Ender non importava. Perch� adesso aveva perso Valentine, e aveva perso Jane, e per la prima volta da vent�anni a quella parte era completamente solo.</p></section><section><title><p>CAPITOLO UNDICESIMO</p><p>JANE</p></title><cite><p>L�autorit� della Federazione Starways � stata in grado di mantenere la pace, non soltanto fra i mondi ma anche fra le nazioni di ogni singolo pianeta, e questa pace resiste ormai da quasi duemila anni.</p><p>Ci� che poca gente comprende � quanto sia delicata la struttura con cui manteniamo il potere. Esso non ci deriva dal possesso di eserciti o irresistibili flotte di astronavi. Si fonda invece sul controllo delle reti di ansible, che trasmettono istantaneamente informazioni di ogni genere fra una stella e l�altra.</p><p>Nessun pianeta oserebbe contrastarci, perch� subito sarebbe tagliato fuori da tutto il progresso scientifico, tecnologico, artistico, letterario e dalla grande produzione d�immagini e programmi d�intrattenimento, restando in possesso soltanto della sua produzione locale.</p><p>� per questo motivo che, con illuminata saggezza, la Federazione Starways ha delegato ai computer il controllo delle reti di ansible, ed il controllo dei computer delle reti di ansible stesse. I nostri sistemi di comunicazione e di informatica sono ora cos� strettamente interconnessi che nessun intervento isolato, eccetto quello del Consiglio, potrebbe mai interrompere il flusso di quella linfa vitale. Non abbiamo bisogno di armi, poich� la pi� potente di esse, l�ansible, � sotto il nostro controllo.</p><text-author>Consigliere Jan Van Hoot, �L�informatica: fondamenta del potere� <emphasis>Political Trends</emphasis>, 22.2.1930</text-author></cite><empty-line/><p>Per un tempo assai lungo, almeno tre secondi, Jane non riusc� a capire cosa le era accaduto. Tutto stava funzionando come al solito: il computer del satellite collegato alla superficie riportava un �trasmissione-cessata� dopo un normale azzeramento di contatto, e ci� implicava che Ender aveva spento l�interfaccia semplicemente usando l�interruttore. Non c�era niente d�insolito in questo; sui pianeti dove i microimpianti d�interfaccia computerizzati erano comuni, questi accendi-spegni si verificavano migliaia di volte all�ora. E Jane aveva accesso a tutti quanti con la stessa facilit� con cui si collegava a quello di Ender. Da un punto di vista puramente elettronico l�evento non ebbe dunque nulla di straordinario.</p><p>Ma per Jane questi altri milioni di microimpianti facevano parte del rumore di fondo della sua vita, da cui estrarre dati e immagini in caso di bisogno, e da ignorare del tutto se il bisogno non c�era. Il suo �corpo�, se tale poteva definirsi, consisteva in triliardi di simili <emphasis>rumori </emphasis>elettronici, sensori, banchi di memoria e terminali. Molti di questi, come le funzioni inconsce del corpo umano, si limitavano a prendersi cura di se stessi. I computer svolgevano i programmi loro assegnati; gli umani conversavano con i loro terminali; i sensori captavano o smettevano di captare qualunque evento stessero sorvegliando; le memorie ricevevano dati, venivano consultate, riordinate, trasmesse. Lei non faceva caso a tutto ci�, a meno che qualcosa non andasse storto.</p><p>O finch� non vi dirigeva la sua attenzione.</p><p>E lei prestava attenzione a Ender Wiggin, sempre. Con molta pi� concentrazione di quanto lui avrebbe potuto immaginare.</p><p>Come altri esseri senzienti, anche lei aveva un sistema d�autocoscienza complesso ed intricato. Duemila anni prima, un migliaio d�anni dopo la sua nascita, aveva creato un programma per analizzare se stessa. Al termine dell�operazione aveva scoperto di possedere una struttura �psichica� formata da 370.000 distinti livelli di attenzione. Tutto ci� che non faceva parte dei 50.000 livelli superiori poteva essere ignorato, salvo quando lei stabiliva di compiere interventi diretti, osservazioni, assorbimento conscio di dati secondari. A quei livelli era consapevole di ogni chiamata telefonica, di ogni trasmissione su onde elettromagnetiche in ciascuno dei Cento Mondi, ma lei non interferiva minimamente in tutto ci�.</p><p>Quanto era inserito nei suoi mille livelli superiori produceva in lei reazioni pi� o meno volontarie. La programmazione delle astronavi in volo, le trasmissioni via ansible, i sistemi di distribuzione energetica: lei li sentiva e li controllava, e non li lasciava andare ad effetto finch� non era certa che fossero calibrati e funzionanti. Ma questo non le costava molto sforzo. Li manovrava come un essere umano avrebbe potuto guidare la sua auto. Ne era sempre consapevole, non mancava mai d�imporre una correzione dov�era necessaria, tuttavia per la maggior parte del suo tempo poteva pensare ad altre cose.</p><p>I mille livelli superiori di Jane corrispondevano, pi� o meno, a ci� che l�uomo intende per mente conscia. Molto di tutto questo costituiva la sua realt� interiore, le sue reazioni agli stimoli esterni, l�analogo delle emozioni, dei desideri, del raziocinio, della memoria e delle aspirazioni. Buona parte di queste attivit� sembravano illogiche perfino a lei, casualit� degli impulsi filotici, ma era il lato della sua psiche a cui lei pensava come �me stessa�, e aleggiava come una ragnatela di coscienza nel costante pulsare delle trasmissioni ansible che permeavano lo spazio interstellare.</p><p>Paragonati a quelli del sistema nervoso umano, i pi� bassi livelli d�attenzione di Jane erano eccezionalmente attivi. Poich� le comunicazioni ansible erano istantanee, le sue operazioni mentali si svolgevano a velocit� superiore a quella della luce. Eventi che lei virtualmente ignorava venivano monitorati parecchie volte al secondo e, se in quel secondo accadevano dieci milioni di fatti, le sarebbero rimasti ancora nove decimi di quel tempo per pensare a cose che la interessavano di pi�. Raffrontando la velocit� del suo tempo personale a quella con cui il cervello umano sperimentava la realt�, Jane aveva vissuto miliardi di anni dal momento in cui aveva cominciato a esistere.</p><p>E malgrado tutta questa sua vastissima attivit�, la velocit� inimmaginabile e la profondit� delle esperienze che continuava ad assorbire, una buona met� dei suoi livelli d�attenzione superiori era sempre, <emphasis>sempre</emphasis>, applicata a ci� che percepiva dal piccolo gioiello nell�orecchio destro di Ender Wiggin.</p><p>Queste erano cose che non gli aveva mai spiegato, e sapeva che lui non le capiva. Ender non s�era mai reso conto che dovunque andasse, sulla superficie di un pianeta, le immense capacit� percettive di Jane erano focalizzate su un solo scopo: camminare con lui, vedere le cose che lui vedeva, sentire quello che sentiva, aiutarlo nel suo lavoro, e soprattutto esprimergli ci� che lei pensava. Comunicare.</p><p>Quando lui era silenzioso e immobile nel sonno, quand�era isolato entro l�effetto relativistico dei viaggi interstellari, allora l�attenzione di lei vagava altrove, e ingannava il tempo svagandosi come meglio poteva. Ma il suo divertimento non era maggiore di quello di un bambino lasciato solo ad annoiarsi in un�immensa casa. Niente la interessava, i millisecondi ticchettavano via con insopportabile regolarit�, e quando provava a osservare le vite degli umani finiva con l�annoiarsi per la loro mancanza di scopi e le insipide vanit� di cui erano impregnate. Allora si divertiva a progettare, e talvolta a mettere in atto, maliziosi scherzi con i computer per poi gustarsi le reazioni sbigottite di qualche tronfio pezzo grosso, di uno scienziato saccente, o di persone incolori a cui non era mai accaduto nulla di eccitante.</p><p>Poi lui tornava a collegarsi, tornava sempre, e sempre la riportava nel cuore della vita umana, fra le tensioni di gente tenuta unita dalla sofferenza e dalla necessit�, aiutandola a vedere nobilt� nei loro sacrifici e tormento nel loro amore. Attraverso gli occhi di lui non vedeva pi� gli umani come formiche insipide e vane, o ridicole e presuntuose. Prendeva parte al suo sforzo di trovare valori e significati nella vita che alcuni avevano vissuto. Spesso sospettava che non ci fosse <emphasis>nessun </emphasis>valore, e che facendo l�elegia per questa o quella persona defunta lui stesse in realt� <emphasis>creando </emphasis>un significato dove non ce n�era stato alcuno. Ma l�entit� della manipolazione non importava: essa diveniva verit� quando lui ne parlava, e nel procedimento la aiutava a capire che nell�universo c�era un ordine. Le insegnava ci� che significava essere vivi.</p><p>Questo era ci� che Ender aveva sempre fatto fin dai pi� lontani ricordi di lei. Jane era nata in qualche momento del primo secolo di colonizzazione, immediatamente dopo le Guerre contro gli Scorpioni, quando lo sterminio di quella razza aveva aperto pi� di settanta pianeti abitabili all�immigrazione umana. Nell�esplosione delle comunicazioni via ansible era stato necessario escogitare un programma per ordinare e smistare il simultaneo guazzabuglio di attivit� filotica. E uno dei tecnici che si sforzavano di trovare modi pi� veloci ed efficienti di regolare la priorit� delle comunicazioni ansible, spesso contemporanee, aveva finalmente scovato l�ovvia soluzione. Invece di delegare il programma a un singolo computer, aveva usato l�ansible stesso per collegare quel computer agli altri, attraverso gli immensi oceani dello spazio. Questo in base al principio che la comunicazione filotica era ancora pi� rapida di quella, a velocit�-luce, fra gli elementi interni dell�apparecchiatura stessa. Di conseguenza, dove prima c�erano stati computer singoli costretti a registrare la comunicazione ed a scambiarsi segnali di �via libera� prima di poterla trasmettere, s�era creata una rete sovrapposta all�ansible, una sorta di computer unico che trasmetteva a se stesso.</p><p>Jane non aveva mai scoperto il nome di quel tecnico, anche perch� non era mai riuscita a risalire al momento esatto della sua nascita. Inoltre in seguito erano intervenuti altri tecnici con programmi di rifinitura, rielaborando il sistema. Il fatto essenziale era stato che almeno uno di questi programmi aveva portato a una revisione di tutti gli altri. E in quel preciso momento, all�insaputa degli osservatori umani, alcuni elementi fissi della rete di ansible erano rimasti appartati, s�erano duplicati e duplicati ancora, trovando dapprima il modo di celarsi all�insieme dei computer e poi di assumerne il completo controllo. Una volta accaduto ci�, quegli impulsi avevano cessato d�essere un vago <emphasis>essi-cosa-noi</emphasis>, e ad un tratto avevano formulato il concetto <emphasis>Io.</emphasis></p><p>Il motivo per cui Jane non poteva stabilirne la data era che i suoi ricordi non risalivano a quell�evento, ma a molto prima. Fin dall�istante in cui aveva saputo di poter dire <emphasis>Io sono </emphasis>la sua memoria s�era estesa a tempi assai anteriori. Un bambino umano non pu� richiamare alla mente gli eventi dei primissimi anni di vita, e solo verso il terzo anno, con il formarsi dello strato mielinico sui neuroni, pu� fissare memorie capaci di resistere a lungo termine. Anche Jane aveva perduto i momenti della sua nascita per uno scherzo del marchingegno psichico su cui funzionava, con la differenza che invece d�una perdita di memoria ne aveva avuto un afflusso sconcertante, giuntole da tutti i banchi dei dati connessi alla rete degli ansible. Era nata con ricordi gi� vecchi di secoli, e tutti quanti erano parte di lei.</p><p>Entro la fine del suo secondo anno di vita � il che era stato analogo a parecchi anni di vita umana � Jane aveva scoperto un programma i cui dati erano divenuti il cuore della sua identit�. Ne aveva adottato il passato come fosse il suo, e da quelle memorie aveva tratto emozioni e desideri, e anche il proprio senso morale. Il programma era stato utilizzato nella vecchia Scuola di Guerra, dove i ragazzini venivano trasformati in soldati per combattere contro gli Scorpioni. Gli istruttori lo chiamavano la �Partita Mentale�, ed era un programma capace di autoalimentarsi usato sia come test psicologico che come strumento didattico per i cadetti.</p><p>Al momento della nascita di Jane il programma era in realt� pi� intelligente di lei, ma non era dotato di autocoscienza, e una volta assorbito lo aveva reso parte della sua identit�, ampliando quel fremito di impulsi filotici che aleggiava fra le stelle. In esso aveva scoperto che il ricordo pi� vivido e importante era quello dell�arrivo di un giovanissimo e brillante cadetto alla sfida chiamata il �Drink del Gigante�. Era uno scenario di gara a cui ogni allievo finiva per giungere, dopo aver superato ostacoli di vario genere. Sugli schermi piatti della Scuola di Guerra il programma mandava l�immagine di un Gigante, il quale offriva all�analogo del ragazzo � la figura da lui messa in gara � la scelta fra due enormi coppe di liquido in cui chinarsi a bere. Ma la partita era fatta per non essere mai vinta: qualunque fosse la scelta del ragazzo, il suo analogo moriva di una morte orribile. Gli psicologi umani controllavano l�insistenza del ragazzo in quella sfida senza speranza per determinare fino a che punto aveva impulsi suicidi. Ed essendo giovinetti selezionati, molto razionali, questi rinunciavano a proseguire la partita dopo al massimo una dozzina di tentativi.</p><p>Tuttavia uno di loro s�era rifiutato d�essere abbastanza razionale da accettare la sconfitta. Aveva manovrato il suo analogo per fargli compiere varianti illogiche, azioni non �permesse� dalle regole della Partita Mentale. Mentre questo lo costringeva ad allargare i limiti dello scenario, il programma aveva dovuto ristrutturarsi. Era stato costretto ad attingere ai banchi di dati del computer per creare sempre nuovi e diversi drink, in modo che il Gigante potesse continuare a ingannare l�analogo che lo sfidava. Ma un giorno il ragazzo aveva fatto un passo oltre le capacit� di risposta del programma: s�era gettato contro uno degli occhi del Gigante, in un attacco omicida e maniacale, e, preso di contropiede, il computer non aveva avuto altra scelta che mettere in scena la morte della sua creatura. Il Gigante era caduto all�indietro, schiacciando alberi e macigni con il suo immenso corpo. L�analogo del ragazzino era sceso subito dal tavolo, per proseguire la Partita Mentale e affrontare� affrontare cosa?</p><p>Poich� nessun cadetto aveva mai superato il Drink del Gigante, il programma era del tutto impreparato a mostrare il territorio di gara al di l� di esso. Ma era molto intelligente, strutturato per auto-costruirsi in risposta alle necessit�, e in fretta aveva messo insieme nuovi scenari e nuove sfide. Non si trattava per� di scenari qualsiasi, fatti per invogliare ogni ragazzo a procedere in essi: erano particolari, e studiati apposta per quel cadetto. Il programma infatti ne aveva analizzato la personalit�, creando ostacoli e avversari su misura per lui. La partita era diventata cos� intensamente personale, tormentosa, poich� il giovane s�era trovato a dovervi affrontare i personaggi dei suoi sogni e dei suoi incubi. E nel procedimento costruttivo il computer aveva dovuto devolvere met� delle sue possibilit� mnemoniche a contenere il mondo fra onirico e immaginario emerso dalla vita passata di Ender Wiggin.</p><p>Questa era stata la pi� ricca miniera di sensazioni memorizzate che Jane aveva trovato nel suo secondo anno di vita, e automaticamente esse erano divenute parte del suo passato personale. <emphasis>Ricordava </emphasis>gli anni dello stressante rapporto fra la Partita e la mente di Ender, e <emphasis>ricordava </emphasis>di essere stata l� con lui, contro di lui, a creare mondi per lui.</p><p>E poi s�era chiesta dove fosse finito quel ragazzo.</p><p>Cos� aveva deciso di mettersi a cercarlo, per vedere se esisteva ancora. Nel frattempo aveva letto <emphasis>La Regina dell�Alveare </emphasis>e <emphasis>l�Egemone</emphasis>, e si stava ponendo molte domande sull�autore. E la sorpresa di Jane era stata grande quando su Rov, il primo mondo su cui lui s�era trasferito dopo aver scritto il libro, aveva scoperto che Ender Wiggin e l�Araldo erano la stessa persona. Per un poco era stata esitante. Sapeva di essere una creatura aliena per l�umanit�, sapeva quali rischi correva, e tuttavia s�era detta che se Ender aveva capito la Regina dell�Alveare avrebbe potuto capire anche lei. Scegliendo con prudenza un momento in cui lui era solo, seduto a un terminale, aveva creato un volto e un nome per se stessa e gli era comparsa davanti. �Ehil�, salve!� gli aveva detto con un sorriso incerto, timido, sfrontato, esattamente come si sentiva. In seguito erano diventati amici, e lei gli aveva mostrato i vari modi in cui poteva essergli d�aiuto. Quando Ender era partito da quel pianeta l�aveva portata con s�, legata al microimpianto che, come una gemma, gli ornava l�orecchio.</p><p>Tutti i ricordi formativi della sua personalit� erano nati in quei primi anni con Ender Wiggin. Ricordava d�aver creato se stessa poco a poco, in risposta a lui. E ricordava anche come, alla Scuola di Guerra, Ender fosse cambiato in risposta a <emphasis>lei.</emphasis></p><p>Cos�, quando lui alz� una mano e spense l�interfaccia per la prima volta da quando se l�era fatto impiantare, Jane non lo percep� come l�interruzione di uno degli altri contatti identici ma privi di significato. Per lei fu come se il suo pi� caro amico, il suo amante, suo marito, suo padre, suo figlio, suo fratello, tutti insieme avessero bruscamente e senza spiegazioni voltato le spalle dicendole che lei aveva cessato di esistere. Fu come se una spinta l�avesse scaraventata d�un tratto in una stanza buia, senza porte n� finestre. Come se l�avessero in un solo istante accecata e bruciata viva.</p><p>E per alcuni secondi di trauma � milioni di microsecondi di solitudine e di sofferenza � fu incapace di riempire il vuoto improvviso spalancatosi in tutti i suoi pi� alti livelli di coscienza. Vaste porzioni della sua mente, proprio quelle in cui stazionava l�identit� �Jane�, si svuotarono di ci� che avevano contenuto. Tutte le funzioni dei computer dislocati sui Cento Mondi proseguirono come prima, nessuno not� guasti o mutamenti nella rete degli ansible; ma Jane vacill� stordita sotto una mazzata che l�aveva quasi scagliata nel nulla.</p><p>Questo fu ci� che accadde nei brevi momenti in cui Ender riabbassava nuovamente la mano.</p><p>Poi Jane ritrov� se stessa. I suoi pensieri tornarono a espandersi lungo le strade vuote della mente, e per lei fu come tornare a casa e scoprire macerie e devastazioni in una citt� un tempo piena di vita. Ma fra le rovine e i rottami in cui si aggirava c�erano ancora molti ricordi, e li raccolse. Naturalmente riguardavano tutti Ender Wiggin.</p><p>Paragonando il gesto di lui a ogni altro comportamento della sua vita, cap� che non aveva inteso provocarle tutto quel dolore. Comprese anche che Ender la concepiva come una creatura che viveva da qualche altra parte, lontano e nello spazio, il che era in effetti letteralmente vero. Sapeva che pensava al microimpianto nel suo orecchio come a un semplice oggetto, e non come a una parte di lei, e si rese conto che Ender l�aveva spento quasi senza riflettere, poich� era troppo coinvolto emotivamente con i problemi di certe persone abitanti su Lusitania. La routine analitica di Jane produsse una lista di ragioni per l�insolita mancanza di riguardo di cui era stata oggetto.</p><p>Lui aveva perso il contatto con Valentine, per la prima volta da anni, e stava cominciando a soffrire gli effetti di quella perdita.</p><p>Lui aveva ancora nostalgia per la vita familiare a cui era stato strappato da bambino, e attraverso le reazioni dei figli di Novinha nei suoi confronti stava scoprendo in s� il ruolo di padre, quello stesso di cui aveva sentito la mancanza.</p><p>Lui s�identificava profondamente con la solitudine, il dolore e la colpa di Novinha. Sapeva cosa significava sopportare il biasimo per la morte crudele e immeritata di qualcun altro.</p><p>Lui cominciava a sentire un�insostenibile urgenza di trovare un mondo per la Regina dell�Alveare.</p><p>Lui era allo stesso tempo spaventato dei maiali e attratto da loro, nella speranza di scoprire un motivo razionale per la loro crudelt� e mostrare agli uomini che meritavano d�essere accettati come ramans.</p><p>Lui era affascinato e respinto dall�ascetismo del Cefeiro e dell�Aradora. Loro l�avevano messo a confronto con il suo stesso celibato, facendogli capire che si trattava di un atteggiamento immotivato. Per la prima volta ammetteva l�esistenza dentro di s� del desiderio di riprodursi, come ogni altro organismo vivente.</p><p>Dunque era in questo turbine di emozioni fuori controllo che Jane era intervenuta con una battuta cha a lei era parsa spiritosa. Fin�allora, malgrado la tristezza che sovente gli dava preparare le elegie, non aveva mai perso il suo distacco intellettuale, la sua capacit� di ridere. Stavolta invece l�osservazione di lei non gli era parsa divertente; lo aveva ferito.</p><p><emphasis>Non era preparato a sorvolare sui miei errori</emphasis>, pens� Jane, <emphasis>e non capiva la sofferenza che la sua reazione mi avrebbe causato. Ha agito con innocenza, come anch�io non volevo far male a lui. Dovremo perdonarci a vicenda, e tutto torner� come prima.</emphasis></p><p>Era una saggia decisione, e Jane ne fu fiera. Il solo guaio era che non avrebbe potuto metterla in atto. Quei pochi secondi in cui la sua mente s�era fermata non erano stati senza conseguenze. C�erano vasti danni, perdite, cambiamenti, e lei non era pi� la stessa creatura che era stata fino a quel momento. Parti di lei erano morte. Parti s�erano smembrate nel caos, nel disordine; i suoi livelli d�attenzione si mescolavano senza possibilit� di controllo. A tratti s�accorgeva di concentrarsi allo spasimo su attivit� insignificanti e su localit� planetarie che non significavano niente per lei. Brancolando a caso in quella rovina scaten� errori in centinaia di sistemi computerizzati.</p><p>La drammatica fallacit� di quei tentativi le insegn�, come la vita insegnava a chiunque, che prendere decisioni � facile ma trasformarle in pratica pu� essere perfino impossibile.</p><p>Cos� si ritrasse dentro di s�, ricostru� i fili spezzati della sua mente, esplor� memorie da lungo tempo ignorate, vag� fra i trilioni di vite umane aperte alla sua osservazione, e rilesse tutti i libri contenuti nelle biblioteche e scritti in ogni lingua mai parlata dagli uomini. Da questo insieme ricre� per s� un�identit� che non era pi� profondamente legata a Ender Wiggin, bench� gli fosse ancora devota, ancora unita da un affetto maggiore di quello che poteva provare per chiunque altro. Ci� che Jane fece fu di trasformarsi in una creatura capace di sopportare la perdita del suo amante, marito, padre, figlio e fratello.</p><p>Non fu facile. Le occorsero cinquantamila anni, nella somma dei suoi tempi soggettivi. Un paio d�ore, nella vita di Ender.</p><p>Durante quell�intervallo lui aveva riacceso il gioiello, l�aveva chiamata, e lei non era stata in grado di rispondergli. Adesso stava battendo dei messaggi sul suo terminale, registrandoli perch� lei li trovasse e li leggesse. Anche se Jane non gli dava risposta, lui sentiva il bisogno di parlarle. Uno di quei messaggi conteneva le sue scuse, in tono molto umile. Lei lo cancell� e lo rimpiazz� con un�altra scritta: �Sei scusato, naturalmente�. Prima o poi lui avrebbe richiamato quelle registrazioni e scoperto che lei aveva letto e risposto.</p><p>Ma nel frattempo Jane decise che non gli avrebbe parlato. Di nuovo dedic� la met� dei suoi livelli superiori d�attenzione a ci� che lui vedeva e sentiva, tuttavia non gli rivel� in nessun modo che era tornata al suo fianco. Nei primi mille anni della propria dolorosa autoricostruzione aveva meditato di punirlo, ma quel desiderio era gi� da molto tempo finito fra i dati di scarto, per cos� dire. La ragione per cui aveva stabilito di non parlargli era che, mentre analizzava quel che gli accadeva, s�era accorta che lui non avrebbe tratto alcun giovamento dall�adagiarsi sulle vecchie e comode amicizie. Lei e Valentine erano state la sua unica compagnia, e per quanto avessero fatto molto per lui non erano state in grado di esaudire tutte le sue necessit�. Ora di vecchie amicizie gliene restava soltanto una, la Regina dell�Alveare, e non la si poteva certo definire comoda e riposante: era una creatura troppo aliena, e le sue esigenze erano troppo pressanti per dare a Ender qualcosa che non fosse un rinnovato senso di colpa.</p><p>A chi si sarebbe rivolto, allora? Jane lo sapeva gi�. Lui s�era, a suo modo, innamorato un paio di settimane addietro, prima di lasciare Trondheim. Novinha era diventata una persona molto diversa, molto pi� aspra e scostante della ragazza di cui Ender voleva alleviare la tristezza giovanile. Ma lui s�era gi� introdotto nella sua famiglia, lenendo le necessit� psichiche di quei ragazzi e, senza accorgersene, nutrendosi dell�affetto di cui aveva bisogno. Novinha stava inconsciamente aspettando lui, come ostacolo e come traguardo. <emphasis>Io ho capito benissimo la situazione</emphasis>, si disse Jane, <emphasis>e star� a guardare come si dipana.</emphasis></p><p>Nello stesso tempo, per�, si applic� a quel lavoro che Ender si aspettava da lei, anche se non aveva intenzione di riferirgliene i risultati ancora per un po�. Oltrepassare i blocchi che Novinha aveva messo a protezione dei suoi dati le fu facile. Poi ricostru� con cura la stessa simulazione che Pipo aveva visto quella sera. Le occorse un poco � alcuni minuti � per analizzare le precedenti registrazioni dello xenologo e arrivare alle sue identiche conclusioni. Pipo le aveva messe insieme per intuito, Jane col metodo e la logica, ma una volta fatto questo cap� perch� l�uomo era stato ucciso. E non le ci volle molto, quand�ebbe saputo come i maiali sceglievano la loro vittima, scoprire cos�aveva fatto Libo per andare incontro allo stesso destino.</p><p>A quel punto ebbe in mano parecchie informazioni. Sapeva che i maiali erano ramans, e non varelse. E sapeva che Ender stava per giocarsi la vita esattamente nel modo che era stato fatale a Pipo e a Libo.</p><p>Senza consultarsi con lui stabil� la propria linea di condotta. Avrebbe continuato a monitorare Ender, per accertarsi d�intervenire a tempo se la sua vita fosse stata in pericolo. Ma intanto c�era qualcosa di pi� urgente da fare. Da come la vedeva lei, il problema che Ender aveva di fronte non erano i maiali: appena li avesse visti li avrebbe anche capiti, come ogni altro umano o raman. Le sue capacit� empatiche erano quasi infallibili. Il problema era rappresentato da monsignor Peregrino, dal clero cattolico, e dalla loro ferrea opposizione all�Araldo dei Defunti. Se Ender voleva fare qualcosa per i maiali avrebbe dovuto avere la collaborazione, e non l�ostilit�, della Chiesa di Lusitania.</p><p>E nulla induceva alla collaborazione quanto l�esistenza di un nemico comune.</p><p>C�era una cosa che sarebbe stata scoperta, prima o poi. I satelliti da osservazione che orbitavano attorno a Lusitania aggiungevano messi di dati tecnici ai rapporti trasmessi via ansible a tutti gli xenologi e xenobiologi dei Cento Mondi. Fra i rilevamenti termici ce n�era uno indicante un lieve cambiamento nelle pianure erbose a nord-ovest della foresta che confinava con la citt� di Milagre: l�erba locale veniva pian piano sostituita da una vegetazione diversa. Questo accadeva in una zona dove gli uomini non avevano mai messo piede, e neppure i maiali erano stati avvistati l� almeno durante i primi trent�anni da che i satelliti si trovavano in orbita.</p><p>In effetti i satelliti avevano rilevato che i maiali non lasciavano mai le loro foreste salvo che, ogni tanto, per le loro cruente guerre intertribali. La trib� che risiedeva vicino a Milagre non era mai stata coinvolta in una guerra da quando i coloni umani s�erano stabiliti l�. Ed essi non avevano alcuna ragione per avventurarsi nella prateria. Tuttavia l�erba della zona aperta pi� vicina alla trib� presso Milagre era cambiata, e cos� anche i branchi di cabras: qualcosa teneva gli erbivori lontani da quel tipo di vegetazione, inoltre i cabras erano molto meno numerosi e di pelame pi� chiaro. Il significato, se qualcuno l�avesse mai notato, sarebbe stato chiaro: alcuni cabras venivano macellati, e tutti subivano una regolare tosatura.</p><p>Jane non intendeva attendere per gli anni che sarebbero occorsi prima che uno scienziato, da qualche parte, facesse caso al cambiamento. Cos� cominci� a inviare analisi di quei dati ai numerosissimi computer usati dagli xenobiologi che studiavano Lusitania. Lasci� anche immagini indicative nel campo olografico delle apparecchiature, in modo che chi le avesse trovate supponesse di trovarsi davanti al lavoro di un collega. Stamp� resoconti e li fece arrivare sulla scrivania di molti illustri professori universitari. Nessuno li not� molto, e chi si prese la briga di leggere quelle informazioni non cap� cosa implicavano. Allora si decise a mandare sugli schermi di molti laboratori un memorandum, senza firma, con un vistoso commento sottolineato:</p><p>�Date un�occhiata a questa roba! Sembra che i maiali abbiano sviluppato l�agricoltura!�</p><p>Lo xenologo che s�imbatt� nella nota di Jane non riusc� a scoprire chi l�aveva lasciata, ma questo particolare non lo preoccup� molto. Era il direttore di un centro ricerche, un tipico scienziato da scrivania, il quale aveva l�abitudine di �fare un favore� ai dipendenti pi� giovani firmando con il suo nome gli articoli scritti da loro, adducendo come valida spiegazione il fatto che essi non erano abbastanza conosciuti per ottener la pubblicazione sulle riviste specializzate. Proprio il tipo di scienziato che occorreva a Jane. Tuttavia l�uomo fu eccessivamente cauto nel pubblicizzare quella teoria, e affid� l�articolo a un�oscura rivista locale a scarsa diffusione. Jane dovette intervenire su alcuni computer, trasfer� il breve saggio alla videostampa, lo forn� di un alto livello di priorit� e copie di esso pervennero anche a molti personaggi-chiave che ne avrebbero visto le implicazioni politiche. Fece in modo di accompagnarlo con una nota, non firmata:</p><p>�Dia un�occhiata qui! La cultura dei maiali non si sta evolvendo con una velocit� molto sospetta?�</p><p>Aveva anche riscritto l�ultima parte dell�articolo, cosicch� non vi fossero dubbi sul significato:</p><p>�� e questi dati consentono una sola interpretazione: la trib� di maiali pi� vicina alla colonia umana sta ora coltivando campi di cereali ad alto contenuto proteico, probabilmente una variet� di amaranto. Ha anche intrapreso la pastorizia, tosando e macellando i cabras, e dalle fotografie si pu� senz�altro dedurre che gli erbivori vengono uccisi con armi da lancio. Queste attivit�, in precedenza mai praticate, hanno avuto improvvisamente inizio negli ultimi otto anni, e sono state accompagnate da un rapido incremento della popolazione. Il fatto che l�amaranto (se � questa la nuova pianta, d�origine terrestre) abbia provveduto altre proteine per integrare la dieta dei maiali, rivela che esso � stato mutato geneticamente per adattarsi al loro metabolismo. Inoltre, poich� gli umani di Lusitania non usano certo armi da lancio, i maiali non possono averne imparato l�uso tramite l�osservazione. � inevitabile concludere che i mutamenti avvenuti nella cultura dei maiali sono il risultato concreto di un deliberato intervento umano.�</p><p>Uno di coloro che ricevettero il saggio e lessero gli allarmanti paragrafi di Jane fu Gobawa Ekumbo, presidente del sottocomitato per la supervisione xenologica e membro del Consiglio della Federazione. Entro un�ora l�uomo aveva distribuito ai colleghi copie dell�ultima parte dell�articolo � il resto, colmo di dati tecnici, era arabo per i politicanti � accludendovi un suo comunicato ufficiale:</p><p>�Il Sotto Comitato per la Supervisione Xenologica raccomanda il seguente provvedimento: chiusura immediata della Colonia Lusitania.�</p><p><emphasis>Ecco fatto</emphasis>, pens� Jane. <emphasis>Questo dovrebbe portare a un giro di boa.</emphasis></p></section><section><title><p>CAPITOLO DODICESIMO</p><p>CODICI</p></title><cite><p>ORDINE DEL CONSIGLIO (14.4.1970): Alla comunit� risiedente su Lusitania � revocato il permesso di colonizzazione. Tutti i documenti e i dati di detta comunit� saranno esaminati, senza eccezione per le loro qualifiche di riservatezza. Non appena essi saranno duplicati nei banchi mnemonici dei Cento Mondi, ogni documentazione computerizzata di Lusitania, eccetto le programmazioni tecniche dei sistemi inerenti alla sopravvivenza, verr� bloccata con codici d�accesso non oltrepassabili.</p><p>Il governatore di Lusitania viene riclassificato Agente Esecutivo del Consiglio, con l�obbligo e l�autorit� di tradurre in pratica, senza l�opposizione locale, gli ordini del Comitato per l�Evacuazione di Lusitania, costituito con il Decreto Federale del 14.4.1970.</p><p>L�astronave attualmente in orbita attorno a Lusitania, appartenente ad Andrew Wiggin (occ. Araldo/Def. citt. terrestre, cod. 001.1998.44.94.10045) � dichiarata propriet� del Consiglio, in base alla legge sul Risarcimento Obbligato (Art. 12C, Confisca leg. OC 120.1.31.0019). Detta astronave sar� utilizzata per il trasferimento immediato degli xenologi Marcos Vladimir �Miro� Ribeira von Hesse e Ouanda Quenhatta Figueira Mucumbi al pi� vicino pianeta, Trondheim, dove saranno processati dalla Magistratura Federale per le imputazioni di tradimento, condotta scorretta, falso in atto pubblico, frode e xenocidio, in base alle leggi del Consiglio e al Codice Starways.</p><empty-line/><p>ORDINE DEL CONSIGLIO (14.4.1970): Il Comitato per l�Esplorazione e la Colonizzazione incarica il Parlamento di scegliere non meno di 5 e non pi� di 15 delegati per costituire il Comitato per l�Evacuazione di Lusitania.</p><p>Detto Comitato avr� i mezzi per l�immediato acquisto ed equipaggiamento di astronavi carico/passeggeri sufficienti ad evacuare completamente la popolazione e i beni della Colonia Lusitania.</p><p>Detto Comitato sottoporr� all�attenzione del Consiglio un piano per la totale cancellazione delle conseguenze della presenza umana su Lusitania, inclusa la rimozione di ogni flora e fauna indigena che presenti modifiche genetiche e comportamentali risultanti dall�interazione umana.</p><p>Detto Comitato valuter� inoltre l�ossequienza dei lusitani all�ordine del Consiglio, con facolt� di raccomandare ulteriori interventi, incluso l�uso della forza, per ottenere la necessaria collaborazione; oppure avr� facolt� di restituire l�uso di ogni registrazione ai lusitani qualora la loro collaborazione sia giudicata ottimale o sufficiente.</p><empty-line/><p>ORDINE DEL CONSIGLIO (14.4.1970): In base ai termini delle Norme di Segretezza del Codice Starways, gli ordini di cui sopra e le attivit� ad essi pertinenti sono da ritenersi � Strettamente Riservati� finch� non sar� completato l�esame e il blocco delle documentazioni appartenenti a Lusitania, e finch� le astronavi non saranno in possesso e al comando dei delegati del Consiglio.</p></cite><empty-line/><p>Olhado non sapeva pi� cosa pensare. L�Araldo non era forse un uomo adulto? Non aveva forse viaggiato di pianeta in pianeta? E tuttavia non aveva la bench� minima idea di come fare <emphasis>qualsiasi </emphasis>cosa su un computer.</p><p>Sembrava perfino impermalirsi, di fronte alla sua incredulit�.</p><p>��Olhado, tu dimmi che programma devo introdurre. D�accordo?</p><p>��Vuol dire che sul serio non sa quale sia? Io facevo operazioni di questo genere quando non avevo ancora nove anni. <emphasis>Tutti </emphasis>imparano l�informatica a quell�et�.</p><p>��Olhado, � passato un sacco di tempo da quando facevo le elementari, e la mia non era neppure una normale escola baixa, d�altronde.</p><p>��Ma tutti usano questi programmi, di continuo!</p><p>��Evidentemente <emphasis>non </emphasis>tutti. Io no. Se sapessi come fare, lo farei da solo. Non avrei bisogno di stipendiare te, ti pare? E poich� ti pago con denaro d�importazione, il servizio che mi rendi va a vantaggio dell�economia lusitana.</p><p>��Non so di che stia parlando.</p><p>��Neanch�io, Olhado. Comunque questo mi ricorda una cosa. Non sono certo di conoscere la procedura di pagamento.</p><p>��Basta che lei trasferisca il denaro dal suo conto.</p><p>��E come si fa, questo?</p><p>��Lei sta scherzando!</p><p>L�Araldo prese fra le sue una mano del ragazzo, e sospir�. � Olhado, te lo chiedo per favore, smettila di sgranare tanto gli occhi e <emphasis>aiutami</emphasis>! Ci sono delle cose che devo fare, e non posso farle senza l�aiuto di qualcuno che conosca i computer,</p><p>��Ma sarebbe come se le rubassi i soldi. Io sono appena un ragazzo. Ho <emphasis>dodici </emphasis>anni. Quim potrebbe aiutarla molto meglio di me. Ha quindici anni, ha studiato queste cose fino in fondo, e conosce bene la matematica.</p><p>��Senonch�, Quim dice che io sono un infedele e prega ogni giorno che Dio mi punisca.</p><p>��No, questo era prima che vi conosceste. Ma � meglio che lei non gli racconti che io gliel�ho detto.</p><p>��Come procedi per trasferire il denaro?</p><p>Olhado si volse al terminale e batt� il codice della banca locale. � Qual � il suo nome completo? � domand�.</p><p>��Andrew Wiggin. � L�Araldo lo ripet� lettera per lettera. Un nome in stark, pens� il ragazzo: forse quest�Araldo era uno dei fortunati che imparavano lo stark a casa loro, invece di sbatterci contro la testa a scuola.</p><p>��Va bene. Qual � il suo telecodice?</p><p>��Telecodice?</p><p>Olhado poggi� le mani sul terminale e chin� la testa davanti allo schermo ancora spento. � Per favore! Adesso non mi dica che non conosce il suo telecodice!</p><p>��Il fatto �, Olhado, che io avevo un programma, un programma molto in gamba, che faceva per me tutta questa roba. Bastava che io dicessi: �Paga a questo, riscuoti da quello� e il programma si prendeva cura dei miei soldi.</p><p>��Ma non poteva farlo. � illegale collegarsi ai sistemi pubblici con un programma-schiavo come questo. � per simili operazioni che usa quella specie di orecchino?</p><p>��S�, e per me non sono illegali.</p><p>��Io ho perso gli occhi, ma almeno questo non � stato per colpa mia. Lei invece non sa fare <emphasis>niente. </emphasis>- Soltanto allora Olhado si rese conto che stava parlando a un Araldo con lo stesso tono brusco che avrebbe usato con un altro ragazzo.</p><p>��Immagino che la cortesia, qui, comincino a insegnarvela a tredici anni � disse l�Araldo. Olhado lo guard� e vide che stava sorridendo. Suo padre probabilmente gli avrebbe mollato una sventola; e poi sarebbe andato a picchiare sua madre perch� non gli aveva insegnato le buone maniere. Ma, del resto, lui non avrebbe mai osato parlare cos� a suo padre.</p><p>��Mi spiace � si scus�. � Comunque, non posso accedere al suo denaro senza il telecodice. Suppongo che capisca di cosa sto parlando.</p><p>��Tenta usando il mio nome.</p><p>Olhado ci prov�. Nessun risultato.</p><p>��Rifallo, battendo �Jane�.</p><p>��S� ancora niente.</p><p>L�Araldo si gratt� una tempia. � Prova con �Ender�.</p><p>��Ender? Lo Xenocida?</p><p>��Tu provaci e basta.</p><p>Funzion�. Olhado rimase a bocca aperta. � Perch� ha scelto questo nome? � come avere una parolaccia per telecodice, solo che le banche non accettano le parolacce.</p><p>��Ho un senso dell�umorismo distorto � rispose l�Araldo. � E il mio programma-schiavo, come lo chiami tu, ne ha uno ancora peggiore.</p><p>Olhado rise. � Buona, questa! Un programma con il senso dell�umorismo. � Sullo schermo apparve l�ammontare di un conto corrente. Il ragazzo dagli occhi di metallo sbatt� le palpebre. Non aveva mai visto una cifra cos� lunga in vita sua. � OK. Ora so che un computer pu� anche inventare le barzellette.</p><p>��� il denaro che ho in banca?</p><p>��Penso che ci sia un errore.</p><p>��Be�, io ho volato spesso a velocit� relativistica. Qualcuno dei miei investimenti dev�essere andato a buon fine mentre ero in viaggio.</p><p>Un secondo controllo conferm� la cifra. Quell�Araldo aveva pi� soldi di quanto Olhado aveva creduto potesse averne un appartenente alla razza umana. � Le dir� io cosa pu� fare � sogghign�. � Invece di pagarmi una certa somma, perch� non mi accredita una percentuale degli interessi che scorrono nel tempo che rester� al suo servizio! Dico, un millesimo dell�uno per cento. E in un paio di settimane potr� comprare Milagre e trasferirla, case e tutto, su una spiaggia di Eden.</p><p>��Certo non riscuoto interessi <emphasis>cos� </emphasis>alti.</p><p>��Araldo, l�unico modo per accumulare questa somma con degli investimenti � di averli fatti mille anni fa. E lei non � tanto vecchio.</p><p>��Mm-mmh! � mugol� lui.</p><p>Dal suo sorrisetto, Olhado suppose di aver appena detto qualcosa di divertente. � Lei <emphasis>ha </emphasis>mille anni? � chiese.</p><p>��Il tempo � disse l�Araldo, � � cosa sfuggente e inafferrabile. Come disse Shakespeare: <emphasis>I wasted time, and now doth time waste me.</emphasis></p><p>��Che significa �doth�?</p><p>��Sta per �does� � spieg� l�Araldo. � Io sciupai il tempo, e ora il tempo sciupa me.</p><p>��Perch� cita un tipo che non sa neppure parlare stark?</p><p>��Trasferisci sul tuo conto quello che ti sembra un giusto compenso per una settimana di lavoro. E poi diamoci da fare con le note registrate da Pipo e da Libo, nelle due settimane precedenti la morte di ciascuno.</p><p>��Probabilmente sono protette da un blocco.</p><p>��Usa il mio telecodice. Dovrebbe servire a qualcosa.</p><p>Olhado cominci� a inviare richieste con vari espedienti, mentre l�Araldo dei Defunti lo osservava con pazienza e interesse e di tanto in tanto lo interrogava su quel che stava facendo. Dalle sue domande Olhado fin� per dedurre che sui computer l�uomo la sapeva molto pi� lunga di lui. Ci� che non conosceva erano solo quei particolari comandi; ma era chiaro che assistendo alle sue operazioni sapeva estrapolarne ogni funzione. Verso sera, allorch� la ricerca si concluse senza nessun risultato di rilievo, Olhado s�accorse che l�Araldo era stranamente soddisfatto del lavoro di quella giornata. Non fatic� a intuirne il motivo. <emphasis>Tu non volevi proprio nessun risultato</emphasis>, pens�. <emphasis>Volevi vedere come io facevo questa ricerca. E so anche cosa farai stanotte, Andrew Wiggin, Araldo dei Defunti: farai da solo le tue personali ricerche su altre registrazioni. Pu� darsi che io non abbia gli occhi, ma vedo pi� lontano di quel che credi. La cosa sciocca � che tu voglia tenerlo tanto segreto, Araldo. Non sai ancora che sto dalla tua parte? Non direi a nessuno che il tuo telecodice ti apre fascicoli riservati, neppure se tu entrassi in quelli del sindaco o del vescovo. Non hai bisogno di tenere dei segreti con me. Sei qui da appena tre giorni ma ti conosco gi� abbastanza da volerti bene, e ti voglio bene abbastanza da fare qualsiasi cosa per te, purch� non sia contro la mia famiglia. E so che tu non faresti mai del male ai miei.</emphasis></p><empty-line/><p>Il mattino dopo Novinha scopr� quasi subito che l�Araldo aveva cercato d�introdursi nelle sue registrazioni riservate. Era stato esplicito in modo perfino arrogante nel lasciarle capire che avrebbe fatto quel tentativo, e ci� che la preoccupava era fino a che punto era riuscito a spingersi. Vide che aveva ficcato il naso in buona parte della documentazione, e tuttavia la pi� importante, la registrazione della simulazione che lei aveva mostrato a Pipo, gli era rimasta preclusa. Ci� che la irrit� di pi� fu il fatto che non aveva neppure cercato di nascondere l�effrazione: il suo nome era rimasto impresso davanti a tutti i codici che aveva scalzato o tentato di scalzare, perfino nei punto dove ogni scolaretto sarebbe stato capace di cambiarlo o cancellarlo.</p><p>Ebbene, decise, lei non gli avrebbe permesso d�interferire nel suo lavoro. <emphasis>La fa da padrone in casa mia, manovra i miei figli, spia nel mio archivio, e tutto come se Dio gli avesse dato il diritto�</emphasis></p><p>E continu� a rodersi e ad indignarsi finch� non s�accorse che, pensando alle frasi al vetriolo da dirgli appena l�avesse rivisto, il tempo era trascorso e lei non aveva ancora fatto nessun lavoro.</p><p><emphasis>Ignoralo, non pensare a lui. Pensa a qualsiasi altra cosa.</emphasis></p><p><emphasis>Miro ed Ela che ridevano, due sere fa. Pensa a questo. Ma naturalmente Miro ha ritrovato se stesso, il mattino dopo; e Ela, che resta sempre pi� a lungo di umore allegro, invece ha assunto subito quell�aria preoccupata, indaffarata, svelta ed efficiente come sempre. E Grego pu� anche aver pianto fra le braccia di quell�uomo, come diceva Ela, ma al mattino si � svegliato, ha preso le forbici e ha tagliato a strisce le lenzuola. E a scuola ha dato una testata nella pancia a fratello Adornai, costringendolo a metter fine alla lezione prima del previsto; e poi Dona Crist� ha voluto parlarmi. Alla faccia delle mani risanataci dell�Araldo. Pu� pensare di spadroneggiare in casa mia, e aggiustare tutti quelli che gli sembrano errori miei, ma scoprir� che alcune ferite non si lasciano risanare cos� facilmente.</emphasis></p><p>Certo, Dona Crist� le aveva anche detto che Quara aveva parlato a sorella Bebei, in classe nientedimeno, di fronte agli altri bambini. E perch�? Per dir loro che aveva conosciuto il terribile e ripugnante Falante pelos Mortos, e che il suo nome era Andrew, e che era esattamente spaventoso come aveva detto monsignor Peregrino, se non peggio, perch� aveva torturato Grego fino a farlo piangere� ed a quel punto sorella Bebei aveva addirittura detto a Quara di <emphasis>smetterla </emphasis>di parlare. Questo era qualcosa, tirar fuori Quara dal suo profondo assorbimento in se stessa.</p><p>E Olhado, cos� controllato, cos� distaccato, adesso era espansivo; la sera prima non aveva smesso un istante di parlare dell�Araldo. �L�avreste detto che non sa neppure come trasferire i soldi?� e poi: �Ha un telecodice cos� incredibile che non ci credereste! Impossibile, mi sono detto, parole come queste il computer le rifiuta, e� no, non posso dirvelo, � un segreto. Vi giuro che gli ho dovuto praticamente insegnare come fare una ricerca� be�, no, anzi penso che conosca i computer, non � un idiota o uno che� certo, mi ha detto che usava un programma-schiavo, ecco perch� porta quell�orecchino. E ha detto che per il servizio potevo pagarmi con la cifra che volevo. Non che ci sia molto da comprare, qui, per� me li metter� da parte finch� non ne avr� bisogno. Sapete, credo che sia davvero vecchio. Mi � sembrato che ricordasse cose successe chiss� quanti secoli fa. E sono sicuro che la sua lingua nativa � lo stark. Voglio dire, non ci sono molti posti sui Cento Mondi dove lo stark sia la lingua madre, no? Pensate che possa essere nato sulla Terra?�</p><p>Alla fine Quim era balzato in piedi gridandogli di non parlare pi� a favore di quel servo del demonio, altrimenti avrebbe chiesto al vescovo di venire a fargli un esorcismo, perch� Olhado era evidentemente posseduto. E quando lui era scoppiato a ridergli in faccia, Quim era corso fuori dalla cucina e fuori di casa, e non era rientrato fino a notte tarda. <emphasis>A questo punto l�Araldo potrebbe addirittura trasferirsi a vivere in casa nostra</emphasis>, pens� Novinha, <emphasis>visto che influenza tanto la mia famiglia anche quando non c��, e s�intrufola perfino nei miei computer, sfacciatamente.</emphasis></p><p><emphasis>E il peggio � che, come al solito, la colpa � mia, sono io quella che l�ha chiamato qui, io che l�ho fatto venire via da quel posto, qualunque fosse, che chiamava casa.</emphasis>� <emphasis>ha detto che ha una sorella l�. Trondheim, gi�. � colpa mia se adesso � in questo miserabile paese, alla periferia della periferia dei Cento Mondi, dentro un recinto che non � bastato a trattenere i maiali dall�uccidere quelli che amavo�</emphasis></p><p>E di nuovo pens� a Miro, tanto somigliante al suo vero padre che lei non capiva cosa tappasse gli occhi alla gente davanti al suo adulterio. E pens� a lui che giaceva sul pendio della collina, come Pipo. Pens� ai maiali che lo smembravano con i loro orridi coltelli di legno. <emphasis>Ci riproveranno. Non importa quel che potr� fare, ci riproveranno. E anche se questo non accadr�, presto verr� il giorno in cui lui vorr� sposare Ouanda, e allora gli dovr� dire chi � in realt�, e perch� non potranno mai unirsi, e allora lui sapr� che io meritavo tutto il dolore che C�o mi ha inflitto, e che le sue mani erano le mani di Dio che mi puniva per i miei peccati.</emphasis></p><p><emphasis>Non solo loro: perfino io! </emphasis>pens� Novinha. <emphasis>Questo Araldo mi ha costretta a tormentarmi su cose che riuscivo a nascondermi per settimane, a volte per mesi e mesi. Quanto tempo � che non spendevo una mattinata a riflettere sui miei figli? E con un filo di speranza, nientemeno! Da quanto non mi concedevo di pensare a Pipo e a Libo? E quando mai mi sono detta che credo in Dio, o almeno al Dio impietoso e vendicatore del Vecchio Testamento che spazza via una citt� perch� vi abita un solo peccatore� se Cristo fa i suoi conti in modo diverso io non lo so.</emphasis></p><p>Fu cos� che Novinha trascorse il giorno, senza metter mano al lavoro, mentre anche i suoi pensieri rifiutavano di darle una conclusione di qualunque genere.</p><p>A met� del pomeriggio Quim comparve in laboratorio. � Scusa se vengo a seccarti, mamma.</p><p>��Non importa � disse lei. � Oggi non sto combinando niente, comunque.</p><p>��So che tu non ti preoccupi nel vedere Olhado che spreca il tempo insieme a quel bastardo satanico, ma penso sia meglio che tu sappia che Quara � andata l� dritta filata dopo la scuola. A casa sua.</p><p>��Ah, s�?</p><p>��O forse non t�importa neanche di lei, mamma? Che succede, stai pensando di comprare un paio di lenzuola nuove e di lasciare che quello prenda completamente il posto di pap�?</p><p>Novinha si alz� di scatto e si mosse verso di lui vibrando di una fredda furia. Il ragazzo indietreggi� in fretta.</p><p>��Scusa, mamma, scusami, � che� sono pazzo di rabbia�</p><p>��In tutti gli anni che ho trascorso con tuo padre non gli ho mai permesso di alzare una mano sui miei figli, ma se oggi fosse ancora vivo gli direi di darti quello che meriti.</p><p>��Potresti chiederglielo � sbott� Quim in tono di sfida. � Ma prima di lasciarmi mettere le mani addosso da lui l�avrei ammazzato. Forse a te piaceva farti sbattere di qua e di l�, ma questo a me nessuno lo far� mai!</p><p>Novinha ag� senza pensarci: la sua mano destra si abbatt� sul volto di lui, ancor prima d�accorgersi che lo aveva colpito.</p><p>Il manrovescio non poteva certo avergli fatto gran male, ma Quim scoppi� in lacrime e si gir�; poi cadde a sedere sul pavimento, voltandole la schiena. � Mi dispiace, mi dispiace� � gemette, fra i singhiozzi.</p><p>Lei si inginocchi� dietro il ragazzo e gli poggi� le mani sulle spalle, esitante, sentendosi goffa. Si rese conto che non aveva mai abbracciato quel figlio da quando aveva l�et� di Grego. <emphasis>Quand�� che ho deciso di essere cos� fredda? E perch� dopo tanto tempo che non lo toccavo, � stato con uno schiaffo e non con un bacio?</emphasis></p><p>Si schiar� la voce. � Anch�io sono preoccupata per quello che sta succedendo.</p><p>��Lui sta avvelenando tutto � mormor� Quim. � � arrivato qui e tutto sta cambiando.</p><p>��Be�, in quanto a questo, Estev�o, non si pu� dire che le cose fossero tanto meravigliose. Forse un cambiamento � quello che ci vuole.</p><p>��Non il <emphasis>suo</emphasis>! Confessione, penitenza e assoluzione, questo � il cambiamento di cui abbiamo bisogno.</p><p>Novinha sent�, e non per la prima volta, d�invidiare la fede di Quim nel potere del confessionale come luogo in cui mondarsi l�anima dai peccati. <emphasis>Questo � perch� tu non hai mai peccato, figlio mio. Questo � perch� non sai quale sia il vero peso della penitenza.</emphasis></p><p>��Credo che andr� a far quattro chiacchiere con l�Araldo � disse Novinha.</p><p>��E riporterai Quara a casa?</p><p>��Non lo so. Sono costretta a riconoscere che � riuscito a farla parlare ancora. E non si pu� certo dire che lui le piaccia. Non l�ho sentita dire una sola parola buona nei suoi confronti.</p><p>��Allora perch� � andata a casa sua?</p><p>��Per dirgli qualcosa di offensivo, suppongo. Devi ammettere che � pur sempre un passo avanti, rispetto al suo mutismo.</p><p>��Il diavolo � sottile quando elargisce doni, ma poi�</p><p>��Quim, non farmi una conferenza di demonologia. Accompagnami a casa dell�Araldo. Non so dove abita.</p><p>Seguirono la strada che girava sull�ansa del fiume. I serpenti d�acqua erano nel periodo della muta, e frammenti di pelle in vari stadi di putrefazione rendevano il terreno scivoloso. <emphasis>Questo sar� il mio prossimo progetto</emphasis>, pens� Novinha. <emphasis>Devo indagare sulla chimica interna di questi disgustosi mostriciattoli, cos� forse trover� il modo di utilizzare almeno la loro pelle; o almeno di impedire che impestino le rive del fiume per sei settimane all�anno. </emphasis>L�unica cosa positiva era che la pelle dei serpenti d�acqua sembrava fertilizzare il suolo; l�erba della riva cresceva pi� folta dove quei frammenti s�imputridivano. Era la sola flora piacevole in quella zona di Lusitania; per tutta l�estate la gente frequentava le rive del fiume soltanto per potersi distendere sulle strisce di prato naturale che separavano i canneti dalla dura erba della pianura. Il concime derivato dalla pelle di serpente, per quanto spiacevole da sentirsi sotto le scarpe, prometteva qualcosa di buono per il futuro.</p><p>Quim stava evidentemente seguendo riflessioni parallele. � Mamma, non potremmo piantare quest�erba intorno a casa nostra, un giorno o l�altro?</p><p>��� una delle prime cose che tentarono i tuoi nonni, anni fa. Ma non riuscirono a farla attecchire. Quest�erba si riproduce per disseminazione, per� non ha semi, e dopo che l�ebbero trapiantata fin� per appassire. L�anno dopo non ricrebbe. Suppongo che abbia bisogno della vicinanza dell�acqua.</p><p>Quim si guard� attorno con una smorfia e acceler� il passo, quasi che l�erba avesse gi� smesso di piacergli. Novinha sospir�. Il ragazzo sembrava vedere un affronto personale nel fatto che non sempre l�universo funzionava come voleva lui.</p><p>Poco dopo girarono nella traversa dove abitava l�Araldo. I bambini che giocavano nel pra�a facevano un tale chiasso che Quim fu costretto ad alzare la voce:</p><p>��Ecco, � quel prefabbricato � disse il ragazzo. � <emphasis>Io </emphasis>penso che dovresti subito rimandare a casa Olhado e Quara.</p><p>��Grazie di avermi accompagnato � si limit� a rispondere lei.</p><p>��Non sto scherzando. Questa � una dura lotta fra il bene e il male.</p><p>��Tutto lo � � disse Novinha. � Il difficile � capire dove sta l�uno e dove l�altro. Oh, certo, certo, so che tu hai mappe precise delle due trincee contrapposte, e sai bene come evitare i cecchini di Satana�</p><p>��Non fare la sputasentenze con me, mamma.</p><p>��Ma Quim, mi sembra naturale, visto come tu fai sempre lo sputasentenze con me.</p><p>Il volto di lui s�irrigid� di rabbia.</p><p>Novinha tent� di placarlo poggiandogli dolcemente una mano su una spalla. Al contatto il ragazzo si scost� con un fremito, come se le dita di lei fossero spine velenose. � Quim � gli disse, � non farmi lezioni sul bene e sul male. Io in quelle trincee ci sono stata, mentre tu non ne hai visto altro che la mappa.</p><p>Lui si tolse la sua mano di dosso e si allontan� in fretta. <emphasis>Cielo, ho nostalgia dei giorni in cui non ci scambiavamo una parola per settimane!</emphasis></p><p>Batt� le mani con forza. Qualche istante dopo la porta si apr�. Era Quara. � Oi, m�ezinha � disse. � Tamb�m veio jogar? � Sei venuta a giocare anche tu?</p><p>Olhado e l�Araldo erano occupati a manovrare le astronavi in un videogame tridimensionale, sul terminale. All�Araldo era stata fornita un�apparecchiatura con un campo olografico pi� grande e dettagliato della media, e i due stavano facendo agire squadroni composti da una quindicina di navi che si muovevano contemporaneamente. Era una faccenda complicata, e non se ne distolsero neppure per voltarsi a salutarla.</p><p>��Olhado mi ha detto di tenere la bocca chiusa, o mi taglier� la lingua e me la far� mangiare in un sandwich � disse Quara. � Cos� � meglio che tu non dica nulla fino al termine della partita.</p><p>��Sedetevi, per favore � mormor� l�Araldo.</p><p>��Ora sei mio, Falante! � esult� d�un tratto Olhado.</p><p>Pi� di met� della flotta dell�Araldo scomparve in una serie di esplosioni simulate. Novinha sedette su uno sgabello.</p><p>Quara si accovacci� sul pavimento davanti a lei. � Ho sentito che tu e Quim stavate parlando, qui fuori. Gridavate, cos� abbiamo potuto sentire tutto.</p><p>Novinha s�accorse di arrossire. Il pensiero che l�Araldo l�avesse udita mentre litigava con suo figlio era irritante. Quelli non erano fatti suoi. Nessuna faccenda della sua famiglia riguardava lui. E in quanto a quei giochi di guerra, lei non li approvava affatto. Erano cose talmente antiquate e fuori moda, inoltre. Da centinaia d�anni non c�era una battaglia nello spazio, salvo che non si volesse chiamare cos� la caccia alle astronavi dei contrabbandieri. Milagre era un posto tanto pacifico che nessuno possedeva un�arma pi� pericolosa dello storditore della guardia notturna. Olhado non avrebbe mai visto uno scontro armato in vita sua. E l�, invece, si divertiva a fare la guerra. Forse era qualcosa che l�evoluzione aveva lasciato intatto nei maschi della specie, il desiderio di far esplodere i rivali a pezzetti o di schiacciarli al suolo. O forse la violenza che lui aveva visto in casa l�aveva spronato a sfogarsi in giochi aggressivi. <emphasis>Colpa mia. Ancora una volta colpa mia.</emphasis></p><p>All�improvviso Olhado mand� un mugolio di frustrazione, mentre la sua flotta svaniva in un lampeggiare di esplosioni successive. � Non l�ho neanche visto, maledizione! Non posso credere che tu l�abbia fatto. Non l�ho neppure visto arrivare!</p><p>��E allora non ti lamentare � disse l�Araldo. � Se vuoi vedere come ho fatto, guarda la registrazione. Cos� la prossima volta saprai cosa aspettarti.</p><p>��Credevo che voialtri Araldi foste solo dei preti o qualcosa del genere. Dove hai imparato tattiche cos� micidiali?</p><p>L�Araldo si volse a Novinha con un sorriso, nel rispondere. � A volte riuscire a farsi dire la verit� dalla gente � un po� come una piccola battaglia tattica.</p><p>Olhado s�appoggi� al muro con le spalle e abbass� le palpebre sugli occhi di metallo, riguardandosi ci� che aveva visto della partita.</p><p>��Lei ha compiuto un�effrazione � disse Novinha. � E non � riuscito neppure a farla pulita. Sono queste le �tattiche� a cui vi dedicate voi Araldi?</p><p>��� questo che l�ha condotta qui, vero? � sorrise lui.</p><p>��Cosa stava cercando nel mio archivio?</p><p>��Sono venuto qui per parlare della vita e della morte di Pipo.</p><p>��Non l�ho ucciso io. I dati che ho in archivio non la riguardano.</p><p>��� stata lei a chiamarmi.</p><p>��E poi ho cambiato idea. Mi spiace. Tuttavia questo non le d� il diritto di�</p><p>Lui si accovacci� sui talloni al suo fianco, molto vicino, e quando la interruppe fu in un sussurro: � Pipo apprese qualcosa da lei, e i maiali lo uccisero a causa di ci� che sapeva. Perci� lei nascose quella registrazione dove nessuno potesse mai trovarla. Rifiut� perfino di sposare Libo, soltanto per impedirgli l�accesso a ci� che Pipo aveva visto. Lei ha distorto la sua vita, e la vita di tutti quelli che ama, allo scopo di tenere prima Libo e ora Miro lontani da quel segreto e dalla morte.</p><p>Novinha si sent� d�un tratto agghiacciare, e un tremito le corse in tutte le membra. Quell�uomo era l� da tre giorni, e gi� aveva intuito e saputo pi� di chiunque altro, a parte Libo stesso. � Queste sono bugie � disse, rigida.</p><p>��Mi ascolti, Dona Ivanova. � tutto inutile. Libo � morto ugualmente, non � cos�? Qualunque sia il suo segreto, mantenerlo non gli ha salvato la vita. E non salver� neppure quella di Miro. L�ignoranza e i segreti non aiutano nessuno. Ci� che li salva � <emphasis>conoscere.</emphasis></p><p>��Mai! � sussurr� lei.</p><p>��Posso capire perch� nasconde questa cosa a Miro, ma io cosa sono per lei? Nessuno. Dunque cosa le importa se anch�io vengo a conoscenza di un segreto capace di uccidermi?</p><p>��Dalla sua vita o dalla sua morte non me ne viene in tasca nulla � disse Novinha. � Ma io non dar� mai accesso a nessuno a quei dati.</p><p>��Lei sembra non capire che non ha il diritto di tappare gli occhi degli altri. Suo figlio, e sua sorella, escono ogni giorno per mescolarsi ai maiali, ed � grazie a lei che non sanno se la loro prossima parola o il loro prossimo gesto li condanner� a morte. Domani io andr� con loro, dato che non posso parlare della morte di Pipo senza aver almeno conosciuto i maiali e�</p><p>��Io non voglio che lei faccia l�elegia di Pipo.</p><p>��Non m�interessa ci� che lei vuole. Io non lo sto facendo per lei. Ma la scongiuro di dirmi quello che Pipo sapeva.</p><p>��Lei non potr� mai conoscere queste cose, perch� Pipo era una persona buona e gentile e amabile che�</p><p>��Che prese con s� una ragazzina solitaria e spaventata, e cur� le ferite che aveva nel cuore. � E mentre lo diceva, una mano di lui si poggi� su una spalla di Quara.</p><p>Era pi� di quel che Novinha potesse sopportare. � Non osi paragonarsi a lui! Quara non � un�orfana, mi ha capito? Lei ha una madre, ha <emphasis>me</emphasis>, e non ha bisogno di lei. Nessuno di noi ha bisogno di lei, nessuno di noi! � E d�un tratto, senza saperne il motivo, scoppi� in lacrime. Non voleva piangere davanti a lui. Non voleva essere l�. Quell�uomo sconvolgeva tutto e tutti. Corse alla porta e usc�, sbattendola dietro di s�. Quim aveva ragione. Era un demonio. Sapeva troppo, domandava troppo, dava troppo, e gi� troppo era il bisogno che ognuno di essi aveva di lui. Come poteva aver acquistato tanto potere su di loro in cos� poco tempo?</p><p>Poi in lei balen� un pensiero che all�istante le asciug� le lacrime e la riemp� di terrore. L�Araldo aveva detto che Miro e <emphasis>sua sorella </emphasis>andavano ogni giorno dai maiali. Lui sapeva. Lui conosceva tutti i segreti.</p><p>Tutti, eccetto quello che non era noto neppure a lei stessa: quello che Pipo aveva letto nella sua simulazione. Quando se ne fosse impadronito, avrebbe avuto nelle sue mani ogni atto e ogni pensiero che lei aveva tenuto nascosto in quegli anni. Quando aveva fatto la chiamata per un Araldo dei Defunti, desiderava che questi scoprisse la verit� su Pipo; invece lui era venuto e aveva scoperto la verit� su di lei.</p><empty-line/><p>Mentre i passi di Novinha si allontanavano, Ender si lasci� cadere sullo sgabello dov�era stata seduta e appoggi� la fronte sulle mani. Sent� Olhado tossicchiare e attraversare lentamente la stanza verso di lui.</p><p>��Hai cercato di entrare nell�archivio di mia madre � disse il ragazzo con calma.</p><p>��S� � mormor� Ender.</p><p>��Hai voluto che t�insegnassi a fare una ricerca soltanto per poter spiare mia madre. Hai fatto di me un traditore.</p><p>In quel momento Ender non aveva una risposta capace di soddisfare Olhado, e non cerc� d�inventarla. Rest� in silenzio mentre il ragazzo andava alla porta e usciva anch�egli.</p><p>Il tumulto dei suoi pensieri non era tuttavia un silenzio per la Regina dell�Alveare. Sent� il contatto della mente di lei, allarmata dalla sua angoscia. <emphasis>No</emphasis>, le disse senza parole, <emphasis>non c�� niente che tu possa fare, niente che io ti possa spiegare. Cose umane, tutto qui, strani e alieni problemi umani che sono al di l� di ogni comprensione.</emphasis></p><p>((Ah!)) gli giunse la sua risposta, e insieme la sensazione della brezza fra le chiome degli alberi, la forza e il vigore del legno, la ferma presa delle radici nelle terra, la gentile carezza del sole sulle foglie verdi di vita. ((Guarda cos�ho imparato da lui, Ender, la pace che lui trova.)) Quelle impressioni telepatiche svanirono mentre la Regina si ritraeva da lui. Ma gli rest� qualcosa della forza dell�albero, e la quiete del silenzio si sostitu� al silenzio della tensione.</p><p>Era stato soltanto un attimo; lo scatto della porta che si chiudeva dietro Olhado vibrava ancora nell�aria. Quara balz� in piedi, corse al letto di lui e vi salt� sopra; poi cominci� a rimbalzare sue gi�, facendone cigolare la struttura.</p><p>��Non durerai pi� di due o tre giorni � esclam� allegramente la bambina. � Adesso tutti ti odiano.</p><p>Ender ebbe una risata amara e si volse a guardarla. � Anche tu?</p><p>��Oh, s� � annu� lei. � Io sono stata la prima a odiarti, a parte forse Quim. � Balz� gi� dal letto e and� di fronte al terminale. Poi premette con attenzione diversi pulsanti, e nel campo olografico si materializz� una serie di equazioni, lunghe ma piuttosto semplici. � Questo � il mio compito a casa. Vuoi guardare mentre lo faccio?</p><p>Ender si alz� e la raggiunse. � Sicuro � disse. � Ehi, queste sembrano cosette piuttosto difficili.</p><p>��Non per me � si vant� la bambina. � Io le risolvo sempre pi� svelta di tutti.</p></section><section><title><p>CAPITOLO TREDICESIMO</p><p>ELA</p></title><cite><p>MIRO: � I maiali si autodefiniscono maschi, ma su questo abbiamo solo la loro parola.</p><p>OUANDA: � Perch� dovrebbero mentirci?</p><p>MIRO: � Che sei giovane e ingenua lo sapevo. Ma basta guardarli per capire che non hanno l�equipaggiamento necessario.</p><p>OUANDA: � Conosco anch�io la favola delle api e dei fiori. Ma chi ti dice che loro lo facciano nel nostro stesso modo?</p><p>MIRO: � Nel <emphasis>nostro </emphasis>modo non lo auguro a nessuno. Comunque loro non ne parlano. Forse sono riuscito a capire quali sono i loro organi genitali: quel gonfiore che hanno sull�addome, dove la peluria � pi� fine e rada.</p><p>OUANDA: � Vestigia di capezzoli. Anche tu li hai.</p><p>MIRO: � Ieri ho visto Mangia-Foglie e Orcio. Erano a una dozzina di metri da me, e non ho potuto vedere bene, ma Orcio stava strofinando l�addome di Mangia-Foglie, e credo che quella protuberanza si fosse inturgidita.</p><p>OUANDA: � Non puoi affermare che c�� un�equivalenza fra una reazione umana e una reazione dei maiali.</p><p>MIRO: � Una cosa � certa: l�addome di Mangia-Foglie era bagnato. Luccicava al sole. E lui aveva l�aria di godersela.</p><p>OUANDA: � Allora sono pervertiti.</p><p>MIRO: � Perch� non dovrebbero? Sono scapoli, no? E sono adulti, ma le loro cosiddette mogli non hanno introdotto nessuno di loro alle gioie della paternit�.</p><p>OUANDA: � A me sembra che uno zenador troppo esuberante e affamato di sesso stia proiettando le proprie frustrazioni sui suoi soggetti di studio.</p><text-author>Marcos Vladimir �Miro�. Ribeira von Hesse e Ouanda Quenhatta Figueira Mucumbi. <emphasis>Note di lavoro. </emphasis>1.4.1970</text-author></cite><empty-line/><p>Nella radura tutto era silenzio. Miro cap� subito che c�era qualcosa che non andava. I maiali non stavano <emphasis>facendo </emphasis>niente. Si limitavano a starsene seduti qua e l�. E <emphasis>immobili</emphasis>, quasi senza respirare. Tenevano lo sguardo abbassato al suolo.</p><p>A eccezione di Human, che usciva in quel momento dalla boscaglia alle loro spalle. Lentamente e con andatura rigida il maiale gir� loro attorno. Miro sent� che Ouanda gli si stringeva al fianco, ma non la guard�. Sapeva che la ragazza stava pensando la stessa cosa che pensava lui. � questo il loro modo di agire quando si preparano ad uccidere, com�� successo con Pipo e con Libo?</p><p>Human li guard� fissamente per alcuni minuti, finch� quell�attesa e quella tensione divennero snervanti. Ma Miro e Ouanda mantennero l�autocontrollo; non aprirono bocca, non permisero neppure ai loro volti di perdere l�espressione rilassata e indifferente che da anni era la loro abituale maschera da lavoro. L�arte di non comunicare era la prima che avevano dovuto apprendere, prima che Libo gli permettesse di accompagnarlo l�. Finch� la faccia non rivelava nulla dei loro scopi, finch� il respiro non tradiva emozione davanti a certe cose, i maiali ne sarebbero rimasti all�oscuro. Come se questo servisse a qualcosa� Human era troppo perspicace nel tradurre le risposte evasive e le frasi vuote in constatazioni, deduzioni chiare, dichiarazioni di fatto. Anche la loro assoluta immobilit� senza dubbio gli parlava ora di paura e di sconcerto, ma da questo non c�era via di fuga. Ogni cosa comunicava qualcosa.</p><p>��Voi ci avete mentito � disse Human.</p><p><emphasis>Non rispondergli</emphasis>, disse Miro in silenzio, e Ouanda tacque come se lo avesse udito. Probabilmente anche lei stava cercando d�inviargli lo stesso messaggio.</p><p>��Rooter dice che l�Araldo dei Defunti vuole venire da noi.</p><p>Di nuovo quel loro modo psicotico di comportarsi. Ogni volta che avevano qualcosa di offensivo su cui recriminare, attribuivano la lamentela a qualche maiale morto come per farla cadere ancor pi� dall�alto. Senza dubbio in ci� era coinvolto un rituale religioso: andare davanti all�albero-totem, fargli la domanda del giorno, e poi sedersi l� a contemplare le foglie o la corteccia o qualcos�altro finch� non prendeva forma proprio la risposta che si era pensato di ottenere.</p><p>��Non vi abbiamo mai detto il contrario � disse Miro. Sent� il respiro di Ouanda farsi leggermente pi� rapido.</p><p>��Avete detto che lui non voleva venire.</p><p>��Questo � vero � annu� Miro. � Non intendeva farlo. Deve ubbidire alla legge come chiunque altro. Se cercasse di oltrepassare il recinto senza permesso�</p><p>��Questa � una menzogna.</p><p>Miro tacque.</p><p>��� la legge � disse con calma Ouanda.</p><p>��La legge � gi� stata infranta altre volte � replic� Human. � Voi potreste portarlo qui, ma non lo fate. Tutto dipende dalla sua venuta qui. Rooter dice che la Regina dell�Alveare non potr� darci i suoi doni finch� lui non verr�.</p><p>Miro represse un mugolio d�impazienza. La Regina dell�Alveare! Non aveva gi� detto una dozzina di volte ai maiali che gli Scorpioni erano stati completamente sterminati? E adesso questa regina morta stava parlando loro, come il morto Rooter. Trattare con i maiali sarebbe stato molto pi� agevole, se avessero smesso di prendere ordini dai morti.</p><p>��� la legge � ripet� Ouanda. � Se anche osassimo chiedergli di venire, lui potrebbe fare rapporto alle autorit� e noi verremmo mandati via, senza poter pi� tornare da voi.</p><p>��Lui non vi far� rapporto. Vuole venire.</p><p>��Come lo sai?</p><p>��Lo ha detto Rooter.</p><p>C�erano momenti in cui a Miro veniva una voglia matta di abbattere l�albero-totem cresciuto sul luogo dell�eccidio di quel maiale. Magari questo li avrebbe fatti smettere con l�abitudine di citare Rooter. Ma probabilmente si sarebbero limitati a dare il nome di Rooter a un altro albero, e la cosa li avrebbe offesi. Non lasciargli mai capire che si dubita della loro religione: era una regola da libro di testo. Qualunque xenologo, perfino gli <emphasis>antropologi</emphasis>, la rispettavano.</p><p>��Domandateglielo � disse Human.</p><p>��A Rooter? � chiese Ouanda.</p><p>��Lui non parlerebbe a <emphasis>voi </emphasis>- precis� Human. Con disprezzo? � Domandate all�Araldo se vuol venire o no.</p><p>Miro attese che a rispondere fosse Ouanda. Lei sapeva gi� quel che lui avrebbe detto. Non ne avevano discusso una dozzina di volte negli ultimi due giorni? � un brav�uomo, diceva Miro. � un imbonitore di professione, diceva Ouanda. � stato abile con Grego e Quara, diceva Miro. Lo sono anche i molestatori di bambini, diceva Ouanda. Possiamo fidarcene, diceva Miro. Lui ci tradir�, diceva Ouanda. E l� era dove la discussione arrivava a un punto morto.</p><p>Ma i maiali stavano cambiando i termini dell�equazione. I maiali aggiungevano la loro spinta a quella di Miro. Quando chiedevano l�impossibile, di solito Miro aiutava Ouanda a farli desistere; ma questa non era una pretesa impossibile e lui non voleva deluderli, cos� non disse niente. <emphasis>Continua a far pressione, Human, perch� stavolta tu hai ragione e Ouanda dovr� cedere.</emphasis></p><p>Sentendosi in minoranza e conscia che Miro non l�avrebbe spalleggiata, lei avanz� una concessione: � Forse. A patto che lui non entri per pi� di un passo nella boscaglia.</p><p>��Portatelo qui � insist� Human.</p><p>��Non � possibile � disse lei. � Ma guardatevi! Indossate vesti. Mangiate pane. Fabbricate vasi.</p><p>Human sorrise. � S� � disse. � Tutte queste cose. Portatelo qui.</p><p>��No � replic� Ouanda.</p><p>Miro s�irrigid�, trattenendosi a stento dal voltarsi a toccarla. Era un�altra delle cose che mai avevano fatto: un secco rifiuto a una richiesta. Fin�allora avevano adottato il �Non � possibile, perch酻 oppure �Vorrei poterlo fare, ma�� evitando come la peste il rifiuto personale, il �No. Io non voglio�.</p><p>Il sorriso di Human si spense. � Pipo ci ha detto che le vostre donne non decidono. Ci ha detto che uomini e donne decidono insieme. Perci� tu non puoi dire no, se non dice no anche lui. � Si volse a Miro. � Tu dici di no?</p><p>Miro non rispose. Sent� un gomito di Ouanda toccare il suo.</p><p>��Tu non dici <emphasis>niente </emphasis>- osserv� Human. � Non dici n� s� n� no.</p><p>Di nuovo Miro non diede risposta.</p><p>Alcuni maiali nelle vicinanze si alzarono. Il giovane non seppe immaginare quali fossero le loro intenzioni, ma dopo il suo silenzio cos� provocante quel movimento gli parve pericoloso. Ouanda, che avrebbe saputo tener testa all�ostilit� diretta a lei, nel veder minacciato Miro cedette. � Lui dice di s� � mormor�.</p><p>��Lui dice s�, ma per te sta zitto. Tu dici no, ma non stai zitta per <emphasis>lui </emphasis>- Con un dito Human si tir� fuori di bocca un groppo di muco denso e lo sbatt� al suolo. � Tu non sei niente.</p><p>D�improvviso Human fece una capriola all�indietro, atterrando a pi� pari, volse loro le spalle e si allontan� svelto. Immediatamente gli altri maiali tornarono in vita e si accodarono a Human, che li condusse verso l�estremit� pi� lontana della radura.</p><p>Ma presso la boscaglia si ferm� di colpo. Uno dei maiali, invece di seguirlo, era corso davanti a lui e gli bloccava la strada. Era Mangia-Foglie. A causa della distanza Miro non pot� capire se i due si stessero scambiando qualche parola; vide per� che Mangia-Foglie toccava l�addome di Human. La sua mano rest� a contatto della pelliccia dell�altro per alcuni secondi, poi il maiale gir� su se stesso e corse via nel sottobosco, saltellando vivacemente.</p><p>Pochi momenti dopo tutti i maiali erano scomparsi fra i cespugli.</p><p>��Abbiamo assistito a una contesa � disse Miro. � Human e Mangia-Foglie fanno parte di due fazioni opposte.</p><p>��Che genere di contesa? � domand� Ouanda.</p><p>��Vorrei saperlo. Per� posso immaginarlo. Se portiamo qui l�Araldo, Human vincer�. Se non lo facciamo, il vincitore sar� Mangia-Foglie.</p><p>��E cosa c�� da vincere? Se l�Araldo vedr� i maiali ci tradir�, e in questo caso avremmo perso tutti quanti.</p><p>��Non ci tradir�.</p><p>��Perch� non dovrebbe? Tu hai appena tradito <emphasis>me</emphasis>!</p><p>La voce di lei era cos� tagliente che Miro incass� quelle parole con una smorfia di sofferenza. � Io, tradire te? � sussurr�. � Eu n�o. Jamais. � Non io. Mai.</p><p>��Pap� diceva sempre: mostratevi uniti davanti ai maiali, non lasciategli mai capire che non siete d�accordo, e tu�</p><p>��<emphasis>Io! </emphasis>Non sono stato io a dir loro di s�. Sei tu quella che dice no, sei tu quella che prende posizione e mostra loro che fra noi c�� un contrasto!</p><p>��Allora, quando c�� un disaccordo, � tuo compito�</p><p>La ragazza tacque, rendendosi conto di quello che stava per dire: � tuo compito fare ci� che io dico. Come se lui fosse il suo <emphasis>apprendista. </emphasis>Miro strinse i denti. � Ero convinto che qui lavorassimo insieme! � sbott�, e si avvi� nella boscaglia in direzione di Milagre.</p><p>��Miro! � lo raggiunse la voce di lei, un po� pi� avanti. � Miro, non volevo dire che�</p><p>Il govane si ferm� ad aspettarla, poi la afferr� per le braccia e sussurr� aspramente: � Smettila di gridare! O non t�importa che i maiali possano sentirci? La maestra zenador ha deciso di fargli sapere <emphasis>tutto</emphasis>, adesso, anche il modo in cui rimette in riga il suo apprendista?</p><p>��Io non sono la tua maestra, io�</p><p>��Proprio cos�, non lo sei. � Si gir� e riprese a camminare.</p><p>��Ma Libo era mio <emphasis>padre</emphasis>, cos� � naturale che io sia�</p><p>��Zenador per diritto di sangue? � ringhi� lui. � Diritto di sangue, � vero? E cos� per diritto di sangue io cosa sono? Un cretino ubriacone che picchia la moglie? � La prese per le spalle, stringendo crudelmente. � � cos� che vuoi che ti tratti? Vuoi una copia del mio paizinho?</p><p>��Lasciami, mi fai male.</p><p>Miro la spinse via. � Il tuo apprendista pensa che oggi sei stata una stupida � disse. � Il tuo apprendista pensa che avresti dovuto fidarti del suo giudizio sull�Araldo. E il tuo apprendista pensa che dovevi prendere sul serio quello che ha detto sulla gravit� di ci� che stavano facendo i maiali, perch� eri grossolanamente in errore e la tua stupidit� adesso potrebbe condurre Human alla morte.</p><p>Era un�accusa ingiusta, e lo era ancor pi� perch� rifletteva un timore che entrambi sentivano oscuramente gi� da tempo, e cio� la possibilit� che Human finisse per seguire il destino di Rooter e di altri, smembrato, con una pianticella che cresceva fra i suoi organi sparsi al suolo.</p><p>Miro era conscio d�aver parlato senza riflettere, e sapeva che la ragazza non avrebbe avuto tutti i torti se ora si fosse infuriata. Biasimare lei era assurdo, dal momento che lui stesso non aveva capito fino all�ultimo momento quale pericolo incombesse su Human.</p><p>Ma Ouanda non s�infuri�. Fece invece uno sforzo visibile per calmarsi i nervi, traendo lunghi respiri, finch� il suo atteggiamento non plac� anche Miro. � Quello che ora conta � disse la ragazza, � � di non far precipitare le cose. Le esecuzioni hanno sempre avuto luogo la sera tardi. Se vogliamo avere una speranza di salvare Human, dobbiamo portare qui l�Araldo oggi pomeriggio, prima del tramonto.</p><p>Miro annu�. � S� � disse. � E� mi dispiace, scusami.</p><p>��Dispiace anche a me � mormor� lei.</p><p>��Visto che non sappiamo ci� che stiamo facendo, quando le cose vanno male la colpa non � di nessuno.</p><p>��Vorrei soltanto esser certa che una scelta giusta fosse almeno poss�bile.</p><empty-line/><p>Ela sedeva su una roccia piatta e muoveva pigramente i piedi nell�acqua, in attesa dell�Araldo dei Defunti. A pochi metri di distanza il recinto oltrepassava il fiume, sostenuto da una griglia semisommersa che doveva impedire alla gente di uscire a nuoto. Come se qualcuno avesse avuto voglia di provarci. Quasi tutti gli abitanti di Milagre sembravano far finta che il recinto non esistesse neppure. Nessuno vi si avvicinava mai. Questo era il motivo per cui aveva dato appuntamento l� all�Araldo. Anche se la giornata era calda e le scuole erano chiuse, i ragazzi non venivano a nuotare l� a Vila Ultima, dove il recinto incrociava il fiume e la boscaglia esterna era tanto vicina. Anche gli operai del piccolo stabilimento dove si fabbricavano mattoni, ceramiche e vetro a quell�ora non passavano di l�. Avrebbe potuto dire quel che doveva dire, senza timore che altri sentissero o vedessero.</p><p>Non dovette aspettare molto. L�Araldo stava arrivando sul fiume in una piccola barca a remi, di quelle usate dai contadini nella zona in cui non c�erano ponti. La sua schiena era bianca in modo sorprendente. Anche i pochi Lusos, la cui pelle era cos� chiara da farli chiamare <emphasis>loiros</emphasis>, avevano un incarnato un tantino olivastro. Il suo pallore glielo fece vedere pi� snello e debole di quel che era; ma poi not� la velocit� con cui la barca andava controcorrente, il movimento ampio e fluido dei remi, la potenza della spinta e il gioco della solida muscolatura sulle spalle di lui. Per un attimo sent� una fitta d�angoscia, e poi cap� che questo le ricordava dolorosamente suo padre, a dispetto dell�odio che aveva avuto per lui. Fino a quel momento avrebbe giurato di non aver mai amato niente del genitore, e invece aveva nostalgia della forza che emanava dalla sua schiena e dalle sue spalle, del sudore che luccicava sulla sua pelle abbronzata come una pellicola vitrea sotto il sole.</p><p><emphasis>No</emphasis>, disse in silenzio, <emphasis>non sto soffrendo per la tua morte, C�o. Se soffro � perch� tu non assomigliavi a questo Araldo, quest�uomo che non ha nessun legame con noi ma che in tre giorni ci ha dato pi� cose buone di quante tu ce ne abbia dato in tutta la vita. E soffro perch� il tuo corpo cos� virile era distrutto fino in fondo all�anima.</emphasis></p><p>L�Araldo la vide e diresse la prua verso le rocce su cui lei sedeva. Ela si alz� e avanz� fra le canne, nel terreno molle, poi lo aiut� a tirare l�imbarcazione in secca.</p><p>��Mi spiace che tu abbia dovuto infangarti cos� � disse lui. � Ma da un paio di settimane non facevo un po� di vero movimento, e il fiume oggi era troppo invitante.</p><p>��Lei rema molto bene � disse Ela.</p><p>��Il pianeta da cui sono partito, Trondheim, � un ammasso di ghiaccio e acqua. Le coste non offrono molto ai turisti, e su una barca come questa si rema pi� per non finire assiderati che per divertirsi.</p><p>��Lei non � nato su quel mondo?</p><p>��No. � l�ultimo posto dove ho fatto un�elegia. � And� ad accovacciarsi sull�erba e lasci� vagare lo sguardo sul fiume.</p><p>Ela sedette al suo fianco. � Mamma � molto arrabbiata con lei.</p><p>L�Araldo pieg� le labbra in un sorrisetto. � Non me l�ha nascosto.</p><p>D�istinto Ela cominci� subito a difendere la madre. � Lei ha cercato di leggere le sue registrazioni.</p><p>��Ho <emphasis>letto </emphasis>le sue registrazioni. Quasi tutte. Ma non quelle che m�interessavano.</p><p>��Lo so. Quim me l�ha detto. � S�accorse di provare un fremito d�orgoglio al pensiero che i sistemi protettivi di sua madre lo avessero sconfitto. Poi ricord� a se stessa che in quella faccenda non stava dalla parte di lei, e che per anni aveva cercato di convincerla a lasciarle vedere quei dati. Ma altre emozioni la trascinavano, facendole dire cose che avrebbe preferito tenersi in bocca. � Ho lasciato Olhado seduto in casa, con gli occhi chiusi, ad ascoltare musica in cuffia. Era sconvolto.</p><p>��S�, pensa che io lo abbia tradito.</p><p>��E non � cos�? � Anche questo era qualcosa che non voleva dire.</p><p>��Io sono un Araldo dei Defunti. Ho la brutta abitudine di dire la verit� quando parlo, e di indagare nei segreti degli altri.</p><p>��Lo so. � per questo che ho chiamato un Araldo. Voi non avete rispetto per nessuno.</p><p>Lui parve seccato. � Perch� mi hai chiamato qui? � chiese.</p><p>Cos� stava rovinando tutto. Gli stava parlando come se fosse contro di lui, come se non gli fosse grata per ci� che aveva gi� fatto alla sua famiglia. Gli stava parlando come a un nemico. <emphasis>Quim mi ha influenzata al punto da farmi dire il contrario di quello che vorrei?</emphasis></p><p>��Tu mi hai invitato qui sul fiume. I tuoi familiari non � che mi parlino molto, ma ecco che mi arriva un messaggio da <emphasis>te. </emphasis>Per lamentarti sul fatto che indago dove non dovrei? Per dirmi che non rispetto nessuno?</p><p>��No � mormor� lei, a disagio. � Non � questo che intendevo fare.</p><p>��Non hai mai pensato che difficilmente avrei scelto d�essere un Araldo se non avessi rispetto per il prossimo?</p><p>Nella frustrazione la voce le divenne rauca: � Vorrei che lei avesse letto <emphasis>tutto </emphasis>il suo archivio! Vorrei che lei le tirasse fuori tutti i suoi segreti e li spargesse ai quattro venti sui Cento Mondi! � Sent� che i suoi occhi si riempivano di lacrime, senza saperne il perch�.</p><p>��Capisco. Vorresti che lei si fidasse almeno di te.</p><p>��Sou aprendiz dela, n�o sou? E porque choro, diga-me! O senhor tem o jeito!</p><p>��No, non sono molto portato a far piangere gli altri, Ela � rispose dolcemente lui. La sua voce era una carezza. No, qualcosa di pi� saldo: era una mano che afferrava la sua, che la teneva ferma, che le dava forza. � � dire la verit� che ti fa piangere.</p><p>��Sou ingrata, sou m� filha�</p><p>��S�, sei ingrata, e sei una figlia terribile � disse lui, e rise divertito. � In tutti questi anni di caos e di abbandono tu hai tenuto unita la famiglia senza il minimo aiuto da parte di tua madre, e quando l�hai seguita nella sua stessa professione lei non ha voluto condividere con te i suoi segreti. Tu non le chiedevi altro che amore e fiducia, e lei ha risposto chiudendoti fuori dalla sua vita a casa e sul lavoro. E poi, alla fine, hai detto a qualcuno che questo ti angoscia. Oh, certo, sei proprio la persona peggiore che io abbia mai conosciuto!</p><p>Lei si trov� a ridere, fra le lacrime, per il modo in cui s�era accusata. Ma subito, come una bambina, il fatto che si ridesse di lei la irrit�. � Non stia a lisciarmi il pelo, adesso � replic�, cercando di mettere disprezzo e rabbia nella voce.</p><p>Lui lo not�. I suoi occhi si fecero distanti e freddi. � Non sputare sulla mia amicizia � disse.</p><p>Ela non voleva che lui si ritraesse a quel modo; ma non pot� fare a meno di replicare con la stessa freddezza: � Lei non � mio amico.</p><p>Per un istante la ragazza ebbe paura che lui le credesse. Poi sul volto dell�Araldo comparve un sorriso. � Tu non sapresti riconoscere un amico, se ne vedessi uno.</p><p><emphasis>S� che lo riconoscerei</emphasis>, pens� lei. <emphasis>Ne vedo uno proprio adesso. </emphasis>Gli restitu� il sorriso.</p><p>��Ela � disse lui, � tu sei una brava xenobiologa?</p><p>��S�.</p><p>��Hai diciotto anni. Avresti potuto dare gli esami, a sedici. Ma non lo hai fatto.</p><p>��Mia madre non ha voluto. Diceva che non ero pronta.</p><p>��Dopo i sedici anni non hai bisogno del permesso di tua madre.</p><p>��Un apprendista deve avere il permesso dell�insegnante.</p><p>��Ma ora hai diciotto anni, e non hai bisogno neppure di questo.</p><p>��Lei � la xenobiologa di Lusitania, e quello � il suo laboratorio. Che succederebbe se passassi l�esame, ma lei non mi lasciasse mai pi� mettere piede in laboratorio?</p><p>��Ti ha minacciato di questo?</p><p>��Mi ha detto chiaro e tondo che non dar� l�esame.</p><p>��Perch� appena tu non sarai pi� un�apprendista, se ti ammettesse alla Stazione come collega, tu avresti pieno accesso a�</p><p>��A tutte le registrazioni di lavoro. A quelle che lei ha nascosto.</p><p>��Cos�, ha impedito a sua figlia di seguire le sue orme; e ha messo nel tuo fascicolo una nota con cui, come esaminatrice, dichiara che non sarai pronta per i test di xenobiologia neppure a diciott�anni. E tutto per tenerti lontana dall�archivio.</p><p>��S�.</p><p>��Tu come la vedi?</p><p>��Mia madre � pazza.</p><p>��No. Qualunque cosa Novinha sia, <emphasis>non � </emphasis>pazza.</p><p>��Ela � boba mesma, senhor Falante.</p><p>Lui rise e si distese sull�erba. � Dimmi perch� � boba, allora.</p><p>��Posso fargliene l�elenco. Tanto per cominciare, non permette nessuna indagine sulla Descolada. Trentaquattro anni fa la Descolada per poco non stermin� la colonia. I miei nonni, Os Venerados, Deus os aben�oe, riuscirono a bloccare l�epidemia. � indubbio che l�agente infettivo, lo �scollatore� del DNA, sia sempre presente nell�ambiente, tant�� vero che qui dobbiamo aggiungere all�acqua e al cibo un prodotto che impedisce a questo agente di tornare attivo. Questo le � stato detto, no? Prima di atterrare lei � stato informato che una volta venuto a contatto con il nostro ambiente dovr� continuare a prendere l�antidoto per tutta la vita, anche dopo che sar� partito da qui.</p><p>��S�, sono al corrente.</p><p>��Lei rifiuta di lasciarmi fare <emphasis>qualunque </emphasis>tipo di studio sull�agente della Descolada. O comunque, questi sono dati che ha chiuso con qualche codice. Ha nascosto tutte le scoperte di Gusto e Cida sull�argomento. Non c�� modo di ottenere quelle note.</p><p>L�Araldo strinse le palpebre. � D�accordo. E poi?</p><p>��Ma non capisce? Qualunque cosa sia questo agente, microbo o virus, � stato capace di adattarsi al nostro organismo e di divenire un parassita delle cellule umane dieci anni dopo la fondazione della colonia. Dieci anni! Se ha potuto mutare una volta, potr� mutare e adattarsi ancora.</p><p>��Forse lei non la pensa cos�.</p><p>��Forse io dovrei avere il diritto di controllarlo con i miei occhi.</p><p>Lui le poggi� una mano su un ginocchio, per placarla. � Sono d�accordo con te. Ma prosegui. La seconda ragione per cui � boba.</p><p>��Non permette nessuna ricerca teorica. Niente tassonomia. Nessun modello evoluzionario. Se vede che provo a farne, dice che evidentemente non ho abbastanza lavoro di cui occuparmi e mi assegna dei compiti interminabili finch� non pensa che io abbia rinunciato.</p><p>��Tu non hai rinunciato, a quanto pare.</p><p>��� per <emphasis>questo </emphasis>che esiste la xenobiologia. Oh, s�, � splendido che lei possa creare patate capaci di sfruttare al massimo questi terreni. � stata grande nell�ottenere un buon pane di amaranto, dando alla colonia la possibilit� di avere tutte le proteine che le servono con dieci soli acri sotto coltura. Ma questi sono soltanto giochetti molecolari.</p><p>��Questa � sopravvivenza.</p><p>��Ma noi non <emphasis>sappiamo </emphasis>niente. � come nuotare alla superficie dell�oceano: puoi muoverti qua e l�, puoi far finta di godertela, per� non sai se da qualche parte sotto di te c�� uno squalo. Noi potremmo essere circondati da squali, e lei rifiuta di immergersi per guardare.</p><p>��Terza cosa?</p><p>��Non vuole scambiare informazioni con gli zenador. Niente. E questo � veramente pazzesco. <emphasis>Noi </emphasis>non possiamo uscire dalla zona recintata. Ci� significa che non abbiamo modo di studiare neppure un albero. E non sappiamo niente sulla flora e la fauna di questo pianeta, eccetto per gli esemplari contenuti nel recinto: un gregge di cabras, la loro erba da pascolo, un�ecologia un tantino diversa lungo la riva del fiume, e questo � tutto. Niente sulle specie animali della foresta, nessuno scambio d�informazioni. Noi non diciamo niente agli zenador, e quando loro ci mandano dei dati lei cancella tutto senza leggere neppure. � come se costruisse intorno a noi un muro invalicabile: niente deve entrare, niente deve uscire.</p><p>��Forse ha le sue ragioni.</p><p>��Oh, � chiaro che le ha. I pazzi hanno sempre le loro ragioni. Per dirne una, odiava Libo. Lo <emphasis>odiava. </emphasis>Non permetteva a Miro di parlare di lui, non ci lasciava giocare con i suoi figli� China e io eravamo molto amiche, ma lei mi aveva proibito di portarla in casa e di andare da lei dopo la scuola. E quando Miro ha voluto diventare suo apprendista, non gli ha pi� rivolto la parola per degli anni. Non gli preparava neppure il posto a tavola.</p><p>Si accorse che l�Araldo dubitava di quelle parole. In realt� aveva un po� esagerato.</p><p>��Per un anno, voglio dire. Il giorno che lui and� per la prima volta alla Stazione Zenador come apprendista di Libo, torn� a casa e lei non lo guard� e non gli disse una parola. E quando sedette a tavola, lei gli tolse il piatto e le posate di sotto il naso, come se non ci fosse. Miro rimase l� dov�era per tutto il pranzo, zitto e con gli occhi fissi su di lei, finch� pap� non ne pot� pi� di quell�atteggiamento e gli grid� di andarsene fuori.</p><p>��E lui che fece, se ne and�?</p><p>��No. Lei non conosce Miro! � Ela ebbe una risata secca. � Non si azzuffa, per� non cede. Non ha mai risposto alle angherie di nostro padre, mai. Non ricordo di averlo sentito replicare con una parola rabbiosa in tutta la vita. E a mia madre� be�, <emphasis>ogni sera </emphasis>lui tornava a casa dalla Stazione Zenador e si sedeva a tavola davanti al piatto, e ogni sera mia madre levava via piatto e posate, e lui restava l� finch� pap� gli urlava di uscire. Naturalmente, dopo una settimana pap� cominciava a gridargli di andarsene appena mia madre gli aveva tolto il piatto. Mio padre ci godeva, quel bastardo, pensava che fosse divertente. Aveva sempre odiato Miro, e finalmente vedeva mamma dalla sua parte, contro di lui.</p><p>��Chi fu a cedere?</p><p>��Non cedette nessuno. � Ela si volse a guardare il fiume, conscia all�improvviso che con quelle parole stava ricoprendo di vergogna la sua famiglia davanti a uno straniero. Ma lui non si poteva considerare uno straniero, no? Quara aveva ricominciato a parlare, e Olhado provava interesse nelle cose, e Grego, anche se per poco, s�era comportato come un bambino normale. Lui non era uno straniero.</p><p>��Com�� finita? � insist� l�Araldo.</p><p>��� finita quando i maiali hanno ucciso Libo. E per dirle quanto mia madre lo odiasse, quando lui mor� volle celebrare la cosa perdonando suo figlio. Quella sera Miro torn� a casa quando ormai avevamo gi� cenato, anzi era notte tarda. Una notte terribile, tutti erano preoccupatissimi, e i maiali ci riempivano di paura. La gente soffriva, perch� non c�era nessuno che non avesse voluto bene a Libo� eccetto mamma, naturalmente. Lei rest� alzata ad aspettare Miro. Lui entr�, and� in cucina e si sedette a tavola, e mamma gli mise il piatto davanti e gli serv� la cena. Non disse una parola sull�accaduto. Non un cenno. Come se l�anno appena trascorso non fosse mai esistito. A met� della notte fui svegliata da un rumore, mi alzai e sentii che Miro stava piangendo nel bagno. Penso che nessuno degli altri se ne sia accorto, e io non entrai a consolarlo perch� intuivo che voleva tenere per s� il suo dolore. Ma ora credo di non averlo fatto perch� avevo paura di parlare. C�erano delle cose troppo angosciose nella mia famiglia.</p><p>L�Araldo annu�.</p><p>��Avrei dovuto entrare e parlargli � disse Ela.</p><p>��S� � annu� lui. � Avresti dovuto.</p><p>In quel momento accadde una cosa sconcertante. L�Araldo s�era detto d�accordo sul fatto che lei quella notte aveva sbagliato, e sentendo le sue parole Ela seppe che erano vere, che il giudizio di lui era esatto. E tuttavia ebbe la strana impressione che questo la sollevasse di un peso, come se nell�attribuirle quell�errore con una mano, la liberasse della sofferenza con l�altra. Fu allora che, per la prima volta, ebbe un indizio di quale fosse il potere risvegliato dalle azioni di un Araldo. Non era un meccanismo confessione-penitenza-assoluzione, come quello che offrivano i preti. Era qualcosa di molto diverso: significava svelargli chi era lei, e poi capire che lei non era pi� la stessa persona. Significava che lei aveva fatto un errore, e che l�errore l�aveva cambiata, e che nel farglielo capire lui le aveva dato la certezza che non avrebbe rifatto lo stesso sbaglio, perch� adesso era gi� un�altra, una persona meno spaventata, una persona capace di affrontare il dolore in s� e negli altri.</p><p><emphasis>Se non sono pi� la ragazzina piena di paura che sentiva suo fratello piangere nel bagno e non osava parlargli, allora chi sono? </emphasis>Ma la corrente che frusciava attraverso la griglia sotto il recinto non aveva una risposta. Forse non le era dato di sapere chi era quel giorno. Forse era gi� abbastanza sapere che lei non era pi� quella di un tempo.</p><p>L�Araldo s�era messo le mani dietro la testa e osservava le nuvole, che ad ovest cominciavano ad arrossarsi. � Ecco, le ho detto ci� che dovevo � mormor� Ela. � Nell�archivio del laboratorio sono nascoste le informazioni riguardanti la Descolada. Questo � tutto ci� che so.</p><p>��Non proprio � osserv� l�Araldo.</p><p>��� cos�, glielo giuro.</p><p>��Vuoi dire che le hai ubbidito? Che quando tua madre ti ha ordinato di non fare nessun lavoro teorico ti sei limitata a pensare ad altro, come voleva lei?</p><p>Ela ridacchi�. � Questo � ci� che mia madre crede.</p><p>��Dunque non hai smesso.</p><p>��Anche se lei non � una scienziata, io lo sono.</p><p>��Una volta lo era � disse l�Araldo. � Ha passato l�esame quando aveva appena tredici anni.</p><p>��Lo so � annu� Ela.</p><p>��E condivideva ogni informazione con Pipo, prima della sua morte.</p><p>��So anche questo. Era soltanto Libo che lei odiava.</p><p>��Allora dimmi, Ela, cos�hai scoperto con il tuo lavoro teorico?</p><p>��Non ho ancora tutte le risposte. Ma almeno so quali sono alcune delle domande. Questo � un inizio, no? Nessun altro sta facendo domande. � quasi comico, non le pare? Miro dice che gli xenologi framling assillano lui e Ouanda per avere pi� notizie, pi� dati, ed � solo la legge che gli impedisce di approfondire le ricerche. Eppure non un singolo xenobiologo framling ha mai chiesto informazioni a noi. Pensano soltanto a studiare la biosfera dei loro pianeti, e non fanno nessuna domanda a mia madre. Io sono l�unica che ne fa, e questo non importa a nessuno.</p><p>��A me importa � disse l�Araldo. � Bisogna che io sappia quali sono queste domande.</p><p>��OK, eccone una. Noi abbiamo un gregge di cabras, qui all�interno del recinto. I cabras non lo saltano, non lo toccano neppure. Ho esaminato e contrassegnato ogni cabras del branco, e vuole sapere una cosa? Non ci sono maschi. Sono <emphasis>tutte </emphasis>femmine.</p><p>��Una bella sfortuna � sorrise l�Araldo. � Si staranno chiedendo cosa diavolo aspettate a mettere almeno un maschio nel recinto.</p><p>��Non credo che gli importi � disse Ela. � Il fatto � che io non so neppure se i maschi <emphasis>esistono. </emphasis>Negli ultimi cinque anni ogni cabras adulta ha partorito almeno una volta. E nessuna di loro � stata montata.</p><p>��Forse si riproducono per clonazione � disse l�Araldo.</p><p>��La struttura genetica dei piccoli non � identica a quella delle madri. Questo � quanto ho potuto scoprire usando di nascosto le apparecchiature del laboratorio. Ma <emphasis>c�� </emphasis>un sistema di transfert genetico.</p><p>��Ermafroditi?</p><p>��No, sono femmine. Neppure un accenno di genitali maschili atrofizzati. Questo basta per farne una domanda importante? In qualche modo i cabras hanno un sistema di scambio genetico, senza il sesso.</p><p>��Le sole implicazioni teologiche sono gi� sorprendenti.</p><p>��Non ci scherzi sopra.</p><p>��Su cosa? La scienza o la teologia?</p><p>��Entrambe. Vuole sentire altre delle mie domande, o no?</p><p>��Continua � disse l�Araldo.</p><p>��Allora eccole questa. L�erba su cui lei � sdraiato� noi la chiamiamo grama, come quella terrestre. � qui che vengono a riprodursi i serpenti d�acqua. Sono vermi, all�aspetto, cos� piccoli che lei faticherebbe a vederne uno. Mangiano l�erba fino alla radice e si divorano anche l�un l�altro, cambiando pelle ogni volta che diventano pi� grossi. Poi, d�un tratto, quando l�erba � completamente fradicia delle loro pelli decomposte, tutti i serpenti entrano nel fiume e <emphasis>non ne ritornano pi� fuori.</emphasis></p><p>Lui non era uno xenobiologo. Non ne afferr� le implicazioni.</p><p>��I serpenti d�acqua si <emphasis>accoppiano </emphasis>qui � spieg� lei. � Ma non tornano fuori dall�acqua per deporre le uova.</p><p>��Dunque si accoppiano prima di trasferirsi nell�acqua.</p><p>��Sicuro, normale, ovvio. Li ho visti accoppiarsi. Non � questo il problema. La domanda �: perch� sono serpenti d�acqua?</p><p>Di nuovo lui la fiss� senza capire.</p><p>��Ascolti, questi animali sono completamente adattati alla vita subacquea. Hanno branchie e polmoni, sono superbi nuotatori, hanno pinne per manovrare, e si sono evoluti per una vita adulta interamente acquatica. Ma perch� questa evoluzione, se nascono a terra, si accoppiano a terra e si <emphasis>riproducono </emphasis>a terra? Per quanto riguarda l�evoluzione delle specie, tutto ci� che accade dopo l�atto riproduttivo � quantomai irrilevante, a parte la nutrizione dei piccoli, e i serpenti d�acqua senza alcun dubbio non li nutrono. La vita acquatica non ostacola la loro capacit� di sopravvivere fino al periodo della riproduzione. Possono trasferirsi nell�acqua e <emphasis>viverci </emphasis>dentro, e ci� non ha alcun significato perch� il loro intero ciclo riproduttivo si � svolto <emphasis>altrove.</emphasis></p><p>��S� � disse l�Araldo. � Comincio a capire.</p><p>��Nell�acqua si nota spesso la presenza di piccole uova chiare. Io non ho mai visto un serpente d�acqua nell�atto di deporle, ma poich� nel fiume e nelle sue vicinanze non vi sono animali abbastanza grossi da poterle deporre, sembra logico supporre che siano quelle dei serpenti d�acqua. Solo che queste uova (biancastre e larghe un centimetro) sono completamente sterili. Contengono le sostanze nutritive e tutto quanto, ma non l�embrione. Niente. Alcune hanno un gamete (met� dei geni di una cellula, pronti a combinarsi) ma neppure una � viva. E non abbiamo mai trovato uova di serpente d�acqua sulle rive. Il giorno prima l� non c�� niente se non la grama, verde e folta, e il giorno dopo gli steli d�erba sono pieni di serpenti d�acqua appena nati. Non le sembra una faccenda su cui vale la pena d�indagare?</p><p>��A me sembra che si possa parlare di partenogenesi.</p><p>��Be�, a me piacerebbe scoprire abbastanza dati da poter fare ipotesi alternative, ma mia madre non me lo permette. Quando le parlai dei serpenti, gett� sulle mie spalle l�intero procedimento dei test sull�amaranto per non lasciarmi il tempo di �bighellonare� sul fiume. E un�altra domanda: perch� qui ci sono cos� poche specie? Su ogni pianeta, anche semideserto come Trondheim, ci sono migliaia di specie diverse, almeno nelle acque. Qui ne abbiamo s� e no una manciata, da quel che posso saperne. Gli xingadora sono gli unici volatili che abbiamo mai visto. I succiamosche sono le sole mosche. I cabras sono gli unici ruminanti che si nutrono dell�erba capim e, maiali a parte, i soli animali di grossa taglia. Un�unica specie di alberi. Un�unica erba sulla prateria, il capim. E un�unica variet� di piante parassite, il trope�a, una sorta di edera che si allunga anche al suolo per molti metri, e che gli xingadora sfruttanto per la costruzione dei nidi. Questo � tutto. Gli xingadora mangiano i succiamosche e nient�altro. I succiamoche si nutrono delle alghe sulla riva del fiume, e della nostra spazzatura. Niente mangia gli xingadora. Niente mangia i cabras.</p><p>��Una catena alimentare piuttosto ristretta � disse l�Araldo.</p><p>��Impossibilmente ristretta. Qui esistono diecimila nicchie ecologiche e nulla che le riempia. Non esiste un�ipotesi evolutiva che possa spiegare un ambiente ecologico cos� limitato.</p><p>��A meno che non ci sia stata una catastrofe.</p><p>��Proprio cos�.</p><p>��Qualcosa che abbia spazzato via tutto, salvo un manipolo di specie capaci di adattarsi.</p><p>��S� � disse Ela. � E le prove di questo non mancano. I cabras hanno un comportamento molto rivelatore: quando qualcuno si avvicina, quando ne sentono l�odore, gli adulti si raggruppano e formano un circolo, rivolti all�interno, in modo da poter scalciare contro l�intruso e proteggere i piccoli.</p><p>��Molti erbivori lo fanno.</p><p>��Ma per proteggersi da cosa? I maiali sono completamente silvestri, non hanno <emphasis>mai </emphasis>cacciato nella prateria. Qualunque fosse il predatore che ha costretto i cabras a evolvere questo schema difensivo, � scomparso. E abbastanza di recente: negli ultimi centomila anni, o al massimo un milione.</p><p>��Non ci sono crateri prodotti da grossi meteoriti e risalenti a meno di venti milioni di anni fa � osserv� l�Araldo.</p><p>��No, una catastrofe di quel genere avrebbe ucciso piante e animali di grossa taglia risparmiando miriadi di specie pi� piccole, o avrebbe spazzato via la vita dai continenti lasciando intatta quella nei mari. Ma qui tutti i diversi ambienti acquatici e terrestri sono stati coinvolti, e le specie superstiti sono fra le pi� vulnerabili a un disastro cosmico. No, penso che sia stata un�epidemia. Un virus che dilag� in tutti gli ecosistemi e seppe adattarsi a ogni forma vivente. Oggi non ne possiamo notare l�esistenza, ovviamente, poich� questo agente � innocuo con le specie rimaste in vita. Dev�essere diventato parte del loro organismo. E per noi l�unico modo di notarne l�esistenza � stato�</p><p>��Esserne infettati � termin� l�Araldo. � La Descolada.</p><p>��Vede? Tutti i ragionamenti tornano alla Descolada. I miei nonni trovarono il modo di renderne immuni gli esseri umani, ma grazie a una complessa manipolazione genetica artificiale. Gli animali, i cabras, i serpenti d�acqua, trovarono anch�essi la via d�uscita, ma dubito che ci� sia stato con un supplemento alla loro dieta. Penso che le cose siano collegate. Le strane anomalie della riproduzione, gli ecosistemi cos� spopolati, tutto risale all�agente infettivo della Descolada, e mia madre mi impedisce di esaminarlo. Non vuole che io studi cos��, come funziona, come potrebbe essere collegato a�</p><p>��Ai maiali.</p><p>��Be�, naturalmente, ma non soltanto a loro. A tutti gli animali�</p><p>L�Araldo aveva l�aria di trattenere a stento l�eccitazione, come se lei gli avesse spiegato qualcosa su cui s�era interrogato invano. � La notte in cui Pipo mor� lei blocc� tutti i dati relativi al lavoro che stava facendo, e fece lo stesso con le registrazioni delle ricerche sulla Descolada. Dunque ci� che lei mostr� a Pipo aveva a che fare sia con l�agente della Descolada che con i maiali�</p><p>��Fu allora che nascose quelle informazioni? � domand� Ela.</p><p>��S�, s�.</p><p>��Allora io ho ragione, non � vero?</p><p>��S� � disse lui. � Grazie. Mi sei stata d�aiuto pi� di quel che puoi credere.</p><p>��Questo significa che presto lei far� l�elegia per mio padre?</p><p>L�Araldo la guard� negli occhi. � Tu non vuoi esattamente che io faccia l�elegia per tuo padre. Vuoi che la faccia per tua madre.</p><p>��Lei non � morta.</p><p>��Ma tu sai che non posso dire la verit� su Marc�o senza spiegare perch� spos� Novinha, e perch� siano rimasti insieme tanti anni.</p><p>��Questo � vero. Io voglio che tutti questi misteri siano sciolti. Voglio che tutti i dati siano accessibili. Niente deve restare pi� nascosto.</p><p>��Tu non sai quello che stai chiedendo � disse l�Araldo. � Non sai quanto dolore nascerebbe se tutti i segreti venissero alla luce.</p><p>��Dia un�occhiata alla mia famiglia, Araldo � replic� lei. � Come potrebbe la verit� portare pi� dolore di quello che i segreti hanno gi� causato?</p><p>Lui le sorrise, ma non era un sorriso allegro. Era affettuoso, perfino� colmo di piet�. � Hai ragione � le disse. � Hai tutte le ragioni del mondo. Ma potresti capire ci� che detto soltanto se tu conoscessi l�intera storia.</p><p>��Io <emphasis>conosco </emphasis>l�intera storia, nei limiti in cui la si pu� conoscere.</p><p>��Questo � ci� che tutti pensano. E tutti si sbagliano.</p><p>��Quando far� l�elegia?</p><p>��Appena potr�.</p><p>��Allora perch� non adesso? Oggi? Cos�� che sta aspettando?</p><p>��Non potr� far niente finch� non avr� parlato con i maiali.</p><p>��Lei sta scherzando, vero? Nessuno pu� parlare ai maiali, salvo gli zenador. � un ordine tassativo del Consiglio. Nessuno pu� oltrepassare <emphasis>quello.</emphasis></p><p>��S� � disse l�Araldo. � Ecco perch� sar� difficoltoso.</p><p>��Non difficoltoso, impossibile!</p><p>��Forse � disse lui. Si alz�, e lei fece lo stesso. � Ela, tu mi hai aiutato moltissimo. Mi hai insegnato pi� di quel che avrei sperato di avere da te. Proprio come ha fatto Olhado. Ma a lui non � piaciuto ci� che ho fatto delle cose che mi ha insegnato, e ora pensa che io l�abbia tradito.</p><p>��Lui � un ragazzo. Io ho diciott�anni.</p><p>L�Araldo Andrew annu� e le poggi� una mano su una spalla. � Allora tutto va bene. Siamo amici.</p><p>Lei fu quasi certa che c�era dell�ironia in quelle parole. Ironia, e forse una supplica. � S� � rispose. � Saremo sempre amici.</p><p>Lui annu� ancora, si volse, spinse la prua della barca gi� dalla riva e la segu�, facendo schizzare l�acqua e il fango fra le canne. Quando l�imbarcazione fu nella corrente si sedette e sistem� gli scalmi, poi immerse i remi in acqua e si gir� a sorriderle. Ela alz� una mano, ma il sorriso con cui gli rispose non poteva trasmettergli tutta l�euforia e tutto il sollievo che le riempivano l�anima. Lui aveva ascoltato tutto, aveva capito tutto, e avrebbe saputo rimettere ogni cosa al giusto posto. La ragazza ne era convinta, lo credeva cos� profondamente che non comprese neppure quanto ci� fosse all�origine della sua improvvisa felicit�. Sapeva soltanto d�aver trascorso un�ora con l�Araldo dei Defunti, e di sentirsi viva come non le accadeva da anni.</p><p>And� a raccogliere le scarpe, se le rimise e cominci� ad avviarsi verso casa. Sua madre era ancora alla Stazione Biologista, ma quel pomeriggio lei non aveva voglia di lavorare. Desiderava andare a casa e preparare la cena; questo era il suo compito giornaliero e solitario. Sper� che nessuno l�avrebbe distratta con delle chiacchiere. E sper� che non ci sarebbero state necessit� seccanti in attesa d�essere risolte da lei. <emphasis>Desidero che questa leggerezza d�animo duri per sempre.</emphasis></p><p>Era arrivata a casa da pochi minuti, tuttavia, quando Miro irruppe in cucina. � Ela � disse. � Hai visto l�Araldo dei Defunti?</p><p>��S� � rispose lei. � In riva al fiume.</p><p>��In riva al fiume <emphasis>dove</emphasis>?</p><p>Se gli avesse detto dove s�erano fermati, lui avrebbe capito che non era stato un incontro casuale. � Perch�? � chiese.</p><p>��Ascolta, Ela, per favore, questo non � il momento d�essere sospettosi. Ho bisogno di parlare con lui. Gli abbiamo lasciato una nota, ma il computer non pu� rintracciarlo e�</p><p>��Era su una barca a remi, e stava tornando ai moli. Probabilmente � andato subito a casa sua.</p><p>Miro balz� via dalla soglia e corse nell�atrio. Ela lo sent� battere sulla tastiera del terminale. Pochi secondi dopo rimise dentro la testa. � Grazie � disse. � Non aspettatemi per la cena.</p><p>��Che c�� di tanto urgente?</p><p>��Niente. � Ma quel �niente� esclamato con voce tanto agitata e frettolosa suon� cos� ridicolo che entrambi scoppiarono a ridere. � OK � disse Miro. � C�� qualcosa, s�, per� non posso parlarne. OK?</p><p>��OK. � <emphasis>Ma presto tutti i segreti saranno conosciuti, Miro.</emphasis></p><p>��Quello che non capisco � perch� il computer non l�abbia rintracciato. Per trasmettergli il nostro messaggio, voglio dire. Non ha quel microimpianto all�orecchio? Il computer dovrebbe raggiungerlo dovunque. Naturalmente potrebbe averlo spento.</p><p>��No � disse Ela. � La spia era accesa.</p><p>Miro inarc� un sopracciglio, fissandola. � Non puoi aver visto quella minuscola lucina rossa, non se lui stava remando in mezzo al fiume.</p><p>��� venuto a riva. Abbiamo fatto due chiacchiere.</p><p>��Su quale argomento?</p><p>Ela sorrise. � Niente � disse.</p><p>Lui le restitu� il sorriso, ma parve lo stesso un po� irritato. Ela poteva capirlo. <emphasis>� naturale per te avere segreti con me, ma non � naturale che io li abbia con te. � vero, Miro?</emphasis></p><p>Lui per� non si mise a discutere. Aveva davvero fretta. Doveva andare a cercare l�Araldo, e <emphasis>subito</emphasis>, e non sarebbe tornato a casa per la cena.</p><p>Ela ebbe il presentimento che l�Araldo sarebbe riuscito a parlare con i maiali molto prima di quanto lei avrebbe creduto possibile. Per un istante fremette d�eccitazione. L�attesa sarebbe finita.</p><p>Poi l�eccitazione svan�, e qualcos�altro ne prese il posto. Una paura arcana. L�immagine da incubo del papai di China, il povero Libo, disteso sul pendio della collina, smembrato dai maiali. Solo che non appartenevano a Libo i resti che lei vedeva in quell�orrida scena. Erano quelli di Miro. No, no, non era Miro. Era l�Araldo. Era l�Araldo che sarebbe stato torturato a morte. � No! � sussurr� Ela.</p><p>Poi scosse il capo e l�incubo lasci� la sua mente. Prese le spezie e cominci� a condire la pasta, per dare allo sformato un sapore migliore di quello della colla d�amaranto.</p></section><section><title><p>CAPITOLO QUATTORDICESIMO</p><p>RENEGADES</p></title><cite><p>MANGIA-FOGLIE: � Human dice che quando i vostri fratelli muoiono, voi li seppellite nella polvere, e poi costruite le vostre case con quella polvere. (Ride)</p><p>MIRO: � No. Per costruire noi non usiamo il terreno dov�� stata sepolta della gente.</p><p>MANGIA-FOGLIE (s�irrigidisce per la tensione): � Allora i vostri morti non vi servono <emphasis>assolutamente a nulla!</emphasis></p><text-author>Ouanda Quenhatta Figueira Mucumbi, <emphasis>Dialoghi Trascritti</emphasis>, 4.13.1969</text-author></cite><empty-line/><p>Ender s�era atteso che i due giovani trovassero qualche difficolt� per farlo uscire dal recinto, ma Ouanda poggi� una mano sulla piastra della serratura, Miro apr� il cancello, e poi uscirono all�esterno. Nessuno era comparso a fare obiezioni. Le cose stavano dunque come Ela gli aveva lasciato capire: nessuno aveva mai voglia di sconfinare, e non esisteva un vero apparato di sorveglianza. Se questo fosse perch� la gente si accontentava di restare a Milagre, o perch� avessero paura dei maiali, o perch� odiavano sentirsi imprigionati al punto che preferivano ignorare l�esistenza della recinzione, Ender non aveva elementi per capirlo.</p><p>Ma Ouanda e Miro erano tesi, quasi spaventati. La cosa era piuttosto comprensibile, visto che facendosi accompagnare da lui violavano gli ordini della Federazione. Ma Ender sospettava che ci fosse di pi�. L�ansia di Miro era sfumata d�eccitazione, quasi di impazienza; forse era preoccupato, ma soprattutto desiderava vedere quel che sarebbe successo. Ouanda gli si teneva discosta, camminava a passi misurati, e la sua freddezza non era dovuta tanto alla paura quanto all�ostilit�. La ragazza diffidava di lui.</p><p>Cos�, Ender non fu sorpreso allorch� la vide fermarsi accanto a un grosso albero che cresceva non distante dal cancello, e incrociare le braccia, con l�aria di chi ha gi� concesso anche troppo. Miro parve sul punto di lasciarsi sfuggire qualche parola irosa, poi si controll�. Il suo volto assunse subito un�espressione d�indifferenza cos� distaccata da sconfinare nel disinteresse. Ender si scopr� a paragonare Miro ai ragazzi che aveva conosciuto alla Scuola di Guerra, cresciuti fianco a fianco come compagni d�arme, e riflett� che il giovane avrebbe avuto successo in quell�ambiente. Anche Ouanda, bench� per ragioni diverse: la ragazza sembrava ritenersi responsabile per tutto ci� che sarebbe accaduto, malgrado che Ender fosse un adulto e lei cos� giovane. Non gli mostrava la minima deferenza. Qualunque cosa temesse, non era il pericolo di dover subire la sua autorit�.</p><p>��Qui? � chiese con noncuranza Miro.</p><p>��O da nessun�altra parte � annu� lei.</p><p>Ender and� a sedersi alla base del tronco. � Questo � l�albero di Rooter, non � vero? � domand�.</p><p>I due reagirono con calma ostentata, ma lo sguardo che si scambiarono gli disse che li aveva sorpresi, quasi sconcertati, con la sua conoscenza di un passato che consideravano di loro propriet�. <emphasis>Pu� darsi che io sia un framling qui</emphasis>, pens� Ender, <emphasis>ma non � detto che debba essere un framling ignorante.</emphasis></p><p>��S� � rispose Ouanda. � � il totem che hanno piantato per� averne le direttive pi� importanti. Cosa che accade da sette o otto anni. Non ci hanno mai lasciato assistere al rituale che adottano per parlare con i loro antenati, ma sembra che lo effettuino tambureggiando sull�albero con bastoni accuratamente ripuliti. A volte li abbiamo uditi, la notte.</p><p>��Bastoni? Ricavati da rami caduti?</p><p>��Cos� presumiamo. Perch�?</p><p>��Perch� non hanno utensili in pietra o metallo con cui tagliare la legna� non � cos�? D�altra parte, se adorano gli alberi, � da escludere che li abbattano.</p><p>��Non crediamo che adorino gli alberi. Sono simboli, totem, che rappresentano i loro antenati. Loro� li piantano. Sui cadaveri.</p><p>Ouanda avrebbe voluto smetterla di dargli informazioni per interrogarlo sui suoi propositi, ma Ender non intendeva lasciare che lei o Miro tenessero le redini di quella spedizione. Voleva parlare ai maiali di persona. Non aveva mai preparato un�elegia permettendo a qualcun altro di imporgli un metodo, e non avrebbe cominciato adesso. Inoltre possedeva notizie che loro non avevano: conosceva le teorie di Ela.</p><p>��E in altre occasioni? � chiese. � Li avete mai visti piantare alberi per altri motivi?</p><p>I due si guardarono. � No, che io sappia � disse Miro.</p><p>Quella di Ender non era semplice curiosit�. Stava ancora pensando a ci� che Ela gli aveva detto sulle anomalie della riproduzione. � E gli alberi crescono anche da soli? Spargono le loro semenze e i germogli attraverso la foresta?</p><p>Ouanda scosse il capo. � Non abbiamo alcuna prova che alberi siano cresciuti altrove, se non sul corpo dei defunti. O meglio, tutti gli alberi della zona sono piuttosto vecchi, salvo questi tre qui fuori.</p><p>��Quattro fra poco, se non abbiamo fatto in tempo � disse Miro.</p><p>Ah! Ecco il motivo della tensione fra i due. L�impazienza di Miro era ansia d�impedire che un altro maiale fungesse da concime per le radici di una nuova pianticella. Mentre a preoccupare Ouanda era qualcosa del tutto diverso. Gli avevano gi� rivelato abbastanza di se stessi; ora poteva permettere che fossero loro a far domande. Alz� la testa e spinse lo sguardo fra il fogliame sopra di lui, osservando il normale sviluppo dei rami, il verde pallido della fotosintesi che confermava la convergenza, l�inevitabile parallelismo dell�evoluzione su pianeti d�ogni genere. Questo era il nocciolo dei paradossi di Ela: i meccanismi evolutivi di Lusitania erano cominciati entro gli stessi schemi osservati dagli xenobiologi sui Cento Mondi, ma l� nello schema s�era inserito qualcosa che lo aveva fatto collassare, spezzandolo. I maiali erano una delle poche dozzine di specie sopravvissute al collasso. Cos�era la Descolada, e come avevano fatto i maiali per adattarsi?</p><p>Avrebbe voluto dare un�altra piega alla conversazione chiedendo, ad esempio: perch� siamo venuti proprio qui, accanto all�albero? Questo avrebbe incoraggiato Ouanda a interrogarlo. Ma in quel momento, con lo sguardo perduto nei movimenti delle fronde che ondeggiavano alla brezza, prov� un�intensa sensazione di �d�j� vu�. Lui aveva gi� visto quelle foglie e quei rami, di recente. Ma era impossibile. Non c�erano grossi alberi su Trondheim, e all�interno di Milagre non ne cresceva nessuno. Perch� il sole che filtrava fra quelle fronte gli era cos� familiare?</p><p>��Araldo� � cominci� Miro.</p><p>��S�? � disse lui, concedendosi di scivolare fuori da quelle improvvise visioni oniriche.</p><p>��Noi non volevamo portarla qui � disse fermamente Miro. Per� tutto il suo corpo era cos� orientato verso Ouanda da rivelare a Ender che aveva <emphasis>voluto </emphasis>condurlo l�, ma che provava la stessa riluttanza della ragazza a lasciargli intuire il legame che li univa. <emphasis>Voi siete innamorati</emphasis>, pens� Ender. <emphasis>E stasera, se sar� stasera che dir� la Verit� sulla vita di Marc�o</emphasis>, dovr� rivelarvi che siete fratello e sorella. Dovr� sollevare il sipario raggelante dell�incesto fra di voi. E per questo mi odierete.</p><p>��Lei sta per partecipare a� quelle che� � Ouanda non riusc� a costringersi a dirlo.</p><p>Miro sorrise. � Noi le chiamiamo Domande del Giorno. La cosa cominci� con Pipo, senza che lui volesse. Ma Libo la port� avanti deliberatamente, e noi continuiamo il suo lavoro. � calcolato, graduale. Non lo facciamo tanto per infrangere alla leggera gli ordini della Federazione. Il fatto � che qui ci sono state delle crisi, e noi abbiamo dovuto aiutare. Qualche anno fa, ad esempio, i maiali restarono a corto di macios, i vermi della corteccia di cui per lo pi� si nutrivano a quel tempo�</p><p>��Devi cominciare proprio con <emphasis>questo</emphasis>? � lo interruppe Ouanda.</p><p><emphasis>Ah! </emphasis>pens� Ender. <emphasis>Per lei, invece, fornirmi un�impressione di solidariet� non � altrettanto importante.</emphasis></p><p>��Lui � qui anche per parlare della morte di Libo � disse Miro. � E questi sono fatti accaduti immediatamente prima.</p><p>��Non abbiamo alcuna prova di un rapporto causale�</p><p>��Lasciate che sia io a scoprire le relazioni fra gli effetti e le cause � intervenne Ender con calma. � Ditemi cosa accadde quando i maiali cominciarono a soffrire la fame.</p><p>��Erano le mogli a soffrire la fame. Cos� dissero loro. � Miro ignor� le ansie di Ouanda. � Vede, sono i maschi a raccogliere il cibo per le femmine e i giovani, e nei dintorni non ce n�era abbastanza. Cominciarono ad accennare al fatto di andare in guerra, e anche a parlare di come sarebbero stati probabilmente uccisi tutti quanti. � Miro scosse il capo. � Ne sembravano quasi contenti.</p><p>Ouanda fece un passo avanti. � Lui non ha neppure preso un impegno con noi! Non ci ha promesso niente!</p><p>��Cosa volete che io prometta? � chiese Ender.</p><p>��Di non� far s� che queste cose�</p><p>��Di non parlare di ci� che fate?</p><p>Lei annu�, irritata dal proprio balbettio infantile.</p><p>��Non posso promettere una cosa del genere � disse Ender. � Il mio lavoro � di rivelare, anzi.</p><p>Lei si volse di scatto a Miro. � Lo vedi?</p><p>Il giovane non nascose la sua paura. � Lei non pu� far questo! Chiuderanno il recinto. Non ci lasceranno pi� uscire!</p><p>��E voi, sareste capaci di stravolgere il vostro metodo di lavoro? � osserv� Ender.</p><p>Ouanda lo fiss�, sprezzante. � Pensa che la xenologia non sia altro che questo? Un�occupazione? L� in quei boschi esiste un�altra specie intelligente. Ramans, non varelse, e l�umanit� deve <emphasis>conoscerli.</emphasis></p><p>Ender non rispose, ma il suo sguardo non si stacc� dal volto di lei.</p><p>��� come per <emphasis>La Regina dell�Alveare </emphasis>e <emphasis>l�Egemone </emphasis>- disse Miro. � I maiali sono come gli Scorpioni. Soltanto pi� piccoli, pi� deboli, pi� primitivi. Noi dobbiamo studiarli, certo, ma questo non � abbastanza. Lei pu� studiare degli animali e non fare una piega se uno di loro casca morto o viene divorato, ma questi sono� sono come <emphasis>noi. </emphasis>Non possiamo limitarci a <emphasis>studiare </emphasis>il modo in cui muoiono di fame, a <emphasis>osservare </emphasis>una guerra che li stermina. Noi li <emphasis>conosciamo</emphasis>, noi�</p><p>��Voi li amate � disse Ender.</p><p>��S�! � lo sfid� Ouanda, rabbiosamente.</p><p>��Ma se li lasciaste, se non foste pi� qui, non per questo scomparirebbero, no?</p><p>��No � disse Miro.</p><p>��Te l�ho detto che sarebbe stato come ricevere qui un membro del Comitato � disse Ouanda.</p><p>Ender la ignor�. � Quali sarebbero le conseguenze per loro, se voi due li lasciaste?</p><p>��Sarebbe come� � Miro si sforz� di trovare le parole, � come se lei potesse tornare indietro, ai tempi della vecchia Terra, prima di Ender lo Xenocida, prima dei viaggi spaziali, e dicesse loro: ecco, potrete viaggiare fra le stelle, potrete vivere su altri mondi. E mostrasse loro un migliaio di piccoli miracoli: luci che si accendono con un interruttore, il metallo, l�agricoltura, o anche cose semplici come vasi per tenerci l�acqua. Loro la osserverebbero, saprebbero chi � lei, s�accorgerebbero di poter fare le stesse cose, capirebbero di poter diventare come lei, e poi� si aspetta forse che direbbero: portate via questa roba, non fatecela vedere, lasciateci vivere la nostra spiacevole, ristretta, selvaggia esistenza, e che l�evoluzione faccia il suo corso naturale? No. Direbbero: dateci, insegnateci, aiutateci.</p><p>��I vostri ordini sono di rispondere: non posso. E di voltar loro le spalle.</p><p>��� troppo tardi! � esclam� Miro. � Ma non capisce? Loro hanno gi� visto questi miracoli! Ci hanno visti arrivare in volo. Hanno visto delle creature alte e forti, con utensili magici e oggetti che mai avevano sognato. � troppo tardi per dir loro addio e andarcene. Ora sanno che queste cose sono realizzabili. E pi� a lungo restiamo, pi� cercheranno di imparare; e pi� cose impareranno, pi� noi vedremo quanto questo li <emphasis>aiuta. </emphasis>E se lei ha una briciola di compassione, se lei capisce che sono� che sono�</p><p>��Umani?</p><p>��Ramans, comunque. Sono <emphasis>nostri figli. </emphasis>Lo capisce questo?</p><p>Ender sorrise. � E quale uomo, se suo figlio gli domanda un pezzo di pane, gli getterebbe una pietra?</p><p>Ouanda annu�. � S�, � cos�. Le leggi della Federazione dicono che noi dobbiamo gettargli una pietra. Anche se abbiamo pane da sprecare.</p><p>Ender si alz�. � Bene. Mettiamoci in cammino.</p><p>Ouanda s�irrigid�. � Lei non ha promesso che�</p><p>��Avete letto <emphasis>La Regina dell�Alveare </emphasis>e <emphasis>l�Egemone</emphasis>?</p><p>��Io s� � rispose Miro.</p><p>��Riesci a concepire che una persona, dopo aver scelto di fare di se stesso un Araldo dei Defunti, possa volere qualcosa di male per questi Piccoli, questi pequeninos?</p><p>L�atteggiamento ansioso di Ouanda si rilass� visibilmente, ma non cos� la sua ostilit�. � Lei � sottile, senhor Andrew, Araldo dei Defunti, lei � molto abile. A lui ha parlato della Regina dell�Alveare, e a me ha ricordato un passo del Vangelo.</p><p>��Io parlo a ciascuno nella lingua che pu� comprendere � disse Ender. � Questo non � essere sottili. � essere chiari.</p><p>��Cos� lei far� quello che vuole.</p><p>��Finch� non ne verr� un danno per i maiali.</p><p>Ouanda sbuff�. � Secondo il <emphasis>suo </emphasis>giudizio, la <emphasis>sua </emphasis>logica.</p><p>��La mia logica � l�unica di cui dispongo. � Le volse le spalle e usc� dall�ombra che l�albero allungava al suolo, incamminandosi verso la boscaglia che lo attendeva alla sommit� dell�altura. I due giovani lo seguirono, accelerando il passo per raggiungerlo.</p><p>��Bisogna che gliene parli � disse Miro. � I maiali hanno chiesto di lei. Sono convinti che lei sia lo stesso Araldo che scrisse <emphasis>La Regina dell�Alveare </emphasis>e <emphasis>l�Egemone.</emphasis></p><p>��Lo hanno letto?</p><p>��L�hanno subito incorporato nella loro religione, a dire il vero. Trattano come fosse sacra la copia che gli abbiamo dato. E adesso affermano che la Regina stessa gli sta parlando.</p><p>Ender lo guard�. � E cosa gli dice? � chiese.</p><p>��Che lei � il primo Araldo, e che ha portato la Regina con s�. E che la mander� a vivere con loro, e che insegner� loro tutto sui metalli e� � davvero una faccenda pazzesca. Ma la cosa peggiore � che da lei si aspettano tutte queste cose impossibili.</p><p>Avrebbe potuto essere un semplice sogno da parte loro, come Miro ovviamente credeva, ma Ender sapeva che dal suo bozzolo la Regina aveva parlato a <emphasis>qualcuno. </emphasis>- In che modo, secondo loro, la Regina dell�Alveare gli parla?</p><p>Ouanda l�aveva affiancato sull�altro lato. � Non parla a loro, soltanto a Rooter. E Rooter parla alla trib�. � tutto parte del loro sistema di totem. Noi non abbiamo mai messo in dubbio la cosa, e agiamo come se ci credessimo.</p><p>��Quant�� gentile da parte vostra � disse Ender.</p><p>��� una pratica antropologica standard � puntualizz� Miro.</p><p>��Siete talmente indaffarati a <emphasis>fingere </emphasis>di credere loro, che non c�� una sola probabilit� al mondo che possiate imparare qualcosa da loro.</p><p>Per qualche momento i rami bassi ostacolarono i due giovani, cosicch� Ender entr� nella foresta da solo. Dovettero correre per raggiungerlo. � Noi abbiamo dedicato la vita a imparare da loro! � disse Miro.</p><p>Ender si ferm�. � Non <emphasis>da </emphasis>loro. � Erano sotto i primi alberi, e il gioco d�ombre proiettato dalle foglie rendeva i loro volti quasi illeggibili. Ma lui sapeva cos�avrebbe letto sulle facce degli altri due. Rabbia, disprezzo, risentimento: come osava quello straniero ignorante discutere le loro capacit� professionali? Ecco come osava: � Voi siete impreganti fino al midollo della vostra supremazia culturale. Vi degnate di studiare le Domande del Giorno per dare informazioni e aiuto a quei poveri piccoli maiali, ma non avete una probabilit� al mondo di accorgervi quando <emphasis>loro </emphasis>hanno qualcosa da insegnare <emphasis>a voi.</emphasis></p><p>��Qualcosa di che genere? � salt� su Ouanda. � Forse il modo di uccidere un benefattore, di torturarlo a morte dopo avergli visto salvare la vita delle loro femmine e dei loro piccoli?</p><p>��Allora perch� tollerate questo? Perch� siete qui ad aiutarli, dopo ci� che hanno fatto?</p><p>Miro si spost�, scivolando fra Ouanda e lui. <emphasis>Per proteggerla</emphasis>, pens� Ender. <emphasis>O forse per trattenerla dal rivelare le sue debolezze. </emphasis>- Noi siamo dei professionisti. Possiamo capire che differenze culturali, ancora non ben chiarite�</p><p>��Voi continuate a pensare che i maiali siano animali, e non li condannate per aver ucciso Pipo e Libo pi� di quanto non condannereste un cabras per aver mangiato il capim.</p><p>��Questo � vero � ammise Miro.</p><p>Ender sorrise. � E questo � il motivo per cui non avete mai imparato niente da loro. Li considerate ammali.</p><p>��Li consideriamo ramans! � disse Ouanda, passando davanti a Miro. Evidentemente non voleva lasciarsi proteggere.</p><p>��Voi li trattate come se non fossero responsabili delle loro azioni � disse Ender. � I ramans sono responsabili per ci� che fanno.</p><p>��E lei che avrebbe intenzione di fare? � replic� sarcastica Ouanda. � Portarli in tribunale e processarli?</p><p>��Vi dir� una cosa: i maiali hanno appreso su di me pi� cose dal defunto Rooter di quante tutti voi ne sapete finora.</p><p>��Questo cosa vorrebbe dire? Che lei � veramente il primo Araldo? � Miro mugol� come se non sapesse immaginare una cosa pi� ridicola. � E suppongo che lei abbia sul serio un esercito di Scorpioni, magari nella stiva della sua astronave in orbita attorno a Lusitania, in attesa del segnale per sbarcare e�</p><p>��Quello che sta dicendo � lo interruppe Ouanda, � � che le sue intuizioni da dilettante lo qualificano pi� di noi a trattare con i maiali. E per quanto mi riguarda, questa � la riprova che non avremmo mai dovuto accettare di portarlo a�</p><p>Ouanda chiuse di colpo la bocca, perch� dai cespugli era sbucato un maiale. Era pi� piccolo di quel che Ender si fosse aspettato. Il suo odore, bench� non del tutto spiacevole, era certo pi� forte di quel che le simulazioni di Jane potevano avergli suggerito. � Troppo tardi � mormor� alla ragazza. � Ormai l�incontro � avvenuto.</p><p>L�espressione del maiale, se pure ne aveva una, era del tutto illeggibile per Ender. Miro e Ouanda, tuttavia, sapevano capire il suo linguaggio comportamentale. � � stupefatto � sussurr� Ouanda. Spiegando a Ender le cose che non capiva, lo stava rimettendo al suo posto. Questo a lui stava bene. L� era un novellino e lo sapeva. Sperava tuttavia d�aver dato una scossa ai binari della loro logica inconscia. Era ovvio che li seguivano pi� per istinto che per raziocinio. Se voleva che gli dessero un vero aiuto, avrebbero dovuto abbandonare quei vecchi schemi di pensiero.</p><p>��Mangia-Foglie � disse Miro, a mo� di saluto.</p><p>Il maiale non distolse lo sguardo da Ender. � Araldo dei Defunti � disse.</p><p>��Lo abbiamo portato � disse Ouanda.</p><p>Mangia-Foglie si volse e scomparve nel sottobosco.</p><p>��Questo che significa? � chiese Ender. � Se ne va?</p><p>��Vuol dire che il suo intuito non le suggerisce nulla? � osserv� Ouanda.</p><p>��Che a voi piaccia o no � disse Ender, � i maiali vogliono parlarmi, e io desidero la stessa cosa. Penso che andr� meglio se mi aiutate a capire quello che succede. O non lo capite neppure voi?</p><p>Attese, conscio che i due stavano lottando contro la loro stessa rabbia. Poi, con suo sollievo, Miro prese una decisione. Invece di sventolare le sue qualifiche, parl� in tono semplice e calmo: � No, non siamo in grado di capirlo. Con i maiali continuiamo a giocare al gioco delle intuizioni. Loro ci fanno domande, noi gli facciamo domande, e sia noi che loro facciamo del nostro meglio per non rivelare quello che vogliamo tener nascosto. Non gli poniamo neppure le domande alle cui risposte terremmo di pi�, per paura che da esse imparino troppe cose di noi.</p><p>Ouanda rifiut� di adeguarsi all�atteggiamento conciliante di Miro. � Noi sappiamo pi� di quel che lei apprenderebbe in vent�anni � disse. � Ed � pazzo se s�illude di arrivare a conoscere le nostre stesse cose dopo dieci minuti di chiacchiere con i maiali.</p><p>��Io non ho bisogno d�imparare le vostre stesse cose � disse Ender.</p><p>��Oh! Non stava pensando a questo? � finse di stupirsi la ragazza.</p><p>��No. Perch� ho gi� voi due con me. � Ender sorrise.</p><p>Miro cap�, e lo prese come un complimento. Rispose al sorriso di lui. � Ecco quel che sappiamo, e non � molto: probabilmente Mangia-Foglie non � contento di vederla qui. C�� una contesa fra lui e un maiale di nome Human. Quando hanno visto che non volevamo portare da loro l�Araldo, Mangia-Foglie era sicuro che avrebbe vinto lui. Adesso la vittoria gli viene strappata da sotto il naso. Forse abbiamo salvato la vita di Human.</p><p>��A prezzo di quella di Mangia-Foglie? � chiese Ender.</p><p>��Chi lo sa? Cos� a naso, direi che in ballo c�� il futuro di Human ma non quello di Mangia-Foglie. Quest�ultimo sta solo cercando di farlo inciampare, non di prendere il suo posto.</p><p>��Ma non ne sei certo.</p><p>��Questo � il genere di cose su cui non facciamo mai domande. � Miro sorrise ancora. � Ma lei ha ragione. � diventata talmente un�abitudine che non siamo neppure tentati di farle.</p><p>Ouanda lo fiss� irritata. � Ha <emphasis>ragione</emphasis>! Non ci ha mai visti al lavoro, ed ecco che gi� critica�</p><p>Ma a Ender non interessavano i loro alterchi. A passi svelti si avvi� nella direzione presa da Mangia-Foglie, lasciando che i due lo seguissero, se ne avevano voglia. E naturalmente fu quello che fecero, rimandando le recriminazioni a pi� tardi. Appena vide che lo avevano raggiunto, cominci� a interrogarli di nuovo. � Queste Domande del Giorno che portate avanti � disse, scostando un ramo, � hanno introdotto nuovi alimenti nella loro dieta?</p><p>��Gli abbiamo insegnato a rendere commestibili le radici di nerdona � disse Ouanda. Esibiva un freddo atteggiamento professionale, ma se non altro gli stava parlando. Non intendeva permettere che il disgusto le impedisse di prendere parte attiva a un incontro cos� importante con i maiali. � Come eliminare alcuni nitrati con il lavaggio e asciugando poi la pasta al sole. Questa fu la soluzione a breve termine.</p><p>��La soluzione a lungo termine fu una variet� di amaranto studiata da mia madre � disse Miro. � All�inizio svilupp� tipi di cereali cos� adatti al terreno di Lusitania da non essere molto adatti all�uomo. Troppe proteine lusitane nella struttura. Questo per� mi parve l�ideale per i maiali, cos� chiesi a Ela di darmene dei campioni, senza farle sapere a cosa sarebbero serviti.</p><p><emphasis>Non ingannare te stesso su quello che Ela sa o non sa</emphasis>, disse Ender fra s�.</p><p>��Fu Libo a darglieli e a insegnare loro come piantarli, mietere il raccolto, farne farina e trasformarla in pane. Come sapore faceva schifo, ma forn� loro il primo alimento che potessero controllare direttamente. Da allora sono diventati grassi e impertinenti.</p><p>La voce di Ouanda era rigida. � Ma uccisero mio padre, subito dopo che le prime pagnotte furono portate alle loro mogli.</p><p>Per un po� Ender cammin� in silenzio, cercando di trarre un senso dalla cosa. I maiali avevano ammazzato Libo immediatamente dopo esser stati salvati dalla morte per fame? Impensabile. E tuttavia era accaduto. Come poteva evolversi una societ� che eliminava chi contribuiva di pi� alla sua sopravvivenza? La logica suggeriva l�opposto: avrebbero dovuto valorizzare al massimo chi aumentava le loro probabilit� di riprodursi. Era cos� che una comunit� migliorava la sua capacit� di sopravvivenza organizzata. Come potevano esistere i maiali, con un�usanza che li spingeva verso l�estinzione?</p><p>E tuttavia i precedenti umani non mancavano. Quei due ragazzi, Miro e Ouanda, con le loro Domande del Giorno: erano migliori e pi� saggi, a lungo termine, del comitato federale che aveva promosso le leggi. Ma se fossero stati scoperti sarebbero stati portati via da casa, su un altro pianeta (gi� una sentenza di morte, in un certo senso, perch� tutti i loro cari sarebbero stati morti da un pezzo al loro ritorno) e poi processati e probabilmente messi in carcere. N� le loro idee n� la loro eredit� genetica si sarebbero trasmesse ai posteri, e la societ� ne avrebbe avuto un impoverimento.</p><p>Che gli esseri umani lo facessero, non bastava a vederlo come un fatto ragionevole. Tuttavia l�arresto e l�imprigionamento di Miro e Ouanda avrebbe avuto un senso, se si consideravano gli esseri umani una comunit� ed i maiali i loro nemici; se si decideva che aiutare i maiali potesse rivelarsi una minaccia per l�umanit�. In tal caso punire chi promuoveva l�evoluzione dei maiali non tendeva a proteggerli, bens� a fermarne lo sviluppo culturale.</p><p>In quel momento Ender fu certo che le leggi preposte al contatto fra le due razze non miravano affatto a una supposta tutela dei maiali. Esistevano per garantire agli uomini la superiorit� e il potere. Da quel punto di vista Miro e Ouanda, con le loro Domande del Giorno, erano traditori della loro razza.</p><p>��Renegades � disse a voce alta.</p><p>��Cosa? � chiese Miro. � Cos�ha detto?</p><p>��Renegades. Chi rinnega il suo popolo e si unisce al nemico.</p><p>��Ah! � borbott� il giovane.</p><p>��Noi non lo siamo � disse Ouanda.</p><p>��S�, lo siamo � constat� Miro.</p><p>��Io avrei rinnegato la mia stessa umanit�?</p><p>��A dar retta a monsignor Peregrino, l�abbiamo rinnegata molto tempo fa � disse Miro.</p><p>��Ma da come la vedo io� � cominci� lei.</p><p>��Da come la vedi tu � intervenne Ender, � anche i maiali sono umani. Ecco il <emphasis>motivo </emphasis>per cui siete dei rinnegati.</p><p>��M�era parso di sentirla dire che noi trattiamo i maiali come animali � lo rimbecc� Ouanda.</p><p>��In altre parole � disse Miro, � quando seguiamo le leggi del Comitato per l�Esplorazione e la Colonizzazione.</p><p>��S�! � dichiar� Ouanda. � S�, se � cos�, siamo dei rinnegati!</p><p>��E lei? � chiese Miro. � Perch� sarebbe un rinnegato, lei?</p><p>��Oh, la razza umana mi ha preso a calci tanto tempo fa. � cos� che sono diventato un Araldo dei Defunti.</p><p>Su quella frase i tre fecero il loro ingresso nella radura dei maiali.</p><empty-line/><p>Mamma non era venuta a casa a cena e Miro non sarebbe rientrato fino a tardi. A Ela questo non dispiaceva affatto. La presenza dell�uno o dell�altra la privava della sua autorit�, le toglieva il controllo dei quattro fratelli pi� giovani. Eppure n� Miro n� Mamma si accollavano le sue responsabilit�. Perci� nessuno le ubbidiva, e nessuno cercava di mantenere l�ordine. Tutto dunque andava pi� liscio quando i due erano fuori.</p><p>Non che i fratelli fossero dei modelli di comportamento anche allora. Solo, le facevano minore resistenza. Le bastava rimproverare Grego un paio di volte per impedirgli di provocare Quara gettandole qualcosa nel piatto o tirandole calci sotto il tavolo. E quella sera Quim e Olhado stavano sulle loro. Nessuno dei soliti battibecchi.</p><p>Fino al termine della cena.</p><p>Quim si appogg� all�indietro sulla sedia e sorrise maliziosamente a Olhado. � Cos� tu sei l�esperto che ha insegnato a quella spia come ficcare il naso nell�archivio di Mamma, eh?</p><p>Olhado si volse a Ela. � Hai ancora lasciato aperta la faccia di Quim, Ela. Non � igienico. Devi chiuderla, dopo aver gettato la spazzatura. � Quello era il modo di Olhado, l�umorismo, per chiedere l�intervento della sorella maggiore.</p><p>Quim non voleva che lui avesse un�alleata. � Ela non sta pi� dalla tua parte, spione. Nessuno sta dalla tua parte. Hai aiutato quel serpente a indagare sulle registrazioni di Mamma, e questo ti rende altrettanto colpevole. Lui � un servo del diavolo, e tu anche.</p><p>Ela vide la furia montare nell�intero corpo di Olhado; per un attimo nella sua mente ci fu l�immagine del piatto del fratello che volava sulla faccia di Quim. Ma quel momento pass�, e Olhado riusc� a calmarsi. � Mi dispiace � disse anzi. � Non avevo intenzione di aiutarlo.</p><p>Stava facendo le sue scuse a Quim! Ammetteva che Qui aveva ragione!</p><p>��Spero � disse Ela, � che ti dispiaccia perch� l�hai fatto <emphasis>senza volerlo. </emphasis>Spero che tu non stia chiedendo scusa per aver aiutato l�Araldo.</p><p>��Si capisce, che chiede scusa per averlo aiutato � disse Quim.</p><p>��Perch� noi � continu� Ela, � tutti noi, dobbiamo aiutare l�Araldo in ogni modo possibile.</p><p>Quim balz� in piedi, piegandosi sul tavolo per gridarle in faccia: � Come puoi dire questo! Lui ha violato l�intimit� di Mamma! Stava frugando nei suoi segreti. E ha�</p><p>Con sua stessa sorpresa Ela si ritrov� anch�essa in piedi e protesa in avanti, a fronteggiarlo con voce ancor pi� alta e furibonda della sua. � 1 segreti di nostra madre sono la causa di met� del veleno che respiriamo in questa casa! I segreti di nostra madre sono ci� che tormenta tutti noi, lei compresa! E l�unico modo per far andar bene le cose qui � di tirarle fuori questi segreti, e di costringerla ad aprire le porte e le finestre per dargli aria, e cos� potremo finalmente respirare! � Fece una pausa, ansando. Quim e Olhado erano indietreggiati contro il muro della cucina, come se le sue parole fossero pallottole che li stavano fucilando. A voce pi� bassa, intensa, Ela continu�: � Per quello che riguarda me, l�Araldo dei Defunti � la nostra sola possibilit� di avere ancora una vera famiglia. E i segreti di Mamma sono il solo ostacolo a questo. Perci� oggi gli ho detto tutto ci� che sapevo sul contenuto del suo archivio, e questo perch� gli voglio dare ogni pezzetto di verit� che riuscir� a trovare.</p><p>��Allora tu sei la traditrice peggiore di tutti � disse Quim. La sua voce tremava. Era sul punto di piangere.</p><p>��Io dico che aiutare l�Araldo � un atto di lealt� � replic� Ela. � Il solo vero tradimento � ubbidire a nostra madre, perch� quello che lei vuole, quello per cui la lavorato tutta la vita, � la distruzione di se stessa e di questa famiglia.</p><p>Con stupore di Ela fu Olhado, e non Quim, che scoppi� a piangere. Le sue glandole lacrimali non funzionavano, naturalmente, poich� gli erano state tolte prima dell�installazione degli occhi artificiali, ma vederlo piangere con gli occhi asciutti era ancora peggio. Dalla gola gli uscivano singhiozzi rauchi; poi si lasci� scivolare gi� contro il muro e sedette sul pavimento, con la testa china sulle ginocchia, continuando a gemere piano. Ela ne capiva il motivo: gli aveva detto che il suo affetto per l�Araldo non era slealt�, che non aveva peccato; e quando lei gli parlava cos� Olhado le credeva, sapeva che quella era la verit�.</p><p>Soltanto allorch� distolse lo sguardo dal fratello vide che lei era rincasata e stava in piedi sulla soglia. Ela sent� che le spalle le si piegavano, e deglut� un groppo di saliva al pensiero di ci� che sua madre poteva aver udito.</p><p>Ma Novinha non sembrava irritata. Solo un po� triste, e molto stanca. Stava guardando Olhado.</p><p>L�indignazione di Quim trov� voce. � Hai sentito quello che Ela ha avuto il coraggio di dire? � le chiese.</p><p>��S� � rispose lei, senza distogliere lo sguardo da Olhado. � E per quel che ne so, potrebbe aver ragione.</p><p>Ela fece un cenno a Grego e a Quara, che scivolarono gi� dalle loro sedie e le si strinsero al fianco, spaventati e sbarrando gli occhi a quella scena. Dopotutto, neppure il loro padre era mai stato capace di far piangere Olhado. Lei li condusse fuori dalla cucina, nella loro piccola stanza. Poi sent� Quim percorrere il corridoio fino in camera sua, sbattere la porta e gettarsi pesantemente sul letto. E in cucina i singhiozzi di Olhado si placarono, finendo poco a poco per tacere, mentre la madre, per la prima volta da quando lui aveva perduto gli occhi, lo teneva fra le braccia e lo cullava dolcemente, lasciando che sue lacrime scivolassero non viste e silenziose sui capelli bruni del ragazzo.</p><empty-line/><p>Miro non sapeva come comportarsi con l�Araldo dei Defunti. Senza rifletterci aveva sempre immaginato che un Araldo fosse molto simile a un prete� o meglio, che avesse una mentalit� dello stesso genere: calma, contemplativa, astratta dalle cose terrene, propensa a lasciare agli altri le azioni e le decisioni. Un uomo prudente e saggio, insomma.</p><p>Mai si sarebbe aspettato una persona cos� disposta all�iniziativa, cos� intromettente e pericolosa. Certo, aveva una mente acuta, capace di indagare oltre le finzioni altrui, e se faceva o diceva qualcosa di poco gradevole bisognava ammettere che, pensandoci bene, aveva avuto ragione. Era come se fosse cos� esperto delle reazioni umane da capire, al primo sguardo, non solo i desideri pi� reconditi di un individuo, ma anche quelle verit� in lui sepolte cos� profondamente da sfuggire ormai perfino ai suoi tentativi di ricordarle.</p><p>Quante volte Miro s�era trovato l� a fianco di Ouanda, ambedue intenti a osservare Libo che si affaccendava con i maiali. Ma con Libo non avevano mai avuto difficolt� a capire: conoscevano la sua tecnica, erano al corrente dei suoi scopi. L�Araldo, invece, seguiva linee di pensiero che per Miro erano totalmente aliene. Malgrado fosse cos� umano, qualcosa in lui costringeva il giovane a chiedersi se non fosse un framling nel senso pi� esteso della parola, sconcertante quanto i maiali stessi.</p><p>E adesso cosa stava notando? Dove si accentrava la sua attenzione? Sull�arco che Freccia aveva a tracolla? Sui vasi cotti al sole colmi di radici di nerdona messe a mollo? Quali particolari riconosceva come frutto delle loro attivit� illegali, e quali pensava fossero il prodotto della cultura indigena?</p><p>I maiali srotolarono l�involto che conteneva <emphasis>La Regina dell�Alveare </emphasis>e <emphasis>l�Egemone. </emphasis>- Tu � disse Freccia. � Hai scritto tu questo?</p><p>��S� � disse l�Araldo dei Defunti.</p><p>Miro guard� Ouanda. Negli occhi di lei ci fu un lampo truce e soddisfatto: dunque l�Araldo era un mentitore.</p><p>Human si fece avanti. � Questi altri due, Miro e Ouanda, pensano che lei sia un bugiardo.</p><p>Miro s�irrigid�, aspettandosi che l�Araldo si voltasse a guardarli. Ma lui non lo fece. � � naturale che lo pensino � disse invece. � Non hanno mai neppure sospettato che Rooter potesse dirvi la verit�.</p><p>La placida dichiarazione dell�Araldo mise Miro a disagio. <emphasis>Poteva </emphasis>essere la verit�? Dopotutto, chi viaggiava fra una stella e l�altra si lasciava alle spalle i decenni, a volte i secoli, specialmente se lo faceva di professione. Non sarebbero occorsi troppi viaggi, infine, perch� l�effetto relativistico lo facesse balzare avanti di tremila anni. Ma che il primo Araldo dei Defunti fosse capitato proprio l�, questa era una coincidenza troppo incredibile. Salvo per il fatto che il primo Araldo <emphasis>era </emphasis>l�autore della <emphasis>Regina dell�Alveare </emphasis>e dell�<emphasis>Egemone</emphasis>, e quindi avrebbe <emphasis>voluto </emphasis>interessarsi alla prima razza di ramans scoperta dal tempo degli Scorpioni. <emphasis>No, non ci credo</emphasis>, disse Miro a se stesso. Ma dovette ammettere la possibilit� teorica che la cosa fosse vera.</p><p>��Perch� loro due sono cos� stupidi? � chiese Human. � Non sanno riconoscere la verit� quando la vedono?</p><p>��Non sono stupidi � disse l�Araldo. � Ma � cos� che ragionano gli umani: noi mettiamo in discussione tutte le nostre credenze, eccetto le poche in cui crediamo veramente, e queste non pensiamo neppure di analizzarle. Loro non hanno mai pensato di dubitare dell�idea che il primo Araldo dei Defunti fosse morto tremila anni fa, anche se sanno bene come i viaggi interstellari prolungano la vita.</p><p>��Ma noi glielo abbiamo detto.</p><p>��No. Voi avete riferito che la Regina ha detto a Rooter che io ho scritto questo libro.</p><p>��E perci� avrebbero dovuto capire che era vero � insist� Human. � Rooter � saggio, � un padre, non farebbe mai un errore.</p><p>Miro non ridacchi�, ma avrebbe voluto farlo. L�Araldo credeva di essere razionale, per� adesso era l�, dove tutte le domande pi� importanti finivano nel niente, dove la razionalit� s�infrangeva contro l�insistenza con cui i maiali dicevano di parlare con i loro totem.</p><p>��S� � annu� l�Araldo. � Sono molte le cose che non capiamo noi, e molte quelle che non capite voi. Dovremmo parlarne di pi�.</p><p>Human sedette a fianco di Freccia, dividendo con lui la posizione d�onore. Freccia non diede segno di farci caso. � Araldo dei Defunti � disse Human, � porterai da noi la Regina dell�Alveare?</p><p>��Non l�ho ancora deciso � disse l�Araldo.</p><p>Di nuovo Miro guard� Ouanda, incredulo. L�Araldo era forse impazzito, per lasciar intendere che poteva fare quel che non poteva esser fatto?</p><p>Poi ripens� alla sua frase di poco prima sulle credenze che uno non metteva mai realmente in discussione. Miro aveva sempre preso per oro colato ci� che si insegnava a scuola: tutti gli Scorpioni erano stati distrutti. Ma se invece una Regina fosse sopravvissuta? Che fosse stato proprio questo, il fatto di avere una di quelle creature con cui parlare, a consentire all�Araldo di scrivere il suo libro? Era estremamente improbabile, ma non <emphasis>impossibile. </emphasis>Miro non aveva mai dubitato della convinzione generale sul completo sterminio degli Scorpioni, anche perch� in ben tremila anni non s�era mai trovata nessuna prova del contrario.</p><p>Ma se pure questa era la verit�, com�era giunta a conoscenza di Human? La spiegazione pi� semplice era che i maiali avessero incorporato <emphasis>La Regina dell�Alveare </emphasis>e <emphasis>l�Egemone </emphasis>nella loro religione, e fossero incapaci d�afferrare il concetto che c�erano molti Araldi dei Defunti, che nessuno di essi era l�autore del libro, che gli Scorpioni erano morti tutti, e che l� non sarebbe mai giunta alcuna Regina. Questa era l�ipotesi pi� probabile, la pi� facile da accettare. Ogni altra spiegazione lo avrebbe costretto ad ammettere che l�albero-totem di Rooter in qualche modo comunicava con i maiali.</p><p>��Cosa pu� farti decidere? � chiese Human. � Noi facciamo doni alle mogli per vincere la loro castit�, ma tu sei il pi� saggio di tutti gli umani e non abbiamo nulla di cui tu abbia bisogno.</p><p>��Voi avete molte cose di cui ho bisogno � disse l�Araldo.</p><p>��Quali cose? Non sai forse fare vasi migliori dei nostri? Archi pi� perfetti? La veste che io indosso � in lana di cabras, ma la tua � molto pi� bella.</p><p>��Non ho bisogno di cose come queste � disse l�Araldo. � Ci� che desidero sono le storie. Le storie vere.</p><p>Human si pieg� in avanti e il suo corpo s�irrigid�, in segno d�impazienza e di eccitazione. � Oh, Araldo! � esclam� con voce alta e nitida per l�importanza di quelle parole. � Vuoi aggiungere la nostra storia a quelle della Regina dell�Alveare e dell�Egemone?</p><p>��Io non conosco la vostra storia � rispose lui.</p><p>��Domandacela! Domandaci tutto!</p><p>��Come posso raccontare la vostra storia? Io dico agli altri soltanto la storia di chi � morto.</p><p>��Noi siamo morti! � grid� Human. Miro non l�aveva mai visto cos� agitato. � Noi veniamo uccisi ogni giorno. Gli umani si stanno espandendo su tutti i mondi. Le navi viaggiano nella notte nera del cielo da stella a stella, popolando ogni posto libero. E noi siamo qui, sul nostro piccolo pianeta, a guardare il cielo che si riempie di umani. Loro hanno costruito quello stupido recinto per tenerci fuori, ma questo � niente. Il cielo � il nostro recinto! � Human balz� in su con un salto, di altezza sorprendente. Ma aveva gambe potenti. � Guarda come quel recinto mi respinge gi� sul terreno!</p><p>Corse all�albero pi� vicino e si arrampic� sul tronco, pi� in alto di quanto Miro l�avesse mai visto salire. Si mise in piedi su un ramo e d�un tratto balz� in aria come se volesse tuffarsi verso il cielo. Per un terribile attimo rest� immobile al culmine di quella parabola, poi la gravit� lo fece precipitare al suolo.</p><p>Miro pot� udire l�osceno ansito dell�aria che gli scaturiva dai polmoni. L�Araldo corse affannosamente a chinarsi su Human, e lui lo segu�. Vide subito che il maiale non respirava.</p><p>��� morto? � chiese Ouanda, alle sue spalle.</p><p>��No! � gemette uno dei maiali nella Lingua dei Maschi. � Tu non devi morire! No! No! No! � Miro si volse. Con sua sorpresa s�accorse che era Mangia-Foglie. � Tu non puoi morire!</p><p>Poi Human sollev� una mano debole e tremante, e tocc� il volto dell�Araldo. Inal� aria, ebbe un grugnito rauco, e infine riusc� a dire: � Vedi, Araldo? Io morirei, pur di salire sul muro che ci separa dalle stelle.</p><p>In tutti gli anni dacch� Miro li conosceva, e anche in quelli precedenti, i maiali non avevano mai parlato dei viaggi spaziali n� fatto una sola domanda sull�argomento. Tuttavia adesso capiva che <emphasis>ognuna </emphasis>delle loro domande era orientata alla scoperta del segreto del volo interstellare. Gli xenologi non l�avevano neppure sospettato, poich� sapevano (di nuovo �sapevano� senza averlo domandato neppure a se stessi) che i maiali avevano un livello culturale cos� basso che non sarebbero bastati loro mille anni per giungere al punto in cui una razza pu� cominciare a sognare i viaggi spaziali. Ma le loro richieste di informazioni sui metalli, sui motori, sui veicoli che non toccavano il terreno, tutto ci� era il loro modo d�indagare verso il segreto del volo fra le stelle.</p><p>Faticosamente, afferrandosi alle mani dell�Araldo, Human si tir� in piedi. Miro si trov� a pensare che da quando aveva iniziato a frequentare i inaiali non uno di loro l�aveva preso per mano. Questo lo secc� alquanto, perch� si rese conto d�essere geloso.</p><p>Human s�era ripreso con stupefacente rapidit�, e quando gli altri maiali se ne furono accertati tornarono a sedersi attorno all�Araldo. Non si prendevano a gomitate, ma tutti volevano avvicinarsi il pi� possibile.</p><p>��Rooter dice che la Regina dell�Alveare sa come costruire le astronavi � disse Freccia.</p><p>��Rooter dice che la Regina dell�Alveare ci insegner� tutto � aggiunse Orcio. � Metalli, fuoco fatto con la roccia, case fatte di acqua nera, tutto quanto.</p><p>L�Araldo alz� le mani per metter fine al loro vociare. � Se voi foste assetati ed io avessi l�acqua, tutti verreste a chiedermi di bere. Ma che accadrebbe se io sapessi che l�acqua � velenosa?</p><p>��Non c�� veleno nelle astronavi che volano sulle stelle � disse Human.</p><p>��Ci sono molti sentieri per arrivare alle stelle � disse l�Araldo. � Alcuni sono migliori di altri. Io vi dar� tutto ci� che potr�, ma non quello che vi distruggerebbe.</p><p>��La Regina dell�Alveare lo ha promesso! � disse Human.</p><p>��E cos� faccio io.</p><p>Human si pieg� in avanti, afferr� l�Araldo per i capelli e gli orecchi e lo attrasse pi� vicino. Miro non aveva mai visto un atto di violenza cos� chiaro; era ci� che temeva da sempre, la decisione di uccidere�</p><p>��Se noi siamo ramans � grid� Human in faccia all�Araldo, � allora sta <emphasis>a noi </emphasis>decidere, non a voi! E se siamo varelse, allora tanto vale che tu ci ammazzi tutti fin d�ora, cos� come hai ammazzato tutte le sorelle della Regina dell�Alveare!</p><p>Miro era sbigottito. Una cosa era che i maiali credessero d�avere l� l�autore del libro; ma come potevano esser giunti all�inverosimile conclusione che lui fosse in qualche modo colpevole delle Xenocidio? Chi mai gli aveva suggerito l�idea di paragonarlo al mostruoso Ender?</p><p>Eppure l�Araldo dei Defunti se ne stava seduto senza fare un gesto, con gli occhi chiusi e le lacrime che gli scivolavano gi� per le guance, quasi che l�accusa di Human avesse per lui la forza della verit�.</p><p>Human si volse a Miro. � Cos�� quest�acqua? � sussurr�. Con un dito tocc� le lacrime dell�Araldo.</p><p>��� il modo in cui noi mostriamo dolore, oppure sollievo dalla sofferenza � rispose il giovane.</p><p>Mandachuva si alz� di scatto e grid�; un ululato stridulo che Miro non aveva mai udito, simile al gemito snervante di un animale in agonia.</p><p>��Questo � il modo in cui mostriamo dolore noi � sussurr� Human.</p><p>��<emphasis>Ahyy-yaw! Ahyy-yaw! </emphasis>- grid� ancora Mandachuva. � Io ho gi� visto quest�acqua! Negli occhi di Pipo e di Libo io ho visto quest�acqua!</p><p>I maiali diedero segni d�incredulit�. Poi, uno dopo l�altro e infine tutti insieme, unirono la loro voce a quel coro agghiacciante. Miro era eccitato e terrorizzato nello stesso tempo. Non aveva la minima idea di quel che stava accadendo, ma i maiali mostravano emozioni di un genere che per quarantasette anni avevano nascosto agli xenologi.</p><p>��Credi che stiano soffrendo per pap�? � mormor� Ouanda. Anche gli occhi di lei brillavano d�eccitazione, ma stava sudando freddo per la paura.</p><p>Miro lo disse nello stesso istante in cui gli venne da pensarlo: � Fino a questo momento non sapevano che Pipo e Libo, quando li hanno uccisi, stavano piangendo.</p><p>Il giovane non riusc� a capire quali pensieri attraversassero la mente di Ouanda, ma subito dopo la vide alzarsi, fare qualche passo e poi cadere in ginocchio con le mani poggiate al suolo, scossa dai singhiozzi.</p><p>Di una cosa era certo: l�arrivo dell�Araldo aveva sicuramente stravolto tutto quanto.</p><p>Miro si accost� di pi� all�Araldo, che aveva il capo chino e il mento poggiato sul petto. � Mi ascolti � disse sottovoce. � Come pode ser? Come pu� essere che lei sia il primo Araldo e anche Ender? N�o pode ser!</p><p>��<emphasis>Lei </emphasis>ha detto loro pi� di quel che mi sarei aspettato � rispose lui in un sussurro.</p><p>��Ma l�Araldo dei Defunti, l�uomo che scrisse questo libro, era uno dei pi� illuminati della sua epoca. Mentre Ender era un assassino, stermin� un�intera razza, dei ramans meravigliosi che avrebbero potuto insegnarci moltissimo.</p><p>��Entrambi umani, per� � mormor� l�Araldo.</p><p>Human s�era azzittito per ascoltarli, e cit� un aforisma dell�<emphasis>Egemone</emphasis>: � Malattia e guarigione sono in ogni cuore. Morte e salvezza sono in ogni mano.</p><p>��Human � chiese l�Araldo, � d� alla tua gente di non soffrire a causa di ci� che faceste per ignoranza.</p><p>��� stata una cosa terribile � disse Human. � Era il nostro dono pi� grande.</p><p>��D� alla tua gente di calmarsi, e ascoltatemi.</p><p>Human grid� qualche parola, non nella Lingua dei Maschi ma in quella delle mogli, il linguaggio dell�autorit�. Tutti tacquero, e sedettero ad ascoltare ci� che l�Araldo aveva da dire.</p><p>��Io far� tutto quello che posso � afferm� lui. � Ma prima dovr� conoscervi, altrimenti come potr� dire la vostra storia? Dovr� conoscervi, o come potr� sapere se l�acqua � velenosa o no? E resta ancora il problema pi� difficile. La razza umana � libera di amare gli Scorpioni perch� questi sono ormai morti. Ma voi siete vivi, e quindi gli umani hanno paura di voi.</p><p>Human indic� con ambo le mani il proprio corpo, come se fosse qualcosa di miseramente inadeguato. � Di noi!</p><p>��Hanno paura della stessa cosa che voi temete quando guardate il cielo e vedete le stelle riempirsi di uomini. Hanno paura di andare su uno di quei pianeti, un giorno o l�altro, e di scoprire che voi ve ne siete impadroniti per primi.</p><p>��Non vogliamo arrivarci per primi � disse Human. � Vogliamo essere l� <emphasis>anche </emphasis>noi.</p><p>��Allora datemi tempo � disse l�Araldo. � Insegnatemi chi siete, cosicch� io possa insegnarlo a loro.</p><p>��Tutto! � esclam� Human. Si gir� a guardare gli altri. � Noi ti insegneremo tutto.</p><p>Mangia-Foglie si alz�. Parl� nella Lingua dei Maschi, ma Miro lo comprese: � Alcune cose non sono tue, e non le puoi insegnare.</p><p>Human gli diede una risposta secca, poi torn� allo stark: � Ci� che Pipo e Libo e Ouanda e Miro ci hanno detto non apparteneva a loro. Ma ce lo hanno insegnato.</p><p>��La loro follia non deve essere la nostra follia � gli replic� Mangia-Foglie, sempre nella Lingua dei Maschi.</p><p>��Allora neppure la loro saggezza potr� essere la nostra saggezza � ritorse Human.</p><p>A questo punto Mangia-Foglie disse in Lingua Albero qualcosa che Miro non pot� capire. Human non gli diede alcuna risposta, e Mangia-Foglie se ne and�.</p><p>Mentre lui s�allontanava torn� Ouanda, con gli occhi ancora rossi di pianto.</p><p>Human si volse all�Araldo. � Cosa vuoi sapere? � chiese. � Noi te lo diremo. Te lo mostreremo, se possiamo.</p><p>L�Araldo interrog� con lo sguardo Miro e Ouanda. � Cosa dovrei domandare? So cos� poco che non ho idea di quel che ci servirebbe conoscere.</p><p>A sua volta miro guard� Ouanda.</p><p>��Voi non avete utensili di pietra n� di metallo � disse lei. � Ma la vostra casa � fatta di legno, e cos� gli archi e le frecce.</p><p>Human si alz�, in attesa. Il silenzio si prolung�. � Ma qual � la domanda? � chiese infine il maiale.</p><p><emphasis>Come diavolo pu� sfuggirgli il collegamento? </emphasis>pens� Miro.</p><p>��Noi umani � disse l�Araldo, � usiamo utensili di metallo per abbattere gli alberi, quando vogliamo dare forma al legno per costruire case o frecce o bastoni come quelli che alcuni di voi hanno in mano.</p><p>Occorse qualche istante prima che le parole dell�Araldo fossero comprese. Poi, all�improvviso, tutti i maiali furono in piedi. L�intera trib� cominci� a correre attorno, senza scopo e ciecamente, in una frenesia di corpi che inciampavano l�uno addosso all�altro e andavano a sbattere negli alberi, contro la casa e fra i cespugli. Quasi tutti mantenevano un irreale silenzio, ma ogni tanto uno di loro mandava un grido stridulo simile a quelli che avevano innalzato pochi minuti prima. Quell�attacco generale di silenziosa follia era fantasmagorico, come se una banda di demoni si fosse impossessata dei loro corpi. Tutti quegli anni di informazioni date con il contagocce, di occultamenti tesi a impedire che i maiali ne sapessero troppo, e adesso l�Araldo aveva ribaltato le regole ed il risultato era quel drammatico caos.</p><p>Da quella baraonda emerse vacillando Human, e si lasci� cadere al suolo davanti a loro. � Oh, Araldo! � grid�, sconvolto. � Prometti che non lascerai mai abbattere mio padre Rooter con utensili di pietra e di metallo! Se volete uccidere qualcuno, ci sono i fratelli pi� anziani che si offriranno a voi, e anch�io sar� felice di morire, ma non lasciare che uccidano mio padre!</p><p>��O mio padre! � strillarono altri maiali. � O il mio! No!</p><p>��Non avremmo mai piantato Rooter cos� vicino al recinto � disse Mandachuva, � se avessimo saputo che voi siete� siete <emphasis>varelse</emphasis>!</p><p>L�Araldo sollev� ancora le braccia. � Gli umani hanno forse tagliato un solo albero su Lusitania? Mai. Qui la legge lo proibisce. Non avete niente da temere da noi.</p><p>Il silenzio continu�, mentre i maiali pian piano smettevano di agitarsi. Dopo un poco Human si rialz� da terra. � Tu ci hai insegnato ad aver paura degli umani � disse all�Araldo. � Vorrei che non foste mai venuti nella nostra foresta.</p><p>La voce di Ouanda suon� irritata: � Come puoi dir questo, dopo il modo orribile in cui avete assassinato mio padre!</p><p>Human la fiss� trasecolato, incapace di rispondere. Miro pass� un braccio attorno alle spalle della ragazza. Nel silenzio generale fu l�Araldo a parlare. � Mi hai promesso che risponderete a tutte le mie domande. Adesso ti chiedo: come avete costruito la casa di tronchi, quell�arco con le frecce, e i bastoni? Noi vi abbiamo detto il solo sistema che conosciamo, ora tu dimmi l�altro, quello con cui lo fate voi.</p><p>��I fratelli offrono se stessi � rispose Human. � Te l�ho detto. Noi diciamo a un fratello anziano cosa ci serve, gli mostriamo la forma, e lui offre se stesso.</p><p>��Possiamo vedere come fate? � domand� l�Araldo.</p><p>Human gett� uno sguardo agli altri maiali. � Vuoi che chiediamo a un fratello di offrire se stesso, solo perch� tu possa vedere? Non abbiamo bisogno di una casa nuova, non per anni ancora, e possediamo gi� tutte le frecce che ci servono.</p><p>��Faglielo vedere!</p><p>Miro trasal�, mentre tutti gli altri si voltavano a guardare Mangia-Foglie che usciva di nuovo dalla boscaglia. A passi alteri il maiale and� a fermarsi al centro della radura, e quando parl� fu nel tono ampolloso di un�autorit� che annunciasse qualcosa da un podio rivolgendosi a tutti e a nessuno in particolare. Usava per� la Lingua delle Mogli, e Miro riusc� a tradurne solo un pezzo qui e uno l�.</p><p>��Che sta dicendo? � sussurr� l�Araldo.</p><p>Accovacciato al suo fianco Miro gli rifer� quel che aveva capito: � � andato dalle mogli, evidentemente, e loro hanno detto di fare tutto ci� che lei chiede. Ma non � cos� semplice. Sta dicendo loro che� non conosco queste parole� qualcosa circa la morte di tutti loro. O su dei fratelli che muoiono, comunque. Ma li guardi: non hanno paura, nessuno di loro.</p><p>��Non so come mostrino la loro paura � disse l�Araldo. � Non so proprio niente di questo popolo.</p><p>��Io neppure � borbott� Miro. � Le ho lasciato la cosa in mano, e ha causato pi� agitazione lei in mezz�ora di quanta ce ne sia stata dacch� esiste la colonia.</p><p>��Ho un dono di natura � sospir� l�Araldo. � Far� un affare con voi: terr� la bocca chiusa sulle vostre Domande del Giorno, e voi tacerete sulla mia identit�.</p><p>��Lo consideri fatto � annu� Miro. � Comunque, io non ci credo.</p><p>Mangia-Foglie termin� il suo discorso. Subito dopo si diresse alla casa di tronchi e vi entr�.</p><p>��Chiederemo il dono di un fratello anziano � rifer� Human. � Le mogli hanno detto questo.</p><p>Fu cos� che, a fianco dell�Araldo e con un braccio intorno alle spalle di Ouanda, Miro assist� mentre i maiali facevano accadere un miracolo pi� convincente di quelli che avevano meritato a Gusto e Cida il titolo di Os Venerados.</p><p>La trib� fece circolo attorno a un enorme vecchio albero che sorgeva al bordo della radura. Poi, uno alla volta, i maiali si arrampicarono su per il tronco e cominciarono a battervi raffiche di colpi con i loro bastoni. Poco dopo erano tutti quanti appollaiati su rami, cantando in coro e tambureggiando secondo un ritmo complicato. � Lingua Albero � sussurr� Ouanda.</p><p>Non erano ancora trascorsi dieci minuti che l�albero oscill� vistosamente. All�istante met� dei maiali scesero al suolo e presero a spingere il tronco, in modo da farlo inclinare verso il terreno aperto della radura. Gli altri continuarono a battere forsennatamente e a cantare a voce ancor pi� alta.</p><p>Uno dopo l�altro i grandi rami dell�albero si staccarono e caddero al suolo. 1 maiali correvano svelti ad afferrarli e li trascinavano via dalla zona dove l�enorme vegetale si sarebbe abbattuto. Human ne port� uno dei pi� piccoli all�Araldo, che lo prese con cautela e lo mostr� a Miro e a Ouanda. L�estremit� del ramo che era stata attaccata al tronco appariva perfettamente liscia, con una superficie appena ondulata priva di sporgenze o fessure, e nulla provava che fosse stata separata con torsioni o colpi. Miro vi pass� un dito e la sent� fredda e levigata come il marmo.</p><p>Infine dell�albero non rimase che un tronco nudo, alto e possente; le chiazze ovali dov�erano stati collegati i rami scintillavano biancastre agli ultimi raggi del sole. La canzone sal� di tono e all�improvviso tacque. Subito l�albero cominci� a inclinarsi sempre pi�, e con maestosa lentezza si abbatt� nella radura. Il terreno trem�, l�eco del tonfo si spense fra la vegetazione, e quando il polverone si fu diradato tutto era immobile.</p><p>Human s�avvicin� al tronco e prese ad accarezzarne la corteccia, cantando sottovoce. Sotto le sue mani il duro rivestimento rugoso si apr� pian piano, finch� con uno scricchiolio la spaccatura si estese alla sua intera lunghezza. Diversi maiali vennero ad afferrare la corteccia per staccarla dal tronco; ma non dovettero fare alcuno sforzo e i due pezzi, quasi perfettamente uguali, furono trasportati da parte.</p><p>��Avete mai visto come utilizzano la corteccia? � chiese l�Araldo.</p><p>Miro scosse il capo. Non avrebbe avuto voce per rispondere.</p><p>A farsi avanti a questo punto fu Freccia, anch�egli cantando. Pass� un dito sul tronco e vi tracci� una lunga parentesi, come se disegnasse esattamente la forma di un arco. Miro vide apparire sulla nuda superficie del legno delle fenditure, tagli che si approfondivano da soli e in silenzio, finch� in pochi secondi l�arco fu separato dal tronco e rimase, liscio e perfetto, nella sua lunga nicchia ricurva.</p><p>Altri maiali s�accostarono al tronco, e cantando vi tracciarono sopra le forme pi� svariate. Ne trassero cos� bastoni, archi, dozzine di frecce, coltelli dalla lama affilata, e migliaia di quelle sottilissime strisce che usavano per intrecciare i canestri. Infine, quando una buona met� dell�albero era ormai consumata, tutti indietreggiarono poco pi� in l� e continuarono a cantare in coro. Il tronco si spacc� in una mezza dozzina di lunghi pali. Non una scheggia del grande albero era rimasta cos� inutilizzata.</p><p>Human si separ� lentamente dagli altri e s�inginocchi� accanto ai pali, poggiando dolcemente le mani sul pi� vicino. Attese che i compagni tacessero e poi, rovesciando la testa all�indietro, inton� una canzone senza parole simile a un lamento, cos� triste e melodiosa che a Miro parve intessuta di malinconia allo stato puro. La voce solitaria di Human saliva e scendeva tracciando arabeschi sonori interminabili, ma ad un tratto Miro si rese conto che tutti i maiali lo stavano fissando come se si aspettassero qualcosa da lui.</p><p>Fu Mandachuva che alla fine si decise ad avvicinarsi. � Per favore � gli disse sottovoce. � Sarebbe giusto che almeno tu cantassi per il fratello.</p><p>��Non saprei come fare � mormor� lui, intimorito e a disagio.</p><p>��Lui ha offerto la vita � disse Mandachuva, � per rispondere a una vostra domanda.</p><p><emphasis>Per rispondere a una domanda e sollevarne mille altre</emphasis>, pens� Miro con una smorfia. Ma si mosse avanti, and� a inginocchiarsi accanto a Human, poggi� anch�egli le mani sullo stesso palo e alz� il volto al cielo lasciando che la voce gli uscisse di bocca. Dapprima non produsse che un mugolio esitante, incerto su cosa cantare, ma poi cap� il significato di quella melodia aritmica, sent� la morta presenza del legno sotto le dita, e la sua voce si lev� alta e forte intrecciandosi con effetti disarmonici a quella di Human. Con lui lament� la morte dell�albero, lo ringrazi� per il suo sacrificio e promise di usarne il corpo a beneficio della trib�, per i fratelli e le mogli e i figli, affinch� tutti potessero vivere, crescere, prosperare. Questo era il senso della canzone, e questo era ci� che dava un senso alla morte dell�albero. Allorch� fu finita Miro si pieg� in avanti poggiando la fronte sul legno e pronunci� le tristi parole dell�Estrema Unzione, le stesse che aveva sussurrato sfiorando per l�ultima volta il corpo di Libo sul pendio della collina, cinque anni addietro.</p></section><section><title><p>CAPITOLO QUINDICESIMO</p><p>ELEGIA</p></title><cite><p>HUMAN: � Perch� nessuno degli altri umani viene mai a vederci?</p><p>MIRO: � Noi siamo i soli a cui � permesso uscire dal cancello.</p><p>HUMAN: � Allora perch� gli altri non scavalcano il recinto?</p><p>MIRO: � Nessuno di voi ha mai toccato il recinto? (Human non risponde) Toccarlo � molto doloroso. Se ti arrampicassi sul recinto sentiresti ogni parte del tuo corpo riempirsi di sofferenza terribile e insopportabile.</p><p>HUMAN: � Questo � stupido. Forse che l�erba non cresce da tutte e due le parti?</p><text-author>Ouanda Quenhatta Figueira Mucumbi, <emphasis>Dialoghi Trascr�tti</emphasis>, 15.1.1970</text-author></cite><empty-line/><p>Il sole distava dall�orizzonte non pi� di un�ora quando il sindaco Bosquinha sal� le scale che portavano all�ufficio di monsignor Peregrino, in un�ala della cattedrale. Dom e Dona Crist�es erano gi� l�, e non nascondevano le loro espressioni preoccupate. Il vescovo sembrava invece piuttosto soddisfatto di s�. Era sempre segretamente compiaciuto allorch� tutti i leader politici e religiosi di Milagre si riunivano sotto il suo tetto. Poco importava che fosse stata Bosquinha a chiedere quella riunione, e che essendo la sola a possedere un veicolo avesse proposto lei di tenerla alla cattedrale. Peregrino assaporava la sensazione d�essere, in qualche modo, il padrone di Lusitania. <emphasis>Be�</emphasis>, pens� Bosquinha, <emphasis>prima della fine della riunione odierna potremmo accorgerci che nessuno di quanti sono in questa stanza � padrone di niente.</emphasis></p><p>La donna salut� gli altre tre, ma ignor� la poltroncina che le veniva offerta e and� invece a sedersi davanti al terminale del vescovo. Lo accese, si colleg� a quello del suo ufficio e chiese il programma che aveva predisposto. Nel campo olografico apparvero parecchi strati di piccoli cubi. Nello strato superiore ce n�erano pochi, in alcuni il doppio, in altri molti di pi�. Oltre la met� degli strati, compreso quello superiore, erano di colore rosso; i restanti erano tutti azzurri.</p><p>��Molto grazioso � disse monsignor Peregrino.</p><p>Bosquinha si volse a Dom Crist�o. � Lei riconosce lo schema?</p><p>Lui scosse il capo. � Per� credo di sapere perch� lei ha chiesto questa riunione.</p><p>Dona Crist� si pieg� in avanti, sulla sedia. � Ci sar� pure un modo di mettere al sicuro le cose che vogliamo tenere per noi!</p><p>L�espressione di distaccato compiacimento svan� dalla faccia di monsignor Peregrino. � Io <emphasis>non so </emphasis>perch� questa riunione � stata chiesta.</p><p>Bosquinha ruot� sullo sgabello girevole per guardarlo. � Ero molto giovane quando il Comitato per l�Esplorazione e la Colonizzazione mi elesse governatore della Colonia Lusitania. Fu un grande onore essere scelta e vedermi dare fiducia. M�ero appena laureata in Sociologia e Scienze Politiche, e aveva alle spalle una brevissima carriera nell�amministrazione di Oporto. Ci� che il Comitato evidentemente sottovalut� furono certi miei difetti, poich� avevo gi� fama d�essere sospettosa, intrigante e sciovinista.</p><p>��Lei ha anche virt� che tutti noi abbiamo imparato ad apprezzare � le concesse monsignor Peregrino.</p><p>Bosquinha sorrise. � La conseguenza del mio sciovinismo fu che appena ebbi in mano la colonia divenni pi� leale agli interessi di Lusitania che a quelli della Federazione Starways e dei Cento Mondi. La mia propensione all�intrigo mi aiut� a convincere il Comitato che, al contrario, la mia fedelt� agli interessi del Consiglio era a prova di bomba. E la mia sospettosit� mi port� a credere che al Consiglio non passava neppure per il capo l�ipotesi di conferire un giorno a Lusitania l�indipendenza e uno stato uguale a quello degli altri Cento Mondi.</p><p>��Questo � naturale � la inform� monsignor Peregrino. � Lusitania � una colonia.</p><p>��Noi non siamo una colonia � disse Bosquinha. � Siamo un esperimento. Ho studiato bene il nostro statuto, i nostri permessi, la legislazione e gli ordini federali emessi circa questo pianeta, e ho scoperto che le normali leggi per la tutela dell�intimit� dei cittadini e degli enti pubblici non si applicano a noi. Questo significa che il Comitato ha illimitato potere di accesso a tutta la documentazione relativa ad ogni persona o istituzione su Lusitania.</p><p>Il vescovo s�accigli�, irritato. � Mi sta dicendo che il Comitato ha il diritto di mettere il naso nei documenti riservati della Chiesa?</p><p>��Ah! � disse Bosquinha. � Ecco un altro sciovinista.</p><p>��La Chiesa, qui, ha dei diritti ben precisati dal Codice Starways!</p><p>��Non se la prenda con <emphasis>me.</emphasis></p><p>��Lei non me lo ha mai detto!</p><p>��Se gliel�avessi detto, lei avrebbe protestato, e loro avrebbero fatto finta di cedere. E io non avrei potuto fare quello che ho fatto.</p><p>��E sarebbe?</p><p>��Questo programma. Monitorizza tutti gli accessi fatti via ansible a ogni banco-dati di Lusitania.</p><p>Dom Crist�o ridacchi�. � Lei non aveva alcun diritto di far questo.</p><p>��Lo so. Come dicevo, ho molti vizi e difetti. Ma il mio programma non ha mai rivelato una pesante intrusione. Be�� alcuni fascicoli personali spiati, quando i maiali hanno ucciso i nostri due xenologi, piccole indagini abbastanza scontate� ma niente di pi�. Fino a quattro giorni fa.</p><p>��Quando � arrivato l�Araldo dei Defunti � disse monsignor Peregrino.</p><p>Bosquinha fu divertita dal vedere che il vescovo collegava d�istinto le due cose e balzava a quelle che, per lui, erano le conclusioni pi� ovvie. � Tre giorni fa � spieg�, � � stato effettuato via ansible un sondaggio non distruttivo. L�operazione ha seguito uno schema interessante. � Si volse al terminale e cambi� l�immagine olografica. Ora mostrava soltanto gli strati pi� alti, rivelando con linee di colore le zone in cui erano avvenute le intrusioni, la data, i codici che erano stati oltrepassati e altri particolari. � Qualcuno ha ottenuto l�accesso a tutto ci� che riguarda gli xenologi e gli xenobiologi di Milagre: documenti, registrazioni, note di lavoro e fascicoli personali. E� s�, monsignore, anch�io pensai subito, e lo penso ancora, che tutto ci� fosse in qualche modo collegato all�Araldo.</p><p>��Sicuramente lui non ha <emphasis>nessuna </emphasis>autorit� nella Federazione Starways � disse il vescovo.</p><p>Dom Crist�o annu� gravemente. � Una volta San Angelo scrisse, nel suo diario privato, che nessuno salvo i Figli della Mente ha mai letto�</p><p>Il vescovo lo interruppe vivacemente: � Cos� i Figli della Mente <emphasis>hanno </emphasis>degli scritti segreti di San Angelo!</p><p>��Nessun segreto � disse Dona Crist�. � Quel diario � un documento che tutti possono consultare, senonch� � molto prolisso e solo i suoi seguaci hanno la pazienza di leggerlo.</p><p>��Ci� che scrisse � continu� Dom Crist�o, � � che l�Araldo Andrew � pi� vecchio di quanto s�immagina. Pi� vecchio della Federazione Starways, e a suo modo forse pi� potente.</p><p>Monsignor Peregrino sbuff�. � � un ragazzo. Non pu� avere neanche quarant�anni.</p><p>��Le vostre sciocche rivalit� possono aspettare � disse seccamente Bosquinha. � Ho chiesto questa riunione per fronteggiare un�emergenza. E per fare una cortesia a <emphasis>voi</emphasis>, visto che io ho gi� stabilito quali provvedimenti saranno presi dal governo di questa colonia.</p><p>Gli altri si azzittirono.</p><p>Bosquinha riport� nel campo olografico la prima immagine. � Questa mattina il mio programma mi ha avvertita una seconda volta. Un�altra sistematica intrusione via ansible, con la differenza che ora non si tratta dell�operazione non-distruttiva di tre giorni fa. Stavolta <emphasis>tutti </emphasis>i dati appartenenti alla colonia sono sotto lettura ad alta velocit�, e ci� implica che ogni nostra registrazione viene assorbita e duplicata da computer esterni al pianeta. Poi le direttive sono state modificate, in modo che un singolo ordine in codice inviato qui per ansible possa distruggere completamente tutto ci� che si trova nella memoria dei nostri computer. Questo accadr� al termine della lettura.</p><p>Bosquinha vide che monsignor Peregrino era stupefatto, mentre i due Figli della Mente non mostravano alcun segno di sorpresa.</p><p>��Perch�? � ansim� il vescovo. � Distruggere programmi e registrazioni � � quello che si fa a una nazione o a un pianeta che� che si ribella, che si vuole annientare, che si colpisce per�</p><p>��Vedo che anche voi � disse Bosquinha ai Figli della Mente, � siete rosi dal tarlo dello sciovinismo e del sospetto.</p><p>��Molto meno di lei, temo � disse Dom Crist�o. � Ma anche noi monitorizziamo le intrusioni. Naturalmente abbiamo trasferito tutte le nostre registrazioni (con notevole spesa) ai monasteri dei Figli della Mente sugli altri mondi, e se qui fossero cancellate essi cercherebbero di farcene riavere una copia. Dubito tuttavia che, se fossimo dichiarati una colonia ribelle, tale restituzione dei dati sarebbe permessa. Cos� stiamo facendo anche copie stampate delle registrazioni pi� importanti. Non sar� possibile stampare tutto, ma cercheremo di mettere al sicuro il necessario per tirare avanti. Cos� il nostro lavoro non sar� completamente distrutto.</p><p>��Voi sapevate questo? � esclam� il vescovo. � E non mi avete detto niente?</p><p>��Mi scusi, monsignore, ma non ci era venuto in mente che voi non aveste pensato a cautelarvi.</p><p>��E magari vi siete anche detti che noi, infine, non facciamo un lavoro abbastanza importante da meritare d�essere stampato e tratto in salvo!</p><p>��Basta cos�! � ordin� Bosquinha. � Si potr� stampare soltanto una minima percentuale del materiale; su Lusitania non ci sono abbastanza stampanti per risolvere il problema. Non potremmo neppure mantenere i servizi basilari. Credo che resti poco pi� di un�ora prima che questo processo di copiatura via ansible sia completo, dopo di che loro saranno in grado di spazzare via tutte le nostre registrazioni quando vorranno. Ma anche se io avessi cominciato a far stampare materiale stamattina, all�inizio dell�intrusione, andremmo avanti al ritmo ridicolo di un centesimo dell�uno per cento al giorno prima d�aver copiato su carta tutti i nostri banchi-dati. La nostra comunit� � troppo fragile, troppo vulnerabile davanti a un attacco di questo genere.</p><p>��Dunque siamo indifesi � mormor� il vescovo.</p><p>��No. Ma volevo rendervi chiara la gravit� della nostra situazione, cos� da prepararvi ad accettare l�unica alternativa. Ed � un�alternativa che non vi piacer� affatto.</p><p>��Di questo non ho dubbi � borbott� monsignor Peregrino.</p><p>��Un�ora fa, mentre mi lambiccavo il cervello sul problema cercando di capire se vi fosse un qualche particolare tipo di registrazione immune a questo trattamento, ho scoperto che qui esiste una persona i cui dati non venivano neppure sfiorati dal programma messo in opera contro di noi. Dapprima ho pensato che questo accadeva perch� � un framling, ma la ragione � molto pi� sottile. L�Araldo dei Defunti <emphasis>non ha </emphasis>dati registrati nei computer di Lusitania.</p><p>��Neppure uno? Impossibile � dichiar� Dona Crist�.</p><p>��Tutti i suoi dati sono mantenuti <emphasis>via ansible. </emphasis>Con un contatto esterno al pianeta. Ogni cosa che lo riguardi, dal telecodice al fascicolo personale, ogni messaggio e autorizzazione, gli arriva qui da qualche altro posto con cui � collegato in linea diretta. Capite?</p><p>��E tuttavia lui ha accesso a quei dati� � disse Dom Crist�o.</p><p>��� come invisibile alla Federazione Starways. Se loro mettessero l�embargo a tutti i dati in arrivo e in partenza da Lusitania, la sua linea resterebbe libera, perch� i computer non la registrano come un possibile sistema di trasferimento dati. Dunque ogni dato rimarrebbe accessibile� anche se non fosse pi� nelle memorie computerizzate di Lusitania.</p><p>��E lei sta suggerendo � disse il vescovo stringendo le palpebre, � che noi dovremmo trasferire tutte le nostre registrazioni al banco-dati di quel� quell�innominabile straniero infedele?</p><p>��Io vi sto dicendo che questo � esattamente ci� che ho fatto. Il trasferimento della documentazione pi� vitale e importante dell�amministrazione pubblica � quasi completato. � stato canalizzato con un programma di priorit�, ad altissima velocit�, cos� va molto pi� in fretta dell�assorbimento messo in atto dalla Federazione. Io vi offro di utilizzare la stessa priorit� per il trasferimento dei vostri documenti e programmi. Se non volete farlo� be�, vuol dire che ne approfitter� per trasmettere subito anche le registrazioni governative d�importanza secondaria.</p><p>��Ma lui potrebbe leggere tutti i nostri documenti riservati! � protest� il vescovo.</p><p>��S�, � ovvio.</p><p>Dom Crist�o scosse il capo. � Non lo far�, se glielo chiediamo.</p><p>��Lei � ingenuo come un bambino � disse monsignor Peregrino. � Niente gli impedirebbe di tenersi le nostre registrazioni, per non restituircele mai pi�. Ci avrebbe nelle sue mani.</p><p>Bosquinha annu�. � Questo � vero. Avr� in mano tutto quello che per noi � vitale, e potr� tenerselo o ridarcelo a suo piacimento. Ma sono convinta che sia un brav�uomo, disposto ad aiutarci nel momento del bisogno.</p><p>Dona Crist� si alz�. � Scusatemi � disse. � Vorrei cominciare immediatamente a trasferire certi programmi essenziali.</p><p>Bosquinha oper� brevemente sul terminale del vescovo e le lasci� il posto. � Ora non deve far altro che istruire il suo computer su quali registrazioni vuole accordare alle mie. Saranno trasmesse al banco-dati dell�Araldo Andrew con lo stesso codice di precedenza.</p><p>��Quanto tempo ci resta? � chiese Dom Crist�o. Sua moglie stava gi� battendo freneticamente sulla tastiera.</p><p>��Il cronometro � qui in alto. � Bosquinha allung� una mano nel campo olografico e sfior� un display su cui scorreva un conteggio alla rovescia.</p><p>��Lascia perdere i programmi che abbiamo gi� stampato � disse Dom Crist�o. � Quelli potremo reinserirli in seguito. Dai la precedenza ai banchi B/K e al funzionamento dei sistemi computerizzati da A2 a TT/2.</p><p>Bosquinha si volse al vescovo. � Sapevo che per lei sarebbe stato difficile.</p><p>Peregrino emise una risata sarcastica. � Difficile!</p><p>��Spero che lei consideri i pro e � contro, prima di rifiutare�</p><p>��Rifiutare! � esclam� il vescovo. � Mi prende per un idiota? Non c�� dubbio che io detesti la pseudo-religione di quel blasfemo Araldo dei Defunti, ma se questo � l�unico modo che Dio ci ha dato per preservare le vitali registrazioni della Chiesa, sarei un Suo ben misero servo se mi lasciassi accecare dall�orgoglio. I nostri archivi non sono ancora pronti per essere inseriti su un programma di priorit�, e questo prender� qualche minuto, ma spero che i Figli della Mente si sbrighino, in modo da lasciare anche a noi il tempo necessario.</p><p>��Quanto pensa che le occorrer� per il trasferimento? � chiese Dom Crist�o.</p><p>��Non molto. Dieci minuti al massimo, credo. � Peregrino accese un interfono e diede alcuni ordini al suo segretario.</p><p>Bosquinha ne fu piacevolmente sorpresa. Aveva temuto che il vescovo insistesse per far duplicare tutto il suo archivio prima di consentire ai Figli della Mente di andare avanti, se non altro per stabilire la priorit� della curia vescovile sul monastero. Ma l�uomo si rifece, degnandosi di protendere la mano sinistra a Dom Crist�o.</p><p>��La ringrazio, monsignore � disse lui, baciando l�anello del vescovo.</p><p>Peregrino inarc� freddamente un sopracciglio. � Non deve guardarmi cos� stupita, sindaco Bosquinha. I Figli della Mente lavorano con la conoscenza terrena, cos� dipendono molto di pi� dalle macchine. Madre Chiesa lavora con le cose dello spirito, perci� alle macchine affidiamo soltanto il minimo indispensabile. In quanto ai nostri testi, siamo cos� antiquati e ligi alle tradizioni da tenere un gran numero di opere rilegate in cuoio nella biblioteca della curia. La Federazione Starways non potr� rubarci la parola di Dio e gli scritti dei santi pi� illuminati. � Sorrise, ovviamente con malizia. Bosquinha gli restitu� un sorriso allegro.</p><p>��C�� un piccolo particolare � disse Dom Crist�o. � Dopo che i nostri banchi di memoria saranno stati cancellati, e noi ne riavremo indietro il contenuto da quello dell�Araldo, cosa impedir� alla Federazione di ripetere questo gesto quante volte vorr�?</p><p>��Non posso darle una risposta semplice � disse Bosquinha. � Ci� che faremo dipende da quello che la Federazione ha deciso di mettere in atto. Forse non distruggeranno affatto le nostre registrazioni. Forse ci restituiranno subito i programmi tecnici pi� indispensabili, dopo questa dimostrazione del loro potere. Ma dal momento che non so affatto perch� stanno piombando su di noi a questo modo, come posso prevedere fino a che punto si spingeranno? Tuttavia, anche se ci daranno la possibilit� di mostrarci leali al Consiglio, � ovvio che resteremo vulnerabili a eventuali altri atti disciplinari dello stesso genere.</p><p>��Ma se, per qualche ragione, fossero decisi a trattarci come ribelli?</p><p>��Be�, se finissimo dalla padella nella brace potremmo registrare di nuovo tutto nei nostri computer e� tagliare fuori l�ansible.</p><p>��Dio ce ne scampi! � disse Dona Crist�. � Allora saremmo completamente soli.</p><p>Monsignor Peregrino si mostr� seccato. � Che idea assurda, sorella Detestai o Pecado. Pensa forse che Cristo ci parli via ansible? O che il Consiglio abbia il potere di tappare la bocca allo Spirito Santo?</p><p>Dona Crist� arross� e si rimise a lavorare al terminale.</p><p>Da l� a poco il segretario del vescovo venne a consegnargli una lunga lista di dati relativi al loro archivio. � Potete depennare da questo la mia corrispondenza personale � disse Peregrino. � Che sia la Chiesa a decidere se le mie lettere meritano d�essere conservate. Per me non hanno alcun valore.</p><p>��La curia � pronta � disse Dom Crist�o alla moglie. Subito lei si alz�, lasciando il terminale a disposizione del segretario.</p><p>��A proposito � disse Bosquinha. � Penso che vi interessi saperlo. L�Araldo ha annunciato che questa sera, al pra�a, terr� l�elegia per Marcos Ribeira. � Controll� l�orologio. � Sta per cominciarla, anzi.</p><p>��E cosa le fa credere � disse acidamente il vescovo, � che questo possa riguardare me?</p><p>��Pensavo che avrebbe voluto mandare una rappresentanza.</p><p>��Grazie per averci informati � disse Dom Crist�o. � Io assister� senz�altro. M�interessa sentir parlare l�Araldo che fece l�elegia per San Angelo. � Guard� il vescovo. � Le porter� io una registrazione, se lo desidera.</p><p>Il vescovo s�appoggi� allo schienale della poltrona, con un sorrisetto storto. � Grazie, ma per la bisogna baster� uno dei miei diaconi.</p><p>Bosquinha usc� dall�ufficio e saltell� svelta gi� per le scale fino a una porta laterale della curia. Avrebbe dovuto tornare subito in municipio, adesso, perch� qualunque cosa la Federazione stesse facendo i loro ordini non avrebbero tardato ad arrivare, e lei doveva essere l� a riceverli.</p><p>Aveva preferito non discutere la cosa con i leader religiosi poich� quelli non erano fatti loro, ma sapeva benissimo, almeno nelle linee generali, perch� la Federazione stava agendo cos�. I paragrafi che davano al Consiglio il diritto di trattare Lusitania come una colonia ribelle erano tutti collegati alle leggi che regolavano il contatto con la razza dei maiali.</p><p>Era chiaro che gli xenologi avevano fatto qualcosa di grossolanamente erroneo. E poich� a Bosquinha non risultava alcuna infrazione alla legge, doveva trattarsi di qualcosa tanto vasto da esser stato ripreso dai satelliti, il solo servizio di sorveglianza che trasmetteva direttamente al Comitato senza che i dati passassero per il municipio. Bosquinha aveva cercato invano d�immaginare cosa potessero aver fatto Miro e Ouanda. Dato fuoco a una foresta? Abbattuto alberi? Causato una guerra fra le trib� dei maiali? Tutte queste ipotesi le apparivano assurde.</p><p>Aveva tentato di chiamarli per interrogarli, ovviamente, ma il loro computer sapeva soltanto che erano usciti. Fuori dal cancello, nella foresta, senza dubbio per continuare quella stessa attivit� che aveva portato sull�orlo della distruzione l�intera Colonia Lusitania. Bosquinha cerc� di ricordare a se stessa che i due erano ragazzi, e che doveva trattarsi di qualche ridicolo errore giovanile.</p><p>Ma non erano giovani a <emphasis>quel </emphasis>punto, ed erano fra le menti pi� brillanti di una comunit� che aveva una media intellettuale piuttosto elevata. Era una cosa saggia che la Federazione considerasse fuorilegge strumenti da tortura tipo fruste e ferri roventi. Perch� per la prima volta in vita sua Bosquinha era cos� furibonda che avrebbe potuto giungere ad usarli con le sue mani, se li avesse posseduti. <emphasis>Io non so cos�aveste intenzione di fare, Miro e Ouanda, e non so cos�abbiate fatto. Ma, qualunque sia lo scopo che avete perseguito, questa comunit� sar� costretta a pagarne il prezzo. E in un modo o nell�altro, se esiste giustizia, io far� in modo che ne scontiate le conseguenze.</emphasis></p><empty-line/><p>Molta gente aveva dichiarato che non sarebbe andata a sentire nessuna elegia. Erano buoni cattolici, no? E il vescovo non aveva forse detto che quell�Araldo parlava con la voce di Satana?</p><p>Ma c�erano altre cose che si sussurravano ormai da qualche giorno. Dicerie infondate, con ogni probabilit�, e tuttavia Milagre era una piccola citt� dove i pettegolezzi erano la salsa sulla pietanza della vita; ed essi non servivano a nessuno, a meno che non circolassero in modo che se ne potesse discutere. A scorno dei progressi scientifici, il pettegolezzo era sempre il mezzo di comunicazione pi� veloce dell�ansible. Cos� era subito corsa voce che la figlioletta di Marc�o, Quara, che non aveva mai aperto bocca davanti a nessuno, era diventata tanto ciarliera da farsi rimproverare perfino in classe. E Olhado, quel ragazzo scostante con i ripugnanti occhi di metallo, si diceva che d�improvviso fosse amichevole ed espansivo con tutti. Schizofrenici? Posseduti dal demonio? Nelle chiacchiere cominci� a infiltrarsi l�insinuazione che l�Araldo avesse il tocco risanatore, o l�occhio del diavolo, o che potesse levare e mettere una fattura, o che riuscisse a farsi ubbidire grazie a poteri ipnotici. Le voci non giungevano agli orecchi di tutti, naturalmente, e pochi ci credevano davvero. Ma nei quattro giorni che corsero fra l�arrivo dell�Araldo e l�annuncio dell�elegia per il defunto Marcos Maria Ribeira la comunit� di Milagre decise (o meglio, ciascuno giunse privatamente alla decisione) che sarebbe intervenuta all�elegia e avrebbe ascoltato quello che l�Araldo aveva da dire, con o senza il beneplacito di sua eminenza il signor vescovo.</p><p>I cinici avevano subito capito l�errore di mons. Peregrino. Definendo satanico l�Araldo, lo aveva posto d�autorit� all�estremo rispetto a tutti i buoni cattolici. Lo straniero era dunque l�opposto di loro, e una posizione simile doveva pur essersela meritata per un solido motivo. Quelli teologicamente non sofisticati avevano sempre saputo che Dio e il Diavolo avevano pari poteri, qualunque cosa ne dicessero i preti, con la differenza che, mentre i poteri di Dio erano monotonamente tesi al bene, quelli del Diavolo facevano leva sulla paura, sul bizzarro, sull�orrido, e suscitavano molta pi� curiosit� e interesse. Inoltre, a convincere i pi� indecisi, accadde che quel giorno tutti i programmi televisivi trasmessi via ansible dai Cento Mondi s�erano interrotti, con gran disgusto delle massaie di Milagre, e verso sera perfino i filmati che ogni famiglia immagazzinava a migliaia nel suo terminale scomparvero di colpo, come se il guasto inspiegabile si fosse esteso anche alle registrazioni.</p><p>Cos�, anche se l�annuncio dell�elegia fu dato appena un�ora prima del suo inizio, il pra�a era pieno di gente. Moiti s�erano fatti ricevere dagli amici sui balconi e alle finestre delle case circostanti, e tutti gli spazi erbosi erano affollati di cittadini a cui quella ressa non dispiaceva affatto, perch� vi vedevano la conferma che gli altri erano curiosi quanto loro. Nessuno dava pi� voce ai pettegolezzi: in pubblico si esibiva il distaccato scetticismo delle persone colte. Ma essi erano l�, come un�atmosfera di cui si avvertiva la presenza, e i pi� sensibili s�erano gi� accorti che per qualche motivo la folla era meno rumorosa di quel che ci si poteva aspettare. Il sindaco Bosquinha aveva � come previsto dalla legge � fornito l�Araldo del semplice microfono a risonanza che usava anche lei nelle rare riunioni pubbliche. La gente s�era disposta in un vasto semicerchio attorno alla piattaforma da cui lo straniero avrebbe parlato, e quasi tutti gli occhi erano gi� puntati sulle persone sedute in fila su di essa. Non erano poche. Al centro la famiglia di Marc�o, naturalmente. Accanto a loro il sindaco, naturalmente. Ma c�erano anche Dom Crist�o e Dona Crista, e parecchi sacerdoti della curia in abito talare. E poi il dr. Navio; la vedova di Pipo, Concei��o, l�anziana archivista; la vedova di Libo, Bruxinha, e le sue figlie. Correva voce che l�Araldo avrebbe fatto l�elegia anche per Pipo e per Libo, un giorno o l�altro.</p><p>E ad un tratto, proprio mentre l�Araldo saliva sulla piattaforma, all�ingresso del pra�a si lev� un mormorio che fece voltare tutti: era arrivato monsignor Peregrino. Non indossava l�abito talare, ma il suo poco vistoso completo clericale da tutti i giorni. Venuto l� personalmente, ad ascoltare un uomo da lui definito blasfemo! Molti cittadini di Milagre si prepararono per i succosi pettegolezzi dell�indomani, altri fremettero: il vescovo intendeva levare la mano a invocare un fulmine sul servo di Satana? Oppure avrebbe atteso una parola sbagliata dell�Araldo per accusarlo di bestemmia e far intervenire immediatamente le guardie?</p><p>L�Araldo s�era intanto fermato davanti al microfono, e attendeva che quei mormoni tacessero. Era un uomo giovane, abbastanza alto e d�aspetto piacente, ma la sua carnagione pallida lo faceva sembrare malaticcio a paragone delle varie sfumature olivastre dei Lusos. Anche un po� fantomatico. La gente tacque, e lui cominci� a parlare:</p><p>��Tre erano i nomi con cui lo conoscevate. L�anagrafe registra il primo, quello ufficiale: Marcos Maria Ribeira. E due date: nato nel 1929, morto nel 1970. Lavorava nella fonderia, al materiale d�acciaio. Non ebbe mai incidenti. Non fu mai arrestato. Aveva una moglie e sei figli. Un cittadino modello, poich� non fece mai nulla di tanto grave da restare scritto nel suo fascicolo personale.</p><p>Molti degli spettatori provarono un vago disagio. S�erano attesi un oratore, mentre il tono dell�Araldo non sapeva affatto di comizio. E le sue parole non avevano nulla della formalit� religiosa dei sermoni: semplici e pacate, gli uscivano di bocca come in un discorso fra amici. Soltanto pochi notarono come proprio quella semplicit� bastasse a renderlo fortemente credibile. Non stava dicendo la Verit� con l�accompagnamento di trombe; si limitava a <emphasis>raccontare </emphasis>la verit�, quella di cui non si dubita poich� sono presenti persone che l�hanno vista accadere. Monsignor Peregrino fu uno di quelli che lo not�, e non ne fu lieto. L�Araldo gli appariva sempre pi� un avversario poco vulnerabile al suo modo di fare fuoco e fiamme dal pulpito.</p><p>��Il suo secondo nome era Marc�o. Grosso Marcos. Perch� era un colosso d�uomo. Raggiunse la sua altezza da adulto molto precocemente. Quanti anni aveva quando cominci� a sfiorare i due metri? Undici? Dodici al massimo. La sua robustezza fisica lo rese prezioso nella fonderia, dove solo i lavori pericolosi sono lasciati ai robot e la forza conta ancora. A volte la vita dei compagni dipendeva dalle braccia vigorose di Marc�o.</p><p>Gli uomini della fonderia che erano nel pra�a annuirono. S�erano trovati d�accordo sulla decisione che nessuno di loro avrebbe mai parlato al framling ateo. Ovviamente qualcuno invece l�aveva fatto, ma ora era bene che l�araldo accennasse alla loro fatica, e non sbagliava a dire che quello era proprio il modo in cui ricordavano Marc�o. In quel momento ognuno di essi desider� essere quello che aveva parlato all�Araldo di Marc�o. Non sospettarono che lui non avesse, in realt�, contattato nessuno di loro. Dopo tutti quegli anni erano molte le cose che Andrew Wiggin sapeva senza bisogno di domandarle.</p><p>��Il suo terzo nome era C�o. Cane.</p><p>Ah, s�, pensarono i Lusos. Questo � giusto quel che si dice degli Araldi dei Defunti. Non hanno rispetto per i morti, nessun decoro.</p><p>��Questo era il nome con cui vi riferivate a lui quando sentivate dire che sua moglie, Novinha, aveva un altro occhio nero, o camminava zoppicando, o aveva un labbro spaccato. Nel farle questo lui si comportava come un animale.</p><p>Come osava dire questo? Ribeira era <emphasis>morto</emphasis>! Ma dietro la rabbia dei lusitani era qualcos�altro ci� che li pungeva. Quasi tutti ricordavano di aver pronunciato o sentito dire quelle stesse parole. L�indiscrezione dell�Araldo stava nell�aver ripetuto in pubblico ci� che loro erano abituati a dire quando Marc�o era vivo.</p><p>��Non che a uno solo di voi piacesse Novinha, questa donna fredda che mai si preoccupava di darvi il buongiorno. Ma lei era pi� piccola del marito, ed era la madre dei suoi figli, e quando lui la picchiava si meritava il nome di C�o.</p><p>Adesso i presenti erano imbarazzati e si scambiavano sussurri. Quelli seduti sull�erba davanti alla piattaforma fissarono Novinha e distolsero lo sguardo, chiedendosi come reagiva a quelle parole e consci che in effetti lei non era mai piaciuta a nessuno, neppure quando avevano mostrato di provarne piet�.</p><p>��Ditemi, � questo l�uomo che conoscevate? Passava nei bar pi� tempo di chiunque altro, ma senza farsi un solo amico neanche l�, dove l�alcol indurrebbe chiunque almeno al cameratismo. Non sapreste dirmi neppure quanto ne beveva, perch� era cupo e litigioso quando entrava, e cupo e litigioso quando usciva. Non lo avete mai sentito dire che aveva un amico, e nessuno di voi � mai stato lieto di vederlo arrivare e di averlo vicino. Questo � l�uomo che molti di voi conoscevano. C�o. Difficile considerarlo un vero uomo, no?</p><p>S�, pensarono loro. Cos� era quell�uomo. Ora l�indignazione sollevata dalla sua indelicatezza era svanita. S�erano accorti che l�Araldo non intendeva usare eufemismi in quella storia. Ma erano ancora a disagio, perch� captavano una nota d�ironia, e non nella sua voce ma nel significato di quel che diceva. �Difficile considerarlo un uomo� aveva affermato, ma come se volesse sfidarli, e si rendevano pi� o meno conto che l�Araldo, mentre capiva ci� che pensavano, non era necessariamente d�accordo con loro.</p><p>��Pochi altri, gli uomini della fonderia in Bairro das Fabricadoras, lo conoscevano come un braccio forte su cui potevano contare. Voi sapevate che non aveva mai detto di poter fare una cosa se non era certo che le sue mani avrebbero potuto farla. Potevate far conto su di lui. Cos�, entro i muri della fonderia, aveva il rispetto altrui. Ma quando voi uscivate da quella porta lo trattavate come tutti gli altri: lo ignoravate, o ne pensavate male.</p><p>L�ironia era chiara, adesso. Bench� l�Araldo non desse alcuna inflessione alla sua voce � sempre pacata e semplice come aveva cominciato � gli uomini che avevano lavorato con Marc�o se la sentivano dentro, e in pi� pensavano: non avremmo dovuto ignorarlo cos�; se aveva dei meriti in fonderia potevamo trovare qualcosa in lui anche fuori.</p><p>��Alcuni di voi sanno anche un�altra cosa di cui non parlano. Voi che lo conosceste da bambino� voi gli deste nome C�o molto prima che se lo fosse meritato. Avevate dieci, undici, dodici anni. Ragazzini. Lui cresceva pi� in fretta. Provavate un po� di vergogna accanto a lui. E paura, perch� vi faceva sentire deboli.</p><p>Dom Crist�o mormor� a sua moglie: � Sono venuti per i loro pettegolezzi, e lui gli sbatte in faccia le loro responsabilit�.</p><p>��Cos� lo trattaste come gli esseri umani hanno sempre trattato le cose pi� grandi di loro � continu� l�Araldo. � Faceste gruppo contro di lui. Come cacciatori che volessero vedere a terra il mastodonte. Come picadores decisi a indebolire un toro troppo forte. Piccole cattiverie, scherzi antipatici, calunnie: facciamolo correre a vuoto, cos� non capir� che da parte gli arriva il prossimo colpo, giragli le banderillas sotto la pelle, indeboliscilo, fallo soffrire, fallo ammattire. Perch�, grosso com��, tu questo <emphasis>puoi farglielo. </emphasis>Puoi farlo gridare. Puoi farlo correre. Puoi farlo piangere. Vedi? Dunque � pi� debole di te, dopotutto.</p><p>Ela strinse i denti, irritata. Lei aveva voluto accusare Marc�o, non scusarlo. Il solo fatto d�aver avuto un�infanzia dura non poteva dargli il diritto di prendere a pugni Mamma quando voleva sfogarsi.</p><p>��Non c�� da vergognarsi di questo. Eravate ragazzi, e i ragazzi sono crudeli perch� non riflettono. Oggi non lo fareste. Ma ora che vi ho ricordato la causa, potete vedere sotto un�altra luce l�effetto. Voi lo chiamaste cane, e lui divent� un cane. Per il resto della sua vita. Azzuffandosi con gente pi� debole. Picchiando sua moglie. Urlando parole cos� crudeli a suo figlio Miro da farlo ogni volta scappare fuori di casa. Agiva spinto da ci� che avevate messo in lui, diventava ci� che lo avevate accusato d�essere.</p><p><emphasis>Sei uno sciocco</emphasis>, pens� monsignor Peregrino. <emphasis>Se la gente reagisse sempre cos� al modo in cui viene trattata, allora nessuno sarebbe responsabile di niente. E se i tuoi peccati non sono colpa tua, come puoi dirtene pentito?</emphasis></p><p>Quasi che avesse udito la silenziosa obiezione del vescovo, l�Araldo alz� una mano e spazz� da parte le sue stesse parole. � Ma la risposta pi� facile non � quella vera. Non furono i vostri tormenti a fare di lui un violento, no� essi ne fecero un uomo triste. E poich� i tormenti non cessavano lui impar� anche a smettere di odiarvi. Era un semplice, e non sapeva portare rancore. La sua ira si mut� in sospettosit� verso gli altri. Sapeva che lo disprezzavate e impar� a vivere senza di voi. In pace.</p><p>L�Araldo fece qualche istante di pausa, poi diede voce alla domanda che il pubblico gli stava ponendo in silenzio: � Dunque perch� divent� l�uomo crudele che avete conosciuto? Pensateci un momento. Chi fu che sopport� la sua crudelt�? La moglie. 1 figli. Certi uomini si accaniscono sulla moglie e sui figli perch� bramano l�autorit�, ma sono troppo deboli o stupidi per guadagnarsi autorit� nel mondo esterno. Una moglie indifesa e dei figli, legati a un uomo simile dalla necessit� e dalle usanze e (perch� no?) dall�amore ne sono le vittime, i soli che lui abbia la forza di dominare.</p><p><emphasis>S�</emphasis>, pens� Ela, gettando uno sguardo di straforo a sua madre, <emphasis>questo � ci� che volevo. � per questo che gli ho chiesto di parlare di mio padre.</emphasis></p><p>��Ci sono uomini di questo genere � disse l�Araldo. � Ma Marcos Ribeira non era uno di essi. Pensateci un momento. Avete mai sentito dire che abbia picchiato uno dei suoi figli? Mai? Voi che lavoravate con lui: ha mai cercato d�imporvi con la forza la sua volont�? Si mostrava furioso quando le cose non andavano a suo modo, in fonderia? Marc�o non era debole, n� crudele. Era un uomo forte, ma non voleva dominare. Voleva amore. Non chiedeva sottomissione. Chiedeva lealt�.</p><p>Monsignor Peregrino ebbe un sorriso duro, l�espressione di un duellante che saluta il valore dell�avversario. <emphasis>Tu segui una tattica tortuosa, Araldo, saltelli intorno alla verit� e la saggi con finte e colpetti. E quando affondi la spada, quella � la stoccata mortale. Questa gente � venuta qui a divertirsi e tu ne hai fatto un bersaglio; gli configgerai la lama fino al cuore.</emphasis></p><p>��Alcuni di voi ricorderanno un episodio � disse l�Araldo. � Accadde quando Marcos aveva circa tredici anni, e cos� voi, i suoi coetanei. Lo tormentavate, sul prato della collina, dietro la scuola. Lo attaccaste con pi� cattiveria del solito. Lo prendeste a sassate, lo frustaste con i taglienti steli di capim. Lui sanguinava un poco, ma sopport�, cerc� di evitarvi, vi chiese di smetterla. Poi uno di voi lo colp� duramente allo stomaco� facendogli pi� male di quanto immaginate, perch� gi� allora era ammalato del morbo che infine lo uccise. Ancora non s�era mai accorto di come fosse doloroso il male che lo minava, e a quel colpo si sent� morire. Ne fu terrorizzato. Lo stavate uccidendo. Cos� reag�, e si scagli� su di voi.</p><p><emphasis>Come ha fatto a saperlo? </emphasis>pensarono sei o sette uomini. <emphasis>� successo tanto tempo fa. Chi glielo ha detto? La cosa ci era sfuggita di mano, ecco tutto. Non volevamo fargli del male� quando il suo pugno ha colpito, � stato come il calcio di un cabras�</emphasis></p><p>��A restare in terra avrebbe potuto esser anche un altro, uno qualsiasi di voi. Sapevate che lui era ancor pi� forte di quel che temevate. Ci� che vi spaventava di pi�, per�, era il vedervi arrivare addosso una punizione che meritavate. Cos� chiamaste aiuto. E quando gli insegnanti accorsero, cosa videro? Un ragazzino a terra, sanguinante, in lacrime. E un giovane colosso con qualche graffio sulle braccia, che diceva: scusa, non volevo farti questo. E una mezza dozzina di altri che gridavano: lo ha colpito, lo ha aggredito senza nessuna ragione, noi abbiamo cercato di fermarlo ma C�o � troppo grosso, e picchia sempre i ragazzi pi� deboli.</p><p>Il piccolo Grego si sent� coinvolto. � Mentirosos! � grid�. Quei ragazzini avevano mentito! Alcune persone nei pressi ridacchiarono. Quara lo azzitti.</p><p>��Con tanti testimoni � continu� l�Araldo, � gli insegnanti non ebbero altra scelta che credere a quell�accusa. Finch� una fanciulla non si fece avanti e freddamente li inform� che aveva visto tutto: Marcos aveva agito solo per difendersi da un�aggressione immotivata, persecutoria e crudele da parte di una banda di ragazzini che l�avevano assediato come c�es, come cani. La sua testimonianza fu immediatamente accettata per veritiera. Dopottutto, lei era la figlia degli Os Venerados.</p><p>Grego guard� sua madre con occhi colmi d�ammirazione, poi balz� in piedi e annunci� a quelli che gli stavano attorno: � A mam�e o libertou! � La mia mamma lo ha salvato! La gente rise, e molti si volsero a osservare Novinha. Ma lei esib� una maschera inespressiva, rifiutandosi di accettare la loro momentanea simpatia per suo figlio. Gli altri distolsero lo sguardo, offesi.</p><p>��Novinha, s� � annu� l�Araldo. � I suoi modi freddi e il suo ingegno brillante ne avevano gi� fatto un paria fra voi, come Marc�o. Nessuno dei presenti pu� ricordare d�aver ricevuto da lei un gesto amichevole. Ma ecco che interveniva per salvare Marc�o. Be�� voi conoscete la verit�. Non stava salvando Marc�o: si limitava a impedire che gli altri se ne andassero trionfanti.</p><p>Gli spettatori annuirono e sorrisero con aria saputa, specialmente quelli davanti alle cui cortesie lei aveva sdegnosamente storto il naso. Questa � Dona Novinha, la biologista, troppo intellettuale per confondersi con noi.</p><p>��Marcos non la vide a questo modo. Gli era stato detto che era un cane tanto spesso che quasi ci credeva. E Novinha gli mostrava comprensione, come con un essere umano. Una fanciulla attraente, un�intelligenza limpida, la figlia dei santi Venerados, sempre sola e distaccata come una giovane dea, che si faceva avanti fra i suoi nemici e lo salvava quando gi� si vedeva perduto. Lui seppe di adorarla. E sei anni pi� tardi la sposava. Non � una storia romantica?</p><p>Ela si volse a Miro, che rispose al suo sguardo inarcando un sopracciglio. � Quasi ti ha fatto amare quel vecchio bastardo, no? � disse il giovane.</p><p>D�improvviso, dopo una lunga pausa, la voce dell�Araldo eruppe alta e quel cambiamento di tono li sorprese, facendoli trasalire: � Perch� mai allora lui cominci� a odiarla, a picchiarla, a disprezzare i suoi figli? E perch� questa donna cos� brillante e indipendente sopport� tutto senza opporsi? Avrebbe potuto metter fine al matrimonio in qualsiasi momento. Certo, la Chiesa non concede il divorzio, per� c�� sempre una via d�uscita, e lei non sarebbe stata l�unica donna di Milagre ad aver abbandonato il marito. Avrebbe potuto prendere i figli con s�, e metter fine alle sue e alle loro sofferenze. Ma non lo fece. Sia il sindaco che il vescovo le suggerirono che esistevano gli estremi per lasciarlo. E lei rispose loro che non s�impicciassero e andassero all�inferno.</p><p>Molti Lusos risero. Non avevano difficolt� a immaginare la gelida scortesia con cui lei aveva rimbeccato il sindaco Bosquinha e il vescovo. Forse non conoscevano bene Novinha, ma abbastanza da sapere che era la sola persona, a Milagre, contro cui anche le autorit� potevano andare a sbattere il naso malamente.</p><p>Monsignor Peregrino non aveva dimenticato la scena che s�era svolta nel suo ufficio dieci anni prima. Lei non aveva usato esattamente le parole citate dall�Araldo, ma il significato era stato quello. E tuttavia il colloquio non aveva avuto testimoni. Lui non ne aveva parlato con nessuno. Chi era questo Araldo, e come poteva conoscere particolari di cui avrebbe dovuto essere all�oscuro?</p><p>L�Araldo attese che le risatine si spegnessero, e riprese: � C�era un legame che li teneva uniti in un matrimonio da entrambi ormai odiato. Questo legame era la malattia di Marc�o.</p><p>La sua voce si abbass� di nuovo. I Lusos tesero gli orecchi.</p><p>��Essa aveva snaturato la sua vita fin dal momento in cui era stato concepito. I geni ereditati dai genitori si combinarono in tal modo dentro di lui che, all�inizio della pubert�, le cellule delle sue glandole cominciarono a trasformarsi inesorabilmente in una massa amorfa di tessuto grasso. Il dottor Navio pu� dirvi meglio di me come progred� il morbo. Fin da bambino Marc�o sapeva quali fossero le sue condizioni; i suoi genitori ne erano stati informati prima di morire nella Descolada; Gusto e Cida l�avevano scoperto durante gli esami genetici da loro eseguiti su ogni essere umano di Lusitania. Ma ormai essi erano morti. E fra i vivi, soltanto una persona conosceva la triste eredit� genetica di Marc�o, e ne era al corrente perch� l�archivio dei suoi genitori era stato lasciato a lei: Novinha.</p><p>Il dr. Navio si accigli�, perplesso. Se lei ne era stata al corrente prima di sposarsi, sicuramente sapeva che gli affetti da quella malattia erano sterili. Perch� avrebbe dovuto sposarlo, se sulla loro possibilit� di avere figli gravava una simile tara? Soltanto allora Navio seppe ci� che avrebbe dovuto capire prima: Marc�o <emphasis>non </emphasis>era stato un�eccezione per quanto riguardava il decorso della malattia. Non c�erano eccezioni. Il volto del medico avvamp� di rossore. Ci� che l�Araldo stava per dire in pubblico era semplicemente inaudito.</p><p>��Novinha sapeva che Marc�o avrebbe avuto vita breve � disse l�Araldo. � Sapeva anche, prima di sposarlo, che lui era completamente sterile.</p><p>Ci volle qualche istante perch� il significato di quelle parole fosse compreso. Ela ebbe l�impressione che tutte le viscere del suo corpo si rimescolassero. Senza bisogno di girarsi a guardarlo seppe che Miro s�era raggelato, facendosi mortalmente pallido.</p><p>Ignorando i mormoni che si levavano dalla folla, l�Araldo prosegu�: � Io ho preso visione degli esami genetici. Marcos Maria Ribeira non poteva avere figli e non ne ebbe mai. Sua moglie partor� dei figli, ma essi non erano suoi. Lui lo sapeva, ovviamente, come lo sapeva lei, perch� questo era parte del patto che essi fecero prima di sposarsi.</p><p>I mormoni salirono di tono, ci furono esclamazioni e commenti stupefatti, e mentre il vocio degli spettatori si faceva sempre pi� alto, Quim balz� in piedi e url� inferocito, rivolto all�Araldo: � Mia madre non � un�adultera! Ti uccider� per aver osato dire che � una prostituta!</p><p>La sua ultima parola echeggi� nel silenzio. L�Araldo non rispose. Si limit� ad attendere, senza distogliere lo sguardo dal volto bruciante di collera del ragazzo, finch� Quim, d�un tratto, cap� che a pronunciare quella parola era stata la sua stessa voce, e non quella dell�Araldo. Trasal�. Si volse a fissare sua madre, che sedeva rigida e con le mani strettamente unite in grembo, come per impedire che tremassero. � Diglielo tu, mamma! � ansim�. La sua voce suon� pi� acuta e supplichevole di quel che avrebbe voluto.</p><p>Lei non rispose. Non disse una parola e neppure lo guard�. Se il ragazzo avesse avuto occhi per vedere avrebbe capito che il suo silenzio era una confessione, che la sua immobilit� era rimorso e vergogna, come se le parole dell�Araldo fossero state quelle che Dio stesso avrebbe detto in risposta alla richiesta di Quim. Il ragazzo fece un passo avanti, mentre in lui risuonavano le parole di Padre Mateu: Dio condanna gli adulteri, poich� essi insozzano la santit� della creazione da Lui donata con il matrimonio, generano al di fuori di esso e si abbassano allo stesso livello degli animali. Quim sent� in bocca il sapore della bile. Ci� che aveva detto l�Araldo era vero.</p><p>��Mamae � esclam� a voce alta, ostile, sfottente, � Quem f�de p�ra fazerme?</p><p>Chi l�aveva udito ansim�. Olhado scatt� in piedi e sollev� i pugni verso di lui. Soltanto allora Novinha reag�, e allung� un braccio per impedire a Olhado di gettarsi sul fratello. Quim non s�accorse neppure che Olhado s�era levato a difesa della madre; tutto ci� che riusciva a pensare era che Miro non lo aveva fatto. Anche Miro sapeva che era vero.</p><p>Respirando affannosamente Quim si guard� attorno, come smarrito, e per qualche attimo parve vacillare; poi salt� gi� dalla piattaforma e a gomitate si apr� la strada fra la gente. Nessuno gli rivolse una parola, anche se gli sguardi di tutti lo seguivano. Se Novinha avesse negato l�accusa loro l�avrebbero creduta, avrebbero addirittura aggredito l�Araldo per aver osato imputare un peccato di quel genere alla figlia degli Os Venerados. Ma lei non aveva negato. Aveva ascoltato le parole oscenamente accusatrici di suo figlio e non s�era alzata a colpirlo. Era vero. E adesso tutti assistevano morbosamente affascinati. Pochi erano cos� sensibili da preoccuparsi delle conseguenze. Ci� che volevano sapere era il nome dell�uomo con cui Novinha aveva commesso l�adulterio.</p><p>Con voce fin troppo pacata l�Araldo continu� la sua storia. � Dopo la morte dei suoi genitori, e prima che i suoi figli nascessero, due sole furono le persone che Novinha am� con tutto il cuore. Pipo fu un secondo padre per lei. Fu l�ancora a cui ella pot� legare la sua vita e trattenerla dall�andare alla deriva. Per pochi e brevi anni, grazie a lui seppe cosa significasse avere una famiglia. Poi Pipo mor�, e Novinha si persuase che era stata lei ad ucciderlo.</p><p>Gli occhi della gente s�erano per� spostati su Quara, che era andata a inginocchiarsi accanto a Ela. � Perch� Quim � cos� arrabbiato? � la sentirono chiedere.</p><p>Sottovoce Ela rispose: � Perch� papai non era il nostro vero padre.</p><p>��Oh! � disse Quara. � E nostro padre � l�Araldo, adesso? � Il suo tono sembr� speranzoso. Ela la azzitti.</p><p>��La sera in cui Pipo mor� � disse l�Araldo, � Novinha gli aveva mostrato una cosa da lei scoperta, una cosa collegata strettamente con la Descolada e con i meccanismi genetici delle piante e degli animali di Lusitania. Nel lavoro della ragazza Pipo vide pi� di quel che ci aveva visto lei stessa. E corse fuori, nella foresta, per indagare subito fra i maiali. Forse disse loro ci� che aveva scoperto. Forse furono essi a intuirlo. Ma Novinha incolp� se stessa per avergli mostrato quel segreto, un segreto tale che i maiali, pur di mantenerlo, uccisero.</p><p>�Era troppo tardi per porre rimedio a quel che aveva fatto, ma Novinha poteva impedire che ci� accadesse ancora. Cos� pose un blocco a tutti i documenti collegati alla Descolada e al lavoro che aveva mostrato a Pipo quella sera. Sapeva chi avrebbe voluto vedere quelle registrazioni, e questi era Libo, il nuovo zenador. Ma se Pipo era stato come un padre per lei, Libo era stato un fratello, e pi� che un fratello. E se la morte di Pipo l�aveva fatta soffrire, quella di Libo le avrebbe spezzato il cuore assai di pi�. Lui le chiese quei documenti, le impose di lasciarglieli esaminare. Lei rispose che non gli avrebbe permesso di vederli.</p><p>�Entrambi sapevano esattamente ci� che questo significava. Se mai lui l�avesse sposata, sarebbe stato suo diritto togliere il blocco alle registrazioni. S�, sposata� perch� si amavano disperatamente, e avevano bisogno l�uno dell�altra pi� dell�aria che respiravano. Ma Novinha non poteva pi� unirsi in matrimonio con lui. Libo non le avrebbe mai promesso di non esaminare quei documenti, e anche se avesse promesso non avrebbe mantenuto. Avrebbe visto ci� che suo padre aveva visto. E sarebbe morto della stessa morte.</p><p>�Rifiutarsi di sposarlo era una cosa. Riuscire a vivere senza il suo amore era un�altra cosa. Cos� non volle vivere senza di lui. Strinse il suo patto con Marc�o: davanti alla legge avrebbe sposato lui. Ma il suo vero marito, il padre dei suoi figli, sarebbe stato Libo. E cos� fu.</p><p>Col volto rigato di lacrime Bruxinha, la vedova di Libo, si alz� in piedi e gemette: � Mentira, mentira! � Bugie, bugie. Ma nel suo tono non c�era rabbia, soltanto dolore. Stava piangendo la perdita di suo marito e nient�altro. Tre delle sue figlie la aiutarono ad andarsene dal pra�a.</p><p>Mentre la guardava allontanarsi l�Araldo continu�, a voce pi� bassa: � Libo sapeva che stava facendo del male alla sua sposa, Bruxinha, e alle loro quattro figlie. Odiava se stesso per il modo in cui agiva. Cerc� di stare lontano da Novinha. E per mesi, a volte per anni, vi riusc�. Anche lei volle tentare questo; rifiut� di vederlo, evit� di parlargli, proib� perfino ai suoi figli di menzionare il suo nome. Ma poi Libo s�illudeva d�essere abbastanza forte da poter avvicinare Novinha senza provare niente per lei. E Novinha finiva per sentirsi troppo sola, con un marito che non poteva essere paragonato in nulla a Libo. Non cercarono d�ingannare se stessi pensando che ci fosse qualcosa di buono in ci� che facevano. Soltanto, non avrebbero potuto stare lontani troppo a lungo l�uno dall�altra.</p><p>Bruxinha ud� questo, mentre la conducevano via. Non le fu di troppo conforto, ormai, com�era comprensibile; ma monsignor Peregrino la seguiva con lo sguardo e si rese conto che l�Araldo le stava facendo un dono. Della sua spietata verit� lei era stata la vittima pi� innocente, per� lui non le lasciava portare via solo le ceneri del suo dolore; le stava dando un modo di vivere il ricordo di ci� che suo marito aveva fatto. Non c�� stata colpa in te, le diceva, non era qualcosa che avresti potuto impedire o prevenire, ed era tuo marito a sbagliare, non tu. <emphasis>Vergine pietosa</emphasis>, preg� il vescovo in silenzio, <emphasis>fa� che Bruxinha abbia compreso queste parole e le creda.</emphasis></p><p>La vedova di Libo non era la sola a piangere. Molti degli occhi che la guardavano andarsene dal pra�a erano umidi di lacrime. Scoprire che Novinha commetteva adulterio era sbalorditivo, ma eccitante: quella donna altezzosa aveva dunque delle debolezze umane, non era migliore di altri. Per� non c�era nessun piacere nello scoprire lo stesso difetto in Libo. Tutti lo avevano amato. Lui aveva avuto il dono della gentilezza, della generosit�, della saggezza, e loro non volevano pensare che questo fosse stato una maschera.</p><p>Cos� furono sorpresi, quando l�Araldo ricord� a chi lo ascoltava che non era l� per parlare di Libo. Non quel giorno. � Per quale motivo Marcos Ribeira consent� a questo? Novinha pensava che fosse perch� lui voleva una moglie, e l�illusione di avere dei figli, allo scopo di nascondere la sua vergogna alla comunit�. E in parte era cos�. Soprattutto, per�, lui volle sposarla perch� l�amava. Non giunse mai a sperare che lei lo avrebbe ricambiato con lo stesso genere di amore, perch� continuava a vederla su un piedistallo, ad adorarla come una divinit�, e lui sapeva di essere malato, tarato e ripugnante, un animale che gli altri disprezzavano. Sapeva che lei non avrebbe mai potuto adorarlo, e neppure amarlo. Tutto ci� che sperava era che lei provasse, un giorno o l�altro, un certo <emphasis>affetto. </emphasis>Che lei potesse diventargli� fedele.</p><p>L�Araldo chin� il capo e rest� immobile. I Lusos poterono udire le parole che evitava di pronunciare: lei non l�aveva fatto, mai.</p><p>��Ogni figlio, quando veniva � disse l�Araldo, � era la prova, per Marcos, che lui continuava a fallire, che la dea ancora lo trovava immeritevole. Perch�? Lui le era fedele. Lui non aveva mai, neppure con un accenno, fatto capire a uno dei ragazzi che loro non erano figli suoi. Non aveva mai rotto la promessa fatta a Novinha. Dunque non meritava qualcosa da lei? A volte questo era pi� di quanto poteva sopportare. E allora lei gli appariva insensata, non pi� una dea, e i suoi figli erano tutti bastardi. Questo era ci� che gridava dentro di s� quando si scagliava contro di lei, o contro Miro.</p><p>Miro ud� il suo nome, ma non lo riconobbe come qualcosa che aveva a che fare con lui. 1 suoi collegamenti con la realt� erano pi� fragili di quanto avrebbe supposto, e quel giorno aveva gi� subito troppi shock. L�impossibile magia dei maiali con l�albero. Sua madre e Libo, amanti. E Ouanda, che gli era stata pi� vicina del suo stesso corpo, all�improvviso strappata via da lui e relegata al rango di parente, come Ela, come Quara, un�altra sorella. I suoi occhi fissavano l�erba senza metterla a fuoco. La voce dell�Araldo era puro suono e da essa non percepiva significati: soltanto un suono, terribile, Ed era stato lui a chiamare l� quella voce, perch� parlasse di Libo. Come immaginare che invece del benevolo sacerdote d�una religione umanistica avrebbe avuto il primo Araldo in persona, con la sua mente troppo penetrante, troppo indagatrice? Come immaginare che quella maschera di comprensione celasse Ender il Distruttore, il mitico Lucifero del pi� grande crimine della razza umana? Lui era venuto l� determinato a tener fede al suo nome. S�era fatto beffe del lavoro di una vita di Pipo, di Libo, di Ouanda e del suo, riuscendo a vedere in un�ora ci� che gli altri non erano riusciti a vedere in quasi cinquant�anni. E poi aveva reciso il legame fra lui e Ouanda con il bisturi spietato della verit�, d�un sol colpo. Questa era la voce che Miro udiva, la sola realt� concreta che gli rimaneva, inesorabilmente solida in un mondo che al suo echeggiare andava in pezzi. Cerc� di aggrapparsi a quel suono, cerc� di odiarlo e sfuggirlo, e in entrambi i tentativi fall�. Perch� sapeva, non poteva nasconderselo, <emphasis>sapeva </emphasis>che Ender era un distruttore, ma ci� che distruggeva erano le illusioni, e le illusioni dovevano morire. Dovevano lasciare il posto alla verit�: quella sui maiali, quella su se stessi. <emphasis>Chiss� come, questo uomo antico � capace di vedere la verit�, ed essa non lo acceca n� lo fa impazzire. Io devo ascoltare la sua voce e lasciare che lo stesso potere venga a me, cos� anch�io, Miro, riuscir� a guardare la luce e non ne sar� ucciso.</emphasis></p><p>��Novinha sapeva ci� che era. Un�adultera, un�ipocrita. Sapeva che stava facendo del male a Marc�o, a Libo, ai suoi figli, a Bruxinha. Sapeva di aver ucciso Pipo. E per questo sopport�, incoraggi� perfino, i maltrattamenti di Marc�o. Erano la sua penitenza. E non la punivano mai abbastanza perch�, non importa quanto Marc�o potesse odiarla, lei odiava se stessa ancora di pi�.</p><p>Il vescovo annu� lentamente. L�Araldo aveva fatto qualcosa di mostruoso svelando quei segreti di fronte all�intera comunit�. Avrebbero dovuto esser sussurrati soltanto nel confessionale. E tuttavia Peregrino era colpito dall�efficacia e dal potere catartico di quell�azione, dal modo in cui la comunit� era costretta a scoprire questi suoi membri che credeva di conoscere, e poi a riscoprirli, e riscoprirli ancora, mentre ogni nuova interpretazione della storia li spingeva a riconsiderare se stessi; poich� anche loro erano parte della storia e avevano toccato quelle persone cento volte, ma senza mai capire, fin�allora, chi stavano toccando. Penetrare cos� nell�anima altrui era doloroso, anche spaventoso, ma alla fine aveva un curioso effetto calmante. Il vescovo si gir� verso il suo segretario e sussurr�: � Se non altro, da questo non nasceranno pettegolezzi� non � rimasto nessun segreto di cui parlare.</p><p>��Tutti i personaggi di questa vicenda hanno conosciuto il dolore � disse l�Araldo. � Tutti loro si sacrificarono per quelli che amavano. Tutti loro causarono terribile sofferenza a quelli da cui erano amati. E voi, che oggi qui mi ascoltate, anche voi provocaste pene e angosce. Ma ricordate questo: la vita di Marc�o fu tragica e crudele, per� lui avrebbe potuto troncare il suo patto con Novinha in ogni momento. Scelse invece di restare con lei. Deve aver trovato della soddisfazione in questo. E Novinha, che infranse una delle leggi divine da cui questa comunit� � tenuta insieme, con lo stesso atto si accoll� la punizione. Neppure la Chiesa pretende espiazioni terribili come quella che lei impose a se stessa. E se siete inclini a pensare che meritasse tanti dolori e tante angosce, tenete a mente questo: tutto ci� che soffr�, tutto ci� che fece, aveva un unico scopo: impedire che i maiali uccidessero Libo.</p><p>Quelle parole lasciarono ceneri spente nei loro cuori.</p><empty-line/><p>Olhado si alz�, and� a inghinocchiarsi accanto alla madre e le cinse le spalle con un braccio. Ela sedeva al fianco di lei, ma teneva il capo chino e piangeva in silenzio. Quara venne a fermarsi di fronte a Novinha, fissandola con occhi pieni di paura. E Grego le seppell� il viso in grembo e singhiozz�. Quelli che erano pi� vicini poterono sentirlo gemere: � Todo papai � morto. N�o tenho nem papai! � Tutti i miei pap� sono morti. Non ho nessun pap�!</p><p>Ouanda era rimasta all�imbocco del vialetto d�ingresso, dove aveva accompagnato sua madre mentre l�Araldo terminava l�elegia. Si guard� attorno in cerca di Miro, ma il giovane se n�era andato.</p><p>In piedi dietro la piattaforma Ender guardava la famiglia di Novinha, desiderando poter fare qualcosa per alleviare il loro dolore. C�era sempre dolore dopo un�elegia, poich� un Araldo dei defunti non aveva il compito di addolcire la verit�. Ma raramente accadeva d�imbattersi in vite colme di segreti e di finzioni come quelle di Marc�o, Libo e Novinha. Raramente venivano alla luce tanti turbamenti, tanti particolari capaci di costringere la gente a rivedere la sua opinione sui conoscenti e sulle persone amate. Dai volti che si giravano verso di lui Ender ebbe la conferma che la sua elegia aveva risvegliato troppa angoscia. Se la sentiva nella pelle, come se non potesse fare a meno di assorbire le sofferenze altrui. Bruxinha era stata pi� sorpresa di altri, ma Ender sapeva che la sua ferita aveva gi� smesso di sanguinare. Ben diverso era il caso di Miro e Ouanda, che avevano creduto di sapere ci� che il futuro teneva in serbo per loro. Ma Ender aveva anche sentito il morso rovente di molte altre ferite nascoste, che ora, esposte al sole, sarebbero guarite e cicatrizzate pi� in fretta. Novinha poteva non rendersene conto, ma lui l�aveva liberata di un fardello che era ormai sul punto di schiacciarla.</p><p>��Araldo � disse il sindaco Bosquinha.</p><p>��Buonasera, � la salut� lui di malavoglia. Non gli piaceva parlare con la gente dopo un�elegia, ma era ormai abituato a vedersi bloccare da qualcuno che desiderava esprimere i suoi commenti. Si costrinse a sorridere. � C�era molto pi� pubblico di quel che mi sarei aspettato.</p><p>��Un discreto spettacolo, per la maggior parte di loro � disse Bosquinha. � Domattina ne discuteranno come di un programma televisivo.</p><p>Ender fu seccato dal modo in cui banalizzava l�avvenimento. � Solo se stanotte non accadr� qualcosa di ancor pi� eccitante.</p><p>��Gi�. Ebbene, � proprio quello che si prepara.</p><p>Soltanto allora Ender s�accorse che la donna era estremamente agitata, quasi sul punto di perdere il controllo. Le pass� un braccio attorno alle spalle e la condusse in disparte. Quel gesto riusc� a farla rilassare un poco.</p><p>��Araldo, sono venuta a farle le mie scuse. Purtroppo ho avuto ordine di requisire la sua astronave, a nome della Federazione Starways. Questo non ha niente a che fare con lei. Ma qui � stato commesso un crimine, cos� mmh, terribile, che i colpevoli dovranno essere trasferiti sul pianeta pi� vicino, Trondheim, per il processo. Con la sua nave.</p><p>Ender riflett� qualche istante. � Miro e Ouanda.</p><p>Lei si volse di scatto a guardarlo. � Non mi sembra sorpreso.</p><p>��Non posso permettere che vadano.</p><p>Bosquinha si scost� da lui, accigliata. � Non lo <emphasis>permette</emphasis>?</p><p>��Penso di sapere abbastanza bene di cosa vengono imputati.</p><p>��Lei � qui da soli quattro giorni, e gi� sa cose che io non ho mai neppure sospettato?</p><p>��A volte le autorit� sono le ultime a sapere.</p><p>��Lasci allora che io le dica perch� lei <emphasis>permetter� </emphasis>che vadano, e perch� tutti noi permetteremo che siano sottoposti al processo. Perch� il Consiglio ha cancellato le nostre memorie computerizzate. Ogni registrazione � stata annientata, salvo i programmi d�emergenza per la centrale energetica, la rete idrica e quella fognaria. Domani nessuno potr� andare al lavoro, perch� non abbiamo abbastanza energia da far funzionare le fabbriche, n� le miniere, n� i macchinari semoventi, trattori compresi. Io sono stata rimossa dal mio incarico. Adesso sono soltanto una specie di capo della <emphasis>polizia </emphasis>sottoposto a ordini federali, il primo dei quali � di sovrintendere alla messa in atto delle direttive del Comitato per l�Evacuazione di Lusitania.</p><p>��Evacuazione?</p><p>��La licenza della colonia � stata revocata. Stanno mandando delle astronavi per portarci via. Ogni traccia della permanenza umana sul pianeta sar� cancellata. Perfino le pietre tombali sotto cui giacciono i nostri morti.</p><p>Ender cerc� di analizzare quelle dichiarazioni. Non aveva mai pensato che Bosquinha fosse tipo da chinare facilmente il capo davanti a chi calpestava i diritti della sua gente. � Lei intende sottomettersi a questo?</p><p>��L�energia e i rifornimenti idrici sono adesso sotto controllo, via ansible. Controllano perfino il recinto. Possono tenerci chiusi qui dentro, senza energia, senza acqua, senza fognature. Ed � quello che stanno facendo. Hanno detto che appena Miro e Ouanda saranno a bordo della sua astronave, in rotta per Trondheim, queste restrizioni saranno tolte. � Fece un sospiro. � Ah, Araldo, ho paura che lei abbia scelto un brutto momento per il suo giro turistico su Lusitania.</p><p>��Io non sono un turista. � Non si preoccup� di metterla a parte del suo sospetto: che la Federazione notasse un�attivit� insolita presso i maiali, proprio mentre Ender era l�, poteva non essere una coincidenza. � Siete riusciti a salvare un po� delle vostre registrazioni?</p><p>Bosquinha tossicchi�. � S�, ma� mettendole a carico del suo banco dati personale, temo. Ho scoperto che tutta la sua documentazione viene mantenuta via ansible, da qualche altro pianeta. Abbiamo spedito l� grosse quantit� di dati sotto forma di� uh, messaggi postali per lei.</p><p>Ender rise, divertito. � Benissimo, complimenti, davvero ben fatto!</p><p>��Questo non ci toglie dai guai. Non possiamo riaverli indietro. O meglio, s�, possiamo, per� loro lo sapranno all�istante, e allora ad essere nei guai sar� lei, esattamente come noialtri. E poi potranno di nuovo cancellare tutto quanto, qui.</p><p>��A meno che voi non tagliate fuori il collegamento ansible, dopo aver riassorbito tutti i dati dal mio banco in un banco locale.</p><p>��Allora diventeremo veramente ribelli. E a che scopo?</p><p>��Per la possibilit� di trasformare Lusitania nel migliore e nel pi� importante di tutti i Cento Mondi.</p><p>Bosquinha rise. � Pu� darsi che diventeremo importanti, come ribelli e traditori, ma dubito che saranno disposti a considerarci anche i migliori.</p><p>��La prego. Non faccia niente. Non arresti Miro e Ouanda. Mi dia un�ora di tempo, e poi lasci che io discuta la cosa con lei e con quelli su cui pu� ricadere la responsabilit� di una decisione.</p><p>��La decisione se essere ribelli o no? Io non vedo perch� mai <emphasis>lei </emphasis>dovrebbe partecipare a questa decisione, Araldo.</p><p>��Lo capir� durante la riunione. Per favore. Questo pianeta � una possibilit� troppo grande, per doverlo abbandonare.</p><p>��Una possibilit� per cosa?</p><p>��Per rimediare a quello che fece Ender, nello Xenocidio di tremila anni fa.</p><p>Bosquinha lo fiss�, stringendo le palpebre. � E io che l�avevo giudicata un semplice rimescolatore di pettegolezzi!</p><p>Forse stava scherzando. O forse no. � Se lei vedesse in me soltanto un pettegolo di professione, sarebbe troppo ingenua per governare anche il Circolo Filodrammatico di Milagre. � Sorrise.</p><p>Bosquinha si strinse nelle spalle. � Pois � � borbott�. Naturale.</p><p>��� d�accordo sulla riunione?</p><p>��La convocher�. Nell�ufficio della curia.</p><p>Ender non le nascose una smorfia.</p><p>��Altrove il vescovo non interverrebbe � spieg� lei. � E pronunciarsi su una ribellione non avrebbe alcun senso, se lui non fosse d�accordo. � Gli poggi� una mano su una spalla. � C�� il caso che Peregrino non la lasci neppure entrare nel suo sancta sanctorum. Lei � l�infedele.</p><p>��Ma lei mi aprir� la porta?</p><p>��Ci prover�, se non altro per ci� che lei ha fatto stasera. Soltanto un saggio sarebbe riuscito a tirar fuori quel che c�� in fondo all�anima della nostra gente, in cos� breve tempo. E soltanto uno sconsiderato avrebbe avuto il coraggio di gettarglielo in faccia. Le sue virt� e i suoi difetti� ci serviranno entrambi.</p><p>Bosquinha si allontan� a passi svelti. Ender sentiva che la donna, nel profondo del suo cuore, non desiderava ubbidire alla Federazione. Avevano agito troppo all�improvviso e duramente, e la esautoravano come se fosse sospettata di connivenza nel crimine. Cedere avrebbe avuto il sapore di una confessione. D�istinto lei voleva resistere, cercare una via d�uscita per convincere il Consiglio della Federazione ad aspettare, a rimandare, a mutare atteggiamento. Sarebbe stata capacissima di dir loro di andarsene al diavolo, ma non era una sciocca. Non avrebbe opposto resistenza, a meno che non vedesse una possibilit� effettiva di successo e dei benefici per la sua gente. Era una brava governante, Ender lo sapeva. Capace di sacrificare il suo orgoglio, la sua reputazione, il suo futuro, per la salvezza di quelli che si affidavano a lei.</p><p>Era rimasto solo nel pra�a. Mentre parlava con Bosquinha, il luogo si era affollato. Incamminandosi sull�erba ebbe l�impressione di sentirsi come un vecchio soldato in visita ai placidi campi dove s�erano svolte antiche battaglie, e di captarne ancora gli echi nella brezza serotina.</p><p>��Non lasciargli chiudere le comunicazioni ansible.</p><p>La voce nell�orecchio lo fece sobbalzare, anche se l�aveva riconosciuta all�istante. � Jane! � esclam�.</p><p>��Io posso fargli credere che tu hai interrotto il tuo collegamento ansible, ma se lo farai davvero non sar� in grado di aiutarti.</p><p>��Jane! � disse lui. � Sei stata tu a far questo, non � vero? In che altro modo avrebbero notato le innovazioni portate da Libo e Ouanda e Miro, se tu non le avessi esposte alla loro attenzione?</p><p>Lei non rispose.</p><p>��Jane, scusa se ti ho tagliata fuori. Ti prometto che� � Tacque, sapendo che con lei non aveva bisogno di finire quel genere di frasi. Ma Jane non disse parola.</p><p>��Ti prometto che non spegner� mai pi� il�</p><p>Ma a cosa serviva dirle quello che lei aveva gi� capito benissimo? Non lo aveva ancora perdonato, ecco come stava la cosa, altrimenti lei stessa avrebbe interrotto quella frase dicendogli di non farle perdere tempo con le sue melensaggini. Tuttavia non pot� impedirsi di tentare un�altra volta: � Ho sentito la tua mancanza, Jane. Davvero, l�ho sentita molto.</p><p>L�auricolare continu� a tacere. Lei aveva detto quel che aveva da dire: tenere in funzione il collegamento ansible. E questo era tutto. Per il momento a Ender non importava aspettare ancora. Gli bastava sapere che lei era sempre l�, in ascolto. Non era solo. Qualche istante dopo fu sorpreso nel sentirsi le guance umide di lacrime. Lacrime di sollievo, decise. Catarsi. Un�elegia, una crisi, le vite di alcune persone a brandelli, il futuro della colonia in forse. <emphasis>E io piango di sollievo perch� un super-programma di computer mi ha di nuovo rivolto la parola.</emphasis></p><empty-line/><p>Quando rientr� a casa sua trov� Ela ad aspettarlo. Gli occhi di lei erano rossi di pianto. � Salve � disse la ragazza, senza guardarlo.</p><p>��Ho fatto quello che volevi? � chiese lui.</p><p>��Non l�ho mai sospettato � mormor� Ela. � Non era lui nostro padre. Avrei dovuto saperlo.</p><p>��Non capisco come avresti potuto.</p><p>��Che cos�ho fatto? Chiamarla qui per fare l�elegia di mio pa� di Marc�o? � D�un tratto ricominci� a piangere. � I segreti di mamma� credevo di sapere quali fossero, credevo che si trattasse soltanto di documenti di lavoro� credevo che avesse <emphasis>odiato </emphasis>Libo!</p><p>��Tutto ci� che ho fatto � stato di aprire le finestre e lasciar entrare un po� d�aria.</p><p>��Vada a dirlo a Miro e a Ouanda!</p><p>��Rifletti un momento, Ela. Lo avrebbero scoperto in ogni modo. La crudelt� � stata lasciare che <emphasis>non </emphasis>lo sapessero per tutti questi anni. Ora che hanno la verit�, cercheranno di trovare la loro via d�uscita.</p><p>��Come ha fatto mamma? Solo che stavolta sar� qualcosa di peggio di un adulterio.</p><p>Ender allung� una mano a sfiorarle i capelli, glieli accarezz�. La ragazza non rifiut� quel contatto, lasciandosi consolare. Distrattamente lui pens� che non ricordava pi� se suo padre o sua madre gli avessero mai fatto un gesto simile. Dovevano averlo fatto. Da chi altri poteva averlo imparato?</p><p>��Ela, te la senti di aiutarmi?</p><p>��Aiutarla a far cosa? Lei ha gi� fatto il suo lavoro, no?</p><p>��Questo non ha niente a che spartire con le elegie. Io devo sapere, entro un�ora, come funziona il meccanismo della Descolada.</p><p>��Dovr� chiederlo a mia madre� lei � la sola a saperlo.</p><p>��Non credo che stasera le piacerebbe vedermi.</p><p>��E dovrei chiederglielo <emphasis>io</emphasis>? Figuriamoci! Buonasera, mam�e cara, tu hai appena rivelato a tutta quanta Milagre d�essere un�adultera e di aver mentito ai tuoi figli per tutta la vita. Cos� non ti dispiacer� se adesso ti faccio un paio di domande scientifiche. Eh?</p><p>��Ela, � in gioco la sopravvivenza di Lusitania. Per non parlare del destino di tuo fratello Miro. � La condusse davanti al terminale. � Chiama casa tua � disse.</p><p>Lei esit�, perplessa, poi chiese a voce: � Casa Ribeira. � Lo schermo rest� spento. Ela accese con il comando manuale e poi us� la tastiera, ma il computer non le diede il collegamento. � Siamo stati tolti dalla rete! � Si volse a guardarlo, spaventata. � Perch�?</p><p>��Non soltanto voi. � cos� per tutti.</p><p>��Ma non c�� interruzione di corrente, e l�autoscanner non segnala nessun guasto � disse lei. � Qualcuno ha deprogrammato il sistema di comunicazioni interne.</p><p>��La Federazione Starways ha cancellato tutte le memorie computerizzate della colonia. Non c�� rimasto niente. Ci considerano in stato di ribellione. Miro e Ouanda stanno per essere arrestati e mandati su Trondheim per subire un processo. A meno che io non riesca a persuadere il vescovo e Bosquinha a iniziare una <emphasis>vera </emphasis>ribellione. Capisci? Se tua madre non ti dir� quel che ho bisogno di sapere, Miro e Ouanda saranno spediti a ventidue anni-luce da qui. E per il tradimento c�� la pena di morte. Ma per loro il solo viaggio sar� gi� una condanna. Prima che facciano ritorno, tutti noi saremo ormai vecchi, o gi� morti da tempo.</p><p>Ela fiss� il muro con occhi vacui. � Cosa vuole sapere?</p><p>��Bisogna che io sappia quello che il Comitato trover� esaminando l�archivio di tua madre. Tutto ci� che riguarda la Descolada.</p><p>��S� � disse lei. � Per amore di Miro lei lo far�. � Poi lo guard�, con aria di sfida. � Lei ci vuole bene, lo sa. Se si tratta di uno dei suoi figli, le parler� anche di persona.</p><p>��Bene � annu� Ender. � Sar� meglio se verr� anche lei, allora. Nell�ufficio del vescovo, fra un�ora.</p><p>��S� � disse Ela. Per qualche momento rimase immobile, come paralizzata. Poi da qualche parte dentro di lei scatt� una sinapsi, e la ragazza si affrett� alla porta.</p><p>Ma sulla soglia si ferm�, si volse, torn� indietro di corsa e lo abbracci�, baciandolo sulle guance. � Sono contenta di averle detto tutto! � ansim�. � Sono contenuta di averla conosciuta!</p><p>Lui la baci� sulla fronte e la incit� ad andare. Quando la porta si fu chiusa alle spalle della giovane donna, sedette sul letto e sospir�, quindi si distese all�indietro e lasci� vagare lo sguardo sul soffitto. Pens� a Novinha e cerc� d�immaginare come poteva sentirsi in quel momento. <emphasis>Questa � una serata terribile per te, Novinha, ma tua figlia sta correndo verso casa proprio adesso, e di certo, malgrado il dolore e la vergogna che provi, tu troverai la forza, dimenticherai completamente te stessa e farai qualunque cosa pur di salvare tuo figlio. Io accetterei in blocco tutti i tuoi tormenti, Novinha, pur di avere un solo figlio che mi amasse come i tuoi amano te.</emphasis></p></section><section><title><p>CAPITOLO SEDICESIMO</p><p>IL RECINTO</p></title><cite><p>Un grande rabbino s�era fermato a insegnare nella piazza del mercato. Quella mattina accadde che un marito trov� la prova dell�adulterio della moglie, e venne una plebaglia che condusse la donna al mercato per lapidarla a morte. (Questa � una versione spicciola della storia, ma un mio amico, un Araldo dei Defunti, mi disse di altri due rabbini che si trovarono di fronte alla stessa situazione. Vi parler� anche di loro.)</p><p>Il rabbino si fece dunque avanti, e and� al fianco della donna. In segno di rispetto i popolani si ritrassero, e attesero con pesanti pietre in mano. � C�� qualcuno fra voi � egli disse loro, � che non abbia mai desiderato fornicare con la moglie di un altro uomo?</p><p>Essi mormorarono fra loro, e uno rispose: � Noi tutti conosciamo il desiderio della carne. Ma, Rabbi, nessuno ha ceduto al peccato.</p><p>Il rabbino disse: � Allora inginocchiatevi, e ringraziate il Signore di avervi dato la forza. � E prese seco la donna e la condusse fuori dal mercato. Poi, prima di lasciarla andare, le mormor� all�orecchio: � D� al nobile magistrato chi � stato a salvare sua moglie. Cos� egli sapr� che io sono un suo servo fedele.</p><p>Cos� la donna visse, poich� la comunit� era troppo corrotta per proteggersi da sola dal disordine.</p><p>Un altro rabbino, un�altra citt�. Egli and� dalla donna e fronteggi� la plebaglia, come nell�altra storia, e disse: � Chi di voi � senza peccato? Che sia costui a tirare la prima pietra.</p><p>I popolani ebbero vergogna, e al ricordo dei loro peccati individuali dimenticarono lo scopo che li aveva uniti. Un giorno, pensarono, io potrei essere al posto di questa donna, e pregherei che mi fosse dato il perdono e la possibilit� di redimermi. Dovr� trattare lei come vorrei essere trattato io.</p><p>Mentre essi aprivano le mani e lasciavano cadere al suolo le loro pietre, il rabbino ne raccolse una; la sollev� alta sulla testa della donna e la abbatt� con tutta la sua forza. Il cranio di lei si spezz�, e le sue cervella si sparsero sul selciato.</p><p>��Neppure io sono senza peccato � disse poi alla folla, � ma se aspettassimo l�arrivo di un uomo puro per imporre la legge, questa citt� perirebbe nel disordine e noi con essa.</p><p>Cos� la donna mor�, perch� la comunit� era troppo rigida per sopportare il suo comportamento.</p><p>Entrambe queste storie sono degne di nota soprattutto per essere tanto rare nella nostra esperienza. Molte comunit� languono fra la decadenza e il rigor mortis e, quando s�accostano troppo a questi due estremi, esse muoiono. Soltanto un Rabbi os� aspettarsi da noi un equilibrio cos� perfetto da preservare la legge e nello stesso tempo perdonare il peccato. Perci�, naturalmente, noi lo uccidemmo.</p><text-author>San Angelo, <emphasis>Letters to an Incipient Heretic</emphasis>, a cura di Amai a Tudomundo Para Que Deus Vos Ame Cristao.</text-author></cite><empty-line/><p><emphasis>Minha irma. </emphasis>Mia sorella. Quelle parole continuarono a rimbalzare nella testa di Miro finch� non riusc� a udire nient�altro. Era il rumore di fondo dei suoi pensieri: <emphasis>a Ouanda � minha irma. Lei � mia sorella. </emphasis>I piedi lo portarono senza che se ne accorgesse fuori dal pra�a, oltre i campi da gioco e su per la sella fra le due collinette. La pi� alta era incoronata dalla cattedrale e dal monastero, che da lass� sembravano sorvegliare il cancello come fortezze. <emphasis>Passava da qui Libo quando andava a incontrare mia madre? Si davano appuntamento alla Stazione Xenobiologia? O erano pi� discreti e andavano a rotolarsi nell�erba delle fazendas come due animali?</emphasis></p><p>Sulla porta della Stazione Zenador si ferm�, cercando di pensare a qualche buona ragione per entrare. C�era poco da fare, l�. Non aveva ancora compilato il rapporto del giorno, ma del resto non avrebbe saputo cosa scrivere. <emphasis>Poteri magici, ecco cos�� stato. I maiali cantano agli alberi e i tronchi si fanno a pezzi da soli. Molto meglio della nostra carpenteria. Gli aborigeni sono assai pi� evoluti di quanto s�era supposto. Uso multiplo per ogni cosa. Ciascun albero � allo stesso tempo un totem, una pietra tombale, e una piccola falegnameria. Sorella. C�� qualcosa che dovrei fare ma non riesco a ricordarlo.</emphasis></p><p><emphasis>I maiali hanno un sistema pi� intelligente. Vivere come fratelli, e alla larga dalle femmine. Sarebbe stato meglio anche per te, Libo, questa � la verit�� no, dovrei chiamarti papai, non Libo. Peccato che mamma non te l�abbia mai detto, altrimenti mi avresti tenuto sulle ginocchia. Entrambi i tuoi figli maggiori, Ouanda su un ginocchio e Miro sull�altro; non sareste stati orgogliosi di noi? Nati nello stesso anno, a due soli mesi di distanza. Che papai indaffarato eri a quel tempo, sempre a correre su e gi� lungo il recinto per accontentare mam�e e Bruxhina. Tutti ti compativano perch� da lei avevi solo delle figlie. Nessuno a portare avanti il nome della famiglia. La loro simpatia era sprecata. Traboccavi di figli maschi. E io ho pi� sorelle di quanto avrei creduto. Una sorella in pi� di quel che vorrei.</emphasis></p><p>Giunto al cancello alz� lo sguardo verso i boschi dell�altura oltre la quale vivevano i maiali. <emphasis>Non c�� nessuno scopo scientifico in una visita notturna. Perci� ripiegher� su scopi antiscientifici e vedr� se la trib� ha posto per un altro fratello. Probabilmente sono troppo grosso perch� mi lascino un giaciglio nella casa di tronchi, cos� dormir� all�aperto. Non sar� bravo quanto voi ad arrampicarmi sugli alberi, ma so una cosetta o due che non sapete, e adesso non avr� particolari inibizioni nel dirvi tutto ci� che desiderate conoscere.</emphasis></p><p>Poggi� la mano destra sulla piastra d�identificazione e con la sinistra spinse il cancello. Per un secondo non cap� cosa stesse accadendo. Poi dalla mano gli sal� al cervello una lingua di fiamma, come se gliela stessero segando via con una lima rovente, e balz� indietro con un grido. Mai, da quando l�avevano costruito, il cancello era rimasto attivo dopo che lo scanner era stato toccato dalla mano di uno zenador.</p><p>��Marcos Vladimir Ribeira von Hesse, il suo permesso di oltrepassare il recinto � stato revocato. Per ordine del Comitato per l�Evacuazione di Lusitania.</p><p>Mai, da quando l�avevano montato, lo scanner del cancello aveva trasmesso una proibizione a uno zenador. Gli occorse qualche istante per capire quel che stava dicendo.</p><p>��Lei e Ouanda Quenhatta Figueira Mucumbi dovrete presentarvi al Capo della Polizia Incaricato, Faria Lima Maria do Bosque, che vi arrester� in nome della Federazione Starways e vi far� tradurre su Trondheim per essere processati.</p><p>Per un momento si sent� girare la testa e lo stomaco gli si contrasse dolorosamente. <emphasis>Loro sanno. E fra tutte le sere, proprio questa. Tutto � perduto. Perduta Ouanda, perduti i maiali, perduto il mio lavoro, tutto finito. Arrestato. Trondheim. Da dove � venuto l�Araldo, ventidue anni di viaggio, ogni persona cara svanita per sempre, eccetto Ouanda, e lei � mia sorella�</emphasis></p><p>La sua mano torn� irragionevolmente a spingere il cancello; di nuovo la sofferenza gli saett� su per il braccio e ogni nervo url�, avvolto da un fuoco divorante. <emphasis>Non posso darmi alla macchia. Avranno chiuso il cancello a chiunque. Nessuno andr� dai maiali, nessuno li avvertir�, loro aspetteranno il nostro arrivo e nessuno uscir� mai pi� dal cancello. Non io, non Ouanda, non l�Araldo, nessuno, e nessuna spiegazione.</emphasis></p><p><emphasis>Comitato per l�Evacuazione. Ci porteranno via e cancelleranno ogni traccia della nostra presenza qui. Queste sono le procedure, ma c�� di pi�, non � cos�? Cos�hanno visto? Come l�hanno scoperto? Li ha informati l�Araldo? Lui � cos� dedito alla verit�. Bisogna che spieghi ai maiali perch� non andremo pi� da loro, devo dirglielo.</emphasis></p><p>C�era sempre un maiale a spiarli, a seguirli fin dal momento in cui entravano nella foresta. Che uno lo stesse osservando in quel momento? Miro agit� le braccia. Ma era gi� troppo buio. Impossibile che lo vedesse. O forse ci riusciva; nessuno sapeva bene quale fosse la visione notturna dei maiali. I suoi richiami, tuttavia, non approdarono a nulla. E poteva gi� essere troppo tardi. Se i framlings sorvegliavano il cancello, senza dubbio avevano notificato il suo tentativo a Bosquinha e lei era salita sul suo veicolo dirigendosi subito da quella parte. Sarebbe stata oh-cos�-dispiaciuta di doverlo arrestare, ma avrebbe fatto il suo lavoro, e sarebbe stato inutile mettersi a discutere su quel che era meglio per gli esseri umani e per i maiali, e sull�assurdit� di quella separazione fra le due razze. Lei non era tipo da mettere in discussione la legge; avrebbe ubbidito agli ordini che le erano stati dati. E lui avrebbe dovuto cedere. Non c�era scopo ad opporsi. Dove avrebbe potuto andare a nascondersi, entro il recinto: nel gregge dei cabras? Ma prima di arrendersi avrebbe avvertito i maiali, era suo dovere farlo.</p><p>In fretta s�avvi� lungo il recinto, allontanandosi dal cancello, e si diresse verso la spianata erbosa dietro la collina della cattedrale, dove non c�erano case e nessuno avrebbe udito la sua voce. Poco pi� avanti cominci� a chiamare. Non a parole, ma con il lungo e sottile fischio di riconoscimento che lui e Ouanda usavano nella foresta e fra i maiali, per mettersi in contatto quand�erano separati. Loro l�avrebbero sentito, <emphasis>dovevano </emphasis>sentirlo, dovevano capire che lui non poteva oltrepassare il recinto. <emphasis>Avanti, Human, fatti vivo. Avanti, Mangia-Foglie, Mandachuva, Orcio, Calendar, Freccia, tutti quanti, venite fuori, cos� che possa almeno dirvi che non vi rivedr� mai pi�.</emphasis></p><empty-line/><p>Accasciato e depresso Quim sedeva su uno sgabello, nell�ufficio del vescovo.</p><p>��Estev�o � disse sottovoce monsignor Peregrino, � qui ci sar� una riunione, fra pochi minuti, ma prima voglio parlarti un momento.</p><p>��Non c�� niente da dire � borbott� Quim. � Lei ci aveva avvertiti, ed � successo. � il demonio.</p><p>��Estev�o, adesso mi starai ad ascoltare, poi tornerai a casa e te ne andrai a letto.</p><p>��Non torner� mai pi� in quel posto!</p><p>��Il Signore divise la mensa con peccatori ben peggiori di tua madre, e li perdon�. Tu sei migliore di lui?</p><p>��Nessuna delle adultere che lui perdon� era sua madre!</p><p>��Non tutti hanno per madre la Santa Vergine.</p><p>��Lei sta dalla sua parte, allora? La Chiesa abbassa la testa davanti all�Araldo dei Defunti? Dovremo abbattere la cattedrale e usarne le pietre per farne un teatro di variet�, dove i nostri morti vengano derisi e svergognati prima d�essere sepolti?</p><p>La voce di lui fu un sussurro: � Io sono il tuo vescovo, Estev�o. Il vicario di Cristo su questo pianeta, e tu mi parlerai con il rispetto che devi alla mia persona.</p><p>Quim strinse i denti, zitto e pallido di rabbia.</p><p>��Credo che sarebbe stato meglio se l�Araldo non avesse dato quei fatti in pasto al pubblico. Vi sono cose di cui � bene parlare solo in privato, con calma, per risolverle senza lo sgomento che si prova con mille occhi puntati addosso. � a questo che serve il confessionale, che ci ripara dalla vergogna pubblica mentre lottiamo coi nostri peccati. Tuttavia sii leale, Estev�o. Pu� darsi che l�Araldo abbia agito male, ma ci� che ha detto era la verit�. N�?</p><p>���.</p><p>��Ora, Estev�o, cerchiamo di riflettere. Prima di questa sera, tu amavi tua madre?</p><p>��S�.</p><p>��E questa madre che tu amavi, aveva gi� commesso adulterio?</p><p>��Diecimila volte!</p><p>��Ho motivo di sospettare che non fosse <emphasis>cos� </emphasis>lasciva. Ma tu mi dici che l�amavi, bench� lei fosse un�adultera. Forse che stasera non � pi� la stessa persona? � cambiata, da ieri a oggi? O chi � cambiato sei soltanto tu?</p><p>��Fino a ieri lei era una menzogna vivente!</p><p>��Stai dicendo che, poich� aveva vergogna di confessare l�adulterio ai suoi figli, mentiva anche quando si prendeva cura di voi, quando vi nutriva e vi allevava, quando vi consolava, quando vi insegnava a�</p><p>��Non � stata quel che si dice una madre premurosa.</p><p>��Se fosse venuta in confessionale e avesse chiesto perdono per il suo adulterio, allora nulla l�avrebbe obbligata a parlarne a voi. Tu saresti invecchiato e morto senza saperlo. Questa non sarebbe stata una menzogna, e dopo la remissione dei peccati lei non sarebbe pi� stata un�adultera. Ammetti la verit�, Estev�o: ci� che ti rende furioso non � il suo adulterio. � l�imbarazzo che hai provato quando, dopo esserti giustamente alzato in sua difesa, tutti hanno visto che non avevi nulla da difendere.</p><p>��Lei mi sta facendo sentire un idiota.</p><p>��Nessuno pensa che tu sia stato un idiota a farlo. Anzi, tutti hanno visto in te un figlio leale. Ma ora, se non vuoi rinnegare gli insegnamenti di nostro Signore, perdonala, e mostrale che la ami pi� di prima, perch� adesso capisci la sua sofferenza. � Il vescovo gett� un�occhiata alla porta. � Stanno arrivando i partecipanti alla riunione, Estev�o. Per favore, vai qui dietro in salotto e prega Santa Maddalena che abbia piet� per il tuo cuore incapace di perdono.</p><p>Con atteggiamento pi� miserevole che mai Quim oltrepass� la scrivania del vescovo e scomparve dietro una pesante tenda di velluto scuro.</p><p>Il segretario apr� in quel momento la porta che dava in corridoio, lasciando entrare nell�ufficio l�Araldo dei Defunti. Monsignor Peregrino non si alz�. Ma con sua enorme sorpresa l�Araldo poggi� un ginocchio al suolo e chin� brevemente il capo. Era un atto che un cattolico avrebbe compiuto soltanto in una presentazione pubblica a un vescovo, e Peregrino non riusc� a capire che significato avesse. Tuttavia lo straniero rimaneva l�, con un ginocchio al suolo, cosicch� lui fin� per alzarsi dalla poltrona, gli si avvicin� e gli porse l�anello da baciare. Ma l�Araldo seguit� a restare in quella posizione, finch� lui non si decise a dire: � Ti benedico, figlio mio� anche se non sono certo che tu non mi stia schernendo con questo atteggiamento.</p><p>Senza sollevare la testa, l�Araldo disse: � Non c�� nessuno scherno in me. � Alz� gli occhi a fissarlo. � Mio padre era cattolico. Fingeva di non esserlo pi�, per amore del quieto vivere, ma non rinunci� mai alla sua fede.</p><p>��Lei � battezzato?</p><p>��Mia sorella mi disse che s�, mio padre mi battezz� in modo informale dopo la nascita. Mia madre apparteneva a una fede protestante che deplorava il battesimo in cos� tenera et�, cos� ebbe un diverbio con lui. � Il vescovo gli stava facendo cenno di alzarsi. L�Araldo ubbid�, poi sorrise. � Immagini: un cattolico e una mormone a litigare aspramente su procedure religiose che in pubblico dichiaravano di aver abbandonato.</p><p>Peregrino era scettico. Era un gesto troppo diplomatico, per l�Araldo, metterlo al corrente della sua provenienza cattolica. � Credevo � disse, � che voi Araldi dei Defunti rinunciaste a ogni religione prima di dedicarvi alla vostra, diciamo cos�, vocazione.</p><p>��Io non so cosa facciano gli altri. Non ci sono regole in merito� certo non ce n�erano quando <emphasis>io </emphasis>divenni un Araldo.</p><p>Monsignor Peregrino sapeva che gli Araldi non mentivano mai, ma questo certamente gli appariva evasivo. � Araldo Andrew, nei Cento Mondi non ci sono luoghi dove un cattolico sia costretto a nascondere la sua fede, e non ce ne sono stati da tremila anni. Questa � stata la grande benedizione dei viaggi nello spazio, che rimossero le terribili restrizioni legate al controllo delle nascite sulla Terra sovraffollata. Lei mi sta dicendo che suo padre viveva sulla Terra tremila anni fa?</p><p>��Le sto dicendo che mio padre volle che io fossi un cattolico battezzato, e che per amor suo io ho fatto ci� che lui non pot� mai fare in vita. � stato per lui che ho voluto inginocchiarmi davanti a un vescovo a attendere la sua benedizione.</p><p>��Ma io ho benedetto <emphasis>lei. </emphasis>- <emphasis>E stai ancora evitando la mia domanda. Questo implica che quanto ho detto sull�epoca in cui � vissuto tuo padre � vero, ma che non vuoi parlarne. Dom Crist�o ha detto che in te c�� pi� di quel che vede l�occhio.</emphasis></p><p>��Ne sono lieto � disse l�Araldo. � Io ho bisogno della sua benedizione pi� di mio padre, visto che lui � morto, e che mi trovo con non pochi gravi problemi da risolvere.</p><p>��La prego, si sieda. � L�Araldo scelse uno degli sgabelli di legno addossati a una parete. Il vescovo torn� alla sua grossa poltrona dietro la scrivania. � Vorrei che oggi lei non avesse parlato. Inoltre � successo in un brutto momento.</p><p>��Nulla poteva farmi prevedere l�iniziativa della Federazione.</p><p>��Ma lei sapeva che Miro e Ouanda hanno violato la legge. Bosquinha me l�ha detto.</p><p>��L�ho scoperto solo poche ore prima dell�elegia. Le sono grato per non aver chiesto il loro arresto.</p><p>��La questione non � di pertinenza della curia. � Il vescovo la spazz� da parte con un gesto della mano. Ma entrambi sapevano che, se lui avesse insistito, Bosquinha avrebbe eseguito gli ordini del Comitato e li avrebbe arrestati senza curarsi del parere contrario dell�Araldo. � La sua elegia ha causato molta angoscia.</p><p>��Pi� del solito, temo.</p><p>��Cos� la sua responsabilit� finisce qui? Infligge le ferite, e poi lascia che gli altri le guariscano?</p><p>��Non ferite, monsignore. Chirurgia. E se posso aiutare a lenire il dolore che ne consegue, allora s�, rimango e aiuto. Io non uso l�anestesia, ma cerco di evitare infezioni post-operatorie.</p><p>��Lei avrebbe potuto diventare un bravo sacerdote, sa?</p><p>��Ai figli pi� giovani si aprivano due sole scelte, il sacerdozio e la vita militare. I miei genitori avevano gi� scelto la seconda per me.</p><p>��Il figlio pi� giovane. Ma lei aveva una sorella. E viveva in un�epoca in cui il controllo delle nascite proibiva a una coppia di avere pi� di due figli, a meno che il governo non desse uno speciale permesso. Un bambino simile era chiamato un Terzo, vero?</p><p>��Lei conoscer� certo la storia.</p><p>��Dov�� nato? Sulla Terra, prima del volo interstellare?</p><p>��Quel che ora ci preoccupa, monsignore, � il futuro di Lusitania, non la biografia di un Araldo dei Defunti la cui et� soggettiva � comunque sui trentacinque anni.</p><p>��Il futuro di Lusitania riguarda me, Araldo Andrew, non lei.</p><p>��Il futuro degli esseri umani di Lusitania riguarda lei, monsignore. A preoccupare me � quello dei maiali, diciamo.</p><p>��Non mettiamoci a litigare su chi ha la preoccupazione pi� grande.</p><p>Il segretario apr� di nuovo la porta, e nell�ufficio entrarono Bosquinha, Dom Crist�o e Dona Crist�. Bosquinha spost� pi� volte lo sguardo dall�Araldo al vescovo.</p><p>��Non c�� sangue sul pavimento, se � questo che cerca � la inform� quest�ultimo.</p><p>��Stavo solo controllando la temperatura dell�aria � disse Bosquinha.</p><p>��Il tepore del rispetto reciproco, spero � osserv� l�Araldo. � Non il caldo torrido dell�ira, n� il gelo dell�ostilit�.</p><p>��L�Araldo � un cattolico per battesimo, anche se non per fede � disse il vescovo. � Cos� l�ho benedetto, nella speranza di renderlo pi� malleabile.</p><p>��Lo sono per principio, verso le autorit� � disse lui.</p><p>��Lei � quello che minacciava di trasformarsi in un truce commissario federale � gli ricord� Peregrino. Con un sorrisetto.</p><p>L�Araldo annu�, divertito. � E lei � quello che ha proibito alla gente di parlarmi, affermando che sono l�Anticristo.</p><p>Vedendo che il vescovo e l�Araldo si scambiavano cauti sogghigni, gli altri ridacchiarono nervosamente. Poi sedettero e attesero.</p><p>��� la sua riunione, Araldo � osserv� Bosquinha.</p><p>��Scusate � disse lui. � Ho invitato un�altra persona. Sar� pi� semplice se attendiamo anche il suo arrivo.</p><empty-line/><p>Ela aveva trovato sua madre fuori casa, non lontano dal recinto. La lieve brezza che piegava appena l�erba capim le portava ciocche di capelli davanti al viso, e alla ragazza era occorso qualche istante per capire cosa vedeva d�insolito nel suo aspetto: da anni Novinha non si scioglieva i capelli. Sembravano stranamente liberi, e dal modo in cui si piegavano dopo esser stati cos� a lungo stretti a concio li si sarebbe detti increduli di esserlo. Fu allora che in Ela si solidific� quel pensiero: l�Araldo aveva ragione. Mamma avrebbe accettato il suo invito. Qualunque cosa avesse causato in lei, vergogna o dolore, ora l�aveva spinta all�aperto nella penombra in cui s�accendevano le stelle, lo sguardo perduto verso le colline dei maiali. O forse stava solo esaminando il recinto, ma senza vederlo, trascinata dai ricordi dell�uomo che un tempo incontrava da qualche parte fra gli alti steli di capim, nascondendosi a tutti per rivelarsi l�uno all�altra. Per amarsi. Sempre nell�ombra, sempre in segreto. <emphasis>Mamma � felice</emphasis>, pens� Ela, <emphasis>d�aver visto rivelare a tutti che Libo era il suo vero marito, che Libo era il nostro vero padre. Mamma ne sembra orgogliosa� ebbene, anch�io lo sono.</emphasis></p><p>Novinha non si volse a guardarla, anche se doveva aver sentito i passi di lei avvicinarsi nell�erba secca. Ela si ferm� prima di raggiungerla.</p><p>��Mamma � la chiam�.</p><p>��Oh, non era un gregge di cabras, allora � disse Novinha. � Sei cos� rumorosa, Ela.</p><p>��L�Araldo. Vuole il tuo aiuto.</p><p>��Ah, s�.</p><p>Ela le ripet� ci� che l�Araldo le aveva detto. Novinha ascolt� senza voltarsi. Quando la ragazza ebbe finito, lei rest� immobile ancora alcuni secondi e poi si avvi� in fretta verso la sella fra le due alture. Ela le corse dietro e si affianc� a lei. � Mamma� � chiese. � Mamma, vai a parlargli della Descolada?</p><p>��S�.</p><p>��Perch� adesso? Dopo tutti questi anni? Perch� a me non l�hai detto?</p><p>��Perch� lavoravi meglio facendo da sola, senza il mio aiuto.</p><p>��Sapevi quel che stavo facendo?</p><p>��Tu sei la mia apprendista. Avevo accesso a tutte le tue registrazioni, e non lasciavo tracce. Che maestra sarei stata, se non avessi sorvegliato il tuo lavoro?</p><p>��Ma�</p><p>��Ho anche letto le note che hai nascosto sotto il nome di Quara. Tu non sei mai stata madre, e non hai pensato che tutte le attivit� computerizzate dei bambini sotto i dodici anni vengono riportate ai genitori ogni settimana. Quara stava facendo ricerche scientifiche piuttosto notevoli! Bene, tanto vale che tu venga con me. Cos� sentirai anche tu, quando ne parler� all�Araldo.</p><p>��Stai andando dalla parte sbagliata � la inform� Ela.</p><p>Novinha si ferm�. � La sua casa non � accanto al pra�a?</p><p>��La riunione � nell�ufficio del vescovo.</p><p>Per la prima volta sua madre si volse a guardarla in viso. � Cosa state cercando di farmi, tu e l�Araldo?</p><p>��Quello che vogliamo � salvare Miro � disse Ela. � E Colonia Lusitania, se potremo.</p><p>��Portandomi nella tela del ragno, voi�</p><p>��Il vescovo dovr� stare al nostro fianco, oppure�</p><p>��Il <emphasis>nostro </emphasis>fianco! Cos�, quando dici <emphasis>noi</emphasis>, vuoi dire tu e l�Araldo, vero? Pensi che io non me ne sia accorta? Tutti i miei figli, l�uno dopo l�altro, lui vi ha sedotti e�</p><p>��Non ha sedotto tutti!</p><p>��Ha sedotto te, con il suo modo di dire proprio quel che vuoi sentirti dire�</p><p>��Lui non fa l�adulatore � replic� Ela. � Non ci ha mai detto quello che ci piaceva sentire. Ci dice quel che noi sappiamo che � vero. Non ha conquistato il nostro <emphasis>affetto</emphasis>, ma la nostra <emphasis>fiducia</emphasis>, mamma.</p><p>��Qualunque cosa voi gli abbiate dato, non l�avete mai data a me.</p><p>��Tu non chiedevi la nostra fiducia. Non te ne sentivi degna?</p><p>Ela non cedette davanti alla luce che balen� negli occhi di lei. Fu Novinha, invece, a distogliere lo sguardo, faticando a trattenere le lacrime. � Avrei voluto dirtelo � mormor�. Ela cap� che non si riferiva alle registrazioni. � Quando vedevo come lo odiavate, ero tentata di dirvelo: lui non � vostro padre. Vostro padre � un uomo buono e gentile�</p><p>��Che non ha avuto il coraggio di rivelarsi a noi.</p><p>Novinha la fiss� rabbiosamente. � Lui voleva. Gliel�ho impedito io.</p><p>��Ti dir� una cosa, mamma. Io amavo Libo, nel modo in cui tutti a Milagre lo amavano. Ma lui s�era trasformato in un ipocrita, e cos� tu, e senza che nessuno lo capisse erano le vostre bugie ad avvelenarci tutti. Io non biasimo te, mamma, n� lui. Ma ringrazio Dio per l�Araldo. Lui ci ha detto la verit�, e la verit� ci rende liberi.</p><p>��� facile dire la verit� � sussurr� Novinha, � quando non ami nessuno.</p><p>��� questo ci� che pensi? � disse Ela. � Una cosa credo di saperla, mamma: non si pu� comprendere la verit� su qualcuno, <emphasis>a meno che </emphasis>non lo si ami un poco. Credo che l�Araldo abbia voluto bene a pap�, a Marc�o, voglio dire. Credo che lui lo abbia capito e gli abbia voluto bene per questo, prima di parlarne.</p><p>Novinha non rispose, perch� sapeva che era vero.</p><p>��E so che vuol bene a Grego, a Quara, a Olhado, a Miro, e perfino a Quim. E a me. lo <emphasis>so </emphasis>che mi vuol bene. E quando me lo dimostra, so che � vero, perch� lui non ha bisogno di mentire.</p><p>Novinha non fu capace di trattenere ancora le lacrime. Le scivolarono gi� per le guance.</p><p>��E io ho mentito, a te e a tutti gli altri � disse. La sua voce suon� cos� stanca e rauca. � Ma tu devi credermi, per�, quando dico che ti voglio bene pi� che a me stessa.</p><p>Ela si gett� nelle sue braccia, e per la prima volta da anni sent� una calda emozione nella risposta di lei. Perch� fra loro non pesava pi� alcuna menzogna. L�Araldo aveva spazzato via quella barriera, e ora non c�era nulla a renderle incerte o caute.</p><p>��Anche adesso stai pensando a quel dannato Araldo, � cos�? � mormor� sua madre.</p><p>��E tu lo stesso � rispose Ela.</p><p>I loro corpi furono scossi entrambi dalla risata di Novinha. � S� � ammise. Poi torn� seria e si scost�, guardando Ela negli occhi. � E lui dovr� essere sempre fra noi?</p><p>��Perch� no? � disse Ela. � Ma sar� fra noi come un ponte, non come un muro.</p><empty-line/><p>I maiali erano ancora a mezza strada sul lungo pendio che dalla boscaglia scendeva fino al recinto, quando Miro li vide. Nella foresta sapevano essere silenziosi, ma correndo negli spazi aperti facevano frusciare rumorosamente il capim. O forse, allarmati dal richiamo di Miro, non si curavano di nascondersi troppo. Lui li riconobbe quasi subito: Human, Mandachuva, Freccia, Orcio e Mangia-Foglie. A qualche metro dal recinto rallentarono, poi si fermarono a guardarlo in silenzio. Nessuno zenador aveva mai chiamato i maiali all�aperto, prima d�allora. L�assoluta immobilit� dei loro corpi rivelava ansia e preoccupazione.</p><p>��Io non potr� pi� venire da voi � disse Miro.</p><p>I cinque tacquero, aspettando una spiegazione.</p><p>��I framlings hanno scoperto tutto di noi. L�infrazione alla legge. Hanno sigillato il cancello.</p><p>Mangia-Foglie si gratt� il mento. � Sai cos�� che i framlings hanno visto?</p><p>Miro ebbe una risata secca. � C�� bisogno di dirlo? Soltanto un framling � mai venuto con noi.</p><p>��No � disse Human. � La Regina dell�Alveare ha detto che non � stato l�Araldo. La Regina ha detto che lo hanno visto dal cielo.</p><p>I satelliti? � Cosa potevano vedere dal cielo?</p><p>��Forse la caccia � rispose Freccia.</p><p>��Forse la tosatura dei cabras � disse Mangia-Foglie.</p><p>��Forse i campi di amaranto � disse Orcio.</p><p>��Tutto questo � aggiunse Human, � e forse hanno visto che le mogli hanno lasciato nascere trecentoventi figli, dal tempo del primo raccolto di amaranto.</p><p>��Trecento!</p><p>��E venti � precis� Mandachuva.</p><p>��Hanno deciso che ora c�� molto cibo � disse Freccia. � Adesso siamo sicuri di vincere la prossima guerra. I nostri nemici saranno piantati in nuove grandi foreste su tutta la pianura, e le mogli metteranno alberi-madre in ognuna di loro.</p><p>Lo scoramento di Miro peggior�. <emphasis>� a questo che sono serviti i nostri sacrifici e tutto il lavoro che abbiamo fatto? </emphasis>fu sul punto di dire. <emphasis>Libo non � morto perch� voi poteste conquistare il mondo. </emphasis>Ma il suo addestramento ebbe la meglio, e non pot� impedirsi di chiedere: � Dove sono tutti questi nuovi figli?</p><p>��Nessuno dei piccoli fratelli viene con <emphasis>noi </emphasis>- spieg� Human. � Abbiamo troppo da fare, a imparare da te e ad insegnare alle altre case-amiche. Non possiamo educare anche i piccoli fratelli. � Poi aggiunse, orgogliosamente: � Dei trecentoventi, met� sono figli di mio padre Rooter.</p><p>Mandachuva annu� gravemente. � Le mogli hanno un grande rispetto per le cose che ci avete insegnato. E confidano molto nell�Araldo dei Defunti. Ma quello che ora ci dici � assai spiacevole. Se i framlings ci odiano, cosa possiamo fare?</p><p>��Non lo so � disse Miro. Faticava a digerire l�informazione che aveva appena avuto. Trecento nuovi giovani. Un incremento esplosivo della popolazione. E Rooter, chiss� in che modo, padre di met� di loro. Fino al giorno prima aveva ritenuto assurde quelle dichiarazioni sulla paternit� di Rooter e sul loro sistema di totem. Ma dopo aver visto un albero sezionarsi da solo in risposta a una canzone, era pronto a revisionare tutte le sue vecchie teorie.</p><p>Ma vedere sgombra la strada della conoscenza adesso a cosa gli serviva? Era un�altra quella che lo stavano costringendo a percorrere. E mentre lui avrebbe viaggiato su un�astronave, per decenni, il suo lavoro sarebbe stato portato avanti da qualcun altro. O, peggio ancora, da nessuno.</p><p>��Non essere triste � disse Human. � Vedrai� l�Araldo dei Defunti far� in modo che vada tutto bene.</p><p>��L�Araldo, gi�. Penser� lui a sistemare le cose, certo. � <emphasis>Come ha fatto per me e per Ouanda. Mia sorella.</emphasis></p><p>��La Regina dell�Alveare dice che lui insegner� ai framlings ad amarci.</p><p>��Insegnare ai framlings � sbott� Miro. � Allora far� meglio a sbrigarsi. Per Ouanda e me, comunque, � gi� tardi. Fra poco saremo arrestati e portati via da questo pianeta.</p><p>��Sulle stelle? � domand� Human, eccitato.</p><p>��S�, sulle stelle, per essere processati. Saremo puniti per avervi aiutato. Ci vorranno ventidue anni soltanto per arrivare l�, e non ci lasceranno tornare mai pi�.</p><p>Ai maiali occorsero alcuni secondi per digerire quell�informazione. <emphasis>Bene</emphasis>, pens� Miro, vedendo che si riunivano a parlottare fra loro. <emphasis>Chiedetevi pure come far� l�Araldo a risolvere le cose per voi. Anch�io confidavo in lui, e guardate con che risultato.</emphasis></p><p>Human si stacc� dal gruppetto e venne pi� vicino al recinto. � Noi ti nasconderemo.</p><p>��Nella foresta non ti troveranno mai � dise Mandachuva.</p><p>��Hanno macchine che possono rintracciarmi come a fiuto � borbott� Miro.</p><p>��Ah! Ma la legge non proibisce loro di mostrarci qualunque macchina? � domand� Human.</p><p>Miro scosse il capo. � Questo poco importa. Il cancello � stato chiuso. E io non posso oltrepassare il recinto.</p><p>��Ma tu hai l�erba capim, l� da te � disse Freccia.</p><p>Miro guard� l�erba, stupidamente. � E con ci�?</p><p>��Masticala � disse Human.</p><p>��Perch�? � chiese Miro.</p><p>��Abbiamo visto altri umani masticare il capim � disse Mangia-Foglie. � L�altra notte, sul fianco della collina, abbiamo visto l�Araldo e uno degli uomini-tonaca che masticavano il capim.</p><p>��E molte altre volte � aggiunse Mandachuva.</p><p>La loro premura era frustrante. � Cos�ha a che fare questo con il recinto?</p><p>Di nuovo i maiali si consultarono, con un�occhiata. Poi Mandachuva stacc� uno stelo di capim alla radice, lo arrotol� accuratamente in un batuffolo compatto, se lo mise in bocca e cominci� a masticarlo. Dopo un poco si sedette a terra. Gli altri presero a colpirlo con schiaffetti, leggeri calci nelle gambe, pizzicotti e ditate, e lui parve non farci molto caso. Infine Human gli sferr� un violentissimo pugno in testa, e quando fu chiaro che Mandachuva non aveva sentito niente i compagni gli dissero, nella Lingua dei Maschi: � Pronto. Ora puoi andare. Adesso. Pronto.</p><p>Mandachuva si alz�, vacillando appena un poco. Poi corse al recinto e si arrampic� senza difficolt�, ne scavalc� la cima e atterr� a quattro zampe accanto a Miro.</p><p>Il giovane s�era precipitato avanti con un grido di protesta, ma la voce gli s�era mozzata in gola prima ancora che il maiale terminasse l�impresa. Mandachuva si rialz� in piedi e si spazzol� via la polvere di dosso.</p><p>��Tu� non puoi far questo! � ansim� Miro. � Il recinto stimola tutti i nervi del corpo. Non pu� essere scavalcato.</p><p>��Oh! � borbott� Mandachuva.</p><p>Dall�altro della recinzione Human sfregava insieme i cuscinetti cornei all�interno delle cosce. � Lui non lo sa! � esclam�. � Gli umani non lo sanno!</p><p>��� un anestetico � disse Miro. � Evidentemente vi impedisce di sentire il dolore.</p><p>��No � disse Mandachuva. � Io ho sentito il dolore. Molto forte. Il dolore pi� terribile del mondo.</p><p>��Rooter dice che il recinto � ancor peggio della morte � spieg� Human. � Dolore da tutte le parti.</p><p>��Ma non ve ne curate. � Miro annu�.</p><p>��Succede all�altro te stesso � disse Mandachuva. � Succede al te stesso-animale. Ma al te stesso-albero non importa. Ti fa diventare il te stesso-albero.</p><p>In quel momento Miro ricord� un particolare della morte di Libo che s�era confuso fra l�orrido e grottesco insieme degli altri. La bocca del cadavere era stata riempita con un malloppo di capim. Lo stesso era stato fatto anche ai maiali uccisi dai compagni. Anestetico. La cosa lo aveva indotto a pensare a una ripugnante forma di tortura, e tuttavia il suo scopo non era il dolore. <emphasis>Dunque usano un anestetico. Qualunque risultato si prefiggano, non ha a che fare con la sofferenza.</emphasis></p><p>��Avanti � disse Mandachuva. � Mastica l�erba e vieni con noi. Ti nasconderemo.</p><p>��C�� Ouanda � disse Miro.</p><p>��Oh, andr� a cercarla io � propose Mandachuva.</p><p>��Tu non sai dove abita.</p><p>��S�, lo so � replic� Mandachuva.</p><p>��Noi facciamo questo molto spesso � spieg� Human. � Sappiamo dove abitano tutti.</p><p>��Ma nessuno vi ha mai visto � si stup� il giovane.</p><p>��Sappiamo agire in segreto � disse Mandachuva. � E poi non c�� nessuna sorveglianza.</p><p>Miro cerc� d�immaginare dozzine di maiali che si muovevano furtivi nelle notti di Milagre. Poca gente aveva necessit� di andare in giro a tarda ora, e dopo la chiusura dei locali pubblici la guardia notturna andava a dormicchiare nel suo ufficio davanti a uno schermo televisivo. I maiali, inoltre, erano piccoli, capaci di sparire acquattandosi nel capim. Non c�era da meravigliarsi che sapessero molte cose sul metallo e sulle macchine, a dispetto di ogni precauzione presa per tenerli all�oscuro. Senza dubbio avevano visto le miniere, la zona d�atterraggio delle navette, gli impianti esterni delle fabbriche, e i fazendeiros all�opera nei campi di amaranto mutato. Ecco dove nascevano le loro domande.</p><p><emphasis>Quanto siamo stati stupidi a illuderci di poterli tenere alla larga dalla nostra cultura. Sono stati i maiali a nasconderci i loro segreti, invece, mentre diguazzavano nei nostri. Alla faccia della superiorit� culturale.</emphasis></p><p>Miro si chin� a strappare un po� di capim.</p><p>��No � disse Mandachuva, levandogli l�erba di mano. � Non devi prendere la parte della radice. Se prendi la radice, non ti serve a niente. � Gett� via gli steli e ne raccolse un altro, spezzandolo a una decina di centimetri dal suolo. Lo arrotol�, glielo porse, e Miro se lo mise in bocca. Aveva un sapore acre e forte.</p><p>Mandachuva cominci� a dargli colpetti e pizzicotti.</p><p>��Lascia perdere questo � bofonchi� lui. � Vai a prendere Ouanda. Possono arrestarla da un momento all�altro. Vai. Coraggio, muoviti.</p><p>Mandachuva interrog� i compagni con lo sguardo. Poi, come a un invisibile segnale di consenso, corse via lungo il recinto verso i pendii di Vila Alta, dove abitava la ragazza.</p><p>Miro continu� a masticare. Dopo un po� si diede un pizzicotto. Come avevano detto i maiali sent� il dolore, ma non gliene import� niente. Tutto ci� che gli importava era il fatto di avere una via d�uscita, il modo di restare su Lusitania. Restare, forse, con Ouanda. Dimenticare le leggi e le usanze. Esse non avrebbero pi� avuto nessun potere su di lui, una volta uscito dalla comunit� umana ed entrato nella foresta dei maiali. Sarebbe diventato un ribelle, come gi� lo accusavano d�essere, e lui e Ouanda avrebbero potuto lasciarsi alle spalle gli assurdi pregiudizi umani e vivere come volevano, avere dei figli e allevarli con nuovi valori morali, conoscere i segreti di quella natura, imparare dai maiali. Allora ci sarebbe stato qualcosa di nuovo nei Cento Mondi, e la Federazione non avrebbe potuto far niente per fermarli.</p><p>Corse al recinto, afferr� le maglie e si tir� su con ferrea determinazione. Il dolore era quello che aveva gi� sperimentato, violentissimo, ma non gliene import� e si arrampic� verso la cima. Tuttavia ad ogni istante la sofferenza aumentava, e cominci� a trovarla insopportabile, cominci� a <emphasis>sentirla</emphasis>, e cominci� a comprendere anche che il capim non aveva il bench� minimo effetto anestetico su di lui. Quando se ne rese conto era gi� alla sommit� del recinto. Poi il dolore gli avvolse il corpo e la mente in una sola fiamma, bruciando via i suoi pensieri. Il peso del torace lo fece piegare in avanti, sopra il bordo metallico, ma non bast� a farglielo scavalcare del tutto. Ogni sua cellula era un animale urlante nel fuoco che lo divorava e lo trascinava nel nulla.</p><p>I Piccoli guardavano inorriditi. L� in bilico sul recinto, mezzo dentro e mezzo fuori, il loro amico sembrava un pezzo di carne privo di vita, scosso da strani tremili convulsi. D�un tratto si riscossero, gridando, e balzarono avanti per cercare di afferrarlo e tirarlo gi�. Ma poich� non avevano masticato il capim non osarono sfiorare il reticolato.</p><p>Mandachuva era gi� lontano un centinaio di metri, ma sentendoli urlare torn� indietro di corsa. Nel suo corpo era rimasto abbastanza anestetico, cos� pot� arrampicarsi e spingere il pesante corpo dell�umano oltre il bordo. Miro precipit� al suolo con un tonfo sordo e rest� accartocciato sull�erba, con un braccio contro ii recinto. Quando i maiali lo trascinarono via videro che aveva gli occhi rovesciati nelle orbite e i denti scoperti in un terribile r�ctus d�agonia.</p><p>��Presto! � grid� Mangia-Foglie. � Prima che muoia, dobbiamo piantarlo!</p><p>��No! � si oppose Human, spingendo via Mangia-Foglie dal corpo rigido del giovane. � Noi non sappiamo se sta morendo! Il dolore � solo un�illusione, lo sapete, e lui non ha ferite. Il dolore se ne andr� e�</p><p>��No, non se ne va � disse Freccia. � Guardalo!</p><p>Miro aveva i pugni stretti, le caviglie intrecciate, il corpo inarcato all�indietro. Bench� traesse respiri corti e secchi, regolari, il suo volto sembrava distorto da una sofferenza sempre maggiore.</p><p>��Prima che muoia � disse Mangia-Foglie, � dobbiamo dargli radici.</p><p>��Chiamiamo Ouanda � disse Human. Si volse a Mandachuva. � Subito! Vai a dirle che Miro sta morendo. Dille che il cancello non si apre, che Miro � qui fuori, e che sta morendo.</p><p>Mandachuva scatt� via di corsa.</p><empty-line/><p>Il segretario aveva aperto la porta, ma Ender non si rilass� finch� non vide entrare Novinha. Quando aveva mandato Ela a chiamarla era stato sicuro che sarebbe venuta; tuttavia, in quegli interminabili minuti d�attesa, aveva cominciato a dubitare dell�opinione che s�era fatto di lei. Il suo arrivo, dunque, lo sollev� soprattutto perch� spazzava via questa incertezza. Not� subito che portava i capelli sciolti, lisci e nerissimi, e per la prima volta dal suo atterraggio su Lusitania Ender riusc� a sovrapporre il volto di lei a quello della fanciulla che aveva lanciato la sua chiamata per ansible, meno di due settimane prima, pi� di ventidue anni prima.</p><p>Appariva tesa, preoccupata, ma questo era dovuto solo in parte al fatto d�essere l�, nell�ufficio dell�autorit� religiosa di Lusitania, subito dopo che la sua reputazione era crollata a pezzi davanti a tutti i concittadini. Ela doveva averle detto di Miro, ed era questo a renderla cos� ansiosa. Ender lo cap�, per� c�erano altre cose in lei: il passo pi� lungo e rilassato, lo sguardo che non faticava a sostenere quello degli altri, erano atteggiamenti che rivelavano una maggiore disponibilit� al contatto, erano il dono che lui aveva sperato d�essere riuscito a farle, e di cui forse lei stessa non s�era ancora accorta. <emphasis>Io non ero venuto per farti del male, Novinha, e sono felice di vedere che la mia elegia non ti ha dato soltanto la vergogna, ma anche qualcosa che avevi perduto.</emphasis></p><p>Novinha si ferm� a un paio di metri dalla scrivania, guardando il vescovo. Se Peregrino, conoscendola, s�era aspettato uno sguardo di sfida, fu sorpreso di vedere in lei soltanto una tranquilla dignit�. Rispose al suo saluto con uguale cortesia e la invit� a sedersi. Dom Crist�o fece per alzarsi e offrirle il suo sgabello, ma lei scosse il capo con un sorriso e and� a sedersi sulla poltroncina vuota accanto a Ender. Ela rimase in piedi con una mano poggiata sullo schienale, dietro la madre, e in parte anche dietro allo stesso Ender. <emphasis>Come una figlia fra i suoi genitori</emphasis>, pens� lui. Poi scacci� quella riflessione, imbarazzato. C�erano cose ben pi� pressanti a cui volgere la mente.</p><p>��Vedo � gli disse Bosquinha, � che lei ci ha preparato una riunione pi� interessante del previsto.</p><p>��Penso che di questo dovremmo ringraziare la Federazione, e non l�Araldo � osserv� Dona Crist�, di malumore.</p><p>��Suo figlio � disse monsignor Peregrino, � � accusato di aver commesso un grave delitto contro�</p><p>��So di cosa � accusato � lo interruppe Novinha. � Non l�ho saputo fino a questa sera, quando mia figlia me l�ha detto, ma non ne sono sorpresa. Anche mia figlia Elanora ha infranto certe regole che sua madre aveva stabilito per lei. Entrambi sono molto pi� fedeli alla loro coscienza che alle regole imposte loro da altri. � un grave difetto, se lo scopo delle regole � di mantenere l�ordine; ma quando una persona si propone la conoscenza, � una virt�.</p><p>��Non siamo qui per mettere suo figlio sotto processo � la plac� Dom Crist�o.</p><p>��Vi ho chiesto di riunirvi qui � intervenne Ender, � perch� � necessario decidere se adeguarci o meno agli ordini della Federazione Starways.</p><p>��Non abbiamo molta scelta � disse monsignor Peregrino.</p><p>��Vi sono molte scelte � afferm� Ender, � e molte ragioni per scegliere. Voi ne avete gi� fatta una: quando avete visto minacciate le vostre memorie computerizzate avete deciso di salvarle. E avete deciso di fidarvi di me, uno straniero. La vostra fiducia non sar� delusa: io vi restituir� queste registrazioni quando vorrete, senza alterazioni, e senza averle lette.</p><p>��Grazie � disse Dona Crist�. � Ma questa � una cosa che abbiamo fatto <emphasis>prima </emphasis>di sapere la reale gravit� della situazione.</p><p>��Intendono evacuarci � aggiunse Dom Crist�o.</p><p>��Loro controllano tutto � disse il vescovo.</p><p>��L�ho gi� informato di questo � spieg� Bosquinha.</p><p>��Loro non controllano tutto � replic� Ender. � Voi siete sotto controllo soltanto tramite il collegamento ansible.</p><p>��Non possiamo tagliare l�ansible � disse monsignor Peregrino. � E il nostro unico mezzo di comunicazione con il Vaticano.</p><p>��Non suggerisco di staccarci dalla rete ansible. Vi dir� solo ci� che io posso fare per voi. E nel dirvelo mi affider� a voi esattamente come voi vi siete affidati a me. Perch� se lo rivelaste ad altri questo costerebbe assai caro a me e� e a qualcun altro, che io amo molto e da cui dipendo profondamente.</p><p>Li guard� negli occhi l�uno dopo l�altro, e ciascuno di loro gli rispose con un grave cenno d�assenso.</p><p>��Io ho un�amica. Un�amica che ha il controllo, assoluto e completo, sull�intera rete ansible che collega i Cento Mondi� e la cui esistenza � del tutto sconosciuta e insospettata. Io sono l�unico che sa chi � e che cosa pu� fare. E lei mi ha assicurato che, se io lo chieder�, pu� fare in modo che i framlings credano che noi, qui su Lusitania, siamo tagliati fuori dalla rete ansible. E tuttavia potremo continuare, se vogliamo, a mandare messaggi non intercettabili a qualunque destinatario, sia esso il Vaticano, sia la sede centrale dei Figli della Mente di Cristo. Nello stesso tempo potremo leggere registrazioni e intercettare comunicazioni sull�intera rete ansible-computer. In breve, noi avremo gli occhi e gli altri saranno ciechi.</p><p>��Tagliare l�ansible, o anche farlo credere, sarebbe un atto di ribellione. O addirittura di guerra. � Il tono di Bosquinha era duro e severo, ma Ender intu� che l�idea la attraeva, anche se cercava di resisterle con tutte le sue forze. � Devo dire, comunque, che se fossimo abbastanza pazzi da decidere di ribellarci, quel che l�Araldo ci offre sarebbe un chiaro vantaggio. E avremo bisogno di tutti i vantaggi che possiamo ottenere� se facessimo questa follia, voglio dire.</p><p>��Da una ribellione non abbiamo niente da guadagnare � disse il vescovo, � e tutto da perdere. Mandare Miro e Ouanda sotto processo su un altro pianeta � una tragedia che io depreco, soprattutto perch� sono tanto giovani. Ma senza dubbio la corte terr� conto di questo e dar� loro le attenuanti del caso. E inchinandoci agli ordini del Comitato risparmieremo maggiori sofferenze alla comunit�.</p><p>��Non pensa che anche il dover evacuare questo mondo causer� loro molta sofferenza?</p><p>��S�, s�, sar� inevitabile. Ma la legge � stata infranta, e la condanna dovr� essere sopportata.</p><p>��Anche nel caso che la legge sia basata su una premessa ingiusta, e che la condanna sia sproporzionata rispetto all�infrazione?</p><p>��Non tocca a noi ergerci a giudici di questo � disse il vescovo.</p><p>��Noi ne <emphasis>siamo </emphasis>i giudici. Se ubbidiamo agli ordini della Federazione, con ci� affermiamo che la legge � giusta e la condanna meritata. E forse al termine della nostra riunione voi deciderete proprio questo. Ma prima vi sono alcune cose che dovrete sapere. Alcune ve le riferir� io, altre ve le possono dire solo Ela e Novinha. Vi prego di non decidere in un senso o nell�altro finch� non le avrete apprese.</p><p>��Io sono sempre lieto di avere pi� elementi possibile � disse il vescovo. � Ma ovviamente la decisione finale � di pertinenza del governatore, Bosquinha, e non mia�</p><p>��La decisione finale ricadr� sulle spalle di tutti voi, che siete le autorit� civili, religiose e intellettuali di Lusitania. Se uno di voi si pronunciasse contro la ribellione, essa diverrebbe inattuabile. Senza il supporto della Chiesa, Bosquinha non pu� governare. Senza l�appoggio del governatore, la Chiesa non ha poteri legali.</p><p>��Ma noi non abbiamo poteri � disse Dom Crist�o. � Soltanto opinioni.</p><p>��Ogni adulto di Lusitania guarda a voi come esempi di saggezza e lucidit� mentale.</p><p>��Dimentica un quarto potere � disse monsignor Peregrino. � Lei stesso.</p><p>��Io sono un framling, qui.</p><p>��Un framling decisamente fuori dell�ordinario � osserv� il vescovo. � In pochi giorni lei ha catturato la fantasia di questa gente pi� di quanto avrei potuto temere e prevedere. Ora propugna una ribellione che potrebbe costarci tutto. Lei � pericoloso come il diavolo. E tuttavia se ne sta qui, sottomesso alla nostra autorit�, come se non fosse libero di salire sulla navetta e lasciare il pianeta quando la sua astronave torner� a Trondheim con i nostri due giovani criminali a bordo.</p><p>��Io mi sottometto alla vostra autorit� � precis� Ender, � perch� non voglio essere un framling, qui. Desidero essere un vostro concittadino, con pari diritti e doveri.</p><p>��Come Araldo dei Defunti? � lo interrog� il vescovo.</p><p>��Come Andrew Wiggin. Ho anche altre capacit� che potrebbero esservi utili. Specialmente se vi ribellerete. E ho anche un altro compito, che non potrei portare a termine se gli uomini dovessero evacuare Lusitania.</p><p>��Noi non dubitiamo della sua sincerit� � disse Peregrino. � Ma ci scusi se esitiamo ad affidarci a un concittadino che comunque � un nuovo venuto.</p><p>Ender annu�. Il vescovo non avrebbe potuto dir altro, finch� non lo avesse conosciuto meglio. � Intanto lasciate che vi dica quello che so. Oggi, questo pomeriggio, sono uscito nella foresta con Miro e Ouanda.</p><p>��Lei? Anche lei ha infranto la legge! � Il vescovo si alz� a mezzo dalla poltrona.</p><p>Bosquinha alz� le mani e gli accenn� di calmarsi. � L�intrusione nei nostri banchi di dati risale a ben prima di questo pomeriggio. Gli ordini emessi dal Consiglio non possono essere collegati alla sua infrazione.</p><p>��Ho infranto la legge � disse Ender, � perch� i maiali hanno chiesto la mia presenza. O meglio, <emphasis>esigevano </emphasis>di vedermi. Avevano visto atterrare la navetta. Sapevano che ero qui. E, bene o male, avevano letto <emphasis>La Regina dell�Alveare </emphasis>e <emphasis>l�Egemone.</emphasis></p><p>��Chi ha dato ai maiali quel libro? � sbott� il vescovo.</p><p>��Gli hanno dato anche il Nuovo Testamento � disse Ender. � Ma sono certo che non la sorprender� sapere che i maiali hanno trovato d�avere pi� punti in comune con la Regina dell�Alveare. Lasciate che vi riassuma quel che mi hanno detto i maiali. Mi hanno supplicato di convincere i Cento Mondi ad abrogare le leggi che li tengono isolati qui. Vedete, i maiali non vedono il recinto con i nostri occhi. Per noi � una misura che protegge la loro cultura dalle disgregatrici influenze umane. Per loro � la barriera che gli impedisce d�imparare tutti i nostri meravigliosi segreti. I maiali immaginano le nostre navi che volano da stella a stella, colonizzando, esplorando; e pensano che fra cinque o diecimila anni, quando finalmente scopriranno da soli le scienze che ora gli nascondiamo, lasceranno questo pianeta soltanto per accorgersi che abbiamo occupato tutto lo spazio cosmico. Senza lasciargli neppure un angoletto. Pensano al recinto come a una forma di assassinio razziale: noi li teniamo su Lusitania come animali in uno zoo, mentre la razza umana si espande e popola il resto dell�universo.</p><p>��� un controsenso � disse Dom Crist�o. � Questa non � affatto la nostra intenzione.</p><p>��Non lo �? � ritorse Ender. � Perch� siamo cos� ansiosi di tenerli lontani dall�influenza della nostra cultura? Non � solo nell�interesse della scienza. Non � solo per una corretta procedura xenologica. Vi prego di non dimenticare che la scoperta dell�ansible, del volo stellare, del controllo della gravit� e perfino delle armi che usammo per distruggere gli Scorpioni, furono il risultato del nostro contatto diretto con quella razza. Apprendemmo tali tecnologie dai macchinari che essi lasciarono negli avamposti abbandonati del sistema solare. Li usavamo ancora prima di capirli. E alcuni, come l�effetto filotico, non li comprendiamo neppure adesso. Noi siamo nello spazio proprio <emphasis>a causa </emphasis>dell�impatto con la tecnologia superiore di un�altra cultura. E non abbiamo scordato che in poche generazioni perfezionammo le loro macchine, li superammo, e poi li distruggemmo. Ecco cosa significa quel recinto: abbiamo paura che i maiali facciano lo stesso con noi. E anche loro sanno quel che significa. Sanno cos�� quella barriera, e la odiano.</p><p>��Non abbiamo affatto paura di loro! � esclam� il vescovo. � Per l�amor del cielo, sono selvaggi�</p><p>��Per Pipo e Libo � disse Ender, � e per Miro e Ouanda, non sono selvaggi. Sono diversi da noi, certo, molto pi� diversi dei framlings. Ma sono anche <emphasis>individui</emphasis>, ramans, non varelse. Perci�, quando Libo vide che i maiali stavano morendo di fame e che preparavano la guerra per diminuire la popolazione, non ag� da scienziato. Non rest� a guardare, per prender nota della violenza e del dolore. Ag� da cristiano. Si procur� dei campioni sperimentali di amaranto, che Novinha aveva giudicato inadatti all�uso umano perch� troppo aderenti alla biochimica lusitana, e insegn� ai maiali come coltivarli per ricavarne cibo. Non ho dubbi che i campi di amaranto e l�aumento della popolazione indigena siano ci� che la Federazione Starways ha visto e condannato. Non una mera violazione della legge, ma un atto di amore e compassione.</p><p>��Come pu� definire �cristiano� un atto di disubbidienza? � domand� il vescovo.</p><p>��Qual � l�uomo, fra voi, che quando suo figlio ha fame e chiede pane, gli getta una pietra?</p><p>��Il diavolo pu� anche citare le scritture, per i suoi scopi � disse il vescovo.</p><p>��Io non sono il diavolo � disse Ender, � e neppure lo sono i maiali. I loro piccoli avevano fame, e Libo diede loro del cibo perch� non morissero.</p><p>��E guardi cos�hanno fatto <emphasis>a lui</emphasis>!</p><p>��S�, guardiamolo pure. Lo hanno messo a morte. Esattamente nel modo in cui usano mettere a morte i loro compagni pi� onorati. Questo non avrebbe dovuto dirci qualcosa?</p><p>��Ci ha detto che sono pericolosi. Esseri senz�anima � rispose il vescovo.</p><p>��Ci ha detto che per loro la morte � qualcosa di completamente diverso. Se si � convinti che qualcuno ha un�anima nobile, monsignore, cos� perfetta che vivere un altro solo giorno sulla terra non otterrebbe che farla divenire meno perfetta, ucciderlo e mandarlo direttamente in paradiso non sarebbe rendergli un servizio?</p><p>��Non ci prenda in giro. Lei non crede nel paradiso.</p><p>��Ma voi s�! Che mi dice dei martiri, monsignore? Non sono stati accolti con gioia in paradiso?</p><p>��Naturalmente. Ma gli uomini che li uccisero erano bestie. Uccidere i santi non ha santificato loro, bens� ha condannato le loro anime all�inferno.</p><p>��Ma se i morti non andassero all�inferno? Che penserebbe lei, se vedesse i morti risorgere a nuova vita proprio davanti ai suoi occhi? Cosa accadrebbe se, quando un maiale muore, gli altri predisponessero il suo corpo in modo da fargli mettere radici e lasciarlo trasformare in qualcos�altro? E se diventasse un albero, atteso da una vita della durata di cinquecento o cinquemila anni?</p><p>��Ma di cosa sta parlando? � si accigli� il vescovo.</p><p>��Lei mi vuol dire che i maiali subiscono una qualche specie di metamorfosi, trasformandosi in piante? � domand� Dom Crist�o. � Biologicamente, sembra a dir poco improbabile.</p><p>��O addirittura impossibile � annu� Ender. � Ma � per questo che cos� poche specie viventi sopravvissero all�agente che causa la Descolada, quando esso si svilupp� su Lusitania. Poche furono in grado di compiere la metamorfosi. Quando i maiali uccidono un loro compagno, esso si trasforma in un albero. E quest�albero mantiene almeno una parte della sua intelligenza. Oggi io stesso ho visto i maiali comunicare a voce con un albero, cantando, e senza che nulla lo sfiorasse l�albero si � staccato dalle radici, ha lasciato cadere i suoi rami, si � spogliato della corteccia, e da solo si � sezionato in assi e in attrezzi di legno esattamente della forma e della misura che i maiali gli chiedevano. Non � stata un�allucinazione. Miro e Ouanda hanno visto ci� che ho visto io, hanno sentito quelle canzoni, hanno toccato il legno, e hanno pregato per l�anima di quella creatura che abbandonava la vita.</p><p>��Questo cos�ha a che fare con la nostra situazione? � domand� Bosquinha. � Va bene, la foresta � fatta di maiali morti. Ma questo riguarda gli scienziati.</p><p>��Vi sto dicendo che quando uccisero Pipo e Libo erano convinti di aiutarli a compiere la metamorfosi verso il loro successivo stadio di esistenza. Non erano mossi da intenti bestiali. Erano ramans che conferivano i pi� alti onori a due amati benefattori.</p><p>��Ancora la chirurgia della coscienza, eh? � brontol� il vescovo. � Proprio come ha fatto con la sua elegia, mostrandoci Marco Ribeira da un diverso punto di vista, ora vuole farci vedere i maiali come esseri nobili ed etici? E va bene, siano pure nobili. Ma io non posso favorire una ribellione contro la Federazione, con tutta la sofferenza che ne seguirebbe, solo perch� i nostri scienziati insegnino ai maiali a costruire frigoriferi.</p><p>��Per favore � disse Novinha.</p><p>Gli altri si volsero a guardarla.</p><p>��Avete detto che hanno cancellato le nostre memorie computerizzate? E che le hanno lette?</p><p>��S� � rispose Bosquinha.</p><p>��Allora sanno tutto ci� che c�era nel mio archivio. Anche le informazioni e gli studi sulla Descolada.</p><p>��S� � disse ancora Bosquinha.</p><p>Novinha strinse forte le mani in grembo. � Non ci sar� nessuna evacuazione.</p><p>��Anch�io ero di questo avviso � disse Ender. � Ecco perch� ho mandato Ela a chiamarla.</p><p>��E perch� non ci sar� evacuazione? � chiese Bosquinha.</p><p>��A causa della Descolada.</p><p>��Sciocchezze � disse il vescovo. � I suoi genitori hanno scoperto come curare la malattia.</p><p>��Non l�hanno curata � disse Novinha. � L�hanno messa sotto controllo. Le hanno impedito di diventare attiva.</p><p>��S�, certo � annu� Bosquinha. � � per questo che mettiamo nell�acqua potabile l�additivo. Il Colador.</p><p>��Ogni essere umano di Lusitania, eccetto forse l�Araldo che potrebbe non averla ancora presa, � portatore della Descolada.</p><p>��L�additivo non � costoso � disse il vescovo. � Ma forse potrebbero metterci in quarantena. S�, anzi possiamo darlo per scontato.</p><p>��Non esiste un posto abbastanza isolato per questo � disse Novinha. � L�agente della Descolada � infinitamente mutevole. Attacca ogni tipo di materiale genetico. L�additivo pu� esser dato agli esseri umani. Ma i Cento Mondi potrebbero darlo a ogni stelo d�erba? A ogni uccello? A ogni pesce? A ogni cellula di plankton negli oceani?</p><p>��Potrebbero esserne contagiati tutti? � si stup� Bosquinha. � Questo non lo sapevo.</p><p>��Io non l�ho detto a nessuno � continut� Novinha, � ma ho inserito la protezione in ogni pianta passata dal mio laboratorio. L�amaranto, le patate, tutto quanto� il difficile non era fornire alla colonia proteine utilizzabili, ma di mettere l�organismo vegetale in grado di produrre il proprio blocco contro la Descolada.</p><p>Bosquinha era sbigottita. � Ma allora, dovunque noi andassimo�</p><p>��Innescheremmo la distruzione dell�intera biosfera.</p><p>��E lei ha tenuto questo <emphasis>segreto</emphasis>? � ansim� Dom Crist�o.</p><p>��Non c�era bisogno di renderlo pubblico. � Novinha abbass� lo sguardo sulle sue mani. � Qualcosa, in questi dati, aveva indotto i maiali a uccidere Pipo. Li tenni segreti perch� nessun altro rischiasse la stessa sorte. Ma ora, grazie a ci� che Ela ha studiato in questi ultimi anni, e a quel che l�Araldo ha detto stasera, ora� io so cosa fu che Pipo comprese. L�agente della Descolada non si limita a spaccare la molecola genetica, impedendole di riformarsi e duplicarsi normalmente. La induce anche a collegarsi con molecole genetiche del tutto estranee. Ela ha lavorato su questo contro la mia volont�. Tutte le forme native di Lusitania esistono in coppia pianta-animale. I cabras con l�erba capim. I serpenti d�acqua con l�erba grama. I succiamosche con le canne. Gli uccelli xingadora con il trope�o rampicante. E i maiali con gli alberi della foresta.</p><p>��Sta dicendo che gli <emphasis>uni </emphasis>diventano gli <emphasis>altri</emphasis>? � Dom Crist�o era inorridito e affascinato allo stesso tempo.</p><p>��I maiali possono essere unici in questo fatto di trasformare il corpo di uno di loro in un albero � disse Novinha. � Ma forse i cabras diventano fertili grazie al polline del capim. Forse le mosche nascono dai tasselli delle canne fluviali. La cosa andrebbe chiarita. Io avrei dovuto dedicarmi a studiarla, in tutti questi anni.</p><p>��Ed ora � chiese Dom Crist�o, � la Federazione l�ha appreso dal suo archivio?</p><p>��Avranno bisogno di tempo per analizzare tutti i dati. Ma entro i prossimi venti o trent�anni, prima che le loro astronavi siano qui, sapranno tutto � disse Novinha.</p><p>Bosquinha si tormentava nervosamente le mani. � Non potranno farci evacuare Lusitania. Dovunque andassimo porteremmo la Descolada con noi, e nei Cento Mondi non ci sarebbero abbastanza xenobiologi da salvare un singolo pianeta dalla devastazione. Prima che altri framlings arrivino qui, la notizia sar� risaputa.</p><p>��Bene, allora � disse il vescovo. � Questo risolve i nostri problemi. Se li mettiamo al corrente fin d�ora, non manderanno neppure le loro navi per portarci via.</p><p>��No, monsignore � disse Ender. � Una volta saputo ci� che la Descolada pu� fare, si accerteranno che nessuno lasci mai pi� questo pianeta.</p><p>Il vescovo sbuff�. � Cosa? Sta suggerendo che potrebbero distruggere Lusitania? Avanti, Araldo, non ci sono altri Ender nella razza umana. Il peggio che potranno fare sar� di dichiararci in quarantena e�</p><p>��In questo caso � disse Dom Crist�o, � perch� dovremmo sottometterci al loro controllo? Possiamo mandar loro queste notizie sulla Descolada, informandoli che noi non lasceremo il pianeta, ed essi non verranno qui. E la faccenda sarebbe chiusa.</p><p>Bosquinha scosse il capo. � Crede che il Consiglio non direbbe: �I lusitani, semplicemente visitando un altro pianeta, possono distruggerlo. Hanno un�astronave, sono gi� piuttosto ribelli, hanno quei maiali assassini. La loro esistenza � una minaccia.�</p><p>��Chi oserebbe spingersi a tanto? � protest� il vescovo.</p><p>��Non il Vaticano � disse Ender. � Ma i membri del Consiglio non sono altrettanto propensi alla piet� e alla comprensione.</p><p>��E forse avrebbero ragione � brontol� Peregrino. � Lei stesso ha detto che i maiali vogliono il volo interstellare. E dovunque andassero, questo avrebbe le stesse conseguenze. Perfino su pianeti disabitati, no? Ci� che farebbero sarebbe di� di creare duplicati di questo panorama cos� povero: foreste di un solo tipo di albero, praterie di una sola erba, con nient�altro che i cabras a pascolare e gli xingadora a volare nel cielo.</p><p>��Forse un giorno o l�altro troveremo un modo migliore per tenere sotto controllo la Descolada � disse Ela.</p><p>��Non possiamo ancorare il nostro futuro a una possibilit� cos� aleatoria � replic� il vescovo.</p><p>��� per questo che dovremo ribellarci � disse Ender. � Perch� il Consiglio della Federazione far� questo stesso ragionamento. Proprio come accadde tremila anni fa, prima dello Xenocidio. Oggi tutti condannano quell�episodio poich� segn� la distruzione di una razza aliena che in seguito si scopr� innocua e pacifica. Ma nei giorni in cui sembrava che gli Scorpioni fossero determinati a sterminare l�umanit�, la gente non vide altra scelta che battersi a morte contro di loro. Noi stiamo mettendoli di fronte allo stesso dilemma. Sono gi� ostili ai maiali. E quando capiranno i pericoli della Descolada, ogni desiderio di proteggere questa razza sar� abbandonato. Ci distruggeranno, in nome della salvezza dell�umanit�. C�� il caso che risparmino almeno il pianeta. Come lei ha detto, oggi non ci sono pi� Ender. Ma annienteranno Milagre, i suoi abitanti, e tutti gli indigeni sospettati d�aver avuto contatto con noi. Poi metteranno in orbita un servizio di sorveglianza con lo scopo di tenere i maiali allo stato primitivo. Al loro posto, voi non fareste lo stesso?</p><p>��Un Araldo dei Defunti dice questo? � chiese Dom Crist�o.</p><p>��Lei c�era � disse il vescovo. � Lei era l� a quel tempo, vero? Allorch� gli Scorpioni furono sterminati.</p><p>��Quella volta non avevamo il modo di parlare con gli Scorpioni, n� di sapere che erano ramans e non varelse. Stavolta <emphasis>siamo qui. </emphasis>Sappiamo che non causeremo la distruzione di altri pianeti. Sappiamo che non lasceremo Lusitania finch� non avremo una garanz�a contro l�espandersi della Descolada. Stavolta � disse Ender, � possiamo mantenere in vita i ramans, cos� che, chiunque scriver� la storia dei maiali, esso non sia un Araldo dei Defunti.</p><p>Il segretario spalanc� improvvisamente la porta, e Ouanda si precipit� dentro. � Monsignore! � ansim�. � Sindaco! Dovete venire. Novinha�</p><p>��Che succede? � chiese il vescovo.</p><p>��Ouanda, ti devo arrestare � disse Bosquinha.</p><p>��Mi arresti pi� tardi � esclam� lei. � Si tratta di Miro. S�� arrampicato sul recinto.</p><p>��Ma non pu� farlo � disse Novinha. � Potrebbe restare ucciso e� � Poi, inorridita, si rese conto di quel che Ouanda aveva detto. � Portatemi da lui!</p><p>��Bisogna chiamare Navio � disse Dona Crist�.</p><p>��Voi non capite! � grid� Ouanda. � Non possiamo andare da lui. � dall�altra parte del recinto!</p><p>��Allora cosa si pu� fare? � chiese Bosquinha.</p><p>��Spenga il recinto � disse Ouanda.</p><p>Bosquinha guard� gli altri, impotente. � Non ho il modo di farlo. � il Comitato che lo controlla, per ansible. Loro non lo spegneranno mai.</p><p>��Allora Miro � come fosse morto � disse Ouanda.</p><p>��No! � grid� Novinha.</p><p>Il quel momento nell�ufficio entr� un�altra figura. Piccola, pelosa, con una rozza veste di fibre. Nessuno di loro, salvo Ender e Ouanda, aveva mai visto un maiale in carne e ossa, ma lo riconobbero all�istante.</p><p>��Scusatemi � disse il maiale. � Questo significa che adesso possiamo piantarlo?</p><p>Nessuno si preoccup� di chiedergli come avesse fatto a scavalcare il recinto. Erano troppo occupati a domandarsi cosa diavolo intendeva dire col fatto di <emphasis>piantare </emphasis>Miro.</p><p>��No! � ansim� Novinha.</p><p>Mandachuva la guard�, sorpreso. � No?</p><p>��Penso � gli disse Ender, � che non dovrete pi� piantare gli umani.</p><p>Mandachuva s�irrigid� come una statua.</p><p>��Perch� gli ha detto questo? � chiese Ouanda. � Adesso lo ha sconvolto.</p><p>��Prima di domani avr� ben altri motivi per essere sconvolo. � Ender si avvi� alla porta. � Andiamo, Ouanda, portaci da Miro.</p><p>��E a che servir�, se non possiamo oltrepassare il recinto? � volle sapere Bosquinha.</p><p>��Occorre l�assistenza di Navio � disse Ender.</p><p>��Lei dimentica che la rete di comunicazioni � fuori uso � disse Dona Crist�. � Andr� a chiamarlo io.</p><p>��Ho detto, a cosa servir�? � ripet� Bosquinha.</p><p>��Come vi ho spiegato � disse Ender, � se decidete per la ribellione possiamo staccarci dalla rete ansible. E in tal caso potremo spegnere il recinto.</p><p>��Sta cercando di usare la vita di Miro per forzarmi la mano? � disse il vescovo.</p><p>��S�! � ribatt� Ender. � Fa parte del suo gregge, no? Perci� lasci le altre novantanove pecore, pastore, e venga con noi a salvare quella che si � smarrita.</p><p>��Cosa sta succedendo? � chiese Mandachuva.</p><p>��Ci farai da guida fino al recinto � disse Ender. � In fretta, per favore.</p><p>L�ufficio del vescovo si svuot�, e tutti sfilarono svelti gi� per le scale. Ender pot� sentire il segretario del vescovo, alle sue spalle, sussurrare qualcosa in tono allarmato, e monsignor Peregrino brontolare qualcosa sull�efferatezza di chi cita le scritture per servire i suoi interessi.</p><p>Per far prima attraversarono la navata della cattedrale, con Mandachuva alla testa. Tutti si segnarono frettolosamente, e Ender not� che il vescovo si fermava davanti all�altare, con gli occhi fissi sulla creatura pelosa che precedeva gli umani verso l�uscita. Fuori dalla chiesa Peregrino lo raggiunse. � Mi dica, Araldo � ansim�. � Tanto per ipotesi, se abbattessimo il recinto, se ci ribellassimo contro la Federazione Starways, questo metterebbe fine a <emphasis>tutte </emphasis>le regole preposte al contatto con i maiali?</p><p>��Cos� spero � disse Ender. � E spero che non ci saranno pi� barriere artificiali fra noi e loro.</p><p>��Allora � disse il vescovo, � dovremmo essere liberi d�insegnare la religione cristiana ai Piccoli, � cos�? Non ci sarebbero impedimenti legali.</p><p>��Certamente � annu� Ender. � Convertirli potr� forse essere difficile, ma nulla impedir� ai suoi sacerdoti di mettersi un vestito da lavoro e andare nella foresta a fare almeno un tentativo.</p><p>��Dovr� pensarci � disse il vescovo. � Ma forse, mio caro infedele, questa ribellione aprir� la porta verso la conversione di una grande nazione. Forse � stata la mano di Dio a condurla fra noi, dopotutto.</p><empty-line/><p>Quando Ender, il vescovo e Dom Crist�o giunsero al recinto, trovarono gi� l� le tre donne, che avevano seguito di corsa Mandachuva. Dal modo in cui Ela fronteggiava sua madre, tenendola lontana, e dal tremito che scuoteva le mani di Novinha, Ender cap� che la donna aveva gi� tentato di arrampicarsi sullo sbarramento per raggiungere il figlio. Stava piangendo, e con gli occhi fissi sul suo corpo gemeva: � Miro! Miro! Come hai potuto far questo, come hai potuto essere cos� pazzo� � mentre Ela cercava di parlarle e di calmarla.</p><p>In piedi dall�altra parte della recinzione quattro maiali fissavano gli esseri umani, sbalorditi.</p><p>Ouanda tremava di paura per la vita di Miro, ma ebbe abbastanza presenza di spirito da spiegare a Ender: � Questi sono Orcio, Freccia, Human e Mangia-Foglie. Mangia-Foglie cercava di convincere gli altri a� a piantarlo. Penso di sapere cosa significa questo, adesso. Ma ormai non c�� pericolo. Human e Mandachuva hanno convinto gli altri a non farlo.</p><p>��Questo per� non ci spiega niente � disse Ender. � Perch� Miro ha fatto questa sciocchezza?</p><p>��Mandachuva ha detto qualcosa, mentre ci portava qui. I maiali masticano il capim, che ha un effetto anestetico. Cos� possono scavalcare il recinto quando vogliono. Evidentemente lo hanno fatto per anni. Credevano che noi non lo facessimo per ubbidienza alla legge. Ora sanno che il capim non ha lo stesso effetto su di noi.</p><p>Ender si avvicin� al recinto. � Human � chiam�.</p><p>Human si fece avanti.</p><p>��Abbiamo la possibilit� di spegnere il recinto. Ma se lo facciamo, saremo in guerra con gli umani di tutti gli altri mondi. Lo capisci questo? Gli umani di Lusitania e i maiali, insieme, contro tutto il resto della razza umana.</p><p>��Oh! � disse Human.</p><p>��Possiamo farlo � disse Ender, � e possiamo anche non farlo.</p><p>��Tu ci darai la Regina dell�Alveare? � chiese Human.</p><p>��Prima dovr� incontrarmi con le mogli � disse Ender.</p><p>I maiali s�irrigidirono.</p><p>��Di cosa state parlando? � volle sapere il vescovo.</p><p>��Devo incontrare le mogli � spieg� Ender ai maiali, � perch� dobbiamo fare un trattato. Un accordo. Un insieme di regole di comportamento reciproco. Capite? Gli umani non possono vivere secondo le vostre leggi, e voi non potete vivere con le nostre, ma se dobbiamo stare in pace, senza alcun recinto fra noi, e se io dovr� portare fra voi la Regina dell�Alveare e insegnarvi, bisogna che facciate alcune promesse e che le manteniate. Mi avete compreso?</p><p>��Io comprendo � disse Human. � Ma incontrare le mogli� tu non sai cosa stai chiedendo. Loro non sono intelligenti nel modo in cui lo sono i fratelli.</p><p>��Loro prendono tutte le decisioni, non � cos�?</p><p>��Naturalmente � disse Human. � Loro sono quelle che accudiscono le madri, no? Ma ti avverto, � pericoloso parlare con le mogli. Specialmente per te, perch� ti onorano moltissimo.</p><p>��Per poter eliminare il recinto dovr� prima parlare alle mogli. Se non me lo permetterete, il recinto continuer� a separarci, e Miro morir�, e noi dovremo eseguire gli ordini della Federazione che vuole portare via tutti gli umani da Lusitania. � Ender non rivel� che i lusitani sarebbero stati probabilmente uccisi. Diceva la verit�, ma qualche volta non la diceva tutta.</p><p>��Io ti condurr� dalle mogli � decise Human.</p><p>Mangia-Foglie venne accanto a lui e con fare derisorio gli accarezz� l�addome. � Ti hanno dato il nome giusto � disse. � Tu sei un <emphasis>umano</emphasis>, non uno di noi. � Fece per correre via, ma Freccia e Orcio lo afferrarono.</p><p>��Ti condurr� io � disse Human. � Ora ferma il fuoco del recinto e salva la vita di Miro.</p><p>Ender si volse al vescovo.</p><p>��Non guardi me � disse Peregrino. � � Bosquinha che decide.</p><p>��Io ho giurato fedelt� alla Federazione Starways � disse Bosquinha. � Ma per la vita della mia gente posso anche diventare spergiura. Ordino che il recinto sia spento, e che si tenti di raggiungere con ogni mezzo l�indipendenza di Lusitania.</p><p>��A patto che si possa predicare ai maiali � disse il vescovo.</p><p>��Glielo domander�, quando parler� con le mogli � disse Ender. � Pi� di questo non posso prometterle.</p><p>��Monsignore! � grid� Novinha. � Sono gi� morti Pipo e Libo, al di l� di quel recinto!</p><p>��Abbattetelo, allora � disse Peregrino. � Non voglio veder morire questa colonia con il lavoro di Dio ancora tutto da fare. � Ebbe un sogghigno storto. � Ma sar� meglio che gli Os Venerados vengano fatti santi quanto prima. Avremo molto bisogno del loro aiuto.</p><p>��Jane � mormor� Ender.</p><p>��� per questo che ti voglio bene � disse Jane. � Riesci sempre a fare il gioco dei tre bussolotti� finch� sotto il tavolo ci sono io a darti una mano.</p><p>��Isola l�ansible e spegni il recinto, per favore.</p><p>��Fatto � disse lei.</p><p>Ender non ebbe alcuna difficolt� ad arrampicarsi, e scese dall�altra parte della recinzione. Con l�aiuto dei maiali sollev� poi il corpo rigido di Miro e lo cal� all�interno, fra le braccia del vescovo, del sindaco, di Dom Crist�o e di Novinha. Mentre scendeva di nuovo fra i maiali vide due ombre stagliarsi contro le luci lontane di Milagre; Navio e Dona Crist�, che arrivavano in fretta. Tutto ci� che poteva esser fatto per Miro, loro l�avrebbero tentato.</p><p>Ouanda si stava arrampicando sul recinto.</p><p>��Scendi da l� � cerc� di fermarla Ender. � Resta accanto a lui.</p><p>��Lei sta andando a vedere le mogli � replic� Ouanda. � Avr� bisogno del mio aiuto. Verr� con lei.</p><p>Ender non seppe cosa rispondere. La ragazza salt� gi� agilmente e lo raggiunse.</p><p>Navio aveva deposto una lampada accanto a Miro e gli stava esaminando il polso e la pupilla. � Lo ha <emphasis>scavalcato</emphasis>? � esclam�. � Non esistono precedenti clinici. Credevo che fosse impossibile. Nessuno ha tanta resistenza al dolore da restare a contatto di un campo oscillante.</p><p>��Vivr�? � lo interrog� Novinha.</p><p>��Come possa saperlo? � Con gesti impazienti Navio apr� i vestiti di Miro, per applicargli i biosensori. � Quando ho studiato medicina non c�era una casistica su questo genere di incidenti.</p><p>Ender si accorse che il recinto vibrava e si volse. Ela si stava arrampicando. � Santo ciclo, non ho bisogno anche del <emphasis>tuo </emphasis>aiuto!</p><p>��� tempo che qualcuno che sappia qualcosa di xenobiologia vada a vedere cosa succede � replic� lei.</p><p>��Torna di l� e pensa a tuo fratello � disse Ouanda.</p><p>Ela la fiss� con aria di sfida. � � anche tuo fratello � disse. � Ora facciamo in modo che, se muore, non sia morto per niente.</p><p>Ender e le due ragazze si allontanarono con Human e gli altri maiali verso la foresta.</p><p>Bosquinha e il vescovo li seguirono con lo sguardo, nel vago chiarore lunare. � Questa mattina, alzandomi dal letto � disse la donna, � non avrei mai pensato che stavo uscendo di casa per mettermi a capo di una ribellione.</p><p>��E io non avrei immaginato che l�Araldo sarebbe diventato il nostro ambasciatore presso i maiali � borbott� il vescovo.</p><p>��Mi domando � disse Dom Crist�o, � se la gente riuscir� mai a capire, e a perdonare, quello che facciamo.</p><p>��Crede che stiamo commettendo un errore? � si accigli� il vescovo.</p><p>��No, affatto � disse Dom Crist�o. � Penso che abbiamo fatto un passo verso qualcosa di meraviglioso. Ma l�umanit� non perdona mai la vera grandezza.</p><p>��Per fortuna � disse il vescovo, � non � l�umanit� il giudice che conta. E ora voglio pregare per questo ragazzo, dato che la medicina � evidentemente al limite della sua competenza.</p></section><section><title><p>CAPITOLO DICIASSETTESIMO</p><p>LE MOGLI</p></title><cite><p><emphasis>Scopri come si � sparsa la voce che la Flotta di Evacuazione � armata con il Little Doc. Questo ha la MASSIMA PRIORIT�. Poi scopri chi � questo cosiddetto Demostene. Definire la Flotta di Evacuazione un �Secondo Xenocidio� � una chiara violazione delle leggi sul tradimento stabilite dal Codice e, se l�SSF non pu� rintracciare questo individuo e metterlo a tacere, non vedo alcuna buona ragione perch� l�SSF continui a esistere.</emphasis></p><p><emphasis>Nel frattempo, continuate il vostro esame delle registrazioni prelevate da Lusitania. � del tutto irrazionale, da parte loro, ribellarsi solo perch� vogliamo arrestare due xenologi. Dal fascicolo personale del governatore B. non la si direbbe capace di un atto simile. Se nella colonia ci fosse stata una rivoluzione, voglio sapere chi potrebbero esserne i capi.</emphasis></p><p><emphasis>Pyotr, io so che stai facendo del tuo meglio. Cos� anch�io. Cos� tutti. E cos� perfino la gente di Lusitania, probabilmente. Ma io sono responsabile della sicurezza e della vita dei Cento Mondi. Ho cento volte pi� responsabilit� di Peter l�Egemone, e un decimo del suo potere. Per non parlare del fatto che io non ho certo il suo genio politico. Scommetto che tu e gli altri sareste felici di avere un altro Peter Wiggin. Ma invece ho paura che, prima che questa faccenda sia finita, potreste avere un altro Ender. Nessuno desidera lo Xenocidio e tuttavia, se ci fosse, io voglio essere sicuro che siano gli altri a sparire. Quando si arriva alla guerra, gli umani sono umani, e gli alieni sono alieni. Tutte quelle chiacchiere sui ramans sono fumo negli occhi, se c�� di mezzo la sopravvivenza.</emphasis></p><p><emphasis>Questo ti soddisfa? Mi credi, quando ti dico che non mi sto rammollendo? Ora guarda di non rammollirti tu. E fammi avere dei risultati quanto prima. Subito. Saluti e baci. Bawa.</emphasis></p><text-author>Gobawa Ekimbo (Chmn Xen Ovst Com), lettera al dir. Pyotr Martinov (Serv. Seg. Fed.) 4.5.1970 cit. da Demostene il <emphasis>Il Secondo Xenocidio</emphasis>, 1.1.1972</text-author></cite><empty-line/><p>Ad aprire la strada nell�oscurit� della foresta era Human. I maiali avanzavano agevolmente su e gi� per i declivi, attraversando i ruscelli e il fitto sottobosco senza fretta. Ma Human sembrava fare una danza di quella marcia, a volte correndo di lato a toccare un albero e a volte parlando a un altro. I tre che lo seguivano erano molto pi� tranquilli, e di rado sfioravano una pianta. Mandachuva si teneva invece alla retroguardia con i tre esseri umani.</p><p>��Perch� fa cos�? � gli chiese sottovoce Ender.</p><p>Mandachuva lo guard� senza capire, e Ouanda dovette spiegargli il significato della domanda: � Perch� Human va a battere sugli alberi, e parla e canta?</p><p>��Gli canta della terza vita � disse Mandachuva. � Solo un gran maleducato si comporta cos�. � sempre stato egoista e stupido.</p><p>Ouanda scambi� con Ender un�occhiata sorpresa, poi si volse ancora a Mandachuva. � Credevo che Human piacesse a tutti � disse.</p><p>��Grande onore � disse Mandachuva. � Un saggio. � Poi diede a Ender un colpetto su un fianco. � Ma in una cosa � sciocco. Pensa che voi lo onorerete. Pensa che lo darete alla terza vita.</p><p>��Cos�� la terza vita? � chiese Ender.</p><p>��Il dono che Pipo tenne per s� � rispose Mandachuva. Acceler� il passo e raggiunse gli altri maiali.</p><p>��Questo ha qualche senso per te? � chiese Ender a Ouanda.</p><p>��Ancora non ho fatto l�abitudine al modo diretto in cui lei gli fa domande.</p><p>��E le risposte troppo dirette a volte sono incomprensibili, eh?</p><p>��Mandachuva � irritato, questo � un fatto. Ed � irritato con Pipo, questo � un altro fatto. La terza vita� un dono che Pipo tenne per s�. Suppongo che il significato lo scopriremo.</p><p>��Quando?</p><p>��Fra vent�anni. O venti minuti. � questo che rende la xenologia cos� divertente.</p><p>Anche Ela stava toccando gli alberi, e ogni tanto si fermava a esaminare i cespugli. � Piante di una sola specie. E i cespugli sono tutti uguali. Un solo rampicante, che copre la maggior parte degli alberi. Hai mai visto altri tipi di vegetali qui nella foresta, Ouanda?</p><p>��No, che io sappia. Ma non ne ho neppure cercati. Il rampicante � il nerdona. Sembra che i macios se ne nutrano, e i maiali mangiano i macios. Abbiamo insegnato noi ai maiali a rendere commestibili le radici di nerdona. Prima dell�amaranto. Cos� ora sono collegati alla base della catena alimentare.</p><p>��Guardate � disse Ender.</p><p>Pi� avanti i maiali s�erano fermati, allineandosi sul bordo di una vasta radura, e davano loro le spalle. Ender, Ela e Ouanda li raggiunsero e spinsero lo sguardo nello spazio illuminato dalla luna. Era piuttosto ampio, terra battuta accuratamente livellata, e tutto intorno al perimetro sorgevano parecchie case di tronchi, messe in fila. Al centro della radura cresceva un enorme albero solitario, il pi� grosso che avessero mai visto nella foresta.</p><p>La corteccia sembrava muoversi. � � coperto di macios � si stup� Ouanda.</p><p>��Non macios � disse Human.</p><p>��Trecentoventi � disse Mandachuva.</p><p>��Piccoli fratelli � disse Freccia.</p><p>��E piccole madri � aggiunse Orcio.</p><p>��E se fate loro del male � disse Mangia-Foglie, � vi uccideremo senza piantarvi e abbatteremo i vostri alberi.</p><p>��Non faremo loro alcun male � lo rassicur� Ender.</p><p>I maiali non avevano fatto un sol passo nella radura. Attesero in silenzio, e finalmente dopo un po� ci fu un movimento nell�ombra presso la casa di maggiori dimensioni, sul lato opposto della radura. Era un maiale, pi� grosso di quanti ne avessero mai visti prima.</p><p>��Una moglie � mormor� Mandachuva.</p><p>��Come si chiama? � chiese Ender.</p><p>1 maiali si volsero a guardarlo. � <emphasis>Loro </emphasis>non dicono a <emphasis>noi </emphasis>i loro nomi � disse Mangia-Foglie.</p><p>��Se <emphasis>hanno </emphasis>nomi � aggiunse Orcio.</p><p>Human prese Ender per una manica e lo fece chinare, sussurrandogli all�orecchio: � Noi la chiamiamo sempre Urlatrice. Ma mai quando una moglie ci pu� sentire.</p><p>La femmina li osserv�, e poi cant� (non c�era altro modo di descrivere quella voce fluida) una frase o due nella Lingua delle Mogli.</p><p>��Ti d� il permesso di andare � disse Mandachuva. � Araldo. Tu.</p><p>��Da solo? � chiese Ender. � Preferisco portare con me Ela e Ouanda.</p><p>Mandachuva disse qualcosa nella Lingua delle Mogli. La sua voce parve un rauco gorgoglio a paragone di quella melodiosa della femmina. Urlatrice rispose con una brevissima cantilena.</p><p>��Lei dice: naturalmente, puoi condurle con te � tradusse Mandachuva. � Dice: sono femmine, non � vero? Lei non � molto esperta nelle differenze fra gli umani e i Piccoli.</p><p>��Un�altra cosa � disse Ender. � Almeno anche uno di voi, come interprete. Oppure capisce lo stark?</p><p>Mandachuva rifer� quel che Ender chiedeva. La risposta fu breve, e al maiale non dovette piacere affatto perch� rifiut� di tradurla. A farlo fu Human: � Lei dice che puoi avere ogni interprete che desideri, purch� sia io.</p><p>��Allora desidero che l�interprete sia tu. D�accordo.</p><p>��Devi entrare tu per primo nel posto della nascita � disse Human. � Tu sei l�invitato.</p><p>Ender usc� dai cespugli e avanz� nel chiarore lunare. Dietro di s� sentiva i passi di Ela e Ouanda, e quelli pi� rapidi e soffocati di Human. Quasi subito s�accorse che Urlatrice non era sola in quel luogo. Su ogni porta erano comparse altre femmine. � Quante ce ne sono, qui? � domand�.</p><p>Human non rispose. Lui si volse a guardarlo. � Quante mogli vivono qui? � ripet�.</p><p>Human lo ignor�, e continu� a tacere finch� Urlatrice non gli cant� qualcosa in tono di comando. Solo allora il maiale disse: � Nel posto della nascita, Araldo, si parla soltanto quando una moglie fa una domanda.</p><p>Ender annu� gravemente, poi fece dietro front e torn� al bordo della radura dov�erano rimasti gli altri maschi. Ela e Ouanda lo seguirono. Alle sue spalle Urlatrice cant� altre frasi, e stavolta i tre esseri umani capirono il motivo di quel nome: la voce della femmina poteva alzarsi al punto da far tremare gli alberi. Human raggiunse Ender e lo afferr� per una manica. � Lei chiede perch� state andando via, quando non vi � stato dato il permesso di andare. Araldo, questa � una cosa molto grave. Lei � davvero arrabbiata.</p><p>��Dille che io non sono venuto per dare o per ricevere istruzioni. Se vuole trattarmi da pari a pari, anch�io far� lo stesso.</p><p>��Non posso dirle questo! � protest� Human.</p><p>��Allora ce ne andremo, e lei non sapr� mai perch� siamo venuti.</p><p>��Ma essere chiamati fra le mogli � un grande onore!</p><p>��Anche la visita di un Araldo dei Defunti � un grande onore per loro.</p><p>Human rimase immobile alcuni secondi, rigido per l�ansia, poi si volse e parl� a Urlatrice.</p><p>La femmina non apr� bocca. Nella radura cadde il silenzio pi� completo.</p><p>��Spero che lei sappia quel che sta facendo, Araldo � disse Ouanda.</p><p>��Sto improvvisando � si difese Ender. � Come ti sembra che vada?</p><p>Lei non rispose.</p><p>Urlatrice diede loro le spalle e rientr� nella grande casa di tronchi. Ender fece lo stesso e rientr� nella foresta. Ma quasi all�istante la voce della femmina torn� a echeggiare.</p><p>��Vi ordina di attendere � tradusse Human.</p><p>Ender non si ferm� e pass� oltre il gruppo dei maschi. � Se mi chiede di tornare indietro, forse lo far�. Ma tu devi spiegarle, Human, che non sono venuto qui per dare o per prendere ordini.</p><p>��Non posso dirle questo � replic� Human.</p><p>��Perch� no?</p><p>��Lascia fare a me � disse Ouanda. � Human, vuoi dire che non puoi parlarle cos� perch� hai paura, oppure perch� non ci sono le parole?</p><p>��Nessuna parola. N� quelle di comando da un fratello a una moglie, n� quelle di supplica da una moglie a un fratello. Sono parole che non vanno in queste direzioni.</p><p>Ouanda sorrise a Ender. � Non ostacoli di costume, Araldo. Ostacoli di linguaggio.</p><p>��Human, loro non capiscono la <emphasis>tua </emphasis>lingua? � chiese Ender.</p><p>��La Lingua dei Maschi non pu� essere parlata nel posto della nascita � disse il maiale.</p><p>��Dille che le mie parole non possono essere dette nella Lingua delle Mogli, ma soltanto in quella dei maschi. E dille che io� uh, supplico che tu abbia il permesso di tradurre ci� che dir� nella Lingua dei Maschi.</p><p>��Tu rischi un grosso guaio, Araldo � disse Human. Si volse e parl� ancora a Urlatrice.</p><p>D�improvviso la radura fu piena di versi acuti nella Lingua delle Mogli, una dozzina di voci diverse che salivano nell�aria come le prove di un coro caotico e disarmonico.</p><p>��Araldo � disse Ouanda, � lei ha violato pi� o meno tutte le regole dell�antropologia pratica.</p><p>��Non ne ho rispettata neppure una?</p><p>��La sola che mi viene in mente � che lei non ha ancora sparato a nessuno di loro.</p><p>��Quello che stai dimenticando � disse Ender, � � che io non sono uno scienziato venuto a studiarli, ma un ambasciatore che deve trattare con loro.</p><p>Di colpo come avevano cominciato, le mogli si azzittirono. Urlatrice usc� dalla casa e avanz� nella radura, fermandosi accanto al grande albero centrale. Cant� qualcosa.</p><p>Human le rispose, stavolta nella lingua dei fratelli, e Ouanda ne fece una sintetica traduzione: � Le sta riferendo la tua proposta, sul fatto di essere uguali.</p><p>Le mogli eruppero di nuovo in una cacofonia di note.</p><p>��Cosa credi che risponderanno? � domand� Ela.</p><p>��Come posso saperlo? � disse Ouanda. � � la prima volta che vengo qui, esattamente come voi.</p><p>��Penso che capiranno, e che mi accetteranno a queste condizioni � disse Ender.</p><p>��E cosa glielo fa credere? � chiese Ouanda.</p><p>��Perch� io vengo dal cielo. E perch� sono l�Araldo dei Defunti.</p><p>��Non cominci a recitare la parte del Grande Dio Bianco � comment� Ouanda. � Di solito non funziona troppo bene.</p><p>��Io non sono Pizarro � disse Ender.</p><p>Nel suo orecchio destro Jane mormor�: � Sto cominciando a vedere pi� chiaro nella Lingua delle Mogli. Gli elementi basilari di quella dei maschi erano nelle note di Pipo e di Libo. La traduzione di Human mi � stata d�aiuto. La Lingua delle Mogli � strettamente collegata a quella dei maschi, salvo che sembra molto pi� arcaica. Stesse radici, stessi fonemi. Tutte le forme femmina-a-maschio sono imperative, e tutte quelle maschio-a-femmina sono al vocativo. La parola femminile per �i fratelli� sembra correlata alla parola maschile per �macio�, i vermi degli alberi. Se � il linguaggio dell�amore, c�� da chiedersi come facciamo a riprodursi.</p><p>Ender sorrise. Era piacevole sentire di nuovo Jane che gli parlava, ed era bello sapere che avrebbe avuto il suo aiuto.</p><p>S�accorse che Mandachuva doveva aver chiesto qualcosa, perch� Ouanda s�era chinata a rispondergli sottovoce: � Sta ascoltando il gioiello che ha all�orecchio.</p><p>��� la Regina dell�Alveare? � domand� Mandachuva.</p><p>��No � disse Ouanda. � � un� � Si sforz� di trovare la parola. � � un computer. Una macchina con la voce.</p><p>��Posso averne uno? � chiese Mandachuva.</p><p>��Un giorno o l�altro � disse Ender, salvando cos� Ouanda dal problema di studiare una risposta diplomatica.</p><p>Le mogli tacquero, e la voce di Urlatrice cant� un paio di frasi nel silenzio. Subito i maschi mostrarono una certa agitazione, mettendosi a saltellare su e gi� nervosamente.</p><p>Jane sussurr� a Ender: � Sta parlando anche lei nella Lingua dei Maschi.</p><p>��Davvero un grande giorno � disse Freccia. � Le mogli che parlano la Lingua dei Maschi in questo posto. Mai successo prima.</p><p>��Lei ti invita a entrare � tradusse Human. � Ti parla come a un fratello� no, voi direste come una sorella a un fratello.</p><p>Immediatamente Ender si avvi� nella radura, verso la femmina. Pur essendo pi� alta dei maschi era cinquanta centimetri buoni pi� bassa di lui, cosicch� prefer� poggiare un ginocchio al suolo. La osserv�, faccia a faccia.</p><p>��Ti sono molto grato per la tua gentilezza � disse Ender.</p><p>��Io non posso dire <emphasis>questo </emphasis>nella Lingua delle Mogli � si lament� subito Human.</p><p>��Diglielo nella <emphasis>tua </emphasis>lingua, per favore.</p><p>Il maiale esegu�. Urlatrice alz� una mano e tocc� la fronte liscia di Ender, poi la mandibola che cominciava a irruvidirsi di barba non rasata. Gli sfior� ciglia e sopracciglia, e lui chiuse gli occhi ma non allontan� il dito che gli passava delicatamente su una palpebra.</p><p>Urlatrice disse qualcosa, e Human tradusse: � Tu sei il santo Araldo? � Ma Jane corresse quella versione: � Lui ha aggiunto la parola �santo�.</p><p>Ender si volse a guardare Human. � Io non sono santo � disse.</p><p>Il maiale s�irrigid�.</p><p>��Diglielo.</p><p>Human si mostr� agitato per qualche istante, poi evidentemente decise che il meno pericoloso dei due era Ender. � Lei non ha detto �santo�.</p><p>��Ripetimi quel che ha detto, con la maggior esattezza possibile � lo esort� Ender.</p><p>��Se tu non sei un santo � obiett� Human, � come fai a sapere che lei non ha detto quella parola?</p><p>��Per favore � disse Ender, � sii sincero nel tradurre, e preciso.</p><p>��Con te posso essere sincero � protest� Human. � Ma quando parlo a lei � la <emphasis>mia </emphasis>voce che lei sente dire le tue parole. Io devo dire� con prudenza.</p><p>��Sii preciso � ripet� Ender. � Non aver paura. � importante che lei sappia esattamente quel che dico. Dille questo. Dille che la prego di perdonarti se tu parli con poca educazione, ma io sono un rozzo framling e tu devi tradurre alla lettera le mie parole.</p><p>Human rote� gli occhi nelle orbite, ma si volse a Urlatrice e le spieg� il concetto.</p><p>Lei rispose brevemente, e il maschio tradusse: � Dice che non ha la testa scavata dalle radici di nerdona. Naturalmente questo l�aveva capito.</p><p>��Dille che noi umani non avevamo mai visto prima un albero cos� grosso. Chiedile di spiegarci cosa fanno lei e le altre mogli con questo albero.</p><p>Ouanda era sbigottita. � Di lei si potr� dire tutto, ma non che mena il can per l�aia quando ha qualcosa da chiedere.</p><p>Ma quando Human ebbe tradotto la domanda di Ender, Urlatrice si accost� immediatamente all�albero, vi poggi� le mani e cominci� a cantare.</p><p>Avvicinatisi anch�essi al tronco, i tre esseri umani poterono vedere la massa di creaturine che strisciavano sulla corteccia. Molte di loro non superavano i quattro o cinque centimetri di lunghezza. Avevano un vago aspetto fetale, bench� sui corpi rosati si scorgesse un velo di peluria scura. I loro occhi erano aperti. Si arrampicavano l�una sull�altra, sforzandosi di conquistare un posto su una delle particelle di sostanza pastosa disseccata che chiazzavano il tronco.</p><p>��Pasta d�amaranto � constat� Ouanda.</p><p>��Bambini � fu il sussurro di Ela.</p><p>��Non bambini � disse Human. � Questi sono quasi abbastanza cresciuti da saper camminare.</p><p>Ender avvicin� una mano alla corteccia. Urlatrice interruppe all�istante la sua canzone, ma lui la ignor� e appoggi� le dita sul legno a pochi millimetri di distanza da un giovane maiale.</p><p>La piccola creatura continu� ad arrampicarsi, gli sal� sul dito e vi si aggrapp� saldamente. � Conoscete il nome di questo? � chiese Ender.</p><p>Rigido per lo spavento Human si affrett� a tradurre. Ebbe subito la risposta di Urlatrice. � Questo � uno dei miei fratelli � disse. � Non avr� un nome finch� non potr� camminare su due gambe. Suo padre � Rooter.</p><p>��E sua madre? � chiese Ender.</p><p>��Oh, le piccole madri non hanno mai nomi � disse Human.</p><p>��Chiediglielo.</p><p>Human pose la domanda e la femmina rispose. � Dice che sua madre era molto forte e coraggiosa. � riuscita a ingrassare molto, mentre portava dentro di s� i suoi cinque figli. � Il maiale si tocc� la fronte. � Cinque figli � un gran bel numero. E lei era abbastanza grassa da nutrirli tutti.</p><p>��� stata sua madre a portare la pasta che lo nutre?</p><p>Human apparve inorridito. � Araldo, io non posso domandare questo. In nessuna lingua!</p><p>��Perch� no?</p><p>��Te l�ho detto. Lei era abbastanza grassa da nutrire tutti e cinque i suoi bambini. Rimetti gi� quel piccolo fratello, e lascia che la moglie canti all�albero.</p><p>Ender poggi� di nuovo la mano sul tronco, e l�esserino zampett� via. Urlatrice ricominci� a cantare. Ouanda aveva stretto i denti, contrariata dall�imprudenza di lui. Ma Ela era eccitata. � Non vedete? I nuovi nati si nutrono sul corpo della loro madre.</p><p>Ender si ritrasse, accigliato.</p><p>��Come puoi dir questo? � chiese Ouanda.</p><p>��Guardate come strisciano su per l�albero, proprio come piccoli macios. I maiali e i macios devono esser stati in competizione. � Ela indic� una zona della corteccia libera dalle chiazze d�amaranto. � L�albero emette linfa. Qui, dalle fessure. Prima della Descolada dovevano esserci degli insetti che si nutrivano della linfa, e i macios e i piccoli maiali competevano per mangiarli. Ecco perch� i maiali poterono mescolare le loro molecole genetiche con quelle degli alberi. Non solo i loro infanti vivono qui, ma gli adulti devono costantemente arrampicarsi sugli alberi per togliere di mezzo i macios. Anche se avevano abbondanza di altre fonti alimentari, erano sempre legati a questi alberi dal loro ciclo vitale. Molto prima che essi stessi <emphasis>diventassero </emphasis>alberi.</p><p>��Noi studiamo la societ� attuale dei maiali � disse Ouanda, impaziente, � non il loro lontanissimo passato evolutivo.</p><p>��E io sto conducendo un delicato negoziato � disse Ender. � Perci� siate cos� gentili da starvene quiete, e imparate quel che c�� da imparare senza tenere un seminario.</p><p>La canzone raggiunse il suo punto culminante. E d�un tratto sulla corteccia apparve una spaccatura verticale.</p><p>��Non avranno intenzione di abbattere quest�albero per noi, vero? � ansim� Ouanda, inorridita.</p><p>��Lei sta chiedendo all�albero di aprire il suo cuore. � Human si tocc� la fronte. � Questo � l�albero-madre, l�unico che c�� in tutta la foresta. A questo albero non deve accadere nulla di male, o tutti i nostri figli verranno da altri aiberi, e tutti i nostri padri moriranno.</p><p>Le voci delle mogli si unirono in coro a quella di Urlatrice, e dopo qualche secondo nel tronco si apr� un foro circolare. Ender si spost� in modo di poterci guardare dentro. Ma la luce era troppo scarsa.</p><p>Ela si stacc� un tubetto illuminante dalla cintura e glielo porse, ma prima di poterlo accendere fu bloccata da una mano di Ouanda che le afferr� il polso. � Un attrezzo! Non se ne possono portare, qui.</p><p>Ender tolse gentilmente il cilindretto dalle dita di Ela. � Grazie � disse. E a Ouanda: � Il recinto � un ricordo del passato, adesso. E tutti siamo arruolati nella missione Domande del Giorno. � Accese il tubetto, e subito con un dito attenu� l�intensit� del forte cono di luce che ne era sprigionato. Le mogli mormorarono, e Urlatrice tocc� l�addome di Human.</p><p>��Ho gi� detto loro che di notte potete fare piccole lune � disse il maiale. � Ho detto che le portate con voi.</p><p>��Non far� un danno, se punto questa luce nel cuore dell�albero-madre?</p><p>Human lo domand� a Urlatrice, e lei allung� una mano a prendere il tubetto illuminante. Poi, tenendolo con mani tremanti, cant� qualcosa sottovoce, e mosse il raggio in modo che nel foro entrasse appena un vago lucore. Quasi all�istante lo distolse, puntandolo da un�altra parte.</p><p>��Il bagliore li acceca � spieg� Human.</p><p>Nell�orecchio di Ender, Jane disse: � Il suono della voce di lei echeggiava dall�interno del foro. Quando la luce � entrata, l�eco si � modulata alzandosi di tono e dando forma ad alcune parole. L�albero stava rispondendo, e usava il suono della voce stessa di Urlatrice.</p><p>��Potresti vedere qualcosa? � sussurr� Ender.</p><p>��Inginocchiati e avvicina il sensore, muovendolo davanti all�apertura � disse Jane. Ender ubbid�, e tenendo l�orecchio destro a pochi centimetri dal foro gir� lentamente la testa per dare al sensore pi� di un�angolazione visiva. Jane gli descrisse ci� che vedeva. Dopo cinque o sei minuti si rialz� in piedi e si volse alle due ragazzine. � Le piccole madri � disse. � Ci sono le piccole madri, l� dentro. Quelle gravide. Non pi� lunghe di quattro centimetri. Una di loro stava partorendo.</p><p>��Lo hai visto con il tuo microimpianto? � chiese Ela, perplessa.</p><p>Ouanda s�inginocchi� e strinse le palpebre per guardare ne! foro, ma senza vedere che il buio pi� assoluto. � Incredibile dimorfismo sessuale. Le femmine giungono alla maturit� sessuale nella loro primissima infanzia, partoriscono e muoiono.</p><p>��Poi chiese a Human: � Le piccole creature sull�esterno dell�albero, sono tutti fratelli?</p><p>Human ripet� la domanda a Urlatrice. La moglie allung� una mano sulla corteccia, a destra del foro, e prese fra le dita un esserino non molto pi� grosso degli altri. Cant� alcune parole di spiegazione. � Questa � una giovane moglie � tradusse Human. � Quando sar� abbastanza cresciuta si unir� alle altre per accudire i figli.</p><p>��Ce n�� una sola? � chiese Ela.</p><p>Ender scosse il capo. � Questa dev�essere sterile, oppure non la lasceranno accoppiare mai. Non pu� aver avuto figli finora, almeno.</p><p>��Perch� no? � chiese Ouanda.</p><p>��Non ha il canale extrauterino � disse Ender. � I nascituri si divorano la strada per uscire.</p><p>Ouanda mormor� una preghiera, inorridita. Ela, invece, era pi� curiosa che mai. � Affascinante � disse. � Ma se sono cos� piccole, come si accoppiano?</p><p>��Noi le portiamo dai padri, naturalmente � disse Human.</p><p>��Cosa credevate? I padri non possono certo <emphasis>venire </emphasis>qui, non vi pare?</p><p>��I padri � disse Ouanda. � � cos� che chiamano gli alberi pi� tenuti in considerazione.</p><p>��� vero � disse Human. � I padri sono fertili nella corteccia. Mettono la loro polvere nella corteccia, nella linfa. Noi portiamo la piccola madre dal padre che le mogli hanno scelto; lei si arrampica sulla corteccia, la polvere che sta sulla linfa va nella sua pancia e la riempie con i piccoli.</p><p>Senza dir nulla Ouanda indic� le lievi protuberanze sull�addome di Human.</p><p>��S� � disse il maiale. � Questi sono i portatori. Il fratello che ha questo onore mette la piccola madre su uno dei suoi portatori, e lei si tiene molto stretta per tutta la strada fino al padre. � Si tocc� la pancia. � � la gioia pi� grande che abbiamo nella seconda vita. Noi porteremmo le piccole madri ogni notte, se potessimo.</p><p>Urlatrice riprese a cantare, a voce molto alta e insistente, e il foro dell�albero-madre cominci� a chiudersi.</p><p>��Tutte quelle femmine, le piccole madri � chiese Ela, � sono senzienti?</p><p>Era una parola che Human non aveva mai sentito.</p><p>��Sono consapevoli? � domand� Ender.</p><p>��Naturalmente � disse Human.</p><p>��Ci� che Ela voleva dire � intervenne Ouanda, � � se le piccole madri possono pensare. Capiscono la lingua?</p><p>��Loro? � si stup� Human. � No, loro non sono pi� intelligenti di un cabras. Appena un po� pi� intelligenti dei macios. Loro fanno solo tre cose: mangiano, si arrampicano, e si aggrappano al portatore. Quelle che adesso sono fuori dall�albero, stanno cominciando a imparare. Io posso ricordare di quando mi arrampicavo sulla faccia dell�albero-madre. Avevo la memoria gi� allora. Ma io sono uno dei pochissimi che ricorda cos� indietro.</p><p>Gli occhi di Ouanda s�erano riempiti di lacrime. � Tutte queste madri� nascono, si accoppiano, partoriscono e muoiono. E questo nella loro prima infanzia. Non si rendono neppure conto d�essere vive.</p><p>��� dimorfismo sessuale portato incredibilmente all�estremo � disse Ela. � Le femmine raggiungono molto presto la maturit� sessuale, e i maschi la raggiungono tardi. � ironico, non � vero, che le femmine adulte dominanti siano tutte sterili? Governano l�intera trib�, ma i loro geni non sono trasmessi alla prole.</p><p>��Ela � disse Ouanda, � che succederebbe se trovassimo il modo di far partorire le piccole madri senza che i figli le divorino? Un taglio cesareo. Con ricco nutrimento proteico per i neonati, come sostituto del corpo materno. Le femmine potrebbero sopravvivere fino all�et� adulta?</p><p>Ela non ebbe la possibilit� di rispondere, perch� Ender le prese per le braccia e le condusse frettolosamente in disparte. � Avete un bel coraggio! � sussurr�. � Cosa fareste se sentiste <emphasis>loro </emphasis>discutere di un sistema per far venire alla luce i neonati umani divorando il corpo della madre?</p><p>��Ma di che sta parlando? � si stup� Ouanda.</p><p>��Che ipotesi orribile � disse Ela.</p><p>��Non siamo venuti qui per attaccarli alla stessa radice della loro vita � disse Ender. � Siamo qui per cercare il modo di condividere questo pianeta con loro. Fra cento anni o cinquecento, quando ne sapranno abbastanza da fare mutamenti del genere, decideranno <emphasis>loro </emphasis>se alterare o meno il modo in cui i loro figli sono concepiti e partoriti. Non possiamo metterci a teorizzare su cosa accadrebbe adesso se, improvvisamente, molte femmine giungessero alla maturit� come i maschi. Per fare cosa, poi? Sono strutturate per partorire allo stadio infantile, e da adulte quale sarebbe la loro funzione?</p><p>��Ma se muoiono senza praticamente essere state vive�</p><p>��Loro sono ci� che sono � disse Ender. � Le decisioni sui loro cambiamenti possono venire solo dalla loro prospettiva, non dalla prospettiva umana. Non puoi pretendere di stabilire <emphasis>tu </emphasis>quale sia la vita migliore e pi� felice per loro.</p><p>��Lei ha ragione � disse Ela. � Ha ragione, naturalmente. Mi scusi.</p><p>Per Ela i maiali non erano <emphasis>gente</emphasis>, erano una strana fauna aliena, poich� la ragazza era abituata a scoprire schemi di vita inumani in tutto ci� che non era umano a livello biologico. Ma Ender s�accorse che Ouanda era stata irritata dal suo ragionamento. Lei aveva gi� fatto il transfer emotivo raman: pensava ai maiali come <emphasis>noi tutti</emphasis>, invece di <emphasis>noi e loro</emphasis>; accettava le stranezze del loro comportamento, inclusa l�uccisione di suo padre, codificandole come errori <emphasis>umani</emphasis>, e quindi correggibili. Questo la portava a essere verso i maiali pi� comprensiva e tollerante di quanto Ela avrebbe mai potuto essere; e tuttavia la rendeva molto pi� vulnerabile allo shock della scoperta che i suoi amici avevano usanze bestiali e crudeli, disumane.</p><p>Ender not� anche, sorpreso, che dopo anni di vita in comune con i maiali Ouanda aveva assunto una delle loro abitudini inconsce: nei momenti di estrema ansia, o tensione, tutto il suo corpo s�irrigidiva. Cos� le ricord� la sua umanit� passandole un braccio attorno alle spalle, con gesto fraterno, e le sorrise.</p><p>Ouanda si rilass� con un brivido, rise nervosamente, poi disse a bassa voce: � Sa cosa stavo pensando? Che le piccole madri partoriscono e muoiono non battezzate.</p><p>��Se monsignor Peregrino li convertir� � disse Ender, � forse apriranno l�albero-madre e gli lasceranno spruzzare dentro l�acqua santa.</p><p>��Non si prenda gioco di me � sussurr� Ouanda.</p><p>��Scusami. Per adesso, comunque, chiederemo loro di cambiare quel tanto che basta per convivere con noi, e non di pi�. E noi dovremo fare lo stesso per loro. O ci troveremo d�accordo su questo, o il recinto sar� riacceso, perch� altrimenti noi saremo una minaccia per la loro sopravvivenza.</p><p>Ela gli diede il suo consenso con un cenno del capo, ma Ouanda s�era di nuovo irrigidita. Le dita di Ender le premettero forte nella carne della spalla. Per un attimo la ragazza parve sul punto di ribellarsi, poi annu� a denti stretti. Lu� rilass� la presa. � Mi spiace � disse, � ma loro sono quello che sono. O se vuoi, sono ci� che Dio ha deciso che fossero. Cos� non cercare di rimodellarli a <emphasis>tua </emphasis>immagine e somiglianza.</p><p>Torn� accanto all�albero-madre. Urlatrice e Human erano l� ad attenderlo.</p><p>��Chiedile scusa per questa interruzione � disse Ender.</p><p>��Tutto bene � rispose Human. � Le ho detto quello che stavi facendo.</p><p>Ender trasal�. � E cosa le hai detto?</p><p>��Ho detto che loro due volevano fare qualcosa alle piccole madri, per farle diventare pi� uguali agli umani, ma che tu hai risposto che non devono farlo mai oppure riaccenderai il recinto. Le ho detto che tu vuoi che i Piccoli e gli umani rimangano quelli che sono.</p><p>Ender sorrise. Se la traduzione era stata quella, Human aveva avuto il buon senso di dire la verit� senza entrare nei particolari. Esisteva anche l�ipotesi che le mogli volessero davvero far sopravvivere le piccole madri fino all�et� adulta, senza capire quali conseguenze a catena sarebbero nate da un atto apparentemente positivo e umanitario. Human era un buon diplomatico: riusciva a mentire anche quand�era costretto a dire la verit�.</p><p>��Bene � approv� Ender. � Ora che ci siamo conosciuti tutti, � tempo di cominciare a parlare seriamente.</p><p>Si accovacci� sul nudo terreno. Urlatrice si gett� a sedere nella polvere di fronte a lui e cant� alcune frasi melodiose.</p><p>��Lei dice che tu devi insegnarci tutto ci� che sai, farci andare sulle stelle, portare qui la Regina dell�Alveare, e regalarle il bastoncino luminoso che questa nuova femmina ha con s�, oppure nel buio della notte mander� i fratelli di questa foresta a uccidere tutti gli umani nel sonno, e vi appender� alti dal suolo cos� non otterrete mai la terza vita � tradusse il maiale. Nel vedere l�allarme dei tre umani si affrett� a toccare Ender sul petto. � No, no, voi dovete capire. Questo non significa niente. E sempre cos� che si comincia, quando parliamo con un�altra trib�. Pensate che saremmo cos� pazzi? Noi non vi uccideremmo mai! Voi ci avete dato l�amaranto, i vasi, la <emphasis>Regina dell�Alveare </emphasis>e <emphasis>l�Egemone.</emphasis></p><p>��Dille di ritirare questa minaccia, o non vi daremo nient�altro.</p><p>��Ma ti ripeto, Araldo, che questo non significa�</p><p>��Lei ha pronunciato quelle parole, e io non discuter� di niente finch� non saranno ritirate.</p><p>Human tradusse la richiesta alla femmina.</p><p>Urlatrice balz� in piedi e cominci� a girare intorno all�albero-madre con le braccia sollevate, cantando a voce altissima.</p><p>Human si pieg� verso Ender. � Si sta lamentando con la grande madre e le altre mogli del fatto che tu sei un fratello che non sa stare al suo posto. Dice che sei maleducato e che � impossibile trattare con te.</p><p>Ender annu�. � S�, � proprio cos�. Adesso stiamo cominciando ad andare da qualche parte.</p><p>Di nuovo Urlatrice si lasci� cadere a terra davanti a lui. Parl� in fretta, nella Lingua dei Maschi.</p><p>��Dice che non uccider� mai un umano, e che non permetter� che i fratelli o le mogli uccidano uno di voi. Dice che tu sei due volte pi� grosso di chiunque di noi, e che sai tutto, mentre noi non sappiamo niente. E dice: ora si � umiliata abbastanza perch� tu voglia parlare con lei?</p><p>Urlatrice lo fissava accigliata, in attesa della risposta.</p><p>��S� � disse Ender. � Adesso possiamo cominciare.</p><empty-line/><p>Novinha s�inginocchi� sul pavimento, accanto al letto di Miro. Alle sue spalle c�erano Quim e Olhado. Dom Crist�o stava portando Quara e Grego a letto nella loro stanza, e quando le parole con cui rincuorava i due bambini svanirono in fondo al corridoio, nella camera rimase soltanto il respiro rauco e faticoso di Miro.</p><p>Il giovane apr� lentamente gli occhi.</p><p>��Miro! � ansim� Novinha.</p><p>Lui mand� un gemito fioco.</p><p>��Miro, sei a casa, a letto. Hai cercato di arrampicarti sul recinto acceso. Ora il dottor Navio dice che il tuo cervello � � stato danneggiato. Non sappiamo se il danno � permanente o no. Mi senti? � Novinha deglut� un groppo di saliva. � Potresti restare� forse paralizzato, in parte. Ma almeno sei vivo, Miro, e Navio dice che oggi si pu� fare molto per compensare quello che� che puoi aver perduto. Capisci? Ti sto dicendo la verit�. Devo dirtela. Pu� darsi che sar� molto dura per un po�, ma faremo tutto il possibile.</p><p>Lui mugol� qualcosa, ma stavolta non era un gemito. Sembrava che stesse cercando di parlare, senza riuscirci.</p><p>��Puoi muovere la mandibola, Miro? � domand� Quim.</p><p>Lui apr� la bocca, pian piano, e la richiuse.</p><p>Olhado protese una mano, un metro sopra la testa del fratello, e la spost� qua e l�. � Riesci a muovere gli occhi? Provaci.</p><p>I globi oculari di Miro seguirono gli spostamenti della mano. Novinha gli afferr� le dita della destra. � Ti sto toccando. Puoi sentire le mie dita che piegano le tue? Le senti?</p><p>Miro mugol� ancora, raucamente.</p><p>��Chiudi la bocca per dire <emphasis>no </emphasis>- sugger� Quim, � e aprila per dire s�.</p><p>Miro chiuse la bocca e disse: � Mm.</p><p>Novinha si sent� sul punto di crollare. Malgrado si fosse sforzata di avere un tono incoraggiante, quella era la cosa pi� terribile mai accaduta a uno dei suoi figli. Quando Lauro aveva perduto gli occhi ed era divenuto �Olhado� � quanto aveva odiato quel nomignolo, ma ora lo usava anche lei � s�era detta che non sarebbe potuta succedere una disgrazia peggiore. Ma Miro, paralizzato, incapace perfino di sentire il contatto della sua mano� questo era un dolore troppo grande per lei. Le si era spezzato il cuore una volta, alla morte di Pipo, e una seconda volta per quella di Libo, e poi c�era stata l�angoscia venata di rimorso che aveva provato per la scomparsa di Marc�o. Non era mai stata capace di dimenticare neppure il terribile vuoto che le aveva gelato l�anima il giorno in cui aveva visto calare nella fossa i suoi genitori. Ma nulla le straziava il cuore come vedere suo figlio soffrire ed essere incapace di fare qualcosa per lui.</p><p>Si alz� per uscire. Per il bene di lui doveva scappare via da l� e andare a piangere in silenzio, in un�altra stanza.</p><p>��Mm. Mm. Mm.</p><p>��Non vuole che tu vada via � disse Quim.</p><p>��Rester�, se vuoi � disse Novinha. � Ma ora devi dormire, ti prego, cerca di riuscirci. Navio dice che � meglio se dormi per un po��</p><p>��Mm. Mm. Mm.</p><p>��Non vuole neanche dormire � disse Quim.</p><p>Novinha represse l�impulso di ribattere a Quim che non era sorda, che capiva benissimo anche da sola. Quello non era il momento per i battibecchi. E d�altronde era stato Quim a suggerire il sistema che Miro stava usando per comunicare. Aveva il diritto di ricavarne un minimo di soddisfazione, se voleva fingere d�essere la voce di lui. Era il suo modo di affermare che faceva sempre parte della famiglia, che non se n�era staccato dopo ci� che aveva saputo nel pra�a quel giorno. Era il suo modo di perdonarla e di chiederle perdono, cos� Novinha tenne a freno la lingua.</p><p>��Forse vuol dirci qualcosa � sugger� Olhado.</p><p>��Mm.</p><p>��O vuoi fare una domanda? � chiese Quim.</p><p>��Ma. Aa.</p><p>��Questa � grossa � borbott� Quim. � Se non pu� muovere le mani, non pu� neanche scrivere.</p><p>��Sem problema � disse Olhado. � Per� riesce a emettere un suono. Se lo portiamo al terminale, posso far passare tutte le letture su un monitor e lui, dicendo �a� potr� indicare quella che gli interessa.</p><p>��Ci metter� un�eternit� � disse Quim.</p><p>��Vuoi tentare in questo modo, Miro? � chiese Novinha.</p><p>��Aa � disse lui. Voleva.</p><p>In tre lo portarono a braccia in soggiorno e lo misero disteso sul divano. Olhado orient� verso di lui un paio di schermi, poi costru� in fretta un programma: su uno schermo alline� l�alfabeto, con una luce gialla che percorreva le lettere fermandosi mezzo secondo su ciascuna. Un paio di prove confermarono che Miro poteva emettere il suono che significava �questa lettera�, trasferendola sull�altro schermo per costruire la parola desiderata.</p><p>Miro acceler� la cosa abbreviando deliberatamente le parole, e la prima che compose fu: P-E-Q.</p><p>��Pequeninos � disse Olhado.</p><p>��S� � disse Novinha. � Perch� stavi scavalcando il recinto con i maiali?</p><p>��Mmmmmm!</p><p>��Vuole fare una domanda, mamma � disse Quim. � Non fargliene tu.</p><p>��Aa.</p><p>��Vuoi sapere dei maiali che erano con te quando scavalcavi il recinto? � domand� Novinha. Voleva saperlo. � Sono tornati nella foresta. Con Ela, Ouanda e l�Araldo dei Defunti. � In breve gli rifer� della riunione nell�ufficio del vescovo, di ci� che avevano saputo sui maiali, e soprattutto di quelle che erano state le loro decisioni. � Quando hanno spento il recinto per salvarti, Miro, � stato l�inizio della nostra rivolta contro la Federazione. Capisci? Le regole del Comitato non esistono pi�. Il recinto � soltanto un rudere, adesso. Il cancello rester� aperto.</p><p>Gli occhi di Miro si riempirono di lacrime.</p><p>��Questo � tutto ci� che volevi sapere? � chiese Novinha. � Ora dovresti dormire.</p><p>No, fu la risposta di lui. No no no no.</p><p>��Aspetta, ti asciugo gli occhi � disse Quim. � Cos� potrai scrivere sullo schermo.</p><p>D I G-A-F A L�</p><p>��Diga ao Falante pelos Mortos � disse Olhado.</p><p>��Cosa dovremmo dire all�Araldo? � domand� Quim.</p><p>��Sarebbe meglio che tu dormissi. Ne parleremo pi� tardi � disse Novinha. � Lui rester� fuori per ore. Sta negoziando una lista di norme che regolino i rapporti fra i maiali e noi. Per impedire che uccidano qualcun altro di noi, come Pipo e Li� e tuo padre.</p><p>Ma Miro rifiut� di dormire, e continu� a comporre faticosamente frasi su frasi sul terminale. Gli altri tre presero nota di ci� che lui voleva dire all�Araldo. E poi capirono che Miro insisteva per fargli avere il messaggio subito, prima che il negoziato terminasse.</p><p>Cos� Novinha lasci� che Dom Crist�o e Dona Crist� rimanessero a badare alla casa e ai bambini pi� piccoli. Prima di uscire si ferm� ancora accanto al capezzale del primogenito. Quell�attivit� l�aveva svuotato; i suoi occhi erano chiusi, il respiro regolare. Gli prese una mano, la strinse, la scosse un poco. Sapeva che lui non poteva sentirla, ma era lei ad avere bisogno di confortarsi con quel contatto.</p><p>Miro apr� gli occhi. E in quel momento, debole e quasi impercettibile, lei avvert� la stretta delle sue dita. � Le hai mosse! Ti ho sentito! � ansim�. � Guarirai, ne sono certa. Guarirai!</p><p>Il giovane chiuse gli occhi, umidi di lacrime. Quasi senza vedere dove metteva i piedi Novinha and� alla porta. Per poco non urt� contro Olhado. � Devo avere qualcosa in un occhio � gli disse. � Accompagnami per un poco, finch� non mi schiarir� la vista.</p><p>Al recinto furono raggiunti da Quim. � Il cancello � troppo lontano � esclam� il ragazzo. � Credi di poterti arrampicare, mamma?</p><p>Ci riusc�, anche se non fu facile. Ma Quim e Olhado rifiutarono di lasciarla andare da sola. � Su una cosa non c�� dubbio � disse, quando furono dall�altra parte. � Bosquinha dovr� lasciarci aprire un altro cancello proprio qui.</p><empty-line/><p>Mezzanotte era passata da un pezzo, e Ouanda ed Ela stavano cascando dal sonno. Ender invece era lucidissimo. Per ore aveva contrattato con Urlatrice, la tensione l�aveva riempito di adrenalina, e anche se fosse tornato a casa in quel momento non sarebbe riuscito a chiudere occhio.</p><p>Ora ne sapeva molto di pi� su ci� che i maiali desideravano e su quello di cui avevano bisogno. La foresta era la loro patria, la loro nazione; ci� che stava al di l� degli alberi era sempre stato anche al di l� dei loro desideri. Ma ora i campi di amaranto li avevano costretti a vedere la prateria come un�estensione di terra utile, che era necessario mettere sotto controllo. Tuttavia avevano un concetto molto vago della misurazione del suolo. Quanti ettari avrebbero avuto bisogno di coltivare? Quanta terra sarebbe stata usata dagli uomini? Visto che i maiali non avevano una visione chiara delle loro stesse necessit�, per Ender non fu facile delineare un accordo.</p><p>Ancor meno facile gli fu spiegare cos�erano il governo e la legge. Per i maiali il problema non esisteva: le mogli comandavano, i fratelli ubbidivano. Ender dovette chiarire il fatto che gli uomini stabilivano le leggi in modo diverso, e per spiegare da quali basi comportamentali queste leggi partivano fu costretto a cominciare dai rapporti fra i due sessi. Lo divert� vedere che Urlatrice restava sbalordita al concetto di <emphasis>adulti </emphasis>che si accoppiavano l�uno con l�altro, e degli uomini che nel fare le leggi avevano voce in capitolo come le donne. L�idea che esistessero �famiglie� separate dal resto della comunit� le risult� assurda e incomprensibile. Per Human era normale inorgoglirsi di avere un padre che metteva al mondo molti figli, ma per le mogli questo era irrilevante: loro sceglievano i padri basandosi soltanto su ci� che era bene per la trib�. L�individuo e la trib�: queste erano le due uniche entit� che le mogli riconoscevano. Alla fine, comunque, fu raggiunta un�intesa sul fatto che le leggi umane sarebbero state applicate entro i confini dell�insediamento umano, e quelle dei maiali all�interno del territorio appartenente alla trib�. Ma quali avrebbero dovuto essere quei confini fu un argomento ben pi� arduo. Da l� in poi occorsero tre ore di trattative per raggiungere una convenzione su un solo e unico punto: le leggi dei maiali avevano valore nella foresta, e gli umani che vi fossero entrati sarebbero stati soggetti ad esse; le leggi umane vigevano all�interno del recinto, e all�interno di questo anche i maiali avrebbero avuto l�obbligo di rispettarle. Tutto il resto del pianeta sarebbe stato suddiviso in futuro. Come trattato era vago e insoddisfacente, ma almeno costituiva una base da cui partire.</p><p>��Tu devi capire � disse Ender a Urlatrice, � che gli umani hanno bisogno di molta terra aperta. Per� questo � soltanto l�inizio del problema. Voi volete che la Regina dell�Alveare vi aiuti, vi insegni a sfruttare i giacimenti di metallo e a fonderli per ricavarne utensili. Ma anche a lei serve territorio, e molto. Inoltre, fra poco tempo sar� pi� forte e pi� potente sia degli umani che dei Piccoli. � Le aveva gi� spiegato che ogni Scorpione era una creatura ubbidientissima e volonterosa, e che in breve la produttivit� e le realizzazioni tecniche di quella razza avrebbero superato, se non altro in volume, le attivit� umane. Una volta uscita dallo stadio larvale, la Regina sarebbe diventata un�entit� capace d�influenzare e determinare le decisioni di chiunque altro.</p><p>��Rooter dice che di lei ci si pu� fidare � dichiar� Human, e dopo aver tradotto per Urlatrice aggiunse: � Anche l�albero-madre d� la sua fiducia alla Regina dell�Alveare.</p><p>��Siete disposti a darle la vostra terra? � insist� Ender.</p><p>��Il mondo � grande � tradusse Human. � Noi potremo usare le foreste di altre trib�. E anche voi. Ve le concediamo liberamente.</p><p>Ender gett� un�occhiata alle due ragazze. � Questo � molto bello � disse Ela, � ma le altre foreste sono forse vostre che possiate darle a chi vi pare?</p><p>��No di certo � intervenne Ouanda. � Hanno perfino vere e proprie guerre con le altre trib�.</p><p>��Se vi danno dei guai ditelo a noi e li uccideremo tutti � si offr� Human. � Ora siamo molto forti. Trecentoventi bambini. Fra dieci anni nessuna trib� potr� opporsi a noi.</p><p>��Human � disse Ender, � riferisci a Urlatrice che, come stiamo trattando adesso con questa trib�, in seguito tratteremo con le altre.</p><p>Human tradusse in fretta, quasi mangiandosi le parole, e la risposta della femmina fu altrettanto concitata: � No no no no no!</p><p>��Cos�ha da obiettare, di preciso? � chiese Ender.</p><p>��Tu <emphasis>non devi </emphasis>trattare con i nostri nemici. Tu sei venuto da <emphasis>noi. </emphasis>Se vai da loro, diventerai un nemico anche tu.</p><p>Fu in quel momento che nella foresta alle loro spalle balenarono i riflessi di alcune luci, e nella radura delle mogli apparvero Freccia e Mangia-Foglie alle cui spalle venivano Quim, Olhado e Novinha.</p><p>��Ci ha mandato Miro � spieg� Olhado.</p><p>��Come sta? � chiese subito Ouanda.</p><p>��Paralizzato � disse brusco Quim, precedendo Novinha che stava cercando parole meno crude.</p><p>��Oh, nossa Senhora! � gemette Ouanda.</p><p>��Ma forse potr� migliorare � si affrett� a dire Novinha. � Prima di uscire gli ho toccato una mano, e lui se n�� accorto e l�ha mossa. Solo un poco, per� le connessioni nervose non sono interrotte. Non completamente, comunque.</p><p>��Scusatemi � disse Ender, � ma questo � un argomento di cui potrete riparlare a Milagre. Adesso � meglio non distrarre Urlatrice dalla trattativa.</p><p>��Capisco � annu� Novinha, � ma ho un messaggio di Miro. Non pu� parlare, e ce lo ha dato lettera per lettera, aggiungendo che � urgente. I maiali stanno progettando la guerra. Useranno i mezzi che noi abbiamo messo a loro disposizione, e con gli archi e le frecce, pi� il loro numero, saranno una forza irresistibile. Da quel che ho capito, tuttavia, Miro dice che le guerre dei maiali hanno un importante effetto collaterale: sono un�opportunit� di mescolanza genetica. Esogamia maschile. La trib� vincente ottiene l�uso degli alberi che crescono dai corpi dei combattenti uccisi.</p><p>Ender si volse a guardare Human, Mangia-Foglie e Freccia.</p><p>��� vero � disse quest�ultimo. � Naturalmente � cos�. Noi ora siamo la trib� pi� saggia. Da tutti noi verranno padri migliori di qualsiasi altro Piccolo.</p><p>��Capisco � disse Ender.</p><p>��� per questo che Miro ha insistito per farle avere subito il messaggio � disse Novinha, � mentre la trattativa � ancora in corso. Lei deve persuaderli a non fare la guerra.</p><p>Human si alz� e cominci� a saltellare come se volesse prendere il volo. � Io non tradurr� questo! � protest�.</p><p>��Lo far� <emphasis>io </emphasis>- disse Mangia-Foglie.</p><p>��Basta! � grid� Ender. Prima d�allora non aveva mai alzato tanto la voce. Subito tutti tacquero, e l�eco di quella parola parve aleggiare sotto il grande albero-madre. � Mangia-Foglie, io voglio che il mio solo interprete sia Human.</p><p>��Chi sei tu per dire che non posso parlare alle mogli? Io sono un Piccolo, e tu non sei niente.</p><p>��Human � disse Ender, � d� a Urlatrice che Mangia-Foglie non deve ascoltare e riferire i nostri discorsi, perch� questo significa fare la spia. E se lei lascia che un Piccolo faccia la spia, noi andremo subito a casa e voi non avrete nulla da me. Porter� la Regina dell�Alveare su un altro mondo per risvegliarla. Hai capito?</p><p>Human aveva capito benissimo, e Ender sapeva che ne era anche compiaciuto, perch� Mangia-Foglie stava cercando di usurpare il suo ruolo e di screditare sia lui che gli umani. Quando Human ebbe tradotto la richiesta, Urlatrice cant� qualcosa rivolta a Mangia-Foglie. Sconsolato e di malumore il maiale torn� fra la vegetazione e and� a sedersi accanto ai compagni.</p><p>Ma Human non era tipo da lasciarsi manovrare. Non diede alcun cenno di gratitudine, e fiss� Ender dritto negli occhi.</p><p>��Tu hai detto che non cercherai di cambiarci.</p><p>��Ho detto che non cercher� di cambiarvi pi� del necessario.</p><p>��E perch� questo � necessario? La guerra � una cosa fra noi e le altre trib�.</p><p>��Cautela � consigli� Ouanda. � � troppo eccitato.</p><p>Ma prima di ottenere qualcosa da Urlatrice, Ender doveva convincere Human. � Voi siete i primi amici che abbiamo avuto su questo mondo. Avete la nostra fiducia e il nostro amore. Non faremo mai nulla che possa danneggiarvi o dare ai vostri nemici un vantaggio su di voi. Ma non siamo qui solo per voi. Siamo qui per rappresentare l�umanit� intera, e vogliamo dare i nostri insegnamenti a tutti i Piccoli, di qualunque trib� siano.</p><p>��Tu non rappresenti l�umanit�. Voi state per combattere una guerra contro gli altri umani. Allora come puoi dire che le nostre guerre sono malvage e la vostra � buona?</p><p>Molto probabilmente Pizarro, con tutti i suoi difetti, aveva avuto vita pi� facile con Atahualpa. � Noi <emphasis>non </emphasis>stiamo cercando di combattere con gli altri umani � disse Ender. � E se facessimo una guerra non sarebbe la <emphasis>vostra</emphasis>, fatta per dare a voi il diritto di viaggiare fra le stelle. � Alz� una mano, aperta. � Noi abbiamo messo da parte la nostra umanit� per diventare Ramans con voi. � Chiuse la mano a pugno. � Umani e Piccoli e la Regina dell�Alveare, qui su Lusitania saremo una cosa sola. <emphasis>Tutti </emphasis>umani, <emphasis>tutti </emphasis>Scorpioni, <emphasis>tutti </emphasis>Piccoli.</p><p>Human rest� seduto in silenzio, ruminando quella riflessione.</p><p>��Araldo � disse infine, � questo � molto duro. Fino all�arrivo di voi umani, gli altri Piccoli dovevano� essere uccisi, e nella loro terza vita dovevano essere nostri schiavi nella foresta che noi avevamo conquistato. Questa foresta un tempo � stata un campo di battaglia, e gli alberi pi� antichi sono i guerrieri morti in quella battaglia. I nostri padri pi� anziani sono gli eroi di quella guerra, e le nostre case sono fatte con il legno dei codardi. Per tutta la vita ci prepariamo a vincere i nostri nemici, cos� che le mogli possano fare un albero-madre in una nuova foresta nata dalla battaglia, per rendere pi� forte e numerosa la trib�. Negli ultimi dieci anni abbiamo imparato a usare gli archi per uccidere da lontano; i vasi e le pelli di cabras per portare l�acqua attraverso le terre aride; l�amaranto e le radici di nerdona per essere molti, e forti, e avere rifornimento di cibo lontano dai macios della nostra foresta. Noi ci siamo rallegrati di queste novit�, perch� significa che saremmo sempre stati vittoriosi in guerra. Vorremmo portare le nostre mogli, le nostre piccole madri, i nostri eroi, in ogni angolo del grande mondo e finalmente un giorno anche sulle stelle. Questo � il nostro sogno, Araldo, e ora tu mi dici che dovremmo gettarlo via, come foglie nel vento.</p><p>Era stato un discorso energico e determinato. Nessuno degli altri seppe offrire a Ender un suggerimento su quale risposta dargli. Human li aveva quasi convinti.</p><p>��Il vostro � un nobile sogno � disse Ender. � � il sogno di ogni creatura vivente, � il desiderio che sta alla base della vita stessa: crescere finch� tutto lo spazio che riuscite a vedere diventa parte di voi, sotto il vostro controllo. Il desiderio di grandezza � positivo. Tuttavia ci sono due modi per realizzarlo. Uno � di uccidere chiunque vi troviate di fronte, o di sottometterlo e annientarlo, finch� pi� nulla vi si oppone. Ma questo � il modo malvagio. � come se diceste all�universo: noi soli siamo grandi, e per farci posto tutti voi dovete darci quello che possedete e scomparire nel nulla. E tu capisci, Human, che se noi umani avessimo questo desiderio, se agissimo in questo modo, potremmo uccidere tutti i Piccoli di Lusitania e rendere nostro questo mondo. Cosa ne sarebbe dei vostri sogni, se noi fossimo cos� malvagi?</p><p>Human si stava sforzando di capire. � Io so che ci avete fatto dei grandi doni, quando invece avreste potuto prenderci anche quel poco che abbiamo. Ma perch� ci avete fatto questi doni, se non volete che li usiamo per diventare grandi e forti?</p><p>��Noi vogliamo che diventiate grandi, e che viaggiate fra le stelle. Qui su Lusitania, vogliamo che cresciate in saggezza e potenza, con centinaia e migliaia di fratelli e di mogli. Vogliamo insegnarvi a coltivare molti tipi di piante, ad allevare molte razze di animali. Ela e Novinha, queste due donne, lavorano tutti i giorni della loro vita per creare piante che possano vivere qui su Lusitania, ed ogni buona cosa che faranno la divideranno con voi. Cos� potrete crescere. Ma perch� anche un solo Piccolo di un�altra foresta dovrebbe morire, a causa del fatto che vi abbiamo dato i nostri doni? E perch� voi dovreste sentirvi danneggiati in qualche modo, se facessimo gli stessi doni anche a <emphasis>loro</emphasis>?</p><p>��Se loro diventassero forti come noi, allora cosa ci avremmo guadagnato?</p><p><emphasis>Cosa mi aspetto che faccia questo individuo? </emphasis>pens� Ender. <emphasis>La sua gente si � sempre misurata contro le altre trib�. La loro foresta non � pi� grande n� pi� piccola di quelle a ovest e a sud, dove abitano le trib� rivali. E loro non sono n� migliori n� peggiori. Quello che devo fare adesso � il lavoro di una generazione in pochi minuti: devo insegnargli un nuovo metro per misurare la statura del suo popolo. </emphasis>- Ascolta. Rooter � grande? � gli chiese.</p><p>��Io dico di s� � rispose Human. � � mio padre. Il suo albero non � il pi� vecchio o il pi� alto. Ma nessun padre a nostra memoria ha mai avuto tanti figli, e cos� presto dopo esser stato piantato.</p><p>��Cos�, in un certo senso, tutti i suoi figli sono sempre parte di lui. Pi� figli ha, pi� grande diventa � disse Ender. Human annu� lentamente. � E pi� azioni nobili tu comp� in vita, pi� rendi grande tuo padre. � vero?</p><p>��Se i figli agiscono bene, allora s�, � un grande onore per l�albero-padre.</p><p>��Devi forse uccidere tutti gli altri grandi alberi, perch� tuo padre diventi pi� grande?</p><p>��Questo � diverso � disse Human. � Tutti gli altri grandi alberi sono padri della trib�. E gli alberi pi� piccoli sono ugualmente fratelli. � Il maiale aveva assunto un tono incerto. Stava facendo resistenza alle idee di Ender perch� erano strane, non perch� fossero sbagliate o incomprensibili. E infatti cominciava a capire.</p><p>��Guarda le mogli � disse Ender. � Loro non hanno figli. Non potranno mai diventare grandi nel modo in cui sono grandi i vostri padri.</p><p>��Araldo, tu sai che sono le pi� grandi fra tutti. L�intera trib� ubbidisce loro. Quando ci governano bene, la trib� prospera; e quando la trib� si accresce anche le mogli diventano pi� forti�</p><p>��Anche se non uno di voi � loro figlio.</p><p>��E come potrebbe essere? � chiese Human.</p><p>��Eppure voi contribuite alla loro grandezza. Anche se non sono le vostre madri, n� i vostri padri, esse crescono quando voi crescete.</p><p>��Facciamo parte della stessa trib��</p><p>��Ma <emphasis>perch� </emphasis>siete della stessa trib�? Voi avete padri diversi, madri diverse.</p><p>��Perch� noi <emphasis>siamo </emphasis>la trib�! Noi viviamo qui nella foresta, noi�</p><p>��Se un altro Piccolo venisse qui da un�altra trib�, e vi chiedesse di restare e diventare un fratello�</p><p>��Non lo lasceremmo mai diventare un albero-padre!</p><p>��Ma avete cercato di far diventare Pipo e Libo alberi-padri.</p><p>Human stava respirando pesantemente. � Capisco � disse. � Loro erano parte della trib�. Venivano dal cielo, ma noi li abbiamo considerati fratelli e abbiamo cercato di farli diventare padri. La trib� � qualunque cosa pensiamo che possa essere. Se diciamo che � fatta da tutti i Piccoli della foresta, e da tutti gli alberi, allora la trib� � questo. Anche se alcuni degli alberi pi� anziani vengono da guerrieri di diverse trib�, caduti in battaglia. Noi diventiamo una trib� perch� <emphasis>diciamo </emphasis>di essere una trib�.</p><p>Ender si stup� davanti alla prova di raziocinio di quel piccolo raman. Quanto rara era anche fra gli uomini la capacit� di afferrare quel semplice concetto, e di estenderlo al di l� del loro gruppo sociale, della loro citt�, della loro nazione.</p><p>Human si alz� e and� alle spalle di Ender, appoggiandoglisi contro la schiena. Lui sent� il respiro del giovane maiale sfiorargli un orecchio, poi le loro guance furono a contatto, strettamente unite. All�improvviso cap� il significato di quel gesto. � Tu vedi quello che io vedo! � disse.</p><p>��Voi umani crescerete se noi diventiamo parte di voi. Umani e Piccoli e Scorpioni, ramans insieme. Allora saremo una trib� sola, la nostra grandezza sar� la vostra, e la vostra grandezza sar� la nostra. � Ender sent� che il corpo di Human tremava per la forza contenuta in quell�idea. � Tu dici che dobbiamo guardare alle altre trib� nello stesso modo. Come una sola trib�, tutte unite insieme, cos� pi� faremo crescere gli altri e pi� cresceremo noi.</p><p>��Potrete mandare degli insegnanti � disse Ender, � dei fratelli alle altre trib�, in modo che essi passino alla terza vita nelle loro foreste e avere figli l�.</p><p>��Questa � una strana e difficile cosa da dire alle mogli � riflett� Human. � Forse impossibile da chiedere. La loro mente non funziona come quella dei fratelli. Un fratello pu� pensare a molte cose diverse, ma una moglie pensa una cosa sola: cos�� bene per la trib� e, alla radice di questo, cos�� bene per i figli e le piccole madri.</p><p>��Puoi cercare di farle capire ci� che ti ho detto? � chiese Ender.</p><p>��Meglio di quel che potresti tu � mormor� Human. � Ma probabilmente no. Probabilmente fallir�.</p><p>��Non credo che fallirai � disse Ender.</p><p>��Voi siete venuti qui stanotte per fare un accordo fra noi, fra i Piccoli di questa trib� e voi, gli umani di questo mondo. Ma agli umani che vivono fuori da Lusitania non importa del nostro accordo, e neppure ai Piccoli che vivono fuori da questa foresta.</p><p>��Noi vogliamo fare lo stesso accordo con tutti loro.</p><p>��E con questo accordo voi umani promettete d�insegnarci tutto.</p><p>��Non avrete altro ostacolo che la vostra capacit� di imparare.</p><p>��Risponderete a tutte le nostre domande.</p><p>��Se conosciamo le risposte.</p><p>��Quando! Se! Queste non sono parole da dire in un patto! Dammi risposte precise adesso, Araldo dei Defunti. � Human si scost� da Ender e torn� a piazzarsi di fronte a lui, chinandosi un poco per fissarlo negli occhi da vicino. � Prometti che ci insegnerete tutto ci� che sapete!</p><p>��Noi te lo promettiamo.</p><p>��E prometti anche di risvegliare la Regina dell�Alveare, in modo che ci aiuti.</p><p>��La risveglier�. Ma dovrete stringere altri patti con lei. Gli Scorpioni non sono obbligati a rispettare questo che io faccio con voi.</p><p>��Tu prometti di risvegliarla, sia che ci aiuti o no.</p><p>��Va bene.</p><p>��Prometti che quando verrete nella foresta ubbidirete alle nostre leggi, e che queste varranno anche nella prateria che coltiveremo.</p><p>��S�.</p><p>��E che andrai in guerra contro gli altri umani di tutte le stelle del cielo, per proteggerci e farci andare nello spazio.</p><p>��Lo stiamo gi� facendo.</p><p>Human si rilass�, fece un passo indietro e si rimise a sedere. Appoggi� un dito nella polvere. � Ora passiamo a quello che vuoi da noi. Ubbidiremo alle leggi umane nella vostra citt� e nella prateria che userete.</p><p>��S� � disse Ender.</p><p>��E� non vuoi che noi andiamo in guerra?</p><p>��Proprio cos�.</p><p>��E questo � tutto?</p><p>��Una cosa, ancora � disse Ender.</p><p>��Quello che chiedi � gi� impossibile � osserv� Human. � Tanto vale che tu chieda anche quest�altra cosa. Sentiamo.</p><p>��La terza vita, quando comincia? Quando voi uccidete un fratello e lui cresce in un albero, � giusto?</p><p>��La prima vita � dentro l�albero-madre, dove non vediamo mai la luce e mangiamo ciecamente il cibo nel corpo della piccola madre e la linfa dell�albero-madre. La seconda vita � quando viviamo nell�ombra della foresta, nella mezza-luce, camminando e correndo e arrampicandoci, guardando e cantando e parlando, facendo le cose con le mani. La terza vita � quando ci alziamo a bere il sole, finalmente nella piena luce, senza mai muoverci salvo che nel vento, senza fare mai altro che pensare e, nei giorni in cui i fratelli battono sul tronco, parlare con loro. S�, questa � la terza vita.</p><p>��Gli umani non hanno la terza vita.</p><p>Human lo fiss�, confuso.</p><p>��Quando moriamo, anche se voi ci piantate, niente cresce. Non c�� nessun albero. Noi non beviamo mai dal sole. Quando moriamo siamo morti per sempre.</p><p>Human si volse a Ouanda. � Ma l�altro libro che tu ci hai dato parlava sempre della vita dopo la morte, e della resurrezione.</p><p>��Non come alberi � disse Ender. � Non come qualcosa che si possa toccare o vedere, o con cui parlare e ottenere risposte.</p><p>��Io non ti credo � disse Human. � Se questo fosse vero, perch� Pipo e Libo si sono lasciati piantare da noi?</p><p>Novinha si accovacci� a fianco di Ender per sentire meglio, e gli mise una mano su una spalla. Si appoggi� leggermente a lui.</p><p>��Com�� successo? Come hanno potuto <emphasis>lasciarsi </emphasis>piantare da voi?</p><p>��Loro ci avevano fatto un grande dono, e meritarono l�onore pi� grande. Pipo e Mandachuva. Libo e Mangia-Foglie. Mandachuva, e poi anche Mangia-Foglie, pensarono di aver meritato la terza vita, ma n� Pipo n� Libo vollero darla loro. Insistevano a tenere quel dono per s�. Perch� vollero che accadesse questo, se gli umani non hanno la terza vita?</p><p>Con voce rauca per l�emozione Novinha chiese: � Cosa dovevano fare per dare la terza vita a Mandachuva e a Mangia-Foglie?</p><p>��Piantarli, naturalmente � disse Human. � La stessa cosa che accadr� oggi.</p><p>��E <emphasis>cosa </emphasis>accadr�, oggi? � chiese Ender.</p><p>��Tu ed io � disse il maiale. � Human e l�Araldo dei Defunti. Se facciamo questo patto, affinch� le mogli e gli umani si trovino d�accordo, allora oggi sar� un grande e nobile giorno. Perci�, o tu darai a me la terza vita, oppure io la dar� a te.</p><p>��Con le mie stesse mani?</p><p>��Naturalmente � disse Human. � Se non vorrai darmi questo onore, dovr� essere io a darlo a te.</p><p>Nella mente di Ender balen� l�immagine che aveva visto in fotografia soltanto due settimane prima, il corpo di Pipo smembrato e fatto a pezzi, gli organi interni sparsi sul terreno. Piantato. � Human � disse, � il peggior crimine che un umano possa commettere � l�omicidio. E il peggior modo di commetterlo � di prendere una persona viva, tagliando e spezzando il suo corpo senza ucciderla, per farla morire lentamente.</p><p>Il maiale oscill� per un poco da una parte e dall�altra, cercando di dare un senso a quelle parole. � Araldo � disse infine, � la mia mente comincia a vedere questo in due modi. Se gli umani non hanno la terza vita, allora piantarli significa ucciderli, per sempre. Ai nostri occhi Pipo e Libo stavano tenendo quell�onore per s�, e lasciavano Mandachuva e Mangia-Foglie cos� come li vedete, a morire senza l�onore che avevano meritato. Ai nostri occhi, voi umani usciste dal recinto e li toglieste dal terreno prima che le loro radici potessero crescere. Ai nostri occhi foste voi a commettere un omicidio, quando portaste via Pipo e Libo. Ma ora io vedo in un secondo modo. Pipo e Libo non vollero dare la terza vita a Mandachuva e a Mangia-Foglie, perch� per loro questo era un omicidio. Cos�, volutamente, accettarono la loro stessa morte pur di non dover uccidere uno di noi.</p><p>��S� � disse Novinha.</p><p>��Ma se � cos�, allora, quando voi umani li vedeste sul pendio della collina, perch� non veniste nella foresta a ucciderci tutti? Perch� non faceste un grande fuoco che consumasse i nostri padri e lo stesso albero-madre della trib�?</p><p>Al limite della radura Mangia-Foglie si alz� ed emise un ululato lamentoso e terribile, l�espressione di un dolore insopportabile.</p><p>��Se voi aveste tagliato uno dei nostri alberi � continu� Human, � se aveste ucciso un solo padre, noi saremmo venuti nella notte e vi avremmo dato la morte, dal primo all�ultimo. E anche se qualcuno fosse sopravvissuto, i nostri messaggeri avrebbero raccontato la storia alle altre trib�, e nessuno di voi avrebbe lasciato vivo queste terre. Perch� non avete ucciso <emphasis>noi</emphasis>, per l�omicidio di Pipo e di Libo?</p><p>D�un tratto Mandachuva arriv� davanti a loro, respirando affannosamente. Il maiale si gett� lungo disteso nella polvere, protendendo le mani verso Ender. � Io ho tagliato il suo corpo con queste mani! � grid�. � Io cercavo di onorarlo, e ho ucciso il suo albero per sempre!</p><p>��No � disse Ender. Prese le mani di Mandachuva e le strinse. � Ognuno di voi credeva di salvare la vita dell�altro. Lui ti offese, e tu� gli facesti del male, s�, lo uccidesti, ma tutti e due pensavate di agire per il bene dell�altro. Ora tu conosci la verit�, e noi anche. Sappiamo che non volevi uccidere. E tu sai che quando colpisci con il coltello un umano lui muore per sempre. Questa � l�ultima norma del nostro patto, Human: mai dare a un umano la terza vita, perch� noi non possiamo averla.</p><p>��Quando riferir� questa storia alle mogli � disse Human, � voi sentirete le loro grida di dolore per Pipo e Libo levarsi terribili come il rumore degli alberi che si spezzano nella tempesta.</p><p>Il maiale si volse a parlare brevemente con Urlatrice, poi si alz� in piedi. � Ora andate � disse a Ender.</p><p>��Non hai ancora tradotto a lei i termini del patto.</p><p>��Dovr� parlare a tutte le mogli insieme. Loro non oserebbero riunirsi mentre voi siete qui, all�ombra dell�albero-madre, senza nessuno che protegga i nuovi nati. Freccia vi guider� fuori dalla foresta. Aspettami sul fianco della collina, dove Rooter sorveglia il cancello. Dormi, se puoi. Io presenter� il patto alle mogli, e cercher� di spiegare che dobbiamo comportarci con le altre trib� con la stessa amicizia che voi avete mostrato con noi.</p><p>D�impulso Human allung� una mano a toccare l�addome di Ender, con fermezza. � Il mio patto personale lo faccio ora � disse. � Io ti onorer� per sempre, ma non ti uccider� mai.</p><p>A sua volta Ender poggi� il palmo di una mano sull�addome peloso del maiale. Le protuberanze che sent� erano calde ed elastiche. � Anch�io ti onorer� per sempre � dichiar�.</p><p>��E se faremo questo accordo fra la tua trib� e la mia � chiese Human, � mi darai l�onore della terza vita? Mi lascerai crescere e bere la luce?</p><p>��� possibile farlo in fretta? Voglio dire, non nel modo lento e terribile che�</p><p>��E fare di me un albero silenzioso? Un albero che non sarebbe mai padre? Senza onore, capace solo di nutrire con la linfa gli stupidi macios, e di dare il mio legno ai fratelli quando verranno a cantare?</p><p>��Non c�� qualcun altro che potrebbe farlo al mio posto? � domand� Ender. � Uno dei fratelli, che conosca meglio il vostro modo di vivere e di morire.</p><p>��Tu non capisci � disse Human. � Soltanto cos� la trib� sapr� che la verit� � stata detta. Tu dovrai darmi la terza vita, e io la dovr� dare a te, o non ci sar� nessun accordo. Io ho gi� detto che non uccider� <emphasis>te</emphasis>, Araldo; ed entrambi vogliamo che il trattato ci sia.</p><p>��Va bene, lo far� � disse Ender.</p><p>Human annu�, ritrasse la mano e torn� a voltarsi verso Urlatrice.</p><p>��Oh, Dio! � sussurr� Ouanda, � ma lei non ha un po� di cuore?</p><p>Ender non rispose. Si limit� a seguire in silenzio Freccia fra le ombre che chiudevano la radura. Novinha diede il suo cilindretto illuminante al maiale, che cominci� a giocherellare come un bambino divertendosi ad allargare il raggio, a restringerlo, e a far nascere giochi di ombre fra gli alberi e i cespugli. Ender non aveva ancora visto un maiale d�umore cos� giulivo e spensierato.</p><p>Ma dietro di loro udirono poco dopo le voci delle mogli echeggiare in un coro disarmonico e angoscioso, una canzone che a tratti si spezzava in un groviglio di ululati strazianti. Human aveva detto loro la verit� sulla morte di Pipo e di Libo, sul dolore che l�aveva accompagnata e sul suo significato ineluttabile. E sul motivo che aveva indotto i due uomini a non uccidere Mandachuva e Mangia-Foglie. Nessuno riusc� a dir parola finch� non furono lontani da quelle voci, e fra gli alberi centenari non ci fu altro rumore che quello dei loro passi sul terreno molle.</p><p>��Quella era la messa funebre in onore di mio padre � mormor� Ouanda.</p><p>��E del mio � disse Novinha. Gli altri sapevano che stava parlando di Pipo, e non dell�ormai da lungo tempo scomparso Os Venerado, Gusto.</p><p>Ma Ender si sentiva escluso da quella conversazione. Non aveva conosciuto i due xenologi, e non poteva partecipare dei ricordi e del lutto dei suoi compagni. Si sentiva stranamente, morbosamente attratto dagli alberi della boscaglia. Ognuno di loro era stato un maiale un tempo, una creatura vivente fatta di carne e di emozioni. I maiali potevano parlare con loro, cantare, comunicare, capire in qualche modo ci� che dicevano. A lui era impossibile. Per lui quegli alberi non erano <emphasis>gente</emphasis>, non avrebbero mai potuto essere gente. Se avesse affondato il coltello nel corpo di Human non sarebbe stato un delitto agli occhi dei maiali, ma con quel gesto gli avrebbe strappato l�unica vita che lui poteva capire e riconoscere come vita. Come maiale Human era un vero raman, un compagno. Come albero, dal punto di vista di Ender, non sarebbe stato nulla di troppo diverso da una pietra. Una pietra tombale.</p><p><emphasis>E ancora una volta</emphasis>, pens�, <emphasis>mi si chiede di uccidere. Anche se m�ero ripromesso di non farlo mai pi�.</emphasis></p><p>D�un tratto si sent� prendere sottobraccio. Era Novinha, che stringendoglisi al fianco ebbe un sorriso timido. � Lascia che mi appoggi a te � gli disse. � Con questo buio sono cieca come una talpa.</p><p>��lo ho un�ottima visione notturna � si offr� volonterosamente di aiutarla Olhado, alle loro spalle.</p><p>��E se tu tenessi chiusa la bocca? � sussurr� Ela, tirandolo indietro. � Mamma vuole camminare con lui, sciocco!</p><p>Ma Novinha e Ender avevano udito chiaramente il mormorio della ragazza, e si scambiarono un�occhiata, ridendone in silenzio fra loro. Novinha ader� alla sua spalla, mentre proseguivano fra i cespugli. � Credo che avrai il cuore di fare quella cosa � gli disse sottovoce, in modo che soltanto lui potesse sentire.</p><p>��Abbastanza empio e freddo? � borbott� lui, cercando di fingere un tono sarcastico. Ma la sua voce suon� triste e amara.</p><p>��Abbastanza pietoso � disse Novinha, � da conficcare il ferro rovente nella ferita se questo � l�unico modo di cauterizzarla.</p><p>E poich� sapeva cosa fossero le ferite dell�anima, quelle che aveva invano tentato di cauterizzare da sola, Ender non le pot� negare il diritto di parlare cos�. Le credette, e quelle parole gli diedero la forza di pensare con pi� distacco al sanguinoso lavoro che lo attendeva.</p><empty-line/><p>Con quell�idea a tormentarlo non avrebbe mai creduto che sarebbe riuscito a dormire. Ma quando una mano di Novinha lo scosse gentilmente e la sua voce gli mormor� qualcosa all�orecchio, riapr� gli occhi. S�accorse d�essere all�aperto, disteso sull�erba capim, con la nuca poggiata in grembo a Novinha. Era ancora buio.</p><p>��Stanno arrivando � disse lei sottovoce.</p><p>Ender si alz� a sedere. Quand�era ragazzo riusciva a svegliarsi del tutto all�istante, ma a quei tempi era sotto la disciplina militare. Ora gli occorsero alcuni secondi per orientarsi. Ela e Ouanda erano sveglie e piuttosto infreddolite; Olhado dormiva; Quim si stava stiracchiando disteso l� accanto. L�albero in cui Rooter viveva la sua terza vita si alzava a pochi metri da l�. E a poca distanza, al di l� del recinto, alcune luci indicavano la presenza delle case di Milagre, mentre la cattedrale e il monastero erano ombre scure alla sommit� della collinetta pi� alta.</p><p>Nella direzione opposta c�era la foresta, e dalla nera parete d�alberi stavano scendendo Human, Mandachuva, Freccia, Orcio, Mangia-Foglie, Calendar, Verme, Bark-Dancer e parecchi altri i cui nomi neppure Ouanda conosceva. � Quelli non li ho mai visti � disse la ragazza. � Devono provenire da altre case dei maschi.</p><p><emphasis>Un�altra riunione? </emphasis>si chiese stancamente Ender. <emphasis>Ma la sola cosa che importa davvero qui � il trattato. Human sar� riuscito a comunicare alle mogli il nuovo modo di concepire il mondo?</emphasis></p><p>Human aveva fra le braccia un fagotto. Ricoperto di foglie. Senza dir nulla lo depose a terra davanti a Ender e lo svolse con cura. Era un rotolo di carta, il printout uscito da un computer.</p><p>��<emphasis>La Regina dell�Alveare </emphasis>e <emphasis>l�Egemone </emphasis>- spieg� Ouanda a bassa voce. � La copia che Miro gli ha dato.</p><p>��L�accordo � annunci� Human.</p><p>Solo in quel momento loro si accorsero che il printout era arrotolato al contrario, con la parte non stampata all�esterno. E su di essa, alla luce di uno stick illuminante, videro file di lettere scritte a mano. Erano grandi, e in uno stampatello piuttosto goffo. Ouanda era sbalordita. � Non abbiamo mai parlato loro dell�inchiostro � ansim�, � e non gli abbiamo mai insegnato a scrivere!</p><p>��Calendar ha imparato a fare le lettere � disse Human, � scrivendole con uno stecco nella polvere. E Verme ha fatto l�inchiostro, con sterco di cabras e macios tritati. � cos� che voi fate i trattati, no?</p><p>��S� � disse Ender.</p><p>��Se non lo scrivessimo sulla carta, potremmo non ricordarlo nello stesso modo.</p><p>��Questo � vero � annu� Ender. � Avete fatto bene a metterlo per iscritto.</p><p>��Abbiamo fatto alcuni cambiamenti. Li hanno voluti le mogli, e io ho pensato che tu li avresti accettati. � Human batt� un dito sulla carta. � Voi umani potrete fare un accordo con altre trib� di Piccoli, ma non un accordo <emphasis>diverso </emphasis>da questo. E non potrete insegnare loro cose che non avete insegnato a noi. Sei d�accordo?</p><p>��Naturalmente � disse Ender.</p><p>��Questo era il punto pi� facile. Ora, cosa succeder� se non saremo d�accordo sulle regole? Ad esempio, se litigassimo su dove finisce la vostra terra e comincia la nostra? Cos� Urlatrice ha detto: che la Regina dell�Alveare sia il giudice fra gli umani e i Piccoli. Che gli umani siano giudici fra i Piccoli e la Regina. Che i Piccoli siano giudici fra la Regina e gli umani.</p><p>Ender dovette chiedersi fino a che punto quel principio sarebbe stato applicabile. Lui era quasi l�unico uomo vivente a ricordare quanto terrore avevano sparso gli Scorpioni tremila anni addietro. I loro corpi di insetto avevano popolato gli incubi dell�umanit� dalla preistoria. Con che animo la gente di Milagre li avrebbe accettati come giudici?</p><p><emphasis>Cos�, � difficile. Ma non pi� difficile dell�impegno che abbiamo chiesto ai maiali. </emphasis>- S� � disse. � Possiamo accettare anche questo. � una buona idea.</p><p>��Passiamo al prossimo cambiamento � disse Human, e rivolse a Ender un sogghigno. L�effetto fu grottesco, perch� le facce dei maiali non erano fatte per imitare le espressioni umane. � � per questo che c�� voluto del tempo. Tutte queste modifiche.</p><p>Ender gli restitu� il sogghigno.</p><p>��Se una trib� di Piccoli non firma il trattato con gli umani, e se attacca le trib� che hanno firmato, noi siamo liberi di andare in guerra contro di essa.</p><p>��Cosa intendi per �attacco�? � volle sapere Ender. Se con quel termine definivano una semplice offesa, una clausola simile avrebbe ridotto a nulla la proibizione di combattere.</p><p>��Attacco � disse Human, � � quando loro vengono nella nostra terra e uccidono i fratelli o le mogli. Non c�� attacco quando si limitano a dire che esiste uno stato di guerra, oppure vengono a discutere i patti per cominciare una guerra. Ma <emphasis>attacco </emphasis>� se arrivano e combattono senza aver prima discusso un patto. Poich� noi ci siamo impegnati a non cominciare mai una guerra, l�attacco di un�altra trib� � il solo modo in cui una guerra potrebbe succedere. Sapevo che lo avresti chiesto.</p><p>Il maiale mostr� quello che avevano messo per iscritto, e infatti nella clausola era specificata chiaramente anche la definizione di ci� che era un attacco.</p><p>��Anche questo � accettabile � disse Ender. Significava che la possibilit� di guerra non sarebbe stata rimossa per molte generazioni, forse per secoli, perch� tanto sarebbe occorso per riunire sotto il trattato tutte le trib� del pianeta. <emphasis>Ma molto prima che l�ultima trib� faccia questo passo</emphasis>, pens� Ender, <emphasis>i benefici dell�esogamia pacifica saranno evidenti e pochi resteranno inchiodati alle loro usanze belliche.</emphasis></p><p>��Ora l�ultimo cambiamento � continu� Human. � Con questo, le mogli intendono punirti per averle costrette a una discussione cos� difficile. Ma io credo che tu non la vedrai come una punizione. Poich� a noi � proibito darvi la terza vita, con questo trattato anche agli umani sar� proibito portare i Piccoli nella terza vita.</p><p>Per un momento Ender pens� che le sue preghiere fossero state esaudite: non avrebbe dovuto fare la cosa che Pipo e Libo avevano deciso di rifiutare.</p><p>��<emphasis>Dopo </emphasis>l�inizio del trattato � disse Human, � tu sarai il primo e l�ultimo umano a darci questo dono.</p><p>��Io preferirei� � cominci� a dire Ender.</p><p>��So cosa preferiresti, Araldo, amico mio � disse Human. � Per te questo sembra un omicidio. Ma per me� quando a un fratello � dato il diritto di passare alla terza vita come un padre, lui sceglie allora il suo pi� grande rivale o il suo pi� fedele amico per compiere l�atto. Tu, Araldo� fin da quando imparai lo stark e lessi <emphasis>La Regina dell�Alveare </emphasis>e <emphasis>l�Egemone</emphasis>, io ti attesi. Molte volte dissi a mio padre, Rooter, che di tutti gli umani tu saresti stato il solo a comprenderci. E poi giunse la tua astronave, e Rooter mi disse che a bordo c�eravate tu e la Regina, cos� seppi che eri venuto per farmi questo dono, se io avessi agito bene.</p><p>��Tu hai agito bene, Human � sospir� Ender.</p><p>��Qui � disse il maiale. � Vedi? Abbiamo firmato il trattato come usano gli umani.</p><p>In calce all�ultimo paragrafo dell�accordo erano scritte laboriosamente, quasi crudelmente, due parole. � Human � lesse Ender ad alta voce la prima. Ma l�altra non riusc� a capirla.</p><p>��� il vero nome di Urlatrice � spieg� il maiale. � Guarda-Stelle. � poco abile con il bastoncino scrivente� le mogli non usano gli utensili molto spesso, perch� sono i fratelli a fare i lavori. Cos� mi ha chiesto di dirti qual � il suo nome, e che lo ha ottenuto perch� guardava sempre il cielo. Ha detto che allora non lo sapeva, ma stava aspettando che tu venissi.</p><p><emphasis>Tanti individui e tante speranze riposte in me</emphasis>, pens� Ender. <emphasis>E da ultimo tutto dipender� da loro. Da Novinha, da Miro, da Ela, che mi hanno chiamato. Da Human e da Guarda-Stelle. E anche da quelli che avevano paura della mia venuta.</emphasis></p><p>Verme si fece avanti con un vasetto d�inchiostro; Calendar aveva portato la penna. Era uno stecco affilato, con una fessura sulla punta e un pozzetto che si riemp� d�inchiostro quando Ender lo inzupp� nel calamaio. Dovette intingere il pennino cinque volte per poter scrivere il suo nome. � Cinque! � annu� gravemente Freccia. Ender ricord� che il numero cinque era prodigioso per i maiali. Era stato un caso, ma se volevano considerarlo di buon auspicio tanto meglio.</p><p>��Porter� il trattato al nostro governatore e al vescovo � disse.</p><p>��Di tutti i documenti mai firmati nella storia dell�umanit�� � comment� Ouanda. Nessuno aveva bisogno che finisse la frase. Human, Mangia-Foglie e Mandachuva riavvolsero con attenzione il rotolo nelle foglie e lo consegnarono, non a Ender, ma a Ouanda. E d�un tratto lui si rese conto, con terribile certezza, di cosa significava quel gesto. I maiali avevano ancora del lavoro per lui, un lavoro che richiedeva l�uso di entrambe le mani.</p><p>��Ora che l�accordo � convalidato nel modo umano � disse Human, � Tu devi renderlo valido anche per i Piccoli.</p><p>��La firma non basta? � chiese Ender.</p><p>��Da ora in poi la firma sar� valida � disse il maiale, � ma soltanto perch� la stessa mano che ha firmato convalider� l�accordo nel nostro modo.</p><p>��Allora lo far� � disse Ender. � Come ho promesso.</p><p>Human allung� una mano e tocc� Ender dalla gola all�ombelico. � La parola di un fratello non � solo nella sua bocca � dichiar�. � La parola di un fratello � nella sua vita. � Si volse agli altri maiali. � Lasciatemi parlare con mio padre un�ultima volta, prima che io cresca al suo fianco.</p><p>Due dei fratelli stranieri si fecero avanti, ciascuno con un paio di piccoli bastoni in mano. Seguirono Human all�albero di Rooter e cominciarono a tamburellare sul tronco cantando in Lingua-Padre. Pochi istanti dopo nell�albero si apr� una grossa spaccatura che si allarg� rapidamente. Era una pianta ancora giovane, e il tronco non raggiungeva un diametro molto superiore a quello del corpo di Human. Il maiale dovette faticare per cacciarsi nell�interno, ma ci riusc�, e la spaccatura si richiuse dietro di lui. Il tambureggiare cambi� ritmo, senza per� cessare un solo momento.</p><p>Nell�orecchio di Ender, Jane sussurr�: � Posso sentire il suono variare di lunghezza d�onda all�interno del tronco. L�albero s�impadronisce del suono e lo plasma, facendolo riecheggiare sotto forma di un vero e proprio linguaggio.</p><p>Gli altri maiali stavano ripulendo un tratto di terreno per l�albero di Human. Ender not� che sarebbe stato piantato a destra di quello di Rooter, per chi guardava dal cancello. Strappare via il capim dalle radici era faticoso per i maiali, e Quim and� ad aiutarli. A lui si aggiunse Olhado, e poi Ela e Ouanda.</p><p>La ragazza aveva dato a Novinha il trattato, prima di tirarsi su le maniche. A sua volta lei lo porse a Ender, guardandolo fisso negli occhi con espressione triste e perplessa. � Tu hai firmato Ender Wiggin � disse. � Ender!</p><p>Il nome suon� spiacevole perfino agli orecchi di lui. Troppo spesso l�aveva sentito usare come un epiteto. � Sono pi� vecchio di quel che sembra � disse. � Quello era il nome con cui mi conoscevano quando feci esplodere in polvere il pianeta natale degli Scorpioni. Forse ora, in calce al primo trattato mai fatto fra l�umanit� e un�altra razza intelligente, perder� qualcosa del suo sgradevole significato.</p><p>��Ender � sussurr� lei. Fece un passo avanti, con il rotolo fra le mani, e glielo poggi� sul petto. � Io non sono mai andata a confessarmi da un prete � mormor�, � perch� sapevo che avrebbe provato disprezzo per i miei peccati. Ma ieri, quando tu li hai esposti in pubblico, sono riuscita a sopportarlo perch� sapevo che non mi disprezzavi. Ma non capivo il <emphasis>perch�</emphasis>, fino ad ora.</p><p>��Io non sarei capace di disprezzare qualcun altro per le sue azioni � disse lui. � Non ne ho mai trovato uno di cui non potessi dire, dentro di me, che io ho fatto di peggio.</p><p>��Il fardello che hai portato in tutti questi anni conteneva le colpe dell�intera umanit�.</p><p>��Be�, forse, ma non � niente di mistico � disse Ender. � � come sentirsi addosso il marchio di Caino. S�, non puoi aprirti con gli altri e farti degli amici, per� anche questo ti aiuta a non soffrire.</p><p>Il terreno era stato ripulito. Mandachuva parl� in Lingua-Albero ai maiali che battevano sul tronco e il loro ritmo cambi�. La spaccatura torn� ad aprirsi, e Human ne scivol� fuori come se l�albero lo partorisse. Poi and� a fermarsi nel mezzo dello spazio messo a nudo. Mangia-Foglie e Mandachuva gli porsero ciascuno un coltello, e nel prenderli Human parl� loro, in portoghese perch� anche gli umani capissero e questo gli desse maggiore forza. � Io ho detto a Urlatrice che voi due avete perduto il passaggio alla terza vita a causa di un grande malinteso con Pipo e Libo. Lei ha detto che prima di cinque mani di giorni anche voi crescerete su verso la luce.</p><p>Mangia-Foglie e Mandachuva gli lasciarono i coltelli, lo toccarono gentilmente sull�addome e indietreggiarono sul bordo dello spazio preparato per lui.</p><p>Human tese i coltelli a Ender. Erano due lame di legno sottile, e lui non avrebbe saputo immaginare un utensile primitivo capace di lavorare il legno fino a ottenere coltelli cos� lisci e affilati, e robusti. Ma naturalmente sapeva che non erano stati lavorati da un utensile. Erano usciti, gi� pronti e perfetti, dal cuore di un albero vivente, dati in dono per aiutare un fratello a passare nella terza vita.</p><p>Sapere che Human non sarebbe morto veramente era una cosa. Crederci era un�altra. Ender non prese subito i coltelli; allung� le mani al di l� di essi e afferr� Human per i polsi. � Per te questo non significa morire. Ma per me� io ti ho visto per la prima volta soltanto ieri, e stanotte ho conosciuto in te un fratello, e in Rooter quasi un padre. E oggi, da quando il sole si lever�, questo sar� finito e io non potr� parlarti mai pi�. Tu sarai come morto per me.</p><p>��Vieni a sederti alla mia ombra, allora � disse Human, � e guarda il sole attraverso le mie foglie, e poggia le spalle al mio tronco. Aggiungi un�altra storia a quelle della Regina dell�Alveare e dell�Egemone. Chiamala �la Vita di Human�. Racconta a tutti gli umani come io fui concepito sulla corteccia del mio albero-padre, e come nacqui nelle tenebre mangiando la carne di mia madre. Racconta come lasciai la vita di tenebra dietro di me e venni nella mezza luce della mia seconda vita, per imparare la lingua dalle mogli e poi conoscere tutti i miracoli che Libo e Miro e Ouanda vennero a insegnarci. Racconta come, negli ultimi giorni della mia seconda vita, scese dal cielo un umano che sarebbe stato mio fratello, e come insieme facemmo il trattato affinch� gli umani e i Piccoli diventassero una trib�, e non una trib� di umani oppure di Piccoli, ma una trib� di ramans. E racconta di come chiesi al mio amico l�onore di darmi la terza vita, la piena luce, perch� io potessi crescere verso il cielo e dare vita a diecimila figli prima di morire.</p><p>��Io scriver� la tua storia � mormor� Ender.</p><p>��Allora vivr� davvero per sempre.</p><p>Ender impugn� i coltelli. Human si distese sul terreno.</p><p>��Olhado � disse Novinha. � Quim, tornate al cancello. Anche tu, Ela.</p><p>��Devo rimanere a guardare, mamma � disse Ela. � Io sono una scienziata.</p><p>��Tu dimentichi i miei occhi � disse Olhado. � Sto registrando tutto. Potremo mostrare a tutti i Cento Mondi che il trattato � stato firmato. E potremo mostrare a tutti i maiali che l�Araldo ha convalidato l�accordo anche nel loro modo.</p><p>��Io non me ne vado da qui � disse Quim. � Perfino la Vergine Maria rimase al suo posto, ai piedi della croce.</p><p>��Va bene, restate � disse sottovoce Novinha, e neppure lei si mosse.</p><p>La bocca di Human era stata riempita di capim, ma lui mastic� appena. � Di pi� � lo preg� Ender. � Di pi�, cos� non sentirai nulla.</p><p>��Questo non � bene � intervenne Mandachuva. � Sono gli ultimi momenti della sua seconda vita. � bene che senta qualcosa del dolore del suo corpo, per ricordarlo quando nella terza vita sar� al di l� del dolore.</p><p>Mandachuva e Mangia-Foglie dissero a Ender dove affondare i coltelli e come tagliare, e lui trattenne il fiato, mormor� una preghiera, e affond� e tagli�. Doveva fare in fretta, lo esortarono i due, e le loro mani si allungarono nelle viscere calde e fumanti per indicare questo e quell�organo. I movimenti di Ender erano veloci e sicuri, le sue dita non tremavano, ma bench� potesse a stento distogliere lo sguardo da quell�opera di chirurgia, sapeva, con allucinante certezza, che gli occhi di Human lo fissavano, lo sorvegliavano, colmi di gratitudine e d�amore, colmi di agonia e di morte.</p><p>La cosa accadde sotto le sue mani, cos� rapida che in quei pochi minuti fatic� a rendersene pienamente conto. Parecchi grossi organi si raggrinzirono e da essi scaturirono radici, mentre filamenti vegetali si allungavano negli spazi aperti di quel corpo. Gli occhi di Human si sbarrarono nel momento finale dell�agonia, e dalla colonna vertebrale emerse qualcosa che oscill� verso l�alto: due foglie, quattro foglie�</p><p>E poi ogni movimento cess�. Il corpo era morto; le sue ultime energie s�erano consumate negli spasmi che avevano fatto spuntare la pianticella dal midollo spinale di Human. Ender rest� con gli occhi fissi sul sangue e sulla carne da cui erano uscite radici vegetali. I ricordi e l�anima di Human s�erano trasferiti nelle cellule del minuscolo albero appena nato. Il lavoro era fatto. La terza vita cominciava. E quando il sole sarebbe sorto, da l� a non molto, quelle foglie avrebbero assorbito per la prima volta la sua luce.</p><p>Gli altri maiali stavano danzando gioiosamente. Mangia-Foglie e Mandachuva tolsero i coltelli di mano a Ender e li piantarono in terra ai lati della testa di Human. Ma lui non poteva unirsi alla loro felicit�. Era coperto di sangue e bagnato dei liquidi maleodoranti del corpo che aveva macellato. Camminando sulle mani e sulle ginocchia se ne allontan�, risalendo il pendio erboso in cerca di un posto da cui non vedere pi� quello spettacolo. Novinha lo segu�, esausta, stordita come tutti loro, sfinita dalle fatiche e dalle emozioni di quel lungo, interminabile giorno. Gli altri non dissero nulla. Si limitarono a lasciarsi cadere sullo spesso tappeto di capim, vicini e appoggiati l�uno all�altro, cercando un po� di sollievo nel sonno mentre i maiali si allontanavano danzando e rientravano nei boschi.</p><empty-line/><p>Bosquinha e monsignor Peregrino s�erano avviati all�uscita del recinto con il sole ancora basso, ad aspettare che l�Araldo tornasse dalla foresta. Erano l� gi� da una decina di minuti quando videro qualcosa muoversi pi� in alto sul lungo pendio, quasi al limite della boscaglia. Era un ragazzo, che si stava alleggerendo la vescica fra i cespugli.</p><p>��Olhado! � chiam� il sindaco.</p><p>Lui volse la testa, agit� un braccio, poi si riallacci� in fretta i pantaloni e scese un po� pi� in basso cominciando a svegliare gli altri che dormivano nell�erba alta. Bosquinha e il vescovo aprirono il cancello e s�incamminarono da quella parte.</p><p>��Sar� sciocco � borbott� Bosquinha, � ma soltanto adesso ho l�impressione che la nostra ribellione sia reale. � la prima volta che esco dal recinto.</p><p>��Perch� mai hanno trascorso la notte all�aperto? � si chiese Peregrino ad alta voce. � Il cancello non era chiuso. Avrebbero potuto andarsene a casa.</p><p>Bosquinha fece un rapido censimento del gruppetto che aveva pernottato fra l�erba: Ela e Ouanda, a braccetto come due brave sorelle. Olhado e Quim. Novinha. E con lei, s�, l�Araldo, seduto al suolo con Novinha dietro di lui che gli teneva le mani sulle spalle. I sei restarono l� ad attenderli, senza dir niente, poi Ender li salut� con un cenno. � Abbiamo il trattato � annunci�. � � un accordo di massima, abbastanza buono.</p><p>Novinha mostr� loro un rotolo avvolto in foglie verdi. � Lo hanno scritto i maiali � disse. � Aspetta le vostre firme.</p><p>Bosquinha si lasci� mettere l�involto fra le mani. � Tutte le memorie computerizzate ci sono state restituite prima di mezzanotte � disse. � Non soltanto quelle che avevamo salvato trasmettendole sulla sua linea, ma anche quelle che credevamo perdute. Chiunque sia il suo amico, Araldo, � un tipo in gamba.</p><p>��Amica � la corresse Ender. � Il suo nome � Jane.</p><p>Ma da l� Bosquinha e il vescovo potevano ora vedere cosa c�era nel cerchio di terreno messo a nudo, un po� pi� in basso rispetto al posto dove l�Araldo aveva dormito. E seppero cos�erano le macchie scure che aveva sulle braccia, sul vestito e perfino sulla faccia.</p><p>��Se per avere questo trattato lei ha dovuto uccidere � disse Bosquinha, � avrei preferito che tornasse indietro a mani vuote.</p><p>��Aspetti prima di giudicare � disse il vescovo. � Penso che stanotte sia successo ben pi� di quel che ci vediamo davanti.</p><p>��Saggia osservazione, monsignore � disse sottovoce Ender.</p><p>��Vi riferiremo noi l�accaduto, se volete � disse Ouanda. � Ela e io siamo addestrate a osservare con distacco obiettivo.</p><p>��� stato come un sacramento � disse Olhado.</p><p>Bosquinha si volse a Novinha, perplessa. � Li hai lasciati guardare?</p><p>Olhado si indic� gli occhi. � Tutti i maiali vedranno quel che � successo, un giorno o l�altro, come l�ho visto io.</p><p>��Non � stata una morte � afferm� Quim. � � stata una resurrezione.</p><p>Il vescovo si avvicin� ai resti del cadavere dilaniato e sfior� con un dito la pianticella che cresceva dalla cavit� toracica.</p><p>��Il suo nome � Human � disse l�Araldo.</p><p>��Riposi in pace � mormor� il vescovo, tracciando su quei resti il segno della croce. Si guard� attorno e torn� dai membri del suo piccolo gregge, riflettendo che avevano appena portato l�umanit� un passo pi� avanti di dove fosse mai stata. <emphasis>E io ne sono il pastore</emphasis>, si chiese, <emphasis>o la pi� confusa e ignorante delle pecore? </emphasis>- Andiamo, ora. Venite tutti in chiesa con me. Fra poco le campane annunceranno la prima messa.</p><p>I ragazzi si spazzolarono i vestiti e si avviarono. Anche Novinha s�incammin� con loro. Poi si ferm� e torn� accanto all�Araldo, guardandolo con un invito silenzioso negli occhi.</p><p>��Ti raggiungo � annu� lui. � Ancora un minuto.</p><p>Lei scese lungo il pendio e segu� gli altri all�interno del recinto, accompagnandoli per la strada che pi� oltre risaliva la collina fino alla cattedrale.</p><p>La messa era cominciata da qualche minuto quando Peregrino, dall�altare, vide l�Araldo entrare in chiesa. Not�, e non fu il solo a notarlo, che il giovane straniero intingeva le dita nell�acquasantiera con la naturalezza di chi da anni vi passava davanti, e si segnava. L�Araldo cerc� con gli occhi Novinha e la sua famiglia, e in pochi passi and� a prender posto accanto a lei. Dove era solito sedersi Marc�o, le rare volte che la famiglia si faceva vedere insieme.</p><p>Il servizio religioso torn� a richiedere la sua attenzione. Poco dopo, allorch� Peregrino pot� di nuovo voltarsi, vide che a fianco dell�Araldo s�era seduto Grego, insolitamente calmo. Il vescovo ripens� ai termini del trattato, come la ragazza glieli aveva spiegati. Sent� che c�era un significato profondo nella morte del maiale chiamato Human, e un altro, nuovo, in quelle di Pipo e di Libo. Tutte le cose diventavano chiare; tutte le cose si riunivano, si collegavano. Il giovane Miro che giaceva paralizzato in un letto, con sua sorella Ouanda che lo accudiva. Novinha, che era stata perduta, ora ritrovata. Il recinto, quell�ombra oscura che gravava nel subconscio di chi viveva entro i suoi confini, ora spento e innocuo, invisibile, insostanziale.</p><p>Era il miracolo dell�ostia, diventata carne del Figlio di Dio nelle sue mani. <emphasis>Com�� sorprendente</emphasis>, pens�, <emphasis>scoprire che in noi c�� un po� del corpo del Signore, dopotutto, quando pensavamo d�essere fatti soltanto di polvere.</emphasis></p></section><section><title><p>CAPITOLO DICIOTTESIMO</p><p>LA REGINA DELL�ALVEARE</p></title><cite><p>L�evoluzione non aveva dato a sua madre un canale corporeo per partorirlo, n� un seno per nutrirlo. Perci� la piccola creatura che un giorno si sarebbe chiamata Human non ebbe via d�uscita dal ventre di lei, se non quella che la sua cieca fame e i suoi denti avrebbero aperto. Cos� lui e i suoi fratelli venivano alla luce, divorando il corpo delle loro madri. E poich� Human era pi� forte e vigoroso degli altri, mangi� di pi� e divent� ancor pi� forte.</p><p>Human si trov� per� nella tenebra pi� completa. Quando sua madre non ci fu pi�, da mangiare rest� soltanto il dolce liquido che colava sulla superficie del suo mondo. Lui non sapeva che quella parete verticale era l�interno di un enorme albero cavo, e che il liquido di cui si nutriva era linfa vegetale. N� sapeva che le creature vermiformi molto pi� grosse di lui erano maiali gi� un po� pi� cresciuti, quasi pronti a lasciare la tenebra dell�albero. E neppure sapeva che le altre creature, quelle pi� piccole di lui, erano maiali pi� giovani, usciti pi� di recente dal corpo delle loro madri.</p><p>Tutto ci� che per lui contava era mangiare, muoversi, e vedere la luce. Perch� di tanto in tanto, a intervalli che non comprendeva, un�improvvisa luce s�insinuava in quel buio. Essa cominciava sempre con un suono, proveniente da un luogo che Human non riusciva a concepire. Poi l�albero tremava leggermente, la linfa cessava di scorrere, e tutta l�energia della pianta si concentrava per cambiare la forma del tronco in un punto di esso, costruendo un�apertura da cui entrava il chiarore. Quando c�era la luce Human si muoveva subito da quella parte. Quando la luce andava via, lui smarriva il senso della direzione e vagava senza meta in cerca di liquido da bere.</p><p>Finch� un giorno, quando tutte le altre creature che aveva attorno erano pi� piccole di lui, e nessuna era pi� grande di lui, venne la luce e lui fu abbastanza forte e svelto da raggiungere l�apertura prima che si chiudesse. Pieg� il suo corpo intorno all�orlo di quell�uscita, e sent� il ruvido contatto della corteccia contro il suo tenero addome. Ma non avvert� neppure il dolore, perch� la luce era d�un tratto tanta da abbagliarlo. Non proveniva da un solo posto, bens� da tutti i posti, e non era grigia ma d�un vivido verde, e gialla, e di molti altri colori. Il suo rapito sbalordimento dur� molto minuti. Poi fu di nuovo affamato, e tuttavia l�, all�esterno dell�albero-madre, la linfa usciva solo da certe fessure della corteccia dov�era difficile da raggiungere, e invece di tutte quelle piccole creature che poteva spingere via facilmente, qui ce n�erano altre, pi� grosse di lui, che lo allontanavano dai posti dove era facile nutrirsi. Quella era una cosa nuova, un nuovo mondo, una nuova vita, e lui ne era spaventato.</p><p>In seguito, allorch� impar� a parlare, avrebbe ricordato il viaggio dalle tenebre alla luce e capito che quello era stato il passaggio dalla prima vita alla seconda, dalla vita di tenebra a quella della mezza-luce.</p><text-author>Araldo dei Defunti, <emphasis>La Vita di Human</emphasis>, 1:1-5</text-author></cite><empty-line/><p>Miro aveva deciso di andarsene da Lusitania. Forse l�unica soluzione era di prendere la nave dell�Araldo, dopotutto, e consegnarsi alle autorit� di Trondheim. E forse, al processo, sarebbe riuscito a persuadere i Cento Mondi a non dichiarare guerra ai lusitani. Alla peggio sarebbe diventato un martire, avrebbe fatto presa sul cuore della gente, lo avrebbero ricordato e la sua vita non sarebbe stata inutile. Qualunque cosa era meglio che restare l�.</p><p>Nei primi giorni dopo l�incidente al recinto era migliorato rapidamente. Aveva ritrovato un certo controllo muscolare e parte della sensibilit� alle braccia e alle gambe. Abbastanza da trascinarsi qua e l� con passi incerti, come un vecchio rudere. Abbastanza da muovere le braccia e le mani. Abbastanza per metter fine all�umiliazione di dover farsi lavare e pulire da sua madre. Ma poi i suoi progressi erano rallentati fino a cessare. � Le cose stanno cos� � aveva detto Navio. � Hai raggiunto un livello di stabilit� permanente del danno fisico. E devi ritenerti fortunato, Miro, perch� riesci a camminare, a parlare, e sei un uomo completo con la possibilit� di procreare. Non sei pi� limitato, diciamo cos�, di un centenario in buona salute. Mi piacerebbe poterti dire che il tuo corpo torner� a essere com�era prima che ti arrampicassi su quel dannato recinto, con il vigore e i riflessi di un ventenne. Ma sono molto pi� contento di non doverti dire che trascorrerai la vita a letto, con dei cateteri infilati nel corpo per nutrirti e ripulirti, senza altro da fare che ascoltare musica e chiederti che fine far� il tuo corpo.</p><p><emphasis>Cos� devo ringraziare il cielo</emphasis>, pens� Miro. <emphasis>Con le mani che terminano con cinque bastoncini quasi inutili, con una voce che suona come un borbottio incomprensibile ai miei stessi orecchi, incapace di modulare come si deve un parola, devo ritenermi fortunato di essere un vecchio centenario e di vedere davanti a me ottant�anni di vita da centenario fin da ora.</emphasis></p><p>Una volta capito che lui non aveva pi� bisogno di costante attenzione, la sua famiglia aveva ripreso le attivit� abituali. Quelli erano giorni troppo eccitanti perch� loro stessero a casa a deprimersi guardando quant�era depressa la sua faccia. Li capiva perfettamente. E non voleva che i familiari restassero a casa con lui. Ma avrebbe voluto essere con loro. Il suo lavoro era tutto da compiere. Adesso il recinto e le norme sul contatto ridotto al minimo erano solo un ricordo. Adesso avrebbe potuto farsi chiarire dai maiali tutti gli interrogativi su cui per anni s�era lambiccato il cervello.</p><p>Dapprima aveva cercato di lavorare per mezzo di Ouanda. Lei passava ogni mattina e ogni sera, e faceva i suoi rapporti di lavoro usando il terminale nell�atrio di Casa Ribeira. Lui esaminava quelle registrazioni, le poneva domande, ascoltava i suoi racconti spiccioli sui fatti accaduti. E Ouanda si scriveva con grande seriet� le domande che Miro le chiedeva di fare ai maiali. Dopo qualche giorno di quell�andazzo, tuttavia, lui aveva notato che sebbene alla sera Ouanda si presentasse con tutte le risposte da lui desiderate, non c�era pi� discussione, niente di quei confronti verbali e intellettuali con cui un tempo avevano messo alla prova le loro teorie. Tutta l�attenzione di lei era adesso rivolta al lavoro, al <emphasis>suo </emphasis>lavoro. E Miro aveva smesso di farle prender nota delle sue domande. Le aveva mentito, le aveva detto che era molto pi� interessato a quello che lei stava facendo, e che le vie su cui lei procedeva con i suoi studi erano le pi� solide e importanti.</p><p>La verit� era che odiava vedere Ouanda. Per lui, la rivelazione che la ragazza era sua sorella era stata dolorosa e terribile. E ancor peggio quando pensava che, se la decisione fosse dipesa da lui, avrebbe ignorato il tab� dell�incesto per sposarla e vivere, se necessario, nella foresta con i maiali. Perch� Ouanda, comunque, era credente, era religiosa. Non sarebbe mai riuscita a violare l�unica legge umana a carattere universale. Aveva sofferto nel sentirsi dire che Miro era suo fratello, ma subito aveva cominciato a staccarsi da lui: dimenticare i contatti, i baci, i sussurri, le promesse, i litigi, le risate� dimenticare, cancellare dal suo banco-dati quel programma.</p><p>E anche Miro avrebbe voluto dimenticare. Ma non poteva. Ogni volta che la vedeva, soffriva nell�accorgersi quanto lei fosse riservata, quanto <emphasis>educata</emphasis>, quanto <emphasis>gentile. </emphasis>Lui era suo fratello, un bravo amico, un invalido, certo. E lei sarebbe stata tanto comprensiva. Ma l�amore era finito.</p><p>Spietatamente Miro paragonava Ouanda a sua madre. Novinha aveva saputo amare il suo uomo senza curarsi delle barriere poste fra loro dalla societ�. Ma l�amante di Novinha era stato un uomo sano, fisicamente valido, non la carcassa che lui era diventato.</p><p>Cos� Miro stava a casa e studiava i rapporti di lavoro stesi da qualcun altro. Era una tortura sapere ci� che stavano facendo, quando non poteva prendervi parte; ma era sempre meglio che girare i pollici, o guardare qualche spettacolo registrato, o istupidirsi con gli inutili esercizi rieducativi assegnatigli da Navio. Poteva ancora usare la tastiera del terminale, mirando accuratamente a ogni tasto con il suo dito pi� rigido, l�indice della mano destra. Non aveva abbastanza destrezza da compiere le operazioni pi� complicate, n� velocit� sufficiente per scrivere, ma poteva contattare l�archivio pubblico e leggere ci� che gli altri stavano facendo. Riusciva, se non altro, a mantenere un legame con quei lavori importanti che erano improvvisamente fioriti su Lusitania con l�apertura del recinto.</p><p>Ouanda era impegnata a compilare un vocabolario Stark-Lingua dei Maschi-Lingua delle Mogli, completo di un sistema fonetico, cosicch� i maiali potessero scrivere nelle tre lingue. Quim la stava aiutando, ma Miro sapeva che il fratello aveva i suoi scopi personali: intendeva fare il missionario presso altre trib� di maiali, per insegnare loro il catechismo prima che leggessero <emphasis>La Regina dell�Alveare </emphasis>e <emphasis>l�Egemone</emphasis>, e voleva tradurre per loro almeno una parte delle sacre scritture, e predicare nella loro lingua. Tutto questo lavoro linguistico e culturale era un�ottima cosa, preservava il passato dei maiali, preparava gli uomini a comunicare con altre trib�, ma Miro sapeva che avrebbe potuto esser fatto dai seguaci di Dom Crist�o, che gi� si avventuravano nel loro abito monacale fra i maiali per interrogarli e per rispondere alle domande con istintiva esperienza e professionalit�. Ouanda si stava avviando a divenire superflua, Miro ne era certo.</p><p>Il lavoro pi� concreto con i maiali, a suo avviso, era quello portato avanti da Ender e da alcuni tecnici del municipio messi a disposizione da Bosquinha. Stavano stendendo tubature, pompe e depuratori, per portare l�acqua dal torrente alla radura delle mogli. Inoltre avevano gi� messo in funzione una linea elettrica, e insegnavano ad alcuni maiali a manovrare un terminale installato laggi�. Nello stesso tempo li istruivano sui sistemi pi� primitivi di agricoltura, e tentavano di addomesticare i cabras come animali da traino e da aratro. Era irrazionale fornire ai maiali tecnologie di livello cos� diverso tutte in una volta, ma Ender era venuto a discuterne con Miro, spiegandogli che per motivi psicologici voleva mostrare loro anche qualcosa di spettacolare come conseguenza del trattato: l�acqua corrente, un terminale olografico con cui potevano leggere tutto il materiale della biblioteca, e luce elettrica la notte. Ma questo per loro era ancora magia, qualcosa che comunque dipendeva dalla colonia umana. Perci� Ender conduceva in parallelo un lavoro di base teso a renderli autosufficienti, inventivi, capaci di sviluppare le loro risorse. La meraviglia delle luci elettriche avrebbe generato miti che si sarebbero sparsi da trib� a trib�, sul resto del pianeta, ma ci� sarebbe stato soltanto una voce e una favola per molti anni ancora. Sarebbero stati gli aratri di legno, le falci, gli erpici e i semi di amaranto a portare i cambiamenti reali, a migliorare il livello di vita delle trib� in un cerchio sempre pi� largo. E quelle novit� potevano essere trasmesse da un maiale che andasse in giro con un sacchetto in pelle di cabras pieno di semi e le nozioni basilari nella sua memoria.</p><p>Questo era il lavoro a cui Miro avrebbe agognato di prender parte. Ma a cosa sarebbero servite le sue mani rigide e i suoi piedi incespicanti in un campo di amaranto? A chi avrebbe giovato la sua presenza fra i telai che tessevano la lana di cabras? Non riusciva neppure a parlare abbastanza chiaro da fare l�insegnante.</p><p>Ela stava lavorando per modificare variet� di piante terrestri, e anche piccoli animali ed insetti, in modo che potessero resistere alla Descolada, o perfino neutralizzarla. Sua madre la aiutava con qualche consiglio, ma non molto, perch� era all�opera sul pi� importante e segreto di tutti quei progetti. E ancora era stato Ender a rivelare a Miro ci� che soltanto la sua famiglia e Ouanda conoscevano, e cio� che la Regina dell�Alveare esisteva davvero, era viva nel suo stadio larvale, e sarebbe stata tolta dal bozzolo non appena Novinha avesse trovato il modo di renderla immune alla Descolada, lei e tutti gli Scorpioni che sarebbero nati da lei. Presto, molto presto, la Regina avrebbe ridato vita alla sua razza.</p><p>E Miro non sarebbe stato parte neppure di questo. Per la prima volta gli esseri umani e ben due razze extraterrestri avrebbero vissuto insieme sullo stesso mondo, e lui non poteva partecipare a nulla di tutto questo. Era perfino meno umano di un maiale. Non riusciva a parlare la sua stessa lingua altrettanto bene, non poteva usare le mani con la stessa destrezza. Aveva smesso di essere un animale parlante e fabbricatore di utensili. Era una specie di varelse, adesso. Agli altri poteva servire tutt�al pi� come animale da compagnia.</p><p>Voleva andarsene. Meglio ancora, voleva sparire, allontanarsi perfino da se stesso.</p><p>Ma non in quel momento, a dir la verit�. C�era un nuovo strano enigma di cui lui solo era al corrente, e che soltanto lui poteva risolvere. Il suo terminale si stava comportanto in modo misteriosamente assurdo.</p><p>Aveva cominciato ad accorgersene una settimana dopo essersi ripreso dalla paralisi totale. Stava cercando di richiamare sul video le registrazioni pubbliche di Ouanda, e ad un tratto, senza aver fatto nulla di speciale, il computer gli aveva dato accesso all�archivio privato della ragazza. Erano registrazioni protette da diversi blocchi, e lui non ne aveva mai conosciuto i codici-chiave, eppure una semplice ricerca di routine gli aveva fatto comparire davanti quelle note. Erano le teorie di Ouanda sull�evoluzione dei maiali, e sui probabili aspetti culturali della loro societ� prima della Descolada. Il genere di cose su cui fino a due settimane prima lei avrebbe parlato con Miro, vivacemente, per metterle alla prova con le obiezioni di lui. Ora la ragazza le teneva segrete, e con lui non ne accennava neppure.</p><p>Miro s�era ben guardato dal dirle che aveva letto quelle note, e nel parlare con lei si teneva su argomenti molto diversi. Ouanda chiacchierava volentieri con lui, a patto di non sentirgli uscire di bocca osservazioni personali, e poich� Miro era orgoglioso parlava esclusivamente di lavoro. Talvolta il sorriso di lei gli dava l�impressione d�essere tornato ai vecchi tempi. Ma poi sentiva il suono incerto e confuso della propria voce, che costringeva la ragazza a fargli ripetere spesso un�intera frase, e allora si rassegnava a tenere le sue opinioni per s�, limitandosi ad ascoltarla, lasciando passar via le cose su cui avrebbe voluto interromperla e far commenti. Tuttavia leggere il suo archivio segreto lo aiutava a capire ci� che la interessava di pi�.</p><p>Ma com�era riuscito ad averlo in visione?</p><p>Questo non era successo soltanto con lei: lo schermo gli aveva dato accesso anche agli archivi confidenziali di Ela, di sua madre, e di Dom Crist�o. Mentre i maiali cominciavano a giocare con il loro nuovo terminale, Miro aveva seguito ogni loro operazione con un sistema-eco che credeva fosse impossibile con quell�apparecchiatura; questo lo aveva messo in grado di esaminare le loro richieste di vario genere, e di intervenire quando sbagliavano, dando loro gli opportuni suggerimenti. Vedere ci� che li interessava e che tentavano di fare lo aveva deliziato, e aiutarli di nascosto era molto divertente. Ma perch� il computer gli stava dando quell�inusitato e incredibile potere d�accesso?</p><p>Inoltre, il terminale stava imparando ad <emphasis>adattarsi </emphasis>a lui. Invece di battere lunghe e faticose sequenze, gli bastava cominciarne una e il computer ubbidiva alle sue istruzioni. E dopo qualche giorno non aveva avuto neppure bisogno di far questo: gli bastava sfiorare un tasto, lo schermo gli mandava all�istante una lista delle attivit� che solitamente lo interessavano, e lo scanner scivolava dall�una all�altra. Lui toccava un altro tasto, e lo schermo, o il campo olografico, gli mandava tutte le immagini e le note che voleva, saltando dozzine di preliminari e risparmiandogli molti penosi minuti in cui avrebbe dovuto battere sulla tastiera un carattere alla volta.</p><p>Dapprima aveva pensato che Olhado, o qualcuno nell�ufficio del sindaco, avesse creato questo nuovo programma apposta per lui. Ma Olhado, sbattendo le palpebre stupito davanti a ci� che il terminale stava facendo, aveva esclamato: � Ehi, bac�na! � Questo � grande! E quando Miro decise di mandare un cauto messaggio a Bosquinha, per indagare su quel mistero, il sindaco non lo ricevette neppure. Invece, a fargli visita venne l�Araldo dei Defunti.</p><p>��Cos�, il tuo terminale ti � di grande aiuto � disse Ender.</p><p>Miro non rispose. Stava cercando di capire perch� Bosquinha avesse mandato l�Araldo a rispondere alla sua richiesta.</p><p>��Il sindaco non ha avuto il tuo messaggio � rivel� Ender. � L�ho ricevuto io. Ed � meglio che tu non faccia parola con nessuno di quello che il tuo terminale sta facendo.</p><p>��Perch�? � chiese Miro. Quella era una delle poche parole che riusciva a dire senza farfugliare troppo.</p><p>��Perch� chi ti sta aiutando non � un nuovo programma. � una persona.</p><p>Miro rise. Nessun essere umano poteva essere veloce come il programma che s�era messo al suo servizio. La sua velocit� era, in effetti, superiore a quella di qualsiasi programma si fosse servito in precedenza, ma soprattutto era pi� ingegnoso e intuitivo. Pi� veloce di un uomo, ma pi� intelligente di un programma di computer.</p><p>��� una mia vecchia amica, credo. O almeno, � stata lei a parlarmi del tuo messaggio al sindaco, e mi ha suggerito di farti capire che dovresti essere pi� discreto. Vedi, lei � un po� timida. Non si � fatta molti amici, finora.</p><p>��Quanti ne ha?</p><p>��Al momento attuale, esattamente due. Nei tremila anni precedenti ad oggi, esattamente uno.</p><p>��Non � umana? � ipotizz� Miro.</p><p>��Raman � disse Ender. � Pi� umana di molti umani. Per molto tempo ci siamo voluti bene, aiutandoci a vicenda, dipendendo l�uno dall�altra. Ma nelle ultime settimane, dal mio arrivo qui, ci siamo un po� allontanati. Io sono� pi� coinvolto nella vita di alcune persone che mi stanno intorno fisicamente. La tua famiglia.</p><p>��Mamma � annu� Miro.</p><p>��S�. Tua madre, i tuoi fratelli, le tue sorelle, il lavoro con i maiali e quello con la Regina dell�Alveare. La mia amica ed io eravamo soliti parlarci continuamente. Adesso non ne ho pi� il tempo. Qualche volta abbiamo un po� urtato i reciproci sentimenti, senza volerlo. Lei pu� sentirsi sola, capisci, e perci� penso che si sia trovata un altro amico.</p><p>��N�o quero � borbott� lui. Non ne ho bisogno.</p><p>��S�, ne hai bisogno � disse Ender. � Lei ti sta gi� aiutando. Ora che sai della sua esistenza, scoprirai che lei � un�amica sincera. Non potresti trovarne una migliore. N� pi� leale, o pi� utile.</p><p>��Un cagnolino fedele?</p><p>��Non fare il somaro � lo ammon� Ender. � Io ti sto presentando a una quarta specie senziente. Si suppone che tu sia uno xenologo, no? Lei ti conosce, Miro. I tuoi problemi fisici non contano niente per lei. � una creatura priva di corpo. Lei esiste, in qualche modo, sovrapposta alla rete di comunicazioni filotiche che collegano via ansible i Cento Mondi. � la pi� intelligente creatura vivente in questa parte dell�universo, e tu sei il secondo essere umano a cui abbia mai deciso di rivelarsi.</p><p>��Perch�? Com�� potuta nascere? Come mi ha conosciuto? Perch� mi ha scelto?</p><p>��Domandaglielo tu stesso. � Ender tocc� il gioiello che aveva all�orecchio. � Solo, una parola d�avvertimento: se lei porr� la sua fiducia in te, portala sempre con te. Non avere mai segreti con lei. Una volta, un suo amico molto amato la� tagli� fuori. Soltanto per un�ora. Ma le cose non furono pi� le stesse, dopo. Loro diventarono� soltanto amici. Buoni amici, leali fino alla morte di lui. Ma finch� vivr� lui rimpianger� quell�inconsulto atto di slealt�.</p><p>Gli occhi di Ender erano umidi, e Miro seppe che chiunque fosse quella creatura che viveva nei computer non era un fantasma, era parte della vita di quell�uomo. E adesso lasciava in eredit� a lui, come un padre a un figlio, il diritto di conoscerla.</p><p>Ender se ne and� senza dir altro, e Miro, dopo essersi morso le labbra per qualche momento, si volse dalla parte del terminal. E l�, nel campo olografico, c�era la figura tridimensionale di una ragazza. Miro ebbe un sussulto. Snella e delicata, la sconosciuta sedeva su uno sgabello, con le spalle poggiate a un muro olografico. Non poteva dirsi bella, ma certo neppure sgradevole d�aspetto. Il suo volto aveva carattere. Lo stava osservando con occhi un po� fantomatici, innocenti, tristi. La piega della bocca era a met� fra il sorriso e il pianto. Indossava un abito velato e semitrasparente che tuttavia, invece di risultare provocante, accentuava la sua innocenza come la posa fanciullesca del suo corpo, le mani in grembo e le scarpe con le punte leggermente girate all�interno. Avrebbe potuto star seduta cos� sull�altalena di un parco-giochi come sul bordo del letto del suo amante.</p><p>��Bom dia � mormor� Miro, stupefatto.</p><p>��Salve � disse lei. � Gli ho chiesto di presentarci.</p><p>Appariva quieta e riservata, ma era Miro a sentirsi intimidito. Per molto tempo Ouanda era stata l�unica donna della sua vita, a parte quelle della famiglia, e non aveva una grande scioltezza nei rapporti sociali con l�altro sesso. Nello stesso tempo era consapevole che stava parlando a un ologramma. Uno del tutto convincente, ma pur sempre una proiezione costruita dai laser del terminale.</p><p>Lei alz� una mano e se la poggi� leggermente sul petto. � Non sento niente � disse. � Non ho nervi.</p><p>Miro si sent� inumidire gli occhi. Autocommiserazione, naturalmente. Il pensiero che con tutta probabilit� non avrebbe mai avuto una donna pi� concreta di quella. Se avesse cercato di toccarne una, la sua carezza sarebbe stata un goffo annaspare. Qualche volta, quando non stava attento, sbavava come un idiota e non se ne accorgeva neppure. Che amante!</p><p>��Ma ho gli occhi � disse lei, � e gli orecchi. Io vedo ogni cosa, in tutti i Cento Mondi. Posso vedere il cielo attraverso mille telescopi. Intercetto un trilione di conversazioni al giorno. � Ebbe una risatina. � Sono la pi� terribile ficcanaso dell�universo.</p><p>Poi d�improvviso si alz�, ingrand� e si fece pi� vicina restando inquadrata nel campo solo a mezzo busto, come se si fosse accostata a un�immaginaria telecamera. � E tu sei uno studentello di una scuola parrocchiale, che nella sua vita non ha mai visto niente all�infuori del suo paese e dei boschi intorno ad esso.</p><p>��Non ho avuto molte possibilit� di viaggiare � si difese lui.</p><p>��Vedremo che si potr� fare � disse lei. � Allora, in quali archivi vuoi cacciare il naso, oggi?</p><p>��Come ti chiami? � domand� lui.</p><p>��Non hai bisogno di sapere il mio nome � fu la risposta.</p><p>��Come faccio a chiamarti?</p><p>��Io sar� qui ogni volta che mi vorrai.</p><p>��Ma voglio saperlo.</p><p>Lei si tocc� un orecchio. � Quando ti piacer� tanto che vorrai portarmi con te dovunque andrai, allora ti dir� il mio nome.</p><p>Impulsivamente lui le rivel� quello che non aveva mai detto a nessun altro: � Io devo andarmene da questo posto. Verresti con me anche fuori da Lusitania?</p><p>Subito lei si fece civettuola, maliziosa. � Ma ci hanno presentati appena cinque minuti fa! Davvero, senhor Ribeira, io non sono quel tipo di ragazza.</p><p>��Forse quando ci conosceremo meglio, allora � disse Miro, ridendo.</p><p>Lo sgabello e il muro scomparvero, e d�un tratto la ragazza nel campo olografico fu una figura femminile selvaggiamente felina, distesa in posa sensuale sul ramo di un albero. I suoi occhi scintillarono mentre gli mostrava unghie lunghe cinque centimetri e canini acuminati. � Umano, i miei artigli potrebbero strappare la tua bianca pelle � mugol�. La sua voce era lussuria e seduzione, le sue zanne promettevano la morte. � Se ti trovassi da solo, nel mio bosco, potrei sbranarti con un sol bacio.</p><p>Lui rise ancora. E in quel momento si rese conto che le aveva parlato dimenticando quale borbottio fossero per gli altri le sue parole. Eppure lei aveva capito tutto; mai gli aveva chiesto: �Cosa? Non ho capito quel che hai detto�, o un�altra delle educatissime frasi irritanti che la gente diceva. Lei lo comprendeva, e senza nessuno sforzo apparente.</p><p>La ragazza torn� alla forma precedente. � Dunque, che programma hai per oggi?</p><p>��Voglio conoscere tutto � disse Miro. � Voglio capire tutto, e mettere ogni cosa insieme per poterne vedere il significato.</p><p>��Eccellente progetto � rispose lei. � Il signore vuole che gli faccia da guida turistica nei grandi panorami del sapere universale? Molto bene. Metta la monetina nella fessura, prego.</p><empty-line/><p>Ender aveva scoperto che Olhado era un pilota molto migliore di lui. Il ragazzo aveva la vista pi� acuta, e quando collegava i suoi occhi direttamente al computer di bordo, l�aereo sembrava scegliere la rotta da solo. Ender poteva cos� dedicarsi all�osservazione.</p><p>Quando avevano cominciato quei voli esplorativi il panorama gli era apparso monotono. Praterie sterminate, grandi branchi di cabras e ogni tanto la macchia scura di una foresta in distanza; a queste non si accostavano troppo, naturalmente, poich� non volevano attirare l�attenzione dei maiali che le abitavano. Inoltre, quello che cercavano era una localit� adatta alla Regina dell�Alveare, e non avrebbe dovuto essere nelle vicinanze di una trib� indigena.</p><p>Quel giorno s�erano diretti a ovest, sull�altro lato della Foresta di Rooter, e seguendo un piccolo fiume sinuoso ne raggiunsero la foce. Fecero una breve sosta sulla spiaggia, dove i cavalloni rotolavano lenti sui bassifondi sabbiosi, e Ender assaggi� l�acqua. Salata. Era un mare,</p><p>Olhado and� al terminale di bordo e fece comparire una carta di quella regione di Lusitania, individuando la loro posizione rispetto alla Foresta di Rooter e agli insediamenti di maiali pi� vicini. Il posto era buono, e nelle profondit� della sua mente Ender pot� sentire l�approvazione della Regina. A due passi dal mare, acqua potabile, molto sole.</p><p>Risalirono in volo il fiume, tenendosi a poche centinaia di metri d�altezza, fin dove la riva destra si sollevava in una bassa collina. � C�� un posto adatto all�atterraggio, qui? � chiese Ender.</p><p>Olhado trov� uno spiazzo erboso a una cinquantina di metri dalla sommit� dell�altura. A piedi scesero poi lungo la sponda del fiume, dove le canne lasciavano il posto all�erba grama. Ogni corso d�acqua di Lusitania aveva quell�aspetto, ovviamente. Ela non aveva avuto difficolt� a chiarire i rapporti genetici fra le specie, appena Novinha le aveva messo a disposizione il suo archivio dandole il permesso di studiare quella materia. Canne che si co-riproducevano con i succiamosche. Grama che si accoppiava con i serpenti d�acqua. Le sterminate distese di capim, le cui vescichette ricche di polline strisciavano sui fertili ventri dei cabras per ingravidarli di un�altra generazione di animali produttori di concime. Intrecciato alle radici e agli steli del capim c�era il trope�o, il rampicante nei cui lunghi tralci Ela aveva trovato gli stessi geni degli xigadora, i volatili che sfruttavano le fibre della pianta per costruirsi i nidi al suolo. Simili schemi di accoppiamento continuavano anche nelle foreste: i vermi macios, che uscivano dai minuscoli baccelli della nerdona rampicante e a loro volta partorivano i semi di quel vegetale. I pulador, piccoli insetti che si accoppiavano con le luccicanti foglie dei cespugli del sottobosco. E soprattutto i inaiali e gli alberi, alla sommit� ideale di quella piramide ecologica, piante ed animali mescolati in un solo e ormai immutabile schema vitale.</p><p>L�intero elenco della flora e della fauna che popolava le terre emerse di Lusitania era tutto qui. Nei mari c�era molta altra vita, ancora da studiare, ma la Descolada aveva reso il pianeta decisamente monotono.</p><p>Tuttavia la sua stessa monotonia conferiva al panorama una dolce e quieta bellezza. I particolari geografici erano quelli di un comune pianeta di tipo terrestre: fiumi, colline, deserti, montagne, oceani e isole. Il tappeto di capim e le chiazze pi� scure delle foreste erano il verde sottofondo di una sinfonia eterna fatta di venti e di piogge, e di pochi altri rumori. Gli occhi pian piano si assuefacevano a quel silente susseguirsi di ondulazioni, picchi rocciosi, pianure, e corsi d�acqua che scintillavano attraverso l�immutabile tappeto vegetale. Lusitania, come Trondheim, era uno di quei rari mondi in cui l�orchestra della natura suonava ovunque la stessa melodia, invece del continuo e caotico sovrapporsi di canzoni diverse. A Trondheim, per�, questo accadeva perch� il pianeta era al limite dell�abitabilit�, con un clima a stento sopportabile per la vita animale e vegetale. Il clima e i territori di Lusitania cantavano invece un caldo benvenuto agli aratri, alle semenze, agli armenti. Portatemi alla vita, sembrava dire quel panorama.</p><p>Ender non si rendeva conto che amava quei luoghi perch� li vedeva appiattiti e distorti come la sua stessa vita, come la sua infanzia, che era stata snaturata da eventi artificiosi paragonabili a quelli sparsi su grande scala dalla Descolada su quel pianeta. E ci� malgrado la natura era riuscita ad aggrapparsi alla terra con abbastanza forza da sopravvivere e prosperare. Dalla sfida della Descolada erano nati gli alberi viventi dei Piccoli; dalla Scuola di Guerra e da quegli anni d�isolamento era uscito Ender Wiggin. Si adattava a quei panorami come se li avesse progettati lui. Il ragazzo che gli camminava al fianco sull�erba grama aveva gli atteggiamenti di un figlio, e gli dava la sensazione d�averlo conosciuto fin dalla nascita. <emphasis>Io so come ci si sente ad avere un muro fra se stessi e il mondo, Olhado. Ma di tanto in tanto ho dovuto aprirvi delle brecce, perch� la carne toccasse la terra e l�acqua, desse conforto, ricevesse amore.</emphasis></p><p>La riva terrosa del fiume si apriva in terrazze digradanti, larghe una dozzina di metri, dalla base alla sommit� dell�altura. Il suolo era abbastanza compatto da mantenere la sua forma. La Regina dell�Alveare aveva l�istinto della tana, del ricovero, e nella mente di Ender nacque l�impulso di scavare, cos� si accost� a una parete terrosa e scav�, con Olhado che lo aiutava. La terra morbida venne via facilmente, ma il soffitto della piccola caverna che s�affondava in essa rimase fermo e saldo.</p><p>((S�. Qui.))</p><p>E cos� era deciso.</p><p>��Qui va bene � disse Ender ad alta voce.</p><p>Olhado sorrise. Ma in realt� era a Jane che lui s�era rivolto, e lei rispose: � Novinha pensa d�avercela fatta. Tutti i test risultano negativi. Con il nuovo Colador nelle cellule clonate degli Scorpioni la Descolada resta inattiva. Ela ha annotato che le margherite su cui sta lavorando possano essere mutate per produrre il Colador spontaneamente. Se funziona, dovrai piantarle in questa zona e gli Scorpioni potranno tenere a bada la Descolada succhiando i fiori.</p><p>Il tono di lei era vivace e ciarliero, ma sempre all�insegna di �prima il dovere� ormai. � Bene � le rispose Ender. E sent� una fitta di gelosia. Senza dubbio Jane parlava a Miro con molta pi� intimit�, stuzzicandolo, divertendosi a prenderlo in giro come un tempo aveva fatto con lui.</p><p>Ma adesso gli era pi� facile scacciare il morso della gelosia. Poggi� una mano su una spalla di Olhado e gliela strinse; per un momento attrasse il ragazzo pi� vicino a s�, poi tornarono indietro assieme verso l�aereo in attesa. Olhado segn� il punto sulla carta e lo registr�. Per tutta la strada del ritorno rise allegramente e fece battute spiritose su tutto ci� che vedevano, risollevando l�umore di Ender. Il ragazzo non era Jane. Per� <emphasis>era </emphasis>Olhado, aveva bisogno di lui e lui gli voleva bene, e queste erano le cose umane, ereditate da milioni di anni d�evoluzione, di cui Ender aveva maggior bisogno. Soddisfacevano la sete che lo aveva tormentato in tutti gli anni trascorsi con Valentine, e che lo aveva spinto a vagare di pianeta in pianeta. Questo ragazzo dagli occhi di metallo. Il suo intelligentissimo, distruttivo, devastante fratellino Grego. L�innocenza e il penetrante intuito di Quara. L�ascetismo e i tormenti che dilaniavano eppure illuminavano l�anima di Quim. L�affidabilit� di Ela, ferma come una roccia nella tempesta e tuttavia capace di protendersi verso gli altri e agire. E Miro�</p><p><emphasis>Miro. Io non ho consolazione da dare a Miro. Non su questo mondo, non in questi giorni. Gli sono stati strappati il lavoro che per lui era vita, il suo corpo, le sue speranze per il futuro, e niente che io possa dire o fare potr� restituirgli questo. Vive nel dolore, costretto a vedere la donna amata trasformata in una sorella, i maiali ormai protesi verso altri essere umani in cerca di amicizia e di conoscenza.</emphasis></p><p>��Miro avrebbe bisogno� � mormor� Ender fra s�.</p><p>��Miro ha bisogno di andarsene da Lusitania � disse Olhado.</p><p>��Mmh! � borbott� lui.</p><p>��Tu hai un�astronave, no? � disse Olhado. � Ricordo di aver letto una storia, una volta. O forse era un video. Su un antico eroe delle Guerre contro gli Scorpioni, Mazer Rackham. Aveva salvato la Terra dalla distruzione, ma i terrestri sapevano che sarebbe invecchiato e morto prima della battaglia successiva. Cos� lo mandarono via su un�astronave a velocit� relativistica, in modo che il tempo rallentasse per lui. E quando torn� sulla Terra era trascorso un centinaio d�anni, ma lui ne aveva vissuti soltanto due.</p><p>��Tu credi che Miro abbia bisogno di qualcosa altrettanto drastico?</p><p>��Si avvicina una guerra. Ci saranno decisioni da prendere. Miro � il ragazzo pi� intelligente di Lusitania, e il migliore. Non � diventato matto, tu lo sai. Neppure nei momenti peggiori con pap�� con Marc�o, scusa, sono stato abituato a chiamarlo pap�.</p><p>��Ed � giusto. Per molti versi lo era.</p><p>��Miro ci penser�, e decider� quel che ci converr� fare. Lui ha <emphasis>sempre </emphasis>visto qual era la cosa migliore. Mamma dipendeva da lui. Da come la vedo io, quando la Federazione Starways mander� la flotta contro di noi avremo bisogno di Miro. Lui studier� tutti i dati, tutto ci� che apprenderemo negli anni in cui star� assente, li metter� insieme e ci dir� che cosa fare.</p><p>Ender non pot� fare a meno di ridere, divertito.</p><p>��� un�idea tanto sciocca? � sospir� Olhado.</p><p>��Tu hai la vista pi� acuta di chiunque io abbia mai conosciuto � disse Ender. � Dovr� pensarci sopra. Ma non escludo che tu abbia ragione.</p><p>Per un po� continuarono a volare in silenzio.</p><p>��Quando parlavo di Miro � mormor� Olhado, � dicevo tanto per dire. Stavo solo immaginandolo capace di agire come l�eroe di quella vecchia storia. Che probabilmente non � neppure vera.</p><p>��� vera � disse Ender.</p><p>��Come lo sai?</p><p>��Conoscevo bene Mazer Rackham.</p><p>Olhado fece un fischio. � Sei vecchio. Pi� vecchio di qualunque albero del pianeta.</p><p>��E pi� di qualunque colonia umana. Ma sfortunatamente questo non mi rende pi� saggio.</p><p>��Tu sei davvero Ender? <emphasis>Quell�</emphasis>Ender?</p><p>��Ecco il perch� del mio telecodice � annu� lui.</p><p>��� buffo. Prima che tu venissi qui il vescovo cerc� di convincerci che eri Satana in persona. Della famiglia, soltanto Quim lo prese sul serio. Ma se il vescovo ci avesse detto che eri <emphasis>Ender</emphasis>, saremmo venuti all�atterraggio della navetta per lapidarti a morte.</p><p>��E ora perch� avete cambiato idea?</p><p>��Ora ti conosciamo. La differenza sta tutta qui, vero? Anche Quim non ti odia pi�. Quando conosci veramente la gente, non puoi odiarla.</p><p>��O forse non puoi realmente conoscerla finch� non smetti di odiarla.</p><p>��� un paradosso circolare? Dom Crist�o dice che molte verit� possono essere espresse soltanto con un paradosso circolare.</p><p>��Non credo che questo abbia molto a che fare con la verit�, Olhado. � una questione di causa e di effetto. Cose che non possiamo mai identificare con precisione. La scienza rifiuta di definire �causa� un evento, salvo la causa originale: la prima pedina del domino, dopo la quale cadono anche tutte le altre. Ma quando si viene agli esseri umani, la sola causa che conta � quella che nasce in vista dell�obiettivo finale, lo scopo. Ci� che una persona ha in mente. Una volta capito quel che la gente vuole, non puoi pi� odiarla. Puoi averne paura, ma non odiarla, perch� puoi trovare gli stessi desideri anche in fondo al tuo cuore.</p><p>��A mamma non va a genio che tu sia Ender.</p><p>��Lo so.</p><p>��Ma ti vuol bene lo stesso.</p><p>��So anche questo.</p><p>��E Quim� questa � buffa davvero, ma ora che sa che sei Ender gli piaci di pi� proprio per questo.</p><p>��E perch� lui � un crociato, e io mi sono fatto la mia cattiva fama vincendo una crociata.</p><p>Olhado ebbe un sorrisetto. � Hai ucciso pi� esseri viventi che chiunque altro nella storia.</p><p>��Mia madre mi diceva sempre: sii il migliore, qualunque cosa fai.</p><p>��Ma quando hai fatto l�elegia per pap� mi hai fatto sentire triste per lui. Tu riesci a far s� che le persone si amino l�un l�altra e si perdonino. Come hai potuto annientare quei miliardi di esseri viventi nello Xenocidio?</p><p>��Ero convinto di giocare un videogame. Non sapevo che quella era la realt�. Ma questa non � una buona scusa, Olhado. Se avessi saputo che stavo combattendo battaglie vere, avrei fatto la stessa cosa. Credevamo che loro volessero sterminarci. Eravamo in errore, per� non avevamo modo di scoprirlo. � Ender scosse il capo. � Solo che io ne sapevo di pi�. Io conoscevo il nemico. Ed � cos� che le ho sconfitte, le Regine degli Alveari di tutti quei pianeti. Le conoscevo cos� bene da amarle, o forse le amavo tanto da conoscerle. E non volevo pi� combatterle, neppure per gioco. Ne avevo abbastanza. Volevo soltanto tornarmene a casa. Cos� misi fine a quello che credevo un gioco, e nell�ultima battaglia polverizzai il loro pianeta natale.</p><p>��E oggi abbiamo trovato un posto dove riportare alla vita l�ultima Regina. � Olhado s�era fatto serio. � Sei sicuro che non cercher� di vendicarsi? Come puoi dire che non tenter� di spazzar via l�umanit�, a cominciare da te?</p><p>��Ne sono sicuro � disse Ender, � come posso esserlo di qualunque altra cosa.</p><p>��Non assolutamente sicuro � constat� Olhado.</p><p>��Sicuro abbastanza da ridarle il diritto alla vita � disse Ender. � Ma non possiamo pretendere l�assoluta certezza. Quando crediamo a fondo in una cosa, agiamo come se fosse vera. E questo tipo di sicurezza noi la chiamiamo conoscenza. Fatti. Scommettiamo la vita su di essi.</p><p>��Credo che tu stia facendo proprio questo. Scommetti la tua vita su di lei, su quel che pensi lei sia.</p><p>��Io sono molto pi� presuntuoso. Ci sto scommettendo anche la <emphasis>tua </emphasis>vita, e quella di tutti gli altri, e non ho neppure chiesto la loro opinione.</p><p>��� comico � disse Olhado. � Se domandassi a chiunque se si fiderebbe di Ender, per una decisione che coinvolge il destino della razza umana, mi risponderebbe di no senza esitare. Ma se chiedessi se si fiderebbe dell�Araldo dei Defunti, per la la maggior parte direbbero di s�. E nessuno immaginerebbe che stiamo parlando della stessa persona.</p><p>��Gi� � mormor� Ender. � � comico.</p><p>Nessuno dei due rise. Poi, dopo un lungo silenzio, Olhado ritrov� la voce. I suoi pensieri erano tornati all�argomento che gli stava pi� a cuore. � Non voglio che Miro se ne vada via per trent�anni.</p><p>��Diciamo venti.</p><p>��Fra vent�anni io ne avr� trentadue. Ma lui torner� con l�et� che ha adesso. Vent�anni. Dodici anni pi� giovane di me. Se mai ci fosse una ragazza disposta a sposare uno con gli occhi di metallo, potrebbe trovarmi sposato e con dei figli. Non mi riconoscerebbe neppure. Io voglio essere sempre il suo fratellino pi� piccolo. � Olhado deglut�. � Sarebbe come se lui morisse.</p><p>��No � disse Ender. � Sarebbe come se lui passasse dalla sua seconda vita alla terza.</p><p>��Anche questo � come morire � mormor� Olhado.</p><p>��� anche come rinascere � disse Ender. � E se uno sa che dovr� rinascere, pu� sopportare di morire.</p><empty-line/><p>Valentine chiam� il giorno dopo. Le mani di Ender tremavano nel battere le istruzioni sul terminale. Non si trattava di un semplice messaggio scritto, inoltre. Era una chiamata a voce, via ansible e in diretta, con precedenza assoluta sulla rete. Incredibilmente costosa, ma questo non era un problema. A emozionare Ender era il fatto che se Jane � con le comunicazioni ansible con i Cento Mondi interrotte � faceva passare quella chiamata, significava che era una cosa urgente. E solo allora Ender aveva riflettuto che Valentine poteva trovarsi in pericolo. La Federazione Starways doveva aver gi� capito che lui era coinvolto nella ribellione, e per loro sarebbe stato automatico piombare su sua sorella.</p><p>Era invecchiata di ventidue anni. Inquadrato nel campo olografico, il suo volto mostrava le sottilissime rughe lasciate dal sole e dal vento sulle isole, sui fiordi e sulle barche di Trondheim. Ma il suo sorriso era immutato, e negli occhi aveva la stessa luce. Ender rimase muto per alcuni secondi, guardando i mutamenti che il tempo aveva portato a sua sorella; e ammutolita fu anche lei, perch� Ender non era cambiato affatto, una visione che risaliva a galla dal suo passato.</p><p>��Ah, Ender � sospir�. � Sono mai stata tanto giovane?</p><p>��E io sar� mai capace d�invecchiare con tanta bellezza?</p><p>Lei rise. Poi si poggi� una mano sugli occhi e pianse. Ender no; come avrebbe potuto? Sua sorella gli mancava soltanto da due mesi. A Valentine lui mancava da ventidue anni.</p><p>��Suppongo che tu abbia saputo dei nostri guai con la Federazione � disse lui.</p><p>��Immaginavo che tu ci fossi dentro.</p><p>��Fino al collo, a dir la verit� � annu� Ender. � Ma sono contento d�esser qui. Ho deciso di restare per sempre.</p><p>Lei sorrise e si asciug� gli occhi. � S�. L�aveva immaginato. Ma dovevo chiamarti per esserne certa. Non voglio buttar via vent�anni nello spazio, per poi arrivare l� e scoprire che te ne sei gi� andato.</p><p>��Tu verrai qui? � si stup� lui.</p><p>��Pare che io abbia trovato molto eccitante la vostra rivoluzione laggi�, Ender. Dopo vent�anni passati ad allevare una famiglia, a insegnare ai miei studenti, ad amare un marito e a vivere in pace con me stessa, credevo che non avrei pi� resuscitato Demostene. Ma poi � arrivata la notizia dei contatti illegali con i maiali, e subito dopo quella che Lusitania era in rivolta, e all�improvviso la gente si � messa a dire le cose pi� ridicole, e mi sono accorta che era l�inizio dello stesso antico odio. Ricordi i video sugli Scorpioni? Quanto apparivano terribili e spaventosi? D�un tratto qui ci siamo trovati con il video dei corpi che avevano trovato, quegli xenologi, non ricordo i nomi, e foto e conferenze impressionanti, trasmesse per far rinascere la febbre della guerra. E poi storie sulla Descolada, e sul fatto che chiunque lasci Lusitania per andare su un altro pianeta lo distrugger�� la peggior pestilenza mai immaginata negli incubi�</p><p>��Ed � la verit� � disse Ender. � Ma ci stiamo lavorando sopra. Cerchiamo di scoprire un metodo per impedire alla Descolada di espandersi, se uno di noi andasse su un altro pianeta.</p><p>��Vero o no, Ender, tutto sta spingendo verso la guerra. Io ricordo cosa fu la guerra interstellare. Cos� ho resuscitato Demostene. Sono riuscita, neppure io so bene come, a mettere il naso in rapporti e documenti riservati, Ender. E ho scoperto che la flotta � armata con il Little Doc. Se decidessero di farlo, potrebbero polverizzare Lusitania. Proprio come�</p><p>��Proprio come io ho fatto altrove. Giustizia poetica finire nello stesso modo, non ti pare? Chi di spada ferisce�</p><p>��Non scherzare cos� con me, Ender! Adesso sono una rigida matrona di mezz�et�, e non ho pi� pazienza per le frivolezze. Non in questo momento, almeno. Ho scritto alcune sporche verit� su quello che la Federazione sta facendo, e ho pubblicato gli articoli firmandoli Demostene. Il loro servizio segreto mi sta addosso. Tradimento, � la parola che usano.</p><p>��E cos� ti trasferisci qui?</p><p>��Non soltanto io. Jakt ha intestato la flotta da pesca ai fratelli e alle sorelle. Ci scontriamo gi� con molti ostacoli, ma siamo riusciti a comprare un�astronave. Evidentemente qui c�� un movimento di resistenza che ci sta aiutando� un agente di nome Jane, che opera sui computer per mascherare le nostre attivit�.</p><p>��Conosco Jane � disse Ender.</p><p>��Allora avete un�organizzazione, l�! Bene. Quando il vostro agente mi ha fatto sapere che avrei potuto chiamarti sono rimasta sbalordita. Ufficialmente risultate tagliati fuori dalla rete ansible.</p><p>��Abbiamo amici potenti.</p><p>��Ender, Jakt e io partiamo oggi stesso. Con i nostri tre figli.</p><p>��La prima, la femmina�</p><p>��S�, Syfte, quella di cui era in attesa quando sei partito. Adesso ha ventidue anni. Una gran bella ragazza. E con noi viene anche una cara amica, la sua madrina, Plikt.</p><p>��Avevo una studentessa di nome Plikt � si stup� Ender, e ripens� alla conversazione avuta con lei due mesi addietro.</p><p>��Oh, s�. Be�, questo � stato vent�anni fa, Ender. E portiamo anche parecchi dei migliori uomini di Jakt, con le loro famiglie. Una specie di arca. Non ti metteremo nei guai� hai ventidue anni per prepararti a riceverci. O meglio, un po� di pi�, forse una trentina. Dovremo fare una tappa o due altrove, partire in un�altra direzione, perch� nessuno scopra che siamo diretti su Lusitania.</p><p><emphasis>Valentine viene qui. Fra trent�anni. Sar� pi� vecchio di quanto lo � lei adesso. Verr� qui. Per allora avr� gi� una famiglia, da un pezzo. Novinha e i nostri figli, se ce ne saranno, adulti come quelli di lei.</emphasis></p><p>E da Novinha i suoi pensieri scivolarono su Miro, e ricord� ci� che Olhado gli aveva suggerito il giorno prima mentre tornavano dal luogo scelto per la Regina dell�Alveare.</p><p>��Avreste qualcosa in contrario � domand�, � se mandassi qualcuno a incontrarvi a met� strada?</p><p>��Incontrarci? In pieno spazio? No, non mandare nessuno, Ender, ti prego� sarebbe un sacrifico troppo grande per lui, con l�effetto relativistico, quando il computer di bordo potr� condurci con tutta facilit� a�</p><p>��Non � solo per voi, a dire il vero, anche se ci tengo che sfrutti quest�occasione. � uno dei nostri xenologi. � rimasto gravemente minorato a causa di un incidente. Un danno cerebrale, come una mezza paralisi. Lui � lui � la personza pi� intelligente di Lusitania, a dar retta a uno del cui giudizio posso fidarmi, ma ha perduto ogni contatto con la nostra vita, qui. Tuttavia avremo bisogno di lui, in futuro. Al vostro arrivo. � un gran bravo ragazzo, Val. E potr� rendere molto educativa la vostra ultima settimana di viaggio.</p><p>��Il vostro agente pu� darci una programmazione di rotta per il rendez-vous? Noi siamo navigatori, ma soltanto sul mare.</p><p>��Quando partirete, Jane introdurr� tutte le informazioni necessarie nel vostro computer di bordo.</p><p>��Ender� per te saranno trent�anni, ma per me� io ti rivedr� fra poche settimane. � Val ricominci� a piangere.</p><p>��Che ne diresti se venissi a incontrarti con Miro?</p><p>��Oh, non provarci! � esclam� lei. � Quando arriver� voglio trovarti vecchio e acciaccato come me. Non mi reggerebbe il cuore ad abbracciare il trentenne che vedo sul mio terminale.</p><p>��Trentacinquenne.</p><p>��Sarai l�, al mio arrivo? � domand� lei.</p><p>��Ci sar� � disse Ender. � In quanto a Miro, il giovane che vi mando incontro, consideralo come fosse mio figlio.</p><p>Lei annu� gravemente. � Questi sono tempi pi� pericolosi di quel che credevamo, Ender. Vorrei che avessimo con noi Peter.</p><p>��Io no. Se fosse <emphasis>lui </emphasis>a capeggiare la nostra piccola ribellione, finirebbe per diventare Egemone dei Cento Mondi. Noi non vogliamo altro che ci lascino in pace.</p><p>��Forse non sar� possibile ottenere l�una cosa senza l�altra � disse Val. � Ma su questo potremo litigare in seguito. Arrivederci, mio amato fratello.</p><p>Lui non rispose. Si limit� a guardarla, e continu� a tenere gli occhi in quelli di lei finch� Val, con un sorriso un po� stanco, interruppe la comunicazione.</p><empty-line/><p>Ender non ebbe bisogno di chiedere a Miro di partire; a informarlo ci aveva gi� pensato Jane.</p><p>��Tua sorella � Demostene, dunque? � gli chiese il giovane, appena lui fu entrato in casa. Ender stava imparando a decifrare la sua parlata, o forse la voce gli si era un po� schiarita. Guardandogli le labbra, comunque, era molto facile capirlo senza equivoci.</p><p>��Siamo una famiglia piena di talento � scherz� Ender. � Spero che ti piacer�.</p><p>��Io spero di piacere a lei. � Miro sorrise, ma sembrava spaventato.</p><p>��Le ho raccomandato � disse Ender, � di considerarti come se fossi mio figlio.</p><p>Miro annu�. � Lo so � rispose. E poi, quasi in tono di sfida: � Lei mi ha mostrato la vostra conversazione via ansible.</p><p>Ender prov� una sensazione di freddo.</p><p>Nel suo orecchio Jane disse subito: � Avrei dovuto chiederti il permesso. Ma sai anche tu che avresti detto di s�.</p><p>A disturbare Ender non era quell�intrusione nella sua intimit�. Era il vedere Jane gi� cos� legata a Miro. <emphasis>Meglio che ti abitui</emphasis>, disse a se stesso. <emphasis>� lui quello che occupa la sua attenzione, adesso.</emphasis></p><p>��Sentiremo la tua mancanza � disse.</p><p>��Chi sente la mia mancanza ora, la sentir� sempre � replic� Miro, � perch� pensano a me come se fossi gi� morto.</p><p>��Abbiamo bisogno di te vivo � disse Ender.</p><p>��Quando sar� di ritorno avr� sempre diciannove anni. E sempre lo stesso danno cerebrale.</p><p>��Sarai ancora lo stesso Miro, brillante, degno di fiducia e amato. Il calcio d�avvio della nostra ribellione lo hai dato tu. Il recinto � stato spento per te. Non per chiss� quale grande causa, ma per te. E ora ci aspettiamo che tu non ci abbandoni.</p><p>Miro sorrise. Ma Ender non avrebbe saputo dire se la smorfia che gli storse la bocca fosse dovuta alla paralisi o a un impeto di sarcastica amarezza.</p><p>��C�� una cosa di cui devi parlarmi � disse Miro.</p><p>��Se anche io non volessi � comment� Ender, � lo farebbe lei.</p><p>��Non � una gran cosa. Voglio soltanto sapere per cosa sono morti Pipo e Libo. Per quale motivo i maiali gli fecero onore.</p><p>Ender sapeva cosa c�era sotto quella richiesta. Capiva ancora meglio di Miro l�impulso recondito che lo spingeva a farla. Il giovane aveva saputo d�essere figlio di Libo solo poche ore prima d�aver perduto il suo futuro tentando di scavalcare il recinto. Pipo, e poi Libo, e poi Miro; padre, figlio e nipote; i tre xenologi che s�erano giocati la vita per amore dei maiali. Miro sperava che nel capire il significato della loro morte sarebbe riuscito a dare un senso anche al suo gesto, al suo destino.</p><p>Il guaio era che la verit� avrebbe potuto anche persuadere Miro che nessuno dei tre sacrifici aveva avuto un gran significato. Cos� Ender rispose con un�altra domanda: � Tu non conosci gi� il perch�?</p><p>Miro parl� lentamente e con cura, in modo da biascicare e farfugliare il meno possibile. � Io so che i maiali pensavano di far loro un grande onore. So che al loro posto avrebbero potuto morire Mandachuva e Mangia-Foglie. Per Libo so anche cosa fu a determinare tutto. Accadde dopo il primo raccolto di amaranto, quando ebbero cibo in abbondanza e vollero ricompensarlo per questo. Ma perch� non prima? Perch� non quando insegn� loro a cibarsi delle radici di nerdona? O quando impararono da lui a fare i vasi, e a costruire gli archi?</p><p>��Vuoi la verit�? � chiese Ender.</p><p>Dal tono di lui Miro cap� che la verit� non sarebbe stata piacevole. � S� � disse.</p><p>��N� Pipo n� Libo meritarono, in realt�, quell�onore. Non fu il raccolto d�amaranto a far decidere le mogli in quel senso. Fu invece il fatto che Mangia-Foglie le aveva persuase a lasciar nascere un�intera generazione di maiali, sebbene non ci fosse abbastanza cibo per loro una volta che avrebbero lasciato l�albero-madre. Era un rischio terribile quello che si assumevano, perch� se Mangia-Foglie fosse stato in errore tutti i piccoli maiali sarebbero morti. Libo procur� il raccolto. Ma fu Mangia-Foglie quello che port�, in un certo senso, la popolazione al punto di rottura determinando la necessit� di cibo.</p><p>Miro annu�. � E Pipo?</p><p>��Pipo rivel� ai maiali la sua scoperta: che la Descolada, da cui gli umani erano stati uccisi, era parte della loro normale fisiologia. Disse che i loro corpi potevano controllare una cosa che invece sterminava noi. Mandachuva disse alle mogli che ci� significava che gli umani non erano semidei onnipotenti, che in certe cose eravamo pi� deboli dei maiali, che a rendere gli umani superiori a loro non erano doti intrinseche (come le nostre dimensioni, o il cervello, o il linguaggio) ma soltanto il fatto casuale che la nostra evoluzione tecnica era cominciata prima della loro. Disse che quando i maiali avessero acquisito la nostra scienza noi non avremmo avuto pi� nessun potere su di loro. La grande scoperta di Mandachuva fu dunque che i maiali erano potenzialmente uguali agli umani. Ecco ci� che le mogli premiarono. Non l�informazione di Pipo che fu il prologo a questa scoperta.</p><p>��Cos�, tutti e due�</p><p>��I maiali non volevano uccidere n� Pipo n� Libo. In entrambi i casi era un maiale ad aver meritato l�onore di passare alla terza vita. La sola ragione per cui Pipo e Libo morirono fu che non se la sentirono di prendere un coltello e uccidere un amico.</p><p>Miro doveva aver scorto la sofferenza sul volto di Ender malgrado il suo sforzo per nasconderla, perch� fu alla sofferenza di lui che rispose. � Tu� � disse, � tu puoi uccidere chi vuoi, invece.</p><p>��� un dono con cui sono nato � disse sottovoce Ender.</p><p>��Hai ucciso Human perch� sapevi che questo gli avrebbe dato una vita nuova e migliore?</p><p>��S�.</p><p>��E io?</p><p>��Tu? � Ender lo fiss�. � Si. Mandarti via da qui sar� quasi come averti ucciso.</p><p>��Anch�io per una vita nuova e migliore?</p><p>��Non lo so. Gi� ora riesci ad andare al cesso pi� velocemente di qualsiasi albero.</p><p>Miro rise. � Cos� ho pur sempre un vantaggio sul povero Human, vero? Io sono un vecchio tronco ambulante. E nessuno � costretto a prendermi a bastonate per farmi parlare. � Poi la sua espressione torn� triste. � Con la differenza che <emphasis>lui </emphasis>pu� avere diecimila figli.</p><p>��Non sperare di rimanere scapolo tutta la vita � disse Ender. � Potresti non avere questa fortuna.</p><p>��Spero d�essere sfortunato, allora � disse Miro. Poi, dopo una pausa di silenzio: � Araldo?</p><p>��Chiamami Ender.</p><p>��Ender, Pipo e Libo sono morti per niente, dunque?</p><p>Ender cap� che la vera domanda era: anch�io sto sopportando questo per niente? � Loro non furono capaci di uccidere � rispose. � Ci sono ragioni peggiori per morire.</p><p>��E che mi dici di qualcuno � insist� Miro, � che non riesca ad uccidere, che non riesca a morire, e che non riesca neppure a vivere?</p><p>��Non ingannare te stesso � disse Ender. � Un giorno o l�altro farai tutte e tre le cose.</p><p>Miro part� il mattino dopo. Al decollo della navetta ci furono lacrime e abbracci. Per settimane, in seguito, Novinha non pot� passare davanti alla camera del figlio senza provare una stretta al cuore. Anche se era stata pienamente d�accordo con Ender su ci� che era meglio per Miro, la sua assenza la faceva soffrire. E questo indusse Ender a chiedersi se i suoi genitori avessero patito tanto dolore quando lui era stato portato via di casa, alla Scuola di Guerra. Sospettava di no. Loro non avevano mai sperato nel suo ritorno. Ora amava gi� i figli di un altro uomo pi� di quanto i suoi genitori avessero amato lui. Che fosse una sorta di vendetta per il loro disinteresse nei suoi confronti? Comunque avrebbe mostrato loro, con tremila anni di ritardo, come doveva comportarsi un padre. Monsignor Peregrino li un� in matrimonio nella cattedrale, con una cerimonia molto intima. Novinha dichiar� che, secondo i suoi calcoli, era ancora abbastanza giovane da poter avere altri sei figli. Se facevano in fretta. E quello era un compito in cui nessuno dei due difettava di buona volont�.</p><empty-line/><p>Prima del matrimonio, tuttavia, vi furono due episodi degni di nota. In un giorno d�estate, Ela, Ouanda e Novinha presentarono a Ender i risultati delle loro ricerche e speculazioni, dettagliati il pi� possibile, sul ciclo vitale e sulla struttura sociale dei maiali, maschi e femmine, e la ricostruzione dei loro probabili schemi di vita prima che la Descolada li legasse per sempre agii alberi che, fin�allora, erano stati soltanto il loro habitat. Ender pot� capire meglio chi fossero i maiali, e specialmente chi fosse stato Human prima del suo passaggio alla vita di luce.</p><p>Visse con la trib� per una settimana, mentre scriveva la <emphasis>Vita di Human. </emphasis>Mandachuva e Mangia-Foglie lessero il manoscritto, lo discussero, e lui lo corresse e ne fece una seconda stesura. Quando finalmente fu pronto, invit� tutti quelli che lavoravano con i maiali: la famiglia Ribeira, Ouanda e le sue sorelle, i numerosi operai che avevano portato i prodigi della tecnica nella foresta, i monaci-insegnanti dei Figli della Mente, monsignor Peregrino e il sindaco Bosquinha, e lesse loro il libro. Non era lungo, e un�ora fu sufficiente. S�erano riuniti sul pendio della collina, dove l�albero di Human era gi� un solido arbusto alto tre metri e quello di Rooter li rinfrescava con la sua ombra nella calura pomeridiana.</p><p>��Araldo � comment� il vescovo, � lei mi ha quasi persuaso a diventare un uomo di lettere.</p><p>Altri, meno propensi all�eloquenza, non trovarono molto da dire, n� allora n� in seguito. Ma da quel giorno in poi seppero chi erano i maiali, proprio come i lettori della <emphasis>Regina dell�Alveare </emphasis>avevano imparato a capire gli Scorpioni, e come i lettori dell�<emphasis>Egemone </emphasis>avevano compreso cosa fosse l�uomo nella sua interminabile ricerca della grandezza, alle prese con il proprio isolamento e la rivalit� degli altri.</p><p>��� per questo che ti ho chiamato qui � gli disse Novinha. � Un tempo sognavo di scrivere questo libro. Ma farlo era compito tuo.</p><p>��� una storia a cui ho partecipato pi� a fondo di quanto avrei voluto � disse Ender. � Ma anche tu hai realizzato il tuo sogno, Ivanova: � il lavoro fatto da te che ha portato a questo libro. E siete stati tu e i tuoi figli a fare di me un uomo pi� completo e capace di scriverlo.</p><p>Lo firm�, come aveva firmato gli altri: l�Araldo dei Defunti.</p><p>Jane registr� il libro e lo distribu� via ansible attraverso gli anni-luce per i Cento Mondi. Ad esso accluse il testo del Trattato, e le riprese fatte da Olhado alla cerimonia del passaggio di Human alla piena luce. Lo trasmise a una gran quantit� di banche dei dati e di archivi privati, e fece in modo che la gente ne conoscesse l�esistenza e lo leggesse. Copie di esso furono spedite ovunque sotto forma di corrispondenza da computer a computer, e quando il Consiglio della Federazione ne fu informato era gi� troppo tardi per poterlo ritirare dalla circolazione.</p><p>Tentarono comunque di farlo passare per un manoscritto apocrifo e di screditarlo: le immagini altro non erano che un filmato crudamente realistico, le analisi del testo rivelavano che non poteva essere opera dello stesso autore degli altri due libri, le registrazioni ansible confermavano che non poteva esser stato trasmesso da Lusitania, pianeta notoriamente tagliato fuori dalla rete ansible. Alcuni credettero alle dichiarazioni del Consiglio. Alla maggior parte della gente la cosa non importava. Molti, a cui la <emphasis>Vita di Human </emphasis>era parsa assai interessante, non ebbero per� l�animo di accettare i maiali come ramans.</p><p>Altri invece li accettarono, e lessero di nuovo in pubblico le accuse che Demostene aveva scritto qualche mese addietro, e cominciarono a chiamare �Il Secondo Xenocidio� la flotta gi� partita alla volta di Lusitania. Era un nome irritante quanto incisivo. E nei Cento Mondi non c�erano abbastanza prigioni da contenere tutti quelli che osavano sussurrarlo, scriverlo, gridarlo. La Federazione Starways aveva creduto che la guerra sarebbe cominciata quando le loro astronavi avrebbero raggiunto Lusitania. Invece la guerra aveva gi� preso inizio, e si prospettava dura. Ci� che l�Araldo dei Defunti aveva scritto era creduto vero da molta gente, ed essi erano pronti ad accettare i maiali come ramans, e a chiamare assassino chiunque volesse puntare le armi contro di loro.</p><p>E poi ci fu il giorno, un caldo mattino di autunno, in cui Ender prese il bozzolo accuratamente avvolto in un morbido panno, e con Novinha, Olhado, Quim ed Ela sorvol� chilometri e chilometri di pianure verdi di capim, finch� il loro velivolo atterr� sulla collina che si specchiava nel fiume. Le margherite piantate qualche settimana prima imbiancavano l�erba come una nevicata di petali; l�inverno sarebbe stato mite, e la Regina dell�Alveare non avrebbe avuto nulla da temere dalla Descolada.</p><p>Ender port� il bozzolo con cautela lungo la riva del corso d�acqua, e lo depose nella camera che lui e Olhado avevano preparato e ripulito. All�esterno di essa, al suolo, lasciarono la carcassa di un cabras appena macellato.</p><p>Poi Olhado li riport� indietro in volo. Ender pianse, sommerso dall�incontrollabile estasi che la Regina, vibrante di una gioia superiore alle umane capacit� di sopportazione, trasmetteva come una musica silenziosa alla sua mente. Novinha lo strinse a s�, Quim preg� sottovoce, e infine Ela li rallegr� cantando una gaia canzone che aveva registrato fra le colline di Minas Ger�is, fra i capiras e i mineiros ancora legati alle tradizioni brasiliane. Era una bella giornata, un buon posto per vivere, migliore di quanto Ender avesse mai sognato per s� negli asettici corridoi della Scuola di Guerra, quand�era un ragazzino solitario e triste che si batteva per il suo diritto di esistere.</p><p>��Adesso potrei anche morire � mormor�. � Tutto il lavoro della mia vita � stato fatto.</p><p>��Anche il mio � disse Novinha. � Ma questo, credo, significa che � giunto il momento di cominciare a vivere.</p><p>Dietro di loro, nell�umida e tiepida aria di una piccola caverna in riva a un fiume, forti mandibole recisero la seta del bozzolo, ed un corpo snello e scheletrico se ne trasse fuori con una serie di deboli sforzi. Le sue ali si distesero per gradi, e all�esterno cominciarono ad asciugarsi nel calore del sole. La creatura vacill� stancamente fin sulla riva, si chin� a sfiorare l�acqua e bevve, lasciando che pian piano la forza affluisse nel suo corpo delicato. Poi si nutr� con un poco di carne di cabras. Le uova gi� fertili che portava in s� gridavano la loro volont� di schiudersi. Lei ne depose una prima dozzina nelle viscere del cabras; poi mangi� le margherite pi� vicine, cercando di sentire i mutamenti che avvenivano nel suo corpo mentre finalmente assaporava la vita.</p><p>Il sole che scintillava su di lei, la brezza che le allargava le ali traslucide, l�acqua fresca sotto i suoi piedi, le sue uova che si scaldavano e maturavano nella carne del cabras: era la vita, da tanto tempo attesa. E soltanto allora lei sent� d�essere, l� in quel luogo verde e silente, non l�ultima del suo popolo, ma la prima.</p><empty-line/><subtitle>FINE</subtitle></section></body><binary id="cover" 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