<?xml version="1.0" encoding="utf-8"?><FictionBook xmlns="http://www.gribuser.ru/xml/fictionbook/2.0" xmlns:l="http://www.w3.org/1999/xlink"><description><title-info><genre>sf</genre><author><first-name>Frank</first-name><last-name>Herbert</last-name></author><book-title>Dune</book-title><annotation><p>�Dune� presenta gli indimenticabili ritratti di un�intera civilt� galattica, del suo profeta e del pianeta da cui partir� la crociata rinnovatrice contro una cultura feudale arroccata intorno ai suoi privilegi. Dune � il pianeta delle sabbie, spazzato da grandi tempeste e percorso da creature gigantesche, pi� grandi perfino delle pi� grandi navi spaziali. La popolazione di Dune basa tutte le sue usanze sulla scarsit� d�acqua, e affronta il deserto indossando tute distillanti che recuperano l�umidit� del corpo. Ma Dune � anche l�unica fonte della �spezia�, la droga che prolunga la vita e che permette di prevedere il futuro, e a Dune fanno capo le millenarie cospirazioni delle religiose Bene Gesserit, il monopolio della Gilda Spaziale sui trasporti interstellari, gli interessi delle Grandi Case che reggono il commercio tra i pianeti, e in sostanza tutta l�economia dell�Impero galattico.</p><empty-line/><p>Vincitore del premio Nebula per il miglior romanzo in 1965.</p><p>Vincitore del premio�Hugo per il miglior romanzo in 1966.</p></annotation><date value="1973-07-01">1973</date><coverpage><image l:href="#cover"/></coverpage><lang>it</lang><src-lang>en</src-lang><translator><first-name>Giampaolo</first-name><last-name>Cossato</last-name></translator><translator><first-name>Sandro</first-name><last-name>Sandrelli</last-name></translator><sequence name="Dune (it)" number="01"/></title-info><src-title-info><genre>sf</genre><author><first-name>Frank</first-name><last-name>Herbert</last-name></author><book-title>Dune</book-title><date>1965</date><lang>en</lang></src-title-info><document-info><author><nickname>Verdi1</nickname></author><program-used>Fiction Book Designer, FictionBook Editor 2.4, fb2cut 2.5.4, fb2cut 2.6.2</program-used><date value="2010-08-05">05.08.2010</date><id>FBD-B48818-4AA6-524C-C6B1-524E-F1AE-506B4B</id><version>1.0</version></document-info><publish-info><book-name>Dune</book-name><publisher>Nord</publisher><city>Milano</city><year>1973</year><isbn>88-429-0305-1</isbn></publish-info></description><body><title><p>Frank Herbert</p><p>Dune</p></title><section><title><p>Introduzione</p><p><emphasis>Entra nel mondo di Dune</emphasis></p></title><p>(Discorso tenuto da Frank Herbert alla XXII Convention Mondiale di Fantascienza, Los Angeles 1964.)</p><empty-line/><p><emphasis>Mi � stato chiesto di tenere un discorso su un tema preciso per via del mio ciclo di romanzi ambientati sul pianeta Dune. Confesso che, nell�affrontarlo, provo una certa apprensione. Altri mondi sono stati costruiti, migliori del mio� Per�, visto che in numerose occasioni mi hanno gi� gratificato dell�appellativo di �sacrilego�, posso benissimo aggiungere anche la sfida agli d�i all�elenco delle mie colpe.</emphasis></p><p><emphasis>Ecco dunque come � nato Dune.</emphasis></p><p><emphasis>(A questo punto desidero avvertire gli ascoltatori: sar� un discorso con molte divagazioni. Ma neppure la costruzione di un mondo � un processo lineare: s�incontrano diramazioni affascinanti, ed � difficile non cedere al desiderio di esplorarle� specialmente per uno come me, che non riesce ad aprire il dizionario senza perdere ore intere a </emphasis>leggerlo<emphasis>!)</emphasis></p><p><emphasis>All�inizio c�� stata l�idea.</emphasis></p><p><emphasis>L�idea specifica di Dune nacque una decina d�anni prima che scrivessi i romanzi, in un periodo in cui preparavo un articolo per un quotidiano. L�articolo mi aveva condotto a Florence, nell�Oregon: una cittadina costiera che aveva dei guai con il movimento delle dune di sabbia. Poich� � sede di un progetto coordinato, statale e federale, per controllare il movimento delle dune, Florence � una specie di Mecca per chiunque, in ogni parte del mondo, abbia lo stesso tipo di problemi. (E non lo dico per far piacere alla locale Camera di Commercio, ma perch� � la verit�: delegazioni di un mucchio di Paesi � Israele, Cile, Italia, Spagna, Algeria, Turchia, Iran, India, Arabia Saudita, Messico � si sono recate a Florence per studiare i metodi con cui si pu� controllare il movimento delle dune.)</emphasis></p><p><emphasis>A Florence hanno risolto parzialmente l�intoppo almeno per quanto riguarda il controllo del movimento della sabbia: seminano erba per fermare le dune, e hanno sviluppato varie tecniche come quella di spargere sementi sulla parte esposta al vento, per ancorarle, e dalla parte opposta per farle crescere in altezza, in modo che formino una barriera contro le correnti d�aria.</emphasis></p><p><emphasis>Nel preparare l�articolo scoprii che tale problema mi aveva affascinato. Proprio cos�: a volte, certi fatti bizzarri hanno il potere di attirare l�immaginazione. Per le dune, mi nacque una vera passione. Cominciai a studiare i popoli che abitano nelle regioni aride, perch� erano le regioni in cui s�incontrava la maggior parte delle dune. Una delle mie solite divagazioni, insomma; un modo come un altro di leggere il dizionario.</emphasis></p><p><emphasis>Poi, lentamente, lo scrittore che � in me si risvegli�, e si accorse che questi argomenti potevano offrire lo spunto per un romanzo (ci� si verific� circa due anni dopo). Successivamente, pensai che forse non c�erano soltanto gli elementi per una storia, ma anche per costruire un mondo immaginario: un mondo riconoscibile da parte di chiunque fosse vissuto per qualche tempo in una regione arida. Un pianeta che soffre per la mancanza d�acqua. Un popolo spinto alla violenza da questo bisogno. Una cultura, una civilt� che cerca di superare una simile avversit�.</emphasis></p><p><emphasis>Ora, quando il discorso cade su </emphasis>Dune, <emphasis>vedo che molta gente nota il suo ecosistema. Dal mio punto di vista, un pianeta � una specie di nave spaziale: una biosfera, che viaggia a velocit� spaventosa tra un�immensit� di spazio inabitabile. E il fine era quello di raccontare una storia: per un romanzo, la cosa pi� importante sono gli ospiti dell�astronave.</emphasis></p><p><emphasis>Gli abitanti, dunque. Come vivono su un mondo cos� arido?</emphasis></p><p><emphasis>Quando si crea un pianeta, occorre sempre impiegare una pista di lancio: qualcosa che il lettore possa riconoscere. Per Dune, come ho detto, questa pista di lancio � costituita dalle popolazioni che qui, sulla Terra, vivono nelle regioni torride. Su Dune, per�, l�aridit� � superiore, ed ecco che le cose cominciano a complicarsi. Fate uno sforzo d�immaginazione, fino a considerare la Terra come una creatura vivente: non vi occorrer� molto per pensare all�umanit� come a una malattia del nostro pianeta. Su buona parte della Terra, la presenza dell�uomo contrasta con quella di un sano ecosistema, capace di mantenersi indefinitamente.</emphasis></p><p><emphasis>C�� un tipo di regioni, per�, in cui questo �uomo-virus� � meno nocivo e poco intacca la biosfera che lo circonda: le regioni aride. (E notate come finora non abbia ancora pronunciato la parola �deserto�. Deserto ha un significato preciso, mentre l�aridit� ha tutta una serie di gradi. Dune � arido. Alcuni deserti della Terra, al confronto, sono umidi.) Nelle regioni desertiche della Terra, l�uomo-virus adotta certi provvedimenti per conservare tutta quella catena di organismi viventi � piante, animali, insetti � che rendono possibile la vita. Laggi� l�agricoltura conserva ancora alcune delle sue antiche implicazioni religiose: il matrimonio con la terra, e la necessit� di renderla fertile. Laggi� vive ancora una vecchia tradizione: quella di bonificare la terra, di entrare nel ritmo naturale delle cose, di trasformare l�uomo in una componente vitale dell�ecosistema.</emphasis></p><p><emphasis>Nelle nostre regioni aride non sempre � stato cos�, n� � sempre cos� oggigiorno. Ma proprio tale tipo di habitat dimostra che esiste un solo tipo di intervento efficace sull�ambiente. Infatti, non � detto che una politica conservatrice debba essere in contrasto con la sopravvivenza. Le popolazioni del deserto, guardando al passato, possono imparare dagli errori commessi: le testimonianze di tali mancanze sono ancora vive intorno a loro.</emphasis></p><p><emphasis>Per esempio, alcune trib� nomadi cominciarono la distruzione dei famosi cedri del Libano. Come risultato, l�humus di quella terra, un tempo fertile, � oggi ridotto a uno strato sottile. La terra � meno ricca, produce meno di quanto non facesse nelle epoche bibliche: forse c�� stato un leggero cambiamento nelle precipitazioni atmosferiche, ma questo non basta a spiegare la differenza tra allora e oggi. Modificazioni delle linee di displuvio in vaste regioni della Cina sono direttamente all�origine della secolare povert� di quelle zone (ci sono stati altri fattori, certo, ma non intendo parlare di cause ed effetti totali: mi limito a ricostruire parti di concatenazioni causali immediate� procedimento molto rischioso, quando si parla della Cina).</emphasis></p><p><emphasis>Una caratteristica di questi luoghi aridi, dunque, � l�intima associazione tra l�uomo e la terra. In un certo senso, � la caratteristica di tutte le regioni povere, ma bisogna distinguere tra intima associazione e sfruttamento. I risicoltori italiani sfruttano la terra. I coltivatori di grano delle pianure americane sfruttano la terra. Alcuni risicoltori giapponesi sfruttano la terra. Tutte queste persone hanno in comune una caratteristica: non si preoccupano d�inserire la loro attivit� agricola nell�ecosistema della regione in cui vivono. Un numero sempre crescente di risicoltori giapponesi fa ricorso a fertilizzanti chimici. Quelli italiani hanno gi� imboccato da tempo la stessa strada. Gli agricoltori americani, un anno, hanno perfino perso il raccolto per essersene fidati troppo. Alcune regioni dello Stato di Washington e del Sud Dakota devono oggi affrontare il problema dell�esaurimento del suolo. I fertilizzanti chimici tappano parte dei buchi� ma se ne formano altri. Sono regioni in cui non si pareggia il bilancio tra quanto si prende e quanto si restituisce.</emphasis></p><p><emphasis>Facciamo un confronto tra questi luoghi e altri in cui si coltivano cereali: Cina meridionale, Corea, Giappone sudoccidentale, India, Turchia (grano o riso, la differenza non conta: in entrambi i casi occorrono campi di grandi dimensioni e si seminano piante erbacee).</emphasis></p><p><emphasis>Per prima cosa, in questo secondo tipo di regioni si usa come fertilizzante il letame: procedimento molto discutibile, perch� costituisce chiaramente una fonte di malattie. Inoltre, alcune di esse subiscono inondazioni periodiche, che le riforniscono di humus. Ma in entrambi i casi la gente vive accanto ai propri rifiuti: si stabilisce un ciclo tra rifiuti, vegetali e uomo.</emphasis></p><p><emphasis>Si tratta di climi umidi, per�. Come conciliare questo con il deserto di Dune?</emphasis></p><p><emphasis>Beh, anche nel caso di Dune si tratta di vivere a stretto contatto con il pianeta, tenendo presente che nelle situazioni di massima indigenza, i primitivi riescono a sopravvivere meglio dei civilizzati. Come mai?</emphasis></p><p><emphasis>Molti, nel nostro Paese, tendono a pensare che la dieta degli agricoltori di queste regioni povere sia estremamente frugale. Niente affatto: i loro abitanti hanno una grande variet� di cibi� ma mangiano cose che noi, di solito, non tocchiamo neppure: vegetali selvatici, insetti, ogni parte del pesce. Hanno le vitamine B dalle bevande fermentate e il calcio dal limone. Fanno cuocere alcuni cibi per un periodo brevissimo, e cos� ottengono il duplice risultato di risparmiare combustibile e di conservare le propriet� essenziali degli alimenti. Oppure, hanno imparato a cuocere altri cibi abbastanza a lungo da renderli digeribili.</emphasis></p><p><emphasis>Per esempio: durante la guerra di Corea, molti soldati delle Nazioni Unite morirono nei campi di prigionia cinesi e nord-coreani. Ci fu una sola eccezione clamorosa: i turchi.</emphasis></p><p><emphasis>Per prima cosa, la loro religione affermava, ed essi ne erano convinti (n� si riusciva a togliere loro questa convinzione), che erano migliori di coloro che li tenevano prigionieri.</emphasis></p><p><emphasis>Per seconda cosa, sapevano riconoscere ogni possibile risorsa alimentare: erbe, larve nascoste sotto i tronchi, la parte interna della corteccia degli alberi.</emphasis></p><p><emphasis>Terza cosa, sapevano che il risone che ricevevano richiede una lunga cottura per essere digeribile, e aspettavano pazientemente che ci� avvenisse.</emphasis></p><p><emphasis>Quarto, rimanevano uniti come componenti della stessa trib�, e si aiutavano reciprocamente.</emphasis></p><p><emphasis>Quinto, quando trovavano del cibo, non ne distruggevano la fonte. Raccoglievano soltanto una parte delle larve, non staccavano la corteccia sull�intera circonferenza dell�albero, davano alle piante il tempo di ricrescere.</emphasis></p><p><emphasis>Erano gente primitiva, con una lunga tradizione contadina di attenzioni verso la terra: inserirsi nel ciclo della natura, senza sconvolgerne il ritmo.</emphasis></p><p><emphasis>Tutte queste considerazioni, ve ne sarete gi� accorti, le ho adattate alla situazione di Dune, trasformandole in realt�.</emphasis></p><p><emphasis>Gli ecologi cominciano adesso a comprendere ci� che i primitivi sanno per istinto: maggiore � il numero delle forme di vita presenti in un certo ecosistema, maggiore � la quantit� di energia chimica che vi � contenuta sotto forma di materia vivente; quando le forme di vita proliferano in intima associazione, � lo stesso sistema che ne trae vantaggio. E viceversa.</emphasis></p><p><emphasis>Lo scambio di energia tra le varie forme viventi � molto complesso. Vi sono moltissime relazioni, e soltanto ora cominciamo a comprenderle. E ci accorgiamo di non sapere affatto fino a che punto giunga la nostra dipendenza da tutta una catena di organismi. � per questo motivo che, per Dune, ho affrontato � e soltanto nelle linee generali � una piccola parte delle forme di mutua dipendenza. Alcuni dettagli della catena ecologica ci sono noti, e compaiono qua e l� nel corso della narrazione. Altre volte ho preferito evitare del tutto di parlarne, piuttosto di essere costretto a inventare. Introdurre nuovi misteri in quest�area avrebbe distratto il lettore da quei pochi segreti che sostengono la narrazione.</emphasis></p><p><emphasis>Tuttavia, in alcuni casi mi sono lasciato trasportare dalla fantasia. Cos�, su Dune incontrerete uccelli di ogni specie che si sono abituati a bere il sangue; pipistrelli che ottengono dalla saliva umana parte della loro umidit�; dispositivi come i precipitatori di rugiada (un apparecchietto semplice e pratico; qualche grossa industria nel campo delle materie plastiche dovrebbe prenderlo in esame). Dune vi regaler� anche la pura fantasia: il ciclo tra vermi, spezia, Piccolo Creatore, che � una deliberata imitazione delle forme di mutua dipendenza che ci sono note.</emphasis></p><p><emphasis>Cominciate a capire come si costruisce un mondo?</emphasis></p><p><emphasis>Su Dune, il fattore dominante � la mancanza d�acqua. L�umidit�, non l�acqua, diviene argomento di costante preoccupazione. Le piante devono conservare l�umidit� intensificando i sistemi con cui la custodiscono nei deserti della Terra.</emphasis></p><p><emphasis>E gli uomini devono fare altrettanto.</emphasis></p><p><emphasis>Quando si giunge agli uomini, uno scrittore ha due possibilit�. Pu� introdursi nella narrazione, e spiegare direttamente al lettore questi sistemi per sopravvivere. In alcuni casi l�ho fatto anch�io: ho fornito dettagli sulle tute distillanti e sugli altri abiti per il deserto, e ho sottolineato l�importanza di recuperare l�acqua eliminata dal corpo. Per� esiste una seconda tecnica, molto pi� efficace: quella di mostrare indirettamente questi fatti, inserendoli nel ritratto generale della cultura. E per inserirli occorre rivolgersi al linguaggio, perch� il linguaggio � la carta geografica della cultura. Quello di Dune � pieno di indizi sul rigore del pianeta, alcuni inventati per l�occasione, altri presi a prestito dalle culture primitive dei deserti terrestri.</emphasis></p><p><emphasis>�La fretta � uno strumento di Satana� (detto arabo).</emphasis></p><p><emphasis>�Il sole � il tuo nemico, la luna la tua amica� (Frank Herbert).</emphasis></p><p><emphasis>E osservate i diversi modi per chiamare il coltello su Dune, le numerose parole che si riferiscono ai vari modi di uccidere con il veleno, gli usi raffinati dell�assassinio. Senza che ci sia bisogno di dirlo chiaramente, vi accorgete che sono elementi molto importanti nella cultura di Dune e dell�Impero. Notate la generale austerit� della vita dei nomadi durante le migrazioni, in contrasto con la ricchezza degli arredi nei campi semipermanenti, la decorazione artistica degli utensili di uso quotidiano. Sono indicazioni superficiali di una precisa forma di civilt�.</emphasis></p><p><emphasis>Il retroscena culturale si manifesta negli utensili di uso comune. Notate quante volte, su Dune, il termine �acqua� sia unito ad altre parole che indicano uso o funzione.</emphasis></p><p><emphasis>Il linguaggio � la carta geografica della cultura. L�arabo, per esempio, ha una sessantina di parole per dire �cammello�. Basta questa constatazione per capire che importanza rivesta tale animale per la sopravvivenza di un arabo. E non c�� dubbio che un arabo rimarr� altrettanto impressionato dallo spropositato numero di parole che </emphasis>noi <emphasis>usiamo per i vari tipi di trasporto senza cammelli: autocarro, cingolato, carro armato, automobile da corsa e chi pi� ne ha pi� ne metta.</emphasis></p><p><emphasis>Queste indicazioni che ci sono fornite dal linguaggio non sono affatto superficiali. Noi conosciamo le parole mediante le reazioni umane che ci comunicano. Registriamo nelle nostre lingue queste reazioni, e a volte seppelliamo le reazioni � i giudizi � nelle definizioni. Poi la lingua procede, e i giudizi originari vengono dimenticati. Ma non per questo muoiono: continuano a esistere in profondit�, e, come in una carta geografica, indicano i punti in cui il nostro mondo si � imposto su di noi.</emphasis></p><p><emphasis>Questi sottintesi, presenti nelle nostre parole di uso comune, ci permettono di ricostruire la storia culturale della nostra nazione. Ecco alcuni esempi:</emphasis></p><p>Delizia: <emphasis>etimologicamente significa �piacevole alla lingua�.</emphasis></p><p>Precario: <emphasis>dal latino, �pieno di preghiere�.</emphasis></p><p>Martirio: <emphasis>dalla parola greca che significa testimonianza. Il martirio nasconde nella sua definizione un costume antico: quello del processo mediante ordalia. Se morivi, eri innocente: �grato agli d�i�; ma se invece superavi l�ordalia, allora, chiaramente, doveva averti aiutato il diavolo, e perci� venivi ucciso subito.</emphasis></p><p>Autentico: <emphasis>dal greco, �una persona che agisce per se stessa� e che quindi compie il lavoro bene. �Se vuoi che un lavoro sia fatto bene, fallo da te.�</emphasis></p><p><emphasis>La lettura del dizionario � affascinante, non vi pare?</emphasis></p><p><emphasis>Questi sono alcuni consigli su come costruire un mondo. Ma ce ne sono altri.</emphasis></p><p><emphasis>Per prima cosa, le esperienze della vostra vita. Vi ho parlato di Florence e dell�articolo che mi consentiva di mettere insieme pane e companatico. Inoltre, tenete presente che ho abitato per vario tempo nel deserto di Sonora, in Messico� potrei chiacchierarne per ore.</emphasis></p><p><emphasis>A questo, si aggiunga che ho letto pi� di 200 libri, articoli, rapporti e saggi scientifici sull�ecosistema delle regioni desertiche, sulle comunit� che le abitano, sugli adattamenti degli animali e degli uomini a deserti di ogni tipo, dal Gobi al Sonora, dal Sahara al Kalahari. Vi meravigliereste sapendo quanto materiale potete trovare, su argomenti come questo, in una qualsiasi biblioteca. Materiale che va da quanti chilometri pu� percorrere un soldato nel deserto, e con quale provvista d�acqua, al modo di tenere lontani i rettili velenosi. Inoltre, spigolature come questa: quando la sopravvivenza � in pericolo, la fertilit� dei pini aumenta. Normalmente, i pini danno semi vitali soltanto un anno ogni nove, ma, quando sono minacciati dalle dune, ne danno tutti gli anni.</emphasis></p><p><emphasis>Questa caratteristica si pu� riscontrare anche tra gli uomini. L�istinto sessuale aumenta sotto la pressione del pericolo, anche se il pericolo � quello della fame: un fatto, questo, che nasconde implicazioni terribili, se pensate a come sono gi� impoverite le risorse alimentari.</emphasis></p><p><emphasis>Vi avevo avvertito: non sarebbe stato un discorso lineare. Ha divagato come hanno divagato le mie ricerche per la preparazione di </emphasis>Dune. <emphasis>Ma ho preferito dargli questa forma, sperando di potervi mostrare come si passi lentamente da un�idea a una storia completa, pronta a spiccare il volo. Come le incrostazioni dei conchiferi sotto le navi: la raccolta di migliaia di piccolissimi esseri. Molti particolari che portano un contributo alla narrazione senza apparirvi direttamente. Sono come le tracce culturali che incontriamo nelle parole della nostra lingua. Ma questi particolari esistono comunque: se non nelle foglie, nelle radici. Il loro contributo si manifesta nelle reazioni dei personaggi. In un certo senso, la loro funzione � identica a quella dei geni e dei cromosomi: contribuire dall�interno a dare forma al prodotto compiuto.</emphasis></p><p><emphasis>E il prodotto compiuto, naturalmente, sono un romanzo e un mondo.</emphasis></p><p>FRANK HERBERT</p><image l:href="#0"/></section><section><title><p>PARTE PRIMA</p><p><emphasis>Il pianeta delle dune</emphasis></p></title><section><epigraph><p>All�inizio, � indispensabile porre ogni cura nello stabilire i pi� esatti equilibri. Ci� � ben noto ad ogni sorella Bene Gesserit. Cos�, nell�intraprendere lo studio della vita di Muad�Dib, conviene per prima cosa collocarlo esattamente nel suo tempo: egli nacque nel cinquantasettesimo anno dell�imperatore Padisci� Shaddam IV. Cura ancora maggiore va usata nel collocare Muad�Dib nel suo giusto luogo: il pianeta Arrakis. Non ci si deve lasciar ingannare dal fatto che egli sia nato su Caladan e vi abbia trascorso i primi quindici anni. Arrakis, il pianeta noto come Dune, � la sua patria, per sempre.</p><text-author>dal �Manuale di Muad�Dib�, della Principessa Irulan</text-author></epigraph><p>Nella settimana prima della partenza per Arrakis, quando il tramenio era giunto a livelli quasi insopportabili, una donna vecchia e vizza si present� alla madre di Paul.</p><p>Era una notte calda e soffocante a Castel Caladan, e l�antico cumulo di pietre che era la dimora degli Atreides da ventisei generazioni dava quel senso di frescura umidiccia che preannunciava un cambiamento del tempo.</p><p>La vecchia fu fatta entrare da una porta laterale e condotta gi� per lo stretto corridoio fino alla camera di Paul, dove pot� scorgerlo per un attimo mentre giaceva sul letto.</p><p>Una lampada schermata era sospesa vicino al pavimento. Sotto la luce fioca il ragazzo, ora sveglio, scorse il profilo di una donna corpulenta in piedi sulla soglia, accanto alla madre. L�ombra della vecchia era quella di una strega: capelli simili a un�intricata tela di ragno le incappucciavano il viso; solo gli occhi brillavano, come gioielli.</p><p>�Non � un po� piccolo per la sua et�, Jessica?� chiese la vecchia. La sua voce strideva e ronzava peggio di un <emphasis>baliset </emphasis>stonato.</p><p>La madre di Paul rispose con la sua morbida voce da contralto: �Gli Atreides cominciano a crescere tardi, Vostra Reverenza�.</p><p>�Lo so, lo so� sibil� l�altra. �Ma ha gi� quindici anni��</p><p>�S�, Vostra Reverenza.�</p><p>�� sveglio e ci sta ascoltando� disse la vecchia. �� astuto, quel piccolo brigante� sogghign�. �Ma la nobilt� ha bisogno di astuzia. E se � veramente lo <emphasis>Kwisatz Haderach� </emphasis>beh��</p><p>Fra le ombre del letto, gli occhi di Paul si restrinsero fino a due fessure, le pupille della vecchia, due ovali scintillanti come di un uccello, parvero dilatarsi e fiammeggiare mentre fissavano Paul.</p><p>�Dormi pure, piccolo brigante� mormor�. �Domani avrai bisogno di tutte le tue forze per affrontare il mio <emphasis>gom jabbar.</emphasis>�</p><p>Poi usc�, spingendo fuori la madre, e chiuse la porta con un tonfo sordo.</p><p>Paul rest� sveglio, chiedendosi: <emphasis>Che cos�� il gom jabbar?</emphasis></p><p>In tutta la confusione di quel periodo di trasloco, la vecchia era la cosa pi� strana che avesse mai visto.</p><p><emphasis>Vostra Reverenza.</emphasis></p><p>E il fatto che avesse chiamato sua madre �Jessica�, come una serva, invece di quel che era: una Lady Bene Gesserit, concubina del Duca e madre del suo erede.</p><p><emphasis>E se il gom jabbar fosse qualcosa di Arrakis che devo imparare prima di andare lass�? </emphasis>si chiese.</p><p>Sillab� le due strane frasi: <emphasis>Gom jabbar� Kwisatz Haderach.</emphasis></p><p>C�erano tante cose da imparare. Arrakis era un posto cos� diverso da Caladan che la mente di Paul si smarriva al solo pensiero.</p><p><emphasis>Arrakis� Dune� Il Pianeta del Deserto.</emphasis></p><p>Thufir Hawat, Maestro degli Assassini di suo padre, glielo aveva spiegato: i loro mortali nemici, gli Harkonnen, erano rimasti su Arrakis per ottant�anni, governando il pianeta in quasifeudo sotto un contratto CHOAM per l�estrazione della spezia geriatrica, il <emphasis>melange. </emphasis>Ora gli Harkonnen se ne andavano per essere sostituiti dalla Casa degli Atreides in pienofeudo: una vittoria del Duca Leto. Tuttavia, aveva detto Hawat, quest�apparenza poteva nascondere pericoli mortali, poich� il Duca Leto era troppo popolare fra le Grandi Case del Landsraad.</p><p>�Un uomo troppo popolare risveglia le gelosie dei potenti� aveva detto Hawat.</p><p><emphasis>Arrakis� Dune� Il Pianeta del Deserto.</emphasis></p><p>Paul si addorment� e sogn� una caverna su Arrakis, con gente silenziosa che lo circondava muovendosi alla fioca luce dei globi luminosi. C�era qualcosa di solenne in quel luogo, come in una cattedrale; udiva un debole suono: il drip-drip-drip dell�acqua. Anche mentre stava ancora sognando, Paul sapeva che se ne sarebbe ricordato al risveglio. Ricordava sempre i suoi sogni premonitori.</p><p>Il sogno svan�.</p><p>Paul si svegli� a met�, avvolto dal tepore del letto, e pens� e pens�. Tutto quel suo mondo di Castel Caladan, dove non c�erano giochi e compagni della sua et�, forse non meritava la tristezza dell�addio. Il dottor Yueh, il suo insegnante, aveva lasciato cadere qualche parola occasionale sul fatto che la rigida distinzione tra le classi sociali, il <emphasis>faufreluches, </emphasis>non veniva molto rispettato su Arrakis. La gente, sul pianeta, viveva ai bordi del deserto senza un <emphasis>Caid </emphasis>o un <emphasis>Bashar </emphasis>che la comandasse: erano Fremen, e, elusivi come un turbine di sabbia, non venivano neppure censiti sui Registri Imperiali.</p><p>Arrakis� Dune� Il Pianeta del Deserto.</p><p>Avvert� una tensione interiore, e mise in pratica una delle lezioni psicofisiche che gli aveva insegnato la madre. Tre inspirazioni rapide fecero scattare il meccanismo: entr� nello stato di consapevolezza distaccata� focalizzare la coscienza� dilatare l�aorta� allontanare dalla mente ogni pensiero non focalizzato� essere cosciente per atto deliberato� sangue ben ossigenato che scorre velocemente alle zone sovraccariche� <emphasis>non si ottiene cibo-sicurezza-libert� solo con l�istinto� </emphasis>la coscienza animale non si estende al di l� dell�attimo presente, n� ad essa si affaccia l�idea che le sue vittime possono estinguersi� l�animale distrugge e non produce� il piacere dell�animale � strettamente limitato al livello della sensazione, senza giungere a quello percettivo� l�essere umano ha bisogno d�una scala graduata con cui misurare il suo universo� mettere a fuoco la propria coscienza con atto deliberato: cos� ci si crea la propria scala� l�integrit� del corpo dipende dal flusso sanguigno e da quello nervoso, sensibili alle pi� minute necessit� di ogni cellula� ogni cosa, cellula, essere non � permanente� lotta per la continuit� del flusso interno�</p><p>La lezione pass� e ripass� senza sosta nella consapevolezza distaccata di Paul.</p><p>Quando l�alba baci� di luce dorata il davanzale della finestra, Paul subito la percep� attraverso le palpebre chiuse; le apr�, e ud� il frettoloso andirivieni del castello. Fiss� le travi, il fin troppo familiare disegno sul soffitto della stanza.</p><p>La porta del corridoio si apr� e sua madre sporse la testa. I suoi capelli color del bronzo erano trattenuti, sotto la corona, da un nastro nero; i suoi occhi verdi lo fissarono solenni, senza emozione, dal volto ovale.</p><p>�Sei sveglio� disse. �Hai dormito bene?�</p><p>�S�.�</p><p>Paul la osserv�, studiando la sua figura alta e sottile, e avvert� una leggera tensione in lei quando si volt� a scegliere i vestiti nell�armadio. Un altro non se ne sarebbe accorto, ma lei gli aveva insegnato la Via Bene Gesserit: l�osservazione minuziosa dei particolari. La donna si volt�: aveva scelto per lui una giacca semiufficiale. Sul taschino era ricamato il falco rosso degli Atreides.</p><p>�Sbrigati a vestirti� gli disse. �La Reverenda Madre sta aspettando.�</p><p>�Ho sognato di lei, una volta� fece Paul. �Chi �?�</p><p>�Era la mia insegnante alla scuola Bene Gesserit. Oggi � la Veridica dell�Imperatore. E, Paul�� esit� �� devi parlarle dei tuoi sogni.�</p><p>�Certo. � per merito suo che ci � stato dato Arrakis?�</p><p>�Arrakis non ci � stato <emphasis>dato.</emphasis>� Jessica spolver� un paio di calzoni e li appese accanto alla giacca, vicino al letto. �Non devi far aspettare la Reverenda Madre.�</p><p>Paul si alz�, afferrandosi alle ginocchia. �Che cos�� un gom jabbar?�</p><p>Ancora una volta, l�addestramento che lei gli aveva impartito gli rivel� un�esitazione impercettibile, un moto nervoso involontario che Paul riconobbe: paura.</p><p>Jessica si avvicin� alla finestra, spalanc� le tende e fiss� i frutteti, oltre il fiume, verso il Monte Syubi. �Presto lo saprai�� gli rispose.</p><p>Avvert� la paura nella voce di lei, e si chiese a che cosa fosse dovuta.</p><p>Jessica continu� senza voltarsi: �La Reverenda Madre sta aspettando nel mio soggiorno. Per favore, fai presto�.</p><empty-line/><p>La Reverenda Madre Gaius Helen Mohiam sedeva su una poltrona damascata e guardava madre e figlio che si avvicinavano. Le finestre ai due lati si aprivano sull�ansa meridionale del fiume e sulle verdi propriet� degli Atreides, ma alla donna non interessava il panorama. Quella mattina, gli anni che le gravavano sulle spalle l�affliggevano pi� del solito. Ne attribu� la colpa al viaggio attraverso il cosmo, con quell�abominevole Gilda Spaziale e tutti i suoi segreti. Ma la missione richiedeva le personali attenzioni di una Veggente Bene Gesserit. Neppure la Veridica dell�Imperatore poteva declinare simili responsabilit�, quando il dovere la chiamava.</p><p><emphasis>Maledetta Jessica! </emphasis>esclam� dentro di s� la Reverenda Madre. <emphasis>Se solo avesse generato una figlia, come le era stato ordinato!</emphasis></p><p>Jessica si ferm� a tre passi dalla poltrona; fece una piccola riverenza e abbozz� un lieve movimento della sinistra, quasi una carezza alla gonna. Paul si pieg� in un breve inchino come il suo maestro di danza gli aveva insegnato: quello per �quando si � in dubbio sull�effettivo rango sociale dell�interlocutore�.</p><p>La sfumatura dell�inchino di Paul fu notata perfettamente dalla Reverenda Madre. �� un ragazzo prudente� disse.</p><p>La mano di Jessica strinse la spalla di Paul. Dalla pulsazione del palmo traspir� la paura del suo cuore. Ma riacquist� subito il controllo di s�. �Cos� gli � stato insegnato, Vostra Reverenza.�</p><p><emphasis>Che cosa teme? </emphasis>si chiese Paul.</p><p>La vecchia studi� il ragazzo esaminando ogni particolare con una sola occhiata d�insieme. Il volto: ovale come quello di Jessica, ma zigomi forti� I capelli: quelli nerissimi del Duca� ma con l�attaccatura del nonno materno (colui che non pu� essere nominato) e pure il naso sottile e sdegnoso! La forma degli occhi verdi puntati su di lei: quella del vecchio Duca, il nonno paterno ora defunto.</p><p><emphasis>Ecco, quello s� che era un uomo capace di apprezzare la vera spavalderia� perfino nella morte, </emphasis>pens� la Reverenda Madre.</p><p>�L�insegnamento � una cosa� dichiar�, �il materiale di partenza un�altra. Vedremo.� I suoi occhi fulminarono Jessica: �Esci e pratica la meditazione della calma. � un ordine�.</p><p>Jessica tolse la mano dalla spalla di Paul: �Vostra Reverenza, io��</p><p>�Jessica, sai che occorre farlo.�</p><p>Paul alz� gli occhi sulla madre, perplesso. Jessica si raddrizz�. �S� naturalmente.�</p><p>Paul ritorn� a guardare la Reverenda Madre. La cortesia, e il potere, fin troppo evidente, della vecchia su sua madre consigliavano la cautela. E tuttavia sent� crescere in s� una rabbiosa reazione alla paura che s�irradiava dalla donna.</p><p>�Paul�� Jessica respir� profondamente, ��questa prova alla quale stai per sottoporti� � importante per me.�</p><p>�Prova?� La guard�.</p><p>�Ricordati che sei figlio di un Duca� concluse Jessica. Si volt� e usc� a lunghi passi dalla stanza, con un irritato fruscio della gonna. La porta si chiuse alle sue spalle.</p><p>Paul squadr� la vecchia, dominando a stento la rabbia. �Si manda via cos� Lady Jessica, come se fosse una serva?�</p><p>Un sorriso si disegn� per un attimo sugli angoli di quella bocca rugosa. �Lady Jessica era davvero la mia serva, ragazzo. Lo � stata per quattordici anni, a scuola� assent� col capo. �Ed era anche bravissima. Ma adesso, vieni qui, <emphasis>tu</emphasis>!�</p><p>Il comando lo colp� come una sferzata. Paul si accorse di avere obbedito prima ancora di aver pensato. <emphasis>Ha usato la Voce su di me. </emphasis>Lei lo ferm� con un gesto, accanto alle sue ginocchia.</p><p>�Lo vedi?� gli chiese. Dalle pieghe della veste aveva tirato fuori un cubo di metallo verde, di circa quindici centimetri. Lo gir�, e Paul vide che mancava un lato� nero e spaventoso: nessuna luce penetrava in quell�oscurit�.</p><p>�Infila la mano destra nella scatola� gli ordin�.</p><p>Per un attimo, Paul fu attanagliato dalla paura; indietreggi�, ma la vecchia insistette. �� cos� che obbedisci a tua madre?�</p><p>Paul le fiss� gli occhi luminosi, da uccello.</p><p>Lentamente, come per un ordine interiore, incapace di disobbedire, Paul infil� la mano nella scatola. Prov� all�inizio una sensazione di freddo, mentre l�oscurit� si chiudeva intorno alla sua mano, poi del metallo liscio sulla pelle e un formicolio, come se le dita gli si fossero intorpidite.</p><p>Sul volto della vecchia apparve uno sguardo rapace: stacc� la mano destra dalla scatola e l�appoggi� sul collo di Paul. Il ragazzo intravide un luccichio metallico e fece per girare la testa.</p><p>�<emphasis>Fermo!</emphasis>� disse lei, con sicurezza.</p><p><emphasis>Ha usato di nuovo la Voce! </emphasis>Fiss� nuovamente il volto di lei.</p><p>�Stringo il gom jabbar� gli disse, �accanto al tuo collo. Il gom jabbar, il nemico dalla mano levata. � un ago avvelenato� Non tirarti indietro, altrimenti il veleno ti coglier�.�</p><p>Paul cerc� di deglutire, ma aveva la gola secca. Non riusciva a distogliere l�attenzione da quel vecchio viso grinzoso, da quegli occhi scintillanti, da quelle gengive pallide, da quei denti di metallo argenteo che mandavano bagliori quando la vecchia parlava.</p><p>�Il figlio di un Duca deve conoscere i veleni� sibil� la vecchia. �� cos� che viviamo, oggi, non � vero? <emphasis>Musky </emphasis>per avvelenarti la bevanda. <emphasis>Aumas </emphasis>per le pietanze. I veleni lenti, quelli veloci e gli intermedi. Qui ce n�� uno nuovo per te: il gom jabbar. Uccide solo le bestie.�</p><p>L�orgoglio prese il sopravvento sulla paura di Paul. �Osate dire che il figlio di un Duca � un animale?� esclam�.</p><p>�Diciamo che potresti anche essere umano� lei ribatt�. �Stai fermo! Ti avverto, guai a te se cerchi di divincolarti. Sono vecchia, ma questa mano pu� piantarti l�ago nel collo prima che tu riesca a sfuggirmi.�</p><p>�Chi siete?� bisbigli� Paul. �Come avete fatto a ingannare mia madre, convincendola a lasciarmi solo con voi? Siete mandata dagli Harkonnen?�</p><p>�Gli Harkonnen? Cielo, no! Ora stai zitto.� Gli sfior� il collo con un dito ossuto: Paul fren� l�impulso a fuggire.</p><p>�Bene� disse la vecchia, �hai superato la prima prova. E adesso, ecco in che cosa consiste la seconda: se togli la mano dalla scatola, muori. Nient�altro. Tieni la mano nella scatola, e vivi. Toglila, e muori.�</p><p>Paul respir� profondamente per calmare il tremito. �Se urlo, in un attimo la stanza sar� piena di servi, e allora <emphasis>voi </emphasis>morirete!�</p><p>�I servi non passeranno oltre tua madre, che � di guardia fuori da questa porta. Puoi esserne certo. Jessica ha gi� superato questa prova. Ora � il tuo turno. Devi esserne onorato. Molto raramente sottoponiamo dei ragazzi ad essa.�</p><p>La curiosit� ridusse il terrore di Paul a un livello controllabile. Non poteva negarlo: le parole della vecchia gli erano suonate sincere. Se sua madre era di guardia fuori� se questa era veramente una prova� Qualsiasi cosa fosse, sapeva di esserci dentro fino al collo, intrappolato da quella mano con l�ago, il gom jabbar. Richiam� alla mente la litania contro la paura che sua madre gli aveva insegnato, secondo il rito Bene Gesserit.</p><p><emphasis>Non devo aver paura. La paura uccide la mente. La paura � la piccola morte che porta con s� l�annullamento totale. Guarder� in faccia la mia paura. Permetter� che mi calpesti e mi attraversi. E quando sar� passata, aprir� il mio occhio interiore e ne scruter� il percorso. L� dove andr� la paura non ci sar� pi� nulla. Soltanto io ci sar�.</emphasis></p><p>Sent� la calma invaderlo nuovamente, ed esclam�: �Sbrigatevi, vecchia�.</p><p>�Vecchia!� ribatt� lei. �Hai del coraggio, non si pu� negare. Bene, vedremo, signor mio.� Si chin� su di lui, sfiorandolo, e abbass� la voce fino a un bisbiglio: �Sentirai dolore alla mano, nella scatola. Un dolore atroce, ma� Ritira la mano e ti toccher� il collo col gom jabbar! La sua morte � rapida come la scure che mozza il capo al condannato. Ritira la mano, e il gom jabbar ti uccider�. Hai capito?�</p><p>�Che cosa c�� nella scatola?�</p><p>�Dolore.�</p><p>Sent� qualcosa che gli punzecchiava la mano sempre pi� forte, e strinse le labbra. <emphasis>Com�� possibile che questa sia una prova? </emphasis>si chiese. Il punzecchiamento divenne prurito.</p><p>La vecchia disse: �Non hai mai sentito parlare di animali che si sono morsi una gamba fino a troncarla, per sfuggire da una tagliola? Questa � l�astuzia cui ricorrerebbe un animale. Un essere umano resterebbe nella tagliola, sopporterebbe il dolore e fingerebbe di esser morto, per cogliere di sorpresa il cacciatore e ucciderlo, ed eliminare cos� un pericolo per la razza�.</p><p>Il prurito crebbe lentamente fino a bruciare. �Perch� mi fate questo?� le chiese Paul.</p><p>�Per sapere se sei un essere umano. Silenzio!�</p><p>Paul strinse spasmodicamente la mano sinistra, mentre la sensazione di bruciore aumentava nella destra. Cresceva lentamente: il calore si sommava al calore, al calore� al calore. Sent� che le unghie della mano sinistra si conficcavano nel palmo. Cerc� di distendere le dita della mano che bruciava, ma non riusc� a muoverle.</p><p>�Brucia� bisbigli�.</p><p>�Silenzio!�</p><p>Il dolore gli risal�, pulsando, lungo il braccio. Il sudore gl�imperlava la fronte. Ogni fibra del corpo gli gridava di ritirare la mano da quel pozzo di fiamme� ma� c�era il gom jabbar! Senza girare la testa cerc� di ruotare gli occhi per vedere quel terribile ago sospeso accanto al collo. Si accorse di ansimare, cerc� di rallentare il respiro ma non vi riusc�.</p><p><emphasis>Dolore!</emphasis></p><p>Il suo universo si vuot� completamente, tranne la mano destra immersa in quell�agonia e per quel volto rugoso che lo fissava da brevissima distanza.</p><p>Le labbra erano cos� secche che gli cost� fatica separarle.</p><p><emphasis>Brucia! Brucia!</emphasis></p><p>Gli sembr� che la pelle di quella mano agonizzante s�increspasse, nera, screpolandosi, fino a cadere, lasciando soltanto ossa carbonizzate.</p><p>Poi, all�improvviso, cess�!</p><p>Come lo scatto di un interruttore, il dolore cess�.</p><p>Paul sent� il braccio destro che gli tremava. Era madido di sudore.</p><p>�Basta cos� mormor� la vecchia. �<emphasis>Kull wahad! </emphasis>Nessuna fanciulla ha mai resistito a tanto. Forse volevo che tu non superassi la prova!� Si pieg� all�indietro, e gli allontan� il gom jabbar dal collo. �Togli pure la mano dalla scatola, giovanotto, e guardala!�</p><p>Represse un fremito di dolore, e fiss� il vuoto senza luce dove la sua mano sembrava ostinarsi a restare, quasi avesse una propria volont�. Il ricordo del dolore gli inibiva qualsiasi movimento. La ragione gli diceva che avrebbe estratto da quella scatola un moncherino annerito.</p><p>�Toglila!� insistette lei, bruscamente.</p><p>Strapp� la mano dalla scatola e la fiss�, sconvolto. Non c�era il pi� piccolo segno. Neppure una traccia dell�atroce agonia appena sperimentata. Alz� la mano, la gir�, distese le dita.</p><p>�Dolore tramite induzione nervosa� spieg� la vecchia. �Non posso andare in giro storpiando potenziali esseri umani. Tuttavia, molti darebbero ben pi� di una mano per il segreto della scatola.�</p><p>La nascose nuovamente tra le pieghe della veste.</p><p>�Ma il dolore�� balbett� Paul.</p><p>�Dolore.� Inspir� rumorosamente dal naso. �Un essere umano sa rendersi superiore a una sensazione del proprio corpo.�</p><p>Paul sent� che la mano sinistra gli faceva male. Apr� lentamente il pugno e vide quattro tagli sanguinanti dove le unghie si erano conficcate nel palmo. Lasci� ricadere la mano lungo il fianco e guard� la vecchia. �Avete fatto questo anche a mia madre, un giorno?�</p><p>�Hai mai setacciato la sabbia?� gli chiese lei.</p><p>La risposta obliqua risvegli� in lui un pi� alto livello di percezione: <emphasis>Sabbia attraverso un setaccio. </emphasis>Annu�.</p><p>�Noi Bene Gesserit setacciamo la gente per scoprire gli esseri umani.�</p><p>Paul sollev� la mano destra, rievocando il dolore. �Ed � tutto qui?�</p><p>�Ti ho osservato mentre affrontavi il dolore, ragazzo. Il dolore � soltanto il veicolo della prova. Tua madre ti ha parlato del nostro modo di osservare: vedo in te i segni del suo insegnamento. La nostra prova consiste nel cagionare una crisi, e osservare.�</p><p>Il tono di voce della vecchia confermava quanto stava dicendo. �� vero!� esclam� lui.</p><p>Lei lo fiss�. <emphasis>Ha percepito la verit�! Che sia lui quello che cerchiamo? </emphasis>Fren� la sua eccitazione, ricordando a se stessa: �<emphasis>La speranza offusca l�osservazione</emphasis>�<emphasis>.</emphasis></p><p>�Tu sai capire quando la gente crede in ci� che dice� chiese poi.</p><p>�S�.�</p><p>Nella voce del ragazzo c�era il tono di chi parla per acquisita esperienza, e sempre con esiti positivi; la vecchia lo avvert� pienamente, e disse: �Potresti essere davvero lo Kwisatz Haderach. Siediti, fratellino, qui ai miei piedi�.</p><p>�Preferisco restare come sono.�</p><p>�Tua madre si sedeva ai miei piedi, una volta.�</p><p>�Io non sono mia madre.�</p><p>�Ci detesti un po�, non � vero?� La vecchia si volt� verso la porta e chiam�: �Jessica!�</p><p>La porta si spalanc� e Jessica era l� in piedi che fissava con occhi di ghiaccio l�interno della stanza. Il ghiaccio si sciolse quando vide Paul. Riusc� a sorridere debolmente.</p><p>�Jessica� domand� la vecchia, �hai mai smesso di odiarmi?�</p><p>�Vi amo e vi odio insieme� rispose Jessica. �L�odio� � dovuto al dolore che non devo mai dimenticare. L�amore e��</p><p>�Soltanto i fatti� l�interruppe la vecchia, ma la sua voce era dolce. �Ora puoi entrare, ma rimani in silenzio. Chiudi quella porta e assicurati che nessuno c�interrompa.�</p><p>Jessica scivol� nella stanza, chiuse la porta e rest� immobile, appoggiata ad essa. <emphasis>Mio figlio vive, </emphasis>pensava. <emphasis>Mio figlio vive� ed � un essere umano. Io lo sapevo� ma� vive! Adesso anch�io posso continuare a vivere. </emphasis>La superficie della porta era dura e concreta contro la sua schiena. Tutto quello che si trovava nella stanza era immediato e le urgeva contro i sensi.</p><p><emphasis>Mio figlio vive!</emphasis></p><p>Paul fiss� la madre. <emphasis>Ha detto la verit�. </emphasis>Voleva andarsene, restar solo a meditare su questa esperienza, ma non poteva farlo finch� non l�avessero congedato: la vecchia aveva acquisito su di lui una sorta di potere. <emphasis>Tutt�e due hanno detto la verit�. </emphasis>Anche sua madre era stata sottoposta a una prova identica. Dietro tutto ci�, Paul intuiva qualcosa: uno scopo terribile� terribili erano stati il dolore e la paura. E Paul conosceva gli scopi terribili: quelli perseguiti anche se hanno tutte le carte contro, quelli che traggono da se stessi la propria necessit�. Paul sentiva che uno scopo terribile era stato inoculato anche in lui. Ma non sapeva ancora quale fosse questo terribile scopo.</p><p>�Un giorno, ragazzo� disse la vecchia, �dovrai forse anche tu restar fuori di una porta come quella. Ci vuole molta forza per farlo.�</p><p>Paul guard� la mano che aveva sperimentato il dolore, poi alz� gli occhi verso la Reverenda Madre. Il suono di quelle parole era diverso da qualsiasi altra voce da lui udita prima. Parole splendide, sonore, taglienti. Sent� che, qualsiasi domanda avesse fatto, avrebbe ricevuto una risposta tale da elevarlo dal suo mondo di carne a un universo pi� grande.</p><p>�Perch� cercate gli esseri umani?� domand�.</p><p>�Per liberarli.�</p><p>�Liberarli?�</p><p>�Un tempo gli uomini dedicavano il proprio pensiero alle macchine, nella speranza che esse li avrebbero liberati. Ma questo consent� ad altri uomini di servirsi delle macchine per renderli schiavi.�</p><p>��Non costruirai una macchina a somiglianza della mente di un uomo�� cit� Paul.</p><p>�Cos� dice la Bibbia Cattolica Orangista, e cos� fu ripetuto dal Jihad Butleriano� assent� la vecchia. �Ma in realt� la Bibbia C.O. avrebbe dovuto dire: �Non costruirai una macchina che contraffaccia la mente di una <emphasis>persona umana</emphasis>�. Non hai mai studiato il Mentat al servizio della tua Casa?�</p><p>�Ho studiato <emphasis>con </emphasis>Thufir Hawat.�</p><p>�La Grande Rivolta ci ha liberati da una stampella� dichiar� la vecchia. �Ha costretto la mente <emphasis>umana </emphasis>a svilupparsi. Furono fondate scuole per sviluppare il talento <emphasis>umano.</emphasis>�</p><p>�Le scuole Bene Gesserit?�</p><p>La vecchia annu�. �Due grandi scuole sopravvivono: il Bene Gesserit e la Gilda Spaziale. La Gilda, cos� noi pensiamo, concentra ogni suo sforzo nella matematica pura. Il Bene Gesserit svolge altre funzioni.�</p><p>�Politiche� aggiunse Paul.</p><p>�Kull wahad!� esclam� la vecchia lanciando un�occhiataccia a Jessica.</p><p>�Non gliel�ho detto io, Vostra Reverenza� Jessica si difese.</p><p>La Reverenda Madre rivolse nuovamente la sua attenzione a Paul. �Ti sono bastati ben pochi indizi!� replic�. �Politiche, proprio cos�. In origine, la scuola Bene Gesserit era diretta da coloro che intuirono quanto fosse necessaria una continuit� nelle vicende umane. Si accorsero che una simile continuit� non si poteva creare senza separare il ceppo umano da quello animale� per ragioni di allevamento.�</p><p>Le parole della vecchia avevano perso all�improvviso, per Paul, il suono particolare, cristallino. Provava un�offesa in quello che sua madre aveva chiamato il suo <emphasis>istinto per la sincerit�. </emphasis>Non che la Reverenda Madre gli stesse mentendo. Ovviamente, la vecchia credeva in quello che diceva. Era qualcosa di pi� profondo, qualcosa legato al terribile scopo della sua esistenza.</p><p>Disse: �Ma mia madre mi ha detto che molte Bene Gesserit delle scuole ignorano la propria genealogia�.</p><p>�Le ascendenze genetiche compaiono sempre nel Registro delle Unioni� replic� lei. �Tua madre, per esempio, sa che la sua ascendenza o � Bene Gesserit, o � accettabile cos� com��.�</p><p>�Allora, perch� non ha mai saputo chi fossero i suoi genitori?�</p><p>�Alcuni li conoscono� altri no. Per esempio, avremmo potuto desiderare di accoppiarla con un consanguineo per far affiorare un carattere genetico come dominante. Abbiamo molte ragioni.�</p><p>Ancora una volta, Paul si sent� offeso nel suo istinto per la sincerit�. Dichiar�: �Sono molte le cose che decidete da sole!�</p><p>La Reverenda Madre lo fiss�, chiedendosi: <emphasis>C�era della critica nella sua voce? </emphasis>�Il nostro fardello � molto pesante� replic�.</p><p>Paul sent� che stava riavendosi completamente dallo shock della prova appena sostenuta. La fiss� con uno sguardo acuto. �Avete affermato che forse io sono lo� Kwisatz Haderach. Cos��, un gom jabbar umano?�</p><p>�Paul� l�interruppe Jessica, �non devi parlare in quel tono alla��</p><p>�Ci penso io, Jessica� s�intromise la vecchia. �Dimmi, ragazzo, conosci la droga delle Veridiche?�</p><p>�La prendete per incrementare la capacit� di scoprire il falso� rispose Paul. �Me l�ha detto mia madre.�</p><p>�Hai mai assistito a una <emphasis>veritrance</emphasis>?�</p><p>Paul scosse la testa.</p><p>�La droga � pericolosa� disse la vecchia, �ma ti conferisce l�intuizione. Quando una Veggente ha il dono della droga, pu� guardare in molti luoghi della sua memoria� della memoria del suo corpo. Noi percorriamo molte vie del passato� ma unicamente vie femminili.� La sua voce ebbe una sfumatura di tristezza. �E tuttavia c�� un luogo dove nessuna Veridica pu� guardare. Ne siamo respinte, terrorizzate. Si dice che un giorno verr� un uomo, e che costui trover� nel dono della droga il proprio occhio interiore. Potr� guardare dove noi non possiamo� in entrambi i passati, femminile e maschile.�</p><p>�Il vostro Kwisatz Haderach?�</p><p>�S�, colui che pu� essere in molti luoghi contemporaneamente: lo Kwisatz Haderach. Molti uomini hanno tentato la droga� moltissimi! Ma nessuno c�� riuscito.�</p><p>�Tutti hanno tentato e fallito?�</p><p>�Oh, no.� Lei scosse la testa. �Hanno tentato e sono morti.�</p></section><section><epigraph><p>Cercar di capire Muad�Dib senza capire i suoi mortali nemici, gli Harkonnen, � come cercar di vedere la Verit� senza conoscere il Falso. � come cercar di vedere la Luce senza conoscere la Tenebra. � impossibile.</p><text-author>dal �Manuale di Muad�Dib�, della Principessa Irulan</text-author></epigraph><empty-line/><p>Un globo, la mappa in rilievo di un mondo, parzialmente oscurato, girava sotto la spinta di una mano grassoccia che scintillava di anelli. Il globo era sostenuto da un supporto snodabile su una parete di una stanza senza finestre; le altre pareti erano nascoste da una sorta di mosaico multicolore, pergamene, librofilm, nastri e bobine. Altri globi dorati irradiavano nella stanza una vaga luminosit�, sospesi sui loro campi di forza.</p><p>Un tavolo ellittico con superficie rosa giada di legno di elacca pietrificato era al centro della stanza. Alcune sedie rigide, sospese, erano disposte intorno ad esso. Due erano occupate: una da un giovane dai capelli neri, di circa sedici anni, il viso rotondo e gli occhi corrucciati; l�altra da un uomo magro e di bassa statura, dal volto effeminato.</p><p>Ambedue, il ragazzo e l�uomo, fissavano il globo e l�individuo seminascosto che lo faceva girare.</p><p>Un sogghigno echeggi� accanto al globo. Una voce di basso segu� come il rombo di un tuono: �Eccola, Piter� la pi� grande trappola per uomini di tutta la storia. E il Duca si getta a capofitto tra le sue fauci! Io, il Barone Vladimir Harkonnen, l�ho preparata: non � magnifica?�</p><p>�Senza alcun dubbio, Barone� disse l�uomo. La sua voce era quella di un tenore di grazia.</p><p>La mano grassoccia cal� sul globo, bloccandone la rotazione. Ora, tutti i presenti furono in grado di metterne a fuoco la superficie immobile: era quel tipo di mappamondo confezionato per i ricchi collezionisti o i governatori planetari dell�Impero. Tutto, in esso, suggeriva l�abilissima mano degli artigiani imperiali. Le linee della longitudine e della latitudine erano incise con sottili fili di platino. Le calotte polari erano meravigliosi diamanti lattiginosi incastonati.</p><p>La mano grassoccia si agit�, indicando i particolari della superficie. �Ti invito a osservare, Piter� tuon� la voce di basso, �a osservare da vicino e anche tu, Feyd-Rautha, mio caro: le deliziose increspature che si trovano qui, fra i sessanta gradi nord e i settanta gradi sud. Questi colori, simili a dolce caramello. Vedete? In nessun punto si scorgono i segni blu dei laghi, dei mari o dei fiumi. E le adorabili calotte polari, cos� piccole! Chi non riconoscerebbe questo mondo? Arrakis! Veramente unico. Uno scenario superbo per una vittoria unica nel suo genere!�</p><p>Un sorriso incresp� le labbra di Piter. �E pensare, Barone, che l�Imperatore Padisci� � convinto di avere offerto al Duca il vostro pianeta della spezia. Che beffa piccante!�</p><p>�Parole sciocche� tuon� il Barone. �Le dici per confondere il giovane Feyd-Rautha, ma non � necessario confondere mio nipote.�</p><p>Il giovane dal volto corrucciato si agit� sulla sedia, lisciando una piega della sua nera calzamaglia. Poi sobbalz�, udendo bussare discretamente alla porta, alle sue spalle.</p><p>Piter si distric� dalla sedia, si diresse alla porta, la socchiuse quel tanto che bastava per ritirare un messaggio. Chiuse la porta, srotol� il cilindro e l�esamin� attentamente. Sogghign�. Due volte.</p><p>�Allora?� chiese il Barone.</p><p>�Il pazzo ci ha risposto, Barone.�</p><p>�E quando mai un Atreides ha rifiutato l�occasione di mostrare la sua buona volont�?� ribatt� il Barone. �Bene, che cosa dice?�</p><p>�� molto rozzo, Barone. Si rivolge a voi come �Harkonnen�, niente, <emphasis>�Sire et Cher Cousin�, </emphasis>nessun titolo, niente.�</p><p>�� un buon nome� ringhi� il Barone. Il suo tono trad� l�impazienza. �E cosa dice il caro Leto?�</p><p>�Dice: �La tua offerta per un incontro � respinta. Spesse volte ho avuto a che fare con la tua perfidia: tutti lo sanno, fin troppo bene.��</p><p>�E poi?� chiese il Barone.</p><p>�Dice: �L�arte del <emphasis>kanly </emphasis>ha ancora i suoi ammiratori, nell�Impero.� E si firma: �Duca Leto di Arrakis�!� Piter scoppi� a ridere. ��Di Arrakis�! Ohim�! Questa � bella, anche troppo!�</p><p>�Fai silenzio, Piter� gl�intim� il Barone. (La risata si arrest� come allo scatto di un interruttore.) �<emphasis>Kanly, </emphasis>vero?� chiese. �Vendetta, eh? E ha usato le care, vecchie, simpatiche parole cos� ricche di tradizioni per essere sicuro che io intendessi perfettamente quello che voleva dire.�</p><p>�Voi avete fatto un gesto di pace� riprese Piter. �Le formalit� sono state rispettate.�</p><p>�Per essere un Mentat, Piter, tu parli troppo� replic� il Barone. E pens�: <emphasis>Devo sbarazzarmi al pi� presto di costui. Ha quasi superato la sua utilit�. </emphasis>Il Barone fiss� il suo Mentat Assassino, sull�altro lato della stanza, considerando il connotato che la gente notava per primo: gli occhi. Due fenditure azzurre che sfumavano in un azzurro pi� intenso: occhi nei quali non c�era bianco.</p><p>Una smorfia attravers� il volto di Piter, come il sogghigno di una maschera sotto quegli occhi simili a fori. �Barone, mai vendetta � stata pi� bella. Un piano cos� squisitamente perfido: costringere Leto a scambiare Caladan con Dune� e senza alcuna alternativa, poich� � stato l�Imperatore stesso a ordinarlo. Che bello scherzo, Barone, da parte vostra!�</p><p>Freddamente, il Barone disse: �Parli troppo, Piter�.</p><p>�Ma io sono felice, mio Barone. E voi� voi provate una punta di invidia!�</p><p>�Piter!�</p><p>�Ah, ah, Barone! Non � forse un peccato che voi siate stato incapace di divisare questo delizioso piano tutto da solo?�</p><p>�Uno di questi giorni ti far� strangolare, Piter.�</p><p>�Certamente, Barone. <emphasis>Enfin! </emphasis>Ma una cortesia non si dimentica mai, eh?�</p><p>�Hai masticato <emphasis>verite </emphasis>o <emphasis>semuta, </emphasis>Piter?�</p><p>�La verit�, senza la paura che l�accompagni, stupisce il Barone� disse Piter. Il suo viso si contorse nella caricatura di una maschera aggrottata. �Ah, ah! Vedete, Barone, io so, poich� sono un Mentat, quando voi mi manderete al boia. Eviterete di farlo fin quando vi sar� utile. Muoversi prima sarebbe uno spreco, e io sono ancora molto utile. So cosa vi ha insegnato quel delizioso pianeta, Dune: non sprecare mai nulla. Non � vero, Barone?�</p><p>Il Barone continu� a fissare Piter.</p><p>Feyd-Rautha fremeva sulla sedia. <emphasis>Questi pazzi attaccabrighe! </emphasis>pens�. <emphasis>Mio zio non pu� parlare al suo Mentat senza litigare. Pensano che io non abbia altro da fare che ascoltare le loro discussioni?</emphasis></p><p>�Feyd� l�interpell� il Barone, �quando ti ho invitato a venire qui, ti ho detto di ascoltare e imparare. Stai imparando?�</p><p>�S�, zio.� Il tono era prudente e ossequioso.</p><p>�A volte mi chiedo di Piter�� cominci� il Barone. �Io procuro dolore per necessit�, ma lui� giurerei che ne trae piacere. Per quanto mi riguarda, io provo piet� per il povero Duca Leto. Il dottor Yueh agir� contro di lui molto presto, e questa sar� la fine di tutti gli Atreides. Ma sicuramente Leto sapr� di chi � la mano che guida quel dottore cos� malleabile� e saperlo sar� una cosa tremenda, per lui.�</p><p>�Allora, perch� non avete ordinato al dottore di piantargli un <emphasis>kindjal </emphasis>tra le costole, con la massima calma e la massima efficacia?� ribatt� Piter. �Voi parlate di piet�, ma��</p><p>�Il Duca <emphasis>deve </emphasis>sapere che io l�ho condannato� disse il Barone. �E ugualmente devono saperlo anche le altre Grandi Case. Questo, le fermer�, per un poco, e io avr� pi� spazio per manovrare. � necessario, ma non per questo mi piace.�</p><p>�Spazio per manovrare!� lo canzon� Piter. �Gli occhi dell�Imperatore sono gi� su di voi, Barone; voi vi muovete troppo spavaldamente. Un giorno l�Imperatore mander� una o due delle sue legioni Sardaukar quaggi�, su Giedi Primo, e sar� la fine del Barone Vladimir Harkonnen.�</p><p>�Ti piacerebbe vederla, vero, Piter?� disse il Barone. �Quanto godresti nel vedere i Corpi dei Sardaukar mettere a ferro e a fuoco le mie citt� e saccheggiare questo castello? Dimmi, quanto ne godresti?�</p><p>�Avete bisogno di chiederlo, Barone?� bisbigli� Piter.</p><p>�Tu saresti dovuto essere un Bashar dei Corpi� insistette il Barone. �Tu sei troppo affascinato dal sangue e dal dolore. Forse sono stato troppo precipitoso quando ti ho promesso le spoglie di Arrakis.�</p><p>Piter attravers� la stanza in punta di piedi, fermandosi dietro a Feyd-Rautha. L�atmosfera era tesa: il giovane alz� gli occhi su Piter, accigliandosi.</p><p>�Non prendetevi gioco di Piter, Barone� disse il Mentat. �Voi mi avete promesso Lady Jessica. Me l�avete promessa personalmente.�</p><p>�E perch�, Piter?� chiese il Barone. �Per il dolore?�</p><p>Piter lo fiss� senza rispondere. Il silenzio si prolung�.</p><p>Feyd-Rautha si agit� sulla sedia sospesa. �Zio, devo proprio restare? Avevi detto che��</p><p>�Il mio caro Feyd-Rautha si spazientisce� l�interruppe il Barone. Si agit� all�ombra del globo. �Pazienza, Feyd� rivolse nuovamente la sua attenzione al Mentat. �E il Duchino, mio caro Piter? Il bambino, Paul?�</p><p>�La trappola lo condurr� direttamente tra le vostre mani, Barone� mormor� Piter.</p><p>�Non � questa la mia domanda� replic� il Barone. �Ricordi? Avevi predetto che quella strega Bene Gesserit avrebbe generato una figlia al Duca. Ti sei sbagliato, eh, Mentat?�</p><p>�Mi sbaglio molto di rado, Barone� disse Piter, e per la prima volta la sua voce trem�. �Concedetemi almeno questo: molto di rado. Lo sapete anche voi che queste Bene Gesserit di solito generano figlie. Anche la moglie dell�Imperatore ha generato soltanto femmine.�</p><p>�Zio� s�intromise Feyd-Rautha, �avevi detto che ci sarebbe stato qualcosa d�importante, qui, che io��</p><p>�Ma sentilo, mio nipote!� esclam� il Barone. �Aspira a comandare la mia Baronia, e tuttavia non sa neppure comandare la propria impazienza.� Il Barone si mosse ancora accanto al globo, ombra tra le ombre. �Vedi, Feyd-Rautha Harkonnen, ti ho fatto venire qui sperando di poterti insegnare un po� di saggezza. Hai osservato il nostro bravo Mentat? Avresti dovuto imparare qualcosa da questo nostro scambio di opinioni.�</p><p>�Ma, zio��</p><p>�Un Mentat estremamente efficiente, il nostro Piter. Non sei d�accordo, Feyd?�</p><p>�S�, ma��</p><p>�Ah. proprio cos�: �ma��! <emphasis>Ma </emphasis>consuma troppa spezia, la mangia come fosse frutta candita. Guardagli gli occhi! Potrebbe essere arrivato qui direttamente da una miniera di Arrakis. Efficiente, Piter, <emphasis>ma </emphasis>ancora troppo emotivo e succubo a improvvisi scoppi di passione. Efficiente, Piter, <emphasis>ma </emphasis>capace ancora di sbagliarsi.�</p><p>Piter ribatt� a bassa voce e di cattivo umore: �Mi avete forse fatto venire qui per nuocere alla mia efficienza con delle critiche, Barone?�</p><p>�Nuocere alla tua efficienza? Tu mi conosci bene, Piter. Desidero soltanto che mio nipote sappia quali sono i limiti di un Mentat.�</p><p>�State gi� addestrando, forse, il mio sostituto?� domand� Piter.</p><p>�Sostituire <emphasis>te</emphasis>? Perch� mai, Piter? Dove troverei un altro Mentat con la tua astuzia e il tuo veleno?�</p><p>�Nello stesso luogo dove avete trovato me, Barone.�</p><p>�Forse dovrei farlo� medit� il Barone. �Mi sei sembrato un po� instabile, in questi ultimi tempi. � tutta quella spezia che mangi?�</p><p>�Forse che i miei piaceri sono troppo costosi, Barone? Avete qualche obiezione?�</p><p>�Mio caro Piter, sono appunto i tuoi piaceri che ti legano a me. Come potrei avere obiezioni? Desidero soltanto che mio nipote prenda nota di questo.�</p><p>�Allora sono in vetrina? Devo mettermi a ballare? Devo forse esibirmi in tutte le mie varie funzioni per l�eminente Feyd-Rau��</p><p>�Precisamente� l�interruppe il Barone. �Tu sei in vetrina. E adesso, taci.� Si volt� verso Feyd-Rautha: le labbra di suo nipote, turgide e sporgenti (il marchio genetico degli Harkonnen), erano piegate in una smorfia, quasi un sorriso. �Questo � un Mentat, Feyd. � stato addestrato e condizionato a svolgere certi compiti. Non dobbiamo dimenticarci, tuttavia, che esso dimora all�interno di un corpo umano. Un grave svantaggio: a volte mi convinco che i nostri antenati, con le loro macchine pensanti, avevano visto giusto.�</p><p>�Erano soltanto giocattoli, paragonati a me� lo canzon� Piter. �Voi stesso, Barone, potreste battere di gran lunga quelle <emphasis>macchine�</emphasis>�</p><p>�Forse� concesse il Barone. �Ah, ora�� (respir� a fondo e rutt�) �ora, Piter, descrivi brevemente a mio nipote le pi� importanti caratteristiche della nostra campagna contro la Casa degli Atreides. Cerca di funzionare come il nostro Mentat, se non ti dispiace.�</p><p>�Barone, vi ho avvertito: non confidate queste informazioni a una persona cos� giovane. Le mie osservazioni del��</p><p>�Tocca a me giudicare� ribatt� il Barone. �Ti ho dato un ordine, Mentat. Ora, esibisci questa tua funzione.�</p><p>�Cos� sia� concluse Piter. Si raddrizz� e assunse uno strano atteggiamento dignitoso: come un�altra delle sue maschere, che questa volta, per�, gli copriva tutto il corpo. �Fra pochi giorni standard, l�intera casata del Duca Leto s�imbarcher� su uno dei vascelli della Gilda Spaziale, diretto ad Arrakis. La Gilda li scaricher� nella citt� di Arrakeen, e non nella nostra Carthag. Il Mentat del Duca, Thufir Hawat, avr� giustamente concluso che Arrakeen � pi� facile da difendere.�</p><p>�Ascolta attentamente� disse il Barone. �Osserva come i piani s�incastrino nei piani, in altri piani.�</p><p>Feyd-Rautha assent�, pensando: <emphasis>Questo gi� assomiglia di pi� a quanto mi aspettavo. Il vecchio mostro ha finalmente deciso di introdurmi nei suoi segreti. Questo significa che vuole veramente fare di me il suo erede.</emphasis></p><p>�Vi sono molte altre possibilit� divergenti� continu� Piter. �Io ho previsto che la Casa degli Atreides verr� su Arrakis, ma non dobbiamo ignorare la possibilit� che il Duca abbia un contratto con la Gilda per farsi trasportare in un luogo sicuro, fuori del Sistema. Altri, in simili circostanze, hanno rinnegato le proprie casate, hanno preso con s� atomiche e scudi di famiglia e si sono precipitati al di l� dell�Impero.�</p><p>�Il Duca � un uomo troppo orgoglioso per farlo� disse il Barone.</p><p>�� una possibilit� replic� Piter. �L�effetto finale, tuttavia, per noi sarebbe lo stesso.�</p><p>�No, non sarebbe lo stesso!� rugg� il Barone. �Devo averlo morto, e la sua famiglia estinta!�</p><p>�Questo � altamente probabile� disse Piter. �Vi sono chiari indizi, quando una Casa ha deciso di rinnegarsi. Non sembra che il Duca si prepari a nulla del genere.�</p><p>�Appunto� sospir� il Barone. �Continua, Piter.�</p><p>�Ad Arrakeen� disse Piter, �il Duca e la sua famiglia occuperanno la Residenza, che ultimamente ha ospitato il Conte e la Lady Fenring.�</p><p>�L�Ambasciatore ai Contrabbandieri� sogghign� il Barone.</p><p>�Ambasciatore a che cosa?� domand� Feyd-Rautha.</p><p>�Tuo zio scherza� gli spieg� Piter. �Chiama il Conte Fenring �Ambasciatore ai Contrabbandieri� a causa del grande interesse dell�Imperatore nel contrabbando su Arrakis.�</p><p>Feyd-Rautha fiss� perplesso suo zio. �Perch�?�</p><p>�Non essere stupido, Feyd� gli rispose brusco il Barone. �Finch� la Gilda Spaziale rimane virtualmente fuori dal controllo imperiale, non pu� essere altrimenti. Come fanno le spie e gli assassini a correre su e gi�?�</p><p>La bocca di Feyd-Rautha produsse un inarticolato �Oooh�. �Abbiamo preparato dei diversivi, alla Residenza� disse Piter. �Vi sar� un attentato alia vita dell�erede degli Atreides� un attentato che potrebbe anche avere successo.�</p><p>�Piter!� tuon� il Barone. �Avevi detto��</p><p>�Avevo detto che un incidente pu� sempre capitare� replic� Piter. �E l�attentato deve apparire genuino.�</p><p>�Ah, ma il ragazzo ha un corpo cos� giovane e dolce�� mormor� il Barone. �Certo, potenzialmente � molto pi� pericoloso del padre� con quella strega di sua madre che lo addestra, maledetta donna! Beh, continua, Piter.�</p><p>�Hawat avr� indovinato che abbiamo un agente, tra loro� disse Piter. �I sospetti, ovviamente, cadranno sul dottor Yueh, che per l�appunto � il nostro agente. Ma Hawat ha compiuto indagini, e ha scoperto che il nostro dottore � un laureato della Scuola Suk, con il Condizionamento Imperiale� il che fa presumere che sia abbastanza fedele da poter curare perfino l�Imperatore. Si fa molto affidamento sul Condizionamento Imperiale. Si � convinti che quel condizionamento sia definitivo, e che non sia possibile estinguerlo senza uccidere il soggetto. Tuttavia, come qualcuno ha osservato a suo tempo, con una leva adatta si pu� scardinare un pianeta. Noi abbiamo trovato la leva che pu� scardinare il dottore.�</p><p>�Come?� esclam� Feyd-Rautha. L�argomento lo affascinava. Tutti sapevano che era impossibile rimuovere un Condizionamento Imperiale!</p><p>�Un�altra volta� disse il Barone. �Vai avanti, Piter.�</p><p>�Al posto di Yueh� prosegu� Piter, �faremo inciampare Hawat su un�altra persona sospetta molto pi� interessante. La stessa assurdit� del sospetto finir� per raccomandare quella donna all�attenzione di Hawat.�</p><p>�Donna?� chiese Feyd-Rautha.</p><p>�Lady Jessica in persona� conferm� il Barone.</p><p>�Non � forse sublime?� insistette Piter. �La mente di Hawat sar� cos� sconvolta da una simile prospettiva, che le sue funzioni di Mentat ne saranno paralizzate. Potrebbe addirittura cercare di ucciderla.� Piter si accigli�. �Ma non credo che lo far�.�</p><p>�Tu non vuoi che lo faccia, eh�?� sogghign� il Barone.</p><p>�Non mi distraete� ribatt� Piter. �Mentre Hawat sar� occupato con Lady Jessica, distoglieremo ulteriormente la sua attenzione con una rivolta delle guarnigioni urbane, o qualcosa di simile. La rivolta sar� soffocata. Il Duca creder� di avere la situazione in pugno. Poi, quando il momento sar� maturo, a un segnale di Yueh noi precipiteremo loro addosso col grosso delle nostre forze��</p><p>�Continua, digli tutto� lo incit� il Barone.</p><p>�Li attaccheremo insieme a due legioni di Sardaukar travestite con la divisa degli Harkonnen.�</p><p>�Sardaukar!� annasp� Feyd-Rautha. La sua mente corse alle terribili truppe imperiali, gli spietati assassini, i soldati fanatici dell�Imperatore Padisci�.</p><p>�Vedi quanta fiducia ho in te, Feyd?� disse il Barone. �Nulla di tutto questo deve trapelare alle altre Grandi Case, altrimenti il Landsraad potrebbe coalizzarsi contro la Casa Imperiale, e tutto precipiterebbe nel caos.�</p><p>�Il punto pi� importante� fece Piter, �� questo: dal momento che la Casa degli Harkonnen viene qui usata per il lavoro sporco dell�Imperatore, noi ne ricaviamo un vantaggio concreto. Certamente � un vantaggio pericoloso, ma, se usato con cautela, apporter� alla Casa degli Harkonnen una ricchezza pi� grande di qualsiasi altra Casa dell�Impero.�</p><p>�Non puoi immaginare quanta ricchezza, Feyd� continu� il Barone. �Neppure nei tuoi sogni pi� folli. Per prima cosa, avremo in mano, irrevocabilmente, la direzione della CHOAM.�</p><p>Feyd-Rautha assent�. Ecco di che cosa si trattava: la ricchezza!</p><p>La CHOAM era la chiave della ricchezza, ogni Nobile Casa affondava le mani nei forzieri della Compagnia, sfruttando i propri poteri direttivi per agguantare tutto quello che poteva. I direttorati della CHOAM erano il segno di un effettivo potere nell�Impero: essi, legati all�equilibrio instabile delle forze del Landsraad, servivano a bilanciare la strapotenza dell�Imperatore e dei suoi sostenitori.</p><p>�Il Duca Leto� disse ancora Piter, �potrebbe cercar rifugio tra i Fremen, quei pochi pezzenti che abitano ai bordi del deserto. O potrebbe cercar di mandare la sua famiglia in quell�immaginaria oasi di sicurezza. Ma quella via � bloccata da uno degli agenti di Sua Maest�, l�Ecologo Planetario. Forse lo ricorderete� Kynes.�</p><p>�Feyd lo ricorda� fece il Barone. �Continua.�</p><p>�Non vi piacciono molto i particolari, Barone� replic� Piter.</p><p>�Ti ordino di continuare!� rugg� il Barone.</p><p>Piter scroll� le spalle. �Se le cose andranno come previsto� dichiar� a Feyd-Rautha, �entro un anno standard la Casa degli Harkonnen avr� un suo vassallaggio su Arrakis. Tuo zio godr� di un beneficio legale su quel feudo. Un suo agente <emphasis>personale </emphasis>dominer� su Arrakis.�</p><p>�Pi� profitti� disse Feyd-Rautha.</p><p>�Esatto� conferm� il Barone. E pens�: <emphasis>� solo un atto di giustizia. Perch� noi siamo quelli che abbiamo soggiogato Arrakis� a parte quei pochi bastardi Fremen che si nascondono sui bordi del deserto� e qualche innocuo contrabbandiere, legato al pianeta pi� strettamente degli schiavi indigeni.</emphasis></p><p>�E le Grandi Case sapranno che il Barone ha distrutto gli Atreides!� esclam� Piter. �Tutti lo sapranno.�</p><p>�Lo sapranno� ansim� il Barone.</p><p>�E la cosa pi� bella� continu� Piter, �� che anche il Duca lo sapr�. Gi� adesso lo sa. Sta fiutando la trappola.�</p><p>�� vero, il Duca lo sa� disse il Barone. C�era una sfumatura di tristezza nella sua voce. �Non pu� fare a meno di saperlo� che peccato!�</p><p>Il Barone si allontan� dal globo di Arrakis. Mentre emergeva dall�ombra, la sua figura acquist� una dimensione� era grosso, e immensamente grasso. Le protuberanze quasi invisibili sotto le pieghe della veste scura rivelavano che quel grasso era in parte sostenuto da sospensori portatili sistemati sulla pelle. Doveva pesare, in verit�, almeno duecento chilogrammi standard, ma i suoi piedi non ne dovevano sostenere pi� di cinquanta.</p><p>�Ho fame!� tuon� il Barone, e si sfreg� le labbra sporgenti con la mano coperta di anelli. Fiss� Feyd-Rautha con occhi avvolti da cuscinetti di grasso. �Fai portare qualcosa da mangiare, mio caro. Mangeremo prima di ritirarci.�</p></section><section><epigraph><p>Cos� parl� Santa Alia del Coltello: �La Reverenda Madre deve saper combinare l�arte della seduzione di una cortigiana con l�intoccabile maest� di una dea vergine, mantenendo questi due attributi in perfetto equilibrio fra loro finch� durano i poteri della sua giovinezza. Poi, una volta tramontate bellezza e giovinezza, lei scoprir� che quel �posto di mezzo� un tempo occupato dalle tensioni che mantenevano l�equilibrio � diventato una fonte di astuzia e d�infinite risorse.�</p><text-author>dalle �Cronache familiari di Muad�Dib�, della Principessa Irulan</text-author></epigraph><empty-line/><p>�Allora, Jessica, hai qualcosa da dirmi?� chiese la Reverenda Madre.</p><p>Era quasi l�ora del tramonto a Castel Caladan, il giorno dell�ordalia di Paul. Le due donne erano sole nel soggiorno di Jessica, mentre Paul aspettava nella stanza accanto: quella della Meditazione, isolata acusticamente.</p><p>Jessica era in piedi davanti alle finestre che si affacciavano a sud. Guardava, e tuttavia non vedeva, le nubi colorate della sera, al di l� del prato e del fiume. Ud�, e tuttavia non ascolt�, la domanda della Reverenda Madre.</p><p>C�era gi� stata un�ordalia, molti anni prima. Una ragazza magra, i capelli color del bronzo, il corpo ancora in preda agli sconvolgimenti della pubert�, era entrata nello studio della Reverenda Madre Gaius Helen Mohiam, Supervisore della Scuola Bene Gesserit su Wallach IX. Jessica chin� gli occhi sulla mano destra. Distese le dita, ricordando il dolore, il terrore, la rabbia.</p><p>�Povero Paul� mormor�.</p><p>�Ti ho fatto una domanda, Jessica!� La voce della vecchia era brusca, imperiosa.</p><p>�Che cosa? Oh�� Jessica, con uno sforzo, si strapp� dal passato e rivolse lo sguardo alla Reverenda Madre che sedeva, appoggiando la schiena al muro di pietra, fra le due finestre che guardavano a occidente. �Che devo dirvi?�</p><p>�Che devi dirmi? Che devi dirmi?� La vecchia voce la beffeggi� crudelmente.</p><p>�S�, ho avuto un figlio!� esplose Jessica. E sapeva che la vecchia l�aveva condotta deliberatamente allo scoppio d�ira.</p><p>�Ti era stato ordinato di generare soltanto figlie agli Atreides.�</p><p>�Significava tanto per lui�� si giustific� Jessica.</p><p>�E tu, nel tuo orgoglio, pensavi di poter generare lo Kwisatz Haderach!�</p><p>Jessica protese il mento, fieramente. �Ne avvertivo la possibilit�.�</p><p>�Hai pensato soltanto al desiderio del tuo Duca di avere un maschio� le rinfacci� duramente la vecchia, �e i suoi desideri non hanno nulla a che fare con noi. Una figlia degli Atreides avrebbe potuto andare sposa a un erede degli Harkonnen e chiudere la frattura. Hai complicato le cosa in modo irreparabile. Adesso corriamo il rischio di perdere entrambe le linee genetiche.�</p><p>�Voi non siete infallibili.� Jessica affront� lo sguardo gelido di quei vecchi occhi.</p><p>La vecchia, dopo un istante di silenzio, mormor�: �Quel che � fatto � fatto�.</p><p>�Ho fatto voto di non pentirmi mai della mia decisione� ribatt� Jessica.</p><p>�Molto nobile da parte tua� la canzon� la Reverenda Madre. �Niente pentimenti� Vedremo, quando sarai una fuggitiva con una taglia sulla testa, e la mano di ogni uomo sar� puntata contro di te per uccidere te e tuo figlio.�</p><p>Jessica impallid�. �Non c�� alternativa?�</p><p>�Alternativa? Una Bene Gesserit che mi chiede questo?�</p><p>�Vi chiedo soltanto quello che vedete nel futuro grazie alle vostre superiori capacit�.�</p><p>�Io vedo nel futuro quello che ho visto nel passato. Tu ben conosci ci� che ti riguarda, Jessica. La razza sa di essere mortale, e teme il ristagno della sua eredit�. � il flusso del sangue� l�invincibile impulso a mescolare le caratteristiche genetiche senza una pianificazione. L�Impero, la CHOAM, tutte le Grandi Case, sono soltanto fuscelli trascinati da un fiume in piena.�</p><p>�La CHOAM�� mormor� Jessica. �Suppongo che hanno gi� deciso come si divideranno le spoglie di Arrakis.�</p><p>�La CHOAM � solo una banderuola che si muove al soffio dei tempi in cui viviamo� replic� la vecchia. �L�Imperatore e i suoi sostenitori ora controllano il 59,65 per cento dei voti, nel direttivo della CHOAM. Sicuramente hanno visto dei profitti, e poich� altri hanno visto gli stessi profitti, la percentuale aumenter�. � la tendenza storica, ragazza.�</p><p>�� proprio quello che mi serve in questo momento� fece Jessica, �una lezione di storia��</p><p>�Risparmiami il tuo sarcasmo, ragazza! Conosci quanto me le forze che ci circondano. La nostra civilt� si basa su tre punti fermi: la Famiglia Imperiale, in equilibrio con le Grandi Case Federate del Landsraad, e in mezzo la Gilda, col suo maledetto monopolio dei trasporti interstellari. In politica, un tripode � la pi� instabile delle strutture. Sarebbe gi� brutto, anche senza le complicazioni di una cultura commerciale feudale che osteggia praticamente qualsiasi scienza.�</p><p>Jessica ripet� amaramente: �Fuscelli trascinati da un fiume in piena� e i fuscelli in questo caso sono il Duca Leto, e suo figlio, e la sua��</p><p>�Oh, stai zitta. Quando sei entrata a farne parte, sapevi perfettamente su quale crosta bollente t�incamminavi.�</p><p>��Io sono una Bene Gesserit: esisto solo per servire�� cit� Jessica.</p><p>�Giusto� disse la vecchia. �La nostra unica speranza, adesso, � di impedire l�eruzione di un conflitto generale, e di salvare quanto possiamo delle linee genetiche pi� importanti.�</p><p>Jessica chiuse gli occhi, sul punto di scoppiare in lagrime. Combatt� il brivido interiore che l�assaliva, il tremito esterno, il respiro affannoso, il battito disordinato del polso, le palme madide di sudore. Poi disse: �Pagher� per il mio errore�.</p><p>�E tuo figlio pagher� con te.�</p><p>�Lo protegger� con tutte le mie forze.�</p><p>�Proteggere!� ribatt� la vecchia. �Sai bene qual � il punto debole, Jessica! Se proteggerai troppo tuo figlio, non diventer� mai forte abbastanza per concretizzarsi un destino, uno qualsiasi.�</p><p>Jessica volt� le spalle alla vecchia, e sprofond� lo sguardo nelle tenebre che s�infittivano al di l� della finestra. �� veramente cos� brutto quel pianeta, Arrakis?�</p><p>�Abbastanza brutto, ma non <emphasis>cos� </emphasis>brutto. La Missionaria Protettiva c�� stata e lo ha un po� raddolcito.�</p><p>La Reverenda Madre si alz� in piedi, lisciandosi una piega sulla veste. �Chiama il ragazzo. Dovr� partire fra non molto.�</p><p>�Dovete proprio farlo?�</p><p>La voce della vecchia si raddolc�. �Jessica, ragazza mia, vorrei essere io al tuo posto e sopportare le tue sofferenze. Ma ognuna di noi deve seguire la propria strada.�</p><p>�Lo so.�</p><p>�Tu mi sei cara come una delle mie figlie, ma non posso permettere che ci� interferisca col dovere.�</p><p>�Capisco� le necessit�.�</p><p>�Quello che hai fatto, Jessica, e la ragione per cui lo hai fatto, li sappiamo ambedue. Ma devo esser sincera con te, e dirti che esistono ben poche speranze che quel tuo ragazzo sia la Totalit� Bene Gesserit. Non sperare troppo.�</p><p>Jessica scosse le lagrime che le si erano formate agli angoli degli occhi. Un gesto di rabbia. �Mi fate sentire di nuovo come se fossi una ragazzina che recita la prima lezione.� Si sforz� di dire la formula: ��Gli esseri umani non devono mai assoggettarsi agli animali�� un brusco singhiozzo la scosse. Continu� a bassa voce: �Mi sentivo cos� sola�.</p><p>�Questa � appunto una delle prove� disse la vecchia. �Gli esseri umani sono quasi sempre soli. Ora, chiama il ragazzo. � stata una giornata lunga e spaventosa, per lui. Ma ha avuto il tempo di riflettere e di ricordare, e devo fargli altre domande sui sogni che ha avuto.�</p><p>Jessica annu�; si diresse verso la porta della Camera della Meditazione e l�apr�. �Paul, per favore, vieni.�</p><p>Paul si affacci� con lentezza ostinata. Fiss� sua madre come se fosse stata un�estranea. I suoi occhi si rivolsero alla Reverenda Madre con circospezione, ma questa volta accenn� con il capo: il cenno che si concede a uno dello stesso rango. Sent� che la madre gli chiudeva la porta alle spalle.</p><p>�Giovanotto� disse la vecchia, �torniamo adesso a quella faccenda dei sogni.�</p><p>�Cosa volete sapere?� domand� Paul.</p><p>�Sogni ogni notte?�</p><p>�Sogni che non val la pena ricordare. Posso ricordare tutti i sogni, ma alcuni vale la pena ricordarli, altri no.�</p><p>�Come sai la differenza?�</p><p>�La so, e basta.�</p><p>La vecchia lanci� un�occhiata a Jessica, poi ritorn� a Paul. �Che cosa hai sognato la scorsa notte? Vale la pena ricordarlo?�</p><p>�S�.� Paul chiuse gli occhi. �Ho sognato una caverna� e dell�acqua� e una ragazza che era l� molto magra, con grandi occhi. Occhi azzurri, nessuna traccia di bianco. Le ho parlato di voi, le ho detto che ho visto la Reverenda Madre su Caladan� Paul apr� gli occhi.</p><p>�E quello che hai detto di me alla ragazza, � forse accaduto oggi?�</p><p>Paul riflett� sulla domanda, poi rispose: �S�. Ho detto alla ragazza che voi siete venuta, e che avete impresso su di me il marchio della diversit�.</p><p>�Il marchio della diversit� bisbigli� la vecchia, e lanci� un�altra occhiata a Jessica. Poi si concentr� nuovamente su Paul. �Dimmi la verit�, adesso, Paul. Sogni molto spesso cose che accadono nell�identico modo in cui le hai sognate?�</p><p>�S�. E ho gi� sognato altre volte quella ragazza.�</p><p>�Oh, la conosci?�</p><p>�La conoscer�.�</p><p>�Parlami di lei.�</p><p>Paul chiuse nuovamente gli occhi. �Siamo in un posto chiuso, al riparo delle rocce. � quasi notte, ma fa caldo, e vedo chiazze di sabbia, l� fuori, tra le fessure. Stiamo� aspettando qualcosa� Io devo incontrare della gente. Lei � terrorizzata ma cerca di nasconderlo, e io sono eccitato. E lei mi dice: �Parlami ancora delle acque del tuo mondo, Usul.�� Paul apr� gli occhi. �Non � strano? Io sono nato su Caladan. Non ho mai sentito parlare di un pianeta che si chiama Usul.�</p><p>�C�� ancora qualcosa in questo sogno?� l�interruppe Jessica.</p><p>�S�, ma forse Usul � il <emphasis>mio </emphasis>nome� disse Paul �Mi viene in mente ora� chiuse ancora gli occhi. �Mi chiede di descriverle le acque. E io le prendo la mano. Le dico che le reciter� una poesia. E la recito, infatti, ma devo spiegarle alcune parole: spiaggia� risacca, alghe, gabbiani.�</p><p>�Che poesia?� chiese la Reverenda Madre.</p><p>Paul apr� gli occhi. �� soltanto una delle poesie tonali di Gurney Halleck per i tempi tristi.�</p><p>Dietro di lui, Jessica cominci� a recitare:</p><poem><stanza><v>�Ricordo i fal� sulla spiaggia e il fumo</v><v>E le ombre sotto i pini�</v><v>Tutto cos� immobile, nitido� concreto�</v><v>Gabbiani appollaiati sul promontorio,</v><v>Bianco sul verde�</v><v>E un vento soffia attraverso i pini</v><v>E fa ondeggiare le ombre;</v><v>I gabbiani distendono le ali,</v><v>Spiccano il volo</v><v>E riempiono il cielo di strida.</v><v>E odo il vento</v><v>Che soffia lungo la spiaggia,</v><v>E la risacca,</v><v>Mentre i fal�, consumandosi,</v><v>Hanno incenerito le alghe.�</v></stanza></poem><p>�� proprio questa� disse Paul.</p><p>La vecchia lo fiss�, quindi: �Giovanotto, come Supervisore Bene Gesserit io cerco lo Kwisatz Haderach, il maschio che potr� diventare in tutto e per tutto come una di noi. Tua madre sembra scorgere in te questa possibilit�, ma lei ti guarda con l�occhio della madre. Anch�io intravedo una vaga possibilit�, ma niente di pi��.</p><p>Tacque, e Paul si accorse che aspettava da lui una risposta. Lui, invece, aspett� che fosse lei a continuare.</p><p>Dopo un po�, lei disse: �Allora, sia come vuoi. C�� qualcosa di profondo in te, questo te lo concedo�.</p><p>�Posso andare, ora?� chiese Paul.</p><p>�Non vuoi sentire quello che la Reverenda Madre pu� dirti dello Kwisatz Haderach?� l�interruppe Jessica.</p><p>�Mi ha detto che tutti quelli che hanno cercato di diventarlo sono morti.�</p><p>�Ma io ti posso fornire qualche indizio sul motivo del loro fallimento� disse la Reverenda Madre.</p><p><emphasis>Parla di indizi, </emphasis>pens� Paul, <emphasis>ma in realt� non sa niente. </emphasis>Fece: �Datemi questi indizi, allora�.</p><p>�E andate al diavolo� concluse per lui la vecchia. Un sorriso le contorse il volto: una nuova rete di rughe sul viso. �Molto bene: �Colui che si sottomette, domina�.�</p><p>Lui la fiss�, stupito: si riferiva a una cosa elementare come il contrasto tra i vari livelli di finalit�? Cosa credeva, che sua madre non gli avesse insegnato nulla?</p><p>�E questo sarebbe un indizio?� chiese.</p><p>�Non siamo qui per discutere le parole o equivocare sul loro significato� replic� la vecchia. �Il salice si sottomette al vento e prospera fino al giorno in cui � diventato tanti salici� una barriera che ferma il vento. Questo � lo scopo finale del salice.�</p><p>Paul continu� a fissarla. <emphasis>Scopo, </emphasis>aveva detto, e sent� la parola colpirlo con violenza, quasi nuovamente contaminato da quel terribile scopo. E all�improvviso s�infuri� contro di lei: <emphasis>Vecchia, fatua strega dalla bocca piena di luoghi comuni!</emphasis></p><p>�Voi pensate che io potrei essere questo Kwisatz Haderach� disse Paul. �Avete parlato di me, ma non avete detto assolutamente nulla di quello che potremmo fare per aiutare mio padre. Vi ho sentita parlare a mia madre. Voi parlate come se mio padre fosse gi� morto. Beh, non lo �!�</p><p>�Se fosse stato possibile far qualcosa per lui, lo avremmo gi� fatto� grugn� la vecchia. �Forse riusciremo a salvare te. � molto incerto, ma possibile. Ma tuo padre, no. Quando avrai imparato ad accettare questo fatto, allora avrai imparato una <emphasis>vera </emphasis>lezione Bene Gesserit.�</p><p>Paul vide quanto le parole di lei avevano scosso sua madre. Fiss� la vecchia con ira. Come poteva dire questo di suo padre? Che cosa la rendeva cos� sicura? La sua mente ribolliva di risentimento.</p><p>La Reverenda Madre guard� Jessica. �Lo hai portato bene avanti sulla Via, ne ho visto i segni. Avrei fatto lo stesso al tuo posto, e al diavolo le Regole.�</p><p>Jessica annu�.</p><p>�Ora, voglio metterti in guardia� continu� la vecchia. �Non ignorare la giusta successione dell�addestramento. La sua stessa sicurezza esige la Voce. Ha gi� cominciato bene, ma entrambe sappiamo di quante altre cose abbia bisogno� e disperatamente.� Si avvicin� a Paul, sovrastandolo con tutta la sua statura: �Arrivederci, giovane umano. Spero che tu ci riesca. Ma se tu non ci riuscirai� beh, ce la faremo lo stesso!�</p><p>Guard� Jessica un�ultima volta: una rapida occhiata fra le due donne indic� che si erano capite. Poi la vecchia attravers� la stanza con passo rapido, nell�intenso fruscio della veste, senza pi� voltarsi. La stanza e i suoi occupanti erano gi� esclusi dai suoi pensieri.</p><p>Ma Jessica aveva colto per un attimo il volto della Reverenda Madre mentre questa si voltava. C�erano lagrime su quelle guance screpolate. Lagrime pi� scoraggianti di qualsiasi parola o segno si fossero scambiate quel giorno.</p></section><section><epigraph><p>Tu hai letto che Muad�Dib non ebbe compagni di gioco della sua et� su Caladan. I pericoli erano troppo grandi. Ma Muad�Dib ebbe dei meravigliosi compagni nei suoi insegnanti. C�era Gurney Halleck, il guerriero menestrello. Canterai anche tu alcune canzoni di Gurney, man mano che avanzerai nella lettura di questo libro. C�era Thufir Hawat, il vecchio Mentat Maestro degli Assassini, il quale faceva paura perfino all�Imperatore Padisci�. C�erano Duncan Idaho, il Maestro di Scherma dei Ginaz; il dottor Wellington Yueh, un nome disonorato dal tradimento ma illuminato dalla sapienza; Lady Jessica, che istru� suo figlio nella Via Bene Gesserit; e, naturalmente, il Duca Leto, le cui qualit� di padre sono state per troppo tempo trascurate.</p><text-author>dalla �Storia di Muad�Dib per bambini�, della Principessa Irulan</text-author></epigraph><empty-line/><p>Thufir Hawat scivol� nella palestra di Castel Caladan, e chiuse lentamente la porta dietro di s�. Rest� immobile per un momento, sentendosi vecchio, stanco e infelice. La gamba sinistra, dov�era stato colpito un giorno, al servizio del Vecchio Duca, gli faceva male.</p><p><emphasis>Tre generazioni, </emphasis>pens�.</p><p>Guard� nella grande sala illuminata dalla luce intensa del mezzogiorno che penetrava a fiotti attraverso il soffitto trasparente, e vide il ragazzo seduto con la schiena rivolta alla porta, concentrato su grandi carte geografiche distese su un ampio tavolo a �L�.</p><p><emphasis>Quante volte dovr� dire a quel ragazzo di non dare mai le spalle a una porta? </emphasis>Hawat si schiar� la gola.</p><p>Paul non si mosse, immerso nei suoi pensieri.</p><p>L�ombra di una nuvola oscur� la luce del sole. Ancora una volta Hawat si schiar� la gola.</p><p>Paul si raddrizz� e parl� senza voltarsi: �Lo so, sono seduto con la schiena alla porta�.</p><p>Hawat, sopprimendo un sorriso, avanz� nella stanza.</p><p>Paul alz� lo sguardo su quell�uomo brizzolato che si era fermato all�angolo della tavola. Gli occhi di Hawat risaltavano come due centri di attenzione nella sua faccia bruna e segnata.</p><p>�Ti ho sentito venire per il corridoio� disse Paul. �E inoltre ti ho sentito aprire la porta.�</p><p>�Qualcuno potrebbe imitare quei rumori.�</p><p>�Saprei comunque distinguere la differenza.�</p><p><emphasis>E ne sarebbe anche capace, </emphasis>pens� Hawat. <emphasis>Quella strega di sua madre gli d� certamente tutto l�addestramento. Chiss� cosa ne pensa, quella sua famosa scuola? Forse � proprio per questo che hanno mandato qui la vecchia Veggente� per rimettere in riga la nostra cara Lady Jessica.</emphasis></p><p>Hawat tir� a s� una sedia, sul lato opposto a Paul, e si sedette col viso verso la porta. Lo fece a bella posta, si pieg� all�indietro e si mise a studiare la stanza. E subito quel luogo lo colp� in modo strano: era diventato del tutto estraneo, ora che la maggior parte del materiale pesante era gi� partita per Arrakis. Restava soltanto un tavolo da addestramento, uno specchio da scherma con i suoi cristalli prismatici, inerti, il bersaglio rattoppato e ricucito, l� accanto, con l�aspetto di un vecchio fantaccino storpiato e consunto dalle guerre.</p><p><emphasis>Come me, </emphasis>pens� Hawat.</p><p>�Thufir, a cosa stai pensando?� gli chiese Paul.</p><p>Hawat guard� il ragazzo. �Stavo pensando che tutti saremo lontani da qui, molto presto, e che probabilmente non vedremo mai pi� questo posto.�</p><p>�E questo ti rattrista?�</p><p>�Rattristarmi? Sciocchezze. Lasciare degli amici sarebbe triste, per me. Ma un posto � soltanto un posto!� Gett� uno sguardo alle carte sul tavolo. �E Arrakis � soltanto un altro posto.�</p><p>�Ti ha mandato mio padre, per saggiare il mio umore?�</p><p>Hawat si accigli�: il ragazzo sapeva valutarlo cos� acutamente� Annu�. �Tu pensi che sarebbe stato pi� simpatico se fosse venuto lui stesso, quass�, ma sai quant�� occupato. Verr� pi� tardi.�</p><p>�Stavo studiando le tempeste di Arrakis.�</p><p>�Le tempeste. Capisco.�</p><p>�Sembra che siano qualcosa di brutto.�</p><p>��Brutto� � una parola troppo prudente. Queste tempeste si scatenano lungo sei o settemila chilometri di pianura, e si alimentano di qualsiasi cosa possa fornire ad esse un�ulteriore spinta: accelerazione di Coriolis, altre tempeste, una qualsiasi sorgente di energia, anche minima. Soffiano a settecento chilometri all�ora, trascinando con s� ogni cosa mobile che incontrino sul loro cammino: sabbia, polvere� qualsiasi cosa. Ti strappano la carne dalle ossa, e ti scavano le ossa in schegge sottili.�</p><p>�� perch� non hanno il controllo atmosferico?�</p><p>�Arrakis presenta problemi particolari; i costi eccezionalmente alti, la manutenzione proibitiva e tutto il resto. La Gilda chiede un prezzo spaventoso per il controllo a mezzo satelliti, e la Casa di tuo padre non � tra quelle pi� grandi e pi� ricche, ragazzo. Lo sai bene.�</p><p>�Hai mai visto i Fremen?�</p><p><emphasis>L�attenzione del ragazzo guizza un po� dappertutto, oggi, </emphasis>pens� Hawat.</p><p>�Non ne ho visto molto, ma li ho visti� disse. �Non c�� molto che li distingua dalle genti del <emphasis>graben </emphasis>e del <emphasis>sink. </emphasis>Indossano tutti lunghe vesti fluttuanti. E puzzano come il demonio, in qualsiasi luogo chiuso. Questo dipende appunto dagli abiti che indossano, le chiamano �tute distillanti�, che recuperano l�acqua del corpo.�</p><p>Paul deglut�, improvvisamente conscio dell�umidit� della sua bocca, improvvisamente conscio di un sogno in cui era assetato. Il fatto che quel popolo avesse bisogno di acqua al punto da dover rimettere in ciclo l�acqua del proprio corpo lo afferr� alla gola con un senso di desolazione. �L�acqua � preziosa, laggi�� disse.</p><p>Hawat annu�, pensando: <emphasis>Forse ce l�ho fatta, forse sono riuscito a fargli capire quanto ci sia ostile quel pianeta, e quanto sia importante per noi saperlo. Sarebbe pazzesco andare laggi� senza averlo ben chiaro nella mente.</emphasis></p><p>Paul alz� gli occhi al tetto trasparente, conscio che era cominciato a piovere. Vide l�acqua spargersi sulla grigia distesa di metavetro. �Acqua� disse.</p><p>�Imparerai a preoccuparti moltissimo dell�acqua� insistette Hawat. �Come figlio del Duca, essa non ti mancher� mai, ma dovunque, intorno a te, vedrai quanto sia grande questa ossessione della sete.�</p><p>Paul s�inumid� le labbra, ripensando al giorno in cui, una settimana prima, aveva sostenuto l�ordalia con la Reverenda Madre. Anche lei gli aveva detto qualcosa sull�ossessione della morte per sete.</p><p>�Imparerai a conoscere le piane dei morti� gli aveva detto, �il pi� vuoto deserto, le terre aride in cui niente vive, eccettuati la spezia e il verme delle sabbie. Ti sporcherai di nero le palpebre per ridurre il barbaglio del sole. Un rifugio sar� soltanto un buco al riparo dal vento e nascosto alla vista. Cavalcherai il deserto con i tuoi piedi, senza un ornitottero, un qualsiasi veicolo di terra o un animale sellato.�</p><p>E Paul era stato colpito pi� dal suo tono, cantilenante e ondeggiante, che dalle sue parole.</p><p>�Quando vivrai su Arrakis� gli aveva detto, �<emphasis>khala</emphasis>! la terra sar� vuota. Le lune saranno le tue amiche, il sole il tuo nemico.�</p><p>Paul, a questo punto, aveva sentito sua madre allontanarsi dalla porta dov�era di guardia, e avvicinarsi a lui. Guardando la Reverenda Madre, lei aveva chiesto: �Non vedete alcuna speranza, Vostra Reverenza?�</p><p>�Per il padre, no.� La vecchia aveva fatto un gesto con la mano, imponendo a Jessica il silenzio, e aveva guardato Paul. �Incidi questo nella tua memoria, ragazzo: un mondo si sostiene su quattro cose�� (aveva alzato quattro dita dalle nocche nodose) ��l�erudizione del saggio, la giustizia del grande, le preghiere del giusto, e il valore del coraggioso. Ma tutto questo � nulla�� (Aveva stretto le dita a pugno) ��senza un condottiero che conosca l�arte del governare. Fa di <emphasis>essa </emphasis>la tua scienza!�</p><p>Era trascorsa una settimana dall�incontro con la Reverenda Madre, e soltanto ora le sue parole acquistavano pieno significato. Ora, seduto nella palestra con Thufir Hawat, Paul prov� un�acuta fitta di paura. Guard� verso il Mentat, che lo fissava perplesso e accigliato.</p><p>�A cosa pensi?� gli chiese Hawat.</p><p>�Hai visto anche tu la Reverenda Madre?�</p><p>�La strega Veridica dell�Impero?� Hawat sbatt� pi� volte le palpebre per l�interesse. �S�, l�ho incontrata.�</p><p>�La Reverenda Madre�� Paul esit�, e scopr� che non poteva descrivere ad Hawat l�ordalia subita. C�erano inibizioni troppo profonde.</p><p>�S�. Che cosa ha fatto?�</p><p>Paul respir� profondamente due volte. �Ha detto una cosa� chiuse gli occhi, richiamando le parole alla memoria, e, quando parl�, la sua voce, inconsciamente, acquist� in parte la cadenza della vecchia: �Tu, Paul Atreides, discendente di re, figlio di un Duca, devi imparare a governare. Questo, nessuno dei tuoi antenati lo ha mai imparato��. Paul riapr� gli occhi, e disse: �Le sue parole mi fecero infuriare, e ribattei che mio padre governa un intero pianeta. E lei insistette: �Lo sta perdendo.� E io ribattei che mio padre stava per avere un pianeta ancora pi� ricco. E lei: �Perder� anche quello.� Io volevo correre ad avvertire mio padre, ma lei mi disse che era gi� stato avvertito� da te, da mia madre, da molta gente�.</p><p>�Assolutamente vero� mormor� Hawat.</p><p>�Allora, perch� ci andiamo?� chiese Paul.</p><p>�Perch� l�Imperatore l�ha ordinato. E perch�, nonostante quello che dice quella vecchia spia, c�� ancora speranza. Che altro � scaturito da quell�antica fonte di saggezza?�</p><p>Paul fiss� la sua mano destra, stretta a pugno sotto la tavola. Lentamente, ordin� ai muscoli di rilassarsi. <emphasis>La vecchia ha una sorta di potere su di me, </emphasis>pens�. <emphasis>Ma come?</emphasis></p><p>�Mi ha chiesto di dirle che cosa significa governare� disse Paul. �E io le ho risposto: il comando di uno solo. E lei mi ha detto che ci sono cose che devo disimparare.�</p><p><emphasis>Ha fatto centro, la vecchia, </emphasis>pens� Hawat, e col capo invit� Paul a continuare.</p><p>�Ha detto che un governante deve convincere, e non obbligare. Ha detto che deve servire il miglior caff� accanto al caminetto, per chiamare accanto a s� gli uomini migliori.�</p><p>�Come pensa che tuo padre abbia attirato uomini come Duncan e Gurney?� chiese Hawat.</p><p>Paul scroll� le spalle. �Poi ha aggiunto che un buon governante deve imparare la lingua del suo mondo, che � diversa per ogni mondo. Ho creduto che volesse dirmi, con questo, che non parlano <emphasis>Galach </emphasis>su Arrakis, ma non era questo il punto. Lei voleva dire, invece, il linguaggio delle rocce e delle cose che crescono, la lingua che non s�intende solo con le orecchie. E io le ho risposto che � proprio quello che il dottor Yueh chiama �il Mistero della Vita�.�</p><p>Hawat sogghign�: �Come l�ha presa?�</p><p>�Penso che si sia infuriata. Ha detto che il Mistero della Vita non � un problema da risolvere, ma una realt� da sperimentare. Cos� le ho citato la Prima Legge del Mentat: �Non si pu� capire un processo arrestandolo. La comprensione deve fluire insieme col processo, deve unirsi ad esso e fluire con esso.� Questo parve soddisfarla.�</p><p><emphasis>Sembra che si sia riavuto, </emphasis>pens� Hawat, <emphasis>ma quella vecchia strega lo ha spaventato. Perch� mai l�ha fatto?</emphasis></p><p>�Thufir� disse Paul, �pensi che Arrakis sia davvero cos� brutto?�</p><p>�Niente pu� essere cos� brutto� replic� Hawat, con un sorriso forzato. �Considera i Fremen, per esempio, il popolo rinnegato del deserto. Secondo una prima valutazione, posso dire che sono in molti; molti di pi� di quanti l�Impero non sospetti. C�� molta gente che vive l�, ragazzo, moltissima gente, e�� (Hawat avvicin� un dito nodoso all�occhio) ��e odiano gli Harkonnen con passione mortale. Non devi farti sfuggire una sola parola di tutto questo, ragazzo, te lo confido soltanto perch� sono il migliore aiutante di tuo padre.�</p><p>�Mio padre mi ha parlato di Salusa Secundus� riprese Paul. �Sai, Thufir, sembra che sia molto simile ad Arrakis� forse non cos� brutto, ma molto simile.�</p><p>�Non sappiamo molto di Salusa Secundus, oggi� disse Hawat. �Solo com�era molto tempo fa� e nient�altro. Ma in linea di massima, hai ragione.�</p><p>�E i Fremen, ci aiuteranno?�</p><p>�� una possibilit�.� Hawat si alz� in piedi. �Oggi, io parto per Arrakis. Abbi cura di te, Paul. Fallo per un vecchio che ti vuole bene� vuoi? Vieni pure qui, ma, da bravo, non sederti mai con la schiena alla porta. Non credo che ci sia alcun pericolo al castello: � solo un�abitudine che ti voglio far prendere.�</p><p>Anche Paul si alz�; fece il giro della tavola. �Parti oggi?�</p><p>�Oggi. E domani anche tu. La prossima volta c�incontreremo sul nuovo mondo� strinse il braccio destro di Paul all�altezza del bicipite. �Non dimenticare di tener libero il braccio del coltello, eh? E lo scudo sempre a piena carica.�</p><p>Lasci� il braccio, batt� la mano sulla spalla di Paul, si gir� e in pochi passi raggiunse la porta.</p><p>�Thufir!� chiam� Paul.</p><p>Hawat si arrest� davanti alla porta, e si volt�.</p><p>�Non voltare mai la schiena a nessuna porta!�</p><p>Sul vecchio volto si disegn� un ampio sorriso. �Non lo far�, ragazzo, puoi star sicuro.� E se n�era gi� andato, chiudendo delicatamente la porta dietro di s�.</p><p>Paul si sedette dov�era Hawat, prima, e mise in ordine le carte. <emphasis>Ancora un solo giorno qui, </emphasis>disse tra s�. Si guard� intorno. <emphasis>Stiamo per partire. </emphasis>All�improvviso, l�idea della partenza fu qualcosa di concreto, come non lo era mai stata prima. Si ricord� di un�altra cosa che la vecchia gli aveva detto, sul fatto che un mondo � la somma di molte cose: la gente, la sporcizia, le cose che crescono, le lune, le maree, i soli; quella somma dal totale sconosciuto che � la <emphasis>natura. </emphasis>Qualcosa d�indistinto che, <emphasis>ora, </emphasis>non aveva alcun senso. Si chiese: <emphasis>Ma che cos��, l��ora�?</emphasis></p><p>La porta davanti a Paul si apr� con un tonfo, e un uomo brutto e massiccio entr�, traballando sotto una bracciata di armi.</p><p>�Ehi, Gurney Halleck� esclam� Paul, �sei tu il nuovo maestro d�armi?�</p><p>Halleck chiuse la porta con un calcio. �So che preferiresti giocare con me� replic�. Guard� in giro per la stanza, osservando che gli uomini di Hawat l�avevano gi� controllata da cima a fondo, rendendola sicura per l�erede del Duca. I segnali in codice, quasi impercettibili, erano tracciati dovunque.</p><p>Paul fiss� il brutto uomo traballante che si rimetteva in moto verso il tavolo d�addestramento col suo carico d�armi, e vide il baliset a nove corde che Gurney portava a tracolla e il multiplettro infilato tra le corde, alla cima della tastiera.</p><p>Halleck lasci� cadere le armi sul tavolo d�addestramento e le mise in fila: le spade, i pugnali, i kindjal, gli storditoli a scarica lenta, le cinture scudo.</p><p>Si volt�, sorridendo in distanza, e la cicatrice violacea della liana indelebilis gli vibr� sulla mascella.</p><p>�Cos�, non mi dici neppure buongiorno, brutto diavoletto� disse Halleck. �Che tipo di freccia hai piantato nel cuore del vecchio Hawat? Mi � passato accanto, nel corridoio, come se si precipitasse ai funerali del suo peggiore nemico.�</p><p>Paul sogghign�; fra tutti gli uomini di suo padre, Gurney era quello che gli piaceva di pi�. Conosceva il carattere dell�uomo e le sue diavolerie, il suo umorismo; era per lui un amico, pi� che una spada mercenaria al suo servizio.</p><p>Halleck si sfil� il baliset dalle spalle e cominci� ad accordarlo. �Se tu non vuoi parlare, neppure io parler�.�</p><p>Paul si alz� e attravers� la stanza gridando: �Ehi, Gurney, vieni per la musica quando invece sarebbe ora di allenarci?�</p><p>�Manchiamo di rispetto ai nostri vecchi, oggi?� replic� Halleck. Prov� una corda dello strumento, e annu�.</p><p>�Dov�� Duncan Idaho?� chiese Paul. �Non dovrebbe essere qui a insegnarmi l�uso delle armi?�</p><p>�Duncan � partito alla testa della seconda ondata per Arrakis� disse Halleck. �Ti � rimasto soltanto il povero Gurney, il quale � appena reduce da un combattimento e brama soltanto un po� di musica.�</p><p>Tocc� un�altra corda, ne ascolt� il suono e sorrise. �Abbiamo tenuto consiglio: visto che sei un combattente con cos� scarse qualit�, � molto meglio insegnarti la musica. Almeno non sprecherai del tutto la tua vita.�</p><p>�Cantami allora una canzone� ribatt� Paul. �Cos� almeno sapr� come <emphasis>non </emphasis>si deve cantare!�</p><p>�Ah!� Gurney scoppi� a ridere, poi si precipit� a cantare �Le ragazze galaciane�, mentre il suo multiplettro correva come una macchia confusa sulle corde:</p><poem><stanza><v>�Oh-oh-oooh, le ragazze galaciane</v><v>Lo faranno per le perle,</v><v>Quelle di Arrakis per l�acqua!</v><v>Ma se cerchi una donna</v><v>che ti consumi come fiamma,</v><v>Prova una ragazza di Caladan!�</v></stanza></poem><p>�Niente male, per una mano cos� maldestra col plettro!� disse Paul. �Ma se mia madre ti sentisse cantare una simile canzone nel castello, ti taglierebbe le orecchie per adornare le mura.�</p><p>Gurney si tir� l�orecchio sinistro. �Sarebbe un ornamento assai povero, considerando quanto sono rovinate per avere ascoltato, dai buchi della serratura, un certo giovanotto che provava strane canzoni sul baliset!�</p><p>�Qualcuno ha dimenticato cosa vuol dire trovarsi il letto pieno di sabbia� replic� Paul. Tir� fuori dal mucchio una cintura scudo e l�allacci� rapidamente alla vita. �Allora, battiamoci!�</p><p>Gli occhi di Halleck si allargarono, fingendo sorpresa. �Cos�, fu la tua mano sacrilega a compiere quell�esecrabile azione? In guardia, subito, mio Giovane Duca!� impugn� una spada, affettando l�aria. �Sono un demonio infernale in cerca di vendetta!�</p><p>Paul impugn� un�altra spada, pieg� la lama tra le mani e si piazz� in �aguile�, con un piede in avanti. I suoi modi si fecero solenni, in una comica imitazione del dottorYueh.</p><p>�Che razza d�idiota mi manda mio padre per addestrarmi nell�uso delle armi!� canzon�. �Questo sciocco di Gurney Halleck si � dimenticato perfino la sua prima lezione con armi e scudo!� Fece scattare il pulsante della cintura e sent� la pelle incresparsi sulla fronte e lungo la schiena, e il leggero prurito per l�azione del campo di forza; i suoni esterni assunsero il caratteristico tono smorzato sotto l�effetto filtrante dello scudo. �Quando si combatte con lo scudo, la difesa � rapida e l�attacco � lento� continu� Paul. �L�attacco ha l�unico scopo di obbligare l�avversario a un passo falso, cos� da poterlo attaccare da sinistra. Lo scudo devia l�affondo veloce, e si lascia trapassare dal lento kindjal!� Paul alz� fulmineo la spada, fece una rapida finta e tir� indietro il braccio per calare un colpo con lentezza misurata, che non fosse arrestato dalla difesa automatica dello scudo.</p><p>Halleck segu� l�azione, e all�ultimo momento si gir� di scatto, lasciando che la lama smussata gli sfiorasse il petto. �Giusta velocit� esclam�, �ma eri completamente scoperto per un colpo basso di punta.�</p><p>Paul arretr�, mortificato.</p><p>�Dovrei sculacciarti per questa tua imprudenza� insistette Halleck. Afferr� un kindjal dal tavolo e lo fece lampeggiare. �Questo, nelle mani di un nemico, pu� spillarti fuori tutto il sangue! Sei un allievo molto in gamba, il migliore, ma ti ho sempre avvertito che neppure quando lo fai per gioco devi consentire a un uomo di penetrare la tua guardia con la morte in mano.�</p><p>�Immagino di non essere dell�umore adatto, oggi� disse Paul.</p><p>�<emphasis>Umore</emphasis>?� La voce di Halleck suon� oltraggiata anche attraverso il filtro dello scudo. �Che cosa ha a che fare il tuo umore con tutto questo? Si combatte quand�� necessario� l�umore non importa! L�umore va bene per le bestie, o per fare all�amore, o per suonare il baliset. Non � fatto per chi combatte.�</p><p>�Mi dispiace, Gurney.�</p><p>�Non sei abbastanza dispiaciuto!�</p><p>Halleck riattiv� il proprio scudo, e si ripieg� su se stesso, il kindjal ben stretto nella mano sinistra, la spada sollevata nella destra, pronto a scattare. �Ora ti avverto, in guardia, e sul serio!� Balz� di fianco e poi in avanti, stringendolo da presso e attaccandolo furiosamente.</p><p>Paul batt� in ritirata e par�; sent� il crepitio dei campi di forza, mentre gli scudi si toccavano respingendosi a vicenda, e nuovamente il brivido elettrico gli percorse la schiena. <emphasis>Che diavolo gli � preso? </emphasis>si chiese Paul. <emphasis>Non finge! </emphasis>Agit� il braccio, e il pugnale che aveva fissato al polso gli scivol� nella mano.</p><p>�Senti il bisogno di una lama in pi�, eh?� grugn� Halleck.</p><p><emphasis>Un tradimento? </emphasis>si chiese Paul. <emphasis>No, non Gurney!</emphasis></p><p>Combatterono per tutta la sala, colpendo e parando, con finte e controfinte. L�aria all�interno dello scudo cominci� a puzzare, per l�eccessivo consumo e il lento scambio attraverso il campo. Ad ogni nuovo contatto tra gli scudi, l�odore di ozono si faceva pi� intenso.</p><p>Paul continu� ad arretrare, ma ora indirizz� la sua ritirata verso il tavolo. <emphasis>Se riesco a portarlo laggi�, gli far� vedere un bello scherzo, </emphasis>pens� Paul. <emphasis>Su, Gurney, un altro passo.</emphasis></p><p>Halleck fece il passo.</p><p>Paul par� un colpo basso, si gir� di scatto e vide la spada di Halleck abbattersi sull�orlo del tavolo. Paul fint� di lato, vibr� a sua volta un fendente con la spada e nel medesimo istante fece schizzare il pugnale all�altezza del collo di Halleck. Ferm� la lama a un centimetro dalla giugulare.</p><p>�� questo che cerchi?� bisbigli� Paul.</p><p>�Guarda in basso, ragazzo.� ansim� Gurney.</p><p>Paul obbed�, e vide il kindjal di Halleck sotto il bordo del tavolo, la punta quasi conficcata nel suo ventre.</p><p>�Saremmo morti tutt�e due� disse Halleck. �Ma devo ammettere che combatti un po� meglio quando sei sotto pressione. Ora sei dell�<emphasis>umore </emphasis>giusto.� Ed ebbe un sogghigno da lupo, facendo raggrinzire la cicatrice violacea sulla mascella.</p><p>�Il modo con cui mi sei balzato addosso�� fece Paul. �Avresti davvero sparso il mio sangue?�</p><p>Halleck tir� indietro il kindjal e si raddrizz�. �Se tu avessi combattuto anche un niente al di sotto delle tue capacit�, ti avrei procurato un bel graffio, e ti saresti sempre ricordato di quella cicatrice. Non posso permettere che il mio allievo preferito soccomba al primo vagabondo che gli Harkonnen gli manderanno contro.�</p><p>Paul disattiv� lo scudo e si appoggi� al tavolo per riprender fiato. �Me lo sono meritato, Gurney. Ma mio padre si sarebbe infuriato se tu mi avessi ferito. Non voglio che tu sia punito per i miei errori.�</p><p>�Se � per questo� replic� Halleck, �gli errori sarebbero stati anche miei. Ma non c�� ragione che ti preoccupi per una o due cicatrici da allenamento. Sei fortunato ad averne cos� poche. E per quanto riguarda tuo padre, mi punirebbe soltanto se non facessi di te un combattente di prima classe. E avrei fallito, se non ti avessi spiegato l�errore che facevi parlando di <emphasis>umore, </emphasis>di questa espressione che ti � uscita cos� all�improvviso.�</p><p>Paul si raddrizz�, facendo scivolare il pugnale dentro il fodero al polso.</p><p>�Non stiamo giocando, qui� disse Halleck.</p><p>Paul annu�. Si meravigli� per l�insolita seriet� di Halleck e per quella sua fredda risoluzione. Fiss� la cicatrice, dovuta a una sferzata della liana indelebilis, che ornava la mascella di Gurney, e ricord� che era stato Beast Rabban a procurargliela nel puzzo degli schiavi degli Harkonnen, su Giedi Primo. Prov� una brusca vergogna per aver dubitato di Halleck, sia pure per un solo istante. Cap�, allora, che quella cicatrice significava molto dolore per Halleck� un dolore intenso, forse, come quello che gli aveva inflitto la Reverenda Madre. Ma si affrett� a scacciare quest�idea, che aveva gettato un�ombra gelida sul loro mondo.</p><p>�Forse speravo davvero di giocare un po�, oggi� disse Paul. �Tutto � cos� serio, ultimamente.�</p><p>Halleck si gir� per nascondere la sua emozione. Qualcosa gli bruciava negli occhi. Sent� dolore� come se qualcosa l�avesse ustionato, dentro. Le ferite di un ieri dimenticato lo fecero nuovamente spasimare.</p><p><emphasis>Questo ragazzo ha dovuto diventare uomo molto precocemente, </emphasis>pens�. <emphasis>Ha dovuto imparare le necessit� brutali della prudenza, e attenersi alla regola spietata: �Tutto ricade sul successore�.</emphasis></p><p>Halleck parl� senza voltarsi: �Hai detto che volevi giocare, ragazzo mio? Niente mi farebbe pi� piacere. Ma non possiamo pi� giocare. Domani andremo su Arrakis. E Arrakis � una realt� concreta. E cos� pure gli Harkonnen�.</p><p>Paul si tocc� la fronte con la lama della spada.</p><p>Halleck si volt�, vide il saluto e lo ricambi� con un cenno del capo. Indic� con la mano il manichino da allenamento: �Ora controlleremo i tuoi tempi. Fammi vedere come lo colpisci da sinistra. Controller� da qui, dove posso seguire meglio l�azione. E ti avverto che oggi proveremo nuovi contrattacchi. Questo � un avvertimento che nessun vero nemico ti dar�.</p><p>Paul si alz� in punta di piedi, per alleggerire i muscoli. Divent� serio, poich� aveva capito che la sua vita si arricchiva all�improvviso di rapidi mutamenti. Si avvicin� al manichino e colp� con la punta della spada l�interruttore in mezzo al petto: lo schermo, prontamente attivato, respinse la sua lama.</p><p>�In guardia!� grid� Halleck, e il manichino si lanci� all�attacco.</p><p>Paul attiv� il suo scudo, par� e contrattacc�.</p><p>Halleck guardava, maneggiando i controlli. La sua mente sembr� dividersi in due: mentre una parte seguiva l�addestramento, l�altra vag� tra le nuvole.</p><p><emphasis>Io sono un albero da frutta ben curato, </emphasis>pens�. <emphasis>Pieno di buoni sentimenti e di abilit�. E tutte queste belle cose cresciute su di me� perch� un altro le colga.</emphasis></p><p>Per qualche ragione, ricord� la sorella pi� giovane: il suo viso da elfo gli apparve nella mente. Era morta in una casa di piacere per le truppe degli Harkonnen. Le erano piaciute le viole� o non erano invece i crisantemi? Non riusc� a ricordare.</p><p>Paul evit� un colpo basso del manichino e con la mano sinistra port� un �entretisser�.</p><p><emphasis>Quel piccolo demonietto astuto! </emphasis>pens� Halleck, concentrandosi sui complicati movimenti di Paul. <emphasis>Ha fatto esercizi per conto suo. Non � lo stile di Duncan. e io non gli ho mai insegnato niente di simile!</emphasis></p><p>Questo pensiero serv� soltanto ad aumentare la tristezza di Halleck. <emphasis>Mi ha contagiato il suo umore, </emphasis>disse tra s�. E cominci� a pensare a Paul, e si chiese se il ragazzo, certe notti, avesse mai ascoltato con terrore i fruscii del suo guanciale.</p><p>�Se i desideri fossero pesci, saremmo tutti l� a lanciare la rete� mormor�.</p><p>Era una frase di sua madre, e lui l�usava sempre quando sentiva le tenebre del domani incombere pi� forti su di lui. Poi riflett�: quanto sarebbe stato strano usare questa espressione su un pianeta che non aveva mai conosciuto n� il mare, n� i pesci!</p></section><section><epigraph><p>YUEH Wellington, Strd 10082�191; dott med Scuola Suk (Ho Strd 10112; cngto Wanna Marcus, B.G. (Strd 10092�186?); noto principalmente per avere tradito il Duca Leto Atreides. Cfr. Bibliografia, Appendice VII: �Condizionamento Imperiale�, e �Tradimento, Il�.</p><text-author>dal �Dizionario di Muad�Dib�, della Principessa Irulan</text-author></epigraph><empty-line/><p>Nonostante che avesse sentito il dottor Yueh entrare nella palestra con passo volutamente sonoro, Paul rimase, prono, sul tavolo delle esercitazioni dove la massaggiatrice l�aveva lasciato. Si sentiva gradevolmente rilassato, dopo gli esercizi con Gurney Halleck.</p><p>�Hai un aspetto riposato� disse Yueh, con la sua voce tranquilla e acuta.</p><p>Paul alz� la testa e vide la sagoma asciutta dell�uomo ad alcuni metri da lui, e in una sola occhiata consider� il suo abito nero spiegazzato, la testa quadra dalle labbra purpuree e i baffi spioventi, la losanga del Condizionamento Imperiale tatuata sulla fronte, i lunghi capelli neri stretti nell�anello d�argento della Scuola Suk che gli ricadevano sulla spalla sinistra.</p><p>�Sarai lieto di sapere che oggi non c�� tempo per la solita lezione� disse Yueh. �Tuo padre sar� qui fra poco.�</p><p>Paul si alz�.</p><p>�Tuttavia ti ho preparato un visore per minimicrofilm e molte lezioni registrate, da studiare durante la traversata per Arrakis.�</p><p>�Oh!�</p><p>Paul cominci� a vestirsi. Era eccitato all�idea che suo padre sarebbe stato con lui. Avevano passato insieme poco tempo da quando l�Imperatore gli aveva imposto il feudo di Arrakis.</p><p>Yueh si avvicin� alla tavola a �L�, pensando: <emphasis>� un tale spreco, se si pensa a come il ragazzo � maturato in questi ultimi mesi! Oh, un tale spreco! E cos� triste! </emphasis>Ma ricord� a se stesso: <emphasis>Non devo esitare. Quello che faccio, lo faccio nella certezza che la mia Wanna non soffrir� pi� a causa di quei mostri degli Harkonnen!</emphasis></p><p>Paul lo raggiunse accanto al tavolo, abbottonandosi la giacca. �Che cosa studier� durante la traversata?�</p><p>�Eh, le forme terrestri su Arrakis. Alcune forme terrestri di vita sembrano essersi magnificamente adattate al pianeta. Non � chiaro come sia successo. Dovr� consultare l�ecologo planetario, non appena arrivati� un certo dottor Kynes. Gli offrir� il mio aiuto in questa indagine.�</p><p>E Yueh pens�: <emphasis>Che cosa sto dicendo? Faccio la parte dell�ipocrita anche con me stesso?</emphasis></p><p>�Ci sar� qualcosa anche sui Fremen?� chiese Paul.</p><p>�I Fremen?� Yueh tamburell� con le dita sul tavolo, poi si accorse che Paul osservava quel gesto nervoso e ritir� la mano.</p><p>�Puoi dirmi qualcosa sull�intera popolazione di Arrakis?� insistette Paul.</p><p>�S� rispose Yueh. �La popolazione � divisa in due gruppi principali: il primo gruppo sono i Fremen, e l�altro � il popolo del <emphasis>graben, </emphasis>del <emphasis>sink </emphasis>e del <emphasis>pan. </emphasis>Mi dicono che qualche volta si sposano tra loro. Le donne del <emphasis>pan </emphasis>e del <emphasis>sink </emphasis>preferiscono un marito Fremen, e i loro uomini cercano una sposa Fremen. Hanno un detto: �La buona creanza dalle citt�, la saggezza dal deserto�.�</p><p>�Hai qualche fotografia?�</p><p>�Cercher� qualcosa per te. La caratteristica pi� interessante sono i loro occhi: completamente azzurri, senza alcuna traccia di bianco.�</p><p>�Una mutazione?�</p><p>�No, � dovuto al <emphasis>melange. </emphasis>Il loro sangue ne � saturo.�</p><p>�Devono essere ben coraggiosi, i Fremen, per vivere ai limiti del deserto.�</p><p>�Senza dubbio� disse Yueh. �Compongono poesie sul loro coltello: il <emphasis>cryss. </emphasis>Le donne sono fiere quanto gli uomini. Perfino i loro bambini sono violenti, pericolosi. Non credo che ti sar� consentito mescolarti a loro.�</p><p>Paul fiss� Yueh. Quelle brevi parole sui Fremen avevano acceso tutto il suo interesse. <emphasis>Che alleato poteva essere quel popolo!</emphasis></p><p>�E i vermi?� chiese Paul.</p><p>�Che cosa?�</p><p>�Vorrei sapere qualcosa di pi� sui vermi delle sabbie.�</p><p>�Ah, certo. Ho un librofilm su un piccolo esemplare, lungo soltanto centodieci metri e largo ventidue. L�hanno ripreso molto a nord. Testimoni degni di fede hanno parlato di vermi lunghi pi� di quattrocento metri, e probabilmente ne esistono anche di pi� grandi.�</p><p>Lo sguardo di Paul cerc� sul tavolo una carta con la proiezione conica delle regioni settentrionali di Arrakis. �La grande fascia desertica e la zona polare sud sono qualificate inabitabili. A causa dei vermi?�</p><p>�E anche delle tempeste.�</p><p>�Ma qualsiasi posto pu� essere reso abitabile!�</p><p>�Se � possibile economicamente� replic� Yueh. �I pericoli di Arrakis sono molti, e costosi.� Si lisci� i baffi spioventi. �Tuo padre sar� qui tra poco. Prima di andar via, ho un regalo per te, qualcosa che ho trovato mentre facevo i bagagli� mise un oggetto sul tavolo, nero e oblungo, non pi� largo dell�ultima falange del pollice di Paul.</p><p>Paul lo guard�. Yueh not� che il ragazzo non faceva il minimo gesto per toccarlo. <emphasis>Com�� prudente, </emphasis>pens�.</p><p>�� un�antichissima Bibbia Cattolica Orangista, confezionata per i viaggiatori spaziali. Non � un librofilm, ma � stampata su sottilissimi fogli di carta. Ha il suo ingranditore e un sistema a carica elettrostatica.� La prese in mano per fargliela vedere. �Il libro � tenuto chiuso dalla carica, che contrasta le molle che aprono la copertina. Premi l�orlo� cos� e le pagine che hai scelto, si respingono a vicenda: il libro si apre.�</p><p>�� cos� piccola.�</p><p>�Ma sono mille e ottocento pagine. Premi l�orlo, cos�, ecco� la carica fa voltare le pagine man mano che leggi. Non toccare mai le pagine con le dita. La carta � troppo delicata.� Chiuse il libro e lo porse a Paul. �Prova.�</p><p>Poi osserv� Paul che provava il regolatore elettrostatico: <emphasis>Salvo la mia coscienza. Gli ho offerto la salvezza della religione prima di tradirlo. Cos� potr� dire a me stesso che � andato dove io non posso andare.</emphasis></p><p>�Dev�essere stata fatta prima della diffusione dei librofilm� disse Paul.</p><p>�� molto vecchia. Sar� il nostro segreto, eh? I tuoi genitori potrebbero pensare che ha troppo valore per uno giovane come te.�</p><p>Yueh pens�: <emphasis>Sua madre si chiederebbe senz�altro quali sono state le mie ragioni.</emphasis></p><p>�Ebbene�� (Paul chiuse il libro e lo tenne in mano) �se ha tanto valore��</p><p>�Compatisci il capriccio di un vecchio� si affrett� a dire Yueh. �Mi fu donato quand�ero molto giovane.� E pens� ancora: <emphasis>Devo conquistare la sua mente, cos� come la sua cupidigia.</emphasis></p><p>�Aprilo al Kalima 467� dove dice: �L�acqua � l�inizio di ogni vita.� C�� una piccola tacca sulla copertina per segnare il punto.�</p><p>Paul tast� la copertina, trov� due tacche, una meno profonda dell�altra. Premette quella meno profonda, e il libro gli si apr� tra le dita, mentre l�ingranditore scivolava al suo posto.</p><p>�Leggi ad alta voce� disse Yueh.</p><p>Paul s�inumid� le labbra, e lesse: ��Pensa al sordo: non pu� udire. E allora, chi fra noi pu� dire di non esser sordo? Non ci manca forse un senso per vedere e udire un altro mondo, dovunque intorno a noi? Che cosa c�� intorno a noi che non possiamo���</p><p>�Basta!� abbai� Yueh.</p><p>Paul s�interruppe, fissandolo.</p><p>Yueh chiuse gli occhi, lottando contro la sua emozione. <emphasis>Quale perversit� ha fatto s� che il libro si aprisse sul passaggio favorito di Wanna? </emphasis>Apr� gli occhi e vide Paul che lo guardava, stupito.</p><p>�Qualcosa che non va?� chiese Paul.</p><p>�Io� mi dispiace� balbett� Yueh. �Quello era il passaggio favorito di mia� della mia defunta sposa. Non � quello che io volevo farti leggere. Ridesta in me ricordi� dolorosi.�</p><p>�Ci sono due tacche� disse Paul.</p><p><emphasis>Naturalmente, </emphasis>si disse Yueh. <emphasis>Wanna ha segnato il punto. Le sue dita sono pi� sensibili delle mie e l�ha trovato. � stato solo un incidente, e nient�altro.</emphasis></p><p>�Forse troverai il libro interessante� continu�. �C�� molta verit� storica, e anche molta filosofia della morale.�</p><p>Paul consider� il libro tra le sue mani� cos� piccolo. Tuttavia, conteneva un mistero� Qualcosa che era accaduto mentre lo leggeva. Qualcosa che aveva riportato alla sua mente l�idea di un terribile scopo.</p><p>�Tuo padre sar� qui fra un minuto� disse Yueh. �Metti via il libro e leggilo con tuo comodo.�</p><p>Paul sfior� il bordo del libro, come Yueh gli aveva insegnato, e la Bibbia si chiuse da sola. La fece scivolare nella tunica. Per un attimo, all�urlo di Yueh, Paul aveva temuto che il dottore volesse riprendersi il dono.</p><p>�Ti ringrazio per questo regalo, dottor Yueh� disse Paul, solennemente. �Sar� il nostro segreto. Se c�� un dono o un favore che tu desideri da me, ti prego, non esitare a chiedermelo.�</p><p>�Non ho bisogno di� nulla� fece Yueh.</p><p>E pens�: <emphasis>Perch� mai sto qui a torturarmi? E a torturare questo povero ragazzo?� Anche se lui ancora non lo sa. Ah, quelle belve maledette degli Harkonnen! Perch� mai hanno scelto me per questo abominio?</emphasis></p></section><section><epigraph><p>Come affrontare lo studio della figura del padre di Muad�Dib? Un uomo dal cuore caldo e gelido insieme? E tuttavia molti fatti della sua vita ci aiutano: il devoto amore per la sua Lady Bene Gesserit; quello che sognava per suo figlio; la devozione degli uomini che lo servivano. Potete immaginarlo: un uomo intrappolato dal destino, una figura solitaria la cui luce � oscurata dalla gloria del figlio. Ma ci si chiede, tuttavia: Che cos�� il figlio, se non l�estensione del padre?</p><text-author>dalle �Cronache familiari di Muad�Dib�, della Principessa Irulan</text-author></epigraph><empty-line/><p>Paul osserv� il padre, al suo ingresso in palestra, e vide i soldati schierarsi all�esterno, di guardia. Uno di essi chiuse la porta. Come al solito, Paul percep� la <emphasis>presenza </emphasis>di suo padre, una presenza <emphasis>totale.</emphasis></p><p>Il Duca era alto, la pelle olivastra. Il suo volto lungo e stretto era sbozzato ad angoli vivi, addolcito soltanto dai profondi occhi grigi. Indossava un�uniforme nera da lavoro, col falco rosso sul petto. Una cintura scudo d�argento, lucidata dall�uso, gli circondava la vita sottile.</p><p>Il Duca disse: �Hai lavorato duramente, figlio mio?�</p><p>Si avvicin� al tavolo a �L�, gett� uno sguardo alle carte che lo ricoprivano e tutt�intorno alla sala, poi fiss� nuovamente Paul. Si sentiva stanco, esaurito dallo sforzo che s�imponeva per non far vedere la stanchezza. <emphasis>Dovr� approfittare di ogni occasione per riposarmi durante il viaggio per Arrakis, </emphasis>pens�. <emphasis>Non ne avr� pi� il tempo, una volta laggi�.</emphasis></p><p>�Non troppo� rispose Paul. �� tutto cos셻 scroll� le spalle.</p><p>�S�, domani partiamo. Ci far� bene sistemarci nella nuova casa e lasciare tutto questo scompiglio dietro di noi.�</p><p>Paul annu�, improvvisamente sopraffatto dal ricordo delle parole della Reverenda Madre:� <emphasis>per il padre, no.</emphasis></p><p>�Padre� disse Paul, �credi che Arrakis sar� pericoloso come tutti dicono?�</p><p>Il Duca, con uno sforzo, fece un gesto disinvolto e si sedette su un angolo del tavolo, sorridendo. Prese forma nella sua mente tutta una serie di frasi fatte, di quelle che usava per calmare gli ultimi timori dei suoi uomini prima di una battaglia� Ma non fece neppure in tempo ad aprire la bocca, colpito da un unico pensiero: <emphasis>� mio figlio.</emphasis></p><p>�� pericoloso� ammise, infine.</p><p>�Hawat mi ha detto che abbiamo un progetto, per i Fremen� disse Paul, e pens�: <emphasis>Perch� non gli rivelo quello che la vecchia mi ha detto? In qual modo � riuscita a sigillare la mia lingua?</emphasis></p><p>Il Duca si accorse dello smarrimento del figlio. �Come sempre. Hawat capisce subito qual � il nostro massimo vantaggio. Ma c�� molto di pi�. La Combine Honnete Ober Advancer Mercantiles, la CHOAM. Dandomi Arrakis, Sua Maest� � stato costretto a concedermi uno dei direttorati della CHOAM� un vantaggio assai sottile.�</p><p>�La CHOAM controlla la spezia� osserv� Paul.</p><p>�E Arrakis, con la sua spezia, ci aprir� la strada nella CHOAM� replic� il Duca. �C�� molto nella CHOAM, oltre al melange.�</p><p>�La Reverenda Madre ti ha avvertito?� chiese Paul, con voce strozzata. Strinse i pugni, e si sent� le mani madide di sudore. Quella domanda gli era costata uno sforzo terribile.</p><p>�Hawat mi ha detto che la vecchia ti ha spaventato con i suoi avvertimenti su Arrakis� disse il Duca. �Non lasciare che le paure di una donna ti offuschino la mente. Nessuna donna vuole che i suoi cari siano esposti ai pericoli. C�era la mano di tua madre, dietro a quegli avvertimenti. Prendilo come un segno del suo amore per noi.�</p><p>�Lei sa dei Fremen?�</p><p>�S�, e molto di pi�.�</p><p>�Che cosa?�</p><p><emphasis>La verit� potrebbe essere peggiore di quanto lui non si sia immaginato, </emphasis>pens� il Duca. <emphasis>Ma anche la conoscenza dei pericoli ha un suo valore per chi ha imparato ad affrontarli. E se c�� una cosa da cui non ho mai tenuto lontano mio figlio, quella cosa � appunto il come affrontare i pericoli. E tuttavia occorre aspettare; � ancora tanto giovane.</emphasis></p><p>�Pochi sono i prodotti che sfuggono alle grinfie della CHOAM� riprese il Duca. �Legname, cavalli, mucche, <emphasis>kulon, </emphasis>mobili antichi, concime, pelli di balena, squali� perfino il nostro misero riso <emphasis>pundi </emphasis>di Caladan. Qualsiasi cosa che la Gilda sia pronta a trasportare: le opere d�arte di Ecaz, le macchine di Richesse e di Ix. Ma tutto questo impallidisce davanti al melange. Un pugno di spezia consente di acquistare una casa su Tupile. Non pu� essere fabbricata artificialmente; occorre estrarla su Arrakis. � unica, e le sue propriet� geriatriche sono indiscusse.�</p><p>�E noi ora la controlliamo?�</p><p>�Fino a un certo punto. Ma questa � la cosa pi� importante: considera quante Case dipendono dai profitti della CHOAM. E il fatto che la gran parte di questi profitti dipendono da un solo prodotto, la spezia. Immagina cosa accadrebbe se qualcosa bloccasse la produzione della spezia!�</p><p>�Chiunque abbia accumulato il melange nei magazzini controllerebbe il mercato� disse Paul. �E gli altri resterebbero a bocca asciutta.�</p><p>Il Duca si permise un attimo di amara soddisfazione, guardando suo figlio, considerando quanto fosse penetrante quell�osservazione e quanto rivelasse l�educazione che gli era stata impartita. Annu�.</p><p>�Gli Harkonnen ne accumulano da pi� di vent�anni.�</p><p>�Vogliono che la produzione della spezia vada in crisi e che la colpa ricada su di te?�</p><p>�Vogliono che il nome degli Atreides sia odiato� disse il Duca. �Pensa alle Case del Landsraad, che in un certo senso guardano a me come a una guida� un portavoce non ufficiale. Pensa a come reagirebbero se io fossi responsabile di una drastica riduzione dei loro profitti! In fin dei conti, i profitti sono l�unica cosa che conta. �Al diavolo la Grande Intesa! Non puoi lasciarti ridurre in miseria!�� un sogghigno contorse la bocca del Duca. �Tutti si volteranno dall�altra parte, senza dar peso a quello che sar� stato fatto <emphasis>a me.</emphasis>�</p><p>�Neanche se ci avranno attaccato con le atomiche?�</p><p>�Niente di cos� grave. Non ci sar� un�aperta violazione dell�Intesa. Ma arriveranno a tutto, atomiche escluse. Forse perfino alla polvere radioattiva o alla contaminazione del suolo!�</p><p>�Ma allora, perch� precipitarci in tutto questo?�</p><p>�Paul!� Il Duca si accigli�. �Sapere dov�� la trappola � il primo passo per evitarla. Questo � un corpo a corpo, figlio mio, ma su una scala infinitamente pi� grande; finta e controfinta e cos� via� senza fine. Il nostro problema � sciogliere l�intrigo. Noi sappiamo che gli Harkonnen hanno immagazzinato melange; allora chiediamoci: �Chi altri lo fa?� Cos� avremo la lista dei nostri nemici.�</p><p>�Chi sono?�</p><p>�Certe Case che credevamo amiche, e altre che sapevamo nemiche. Ma non � necessario considerarle, per ora, perch� c�� qualcuno molto pi� importante: il nostro beneamato Imperatore Padisci�.�</p><p>Paul deglut� penosamente. �Ma non potresti convocare il Landsraad, e spiegare��</p><p>�Per informare i nostri nemici che sappiamo di chi � la mano che stringe il pugnale? Ah, Paul, noi oggi lo vediamo, il pugnale. Chi pu� sapere chi l�impugner� domani? Se riferissimo tutto questo al Landsraad, creeremmo soltanto un�enorme confusione. L�Imperatore negherebbe ogni cosa, e chi potrebbe confutarlo? S�, guadagneremmo qualche attimo in pi�, ma rischiando il caos. E da dove verrebbe il prossimo attacco?�</p><p>�Tutte le Case potrebbero mettersi a immagazzinare spezia.�</p><p>�I nostri nemici hanno un vantaggio troppo grande per essere superati.�</p><p>�L�Imperatore� disse Paul. �Questo significa i Sardaukar.�</p><p>�Travestiti con le uniformi degli Harkonnen. senza dubbio� continu� il Duca. �Ma sempre gli stessi soldati fanatici, n� pi� n� meno.�</p><p>�Come potranno aiutarci i Fremen contro i Sardaukar?�</p><p>�Hawat ti ha parlato di Salusa Secundus?�</p><p>�Il pianeta prigione dell�Imperatore? No.�</p><p>�E se fosse pi� di un pianeta prigione, Paul? C�� una domanda che nessuno si pone mai sul Corpo Imperiale dei Sardaukar: da dove vengono?�</p><p>�Dal pianeta prigione?�</p><p>�Vengono da qualche parte.�</p><p>�Ma tutti i coscritti che l�Imperatore arruola con le tasse��</p><p>�� questo che vogliono farci credere: che i Sardaukar siano soltanto i coscritti dell�Imperatore, provenienti dai vari pianeti e magnificamente addestrati fin da giovani. Ogni tanto sorgono delle lamentele sulla coscrizione dell�Imperatore e le tasse che essa comporta, ma l�equilibrio della nostra civilt� � sempre rimasto lo stesso: le forze militari delle Grandi Case del Landsraad da una parte, contro i Sardaukar e i giovani di leva dall�altra. <emphasis>E </emphasis>i giovani di leva, Paul. I Sardaukar restano sempre i Sardaukar.�</p><p>�Ma tutti i rapporti su Salusa Secundus dicono che � un pianeta infernale!�</p><p>�Senza dubbio. Ma se tu dovessi allevare una razza di uomini forti, duri e feroci, non imporresti loro un mondo infernale?�</p><p>�E com�� possibile garantirsi la lealt� di simili uomini?�</p><p>�Vi sono dei modi sicuri: instillare in loro la convinzione della propria superiorit�, la mistica della setta segreta, lo spirito di corpo di tante sofferenze affrontate insieme. Si pu� fare. Ha funzionato su diversi mondi, in epoche diverse.�</p><p>Paul annu�, continuando a fissare suo padre. Sentiva che stava per essergli fatta qualche rivelazione.</p><p>�Considera bene Arrakis� disse il Duca. �Fatta eccezione per le citt� e i villaggi di guarnigione, � un mondo terribile sotto ogni aspetto, come Salusa Secundus.�</p><p>Paul sbarr� gli occhi. �I Fremen!�</p><p>�Noi disponiamo laggi� di una forza potenziale, selvaggia e mortale quanto i Sardaukar. Ci vorr� molta pazienza per addestrarli segretamente, e molto denaro per equipaggiarli. Ma i Fremen sono l�� e anche la spezia, con la sua ricchezza. Vedi adesso perch� andiamo su Arrakis, pur sapendo la trappola che ci aspetta?�</p><p>�Ma gli Harkonnen non conoscono i Fremen?�</p><p>�Gli Harkonnen guardano ai Fremen con disprezzo, li cacciano come bestie, non si sono neppure preoccupati di censirli. Sappiamo bene la politica degli Harkonnen con le popolazioni planetarie: spendere il meno possibile.�</p><p>La trama metallica che gli componeva il simbolo del falco sul petto scintill�, quando il Duca cambi� posizione. �Capisci?�</p><p>�Stiamo gi� negoziando coi Fremen� disse Paul.</p><p>�Ho inviato una missione capeggiata da Duncan Idaho� conferm� il Duca. �Duncan � un uomo orgoglioso e spietato, ma rispetta la verit�. I Fremen lo ammireranno. Se avremo fortuna, ci giudicheranno prendendo lui a modello: Duncan, l�onesto.�</p><p>�Duncan l�onesto, e Gurney il coraggioso� aggiunse Paul.</p><p>�Li hai ben giudicati.�</p><p>E Paul pens�: <emphasis>La Reverenda Madre pensava a Gurney, quando ha parlato degli uomini che sostengono i mondi� i coraggiosi.</emphasis></p><p>�Gurney mi ha detto che te la sei cavata molto bene con le armi, oggi� riprese il Duca.</p><p>�Non � quello che ha detto a me.�</p><p>Il Duca scoppi� a ridere. �Immagino che Gurney sia sempre avaro di lodi. Comunque, mi ha garantito (sono le sue precise parole) che distingui magnificamente la differenza tra la punta e il taglio di una spada.�</p><p>�Gurney dice che non c�� nulla di artistico nell�uccidere con la punta. Bisogna farlo con la lama.�</p><p>�Gurney � un romantico� grugn� il Duca. I discorsi del figlio sul modo migliore di uccidere lo turbavano. �Vorrei che tu non fossi mai costretto a uccidere� Ma se tu lo sarai, fallo come puoi, punta o taglio non ha importanza.� Alz� gli occhi al lucernario, sul quale la pioggia tamburellava.</p><p>Paul segu� lo sguardo di suo padre, e pens� al cielo grondante umidit�, l� fuori: uno spettacolo ignoto ad Arrakis. E immagin� lo spazio al di l� del cielo. �Le navi della Gilda sono veramente cos� grandi?� chiese.</p><p>Il Duca lo guard�. �Questo � il tuo primo viaggio fuori del pianeta. S�, sono molto grandi. Noi viaggeremo in un �transatlantico� spaziale, perch� il viaggio � lungo. Un transatlantico � immenso: tutte le nostre fregate e le nostre navi da carico occuperanno un angolo della stiva. Saremo soltanto una piccola voce nella lista delle merci.�</p><p>�E non ci permetteranno di lasciare le fregate?�</p><p>�Fa parte dello scotto per godere della Tregua della Gilda. Ci potrebbero essere navi Harkonnen al nostro fianco, e non avremmo nulla da temere. Gli Harkonnen preferiscono non rischiare i propri privilegi di trasporto.�</p><p>�Non lascer� mai gli schermi. Cercher� di vedere un pilota della Gilda.�</p><p>�No. Neppure i loro agenti planetari hanno mai visto un pilota della Gilda. La Gilda � gelosa della propria intimit�, come lo � del proprio monopolio. Non far nulla che possa mettere in pericolo i nostri privilegi, Paul.�</p><p>�Pensi che si nascondano perch� hanno subito delle mutazioni e non hanno pi� un aspetto� <emphasis>umano</emphasis>?�</p><p>�Chi lo sa?� Il Duca alz� le spalle. �� un mistero che, probabilmente non saremo noi a risolvere. Abbiamo problemi pi� urgenti, uno dei quali sei tu.�</p><p>�Io?�</p><p>�Tua madre ha voluto che fossi io a dirtelo, figlio mio. Vedi, tu potresti avere capacit� da Mentat.�</p><p>Paul fiss� il padre, incapace per un attimo di parlare. Poi esclam�: �Un Mentat, io? Ma io��</p><p>�Hawat � d�accordo, figlio. � la verit�.�</p><p>�Ma io credevo che l�addestramento di un Mentat dovesse cominciare fin dall�infanzia, e che il soggetto non dovesse saperlo, perch� questo avrebbe potuto inibire le prime�� s�interruppe: tutti gli ultimi avvenimenti di quei giorni si saldarono all�improvviso in un unico disegno. �Capisco� disse.</p><p>�Viene un giorno� continu� suo padre, �in cui il futuro Mentat dev�esserne informato. Non � pi� possibile fargli <emphasis>subire </emphasis>l�addestramento: lui stesso deve scegliere se continuare o abbandonarlo. Alcuni possono continuare, altri abbandonano: soltanto un Mentat pu� decidere su se stesso.�</p><p>Paul si sfreg� il mento. Tutti quegli addestramenti speciali datigli da Hawat e da sua madre (gli esercizi mnemonici, la focalizzazione della coscienza, il controllo muscolare, l�acutizzazione dei sensi, lo studio delle lingue e delle sfumature di voce) tutto ora acquistava per lui un nuovo significato.</p><p>�Tu sarai Duca un giorno, figlio mio� disse suo padre. �Un Duca Mentat sarebbe davvero formidabile. Puoi decidere subito, o hai bisogno di tempo?�</p><p>Non vi fu esitazione nella risposta. �Continuer�.�</p><p>�Davvero formidabile� ripet� il Duca, e Paul gli vide un sorriso d�orgoglio disegnarsi sul volto. Il sorriso lo sbigott�: per un attimo, il volto sottile di suo padre gli era parso un teschio. Paul chiuse gli occhi, e sent� che l�idea di un terribile scopo si risvegliava in lui. <emphasis>Forse, essere un Mentat � un terribile scopo, </emphasis>pens�.</p><p>Ma nel medesimo istante in cui formava questo pensiero, la sua nuova comprensione lo neg�.</p></section><section><epigraph><p>Con Lady Jessica su Arrakis, il Sistema Bene Gesserit d�impiantare leggende tramite la Missionaria Protectiva diede i suoi frutti. Si era gi� potuta apprezzare la saggezza che aveva spinto a disseminare nell�universo conosciuto un singolo tema profetico a protezione del Bene Gesserit, ma mai si era vista una combinazione cos� perfetta tra persona e preparativi. Le leggende profetiche avevano attecchito su Arrakis al punto di conservare intatto ogni simbolo originale (la Reverenda Madre, canto e respondu, e la maggior parte del panoplia propheticus Shari-a). Oggi in generale si ammette che le abilit� latenti di Lady Jessica erano state grossolanamente sottovalutate.</p><text-author>da �Un�analisi della crisi di Arrakis�, della Principessa Irulan.</text-author><text-author>(Fatto circolare privatamente: B.G. N. AR-81088587)</text-author></epigraph><empty-line/><p>Tutto intorno a Lady Jessica, accatastati dovunque nella grande sala di Arrakeen, si trovavano gli innumerevoli pacchi trasportati fin qui: essi rappresentavano l�intera sua vita, scatole, bauli, valige, cartoni, per la maggior parte ancora da aprire. Ud� gli scaricatori della Gilda che rovesciavano un�altra slitta della nave traghetto nell�ingresso.</p><p>Jessica era in piedi al centro della sala. Si gir� lentamente, facendo scorrere lo sguardo sui bassorilievi che spuntavano dall�ombra, le feritoie sulle pareti e le finestre profondamente incassate. L�aspetto anacronistico di quel luogo gigantesco le ricordava la Sala delle Sorelle, alla Scuola Bene Gesserit. Ma alla Scuola c�era stata un�atmosfera calda e accogliente. Qui, le immense pareti di pietra ispiravano soltanto desolazione.</p><p>L�architetto, pens�, doveva essersi ispirato a qualche remoto periodo storico, nel ricreare quelle arcate e quegli oscuri drappeggi. Il soffitto ricurvo incombeva su di lei da un�altezza di due piani, con enormi travi incrociate le quali, ne era certa, erano state trasportate su Arrakis a un costo favoloso. Nessun pianeta di quel sistema possedeva alberi che potessero fornire simili travi, a meno che non fossero di legno finto�</p><p>Ma Jessica non credeva che lo fossero.</p><p>Questa era la Residenza del governo, ai tempi del Vecchio Impero. I costi non avevano avuto una grande importanza, allora, molto prima della venuta degli Harkonnen e della fondazione di Carthag, la loro megalopoli: un luogo scintillante e miserabile duecento chilometri a nordest, al di l� della Terra Spezzata. Leto aveva dimostrato molta saggezza, scegliendo questo luogo come sede del governo. Gi� il suo nome, Arrakeen, aveva un suono simpatico, tradizionale, solenne. Ed era una citt� pi� piccola, pi� facile da difendere e da risanare.</p><p>Ud� nuovamente il rumore delle slitte scaricate nell�entrata, e sospir�.</p><p>Contro una scatola di cartone, alla sua sinistra, era appoggiato il ritratto del padre del Duca. Il nastro d�imballaggio era sciolto e pendeva come una decorazione consunta. Jessica ne stringeva ancora l�estremit�. Accanto al dipinto giaceva la testa di un toro nero, montata su una tavola di legno, lucida. La testa era un�isola nera in un mare di carta d�imballaggio. La tavola era distesa sul pavimento, e il muso lustro del toro era rivolto al soffitto come se la bestia stesse per muggire una sfida all�immensa sala echeggiante.</p><p>Jessica si chiese che cosa mai l�avesse spinta a tirar fuori quei due oggetti per primi: la testa e il dipinto. Sapeva che c�era qualcosa di simbolico nel gesto. Mai, dal giorno in cui gli inviati del Duca l�avevano comperata alla Scuola, si era sentita cos� spaventata e insicura.</p><p>La testa e il dipinto.</p><p>Accrescevano la sua confusione. Rabbrivid�, lanciando uno sguardo alle feritoie sopra la sua testa. Erano le prime ore del pomeriggio, ma a quelle latitudini il cielo era cupo e freddo; molto pi� cupo del caldo colore azzurro di Caladan. Una fitta di nostalgia per il suo mondo perduto l�attanagli�.</p><p><emphasis>Caladan � cos� lontano.</emphasis></p><p>�Eccoci qui!�</p><p>Era la voce del Duca Leto.</p><p>Si gir� di scatto e lo vide avanzare a lunghi passi sotto l�immensa volta. La sua nera uniforme da lavoro, col rosso falco sul petto, era polverosa e spiegazzata.</p><p>�Temevo che ti fossi perduta in questo posto terribile� disse il Duca.</p><p>�� una dimora gelida� rispose Lady Jessica. Lo guard�: era alto, la pelle scura le ricordava il verde degli olivi sotto un sole dorato riflesso su acque azzurre. Il grigio dei suoi occhi era il colore del fumo in un bosco, ma il viso era quello di un uccello da preda: sottile e tagliente.</p><p>Un�improvvisa paura di lui le afferr� il petto. Era diventato cos� imperioso, dal giorno in cui aveva deciso di ubbidire all�Imperatore�</p><p>�Tutta la citt� d� una sensazione di freddo� disse ancora.</p><p>�� una piccola, sporca citt� di guarnigione� consent� il Duca, �ma noi la cambieremo� si guard� intorno. �Questa � una sala per ricevimenti ufficiali e cerimonie di Stato. Ho appena dato un�occhiata agli appartamenti dell�ala sud. Sono molto pi� accoglienti.� Le si avvicin� e le sfior� il braccio, ammirando in silenzio la sua dignit�.</p><p>E si chiese ancora una volta chi fossero i suoi ignoti genitori� una Casa rinnegata, forse? Membri della Famiglia Reale caduti in disgrazia? La sua maest� suggeriva sangue imperiale.</p><p>Sotto il suo sguardo, lei si gir�, rivelando il profilo. Non c�era nessun particolare che s�imponesse sugli altri, nella sua bellezza. Il suo viso era ovale sotto una folta chioma di capelli color del bronzo. I suoi occhi erano verdi e limpidi come il cielo di Caladan al mattino, e distanti. Il naso era piccolo, la bocca grande e generosa. Il suo corpo era aggraziato ma discreto: era alta e sottile.</p><p>Le Sorelle della Scuola, si ricord�, la chiamavano �pelle e ossa�; cos� gli avevano detto i suoi inviati. Ma era una descrizione fin troppo riduttiva. Jessica aveva portato agli Atreides una bellezza regale. Si sentiva lieta che Paul ne avesse beneficiato.</p><p>�Dov�� Paul?� chiese il Duca.</p><p>�In qualche parte di questa casa: a lezione da Yueh.�</p><p>�� certamente nell�ala sud. Mi � parso infatti di udire la voce di Yueh, ma non ho avuto il tempo di guardare� la fiss�, esitando. �Sono venuto qui soltanto per appendere la chiave di Castel Caladan in questa sala.�</p><p>Lei trattenne il respiro, fece per toccarlo ma non os�. Appendere la chiave� un gesto definitivo di rinuncia. Ma non era n� il tempo n� il luogo per cercar conforto. �Ho visto il nostro stendardo sulla casa, mentre arrivavo� disse.</p><p>Il Duca fiss� il ritratto di suo padre. �Dove avresti intenzione di appenderlo?�</p><p>�Una di queste pareti.�</p><p>�No.� Una decisione netta; qualsiasi argomentazione sarebbe stata inutile, anche ricorrendo all�astuzia. Tuttavia, lei doveva pur tentare, se non altro per sentirsi confermare che ogni astuzia era inutile.</p><p>�Mio signore� cominci�, �se solo��</p><p>�La risposta � sempre no. Ti concedo, vergognosamente, quasi tutto, ma non questo. Sono appena passato per la sala da pranzo, dove��</p><p>�Mio signore! Ti prego!�</p><p>�La scelta � fra la tua digestione e la mia dignit� ancestrale, mia cara� l�interruppe. �L�appenderemo nella sala da pranzo.�</p><p>Lei sospir�. �S�, mio signore.�</p><p>�Appena possibile, tu pranzerai di nuovo nelle tue stanze, com�� tua abitudine. Mi aspetto per� di vederti al tuo giusto posto nelle occasioni ufficiali.�</p><p>�Grazie, mio signore.�</p><p>�E non essere cos�, fredda e ufficiale! Ringraziami di non averti mai sposata, mia cara. Altrimenti sarebbe <emphasis>tuo preciso dovere </emphasis>essere presente al mio tavolo ad ogni pasto!�</p><p>Jessica annu�, impassibile.</p><p>�Hawat ha gi� sistemato il rivelatore di veleni sulla tavola� disse il Duca. �Ce n�� uno portatile anche nella tua stanza.�</p><p>�Avevi previsto anche questo� fastidio.�</p><p>�Mia cara, mi preoccupo anche di te. Ho ingaggiato delle domestiche: sono di qui, ma Hawat le ha controllate. Sono tutte Fremen. Andranno bene finch� i nostri servi non avranno completato i loro attuali compiti.�</p><p>�Siamo certi che la gente di questo pianeta sia sicura?�</p><p>�La gente che odia gli Harkonnen. Forse poi vorrai tenerti la governante: la Shadout Mapes.�</p><p>�<emphasis>Shadout</emphasis>?� ripet� Jessica. �Un titolo Fremen?�</p><p>�Mi hanno detto che significa �Scavatore di Pozzi�: un nome pieno d�implicazioni importanti, qui. Pu� darsi che non sia il tuo ideale domestico, ma Hawat ne parla assai bene, basandosi su un rapporto di Duncan. Sono convinti che desideri servire, e servire te, soprattutto.�</p><p>�Servire me?�</p><p>�I Fremen sanno che sei una Bene Gesserit� spieg� il Duca. �Circolano varie leggende su di voi.�</p><p><emphasis>La Missionaria Protettiva, </emphasis>pens� Jessica. <emphasis>Non c�� pianeta che le sfugga.</emphasis></p><p>�Questo forse significa che la missione di Duncan ha avuto buon esito e che i Fremen saranno nostri alleati?�</p><p>�Non c�� niente di definitivo� replic� il Duca. �Duncan crede che desiderino osservarci per un po�. Tuttavia hanno promesso di non saccheggiare i villaggi confinari durante il periodo di tregua. � un successo molto pi� importante di quanto non sembri. Hawat mi ha detto che i Fremen erano una profonda spina nel cuore degli Harkonnen, i quali si sono sempre ben guardati dal far sapere esattamente l�estensione delle loro scorrerie: meglio che l�Imperatore non sapesse l�inefficienza delle forze degli Harkonnen.�</p><p>�Una governante Fremen� mormor� Jessica, tornando con la mente alla Shadout Mapes. �Avr� gli occhi completamente azzurri.�</p><p>�Non lasciarti ingannare dall�aspetto di questa gente� replic� il Duca. �Sono forti e profondamente sani. Saranno perfettamente all�altezza delle nostre necessit�; in tutto.�</p><p>�� un gioco pericoloso.�</p><p>�Non ricominciamo a discutere su queste cose.�</p><p>Lei si sforz� di sorridere. �Ci siamo dentro fino al collo, non c�� dubbio.� Si concentr� nell�esercizio per il rapido ritorno alla calma: due respiri profondi, il pensiero rituale. E poi: �Quando assegner� gli appartamenti, hai qualche desiderio particolare?�</p><p>�Un giorno devi insegnarmi come fai� disse il Duca. �Quel tuo modo di respingere le preoccupazioni pi� gravi, pensando alle cose pratiche. Dev�essere una cosa Bene Gesserit.�</p><p>�� una cosa di noi donne� replic� Jessica.</p><p>Il Duca sorrise. �Bene; allora: voglio che accanto alla mia camera ci sia un ampio ufficio. Qui ci sar� una montagna di scartoffie, pi� che a Caladan. E un vestibolo per le guardie, naturalmente. Questo � tutto. Non preoccupatevi per la sicurezza della casa. Le guardie di Hawat l�hanno gi� rastrellata a fondo.�</p><p>�Ne sono convinta.�</p><p>Lui lanci� un�occhiata all�orologio. �E assicurati che tutti gli orologi siano sincronizzati sull�ora di Arrakeen. Ho incaricato un tecnico di occuparsene, sar� qui tra poco.� Le scost� una ciocca di capelli che le era caduta sulla fronte. �Ora devo ritornare all�area di sbarco. La seconda nave traghetto sar� qui a momenti.�</p><p>�Non potrebbe occuparsene Hawat, mio signore? Hai un aspetto cos� stanco.�</p><p>�Il buon Thufir � ancora pi� occupato di me. Lo sai che � infestato dagli intrighi degli Harkonnen, questo pianeta. Inoltre, devo convincere i migliori cacciatori di spezia a restare. Il passaggio del feudo lascia loro libera scelta, e non posso corrompere il planetologo che l�Imperatore e il Landsraad hanno designato come Arbitro del Cambio. � stato lui a consentire la libera scelta. Ottocento uomini perfettamente addestrati vogliono partire col traghetto della spezia, e un cargo della Gilda li aspetta in orbita.�</p><p>�Mio signore�� s�interruppe, esitando.</p><p>�S�?�</p><p><emphasis>Nessuno gl�impedir� di tentare l�impossibile, perch� questo pianeta sia abitabile per noi, </emphasis>pens� lei. <emphasis>E i miei trucchi con lui non servono.</emphasis></p><p>�A che ora devo prepararti la cena?� gli chiese, infine.</p><p><emphasis>Non era questo che stavi per dire, </emphasis>pens� lui. <emphasis>Ah, Jessica, come vorrei che fossimo lontani da qui, noi due soli, non importa dove, il pi� possibile distanti da questo terribile pianeta, senza alcuna preoccupazione!</emphasis></p><p>�Manger� al campo, alla mensa ufficiali. Torner� molto tardi. E� s�, mander� un carro blindato per Paul. Voglio che sia presente anche lui alla conferenza militare.�</p><p>Si schiar� la gola, come per dire qualcos�altro, ma poi, in silenzio, si volt� e usc�. Fuori, Jessica ud� i tonfi di un altro carico che veniva rovesciato al suolo. Ud� ancora una volta la sua voce, imperativa e sdegnosa, nel tono con cui parlava ai servitori quando aveva fretta: �Lady Jessica � nella Grande Sala, raggiungila subito!�</p><p>La porta esterna si chiuse con violenza.</p><p>Jessica si volt�, e fiss� il ritratto del padre di Leto. L�aveva eseguito un artista famoso, Albe, quando il Vecchio Duca era un uomo di mezza et�. Il quadro lo rappresentava in costume da matador, con una cappa violacea avvolta sul braccio sinistro. Il suo volto era giovane, non pi� vecchio di Leto oggi: lo stesso sguardo grigio, l�espressione da falco. Strinse i pugni sui fianchi e fiss� il ritratto con odio.</p><p>�Maledetto! Maledetto! Maledetto!� bisbigli�.</p><p>�Quali sono i vostri ordini, Nobile Nata?�</p><p>La voce di una donna, sottile, simile a una corda tesa.</p><p>Jessica si volt� di scatto: vide una donna nodosa, dai capelli grigi, avvolta nell�informe abito a sacco indossato abitualmente dagli schiavi. La donna aveva l�identico aspetto rugoso e consunto della folla che li aveva accolti al mattino, lungo il cammino dal campo di atterraggio alla Residenza. Non c�era un solo nativo di quel pianeta, pens� Jessica, che non avesse quell�aspetto consunto e famelico. E tuttavia Leto aveva detto che erano forti e sani. E, naturalmente, gli occhi di un azzurro cupo come gli abissi del mare, senza bianco; occhi segreti e misteriosi. Jessica si sforz� di evitare il suo sguardo.</p><p>La donna chin� brevemente la testa e disse: �Mi chiamano la Shadout Mapes, Nobile Nata. Quali sono i vostri ordini?�</p><p>�Chiamami �mia Signora�� replic� Jessica. �Non sono una Nobile Nata. Sono la concubina ufficiale del Duca Leto.�</p><p>Di nuovo quello strano cenno del capo. La donna alz� gli occhi su Jessica e le rivolse un�insidiosa domanda: �C�� una moglie, dunque?�</p><p>�Non c��, e non c�� mai stata. Io sono l�unica� compagna del Duca, la madre dell�erede designato.�</p><p>Dicendo questo, Jessica rideva dentro di s� dell�orgoglio che traspariva da queste parole. <emphasis>Che cosa ha detto Sant�Agostino? </emphasis>disse tra s�. �<emphasis>La mente comanda il corpo, e il corpo obbedisce.</emphasis>�<emphasis> Ma quando la mente comanda a se stessa?� S�, ultimamente incontro sempre pi� resistenza. Ah, se avessi un posto, dentro di me, dove ritirarmi tutta sola!<sup>1</sup></emphasis></p><p>Uno strano richiamo si alz� fuori, nella strada: �<emphasis>Soo-soo Sook! Soo-soo Sook!</emphasis>� E ancora: �<emphasis>Ikhut-eigh! Ikhut-eigh!</emphasis>� E di nuovo: �<emphasis>Soo-soo Sook!</emphasis>�</p><p>�Che cos��?� chiese Jessica. �L�ho udito molte volte lungo la strada, questa mattina.�</p><p>�Solo un venditore d�acqua, mia Signora. Ma voi non dovete preoccuparvene. Le cisterne di questa dimora contengono cinquantamila litri, e sono sempre piene.� Pieg� la testa e si guard� il vestito informe: �Pensate, mia Signora: qui non devo neppure indossare la tuta distillante�� scoppi� a ridere. �E non sono morta!�</p><p>Jessica esit�; voleva fare delle domande alla donna Fremen, aveva bisogno di una guida, ma la cosa pi� urgente era mettere ordine nella spaventosa confusione del castello. Tuttavia, trov� sconcertante l�idea che in quel luogo l�acqua fosse un segno di ricchezza.</p><p>�Il mio sposo mi ha detto il tuo titolo, Shadout� cominci�. �Ho riconosciuto la parola. � molto antica.�</p><p>�Voi sapete le antiche lingue, allora?� chiese Mapes, e la fiss� attentamente, in attesa.</p><p>�Le lingue sono la prima cosa che impara una Bene Gesserit� disse Jessica. �Conosco il <emphasis>Bhotani-Jib </emphasis>e il <emphasis>Chakobsa, </emphasis>tutte le lingue dei cacciatori.�</p><p>Mapes annu�. �Proprio come dice la leggenda.�</p><p>E Jessica si chiese: <emphasis>Perch� accetto questa commedia? </emphasis>Ma le vie del Bene Gesserit, mai chiare e semplici, si facevano rispettare.</p><p>�Conosco le Cose Oscure e le vie della Grande Madre� continu� Jessica. Nell�aspetto di Mapes, in ciascuno dei suoi gesti, aveva letto i segni rivelatori, i pi� chiari. �<emphasis>Miseces prejia</emphasis>� inton�, in Chakobsa. �<emphasis>Andral t�re pera! Trada cik buscakri miseces perakri�</emphasis>�</p><p>Mapes balz� indietro, pronta a fuggire.</p><p>�So molte cose� continu� Jessica. �So che hai generato figli e che hai perduto quelli che amavi, che ti sei nascosta per la paura e che hai commesso atti violenti, e che altri ne compirai. So molte cose.�</p><p>A bassa voce, Mapes replic�: �Non vengo con l�animo ostile, mia Signora�.</p><p>�Tu parli della leggenda e cerchi le risposte. Guardati dalle risposte che potrai trovare. So che sei venuta qui pronta alla violenza, e con un�arma nel corsetto.�</p><p>�Mia Signora, io��</p><p>�C�� una vaga possibilit� che tu riesca a spillare il sangue della mia vita� disse Jessica, �ma cos� facendo causeresti pi� rovine di quante tu possa immaginare nella tua pi� folle paura. Vi sono cose peggiori della morte, sai?� anche per tutto un popolo.�</p><p>�Mia Signora!� implor� Mapes. Sembr� sul punto di cadere in ginocchio. �Quest�arma � un dono per voi, se potrete provare di essere l�Unica.�</p><p>�E lo strumento della mia morte, se io non lo potr� concluse Jessica, e attese, nella calma apparente che rendeva pi� terribili le Bene Gesserit nei momenti di crisi.</p><p><emphasis>Ora vedremo cosa succeder�, </emphasis>pens�.</p><p>Lentamente, Mapes infil� la mano nel vestito, all�altezza del collo, e ne estrasse un fodero scuro. Un�impugnatura nera ne sporgeva, profondamente scavata per una presa sicura. Afferr� il fodero con una mano e l�impugnatura con l�altra, e con rapido gesto ne estrasse una lama bianco latte. La brand�, alta sulla propria testa, e la lama sembr� lampeggiare di luce propria. Era un�arma a doppio taglio, come un kindjal, e la lama era lunga quasi venti centimetri.</p><p>�Lo conoscete, mia Signora?�</p><p>Non poteva che trattarsi di una cosa: il famoso <emphasis>cryss </emphasis>di Arrakis. La lama che non era mai uscita dal pianeta, e che negli altri mondi era un mistero.</p><p>�� un cryss� disse Jessica.</p><p>�Non pronunciate mai il suo nome con leggerezza� ribatt� Mapes. �Sapete il suo significato?�</p><p>Jessica pens�: <emphasis>La tensione cresce. Ecco la ragione per cui questa Fremen ha preso servizio da me: doveva pormi proprio questa domanda. La mia risposta pu� scatenare la sua violenza o� che cosa? Esige una risposta: che cosa significa il coltello. La chiamano Shadout nella lingua Chakobsa. In Chakobsa, il coltello � il �Creatore di Morte�. � sempre pi� impaziente. Ora devo rispondere. Ritardare pu� essere pericoloso quanto sbagliare.</emphasis></p><p>Jessica disse: �� un Creatore��</p><p>�Ah�!� gemette Mapes, dolore ed esultanza insieme. Tremava cos� violentemente che il riflesso del coltello guizzava in tutta la sala.</p><p>Jessica attese, pronta a scattare. Era stata sul punto di dire che il coltello era un �Creatore di Morte�, aggiungendo la seconda antica parola, ma ora tutti i suoi sensi l�avvertivano, con l�acutezza di un addestramento capace di rivelare il significato del pi� piccolo fremito muscolare.</p><p>La parola chiave era� <emphasis>Creatore.</emphasis></p><p><emphasis>Creatore? Creatore.</emphasis></p><p>E Mapes impugnava ancora il coltello come se fosse pronta a usarlo.</p><p>Jessica aggiunse: �Come hai potuto pensare che io, che conosco i misteri della Grande Madre, ignorassi il Creatore?�</p><p>Mapes abbass� il coltello. �Mia Signora, quando si � vissuti cos� a lungo con una profezia, il momento della rivelazione � una scossa terribile.�</p><p>Jessica pens� alla profezia� Lo <emphasis>Shari-a </emphasis>e tutto il <emphasis>panoplia propheticus. </emphasis>Una Bene Gesserit della Missionaria Protectiva era stata inviata su Arrakis molti secoli prima. Era morta da lungo tempo, senza dubbio, ma la sua missione era compiuta: leggende protettrici solidamente impiantate fra queste genti, nel caso che, un giorno, un�altra Bene Gesserit ne avesse bisogno.</p><p>Ecco: quel giorno era venuto.</p><p>Mapes infil� nuovamente il coltello nel fodero, e disse: �Questa � una lama instabile, mia Signora. Tenetela sempre su di voi. Se rimane pi� di una settimana lontana dalla carne, comincia a disintegrarsi. Per tutta la vita rester� su di voi questo dente di <emphasis>shai-hulud</emphasis>�<emphasis>.</emphasis></p><p>Jessica tese la mano destra, e os�: �Mapes, hai infilato la lama nel fodero senza segnarla col sangue!�</p><p>Con un�esclamazione strozzata, Mapes lasci� cadere il coltello inguainato nelle mani di Jessica. Si slacci� il corsetto, e con un gemito, disse: �Prendete l�acqua della mia vita!�</p><p>Jessica sfil� la lama dal fodero. Come lampeggiava! La punt� contro Mapes, vide nei suoi occhi un terrore pi� grande della morte.</p><p><emphasis>La punta � avvelenata? </emphasis>si chiese Jessica. Alz� la lama e tracci� una linea sottile col fianco della lama sul seno sinistro di Mapes. Usc� qualche goccia di sangue che subito si arrest�. <emphasis>Coagulazione ultrarapida, </emphasis>pens� Jessica. <emphasis>Una mutazione per conservare l�umidit� del corpo?</emphasis></p><p>Infil� nuovamente la lama nel fodero e disse: �Riallacciati il vestito, Mapes�.</p><p>Mapes ubbid�, tremando. I suoi occhi privi di bianco fissavano Jessica. �Voi siete dei nostri� mormor�. �Voi siete l�Unica.�</p><p>Si ud� nuovamente, fuori, lo scaricarsi di un�altra montagna di pacchi. Mapes afferr� il coltello inguainato e lo nascose nel corpetto di Jessica. �Chiunque veda il coltello dev�essere purificato o ucciso!� sibil�, in tono di vago rimprovero. �Ma voi certamente lo sapete, mia Signora.�</p><p><emphasis>Lo vengo a sapere ora, </emphasis>pens� Jessica.</p><p>Gli scaricatori se ne andarono senza passare per la Grande Sala.</p><p>Mapes si ricompose, e disse: �Ma chi � impuro e ha visto un cryss non pu� lasciar vivo Arrakis. Non lo dimenticate mai, mia Signora. Vi � stato affidato un cryss.� Respir� profondamente. �Ora le cose devono seguire il loro corso. Impossibile affrettarle.� Lasci� scivolare lo sguardo sugli enormi cumuli di merci ammucchiate tutto intorno. �E qui c�� molto lavoro per passare il tempo.�</p><p>Jessica esit�. �<emphasis>Le cose devono seguire il loro corso.</emphasis>� Una tipica frase che proveniva direttamente dagli incantesimi della Missionaria Protectiva. �<emphasis>La Reverenda Madre verr� a liberarvi.</emphasis>�</p><p><emphasis>Ma io non sono una Reverenda Madre, </emphasis>pens� Jessica. E poi: <emphasis>Grande Madre! Questo mondo dev�essere orribile perch� vi abbiano instillato questo!</emphasis></p><p>Con voce tranquilla, Mapes disse: �Qual � la prima cosa che debbo fare, mia Signora?�</p><p>L�istinto spinse Jessica a rispondere con lo stesso tono tranquillo. �Quel ritratto del Vecchio Duca� dev�essere appeso su un lato della sala da pranzo. E la testa del toro sul lato opposto.�</p><p>Mapes si avvicin� alla testa di toro. �Doveva essere una bestia enorme per avere una testa cos� grossa� si chin� a osservarla. �Dovr� ripulirla prima di appenderla, mia Signora?�</p><p>�No.�</p><p>�Ma le corna sono incrostate di sudiciume.�</p><p>�Non � sudiciume, Mapes. � sangue del Vecchio Duca. Quelle corna sono state spruzzate con un fissativo trasparente, poche ore dopo che il toro lo uccise.�</p><p>Mapes si rizz� di scatto. �Oh�?�</p><p>�� soltanto sangue� spieg� Jessica. �Sangue antico. Cerca qualcuno che ti aiuti ad appenderli. Questi oggetti sono molto pesanti.�</p><p>�Credete che un po� di sangue mi faccia impressione?� chiese Mapes. �Io vengo dal deserto, e ho visto sangue in abbondanza.�</p><p>�Ne sono convinta� disse Jessica.</p><p>�E a volte, era il mio sangue. Molto pi� sangue di quanto ne abbia sparso il vostro piccolo graffio.�</p><p>�Avresti voluto che incidessi pi� a fondo?�</p><p>�Oh, no! L�acqua del corpo � gi� poca, e non c�� bisogno di sprecarla spargendola all�aria. Voi avete agito correttamente.�</p><p>Al di l� di queste parole, e del modo in cui erano state dette, Jessica ne afferr� le profonde implicazioni. <emphasis>L�acqua del corpo. </emphasis>Nuovamente si sent� oppressa dall�importanza dell�acqua su Arrakis.</p><p>�Su quale parete della sala da pranzo devo appendere queste ricchezze, mia Signora?� chiese Mapes.</p><p><emphasis>Sempre pratica, questa Mapes. </emphasis>�Mi fido del tuo giudizio, Mapes� disse Jessica. �Non ha molta importanza.�</p><p>�Come voi desiderate, mia Signora.� Mapes si curv� e cominci� a liberare la testa di toro dall�imballaggio. �E cos�, hai ucciso un Vecchio Duca?� borbott� sottovoce.</p><p>�Devo chiamare un facchino per aiutarti?� chiese Jessica.</p><p>�Posso farcela da sola, mia Signora.�</p><p><emphasis>S�, ce la farai, </emphasis>disse Jessica tra s�. <emphasis>Voi Fremen avete la volont� di farcela!</emphasis></p><p>Percep� il gelido contatto del cryss, nel corsetto, e pens� alla lunga catena d�intrighi del Bene Gesserit e al nuovo anello che era stato appena forgiato in quel luogo. E proprio quegli intrighi l�avevano salvata da una crisi mortale. <emphasis>Impossibile affrettarle </emphasis>aveva detto Mapes. E tuttavia questi luoghi erano dominati da un <emphasis>crescendo </emphasis>che riempiva Jessica di paura. Tutti gli intrighi della Missionaria Protectiva, tutte le sospettose perquisizioni eseguite da Hawat in quel mostruoso cumulo di pietre a forma di castello, non riuscivano a cancellare i suoi foschi presagi.</p><p>�Quando avrai finito di appendere queste cose, comincia a disfare i bauli� disse ancora. �Uno degli scaricatori � all�ingresso principale con tutte le chiavi, e ti dir� dove mettere ogni cosa. Fatti dare da lui le chiavi e la lista. Se hai qualcosa da chiedermi, sono nell�ala sud.�</p><p>�Come voi desiderate, mia Signora.�</p><p>Jessica si allontan�, pensando: <emphasis>Hawat avr� giudicato sicura la Residenza, ma c�� qualcosa di storto in questo posto, lo sento.</emphasis></p><p>Sent� l�urgente bisogno di vedere suo figlio. S�incammin� verso la grande porta a volta che si apriva sul passaggio per la sala da pranzo e gli appartamenti privati. Cammin� sempre pi� in fretta. Alla fine quasi correva.</p><p>Dietro di lei, Mapes smise per un attimo di svolgere dagli imballaggi la testa di toro, e fiss� la schiena di Jessica che si allontanava. �� l�Unica, non c�� dubbio� mormor�. �Poveretta.�</p><empty-line/></section><section><epigraph><p><emphasis>�Yueh! Yueh! Yueh!� dice il ritornello. �Mille morti non sarebbero abbastanza per Yueh!�</emphasis></p><text-author>dalla �Storia di Muad�Dib per bambini�, della Principessa Irulan</text-author></epigraph><empty-line/><p>La porta era socchiusa, e Jessica l�apr� entrando in una stanza dalle pareti gialle. Alla sua sinistra, un basso divano di pelle nera, due scaffali vuoti e una fiasca per l�acqua, dai fianchi tondeggianti, che pendeva vuota e polverosa. Alla sua destra, altri scaffali vuoti intorno a un�altra porta, una scrivania venuta da Caladan e tre sedie. Alla finestra, proprio davanti a lei, il dottor Yueh: le voltava la schiena e tutta la sua attenzione era rivolta al mondo esterno.</p><p>Jessica avanz� di un altro passo, in silenzio.</p><p>Vide che il mantello del dottore era spiegazzato, e che c�erano delle chiazze bianche all�altezza del gomito sinistro, come se si fosse appoggiato sul gesso. Visto cos�, di schiena, sembrava uno scheletro privo di carne, avvolto in una veste nera troppo larga per lui; una marionetta che aspettava a muoversi quando il burattinaio avrebbe tirato i fili. Solo la testa sembrava viva, con lunghi capelli, chiusi nell�anello d�argento della Scuola Suk, che gli scendevano sulla spalla e si muovevano leggermente quando si spostava per seguire qualche movimento l� fuori.</p><p>Jessica esplor� nuovamente la stanza con lo sguardo, ma non vide traccia del figlio. Sapeva per� che la porta chiusa, alla sua destra, conduceva alla stanza pi� piccola che Paul aveva preferito.</p><p>�Buona sera, dottor Yueh� disse. �Dov�� Paul?�</p><p>Il dottore mosse la testa come se si stesse rivolgendo a qualcuno, l� fuori, e parl� con voce assente, senza voltarsi: �Tuo figlio era stanco, Jessica. L�ho mandato a riposarsi nell�altra stanza�.</p><p>Poi s�irrigid� bruscamente, si gir� di scatto e i baffi gli ricaddero sulle labbra purpuree. �Perdonatemi, mia Signora! I miei pensieri erano lontani da qui� io� non intendevo parlarvi cos� familiarmente.�</p><p>Lei sorrise e alz� la mano destra. Per un attimo ebbe paura che s�inginocchiasse. �Wellington, per favore.�</p><p>�Usare il vostro nome cos� io��</p><p>�Ci conosciamo da sei anni� Jessica l�interruppe. �Gi� da un pezzo avremmo dovuto bandire le formalit� tra noi� in privato.�</p><p>Yueh azzard� un debole sorriso, e pens�: <emphasis>Credo che abbia funzionato. Adesso penser� che la diversit� nel mio modo di comportarmi sia dovuta all�imbarazzo. Non cercher� ragioni pi� profonde: sar� convinta di sapere gi� la risposta.</emphasis></p><p>�Mi dispiace, avevo la testa fra le nuvole� disse. �Quando� quando mi sento particolarmente dispiaciuto per voi, mi accade di pensare a voi, temo, come� beh, come a �Jessica�, semplicemente.�</p><p>�Dispiaciuto per me? E perch� mai?�</p><p>Yueh scroll� le spalle. Da tempo si era accorto che Jessica non aveva il dono completo della Verit�, a differenza di Wanna. Tuttavia, quand�era possibile, diceva sempre la verit� a Jessica: era pi� prudente.</p><p>�Avete visto questo pianeta, mia� Jessica� s�impappin� sul nome, poi continu� rapidamente: �� cos� spoglio, confronto a Caladan. E la gente! Tutte quelle donne, lungo il cammino per venire fin qui, che gemevano sotto il velo� E il modo con cui ci guardavano!�</p><p>Jessica incroci� le braccia sul petto, e sent� il cryss sulla pelle: la lama ottenuta da un dente del verme delle sabbie, a quanto si diceva. �Noi siamo degli estranei, nient�altro. Siamo una razza diversa, e cos� pure i nostri modi. Finora hanno conosciuto soltanto quelli degli Harkonnen� guard� a sua volta fuori della finestra. �Che cosa stavi osservando, l� fuori?�</p><p>Yueh si volt� anche lui. �La gente.�</p><p>Jessica gli venne al fianco e segu� il suo sguardo, verso sinistra. C�era una ventina di palme, e il terreno era arido, brullo. Una barriera a schermo proteggeva le palme dalla gente che passava, infagottata nei suoi vestiti, lungo la strada. Jessica not� il leggero tremolio nell�aria fra lei e la gente (il campo di forza che avvolgeva completamente la casa) e studi� la folla, chiedendosi che cosa mai Yueh vi trovasse di cos� interessante.</p><p>Poi, all�improvviso cap�, e istintivamente si port� una mano alla guancia. Il modo in cui la gente guardava le palme! In alcuni si leggeva l�invidia, in altri l�odio� e la speranza, anche. Tutti quelli che passavano sembravano letteralmente ipnotizzati da quegli alberi.</p><p>�Sapete cosa stanno pensando?� le chiese Yueh.</p><p>�Pretenderesti di leggere nella loro mente?�</p><p>�La loro mente� ribatt� Yueh, �guarda gli alberi, e pensa: �L� ci sono almeno cento di noi.� Ecco cosa pensa la gente.�</p><p>Lei lo fiss�, perplessa e accigliata. �Perch�?�</p><p>�Quelle sono palme da datteri. Ognuna di quelle palme richiede quaranta litri di acqua al giorno. A un uomo, invece, ne bastano otto. Una palma, quindi, equivale a cinque uomini. Ci sono venti palme, l� fuori: cento uomini.�</p><p>�Ma alcuni guardano quegli alberi con una sorta di speranza.�</p><p>�Sperano che cada qualche dattero. Ma siamo fuori stagione.�</p><p>�Osserviamo questo luogo con occhio troppo critico� replic� Jessica. �Eppure, qui c�� pericolo, � vero, ma anche speranza. La spezia potrebbe davvero farci ricchi. E, accumulando una grande ricchezza, potremmo trasformare completamente questo mondo.�</p><p>Rise silenziosamente dentro di s�: <emphasis>Chi cerco di convincere? </emphasis>Questa ilarit� silenziosa ruppe il suo controllo, e la lasci� triste e amara. �Ma la sicurezza non � cosa che si possa comprare con quelle ricchezze.�</p><p>Yueh si volt�, per nasconderle il suo viso: <emphasis>Se mi fosse solo possibile odiare questa gente, invece di amarla! </emphasis>A modo suo, e per molti tratti, Jessica assomigliava alla sua Wanna. E proprio questo pensiero irrigid� ancora di pi� i suoi propositi. La crudelt� degli Harkonnen prendeva strade tortuose. Wanna, forse, non era morta, e lui non poteva saperlo.</p><p>�Non preoccuparti per noi� disse Jessica. �Il problema � nostro, e non tuo.�</p><p><emphasis>� convinta che sia preoccupato per lei! </emphasis>Sbatt� le palpebre per ricacciare le lagrime. <emphasis>Ed � vero. Ma finir� pure col trovarmi davanti al Barone Nero, una volta compiuta la sua volont�, e coglier� l�occasione per colpirlo� proprio nel momento in cui sar� pi� debole: l�istante del trionfo! </emphasis>Sospir�.</p><p>�Disturberei Paul, se entrassi a dargli un�occhiata?� disse lei.</p><p>�Per niente. Gli ho dato un calmante.�</p><p>�Sopporta bene il cambiamento?�</p><p>�� soltanto un po� stanco, ed eccitato, naturalmente. Ogni quindicenne lo sarebbe, date le circostanze� s�incammin� verso la porta e l�apr�. �� qua dentro.�</p><p>Jessica lo segu�, aguzzando gli occhi nella penombra.</p><p>Paul riposava su una branda, un braccio infilato sotto una leggera coperta, l�altro ripiegato all�indietro sulla testa. Le stecche della veneziana, accanto al letto, stendevano le loro ombre sul viso e la coperta.</p><p>Jessica guard� suo figlio, il volto ovale cos� simile al suo. Ma i capelli erano quelli del Duca: neri come il carbone e scarmigliati. Le lunghe ciglia gli nascondevano gli occhi verdi. Jessica sorrise, e sent� svanire le proprie paure. Si ciment� a rintracciare le ascendenze genetiche nei lineamenti del figlio: gli occhi erano i suoi, e cos� il profilo del viso, ma i tratti aguzzi del padre emergevano sempre pi� marcati in quel viso, come la maturit� emerge dalla fanciullezza.</p><p>I tratti del viso del figlio le parvero la quintessenza raffinata di un procedimento casuale: un�interminabile fila di coincidenze che convergevano in un punto focale. Prov� il desiderio improvviso d�inginocchiarsi accanto al letto e di stringerlo tra le braccia, ma la presenza di Yueh gliel�imped�. Indietreggi�, e chiuse lentamente la porta.</p><p>Yueh era ritornato alla finestra, incapace di resistere accanto a Jessica che contemplava il figlio. <emphasis>Perch� Wanna non mi ha dato figli? </emphasis>si chiese. <emphasis>Sono un dottore, so che non c�erano impedimenti fisici. A meno che non fosse qualche motivo Bene Gesserit. Forse era destinata a qualcosa di diverso? Ma a che cosa? Mi amava, ne sono certo.</emphasis></p><p>Per la prima volta fu colto dal pensiero che lui, forse, poteva far parte di un piano molto pi� involuto e complesso di quanto la sua mente non potesse mai concepire.</p><p>Jessica si ferm� accanto a lui. �Che delizioso abbandono, il sonno di un bambino.�</p><p>Yueh rispose meccanicamente: �Se anche gli adulti potessero riposare cos셻</p><p>�Davvero!�</p><p>�Perch� dover perdere quella capacit�?� disse ancora.</p><p>Lei lo fiss�, cogliendo la strana sfumatura della sua voce. Ma il suo pensiero era rivolto a Paul, e ai nuovi rigori ai quali l�avrebbe sottoposto l�addestramento in quel pianeta. Come sarebbe stata diversa la sua vita, adesso; e cos� lontana da quella che un tempo avevano sognato per lui!</p><p>�S�, perdiamo veramente qualcosa� conferm�.</p><p>Guard� fuori, verso destra; una distesa di arbusti grigioverdi, le foglie secche e i rami polverosi a forma di artiglio che si agitavano al vento. Il cielo, cupo, era sospeso sopra il declivio come una macchia d�inchiostro, e la luminosit� lattea del sole di Arrakis inondava la scena di riflessi argentei, come quelli del cryss che nascondeva in seno.</p><p>�Il cielo � cos� buio.�</p><p>�In parte � dovuto alla mancanza di umidit� rispose lui.</p><p>�Acqua!� esclam� Jessica, all�improvviso. �Da qualsiasi parte ci si volti, sempre questa mancanza dell�acqua!�</p><p>�� il grande mistero di Arrakis� disse Yueh.</p><p>�Perch� mai ce n�� cos� poca? Ci sono rocce vulcaniche, su questo pianeta. E potrei citare un�altra dozzina di fonti d�umidit�. C�� il ghiaccio ai poli. Dicono che � impossibile praticare trivellazioni nel deserto: che le tempeste e le maree di sabbia distruggono gli apparecchi prima che si finisca d�installarli, sempre che non siano divorati dai vermi, ancor prima. Comunque, non hanno mai trovato acqua, laggi�. Ma il mistero, Wellington, il vero mistero sono i pozzi scavati nel <emphasis>sink </emphasis>e nei bacini. Ne hai mai sentito parlare?�</p><p>�Prima un rivolo d�acqua, poi pi� niente� rispose Yueh.</p><p>�Wellington, � proprio questo il mistero! C�� dell�acqua laggi�. Il pozzo si prosciuga e l�acqua non ricompare pi�. E tuttavia, una successiva trivellazione nelle vicinanze d� l�identico risultato: un rivolo d�acqua, che subito scompare. Possibile che nessuno abbia mai provato curiosit� per questo fenomeno?�</p><p>�S�, � strano� ammise Yueh. �Sospettate la presenza di qualche essere vivente? I campioni estratti dal terreno l�avrebbero rivelato.�</p><p>�Che cosa avrebbero rivelato? Una pianta locale� o un animale? E come identificarli?� Lo sguardo di Jessica ritorn� nuovamente al declivio. �L�acqua si ferma, qualcosa ne blocca l�uscita. Ne sono convinta.�</p><p>�Forse il mistero � gi� stato chiarito� disse Yueh. �Gli Harkonnen hanno censurato molte fonti d�informazione su Arrakis. Forse avevano qualche ragione per sopprimere anche questa.�</p><p>�E quale ragione?� replic� Jessica. �Inoltre c�� l�umidit� atmosferica; non molta, certo, ma c��. � la fonte pi� importante d�acqua, su Arrakis, quella che viene catturata dalle trappole a vento e dai precipitatori. Da dove viene?�</p><p>�Dalle calotte polari?�</p><p>�L�aria fredda porta con s� ben poca umidit�, Wellington. Dietro il fitto velo steso dagli Harkonnen, vi sono molte cose che meritano di essere esplorate pi� a fondo. E non tutte direttamente legate alla spezia.�</p><p>�Certo, siamo avvolti dal velo degli Harkonnen. Forse noi�� s�interruppe: Jessica gli aveva piantato gli occhi addosso. �Qualcosa che non va?�</p><p>�Il modo con cui hai detto �Harkonnen�� disse lei. �Neppure la voce del mio Duca � tanto carica di veleno, quando pronuncia quel nome odiato. Non sapevo che tu avessi qualche ragione speciale per detestarli, Wellington.�</p><p><emphasis>Grande Madre! </emphasis>pens� Yueh. <emphasis>Ho risvegliato i suoi sospetti! Ora dovr� usare tutti i trucchi che la mia Wanna mi ha insegnato. C�� una sola soluzione: dirle il pi� possibile della verit�.</emphasis></p><p>�Non sapevate che mia moglie, la mia Wanna�� Scroll� le spalle: la gola gli si era stretta all�improvviso. Balbett�: �Essi��</p><p>Le parole non volevano uscire. Sent� il panico impadronirsi di lui, chiuse gli occhi; li strinse, sent� un dolore acuto al petto, soltanto quello, finch� una mano gli sfior� gentilmente il braccio.</p><p>�Perdonami� mormor� Jessica, �non volevo riaprire una vecchia ferita.� <emphasis>Quei mostri! </emphasis>pens�. <emphasis>Sua moglie era una Bene Gesserit. I segni sono dovunque, in lui. Ed � evidente che gli Harkonnen l�hanno uccisa. Yueh � un�altra vittima, un altro sventurato legato agli Atreides da un cherem, da un desiderio di vendetta.</emphasis></p><p>�Mi spiace� riprese Yueh, �ma non riesco a parlarne� apr� gli occhi, abbandonandosi alla sofferenza interiore. Questa, almeno, era vera. Jessica studi� il suo viso, gli zigomi alti e acuti, il riflesso d�oro zecchino nei suoi occhi a mandorla, la carnagione color burro, i baffi simili a spaghi che pendevano come due parentesi ai lati delle labbra purpuree, il mento aguzzo. Le rughe sulle guance e sulla fronte erano dovute pi� al dolore che all�et�. Prov� un profondo affetto per l�uomo.</p><p>�Wellington, mi dispiace che ti abbiamo portato su questo mondo pericoloso� gli disse.</p><p>�Ci sono venuto di mia spontanea volont� ribatt� Yueh. E anche questo era vero.</p><p>�Ma questo pianeta � un�unica, immensa trappola degli Harkonnen. Anche tu lo sai!�</p><p>�Ci vorr� molto pi� di una trappola per catturare il Duca Leto� replic� Yueh. E, ancora una volta, anche questo era vero.</p><p>�Forse dovrei avere pi� fiducia in lui� fece Jessica. �� un brillante stratega.�</p><p>�Ci hanno sradicati dal nostro mondo. � per questo che siamo cos� inquieti.�</p><p>�Ed � cos� facile uccidere una pianta sradicata� Specialmente quand�� trapiantata in un terreno ostile.�</p><p>�Siamo certi che il terreno sia ostile?�</p><p>�Vi sono state ribellioni per l�acqua quando hanno saputo quante persone il Duca avrebbe aggiunto alla loro gente. Si sono calmati soltanto quando hanno saputo che avremmo aggiunto trappole a vento e precipitatori per il nuovo fabbisogno.�</p><p>�C�� solo una data quantit� d�acqua, su Arrakis, per sostentare la vita� disse Yueh. �La gente sa fin troppo bene che se altri vengono a berla, il prezzo dell�acqua salir� e i pi� poveri moriranno. Ma il Duca ha risolto questo problema. Le ribellioni non significano affatto un�ostilit� permanente nei suoi confronti.�</p><p>�E le guardie?� ribatt� Jessica. �Guardie dappertutto. E scudi. Si coglie il loro tremolio dovunque si guardi. Non vivevamo certo cos�, su Caladan.�</p><p>�Lasciate una possibilit� a questo pianeta.�</p><p>Ma Jessica continu� a guardare fuori dalla finestra, con occhi duri. �Questo luogo puzza di morte. Hawat ha inviato qui un battaglione di agenti in avanscoperta. Quelle guardie l� fuori sono i suoi uomini. E anche gli scaricatori. Vi sono stati importanti prelievi di denaro dal tesoro, senza una spiegazione. Significano soltanto una cosa: corruzione di potenti.� Scosse il capo. �Dovunque vada Thufir Hawat, subito l�accompagnano morte e inganno.�</p><p>�Lo state insultando?�</p><p>�Insultando? Sto tessendo le sue lodi! La morte e l�inganno sono la nostra unica speranza, qui. Soltanto, non mi illudo sui metodi di Thufir.�</p><p>�Dovreste� Trovate qualcosa da fare� disse Yueh. �Non passereste tutto il tempo con questi morbosi��</p><p>�Qualcosa da fare! Che cosa mi tiene occupata la maggior parte del tempo, Wellington? Io sono la segretaria del Duca; ho tanto da fare che ogni giorno imparo cose nuove di cui aver paura� cose che lui non sospetta che io sappia.� Strinse le labbra e parl� con un filo di voce: �A volte mi chiedo quanto abbia influito il mio addestramento Bene Gesserit nella sua scelta�.</p><p>�Che cosa volete dire?� L�avevano colpito quell�amarezza, quel cinismo insoliti in lei.</p><p>�Wellington, non pensi che una segretaria legata dall�amore sia infinitamente pi� sicura?�</p><p>�� un pensiero indegno di voi, Jessica.�</p><p>Il rimprovero gli era salito spontaneamente alle labbra. Nessun dubbio era possibile sui sentimenti del Duca verso la sua concubina. Bastava guardarlo quando la seguiva con gli occhi.</p><p>Lei sospir�. �Hai ragione, non � degno di me.�</p><p>Ancora una volta incroci� le braccia sul petto, premendo il cryss contro la pelle,</p><p>e pensando all�opera ancora incompiuta che esso rappresentava.</p><p>�Presto ci sar� spargimento di sangue� continu�. �Gli Harkonnen non avranno pace finch� non avranno distrutto il mio Duca, o non li avremo completamente sterminati. Il Barone non pu� dimenticare che Leto � cugino del sangue reale (non importa di quale grado) mentre la nobilt� degli Harkonnen � nata tra i fatturati della CHOAM. Ma l�autentico veleno, instillato nelle profondit� della sua mente, � la consapevolezza che fu un Atreides a bandire un Harkonnen per codardia dopo la Battaglia di Corrin.�</p><p>�L�antica faida� mormor� Yueh. Per un attimo, sent� l�acre sapore dell�odio. L�antica faida che aveva imprigionato anche lui nella sua tela, e che aveva ucciso la sua Wanna� o, peggio ancora, l�aveva lasciata agli Harkonnen perch� la torturassero finch� lui non avesse eseguito il loro ordine. La faida l�aveva imprigionato, e tutta questa gente intorno a lui faceva parte di quell�antica trappola velenosa. Quale ironia che tutto quell�odio mortale fosse destinata a fiorire pienamente qui, su Arrakis, unica fonte in tutto l�universo del melange, la droga della salute che prolungava la vita!</p><p>�A che cosa stai pensando?� gli chiese Jessica.</p><p>�Penso che la spezia vale seicentoventimila solari al decagrammo sul mercato libero, oggi. � una ricchezza che pu� comperare tante cose!�</p><p>�Anche tu sei stato afferrato dall�avidit�, Wellington?�</p><p>�Non dall�avidit�.�</p><p>�E da che cosa, allora?�</p><p>Scosse le spalle. �La futilit�.� La fiss�. �Vi ricordate di quando avete provato la spezia, la prima volta?�</p><p>�S�, ha un gusto di cinnamomo.�</p><p>�Non ha mai due volte lo stesso gusto� replic� Yueh. �� come la vita, ha ogni volta un diverso sapore. Alcuni pensano che la spezia induca una reazione di sapore favorevole. Il corpo, una volta imparato che una cosa � buona per lui, l�accetta, e ce ne trasmette il sapore come gradevole� leggermente euforico. Come la vita, questa sostanza non pu� essere prodotta per sintesi.�</p><p>�Penso che sarebbe stato molto pi� saggio rinnegare la Casa e fuggire il pi� lontano possibile dall�Impero� disse Jessica.</p><p>Yueh, accorgendosi che Jessica non lo aveva ascoltato, riflett� sulla parole di lei: <emphasis>S� e perch� non lo ha convinto a farlo? Lei potrebbe convincerlo a fare qualsiasi cosa.</emphasis></p><p>Disse rapidamente, perch� cambiava argomento ed era ancora la verit�: �Mi giudichereste sfrontato, Jessica� se vi rivolgessi una domanda personale?�</p><p>Lei premette il suo corpo sul davanzale, in preda a un�inesplicabile inquietudine: �Naturalmente no. Tu sei un� amico�.</p><p>�Perch� non avete convinto il Duca a sposarvi?�</p><p>Lei si gir� di scatto, a testa alta, e i suoi occhi lanciavano fiamme: �Convincerlo a sposarmi? Ma��</p><p>�Non avrei dovuto chiederlo� disse Yueh.</p><p>�No, no� lei scroll� le spalle. �Ci sono delle ottime ragioni politiche� Finch� il mio Duca � scapolo, alcune Grandi Case possono sperare in un�alleanza. E�� (sospir�) ��e inoltre, costringere qualcuno a fare qualcosa, piegarlo al tuo volere, crea in te un atteggiamento cinico verso l�umanit�. Degrada qualsiasi cosa tu tocchi. Se lo avessi convinto� in realt� non sarebbe stato lui a farlo.�</p><p>�Questo, anche la mia Wanna avrebbe potuto dirlo� mormor� Yueh. E anche questa era la verit�. Si port� una mano alla bocca, e inghiott� convulsamente. Non era mai stato cos� vicino a parlare, a confessare il suo ruolo segreto.</p><p>Jessica riprese, spezzando l�incantesimo: �Inoltre, Wellington, il Duca � in realt� due uomini. Uno, quello che io amo moltissimo, � affascinante, intelligente, premuroso, tenero� tutto quello che una donna pu� desiderare. Ma l�altro � freddo, insensibile, esigente, egoista� duro e crudele come il vento dell�inverno. � l�uomo formato da suo padre�. Una smorfia le contorse il viso. �Se quel vecchio fosse morto quando il Duca � nato!�</p><p>Vi fu un improvviso silenzio, e si ud� il ticchettio della veneziana nella brezza del ventilatore.</p><p>Dopo un po�, Jessica sospir� e disse: �Leto ha ragione� le camere di quest�ala sono molto pi� accoglienti che quelle dell�altro lato del castello� si guard� intorno, esaminando l�intera stanza. �Se mi vuoi scusare, Wellington, vorrei dare un�altra occhiata a tutta quest�ala prima di assegnare gli appartamenti e di scegliere l�ufficio del Duca.�</p><p>Yueh annu�. �Senz�altro.� E pens�: <emphasis>Se solo esistesse il modo di sfuggire al mio compito!</emphasis></p><p>Jessica lasci� ricadere le braccia, si diresse verso la porta che dava nella Grande Sala; esit� sulla soglia per un attimo, poi usc�. <emphasis>Per tutto il tempo che abbiamo parlato mi stava nascondendo qualcosa. Si � tenuto qualcosa per s�, </emphasis>pens�. <emphasis>Per risparmiare i miei sentimenti, senza dubbio. � un brav�uomo. </emphasis>Esit� ancora, stava quasi per tornare indietro ad affrontare Yueh, per strappargli qualsiasi cosa volesse mantenere segreta. <emphasis>Ma questo potrebbe soltanto causargli vergogna, lo spaventerebbe sapere che � cos� facile leggere in lui. Dovrei fidarmi di pi� dei miei amici.</emphasis></p><empty-line/></section><section><epigraph><p>Molti hanno ricordato la rapidit� con cui Muad�Dib si familiarizz� con le necessit� di Arrakis. Le Bene Gesserit, naturalmente, sanno il perch�. Agli altri possiamo dire che Muad�Dib impar� rapidamente perch� il suo primo addestramento consisteva appunto nel saper imparare. La prima lezione era la certezza di poter imparare. � sconvolgente scoprire quanti non credono di poter imparare e quanti, ancora, credono che imparare sia difficile. Muad�Dib sapeva che ogni esperienza porta in s� una lezione.</p><text-author>dalla �Umanit� di Muad�Dib�, della Principessa Irulan</text-author></epigraph><empty-line/><p>Nel suo letto, Paul fingeva di dormire. Era stato facile sbarazzarsi della pillola di sonnifero datagli dal dottor Yueh, facendo finta di averla inghiottita. Paul trattenne a stento una risata. Perfino sua madre aveva creduto che dormisse. Avrebbe voluto saltar su e chiederle il permesso di esplorare la casa, ma lei non avrebbe approvato. Tutto era ancora troppo incerto. No, c�era un sistema migliore.</p><p>Se <emphasis>io scivolo fuori di qui, allora non avr� disubbidito a nessun ordine. E rester� in casa, dove non ci sono pericoli.</emphasis></p><p>Sent� sua madre e Yueh che parlavano nell�altra stanza. Un brusio indistinto, qualcosa sulla spezia� gli Harkonnen. La conversazione aumentava e diminuiva d�intensit�. L�attenzione di Paul si concentr� sulla testiera scolpita del letto: una falsa testiera, fissata alla parete, che nascondeva in s� tutti i controlli della stanza. C�era un pesce volante, scolpito nel legno, con onde brune sotto di esso. Sapeva che se avesse premuto l�unico occhio visibile del pesce avrebbe acceso le lampade a sospensione, e che facendo ruotare una delle onde avrebbe regolato la ventilazione della stanza. Un�altra comandava la temperatura.</p><p>Silenziosamente, Paul si alz� a sedere. Un�alta libreria occupava la parete alla sua sinistra. Facendola girare su un perno, rivelava dietro di s� un armadio con un gran numero di cassetti. La maniglia della porta che si apriva all�esterno aveva la forma della leva di comando di un ornitottero.</p><p>La stanza sembrava concepita apposta per accattivarsi tutta la sua simpatia.</p><p>La stanza, e l�intero pianeta.</p><p>Ripens� al librofilm che Yueh gli aveva mostrato: <emphasis>Arrakis: Stazione Botanica Sperimentale del Deserto di Sua Maest� Imperiale. </emphasis>Era un vecchio librofilm, anteriore alla scoperta della spezia. Un turbinio di nomi pass� nella testa di Paul, come uno sciame di vespe, ognuno con la sua fotografia, grazie agli impulsi mnemonici del libro: <emphasis>saguaro, rovo dell�asino, palma da datteri, verbena delle sabbie, primula della sera, cactus a barile, rovo dell�incenso, rovo creosoto� volpe nana, falco del deserto, topo canguro�</emphasis></p><p>Nomi e fotografie, nomi risalenti al passato terrestre dell�uomo; molti di quei nomi non si trovavano pi� in nessuna parte dell�universo, fuorch� su Arrakis.</p><p>E tante cose nuove da imparare� la spezia.</p><p>E i vermi delle sabbie.</p><p>Sent� una porta chiudersi nell�altra stanza, e i passi di sua madre che si allontanavano nel corridoio. Sapeva che il dottor Yueh avrebbe trovato qualcosa da leggere e che sarebbe rimasto nell�altra stanza.</p><p>Era giunto il momento dell�esplorazione.</p><p>Paul scivol� fuori dal letto e si diresse verso la libreria mobile che dissimulava l�armadio. Vi fu un rumore dietro di lui: si arrest�. La testiera scolpita s�incurv� in avanti. Paul non fece il pi� piccolo movimento, e questa immobilit� gli salv� la vita.</p><p>Da dietro il capezzale balz� fuori un piccolo cercatore-assassino, non pi� lungo di cinque centimetri. Paul lo riconobbe subito: un�arma omicida che ogni bambino di sangue nobile imparava a conoscere in tenera et�. Era una sottila scheggia di metallo famelico, guidata da un occhio e da una mano che si trovavano l� vicino. Si conficcava nella carne viva e si scavava una strada lungo il sistema nervoso fino al pi� vicino organo vitale.</p><p>Il metallo assassino si alz�, curv� attraversando la stanza e torn� indietro.</p><p>Nella mente di Paul passarono in un lampo tutte le sue cognizioni relative al cercatore-assassino, e alle sue limitazioni. Il debole campo di sospensione distorceva la visuale dell�occhio trasmettitore. Senz�altra sorgente luminosa che la luce ambiente, l�operatore doveva affidarsi unicamente al movimento, scagliare cio� l�arma contro qualsiasi cosa si movesse. Paul aveva lasciato sul letto la cintura scudo. Una pistola laser avrebbe potuto abbatterlo, ma erano armi costose e delicate, richiedevano frequenti riparazioni, e c�era sempre il pericolo di causare un pericoloso �scoppio pirotecnico� se il raggio del laser toccava uno scudo attivato. Gli Atreides facevano tradizionalmente affidamento sui propri scudi e sulla propria abilit�.</p><p>Ora Paul aveva assunto un�immobilit� catatonica, sapendo che disponeva soltanto della propria abilit� per affrontare il pericolo.</p><p>Il cercatore-assassino si alz� di un altro mezzo metro. Continuava a oscillare nella trama di ombre e luci della finestra, sondando la stanza.</p><p><emphasis>Devo afferrarlo, </emphasis>pens� Paul. <emphasis>Il campo di sospensione lo rende scivoloso: devo afferrarlo strettamente.</emphasis></p><p>L�oggetto torn� ad abbassarsi, ruot� a sinistra e gir� intorno al letto. Produceva un debole ronzio.</p><p><emphasis>Chi lo star� manovrando? </emphasis>si chiese Paul. <emphasis>� qualcuno qui vicino. Potrei chiamare Yueh, ma verrebbe ucciso nel preciso istante in cui apre la porta.</emphasis></p><p>La porta esterna, alle spalle di Paul, cigol�. Un bussare discreto, poi la porta si apr�.</p><p>Il cercatore-assassino sfrecci� accanto alla sua testa, verso il movimento.</p><p>La mano destra di Paul scatt� fulminea, e afferr� l�oggetto mortale. Il cercatore-assassino ronz� e si dibatt� nelle sue mani, ma i muscoli del ragazzo si erano chiusi su di esso con la forza della disperazione. Si gir� di scatto e colp� il metallo della porta con la punta. Ud� fracassarsi l�occhio dell�oggetto tra le sue dita, e il cercatore gli mor� tra le mani.</p><p>Ma continu� ancora a stringerlo.</p><p>Paul alz� gli occhi e incontr� lo sguardo azzurro e impavido della Shadout Mapes.</p><p>�Tuo padre mi ha inviato a cercarti� disse la Shadout. �Un gruppo di uomini ti aspetta nella Sala per scortarti.�</p><p>Paul annu�. I suoi occhi e tutta la sua attenzione si erano concentrati su questa strana donna avvolta nell�informe abito bruno degli schiavi. La donna fissava, adesso, l�oggetto che lui stringeva tra le mani.</p><p>�Ne ho sentito parlare� fece. �Mi avrebbe ucciso, non � vero?�</p><p>Paul inghiott� a fatica, e rispose: �L�obiettivo ero� io�.</p><p>�Ma si stava precipitando su di me.�</p><p>�Perch� ti muovevi.� E si chiese: <emphasis>Chi � questa creatura?</emphasis></p><p>�Allora, mi hai salvato la vita.�</p><p>�Ho salvato la vita a tutt�e due.�</p><p>�Avresti potuto lasciare che mi colpisse, e fuggire� insistette la donna.</p><p>�Chi sei?� le chiese Paul.</p><p>�La Shadout Mapes, la governante.�</p><p>�Come sapevi dov�ero?�</p><p>�Me l�ha detto tua madre. L�ho incontrata nel corridoio, accanto alla scala che conduce alla camera strana.� Accenn� alla porta. �Gli uomini ti stanno aspettando.�</p><p><emphasis>Uomini di Hawat, </emphasis>pens� Paul. <emphasis>Dobbiamo scoprire chi azionava l�assassino!</emphasis></p><p>�Corri da quegli uomini� ordin�. �Informali che ho preso un cercatore-assassino qui, nella casa. Devono perquisire l�edificio e scoprire chi lo manovrava. Di� che sigillino immediatamente la casa e il terreno antistante. Loro sanno come fare. L�operatore � certamente uno straniero fra noi.�</p><p>E si chiese: <emphasis>Potrebbe essere questa donna? </emphasis>Ma sapeva che era impossibile. Il cercatore-assassino si trovava ancora sotto controllo quando lei era entrata.</p><p>�Prima che io esegua i tuoi ordini, giovanotto� disse Mapes, �devo purificare la strada tra noi. Tu hai posto su di me un fardello d�acqua che non sono certa di poter reggere. Ma noi Fremen paghiamo sempre i nostri debiti, bianchi o neri che siano. Noi sappiamo che c�� un traditore tra voi. Chi sia, non possiamo dirlo, ma siamo certi che esiste. Forse � la stessa mano che ha guidato quell�arma.�</p><p>Paul assimil� la notizia in silenzio: <emphasis>Un traditore. </emphasis>Ma prima ancora che potesse parlare, quella strana donna si era precipitata verso la porta.</p><p>Pens� di chiamarla indietro, ma c�era qualcosa in lei che lo arrest�. Non le sarebbe piaciuto. Gli aveva detto quello che sapeva, e ora eseguiva i suoi ordini. Fra un attimo, gli uomini di Hawat avrebbero invaso la casa.</p><p>La sua mente riand� ad altri frammenti di conversazione: <emphasis>la camera strana. </emphasis>Guard� a sinistra, nella direzione indicata dalla mano della donna. <emphasis>Noi Fremen. </emphasis>Cos�, era una Fremen. Attese, finch� la sua memoria non ebbe perfettamente registrato il suo aspetto: un volto ascetico, bruno, rugoso, occhi azzurri su un fondo azzurro senza alcuna traccia di bianco. Vi applic� l�etichetta: <emphasis>La Shadnut Mapes.</emphasis></p><p>Sempre stringendo l�assassino ucciso, Paul ritorn� accanto al letto, raccolse con la sinistra la cintura scudo, se la fece girare intorno alla vita e l�affibbi�, mentre gi� correva nel corridoio.</p><p>Quella donna aveva detto che sua madre era laggi�� le scale� <emphasis>la camera strana.</emphasis></p></section><section><epigraph><p>Che cosa sostenne Lady Jessica, durante la sua disgrazia? Riflettete su questo proverbio Bene Gesserit, e forse capirete anche voi: �Qualsiasi strada, se seguita fino alla fine, non conduce da nessuna parte. Arrampicati solo un poco sulla montagna, per vedere se � una montagna. Dalla cima, non potresti vedere se � davvero una montagna�.</p><text-author>dalle �Cronache familiari di Muad�Dib�, della Principessa Irulan</text-author></epigraph><empty-line/><p>In fondo all�ala sud, Jessica trov� una scala a chiocciola, con scalini di metallo, che saliva verso una porta ovale. Guard� indietro, verso il corridoio, e poi di nuovo, verso la porta.</p><p><emphasis>Una porta ovale</emphasis>? si chiese. <emphasis>Che forma strana in una casa!</emphasis></p><p>C�era una finestra, sotto la scala, e Jessica vide il grande sole bianco di Arrakis che scivolava verso la sera. Lunghe ombre si allungavano nella sala. Jessica rivolse nuovamente la sua attenzione alla scala. La viva luce che l�illuminava faceva spiccare dei frammenti di terra disseccata su ogni scalino. Jessica appoggi� una mano sulla ringhiera e cominci� a salire. La ringhiera era fredda sotto il suo palmo umido. Giunse davanti alla porta e si ferm�. Non c�era maniglia, ma soltanto una lieve depressione dove la maniglia avrebbe dovuto esserci.</p><p><emphasis>Non sar� per caso una serratura a palmo? </emphasis>si disse. <emphasis>Una simile serratura dev�essere sincronizzata sulla forma di una mano, e sulle linee del palmo. </emphasis>Ma sembrava proprio una serratura di quel tipo. E a scuola le avevano insegnato il modo di aprirla.</p><p>Jessica si guard� alle spalle per essere sicura che nessuno l�osservava, appoggi� il palmo della mano sulla depressione della porta� e poi si volt�, vedendo Mapes che si avvicinava ai piedi della scala.</p><p>�Ci sono degli uomini nella Grande Sala. Dicono che li ha mandati il Duca per scortare il Giovane Duca� disse Mapes. �Hanno il sigillo del Duca e le guardie li hanno identificati.� Guard� la porta ovale, e poi di nuovo Jessica.</p><p><emphasis>Donna prudente, questa Mapes, </emphasis>pens� Jessica. <emphasis>Buon segno.</emphasis></p><p>�� la quinta stanza su questo lato del corridoio, una piccola camera da letto� disse. �Se non riesci a svegliarlo, chiama il dottor Yueh, nella stanza accanto. Paul potrebbe aver bisogno di un�iniezione tonificante.�</p><p>Ancora una volta, Mapes lanci� un�occhiata penetrante alla porta ovale, e Jessica ebbe l�impressione che quell�occhiata rivelasse, quasi, dell�odio. Ma non pot� interrogarla e chiederle che cosa mai nascondesse la porta, perch� Mapes era gi� corsa via lungo il corridoio.</p><p><emphasis>Hawat ha frugato da cima a fondo questa dimora, </emphasis>pens� Jessica. <emphasis>Non ci pu� essere niente di terribile qua dentro.</emphasis></p><p>Spinse la porta. Questa si apr� verso l�interno, rivelando una piccola stanza e un�altra porta ovale sul lato opposto, con un volante al posto della maniglia.</p><p><emphasis>Una porta a chiusura stagna</emphasis>! si stup� Jessica. Abbass� gli occhi e vide un puntello metallico, col marchio di Hawat, sul pavimento della cella. <emphasis>Serviva a mantenere la porta aperta, </emphasis>pens�. <emphasis>Qualcuno l�ha fatto cadere accidentalmente, urtandolo, e la porta esterna si � chiusa sulla serratura a palmo.</emphasis></p><p>Scavalc� la soglia ed entr� nella piccola stanza.</p><p><emphasis>Perch� una porta a tenuta stagna in questa casa? </emphasis>si chiese. E improvvisamente pens� a una creatura esotica sigillata l� dentro in condizioni climatiche particolari.</p><p><emphasis>Condizioni climatiche particolari!</emphasis></p><p>Questo sembrava logico su Arrakis, dove anche la pianta straniera pi� secca avrebbe dovuto venire irrigata.</p><p>La porta alle sue spalle cominci� a chiudersi. La ferm�, bloccandola col puntello lasciato da Hawat. Ancora una volta fronteggi� la porta interna col volante, e ora si accorse di una scritta quasi invisibile incisa sul metallo sopra la maniglia. Riconobbe parole in Galach. Lesse: �<emphasis>O Uomo! Ecco un�adorabile parte della Creazione di Dio: allora, guarda e impara ad amare la perfezione del tuo Amico Supremo</emphasis>�<emphasis>.</emphasis></p><p>Jessica afferr� il volante e premette con tutto il suo peso. Gir� a sinistra e la porta interna si apr�. Una brezza leggera le sfior� le guance e le scompigli� i capelli. L�aria era ricca e profumata. Apr� la porta del tutto e scopr� una massa di vegetazione illuminata da una luce dorata.</p><p><emphasis>Un sole giallo</emphasis>? si chiese. <emphasis>No, un filtro!</emphasis></p><p>Entr�, e la porta le si chiuse alle spalle.</p><p>�Una serra� bisbigli�.</p><p>Si trov� circondata da piante in vaso e da arbusti sapientemente potati. Riconobbe una mimosa, una cidonia, un sondagi, una pleniscenta dai fiori ancora in boccio, alcuni akarsi a strisce verdi e bianche� delle rose�</p><p><emphasis>Perfino le rose!</emphasis></p><p>Si chin� a respirare la fragranza di un enorme bocciolo, poi si raddrizz� e si guard� intorno.</p><p>Percep� una pulsazione ritmica.</p><p>Scost� una parete di foglie e guard� verso il centro della stanza. Scopr� una bassa fontana dalla conchiglia scannellata: la pulsazione era dovuta a uno zampillo che ricadeva nella vasca con un ritmo tambureggiante.</p><p>Jessica cominci� a esplorare la stanza centimetro per centimetro, dominando l�esaltazione dei sensi. La stanza era quadrata, di circa dieci metri di lato. Dalla sua posizione all�estremit� del corridoio, e da piccole differenze nella sua struttura, indovin� che era stata aggiunta a quest�ala del castello molti anni dopo l�originaria costruzione.</p><p>Si ferm� sul lato sud della stanza, davanti all�ampia superficie di vetro filtrante, e si guard� intorno. Ogni centimetro disponibile della stanza era gremito di piante esotiche tipiche dei climi umidi. Qualcosa frusci� tra il verde, poi Jessica, trattenendo il respiro, vide un semplice <emphasis>servok </emphasis>meccanico, con tubo e nebulizzatore. Il nebulizzatore si alz� e una lieve spruzzata di umidit� le irror� la guancia. Il braccio si ritir� e Jessica vide la pianta gratificata: una felce.</p><p>C�era acqua dovunque in quella stanza� su un pianeta dove l�acqua era il succo prezioso della vita. Tanta acqua sperperata� Rest� immobile per l�emozione.</p><p>Guard� fuori in direzione del sole, giallo attraverso il filtro. Era sospeso nel cielo, sopra un orizzonte dentato di rocce a picco, su quella cresta gigantesca che chiamavano il Muro Scudo.</p><p><emphasis>Un filtro, </emphasis>pens�, <emphasis>per trasformare un sole bianco in qualcosa di pi� dolce e familiare. Chi ha potuto concepire un simile luogo? Leto? Sarebbe degno di lui farmi la sorpresa di un simile dono, ma non ce n�� stato il tempo. E aveva problemi molto pi� importanti a cui pensare.</emphasis></p><p>Si ricord� allora di un rapporto in cui aveva letto che molte case di Arrakeen erano sigillate, per conservare e condensare l�umidit� interna. Leto aveva affermato che, come deliberata dichiarazione di ricchezza e di potere, questo edificio ignorava tali precauzioni. Porte e finestre erano chiuse solo alla polvere, onnipresente.</p><p>Ma la presenza della serra era molto pi� eloquente dell�assenza di sigilli sulle porte esterne. Jessica calcol� che la serra conteneva abbastanza acqua per sostentare mille persone su Arrakis, forse pi�.</p><p>Jessica si spost� lungo la parete di vetro, continuando a esplorare la stanza. Una superficie metallica comparve accanto alla fontana, all�altezza di un tavolo, e sopra di essa un taccuino e uno stilo, parzialmente nascosti da un�ampia foglia che vi pendeva sopra. Si avvicin�, vide i segni del passaggio di Hawat e lesse il messaggio scritto sul foglio:</p><empty-line/><cite><p>�A Lady Jessica,</p><p>Possa questo luogo darvi tanto piacere quanto ne ha procurato a me. Permettete che questa stanza vi ricordi una lezione che abbiamo imparato dagli stessi maestri: la vicinanza di un oggetto desiderato � una tentazione ad abusarne. L� ci aspetta il pericolo.</p><p>Con i miei migliori auguri,</p><text-author>Margot Lady Fenring�</text-author></cite><empty-line/><p>Jessica annu�. Leto, appunto, si era riferito al precedente inviato dell�Imperatore su Arrakis come al Conte Fenring. Ma il messaggio contenuto in quelle parole richiedeva tutta la sua attenzione: le parole erano state vergate in modo da far capire che erano state scritte da un�altra Bene Gesserit. Un pensiero amaro la sfior� per un istante: <emphasis>Il Conte ha sposato la sua Lady�</emphasis></p><p>E, contemporaneamente, Jessica si pieg� sulla superficie metallica, cercando l�<emphasis>altro </emphasis>messaggio, quello nascosto. <emphasis>Doveva </emphasis>essercene uno. Il messaggio visibile conteneva una frase che ogni Bene Gesserit (a meno che non fosse inibita da un�Ingiunzione della Scuola) era tenuta a trasmettere a un�altra Bene Gesserit quando la situazione l�avesse richiesto: �L� ci aspetta il pericolo�.</p><p>Jessica sfior� la superficie del taccuino, cercando perforazioni in codice. Niente. Ispezion� l�orlo delle pagine con le dita. Niente ancora. Pass� le mani sul lato inferiore, poi rimise il blocco dove l�aveva trovato. Prov� una sensazione di urgenza�</p><p><emphasis>Qualcosa nella posizione? </emphasis>si chiese.</p><p>Ma Hawat aveva perquisito la serra, e senza dubbio aveva spostato il taccuino. Guard� la foglia sopra le pagine. La foglia! Strofin� le dita sulla superficie vellutata, lungo l�orlo, il picciolo� Era l�! Le sue dita sfiorarono i sottili punti in codice e il messaggio fu subito chiaro.</p><p>�Tuo figlio e il Duca corrono un pericolo immediato. Una stanza da letto � stata disegnata in modo da attirarvi tuo figlio. Gli H l�hanno caricata di trappole mortali, in modo che siano tutte scoperte eccetto una sola, nascosta bene.� Jessica lott� contro il desiderio improvviso di precipitarsi da Paul: doveva leggere fino in fondo. Le sue dita scivolarono sui punti ancora pi� rapide. �Non conosco l�esatta natura del pericolo, ma esso ha a che fare con un letto. La minaccia per il Duca � il tradimento di un amico fedele o di un luogotenente. Il piano degli H prevede di offrirti in dono a uno dei loro sicari. Posso garantirti che questo orto botanico � sicuro, al limite delle mie conoscenze. Scusami se non posso dirti di pi�: le mie fonti d�informazione sono scarse, poich� il mio Conte non � al soldo degli H. In fretta, M.F.�</p><p>Jessica liber� la foglia e si volt�, per precipitarsi da Paul. In quel preciso istante, la porta stagna si spalanc�: Paul balz� dentro, stringendo qualcosa nella mano destra, e sbatt� la porta dietro di s�. Vide la madre e si fece strada fra le piante verso di lei, vide la fontana, allung� la mano e mise sotto lo zampillo l�oggetto che stringeva.</p><p>�Paul!� Lo afferr� alle spalle, fissandogli la mano. �Cos�� quello?�</p><p>�Un cercatore-assassino. L�ho preso nella mia stanza e gli ho fracassato la punta. Ma voglio essere ben sicuro: l�acqua dovrebbe cortocircuitarlo� parlava in tono disinvolto, ma Jessica intu� la tensione dietro alle sue parole.</p><p>�Immergilo completamente!� intim�.</p><p>Paul ubbid�.</p><p>Poi: �Lascialo nell�acqua. Ritira la mano�.</p><p>Paul tir� fuori la mano, scrollandola per asciugarla, e fiss� il metallo inerte nell�acqua. Jessica spezz� una foglia e con lo stelo stuzzic� il frammento mortale.</p><p>Rest� immobile.</p><p>Jessica lasci� cadere lo stelo nell�acqua e guard� Paul. Gli occhi del figlio esaminavano la stanza con un�acutezza che lei conosceva fin troppo bene� la Via Bene Gesserit.</p><p>�Questo posto potrebbe nascondere le peggiori insidie� disse Paul.</p><p>�No. Ho ragione di credere che sia assolutamente sicuro� rispose lei.</p><p>�Hawat aveva detto che la mia camera era sicura��</p><p>�Era un cercatore-assassino� lei gli ricord�. �Questo significa che c�era un operatore dentro la casa. L�onda di comando di un cercatore ha un raggio d�azione limitato. � possibile che l�abbiano nascosto dentro la camera dopo la perquisizione di Hawat.�</p><p>Ma, nello stesso tempo, lei pensava al messaggio della foglia: �� Il tradimento di un amico fedele o di un luogotenente�. Oh, non Hawat, impossibile! Assolutamente, no!</p><p>�Gli uomini di Hawat stanno frugando dovunque nella Residenza, ora� disse Paul. �Quell�assassino ha quasi ucciso la vecchia donna che � venuta a svegliarmi.�</p><p>�La Shadout Mapes� fece Jessica, ricordando l�incontro sulle scale. �Tuo padre ti chiamava per��</p><p>�Pu� aspettare� replic� Paul. �Perch� sei convinta che questa stanza sia sicura?�</p><p>Jessica gli mostr� il taccuino e gli spieg� il significato.</p><p>Paul si rilass� leggermente.</p><p>Ma Jessica continu� a pensare: <emphasis>Un cercatore-assassino! Madre Misericordiosa! </emphasis>Ci volle tutto il suo addestramento per non cadere in un attacco isterico.</p><p>Paul riprese, con calma: �Sono gli Harkonnen, naturalmente. Dovremo distruggerli�.</p><p>Qualcuno buss� alla porta, secondo il codice degli uomini di Hawat.</p><p>�Avanti� disse Paul.</p><p>La porta si spalanc�, e un uomo alto, con l�uniforme degli Atreides e l�insegna di Hawat sul berretto si pieg� per entrare nella serra. �Ah, eccovi, Signore� fece. �La governante ha detto che vi avrei trovato qui� il suo sguardo esplor� la serra. �Abbiamo trovato un tumulo funebre nelle cantine. Un uomo si nascondeva all�interno. Aveva con s� il quadro di controllo di un cercatore.�</p><p>�Voglio assistere al suo interrogatorio� disse Jessica, impulsivamente.</p><p>�Mi dispiace, mia Signora, ma c�� stato un po� di trambusto quando l�abbiamo preso. � morto.�</p><p>�Niente che possa identificarlo?�</p><p>�Finora niente, mia Signora.�</p><p>�Era un nativo di Arrakis?� chiese Paul. (Jessica annu�: una domanda intelligente.)</p><p>�Ha l�aspetto di un nativo� disse l�uomo. �L�hanno infilato nel tumulo pi� di un mese fa, a quanto abbiamo visto. L�hanno lasciato l� dentro ad aspettare il nostro arrivo. Abbiamo ispezionato le cantine ieri: la pietra e l�intonaco erano intatti. Lo posso affermare sulla mia reputazione.�</p><p>�Nessuno pu� fare un rimprovero alla vostra meticolosit� replic� Jessica.</p><p>�Io, le faccio un rimprovero, mia Signora. Avremmo dovuto usare le sonde soniche.�</p><p>�Immagino che lo stiate facendo adesso� disse Paul.</p><p>�S�, Giovane Duca.�</p><p>�Fate sapere a mio padre che arriver� in ritardo.�</p><p>�Subito, Signore.� Guard� Jessica: �Hawat ha ordinato che in simili circostanze il Giovane Duca sia custodito in luogo sicuro.� Ancora i suoi occhi scrutarono ogni punto della serra. �Com�� questo luogo?�</p><p>�Ho buone ragioni di credere che sia sicuro� rispose Jessica. �L�abbiamo ispezionato Hawat e io stessa.�</p><p>�Allora, mi metter� di guardia qua fuori, mia Signora, finch� non avremo perquisito l�intero castello un�altra volta.� Si inchin�, si tocc� il berretto, rivolgendosi a Paul, indietreggi� e chiuse la porta dietro di s�.</p><p>Paul interruppe l�improvviso silenzio: �Non sar� meglio ispezionare noi stessi la casa, pi� tardi? I tuoi occhi potrebbero accorgersi di cose che gli altri hanno ignorato�.</p><p>�Quest�ala era l�unica che non avevo esaminato� disse Jessica. �L�avevo lasciata per ultima, poich酻</p><p>�Poich� Hawat l�ha ispezionata personalmente� complet� Paul.</p><p>Lei gli lanci� uno sguardo rapido, interrogativo: �Non hai fiducia in Hawat?�</p><p>�Non � questo, ma sta invecchiando� Ha troppo lavoro. Potremmo accollarci una parte del suo.�</p><p>�Questo servir� soltanto a farlo vergognare e a ridurre la sua efficienza� ribatt� lei. �Neppure un insetto potr� pi� insinuarsi in quest�ala del castello, non appena Hawat lo avr� saputo. Avr� vergogna di��</p><p>�Dobbiamo prendere le nostre precauzioni� ribatt� Paul.</p><p>�Hawat ha servito con onore tre generazioni di Atreides� insistette Jessica. �Merita ogni rispetto e fiducia da parte nostra� molto rispetto, e molta fiducia.�</p><p>Paul scroll� le spalle. �Quando mio padre � irritato con te, esclama �Bene Gesserit!� come se fosse una bestemmia.�</p><p>�E quand�� che tuo padre � irritato con me?�</p><p>�Quando ti metti a discutere.�</p><p>�Tu non sei tuo padre, Paul.�</p><p><emphasis>Tutto questo le causer� dolore, </emphasis>pens� Paul, <emphasis>ma devo dirle ci� che mi ha detto quella donna, Mapes, di un traditore che si � insinuato tra noi.</emphasis></p><p>�Che cosa mi nascondi?� esclam� Jessica. �Questo non � da te, Paul.�</p><p>Paul sospir� e le rifer� il colloquio con Mapes.</p><p>E Jessica pens� al messaggio della foglia. All�improvviso, si decise e mostr� a Paul la foglia, leggendo il messaggio fino in fondo.</p><p>�Mio padre deve saperlo subito� disse Paul. �Vado a radiotrasmetterlo in codice.�</p><p>�No.� Jessica lo ferm�. �Aspetta finch� non lo incontrerai da solo. � bene che soltanto pochi di noi sappiano.�</p><p>�Vuoi dire che non dobbiamo fidarci di nessuno?�</p><p>�C�� un�altra possibilit� continu� Jessica. �Il messaggio potrebbe essere stato concepito perch� noi lo scoprissimo. La gente che ce l�ha inviato forse � convinta che � vero, ma pu� anche darsi che il suo unico scopo sia stato quello di raggiungerci.�</p><p>Paul s�incup�. �Per seminare sfiducia e sospetti nelle nostre file, e indebolirci.�</p><p>�Devi parlarne privatamente a tuo padre, e metterlo in guardia anche su questa possibilit� disse lei.</p><p>�Capisco.�</p><p>Jessica si volt� a guardare la grande parete filtrante, fissando il sole di Arrakis che tramontava: una sfera dorata che si nascondeva tra le rocce a strapiombo.</p><p>Anche Paul si volt� a fissare il sole. �Neppure io credo che si tratti di Hawat. � possibile che sia Yueh?�</p><p>�Non � n� un amico n� un luogotenente� disse Jessica, �e ti posso garantire che odia gli Harkonnen con la nostra stessa intensit�.�</p><p>Paul rivolse la sua attenzione alle rocce a picco: <emphasis>E non � possibile che si tratti di Gurney� o di Duncan. Uno dei sottotenenti? Impossibile, appartengono tutti a famiglie che ci sono fedeli da generazioni� e per ottime ragioni.</emphasis></p><p>Jessica si pass� una mano sulla fronte, stanchissima. <emphasis>� cos� pericoloso, qui! </emphasis>Studi� il panorama tinto di giallo che si stendeva davanti a lei. Al di l� del terreno ducale, c�era una spianata che fungeva da deposito, circondata da un alto recinto: lunghe file di silos per la spezia. Era protetta da numerose torrette di guardia montate su lunghi pali simili a trampoli, che le rendevano simili a enormi ragni in allarme. Vide non meno di venti recinti coi loro silos che si spingevano fino al Muro Scudo e che si moltiplicavano, identici, lungo l�intera spianata.</p><p>Lentamente il sole filtrato scomparve. Si accesero le stelle. Una di esse, bassa all�orizzonte, scintillava, ammiccando, secondo un ritmo preciso: blink, blink, blink, blink, blink�</p><p>Nell�ombra della stanza, sent� Paul muoversi accanto a lei.</p><p>Ma Jessica si concentr� su quella stella luminosa e si rese conto che era <emphasis>troppo </emphasis>bassa e che doveva trovarsi sul Muro Scudo.</p><p><emphasis>Qualcuno faceva segnali!</emphasis></p><p>Cerc� di leggere il messaggio, ma era un codice a lei sconosciuto.</p><p>Altre luci si erano accese nel pianoro, sotto la parete rocciosa: piccole, gialle e distanziate, sullo sfondo azzurro cupo della notte. Un�altra luce alla sua sinistra crebbe d�intensit� e cominci� ad accendersi e a spegnersi rapidamente in direzione della roccia: punto, linea, punto!</p><p>E scomparve.</p><p>Nel medesimo istante, anche la falsa stella alla sommit� del Muro Scudo si estinse.</p><p>Segnali� Jessica fu colta da un presentimento.</p><p><emphasis>Perch� utilizzavano le luci per segnalare da un capo all�altro della depressione? Perch� non usare la normale rete di comunicazioni?</emphasis></p><p>La risposta era ovvia: tutte le comunicazioni erano ormai sotto controllo da parte degli uomini del Duca Leto. I segnali luminosi significavano una sola cosa: i loro nemici si scambiavano messaggi� erano agenti degli Harkonnen!</p><p>Qualcuno buss� alla porta, alle loro spalle, e udirono la voce dell�uomo di Hawat: �Tutto a posto, Signore� mia Signora. � tempo di condurre il Giovane Duca da suo padre�.</p></section><section><epigraph><p>Si dice che il Duca Leto abbia chiuso gli occhi davanti ai pericoli di Arrakis e che si sia precipitato sconsideratamente verso l�abisso. Non sarebbe pi� giusto affermare che era vissuto cos� a lungo a contatto con i pi� gravi pericoli da non poter pi� valutare un cambiamento nella loro intensit�? O non � forse possibile che abbia sacrificato deliberatamente se stesso per consentire a suo figlio una vita migliore? Tutto sta a indicare, del resto, che il Duca non era un uomo che si lasciasse ingannare facilmente.</p><text-author>dalle �Cronache familiari di Muad�Dib�, della Principessa Irulan</text-author></epigraph><empty-line/><p>Il Duca Leto era appoggiato al parapetto della torre di controllo, sui bordi del campo di atterraggio di Arrakeen. In alto sull�orizzonte, a sud, era sospesa la prima luna, sotto di essa, le pareti frastagliate del Muro Scudo scintillavano come ghiaccio secco, attraverso un alone di polvere. Alla sua sinistra le luci di Arrakeen risplendevano di diversi colori: giallo� bianco� azzurro� attraverso il medesimo alone.</p><p>Pens� a tutti gli avvisi, con la sua firma, esposti nei centri popolati del pianeta: �Il Nostro Sublime Imperatore Padisci� mi ha incaricato di prendere possesso di questo pianeta e di porre fine ad ogni contesa�.</p><p>Una formalit�, che aument� il suo senso di solitudine. <emphasis>Chi mai si lascer� ingannare da questo vacuo linguaggio legale? Certamente non i Fremen e neppure le Case Minori che controllano i commerci interni di Arrakis� tutte creature degli Harkonnen, quasi fino all�ultimo uomo.</emphasis></p><p><emphasis>Hanno tentato di uccidere mio figlio!</emphasis></p><p>Gli era difficile frenare la collera.</p><p>Vide le luci di un veicolo che proveniva da Arrakeen e che si avvicinava al campo d�atterraggio. Sper� che Paul fosse a bordo, con la scorta. Il ritardo cominciava a inquietarlo, anche se sapeva che era dovuto alle precauzioni del luogotenente di Hawat.</p><p><emphasis>Hanno tentato di uccidere mio figlio!</emphasis></p><p>Scosse la testa per ricacciare indietro la collera e contempl� nuovamente il campo: ai bordi, cinque delle sue fregate si drizzavano come sentinelle monolitiche.</p><p><emphasis>Meglio un ritardo dovuto alla prudenza, che�</emphasis></p><p>Il luogotenente era un uomo in gamba. Di una lealt� a tutta prova, segnalato per la promozione.</p><p>�<emphasis>Il Nostro Sublime Imperatore Padisci��</emphasis>�</p><p>Se la gente di questa fatiscente citt� di guarnigione avesse potuto leggere il messaggio privato inviato al suo �Nobile Duca� e le sdegnose allusioni agli uomini e alle donne velati: �� ma che altro ci si pu� aspettare da barbari il cui desiderio pi� caro � vivere al di fuori della sicurezza del <emphasis>faufreluches?</emphasis>��</p><p>In quell�istante, il Duca sent� che il suo desiderio pi� caro sarebbe stato quello di mettere la parola fine a tutte le distinzioni di classe e di smetterla una volta per tutte con quelle insopportabili divisioni. Distolse lo sguardo dalla polvere e lo alz� alle stelle immote, pensando: <emphasis>Intorno a una di quelle piccole luci gira Caladan� non vedr� mai pi� la mia casa. </emphasis>La nostalgia per Caladan gli serr� il petto, dolorosamente. Sent� che non nasceva da lui: era Caladan che lo chiamava. Non riusciva a convincersi che quel deserto polveroso, Arrakis, fosse la sua casa, e dubit� di riuscirci mai.</p><p><emphasis>Devo nascondere i miei sentimenti, </emphasis>pens�. <emphasis>Per il bene del ragazzo. Se avr� mai una casa, questa � la sua. Per quanto mi riguarda, posso pensare che Arrakis sia un inferno nel quale sono precipitato prima di morire, ma lui deve ispirarsi a questo mondo. Dev�esserci qualcosa, per lui.</emphasis></p><p>Fu travolto da un�ondata di piet� verso se stesso, ma subito la respinse, sdegnato e chiss� per quale ragione gli vennero alla memoria due versi di una poesia che Gurney Halleck ripeteva spesso�</p><poem><stanza><v>�I miei polmoni respirano l�aria del Tempo</v><v>Che soffia oltre le sabbie che ricadono��</v></stanza></poem><p>Bene, Gurney avrebbe trovato sabbie a saziet�, in quel mondo. Le immense distese centrali, al di l� di quei monti gelidi come la luna, erano deserte� rocce nude e sabbia vorticante, un territorio secco, selvaggio, inesplorato, con nuclei di Fremen sparsi qua e l� sui bordi e forse anche nel cuore del deserto. Se c�era qualcuno che poteva garantire un futuro alla stirpe degli Atreides, quelli erano i Fremen.</p><p>A condizione che gli Harkonnen non fossero riusciti a contagiare anche i Fremen con i loro piani velenosi.</p><p><emphasis>Hanno tentato di uccidere mio figlio!</emphasis></p><p>Un rumore di metallo contro metallo fece vibrare la torre; il parapetto sussult� sotto le sue braccia. Le paratie protettive ricaddero davanti a lui, bloccandogli la vista.</p><p><emphasis>Arriva un traghetto, </emphasis>pens�. <emphasis>� tempo di scender gi� e lavorare. </emphasis>S�infil� nella scala che portava all�immensa sala di raccolta, cercando di calmarsi e di mostrarsi impassibile per l�imminente incontro.</p><p><emphasis>Hanno tentato di uccidere mio figlio!</emphasis></p><p>Gli uomini, eccitatissimi, si rovesciavano dal campo dentro l�immensa cupola gialla, quando lui li raggiunse. Avevano lo zaino spaziale a tracolla, e urlavano e bisbigliavano tra loro allegramente come studenti di ritorno da una vacanza.</p><p>�Ehi, te la senti la gravit� sotto le suole?�</p><p>�Quante <emphasis>G </emphasis>tira questo posto? Sembra solido.�</p><p>�Nove decimi, dice il manuale.�</p><p>Il tiro incrociato delle voci riempiva la sala.</p><p>�Hai dato una buona occhiata a questo buco, mentre venivi gi�? Dov�� tutta quella roba da saccheggiare che ci hanno detto?�</p><p>�Gli Harkonnen hanno ripulito tutto!�</p><p>�Una buona doccia calda e un letto!�</p><p>�Ma non hai sentito, pezzo d�idiota, che non ci sono docce, quaggi�? Ti gratti le chiappe con la sabbia!�</p><p>�Ehi, attenti! Il Duca!�</p><p>Il Duca discese l�ultimo gradino e si fece avanti nella sala in un improvviso silenzio.</p><p>Gurney Halleck avanz� a grandi passi, in testa alla folla, con lo zaino su una spalla, impugnando il baliset a nove corde. Le sue dita erano lunghe, i pollici grossi e sapevano trarre le pi� dolci melodie dallo strumento.</p><p>Il Duca osserv� Halleck, ammirando quell�uomo tozzo e brutto, gli occhi simili a schegge di vetro che scintillavano di brusca decisione. Ecco un uomo completamente al di fuori dei faufreluches, ma che pur ne obbedisce ogni minimo precetto. Come l�aveva chiamato Paul? �Gurney, il coraggioso�.</p><p>I biondi capelli di Halleck gli ricoprivano a ciuffi il cranio. La sua enorme bocca era contorta in un ghigno beffardo e la cicatrice della liana indelebilis che gli solcava la mascella sembrava animata di vita propria. Il suo aspetto era dimesso, ma s�intravedeva in lui un uomo integro, d�acciaio. Si avvicin� al Duca e s�inchin�.</p><p>�Gurney� disse Leto.</p><p>�Mio Signore� Gurney indic� col baliset gli uomini che si affollavano nella sala, �questa � l�ultima ondata. Avrei preferito venire con la prima, ma��</p><p>�Ci sono ancora degli Harkonnen, per te� replic� il Duca. �Vieni un momento con me, Gurney, ho qualcosa da dirti.�</p><p>�Ai vostri ordini, mio Signore.�</p><p>Si ritirarono in un�alcova, non lontano da un distributore d�acqua a gettone, mentre gli uomini passeggiavano nell�ampia sala in tutte le direzioni. Halleck lasci� cadere lo zaino in un angolo. Continu� tuttavia a impugnare il baliset.</p><p>�Quanti uomini puoi fornire a Hawat?� chiese il Duca.</p><p>�Thufir � nei guai, Signore?�</p><p>�Ha perduto soltanto due agenti, ma gli uomini da lui inviati in avanscoperta ci hanno fornito un�eccellente idea dello schieramento degli Harkonnen su questo pianeta. Se ci muoviamo in fretta, potremo garantirci una sicurezza maggiore: quel respiro di cui abbiamo bisogno. Hawat ha bisogno di quanti pi� uomini tu gli puoi dare� uomini che non disdegnino di maneggiare il coltello.�</p><p>�Gliene dar� trecento dei migliori� disse Halleck. �Dove devo mandarli?�</p><p>�All�ingresso principale. C�� un uomo di Hawat ad aspettarli.�</p><p>�Devo farlo subito, Signore?�</p><p>�No, aspetta. C�� un altro problema. Il comandante del campo bloccher� qui il traghetto, fino all�alba, con un pretesto. Il transatlantico della Gilda che ci ha portati fin qui se n�� gi� andato, e la nave traghetto dovrebbe entrare in contatto con un cargo che aspetta un carico di spezia.�</p><p>�La nostra spezia, Signore?�</p><p>�S�, la nostra spezia. Ma il traghetto porter� con s� anche molti cacciatori di spezia che lavoravano col passato regime. Hanno scelto di partire dopo il cambiamento di feudo, e l�Arbitro del Cambio lo ha consentito. Sono lavoratori preziosi, Gurney. Sono ottocento; prima che la nave traghetto parta, devi convincerne il maggior numero possibile a lavorare per noi.�</p><p>�Fino a qual punto devo spingere la convinzione, Signore?�</p><p>�Voglio una cooperazione volontaria, Gurney. Quegli uomini hanno l�esperienza e l�abilit� di cui abbiamo bisogno. Il fatto che vogliano andarsene indica che non fanno parte degli intrighi degli Harkonnen. Hawat pensa che ce ne possa essere qualcuno, nel gruppo, ma Hawat vede assassini in ogni ombra.�</p><p>�Thufir ha visto talune ombre molto concrete ai suoi tempi, mio Signore.�</p><p>�E altre non le ha viste. Ma sono convinto che impiantare degli agenti invisibili in quella folla in partenza sarebbe una prova d�immaginazione del tutto insolita per gli Harkonnen.�</p><p>�Forse, Signore. Dove sono quegli uomini?�</p><p>�Gi�, nella sala d�aspetto pi� bassa. Se posso darti un suggerimento, suona una canzone o due, prima, per ammorbidire la loro mente, e poi applica un po� di pressione. Offri posti di comando ai pi� qualificati. E aumenta la paga di un venti per cento, rispetto a quello che prendevano sotto gli Harkonnen.�</p><p>�Non di pi�, signore? So quanto pagavano gli Harkonnen. E con degli uomini che hanno la liquidazione in tasca e una gran voglia di andarsene via� insomma, il venti per cento in pi� non mi sembra molto allettante.�</p><p>Leto ribatt�, in tono impaziente: �Allora, usa la tua discrezione nei casi particolari. Solo, ricordati che il tesoro non � un pozzo senza fondo. Cerca di mantenerti sul venti per cento il pi� possibile. Abbiamo bisogno soprattutto di timonieri, di meteorologi, di uomini da duna; insomma, di chiunque abbia un briciolo d�esperienza con le sabbie�.</p><p>�Capisco, mio Signore: �Verranno all�appello della violenza: i loro volti si offriranno al vento dell�est e mieteranno la sabbia�.�</p><p>�Citazione molto adatta� disse il Duca. �Passa il comando del tuo gruppo a un luogotenente. Digli di fornire a tutti una breve lezione sulla disciplina dell�acqua, poi sistema gli uomini per questa notte nelle baracche accanto al campo. Il personale mostrer� loro la strada. E non dimenticarti gli uomini per Hawat.�</p><p>�Trecento dei migliori, Signore.� Sollev� da terra il sacco. �Dove verr� a rapporto, una volta completato il lavoro?�</p><p>�Ho occupato una sala del consiglio. Terremo una riunione lass�. Voglio studiare un nuovo piano per distribuire gli uomini sul pianeta, prima di tutto le squadre blindate, naturalmente.�</p><p>Halleck fece per voltarsi, ma si arrest�, colpito dallo sguardo di Leto. �Voi prevedete quel tipo di guai, mio Signore? Pensavo che ci fosse un Arbitro del Cambio.�</p><p>�Battaglie aperte e clandestine� disse il Duca. �Ci sar� da spargere molto sangue prima di aver finito.�</p><p>��E l�acqua che hai bevuto dal fiume si cambier� in sangue sul terreno asciutto.��</p><p>Il Duca sospir�. �Fai presto.�</p><p>�Subito, mio Signore.� La cicatrice si contrasse nuovamente sotto il suo sorriso. ��Ecco l�asino del deserto che si precipita verso il suo lavoro!�� Si volt�, raggiunse a larghi passi il centro della sala, si ferm� un attimo a trasmettere gli ordini, e riprese a camminare in fretta, aprendosi un varco tra la folla.</p><p>Leto scosse la testa, guardando la schiena di Gurney che si allontanava. Halleck non finiva mai di stupirlo: una testa piena di canzoni, di citazioni e d�immagini fiorite� e un cuore d�Assassino, quando si trattava degli Harkonnen!</p><p>Un istante dopo, Leto si avvi� senza affrettarsi verso l�ascensore, rispondendo ai saluti con un gesto della mano. Riconobbe uno del gruppo dei propagandisti e si ferm� per comunicargli un messaggio che sarebbe stato diffuso in varie forme: chi aveva portato la propria donna era certamente ansioso di sapere che era al sicuro e dove poteva trovarla. Per gli altri sarebbe stato interessante sapere che la popolazione locale vantava pi� donne che uomini.</p><p>Il Duca batt� sul braccio dell�uomo della propaganda il segno convenuto che indicava la massima priorit� e la necessit� di un�immediata diffusione. Poi continu� il cammino attraverso la sala. Salut� con un cenno del capo alcuni uomini, scambi� un paio di battute con un gruppo di subalterni.</p><p><emphasis>Chi comanda deve sempre apparire fiducioso, </emphasis>pens�. <emphasis>Questa fiducia � un peso assai grave sulle tue spalle, mentre fronteggi i pericoli. Ma nessuno deve mai accorgersene.</emphasis></p><p>Sospir� di sollievo quando l�ascensore lo inghiott� e fu circondato da quattro pareti gelide e impersonali.</p><p><emphasis>Hanno tentato di uccidere mio figlio!</emphasis></p></section><section><epigraph><p>All�ingresso del campo di atterraggio di Arrakeen c�era una scritta rozzamente scolpita, come se fosse stato usato uno strumento rudimentale. Muad�Dib certamente se l�� ripetuta molte volte, a cominciare da quella prima notte su Arrakis, quando fu portato al posto di comando del Duca per assistere alla prima riunione dello stato maggiore. L�iscrizione era una supplica a coloro che lasciavano Arrakis, ma agli occhi di un ragazzo appena sfuggito alla morte acquistava un significato cupo. Diceva: �Oh, tu che sai quanto soffriamo, qui, non dimenticarci nelle tue preghiere.�</p><text-author>dal �Manuale di Muad�Dib�, della Principessa Irulan</text-author></epigraph><empty-line/><p>�Tutta l�arte militare si basa sul rischio calcolato� disse il Duca. �Ma quando si arriva al punto di dover rischiare la propria famiglia, il <emphasis>calcolo matematico </emphasis>viene sommerso da� altre cose.�</p><p>Sapeva di non essere riuscito a controllare il suo furore cos� completamente come avrebbe voluto; si volt� e cominci� a camminare a lunghi passi su e gi� lungo il tavolo.</p><p>Il Duca e Paul erano soli nella sala delle conferenze al campo di atterraggio: un locale pieno di echi, ammobiliato soltanto dal lungo tavolo e da alcune sedie a tre gambe di foggia antica. Su un lato, in fondo, c�erano proiettore e uno schermo cartografico. Paul aveva raccontato al padre tutti i particolari dell�attentato col cercatore-assassino, e l�aveva informato della presenza di un traditore.</p><p>Il Duca si arrest� di fronte a Paul e picchi� i pugni sul tavolo. �<emphasis>Hawat mi aveva garantito che la casa era sicura!</emphasis>�</p><p>Paul disse, esitante: �Anch�io sulle prime ero infuriato. E ho biasimato Hawat. Ma la minaccia veniva dall�esterno: una cosa semplice, abile, diretta. E sarebbe riuscita, senza l�addestramento che tu e molti altri, compreso Hawat, mi avete dato.�</p><p>�Perch�, vuoi difenderlo?� chiese il Duca.</p><p>�S�.�</p><p>�Diventa vecchio. Dovrebbe��</p><p>�� saggio e ha molta esperienza� disse Paul. �Quanti errori di Hawat puoi ricordare?�</p><p>�Dovrei essere io a difenderlo, non tu.�</p><p>Paul sorrise.</p><p>Leto si sedette a capotavola e mise una mano su quella del figlio. �Sei� maturato, in questi ultimi tempi, figlio mio� alz� la mano. �Questo mi rende lieto.� Paul sorrise e anche il Duca di rimando. �Hawat si punir� da solo. S�infurier� con se stesso molto pi� di quanto potremmo arrabbiarci noi due messi insieme.�</p><p>Paul alz� gli occhi alle finestre buie, al di l� della carta geografica, sulla notte. La luce della stanza si rifletteva sulla ringhiera, l� fuori. Colse un movimento, riconobbe il profilo di una guardia degli Atreides. Poi i suoi occhi scivolarono sulla parete bianca, dietro a suo padre e gi� sulla superficie del tavolo, sulle proprie mani strette a pugno.</p><p>La porta di fronte al Duca si apr� di colpo. Thufir Hawat comparve sulla soglia. Sembrava invecchiato e il suo aspetto era pi� consunto del solito. Percorse l�intera lunghezza del tavolo e si arrest� sull�attenti davanti a Leto.</p><p>�Mio Signore� disse, fissando un punto sopra la testa del Duca, �ho appena appreso come io sia venuto meno alla fiducia che voi avevate riposto in me. Devo perci� presentarvi le mie di��</p><p>�Oh, siediti, non fare il pazzo� esclam� il Duca. Gli indic� la sedia dalla parte opposta di Paul. �Se hai commesso un errore, lo hai fatto <emphasis>sopravvalutando </emphasis>gli Harkonnen. Le loro semplici menti hanno messo in opera un semplice trucco. Noi non pensavamo a trucchi cos� semplici. Mio figlio, in quel frangente, ha tenuto a sottolineare pi� volte che si � salvato grazie soprattutto all�addestramento che gli hai dato. Qui, non hai fallito!� Tamburell� con le dita sulla sedia. �Siediti, ti dico!�</p><p>Hawat sprofond� sulla sedia: �Io��</p><p>�Non voglio pi� sentirne parlare� tronc� netto il Duca. �L�incidente � chiuso. Abbiamo cose pi� importanti di cui occuparci. Dove sono gli altri?�</p><p>�Ho chiesto loro di aspettare fuori, mentre io��</p><p>�Falli entrare.�</p><p>Hawat guard� Leto negli occhi. �Mio Signore, io��</p><p>�So quali sono i miei veri amici, Thufir� disse il Duca. �Fai entrare gli uomini.�</p><p>Hawat deglut�: �Subito, mio Signore� piroett� sulla sedia e grid� verso la porta aperta: �Gurney, falli entrare!�</p><p>Halleck entr�, precedendo gli altri: gli ufficiali dello stato maggiore seri in volto, seguiti dai loro aiutanti pi� giovani e dagli specialisti, tutti impazienti e decisi. Lo scalpiccio riemp� per qualche istante la stanza, mentre gli uomini prendevano posto. Un sottile, penetrante odore di <emphasis>rachag </emphasis>si diffuse lungo il tavolo.</p><p>�C�� del caff� per quelli che lo desiderano� disse il Duca.</p><p>Pass� in rivista i suoi uomini. <emphasis>Sono una buona squadra. A un uomo, di solito, ne capitano di molto peggio in questo tipo di guerra. </emphasis>Aspett�, mentre qualcuno portava il caff� dalla stanza accanto e lo serviva. Lesse la fatica su alcuni dei volti che lo circondavano.</p><p>Poi, indossata la sua maschera di tranquilla efficienza, si alz� e richiam� l�attenzione dei presenti battendo il pugno sul tavolo.</p><p>�Ebbene, signori� cominci�, �la nostra civilt� sembra essersi cos� profondamente assuefatta alle invasioni, che noi non possiamo ubbidire a un semplice ordine dell�Imperatore senza che spuntino di nuovo le vecchie usanze.�</p><p>Risatine discrete risuonarono intorno al tavolo. Paul si rese conto che suo padre aveva detto la cosa giusta nel giusto tono per sgelare l�ambiente. Perfino la stanchezza che si percepiva nella sua voce aveva la giusta intensit�.</p><p>�Penso che prima di tutto sia meglio ascoltare Thufir, il quale ci dir� se non ha nulla da aggiungere al suo rapporto sui Fremen� prosegu� il Duca. �Thufir?�</p><p>Hawat alz� gli occhi. �Vi sarebbero alcune questioni economiche da esaminare dopo il mio rapporto generale, Signore, ma posso fin d�ora confermare che i Fremen sono proprio gli alleati di cui abbiamo bisogno. Aspettano ancora, per vedere se possono fidarsi di noi, ma sembrano agire con franchezza. Ci hanno inviato dei doni: tute distillanti che hanno confezionato essi stessi� mappe di certe zone del deserto che circondano le fortezze abbandonate dagli Harkonnen�� chin� gli occhi sul tavolo. �Le loro informazioni si sono rivelate esatte e ci hanno considerevolmente aiutati nelle nostre trattative con l�Arbitro del Cambio. Hanno anche inviato altri regali: gioielli per Lady Jessica, birra di spezia, dolci, medicinali. I miei uomini stanno esaminando tutto, in questo momento, ma non sembra che ci sia nessun trucco.�</p><p>�Ti piace questa gente, Thufir?� chiese un uomo, dal fondo del tavolo.</p><p>Hawat si volt� di scatto. �Duncan Idaho dice che sono da ammirare.�</p><p>Paul guard� suo padre, poi Hawat, e azzard� una domanda: �Hai nessuna informazione sul loro numero?�</p><p>Hawat a sua volta fiss� Paul. �In base al cibo prodotto e ad altri indizi, Idaho ha stimato che il complesso di caverne da lui visitato dia asilo ad almeno diecimila persone. Il capo gli ha dichiarato di governare un <emphasis>sietch </emphasis>di duemila focolari. Abbiamo ragione di credere che ci siano moltissime di queste comunit� <emphasis>sietch. </emphasis>Tutte sembrano ubbidire a qualcuno chiamato Liet.�</p><p>�Questa � una novit� disse Leto.</p><p>�Potrebbe essere un errore da parte mia, signore. Certi indizi sembrano indicare che questo Liet sia una divinit� locale.�</p><p>Un altro uomo, all�altra estremit� del tavolo, si schiar� la gola: �� accertato che trattano con i contrabbandieri?�</p><p>�Una carovana di contrabbandieri ha lasciato il sietch dove si trovava Idaho per un viaggio di diciotto giorni. Le bestie portavano un ingente carico di spezia.�</p><p>�Sembra che i contrabbandieri abbiano raddoppiato la propria attivit� in questo periodo di disordini� disse il Duca. �Questo merita un�attenta riflessione. Non conviene occuparci troppo delle fregate senza autorizzazione che vanno e vengono sul pianeta. L�hanno sempre fatto. Ma alcune di esse sfuggono completamente al nostro controllo� e non � bene.�</p><p>�Avete un progetto, Signore?� chiese Hawat.</p><p>Il Duca guard� Halleck. �Gurney, voglio che tu guidi una delegazione, un�ambasciata, se vuoi chiamarla cos�, e che tu prenda contatto con questi romanzeschi uomini d�affari. Informali che io ignorer� le loro attivit� finch� mi verseranno la decima ducale. Hawat ha calcolato che per condurre i loro affari in questo periodo di disordini hanno dovuto assoldare parecchi mercenari, spendendo quattro volte tanto.�</p><p>�E se l�Imperatore lo venisse a sapere?� domand� Halleck �� molto geloso dei suoi profitti nella CHOAM, mio Signore.�</p><p>Leto sorrise. �Verseremo ufficialmente l�intero ammontare della decima sul conto di Shaddam IV e la dedurremo legalmente dalle tasse per la coscrizione che paghiamo all�Imperatore. Lasciate pure che gli Harkonnen cerchino d�interferire! In questo modo manderemo in rovina qualcuno di quelli che si sono ingrassati, su Arrakis, coi loro sistemi di raccolta dei tributi. Basta con le illegalit�!�</p><p>Halleck sogghign� apertamente. �Ah, mio Signore, un meraviglioso colpo basso! Mi piacerebbe vedere la faccia del Barone quando lo sapr�.�</p><p>Il Duca si volt� verso Hawat. �Thufir, hai poi avuto quei libri contabili che mi dicevi di poter comperare?�</p><p>�S�, mio Signore. Li stiamo vagliando accuratamente. Ho gi� dato una scorsa a quelle pagine e posso darvi una prima valutazione.�</p><p>�Parla, allora.�</p><p>�Gli Harkonnen, ogni trecentotrenta giorni standard, realizzavano qui un guadagno di dieci miliardi di solari.�</p><p>Esclamazioni soffocate si alzarono dovunque, nella stanza. Perfino i subalterni pi� giovani, vagamente annoiati fino a quel momento, si drizzarono di scatto, scambiandosi sguardi stupefatti.</p><p>��Perch� succhieranno l�abbondanza dei mari e i tesori nascosti nella sabbia�� mormor� Halleck.</p><p>�Allora, signori� disse Leto, �c�� ancora tra voi qualcuno cos� ingenuo da pensare che gli Harkonnen abbiano fatto i bagagli e se ne siano andati soltanto perch� l�Imperatore ha cos� ordinato?�</p><p>Tutte le teste si scossero, e vi fu un generale mormorio.</p><p>�Dovremo vedercela sulla punta della spada� dichiar� Leto. Si volt� nuovamente verso Hawat: �Questo � il momento buono per parlarci dell�equipaggiamento. Quanti trattori da sabbia, quante mietitrici, quante fabbriche di spezia ci hanno lasciato? E quanto materiale di ricambio?�</p><p>�Un�attrezzatura completa, come � detto nell�inventario imperiale presentato all�Arbitro del Cambio, mio Signore� disse Hawat. Fece un gesto, e uno degli aiutanti gli porse un dossier, che Hawat apr�. �Hanno trascurato di precisare che meno della met� dei trattori sono in condizione di funzionare, e che un terzo soltanto dispongono di ali trasporto in grado di farli giungere in volo fino alle sabbie della spezia� Tutto quello che ci hanno lasciato gli Harkonnen � sul punto di guastarsi e di andare in pezzi. Potremo dirci fortunati se riusciremo a far funzionare met� dell�equipaggiamento, e ancora pi� fortunati se un quarto di esso funzioner� ancora tra sei mesi.�</p><p>�Pi� o meno come ci aspettavamo� comment� Leto. �Qual � la valutazione definitiva, per l�equipaggiamento essenziale?�</p><p>Hawat consult� il dossier: �Circa novecentotrenta tra mietitrici e fabbriche potranno essere mandate fuori fra qualche giorno. Circa seimiladuecentocinquanta ornitotteri per esplorare, sorvegliare e osservare le condizioni meteorologiche� ali, un po� meno di mille�.</p><p>Halleck l�interruppe: �Non sarebbe pi� economico riaprire i negoziati con la Gilda e chiedere il permesso di mettere in orbita una fregata con funzioni di satellite meteorologico?�</p><p>Il Duca guard� Hawat. �Niente di nuovo, qui, non � vero, Thufir?�</p><p>�Per ora, � necessario trovare altre soluzioni� rispose Hawat. �L�agente della Gilda, in realt�, non aveva intenzione di negoziare con noi. Ha semplicemente messo in chiaro, Mentat a Mentat, che il prezzo sarebbe stato <emphasis>sempre </emphasis>al di fuori della nostra portata, qualunque cifra fossimo disposti a sborsare. Il nostro compito, ora, � scoprire il perch�, prima di avvicinarlo di nuovo.�</p><p>Uno degli aiutanti di Halleck, in fondo al tavolo, si agit� sulla sedia ed esclam�, bruscamente: �� ingiusto!�</p><p>�Ingiusto?� Il Duca lo fiss�. �Chi parla di giustizia? Noi ci dobbiamo fare giustizia da soli. Qui su Arrakis: vivi o morti. Vi dispiace di esservi messo dalla nostra parte, Signore?�</p><p>L�uomo a sua volta lo fiss�, quindi: �No, mio Signore. Come si potrebbe rifiutare la pi� ricca fonte di guadagno di tutto il nostro universo?� E io, posso soltanto seguirvi. Perdonate il mio scatto, ma�� scosse le spalle �� tutti proviamo un po� di amarezza, a volte.�</p><p>�Capisco questa amarezza� disse il Duca. �Ma non lamentiamoci della mancanza di giustizia finch� abbiamo armi e finch� siamo liberi di usarle. C�� nessun altro, tra voi, che si sente amareggiato? Se � cos�, lo dica adesso. Questa � una riunione di amici, nella quale ognuno pu� dire ci� che pensa.�</p><p>Halleck si agit�. �Penso che sia stata la mancanza di volontari delle altre Grandi Case ad amareggiarci tutti. Parlano di voi come di �Leto il Giusto�, e vi promettono eterna amicizia� finch� non costa nulla.�</p><p>�Non sanno ancora chi vincer� questa mano� rispose il Duca. �La maggior parte delle Case si sono ingrassate rischiando il meno che potevano. Non si pu� in verit� biasimarle per questo; si pu� soltanto disprezzarle� guard� nuovamente Hawat: �Stavamo parlando dell�equipaggiamento. Ti dispiace proiettare qualcosa, per familiarizzare gli uomini con queste macchine?�</p><p>Hawat annu�, e fece un cenno a un aiutante, accanto al proiettore.</p><p>Una proiezione solido in 3-D comparve sul ripiano del tavolo, a circa un terzo di distanza dal Duca. Alcuni degli uomini all�altra estremit� si alzarono per vedere meglio.</p><p>Paul si pieg� in avanti e fiss� la macchina.</p><p>In proporzione alle minuscole figure umane accanto ad essa, la macchina doveva essere lunga centoventi metri, circa, e larga quaranta. Era essenzialmente un massiccio corpo centrale a forma di insetto, che si muoveva su varie sezioni cingolate indipendenti.</p><p>�Questa � una mietitrice� disse Hawat. �Ne, abbiamo scelta una in buone condizioni per questa proiezione. � una specie di raccoglitore cingolato che certamente � arrivato qui con la prima squadra di ecologi imperiali, e funziona ancora, anche se non so come� e perch�.�</p><p>�� quella che chiamano <emphasis>La Vecchia Maria, </emphasis>buona per un museo� fece uno degli aiutanti. �Credo che gli Harkonnen l�abbiano conservata per i lavori forzati, una minaccia appesa sulla testa dei lavoratori. �Fai il bravo, o sarai assegnato alla <emphasis>Vecchia Maria.</emphasis>��</p><p>Un coro di risa esplose intorno al tavolo.</p><p>Paul non partecip� a quell�esplosione di buonumore. Tutta la sua attenzione era concentrata sulla proiezione solido e numerose domande presero forma nella sua mente. Punt� il dito sull�immagine tridimensionale, e chiese: �Thufir, esistono vermi delle sabbie grandi abbastanza da inghiottire quell�arnese?�</p><p>Vi fu un improvviso silenzio. Il Duca imprec� sottovoce, poi pens�: <emphasis>No, dobbiamo guardare in faccia la realt�.</emphasis></p><p>�Ci sono vermi, nell�alto deserto, che potrebbero fare un sol boccone di quella mietitrice� disse Hawat. �Anche quass�, vicino al Muro Scudo, dove si estrae la maggior parte della spezia, ci sono vermi che potrebbero stritolare la macchina e divorarla.�</p><p>�Perch� non le circondiamo di scudi?� chiese Paul.</p><p>�Stando al rapporto di Idaho� riprese Hawat, �gli scudi sono pericolosi, nel deserto. Anche un semplice scudo individuale attirerebbe ogni verme presente, da centinaia di metri all�intorno. Sembra che gli scudi creino nei vermi una sorta di follia omicida. Non abbiamo alcuna ragione di dubitare della parola dei Fremen. Idaho non ha visto nessuna traccia di scudi nel sietch.�</p><p>�Proprio nessuna?�</p><p>�Sarebbe assai difficile nascondere questo tipo di materiale fra migliaia di persone� disse Hawat. �Idaho aveva libero accesso ad ogni parte del sietch. Non ha visto nessuno scudo e nessun indizio che fossero usati.�</p><p>�� un enigma� fece il Duca.</p><p>�� certo, invece� continu� Hawat, �che gli Harkonnen hanno fatto un uso abbondante di scudi. Avevano depositi con pezzi di ricambio in ogni villaggio di guarnigione, e la loro contabilit� indica forti spese per gli scudi.�</p><p>�� possibile che i Fremen abbiano qualche mezzo per neutralizzare gli scudi?� chiese Paul.</p><p>�Non sembra probabile� disse Hawat. �Certo, in teoria � possibile. Una controcarica statica potrebbe cortocircuitare uno scudo, se avesse le dimensioni di una contea, ma nessuno � mai riuscito a metterla in opera.�</p><p>�Ne avremmo gi� sentito parlare� replic� Halleck. �I contrabbandieri hanno frequenti contatti coi Fremen, e avrebbero gi� acquistato un simile strumento, se fosse disponibile, e non avrebbero avuto scrupoli a commerciarlo fuori del pianeta.�</p><p>�Non mi piace che una domanda importante come questa rimanga senza risposta� fece il Duca Leto. �Thufir, voglio che tu accordi la priorit� assoluta a questo argomento.�</p><p>�Ci stiamo gi� lavorando, mio Signore.� Hawat si schiar� la gola: �Ah, Idaho ha detto una cosa interessante: non ci si poteva sbagliare sull�atteggiamento dei Fremen verso gli scudi. Ha detto che soprattutto sembravano divertiti all�idea�.</p><p>Il Duca si accigli�. �L�oggetto di questa riunione � l�equipaggiamento per la spezia.�</p><p>Hawat fece un gesto all�uomo del proiettore.</p><p>L�immagine tridimensionale della mietitrice fu sostituita dalla proiezione di un apparecchio alato che rendeva minuscoli gli uomini intorno ad esso. �Questa � un�ala trasporto� spieg� Hawat. �Essenzialmente, � un grande velivolo ad ala fissa, la cui unica funzione � quella di trasportare un raccoglitore sulle sabbie ricche di spezia e di metterlo in salvo quando fa la sua comparsa un verme. E, puntualmente, ne arriva sempre uno. La raccolta della spezia � un correre continuo avanti e indietro, cercando di arraffare il pi� possibile.�</p><p>�Mirabilmente adeguato alla morale degli Harkonnen� disse il Duca.</p><p>Tutti scoppiarono a ridere, troppo forte.</p><p>Un ornitottero sostitu� l�ala nel campo di proiezione.</p><p>�Questi ornitotteri sono abbastanza convenzionali� spieg� Hawat. �Sono per� assai migliorati, e con un raggio d�azione molto pi� vasto. Accorgimenti speciali permettono di sigillare ermeticamente le parti essenziali contro la sabbia e la polvere. Solo uno su trenta � schermato: probabilmente il peso del generatore per lo scudo � stato eliminato per ampliare il raggio d�azione.�</p><p>�Non mi piace questo togliere importanza agli scudi� mormor� il Duca. E pens�: <emphasis>� forse questo il segreto degli Harkonnen? Vuol dire, forse, che non potremo neppure trovare scampo sulle nostre fregate, schermandole, se le cose precipitassero? </emphasis>Scosse bruscamente la testa per allontanare questi pensieri, e riprese: �Passiamo ora al preventivo. A quanto ammonter� il nostro profitto?�</p><p>Hawat volt� due pagine del suo taccuino. �Considerato lo stato del materiale e le spese per le riparazioni, abbiamo fatto un primo preventivo sulle spese di gestione. Naturalmente, le abbiamo aumentate, per garantirci un pi� ampio margine di sicurezza� chiuse gli occhi e sprofond� nella semitrance dei Mentat. �Sotto gli Harkonnen, le spese per i salari e la manutenzione erano contenute in un quattordici per cento. Noi saremo fortunati se riusciremo a limitarle, nei primi tempi, a un trenta per cento. Tenendo conto dei reinvestimenti e dei fattori di sviluppo, oltre alla percentuale della CHOAM e alle spese militari, il nostro margine di profitto si ridurr� a un esiguo sei-sette per cento, finch� non avremo sostituito l�equipaggiamento fuori uso. Allora dovremmo riuscire ad alzarlo fino al dodici o al quindici per cento: la giusta percentuale� apr� gli occhi. �A meno che il mio Signore non voglia adottare i metodi degli Harkonnen.�</p><p>�Stiamo lavorando per avere una base planetaria solida e permanente� disse il Duca. �Dobbiamo fare in modo che la maggior parte della popolazione sia felice, specialmente i Fremen.�</p><p>�Specialmente i Fremen� conferm� Hawat.</p><p>�La nostra supremazia su Caladan� continu� il Duca, �dipendeva dalla nostra supremazia in mare e in cielo. Qui dobbiamo sviluppare qualcosa che io chiamer� <emphasis>il potere del deserto. </emphasis>Questo potrebbe anche includere la supremazia aerea, ma probabilmente non � cos�. Voglio richiamare la vostra attenzione sulla mancanza di scudi negli ornitotteri.� Scosse la testa. �Gli Harkonnen contavano su una continua rotazione di personale proveniente da altri pianeti, per i loro posti chiave. Noi non possiamo rischiarlo. Ogni nuovo gruppo in arrivo avrebbe la sua percentuale di agenti provocatori.�</p><p>�Quindi dovremo accontentarci di minori profitti e di un raccolto ridotto� disse Hawat. �La nostra produzione, per le prime due stagioni, dovrebbe essere inferiore di un terzo rispetto a quella degli Harkonnen.�</p><p>�Esattamente quello che avevamo previsto� concluse il Duca. �Dobbiamo far presto, coi Fremen. Vorrei disporre di cinque battaglioni Fremen, quando avremo il primo controllo della CHOAM.�</p><p>�C�� pochissimo tempo, allora� disse Hawat.</p><p>�Non ce n�� affatto, come tutti sappiamo. Alla prima occasione, si precipiteranno qui con i Sardaukar travestiti da Harkonnen. Quanti credi che ce ne scaraventeranno addosso, Thufir?�</p><p>�Quattro o cinque battaglioni, complessivamente, Signore, non di pi�. I trasporti della Gilda costano cari.�</p><p>�Allora, cinque battaglioni Fremen, pi� le nostre truppe, dovrebbero bastare a bloccarli. Aspettate soltanto che abbiamo qualche prigioniero Sardaukar da trascinare davanti al Consiglio del Landsraad e vedrete se le cose non cambieranno, profitti o no.�</p><p>�Faremo del nostro meglio, Signore.�</p><p>Paul fiss� suo padre, poi di nuovo Hawat, improvvisamente conscio degli anni del Mentat, e del fatto che Thufir aveva servito tre generazioni di Atreides. <emphasis>Vecchio. </emphasis>Lo si capiva dal riflesso appannato dei suoi occhi bruni e acquosi, dalle guance screpolate e bruciate dalla luce e dall�aria dei pi� lontani pianeti, dalle spalle curve, dalle labbra rinsecchite macchiate di <emphasis>sapho.</emphasis></p><p><emphasis>Troppe cose dipendono da un solo uomo, e vecchio, </emphasis>pens� Paul.</p><p>�Ci troviamo ora a combattere una Guerra di Assassini� disse il Duca, �la quale non ha ancora raggiunto tutta la sua ampiezza. Thufir, a che punto siamo con l�organizzazione degli Harkonnen, su questo pianeta?�</p><p>�Abbiamo eliminato duecentocinquantanove dei loro uomini chiave, mio Signore. Non rimangono pi� di tre cellule Harkonnen, forse cento persone in tutto.�</p><p>�Queste creature degli Harkonnen che avete eliminato, appartenevano alla classe dei possidenti?�</p><p>�La maggior parte aveva una buona posizione, mio Signore: la classe degli imprenditori planetari.�</p><p>�Voglio che tu falsifichi degli attestati di lealt�, con le firme di ciascuno di loro� disse il Duca. �Li consegnerai in copia all�Arbitro del Cambio. Ci costituiremo legalmente contro di loro, affermando che questi uomini erano rimasti con attestati falsi. Confischeremo le loro propriet�, prenderemo tutto, scacceremo le loro famiglie, li spoglieremo completamente. E assicurati che la Corona riceva il suo dieci per cento. Tutto dev�essere legale.�</p><p>Thufir sorrise, rivelando macchie rosse sotto le labbra color carminio: �Una mossa degna di un gran signore, mio Duca. Mi vergogno di non averla pensata per primo�.</p><p>Halleck aggrott� le sopracciglia, all�altra estremit� del tavolo, e colse un�espressione ugualmente accigliata sul viso di Paul. Tutti gli altri sorridevano e approvavano.</p><p><emphasis>� un errore, </emphasis>disse Paul, tra s�. <emphasis>Far� solo combattere gli altri pi� accanitamente. Non avranno nulla da guadagnare ad arrendersi.</emphasis></p><p>Era al corrente di quanto consentiva l�accordo del <emphasis>kanly, </emphasis>ma questo era il tipo di ritorsione che poteva distruggerli nel medesimo istante in cui dava ad essi la vittoria.</p><p>��Ero uno straniero in terra straniera�� cit� Halleck.</p><p>Paul lo fiss�, riconoscendo la citazione della Bibbia C.O., e si chiese: <emphasis>Forse anche Gurney vorrebbe por fine agli intrighi?</emphasis></p><p>Il Duca fiss� l�oscurit� fuori della finestra, poi si volt� verso Halleck. �Gurney, quanti lavoratori della sabbia sei riuscito a convincere a restare con noi?�</p><p>�Duecentottantasei in tutto, signore. Penso che dovremo accettarli e considerarci fortunati. Appartengono tutti alle categorie pi� utili.�</p><p>�Cos� pochi?� Il Duca strinse le labbra. Quindi: �Bene, allora fai dire a tutti��</p><p>Fu interrotto da un rumore fuori della porta. Duncan Idaho entr�, facendosi largo tra le guardie e precipitandosi a bisbigliare nell�orecchio del Duca.</p><p>Leto lo scost�. �Parla a voce alta, Duncan. Come puoi vedere, qui c�� tutto lo stato maggiore.�</p><p>Paul fiss� Idaho, studiandone i movimenti felini, la rapidit� dei riflessi che lo rendeva un ineguagliabile maestro d�armi. Il volto abbronzato di Idaho si volt� verso Paul; quei suoi occhi che sembravano risplendere nel profondo di due caverne non diedero segno di averlo riconosciuto, ma Paul riconobbe la calma forzata che dissimula a stento l�eccitazione. Idaho esplor� con lo sguardo il tavolo in tutta la sua lunghezza, e annunci�: �Abbiamo sorpreso un distaccamento di mercenari Harkonnen travestiti da Fremen. Sono stati gli stessi Fremen a inviarci un corriere per avvertirci di questo inganno. Durante l�attacco, tuttavia, abbiamo scoperto che gli Harkonnen avevano teso un agguato al corriere dei Fremen, ferendolo gravemente. Lo stavamo trasportando fin qui per farlo curare dai nostri medici, ma � morto. L�uomo era in condizioni disperate: mi sono fermato per tentare di salvarlo, e l�ho sorpreso mentre tentava di gettare via qualcosa� Idaho fiss� Leto negli occhi �un coltello, mio Signore, un coltello di foggia mai vista�.</p><p>�Un cryss?� chiese qualcuno.</p><p>�Senza dubbio� conferm� Idaho. �Color bianco latteo, e risplendente di luce propria come�� Infil� la mano nella tunica e ne estrasse un fodero dal quale sporgeva un�impugnatura striata di nero.</p><p>�Lascia quella lama nel fodero!�</p><p>L�ordine imperioso era giunto dalla porta in fondo alla stanza: una voce vibrante e penetrante che li fece balzare in piedi e voltarsi di scatto.</p><p>Una figura alta e paludata era in piedi sulla soglia, dietro le spade incrociate delle guardie. La veste era color del bronzo e rivestiva completamente l�uomo, fatta eccezione per un�apertura del cappuccio, velata di nero, che lasciava scoperti due occhi completamente azzurri, senza la minima traccia di bianco.</p><p>�Lasciatelo entrare� mormor� Idaho.</p><p>�Fate passare quell�uomo� ordin� il Duca.</p><p>Le guardie esitarono, poi abbassarono le spade.</p><p>L�uomo attravers� rapidamente la stanza e si ferm� davanti al Duca.</p><p>�Questi � Stilgar, il capo del sietch che ho visitato� disse Idaho. �Uno dei suoi uomini ci ha avvertito dell�inganno.�</p><p>�Benvenuto, signore� disse Leto. �Perch� non dovremmo togliere il coltello dal fodero?�</p><p>Lo sguardo di Stilgar era fisso su Idaho. Disse: �Tu hai scrupolosamente osservato, tra noi, i costumi dell�onest� e della purezza. Io ti consentir� di guardare la lama dell�uomo al quale hai mostrato la tua amicizia�. I suoi occhi scivolarono sul resto dell�assemblea: �Ma non a costoro. Vuoi che infanghino un�arma onorevole?�</p><p>�Io sono il Duca Leto� disse il Duca. �Mi consentite di guardare la lama?�</p><p>�Io consento che voi vi guadagnate il diritto di estrarla dal fodero� replic� Stilgar, e mentre un mormorio di protesta si alzava nella stanza, alz� una mano sottile, venata di scuro. �Vi ricordo che questa � la lama di un uomo che vi ha offerto la sua amicizia.�</p><p>Vi fu un attimo di sospensione. Paul studi� l�uomo e percep� il potere che s�irradiava da lui. Era un condottiero� un condottiero Fremen!</p><p>Un uomo al centro della tavola, sul lato opposto a quello di Paul, mormor�: �Chi � lui per dirci quali diritti abbiamo su Arrakis?�</p><p>�� stato detto che il Duca Leto governa col consenso dei suoi sudditi� ribatt� il Fremen. �Cos� devo spiegarvi qual � per noi il punto: una certa responsabilit� incombe su coloro che hanno visto un cryss� lanci� una cupa occhiata a Idaho: �Essi ci appartengono. Non possono lasciare Arrakis senza il nostro consenso�.</p><p>Halleck e alcuni altri fecero il gesto di alzarsi, infuriati. Halleck ringhi�: �Spetta al Duca decidere��</p><p>�Un momento, prego� l�interruppe Leto e il suono della sua voce li ferm�. <emphasis>La situazione non deve sfuggirci di mano, </emphasis>pens�. Si rivolse al Fremen: �Signore, io onoro e rispetto la dignit� personale di chiunque rispetti la mia. Io ho contratto un debito con voi. Io pago <emphasis>sempre </emphasis>i miei debiti. Se � vostro costume che questo coltello debba restare, qui, nel fodero, ebbene, sono <emphasis>io, </emphasis>allora, a ordinare che vi rimanga. E se esiste qualche altro modo, per noi, di onorare l�uomo che � morto al nostro servizio, ebbene, voi dovete soltanto dirlo�.</p><p>Il Fremen fiss� il Duca, poi lentamente scost� il velo, rivelando un naso sottile, una bocca dalle labbra tumide e una barba d�un nero brillante. Deliberatamente, si chin� sopra il tavolo e sput� sulla superficie liscia.</p><p>Mentre tutti gli uomini intorno al tavolo stavano per balzargli addosso, la voce di Idaho tuon�: �Fermi!�</p><p>Nell�atmosfera improvvisamente carica di tensione, Idaho disse: �Ti ringraziamo, Stilgar, per il dono dell�umidit� del tuo corpo. Lo accettiamo nello spirito con cui � stato offerto�. E Idaho a sua volta sput� sul tavolo, davanti al Duca. E aggiunse, all�indirizzo di quest�ultimo: �L�acqua � preziosa su questo pianeta, Signore. Questo � un segno di rispetto�.</p><p>Leto si rilass� sulla sedia e colse lo sguardo di Paul: c�era un sorriso amaro sul volto del figlio. Ma ugualmente sent� che la tensione stava allentandosi, man mano i suoi uomini capivano.</p><p>Il Fremen fiss� Idaho: �Ti sei condotto assai bene nel mio sietch, Duncan Idaho. C�� forse un legame di lealt� fra te e il Duca?�</p><p>�Mi sta chiedendo di mettermi al suo servizio, signore� disse Idaho.</p><p>�Accetterebbe una duplice lealt�?� chiese Leto.</p><p>�Desiderate che io vada con lui, signore?�</p><p>�Desidero che sia tu a decidere� disse Leto, e non riusc� a dissimulare la tensione della voce.</p><p>Idaho studi� il Fremen. �Mi accetteresti in queste condizioni, Stilgar? Ci saranno dei momenti in cui dovr� ritornare a servire il mio Duca.�</p><p>�Hai combattuto bene, e hai fatto del tuo meglio per il nostro amico� replic� Stilgar. Si volt� verso Leto: �Facciamo cos�: l�uomo Idaho conserver� il cryss che stringe in mano come segno della sua lealt� verso di noi. Dovr� essere purificato, naturalmente, e i riti dovranno essere osservati, ma questo pu� essere fatto. Sar� allo stesso tempo Fremen e soldato degli Atreides. C�� un precedente a questo: Liet serve due padroni�.</p><p>�Duncan?� chiese Leto.</p><p>�Capisco, signore.�</p><p>�Allora, siamo d�accordo.�</p><p>�La tua acqua � nostra, Duncan Idaho� disse Stilgar. �Il corpo del nostro amico rimane al Duca. La sua acqua apparterr� agli Atreides. � un legame fra noi.�</p><p>Leto sospir� e lanci� un�occhiata a Hawat, cogliendo lo sguardo del vecchio Mentat. Hawat annu�: aveva un�espressione compiaciuta.</p><p>�Aspetter� qui sotto che Idaho si congedi dai suoi amici� riprese Stilgar. �Turok era il nome del nostro amico morto. Ricordatelo, quando sar� il momento di liberare il suo spirito. Voi siete amici di Turok.�</p><p>Si volt� per uscire.</p><p>�Non volete fermarvi con noi?� domand� Leto.</p><p>Il Fremen lo guard�, sistem� il velo davanti al viso con gesto disinvolto, mettendo qualcosa a posto sotto di esso. Paul colse l�immagine di un tubo sottile.</p><p>�C�� una ragione perch� io resti?� chiese il Fremen.</p><p>�Vorremmo onorarvi� spieg� il Duca.</p><p>�L�onore esige che io sia altrove� disse il Fremen. Lanci� un�altra occhiata a Idaho, si volt� e usc� a grandi passi, superando le guardie.</p><p>�Se gli altri Fremen sono come lui, faremo grandi cose insieme� disse il Duca.</p><p>Idaho replic�, in tono asciutto: �� un buon esempio, signore�.</p><p>�Hai ben capito quello che dovrai fare, Duncan?�</p><p>�Sar� il vostro ambasciatore presso i Fremen, signore.�</p><p>�Molto dipende da te, Duncan. Ci occorreranno almeno cinque battaglioni di questa gente, prima dell�arrivo dei Sardaukar.�</p><p>�Questo richieder� un certo lavoro, Signore. I Fremen sono molto indipendenti.� Idaho esit�. �E c�� un�altra cosa. Uno dei mercenari che abbiamo abbattuto cercava di strappare questa lama al nostro amico Fremen che � morto. Il mercenario ha detto che c�� un premio di un milione di solari al primo uomo che procuri agli Harkonnen anche un solo cryss.�</p><p>Leto si raddrizz�, sorpreso. �Perch� mai desiderano a tal punto una di queste lame?�</p><p>�Il coltello � un dente affilato del verme delle sabbie. � l�emblema dei Fremen, Signore. Con esso, un uomo dagli occhi azzurri potrebbe penetrare in qualsiasi sietch. Io verrei imprigionato e sottoposto a un duro interrogatorio, se non fossi conosciuto. Io, infatti, non ho l�aspetto di un Fremen. Ma��</p><p>�Piter de Vries� disse il Duca.</p><p>�Un uomo dall�astuzia diabolica, mio Signore� conferm� Hawat.</p><p>Idaho fece scivolare il coltello col suo fodero sotto la tunica.</p><p>�Difendi quel coltello� gl�intimo il Duca.</p><p>�Capisco, mio Signore.� Accarezz� il trasmettitore appeso alla cintura. �Vi invier� un rapporto il pi� presto possibile. Thufir ha il mio numero di codice. Usate il linguaggio da battaglia.� Salut�, si volt� e si affrett� dietro Stilgar.</p><p>I suoi passi risuonarono a lungo nel corridoio. Il Duca e Hawat si scambiarono un�occhiata. Sorrisero.</p><p>�Abbiamo molto da fare, signore� disse Halleck.</p><p>�E io vi distraggo dai vostri compiti� replic� il Duca.</p><p>�Ho i rapporti sulle basi avanzate� riprese Hawat. �Volete ascoltarli la prossima volta, signore?�</p><p>�Ci vorr� molto?�</p><p>�In poche parole, signore, si dice tra i Fremen che vi fossero pi� di duecento di queste basi avanzate, costruite su Arrakis durante il periodo in cui l�intero pianeta era una Stazione Sperimentale Botanica del Deserto. Sembra che tutte siano state abbandonate, ma alcuni rapporti indicano che sono state sigillate, prima.�</p><p>�L�equipaggiamento � ancora all�interno?�</p><p>�S�, secondo i rapporti di Duncan.�</p><p>�Dove si trovano?� domand� Halleck.</p><p>�La risposta � invariabilmente: �Liet lo sa�� disse Hawat.</p><p>�Dio lo sa� mormor� Leto.</p><p>�Forse no, signore� replic� Hawat. �Anche voi avete sentito che Stilgar ha usato quel nome. Forse si riferiva a una persona che esiste veramente.�</p><p>�Servire due padroni� fece Halleck. �Sembra una citazione religiosa.�</p><p>�Tu dovresti saperlo� disse il Duca.</p><p>Halleck sorrise.</p><p>�Questo Arbitro del Cambio� riprese Leto, �l�ecologo imperiale, Kynes� non dovrebbe sapere dove si trovano le basi?�</p><p>�Signore� lo mise in guardia Hawat, �questo Kynes � un servo dell�Impero.�</p><p>�Ma � cos� lontano dall�Imperatore�� ribatt� Leto. �Io voglio quelle basi. Sono senz�altro piene di materiale che possiamo recuperare e utilizzare per riparare le nostre macchine.�</p><p>�Signore! Quelle basi sono ancora legalmente un feudo dell�Imperatore!�</p><p>�Il clima, qui, � abbastanza selvaggio da distruggere tutto� disse il Duca. �Possiamo sempre incolpare il clima. Cercate questo Kynes, o almeno informatevi se queste basi esistono veramente.�</p><p>�Potrebbe essere pericoloso impadronirsene� replic� Hawat. �Duncan � stato esplicito: queste basi, o l�idea che esse rappresentano, hanno un significato profondo per i Fremen. Toccando quelle basi, ce li faremo nemici.�</p><p>Paul guard� i volti degli uomini che lo circondavano, vide l�attenzione con la quale seguivano ogni parola. Sembravano profondamente scossi dall�atteggiamento di suo padre.</p><p>�Ascoltalo, Padre� disse Paul a voce bassa. �Dice la verit�.�</p><p>�Signore� prosegu� Hawat, �quelle basi potrebbero fornirci il materiale indispensabile a riparare ogni macchina che ci � stata lasciata, e tuttavia, per ragioni strategiche, potrebbero risultare al di fuori della nostra portata. Sarebbe azzardato muoverci senza saperne molto di pi�. Questo Kynes ha l�autorit� di un Giudice dell�Impero, non dobbiamo dimenticarcene. E i Fremen gli obbediscono.�</p><p>�In questo caso, usate la massima delicatezza� disse il Duca. �Voglio soltanto sapere se queste basi esistono.�</p><p>�Come voi volete, Signore.� Hawat torn� a sedersi e abbass� gli gli occhi.</p><p>�Benissimo� continu� il Duca. �Noi tutti sappiamo quello che ci aspetta: molto lavoro. Siamo allenati a questo. Abbiamo una certa esperienza. Sappiamo qual � il premio e conosciamo perfettamente i rischi. Ciascuno di voi ha i suoi compiti.� Fiss� Halleck. �Gurney, prima di tutto risolvi la questione dei contrabbandieri.�</p><p>��Andr� dai ribelli che abitano la terra arida�� inton� Halleck.</p><p>�Un giorno ti coglier� senza una citazione e sembrerai nudo!� esclam� il Duca.</p><p>Vi furono risate intorno al tavolo, ma Paul sent� lo sforzo dietro di esse.</p><p>Il Duca si volt� verso Hawat: �Thufir, organizza un altro posto di comando per le comunicazioni e le informazioni, su questo piano dell�edificio. Quando sar� pronto, voglio vederti�.</p><p>Hawat si alz�, gett� uno sguardo intorno alla stanza come cercando un appoggio. Poi si volt� e si diresse verso l�uscita. Tutti gli altri si alzarono in gran fretta, con un frastuono di sedie smosse e gli si precipitarono dietro in disordine.</p><p><emphasis>Tutto finisce nella confusione, </emphasis>pens� Paul. I suoi occhi fissarono la schiena degli ultimi che uscivano. In tutte le precedenti occasioni, le riunioni si erano concluse in un�atmosfera decisa, incisiva. Qui, tutto sembrava essersi afflosciato, consunto dalle sue stesse insufficienze e dalla mancanza di accordo.</p><p>Per la prima volta, Paul prese in considerazione la concreta possibilit� di una sconfitta� non perch� avesse paura o a causa degli avvertimenti della Reverenda Madre. Egli semplicemente affrontava quest�idea dopo aver valutato personalmente la situazione.</p><p><emphasis>Mio padre � disperato, </emphasis>disse tra s�. <emphasis>Le cose non vanno affatto bene per noi.</emphasis></p><p>E Hawat. Si ricord� all�improvviso di come il vecchio Mentat si fosse comportato durante la conferenza: impercettibili esitazioni, segni d�inquietudine. Hawat era profondamente preoccupato.</p><p>�� meglio che tu rimanga qui per questa notte, figlio mio� disse il Duca. �In ogni caso, manca poco all�alba. Informer� tua madre.� Si alz� in piedi lentamente, rigido. �Perch� non avvicini quelle sedie e non ti distendi a riposare un po�?�</p><p>�Non sono stanco, Padre.�</p><p>�Come vuoi.�</p><p>Il Duca incroci� le mani dietro la schiena e cominci� a passeggiare su e gi� accanto al tavolo.</p><p><emphasis>Come una belva in gabbia, </emphasis>pens� Paul.</p><p>�Discuterai con Hawat la possibilit� che ci sia un traditore?� gli domand� Paul.</p><p>Il Duca si arrest� davanti al figlio e parl�, rivolto alle finestre buie: �Abbiamo discusso questa possibilit� molte volte�.</p><p>�La vecchia sembrava cos� sicura di s� disse Paul, �e il messaggio che Mamma��</p><p>�Abbiamo preso ogni precauzione� replic� il Duca. Si guard� intorno, e Paul gli vide la luce selvaggia dell�animale braccato negli occhi. �Tu resta qui. Ci sono alcune questioni a proposito dei posti di comando che voglio discutere con Thufir.� Si volt� e usc� a grandi passi dalla stanza, rispondendo con un rapido cenno al saluto delle guardie.</p><p>Paul fiss� il punto dov�era suo padre fino a pochi istanti prima. Gli sembr� che quel punto fosse vuoto da lungo tempo, ancora prima che suo padre lasciasse la stanza. E ricord� l�avvertimento della vecchia: �� per il padre, no�.</p><empty-line/></section><section><epigraph><p>Il primo giorno che Muad�Dib percorse le vie di Arrakeen con la famiglia, alcuni di quelli che incontr� lungo la strada, ricordando la leggenda e la profezia, si azzardarono a gridare �Mahdi!�. Ma le loro grida erano pi� una domanda che una affermazione, poich� essi potevano soltanto sperare che egli fosse colui che era stato annunciato come il Lisan al-Gaib, la Voce di un Altro Mondo. La loro attenzione era stata attirata anche dalla madre, perch� avevano sentito dire che era una Bene Gesserit. ed era evidente ai loro occhi che anch�essa era un Lisan al-Gaib.</p><text-author>dal �Manuale di Muad�Dib�, della Principessa Irulan</text-author></epigraph><empty-line/><p>Il Duca trov� Thufir nella stanza d�angolo che gli aveva indicato la guardia. Si udiva il trambusto degli uomini che stavano sistemando gli apparecchi di comunicazione nella stanza accanto, ma c�era abbastanza silenzio. Il Duca si guard� attorno, mentre Hawat si alzava da una scrivania piena di carte. Era una stanza dalle pareti verdi, e oltre alla scrivania conteneva tre sedie a sospensione, con la �H� degli Harkonnen cancellata alla meno peggio da una mano di vernice.</p><p>�Sono sedie assolutamente sicure� disse Hawat. �Dov�� Paul, Signore?�</p><p>�L�ho lasciato nella sala delle conferenze. Voglio che si riposi un po�, senza che ci sia io a distrarlo.�</p><p>Hawat assent�, si diresse verso la porta della stanza accanto, la chiuse e interruppe cos� lo sfrigolio dei disturbi audio.</p><p>�Thufir� disse Leto, �le scorte imperiali di spezia e quelle degli Harkonnen hanno attirato la mia attenzione.�</p><p>�Mio Signore?�</p><p>Il Duca strinse le labbra. �Un magazzino pu� sempre venire distrutto� alz� una mano, obbligando Hawat al silenzio. �No, lasciamo stare le scorte dell�Imperatore. Ma anche lui sarebbe felice se gli Harkonnen si trovassero in imbarazzo. E il Barone, come potrebbe lamentarsi pubblicamente della distruzione di uno stock che ufficialmente non pu� possedere?�</p><p>Hawat scosse il capo. �I nostri uomini sono troppo pochi, signore.�</p><p>�Prendi alcuni degli uomini di Idaho. E forse qualcuno dei Fremen potrebbe gradire un viaggio lontano da questo pianeta. Un�incursione su Giedi Primo� Una simile diversione comporterebbe sicuri vantaggi tattici, Thufir.�</p><p>�Come voi desiderate, mio Signore.� Hawat distolse lo sguardo, ma il Duca percep� ugualmente il nervosismo del vecchio, e pens�: <emphasis>Forse sospetta che io non abbia fiducia in lui. Dev�essere al corrente che mi hanno informato della presenza di traditori. Bene, � meglio calmare subito le sue paure.</emphasis></p><p>�Thufir� riprese il Duca, �dal momento che tu sei uno dei rari uomini nei quali io posso avere completamente fiducia, c�� un�altra questione da discutere. Sappiamo entrambi quanto si debba vigilare per impedire che i traditori s�infiltrino nelle nostre file� Ma ho ricevuto due nuovi rapporti.�</p><p>Hawat si volt� di scatto e lo fiss�.</p><p>Il Duca gli ripet� il racconto di Paul.</p><p>Ma invece di produrre in Hawat l�intensa concentrazione Mentat, questi rapporti servirono soltanto ad aumentare la sua agitazione.</p><p>Leto lo studi�, e dopo un po� gli disse: �Vecchio, tu mi stai nascondendo qualcosa. Avrei dovuto sospettarlo quand�eri cos� nervoso alla riunione. Che cosa c��, dunque, di cos� grave da aver paura di dirmelo davanti a tutti?�</p><p>Le labbra macchiate di Hawat si chiusero in una lunga linea sottile, circondata da rughe. Il suo viso rest� rigido, mentre diceva: �Mio Signore, in verit�, non so come riferirvelo�.</p><p>�Ci siamo spartiti un bel po� di cicatrici, io e te, Thufir� replic� il Duca. �Sai che puoi affrontare qualsiasi argomento con me.�</p><p>Hawat continu� a fissarlo, e pens�: <emphasis>� cos� che lo preferisco. Questo � l�uomo d�onore che invita a servirlo con la pi� grande lealt�. Perch� mai debbo ferirlo?</emphasis></p><p>�Ebbene?� disse il Duca.</p><p>Hawat scroll� le spalle: �� il frammento di un messaggio che abbiamo estorto a un corriere Harkonnen. Il messaggio era destinato a un agente di nome Pardee. Abbiamo buone ragioni di credere che Pardee fosse l�uomo pi� importante nell�organizzazione clandestina degli Harkonnen, quaggi�. Il frammento� � una cosa che potrebbe avere gravi conseguenze, o nessuna, a seconda dell�interpretazione�.</p><p>�Che cosa c�� di tanto delicato in quel messaggio?�</p><p>�Frammento di messaggio, mio Signore. � incompleto. Era un minimicrofilm al quale era fissata, come il solito, una capsula distruttrice. Siamo riusciti a bloccare l�acido qualche istante prima che lo corrodesse del tutto. Ne � rimasto un frammento, ma molto indicativo.�</p><p>�S�?�</p><p>Hawat s�inumid� le labbra: �Dice: � <emphasis>�eto non lo sospetter� mai, e quando il colpo gli sar� inferto da una mano amata, la sua stessa origine baster� a distruggerlo</emphasis>�. Il messaggio aveva il sigillo personale del Barone, e io l�ho autenticato�.</p><p>�Il tuo sospetto � ovvio� disse il Duca. La sua voce era gelida.</p><p>�Avrei preferito tagliarmi il braccio piuttosto che ferirvi cos�, mio Signore, ma se io��</p><p>�Lady Jessica� disse Leto. Il furore sal� dentro di lui, consumandolo. �Non potevi strappare la verit� a quel Pardee?�</p><p>�Sfortunatamente, Pardee non era pi� tra i vivi quando abbiamo intercettato il corriere. E questi, ne sono certo, non sapeva quello che portava.�</p><p>�Capisco.�</p><p>Leto scosse la testa, pensando: <emphasis>Che lurido affare! Non pu� esserci nulla di vero. Conosco la mia donna.</emphasis></p><p>�Mio Signore, se��</p><p>�No!� url� il Duca. �C�� un errore in tutto questo, un��</p><p>�Non possiamo ignorarlo, mio Signore.�</p><p>�� con me da sedici anni! Ha avuto innumerevoli possibilit� per� Tu stesso hai svolto l�inchiesta alla Scuola!�</p><p>Hawat parl� con amarezza: �Certe cose possono essermi sfuggite�.</p><p>�� impossibile, ti dico! Gli Harkonnen vogliono distruggere <emphasis>l�intera stirpe </emphasis>degli Atreides, e questo significa anche Paul. Hanno gi� tentato una volta. Potrebbe una donna cospirare contro il proprio figlio?�</p><p>�Forse non cospira contro suo figlio. E il tentativo di ieri potrebbe essere stato un astuto diversivo.�</p><p>�Non pu� essere stato un diversivo.�</p><p>�Signore, essa dovrebbe ignorare tutto dei suoi genitori, ma se invece�? Se fosse orfana, diciamo, a causa degli Atreides?�</p><p>�Avrebbe gi� agito molto tempo fa. Un veleno nel bicchiere� Un pugnale nella notte. Chi avrebbe avuto migliori occasioni?�</p><p>�Gli Harkonnen vogliono <emphasis>distruggervi, </emphasis>mio Signore. Le loro intenzioni non sono soltanto quelle di uccidere. C�� tutta una gamma di sottili sfumature nel kanly. Questo potrebbe essere il capolavoro delle vendette.�</p><p>Le spalle del Duca si curvarono. Chiuse gli occhi, e apparve vecchio e stanco. <emphasis>Non pu� essere, </emphasis>pens�. <emphasis>Lei mi ha aperto il cuore.</emphasis></p><p>�Quale miglior modo di distruggermi che seminare sospetti sulla donna che amo?� chiese.</p><p>�Ho considerato anche questo� disse Hawat, �e tuttavia��</p><p>Il Duca apr� gli occhi, fiss� Hawat e pens�: <emphasis>Lascia che sia lui a sospettare. Il sospetto � il suo mestiere, non il mio. Forse, se io do l�impressione di credere a tutto questo, qualcun altro commetter� un�imprudenza�</emphasis></p><p>�Che cosa suggerisci?� bisbigli� il Duca.</p><p>�Per ora, una sorveglianza continua, mio Signore. Dovrebbe essere controllata in ogni momento. Mi occuper� personalmente perch� sia fatto senza dare nell�occhio. Idaho sarebbe la persona ideale per questo lavoro: forse tra una settimana o due potr� ritornare. C�� un giovane tra gli uomini di Idaho che abbiamo addestrato, che potrebbe essere il suo sostituto ideale tra i Fremen. Ha un dono naturale per la diplomazia.�</p><p>�Non mettere in pericolo il nostro collegamento coi Fremen.�</p><p>�Naturalmente no, Signore.�</p><p>�E Paul?�</p><p>�Forse potremmo avvertire il dottorYueh.�</p><p>Il Duca volt� le spalle a Hawat. �Lascio la cosa nelle tue mani.�</p><p>�User� discrezione, mio Signore.�</p><p><emphasis>Almeno posso contare su questo, </emphasis>pens� Leto. E disse: �Esco fuori. Se hai bisogno di me, sar� all�interno del campo. La guardia pu�</p><p>�Mio Signore, prima che voi ve ne andiate, ho qui una filmclip che vorrei leggeste. � una prima analisi approssimativa della religione dei Fremen. Ricordate? Mi avevate chiesto di preparare un rapporto.�</p><p>Il Duca si ferm� e parl� senza voltarsi: �Non pu� aspettare?�</p><p>�Certamente, mio Signore. Voi per� mi avevate chiesto che cosa stessero urlando. <emphasis>�Mahdi!�, </emphasis>urlavano, e questa parola era indirizzata al Giovane Duca. Quando��</p><p>�A Paul?�</p><p>�S�, mio Signore. Una loro leggenda, una profezia, afferma che giunger� un condottiero, figlio di una Bene Gesserit, il quale li guider� alla vera libert�. � il tema abituale del messia.�</p><p>�Pensano che Paul sia questo� questo��</p><p>�Lo sperano soltanto, mio Signore� Hawat gli tese la capsula con la filmclip.</p><p>Il Duca la prese e l�infil� in tasca. �La guarder� pi� tardi.�</p><p>�Certo, signore.�</p><p>�In questo momento ho bisogno di un po� di tempo per� pensare.�</p><p>�S�, mio Signore.�</p><p>Il Duca respir� profondamente e usc� a grandi passi. Giunto nel corridoio, gir� a destra e s�incammin�, le mani incrociate sulla schiena, senza badare molto a dove andava. C�erano altri corridoi, scale, terrazze e atrii� Gente che lo salutava e si faceva da parte per lasciarlo passare.</p><p>Qualche tempo dopo ritorn� nella sala delle conferenze: le luci erano spente e Paul dormiva sul tavolo; il mantello di una guardia era stato disteso su di lui e uno zaino gli faceva da cuscino. Il Duca si avvi� in punta di piedi verso il fondo della sala e usc� sulla terrazza che dava sul campo di atterraggio. Una sentinella sull�angolo della terrazza, riconoscendo il Duca al debole riflesso delle luci sul campo, scatt� sull�attenti.</p><p>�Riposo� mormor� il Duca. Si appoggi� al freddo metallo della balaustra.</p><p>Il silenzio che precedeva l�alba regnava sulla depressione desertica. Alz� lo sguardo: sopra di lui, le stelle erano come un manto di pagliuzze scintillanti su uno sfondo azzurro cupo. Bassa sull�orizzonte a sud, la seconda luna brillava in un alone di polvere� Una luna malsana, dalla luminosit� spettrale.</p><p>Mentre il Duca la fissava, la luna sprofond� dietro le rocce del Muro Scudo trasformandolo in una parete scintillante; nell�improvvisa, profonda oscurit�, al Duca parve che una mano di ghiaccio lo stringesse. Rabbrivid�.</p><p>La rabbia lo afferr�.</p><p><emphasis>Questa sar� l�ultima volta che gli Harkonnen mi hanno dato la caccia, perseguitandomi, ostacolandomi. Sono mucchi di sterco col cervello di un cerusico di villaggio! Ma io, qui combatter� la mia battaglia! </emphasis>E pens� ancora, con amarezza: <emphasis>Dovr� governare con l�occhio e con gli artigli� come il falco sugli uccelli pi� deboli. </emphasis>Inconsciamente la sua mano accarezz� il simbolo del falco sulla tunica.</p><p>A oriente, la notte si stemper� in un alone grigio, poi un�opalescenza simile a quella di una conchiglia marina offusc� le stelle. Infine, l�intero orizzonte frastagliato risplendette del bagliore dell�alba.</p><p>La scena era di una tale bellezza da afferrare tutta la sua attenzione.</p><p><emphasis>Quale artista, </emphasis>pens�, <emphasis>pu� uguagliare un simile splendore?</emphasis></p><p>Non avrebbe mai immaginato che quel pianeta potesse offrire uno spettacolo cos� bello come quell�orizzonte rosso, dentato, e il riflesso porpora e ocra delle rocce. Oltre il campo di atterraggio, dove l�impalpabile rugiada notturna aveva risvegliato la linfa vitale dei frettolosi semi di Arrakis, vide fiorire enormi chiazze rosse, sulle quali avanzava una lunga trama violetta� come i passi di un gigante invisibile.</p><p>�� un�alba meravigliosa, signore� disse la guardia.</p><p>�S�.�</p><p>Il Duca annu�, pensando: <emphasis>Forse si pu� anche amare questo pianeta. Forse pu� anche diventare una buona patria per mio figlio.</emphasis></p><p>Poi vide le figure umane che si muovevano nei campi di fiori, spazzandoli con degli strani arnesi simili a roncole: i raccoglitori di rugiada. L�acqua era talmente preziosa su Arrakis che perfino la rugiada veniva raccolta.</p><p><emphasis>Ma pu� essere anche un mondo ripugnante, </emphasis>concluse il Duca.</p><empty-line/></section><section><epigraph><p>Probabilmente non c�� momento pi� terribile, nella nostra vita, di quello in cui si scopre che nostro padre � un uomo�. in carne e ossa.</p><text-author>dalla �Raccolta dei detti di Muad�Dib�, della Principessa Irulan</text-author></epigraph><empty-line/><p>�Paul� disse il Duca, �devo fare una cosa odiosa, ma � necessario.�</p><p>Era in piedi accanto al rivelatore portatile di veleni, nella sala delle conferenze, mentre facevano colazione. I bracci sensori dell�apparecchio pendevano inerti sopra il tavolo, ricordando a Paul uno strano insetto appena morto.</p><p>Lo sguardo del Duca era rivolto fuori della finestra, sul campo di atterraggio e sui vortici di polvere sullo sfondo del cielo.</p><p>Paul stava osservando una moviola, con una breve filmclip sulle pratiche religiose dei Fremen. La filmclip era stata compilata da uno degli esperti di Hawat, e Paul si turb� quando vi scopr� dei riferimenti a se stesso:</p><p>�<emphasis>Mahdi!</emphasis>�</p><p>�<emphasis>Lisan al-Gaib!</emphasis>�</p><p>Gli bastava chiudere gli occhi per udire nuovamente gli urli della folla. <emphasis>Cos�, � questo che sperano, </emphasis>pens�. E ricord� quello che la Reverenda Madre aveva detto: <emphasis>Kwisatz Haderach. </emphasis>Il ricordo risvegli� in lui la sensazione del terribile scopo, popolando quello strano mondo di impressioni familiari che tuttavia non riusciva a comprendere.</p><p>�Che cosa odiosa� fece il Duca.</p><p>�Che intendi dire?�</p><p>Leto si volt� e guard� suo figlio. �Gli Harkonnen pensano d�ingannarmi distruggendo la mia fiducia in tua madre. Essi ignorano che sarebbe pi� facile farmi perdere ogni fiducia in me stesso.�</p><p>�Non capisco.�</p><p>Nuovamente Leto guard� fuori della finestra. Il sole bianco era gi� alto, nel suo quadrante mattutino. La luce lattea metteva in risalto un ribollire di nubi polverose che galleggiavano sui canyon profondamente incisi del Muro Scudo.</p><p>Lentamente, parlando a bassa voce per dominare l�ira, il Duca rifer� a Paul il messaggio, spiegandogli il suo misterioso contenuto.</p><p>�Per la stessa ragione dovresti diffidare di me� disse Paul.</p><p>�Devono credere di esserci riusciti� replic� il Duca. �Devono credermi tanto pazzo da pensarlo possibile. Deve sembrare vero. Neppure tua madre dev�essere informata di questo intrigo.�</p><p>�Ma, Padre, perch�?�</p><p>�La reazione di tua madre non dev�essere una finzione. Oh, essa potrebbe recitare magnificamente� ma troppe cose sono in gioco. Devo smascherare il traditore. � necessario che siano convinti di avermi preso in trappola. � meglio ferirla cos�, piuttosto che farla soffrire cento volte di pi�, dopo.�</p><p>�Ma perch� dirlo a me? Io potrei parlare.�</p><p>�Tu sei fuori da questa faccenda� disse il Duca. �E manterrai il segreto. � indispensabile� si avvicin� alla finestra e parl� senza voltarsi. �Per� se mi accadesse qualcosa, potrai dire la verit�� che non ho mai dubitato di lei, neppure per un attimo. Voglio che lei lo sappia.�</p><p>Paul colse pensieri di morte dietro alle parole di suo padre e si affrett� a replicare: �Non ti accadr� nulla, Padre. Io��</p><p>�Silenzio, figlio mio.�</p><p>Paul contempl� la schiena di suo padre, cogliendo la fatica nel modo in cui teneva curvi il collo e le spalle, e nella lentezza dei suoi movimenti.</p><p>�Sei soltanto un po� stanco��</p><p>�S�, sono stanco� disse il Duca, �moralmente stanco. La malinconica degenerazione delle Grandi Case ormai ha raggiunto anche me. Ed eravamo cos� potenti, in passato!�</p><p>Paul replic� con rabbia: �La nostra Casa non � degenerata!�</p><p>�Davvero?�</p><p>Il Duca si volt� e guard� in faccia suo figlio, gli occhi cerchiati di nero e una cinica smorfia sulla bocca: �Dovrei sposare tua madre, farne la mia Duchessa� E tuttavia, la mia condizione di celibe fa s� che alcune Case sperino ancora di potersi alleare con me sposandomi a qualche loro figlia� scosse le spalle. �Cos�, io��</p><p>�La mamma me l�ha spiegato.�</p><p>�La lealt� a un capo? � la sua aria spavalda che gliela conquista� continu� il Duca. �Io, dunque, ho cercato di essere il pi� possibile spavaldo.�</p><p>�Tu comandi bene� protest� Paul. �Tu governi ancora meglio. Gli uomini ti seguono pieni di ardore e ti amano.�</p><p>�Il mio servizio di propaganda � uno dei migliori� disse il Duca e si volt� nuovamente a studiare il paesaggio, l� fuori. �Vi sono immense possibilit� per noi, qui su Arrakis, pi� di quante l�Impero abbia mai sospettato. E tuttavia vi sono dei momenti in cui penso che avremmo fatto meglio a fuggire, a diventare dei rinnegati. A volte vorrei che fosse possibile confonderci col popolo e ritornare nell�anonimato, essere meno esposti a��</p><p>�Padre!�</p><p>�S�, sono stanco� replic� il Duca. �Lo sai che stiamo gi� utilizzando i residui della spezia come materia prima per fabbricare pellicole per film?�</p><p>�Padre?�</p><p>�Non possiamo assolutamente farne a meno� spieg� il Duca. �Altrimenti, come potremmo inondare le citt� e i villaggi con le nostre informazioni? La gente deve sapere quanto io la governi bene. E come potrebbe saperlo, se non glielo diciamo noi?�</p><p>�Dovresti prenderti un po� di riposo� disse Paul.</p><p>Di nuovo il Duca guard� in faccia suo figlio: �Dimenticavo un ultimo, grande vantaggio di Arrakis: la spezia � dovunque, qui. La mangi e la bevi in ogni cosa. E ho scoperto che questo d� una certa immunit� naturale nei confronti di alcuni fra i pi� comuni veleni del Manuale degli Assassini. E inoltre, la necessit� di controllare ogni singola goccia d�acqua fa s� che tutto il cibo (le colture del lievito, gli idroponici, gli impianti chimici) sia sotto la pi� stretta sorveglianza. Ci � impossibile sterminare buona parte della popolazione, avvelenandola, ma neppure possiamo essere uccisi. Arrakis ci obbliga a essere onesti e morali�.</p><p>Paul fece per ribattere, ma il Duca l�interruppe: �Devo avere qualcuno con cui confidarmi, figlio mio�. Sospir�, e guard� nuovamente il paesaggio arido, dove perfino i fiori erano scomparsi, calpestati dai raccoglitori di rugiada o bruciati dal sole. �Su Caladan avevamo con noi la potenza del mare e del cielo. Qui, invece, dobbiamo ottenere la potenza del deserto. Questa � la tua eredit�, Paul. Che cosa farai se dovesse accadermi qualcosa? La tua Casa non sar� rinnegata, ma sar� una Casa di guerriglieri, cacciata, perseguitata��</p><p>Paul cerc� invano una risposta. Non aveva mai visto suo padre cos� abbattuto.</p><p>�Per conservare Arrakis� riprese il Duca, �si � costretti a decisioni che distruggono il rispetto di te stesso.� Indic� fuori della finestra lo stendardo verde e nero degli Atreides, che pendeva flaccidamente da un�asta, sul bordo del campo di atterraggio: �Quell�onorato stendardo un giorno potrebbe diventare il simbolo di un�infinit� di brutte cose�.</p><p>Paul aveva la gola secca. Le parole di suo padre gli parvero futili, piene di un fatalismo che gli procurava una sensazione di vuoto nel petto.</p><p>Il Duca prese di tasca una pillola antifatica e l�inghiott�. �Forza e paura� disse, �gli strumenti del governo. Dar� ordine che sia intensificato il tuo addestramento alla guerriglia. Quella filmclip che hai l� ti chiamano �Mahdi� e �Lisan al-Gaib�� in caso estremo, potrai far conto anche su questo.�</p><p>Paul fiss� suo padre, e vide che le spalle gli si raddrizzavano: la pillola funzionava a meraviglia. Ma non dimentic� le sue espressioni di dubbio e paura.</p><p>�Perch� mai ritarda, questo ecologo?� brontol� il Duca. �Avevo detto a Thufir di portarmelo qui subito.�</p></section><section><epigraph><p>Mio padre, l�Imperatore Padisci�, mi prese un giorno per mano, e io capii, grazie agli insegnamenti di mia madre, che era turbato. Mi condusse nella Galleria dei Ritratti, fino all�egoritratto del Duca Leto Atreides. Notai subito la forte rassomiglianza tra i due uomini: mio padre e l�uomo dell�immagine. Tutt�e due avevano lo stesso volto sottile ed elegante, dominato dagli stessi occhi gelidi. �Principessa, figlia mia� disse mio padre, �quanto avrei voluto che tu fossi pi� vecchia quand�� venuto per quest�uomo il momento di scegliersi una moglie!� Mio padre aveva settantun anni, a quel tempo, e non sembrava pi� vecchio dell�uomo del ritratto. Io avevo soltanto quattordici anni, e tuttavia ricordo di aver capito in quell�istante quanto mio padre avrebbe desiderato in segreto che il Duca fosse suo figlio, e quanto odiasse in realt� le necessit� politiche che li rendevano nemici.</p><text-author>da �Nella mia casa paterna�, della Principessa Irulan</text-author></epigraph><empty-line/><p>Il primo incontro con la gente che doveva tradire sconvolse il dottor Kynes. Si vantava di essere uno scienziato, per il quale le leggende erano soltanto degli interessanti indizi che rivelavano le radici di una cultura. E tuttavia, il ragazzo impersonava l�antica profezia con tale precisione! Aveva gli �occhi interrogativi� e l�aria di �candore riservato�.</p><p>Certo, la profezia non precisava se la Dea Madre doveva arrivare insieme con il Messia, o esibirLo sulla scena in un secondo tempo. Ma la corrispondenza tra le persone e la profezia c�era, ed era strana.</p><p>L�incontro avvenne a mattino inoltrato davanti all�edificio amministrativo del campo di atterraggio di Arrakeen. Un ornitottero privo d�insegne era accovacciato al suolo, l� accanto, e ronzava debolmente, pronto a spiccare il volo, come un uccello sonnolento. Una guardia Atreides era al suo fianco, la spada sguainata, circondata dalla leggera distorsione dell�aria dovuta allo scudo.</p><p>Kynes sorrise furtivamente, e pens�: <emphasis>le tempeste di Arrakis riserbano loro delle grosse sorprese, per quanto concerne gli scudi!</emphasis></p><p>Il planetologo alz� una mano, accennando alle guardie Fremen di ritirarsi. Avanz� a lunghi passi verso l�ingresso dell�edificio (una sorta di buco nero nella roccia rivestita di plastica). Era cos� esposto, quell�edificio monolitico� pens�. Cos� indifeso, se confrontato a una caverna�</p><p>Un movimento all�entrata attir� la sua attenzione. Si ferm� e ne approfitt� per aggiustarsi il vestito e la tuta distillante sulla spalla sinistra.</p><p>La porta si apr� completamente e ne uscirono alcune guardie Atreides, tutte pesantemente armate: storditori a lenta scarica, spade e scudi. Dietro di esse comparve un uomo alto, simile a un falco, pelle e capelli scuri. Indossava un <emphasis>jubba </emphasis>col blasone degli Atreides ricamato sul petto, ed era chiaramente impacciato dall�indumento insolito, che tendeva, su un lato, ad avviluppargli le gambe della tuta distillante. Procedeva rigido, senza agilit�.</p><p>Accanto all�uomo, camminava un giovane con gli stessi capelli neri ma dal viso pi� tondo. Sembrava un po� piccolo per la sua et� (Kynes sapeva che aveva quindici anni). Ma il ragazzo aveva un portamento sicuro, una naturale predisposizione al comando, come se avesse il potere di distinguere, di riconoscere intorno a lui molte cose invisibili agli altri. Indossava un <emphasis>jubba </emphasis>simile a quello del padre, e tuttavia con tanta naturalezza da far pensare che l�avesse sempre indossato.</p><p>�<emphasis>Il Mahdi conoscer� cose che gli altri non sapranno vedere</emphasis>� diceva la profezia.</p><p>Kynes scosse la testa. <emphasis>Sono soltanto uomini, </emphasis>disse tra s�.</p><p>Insieme con i due, e anch�egli vestito per il deserto, c�era un uomo che Kynes riconobbe: Gurney Halleck. Kynes respir� profondamente per calmare il proprio risentimento nei confronti di Halleck, il quale l�aveva istruito su come <emphasis>comportarsi </emphasis>col Duca e il suo erede.</p><p>�<emphasis>Chiamerai il Duca �Mio Signore�. Meglio ancora �Nobile Nato�, ma � riservato normalmente alle occasioni pi� ufficiali. Il figlio pu� essere chiamato �Giovane Duca� o �Signore�. Il Duca � uomo assai clemente, ma non concede molta familiarit�.</emphasis>�</p><p>E Kynes pens�, mentre guardava il gruppo avvicinarsi: <emphasis>Impareranno presto chi � il padrone su Arrakis. Hanno ordinato a quel Mentat d�interrogarmi per una buona met� della notte? Vogliono solo che io li guidi a ispezionare qualche miniera della spezia? Sul serio?</emphasis></p><p>L�importanza delle domande di Hawat non era sfuggita a Kynes. Volevano le basi imperiali. Era evidente che ne erano stati informati da Idaho.</p><p><emphasis>Ordiner� a Stilgar di tagliare la testa a Idaho e d�inviarla al suo Duca! </emphasis>imprec� Kynes tra s�.</p><p>Erano ormai a pochi passi da lui; i loro stivali facevano crepitare la sabbia.</p><p>Kynes s�inchin�: �Mio Signore, Duca�.</p><p>Mentre si avvicinavano, Leto aveva studiato la solitaria figura accanto all�ornitottero: alto, magro, rivestito dall�ampio abito del deserto sulla tuta distillante, stivali bassi. Aveva fatto scivolare il cappuccio sulle spalle e il suo velo pendeva da un lato, rivelando lunghi capelli color sabbia e una corta barba. Gli occhi imperscrutabili sotto le folte sopracciglia, azzurro su azzurro. Tracce di nero macchiavano ancora le sue palpebre.</p><p>�Voi siete l�ecologo� disse il Duca.</p><p>�Qui preferiamo il vecchio titolo, mio Signore� replic� Kynes. �Planetologo.�</p><p>�Come preferite� rispose il Duca. Si volt� verso Paul: �Figlio mio, questo � l�Arbitro del Cambio, il giudice delle dispute, l�uomo che ha il compito di vegliare che ogni formalit� sia soddisfatta per il nostro insediamento nel feudo�. Fiss� nuovamente Kynes. �Questo � mio figlio.�</p><p>�Signore� disse Kynes.</p><p>�Voi siete un Fremen?� chiese Paul.</p><p>Kynes sorrise: �Sono accettato sia nel sietch che nel villaggio, Giovane Duca. Ma sono al servizio di Sua Maest�; sono il Planetologo Imperiale�.</p><p>Paul annu�, affascinato dal potere che sembrava irradiarsi da quell�uomo. Halleck aveva indicato Kynes a Paul da una delle finestre pi� alte dell�edificio amministrativo. �Quell�uomo laggi�, con la scorta di Fremen� quello che ora avanza verso l�ornitottero.�</p><p>Paul aveva studiato Kynes per qualche istante, col cannocchiale, notando la bocca diritta e sottile e la fronte alta. Halleck gli aveva bisbigliato all�orecchio: �Strano tipo. Quando parla, le sue parole sono chiare, precise, distaccate, senza alcuna nebulosit�. Come tagliate col rasoio�.</p><p>E il Duca alle loro spalle aveva commentato: �Il tipico scienziato�.</p><p>Ora, a pochi passi dall�uomo, Paul percepiva la forza che si sprigionava da Kynes, l�urto della sua personalit�. Sembrava un uomo di sangue reale, nato per comandare.</p><p>�Credo di dovervi ringraziare per le tute distillanti e i jubba� disse il Duca.</p><p>�Spero che vadano bene, mio Signore� replic� Kynes. �Sono opera dei Fremen, che hanno cercato di rispettare il pi� possibile le misure fornite dal vostro uomo qui presente, Halleck.�</p><p>�Avevate detto che non avreste potuto portarci nel deserto se non avessimo indossato questi abiti� insistette il Duca. �Ma noi possiamo portare molta acqua. Non intendiamo restar fuori a lungo, e comunque avremo una copertura aerea� la scorta che vedete sopra di noi in questo momento. � poco probabile che ci costringano ad atterrare.�</p><p>Kynes lo fiss�. Consider� lo strato di carne, ricco d�acqua, che fasciava il corpo di quell�uomo, e disse, gelido: �Non si parla mai di probabilit�, su Arrakis, ma soltanto di possibilit�.</p><p>Halleck s�irrigid�. �Rivolgetevi al Duca dicendo �Mio Signore�!�</p><p>Leto gl�indirizz� il suo gesto personale intimandogli di smetterla. �Noi siamo nuovi, qui, Gurney. Dobbiamo fare delle concessioni.�</p><p>�Come volete, Signore.�</p><p>�Vi siamo molto obbligati, dottor Kynes� continu� Leto. �Non dimenticheremo questi abiti e il vostro vivo interesse per la nostra sicurezza.�</p><p>Impulsivamente, Paul cit� la Bibbia Cattolica Orangista: ��Il dono � la benedizione del donatore��.</p><p>Le parole risuonarono alte nell�aria immobile. I Fremen che Kynes aveva lasciato all�ombra dell�edificio amministrativo si riscossero e balzarono in piedi, bisbigliando eccitati. Uno di essi grid�: �Lisan al-Gaib!�</p><p>Kynes si gir� di scatto e li respinse con un gesto imperativo della mano. I Fremen tornarono indietro mormorando tra loro e si accovacciarono nuovamente nell�ombra.</p><p>�Molto interessante� disse Leto.</p><p>Kynes fiss� duramente il Duca e suo figlio. �Molti dei nativi del deserto sono superstiziosi� disse. �Non dovete badare a quel che dicono. Non sono pericolosi.� Ma ripens� alle parole della leggenda: �<emphasis>Ti daranno il benvenuto con le sacre parole e i tuoi doni saranno una benedizione</emphasis>�<emphasis>.</emphasis></p><p>Il giudizio di Leto su Kynes, basato in parte sul breve rapporto a voce di Hawat (guardingo e molto sospettoso) si cristallizz� all�improvviso: quest�uomo � un Fremen. Kynes era arrivato con una scorta Fremen: questo poteva significare che i Fremen stavano mettendo alla prova la loro nuova libert� di entrare nelle aree urbane, ma la scorta sembrava piuttosto una guardia d�onore. E a giudicare dai suoi modi, Kynes doveva essere un uomo orgoglioso, abituato ad agire liberamente. Il suo linguaggio e i suoi modi erano tenuti a freno soltanto dai suoi sospetti. La domanda di Paul era stata diretta e pertinente.</p><p>Kynes era diventato in tutto e per tutto un abitante del pianeta.</p><p>�Non dobbiamo partire, signore?� chiese Halleck.</p><p>Il Duca annu�. �Piloter� il mio ornitottero. Kynes pu� star seduto accanto a me, per guidarmi. Tu e Paul vi sistemerete sui sedili posteriori.�</p><p>�Un momento, per favore� interloqu� Kynes. �Col vostro permesso, Signore, devo controllare che le tute siano in ordine.�</p><p>Il Duca fece per replicare, ma Kynes insistette: �Mi preoccupo per la mia pelle quanto per la vostra, mio Signore. So perfettamente quale gola verrebbe tagliata, se dovesse accadervi qualcosa mentre siete affidati a me�.</p><p>Il Duca si accigli�, e pens�: <emphasis>� un momento delicato! Se rifiuto, potrei offenderlo, e il planetologo potrebbe essere un uomo d�incommensurabile valore per me. E tuttavia, permettergli di penetrare il mio scudo, di toccare la mia persona, quando io so ancora cos� poco di lui�</emphasis></p><p>Il pensiero gli era balenato nella mente e la decisione doveva essere immediata. �Siamo nelle vostre mani� disse il Duca. Fece un passo avanti e apr� il vestito e vide Halleck che si alzava sulla punta dei piedi, guardingo e pronto a scattare. �E se volete essere cos� gentile� prosegu� il Duca, �gradirei anche una completa spiegazione della tuta, da una persona che la conosce cos� intimamente.�</p><p>�Certamente� disse Kynes. Infil� la mano sotto il jubba, cercando le chiusure sulla spalla, e continu� a parlare mentre esaminava la tuta: �Essenzialmente � un tessuto a vari microstrati, che insieme fa da filtro ad alta efficienza e da scambiatore di calore�. Aggiust� le chiusure sulla spalla. �Lo strato a contatto con la pelle � poroso. Qui avviene la traspirazione, che raffredda il corpo� un normale processo di evaporazione, o quasi. Gli altri due strati�� (Kynes strinse il pettorale) �� contengono filamenti per lo scambio del calore e i precipitatori del sale. Il sale viene cos� recuperato.�</p><p>Invit� il Duca ad alzare le braccia e questi esegu�, dicendo: �Molto interessante�.</p><p>�Respirate profondamente� gli ordin� Kynes.</p><p>Il Duca obbed�.</p><p>Kynes studi� le chiusure sotto le ascelle. �I movimenti del corpo, ma soprattutto la respirazione e un certo effetto osmotico� riprese Kynes, �sono pi� che sufficienti a fornire l�energia di pompaggio.� Allarg� leggermente il pettorale. �L�acqua recuperata circola e finisce nelle tasche di raccolta, dalle quali la si succhia grazie a questo tubo fissato sul collo.�</p><p>Il Duca gir� il mento per vedere l�estremit� del tubo: �Semplice ed efficiente� comment�. �Un ottimo lavoro d�ingegneria.�</p><p>Kynes si pieg� a esaminare le chiusure sulle gambe: �L�orina e le feci sono trattate nelle imbottiture delle cosce� disse, e si alz�, tastando il rivestimento del collo, alzandone una sezione quadrata. �In pieno deserto, dovete portare questo filtro sul viso e questo tampone nelle narici, fissati a questi tubi. Si inspira attraverso il filtro, con la bocca e si espira attraverso il naso. Con una tuta Fremen in buone condizioni non perdereste pi� di un ditale di umidit� al giorno� anche se voi vi smarriste nel Grande Erg.�</p><p>�Un ditale al giorno� ripet� il Duca.</p><p>Kynes premette un dito contro la fronte della tuta e disse: �Qui lo sfregamento potrebbe produrre irritazione. In questo caso, ditemelo e la stringer�.</p><p>�Vi ringrazio� fece il Duca. Mosse le spalle mentre Kynes indietreggiava, e si sent� molto meglio. Il vestito lo faceva sentire a suo agio, adesso, pi� stretto e meno irritante.</p><p>Kynes si volt� verso Paul: �Adesso, un�occhiata anche a voi, giovanotto�.</p><p><emphasis>Un brav�uomo, </emphasis>pens� il Duca, <emphasis>ma dovr� imparare a rivolgersi a noi come si deve.</emphasis></p><p>Paul rest� impassibile mentre Kynes ispezionava la sua tuta. Indossare quell�indumento dalla superficie liscia e crocchiante gli aveva dato una strana sensazione. Nella sua conoscenza sapeva di non aver mai indossato una tuta distillante, prima d�ora. E tuttavia ogni suo movimento, mentre si aggiustava le cinghie adesive sotto la guida inesperta di Gurney, gli era sembrato naturale e istintivo. Quando aveva stretto il pettorale per ottenere la massima azione pompante dal movimento respiratorio, aveva saputo benissimo quello che stava facendo, e perch�. Quando aveva sistemato le cinghie sul collo e sulla fronte stringendole al massimo, aveva saputo che ci� era indispensabile per evitare le vesciche.</p><p>Kynes si raddrizz� e indietreggi�, perplesso. �Avete gi� indossato una tuta distillante?�</p><p>�Questa � la prima volta.�</p><p>�Allora, qualcuno l�ha aggiustata per voi?�</p><p>�No.�</p><p>�I vostri stivali da deserto sono infilati in modo da scorrere liberamente sulle caviglie. Chi ve l�ha insegnato?�</p><p>�Mi � sembrato il modo giusto.�</p><p>�Certamente lo �!�</p><p>E Kynes si sfreg� il viso, pensando alla leggenda: �<emphasis>Conoscer� i vostri usi come se fosse nato tra voi</emphasis>�<emphasis>.</emphasis></p><p>�Stiamo perdendo tempo� disse il Duca. Fece un gesto in direzione dell�ornitottero in attesa e marci� verso di esso. Rispose con un cenno del capo al saluto della guardia, sal� a bordo, applic� la cintura di sicurezza, controll� i comandi e gli altri strumenti. L�apparecchio cigol�, quando gli altri salirono a bordo.</p><p>Kynes si applic� la cintura e cominci� a esaminare la confortevole cabina dell�ornitottero: il morbido rivestimento grigio verde, gli strumenti scintillanti, l�aria pulita e rinfrescante che gli filtr� nei polmoni nel medesimo istante in cui gli sportelli si chiusero e si misero in moto i ventilatori.</p><p><emphasis>Cos� elegante e comodo! </emphasis>pens�.</p><p>�Tutto a posto, signore� disse Halleck.</p><p>Leto apr� il flusso d�energia, le ali si alzarono a si abbassarono una, due volte� In dieci metri di corsa, balzarono in aria, le ali tese, i razzi posteriori che li spingevano in alto, sibilando dolcemente.</p><p>�A sud-est� disse Kynes, �sull�altro lato del Muro Scudo. � l� che ho detto al vostro Maestro delle Sabbie di concentrare tutto il materiale.�</p><p>�Benissimo.�</p><p>Il Duca s�innalz� finch� l�ornitottero non fu circondato su ogni lato dagli altri apparecchi che si erano subito disposti in formazione di copertura.</p><p>�Il disegno e la tecnica costruttiva di queste tute distillanti indicano un�alta tecnologia� osserv� il Duca.</p><p>�Uno di questi giorni vi far� visitare una fabbrica sietch� disse Kynes.</p><p>�Sar� molto interessante� dichiar� il Duca. �Ho visto che questi vestiti sono confezionati anche in alcune citt� di guarnigione.�</p><p>�Sono copie scadenti� replic� Kynes. �Ogni uomo, su Dune, che ci tenga alla pelle, indossa una tuta Fremen.�</p><p>�E manterr� la sua perdita d�acqua a un ditale al giorno?�</p><p>�Con una tuta indossata secondo le regole, la visiera frontale stretta, tutte le chiusure in ordine, la maggior perdita d�acqua avverr� attraverso il palmo delle mani� spieg� Kynes. �Si possono anche infilare dei guanti, se non si devono eseguire con le mani alcuni lavori delicati. Ma la maggior parte dei Fremen, nel deserto, usa strofinare le proprie mani col succo delle foglie di rovo creosoto. Rallenta la traspirazione.�</p><p>Lo sguardo del Duca si abbass� a sinistra, sul paesaggio contorto del Muro Scudo: voragini di roccia torturata, chiazze gialle e brune solcate da crepacci neri. Era come se qualcuno avesse scagliato gi� dallo spazio quell�immenso massiccio, il quale si era conficcato in quel punto, frantumandosi.</p><p>Attraversarono una depressione poco profonda, nella quale lunghe dita di sabbia grigia colavano gi� da un canyon rivolto a sud. Un delta asciutto che si stagliava sul fondo scuro della roccia.</p><p>Kynes, immobile, pensava a tutta quella pelle grassa, impregnata d�acqua, che aveva sentito sotto le tute distillanti. Essi indossavano cinture scudo sopra i vestiti, alla vita portavano storditori a scarica lenta e appesi al collo avevano trasmettitori miniaturizzati di emergenza. Sia il Duca sia suo figlio portavano pugnali ai polsi infilati nei foderi e i foderi sembravano assai consumati. Questa gente aveva colpito Kynes con la sua combinazione di delicatezza e di forza. Possedevano un aspetto scattante che non aveva nulla da spartire con quello degli Harkonnen.</p><p>�Quando presenterete il vostro rapporto sul Cambio all�Imperatore, gli direte che abbiamo osservato tutte le regole?� domand� Leto. Lanci� un�occhiata a Kynes, poi si concentr� nuovamente sulla guida.</p><p>�Gli Harkonnen se ne sono andati, voi siete venuti� disse Kynes.</p><p>�E tutto � stato fatto come doveva esser fatto?�</p><p>Kynes s�irrigid� per un attimo, stringendo la mascella: �Come Planetologo e Arbitro del Cambio io dipendo direttamente dall�Impero� mio Signore�.</p><p>Il Duca sorrise cupamente: �Ma noi sappiamo entrambi come stanno le cose�.</p><p>�Devo ricordarvi che Sua Maest� appoggia il mio lavoro?�</p><p>�Davvero? E in che cosa consiste?�</p><p>Nel breve silenzio che segu�, Paul pens�: <emphasis>Mio padre esagera, con Kynes. </emphasis>Fiss� Halleck, ma il menestrello guerriero stava contemplando il paesaggio desolato.</p><p>�Naturalmente� riprese Kynes, a bassa voce, �voi vi riferite ai miei lavori di planetologo.�</p><p>�Naturalmente.�</p><p>�Consistono soprattutto in biologia e botanica delle terre aride� e un po� di geologia, perforazioni della crosta e qualche esperimento. Non si esauriscono mai le possibilit� di un pianeta.�</p><p>�Voi fate ricerche anche sulla spezia?�</p><p>Kynes si gir�, e Paul not� la linea dura del suo profilo. �Che curiosa domanda, mio Signore.�</p><p>�Ricordate, Kynes, che adesso questo � il mio feudo. I miei metodi differiscono da quelli degli Harkonnen. Non m�importa se voi studiate la spezia, sempre che dividiate con me i risultati� fiss� il planetologo: �Gli Harkonnen non incoraggiavano affatto le ricerche sulla spezia, non � vero?�</p><p>Kynes lo fiss� a sua volta, in silenzio.</p><p>�Potete parlare apertamente� disse il Duca, �senza alcun timore per la vostra vita.�</p><p>�La Corte Imperiale � veramente molto lontana� mormor� Kynes, e pens�: <emphasis>Che cosa si aspetta, dunque, quest�invasore impregnato d�acqua? Crede che io sia cos� pazzo da unirmi a lui?</emphasis></p><p>Il Duca ebbe una risatina, riportando tutta la sua attenzione sulla rotta: �Mi sembra di aver sentito una nota amara nella vostra voce, signore. Ci siamo precipitati su questo mondo con la nostra banda di assassini addomesticati, non � vero? E ci aspettiamo che voi capiate subito che siamo diversi dagli Harkonnen?�</p><p>�Ho letto la propaganda con la quale avete inondato sietch e villaggi� replic� Kynes. ��Amate il buon Duca! Le nuove guarnigioni���</p><p>�Questo, poi!� url� Halleck. Si era riscosso dalla contemplazione del paesaggio, precipitandosi in avanti.</p><p>Paul fu pronto ad afferrargli il braccio.</p><p>�Gurney!� esclam� il Duca. Si volt� per un attimo a guardarlo: �Quest�uomo ha servito per lungo tempo gli Harkonnen�.</p><p>Halleck torn� a sedersi. �Gi�.�</p><p>�Quel suo uomo, Hawat, � molto astuto� disse Kynes. �Ma le sue intenzioni sono fin troppo chiare.�</p><p>�Ci aprir� quelle basi, allora?� chiese il Duca.</p><p>�Appartengono a Sua Maest� replic� asciutto Kynes.</p><p>�Ma nessuno le usa.�</p><p>�Potrebbero servire.�</p><p>�Sua Maest� � d�accordo?�</p><p>Kynes lo fiss� duramente. �Arrakis potrebbe essere un paradiso se i suoi governanti non si occupassero soltanto di arraffare la spezia!�</p><p><emphasis>Non ha risposto alla mia domanda, </emphasis>disse tra s� il Duca. E domand�: �Com�� possibile che un pianeta diventi un paradiso, senza denaro?�</p><p>�Ma che cos�� il denaro, se non vi procura i servizi di cui voi avete bisogno?�</p><p><emphasis>Basta cos�</emphasis>! pens� il Duca. E disse: �Discuteremo di questo un�altra volta. Se non mi sbaglio, ci stiamo avvicinando al bordo del Muro Scudo. Mantengo la stessa rotta?�</p><p>�La stessa rotta� mormor� Kynes.</p><p>Paul guard� fuori dal finestrino. Sotto di loro, la parete scoscesa precipitava in pieghe contorte verso un pianoro completamente spoglio che terminava con un bordo aguzzo. Oltre il bordo, le dune a forma di mezzaluna, simili a unghie, si allineavano fino all�orizzonte: qua e l� comparivano masse confuse, macchie scure le quali indicavano qualcosa che non era sabbia. Forse rocce affioranti. In quest�aria soffocante, Paul non avrebbe potuto giurarlo.</p><p>�Non ci sono piante laggi�?� chiese.</p><p>�Qualcuna� disse Kynes. �A questa latitudine la vita � rappresentata soprattutto da quelle che noi chiamiamo �ladri d�acqua�� sono piante che si depredano a vicenda dell�umidit�, inghiottendo fin la pi� piccola traccia di rugiada. Alcune zone del deserto brulicano di vita. Ma tutte queste creature hanno imparato a sopravvivere ai rigori del deserto. Se voi foste intrappolati laggi�, dovreste imitare queste forme di vita o morire.�</p><p>�Volete dire derubarci dell�acqua l�uno con l�altro?� chiese Paul. L�idea gli parve oltraggiosa e il tremito della voce trad� l�emozione.</p><p>�Lo si fa� disse Kynes. �Ma questo non � esattamente il significato delle mie parole. Vedete, il mio clima esige un particolare atteggiamento verso l�acqua. Si pensa all�acqua, sempre. Non si spreca nulla che contenga dell�umidit�.�</p><p>Il Duca pens�: <emphasis>Il mio clima!�</emphasis></p><p>�Due gradi pi� a sud, mio Signore� disse Kynes. �C�� una burrasca in arrivo da ovest.�</p><p>Il Duca annu�. Aveva scorto in lontananza un turbinio di sabbia arancione. Fece ruotare l�ornitottero e osserv� il riflesso aranciato della polvere sulle ali degli apparecchi di scorta che imitavano la sua manovra.</p><p>�Questo dovrebbe consentirci di evitare la tempesta� fece Kynes.</p><p>�Volare in mezzo a questa sabbia dev�essere pericoloso� disse Paul. �Pu� veramente intaccare i metalli pi� duri?�</p><p>�A quest�altezza non � sabbia, ma polvere� spieg� Kynes. �Il pericolo pi� grave � la mancanza di visibilit�, oltre alla turbolenza e alle valvole di aspirazione che s�incrostano.�</p><p>�Assisteremo all�estrazione della spezia, oggi?� chiese Paul.</p><p>�Molto probabilmente� conferm� Kynes.</p><p>Paul si rilass� sul sedile. Si era servito delle domande e della sua percezione superiore per compiere quella che sua madre chiamava la �registrazione� di una persona. Ora, aveva Kynes: il tono della voce, ogni pi� piccolo particolare del suo viso e del suo modo di muoversi. Una piega innaturale sulla manica sinistra del suo vestito rivelava la presenza di un coltello in un fodero. La sua vita era curiosamente rigonfia. Si diceva che gli uomini del deserto indossassero una cintura imbottita nella quale infilavano gli oggetti di prima necessit�. Forse il rigonfiamento era dovuto a una cintura di questo tipo� certamente non era dovuto a una cintura scudo. Una spilla di rame con incisa l�immagine di una lepre chiudeva il vestito di Kynes all�altezza del collo. Un�altra spilla, pi� piccola ma con la stessa immagine incisa, pendeva da un angolo del cappuccio, sulla spalla.</p><p>Halleck si contorse sul sedile accanto a Paul, raggiunse il compartimento sul retro e ne tir� fuori il suo baliset. Kynes lo guard� un attimo mentre accordava lo strumento, poi si dedic� nuovamente alla rotta.</p><p>�Che cosa ti piacerebbe sentire, Giovane Duca?� chiese Halleck.</p><p>�Scegli tu stesso, Gurney.�</p><p>Halleck avvicin� l�orecchio alla cassa armonica e cominci� a strimpellare e a cantare sommessamente:</p><poem><stanza><v>�I nostri padri hanno mangiato la manna del deserto,</v><v>Nelle distese ardenti flagellate dal vento.</v><v>Signore, salvaci tu da questa terra orribile!</v><v>Salvaci tu� oh, salvaci tu</v><v>Da questa terra arida e assetata�.</v></stanza></poem><p>Kynes lanci� un�occhiata al Duca: �Voi viaggiate con pochissime guardie, mio Signore. Tutti i vostri uomini sono forniti di tanto talento in campi cos� diversi?�</p><p>�Gurney?� Il Duca soffoc� una risata. �Gurney � unico. Mi piace averlo accanto per i suoi occhi. Poche cose gli sfuggono!�</p><p>Il planetologo si accigli�.</p><p>Senza perdere una battuta della sua canzone, Halleck continu�:</p><poem><stanza><v>�Poich� io sono come un gufo del deserto, oh�!</v><v>Oh, s�, come un gufo del deserto!�</v></stanza></poem><p>Il Duca si pieg� in avanti, stacc� un microfono dal quadro dei comandi, lo attiv� e disse: �Capo a scorta Gemma. Oggetto volante a nove ore, settore B. L�avete identificato?�</p><p>�� soltanto un uccello� l�interruppe Kynes, e aggiunse: �Avete occhi acuti�.</p><p>L�altoparlante crepit�, quindi: �Scorta Gemma. Oggetto esaminato al massimo ingrandimento. � un grosso uccello�.</p><p>Paul aguzz� gli occhi nella direzione indicata e distinse una macchiolina: un punto che si muoveva a intermittenza, e cap� quanto suo padre era teso, tutti i sensi all�erta.</p><p>�Ignoravo che esistessero uccelli cos� grandi in pieno deserto� disse il Duca.</p><p>�� probabilmente un�aquila� fece Kynes. �Numerose creature si sono adattate a questi luoghi.�</p><p>L�ornitottero sorvol� un pianoro roccioso completamente spoglio. Paul guard� gi� da duemila metri di quota, e vide scivolare irregolarmente sul suolo le ombre del loro velivolo e della scorta. Il suolo, l� sotto, sembrava piatto, ma l�irregolarit� delle ombre rivelava il contrario.</p><p>�Qualcuno � mai uscito vivo dal deserto?� chiese il Duca. Halleck smise di suonare e si pieg� in avanti per udire la risposta.</p><p>�Non dall�alto deserto� disse Kynes. �Vi sono uomini che sono usciti vivi dalla zona secondaria, molte volte. Sono sopravvissuti attraversando le aree rocciose, dove i vermi non giungono.�</p><p>Il timbro della voce di Kynes aveva attirato l�attenzione di Paul. Sent� i suoi sensi risvegliarsi, nel modo in cui erano stati addestrati.</p><p>�Ah, i vermi� fece il Duca. �Voglio vederne uno, il pi� presto possibile.�</p><p>�Forse ne vedrete uno oggi� disse Kynes. �Dove c�� la spezia, ci sono i vermi.�</p><p>�Sempre?� chiese Halleck.</p><p>�Sempre.�</p><p>�C�� forse una relazione fra i vermi e la spezia?� chiese il Duca.</p><p>Kynes si volt� e Paul vide che storceva le labbra mentre rispondeva: �Essi difendono le <emphasis>sabbie </emphasis>della spezia. Ogni verme ha un suo� territorio. E per quanto riguarda la spezia� chi lo sa? Gli esemplari che abbiamo esaminato ci fanno sospettare che avvengano complicate reazioni chimiche nel corpo dei vermi. Abbiamo trovato tracce di acido cloridrico nel sistema circolatorio e acidi pi� complessi altrove. Vi procurer� una mia monografia su questo argomento�.</p><p>�E gli scudi non servono contro di loro?� disse il Duca.</p><p>�Gli scudi!� Kynes sogghign�. �Azionate uno scudo in una zona dove ci siano vermi e il vostro destino sar� segnato. Quando uno scudo � in azione, i vermi ignorano i confini territoriali e si precipitano da ogni parte per attaccarlo. Nessun uomo munito di scudo � sopravvissuto a un simile attacco.�</p><p>�Allora, come si catturano i vermi?�</p><p>�L�unico modo possibile per uccidere e preservare un verme completo consiste nel sottoporre ogni singolo segmento a una scarica elettrica ad alta tensione� spieg� Kynes. �� possibile stordirli o farli a pezzi con l�esplosivo, ma ogni segmento conserva una vita propria. Eccettuate le atomiche, non conosco esplosivi abbastanza potenti da distruggere completamente un verme. � incredibile quanto siano resistenti.�</p><p>�Perch� non si � fatto nessuno sforzo per sterminarli?� chiese Paul.</p><p>�Costerebbe troppo� rispose Kynes. �L�area da bombardare sarebbe troppo vasta.�</p><p>Paul torn� a rilassarsi sul suo sedile d�angolo. Il suo senso della verit�, la percezione di ogni pi� piccola sfumatura, gli diceva che Kynes mentiva, o diceva soltanto mezze verit�. E pens�: <emphasis>Se c�� una relazione fra la spezia e i vermi, uccidere i vermi vorrebbe dire distruggere la spezia.</emphasis></p><p>�Molto presto, nessuno sar� pi� costretto a salvarsi da solo nel deserto� disse il Duca. �Baster� azionare queste piccole trasmittenti appese al collo e i soccorsi si precipiteranno. Fra qualche giorno tutti i nostri lavoranti le porteranno. Organizzeremo uno speciale servizio di salvataggio.�</p><p>�Assai lodevole� replic� Kynes.</p><p>�Dal vostro tono direi che non siete d�accordo� fece il Duca.</p><p>�D�accordo? � naturale che sia d�accordo, ma non sar� un grande aiuto. L�elettricit� statica delle tempeste di sabbia cancella la maggior parte dei segnali. Mette fuori uso i trasmettitori. � gi� stato sperimentato, capite? Arrakis non d� tregua a nessuno strumento. E se un verme vi sta dando la caccia, non c�� molto tempo. Non pi� di quindici, venti minuti.�</p><p>�Che cosa consigliereste?� chiese il Duca.</p><p>�Voi chiedete un consiglio? A me?�</p><p>�S�. Nella vostra veste di planetologo.�</p><p>�E sareste disposto a seguirlo?�</p><p>�Se lo trover� sensato.�</p><p>�Molto bene, mio Signore. Non viaggiate mai da solo.�</p><p>Il Duca distolse la sua attenzione dai comandi: �Tutto qui?�</p><p>�Tutto qui. Non viaggiate mai da solo.�</p><p>�E che cosa succede se una tempesta ci divide dagli altri e ci costringe a fermarci?� domand� Halleck. �Non c�� proprio niente da fare?�</p><p>�<emphasis>Niente </emphasis>� un termine troppo vago.�</p><p>�Ma voi, cosa fareste?� chiese Paul.</p><p>Kynes si volt� verso il ragazzo, fissandolo freddamente, poi rivolse nuovamente la sua attenzione al Duca: �Prima di tutto, proteggerei l�integrit� della mia tuta distillante. Se mi trovassi tra le rocce, in una zona non battuta dai vermi, resterei accanto al velivolo. Se invece mi trovassi tra le sabbie, in una zona aperta, mi allontanerei dalla macchina il pi� rapidamente possibile. Una distanza di mille metri sarebbe sufficiente. Poi mi nasconderei sotto il mio vestito. Il verme avrebbe il mio apparecchio, ma non si accorgerebbe di me�.</p><p>�E poi?� chiese Halleck.</p><p>Kynes scroll� le spalle: �Aspetterei che il verme se ne fosse andato�.</p><p>�Tutto qui?�</p><p>�Quando il verme se n�� andato, si pu� cercare di salvarsi camminando� spieg� Kynes. �Bisogna camminare adagio, evitando i tamburi delle sabbie, le maree di polvere, e dirigersi verso la pi� vicina zona rocciosa. Vi sono molte di queste zone. Si pu� riuscire.�</p><p>��Tamburi delle sabbie?�� chiese Halleck.</p><p>�� un effetto della sabbia supercompressa. Anche il passo pi� leggero la fa rimbombare. E i vermi accorrono da ogni parte.�</p><p>�E le �maree di polvere�?� disse il Duca.</p><p>�Certe depressioni del deserto si sono completamente riempite di sabbia, col passare dei secoli. Alcune sono cos� ampie che si verificano al loro interno correnti e maree. Tutte inghiottono l�ignaro che vi si addentra.�</p><p>Halleck ricadde indietro e ricominci� a pizzicare il baliset. Cant�:</p><poem><stanza><v>�Bestie selvagge del deserto cacciano laggi�,</v><v>Aspettando l�ignaro che vi passi accanto.</v><v>Oh-h-h, non tentare gli d�i del deserto,</v><v>Vuoi forse lasciare il tuo epitaffio solitario?</v><v>I pericoli del��</v></stanza></poem><p>S�interruppe e si pieg� nuovamente in avanti: �Una nube di polvere davanti a noi, signore!�</p><p>�L�ho vista, Gurney.�</p><p>�� quello che stiamo cercando� disse Kynes.</p><p>Paul si alz� sul sedile, aguzzando gli occhi, e vide una nuvola gialla che rotolava sulla superficie del deserto, circa trenta chilometri davanti a loro.</p><p>�Uno dei vostri trattori� riprese Kynes. �Si � appoggiato sulla superficie, e questo vuol dire che � sopra la spezia. La nuvola � sabbia che viene espulsa dopo essere stata centrifugata per estrarne la spezia. Nessun�altra nuvola le assomiglia.�</p><p>�Distinguo dei velivoli, l� sopra� disse il Duca.</p><p>�Ne vedo due� tre� quattro� conferm� Kynes. �Sono ricognitori. Controllano che non vi siano segni dei vermi, qui intorno.�</p><p>��Segni dei vermi?�� chiese il Duca.</p><p>�Precipitandosi verso il trattore, il verme crea un�onda di sabbia in superficie. Ma a volte i vermi viaggiano troppo in profondit�, e l�onda � invisibile. Per questo i ricognitori sono anche muniti di sonde sismiche.� Kynes scrut� il cielo. �Ci dovrebbe essere un�ala in volo qui attorno, ma non la vedo.�</p><p>�I vermi arrivano sempre, non � cos�?� chiese Halleck.</p><p>�Sempre.�</p><p>Paul si chin� a toccare la spalla di Kynes. �Quanto territorio occupa ogni verme, di solito?�</p><p>Kynes si accigli�. Questo ragazzo continuava a fare domande da adulto.</p><p>�Dipende dalla dimensione del verme.�</p><p>�In quale rapporto?� disse il Duca.</p><p>�Quelli pi� grossi possono controllare fino a trecento, quattrocento chilometri quadrati. I pi� piccoli�� s�interruppe, mentre il Duca innestava di colpo i razzi frenanti. Il velivolo s�impenn�, i razzi di coda si spensero, le ali si distesero al massimo e cominciarono a battere l�aria. L�apparecchio era diventato un puro ornitottero: il Duca lo arrest� nell�aria, tenendo al minimo il battito delle ali, e indic� un punto con la mano sinistra, oltre il trattore, in direzione est.</p><p>�� il segno di un verme?�</p><p>Kynes si pieg� davanti al Duca e aguzz� gli occhi. Paul e Halleck, stretti uno accanto all�altro, l�imitarono: Paul not� che la loro scorta, sorpresa dall�improvvisa manovra, li aveva sopravanzati, ma ora stava tornando indietro. Il trattore era davanti a loro, lontano ancora tre chilometri.</p><p>Nella direzione indicata dal Duca, le dune a mezzaluna formavano una lunga distesa di ombre ricurve fino all�orizzonte: tra esse si disegnava una linea diritta che si perdeva in lontananza e all�estremit� pi� vicina una cresta di sabbia, un monticello allungato che si muoveva verso di loro. Ricord� a Paul la scia di un grosso pesce che nuotasse a pelo dell�acqua.</p><p>�Un verme� conferm� Kynes. �Uno dei pi� grossi� si volt�, stacc� il microfono dal quadro dei comandi, scelse un nuovo campo di frequenze, consult� la mappa tesa fra due rulli, sulle loro teste, e lanci� un appello: �Chiamo trattore in Delta Ajax Nove. Avvistato segno del verme. Trattore in Delta Ajax Nove. Segno del verme. Rispondete� aspett�.</p><p>L�altoparlante crepit�, poi una voce: �Chi chiama Delta Ajax Nove? Passo�.</p><p>�Sembra che se la prendano calma� comment� Halleck.</p><p>Kynes parl� nel microfono: �Volo non registrato. Tre chilometri a nordest. Segno del verme su rotta d�intersezione. Contatto stimato tra venticinque minuti�.</p><p>Un�altra voce romb� nell�altoparlante: �Qui Controllo Ricognizioni. Avvistamento confermato. Restate in linea per conferma del contatto� una pausa, poi: �Contatto fra meno di ventisei minuti. La stima era assai accurata. Chi � su quel volo non registrato? Passo�.</p><p>Halleck si era slacciato la cintura e si fece avanti, tra il Duca e Kynes: �� la frequenza normale di lavoro, Kynes?�</p><p>�S�, perch�?�</p><p>�Chi sta ascoltando?�</p><p>�Solo la squadra che lavora in questa zona. Diminuisce le interferenze.�</p><p>L�altoparlante crepit� di nuovo, poi: �Qui Delta Ajax Nove. A chi va il premio per questo avvistamento? Passo�.</p><p>Halleck guard� il Duca.</p><p>Kynes disse: �Chi d� per primo l�allarme ha diritto a un premio proporzionale al raccolto della spezia. Vogliono sapere��</p><p>�Dite pure chi ha avvistato per primo quel verme� l�interruppe Halleck.</p><p>Il Duca assent�.</p><p>Kynes esit�, poi alz� il microfono: �Premio di avvistamento al Duca Leto Atreides. Duca Leto Atreides. Passo�.</p><p>La voce dell�altoparlante risuon� piatta, e in parte distorta da una serie di scariche: �Ricevuto. Grazie�.</p><p>�Ora� ordin� Halleck, �dite che si dividano il premio. Dite che questo � il desiderio del Duca.�</p><p>Kynes respir� profondamente, poi: �Il Duca desidera che questo premio sia diviso fra tutti. Ricevuto? Passo�.</p><p>�Ricevuto e grazie.�</p><p>�Mi sono dimenticato di dirvi� aggiunse il Duca, �che Gurney ha anche un particolare talento per le pubbliche relazioni.�</p><p>Kynes fiss� Halleck, perplesso.</p><p>�Questo servir� a far sapere agli uomini che il Duca si preoccupa per la loro sicurezza� spieg� Halleck. �La voce si sparger�. Era una frequenza usata solo in zona di lavoro� ed � improbabile che gli agenti degli Harkonnen abbiano potuto ascoltare.� Alz� gli occhi verso la copertura aerea: �E siamo una forza piuttosto notevole. � valsa la pena rischiare�.</p><p>Il Duca inclin� l�ornitottero verso la nuvola di sabbia sollevata dal trattore. �Che succede, adesso?�</p><p>�C�� un�ala in volo qui vicino� disse Kynes. �Scender� e sollever� il trattore.�</p><p>�Che cosa accadrebbe, se l�ala si guastasse?� chiese Halleck.</p><p>�Una certa quantit� di materiale va sempre perduta�� replic� Kynes. �Portatevi pi� vicino al trattore, mio Signore. � uno spettacolo interessante.�</p><p>Il Duca si accigli� e si dette da fare coi controlli mentre entravano nella zona di turbolenza sopra il trattore.</p><p>Paul guard� gi�: vide la sabbia che continuava a venire espulsa dal mostro di metallo e plastica sotto di loro. Aveva l�aspetto di un gigantesco coleottero azzurro e bruno, con numerose zampe meccaniche che si protendevano intorno ad esso, azionate da cingoli. Vide il becco di un gigantesco imbuto rovesciato conficcato nella sabbia scura, nella parte anteriore.</p><p>�Un terreno ricco di spezia, a giudicare dal colore� disse Kynes. �Continueranno a estrarla tino all�ultimo istante.�</p><p>Il Duca caric� le ali e le irrigid� per calarsi pi� rapidamente, poi si stabilizz� a bassa quota, tracciando cerchi concentrici intorno al trattore. Lanciando occhiate a sinistra e a destra vide che la scorta girava sopra di loro, mantenendo la quota.</p><p>Paul studi� la nuvola gialla eruttata dagli orifizi del trattore, poi alz� gli occhi sul deserto verso la scia del verme, sempre pi� vicina.</p><p>�Non dovremmo sentirli chiamare l�ala?� domand� Halleck.</p><p>�Normalmente l�ala � su un�altra frequenza� disse Kynes.</p><p>�Non dovrebbero esserci due ali a disposizione per ogni trattore?� chiese il Duca. �Ci sono ventisei uomini in quella macchina, laggi�, senza contare tutto il materiale.�</p><p>Kynes replic�: �Voi non avete sufficiente esperien��</p><p>S�interruppe. Una voce infuriata esplose nell�altoparlante: �Nessuno di voi vede l�ala? Non risponde.�</p><p>Vi fu un torrente di crepitii e di scariche, poi rimbomb� un segnale d�emergenza, vi fu un attimo di silenzio, quindi la prima voce grid�: �Tutti a rapporto per numero d�ordine! Passo�.</p><p>�Qui Controllo Ricognizioni. L�ultima volta che ho visto l�ala era piuttosto alta e volava verso nordovest. Ora non la vedo pi�. Passo.�</p><p>�Ricognitore Uno: negativo. Passo.�</p><p>�Ricognitore Due: negativo. Passo.�</p><p>�Ricognitore Tre: negativo. Passo.�</p><p>Silenzio.</p><p>Il Duca guard� in basso: l�ombra dell�ornitottero stava passando proprio sopra il trattore.</p><p>�Solo quattro ricognitori. Esatto?�</p><p>�Esatto� disse Kynes.</p><p>�Noi disponiamo in tutto di cinque ornitotteri� continu� il Duca. �Sono grandi. Se ci stringiamo, possiamo caricare tre persone in pi� per ogni apparecchio. I loro ricognitori dovrebbero riuscire a caricarne un paio ciascuno.�</p><p>Paul calcol� mentalmente: �Ne restano tre�.</p><p>�Perch� non ci sono due ali per ogni trattore?� url� il Duca.</p><p>�Non ci sono abbastanza macchine di riserva� disse Kynes.</p><p>�Una ragione di pi� per proteggere quelle che abbiamo!�</p><p>�Dov�� finita quell�ala?� domand� Halleck.</p><p>�Forse � stata costretta ad atterrare in qualche parte al di fuori del nostro campo visivo� disse Kynes.</p><p>Il Duca afferr� il microfono, poi esit�, il pollice sull�interruttore: �Com�� possibile che i ricognitori abbiano perso di vista un�ala?�</p><p>�Tutta la loro attenzione � concentrata sul terreno, per i segni del verme� spieg� Kynes.</p><p>Il Duca fece scattare l�interruttore e parl�: �Qui il vostro Duca. Stiamo scendendo per prelevare la squadra di Delta Ajax Nove. Tutti i ricognitori hanno l�ordine di fare altrettanto. I ricognitori scenderanno sul lato est. Noi scenderemo a ovest. Passo� fece scattare il microfono sulla sua frequenza personale e ripet� l�ordine per la scorta aerea, poi ripass� il microfono a Kynes.</p><p>Kynes torn� sulla frequenza di lavoro e una voce tuon� nell�altoparlante:</p><p>�� un carico quasi completo di spezia! Abbiamo un carico quasi completo di spezia! Non possiamo lasciarlo a quel maledetto verme! Passo�.</p><p>�Al diavolo la spezia!� abbai� il Duca. Afferr� nuovamente il microfono: �Troveremo sempre dell�altra spezia! I nostri apparecchi hanno posti per tutti, tranne tre. Tirate le pagliuzze o decidete nel modo che vi sembra migliore. Ma dovete venire, questo � un ordine!� Sbatt� il microfono nelle mani di Kynes, e mormor�: �Scusatemi� mentre Kynes si succhiava le dita contuse.</p><p>�Quanto tempo?� chiese Paul.</p><p>�Nove minuti� disse Kynes.</p><p>Il Duca riprese: �Questo ornitottero � pi� potente degli altri. Se decolliamo coi jet e le ali a tre quarti, possiamo far entrare un uomo in pi��.</p><p>�La sabbia � troppo cedevole� disse Kynes.</p><p>�Con quattro uomini in pi�, rischiamo di rompere le ali decollando coi razzi, Signore� insist� Halleck.</p><p>�Non questo ornitottero� ribatt� il Duca. Azion� nuovamente i comandi, mentre la macchina planava accanto al trattore. Le ali si alzarono, frenando l�apparecchio il quale, dopo un�ultima scivolata, tocc� terra a una ventina di metri dal trattore.</p><p>L�enorme trattore era silenzioso, adesso, e la sabbia non turbinava pi� intorno ai suoi orifizi. Si udiva soltanto un lieve ronzio meccanico, che si fece pi� intenso quando il Duca apr� lo sportello.</p><p>Immediatamente un denso e penetrante odore di cinnamomo li invest�.</p><p>Con un sonoro battito di ali anche i ricognitori planarono sulla sabbia, sull�altro lato del trattore. La scorta del Duca discese a sua volta in picchiata.</p><p>Paul contempl� l�immensa mole del trattore, accanto al quale gli ornitotteri sembravano minuscoli moscerini al cospetto di un mostruoso scarabeo.</p><p>�Gurney, tu e Paul scaraventate fuori i sedili posteriori� ordin� il Duca. Pieg� le ali a tre quarti, manualmente, fino alla giusta angolazione e verific� i controlli dei jet. �Perch� diavolo non escono da quella macchina?�</p><p>�Sperano ancora che l�ala arrivi� disse Kynes. �Hanno ancora qualche minuto.� Fiss� il deserto verso est.</p><p>Tutti guardarono nella stessa direzione: non c�era alcun segno del verme, ma l�aria era carica di ansia.</p><p>Il Duca prese il microfono, lo regol� sulla sua frequenza e ordin�: �Due di voi scaraventino fuori i loro generatori a scudo. In ordine di numero. In questo modo potrete caricare un uomo in pi�. Non lasceremo nessun uomo a quel mostro�.</p><p>Torn� sulla frequenza di lavoro e url�: �Bene, voi di Delta Ajax Nove! Fuori subito! Questo � un ordine del vostro Duca! Muovetevi o taglier� in due quel trattore con un laser!�</p><p>Un portello si apr� di colpo vicino al muso del trattore, un altro all�estremit� posteriore e un terzo in alto. Uomini schizzarono fuori, ruzzolando poi sulla sabbia. Un uomo alto, avvolto in una tuta da lavoro tutta rattoppata, fu l�ultimo a emergere. Salt� prima su un cingolo e poi sulla sabbia.</p><p>Il Duca riagganci� il microfono al quadro di comando e si sporse fuori su un gradino della scaletta e url�: �Due di voi in ciascuno dei vostri ricognitori!�</p><p>L�uomo con la tuta rattoppata divise la sua squadra in gruppi di due e li spinse verso i velivoli in attesa sull�altro lato.</p><p>�Quattro da questa parte!� url� il Duca. �Quattro in quell�altra macchina!� Punt� il dito verso uno degli ornitotteri di scorta. Le guardie stavano appunto scaricando all�esterno il generatore dello scudo. �Quattro in quella macchina laggi�!� Indic� un altro ornitottero di scorta che aveva gi� scaricato il suo generatore. �E tre negli altri! Correte, specie di cani della sabbia!�</p><p>L�uomo alto fin� di contare quelli della sua squadra e si avvicin� trascinandosi sulla sabbia, seguito da tre dei suoi compagni.</p><p>�Sento il verme, ma non riesco a vederlo� disse Kynes.</p><p>Quindi anche gli altri lo sentirono: uno sfregamento, un crepitio ancora distante ma che cresceva d�intensit�.</p><p>�Che maniera balorda di lavorare!� imprec� il Duca.</p><p>Gli ornitotteri cominciarono a battere le ali, sollevando ondate di sabbia. Il Duca ripens� alle giungle del suo pianeta natale, quando, emergendo all�improvviso in una radura, branchi di avvoltoi spiccavano il volo precipitosamente dalla carogna di un toro selvatico.</p><p>I lavoratori della spezia scivolarono faticosamente lungo il fianco dell�ornitottero e cominciarono ad arrampicarsi dietro il Duca. Halleck li aiut�, tirandoli su e spingendoli sul fondo del velivolo.</p><p>�Su, ragazzi� esclam�, �pi� presto, pi� presto!�</p><p>Paul, schiacciato in un angolo da quegli uomini ansanti, percep� l�odore della paura e vide che due fra essi avevano le tute distillanti semiaperte sul collo. Ne prese nota mentalmente, per il futuro. Suo padre doveva imporre una disciplina pi� rigorosa per le tute distillanti. Gli uomini diventano trascurati se non si vigila su queste cose.</p><p>L�ultimo uomo arriv� ansante sul retro, e disse: �Il verme ci � quasi addosso, decolliamo!�</p><p>Il Duca scivol� al suo posto, accigliandosi: �Abbiamo ancora tre minuti, secondo la stima originaria. Esatto, Kynes?� chiuse lo sportello, lo controll�.</p><p>�Esattamente, mio Signore� rispose Kynes, e pens�: <emphasis>Questo Duca non perde mai la testa!</emphasis></p><p>�Tutto a posto, signore� esclam� Halleck.</p><p>Il Duca annu�, osserv� l�ultimo degli apparecchi di scorta che s�involava. Regol� l�accensione, diede un�ultima occhiata alle ali e agli strumenti, poi inser� la sequenza per i jet.</p><p>Il decollo schiacci� con violenza contro i sedili sia il Duca che Kynes e costip� energicamente tutti gli altri. Kynes consider� il modo con cui il Duca maneggiava i controlli: con delicatezza e la massima sicurezza. L�ornitottero era in aria, adesso, e il Duca seguiva attentamente i suoi strumenti, senza perdere d�occhio le ali, su entrambi i lati.</p><p>�Siamo molto pesanti, signore� disse Halleck.</p><p>�Ma ampiamente nei limiti di questo apparecchio� replic� il Duca. �Non avrai creduto, per caso, che volessi rischiare la vita dei miei passeggeri, Gurney?�</p><p>Halleck sogghign�. �Neppure per un istante, Signore.�</p><p>Il Duca manovr� l�apparecchio lungo un�ampia curva, fin sulla verticale del trattore.</p><p>Paul, schiacciato in un angolo contro il finestrino, guard� gi� verso la macchina silenziosa. Il segno del verme si era interrotto a circa quattrocento metri dal trattore. Ora sembrava che ci fosse una certa turbolenza tutto intorno alla grande macchina.</p><p>�Il verme � sotto il trattore� disse Kynes. �Ora assisterete a uno spettacolo che pochi uomini hanno visto.�</p><p>Tutto intorno al trattore si formarono rigonfiamenti di sabbia che disegnarono varie ombre. L�enorme macchina cominci� a sprofondare, inclinandosi verso destra. Un gigantesco vortice di sabbia cominci� a formarsi sullo stesso lato. Gir� sempre pi� velocemente, scagliando sabbia e polvere per centinaia di metri all�intorno.</p><p>Poi lo videro!</p><p>Una voragine si form� nel deserto. La luce del sole scintill� sulle sue pareti. Il diametro del foro era almeno il doppio della lunghezza del trattore, stim� Paul. Fiss� affascinato la macchina che scivolava in quell�apertura, nel cuore di un�autentica tempesta di polvere e di sabbia. Il foro si richiuse.</p><p>�Mio Dio, che mostro!� mormor� un uomo, accanto a Paul.</p><p>�Tutta la nostra spezia!� grugn� un altro.</p><p>�Qualcuno pagher� per questo� disse il Duca. �Ve lo prometto.�</p><p>Nella voce priva d�espressione di suo padre, Paul percep� un�ira profonda. Si accorse di condividerla. Un simile spreco era criminale!</p><p>Nel silenzio che segu�, si ud� la voce di Kynes: �Benedetto sia il Creatore e la Sua acqua. Benedetta la Sua venuta e la Sua partenza. Possa il Suo passaggio purificare il mondo. Possa Egli conservare il mondo per il Suo popolo�.</p><p>�Che cosa state dicendo?� gli chiese il Duca.</p><p>Ma Kynes rest� silenzioso.</p><p>Paul osserv� gli uomini stretti intorno a lui. Fissavano spaventati la nuca di Kynes. Uno di loro bisbigli�: �<emphasis>Liet</emphasis>�<emphasis>.</emphasis></p><p>Kynes si volt�, accigliato. L�uomo, confuso, cerc� di nascondersi.</p><p>Un altro degli scampati cominci� a tossire: una tosse secca e aspra. Qualche istante dopo, ansim�: �Maledetto questo buco infernale!�</p><p>L�uomo alto, l�ultimo a uscire dal trattore, intervenne: �Stai calmo, Coss! Non fai altro che peggiorare la tua tosse.� Si fece strada nella ressa finch� non fu accanto al Duca. �Voi siete il Duca Leto, immagino� disse. �Siete voi che dobbiamo ringraziare per averci salvato la vita. Prima del vostro arrivo, eravamo perduti.�</p><p>�Silenzio, uomo, lascia che il Duca guidi la sua macchina� mormor� Halleck.</p><p>Paul lanci� un�occhiata a Halleck. Anche lui aveva visto i muscoli contratti sul volto di suo padre. Si doveva agire con cautela, quando il Duca era infuriato.</p><p>Leto fece uscire l�ornitottero dalla sua traiettoria circolare, ma subito lo arrest� sulla verticale per esaminare meglio qualcosa che si muoveva nella sabbia sottostante. Il verme si era ritirato in profondit�, e ora, non lontano dal punto dove si era trovato il trattore fino a qualche istante prima, si scorgevano due figure che si dirigevano verso nord, allontanandosi dalla depressione. Sembrava che scivolassero tra le dune, sollevando appena qualche granello di sabbia.</p><p>�Chi sono quei due, laggi�?� url� il Duca.</p><p>�Due apprendisti� disse l�uomo alto. �Erano venuti con noi per vedere, Signore.�</p><p>�Perch� nessuno mi ha detto niente?�</p><p>�Sono loro che hanno voluto correre il rischio, Signore� insistette l�uomo da duna.</p><p>�Mio Signore� intervenne Kynes, �essi sanno che c�� ben poco da fare per gli uomini intrappolati nel territorio dei vermi.�</p><p>�Manderemo un apparecchio dalla base a prenderli!� ribatt� bruscamente il Duca.</p><p>�Come volete, mio Signore� disse Kynes. �Ma � probabile che, quando la macchina arriver� non ci sar� pi� nessuno da salvare.�</p><p>�Mander� una macchina lo stesso� ripet� il Duca.</p><p>�Erano proprio accanto al punto da cui � uscito il verme� disse Paul. �Come hanno fatto a fuggire?�</p><p>�Le dimensioni di quella voragine ingannano� spieg� Kynes.</p><p>�Signore� intervenne Halleck, �state sprecando troppo carburante.�</p><p>�Ho visto, Gurney!�</p><p>Il Duca fece ruotare il velivolo verso il Muro Scudo. La scorta discese dalla quota di osservazione e si dispose ai suoi fianchi.</p><p>Paul ripens� a quello che avevano detto l�uomo da duna e Kynes. Percepiva solo mezze verit� e menzogne complete. I due uomini erano fuggiti sulla sabbia con tanta sicurezza, muovendosi in un modo chiaramente calcolato per non attirare il verme dalle profondit� in cui si trovava�</p><p><emphasis>Fremen! </emphasis>Il pensiero folgor� Paul. <emphasis>Chi altri avrebbe potuto muoversi con tanta disinvoltura sulla sabbia? Chi altri sarebbe sfuggito al terrore� sapendo di non essere in pericolo? Essi sanno come vivere laggi�! E come superare in astuzia un verme!</emphasis></p><p>�Che cosa facevano quei Fremen sul trattore?� chiese Paul.</p><p>Kynes si gir� di scatto.</p><p>Anche l�uomo da duna si gir� verso Paul, sbigottito (occhi azzurri nell�azzurro). �Chi � questo ragazzo?� domand�.</p><p>Halleck si intromise tra l�uomo e Paul. �Questi � Paul Atreides, l�erede del Duca.�</p><p>�Perch� mai afferma che c�erano dei Fremen sul nostro trattore?�</p><p>�Corrispondono alla descrizione� disse Paul.</p><p>Kynes sbuff�: �Non si pu� identificare un Fremen con una sola occhiata!� fiss� l�uomo da duna: �Tu, chi erano quegli uomini?�</p><p>�Amici di uno dei nostri, semplicemente� rispose l�uomo. �Amici venuti da un villaggio che volevano vedere le sabbie della spezia.�</p><p>Kynes si volt�: �Fremen!�</p><p>Ma ricord� le parole della leggenda: �<emphasis>Il Lisan al-Gaib vedr� attraverso ogni sotterfugio</emphasis>�<emphasis>.</emphasis></p><p>�Con tutta probabilit� a quest�ora sono morti, Giovane Duca� disse l�uomo da duna. �Perch� dir male di loro?�</p><p>Ma Paul avvert� la falsit� delle loro voci e la minaccia che aveva mosso istintivamente Halleck al suo fianco, per proteggerlo.</p><p>Paul continu�: �Un luogo terribile per morire�.</p><p>Senza voltarsi, Kynes replic�: �Quando Dio ha stabilito che una creatura muoia in un certo luogo, fa in modo che la sua volont� la conduca in quel luogo�.</p><p>Leto si volt� e fulmin� Kynes con lo sguardo.</p><p>E Kynes, restituendogli l�occhiata, si sent� improvvisamente sconvolto per una cosa che non aveva previsto: <emphasis>Questo Duca era molto pi� preoccupato per gli uomini che per la spezia. Ha rischiato la vita, e quella di suo figlio, per salvarli. Ha avuto un solo gesto di stizza per la perdita del trattore pieno di spezia. Ma la minaccia che incombeva sugli uomini lo ha mandato in bestia. Un simile capo potrebbe assicurarsi una lealt� fanatica. Sarebbe difficile sconfiggerlo.</emphasis></p><p>Contro la sua volont� e contro ogni precedente giudizio, Kynes fu costretto ad ammettere dentro di s�: <emphasis>Mi piace questo Duca.</emphasis></p></section><section><epigraph><p>La grandezza � un�esperienza transitoria. Ed � inconsistente, legata com�� all�immaginazione umana che crea i miti. La persona che sperimenta la grandezza deve percepire il mito che la circonda. Deve pensare a quanto � proiettato su di lei, e mostrarsi fortemente incline all�ironia. Questo le impedir� di credere anch�essa a quello che pretende di essere. L�ironia le consentir� di agire indipendentemente da se stessa. Se invece non possiede questa qualit�, anche una grandezza occasionale pu� distruggerla.</p><text-author>dalla �Raccolta dei detti di Muad�Dib�, della Principessa Irulan</text-author></epigraph><empty-line/><p>Nella sala da pranzo della grande dimora di Arrakeen, le lampade a sospensione che erano state accese per contrastare la rapida oscurit� della notte illuminavano col loro giallo splendore la testa nera del toro dalle corna insanguinate, riflettendosi sul cupo ritratto a olio del Vecchio Duca.</p><p>Sotto questi talismani, le candide tovaglie sembravano risplendere intorno al riflesso brunito delle argenterie degli Atreides, disposte in ordine perfetto sulla grande tavola: piccoli arcipelaghi di preziose stoviglie in attesa accanto a calici di cristallo, davanti a sedie di legno massiccio. Il classico candeliere centrale era spento e la sua catena ritorta saliva verso le ombre del soffitto, dov�era stato dissimulato il meccanismo del rivelatore di veleni.</p><p>Il Duca, immobile sulla soglia, ispezion� la tavola, pensando al rivelatore di veleni e a quello che significava nella loro societ�.</p><p><emphasis>Tutto in perfetta armonia, </emphasis>pens�. <emphasis>� possibile definirci in base al nostro linguaggio, ai differenti modi precisi e delicati con i quali amiamo somministrare una morte traditrice. Forse qualcuno prover� il chaumurky, questa sera: il veleno delle bevande? O sar� il chaumas: il veleno delle pietanze?</emphasis></p><p>Scosse la testa.</p><p>Davanti ad ogni sedia, sulla tavola, una caraffa colma d�acqua. C�era abbastanza acqua, su quella tavola, valut� il Duca, da consentire a una famiglia povera di Arrakis di vivere per pi� di un anno.</p><p>Accanto a lui, vicino alla porta, due bacinelle rivestite di smalto giallo verde, ciascuna con la sua rastrelliera di asciugamani. La governante gli aveva spiegato che era costume, per gli ospiti al castello, immergere cerimoniosamente le mani in una bacinella, rovesciando parecchie scodelle d�acqua sul pavimento, asciugandosi poi le mani e gettando l�asciugamano nella pozza d�acqua sempre pi� larga, sul pavimento. Dopo il banchetto, i mendicanti si riunivano l� fuori per strizzare l�acqua dagli asciugamani.</p><p><emphasis>Com�� tipica di un feudo Harkonnen, </emphasis>pens� il Duca, <emphasis>qualsiasi degradazione che la mente umana riesca a concepire! </emphasis>Respir� a fondo; sent� la rabbia afferrarlo allo stomaco.</p><p>�Questa usanza finisce qui� mormor�.</p><p>Vide una cameriera (una di quelle vecchie asciutte e rugose che la governante aveva raccomandato) che si dirigeva verso l�ingresso delle cucine, davanti a lui. Il Duca alz� la mano e le fece un cenno. La cameriera usc� dall�ombra, scivolando lungo la tavola per raggiungerlo. Il Duca not� il suo viso, simile al cuoio, e gli occhi azzurri sul fondo azzurro.</p><p>�Il mio Signore desidera?� Teneva la testa abbassata, gli occhi socchiusi.</p><p>Il Duca fece un rapido gesto: �Porta via questi catini e questi asciugamani!�</p><p>�Ma� Nobile Nato�� alz� la testa e lo fiss�, a bocca aperta.</p><p>�Conosco l�usanza� grid� il Duca. �Porta subito questi catini alla porta d�ingresso. Durante il banchetto, finch� non sar� finito, tutti i mendicanti che verranno riceveranno una tazza piena d�acqua. Hai capito?�</p><p>Il suo viso simile al cuoio rivel� un turbine di emozioni: delusione, rabbia� Improvvisamente il Duca intu� che la donna aveva previsto di vendere l�acqua spremendola da quegli asciugamani calpestati, strappando qualche moneta ai miserabili che si fossero presentati alla porta. Forse anche questa era un�usanza.</p><p>Il suo volto si rabbui� e ringhi�: �Metter� un uomo di guardia per assicurarmi che i miei ordini siano rispettati�.</p><p>Si volt� di scatto e percorse a lunghi passi il corridoio che portava alla Grande Sala. I ricordi si agitavano nella sua mente, confusi come il mormorio di vecchie donne sdentate. Sconfinate distese d�acqua, di onde; giorni d�erba e non giorni di sabbia, e tutte le estati risplendenti che gli erano passate accanto in un attimo, come foglie nell�uragano.</p><p>Tutto finito.</p><p><emphasis>Divento vecchio, </emphasis>pens�. <emphasis>Ho sentito la mano gelida della morte. E dove l�ho mai sentita? Nella rapacit� di una vecchia!</emphasis></p><p>Nella Grande Sala, Lady Jessica era al centro di un folto gruppo intorno al caminetto, dove crepitava un grande fuoco che illuminava di riflessi arancione i gioielli, i merletti, i tessuti preziosi. Riconobbe nel gruppo un fabbricante di tute distillanti di Carthag, un importatore di apparecchi elettronici, un convogliatore d�acqua la cui dimora estiva sorgeva accanto ai suoi impianti nella zona polare, un rappresentante della Banca della Gilda (magro e distaccato, come sempre), un commerciante di pezzi di ricambio per le apparecchiature estrattive della spezia, una donna sottile, dai lineamenti duri, il cui servizio di accompagnamento per i visitatori provenienti da altri pianeti era notoriamente una copertura per operazioni di contrabbando, spionaggio e ricatto.</p><p>La maggior parte delle donne nella Sala sembrava prodotta da un unico stampo, per uno scopo preciso: decorative, perfette fin nei minimi dettagli, una strana mescolanza di virt� intoccabile e di sensualit�.</p><p>Anche senza il suo rango di padrona di casa, Jessica avrebbe dominato il gruppo. Non portava alcun gioiello e si era rivestita di toni caldi: il lungo vestito risplendeva quasi di un color fiamma e un nastro bruno come la terra era annodato intorno ai capelli color del bronzo.</p><p>Leto cap� che lei voleva rimproverarlo, in questo modo elusivo, per la sua recente freddezza. Sapeva che lui la preferiva cos� vestita, una sinfonia di colori intensi.</p><p>Leggermente in disparte, Duncan Idaho, nella sua uniforme scintillante, il volto impassibile, i capelli neri e riccioluti perfettamente pettinati. Aveva lasciato i Fremen per ordine di Hawat: �<emphasis>Col pretesto di proteggerla, terrai Lady Jessica sotto continua sorveglianza</emphasis>�<emphasis>.</emphasis></p><p>Il Duca si guard� intorno.</p><p>In un angolo della sala, Paul era circondato da un gruppo di giovani delle famiglie pi� ricche di Arrakeen. A poca distanza, tre ufficiali della Casa. Il Duca osserv� in particolare le fanciulle. Un ricco bottino di caccia per un erede ducale! Ma Paul trattava tutte allo stesso modo, nobilmente riservato.</p><p><emphasis>Porter� bene il titolo, </emphasis>pens� il Duca, e con un brivido cap� che anche questo era un pensiero di morte.</p><p>Paul scorse il padre sulla soglia ed evit� il suo sguardo. Osserv� invece il gruppo degli invitati, le mani ingioiellate strette intorno ai bicchieri (e la discreta sorveglianza dei minuscoli rivelatori di veleni dissimulati tutto intorno). Paul prov� un improvviso disgusto per tutte quelle bocche instancabili. Non erano altro che maschere a buon mercato, le quali nascondevano pensieri infetti: voci blateranti che si alzavano per cancellare lo squallido silenzio dei loro cuori.</p><p><emphasis>Sono d�umor nero, </emphasis>pens� Paul, e si chiese che cosa avrebbe detto Gurney in proposito.</p><p>Conosceva l�origine di questa amarezza. Non avrebbe voluto partecipare a quella serata formale, ma suo padre era stato inflessibile: �Tu hai un rango, una posizione da difendere. Sei abbastanza adulto per farlo. Sei quasi un uomo, ormai�.</p><p>Paul vide suo padre avanzare, ispezionare rapidamente la sala e quindi avvicinarsi al gruppo che circondava Lady Jessica.</p><p>Mentre Leto si avvicinava, il convogliatore d�acqua stava chiedendo: �� vero che il Duca vuole istituire un controllo del clima?�</p><p>�I miei progetti non giungono fino a questo punto� disse la voce del Duca, dietro le sue spalle.</p><p>L�uomo si volt� e lo fiss� col suo viso tondo e abbronzato. �Ah, il Duca. Sentivamo la vostra mancanza.�</p><p>Leto guard� Jessica: �C�era una cosa che andava fatta�. Rivolse nuovamente la sua attenzione al convogliatore d�acqua e descrisse quanto aveva deciso per le due bacinelle. �Per quanto mi riguarda, quella vecchia usanza finisce qui.�</p><p>�� un ordine ducale, mio Signore?�</p><p>�Lo lascio alla vostra� ah� coscienza� disse il Duca. Si volt�, poich� aveva visto Kynes avvicinarsi al gruppo.</p><p>�Penso che sia un gesto molto generoso� interloqu� una delle donne del gruppo, �offrire acqua a�� Qualcuno la zitt�.</p><p>Il Duca studi� Kynes, osservando che il planetologo indossava una uniforme bruno-scura, di vecchio stampo, con le spalline del Servizio Imperiale e una microscopica goccia d�oro sul colletto, che indicava il suo rango.</p><p>Il convogliatore d�acqua insistette con acrimonia: �Il Duca intende forse criticare i nostri costumi?�</p><p>�Questo costume � stato cambiato� replic� Leto. Salut� Kynes con un lieve cenno del capo e not� che Jessica si era accigliata. <emphasis>Aggrottare le sopracciglia non � da lei, </emphasis>pens�, <emphasis>ma servir� ad alimentare le voci di un attrito fra noi.</emphasis></p><p>�Col permesso del Duca� riprese il convogliatore d�acqua, �vorrei approfondire il discorso sui costumi.�</p><p>Leto percep� l�improvvisa untuosit� della sua voce e il silenzio del gruppo, mentre tutte le teste, nella sala, si volgevano verso di loro.</p><p>�Non � quasi l�ora di cena?� disse Jessica.</p><p>�Ma il nostro ospite ci ha posto una domanda� rispose Leto. E guard� il convogliatore d�acqua, mentre quel viso rotondo, i grandi occhi e le labbra tumide gli richiamavano alla mente il rapporto di Hawat: �<emphasis>�e questo convogliatore d�acqua � un uomo da sorvegliare. Ricordate il suo nome: Lingar Bewt. Gli Harkonnen l�hanno usato, ma senza mai controllarlo completamente</emphasis>�<emphasis>.</emphasis></p><p>�Le usanze relative all�acqua sono cos� interessanti� disse Bewt, e un sorriso si disegn� sul suo volto. �Sono curioso di sapere cosa intendete fare della serra annessa a questa casa. Continuerete per molto a ostentarla davanti a tutti� mio Signore?�</p><p>Leto domin� la rabbia, mentre fissava l�uomo. I pensieri gli turbinavano nella mente. C�era voluto del coraggio per sfidarlo nel suo stesso castello, specialmente ora che la firma di Bewt figurava su un contratto di lealt�. Certo, quell�uomo sembrava godere di un certo potere personale. L�acqua, in questo mondo, era potenza. Se gli impianti dell�acqua fossero stati minati, e pronti ad essere distrutti, a un segnale� A giudicare dal suo aspetto, quell�uomo sarebbe stato capace di farlo. La distruzione degli impianti dell�acqua avrebbe quasi certamente segnato la fine di Arrakis. Questa doveva essere la minaccia che Bewt aveva usato con gli Harkonnen.</p><p>�Il mio Signore e io abbiamo altri progetti per la nostra serra� intervenne Jessica. Sorrise a Leto: �Intendiamo conservarla, certo, ma soltanto a nome del popolo di Arrakis. Il nostro sogno � che un giorno il clima possa cambiare al punto che sia possibile far crescere dovunque, all�aperto, queste piante�.</p><p><emphasis>Sia benedetta! </emphasis>pens� Leto. <emphasis>Vediamo come l�inghiotte il nostro convogliatore d�acqua.</emphasis></p><p>�Il vostro interesse per l�acqua e il controllo del clima � ovvio� disse il Duca. �Vi consiglio di orientare diversamente i vostri interessi. Un giorno l�acqua non sar� pi� una merce preziosa, su Arrakis.�</p><p>E pens� ancora: <emphasis>Hawat deve raddoppiare i suoi sforzi per infiltrarsi in questa organizzazione dei Bewt. E dobbiamo raddoppiare subito la sorveglianza sui nostri impianti dell�acqua. Nessuno pu� tenere una simile spada di Damocle sulla mia testa!</emphasis></p><p>Bewt annu�, continuando a sorridere: �Un bel sogno, mio Signore� fece un passo indietro.</p><p>Leto si accorse allora dell�espressione sul volto di Kynes. L�uomo stava guardando Jessica, e sembrava trasfigurato: come un uomo innamorato� o sorpreso in una trance religiosa.</p><p>I pensieri di Kynes erano stati travolti dalle parole della profezia: �<emphasis>E divideranno con voi il vostro sogno pi� prezioso</emphasis>�<emphasis>. </emphasis>Parl� direttamente a Jessica: �Ci avete forse portato <emphasis>la via pi� breve</emphasis>?�</p><p>�Ah, dottor Kynes� disse il convogliatore d�acqua. �Siete venuto, dunque; avete interrotto le scorribande con quella orda di Fremen. Molto gentile da parte vostra!�</p><p>Kynes scambi� con Bewt uno sguardo indecifrabile, e replic�: �Nel deserto si dice che il possesso di grandi quantit� d�acqua porta l�uomo a fatali imprudenze�.</p><p>�C�� un mucchio di detti strani, nel deserto� ribatt� Bewt, ma la sua voce trad� l�incertezza.</p><p>Jessica si avvicin� a Leto e fece scivolare la mano sotto il suo braccio, cercando disperatamente di dominarsi. Kynes aveva detto: �<emphasis>La via pi� breve</emphasis>�<emphasis>. </emphasis>Nell�antica lingua, queste parole potevano esser tradotte con �Kwisatz Haderach�. La strana domanda del planetologo sembrava essere sfuggita all�attenzione degli altri e ora Kynes stava curvandosi verso una delle donne del gruppo, prestando orecchio a qualche pettegolezzo sussurrato.</p><p><emphasis>Kwisatz Haderach, </emphasis>pens� Jessica. <emphasis>Forse la nostra Missionaria Protectiva ha seminato anche qui la leggenda? </emphasis>Questo pensiero riaccese in lei le segrete speranze che nutriva per Paul. <emphasis>Potrebbe essere lo Kwisatz Haderach. S�, potrebbe esserlo.</emphasis></p><p>Il rappresentante della Banca della Gilda stava conversando col convogliatore d�acqua, e la voce di Bewt risuon� per un istante sul brusio della conversazione: �Molte persone hanno cercato di cambiare Arrakis�.</p><p>Il Duca not� fino a qual punto Kynes fosse sensibile a queste parole, raddrizzandosi di scatto e abbandonando la dama e i suoi frivoli conversari.</p><p>Nell�improvviso silenzio che segu�, un soldato della Casa in tenuta da valletto si schiar� la gola, alle spalle di Leto, e annunci�: �La cena � servita, mio Signore�.</p><p>Il Duca lanci� un�occhiata interrogativa a Jessica.</p><p>�Il costume, su questo mondo, impone che il padrone e la padrona di casa seguano i loro ospiti verso la tavola� disse lei con un sorriso. �Cambiamo anche questa usanza, mio Signore?�</p><p>Lui replic�, gelido: �Mi sembra un buon costume. Per ora lo lasceremo immutato�.</p><p><emphasis>L�illusione che io la sospetti di tradimento dev�essere mantenuta, </emphasis>pens�, e guard� gli ospiti che passavano accanto a loro: <emphasis>Chi tra voi crede a questa menzogna?</emphasis></p><p>Jessica avvert� il suo distacco e una volta ancora si chiese la ragione, come aveva fatto assai spesso in quella settimana: <emphasis>Agisce come un uomo in lotta con se stesso. � forse perch� ho organizzato questa serata cos� presto? E tuttavia, anche lui sa quant�� importante che cominciamo subito a mescolare i nostri ufficiali e i nostri uomini con i notabili di Arrakis. Noi teniamo il posto del padre e della madre per tutti loro. Niente potrebbe confermarlo meglio di queste riunioni di societ�.</emphasis></p><p>Leto, nell�osservare gli ospiti che gli passavano accanto, ricord� le parole di Thufir Hawat, al primo annuncio dell�avvenimento: �<emphasis>Signore, lo proibisco!</emphasis>�</p><p>Un sorriso amaro comparve sul volto del Duca. Che scena, era stata! E quando il Duca si era mostrato irremovibile nella sua decisione di presenziare alla cena, Hawat aveva scosso a lungo la testa: �Ho una brutta sensazione, mio Signore� aveva detto. �Le cose si muovono troppo rapidamente su Arrakis. Non � il modo di agire degli Harkonnen. Non lo � affatto.�</p><p>Paul pass� accanto a suo padre, scortando una giovane donna di mezza testa pi� alta di lui. Lanci� un�occhiata gelida a suo padre e nello stesso tempo annu� a qualcosa che la ragazza gli aveva detto.</p><p>�Suo padre � un fabbricante di tute distillanti� disse Jessica. �Mi dicono che solo un pazzo si farebbe cogliere nel deserto indossando una delle tute di quell�uomo.�</p><p>�Chi � l�uomo con la cicatrice sul volto, davanti a Paul? Non riesco a identificarlo.�</p><p>�Un invitato dell�ultimo momento� bisbigli� Jessica. �L�ha introdotto Gurney. � un contrabbandiere.�</p><p>�Gurney l�ha invitato?�</p><p>�Dietro mia richiesta. � stato garantito da Hawat, anche se penso che non ne sia stato molto entusiasta. Il contrabbandiere si chiama Tuek: Esmar, Tuek. � una potenza, nel suo ambiente. Qui lo conoscono tutti. � stato ospite nella maggior parte delle dimore.�</p><p>�Perch� � qui?�</p><p>�Tutti si faranno la stessa domanda� replic� Jessica. �Tuek seminer� dubbi e sospetti solo per il fatto di essere presente. Far� credere, inoltre, che tu sia deciso a far rispettare i tuoi ordini contro la corruzione anche con l�appoggio dei contrabbandieri. Quest�ultima cosa � piaciuta a Hawat.�</p><p>�Non sono sicuro che la cosa piaccia <emphasis>a me.</emphasis>� Salut� con un cenno del capo una coppia che passava e vide che nella Sala restavano solo pochi invitati. �Perch� non hai invitato anche qualche Fremen?�</p><p>�C�� Kynes� rispose lei.</p><p>�S�, c�� Kynes� disse il Duca. �Mi hai preparato qualche altra piccola sorpresa?� La condusse in coda al corteo, verso la sala del banchetto.</p><p>�Tutto il resto � normalissimo� rispose Jessica.</p><p>E pens�: <emphasis>Mio caro, non capisci che questo contrabbandiere dispone di astronavi veloci e potrebbe essere corrotto? Che dobbiamo tenere aperta una via di fuga? Una porta per uscire da Arrakis se tutto il resto dovesse fallire?</emphasis></p><p>Mentre facevano ingresso nella sala da pranzo, Jessica liber� il braccio e Leto l�aiut� a sedersi. Poi il Duca si diresse alla sua estremit� della tavola. Un valletto era pronto a porgergli la sedia. Tutti gli altri si accomodarono con un fruscio di tessuti e un rumore di sedie smosse, ma il Duca rest� in piedi. Fece un gesto con la mano, e i soldati della Casa in tenuta da valletti, tutt�intorno alla tavola, fecero un passo indietro e scattarono sull�attenti.</p><p>La stanza piomb� in un silenzio inquieto.</p><p>Jessica, dall�altra estremit� della tavola, percep� un leggero tremito agli angoli della bocca di Leto e gli vide le guance avvamparsi di rabbia. <emphasis>Che cosa mai lo ha fatto infuriare? </emphasis>si chiese. <emphasis>Certamente non il fatto che io abbia invitato il contrabbandiere.</emphasis></p><p>�Alcuni� disse il Duca, �hanno contestato il fatto che io abbia soppresso il costume dei catini. Questo � il mio modo di dirvi che molte cose cambieranno.�</p><p>Un silenzio imbarazzato regn� lungo la tavola.</p><p><emphasis>Credono che sia ubriaco, </emphasis>pens� Jessica.</p><p>Leto alz� la sua caraffa d�acqua, tenendola alta in modo che scintillasse alla luce delle lampade sospese. �Quindi, come Cavaliere dell�Impero� disse, �brindo alla vostra salute.�</p><p>Gli altri afferrarono le loro caraffe, continuando a fissare il Duca. Nell�improvvisa immobilit�, una lampada sospesa si mosse lievemente sospinta da un alito d�aria proveniente dal corridoio. Le ombre giocarono sui lineamenti da falco del Duca.</p><p>�Qui sono e qui resto!� grid� il Duca.</p><p>Vi fu un movimento, bloccato a met�, di tutte le caraffe verso la bocca� ma il Duca aveva ancora il braccio alzato. �Il mio brindisi � una di quelle massime cos� care ai vostri cuori: �Sono gli affari che fanno il progresso! Dovunque, la fortuna passa!��</p><p>Inghiott� una lunga sorsata.</p><p>Gli altri si unirono a lui, scambiandosi occhiate interrogative.</p><p>�Gurney!� chiam� il Duca.</p><p>La voce di Halleck giunse da un�alcova, da qualche parte dietro di lui: �Sono qui, mio Signore!�</p><p>�Cantaci una canzone, Gurney.�</p><p>Un accordo in minore del baliset risuon� nell�alcova. A un gesto del Duca i servitori cominciarono a sistemare sul tavolo i piatti con le vivande: lepre del deserto arrostita in salsa cepeda, aplomage siriano, chukka glassato, caff� con melange (un denso odore di cinnamomo aleggi� in tutta la sala), un�autentica oca alla creta servita con vino frizzante di Caladan.</p><p>E il Duca era ancora in piedi.</p><p>Mentre gli ospiti aspettavano, l�attenzione divisa fra i piatti prelibati davanti a loro e il Duca in piedi, Leto disse: �Ai vecchi tempi era un preciso dovere del padrone di casa intrattenere gli ospiti secondo il suo talento�. Strinse ferocemente la caraffa, al punto che le giunture delle sue dita divennero bianche. �Io non posso cantare, ma vi dir� le parole della canzone di Gurney. Consideratelo un altro brindisi� un brindisi a tutti coloro che sono morti per condurci fin qui.�</p><p>Intorno alla tavola tutti si agitarono, inquieti.</p><p>Jessica abbass� lo sguardo, osservando quelli seduti accanto a lei: il convogliatore d�acqua con la sua dama, il rappresentante della Banca della Gilda, pallido e austero (sembrava uno spaventapasseri, col suo lungo viso dagli occhi stralunati), Tuek, il volto coriaceo attraversato dalla cicatrice, gli occhi interamente azzurri rivolti in basso.</p><p>��Contatevi, amici� soldati da lungo tempo non pi� passati in rivista!�� declam� il Duca. ��Il vostro destino � un fardello di dolore e di dollari. Le loro anime pesano sui vostri monili d�argento. Contatevi, amici� soldati da lungo tempo non pi� passati in rivista! A ciascuno il suo tempo, senza ingiuste pretese o frodi. Non pi� le lusinghe della fortuna. Contatevi, amici� soldati da lungo tempo non pi� passati in rivista! Quando il nostro tempo finisce col suo ultimo sogghigno, dite addio alla fortuna e ai suoi inganni!��</p><p>Il Duca lasci� che la sua voce si spegnesse lentamente sull�ultimo verso, e inghiott� un�abbondante sorsata dalla sua caraffa, appoggiandola poi con violenza sul tavolo. L�acqua schizz� fuori dall�orlo e inzupp� la tovaglia.</p><p>Gli altri bevettero in silenzio, imbarazzati.</p><p>Ancora una volta il Duca sollev� la sua caraffa, e questa volta la vuot� per met� sul pavimento, sapendo che tutti gli altri, intorno alla tavola, avrebbero dovuto fare lo stesso.</p><p>Jessica fu la prima a seguire il suo esempio.</p><p>Per un attimo il tempo sembr� fermarsi, prima che gli altri cominciassero a vuotare le loro caraffe. Jessica vide che Paul, seduto accanto al padre, stava studiando le reazioni intorno a lui. Scopr� inoltre di essere affascinata da quanto stavano rivelando le reazioni degli ospiti� specialmente le donne. Questa era acqua pulita, potabile, non gi� un asciugamano inzuppato. La riluttanza a gettarla via traspariva dal tremito delle mani, dal ritardo delle loro reazioni, dalle risatine nervose� tutto rivelava la violenza che dovevano fare a se stesse. Una delle dame lasci� cadere la caraffa per terra e volt� la testa quando il suo compagno la raccolse.</p><p>Kynes, tuttavia, attir� pi� di tutti la sua attenzione. Il planetologo esit�, poi vuot� la sua caraffa in un contenitore nascosto sotto la giacca. Sorrise a Jessica, quando la sorprese a guardarlo, e alz� la caraffa vuota verso di lei in un brindisi silenzioso. Non sembr� per nulla imbarazzato dal suo gesto.</p><p>La musica di Halleck si diffondeva nella sala, ma non pi� in chiave minore: era vivace e cadenzata, ora, come se Gurney cercasse di risollevare gli spiriti.</p><p>�Che il banchetto cominci� disse il Duca, e sprofond� nella sua sedia.</p><p><emphasis>� infuriato, e incerto, </emphasis>pens� Jessica. <emphasis>La perdita di quel trattore lo ha colpito pi� profondamente del necessario. Dev�esserci qualcos�altro, in quella perdita. Agisce come un uomo disperato. </emphasis>Afferr� la forchetta, sperando con quel gesto di nascondere la sua improvvisa amarezza. <emphasis>E perch� non dovrebbe? � veramente disperato.</emphasis></p><p>Prima lentamente, poi con crescente animazione, la cena ebbe inizio. Il fabbricante di tute distillanti si compliment� con Jessica per la bravura del cuoco e per il vino.</p><p>�Li abbiamo portati entrambi da Caladan� rispose Jessica.</p><p>�Superbo!� comment� il fabbricante, gustando il chukka. �Semplicemente superbo! E non una sola goccia di melange, qua dentro� Uno finisce per stancarsi, trovando la spezia dappertutto!�</p><p>Il rappresentante della Banca della Gilda si rivolse a Kynes: �Mi dicono, dottor Kynes, che un altro trattore � stato inghiottito da un verme�.</p><p>�Le notizie fanno presto a viaggiare� disse il Duca.</p><p>�Allora � vero?� insistette il banchiere, rivolgendosi a Leto.</p><p>�Naturalmente � vero!� replic� bruscamente il Duca. �E quella maledetta ala trasporto � scomparsa. Com�� possibile che un apparecchio di quelle dimensioni scompaia?�</p><p>�Quando il verme � arrivato� spieg� Kynes, �non era pi� possibile salvare il trattore.�</p><p>�Una cosa simile non dovrebbe poter accadere!� ripet� il Duca.</p><p>�Nessuno ha visto scomparire l�ala?� chiese il banchiere.</p><p>�I ricognitori di solito tengono gli occhi puntati sulla sabbia� disse Kynes. �Danno la caccia ai segni del verme. L�equipaggio di un�ala � formato di solito da quattro uomini: due piloti e due tecnici. Se uno o due uomini fossero al soldo dei nemici del Duca��</p><p>�Ahhh, vedo� esclam� il banchiere. �E voi, come Arbitro del Cambio, sosterreste l�accusa?�</p><p>�Devo considerare la mia posizione con particolare cautela� replic� Kynes, �e certamente non la discuter� qui a tavola.� <emphasis>Questo pallido scheletro d�uomo! Sa perfettamente che questo � il tipo d�infrazione che mi hanno imposto d�ignorare.</emphasis></p><p>Il banchiere sorrise e rivolse nuovamente ogni sua attenzione al piatto.</p><p>Jessica si ricord� di una lezione alla Scuola Bene Gesserit. Una lezione di spionaggio e controspionaggio. Una Reverenda Madre dal volto roseo e soddisfatto le aveva istruite, con una voce allegra che era curiosamente in contrasto con l�argomento trattato: �<emphasis>C�� un fatto da prendere in considerazione per qualsiasi Scuola di spionaggio e controspionaggio, ed � il tipo di reazione, fondamentalmente uguale per tutti i diplomati di queste scuole. Ogni disciplina ristretta lascia il suo stampo sugli studenti. Uno stampo suscettibile di analisi e quindi di previsione.</emphasis></p><p>�<emphasis>Le motivazioni, infatti, saranno simili in tutti gli agenti di spionaggio. Ci� significa che anche in Scuole diverse, o con scopi opposti, certe motivazioni saranno identiche. Prima di tutto imparerete a isolare questi elementi nella vostra analisi; all�inizio, con schemi d�interrogatorio che tradiranno l�orientamento interiore degli interrogati; poi esaminando attentamente il modo in cui pensano e si esprimono i soggetti sotto analisi, naturalmente tramite la loro inflessione di voce e le forme espressive da loro usate</emphasis>�<emphasis>.</emphasis></p><p>Jessica rabbrivid� sentendo quanto aveva percepito, mentre era seduta a tavola con suo figlio, il Duca e gli invitati ascoltando il rappresentante della Banca della Gilda.</p><p>Quell�uomo era una spia degli Harkonnen. Aveva le forme espressive di Giedi Primo� abilmente mascherate, ma ugualmente inconfondibili per la sua percezione addestrata.</p><p><emphasis>Significa forse che la stessa Gilda ha preso posizione contro la Casa degli Atreides? </emphasis>si chiese. Il pensiero la sconvolse. Mascher� l�emozione chiedendo che le portassero un altro piatto e dedic� tutta la sua attenzione all�uomo, sperando che tradisse le sue intenzioni. <emphasis>Porter� la conversazione su argomenti in apparenza banali, ma con implicazioni minacciose, </emphasis>disse tra s�. <emphasis>Questo � il suo stampo d�azione.</emphasis></p><p>Il banchiere inghiott�, sorseggi� il vino e sorrise a qualcosa che gli aveva detto la dama alla sua destra. Sembr� prestare orecchio per un attimo a un uomo all�altra estremit� della tavola, il quale stava spiegando al Duca come le piante native di Arrakis non avessero spine.</p><p>�Mi piace studiare il volo degli uccelli su Arrakis� disse il banchiere, rivolgendosi a Jessica. �Tutti i nostri uccelli, naturalmente, sono mangiatori di carogne e molti possono vivere senz�acqua perch� sono bevitori di sangue.�</p><p>La figlia del fabbricante di tute distillanti, seduta fra Paul e suo padre all�altra estremit� del tavolo, fece una smorfia accigliandosi e replic�: �Oh, Soo-Soo, voi dite le cose pi� disgustose!�</p><p>Il banchiere sorrise: �Mi chiamano Soo-Soo perch� sono il consigliere finanziario del Sindacato dei Venditori Ambulanti d�Acqua�. E, mentre Jessica continuava a guardarlo in silenzio, spieg�: �Il grido dei venditori d�acqua: �Soo-Soo Sook!�� E imit� il richiamo con tale perfezione che molti intorno al tavolo scoppiarono a ridere.</p><p>Jessica percep� la vanagloria nella sua voce, ma not� in particolare che la giovane donna era intervenuta come a un segnale, come se tutto il dialogo fosse stato preparato in anticipo, per consentire al banchiere di gridare il suo richiamo. Jessica fiss� Lingar Bewt. Il magnate dell�acqua aveva aggrottato le sopracciglia, concentrandosi sul piatto. Jessica sapeva fin troppo bene che il banchiere in realt� aveva detto: �<emphasis>Anch�io controllo la fonte ultima del potere su Arrakis, l�acqua!</emphasis>�</p><p>Anche Paul aveva percepito la falsit� nella voce della sua compagna e si avvide che sua madre stava seguendo la conversazione con l�attenzione di una Bene Gesserit. D�impulso decise di contrattaccare per costringere l�avversario a una risposta chiarificatrice. Si rivolse al banchiere:</p><p>�Volete forse dire, signore, che questi uccelli sono cannibali?�</p><p>�� una strana domanda, Giovane Duca� rispose il banchiere. �Io ho detto soltanto che bevono il sangue. Non � necessario che sia il sangue di quelli della loro razza, no?�</p><p>�Non era affatto una strana domanda� ribatt� Paul, e Jessica not� la tagliente incisivit� della sua replica, frutto del suo addestramento. �Quasi tutte le persone istruite sanno che per un organismo giovane la massima competizione viene dagli esseri della sua specie.� Ostentatamente infil� con la forchetta un boccone sul piatto della sua giovane compagna e lo inghiott�. �Mangiano allo stesso piatto. Le loro necessit� sono identiche.�</p><p>Il banchiere s�irrigid� e fiss� torvamente il Duca.</p><p>�Non commettete l�errore di considerare mio figlio un fanciullo� disse il Duca. E sorrise.</p><p>Jessica con una rapida occhiata studi� gli invitati e vide che Bewt si era rasserenato, mentre Kynes e Tuek, il contrabbandiere, sogghignavano.</p><p>�� una precisa legge ecologica� conferm� Kynes, �che il Giovane Duca sembra aver capito molto bene. La lotta tra i vari elementi della vita � la lotta per l�energia libera di un sistema. Il sangue � una fonte d�energia molto efficiente.�</p><p>Il banchiere deposit� la forchetta nel piatto e replic�, in tono irato: �Si dice che quei pezzenti dei Fremen bevano il sangue dei loro morti!�</p><p>Kynes scosse la testa e riprese col tono di un conferenziere: �Non il sangue, signore, ma tutta l�acqua di un uomo, al suo ultimo istante, appartiene al suo popolo� alla sua trib�. � una necessit�, quando si vive ai bordi della Grande Distesa. Tutta l�acqua � preziosa, laggi�, e il corpo umano � composto per il settanta per cento del suo peso di acqua. Un morto, sicuramente, non ne ha pi� bisogno�.</p><p>Il banchiere appoggi� ambedue le mani sul tavolo ai lati del piatto, e Jessica pens� che fosse sul punto di scostare la sedia e di andarsene, in preda a un accesso di rabbia.</p><p>Kynes guard� Jessica: �Perdonatemi, mia Signora, se ho parlato di un argomento cos� sgradevole a tavola, ma vi era stata riferita una menzogna ed era necessario smentirla�.</p><p>�Siete vissuto cos� a lungo coi Fremen da perdere ogni sensibilit�!� ribatt� il banchiere con voce stridula.</p><p>Kynes lo fiss� con calma, studiando il volto pallido e tremante: �Mi state forse sfidando, signore?�</p><p>Il banchiere s�irrigid�. Deglut�, poi disse in fretta: �Naturalmente, no. Non mi permetterei mai d�insultare cos� i nostri ospiti�.</p><p>Jessica percep� la paura nella voce dell�uomo, la lesse nel suo viso, nel suo respiro, nel battito di una vena alla tempia. L�uomo aveva terrore di Kynes!</p><p>�I nostri ospiti sono in grado di decidere da soli quando sono stati insultati� disse Kynes. �Sono coraggiosi e capiscono quando � necessario difendere l�onore. Siamo tutti testimoni del loro coraggio, per il solo fatto che sono qui� ora� su Arrakis.�</p><p>Jessica vide che Leto stava godendosi la scena. La maggior parte degli altri, tuttavia, no. Tutti, intorno alla tavola, sembravano sul punto di fuggire. Tenevano le mani nascoste. Le uniche eccezioni degne di nota erano Bewt, che sorrideva apertamente allo sconforto del banchiere, e il contrabbandiere Tuek, che sembrava fissare Kynes in attesa di un segnale. Quanto a Paul, guardava Kynes con sconfinata ammirazione.</p><p>�Allora?� disse Kynes.</p><p>�Non intendevo offendere� mormor� il banchiere. �Se ho dato l�impressione di essere offensivo, accettate le mie scuse.�</p><p>�Liberamente date, liberamente accettate� dichiar� Kynes. Sorrise a Jessica e riprese a mangiare, come se niente fosse accaduto.</p><p>Jessica vide che, contemporaneamente, il contrabbandiere si era rilassato. Prese nota mentalmente: quell�uomo aveva tutto l�aspetto di un aiutante pronto a balzare in aiuto di Kynes. Tra lui e Kynes c�era un qualche tipo di accordo.</p><p>Leto giocherell� con la forchetta guardando Kynes e meditando. Il suo modo di comportarsi stava a indicare che aveva cambiato atteggiamento nei confronti della Casa degli Atreides. Kynes gli era sembrato scostante durante il viaggio attraverso il deserto.</p><p>Jessica accenn� ai servitori che portassero altro cibo e bevande. Comparvero <emphasis>langue de lapin de garenne </emphasis>con vino rosso e una salsa di funghi servita a parte.</p><p>Lentamente la conversazione riprese, ma Jessica percep� l�agitazione, sotto il brusio delle voci, e qualcosa d�impacciato; vide che il banchiere mangiava in un silenzio imbronciato. <emphasis>Kynes lo avrebbe ucciso senza esitare, </emphasis>pens�. Nel comportamento di Kynes tutto indicava una facile disposizione all�omicidio. Poteva uccidere con estrema facilit�, e indovin� in questo una caratteristica dei Fremen.</p><p>Jessica si rivolse al fabbricante di tute distillanti, alla sua sinistra, e disse: �L�importanza dell�acqua su Arrakis � una continua fonte di meraviglia, per me�.</p><p>�� molto importante, infatti� assent� l�uomo. �Che cos�� questa pietanza? � deliziosa.�</p><p>�Lingue di coniglio selvatico in una salsa speciale� rispose lei. �Una ricetta molto antica.�</p><p>�Vorrei proprio saperla.�</p><p>Jessica annu�: �Ve la far� avere�.</p><p>Kynes guard� Jessica e disse: �Chi � appena arrivato su Arrakis spesso sottovaluta l�importanza dell�acqua in questo mondo. Vedete, qui noi dobbiamo affrontare la Legge del Minimo�.</p><p>Dal tono della sua voce, lei cap� che la stava mettendo alla prova, e rispose: ��La crescita � limitata dall�elemento essenziale che � presente in minor quantit�.� � appunto la condizione pi� sfavorevole che determina il tasso di crescita�.</p><p>�� raro incontrare un membro delle Grandi Case che sia al corrente dei problemi planetologici� replic� Kynes. �Su Arrakis, la condizione pi� sfavorevole � l�acqua. E ricordate che la <emphasis>crescita </emphasis>stessa pu� produrre condizioni sfavorevoli, a meno che non sia condotta con estrema cautela.�</p><p>Jessica percep� un messaggio nascosto nelle parole di Kynes, ma non riusc� ad afferrarlo. �La crescita� replic�. �Volete forse dire che Arrakis potrebbe avere un ciclo d�acqua meglio organizzato per consentire agli uomini condizioni di vita pi� favorevoli?�</p><p>�Impossibile!� abbai� il convogliatore d�acqua.</p><p>Jessica rivolse la sua attenzione a Bewt: �Impossibile?�</p><p>�Impossibile su Arrakis. Non date retta a questo sognatore. Tutte le prove di laboratorio sono contro di lui.�</p><p>Kynes fiss� Bewt, e Jessica si accorse che tutte le altre conversazioni intorno alla tavola si erano interrotte, mentre la gente si concentrava su questo nuovo scontro.</p><p>�Le prove di laboratorio ci nascondono un fatto assai semplice� disse Kynes. �Il fatto � questo: si tratta di problemi che hanno avuto origine e perdurano all�esterno, dove piante a animali conducono un�esistenza normale!�</p><p>�Normale!� sbuff� Bewt. �Non c�� niente di normale su Arrakis!�</p><p>�Proprio il contrario� ribatt� Kynes. �Certe armonizzazioni vitali potrebbero essere instaurate quaggi�, lungo linee di sviluppo autosufficienti. � unicamente questione di capire i limiti del pianeta e le pressioni che si esercitano su di esso.�</p><p>�Non sar� mai fatto� disse Bewt.</p><p>Il Duca improvvisamente ricord� quando Kynes aveva cambiato il suo atteggiamento verso di loro: era stato nel momento in cui Jessica aveva parlato di conservare le piante della serra nel nome del popolo di Arrakis.</p><p>�Che cosa � necessario per mettere a punto un sistema autosufficiente, dottor Kynes?� domand� Leto.</p><p>�Se riusciamo a far s� che almeno il tre per cento delle piante di Arrakis produca composti di carbonio commestibili, allora avremo innescato un sistema ciclico� spieg� Kynes.</p><p>�E l�acqua � l�unico problema?� chiese ancora il Duca. Sent� l�eccitazione di Kynes, e lui stesso vi partecip�.</p><p>�Quello dell�acqua fa dimenticare gli altri problemi� continu� Kynes. �Questo pianeta ha molto ossigeno, ma non le altre caratteristiche che normalmente l�accompagnano: una vita vegetale assai sviluppata e importanti sorgenti di anidride carbonica, per esempio fenomeni vulcanici. Su vastissime aree di Arrakis avvengono fenomeni chimici del tutto insoliti.�</p><p>�Avete un progetto pilota?�</p><p>�Abbiamo impiegato molto tempo per mettere a punto l�Effetto Tansley� esperimenti in miniatura a livello dilettantesco, dai quali per� la mia scienza pu� ora dedurre le applicazioni pratiche.�</p><p>�Non c�� abbastanza acqua� insistette Bewt. �Non c�� abbastanza acqua. � tutto.�</p><p>�Mastro Bewt � un esperto d�acqua� disse Kynes. Sorrise e riprese a mangiare.</p><p>Il Duca fece un gesto violento con la mano, e grid�: �No! Esigo una risposta! C�� abbastanza acqua, dottor Kynes?�</p><p>Kynes fiss� il suo piatto.</p><p>Jessica studi� il gioco delle emozioni sul suo viso. <emphasis>Sa nasconderle molto bene, </emphasis>pens�. Ma ormai l�aveva fin troppo ben registrato e capiva che Kynes si era pentito delle sue parole.</p><p>�C�� abbastanza acqua?� ripet� il Duca.</p><p>�ȅ possibile� disse infine Kynes.</p><p><emphasis>Finge di essere incerto! </emphasis>pens� Jessica.</p><p>Col suo acuto senso della verit�, Paul ne afferr� il motivo nascosto e fu costretto a far ricorso a tutto il suo addestramento per mascherare l�eccitazione. <emphasis>C�� acqua a sufficienza. Ma Kynes non vuole che si sappia!</emphasis></p><p>�Il nostro planetologo fa anche altri sogni molto interessanti� riprese Bewt. �In compagnia dei Fremen sogna� di profezie e di messia.�</p><p>Risate soffocate si levarono dai punti pi� imprevisti, intorno alla tavola. Jessica si stup� avevano riso il contrabbandiere, la figlia del fabbricante di tute distillanti, Duncan Idaho e la donna dal misterioso servizio di scorta.</p><p><emphasis>La tensione � curiosamente distribuita questa sera, </emphasis>disse tra s�. <emphasis>Accadono troppe cose che ignoro. Devo procurarmi nuove fonti d�informazione.</emphasis></p><p>Gli occhi del Duca corsero da Kynes a Bewt, a Jessica. Si sent� stranamente trascurato come se gli fosse sfuggito qualcosa di vitale. �<emphasis>Possibile</emphasis>� mormor�.</p><p>Kynes prosegu� rapidamente: �Forse dovremmo discutere di tutto questo in un�altra occasione, mio Signore. Ci sono tanti��</p><p>Il planetologo s�interruppe, mentre un soldato in uniforme Atreides, comparso all�improvviso alla porta di servizio, fu fatto passare dalla guardia e si avvicin� di corsa al Duca. L�uomo si pieg� e sussurr� qualcosa al suo orecchio.</p><p>Jessica identific� le insegne di Hawat sul berretto dell�uomo e cerc� di dominare la sua inquietudine. Si rivolse alla dama che accompagnava il fabbricante di tute distillanti (una donna piccola dai capelli scuri, un viso di bambola e occhi leggermente bistrati).</p><p>�Avete appena toccato il cibo, mia cara� le disse. �Posso ordinare qualcosa per voi?�</p><p>La donna fiss� per un attimo il fabbricante di tute, poi rispose: �Non ho molta fame��</p><p>Improvvisamente il Duca balz� in piedi accanto al soldato e parl� con un aspro tono di comando: �Tutti restino seduti. Scusatemi, ma c�� qualcosa che richiede la mia personale attenzione�. Si scost� dal tavolo: �Paul, prendi il mio posto, per favore�.</p><p>Paul si alz�. Avrebbe voluto chiedere a suo padre per quale ragione doveva assentarsi, ma sapeva di dover agire nel modo pi� solenne. Per cui si avvicin� alla sedia di suo padre e si sedette.</p><p>Il Duca, allora, si volt� verso l�alcova dov�era Halleck e gli disse: �Gurney, per favore, prendi il posto di Paul. Non dobbiamo essere in numero dispari a tavola. Quando la cena sar� finita, forse ti chieder� di portare Paul al campo. Tienti pronto per la mia chiamata.�</p><p>Halleck emerse dall�alcova. Era in alta tenuta, ma il suo aspetto sgraziato sembrava fuori posto in mezzo all�eleganza scintillante della <emphasis>Richece </emphasis>di Arrakis. Appoggi� il baliset alla parete, si diresse verso la sedia che Paul aveva occupato e si sistem�.</p><p>�Non c�� ragione di allarmarsi� disse ancora il Duca, �ma devo chiedere a ciascuno di voi di non allontanarsi finch� le mie guardie non garantiranno che non c�� pericolo. Sarete perfettamente al sicuro, qui, e sbrigheremo subito questo piccolo contrattempo.�</p><p>Paul afferr� le parole in codice di suo padre: <emphasis>guardie� pericolo� sicuro� subito.</emphasis></p><p>Era un problema di sicurezza, non di violenza. Vide che anche sua madre aveva afferrato il messaggio. Entrambi si rilassarono.</p><p>Il Duca fece un ultimo cenno con il capo, si volt� e usc� dalla porta di servizio seguito dal soldato.</p><p>Paul disse: �Prego, continuate pure la vostra cena. Mi sembra che il dottor Kynes stesse parlando dell�acqua�.</p><p>�Potremmo discuterne un�altra volta?� fece Kynes.</p><p>�Ma certamente� acconsent� Paul.</p><p>Jessica not� con orgoglio la dignit� di suo figlio, la sua maturit�.</p><p>Il banchiere afferr� la sua caraffa e accenn� con essa a Bewt: �Nessuno di noi pu� superare Mastro Lingar Bewt, quanto a linguaggio fiorito. Ci si potrebbe quasi convincere che aspiri al rango delle Grandi Case. Avanti, Mastro Bewt, a voi questo brindisi. Forse potrete esibire qualche perla di saggezza per questo ragazzo che dev�essere trattato come un uomo�.</p><p>Sotto la tavola Jessica strinse i pugni. Vide Halleck fare un cenno a Idaho e i soldati lungo le pareti tendere i muscoli, pronti a balzare.</p><p>Bewt lanci� un�occhiata velenosa al banchiere.</p><p>Paul guard� a sua volta Halleck, not� la posizione difensiva delle guardie, poi fiss� il banchiere finch� l�uomo abbass� la caraffa. Allora disse: �Una volta, su Caladan, vidi il corpo di un pescatore annegato. L�avevano appena ripescato. Egli��</p><p>�Annegato?� (era la figlia del fabbricante di tute distillanti).</p><p>Paul esit�, poi: �S�, immerso nell�acqua fino a morirne. Annegato�.</p><p>�Che modo interessante di morire�� comment� lei.</p><p>Il sorriso di Paul s�indur�. Riport� la sua attenzione al banchiere: �C�era una cosa interessante, su quest�uomo: le ferite alle spalle� Erano state prodotte dai ramponi degli stivali di un altro pescatore. L�annegato era insieme con molti altri pescatori sulla barca� (un apparecchio per viaggiare sull�acqua)� che era affondata� sprofondata sott�acqua. Uno degli uomini che avevano aiutato a recuperare la salma disse di aver visto segni simili alle ferite del morto molte altre volte: volevano dire che un altro pescatore, sul punto di affogare, si era sforzato di stare in piedi sulle spalle di quel disgraziato nel tentativo di raggiungere la superficie� di raggiungere l�aria�.</p><p>�Perch� mai ci raccontate tutto questo?� chiese il banchiere.</p><p>�Mio padre, in quell�occasione, fece un commento interessante. Disse che se un uomo, sul punto di affogare, si arrampica sulle spalle di un altro per salvarsi � comprensibile, ma � intollerabile quando il fatto accade in un salotto!� Paul esit� quel che bastava perch� il banchiere indovinasse il seguito. Poi: �Io vorrei aggiungere: quando accade al tavolo di un banchetto!�</p><p>La sala piomb� nel pi� completo silenzio.</p><p><emphasis>Temerario, </emphasis>pens� Jessica. <emphasis>Questo banchiere potrebbe essere di un rango abbastanza alto per sfidare mio figlio. </emphasis>Vide che Idaho era pronto a scattare. Anche i soldati erano in allarme. Gurney aveva gli occhi puntati sugli uomini che lo fronteggiavano.</p><p>�<emphasis>Ah-ah-ah-aaaaah\</emphasis>� Tuek, il contrabbandiere, rovesciato all�indietro, rideva senza alcun ritegno.</p><p>Sorrisi nervosi comparvero tutto intorno alla tavola.</p><p>Bewt sogghign� a sua volta.</p><p>Il banchiere, che aveva spinto indietro la sedia con un gesto impulsivo, fissava Paul con occhi carichi di odio.</p><p>Kynes comment�: �Chi stuzzica un Atreides, lo fa a suo rischio e pericolo�.</p><p>�� forse un costume degli Atreides quello d�insultare i propri ospiti?� chiese il banchiere.</p><p>Prima che Paul potesse rispondere, Jessica si pieg� in avanti e disse: �Signore?� E pens�: <emphasis>Dobbiamo sapere quale sia il gioco di questa creatura degli Harkonnen. � qui per provocare Paul? Ha forse chi l�aiuta?</emphasis></p><p>�Mio figlio ha parlato in <emphasis>termini </emphasis>generici; voi vi riconoscete?� continu�. �Che affascinante rivelazione!� Fece scivolare una mano verso il cryss che portava legato al polpaccio.</p><p>Il banchiere la fulmin� con un�occhiata. Paul, a sua volta, si era leggermente scostato dalla tavola, preparandosi all�azione. In codice, la parola <emphasis>termini </emphasis>significava: <emphasis>Preparati alla violenza.</emphasis></p><p>Kynes a sua volta fiss� Jessica, perplesso, e fece un impercettibile gesto a Tuek.</p><p>Il contrabbandiere balz� in piedi, alz� la caraffa e disse: �Brindo alla salute di Paul Atreides, ancora un ragazzo nell�aspetto, ma gi� un uomo per le sue azioni�.</p><p><emphasis>Perch� s�immischiano? </emphasis>si chiese Jessica.</p><p>Il banchiere si volt� verso Kynes e Jessica vide il terrore che riaffluiva nel volto mortalmente pallido dell�uomo della Gilda.</p><p>Intorno alla tavola la gente cominci� a rispondere al brindisi.</p><p><emphasis>Quando Kynes ordina, gli altri obbediscono, </emphasis>pens� Jessica. <emphasis>Ci ha appena detto che � dalla parte di Paul. Qual � il segreto del suo potere? Certamente, non � dovuto al fatto che � l�Arbitro del Cambio. � un incarico temporaneo. E neppure perch� � al servizio dell�Imperatore.</emphasis></p><p>Tolse la mano dal cryss e alz� la caraffa verso Kynes, che ricambi� il gesto.</p><p>Solo Paul e il banchiere (<emphasis>Soo-Soo! che soprannome idiota! </emphasis>pens� Jessica) erano rimasti a mani vuote. Il banchiere teneva ancora gli occhi puntati su Kynes. Paul fissava il suo piatto.</p><p>Stava pensando: <emphasis>Avevo la situazione in pugno. Perch� hanno interferito? </emphasis>Lanci� un�occhiata all�ospite pi� vicino: <emphasis>Preparati per la violenza? Da parte di chi? Certamente non dal banchiere.</emphasis></p><p>Halleck si agit� e parl� senza rivolgersi a nessuno in particolare, fissando un punto al di sopra delle teste degli ospiti: �Nella nostra societ� la gente non dovrebbe offendersi cos� presto. Spesso � un suicidio�. Si volt� verso la figlia del fabbricante di tute, seduta al suo fianco: �Non lo pensate anche voi, signorina?�</p><p>�Oh, s�, in verit� io sono d�accordo con voi� rispose la ragazza. �C�� troppa violenza. Mi fa star male. Molte volte non c�� nessuna intenzione di offendere, ma la gente muore lo stesso. Non ha senso.�</p><p>�Davvero, non ha senso� conferm� Halleck.</p><p>Jessica giudic� perfetto il modo in cui la ragazza recitava, e pens�: <emphasis>Quella piccola donna dalla testa vuota non � affatto una piccola donna dalla testa vuota. </emphasis>E allora, vide la minaccia e cap� che anche Halleck se n�era accorto. Avevano tentato d�intrappolare suo figlio col sesso. Jessica si rilass�. Suo figlio era stato probabilmente il primo ad accorgersene. Il suo addestramento non aveva certo trascurato un argomento cos� importante!</p><p>Kynes si rivolse al banchiere: �Non dovreste forse scusarvi un�altra volta?�</p><p>Il banchiere si volt� verso Jessica e con un sorriso forzato le disse: �Signora, temo di aver ecceduto coi vostri vini. Voi servite vini assai potenti alla vostra tavola, e io non vi sono abituato�.</p><p>Jessica percep� il veleno nelle sue parole e gli rispose in tono soave: �Quando s�incontrano estranei bisognerebbe far uso di una grande comprensione per capire i loro costumi e il loro diverso modo di vivere�.</p><p>�Grazie, mia Signora� rispose il banchiere.</p><p>La dama dai capelli scuri, la compagna del fabbricante di tute, si pieg� verso Jessica e le disse: �Il Duca ha accennato al fatto che saremmo stati al sicuro, qui. Spero che la sua assenza non significhi nuove battaglie�.</p><p><emphasis>L�hanno istruita perch� porti la conversazione su questo argomento, </emphasis>pens� Jessica.</p><p>�Probabilmente � una cosa senza importanza� rispose. �Ma vi sono tanti particolari che richiedono la presenza del Duca, in questi momenti. Finch� continua l�inimicizia fra gli Atreides e gli Harkonnen, la prudenza non � mai troppa. Il Duca ha pronunciato il giuramento kanly. Non lascer� che un solo agente degli Harkonnen rimanga in vita, su Arrakis�. Fiss� il banchiere della Gilda: �E l�Intesa, naturalmente, lo appoggia in questo�. Si volt� verso Kynes: �Non � forse cos�, dottor Kynes?�</p><p>�In verit� � cos� disse Kynes.</p><p>Il fabbricante di tute accenn� discretamente alla sua compagna, che si risollev� e disse: �Credo che manger� qualcosa, adesso. Un po� di quel delizioso uccello che ci � gi� stato servito prima�.</p><p>Jessica fece un segno a uno dei servitori, poi si rivolse al banchiere: �E voi, signore, prima stavate parlando degli uccelli e delle loro abitudini. M�interessa molto tutto ci� che riguarda Arrakis. Ditemi, dove si trova la spezia? I cacciatori si addentrano forse nelle profondit� del deserto?�</p><p>�Oh, no, mia Signora� rispose il banchiere. �Noi sappiamo molto poco dell�alto deserto. E quasi nulla delle regioni meridionali.�</p><p>�C�� una leggenda nella quale si parla di una Grande Madre della spezia, nei territori meridionali� intervenne Kynes, �ma io sospetto che si tratti soltanto dell�immaginazione di qualche cantastorie. Qualche cacciatore della spezia pi� coraggioso degli altri penetra ogni tanto nella fascia centrale, ma � estremamente pericoloso. La navigazione � incerta, le tempeste assai frequenti. Le vittime si moltiplicano drammaticamente man mano ci si allontana dal Muro Scudo. Non � molto conveniente avventurarsi troppo a sud. Forse, se avessimo un satellite meteorologico��</p><p>Bewt alz� gli occhi e parl� a bocca piena: �Dicono che i Frernen arrivino fin laggi�, che vadano dovunque e che abbiano scoperto dei <emphasis>soak </emphasis>e dei pozzi a risucchio perfino alle latitudini meridionali�.</p><p>�<emphasis>�Soak� </emphasis>e �pozzi a risucchio�?� chiese Jessica.</p><p>Kynes si affrett� a spiegare: �Solo voci incontrollate, mia Signora. Sono cose che si trovano su altri mondi, ma non su Arrakis. Un soak � un punto dove l�acqua trasuda alla superficie, o quasi, e dov�� possibile trovarla in base a certi segni. Un pozzo a risucchio � un soak dov�� possibile per una persona risucchiare l�acqua attraverso una cannuccia� Almeno, questo � quanto si dice�.</p><p><emphasis>L�inganno � fin troppo evidente nelle sue parole, </emphasis>pens� Jessica.</p><p><emphasis>Perch� mente? </emphasis>si chiese Paul.</p><p>�Com�� interessante� riprese Jessica. E pens� ancora: �<emphasis>Questo � quanto si dice�</emphasis>�<emphasis> Che strano modo di parlare hanno qui. Se sapessero quanto esso rivela del modo in cui sono legati alle superstizioni!</emphasis></p><p>�Ho sentito che avete un detto� fece Paul. ��La buona creanza viene dalle citt�, la saggezza dal deserto.��</p><p>�Vi sono molti detti, su Arrakis� replic� Kynes.</p><p>Prima che Jessica potesse formulare un�altra domanda un servitore s�inchin� accanto a lei e le porse un messaggio. Jessica l�apr�, riconobbe la scrittura del Duca e i segni in codice. Lo lesse.</p><p>�Sarete tutti felici di apprendere� disse, �che il nostro Duca vi rassicura. La faccenda che lo ha allontanato da noi � sistemata. L�ala trasporto che mancava � stata trovata. Un agente degli Harkonnen aveva sopraffatto l�equipaggio, pilotando la macchina fino a una base dei contrabbandieri, sperando di poterla vendere laggi�. Sia l�uomo che la macchina sono stati restituiti ai nostri soldati.� Accenn� con la testa in direzione di Tuek.</p><p>Il contrabbandiere rispose al cenno.</p><p>Jessica ripieg� il messaggio e l�infil� in una manica.</p><p>�Sono lieto che non vi sia stata una battaglia in campo aperto� disse il banchiere. �La gente desidera ardentemente che gli Atreides portino pace e prosperit�!�</p><p>�Specialmente la prosperit� aggiunse Bewt.</p><p>�Possiamo servire il dessert, adesso?� chiese Jessica. �Ho chiesto al nostro chef una ghiottoneria di Caladan: riso pungi in salsa dolsa.�</p><p>�Ha un suono meraviglioso� replic� il fabbricante di tute. �� possibile averne la ricetta?�</p><p>�Qualsiasi ricetta vogliate� rispose Jessica, <emphasis>registrando </emphasis>l�uomo per parlarne pi� tardi con Hawat. Il fabbricante di tute era un piccolo, timoroso arrampicatore sociale, e poteva essere comperato.</p><p>Intorno a lei la conversazione riprese: �Un tessuto cos� adorabile�� �Un abito in tinta, per questi gioielli�� �Un aumento di produzione nel prossimo trimestre��</p><p>Jessica si concentr� sul suo piatto, pensando alla parte in codice del messaggio di Leto: �<emphasis>Gli Harkonnen hanno cercato d�introdurre un carico di fucili laser. Li abbiamo catturati, ma ci� significa che altri carichi sono passati. Certo, non giudicano molto importanti gli scudi. � necessario stare pi� attenti</emphasis>�<emphasis>.</emphasis></p><p>Jessica ripens� ai laser. L�abbagliante luce di un laser poteva tagliare qualsiasi sostanza, sempre che non fosse schermata. Il fatto che l�interferenza del raggio con uno scudo fosse in grado di far esplodere sia lo scudo sia il laser non sembrava impensierire gli Harkonnen. Perch�? Un�esplosione laser-scudo comportava sempre un fattore indeterminabile: poteva uccidere soltanto il tiratore e il suo bersaglio, oppure rivelarsi pi� potente di un�esplosione atomica.</p><p>C�erano troppi fattori ignoti che la rendevano inquieta.</p><p>Paul disse: �Non ho mai dubitato che avremmo ritrovato l�ala. Quando mio padre affronta un problema, lo risolve. Gli Harkonnen se ne stanno accorgendo soltanto adesso�.</p><p><emphasis>Si sta vantando, </emphasis>pens� Jessica. <emphasis>Non dovrebbe vantarsi. Nessuno che questa notte sia costretto a dormire nelle profondit� del sottosuolo come unica precauzione contro i laser ha il diritto di vantarsi.</emphasis></p></section><section><epigraph><p>�Non c�� scampo: noi paghiamo la violenza dei nostri antenati.�</p><text-author>dalla �Raccolta dei detti di Muad�Dib�, della Principessa Irulan</text-author></epigraph><empty-line/><p>Jessica ud� il tumulto nella Grande Sala e accese la lampada al suo letto. L�orologio non era regolato sull�ora locale: dovette sottrarre ventun minuti per sapere che erano le due di notte.</p><p>Il clamore era forte e confuso.</p><p><emphasis>Un attacco degli Harkonnen? </emphasis>si chiese.</p><p>Scivol� fuori del letto e consult� gli schermi di controllo per sapere dove si trovavano i familiari. Vide Paul che dormiva in una stanza, al livello inferiore dei sotterranei, rapidamente trasformata in una camera da letto. Il fracasso non arrivava fin l�. Non c�era nessuno nelle stanze del Duca: il letto era intatto. Era ancora al campo?</p><p>Mancavano ancora gli schermi per la parte anteriore della casa.</p><p>Immobile al centro della stanza Jessica ascolt�.</p><p>Ud� una voce che urlava parole incoerenti. Qualcuno chiam� il dottor Yueh. Jessica afferr� la vestaglia, l�infil� sulle spalle, calz� un paio di pantofole e si allacci� il cryss alla gamba.</p><p>Di nuovo una voce chiam� il dottor Yueh.</p><p>Jessica si strinse la cintura della vestaglia e usc� nel corridoio. Poi un pensiero la folgor�: <emphasis>Forse Leto � ferito!</emphasis></p><p>Il corridoio sembr� allungarsi sotto i suoi passi precipitosi. Super� l�arcata, attravers� in un balzo la sala da pranzo, corse lungo il passaggio che conduceva alla Grande Sala. L�atrio era vividamente illuminato, tutte le lampade accese.</p><p>Alla sua destra, accanto all�ingresso principale, due soldati sembravano lottare con Duncan Idaho. La sua testa penzolava in avanti. La scena piomb� in un improvviso silenzio carico d�ansia.</p><p>Uno dei soldati grid� a Idaho, in tono accusatore: �Hai visto che cosa hai fatto? Hai svegliato Lady Jessica!�</p><p>I grandi arazzi si agitavano alle spalle degli uomini, gonfiandosi e indicando la porta principale che era rimasta aperta. Non c�era segno n� del Duca n� di Yueh, Mapes era immobile in un angolo, fissando Idaho con occhi gelidi. Indossava una veste bruna con un bordo ricamato e calzava stivali da deserto, slacciati.</p><p>�Cos�, ho svegliato Lady Jessica� mormor� Idaho. Alz� gli occhi al soffitto e tuon�: �La mia spada ha bevuto il suo primo sangue su Grumman!�</p><p><emphasis>Grande Madre! � ubriaco! </emphasis>pens� Jessica.</p><p>Il volto scuro e rotondo di Idaho era contorto in una smorfia, i suoi capelli, arricciati come il vello di un nero caprone, erano impastati di fango. La sua tunica strappata mostrava la camicia indossata per il banchetto.</p><p>Jessica si avvicin�.</p><p>Una delle guardie accenn� col capo verso di lei, senza mollare la presa.</p><p>�Non sapevamo cosa fare di lui, mia Signora. Stava facendo un gran baccano qui davanti alla porta, rifiutandosi di entrare. Abbiamo avuto paura che accorressero i nativi e che lo vedessero. Non sarebbe stato bene per noi. Ci avrebbe procurato una brutta nomea.�</p><p>�Dov�� stato?� chiese Jessica.</p><p>�Ha scortato a casa una delle giovani dame dopo il banchetto, mia Signora. Ordini di Hawat.�</p><p>�Quale giovane dama?�</p><p>�Una delle ragazze della scorta. Capite, mia Signora?� Lanci� un�occhiata a Mapes e abbass� la voce. �Tocca sempre a Idaho la sorveglianza delle signore.�</p><p>Jessica pens�: <emphasis>Davvero! Ma perch� � ubriaco?</emphasis></p><p>Si accigli� e si volt� verso Mapes: �Mapes, porta uno stimolante. Suggerisco la caffeina. Forse � avanzato del caff� di spezia.�</p><p>Mapes scosse le spalle e si diresse verso la cucina, sbattendo sul pavimento gli stivali slacciati.</p><p>Idaho gir� faticosamente la testa e fiss� Jessica: �Ho ucciso� pi� di trecento uomini� per il Duca� balbett�. �Volete sapere� perch� sto� fuori?� Non riesco a vivere� qui sopra. E neanche� l� sotto. Che posto � diventato� questo, eh?�</p><p>Un rumore proveniente da una porta laterale della Sala attir� l�attenzione di Jessica. Si volt� e vide Yueh che si avvicinava, impugnando con la mano sinistra la valigetta medica. Era vestito di tutto punto, anche se pallido e stanco. La losanga del tatuaggio gli spiccava sulla fronte.</p><p>�Il caro� dottore!� url� Idaho. �Come la va� dottore? L�uomo del gesso� e� della pillola?� Fiss� Jessica con gli occhi stralunati: �Mi� sto comportando da idiota, no?�</p><p>Jessica aggrott� le sopracciglia e rest� silenziosa, chiedendosi: <emphasis>Perch� mai Idaho dovrebbe ubriacarsi? Lo hanno forse drogato?</emphasis></p><p>�Troppa birra di spezia� disse Idaho, tentando di raddrizzarsi.</p><p>Mapes stava ritornando con una tazza fumante. Si ferm� incerta dietro al dottor Yueh. Guard� Jessica, che scosse la testa.</p><p>Yueh mise in terra la valigetta, salut� con un cenno Jessica e disse: �Birra di spezia, eh?�</p><p>�La migliore� che ho mai bevuto� balbett� Idaho. Cerc� di mettersi sull�attenti. �La mia� spada� ha bevuto il sangue per la prima volta su Grumman! Ho ucciso un� Harkonnen. L�ho ucciso� per il Duca.�</p><p>Yueh si gir�, vide la tazza nelle mani di Mapes: �Che cos��?�</p><p>�Caffeina� disse Jessica.</p><p>Yueh prese la tazza, la porse a Idaho: �Bevila�.</p><p>�Non voglio� pi� bere!�</p><p>�Bevila, ti dico!�</p><p>La testa di Idaho ciondol� verso Yueh. Mosse un passo in avanti, trascinando con s� la guardia. �Sono enormemente� stufo di far piacere� all�Universo� Imperiale, dottore. Per una volta� faremo a modo mio.�</p><p>�Dopo che avrai bevuto questo� gli ingiunse Yueh. �� caffeina.�</p><p>�Marcio come il resto, in questo posto! Quel maledetto� sole � troppo chiaro! Niente ha il colore giusto! Tutto sbagliato��</p><p>�Beh, � notte, adesso� disse Yueh, con voce tranquilla. �Fai il bravo, bevi. Ti sentirai molto meglio.�</p><p>�Non voglio sentirmi meglio!�</p><p>�Non possiamo star qui a discutere tutta la notte� intervenne Jessica. E pens�: <emphasis>Questo richiede un trattamento di shock.</emphasis></p><p>�Non c�� ragione che voi rimaniate, mia Signora� disse Yueh. �Posso occuparmene io.�</p><p>Jessica scosse la testa. Fece un passo in avanti e schiaffeggi� con violenza Idaho.</p><p>Questi croll� all�indietro trascinando con s� la guardia, e la fiss� con uno sguardo d�odio.</p><p>�Non � questo il modo di agire nella dimora del Duca!� gli rinfacci� lei. Strapp� la tazza dalle mani di Yueh, rovesciando una parte del caff�, e la tese a Idaho: �Adesso, bevi! � un ordine!�</p><p>Idaho sussult� e si raddrizz�, fissandola minacciosamente. Parl� lentamente, con fredda determinazione: �Non accetto ordini da una spia degli Harkonnen!�</p><p>Yueh s�irrigid� e si volt� verso Jessica.</p><p>Era pallida come un morto, ma annu� lentamente. Tutto era chiaro, adesso� ora capiva finalmente tutte quelle allusioni vaghe e frammentarie che aveva colto, gli ultimi giorni, nelle parole e nel comportamento di quelli che la circondavano. Una collera immensa la sconvolse: se ne sent� quasi travolta. Dovette far ricorso a tutto il suo addestramento Bene Gesserit per calmare il polso e rallentare il respiro. Ma anche cos�, sent� il fuoco interiore divampare in lei.</p><p><emphasis>Tocca sempre a Idaho la sorveglianza delle signore!</emphasis></p><p>Fiss� Yueh. Il dottore abbass� gli occhi.</p><p>�Tu lo sapevi?� gli chiese.</p><p>�Ho� ho sentito delle voci, mia Signora. Ma non ho voluto aggiungere questa alle vostre preoccupazioni.�</p><p>�<emphasis>Hawat!</emphasis>� grid� Jessica. �Voglio che Thufir Hawat sia condotto immediatamente alla mia presenza!�</p><p>�Ma, mia Signora��</p><p>�Immediatamente!�</p><p><emphasis>Dev�essere stato Hawat, </emphasis>pens�. <emphasis>Un simile sospetto viene senz�altro da lui. Altrimenti, sarebbe stato scartato!</emphasis></p><p>Idaho scosse la testa e mormor�: �Buttate via quella maledetta roba�.</p><p>Jessica guard� la tazza che stringeva in mano e improvvisamente ne scagli� il contenuto in faccia a Idaho: �Chiudetelo in una camera degli ospiti nell�ala est� ordin�. �<emphasis>Lasciate che smaltisca la sbornia!</emphasis>�</p><p>Le guardie la fissarono con aria infelice. Uno dei due azzard�: �Forse � meglio portarlo da qualche altra parte, mia Signora. Potremmo��</p><p>�Deve restar qui!� ribatt� Jessica, bruscamente. �Qui c�� un lavoro per lui.� La sua voce trasudava amarezza: �� cos� in gamba a sorvegliare le signore!�</p><p>La guardia deglut�.</p><p>�Sapete dov�� il Duca?� chiese Jessica.</p><p>�� al Posto di Comando, signora.�</p><p>�Hawat � con lui?�</p><p>�Hawat � in citt�, mia Signora.�</p><p>�Portate qui Hawat, subito� ordin� Jessica. �Lo aspetter� nel mio salotto.�</p><p>�Ma, mia Signora��</p><p>�Se necessario, chiamer� il Duca. Ma spero che non sia necessario. Non vorrei disturbarlo per una cosa del genere.�</p><p>�S�, mia Signora.�</p><p>Jessica gett� la tazza vuota nelle mani di Mapes, e incontr� il suo sguardo, azzurro sull�azzurro.</p><p>�Puoi ritornare a letto, Mapes.�</p><p>�Siete sicura di non aver bisogno di me?�</p><p>Jessica sorrise trucemente: �Ne sono sicura�.</p><p>�Forse potreste aspettare fino a domani� disse Yueh. �Potrei darvi un sedativo, e��</p><p>�Voi ritornerete nel vostro appartamento e mi lascerete sbrigare questa faccenda a modo mio.� Gli batt� la mano sul braccio per temperare l�asprezza delle parole. �Questo � l�unico modo.�</p><p>Improvvisamente, a testa alta, si volt� e si diresse con passo regale alle sue stanze. Fredde pareti� corridoi� una porta dall�aspetto familiare� Apr� la porta, entr� e la chiuse dietro di s� con un tonfo. Jessica rest� immobile in mezzo alla stanza, guardando con ferocia la finestra schermata del suo salotto. <emphasis>Hawat! � forse lui al soldo degli Harkonnen? Vedremo.</emphasis></p><p>Jessica si avvicin� alla poltrona, comoda e di antica foggia, rivestita di pelle ricamata di <emphasis>schlag. </emphasis>La spost� in modo da controllare la porta. Fu acutamente conscia, all�improvviso, della presenza del cryss allacciato col fodero alla gamba. Stacc� il fodero e lo allacci� al braccio saggiandone il peso. Ancora una volta si guard� intorno registrando nella sua mente l�esatta posizione di ogni oggetto, in caso di emergenza: la sedia all�angolo, gli scanni addossati al muro, i due tavoli, il sithar sul piedistallo, accanto alla porta della camera da letto.</p><p>Le lampade a sospensione irradiavano una luce rosa pallida. Jessica abbass� la luce, prese posto nella poltrona, accarezzandone l�imbottitura, apprezzandone, in questa occasione, la regale pesantezza.</p><p><emphasis>Ora, che venga pure, </emphasis>disse tra s�. <emphasis>Succeder� quello che succeder�. </emphasis>E si prepar� ad aspettare al modo Bene Gesserit, accumulando pazienza e conservando le forze.</p><p>Pi� presto di quanto non si aspettasse, sent� bussare alla porta. Al suo comando Hawat entr�.</p><p>Lei lo guard� senza muoversi dalla poltrona e percep� nei suoi movimenti la presenza vibrante di un�energia dovuta alla droga e la fatica che questa nascondeva. Gli occhi acquosi di Hawat scintillavano. La sua pelle coriacea appariva leggermente giallastra alla luce delle lampade e una macchia larga e umida spiccava sulla manica del braccio dov�era nascosto il coltello.</p><p>Jessica sent� l�odore del sangue.</p><p>Indic� con la mano uno degli scanni e disse: �Siediti di fronte a me�.</p><p>Hawat s�inchin� e obbed�. <emphasis>Quel pazzo ubriaco di Idaho! </emphasis>pens�. Studi� il volto di Jessica, chiedendosi come avrebbe potuto salvare la situazione.</p><p>�� indispensabile un chiarimento fra noi� cominci� Jessica.</p><p>�Che cosa vi preoccupa, mia Signora?� Hawat si sedette, le mani sulle ginocchia.</p><p>�Non fare l�ingenuo con me!� replic� lei bruscamente. �Se Yueh non ti ha detto perch� ti ho fatto chiamare, allora ti avr� informato una delle tue spie, qui in casa. Non pensi che dovremmo essere onesti almeno su questo, fra noi?�</p><p>�Come desiderate, mia Signora.�</p><p>�Prima di tutto rispondi a una mia domanda� disse lei. �Sei forse diventato una spia degli Harkonnen?�</p><p>Hawat sobbalz� sulla sedia, il volto cupo per l�ira: �Osate insultarmi cos�?�</p><p>�Siediti� gl�intim� Jessica. �Tu mi hai insultato cos�.�</p><p>Lentamente Hawat torn� a sedersi.</p><p>E Jessica, leggendo i segni su quel volto che conosceva cos� bene, si concesse un profondo sospiro. <emphasis>Non � Hawat.</emphasis></p><p>�Ora so che sei ancora fedele al Duca� disse. �Sono pronta perci� a perdonare il modo in cui mi hai insultata.�</p><p>�C�� forse qualcosa da perdonare?�</p><p>Jessica aggrott� le ciglia, e pens�: <emphasis>Devo giocare la mia carta? Devo parlargli della figlia del Duca che porto in seno da alcune settimane? No� perfino Leto non lo sa. Questo servirebbe soltanto a complicargli la vita, a distrarlo in un momento in cui deve concentrarsi per garantire la nostra sopravvivenza. C�� ancora tempo per farne uso.</emphasis></p><p>�Una Veridica potrebbe risolvere la questione� disse Jessica, �ma non abbiamo qui nessuna Vendica qualificata dal Gran Consiglio.�</p><p>�Come voi dite, non abbiamo una Veridica.�</p><p>�C�� forse un traditore, fra noi? Ho studiato la nostra gente con la massima cura. Chi potrebbe essere? Non Gurney. E certamente non Duncan. I loro luogotenenti non hanno una posizione strategica che li faccia prendere in considerazione. E non sei tu, Thufir. Non pu� essere Paul. <emphasis>So di non essere io. </emphasis>Il dottor Yueh, allora? Devo chiamarlo e sottoporlo alla prova?�</p><p>�Sapete che sarebbe inutile� disse Hawat. �� condizionato dal Gran Collegio. Di questo ne sono certo.�</p><p>�Per non citare il fatto che sua moglie era una Bene Gesserit trucidata dagli Harkonnen� replic� Jessica.</p><p>�� dunque questo che le � accaduto!�</p><p>�Non hai sentito l�odio nella sua voce, quando pronuncia il nome degli Harkonnen?�</p><p>�Lo sapete che io non ho l�orecchio� disse Hawat.</p><p>�Che cosa ti ha fatto sospettare cos� indegnamente di me?� chiese Jessica.</p><p>Hawat si rabbui�: �Mia Signora, voi mettete il vostro servitore in una posizione impossibile. Prima di tutto io sono fedele al Duca�.</p><p>�Sono pronta a perdonare parecchio, per questa tua fedelt�.�</p><p>�Devo chiedervi ancora una volta: c�� forse qualcosa da perdonare?�</p><p>�Stallo� disse lei.</p><p>Lui scosse le spalle.</p><p>�Allora parliamo di qualcos�altro per un minuto� disse Jessica. �Duncan Idaho, quel guerriero tanto ammirato, la cui abilit� di guardiano e sorvegliante � tanto stimata. Questa notte ha ecceduto in qualcosa chiamata birra di spezia. Dai rapporti, ho appreso che altri si sono lasciati inebetire da quell�intruglio. � vero?�</p><p>�Voi avete letto i rapporti, mia Signora.�</p><p>�Appunto. Questi eccessi non ti sembrano un sintomo, Thufir?�</p><p>�Mia Signora, voi parlate per enigmi.�</p><p>�Usa le tue abilit� di Mentat� lo rimbecc� Jessica bruscamente. �Qual � il problema di Duncan e degli altri? Te lo posso dire in tre parole: non hanno casa.�</p><p>Hawat punt� l�indice in basso: �Arrakis! Arrakis � la loro casa!�</p><p>�Arrakis � un mondo sconosciuto! Caladan era la loro casa, ma noi li abbiamo strappati di l�. Non hanno casa. E hanno paura che il Duca tradisca la loro fiducia.�</p><p>Hawat s�irrigid�: �Un simile discorso da parte di uno dei miei uomini basterebbe a��</p><p>�Oh, piantala, Thufir. � disfattismo o tradimento per un dottore diagnosticare correttamente la malattia? La mia unica intenzione � di guarirla, questa malattia.�</p><p>�Il Duca ha incaricato me di occuparmi di simili faccende.�</p><p>�Ma tu capisci certamente quanto io sia preoccupata per gli sviluppi di questa malattia� replic� Jessica. �E forse mi concederai una certa abilit� in questo campo.�</p><p><emphasis>Devo somministrargli uno shock? </emphasis>si chiese. <emphasis>Ha bisogno di una scossa violenta, di qualcosa che riesca a staccarlo dalla consueta routine.</emphasis></p><p>�Le vostre preoccupazioni potrebbero essere interpretate in molti modi diversi� disse Hawat. E scroll� ancora le spalle.</p><p>�Allora, tu mi hai gi� condannata?�</p><p>�Naturalmente no, mia Signora. Ma non posso permettermi di correre <emphasis>alcun </emphasis>rischio, vista la situazione.�</p><p>�Una minaccia alla vita di mio figlio ti � sfuggita sotto il naso proprio in questa casa� lei disse. �Chi ha corso il rischio?�</p><p>Il volto s�incup�: �Ho presentato le mie dimissioni al Duca�.</p><p>�Le hai forse presentate a me� o a Paul?�</p><p>La sua furia era sul punto di esplodere, adesso. Lo tradivano il suo ansito, le narici dilatate, lo sguardo fisso. Jessica percep� il rapido pulsare di una vena sulla tempia.</p><p>�Io appartengo al Duca� dichiar�, mangiandosi le parole.</p><p>�Non c�� nessun traditore� replic� Jessica. �La minaccia � altrove. Forse i laser. Forse correranno il rischio d�introdurre qualche laser di nascosto, puntandolo contro lo schermo di questa casa, con un meccanismo a tempo. Forse��</p><p>�E chi sarebbe in grado di provare, dopo l�esplosione, che non erano bombe atomiche?� ribatt� lui. �No, mia Signora, non rischieranno niente di cos� illegale. Le radiazioni persistono. Le prove sono difficili da cancellare. No. Rispetteranno <emphasis>quasi tutte </emphasis>le formalit�. C�� un traditore. Dev�esserci.�</p><p>�Tu appartieni al Duca� lo canzon� lei. �Lo distruggeresti, sforzandoti di salvarlo?�</p><p>Hawat respir� profondamente, quindi: �Se voi siete innocente, mi scuser� con voi, nel modo pi� umiliante�.</p><p>�Parliamo di te, adesso, Thufir� disse Jessica. �Gli esseri umani vivono meglio quando ognuno ha il suo posto, quando ognuno sa qual � la sua posizione nello schema delle cose. Distruggi il posto e avrai distrutto anche la persona. Tu e io, Thufir, fra tutti quelli che amano il Duca, ci troviamo nella posizione ideale per distruggerci a vicenda. Non mi sarebbe fin troppo facile sussurrare i miei sospetti all�orecchio del Duca, durante la notte? E in quali momenti pensi che sia pi� sensibile a questi sussurri, Thufir? Devo essere pi� esplicita?�</p><p>�Mi state minacciando?� ringhi� Hawat.</p><p>�No davvero. Ti faccio semplicemente notare come qualcuno ci stia attaccando attraverso la posizione stessa delle nostre esistenze. � astuto, diabolico. Ti propongo di neutralizzare questo attacco organizzando diversamente le nostre vite, cosicch� non esista pi� alcuno spiraglio per pugnalarci alle spalle.�</p><p>�Voi mi accusate di aver sussurrato sospetti senza fondamento?�</p><p>�Senza fondamento, s�.�</p><p>�Intendete controbatterli coi vostri sussurri?�</p><p>�� la <emphasis>tua </emphasis>vita, Thufir, che � fatta di sussurri, non la mia.�</p><p>�Allora mettete in dubbio le mie capacit�?�</p><p>Jessica sospir�. �Thufir, voglio che tu consideri quanta parte hanno le tue emozioni personali in tutto questo. L�essere umano, quello <emphasis>naturale, </emphasis>� un animale privo di logica. Tu proietti la tua logica in tutti i tuoi problemi, e questo � <emphasis>innaturale, </emphasis>ma tuttavia essa � tollerata perch� � utile. Tu sei la logica personificata: un Mentat. E tuttavia le soluzioni dei tuoi problemi sono concetti i quali, in un senso molto reale, si proiettano fuori di te, e devono essere osservati, studiati, esaminati sotto tutti gli angoli possibili.�</p><p>�Credete forse di potermi insegnare il mio mestiere?� disse lui, sdegnosamente.</p><p>�Tu puoi applicare la tua logica a qualsiasi cosa, fuori di te� continu� Jessica. �Ma � una caratteristica umana il fatto che i nostri problemi personali, quelli che pi� s�identificano con noi stessi, sono i pi� difficili da esaminare con la nostra logica. Abbiamo la tendenza a ricercarne le cause intorno a noi, accusando tutto e tutti, salvo la cosa ben reale e profondamente radicata in noi, che ci consuma.�</p><p>�Voi cercate deliberatamente di farmi dubitare dei miei poteri di Mentat� ribatt� Hawat con voce stridula. �Se dovessi scoprire che uno dei nostri tenta di sabotare cos� un�arma qualsiasi del nostro arsenale, non avrei esitazioni a denunciarlo e a distruggerlo!�</p><p>�I migliori tra i Mentat conservano un salutare rispetto per le probabilit� di errore nei loro calcoli.�</p><p>�Non ho mai detto altrimenti!�</p><p>�Allora, studia quei sintomi che abbiamo entrambi osservato: l�ubriachezza fra i nostri uomini, le liti� Il modo in cui si scambiano pettegolezzi e voci infondate su Arrakis, ignorando le pi� semplici��</p><p>�Si annoiano, ecco tutto� ribatt� lui. �Non cercate di distraimi tentando di rendere misterioso un fatto banale.�</p><p>Lei lo fiss�, pensando agli uomini del Duca che, nelle baracche, ruminavano sui loro guai, al punto che la tensione si percepiva, l� al castello, quasi come da un isolante bruciato. <emphasis>Stanno diventando come gli uomini delle leggende prima della Gilda, </emphasis>pens�. <emphasis>Come gli uomini di quel perduto esploratore stellare, Ampoliros� nauseati del loro viaggio, eternamente alla ricerca. Sempre preparati e mai pronti.</emphasis></p><p>�Perch� non hai mai voluto servirti completamente delle mie capacit� nel tuo servizio per il Duca?� insistette lei. �Hai forse paura che una rivale metta in pericolo la <emphasis>tua </emphasis>posizione?�</p><p>Lui la fiss� torvamente; i suoi vecchi occhi fiammeggiavano. �Conosco un po� dell�addestramento che il Bene Gesserit d� a voi�� s�interruppe, accigliandosi.</p><p>�Continua, dillo� disse lei. �� a voi <emphasis>streghe.</emphasis>�</p><p>�Conosco un po� del <emphasis>vero </emphasis>addestramento che ricevete� replic� Hawat. �Si � manifestato in Paul. Io non mi lascio ingannare da quello che le vostre Scuole dicono al pubblico, che voi esistete solo per servire.�</p><p><emphasis>Lo shock dev�essere brutale, ed � quasi pronto per riceverlo, </emphasis>pens� Jessica.</p><p>�Tu mi hai sempre ascoltata con rispetto durante le sedute del Consiglio. E tuttavia molto raramente hai tenuto conto delle mie opinioni. Perch�?�</p><p>�Non mi fido dei vostri moventi Bene Gesserit� disse lui. �Anche se voi credete di poter guardare nel cuore di un uomo, anche se <emphasis>siete convinta </emphasis>di spingere un uomo a fare esattamente quello che��</p><p>�Thufir! Povero <emphasis>imbecille</emphasis>!�</p><p>Lui la fulmin� con lo sguardo, gettandosi indietro sulla sedia.</p><p>�Qualsiasi diceria tu abbia udito sulle nostre Scuole� disse Jessica, �la verit� � molto pi� grave. Se io volessi distruggere il Duca� o te, o qualsiasi altra persona vicino a me, tu non potresti fermarmi.�</p><p>E pens�: <emphasis>Perch� permetto che l�orgoglio mi faccia dire cose simili? Non � questo il modo in cui sono stata addestrata. Non � cos� che posso colpirlo.</emphasis></p><p>Hawat fece scivolare una mano sotto la tunica, dove nascondeva un piccolo proiettore di dardi avvelenati. <emphasis>Non porta scudo, </emphasis>pens�. <emphasis>Che stia soltanto vantandosi? Potrei ucc�derla adesso� ma, ah� quali sarebbero le conseguenze se mi sbagliassi?</emphasis></p><p>Jessica vide il gesto della sua mano e disse: �Preghiamo perch� la violenza non sia mai necessaria fra noi�.</p><p>�Preghiera lodevole.�</p><p>�Intanto il male si diffonde fra noi. Ti chiedo ancora: non � forse pi� ragionevole supporre che gli Harkonnen abbiano seminato i loro sospetti per metterci l�uno contro l�altra?�</p><p>�Siamo di nuovo in stallo� fece Hawat.</p><p>Lei sospir�, pensando: <emphasis>� quasi pronto.</emphasis></p><p>�Il Duca e io siamo come il padre e la madre per il nostro popolo. La posizione��</p><p>�Non vi ha sposata.�</p><p>Jessica si costrinse alla calma. <emphasis>Una buona risposta, </emphasis>pens�.</p><p>�Ma non sposer� nessun�altra� rispose. �Non finch� io sar� viva. E, come ho detto, noi siamo come dei tutori. Spezzare quest�ordine naturale, disturbare, confonderci e dividerci� quale obiettivo pi� allettante per gli Harkonnen?�</p><p>Hawat indovin� a che cosa tendeva il suo discorso e socchiuse gli occhi come per intimidirla.</p><p>�Il Duca?� continu� Jessica. �Un bersaglio invitante, certo, ma nessuno, forse con l�unica eccezione di Paul, � meglio sorvegliato. Io? Senza dubbio li tento, ma sanno che le Bene Gesserit sono bersagli difficili. E c�� un bersaglio ancora migliore, una persona alla quale i doveri creano, necessariamente, una mostruosa cecit�. Una persona per cui sospettare � naturale come respirare. Che trascorre l�intera sua vita tra le insinuazioni e i misteri.� Punt� la sua mano contro di lui: �Tu!�</p><p>Hawat quasi balz� dalla sedia.</p><p>�Non ti ho ancora congedato, Thufir!� gli intim� Jessica.</p><p>Il vecchio Mentat ricadde quasi di colpo sulla sedia, tanta fu la rapidit� con cui i suoi muscoli lo tradirono.</p><p>Jessica sorrise senza gioia. �Adesso ti sei accorto del <emphasis>vero </emphasis>addestramento che ci vien dato.�</p><p>Hawat cerc� d�inghiottire senza riuscirci. L�intimazione di Jessica era stata regale, perentoria: un tono, un modo irresistibili. Aveva sentito il proprio corpo obbedirle prima ancora di poter pensare. Niente avrebbe potuto impedirlo, n� la logica, n� il furore� niente. E tutto questo rivelava una conoscenza profonda, sensibile della persona alla quale si era rivolta, un controllo cos� completo che lui non l�avrebbe mai creduto possibile.</p><p>�Ti ho gi� detto, prima, che noi due dovremmo capirci� riprese Jessica. �Volevo dire che tu dovresti capire <emphasis>me. </emphasis>Io ti capisco gi�. E ora ti dico: la tua fedelt� al Duca � l�unica garanzia che tu hai con me.�</p><p>Lui la guard�, inumidendosi le labbra.</p><p>�Se io desiderassi un fantoccio, il Duca mi sposerebbe subito� continu� Jessica. �Potrebbe anche convincersi di averlo fatto di sua spontanea volont�.�</p><p>Hawat chin� la testa, e la fiss� con occhi socchiusi. Solo il pi� rigido controllo lo tratteneva dal chiamare le guardie. Il controllo� e ora il sospetto che quella donna avrebbe potuto impedirlo. Un brivido gli corse lungo la schiena, pensando al modo in cui lei l�aveva controllato. In quell�attimo di esitazione avrebbe potuto estrarre un�arma e ucciderlo!</p><p><emphasis>� forse vero che ogni essere umano � vittima di questa cecit�? </emphasis>si chiese. <emphasis>� possibile che ognuno di noi possa essere indotto ad agire prima di poter resistere? </emphasis>L�idea gli dette il capogiro. <emphasis>Chi potrebbe mai fermare una persona dotata di un simile potere?</emphasis></p><p>�Hai intravisto il pugno nel guanto del Bene Gesserit� disse ancora Jessica. �Pochi, dopo averlo intravisto, sopravvivono. E quello che ho fatto � una cosa relativamente semplice, per noi. Non hai ancora sperimentato tutto il mio arsenale: pensaci.�</p><p>�Perch� non distruggete i nemici del Duca?� chiese Hawat.</p><p>�Vorresti davvero che li distruggessi? Facendo cos� del Duca un debole, un uomo che dipenda da me, per sempre?�</p><p>�Ma un simile potere��</p><p>�Il potere � un�arma a doppio taglio, Thufir� disse Jessica. �Tu pensi: �Come dev�esser facile, per lei, crearsi uno strumento umano per poi affondarlo nelle viscere del nemico.� � vero, Thufir, perfino nelle tue viscere. E tuttavia, che cosa otterrei? Se un certo numero di Bene Gesserit facesse questo, non diventerebbero sospette tutte le Bene Gesserit? Noi non lo vogliamo, Thuflr. Non desideriamo distruggere noi stesse� annu�: �S�, � vero, noi esistiamo soltanto per servire�.</p><p>�Non posso rispondervi� fece Thufir. �Voi lo sapete.�</p><p>�Non dirai a nessuno quello che � accaduto qui. Io ti conosco bene Thufir e sono sicura che non parlerai.�</p><p>�Mia Signora�� Il vecchio cerc� ancora d�inghiottire, ma la sua gola era secca. E pens�: <emphasis>Ha grandi poteri, � vero. Ma non servirebbero forse a renderla uno strumento ancora pi� formidabile per gli Harkonnen?</emphasis></p><p>�Il Duca potrebbe essere distrutto con uguale rapidit� sia dai suoi amici che dai suoi nemici� disse Jessica. �Spero che ora esaminerai fino in fondo le ragioni di questo sospetto e lo cancellerai.�</p><p>�Se risulter� infondato.�</p><p>�Se� lo canzon� lei.</p><p>�Se� ripet� lui.</p><p>�Sei tenace.�</p><p>�Prudente� la corresse, �e consapevole della possibilit� di un errore.�</p><p>�Allora ti far� un�altra domanda. Che cosa significa per te il fatto di trovarti di fronte a un altro essere umano, e che tu sia legato e senza possibilit� di difesa, mentre l�altro ti tiene un coltello alla gola� e tuttavia egli non ti uccide, ti libera dai tuoi legami e ti offre il coltello perch� tu lo usi a tuo piacimento?�</p><p>Jessica si alz� lentamente dalla poltrona, gli volt� le spalle e poi disse: �Ora puoi andare, Thufir�.</p><p>Il vecchio Mentat si alz� a sua volta, esit�, le sue mani si mossero verso l�arma mortale nascosta nella tunica. Si ricord� dell�arena e del padre del Duca (che era stato un coraggioso, lasciando perdere i suoi difetti), e del lontano giorno della corrida: la bestia nera e feroce era rimasta immobile, con la testa piegata, confusa. Il Vecchio Duca aveva girato la schiena alle sue corna, con la cappa ripiegata audacemente sul braccio, mentre gli evviva tuonavano sulle tribune.</p><p><emphasis>Io sono il toro e lei � il matador, </emphasis>pens� Hawat. Ritir� la mano dall�arma e consider� il sudore che luccicava sul palmo.</p><p>Seppe allora, qualunque cosa i fatti avessero dimostrato alla fine, che non avrebbe mai dimenticato questo istante e che la suprema ammirazione che provava per Lady Jessica non sarebbe mai venuta meno.</p><p>In silenzio, si volt� e usc� della stanza.</p><p>Jessica smise di osservarlo dal riflesso della finestra e si volt� a guardare la porta chiusa.</p><p>�Ora� bisbigli�, �pensiamo a qualche misura adeguata.�</p><empty-line/></section><section><epigraph><poem><stanza><v>Lotti coi sogni?</v><v>Ti batti con le ombre?</v><v>Cammini come dormendo?</v><v>Il tempo � scivolato via.</v><v>La vita ti � stata rubala.</v><v>Indugiavi per delle inezie,</v><v>Vittima della tua follia.</v></stanza></poem><text-author>lamento funebre per Jamis sulla Piana dei Morti;</text-author><text-author>dai �Canti di Muad�Dib�, della Principessa Irulan</text-author></epigraph><empty-line/><p>Leto, in un piccolo studio della sua casa, studiava un messaggio alla luce di un�unica lampada sospesa. Mancava ancora qualche ora all�alba, ed era molto stanco. Un uomo dei Fremen lo aveva consegnato a una guardia, all�ingresso principale, pochi istanti prima, quando il Duca era appena ritornato dal quartier generale. Il messaggio diceva: �Una nube di fumo di giorno, una colonna di fuoco, la notte�.</p><p>Non c�era firma.</p><p><emphasis>Che cosa significa? </emphasis>si chiese.</p><p>Il messaggero si era dileguato senza aspettare la risposta, prima ancora che potessero interrogarlo. Era scomparso nella notte come un�ombra fumosa.</p><p>Leto infil� il pezzo di carta in una tasca della tunica, con l�intenzione di farlo vedere a Hawat. Rimosse una ciocca di capelli dalla fronte e sbadigli�, sospirando. L�effetto delle pillole antifatica cominciava a esaurirlo. Erano passati due lunghi giorni dal banchetto, e ancora di pi� da quando aveva dormito l�ultima volta.</p><p>E oltre ai problemi militari c�era stata quella penosa discussione con Hawat, e il rapporto del suo incontro con Jessica.</p><p><emphasis>Devo forse svegliare Jessica? </emphasis>si chiese. <emphasis>Non c�� pi� alcuna ragione di giocare al segreto con lei. O forse s�?</emphasis></p><p><emphasis>Maledetto quel Duncan Idaho!</emphasis></p><p>Scosse la testa: <emphasis>No, non Duncan. Sono io che ho sbagliato a non confidarmi con Jessica fin dall�inizio. Devo farlo ora, prima che nascano altri danni.</emphasis></p><p>La decisione lo fece sentir meglio: attravers� la Grande Sala e s�incammin� lungo il corridoio, verso l�ala occupata dalla sua famiglia.</p><p>Alla svolta, dove il corridoio si biforcava con quello di servizio, si ferm�: un rumore strano, come un miagolio, si fece udire in qualche punto del corridoio di servizio. Leto port� la mano sinistra all�interruttore della cintura scudo e fece scivolare il kindjal nella mano destra. Il coltello gli diede un senso di sicurezza. Quello strano lamento lo aveva fatto rabbrividire.</p><p>Silenziosamente il Duca s�inoltr� nel corridoio di servizio, maledicendo l�illuminazione inadeguata. Piccole lampade a sospensione erano state sistemate a intervalli di otto metri e regolate al minimo. Le cupe pareti assorbivano la luce.</p><p>Nella penombra, davanti a s�, Leto intravide una forma sul pavimento. Il Duca esit�: fu sul punto di attivare lo scudo, ma vi rinunci� perch� avrebbe ostacolato i suoi movimenti, gli avrebbe impedito di sentire bene� e perch� la cattura di quel carico di armi laser lo aveva riempito di dubbi.</p><p>Con passo leggero scivol� verso la forma oscura e vide che era un corpo umano, il volto schiacciato al suolo. Leto brand� il coltello e gir� il corpo col piede e si curv� per distinguerne il volto alla fioca luce. Era il contrabbandiere Tuek, con una macchia umida sul petto. I suoi occhi senza vita erano vuoti e tenebrosi. Leto sfior� la macchia: era ancora calda.</p><p><emphasis>Com�� possibile che quest�uomo sia morto qui? </emphasis>si chiese Leto. <emphasis>Chi l�ha ucciso?</emphasis></p><p>Lo strano lamento si ripet�, pi� forte, nell�oscurit�. Proveniva dal corridoio laterale che conduceva ai locali, al centro della dimora, dov�era installato il generatore principale dello scudo che rivestiva l�intero edificio.</p><p>Sempre con una mano all�interruttore della cintura e impugnando con l�altra il kindjal, il Duca scavalc� il corpo e avanz� silenziosamente nel corridoio, scrutando oltre l�angolo, verso la stanza del generatore. Un�altra forma confusa giaceva sul pavimento a pochi passi di distanza: da essa proveniva il lamento. La forma strisciava verso di lui con penosa lentezza.</p><p>Leto represse un improvviso terrore, si precipit� in avanti e si accovacci� accanto alla figura strisciante. Era Mapes, la governante Fremen, i capelli scarmigliati intorno al volto, i vestiti in disordine. Una macchia scura dai riflessi opachi le gocciolava lungo la schiena fino ai fianchi. Leto le sfior� una spalla e Mapes si sollev� sui gomiti, fissandolo coi suoi occhi simili a buie ombre di vuoto.</p><p>�V� voi� ansim�. �Uc� cisa guardia� mandato� cercare� Tuek� Fugga� M� mia Signora� lei� lei� qui� no�� rovesci� in avanti, la sua testa batt� sulla pietra.</p><p>Leto le appoggi� le dita alla tempia: ogni battito era cessato. Consider� la macchia scura: Mapes era stata pugnalata alla schiena. Da chi? La sua mente era un turbine di pensieri. Voleva dire che qualcuno aveva ucciso la guardia? E Tuek� era stata Jessica a chiamarlo? Perch�?</p><p>Fece per alzarsi: in quell�istante, un sesto senso lo avvert�: port� di scatto la mano allo scudo. Troppo tardi! Un colpo violento gli tramort� il braccio, che gli ricadde sul fianco. Sent� un vivo dolore: vide il dardo che gli sporgeva dalla manica. La paralisi cominci� a diffondersi: fece uno sforzo terribile per alzare la testa e ispezionare il corridoio.</p><p>Yueh era l�, immobile, davanti alla stanza del generatore. Sul suo viso si rifletteva la luce gialla dell�unica lampada sospesa sopra la porta. Dalla stanza, dietro di lui, non proveniva alcun suono� nessun brusio del generatore.</p><p><emphasis>Yueh! </emphasis>il pensiero folgor� Leto. <emphasis>Ha sabotato i generatori della casa! Siamo senza difesa!</emphasis></p><p>Yueh avanz� verso il Duca, infilando in tasca una pistola a dardi.</p><p>Leto scopr� che riusciva ancora a parlare, e rantol�: �Yueh! Com�� possibile?� Poi la paralisi lo raggiunse alle gambe e lo fece scivolare a terra, con la schiena appoggiata alla parete.</p><p>Il volto di Yueh era pieno di tristezza quando si curv� a toccare la fronte di Leto. Il Duca scopr� che riusciva a sentire il tocco, ma era qualcosa d�infinitamente remoto�</p><p>�Ho usato una droga selettiva� spieg� Yueh. �Potete parlare, ma non ve lo consiglio.� Lanci� un�occhiata lungo il corridoio e si curv� nuovamente su Leto. Estrasse il dardo e lo scagli� lontano. Il suono del dardo sul pavimento sembr� al Duca lontano, soffocato.</p><p><emphasis>Non pu� essere stato Yueh, </emphasis>pens� Leto. <emphasis>� condizionato.</emphasis></p><p>�Come?� bisbigli�.</p><p>�Desolato, mio caro Duca, ma vi sono cose molto pi� forti di questo� (si tocc� il tatuaggio sulla fronte). �Anch�io lo trovo molto strano� una rivincita della mia <emphasis>coscienza piretica� </emphasis>ma desidero uccidere un uomo. S�, lo desidero veramente. E niente potr� impedirmi di farlo.�</p><p>Guard� il Duca. �Oh, non voi, caro Duca. Il Barone Harkonnen. Io desidero uccidere il Barone.�</p><p>�Il Bar�one Har��</p><p>�Per favore, state calmo, mio povero Duca. Non avete molto tempo. Quel dente posticcio che vi ho messo in bocca dopo la caduta, a Narcal� Quel dente va sostituito. Fra un attimo vi addormenter� e vi sostituir� quel dente.� Apr� la mano e guard� qualcosa. �Un esatto duplicato, e una perfetta contraffazione del nervo, al centro. Sfuggir� a tutti i normali rivelatori e perfino a un rapido esame. Ma se voi stringerete con violenza la mascella, l�involucro si frantumer�. Soffiando a viva forza l�aria dai polmoni voi diffonderete tutt�intorno un gas velenoso� mortale.�</p><p>Leto fiss� Yueh: lesse la follia nei suoi occhi e vide il sudore che gli gocciolava dalla fronte e dal mento.</p><p>�In ogni caso voi siete condannato, mio povero Duca� disse Yueh. �Ma voi avvicinerete il Barone, prima di morire. Il Barone creder� che voi siate istupidito dalle droghe e che sia impossibile un qualsiasi attacco da parte vostra. E voi, effettivamente, sarete drogato e legato. Ma un attacco pu� assumere le forme pi� strane. Voi vi ricorderete del dente. <emphasis>Il dente, </emphasis>Duca Leto Atreides. Vi ricorderete del dente.�</p><p>Il vecchio dottore si curv� lentamente su di lui fin quasi a sfiorarlo, finch� il suo volto e i suoi baffi spioventi campeggiarono davanti agli occhi sempre pi� offuscati del Duca.</p><p>�Il dente� mormor� Yueh.</p><p>�Perch�?� bisbigli� Leto.</p><p>Yueh appoggi� un ginocchio sul pavimento: �Ho concluso un patto di Shaitan col Barone. E devo esser certo che abbia rispettato il suo impegno. Quando lo vedr�, lo sapr�. Quando guarder� in faccia il Barone, <emphasis>sapr�! </emphasis>Ma non potrei mai presentarmi a lui senza il mio riscatto. Voi siete il mio riscatto, povero Duca. E lo sapr� non appena l�avr� visto. La mia povera Wanna mi ha insegnato molte cose, e una di queste � la certezza della verit�, oltre ogni dubbio, quando la tensione � pi� forte. Non sempre � possibile, ma quando vedr� il Barone� <emphasis>lo sapr�!</emphasis>�</p><p>Leto cerc� di vedere il dente sul palmo di Yueh. Tutta la situazione sembrava un incubo. Era impossibile!</p><p>Le labbra purpuree di Yueh si contrassero in un sogghigno: �A me non sar� consentito avvicinarmi al Barone, poich� in tal caso lo farei io stesso. No, mi terranno a una distanza di sicurezza. Ma voi� ah, voi, la mia arma adorata! Il Barone vorr� vedervi da vicino� per goderne, per vantarsi un po��.</p><p>Leto era quasi ipnotizzato da un muscolo sul lato sinistro della mascella di Yueh. Il muscolo si contorceva ogni qualvolta l�uomo apriva la bocca.</p><p>Yueh gli si avvicin� ancora di pi�. �E voi, mio caro Duca, mio prezioso Duca, voi dovete ricordarvi di questo dente.� Glielo fece vedere, stringendolo tra il pollice e l�indice: �Sar� l�unica cosa che vi rimarr�.</p><p>La bocca di Leto si mosse senza emettere alcun suono. Poi: �<emphasis>Rifiuto</emphasis>�<emphasis>.</emphasis></p><p>�Ah, no! Voi non dovete rifiutare, poich� in cambio di questo piccolo servigio io far� una cosa per voi. Io salver� vostro figlio e la vostra donna. Nessun altro � in grado di farlo. Saranno condotti dove nessun Harkonnen potr� raggiungerli.�</p><p>�Come� loro� salvi?� bisbigli� Leto.</p><p>�Facendoli credere morti e trasportandoli segretamente tra genti che estraggono il coltello al solo nome degli Harkonnen, che odiano gli Harkonnen al punto che brucerebbero una sedia dove si sia seduto un Harkonnen, o spargerebbero il sale dove ha camminato un Harkonnen.� Sfior� la guancia di Leto: �Sentite qualcosa sulla guancia?�</p><p>Il Duca scopr� di non poter rispondere. Percep� una lontana sensazione, come di qualcosa che veniva tirato via. Vide le mani di Yueh ricomparire stringendo fra le dita l�anello col sigillo ducale.</p><p>�Per Paul� disse Yueh. �Tra poco voi perderete i sensi. Addio, mio povero Duca. Quando c�incontreremo la prossima volta non avremo il tempo di conversare.�</p><p>Un freddo glaciale sal� dalla mascella del Duca verso le guance. L�oscurit� del corridoio sembr� concentrarsi in un punto, al centro del quale vi erano soltanto le labbra purpuree di Yueh.</p><p>�Il dente!� sussurr� Yueh. �Ricordate il dente!�</p><empty-line/></section><section><epigraph><p>Dovrebbe esistere una scienza dell�infelicit�. La gente ha bisogno di tempi difficili e di oppressione per sviluppare i propri muscoli psichici.</p><text-author>dalla �Raccolta dei detti di Muad�Dib�, della Principessa Irulan</text-author></epigraph><empty-line/><p>Jessica si svegli� al buio, con una vaga premonizione nella calma assoluta che la circondava. Non riusc� a capire come mai la sua mente e il suo corpo fossero cos� intorpiditi. La sua pelle si aggricciava dalla paura; le vibravano i nervi. Pens� di mettersi a sedere e di accendere la luce, ma qualcosa la trattenne. C�era un sapore� strano nella sua bocca.</p><p><emphasis>Tum-tum-tum-tum!</emphasis></p><p>Una monotona successione di tonfi, da una direzione imprecisata. Da qualche punto nell�oscurit�.</p><p>Un momento di attesa che sembr� eterno, pieno di movimenti e fruscii.</p><p>Cominci� a percepire il proprio corpo e si rese conto di avere i polsi e le caviglie legati e un bavaglio alla bocca. Era distesa sul fianco, con le mani legate dietro la schiena. Saggi� la resistenza dei legami e si rese conto che erano fibre di <emphasis>krimskell, </emphasis>che l�avrebbero stretta ancor di pi� se si fosse messa a tirare.</p><p>E ricord�.</p><p>C�era stato un movimento nell�oscurit� della sua camera; qualcosa di umido e pungente le era stato spinto sul viso, riempiendole la bocca; delle mani l�avevano afferrata. Le era mancato il respiro� Alla prima inspirazione aveva percepito la presenza del narcotico in quella cosa bagnata. Aveva perso conoscenza, sprofondando in un nero abisso di terrore.</p><p><emphasis>� venuto il momento, </emphasis>pens�. <emphasis>Com�� stato semplice vincere una Bene Gesserit! � bastato il tradimento. Hawat aveva ragione.</emphasis></p><p>Si sforz� di non tirare i legami.</p><p><emphasis>Questa non � la mia camera da letto, </emphasis>pens�. <emphasis>Mi hanno portata altrove.</emphasis></p><p>Lentamente riusc� a controllarsi e a riacquistare la calma interiore.</p><p>Prese coscienza dell�odore del suo stesso sudore, mescolato all�emanazione chimica della paura.</p><p><emphasis>Dov�� Paul? </emphasis>si chiese. <emphasis>Mio figlio� che cosa gli avranno fatto?</emphasis></p><p><emphasis>Calma.</emphasis></p><p>Si sforz� per riacquistarla, servendosi degli antichi insegnamenti.</p><p>Ma il terrore incombeva cos� vicino.</p><p><emphasis>Leto? Dove sei, Leto?</emphasis></p><p>Si accorse che l�oscurit� stava diminuendo. All�inizio vi furono ombre. Le dimensioni si divisero, divennero tante acute spine di percezione. Bianco. Una linea sotto la porta.</p><p><emphasis>Sono sul pavimento.</emphasis></p><p>Gente che camminava. Percepiva le vibrazioni.</p><p>Jessica respinse il ricordo del terrore. <emphasis>Devo essere calma e sul chi vive, pronta a tutto. Potrebbe presentarsi un�unica possibilit�. </emphasis>Di nuovo lott� per la calma interiore.</p><p>Il battito del cuore le torn� regolare, segnando il tempo. Cont� alla rovescia. <emphasis>Sono rimasta priva di sensi per circa un�ora. </emphasis>Chiuse gli occhi, concentr� l�attenzione sui passi che si avvicinavano.</p><p><emphasis>Quattro persone.</emphasis></p><p>Analizz� le differenze dei loro passi.</p><p><emphasis>Devo far finta di essere ancora svenuta. </emphasis>Si rilass� sul gelido pavimento, provando la prontezza dei riflessi. Ud� una porta che si apriva, percep� attraverso le palpebre un aumento dell�intensit� luminosa.</p><p>Dei passi si avvicinarono. Qualcuno si ferm� accanto a lei, sovrastandola.</p><p>�Siete sveglia� disse una voce di basso. �Non fingete.�</p><p>Jessica apr� gli occhi.</p><p>Il Barone Vladimir Harkonnen la sovrastava. Guardando intorno, lei riconobbe la stanza del sottosuolo dove Paul aveva dormito, vide la sua branda su un lato� vuota. Lampade a sospensione furono portate dentro dalle guardie e sistemate intorno alla porta aperta. Nel corridoio la luce era cos� intensa che le fecero male gli occhi.</p><p>Fiss� il Barone. Portava una mantellina gialla che si rigonfiava sui sospensori portatili. Le sue guance grasse da cherubino erano sovrastate da due occhi neri simili a quelli di un ragno.</p><p>�La droga era a tempo� tuon� il Barone. �Sapevamo il minuto esatto in cui vi sareste svegliata.�</p><p><emphasis>Com�� possibile? </emphasis>si chiese Jessica. <emphasis>Avrebbero dovuto sapere il mio peso esatto, il mio tasso di metabolismo, il mio� Yueh!</emphasis></p><p>�� veramente un peccato che dobbiate restare imbavagliata� continu� il Barone. �Avremmo avuto una conversazione cos� interessante!�</p><p><emphasis>Yueh � l�unico, </emphasis>pens� Jessica. <emphasis>Ma come?</emphasis></p><p>Il Barone lanci� un�occhiata alle sue spalle, verso la porta: �Entra, Piter�.</p><p>Lei non aveva mai visto l�uomo che entr� in quel momento e che si mise al fianco del Barone, ma il suo viso le era noto� e il suo nome: <emphasis>Piter de Vries, il Mentat Assassino. </emphasis>Lo studi�: sembianze da falco. Gli occhi azzurro inchiostro avrebbero potuto farlo credere nativo di Arrakis, ma le sottili differenze nei movimenti e nell�atteggiamento lo smentivano. E la sua pelle era troppo gonfia d�acqua. Era alto e sottile e vagamente effeminato.</p><p>�� un peccato che non si possa conversare con voi, Lady Jessica� ripet� il Barone. �Tuttavia, siamo al corrente delle vostre possibilit�.� Si rivolse al Mentat: �Non � forse vero, Piter?�</p><p>�Come voi dite, Barone� disse Piter.</p><p>Aveva una voce da tenore che le sfior� la spina dorsale come una doccia gelida. Non aveva mai udito prima una voce cos� agghiacciante. Per un�adepta del Bene Gesserit quella voce urlava: <emphasis>Assassino</emphasis>!</p><p>�Ho una sorpresa per Piter� disse il Barone. �Lui crede di esser venuto qui a raccogliere il suo premio� voi, Lady Jessica. Ma voglio dimostrargli una cosa: che lui, in realt�, non vi desidera.�</p><p>�State forse scherzando con me, Barone?� chiese Piter, e sorrise.</p><p>Vedendo quel sorriso, Jessica si chiese come mai il Barone non balzasse immediatamente in posizione di difesa contro Piter. Poi si disse di no. Il Barone non poteva leggere quel sorriso: non aveva ricevuto l�Addestramento.</p><p>�Sotto molti aspetti Piter � un ingenuo� continu� il Barone. �Non vuole confessare a se stesso che voi, Lady Jessica, siete un pericolo mortale. Vorrei mostrarglielo, ma sarebbe un rischio insensato.� Il Barone sorrise a Piter, il cui volto era impenetrabile. �Io so quello che Piter vuole veramente. Piter vuole il potere.�</p><p>�Mi avete promesso che avrei avuto� <emphasis>lei</emphasis>� disse Piter. La sua voce da tenore aveva smarrito in parte il suo freddo riserbo.</p><p>Jessica avvert� i segni premonitori nella voce dell�uomo, e non pot� fare a meno di rabbrividire mentalmente. <emphasis>Com � possibile che il Barone abbia trasformato un Mentat in questa belva?</emphasis></p><p>�Ti do una scelta, Piter� disse il Barone.</p><p>�Quale scelta?�</p><p>Il Barone fece crocchiare le sue grosse dita. �Questa donna e l�esilio dall�Impero, o il Ducato degli Atreides su Arrakis, per governarlo a nome mio nel modo che ti sembrer� pi� opportuno.�</p><p>Jessica osserv� gli occhi da ragno del Barone che studiavano Piter.</p><p>�Potresti essere Duca in tutto, qui, salvo il nome.�</p><p><emphasis>Il mio Leto � morto, allora? </emphasis>si chiese Jessica. Un silenzioso lamento s�innalz� in qualche punto della sua mente.</p><p>Il Barone concentr� tutta la sua attenzione sul Mentat. �Cerca di capire te stesso, Piter. Tu la vuoi perch� era la donna di un Duca, un simbolo del suo potere: bellissima, utile, meravigliosamente addestrata per il suo ruolo. Ma un intero Ducato, Piter! � molto di pi� di un simbolo, � la realt�! Con esso potresti avere molte donne e� ancora di pi�.�</p><p>�Voi non state scherzando con Piter?�</p><p>Il Barone si gir� con quella leggerezza da ballerino che gli davano i sospensori: �Scherzare, io? Ricorda: io ho rinunciato al ragazzo. Hai sentito quello che il traditore ha rivelato sull�addestramento del piccolo. Sono uguali, madre e figlio� entrambi mortali�. Il Barone sorrise. �Adesso devo andare. Ti mander� la guardia che ho scelto per questo incarico. � sorda come una campana. I suoi ordini sono di accompagnarti per il primo tratto del tuo viaggio verso l�esilio. Uccider� questa donna se si accorger� che ti sta controllando. Non ti permetter� di toglierle il bavaglio finch� non avrai abbandonato il suolo di Arrakis. Se invece sceglierai di non andartene� ha altri ordini.�</p><p>�Non uscite� disse Piter. �Ho fatto la mia scelta.�</p><p>�Ah, ahhh!� ridacchi� il Barone. �Una decisione cos� rapida vuol dire una sola cosa.�</p><p>�Prender� il Ducato� disse Piter.</p><p>Jessica pens�: <emphasis>Piter non sa che il Barone sta mentendo? Ma come potrebbe saperlo? � un Mentat degenere.</emphasis></p><p>Il Barone guard� Jessica: �Non � meraviglioso come io conosco Piter? Ho scommesso col mio maestro d�armi che questa sarebbe stata la scelta di Piter. Ah, bene! Ora me ne vado. Cos� � molto meglio. Ah, molto meglio. Voi capite, Lady Jessica? Non ho alcun rancore verso di voi. Questa � una necessit�. � molto meglio che sia cos�. S�. E non ho <emphasis>veramente </emphasis>ordinato che voi foste uccisa. Quando mi chiederanno cosa vi � accaduto, potr� scrollare le spalle, in tutta sincerit�.</p><p>�Lasciate la cosa a me, allora?� chiese Piter.</p><p>�La guardia che ti mander� eseguir� i tuoi ordini� disse il Barone. �Qualunque cosa tu decida, sei tu il giudice� fiss� Piter: �S�, non mi sporcher� le mani di sangue, in questa occasione. La decisione � tua. S�, non voglio saper nulla. Aspetterai che me ne sia andato per fare quello che hai deciso. S�. Allora� ah, s�. S�. Bene�.</p><p><emphasis>Teme le domande della Veridica, </emphasis>pens� Jessica. <emphasis>Chi? Ah, la Reverenda Madre Gaius Helen, certamente! Se il Barone sa di dover rispondere alle sue domande, allora anche l�Imperatore � coinvolto in tutto questo. Ah, mio povero Leto!</emphasis></p><p>Con un�ultima occhiata a Jessica il Barone si volt� e usc�. Lei lo segu� con lo sguardo, pensando: <emphasis>� proprio come mi aveva detto la Reverenda Madre� C�� un avversario troppo potente.</emphasis></p><p>Due soldati degli Harkonnen entrarono. Un terzo, il cui volto era una maschera di cicatrici, s�immobilizz� accanto alla porta con in pugno una pistola laser.</p><p><emphasis>Il sordo, </emphasis>pens� Jessica, studiando quel volto martoriato. <emphasis>Il Barone sa che su qualsiasi altro uomo potrei usare la Voce.</emphasis></p><p>Faccia Sfregiata fiss� Piter: �Abbiamo il ragazzo su una barella, qui fuori. Quali sono i vostri ordini?�</p><p>Piter si rivolse a Jessica: �Avevo pensato di legarvi a me con una continua minaccia sulla testa di vostro figlio, ma credo di capire che non avrebbe funzionato. Ho consentito alle emozioni di offuscare la mia mente. Cattiva politica per un Mentat�. Guard� i primi due soldati, girandosi poi verso il sordo perch� questi potesse leggergli sulle labbra: �Portali nel deserto, come il traditore ha suggerito per il ragazzo. Il suo piano � buono. I vermi distruggeranno ogni prova. I loro corpi non saranno mai pi� trovati�.</p><p>�Non volete liquidarli voi stesso?� chiese Faccia Sfregiata.</p><p><emphasis>Legge le labbra, </emphasis>pens� Jessica.</p><p>�Seguo l�esempio del mio Barone� disse Piter. �Portali dove ha detto il traditore.�</p><p>Jessica percep� il severo controllo Mentat nella voce di Piter: <emphasis>Anche lui ha paura della Veridica.</emphasis></p><p>Piter scroll� le spalle, si volt� e usc�. Esit� sulla soglia e Jessica pens� che volesse tornare indietro per guardarla un�ultima volta, ma Piter and� via senza pi� voltarsi.</p><p>�A me non piacerebbe affatto trovarmi faccia a faccia con quella Veridica, dopo il lavoro di questa notte� disse lo Sfregiato.</p><p>�� assai improbabile che tu t�incontri mai con quella vecchia strega� ribatt� uno dei soldati. Si avvicin� alla testa di Jessica: �Basta con le chiacchiere. Tu, prendila per i piedi��</p><p>�Perch� non li uccidiamo qui?� chiese lo Sfregiato.</p><p>�Uno sporco lavoro� disse il primo soldato. �A meno che tu non voglia strangolarli. Io preferisco un lavoro ben fatto, pulito. Li scaraventiamo nel deserto, come ha detto il traditore, li colpiremo una, due volte e lasceremo ogni cosa ai vermi. Niente da pulire, dopo.�</p><p>�Gi�� hai proprio ragione.�</p><p>Jessica li ascoltava, osservando, registrando. Ma il bavaglio le impediva di usare la Voce. E c�era anche il sordo.</p><p>Faccia Sfregiata infil� il laser nella fondina e l�afferr� per i piedi. La sollevarono come un sacco di farina, le fecero attraversare la porta e la fecero cadere su una lettiga a sospensione, accanto a un�altra figura legata. Mentre la voltavano, per evitare che cadesse, lei vide il volto del suo compagno� Paul! Era legato, ma non imbavagliato. Il suo volto era a non pi� di dieci centimetri dal suo; aveva gli occhi chiusi e respirava regolarmente.</p><p><emphasis>� drogato? </emphasis>si chiese.</p><p>I soldati sollevarono la lettiga e gli occhi di Paul si aprirono per un�infinitesima frazione di secondo� buie fessure che la fissavano.</p><p><emphasis>Non deve provare la Voce! </emphasis>supplic� lei, in silenzio. <emphasis>Il soldato sordo!</emphasis></p><p>Gli occhi di Paul si chiusero.</p><p>Si era servito del respiro controllato per calmare la mente, ascoltando i suoi rapitori. Il sordo costituiva un problema, ma Paul sapeva controllare la propria disperazione. La tecnica Bene Gesserit che sua madre gli aveva insegnato, per calmare la mente, gli consentiva di mantenersi perfettamente sveglio e calmo e pronto a sfruttare ogni opportunit�.</p><p>Paul rischi� nuovamente e socchiuse gli occhi per guardare la madre. Non sembrava ferita. Tuttavia era imbavagliata.</p><p>Si chiese chi l�avesse catturata. Quanto a lui era fin troppo chiaro� era andato a letto inghiottendo una pillola, secondo le prescrizioni di Yueh, per poi svegliarsi legato su quella lettiga. Anche a sua madre era accaduto lo stesso? La logica indicava che il traditore era Yueh, ma non ci si poteva ancora pronunciare definitivamente su questo punto. Incomprensibile� un dottore Suk, un traditore!</p><p>La lettiga s�inclin� leggermente mentre i soldati Harkonnen la facevano scivolare attraverso una porta per uscire all�aperto, alla luce delle stelle. Uno dei sospensori raschi� contro la porta. Poi procedettero sulla sabbia che scricchiolava sotto i loro passi. Un�ala d�ornitottero comparve sopra di loro, oscurando le stelle. La lettiga venne appoggiata al suolo.</p><p>Gli occhi di Paul si aggiustarono alla debole luce. Faccia Sfregiata apr� lo sportello dell�ornitottero e guard� dentro, nella verde penombra del quadro di comando.</p><p>�� questo l�orni?� chiese voltandosi a guardare le labbra dei compagni.</p><p>�Il traditore ha detto che � stato preparato per il deserto.�</p><p>Lo sfregiato annu�: �Ma � uno di quelli che usano per i collegamenti brevi. C�� posto soltanto per due, l� dentro�.</p><p>�Due bastano� replic� quello che portava la lettiga avvicinandosi al sordo perch� potesse leggergli le labbra. �Possiamo occuparcene noi due, d�ora in poi, Kinet.�</p><p>�Il Barone mi ha detto di assicurarmi della loro sorte� ribatt� lo sfregiato.</p><p>�Di che cosa ti preoccupi?� disse il terzo soldato.</p><p>�Lei � una strega Bene Gesserit� Ha dei poteri.�</p><p>�Ahhh�� Quello che reggeva la lettiga si fece il segno del pugno accanto all�orecchio. �Una di loro, eh? Capisco quello che vuoi dire.�</p><p>Il soldato dietro di lui grugn�: �Sar� carne per i vermi fra poco. Sono convinto che neppure una strega Bene Gesserit abbia dei poteri contro quei grossi vermi. Eh, Czigo?� Diede una gomitata al collega della lettiga.</p><p>�Gi� bofonchi� l�altro. Mise gi� la lettiga, afferr� Lady Jessica per le spalle. �Vieni, Kinet. Accompagnala tu, se ci tieni veramente a vedere come finisce.�</p><p>�Gentile da parte tua invitarmi, Czigo� ringhi� lo sfregiato. Jessica si sent� sollevare, l�ombra dell�ala vortic� su di lei� poi le stelle. Fu spinta sul retro dell�ornitottero; le controllarono polsi e caviglie sempre stretti dal krimskell e allacciarono la cinghia. Paul fu spinto accanto a lei; anche la sua cinghia fu allacciata. Jessica not� che era legato con semplice corda.</p><p>Lo sfregiato (il sordo chiamato Kinet) prese posto davanti. Il portatore della lettiga, Czigo, gir� intorno all�apparecchio e si sedette accanto a lui.</p><p>Kinet chiuse lo sportello dalla sua parte e si pieg� sui controlli. L�ornitottero spicc� il volo con le ali ripiegate, dirigendosi a sud verso il Muro Scudo. Czigo batt� una mano sulla spalla del compagno e gli disse: �Perch� non ti volti e non tieni d�occhio quei due?�</p><p>�Sai la strada?� replic� Kinet, continuando a fissargli le labbra.</p><p>�Ho sentito anch�io il traditore, come te.�</p><p>Kinet fece ruotare il sedile. Jessica vide la luce delle stelle riflettersi sul laser che impugnava. I suoi occhi andavano abituandosi alla pallida luminosit� dell�ornitottero, ma il volto dello sfregiato continuava a restare nell�ombra. Jessica saggi� la cinghia del suo sedile e scopr� che era allentata. Sent� che la cinghia era ruvida contro il suo braccio sinistro e si rese conto che era stata quasi completamente troncata e si sarebbe spezzata del tutto con uno strappo improvviso.</p><p><emphasis>Qualcuno � stato in questa macchina e l�ha preparata per noi? </emphasis>si chiese. <emphasis>Chi? </emphasis>Lentamente allontan� i suoi piedi legati da Paul.</p><p>�� proprio un peccato sprecare una donna cos� bella� disse lo sfregiato. �Non te la sei mai fatta, una della nobilt�?� Si volt� a guardare il pilota.</p><p>�Le Bene Gesserit non sono tutte nobili� ribatt� quest�ultimo.</p><p>�Ma hanno tutte un aspetto da nobili.�</p><p><emphasis>Pu� distinguermi bene, </emphasis>pens� Jessica. Sollev� le gambe legate fino ad appoggiarle sul sedile, raggomitolandosi e fissando lo sfregiato.</p><p>�Veramente carina, no?� disse Kinet. S�inumid� le labbra. �� proprio un peccato.� Guard� Czigo.</p><p>�Stai pensando quello che penso io?� fece il pilota.</p><p>�Chi lo saprebbe mai? Dopo�� Kinet scroll� le spalle. �Non mi sono mai fatto una nobile. Forse non avr� mai pi� una possibilit� come questa.�</p><p>�Se osi toccare mia madre�� ringhi� Paul e fulmin� lo sfregiato con lo sguardo.</p><p>�Ehi!� scoppi� a ridere il pilota. �Il cucciolo abbaia. Ma non pu� mordere!�</p><p>Jessica pens�: <emphasis>Paul alza troppo la Voce. Ma potrebbe funzionare.</emphasis></p><p>Continuarono a volare in silenzio.</p><p><emphasis>Questi poveri idioti, </emphasis>pens� Jessica osservando le guardie e rievocando nella sua mente le parole del Barone. <emphasis>Saranno uccisi non appena avranno confermato il successo della loro missione. Il Barone non vuole testimoni.</emphasis></p><p>L�ornitottero sorvol� l�orlo del Muro Scudo e Jessica distinse una distesa di ombre disegnate dalla luna sotto di loro.</p><p>�Qui dovrebbe essere abbastanza lontano� disse il pilota. �Il traditore ha detto di scaricarli sulla sabbia da qualsiasi parte vicino al Muro Scudo.� L�ornitottero si precipit� verso le dune, poi si arrest� sulla verticale.</p><p>Jessica vide che Paul applicava l�esercizio respiratorio per riacquistare il dominio di s�. Aveva chiuso gli occhi, ma li riapr�. Jessica lo fiss�: non poteva aiutarlo. <emphasis>Non ha ancora il pieno controllo della voce, </emphasis>pens�. <emphasis>Se fallisce�</emphasis></p><p>L�ornitottero rull� all�improvviso sulla sabbia e Jessica, guardando dietro di s� a nord verso il Muro Scudo, vide un�ombra alata che si adagiava lass�, nascondendosi.</p><p><emphasis>Qualcuno ci segue, </emphasis>pens�. <emphasis>Chi? </emphasis>E ancora: <emphasis>Quelli che il Barone ha incaricato di sorvegliare questi due. E a sua volta qualcun altro li sorveglia.</emphasis></p><p>Czigo blocc� i razzi e le ali. Il silenzio li avvolse.</p><p>Jessica gir� la testa. Scorgeva all�esterno, oltre lo sfregiato, il debole riflesso di una luna che stava per sorgere all�orizzonte, una cresta rocciosa color del ghiaccio, solcata da dune sabbiose.</p><p>Paul si schiar� la gola.</p><p>Il pilota disse: �Adesso, Kinet?�</p><p>�Non lo so, Czigo.�</p><p>Czigo si volt�: �Ahhh, guarda�. Tese la mano verso la gonna di Jessica.</p><p>�Toglile il bavaglio� ordin� Paul.</p><p>Jessica sent� le parole rimbalzare nell�aria. Il tono, l�intensit� erano eccellenti� taglienti, imperativi. Un tono un po� meno acuto sarebbe stato ancora migliore, comunque avrebbe colpito ugualmente lo spettro uditivo dell�uomo.</p><p>Czigo allung� una mano verso il bavaglio stretto intorno alla bocca di Jessica e cominci� a districarlo.</p><p>�Fermo!� gli ordin� Kinet.</p><p>�Ah, chiudi il becco!� ribatt� Czigo. �Ha le mani legate.� Sciolse il nodo e il legaccio ricadde al suolo. I suoi occhi luccicarono mentre esaminava Jessica.</p><p>Kinet lo afferr� per un braccio: �Senti, Czigo, non c�� bisogno di��</p><p>Jessica torse il collo e sput� fuori il bavaglio. Parl� a bassa voce, in tono intimo: �Signori, non c�� bisogno di <emphasis>battersi </emphasis>per me�. E allo stesso tempo si contorceva tutta a beneficio di Kinet.</p><p>Vide che la tensione fra i due aumentava e sapeva che in quel preciso istante si erano convinti dell�assoluta necessit� di battersi per averla. Il loro disaccordo non aveva bisogno di altre motivazioni. Nelle loro menti stavano <emphasis>gi� </emphasis>battendosi per averla.</p><p>Offrendo il viso alla luce degli strumenti per essere ben sicura che Kinet le leggesse le labbra, disse ancora: �Non dovete litigare�. I due si staccarono ancora di pi� l�uno dall�altro, guardandosi con fare sospetto. �Vale forse la pena battersi per una donna?� lei concluse.</p><p>Per il solo fatto di aver parlato e di esser l� presente, essa era la causa vivente della loro disputa.</p><p>Paul strinse le labbra, sforzandosi di stare zitto. Aveva sfruttato la sua unica possibilit�, la Voce. Ora� tutto dipendeva da sua madre, la cui esperienza era talmente pi� grande della sua.</p><p>�Gi� disse lo sfregiato, �non c�� alcun bisogno di battersi per��</p><p>La sua mano guizz� verso il collo del pilota, ma il colpo fu parato da un lampo metallico che intercett� il braccio e prosegu� il movimento, conficcandosi con violenza nel petto di Kinet.</p><p>Lo sfregiato lanci� un grido soffocato e si accasci� contro lo sportello.</p><p>�Mi credevi cos� stupido da non conoscere questo trucco?� disse Czigo. Sollev� la mano e la lama di un pugnale scintill� alla luce della luna.</p><p>�Ora il cucciolo� disse ancora, curvandosi verso Paul.</p><p>�Non c�� bisogno di farlo� mormor� Jessica.</p><p>Czigo esit�.</p><p>�Non preferisci che io lo faccia spontaneamente?� chiese Jessica. �Dai una possibilit� al ragazzo.� Le sue labbra si piegarono in un sorriso, come se lo schernisse: �Non avr� molte speranze l� fuori, sulla sabbia. Dagli soltanto questa possibilit� e�� (sorrise ancora) �� potresti scoprire che ne � valsa la pena.�</p><p>Czigo si guard� a destra e a sinistra e riport� la sua attenzione su Jessica. �Ho sentito quello che accade a un uomo nel deserto� fece. �Il ragazzo potrebbe preferire il pugnale.�</p><p>�Chiedo troppo?� implor� Jessica.</p><p>�Stai cercando d�ingannarmi?� disse Czigo.</p><p>�Non voglio veder morire mio figlio� replic� Jessica. �� un inganno, questo?�</p><p>Czigo si rialz�, fece scattare la serratura dello sportello, afferr� Paul e lo trascin� sopra il sedile, spingendolo per met� all�esterno. Impugn� il coltello, pronto a usarlo: �Che cosa farai, cucciolo, se ti taglier� le corde?�</p><p>�Si allontaner� di corsa verso quelle rocce, laggi�� disse Jessica.</p><p>�Lo farai, cucciolo?� chiese Czigo.</p><p>La voce di Paul era sufficientemente ringhiosa: �S�.</p><p>L�uomo abbass� il coltello e tronc� i legami delle gambe. Paul sent� la mano sulla schiena che lo spingeva gi�, verso la sabbia: finse di urtare contro lo stipite e di muovere istintivamente le braccia legate, si gir�, come per sostenersi, e scalci� violentemente.</p><p>L�alluce era puntato con estrema precisione, frutto di lunghi anni di esercizio, come se tutto il suo addestramento fosse concentrato in quell�attimo. Quasi ogni muscolo del suo corpo cooper� per piazzarlo al punto giusto. L�alluce colp� l�addome di Czigo, sotto lo sterno, e prosegu� verso l�alto, sopra il fegato, penetrando con forza tremenda nel diaframma e fracassando il ventricolo destro del cuore.</p><p>Con un urlo che subito si spense in un gorgoglio, Czigo fu proiettato all�indietro sopra i sedili. Paul, impossibilitato a usare le mani, precipit� sulla sabbia, rimbalzando e rotolando su se stesso con tanta energia da potersi rialzare immediatamente. Si tuff� nuovamente nella cabina, trov� il coltello e lo strinse fra i denti perch� sua madre tagliasse i propri legami. Poi Jessica lo afferr� a sua volta e liber� le mani del figlio.</p><p>�Avrei potuto cavarmela da sola� lei lo rimprover�. �Avrebbe comunque tagliato i miei legami. � stato uno stupido rischio.�</p><p>�Ho visto la possibilit� e ne ho fatto uso.�</p><p>Lei sent� il rigido controllo della sua voce e disse: �C�� il segno della Casa di Yueh sul soffitto di questa cabina�.</p><p>Paul alz� lo sguardo e vide il simbolo ricurvo.</p><p>�Usciamo ed esaminiamo questo velivolo� disse Jessica. �C�� un fagotto sotto il sedile del pilota. L�ho sentito quando siamo entrati.�</p><p>�Una bomba?�</p><p>�Non credo. C�� qualcosa di strano, qui.�</p><p>Paul balz� sulla sabbia e Jessica lo segu�. Si volt�, spinse la mano sotto il sedile cercando il fagotto. Sfior� col viso i piedi di Czigo e sent� che il fagotto era umido mentre lo toglieva: si rese conto che era il sangue del pilota.</p><p><emphasis>Spreco di umidit�, </emphasis>disse tra s�, poich� questo era il modo di pensare su Arrakis. Si guard� intorno, vide la scarpata rocciosa che spuntava dal deserto come una spiaggia dal mare e pi� lontano i solchi verticali scavati dal vento. Si gir�, mentre sua madre alzava il fagotto per estrarlo completamente dall�ornitottero, e la vide immobilizzarsi e fissare qualcosa oltre le dune, in direzione del Muro Scudo. Guard� a sua volta, e vide un�altra macchina volante che puntava su di loro, e si rese conto che non avrebbero avuto il tempo di togliere i corpi da questo ornitottero e fuggire.</p><p>�Corri, Paul!� grid� Jessica. �Sono gli Harkonnen!�</p><empty-line/></section><section><epigraph><p>Arrakis insegna la mentalit� del coltello � tagliare ci� che � incompleto, e dire: �Ora � completo perch� finisce qui�.</p><text-author>dalla �Raccolta dei detti di Muad�Dib�, della Principessa Irulan</text-author></epigraph><empty-line/><p>Un uomo con l�uniforme degli Harkonnen si arrest� in fondo al corridoio e fiss� Yueh, abbracciando in un solo sguardo il corpo di Mapes, la figura distesa del Duca e Yueh in piedi accanto a lui. L�uomo impugnava un laser con la destra. Emanava una sensazione di brutalit�, di durezza e di arroganza che fecero rabbrividire Yueh.</p><p><emphasis>Sardaukar, </emphasis>pens� Yueh. <emphasis>Un Bashar, a giudicare dal suo aspetto. Probabilmente uno di quelli inviati dall�Imperatore a controllare come vanno le cose, qui. Non importa quale uniforme indossino: niente pu� mascherarli.</emphasis></p><p>�Tu sei Yueh� disse l�uomo. Occhieggi� l�anello della Scuola Suk che tratteneva i capelli del dottore, fiss� per un attimo la losanga tatuata sulla sua fronte e poi punt� gli occhi in quelli di Yueh.</p><p>�Io sono Yueh� conferm� il dottore.</p><p>�Puoi rilassarti, Yueh� replic� l�uomo. �Quando hai annullato gli scudi della casa siamo subito entrati. Tutto � sotto controllo adesso. � questo il Duca?�</p><p>�Questo � il Duca.�</p><p>�Morto?�</p><p>�Soltanto privo di sensi. Suggerisco di legarlo.�</p><p>�Che cosa hai fatto a questi altri?� Lanci� un�occhiata nel corridoio, al cadavere di Mapes.</p><p>�Mi dispiace� mormor� Yueh.</p><p>�Ti <emphasis>dispiace</emphasis>?� lo beffeggi� il Sardaukar. Fece un passo avanti e consider� il Duca Leto. �Cos�, questo � il Duca Rosso?�</p><p><emphasis>Se avevo ancora dei dubbi sull�identit� di quest�uomo, le sue parole sono sufficienti a eliminarli, </emphasis>pens� Yueh. <emphasis>Soltanto l�Imperatore chiama cos� gli Atreides.</emphasis></p><p>Il Sardaukar allung� una mano verso il corpo del Duca e strapp� via la rossa insegna del falco. �Un piccolo ricordo� spieg�. �Dov�� l�anello col sigillo del Duca?�</p><p>�Non l�ha� disse Yueh.</p><p>�Lo vedo bene!� ribatt� il Sardaukar.</p><p>Yueh s�irrigid� e inghiott�: <emphasis>Se insistono e fanno venire una Veridica, scopriranno subito quello che ho fatto dell�anello, l�ornitottero� e tutto finir�.</emphasis></p><p>�A volte il Duca affida l�anello a un messaggero, come garanzia che un ordine proviene veramente da lui� spieg� Yueh.</p><p>�Un messaggero davvero fidato� mormor� il Sardaukar.</p><p>�Non legate il Duca?� azzard� Yueh.</p><p>�Per quanto tempo rester� ancora incosciente?�</p><p>�Pi� o meno due ore. Non sono stato cos� preciso col dosaggio, come per la donna e il ragazzo.�</p><p>Il Sardaukar sospinse il Duca con un piede: �Non c�� nulla da temere da lui, neppure quando sar� sveglio. Quando si sveglieranno la donna e il ragazzo?�</p><p>�Tra dieci minuti.�</p><p>�Cos� presto?�</p><p>�Mi � stato detto che il Barone sarebbe arrivato subito.�</p><p>�� vero. Tu aspetterai fuori, Yueh.� Lo fiss� duramente. �Fuori!�</p><p>Yueh guard� Leto: �E��</p><p>�Sar� consegnato al Barone tutto legato come un arrosto pronto per il forno.� Ancora una volta il Sardaukar fiss� la losanga tatuata sulla fronte di Yueh: �Sanno chi sei. Sarai al sicuro in questi corridoi. Non c�� pi� tempo per le chiacchiere, traditore. Sento che gli altri stanno arrivando�.</p><p><emphasis>Traditore, </emphasis>pens� Yueh. Chin� gli occhi e pass� davanti al Sardaukar: questo era soltanto l�inizio. Cos� la storia l�avrebbe ricordato: <emphasis>Yueh il traditore.</emphasis></p><p>Scavalc� altri corpi prima di raggiungere l�ingresso principale e li guard� temendo che uno di essi potesse essere quello di Paul o di Jessica. Erano tutti soldati della casa, oppure indossavano la divisa degli Harkonnen.</p><p>Le guardie degli Harkonnen puntarono le armi quando usc� dalla porta principale, nella notte rischiarata dalle fiamme. Le palme lungo la strada erano state incendiate per illuminare la casa. Il fumo nero delle sostanze infiammabili sparse sulle piante s�innalzava nel cielo attraverso le lingue di fuoco arancione.</p><p>�� il traditore� disse qualcuno.</p><p>�Il Barone vorr� vederti presto� replic� un altro.</p><p><emphasis>Devo raggiungere l�ornitottero, </emphasis>pens� Yueh. <emphasis>Devo nascondere il sigillo ducale dove Paul possa trovarlo. </emphasis>Il terrore gli contorse le viscere: <emphasis>Se Idaho sospetta di me o diventa impaziente� Se non aspetta e si precipita nel punto sbagliato� Jessica e Paul non sfuggiranno al massacro. Sar� negato al mio atto anche il pi� piccolo sollievo.</emphasis></p><p>Una delle guardie Harkonnen lo afferr� per le braccia e lo scaravent� in un angolo: �Aspetta l�!�</p><p>Improvvisamente, Yueh si sent� perduto in questi luoghi di distruzione, senza che nulla gli fosse risparmiato, senza che gli fosse concessa la minima piet�. <emphasis>Idaho non deve fallire!</emphasis></p><p>Un�altra guardia lo urt� e abbai�: �Stai alla larga, tu!�</p><p><emphasis>Anche se ho assicurato il loro trionfo, ora mi disprezzano. </emphasis>Yueh si raddrizz�, mentre lo spingevano, riacquistando un po� della sua dignit�.</p><p>�Aspetta che venga il Barone!� gl�intim� un ufficiale con voce ringhiosa.</p><p>Yueh annu�, ma con lentezza calcolata percorse tutta la parte anteriore della casa e si tuff� nell�ombra, girando l�angolo non pi� illuminato dalle palme fiammeggianti. Rapidamente, con ansia crescente, Yueh si diresse verso il cortile, sul retro, sotto la serra, dove era in attesa l�ornitottero� l�apparecchio destinato a portar via Paul e la madre.</p><p>Una guardia era immobile all�ingresso posteriore della casa: la sua attenzione era concentrata sul corridoio illuminato e sugli uomini che si affaccendavano nelle perquisizioni.</p><p>Com�erano sicuri di s�!</p><p>Yueh rest� nell�ombra, scivolando verso l�ornitottero; apr� lo sportello sul lato opposto a quello della guardia. Allung� una mano sotto i sedili per assicurarsi che ci fosse lo zaino Fremen che aveva nascosto in precedenza, ne alz� un lembo e fece scivolare all�interno la mano. Sent� la carta di spezia, dove aveva scritto il messaggio, incresparsi sotto le dita: vi avvolse l�anello. Tolse la mano e richiuse il lembo.</p><p>Delicatamente, Yueh accost� il portello dell�ornitottero, rifece la strada fino all�angolo della casa e ricomparve alla luce delle fiamme.</p><p><emphasis>Ora � fatta, </emphasis>pens�.</p><p>Nuovamente costeggi� le palme fiammeggianti. Avvolse strettamente il mantello intorno al corpo e fiss� le fiamme. <emphasis>Presto lo sapr�. Presto vedr� il Barone e allora lo sapr�. E il Barone� incontrer� un piccolo dente.</emphasis></p><empty-line/></section><section><epigraph><p>Una leggenda racconta che nell�istante in cui il Duca Leto Atreides mor�, una meteora attravers� il cielo sul palazzo dei suoi antenati, a Caladan.</p><text-author>dalla �Storia di Muad�Dib per bambini�, della Principessa Irulan</text-author></epigraph><empty-line/><p>Il Barone Vladimir Harkonnen era in piedi accanto a un obl� del trasporto leggero che aveva deciso di usare come posto di comando. Fuori dell�obl� vide la notte di Arrakeen illuminata dalle fiamme. La sua attenzione si concentr� sul lontano Muro Scudo, dove la sua arma segreta stava operando. L�artiglieria pesante.</p><p>I cannoni facevano saltare pezzo per pezzo le caverne dove i soldati del Duca si erano ritirati per l�ultima, disperata resistenza. Lampi lenti e misurati di luce arancione e una pioggia di rocce e polvere visibile per brevi attimi alla luce delle esplosioni� e gli uomini del Duca venivano sigillati per sempre l� dentro, destinati a morire di fame, come animali sorpresi nella tana.</p><p>Il Barone poteva udire il rimbombo lontano, il fremito che gli veniva trasmesso dal metallo della nave: bruuum� bruuum� E poi: BRUUUM-brum!</p><p><emphasis>Chi avrebbe mai pensato di far rivivere l�artiglieria in quest�epoca di scudi? </emphasis>pens� con un breve scoppio d�ilarit� nella mente. <emphasis>Ma era prevedibile che gli uomini del Duca si sarebbero precipitati verso quelle caverne. E l�Imperatore apprezzer� la mia astuzia, che ha preservato le nostre comuni milizie.</emphasis></p><p>Regol� uno dei sospensori che salvaguardavano il suo corpo della spinta della gravit�. Un sorriso gl�incresp� le labbra tendendo la pelle delle sue guance grassocce.</p><p><emphasis>Peccato distruggere soldati in gamba come quelli del Duca! </emphasis>Il suo sorriso si allarg�. <emphasis>Peccato dover essere crudeli! </emphasis>Annu�. Ma i fallimenti si condannavano da soli. L�intero universo era l�, a portata di mano dell�uomo che sapeva prendere la decisione giusta. I conigli andavano spaventati, fatti correre ai loro buchi. Altrimenti, come sarebbe stato possibile dominarli, allevarli? S�immagin� i suoi soldati che spaventavano i conigli. Pens�: <emphasis>I giorni sono colmi di un dolce ronzio, quando vi sono abbastanza api che lavorano per te.</emphasis></p><p>Una porta si apr� dietro di lui. Il Barone, prima di voltarsi, occhieggi� il riflesso sull�obl� oscurato dalla notte.</p><p>Piter de Vries avanz� nella stanza seguito da Umman Kudu, il capitano della guardia personale del Barone. Oltre la soglia, altri uomini si muovevano. Avevano tutti un muso da montone che in sua presenza si trasformava, cautamente, in pecora.</p><p>Il Barone si volt�.</p><p>Piter sfior� con una mano una ciocca di capelli in un gesto ironico di saluto. �Buone notizie, mio Signore. I Sardaukar hanno portato qui il Duca.�</p><p>�Naturalmente� borbott� il Barone.</p><p>Studi� la maschera cupa che si disegnava sul volto malvagio ed effeminato di Piter. E gli occhi: due fessure d�un azzurro profondo.</p><p><emphasis>Dovr� sbarazzarmene molto presto, </emphasis>pens� il Barone. <emphasis>Tra poco non mi servir� pi� a nulla e sar� una minaccia per la mia persona. Prima, tuttavia, dovr� farsi odiare dal popolo di Arrakis. E allora� accoglieranno il mio caro Feyd-Rautha come un salvatore!</emphasis></p><p>Il Barone punt� gli occhi sul capitano delle guardie, Umman Kudu: i muscoli delle sue mascelle erano simili a forbici, il mento alla punta di uno stivale� un uomo di cui ci si poteva fidare, poich� i suoi vizi erano ben conosciuti.</p><p>�Prima di tutto� disse il Barone, �dov�� il traditore che mi ha consegnato il Duca? Devo consegnare al traditore il suo premio.�</p><p>Piter fece un mezzo giro su se stesso e fece un gesto alle guardie, l� fuori.</p><p>Vi fu un po� di trambusto, poi Yueh varc� la soglia. I suoi movimenti erano rigidi e tesi. I baffi quasi gli coprivano le labbra purpuree. Solo i suoi vecchi occhi sembravano vivi. Yueh fece tre passi nella stanza e si ferm� obbedendo a un gesto di Piter, e rest� immobile fissando il Barone oltre lo spazio vuoto.</p><p>�Ahhh, il dottor Yueh.�</p><p>�Mio Signore Harkonnen.�</p><p>�Ci avete consegnato il Duca, a quanto ho inteso.�</p><p>�La mia met� del patto, mio Signore.�</p><p>Il Barone fiss� Piter.</p><p>Piter annu�.</p><p>Il Barone guard� nuovamente Yueh: �Il patto rispettato alla lettera, eh? E io�� Sput� fuori le parole: �Che cosa dovevo fare, in cambio?�</p><p>�Voi lo sapete molto bene, mio Signore Harkonnen.�</p><p>E Yueh, finalmente, ricominci� a pensare. Sent� il silenzio gravargli insopportabile nella mente: il tradimento si leggeva in ogni parola del Barone, in ogni suo atto. Wanna era morta� si trovava ormai al di l� delle loro mani, per sempre. Altrimenti avrebbero ancora cercato di tenere in pugno il debole dottore. Ma tutto era finito, adesso.</p><p>�Davvero?� disse il Barone.</p><p>�Avevate promesso di liberare la mia Wanna dalla sua agonia.�</p><p>Il Barone annu�. �Oh, s�. Adesso ricordo. L�ho promesso. � stato proprio cos� che abbiamo vinto il Condizionamento Imperiale. Voi non sopportavate di vedere la vostra strega Bene Gesserit contorcersi tra gli amplificatori di dolore di Piter. Bene, il Barone Vladimir Harkonnen mantiene sempre le sue promesse. Vi garantii che l�avrei liberata dalla sua agonia e che vi avrei permesso di raggiungerla. E cos� sar�.� Fece un rapido gesto a Piter.</p><p>Gli occhi azzurri di Piter divennero vitrei. I suoi movimenti divennero simili a quelli di un felino: il coltello nelle sue mani scintill� come un artiglio mentre si piantava nella schiena di Yueh.</p><p>Il vecchio s�irrigid�, continuando a fissare il Barone.</p><p>�Ora, raggiungila!� esclam� il Barone.</p><p>Yueh rimase in piedi, ondeggiando. Le sue labbra si mossero con estrema precisione e la sua voce sillab�: �Voi� credete� di avermi sconfitto� Voi� credete� che non� sapessi� cosa avrei� procurato� alla mia Wanna��</p><p>Si abbatt� al suolo. Senza piegarsi o afflosciarsi. Croll� come un albero troncato alla base.</p><p>�Ora raggiungila� ripet� il Barone. Ma le sue parole risuonarono spente. Yueh aveva suscitato in lui un presentimento. Guard� Piter, che ripuliva la lama con uno straccio, e vide i suoi occhi azzurri socchiudersi, soddisfatti.</p><p><emphasis>Ecco come uccide, </emphasis>pens� il Barone. <emphasis>Buono a sapersi.</emphasis></p><p>�Ci ha <emphasis>veramente </emphasis>consegnato il Duca?� domand�.</p><p>�S�, mio Signore� disse Piter.</p><p>�E allora portalo qui!�</p><p>Piter lanci� un�occhiata al capitano delle guardie il quale si volt� per ubbidire.</p><p>Il Barone fiss� ancora il corpo di Yueh sul pavimento. Era crollato tutto di un pezzo: come una quercia, non come un uomo provvisto di ossa.</p><p>�Non ho mai avuto fiducia in un traditore� disse. �Neanche in un traditore creato da me.�</p><p>Guard� fuori dell�obl�, nelle tenebre della notte. Quell�immenso, tranquillo sacco di carbone l� fuori era suo. Il Barone lo sapeva. Non si udiva pi� il martellare dell�artiglieria contro le caverne del Muro Scudo: le bocche delle tane erano state sigillate. All�improvviso la mente del Barone non riusc� a concepire niente di pi� bello del nero assoluto, come l� fuori. A meno che non fosse bianco su nero. Bianco lucido. Bianco porcellana.</p><p>Ma c�era ancora quella sensazione di dubbio.</p><p>Che cosa intendeva dire quell�idiota di dottore? Naturalmente poteva gi� aspettarsi che cosa gli sarebbe accaduto, alla fine. Ma quella frase� <emphasis>Voi credete di avermi sconfitto.</emphasis></p><p>Cos�aveva voluto dire?</p><p>Il Duca Leto Atreides entr�. Le sue braccia erano legate con catene, il suo volto d�aquila era imbrattato di polvere. La sua uniforme era strappata l� dove qualcuno gli aveva tolto l�insegna. C�erano altri strappi lungo la cintura, l� dove lo scudo era stato tolto senza allentare prima i legacci dell�uniforme. Gli occhi del Duca erano vitrei, lo sguardo di un pazzo.</p><p>�Ooooh!� disse il Barone. Esit�, respirando a fondo. Sapeva di aver parlato a voce troppo alta. L�incontro, atteso da tanto tempo, aveva perduto molto del suo sapore.</p><p><emphasis>Maledetto quel dottore, per tutta l�eternit�!</emphasis></p><p>�Credo che il nostro buon Duca sia drogato� disse Piter. �� cos� che Yueh ce l�ha consegnato.� Piter si volt� verso il Duca: �Non siete forse drogato, mio caro Duca?�</p><p>La voce era lontanissima. Leto poteva sentire le catene, il dolore ai muscoli, le labbra screpolate, le guance ardenti, l�aspro sapore della sete che risuonava come una sfida nella sua bocca. Ma era sordo, e i suoni gli giungevano come attraverso una coperta.</p><p>�Che cosa � accaduto alla donna e al ragazzo, Piter?� chiese il Barone. �Niente ancora?�</p><p>La lingua di Piter guizz� sulle sue labbra,</p><p>�Tu hai sentito qualcosa!� l�interpell� bruscamente il Barone. �Che cosa?�</p><p>Piter lanci� una rapida occhiata al capitano delle guardie, poi guard� di nuovo il Barone: �Gli uomini incaricati del lavoro, mio Signore, sono stati� ehm� trovati��</p><p>�Bene, riferiscono che tutto si � svolto in modo soddisfacente?�</p><p>�Sono morti, mio Signore.�</p><p>�Certo che sono morti! Quello che voglio sapere 腻</p><p>�Li abbiamo trovati morti, mio Signore.�</p><p>Il volto del Barone divenne livido: �E la donna e il ragazzo?�</p><p>�Nessuna traccia, mio Signore, ma c�era un verme. � arrivato mentre stavamo ispezionando la zona. Forse � andata proprio come volevamo, un incidente. � possibile che��</p><p>�Non viviamo di possibilit�, Piter. Che cosa � successo a quell�ornitottero scomparso? Questo non suggerisce nulla al mio Mentat?�</p><p>�Uno degli uomini del Duca � ovviamente fuggito con esso, mio Signore. Ha ucciso il nostro pilota ed � fuggito.�</p><p>�Quale uomo del Duca?�</p><p>�� stata un�uccisione pulita, silenziosa, mio Signore. Hawat, forse, o Halleck. Possibilmente Idaho. O uno qualunque dei primi luogotenenti.�</p><p>�Possibilit� borbott� il Barone. Guard� la figura oscillante e drogata del Duca.</p><p>�La situazione � sotto controllo, mio Signore� insistette Piter.</p><p>�No, non lo �! Dov�� quello stupido planetologo? Dov�� l�uomo chiamato Kynes?�</p><p>�Abbiamo ricevuto informazioni su dove trovarlo e l�abbiamo mandato a chiamare, mio Signore.�</p><p>�Non mi piace il modo in cui il servo dell�imperatore ci aiuta� mormor� il Barone.</p><p>Erano come parole filtrate attraverso uno strato di cotone, ma alcune di esse fiammeggiavano nella mente di Leto. La donna e il ragazzo� nessuna traccia. Paul e Jessica erano fuggiti. E il destino di Hawat, Halleck e Idaho restava un�incognita. C�era ancora speranza.</p><p>�Dov�� l�anello col sigillo ducale?� domand� il Barone. �Non ha niente al dito.�</p><p>�Il Sardaukar ha detto che non l�aveva quando � stato catturato, mio Signore� dichiar� il capitano delle guardie.</p><p>�Hai ucciso il dottore troppo presto� disse il Barone. �� stato un errore. Avresti dovuto avvertirmi, Piter. Ti sei mosso troppo precipitosamente, compromettendo il successo della nostra operazione.� Aggrott� le sopracciglia. �Possibilit�!�</p><p>Il pensiero continu� a vibrare nella mente di Leto: <emphasis>Paul e Jessica erano fuggiti! </emphasis>E c�era qualcos�altro nella sua memoria: un patto. Poteva quasi ricordarlo�</p><p><emphasis>Il dente!</emphasis></p><p>Cominci� a ricordare: <emphasis>una capsula di gas mortale a forma di dente.</emphasis></p><p>Qualcuno gli aveva ingiunto di ricordare il dente. Il dente era nella sua bocca. Poteva sentirne la forma con la lingua. Tutto quello che doveva fare era morderlo con forza.</p><p><emphasis>Non ancora!</emphasis></p><p>Qualcuno gli aveva detto di aspettare finch� non fosse stato vicino al Barone. Chi era stato a dirglielo? Non riusciva a ricordare.</p><p>�Quanto tempo rester� drogato cos�?� chiese il Barone.</p><p>�Forse un�altra ora, mio Signore.�</p><p>�Forse� borbott� il Barone. Di nuovo si volt� verso l�obl� e l�oscurit� della notte. �Ho fame� disse.</p><p><emphasis>Quella forma grigia e confusa, laggi�, � il Barone, </emphasis>pens� Leto. La forma sembrava danzare avanti e indietro, insieme con la stanza. E la stanza si espandeva e si contraeva. La luce aumentava e diminuiva. Poi scomparve del tutto.</p><p>Il tempo, per il Duca, era una successione di strati. Li stava risalendo uno a uno. <emphasis>Devo aspettare.</emphasis></p><p>C�era un tavolo. Leto lo vide molto chiaramente. E un uomo enormemente grasso sull�altro lato del tavolo e i resti di un pasto davanti a lui. Leto cap� di essere seduto dalla parte opposta dell�uomo grasso, sent� le catene, le cinghie che legavano il suo corpo alla sedia e un formicolio che l�invadeva. Cap� che era passato del tempo, ma quanto?</p><p>�Credo che si stia svegliando, Barone.�</p><p><emphasis>Una voce insinuante� Piter.</emphasis></p><p>�Lo vedo, Piter.�</p><p><emphasis>Un brontolio di basso: il Barone.</emphasis></p><p>Leto sent� che quanto lo circondava si faceva pi� netto. La sedia sotto di lui divenne pi� solida, i legami pi� taglienti.</p><p>Ora vedeva chiaramente il Barone. Osserv� i movimenti della sua mano: un tocco sforzato� orlo di un piatto� il manico di un cucchiaio, un dito che seguiva la piega di una guancia.</p><p>Leto fiss� affascinato la mano che si muoveva.</p><p>�Voi mi potete sentire, Duca Leto� disse il Barone. �So che mi potete sentire. Voglio sapere dov�� la vostra concubina e quel ragazzo che vi ha generato.�</p><p>Nessun gesto sfuggiva a Leto, ma le parole lo attraversarono come una lenta risacca. <emphasis>� vero, allora. Non hanno n� lui n� Jessica.</emphasis></p><p>�Qui non stiamo giocando!� url� il Barone. �<emphasis>Tu lo sai!</emphasis>� Si curv� verso Leto, studiandone il viso. Dispiaceva molto al Barone non poter trattare la faccenda in forma privata, fra loro due soltanto. Mostrare un nobile in queste condizioni creava un pessimo precedente.</p><p>Leto sent� che riacquistava le forze. Ora il ricordo di quel dente falso risplendeva nella sua mente come un faro luminoso nella notte. La capsula a forma di nervo all�interno del dente� il gas venefico� ora ricord� chi aveva inserito quell�arma mortale nella sua bocca.</p><p><emphasis>Yueh.</emphasis></p><p>Il ricordo offuscato di un corpo inerte, trascinato sotto i suoi occhi fuori da quella stanza, aleggi� nella sua mente. Era il corpo di Yueh, lo sapeva.</p><p>�Senti quel rumore, Duca Leto?� chiese il Barone.</p><p>Leto acquist� coscienza, allora, di un grido simile al richiamo notturno di una rana: l�agonia di qualcuno.</p><p>�Abbiamo catturato uno dei tuoi uomini travestito da Fremen� spieg� il Barone. �Ci � stato facile scoprirlo: gli occhi, naturalmente. Egli insiste nel dire che � stato inviato tra i Fremen per spiarli. Ma io sono vissuto per un certo periodo su questo pianeta e so che non si spia questa feccia del deserto. Dimmi una cosa: hai forse comperato il loro aiuto? Hai mandato la tua donna e tuo figlio tra essi?�</p><p>Leto sent� la paura afferrarlo al petto. <emphasis>Se Yueh li ha mandati tra le genti del deserto� non smetteranno di cercarli finch� non li avranno trovati.</emphasis></p><p>�Avanti, avanti� disse il Barone, �non abbiamo molto tempo e il dolore � rapido. Per favore, non costringermi a questo, mio caro Duca.� Il Barone fiss� Piter, che si trovava alle spalle del Duca. �Piter non ha sottomano tutti i suoi strumenti, ma sono convinto che saprebbe improvvisare.�</p><p>�Improvvisare a volte � meglio, Barone.�</p><p><emphasis>Che voce insinuante e subdola</emphasis>! Leto l�aveva sentita sfiorargli l�orecchio.</p><p>�Tu avevi un piano d�emergenza� insistette il Barone. �Dove hai mandato la tua donna e il ragazzo?� Fiss� la mano di Leto: �Non hai pi� l�anello. L�hai dato al ragazzo?�</p><p>Il Barone piant� gli occhi in faccia a Leto.</p><p>�Non rispondi?� ringhi�. �Vuoi forse costringermi a fare una cosa che odio? Piter user� dei metodi semplici e diretti. Sono d�accordo anch�io che a volte sono i migliori, ma non � bene, no, che <emphasis>tu </emphasis>sia sottoposto ad essi!�</p><p>�Sego bollente sulla schiena, forse, o sulle palpebre� disse Piter, �e su qualche altra parte del corpo. � particolarmente efficace, soprattutto quando il soggetto ignora in quale punto sar� versato la prossima volta. � un buon metodo, e c�� una sorta di bellezza nel disegno delle vesciche che si formano sulla pelle. Non � cos�, Barone?�</p><p>�Squisito� replic� il Barone, acido.</p><p><emphasis>Quelle dita</emphasis>! Leto guard� le mani grassocce, i gioielli scintillanti sulle mani paffute da bambino� il modo in cui si muovevano continuamente.</p><p>L�urlo d�agonia che proveniva dalla stanza accanto penetrava i nervi del Duca. <emphasis>Chi avranno preso? </emphasis>si chiese. <emphasis>Idaho?</emphasis></p><p>�Credimi, <emphasis>cher cousin</emphasis>� ripet� il Barone, �non voglio arrivare a questo.�</p><p>�Pensate ai messaggi nervosi, che corrono dalla zona toccata a chiedere un aiuto che non pu� venire�� disse Piter. �C�� dell�arte, in tutto questo!�</p><p>�Sei un grande artista� grugn� il Barone, �ma adesso abbi la decenza di star zitto!�</p><p>Leto improvvisamente si ricord� di una citazione che Gurney Halleck aveva ripetuto una volta, davanti a una fotografia del Barone: �<emphasis>Ed ero sulla spiaggia e vidi un mostro uscire dal mare� e sulle sue teste il nome dell�empiet�</emphasis>�<emphasis>.</emphasis></p><p>�Stiamo sprecando tempo, Barone� disse Piter.</p><p>�Forse.�</p><p>Il Barone annu�. �Leto, mio caro, sai che alla fine ci dirai dove si trovano. A una certa intensit� del dolore, parlerai anche tu.�</p><p><emphasis>E probabilmente ha ragione, </emphasis>pens� Leto. <emphasis>Se non fosse per il dente� e per il fatto che in realt� io non so dove si trovino.</emphasis></p><p>Il Barone afferr� una fetta di carne e se la cacci� in bocca, masticandola lentamente e inghiottendola. <emphasis>Dobbiamo provare una nuova tattica, </emphasis>pens�.</p><p>�Osserva questo prigioniero che nega di essere in vendita� disse. �Osservalo bene, Piter.�</p><p>E il Barone pens�: <emphasis>S�, guardalo! Quest�uomo che crede di non poter essere comprato. Ed � qui prigioniero, mentre migliaia di suoi frammenti vengono venduti al dettaglio ad ogni istante della sua vita! Se ora lo afferrassimo e lo scuotessimo, risuonerebbe a vuoto! Venduto! Che differenza fa, se muore in un modo o in un altro?</emphasis></p><p>Il rumore da rana, sullo sfondo, cess�.</p><p>Il Barone vide Umman Kudu, il capitano delle guardie, comparire sulla soglia e scuotere la testa. Il prigioniero non aveva dato l�informazione voluta. Un altro fallimento. Basta temporeggiare con questo idiota del Duca! Questo stupido, molle idiota il quale non si rende conto di quanto l�inferno sia vicino a lui� lo spessore di un nervo!</p><p>Questo pensiero calm� il Barone, vincendo la sua riluttanza a sottoporre un nobile alla tortura. Si vide improvvisamente nelle vesti di un chirurgo che stesse per praticare infinite dissezioni col suo agile bisturi� tagliando via la maschera agli idioti e rivelando l�inferno sottostante.</p><p><emphasis>Conigli, tutti conigli!</emphasis></p><p>E come si acquattavano tremando, non appena vedevano un carnivoro!</p><p>Leto tenne lo sguardo fisso attraverso la tavola, chiedendosi che cosa aspettasse. Il dente avrebbe posto fine a tutto molto rapidamente. Ma, nell�insieme, la sua vita era stata bella. Gli ritorn� alla memoria un aquilone sospeso nel cielo azzurro mare di Caladan e Paul che rideva di gioia guardandolo. E il sole all�alba, qui su Arrakis� e i colori cangianti del Muro Scudo soffusi nell�alone di polvere.</p><p>�Tanto peggio� borbott� il Barone. Si spinse indietro, si alz� con leggerezza, spinto dai sospensori, ed esit�, notando un cambiamento nell�espressione del Duca. Vide che Leto aveva respirato profondamente e che la sua mascella si era irrigidita. Un muscolo fremette e il Duca chiuse la bocca.</p><p><emphasis>Quanta paura! </emphasis>pens� il Barone.</p><p>Terrorizzato all�idea che il Barone potesse sfuggirgli, Leto morse con violenza la capsula celata nel dente e la sent� spezzarsi. Apr� la bocca ed espulse il vapore pungente che gi� sentiva formarsi sulla sua lingua. Il Barone sembr� diventare pi� piccolo, come una figura vista in un tunnel che si restringesse. Leto percep� un respiro affannoso accanto al suo orecchio� La voce insinuante: Piter.</p><p><emphasis>Ho preso anche lui!</emphasis></p><p>�Piter, che cosa succede?�</p><p>La voce rimbomb� lontana.</p><p>Leto scivol� rapido attraverso i ricordi� simili all�antico brontolio delle vecchie sdentate. La stanza, il tavolo, il Barone, due occhi atterriti� azzurri nell�azzurro� tutto si schiacci� intorno a lui in una simmetrica distruzione.</p><p>C�era un uomo col mento simile alla punta di uno stivale, un pupazzo che cadeva. Il pupazzo aveva il naso storto a sinistra: un metronomo, immobilizzato per sempre all�inizio della sua risalita. Leto sent� l�acciottolio delle stoviglie� cos� lontano� un rombo nelle sue orecchie. La sua mente era un pozzo senza fondo, che raccoglieva tutto. Tutto quello che era sempre esistito: ogni urlo, ogni bisbiglio, ogni� silenzio.</p><p>Gli rimaneva un unico pensiero. Leto lo percep� come qualcosa senza forma, un groviglio di luce nera: <emphasis>Il giorno modella la carne, la carne modella il giorno. </emphasis>Il pensiero lo colp� con un senso di completezza che, lo sapeva, non sarebbe mai riuscito a spiegare.</p><p>Silenzio.</p><p>Il Barone era in piedi, schiacciato con la schiena contro la sua porta privata, nel piccolo vestibolo dietro la tavola. L�aveva chiusa dietro di s� con un tonfo e sprangata su una stanza piena di morti. I suoi sensi gli dicevano che le guardie stavano accorrendo da ogni parte. <emphasis>L�ho respirato? </emphasis>si chiese. <emphasis>Qualsiasi cosa fosse, ha raggiunto anche me?</emphasis></p><p>Riusc� nuovamente a percepire i suoni� e ricominci� a ragionare. Sent� qualcuno che gridava degli ordini: maschere antigas� tenete le porte chiuse� azionate i ventilatori.</p><p><emphasis>Sono crollati subito! </emphasis>pens�. <emphasis>Io sono ancora in piedi. Respiro ancora. Per l�inferno! C�� mancato poco!</emphasis></p><p>Ora poteva analizzare l�accaduto. Il suo scudo era in funzione, regolato al minimo ma sempre a sufficienza per rallentare lo scambio molecolare attraverso la barriera energetica. E si stava scostando dalla tavola� quello, e il singhiozzo di Piter che aveva spinto il capitano delle guardie a balzare in avanti, verso la morte. Il caso, e l�avvertimento nel rantolo del morente� Questo gli aveva salvato la vita. Il Barone non prov� alcuna gratitudine per Piter. Quell�idiota si era lasciato uccidere. E quello stupido capitano delle guardie! Aveva garantito di aver perquisito tutti, prima di condurli alla presenza del Barone! Com�era stato possibile che il Duca�? Nessun avvertimento, neppure il rivelatore di veleni sopra la tavola� finch� non era stato troppo tardi. Ma come?</p><p><emphasis>Beh, ora non ha importanza, </emphasis>pens� il Barone, mentre la sua mente si calmava. <emphasis>Il nuovo capitano delle guardie comincer� il proprio lavoro cercando la risposta a questa domanda.</emphasis></p><p>Percep� un�attivit� pi� intensa, fuori, nel corridoio, intorno all�angolo presso il quale si apriva la stanza della morte. Il Barone spinse l�altra porta e usc�. I servitori lo circondarono, immobili e in silenzio, in attesa delle sue reazioni.</p><p><emphasis>Il Barone� sar� furioso?</emphasis></p><p>Il Barone si rese conto che erano passati pochi secondi dall�istante in cui era fuggito da quell�orribile stanza.</p><p>Alcune delle guardie tenevano le armi puntate contro la porta. Altri invece presidiavano, feroci, il corridoio vuoto che si prolungava oltre la curva.</p><p>Un uomo usc� a grandi passi dall�angolo: la maschera antigas gli pendeva dal collo appesa alle cinghie e aveva gli occhi fissi ai rivelatori di veleni disposti a intervalli regolari in alto, sul soffitto del corridoio. Aveva i capelli gialli, il volto piatto con due occhi verdi. Rughe sottili s�irradiavano tutto intorno alle sue labbra grosse. Aveva l�aspetto di una creatura acquatica capitata per caso tra gli animali terrestri.</p><p>Il Barone fiss� l�uomo che si avvicinava, ricordandone il nome: Nefud, Iakin Nefud. Caporale delle guardie. Nefud si drogava con la semuta, la droga musicale che operava nel pi� profondo della coscienza. Un�utile informazione.</p><p>L�uomo si arrest� davanti al Barone, scattando sull�attenti. �Il corridoio � sicuro, mio Signore. Ero di guardia, l� fuori, e ho capito subito che era un gas letale. I ventilatori della vostra stanza aspiravano l�aria da questo corridoio.� Alz� gli occhi al rivelatore che sovrastava il Barone. �Neppure una traccia del gas � sfuggita. Abbiamo completamente ripulito la vostra stanza. Quali sono gli ordini?�</p><p>Il Barone riconobbe la voce dell�uomo: quella che aveva gridato gli ordini. <emphasis>Efficiente, </emphasis>pens�.</p><p>�Sono tutti morti l� dentro?� chiese.</p><p>�S�, mio Signore.�</p><p><emphasis>Beh, bisogna adattarsi, </emphasis>pens� il Barone.</p><p>�Per prima cosa� disse, �mi congratulo con te, Nefud. Sei il mio nuovo capitano delle guardie. E spero che avrai imparato la lezione� la morte del tuo predecessore.�</p><p>Il Barone vide la consapevolezza della nuova posizione prender corpo nella mente del neo capitano. Nefud capiva che non sarebbe mai pi� rimasto senza semuta.</p><p>Nefud annu�. �Il mio Signore sa che mi dedicher� interamente alla sua sicurezza.�</p><p>�S�, bene. Parliamo di affari, adesso. Sospetto che il Duca avesse qualcosa in bocca. Tu scoprirai di che cosa si trattava, come � stato usato, chi l�ha aiutato a nasconderlo l� dentro. Prenderai ogni precauzione��</p><p>Si arrest�. Un rumore confuso proveniva dal corridoio, alle sue spalle. Le guardie alla porta dell�ascensore che conduceva ai livelli inferiori della fregata spaziale cercavano di trattenere un colonnello Bashar alto e slanciato che era appena balzato fuori dalla cabina.</p><p>Il Barone non riconobbe il volto del colonnello Bashar: magro e simile al cuoio, la bocca che sembrava uno squarcio e una macchia d�ombra al posto degli occhi.</p><p>�Toglietemi le mani di dosso, banda di avvoltoi!� rugg� il colonnello, e spinse via le guardie con violenza.</p><p><emphasis>Ah, uno dei Sardaukar, </emphasis>pens� il Barone.</p><p>Il colonnello Bashar si avvicin� a grandi passi, e gli occhi del Barone si ridussero a due fessure sottili, piene di apprensione. Gli ufficiali Sardaukar lo riempivano d�inquietudine. Tutti avevano un aspetto che li faceva sembrare parenti del Duca� del defunto Duca. E che modi!</p><p>Il colonnello Bashar si piant� a mezzo passo dal Barone, le mani sui fianchi. Le guardie, perplesse, gli si piazzarono alle spalle.</p><p>Il Barone not� l�assenza di qualsiasi saluto, i modi sdegnosi tipici dei Sardaukar, e la sua inquietudine aument�. C�era un�unica legione di Sardaukar (dieci brigate) su Arrakis, per dar manforte alle truppe degli Harkonnen, ma il Barone non s�illudeva. Quella singola legione era perfettamente capace di rivoltarsi contro gli Harkonnen e di trionfare.</p><p>�Dite al vostri uomini che non devono cercare d�impedirmi di vedervi!� ringhi� il Sardaukar. �Quanto ai miei uomini, vi hanno portato il Duca Atreides prima che io potessi discutere con voi la sua sorte. Lo facciamo adesso.�</p><p><emphasis>Non devo perdere la faccia davanti ai miei uomini, </emphasis>pens� il Barone.</p><p>�E allora?� La sua voce era fredda e controllata: il Barone ne fu orgoglioso.</p><p>�Il mio Imperatore mi ha incaricato di assicurarmi che suo cugino muoia pulitamente, senza soffrire� dichiar� il colonnello Bashar.</p><p>�Questi erano gli ordini che anch�io avevo ricevuto dall�Imperatore� ment� il Barone. �Credete forse che li avrei disobbediti?�</p><p>�Riferir� all�Imperatore quello che avr� visto con i miei stessi occhi!� ribatt� il Sardaukar.</p><p>�Il Duca � gi� morto� annunci� bruscamente il Barone, e conged� l�uomo con un gesto.</p><p>Il colonnello Bashar rest� piantato davanti a lui. Non un battito di ciglia, non il pi� piccolo fremito di un muscolo indicarono che avesse notato il congedo. �Come?� ringhi�.</p><p><emphasis>Davvero questo � troppo</emphasis>! pens� il Barone.</p><p>�Per sua propria mano, se volete proprio saperlo. Si � avvelenato.�</p><p>�Voglio vedere il corpo!� insistette il Sardaukar.</p><p>Il Barone alz� gli occhi al soffitto, fingendo esasperazione, mentre i suoi pensieri galoppavano: <emphasis>Maledizione! Questo Sardaukar � troppo sveglio. Vedr� la stanza senza che nulla sia stato spostato!</emphasis></p><p>�<emphasis>Subito!</emphasis>� url� il Sardaukar. �Voglio vederlo con i miei occhi!�</p><p><emphasis>Non c�� modo d�impedirlo, </emphasis>si disse il Barone. Il Sardaukar avrebbe visto tutto. Avrebbe saputo che il Duca aveva ucciso degli Harkonnen� e che il Barone era sfuggito alla morte per un soffio. C�erano ancora i resti della sua cena, come prova, e il corpo del Duca al centro della stanza, circondato dai morti.</p><p>Impossibile evitarlo.</p><p>�Non voglio sentire scuse� insistette rabbiosamente il colonnello Bashar.</p><p>�Non si tratta di scuse� replic� il Barone, e fiss� gli occhi di ossidiana del Sardaukar. �Non ho nulla da nascondere al mio Imperatore.� Fece un cenno a Nefud: �Il colonnello Bashar deve vedere tutto, subito. Fallo entrare da quella porta, Nefud�.</p><p>�Da questa parte, signore� disse Nefud.</p><p>Lentamente e con insolenza il Sardaukar gir� intorno al Barone e si fece largo a spintoni tra le guardie.</p><p><emphasis>Insopportabile, </emphasis>pens� ancora il Barone. <emphasis>Ora l�Imperatore sapr� come io abbia fallito. Lo giudicher� un segno di debolezza.</emphasis></p><p>Era angosciato: l�Imperatore e i Sardaukar erano uguali nel loro sdegno per le debolezze. Il Barone si morse il labbro inferiore, consolandosi col fatto che, almeno, l�Imperatore non era al corrente della scorreria degli Atreides su Giedi Primo, e della distruzione dei depositi di spezia degli Harkonnen.</p><p><emphasis>Sia maledetto quel perfido Duca!</emphasis></p><p>Il Barone fiss� le schiene che si allontanavano: l�arrogante Sardaukar, il tarchiato ed efficiente Nefud.</p><p><emphasis>Dobbiamo adattarci, </emphasis>pens� il Barone. <emphasis>Dovr� mettere Rabban un altra volta al governo di questo maledetto pianeta. Senza limitazioni: dovr� usare il mio stesso sangue Harkonnen per mettere Arrakis nelle condizioni di accettare Feyd-Rautha. Maledetto Piter! Si � fatto uccidere prima che io avessi finito di usarlo!</emphasis></p><p>Il Barone sospir�.</p><p><emphasis>Devo mandar subito qualcuno su Tleilax per avere un Mentat. Non c�� dubbio che ne avranno gi� uno nuovo, pronto per me.</emphasis></p><p>Una delle guardie accanto a lui toss�.</p><p>Il Barone si volt�: �Ho fame�.</p><p>�S�, mio Signore.�</p><p>�E voglio divertirmi, mentre voi ripulite la stanza e studiate tutti i suoi segreti per me!� grid�, infuriato.</p><p>La guardia abbass� gli occhi: �Quale divertimento desidera il mio Signore?�</p><p>�Sar� nella mia camera da letto� disse il Barone. �Portami quel giovane che abbiamo comperato su Gamont, quello con gli occhi adorabili� Drogalo, soprattutto. Non ho voglia di fare la lotta.�</p><p>�S�, mio Signore.�</p><p>Il Barone si volt�, e cominci� a spostarsi saltellando sui suoi sospensori, verso le sue stanze. <emphasis>S�, </emphasis>pens�, <emphasis>quello con gli occhi cos� adorabili, quello che assomiglia tanto al giovane Paul Atreides�</emphasis></p><empty-line/></section><section><epigraph><poem><stanza><v>O mari di Caladan,</v><v>O gente del Duca Leto�</v><v>La cittadella di Leto � caduta,</v><v>Caduta per sempre�</v></stanza></poem><text-author>dai �Canti di Muad�Dib�, della Principessa Irulan</text-author></epigraph><empty-line/><p>Paul sent� che tutto il suo passato, tutta la sua vita prima di quella notte, erano diventati come la sabbia che scivola in una clessidra. Sedeva accanto a sua madre, stringendosi le ginocchia, all�interno di una specie di tenda di tessuto e plastica: una tenda distillante che avevano trovato insieme con le tute Fremen (subito indossate) nello zaino estratto dall�ornitottero.</p><p>Non c�era alcun dubbio, nella mente di Paul, su chi aveva nascosto lo zaino stabilendo con cura la rotta dell�ornitottero che li aveva trasportati fin laggi�.</p><p><emphasis>Yueh.</emphasis></p><p>Il dottore, il traditore li aveva spediti direttamente nelle mani di Idaho. Paul guard� fuori, attraverso il lato trasparente della tenda distillante, le rocce illuminate dalla luce della luna che circondavano il rifugio dove Duncan Idaho li aveva nascosti.</p><p><emphasis>Mi nascondo come un ragazzo, io che ora sono il Duca, </emphasis>pens� Paul. Questo pensiero lo rodeva interiormente, ma non poteva negare che nascondersi era la cosa pi� saggia.</p><p>Qualcosa era accaduto alla sua percezione, quella notte: vedeva con assoluta chiarezza tutte le circostanze e gli avvenimenti intorno a lui. Si sent� incapace di arginare quel flusso di dati. Con fredda precisione, ogni nuovo elemento si addizionava alla sua conoscenza, e i calcoli sembravano concentrarsi nel punto focale della sua coscienza. Aveva i poteri di un Mentat, e pi� ancora.</p><p>Paul ripens� all�istante di rabbia impotente, quando quell�ornitottero sconosciuto era sbucato fuori dalla notte precipitandosi su di loro, calandosi come un falco gigantesco sopra il deserto, mentre il vento sibilava fra le sue ali. Qualcosa aveva folgorato il suo spirito. L�ornitottero era scivolato sulla sabbia, dritto su di loro, gi� per un�immensa duna, enorme al confronto delle due figure che correvano: sua madre e lui. Paul ricord� l�odore di zolfo bruciato causato dal violento attrito dei pattini del veicolo sulla sabbia crepitante.</p><p>Sua madre, lui lo sapeva, si era voltata, convinta di dover affrontare un laser nelle mani dei mercenari Harkonnen, e aveva invece riconosciuto Duncan Idaho che si sporgeva fuori dallo sportello dell�ornitottero, urlando: �Muovetevi! C�� un segno del verme a sud!�</p><p>Ma Paul aveva indovinato fin dal primo momento chi pilotava l�ornitottero. Tanti piccoli dettagli sul modo di guida, l�atterraggio fulmineo: indicazioni cos� impercettibili che neppure sua madre le aveva notate, ma che avevano fornito a Paul l�<emphasis>esatta </emphasis>consapevolezza di chi sedeva ai comandi.</p><p>Sull�altro lato della tenda distillante, Jessica si mosse, e disse: �Ci pu� essere un�unica spiegazione. Gli Harkonnen si erano impadroniti della moglie di Yueh. Lui odiava gli Harkonnen! Non posso sbagliarmi su questo. Hai letto il suo messaggio. Ma perch� ci ha salvati dal massacro?�</p><p><emphasis>L�indovina soltanto adesso, e con difficolt�, </emphasis>pens� Paul. E questo pensiero fu uno shock per lui. Paul aveva capito ogni cosa con perfetta naturalezza, semplicemente leggendo il messaggio che aveva accompagnato l�anello ducale col sigillo.</p><p>�Non cercate di perdonarmi�, aveva scritto Yueh. �Non voglio alcun perdono. Il mio fardello � gi� abbastanza grave. Ho agito senza animosit� e senza alcuna speranza di comprensione. � stato il mio <emphasis>tahaddi al-burhan, </emphasis>la mia prova suprema. Vi lascio il sigillo ducale degli Atreides come testimonianza che dico il vero: quando leggerete questo messaggio, il Duca Leto sar� morto. Possa consolarvi la mia dichiarazione che non � morto da solo; colui che odiamo pi� di tutti � morto con lui.�</p><p>Non c�era firma, ma non c�erano dubbi su quella calligrafia familiare: Yueh.</p><p>Ricordando il messaggio, Paul rivisse l�improvvisa angoscia che lo aveva colpito: qualcosa di strano, di acuto, che sembrava manifestarsi al di fuori della sua nuova agilit� mentale. Aveva letto che suo padre era morto, riconoscendo l�autenticit� di quelle parole, ma le aveva percepite come una pura informazione da incasellare nella sua mente per usarla in seguito.</p><p><emphasis>Ho amato mio padre, </emphasis>pens� Paul, e seppe che era vero. <emphasis>Dovrei piangerne la scomparsa. Dovrei sentire qualcosa.</emphasis></p><p>Ma non sentiva nulla, fuorch�: <emphasis>� una notizia importante.</emphasis></p><p>Era soltanto un fatto, come gli altri.</p><p>Per tutto quel tempo la sua mente aveva continuato ad accumulare impressioni sensorie, estrapolando e calcolando.</p><p>Le parole di Halleck gli ritornarono alla mente: <emphasis>L�umore va bene per le bestie o per fare all�amore. Non � fatto per chi combatte.</emphasis></p><p><emphasis>Forse e proprio cos�, </emphasis>disse Paul tra s�. <emphasis>Pianger� la morte di mio padre pi� tardi� quando ne avr� il tempo.</emphasis></p><p>Ma la fredda decisione del suo essere non rivel� alcuna flessione. Intu� che la sua nuova consapevolezza era soltanto un inizio e che sarebbe aumentata. L�impressione di uno scopo terribile, che aveva sperimentato per la prima volta durante la sua ordalia con la Reverenda Madre Gaius Helen Mohiam, torn� ad afferrarlo. La mano destra, la mano che ricordava il dolore, gli prudeva e pulsava.</p><p><emphasis>Significa forse, questo, essere lo Kwisatz Haderach</emphasis>? s�interrog�.</p><p>�Ho creduto per un attimo che Hawat avesse commesso un altro errore� disse Jessica. �Ho pensato che Yueh non fosse un dottore Suk.�</p><p>�Era come lo pensavamo� e qualcosa di pi�� replic� Paul, e pens�: <emphasis>Perch� � cos� lenta nel vedere le cose</emphasis>? E continu�: �Se Idaho non riuscir� a raggiungere Kynes, noi saremo��</p><p>�Non � la nostra unica speranza� ribatt� Jessica.</p><p>�Non intendevo questo� disse Paul.</p><p>Lei percep� la metallica durezza della sua voce, il tono imperioso, e lo scrut� nel cupo grigiore della tenda distillante. Paul era un profilo stagliato contro le rocce inondate dai raggi della luna, che spiccavano al di l� del lato trasparente della tenda.</p><p>�Altri uomini di tuo padre saranno fuggiti� riprese Jessica. �Dobbiamo riunirli, trovare��</p><p>�Dobbiamo cavarcela da soli� ribatt� Paul. �La nostra prima preoccupazione saranno le atomiche di famiglia. Dobbiamo riaverle, prima che gli Harkonnen comincino a cercarle.�</p><p>�� assai improbabile che le trovino� disse Jessica, �l� dove le abbiamo nascoste.�</p><p>�Niente dev�essere lasciato al caso.�</p><p>Jessica pens�: <emphasis>Usare la minaccia delle atomiche di famiglia! Una minaccia all�intero pianeta e alla spezia, ecco quello che ha in mente! Ma in questo caso pu� sperare soltanto nella fuga e nella vita senza nome di un rinnegato.</emphasis></p><p>Le parole di sua madre avevano suscitato un altro pensiero in Paul: in quanto Duca, si preoccupava per tutta la gente che si era sperduta quella notte nel deserto. <emphasis>Una Grande Casa ha la sua forza nella sua gente, </emphasis>pens� Paul. E ricord� le parole di Hawat: <emphasis>� triste separarsi dalla gente: un luogo � soltanto un luogo.</emphasis></p><p>�Si servono dei Sardaukar� disse Jessica. �Bisogner� aspettare che i Sardaukar siano partiti.�</p><p>�Credono di averci in trappola tra il deserto e i Sardaukar� replic� Paul. �Vogliono che non sopravviva uno solo degli Atreides� Sterminio totale! Non devi far conto sul fatto che qualcuno dei nostri riesca a salvarsi.�</p><p>�Ma non potranno continuare per molto, esponendo cos� l�Imperatore in questo affare.�</p><p>�Davvero?�</p><p>�Alcuni dei nostri riusciranno a fuggire.�</p><p>�Davvero?�</p><p>Jessica gir� il capo, spaventata dall�amarezza e dalla durezza di suo figlio, avvertendo l�intenso lavorio della sua mente per il calcolo di ogni probabilit�. Seppe che la mente di Paul aveva distanziato la sua; Paul, ora, vedeva pi� lontano di lei. Lei stessa aveva contribuito ad addestrare l�intelligenza che gli consentiva di farlo, ma scopr� di averne paura. I suoi pensieri cercarono allora, disperatamente, il riparo perduto che per lei era stato il Duca, e le lagrime le bruciarono gli occhi.</p><p><emphasis>Cos� doveva essere, Leto, </emphasis>disse tra s�. �<emphasis>Un tempo per l�amore e un tempo per il dolore.</emphasis>� Si accarezz� il ventre, acutamente conscia dell�embrione che portava in s�. <emphasis>Ho la figlia degli Atreides che mi � stato ordinato di generare, ma la Reverenda Madre si sbagliava: una figlia non avrebbe salvato il mio Leto. Questa bambina � soltanto la vita che si prolunga verso il futuro, in una realt� di morte. L�ho concepita d�istinto e non per obbedienza.</emphasis></p><p>�Prova ancora il comunicatore� disse Paul.</p><p><emphasis>La mente continua a lavorare, qualsiasi cosa si faccia per trattenerla, </emphasis>pens� Jessica.</p><p>Afferr� la piccola ricevente che Idaho aveva lasciato e fece scattare l�interruttore col pollice. Una luce verde si accese sul davanti dello strumento. Scricchiolii metallici uscirono dall�altoparlante. Ridusse il volume, variando la sintonia. Una voce che parlava il linguaggio di battaglia degli Atreides risuon� nella tenda:</p><p>��indietro, e raggruppatevi sulla cresta. Fedor a rapporto: nessun sopravvissuto a Carthag, la Banca della Gilda � stata saccheggiata�.</p><p><emphasis>Carthag, </emphasis>pens� Jessica. <emphasis>Un feudo degli Harkonnen!</emphasis></p><p>�Sono i Sardaukar� State attenti ai Sardaukar vestiti con le uniformi Atreides. Sono��</p><p>Qualcosa rimbomb� nell�altoparlante, poi, silenzio.</p><p>�Prova le altre frequenze� disse Paul.</p><p>�Capisci cosa vuol dire?� chiese Jessica.</p><p>�Me l�aspettavo. Vogliono che la Gilda ci consideri responsabili del saccheggio della banca. Con la Gilda contro di noi, siamo intrappolati su Arrakis. Prova le altre frequenze.</p><p>Jessica soppes� le parole: �<emphasis>Me l�aspettavo</emphasis>�<emphasis>. </emphasis>Che cos�era accaduto a suo figlio? Lentamente, Jessica ritorn� alla ricevente, intercettando sprazzi di violenza, le poche voci che ancora gridavano nel linguaggio da battaglia degli Atreides: �� ritiratevi!� cercate di riunirvi a� bloccati in una grotta sul��</p><p>Non c�era alcun dubbio, invece, sull�esultanza vittoriosa degli Harkonnen che si rovesciava fuori dalle altre frequenze. Ordini secchi, rapporti di battaglie. Non ce n�era abbastanza perch� Jessica potesse registrare e decodificare la lingua, ma il tono era ovvio.</p><p>Gli Harkonnen avevano vinto.</p><p>Paul afferr� lo zaino appoggiato accanto a lui e lo scosse: sent� il rumore gorgogliante dei due literjon pieni d�acqua. Respir� profondamente, alz� lo sguardo verso il lato trasparente della tenda, sulla scarpata rocciosa che si delineava contro le stelle. Con la sinistra saggi� la chiusura a sfintere all�ingresso della tenda. �Sar� l�alba tra poco� disse. �Possiamo aspettare tutto il giorno Idaho, ma non un�altra notte. Nel deserto bisogna viaggiare di notte e riposare all�ombra quando il sole � alto.�</p><p>Le antiche prescrizioni s�insinuarono nella mente di Jessica: <emphasis>Senza una tuta distillante un uomo seduto all�ombra, nel deserto, ha bisogno di cinque litri d�acqua al giorno per mantener costante il peso del suo corpo. </emphasis>Percep� la superficie liscia ed elastica della tuta distillante sulla sua pelle e pens� che la loro vita dipendeva completamente da quell�indumento.</p><p>�Se ce ne andiamo di qui, Idaho non ci trover� pi�.�</p><p>�Ci sono troppi modi per far parlare un uomo� replic� Paul. �Se Idaho non sar� ritornato prima dell�alba, dobbiamo considerare la possibilit� che l�abbiano catturato. Quanto credi che riuscirebbe a resistere?�</p><p>La domanda non aveva bisogno di risposta e Jessica tacque.</p><p>Paul dissigill� la borsa e ne estrasse un micromanuale munito di un quadrante luminoso e di una lente, Lettere verdi e arancione gli balzarono agli occhi: Literjon, tende distillanti, capsule energetiche, tubi recupero, boccaglio da sabbia, binocoli, pezzi di ricambio per tute distillanti, pistole a tinta, carte sink, tamponi, parabussola, ami da creatore, martellatori, zaino, colonne di fuoco�</p><p>Tante cose, per sopravvivere nel deserto!</p><p>Qualche istante dopo, mise il micromanuale da parte, sul pavimento.</p><p>�Dove possiamo andare?� chiese Jessica.</p><p>�Mio padre parlava di <emphasis>potere del deserto</emphasis>� rispose Paul. �Gli Harkonnen non possono governare questo pianeta senza di esso. Non hanno mai governato questo pianeta n� lo faranno mai. Neppure con diecimila legioni di Sardaukar.�</p><p>�Paul, tu non puoi veramente pensare.�</p><p>�Abbiamo tutte le prove� ribatt� Paul. �Proprio qui, in questa tenda: la tenda stessa, questa borsa e il suo contenuto, queste tute distillanti. Sappiamo che la Gilda esige un prezzo proibitivo per i satelliti meteorologici. Sappiamo che��</p><p>�Che cosa hanno a che fare i satelliti meteorologici con tutto questo?� disse Jessica. �Non possono��</p><p>S�interruppe.</p><p>Paul percep� le sue reazioni, con la mente ipersensibile, e valut� ogni pi� piccolo dettaglio. �Vedi� riprese. �I satelliti osservano il suolo sottostante. Vi sono cose nelle profondit� del deserto che non devono venire osservate.�</p><p>�Sospetti che la Gilda controlli questo pianeta?�</p><p>Era cos� lenta�</p><p>�No!� esclam� Paul. �I Fremen! Pagano la Gilda per poter operare in tutta segretezza, con una moneta che � liberamente a disposizione di chiunque abbia il potere del deserto� la spezia! E non � una ipotesi di seconda approssimazione, ma l�unica possibile soluzione. Fidati.�</p><p>�Paul� disse Jessica, �non sei ancora un Mentat, non puoi sapere��</p><p>�Non sar� mai un Mentat� replic� Paul. �Sono qualcos�altro� un capriccio di natura.�</p><p>�Paul! Come puoi��</p><p>�Lasciami solo!�</p><p>Le gir� le spalle, fissando la notte. <emphasis>Perch� non posso piangere? </emphasis>pens�. Sent� ogni fibra del suo essere anelare a quello sfogo, ma gli sarebbe stato negato per sempre.</p><p>Jessica non aveva mai percepito un�angoscia cos� profonda nella voce del figlio. Avrebbe voluto capirlo, stringerlo fra le braccia, confortarlo, aiutarlo� ma nel medesimo istante sapeva che non avrebbe potuto far nulla. Doveva risolvere i suoi problemi da solo.</p><p>Il manuale che Paul aveva estratto dallo zaino Fremen continuava a brillare debolmente sul pavimento della tenda. Lo prese in mano, guard� la pagina sulla quale era aperto, e lesse: �Manuale del Deserto Amico, questo luogo pieno di vita. Ecco l�<emphasis>ayat </emphasis>e il <emphasis>burhan </emphasis>della Vita. Credi, e <emphasis>al-Lat </emphasis>non ti consumer� mai�.</p><p><emphasis>Assomiglia al Libro di Azhar, </emphasis>pens� Jessica, ricordando i suoi studi dei Grandi Segreti. <emphasis>� forse possibile che Arrakis sia stato visitato da un Manipolatore di Religioni?</emphasis></p><p>Paul tir� fuori dal sacco la parabussola, poi la cacci� dentro di nuovo e disse: �Pensa a tutti questi apparecchi Fremen e alle loro funzioni cos� precise. Sono l�indizio di una tecnologia ineguagliata, ammettilo. La cultura che ha prodotto questi oggetti tradisce una profondit� insospettabile�.</p><p>Esitando, ancora preoccupata dalla durezza della sua voce, Jessica ritorn� al libro e studi� il disegno di una costellazione visibile da Arrakeen: �Muad�Dib: il Topo�. La coda puntava a nord.</p><p>Paul si volt� nuovamente verso l�oscurit� della tenda e osserv� il profilo della madre appena delineato dalla debole luminosit� del manuale. <emphasis>Ora � tempo di esaudire il desiderio di mio padre, </emphasis>pens�. <emphasis>Devo comunicarle il suo messaggio mentre ha ancora tempo per il dolore. Pi� tardi, il dolore ci sarebbe d�impaccio. </emphasis>Questa logica precisa lo colp�.</p><p>�Madre� disse.</p><p>�S�?�</p><p>Jessica sent� che la sua voce era cambiata e una morsa gelida l�afferr� alle viscere. Non era mai stata testimone di un controllo cos� ferreo.</p><p>�Mio padre � morto� disse Paul.</p><p>Lei cerc� nella sua mente di collegare i fatti tra loro� fatti su fatti, secondo la Via Bene Gesserit di valutare gli eventi. E la risposta era l�: la sensazione di una perdita terribile.</p><p>Annu�, incapace di parlare.</p><p>�Mio padre mi aveva incaricato di trasmetterti un messaggio� riprese Paul, �se gli fosse accaduto qualcosa. Temeva che tu potessi credere che non avesse fiducia in te.�</p><p><emphasis>Quell�inutile sospetto, </emphasis>pens� Jessica.</p><p>�Voleva che tu sapessi che non ti ha mai sospettata� disse ancora Paul, e le spieg� l�inganno, aggiungendo: �Voleva assolutamente che tu sapessi che ha sempre avuto la pi� completa fiducia in te, che ti ha sempre amata e adorata. Ha detto che avrebbe diffidato piuttosto di se stesso che di te e che aveva un solo rimpianto: quello di non averti fatto la sua Duchessa�.</p><p>Lei si asciug� le lagrime che le scorrevano sulle guance e pens�: <emphasis>Che stupido spreco di acqua</emphasis>! Ma valut� esattamente il pensiero: il tentativo di cancellare il dolore con la collera. <emphasis>Leto, mio Leto, </emphasis>pens�, <emphasis>quali cose orribili noi facciamo a quelli che amiamo! </emphasis>Con un gesto impulsivo spense il piccolo quadrante luminoso del manuale.</p><p>Cominci� a singhiozzare.</p><p>Paul percep� il dolore della madre, ma dentro di s� sent� il vuoto. <emphasis>Non provo alcun dolore, </emphasis>pens�. <emphasis>Perch�, perch�? </emphasis>La sua incapacit� a provar dolore gli parve un terribile difetto.</p><p>�<emphasis>Un tempo per vincere, un tempo per essere sconfitti</emphasis>�, pens� Jessica. Una frase della Bibbia Cattolica Orangista: �<emphasis>Un tempo per conservare, un tempo per gettar via; un tempo per l�amore e un tempo per l�odio; un tempo per la guerra, un tempo per la pace</emphasis>�<emphasis>.</emphasis></p><p>La mente di Paul continu� a funzionare, gelida, precisa. Vide le vie che si aprivano davanti a loro. Senza neppure l�aiuto del sogno, la sua prescienza gli rivel�, consapevolmente, quasi tutti i futuri possibili, ma con qualcosa in pi�, una frangia di mistero� come se la sua mente fosse sprofondata in qualche strato senza tempo, nella quale gli echi del futuro rimbalzavano confusi.</p><p>Improvvisamente, come se avesse trovato la chiave indispensabile, la mente di Paul sal� un altro gradino sulla scala della consapevolezza. Sent� che stava avvinghiandosi a questo nuovo livello, a questo precario sostegno, guardandosi intorno. Gli parve di trovarsi al centro di una sfera, da cui le strade s�irradiavano in tutte le direzioni� ma questa era soltanto una pallida immagine delle sue sensazioni.</p><p>Si ricord� di aver visto, una volta, un fazzoletto di garza gonfiato dal vento, e percepiva il futuro cos�, il contorcersi di una superficie gonfia e flessibile come quella del fazzoletto.</p><p>Vide della gente.</p><p>Speriment� il calore e il freddo d�infinite probabilit�.</p><p>Riconosceva i nomi e i luoghi, provava innumerevoli emozioni, innumerevoli notizie gli giungevano dalle fonti pi� oscure e inesplorate. C�era tutto il tempo per esplorarle, saggiarle, toccarle, ma non per rimodellarle.</p><p>Il tutto era uno spettro di possibilit�, dal passato pi� remoto al futuro pi� lontano� dal quasi certo al pi� improbabile. Vide la propria morte in un numero infinito di modi. Vide nuovi pianeti, nuove civilt�.</p><p>Gente.</p><p>E ancora gente.</p><p>Moltitudini impossibili a numerarsi e tuttavia la sua mente ne percepiva chiaramente l�esistenza.</p><p>Perfino gli uomini della Gilda.</p><p>E pens�: <emphasis>La Gilda� questa � forse una strada per noi. L� la mia diversit� sarebbe accettata come qualcosa di prezioso, di familiare� sempre a condizione di poter disporre di una scorta della cosa essenziale: la spezia.</emphasis></p><p>Ma lo spavent� l�idea di trascorrere l�intera vita con la mente brancolante in quel groviglio dei possibili futuri che serviva a guidare le navi spaziali. Era un modo, tuttavia. E, affrontando questo <emphasis>futuro possibile </emphasis>con gli uomini della Gilda, riconobbe la natura della sua diversit�. <emphasis>Ho un�altra vista. Vedo un altro paesaggio, un altro mondo, tutte le infinite vie possibili.</emphasis></p><p>Questo pensiero lo rassicur� e lo spavent� insieme. Troppe vie, in quel suo modo diverso di vedere, continuavano a sprofondare o a dileguarsi.</p><p>Cos�, rapida com�era venuta, la sensazione lo abbandon� e si rese conto che l�intera esperienza era durata un battito del suo cuore.</p><p>E tuttavia, la sua coscienza ne era stata sconvolta, abbagliata come da una luce terrificante. Si guard� intorno.</p><p>La notte avvolgeva ancora la tenda distillante, circondata dalle rocce. Percep� ancora, acuto, il dolore di sua madre.</p><p>E anche l�assoluta mancanza di dolore dentro di lui� Come una cavit� profonda, la sua mente, separata dal resto, continuava implacabile, sempre uguale, a ricevere i dati, a valutarli, a calcolarli, ponendosi le domande e risolvendole quasi come un Mentat.</p><p>Ma erano pochi i Mentat che avessero accumulato una simile abbondanza di dati. E non per questo la profonda cavit� della sua mente era pi� sopportabile. Sent� che qualcosa doveva spezzarsi. Era come se il meccanismo a orologeria di una bomba avesse cominciato a ticchettare dentro di lui e continuasse a farlo senza alcun riguardo per i suoi desideri. Capt� le impercettibili variazioni intorno a s� un leggero aumento dell�umidit�, la temperatura pi� bassa di una frazione di grado, il lento avanzare di un insetto sulla tenda distillante, il solenne ingresso dell�alba in quell�angolo di cielo stellato visibile attraverso il lato trasparente della tenda.</p><p>Il vuoto era insopportabile. Il fatto di sapere come il meccanismo a orologeria fosse stato messo in moto non faceva alcuna differenza. Poteva guardare al proprio passato e vederne l�inizio: l�addestramento, l�affinarsi dei talenti, la sollecitazione perfettamente graduata delle discipline pi� sofisticate, perfino la scoperta della Bibbia Cattolica Orangista in un momento critico� e infine, la spezia. E poteva anche guardare avanti a s� (la direzione pi� terrificante), e vedere dove tutto ci� conduceva.</p><p><emphasis>Sono un mostro</emphasis>! grid� dentro di s�. <emphasis>Un capriccio di natura!</emphasis></p><p>�No!� disse. E ancora: �No, no, NO!�</p><p>Scopr� che stava tempestando di pugni il pavimento della tenda (quell�implacabile parte di lui stesso registr� tutto questo come un interessante dato emotivo, e l�integr� agli altri fattori).</p><p>�Paul!�</p><p>La madre era al suo fianco e gli aveva afferrato i polsi; il suo viso era una macchia grigia che lo scrutava, �Paul, che cosa c�� che non va?�</p><p>�<emphasis>Tu!</emphasis>�</p><p>�Sono qui, Paul� disse lei. �Tutto � a posto.�</p><p>�Che cosa mi hai fatto?� grid� Paul.</p><p>In un lampo di comprensione Jessica percep� le radici lontane della sua domanda. �Ti ho messo al mondo� rispose.</p><p>Il suo istinto e le sue conoscenze sottili le avevano detto che questa era la miglior risposta per calmarlo. Paul sent� le mani della madre che lo stringevano e cerc� di mettere a fuoco il profilo confuso del suo viso. (Alcuni segni genetici, nella struttura del volto di lei, vennero esaminati sotto un nuovo angolo dalla sua mente in continua attivit�, le informazioni furono aggiunte agli altri dati, e come risultato finale giunse la risposta.)</p><p>�Lasciami� intim� lui.</p><p>Lei sent� la durezza tagliente della sua voce, e obbed�. �Vuoi dirmi che cosa c�� che non va, Paul?�</p><p>�Sapevi quello che facevi quando mi hai addestrato?�</p><p><emphasis>Non c�� pi� alcuna traccia di fanciullezza nella sua voce, </emphasis>pens� Jessica. E rispose: �Avevo sperato quello che ogni genitore spera� che tu saresti stato superiore� diverso�.</p><p>�<emphasis>Diverso?</emphasis>�</p><p>Lei percep� l�asprezza nella sua voce, e continu�: �Paul, io��</p><p>�Tu non volevi un figlio!� ribatt� lui. �Tu volevi uno Kwisatz Haderach! Tu volevi un maschio Bene Gesserit!�</p><p>Lei indietreggi� davanti a tanta amarezza. �Ma, Paul��</p><p>�Ti sei mai consultata con mio padre, per questo?�</p><p>Lei rispose a bassa voce, anche a causa del suo recente dolore: �Qualsiasi cosa tu sia, Paul, la tua eredit� ti viene sia da tuo padre che da me�.</p><p>�Ma non l�addestramento! Non quelle cose che hanno risvegliato il� dormiente.�</p><p>�Il dormiente?�</p><p>�� qui.� Si mise una mano sulla testa, e poi sul petto. �In me. E continua, continua, e continua e continua e��</p><p>�Paul!�</p><p>Lei cap� che suo figlio era sull�orlo di un attacco isterico.</p><p>�Ascoltami� disse Paul. �Tu volevi che la Reverenda Madre sapesse dei miei sogni? Ora mi ascolterai al suo posto. Ho appena avuto un sogno <emphasis>da sveglio. </emphasis>Sai perch�?�</p><p>�Calmati� disse Jessica. �Se c�腻</p><p>�La spezia� l�interruppe Paul, vivacemente. �La spezia � dovunque, qui� l�aria, il suolo, il cibo. La spezia <emphasis>geriatrica. </emphasis>� come la droga delle Veridiche. � un veleno!�</p><p>Jessica s�irrigid�.</p><p>La voce di Paul si abbass� in un mormorio: �Un veleno� ripet�. �Un veleno cos� elusivo, insidioso� irreversibile. E non uccide, a meno che non si smetta di prenderlo. Non potremo mai pi� lasciare Arrakis, a meno che non portiamo un frammento di Arrakis con noi.�</p><p>La <emphasis>presenza </emphasis>terrificante della sua voce non tollerava repliche.</p><p>�Tu e la spezia� continu� Paul. �La spezia trasforma chiunque, anche a piccole dosi, ma, grazie a <emphasis>te, </emphasis>io ho vissuto questa trasformazione in perfetta coscienza. Non posso ricacciarla nell�inconscio, dove ogni sua intromissione pu� essere soffocata. Io posso <emphasis>vederla.</emphasis>�</p><p>�Paul, tu��</p><p>�Io <emphasis>la vedo, </emphasis>ti dico!�</p><p>Lei percep� la follia nella sua voce; non sapeva pi� che fare.</p><p>Ma lui parl� di nuovo: il controllo ferreo riprese il sopravvento. �Siamo intrappolati qui.�</p><p><emphasis>Siamo intrappolati qui. </emphasis>Jessica fu d�accordo.</p><p>E accett� la verit� delle sue parole. Nessuna pressione del Bene Gesserit, nessun artificio o inganno, avrebbe potuto costringerli a lasciare completamente Arrakis: la spezia era un tossico. Il suo corpo lo aveva saputo molto prima che la sua mente se ne accorgesse.</p><p><emphasis>Cos�, siamo qui per passarvi l�intera nostra vita, </emphasis>concluse Jessica. <emphasis>Su questo pianeta infernale. Questo mondo � pronto per noi, se riusciremo a sfuggire agli Harkonnen. E non c�� alcun dubbio sulla mia funzione: una giumenta destinata a preservare un�importante linea genetica, per il Piano Bene Gesserit.</emphasis></p><p>�Devo parlarti del mio sogno a occhi aperti� disse Paul. (Ora c�era del furore nella sua voce.) �Per esser certo che non dubiterai delle mie parole, ti dir� questo, prima di tutto: io so che darai alla luce una figlia, mia sorella, qui su Arrakis.�</p><p>Jessica appoggi� le mani al pavimento e si strinse contro la parete ricurva della tenda per calmare una fitta di paura. Nessuno avrebbe potuto sapere, ancora, che era incinta. Solo il suo addestramento Bene Gesserit le aveva permesso di leggere i primi deboli sintomi sul suo corpo e di avvertire la presenza di un embrione, di pochi giorni soltanto.</p><p>��Solo per servire�� bisbigli�, ripetendo il motto delle Bene Gesserit. �Noi esistiamo solo per servire.�</p><p>�Troveremo una casa tra i Fremen� riprese Paul. �Dove la vostra Missionaria Protectiva ci ha creato un rifugio.�</p><p><emphasis>Hanno aperto una strada per noi nel deserto, </emphasis>disse Jessica, tra s�, <emphasis>ma com�� possibile che lui sappia della Missionaria Protectiva? </emphasis>Le era sempre pi� difficile dominare il terrore davanti alla schiacciante diversit� di suo figlio.</p><p>Paul studi� quell�ombra confusa che era sua madre e ne percep� ogni paura e ogni reazione con la sua nuova consapevolezza, come se si stagliassero contro una luce accecante. Cominci� a provare per lei una punta di compassione.</p><p>�Non posso ancora dirti quello che accadr� continu� Paul. �Non posso dirlo neppure a me stesso, anche se l�ho visto. Questo <emphasis>senso </emphasis>del futuro� sembra che io non abbia alcun controllo su di esso. Si manifesta, ed � tutto. L�immediato futuro� diciamo, un anno� posso vederne una parte, una <emphasis>strada </emphasis>larga come la nostra Central Avenue, su Caladan. Ma altre cose non riesco a distinguerle, sono nell�ombra� come al di l� di una collina�� (e di nuovo pens� alla superficie di un fazzoletto di garza rigonfiata dal vento) ��e vi sono ramificazioni��</p><p>Tacque di colpo, mentre i ricordi di ci� che aveva <emphasis>visto </emphasis>lo travolgevano. Nessun sogno presciente, nessuna esperienza della sua vita passata lo avevano preparato a questo: ora ogni velo era stato strappato, totalmente, cos� rivelando il tempo in tutta la sua nudit�.</p><p>Nel rivivere l�esperienza riconobbe il suo terribile scopo: l�irresistibile pressione della sua vita che si estendeva in una bolla sempre pi� immensa, mentre davanti ad essa il tempo si ritirava�</p><p>Jessica cerc� il controllo della luce e l�azion�.</p><p>Una debole luce verde ricacci� le ombre calmando le sue paure. Fiss� il volto di Paul, i suoi occhi� lo sguardo interiore. Seppe dove aveva visto un simile sguardo: le documentazioni dei disastri� il volto dei fanciulli che avevano conosciuto la fame o le pi� terribili ferite. Gli occhi: pozzi senza fondo; la bocca: una linea dura e diritta; le guance profondamente incavate.</p><p><emphasis>Lo sguardo di chi ha visto cose terribili, </emphasis>pens�. <emphasis>Di chi affronta la certezza della sua mortalit�.</emphasis></p><p>Non era pi� un bambino.</p><p>I significati nascosti delle parole di Paul cominciarono a chiarirsi nella sua mente, cancellando ogni altra cosa. Paul aveva guardato in avanti, aveva visto una via di fuga!</p><p>�C�� un modo di sfuggire agli Harkonnen� disse Jessica.</p><p>�Gli Harkonnen!� la schern� suo figlio. �Scaccia dai tuoi pensieri quelle caricature d�esseri umani!� La fiss�, studiando i contorni del suo viso alla debole luce della tenda. Quei contorni la tradivano.</p><p>Lei replic�: �Non dovresti riferirti alle persone chiamandole esseri umani senza��</p><p>�Non essere cos� certa, quando devi tracciare dei confini� l�interruppe Paul. �Portiamo il nostro passato con noi. E, madre mia, c�� una cosa che non sai e dovresti sapere: <emphasis>noi siamo Harkonnen</emphasis>!�</p><p>La mente di Jessica fece una cosa spaventosa: si svuot� totalmente, come se avesse voluto scacciare qualsiasi sensazione. Ma la voce di Paul continuava implacabile, trascinandola con lui.</p><p>�La prima volta che sarai davanti a uno specchio, studia il tuo viso. Ora, invece, studia il mio. I segni sono qui, evidenti, se non acciechi te stessa. Guarda le mie mani, la forma delle mie ossa. E se nulla di tutto questo ti convince, allora credimi sulla parola. Ho percorso i sentieri del futuro. Ho visto una registrazione. Ho tutti i dati: noi siamo Harkonnen.�</p><p>�Un� ramo rinnegato della famiglia� disse Jessica. �� questo, non � vero? Qualche cugino Harkonnen che��</p><p>�Tu sei la figlia del Barone� dichiar� Paul, e mentre Jessica si premeva le mani contro la bocca, prosegu�: �Il Barone ha sperimentato molti piaceri in giovent�, e una volta ha perfino acconsentito a farsi sedurre. Ma � stato soltanto per le necessit� genetiche del Bene Gesserit. Era una di <emphasis>voi</emphasis>�<emphasis>.</emphasis></p><p>Il modo in cui pronunci� <emphasis>voi </emphasis>la colp� come uno schiaffo. Ma la mente di Jessica aveva ripreso a funzionare: non pot� negare le sue parole. Troppe fila sparse del suo passato ora si riunivano insieme, acquistando significato. La figlia che il Bene Gesserit voleva� non doveva servire a porre fine all�antica ostilit� fra gli Atreides e gli Harkonnen, ma unicamente per fissare qualche fattore genetico delle loro discendenze. Quale? Cerc� affannosamente una risposta.</p><p>Come se leggesse nella sua mente, Paul disse ancora: �Credevano che fossi io. Ma io non sono quello che si aspettavano e sono arrivato prima del mio tempo. <emphasis>E non lo sanno</emphasis>�<emphasis>.</emphasis></p><p>Jessica lott� per non gridare.</p><p><emphasis>Grande Madre, � lo Kwisatz Haderach!</emphasis></p><p>Gli sembr� d�esser nuda davanti a lui perch� comprese che nulla, o quasi, era nascosto ai suoi occhi. E <emphasis>questo, </emphasis>appunto, era l�origine prima della sua paura.</p><p>�Tu pensi che io sia lo Kwisatz Haderach� disse Paul. �Cancella quest�idea dalla tua mente. Io sono qualcosa d�inatteso.�</p><p><emphasis>Devo farlo sapere a una delle Scuole, </emphasis>pens� Jessica, affannosamente. <emphasis>Il Registro delle Unioni potrebbe rivelare ci� che � accaduto.</emphasis></p><p>�Sar� troppo tardi quando sapranno che io esisto� continu� Paul.</p><p>Lei cerc� di distrarlo, abbass� le mani e chiese: �Troveremo rifugio tra i Fremen?�</p><p>�I Fremen hanno un detto che attribuiscono allo Shai-hulud, il Vecchio Padre Eternit�, e che dice: �Sii pronto ad apprezzare ci� che incontri�.�</p><p>E pens�: <emphasis>S�, madre mia, tra i Fremen. Ti verranno gli occhi azzurri e crescer� un callo sul tuo adorabile naso, dove sar� fissato il tubo del filtro della tuta distillante� e darai alla luce mia sorella, Santa Alia del Coltello.</emphasis></p><p>�Se non sei lo Kwisatz Haderach, che cosa sei?� chiese Jessica.</p><p>�Non puoi saperlo� rispose Paul. �Lo crederai soltanto quando lo vedrai.�</p><p>E pens�: <emphasis>Sono un seme.</emphasis></p><p>Improvvisamente vide quanto fosse fertile il terreno sul quale era caduto, e, rendendosi conto di questo, il suo terribile scopo lo soverchi�, insinuandosi in quello spazio vuoto dentro di lui. minacciando di soffocarlo di dolore.</p><p>Aveva visto la strada di fronte a lui dividersi in due rami principali. In uno di questi egli incontrava il vecchio, crudele Barone, esclamando: �Ehi, nonno!� Egli detest� questa diramazione con tutte le sue forze, al punto che la nausea lo travolse.</p><p>L�altro sentiero s�inoltrava tra macchie d�un confuso grigiore, interrotte qua e l� da scoppi di violenza. E all�improvviso la visione d�una religione guerriera, un fuoco che si spargeva nell�universo con lo stendardo verde nero degli Atreides sventolante alla testa di onde di fanatici ebbri del liquore della spezia. Gurney Halleck e pochi altri fra gli uomini di suo padre (un gruppo sparuto) al centro dell�orda, tutti contrassegnati dal simbolo del falco ispirato all�altare consacrato al teschio del Duca Leto.</p><p>�Non posso andare in quella direzione� mormor�, �anche se � quella che vogliono le vecchie streghe della tua Scuola.�</p><p>�Non ti capisco, Paul� disse la madre.</p><p>Tacque. Egli era un seme, e pens� a questa coscienza razziale che aveva sperimentato all�inizio come un terribile scopo. Scopr� di non poter pi� odiare n� il Bene Gesserit, n� l�Imperatore e neppure gli stessi Harkonnen. Erano tutti coinvolti nell�ineluttabile spinta della razza a rinnovare la propria eredit� dispersa, incrociandosi, mescolando le stirpi in un gigantesco ribollire genetico. E la razza conosceva soltanto una via� quella antica, sperimentata e sicura che travolgeva ogni ostacolo: il jihad.</p><p><emphasis>Io non posso scegliere questa strada.</emphasis></p><p>Ma nuovamente, nelle profondit� del suo spirito, balz� vivido il tempio col teschio di suo padre e la violenza trascinante dello stendardo verde nero.</p><p>Jessica si schiar� la gola, preoccupata per il suo silenzio: �Allora� i Fremen ci daranno ospitalit�?�</p><p>Paul alz� lo sguardo, e attraverso la verde luminosit� della tenda fiss� il suo viso dai tratti raffinati, patrizi: �S� disse, �� una delle strade.� Annu�. �Mi chiameranno� Muad�Dib, �Colui che Indica la Strada�. S�, cos� mi chiameranno.�</p><p>E chiuse gli occhi, pensando: <emphasis>Ora, padre mio, posso piangerti. </emphasis>E sent� le lagrime scorrergli sulle guance.</p></section></section><section><title><p>PARTE SECONDA</p><p><emphasis>Muad�Dib</emphasis></p></title><section><epigraph><p>Quando mio padre, l�Imperatore Padisci�, ebbe notizia della morte del Duca Leto e delle sue circostanze, s�infuri� come non si era mai infuriato prima. Incolp� mia madre e il complotto che l�aveva costretto a mettere sul trono una Bene Gesserit. Incolp� la Gilda e il vecchio, perfido Barone. Incolp� tutti quelli che gli capitavano davanti, non risparmiando neppure me, poich� url� che anch�io ero una strega, come tutte le altre. E quando cercai di confortarlo, facendogli osservare che tutto questo era stato fatto in base a una vecchia legge di autoconservazione alla quale anche i pi� antichi governanti obbedivano, mi schern� e mi chiese se io lo giudicavo un debole. Mi accorsi allora che la sua collera non era stata causata dalla morte del Duca, ma da quello che la sua morte implicava per tutta la nobilt�. Nel ripensare a quei momenti sono convinta che anche mio padre doveva avere una parziale precognizione, poich� � certo che la sua stirpe e quella di Muad�Dib avevano antenati comuni.</p><text-author>da �Nella mia casa paterna�, della Principessa Irulan</text-author></epigraph><p>�Ora, gli Harkonnen uccideranno gli Harkonnen� bisbigli� Paul.</p><p>Si era svegliato al cader della notte, e si era alzato nel buio della tenda distillante. Mentre bisbigliava, ud� il debole agitarsi di sua madre sul lato opposto della tenda, dove si era distesa a dormire.</p><p>Paul gett� uno sguardo al rivelatore di prossimit� esaminando i quadranti fosforescenti. �Tra poco sar� notte fonda� disse sua madre. �Perch� non alzi gli schermi della tenda?�</p><p>Paul si rese conto che da qualche minuto la respirazione di sua madre era diversa. Era rimasta distesa, nell�oscurit�, mantenendo il silenzio finch� non si era convinta che anche lui era sveglio.</p><p>�Alzare gli schermi non servirebbe� replic� Paul. �C�� stata una tempesta. La tenda � coperta di sabbia. Tra poco la toglier�.�</p><p>�Ancora nessun segno di Duncan?�</p><p>�Niente.�</p><p>Sfior� distrattamente l�anello ducale col sigillo che teneva al pollice, e cominci� a tremare per un improvviso accesso di rabbia contro l�essenza stessa del pianeta che aveva contribuito a uccidere suo padre.</p><p>�Ho sentito arrivare la tempesta� disse Jessica.</p><p>Queste parole vuote, inutili, l�aiutarono a calmarsi un poco. La sua mente si concentr� sulla tempesta, come l�aveva vista precipitarsi su di loro attraverso la parete trasparente della tenda distillante: vortici di polvere ghiacciata avevano attraversato il bacino, poi fiumi e cateratte di sabbia avevano cancellato il cielo. Stava rissando un pinnacolo roccioso, e questo, investito dal turbine, si era trasformato davanti ai suoi occhi in un cuneo mozzato color giallo sporco. La nube danzava come impazzita, il cielo era diventato rosso cupo, poi la sabbia aveva ricoperto la tenda, tagliandoli fuori da ogni luce esterna.</p><p>�Prova un�altra volta col ricevitore� disse Jessica.</p><p>�Non serve.�</p><p>Cerc� il tubo della sua tuta distillante fissato al collo e inghiott� un sorso d�acqua. Paul pens� che in quell�attimo lui diventava realmente un uomo di Arrakis vivendo dell�umidit� del proprio corpo, del proprio respiro. L�acqua era insipida, ma gli calm� l�arsura.</p><p>Jessica lo sent� bere. Sfior� con le mani la superficie elastica della tuta distillante che le aderiva al corpo, ma rifiut� di ammettere di essere assetata. Riconoscerlo, avrebbe significato per lei la piena consapevolezza delle terribili necessit� di Arrakis, dove ogni infinitesima traccia di umidit� doveva essere difesa, accumulando ogni goccia nella tasca di raccolta della tenda, rimpiangendo ogni respiro sprecato all�aria aperta.</p><p>Era molto pi� facile addormentarsi di nuovo.</p><p>Ma mentre dormiva, quel giorno, aveva sognato qualcosa al cui ricordo ancora rabbrividiva. Nel sogno lei tuffava le mani nella sabbia sulla quale era scritto un nome: <emphasis>Duca Leto Atreides. </emphasis>La sabbia cancellava il nome e lei tentava di scriverlo ancora, ma la prima lettera era gi� piena di sabbia quando ancora non aveva finito di tracciare l�ultima.</p><p>La sabbia continuava a scivolare.</p><p>Il suo sogno divenne un lamento, sempre pi� alto. Che assurdit�! Una parte della sua mente si era resa conto che il sogno era la sua voce di quand�era bambina, quasi ancora in fasce. L�immagine di una donna, che la sua memoria afferrava molto vagamente, si stava allontanando.</p><p><emphasis>La mia sconosciuta madre, </emphasis>pens� Jessica. <emphasis>La Bene Gesserit che mi ha generato e che mi affid� alle Sorelle, come le era stato ordinato. � stato forse un sollievo, per lei, sbarazzarsi cos� di una figlia degli Harkonnen?</emphasis></p><p>�� nella spezia, dunque, che bisogna colpirli!� esclam� Paul.</p><p><emphasis>Come pu� pensare ad attaccarli in un momento come questo? </emphasis>pens� Jessica.</p><p>�Un intero pianeta pieno di spezia� disse. �Come puoi sperare di colpirli?</p><p>Sent� che Paul si muoveva, trascinando lo zaino sul pavimento della tenda.</p><p>�Su Caladan� replic� Paul, �era il potere del mare e dell�aria. Qui, � il <emphasis>potere del deserto. </emphasis>E i Fremen ne sono la chiave.�</p><p>La sua voce proveniva dall�ingresso a sfintere della tenda. L�addestramento Bene Gesserit rivel� nuovamente a Jessica quel vago tono di amarezza che suo figlio provava nei suoi confronti.</p><p><emphasis>Per tutta la sua vita gli � stato insegnato a odiare gli Harkonnen, </emphasis>pens�. <emphasis>Ora ha scoperto che anche lui � un Harkonnen� per colpa mia. Come mi conosce poco! Io sono stata l�unica donna del mio Duca. Ho accettato la sua vita e i suoi valori, anche se essi sfidavano gli ordini del Bene Gesserit.</emphasis></p><p>Al tocco di Paul il pannello luminoso della tenda si accese, riempiendo il piccolo rifugio di un�intensa luce verde. Paul si accovacci� accanto allo sfintere, il cappuccio della sua tuta distillante regolato per l�uscita nel deserto, stretta la fascia frontale, il filtro al suo posto davanti alla bocca, i tamponi infilati nel naso. Soltanto i suoi occhi scuri erano visibili: una minuscola frazione del suo viso che gir� per un attimo verso sua madre.</p><p>�Preparati a uscire� le disse. La sua voce era smorzata dal filtro.</p><p>Jessica si applic� il filtro alla bocca e sistem� il cappuccio, mentre osservava suo figlio che dissigillava l�entrata della tenda.</p><p>Lo sfintere si apr�: con un�intenso stridio la sabbia si rovesci� nella tenda in una nuvola soffocante prima che Paul potesse bloccarla col compressore statico. Ma quando l�azion�, un foro comparve nella muraglia di sabbia e si allarg� man mano lo strumento schiacciava i grani gli uni sugli altri. Paul scivol� all�esterno e Jessica ascolt� la sua lenta progressione verso la superficie.</p><p><emphasis>Che cosa troveremo l� fuori? </emphasis>si chiese. <emphasis>I soldati Harkonnen e i Sardaukar� questi sono i pericoli che ci aspettiamo. Ma gli altri?</emphasis></p><p>Pens� al compressore statico e agli altri strani strumenti contenuti nel sacco. Nel suo spirito ciascuno di essi corrispondeva a qualche misterioso pericolo.</p><p>Una brezza calda, proveniente dalle sabbie della superficie, le sfior� le guance dov�erano esposte, sopra il filtro.</p><p>�Passami lo zaino.� Era la voce di Paul, bassa e prudente.</p><p>Obbed� prontamente. Mentre sollevava il pacco dal pavimento, sent� l�acqua gorgogliare nei literjon. Guard� in alto e vide Paul stagliarsi contro le stelle.</p><p>�Ecco� disse Paul. Allung� il braccio e afferr� il sacco.</p><p>Un istante dopo Jessica vide soltanto un cerchio di stelle. Erano come tante punte aguzze rivolte contro di lei. Una pioggia di meteoriti attravers� quel frammento di cielo, quasi un avvertimento, come i segni lasciati dagli artigli di una tigre, o ferite luminose dalle quali zampillasse il suo sangue. Rabbrivid� al pensiero della taglia sulle loro teste.</p><p>�Muoviti� disse Paul. �Voglio ripiegare la tenda.�</p><p>Un rivolo di sabbia le piovve dalla superficie sulla mano sinistra. <emphasis>Quanta sabbia potrei stringere nel pugno? </emphasis>si chiese.</p><p>�Devo aiutarti?� fece Paul.</p><p>�No.�</p><p>La sua gola era secca, quando s�infil� nel buco. La sabbia compressa le graffi� le mani. Paul l�afferr� per un braccio e la tir� fuori: si trov� accanto a lui, su una striscia di deserto piatto illuminata dalle stelle. Si guard� intorno: la sabbia aveva riempito quasi completamente il bacino in cui si trovavano e ne sporgeva tutto intorno un sottilissimo bordo di roccia. Guard� pi� lontano, nel buio, sondando la notte con i suoi sensi addestrati.</p><p>Un brusio di piccoli animali.</p><p>Uccelli.</p><p>La sabbia che franava e i deboli tonfi di una creatura dentro di essa. Paul stava sgonfiando la tenda e la spingeva fuori dal buco.</p><p>La luce delle stelle dava alla notte una lieve luminosit�, sufficiente a creare ombre cariche di minaccia. Jessica aguzz� gli occhi nelle tenebre pi� profonde.</p><p><emphasis>Le tenebre, </emphasis>pens�. <emphasis>Un ricordo cieco. Aguzzi le orecchie alla ricerca dell�orda selvaggia, delle urla di coloro che hanno dato la caccia ai tuoi antenati in un passato cos� antico che soltanto le nostre cellule pi� primitive lo ricordano. Le orecchie vedono, le narici vedono.</emphasis></p><p>Qualche istante dopo Paul la raggiunse: �Duncan mi ha promesso che, se lo avessero catturato, avrebbe potuto resistere� fino ad ora. Dobbiamo fuggire da qui, adesso�. Si caric� sulla spalla lo zaino Fremen, attravers� il bacino sabbioso fino all�orlo di roccia e sal� su una sporgenza che si protendeva sull�immenso deserto sottostante.</p><p>Jessica lo segu� istintivamente, cosciente di vivere ormai nell�orbita di suo figlio.</p><p><emphasis>Poich� ora il mio dolore � pi� pesante delle sabbie del mare, </emphasis>pens�. <emphasis>Questo mondo mi ha svuotata di tutto, fuorch� del pi� antico degli scopi: la vita di domani. Ora io vivo soltanto per il mio Giovane Duca e per mia figlia che non � ancora nata.</emphasis></p><p>Avanz� faticosamente sulla distesa sabbiosa che sprofondava sotto i suoi piedi, al fianco di Paul.</p><p>Suo figlio fissava a nord una lontana barriera rocciosa.</p><p>Il profilo di queste rocce assomigliava a un�antica nave da battaglia stagliata contro le stelle. Un�onda invisibile sembrava scandire il risucchio sotto di essa, il ritmico ronzio delle antenne rotanti, le ciminiere ripiegate all�indietro, una torretta a forma di �P� sulla poppa.</p><p>Un lampo arancione esplose sopra il profilo roccioso e un�accecante scia purpurea precipit� verso il bagliore.</p><p>Un�altra scia purpurea!</p><p>E un altro lampo arancione schizz� verso l�alto!</p><p>Era come un�antica battaglia navale, il ricordo di un duello di artiglierie. Lo spettacolo li affascin�.</p><p>�Colonne di fuoco� mormor� Paul.</p><p>Un anello di occhi rossi s�innalz� su quelle rocce lontane. Strisce color porpora s�intrecciavano nel cielo.</p><p>�Getti di razzi e scariche laser� disse Jessica.</p><p>La prima luna di Arrakis si alz� sull�orizzonte, alla loro sinistra, rossa attraverso un velo di polvere, e alla sua luce videro il sentiero tracciato dalla tempesta: un nastro in movimento sopra il deserto.</p><p>�Sono gli ornitotteri degli Harkonnen che ci danno la caccia� disse Paul. �Il modo in cui stanno spazzando il deserto� Vogliono essere sicuri di cancellare qualsiasi cosa vi si trovi� Come noi distruggeremmo un nido d�insetti.�</p><p>�O un nido di Atreides� aggiunse Jessica.</p><p>�Dobbiamo trovare un rifugio. Dobbiamo dirigerci a sud, al riparo delle rocce. Se dovessero coglierci all�aperto�� Paul si volt�, sistemandosi lo zaino sulle spalle. �Uccidono qualsiasi cosa si muova.�</p><p>Fece un passo sulla sporgenza rocciosa e in quell�attimo sent� un sibilo attutito: forme oscure di ornitotteri planavano sopra le loro teste.</p></section><section><epigraph><p>Una volta mio padre mi disse che il rispetto per la verit� � quasi il fondamento di ogni morale. �Niente esce dal niente� mi disse. Questo � senz�altro un pensiero profondo, quando si pensi fino a qual punto la �verit� pu� essere instabile.</p><text-author>da �Conversazioni con Muad�Dib�, della Principessa Irulan</text-author></epigraph><empty-line/><p>�Mi sono sempre vantato di vedere le cose come sono realmente� dichiar� Thufir Hawat. �� la maledizione di noi Mentat. Non possiamo mai impedirci di analizzare i dati.�</p><p>Il vecchio volto coriaceo appariva calmo e composto nell�oscurit� che precedeva l�alba, mentre parlava. Le sue labbra macchiate del sapho erano tese in una linea diritta, da cui s�irradiavano rughe verticali.</p><p>Un uomo avvolto in un�ampia tunica era accovacciato sulla sabbia davanti ad Hawat, silenzioso e in apparenza insensibile alle sue parole.</p><p>I due si trovavano sotto uno spuntone roccioso rivolto verso un�ampia depressione. La luminosit� dell�alba si diffondeva al di sopra delle rocce frastagliate, tingendo di rosa tutto il bacino. Faceva freddo, sotto quello spuntone: un brivido asciutto e penetrante in ricordo della notte appena trascorsa. Poco prima dell�alba vi erano state alcune raffiche di un vento caldo, ma ora faceva freddo. I pochi soldati alle spalle di Hawat, l�ultimo sparuto residuo delle sue forze, battevano i denti.</p><p>L�uomo accovacciato davanti a Hawat era un Fremen e li aveva raggiunti alle prime luci dell�alba attraversando il bacino, letteralmente scivolando sulla sabbia, dissimulandosi fra le dune al punto da risultare praticamente invisibile.</p><p>Il Fremen tese un dito sulla sabbia e disegn� una figura. Somigliava a una coppa, e ne usciva una freccia. �Vi sono molte pattuglie Harkonnen� disse. Alz� il dito e lo punt� in alto, verso le rocce dalle quali Hawat e i suoi uomini erano discesi.</p><p>Hawat annu�.</p><p><emphasis>Molte pattuglie. S�.</emphasis></p><p>E tuttavia, ancora non sapeva cosa volesse il Fremen. E questo l�insospettiva. L�addestramento Mentat avrebbe dovuto consentirgli di scoprire le sue motivazioni.</p><p>Quella notte era stata la peggiore di tutta la vita di Hawat. Quando erano arrivati i primi rapporti sull�attacco si trovava a Timpso, un villaggio di guarnigione, uno degli avamposti della vecchia capitale, Carthag. Sulle prime aveva pensato: <emphasis>� soltanto un�incursione. Gli Harkonnen ci stanno saggiando.</emphasis></p><p>Ma altri rapporti erano giunti, sempre pi� rapidi.</p><p>Due legioni erano sbarcate a Carthag.</p><p>Cinque legioni� cinquanta brigate!� attaccavano la base principale del Duca, ad Arrakeen.</p><p>Una legione ad Arsunt.</p><p>Due gruppi da combattimento alla Roccia Spezzata.</p><p>Poi i rapporti si erano fatti pi� dettagliati: vi erano dei Sardaukar Imperiali fra gli aggressori� forse due legioni. E fu chiaro che gli invasori sapevano in quali punti attaccare. <emphasis>Esattamente. </emphasis>Magnifico spionaggio.</p><p>Il furore di Hawat era esploso fin quasi a minacciare le sue capacit� di Mentat. La vastit� dell�attacco aveva colpito la sua mente con la violenza di un colpo fisico.</p><p>Ora si nascondeva dietro uno spuntone di roccia, nel deserto, e scuoteva la testa, tentando invano d�isolarsi dal freddo avvolgendosi nell�uniforme strappata.</p><p><emphasis>La vastit� dell�attacco.</emphasis></p><p>Si era convinto che i nemici avrebbero noleggiato un trasporto leggero della Gilda per qualche incursione preliminare. Era un comportamento normale in una guerra fra due Case. I trasporti leggeri atterravano e partivano da Arrakis regolarmente per trasportare la spezia degli Atreides. Hawat aveva preso le sue precauzioni contro le scorrerie compiute da falsi trasporti leggeri. E anche per un attacco in massa non si era mai aspettato pi� di dieci brigate.</p><p>Ma secondo gli ultimi calcoli c�erano pi� di duemila navi su Arrakis: non soltanto trasporti leggeri, ma anche fregate, ricognitori, corazzate, incrociatori pesanti, trasporti per le truppe e navi da carico�</p><p>Pi� di cento brigate� dieci legioni!</p><p>L�intero reddito della spezia di Arrakis, per cinquant�anni, avrebbe pagato a stento un�impresa del genere.</p><p><emphasis>Avrebbe.</emphasis></p><p><emphasis>Ho sottovalutato quello che il Barone era disposto a spendere per attaccarci, </emphasis>pens� Hawat amaramente. <emphasis>Ho tradito la fiducia del mio Duca.</emphasis></p><p>E c�era poi la traditrice.</p><p><emphasis>Vivr� per vederla strangolata! </emphasis>si disse. <emphasis>Avrei dovuto uccidere quella strega Bene Gesserit quando ne ho avuta l�occasione.</emphasis></p><p>Non c�era il pi� piccolo dubbio nella sua mente: Lady Jessica li aveva traditi. Coincideva con tutti i dati a sua disposizione.</p><p>�Il tuo uomo, Gurney Halleck, e una parte delle sue truppe sono al sicuro presso i nostri amici contrabbandieri� disse il Fremen.</p><p>�Bene.�</p><p><emphasis>Cos� Gurney potr� scamparla da questo infernale pianeta. Non siamo tutti finiti.</emphasis></p><p>Hawat si volt� verso i suoi uomini. Erano trecento all�inizio della notte, tra i migliori. Ne restavano appena venti, una buona met� feriti. Alcuni dormivano letteralmente in piedi appoggiati alla roccia, o distesi sulla sabbia al riparo. Il loro ultimo ornitottero, che avevano usato come un veicolo terrestre per trasportare i feriti, aveva cessato di funzionare poco prima dell�alba. L�avevano tagliato a pezzi coi laser, nascondendo ogni pi� piccolo frammento, poi erano riusciti a marciare fino a questo rifugio, sull�orlo del bacino.</p><p>Hawat aveva soltanto una vaga idea della loro posizione: circa duecento chilometri a sudest di Arrakeen. Le piste pi� battute dalle comunit� sietch del Muro Scudo correvano da qualche parte pi� a sud.</p><p>Il Fremen gett� sulle spalle il cappuccio e la cuffia della tuta distillante, rivelando capigliatura e barba color sabbia. I capelli, pettinati all�indietro, sovrastavano una fronte alta e sottile. Aveva gli occhi completamente azzurri e insondabili dovuti alla spezia. La barba e i baffi erano macchiati, su un lato della bocca, per la pressione esercitata dal tubo che usciva dai tamponi del naso.</p><p>L�uomo si sfil� i tamponi e li aggiust�. Si sfreg� una cicatrice accanto al naso.</p><p>�Se attraversate il sink, questa notte� disse, �non dovete usare gli scudi. C�� una breccia nella parete�� (si gir� sui calcagni e punt� l�indice a sud) ��gli scudi potrebbero attirare un�� (esit�) ��un verme. Non vengono spesso da queste parti, ma uno scudo li attira, sempre.�</p><p><emphasis>Ha detto verme, </emphasis>pens� Hawat. <emphasis>Stava per dire qualcos�altro. Che cosa? E che cosa vuole da noi?</emphasis></p><p>Sospir�.</p><p>Non era mai stato cos� stanco. Provava in tutti i muscoli un dolore che nessuna pillola avrebbe placato.</p><p>Quei dannati Sardaukar!</p><p>Pieno di amarezza nei propri confronti, pens� a quei soldati fanatici e alla perfidia imperiale che essi rappresentavano. Ma, in quanto Mentat, un�attenta valutazione dei fatti gli aveva rivelato quanto fosse scarsa la possibilit� di provare una simile perfidia davanti al Gran Consiglio del Landsraad. Mai sarebbe stata resa giustizia.</p><p>�Volete raggiungere i contrabbandieri?� domand� il Fremen.</p><p>�� possibile?�</p><p>�La strada � lunga.�</p><p>�<emphasis>Ai Fremen non piace dire di no</emphasis>� gli aveva detto Idaho, un giorno.</p><p>Hawat replic�: �Non mi hai ancora detto se il tuo popolo pu� aiutare i miei feriti�.</p><p>�Sono feriti.�</p><p><emphasis>Sempre questa maledetta risposta!</emphasis></p><p>�Lo so, che sono feriti!� ribatt� Hawat. �Non 腻</p><p>�Pace, amico� l�interruppe il Fremen. �Che cosa dicono i tuoi feriti? Vi sono alcuni di essi in grado di capire il bisogno d�acqua della tua trib�?�</p><p>�Non abbiamo parlato di acqua� disse Hawat. �Noi��</p><p>�Posso capire la tua riluttanza� prosegu� il Fremen. �Sono tuoi amici, della tua stessa trib�. Avete acqua?�</p><p>�Non abbastanza.�</p><p>Il Fremen fece un gesto verso l�uniforme di Hawat, sotto la quale si vedeva la pelle nuda: �Vi hanno sorpreso nel sietch senza le vostre tute distillanti. Devi prendere una decisione d�acqua, amico�.</p><p>�Possiamo pagare il tuo aiuto?�</p><p>Il Fremen scroll� le spalle. �Non avete acqua.� Lanci� un�occhiata al gruppo dietro le spalle di Hawat. �Quanti dei tuoi feriti sei disposto a sacrificare?�</p><p>Hawat fiss� l�uomo in silenzio. In quanto Mentat gli era fin troppo chiaro come la loro conversazione fosse fuori fase. Ogni parola, ogni frase suonavano estranee.</p><p>�Io sono Thufir Hawat� dichiar�. �E parlo in nome del mio Duca. Posso impegnarmi in questo preciso momento, in cambio del tuo aiuto. Voglio un aiuto limitato, quel tanto che basta a far sopravvivere i miei uomini e a giustiziare una traditrice che si crede al sicuro dalla vendetta.�</p><p>�Vuoi che mi unisca a te in una vendetta?�</p><p>�Io stesso mi occuper� della vendetta. Voglio soltanto essere sollevato dalla responsabilit� dei miei feriti.�</p><p>Il Fremen si accigli�. �Come puoi essere responsabile dei tuoi feriti? Essi sono responsabili di se stessi. Il problema � l�acqua, Thufir Hawat. Vuoi che sia io a decidere?�</p><p>Afferr� l�impugnatura dell�arma nascosta sotto la sua veste. Un pensiero folgor� Hawat: <emphasis>Un nuovo tradimento?</emphasis></p><p>�Che cosa temi?� chiese il Fremen.</p><p><emphasis>Questa gente e la sua sconcertante franchezza! </emphasis>Hawat disse, cauto: �C�� una taglia sulla mia testa�.</p><p>�Ahhh�� Il Fremen tolse la mano dall�impugnatura dell�arma. �Ci credi corrotti come i bizantini? Non ci conosci affatto. Gli Harkonnen non hanno acqua bastante a corrompere il pi� piccolo dei nostri fanciulli.�</p><p><emphasis>Ma hanno pagato alla Gilda il trasporto di duemila navi da battaglia, </emphasis>pens� Hawat. E ancora vacill� all�idea di quella spesa.</p><p>�Entrambi combattiamo gli Harkonnen� disse Hawat. �Non dovremmo forse dividerci i problemi e i mezzi per affrontarli in battaglia?�</p><p>�Li dividiamo gi� replic� il Fremen. �Vi ho visto combattere gli Harkonnen. Siete in gamba. In certi momenti avrei molto apprezzato le vostre armi al mio fianco.�</p><p>�Dimmi solo in qual modo possiamo aiutarti� insistette Hawat.</p><p>�Chi lo sa?� disse il Fremen. �Gli Harkonnen sono dovunque. Ma tu non hai ancora preso la decisione d�acqua e neppure hai chiesto ai tuoi uomini di prenderla.�</p><p><emphasis>Prudenza, </emphasis>si disse Hawat. <emphasis>C�� qualcosa, qui, che non capisco.</emphasis></p><p>�Vuoi mostrarmi le vostre regole?� riprese. �Quelle di Arrakis?�</p><p>�Il modo di pensare degli stranieri� disse il Fremen con un vago disprezzo. Punt� il dito a nordovest, oltre la cresta rocciosa. �Vi abbiamo osservato questa notte, quando avete attraversato la sabbia.� Abbass� il braccio. �Hai fatto marciare i tuoi uomini sul lato friabile delle dune. Male. Non avete tute distillanti, non avete acqua. Non durerete a lungo.�</p><p>�Non � facile abituarsi ad Arrakis� replic� Hawat.</p><p>�� vero. Ma noi abbiamo ucciso gli Harkonnen.�</p><p>�Che cosa fate dei vostri feriti?�</p><p>�Forse un uomo non sa quando vale la pena di salvarlo?� chiese il Fremen. �I tuoi feriti sanno che non avete acqua.� Pieg� la testa e lanci� un�occhiata obliqua a Hawat. �� chiaro che questo � il momento di prendere la decisione d�acqua. Feriti e non feriti devono pensare al futuro della trib�.�</p><p><emphasis>Il futuro della trib�, </emphasis>pens� Hawat. <emphasis>La trib� degli Atreides. C�� un senso in tutto questo. </emphasis>E fece uno sforzo per fare la domanda che aveva evitato fino a quel momento:</p><p>�Avete notizie del Duca o di suo figlio?�</p><p>Gli occhi azzurri, inscrutabili, lo fissarono: �Notizie?�</p><p>�La loro sorte!� grid� Hawat.</p><p>�La sorte � uguale per tutti� disse il Fremen. �Si dice che il tuo Duca abbia incontrato la sua sorte. Per quanto riguarda il Lisan al-Gaib, suo figlio, tutto � nelle mani di Liet. E Liet non ha detto nulla.�</p><p><emphasis>Sapevo la risposta anche senza fare la domanda, </emphasis>pens� Hawat.</p><p>Guard� i suoi uomini. Erano tutti svegli, adesso. Avevano ascoltato e fissavano la distesa di sabbia. Si leggeva la rassegnazione sui loro volti: non avrebbero mai pi� rivisto Caladan, e ora avevano perduto anche Arrakis.</p><p>Hawat si volt� nuovamente verso il Fremen: �Hai notizie di Duncan Idaho?�</p><p>�Era nella grande casa quando lo scudo � caduto� rispose il Fremen. �Questo ho sentito dire� e nient�altro.�</p><p><emphasis>� stata lei a disattivare lo scudo e a far entrare gli Harkonnen! </emphasis>pens� Hawat. <emphasis>Sono stato io, questa volta, a voltare la schiena alla porta. Ma come ha potuto farlo? Agire contro suo figlio? Ma� chi sa mai cosa pensa una strega Bene Gesserit? Se pure pensa�</emphasis></p><p>Nuovamente cerc� d�inghiottire, ma aveva la gola secca. �Quando avrai notizie del ragazzo?�</p><p>�Sappiamo poco di quanto � accaduto ad Arrakeen� replic� il Fremen. Alz� le spalle. �Chi lo sa?�</p><p>�Hai qualche modo per scoprirlo?�</p><p>�Forse.� Il Fremen si sfreg� nuovamente la cicatrice al naso. �Dimmi, Thufir Hawat, che cosa ne sai di queste armi pesanti degli Harkonnen?�</p><p><emphasis>L�artiglieria, </emphasis>pens� Hawat, con amarezza. <emphasis>Chi avrebbe mai pensato che avrebbero impiegato l�artiglieria nell�epoca degli scudi?</emphasis></p><p>�Tu parli dell�artiglieria che hanno usato per imprigionare i nostri uomini nelle caverne?� disse. �Io ho� una conoscenza teorica di queste armi esplosive.�</p><p>�Chiunque cerchi scampo in una caverna con una sola uscita merita di morire� dichiar� il Fremen.</p><p>�Perch� mi hai chiesto di queste armi?�</p><p>�Liet vuol sapere.�</p><p><emphasis>� questo che vuole da noi? </emphasis>si chiese Hawat. �Sei venuto a informarti sui cannoni?�</p><p>�Liet vuole esaminare una di queste armi.�</p><p>�Allora� lo schern� Hawat, �andate a prenderne una.�</p><p>�S� disse il Fremen, �ne abbiamo presa una. L�abbiamo nascosta dove Stilgar pu� studiarla per Liet e dove Liet pu� vederla coi suoi occhi, se lo desidera. Ma dubito che voglia farlo: l�arma non � molto buona. � mediocre, per Arrakis.�</p><p>�Voi� ne avete presa una?� si sbalord� Hawat.</p><p>�� stato un bel combattimento� disse il Fremen. �Abbiamo perduto due uomini, ma abbiamo versato l�acqua di pi� di duecento di loro.�</p><p><emphasis>C�erano Sardaukar ad ogni cannone, </emphasis>pens� Hawat. <emphasis>E questo pazzo del deserto parla cos� tranquillamente di aver perduto soltanto due uomini contro i Sardaukar!</emphasis></p><p>�Non avremmo perduto neppure quei due se non fosse stato per quegli altri che combattevano con gli Harkonnen� continu� il Fremen. �Alcuni di loro erano ottimi guerrieri.�</p><p>Uno degli uomini di Hawat si avvicin� zoppicando e fiss� il Fremen accovacciato: �State parlando dei Sardaukar?�</p><p>�S�, sta parlando dei Sardaukar� conferm� Hawat.</p><p>�Sardaukar!� esclam� il Fremen, con un�intonazione gioiosa. �Ahhh, ecco quello che sono! Una magnifica notte! Sardaukar! Di quale legione? Lo sapete?�</p><p>�Noi� l�ignoriamo� disse Hawat.</p><p>�Sardaukar.� Il Fremen sembr� riflettere. �E tuttavia indossavano le uniformi degli Harkonnen. Non � strano?�</p><p>�L�Imperatore non vuole che si sappia che egli combatte contro una Grande Casa� replic� Hawat.</p><p>�Ma tu sai che sono Sardaukar!�</p><p>�Chi sono io?� fece Hawat, in tono amaro.</p><p>�Tu sei Thufir Hawat� ribatt� il Fremen. �Beh, l�avremmo saputo comunque. Abbiamo inviato tre prigionieri agli uomini di Liet, perch� li interrogassero.�</p><p>Il luogotenente di Hawat balbett� incredulo: �Voi� avete <emphasis>catturato </emphasis>alcuni Sardaukar?�</p><p>�Tre soltanto� disse il Fremen. �Si sono battuti bene.�</p><p><emphasis>Se soltanto avessimo avuto il tempo di allearci a questi Fremen, </emphasis>pens� Hawat, e fu come un lamento nel suo spirito. <emphasis>Se avessimo potuto addestrarli e armarli� Grande Madre! Quale forza sarebbero stati, per noi!</emphasis></p><p>�Forse � la tua preoccupazione per il Lisan al-Gaib che ti fa esitare� insistette il Fremen. �Se � realmente il Lisan al-Gaib nulla pu� toccarlo. Non perdere il tuo tempo per qualcosa che non � stato ancora provato.�</p><p>�Io servo il� Lisan al-Gaib� disse Hawat. �La sua sicurezza � la mia prima preoccupazione. Vi ho consacrato me stesso.�</p><p>�Ti sei consacrato alla sua acqua?�</p><p>Hawat lanci� un�occhiata al suo aiutante, che stava ancora fissando il Fremen, e rivolse nuovamente la sua attenzione alla figura accovacciata. �S�, alla sua acqua.�</p><p>�Tu vuoi ritornare ad Arrakeen, il luogo della sua acqua?�</p><p>�Il� s�, il luogo della sua acqua.�</p><p>�Perch� non hai detto subito che era una questione d�acqua?� Il Fremen si alz� e sistem� saldamente i tamponi sul naso.</p><p>Hawat accenn� al suo luogotenente di raggiungere gli altri. Con una scrollata di spalle piena di stanchezza, l�uomo obbed�. Hawat li sent� mormorare.</p><p>Il Fremen disse: �C�� sempre una via per l�acqua�.</p><p>Qualcuno imprec�. L�aiutante di Hawat chiam�: �Thufir! Arkie � morto�.</p><p>Il Fremen si port� il pugno all�orecchio: �Il vincolo dell�acqua! � un segno!� Fiss� Hawat: �C�� un luogo, qui vicino, per ricevere l�acqua. Devo chiamare i miei uomini?�</p><p>L�aiutante si avvicin� nuovamente: �Thufir, un paio di uomini hanno lasciato la moglie ad Arrakeen. Sono� ti puoi immaginare�.</p><p>Il Fremen teneva ancora il pugno schiacciato sull�orecchio: �� il vincolo dell�acqua, Thufir Hawat?� chiese.</p><p>Il cervello di Hawat lavorava furiosamente. Ora capiva il senso delle parole del Fremen, ma temeva la reazione degli uomini stremati, sotto lo spuntone roccioso, quando l�avessero saputo.</p><p>�Il vincolo dell�acqua� ripet� Hawat.</p><p>�Lascia che le nostre trib� si uniscano� disse il Fremen, e abbass� il pugno.</p><p>Come a un preciso segnale, quattro uomini si tuffarono gi� dallo strapiombo. Giunsero sotto lo sperone roccioso, avvolsero il morto in un ampio mantello, lo sollevarono e corsero via, lungo la parete rocciosa alla loro destra, alzando una nuvola di polvere.</p><p>Tutto si era concluso prima che i soldati di Hawat si rendessero conto di quanto accadeva. I quattro uomini, col morto che ciondolava come un sacco nel mantello, erano gi� scomparsi dietro un macigno.</p><p>Qualcuno url�: �Dove stanno andando con Arkie? Era��</p><p>�Lo portano via per� seppellirlo� disse Hawat.</p><p>�I Fremen non seppelliscono i loro morti!� grid� l�altro. �Non cercare d�ingannarci, Thufir! Sappiamo quello che fanno. Arkie era un��</p><p>�Il Paradiso � garantito a chi muore al servizio del Lisan al-Gaib� dichiar� il Fremen. �Se � vero che voi servite il Lisan al-Gaib, come hai detto, perch� ti lamenti? Il ricordo di colui che � morto vivr� per sempre.�</p><p>Ma gli uomini di Hawat si erano avvicinati, frementi di collera. Uno di essi impugnava un laser.</p><p>�Fermi dove siete!� url� Hawat. Combatt� la nausea e la fatica che lo attanagliavano. �Questa gente ha il massimo rispetto per i nostri morti. I costumi sono diversi, ma il significato � lo stesso.�</p><p>�Sono andati a distillare Arkie per impadronirsi della sua acqua� ringhi� l�uomo col laser.</p><p>�Forse i tuoi uomini vogliono assistere alla cerimonia?� chiese il Fremen.</p><p><emphasis>Non vede neppure il problema, </emphasis>pens� Hawat. L�ingenuit� del Fremen gli faceva paura.</p><p>�Sono sconvolti per la morte del loro compagno� spieg�.</p><p>�Tratteremo il vostro compagno con lo stesso rispetto, come se fosse uno dei nostri� disse il Fremen. �Questo � il vincolo dell�acqua. Noi conosciamo il rito. La carne di un uomo appartiene a lui stesso, l�acqua appartiene alla trib�.�</p><p>L�uomo col laser fece un altro passo in avanti. Hawat intervenne rapidamente: �Ora siete disposti ad aiutare i nostri feriti?�</p><p>�Non si discute il vincolo� replic� il Fremen. �Faremo per voi quello che una trib� fa per i suoi stessi membri. Prima di tutto, daremo una tuta ad ognuno di voi e provvederemo alle vostre necessit�.�</p><p>L�uomo col laser esit�.</p><p>L�aiutante di Hawat disse: �Stiamo forse comperando il loro aiuto� con l�acqua di Arkie?�</p><p>�Non comperiamo nulla� ribatt� Hawat. �Noi ora facciamo parte di questa gente.�</p><p>�I costumi sono diversi� borbott� uno degli uomini.</p><p>Hawat cominci� a rilassarsi.</p><p>�E ci aiuteranno a raggiungere Arrakeen?�</p><p>�Noi uccideremo gli Harkonnen� dichiar� il Fremen, e sorrise. �E i Sardaukar.� Fece un passo indietro, mise le mani a coppa dietro le orecchie, rovesci� la testa e ascolt�. Poi abbass� le mani e disse: �Una macchina volante � in arrivo. Nascondetevi sotto la roccia e restate immobili�.</p><p>A un gesto imperioso di Hawat gli uomini obbedirono.</p><p>Il Fremen afferr� Hawat per un braccio e lo spinse con gli altri: �Combatterai quando sar� il momento� gl�intim�. La sua mano scivol� dentro il vestito e usc� stringendo una piccola gabbia. Ne tir� fuori un animale.</p><p>Hawat riconobbe un minuscolo pipistrello. La bestiola gir� la testa mostrando due occhi azzurri, completamente azzurri.</p><p>Il Fremen accarezz� il pipistrello per calmarlo, sussurrandogli qualcosa. Si pieg� sulla testa dell�animale e lasci� che una goccia di saliva cadesse dalla sua lingua nella bocca aperta della creatura. Il pipistrello apr� le ali, ma non lasci� la mano del Fremen. L�uomo prese un piccolo tubo, l�appoggi� alla testa dell�animale e vi parl� dentro. Quindi sollev� la mano e scagli� la creatura nell�aria.</p><p>Il pipistrello sfrecci� lungo le rocce e scomparve.</p><p>Il Fremen pieg� la gabbia e l�infil� nel vestito. Di nuovo rovesci� la testa e ascolt�: �Stanno perlustrando le terre alte� disse. �C�� da chiedersi che cosa stiano cercando lass�.�</p><p>�Sanno che ci siamo ritirati in questa direzione.�</p><p>�Non bisogna mai presumere di essere gli unici a cui danno la caccia� sentenzi� il Fremen. �Guarda sull�altro lato del bacino. Vedrai qualcosa.�</p><p>Pass� del tempo.</p><p>Alcuni degli uomini di Hawat cominciarono ad agitarsi, a mormorare.</p><p>�Restate in silenzio come animali spaventati� sibil� il Fremen.</p><p>Hawat riusc� a distinguere qualcosa che si muoveva lungo le rocce in lontananza. Macchie confuse, dello stesso colore della sabbia.</p><p>�Il mio piccolo amico ha portato il messaggio� annunci� il Fremen. �� un bravo messaggero, di giorno e di notte. Mi dispiacerebbe perderlo.�</p><p>Il movimento, sull�altro lato del sink, cess�. Sull�intera distesa di sabbia, quattro o cinque chilometri, non rimase pi� nulla, a parte il calore sempre pi� soffocante e il pulsare dell�aria torrida.</p><p>�Ora� il massimo silenzio� bisbigli� il Fremen.</p><p>Una lunga fila di figure indistinte emerse da una spaccatura della roccia e faticosamente s�inoltr� nel sink. Ad Hawat parvero dei Fremen, ma curiosamente impacciati. Cont� sei uomini che si muovevano con passo incerto tra le dune.</p><p>Il battito delle ali di un ornitottero si ud� pi� in alto, a destra, dietro il gruppo di Hawat. Il velivolo spunt� dalla parete di roccia sulle loro teste: un ornitottero degli Atreides con i colori da battaglia degli Harkonnen dipinti frettolosamente. L�ornitottero cal� in picchiata verso gli uomini che stavano attraversando il bacino.</p><p>Il gruppo si arrest� in cima a una duna, agitando le mani.</p><p>L�ornitottero descrisse una curva e torn� indietro, per toccar terra davanti ai Fremen in una nuvola di polvere. Cinque uomini si precipitarono fuori dall�apparecchio, e Hawat vide il luccichio degli scudi che respingevano la sabbia. I loro movimenti rivelavano!a spietata efficienza dei Sardaukar.</p><p>�Ah! Usano quei loro stupidi scudi� bisbigli� il Fremen al fianco di Hawat. Lanci� un�occhiata alla spaccatura nella roccia, sul lato sud del sink.</p><p>�Sono Sardaukar� mormor� Hawat.</p><p>�Bene.�</p><p>I Sardaukar si avvicinavano adesso, in semicerchio, al piccolo gruppo dei Fremen in attesa. Il sole scintill� sulle lame che impugnavano. I Fremen non si mossero, quasi indifferenti.</p><p>All�improvviso le sabbie intorno ai due gruppi vomitarono Fremen. In un attimo furono intorno all�ornitottero e poi dentro. Dove i due gruppi si erano incontrati, in cima alla duna, una nuvola di polvere oscurava la violenta battaglia.</p><p>Qualche istante dopo la polvere si deposit�. Soltanto i Fremen erano ancora in piedi.</p><p>�C�erano soltanto tre uomini nell�ornitottero� disse il Fremen, al fianco di Hawat. �Abbiamo avuto fortuna. L�abbiamo catturato senza danneggiarlo.�</p><p>�Sardaukar! Erano dei Sardaukar!� bisbigli� uno degli uomini di Hawat.</p><p>�Avete visto come combattevano bene?� chiese il Fremen.</p><p>Hawat respir� profondamente. Sent� la polvere riarsa, intorno a lui, il calore intenso, l�arsura. Con voce rauca, perfettamente intonata all�ambiente, disse: �S�, combattevano bene�.</p><p>L�ornitottero catturato si alz� in volo con un improvviso pulsare, s�impenn� verso l�alto e vir� a sud fulmineo, ripiegando le ali.</p><p><emphasis>Cos�, questi Fremen sono anche capaci di guidare un ornitottero, </emphasis>pens� Hawat.</p><p>Su una duna lontana un Fremen agit� un quadrato di stoffa verde: una� due volte.</p><p>�Ne arrivano ancora!� grid� il Fremen al fianco di Hawat. �Tenetevi pronti. Speravo di poterci allontanare senza essere ancora disturbati.�</p><p><emphasis>Disturbati! </emphasis>pens� Hawat.</p><p>Altri due ornitotteri spuntarono da ovest, ad altissima quota, precipitandosi gi� in picchiata verso il bacino, dal quale era improvvisamente scomparsa ogni traccia di Fremen. Solo otto macchie azzurre (i corpi dei Sardaukar nelle uniformi degli Harkonnen) contrassegnavano il campo di battaglia.</p><p>Un altro ornitottero sorvol� la roccia, sopra la testa di Hawat. Gli si mozz� il fiato quando lo vide: un grosso trasporto truppe. Volava lentamente ad ali spiegate, rivelando la pesantezza del carico� come un uccello gigantesco che ritornasse al nido.</p><p>In distanza il dito purpureo di un laser guizz� da uno degli ornitotteri in picchiata. Scivol� sulla sabbia alzando ciuffi di polvere oscura.</p><p>�Vigliacchi!� ringhi� il Fremen accanto ad Hawat.</p><p>Il pesante trasporto si adagi� sulla sabbia a poca distanza dai corpi vestiti di azzurro. Le sue ali si spalancarono del tutto, per una rapida frenata.</p><p>Il sole lampeggi� a sud, riflettendosi su una superficie metallica. Hawat vide un ornitottero tuffarsi in picchiata con tutta la forza dei suoi motori, le ali ripiegate sui fianchi. I jet fiammeggiarono dorati contro il grigio argento del cielo. Schizz� come una freccia contro il trasporto truppe, il cui scudo era inattivo a causa dei laser in funzione tutto intorno.</p><p>Una fiammata accecante e un�esplosione che scosse tutto il bacino. Blocchi di roccia si staccarono dalle pareti, un geyser verde arancio sprizz� verso il cielo dal punto dov�erano atterrati il trasporto e gli altri ornitotteri. Tutto bruci� nel gigantesco rogo.</p><p><emphasis>Il Fremen che era a bordo, quello volato via con l�ornitottero catturato, </emphasis>pens� Hawat, <emphasis>si � deliberatamente sacrificato per distruggere il trasporto� Grande Madre! Che cosa sono questi Fremen?</emphasis></p><p>�Un ragionevole scambio� esclam� il Fremen al fianco di Hawat. �Dovevano esserci almeno trecento uomini in quel trasporto. Ora dobbiamo occuparci della loro acqua e fare dei piani per impadronirci di un altro velivolo.� Si mosse per uscire dal nascondiglio tra le rocce.</p><p>Una pioggia di uniformi azzurre piomb� su di loro dalle rocce sovrastanti; uomini che cadevano davanti a loro con la lentezza dei sospensori tenuti al minimo. Bast� un attimo ad Hawat per accorgersi che erano Sardaukar, i volti spietati illuminati dalla frenesia della lotta. Non avevano scudi e ognuno di loro impugnava un coltello con una mano e uno storditore con l�altra.</p><p>Uno di essi lanci� un coltello che si conficc� nella gola del Fremen accanto ad Hawat, scagliandolo all�indietro, il viso contorto da un�orribile smorfia. Hawat fece appena in tempo a estrarre il coltello e poi perse i sensi abbattuto dal proiettile di uno storditore.</p><empty-line/></section><section><epigraph><p>Muad�Dib poteva veramente vedere il futuro, ma il suo potere aveva dei limiti. Pensate alla vista: voi avete gli occhi, ma non potete vedere senza luce. Se vi trovate sul fondo di una valle, non potete vedere oltre i monti. Nello stesso modo Muad�Dib non poteva guardare sempre nel misterioso territorio dell�avvenire. Egli ci dice che una singola, oscura decisione profetica, forse la scelta di una parola invece di un�altra, potrebbe cambiare l�intero futuro. Ci dice anche: �La visione del tempo � immensa, ma, quando l�attraversate, il tempo diventa una porta mollo stretta�. Egli sempre fuggiva la tentazione di scegliere una via chiara e sicura, e ammoniva: �Questo sentiero conduce ineluttabilmente alla stagnazione�.</p><text-author>dal �Risveglio di Arrakis�, della Principessa Irulan</text-author></epigraph><empty-line/><p>Nell�istante in cui gli ornitotteri comparvero nel cielo notturno sulle loro teste, Paul afferr� Jessica per un braccio e le intim�: �Non muoverti!�</p><p>Poi, al chiaro di luna, segu� con lo sguardo il primo dei velivoli, dal modo in cui le sue ali si aprivano per frenare per l�atterraggio, riconobbe il temerario che era alla guida.</p><p>�� Idaho� bisbigli�.</p><p>Gli ornitotteri si adagiarono nel bacino come uno stormo di uccelli ritornati al nido. Idaho balz� fuori dal suo apparecchio e si precipit� verso di loro ancora prima che la sabbia si adagiasse al suolo. Due figure vestite come i Fremen lo seguirono. Paul ne riconobbe una, la pi� alta: la barba inconfondibile di Kynes.</p><p>�Di qua!� grid� Kynes, e devi� verso destra.</p><p>Dietro di lui altri Fremen lanciavano teloni sugli ornitotteri. Gli apparecchi divennero una fila di basse dune.</p><p>Idaho si arrest� davanti a Paul e salut�: �Signore, i Fremen hanno un rifugio, qui vicino, e noi��</p><p>�E quello che accade lass�?�</p><p>Paul indic� il turbinio confuso sulle rocce lontane: le fiamme dei jet, i raggi purpurei dei laser che s�intrecciavano sul deserto.</p><p>Raramente Paul aveva visto un simile sorriso sul volto largo e placido di Idaho: �Signore� Ho preparato loro una piccola sor��</p><p>Un lampo abbagliante riemp� il deserto, pi� intenso del sole, proiettando le loro ombre sulla roccia. Fulmineamente Idaho afferr� il braccio di Paul e la spalla di Jessica, e si precipit� con loro nel bacino sottostante. Il boato dell�esplosione li schiacci� sulla sabbia. L�onda d�urto sbriciol� il bordo della sporgenza rocciosa che avevano abbandonato un istante prima.</p><p>Idaho si raddrizz�, scrollandosi la sabbia di dosso.</p><p>�Non le atomiche di famiglia!� grid� Jessica. �Io credevo��</p><p>�Hai sistemato uno scudo, laggi�� disse Paul.</p><p>�Uno dei pi� grandi, acceso a pieno regime� spieg� Idaho. �Il raggio di un laser lo ha toccato, e�� Scroll� le spalle.</p><p>�Fusione subatomica� disse Jessica. �� un�arma pericolosa.�</p><p>�Non un�arma, mia Signora, una difesa. Quelle canaglie ci penseranno due volte, adesso, prima di usare di nuovo un laser.�</p><p>Gli altri Fremen li circondarono. �Dobbiamo metterci al sicuro, amici� mormor� uno di essi.</p><p>Paul si alz� e Idaho aiut� Jessica.</p><p>�Quell�esplosione attirer� <emphasis>molta </emphasis>attenzione, mio Signore� disse Idaho.</p><p><emphasis>Mio Signore, </emphasis>pens� Paul.</p><p>Le parole avevano un suono cos� strano, indirizzate a lui. <emphasis>Mio Signore </emphasis>era sempre stato suo padre.</p><p>Per un attimo il suo potere lo sfior� e si vide in preda a questa selvaggia coscienza collettiva che trascinava l�universo degli uomini verso il caos. La visione lo sconvolse e lasci� che Idaho lo conducesse lungo l�orlo del bacino, fino a una protuberanza rocciosa. L� i Fremen si aprivano un cammino nella sabbia con un compressore statico.</p><p>�Posso portare il vostro zaino, mio Signore?� chiese Idaho.</p><p>�Non � pesante, Duncan.�</p><p>�Voi non avete scudo� disse Idaho. �Volete il mio?� Guard� le rocce lontane: �� improbabile che usino ancora i laser�.</p><p>�Tieni il tuo scudo, Duncan. Il tuo braccio � uno scudo sufficiente per me.�</p><p>Jessica vide gli effetti della lode, il modo in cui Idaho si fece pi� vicino a Paul, e pens�: <emphasis>Mio figlio sa come trattare i suoi!</emphasis></p><p>I Fremen tolsero un blocco di roccia che nascondeva un passaggio, gi� verso l�antichissimo basamento della montagna. La roccia era stata tagliata su misura per mimetizzare l�apertura.</p><p>�Da questa parte� disse uno di loro, e li condusse gi� per una scala intagliata nella roccia, verso le tenebre.</p><p>Dietro di loro il macigno fu ricollocato al suo posto, cancellando il chiaro di luna. Un debole bagliore verde comparve davanti a loro, rivelando gradini e pareti rocciose che si curvavano verso sinistra. Fremen che indossavano tute distillanti li circondarono da ogni parte, spingendoli in avanti. Girato l�angolo, s�infilarono in un altro passaggio che s�ingolfava ancora verso il basso e uscirono infine in una cavit� sotterranea dalle pareti grossolanamente sbozzate.</p><p>Kynes era in piedi davanti a loro. Il cappuccio gli ricadeva sulle spalle e il collo della tuta distillante luccicava alla luce verde. I lunghi capelli e la barba erano arruffati. Gli occhi azzurri sull�azzurro erano due pozzi d�ombra sotto le folte ciglia.</p><p>In quell�istante Kynes pens�: <emphasis>Perch� mai sto aiutando questa gente? � la cosa pi� pericolosa che io abbia mai fatto. Potrebbe significare la mia fine, insieme con la loro.</emphasis></p><p>Poi alz� gli occhi su Paul, schiettamente, e vide che il ragazzo aveva assunto il suo fardello di adulto, nascondendo il suo dolore e ogni altra cosa, fuorch� il ruolo che ora assumeva: era il Duca. E Kynes cap� in quel momento che il Ducato esisteva ancora, grazie a questo ragazzo. E non era da prendersi alla leggera.</p><p>Jessica si guard� intorno ancora una volta, registrando l�ambiente con tutti i suoi sensi, nel modo Bene Gesserit. Un laboratorio, un luogo pieno d�angoli e di spigoli all�antica maniera.</p><p>�Questa � dunque una delle Stazioni Ecologiche Sperimentali dell�Impero, che mio padre voleva come basi avanzate� disse Paul.</p><p><emphasis>Che suo padre voleva! </emphasis>pens� Kynes.</p><p>E ancora una volta si chiese: <emphasis>Sono forse pazzo ad aiutare questi fuggitivi? Perch� mai lo faccio? Sarebbe cos� facile catturarli, ora, e pagarmi con essi la fiducia degli Harkonnen.</emphasis></p><p>Paul, come sua madre, ispezion� la stanza con lo sguardo, registrandola: vide il banco da lavoro lungo una parete, i muri rozzamente squadrati. Vi erano strumenti allineati sul banco: quadranti luminosi, separatori elettrostatici tubolari dai quali uscivano steli di vetro scanalato. Percep� un forte odore di ozono.</p><p>Alcuni Fremen si muovevano intorno a un angolo dissimulato della stanza: ne uscivano diversi rumori, il sordo pulsare di una macchina, cigolio di cinghie e di ruote.</p><p>Sulla parete di fondo Paul vide alcune piccole gabbie che contenevano animali.</p><p>�Avete perfettamente identificato questo luogo� disse Kynes. �Per quale scopo lo utilizzereste, Paul Atreides?�</p><p>�Per rendere questo pianeta abitabile dagli uomini.�</p><p><emphasis>Forse � per questo che li aiuto, </emphasis>pens� Kynes.</p><p>Improvvisamente il pulsare della macchina divenne un fievole ronzio e si arrest�. Nel silenzio che ne segu�, un animale strill�, in una delle gabbie, ma subito s�interruppe, come imbarazzato.</p><p>Paul rivolse nuovamente la sua attenzione alle gabbie: gli animali erano pipistrelli dalle ali brune. Un alimentatore automatico si prolungava accanto alle gabbie lungo tutta la parete.</p><p>Un Fremen usc� dall�angolo nascosto e disse a Kynes: �Liet, il generatore di campo non funziona. Non posso pi� nascondere la nostra presenza ai rivelatori di prossimit�.</p><p>�Puoi ripararlo?� chiese Kynes.</p><p>�Non subito. I pezzi di ricambio�� Il Fremen alz� le spalle.</p><p>�S� disse Kynes. �E allora ce la caveremo senza macchine. Collega alla superficie una pompa a mano per l�aria.�</p><p>�Subito.� L�uomo si allontan� in fretta.</p><p>Kynes si rivolse di nuovo a Paul: �Mi piace la vostra risposta� dichiar�.</p><p>Jessica not� il timbro sonoro e morbido della sua voce. Una voce <emphasis>regale, </emphasis>abituata a comandare. E l�uomo l�aveva chiamato Liet. Liet era l�alter ego Fremen, l�altra faccia del tranquillo planetologo.</p><p>�Vi siamo molto grati per il vostro aiuto, dottor Kynes� gli disse.</p><p>�Mmmm� vedremo� rispose Kynes. Accenn� a uno degli uomini: �Caff� di spezia nel mio alloggio, Shamir�.</p><p>�Subito, Liet� disse l�uomo.</p><p>Kynes indic� un�apertura ad arco su una parete laterale della stanza: �Qui, per favore�.</p><p>Jessica annu� regalmente, prima di seguirlo. Vide Paul fare un gesto a Idaho, invitandolo a montare la guardia.</p><p>Il passaggio era scavato in un paio di metri di roccia, poi, attraverso una massiccia porta, si apriva in un ufficio, quadrato, che alcuni globi luminosi inondavano di luce dorata. Jessica, entrando, fece scivolare la mano sulla porta, e scopr�, con vivo stupore, che era di plastacciaio.</p><p>Paul fece tre passi nella stanza e lasci� cadere lo zaino sul pavimento. Sent� la porta che si chiudeva dietro di lui, e studi� l�ambiente. La stanza aveva circa otto metri di lato; anche qui le pareti erano intagliate nella roccia color ocra. Sulla destra, una serie di classificatori metallici. Un tavolo basso dalla superficie vetrosa color latte, disseminata di bolle gialle, occupava il centro della stanza. Quattro sedie a sospensione lo circondavano.</p><p>Kynes gir� intorno a Paul e offr� una sedia a Jessica. Lei si sedette, osservando il modo in cui suo figlio studiava la stanza.</p><p>Paul rest� in piedi per un altro battito di ciglia. Un�alterazione appena percettibile del flusso d�aria nella stanza gli disse che c�era una uscita segreta dissimulata dagli armadietti metallici.</p><p>�Volete sedervi, Paul Atreides?� domand� Kynes.</p><p><emphasis>Come evita prudentemente il mio titolo, </emphasis>pens� Paul, ma accett� la sedia e rest� in silenzio, mentre a sua volta Kynes si sedeva.</p><p>�Voi intuite che Arrakis potrebbe essere un paradiso� disse Kynes, �e tuttavia, come vedete, l�Impero ci invia soltanto i suoi tagliagole e cercatori di spezia.�</p><p>Paul alz� il pollice col sigillo ducale: �Vedete questo anello?�</p><p>�S�.�</p><p>�Ne conoscete il significato?�</p><p>Jessica si volt� di scatto a fissare suo figlio.</p><p>�Vostro padre giace morto tra le rovine di Arrakis� disse Kynes. �Tecnicamente voi siete il Duca.�</p><p>�Io sono un soldato dell�Impero� ribatt� Paul. �<emphasis>Tecnicamente </emphasis>un tagliagole.�</p><p>Il volto di Kynes si rabbui�: �Anche quando i Sardaukar dell�Imperatore calpestano il corpo di vostro padre?�</p><p>�I Sardaukar sono una cosa, la fonte legale della mia autorit� un�altra.�</p><p>�Arrakis ha un suo modo tutto particolare di concedere l�autorit�!�</p><p>Jessica, voltandosi a guardarlo, pens�: <emphasis>C�� dell�acciaio in quest�uomo, che nessuno � ancora riuscito a intaccare� e noi abbiamo bisogno di acciaio. Paul gioca pericolosamente.</emphasis></p><p>�La presenza dei Sardaukar su Arrakis� esclam� Paul, �indica fino a qual punto il nostro beneamato Imperatore avesse paura di mio padre. Ora io dar� all�Imperatore Padisci� tutte le ragioni per temere il��</p><p>�Ragazzo� grid� Kynes, �ci sono cose che voi��</p><p>�Voi vi rivolgerete a me come �Mio Signore�� l�interruppe Paul.</p><p><emphasis>Dolcemente, </emphasis>pens� Jessica.</p><p>Kynes fiss� Paul, e Jessica not� il lampo di ammirazione sul volto del planetologo e una punta d�ilarit�.</p><p>�Mio Signore� disse Kynes.</p><p>�Io sono un imbarazzo per l�Imperatore� continu� Paul. �Io sono un imbarazzo per tutti quelli che vogliono spartirsi Arrakis. Finch� vivr�, voglio continuare a essere un tale imbarazzo, per loro, come un palo piantato in gola, fino a strozzarli!�</p><p>�Parole� ribatt� Kynes.</p><p>Paul lo fiss� in silenzio. Qualche istante dopo riprese: �C�� una leggenda, qui, sul Lisan al-Gaib, la Voce di un Altro Mondo, colui che condurr� i Fremen in paradiso. I vostri uomini hanno��</p><p>�Superstizioni!� esclam� Kynes.</p><p>�Forse� acconsent� Paul. �E forse no. Le superstizioni a volte hanno strane radici e ramificazioni ancora pi� strane.�</p><p>�Voi avete un piano� disse Kynes. �Questo � ovvio� <emphasis>mio Signore.</emphasis>�</p><p>�Credete che i vostri Fremen possano fornirmi una prova concreta che i Sardaukar sono su Arrakis con le uniformi degli Harkonnen?�</p><p>�Molto probabilmente.�</p><p>�L�Imperatore metter� nuovamente un Harkonnen a capo di Arrakis� disse Paul. �Forse perfino Beast Rabban. Che lo faccia. Quando si sar� compromesso al punto che non potr� pi� sfuggire alla sua colpevolezza, vedremo se l�Imperatore sapr� affrontare l�eventualit� di un Atto di Accusa davanti al Landsraad. Vedremo se sapr� rispondere quando��</p><p>�Paul!� esclam� Jessica.</p><p>�Ammesso che l�Alto Consiglio del Landsraad accetti questo caso� replic� Kynes, �esso riuscir� soltanto a scatenare una guerra disastrosa fra l�Impero e le Grandi Case.�</p><p>�Il caos� disse Jessica.</p><p>�Ma io presenter� il mio caso all�Imperatore� (Paul sorrise) �e gli offrir� un�alternativa al caos.�</p><p>�Un ricatto?� domand� Jessica, seccamente.</p><p>�Il ricatto � uno degli strumenti del potere, come hai detto tu stessa� disse Paul, e Jessica sent� l�amarezza nella sua voce. �L�Imperatore non ha figli, soltanto figlie.�</p><p>�Stai forse mirando al trono?� gli chiese Jessica.</p><p>�L�Imperatore non rischier� di vedere l�Impero ridotto in frantumi da una guerra totale� rispose Paul. �Pianeti che esplodono, disordini dovunque� non rischier�.�</p><p>�Quello che voi vi proponete � un azzardo disperato� dichiar� Kynes.</p><p>�Che cosa temono di pi� le Grandi Case del Landsraad?� disse Paul. �Quello che accade in questo preciso momento su Arrakis: i Sardaukar che le distruggono, a una a una. � per questo che c�� un Landsraad. Questo cementa la Grande Intesa. Soltanto unite, esse possono affrontare le forze imperiali.�</p><p>�Ma esse sono��</p><p>�Di questo hanno paura� insistette Paul. �Arrakis diventerebbe un grido di allarme e di raccolta. Ogni Casa s�identificherebbe con mio padre� tagliato fuori dal gregge e ucciso.�</p><p>Kynes si rivolse a Jessica: �Funzionerebbe un simile piano?�</p><p>�Non sono un Mentat� disse Jessica.</p><p>�Ma voi siete una Bene Gesserit.�</p><p>Jessica gli lanci� un�occhiata penetrante e rispose: �Il suo piano ha punti buoni e cattivi� come un qualsiasi piano, a questo stadio. Un piano dipende sia dalla sua concezione, sia dal modo in cui � realizzato.�</p><p>��La legge � l�ultima scienza�� cit� Paul. �� scritto sopra la porta dell�Imperatore. Voglio appunto mostrargli la legge.�</p><p>�Io non sono certo di poter concedere la mia fiducia a colui che ha concepito questo piano� disse Kynes. �Arrakis ha i suoi piani, che noi��</p><p>�Dal trono� continu� Paul, �potrei fare di Arrakis un paradiso con un cenno della mano. Questo � il prezzo che vi offro per il vostro appoggio.�</p><p>Kynes s�irrigid�: �La mia lealt� non � in vendita, <emphasis>mio Signore</emphasis>�<emphasis>.</emphasis></p><p>Paul lo fiss� dall�altra parte del tavolo, affrontando lo sguardo gelido di quegli occhi azzurri nell�azzurro, studiando il volto barbuto, l�aspetto autoritario. Sorrise duramente: �Ben detto. Mi scuso�.</p><p>Kynes continu� a fissare Paul, e qualche istante dopo replic�: �Nessuno degli Harkonnen ha mai ammesso di essersi sbagliato. Forse voi Atreides non siete come loro�.</p><p>�Potrebbe esserci uno sbaglio nella loro educazione� disse Paul. �Voi dite di non essere in vendita, ma io sono convinto di offrirvi un prezzo che voi accetterete. In cambio della vostra lealt�, io vi offro la mia� totalmente.�</p><p><emphasis>Mio figlio ha la sincerit� degli Atreides, </emphasis>pens� Jessica. <emphasis>Ha quel tremendo e quasi ingenuo senso dell�onore� in verit�, una formidabile forza.</emphasis></p><p>Vide che le parole di Paul avevano scosso Kynes.</p><p>�Questo � assurdo� rispose Kynes. �Voi siete soltanto un ragazzo, e��</p><p>�Io sono il Duca� disse Paul. �Io sono un Atreides. Nessun Atreides ha mai spezzato un simile giuramento.�</p><p>Kynes deglut�.</p><p>�Quando dico totalmente� continu� Paul, �voglio dire senza alcuna riserva. Darei la mia vita per voi.�</p><p>�Signore� grid� Kynes, e fu come se questa parola gli fosse stata strappata, ma Jessica vide che ora non parlava pi� a un ragazzo di quindici anni, ma a un uomo, a un superiore. Questa volta, aveva detto �<emphasis>Signore</emphasis>� con sincerit�.</p><p><emphasis>In questo momento darebbe la vita per Paul, </emphasis>pens� Jessica. <emphasis>Come fanno gli Atreides a compiere cose simili cos� presto e cos� facilmente?</emphasis></p><p>�So che voi siete sincero� disse Kynes. �Tuttavia, gli Harkonnen��</p><p>La porta dietro a Paul si apr� con fracasso. Si volt� di scatto e vide un�esplosione di violenza, ud� le urla, il cozzare dell�acciaio sull�acciaio, facce di cera che digrignavano nel passaggio.</p><p>Con sua madre al fianco, Paul balz� verso la porta. Idaho bloccava il passaggio; i suoi occhi simili a due pozze di sangue brillavano attraverso il confuso alone dello scudo. Numerose mani tentavano di afferrarlo, un turbinio di lame si accaniva inutilmente contro lo scudo. La scarica di uno storditore fu respinta. La spada di Idaho penetrava dovunque in quella massa, guizzando su e gi�, grondante sangue.</p><p>Poi Kynes fu al fianco di Paul ed entrambi spinsero la porta con tutto il loro peso. Paul vide ancora per un attimo Idaho in piedi, davanti a un�orda di uniformi azzurre degli Harkonnen: barcollava. I suoi scatti erano ancora controllati, ma i suoi capelli neri, riccioluti, erano intrisi di un mortale fiore scarlatto. Poi la porta si chiuse, e Kynes la sbarr�.</p><p>�Sembra che io abbia fatto la mia scelta� dichiar�.</p><p>�Qualcuno ha scoperto i vostri macchinari prima che fossero spenti� disse Paul. Allontan� sua madre dalla porta, e lesse la disperazione nei suoi occhi.</p><p>�Avrei dovuto sospettarlo, quando il caff� non � arrivato� disse Kynes.</p><p>�C�� un�altra uscita. Possiamo usarla?�</p><p>Kynes respir� profondamente: �Questa porta dovrebbe resistere almeno venti minuti, a meno che non usino i laser�.</p><p>�Non useranno i laser. Noi potremmo avere degli scudi.�</p><p>�Erano Sardaukar nelle uniformi degli Harkonnen� bisbigli� Jessica.</p><p>Ora potevano sentire che picchiavano contro la porta, in cadenza.</p><p>Kynes indic� i classificatori metallici sulla parete di destra, e disse: �Da questa parte�.</p><p>Si avvicin� al primo classificatore, apr� un cassetto e azion� una leva all�interno.</p><p>L�intera parete si apr�, mostrando la nera imboccatura di un tunnel. �Anche questa porta � di plastacciaio� spieg� Kynes.</p><p>�Vi siete ben preparato� comment� Jessica.</p><p>�Siamo vissuti sotto gli Harkonnen per ottant�anni� replic� Kynes, e li sospinse verso il buio. Poi chiuse la porta alle loro spalle. Davanti a loro, sul pavimento, Jessica vide subito una freccia luminosa.</p><p>La voce di Kynes si fece udire dietro di loro: �Ci separiamo qui. Questa porta � molto pi� resistente. Ci vorr� almeno un�ora per abbatterla. Seguite le frecce come questa, sul pavimento. Esse si spegneranno dopo il vostro passaggio. Conducono attraverso un labirinto verso un�altra uscita, dove ho nascosto un ornitottero. C�� una tempesta sul deserto, questa notte. La vostra unica speranza � quella di arrivare in tempo per la tempesta: balzate in cima ad essa e cavalcatela. Cos� ha fatto il mio popolo per rubare gli ornitotteri. Se resterete in alto, sopra la tempesta, vi salverete�.</p><p>�E voi?� chiese Paul.</p><p>�Io cercher� di fuggire da un�altra parte. Se vengo catturato� ebbene, io sono pur sempre il Planetologo Imperiale. Posso dire che ero vostro prigioniero.�</p><p><emphasis>Fuggire come dei codardi, </emphasis>pens� Paul. <emphasis>Ma come potrei sopravvivere altrimenti, per vendicare mio padre? </emphasis>Nell�oscurit�, si volt� verso la porta.</p><p>Jessica lo sent� muoversi. �Duncan � morto, Paul� gli disse. �Non hai visto la ferita? Non puoi fare pi� nulla, per lui.�</p><p>�Un giorno, gliela far� pagare per tutto questo.�</p><p>�No, a meno che non vi muoviate subito e in fretta� intervenne Kynes. Paul sent� la mano dell�uomo sulla sua spalla. �Mander� i Fremen a cercarvi. Il percorso della tempesta � noto. Affrettatevi ora, e che la Grande Madre vi dia velocit� e fortuna.�</p><p>Sentirono che si allontanava a tentoni, nel buio.</p><p>Jessica trov� la mano di Paul e lo attir� a s�, dolcemente: �Non dobbiamo separarci�.</p><p>�No.�</p><p>Lasci� che lei superasse la prima freccia e vide che questa si spegneva mentre la toccavano. Un�altra freccia indic� la via davanti a loro.</p><p>La superarono e la freccia si estinse, mentre una terza si accese.</p><p>Ora stavano correndo.</p><p><emphasis>Piani nei piani nei piani, </emphasis>pens� Jessica. <emphasis>Siamo forse parte del piano di qualcun altro?</emphasis></p><p>Le frecce li guidarono di curva in curva, sfiorando ingressi laterali appena intravisti nella debole luminescenza. La galleria continu� a sprofondare, finch� a un certo punto cominci� a risalire. Alla fine raggiunsero dei gradini. Un�ultima svolta e si trovarono davanti a una parete luminescente con una maniglia nera, ben visibile, al centro.</p><p>Paul premette la maniglia.</p><p>La parete si allontan� da loro. Una luce si accese rivelando ai loro occhi una caverna intagliata nella roccia e un ornitottero accovacciato al centro. Una parete grigia e piatta era al di l� del velivolo, col segno appena visibile di una porta.</p><p>�Dov�� Kynes?� chiese Jessica.</p><p>�Ha fatto quello che ogni buon capo di guerriglieri farebbe� disse Paul. �Ci ha diviso in due gruppi, e ha fatto in modo che gli fosse impossibile rivelare dove siamo, se fosse catturato. Infatti, egli non lo sa.�</p><p>Paul la fece entrare nella caverna e osserv� che i loro passi sollevavano fitte nubi di polvere.</p><p>�Nessuno � stato qui da molto tempo� disse.</p><p>�Sembrava assai fiducioso che i Fremen potranno trovarci� replic� Jessica.</p><p>�Condivido la sua fiducia.�</p><p>Paul le lasci� la sua mano e si avvicin� allo sportello sinistro dell�ornitottero; lo apr� e infil� dentro lo zaino Fremen, al sicuro, sul sedile posteriore. �Questo ornitottero non riveler� la sua presenza� disse Paul. �Ha una mascheratura completa. Il quadro di comando controlla a distanza le porte e le luci. Ottant�anni sotto gli Harkonnen hanno insegnato qualcosa.�</p><p>Jessica si appoggi� sull�altro lato del velivolo per riprender fiato.</p><p>�Gli Harkonnen non sono stupidi� replic�. �Essi avranno disposto una forza aerea su tutta la zona.� Consult� il suo senso dell�orientamento e punt� la mano verso destra: �La tempesta � in quella direzione�.</p><p>Paul annu�, lottando contro un�improvvisa ripugnanza a muoversi. Ne conosceva la causa, ma questa conoscenza non gli era di alcuna utilit�. Quella notte, a un certo momento, aveva superato un nesso decisivo, puntando verso il grande ignoto. Conosceva ormai la regione temporale che lo circondava, ma il qui e l�adesso restavano un mistero. Era come se avesse visto se stesso, da lontano, scomparire in una valle. Fra gli innumerevoli sentieri che uscivano dalla valle, alcuni avrebbero riportato alla sua vista un Paul Atreides, altri no.</p><p>�Pi� aspettiamo, pi� si saranno organizzati� disse Jessica.</p><p>�Entra e allacciati la cintura.�</p><p>Paul la raggiunse nell�ornitottero, lottando ancora col pensiero che questa era una regione <emphasis>oscura, </emphasis>una regione che non aveva mai visto nelle sue precognizioni. E all�improvviso cap� che si era sempre pi� affidato ai suoi poteri di preveggenza, e che ora veniva colto impreparato in un momento decisivo.</p><p>�Se ti affidi soltanto al tuo sguardo, gli altri tuoi sensi s�indeboliranno� questo era un assioma Bene Gesserit. Ora lo fece suo, giurando a se stesso di non cadere mai pi� in quella trappola� se fosse sopravvissuto.</p><p>Paul si allacci� le cinghie, si assicur� che sua madre fosse a posto, controll� il velivolo. Le ali erano completamente dispiegate, in posizione di riposo. Azion� le leve e vide le ali che si ripiegavano per la spinta iniziale dei jet, nel modo in cui Gurney Halleck gli aveva insegnato. Il contatto per l�accensione si muoveva senza difficolt�. I quadranti s�illuminarono mentre i serbatoi dei jet si caricavano.</p><p>�Pronta?� chiese.</p><p>�S�.�</p><p>Tocc� il comando a distanza per le luci.</p><p>Le tenebre li avvolsero.</p><p>La sua mano era un�ombra contro i quadranti luminosi, mentre premeva il pulsante del controllo a distanza della porta. Si ud� un rumore stridente davanti a loro. Una cascata di sabbia precipit� all�interno con un tonfo, poi di nuovo il silenzio. Una brezza polverosa sfior� le guance di Paul. Sbatt� lo sportello dalla sua parte. Subito si ristabil� la pressione interna.</p><p>Un ampio poligono di cielo stellato, offuscato dalla polvere, era comparso dove prima si trovava la parete. Una sporgenza rocciosa si stagliava pi� avanti, contro le stelle ammiccanti tra turbini di sabbia.</p><p>Paul premette il pulsante luminoso per la sequenza automatica del decollo. Le ali cominciarono a battere, proiettando l�ornitottero fuori del nido. L�energia scatur� rombando dai jet, mentre le ali si bloccavano nella posizione di ascesa.</p><p>Le mani di Jessica scivolarono leggere sul duplicato dei comandi, imitando i gesti decisi di suo figlio. Era spaventata, e tuttavia esilarata: <emphasis>Ora, </emphasis>pens�, <emphasis>l�addestramento di Paul � la nostra unica speranza, con la sua giovinezza e la sua vitalit�.</emphasis></p><p>Paul diede ancora energia alle capsule dei jet. L�ornitottero s�inclin� rapidamente su un lato, schiacciandoli sui loro sedili, mentre una parete oscura si stagliava contro le stelle davanti a loro. Paul impresse al velivolo ancora pi� potenza, dispiegando le ali. Un altro battito e balzarono pi� in altro delle rocce, il cui profilo dentato color del ghiaccio sporgeva dal suolo con le angolazioni pi� bizzarre. La seconda luna, arrossata dalla polvere, spunt� all�orizzonte alla loro destra, illuminando la scia della tempesta.</p><p>Le mani di Paul danzarono sopra i comandi. Le ali rientrarono fino a trasformarsi nei moncherini di uno scarabeo. L�accelerazione schiacci� ancora il loro corpo, mentre il velivolo s�inclinava in un�altra curva.</p><p>�Fiamme di jet alle nostre spalle!� esclam� Jessica.</p><p>�Le ho viste.�</p><p>Abbass� del tutto la leva dell�energia.</p><p>L�ornitottero balz� in avanti come un animale spaventato, innalzandosi verso sudovest, in direzione della tempesta e della grande curva del deserto. Non molto lontano, Paul scorse delle ombre spezzate che indicavano dove finiva la linea delle rocce, sprofondando sotto la sabbia. Pi� oltre, sotto la luna, un�immensa distesa di ombre ad artiglio: le dune.</p><p>Sopra l�orizzonte imperversava la tempesta, come una muraglia bruna contro le stelle.</p><p>L�ornitottero sobbalz� violentemente.</p><p>�Proiettili esplosivi!� esclam� Jessica. �Ci bombardano con un cannone!�</p><p>Un sogghigno selvaggio si disegn� sul volto di Paul: �Non osano pi� bersagliarci coi laser!�</p><p>�Ma noi non abbiamo scudi!�</p><p>�E loro come fanno a saperlo?�</p><p>L�ornitottero sobbalz� una seconda volta.</p><p>Paul lanci� un�occhiata dietro la spalla: �Solo uno degli apparecchi sembra abbastanza veloce per inseguirci�.</p><p>Rivolse nuovamente l�attenzione ai comandi, mentre la tempesta s�innalzava sempre pi� sopra di loro, dall�apparenza sempre pi� solida e invalicabile.</p><p>�Armi da fuoco, missili, tutto l�antico armamentario: ecco che cosa daremo ai Fremen� mormor� Paul.</p><p>�La tempesta� disse Jessica. �Non sarebbe meglio tornare indietro?�</p><p>�E l�ornitottero alle nostre spalle?�</p><p>�Sta virando.�</p><p>Paul ritir� bruscamente le ali e vir� strettamente verso il ribollire lento e ingannatore della tempesta. Paul sent� le sue guance infossarsi per la violenta accelerazione.</p><p>Gli parve di sprofondare in una nuvola di polvere che si faceva via via pi� densa. Il deserto e la luna scomparvero. L�ornitottero fu soltanto un lungo bisbigliare che volava, orizzontale, nelle tenebre, illuminato unicamente dal riflesso verde dei comandi.</p><p>Tutti gli avvertimenti che aveva udito a proposito di queste tempeste passarono in un lampo nella mente di Jessica: esse tagliavano il metallo come burro, corrodevano la carne fino alle ossa, e dissolvevano anche queste. Densi vortici di polvere schiaffeggiavano il velivolo, facendolo roteare mentre Paul lottava ai comandi. Tolse l�energia all�ornitottero e questo s�impenn�. Il metallo intorno a loro crepit� e gemette.</p><p>�Sabbia!� url� Jessica.</p><p>Vide il cenno negativo di Paul alla debole luce dei quadranti: �Non c�� sabbia a quest�altezza!�</p><p>Ma Jessica sent� che s�immergevano sempre pi� profondamente nel turbin�o.</p><p>Paul proiett� all�esterno le ali al massimo: scricchiolarono per lo sforzo. Tenne gli occhi fissi sugli strumenti, pilotando il velivolo istintivamente, lottando per non perdere quota.</p><p>Lo stridio intorno a loro diminu�.</p><p>L�ornitottero devi� a sinistra e Paul si concentr� sul punto luminoso dell�altimetro, manovrando disperatamente per raddrizzarlo e riportarlo sulla linea di volo. Jessica ebbe l�orribile impressione che il velivolo si fosse fermato e che tutti i movimenti avvenissero all�esterno. Solo la polvere rossiccia che spazzava i finestrini, il rimbombo continuo e il lacerante crepitio le ricordarono le forze che si scatenavano intorno a loro.</p><p><emphasis>Il vento raggiunge senz�altro la velocit� di settecento chilometri all�ora, </emphasis>pens�, e percep� il morso dell�adrenalina. <emphasis>Non devo aver paura, </emphasis>si disse, e inton� la litania Bene Gesserit: <emphasis>La paura uccide la mente.</emphasis></p><p>Lentamente i suoi lunghi anni di addestramento fecero sentire il loro effetto e la calma ritorn� in lei.</p><p>�Stiamo cavalcando la tigre� mormor� Paul. �Non possiamo discendere, non possiamo atterrare� e non credo che riuscirei a schizzar fuori dall�alto. Dobbiamo galoppare con la tempesta fino in fondo.�</p><p>La calma l�abbandon� di nuovo. Jessica sent� i denti battere e li strinse con forza. Poi ud� la voce di Paul, bassa e controllata, che recitava la litania:</p><p>�Non devo aver paura. La paura uccide la mente. La paura � la piccola morte che porta con s� l�annullamento totale. Guarder� in faccia la mia paura. Permetter� che mi calpesti e mi attraversi. E quando sar� passata, aprir� il mio occhio interiore e ne scruter� il percorso. L� dove andr� la paura non ci sar� pi� nulla. Soltanto io ci sar�.</p></section><section><epigraph><p>Che cosa disprezzi? � da questo che ti si conosce veramente.</p><text-author>dal �Manuale di Muad�Dib�, della Principessa Irulan</text-author></epigraph><empty-line/><p>�Sono morti, Barone� dichiar� Iakin Nefud, il nuovo capitano delle guardie. �Sono certamente morti, il ragazzo e la donna.�</p><p>Il Barone Vladimir Harkonnen sollev� dal letto il proprio corpo avvolto nei sospensori, nel suo appartamento privato. Tutto intorno a lui, al di l� dell�appartamento, si stendeva come un uovo dai molti gusci il trasporto spaziale che lo aveva portato su Arrakis. Qui, tuttavia, nel suo appartamento, il nudo metallo della nave era ricoperto di tappezzerie, imbottiture e oggetti rari e raffinati.</p><p>�� una certezza� ripet� il capitano delle guardie. �Sono morti.�</p><p>Il Barone spost� il suo corpo avvolto nei sospensori e concentr� l�attenzione su una statua di legno mimetico, in una nicchia, che raffigurava un ragazzo colto nell�atto di saltare. Si svegli� completamente. Raddrizz� i sospensori sotto le grasse pieghe del collo, e, al di l� dell�unico globo luminoso della stanza, occhieggi� sulla soglia il capitano Nefud, in piedi, immobilizzato dal pentascudo.</p><p>�Sono morti, Barone� insistette l�uomo.</p><p>Il Barone colse nello sguardo vago dell�uomo i sintomi della semuta. Era fin troppo chiaro che Nefud era sprofondato nella droga, quando aveva ricevuto il rapporto e aveva assorbito l�antidoto prima di precipitarsi verso la sua camera.</p><p>�Ho un rapporto completo� dichiar� Nefud.</p><p><emphasis>Facciamolo sudare un poco, </emphasis>pens� il Barone. <emphasis>Gli strumenti del potere devono essere pronti e affilati, sempre. Potere e paura� Pronti e affilati.</emphasis></p><p>�Hai visto i loro corpi?�</p><p>Nefud esit�.</p><p>�Allora?�</p><p>�Mio Signore� li hanno visti mentre si tuffavano in una tempesta di sabbia� raffiche a pi� di ottocento chilometri all�ora� Niente sopravvive a una simile tempesta, mio Signore, niente! Uno dei nostri velivoli � rimasto distrutto nel tentativo d�inseguirli.�</p><p>Il Barone fissava Nefud, notando il tic nervoso nei muscoli della mascella, il modo in cui il mento scattava quando tentava d�inghiottire.</p><p>�Hai visto i corpi?� domand� il Barone.</p><p>�Mio Signore��</p><p>�E perch� mai ti sei precipitato fin qui, con la tua armatura tintinnante, a spacciarmi per sicura una cosa che non lo �?� rugg� il Barone. �Credi forse di meritarti una lode per la tua stupidaggine? O un�altra promozione?�</p><p>Il volto di Nefud impallid� come un teschio.</p><p><emphasis>Guarda questo codardo! </emphasis>pens� il Barone. <emphasis>Eccomi circondato da una banda d�idioti. Se spargessi della sabbia davanti a lui e gli dicessi che � grano, si metterebbe a beccarlo.</emphasis></p><p>�Quell�uomo, Idaho� ci ha condotto da loro?� chiese il Barone.</p><p>�S�, mio Signore.�</p><p><emphasis>Guarda come sputa fuori le cose. </emphasis>�Allora, cercavano di raggiungere i Fremen?�</p><p>�S�, mio Signore.�</p><p>�C�� ancora altro da aggiungere a questo� rapporto?�</p><p>�Il Planetologo Imperiale Kynes � implicato, mio Signore. Idaho ha raggiunto Kynes in circostanze misteriose� potrei dire addirittura <emphasis>sospette.</emphasis>�</p><p>�E allora?�</p><p>�Ah� sono fuggiti insieme nel deserto verso un rifugio in cui sembra si trovassero gi� madre e figlio. Nell�eccitazione della caccia, molti dei nostri sono stati uccisi dall�esplosione di un laser contro uno scudo.�</p><p>�Quanti uomini abbiamo perduto?�</p><p>�Io non� non so ancora la cifra esatta, mio Signore.�</p><p><emphasis>Mente, </emphasis>pens� il Barone. <emphasis>Dev�essere assai alta.</emphasis></p><p>�Quel lacch� imperiale, quel Kynes� continu� il Barone, �faceva il doppio gioco, eh?�</p><p>�Ci scommetto la mia reputazione, mio Signore.�</p><p><emphasis>La sua reputazione!</emphasis></p><p>�Uccidetelo� ordin� il Barone.</p><p>�Mio Signore! Kynes � il Planetologo <emphasis>Imperiale, </emphasis>al servizio personale di Sua Maest���</p><p>�Fai che sembri un incidente, allora�.</p><p>�Mio Signore, c�erano dei Sardaukar insieme con i nostri uomini, quando abbiamo attaccato quel nido di Fremen. Ora, Kynes � sotto la loro custodia.�</p><p>�Fattelo riconsegnare. Riferisci che voglio interrogarlo.�</p><p>�E se rifiutano?�</p><p>�Non rifiuteranno, se sarai abbastanza abile.�</p><p>Hafud deglut�. �S�, mio Signore.�</p><p>�Quell�uomo deve morire!� url� il Barone. �Ha tentato di aiutare i miei nemici!� (Nefud spost� il suo peso da un piede all�altro).</p><p>�S�?�</p><p>�Mio Signore, i Sardaukar hanno� un�altra persona in custodia, che potrebbe interessarvi. Hanno catturato il Maestro degli Assassini del Duca.�</p><p>�Hawat? Thufir Hawat?�</p><p>�Ho visto io stesso il prigioniero, mio Signore.�</p><p>�Impossibile!�</p><p>�Dicono che � stato colpito da uno storditore, mio Signore. Nel deserto, dove non poteva usare lo scudo. � virtualmente illeso. Se lo avessimo tra le mani ci potremmo divertire parecchio.�</p><p>�Stai parlando di un Mentat� ringhi� il Barone. �Non si spreca cos� un Mentat. Ha parlato? Che cosa pensa della sua cattura? Sa l�ampiezza del� ma no.�</p><p>�Ha detto soltanto, mio Signore, che � convinto di essere stato tradito da Lady Jessica.�</p><p>�Ah!��</p><p>Il Barone si sedette, pensando. Poi: �Ne sei certo? � Lady Jessica che � al centro della sua furia?�</p><p>�Lo ha dichiarato in mia presenza, mio Signore.�</p><p>�Lasciagli credere che sia viva, allora.�</p><p>�Ma, mio Signore��</p><p>�Calma. Voglio che Hawat sia trattato con cortesia. Non dirgli nulla del defunto dottor Yueh, il vero traditore. Digli che il dottor Yueh � morto difendendo il suo Duca. In un certo senso questo pu� anche essere vero. Invece alimenteremo i suoi sospetti verso Lady Jessica.�</p><p>�Ma, mio Signore, io non��</p><p>�Il miglior modo di controllare e dirigere un Mentat, Nefud, � con le informazioni. False informazioni, falsi risultati.�</p><p>�S�, mio Signore, ma��</p><p>�Hawat ha fame? Ha sete?�</p><p>�Mio Signore, Hawat � ancora nelle mani dei Sardaukar!�</p><p>�S�, � vero. S�. Ma i Sardaukar saranno ansiosi quanto me di ottenere informazioni da Hawat. Ho osservato una cosa nei nostri alleati, Nefud. Politicamente non sono molto� tortuosi. Credo che questo sia il desiderio dell�Imperatore. S�, ne sono convinto. Ricorda al capo dei Sardaukar la mia abilit� nell�ottenere informazioni dai soggetti pi� riluttanti.�</p><p>Nefud parve molto infelice. �S�, mio Signore.�</p><p>�Dirai al comandante dei Sardaukar che voglio interrogare sia Hawat che Kynes, contemporaneamente, mettendoli l�uno contro l�altro. Spero che capisca almeno questo.�</p><p>�S�, mio Signore.�</p><p>�E quando li avremo nelle nostre mani�� Il Barone annu�.</p><p>�Mio Signore, il Sardaukar vorr� che un suo osservatore sia presente ad ogni� interrogatorio.�</p><p>�Riusciremo senz�altro a creare una situazione di emergenza che allontani qualsiasi osservatore non richiesto, Nefud.�</p><p>�Capisco, mio Signore. E allora Kynes avr� il suo incidente.�</p><p>�Sia Kynes sia Hawat avranno incidenti, Nefud. Ma soltanto Kynes avr� un vero incidente. � Hawat che voglio. S� Oh, s�.�</p><p>Nefud ammicc� e inghiott�. Sembr� sul punto di fargli una domanda, ma si trattenne.</p><p>�Darai a Hawat cibo e bevande� disse il Barone. �Farai in modo che sia trattato con gentilezza e simpatia. Nella sua acqua verserai quel veleno residuo messo a punto da Piter de Vries. <emphasis>Ma soprattutto, </emphasis>veglierai che l�antidoto sia sempre presente nel suo cibo, d�ora in poi� a meno che io non dica altrimenti.�</p><p>�L�antidoto, s�.� Nefud scosse la testa. �Ma��</p><p>�Non fare l�idiota, Nefud. Il Duca mi ha quasi ucciso con quella capsula nel dente. Il gas che ha esalato in mia presenza mi ha privato del mio Mentat pi� prezioso, Piter. Ho bisogno di un sostituto.�</p><p>�Hawat?�</p><p>�Hawat.�</p><p>�Ma��</p><p>�Stai per dirmi che Hawat ha una fedelt� assoluta verso gli Atreides. � vero, ma gli Atreides sono morti. Lo convinceremo con paroline dolci. Gli diremo che non � lui che va biasimato per la fine del Duca. � stato tutto un piano di quella strega Bene Gesserit. Il suo padrone era un debole, la cui ragione si lasciava offuscare dalle emozioni. I Mentat ammirano colui che � abile a calcolare senza emozioni, Nefud. Noi alletteremo il formidabile Thufir Hawat.�</p><p>�Allettarlo. S�, mio Signore.�</p><p>�Hawat, sfortunatamente, aveva un padrone di scarse risorse, uno che non poteva innalzarlo alle altezze sublimi di ragionamento che spettano di diritto a un Mentat. Hawat dovr� ammettere che c�� un fondo di verit�, in questo. Il Duca non poteva permettersi spie pi� efficienti per garantire al suo Mentat le indispensabili informazioni.� Il Barone fiss� Nefud. �Non cerchiamo mai d�ingannarci tra noi, Nefud. La verit� � un�arma molto potente. Noi sappiamo come abbiamo trionfato sugli Atreides. Anche Hawat lo sa. Grazie alla nostra ricchezza.�</p><p>�La ricchezza. S�, mio Signore.�</p><p>�Alletteremo Hawat� continu� il Barone. �Lo nasconderemo ai Sardaukar. E terremo in riserva� la facolt� di togliergli l�antidoto del veleno. Non c�� alcun modo di asportare un veleno residuo. E, Nefud, Hawat non avr� mai bisogno di sospettarlo. L�antidoto non tradir� la sua presenza al rivelatore di veleni. Hawat potr� controllare le sue pietanze come vorr�, e non trover� alcuna traccia di veleno.�</p><p>Gli occhi di Nefud si spalancarono, indicando che aveva capito.</p><p>�L�assenza di una cosa pu� essere mortale come la sua <emphasis>presenza</emphasis>� disse ancora il Barone. �L�assenza dell�aria, eh? L�assenza dell�acqua, l�assenza di qualsiasi altra cosa alla quale siamo abituati.� Il Barone annu�. �Capisci, Nefud?�</p><p>Nefud inghiott�. �S�, mio Signore.�</p><p>�Allora, muoviti. Trova il comandante dei Sardaukar e inizia le operazioni.�</p><p>�Subito, mio Signore.� Nefud s�inchin�, si volt� e si allontan� di corsa.</p><p><emphasis>Hawat al mio fianco! </emphasis>pens� il Barone. <emphasis>I Sardaukar me lo daranno. Nel peggior dei casi sospetteranno che io voglia distruggere il Mentat. E io confermer� il loro sospetto! Gli idioti! Uno dei pi� formidabili Mentat di tutta la storia, un Mentat addestrato a uccidere, e me lo lasceranno come uno stupido giocattolo da fare a pezzi! Ma io mostrer� loro in che modo si pu� usare un simile giocattolo!</emphasis></p><p>Il Barone infil� una mano dietro una tenda, accanto al letto a sospensione e premette un pulsante per chiamare il suo nipote pi� anziano, Rabban. Poi si distese di nuovo, sorridendo.</p><p><emphasis>E tutti gli Atreides morti!</emphasis></p><p>Quello stupido comandante delle guardie aveva ragione, naturalmente Niente poteva sopravvivere a una tempesta di sabbia su Arrakis. Non certo un ornitottero� o i suoi occupanti. La donna e il ragazzo erano morti. Tutte le corruzioni al punto giusto, le <emphasis>incredibili </emphasis>spese per trasportare quelle soverchianti forze militari sul pianeta� tutti gli ambigui rapporti confezionati su misura per le orecchie dell�Imperatore, tutto il vasto piano accuratamente messo a punto� E tutto questo, infine, dava i suoi frutti!</p><p><emphasis>Potere e paura� paura e potere!</emphasis></p><p>Il Barone vedeva il cammino tracciato davanti a lui. Un giorno, un Harkonnen sarebbe stato Imperatore. Non lui stesso, non il frutto della sua carne. Ma un Harkonnen. Non quel Rabban che aveva appena chiamato, naturalmente. Ma il fratello pi� giovane di Rabban, Feyd-Rautha. C�era in quel ragazzo una certa acutezza, una ferocia� che facevano gioire il Barone.</p><p><emphasis>Un ragazzo adorabile, </emphasis>pens�. <emphasis>Diamogli ancora un anno o due: quando avr� diciassette anni, allora sapr� di sicuro se � lo strumento adatto alla Casa degli Harkonnen per la conquista del trono.</emphasis></p><p>�Mio Signor Barone��</p><p>L�uomo che era comparso sulla soglia della camera da letto, al di l� dello scudo, era basso di statura, il volto massiccio coi lineamenti degli Harkonnen, gli occhi stretti e le spalle grosse. C�era una certa rigidit� nel suo grasso, ma si capiva chiaramente che un giorno anche lui avrebbe dovuto usare i sospensori portatili per trasportare l�eccesso del proprio peso.</p><p><emphasis>Una mente dura e muscolosa in quel cervello, </emphasis>pens� il Barone. <emphasis>Non � un Mentat, mio nipote, non � un Piter de Vries, ma � senza dubbio adatto per i compiti che gli affider� adesso. Se gli lascio piena libert�, schiaccer� tutto al suo passaggio. Oh, come lo odieranno, qui su Arrakis!</emphasis></p><p>�Mio caro Rabban� disse il Barone. Disinnesc� il campo di forza alla porta, ma conserv�, intenzionalmente, il suo scudo individuale, sapendo che il luccichio del globo accanto al suo letto l�avrebbe rivelato.</p><p>�Mi hai chiamato� replic� Rabban. Entr� nella stanza, lanci� una rapida occhiata alla turbolenza dell�aria dovuta allo scudo. Si guard� intorno, cercando una sedia, ma non la trov�.</p><p>�Avvicinati un po� di pi�, fatti vedere� l�invit� il Barone.</p><p>Rabban fece un altro passo, maledicendo quel maledetto vecchio che aveva fatto sparire le sedie per obbligare i visitatori a restare in piedi.</p><p>�Gli Atreides sono morti� disse il Barone. �Tutti, fino all�ultimo. � per questo che ti ho fatto venire su Arrakis. Di nuovo, questo mondo � tuo.�</p><p>Rabban ammicc�: �Ma io credevo che tu avessi proposto a Piter de Vries di��</p><p>�Anche Piter � morto.�</p><p>�Piter?�</p><p>�Piter.�</p><p>Il Barone riattiv� il campo della porta, contro qualsiasi penetrazione di energia.</p><p>�Ti sei finalmente stancato di lui, eh?� chiese Rabban.</p><p>La sua voce risuon� piatta e senza vita nella stanza schermata.</p><p>�Una volta per tutte, ascoltami bene� tuon� il Barone. �Tu insinui che io abbia eliminato Piter come si cancella un�inezia� cos�?� Fece schioccare le dita grassocce. �Non sono cos� stupido, nipote. La prossima volta che ti salter� in mente di suggerire, con le parole o con gli atti, che io sia uno stupido, non lascer� passare l�offesa!�</p><p>Un lampo di paura comparve negli occhi porcini di Rabban. Egli sapeva, entro certi limiti, fino a che punto il Barone avrebbe agito contro un membro della sua famiglia. Non l�avrebbe certo ucciso, a meno che non ne avesse ricavato un enorme profitto o non fosse stato provocato. Ma ugualmente una punizione di famiglia poteva essere molto dolorosa.</p><p>�Perdonami, Mio Signore e Barone� balbett� Rabban. Abbass� gli occhi, sia per nascondere la rabbia sia per mostrarsi ossequioso.</p><p>�Non cercare d�ingannarmi, Rabban� disse il Barone.</p><p>Rabban tenne gli occhi abbassati, inghiottendo.</p><p>�Ti ho insegnato una cosa� insistette il Barone. �Mai sopprimere un uomo senza riflettere, come potrebbe farlo una faida con un <emphasis>processo completamente automatico. </emphasis>Fallo sempre per qualche ragione fondamentale� <emphasis>e sii consapevole di questa ragione!</emphasis>�</p><p>�Ma tu hai fatto uccidere il traditore, Yueh!� La rabbia trapelava dalle parole di Rabban. �Quando sono arrivato, la notte scorsa, ho visto che trascinavano fuori il suo corpo!� Si arrest�, fissando lo zio, spaventato dal suono delle sue stesse parole.</p><p>Ma il Barone sorrise: �Io sono molto prudente con le armi pericolose� disse. �Il dottor Yueh era un traditore. Mi ha consegnato il Duca.� La voce del Barone divenne pi� squillante. �Ho corrotto un dottore della Scuola Suk! La Scuola <emphasis>Interna! </emphasis>Hai capito, ragazzo? Un�arma micidiale� guai a lasciarla in giro. Non l�ho soppresso senza riflettere.�</p><p>�L�Imperatore sa che hai corrotto un dottore della Scuola Suk?�</p><p><emphasis>Domanda acuta, </emphasis>pens� il Barone. <emphasis>Ho forse giudicato male questo mio nipote?</emphasis></p><p>�L�Imperatore ancora non lo sa� rispose. �Ma i suoi Sardaukar certamente glielo diranno. Prima che questo accada, tuttavia, avr� gi� fatto pervenire nelle sue mani il mio rapporto, attraverso la CHOAM. Gli spiegher� che, <emphasis>per fortuna, </emphasis>ho scoperto un dottore che fingeva di essere condizionato. Un falso dottore, capisci? Poich� tutti sanno che non � possibile violare il condizionamento di una Scuola Suk, la mia affermazione sar� accettata.�</p><p>�Ah, vedo� mormor� Rabban.</p><p>E il Barone pens�: <emphasis>Spero davvero che tu capisca. Spero che tu capisca la necessit� del segreto. </emphasis>Ma all�improvviso si chiese: <emphasis>Perch� ho fatto questo? Perch� mi sono vantato con questo mio sciocco nipote che dovr� utilizzare e poi scartare? </emphasis>Il Barone s�infuri� con se stesso. Sent� di essersi tradito.</p><p>�� necessario che resti segreto� disse Rabban. �Capisco.�</p><p>Il Barone sospir�: �Nipote mio, questa volta le tue istruzioni per Arrakis sono diverse. Quando hai governato questo mondo per l�ultima volta, ti ho strettamente imbrigliato. Questa volta, invece, ho un�unica richiesta da farti�.</p><p>�Mio Signore?�</p><p>�Profitto.�</p><p>�Profitto?�</p><p>�Hai nessuna idea, Rabban, di quanto abbiamo speso per scatenare una simile armata contro gli Atreides? E non sai quanto esige la Gilda per il trasporto di un esercito?�</p><p>�Costoso, non � vero?�</p><p>�Costosissimo!�</p><p>Il Barone punt� il dito grassoccio contro Rabban: �Se spremerai da Arrakis ogni centesimo per i prossimi sessant�anni, questo servir� appena a ripagarci!�</p><p>Rabban apr� la bocca, e la richiuse senza dir parola.</p><p>�Costosissimo�� sogghign� il Barone. �Quel dannato monopolio spaziale della Gilda ci avrebbe rovinato, se non avessi previsto questa spesa molto tempo fa. Devi sapere, Rabban, che <emphasis>noi </emphasis>ne abbiamo sostenuto tutto il peso. Abbiamo perfino pagato il trasporto dei Sardaukar.�</p><p>E il Barone si chiese (non era la prima volta) se mai sarebbe giunto il giorno in cui avrebbe potuto aggirare la Gilda. Erano perfidi: ti toglievano il sangue quel tanto che bastava per impedire che tu facessi obiezioni, fino al giorno in cui ti avevano in pugno e ti costringevano a pagare, a pagare, a pagare.</p><p>E come sempre, i costi pi� esorbitanti toccavano alle spedizioni militari. �La tariffa del rischio� spiegavano gli untuosi agenti della Gilda. E per un solo uomo che riuscivi a infilare dentro alla Banca della Gilda, loro te ne piazzavano due nella tua organizzazione.</p><p><emphasis>Intollerabile!</emphasis></p><p>�Profitto, allora� ripet� Rabban.</p><p>Il Barone abbass� il dito e strinse il pugno. �Devi spremere!�</p><p>�E potr� fare tutto quello che voglio, finch� continuer� a spremere?�</p><p>�Tutto quello che vuoi.�</p><p>�I cannoni che hai portato� fece Rabban. �Potrei��</p><p>�Li porter� via� disse il Barone.</p><p>�Ma��</p><p>�Non hai bisogno di quei giocattoli. Erano un�innovazione tutta speciale, ma ora sono inutili. Ci serve il metallo. Non possono essere usati contro uno scudo, Rabban. � stata un�arma a sorpresa. Era prevedibile che gli uomini del Duca si sarebbero ritirati nelle caverne, fra i dirupi di questo abominevole pianeta. I nostri cannoni sono serviti soltanto a sigillarli dentro.�</p><p>�I Fremen non usano scudi.�</p><p>�Potrai tenere qualche laser, se lo desideri.�</p><p>�S�, mio Signore. E avr� mano libera?�</p><p>�Finch� continuerai a spremere.�</p><p>Il sorriso di Rabban era carico di cupidigia. �Capisco perfettamente, mio Signore.�</p><p>�Non capisci niente perfettamente� grugn� il Barone. �Sia ben chiaro: quello che tu <emphasis>devi </emphasis>capire, � come eseguire i miei ordini. Ti sei mai reso conto, Nipote, che ci sono pi� di cinque milioni di persone su questo pianeta?�</p><p>�Il mio Signore si � forse dimenticato che io ero il suo reggente siridar, qui? E se il mio Signore mi perdona� la tua valutazione potrebbe essere inferiore alla realt�. � difficile contare una popolazione sparsa tra i sink e le depressioni. E se si tien conto dei Fremen che��</p><p>�Non vale la pena tener conto dei Fremen!�</p><p>�Scusami, mio Signore, ma i Sardaukar la pensano altrimenti.�</p><p>Il Barone esit�, fissando suo nipote. �Sai qualcosa?�</p><p>�Il mio Signore si era ritirato, quando sono arrivato la notte scorsa. Io� mi son preso la libert� di prendere contatto con alcuni dei miei luogotenenti di� ah, prima. Hanno fatto da guida ai Sardaukar. E mi hanno riferito che una banda di Fremen ha teso un�imboscata a un gruppo di Sardaukar, in qualche punto a sudest di qui, e l�ha massacrato.�</p><p>�Massacrato un gruppo di Sardaukar?�</p><p>�S�, mio Signore.�</p><p>�Impossibile!�</p><p>Rabban scroll� le spalle.</p><p>�Fremen che massacrano dei Sardaukar�� lo canzon� il Barone.</p><p>�Ripeto soltanto quello che mi hanno detto� ribatt� Rabban. �In pi�, questi Fremen avevano gi� messo le mani su quel temibile uomo del Duca, Thufir Hawat.�</p><p>�Ah�� fece il Barone, con un sorriso.</p><p>�Io credo a quel rapporto� insistette Rabban. �Tu non hai la minima idea di quale problema fossero i Fremen.�</p><p>�Forse. Ma quelli visti dai tuoi luogotenenti non erano Fremen: erano uomini degli Atreides addestrati da Hawat e travestiti da Fremen. � l�unica spiegazione possibile.�</p><p>Rabban scroll� le spalle una seconda volta: �Ebbene, i Sardaukar sono convinti che fossero Fremen, e hanno gi� scatenato un pogrom per eliminarli tutti!�</p><p>�Benissimo.�</p><p>�Ma��</p><p>�Servir� a tenere occupati i Sardaukar. E noi avremo subito Hawat. Lo so! Lo sento! Ah, questa s� che � stata una giornata! I Sardaukar l� fuori che danno la caccia a qualche banda di straccioni, mentre noi c�impadroniamo del vero bottino!�</p><p>�Mio Signore�� Rabban esit�. �Ho sempre avuto l�impressione che noi sottovalutiamo i Fremen, sia in numero che in��</p><p>�Ignorali, ragazzo! Sono feccia. Le metropoli, le citt� e i villaggi, ecco quello che c�interessa! C�� moltissima gente, l�, non � vero?�</p><p>�S�, mio Signore.�</p><p>�Mi preoccupano, Rabban.�</p><p>�Ti preoccupano?�</p><p>�Oh� il novanta per cento non mi preoccupa. Ma c�� sempre qualcuno, le Case Minori� gente ambiziosa che potrebbe tentare qualcosa di rischioso. Se qualcuno di loro dovesse lasciare Arrakis con qualche storia spiacevole di quanto � accaduto qui, sarei molto dispiaciuto� Non t�immagini quanto, Rabban?�</p><p>Rabban deglut�.</p><p>�Prendi misure immediate. Un ostaggio per ciascuna delle Case Minori� disse il Barone. �Fuori di Arrakis, tutti devono credere che questa sia stata soltanto una lotta tra due Case. I Sardaukar non c�entrano, capisci? Il Duca si � visto offrire la grazia e l�esilio, come di consueto, ma � morto in uno sfortunato incidente prima che potesse accettare. Stava per accettare, tuttavia. Questa sar� la storia. E qualunque voce che qui c�erano dei Sardaukar dev�essere fonte di riso.�</p><p>�Come l�Imperatore desidera� fece Rabban.</p><p>�Come l�Imperatore desidera.�</p><p>�E i contrabbandieri?�</p><p>�Nessuno crede ai contrabbandieri, Rabban. Sono tollerati, ma non creduti. In ogni caso, un po� di corruzione� e altre precauzioni alle quali, ne sono convinto, penserai da solo��</p><p>�S�, mio Signore.�</p><p>�Mi aspetto due cose, allora, da Arrakis: profitto e uno spietato pugno di ferro. Non devi mostrare nessuna clemenza, qui. Pensa a questi idioti, a quello che sono veramente: schiavi invidiosi dei loro padroni, che aspettano la prima occasione per ribellarsi. Non devi mostrare la pi� piccola traccia di piet� o di clemenza.�</p><p>�� possibile sterminare un intero pianeta?� chiese Rabban.</p><p>�<emphasis>Sterminare?</emphasis>� Il Barone, stupito, si gir� di scatto a guardarlo. �Chi ha mai parlato di sterminare?�</p><p>�Beh, ho pensato che tu avessi intenzione d�importare un nuovo stock di��</p><p>�Ho detto <emphasis>spremere, </emphasis>non sterminare. Non sprecare la popolazione; limitati a sottometterla totalmente. Tu devi essere un autentico carnivoro, ragazzo mio.� Sorrise, un�espressione da bambino su quel viso pieno di fossette. �Un carnivoro non si arresta. Nessuna clemenza. Non fermarti mai. La clemenza � una chimera. Lo stomaco che gorgoglia affamato, la gola assetata che brama la tua acqua possono sconfiggerla� Tu devi sempre avere fame e sete.� Il Barone accarezz� i suoi rotoli di grasso sotto i sospensori. �Come me.�</p><p>�Capisco, mio Signore.�</p><p>Rabban lanciava occhiate a destra e a sinistra.</p><p>�Allora, � tutto chiaro, Rabban?�</p><p>�S�, tutto. Fuorch� una cosa, Zio. Il Planetologo Kynes.�</p><p>�Ah, s�. Kynes.�</p><p>�� l�uomo dell�Imperatore, mio Signore. Pu� andare e venire come gli aggrada. Ed � molto vicino ai Fremen� Ne ha sposata una.�</p><p>�Kynes sar� morto prima di domani sera.�</p><p>�� molto pericoloso, Zio, uccidere un servo dell�Imperatore.�</p><p>�Come credi che io sia arrivato cos� lontano e in cos� breve tempo?� chiese il Barone. La sua voce era bassa, piena d�implicazioni innominabili. �Inoltre, Kynes non potr� mai lasciare Arrakis. Ti stai dimenticando che � intossicato dalla spezia.�</p><p>�Oh, s�!�</p><p>�Gli intossicati si guardano bene dal mettere in pericolo i propri rifornimenti� disse il Barone. �E Kynes, certamente, lo sa.�</p><p>�L�avevo dimenticato� fece Rabban.</p><p>Si fissarono in silenzio.</p><p>Quindi il Barone riprese: �Incidentalmente, una delle tue prime preoccupazioni sar� quella di garantirmene una buona scorta. Ne ho una discreta quantit� nei magazzini, ma quell�incursione suicida degli uomini del Duca ha distrutto la maggior pane della spezia destinata alle vendite�.</p><p>Rabban annu�: �S�, mio Signore�.</p><p>Il Barone sorrise. �E allora, domani mattina raccoglierai quanto resta dell�organizzazione di questo pianeta, e dirai loro: �Il Nostro Sublime Imperatore Padisci� mi ha incaricato di prendere possesso di questo pianeta e di porre fine ad ogni disputa.��</p><p>�S�, mio Signore.�</p><p>�Sono sicuro che hai capito, questa volta. Domani discuteremo ogni cosa dettagliatamente. Ora lasciami, che voglio finire il mio sonnellino.�</p></section><section><epigraph><p>Il Barone disattiv� il campo della porta e segu� con lo sguardo il nipote che usciva: <emphasis>Un cervello come una spugna, </emphasis>pens�. <emphasis>Una mente muscolosa e un cervello che � una spugna. Saranno ridotti a una poltiglia sanguinante, quando avr� finito con loro. E quando mander� Feyd-Rautha a togliere il fardello dalle loro spalle, lo accoglieranno come il salvatore. L�amatissimo Feyd-Rautha, Feyd-Rautha il Benigno. L�eroe misericordioso che li salver� dalla bestia. Feyd-Rautha, un condottiero da seguire in capo al mondo, fino alla morte, se necessario. Quando il tempo sar� venuto, il ragazzo avr� imparato come opprimere garantendosi l�impunit�. � lui che mi serve, s�. Imparer�. E ha un corpo cos� adorabile� Che adorabile ragazzo!</emphasis></p><p>All�et� di 15 anni aveva gi� imparato il silenzio.</p><text-author><strong>dalla �Storia di Muad�Dib per bambini�,</strong></text-author><text-author><strong>della Principessa Irulan</strong></text-author></epigraph><empty-line/><p>Mentre lottava ai comandi dell�ornitottero, Paul si rese conto che stavano sfuggendo all�intricato groviglio della tempesta. La sua percezione, superiore a quella di un Mentat, gli consentiva di calcolare fulmineamente in base agli indizi pi� sottili le muraglie di polvere, le depressioni, i turbini pi� complessi, l�improvviso esplodere di nuovi vortici.</p><p>La cabina era come una scatola furiosamente sballottata, nella luminosit� verde dei quadranti. Fuori, la polvere era un velo continuo, denso, color ocra, ma i suoi sensi interiori cominciarono a <emphasis>vedere </emphasis>attraverso quel velo.</p><p><emphasis>Devo incontrare il vortice giusto, </emphasis>pens�.</p><p>Gi� da tempo aveva sentito che la violenza della tempesta si attenuava, anche se li scuoteva ancora selvaggiamente. Aspett� un�altra raffica.</p><p>Il turbine si scaten� all�improvviso, agitando freneticamente l�apparecchio. Paul scacci� ogni paura, e inclin� l�ornitottero a sinistra.</p><p>Jessica si accorse della manovra sull�altimetro.</p><p>�Paul!� grid�.</p><p>Il vortice si rovesci�, scagliandoli da ogni parte, trascinando con s� l�ornitottero come una foglia su un geyser, sbattendoli su e gi�: un granello alato in un�immensa nube di polvere urlante illuminata dalla seconda luna.</p><p>Paul guard� in basso, e vide le colonne ascendenti di vento caldo sature di polvere che li avevano inghiottiti e poi rivomitati, vide la tempesta morente che si allontanava come un fiume asciutto nel deserto: un nastro, grigio nel riflesso lunare, che diventava sempre pi� piccolo sotto di loro mentre salivano sempre pi� in alto.</p><p>�Ne siamo usciti� bisbigli� Jessica.</p><p>Paul fece scivolare l�ornitottero fuori della polvere, accelerando all�improvviso, mentre scrutava il cielo notturno.</p><p>�Siamo sfuggiti al nemico� disse.</p><p>Jessica sent� il cuore balzarle in gola. Si sforz� di calmarsi, e guard� ancora la tempesta che scompariva in lontananza. Il suo senso del tempo le diceva che avevano cavalcato in quella furia cieca di forze primordiali per quasi quattro ore, ma a una parte della sua mente sembrava che fosse trascorsa tutta una vita. Le sembr� di rinascere.</p><p><emphasis>� stato come nella litania, </emphasis>pens�. <emphasis>L�abbiamo affrontata senza far resistenza, e la tempesta � passata attraverso a noi, intorno a noi. � scomparsa, ma noi restiamo.</emphasis></p><p>�Non mi piace il rumore che fanno le ali� disse Paul. �La tempesta le ha danneggiate.�</p><p>Gli bast� saggiare i comandi; il velivolo sussultava e raschiava. Erano sfuggiti alla tempesta, ma lui non aveva ancora riacquistato la preveggenza. E tuttavia, si erano salvati. Paul trem� sulla soglia di una rivelazione.</p><p>Rabbrivid�.</p><p>Una sensazione ipnotica, terrificante. Perch�? si chiese. Perch� questa tremante consapevolezza? Parte di essa era senz�altro dovuta ai cibi saturi di spezia di Arrakis. Ma si convinse che un�altra parte era dovuta alla litania, quasi che le parole avessero un proprio potere.</p><p><emphasis>Non avr� paura�</emphasis></p><p>Causa ed effetto: era vivo nonostante le forze maligne, e si avvicinava a una nuova percezione grazie al potere magico della litania.</p><p>Le parole della Bibbia Cattolica Orangista gli risuonarono nella memoria: �<emphasis>Non ci manca forse un senso per vedere e udire un altro mondo, dovunque intorno a noi?</emphasis>�</p><p>�Siamo circondati dalle rocce� disse Jessica.</p><p>Paul si concentr� sulla guida dell�ornitottero. Scosse la testa per schiarirsi le idee e si guard� intorno. Vide sulla destra nere forme rocciose che emergevano dalla sabbia. Sent� il vento accarezzargli le caviglie, un turbinio di polvere. La tempesta aveva perforato in qualche punto la cabina.</p><p>�Meglio atterrare sulla sabbia� disse ancora Jessica. �Le ali rischiano di fracassarsi a una frenata brusca.�</p><p>Paul accenn� con la testa ad alcune rocce davanti a loro, che sporgevano oltre le dune, alla luce della luna. �Toccheremo terra laggi�. Controlla la cintura.�</p><p>Lei obbed�, pensando: <emphasis>Abbiamo acqua e tute distillanti. Se troviamo cibo possiamo sopravvivere a lungo nel deserto. I Fremen vivono qui. Quello che fanno i Fremen possiamo farlo anche noi.</emphasis></p><p>�Nell�istante in cui ci fermiamo, corri verso quelle rocce� disse Paul. �Io porter� lo zaino Fremen.�</p><p>�Correre verso�� Tacque e annu�. �I vermi.�</p><p>�I nostri amici, i vermi� la corresse Paul. �Si mangeranno l�ornitottero. Non rester� nessuna traccia del nostro atterraggio.�</p><p><emphasis>Coni�� diretta la sua logica, </emphasis>pens� Jessica.</p><p>Scivolarono verso il deserto, sempre pi� in basso�</p><p>La lunga planata sembr� animare ogni cosa al loro passaggio: le ombre confuse delle dune, le rocce come isole nella sabbia. L�ornitottero tocc� la cima di una duna con un fruscio di seta e balz� verso la duna successiva.</p><p><emphasis>Smorza la nostra velocit� sulla sabbia, </emphasis>pens� ancora Jessica, e ammir� la sua abilit�.</p><p>�Aggrappati forte!� esclam� Paul.</p><p>Azion� i comandi delle ali, le apr� lentamente, poi le spalanc�. Sent� che facevano presa sull�aria, mentre il vento urlava sempre pi� forte tra le fessure e le nervature.</p><p>Improvvisamente, un debole rollio: l�ala sinistra, indebolita dalla tempesta, si torse verso l�alto e piomb� all�indietro, cozzando contro il fianco dell�ornitottero. Il velivolo scivol� lungo la cresta di una duna, inclinandosi a sinistra, rotol� sul lato opposto e si conficc� sulla duna successiva, in un turbine di sabbia. Giacquero immobili sul fianco, sul lato dell�ala spezzata, mentre l�ala intatta puntava verso le stelle. Paul sganci� la cintura di sicurezza, scivol� oltre sua madre, verso l�alto, e spinse con violenza il portello. La sabbia si precipit� dentro la cabina, portando con s� un odore asciutto di pietra focaia. Paul afferr� lo zaino dal sedile posteriore e controll� che sua madre si fosse liberata dalla cintura di sicurezza. Jessica usc�, appoggiandosi al rivestimento metallico dell�ornitottero, e Paul la segu� trascinando lo zaino.</p><p>�Corri!� grid�.</p><p>Le indic� il pendio della duna, oltre il quale spiccava una guglia rocciosa, smangiata dalla furia del vento e della sabbia.</p><p>Jessica balz� gi� dall�ornitottero e corse via, inciampando e scivolando lungo la duna. Sent� Paul che la seguiva ansimando. Giunsero sulla cresta sabbiosa che proseguiva verso le rocce.</p><p>�Segui la cresta� le ordin� Paul. �Arriveremo prima.�</p><p>Arrancarono verso le rocce. La sabbia sembrava incollarsi ai piedi e risucchiarli.</p><p>Percepirono allora un altro suono: un bisbiglio muto, un sibilo, un raschiare ovattato.</p><p>�Un verme!� esclam� Paul.</p><p>Aument� d�intensit�.</p><p>�Pi� presto!� ansim� Paul.</p><p>Il primo scalino roccioso, come una spiaggia digradante nella sabbia, era a non pi� di dieci metri davanti a loro, quando alle loro spalle udirono un fracasso spaventoso e il frantumarsi del metallo. Paul si pass� lo zaino sul braccio destro, afferrandolo per le cinghie. Gli batteva sul fianco, mentre correva. Afferr� la madre per un braccio: s�inerpicarono sul pendio roccioso, lungo una superficie cosparsa di ciottoli, dentro un canalone scavato dal vento. Il loro respiro, nella gola riarsa, divenne rauco e ansimante.</p><p>�Non ce la faccio pi�� balbett� Jessica.</p><p>Paul si ferm�, la spinse in una spaccatura rocciosa, si volt� e guard� gi� nel deserto. Al largo dell�isola di roccia, avanzava una duna; le increspature che si formavano sulla sabbia erano illuminate dalla luna, onde di sabbia, uno scavo sotterraneo la cui cresta, quasi allo stesso livello degli occhi di Paul, era visibile a un chilometro di distanza. Il corrugamento tra le dune formava una sola curva, un breve arco di circonferenza che intersecava il punto dove avevano lasciato l�ornitottero.</p><p>Non c�era pi� alcuna traccia del velivolo.</p><p>Il cumulo formato dal movimento sotterraneo si allontan� verso l�immensa distesa piatta, poi si volt� e ripercorse lo stesso cammino, come se cercasse qualcosa.</p><p>�� pi� grande di una nave della Gilda� bisbigli� Paul. �Mi avevano detto che i vermi erano giganteschi, nell�alto deserto, ma non mi ero reso conto��</p><p>�Neanch�io� mormor� Jessica.</p><p>Ancora una volta la cosa si allontan� dalle rocce, descrivendo una grande curva, sempre pi� lontana, verso l�orizzonte. Restarono in ascolto, finch� il rumore del suo passaggio si confuse col lieve fruscio della sabbia, intorno a loro.</p><p>Paul sospir�, fiss� la scarpata illuminata dalla gelida luce della luna e cit� una frase del <emphasis>Kitab al-Ibar. </emphasis>�Viaggia di notte e riposati all�ombra durante il giorno�. Guard� sua madre. �Abbiamo ancora qualche ora, prima che sorga il sole. Puoi camminare ancora?�</p><p>�Fra un momento.�</p><p>Paul sal� sul masso, si mise lo zaino in spalla, aggiustandone le cinghie. Rest� un attimo immobile, consultando una parabussola.</p><p>�Appena sei pronta� disse.</p><p>Lei si avvicin�, camminando sulla roccia, e sent� che le forze le ritornavano. �Da che parte?�</p><p>�Fin dove conduce questa cresta.� E indic� la direzione.</p><p>�Nelle profondit� del deserto.�</p><p>�Il deserto dei Fremen� mormor� Paul.</p><p>E si arrest�, ricordando nell�intimo le immagini che si erano stagliate chiaramente in una delle sue premonizioni su Caladan. Aveva visto questo deserto. Ma, <emphasis>nell�insieme, </emphasis>la visione era stata sottilmente diversa, un�immagine ottica scomparsa dalla sua coscienza dopo essere stata assorbita dalla memoria e che ora non riusciva pi� a sovrapporsi perfettamente alla scena reale. La visione sembrava essersi sfalsata, avvicinandosi da un�angolazione diversa, mentre lui restava l�, immobile.</p><p><emphasis>Idaho era con noi, in quella visione, </emphasis>ricord�. <emphasis>Ma ora Idaho � morto.</emphasis></p><p>�Sai dove andare?� gli chiese Jessica, male interpretando la sua esitazione.</p><p>�No� disse lui, �ma andremo lo stesso.�</p><p>Si assicur� pi� saldamente lo zaino sulle spalle e s�incammin� decisamente in un cunicolo scavato dalla sabbia nella roccia. Il solco si apriva su un tavolato roccioso illuminato dalla luna, che s�innalzava verso sud in una serie di terrazze.</p><p>Paul si avvicin� al primo gradino roccioso e si arrampic� sopra di esso. Jessica lo segu�. Si rese conto ben presto che il loro cammino esigeva una continua improvvisazione, le sacche di sabbia fra le rocce che rallentavano i loro passi, le creste affilate dal vento che tagliavano le mani, i macigni disseminati qua e l� che obbligavano a una scelta: scalarli o aggirarli? Il terreno imponeva il proprio ritmo. Parlavano solo quand�era necessario, con voci rauche per lo sforzo.</p><p>�Fai attenzione, qui. La sabbia � scivolosa.�</p><p>�Quella sporgenza rocciosa� Gi� la testa!�</p><p>�Passa sotto a quella cresta: abbiamo la luna alle spalle e chiunque l� fuori potrebbe vederci.�</p><p>Paul si ferm� in una rientranza della roccia, appoggiando lo zaino a una stretta sporgenza. Jessica si appoggi� accanto a lui, felice per quell�istante di riposo. Sent� che Paul aspirava dal tubo della sua tuta distillante, e anche lei sorseggi� qualche goccia dell�acqua rigenerata. Aveva un gusto insipido e si ricord� delle acque di Caladan: un�alta fontana che racchiudeva nel suo zampillo un�intera curva di cielo, una tale ricchezza d�acqua che si distingueva di essa soltanto la forma, o i riflessi, o il suono, fermandosi accanto.</p><p><emphasis>Fermarsi, </emphasis>pens�. <emphasis>Fermarsi� fermarsi davvero.</emphasis></p><p>La vera felicit�, si accorse, era questa: la possibilit� di fermarsi, sia pure per un istante. Non c�era alcuna felicit�, altrimenti.</p><p>Paul si allontan� dalla sporgenza rocciosa, si volt� e si arrampic� lungo una superficie inclinata. Jessica lo segu� sospirando.</p><p>Scivolarono gi� su un�ampia piattaforma che costeggiava, aggirandola, una parete rocciosa a picco. Di nuovo ripresero ad avanzare irregolarmente sul terreno accidentato.</p><p>Jessica percep� nella notte le differenti dimensioni delle sostanze sotto i piedi e le mani: macigni, o ghiaia, o roccia frantumata, o sabbia, e ancora sabbia, e polvere grossolana, o un velo sottile, impalpabile.</p><p>La polvere ostruiva i filtri del naso e bisognava soffiare per cacciarla via. La sabbia grossolana e la ghiaia slittavano sulla dura superficie delle rocce, e facevano scivolare gli ignari. Le schegge rocciose tagliavano.</p><p>E le chiazze di sabbia, onnipresenti, appesantivano i piedi.</p><p>Paul si arrest� sulla piattaforma rocciosa, sorreggendo sua madre perch� non inciampasse su di lui.</p><p>Indic� qualcosa a sinistra. Jessica segu� con lo sguardo il suo braccio e vide che si trovavano sull�orlo di uno strapiombo: duecento metri pi� in basso il deserto si stendeva come un mare. Giaceva immobile, la superficie solcata da innumerevoli onde argentee sotto il chiaro di luna� ombre taglienti che sfumavano in curve, mentre, in distanza, s�intravedeva in un grigiore opaco e confuso un�altra scarpata.</p><p>�Deserto aperto� disse Jessica.</p><p>�Ci vorr� molto tempo ad attraversarlo� fece Paul, e la sua voce suon� soffocata dal filtro.</p><p>Jessica scrut� a destra e a sinistra: sotto non c�era altro che sabbia.</p><p>Paul aguzz� gli occhi oltre le dune, seguendo il movimento delle ombre al passaggio della luna. �� largo tre o quattro chilometri� disse.</p><p>�E i vermi?�</p><p>�Ce ne saranno senz�altro� replic� Paul.</p><p>Jessica si concentr� sulla sua stanchezza, sui muscoli doloranti che le offuscavano i sensi. �Non sarebbe meglio fermarci e mangiare?�</p><p>Paul si tolse lo zaino dalle spalle, si sedette sulla roccia e appoggi� la schiena allo zaino. Jessica si sostenne alla sua spalla, mentre si lasciava scivolare sulla roccia accanto a lui. Sent� Paul girarsi e frugare, cercando qualcosa.</p><p>�Ecco� disse.</p><p>Jessica sent� la sua mano secca e coriacea che le porgeva due capsule energetiche. Le inghiott� con un sorso d�acqua, che aspir� a malincuore dal tubo della tuta.</p><p>�Bevi tutta la tua acqua� l�invit� Paul. �Assioma: il miglior posto dove conservare la tua acqua � il tuo corpo. Conserva la tua energia e ti fa sentire pi� forte. Abbi fiducia nella tua tuta distillante.�</p><p>Jessica obbed� e svuot� completamente le tasche di raccolta. Sent� l�energia che le ritornava. Allora assapor� quel momento di calma e di stanchezza, e ricord� le parole che una volta il menestrello guerriero Gurney Halleck le aveva detto: �Meglio un tozzo di pane tranquilli, che una casa piena di lotte e di sospetti�.</p><p>Jessica le ripet� a voce alta. Paul annu�.</p><p>�Tipico di Gurney� disse.</p><p>Jessica colse in queste parole la rievocazione di un morto, e pens�: <emphasis>S�, il povero Gurney potrebbe esser morto. </emphasis>Tutta la gente degli Atreides era morta, o prigioniera, o sperduta in quel vuoto senz�acqua, come loro.</p><p>�Gurney aveva sempre pronta la citazione giusta� riprese Paul. �M�immagino di sentirlo, in questo momento: �Asciugher� questi fiumi, vender� la terra ai cattivi, trasformer� il paese e quanto c�� sopra in un�arida distesa, e questo per mano straniera!��</p><p>Jessica chiuse gli occhi, commossa fino alle lagrime dalla tristezza che sentiva nella voce di suo figlio.</p><p>Poco dopo Paul disse ancora: �Come� ti senti?�</p><p>Lei cap� che la domanda riguardava il suo stato, e rispose: �Tua sorella non nascer� prima di molti mesi. Mi sento ancora� in forze�.</p><p>E pens�: <emphasis>� mio figlio e gli parlo con tanta rigida formalit�! </emphasis>Poi, secondo la Via Bene Gesserit, cerc� la spiegazione del proprio comportamento e la trov�: <emphasis>Ho paura di mio figlio. Mi spaventa la sua diversit�. E ancor pi� quello che potrebbe vedere davanti a noi, sulla nostra strada. E quello che potrebbe dirmi.</emphasis></p><p>Paul si cal� il cappuccio sugli occhi. Ascolt� il sottile brusio della notte. I suoi polmoni erano pieni del suo stesso silenzio. Il naso gli prudeva. Lo gratt�, si tolse il filtro e percep� l�intenso odore di cinnamomo nell�aria.</p><p>�C�� del melange qui vicino� disse.</p><p>Un vento leggero gli accarezz� le guance e fece ondeggiare il suo �burnus�. Ma questo vento, lo sent� chiaramente, non era foriero di tempesta.</p><p>�Presto sar� l�alba� disse ancora.</p><p>Jessica annu�.</p><p>�C�� un solo modo di attraversare senza pericolo le sabbie aperte. I Fremen lo usano.�</p><p>�E i vermi?�</p><p>�Se piantassimo qui nelle rocce un martellatore� Ne ho uno nello zaino. Terrebbe occupato il verme per un certo tempo.�</p><p>Jessica consider� il deserto sotto la luna, fino all�altra scarpata: �Abbastanza tempo per arrivare laggi�?�</p><p>�Forse. E se noi riuscissimo a marciare producendo soltanto rumori <emphasis>naturali, </emphasis>quei rumori che non attirano i vermi��</p><p>Paul studi� il deserto piatto cercando nella sua memoria presciente, ritrovando le misteriose allusioni ai martellatori e agli ami da creatore che aveva letto nel manuale dei Fremen. Gli sembrava strano dover provare soltanto quel terrore dei vermi. Giusto al di l� della sua consapevolezza, c�era la convinzione che i vermi dovevano essere rispettati, e non temuti, se� se�</p><p>Scosse la testa.</p><p>�Dovranno essere rumori senza alcun ritmo� disse Jessica.</p><p>�Che cosa? Oh, s�. Se camminiamo irregolarmente� La sabbia, ogni tanto, frana spontaneamente. I vermi non possono precipitarsi verso ogni suono. Ma dobbiamo essere completamente riposati, per questo.�</p><p>Fiss� nuovamente l�alta parete di roccia alle sue spalle e lesse il passaggio del tempo nelle ombre verticali disegnate dalla luna: �Sar� alba tra un�ora�.</p><p>�Dove passeremo la giornata?�</p><p>Paul si volt� a sinistra e punt� la mano: �Lo strapiombo gira a nord da quella parte. Vedi com�� eroso? Quello � il lato esposto al vento. Vi saranno senz�altro profondi crepacci, laggi��.</p><p>�Non sarebbe meglio partire subito?� disse Jessica.</p><p>Paul si alz� e l�aiut� a rimettersi in piedi. �Sei abbastanza riposata per la discesa? Voglio arrivare il pi� presto possibile vicino al deserto, prima di accamparci.�</p><p>�Abbastanza.� E con un gesto lo invit� ad aprire la marcia.</p><p>Paul esit�, poi sollev� lo zaino, lo agganci� alle spalle e cominci� a muoversi sulla roccia.</p><p><emphasis>Se soltanto avessimo dei sospensori, </emphasis>pens� Jessica. <emphasis>Sarebbe cos� semplice saltare laggi�. Ma forse i sospensori sono un�altra delle cose che vanno evitate in pieno deserto. Forse attirano i vermi allo stesso modo di uno scudo.</emphasis></p><p>Arrivarono a una serie di sporgenze che digradavano verso il basso, e pi� in l� videro una spaccatura, messa in risalto dal chiaro di luna, che sprofondava nella roccia. Paul inizi� la discesa, muovendosi con cautela ma in fretta, poich� era ovvio che il chiaro di luna non sarebbe durato per molto. S�inabissarono in un mondo di ombre sempre pi� profonde. Forme rocciose appena visibili oscurarono le stelle intorno a loro. Il crepaccio si restrinse fino a soli tre metri di larghezza, sull�orlo di un pendio di sabbia grigia che sprofondava nelle tenebre.</p><p>�Possiamo scendere?� bisbigli� Jessica.</p><p>�Credo di s�.�</p><p>Paul saggi� la superficie col piede.</p><p>�Possiamo lasciarci scivolar gi�� disse. �Io vado per primo. Aspetta finch� non sentirai che mi sono fermato.�</p><p>�Sii prudente.�</p><p>Paul si lasci� scivolare lungo il pendio, ruzzolando e slittando sulla superficie soffice fino a trovarsi su una distesa quasi piatta ricoperta di sabbia indurita, tra le muraglie rocciose. Sent� allora il rumore della sabbia che franava dietro di lui. Si volt�, cerc� di distinguere la sommit� del pendio nell�oscurit�, e fu investito da una valanga di sabbia che rumoreggi� a lungo prima di fermarsi.</p><p>�Madre?� chiam�, nel silenzio improvviso.</p><p>Non ci fu risposta.</p><p>�Madre?�</p><p>Lasci� andare lo zaino e si precipit� sul pendio, cercando di risalirlo, scavando la sabbia come un animale impazzito. �Madre!� ansim�. �Madre, dove sei?�</p><p>Un�altra valanga di sabbia lo invest�, seppellendolo fino ai fianchi. Si strapp� via con violenza.</p><p><emphasis>� stata travolta dalla valanga, </emphasis>pens�. <emphasis>La sabbia l�ha seppellita. Devo restare calmo e avanzare con precauzione. Non soffocher� subito. Entrer� in sospensione bindu per ridurre il consumo di ossigeno. Sa che sto scavando per ritrovarla.</emphasis></p><p>Seguendo l�addestramento Bene Gesserit che lei gli aveva insegnato, Paul plac� il furioso battito del cuore e ridusse la mente a una lavagna vuota, sulla quale gli ultimi istanti del passato potevano comparire di nuovo. La sua memoria rievoc� ogni singolo movimento, vortice o contorsione della valanga, con enorme ricchezza di particolari, anche se il tempo richiesto fu in realt� una frazione di secondo. Quindi Paul si mosse lungo il pendio, obliquamente, sondando con cautela fino a ritrovare la parete rocciosa e una sporgenza su di essa. Cominci� a scavare, lentamente, per non causare un�altra valanga. Le sue dita incontrarono un lembo di tessuto. Lo segu�, trov� un braccio. Con delicatezza prosegu� fino a liberare il viso.</p><p>�Mi senti?� bisbigli�.</p><p>Nessuna risposta.</p><p>Scav� pi� in fretta, liberando le spalle. Jessica si afflosciava sotto le sue mani, ma sent� il debole battito del suo cuore.</p><p><emphasis>Sospensione bindu, </emphasis>disse tra s�.</p><p>La liber� dalla sabbia fino alla vita, l�afferr� per le spalle e la tir� verso il basso, prima lentamente, poi sempre pi� veloce: sent� la sabbia aprirsi e liberare la presa. Tir� il corpo di Jessica sempre pi� forte, ansimando e lottando per mantenere l�equilibrio. Poi scivol� sulla sabbia compatta, si caric� il corpo sulle spalle e corse disperatamente mentre l�intero pendio sabbioso precipitava dietro di lui, rombando tra le pareti rocciose.</p><p>Si ferm� alla fine del crepaccio e guard� trenta metri pi� in basso l�ininterrotta distesa di dune. Distese dolcemente Jessica sulla sabbia e pronunci� le parole che l�avrebbero fatta uscire dalla catalessi. Jessica si risvegli� lentamente, il suo respiro si fece pi� intenso.</p><p>�Sapevo che mi avresti salvata� bisbigli�.</p><p>Lui si guard� alle spalle, seguendo la spaccatura sempre pi� in alto, �Sarebbe stato meglio che non ti avessi trovata� disse.</p><p>�Paul!�</p><p>�Ho perduto lo zaino� spieg�. �� sepolto sotto cento tonnellate di sabbia, come minimo��</p><p>�Tutto?�</p><p>�L�acqua di riserva, la tenda distillante� tutto quello che conta.� Si tocc� una tasca. �Ho ancora la parabussola.� Frug� nella cintura. �Coltello e binocolo. Almeno, faremo in tempo a dare un�occhiata al luogo dove moriremo.�</p><p>In quel momento il sole comparve sull�orizzonte, in qualche punto a sinistra, al di l� del crepaccio. I colori rifulsero sulla sabbia. Un coro di uccelli inton� il suo canto dai nidi tra le rocce.</p><p>Ma Jessica vide soltanto la disperazione negli occhi di Paul. Parl� con una punta di disprezzo: �� questo che ti � stato insegnato?�</p><p>�Ma non capisci?� disse lui. �Tutto quello che ci � indispensabile a sopravvivere nel deserto � perduto sotto quella montagna di sabbia!�</p><p>�Tu hai ritrovato me� e la sua voce, adesso, era dolce e ragionevole.</p><p>Paul si accovacci� sui talloni. Il suo sguardo esamin� il nuovo pendio che si era formato. La sabbia era soffice, instabile.</p><p>�Se soltanto potessimo bloccarne una piccola parte� disse, �e scavare un pozzo fino allo zaino. Ma ci serve acqua per questo, e noi non ne abbiamo abbastanza�� S�interruppe di colpo. �Della schiuma!�</p><p>Jessica rest� immobile, per paura di disturbare l�iperconcentrazione mentale di suo figlio.</p><p>Paul scrut� fra le dune, cercando insieme con gli occhi e con le narici: trov� la direzione giusta, poi concentr� la sua attenzione su un tratto di sabbia pi� scuro, sotto di loro.</p><p>�Spezia� disse. �La sua essenza � altamente alcalina. E ho la parabussola. La sua pila contiene dell�acido.�</p><p>Jessica si raddrizz� contro la roccia.</p><p>Paul l�ignor�, balz� in piedi e si precipit� sulla superficie indurita dal vento che si protendeva dal fondo della spaccatura fin dentro al deserto.</p><p>Jessica osserv� il modo in cui lui camminava, interrompendosi ad ogni passo: una pausa� un passo� un altro� una scivolata� una pausa�</p><p>Non c�era alcun ritmo, in questo, che potesse indicare a un verme in cerca di preda che qualcosa di estraneo al deserto si muoveva laggi�.</p><p>Paul raggiunse il giacimento di spezia, ne prelev� una manciata e la raccolse in una piega della tuta, poi ritorn� alla spaccatura. Cosparse la spezia sulla sabbia, davanti a Jessica, si accovacci� e cominci� a smontare la parabussola, usando la punta del coltello. Il quadrante si stacc�. Paul si sfil� la sciarpa, vi mise sopra le varie parti della bussola, poi estrasse la batteria. Poi tolse il meccanismo interno, lasciando un compartimento vuoto largo e piatto nello strumento.</p><p>�Avrai bisogno di acqua� gli disse Jessica.</p><p>Paul stacc� l�estremit� del tubo dal collo, ne succhi� una boccata e la sput� nel compartimento vuoto.</p><p><emphasis>Se non riesce sar� acqua sprecata, </emphasis>pens� Jessica. <emphasis>Ma in questo caso non avr� pi� importanza.</emphasis></p><p>Col suo coltello Paul pratic� un foro nella batteria, spargendo i cristalli nell�acqua. Essi schiumeggiarono leggermente, poi si calmarono.</p><p>Jessica percep� un movimento sopra di loro: alz� gli occhi e vide una fila di falchi in alto sulla spaccatura. Erano appollaiati, con lo sguardo fisso nell�acqua.</p><p><emphasis>Grande Madre! </emphasis>pens� Jessica. <emphasis>Possono percepire l�acqua perfino a quella distanza!</emphasis></p><p>Paul aveva di nuovo applicato il coperchio alla parabussola, escludendo il pulsante di regolazione per lasciare un piccolo foro. Afferrando con una mano lo strumento cos� trasformato e una manciata di spezia con l�altra, risal� lungo il crepaccio, studiando la struttura del pendio. La sua tuta si rigonfiava dolcemente, non pi� trattenuta dalla sciarpa. Avanz� sprofondando nella sabbia, provocando una serie di piccole frane.</p><p>Poi si ferm�, infil� un pizzico di spezia nella parabussola e agit� lo strumento.</p><p>La schiuma verde riboll� dal foro del pulsante. Paul la fece schizzare sul pendio, creando in quel punto una piccola diga che subito consolid� scalciandovi sopra la sabbia e versando altra schiuma.</p><p>Dal basso, Jessica lo chiam�: �Posso aiutarti?�</p><p>�Vieni su e scava. Ci sono ancora tre metri. Ce la faremo a stento.� Mentre parlava, la schiuma cess� di schizzare dallo strumento.</p><p>�Presto� disse Paul. �Non so per quanto tempo la schiuma tratterr� la sabbia.� Jessica si arrampic� con le mani e i piedi al fianco di Paul, mentre suo figlio versava un altro pizzico di spezia nel buco, scuotendo la parabussola. La schiuma schizz� fuori un�altra volta.</p><p>Mentre Paul riprese a consolidare la diga, Jessica scav� con le mani, gettando la sabbia gi� per il pendio. �Quanto manca?� ansim�.</p><p>�Circa tre metri� disse Paul. �Ma la posizione � approssimativa. Forse dovremo allargare il buco.� Si spost� di un passo, scivolando sulla sabbia molle. �Scava obliquamente all�indietro. Non verso il basso.�</p><p>Jessica obbed�.</p><p>Lentamente, la buca si approfond� fino al livello del bacino esterno, e non c�era alcuna traccia dello zaino.</p><p><emphasis>� possibile che io abbia sbagliato i calcoli? </emphasis>si chiese Paul. <emphasis>Mi sono lasciato prendere dal panico e ho sbagliato? La paura ha intaccato le mie capacit�?</emphasis></p><p>Guard� dentro la parabussola. Ormai l�acido si era quasi consumato.</p><p>Jessica si raddrizz� nella buca, si sfreg� contro la guancia una mano macchiata di schiuma. I suoi occhi incontrarono quelli di Paul.</p><p>�All�altezza della tua testa� disse Paul. �Lentamente.� Aggiunse un altro pizzico di spezia nel contenitore, spruzzando la schiuma intorno alle mani di Jessica mentre cominciava a intagliare un foro verticale sulla parete della buca. Subito le sue mani incontrarono qualcosa di duro. Lentamente, Jessica liber� un pezzo di cinghia con una fibbia di plastica.</p><p>�Basta cos� bisbigli� Paul. �Non abbiamo pi� schiuma.�</p><p>Jessica strinse la cinghia con la mano e alz� gli occhi, a guardarlo. Paul scaravent� la bussola gi� nel bacino e disse: �Porgimi l�altra mano. Ora, ascoltami attentamente. Ti tirer� violentemente verso il basso, lungo il pendio. Non lasciare la cinghia. Non precipiter� pi� molta sabbia dall�alto; ormai il pendio si � stabilizzato. Cercher� di tenere la tua testa fuori della sabbia. Quando la sabbia avr� riempito tutto, potr� scavarti fuori insieme allo zaino�.</p><p>�Capisco� disse Jessica.</p><p>�Sei pronta?�</p><p>�Sono pronta.� Strinse le dita intorno alla cinghia.</p><p>Con uno strappo violento Paul la sollev� per met� fuori dalla buca; e le tenne la testa sollevata mentre la barriera di schiuma cedeva e la sabbia si rovesciava gi�. Quando la frana si arrest�, Jessica era seppellita fino alla vita, un braccio e una spalla anch�essi prigionieri, ma il suo mento era appoggiato su una piega della tuta di Paul. Le spalle le facevano male per lo sforzo.</p><p>�Stringo ancora la cinghia� disse.</p><p>Lentamente Paul immerse la mano nella sabbia, accanto alla sua, e trov� la cinghia.</p><p>�Ora, insieme� fece. �Tensione costante. Non dobbiamo spezzarla.�</p><p>Altra sabbia precipit� mentre tiravano lo zaino. Quando lo zaino comparve alla superficie, Paul si ferm� e liber� sua madre dalla sabbia. Poi, insieme, finirono di estrarlo dalla trappola.</p><p>Qualche minuto dopo erano entrambi in piedi sul fondo del crepaccio, con lo zaino tra loro.</p><p>Paul guard� sua madre. La schiuma le macchiava il viso e la tuta ed era incrostata di sabbia nei punti in cui la schiuma si era asciugata. Sembrava che l�avessero bersagliata con palle di sabbia verde.</p><p>�Hai un aspetto ben poco dignitoso� le disse.</p><p>�Tu non sei molto meglio� ribatt� Jessica.</p><p>Scoppiarono a ridere, poi si calmarono.</p><p>�Tutto questo non sarebbe dovuto accadere� dichiar� Paul. �Non ho fatto sufficiente attenzione.�</p><p>Jessica scroll� le spalle e sent� la sabbia rappresa che le cadeva dalla tuta.</p><p>�Alzer� la tenda� disse Paul. �� meglio che ti levi la tuta e la ripulisca.�</p><p>Si volt� e prese lo zaino.</p><p>Jessica annu� in silenzio, troppo stanca per parlare.</p><p>�Ci sono dei fori d�ancoraggio su questa roccia� annunci� Paul, �Qualcuno si � accampato qui prima di noi.�</p><p><emphasis>Perch� no? </emphasis>si chiese Jessica, mentre spazzolava la tuta. Era un luogo molto conveniente: protetto dalle pareti rocciose e di fronte a un altro strapiombo, a quattro chilometri. Era inoltre abbastanza alto sul deserto per evitare i vermi, e abbastanza vicino per arrivarvi rapidamente prima della traversata.</p><p>Si gir� e vide che Paul aveva gi� rizzato la tenda distillante. Le nervature della sua cupola sembravano confondersi con le pareti rocciose. Paul venne avanti, col binocolo, ne regol� rapidamente la pressione interna e mise a fuoco le lenti a olio sull�altra roccia a picco che risplendeva rossodorata davanti a loro, in distanza, nel sole del mattino.</p><p>Jessica l�osserv� mentre studiava l�apocalittico paesaggio, esplorando canyon e fiumi di sabbia.</p><p>�Cresce qualcosa dall�altra parte� disse Paul.</p><p>Jessica tir� fuori dal pacco l�altro binocolo e si rizz� in piedi accanto a Paul.</p><p>�L� disse lui, stringendo il binocolo con una mano e indicando con l�altra.</p><p>�Saguaro� fece Jessica dopo aver guardato. �Erba secca.�</p><p>�Ci potrebbe essere qualcuno nelle vicinanze.�</p><p>�Potrebbero essere i resti di una stazione sperimentale botanica� l�avvert� lei.</p><p>�Qui siamo piuttosto lontani, verso il sud� obbiett� Paul. Abbass� il binocolo, grattandosi sotto il filtro. Le sue labbra erano secche e screpolate e sent� il gusto polveroso della sete nella sua bocca: �Sembra un luogo dei Fremen�.</p><p>�Siamo sicuri che i Fremen ci siano amici?� chiese Jessica.</p><p>�Kynes ci ha promesso il loro aiuto.�</p><p><emphasis>Ma questa gente del deserto � piena di disperazione, </emphasis>pens� Jessica. <emphasis>Io stessa oggi l�ho sentita. Gente disperata potrebbe ucciderci per impadronirsi della nostra acqua.</emphasis></p><p>Chiuse gli occhi e, sullo sfondo di quel mondo arido e deserto, rievoc� una scena di Caladan. Avevano fatto un viaggio di piacere una volta: lei, e il Duca Leto, prima della nascita di Paul. Avevano volato sulle giungle, a sud, sull�erba folta e selvaggia delle savane urlanti e sulle risaie del delta. E in tutto questo verde avevano visto lunghe file di formiche: uomini che trasportavano i loro carichi su sospensori ancorati ai bilancieri, di traverso sulle spalle. E sul mare, come bianchi petali, i trimarrani di sambuco.</p><p>Tutto finito.</p><p>Jessica riapr� gli occhi al silenzio del deserto, all�incombente calura del giorno. Gli inquieti demoni delle sabbie cominciavano a far tremolare l�aria sulla distesa piatta del deserto. Il lontano strapiombo, davanti a loro, sembrava avvolto nella nebbia.</p><p>Una pioggia di sabbia, per un attimo, form� un�impalpabile cortina all�estremit� della spaccatura. La sabbia scricchiolava da ogni parte, dispersa dalla brezza del mattino, dai falchi che cominciavano a volar via dalla cima dello strapiombo. Quando la sabbia torn� a depositarsi le sembr� ancora di udirne il sibilo, che divenne pi� forte: un suono che, udito una volta, non si poteva pi� dimenticare.</p><p>�Un verme� mormor� Paul.</p><p>Comparve sulla loro destra e sfil� davanti a loro con noncurante maestosit�. Un cumulo di sabbia in movimento che tagliava le dune in linea retta, vibrando. A un certo punto il cumulo s�impenn�, sollevando baffi di sabbia come la prua di una nave. Poi cambi� direzione e si allontan� sulla sinistra.</p><p>Il suono diminu� e si estinse.</p><p>�Ho visto fregate spaziali pi� piccole� mormor� Paul.</p><p>Lei annu�, continuando a guardare attraverso il deserto. L�, dov�era passato il verme, rimaneva quella scia sconvolgente, un solco senza fine davanti a loro, che s�incurvava sotto l�orizzonte come piegato dal contorno del cielo.</p><p>�Quando ci saremo riposati� disse Jessica �riprenderemo le tue lezioni.�</p><p>Paul domin� una rabbia improvvisa, e replic�: �Madre, non credi che potremmo farne a��</p><p>�Oggi ti sei lasciato prendere dal panico� continu� lei. �Tu conosci la tua mente e il tuo sistema nervoso bindu forse meglio di me, ma hai ancora molto da imparare sulla muscolatura prana. Il corpo agisce da solo a volte, Paul, e io posso insegnarti qualcosa in proposito. Devi imparare a controllare ogni muscolo, ogni fibra del corpo. Le tue mani, per esempio� Cominceremo dai muscoli delle dita, i tendini e la sensibilit� dei polpastrelli.� Si volt�. �Entra nella tenda, adesso.�</p><p>Paul flett� pi� volte le dita della mano sinistra, guardando sua madre che strisciava attraverso l�apertura della valvola a sfintere, sapendo che niente sarebbe riuscito a distoglierla da questa sua determinazione� e che lui avrebbe dovuto acconsentire.</p><p><emphasis>Qualunque cosa mi sia fatta, </emphasis>disse tra s�, <emphasis>io mi sono prestato.</emphasis></p><p>Le mani!</p><p>Si guard� le mani. Sembravano cos� insufficienti, paragonate a creature come il verme.</p><empty-line/></section><section><epigraph><p>Siamo venuti da Caladan: un mondo paradisiaco per la nostra forma di vita. Non c�era alcun bisogno, su Caladan, di costruire un paradiso fisico, o uno per la mente� lo vedevamo intorno a noi. E il prezzo che abbiamo pagato � il prezzo che gli uomini hanno sempre pagato nell�ottenere un paradiso in questa vita: diventammo rammolliti, perdemmo la nostra tempra.</p><text-author>da �Conversazioni con Muad�Dib�, della Principessa Irulan</text-author></epigraph><empty-line/><p>�Cos�, voi siete il grande Gurney Halleck� disse l�uomo.</p><p>Halleck era in piedi e fissava, all�opposta estremit� della grande caverna ufficio, il contrabbandiere seduto alla scrivania metallica. L�uomo indossava la tuta dei Fremen e l�azzurro troppo chiaro dei suoi occhi indicava che, almeno in parte, si nutriva di cibi importati. L�ufficio era un duplicato del centro di controllo di una fregata spaziale: trasmettitore e schermi per circa trenta gradi della parete curva, controlli a distanza di strumenti e di armi. Anche la scrivania si protendeva in fuori come un�escrescenza della parete.</p><p>�Io sono Staban Tuek, figlio di Esmar Tuek� disse il contrabbandiere.</p><p>�Allora siete voi la persona che devo ringraziare per l�aiuto ricevuto� dichiar� Halleck.</p><p>�Ah� gratitudine� esclam� il contrabbandiere. �Sedete.�</p><p>Un sedile di tipo astronautico a forma di coppa emerse dalla parete accanto agli schermi. Halleck vi sprofond� con un sospiro. Era stanco; scorse il proprio riflesso sulla liscia superficie scura, accanto al contrabbandiere, e aggrott� le sopracciglia nel cogliere i segni della fatica sul viso rugoso. La cicatrice della liana indelebilis si contorse sulla sua mascella mentre corrugava la fronte.</p><p>Halleck distolse gli occhi dal riflesso del proprio viso e fiss� Tuek. Ora scopriva la somiglianza col padre: le sopracciglia folte, il profilo duro e tagliente delle guance e del naso.</p><p>�I vostri uomini mi hanno detto che vostro padre � morto, ucciso dagli Harkonnen� disse Halleck.</p><p>�Dagli Harkonnen o da uno dei vostri che ha tradito� gli rinfacci� Tuek.</p><p>Halleck ebbe uno scatto di collera, nonostante la stanchezza. Si raddrizz� e disse: �Potete farmi il nome del traditore?�</p><p>�Non ne siamo certi.�</p><p>�Thufir Hawat sospettava di Lady Jessica.�</p><p>�Ah� la strega Bene Gesserit� forse. Ma ora Hawat � prigioniero degli Harkonnen.�</p><p>�Lo so.� Halleck respir� profondamente. �Sembra che si preparino altri massacri.�</p><p>�Noi non faremo niente che attiri l�attenzione� dichiar� Tuek.</p><p>Halleck s�irrigid�. �Ma��</p><p>�Voi e i vostri uomini potrete ripararvi fra noi� disse ancora Tuek. �Voi parlate di gratitudine. Molto bene: lavorate per pagare il vostro debito verso di noi. Abbiamo sempre lavoro per degli uomini in gamba. Tuttavia siamo pronti a uccidervi con le nostre mani alla prima mossa contro gli Harkonnen.�</p><p>�Ma hanno ucciso vostro padre!�</p><p>�Forse, ma vi dar� la stessa risposta che avrebbe dato mio padre a quelli che agiscono senza pensare: �Pesante � la pietra e densa la sabbia; ma non sono nulla al confronto della furia di un pazzo��.</p><p>�Volete dire che non farete niente, allora?� lo schern� Halleck.</p><p>�Non ho detto niente di simile. Ho detto soltanto che voglio proteggere il nostro contratto con la Gilda. La Gilda esige un comportamento circospetto. Ci sono altri modi per distruggere un nemico.�</p><p>�Ah��</p><p>�S�, davvero. Se avete in mente di cercare la strega, fatelo pure. Ma vi avverto che probabilmente � troppo tardi� E io dubito che sia lei quella che cercate.�</p><p>�Hawat si � sbagliato molto di rado.�</p><p>�Ma � caduto nelle mani degli Harkonnen.�</p><p>�Credete che sia lui il traditore?�</p><p>Tuek scroll� le spalle. �Poco importa. Noi siamo convinti che la strega sia morta. Almeno, lo credono gli Harkonnen.�</p><p>�Sembra che voi sappiate parecchio sugli Harkonnen.�</p><p>�Supposizioni� voci e sospetti.�</p><p>�Noi siamo in settantaquattro� disse Halleck. �Se voi ci proponete seriamente di arruolarci nelle vostre file, dovete essere convinto che il nostro Duca sia morto.�</p><p>�Il suo corpo � stato visto.�</p><p>�E anche il ragazzo, il Giovane Duca Paul?� Tent� invano d�inghiottire: aveva come un nodo alla gola.</p><p>�Secondo le ultime informazioni si � sperduto con la madre in una tempesta in pieno deserto. Probabilmente, neppure le sue ossa saranno mai ritrovate.�</p><p>�Cos�, la strega � morta� Tutti morti, allora.�</p><p>Tuek annu�. �E Beast Rabban, cos� mi dicono, riprender� il suo posto sul trono di Dune.�</p><p>�Il Conte Rabban di Lankiveil?�</p><p>�S�.�</p><p>Halleck lott� alcuni istanti per dominare l�ondata di rabbia che minacciava di travolgerlo. �Ho un conto personale con Rabban. Le vite dei miei�� (Si sfreg� la cicatrice). �� e anche questo��</p><p>�Non si rischia tutto per liquidare un conto troppo presto� disse Tuek. Si accigli� nel vedere il gioco dei muscoli sulla mascella di Halleck, il suo sguardo assente.</p><p>�Lo so� lo so�� Halleck sospir�.</p><p>�Voi e i vostri uomini� potete pagarvi il viaggio fuori di Arrakis lavorando per noi. C�� una grande disponibilit� di posti��</p><p>�Lascio i miei uomini liberi di scegliere� Ma se Rabban � qui, io resto.�</p><p>�Dopo le vostre parole, non sono pi� cos� sicuro di desiderare che voi restiate.�</p><p>Halleck fiss� il contrabbandiere: �Dubitate della mia parola?�</p><p>�No��</p><p>�Voi mi avete salvato dagli Harkonnen. Ho giurato fedelt� al Duca Leto per l�identica ragione. Rester� su Arrakis� con voi� o con i Fremen.�</p><p>�Che un pensiero sia espresso oppure no� replic� Tuek, �� pur sempre una cosa reale e potente. Forse, tra i Fremen, voi scoprireste che la linea che separa la vita dalla morte � troppo fragile e incerta.�</p><p>Halleck chiuse gli occhi per un attimo e nuovamente sent� la stanchezza. ��Dov�� il Signore che ci ha guidato in questa terra di deserti e di abissi?�� mormor�.</p><p>�Agite lentamente e il giorno della sua vendetta arriver� disse Tuek. �La rapidit� � lo strumento di Shaitan. Placate il vostro dolore� Possiamo aiutarvi in questo. Vi sono tre cose che alleggeriscono l�anima: l�acqua, l�erba verde e la bellezza di una donna.�</p><p>Halleck apr� gli occhi. �Preferirei che il sangue di Rabban Harkonnen zampillasse ai miei piedi.� Fiss� Tuek. �Verr� quel giorno?�</p><p>�Io non posso aiutarvi ad affrontare il domani, Gurney Halleck. Posso soltanto aiutarvi ad affrontare l�oggi.�</p><p>�Accetto l�aiuto e rester� fino al giorno in cui voi mi direte di vendicare vostro padre e tutti gli altri che��</p><p>�Ascoltatemi, <emphasis>guerriero.</emphasis>� Tuek si pieg� in avanti sulla scrivania, la testa incassata tra le spalle, lo sguardo intenso. Il suo viso era diventato una maschera di pietra. �L�acqua di mio padre� la riacquister� io stesso, con la mia lama.�</p><p>Halleck lo fronteggi�. In quel momento Tuek gli ricord� il Duca Leto: un condottiero di uomini, coraggioso, sicuro di s� e della sua autorit�. Era come il Duca� prima di Arrakis.</p><p>�Volete la mia lama al vostro fianco?� domand� Halleck.</p><p>Tuek si rilass� sulla sedia, studiando Halleck in silenzio.</p><p>�Voi pensate a me come un <emphasis>guerriero?</emphasis>� insistette Halleck.</p><p>�Voi siete l�unico dei luogotenenti del Duca che sia riuscito a salvarsi� replic� <strong>Tuek. �I </strong>nemici erano in numero soverchiante e tuttavia voi vi siete battuto contro di essi� e li avete sconfitti, come noi abbiamo sconfitto Arrakis.�</p><p>�Come?�</p><p>�Qui ci tolleriamo a vicenda, Gurney Halleck� continu� Tuek. �Arrakis � il nostro nemico.�</p><p>�Un nemico alla volta, non � cos�?�</p><p>�� cos�.�</p><p>�Anche i Fremen fanno cos�?�</p><p>�Forse.�</p><p>�Voi avete detto che potrei trovare la vita coi Fremen troppo dura. Vivono nel deserto, all�aperto. � questa la ragione?�</p><p>�Chiss� dove vivono i Fremen? Per noi, la Piana Centrale � terra di nessuno. Ma io vorrei che parlassimo un po� pi� di��</p><p>�Mi dicono che la Gilda si avventura raramente con le sue navi cariche di spezia sul deserto� disse Halleck. �E corrono voci che, sapendo guardare, si scorgono chiazze di verde qua e l�.�</p><p>�Voci, soltanto voci!� Tuek lo schern�. �Ora, volete scegliere tra me e i Fremen? Noi garantiamo una certa sicurezza, abbiamo il nostro sietch scavato nella roccia, i nostri bacini nascosti. La nostra vita � quella di esseri civili. I Fremen sono poche bande di pezzenti che <emphasis>noi </emphasis>usiamo come cacciatori di spezia!�</p><p>�Ma uccidono gli Harkonnen.�</p><p>�E volete sapere i risultati? Anche in questo momento sono perseguitati, cacciati come animali� coi laser, perch� non hanno scudi. Saranno sterminati. E perch�? Perch� hanno ucciso degli Harkonnen.�</p><p>�Ma sono proprio Harkonnen quelli che hanno ucciso?� domand� Halleck.</p><p>�Che cosa volete dire?�</p><p>�Non avete sentito parlare della presenza dei Sardaukar al fianco degli Harkonnen?�</p><p>�Ancora voci.�</p><p>�Ma un pogrom� Non � una cosa da Harkonnen. Un pogrom � uno spreco.�</p><p>�Io credo soltanto a quello che vedo� ribatt� Tuek. �Fate la vostra scelta, guerriero. Io, o i Fremen. Io vi prometto un rifugio e la possibilit� di spargere quel sangue che voi e io vogliamo. Potete esserne sicuro. I Fremen vi offriranno soltanto la vita di un animale braccato.�</p><p>Halleck esit�, poich� sentiva che Tuek era saggio e che provava simpatia nei suoi confronti. E tuttavia era inquieto, e non sapeva perch�.</p><p>�Fidatevi delle vostre capacit� riprese il contrabbandiere. �Quali decisioni vi hanno consentito di sopravvivere in battaglia? Le vostre. E allora, decidete.�</p><p>�Gi��� fece Halleck. �Il Duca e suo figlio sono morti?�</p><p>�Gli Harkonnen lo credono. E in queste cose io sono propenso a credere agli Harkonnen.� Un fosco sorriso si disegn� sul suo volto. �Soltanto in queste, beninteso.�</p><p>�Allora dev�essere cos� ripet� Halleck. Tese la mano destra, il palmo in su e il pollice ripiegato su di esso nel gesto tradizionale: �Vi do la mia spada�.</p><p>�Accetto.�</p><p>�Volete che convinca i miei uomini?�</p><p>�Li lascereste decidere da soli?�</p><p>�Mi hanno seguito fin qui, ma per la maggior parte sono nativi di Caladan. Arrakis non � il pianeta che s�immaginavano. Qui hanno perduto tutto, fuorch� la vita. Preferirei che decidessero da soli.�</p><p>�Ora non � il momento di esitare� replic� Tuek. �Vi hanno seguito fin qui.�</p><p>�Voi avete bisogno di loro, no?�</p><p>�Noi abbiamo sempre bisogno di combattenti addestrati� E ora pi� che mai.�</p><p>�Voi avete accettato la mia spada. Volete che li convinca?�</p><p>�Penso che vi seguiranno, Gurney Halleck.�</p><p>�� da sperarsi.�</p><p>�S�.�</p><p>�Dunque, tocca a me decidere?�</p><p>�Tocca a voi.�</p><p>Halleck si sollev� a fatica dal sedile: anche quel piccolo sforzo gli costava molta energia. �Per ora, voglio garantirmi che siano bene alloggiati� disse.</p><p>�Consultatevi col mio intendente� replic� Tuek. �Si chiama Drisq. Ditegli che il mio pi� vivo desiderio � che vi sia riservata ogni cortesia. Vi raggiunger� io stesso, fra poco. Prima, devo spedire un carico di spezia.�</p><p>�La fortuna passa dovunque� comment� Halleck.</p><p>�Dovunque� conferm� Tuek. �Le rivoluzioni sono una rara opportunit� per i nostri affari.�</p><p>Halleck annu�. Avvert� un debole sussurrio e uno spostamento d�aria, mentre la camera d�equilibrio si apriva accanto a lui. Si gir�, chin� la testa per passare e usc� dall�ufficio.</p><p>Si trov� nella grande sala delle adunate, dove lui e i suoi uomini erano stati condotti dagli aiutanti di Tuek. Era una cavit� lunga e stretta direttamente scavata nella roccia: le sue pareti lisce rivelavano l�uso della lama laser. Il soffitto si perdeva in lontananza: era abbastanza alto da sostenere la roccia e garantire la libera circolazione dell�aria. Lungo le pareti si allineavano rastrelliere e armadi per le armi.</p><p>Halleck not� con orgoglio che la maggior parte dei suoi uomini validi era ancora in piedi. Per loro non c�era riposo nella stanchezza e nella sconfitta. I medici dei contrabbandieri si stavano occupando dei feriti. Alcune lettighe si trovavano pi� avanti, a sinistra: ogni ferito aveva accanto a s� uno dei suoi.</p><p>L�addestramento degli Atreides: �<emphasis>Noi vegliamo sui nostri uomini!</emphasis>� era ancora un nocciolo indistruttibile dentro di essi.</p><p>Uno dei suoi luogotenenti si precipit� verso di lui col baliset. Lo tolse dalla custodia, scatt� sull�attenti e disse: �Signore, i dottori dicono che non c�� pi� speranza per Mattai. Qui non hanno banche degli organi e neppure delle ossa� solo medicamenti d�emergenza. Mattai non vivr� a lungo e ha una richiesta da farvi�.</p><p>�Quale?�</p><p>Il luogotenente gli porse il baliset: �Mattai vi chiede una canzone per addolcire la sua morte, capo. Dice che voi sapete� ve l�ha chiesta tante volte�. Il luogotenente deglut�. �� quella intitolata �La mia donna�, signore. Se voi��</p><p>�S�.� Halleck prese il baliset, stacc� il multiplettro dal fermaglio, sulla tastiera, tocc� una delle corde sottili dello strumento e cap� che qualcuno l�aveva gi� accordato. Sent� un bruciore agli occhi, ma ricacci� ogni altro pensiero mentre avanzava, provando qualche accordo e sforzandosi di sorridere.</p><p>Molti dei suoi uomini e un medico dei contrabbandieri erano curvi su una lettiga. Uno degli uomini cominci� a cantare a bassa voce, mentre Halleck si avvicinava, con la facilit� di una lunga consuetudine:</p><poem><stanza><v>�La mia donna � affacciata alla finestra,</v><v>dolce profilo nel riquadro di vetro.</v><v>Nel crepuscolo rosso e dorato</v><v>Si piega verso di me, mi porge le braccia�</v><v>Vieni a me�</v><v>Vieni a me, innamorata dalle dolci braccia.</v><v>Per me�</v><v>Per me, innamorata dalle dolci braccia�.</v></stanza></poem><p>Il cantore s�interruppe, allung� il braccio bendato e chiuse gli occhi all�uomo sulla lettiga.</p><p>Halleck trasse un ultimo accordo dal baliset e pens�: <emphasis>Ora siamo settantatr�.</emphasis></p></section><section><epigraph><p>Per molta gente � difficile capire la vita familiare dell�Harem Reale, ma io cercher� di darvene una visione condensata. Mio padre, ne sono convinta, aveva un solo, vero amico: il Conte Hasimir Fenring, l�eunuco genetico, uno dei pi� temibili guerrieri dell�impero. Il Conte, un uomo piccolo, brutto e vivace, present� un giorno a mio padre una nuova schiava concubina, e io fui mandata da mia madre a spiare la cerimonia. Noi tutte spiavamo mio padre, per proteggerci. Certo, una schiava concubina concessa a mio padre in base all�accordo fra il Bene Gesserit e la Gilda non poteva generare un Successore Reale, ma i loro intrighi continuavano instancabili, ossessionanti e sempre uguali. Mia madre, le mie sorelle e io ci eravamo ormai abituate a evitare i pi� sottili strumenti di morte. Pu� sembrare orribile a dirsi, ma non sono sicura che mio padre fosse del tutto estraneo a questi tentativi di morte. Una Famiglia Reale � diversa dalle altre. Dunque, dicevo, c�era questa nuova schiava concubina, snella, graziosa, rossa di capelli come mio padre. Aveva i muscoli di una danzatrice, e certamente la neuroseduzione faceva parte del suo addestramento. Era in piedi, davanti a mio padre, nuda, e lui la guard� a lungo, prima di dichiarare: �� troppo bella. La riserveremo per un dono�. Non avete idea della costernazione che questa sua decisione cre� nell�Harem Reale. L�astuzia e l�autocontrollo non erano, forse, minacce mortali per noi tutte?</p><text-author>da �Nella mia casa paterna�, della Principessa Irulan</text-author></epigraph><empty-line/><p>Nel tardo pomeriggio, Paul era in piedi, fuori della tenda distillante. Il crepaccio dove si erano accampati era immerso nelle tenebre. Fiss� l�ampia distesa del deserto e il lontano strapiombo, incerto se svegliare sua madre che dormiva ancora.</p><p>Piega dopo piega, le dune si stendevano davanti al loro rifugio, sotto il sole declinante, disegnando ombre nere e dense come la notte.</p><p>Tutto era cos� piatto.</p><p>La sua mente cerc� avidamente qualcosa di alto in quel paesaggio. Ma non c�era nulla, da un orizzonte all�altro, che si elevasse in modo convincente nell�aria surriscaldata. Nessun fiore, nessuna pianta che si agitasse alla brezza� soltanto dune e rocce lontane, sotto un cielo d�argento brunito.</p><p><emphasis>E se non ci fosse una stazione sperimentale abbandonata? </emphasis>si chiese. <emphasis>E se non ci fossero neppure i Fremen? Se le piante che vediamo fossero soltanto un caso?</emphasis></p><p>Dentro la tenda, Jessica si svegli�, si gir� sulla schiena e guard� il figlio attraverso il lato trasparente. Paul le voltava la schiena, e qualcosa del suo portamento le ricord� suo padre. In fondo al suo spirito, ritrov� allora la voragine oscura del suo dolore, e distolse lo sguardo.</p><p>Qualche minuto dopo sistem� la tuta distillante, si rinfresc� con l�acqua della tasca di raccolta della tenda, scivol� fuori e si alz� in piedi, scacciando il sonno dai muscoli.</p><p>Paul parl� senza voltarsi: �Mi piace la calma di questo luogo�.</p><p><emphasis>Come la mente si adegua all�ambiente! </emphasis>pens� Jessica. E ricord� un assioma Bene Gesserit: �<emphasis>Sotto l�effetto di uno sforzo, la mente va nell�una o nell�altra direzione: il positivo o il negativo, acceso o spento. Devi immaginarlo come uno spettro i cui estremi siano lo stato di incoscienza per il negativo, e l�ipercoscienza per il positivo. La direzione in cui si piega la mente sotto lo sforzo � fortemente influenzata dall�addestramento</emphasis>�<emphasis>.</emphasis></p><p>�Si potrebbe vivere bene, qui� continu� Paul.</p><p>Lei cerc� di vedere il deserto attraverso i suoi occhi, cercando di afferrare in una sola volta tutti i rigori che Arrakis accettava come normali, e chiedendosi quali fossero i futuri possibili intravisti da Paul. <emphasis>Qui, </emphasis>pens�, <emphasis>si potrebbe viver soli, senza paura che qualcuno ti pugnali alle spalle, senza sentirsi braccati.</emphasis></p><p>Pass� davanti a Paul, prese il binocolo, regol� le lenti a olio e studi� la scarpata davanti a loro. S�, saguaro e altra vegetazione spinosa nei canali� e un groviglio d�erba giallo verde nei punti in ombra.</p><p>�Tolgo il campo� disse Paul.</p><p>Jessica annu�, e usc� dalla spaccatura per avere una visione panoramica del deserto. Punt� il binocolo verso sinistra. Un <emphasis>pan </emphasis>salato col suo biancore accecante si stendeva su quel lato, macchiato d�ocra sui bordi: una distesa bianca, dove il bianco significava morte. Ma un pan salato voleva dire anche un�altra cosa: <emphasis>acqua. </emphasis>Un tempo questa distesa di sale scintillante era stata coperta d�acqua. Abbass� il binocolo, si aggiust� il burnus e ascolt� per un attimo i movimenti di Paul.</p><p>Il sole si avvicin� ancora di pi� all�orizzonte, le ombre si allungarono sul pan. Colori sfolgoranti si disegnarono nel cielo, scivolando sempre pi� nella tenebra dove sfioravano la sabbia. I colori e il fulmineo addensarsi della notte cancellarono il deserto.</p><p>Le stelle!</p><p>Jessica alz� gli occhi per guardarle, e sent� Paul avvicinarsi. La notte si consolid� sul deserto e le stelle parvero salire dalla sabbia. Il peso opprimente del giorno scivolava via. Per un attimo la brezza le accarezz� il viso.</p><p>�La prima luna sorger� molto presto� disse Paul. �Lo zaino � pronto. Ho piantato il martellatore.</p><p><emphasis>Potremmo perderci per sempre in questo posto infernale, </emphasis>pens� Jessica. <emphasis>E nessuno lo saprebbe.</emphasis></p><p>Si lev� il vento notturno e alz� spruzzi di sabbia che le sfiorarono il volto, portando con s� l�odore di cinnamomo. Una pioggia di odori nel buio.</p><p>�Senti il profumo?� chiese Paul.</p><p>�Lo sento perfino attraverso il filtro� disse Jessica. �Ricchezza. Ma come pu� procurarci l�acqua?� Indic� l�altro lato del bacino. �Non si vedono luci artificiali, laggi�.�</p><p>�I Fremen si nasconderanno in un sietch, dentro la roccia� replic� Paul.</p><p>Un disco d�argento si alz� sull�orizzonte, davanti a loro: la prima luna. Comparve lentamente; il profilo di una mano si distingueva chiaramente sulla sua superficie. Jessica fiss� la sabbia che al chiaro di luna appariva anch�essa argentea.</p><p>�Ho piantato il martellatore nella parte pi� profonda del crepaccio� disse Paul. �Quando accender� la miccia, avremo circa trenta minuti.�</p><p>�Trenta minuti?�</p><p>�Prima che cominci a chiamare un� un verme.�</p><p>�Oh. Sono pronta.�</p><p>Paul scivol� via e Jessica l�ud� che risaliva la spaccatura.</p><p><emphasis>La notte � un tunnel, </emphasis>pens�. <emphasis>Un buco al domani� sempre che ci sia un domani per noi. </emphasis>Scosse la testa. <emphasis>Perch� questi pensieri morbosi? Dov�� finito il mio addestramento?</emphasis></p><p>Paul ritorn�, alz� lo zaino e apr� la strada verso la prima duna, dove si ferm� ad ascoltare, mentre la madre lo raggiungeva. Sent� il suo soffice avanzare e il gelido irregolare crepitio dei granelli di sabbia. La lingua del deserto, la difesa dei suoi segreti.</p><p>�Dobbiamo procedere senza ritmo� disse Paul, e richiam� alla memoria i ricordi di uomini che camminavano sulla sabbia� sia la memoria reale che quella presciente.</p><p>�Guardami� disse ancora. �� cos� che un Fremen cammina sulla sabbia.�</p><p>Fece un passo avanti sul lato anteriore della duna, seguendone la curva, trascinando il piede.</p><p>Jessica studi� il modo in cui avanzava e lo segu� imitandolo. Ne cap� il senso: dovevano produrre suoni simili agli spostamenti naturali della sabbia� come il vento, per esempio. Ma i muscoli protestavano a questo movimento spezzato, innaturale: un passo� una scivolata� una scivolata� un passo� un passo� sosta� scivolata� passo.</p><p>Il tempo si dilatava intorno a loro. La scarpata rocciosa di fronte a loro sembrava non avvicinarsi mai. Quella alle loro spalle incombeva altissima.</p><p>�Bum! Bum! Bum! Bum!�</p><p>Il ritmico pulsare s�innalz� dalla roccia, alle loro spalle.</p><p>�Il martellatore� disse Paul.</p><p>Il battito continu� e ambedue trovarono difficile evitare il suo ritmo, mentre avanzavano.</p><p>�Bum!� Bum!� Bum!� Bum!��</p><p>Si muovevano in una conca rocciosa illuminata dalla luna, perseguitati dal cupo martellare, su e gi� per le dune, arrancando: passo� scivolata� sosta� passo� passo� La sabbia agglomerata rotolava sotto i loro piedi: scivolata� sosta� passo�</p><p>E non cessavano un solo istante di ascoltare, pronti a cogliere quel sibilo particolare.</p><p>Il suono, quando arriv�, fu cos� lieve all�inizio che il fruscio della sabbia lo mascher�. Ma divenne pi� intenso� sempre pi� intenso� da ovest.</p><p>�Bum!� Bum!� Bum!� Bum!�� continuava il martellatore.</p><p>Il sibilo si estese, si sparse attraverso la notte alle loro spalle. Volsero la testa, camminando, e videro l�onda del verme precipitarsi in avanti.</p><p>�Continua!� bisbigli� Paul. �Non voltarti.�</p><p>Un fracasso terrificante, furioso, esplose tra le rocce che avevano lasciato. Una valanga assordante li sferz�.</p><p>�Continua!� disse ancora Paul. �Avanti!�</p><p>Avevano raggiunto il punto ideale dal quale ambedue le scarpate rocciose, quella alle loro spalle e quella davanti a loro, sembravano ugualmente distanti.</p><p>E sempre, dietro di loro, il frastuono di rocce frantumate dominava la notte.</p><p>Continuarono a camminare avanti, sempre avanti� Il dolore dei muscoli divenne qualcosa di meccanico che sembr� allungarsi all�infinito. Ma Paul vedeva che l�invitante dirupo, davanti a loro, era diventato pi� alto.</p><p>Jessica si muoveva in un vuoto assoluto, conscia che soltanto una volont� disperata la spingeva in avanti. La sua bocca disseccata era un�unica piaga, ma il fracasso alle spalle le toglieva ogni speranza di potersi fermare, anche per una sola sorsata dalla tasca di raccolta della tuta.</p><p>�Bum� Bum� Bum��</p><p>E un nuovo parossismo furioso eruppe dalla lontana scarpata, soffocando ogni martellio.</p><p>Silenzio!</p><p>�Pi� presto!� bisbigli� Paul.</p><p>Jessica annu�, pur sapendo che lui non poteva vedere il suo gesto. Ma aveva bisogno di farlo, per esigere ancora di pi� dai muscoli stremati. Quei movimenti innaturali�</p><p>La parete di roccia (e la sicurezza che essa rappresentava) s�innalzava sempre pi� davanti a loro, cancellando le stelle. Paul vide un ripiano sabbioso prolungarsi in fuori dalla base. Vi mont� sopra, inciampando per la fatica, e si raddrizz� con un movimento istintivo.</p><p>Un rimbombo si elev� dalla sabbia circostante.</p><p>Paul fece due passi, barcollando.</p><p>�Boom! Boom!�</p><p>�Un tamburo delle sabbie� sibil� Jessica.</p><p>Paul ritrov� l�equilibrio. Con uno sguardo valut� la distesa di sabbia intorno a loro: la scarpata di roccia distava circa duecento metri.</p><p>Dietro si ud� un risucchio� un turbine di vento, un ribollire della marea dove non c�era acqua.</p><p>�Corri!� url� Jessica. �Paul, corri!�</p><p>Si precipitarono in avanti.</p><p>Il rullio del tamburo rimbalzava sotto i loro piedi. Poi finalmente cess�, e proseguirono calpestando ghiaia grossolana. Per qualche istante fu un sollievo per i loro muscoli doloranti a causa dell�assurda marcia attraverso il deserto. Ritrovarono il ritmo, l�abitudine. Ma la sabbia e la ghiaia li impacciavano. E il soffio del verme s�innalzava alle loro spalle come una tempesta.</p><p>Jessica inciamp� e cadde sulle ginocchia. Riusc� soltanto a pensare alla fatica, al fracasso e al terrore.</p><p>Paul impetuosamente la rialz� e ripresero a correre mano nella mano.</p><p>Un palo sottile spunt� tra la sabbia davanti a loro. Lo superarono e ne videro un altro.</p><p>La mente di Jessica non se ne accorse finch� non li ebbero superati.</p><p>Un altro palo: uno spuntone corroso dal vento che s�innalzava da una spaccatura della roccia.</p><p>Un altro ancora.</p><p><emphasis>Roccia!</emphasis></p><p>La sent� sotto i piedi: l�impatto di una superficie che non rallentava i movimenti. Raddoppi� il vigore su quel terreno pi� solido.</p><p>Una profonda spaccatura proiettava un�ombra verticale nella parete rocciosa, davanti a loro. Balzarono verso di essa e si schiacciarono nello stretto pertugio.</p><p>Alle loro spalle il soffio del verme cess�.</p><p>Jessica e Paul si voltarono, frugando il deserto con lo sguardo.</p><p>Dove s�iniziavano le dune, a una cinquantina di metri di distanza, ai piedi di una spiaggia rocciosa, una cupola grigio argento si sollev� nel deserto, scagliando zampilli di sabbia e polvere tutto intorno. Sal� sempre pi� in alto fino a delinearsi in una enorme bocca spalancata. Un foro tondo e nero i cui contorni luccicavano al chiaro di luna.</p><p>La bocca si contorse verso la stretta fessura in cui Paul e Jessica si erano rifugiati. Il sentore di cinnamomo rischi� di soffocarli. Il riflesso dei raggi lunari scintill� sui denti di cristallo.</p><p>La grande bocca ondeggiava avanti e indietro.</p><p>Paul trattenne il respiro.</p><p>Jessica, raggomitolata su se stessa, guard� affascinata.</p><p>Le furono necessari tutta la sua concentrazione e l�addestramento Bene Gesserit per respingere il terrore primordiale, per trionfare sulla paura ancestrale che minacciava di travolgerle la mente.</p><p>Paul prov� una specie di ebbrezza. Qualche istante prima aveva attraversato una barriera temporale, penetrando in un territorio sconosciuto. Sentiva le tenebre davanti a s�: niente si rivelava al suo occhio interiore. Era come se gli ultimi passi lo avessero fatto precipitare in un pozzo� o nel cavo di un�onda da cui era invisibile il futuro. L�intero paesaggio era stato profondamente sconvolto.</p><p>Questa sensazione di tenebra temporale, invece di spaventarlo gli scaten� un�iperaccelerazione negli altri sensi. Scopr� di poter registrare gli infimi particolari della cosa che, davanti a lui, sorgeva dalle sabbie per cercarlo� La bocca, ottanta metri di diametro� sui bordi, denti di cristallo dalla forma ricurva del cryss� l�alito ruggente, odoroso di cinnamomo e di indefinibili aldeidi� acidi�</p><p>Il verme oscur� la luna, mentre sfiorava le rocce sopra la loro testa. Una pioggia di ciottoli e sabbia fran� su di loro.</p><p>Paul schiacci� ancora di pi� la madre dentro il rifugio.</p><p>Cinnamomo!</p><p>L�odore avvolgeva tutto.</p><p><emphasis>Che cosa ha a che fare un verme col melange? </emphasis>si chiese Paul. Si ricord� che Liet-Kynes aveva velatamente accennato a un qualche rapporto tra il verme e la spezia.</p><p>�Barrrroooom!�</p><p>La violenta esplosione di un tuono, in qualche punto alla loro destra.</p><p>E poi, di nuovo: �Barrrroooom!�</p><p>Il verme si rovesci� nuovamente sulla sabbia e rest� immobile; i raggi lunari continuarono a scintillare sui denti di cristallo.</p><p>�Bum! Bum! Bum! Bum!�</p><p><emphasis>Un altro martellatore! </emphasis>pens� Paul.</p><p>Il rumore si ripet� alla loro destra.</p><p>Il verme ebbe come un gigantesco brivido. Sprofond� ancora di pi� nella sabbia e ne sporse soltanto la met� superiore, come la mezza bocca di una campana, un tunnel torreggiante sulle dune.</p><p>La sabbia stridette.</p><p>La creatura sprofond� ancora, ritirandosi su se stessa, girandosi. Poi fu soltanto un cumulo di sabbia, una cresta mobile che descrisse una lunghissima curva tra le dune, allontanandosi sempre pi�.</p><p>Paul usc� dalla spaccatura e contempl� l�onda di sabbia che procedeva attraverso il deserto, verso il richiamo del nuovo martellatore.</p><p>Jessica lo segu�, ascoltando: �Bum!� Bum!� Bum!� Bum!� Bum!��</p><p>Qualche istante dopo il rumore cess�.</p><p>Paul afferr� il tubo della tuta e si concesse un lungo sorso. Jessica lo guard�, ma la sua mente era come svuotata dalla fatica e dai postumi del terrore. �Se n�� davvero andato?� sussurr�.</p><p>�Qualcuno l�ha chiamato� disse Paul. �I Fremen.�</p><p>Sent� che le forze le tornavano. �Era enorme!�</p><p>�Non cos� grosso come quello che si � divorato l�ornitottero.�</p><p>�Sei sicuro che fossero i Fremen?�</p><p>�Hanno usato un martellatore.�</p><p>�Perch� dovrebbero aiutarci?�</p><p>�Forse non l�hanno fatto per aiutarci. Forse hanno voluto soltanto chiamare il verme.�</p><p>�Perch�?�</p><p>La risposta era appena al di l� della sua consapevolezza, ma si rifiut� di emergere. Nella sua mente ebbe la visione di qualcosa che era in relazione con gli uncini telescopici che aveva visto nello zaino: gli �ami da creatore�.</p><p>�Perch� dovrebbero chiamare un verme?� insistette Jessica.</p><p>Un brivido di paura sfior� la mente di Paul: con uno sforzo distolse gli occhi da sua madre e li fiss� sullo strapiombo. �Dobbiamo trovare una strada che ci porti lass� prima che sia giorno.� Punt� il dito: �Quei pali che abbiamo superato� ce ne sono degli altri!�</p><p>Jessica guard� nella direzione indicata e vide i pali (segnali corrosi dal vento) che si stagliavano all�ombra di una stretta sporgenza, incurvandosi poi per scomparire in un crepaccio, a un livello molto pi� alto.</p><p>�Indicano una via per salire lungo la scarpata� disse Paul. Si allacci� lo zaino, raggiunse la base della sporgenza e la costeggi�.</p><p>Jessica aspett� un attimo, rilassandosi e recuperando le forze, poi lo segu�. Cominciarono a salire seguendo i pali indicatori, finch� la sporgenza si ridusse a una stretta cornice di roccia, all�imboccatura di un tenebroso crepaccio.</p><p>Paul sporse la testa per sondare l�oscurit�. Aveva coscienza della precariet� della sua posizione sulla sottile striscia di roccia, ma volle usare cautela e circospezione. Vide soltanto tenebre all�interno del crepaccio, il quale si estendeva verso l�alto, aprendosi infine sul cielo stellato. Tese le orecchie e ud� soltanto i suoni che si aspettava: il fruscio della sabbia, lo sfarfallio di un insetto, il picchiettio di minuscole creature in corsa. Saggi� il crepaccio col piede e sotto la sabbia granulosa trov� la roccia compatta. Lentamente, gir� intorno all�angolo e invit� con un gesto la madre a seguirlo. L�afferr� per un lembo della veste e l�aiut� a venire avanti.</p><p>Guardarono in alto, verso la luce delle stelle inquadrata da due pareti di roccia, Paul percep� la madre, accanto a s�, come un profilo grigio e nebuloso. �Se soltanto potessimo arrischiarci ad accendere una luce�� bisbigli�.</p><p>�Abbiamo altri sensi oltre agli occhi� disse Jessica.</p><p>Paul fece scivolare un piede in avanti, spost� il proprio peso ed esplor� il terreno con l�altro piede. Trov� un ostacolo. Alz� il piede, scopr� che l�ostacolo era un gradino, e vi sal� sopra. Allung� un braccio all�indietro, trov� la madre e l�afferr� per la veste invitandola ad avanzare.</p><p>Un altro passo.</p><p>�Credo che salga fino in cima� bisbigli�.</p><p><emphasis>Gradini bassi e regolari, </emphasis>pens� Jessica. <emphasis>Certamente scolpiti dall�uomo.</emphasis></p><p>Segu� i movimenti di Paul, confusa nell�ombra, gradino su gradino. Le pareti rocciose si restrinsero fin quasi a sfiorarle le spalle. I gradini finivano in una stretta gola, lunga circa venti metri e dal fondo piatto. A sua volta la gola si apriva su un bacino poco profondo, illuminato dalla luna.</p><p>Paul avanz� sull�orlo del bacino e mormor�: �Che posto meraviglioso!�</p><p>Un passo dietro di lui Jessica non rispose, ma contempl� anch�essa e assent� silenziosamente.</p><p>Nonostante la stanchezza, l�irritazione causata dai tubi e dai tamponi al naso e l�impaccio della tuta distillante, nonostante la paura e il desiderio quasi doloroso di riposare, la bellezza di quel bacino le afferr� i sensi e la costrinse a fermarsi per ammirarlo.</p><p>�Il paese delle fate� mormor� Paul.</p><p>Jessica annu�.</p><p>Davanti a lei si stendeva la vegetazione del deserto: cespugli, cacti, ciuffi di foglie coriacee, e tutto vibrava alla luce della luna. Le pareti che circondavano il bacino erano buie, sul lato sinistro, ma a destra risplendevano come ghiaccio argenteo.</p><p>�Dev�essere un luogo dei Fremen� disse Paul.</p><p>�� necessario che ci siano degli uomini, perch� tutte queste piante sopravvivano� annu� Jessica. Liber� il tubo della tasca di raccolta e ne aspir� un sorso. Un liquido caldo, leggermente acre, le scivol� in gola, e tuttavia la rinfresc�. Applicando nuovamente l�otturatore al tubo, sent� lo stridio dei granelli di sabbia.</p><p>Un movimento attir� l�attenzione di Paul, alla sua destra, sul fondo del bacino, tra i cespugli e l�erba: sulla superficie sabbiosa, parzialmente illuminata dalla luna, qualcosa si agitava: <emphasis>su-gi�, salta, su-gi��</emphasis></p><p>�Topi!� bisbigli�.</p><p><emphasis>Su-gi�, salta� </emphasis>In pochi istanti sparirono nell�ombra.</p><p>Qualcosa piomb� fulmineo sui topi. Si ud� un lieve squittio, un battito d�ali, e un uccello grigio simile a un fantasma attravers� in volo il bacino stringendo un minuscolo oggetto scuro fra gli artigli.</p><p><emphasis>Un utile avvertimento, </emphasis>pens� Jessica.</p><p>Paul continu� a osservare il bacino da un�estremit� all�altra. Respir� l�aria della notte e percep� l�acuto profumo della salvia sullo sfondo di ogni altro odore. Consider� l�uccello da preda una componente normale del deserto. Ora il silenzio era cos� profondo che era quasi possibile percepire il fluire della luce azzurro-lattea della luna sui saguari e sull�intrico spinoso dei cespugli. Il chiaro di luna, qui, era una sorta di mormorio silenzioso, un�armonia pi� profonda di ogni altra nell�universo.</p><p>�� meglio trovare un posto dove piantare la tenda� disse Paul. �Domani cercheremo i Fremen che��</p><p>�<emphasis>Gli intrusi rimpiangono di aver trovato i Fremen!</emphasis>�</p><p>Era una voce d�uomo, dura e imperiosa, che l�aveva interrotto, rompendo l�incanto. Veniva da destra, sopra di loro.</p><p>�Non correte, intrusi!� intim� la voce, quando Paul accenn� a tuffarsi nella gola. �Sprechereste l�acqua del vostro corpo!</p><p><emphasis>Questo vogliono! </emphasis>pens� Jessica. <emphasis>L�acqua del nostro corpo. </emphasis>Cancell� ogni fatica dai suoi muscoli, li tese al massimo pronta ad agire, senza che nulla trasparisse all�esterno. Localizz� il punto da cui proveniva la voce: <emphasis>Cos� furtivo! Non l�ho neppure udito avvicinarsi! </emphasis>E cap� che il proprietario della voce si era avvicinato producendo soltanto i rumori naturali del deserto.</p><p>Un�altra voce chiam� dall�orlo del bacino, alla loro sinistra. �Fai presto, Stil. Prendi la loro acqua. Abbiamo una lunga marcia nel deserto, e fra poco � l�alba.�</p><p>Paul, meno addestrato di sua madre a reagire fulmineamente, si pent� di essersi spaventato e di aver tentato la fuga. L�istante di panico aveva offuscato le sue facolt�. Ora si sforz� di ubbidire agli insegnamenti: rilassarsi completamente, poi fingere di essere rilassati e tendere i muscoli fin quasi a spezzarli, come fruste pronte a scattare in qualsiasi direzione.</p><p>Tuttavia sent� ancora una punta di paura e ne riconobbe l�origine. Questo era un tempo cieco, un futuro che non aveva visto� Erano preda di due Fremen selvaggi il cui unico interesse nei loro confronti era l�acqua del loro corpo privo di scudo.</p><empty-line/></section><section><epigraph><p>Questo adattamento religioso dei Fremen e dunque l�origine di ci� che ora conosciamo come �I Pilastri dell�Universo�, di cui i Quizara Tawfid sono i rappresentanti fra noi, con i segni, le prove e le profezie. Ci portano questa fusione mistica di Arrakis, la cui profonda bellezza noi ritroviamo nella commovente musica composta sulle antiche forme, ma contrassegnata da questo nuovo risveglio. Chi non ha ascoltato, senza commuoversi profondamente, l��Inno al Vecchio�?�</p><poem><stanza><v>Ho calpestalo un deserto</v><v>Abitato da miraggi ondeggianti.</v><v>Vorace di gloria, avido di pericolo,</v><v>Ho vagabondato sugli orizzonti di al-Kulab,</v><v>Ho visto il tempo livellare le montagne</v><v>Nella sua ricerca e nella sua fame di me.</v><v>E ho visto i passeri sfrecciare fulminei,</v><v>Pi� arditi di un lupo da preda.</v><v>Si sono dispersi nell�albero della mia giovinezza.</v><v>Ho sentito lo stormo fra i miei rami</v><v>E ho conosciuto i loro becchi e gli artigli!</v></stanza></poem><text-author>dal �Risveglio di Arrakis�, della Principessa Irulan</text-author></epigraph><empty-line/><p>L�uomo strisci� sulla cresta di una duna. Era come una pagliuzza nel riflesso del sole di mezzod�. Indossava soltanto i resti di un jubba, e, attraverso gli squarci, la sua pelle nuda era esposta alla vampa ardente. Il cappuccio gli era stato strappato dal mantello, ma egli si era confezionato un turbante con un pezzo del jubba. Ciuffi di capelli color sabbia ne uscivano, intonati al colore della barba e delle folte sopracciglia. Sotto gli occhi azzurri nell�azzurro, una macchia scura gli segnava le guance. Un solco di peli impastati attraverso i baffi e la barba indicavano la posizione del tubo di una tuta distillante, dal naso alla tasca di raccolta.</p><p>L�uomo si ferm� sulla cresta, le braccia distese sull�altro versante. Sangue rappreso gli copriva la schiena, le braccia e le gambe: sulle ferite gli aderivano chiazze di sabbia grigiastra. Lentamente trascin� le mani fin sotto al corpo, riusc� a sollevarsi in piedi e si ferm�, vacillando. Anche stremato di forze, i suoi movimenti conservavano una certa precisione.</p><p>�Io sono Liet-Kynes� disse rivolgendosi all�orizzonte vuoto, e la sua voce era una rauca caricatura della forza di un tempo. �Io sono il Planetologo di Sua Maest� Imperiale� bisbigli� poi. �Ecologo planetario di Arrakis. Il servitore di questo mondo.�</p><p>Incespic� e croll� sul fianco della duna esposto al vento. Le sue mani scavarono lentamente nella cresta sabbiosa.</p><p><emphasis>Io sono il servitore di queste sabbie, </emphasis>pens�.</p><p>Cap� di trovarsi sull�orlo del delirio. Doveva scavarsi una fossa nella sabbia, fino a trovare uno strato sotterraneo relativamente freddo, e seppellirsi in esso. Ma percep� l�odore dolciastro, rancido, delle sacche di prespezia in qualche punto sotto la sabbia: sapeva il pericolo che quell�odore rappresentava, pi� di qualsiasi altro Fremen. Se l�odore della massa prespezia era giunto fino a lui, ci� significava che i gas nella profondit� della sabbia avevano raggiunto una pressione molto prossima all�esplosione. Doveva allontanarsi al pi� presto.</p><p>Le sue mani cercarono debolmente di spingerlo lungo la superficie della duna. Un pensiero gli attravers� la mente, chiaro, distinto: <emphasis>La vera ricchezza di un pianeta � nel suo terreno, nel ruolo che noi giochiamo in questa fonte primordiale di civilt�, l�agricoltura.</emphasis></p><p>E pens� quanto fosse strano che la mente, abituata da lungo tempo a seguire un�unica direzione, fosse incapace di cambiarla. Le truppe degli Harkonnen lo avevano abbandonato l� senz�acqua, dopo avergli strappato la tuta distillante, convinti che un verme, o il deserto, l�avrebbero distrutto. Si erano divertiti all�idea di lasciarlo vivo tra le dune, a morire un po� per volta nella morsa impersonale del pianeta.</p><p><emphasis>Gli Harkonnen hanno sempre trovato assai difficile uccidere i Fremen, </emphasis>pens�. <emphasis>Noi non moriamo facilmente. Io dovrei essere morto, a quest�ora� sar� morto fra non molto� ma non posso impedirmi di essere ancora un ecologo�</emphasis></p><p>�La pi� alta funzione dell�ecologia � la comprensione delle conseguenze.�</p><p>Questa voce lo sconvolse, perch� colui al quale apparteneva era morto. Era la voce di suo padre, che era stato planetologo su Arrakis prima di lui� suo padre, morto da tempo, ucciso nel crollo del Bacino Plastico.</p><p>�Ti sei cacciato in un bel guaio, figlio mio� disse il padre. �Avresti dovuto comprendere le conseguenze, quando hai cercato di aiutare il figlio di quel Duca.</p><p><emphasis>Sto delirando, </emphasis>pens� Kynes.</p><p>La voce sembrava provenire da destra. Kynes gir� la testa, graffiandosi il viso sulla sabbia, per guardare in quella direzione, ma non c�era nulla, a parte la distesa ondulata delle dune che sembravano danzare al calore infernale del deserto.</p><p>�Pi� vita c�� in un sistema, maggiore � la quantit� di nicchie ecologiche che presenta� continu� il padre. La voce giungeva ora da sinistra, alle sue spalle.</p><p><emphasis>Perch� continua a muoversi? </emphasis>si chiese Kynes. <emphasis>Non vuole che lo veda?</emphasis></p><p>�La vita accresce la capacit� di un ambiente a sostenere la vita� disse ancora il padre. �La vita aumenta la disponibilit� di sostanze nutritizie. E lega pi� energia nel sistema grazie ai colossali scambi chimici tra un organismo e l�altro.�</p><p><emphasis>Perch� insiste a ripetere sempre le stesse cose</emphasis>? pens� Kynes. <emphasis>Sapevo gi� tutto prima di avere dieci anni.</emphasis></p><p>I falchi del deserto, che in questa terra (al pari della maggioranza degli animali selvatici) erano divoratori di carogne, cominciarono a volare sopra di lui. Kynes vide un�ombra sfiorargli la mano e si sforz� di alzare la testa. Gli uccelli erano macchie confuse in un cielo azzurro argento, chiazze ondeggianti di foschia.</p><p>�Noi dobbiamo generalizzare� disse il padre. �Non � possibile tracciare nette separazioni tra i problemi che coinvolgono un intero pianeta. La planetologia � la scienza del �taglia e ricuci�.�</p><p><emphasis>Che cosa sta cercando di dirmi? C�� forse qualche effetto di cui non mi sono accorto?</emphasis></p><p>Il suo viso ricadde sulla sabbia bollente. Nell�odore dei gas della prespezia percep� il sentore della roccia bruciata. In qualche punto della sua mente, ancora controllata dalla logica, si form� un nuovo pensiero: <emphasis>Vi sono uccelli sopra di me. Forse alcuni dei miei Fremen verranno a investigare.</emphasis></p><p>�Il pi� importante strumento per il lavoro di un planetologo � l�essere umano� insistette il padre. �� indispensabile sviluppare la cultura ecologica fra la gente. � per questo che ho messo a punto un metodo interamente nuovo di notazione ecologica.�</p><p><emphasis>Ancora le cose che mi ha detto fin da quando ero bambino.</emphasis></p><p>Kynes sent� freddo, ma l�angolo ancora lucido della sua mente gli disse: <emphasis>Il sole � a picco sulla tua testa. Non hai la tuta distillante e fa un caldo infernale. Il sole ti asciuga tutta l�umidit� del corpo.</emphasis></p><p>Tent� di aggrapparsi alla sabbia.</p><p><emphasis>Non mi hanno neppure lasciato la tuta distillante!</emphasis></p><p>�La presenza di umidit� nell�aria� riprese il padre, �previene l�evaporazione troppo rapida del corpo.�</p><p><emphasis>Perch� continua a ripetere ci� che � ovvio?</emphasis></p><p>S�immagin� l�aria satura di umidit�� la duna rivestita di erba� una distesa d�acqua, all�aperto, dietro di lui, un lungo <emphasis>qanat </emphasis>le cui acque scorrevano nel deserto, e file di alberi sulle rive� Non aveva mai visto l�acqua libera sotto il cielo, fuorch� nelle illustrazioni dei libri. Acqua libera, aperta� acqua per le irrigazioni� Ci volevano cinquemila metri cubi di acqua per irrigare un ettaro ogni semina, ricord�.</p><p>�Il nostro primo obiettivo su Arrakis� disse suo padre, �� di creare zone d�erba. Cominceremo con una variet� mutante arida. Quando avremo imprigionato l�umidit� nelle zone erbose, allora pianteremo foreste sui declivi; poi qualche pozza d�acqua all�aperto� piccole all�inizio e situate lungo percorsi battuti dal vento, con trappole precipitatrici di umidit� per riprendere al vento quello che avr� rubato. Dobbiamo creare uno scirocco, un vento umido� ma le trappole a vento saranno sempre necessarie�</p><p><emphasis>Continua a parlare dalla cattedra. Perch� non sta zitto? Non vede che sto per morire?</emphasis></p><p>�E davvero morirai� prosegu� il padre, �se non ti togli da quella bolla di gas che sta formandosi sotto di te. � l� e lo sai. Senti gi� le esalazioni della prespezia. Sai che i piccoli creatori stanno per perdere un po� della loro acqua nella massa.�</p><p>Il pensiero di quell�acqua sotto di lui lo faceva impazzire. La immagin�, bloccata negli strati di roccia porosa da quegli esseri coriacei, met� bestie, met� piante� i piccoli creatori� e la sottile fenditura da cui si riversava il liquido chiaro, puro, rinfrescante nella�</p><p><emphasis>Una massa prespezia!</emphasis></p><p>Respir�, odorando il sentore dolciastro. L�odore lo avvolgeva, sempre pi� intenso.</p><p>Kynes si sollev� sulle ginocchia, sent� un uccello stridere, un battito affrettato di ali.</p><p><emphasis>Deserto da spezia, </emphasis>pens�. <emphasis>I Fremen non possono essere lontani, anche se � giorno. Certamente hanno visto gli uccelli. Verranno a investigare.</emphasis></p><p>�Muoversi per il territorio � una necessit� per la vita animale� continu� il padre. �Ed � una necessit� anche per i nomadi. Sono il bisogno fisico dell�acqua, quello del cibo e dei minerali che guidano i loro movimenti. Ora dobbiamo controllare questo movimento, adattarlo ai nostri scopi.�</p><p>�Chiudi la bocca, vecchio� borbott� Kynes.</p><p>�Dobbiamo fare su Arrakis quello che non � mai stato tentato per un intero pianeta� replic� il padre. �Dobbiamo usare l�uomo come una forza ecologica costruttiva, inserire in questo mondo una vita terrestre, adattata: una pianta qui, l� un animale, un uomo. Per trasformare il ciclo dell�acqua e creare un nuovo paesaggio.�</p><p>�Chiudi la bocca!� ripet� Kynes.</p><p>�La direzione dei movimenti ci diede il primo indizio del rapporto fra i vermi e la spezia� disse il padre.</p><p><emphasis>Un verme, </emphasis>pens� Kynes, con un soprassalto di speranza. <emphasis>Quando la bolla esploder�, certamente verr� un creatore. Ma non ho l�amo con me. Come potrei cavalcare un gigantesco creatore senza l�amo?</emphasis></p><p>La frustrazione minava quel poco d�energia che restava in lui. L�acqua era cos� vicina� cento metri, pi� o meno, sotto di lui: un verme sarebbe certamente arrivato, ma non aveva modo di bloccarlo alla superficie e di usarlo.</p><p>Ricadde sulla sabbia nella depressione scavata dal suo corpo. Sent� la sabbia bollente sulla guancia sinistra, ma era una sensazione lontana.</p><p>�L�ambiente di Arrakis si � incorporato entro lo schema evoluzionistico delle forme di vita locali� riprese il padre. �� strano che solo pochissimi abbiano distolto lo sguardo dalla spezia quel tanto che bastava per chiedersi come fosse possibile che, in un mondo dove le vaste zone di vegetazione erano assenti, potesse conservarsi un equilibrio quasi ideale fra l�azoto, l�ossigeno e l�anidride carbonica. La sfera energetica del pianeta esiste, per essere vista e capita: un ciclo inesorabile, ma sempre un ciclo. Manca un anello del ciclo? Vuol dire che qualcosa d�altro lo sostituisce. La scienza � fatta di tante piccole cose, che sembrano poi evidenti quando sono state spiegate. Molto prima di averlo visto coi miei occhi io gi� sapevo che doveva esserci il piccolo creatore nella profondit� delle sabbie.�</p><p>�Per favore, smettila con queste lezioni, Padre mio� bisbigli� Kynes.</p><p>Un falco si cal� sulla sabbia accanto alla sua mano protesa. Kynes lo vide ripiegare le ali e piegare la testa per guardarlo. Trov� la forza di scacciarlo. L�uccello fece due salti pi� in l�, ma continu� a fissarlo.</p><p>�Fino ad oggi gli uomini e le loro opere sono stati un flagello per i pianeti� disse ancora il padre, �La natura reagisce ai flagelli: li elimina o li assorbe per incorporarli nel suo sistema.�</p><p>Il falco abbass� la testa, distese le ali e le ripieg�. Trasfer� la sua attenzione alla mano protesa.</p><p>Kynes scopr� di non avere pi� la forza di scacciarlo.</p><p>�Qui su Arrakis� prosegu� il padre, �l�antico sistema storico di mutue estorsioni e saccheggi si � bloccato. Non puoi continuare a rubare per sempre senza preoccuparti di quelli che verranno dopo di te. Le particolarit� fisiche di un pianeta incidono un segno profondo sulla sua storia economica e politica. Quel segno � davanti ai nostri occhi e ci chiarisce i nostri obiettivi.�</p><p><emphasis>Nessuno � mai riuscito a fermarti, </emphasis>sospir� Kynes. <emphasis>Lezioni, lezioni. Facevi sempre lezione a tutti.</emphasis></p><p>Il falco fece un passo verso la mano protesa di Kynes. Gir� la testa da una parte e poi dall�altra, studiando la pelle nuda.</p><p>�Arrakis � un pianeta dal singolo raccolto� continu� il padre. �Un singolo raccolto. Esso mantiene una classe dominante, che vive come sono sempre vissute le classi dominanti, schiacciando sotto di s� una massa semiumana di mezzi schiavi, che sopravvive dei suoi rifiuti. Sono le masse e i rifiuti che richiamano la nostra attenzione. Hanno molto pi� valore di quanto non si sia mai sospettato.�</p><p>�Neppure ti ascolto, Padre mio� mormor� Kynes. �Vattene.�</p><p>E pens�: <emphasis>Qualcuno dei miei Fremen � certamente qua vicino. � impossibile che non vedano gli uccelli sopra di me. Verranno senzaltro a investigare, se non altro per cercare l�acqua.</emphasis></p><p>�Il popolo di Arrakis sapr� che noi lavoriamo perch� questa terra un giorno trabocchi d�acqua� insistette il padre. �La maggior parte, ovviamente, avr� una comprensione quasi mistica del nostro progetto. Molti, addirittura, ignorando il proibitivo rapporto tra le masse interessate, crederanno che noi porteremo l�acqua da un altro pianeta che ne sia ricco. Lascia che credano quello che vogliono, finch� credono in noi.�</p><p><emphasis>Fra un minuto mi alzer� per dirgli quello che penso di lui, </emphasis>disse tra s� Kynes. <emphasis>Continua a farmi paternali invece di aiutarmi!</emphasis></p><p>Il falco fece un altro salto verso la mano di Kynes. Altri due uccelli si calarono sulla sabbia dietro al primo.</p><p>�Religione e legge dovranno essere un�unica cosa, per le masse� riprese il padre. �Tutti gli atti di disobbedienza devono essere peccati e comportare una punizione religiosa. Questo avr� un doppio beneficio: decuplicare l�obbedienza e insieme il coraggio. Noi non dobbiamo dipendere dal coraggio del singolo, capisci, ma dal coraggio di tutta una popolazione.�</p><p><emphasis>Dov�� il mio popolo, ora che pi� che mai ho bisogno di lui? </emphasis>si chiese Kynes. Fece appello alle sue ultime forze e proiett� la mano, per la lunghezza di un dito, verso il falco pi� vicino. L�uccello salt� indietro fra i suoi compagni e tutt�e tre lo fissarono, allarmati.</p><p>�La nostra tabella di marcia sar� regolata sui valori dei fenomeni naturali� prosegu� il padre. �La vita di un pianeta � un ampio tessuto, fittamente intrecciato. Mutazioni animali e vegetali sorgeranno, all�inizio, a causa delle forze primordiali della natura che noi manipoleremo. Man mano che si stabilizzeranno, le nostre mutazioni diventeranno anch�esse delle influenze determinanti e dovremo occuparci anche di esse. Ricorda, per�, che ci basta controllare soltanto il tre per cento dell�energia alla superficie� solo il tre per cento!� per trasformare l�intera struttura in un sistema autosufficiente.�</p><p><emphasis>Perch� non mi aiuti? Sempre cos�; quando ho pi� bisogno di te, non ci sei. </emphasis>Volle girare la testa verso la direzione dalla quale sembrava giungere la voce del vecchio, ma i muscoli si rifiutavano di obbedire.</p><p>Kynes vide che il falco si muoveva. Si avvicin� alla mano, un passo dopo l�altro, prudente, mentre i suoi compagni ostentavano indifferenza. Il falco torn� a fermarsi a pochi centimetri dalla mano.</p><p>La mente di Kynes s�illumin�. All�improvviso fu consapevole di una possibilit� per Arrakis che era sfuggita a suo padre. E tutte le sue implicazioni lo travolsero.</p><p>�Non ci sarebbe peggior disastro per il tuo popolo che quello di cadere in mano di un Eroe� lo ammon� il padre.</p><p><emphasis>Legge i miei pensieri! </emphasis>si disse Kynes. <emphasis>Ebbene� li legga pure.</emphasis></p><p><emphasis>I messaggi sono gi� partiti verso i miei sietch. Niente pu� arrestarli. Se il figlio del Duca � vivo lo troveranno e lo proteggeranno, come ho ordinato. Potrebbero respingere la donna, sua madre, ma salveranno il figlio.</emphasis></p><p>Il falco fece un altro balzo in avanti, che lo port� a sfiorare la mano. Pieg� la testa per esaminare la carne inerte. Ma all�improvviso si raddrizz�, tese il collo verso l�alto e con un grido s�innalz� nell�aria, seguito dai suoi compagni; fecero un ampio giro e si allontanarono.</p><p><emphasis>Eccoli, </emphasis>pens� Kynes. <emphasis>I miei Fremen mi hanno trovato!</emphasis></p><p>Poi ud� il brontolio nella sabbia.</p><p>Tutti i Fremen conoscevano quel rombo, cos� diverso dal sibilo dei vermi e dai rumori delle altre forme di vita del deserto. In qualche punto, sotto di lui, la massa prespezia aveva accumulato acqua e sostanza organica dai piccoli creatori, e aveva raggiunto il punto critico della sua crescita incontrollata. Una gigantesca bolla di anidride carbonica si stava formando nelle profondit� sotto la duna, alzandosi irresistibilmente verso la superficie, trascinando con s� un vortice di sabbia. Tutto quello che si trovava alla superficie sarebbe stato inghiottito, scambiato con la sostanza che risaliva dal basso.</p><p>I falchi roteavano sulla sua testa, gracidando per la frustrazione. Sapevano quanto stava accadendo. Ogni creatura del deserto lo sapeva.</p><p><emphasis>E io sono una creatura del deserto, </emphasis>pens� Kynes. <emphasis>Mi vedi, Padre? Sono una creatura del deserto.</emphasis></p><p>Sent� che la bolla lo sollevava, lo trascinava con s�, esplodeva. Il turbine di sabbia l�afferr�, l�inghiott� in un abisso di gelida tenebra. Per un attimo, la sensazione di freddo e di umidit� fu un sollievo. Poi, nell�istante in cui il suo pianeta lo uccideva, cap� che suo padre e tutti gli altri scienziati si erano sbagliati e che i princ�pi fondamentali dell�universo erano pur sempre l�errore e il caso.</p><p>Perfino i falchi lo sapevano.</p><empty-line/></section><section><epigraph><p>Profezia e preveggenza. Com�� possibile provarne la verit� davanti a domande senza risposta? Considera: in quale misura l��onda� (come Muad�Dib chiama la sua visione-immagine) � vera profezia, e quanto invece il profeta contribuisce a plasmare il futuro perch� si adatti alla profezia? Il profeta vede veramente l�avvenire, oppure una linea di frattura, una crepa, un difetto che lui potrebbe spezzare con le decisioni o le parole, come il tagliatore di diamanti spezza una gemma con un colpo di scalpello?</p><text-author>da �Riflessioni personali su Muad�Dib�, della Principessa Irulan</text-author></epigraph><empty-line/><p>�<emphasis>Prendi la loro acqua</emphasis>�, aveva detto l�uomo avvolto dalle tenebre della notte. Paul scacci� la paura e fiss� sua madre. I suoi occhi addestrati videro che era pronta alla battaglia, i muscoli tesi al primo segnale.</p><p>�Sarebbe un peccato se fossimo costretti a distruggervi subito� fece la voce sopra di loro.</p><p><emphasis>� quello che ha parlato per primo, </emphasis>pens� Jessica. <emphasis>Sono almeno in due, uno a destra e uno a sinistra.</emphasis></p><p>�<emphasis>Cignoro hrobosa sukares hin mange la pchagavas doi me kamavas na beslas lelele pal hrobas!</emphasis>�</p><p>L�uomo alla loro destra chiamava qualcuno sull�altro lato del bacino.</p><p>Le parole erano incomprensibili per Paul, ma Jessica, grazie al suo addestramento Bene Gesserit, riconobbe la lingua. Era Chakobsa, una delle antiche lingue dei cacciatori, e l�uomo sopra di loro stava dicendo che forse erano gli stranieri che stavano cercando.</p><p>Nell�improvviso silenzio che segu� a quella frase, si alz� la seconda luna: un disco azzurro pallido e avorio, che sembrava sfiorare le rocce e guardarli curioso.</p><p>Poi, tra le rocce, si ud� un rumore furtivo di mani e di piedi, su entrambi i lati� Ombre si mossero nel chiaro di luna. Altre figure scivolarono fuori dal buio.</p><p><emphasis>Un�intera squadra! </emphasis>pens� Paul, e sent� il cuore balzargli in gola.</p><p>Un uomo alto con un burnus screziato, avanz� verso Jessica. Si era tolto il velo per parlare pi� chiaramente, rivelando una folta barba alla pallida luce della luna. Ma il cappuccio gli nascondeva il viso e gli occhi.</p><p>�Che cosa abbiamo qui? <emphasis>Djinn </emphasis>o esseri umani?� chiese.</p><p>Jessica gli sent� un vago tono canzonatorio nella voce e si concesse una debole speranza. Quella era la voce imperiosa che li aveva scossi per prima, interrompendoli mentre contemplavano la notte.</p><p>�Umani, penso� disse l�uomo.</p><p>Jessica percep�, pi� che vederlo, il coltello nascosto nella sua tuta. Per un breve istante rimpianse amaramente gli scudi.</p><p>�Parlate, anche?� continu� a chiedere l�uomo.</p><p>Jessica fece appello a tutta l�arroganza ducale che ancora le rimaneva nella voce e nel portamento. Era urgente rispondere a quest�uomo. Ma non lo aveva sentito parlare abbastanza per avere una �registrazione� della sua cultura e delle sue debolezze.</p><p>�Chi piomba su di noi nella notte, come un assassino?� domand� lei.</p><p>La testa avvolta nel cappuccio del burnus sussult�, rivelando la tensione dell�uomo. Poi, lentamente, si rilass�, e questo rivel� ancora di pi� a Jessica: l�uomo sapeva controllarsi.</p><p>Paul si allontan� dalla madre per distanziare i bersagli e disporre di uno spazio pi� ampio per agire.</p><p>L�incappucciato gir� la testa, seguendo Paul, e offr� un angolo del proprio viso alla luce della luna. Jessica vide un naso aguzzo, un occhio lucido (<emphasis>cupo, un occhio cupo, senza la minima traccia di bianco</emphasis>) folte sopracciglia e baffi rivolti all�ins�.</p><p>�Il cucciolo � abile� disse l�uomo. �Se siete sfuggiti agli Harkonnen, pu� darsi che siate accolti fra noi. Cosa ne dici, ragazzo?�</p><p>Tutte le ipotesi possibili attraversarono la mente di Paul: <emphasis>� la verit�? o una trappola? </emphasis>Bisognava decidere subito.</p><p>�Perch� dovreste accogliere dei fuggitivi?� domand�.</p><p>�Un fanciullo che pensa e parla come un uomo� disse il Fremen. �Bene, ora rispondo alla tua domanda, mio giovane <emphasis>wali: </emphasis>io sono uno che non paga il <emphasis>fai, </emphasis>il tributo d�acqua, agli Harkonnen. Per questo, appunto, potrei accogliere dei fuggitivi.�</p><p><emphasis>Sa perfettamente chi siamo, </emphasis>si disse Paul. <emphasis>Lo nasconde, ma lo sento nella sua voce.</emphasis></p><p>�Io sono Stilgar, il Fremen� riprese l�uomo. �Questo pu� sciogliere la tua lingua, ragazzo?�</p><p><emphasis>La stessa voce, </emphasis>pens� Paul. Si ricord� di quest�uomo quand�era venuto alla riunione del Consiglio a reclamare il corpo di un amico trucidato dagli Harkonnen.</p><p>�Io ti conosco, Stilgar� disse Paul. �Ero con mio padre al Consiglio quando sei venuto a reclamare l�acqua del tuo amico. Hai preso con te l�uomo di mio padre, Duncan Idaho� uno scambio di amici.�</p><p>�E Idaho ci ha abbandonati per ritornare al suo Duca� replic� Stilgar.</p><p>Jessica percep� il disgusto nella sua voce e si tenne pronta per l�attacco.</p><p>L�altra voce tra le rocce grid�: �Stiamo perdendo tempo, Stil!�</p><p>�Questo � il figlio del Duca!� url� Stilgar, di rimando. �� certamente lui che Liet ci ha ordinato di cercare.�</p><p>�Ma� un ragazzo, Stil.�</p><p>�Il Duca era un uomo, e questo ragazzo si � servito di un martellatore� ribatt� Stilgar. �� stato coraggioso ad attraversare il sentiero di <emphasis>Shai-hulud.</emphasis>�</p><p>Jessica sent� che l�uomo l�aveva esclusa dai suoi pensieri. L�aveva gi� condannata?</p><p>�Non abbiamo il tempo di metterlo alla prova� obiett� nuovamente la voce.</p><p>�E tuttavia potrebbe essere il Lisan al-Gaib� replic� Stilgar.</p><p><emphasis>Sta cercando un segno! </emphasis>pens� Jessica.</p><p>�Ma la donna��</p><p>Jessica si prepar�. Quella voce suonava morte, per lei.</p><p>�S�, la donna� fece Stilgar, �e la sua acqua.�</p><p>�Tu sai la legge� disse ancora la voce. �Colui che non pu� vivere nel deserto��</p><p>�Silenzio!� l�interruppe Stilgar. �I tempi cambiano.�</p><p>�Liet l�ha ordinato?�</p><p>�Hai udito la voce del cielago, Jamis� disse Stilgar. �Perch� insisti?�</p><p><emphasis>Cielago! </emphasis>pens� Jessica. Questa parola la illumin�. Era la lingua dell�<emphasis>Ilm </emphasis>e del <emphasis>Fiqh, </emphasis>e �cielago� voleva dire <emphasis>pipistrello, </emphasis>un piccolo mammifero volante. <emphasis>La voce del cielago: </emphasis>avevano ricevuto un messaggio <emphasis>distrans </emphasis>con l�ordine di cercarli, Paul e lei.</p><p>�Volevo soltanto ricordarti i tuoi doveri, amico Stilgar� riprese la voce sopra di loro.</p><p>�Il mio dovere � la forza della trib�� disse Stilgar. �Questo � il mio solo dovere. Non ho bisogno che nessuno me lo ricordi. Il fanciullo-uomo m�interessa. � carnoso. � vissuto con molta acqua. Lontano dal sole natio. Non ha gli occhi di Ibad. Ma non parla e neppure agisce come i deboli dei <emphasis>pan. </emphasis>E neppure suo padre era un debole. Com�� possibile?�</p><p>�Non possiamo restare qua fuori a discutere tutta la notte� replic� la voce tra le rocce. �Se una pattuglia��</p><p>�Questa � l�ultima volta che ti ordino di tacere, Jamis� disse Stilgar.</p><p>L�uomo tra le rocce tacque, ma Jessica lo sent� attraversare la gola con un balzo, dirigendosi sul fondo del bacino alla loro sinistra.</p><p>�La voce del cielago ha fatto capire che sarebbe stato conveniente per noi salvarvi tutt�e due� disse Stilgar. �La forza del fanciullo-uomo � promettente: � giovane e pu� imparare. Ma tu, donna?� Fiss� Jessica.</p><p><emphasis>Ora, </emphasis>pens� Jessica, <emphasis>ho registrato la sua voce, il suo schema. Potrei controllarlo con una sola parola, ma � un uomo forte� Per noi � molto pi� prezioso cos�, libero, intatto� Vedremo.</emphasis></p><p>�Io sono la madre di questo ragazzo� disse Jessica. �La forza che tu ammiri in parte � data dal mio addestramento.�</p><p>�La forza di una donna pu� essere illimitata� dichiar� Stilgar. �Certamente � cos� per una Reverenda Madre. Sei forse una Reverenda Madre?�</p><p>Per il momento Jessica ignor� le implicazioni di quella domanda, e disse francamente: �No�.</p><p>�Conosci gli usi del deserto?�</p><p>�No, ma molti giudicano prezioso il mio addestramento.�</p><p>�Tocca a noi giudicare cosa sia prezioso� ribatt� Stilgar.</p><p>�Ciascuno ha diritto al proprio giudizio� rispose Jessica.</p><p>�� bene che tu capisca� riprese Stilgar. �Non c�� tempo di metterti alla prova, donna. Ma non vogliamo che la tua ombra ci affligga. Prender� tuo figlio. Il fanciullo-uomo avr� tutto il mio appoggio e sar� accolto nella mia trib�. Ma tu, donna� Non c�� niente di personale in questo, capisci? � <emphasis>Istislah, </emphasis>la regola nell�interesse di tutti. Non ti basta?�</p><p>Paul fece un passo avanti. �Cosa vuol dire tutto questo?�</p><p>Stilgar gli lanci� un�occhiata, senza distogliere la sua attenzione da Jessica. �A meno che tu non sia stata addestrata sin dalla fanciullezza a vivere qui, potresti causare la distruzione dell�intera trib�. � la legge, non possiamo accettare gli inutili.�</p><p>Il movimento di Jessica s�inizi� come uno svenimento: il corpo parve sul punto di afflosciarsi. Fin troppo ovvio, da parte di una straniera debole e infelice. E ci� che � ovvio rallenta le reazioni dell�avversario. Ci vuole qualche istante per riconoscere una cosa nota, se essa ci viene mascherata come qualcosa di diverso. Jessica entr� in azione nell�istante in cui vide la sua mano sinistra frugare nel mantello per estrarre un�arma e puntarla contro di lei. Gir� fulminea su se stessa, cal� un colpo col taglio della mano in un turbinio confuso di vesti, e si ritrov� con le spalle alla roccia e l�uomo indifeso davanti a lei.</p><p>Al primo movimento della madre, Paul era balzato indietro. Mentre lei attaccava, si tuff� nell�ombra. Un uomo barbuto gli tagli� la strada, puntando un�arma. Paul colp� l�uomo sotto lo sterno con un colpo secco della mano, lo schiv� e colp� ancora alla base del collo, strappandogli l�arma mentre cadeva.</p><p>Poi si nascose nell�ombra, arrampicandosi fra le rocce, l�arma infilata nella cintura. L�aveva identificata nonostante la sua forma poco familiare: un�arma che scagliava piccoli dardi, e questo diceva molte cose su quegli uomini, un altro indizio che qui non si usavano gli scudi.</p><p><emphasis>Concentreranno le loro forze su mia madre e su Stilgar. Lei pu� neutralizzarlo. Devo trovare una posizione dalla quale attaccarli e darle il tempo di fuggire.</emphasis></p><p>Nel bacino, numerose molle scattarono: dardi crepitarono sulle rocce intorno a lui. Uno gli sfior� la tuta. Scivol� dietro una roccia al riparo, e si trov� in una stretta fenditura verticale: cominci� a scalarla, centimetro per centimetro, schiacciando la schiena su un lato e puntando i piedi sull�altro, il pi� silenziosamente possibile.</p><p>La voce di Stilgar rugg�: �Stai indietro, pidocchio dalla testa di verme! Mi spezzer� il collo se ti avvicini!�</p><p>Un�altra voce disse: �Stil, il ragazzo � fuggito! Che cosa��</p><p>�Ma certo che � fuggito, cervello di sabbia� Ahi, donna, ferma!�</p><p>�Di� che smettano d�inseguire mio figlio!� ordin� Jessica.</p><p>�Hanno gi� smesso, donna. � fuggito come volevi tu. Grandi D�i del profondo! Perch� non mi hai detto che eri una maga e una guerriera?�</p><p>�Di� ai tuoi uomini di ritirarsi� disse Jessica. �Di� che vadano in mezzo al bacino, dove posso vederli� ed � meglio che tu dia per certo che io sappia quanti sono.�</p><p>E pens�: <emphasis>Siamo in un momento delicato. Ma se quest�uomo � sveglio quanto sembra, abbiamo una speranza.</emphasis></p><p>Paul continuava a salire, centimetro per centimetro. Trov� una stretta sporgenza su cui riposare, si ferm� e guard� gi� nel bacino. La voce di Stilgar lo raggiunse.</p><p>�E se rifiuto? Come puoi� Uuugh! Ferma, donna! Non voglio pi� farti del male. Grandi D�i! Se puoi far questo al pi� forte di noi, vali dieci volte il tuo peso in acqua!</p><p><emphasis>Ora, la prova della ragione, </emphasis>pens� Jessica, e disse: �Tu cerchi il Lisan al-Gaib�.</p><p>�Voi potreste essere le persone della leggenda� disse Stilgar, �ma non lo creder� finch� non sar� stato provato. Tutto quello che so � che siete venuti qui con quello stupido Duca, il quale� Aaaah! donna! Non m�importa se mi uccidi! Era un uomo d�onore e coraggioso, ma � stato stupido a cacciarsi nella trappola degli Harkonnen!�</p><p>Silenzio.</p><p>�Non aveva scelta� replic� Jessica, dopo qualche istante. �Ma non parliamo di questo. Ora, ordina al tuo uomo dietro il cespuglio, laggi�, di smetterla di puntare la sua arma contro di me, altrimenti sbarazzer� l�universo della tua presenza e dopo mi occuper� anche di lui.�</p><p>�Tu, laggi�!� rugg� Stilgar. �Fa� come dice!�</p><p>�Ma, Stil��</p><p>�Fa� come dice, faccia di verme, testa di sabbia, sterco di lucertola! Fallo, o l�aiuter� a farti a pezzi! Non capisci il valore di questa donna?�</p><p>L�uomo nel cespuglio si alz� in piedi e abbass� l�arma.</p><p>�Ha obbedito� disse Stilgar.</p><p>�Ora� replic� Jessica, �spiega chiaramente ai tuoi quello che ti aspetti da me. Non voglio che qualche giovane testa calda compia un errore cos� pazzo.�</p><p>�Quando noi scivoliamo nei villaggi e nelle citt� dobbiamo mascherare la nostra origine, mescolandoci alla gente del graben e del pan� fece Stilgar. �Non portiamo armi, perch� il cryss � sacro. Ma tu, donna, tu conosci l�arte magica del combattimento. Ne avevamo sentito parlare, e molti dubitavano, ma non si pu� dubitare di quello che si � visto coi propri occhi. Hai vinto un Fremen armato. Una simile arma, nessuna perquisizione potr� mai scoprirla��</p><p>Un confuso agitarsi nel bacino indic� che le parole di Stilgar coglievano nel segno.</p><p>�E se io acconsentissi a insegnarvi questa� arte magica?�</p><p>�Avrai il mio appoggio, come tuo figlio.�</p><p>�Come possiamo esser certi che dici il vero?�</p><p>La voce di Stilgar smarr� un po� della sua ragione e divenne amara. �Qui all�aperto, donna, non abbiamo carte o contratti. Noi non facciamo promesse alla sera, per dimenticarle all�alba successiva. Quando un uomo dice una cosa, � un contratto. Io sono il capo del mio popolo. Esso � legato alla mia parola. Insegnaci la tua magica abilit� nel combattere, e avrai protezione fin quando lo vorrai. La tua acqua si mescoler� con la nostra acqua.�</p><p>�Puoi parlare per tutti i Fremen?� domand� Jessica.</p><p>�Col tempo, pu� darsi. Mio fratello Liet � l�unico che pu� parlare a nome di tutti. Qui, io posso soltanto prometterti il segreto. La mia gente non parler� di voi a nessun altro sietch. Gli Harkonnen sono ritornati in forze su Dune, e il vostro Duca � morto. Si dice che anche voi siate morti in una Madre delle Tempeste. Il cacciatore non cerca prede gi� morte.�</p><p><emphasis>� una protezione, </emphasis>pens� Jessica. <emphasis>Ma questa gente dispone di buoni mezzi di comunicazione e pu� sempre inviare un messaggio.</emphasis></p><p>�Penso che sia stata posta una taglia sulla nostra testa� disse.</p><p>Stilgar tacque, e Jessica riusc� quasi a vedere i pensieri che gli vorticavano nella mente, mentre i suoi muscoli le guizzavano tra le dita.</p><p>Poco dopo, parl�: �Lo ripeto, vi ho dato la parola della trib�. La mia gente ora conosce il vostro valore. Che cosa potrebbero offrirci gli Harkonnen? La nostra libert�? Ah! � No, voi siete il <emphasis>taqwa, </emphasis>che pu� comperare pi� cose di tutta la spezia nei forzieri degli Harkonnen�.</p><p>�Allora v�insegner� il modo di combattere� disse Jessica, e percep� l�intensit� rituale che inconsciamente animava le sue parole.</p><p>�Ora mi lascerai andare?�</p><p>�Cos� sia� fece Jessica. Lo liber� e fece un passo di lato, offrendosi alla vista di tutti gli uomini riuniti nel bacino. <emphasis>Questo � il mashad, </emphasis>pens�, <emphasis>l�ultima prova. Ma Paul deve sapere come sono questi uomini, anche se dovessi morire perch� lui lo sappia.</emphasis></p><p>Nel silenzio pieno di tensione, Paul si protese in avanti per meglio vedere la madre. Sopra di lui, in verticale sulla spaccatura rocciosa, ud� un respiro affannoso che subito si arrest�, e percep� la presenza di un�ombra delineata contro le stelle.</p><p>La voce di Stilgar sal� dal bacino: �Tu, lass�! Smettila di dar la caccia al ragazzo! Scender� da solo�.</p><p>La voce di un giovane, o di una ragazza, risuon� nel buio qualche metro sopra Paul: �Ma Stil, � proprio qui��</p><p>�Ti ho detto di lasciarlo stare, Chani, maledetta figlia di una lucertola!</p><p>Un�imprecazione appena bisbigliata usc� da qualche punto sopra Paul, poi una voce mormor�: �Chiamare <emphasis>me </emphasis>figlia di una lucertola!� L�ombra scomparve.</p><p>Paul riport� la sua attenzione al bacino. Stilgar era un�ombra grigia accanto a sua madre.</p><p>�Venite tutti!� grid� Stilgar. Si volt� verso Jessica: �E ora io ti chiedo: come puoi garantirci che manterrai la <emphasis>tua </emphasis>met� del contratto? Sei tu quella che vive tra le carte e i contratti privi di valore che��</p><p>�Noi Bene Gesserit non rompiamo le nostre promesse pi� di quanto non facciate voi� disse Jessica.</p><p>Vi fu un silenzio pieno di tensione, poi un intrecciarsi di voci: �Una strega Bene Gesserit!�</p><p>Paul impugn� l�arma di cui si era impadronito e la punt� sull�indistinta figura di Stilgar, ma l�uomo e i suoi compagni erano come impietriti, fissando Jessica.</p><p>�<emphasis>La leggenda</emphasis>� disse qualcuno.</p><p>�La Shadout Mapes aveva detto questo, di te� aggiunse Stilgar. �Ma una cosa di questa importanza va provata. Se tu sei la Bene Gesserit della leggenda, il cui figlio ci porter� al paradiso�� Scroll� le spalle.</p><p>Jessica sospir�, pensando: <emphasis>Cos�, la nostra Missionaria Protectiva ha disseminato perfino questo inferno di valvole di sicurezza. Ebbene� ci serviranno. Esistono proprio per questo.</emphasis></p><p>E disse: �La Veggente che vi ha portato la leggenda, ve l�ha concessa sotto il vincolo del <emphasis>karama </emphasis>e dell�<emphasis>ijaz, </emphasis>il miracolo e l�immutabilit� della profezia. Questo mi � noto. Volete un segno?�</p><p>Stilgar alz� la testa, nel chiaro di luna. �Non c�� tempo per i riti� dichiar�.</p><p>Jessica si ricord� di una carta che Kynes le aveva mostrato mentre organizzava le vie di fuga. Come sembrava lontano! C�era un nome, �Stilgar�, accanto a un luogo chiamato �Sietch Tabr�.</p><p>�Forse, quando saremo arrivati al Sietch Tabr� replic�.</p><p>La rivelazione lo scosse, e Jessica pens�: <emphasis>Se conoscesse i nostri trucchi! Dev�essere stata in gamba, la Bene Gesserit della Missionaria Protectiva. Questi Fremen sono splendidamente pronti a crederci.</emphasis></p><p>Stilgar si agit�, inquieto. �Dobbiamo andare, adesso.�</p><p>Lei annu�, perch� lui capisse che si mettevano in marcia col suo permesso.</p><p>Stilgar guard� in alto, verso la roccia a picco e la sporgenza sulla quale Paul era accovacciato. �Tu lass�, ragazzo, vieni gi�, ora.� Rivolse ancora la sua attenzione a Jessica, e aggiunse in tono di scusa: �Tuo figlio ha fatto un baccano incredibile, arrampicandosi. Ha molto da imparare, se non vuole metterci tutti in pericolo. Ma � giovane�.</p><p>�Non c�� dubbio che abbiamo molto da insegnarci, gli uni agli altri� disse Jessica. �Ma ora dovresti occuparti del tuo compagno, laggi�. Mio figlio l�ha disarmato un po� brutalmente.�</p><p>Stilgar si volt� di scatto, facendo svolazzare il cappuccio. �Dove?�</p><p>�Dietro quei cespugli� gl�indic� Jessica.</p><p>Stilgar fece un cenno a due dei suoi uomini: �Andate a vedere�. Cont� i suoi compagni, identificandoli uno a uno: �Manca Jamis�. Fiss� nuovamente Jessica: �Anche il tuo cucciolo ha quella abilit� magica�.</p><p>�E noterai che non si � mosso da lass� nonostante il tuo ordine� disse lei.</p><p>I due uomini inviati da Stilgar ritornarono sostenendone un terzo che ansimava e incespicava. Stilgar li consider� un attimo, poi fiss� ancora Jessica. �Tuo figlio prende solo i tuoi ordini, eh? Bene, conosce la disciplina.�</p><p>�Paul, puoi scendere adesso� disse Jessica.</p><p>Paul si alz� in piedi nel chiaro di luna e fece scivolare l�arma nella cintura. Mentre si voltava, un�altra figura spunt� tra le rocce, davanti a lui.</p><p>Alla luce della luna e al grigio riflesso della pietra, Paul intravide un profilo sottile nella tuta dei Fremen e un volto nascosto nell�ombra che lo fissava da sotto il cappuccio. Da una piega della tuta spuntava un�arma a dardi puntata contro di lui.</p><p>�Io sono Chani, figlia di Liet.�</p><p>La voce era melodiosa, con una punta di allegria.</p><p>�Non ti avrei permesso di far del male ai miei compagni� dichiar�.</p><p>Paul deglut�. La figura davanti a lui si agit� nel chiaro di luna, lasciandogli intravedere un viso da elfo e due occhi neri e profondi. Un viso familiare, che gli era apparso innumerevoli volte nelle sue visioni. Rest� immobile, sbalordito. Ricord� l�irosa bravata con cui un giorno aveva descritto questo viso da lui sognato alla Reverenda Madre Gaius Helen Mohiam: �La incontrer�!�</p><p>E quel viso era l�, davanti a lui. Ma questo incontro lui non l�aveva sognato.</p><p>�Hai fatto pi� baccano di uno Shai-hulud infuriato� disse lei. �E sei salito per il lato pi� difficile. Seguimi, ti mostrer� la via pi� facile per discendere.�</p><p>Usc� dalla spaccatura aiutandosi con le mani e i piedi e segu� il suo mantello ondeggiante tra gli spuntoni di roccia. Lei sembrava danzare tra le rocce, come una gazzella. Paul sent� il sangue salirgli al viso, e ringrazi� l�oscurit� della notte.</p><p><emphasis>La stessa ragazza! </emphasis>Era come un tocco del destino. Si sent� come afferrato da un�onda, in armonia con un movimento che sembrava esaltare i suoi pensieri.</p><p>Qualche istante dopo uscirono nel bacino tra i Fremen.</p><p>Jessica sorrise a Paul, ma parl� rivolgendosi a Stilgar: �Questo scambio d�insegnamenti sar� assai utile. Spero che tu e la tua gente non siate in collera per la nostra violenza. Ma ci � sembrata� necessaria. Stavi per commettere un� errore.�</p><p>�Salvare qualcuno dall�errore � un dono del paradiso� disse Stilgar. Si sfior� le labbra con la mano sinistra, con l�altra sfil� l�arma dalla cintura di Paul e la gett� a uno degli uomini: �Avrai la tua pistola maula quando te la sarai meritata, ragazzo�.</p><p>Paul fu sul punto di replicare, esit�, e si ricord� della lezione di sua madre: �<emphasis>Gli inizi sono sempre difficili</emphasis>�<emphasis>.</emphasis></p><p>�Mio figlio ha tutte le armi di cui ha bisogno� intervenne Jessica. Affront� lo sguardo di Stilgar, obbligandolo a ricordarsi del modo in cui Paul si era impadronito dell�arma.</p><p>Stilgar fiss� l�uomo disarmato da Paul, Jamis; si teneva in disparte, a testa bassa, e respirava affannosamente. �Sei una donna difficile.� Alz� la mano sinistra e fece schioccare le dita.</p><p>�<emphasis>Kushti bakka te.</emphasis>�</p><p><emphasis>Ancora il Chakobsa, </emphasis>pens� Jessica.</p><p>Un uomo porse a Stilgar due quadrati di tela. Stilgar li arrotol� tra le dita e annod� il primo al collo di Jessica, sotto il cappuccio, e poi fece lo stesso con Paul.</p><p>�Ora portate il fazzoletto del <emphasis>bakka</emphasis>� disse. �Se dovessimo separarci, tutti comunque sapranno che appartenete al sietch di Stilgar. Parleremo di armi un�altra volta.�</p><p>Avanz� tra i suoi uomini, ispezionandoli, e affid� a uno di loro lo zaino di Paul.</p><p><emphasis>Il bakka, </emphasis>pens� Jessica. Conosceva assai bene questa parola. <emphasis>Bakka� colui che piange. </emphasis>Ora, capiva il simbolismo che li univa a quei Fremen. <emphasis>Ma perch� il pianto?</emphasis></p><p>Stilgar si avvicin� alla ragazza che aveva turbato Paul, e le disse: �Chani, prendi il fanciullo-uomo sotto le tue ali. Tienlo lontano dai guai�.</p><p>Chani sfior� il braccio di Paul. �Vieni, fanciullo-uomo.�</p><p>Paul era furioso, ma riusc� a dominarsi. �Il mio nome � Paul. � meglio che tu��</p><p>�Noi ti daremo un nome, piccolo uomo� l�interruppe Stilgar. �Al tempo del <emphasis>mihna, </emphasis>alla prova dell�<emphasis>aql</emphasis>.�</p><p><emphasis>La prova della ragione, </emphasis>tradusse Jessica. E all�improvviso il desiderio di affermare la superiorit� di Paul cancell� in lei ogni altra considerazione, e grid�: �Mio figlio ha superato la prova del gom jabbar!�</p><p>Nell�improvviso silenzio, seppe di averli colpiti nel profondo del cuore.</p><p>�Vi sono troppe cose che non sappiamo gli uni degli altri� riprese Stilgar. �Ma stiamo indugiando troppo. La luce del giorno non deve trovarci all�aperto.� Si avvicin� all�uomo che Paul aveva colpito e gli disse: �Jamis, puoi camminare?�</p><p>Un grugnito fu la risposta: �Mi ha colto di sorpresa. � stato un incidente. Posso marciare�.</p><p>�Non � stato un incidente. Tu dividerai con Chani la responsabilit� del ragazzo, Jamis. Questa gente ha la mia protezione.�</p><p>Jessica fiss� Jamis. Era sua la voce che aveva risposto a Stilgar tra le rocce. Una voce che parlava di morte. E Stilgar aveva dovuto imporsi su Jamis con tutta la sua autorit�.</p><p>Stilgar fiss� nuovamente il gruppo. Accenn� a due uomini di farsi avanti. �Larrus e Farok, voi ci seguirete e cancellerete le nostre tracce. Assicuratevi che non rimanga nulla. Fate pi� attenzione del solito. Abbiamo due persone con noi che non sono state addestrate.� Si volt�, alz� una mano e indic� il Iato opposto del bacino: �In formazione. Guardie su entrambi i lati. Dobbiamo arrivare alla Caverna del Culmine prima dell�alba�.</p><p>Jessica si mise al passo con Stilgar, contando le teste. C�erano quaranta Fremen. Con lei e Paul erano quarantadue. E pens�: <emphasis>Marciano come dei militari. Anche la ragazza, Chani.</emphasis></p><p>Paul s�infil� dietro Chani. La penosa impressione di essersi lasciato cogliere alle spalle dalla ragazza andava attenuandosi. Ripens� invece alle parole gridate da sua madre: �Mio figlio ha superato la prova del gom jabbar!� La mano cominci� a prudergli, al ricordo dell�atroce dolore.</p><p>�Stai attento a dove cammini!� gli sibil� Chani. �Non sfiorare i cespugli, altrimenti lascerai una traccia del nostro passaggio.�</p><p>Paul inghiott� e annu�.</p><p>Jessica prest� orecchio al rumore dei passi, distinguendo i suoi e quelli di Paul. Si stup� del modo in cui i Fremen si muovevano. Erano quaranta persone che attraversavano il bacino, riempiendo la notte di crepitii e fruscii perfettamente naturali. I mantelli, ondeggiando nell�ombra, sembravano fantasmi. La loro meta era il Sietch Tabr, il sietch di Stilgar.</p><p><emphasis>Sietch: </emphasis>questa parola si agit� a lungo nella sua mente. Una parola Chakobsa, immutata per lunghi secoli nell�antica lingua dei cacciatori. <emphasis>Sietch: </emphasis>un luogo d�incontro nei momenti di pericolo. Le profonde implicazioni della parola e della lingua soltanto adesso cominciavano ad acquistare un significato per lei, dopo la tensione dell�incontro.</p><p>�Stiamo marciando velocemente� disse Stilgar. �Con l�aiuto di Shai-hulud, saremo alla Caverna del Culmine prima dell�alba.�</p><p>Jessica annu�, economizzando le forze, cosciente della tremenda fatica che riusciva a superare grazie alla sua volont�� e, lo ammise, all�ebbrezza esaltante che la pervadeva. La sua mente si concentr� sul valore di quel gruppo di uomini, su quanto le era stato rivelato della cultura dei Fremen.</p><p><emphasis>Tutti, nessuno escluso, </emphasis>pens�, <emphasis>formano un�unica societ� militare. Quale potenza inestimabile per un Duca in esilio!</emphasis></p></section><section><epigraph><p>I Fremen erano i supremi maestri della qualit� che gli antichi chiamavano �spannungsbogen�: l�imposizione volontaria di un indugio fra il desiderio di una cosa e l�atto di procurarsela.</p><text-author>dalla �Saggezza di Muad�Dib�, della Principessa Irulan</text-author></epigraph><empty-line/><p>Giunsero alla Caverna del Culmine alle prime luci dell�alba, scivolando attraverso la muraglia del bacino in una fessura cos� stretta da costringerli a girarsi sul fianco. Stilgar mand� alcuni uomini in avanscoperta, alla debole luminosit�, e Jessica li segu� per un attimo con lo sguardo mentre si arrampicavano con le mani e i piedi sul contrafforte.</p><p>Paul, a sua volta, alz� gli occhi verso il nastro sottile e grigio azzurro del cielo, che spezzava in due la montagna.</p><p>Chani lo tir� per il mantello, intimandogli di affrettarsi. �Pi� presto. � quasi giorno.�</p><p>�Dove sono andati quegli uomini?� bisbigli� Paul.</p><p>�Il primo turno di guardia della giornata� rispose Chani. �E adesso, muoviti!�</p><p><emphasis>Guardie all�esterno, </emphasis>pens� Paul. <emphasis>Molto saggio. Ma sarebbe stato ancora pi� saggio avvicinarsi alla caverna in gruppi separati. Ci sarebbero minori rischi che tutte le nostre forze siano annientate.</emphasis></p><p>Si arrest� per un attimo a quel pensiero; questo era l�atteggiamento di un guerrigliero! E ricord� che questo era uno dei timori di suo padre: che la Casa degli Atreides dovesse trasformarsi in una Casa di guerriglia.</p><p>�Pi� presto!� bisbigli� Chani.</p><p>Paul affrett� il passo e sent� il fruscio delle tute dietro di lui. Ripens� alle parole del <emphasis>sirat </emphasis>che aveva letto sulla minuscola Bibbia Cattolica Orangista di Yueh.</p><p>�<emphasis>Il paradiso alla mia destra, l�inferno alla mia sinistra, e dietro a me l�angelo della morte.</emphasis>� Ripet� pi� volte la citazione nella propria mente.</p><p>Superarono una curva e il passaggio si fece pi� largo. Stilgar era in piedi su un lato, indicando una bassa apertura sulla parete di roccia.</p><p>�Presto!� sibil�. �Siamo come conigli in gabbia, se una pattuglia ci sorprende qui!�</p><p>Paul si pieg� per scivolare dentro l�apertura e segu� Chani in una caverna illuminata da una debole luce grigia che proveniva da qualche punto davanti a loro.</p><p>�Puoi alzarti.�</p><p>Paul si raddrizz�, studiando il posto: una cavit� ampia e profonda, con un soffitto a cupola alto circa tre metri. I Fremen si dispersero tra le ombre della caverna. Jessica si fece avanti, esaminando i loro compagni. Paul not� che evitava di mescolarsi a loro, anche se era vestita all�identico modo. C�era sempre la stessa grazia, la stessa forza nei suoi movimenti.</p><p>�Trova un posto per riposarti e non dar fastidio, fanciullo-uomo� disse Chani. �Ecco, qui c�� da mangiare.� Gli cacci� in mano due bocconi avvolti in foglie. Odoravano di spezia.</p><p>Stilgar comparve accanto a Jessica e lanci� un ordine a un gruppo d�uomini alla sua sinistra. �Sigillate la porta e controllate l�umidit�.� Si volt� verso un altro Fremen. �Lemil, porta i globi� Afferr� Jessica per un braccio: �Voglio mostrarti qualcosa, femmina maga�. La spinse al di l� di un macigno, verso la fonte luminosa.</p><p>Jessica si trov� davanti a un�altra spaccatura della roccia che si apriva all�esterno, molto in alto nella parete a picco, su un altro bacino largo dieci o dodici chilometri, circondato da altissimi strapiombi e disseminato di piante.</p><p>Mentre Jessica contemplava il bacino alla grigia luce dell�alba, il sole si alz� sulla lontana scarpata, illuminando un paesaggio di sabbie e rocce color terracotta. Le parve quasi che il sole balzasse fulmineo dall�orizzonte.</p><p><emphasis>Questo � perch� noi vorremmo trattenerlo, </emphasis>pens�. <emphasis>La notte � pi� sicura. </emphasis>E si sorprese allora a sognare un arcobaleno, in quel mondo che non avrebbe mai conosciuto la pioggia. <emphasis>Devo scacciare queste nostalg�e, </emphasis>pens� ancora. <emphasis>Sono un segno di debolezza. E io non posso pi� permettermi di esser debole.</emphasis></p><p>Stilgar l�afferr� ancora e le disse, puntando il dito: �Laggi�! Guarda! I veri Drusi!�</p><p>Jessica segu� il suo dito puntato e vide qualcosa che s� muoveva: gente sul fondo del bacino che nella luce crescente del giorno si disperdeva tra le ombre delle rocce, sull�altro versante. Nonostante la distanza, i loro movimenti si distinguevano assai bene nell�aria limpida. Jessica estrasse il binocolo dalla tuta, mise a fuoco le lenti a olio e lo punt� verso gli uomini lontani.</p><p>Dei fazzoletti ondeggiavano come farfalle multicolori.</p><p>�La nostra casa � laggi�� disse Stilgar. �Ci arriveremo questa notte.� Esplor� il bacino con lo sguardo, tirandosi i baffi: �La mia gente ha lavorato pi� a lungo del solito. Questo vuol dire che non ci sono pattuglie in giro. Quando li avr� avvertiti si prepareranno ad accoglierci�.</p><p>�La tua gente � molto disciplinata� fece Jessica. Abbass� il binocolo e vide che Stilgar li stava osservando.</p><p>�Obbediscono alle leggi che garantiscono la salvezza alla trib�� replic�. �Cos� viene scelto un capo tra noi. Il capo � il pi� forte di tutti. Quello che procura l�acqua e la sicurezza.� La fiss� intensamente.</p><p>Jessica sostenne il suo sguardo, not� gli occhi privi di bianco, le palpebre macchiate, la barba e i baffi bordati di polvere, il tubo fissato alle narici che sprofondava nella tuta distillante.</p><p>�Ho compromesso la tua posizione di capo, Stilgar?�</p><p>�Non mi avevi sfidato.�</p><p>�� importante che un capo conservi il rispetto dei suoi uomini� disse Jessica.</p><p>�Non c�� uno solo di questi pidocchi della sabbia che io non possa scaraventare a terra� dichiar� Stilgar. �Vincendo me, li hai vinti tutti. Ora, sperano di imparare da te� la tua magica abilit�. E qualcuno di loro si aspetta che tu mi sfidi.�</p><p>Lei soppes� le implicazioni. �A lottare per il comando?�</p><p>Stilgar annu�. �E io ti consiglio di non farlo, perch� non ti seguirebbero. Tu non sei della sabbia. L�hanno visto durante la nostra marcia notturna.�</p><p>�Gente pratica.�</p><p>�� vero.� Guard� ancora il bacino. �Noi conosciamo i nostri bisogni, ma non tutti vi dedicano ogni loro pensiero, ora che siamo cos� vicini a casa. Abbiamo perso troppo tempo a consegnare la nostra quota di spezia ai liberi commercianti della Gilda� che siano maledetti! Che i loro volti siano neri per sempre!�</p><p>Jessica si volt� bruscamente. �La Gilda? Cosa ha a che fare la Gilda con la vostra spezia?�</p><p>�Liet l�ha ordinato� disse Stilgar. �Noi sappiamo il perch�, anche se questo ha un gusto amaro per noi. Noi paghiamo alla Gilda una quantit� mostruosa di spezia perch� nessun satellite ci spii dal cielo e non sappia che cosa facciamo alla superficie di Arrakis.�</p><p>Jessica soppes� le sue parole, ricordandosi quello che Paul aveva detto per spiegare l�assenza di satelliti intorno al pianeta. �E che cosa fate, alla superficie di Arrakis, che non dev�esser visto?�</p><p>�La stiamo cambiando� lentamente, ma sicuramente� per renderla adatta alla vita umana. La nostra generazione non lo vedr� e neppure i nostri figli o i figli dei figli, n� i loro pronipoti� ma verr� il giorno.� Il suo sguardo assente vag� sul lato opposto del bacino. Acque aperte, piante verdi e gente che cammina liberamente senza tute distillanti.</p><p><emphasis>Questo � dunque il sogno di Liet-Kynes, </emphasis>pens� Jessica. E disse: �Il prezzo della corruzione ha un rischio. Tende ad aumentare sempre pi��.</p><p>�Aumenta, infatti. Ma la via pi� lenta � la pi� sicura.�</p><p>Jessica contempl� il bacino, sforzandosi di vedere quello che Stilgar sognava. Vide solo le grandi macchie color mostarda delle rocce lontane e un improvviso offuscamento del cielo sopra le rocce.</p><p>�Aahh�� fece Stilgar.</p><p>A tutta prima lei pens� che fosse un ornitottero di pattuglia, poi si rese conto che era un miraggio� un altro paesaggio sospeso sul deserto sabbioso, un verde ondeggiare, lontano, e pi� vicino un lungo verme che sembrava viaggiare in superficie e aveva sul dorso qualcosa che sembravano mantelli ondeggianti di Fremen.</p><p>Il miraggio svan�.</p><p>�Sarebbe meglio cavalcare� disse Stilgar, �ma non possiamo ammettere un creatore in questo bacino, e cos� dovremo camminare di nuovo questa notte.�</p><p><emphasis>Creatore� chiamano cos� il verme, </emphasis>pens� Jessica.</p><p>Valut� l�importanza di questa parola e l�affermazione di Stilgar che non potevano <emphasis>ammettere </emphasis>un verme in quel bacino. Capiva, ora, quanto aveva visto nel miraggio: Fremen che cavalcavano un verme gigantesco. Le cost� uno sforzo terribile non tradire lo choc di quella scoperta.</p><p>�Dobbiamo ritornare con gli altri� disse Stilgar. �Altrimenti la mia gente creder� che io ti stia seducendo. Gi� alcuni sono gelosi perch� le mie mani hanno sfiorato la tua bellezza, la notte scorsa, quando abbiamo lottato nel Bacino del Tuono.�</p><p>�Basta cos�!� esclam� Jessica.</p><p>�Non volevo offenderti� replic� Stilgar, e la sua voce era gentile. �Da noi le donne non sono mai prese contro la loro volont�� e con te� (scroll� le spalle) �anche questa regola non conta.�</p><p>�Non dimenticare che io ero la Lady del Duca� disse Jessica, ma la sua voce era pi� calma.</p><p>�Come vuoi� fece Stilgar. �Ma � tempo di sigillare questa apertura, perch� tutti possano rilassarsi dopo la disciplina delle tute distillanti. I miei uomini, oggi, hanno bisogno di star comodi e di riposarsi. Domani, in famiglia, non avranno un attimo di respiro.�</p><p>Il silenzio cal� tra loro.</p><p>Jessica guard� il paesaggio illuminato dal sole. Nella voce di Stilgar c�era qualcosa di pi� che l�offerta di una <emphasis>protezione. </emphasis>Aveva forse bisogno di una moglie? Lei avrebbe potuto benissimo sostenere quel ruolo, al suo fianco. Sarebbe stato un modo per metter fine ad ogni conflitto per la guida della trib�: la femmina sulla stessa linea del maschio.</p><p>Ma che cosa sarebbe accaduto a Paul, allora? A questo punto, quali erano le regole di parentela? E cosa sarebbe accaduto alla figlia non ancora nata che portava in grembo da alcune settimane? Che cosa sarebbe accaduto alla figlia del Duca morto? Decise, una volta per tutte, di confessare il vero significato di questa nuova creatura che cresceva dentro di lei, l�origine autentica di questo concepimento. Lei ne era ben conscia. Aveva ceduto a quell�istinto profondo di tutte le creature di fronte alla morte: la spinta all�immortalit� attraverso la propria progenie. L�impulso alla fertilit� della specie che aveva sempre trionfato.</p><p>Jessica guard� Stilgar e vide che lui la stava studiando, e aspettava. <emphasis>Una figlia, qui, da una donna sposata a quest�uomo� Quale sarebbe il suo destino? Forse lui tenterebbe di ostacolare gli obblighi ai quali una Bene Gesserit � sottoposta?</emphasis></p><p>Stilgar si schiar� la gola, rivelando di avere intuito la maggior parte delle domande che si agitavano in lei. �Quello che importa, in un capo, sono le qualit� che lo hanno reso tale. I bisogni del popolo. Se tu m�insegnerai i tuoi poteri, verr� il giorno in cui uno dei due dovr� sfidare l�altro. Preferirei un�altra soluzione.�</p><p>�Esistono forse alternative?� chiese Jessica.</p><p>�Le <emphasis>Sayyadina</emphasis>� lui disse. �La nostra Reverenda Madre � vecchia.�</p><p><emphasis>La nostra Reverenda Madre!</emphasis></p><p>Prima che lei potesse replicare, Stilgar riprese: �Non mi sto necessariamente offrendo come compagno della tua vita. Non c�� niente di personale in ci�. Tu sei bella e desiderabile. Ma se tu dovessi diventare una delle mie donne, questo potrebbe far credere ai miei uomini pi� giovani che io mi preoccupi pi� dei piaceri della carne che dei bisogni della trib�. Anche in questo momento ci guardano e ci ascoltano�.</p><p><emphasis>Ecco un uomo che pesa le sue decisioni e che pensa alle conseguenze, </emphasis>disse Jessica tra s�.</p><p>�Vi sono alcuni, fra i giovani della mia trib�, che hanno raggiunto l�et� dei pensieri selvaggi. Devono essere guidati con cautela durante questo periodo. Non devo dar loro nessun motivo per sfidarmi. Perch� allora dovrei ucciderne o storpiarne un gran numero. Questo non � il giusto atteggiamento di un capo, se pu� essere evitato con onore. � il capo, capisci, che fa la differenza tra un popolo e un branco. Che crea e conserva gli individui. Troppo pochi individui, e il popolo ridiventa un branco selvaggio.�</p><p>Le sue parole, la sua profonda consapevolezza, il fatto che parlasse sia a lei, sia a quelli che l�ascoltavano segretamente, spinsero Jessica a rivalutarlo.</p><p><emphasis>� degno della sua posizione, </emphasis>pens�. <emphasis>Dove mai avr� imparato questo equilibrio interiore?</emphasis></p><p>�La legge che c�impone il modo di scegliere un capo � giusta� riprese Stilgar, �ma non sempre il popolo vuole giustizia. Quello di cui ora abbiamo soprattutto bisogno � di crescere e prosperare in pace, di espanderci su un territorio sempre pi� vasto.�</p><p><emphasis>Quali sono i suoi antenati? </emphasis>si chiese Jessica. <emphasis>Come si ottiene una simile razza? </emphasis>�Stilgar� replic�, �ti ho sottovalutata.�</p><p>�Lo sospettavo.�</p><p>�Sembra che ognuno di noi abbia sottovalutato l�altro.�</p><p>�Vorrei metter fine a tutto questo� disse Stilgar. �Vorrei esserti amico� e offrirti la mia fiducia. Vorrei che nascesse tra noi quel rispetto che cresce nei cuori senza esigere l�amplesso della carne.�</p><p>�Capisco.�</p><p>�Hai fiducia in me?�</p><p>�Sento che sei sincero.�</p><p>�Fra noi, le Sayyadina, quando non rappresentano l�autorit� ufficiale, hanno diritto a un posto d�onore. Insegnano. Mantengono la potenza di Dio in noi.� Si tocc� il petto.</p><p><emphasis>Ora devo chiarire questo mistero della Reverenda Madre, </emphasis>pens� Jessica. E disse: �Hai parlato della vostra Reverenda Madre� E ho sentito allusioni a leggende e profezie�.</p><p>�Una Bene Gesserit e suo figlio hanno in pugno il nostro destino. Cos� � detto.�</p><p>�Credi che io sia questa Bene Gesserit?�</p><p>E lo fiss� in silenzio, pensando: <emphasis>Il giovane germoglio muore cos� facilmente! �L�inizio � sempre un tempo di pericolo�.</emphasis></p><p>�Non lo sappiamo� disse lui.</p><p>Lei annu�, pensando: <emphasis>� un uomo d�onore. Vuole un segno da me, ma non � disposto a influenzare il destino dandomi lui quel segno.</emphasis></p><p>Jessica gir� la testa e guard� il bacino, le ombre dorate e violette, le vibrazioni della polvere sospesa nell�aria davanti all�imboccatura della caverna. All�improvviso il suo spirito fu invaso dalla prudenza di un felino. Sapeva il canto della Missionaria Protectiva, e come servirsi della leggenda, della paura e della speranza per le sue necessit� pi� urgenti, ma percepiva alterazioni profonde in quel luogo� come se qualcuno fosse venuto tra i Fremen e si fosse servito per i suoi scopi dell�impronta lasciata dalla Missionaria Protectiva.</p><p>Stilgar si schiar� la gola.</p><p>Jessica sent� la sua impazienza, cap� che il giorno stava avanzando e che gli uomini volevano sigillare questa apertura. Doveva giocare d�audacia e fu cosciente di ci� che le mancava: un <emphasis>dar al-hikman, </emphasis>un�antica scuola di traduzione che le consentisse�</p><p>�Adab� bisbigli�.</p><p>Le parve che la sua mente si ripiegasse all�improvviso su se stessa. Riconobbe la sensazione e il suo polso acceler�. Niente, nell�addestramento Bene Gesserit, si accompagnava a un tal segno. Poteva soltanto essere l�<emphasis>adab, </emphasis>la memoria che si risvegliava da sola. Vi si abbandon�, lasciando che le parole uscissero dalla sua bocca:</p><p>�<emphasis>Ibn qirtaiba</emphasis>� disse,�lontano, dove la polvere finisce.� Alz� un braccio, liberandolo dalle pieghe del mantello, vide Stilgar stralunare gli occhi e ud� un fruscio di molte tute alle sue spalle. �Vedo un� Fremen col libro degli esempi. Lo legge ad al-Lat, il sole da lui sfidato e vinto. Lo legge al <emphasis>Sadus </emphasis>del Giudizio, ed ecco quello che legge:</p><poem><stanza><v>�I mici nemici sono fili d�erba spezzati,</v><v>che si ergevano sul sentiero della tempesta.</v><v>Non hai visto quello che ha fatto il nostro Signore?</v><v>Ha inviato la pestilenza fra coloro</v></stanza><stanza><v>Che hanno tramato contro di noi.</v><v>Ora sono come uccelli dispersi dal cacciatore.</v><v>I loro complotti sono cibo avvelenato</v><v>Che ogni bocca rifiuta.�</v></stanza></poem><p>Fu colta da un tremito, e il braccio le ricadde.</p><p>Dalle ombre profonde della caverna le giunse in risposta il mormorio di molte voci: �Le loro opere sono state distrutte.�</p><p>�Il fuoco di Dio domina il tuo cuore� disse Jessica, e pens�: <emphasis>Questo va detto, appunto.</emphasis></p><p>�Il fuoco di Dio c�illumina� fu la risposta.</p><p>Jessica annu�. �I tuoi nemici cadranno.�</p><p>�<emphasis>Bi-la kaifa</emphasis>� risposero.</p><p>Nell�improvviso silenzio, Stilgar s�inchin� davanti a lei: �Sayyadina� disse, �se Shai-hulud lo consente, allora potrai fare il passo interiore come Reverenda Madre�.</p><p><emphasis>Passo interiore, </emphasis>pens� Jessica. <emphasis>Strano modo di esprimersi. Ma il resto corrisponde abbastanza bene al canto. </emphasis>Prov� una sorta di cinica amarezza per quanto aveva fatto. <emphasis>La Missionaria Protectiva fallisce raramente. In questo mondo desolato, un rifugio � stato preparato per noi. Con l�aiuto della preghiera del salat. Ora� devo recitare la parte di Auliya, l�Amica di Dio� la Sayyadina di questo popolo vagabondo, talmente impregnato dalle profezie del Bene Gesserit da chiamare Reverende Madri le sue sacerdotesse.</emphasis></p><p>Paul, nell�ombra della caverna, era accanto a Chani: sentiva ancora il sapore del cibo che lei gli aveva dato: carne di uccello e grano impastati con miele di spezia e avvolti in una foglia. Mangiandolo, si era reso conto di non aver mai assorbito prima una tale concentrazione di spezia e per un attimo si era spaventato. Sapeva che quell�essenza di spezia lo avrebbe ancora pi� <emphasis>trasformato, </emphasis>facendo di lui sempre pi� un Veggente.</p><p>�<emphasis>Bi-la kaifa</emphasis>� bisbigli� Chani.</p><p>La fiss�, e vide l�emozione con cui i Fremen ascoltavano le parole di sua madre. Soltanto l�uomo chiamato Jamis si teneva in disparte, immobile, le braccia ripiegate sul petto.</p><p>�<emphasis>Duy yakha hin mange</emphasis>� mormor� ancora Chani. �<emphasis>Duy punra hin mange. </emphasis>Ho due occhi. Ho due piedi.�</p><p>E fiss� Paul con uno sguardo pieno di stupore.</p><p>Paul respir� profondamente, cercando di placare la tempesta inferiore. Le parole di sua madre avevano scatenato in lui l�effetto della spezia concentrata, e la sua voce aveva danzato in lui come le ombre di un fuoco all�aperto. Ne aveva percepito il cinismo� la conosceva troppo bene� ma niente poteva arrestare questa trasformazione iniziatasi con qualche boccone di cibo.</p><p><emphasis>Il terribile scopo!</emphasis></p><p>Lo percepiva. Quella coscienza razziale alla quale non poteva sfuggire. Quella sua mente cos� acuta, quel flusso d�informazioni, la consapevolezza gelida, precisa. Scivol� a terra, appoggiandosi a una roccia, abbandonandosi a quella sensazione. La consapevolezza flu� in quello strato immobile da cui poteva contemplare il tempo, percepire i sentieri aperti davanti a lui, le correnti del futuro� e quelle del passato: passato, presente e futuro visti con un occhio solo, tre immagini combinate in una visione tridimensionale, come se il tempo fosse diventato spazio.</p><p>C�era il pericolo, poteva sentirlo, di andare troppo lontano. Doveva afferrarsi disperatamente al presente, mentre la sua esperienza era sempre pi� confusa e distorta, nel continuo fluire di ogni istante, e nel consolidarsi del <emphasis>ci� che � </emphasis>nel perpetuo <emphasis>� stato.</emphasis></p><p>Per la prima volta, aggrappandosi al presente, percep� la monumentale regolarit� del movimento del tempo, complicata dovunque da vortici, onde, flussi e riflussi; lo schiumeggiante continuo di un mare contro una scogliera a picco. Questo gli forn� una nuova comprensione della sua prescienza e percep� la fonte del cieco fluire d�innumerevoli istanti, la fonte prima dell�errore, e rabbrivid� all�immediato contatto della paura.</p><p>Cap� che la prescienza era un�illuminazione che aveva in se stessa i limiti di quanto rivelava. Una combinazione di esattezza e di errori significativi. Vi interveniva una sorta d�indeterminazione di Heisenberg: la stessa energia delle sue visioni alterava, nel medesimo istante, le immagini.</p><p>E quello che percepiva era il nodo temporale di quella stessa caverna, un ribollire di possibilit� concentrato in un punto, in cui l�azione pi� impercettibile (il dibattito di una palpebra, una parola irriflessiva, un granello di sabbia fuori posto) avrebbe agito su una leva gigantesca, moltiplicandosi in tutto l�universo. La violenza incombeva con un tal numero di variabili che il minimo movimento scatenava immense alterazioni nello schema.</p><p>Questa visione lo spinse a un�assoluta immobilit�, ma anche questa immobilit� era un�azione e avrebbe avuto le sue conseguenze.</p><p>Innumerevoli conseguenze, innumerevoli linee che si diramavano da quella caverna, e lungo la maggior parte di queste sequenze logiche vide il suo corpo, ucciso, e il sangue che sgorgava da un�orrenda ferita di coltello.</p></section><section><epigraph><p>Mio padre, l�Imperatore Padisci�, aveva settantadue anni e tuttavia non ne dimostrava pi� di trentacinque, quando medit� la morte del Duca Leto e il ritorno degli Harkonnen su Arrakis. Raramente compariva in pubblico indossando qualcosa di diverso da un�uniforme dei Sardaukar e un elmetto da Burseg, nero, col leone imperiale ricamato in oro. L�uniforme ricordava a tutti la fonte prima del potere. Non era sempre cos� urtante: quando voleva, sapeva irradiare simpatia e sincerit�. Ma, in questi ultimi tempi, a molti anni di distanza, mi sono chiesta se tutto, in lui, fosse realmente ci� che sembrava. Oggi, sono convinta che fosse un uomo il quale lottava, costantemente, contro le sbarre di una gabbia invisibile. Non dimenticate che era Imperatore, capo di una dinastia le cui origini si perdevano nel tempo. Ma noi gli negammo un figlio legittimo. Non � questa la pi� terribile sconfitta che possa subire un capo? Mia madre obbed� alle sue Sorelle Superiori, l� dove Lady Jessica aveva disobbedito. Chi si mostr� pi� forte? La Storia ci ha gi� risposto.</p><text-author>da �Nella mia casa paterna�, della Principessa Irulan</text-author></epigraph><empty-line/><p>Jessica si svegli� nell�oscurit� della caverna e percep� l�agitarsi dei Fremen intorno a lei e l�acre odore delle tute distillanti. Il suo senso del tempo l�inform� che presto sarebbe calata la notte, l� fuori. Ma la caverna era ancora immersa nelle tenebre, isolata dal deserto dagli schermi di plastica che intrappolavano l�umidit� del corpo.</p><p>Si era completamente abbandonata al sonno, dopo la grande fatica: questo sembrava suggerire che lei accettava inconsciamente la propria sicurezza personale, finch� fosse rimasta in seno al gruppo di Stilgar. Si gir� nell�amaca formata col mantello, scivol� coi piedi sul pavimento roccioso e si infil� gli stivali da sabbia.</p><p><emphasis>Non devo dimenticarmi di stringerli a met� per consentire l�azione pompante della tuta, </emphasis>pens�. <emphasis>Quante cose da ricordare!</emphasis></p><p>Sentiva ancora il sapore del cibo (carne di uccello, grano e miele di spezia, avvolti in una foglia) il pasto del mattino. Il tempo, qui, era invertito. Il giorno serviva al riposo, la notte all�attivit�.</p><p><emphasis>La notte nasconde. La notte � pi� sicura.</emphasis></p><p>Sganci� il mantello dai punti in cui era fissato, dentro la nicchia scavata nella roccia. Trov� al buio il lato superiore, e se l�avvolse intorno al corpo.</p><p>Come inviare un messaggio al Bene Gesserit? Come informarlo della loro fuga e della salvezza che avevano trovato nelle caverne di Arrakis?</p><p>All�estremit� opposta della caverna si accesero alcuni globi luminosi. Vide tra la gente Paul, gi� vestito, il cappuccio gettato all�indietro che rivelava il profilo aquilino degli Atreides.</p><p>Si era comportato in modo cos� strano, prima di ritirarsi a dormire. <emphasis>Assente, </emphasis>come se fosse ritornato dal regno dei morti, non ancora del tutto cosciente, gli occhi vitrei, socchiusi, lo sguardo rivolto all�interno di se stesso. Questo le ricord� quanto le era stato detto, a proposito dei cibi impregnati di spezia: <emphasis>assuefazione.</emphasis></p><p><emphasis>Vi sono forse altri effetti collaterali? </emphasis>si chiese. <emphasis>Paul ha detto che la spezia aveva qualcosa a che fare con le sue capacit� di preveggenza, ma � stato stranamente silenzioso quanto alle sue visioni.</emphasis></p><p>Stilgar usc� alla luce, alla sua destra, e si avvicin� al gruppo sotto i globi. Jessica not� la sua andatura prudente, felina e il modo in cui giocherellava con la barba.</p><p>Un�improvvisa paura l�afferr�, mentre i suoi sensi le rivelavano la tensione del gruppo raccolto intorno a Paul: le figure immobili, le posizioni rituali.</p><p>�Hanno il mio appoggio!� tuon� Stilgar.</p><p>Jessica riconobbe l�uomo che Stilgar affrontava: Jamis! Indovin� la rabbia nelle sue spalle irrigidite.</p><p><emphasis>Jamis, l�uomo vinto da Paul!</emphasis></p><p>�Tu sai le regole, Stilgar� disse Jamis.</p><p>�Chi le conosce meglio di me?� replic� Stilgar. La sua voce suon� distensiva, nel tentativo di placare gli animi.</p><p>�Scelgo il combattimento� ringhi� Jamis.</p><p>Jessica si precipit� attraverso la caverna, avvinghiandosi a un braccio di Stilgar.</p><p>�Cosa succede?� ansim�.</p><p>�La regola dell�<emphasis>amtal</emphasis>� spieg� Stilgar. �Jamis esige la prova che tu e tuo figlio siete le persone della leggenda.�</p><p>�Il suo campione dev�essere messo alla prova� disse Jamis. �Se il suo campione vince, allora � vero. Ma � detto�� si volt� a guardare quelli che si affollavano intorno a lui, �che non sceglier� il suo campione tra i Fremen. � dunque colui che l�accompagna!�</p><p><emphasis>Vuole un duello con Paul! </emphasis>pens� Jessica.</p><p>Lasci� il braccio di Stilgar e avanz� di un passo. �Io sono il campione di me stessa� dichiar�. �Questo � il senso delle��</p><p>�Tu non detterai le condizioni!� rugg� Jamis. �Le prove che ci hai dato non bastano. Stilgar questa mattina pu� averti suggerito le parole pi� adatte a ingannarci, e tu hai dovuto soltanto ripeterle.�</p><p><emphasis>Potrei vincerlo, </emphasis>pens� Jessica, <emphasis>ma questo violerebbe la loro interpretazione della leggenda. </emphasis>E ancora si domand� in che modo fosse stata alterata l�opera della Missionaria Protectiva su questo pianeta.</p><p>Stilgar guard� Jessica e parl� a bassa voce, ma in modo che tutti lo udissero: �Jamis � uno che serba rancore, Sayyadina. Tuo figlio lo ha vinto, e��</p><p>�� stato un caso!� grid� Jamis. �La stregoneria ha avuto la sua parte nel Bacino del Tuono. Io, ora, lo prover�!�</p><p>��e anch�io l�ho vinto� continu� Stilgar. �Con questa sfida <emphasis>tahaddi </emphasis>cerca di vendicarsi anche di me. C�� troppa violenza in Jamis, non sar� mai un buon capo: troppa <emphasis>ghafla. </emphasis>troppa instabilit�. La bocca piena di regole, ma il cuore rivolto al <emphasis>sarfa, </emphasis>all�abbandono di Dio. No, non sar� mai un buon capo. Finora l�ho risparmiato perch� � un buon combattente, ma nulla pi�. Quando la rabbia lo travolge, � pericoloso per s� e per la sua gente.�</p><p>�Stilgaarrr!� rugg� Jamis.</p><p>E Jessica cap� le intenzioni di Stilgar. Cercava di scatenare la furia di Jamis, perch� sfidasse lui invece di Paul.</p><p>Stilgar fronteggi� Jamis, e Jessica ud� nuovamente l�invito alla calma in quella voce tonante. �Jamis! � solo un ragazzo, e��</p><p>�Tu l�hai chiamato uomo� ribatt� Jamis. �Sua madre dice che ha superato la prova del gom jabbar. La sua carne � gonfia d�acqua. Quelli che hanno portato il suo sacco dicono che ci sono almeno due literjon d�acqua, l� dentro. Due literjon! E noi a succhiare le tasche di raccolta alla prima goccia di rugiada!�</p><p>Stilgar fiss� Jessica. �� vero? C�� acqua nel vostro zaino?�</p><p>�S�.�</p><p>�Due literjon?�</p><p>�Due literjon.�</p><p>�A cosa vi serviva tanta ricchezza?�</p><p><emphasis>Ricchezza? </emphasis>pens� Jessica. E avvert� il gelo improvviso nella voce di Stilgar.</p><p>�L� dove io sono nata, l�acqua cade dal cielo e scorre sulla terra in larghi fiumi� disse. �In quel mondo gli oceani sono cos� vasti che da una riva � impossibile scorgere l�altra. Non sono stata educata alla vostra disciplina dell�acqua. Non ho mai dovuto pensare come voi.�</p><p>Un sospiro s�innalz� dalla folla, intorno a lei. �L�acqua cade dal cielo� e scorre <emphasis>sulla </emphasis>terra.�</p><p>�Sai che alcuni tra noi hanno perduto l�acqua delle tasche di raccolta per incidenti, e saranno in pericolo prima di aver raggiunto Tabr, questa notte?�</p><p>�Come potevo saperlo?� Jessica scosse la testa. �Se ne hanno bisogno, dai loro l�acqua del nostro zaino.�</p><p>�Questo volevi fare con la tua ricchezza?�</p><p>�Volevo salvare delle vite.�</p><p>�Allora accettiamo la tua benedizione, Sayyadina.�</p><p>�Non ci comprerai con la tua acqua!� grid� Jamis. �E tu, Stilgar, non riuscirai a rivolgere contro di te il mio furore. Ho capito, sai? Vuoi che io ti sfidi prima di aver provato le mie parole.�</p><p>Stilgar l�affront�: �Sei proprio deciso a sfidare questo fanciullo, Jamis?� la sua voce si era fatta insinuante.</p><p>�Lei dev�essere sfidata!�</p><p>�Anche se ha il mio appoggio?�</p><p>�Invoco la legge dell�amtal� ribatt� Jamis. �� il mio diritto.�</p><p>Stilgar annu�. �Allora, se il ragazzo non ti far� a pezzi, dovrai affrontare il mio coltello, dopo. E questa volta, la mia lama non si fermer�.�</p><p>�Non potete far questo� disse Jessica. �Paul � soltanto��</p><p>�Tu non puoi intervenire, Sayyadina� l�interruppe Stilgar. �Oh, so che puoi vincermi e quindi puoi vincere chiunque di noi. Ma non puoi trionfare su di noi tutti insieme. Questo dev�essere. � la legge dell�amtal!�</p><p>Jessica non parl� pi�, ma lo fiss� alla luce gialla dei globi luminosi, scoprendo la rigidit� demoniaca che all�improvviso era scesa sui suoi tratti. Poi il suo sguardo si sofferm� su Jamis, osserv� la sua espressione accigliata, meditativa, e pens�: <emphasis>Avrei dovuto accorgermene prima. </emphasis>� un tipo silenzioso, che rumina dentro di s� e accumula rabbia. Avrei dovuto esser pronta.</p><p>�Se farai del male a mio figlio� disse Jessica, �dovrai affrontare anche me. Ti sfido. Ti far� a pezzi come un��</p><p>�Madre!� Paul venne avanti e le appoggi� una mano sul braccio: �Se avessi una spiegazione con Jamis��</p><p>�Una spiegazione!� lo beffeggi� Jamis.</p><p>Paul tacque e lo fiss�. Non aveva paura di lui. Jamis era maldestro nei movimenti ed era caduto cos� presto nel loro breve scontro, la notte prima, sulla sabbia. Ma Paul percepiva ancora il ribollire del nodo in quella caverna e vedeva ancora se stesso, morto, il coltello piantato nel corpo. Erano state cos� poche le vie di fuga per lui, in quella visione�</p><p>Stilgar ordin�: �Sayyadina, ora tu devi ritirarti dove��</p><p>�Smettila di chiamarla Sayyadina!� grid� Jamis. �Questo dev�essere ancora provato. Sa la preghiera. E allora? Non c�� bambino, fra noi, che non la sappia!�</p><p><emphasis>Ha parlato abbastanza, </emphasis>pens� Jessica. <emphasis>Ho la chiave. Potrei immobilizzarlo con una sola parola. </emphasis>Esit�. <emphasis>Ma non posso fermarli tutti.</emphasis></p><p>�Allora tu ne risponderai a me� disse Jessica. La sua voce si era distorta in un lamento, e l�ultima parola serv� a incatenarlo.</p><p>Jamis la fiss� spaventato.</p><p>�T�insegner� il dolore� continu� Jessica con la stessa voce. �Ricordalo, mentre combatti. Al confronto della tua sofferenza il gom jabbar sar� una gioia. Ti contorcerai con tutto il tuo��</p><p>�Sta gettando un incantesimo su di me!� grid� Jamis. Strinse il pugno e lo port� dietro l�orecchio: �Invoco il silenzio su di lei!�</p><p>�Cos� sia, allora� disse Stilgar. Lanci� uno sguardo imperioso a Jessica. �Se parlerai ancora, Sayyadina, sapremo che � stata la tua stregoneria, e dovrai pagare.� La invit� a farsi indietro.</p><p>Alcune mani l�afferrarono e la spinsero via, ma sent� che non erano male intenzionate. Vide Paul separato dagli altri, e il viso da elfo di Chani che si piegava verso di lui per bisbigliargli qualcosa all�orecchio, mentre accennava a Jamis col capo.</p><p>Si form� un cerchio. Furono portati altri globi luminosi, tutti regolati sul giallo.</p><p>Jamis entr� nel cerchio, si sfil� il manto e lo gett� tra la folla. Rest� immobile, nella sua tuta distillante color grigio nuvola, rattoppata e macchiata. Pieg� la testa sulla spalla e inghiott� una rapida sorsata dalla tasca di raccolta. Poi si raddrizz� e si sfil� anche la tuta, porgendola con cautela a uno degli uomini. Poi, attese: indossava soltanto un panno intorno ai fianchi e aveva ai piedi una stretta fascia di tessuto. Impugnava un cryss nella destra.</p><p>Jessica vide la ragazza Chani che aiutava Paul e gli porgeva un cryss. Paul prese l�arma, la soppes� controllando l�equilibrio. E Jessica ricord� che era stato addestrato prana e bindu, nervo e fibra. Che gli era stato insegnato a battersi alla morte da uomini come Idaho e Gurney Halleck, leggendari gi� fra i contemporanei. Il ragazzo sapeva i trucchi Bene Gesserit e aveva un aspetto fiducioso e disteso.</p><p><emphasis>Ma ha solo quindici anni, </emphasis>pens�, <emphasis>ed � privo di scudo! Devo fermarlo. Dev�esserci un mezzo� </emphasis>Alz� gli occhi e vide Stilgar che la fissava.</p><p>�Non puoi impedirlo� le disse. �Non devi parlare.�</p><p>Jessica si port� una mano alla bocca, e pens�: <emphasis>Ho instillato la paura nella mente di Jamis. Sar� pi� lento e maldestro� forse. Se potessi pregare� pregare veramente!</emphasis></p><p>Ora Paul era solo, dentro il cerchio. Aveva soltanto i calzoni da combattimento, che portava sotto la tuta, e impugnava il cryss con la destra. I suoi piedi erano nudi, sulla roccia corrosa. Idaho lo aveva pi� volte ammaestrato: �<emphasis>Quando dubiti del terreno resta a piedi nudi</emphasis>�<emphasis>. </emphasis>E le parole di Chani erano ancora vive nella sua coscienza: �<emphasis>Dopo una parata, Jamis balza a destra. � un�abitudine che tutti conosciamo. E mirer� agli occhi, per poi colpire mentre li chiudi. E� attento: combatte con entrambe le mani. Il suo coltello salter� da una mano all�altra</emphasis>�<emphasis>.</emphasis></p><p>Ma cos� intenso era stato il suo addestramento, giorno dopo giorno, ora dopo ora, che gli sembrava di sentire in tutto il corpo il meccanismo delle reazioni istintive che gli erano state inculcate.</p><p>Le parole di Gurney Halleck gli balzarono ancora alla mente: �<emphasis>Il buon combattente deve pensare simultaneamente alla punta e al taglio del coltello, e alla guardia. La punta pu� tagliare, il taglio pu� pugnalare, e la tua guardia pu� anche agganciare la lama dell�avversario</emphasis>�<emphasis>.</emphasis></p><p>Esamin� il cryss. Non c�era alcuna guardia: solo un sottile anello sull�impugnatura, per proteggere la mano. Si ricord�, all�improvviso, che ignorava del tutto la resistenza della lama. Non sapeva neppure <emphasis>se poteva </emphasis>essere spezzata.</p><p>Jamis cominci� a scivolare verso destra, lungo il cerchio, sul lato opposto a quello di Paul.</p><p>Paul si rannicchi� su se stesso e in quell�istante si rese conto di non avere uno scudo, mentre tutto il suo addestramento alla lotta era basato sulla presenza di quel sottile schermo intorno a lui, che esigeva la pi� grande rapidit� nel difendersi, mentre l�attacco era calibrato sulla lentezza necessaria a penetrare nello scudo del nemico. Nonostante tutti gli avvertimenti dei suoi istruttori, Paul si rendeva conto, ora, che lo scudo faceva intimamente parte delle sue reazioni.</p><p>Jamis lanci� la sfida rituale: �Possa il tuo coltello scheggiarsi e spezzarsi!�</p><p><emphasis>Questo coltello pu� spezzarsi, allora, </emphasis>pens� Paul.</p><p>Anche Jamis non aveva scudo, ma non era addestrato a usarlo e non era vittima di inibizioni.</p><p>Paul fiss� il suo avversario sul lato opposto del cerchio. Il corpo di Jamis sembrava cuoio teso su uno scheletro disseccato. Il suo cryss lanciava riflessi lattei nella luce gialla dei globi.</p><p>Paul ebbe un brivido di paura. All�improvviso si sent� solo e nudo in quella confusa luminosit� gialla, al centro dei Fremen. La prescienza l�aveva nutrito d�innumerevoli esperienze, facendogli intravedere le grandi correnti del futuro, le decisioni e le spinte che le guidavano. Ma questo non era il futuro: era il <emphasis>vero</emphasis>, l�<emphasis>adesso. </emphasis>La morte era presente in un numero infinito di possibilit�.</p><p>In quell�istante il minimo gesto avrebbe cambiato il futuro. Bastava un colpo di tosse tra gli spettatori, un attimo di distrazione, un�impercettibile variazione di luce, un�ombra ingannatrice.</p><p><emphasis>Ho paura, </emphasis>si disse Paul.</p><p>Avanz� a sua volta, cautamente, sul lato opposto a quello di Jamis, ripetendo in silenzio la litania Bene Gesserit contro la paura: �<emphasis>La paura uccide la mente�</emphasis>� Fu come un getto d�acqua fresca. Sent� i muscoli sciogliersi; un solo istante e fu calmo e pronto.</p><p>�Bagner� il coltello nel tuo sangue� ringhi� Jamis. E all�ultima parola balz� contro di lui. Jessica colse il movimento e soffoc� un urlo.</p><p>Ma dove Jamis aveva colpito, non c�era gi� pi� nessuno. Paul, ora, era alle spalle di Jamis e avrebbe potuto trafiggere facilmente la sua schiena indifesa.</p><p><emphasis>Colpisci, Paul! Ora! </emphasis>url� Jessica nella sua mente.</p><p>Colp�. Con misurata lentezza. Un gesto fluido, coordinato, che diede a Jamis la possibilit� di schivare, indietreggiare e balzare a destra.</p><p>Paul batt� in ritirata, raccogliendosi su se stesso. �Prima devi trovarlo, il mio sangue� esclam�.</p><p>Jessica riconobbe in suo figlio il lento agire del combattente avvezzo allo scudo e valut� il pericolo di quest�arma a doppio taglio. Le reazioni di Paul avevano l�impeto e la vivacit� della giovinezza ed erano il risultato di un addestramento sconosciuto ai Fremen. Ma anche l�attacco era condizionato alla necessit� di penetrare uno scudo. Uno scudo avrebbe respinto un affondo troppo veloce, lasciando penetrare invece il contrattacco lento e sornione. Occorrevano astuzia e un perfetto controllo per penetrare uno scudo.</p><p><emphasis>Paul l�ha capito? </emphasis>si chiese Jessica. <emphasis>Deve!</emphasis></p><p>Jamis attacc� di nuovo. I suoi occhi, neri come l�inchiostro a quella luce, lampeggiarono, il suo corpo fu una macchia confusa nella luce gialla dei globi.</p><p>Ancora una volta, Paul lo schiv� e attacc� troppo lentamente.</p><p>E ancora.</p><p>E ancora.</p><p>Tutte le volte, il contrattacco di Paul arriv� troppo tardi.</p><p>Jessica vide allora una cosa, e sper� che a Jamis sfuggisse. Le reazioni difensive erano fulminee, ma ad ogni parata Paul assumeva l�esatta posizione che gli avrebbe permesso di deviare in parte sul suo scudo i colpi di Jamis.</p><p>�Tuo figlio sta forse giocando, con quel povero pazzo?� chiese Stilgar. Ma prima che Jessica potesse rispondere, le intim� il silenzio: �Scusami, tu non devi parlare�.</p><p>Ora, i due avversali giravano l�uno intorno all�altro: Jamis puntava il coltello in avanti, a braccio teso; Paul, ripiegato su se stesso, teneva il coltello in basso.</p><p>Una volta ancora Jamis attacc�, balzando a destra dove Paul si era portato per schivare il colpo.</p><p>Paul non indietreggi�, e par� il colpo con la propria lama, colpendo la mano di Jamis che impugnava il cryss. Un attimo e il ragazzo era gi� fuori tiro, piroettando a sinistra e ringraziando Chani dentro di s� per l�avvertimento.</p><p>Jamis indietreggi� fino al centro del cerchio, sfregandosi la mano ferita. Il sangue zampill� per un attimo, poi si ferm�. Stralun� gli occhi (due voragini oscure) e studi� Paul con improvvisa diffidenza.</p><p>�Ah, gli ha fatto male� mormor� Stilgar.</p><p>Paul tese i muscoli, pronto a balzare, e, dopo il primo sangue, interpell� l�avversario come gli avevano insegnato: �Ti arrendi?�</p><p>�Aahhh!� rugg� Jamis.</p><p>Un mormorio di collera sal� dai presenti.</p><p>�Calma!� esclam� Stilgar. �Il ragazzo ignora le nostre regole.� Poi, rivolgendosi a Paul: �Nessuno pu� arrendersi, nel tahaddi. La morte � l�unica conclusione�.</p><p>Jessica vide Paul inghiottire a fatica: <emphasis>Non ha mai ucciso un uomo cos� in un duello all�ultimo sangue. Riuscir� a farlo?</emphasis></p><p>Lentamente, seguendo i movimenti di Jamis, Paul si spost� verso destra. Il ricordo delle variabili che aveva intravisto nel ribollire del tempo in questa caverna ritornava a perseguitarlo. La sua nuova percezione gli diceva che c�erano troppe decisioni, in questo combattimento, perch� tra le innumerevoli strade possibili una si distinguesse chiaramente fra le altre. Le variabili si moltiplicavano, e appunto per questo il nodo temporale della caverna era confuso. Come una gigantesca roccia in mezzo a un fiume, che creasse correnti e vortici.</p><p>�Falla finita, ragazzo� mormor� Stilgar. �Non giocare con lui.�</p><p>Paul avanz� all�interno del cerchio, confidando nella sua rapidit�.</p><p>E Jamis invece indietreggi�, perch� si era reso conto all�improvviso che davanti a lui, nel cerchio del tahaddi, non c�era affatto uno straniero rammollito, facile preda per un cryss.</p><p>Jessica lesse la disperazione sul viso del Fremen. <emphasis>Ora � il momento in cui � pi� pericoloso, </emphasis>pens�. <emphasis>� disperato e pu� fare qualsiasi cosa. Ha scoperto che Paul non � un fanciullo come quelli della sua razza, ma una macchina da combattimento addestrata fin dall�infanzia. La paura che ho seminato in lui � sbocciata.</emphasis></p><p>Scopr� dentro di s� un vago senso di piet� per Jamis� una piet� dominata dalla coscienza del pericolo che correva suo figlio.</p><p><emphasis>Jamis potrebbe fare qualsiasi cosa� Un gesto inatteso. </emphasis>Jessica si chiese se Paul avesse intravisto anche questo futuro, se stesse rivivendo questa esperienza. Ma osserv� i suoi movimenti, il sudore che gli stillava dalla fronte e dalle spalle, la tensione dei suoi muscoli, e vide in lui l�attenzione pi� profonda. E per la prima volta cap� quanto fosse incerto il potere del figlio.</p><p>Paul cercava il combattimento, adesso, ma continuava a spostarsi senza attaccare. Aveva visto la paura impadronirsi di Jamis e il ricordo della voce di Idaho flu� dalla sua memoria: �<emphasis>Quando il tuo avversario ti teme, lascerai che la paura cavalchi da sola, che completi la sua opera� che si trasformi in terrore. L�uomo terrorizzato lotta contro se stesso. Alla fine attacca per disperazione. � il momento pi� pericoloso, ma si pu� esser certi che l�uomo terrorizzato compir� un errore. Tu sei stato addestrato per cogliere questi errori e per approfittarne</emphasis>�<emphasis>.</emphasis></p><p>La folla rumoreggi� sempre pi� forte.</p><p><emphasis>Sono convinti che Paul stia giocando con Jamis, </emphasis>pens� Jessica. <emphasis>Pensano che sia inutilmente crudele.</emphasis></p><p>Ma nello stesso tempo percep� nella folla un�eccitazione sotterranea, come se i Fremen godessero dello spettacolo. Jamis era sempre pi� teso. E Jessica colse l�istante in cui questa tensione esplose� come lo stesso Jamis� o Paul.</p><p>Jamis salt�, fint� e colp� in basso con la destra, ma la mano era vuota. Il cryss era balzato nella sinistra.</p><p>Jessica s�impietr�.</p><p>Ma Paul era stato avvertito da Chani: �<emphasis>Jamis combatte con entrambe le mani</emphasis>�<emphasis>. </emphasis>Il suo addestramento aveva gi� assimilato quel trucco: �<emphasis>Pensa al coltello e non alla mano che lo stringe</emphasis>�, gli aveva sempre detto Gurney Halleck. �<emphasis>Il coltello � pi� pericoloso della mano e pu� trovarsi ugualmente nella destra o nella sinistra.</emphasis>�</p><p>E Paul aveva colto l�errore di Jamis: un attimo di esitazione dopo quel salto che avrebbe dovuto disorientarlo, mentre passava il coltello da una mano all�altra.</p><p>C�era la luce gialla nella caverna, e la gente lo fissava con i suoi occhi neri, enormi. Ma a parte questo, tutto era simile a una lezione in palestra. Gli scudi non contavano, quando lo stesso movimento dell�avversario poteva essere usato contro di lui. Paul, con uguale rapidit�, si pass� il coltello da una mano all�altra, balz� di fianco e colp� dal basso in alto il petto di Jamis che stava precipitandosi su di lui, poi scivol� di lato e vide l�uomo crollare.</p><p>Jamis cadde col viso all�ingi�, come uno straccio, rantol�, gir� gli occhi verso Paul, poi giacque immobile sul pavimento roccioso. I suoi occhi spenti lo fissarono come perle di vetro nero.</p><p><emphasis>Uccidere di punta non � artistico, </emphasis>aveva detto un giorno Idaho a Paul, <emphasis>ma questo non deve frenare la tua mano quando ne avrai l�occasione.</emphasis></p><p>I Fremen si precipitarono in avanti, riempiendo il cerchio, urtando Paul, e si affollarono concitati intorno al corpo di Jamis. Qualche istante dopo alcuni di essi corsero via nelle profondit� della caverna trasportando un fagotto avvolto in un mantello.</p><p>Sul pavimento roccioso non c�era pi� nulla.</p><p>Jessica si fece largo verso suo figlio. Le sembr� di nuotare in un mare di schiene avvolte in mantelli e puzzolenti, un mare stranamente silenzioso.</p><p><emphasis>Ecco il momento terribile, </emphasis>pens�. <emphasis>Ha ucciso un uomo grazie all�evidente superiorit� dei suoi muscoli e della sua mente. Non devo permettergli di gioire di questa vittoria.</emphasis></p><p>Super� gli ultimi uomini e si trov� in uno stretto spazio dove due Fremen barbuti aiutavano Paul a indossare la tuta distillante.</p><p>Jessica fiss� il figlio. Aveva gli occhi brillanti e ansimava. Sembrava accettare l�aiuto dei Fremen con indifferenza.</p><p>�Si � battuto con Jamis e non ha neanche un graffio� comment� uno degli uomini.</p><p>Chani si teneva in disparte, gli occhi puntati su Paul. Jessica indovin� la sua eccitazione e vide l�ammirazione sul suo viso da elfo.</p><p><emphasis>Bisogna far presto, </emphasis>pens� Jessica.</p><p>Mise il massimo disprezzo nella voce e nell�atteggiamento, e disse: �Ebbene� come ci si sente, a essere un <emphasis>assassino</emphasis>?�</p><p>Paul s�irrigid�, come se l�avesse schiaffeggiato. Incontr� gli occhi gelidi della madre e il sangue gli afflu� al viso. Involontariamente lanci� un�occhiata al punto dov�era crollato Jamis.</p><p>Stilgar si fece largo a sua volta e raggiunse Jessica, dopo aver seguito il corpo di Jamis nelle profondit� della caverna. Le sue parole ebbero una sfumatura amara: �Quando sar� il tempo di sfidarmi per strapparmi il <emphasis>burda, </emphasis>non credere di poter giocare con me come hai fatto con Jamis�.</p><p>Jessica vide che le parole di Stilgar, dopo le sue, s�imprimevano profondamente <strong>in </strong>Paul, completando l�opera. L�errore di questa gente� era utile, adesso. Si guard� intorno e vide nei volti che li circondavano le stesse cose che vi scorgeva Paul. Ammirazione, s�, e paura� e odio, in alcuni. Guard� Stilgar e comprese il perch� del suo fatalismo, e come egli aveva visto il combattimento.</p><p>Paul fiss� sua madre: �Tu sai com�� stato� disse.</p><p>Lei percep� il ritorno alla ragione, il rimorso. Fece scorrere gli occhi sulla gente, <strong>e </strong>dichiar�: �Paul non aveva mai ucciso un uomo con una lama�.</p><p>Stilgar la fronteggi�, incredulo.</p><p>�Non giocavo, con lui� disse Paul. A sua volta affront� sua madre, lisciandosi le pieghe della tuta e lanciando un�occhiata al sangue che imbrattava il pavimento. �Io non volevo ucciderlo.�</p><p>Jessica vide che, lentamente, Stilgar accettava la verit�; l�uomo port� alla barba una mano dalle vene prominenti, con un gesto pieno di sollievo. Si ud� un mormorio di assenso tra la folla.</p><p>�� per questo che gli hai chiesto di arrendersi� disse Stilgar. �Capisco. I nostri costumi sono diversi, ma ne saprai le ragioni. Temevo di aver accolto uno scorpione fra noi.� Esit�, e poi concluse: �Non ti chiamer� pi� �ragazzo��.</p><p>Una voce dalla folla grid�: �Ha bisogno di un nome, Stil�.</p><p>Stilgar annu�, tirandosi la barba: �C�� della forza in te� una forza simile a quella di un pilastro�. Di nuovo esit� prima di continuare: �Noi tutti ti conosceremo col nome di Usul, la base del pilastro. Questo � il tuo nome segreto, da soldato. Noi soli del Sietch Tabr potremo usarlo� Usul�.</p><p>Un nuovo mormorio della folla: �Ottima scelta� Quella forza� ci porter� fortuna�.</p><p>E Jessica sent� che lo accettavano, e con suo figlio, il suo campione, accettavano lei, la Sayyadina.</p><p>�Ora, quale nome da adulto <emphasis>tu </emphasis>sceglierai per noi, perch� sia possibile chiamarti davanti a tutti?� chiese Stilgar.</p><p>Paul guard� sua madre e ancora Stilgar. Frammenti di questo istante corrispondevano alla sua <emphasis>memoria, </emphasis>presciente, ma percep� una differenza fisica, una pressione che lo forzava attraverso la stretta porta del presente.</p><p>�Come chiamate quel piccolo topo� il topo che salta!� chiese Paul, ricordandosi del trepestio di tante piccole zampe nel Bacino del Tuono. Illustr� il movimento con una mano.</p><p>Qualcuno scoppi� a ridere, tra la gente.</p><p>�� il muad�dib� disse Stilgar.</p><p>Jessica s�irrigid�. Era il nome che Paul le aveva detto, affermando che i Fremen li avrebbero accettati e lo avrebbero chiamato cos�. All�improvviso, ebbe paura <emphasis>di </emphasis>lui, e per lui.</p><p>Paul inghiott�. Stava recitando una parte, in questo istante, che aveva gi� recitato innumerevoli volte nella sua mente, e tuttavia� era diverso. Si vide su una vetta vertiginosa, ricco d�esperienza e di conoscenza, ma intorno a lui, dovunque, l�abisso.</p><p>E ricord� ancora una volta la visione: legioni di fanatici che seguivano lo stendardo verde nero degli Atreides, che depredavano e bruciavano l�intero universo in nome del profeta Muad�Dib.</p><p><emphasis>Non deve accadere!</emphasis></p><p>�Questo � il nome che desideri, Muad�Dib?� chiese Stilgar.</p><p>�Io sono un Atreides� Paul bisbigli�, e poi, a voce pi� alta: �Non � giusto che io rinunci del tutto al nome che mio padre mi ha dato. Potreste chiamarmi Paul Muad�Dib?�</p><p>�Tu sei Paul Muad�Dib� dichiar� Stilgar.</p><p>E Paul pens�: <emphasis>Questo non era in nessuna delle mie visioni. Ho fatto qualcosa di diverso.</emphasis></p><p>Ma, intorno a lui, c�era sempre l�abisso.</p><p>Ancora una volta si alzarono dei mormoni dalla folla, mentre i Fremen si guardavano in viso: �Saggezza e potenza� Non potevano chiedere di pi�� � certamente la leggenda� Lisan al-Gaib� Lisan al-Gaib��</p><p>�Questo ti dico del tuo nuovo nome� riprese Stilgar. �Ci piace. Muad�Dib � saggio alla maniera del deserto. Muad�Dib si crea la propria acqua. Muad�Dib si nasconde al sole e viaggia nel fresco della notte. Muad�Dib � prolifico e si moltiplica sulla terra. Noi chiamiamo Muad�Dib il �Maestro dei bambini�. Questa � la solida base sulla quale edificherai la tua vita, Paul Muad�Dib, Usul per noi. Noi ti diamo il benvenuto.� Stilgar tocc� la fronte di Paul col palmo della mano, lo abbracci� e mormor�: �Usul�.</p><p>E quando Stilgar lo lasci� andare, un altro dei Fremen lo abbracci�, ripetendo il suo nome. E Paul pass� di abbraccio in abbraccio attraverso tutta la folla e ud� in tutte le voci e le sfumature �Usul� Usul� Usul��. Paul gi� ne riconosceva alcuni e il modo in cui si chiamavano. E infine vi fu Chani, che premette la guancia contro la sua, stringendolo a s� e pronunciando il suo nome.</p><p>Poi Paul fronteggi� nuovamente Stilgar, il quale disse: �Ora tu appartieni all�Ichwan Bedwain, fratello�. Il suo volto s�indur� e la sua voce divenne imperiosa: �E ora, Paul Muad�Dib, chiudi la tua tuta distillante!� Fulmin� Chani con un�occhiata: �Chani! Il filtro al naso di Paul Muad�Dib � sistemato nel peggior modo possibile! Credevo di averti ordinato di badare a lui!�</p><p>�Non ho i tamponi, Stil. Ci sarebbero quelli di Jamis, ma��</p><p>�Basta!�</p><p>�Ne ceder� a Paul Muad�Dib uno dei miei� disse Chani. �Io posso cavarmela con uno solo, finch酻</p><p>�No. Abbiamo dei pezzi di ricambio. Dove sono? Siamo un gruppo organizzato o una banda di selvaggi?�</p><p>Alcune mani uscirono dalla folla porgendo oggetti duri e fibrosi. Stilgar ne scelse quattro e li diede a Chani: �Occupati di Usul e della Sayyadina�.</p><p>Una voce si alz� dalle ultime file: �E l�acqua, Stil? Quei literjon nel loro sacco?�</p><p>�Conosco il tuo bisogno, Farok� disse Stilgar. Guard� Jessica. Lei annu�.</p><p>�Spillane uno per quelli che ne hanno bisogno� riprese Stilgar. �Maestro d�Acqua� dov�� il Maestro d�Acqua? Ah, Shimoon, misura la quantit� necessaria, non una goccia di pi�. Quest�acqua � di propriet� della Sayyadina, e le sar� rimborsata dal sietch alla tariffa del deserto, dedotte le spese d�imballaggio.�</p><p>�La tariffa del deserto?� chiese Jessica.</p><p>�Dieci a uno� spieg� Stilgar.</p><p>�Ma��</p><p>�Una regola molto saggia, come scoprirai� concluse Stilgar.</p><p>In un fruscio di mantelli, gli uomini andarono a prendere l�acqua.</p><p>Stilgar alz� una mano, e si fece silenzio. �Quanto a Jamis� disse, �io ordino che si svolga la cerimonia completa. Jamis era un nostro compagno e un fratello dell�Ichwan Bedwain. Non ce ne andremo senza il rispetto dovuto a colui che col suo tahaddi ha messo alla prova la nostra fortuna. Io invoco il rito� al calar del sole, quando l�ombra lo coprir�.�</p><p>Paul, nell�udire queste parole, scivol� una volta ancora nell�abisso� nel tempo cieco. Nella sua mente non c�era alcun passato per questo futuro� eccettuato� s�, poteva ancora distinguere lo stendardo verde e nero degli Atreides che sventolava� in qualche punto davanti a lui� le spade insanguinate del jihad e le orde dei fanatici.</p><p><emphasis>Non accadr�, </emphasis>disse tra s�. <emphasis>Non lo consentir�, mai.</emphasis></p><empty-line/></section><section><epigraph><p>Dio cre� Arrakis per temprare il fedele.</p><text-author>dalla �Saggezza di Muad�Dib�, della Principessa Irulan</text-author></epigraph><empty-line/><p>Nell�oscurit� della caverna, Jessica ud� lo stridio della sabbia sulla roccia, sotto i passi dei Fremen, e il grido lontano di un uccello: era il richiamo delle sentinelle, come aveva detto Stilgar.</p><p>I grandi sigilli di plastica furono tolti dalle aperture della caverna. Jessica vide le ombre della sera che avanzavano sul labbro di roccia davanti a lei e sul bacino che si spalancava pi� sotto. Nel calore asciutto e nelle ombre sent� il giorno che si allontanava. Ben presto, lei lo sapeva, il suo addestramento le avrebbe dato ci� che i Fremen gi� avevano: l�abilit� di accorgersi anche del pi� piccolo cambiamento di umidit�.</p><p>Come si erano affrettati a stringere le tute distillanti, quando erano stati tolti i sigilli! Dalle profondit� della caverna qualcuno cominci� a cantare:</p><poem><stanza><v>�Ima trava okolo!</v><v>I korenka okolo!�</v></stanza></poem><p>Jessica tradusse, dentro di s�: �<emphasis>Queste sono le ceneri! E queste le radici!</emphasis>� La cerimonia funebre era cominciata.</p><p>Guard� il tramonto di Arrakis, le pennellate di colore che si dispiegavano nel cielo. La notte scandiva le sue prime ombre sulle rocce lontane e sulle dune. E tuttavia il calore persisteva.</p><p>Il calore la indusse a pensare all�acqua e a tutto questo popolo temprato ad aver sete solo in certi momenti.</p><p>Sete.</p><p>Ricord� le onde, su Caladan, sotto la luna e la schiuma che avviluppava gli scogli in tanti mantelli candidi� il vento saturo di umidit�. Ora, invece, la brezza che le agitava il mantello le inaridiva la pelle delle guance e della fronte. Il nuovo filtro per il naso l�infastiva, e scopr� spiacevolmente che il tubo che dal suo volto si tuffava nelle profondit� della tuta, recuperando l�umidit� del respiro, le dava fastidio.</p><p>La stessa tuta distillante era un bagno turco.</p><p>�<emphasis>La tuta ti sembrer� pi� comoda quando il tuo corpo conterr� meno acqua</emphasis>� le aveva detto Stilgar.</p><p>Era vero, sapeva che Stilgar aveva ragione, ma questo non la faceva star meglio, in quel preciso momento. Inconsciamente l�acqua la preoccupava ed era un peso per la sua mente. <emphasis>No, </emphasis>si corresse, <emphasis>� l�umidit� che mi preoccupa.</emphasis></p><p>Era un problema pi� profondo e sottile.</p><p>Sent� dei passi che si avvicinavano, si volt� e vide Paul uscire dalle profondit� della caverna seguito da Chani dal volto di elfo.</p><p><emphasis>Un�altra cosa, </emphasis>pens� Jessica. <emphasis>Le loro donne: Paul dev�essere messo in guardia. Una di queste donne del deserto non sar� mai una moglie degna di un Duca. Concubina, s�. Ma non moglie.</emphasis></p><p>Poi pens� a se stessa: <emphasis>Forse mi ha convinta ai suoi progetti? </emphasis>Era stata cos� ben condizionata. <emphasis>Posso pensare alle necessit� matrimoniali di un Duca senza neppure ricordarmi del mio concubinato. E tuttavia, io ero� pi� di una concubina.</emphasis></p><p>�Madre.�</p><p>Paul si ferm� di fronte a lei. Chani era al suo fianco.</p><p>�Madre, sai quello che stanno facendo, laggi�?�</p><p>Jessica alz� gli occhi e incontr� il suo sguardo cupo sotto il cappuccio.</p><p>�Penso di s�.�</p><p>�Chani mi ha mostrato� Io devo vedere, e dare il mio� consenso, per la misura dell�acqua.�</p><p>Jessica guard� Chani.</p><p>�Stanno recuperando l�acqua di Jamis� spieg� Chani. La sua voce acuta acquistava un tono nasale a causa dei filtri. �� la regola. La carne appartiene alla persona, ma l�acqua � della trib�� fuorch� in combattimento.�</p><p>�Dicono che quell�acqua � mia� disse Paul.</p><p>Jessica si chiese perch� tutto questo risvegliasse all�improvviso la sua diffidenza.</p><p>�L�acqua del combattimento appartiene al vincitore� spieg� ancora Chani. �Perch� si combatte senza tuta. Il vincitore ha il diritto di recuperare l�acqua che ha perduto nella lotta.</p><p>�Non voglio la sua acqua� mormor� Paul. Sent� di appartenere a molte immagini diverse che si agitavano simultaneamente, a caso, sconcertando la sua vista interiore. Non sapeva assolutamente quello che avrebbe fatto, ma di una cosa era certo: non voleva l�acqua distillata dalla carne di Jamis.</p><p>�ȅ acqua� disse Chani.</p><p>Jessica si stup� del modo in cui lo diceva. �<emphasis>Acqua.</emphasis>� Un suono semplice, e tuttavia cos� pieno di significato. Un assioma Bene Gesserit diceva: �<emphasis>La sopravvivenza � la capacit� di nuotare nelle acque pi� strane</emphasis>�<emphasis>. </emphasis>E Jessica pens�: <emphasis>In queste acque strane, Paul ed io dobbiamo trovare le correnti favorevoli� se vogliamo sopravvivere.</emphasis></p><p>�Accetta l�acqua� gli disse.</p><p>Riconobbe il tono. L�aveva gi� usato col Duca scomparso, un giorno, quando gli aveva ingiunto di accettare una grossa somma in cambio della sua partecipazione a un�impresa rischiosa, semplicemente perch� il denaro contribuiva alla potenza degli Atreides.</p><p>Su Arrakis l�acqua era il denaro. Lei l�aveva capito.</p><p>Paul rest� silenzioso: avrebbe fatto quanto lei gli aveva detto non perch� era un ordine, ma perch� il tono della sua voce l�aveva costretto a riflettere. Rifiutare l�acqua sarebbe stato infrangere le usanze dei Fremen.</p><p>Ricord� le parole del Kalima 467 della Bibbia C.O. di Yueh, e disse: ��L�acqua � l�inizio di ogni vita��.</p><p>Jessica lo fiss�. <emphasis>Dove ha imparato questa citazione? </emphasis>si chiese. <emphasis>Non ha mai studiato i misteri.</emphasis></p><p>�Cos� � detto� replic� Chani. �<emphasis>Giudichar mantene: </emphasis>� scritto nel <emphasis>Shah-Nama </emphasis>che l�acqua � stata l�origine di ogni cosa creata.�</p><p>Jessica ebbe un brivido improvviso, per una ragione che non riusc� a spiegare (e <emphasis>questo </emphasis>la spavent� molto di pi� della sensazione). Si volt� per nascondere la sua confusione, appena in tempo per vedere il sole che scompariva all�orizzonte. Colori smaglianti esplosero nel cielo.</p><p>�� l�ora!�</p><p>La voce di Stilgar risuon� nella caverna: �L�arma di Jamis � stata uccisa. Jamis � stato chiamato da Lui, da Shai-hulud, il quale ha ordinato le fasi delle lune che svaniscono ogni giorno di pi�, per diventare alla fine sottili ramoscelli disseccati�. La voce di Stilgar si abbass�: �Cos� � stato con Jamis�.</p><p>Il silenzio cal� come un velo palpabile sulla caverna.</p><p>Jessica distinse nell�ombra la grigia figura di Stilgar nelle viscere tenebrose della caverna. Fiss� nuovamente il bacino e sent� sul viso il fresco preludio della notte.</p><p>�Gli amici di Jamis si avvicinino� fece Stilgar.</p><p>Dietro a Jessica, alcuni uomini calarono una tenda sull�apertura. Un solo globo luminoso risplendeva in alto, in fondo alla caverna. Il bagliore giallo rivel� una folla in movimento. Jessica ascolt� il lento fruscio delle vesti.</p><p>Chani avanz� di un passo, attirata dalla luce.</p><p>Jessica si pieg� verso Paul e gli parl� all�orecchio nel dialetto di famiglia: �Seguili. Fai come loro. � una semplice cerimonia per placare l�anima di Jamis�.</p><p><emphasis>Sar� molto pi� di questo, </emphasis>pens� Paul. Sent� come una lacerazione nella sua intima consapevolezza, come se cercasse di afferrare qualcosa in perenne movimento.</p><p>Chani scivol� al fianco di Jessica e le afferr� una mano: �Vieni, Sayyadina. Noi dobbiamo restare appartate�.</p><p>Paul le osserv� mentre sparivano nell�ombra, lasciandolo solo. Si sent� abbandonato.</p><p>Gli uomini che avevano calato la tenda gli si avvicinarono.</p><p>�Vieni, Usul.�</p><p>Lasci� che lo guidassero, che lo spingessero all�interno di un cerchio che si era formato attorno a Stilgar, il quale era in piedi sotto il globo luminoso, accanto a un oggetto informe e angoloso avvolto in un mantello.</p><p>I Fremen, a un gesto di Stilgar, si accovacciarono al suolo con un intenso fruscio. Paul segu� il loro esempio, sempre con gli occhi puntati su Stilgar. Sotto il globo luminoso, gli occhi del Fremen erano due voragini oscure, mentre la tela verde brillava intorno al suo collo. Paul abbass� lo sguardo sul mucchio informe ai piedi di Stilgar e riconobbe l�impugnatura di un baliset che usciva dal mantello.</p><p>�Lo spirito lascia l�acqua del corpo quando si alza la prima luna� inton� Stilgar. �Cos� � detto. Quando la prima luna si alzer�, questa notte, chi chiamer�?�</p><p>�Jamis� dissero i Fremen in coro.</p><p>Stilgar gir� su se stesso, facendo passare il suo sguardo sul cerchio dei volti: �Ero amico di Jamis� disse. �Al Buco nella Roccia, quando il falco meccanico si � precipitato su di noi, � stato Jamis a salvarmi.�</p><p>Si curv�, tolse il mantello dal mucchio. �In quanto amico di Jamis, prendo questo mantello. � il diritto del capo.� Si avvolse nel mantello, raddrizzandosi.</p><p>Ora Paul vide esposto il contenuto del mucchio: la lucentezza grigia di una tuta, un literjon tutto ammaccato, un fazzoletto e un piccolo libro, l�impugnatura priva di lama di un cryss, un fodero vuoto, un frammento di tessuto ripiegato, una parabussola, un distrans, un martellatore, una pila di ami metallici grossi come un pugno, minuscoli frammenti di roccia avvolti in un panno, una manciata di piume legate insieme� e un baliset.</p><p><emphasis>Cos�, Jamis suonava il baliset, </emphasis>pens� Paul. Lo strumento gli ricord� Gurney Halleck, e tutto quello che era perduto. Paul sapeva, grazie alla sua memoria del futuro, che alcune linee casuali avrebbero potuto farlo incontrare un giorno con Halleck, ma le intersezioni erano poche e confuse. Questo l�inquiet�. Fu sgradevolmente colpito da questo fattore d�incertezza. <emphasis>Vuol dire forse che io far� qualcosa� che potrei farla� e Gurney sar� distrutto� o riportato in vita?� oppure�</emphasis></p><p>Paul inghiott�, e scosse la testa.</p><p>Di nuovo, Stilgar si pieg� sul mucchio.</p><p>�Per la donna di Jamis e per le guardie� disse. I frammenti di roccia e il libro sparirono tra le pieghe del suo mantello.</p><p>�Il diritto del capo� inton� la folla.</p><p>�Il contrassegno del servizio da caff� di Jamis.� Stilgar sollev� un piccolo disco di metallo verde. �Sar� offerto a Usul al nostro ritorno al sietch, durante la cerimonia.�</p><p>�Il diritto del capo� disse ancora la folla.</p><p>Infine, Stilgar impugn� il manico del cryss. �Per la Piana dei Morti.�</p><p>�Per la Piana dei Morti� ripet� la folla.</p><p>In piedi nel cerchio, sul lato opposto a Paul, Jessica annu� riconoscendo le antiche fonti del rito, e pens�: <emphasis>L�incontro fra l�ignoranza e la conoscenza� fra la brutalit� e la cultura, tutto incomincia con la dignit� che usiamo nei confronti dei morti. </emphasis>Fiss� Paul e si chiese: <emphasis>L�ha capito? Sapr� come fare?</emphasis></p><p>�Noi siamo gli amici di Jamis� disse Stilgar. �Noi non piangiamo i nostri morti come un branco di <emphasis>garvarg.</emphasis>�</p><p>Alla sinistra di Paul, un uomo dalla barba grigia si alz�: �Io ero amico di Jamis� dichiar�. Si avvicin� al mucchio, prese il distrans. �Quando l�acqua mi manc� all�assedio dei Due Uccelli, Jamis mi offr� la sua.� L�uomo ritorn� al suo posto nel cerchio.</p><p><emphasis>Devo forse dire anch�io che ero amico di Jamis? </emphasis>si chiese Paul. <emphasis>Si aspettano che anch�io prenda qualcosa da quel mucchio? </emphasis>I Fremen si voltarono a guardarlo, poi distolsero gli occhi. <emphasis>S�, se lo aspettano.</emphasis></p><p>Dalla parte opposta di Paul, un altro uomo si alz�, si avvicin� al mucchio e ne tolse la parabussola. �Io ero amico di Jamis� disse. �Quando la pattuglia ci sorprese nell�Ansa della Collina e io fui ferito, Jamis li respinse, e tutti i feriti furono tratti in salvo�. Ritorn� al suo posto nel cerchio.</p><p>Ancora una volta i Fremen si voltarono verso Paul, e lui colse l�attesa in loro. Abbass� gli occhi. Un gomito l�urt� e una voce gli disse, sibilando: �Vuoi forse distruggerci tutti?�</p><p><emphasis>Come posso dire che ero suo amico? </emphasis>pens� Paul.</p><p>Un�altra figura si alz� dal cerchio di fronte a lui, e quando il volto incappucciato si fece avanti alla luce, Paul riconobbe sua madre. Jessica prese il fazzoletto dal mucchio di oggetti: �Io ero amica di Jamis� disse. �Quando lo spirito degli spiriti che era in lui vide quant�era necessaria la verit�, si ritir� e risparmi� mio figlio.� E riprese il suo posto nel cerchio.</p><p>Paul si ricord� del disprezzo nella sua voce, quando gli aveva detto, dopo il combattimento: �<emphasis>Ebbene� come ci si sente a essere un assassino?</emphasis>�</p><p>Una volta ancora tutti si voltarono a guardarlo, e sent� nuovamente la rabbia e la paura. All�improvviso, ricord� un librofilm che sua madre gli aveva proiettato: <emphasis>Il Culto dei Morti. </emphasis>Ora sapeva quello che doveva fare.</p><p>Lentamente, si alz�.</p><p>Un sospiro attravers� il cerchio.</p><p>Paul, avanzando verso il centro, ebbe l�impressione che il suo Io si cancellasse progressivamente. Era come se avesse smarrito l� dentro un frammento di se stesso. Si curv� sul mucchio degli oggetti e afferr� il baliset. Una corda s�impigli� e produsse un dolcissimo accordo.</p><p>�Io ero amico di Jamis� bisbigli� Paul. Sent� gli occhi che gli bruciavano e si sforz� di parlare pi� forte. �Jamis mi ha insegnato che� quando si uccide� c�� sempre un prezzo da pagare. Vorrei averlo conosciuto meglio.�</p><p>Inciampando, alla cieca, ritorn� al suo posto nel cerchio e si lasci� cadere a terra.</p><p>Una voce bisbigli�: �Ha sparso lagrime!�</p><p>Un mormorio si alz� dal cerchio: �Usul ha donato umidit� al morto!�</p><p>Sent� una mano sfiorargli le guance, e un�esclamazione soffocata.</p><p>Jessica percep� le origini profonde di queste reazioni, la tremenda inibizione nei confronti delle lagrime sparse. Ripet� dentro di s� le parole che aveva appena udito: �<emphasis>Ha donato umidit� al morto!</emphasis>� Era un dono al mondo delle ombre. Lagrime sacre al di l� di ogni dubbio.</p><p>Niente, su questo mondo, le aveva dato a tal punto il senso del valore supremo dell�acqua. Non i venditori di acqua, non le pelli disseccate dei nativi, non le tute distillanti o le ferree leggi della disciplina d�acqua. Qui era una sostanza ben pi� preziosa: la vita stessa che s�intrecciava di rituali e simbolismi.</p><p>L�acqua.</p><p>�Gli ho toccato le guance� disse qualcuno. �Ho sentito il dono.�</p><p>A tutta prima le dita che gli sfioravano il viso avevano spaventato Paul. Strinse con forza la fredda impugnatura del baliset, al punto che le corde gli incisero le dita. Poi vide i volti dietro a quelle mani protese: occhi sgranati, pieni di meraviglia.</p><p>Poi le mani si ritirarono, lentamente. La cerimonia funebre riprese. Ma ora c�era un vuoto sottile intorno a Paul, un ritirarsi dei Fremen che lo onoravano lasciandolo solo, in un rispettoso isolamento.</p><p>La cerimonia fin� con un canto profondo:</p><poem><stanza><v>�La luna piena ti chiama�</v><v>Shai-hulud vedrai.</v><v>Rossa � la notte, cupo il cielo,</v><v>Tu sei morto versando il tuo sangue.</v></stanza><stanza><v>Preghiamo alla luna piena�</v><v>Per noi verr� la fortuna,</v><v>E quello che abbiamo sempre cercato</v><v>Infine troveremo sulla solida terra.�</v></stanza></poem><p>Ai piedi di Stilgar, ora, c�era soltanto pi� un sacco rigonfio. Stilgar si accovacci�, appoggi� le mani sul sacco. Qualcuno scivol� accanto a lui: Paul riconobbe il viso di Chani sotto il cappuccio.</p><p>�Jamis portava trentatr� litri, sette dracme e un terzo di acqua della trib�� disse Chani. �Io ora la benedico in presenza di una Sayyadina. <emphasis>Ekkeri-akairi, </emphasis>questa � l�acqua, <emphasis>fillissim-follasy, </emphasis>di Paul Muad�Dib! <emphasis>Kivi a-kavi, </emphasis>mai pi�, <emphasis>nakalas! Nakelas! </emphasis>da misurarsi e contarsi, <emphasis>ukair-an! </emphasis>dai battiti del cuore <emphasis>jan-jan-jan </emphasis>del nostro amico� Jamis.�</p><p>Nell�improvviso e profondo silenzio, Chani alz� gli occhi e fiss� Paul. E riprese: �Dove io sono fiamma, tu sii carbone. Dove io sono rugiada, tu sii acqua!�</p><p>�<emphasis>Bi-la kaifa</emphasis>� intonarono i Fremen.</p><p>�A Paul Muad�Dib va questa parte� continu� Chani. �Possa egli conservarla per la trib� e preservarla da ogni perdita. Sia egli generoso nei momenti difficili. Possa egli trasmetterla, quando sar� giunto il momento, agli altri, per il bene della trib�.�</p><p>�Bi-la kaifa.�</p><p><emphasis>Devo accettare quest�acqua, </emphasis>pens� Paul. Lentamente si alz�, portandosi al fianco di Chani. Stilgar si scost� per lasciargli posto e gentilmente gli tolse il baliset.</p><p>�Inginocchiati� lo invit� Chani.</p><p>Paul s�inginocchi�.</p><p>Chani guid� la sua mano verso il contenitore d�acqua e la tenne appoggiata sulla superficie elastica. �La trib� ti affida quest�acqua� disse. �Jamis l�ha lasciata. Prendila in pace.� Si alz� e lo fece alzare.</p><p>Stilgar gli restitu� il baliset e gli present� nella mano aperta alcuni anelli metallici. Paul not� che erano di differenti grandezze e che scintillavano alla luce del globo.</p><p>Chani prese l�anello pi� grande e lo sostenne con un dito: �Trenta litri� disse. A uno a uno, prese gli altri, mostrando ciascuno di essi a Paul, e valutandoli: �Due litri; un litro; sette misure di una dracma ciascuna; una misura d�acqua di un terzo di dracma�.</p><p>Li tenne in alto, sulla punta delle dita, perch� Paul li vedesse.</p><p>�Li accetti?� chiese Stilgar.</p><p>Paul inghiott�. �S�.�</p><p>�Pi� tardi� disse Chani, �ti mostrer� come legarli insieme in un fazzoletto, perch� non tintinnino e non tradiscano la tua presenza quando hai bisogno di silenzio.� Gli tese la mano.</p><p>�Ti dispiace� tenerli per me?� chiese Paul.</p><p>Chani fiss� Stilgar stupita.</p><p>Stilgar sorrise. �Paul Muad�Dib, che � Usul, non conosce ancora le nostre usanze, Chani. Tieni le sue misure d�acqua, senza impegno, finch� non sar� giunto il momento di mostrargli come vanno usate.�</p><p>Chani annu�. Tir� fuori un nastro di stoffa e lo infil� attraverso gli anelli, legandolo poi sopra e sotto in un nodo assai complicato. Esit�, poi lo fece scivolare dentro la sciarpa.</p><p><emphasis>Qualcosa mi � sfuggita, </emphasis>pens� Paul. Intorno sent� aleggiare un�atmosfera canzonatoria e la sua mente la colleg� a un ricordo della sua preveggenza: <emphasis>Misure d�acqua offerte a una donna� un rituale del corteggiamento.</emphasis></p><p>�Maestri d�Acqua!� chiam� Stilgar.</p><p>I Fremen si alzarono con un fruscio di mantelli. Due uomini uscirono dal gruppo e presero il sacco con l�acqua. Stilgar tir� gi� il globo luminoso e guid� la gente verso le profondit� della caverna.</p><p>Paul si affrett� dietro a Chani. Intorno a loro le ombre danzavano sulle pareti con riflessi oleosi. Sent� che tutti erano tesi, come se stessero aspettando qualcosa.</p><p>Jessica, sballottata tra i corpi che si affrettavano, sospinta da mani bramose, lott� un istante contro il panico. Aveva riconosciuto, in certe fasi del rito, le tracce del Chakobsa e del Bhotani-jib nelle parole pronunciate, e sapeva quale selvaggia violenza poteva scatenarsi all�improvviso da questi momenti in apparenza tranquilli.</p><p><emphasis>Jan-jan-jan, </emphasis>pens�. <emphasis>Vai, vai, vai.</emphasis></p><p>Era come un gioco di bambini, libero da ogni inibizione, nelle mani degli adulti.</p><p>Stilgar si arrest� accanto a una roccia gialla. Premette la mano su una protuberanza, e la parete sprofond� silenziosamente rivelando una spaccatura irregolare. Stilgar guid� il gruppo superando un pannello oscuro, a riquadri esagonali; quando gli pass� davanti a sua volta, Paul fu investito da un fiotto di aria fredda. Si volt� verso Chani, interrogandola con gli occhi e le sfior� il braccio.</p><p>�Quest�aria � umida.�</p><p>�Shhh�� bisbigli� Chani.</p><p>Ma un uomo, dietro a loro, esclam�: �C�� molta umidit� nella trappola, stanotte. Jamis ci fa sapere cos� che � soddisfatto�.</p><p>Jessica sent� la muraglia chiudersi dietro di loro. Osserv� il modo in cui i Fremen rallentavano il passo quand�erano davanti al pannello e a sua volta fu investita dall�aria umida.</p><p><emphasis>Una trappola a vento! </emphasis>pens�. <emphasis>C�� una trappola a vento alla superficie che convoglia l�aria quaggi�, dov�� pi� freddo e l�umidit� si condensa.</emphasis></p><p>Un�altra porta, un altro pannello. La porta si chiuse alle loro spalle. L�aria che avvolse Jessica e Paul era satura di umidit�.</p><p>In testa al gruppo, il globo luminoso nelle mani di Stilgar si abbass� e scomparve. Paul sent� i gradini sotto i piedi, che discendevano curvando a sinistra. La luce gialla danz� sulle teste incappucciate, mentre i Fremen proseguivano sempre pi� in basso, lungo una spirale.</p><p>Jessica percep� la tensione che aumentava intorno a lei, sent� i suoi stessi nervi tendersi dolorosamente nel silenzio.</p><p>I gradini finirono e il gruppo attravers� un�altra porta. La luce del globo luminoso si disperse in un�immensa cavit� sotterranea dall�altissimo soffitto a cupola.</p><p>Paul sent� Chani stringergli il braccio e ud�, nell�aria fredda, un gocciolio. In questa atmosfera di cattedrale, creata dallo stillicidio dell�acqua, un�immobilit� assoluta sembr� impadronirsi dei Fremen.</p><p><emphasis>Ho visto questo luogo in un sogno, </emphasis>pens� Paul.</p><p>Era, nello stesso tempo, rassicurante e frustrante. C�erano sempre, nel suo avvenire, le orde di fanatici che si tracciavano un cammino sanguinoso attraverso l�intero universo, in suo nome. Lo stendardo verde nero degli Atreides sarebbe diventato un simbolo di terrore. Legioni selvagge si sarebbero gettate nella mischia lanciando il grido di battaglia: �Muad�Dib!�</p><p><emphasis>Non sar� mai</emphasis>! pens�. <emphasis>Non posso permetterlo.</emphasis></p><p>Ma sent� ugualmente dentro di s� la disperata urgenza razziale, il suo terribile scopo, e seppe che sarebbe stato quasi impossibile deviare il flagello che stava acquistando forza e slancio. Se lui fosse morto in quell�istante, esso sarebbe continuato attraverso sua madre e sua sorella non ancora nata. Niente l�avrebbe fermato, se non la morte di tutti, l� dentro: i Fremen, lui stesso, sua madre.</p><p>Paul si guard� intorno e vide il gruppo disposto in una lunga fila. Lo stavano spingendo verso una bassa barriera intagliata nella roccia. Al di l�, alla luce del globo di Stilgar, Paul distinse la cupa superficie di una distesa d�acqua che si perdeva nell�ombra. La muraglia opposta era appena visibile, forse a pi� di cento metri di distanza.</p><p>Jessica sent� che la sua pelle arida e secca si distendeva, sulle guance e la fronte, nell�aria umida. La pozza d�acqua era profonda: percep� questa profondit� e lott� contro il desiderio di affondarvi le mani.</p><p>Vi furono un tonfo e uno spruzzo alla sua sinistra. Oltre la linea nera dei Fremen, vide Stilgar e Paul, e accanto a loro i Maestri d�Acqua che rovesciavano il loro fardello attraverso un contatore di flusso. Il contatore era un occhio tondo e grigio sull�orlo della pozza. Vide il suo indice luminoso muoversi mentre l�acqua vi fluiva attraverso, e fermarsi ai trentatr� litri, sette dracme e un terzo.</p><p><emphasis>Magnifica precisione, </emphasis>pens� Jessica. E vide che le pareti del contatore non conservavano la minima traccia di umidit� dopo il passaggio dell�acqua. La tensione superficiale del liquido era annullata. Questo semplice fatto era un eloquente indizio sulla tecnologia dei Fremen: erano dei perfezionisti.</p><p>Jessica si apr� facilmente il cammino fino a Stilgar, e avvicinandosi not� lo sguardo assente di Paul. Ma il mistero di questa grande pozza d�acqua occupava tutti i suoi pensieri.</p><p>Stilgar la fiss�. �Alcuni di noi avevano urgente bisogno d�acqua. E tuttavia sono venuti qui e non l�hanno toccata. Hai visto?�</p><p>�Ho visto.�</p><p>Stilgar guard� la pozza. �Qui, noi abbiamo pi� di trentotto milioni di decalitri d�acqua. Nascosti e ben protetti dai piccoli creatori. Al sicuro.</p><p>�Un tesoro� disse Jessica.</p><p>Stilgar alz� il globo luminoso e la folgor� con lo sguardo. �Molto pi� di un tesoro. Abbiamo migliaia di questi nascondigli. Pochi di noi li conoscono tutti.� Pieg� la testa: la luminosit� del globo accentu� le ombre sul suo viso: �Sentite?�</p><p>Tutti ascoltarono.</p><p>Il gocciolio dell�acqua catturata dalla trappola a vento riemp� la caverna con la sua presenza. Jessica colse l�estasi sui volti di tutti i Fremen, immobili. Paul soltanto sembrava distaccato, estraneo a quel gocciolio.</p><p>Per lui, ogni goccia che cadeva era un attimo che moriva. Sentiva il tempo scorrere dentro di lui, e ogni istante non poteva esser pi� ricatturato. Sent� il bisogno di prendere una decisione, ma non aveva la forza di muoversi.</p><p>�Tutto � stato calcolato con precisione� bisbigli� Stilgar. �Con l�approssimazione di un milione di decalitri, noi sappiamo quanta acqua ci serve. Quando l�avremo, allora cambieremo il volto di Arrakis.�</p><p>La risposta sal� dall�oscurit� con un mormorio. �<emphasis>Bi-la kaifa.</emphasis>�</p><p>�Intrappoleremo le dune sotto ciuffi d�erba� continu� Stilgar, mentre la sua voce aumentava d�intensit�. �Trasformeremo il suolo in una spugna con alberi e radici.�</p><p>�Bi-la kaifa� intonarono i Fremen.</p><p>�Ogni anno i ghiacci polari si ritirano sempre pi�.�</p><p>�Bi-la kaifa.�</p><p>�Faremo di Arrakis la nostra vera casa, i laghi nelle zone temperate, le calotte di ghiaccio ai poli, e solo l�alto deserto per il creatore e la sua spezia.�</p><p>�Bi-la kaifa.�</p><p>�E nessun uomo avr� pi� bisogno di acqua. Potr� prelevarla dai pozzi, dai laghi o dai canali, e sar� sua. Scorrer� lungo i qanat per nutrire le piante. Sar� a disposizione di chiunque. Sar� di ogni uomo, baster� solo che porga la mano.�</p><p>�Bi-la kaifa.�</p><p>Jessica percep� la ritualit� religiosa delle parole e la sua istintiva reverenza: <emphasis>Essi hanno concluso un�alleanza con l�avvenire, </emphasis>pens�. <emphasis>Devono anch�essi scalare una montagna. � un sogno scientifico� e questo popolo semplice, questi contadini ne sono imbevuti.</emphasis></p><p>I suoi pensieri si volsero a Liet-Kynes, l�Ecologo Planetario dell�Imperatore, l�uomo che si era trasformato in un nativo, e prov� meraviglia per lui. Era un sogno capace di avvincere l�anima di quegli uomini, e Jessica sent� la presenza dell�ecologo in quel sogno. Gli uomini erano pronti a morire per lui. Era un altro degli elementi essenziali di cui Paul aveva bisogno: un popolo con uno scopo. Sarebbe stato assai facile suscitare fervore e fanatismo in un simile popolo. Avrebbe potuto impugnarlo come una spada per riconquistare il suo posto.</p><p>�Dobbiamo partire, adesso� disse Stilgar. �Aspetteremo il sorgere della prima luna. Quando Jamis sar� sulla buona strada, ritorneremo a casa.�</p><p>Mormorando, con riluttanza, i Fremen lo seguirono su per la scala intagliata nella roccia, voltando le spalle all�acqua.</p><p>Paul, incamminandosi dietro a Chani, sent� che gli sfuggiva un istante vitale, che si era lasciato sfuggire una decisione di fondamentale importanza, e che era prigioniero, ormai, del suo stesso mito. Sapeva di aver gi� visto questo luogo in un sogno presciente, sul lontano Caladan, ma c�erano dei particolari che non aveva mai conosciuto e che arricchivano il suo sogno. Una volta ancora i limiti del suo potere lo turbarono. Era come se cavalcasse in un�onda del tempo, a volte nel suo cavo, a volte sulla cresta� e intorno a lui, a perdita d�occhio, altre onde si alzavano e ricadevano, rivelando e poi nascondendo quello che trasportavano sulla superficie.</p><p>Ma, instancabile, il selvaggio jihad compariva davanti a lui con la violenza e i massacri, come uno scoglio incrollabile.</p><p>La folla sfil� attraverso l�ultima porta per riunirsi nella caverna principale. La porta fu chiusa. Le luci furono spente, gli orifizi della cavit� nuovamente aperti, rivelando la notte intorno a loro e le stelle che illuminavano il deserto.</p><p>Jessica si diresse verso il bordo disseccato, al di l� della soglia, e guard� in alto le stelle. Erano brillanti, vicine. I Fremen si mossero intorno a lei, sent� il suono di un baliset che qualcuno accordava, alle sue spalle, e la voce di Paul che ne regolava la tonalit� a bocca chiusa. C�era una malinconia, in quella voce, che non le piacque.</p><p>�Parlami delle acque del tuo pianeta natale� disse la voce di Chani dall�oscurit� della caverna.</p><p>�Un�altra volta, Chani, te lo prometto� rispose Paul.</p><p><emphasis>Cos� triste�</emphasis></p><p>�� un buon baliset� riprese Chani.</p><p>�Molto buono� Credi che Jamis mi odier� se lo uso?�</p><p><emphasis>Parla dei morti come se fossero vivi, </emphasis>pens� Jessica, turbata.</p><p>Una voce d�uomo s�intromise: �Gli piaceva cantare qualcosa, a quest�ora�.</p><p>�Allora cantami una delle tue canzoni� lo preg� Chani.</p><p><emphasis>C�� tanta femminilit� nella voce di questa ragazza, </emphasis>si disse Jessica. <emphasis>Dovr� mettere Paul in guardia verso le loro donne� al pi� presto.</emphasis></p><p>�� una canzone che cantava un mio amico� disse Paul. �Credo che Gurney sia morto, adesso. La chiamava la sua canzone della sera.�</p><p>I Fremen tacquero, mentre la voce squillante di Paul s�innalzava sugli accordi del baliset:</p><poem><stanza><v>�In questo cielo di ceneri ardenti�</v><v>Nel sole dorato che si perde nel crepuscolo,</v><v>Quali sensi impazziti, profumo di disperazione,</v><v>Sono compagni dei nostri ricordi��</v></stanza></poem><p>Jessica sent� nel suo petto la musica delle parole: pagana, carica di suoni che all�improvviso la resero acutamente conscia di se stessa, del suo corpo, dei suoi desideri. Ascolt� nel silenzio pieno di tensione:</p><poem><stanza><v>�Perle d�incenso nel requiem della notte�</v><v>Per noi!</v><v>Quale gioia allora risplende</v><v>Luminosa nei tuoi occhi�</v><v>Quali amorini trapunti di fiori</v><v>Attirano i nostri cuori�</v><v>Quali amorini trapunti di fiori</v><v>Placano i nostri desideri�.</v></stanza></poem><p>Dopo l�ultima nota il silenzio si prolung�. <emphasis>Perch� mio figlio ha cantato una canzone d�amore alla fanciulla? </emphasis>si chiese Jessica. Sent� un�improvvisa paura. La vita scorreva tutto intorno a lei e le era impossibile afferrarla. <emphasis>Perch� ha scelto quella canzone? A volte gli istinti sono veri. Perch� lo ha fatto?</emphasis></p><p>Nell�ombra, Paul rest� silenzioso, immobile, dominato da un unico pensiero: <emphasis>Mia madre � la mia nemica. Lei non lo sa, ma lo �. � lei che ha il jihad nel sangue. Mi ha fatto nascere, mi ha addestrato. � lei la mia nemica.</emphasis></p><empty-line/></section><section><epigraph><p>Il concetto di progresso � un meccanismo protettivo che ci difende dai terrori del futuro.</p><text-author>dalla �Raccolta dei detti di Muad�Dib�, della Principessa Irulan</text-author></epigraph><empty-line/><p>Ai giochi familiari per il suo diciassettesimo compleanno, Feyd-Rautha Harkonnen uccise il suo centesimo gladiatore schiavo. Gli osservatori della Corte Imperiale, il Conte Fenring e la sua Lady erano sul mondo degli Harkonnen, Giedi Primo, e avevano preso posto con la famiglia di Feyd-Rautha nella loggia dorata, sopra l�arena triangolare.</p><p>Per l�anniversario del na-Barone e allo scopo di ricordare a tutti gli Harkonnen e ai loro sudditi che Feyd-Rautha era l�erede designato, quel giorno era festa su tutto Giedi Primo. Il vecchio Barone aveva ordinato che ogni lavoro fosse interrotto da un meridiano all�altro, e nella citt� familiare di Harko era stato compiuto ogni sforzo per creare un�illusione di gaiezza: gli stendardi garrivano su tutti gli edifici e lungo la Grande Via i muri erano stati ridipinti.</p><p>Ma, tra una casa e l�altra, il Conte Fenring e la sua Lady videro mucchi d�immondizia e le pareti stillanti sporcizia che si riflettevano sulle pozzanghere nere dei vicoli, nei quali la gente scivolava furtiva.</p><p>Tra le pareti azzurre del castello del Barone regnava una perfezione ispirata dal terrore, ma il Conte e la sua Lady videro il prezzo pagato: guardie dovunque e armi con quella particolare lucentezza che indica un uso frequente. C�erano posti di controllo in quasi tutte le strade e perfino all�interno del castello. I servitori rivelavano l�addestramento militare nel modo in cui camminavano, le spalle rigide� lo sguardo vigile che frugava instancabilmente.</p><p>�La tensione aumenta� mormor� il Conte alla Lady nella loro lingua segreta. �Soltanto adesso il Barone comincia veramente a capire il prezzo che ha pagato per sbarazzarsi dei Duca Leto.�</p><p>�Un giorno ti racconter� la leggenda della fenice� disse Lady Fenring.</p><p>Erano nella sala dei ricevimenti del castello in attesa di recarsi ai giochi di famiglia. Non era una grande sala (era lunga circa quaranta metri e larga la met�) ma i finti pilastri, sulle pareti laterali, finivano ad angolo acuto sul soffitto leggermente incurvato e davano un�illusione di spazio.</p><p>�Aaahh, ecco il Barone� fece il Conte.</p><p>Il Barone avanz� nella sala col suo caratteristico passo ondeggiante, guidando i sospensori che sostenevano il suo immenso corpo. Le sue guance tremolavano e i sospensori si spostavano sotto il suo manto arancione. Gli anelli scintillavano alle sue dita e opalfuochi riempivano d�iridescenze il suo manto.</p><p>Accanto a lui veniva Feyd-Rautha. I suoi capelli scuri erano fittamente arricciolati in un�acconciatura gaia che faceva un bizzarro contrasto con gli occhi cupi. Indossava una tunica nera aderente e calzoni scampanati. I suoi minuscoli piedi calzavano morbide pantofole.</p><p>Lady Fenring not� il portamento sicuro del giovane e i muscoli sotto la tunica: <emphasis>Costui, </emphasis>pens�, <emphasis>non si lascer� certo ingrassare.</emphasis></p><p>Il Barone si arrest� davanti a loro, afferr� il braccio di Feyd-Rautha in un gesto possessivo e disse: �Mio nipote, il na-Barone Feyd-Rautha Harkonnen�. E girando il suo grasso volto da bambino verso Feyd-Rautha, aggiunse: �Il Conte Fenring e la sua Lady, di cui ti ho parlato�.</p><p>Feyd-Rautha pieg� il capo con la cortesia richiesta. Fiss� Lady Fenring. La sua squisita figura era inguainata in una semplice veste ondeggiante di lino, senza alcun ornamento. I capelli della donna erano soffici e dorati e i suoi occhi grigio verdi gli restituirono lo sguardo. Aveva la serena tranquillit� delle Bene Gesserit, e lo rendeva vagamente inquieto.</p><p>�Uhmmmmm�� fece il Conte. Studi� Feyd-Rautha. �ȅ uhmmm� quel bravo giovane� Ah, s� Mio caro?� Lanci� un�occhiata al Barone: �Mio caro Barone, voi avete detto di aver parlato di noi a questo bravo giovane? Che cosa gli avete detto?�</p><p>�Gli ho parlato della grande stima in cui vi tiene l�Imperatore, Conte Fenring� replic� il Barone. E disse tra s�: <emphasis>Guardalo bene, Feyd! � un assassino dai modi di coniglio� il tipo pi� pericoloso!</emphasis></p><p>�Naturalmente� disse il Conte, e sorrise alla sua Lady.</p><p>L�atteggiamento e le parole di quest�uomo sembrarono quasi insultanti a Feyd-Rautha. Giusto al di qua dei limiti dell�affronto. Il giovane concentr� la sua attenzione sul Conte: un uomo piccolo di statura e dall�aspetto fragile. I suoi occhi neri erano troppo grandi per il suo volto da faina. Le tempie erano sfumate di grigio. Quanto ai suoi gesti� muoveva una mano, girava la testa da un lato e parlava dall�altro� Era quasi impossibile seguirlo.</p><p>�Una� uhmmmmm� una simile qualit� s�incontra� uhmmm� di rado� disse ancora il Conte, gli occhi puntati sulla spalla del Barone. �Io� ah� mi congratulo con voi per la� uhmmm� perfezione del vostro� ah� erede. Egli trae� uhmmm� vantaggio dall�esperienza degli avi, per cos� dire.�</p><p>�Voi siete troppo gentile� rispose il Barone, inchinandosi, ma Feyd-Rautha not� che non c�era la minima cortesia negli occhi di suo zio.</p><p>�Quando voi� mmmmh� siete ironico, questo� ah� suggerisce che voi stiate meditando� uhmmm� ah� qualcosa� continu� il Conte.</p><p><emphasis>Ecco che ricomincia, </emphasis>pens� Feyd-Rautha. <emphasis>Si esprime in modo insultante, ma non c�� nulla nelle sue parole che ci consenta di chiedergli soddisfazione.</emphasis></p><p>Ascoltare quell�uomo dava a Feyd-Rautha la sensazione che qualcuno gli facesse bollire la testa� <emphasis>Uhmmmm� ah! </emphasis>Feyd-Rautha rivolse ancora la sua attenzione a Lady Fenring.</p><p>�Stiamo� ah� stiamo rubando troppo tempo a questo giovanotto� disse lei. �Non ho inteso forse che deve comparire nell�arena, oggi?�</p><p><emphasis>Per le ur� dell�Harem Imperiale, quant�� adorabile! </emphasis>pens� Feyd-Rautha. E rispose: �Uccider� qualcuno per voi, mia Signora. Col vostro permesso, lo proclamer� nell�arena�.</p><p>Lei lo guard� placidamente, ma la sua voce fu come una frustata quando rispose: �Voi <emphasis>non avete </emphasis>il mio permesso�.</p><p>�Feyd!� esclam� il Barone. E pens�: <emphasis>Questo moccioso! Vuol farsi sfidare dal Conte Assassino?</emphasis></p><p>Ma il Conte si limit� a sorridere, e disse: �Uhmmmm� mmmmh��</p><p>�<emphasis>Devi </emphasis>prepararti per l�arena, Feyd� intervenne il Barone. �Devi essere ben riposato e non correre stupidi rischi.�</p><p>Feyd-Rautha s�inchin� fremente di rabbia. �Sono certo che tutto sar� secondo i tuoi desideri, Zio.� Accenn� col capo al Conte Fenring: �Signore�. E alla Lady: �Mia Signora�. E si volt�, uscendo a larghi passi dal salone, senza degnare di uno sguardo i membri delle Famiglie Minori, raccolti vicino alle porte.</p><p>�� cos� giovane� sospir� il Barone.</p><p>�Uhnmmm� davvero� uhm� fece il Conte.</p><p>Lady Fenring pens�: <emphasis>� forse lui il giovane cui si riferiva la Reverenda Madre? � la linea genetica che dobbiamo preservare?</emphasis></p><p>�Ci resta ancora pi� di un�ora, prima di andare all�arena� disse il Barone. �Forse ci baster� per la nostra piccola conversazione, Conte Fenring?� Pieg� a destra l�enorme testa. �Ci sono ancora molti punti da discutere.�</p><p>E pens�: <emphasis>Vediamo dunque come se la caver� questo lacch� dell�Imperatore per trasmettermi il messaggio che porta con s�, senza spingere la sua villania al punto di dirlo ad alta voce.</emphasis></p><p>Il Conte si rivolse alla Lady: �Uhmmmm� ah� mmmm, ti dispiace scusarci� uhm� mia cara?�</p><p>�Ogni giorno, e a volte ogni ora, porta dei cambiamenti� disse Lady Fenring. �Mmmmm�� Sorrise al Barone e si allontan�, facendo frusciare la lunga gonna. Avanz�, superba e regale, attraverso il salone verso le porte.</p><p>Il Barone not� che tutte le conversazioni fra le Case Minori cessarono al suo avvicinarsi e tutti gli occhi la seguirono. <emphasis>Bene Gesserit! </emphasis>imprec� dentro di s�. <emphasis>Quanto sarebbe meglio per tutti se ci sbarazzassimo di loro!</emphasis></p><p>�C�� una zona di silenzio acustico fra i due pilastri, qui alla nostra sinistra� disse il Barone. �Potremo parlare senza timore che qualcuno ci ascolti.� Fece strada al Conte con la sua andatura ondeggiante all�interno del campo isolante e sent� che il brusio della sala diventava confuso e lontano.</p><p>Il Conte scivol� al suo fianco e ambedue si voltarono verso la parete per impedire che qualcuno leggesse loro le labbra.</p><p>�Non siamo affatto soddisfatti del modo in cui voi avete cacciato i Sardaukar da Arrakis� disse il Conte.</p><p><emphasis>Diavolo, parla chiaro! </emphasis>pens� il Barone.</p><p>�I Sardaukar non potevano fermarsi pi� a lungo senza il pericolo che <emphasis>altri </emphasis>scoprissero in qual modo l�Imperatore mi aveva aiutato.�</p><p>�Ma vostro nipote, Rabban, non sembra affatto preoccupato di risolvere il problema dei Fremen.�</p><p>�Che cosa vuole, dunque, l�Imperatore?� chiese il Barone. �Non � rimasto pi� di un pugno di Fremen, su Arrakis. Il deserto meridionale � inabitabile e il deserto settentrionale � continuamente battuto dalle mie pattuglie.�</p><p>�Chi ha detto che il deserto meridionale � inabitabile?�</p><p>�Il vostro stesso planetologo l�ha detto, caro Conte.�</p><p>�Ma il dottor Kynes � morto.�</p><p>�Ah, s� che sfortuna.�</p><p>�I territori meridionali sono stati sorvolati� disse il Conte. �Ci sono tracce di vita vegetale.�</p><p>�Allora la Gilda ha accettato di esplorare Arrakis dall�alto?�</p><p>�Voi lo sapete fin troppo bene, Barone, che l�Imperatore non pu� legalmente far sorvegliare Arrakis.�</p><p>�E <emphasis>io </emphasis>neppure� replic� il Barone. �Chi ha fatto quel volo?�</p><p>�Un� un contrabbandiere.�</p><p>�Qualcuno vi ha mentito, Conte. I contrabbandieri non possono volare sui territori meridionali, non pi� degli uomini di Rabban. Tempeste e tutto il resto� I segnalatori per la navigazione sono abbattuti prima ancora di essere installati.�</p><p>�Discuteremo un�altra volta dei vari tipi di tempesta.�</p><p><emphasis>Ahhh, </emphasis>pens� il Barone. �Ho forse riferito qualcosa di sbagliato?�</p><p>�Se voi gi� pensate agli errori, come potrete difendervi, poi?� ribatt� il Conte.</p><p><emphasis>Sta tentando deliberatamente di farmi infuriare, </emphasis>pens� il Barone. Respir� a fondo due volte per calmarsi. Sent� l�acre odore del suo stesso sudore e all�improvviso le cinghie dei sospensori, sotto il vestito, sembrarono causargli un folle prurito.</p><p>�L�Imperatore non pu� inalberarsi per la morte della concubina e del ragazzo� replic� il Barone. �Sono fuggiti nel deserto, in piena tempesta.�</p><p>�S�, capita sempre qualche incidente opportuno� fu d�accordo il Conte.</p><p>�Non mi piace il vostro tono� dichiar� il Barone.</p><p>La collera � una cosa, la violenza un�altra� disse il Conte. �Permettetemi di mettervi in guardia: se dovesse accadermi qualche sfortunato incidente mentre mi trovo qui, tutte le Grandi Case sapranno ci� che voi avete fatto su Arrakis. � molto tempo che sospettano il modo in cui voi conducete i vostri affari.�</p><p>�L�unico affare recente che io ricordi� fece il Barone, �� il trasporto di due legioni di Sardaukar su Arrakis.�</p><p>�Credete veramente di poter minacciare l�Imperatore in questo modo?�</p><p>�Non ci penso neppure!�</p><p>Il Conte sorrise. �Troveremmo sempre qualche ufficiale dei Sardaukar pronto a confessare di aver agito di testa sua perch� voleva massacrare quella vostra ciurmaglia, i Fremen.�</p><p>�Molti potrebbero dubitare di una simile confessione� replic� il Barone, ma la minaccia l�aveva sconvolto: <emphasis>Sono veramente cos� devoti all�Imperatore questi Sardaukar? </emphasis>si chiese.</p><p>�L�Imperatore vuol controllare i vostri libri contabili� continu� il Conte.</p><p>�Quando lo vorr�.�</p><p>�Voi non avete� uhmmm� nessuna obiezione?�</p><p>�Nessuna. Il mio direttorato CHOAM pu� sfidare qualsiasi indagine. E pens�: <emphasis>Lasciamo che mi accusi falsamente, che si esponga in pubblico. E io dir� a tutti, come Prometeo: �Guardatemi, sono vittima di un�ingiustizia!� Allora, che lanci pure qualsiasi altra accusa contro di me, anche un�accusa vera, provata. Le Grandi Case non gli crederanno pi�!</emphasis></p><p>�Non c�� alcun dubbio che i vostri libri possano sfidare qualsiasi indagine� mormor� il Conte.</p><p>�Perch� l�Imperatore ci tiene tanto a sterminare i Fremen?� domand� il Barone.</p><p>�Volete cambiare argomento, non � vero?� Il Conte alz� le spalle. �Sono i Sardaukar, non l�Imperatore. Ad essi piace uccidere� e odiano lasciarsi alle spalle un lavoro incompiuto.�</p><p><emphasis>Tenta di spaventarmi? Vuol ricordarmi di avere al suo fianco questi assassini bramosi di sangue? </emphasis>si chiese il Barone.</p><p>�Un certo numero di morti ha sempre fatto parte degli affari� disse il Barone. �Ma bisogna fissare un limite. Qualcuno deve pur sopravvivere per occuparsi della spezia.�</p><p>Il Conte scoppi� a ridere: �Sperate forse di addomesticare i Fremen?�</p><p>�Non sono mai stati abbastanza numerosi da preoccuparmi. Ma il massacro ha creato molta inquietudine nel resto della popolazione. E la tensione � giunta a tal punto, caro Fenring, che sto pensando a un�altra soluzione per il problema di Arrakis. E devo confessare che � stato lo stesso Imperatore a ispirarmi.�</p><p>�Ah?�</p><p>�Vedete, Conte, � il pianeta prigione dell�Imperatore che m�ispira, Salusa Secundus.�</p><p>Il Conte lo fiss�, con un lampo negli occhi. �Quale rapporto pu� esistere mai fra Salusa Secundus e Arrakis?�</p><p>Il Barone percep� la tensione nel Conte e rispose: �Finora, nessun rapporto�.</p><p>�Finora?�</p><p>�Voi ammetterete con me che il fatto di utilizzare Arrakis come pianeta prigione consentirebbe di sviluppare il lavoro in modo notevole.�</p><p>�Voi prevedete un aumento di prigionieri?�</p><p>�Vi sono stati disordini� ammise il Barone. �Ho dovuto prendere misure assai severe, Fenring. Dopo tutto, voi sapete il prezzo che ho dovuto pagare a quella dannata Gilda per il trasporto delle nostre forze su Arrakis. Devo ben procurarmi questa somma <emphasis>in qualche modo.</emphasis>�</p><p>�Vi sconsiglio di usare Arrakis come pianeta prigione senza il permesso dell�Imperatore.�</p><p>�Certamente no� disse il Barone, e si chiese il perch� di questo gelo improvviso nella voce del Conte.</p><p>�E un�altra cosa� riprese il Conte. �Abbiamo saputo che il Mentat del Duca Leto, Thufir Hawat, non � morto, ma lavora per voi.�</p><p>�Non mi sentivo proprio di sprecarlo cos셻</p><p>�Quindi, voi avete mentito al comandante dei Sardaukar, quando avete detto che Hawat era morto?�</p><p>�Un�innocente bugia, mio caro Fenring. Non ho avuto abbastanza stomaco per discutere con quell�uomo.�</p><p>�Era Hawat il vero traditore?�</p><p>�Oh, Dio, no! Era il falso dottore.� Il Barone si asciug� il copioso sudore sul collo. �Dovete capirmi, Fenring, io non avevo pi� un Mentat. Voi lo sapete bene. Non mi era mai accaduto. Ero del tutto disorientato.�</p><p>�Come siete riuscito a convincere Hawat a cambiar partito?�</p><p>�Il suo Duca era morto.� Il Barone si sforz� di sorridere. �Non c�� niente da temere da Hawat, mio caro Conte. La carne del Mentat � stata impregnata di un veleno residuo. Gli somministriamo un antidoto ad ogni pasto. Senza l�antidoto, il veleno entra subito in azione� Hawat morirebbe entro pochi giorni.�</p><p>�Toglietegli l�antidoto� intim� il Conte.</p><p>�Ma mi � utile!�</p><p>�Sa troppe cose che nessun uomo vivo dovrebbe conoscere.�</p><p>�Voi avete detto che l�Imperatore non ha paura di esporsi.�</p><p>�Non scherzate con me, Barone!�</p><p>�Quando vedr� questo ordine col sigillo imperiale, obbedir� dichiar� il Barone. �Ma rifiuto di sottomettermi a un vostro capriccio.�</p><p>�Pensate che sia un capriccio?�</p><p>�Che altro potrebbe essere? L�Imperatore, anche lui, ha parecchi obblighi verso di me, Fenring. L�ho sbarazzato di quell�ingombrante Duca.�</p><p>�Con l�aiuto di qualche Sardaukar.�</p><p>�Quale altra Casa avrebbe trovato, l�Imperatore, che gli fornisse le uniformi per nascondere la sua mano in questa faccenda?�</p><p>�Anche lui si � posto la domanda, Barone, ma in modo leggermente diverso.�</p><p>Il Barone studi� Fenring, il volto rigido, la tensione, il perfetto controllo di s�. �Ah, su� prosegu�, �l�Imperatore non creder� di potermi attaccare conservando il segreto�?�</p><p>�Spera che non sia necessario.�</p><p>�L�Imperatore non pu� credere che io lo minacci!� Il Barone diede sfogo alla collera e all�amarezza. <emphasis>Lascia pure che mi faccia un torto su questo punto! Potrei salire sul trono senza cessare un solo istante di protestare la mia innocenza!</emphasis></p><p>La voce del Conte replic�, asciutta e lontana: �L�Imperatore crede a quello che gli dicono i sensi�.</p><p>�Oserebbe l�Imperatore accusarmi di tradimento davanti all�intero Consiglio del Landsraad?� Il Barone trattenne il fiato, sperando che fosse cos�.</p><p>�L�Imperatore non ha bisogno di <emphasis>osare.</emphasis>�</p><p>Il Barone si gir� di scatto, ondeggiando sui sospensori, per nascondere la sua espressione. <emphasis>Potrebbe accadere mentre sono ancora in vita! </emphasis>pens�. <emphasis>Imperatore! Che mi accusi, dunque! Poi, baster� un po� di coercizione, di corruzione. Le Grandi Case chiameranno aiuto e si precipiteranno tutte sotto il mio stendardo come una folla di contadini in cerca di un rifugio. Quello che temono pi� di ogni altra cosa sono i Sardaukar dell�Imperatore, che le aggrediscano una alla volta.</emphasis></p><p>�L�Imperatore spera sinceramente di non dovervi mai accusare di tradimento� disse il Conte.</p><p>Il Barone trov� difficile cancellare ogni ironia dalla propria voce e permettersi solo un tono dolente, ma ci riusc�. �Sono sempre stato un suddito fedele. Queste parole mi feriscono oltre ogni dire.�</p><p>�Uhmmmmmmmm� fece il Conte.</p><p>Il Barone continu� a voltare la schiena al Conte, e annu�. Poco dopo, riprese: �� tempo di recarci all�arena�.</p><p>�Ma certamente� disse il Conte.</p><p>Uscirono dalla zona di silenzio e, fianco a fianco, s�incamminarono verso la folla delle Case Minori, sull�altro lato del salone. Una campana batt� lentamente alcuni rintocchi in qualche punto del castello. Mancavano venti minuti ai giochi.</p><p>�Le Case Minori vi aspettano perch� voi le guidiate� disse il Conte, accennando col mento.</p><p><emphasis>Doppio senso� </emphasis>pens� il Barone. <emphasis>Doppio senso.</emphasis></p><p>Alz� lo sguardo verso i nuovi talismani che ornavano i due lati dell�ingresso principale: la testa del toro e il ritratto a olio del Vecchio Duca Atreides, padre del defunto Duca Leto. Questa visione lo riemp� di una strana premonizione, e si chiese quali pensieri avessero mai ispirato al Duca Leto quand�erano appesi nelle sale di Caladan e poi in quelle di Arrakis� l�arrogante bravata del padre e il toro che lo aveva ucciso.</p><p>�L�umanit� ha� ah� solo una� uhmmmm� scienza� disse il Conte, mentre lasciavano il salone, precedendo la folla che si riuniva dietro di loro. Emersero nella sala d�attesa, un locale assai stretto con alte finestre e un pavimento piastrellato bianco e porpora.</p><p>�E, qual �?� chiese il Barone.</p><p>�E la� mmmh� scienza del� aah� malcontento� spieg� il Conte.</p><p>Dietro a loro, la gente delle Case Minori, dai volti docili come montoni, rise come si conveniva, ma l�allegria suon� falsa, mescolandosi all�improvviso rimbombo dei motori che li invest� nell�istante in cui i paggi spalancarono le porte verso l�esterno, rivelando la fila di macchine e gli stendardi che sventolavano.</p><p>Il Barone alz� la voce per sovrastare il frastuono improvviso e disse: �Mi auguro che l�esibizione di mio nipote, oggi, non vi deluda, Conte Fenring�.</p><p>�Ahhh� mi aspetto� uhmmmm� veramente molto da� ah� questo spettacolo� replic� il Conte. �In un� uhmmmm� <emphasis>proces verbal� </emphasis>ah� bisogna sempre tener� uhmmmm� conto� mmmmh� dell�origine.�</p><p>Inciampando nel primo gradino, il Barone riusc� a dissimulare la sorpresa. <emphasis>Proces verbal! Il rapporto di un crimine contro l�Impero!</emphasis></p><p>Ma il Conte scoppi� a ridere, battendo con la mano sul braccio del Barone per farlo apparire uno scherzo.</p><p>Per tutta la strada verso l�arena, tuttavia, il Barone tacque, sprofondato nei cuscini della sua macchina corazzata, lanciando occhiate furtive al Conte seduto accanto a lui, chiedendosi perch� questo <emphasis>lacch� </emphasis>dell�Imperatore avesse ritenuto necessario pronunciare quella battuta davanti alle Case Minori. Era ovvio che Fenring faceva raramente qualcosa d�inutile, come non usava mai due parole al posto di una o non si accontentava di un solo significato per ogni frase.</p><p>Ebbe la risposta soltanto quand�ebbero preso posto nella loggia dorata, sull�arena triangolare, tra gli stendardi e la folla che gremiva le scalinate. I corni squillarono e il Conte accost� la bocca al suo orecchio: �Mio caro Barone, voi saprete, vero, che l�Imperatore non ha sanzionato ufficialmente la vostra scelta dell�erede?�</p><p>Al Barone sembr� di essere sprofondato all�improvviso per lo choc, in un cono di silenzio. Fiss� Fenring e a stento si accorse della sua Lady che si avvicinava tra i cordoni di guardie per raggiungerli nella loggia.</p><p>�Questa � la vera ragione della mia presenza� prosegu� il Conte. �L�Imperatore vuole che io gli dica se voi avete scelto un valido successore. Non c�� niente di meglio dell�arena per rivelare un individuo, non � vero?�</p><p>�L�Imperatore mi ha garantito la libera scelta del mio erede!� ringhi� il Barone.</p><p>�Vedremo� disse Fenring, e si volt� per accogliere la moglie. Lady Fenring si sedette, sorrise al Barone, poi rivolse la sua attenzione alla sabbia dell�arena dove Feyd-Rautha era comparso, in maglia aderente e corsetto, il guanto nero e il coltello lungo nella destra, il guanto bianco e il coltello corto nella sinistra.</p><p>�Bianco per il veleno, nero per la purezza� dichiar� Lady Fenring. �Che usanza curiosa, non � vero, amore mio?�</p><p>�Uhmmmm� fece il Conte.</p><p>Acclamazioni si alzarono dalla galleria di famiglia e Feyd-Rautha si arrest� per rispondere, alzando gli occhi e scrutando quei volti: cugini e cugine, fratellastri, concubine e parenti fuori <emphasis>freyn, </emphasis>una confusione di bocche rosate che vociferavano in un ondeggiare multicolore di vesti e di stendardi.</p><p>Feyd-Rautha si rese conto che quei volti avrebbero manifestato uguale avidit� contemplando sia il suo sangue sia quello del gladiatore schiavo. Non c�era alcun dubbio sul risultato del combattimento, naturalmente. C�era soltanto l�apparenza del pericolo, non la sostanza. Tuttavia�</p><p>Feyd-Rautha alz� i coltelli verso il sole, salutando i tre lati dell�arena nell�antica maniera. La lama corta nel guanto bianco (bianco, il segno del veleno) si cal� per prima nel fodero. Poi fu la volta della lama lunga nel guanto nero� la lama pura, ora impura, la sua arma segreta per trasformare quel giorno in una vittoria personale: il veleno era sulla lama nera.</p><p>Gli bast� un attimo per regolare lo scudo, e, immobile, percep� la tensione della pelle sulla fronte, che gli garantiva una perfetta difesa.</p><p>Era il suo spettacolo, e Feyd-Rautha cominci� ad orchestrarlo con mano da maestro. Accenn� col capo ai suoi manipolatori e distrattori, verificando con un�occhiata il loro equipaggiamento, le catene dentate, aguzze e scintillanti, gli artigli e gli uncini ornati di festoni azzurri.</p><p>Poi volt� il capo verso i musicisti.</p><p>La lenta marcia, antica e solenne, s�innalz� nell�arena e Feyd-Rautha, alla testa della sua truppa, avanz� fin sotto al palco dello zio per rendergli omaggio. Afferr� la chiave cerimoniale che gli fu lanciata.</p><p>La musica cess�.</p><p>Nell�improvviso silenzio, Feyd-Rautha fece due passi indietro, alz� la chiave e grid�: �Dedico questa verit� a�� S�interruppe, indovinando il pensiero che aveva folgorato suo zio: <emphasis>Questo giovane pazzo vuol dedicare la verit� a Lady Fenring, contro tutto e tutti, e provocher� uno scandalo!</emphasis></p><p>��a mio Zio, il mio patrono, il Barone Vladimir Harkonnen!� url� Feyd-Rautha.</p><p>E sorrise, cogliendo il sospiro di suo zio.</p><p>I musicisti intonarono una marcia pi� rapida e Feyd-Rautha condusse nuovamente i propri uomini attraverso l�arena, verso la porta della prudenza attraverso la quale passava soltanto chi mostrava lo speciale nastro d�identificazione. Feyd-Rautha si vantava di non aver mai usato quella porta e di aver fatto ricorso assai raramente ai distrattori. Ma, quel giorno, era piacevole pensare di averli a sua disposizione� i piani speciali a volte comportano rischi speciali.</p><p>Il silenzio cal� nuovamente sull�arena.</p><p>Feyd-Rautha si volt� e fronteggi� la grande porta rossa dalla quale sarebbe emerso il gladiatore.</p><p>Il gladiatore speciale.</p><p>Il piano escogitato da Thufir Hawat era mirabilmente semplice e diretto, pens� Feyd-Rautha. Lo schiavo non sarebbe stato drogato� e questo era il pericolo. Ma una parola chiave era stata impressa nell�inconscio dell�uomo, per bloccarlo nell�istante cruciale. Feyd-Rautha ripet� pi� volte, dentro di s�, la parola chiave: �Canaglia!� Agli occhi degli spettatori tutto si sarebbe svolto come se qualcuno fosse riuscito a introdurre nell�arena uno schiavo non drogato, per uccidere il na-Barone. E le prove schiaccianti, accuratamente preparate, avrebbero indicato nel Maestro degli Schiavi il colpevole.</p><p>Un sordo ronzio si alz� dai servomotori della grande porta rossa, la quale cominci� ad aprirsi.</p><p>Feyd-Rautha concentr� tutta la sua attenzione sulla porta. Il primo momento era il pi� critico. Nel preciso istante in cui il gladiatore appariva, un occhio esercitato avrebbe colto, fulmineamente, quant�era necessario sapere. Si dava per scontato che tutti i gladiatori fossero sotto l�influenza dell�<emphasis>elacca, </emphasis>pronti a morire in combattimento� ma bisognava osservare il modo in cui brandivano il coltello e calavano la guardia, per rendersi conto se erano coscienti della folla, oppure no. La semplice inclinazione della testa poteva fornire l�indizio pi� importante per una finta o un contrattacco.</p><p>La porta rossa si spalanc�.</p><p>Ne usc� a passo di carica un uomo alto e muscoloso, la testa rasata e gli occhi simili a pozzi tenebrosi. La sua pelle era del colore rosso carota che conferiva l�elacca, ma Feyd-Rautha sapeva che era dipinta. Lo schiavo indossava una calzamaglia verde e la cintura rossa di un semiscudo: la freccia, sulla cintura, era inclinata a sinistra, indicando che solo il lato sinistro dello schiavo era schermato. Impugnava il coltello come una spada, leggermente puntato in avanti, al modo di un combattente sperimentato. Lentamente avanz� verso il centro dell�arena, presentando il fianco schermato a Feyd-Rautha e ai suoi uomini riuniti accanto alla porta della prudenza.</p><p>�Non mi piace il suo aspetto� disse uno degli alabardieri di Feyd-Rautha. �Siete certo che sia drogato, signore?</p><p>�Ne ha il colore� fece Feyd-Rautha.</p><p>�Tuttavia, � in posizione di combattimento� insist� un altro degli uomini.</p><p>Feyd-Rautha avanz� di due passi sulla sabbia e studi� il suo avversario.</p><p>�Che cosa si � fatto al braccio?� disse uno dei distrattori.</p><p>Feyd-Rautha fiss� affascinato il graffio sanguinante sull�avambraccio sinistro dell�uomo. Poi vide la mano che gli indicava un disegno che l�uomo si era tracciato col sangue sul fianco sinistro della calzamaglia verde. Un profilo stilizzato, ancora umido: un falco.</p><p>Un falco!</p><p>Feyd-Rautha guard� dritto nei suoi occhi tenebrosi e colse un lampo di eccitazione.</p><p><emphasis>� uno dei soldati del Duca Leto che abbiamo catturato su Arrakis! </emphasis>pens�. <emphasis>Non un semplice gladiatore! </emphasis>Rabbrivid� da capo a piedi e si chiese, angosciato, se Hawat non avesse in realt� un altro piano per l�arena, un trucco ancora pi� raffinato� E anche in questo caso il Maestro degli Schiavi sarebbe apparso l�unico colpevole!</p><p>Il capo dei manipolatori parl� all�orecchio di Feyd-Rautha: �Non mi piace lo sguardo di quell�uomo, signore. Lasciate che gli pianti una o due picche sul braccio che impugna il coltello, per metterlo alla prova�.</p><p>�Pianter� io stesso le picche� dichiar� Feyd-Rautha. Afferr� un paio di lunghe aste uncinate, le sollev�, saggiandone l�equilibrio. Di solito anche le picche erano avvelenate� ma non questa volta, e questo avrebbe potuto costar la vita al capo dei manipolatori. Ma tutto ci� faceva parte del piano.</p><p>�<emphasis>Uscirai come un eroe da questo duello</emphasis>� gli aveva detto Hawat. �<emphasis>Avrai ucciso il tuo gladiatore in un combattimento da uomo a uomo, nonostante il tradimento. Il Maestro degli Schiavi sar� giustiziato e il tuo uomo prender� il suo posto.</emphasis>�</p><p>Feyd-Rautha avanz� di altri cinque passi nell�arena, sempre osservando lo schiavo. Sapeva che gli esperti, sui palchi sopra di lui, gi� avevano capito che c�era qualcosa di sbagliato. Il gladiatore aveva la pelle del giusto colore per un drogato, ma era immobile e non tremava. Gli intenditori avrebbero bisbigliato tra loro: �Vedi come sta in guardia? Dovrebbe agitarsi� attaccare o fuggire. Vedi come conserva le forze? Come aspetta? Non dovrebbe aspettare�.</p><p>Feyd-Rautha sent� crescere la propria eccitazione. <emphasis>Tradimento o no, </emphasis>disse tra s�, <emphasis>riuscir� ad abbatterlo. Il veleno si trova nel mio coltello lungo, oggi, e non in quello corto. Neppure Hawat lo sa.</emphasis></p><p>�Ehi, Harkonnen!� grid� lo schiavo. �Sei pronto a morire?�</p><p>Un silenzio mortale cal� sull�arena: <emphasis>gli schiavi non lanciavano mai la sfida!</emphasis></p><p>Ora Feyd-Rautha vide chiaramente gli occhi del gladiatore, la gelida ferocia della disperazione. L�uomo era sempre immobile, agile e scattante, i muscoli pronti per la vittoria. Il messaggio segreto di Hawat era passato da schiavo a schiavo e l�aveva raggiunto: �<emphasis>Avrai la possibilit� di uccidere il na-Barone</emphasis>�<emphasis>. </emphasis>Finora, il piano funzionava alla perfezione.</p><p>Un sorriso aleggi� per un attimo sulle labbra di Feyd-Rautha. Alz� le picche, pronto a cogliere il trionfo che il gladiatore, col suo comportamento, gli garantiva.</p><p>�Hai! Hai!� lo sfid� lo schiavo e fece due passi in avanti, lentamente.</p><p><emphasis>Nessuno tra il pubblico pu� sbagliarsi, ora, </emphasis>pens� Feyd-Rautha.</p><p>Questo schiavo avrebbe dovuto essere quasi paralizzato dal terrore indotto dalla droga. Ogni suo movimento avrebbe dovuto rivelare la consapevolezza che non c�era via di scampo, per lui� che in nessun modo avrebbe potuto vincere. Il suo cervello avrebbe dovuto contorcersi al ricordo delle innumerevoli storie che circolavano sui diversi veleni che il na-Barone sceglieva per lo stocco nel guanto bianco. Il na-Barone non concedeva mai una morte rapida, si dilettava a esibire i veleni pi� rari, poteva restare a lungo nell�arena, illustrando i pi� interessanti effetti sulle vittime in preda alle contorsioni. C�era paura in questo schiavo, s� ma non terrore.</p><p>Feyd-Rautha sollev� in alto le picche, accenn� con la testa, quasi un saluto.</p><p>Il gladiatore attacc�.</p><p>Le sue finte e le sue parate erano le migliori che Feyd-Rautha avesse mai visto. Un colpo laterale manc� per una frazione di secondo di troncare i tendini della gamba sinistra del na-Barone.</p><p>Feyd-Rautha balz� indietro, quasi danzando, lasciando una picca conficcata nell�avambraccio destro dello schiavo: gli uncini erano completamente piantati nella carne e l�uomo non avrebbe potuto strapparli via senza recidersi i tendini.</p><p>Grida soffocate si alzarono dalle tribune.</p><p>E Feyd-Rautha si sent� invaso dall�esaltazione.</p><p>Sapeva quello che provava suo zio in quell�istante, seduto lass� accanto ai Fenring, gli osservatori della Corte Imperiale. In questo combattimento non poteva esserci alcuna interferenza. Davanti a simili testimoni ogni formalit� doveva essere rispettata. E il Barone avrebbe interpretato gli avvenimenti, gi� nell�arena, soltanto in un modo: una minaccia contro la sua persona.</p><p>Lo schiavo indietreggi�, stringendo il coltello fra i denti e allacciandosi la picca al braccio con la banderuola. �Non sento il tuo ago!� grid�. Nuovamente impugn� il coltello e part� all�attacco, esponendo il fianco sinistro, il corpo piegato all�indietro per proteggersi il pi� possibile col mezzo scudo.</p><p>Anche questa azione non sfugg� alle tribune. Grida acute si alzarono dai palchi familiari. I manipolatori di Feyd-Rautha lo chiamarono, offrendogli il proprio aiuto.</p><p>Feyd-Rautha li invit� bruscamente a ritirarsi.</p><p><emphasis>Sar� uno spettacolo mai visto, </emphasis>pens�. <emphasis>Niente massacri addomesticati in cui ammirare lo stile tranquillamente seduti in poltrona. No� sar� qualcosa da torcer loro le budella. Quando sar� Barone tutti si ricorderanno di questo giorno e a causa di questo giorno avranno paura di me.</emphasis></p><p>Il gladiatore continu� ad avanzare come un granchio e Feyd-Rautha si ritir� lentamente. La sabbia strideva sotto i suoi piedi. Sent� l�ansimare dello schiavo, l�odore acre del proprio sudore e un vago sentore di sangue nell�aria.</p><p>Continu� a indietreggiare, curvando a destra e preparando la seconda picca. Lo schiavo si prepar� al balzo. Sembr� che Feyd-Rautha inciampasse: qualcuno url� dalle tribune.</p><p>Ancora una volta lo schiavo attacc�.</p><p><emphasis>Dio! Che avversario! </emphasis>pens� Feyd-Rautha, schivando il fulmineo attacco. Soltanto l�impetuosit� della sua giovinezza lo aveva salvato, ma aveva lasciato la seconda picca piantata nel muscolo deltoide destro dell�avversario.</p><p>Applausi frenetici piovvero dalle tribune.</p><p><emphasis>Ora mi acclamano, </emphasis>pens� Feyd-Rautha. Urla selvagge si alzavano, come Hawat aveva previsto. Non avevano mai applaudito cos� un campione familiare. E ricord� con una punta di ferocia quello che Hawat gli aveva detto: �<emphasis>Sar� poi pi� facile essere terrorizzati da un nemico che si ammira</emphasis>�<emphasis>.</emphasis></p><p>Rapidamente batt� in ritirata verso il centro dell�arena dove tutti l�avrebbero visto chiaramente. Sguain� la lama lunga, si rannicchi� su se stesso e attese.</p><p>Lo schiavo si arrest� per il tempo sufficiente ad allacciarsi la seconda picca al braccio, poi caric�.</p><p><emphasis>Che la famiglia mi guardi! </emphasis>sogghign� Feyd-Rautha. <emphasis>Io sono il loro nemico. Che pensino sempre a me come mi vedono ora!</emphasis></p><p>Sguain� la lama corta.</p><p>�Non ho paura di te, porco Harkonnen!� url� il gladiatore. �Non puoi torturare un morto. Posso uccidermi con la mia stessa lama prima che i manipolatori riescano soltanto a sfiorare la mia pelle. E tu sarai morto accanto a me!�</p><p>Feyd-Rautha sorrise. Punt� la lama lunga avvelenata. �Prova questa� disse, e fint� con la lama corta.</p><p>Lo schiavo fece saltare il suo coltello da una mano all�altra e si gir� di scatto, parando e fintando per agganciare la lama corta del na-Barone: quella stretta dal guanto bianco, che avrebbe dovuto essere avvelenata.</p><p>�Ti uccider�, Harkonnen!� ringhi� lo schiavo.</p><p>Si precipitarono l�uno contro l�altro attraverso l�arena. Lo scudo di Feyd-Rautha sfior� il mezzo scudo dello schiavo, con un crepitio azzurro e un forte sentore di ozono.</p><p>�Muori del tuo stesso veleno!� rugg� lo schiavo.</p><p>Afferr� il polso guantato di bianco di Feyd-Rautha e lo pieg� violentemente contro di lui, puntandogli la lama corta sul petto.</p><p><emphasis>Che tutti vedano! </emphasis>ansim� Feyd-Rautha. Cal� un fendente con la lama lunga, che rimbalz� contro la picca legata al braccio dello schiavo.</p><p>Ebbe un attimo di disperazione. Non aveva pensato che le sue picche potessero rappresentare un vantaggio per l�avversario: in realt� erano un altro scudo. E la forza di quel gladiatore! La lama corta si avvicinava inesorabilmente e Feyd-Rautha si rese conto all�improvviso che un uomo poteva essere ucciso anche da una lama non avvelenata.</p><p>�Canaglia!� ringhi�.</p><p>Alla parola chiave i muscoli del gladiatore si rilassarono per un breve istante. Questo bast� a Feyd-Rautha: trov� lo spazio sufficiente per la lama lunga: la punta avvelenata guizz� e tracci� una linea scarlatta sul petto dello schiavo. Il veleno ag� fulmineamente. L�uomo, in preda al dolore, si stacc� da lui e brancol� all�indietro.</p><p><emphasis>Ora, che la cara famiglia guardi! </emphasis>pens� Feyd-Rautha. <emphasis>Lascia che tutti credano che questo schiavo fosse sul punto di piantarti in corpo il pugnale avvelenato. Che si domandino come un gladiatore sia potuto entrare nell�arena pronto a un simile tentativo. E che non sappiano mai con certezza quale delle tue mani porta il veleno.</emphasis></p><p>Immobile, in silenzio, Feyd-Rautha osserv� lo schiavo. L�uomo arrancava affannosamente. Ognuno avrebbe potuto leggere nel suo viso la consapevolezza della morte. Lo schiavo sapeva quel che gli era stato fatto e il modo. Il veleno era sulla lama sbagliata.</p><p>�Tu!� rantol�.</p><p>Feyd-Rautha si tir� indietro, per fare spazio alla morte. La droga paralizzante contenuta nel veleno non aveva ancora completato il suo effetto, ma i movimenti sempre pi� lenti dell�uomo indicavano il suo progredire.</p><p>Lo schiavo barcoll� in avanti come guidato da un filo� trascin� un piede, poi l�altro. E ogni passo era l�ultimo nel suo particolare universo. Il coltello sussultava tra le sue mani.</p><p>�Un giorno� uno di noi� ti far�� a pezzi�� balbett�.</p><p>Una piccola smorfia triste gli deform� la bocca. Cadde seduto, si abbatt� al suolo, rigido e rotol� lontano da Feyd-Rautha, il volto all�ingi�.</p><p>Feyd-Rautha avanz� nell�arena silenziosa, infil� un piede sotto il gladiatore e lo gir� sulla schiena perch� tutti, dalle tribune, potessero contemplargli le violente contorsioni sul viso. Ma il corpo del gladiatore, una volta girato, rivel� il suo stesso pugnale conficcato nel petto.</p><p>Nonostante la frustrazione, Feyd-Rautha prov� uno slancio di ammirazione per lo sforzo compiuto dallo schiavo per vincere la paralisi e piantarsi il coltello nel cuore. E nello stesso tempo cap� che c�era <emphasis>veramente </emphasis>qualcosa da temere.</p><p><emphasis>� terrificante ci� che trasforma un uomo in un superuomo, </emphasis>pens�.</p><p>Mentre si concentrava su questo pensiero, Feyd-Rautha prese coscienza del clamore esploso nelle tribune e nei palchi. Tutti applaudivano e urlavano intorno a lui freneticamente.</p><p>Feyd-Rautha alz� la testa e li guard�.</p><p>Tutti battevano le mani, fuorch� il Barone il quale, sprofondato nella poltrona, lo contemplava in silenzio. Il Conte e la sua Lady lo stavano fissando con un gelido sorriso.</p><p>Il Conte Fenring si volt� verso la sua Lady: �Ahhh� uhm� un giovanotto� uhmmm� pieno di risorse. Non � vero� uhmmmm� mia cara?�</p><p>�I suoi� ahhh� riflessi sono assai rapidi� disse lei.</p><p>Il Barone lanci� un�occhiata a lei e al Conte e riport� la sua attenzione sull�arena. <emphasis>E dire che qualcuno � riuscito ad arrivare cos� vicino a uno dei miei</emphasis>! pens�. La rabbia, ora, prendeva il posto della paura. <emphasis>Far� arrostire a fuoco lento il Maestro degli Schiavi, questa notte� e se il Conte e la sua Lady hanno avuto una mano in questo�</emphasis></p><p>Per Feyd-Rautha, la conversazione sul palco del Barone era qualcosa di remoto, le voci scomparivano nel battito ritmico d�innumerevoli piedi sulle tribune e nel coro di urla:</p><p>�<emphasis>Testa! Testa! Testa!</emphasis>�</p><p>Il Barone si accigli�, vedendo il modo in cui Feyd-Rautha lo guardava. Lentamente, controllando con difficolt� la sua rabbia, il Barone fece un gesto con la mano, indicando al nipote il corpo immobile sulla sabbia. <emphasis>Dai al ragazzo la testa� se l�� guadagnata, denunciando il Maestro degli Schiavi!</emphasis></p><p>Feyd-Rautha vide il gesto di consenso, e disse tra s�: <emphasis>Crede di onorarmi. Che veda dunque ci� che ne penso!</emphasis></p><p>I manipolatori si avvicinavano, stringendo i coltelli sega per gli onori. Con un gesto imperativo li arrest�: li vide esitare, e ripet� l�ordine. <emphasis>Credono di onorarmi con una testa! </emphasis>pens� ancora. Si curv�, incroci� le mani del gladiatore intorno all�impugnatura del coltello che gli sporgeva dal petto, poi estrasse il coltello e lo lasci� tra quelle mani inerti.</p><p>Gli bast� un attimo. Poi si raddrizz� e fece un cenno ai suoi manipolatori. �Seppellite questo schiavo intatto, col suo coltello tra le mani� ordin�. �Quest�uomo se lo � guadagnato.�</p><p>Nel palco dorato il Conte si pieg� verso il Barone: �Un grande gesto� disse. �Autentica bravura. Vostro nipote non ha soltanto coraggio. Ha stile.�</p><p>�Insulta la folla, rifiutando la testa� borbott� il Barone.</p><p>�Niente affatto� replic� Lady Fenring. Si volt� e contempl� la folla delle tribune: cos� facendo, mostr� al Barone l�adorabile gioco dei suoi muscoli, la linea del collo, snella ed elegante come quella di un adolescente.</p><p>�Il gesto di vostro nipote � molto apprezzato� disse Lady Fenring.</p><p>Il Barone guard� e vide che la folla, effettivamente, aveva correttamente interpretato il gesto di Feyd-Rautha. Fino alle ultime file, tutti fissavano affascinati il corpo intatto del gladiatore che veniva trasportato fuori dell�arena.</p><p>La folla impazziva, urlando, pestando i piedi e dandosi violenti colpi sulle spalle.</p><p>Il Barone disse in tono desolato: �Dovr� dare una festa. Non � possibile congedare il popolo senza che abbia speso tutte le sue energie. � necessario che vedano quanto io partecipi alla loro gioia�. Fece un gesto alla sua guardia e un servitore sopra di loro cal� una banderuola sul palco: una, due, tre volte� il segnale della festa.</p><p>Feyd-Rautha attravers� l�arena fin sotto il palco dorato; i suoi coltelli erano nuovamente nel fodero, le braccia gli pendevano inerti sui fianchi: �Una festa Zio?� domand�.</p><p>Il frastuono d�innumerevoli voci si attenu�, man mano la gente si accorgeva del colloquio e cess� del tutto.</p><p>�In tuo onore, Feyd!� esclam� il Barone. Una volta ancora la banderuola si abbass�.</p><p>Sull�altro lato dell�arena ogni barriera era stata tolta e numerosi giovani stavano balzando sulla sabbia, in direzione di Feyd-Rautha.</p><p>�Avete fatto abbassare gli scudi, Barone?� chiese il Conte.</p><p>�Nessuno far� del male al ragazzo� disse il Barone. � un eroe.</p><p>I primi giovani raggiunsero Feyd-Rautha, lo sollevarono sulle loro spalle e lo portarono in trionfo intorno all�arena.</p><p>�Questa notte potrebbe passeggiare disarmato e senza scudo attraverso i quartieri pi� poveri di Harko� dichiar� il Barone. �Gli offrirebbero fin l�ultimo tozzo di cibo e l�ultimo sorso del loro vino, per l�onore della sua compagnia.�</p><p>Il Barone si alz� faticosamente, regolando il suo peso sui sospensori. �Mi scuserete, spero. Vi sono alcune faccende che richiedono la mia immediata attenzione. Le guardie vi scorteranno al castello.�</p><p>Il Conte si alz� a sua volta e s�inchin�. �Certamente, Barone. Parteciperemo volentieri alla festa. Non ho� uhmmmm� non ho mai visto una festa degli Harkonnen.�</p><p>�S� disse il Barone. �La festa.� Si volt�, e circondato dalle guardie usc� dal palco.</p><p>Un capitano delle guardie s�inchin� davanti al Conte Fenring: �I vostri ordini, mio Signore?�</p><p>�Aspettiamo� uhmmm� che la gente sia� ahhhh� sfollata� disse il Conte.</p><p>�S�, mio Signore.� Il capitano s�inchin� e fece tre passi indietro.</p><p>Il Conte Fenring si rivolse alla sua Lady, parlando nel loro linguaggio sussurrato: �Hai visto anche tu, non � vero?�</p><p>Nella stessa lingua mugolante lei rispose: �Il ragazzo sapeva che il gladiatore non sarebbe stato drogato. Ha avuto un attimo di paura, s�, ma non di sorpresa�.</p><p>�Tutto lo spettacolo � stato preparato� disse.</p><p>�Senza alcun dubbio.�</p><p>�C�� puzza di Hawat.�</p><p>�Proprio cos� disse lei.</p><p>�Avevo chiesto al Barone che eliminasse Hawat.�</p><p>�Era un errore, mio caro.�</p><p>�Ora lo capisco.�</p><p>�Gli Harkonnen potrebbero avere un nuovo Barone tra non molto.�</p><p>�Se ci� � nei piani di Hawat.�</p><p>�Questo richiede un attento esame� replic� Lady Fenring.</p><p>�Il giovane sar� pi� facile da controllare.�</p><p>�Per noi� dopo questa notte.�</p><p>�Non prevedi nessuna difficolt� a sedurlo, mia piccola gallinella?�</p><p>�No, amor mio. Hai visto come mi ha guardato?�</p><p>�S�, e ora capisco perch� ci � indispensabile questa linea genetica.�</p><p>�Proprio cos�. Ed � ovvio che � necessario esercitare su di lui un controllo completo. Pianter� nel pi� profondo del suo Io le frasi pranabindu che lo piegheranno ai nostri voleri.�</p><p>�Ce ne andremo il pi� presto possibile� non appena ne sarai sicura� disse il Conte.</p><p>Lady Fenring trem�. �Certamente. Non voglio dare alla luce un figlio in questo orribile luogo.�</p><p>�Tutto questo noi lo facciamo in nome dell�umanit� replic� il Conte.</p><p>�La tua � la parte pi� facile.�</p><p>�Tuttavia, ho <emphasis>dovuto </emphasis>vincere alcuni antichi pregiudizi� piuttosto primitivi, sai?�</p><p>�Povero caro� lei gli disse, accarezzandogli una guancia. �E tuttavia� � l�unico modo di preservare la linea genetica.�</p><p>Lui replic�, seccamente: �So perfettamente quello che facciamo�.</p><p>�Non falliremo� dichiar� Lady Fenring.</p><p>�Il senso di colpa incomincia dal timore di fallire.�</p><p>�Nessun senso di colpa� replic� lei. �Una influenza ipnotica nella psiche di quel Feyd-Rautha; suo figlio nel mio seno. E poi� ce ne andremo.�</p><p>�Suo zio� disse il Conte. �Hai mai visto un essere pi� contorto?�</p><p>�� un mostro di crudelt�� Ma il nipote potrebbe rivelarsi peggiore.�</p><p>�Grazie a suo zio. Quando penso a questo ragazzo e a quello che sarebbe potuto diventare con una diversa educazione� Quella degli Atreides, per esempio.�</p><p>�� triste� disse Lady Fenring.</p><p>�Avremmo potuto salvarli tutti e due, lui e il giovane Atreides� riprese il Conte. �Il giovane Paul, da quanto ho sentito dire, era un ragazzo ammirevole, una combinazione perfetta di eredit� genetica e di educazione.� Scosse la testa. �Ma � inutile versare lagrime per l�aristocrazia della sfortuna.�</p><p>�� una massima Bene Gesserit� disse Lady Fenring.</p><p>�Voi avete massime per qualsiasi cosa� replic� il Conte.</p><p>�Questa ti piacer�. Essa dice: �Non considerare morto un essere umano finch� non hai visto il suo corpo. E anche allora, potresti sbagliarti�.�</p></section><section><epigraph><p>In �Tempo di riflessione�, Muad�Dib ci dice che la sua vera educazione ebbe inizio ai suoi primi contatti con gli imperativi di Arrakis. Impar� allora a piantar pali nella sabbia per valutare le condizioni del tempo, e il linguaggio del vento che gli pungeva la pelle con mille aghi aguzzi. Conobbe allora il prurito della sabbia nel naso e il modo migliore di raccogliere e consentire l�umidit� del suo corpo. Mentre i suoi occhi assumevano il blu di Ibad, ricevette l�insegnamento Chakobsa.</p><text-author>dalla prefazione di Stilgar a �Muad�Dib, l�uomo�,</text-author><text-author>della Principessa Irulan</text-author></epigraph><empty-line/><p>Nella debole luce della prima luna la gente di Stilgar, con i due dispersi del deserto, lasci� il bacino per ritornare al sietch. Le figure avvolte nei mantelli si affrettarono: l�odore del focolare gi� solleticava le loro nari. La linea grigia dell�alba, alle loro spalle, era pi� brillante: secondo le indicazioni del loro calendario indicava met� autunno, il mese di Caprock.</p><p>Ai piedi della muraglia rocciosa le foglie ammucchiate dai bambini del sietch vorticavano nel vento, ma il calpestio dei Fremen (salvo qualche distrazione occasionale di Paul e della madre) non si distingueva dai rumori casuali della notte.</p><p>Paul si asciug� la fronte incrostata di sudore e di polvere. Sent� qualcuno che lo tirava per il braccio, e la voce sibilante di Chani: �Fai come ti ho detto! Calati il cappuccio sulla fronte� Stai sprecando umidit�!�</p><p>Un comando bisbigliato dietro a loro intim� il silenzio: �Il deserto vi ascolta!�</p><p>Il cinguettio di un uccello si ud� fra le rocce, sopra di loro. I Fremen si arrestarono: Paul avvert� un�improvvisa tensione.</p><p>Un lieve tamburellare giunse dalla roccia: un topo canguro non avrebbe fatto pi� rumore.</p><p>L�uccello cinguett� di nuovo.</p><p>Un fremito attravers� la fila dei Fremen. Nuovamente si ud� il tamburellio del topo.</p><p>L�uccello cinguett� per la terza volta.</p><p>I Fremen cominciarono a risalire lungo una spaccatura della roccia, ma il modo in cui gli uomini, intorno a Paul, respiravano, rivelava l�allerta. Colse numerose occhiate dirette a Chani, e la stessa Chani sembr� isolarsi, chiudersi in se stessa.</p><p>I suoi piedi calpestavano la roccia, adesso, e, nel fruscio dei mantelli grigi intorno a lui, Paul avvert� come un rilassarsi della disciplina. Ma c�era sempre quello strano isolamento di Chani, il silenzio. Segu� un�ombra indistinta dal profilo umano per una lunga fila di gradini, poi una svolta, ancora gradini, un tunnel, e infine super� due porte sigillate contro le perdite di umidit� ed entr� in uno stretto passaggio illuminato da un globo, tra due pareti e un soffitto di roccia giallastra.</p><p>Dovunque intorno a lui, Paul vide i Fremen gettare indietro i cappucci, togliersi i tamponi dal naso e respirare profondamente. Qualcuno sospir�. Paul cerc� Chani, ma scopr� che non era pi� al suo fianco. Era circondato da molti corpi ancora avvolti nel mantello che lo spingevano qua e l�: qualcuno lo urt� col gomito e disse: �Scusami, Usul� Che corsa! � sempre cos�.</p><p>Alla sua sinistra vide il volto sottile e barbuto dell�uomo chiamato Farok. Alla luce gialla del globo, le orbite macchiate e gli occhi azzurri sembravano ancora pi� tenebrosi. �Togliti il cappuccio, Usul� disse Farok. �Sei a casa.� E aiut� Paul facendogli largo nella calca a gomitate.</p><p>Paul si tolse i tamponi dal naso, poi disimpegn� la bocca. L�acre odore della caverna l�invest�: corpi incrostati di sporcizia, esalazioni distillate dai rifiuti rimessi in ciclo; dovunque l�acido effluvio dell�umanit�, mescolato al profumo della spezia.</p><p>�Chi aspettiamo, Farok?�</p><p>�La Reverenda Madre, credo. Non hai sentito il messaggio? Povera Chani.�</p><p><emphasis>Povera Chani? </emphasis>si chiese Paul. Si guard� attorno chiedendosi dove fosse finita, e cerc� anche sua madre.</p><p>Farok respir� profondamente. �Gli odori di casa� disse.</p><p>Paul si accorse che l�uomo veramente godeva il fetore dell�aria: non c�era ironia nella sua voce. Poi ud� sua madre che tossicchiava, e la sua voce gli arriv� tra la calca: �Come sono ricchi gli odori del tuo sietch, Stilgar. Vedo che fate molte cose con la spezia� carta� plastica� e quelli, non sono forse esplosivi chimici?�</p><p>�Sai riconoscerli dall�odore?� Era un�altra voce di uomo.</p><p>Paul cap� che sua madre parlava per lui. Voleva che accettasse subito quell�assalto alle narici.</p><p>Poi un�agitazione improvvisa anim� la folla, sul lato opposto della caverna: un respiro profondo e prolungato sembr� passare attraverso i Fremen, e Paul ud� voci soffocate lungo la fila: �Allora � vero� Liet � morto!�</p><p><emphasis>Liet! </emphasis>pens� Paul. Quindi: <emphasis>Chani, figlia di Liet. </emphasis>Il mosaico si ricompose nella sua mente. Liet era il nome Fremen del planetologo.</p><p>Paul fiss� Farok e gli chiese: �� questo il Liet che noi conosciamo col nome di Kynes?�</p><p>�C�� un solo Liet� disse Farok.</p><p>Paul si volt� e il suo sguardo corse sulla folla dei Fremen: <emphasis>Cos�, </emphasis>pens�, <emphasis>Kynes � morto.</emphasis></p><p>�La perfidia degli Harkonnen� esclam� qualcuno. �Hanno fatto in modo che sembrasse un incidente� perduto nel deserto� un ornitottero precipitato��</p><p>Paul fu travolto da un�ondata di rabbia. L�uomo che aveva offerto loro amicizia, che li aveva salvati dalla caccia degli Harkonnen, l�uomo che aveva inviato le coorti dei Fremen a cercare due creature sperdute nel deserto� Un�altra vittima degli Harkonnen.</p><p>�Usul ha gi� sete di vendetta?� domand� Farok.</p><p>Prima che Paul potesse rispondere, fu dato un ordine a bassa voce e il gruppo si mosse in avanti, entrando in una caverna pi� grande e trascinando Paul con s�. Nell�improvviso spazio aperto Paul si trov� davanti a Stilgar e a una donna sconosciuta, avvolta in una veste ondeggiante dai colori vivaci: arancio e verde. Aveva braccia nude fino alle spalle, e Paul vide che non indossava tuta distillante. La pelle della donna era color oliva pallido. I suoi capelli erano pettinati all�indietro sulla fronte, mettendo in risalto gli zigomi e il naso aquilino e gli occhi scuri dallo sguardo intenso.</p><p>Si gir� verso di lui: le pendevano dalle orecchie anelli dorati intrecciati a misure d�acqua.</p><p>�� <emphasis>lui </emphasis>che ha vinto il mio Jamis?� chiese.</p><p>�Zitta Harah� le intim� Stilgar. �� Jamis che l�ha sfidato. Ha invocato il tahaddi al-burhan.�</p><p>�Ma � un ragazzo!� esclam� lei. Agit� bruscamente la testa, facendo tintinnare le misure d�acqua. �I miei bambini sono dunque orfani per colpa di un altro bambino? Certo � stato un incidente!�</p><p>�Usul, quanti anni hai?� chiese Stilgar.</p><p>�Quindici anni standard� disse Paul.</p><p>Lo sguardo di Stilgar corse sugli uomini riuniti davanti a lui.</p><p>Silenzio.</p><p>Stilgar guard� la donna: �E io, finch� non avr� imparato il suo modo magico di combattere, non lo sfider�.</p><p>Lei lo fiss� a sua volta. �Ma��</p><p>�Hai visto la straniera che si � recata con Chani dalla Reverenda Madre?� le chiese Stilgar. �� una Sayyadina che non viene dal freyn, madre di questo ragazzo. Madre e figlio sono maestri nell�arte magica di battersi.�</p><p>�Lisan al-Gaib� bisbigli� la donna. I suoi occhi erano pieni di stupore quando fissarono nuovamente Paul.</p><p><emphasis>Ancora la leggenda, </emphasis>pens� lui.</p><p>�Forse� disse Stilgar. �Ma non � stato ancora provato.� Guard� Paul: �Usul, � nel nostro costume che tu, ora, sia responsabile della donna di Jamis e dei suoi due figli. Il suo <emphasis>yali� </emphasis>il suo appartamento� � tuo. Il suo servizio da caff� � tuo� e questa� la sua donna�.</p><p>Paul fiss�, perplesso: <emphasis>Perch� non piange il suo uomo? Perch� non mostra di odiarmi? </emphasis>Improvvisamente si accorse che i Fremen lo guardavano, in attesa.</p><p>Qualcuno mormor�: �C�� del lavoro da fare. Deciditi� in qual modo l�accetti?�</p><p>Stilgar aggiunse: �Accetti Harah come donna o come serva?�</p><p>Harah alz� le braccia e gir� lentamente su se stessa: �Sono ancora giovane, Usul. Si dice che io sembri giovane come il giorno in cui Jamis vinse Geoff� e mi tolse a lui�.</p><p><emphasis>Jamis ha ucciso un uomo per averla! </emphasis>pens� Paul. E disse: �Se l�accetto come serva, mi sar� possibile cambiare idea pi� tardi?�</p><p>�Hai un anno di tempo per cambiare la tua decisione� fece Stilgar. �Tra un anno sar� una donna libera e potr� scegliere secondo i suoi desideri� A meno che tu non la liberi prima, in qualsiasi momento. Ma per un anno � sotto la tua responsabilit�, qualunque cosa accada� e sarai sempre in parte responsabile dei figli di Jamis.�</p><p>�L�accetto come serva� disse Paul.</p><p>Harah batt� i piedi per terra e scroll� le spalle, infuriata: �Ma io sono giovane!�</p><p>Stilgar guard� Paul: �La prudenza � una qualit� per colui che dirige�.</p><p>�Ma io sono giovane!� insist� Harah.</p><p>�Silenzio!� le ordin� Stilgar. �Se una cosa ha un qualche merito, lo avr�. Conduci Usul nel suo appartamento, procuragli una veste pulita e un luogo per riposare.�</p><p>�Ohhh� si lament� la donna.</p><p>Paul aveva registrato a sufficienza la donna per poterla gi� giudicare con una certa precisione. Avvert� l�impazienza dei Fremen, l�urgenza di molte cose che stavano subendo un ritardo. Avrebbe voluto informarsi di sua madre e di Chani, ma Stilgar era nervoso, e cap� che sarebbe stato un errore.</p><p>Si rivolse a Harah e accentu� la sua paura e lo stupore dando alla propria voce un lieve tremolio: �Mostrami la mia casa, Harah! Discuteremo della tua giovinezza un�altra volta�.</p><p>Lei indietreggi� e guard� Stilgar, terrorizzata: �Ha la voce magica�� balbett�.</p><p>�Stilgar� disse Paul. �Il padre di Chani ha posto pesanti obblighi su di me. Se c�� qualcosa��</p><p>�Sar� deciso in consiglio� replic� Stilgar. �Tu potrai parlare, allora.� Fece un cenno di commiato, poi si volt� allontanandosi con la sua gente.</p><p>Paul sfior� il braccio di Harah: sent� che la sua pelle era gelida, tremava. �Non ti far� del male, Harah� la rassicur�. �Conducimi nel mio appartamento.� Addolc� la sua voce.</p><p>�Non mi caccerai, quando sar� trascorso un anno?� domand� Harah. �In verit�, so di non essere pi� giovane come un tempo��</p><p>�Finch� vivr� tu starai sempre con me� disse Paul. La lasci� libera: �Vieni, ora. Dov�� il mio appartamento?�</p><p>Lei si volt� e lo condusse lungo il corridoio, girando a destra in un�ampia galleria illuminata a intervalli regolari dai globi che traevano riflessi gialli dalle rocce. Il pavimento di pietra era liscio, senza alcuna traccia di sabbia.</p><p>Paul le si affianc�, studiando il suo profilo aquilino: �Non mi detesti, Harah?�</p><p>�Perch� dovrei detestarti?�</p><p>Salut� con un gesto del capo alcuni bambini che li fissavano da un corridoio laterale. Paul intravide alcuni adulti, dietro i bambini, seminascosti dai tendaggi.</p><p>�Io ho� vinto Jamis.�</p><p>�Stilgar ha detto che vi � stata la cerimonia, e che tu eri un amico di Jamis.� Gli lanci� un�occhiata. �Ha detto che tu hai dato la tua umidit� al morto. � vero?�</p><p>�S�.�</p><p>�� pi� di quanto avrei fatto io� pi� di quanto io stessa potrei fare.�</p><p>�Non piangi?�</p><p>�Quando sar� il tempo di piangere, pianger�.�</p><p>Passarono accanto a un�arcata. Paul vide, in un ampio locale vivamente illuminato, uomini e donne che si affaccendavano intorno ad alcune macchine montate su piedestalli. Lavoravano con ritmo febbrile.</p><p>�Che cosa stanno facendo, l� dentro?� chiese Paul.</p><p>Harah segu� il suo sguardo mentre superavano l�arcata, e disse: �Si affrettano a finire la loro quota di lavoro prima della fuga. Ci serve un gran numero di condensatori di rugiada per le coltivazioni�.</p><p>�<emphasis>Fuga?</emphasis>�</p><p>�Finch� i macellai non avranno finito di darci la caccia o non saranno stati cacciati dalla nostra terra.�</p><p>Per un attimo a Paul sembr� che il tempo si arrestasse. Gli ritorn� un frammento di visione presciente� ma l�immagine era sfalsata, deformata. I frammenti della sua memoria non erano esattamente disposti come lui li ricordava.</p><p>�I Sardaukar ci danno la caccia� disse.</p><p>�Non troveranno molto, a parte uno o due sietch vuoti� replic� Harah. �E incontreranno anch�essi la loro razione di morte nella sabbia.�</p><p>�Troveranno anche questo posto?�</p><p>�Probabilmente.�</p><p>�E tuttavia perdiamo tempo a�� accenn� con la testa all�arcata ormai lontana dietro di loro, �a fare questi condensatori di� rugiada?�</p><p>�La semina continua.�</p><p>�Che cosa sono i condensatori di rugiada?� chiese Paul.</p><p>Lei lo fiss� sbalordita. �Non ti hanno insegnato nulla nel� da qualsiasi luogo tu venga?�</p><p>�Niente sui condensatori di rugiada.�</p><p>�Ah!� E in questa esclamazione c�era tutto un discorso.</p><p>�Ebbene, che cosa sono?�</p><p>�Ogni cespuglio, ogni erba che tu vedi l� fuori nell�erg� spieg� Harah, �come pensi che viva dopo che noi lo piantiamo? Ognuno di essi � piantato con la massima cura nel suo piccolo pozzo, e ogni pozzo � riempito di piccole uova lisce di cromoplastica. La luce le fa virare al bianco. Se tu le guardi da un�altura puoi vederle brillare all�alba. Il bianco riflette il calore. Ma quando il Vecchio Padre Sole se ne va, la cromoplastica ridiventa trasparente e si raffredda al buio con estrema rapidit�. La superficie condensa l�umidit� dell�aria, e questa umidit� scorre in basso e tiene in vita le nostre piante.�</p><p>�Condensatori di rugiada� mormor� Paul, incantato dalla semplice bellezza di un simile progetto.</p><p>�Pianger� Jamis quando sar� il momento giusto� disse Harah, come se la sua mente non avesse mai smesso di pensare all�altra sua domanda. �Jamis era un brav�uomo, ma si arrabbiava troppo facilmente. Ci nutriva assai bene ed era meraviglioso coi bambini. Non ha fatto alcuna differenza tra il figlio di Geoff, il mio primo nato, e il suo vero figlio. Ai suoi occhi erano uguali.� Alz� gli occhi a fissare Paul: �Sar� cos� anche con te, Usul?�</p><p>�Noi non avremo questo problema.�</p><p>�Ma se��</p><p>�Harah!�</p><p>Al tono aspro della sua voce lei si azzitti.</p><p>Passarono davanti a un�altra caverna illuminata a giorno, oltre un arco alla loro sinistra. �Che cosa fanno qui?� chiese Paul.</p><p>�Riparano le macchine per la tessitura� spieg� Harah. �Ma questa notte dovr� essere tutto smontato.� Indic� il tunnel che si biforcava a sinistra: �Laggi� si prepara il cibo e si riparano le tute distillanti�. Fiss� Paul: �La tua tuta sembra nuova, ma ha bisogno di qualche riparazione. Io sono brava con le tute. Lavoro in fabbrica durante la stagione�.</p><p>Ora, incontravano gruppi sempre pi� numerosi di Fremen, e su ambedue i lati della galleria le diramazioni erano frequenti. Una fila di uomini e di donne pass� accanto a loro trasportando sacchi gorgoglianti che emanavano un intenso odore di spezia.</p><p>�Non avranno n� la nostra acqua n� la nostra spezia� disse Harah. �Te lo garantisco.�</p><p>Passando davanti alle aperture sulle pareti della galleria, coperte da pesanti tendaggi fissati alle sporgenze della roccia, Paul intravide ampie stanze dai muri rivestiti di tessuti vivaci e mucchi di cuscini. La gente affacciata alle aperture si zittiva al loro avvicinarsi, fissando Paul con occhi di fuoco.</p><p>�La gente trova strano che tu abbia vinto Jamis� disse Harah. �Probabilmente dovrai dare altre prove, quando saremo sistemati nel nuovo sietch.�</p><p>�Non mi piace uccidere� ribatt� Paul.</p><p>�� quello che Stilgar ci ha detto� fece Harah, ma la sua voce tradiva l�incredulit�.</p><p>Davanti a loro si alz� un canto stridulo. Giunsero a un�apertura laterale, pi� larga di tutte le altre. Paul rallent� il passo e guard� dentro una stanza gremita di bambini seduti a gambe incrociate sul pavimento ricoperto da un tappeto marrone.</p><p>Una donna avvolta in una tunica gialla era accanto a una lavagna, sulla parete opposta, e indicava con uno stiloproiettore diversi disegni: cerchi, angoli e curve, quadrati, linee ondulate e archi tagliati da rette parallele. La donna indicava i disegni, uno dopo l�altro, il pi� rapidamente possibile, e i fanciulli cantavano al ritmo della sua mano. Allontanandosi, Paul ascolt� il canto che si affievoliva alle sue spalle.</p><p>�Albero� cantavano i bambini, �erba, duna, vento, montagna, collina, fuoco, lampo, rocce, polvere, sabbia, calore, rifugio, pieno, inverno, freddo, vuoto, erosione, estate, caverna, giorno, tensione, luna, notte, marea di sabbia, pendio, semina, legaccio��</p><p>�Fate lezione in un momento come questo?� si stup� Paul.</p><p>Il volto di Harah s�incup� e il dolore traspar� dalla sua voce: �� quello che Liet ci ha insegnato. Non dobbiamo fermarci un solo istante. Liet � morto, ma non dev�essere dimenticato. Cos� vuole il Chakobsa�.</p><p>Devi� a sinistra, sal� su una sporgenza della roccia, alz� una tenda arancione e si fece da parte: �Il tuo yali, Usul�.</p><p>Paul esit� prima di salire a sua volta. Prov� un�improvvisa riluttanza a trovarsi solo con quella donna. Si era reso conto di essere circondato da un modo di vivere che avrebbe potuto capire soltanto dopo avere assimilato un intero sistema ecologico d�idee e significati. Sentiva che questo mondo dei Fremen cercava d�intrappolarlo, di avvolgerlo inestricabilmente nella rete delle sue usanze. E sapeva fin troppo bene ci� che prometteva la trappola� il selvaggio jihad, la guerra religiosa che lui tentava di evitare a tutti i costi.</p><p>�Questo � il tuo yali� ripet� Harah. �Perch� esiti?�</p><p>Paul annu�, la raggiunse sulla sporgenza, alz� ancor di pi� la tenda e sent� che le sue mani sfioravano fibre metalliche. La segu� in un piccolo atrio e poi in una stanza pi� ampia, un quadrato di circa sei metri di lato. Il pavimento era nascosto da un fitto strato di tappeti azzurri, e la roccia delle pareti era rivestita di tessuto verde e ancora azzurro. Sulla sua testa ondeggiavano alcuni globi luminosi, sotto un soffitto nascosto da un drappo giallo.</p><p>Paul ebbe l�impressione di trovarsi in un�antica tenda.</p><p>Harah lo fronteggi�, la mano sinistra su un fianco. I suoi occhi gli studiavano il viso. �I bambini sono con un amico� disse. �Si presenteranno a te pi� tardi.�</p><p>Paul mascher� la sua inquietudine scrutando rapidamente la stanza. A destra alcune tende sottili nascondevano una stanza pi� grande, con numerosi cuscini ammucchiati lungo le pareti. Sent� un lieve alito di vento provenire da un condotto per l�aria, ne vide lo sfogo abilmente dissimulato nel disegno delle tappezzerie proprio di fronte a lui.</p><p>�Vuoi che ti aiuti a toglierti la tuta distillante?� chiese Harah.</p><p>�No� grazie.�</p><p>�Vuoi del cibo?�</p><p>�S�.�</p><p>�Oltre quella stanza c�� una camera di riposo. (L�indic�). Per la tua comodit� e il tuo piacere, quando sei fuori dalla tuta distillante.�</p><p>�Hai detto che dovremo lasciare questo sietch� disse Paul. �Non dovremmo cominciare a fare i bagagli o qualcosa del genere?�</p><p>�Sar� fatto a suo tempo� ribatt� Harah. �I macellai non sono ancora penetrati nel nostro territorio.�</p><p>Esit� ancora fissandolo.</p><p>�Che cosa c��?� le chiese Paul.</p><p>�Tu non hai gli occhi di Ibad� disse Harah. �� strano� ma non del tutto spiacevole.�</p><p>�Vai a prendere il cibo� le intim� Paul. �Ho fame.�</p><p>Harah gli sorrise� un sorriso di donna fin troppo consapevole che l�inquiet�. �Sono la tua serva� lei gli disse, e si gir�, allontanandosi con passo agile, chinando il capo per passare sotto una pesante tenda sulla parete, che rivel� uno stretto passaggio prima di ricadere al suo posto.</p><p>Infuriato con se stesso, Paul super�, sfiorandola, la tenda sottile alla sua destra ed entr� nella stanza pi� grande. Rest� immobile, combattuto dall�incertezza. E si domand� dove fosse Chani� Chani che aveva appena perduto suo padre.</p><p><emphasis>In questo, siamo uguali, </emphasis>pens�.</p><p>Un ululato gli giunse dai corridoi, all�esterno, soffocato dai tendaggi. Si ripet�, pi� lontano, una seconda volta, e una terza. Paul si rese conto che qualcuno stava annunciando l�ora. Si ricord� di non aver visto orologi.</p><p>Il debole odore d�un fuoco di creosoto lo raggiunse alle narici, mescolandosi all�onnipresente puzzo del sietch. Paul si accorse di aver gi� abolito il fetore dalla sua coscienza.</p><p>E nuovamente si chiese dove fosse sua madre, e quale sarebbe stato il suo ruolo nelle immagini del futuro che aveva appena intravisto� e quello della figlia che portava in grembo. Il tempo, quel tempo sempre diverso, danzava intorno a lui. Scosse violentemente la testa, concentrando la sua attenzione sulla molteplice profondit� e ampiezza della cultura dei Fremen che li aveva appena inghiottiti.</p><p>Con tutte le sue elusive differenze.</p><p>Nelle caverne dei Fremen e nella stanza in cui si trovava in quel momento aveva notato un particolare che, da solo, bastava a suggerire differenze ancora pi� grandi di quelle che finora aveva visto.</p><p>Non c�era, qui, il pi� piccolo rivelatore di veleni, nessuna indicazione che qualcuno lo usasse, in quel formicaio sotterraneo. E tuttavia, nell�universale fetore del sietch, egli sentiva i veleni, i pi� comuni e potenti.</p><p>Ud� un fruscio di tende, pens� che fosse Harah di ritorno col cibo e si volt�. Invece, sotto un lembo di tenda scostato, vide due bambini, forse di nove o dieci anni, che lo fissavano con occhi bramosi. Tutti e due avevano un piccolo cryss simile a un kindjal, e la mano appoggiata all�impugnatura.</p><p>E Paul si ricord� delle storie sui Fremen, in cui si diceva che i loro bambini combattevano ancor pi� ferocemente degli adulti.</p></section><section><epigraph><poem><stanza><v>Le mani si muovono, le labbra si muovono,</v><v>Le idee nascono dalle sue parole,</v><v>E i suoi occhi ti divorano!</v><v>Egli � un universo di egoismo.</v></stanza></poem><text-author>descrizione dal �Manuale di Muad�Dib�, della Principessa Irulan</text-author></epigraph><empty-line/><p>La folla gremiva la caverna debolmente illuminata dai tubi fosforescenti sulle pareti pi� lontane� La cavit� nelle rocce era immensa, pens� Jessica, pi� grande perfino della Sala delle Adunanze alla Scuola Bene Gesserit. Dovevano esserci almeno cinquemila persone l� dentro, stim�, sotto la sporgenza rocciosa sulla quale lei si trovava accanto a Stilgar.</p><p>E altre stavano arrivando.</p><p>L�aria era piena del mormorio della gente.</p><p>�Tuo figlio � stato svegliato e convocato, Sayyadina� disse Stilgar. �Vuoi che sia partecipe della tua decisione?�</p><p>�Potrebbe forse cambiarla?�</p><p>�Certo, l�aria con cui tu ne parli viene dai tuoi polmoni, ma��</p><p>�La mia decisione � presa� disse Jessica.</p><p>Ma era in preda al dubbio, e si chiese se avrebbe potuto usare Paul come pretesto per tirarsi indietro dal pericoloso cammino. C�era anche una figlia non ancora nata cui pensare. Ci� che metteva in pericolo la carne della madre, metteva in pericolo anche quella della figlia.</p><p>Alcuni uomini avanzarono, vacillando sotto pesanti tappeti arrotolati: scaricarono il loro fardello sotto la sporgenza, sollevando nuvole di polvere.</p><p>Stilgar l�afferr� per un braccio e la condusse fino all�interno della cavit� acustica che formava il lato posteriore della sporgenza. Le indic� un sedile di roccia in fondo alla cavit�. �La Reverenda Madre prender� posto qui, ma tu puoi sederti e riposarti fino al suo arrivo.�</p><p>�Preferisco restare in piedi� disse Jessica.</p><p>Guard� gli uomini che srotolavano i tappeti, rivestendone la sporgenza, e la gente sempre pi� numerosa. C�erano, ora, almeno diecimila persone nella caverna.</p><p>E continuavano ad arrivare.</p><p>Fuori nel deserto, lei lo sapeva, le sabbie si tingevano di rosso al tramonto, ma qui dentro regnava un perpetuo crepuscolo, una grigia immensit� dove la gente si affollava per vederla rischiare la vita.</p><p>Un varco si apr� tra la folla, alla sua destra, e vide Paul che si avvicinava in compagnia di due bambini dall�aria molto seria. Stringevano l�impugnatura del coltello, fissando trucemente la folla su entrambi i lati.</p><p>�I figli di Jamis che ora sono i figli di Usul� disse Stilgar. �Lo scortano con molta convinzione.� Azzard� un sorriso a Jessica.</p><p>Lei indovin� lo sforzo di Stilgar per rasserenarla e gliene fu grata, ma non riusc� a distogliere la mente dal pericolo che stava per affrontare.</p><p><emphasis>Non avevo altra scelta, </emphasis>pens�. <emphasis>Dobbiamo agire rapidamente per garantirci un posto tra questi Fremen.</emphasis></p><p>Paul sal� sulla terrazza lasciando i bambini pi� sotto. Fronteggi� Jessica, lanci� un�occhiata a Stilgar, poi fiss� di nuovo la madre: �Che cosa succede? Pensavo che mi avesse convocato il consiglio�.</p><p>Stilgar alz� una mano per ottenere silenzio, e indic� un altro varco che si era aperto tra la folla. Chani si stava avvicinando, il suo viso da elfo segnato dal dolore. Si era sfilata la tuta distillante e indossava una graziosa tunica azzurra che le lasciava scoperte le braccia. Un fazzoletto verde era annodato al suo braccio, vicino alla spalla.</p><p><emphasis>Verde, il colore del pianto, </emphasis>pens� Paul.</p><p>I due figli di Jamis gli avevano spiegato indirettamente l�usanza, quando avevano dichiarato che non indossavano niente di verde poich� avevano accettato lui come padre custode.</p><p>�Sei tu il Lisan al-Gaib?� gli avevano chiesto. Paul aveva avvertito il jihad nelle loro parole, ma aveva stornato la minaccia facendo a sua volta una domanda. E aveva appreso, in tal modo, che Kaleff, il pi� vecchio dei due, aveva dieci anni ed era il figlio naturale di Geoff. Orlop, il pi� giovane, aveva otto anni ed era il figlio naturale di Jamis.</p><p>Aveva passato una strana giornata in compagnia dei due bambini, ai quali aveva chiesto di montare la guardia per allontanare i curiosi. Cos�, aveva avuto tutto il tempo di riflettere con calma e di restituire un po� di ordine ai suoi ricordi prescienti, studiando il modo di prevenire il jihad.</p><p>Ora, in piedi accanto alla madre sulla sporgenza rocciosa, guard� la folla e si chiese se mai sarebbe stato possibile impedire lo scatenarsi di quelle orde di fanatici.</p><p>Chani era ormai vicina, seguita a distanza da quattro donne che ne trasportavano un�altra in una lettiga.</p><p>Jessica ignor� l�avvicinarsi di Chani, concentrando tutta la sua attenzione sulla donna della lettiga: una megera, un essere antico e raggrinzito, rivestito di un abito nero con un cappuccio rovesciato all�indietro che rivelava un collo rugoso e un ciuffo di capelli grigi legati strettamente in un nodo.</p><p>Le quattro portatrici calarono con delicatezza il fardello sulla sporgenza rocciosa e Chani aiut� la vecchia ad alzarsi.</p><p><emphasis>Cos�, questa � la loro Reverenda Madre, </emphasis>pens� Jessica.</p><p>La vecchia si appoggi� pesantemente a Chani e avanz� ondeggiando verso Jessica. Le parve un mazzo di bastoni chiuso in un sacco nero. Si arrest� davanti a lei, la scrut� dal basso in alto per un lungo attimo, prima di rivolgere uno stridulo bisbiglio.</p><p>�Cos�, tu sei l�Unica.� La vecchia testa ondeggi� precariamente sul collo sottile. �La Shadout Mapes aveva ragione, quando provava piet� per te.�</p><p>Jessica replic� in tono sdegnato: �Non ho bisogno della piet� di nessuno�.</p><p>�Questo � da vedersi� stridette la vecchia. Si volt� con sorprendente agilit� a fronteggiare la folla. �Diglielo, Stilgar.�</p><p>�Devo dirglielo io?�</p><p>�Noi siamo il popolo dei Misr� disse la vecchia con voce raschiante. �Dal giorno in cui i nostri antenati fuggirono da Nilotic al-Ouruba, noi abbiamo conosciuto soltanto la fuga e la morte. I giovani vivono perch� il nostro popolo non deve morire.�</p><p>Stilgar respir� profondamente e fece due passi avanti.</p><p>Jessica sent� la folla che si azzittiva: almeno ventimila persone, ora, in piedi, in silenzio, quasi senza muoversi; all�improvviso la fecero sentire piccola e vulnerabile.</p><p>�Questa notte dobbiamo abbandonare il sietch che ci ha dato rifugio per tanto tempo, e andare a sud, nel deserto� disse Stilgar. La sua voce tuon� sulla marea dei volti sollevati, rimbombando nella cavit� acustica alle sue spalle.</p><p>La folla mantenne un silenzio assoluto.</p><p>�La Reverenda Madre mi ha detto che non potr� sopravvivere a un altro <emphasis>hajra</emphasis>� continu� Stilgar. �Noi siamo gi� vissuti senza Reverenda Madre, ma non � bene che un popolo in cerca di un nuovo focolare ne sia privo.�</p><p>Ora la folla aveva cominciato ad agitarsi, percorsa da un fremito d�inquietudine e da bisbiglii sempre pi� intensi.</p><p>�Perch� questo non accada� riprese Stilgar, �la nostra nuova Sayyadina, Jessica dalla Magica Arte, ha acconsentito a dedicarsi ai riti. Tenter� il passo interiore, per non farci perdere la forza della nostra Reverenda Madre.�</p><p><emphasis>Jessica dalla Magica Arte, </emphasis>pens� lei. Colse lo sguardo di Paul puntato su di lei, i suoi occhi pieni di perplessit�. Ma la sua bocca era costretta al silenzio dall�assoluta stravaganza di quanto li circondava.</p><p><emphasis>Se morir� nel tentativo, che cosa gli accadr�? </emphasis>si chiese Jessica. Ancora una volta la sua mente fu piena di dubbi.</p><p>Chani condusse la Reverenda Madre fino al sedile di roccia, nel cuore della cavit� acustica, poi ritorn� accanto a Stilgar.</p><p>�Acciocch� noi non perdiamo tutto se Jessica dalla Magica Arte dovesse fallire la prova� riprese Stilgar, �Chani, figlia di Liet, sar� consacrata Sayyadina oggi stesso.�</p><p>Si scost�, e dalle profondit� della cavit� acustica giunse a loro la voce della vecchia, un bisbiglio amplificato, aspro e penetrante: �Chani � ritornata dal suo hajra� Chani ha visto le acque�.</p><p>Il mormorio della folla si alz� in risposta: �Ha visto le acque�.</p><p>�Io consacro Sayyadina la figlia di Liet� sibil� la vecchia.</p><p>�� accettata� rispose la folla.</p><p>Paul ascoltava appena la cerimonia, la sua attenzione era ancora concentrata su quello che era stato appena detto di sua madre.</p><p><emphasis>Se dovesse fallire?</emphasis></p><p>Si volt� a guardare colei che chiamavano Reverenda Madre, studiandone le asciutte sembianze da vecchia megera, l�imperscrutabile fissit� degli occhi azzurri. Sembrava che la pi� piccola brezza dovesse soffiarla via, e tuttavia qualcosa in lei suggeriva che avrebbe resistito perfino a una tempesta di Coriolis. Da lei emanava la stessa forza che Paul si ricord� di aver percepito nella Reverenda Madre Gaius Helen Mohiam, quando gli aveva fatto subire l�atroce agonia del gom jabbar.</p><p>�Io, la Reverenda Madre Ramallo, la cui voce � quella di una moltitudine, vi dico questo� prosegu� la vecchia. �� giusto che Chani sia accettata come Sayyadina.�</p><p>�� giusto� rispose la folla.</p><p>La vecchia annu� e bisbigli� ancora: �Io le do i cieli argentei, il deserto dorato e le sue rocce scintillanti, e i campi verdi che verranno. Io do tutto questo alla Sayyadina Chani. E per evitare che dimentichi di essere al servizio di tutti noi, saranno suoi i compiti domestici in questa Cerimonia del Seme. Che tutto sia secondo la volont� di Shai-hulud�. Alz� un braccio scuro e rinsecchito come un bastone e lo lasci� ricadere.</p><p>Jessica ebbe l�impressione, all�improvviso, che la cerimonia l�avesse afferrata come una corrente impetuosa, trascinandola via senza alcuna possibilit� di ritorno. Lanci� un�ultima occhiata al volto perplesso di Paul e si prepar� ad affrontare l�ordalia.</p><p>�Che si avanzino i Maestri dell�Acqua� disse Chani, con un�esitazione appena percettibile nella sua voce di fanciulla.</p><p>In quel preciso istante Jessica sent� il pericolo addensarsi su di lei, nell�improvviso silenzio della folla, nei suoi sguardi.</p><p>Un gruppo di uomini si apr� la strada lungo un varco serpentino tra la gente. Comparvero dal fondo della caverna e vennero avanti a coppie. Ogni coppia portava un sacco di pelle, grande il doppio di una testa umana. I sacchi oscillavano pesantemente.</p><p>I due primi uomini depositarono il sacco ai piedi di Chani sulla terrazza rocciosa e indietreggiarono. Jessica fiss� il sacco e poi i due uomini. Avevano i cappucci gettati all�indietro, rivelando i lunghi capelli annodati alla base del collo. I loro occhi tenebrosi affrontarono impassibili il suo sguardo.</p><p>Un pesante aroma di cinnamomo si alz� dal sacco. <emphasis>Spezia? </emphasis>si chiese Jessica.</p><p>�C�� l�acqua?� chiese Chani.</p><p>Il Maestro alla sinistra, un uomo sfregiato da una cicatrice purpurea alla radice del naso, annu�. �C�� l�acqua, Sayyadina. Ma non possiamo berla.�</p><p>�C�� il seme?� chiese Chani.</p><p>�C�� il seme� disse l�uomo.</p><p>Chani s�inginocchi� e appoggi� le mani sul sacco ondeggiante. �Siano benedetti l�acqua e il seme.�</p><p>C�era qualcosa di familiare nel rito e Jessica fiss� nuovamente la Reverenda Madre Ramallo. La vecchia si era raggomitolata sul sedile, chiudendo gli occhi, e sembrava dormisse.</p><p>�Sayyadina Jessica� l�interpell� Chani.</p><p>Jessica si volt� e affront� lo sguardo della fanciulla.</p><p>�Hai bevuto l�acqua benedetta?� le chiese Chani.</p><p>Prima che Jessica potesse rispondere, Chani continu�: �� impossibile che tu abbia bevuto l�acqua benedetta. Tu vieni da un altro mondo e non godi del privilegio�.</p><p>Un sospiro pass� tra la folla, un fruscio di mantelli, che fecero rizzare i capelli sulla nuca di Jessica.</p><p>�Il raccolto � stato abbondante e il creatore distrutto� riprese Chani. Cominci� a slegare il tubo in cima al sacco.</p><p>Il pericolo urlava intorno a Jessica. Lanci� un�occhiata a Paul, ma vide che era affascinato dal rito e aveva occhi soltanto per Chani.</p><p><emphasis>Ha gi� vissuto questo istante nel tempo? </emphasis>si chiese Jessica. Si port� una mano al ventre, pensando alla figlia non ancora nata, l� dentro: <emphasis>� giusto che io metta in pericolo la vita di entrambe?</emphasis></p><p>Chani le porse l�estremit� del tubo e disse: �Qui c�� l�Acqua della Vita, l�acqua pi� grande dell�acqua� <emphasis>Kan, </emphasis>l�acqua che libera l�anima. Se tu sei una Reverenda Madre, essa ti aprir� l�universo. Spetta a Shai-hulud giudicare�.</p><p>Jessica fu combattuta tra il dovere verso la figlia non nata e gli obblighi nei confronti di Paul. Per lui, lo sapeva, avrebbe dovuto afferrare il tubo e bere il liquido contenuto nel sacco� ma nell�istante in cui si pieg� ad accettarlo tutti i suoi sensi l�avvertirono del pericolo. Il contenuto del sacco esalava un odore amaro, simile a quello di molti veleni a lei ben noti, ma anche diverso.</p><p>�Ora, devi bere� disse Chani.</p><p><emphasis>Non c�� scampo, </emphasis>pens� Jessica. Niente in tutto il suo addestramento Bene Gesserit le suggeriva una via d�uscita.</p><p><emphasis>Che cos��, dunque? </emphasis>si chiese. <emphasis>Un liquore? Una droga?</emphasis></p><p>Si pieg� ancora di pi� sul tubo, percep� altri odori eterei tra quello di cinnamomo e ricord� l�ubriachezza di Idaho. <emphasis>Birra di spezia? </emphasis>si chiese. Afferr� l�estremit� del tubo tra i denti e inghiott� un piccolo sorso. Sent� il gusto della spezia sulla lingua, con qualcosa di acre.</p><p>Chani allora schiacci� il sacco e un getto violento schizz� in gola a Jessica, che si sforz� d�inghiottirlo conservando tutta la sua dignit�.</p><p>�Accettare una piccola morte � spesso peggiore della grande morte� disse Chani. Fiss� Jessica e attese.</p><p>E Jessica le restitu� lo sguardo, sempre col tubo in bocca. Il sapore del liquido era sul suo palato, nelle narici, nelle guance, negli occhi� Era dolce, adesso.</p><p><emphasis>Fresco.</emphasis></p><p>Ancora una volta Chani spremette il liquido nella bocca di Jessica.</p><p><emphasis>Delicato.</emphasis></p><p>Jessica studi� il viso di Chani, i suoi tratti da elfo, ritrovando le somiglianze con Liet-Kynes, lievi tracce che il tempo non aveva ancora fissato.</p><p><emphasis>Mi hanno somministrato una droga, </emphasis>pens�.</p><p>Ma era diversa da ogni altra sostanza a lei conosciuta, e l�addestramento Bene Gesserit le aveva imposto l�assaggio d�innumerevoli narcotici.</p><p>Le sembianze di Chani erano sempre pi� nette, come se si stagliassero contro una luce violenta.</p><p>Una droga.</p><p>Il silenzio turbin� intorno a Jessica. Ogni fibra del suo corpo aveva accettato la profonda trasformazione che avveniva in lei. Le sembr� di essere un�infimo granello di polvere cosciente, pi� piccolo di qualsiasi particella subatomica e tuttavia capace di muoversi e di percepire il mondo intorno a s�. Il velo si squarci� e lei si accorse improvvisamente di una estensione psichica, sensoria e motoria, di se stessa. Era un granello di sabbia, e tuttavia�</p><p>Intorno a lei la caverna esisteva ancora� e la gente. Li percep�: Paul, Chani, Stilgar, la Reverenda Madre Ramai lo.</p><p><emphasis>Reverenda Madre!</emphasis></p><p>Alla scuola correvano voci che, a volte, non si sopravviveva all�ordalia della Reverenda Madre; che la droga uccideva.</p><p>Jessica concentr� la sua attenzione sulla Reverenda Madre Ramallo, e ora si accorse che tutto questo accadeva in un breve istante� in un tempo sospeso soltanto per lei.</p><p><emphasis>Perch� mai il tempo si � fermato? </emphasis>si chiese. Contempl� tutti quei volti pietrificati intorno a lei; un granello di polvere era sospeso sulla testa di Chani, in attesa.</p><p>In quel preciso istante la risposta le giunse come un�esplosione nella coscienza: il suo tempo personale era sospeso per salvarle la vita.</p><p>Concentr� quell�estensione psico-sensori-motoria di se stessa, guard� nel proprio interiore e le si stagli� dinanzi un nucleo cellulare, un pozzo di tenebra dal quale fugg� inorridita.</p><p><emphasis>� il luogo in cui non possiamo guardare, </emphasis>pens�. <emphasis>Quello che le Reverende Madri menzionano con tanta riluttanza e che soltanto lo Kwisatz Haderach pu� osservare.</emphasis></p><p>Comprendendo questo, si sent� un po� rinfrancata, e os� nuovamente concentrare quella estensione: si trasform� in un granello di polvere intento a esplorare se stesso, alla ricerca del pericolo.</p><p>Lo trov� nella droga che aveva inghiottito.</p><p>Dentro di lei la droga era un turbine di particelle danzanti, cos� rapide che neppure l�arresto del tempo riusciva a fermarle. Particelle danzanti. Riconobbe talune strutture chimiche familiari, taluni legami atomici: qui un atomo di carbonio, l� una catena elicoidale� una molecola di glucosio. Fronteggi� un�intera catena di molecole, una proteina� una proteina metilica.</p><p><emphasis>Ahhh!</emphasis></p><p>Fu come un sospiro mentale, privo di suono, nel pi� profondo di se stessa. Aveva identificato la natura del veleno.</p><p>Scivol� dentro di esso con la sua sonda psico-sensori-motoria; stacc� un atomo di ossigeno, leg� un carbonio, un ossidrile.</p><p>Il mutamento si diffuse� sempre pi� rapido mentre la superficie di contatto della reazione catalitica si estendeva.</p><p>Il tempo sospeso l�abbandon�: Jessica percep� movimento. L�estremit� del tubo si agit� ancora tra le sue labbra, lievemente e raccolse una goccia della sua saliva.</p><p><emphasis>Chani sta prendendo il catalizzatore dal mio corpo per trasformare il veleno di quel sacco, </emphasis>pens� Jessica. <emphasis>Perch�?</emphasis></p><p>Qualcuno la fece sedere. Vide che altri accompagnavano accanto a lei la Reverenda Madre Ramallo, sull�orlo della sporgenza rocciosa ricoperto dai tappeti. Una mano rinsecchita le sfior� il collo.</p><p>E un�altra particella psico-sensori-motoria penetr� la sua coscienza! Jessica cerc� di respingerla, ma la particella avanz� verso di lei, pi� vicina, sempre pi� vicina�</p><p>Si toccarono!</p><p>Fu l�intima unione, la pi� completa e definitiva, tra due individui, e fu due persone nello stesso tempo. Non gi� telepatia ma la reciproca coscienza.</p><p><emphasis>Era la Reverenda Madre!</emphasis></p><p>Ma Jessica vide che la Reverenda Madre non pensava a se stessa come a una vecchia. Nelle due menti fuse insieme, un�immagine si dispieg�: una fanciulla dallo spirito allegro e danzante.</p><p>All�interno della mutua coscienza la fanciulla disse: �S�, questa sono io�. Jessica pot� soltanto accettare queste parole, senza rispondere.</p><p>�Presto avrai tutto� disse l�immagine interiore.</p><p><emphasis>Un�allucinazione, </emphasis>pens� Jessica.</p><p>�Sai che non � vero� continu� l�immagine. �Dobbiamo far presto, ora. Non combattermi. Non c�� molto tempo. Noi�� Una lunga pausa, quindi un grido silenzioso: �Perch� non ci hai detto che sei incinta?�</p><p>Jessica riusc� in qualche modo a risponderle, dentro di s�: �Perch�?�</p><p>�Questo vi ha cambiato tutte e due! Santa Madre, che cosa abbiamo fatto?�</p><p>Jessica percep� un mutamento nella mutua coscienza e una terza particella apparve al suo occhio interiore. Irradiava puro terrore.</p><p>�Dovrai esser forte� disse l�immagine della Reverenda Madre. �Sei fortunata ad avere in grembo una figlia. Un feto maschile sarebbe stato ucciso. Ora, con prudenza� lentamente� tocca tua figlia. Sii tua figlia. Assorbi la sua paura� usa il tuo coraggio e la tua forza per calmarla� lentamente� lentamente��</p><p>La particella turbinante si avvicin� e Jessica si sforz� di toccarla.</p><p>Il terrore minacci� di sopraffarla.</p><p>Lo combatt� con l�unico mezzo che conosceva: �<emphasis>Non avr� paura. La paura uccide la mente�</emphasis>�</p><p>La litania le restitu� una parvenza di calma. La particella s�immobilizz� accanto a lei.</p><p><emphasis>Le parole non servirebbero, </emphasis>pens� Jessica.</p><p>Si abbass� al livello delle emozioni primordiali, irradi� amore, conforto, una calda tranquillit� protettiva.</p><p>Il terrore si ritir�.</p><p>Ancora una volta la presenza della Reverenda Madre s�impose, ma la percezione, ora, era triplice� Due erano attive e la terza, immobile, assorbiva tranquillamente.</p><p>�Il tempo stringe� disse la Reverenda Madre, �e ho molto da darti. E ignoro se tua figlia potr� accettare tutto e conservare la sua sanit� mentale. Ma cos� dev�essere: i bisogni della trib� vengono prima di ogni altra cosa.�</p><p>�Che��</p><p>�Fai silenzio!� Sei pronta a ricevere?�</p><p>E davanti a Jessica sfil� una serie di esperienze, immagini istantanee come il nastro registrato di un proiettore subliminale alla scuola Bene Gesserit� ma pi� rapido� terribilmente pi� rapido.</p><p>E tuttavia� chiaro.</p><p>Riconobbe ogni esperienza nel medesimo istante in cui essa si manifestava: c�era un amante, virile, barbuto, con gli occhi scuri dei Fremen, e Jessica sent� la sua forza e la sua tenerezza, e l�intera sua vita in un attimo, nella memoria della Reverenda Madre.</p><p>Non c�era tempo di pensare all�effetto che tutto questo avrebbe avuto sul feto di sua figlia, c�era soltanto il tempo di accettare e registrare. Le esperienze si riversavano su Jessica: la nascita, la vita, la morte, una miriade di episodi importanti e trascurabili, un�intera esistenza in una successione di lampi.</p><p><emphasis>Perch� mai uno scroscio di sabbia dall�alto di una roccia si � inciso in tal modo tra i ricordi? </emphasis>si chiese Jessica.</p><p>Troppo tardi si accorse di quanto stava accadendo: la vecchia moriva e nel morire riversava le sue esperienze nella coscienza di Jessica, come acqua in una tazza. La terza particella svan� lentamente nella propria coscienza prenatale, sotto lo sguardo interiore della madre, mentre la vecchia Reverenda Madre lasciava l�intera sua vita nella memoria di Jessica, con un ultimo gemito confuso.</p><p>�Ti ho atteso a lungo� bisbigli�. �Eccoti la mia vita.�</p><p>E in verit�, la sua vita era l�, dentro Jessica, intatta e ben conservata.</p><p>Perfino l�istante della morte.</p><p><emphasis>Ora, sono una Reverenda Madre. </emphasis>Questo pensiero folgor� Jessica.</p><p>Le bast� un attimo per capire. E seppe, finalmente, che cos�era in realt� una Reverenda Madre del Bene Gesserit. La droga velenosa l�aveva trasformata.</p><p>Non era esattamente cos� alla scuola Bene Gesserit, pens�. Lei lo sapeva, adesso, anche se nessuno l�aveva introdotta a questi misteri.</p><p>Ma il risultato era identico.</p><p>Jessica sent� la particella infinitesimale di sua figlia che sfiorava ancora la sua coscienza interiore. A sua volta la tocc�, ma non ebbe risposta.</p><p>E in quell�istante, con la comprensione di quanto le era accaduto, Jessica fu invasa da un profondo senso di solitudine. Vide la propria vita rallentare, mentre intorno a lei, al contrario, le altre vite si svolgevano sempre pi� rapide, al punto che il complesso disegno delle reciproche influenze era chiaramente visibile.</p><p>La sua percezione interiore si faceva meno intensa col diminuire degli effetti della droga, ma sentiva ancora la presenza dell�<emphasis>altra </emphasis>particella: la sfior� nuovamente, con un senso di colpa per quanto aveva consentito le accadesse.</p><p><emphasis>L�ho fatto, mia povera piccola figlia ancora priva di forma. Ti ho portato in questo universo e ti ho esposta senza alcuna difesa alla infinita variet� delle sue conoscenze.</emphasis></p><p>Un infinitesimo flusso di amore-conforto, come un riflesso di quello che lei aveva riversato, le giunse dall�altra particella.</p><p>Prima di potervi rispondere, sent� la presenza dell�<emphasis>adab, </emphasis>il ricordo che esige. C�era qualcosa che andava fatto. Cerc� di liberarsi, ancora stordita dalle ultime tracce della droga che impregnavano i suoi sensi.</p><p><emphasis>Potrei cambiare quelle tracce! </emphasis>disse tra s�. <emphasis>Potrei cambiare l�azione della droga e renderla inoffensiva. Ma sarebbe un errore. Sto partecipando a un�unione rituale.</emphasis></p><p>Seppe, allora, quello che andava fatto.</p><p>Apr� gli occhi e accenn� al sacco dell�acqua che Chani teneva sospeso sopra di lei.</p><p>�� stato benedetto� disse Jessica. �Mescolate le acque, lasciate che il mutamento giunga a tutti, che il popolo possa partecipare e condividere la benedizione.�</p><p><emphasis>Lascia che il catalizzatore svolga la sua opera, </emphasis>pens�. <emphasis>Lascia che il popolo ne beva, e che ognuno, per un attimo, abbia la pi� intensa percezione. La droga non � pi� pericolosa� ora che una Reverenda Madre l�ha mutata.</emphasis></p><p>E tuttavia, l�imperioso richiamo del ricordo che esige agiva ancora su di lei. Seppe che c�era un�altra cosa da fare, ma la droga le impediva di concentrarsi.</p><p><emphasis>Ahhhh� La Reverenda Madre.</emphasis></p><p>�Ho incontrato la Reverenda Madre Ramallo� disse Jessica. �Lei se n�� andata, ma ugualmente rimane tra noi. Che il rito onori la sua memoria.�</p><p><emphasis>Dove ho imparato queste parole? </emphasis>si chiese.</p><p>E subito cap� che provenivano da un�altra memoria, la <emphasis>vita </emphasis>che le era stata donata e che era parte di lei stessa. Tuttavia le sembr� che mancasse qualcosa.</p><p>�<emphasis>Che facciano pure la loro orgia</emphasis>�, disse l�altra memoria dentro di lei. �<emphasis>Hanno cos� pochi piaceri, dalla vita! Inoltre, tu e io abbiamo bisogno di un altro breve istante per conoscerci, prima che io mi dissolva completamente nei tuoi ricordi. Mi sento gi� legata a molti di essi. Ahhh� la tua mente � piena di cose interessanti! Innumerevoli cose che non avrei mai immaginato.</emphasis>�</p><p>E la memoria incapsulata nella sua mente si apr� a Jessica, come un immenso corridoio, in una successione infinita di Reverende Madri�</p><p>Jessica indietreggi� terrorizzata all�idea di sprofondare in quest�oceano sconfinato. Ma il corridoio non si cancell�, rivelando l�incredibile antichit� della cultura dei Fremen.</p><p>Seppe cos� che vi erano stati dei Fremen su Poritrin, un intero popolo che si era rammollito su quel pianeta troppo facile, vittima predestinata degli incursori imperiali in cerca di prede per le colonie umane di Bela Tegeusi e Salusa Secundus.</p><p>Oh, il lamento che Jessica percep�!</p><p>Dalle profondit� del corridoio, una voce immagine grid�: �Ci hanno negato lo <emphasis>Hajj</emphasis>!�</p><p>E Jessica, nel corridoio interiore, vide le luride capanne degli schiavi su Bela Tegeusi e il modo in cui gli uomini erano stati eliminati e selezionati per popolare Rossak e Harmonthep. Scene di ferocia incredibile si dispiegavano davanti a lei come i petali d�un orribile fiore. E vide il filo del passato, da Sayyadina a Sayyadina, dapprima trasmesso a voce, nascosto nei canti della sabbia, poi nelle Reverende Madri, grazie alla scoperta della droga su Rossak� E il filo era pi� solido che mai ora, su Arrakis, con la scoperta dell�Acqua della Vita.</p><p>Sempre pi� in gi�, nel corridoio, un�altra voce grid�: �Mai perdonare! Mai dimenticare!�</p><p>Ma l�attenzione di Jessica si era concentrata sulla rivelazione dell�Acqua della Vita. Vide la fonte: l�esalazione liquida di un verme delle sabbie morente, di un creatore. E quando vide come veniva ucciso il creatore, in qualche punto della sua memoria, ne fu sconvolta.</p><p>Il creatore veniva annegato!</p><p>�Madre, che cos�hai?�</p><p>La voce di Paul. Lott� per uscire dalla vista interiore e lo guard�, conscia dei suoi doveri verso di lui, ma irritata per la sua intromissione.</p><p><emphasis>Sono come una persona le cui mani siano rimaste paralizzate per tutta la vita, intorpidite, finch� un giorno, all�improvviso, hanno ritrovato la loro sensibilit�.</emphasis></p><p>Il pensiero rest� sospeso nella sua mente, una consapevolezza totale.</p><p><emphasis>E io dico: �Guardate! Ho due mani!� Ma la folla qui intorno mi chiede. �Che cosa sono le mani?�</emphasis></p><p>�Che cos�hai?� ripet� Paul.</p><p>�Niente.�</p><p>�Posso bere?� indic� il sacco tra le mani di Chani. �Vogliono che beva.�</p><p>Jessica percep� il significato nascosto tra le parole e comprese che lui aveva visto il veleno nella sostanza originale, prima che fosse cambiata, ed era preoccupato per lei. Allora Jessica cominci� a chiedersi quali fossero i limiti della prescienza di suo figlio. Quella domanda rivelava molte cose.</p><p>�Puoi bere� gli disse. �� stato cambiato.� E guard� Stilgar, alle spalle di Paul, che la studiava con occhi tenebrosi.</p><p>�Ora sappiamo che non hai mentito� dichiar� Stilgar.</p><p>Lei avvert� un significato nascosto anche in quella frase, ma il languore della droga le ottenebrava ancora i sensi. Com�era calda e rilassante! I Fremen erano stati cos� buoni con lei a procurarle una simile unione�</p><p>Paul vide che la droga si impadroniva di sua madre.</p><p>Cerc� allora nella propria memoria� il passato immutabile, le onde di futuri possibili. Col suo occhio interiore gli pareva di esplorare una successione d�istanti immobili e sconcertanti: i frammenti, strappati al flusso del tempo, erano assai difficili a capirsi.</p><p>La droga� Poteva accumulare un gran numero di dati su di essa, capire ci� che stava facendo a sua madre, ma era una conoscenza priva del suo ritmo naturale, di un sistema di riflessione reciproca.</p><p>All�improvviso cap� che una cosa era la visione del passato nel presente, ma che l�autentica prova della preveggenza era ben diversa: vedere il passato nell�avvenire.</p><p>Tutto continuava a essere diverso da ci� che sembrava.</p><p>�Bevi� disse Chani. Gli fece ondeggiare l�imboccatura del tubo sotto il naso.</p><p>Paul s�irrigid�, fissando Chani. Sent� nell�aria l�eccitazione che annunciava una festa. Sapeva quello che sarebbe accaduto se avesse bevuto la droga: la quintessenza della sostanza che aveva causato in lui il mutamento. Sarebbe ritornato alla visione del tempo puro, un tempo divenuto spazio. La droga lo avrebbe portato su una cima, ad altezze vertiginose, e lo avrebbe sfidato a capire.</p><p>�Bevi, ragazzo� disse Stilgar, alle spalle di Chani. �Stai ritardando il rito.�</p><p>Prest� orecchio alla folla e percep�, nelle innumerevoli voci, una nota selvaggia. �<emphasis>Lisan al-Gaib</emphasis>� dicevano. �<emphasis>Muad�Dib!</emphasis>� Fiss� la madre: Jessica dormiva tranquilla; il suo respiro era profondo e regolare. Nella sua mente sorse una frase giunta da quell�avvenire che era il suo solitario passato: �<emphasis>Dorme nell�Acqua della Vita</emphasis>�<emphasis>.</emphasis></p><p>Chani lo tir� per la manica.</p><p>Paul afferr� con le labbra l�imboccatura del tubo, e ud� la gente che gridava, intorno a lui. Sent� il liquido gorgogliargli nella gola, mentre Chani schiacciava il sacco, e la droga lo stord�. Poi Chani gli tolse il tubo e affid� il sacco alle innumerevoli mani che si protendevano verso di lei dal fondo della caverna. Gli occhi di Paul fissarono il suo braccio e il verde bracciale del dolore.</p><p>Chani, rialzandosi, vide il suo sguardo. Disse: �Posso piangerlo anche nella felicit� dell�Acqua. Anche questo ci ha dato�. Gli afferr� le mani e lo sospinse attraverso la sporgenza rocciosa. �Siamo uguali in questo, Usul: entrambi abbiamo perduto il padre per mano degli Harkonnen.�</p><p>Paul la segu�. Gli sembrava che qualcuno gli avesse staccato la testa dal corpo e l�avesse poi ricollocata a posto con nuove, strane connessioni. Sentiva le gambe lontane e molli.</p><p>Scivolarono dentro a uno stretto passaggio laterale, le cui pareti erano debolmente illuminate. La droga gi� produceva il suo effetto su Paul, e il tempo sbocciava davanti a lui come un fiore. Dovette appoggiarsi a Chani, quando la fanciulla scivol� in un altro tunnel oscuro. Il contatto della sua carne tenera e robusta gli eccit� il sangue. La sensazione si mescol� all�effetto della droga, ripiegando passato e futuro sul presente, in una triplice, quasi istantanea messa a fuoco.</p><p>�Ti conosco, Chani� bisbigli�. �Eravamo seduti su una sporgenza sopra la sabbia e io ho calmato le tue paure. Ci siamo accarezzati nell�oscurit� del sietch. Noi�� Tutto gli si offusc� davanti agli occhi, scosse la testa e incespic�.</p><p>Chani lo sostenne e gli fece strada al di l� di pesanti tende gialle, nel calore di un appartamento privato� tavoli bassi, cuscini, un materasso sotto una coperta arancione.</p><p>Paul cap� vagamente che si erano fermati. Chani era in piedi, davanti a lui e lo fissava. I suoi occhi tradivano un silenzioso terrore.</p><p>�Dimmelo� mormor�.</p><p>�Tu sei Sihaya� disse Paul, �la primavera del deserto.�</p><p>�Quando la trib� divide l�Acqua� replic� Chani, �noi siamo tutti una� una cosa sola. Noi� dividiamo. Io posso sentire gli altri� in me. Ma ho paura di dividere con te.�</p><p>�Perch�?�</p><p>Cerc� di concentrarsi su di lei, ma il passato e il futuro si confondevano col presente, offuscando la sua immagine. La vide in un numero infinito di luoghi e di situazioni.</p><p>�C�� qualcosa che mi spaventa, in te� continu� Chani. �Quando ti ho strappato agli altri� l�ho fatto perch� era questo che volevano. Tu� sei come una forza. Ci fai vedere� <emphasis>cose</emphasis>!�</p><p>Paul si sforz� di parlare distintamente: �Tu� che cosa vedi?�</p><p>Lei si guard� le mani: �Vedo un bambino� qui. � nostro figlio, mio e tuo�. Si port� una mano alla bocca. �Com�� possibile che io conosca ogni sua sembianza?�</p><p><emphasis>Hanno un po� del talento, </emphasis>pens� Paul, <emphasis>ma lo rimuovono perch� li atterrisce.</emphasis></p><p>Ebbe un attimo di lucidit� e vide che Chani tremava.</p><p>�Che cosa vuoi dire?� le chiese.</p><p>�Usul� disse Chani, e tremava ancora.</p><p>�Non puoi ritornare nel futuro� replic� Paul.</p><p>Una profonda compassione per lei lo invase. La strinse a s�, accarezzandole la testa. �Chani, Chani, non aver paura.�</p><p>�Usul, aiutami!�</p><p>Mentre lei parlava, Paul sent� che la droga completava il suo effetto dentro di lui. Il velo del tempo si squarciava per rivelargli il lontano turbine grigio del suo futuro.</p><p>�Sei cos� tranquillo� disse Chani.</p><p>Paul s�immobilizz� nella sua visione interiore, in mezzo al tempo che si dilatava nella sua strana dimensione, un vortice stabile e tuttavia tumultuoso, stretto e nel medesimo istante proiettato a raccogliere mondi ed energie innumerevoli: una corda tesa, sulla quale lui doveva procedere, oscillante come un�altalena.</p><p>Da un lato, vedeva l�Impero, un Harkonnen chiamato Feyd-Rautha che lo minacciava come una lama mortale, i Sardaukar che si rovesciavano fuori dal loro pianeta per riprendere il massacro su Arrakis, la Gilda che complottava e tacitamente approvava, il Bene Gesserit col suo piano di selezione genetica. Si ammassavano tutti sull�orizzonte, trattenuti soltanto dai Fremen e dal loro Muad�Dib: il gigante Fremen ancora dormiente in attesa della selvaggia crociata che avrebbe devastato l�universo.</p><p>Paul sent� di essere il centro, il perno di quell�immensa struttura rotante, e di procedere lungo la corda sottile, l�impercettibile segmento di pace e serenit�, insieme con Chani. Davanti a lui una breve parentesi relativamente tranquilla in un sietch nascosto, un istante di quiete in un universo di violenza.</p><p>�Non c�� altro luogo possibile per un po� di pace� concluse.</p><p>�Usul, tu piangi!� ansim� Chani. �Usul, mia forza, dai forse la tua umidit� ai morti? A quali morti?�</p><p>�A quelli che non lo sono ancora� disse Paul.</p><p>�Allora, lascia che vivano il tempo della loro vita.�</p><p>Attraverso la nebbia della droga Paul seppe che aveva ragione, e la strinse ancora pi� forte, selvaggiamente. �Sihaya!� grid�.</p><p>Chani gli appoggi� una mano sulla guancia: �Non ho pi� paura, Usul. Guardami. Quando mi stringi cos�, anch�io vedo quello che tu vedi�.</p><p>�Che cosa vedi?�</p><p>�Vedo noi due che ci scambiamo il nostro amore in un momento di calma fra due tempeste. Questo noi dovremo fare.�</p><p>La droga s�impadron� ancora di lui, e pens�: <emphasis>Tu mi hai dato cos� spesso il conforto e l�oblio. </emphasis>L�afferr� nuovamente l�iperpercezione, con le sue immagini che si stagliavano nel tempo, e sent� il suo futuro trasformarsi in ricordo: le tenere aggressioni dell�amore fisico, la comunione di s�, la spartizione, la dolcezza e la violenza.</p><p>�Tu sei forte, Chani� mormor�. �Resta con me.�</p><p>�Sempre� disse Chani, e lo baci� sulla guancia.</p></section></section><section><title><p>PARTE TERZA</p><p><emphasis>Il profeta</emphasis></p></title><section><epigraph><p>Nessuna donna, nessun uomo, nessun fanciullo godette mai dell�intimit� di mio padre. Se l�imperatore Padisci� ebbe mai con qualcuno un rapporto che assomigliava vagamente all�amicizia, questo fu col Conte Hasimir Fenring, suo compagno d�infanzia. La misura dell�amicizia del Conte Fenring pu� essere valutata da un fatto positivo: calm� i sospetti del Landsraad, dopo i Fatti di Arrakis. Cost� pi� di un miliardo di solari in spezia, cos� disse mia madre, e vi furono anche altri doni: schiave, onori regali, titoli nobiliari. Ma la seconda e pi� importante prova dell� amicizia del Conte fu negativa: si rifiut� di uccidere un uomo, anche se questo era nelle sue capacita e mio padre l�aveva ordinato. Narrer� di questo pi� avanti.</p><text-author>da �Un profilo del Conte Fenring�, della Principessa Irulan</text-author></epigraph><p>Pieno di rabbia, il Barone Vladimir Harkonnen arrivava dai suoi appartamenti, volteggiando nelle chiazze di luce che il tardo pomeriggio faceva piovere dalle finestre, contorcendosi violentemente sui sospensori.</p><p>Attravers� come un turbine la cucina privata, la biblioteca, la piccola sala dei ricevimenti e l�anticamera della servit�, dov�era gi� l�ora del riposo.</p><p>Il Capitano della Guardia, Jakin Nefud, era accoccolato su un divano all�altro lato della stanza, il volto torpido e assente, istupidito dalla semuta. Il miagolio lamentoso della musica della semuta lo circondava. Aveva intorno la sua corte personale, pronta a servirlo.</p><p>�Nefud!� rugg� il Barone.</p><p>Gli uomini saltarono via da ogni lato.</p><p>Nefud si alz�, pallido come un morto nonostante il narcotico. La musica della semuta si era interrotta.</p><p>�Mio Signore, Barone� disse Nefud. Soltanto la droga impediva alla sua voce di tremare.</p><p>Il Barone esamin� i volti che lo circondavano: gli occhi lo fissavano privi di emozione. Nuovamente rivolse la sua attenzione a Nefud e gli disse in tono soave: �Da quanto tempo sei il capitano delle mie guardie, Nefud?�</p><p>Nefud deglut�. �Dai tempi di Arrakis, mio Signore. Quasi due anni.�</p><p>�E hai sempre previsto i pericoli che minacciavano la mia persona?�</p><p>�� stato sempre il mio unico desiderio, mio Signore.�</p><p>�E allora, dov�� Feyd-Rautha?� rugg� il Barone.</p><p>Nefud indietreggi�. �Mio Signore?�</p><p>�Tu non consideri Feyd-Rautha un pericolo per la mia persona?� Nuovamente il tono soave.</p><p>Nefud si pass� la lingua sulle labbra. L�istupidimento della semuta si dileguava dai suoi occhi. �Feyd-Rautha � nel quartiere degli schiavi, mio Signore.�</p><p>�Ancora con le donne, eh?� Il Barone trem� nello sforzo di dominare la rabbia.</p><p>�Sire, forse 腻</p><p>�Silenzio!�</p><p>Il Barone avanz� di un altro passo nella stanza, notando come gli uomini arretrassero, lasciando un certo spazio intorno a Nefud, dissociando se stessi dall�oggetto della sua ira.</p><p>�Non ti ho forse ordinato di sapere ad ogni istante dove si trova il na-Barone?� gli chiese il Barone. Fece un altro passo in avanti. �Non ti ho forse ordinato di sapere <emphasis>esattamente </emphasis>tutto quello che dice, e a chi?� (Un altro passo). �Non ti ho forse ingiunto d�informarmi di ogni sua visita al quartiere delle schiave?�</p><p>Nefud inghiott�. Gocce di sudore gl�imperlavano la fronte.</p><p>Il Barone concluse con voce piatta, impersonale: �Non ti avevo detto tutto questo?�</p><p>Nefud annu�.</p><p>�E non ti avevo detto, anche, di controllare tutti i ragazzi inviati a me, e che avresti dovuto farlo�<emphasis>personalmente</emphasis>?�</p><p>Ancora una volta Nefud annu�.</p><p>�E non hai visto, per caso, la macchia sulla coscia di quello che mi hai mandato questa sera?� rugg� il Barone. �� possibile che tu��</p><p>�Zio.�</p><p>Il Barone si volt� di scatto, fulminando con lo sguardo Feyd-Rautha, immobile sulla soglia. La presenza di suo nipote, l�, in quel preciso istante, lo sguardo ansioso, il respiro ansante che a stento dissimulava, tutto questo rivelava fin troppe cose, ma soprattutto il sistema di spie che Feyd-Rautha teneva puntato contro di lui.</p><p>�C�� un cadavere nelle mie stanze. Portatelo via� disse il Barone, sfiorando con la mano l�arma a proiettili che aveva sotto la veste, felicitandosi con se stesso che il suo scudo fosse il migliore.</p><p>Feyd-Rautha lanci� un�occhiata alle due guardie, immobili contro la parete a destra, e annu�. I due si precipitarono verso la porta e lungo il corridoio che portava agli appartamenti del Barone.</p><p><emphasis>Quei due. eh? </emphasis>pens� il Barone. <emphasis>Ah, questo giovane mostro ha ancora molto da imparare sulle cospirazioni!</emphasis></p><p>�Presumo che tutto fosse tranquillo nel quartiere degli schiavi, quando l�hai lasciato, Feyd� disse.</p><p>�Giocavo a <emphasis>cheops </emphasis>col Maestro degli Schiavi� replic� Feyd-Rautha, e pens�: <emphasis>Che cos�� che non ha funzionato? Il ragazzo che gli abbiamo mandato � stato, ovviamente, ucciso. Ma era perfetto per quel lavoro. Lo stesso Hawat non avrebbe potuto sceglierlo meglio. Il ragazzo era perfetto!</emphasis></p><p>�Cos�, giocavi agli scacchi piramide� riprese il Barone. �Molto bene. Chi ha vinto?�</p><p>�Io� eh, s� Zio.� Feyd-Rautha si sforz� di nascondere l�inquietudine. Il Barone fece schioccare le dita: �Nefud, vuoi ritornare nelle mie buone grazie?�</p><p>�Mio Signore, che cosa ho fatto?� balbett� Nefud.</p><p>�Non ha importanza, ora� disse il Barone. �Feyd ha battuto il Maestro degli Schiavi a cheops, non hai sentito?�</p><p>�S�, Signore.�</p><p>�Voglio che tu prenda tre uomini e vada dal Maestro degli Schiavi� continu� il Barone. �Strangola il Maestro degli Schiavi. Quando hai finito, portami il suo corpo, perch� io veda se il lavoro � stato fatto bene. Non possiamo avere un giocatore di scacchi cos� inetto al nostro servizio.�</p><p>Feyd-Rautha impallid�. Fece un passo avanti: �Ma Zio, io��</p><p>�Pi� tardi, Feyd� l�interruppe il Barone, con un cenno della mano, �pi� tardi.�</p><p>Le due guardie che erano accorse negli appartamenti del Barone a prelevare il corpo del giovane schiavo passarono barcollando nell�anticamera col loro carico oscillante, facendo strisciare le braccia sul pavimento. Il Barone li segu� con lo sguardo finch� non furono scomparsi.</p><p>Nefud scivol� accanto al Barone. �Volete che uccida subito il Maestro degli Schiavi, mio Signore?�</p><p>�Subito� replic� il Barone. �E quando avrai finito con lui, aggiungi anche quei due che sono appena passati. Non mi � piaciuto il modo con cui hanno trasportato quel corpo. Queste cose vanno fatte con cura. Voglio vedere anche i loro cadaveri.�</p><p>Nefud disse: �Mio Signore, se c�� qualcosa che io��</p><p>�Fai come il tuo padrone ti ha ordinato� l�interruppe Feyd-Rautha. E pens�: <emphasis>Tutto quello che posso sperare, adesso, � di salvare la mia pelle.</emphasis></p><p><emphasis>Bene! </emphasis>pens� il Barone. <emphasis>Ora il ragazzo, almeno, sa come limitare le perdite. </emphasis>Sorrise, e disse tra s�: <emphasis>Il ragazzo sa anche compiacermi ed evitare che la mia ira ricada su di lui. Sa che devo preservarlo. A chi altri potrei passare quelle redini che un giorno dovr� abbandonare? Nessun altro � cos� capace. Ma ha ancora da imparare! E devo proteggere me stesso mentre impara.</emphasis></p><p>Nefud design� gli uomini che dovevano accompagnarlo, e usc� dalla stanza.</p><p>�Ti dispiace accompagnarmi nel mio appartamento, Feyd?� disse il Barone.</p><p>�Sono a tua disposizione.� Feyd-Rautha s�inchin�, pensando: <emphasis>Mi ha preso!</emphasis></p><p>�Dopo di te� fece il Barone, indicando la porta.</p><p>Feyd-Rautha trad� la paura con un attimo di esitazione. <emphasis>Ho sbagliato tutto? </emphasis>si chiese. <emphasis>Mi pianter� forse una lama avvelenata nella schiena� lentamente, attraverso lo scudo? Ha forse trovato un altro successore?</emphasis></p><p><emphasis>Che assapori questo istante di terrore, </emphasis>pens� invece il Barone, incamminandosi dietro il nipote. <emphasis>Sar� il mio successore, ma sceglier� io il momento. Non gli permetter� di abbattere tutto quello che ho edificato!</emphasis></p><p>Feyd-Rautha si sforz� di non camminare troppo rapidamente. Sent� la pelle accapponarglisi sulla schiena, come se il suo stesso corpo si chiedesse quando sarebbe arrivato il colpo. I suoi muscoli si tendevano e si rilassavano continuamente.</p><p>�Non hai sentito le ultime novit� su Arrakis?� disse il Barone.</p><p>�No, Zio.�</p><p>Feyd-Rautha lott� per non voltarsi. Scivol� in un altro corridoio, fuori dell�area di servizio.</p><p>�C�� un nuovo capo religioso, un profeta di qualche tipo tra i Fremen� continu� il Barone. �Lo chiamano Muad�Dib. � buffo. Vuol dire �il Topo�. Ho detto a Rabban di lasciare che abbiano la loro religione. Li terr� occupati.�</p><p>�Molto interessante, Zio� disse Feyd-Rautha. Entr� nel corridoio che portava alle stanze private dello zio, chiedendosi: <emphasis>Perch� mai parla di religione? Vuole forse insinuare qualcosa su di me?</emphasis></p><p>�Gi�, proprio cos� comment� il Barone.</p><p>Entrarono nell�appartamento del Barone e attraversarono la sala dei ricevimenti fino alla camera da letto. Vi erano impercettibili tracce di lotta: una lampada a sospensione rovesciata, un cuscino sul pavimento, e sul capezzale una bobina ipnotica completamente aperta.</p><p>�Un piano molto intelligente� disse il Barone. Mantenne il suo scudo al massimo, si volt� e fronteggi� il nipote. �Ma non abbastanza. Dimmi, Feyd, perch� non mi hai mai colpito personalmente? Non hai avuto abbastanza occasioni?�</p><p>Feyd-Rautha agguant� una sedia a sospensione, scroll� mentalmente le spalle e si sedette, senza che suo zio l�avesse invitato.</p><p><emphasis>Devo giocare d�audacia, adesso, </emphasis>pens�.</p><p>�Sei stato tu a insegnarmi che devo tenere le mani pulite� dichiar�.</p><p>�S� replic� il Barone. �Quando ti troverai davanti all�Imperatore, devi poter dire, in tutta sincerit�, che non sei stato tu a commettere il delitto. La strega dell�Imperatore ascolter� le tue parole e sapr� subito se sono vere o false. S�. Ti ho avvertito di questo.�</p><p>�Perch� non hai mai comperato una Bene Gesserit, Zio?� disse Feyd-Rautha. �Con una Veridica dalla tua parte��</p><p>�Conosci benissimo i miei gusti!� replic� bruscamente il Barone.</p><p>Feyd-Rautha l�osserv�, poi riprese: �Tuttavia, lei ti��</p><p>�Non mi fido di loro!� ringhi� il Barone. �E non cambiare argomento!�</p><p>Feyd-Rautha annu�, umilmente: �Come vuoi tu. Zio�.</p><p>�Mi ricordo di un giorno, nell�arena, qualche anno fa� riprese il Barone. �Quel giorno, sembr� che uno schiavo fosse stato preparato per ucciderti. Era vero?�</p><p>�� stato molto tempo fa, Zio. Dopotutto, io��</p><p>�Non eludere la domanda, per favore� l�interruppe il Barone. Una rabbia crescente risuon� nella sua voce.</p><p>Feyd-Rautha lo fiss�, pensando: <emphasis>Lo sa, altrimenti non me l�avrebbe chiesto.</emphasis></p><p>�Era tutto un imbroglio, Zio. Per screditare il tuo Maestro degli Schiavi.�</p><p>�Molto astuto� disse il Barone. �E anche coraggioso. Quel gladiatore per poco non ti ha ucciso, non � vero?�</p><p>�S�.�</p><p>�Se la tua astuzia fosse pari al coraggio, saresti veramente formidabile.� Il Barone scosse ostentatamente la testa. E come aveva fatto molte volte da quel terribile giorno su Arrakis, rimpianse la perdita di Piter, il Mentat. Era stato un uomo dall�astuzia diabolica e sottile. Tuttavia questo non era bastato a salvarlo. Ancora una volta il Barone scosse la testa: il destino, a volte, era imperscrutabile.</p><p>Feyd-Rautha esamin� la stanza, studiando i segni della lotta, e si chiese come suo zio fosse riuscito a sopraffare lo schiavo che avevano preparato con tanta cura.</p><p>�Come sono riuscito a vincerlo?� disse il Barone. �Ahhh, Feyd� lasciami almeno qualche arma per difendere la mia vecchiaia. � meglio che approfittiamo di questi pochi istanti per concludere un patto.�</p><p>Feyd-Rautha lo fiss�. <emphasis>Un patto! Allora sono sempre il suo erede. Altrimenti, perch� mai parlerebbe di un patto? Ci si accorda soltanto coi propri pari, o quasi.</emphasis></p><p>�Un patto, Zio?� E Feyd-Rautha prov� un certo orgoglio per la sua voce calma e ragionevole, che non tradiva l�interna esultanza.</p><p>Anche il Barone apprezz� il suo controllo e annu�. �Tu sei un�ottima materia prima, Feyd. E io non la spreco mai. Ma insisti, tuttavia, a non voler riconoscere il valore che io rappresento per te. Sei ostinato, non vuoi capire perch� ti convenga risparmiarmi. Questa�� (fece un ampio gesto verso i segni della lotta) �� � stata una follia. E io non premio la follia.�</p><p><emphasis>Arriva al punto, vecchio pazzo! </emphasis>pens� Feyd-Rautha.</p><p>�Tu mi consideri un vecchio pazzo� disse il Barone. �Ti sbagli.�</p><p>�Mi hai parlato di un patto.�</p><p>�Ah, l�impazienza dei giovani� sospir� il Barone. �Bene, ecco il patto, allora: tu cesserai questi folli attentati alla mia vita. E io, quando sarai pronto, abdicher� in tuo favore. Mi ritirer� in una posizione di semplice consigliere, e ti lascer� il trono.�</p><p>�Ritirarti, Zio?�</p><p>�Pensi sempre a me come a un vecchio pazzo� ribatt� il Barone, �e questo lo conferma, non � vero? Sei convinto che ti stia implorando! Stai attento a dove metti i piedi, Feyd. Questo vecchio pazzo ha visto l�ago che avevi piantato nella coscia del ragazzo. Proprio dove avrei appoggiato la mano, eh? La pi� piccola pressione e� <emphasis>Zac</emphasis>! Un ago avvelenato nel palmo del vecchio pazzo! Ahhh, Feyd��</p><p>Il Barone scosse la testa, pensando: <emphasis>E avrebbe anche funzionato, se Hawat non mi avesse avvertito. Bene, lascia pure che il ragazzo si convinca che mi sia accorto del complotto tutto da solo. In un certo senso � vero. Io ho salvato Hawat dalle rovine di Arrakis. E questo ragazzo deve avere pi� rispetto per me.</emphasis></p><p>Feyd-Rautha lott� in silenzio con se stesso: <emphasis>Ha detto la verit�? Vuole davvero ritirarsi? E perch� no? Sono certo di potergli succedere, un giorno, se mi muovo con prudenza. Non pu� vivere per sempre. Forse � stato stupido da parte mia cercar di affrettare il processo.</emphasis></p><p>�Hai parlato di un patto� disse Feyd-Rautha. �Che garanzie offri?�</p><p>�Come possiamo fidarci l�uno dell�altro, eh?� sogghign� il Barone. �Bene, Feyd, per quanto ti concerne, Thufir Hawat ti sorveglier�: ho piena fiducia nei suoi poteri di Mentat, capisci? Per quanto mi riguarda, invece, dovrai prendermi sulla parola. Ma non posso vivere eternamente, Feyd, non � vero? E forse cominci soltanto adesso a sospettare che esistono cose che io so e che anche tu <emphasis>dovresti </emphasis>sapere.�</p><p>�Se io ti do la mia parola� insistette Feyd-Rautha, �che cosa mi offri in cambio?�</p><p>�Ti offro di continuare a vivere.�</p><p>E di nuovo Feyd-Rautha studi� suo zio: <emphasis>Mi fa sorvegliare da Hawat! Che cosa direbbe se gli rivelassi che � stato Hawat in persona a ideare lo scherzo del gladiatore che gli � costato il Maestro degli Schiavi? Probabilmente direbbe che � una menzogna per screditare Hawat. No, il bravo Thufir � un Mentat e ha previsto tutto questo.</emphasis></p><p>�Ebbene, che cosa ne dici?� chiese il Barone.</p><p>�Che cosa posso dire? Accetto, naturalmente.�</p><p>E Feyd-Rautha pens� ancora: <emphasis>Hawat! Gioca al centro, e mette le estreme l�una contro l�altra� � cos�, dunque? � forse passato dalla parte di mio zio perch� non mi sono consigliato con lui per la faccenda del ragazzo?</emphasis></p><p>�Non hai fatto commenti sulla sorveglianza da parte di Hawat� disse il Barone.</p><p>Feyd-Rautha trad� la sua rabbia dilatando le narici. Il nome di Hawat era stato per troppi anni un segnale di pericolo per la famiglia degli Harkonnen� e ora aveva un altro significato. Sempre mortale.</p><p>�Hawat � un giocattolo pericoloso� dichiar�.</p><p>�Giocattolo! Non essere sciocco. Io so come controllarlo. Hawat � soggetto a profonde emozioni, Feyd. � l�uomo senza emozioni che dobbiamo temere. Ma le emozioni� ah� chi ha profonde emozioni pu� essere sempre piegato ai nostri desideri!�</p><p>�Zio, non ti capisco.�</p><p>�Ma � evidente!�</p><p>Solo un battito di palpebre trad� l�ondata di risentimento di Feyd-Rautha.</p><p>�E quando mai hai capito Hawat?� insist� il Barone.</p><p><emphasis>E tu, allora</emphasis>? pens� Feyd-Rautha.</p><p>�Su chi riversa il suo odio, Hawat, per ci� che � diventato?� chiese il Barone. �Su di me? Certamente. Ma lui era uno strumento degli Atreides, e mi ha tenuto a bada per molti anni finch� non ho avuto l�Impero al mio fianco. Cos� lui vede le cose. Il suo odio per me, oggi, � una cosa senza importanza. Crede di potermi vincere in ogni momento. E cos�, � lui il vinto. Perch� dirigo la sua attenzione dove desidero� contro l�Impero.�</p><p>Feyd-Rautha corrug� la fronte, in un lampo di comprensione. La sua bocca si restrinse in una linea sottile. �Contro l�Imperatore?�</p><p><emphasis>Lascia che tuo nipote lo assapori, </emphasis>pens� il Barone. <emphasis>Lascia che dica a se stesso: �L�Imperatore Feyd-Rautha Harkonnen!� Che si domandi quanto valga tutto questo� Certamente la vita di un vecchio zio capace di realizzarlo!</emphasis></p><p>Lentamente, Feyd-Rautha si pass� la lingua sulle labbra. Possibile che il vecchio pazzo dicesse il vero? C�era molto di pi� di quanto sembrava a prima vista.</p><p>�E Hawat� qual � la sua parte in tutto questo?� domand�.</p><p>�Crede di usarci come strumenti della sua vendetta contro l�Imperatore.�</p><p>�E quando sar� compiuta?�</p><p>�Il suo pensiero non va oltre. Hawat � uno di quegli uomini che devono servire gli altri, anche se non lo sa.�</p><p>�Ho imparato molto da lui� disse Feyd-Rautha, e sent� la verit� di queste parole. �Ma pi� imparo, pi� mi convinco che dovremmo eliminarlo� e subito.�</p><p>�Non ti piace l�idea che ti sorvegli?�</p><p>�Hawat sorveglia tutti.�</p><p>�E potrebbe metterti sul trono. Hawat � astuto. Ma � anche pericoloso, tortuoso. Eppure, non gli toglier� ancora l�antidoto. Anche una spada � pericolosa, Feyd. Ma per questa spada, per Hawat� abbiamo un fodero, il veleno che � in lui. Baster� togliergli l�antidoto e la morte lo inghiottir�.�</p><p>�In un certo senso, � come l�arena� comment� Feyd-Rautha. �Finte nelle finte, e ancora finte. Bisogna osservare il gladiatore, i suoi muscoli, i suoi occhi, il modo in cui impugna il coltello.�</p><p>Annu�, quando vide che queste parole piacevano a suo zio. <emphasis>S�! </emphasis>pens�. <emphasis>Come nell�arena! Ma qui � la mente che cala i fendenti!</emphasis></p><p>�Vedi, ora, quanto hai bisogno di me?� disse il Barone. �Sono ancora utile, Feyd.�</p><p><emphasis>Come una spada che s�impugna finch� non � del tutto spuntata, </emphasis>pens� Feyd-Rautha.</p><p>�S�, Zio.�</p><p>�Ora� continu� il Barone, �andremo gi� nel quartiere degli schiavi. E io ti guarder� mentre, con le tue mani, ucciderai tutte le donne nelle stanze del piacere.�</p><p>�Zio!�</p><p>�Ci saranno altre donne, Feyd. Ma voglio che tu non commetta mai un errore, con me, senza pagarlo.�</p><p>Il volto di Feyd-Rautha s�incup�: �Zio, tu��</p><p>�Accetterai la tua punizione e ne farai tesoro� ribatt� il Barone.</p><p>Feyd-Rautha incontr� lo sguardo pieno di cupidigia dello zio: <emphasis>Devo ricordarmi di questa notte, </emphasis>pens�. <emphasis>E insieme a questa, di molte altre notti.</emphasis></p><p>�Non ti rifiuterai� disse il Barone.</p><p><emphasis>Cosa potresti fare, se rifiutassi, vecchio? </emphasis>si domand� Feyd-Rautha. Ma ci sarebbe stato qualche altro castigo, ancora pi� sottile. Qualche altro modo, pi� doloroso, di piegarlo al suo volere.</p><p>�Ti conosco, Feyd. Non ti rifiuterai.�</p><p><emphasis>D�accordo, </emphasis>pens� Feyd-Rautha. <emphasis>Ho bisogno di te, adesso. L�ho capito. Il patto � concluso. Ma non avr� sempre bisogno di te. E� un giorno�</emphasis></p></section><section><epigraph><p>Nelle profondit� del nostro inconscio c�� un bisogno ossessivo di un universo logico e coerente. Ma il vero universo � sempre un passo al di l� della logica.</p><text-author>dalla �Raccolta dei detti di Muad�Dib�, della Principessa Irulan</text-author></epigraph><empty-line/><p><emphasis>Molti capi di Grandi Case si sono seduti davanti a me, </emphasis>disse tra s� Thufir Hawat, <emphasis>ma non ho mai visto un maiale pi� osceno e pericoloso di questo!</emphasis></p><p>�Puoi parlare francamente con me, Hawat� tuon� il Barone. Era sprofondato nella sua sedia a sospensione; gli occhi, sepolti tra le pieghe di grasso, sembravano voler trapassare il Mentat.</p><p>Il vecchio Mentat fece scivolare lo sguardo sul tavolo fra s� e il Barone Vladimir Harkonnen, e ammir� la grana del legno. Anche questo andava considerato, quando si giudicava il Barone, insieme con le pareti rosse dello studio privato e col debole odore dolciastro delle erbe che aleggiava nell�aria, mascherando il cupo sentore di muschio.</p><p>�Non � stato per un semplice capriccio che mi hai fatto inviare quell�avvertimento a Rabban� continu� il Barone.</p><p>Il volto coriaceo di Hawat rest� impassibile, senza rivelare la minima traccia del suo disgusto. �Sospetto molte cose, mio Signore� disse.</p><p>�S�? Ebbene, voglio sapere cosa ha a che fare Arrakis con i tuoi sospetti su Salusa Secundus. Non basta che tu mi abbia detto che l�Imperatore si agita a causa di una certa relazione tra Arrakis e il suo misterioso pianeta prigione. Io mi sono affrettato a inviare quell�avvertimento a Rabban soltanto perch� il corriere partiva con la prima astronave. Tu mi avevi detto che non era urgente. Benissimo. Ma ora esigo una spiegazione.�</p><p><emphasis>Chiacchiera troppo, </emphasis>pens� Hawat. <emphasis>Il Duca Leto poteva dirmi una cosa con un semplice gesto della mano, o alzando un sopracciglio. E al Vecchio Duca bastava una sola parola a esprimere un�intera frase. Questo � uno zotico villano. Distruggerlo sar� rendere un servizio all�umanit� intera.</emphasis></p><p>�Non te ne andrai di qui finch� non mi avrai dato una completa spiegazione� disse il Barone.</p><p>�Voi parlate troppo alla leggera di Salusa Secundus� replic� Hawat.</p><p>�� una colonia penale� dichiar� il Barone. �La peggiore feccia della Galassia viene scaraventata su Salusa Secundus. Che cos�altro c�� da sapere?�</p><p>�Le condizioni che regnano sul pianeta prigione sono spaventose� disse Hawat. �Le peggiori dell�intera Galassia. La mortalit� fra i nuovi prigionieri, si afferma, supera il sessanta per cento. L�Imperatore esercita lass� tutte le forme possibili di oppressione. E voi, che sapete tutto questo, non vi siete mai posto alcuna domanda?�</p><p>�L�Imperatore non consente alle Grandi Case d�ispezionare la sua prigione� grugn� il Barone. �D�altra parte, neppure lui ha mai visto le mie segrete.�</p><p>�E ogni curiosit� a proposito di Salusa Secundus� continu� Hawat, portando l�indice magro e ossuto alle labbra, �� ah� scoraggiata.�</p><p>�Perch� l�Imperatore non � affatto fiero di alcune cose che � costretto a fare lass�!�</p><p>Hawat consent� che l�ombra di un sorriso gli sfiorasse le labbra macchiate. I suoi occhi scintillarono alla luce della lampada, mentre fissava il Barone.</p><p>�E voi, non vi siete mai chiesto dove l�Imperatore trova i suoi Sardaukar?�</p><p>Il Barone strinse le labbra grassocce. Cos�, assomigli� a un bambino che tenesse il broncio. Replic�, in tono petulante: �Perch� mai? Li recluta� Voglio dire, il servizio di leva, gli arruolamenti��</p><p>�Uh!� l�interruppe Hawat. �Le storie che si sentono sulle prodezze dei Sardaukar non sono voci, vero? Sono rapporti di prima mano dei pochi sopravvissuti che li hanno affrontati, non � cos�?�</p><p>�I Sardaukar sono eccellenti soldati, non c�� dubbio� disse il Barone. �Ma io sono convinto che anche le mie legioni��</p><p>�Una massa di escursionisti spensierati, al confronto!� ringhi� Hawat. �Credete che io non sappia per quale ragione l�Imperatore si � scagliato contro la Casa degli Atreides?�</p><p>�Questo non � un argomento per le tue speculazioni!� esclam� il Barone.</p><p><emphasis>� possibile che neppure lui conosca i veri motivi dell�Imperatore? </emphasis>si chiese Hawat.</p><p>�Qualsiasi argomento � aperto alle mie speculazioni� ribatt�, �se ha una relazione anche minima con l�incarico che voi mi avete affidato. Io sono un Mentat. Non si nasconde alcuna informazione, alcun dato a un Mentat.�</p><p>Per un lungo minuto, il Barone lo fiss� in silenzio, poi annu�: �Di� quello che devi dire, Mentat��</p><p>�L�Imperatore Padisci� si � scagliato contro la Casa degli Atreides perch� i Maestri di Guerra del Duca, Gurney Halleck e Duncan Idaho, avevano addestrato una unit� di combattimento� una <emphasis>piccola </emphasis>unit�� il cui valore sfiorava quello dei Sardaukar. Alcuni uomini erano perfino migliori. E il Duca stava per accrescere questa unit�, rendendola potente quanto le forze dell�Imperatore.</p><p>Il Barone soppes� la rivelazione, e poi: �Qual � la parte di Arrakis in tutto questo?�</p><p>�Il pianeta � una fonte di reclute gi� condizionate e addestrate a sopravvivere nelle condizioni pi� difficili.�</p><p>Il Barone scosse la testa: �� possibile che tu intenda� i Fremen?�</p><p>�Intendo proprio i Fremen.�</p><p>�Ah! E allora, perch� avvertire Rabban? Dopo il pogrom dei Sardaukar e la repressione di Rabban, � rimasto soltanto un pugno di Fremen!�</p><p>Hawat lo fiss� in silenzio.</p><p>�Soltanto un pugno!� ripet� il Barone. �Solo l�anno scorso Rabban ne ha uccisi seimila!�</p><p>E tuttavia, Hawat continuava a fissarlo.</p><p>�E l�anno prima novemila. E i Sarduakar, prima di andarsene, devono averne massacrati almeno ventimila.�</p><p>�Quali sono state le perdite di Rabban negli ultimi due anni?� chiese Hawat.</p><p>Il Barone si sfreg� una guancia. �Beh, ha la mano piuttosto pesante nel reclutare, a dire il vero. I suoi agenti fanno promesse stravaganti, e��</p><p>�Trentamila?� disse Hawat.</p><p>�Questo mi sembra un po� troppo�� cominci� il Barone.</p><p>�Al contrario!� esclam� Hawat. �So leggere tra le righe dei rapporti di Rabban quanto voi. E voi avrete certamente capito quelli dei miei agenti.�</p><p>�Arrakis � un pianeta crudele� disse il Barone. �Le sole perdite dovute alle tempeste��</p><p>�Sappiamo entrambi le perdite dovute alle tempeste� l�interruppe Hawat.</p><p>�E allora, anche se avesse perduto trentamila uomini?� chiese il Barone, mentre il sangue gli incupiva il volto.</p><p>�In base ai suoi stessi calcoli� replic� Hawat, �Rabban ne ha uccisi quindicimila in due anni, perdendo un numero doppio dei suoi uomini. Voi avete detto che i Sardaukar ne hanno massacrati altri ventimila, probabilmente un po� di pi�. Io ho visto le lettere di carico delle astronavi che li hanno portati via da Arrakis. Se ne hanno uccisi ventimila, le loro perdite sono state almeno di cinque contro uno. Perch� non accettate queste cifre, Barone, e non cercate di capire ci� che significano?�</p><p>Il Barone rispose in tono freddamente misurato: �Questo � il tuo lavoro, Mentat Che cosa significano?�</p><p>�Vi ho riferito la valutazione compiuta da Duncan Idaho sul numero di quelli che abitavano il sietch da lui visitato� disse Hawat. �Il conto torna. Con duecentocinquanta sietch della stessa grandezza, la loro popolazione dovrebbe elevarsi a cinque milioni. Ma una mia stima personale mi ha convinto che i sietch sono almeno il doppio. Su un simile pianeta, la popolazione � molto dispersa.�</p><p>�Dieci milioni?�</p><p>Le guance del Barone fremettero per lo stupore.</p><p>�Come minimo.�</p><p>Il Barone si morse le labbra carnose. I suoi occhi piccoli e brillanti fissavano Hawat come succhielli. � veramente una deduzione da Mentat? si chiese. <emphasis>Possibile che nessuno l�abbia mai sospettato?</emphasis></p><p>�Non siamo neppure riusciti a intaccare il tasso delle nascite� riprese Hawat. �Tutt�al pi�, abbiamo eliminato gli esemplari pi� scadenti, lasciando che i pi� forti diventassero ancora pi� forti� proprio come su Salusa Secundus.�</p><p>�Salusa Secundus!� abbai� il Barone. �Che rapporto pu� esserci tra Arrakis e il pianeta prigione dell�Imperatore?�</p><p>�Un uomo che sopravvive su Salusa Secundus � senz�altro pi� duro degli altri� spieg� Hawat. �E quando voi vi aggiungete un buon addestramento militare��</p><p>�Che assurdit�! Stando ai tuoi ragionamenti, io dovrei reclutare tra i Fremen, visto il modo in cui mio nipote li ha oppressi.�</p><p>Hawat replic� a bassa voce: �Voi non opprimete mai le vostre truppe?�</p><p>�Ebbene� io� s셻</p><p>�L�oppressione � una cosa relativa� continu� Hawat. �I vostri soldati stanno molto meglio della gente che li circonda. Hanno sotto gli occhi alternative assai meno piacevoli per chi non � soldato del Barone, non � vero?�</p><p>Il Barone riflett� in silenzio, lo sguardo vacuo. Le possibilit�� Era possibile che Rabban, senza volerlo, avesse dato alla Casa degli Harkonnen la sua arma finale?</p><p>Disse, infine: �E com�� possibile esser certi della lealt� di queste reclute?�</p><p>�Io li dividerei in piccoli gruppi, non pi� grandi di un plotone� disse Hawat. �Li toglierei dalla loro condizione di oppressi e li isolerei insieme con un gruppo d�istruttori che capiscano il loro ambiente, gente come loro, che sia appena uscita dallo stesso tipo di oppressione. Poi li impregnerei di un misticismo secondo il quale il loro pianeta � in realt� un campo segreto di addestramento destinato a produrre gli esseri superiori che sono diventati. E mostrerei loro tutto quello che un essere superiore ha il diritto di possedere: ricchezza, donne bellissime, dimore sontuose� qualsiasi cosa essi desiderino.�</p><p>Il Barone annu�. �Tutto quello che hanno i Sardaukar.�</p><p>�Le reclute col tempo si convincono che un pianeta come Salusa Secundus � perfettamente giustificato perch� ha creato l��lite� loro stessi. Sotto molti aspetti, anche il minore in grado dei Sardaukar ha un�esistenza esaltante quanto quella di un membro delle Grandi Case.�</p><p>�Che idea!� mormor� il Barone.</p><p>�Voi cominciate a condividere i miei sospetti� disse Hawat.</p><p>�Come una cosa simile ha potuto avere inizio?�</p><p>�Volete dire in realt�: Qual � l�origine della Casa di Corrino? C�era forse qualcuno su Salusa Secundus prima che llmperatore v�inviasse il primo contingente di prigionieri? Perfino il Duca Leto, un cugino del ramo femminile, non lo seppe mai con certezza. Queste domande non sono mai incoraggiate.�</p><p>Gli occhi del Barone scintillarono, mentre rifletteva. �S�, un segreto molto ben nascosto. Hanno usato ogni mezzo per��</p><p>�E poi� riprese Hawat, �che cosa c�� da nascondere? Che l�Imperatore Padisci� ha un pianeta prigione? Tutti lo sanno. Che ci sia��</p><p>�Il Conte Fenring!� erutt� il Barone.</p><p>Hawat s�interruppe accigliandosi, e fiss� il Barone, perplesso. �Che cosa c�� a proposito del Conte Fenring?�</p><p>�Per il compleanno di mio nipote, qualche anno fa� disse il Barone, �questo lacch� dell�Imperatore, il Conte Fenring, era venuto come osservatore ufficiale e per� s�, per concludere un accordo tra l�Imperatore e me.�</p><p>�E con questo?�</p><p>�Io� durante una delle nostre conversazioni, credo di aver detto qualcosa sulla possibilit� di trasformare Arrakis in un pianeta prigione. Fenring��</p><p>�Che cosa ha detto esattamente?� chiese Hawat.</p><p>�Esattamente! � stato molto tempo fa, e��</p><p>�Mio Signore, Barone, se volete servirvi di me nel miglior modo possibile, dovete darmi informazioni precise. La conversazione non � stata registrata?�</p><p>Il Barone divent� paonazzo per la rabbia. �Sei perfido come Piter! Non mi piacciono questi��</p><p>�Piter non � pi� al vostro fianco, mio Signore� disse Hawat. �A proposito, che cosa � successo a Piter?�</p><p>�Era diventato troppo sfacciato, esigente� replic� il Barone.</p><p>�Voi mi avete garantito che non avete mai sciupato un uomo che vi fosse utile� continu� Hawat. �Volete sciuparmi con minacce e inganni? Stavamo parlando di quello che voi avete detto al Conte Fenring.�</p><p>Lentamente il Barone si ricompose. <emphasis>Quando verr� il momento, </emphasis>si disse, <emphasis>mi ricorder� della tua villania. Oh, stai pur sicuro che mi ricorder�.</emphasis></p><p>�Un momento� disse, e ripens� all�incontro nel grande atrio. Cerc� di visualizzare il cono di silenzio nel quale si erano trovati. �Ho detto all�incirca questo: �L�Imperatore sa che un certo numero di morti ha sempre fatto parte degli affari�. Mi riferivo alle perdite tra le nostre squadre di lavoro. Poi ho parlato di un�altra soluzione al problema di Arrakis, dicendo che il pianeta prigione dell�Imperatore mi aveva fatto venire l�idea di imitarlo.�</p><p>�Sangue di strega!� imprec� Hawat. �E Fenring, che cosa ha risposto?�</p><p>�A questo punto ha cominciato a chiedermi informazioni su di te.�</p><p>Hawat sprofond� nella sedia, chiudendo gli occhi. �Cos�, � per questo che hanno incominciato a interessarsi di Arrakis. Ebbene, la cosa � fatta.� Apr� gli occhi. �Devono avere spie su tutto Arrakis, ormai. Due anni!�</p><p>�Ma non � certo stato il mio innocente suggerimento a��</p><p>�Niente � innocente agli occhi dell�Imperatore! Quali istruzioni avete impartito a Rabban?�</p><p>�Doveva semplicemente insegnare ad Arrakis a tremare davanti a noi.�</p><p>Hawat scosse la testa: �Ora, Barone, vi restano soltanto due soluzioni. Potete sterminare i nativi, spazzarli via completamente dalla faccia del pianeta, oppure��</p><p>�Distruggere tutta la manodopera?�</p><p>�Preferite che l�Imperatore e le Grandi Case di cui gode ancora l�appoggio sbarchino su Giedi Primo per una pulizia generale, mettano a ferro e a fuoco l�intero pianeta e lascino al suo posto una zucca vuota?�</p><p>Il Barone studi� il suo Mentat, poi disse: �Non oserebbe!�</p><p>�Davvero?�</p><p>Le labbra del Barone tremarono. �Qual � l�altra soluzione?�</p><p>�Abbandonate il vostro caro nipote, Rabban.�</p><p>�Abbandonare�� Il Barone s�interruppe, fissando Hawat.</p><p>�Non mandategli pi� truppe n� aiuti di nessun genere. Non rispondete ai suoi messaggi se non per dirgli che vi ha sconvolto il modo orribile in cui ha amministrato Arrakis, e che avete intenzione di prendere misure correttive il pi� presto possibile. Io far� in modo che alcuni di questi messaggi siano intercettati dalle spie imperiali.�</p><p>�Ma la spezia, il profitto, il��</p><p>�Esigete i profitti della vostra baronia, ma state bene attento al modo in cui formulerete le vostre richieste. Chiedete una somma fissa a Rabban. Noi possiamo��</p><p>Il Barone alz� le braccia: �Ma come posso esser certo che quella volpe di mio nipote non sia��</p><p>�Abbiamo ancora le nostre spie su Arrakis. Dite a Rabban che deve rispettare la sua quota di spezia, o sar� esautorato.�</p><p>�Conosco mio nipote� replic� il Barone. �Questo lo spinger� a opprimere ancora di pi� la popolazione.�</p><p>�Ma certamente!� esclam� Hawat. �Voi non potete volere che si fermi adesso! Voi volete soltanto una cosa: le mani pulite. Lasciate dunque che sia Rabban a creare per voi questo nuovo Salusa Secundus. Non c�� neppure bisogno di mandargli i prigionieri. Ha a sua disposizione tutto il popolo di Arrakis. Se Rabban spremer� la sua gente per rispettare la quota di spezia, l�Imperatore non avr� pi� alcuna ragione di sospettare altri motivi. La spezia � pi� che sufficiente per mettere alla tortura un intero pianeta. Quanto a voi, Barone, non una sola parola o un solo atto che smentiscano questa convinzione.�</p><p>Il Barone non riusc� a cancellare una nota di ammirazione nella propria voce: �Hawat, quanto sei tortuoso! Ma come potremo penetrare in Arrakis e impadronirci di quello che Rabban ci sta preparando?�</p><p>�� la cosa pi� semplice, Barone. Se ogni anno voi aumenterete la quota rispetto all�anno precedente, le cose raggiungeranno presto il limite. La produzione precipiter� a zero. Voi potrete esautorare Rabban e prendere il suo posto� per rimediare al disastro.�</p><p>�Tutto quadra� disse il Barone. �Ma io sono stanco di tutto questo. Sto preparando un altro che si occuper� di Arrakis� al mio posto.�</p><p>Hawat studi� il volto grasso e flaccido davanti a lui. Lentamente il vecchio soldato spia annu�. �Feyd-Rautha� mormor�. �Cos�, questo � il vero motivo della selvaggia oppressione di Arrakis. Anche voi siete tortuoso, Barone. Forse possiamo fondere insieme i due piani. S�. Il vostro Feyd-Rautha pu� presentarsi come il salvatore di Arrakis. Pu� guadagnarsi il favore delle masse. S셻</p><p>Il Barone sorrise. E dietro il suo sorriso, si domand�: <emphasis>E fino a qual punto questo coincide col piano personale di Hawat?</emphasis></p><p>Hawat cap� che il colloquio era finito. Si alz� e lasci� la camera dalle rosse pareti. Allontanandosi, non riusciva a dimenticare le inquietanti incognite che sembravano spuntare da ogni parte in ogni sua speculazione su Arrakis� Il nuovo capo religioso, al quale Gurney Halleck aveva accennato dal suo nascondiglio tra i contrabbandieri, questo Muad�Dib.</p><p><emphasis>Forse non avrei dovuto dire al Barone che lasci fiorire liberamente questa religione tra le genti del pan e del graben, </emphasis>pens�. <emphasis>� noto che la repressione favorisce l�espandersi delle religioni.</emphasis></p><p>E ripens� ai rapporti di Halleck sulle tattiche di guerriglia dei Fremen. Esse puzzavano dello stesso Halleck� di Idaho� e perfino di Hawat.</p><p><emphasis>Idaho � riuscito a sopravvivere</emphasis>? si chiese.</p><p>Ma era una domanda futile. Non si era ancora chiesto se era possibile che Paul fosse sopravvissuto. Sapeva che il Barone era convinto che tutti gli Atreides fossero morti. La strega Bene Gesserit era stata la sua arma, il Barone l�aveva riconosciuto. E questo poteva significare soltanto che erano tutti morti� perfino il figlio di quella donna.</p><p><emphasis>Quale odio velenoso deve avere avuto quella donna per gli Atreides! </emphasis>pens�. <emphasis>Un odio simile a quello che io provo per questo Barone. Il mio colpo finale sar� definitivo come il suo?</emphasis></p></section><section><epigraph><p>In tutte le cose c�� un ritmo che � parte del nostro universo. Ha simmetria, eleganza e grazia: le qualit� in cui si coglie il vero artista. � il ritmo delle stagioni, il modo in cui la sabbia modella una cresta, sono i rovi creosoto e il profilo delle foglie. Noi cerchiamo di copiare questi disegni, di trasferirli nelle nostre vite e nella nostra societ�, di farne rivivere il ritmo, la danza che ci riconfortano. E tuttavia, un pericolo si nasconde nella perfezione finale. � chiaro che lo schema ultimo contiene la sua propria fissit�. In questa perfezione ogni cosa procede verso la morte.</p><text-author>dalla �Raccolta dei detti di Muad�Dib�, della Principessa Irulan</text-author></epigraph><empty-line/><p>Paul Muad�Dib ricord� un pasto, carico di spezia. Si afferr� a quel ricordo, che era l�unico ancoraggio sicuro. In base ad esso poteva dirsi che il momento presente doveva essere un sogno.</p><p><emphasis>Io sono la scena degli eventi, </emphasis>pens�. <emphasis>Io sono vittima di una visione imperfetta, della coscienza razziale e del suo terribile scopo.</emphasis></p><p>E tuttavia non poteva sfuggire alla paura di essersi in qualche modo superato, di aver perduto la sua posizione nel tempo: il passato, il presente e il futuro si mescolavano confusamente. Era una specie di affaticamento visivo, il quale era dovuto, lo sapeva, alla necessit� costante di mantenere la sua prescienza del futuro come una sorta di ricordo, qualcosa di intrinsecamente legato al passato.</p><p><emphasis>Chani mi ha preparato la cena, </emphasis>si disse.</p><p>E tuttavia Chani era nel profondo Sud, nel gelido paese dove il sole bruciava, nascosta in una delle nuove roccaforti sietch, al sicuro con suo figlio, Leto II.</p><p>O forse era una cosa non ancora accaduta?</p><p>No, si rassicur�, poich� Alia la Strana, sua sorella, era anche lei laggi�, con sua madre e con Chani: un viaggio di venti martellatori verso sud, in un palanchino da Reverenda Madre, fissato al dorso di un creatore selvaggio.</p><p>Scacci� il pensiero di cavalcare il verme gigante e si chiese: <emphasis>O forse Alia non � ancora nata?</emphasis></p><p><emphasis>Una razzia, </emphasis>ricord� Paul. <emphasis>Ci siamo precipitati a recuperare l�acqua dei nostri morti ad Arrakeen. E io ho trovato i resti di mio padre sulla pira funeraria. Ho edificato un tempio per il teschio di mio padre nella rocca dei Fremen che guarda il Passo di Harg.</emphasis></p><p><emphasis>O forse non � ancora accaduto?</emphasis></p><p><emphasis>Le mie ferite sono reali. Le mie cicatrici sono reali. E anche l�altare col teschio di mio padre � reale.</emphasis></p><p>Ancora immerso nel sogno, Paul si ricord� che Harah, la donna di Jamis, un giorno si era precipitata da lui per annunciargli che vi era stato uno scontro nel corridoio del sietch. Questo era stato nel primo sietch, quando le donne e i fanciulli non erano ancora stati inviati nel profondo Sud.</p><p>Harah era comparsa sulla soglia della stanza interna, le ali nere dei suoi capelli corvini spinte all�indietro e legate da una catena di anelli d�acqua. Aveva scostato violentemente i tendaggi per dirgli che Chani aveva appena ucciso qualcuno.</p><p><emphasis>Questo � realmente accaduto, </emphasis>si disse Paul. <emphasis>Non � fatto del mio tempo. Non sar� pi� cambiato.</emphasis></p><p>Paul ricord� di essersi precipitato fuori: aveva incontrato Chani sotto i globi gialli del corridoio, avvolta in una tunica azzurra, il cappuccio gettato all�indietro, ansante, il suo viso da elfo rosso per lo sforzo sostenuto. Stava infilando il cryss nel fodero. Un gruppo d�uomini si allontanava in fretta, accalcandosi nel corridoio, con un fardello.</p><p>Si ricord� di aver pensato: <emphasis>Si capisce subito, quando c�� un corpo da trasportare.</emphasis></p><p>Gli anelli d�acqua di Chani tintinnarono quando la fanciulla si volt� verso di lui: li portava liberamente nel sietch, intorno al collo.</p><p>�Chani, che cosa � accaduto?�</p><p>�Ho eliminato qualcuno che era venuto a sfidarti, Usul.�</p><p>�<emphasis>Tu </emphasis>lo hai ucciso?�</p><p>�S�, ma� forse avrei dovuto lasciarlo ad Harah.�</p><p>(E Paul si ricord� della gente intorno a lui, che aveva mostrato di apprezzare queste parole. Perfino Harah era scoppiata a ridere.)</p><p>�Ma era venuto a sfidare <emphasis>me!</emphasis>�</p><p>�Tu mi hai insegnato l�arte magica, Usul.�</p><p>�Certo! Ma tu non��</p><p>�Sono nata nel deserto, Usul. So usare un cryss.�</p><p>Paul domin� la collera e si sforz� di parlare con calma: �Tutto questo � senz�altro vero, Chani, ma��</p><p>�Non sono pi� una bambina che d� la caccia agli scorpioni nel sietch, alla luce di un globo portatile, Usul. Non gioco pi�.�</p><p>Paul la fiss�, corrucciato, colpito dall�improvvisa ferocia rivelata con tanta disinvoltura.</p><p>�Non meritava di sfidarti, Usul� disse Chani. �Non avrei disturbato la tua meditazione per uno come lui.� Gli si avvicin�, lo guard� di sfuggita e la sua voce divenne un mormorio: �E poi, mio amato, quando si sapr� che un uomo ha incontrato <emphasis>me </emphasis>e ha fatto una fine ignominiosa per mano della donna di Muad�Dib, saranno ben pochi quelli che oseranno sfidarti�.</p><p><emphasis>S�, </emphasis>pens� Paul, <emphasis>questo � certamente accaduto. � il passato autentico. E il numero di quelli che volevano sfidare la nuova lama di Muad�Dib � diminuito drasticamente.</emphasis></p><p>In qualche luogo, in un mondo che non apparteneva al sogno, ci fu un movimento: il grido di un uccello notturno.</p><p><emphasis>Io sto sognando, </emphasis>si disse Paul. <emphasis>� il cibo a base di spezia.</emphasis></p><p>Tuttavia, provava ancora questa sensazione di abbandono. Si chiese se non fosse possibile che il suo spirito <emphasis>ruh </emphasis>fosse in qualche modo scivolato nel mondo in cui, secondo i Fremen, egli aveva la sua vera esistenza l�<emphasis>Alam al-Mithal, </emphasis>il mondo delle similitudini, quel reame trascendente in cui ogni limitazione fisica era annullata. Al pensiero di quel mondo ebbe paura, perch� la mancanza di ogni limitazione significava la scomparsa di tutti i punti di riferimento. In questo mitico universo era impossibile orientarsi e dire: �Io sono io perch� io sono qui�.</p><p>Sua madre gli aveva detto, una volta: �Il popolo � diviso. Almeno una parte, non sa cosa pensare di te�.</p><p><emphasis>Devo essere sul punto di svegliarmi, </emphasis>pens� Paul. Poich� questo era accaduto: erano le precise parole di sua madre, Lady Jessica, ora Reverenda Madre dei Fremen. Queste parole appartenevano alla realt�.</p><p>Jessica temeva i legami religiosi che si erano instaurati tra lui e i Fremen, Paul lo sapeva. Non le piaceva sentire che il popolo dei sietch e quello del graben si riferivano a Muad�Dib come a <emphasis>Lui. </emphasis>Lei stessa non cessava d�interrogare le trib�, disseminando le sue Sayyadina, raccogliendo le loro risposte e meditando malinconicamente su di esse.</p><p>Gli aveva citato un proverbio Bene Gesserit: �Quando religione e politica viaggiano sullo stesso carro, i viaggiatori pensano che niente li possa fermare. Vanno sempre pi� rapidi, rapidi, rapidi. Non pensano agli ostacoli e si dimenticano che un precipizio si rivela sempre troppo tardi�.</p><p>Paul ricord� di essersi seduto nell�appartamento di sua madre, nella stanza pi� interna tappezzata di cupi tendaggi ricamati con disegni ispirati alla mitologia Fremen. L�aveva ascoltata a lungo, notando il modo in cui lei osservava instancabilmente, anche quando abbassava gli occhi. Il suo volto ovale aveva nuove pieghe agli angoli della bocca, ma i suoi capelli risplendevano ancora come il bronzo. I suoi grandi occhi verdi, tuttavia, erano velati dalla sfumatura azzurra della spezia.</p><p>�I Fremen hanno una religione semplice e pratica� lui aveva replicato.</p><p>�Nessuna religione � semplice� lei l�aveva avvertito.</p><p>Ma Paul, considerando il futuro denso di nubi tempestose che incombevano su di loro, fu travolto dall�ira. Riusc� a dire soltanto: �La religione unifica le nostre forze. � la nostra mistica�.</p><p>�Tu coltivi deliberatamente questa atmosfera� lo accus� lei. �Non smetti mai d�indottrinarli.�</p><p>�� quello che mi hai insegnato.�</p><p>Ma quel giorno Jessica era piena di rimproveri e di contraddizioni. Vi era stata la cerimonia della circoncisione del piccolo Leto. Paul aveva capito alcune delle ragioni per cui era sconvolta. Sua madre non aveva mai accettato il suo legame� il �matrimonio di giovent�� con Chani. Ma Chani aveva generato un figlio agli Atreides, e Jessica non aveva potuto rinnegare il figlio con la madre.</p><p>Sotto il suo sguardo, Jessica aveva reagito: �Tu pensi che io sia una madre snaturata?�</p><p>�Certamente no.�</p><p>�Vedo come mi guardi quando sono con tua sorella. Tu non la capisci.�</p><p>�So perch� Alia � diversa� replic� Paul. �Non era ancora nata, ma parte di te stessa, quando hai trasformato l�Acqua di Vita. Alia��</p><p>�Tu non sai niente di tutto questo!�</p><p>E Paul, incapace di spiegare la conoscenza che aveva estratto dal tempo, ribatt� soltanto: �Non sei una madre snaturata�.</p><p>Jessica cap� la sua angoscia, e disse: �Figlio mio, devo confessarti una cosa�.</p><p>�S�?�</p><p>�Voglio bene alla tua Chani. La accetto.�</p><p>Questo era reale, si disse Paul. Non era una visione imperfetta che gli stessi dolori del parto del tempo avrebbero potuto cambiare.</p><p>Questa sicurezza gli garant� una solida presa sul mondo. Frammenti di realt� comparvero nel suo sogno. Seppe bruscamente di trovarsi in un <emphasis>hiereg, </emphasis>un accampamento nel deserto. Chani aveva piantato la sua tenda distillante sulla sabbia farinosa, cos� morbida� Questo poteva soltanto significare che Chani era l� vicino� Chani, la sua anima, la sua sihaya, dolce come la primavera del deserto, Chani tra i palmeti del profondo Sud.</p><p>Ora ricord� la canzone delle sabbie che aveva scelto per l�ora del sonno:</p><poem><stanza><v>�Anima mia,</v><v>Non voglio il Paradiso questa notte,</v><v>Ma giuro, per Shai-hulud,</v><v>Che ci andrai ugualmente,</v><v>Ubbidendo al mio amore�.</v></stanza></poem><p>E poi aveva intonato il canto di marcia che, sulla sabbia, univa gli innamorati, il ritmo simile al fruscio delle dune sotto i piedi:</p><poem><stanza><v>�Parlami dei tuoi occhi</v><v>E ti parler� del tuo cuore.</v><v>Parlami dei tuoi piedi</v><v>E ti parler� delle tue mani.</v><v>Parlami del tuo sonno</v><v>E ti parler� del tuo risveglio.</v><v>Parlami dei tuoi desideri</v><v>E ti parler� della tua sete�.</v></stanza></poem><p>In un�altra tenda qualcuno aveva pizzicato un baliset. E allora aveva pensato a Gurney Halieck. Al ricordo di quella musica familiare aveva pensato a Gurney, di cui aveva intravisto il volto in una banda di contrabbandieri; Gurney, invece, non l�aveva visto: non doveva vederlo, per non riaccendere inavvertitamente la caccia degli Harkonnen al figlio del Duca ucciso.</p><p>Ma lo stile di colui che suonava, quella notte, il tocco delicato di quelle dita sulle corde del baliset risvegliarono un nome nella memoria di Paul. Quello di Chatt il Saltatore, capitano dei Fedaykin, i commandos suicidi cui era affidata la salvezza di Muad�Dib.</p><p><emphasis>Siamo nel deserto, </emphasis>si ricord�. <emphasis>Nell�erg centrale, al di l� delle pattuglie degli Harkonnen. Sono qui per camminare sulla sabbia, per attirare il creatore e cavalcarlo grazie alla mia astuzia, e provare che io sono totalmente un Fremen.</emphasis></p><p>Sent� la presenza della pistola maula alla cintura, e del cryss. E intorno a s� percep� il silenzio.</p><p>Era quel silenzio particolare che prelude al mattino, quando gli uccelli notturni si sono gi� ritirati e le creature del giorno non hanno ancora annunciato il loro risveglio al nemico, il sole.</p><p>�Devi cavalcare sulla sabbia alla luce del giorno, perch� Shaihulud veda, e sappia che non hai paura.� Questo gli aveva detto Stilgar. �Cos�, cambieremo le nostre usanze e dormiremo di notte.�</p><p>Lentamente, Paul si sollev�: la tuta distillante gli pendeva slacciata sul corpo; pi� avanti la tenda era soltanto un�ombra. Si mosse silenziosamente, e tuttavia Chani lo ud�.</p><p>Parl� dal buio della tenda, ombra nell�ombra. �Non � ancora giorno del tutto, mio amato.�</p><p>�Sihaya� disse Paul, sorridendo.</p><p>�Tu mi chiami la tua primavera del deserto� replic� Chani, �ma oggi sar� il tuo pungolo. Oggi, io sono la Sayyadina, e veglier� che i riti siano rispettati.�</p><p>Paul cominci� ad allacciarsi la tuta. �Mi hai ripetuto una volta le parole del Kitab al-Ibar: �La donna � il tuo campo; vai dunque al tuo campo e coltivalo�.�</p><p>�Io sono la madre del tuo primogenito.�</p><p>La vide, nella grigia penombra, che imitava i suoi gesti, stringendo la tuta distillante per il deserto. �Dovresti riposare il pi� possibile� gli disse Chani.</p><p>Sent� l�amore nelle sue parole e la rimprover�, scherzando: �La Sayyadina che osserva non dovrebbe mettere in guardia il candidato�.</p><p>Lei scivol� al suo fianco e gli appoggi� una mano sulla guancia: �Oggi io sono quella che osserva, ma anche la tua donna�.</p><p>�Avresti dovuto lasciare questo compito a un�altra� disse Paul.</p><p>�L�attesa � troppo terribile. Preferisco essere al tuo fianco.�</p><p>Paul le baci� la mano prima di sistemarsi la tuta sul viso, poi si volt� e tolse la chiusura alla tenda. L�aria che li invest� era gelida e leggermente umida: avrebbe lasciato tracce di rugiada sul deserto, all�alba. Aveva il profumo della massa prespezia, quella che avevano scoperta poco lontano, a nord est, e che aveva rivelato la vicinanza di un creatore.</p><p>Paul strisci� fuori dall�apertura a sfintere, si rizz� sulla sabbia e contrasse i muscoli per scacciare l�ultima traccia di sonno. Una lieve luminescenza verde perlacea si disegnava sull�orizzonte, a est. Nella penombra, le tende della sua gente erano come tante piccole dune. Colse un movimento alla sua sinistra (le sentinelle) e seppe che lo avevano visto.</p><p>Sapevano il pericolo che lui avrebbe affrontato, oggi. Tutti i Fremen lo avevano affrontato. Gli accordavano ancora qualche istante di solitudine perch� potesse meglio prepararsi.</p><p><emphasis>Dev�esser fatto oggi, </emphasis>si disse.</p><p>Pens� al potere che brandiva contro il pogrom: i vecchi che ora gli inviavano i propri figli perch� li addestrasse al suo magico modo di combattere, i vecchi che lo ascoltavano in consiglio e che seguivano i suoi piani, e che poi ritornavano a fargli il massimo complimento possibile per un Fremen: �Il tuo piano � riuscito. Muad�Dib�.</p><p>Tuttavia il pi� piccolo, il pi� meschino tra i guerrieri Fremen era capace di una cosa che lui non aveva mai fatto. E Paul sapeva che la sua autorit� ne soffriva, per questo, poich� tutti sapevano la differenza tra lui e loro.</p><p>Non aveva mai cavalcato un creatore.</p><p>Oh, certo, era montato in groppa con gli altri, in viaggi di addestramento e incursioni� ma non aveva mai viaggiato da solo. Finch� non lo avesse fatto, il suo universo sarebbe stato limitato dall�abilit� degli altri. Era una cosa, questa, che un vero Fremen non avrebbe mai sopportato. Finch� non l�avesse fatto, i vasti territori del sud (circa venti martellatori oltre l�erg) gli sarebbero stati proibiti a meno che non ordinasse un palanchino, assoggettandosi a viaggiare come una Reverenda Madre o un ammalato grave.</p><p>Si ricord� della lunga lotta combattuta durante la notte con la sua coscienza interiore. Colse uno strano parallelismo: se avesse dominato il creatore, il suo potere si sarebbe rafforzato; se avesse dominato il suo occhio interiore, avrebbe avuto allora un nuovo potere su se stesso. Ma al di l� vi era la zona nebbiosa, la grande turbolenza che sembrava impadronirsi di tutto l�universo.</p><p>Era ossessionato dai diversi modi in cui percepiva l�universo: confuso e preciso nello stesso tempo. Lo vide <emphasis>in situ. </emphasis>E tuttavia, quando era nato, quando le pressioni della realt� cominciavano ad agire sul tempo, il <emphasis>presente </emphasis>acquistava una propria vita e cresceva con le sue differenze sottili e sfuggenti. Il terribile scopo incombeva e con esso la coscienza razziale. E, sopra ogni cosa, il jihad, sanguinoso e selvaggio.</p><p>Chani lo raggiunse fuori della tenda, le braccia strette sul petto. Lo guard� di sfuggita, come faceva sempre per indovinare il suo stato d�animo.</p><p>�Parlami ancora delle acque del tuo mondo, Usul� gli disse.</p><p>Paul cap� che tentava di distrarlo, di liberare la sua mente da ogni tensione prima della prova mortale. Il cielo era sempre pi� chiaro e alcuni dei suoi Fedaykin stavano gi� ripiegando le tende.</p><p>�Preferirei che tu mi parlassi del sietch e di nostro figlio� disse Paul. �Il nostro Leto tiranneggia sempre mia madre?�</p><p>�E anche Alia� aggiunse Chani. �E cresce a vista d�occhio.�</p><p>�Com�� il Sud?�</p><p>�Quando avrai cavalcato il creatore, lo vedrai da solo.� �Ma vorrei vederlo prima attraverso i tuoi occhi.�</p><p>�� un luogo terribilmente solitario� disse Chani.</p><p>Paul tese la mano verso la sua fronte e sfior� la sciarpa <emphasis>nezhoni </emphasis>che le usciva dalla tuta. �Perch� non vuoi parlare del sietch?�</p><p>�Ne ho gi� parlato. Il sietch � un luogo terribilmente solitario senza i nostri uomini. � un luogo per lavorare. Noi passiamo le ore nelle officine. Dobbiamo fabbricare armi, piantare i pali per le previsioni del tempo, raccogliere la spezia per il tributo. Dobbiamo seminare le dune perch� la vegetazione vi cresca e le ancori. Dobbiamo confezionare tende e tessuti, caricare le celle a combustibile. E infine vi sono i fanciulli da addestrare, perch� la forza della trib� non venga mai meno.�</p><p>�Non c�� nulla di piacevole, allora, nel sietch?�</p><p>�I bambini sono piacevoli. Seguiamo i riti. Abbiamo cibo a sufficienza. A volte, una di noi ritorna al nord dal suo uomo. La vita deve continuare.�</p><p>�Mia sorella, Alia� � stata accettata dal popolo?�</p><p>Chani si volt� a guardarlo, alla crescente luce dell�alba. I suoi occhi lo fissarono, tristi. �Discuteremo di questo in un altro momento, mio amato.�</p><p>�Discutiamone subito.�</p><p>�Dovresti conservare le tue energie per la prova.�</p><p>Paul si accorse di aver toccato un punto sensibile. All�improvviso la voce di Chani parve esitante, lontana. �L�ignoto� disse, �ha le sue sofferenze.�</p><p>Qualche istante dopo, riprese: �C�� ancora una certa� incomprensione, a causa della diversit� di Alia. Le donne hanno paura perch� una bambina, quasi una neonata, parla� di cose che solo un adulto dovrebbe conoscere. Non capiscono il� mutamento in grembo a sua madre che ha reso Alia� diversa�.</p><p>�C�� qualche guaio?� chiese Paul. E pens�: <emphasis>Ho avuto la visione di Alia e dei suoi guai.</emphasis></p><p>Chani fiss� l�orizzonte risplendente. �Alcune donne si sono unite per appellarsi alla Reverenda Madre. Le hanno chiesto di esorcizzare il demonio che � in sua figlia. Hanno citato le scritture: �Non consentirete che una strega viva tra voi!��</p><p>�E cosa ha risposto mia madre?�</p><p>�Ha recitato la legge e ha respinto le donne, facendole vergognare. Ha detto: �Se Alia � fonte di guai, la colpa � dell�autorit� che non ha saputo prevederli e impedirli�. E ha cercato di spiegare il modo in cui il mutamento ha agito su Alia, quand�era in grembo a lei. Ma le donne erano furiose perch� lei le aveva confuse, e se ne sono andate imprecando.�</p><p><emphasis>Alia provocher� dei disordini, </emphasis>pens� Paul.</p><p>Uno spruzzo di sabbia cristallina gli sfior� il viso, portandogli l�odore della prespezia. �<emphasis>El sayal</emphasis>� disse, �la pioggia di sabbia che porta il mattino.�</p><p>Il suo sguardo corse sul deserto, nella grigia luminosit� dell�alba, sul paesaggio che superava ogni desolazione, su questa sabbia eternamente uguale, l�immagine di se stessa. Un lampo accecante si disegn� in una zona d�ombra, verso sud: una tempesta giunta al parossismo elettrico. Il rombo del tuono rimbalz� a lungo.</p><p>�La voce che beatifica la terra� disse Chani.</p><p>Altri uomini uscivano dalle tende. Le sentinelle ritornavano dai bordi dell�accampamento. Tutto intorno a lui procedeva alla perfezione, secondo l�antica routine che non richiedeva alcun ordine.</p><p>�Dai il minor numero possibile di ordini� gli aveva detto un giorno suo padre� molto tempo fa. �Una volta che avrai dato un ordine a proposito di una certa cosa, dovrai ripeterlo continuamente.�</p><p>I Fremen conoscevano istintivamente questa regola.</p><p>Il Maestro d�Acqua della truppa inton� il canto del mattino, e vi aggiunse le parole rituali per l�iniziazione di un nuovo cavaliere delle sabbie.</p><p>�Il mondo � una carcassa� salmodi�, e il suo lamento riecheggi� tra le dune. �Chi pu� respingere l�Angelo della Morte? Ci� che Shai-hulud ha deciso, deve essere.�</p><p>Paul ascolt�: queste erano le stesse parole con cui si iniziava il canto della morte dei suoi Fedaykin: quello che intonavano lanciandosi nella battaglia.</p><p><emphasis>Vi sar� un nuovo mausoleo di roccia, oggi, per celebrare la dipartita di un�altra anima? </emphasis>si chiese Paul. <emphasis>Forse i Fremen faranno tappa, qui, nel futuro, aggiungendo un�altra pietra e pensando a Muad�Dib che mor� in questo luogo?</emphasis></p><p>Sapeva che questa era una delle alternative possibili, uno dei <emphasis>fatti </emphasis>che s�irradiavano nel futuro a partire da quel punto preciso dello spaziotempo. La visione imperfetta lo tormentava. Pi� si opponeva al suo terribile scopo e lottava contro l�avvento del jihad, pi� il turbine si accelerava. Il suo avvenire si trasformava in un fiume che si precipitava dentro un abisso, un groviglio di violenza oltre il quale tutto era nebbia e nuvole.</p><p>�Stilgar si avvicina� disse Chani. �Devo separarmi da te, mio amato. Ora devo essere la Sayyadina e assistere al rito, perch� sia trascritto in tutta la sua verit� nelle Cronache.� Lo fiss�, e per un attimo si sent� venir meno. Poi riacquist� il controllo: �Quando tutto questo sar� finito, ti preparer� la colazione con le mie stesse mani�. Poi si volt�, allontanandosi.</p><p>Stilgar giunse attraverso la sabbia farinosa, sollevando ciuffi di polvere. Le profondit� oscure dei suoi occhi fissarono Paul con uno sguardo indomito. La barba nera che affiorava dal bordo della tuta, le guance rugose, tutto sembrava scolpito dal vento nella roccia.</p><p>Portava lo stendardo di Paul, verde e nero, l�asta del quale nascondeva un tubo d�acqua� una bandiera ormai leggendaria su Arrakis. Con una traccia d�orgoglio, Paul pens�: <emphasis>La pi� semplice delle cose che io faccio diviene leggenda. Avranno gi� notato il modo in cui ho congedato Chani, e come accolgo Stilgar� il pi� piccolo dei miei gesti, oggi. Che io muoia o che io viva, sar� sempre una leggenda. Non devo morire. Poich� rimarrebbe soltanto la leggenda e nulla pi� potrebbe arrestare il jihad.</emphasis></p><p>Stilgar piant� l�asta della bandiera nella sabbia accanto a Paul e lasci� ricadere le braccia sui fianchi. Gli occhi azzurri nell�azzurro continuarono a fissarlo, indomiti. E Paul pens� che anche i suoi occhi stavano acquistando il colore della spezia.</p><p>�Ci hanno negato lo Hajj� dichiar� Stilgar, con rituale solennit�.</p><p>E Paul rispose, come Chani gli aveva insegnato: �Chi pu� negare a un Fremen il diritto di camminare o cavalcare dove vuole?�</p><p>�Io sono un Naib� disse Stilgar. �Nessuno mai mi prender� vivo. Io sono un piede del tripode della morte che distrugger� i nostri nemici.�</p><p>Il silenzio cal� su di loro.</p><p>Paul lanci� un�occhiata agli altri Fremen, immobili sulla sabbia oltre Stilgar, immersi nella loro personale preghiera. E pens� che i Fremen erano un popolo che viveva per uccidere, un intero popolo che era sempre vissuto nella rabbia e nel dolore, senza mai pensare che potessero esistere altre cose, fuorch� il sogno che Liet-Kynes aveva donato ad essi prima di morire.</p><p>�Dov�� il Signore che ci ha condotto attraverso deserti e gli abissi?� chiese Stilgar.</p><p>�� sempre con noi� risposero i Fremen.</p><p>Stilgar si raddrizz�, si avvicin� a Paul e gli sussurr�: �Ora, ricordati quanto ti ho detto. Devi agire nel modo pi� semplice e diretto. Senza alcuna fantasia. Noi Fremen cavalchiamo il creatore gi� a dodici anni. Tu hai sei anni di pi�, e non sei nato per questa vita. Non devi impressionare nessuno col tuo coraggio. Sappiamo che sei coraggioso. Devi soltanto chiamare il creatore e cavalcarlo�.</p><p>�Me ne ricorder� disse Paul.</p><p>�Ci conto. Non ho alcun desiderio che la vergogna ricada sul tuo insegnante.�</p><p>Stilgar estrasse dalla veste una bacchetta di plastica lunga circa un metro. Un�estremit� era appuntita, l�altra aveva un meccanismo a molla. �Ho preparato io stesso questo martellatore. � buono. Accettalo.�</p><p>Paul sent� nella mano la superficie liscia e cedevole della plastica, e il suo tepore.</p><p>�Shishakli ha i tuoi ami� riprese Stilgar. �Te li dar� non appena tu sarai su quella duna, laggi�.� Indic� alla sua destra. �Chiama un grosso creatore, Usul. Mostraci la strada.�</p><p>La voce di Stilgar era insieme solenne e piena dell�inquietudine di un amico.</p><p>In quell�istante il sole sembr� balzare sopra l�orizzonte. Il cielo acquist� la sfumatura grigio argento che annunciava una giornata torrida.</p><p>�Ecco il giorno ardente� disse Stilgar, e la sua voce aveva tutta la solennit� del rito. �Vai, Usul, e cavalca il creatore, solca la sabbia come si addice a un condottiero.�</p><p>Paul salut� il suo stendardo, il quale pendeva inerte: il vento dell�alba era cessato. Si volt� verso la duna che Stilgar gli aveva indicato: un pendio roccioso con una cresta a forma di �S�. Gi� la maggior parte dei Fremen s� allontanava in direzione opposta, risalendo la duna che aveva ospitato l�accampamento.</p><p>Una figura avvolta nel mantello rimaneva sul sentiero di Paul: Shishakli, un capo dei Fedaykin; soltanto i suoi occhi erano visibili, sotto le palpebre fortemente segnate, fra il cappuccio e il bordo della tuta. All�avvicinarsi di Paul, gli porse due aste sottili, simili a due fruste. Erano lunghe circa un metro e mezzo e munite di uncini di plastacciaio a un�estremit�, e sull�altra di un manico ruvido per facilitare la presa.</p><p>Paul le afferr� ambedue con la sinistra, secondo il rituale.</p><p>�Questi sono i miei ami� disse Shishakli, con voce rauca. �Non hanno mai sbagliato.�</p><p>Paul annu� in silenzio, come prescritto, super� l�uomo e risal� il pendio della duna. Sulla cresta si guard� indietro e vide i Fremen che si spargevano intorno come uno sciame d�insetti, sventolando i mantelli. Era solo, adesso, in cima alla duna, con l�orizzonte piatto e immobile davanti a lui. Era una buona duna, questa che Stilgar aveva scelto per lui, pi� alta delle altre, e gli consentiva una vista pi� vantaggiosa.</p><p>Piegandosi in avanti, Paul piant� il martellatore in profondit� sul lato della duna rivolto al vento, dove la sabbia era pi� compatta e avrebbe consentito una miglior propagazione al rumore. Poi esit�, ripassando mentalmente la lezione e gli imperativi di vita e di morte che doveva affrontare.</p><p>Non appena avesse schiacciato l�impugnatura a molla, il martellatore avrebbe cominciato a battere il suo appello. In qualche punto, nelle profondit� della sabbia, un verme gigante (un creatore) l�avrebbe udito e si sarebbe precipitato verso l�origine del rumore. Con le aste uncinate simili a fruste, Paul avrebbe agganciato un anello del verme e sarebbe balzato in groppa al creatore. Finch� l�uncino avesse mantenuto aperto il bordo dell�anello, esponendo all�abrasione della sabbia gli strati interni sensibili, il creatore non sarebbe pi� sprofondato sotto il deserto. Al contrario avrebbe sollevato il suo corpo gigantesco arcuandolo, nel tentativo di allontanare il pi� possibile dalla superficie sabbiosa il segmento aperto.</p><p><emphasis>Sono un cavaliere delle sabbie, </emphasis>si disse Paul.</p><p>Fiss� gli uncini che stringeva nella mano sinistra: pens� che avrebbe dovuto soltanto farli scivolare lungo i fianchi ricurvi del gigantesco creatore, per far s� che il verme contraesse il corpo e si curvasse su quel lato, e per poi guidarlo dove voleva. Aveva gi� visto questa manovra. Lo avevano gi� fatto salire sul fianco di un verme per brevi cavalcate di allenamento. Il verme catturato poteva esser cavalcato finch� non si arrestava esausto tra le dune, e allora bisognava chiamare un nuovo creatore.</p><p>Una volta superata la prova, Paul sapeva che l�avrebbero autorizzato a compiere il viaggio di venti martellatori fino alle terre del sud, libero di riposarsi nei nuovi sietch e tra i palmeti, dove le donne e i bambini erano stati condotti per sfuggire al pogrom.</p><p>Alz� la testa e guard� a sud, ricordandosi che il creatore che sarebbe sorto dal sud era un fattore ignoto, e che, del resto, anche colui che lo chiamava era nuovo a questa prova.</p><p>�Devi calcolare con cura il suo avvicinamento� gli aveva detto Stilgar. �Devi essere abbastanza vicino per poter balzare sulla sua schiena quando ti passer� accanto, e abbastanza lontano per evitare che ti inghiottisca.�</p><p>Con un gesto improvviso Paul liber� l�impugnatura a molla del martellatore, e il richiamo cominci� a rullare sulla sabbia: �Bum!� Bum!� Bum!��</p><p>Paul si raddrizz� e scrut� l�orizzonte e ricord� ancora le parole di Stilgar: �Esamina con cura la sua linea di avvicinamento. Ricorda che un verme molto raramente si avvicina a un martellatore senza farsi vedere. In tutti i casi, ascolta. Forse puoi udirlo prima ancora di vederlo�.</p><p>E, al colmo della notte, Chani, in preda al terrore per lui, gli aveva mormorato: �Quando attraversi il sentiero di un creatore, devi restare immobile e silenzioso. Devi essere, e pensare, come un mucchio di sabbia. Nasconditi nel tuo mantello e diventa una duna, anche nel tuo intimo�.</p><p>Lentamente, Paul esplor� l�orizzonte, ascoltando, pronto a osservare i segni che gli erano stati insegnati.</p><p>Giunse da sudest, un sibilo lontano, un sussurrio della sabbia. Qualche istante dopo distinse il profilo della creatura che avanzava contro la luce dell�alba, e si rese conto di non aver mai visto un verme cos� grande, anzi, di non averne mai sentito parlare. La creatura era lunga quasi tre chilometri, e le onde di sabbia sulla sua testa erano come l�avvicinarsi di una montagna.</p><p><emphasis>Non ho mai visto niente di simile nella mia vita o nelle mie visioni, </emphasis>pens�. Si precipit� in avanti, verso il segno del verme, interamente assorbito dagli imperativi di questo istante.�</p></section><section><epigraph><p>�Controlla la moneta e le alleanze. Che la canaglia si diverta col resto.� Questo dice l�Imperatore Padisci�. E aggiunge: �Se volete profitti, dovete regnare� C�� della verit� in queste parole, ma io mi chiedo: �Chi � la canaglia e chi sono i regnanti?�</p><text-author>messaggio segreto di Muad�Dib al Landsraad, tratto dal</text-author><text-author>�Risveglio di Arrakis�, della Principessa Irulan</text-author></epigraph><empty-line/><p>Un pensiero non sollecitato si affacci� alla mente di Jessica: <emphasis>Paul sar� sottoposto alla prova dei cavalieri delle sabbie, adesso. Hanno cercato di tenermelo nascosto, ma � fin troppo evidente.</emphasis></p><p><emphasis>E Chani � partita per qualche misteriosa destinazione.</emphasis></p><p>Jessica sedeva nella sua camera, approfittando di un breve riposo tra due lezioni notturne. Era una stanza piacevole, ma non cos� vasta come quella che l�aveva ospitata al Sietch Tabr prima della loro fuga dal pogrom. Tuttavia, i tappeti erano soffici, come pure i cuscini, e vi erano un basso tavolino da caff� e tende multicolori alle pareti: alcuni globi luminosi irradiavano una dolce luminosit� gialla. La stanza era impregnata dell�acre, antico odore dei Fremen, un odore che Jessica aveva finito per associare a un senso di sicurezza.</p><p>E tuttavia sapeva che non sarebbe mai riuscita a superare la sensazione di trovarsi in un luogo straniero. E questa differenza nessun tappeto, nessuna tenda multicolore poteva cancellarla.</p><p>Un debole rullio, un tintinnio le giunsero. Riconobbe il rito che celebrava un parto. Quello di Subiay, probabilmente. Il suo momento si avvicinava. Jessica sapeva che molto presto le avrebbero portato il bambino (un cherubino dagli occhi azzurri) perch� la Reverenda Madre lo benedicesse. Sapeva inoltre che sua figlia, Alia, partecipava alla celebrazione e le avrebbe riferito ogni particolare.</p><p>Non era ancora il momento di recitare le preghiere serali della separazione. Non avrebbero iniziato la celebrazione di una nascita a poca distanza dalle cerimonie in cui avrebbero pianto le razzie di schiavi su Poritrin, Bela Tegeusi, Rossak e Harmonthep.</p><p>Jessica sospir�. Sapeva che tentava di non pensare a suo figlio e ai pericoli che doveva affrontare� i pozzi trappola con gli spuntoni avvelenati, le incursioni degli Harkonnen (anche se un po� alla volta queste diventavano pi� rare grazie alle nuove armi che Paul aveva procurato ai Fremen per abbattere velivoli e predatori), e infine i pericoli naturali del deserto: i creatori, la sete e i crepacci di sabbia.</p><p>Pens� di chiamare qualcuno per il caff�, e nello stesso tempo riflett� sul paradosso rappresentato dal modo di vivere dei Fremen, alla comodit� di questi sietch, nelle caverne, al confronto dei <emphasis>pyon </emphasis>del graben. E ancora, come resistessero molto pi� di un qualsiasi mercenario Harkonnen a uno <emphasis>hajr </emphasis>nel deserto.</p><p>Una mano bruna s�infil� fra le tende al suo fianco, depose una tazza sul tavolino e si ritir�. Dalla tazza si alz� l�aroma del caff� di spezia.</p><p><emphasis>Un�offerta per la celebrazione della nascita, </emphasis>pens� Jessica.</p><p>Prese la tazza e sorseggi� il caff�, sorridendo a se stessa. <emphasis>In quale altra societ� dell�universo una persona nella mia posizione potrebbe accettare una bevanda anonima e berla senza paura? </emphasis>si chiese. <emphasis>Ora potrei mutare qualsiasi veleno prima che mi faccia del male, ma il donatore non lo sa.</emphasis></p><p>Sorseggi� il caff� caldo e delizioso, assaporando l�energia e il vigore della bevanda. E si chiese quale altra societ� avrebbe avuto un riguardo cos� naturale per la sua intimit� e per il suo conforto, al punto che il donatore s�intrometteva nella sua stanza solo per l�attimo sufficiente a depositare il dono, senza neppure presentarsi a lei. Il dono proveniva dal rispetto e dall�amore� con soltanto una leggerissima punta di paura.</p><p>Poi, un nuovo elemento si chiar� nella sua mente: lei aveva pensato al caff� ed esso era venuto. Non aveva nulla a che vedere con la telepatia, lei lo sapeva. Era il <emphasis>tau, </emphasis>l�unit� nella comunit� del sietch: una compensazione dell�elusivo veleno della spezia che tutti assimilavano. La grande massa della gente non avrebbe mai potuto sperare di raggiungere la libert� che le aveva conferito il seme di spezia: non erano stati n� addestrati, n� preparati. Le loro menti respingevano quello che non potevano capire o accettare. Ma a volte essi percepivano e reagivano come un unico organismo.</p><p>E il pensiero che si trattasse di semplici coincidenze non era mai passato nelle loro menti.</p><p><emphasis>Paul ha subito la prova? </emphasis>si chiese Jessica. <emphasis>� senz�altro capace di superarla, ma gli incidenti colpiscono anche i pi� bravi.</emphasis></p><p>L�attesa.</p><p><emphasis>� la monotonia, </emphasis>pens�. <emphasis>Non si pu� aspettare cos� a lungo. La monotonia, la tristezza ti sommergono.</emphasis></p><p>L�attesa impregnava in molti modi le loro esistenze.</p><p><emphasis>Siamo qui da pi� di due anni, </emphasis>pens� ancora. <emphasis>E dovr� passare un tempo almeno doppio perch� possiamo osare� non gi� di strappare Arrakis al mostro degli Harkonnen, il Mudir Nahya, Beast Rabban� ma soltanto di sperarlo.</emphasis></p><p>�Reverenda Madre?�</p><p>La voce, al di l� delle tende, era quella di Harah, l�altra donna nella casa di Paul.</p><p>�S�, Harah.�</p><p>Le tende si aprirono e Harah sembr� scivolare attraverso il tessuto. Calzava sandali da sietch e una tunica rossa e gialla che le lasciava scoperte le braccia fin quasi alle spalle. I suoi capelli neri erano divisi in mezzo e pettinati all�indietro come le elitre di un insetto, piatti e brillanti contro la sua testa. Il suo profilo aguzzo da uccello da preda era accigliato.</p><p>Dietro di lei entr� Alia: una bambina di circa due anni.</p><p>Vedendo la figlia, Jessica fu colpita, una volta di pi�, dalla somiglianza della bambina con Paul, alla stessa et�. Alia aveva gli stessi grandi occhi solenni, interrogativi, i capelli neri e la bocca decisa. Ma c�erano anche impercettibili differenze, ed era a causa di esse che la maggior parte degli adulti trovava Alia inquietante. La bambina (poco pi� di una lattante) si comportava con una calma e una consapevolezza insolite per la sua et�. Gli adulti si scandalizzavano quando scoppiava a ridere a un sottile gioco di parole sul sesso. Oppure, prestando orecchio alla sua voce infantile, indistinta a causa del palato soffice non ancora formato, scoprivano nelle sue parole osservazioni maliziose che certamente non si basavano sulle esperienze di una bambina di due anni.</p><p>Harah sprofond� in un mucchio di cuscini, con un sospiro esasperato, e si accigli�.</p><p>�Alia� disse Jessica, e invit� la figlia con un gesto a venire avanti.</p><p>La bimba si avvicin� alla madre, sprofondando a sua volta in un cuscino accanto a lei e le afferr� strettamente una mano. Il contatto della carne riattiv� quella reciproca consapevolezza che avevano condiviso prima della sua nascita. Non era una partecipazione di pensieri, anche se scoccavano lampi tra le loro menti quando Jessica mutava il veleno della spezia durante le cerimonie. Era qualcosa di pi� grande: l�immediata consapevolezza di un�altra scintilla di vita, qualcosa di acuto e vivido, una risonanza nervosa che le rendeva emotivamente una sola persona.</p><p>Nel modo formale adatto a un membro della famiglia di suo figlio, Jessica disse: �<emphasis>Suhakh ul kuhar, </emphasis>Harah. Questa notte ti ritrova in salute?�</p><p>Con la stessa tradizionale formalit�, Harah rispose: �<emphasis>Subakh un nar. </emphasis>Sto bene�.</p><p>Le parole erano prive di qualsiasi sfumatura. Sospir� ancora.</p><p>Jessica sent� che Alia si divertiva.</p><p>�La <emphasis>ghanima </emphasis>di mio fratello � in collera con me� disse Alia col suo leggero balbettio.</p><p>Jessica avvert� la parola usata da Alia per riferirsi ad Harah: <emphasis>ghanima. </emphasis>Nelle sottigliezze della lingua Fremen, questa parola significava �qualcosa conquistato in battaglia�, e il modo con cui era stata pronunciata implicava che il �qualcosa� non era pi� usato per il suo scopo originario. Un ornamento, come una punta di lancia usata come contrappeso per una tenda.</p><p>Harah si accigli�. �Non cercare d�insultarmi, bambina. Io conosco il mio posto.�</p><p>�Che cosa hai combinato questa volta, Alia?� chiese Jessica.</p><p>�Non solo si � rifiutata di giocare con gli altri bambini� si affrett� a dire Harah, �ma si � intromessa nella��</p><p>�Mi sono nascosta tra le tende e ho guardato il figlio di Subiay che nasceva� disse Alia. �� un bambino. Piangeva e piangeva. Che polmoni! Quando ha pianto abbastanza��</p><p>�� uscita fuori e lo ha toccato� l�interruppe Harah. �E il bambino ha smesso di piangere. Tutti sanno che un figlio dei Fremen deve piangere alla nascita, nel sietch, perch� non possa pi� piangere e tradirci durante uno hajr.�</p><p>�Aveva pianto abbastanza� ribatt� Alia. �Volevo soltanto sentire la sua scintilla vitale. � tutto. E quando mi ha sentito, non ha pi� voluto piangere.�</p><p>�Tutto questo ha provocato nuove chiacchiere� replic� Harah.</p><p>�Il figlio di Subiay � sano?� chiese Jessica. C�era qualcosa che preoccupava profondamente Harah.</p><p>�Sano quanto una madre pu� desiderare� disse Harah. �Sanno che Alia non gli ha fatto alcun male. Non gl�importa poi tanto che lo abbia toccato. Si � calmato subito ed era felice. Ma�� Harah scroll� le spalle.</p><p>�� la diversit� di mia figlia, no?� chiese Jessica. �� il modo in cui parla di cose che non dovrebbero riguardarla se non tra molti anni� e di altre che dovrebbe ignorare, cose del passato.�</p><p>�Come pu� sapere qual era l�aspetto di un bambino su Bela Tegeusi?� domand� Harah.</p><p>�Ma era cos�!� ribatt� Alia. �Il figlio di Subiay era identico al figlio di Mitha, che � nato prima della partenza.�</p><p>�Alia!� grid� Jessica. �Ti ho avvertita!�</p><p>�Madre, l�ho visto ed era vero. Il��</p><p>Jessica scosse la testa: lesse sul volto di Harah l�inquietudine. <emphasis>Che cosa ho generato? </emphasis>si chiese. <emphasis>Mia figlia, quando � nata, gi� sapeva tutto quello che io sapevo� e anche di pi�. Tutto le � stato rivelato nei corridoi del passato, dalla Reverenda Madre, dentro di me.</emphasis></p><p>�Non sono soltanto le cose che dice� riprese Harah. �Ci sono anche gli esercizi. Il modo in cui si siede e fissa una roccia, muovendo soltanto un muscolo accanto al naso, o un dito, o��</p><p>�Questo fa parte dell�addestramento Bene Gesserit� l�interruppe Jessica. �Tu lo sai. Harah. Vorresti negare a mia figlia la sua eredit�?�</p><p>�Reverenda Madre, tu sai che queste cose non hanno importanza per me. Ma si tratta del popolo e del modo in cui mormora. Sento il pericolo. Dicono che tua figlia � un demonio, che gli altri bambini si rifiutano di giocare con lei, che tua figlia 腻</p><p>�Ha cos� poco in comune con gli altri bambini� disse Jessica. �Non � un demonio, � soltanto��</p><p>�Certo che non lo �!�</p><p>Jessica fu sorpresa dalla veemenza di Harah, e lanci� un�occhiata alla figlia. Alia sembrava perduta tra i suoi pensieri: irradiava come un�impressione� di attesa. Jessica guard� nuovamente Harah.</p><p>�Io ti rispetto perch� fai parte della famiglia di mio figlio� disse. (Alia si agit� contro la sua mano). �Puoi confidarmi tutto ci� che ti tormenta.�</p><p>�Ben presto non far� pi� parte della famiglia di tuo figlio� replic� Harah. �Se ho atteso fino ad oggi � stato soltanto per il bene dei miei figli, per la speciale educazione che ricevono in quanto figli di Usul. C�� ben poco che io possa fare per loro poich� � risaputo che non divido il letto di tuo figlio.�</p><p>Ancora una volta Alia si agit� accanto alla madre, mezzo addormentata.</p><p>�Tu sei stata tuttavia una buona compagna per mio figlio� disse Jessica. E aggiunse nella sua mente, poich� questi pensieri non l�abbandonavano mai: <emphasis>Una compagna� non una sposa. </emphasis>Poi i suoi pensieri si concentrarono sui pettegolezzi del sietch, su quello che pi� l�addolorava: il legame di Paul con Chani, che si era trasformato in matrimonio.</p><p><emphasis>Io amo Chani, </emphasis>pens�. Ma nel medesimo istante si ricord� che l�amore avrebbe dovuto annullarsi davanti alla necessit� del trono. Nei matrimoni dei nobili c�erano ben altre ragioni che l�amore!</p><p>�Tu credi che io ignori quello che hai in mente per tuo figlio?� domand� Harah.</p><p>�Cosa vuoi dire?�</p><p>�Tu stai progettando di unire le trib� sotto di <emphasis>Lui.</emphasis>�</p><p>�� male, questo?�</p><p>�Vedo un pericolo per lui� E Alia fa parte di questo pericolo.�</p><p>Alia si accoccol� tutta contro la madre, apr� gli occhi e guard� Harah.</p><p>�Vi ho osservato quando siete insieme� prosegu� Harah. �Il modo in cui vi toccate. Alia � carne della mia carne perch� � sorella di un uomo che � come un fratello per me. L�ho vegliata e custodita fin da quando era una poppante, dai giorni della razzia, quando siamo fuggite quaggi�. So molte cose di lei.�</p><p>Jessica annu�. Sent� crescere l�agitazione di Alia, al suo fianco.</p><p>�Tu sai quello che voglio dire� continu� Harah. �Il modo in cui ha sempre saputo quello che stavamo per dirle. Si � mai visto un bambino che sapesse gi� tutto della disciplina d�acqua? Le sue prime parole sono state: �<emphasis>Ti voglio bene, Harah</emphasis>�.�</p><p>Punt� gli occhi su Alia: �Perch� credi che io accetti i suoi insulti? So che non c�� malizia nelle sue parole�.</p><p>Alia alz� lo sguardo sulla madre.</p><p>�S�, io so ragionare, Reverenda Madre� disse ancora Harah. �Avrei potuto essere una Sayyadina. Ho visto quello che ho visto.�</p><p>�Harah�� Jessica alz� le spalle. �Non so che cosa dirti.� E prov� sorpresa, perch� era vero.</p><p>Alia si raddrizz�, irrigid� le spalle. Jessica percep� la fine dell�attesa, un�emozione fatta di tristezza e di decisione.</p><p>�Abbiamo commesso un errore� disse Alia. �Ora abbiamo bisogno di Harah.�</p><p>�� stato durante la Cerimonia del Seme� spieg� Harah. �Quando hai cambiato l�Acqua della Vita, Reverenda Madre. Quando Alia era dentro di te, non ancora nata.�</p><p><emphasis>Abbiamo bisogno di Harah? </emphasis>si chiese Jessica.</p><p>�Chi altri pu� parlare alla gente e far s� che comincino a capirmi?� chiese Alia.</p><p>�Cosa vuoi che faccia?� disse Jessica.</p><p>�Lei lo sa gi� replic� Alia.</p><p>�Dir� a tutti la verit� disse Harah. Il suo viso sembr� improvvisamente vecchio e triste, la pelle olivastra segnata da una fitta rete di rughe, il profilo simile a quello di una strega. �Dir� a tutti che Alia fa finta di essere una bambina� che non � mai stata bambina.�</p><p>Alia scosse la testa. Aveva le guance bagnate di lagrime e Jessica sent� un�ondata di tristezza che emanava da sua figlia come se l�emozione travolgesse lei stessa.</p><p>�Io sono un mostro, lo so� bisbigli� Alia. E questa frase di adulto nella bocca infantile di sua figlia fu per Jessica una terribile conferma.</p><p>�Tu non sei un mostro!� la rimbecc� aspramente Harah. �Chi ha osato pretenderlo?�</p><p>Ancora una volta Jessica si stup� del feroce accento protettivo nella voce di Harah. E si rese conto che il giudizio di sua figlia rispondeva a verit�: avevano bisogno di Harah. La trib� avrebbe capito Harah, le sue parole come le sue emozioni, poich� era evidente che amava Alia come se fosse stata sua figlia.</p><p>�Chi ha osato?� ripet� Harah.</p><p>�Nessuno.�</p><p>Alia si asciug� le lagrime con un angolo dell�<emphasis>aba </emphasis>di Jessica. Poi lisci� la veste che aveva bagnato e spiegazzato.</p><p>�E allora, non dirlo� le intim� Harah.</p><p>�S�, Harah.�</p><p>�Ora, dimmi com�� stato, poich� io possa descriverlo agli altri. Dimmi che cosa ti � accaduto.�</p><p>Alia deglut� e fiss� sua madre.</p><p>Jessica annu�.</p><p>�Un giorno� disse Alia, �mi sono svegliata. Ebbi l�impressione di aver dormito, ma non mi ricordavo di niente. Era in un luogo caldo e oscuro, e avevo paura.�</p><p>Ascoltando la voce balbettante di sua figlia, Jessica si ricord� della grande caverna.</p><p>�Avevo paura� continu� Alia. �Cercai di fuggire, ma era impossibile. Vidi allora una scintilla� O piuttosto, non la vidi: la scintilla era l�, con me, e io percepivo le sue emozioni� Mi confortava, mi calmava, mi diceva che tutto sarebbe andato bene. Era mia madre.�</p><p>Harah si sfreg� gli occhi e sorrise ad Alia per rassicurarla. Tuttavia, c�era una luce selvaggia negli occhi della Fremen, come se anch�essi ascoltassero avidamente il racconto.</p><p>E Jessica riflett�: <emphasis>Come possiamo sapere, veramente, i pensieri di mia figlia? Un�esperienza, una discendenza, un addestramento irripetibili?</emphasis></p><p>�E allora, quando mi sentii finalmente tranquilla e rassicurata� riprese Alia, �un�altra scintilla ci raggiunse� Tutto nel medesimo istante. La nuova scintilla era la Reverenda Madre. Lei� scambiava la sua vita con mia madre� tutto� e io ero con loro, e vedevo tutto� ogni cosa. E poi tutto fin�, e io fui loro, e tutte le altre, e me stessa� Soltanto, impiegai molto tempo a ritrovare me stessa, fra tante altre.�</p><p>�� stato crudele� esclam� Jessica. �Nessuno dovrebbe risvegliarsi alla coscienza in questo modo. C�� da stupirsi che tu sia riuscita ad accettare tutto quello che ti � accaduto.�</p><p>�Non potevo fare altro!� grid� Alia. �Non sapevo come respingerlo, o nascondere la mia coscienza� isolarla� Tutto � accaduto, cos� Tutto��</p><p>�Noi non sapevamo� disse Harah. �Quando abbiamo dato a tua madre l�Acqua perch� la mutasse, non sapevamo che tu esistevi dentro di lei.�</p><p>�Non rattristarti per questo� replic� Alia. �Non c�� ragione di dispiacerti per me. Dopo tutto potrei anche essere felice per tutto questo: io sono una Reverenda Madre. La trib� ha due Rev��</p><p>S�interruppe, e pieg� la testa per ascoltare.</p><p>Harah la fiss�, stupita, poi si volt� verso Jessica.</p><p>�Non l�avevi capito?� disse Jessica.</p><p>�Ahhh�� fece Alia.</p><p>Un canto ritmato si ud� in distanza attraverso i tendaggi che le separavano dai corridoi del sietch. Crebbe di volume, si fece pi� distinto: �<emphasis>Ya! Ya! Yawm! Ya! Ya! Yawm! Mu zein, Wallah! Ya! Ya! Ya! Yawm! Mu zein, Wallah!</emphasis>�</p><p>I cantori sfilarono davanti all�ingresso esterno e le loro voci rimbombarono in tutte le stanze. Lentamente, il canto si allontan�.</p><p>Allora, Jessica inizi� il rituale. La tristezza risuon� nella sua voce: �Era Ramadhan e aprile su Bela Tegeusi�.</p><p>�La mia famiglia era seduta in cortile� disse Harah, �accanto alla fontana il cui zampillo impregnava l�aria di umidit�. C�era un albero di <emphasis>portyguls, </emphasis>l� accanto, rotondo e cupo. E un paniere con <emphasis>mish mish, </emphasis>e <emphasis>baklava, </emphasis>e coppe colme di <emphasis>liban� </emphasis>tutte cose eccellenti da mangiare. E la pace regnava sui nostri giardini, sui nostri animali� e su tutta la terra.�</p><p>�La vita era piena di gioia, finch� non vennero i razziatori� disse Alia.</p><p>�Il sangue si raggel� alle urla dei nostri amici� disse Jessica. Sent� affluire i ricordi di tutti i passati che erano in lei.</p><p>�La la la, gridavano le donne� disse Harah.</p><p>�I razziatori sorsero dal <emphasis>mushtamal, </emphasis>precipitandosi su di noi coi loro coltelli arrossati dal sangue dei nostri uomini� disse Jessica.</p><p>Un silenzio improvviso le avvolse, e in ogni appartamento del sietch le donne ricordarono e rinnovarono il dolore.</p><p>Qualche istante dopo Harah pronunci� le ultime parole del rito, con una durezza che Jessica non aveva mai udito.</p><p>�Mai perdonare! Mai dimenticare!�</p><p>Nella quiete pensosa che segu� queste parole udirono un brusio e il fruscio di molti mantelli. Jessica percep� la presenza di qualcuno dietro le tende che avvolgevano la sua stanza.</p><p>�Reverenda Madre?�</p><p>Una voce di donna. Jessica la riconobbe: era la voce di Tharthar, una delle mogli di Stilgar.</p><p>�Che cosa c��, Tharthar?�</p><p>�Ci sono guai, Reverenda Madre.�</p><empty-line/><p>Jessica sent� una stretta al cuore, un�improvvisa paura per suo figlio. �Paul�� balbett�.</p><p>Tharthar scost� le tende ed entr� nella stanza. Jessica ebbe una rapida visione della folla che si accalcava nella camera pi� esterna, prima che le tende ricadessero. Fiss� Tharthar: una donna minuscola, bruna di pelle, avvolta in un mantello nero decorato di rosso. A sua volta, Tharthar fiss� Jessica con occhi completamente azzurri; nelle sue narici erano visibili i segni dei filtri.</p><p>�Che cosa succede?� domand� Jessica.</p><p>�Sono giunte notizie dalla sabbia. Usul affronter� la prova del creatore� oggi. I giovani dicono che non pu� fallire, che prima del calare della notte sar� cavaliere delle sabbie. I giovani si stanno adunando per una razzia. Faranno un�incursione al nord, e lass� s�incontreranno con Usul. Dicono che lanceranno il grido, allora. Dicono che l�obbligheranno a sfidare Stilgar e ad assumere il comando della trib�.�</p><p><emphasis>Raccogliere l�acqua, seminare le dune, trasformare il pianeta lentamente ma sicuramente� questo non basta pi�, </emphasis>pens� Jessica. <emphasis>Le piccole, sicure razzie� questo non � pi� sufficiente, ora che li abbiamo addestrati, Paul ed io. Sentono la loro forza. Vogliono combattere.</emphasis></p><p>Tharthar si appoggi� su un piede, poi su un altro. Si schiar� la gola.</p><p><emphasis>Noi sappiamo che bisogna aspettare prudentemente, </emphasis>pens� ancora Jessica, <emphasis>ma c�� in noi questo nucleo di frustrazione: sappiamo il danno che pu� derivarci da un�attesa troppo prolungata. Se aspettiamo troppo, rischiamo di dimenticare il nostro scopo.</emphasis></p><p>�I giovani dicono che se Usul non sfider� Stilgar, vorr� dire che ha paura� aggiunse Tharthar.</p><p>Abbass� lo sguardo.</p><p>�Allora, � cos� mormor� Jessica. E pens�: <emphasis>Ne avevo visto i segni. E anche Stilgar.</emphasis></p><p>Ancora una volta Tharthar si schiar� la gola. �Perfino mio fratello, Soab, lo dice. Non lasceranno a Usul altra scelta.�</p><p><emphasis>Allora il momento � giunto, </emphasis>pens� Jessica. <emphasis>E Paul dovr� cavarsela da solo. La Reverenda Madre non pu� essere coinvolta nella successione.</emphasis></p><p>Alia si stacc� dalla mano di sua madre e disse: �Io andr� con Tharthar e ascolter� quello che dicono i giovani. Forse c�� un modo�.</p><p>Jessica incontr� gli occhi di Tharthar e disse ad Alia: �Vai, allora. E riferiscimi tutto, appena puoi�.</p><p>�Non voglio che accada questo, Reverenda Madre� fece Tharthar.</p><p>�Neanch�io lo voglio� disse Jessica. �La trib� ha bisogno di <emphasis>tutte </emphasis>le sue forze.� Guard� Harah: �Andrai con loro?�</p><p>Harah rispose alla domanda inespressa: �Tharthar non far� nulla contro Alia. Lei sa che presto saremo mogli insieme, lei ed io, per dividerci lo stesso uomo. Abbiamo parlato, Tharthar e io�.</p><p>Harah fiss� Tharthar, poi si rivolse nuovamente a Jessica: �C�� un accordo, tra noi�.</p><p>Tharthar porse la mano ad Alia e disse: �Dobbiamo affrettarci. I giovani stanno partendo�.</p><p>Uscirono in fretta sollevando i tendaggi, la mano della bambina stretta in quella minuscola della donna. Ma era la bambina che sembrava guidare.</p><p>�Se Paul Muad�Dib uccider� Stilgar, questo nuocer� agli interessi della trib�� disse Harah. �La successione dei capi si � sempre svolta in questo modo, ma i tempi sono cambiati.�</p><p>�I tempi sono cambiati anche per te� fece Jessica.</p><p>�Come puoi pensare che io dubiti dell�esito di una simile lotta? Usul pu� soltanto vincere.�</p><p>�Questo volevo dire.�</p><p>�Tu credi che i miei sentimenti personali possano influenzare il mio giudizio?� replic� Harah. Scosse la testa, facendo tintinnare gli anelli d�acqua intorno al collo. �Come ti sbagli! Pensi anche che io mi dispiaccia per non essere stata scelta da Usul, che io sia gelosa di Chani?�</p><p>�Ognuno fa la propria scelta� disse Jessica.</p><p>�Ho piet� di Chani.�</p><p>Jessica s�irrigid�: �Che cosa vuoi dire?�</p><p>�So quello che pensi di Chani� disse Harah. �Tu pensi che non sia la moglie adatta a tuo figlio.�</p><p>Jessica si rilass� e si distese sui cuscini. �Forse.�</p><p>�Potresti aver ragione� continu� Harah. �E se ci� fosse vero, potresti trovare un sorprendente alleato nella stessa Chani. Per <emphasis>Lui, </emphasis>lei desidera soltanto il meglio.�</p><p>Jessica sent� un improvviso nodo alla gola. �Chani mi � molto cara� replic�. �Non potrebbe��</p><p>�I tuoi tappeti sono molto sporchi� disse Harah. Fece scorrere il suo sguardo sul pavimento, evitando gli occhi di Jessica. �Tanta gente viene qui. Dovresti farli pulire pi� spesso.�</p></section><section><epigraph><p>Non si pu� evitare l�influenza della politica in seno a una religione ortodossa. La lotta per il potere permea l�educazione, l�addestramento e la disciplina di una comunit� ortodossa. A causa di questa pressione. I capi di una simile comunit� devono affrontare inevitabilmente l�ultimo dilemma interiore: soccombere al pi� completo opportunismo per conservare il loro potere, o rischiare di sacrificare se stessi nel nome dell�etica ortodossa.</p><text-author>dai �Detti religiosi di Muad�Dib�, della Principessa Irulan</text-author></epigraph><empty-line/><p>Immobile sulla sabbia, Paul aspettava il creatore. <emphasis>Non devo attendere come un contrabbandiere, fremendo d�impazienza, </emphasis>si disse. <emphasis>Devo essere parte del deserto.</emphasis></p><p>L�essere era a pochi minuti di distanza, ormai, e riempiva il mattino del fragoroso crepitio della sabbia. I suoi enormi denti, nell�immensa caverna che era la sua gola, si disegnavano come un grande fiore. L�odore di spezia che emanava dal suo corpo era sempre pi� intenso.</p><p>La tuta distillante aderiva perfettamente al corpo, e Paul a stento percepiva i tamponi al naso, la maschera per l�aria. Gli insegnamenti di Stilgar, le ore trascorse all�agguato sulla sabbia cancellavano nel suo ricordo ogni altra cosa.</p><p>�Nella sabbia a ciottoli, a quale distanza devi restare dal raggio d�azione del creatore?� gli aveva chiesto Stilgar.</p><p>E lui aveva risposto correttamente: �Mezzo metro per ogni metro di diametro del creatore�.</p><p>�Perch�?�</p><p>�Per evitare il vortice al suo passaggio, ma avere ugualmente il tempo per correre a balzargli sulla schiena.�</p><p>�Tu hai gi� cavalcato i pi� piccoli, quelli allevati per il seme e l�Acqua della Vita� aveva detto Stilgar. �Ma quello che chiamerai per la tua prova sar� un creatore selvaggio, un Vecchio del deserto. Devi mostrare rispetto a un simile essere.�</p><p>Ora, il profondo rumore del martellatore si mescolava allo stridio del verme in avvicinamento. Paul respir� profondamente, odorando il gusto amaro e minerale della sabbia perfino attraverso i filtri. Il creatore selvaggio, il Vecchio del deserto, era quasi su di lui. Il suo segmento frontale, crestato, sollevava un�onda di sabbia che l�avrebbe ben presto investito.</p><p><emphasis>Vieni, dunque, adorabile mostro, </emphasis>pens�. <emphasis>Non senti il mio richiamo? Vieni. Vieni.</emphasis></p><p>L�onda sollev� la duna sotto i suoi piedi. Un turbinio di polvere l�invest�. Irrigid� le gambe, mentre l�intero suo universo, ormai, era dominato dal passaggio dell�immensa parete ricurva offuscata dalla sabbia, una roccia vivente segmentata.</p><p>Paul sollev� gli ami, prese la mira, si pieg� in avanti e li lanci�. Li sent� mordere. Una violenta strappata: balz� in alto, piantando i piedi contro la parete ricurva, piegandoli in fuori per farli meglio aderire. Era il momento culminante della prova: se aveva piantato gli uncini al punto giusto, sull�orlo anteriore dell�anello, divaricandolo, il verme non si sarebbe pi� rotolato su se stesso, schiacciandolo.</p><p>Il verme rallent�. Scivol� sul martellatore e lo frantum�. E lentamente cominci� a incurvarsi verso l�alto� in alto� sollevando gli ami che gli irritavano la carne il pi� in alto possibile, lontano dalla sabbia che minacciava le soffici membrane interne di quel segmento anulare.</p><p>Paul si trov� a cavalcare, eretto, in cima al verme, esultando come un imperatore davanti al suo universo. Lott� contro il desiderio di mettersi a danzare, lass�, di far girare il verme, di dimostrare il completo dominio che aveva sulla creatura.</p><p>Improvvisamente cap� perch� Stilgar l�aveva messo in guardia, parlandogli di quei giovani folli che danzavano e giocavano coi mostri, sul loro dorso, staccando entrambi gli uncini e piantandoli di nuovo prima che il verme riuscisse a scrollarseli di dosso.</p><p>Paul lasci� un uncino al suo posto e tolse il secondo, piantandolo pi� in basso sul fianco. Ne saggi� la presa, e quando fu ben sicuro, cal� pi� in basso anche l�altro, e in questo modo discese a met� del fianco. Il creatore s�incurv� nuovamente, e cos� facendo gir�, dirigendosi verso il tratto di sabbia farinosa dove i Fremen aspettavano.</p><p>Paul li vide balzare, uno dopo l�altro, sul mostro, scalandolo con gli uncini, evitando per� i bordi sensibili degli anelli finch� non furono in cima. Alla fine cavalcarono il verme su una triplice fila, dietro di lui, saldamente aggrappati.</p><p>Stilgar avanz� fra i ranghi, controll� la posizione degli uncini di Paul e rispose al suo sorriso.</p><p>�Ci sei riuscito, eh?� gli disse, alzando la voce per sovrastare il crepitio della sabbia. �� quello che tu credi, dunque?� Si raddrizz�. �Ora io ti dico che il tuo � stato un pessimo lavoro. Un ragazzo di dodici anni l�avrebbe fatto meglio. C�era un tamburo delle sabbie alla sinistra del punto dove aspettavi. Non avresti trovato scampo su quel lato, se il verme si fosse precipitato su di te.�</p><p>Il sorriso spar� dal volto di Paul. �Avevo visto il tamburo.�</p><p>�E allora, perch� non hai chiesto a uno di noi di prender posizione dietro di te? Anche durante una prova, � consentito.�</p><p>Paul inghiott� e offr� il suo viso al vento che sibilava intorno.</p><p>�Pensi che non sia giusto da parte mia dirlo ora� continu� Stilgar. �Ma � il mio dovere. Il tuo valore � troppo grande per noi. Se tu fossi finito sul tamburo, il creatore si sarebbe precipitato su di te.�</p><p>Nonostante l�impeto di rabbia, Paul sapeva che Stilgar diceva la verit�. Gli ci volle un intero minuto e tutto l�addestramento ricevuto da sua madre per riacquistare la calma. �Mi scuso� disse. �Non accadr� mai pi�.�</p><p>�In una posizione difficile fatti sempre aiutare da un altro, da qualcuno che possa balzare sul creatore se non puoi farlo tu. Ricordati che noi lavoriamo sempre insieme. Soltanto cos� siamo sicuri. Insieme. D�accordo?�</p><p>Batt� una mano sulla spalla di Paul.</p><p>�Insieme� ripet� Paul.</p><p>�Ora� disse Stilgar, e la sua voce era dura, �fammi vedere come sai manovrare un creatore. Su quale lato ci troviamo?�</p><p>Paul guard� gi�, lungo la superficie scagliosa dell�anello, not� la forma e la grandezza delle scaglie, il modo in cui si allargavano alla sua destra e si restringevano a sinistra. Ogni venne, lui lo sapeva, si muoveva in modo caratteristico, e rivolgeva quasi sempre lo stesso lato verso l�alto. Quando il verme invecchiava, il lato superiore non cambiava pi�: le scaglie in basso diventavano pi� pesanti, pi� larghe e lisce. Su un grosso verme, bastava una sola occhiata alle scaglie per identificare l�alto e il basso.</p><p>Paul mosse gli uncini e si port� pi� a sinistra. Fece un gesto a due uomini sul fianco che si portarono sul segmento aperto, per mantenere il verme in linea retta. Quindi, invit� due timonieri a uscire dalle file e a farsi avanti.</p><p>�<emphasis>Ach, haiiiiii-yoh!</emphasis>� url� Paul: il grido tradizionale. Il timoniere di sinistra divaric� il bordo dell�anello.</p><p>Per proteggerlo, il verme s�incurv� maestosamente. Fece un giro completo, e quando fu diretto nuovamente a sud, Paul url�: �<emphasis>Geyrat!</emphasis>�</p><p>Il timoniere tolse l�uncino. Il creatore prosegu� la corsa in linea retta.</p><p>�Molto bene, Paul Muad�Dib� disse Stilgar. �Con la pratica potrai diventare anche tu un cavaliere delle sabbie.�</p><p>Paul si rabbui�: <emphasis>Non sono stato io il primo a salirgli in groppa?</emphasis></p><p>Alle sue spalle s�innalz� un improvviso scoppio di risa, e la truppa cominci� a cantare:</p><p>�Muad�Dib! Muad�Dib! Muad�Dib! Muad�Dib!�</p><p>E molto pi� indietro sulla superficie del verme, Paul ud� i pungolatori che battevano sui segmenti di coda. Il verme acceler�. I mantelli sbattevano al vento e il crepitio della sabbia crebbe d�intensit�. Paul si volt� a guardare i Fremen, e colse il volto di Chani tra loro. La fiss�, mentre chiedeva a Stilgar: �E allora, sono un cavaliere delle sabbie?�</p><p>�<emphasis>Hal yawm! </emphasis>Tu sei un cavaliere delle sabbie.�</p><p>�Allora posso scegliere la nostra destinazione?�</p><p>�Cos� vuole l�usanza.�</p><p>�E io sono un Fremen, nato qui, oggi, sull�erg di Habbanya. Non ho mai viaggiato, fino ad oggi. Ero un bambino.�</p><p>�Non proprio un bambino� replic� Stilgar. Strinse un angolo del cappuccio che sbatteva al vento.</p><p>�Ma c�era un sigillo che m�impediva di uscire nel mio universo. Quel sigillo, oggi, � stato strappato.�</p><p>�Non c�� pi� alcun sigillo.�</p><p>�Io voglio andare a sud, Stilgar. Venti martellatori. Vedr� cos� il paese che stiamo edificando, la terra che ho visto soltanto attraverso gli occhi degli altri.�</p><p><emphasis>E vedr� mio figlio e la mia famiglia, </emphasis>pens�. <emphasis>Ho bisogno di tempo, ora, per esaminare questo futuro che, nella mia mente, � un passato. Il turbine si avvicina e, se non riuscir� a fermarlo, si scatener� in tutta la sua violenza selvaggia.</emphasis></p><p>Stilgar lo osserv�, pensoso. Paul continu� a fissare Chani, leggendo sul suo viso il riflesso dell�eccitazione che le sue parole avevano risvegliato nella truppa.</p><p>�Gli uomini fremono dall�impazienza di compiere una razzia, con te, nei sink degli Harkonnen� disse Stilgar. �I sink si trovano a un solo martellatore da qui.�</p><p>�I Fedaykin hanno gi� combattuto insieme con me� replic� Paul. �E combatteranno ancora finch� non vi saranno pi� Harkonnen a respirare l�aria di Arrakis.�</p><p>Stilgar lo guard� a lungo e Paul cap� che stava pensando al modo in cui aveva assunto il comando del Sietch Tabr e del Consiglio dei Capi, dopo la morte di Liet-Kynes.</p><p><emphasis>Certamente ha sentito dell�agitazione che regna tra i giovani Fremen, </emphasis>pens� Paul.</p><p>�Vuoi una riunione dei capi?� domand� Stilgar.</p><p>Gli occhi dei giovani, dietro di lui, lampeggiarono, mentre continuavano a cavalcare il verme nella sua folle corsa. Chani lo fiss� inquieta, facendo passare il suo sguardo da Paul Muad�Dib, che era il suo compagno, a Stilgar, che era suo zio.</p><p>�Non puoi sapere ci� che voglio� disse Paul.</p><p>E pens�: <emphasis>Non posso rifiutarmi. Devo mantenere il mio controllo su questa gente.</emphasis></p><p>�Tu sei il <emphasis>mudir </emphasis>delle sabbie, oggi� disse Stilgar. La sua voce risuon� fredda, formale. �Come userai il tuo potere?�</p><p><emphasis>Abbiamo bisogno di tempo per rilassarci, per riflettere con calma, </emphasis>pens� Paul.</p><p>�Andremo a sud� dichiar�.</p><p>�Anche se io dico che dovremo ritornare al nord non appena questa giornata avr� fine?�</p><p>�Noi andremo a sud� ripet� Paul.</p><p>Una ineluttabile dignit� circond� Stilgar, mentre si avvolgeva strettamente nel mantello. �La Riunione avr� luogo� disse. �Mander� i messaggi.�</p><p><emphasis>Crede che io voglia sfidarlo, </emphasis>si disse Paul. <emphasis>E sa che non pu� vincermi.</emphasis></p><p>Si volt� verso il sud, nel vento che gli frustava il viso, pensando a tutti gli obblighi che avrebbero condizionato le sue decisioni.</p><p><emphasis>Ignorano la verit�, </emphasis>disse ancora dentro di s�.</p><p>Sapeva che non doveva lasciarsi fuorviare da nessuna considerazione. Ad ogni costo, doveva mantenersi sul cammino di questo uragano del tempo che aveva visto nel futuro. A un preciso istante, sarebbe stato possibile dominarlo, ma soltanto se lui fosse potuto balzare nel cuore stesso del turbine.</p><p><emphasis>Non lo sfider�, se potr� evitarlo, </emphasis>pens� Paul. <emphasis>Se ci sar� un altro modo d�impedire il jihad�</emphasis></p><p>�Per il pasto serale e la preghiera, ci fermeremo nella Grotta degli Uccelli, oltre la Catena di Habbanya� disse Stilgar. Piant� un uncino per bilanciare l�ondeggiamento del creatore e indic� una lontana barriera rocciosa che sorgeva dal deserto.</p><p>Paul studi� il dirupo, le rocce che s�innalzavano come onde gigantesche. Non c�era alcuna traccia di verde, nessun fiore che ammorbidisse quell�orizzonte spietato. Al di l� della montagna si apriva la via del sud, dieci giorni e dieci notti almeno, alla massima velocit� possibile di un creatore.</p><p>Venti martellatori.</p><p>Il cammino li avrebbe condotti molto lontano dalle pattuglie degli Harkonnen. Sapeva come sarebbe stato: lo aveva visto nei sogni. Un giorno, continuando a procedere verso il sud, vi sarebbe stato un lieve cambiamento di colore all�orizzonte: un cambiamento quasi impercettibile, un�illusione quasi, dovuta alla speranza. E poi, avrebbero raggiunto il nuovo sietch.</p><p>�La mia decisione conviene a Muad�Dib?� chiese Stilgar. Una lievissima sfumatura di sarcasmo nella sua voce, ma le orecchie dei Fremen, intorno a loro, pronte a cogliere le minime variazioni nel grido di un uccello o nel messaggio pigolato da un cielago, udirono il sarcasmo e fissarono Paul in attesa della sua reazione.</p><p>�Quando abbiamo consacrato i Fedaykin, Stilgar ha udito il mio giuramento di fedelt� disse Paul. �I miei commandos della morte sanno che io ho parlato con onore. Forse Stilgar ne dubita?�</p><p>Vi era un sincero dolore nella voce di Paul. Stilgar lo sent� e abbass� gli occhi.</p><p>�Io non dubiter� mai di Usul, il compagno del sietch. Ma tu sei Paul Muad�Dib, il Duca Atreides e il Lisan al-Gaib, la Voce da un Altro Mondo. Questi, io non li conosco.�</p><p>Paul alz� gli occhi e fiss� la Catena di Habbanya, che spiccava sempre pi� alta sul deserto. Il verme, sotto di loro, era ancora pieno di forza e di volont�. Avrebbe potuto trasportarli a una distanza pi� che doppia di qualsiasi altro verme. Lui lo sapeva. Niente, neppure nelle favole che si raccontavano ai bambini, poteva essere paragonato a questo Vecchio del deserto. Questo verme, lo cap� in quell�istante, avrebbe creato una nuova leggenda.</p><p>Una mano gli afferr� la spalla.</p><p>Paul la guard�, e segu� il braccio fino al volto che si trovava all�altra estremit�, fino agli occhi tenebrosi di Stilgar che lo scrutavano dalla sottile fessura tra la maschera filtro e il cappuccio della tuta distillante.</p><p>�Colui che guid� il Sietch Tabr prima di me� disse Stilgar, �era mio amico. Avevamo diviso gli stessi pericoli. Mi doveva la vita, mille volte� e anch�io gli dovevo la mia.�</p><p>�Io sono tuo amico, Stilgar� disse Paul.</p><p>�Nessuno pu� dubitarne� replic� Stilgar. Gli tolse la mano dalla spalla, scroll� la testa. �� l�usanza.�</p><p>Paul comprese che Stilgar era troppo impregnato dalle usanze dei Fremen, anche soltanto per considerare la possibilit� che ce ne fossero altre. Qui un capo doveva morire, prima di abbandonare le redini del potere a un altro. E Stilgar era un <emphasis>naib.</emphasis></p><p>�Dobbiamo lasciare questo creatore nelle alte sabbie� disse Paul.</p><p>�S�.� Stilgar fu d�accordo. �Poi marceremo fino alla grotta.�</p><p>�L�abbiamo cavalcato per molto tempo� disse ancora Paul. �Ora sprofonder� nella sabbia e dormir� per un giorno intero.�</p><p>�Tu sei il mudir delle sabbie� fece Stilgar. �� tuo��</p><p>S�interruppe e fiss� il cielo a est.</p><p>Paul si volt� di scatto. L�azzurro della spezia, nei suoi occhi, rendeva il cielo pi� cupo, sul quale un ritmico lampeggiare lontano formava un violento contrasto.</p><p>Un ornitottero!</p><p>�� piccolo� disse Stilgar.</p><p>�Forse un ricognitore� replic� Paul. �Pensi che ci abbia visto?�</p><p>�A questa distanza siamo soltanto un verme sulla superficie� disse Stilgar. Fece un rapido gesto con la sinistra: �Gi�. Disperdetevi nella sabbia�.</p><p>Il Fremen si calarono lungo i fianchi del verme, balzando sulla sabbia e confondendosi con essa sotto i loro mantelli. Paul vide dov�era caduta Chani. Qualche istante pi� tardi, soltanto lui e Stilgar erano ancora in groppa al verme.</p><p>�Primo a salire, ultimo a scendere� dichiar� Paul.</p><p>Stilgar annu�. Si lasci� scivolare sul fianco, afferrandosi agli uncini, e salt� sulla sabbia. Paul aspett� che il creatore fosse a una distanza di sicurezza, poi sganci� gli uncini. Questo era un momento delicato, poich� il verme era tutt�altro che esausto.</p><p>Libero dai pungoli e dagli ami conficcati nella sua carne, l�immenso verme sprofond� nella sabbia. Paul cominci� a correre con passo leggero sulla sua schiena gigantesca, colse con precisione il momento, salt� e rimbalz� sulla sabbia, continuando a correre, e si precipit� verso il lato liscio di una duna, come gli avevano insegnato, nascondendosi sotto una cascata di sabbia che ricopr� il suo mantello.</p><p>Ora, l�attesa�</p><p>Paul lentamente si volt�, finch� non riusc� a distinguere una sottile striscia di cielo tra i bordi del suo mantello. Immagin� gli altri, pi� indietro sul sentiero, che facevano lo stesso.</p><p>Sent� il battito delle ali dell�ornitottero prima ancora di vederlo. Poi, il sibilo del jet, e il velivolo fu sopra di lui, descrisse un�ampia curva sul deserto e si tuff� tra le rocce.</p><p>Un ornitottero senza insegne, not� Paul.</p><p>Scomparve alla loro vista, oltre la Catena di Habbanya.</p><p>Il grido di un uccello risuon� nel deserto. Poi un altro.</p><p>Paul si scroll� di dosso la sabbia e sal� fino in cima alla duna. Altre figure comparvero sulla cresta della duna, a varie distanze. Riconobbe Chani e Stilgar.</p><p>Stilgar indic� la catena montuosa.</p><p>S� riunirono e si misero in marcia secondo il ritmo spezzato che non avrebbe attirato i vermi della sabbia. Stilgar affianc� Paul sul lato della duna indurito dal vento.</p><p>�Un ornitottero dei contrabbandieri� disse Stilgar.</p><p>�Cos� sembrava� replic� Paul. �Ma noi siamo troppo lontani, nel deserto, anche per i contrabbandieri.�</p><p>�Anch�essi hanno i loro problemi con le pattuglie.�</p><p>�Se arrivano cos� lontano, nel deserto� disse Paul, �potrebbero andare ancora pi� lontano.�</p><p>�� vero.�</p><p>�Sarebbe una brutta cosa, per noi, se i contrabbandieri si avventurassero troppo a sud. Essi fanno commercio anche d�informazioni.�</p><p>�Non credi che cercassero la spezia?�</p><p>�In questo caso dovrebbero esserci un trattore e un�ala qui vicino� fece Paul. �Noi disponiamo di una certa quantit� di spezia. Prepariamo una trappola nella sabbia e catturiamo qualche contrabbandiere. Devono imparare che questa � la nostra terra, e i nostri uomini devono far pratica con le nuove armi.�</p><p>�Ecco, Usul ha parlato� esclam� Stilgar. �Usul pensa come un Fremen!�</p><p><emphasis>Ma Usul deve prendere delle decisioni che portano a un terribile scopo, </emphasis>pens� Paul.</p><p>La tempesta si addensava.�</p></section><section><epigraph><p>Quando la legge e il dovere sono una cosa sola, unita dalla religione, noi perdiamo un po� della nostra consapevolezza. Non siamo pi� pienamente coscienti, non siamo pi� individui completi.</p><text-author>da �Muad�Dib: Le novantanove meraviglie dell�universo�, della Principessa Irulan</text-author></epigraph><empty-line/><p>La mietitrice dei contrabbandieri, con la sua ala trasporto e uno sciame di ornitotteri ronzanti, avanzava tra le dune simile a un�ape regina con la sua corte. Comparvero sul suo cammino alcune basse creste rocciose, che s�innalzavano sul deserto come una sorta di miniatura del Muro Scudo. La recente tempesta aveva spazzato via la sabbia dalle rocce.</p><p>Nella bolla di comando della mietitrice, Gurney Halleck si pieg� in avanti, regol� le lenti a olio del binocolo ed esplor� il paesaggio. Al di l� della cresta vide una chiazza scura che avrebbe potuto essere un�esplosione di spezia e diede il segnale all�ornitottero pi� vicino perch� scendesse a investigare.</p><p>L�ornitottero ondeggi� sulle ali, a indicare che aveva ricevuto il messaggio. Usc� dallo sciame, puntando verso la sabbia pi� scura ed esplor� la zona con i suoi misuratori che sondavano la superficie.</p><p>Quasi subito ripieg� le ali e si tuff� in picchiata, girando in cerchio, confermando cos� la presenza della spezia.</p><p>Gurney infil� il binocolo nella custodia. Anche gli altri avevano visto il segnale. Gli piaceva quel posto. La cresta rocciosa offriva uno schermo e una protezione. Erano nelle profondit� del deserto e un�imboscata era poco probabile. Tuttavia�</p><p>Ordin� agli ornitotteri di sorvolare le rocce e di prendere posizione in differenti punti intorno alla zona� non troppo in alto, per sfuggire ai rivelatori Harkonnen a lunga portata.</p><p>Non credeva, tuttavia, che le pattuglie degli Harkonnen si fossero spinte cos� lontano, a sud. No, questo territorio era Fremen.</p><p>Gurney controll� le armi, maledicendo il destino che rendeva inutili gli scudi nel deserto. Qualsiasi cosa che potesse richiamare un verme doveva venire evitata ad ogni costo. Si sfreg� la cicatrice della liana indelebilis, sulla guancia, studiando il paesaggio. Decise che sarebbe stato pi� sicuro scendere con un gruppo di uomini a piedi, tra le rocce. L�esplorazione a terra era ancora la pi� sicura. Non si era mai abbastanza prudenti quando i Fremen e gli Harkonnen si tagliavano la gola a vicenda.</p><p>Erano i Fremen, comunque, che preoccupavano Gurney in quel momento. La spezia importava poco, ma i Fremen si rivelavano dei veri demoni se si metteva il piede in un territorio che essi consideravano proibito. E, da qualche tempo, erano diabolicamente astuti.</p><p>Gurney trovava insopportabili l�astuzia dei Fremen e la loro bravura in battaglia. Combattevano una guerriglia che non aveva nulla da invidiare alla raffinata abilit� di Gurney� e che lui era stato addestrato dai migliori combattenti dell�universo prima di farsi le ossa in battaglie dove soltanto i pi� forti erano sopravvissuti!</p><p>Nuovamente esamin� il deserto, chiedendosi da dove mai proveniva la sua inquietudine crescente. Forse il verme che avevano visto� ma era lontano, sull�altro lato della montagna.</p><p>Una testa comparve al suo fianco: quella del comandante del trattore, un vecchio pirata barbuto e guercio, l�occhio azzurro e i denti candidi per la dieta a base di spezia.</p><p>�Sembra un ricco appezzamento, Signore� disse il comandante. �Ci andiamo?�</p><p>�Calati sull�orlo di quella cresta� ordin� Gurney. �Lasciami sbarcare con i miei uomini. Poi muovi il cingolato fino alla spezia. Io e i miei uomini vi sorveglieremo dalle rocce.�</p><p>�S�.�</p><p>�In caso di guai� disse Gurney, �salva la mietitrice. Noi fuggiremo con gli ornitotteri.�</p><p>Il comandante salut�. �Benissimo, Signore.� E spar� nella botola.</p><p>Ancora una volta Gurney scrut� l�orizzonte. Potevano esserci dei Fremen laggi�. La mietitrice stava violando il loro territorio. E i Fremen lo preoccupavano, imprevedibili e duri. C�erano molte cose in questo lavoro che lo preoccupavano, ma la ricompensa sarebbe stata grande. L�irritava anche il fatto che era impossibile inviare i ricognitori pi� in alto. E la radio doveva mantenere un silenzio assoluto. Tutto questo, aumentava la sua inquietudine.</p><p>Il trattore gir� e cominci� a scendere. Scivol� dolcemente sull�arida spiaggia ai piedi della roccia. I cingoli toccarono la sabbia.</p><p>Gurney apr� la bolla e si liber� della cintura di sicurezza. Nel preciso istante in cui la mietitrice si arrestava, balz� fuori, chiudendosi con un tonfo la bolla alle spalle. Si lasci� scivolare sui cingoli, aiutandosi con le mani e coi piedi, e con un salto scavalc� la rete di emergenza. I cinque uomini della scorta lo seguirono, uscendo dal boccaporto di prua. Altri sganciarono l�ala del trattore; l�ala si alz� in volo acquistando quota e mettendosi a girare sopra la mietitrice.</p><p>Subito il colossale cingolato scatt� in avanti, allontanandosi dalla cresta rocciosa e dirigendosi al largo, verso la macchia scura della spezia.</p><p>Un ornitottero si cal� in picchiata e tocc� terra nelle vicinanze. Un altro lo segu�, e poi un terzo, con brusche frenate. Vomitarono all�esterno i plotoni di Gurney, poi spiccarono nuovamente il volo.</p><p>Gurney, nella tuta distillante, tese le braccia e prov� i riflessi dei muscoli. Si tolse dal viso la maschera e il filtro, perdendo umidit� per far fronte a una necessit� pi� immediata: gli ordini che avrebbe urlato. Cominci� a scalare la roccia, controllando la consistenza del terreno: ciottoli e sabbia pisolitica. Odore di spezia.</p><p><emphasis>Un posto ideale per una base di emergenza, </emphasis>pens�. <emphasis>Sarebbe forse assai utile sotterrare un po� di scorte qui intorno.</emphasis></p><p>Si volt� verso gli uomini che lo seguivano tra le rocce in formazione sparsa. Era gente in gamba, anche i nuovi che non aveva avuto il tempo di mettere alla prova. Uomini di valore: non c�era bisogno di ripetere continuamente quello che dovevano fare. Nessun vigliacco tra loro, nessuno scintillio di scudi che avrebbe attirato un verme, rovinando il raccolto della spezia.</p><p>Dal punto in cui si trovava, in alto fra le rocce, Gurney vedeva chiaramente la macchia scura della spezia, a mezzo chilometro di distanza, e il trattore che la stava raggiungendo proprio in quell�istante. Guard� in alto, verso la protezione aerea, valutandone la quota� non troppo elevata. Scosse la testa, e riprese la sua scalata.</p><p>In quell�istante, l�intera cresta rocciosa sembr� esplodere.</p><p>Dodici lampi accecanti schizzarono rombando verso l�alto, in direzione degli ornitotteri e dell�ala. Contemporaneamente un fracasso metallico si ud� in direzione del trattore e le rocce intorno a Gurney cominciarono a eruttare Fremen incappucciati.</p><p>Un pensiero folgor� la mente di Gurney: <emphasis>Per le corna della Grande Madre! Razzi! Lanciano razzi! </emphasis>Poi si trov� faccia a faccia con una figura incappucciata, raggomitolata su se stessa, il cryss in pugno, pronta a scattare. Altri due uomini balzarono fuori dalle rocce a destra e a sinistra. Soltanto gli occhi del guerriero davanti a lui erano visibili, tra il cappuccio e il velo del burnus color sabbia, ma la tensione che percep� nell�uomo l�avvert� che era un combattente assai abile e dotato di ogni astuzia. Gli occhi erano azzurri nell�azzurro, il colore dei Fremen dell�alto deserto.</p><p>Gurney mosse una mano verso il coltello, tenendo gli occhi fissi sul cryss dell�altro. Se osavano lanciare razzi, questo voleva dire che disponevano di altre armi a proiettile. Il momento richiedeva un�estrema prudenza. Sapeva, a giudicare dal fracasso, che almeno un paio dei suoi velivoli erano stati abbattuti. Alle sue spalle si udivano grugniti, imprecazioni, un rumore di lotta.</p><p>Il Fremen aveva seguito il movimento della sua mano.</p><p>�Lascia il coltello nel fodero, Gurney Halleck� disse l�uomo.</p><p>Gurney esit�. La voce aveva un suono stranamente familiare anche attraverso il filtro della tuta.</p><p>�Conosci il mio nome?� esclam�.</p><p>�Non ti serve il coltello con me, Gurney� fece l�uomo. Si raddrizz�, infil� il cryss nel fodero, sotto il mantello. �Di� ai tuoi uomini di cessare la loro inutile resistenza.�</p><p>L�uomo gett� indietro il cappuccio e scost� il filtro.</p><p>Gurney s�impietr�. Per un attimo credette di trovarsi di fronte al fantasma del Duca Leto Atreides. Poi, lentamente, comprese.</p><p>�Paul� bisbigli�. Poi, pi� forte: �Paul, sei veramente tu?�</p><p>�Non credi ai tuoi occhi?� domand� Paul.</p><p>�Dicevano che eri morto� balbett� Gurney con voce rauca. Fece un mezzo passo avanti.</p><p>�D� ai tuoi uomini di arrendersi� ripet� Paul, indicando la base della cresta rocciosa. Riluttante, Gurney si volt�. Vide soltanto qualche mischia isolata. Gli uomini del deserto sembravano essere dovunque. Il trattore era immobile e silenzioso; un gruppo di Fremen era in piedi sopra di esso. Non si udiva pi� il rumore dei velivoli sopra le loro teste.</p><p>�Cessate il combattimento!� url� Gurney. Respir� profondamente, mise le mani a imbuto intorno alla bocca: �Qui Gurney Halleck! Cessate di combattere!�</p><p>Lentamente le figure aggrovigliate nella lotta si separarono. Numerosi occhi perplessi si alzarono verso di lui.</p><p>�Questi sono amici!� grid� ancora.</p><p>�Amici?� gli rispose una voce. �Met� dei nostri uomini sono stati assassinati!�</p><p>�� stato un errore� disse Gurney. �Non peggioratelo.�</p><p>Si volt� nuovamente verso Paul e fiss� gli occhi del giovane, azzurri sull�azzurro.</p><p>Un sorriso sfior� il volto di Paul, ma c�era una durezza nella sua espressione che ricord� a Gurney il Vecchio Duca, il nonno. Poi vide il corpo nervoso e asciutto di Paul, la pelle coriacea, gli occhi sfuggenti, vigili, che non erano mai stati degli Atreides.</p><p>�Dicevano che eri morto� ripet� ancora.</p><p>�Mi � sembrato la miglior protezione lasciarlo credere� disse Paul.</p><p>Gurney si rese conto che quella sarebbe stata l�unica giustificazione che Paul gli avrebbe fornito, dopo averlo abbandonato alla sua sorte, facendogli credere che il Giovane Duca� che il suo amico fosse morto. Si chiese allora se fosse rimasto qualcosa del ragazzo che lui aveva conosciuto e addestrato nell�arte del combattimento.</p><p>Paul fece un passo verso Gurney e sent� gli occhi che gli prudevano.</p><p>�Gurney��</p><p>E furono l�uno nelle braccia dell�altro, battendosi reciprocamente le mani sulle spalle, provando il contatto confortante dei propri muscoli.</p><p>�Dannato ragazzo! Dannato ragazzo!� continuava a balbettare Gurney.</p><p>E Paul: �Gurney, vecchio Gurney!�</p><p>Poi si separarono, si squadrarono. Gurney respir� profondamente. �Cos� tu sei la causa della nuova abilit� dei Fremen in battaglia! Avrei dovuto immaginarlo. Fanno cose che soltanto io potrei fare. Se soltanto avessi capito�� Scosse la testa. �Se tu avessi mandato un messaggio, ragazzo� Niente mi avrebbe fermato! Sarei venuto di corsa, e��</p><p>Un�occhiata di Paul lo ferm�, uno sguardo duro, calcolatore.</p><p>Gurney sospir�. �Sicuro. Qualcuno si sarebbe chiesto perch� Gurney Halleck se n�era andato cos� in fretta. E alcuni avrebbero fatto qualcosa di pi� che porsi semplici domande. Avrebbero dato la caccia alle risposte.�</p><p>Paul annu� e guard� i Fremen in attesa. Vi erano apprezzamento e curiosit� negli occhi dei Fedaykin.</p><p>Fiss� nuovamente Gurney. L�aver ritrovato il suo vecchio maestro d�armi lo riempiva di gioia. Era come un felice presagio, l�annuncio di un avvenire propizio.</p><p><emphasis>Con Gurney al suo fianco�</emphasis></p><p>Paul guard� oltre i Fedaykin e le rocce, studi� l�equipaggiamento dei contrabbandieri.</p><p>�Da che parte stanno i tuoi uomini, Gurney?�</p><p>�Sono dei contrabbandieri. Vanno dove il profitto li chiama.�</p><p>�La nostra impresa garantisce ben pochi profitti� disse Paul, e colse l�impercettibile gesto che Gurney gli aveva fatto con la mano destra. Nel vecchio codice manuale che un tempo usavano tra loro, questo significava che tra i contrabbandieri c�erano alcuni uomini da cui bisognava guardarsi.</p><p>Port� la mano alla bocca per indicare che aveva capito e alz� lo sguardo verso i Fremen che erano rimasti di guardia tra le rocce. Vide Stilgar. Il ricordo del suo problema ancora in sospeso raffredd� in parte la sua gioia.</p><p>�Stilgar� disse Paul. �Questo � Gurney Halleck. Ti ho parlato tante volte di lui. Il maestro d�armi di mio padre. � lui che mi ha insegnato a combattere. � un vecchio amico. Ci si pu� fidare di lui per qualsiasi impresa.�</p><p>�Capisco� fece Stilgar. �Tu sei il suo Duca.�</p><p>Paul fiss� il volto cupo, e si chiese per quale ragione Stilgar avesse detto proprio questo. <emphasis>Il suo Duca. </emphasis>C�era stata una lieve, curiosa inflessione nella sua voce, come se volesse dire un�altra cosa. E questo non era da lui, perch� Stilgar era un capo Fremen, e diceva sempre quello che pensava.</p><p><emphasis>Il mio Duca! </emphasis>pens� Gurney. Guard� Paul come se lo vedesse per la prima volta. <emphasis>S�, Leto � morto e Paul � il Duca.</emphasis></p><p>Nella sua mente, lo schema della guerra dei Fremen su Arrakis acquist� una nuova forma. <emphasis>Il mio Duca! </emphasis>Qualcosa di morto, nelle profondit� della sua coscienza, riprese a vivere, a pulsare. A stento ud� la voce di Paul, il quale ordin� che i contrabbandieri fossero disarmati in attesa d�interrogarli.</p><p>Ritorn� bruscamente alla realt� quando sent� i suoi uomini protestare. Scosse la testa e si volt�. �Siete sordi?� grid�. �Questo � il Duca legittimo di Arrakis. Fate come vi ha ordinato!�</p><p>Borbottando, i contrabbandieri si rassegnarono.</p><p>Paul si avvicin� a Gurney e mormor�: �Non mi sarei mai aspettato che tu cadessi in questa trappola, Gurney�.</p><p>�Sono stato giustamente punito. Scommetto che quella macchia laggi�, la spezia, non � pi� profonda di un granello di sabbia. Un�esca per attirarci.</p><p>�Hai vinto la scommessa� replic� Paul. Guard� i contrabbandieri che consegnavano le armi. �Vi sono altri uomini di mio padre nel tuo equipaggio?�</p><p>�Nessuno. Siamo troppo dispersi. Qualcuno � tra i liberi commercianti, ma la maggior parte ha speso tutti i suoi beni per andarsene da questo pianeta.�</p><p>�Ma tu sei rimasto.�</p><p>�Io sono rimasto.�</p><p>�Perch� Rabban � qui.�</p><p>�Pensavo che non mi restasse nient�altro fuorch� la vendetta� disse Gurney.</p><p>Un urlo, curiosamente troncato, risuon� in cima alla cresta rocciosa. Gurney alz� gli occhi e vide un Fremen che agitava un fazzoletto.</p><p>�Arriva un creatore� disse Paul. Seguito da Gurney, sal� su uno sperone roccioso e guard� verso sudovest. L�onda di sabbia spostata dal verme era visibile a met� strada tra le rocce e l�orizzonte, una traccia coronata di polvere che tagliava direttamente il deserto verso di loro.</p><p>�� molto grosso� disse Paul.</p><p>Uno strepito si alz� dalla mietitrice alle loro spalle. L�enorme macchina si stava girando sui cingoli come un gigantesco insetto, muovendosi pesantemente verso le rocce.</p><p>�Peccato che non sia stato possibile salvare l�ala!� disse ancora Paul.</p><p>Gurney lo fiss�, e guard� nuovamente il mucchio di rottami fumanti, nel deserto, dove l�ala e gli ornitotteri si erano schiantati, colpiti dai razzi dei Fremen. Prov� un improvviso dolore per gli uomini morti laggi�� i <emphasis>suoi </emphasis>uomini, e disse: �Tuo padre si sarebbe rammaricato soprattutto per gli uomini che non era riuscito a salvare�.</p><p>Paul lo fiss� duramente, poi abbass� lo sguardo. Replic�, infine: �Erano tuoi amici, Gurney. Ti capisco. Per noi, tuttavia, erano degli intrusi. Potevano vedere cose proibite�.</p><p>�Capisco fin troppo bene� disse Gurney. �Ora sono proprio curioso di vederle queste cose proibite.�</p><p>Paul alz� gli occhi e riconobbe quel sogghigno da vecchio lupo che conosceva cos� bene, e l�increspatura della liana indelebilis sulla mascella di Halleck.</p><p>Gurney accenn� col capo al deserto sotto di loro. I Fremen continuavano ad affaccendarsi e nessuno sembrava preoccuparsi per l�avvicinarsi del verme.</p><p>Un rullio risuon� tra le dune, al di l� della trappola di spezia; un sordo pulsare che Gurney sent� risalire dalla base della roccia, attraverso i piedi. I Fremen si dispersero sulla sabbia, lungo il segno del verme.</p><p>E il verme era ormai vicino, come un gigantesco pesce delle sabbie, aprendo la superficie del deserto con la sua cresta; i suoi anelli lucidi e ondeggianti tracciavano un solco tra una nube di polvere.</p><p>Dalla sua posizione privilegiata Gurney pot� assistere alla cattura: il balzo ardito del primo uncinatore, la brusca rotazione della creatura, e poi tutti gli uomini che si lanciavano all�assalto della mobile collina scagliosa.</p><p>�Ecco una cosa che non avresti dovuto vedere� dichiar� Paul.</p><p>�Circolano molte voci� disse Gurney. �Ma � impossibile crederlo senza averlo visto.� Scosse la testa. �La creatura che tutti temono, su Arrakis, voi la usate come un animale da sella!</p><p>�Hai sentito mio padre parlare del potere del deserto� replic� Paul. �Eccolo. La superficie del pianeta � nostra. Non esistono tempeste, o animali, che possano fermarci.�</p><p><emphasis>Fermarci, </emphasis>pens� Gurney. <emphasis>Vuol dire i Fremen. Si considera uno di loro. </emphasis>Consider� ancora gli occhi azzurri di Paul. Sapeva che anche i suoi occhi avevano una sfumatura di questo colore, ma i contrabbandieri potevano ottenere alimenti da altri pianeti, e c�era una sottile implicazione di casta, fra loro, in base all�intensit� dell�azzurro. Quando un uomo diventava troppo simile agli indigeni, si diceva che aveva preso �un colpo di spezia�. C�era sempre un certo disprezzo in questa espressione.</p><p>�Un tempo non avremmo mai cavalcato un creatore alla luce del giorno e a queste latitudini� disse Paul. �Ma Rabban non dispone pi� di un numero sufficiente di ornitotteri per sorvegliare anche la pi� piccola distesa di sabbia.� Fiss� Gurney: �I tuoi velivoli ci hanno colto di sorpresa�.</p><p><emphasis>Ci hanno colto� Ci hanno�</emphasis></p><p>Gurney scosse la testa, per scacciare quei pensieri: �Non si pu� certo paragonare alla <emphasis>nostra </emphasis>sorpresa�.</p><p>�Che cosa si dice di Rabban nei villaggi?� chiese Paul.</p><p>�Dicono che hanno fortificato i villaggi del graben a un punto tale che voi non riuscirete pi� a far nulla contro di loro. Sono convinti che vi dissanguerete in inutili attacchi, mentre loro se ne staranno tranquilli, dietro le linee di difesa.</p><p>�In altre parole� disse Paul, �sono immobilizzati.�</p><p>�Mentre voi potete andare dove volete� replic� Gurney.</p><p>�� una tattica che ho imparato da te� fece Paul. �Hanno perduto l�iniziativa, e questo vuoi dire che hanno perduto la guerra.�</p><p>Gurney ebbe un sorriso di complicit�.</p><p>�Il nemico si trova esattamente dove io desidero che sia� concluse Paul. Fiss� Gurney: �Ebbene, Gurney, vuoi arruolarti con me per la fine di questa guerra?�</p><p>�Arruolarmi?� Gurney lo fiss�. �Mio Signore, non ho mai lasciato il tuo servizio. Sei tutto quello che mi resta� E pensare che io ti credevo morto! Ero solo, e sono sopravvissuto come potevo, in attesa d�immolare la mia vita per l�unica causa valida� la morte di Rabban!�</p><p>Paul tacque, imbarazzato.</p><p>Un profilo femminile scivol� tra le rocce, sopra di loro. I suoi occhi, dietro la maschera, guizzavano da Paul al suo compagno. Si ferm� davanti a Paul. Gurney not� il suo atteggiamento possessivo, il modo in cui lo fronteggiava.</p><p>�Chani� disse Paul, �questo � Gurney Halleck. Mi hai sentito parlare di lui.�</p><p>�S�, ho sentito parlare di lui� replic� Chani. Lanci� una rapida occhiata a Halleck, poi fiss� nuovamente Paul.</p><p>�Dove sono andati gli uomini sul creatore?�</p><p>�L�hanno cavalcato solo per distrarlo e darci il tempo di salvare le macchine.�</p><p>�Bene, allora�� Paul s�interruppe e annus� l�aria.</p><p>�Il vento si avvicina� disse Chani.</p><p>Una voce li chiam� dalla cresta rocciosa che incombeva su di loro: �Ehi, laggi�!� Il vento!�</p><p>Gurney vide che i Fremen si muovevano pi� in fretta. I loro gesti erano frenetici, adesso. L�avvicinarsi del vento creava in essi il timore che neppure il verme aveva suscitato. La mietitrice risal� pesantemente l�arido pendio sabbioso, aprendosi una strada tra le rocce� e i macigni furono rimessi a posto dietro la macchina con tanta precisione che i suoi occhi non scorsero pi� traccia del passaggio.</p><p>�Ne avete molti di nascondigli di questo tipo?� domand�.</p><p>�Molti� Moltissimi, anzi.� Paul guard� Chani: �Trovami Korba. Digli che Gurney mi ha avvertito che ci sono uomini, fra questi contrabbandieri, di cui non ci si pu� fidare�.</p><p>Chani fiss� ancora Gurney, poi Paul, annu� e si allontan� tra le rocce, agile come una gazzella.</p><p>�� la tua donna?� chiese Gurney.</p><p>�La madre del mio primogenito� disse Paul. �C�� un altro Leto fra gli Atreides.�</p><p>Gurney accett� la notizia limitandosi a stralunare gli occhi.</p><p>Paul osserv� con occhio critico l�attivit� dei suoi uomini. Il cielo, verso sud, aveva acquistato una tinta ocra e le prime raffiche di vento li investirono in un turbinio di polvere.</p><p>�Stringi bene la tuta� disse Paul, e si aggiust� la maschera e il cappuccio. Gurney obbed�. Paul riprese, e la sua voce risuon� soffocata dai filtri: �Quali sono gli uomini di cui non ti fidi, Gurney?�</p><p>�Vi sono alcune nuove reclute� spieg� Gurney. �Alcuni stranieri�� Esit�, stupito che questo termine gli fosse venuto cos� facilmente: <emphasis>Stranieri�</emphasis></p><p>�S�?�</p><p>�Non assomigliano ai cacciatori di fortuna che si uniscono a noi� disse Gurney. �Sono diversi, pi� duri.�</p><p>�Spie degli Harkonnen?� chiese Paul.</p><p>�Credo, mio Signore, che non abbiano niente a che vedere con gli Harkonnen. Io sospetto che siano al servizio dell�Imperatore. Salusa Secundus ha lasciato la sua impronta su di loro.�</p><p>Paul gli lanci� un�occhiata tagliente: �Sardaukar?�</p><p>Gurney scroll� le spalle: �� poss�bile, ma lo nasconderebbero assai bene, in questo caso�.</p><p>Paul annu�. Gurney aveva riacquistato subito le sue abitudini di leale difensore degli Atreides, ma con qualche sottile differenza� Arrakis aveva cambiato anche lui.</p><p>Due Fremen incappucciati emersero da una spaccatura della roccia e si arrampicarono verso di loro. Uno dei due trasportava un grosso fagotto nero sopra la spalla.</p><p>�Dove sono i miei uomini, adesso?� s�inform� Gurney.</p><p>�Al sicuro fra le rocce, sotto di noi� disse Paul. �Abbiamo una caverna, quaggi�, la Caverna degli Uccelli. Decideremo il loro destino dopo la tempesta.�</p><p>�Muad�Dib!� chiam� una voce.</p><p>Paul si volt� al grido e vide una sentinella al rimboccatura della grotta. Fece un gesto in risposta.</p><p>Gurney lo fiss�, stupito. �Sei Muad�Dib?� domand�. �Il turbine delle sabbie?�</p><p>�� il mio nome Fremen� spieg� Paul.</p><p>Gurney evit� il suo sguardo, colto da un cupo presentimento. Met� dei suoi uomini giacevano morti sulla sabbia, l�altra met� era prigioniera. Non gl�importava delle nuove reclute, ma fra gli altri c�era brava gente: amici, uomini nei cui confronti sentiva una certa responsabilit�. �<emphasis>Decideremo il loro destino dopo la tempesta</emphasis>�, questo aveva detto Paul. Anzi, Muad�Dib. E Gurney ricord� le storie che si raccontavano di Muad�Dib, il Lisan al-Gaib� come avesse spellato un ufficiale degli Harkonnen per farne pelle di tamburo, e come amasse circondarsi dei commandos della morte, i Fedaykin, che si precipitavano nella lotta alzando inni alla morte.</p><p><emphasis>Lui.</emphasis></p><p>I due Fremen che risalivano la roccia balzarono in silenzio su uno spuntone davanti a Paul e s�immobilizzarono. Quello dal volto scuro disse: �Tutto a posto, Muad�Dib. Meglio andar sotto, adesso�.</p><p>�D�accordo.�</p><p>Gurney valut� la voce dell�uomo, comando e preghiera insieme. Era Stilgar: un�altra figura leggendaria tra i Fremen.</p><p>Paul fiss� il fagotto nero sulla spalla dell�altro: �Korba, che cosa c�� l� dentro?�</p><p>Stilgar rispose: �Era nel trattore. Ha le iniziali del tuo amico qui presente, e contiene un baliset. Ti ho sentito parlare tante volte della bravura di Gurney Halleck al baliset��</p><p>Gurney lo studi�, vide la barba nera che spuntava dal bordo della maschera, gli occhi di falco, il naso aguzzo.</p><p>�Hai un compagno che pensa, mio Signore� disse Gurney. �Grazie, Stilgar.�</p><p>Stilgar accenn� al Fremen chiamato Korba di passare il fagotto a Gurney e replic�: �Ringrazia il tuo Signore, il Duca. Il suo favore ti ha guadagnato l�ammissione fra noi�.</p><p>Gurney accett� il fagotto, perplesso a causa della durezza che aveva percepito nelle parole di Stilgar. L�uomo aveva parlato in tono di sfida, e Gurney si chiese se il Fremen, per caso, non provasse gelosia. Lui era Gurney Halleck, un uomo che conosceva Paul da lungo tempo, ancora prima di Arrakis: un uomo che aveva condiviso con Paul un antico cameratismo da cui Stilgar sarebbe stato sempre escluso.</p><p>�Voglio che voi due siate amici� disse Paul.</p><p>�Stilgar il Fremen � un nome famoso� dichiar� Gurney. �Io sar� onorato di contare tra i miei amici chiunque abbia ucciso degli Harkonnen.�</p><p>�Stringerai la mano al mio amico Gurney Halleck, Stilgar?� chiese Paul.</p><p>Lentamente Stilgar porse la mano e strinse quella che Gurney gli offriva, una mano che la spada, anno dopo anno, aveva reso callosa. �Pochi ignorano il nome di Gurney Halleck� disse a sua volta. Lasci� la presa e si volt� verso Paul: �La tempesta si precipita su di noi�.</p><p>�Andiamo� disse Paul.</p><p>Stilgar si volt�, guidandoli attraverso le rocce, lungo un sentiero serpeggiante che li port�, dentro una spaccatura stretta e tenebrosa, fino al basso ingresso di una caverna. Un gruppo di uomini si affrett� a sigillarla non appena furono passati. Alcuni globi luminosi rivelarono un�ampia sala scavata nella roccia, con un soffitto a cupola e una sporgenza lunga e piatta che si alzava su un lato e dava accesso a un corridoio.</p><p>Paul balz� sulla sporgenza, seguito da Gurney, e gli fece strada lungo il corridoio. Gli altri si diressero verso un altro passaggio che si apriva di fronte all�entrata. Paul condusse Halleck attraverso un�anticamera, e di qui a una stanza rivestita di tende rosso vino.</p><p>�Qui resteremo soli per un po�� disse Paul. �Gli altri rispetteranno la mia��</p><p>L�allarme, suonato su un gong, esplose con enorme fracasso nella grotta d�entrata, seguito da urla e da un clangore d�armi. Paul si gir� di scatto, precipitandosi attraverso l�anticamera e la sporgenza rocciosa. Gurney venne dietro a lui, la spada sguainata.</p><p>Sotto di loro, una mischia tumultuante di figure in lotta nascondeva il pavimento della caverna. Paul valut� in un attimo la scena, distinguendo i mantelli e i bourkas dai costumi degli altri. I sensi, che la madre gli aveva affinato con gli anni, gl�indicarono un fatto significativo: i Fremen si battevano contro un gruppo di uomini vestiti da contrabbandieri, ma raggruppati a tre per tre, disposti a triangolo sotto la pressione degli avversari.</p><p>L�abitudine di combattere a corpo a corpo era il marchio dei Sardaukar Imperiali. All�improvviso, un Fedaykin nel tumulto vide Paul e il suo grido di battaglia s�innalz�, riecheggiando nella caverna: �Muad�Dib! Muad�Dib! Muad�Dib!�</p><p>Ma anche altri occhi avevano visto Paul. Un coltello nero fu scagliato contro di lui. Paul lo schiv�, ud� la lama colpire la roccia alle sue spalle, si volt� e vide Gurney che lo raccoglieva.</p><p>I triangoli degli assalitori venivano respinti, adesso.</p><p>Gurney alz� il coltello davanti agli occhi di Paul e indic� la spirale gialla, sottile come un capello, e il leone dalla criniera dorata e gli occhi sfaccettati sull�impugnatura: i simboli dell�Impero.</p><p>Sardaukar, senza alcun dubbio.</p><p>Paul avanz� sulla sporgenza: soltanto tre Sardaukar erano ancora vivi. Corpi sanguinanti erano sparsi per tutta la caverna.</p><p>�Fermatevi!� url�. �Il Duca Paul Atreides vi ordina di fermarvi!�</p><p>I combattenti ondeggiarono, esitarono.</p><p>�Voi, Sardaukar!� url� Paul ai tre che restavano. �Per ordine di chi minacciate la vita di un Duca regnante?� E rapidamente, mentre i suoi uomini continuavano ad assalirli: �Fermi, ho detto!�</p><p>Uno dei tre, messo alle strette, si raddrizz�: �Chi dice che siamo Sardaukar?�</p><p>Paul prese il coltello a Gurney e lo sollev�: �Questo lo dice�.</p><p>�E allora, chi dice che tu sia un Duca regnante?� domand� l�uomo.</p><p>Paul fece un gesto verso i Fedaykin: �Questi uomini dicono che io sono il Duca regnante. Il vostro Imperatore in persona ha assegnato Arrakis alla Casa degli Atreides. Io sono la Casa degli Atreides�.</p><p>Il Sardaukar rimase in silenzio, agitandosi nervosamente.</p><p>Paul studi� l�uomo: alto, slavato, una pallida cicatrice che gli attraversava una guancia. Il suo atteggiamento tradiva rabbia e confusione, ma c�era ancora quell�orgoglio, in lui, senza il quale un Sardaukar sarebbe parso nudo� e con il quale sembrava sempre in uniforme.</p><p>Paul lanci� un�occhiata a uno dei suoi luogotenenti Fedaykin: �Korba, come mai sono armati?�</p><p>�Avevano coltelli in tasche astutamente dissimulate nelle tute distillanti� disse Korba.</p><p>Paul esamin� i morti e i feriti sparsi nella caverna, poi fiss� nuovamente Korba. Non c�era bisogno di parole: il luogotenente abbass� gli occhi.</p><p>�Dov�� Chani?� Paul trattenne il respiro.</p><p>�Stilgar l�ha trascinata via.� Korba indic� con la testa l�altro corridoio, guard� i morti e i feriti. �Mi considero responsabile per questo errore, Muad�Dib.�</p><p>�Quanti Sardaukar c�erano, Gurney?� chiese Paul.</p><p>�Dieci.�</p><p>Paul salt� gi� dalla sporgenza e attravers� la caverna, portandosi a un metro di distanza dal Sardaukar che aveva parlato.</p><p>Sent� i Fedaykin che si tendevano. Non avrebbero voluto che Paul si esponesse in tal modo al pericolo. Essi desideravano impedire a tutti i costi che ci� avvenisse, perch� nessun Fremen voleva perdere la saggezza di Muad�Dib.</p><p>Senza voltarsi, Paul chiese al luogotenente: �A quanto ammontano le nostre perdite?�</p><p>�Quattro feriti e due morti, Muad�Dib.�</p><p>Paul colse un movimento dietro al Sardaukar: Chani e Stilgar uscirono dall�altro corridoio, uno accanto all�altra. Paul riport� la sua attenzione al Sardaukar, fissando il bianco di quegli occhi di un altro mondo. �Tu, qual � il tuo nome?� gli chiese.</p><p>L�uomo s�irrigid�, lanciando occhiate a destra e a sinistra.</p><p>�Non provarci� lo consigli� Paul. �� evidente che vi hanno ordinato di cercare e di distruggere Muad�Dib. E sono certo che siete stati voi a suggerire che si cercasse la spezia nell�alto deserto.�</p><p>Un�esclamazione soffocata di Gurney, alle sue spalle, suscit� un lieve sorriso sulle labbra di Paul.</p><p>Il sangue afflu� al volto del Sardaukar.</p><p>�Ci� che tu vedi davanti a te � pi� di Muad�Dib� disse Paul. �Sette dei vostri sono morti, e solo due dei nostri. Tre a uno. Niente male contro dei Sardaukar, non � vero?�</p><p>L�uomo si alz� sulla punta dei piedi e ricadde non appena i Fedaykin accennarono ad avanzare.</p><p>�Ti ho chiesto il nome� disse Paul. E si serv� della Voce: �Dimmi il tuo nome!�</p><p>�Capitano Aramsham dei Sardaukar Imperiali!� esclam� l�uomo. La sua mascella ricadde. Fiss� Paul, sconvolto, distrutto. Fino a quel momento aveva considerato quella caverna una tana di barbari. Ora, per�, non la pensava pi� cos�.</p><p>�Bene, Capitano Aramsham� continu� Paul, �gli Harkonnen pagherebbero cifre favolose per sapere quello che voi adesso sapete. E l�Imperatore� che cosa darebbe l�Imperatore per sapere che un Atreides � ancora vivo, nonostante il suo tradimento?�</p><p>Il capitano guard� a destra e a sinistra, verso i due uomini che gli rimanevano. Paul pot� quasi toccare i pensieri che turbinavano nella mente dell�uomo. I Sardaukar non si arrendevano mai, ma l�Imperatore <emphasis>doveva </emphasis>sapere di questa minaccia.</p><p>Sempre usando la Voce, Paul disse: �Arrendetevi, Capitano!�</p><p>L�uomo a sinistra di Aramsham balz� all�improvviso verso Paul, ma si scontr� col pugnale del capitano che guizz� nel suo petto. L�assalitore stramazz� al suolo, sanguinante, la lama piantata nel cuore.</p><p>Il capitano fronteggi� l�ultimo compagno che gli era rimasto. �Tocca a me decidere quello che � meglio per Sua Maest�!� grid�. �Capito?�</p><p>L�altro Sardaukar si afflosci�.</p><p>�Butta a terra il coltello� ordin� il capitano.</p><p>Il Sardaukar obbed�.</p><p>Il capitano si volt� nuovamente verso Paul: �Per voi ho ucciso un amico� disse. �Non lo dimenticher� mai.�</p><p>�Siete mio prigioniero� replic� Paul. �Vi siete arreso a me. Che voi viviate o moriate non ha alcuna importanza.� Fece un gesto alle guardie perch� prendessero i due Sardaukar, e si volt� verso Korba.</p><p>�Muad�Dib� disse Korba. �Ho mancato al mio compito��</p><p>�L�errore � stato mio, Korba� l�interruppe Paul. �Avrei dovuto avvertirti. In futuro, quando perquisisci un Sardaukar, ricordati di questo. E ricordati anche che ciascuno di loro ha una o due unghie false dei piedi, che possono essere combinate con altri oggetti nascosti nel loro corpo per montare una radiotrasmittente. Hanno uno o pi� denti falsi e rotoli di filo <emphasis>shiga </emphasis>nascosti tra i capelli, cos� sottili da essere quasi invisibili, e tuttavia abbastanza robusti da strangolare un uomo e perfino tagliargli la testa. � necessario esaminare i Sardaukar centimetro per centimetro, sondarli coi raggi X, tagliar loro ogni ciuffo di peli del corpo. E quando avrai finito, stai pur certo che non avrai ancora scoperto tutto.�</p><p>Alz� gli occhi su Gurney che si era avvicinato ad ascoltare.</p><p>�Allora � molto meglio ucciderli� disse Korba.</p><p>Paul scosse la testa, sempre fissando Gurney. �No, voglio che riescano a fuggire.�</p><p>�Signore!� Gurney quasi soffoc�.</p><p>�S�?�</p><p>�Il tuo uomo ha ragione. Bisogna ucciderli immediatamente. Distruggi tutte le prove della loro presenza, qui. Hai umiliato i Sardaukar Imperiali! Quando l�Imperatore lo sapr� non avr� pi� pace finch� non ti avr� messo a cuocere a fuoco lento.�</p><p>�� assai difficile che l�Imperatore ci riesca� disse Paul, lentamente, freddamente. Qualcosa era accaduto dentro di lui, mentre fronteggiava il Sardaukar. Una somma di decisioni si era formata. �Gurney� riprese, �ci sono molti uomini della Gilda intorno a Rabban?�</p><p>Gurney si raddrizz�, socchiuse gli occhi. �La tua domanda non ha alcun��</p><p>�Quanti?� url� Paul.</p><p>�Arrakis brulica di agenti della Gilda. Comperano la spezia come se fosse la cosa pi� preziosa dell�universo. Perch� mai ci saremmo avventurati cos� lontano nel deserto, se non��</p><p>�La spezia � davvero la cosa pi� preziosa dell�universo� disse Paul. �Per loro.� Si volt� verso Chani e Stilgar che si avvicinavano. �E siamo noi che la controlliamo, Gurney.�</p><p>�No. Gli Harkonnen!� protest� Gurney.</p><p>�Chi pu� distruggere una cosa, la controlla� replic� Paul. Con un gesto imperioso imped� a Gurney di replicare, poi salut� Stilgar e Chani con un cenno del capo.</p><p>Prese il coltello del Sardaukar con la sinistra e lo porse a Stilgar.</p><p>�Tu vivi per il bene della trib�� disse. �Spargeresti il mio sangue con questo coltello?�</p><p>�Per il bene della trib�� grugn� Stilgar.</p><p>�Allora, usa questo coltello!�</p><p>�Mi stai sfidando?� domand� Stilgar.</p><p>�Se ti sfidassi� dichiar� Paul, �lo farei senz�armi e mi lascerei colpire.�</p><p>Stilgar respir� affannosamente.</p><p>�Usul!� esclam� Chani. Fiss� Gurney e poi ancora Paul.</p><p>Mentre Stilgar rifletteva sul significato di queste parole, Paul prosegu�: �Tu sei Stilgar, l�uomo delle battaglie. Quando i Sardaukar hanno scatenato il massacro, qui, tu non c�eri. Il tuo primo pensiero � stato quello di proteggere Chani�.</p><p>�� mia nipote� disse Stilgar. �Se i tuoi Fedaykin non fossero riusciti a distruggere quelle canaglie��</p><p>�Perch� il tuo primo pensiero � stato per Chani?� chiese Paul.</p><p>�Non ho pensato a Chani!�</p><p>�Oh?�</p><p>�Ho pensato a te� confess� Stilgar.</p><p>�E allora sei ancora convinto che riusciresti ad alzare la tua mano contro di me?�</p><p>Stilgar cominci� a tremare, e mormor�: �� l�usanza�.</p><p>�� anche l�usanza uccidere gli stranieri di un altro mondo incontrati nel deserto e impadronirsi della loro acqua come un dono di Shai-hulud. Tuttavia, tu hai salvato la vita di due stranieri, una notte. Mia madre e me.�</p><p>Poich� Stilgar continuava a tacere, tremando, gli occhi puntati su di lui, Paul continu�: �Le usanze cambiano, Stilgar. Le hai cambiate tu stesso�.</p><p>Stilgar abbass� gli occhi sull�emblema giallo del pugnale che stringeva in mano.</p><p>�Quando io sar� Duca in Arrakeen, con Chani al mio fianco, credi che avr� il tempo di occuparmi del Sietch Tabr?� insistette Paul. �Di tutti i problemi particolari di ogni famiglia?�</p><p>Stilgar continu� a fissare la lama.</p><p>�Credi davvero che io voglia tagliarmi il braccio destro?� domand� Paul.</p><p>Lentamente, Stilgar alz� gli occhi e lo guard�.</p><p>�Credi davvero� prosegu� Paul, �che io voglia privare la trib� e me stesso della tua forza e della tua saggezza?�</p><p>A bassa voce Stilgar replic�: �Questo giovane della mia trib�, di cui conosco il nome, io potrei ucciderlo, rispondendo alla sua sfida, secondo la volont� di Shai-hulud. Ma il Lisan al-Gaib non potrei toccarlo. Tu lo sapevi, quando mi hai dato il coltello�.</p><p>�Lo sapevo� conferm� Paul.</p><p>Stilgar apr� la mano. Il coltello rimbalz� al suolo con un suono metallico.</p><p>�Le usanze cambiano� disse.</p><p>�Chani� ordin� Paul, �vai da mia madre. Dille che ci raggiunga, subito, prima che��</p><p>�Ma avevi detto che saremmo andati a sud!� protest� Chani.</p><p>�Mi sono sbagliato. Gli Harkonnen non sono laggi�. La guerra non � laggi�.�</p><p>Chani respir� profondamente e accett� tutto questo come le donne del deserto accettavano gli obblighi di quella vita cos� intimamente legata alla morte.</p><p>�Porterai a mia madre un messaggio che soltanto le sue orecchie dovranno udire� disse Paul. �Dille che Stilgar mi riconosce come Duca di Arrakis e che bisogna fare in modo che i giovani lo accettino senza combattere.�</p><p>Chani guard� Stilgar.</p><p>�Fai come ti ha detto� borbott� Stilgar. �Sappiamo entrambi che potrebbe vincermi� e che io non potrei alzare una mano su di lui� per il bene della trib�.�</p><p>�Ritorner� con tua madre� disse Chani.</p><p>�Manda lei sola� replic� Paul. �Stilgar ha visto giusto. Io sono pi� forte quando tu sei al sicuro. Tu rimarrai nel sietch.�</p><p>Lei fece per protestare, poi tacque.</p><p>�Sihaya� aggiunse Paul, pronunciando il suo nome segreto. Poi distolse lo sguardo da lei e incontr� gli occhi fiammeggianti di Gurney.</p><p>Dall�istante in cui Paul aveva nominato sua madre, tutto, per Gurney, era sprofondato in una coltre di nebbia.</p><p>�Tua madre� disse Gurney.</p><p>�Idaho ci ha salvati la notte del tradimento� spieg� Paul, con la mente ancora rivolta a Chani. �Ora noi��</p><p>�Che cosa � accaduto a Duncan Idaho, mio Signore?� chiese Gurney.</p><p>�� morto� dandoci il tempo di fuggire.�</p><p><emphasis>La strega � viva! </emphasis>pens� Gurney <emphasis>� viva� colei sulla quale ho giurato vendetta! Ed � evidente che il Duca ignora quale creatura gli ha dato la luce. Mostro! Lei ha venduto suo padre agli Harkonnen!</emphasis></p><p>Paul gli pass� accanto e balz� nuovamente sulla sporgenza rocciosa. Si guard� intorno e vide che i morti e i feriti erano stati portati via. Pens� amaramente che questo sarebbe stato un altro capitolo della leggenda di Muad�Dib. <emphasis>Non ho neppure impugnato il coltello, ma si racconter� che oggi ho ucciso venti Sardaukar con le mie stesse mani.</emphasis></p><p>Gurney segu� Stilgar, insensibile al pavimento di roccia, ai globi luminescenti, travolto da un furore selvaggio: <emphasis>La strega � ancora in vita, e quelli che ha tradito sono soltanto ossa in una tomba solitaria. Paul deve sapere la verit� su di lei, prima che io la uccida.</emphasis></p></section><section><epigraph><p>Quante volte l�uomo in collera nega furiosamente quello che la sua coscienza gli dice?</p><text-author>dalla �Raccolta dei detti di Muad�Dib�, della Principessa Irulan</text-author></epigraph><empty-line/><p>Dalla folla riunita nella grotta delle assemblee s�irradiava quell�atmosfera muta e fremente che Jessica aveva sentito il giorno in cui Paul aveva ucciso Jamis. Piccoli gruppi si formavano e s�innalzava un brusio nervoso.</p><p>Mentre usciva dall�appartamento di Paul, Jessica nascose il cilindro messaggio sotto la veste. Era perfettamente riposata dopo il lungo viaggio dal sud, ma era irritata con Paul perch� non aveva ancora autorizzato l�impiego degli ornitotteri catturati.</p><p>�Non abbiamo ancora il completo controllo dell�aria� aveva detto Paul. �E non dobbiamo dipendere da un carburante che non sia di questo mondo. Il carburante e i velivoli devono essere conservati per il giorno della grande rivincita!�</p><p>Paul era in piedi, sull�orlo della sporgenza, con un gruppo di giovani. La pallida luce dei globi dava alla scena un tocco d�irrealt�. Era come un dipinto, ma con una terza dimensione: gli odori della caverna, i mormorii, il rumore dei piedi strascicati.</p><p>Jessica studi� suo figlio, chiedendosi perch� non le avesse ancora rivelato la sorpresa� Gurney Halleck. Il pensiero di Gurney la turbava, ricordandole un passato diverso e felice, giorni di amore e di bellezza col padre di Paul.</p><p>Stilgar aspettava con un piccolo gruppo dei suoi sull�altro lato della sporgenza. Era silenzioso, pieno di una dignit� ineluttabile.</p><p><emphasis>Non dobbiamo perdere quest�uomo, </emphasis>pens� Jessica. <emphasis>Il piano di Paul deve funzionare. Qualsiasi altra soluzione sarebbe una terribile tragedia.</emphasis></p><p>Avanz�, sfiorando Stilgar ma senza degnarlo di uno sguardo, e un cammino si apr� tra la folla fino a Paul. Il pi� completo silenzio l�accompagn�.</p><p>Lei sapeva il significato di quel silenzio, l�emozione e le domande inespresse di quella gente. Lei era la Reverenda Madre.</p><p>I giovani si allontanarono da Paul mentre lei si avvicinava, e, per un attimo, questa deferenza con cui lo trattavano la sgoment�. �<emphasis>Tutti coloro che sono inferiori a te bramano la tua posizione</emphasis>�<emphasis>: </emphasis>era un assioma Bene Gesserit. Ma non lesse alcun desiderio su quei volti. Li dominava piuttosto quel fermento religioso che ribolliva intorno a Paul e alla sua guida. Ricord� un altro assioma: �I profeti hanno l�abitudine di morire di morte violenta�.</p><p>Paul la fiss�.</p><p>�� l�ora� disse Jessica, e gli porse il cilindro col messaggio.</p><p>Uno dei compagni di Paul, il pi� ardito, fulmin� Stilgar con un�occhiata, ed esclam�: �Lo sfiderai Muad�Dib? Ora � il momento, non c�� dubbio. Ti giudicheranno un codardo se non��</p><p>�Chi osa chiamarmi un codardo?� domand� Paul. La sua mano era volata all�impugnatura del cryss.</p><p>Un silenzio di tomba piomb� sul gruppo, avvolgendo poi l�intera folla.</p><p>�C�� del lavoro da fare� disse Paul, mentre l�uomo si scostava da lui. Paul si volt�, si fece strada tra la gente fino alla sporgenza rocciosa, vi salt� sopra e affront� la folla.</p><p>�Sfidalo!� grid� una voce.</p><p>Mormorii e bisbiglii accompagnarono il grido.</p><p>Paul aspett� che ritornasse il silenzio. Vi furono ancora colpi di tosse, un lieve ondeggiare qua e l�. Quando la quiete fu completa, Paul alz� la testa e parl� con voce squillante.</p><p>�Siete stanchi di aspettare� disse.</p><p>Nuovamente, aspett� che l�esplosione d�invocazioni e di urla si calmasse.</p><p><emphasis>Sono veramente stanchi di aspettare, </emphasis>pens�. Brand� il cilindro, pensando al messaggio che conteneva. Sua madre gliel�aveva mostrato, spiegandogli che era stato strappato a un corriere degli Harkonnen.</p><p>Il messaggio era esplicito: Rabban veniva abbandonato a se stesso, su Arrakis! Non avrebbe pi� ricevuto n� aiuto n� rinforzi!</p><p>Ancora una volta, Paul parl� con voce squillante: �Voi pensate che sia tempo che io sfidi Stilgar e gli strappi il comando?� Prima che potessero rispondere, si scagli� furiosamente su di loro: �Credete che il Lisan al-Gaib sia cos� stupido?�</p><p>Un silenzio attonito cal� sulla caverna.</p><p><emphasis>Accetta la sua veste religiosa, </emphasis>si disse Jessica. <emphasis>Non deve farlo!</emphasis></p><p>�� l�usanza!� grid� qualcuno.</p><p>Paul replic� seccamente, spiando le loro reazioni emotive: �Le usanze cambiano�.</p><p>Una voce piena di collera s�innalz� dal fondo della caverna: �Siamo noi che diciamo quello che bisogna cambiare!�</p><p>Vi furono grida di approvazione, qua e l�.</p><p>�Come volete� disse Paul.</p><p>Stava usando la Voce. Jessica percep� le sottili intonazioni che gli aveva insegnato.</p><p>�Tocca a voi decidere� continu� Paul. �Ma prima dovete ascoltarmi.�</p><p>Stilgar si sporse sul dirupo roccioso. �Anche questa � l�usanza� disse, impassibile. �Qualsiasi Fremen ha il diritto di essere udito dal Consiglio. Paul Muad�Dib � un Fremen.�</p><p>�La cosa pi� importante � il bene della trib�, non � vero?� chiese Paul.</p><p>Conservando la sua calma piena di dignit�, Stilgar replic�: �Questo � il fine di ogni nostra decisione�.</p><p>�Benissimo. Allora, chi comanda questi uomini, questa trib�? E chi governa tutti gli uomini e tutte le trib� attraverso gli istruttori che abbiamo addestrato all�arte magica del combattimento?�</p><p>Paul attese, osservando le innumerevoli teste. Non vi fu risposta.</p><p>�� Stilgar, dunque, che comanda tutto? Lui stesso lo nega. Sono io, allora? Perfino Stilgar agisce secondo la mia volont� a volte, e i saggi, e i saggi tra i saggi mi ascoltano e mi onorano nel consiglio.�</p><p>Un silenzio pieno di tensione regnava tra la folla.</p><p>�Mia madre comanda, allora?� Paul indic� Jessica, avvolta nelle vesti nere cerimoniali. �Stilgar e tutti gli altri capi le chiedono consiglio per ogni decisione importante. Voi lo sapete. Ma una Reverenda Madre marcia, forse, attraverso il deserto e guida le razzie contro gli Harkonnen?�</p><p>Paul vide le fronti aggrottate, le espressioni pensierose, ma ud� ancora serpeggiare mormorii incolleriti.</p><p><emphasis>� un modo molto pericoloso di affrontarli, </emphasis>pens� Jessica, ma si ricord� del cilindro e di quello che il messaggio implicava. E vide a che cosa mirava Paul: andare fino in fondo alla loro incertezza, e quando l�avesse sradicata, tutto il resto sarebbe seguito.</p><p>�Nessun uomo riconosce un capo senza una sfida e una lotta, non � cos�?� domand� Paul.</p><p>�� l�usanza!� grid� una voce.</p><p>�Qual � il nostro scopo?� replic� Paul. �Abbattere Rabban, la bestia degli Harkonnen, e fare di questo pianeta un mondo in cui vivere con le nostre famiglie nella felicit� e nell�abbondanza d�acqua. � questo il nostro scopo?�</p><p>�I compiti pi� duri esigono dure usanze!� url� qualcuno.</p><p>�Spezzate forse i vostri coltelli prima della battaglia?� grid� Paul. �Io vi dico questo come un fatto, non come una vanteria o una sfida: non c�� un solo uomo, qui presente, compreso Stilgar, che possa vincermi in un corpo a corpo. Lo stesso Stilgar l�ammette. Lui lo sa e anche voi lo sapete.�</p><p>Ancora una volta mormoni di collera s�innalzarono dalla folla.</p><p>�Molti di voi si sono battuti con me in palestra� disse Paul. �Sapete che non � un�oziosa vanteria: lo dico perch� � un fatto noto a tutti, e sarei un pazzo se non lo riconoscessi io stesso. Io ho incominciato ad allenarmi in questo modo molto prima di voi, e quelli che mi hanno insegnato sono molto pi� duri di chiunque voi abbiate mai affrontato. Come credete, dunque, che io abbia potuto vincere Jamis a un�et� alla quale i vostri figli giocano ancora?�</p><p><emphasis>Sta usando bene la Voce, </emphasis>pens� Jessica, <emphasis>ma non basta con questa gente. � assai ben protetta dal controllo verbale. Deve aggredirli con la logica.</emphasis></p><p>�Veniamo a questo, dunque� disse Paul. Prese il cilindro e dispieg� il messaggio. �Questo � stato strappato a un corriere Harkonnen. La sua autenticit� � provata oltre ogni dubbio. � indirizzato a Rabban. Esso dice che ogni sua nuova richiesta di truppe � respinta, che la sua produzione di spezia � inferiore alla quota, che deve estrarre molta pi� spezia, su Arrakis, con la gente che ha.�</p><p>Stilgar avanz� al fianco di Paul.</p><p>�Quanti fra voi capiscono il significato di questo messaggio?� domand� Paul. �Stilgar l�ha capito subito.�</p><p>�Sono tagliati fuori!� url� qualcuno.</p><p>Paul infil� nella sciarpa il cilindro col messaggio. Sfil� dal collo una corda di filo shiga intrecciato, ne tolse un anello e lo mostr� alla folla: �Questo era il sigillo ducale di mio padre� disse. �Ho giurato di non portarlo mai pi�, fino al giorno in cui non fossi stato pronto a condurre le mie truppe dovunque, su Arrakis, reclamando il pianeta come mio legittimo feudo!� S�infil� l�anello al dito e strinse il pugno.</p><p>Il silenzio divenne ancora pi� profondo.</p><p>�Chi governa, qui?� chiese Paul. Alz� il pugno. �Io! Io governo su ogni centimetro quadrato di Arrakis! Questo � il mio feudo ducale, che l�Imperatore lo voglia o no! Lui lo ha dato a mio padre, e a me spetta di diritto da mio padre!�</p><p>Si alz� sulla punta dei piedi, studiando la folla, cogliendone le emozioni.</p><p><emphasis>Quasi, </emphasis>si disse.</p><p>�Vi sono uomini, qui, che occuperanno posizioni importanti su Arrakis quando reclamer� i diritti imperiali che mi appartengono� dichiar�. �Stilgar � uno di questi uomini. Non voglio corromperlo! E non per gratitudine, anche se io sono uno fra i molti, qui presenti, che gli devono la vita. No! Ma perch� Stilgar � saggio e forte. Perch� governa i suoi uomini con intelligenza e non solo secondo le usanze. Mi credete davvero cos� stupido? Credete che io sia disposto a tagliarmi il braccio destro e a lasciarlo sanguinante sul pavimento di questa caverna soltanto per darvi spettacolo?�</p><p>Paul fulmin� la folla con lo sguardo: �Chi osa dire che io non sono il legittimo governante di Arrakis? Devo forse provarlo privando ogni trib� dell�erg del suo capo?�</p><p>Accanto a Paul, Stilgar lo fiss�, perplesso.</p><p>�Come potrei privarmi di una parte della nostra forza nel momento in cui ne abbiamo pi� bisogno?� continu� Paul. �Io sono il vostro capo e vi dico che dobbiamo smetterla di uccidere i nostri uomini migliori. Dobbiamo uccidere invece i nostri veri nemici, gli Harkonnen!�</p><p>Fulmineamente, Stilgar brand� il suo cryss e lo punt� sulla folla. �Lunga vita al Duca Paul Muad�Dib!� grid�.</p><p>Un ruggito assordante riemp� la caverna, rimbalzando tra le pareti di roccia. Tutti applaudivano e cantavano: �<emphasis>Ya hya chouhada! Muad�Dib! Muad�Dib! Muad�Dib! Ya hya chouhada!</emphasis>�</p><p>�<emphasis>Lunga vita ai soldati di Muad�Dib!</emphasis>� tradusse Jessica tra s�. La lunga scena preparata da lei, Paul e Stilgar aveva funzionato perfettamente.</p><p>Il tumulto si spense lentamente.</p><p>Quando fu ritornato il silenzio Paul fronteggi� Stilgar e gli disse: �Inginocchiati, Stilgar�.</p><p>Stilgar s�inginocchi� sulla roccia.</p><p>�Dammi il tuo cryss� ordin� Paul.</p><p>Stilgar obbed�.</p><p><emphasis>Questo non � come avevamo previsto, </emphasis>pens� Jessica.</p><p>�Ripeti con me, Stilgar� disse Paul, e richiam� alla memoria le parole dell�investitura, come le aveva udite da suo padre: �Io, Stilgar, prendo questo coltello dalle mani del mio Duca�.</p><p>�Io, Stilgar, prendo questo coltello dalle mani del mio Duca� ripet� Stilgar, accettando la lama scintillante del cryss.</p><p>�Pianter� questa lama dove il mio Duca comander� disse Paul. Stilgar ripet� le parole, con solenne lentezza.</p><p>Ricordando l�origine del rito, Jessica ricacci� le lagrime e scosse la testa. <emphasis>So le ragioni di tutto questo, </emphasis>pens�. <emphasis>Non dovrei commuovermi cos�.</emphasis></p><p>�Dedico questa lama alla causa del mio Duca e alla morte dei suoi nemici, fin quando il nostro sangue scorrer� disse Paul.</p><p>E Stilgar ripet� ogni parola.</p><p>�Bacia la lama� gli ordin� Paul.</p><p>Stilgar obbed�, alla maniera dei Fremen, abbracciando anche il braccio destro di Paul, quello che brandiva il coltello in battaglia. A un cenno di Paul infil� il coltello nel fodero e si alz�.</p><p>Un mormorio di stupore corse tra la folla e Jessica ud� le parole: �La Profezia� una Bene Gesserit indicher� la strada e una Reverenda Madre la vedr��� E, pi� lontano, una voce aggiunse: �Ce l�ha mostrata attraverso suo figlio!�</p><p>�Stilgar � il capo di questa trib�� dichiar� Paul. �Che nessuno s�inganni. Stilgar comanda con la mia voce. Quello che Stilgar vi dir� sar� come se io l�avessi detto.�</p><p><emphasis>Abile, </emphasis>pens� Jessica. <emphasis>Il capo della trib� non pu� perdere la faccia davanti a quelli che devono obbedirgli.</emphasis></p><p>Paul disse ancora, a bassa voce: �Stilgar, voglio delle staffette nel deserto, questa notte, e che si mandino dei cielago per convocare una Riunione del Consiglio. Quando avrai fatto questo, prendi Chatt, Korba, Otheym e due altri luogotenenti di tua scelta. Portali nelle mie stanze: dobbiamo preparare il piano di battaglia. Dobbiamo avere in pugno una vittoria da mostrare al Consiglio dei Capi quando essi arriveranno�.</p><p>Paul fece un gesto a sua madre, invitandola ad accompagnarlo. Poi lasci� la sporgenza rocciosa e attravers� la folla, dirigendosi verso il corridoio centrale e l�appartamento che gli era stato preparato. Mentre Paul si spingeva attraverso la folla, molte mani si protesero a toccarlo e alcune voci l�invocarono.</p><p>�Il mio coltello obbedir� agli ordini di Stilgar, Paul Muad�Dib! Facci combattere, Paul Muad�Dib! Che il sangue degli Harkonnen bagni il nostro mondo!�</p><p>Jessica percepiva chiaramente che il desiderio di battersi di questa gente saliva a livelli frenetici. Non erano mai stati cos� pronti. <emphasis>Li scaglieremo oltre le cime pi� alte.</emphasis></p><p>Nella stanza pi� interna, Paul invit� sua madre a sedersi. �Aspetta qui.� E scivol� sotto la tenda, nel corridoio.</p><p>Jessica rest� sola nella stanza silenziosa. Non si udiva neppure il debole ronzio delle pompe a vento che facevano circolare l�aria nel sietch.</p><p><emphasis>Porter� qui Gurney, </emphasis>pens�. E si meravigli� per lo strano miscuglio d�emozioni che l�invadeva. Gurney e la sua musica evocavano tanti momenti felici di Caladan, prima della loro partenza per Arrakis. Ma Caladan� era come se fosse appartenuto a un�altra persona. Erano passati tre anni, ormai, e Jessica era <emphasis>diventata </emphasis>un�altra persona. L�idea di rivedere Gurney l�obbligava a riflettere su tutti quei cambiamenti.</p><p>Il servizio da caff� di Paul, di argento e jasmium, ereditato da Jamis, era appoggiato su un tavolo basso alla sua destra. Lo fiss�, pensando a quante mani avevano toccato quel metallo. La stessa Chani aveva servito Paul in quell�ultimo mese.</p><p><emphasis>Che cosa pu� fare questa donna del deserto per Paul, oltre a servirgli il caff�? </emphasis>si chiese Jessica. <emphasis>Non gli porta alcun potere, nessuna famiglia. Paul ha soltanto un�unica, grande possibilit�: allearsi con una delle Grandi Case, forse con la famiglia imperiale. Vi sono principesse da marito, dopotutto, e ciascuna di esse � una Bene Gesserit.</emphasis></p><p>Jessica s�immagin� mentre lasciava i rigori di Arrakis per la sicurezza e il potere che spettavano alla madre di un consorte reale. Fiss� le pesanti tende che nascondevano le pareti rocciose di quella cella, pensando a com�era giunta fin l�, cavalcando una schiera di vermi, ai palanchini e alle piattaforme stracariche di quant�era necessario all�imminente campagna.</p><p><emphasis>Finch� Chani vivr�, Paul non capir� qual � il suo dovere, </emphasis>pens� Jessica. <emphasis>Lei gli ha dato un figlio, e questo � abbastanza.</emphasis></p><p>L�afferr� l�improvviso desiderio di rivedere suo nipote, un bambino che tanto assomigliava al nonno. Jessica nascose il viso tra le mani, dando alla respirazione il ritmo rituale che placava le emozioni e schiariva la mente. Poi si pieg� in avanti, per gli esercizi religiosi che preparavano il corpo ad accogliere gli imperativi mentali.</p><p>Non aveva obiezioni al fatto che suo figlio avesse scelto la Caverna degli Uccelli come posto di comando. Era una soluzione ideale. A nord si apriva il Passo del Vento, verso un villaggio ben difeso in un sink circondato da rocce a picco. Era un villaggio importante, poich� ospitava artigiani e tecnici, centro di manutenzione per l�intera cerchia difensiva degli Harkonnen.</p><p>Un colpo di tosse risuon� al di l� delle tende. Jessica si raddrizz� e respir� profondamente.</p><p>�Entra� disse.</p><p>I drappi furono violentemente scostati e Gurney Halleck piomb� nella stanza. Jessica intravvide appena il suo viso contorto da uno strano sogghigno, poi Gurney fu dietro di lei e l�afferr� brutalmente, passandole il braccio sotto il mento e trascinandola in piedi.</p><p>�Gurney, pazzo, cosa stai facendo?�</p><p>Poi sent� il tocco gelido del coltello contro la schiena. Un brivido di consapevolezza si propag� dall�affilata punta d�acciaio. Seppe in quell�istante che Gurney voleva ucciderla. <emphasis>Perch�? </emphasis>Non riusc� a immaginare alcuna ragione, poich� non era un uomo che potesse tradire. Ma non c�era alcun dubbio sulle sue intenzioni. La sua mente fu travolta dall�affanno. Perch� non era un uomo che si potesse sopraffare facilmente. Era un uccisore preparato alla Voce, che conosceva tutti gli stratagemmi, pronto ad ogni violenza. Era un superbo strumento di morte, che lei stessa aveva contribuito ad addestrare con i suoi consigli e i suoi suggerimenti sottili.</p><p>�Credevi di essere riuscita a sfuggire, eh, strega?� rugg� Gurney.</p><p>Prima che lei potesse accogliere questa domanda nella sua mente e cercare una risposta, le tende si scostarono e Paul entr�.</p><p>�Eccolo, Madre, 腻 Paul s�interruppe bruscamente.</p><p>�Resta dove sei, mio Signore� disse Gurney.</p><p>�Che cosa�� Paul scosse la testa, incredulo.</p><p>Jessica fece per parlare, ma il braccio di Gurney aument� la stretta.</p><p>�Parlerai quando io lo vorr�, strega� ringhi� Gurney. �Voglio soltanto che tuo figlio sappia una cosa. Al minimo gesto contro di me, ti pianter� questo coltello nel cuore, un semplice atto riflesso. La tua voce deve restare uniforme. Non muoverti, non tendere i muscoli. Agirai con la massima prudenza, per guadagnarti questi pochi istanti di vita. E ti assicuro che � tutto quello che ti resta.�</p><p>Paul avanz� di un passo: �Gurney, amico mio, che cosa��</p><p>�Fermati dove sei!� url� Gurney. �Ancora un passo e lei � morta.�</p><p>Le mani di Paul scivolarono verso l�impugnatura del coltello. Parl�, con calma mortale: �Farai bene a spiegarti, Gurney�.</p><p>�Ho giurato di scannare viva la traditrice di tuo padre� replic� Gurney. �Credi che io possa dimenticare l�uomo che mi ha salvato dal pozzo degli schiavi degli Harkonnen, l�uomo che mi ha ridato la libert�, la vita, l�onore� che mi ha offerto la sua amicizia: una cosa che io valuto al di sopra di ogni altra? Ho chi l�ha tradito sotto il mio coltello. Nessuno pu� impedirmi di��</p><p>�Non potresti commettere errore peggiore di questo, Gurney� disse Paul.</p><p><emphasis>� questo, dunque, </emphasis>pens� Jessica. <emphasis>Quale ironia!</emphasis></p><p>�Un errore, eh?� ribatt� Gurney. �Ascoltiamo dunque cosa pu� dirci questa donna. E ricorda che ho corrotto, spiato e truffato per confermare questa accusa. Ho perfino offerto della semuta a un capitano delle guardie degli Harkonnen, per ascoltare tutta la storia.�</p><p>Jessica sent� il braccio che le stringeva la gola rilassarsi leggermente, ma, prima che lei potesse parlare, Paul disse: �Il traditore era Yueh. Questo di dico, Gurney. Le prove sono complete, irrefutabili. � stato Yueh. Non m�interessa come tu sia arrivato ai tuoi sospetti, ma se farai del male a mia madre�� brand� il cryss e lo punt� verso di lui, �avr� il tuo sangue.�</p><p>�Yueh era un dottore condizionato per servire la Casa Reale� ringhi� Gurney. �Non poteva tradire!�</p><p>�C�� un modo per annullare quel condizionamento� replic� Paul.</p><p>�Le prove� disse Gurney.</p><p>�Le prove non sono qui� rispose Paul. �Si trovano nel Sietch Tabr, lontano da qui. Ma��</p><p>�� un trucco!� rugg� Gurney, e il suo braccio si strinse intorno al collo di Jessica.</p><p>�Nessun trucco, Gurney� replic� Paul. Vi era una profonda tristezza nella sua voce, al punto che Jessica ne ebbe il cuore lacerato.</p><p>�Ho visto il messaggio preso al corriere degli Harkonnen� ribatt� Gurney. �Esso indicava chiaramente che��</p><p>�L�ho visto anch�io� disse Paul. �Mio padre me lo mostr� la sera stessa, e mi spieg� che era un trucco degli Harkonnen, per fargli sospettare la donna che amava.�</p><p>�Ah!� esclam� Gurney. �Tu non hai��</p><p>�Silenzio!� disse Paul. La tranquilla fermezza delle sue parole era pi� imperativa di tutti gli ordini che Jessica avesse mai udito.</p><p><emphasis>Ha il Grande Controllo, </emphasis>pens�.</p><p>Il braccio di Gurney trem� sul suo collo. La punta del coltello si ritir�.</p><p>�Quello che tu non hai udito� riprese Paul, �sono i singhiozzi di mia madre la notte in cui ha perduto il suo Duca. Quello che tu non hai visto � il lampeggiare dei suoi occhi quando parla di uccidere gli Harkonnen.�</p><p><emphasis>Cos�, </emphasis>pens� Jessica, <emphasis>ha ascoltato. </emphasis>Le lagrime le bruciarono gli occhi.</p><p>�Quello che hai dimenticato� prosegu� Paul, �� la lezione che avevi imparato nei pozzi degli schiavi. Tu parli con fierezza dell�amicizia di mio padre! E sei incapace di distinguere tra gli Harkonnen e gli Atreides al punto di non riconoscere un inganno degli Harkonnen dal fetore che emana? Ancora non sai che la lealt� agli Atreides si acquista con l�amore, mentre la moneta di scambio degli Harkonnen � l�inganno? Davvero non hai riconosciuto la vera natura di questo tradimento?�</p><p>�Ma Yueh?� mormor� Gurney.</p><p>�Abbiamo un messaggio di Yueh, firmato di suo pugno, in cui confessa il suo tradimento� disse Paul. �Te lo giuro sull�amore che ti porto. Un amore che conserver� anche quando ti avr� lasciato morto in questa stanza.�</p><p>Ascoltando suo figlio, Jessica si meravigli� della sua comprensione, del suo intuito, della sua intelligenza.</p><p>�Mio padre aveva un istinto per gli amici� continu� Paul. �Non ha concesso facilmente il suo amore, ma non ha mai commesso uno sbaglio. La sua unica debolezza? L�incomprensione dell�odio. Pensava che chiunque odiasse gli Harkonnen non avrebbe potuto tradirlo.� Guard� sua madre. �Lei lo sa. Le ho trasmesso il messaggio di mio padre. Lei sa che mio padre non avrebbe mai dubitato di lei.�</p><p>Jessica sent� il suo controllo dissolversi. Si morse il labbro inferiore. Davanti all�atteggiamento formale di suo figlio, cap� quanto queste parole dovessero costargli. Avrebbe voluto correre da lui, cullare la sua testa contro il suo petto, come non aveva mai fatto. Ma il braccio aveva cessato di tremare contro la sua gola. E la punta del coltello era nuovamente puntata sulla sua schiena, aguzza, immobile.</p><p>�Uno dei momenti pi� terribili nella vita di un ragazzo� riprese Paul, �� quando scopre che suo padre e sua madre sono esseri umani che condividono un amore al quale lui non potr� mai partecipare. � una perdita, ma anche un risveglio, la constatazione che il mondo esiste, e che noi siamo <emphasis>soli. </emphasis>Questo momento porta con s� la propria verit�, cui non possiamo sfuggire. Io ho <emphasis>udito </emphasis>mio padre parlare di mia madre. Lei non ha tradito, Gurney.�</p><p>Jessica ritrov� infine la voce e disse: �Gurney, lasciami�. Aveva parlato con voce normale, nessun trucco con cui giocare sulla sua debolezza. Tuttavia, il braccio di Gurney si allontan� e ricadde. Jessica si avvicin� a Paul e si ferm� davanti a lui, senza toccarlo.</p><p>�Paul� disse, �vi sono altri risvegli in questo universo. Improvvisamente ho capito fino a qual punto ti ho manipolato, trasformato� per farti seguire la via che avevo scelta� che io dovevo scegliere (se questa pu� essere una giustificazione) a causa della mia educazione.� Tacque, mentre un nodo le stringeva la gola. Inghiott�, poi riprese, guardando suo figlio negli occhi: �Paul� io voglio che tu faccia qualcosa per me: scegli la via della tua felicit�. Per questo, sfida chiunque o qualunque cosa. Ma scegli da solo la tua vita. Io��</p><p>Ud� un mormorio alle sue spalle. S�interruppe.</p><p><emphasis>Gurney!</emphasis></p><p>Segu� lo sguardo di Paul. Si volt�.</p><p>Gurney non si era mosso, ma aveva infilato il coltello nel fodero e si era aperto la veste, rivelando il petto rivestito della grigia tuta distillante dei contrabbandieri.</p><p>�Pianta il tuo coltello, qui, nel petto� mormor� Gurney. �Uccidimi, e che sia finita. Ho infangato il mio nome. Ho tradito il mio Duca! Il migliore��</p><p>�Basta!� grid� Paul.</p><p>Gurney tacque e lo fiss�.</p><p>�Chiudi quella veste e smettila di recitare come un pazzo� continu� Paul. �Hai gi� fatto abbastanza follie, per oggi.�</p><p>�Uccidimi, ti dico!� rugg� Gurney.</p><p>�Tu non mi conosci� disse Paul. �Mi credi davvero un idiota? Devono comportarsi cos� tutti gli uomini di cui ho bisogno?�</p><p>Gurney guard� Jessica, e la sua voce acquist� un tono disperato, supplichevole: �Allora voi, mia Lady, vi prego� uccidetemi�.</p><p>Jessica gli si avvicin�, gli mise le mani sulle spalle. �Gurney, perch� vuoi che gli Atreides uccidano quelli che amano?� Gentilmente, gli tolse dalle mani i lembi della veste e li allacci� sul suo petto.</p><p>Gurney parl�, scosso dai singhiozzi: �Ma� io��</p><p>�Tu eri convinto di agire per Leto. Io ti onoro, per questo.�</p><p>�Mia Lady� balbett� Gurney. Lasci� ricadere il mento sul petto e strinse le palpebre, ormai prossime alle lagrime.</p><p>�Consideriamo tutto questo un malinteso tra vecchi amici� disse ancora Jessica. E Paul percep� la calma riposante della sua voce. �Ora � finito e ringraziamo il cielo che non ci saranno pi� equivoci tra noi.�</p><p>Gurney la fiss� con gli occhi lucidi.</p><p>�Il Gurney Halleck che io conoscevo era abile tanto con la lama quanto col baliset� disse Jessica. �Era l�uomo del baliset quello che ammiravo di pi�. Forse, quel Gurney Halleck ricorda quanto mi piaceva ascoltarlo quando suonava per me? Hai ancora il baliset, Gurney?�</p><p>�Ne ho uno nuovo� fece Gurney. �Viene da Chusuk. Un meraviglioso strumento che suona come un Varota autentico, anche se non � firmato. Io penso che sia stato fabbricato da un allievo di Varota che�� S�interruppe. �Ma che cosa vi sto dicendo, mia Signora? Io qui sto perdendo��</p><p>�Tu non perdi affatto il tuo tempo, Gurney� replic� Paul. Venne accanto a sua madre. �Noi stiamo parlando di una cosa che porta la felicit� a un gruppo di amici. Vorrei che tu suonassi qualcosa, adesso, per lei. I piani di battaglia possono aspettare qualche istante. In ogni caso, non cominceremo a combattere prima di domani.�</p><p>�Io� vado a prendere il baliset� disse Gurney. �� nel corridoio.� Si dilegu� fra le tende.</p><p>Paul appoggi� una mano sul braccio di sua madre e sent� che tremava.</p><p>�� finita, Madre� disse.</p><p>Senza voltare la testa lei gli lanci� un�occhiata: �Finita?�</p><p>�Certamente, Gurney ha��</p><p>�Gurney? Ah, s셻 Abbass� lo sguardo.</p><p>In un fruscio di tende Gurney riapparve col suo baliset. Cominci� ad accordarlo, evitando i loro sguardi. I tappeti e le tende alle pareti soffocavano gli echi e in questa camera il suono del baliset era pi� dolce, pi� intimo.</p><p>Paul condusse sua madre fino a un cuscino e la fece sedere con la schiena rivolta alla parete. Fu colpito all�improvviso dall�et� che le leggeva sul viso, dove il deserto aveva gi� inciso le sue prime linee disseccate, le sue prime tracce agli angoli degli occhi velati di azzurro.</p><p><emphasis>� stanca, </emphasis>pens�. <emphasis>Dobbiamo liberarla di una parte dei suoi fardelli.</emphasis></p><p>Gurney pizzic� una corda.</p><p>Paul alz� gli occhi su di lui e disse: �Devo occuparmi di alcune� cose. Tu resta qui�.</p><p>Gurney annu�. La sua mente era lontana, forse su Caladan, sotto i cieli aperti dall�orizzonte coperto di nuvole foriere di pioggia.</p><p>Paul si allontan� a malincuore. Mentre avanzava nel corridoio, sent� un nuovo accordo del baliset e si ferm� un istante per ascoltare la musica in sordina.</p><poem><stanza><v>�Vigne e frutteti,</v><v>E ur� dai seni generosi,</v><v>E una tazza ricolma davanti a me.</v><v>Perch� sognar battaglie</v><v>E montagne ridotte in polvere?</v><v>Perch� queste lagrime nei miei occhi?</v><v>Cielo, apriti</v><v>E spargi la tua abbondanza</v><v>Sulle mie mani protese.</v><v>Perch� fremo al pensiero di un�imboscata</v><v>E del veleno nella mia tazza?</v><v>Perch� mi pesano gli anni?</v><v>Braccia amorose mi chiamano</v><v>Nude, verso le loro delizie,</v><v>E mi promettono i piaceri dell�Eden.</v><v>Perch� mai ricordo le ferite</v><v>E l�incubo di antichi errori?</v><v>Perch� dormendo tremo d�orrore?�</v></stanza></poem><p>Davanti a Paul, all�angolo del corridoio, comparve un messaggero dei Fedaykin, avvolto nel mantello. L�uomo aveva ricacciato indietro il cappuccio e le cinghie della tuta distillante gli pendevano, slacciate, intorno al collo, rivelando che era appena giunto dal deserto.</p><p>Paul gli ordin� di fermarsi e avanz� verso di lui.</p><p>L�uomo s�inchin� a mani giunte, nel modo in cui avrebbe salutato una Reverenda Madre o la Sayyadina dei riti.</p><p>�Muad�Dib� annunci�, �i capi cominciano ad arrivare per il Consiglio.�</p><p>�Cos� presto?�</p><p>�Sono quelli che Stilgar ha convocato per primi, quando tutti pensavano che�� S�interruppe, alz� le spalle.</p><p>�Capisco.� Paul si volt� verso la camera dalla quale filtravano gli accordi del baliset (l�antica canzone che tanto piaceva a sua madre) con le note gioiose e tristi.</p><p>�Stilgar arriver� fra poco con gli altri� disse. �Guidali da mia madre.�</p><p>�Aspetter� qui, Muad�Dib� fece il corriere.</p><p>�S� s�, d�accordo.�</p><p>Paul lo super�, puntando verso le profondit� della caverna, verso quel luogo che si trovava in tutte le grotte, accanto al bacino dell�acqua, dov�era un piccolo shai-hulud. Il creatore non misurava pi� di nove metri, intrappolato e impossibilitato a crescere dai condotti d�acqua che lo circondavano da ogni lato. Il creatore, dopo essere emerso dal suo vettore, il piccolo creatore, fuggiva l�acqua che per lui era un veleno. L�annegamento di un creatore era il pi� grande segreto dei Fremen, perch� l�unione dell�acqua e del creatore produceva l�Acqua di Vita, quel veleno che soltanto una Reverenda Madre poteva trasformare.</p><p>Paul aveva preso la decisione nell�istante in cui sua madre affrontava il pericolo. Nessuna linea del futuro fra quelle che lui aveva visto indicava quel momento di pericolo associato con Gurney Halleck. Il futuro, questo futuro carico di nubi, nel quale l�intero universo si precipitava verso il nodo ribollente, era come un mondo fantasma intorno a lui.</p><p><emphasis>Devo vederlo, </emphasis>pens�.</p><p>Il suo organismo aveva lentamente acquisito una certa tolleranza per la spezia, che aveva reso le sue visioni prescienti sempre pi� rare� sempre pi� confuse. La soluzione era ovvia.</p><p><emphasis>Annegher� il creatore. Cos�, vedremo se sono lo Kwisatz Haderach che pu� sopravvivere alla prova delle Reverende Madri!</emphasis></p></section><section><epigraph><p>Avvenne nel terzo anno della Guerra del Deserto che Muad�Dib si trovasse, solo, nella Caverna degli Uccelli, sotto le tende kiswa di una cella interna. Giaceva immobile, come morto, assorto nelle rivelazioni dell�Acqua della Vita. Il suo essere era trasportato al di l� delle frontiere del tempo dal veleno che d� la vita. Cos� si realizz� la profezia secondo la quale il Lisan al-Gaib era insieme morto e vivo.</p><text-author>dalle �Leggende di Arrakis�, della Principessa Irulan</text-author></epigraph><empty-line/><p>Nella penombra che precede l�alba, Chani lasci� il Bacino di Habbanya; l�ornitottero che l�aveva trasportata dal sud si allontan� ronzando verso il suo nascondiglio, nell�immensit� del deserto. Intorno a lei la scorta si manteneva in distanza, disperdendosi tra le rocce, spiando ogni possibile pericolo: cos� ubbidiva alla richiesta della compagna di Muad�Dib, la madre del suo primogenito, che voleva restare per un attimo sola.</p><p><emphasis>Perch� mi ha chiamata? </emphasis>si chiese Chani. <emphasis>Mi ha detto molte volte che devo rimanere al Sud con il piccolo Leto e Alia.</emphasis></p><p>Strinse il mantello intorno a s�, super� agilmente con un balzo una barriera rocciosa e cominci� a risalire un sentiero che soltanto una creatura del deserto poteva distinguere nell�ombra. Alcuni ciottoli le scivolarono sotto i piedi, ma lei li evit� senza quasi pensarci.</p><p>Salire cos� tra le rocce la sollev� dai timori nati dal silenzio della scorta e dal fatto che era stato inviato uno dei preziosi ornitotteri a cercarla. Sentiva, ora, un�esplosione di gioia interiore al pensiero che avrebbe ritrovato ben presto Muad�Dib, il suo Usul. Per tutto il pianeta il suo nome era diventato un grido di battaglia: �<emphasis>Muad�Dib! Muad�Dib!</emphasis>� ma per lei era un uomo diverso dal nome diverso, un tenero amante, il padre di suo figlio.</p><p>Un�alta figura si disegn� tra le rocce sopra di lei, e con un gesto la invit� ad affrettarsi. Gi� s�innalzavano nel cielo gli uccelli dell�alba, lanciando richiami. Un pallido chiarore si disegnava sull�orizzonte, a est.</p><p>L�alta figura sopra di lei non era uno degli uomini della scorta. <emphasis>Otheym? </emphasis>si chiese, riconoscendo il modo in cui si muoveva. Lo raggiunse e vide effettivamente il piatto, largo viso del luogotenente dei Fedaykin: il suo cappuccio era aperto, il filtro fissato sommariamente alla bocca, come si faceva quando ci si avventurava all�esterno solo per un attimo.</p><p>�Presto� bisbigli�, precedendola nel crepaccio verso la caverna segreta. �Tra poco sar� giorno� disse ancora, tenendo aperto per lei il sigillo della porta. �Presi dalla disperazione, gli Harkonnen hanno lanciato un gran numero di pattuglie in queste regioni. Non possiamo rischiare di venire scoperti proprio adesso.�</p><p>Emersero nello stretto corridoio lungo il quale si entrava nella Caverna degli Uccelli. Alcuni globi luminosi si accesero. Otheym la super�. �Seguimi, presto.�</p><p>Si affrettarono lungo il corridoio, superarono un�altra porta, poi un altro corridoio, e infine, scostando alcune tende, giunsero in quella che era stata l�alcova della Sayyadina nei giorni in cui il nascondiglio era stato soltanto una caverna nella quale far tappa durante il giorno. Ora, cuscini e tappeti ricoprivano il pavimento, arazzi con la rossa figura del falco rivestivano le pareti rocciose. Un basso tavolo da campo, su un lato, era disseminato di carte: l�odore di spezia ne rivelava l�origine.</p><p>La Reverenda Madre era seduta l� dentro, sola, di fronte alla porta. Alz� lo sguardo su Chani con una fissit� introspettiva che faceva tremare i non iniziati.</p><p>Otheym congiunse le palme e disse: �Ho portato Chani�. S�inchin�, poi scomparve al di l� delle tende.</p><p>E Jessica pens�: <emphasis>Come potr� dirlo a Chani?</emphasis></p><p>�Come sta mio nipote?� s�inform�.</p><p><emphasis>Questo � il saluto rituale, </emphasis>pens� Chani, e nuovamente fu terrorizzata. <emphasis>Dov�� Muad�Dib? Perch� non � qui ad accogliermi?</emphasis></p><p>�� in buona salute e felice, madre mia� disse Chani. �L�ho lasciato alle cure di Harah, con Alia.�</p><p><emphasis>Madre mia, </emphasis>pens� Jessica. <emphasis>S�, ha il diritto di chiamarmi cos�, nel saluto formale. Mi ha dato un nipote.</emphasis></p><p>�Mi � stato detto che il Sietch Coanua ha offerto del tessuto� continu� Jessica.</p><p>�Un tessuto meraviglioso� disse Chani.</p><p>�Alia ti ha affidato un messaggio?�</p><p>�Nessun messaggio. Ma il sietch � pi� calmo, ora che il popolo ha accettato il miracolo della sua condizione.�</p><p><emphasis>Perch� continua a guadagnar tempo? </emphasis>si chiese Chani. <emphasis>C�era qualcosa di tanto urgente da inviare un ornitottero per me. Perch� tutte queste formalit�?</emphasis></p><p>�Dobbiamo usare quel tessuto per confezionare vestiti al piccolo Leto� riprese Jessica.</p><p>�Come tu vuoi, madre mia� replic� Chani. Abbass� gli occhi. �Ci sono notizie di battaglie?� Il suo viso era privo d�espressione, perch� Jessica non capisse che con questa domanda lei chiedeva notizie di Paul Muad�Dib.</p><p>�Nuove vittorie� annunci� Jessica. �Rabban ha addirittura osato inviarci, tra mille cautele, una proposta di tregua. I suoi messaggeri gli sono stati restituiti senza la loro acqua. Rabban ha perfino diminuito gli arruolamenti in alcuni villaggi del sink. Ma � troppo tardi. La gente sa che lo fa per paura di noi.�</p><p>�Cos�, tutto si svolge come Muad�Dib aveva previsto� disse Chani. Fiss� Jessica, cercando di nascondere le sue paure. <emphasis>Ho fatto il suo nome, ma non ha risposto. Non si legge alcuna emozione su quel suo liscio volto di pietra� Ma � troppo gelida. Perch� � cos� immobile? Cos�� accaduto al mio Usul?</emphasis></p><p>�Vorrei che fossimo al Sud� riprese Jessica. �Le oasi erano meravigliose quando ci siamo andati. Non sei impaziente di vedere il giorno in cui tutta la terra sar� in fiore?�</p><p>�La terra � bella, vero� disse Chani. �Ma � anche piena di tristezza.�</p><p>�La tristezza � il prezzo della vittoria.�</p><p><emphasis>Mi sta preparando alla tristezza? </emphasis>si chiese Chani. �Ci sono troppe donne senza uomini� replic�. �C�era della gelosia, in loro, quando sono stata chiamata al Nord.�</p><p>�Io ti ho chiamata� disse Jessica.</p><p>Chani sent� il cuore balzarle in gola. Avrebbe voluto schiacciare le mani sulle orecchie per non sentire quello che Jessica stava per dire. Tuttavia, riusc� a dire, con voce perfettamente calma: �Il messaggio era firmato Muad�Dib�.</p><p>�Io l�ho firmato in presenza dei suoi luogotenenti� dichiar� Jessica. �Un inganno necessario.� E pens�: <emphasis>Questa donna � coraggiosa, Paul. Riesce a conservare le buone maniere perfino quando il terrore sta per travolgerla. S�. � proprio di lei che abbiamo bisogno, adesso.</emphasis></p><p>Vi fu un�impercettibile sfumatura di rassegnazione nella voce di Chani, mentre chiedeva: �Ora puoi dirmi ci� che deve esser detto�.</p><p>�La tua presenza mi era necessaria per aiutarmi a far rivivere Paul� disse Jessica. E pens�: <emphasis>Ecco, l�ho detto nel modo giusto. Rivivere. Cos� sapr� che Paul � vivo, e che il pericolo � grande.</emphasis></p><p>Bast� un attimo a Chani per ritrovare la calma.</p><p>�Che cosa debbo fare, dunque?� Avrebbe voluto balzare addosso a Jessica, avvinghiarsi a lei, scuoterla e urlare: �<emphasis>Portami da lui!</emphasis>� Ma aspett� in silenzio la risposta.</p><p>�Temo che gli Harkonnen siano riusciti a infiltrare un agente tra noi e ad avvelenarlo� spieg� Jessica. �� l�unica spiegazione possibile. Un veleno insolito e raro. Ho esaminato il suo sangue coi metodi sottili, senza riuscire a scoprirlo.�</p><p>Chani si gett� ai suoi piedi: �Veleno? Sta forse soffrendo? Potrei��</p><p>�� inconscio. I suoi processi vitali sono rallentati a tal punto che possono venir rivelati soltanto con le tecniche pi� raffinate. Tremo al pensiero di quello che sarebbe accaduto se non fossi stata io a scoprirlo. A un occhio non addestrato sembrava morto.�</p><p>�Tu non mi hai convocato solo per bont� disse Chani. �Io ti conosco, Reverenda Madre. Come puoi pensare che io riesca a qualcosa che � impossibile a te?�</p><p><emphasis>� coraggiosa, bella e� s�, perspicace, </emphasis>pens� Jessica. <emphasis>Avrebbe potuto essere un�eccellente Bene Gesserit.</emphasis></p><p>�Chani� riprese Jessica, �ti sembrer� incredibile, ma io non so esattamente per quale ragione ti ho chiamata. � stato un istinto� un�intuizione. Il pensiero mi � venuto cos�, chiaro: �Manda a chiamare Chani�.�</p><p>Per la prima volta Chani vide la tristezza sul volto di Jessica, l�autentico dolore in fondo a quegli occhi cos� calmi e rivolti all�interiorit�.</p><p>�Ho fatto tutto quello che potevo, tutto quello che sapevo�� disse Jessica. �Tu non sapresti neppure immaginare cosa significhi questo <emphasis>tutto. </emphasis>E tuttavia� ho fallito.�</p><p>�Halleck, il vecchio amico� domand� Chani. �� forse lui il traditore?�</p><p>�No, non � Gurney.�</p><p>Queste quattro parole erano come una lunga conversazione, e Chani vi colse l�eco di lunghi tentativi, domande� il ricordo di antichi insuccessi che gravavano su quello spento diniego.</p><p>Chani si rialz�, lisciando le pieghe della sua veste macchiata dalle sabbie. �Portami da lui.�</p><p>Jessica si alz� a sua volta e si diresse verso le tende sulla parete sinistra.</p><p>Chani la segu� e si trov� in quello che prima era un magazzino; le pareti rocciose erano nascoste, adesso, dietro una pesante tappezzeria. Paul giaceva su un letto da campo, sul lato opposto. Un unico globo luminoso fugava le ombre dal suo viso. Una veste nera lo copriva fino al petto, lasciandogli scoperte le braccia tese lungo i fianchi. Sotto, sembrava non indossare altro. La pelle era grigia, simile a cera. Era completamente immobile.</p><p>Chani domin� il desiderio di precipitarsi sul suo corpo, di abbracciarlo convulsamente. I suoi pensieri corsero invece a suo figlio: Leto. E si rese conto in quell�istante che Jessica, un giorno, aveva vissuto un�identica prova� il suo uomo minacciato di morte, e costretta a considerare con la sua mente le possibili vie di salvezza di suo figlio. Chani, allora, allung� una mano e strinse quella di Jessica: una stretta quasi dolorosa nella sua violenza.</p><p>�� vivo� disse Jessica. �Ti garantisco che � vivo. Ma il filo della sua vita � cos� sottile che potrebbe sfuggire a una ricerca. Alcuni fra i capi gi� mormorano che � la madre a parlare, e non la Reverenda Madre, e che mio figlio � veramente morto e che io non voglio concedere la sua acqua alla trib�.�</p><p>�Da quanto tempo � cos�?� chiese Chani. Liber� la sua mano da quella di Jessica e avanz� nella stanza.</p><p>�Tre settimane� disse Jessica. �Ho trascorso un�intera settimana nel tentativo di farlo rivivere. Vi sono state riunioni, discussioni� inchieste. Poi ti ho chiamata. I Fedaykin ubbidiscono a me, altrimenti non sarei riuscita a ritardare il�� S�inumid� le labbra e tacque, fissando Chani che si avvicinava a Paul.</p><p>Chani si arrest� accanto a Paul e contempl� il suo viso, la barba che lo incorniciava, le palpebre chiuse, le alte sopracciglia, il naso affilato. Sembrava cos� tranquillo�</p><p>�Come si nutre?� chiese Chani.</p><p>�Le necessit� della sua carne sono cos� ridotte che non ha ancora avuto bisogno di cibo.�</p><p>�Quanti sanno ci� che � accaduto?�</p><p>�Solo i suoi consiglieri personali, alcuni dei capi, i Fedaykin e, naturalmente chiunque gli abbia somministrato il veleno.�</p><p>�Non c�� alcun indizio su chi sia stato?�</p><p>�No. E non certo perch� non lo abbiamo cercato.�</p><p>�Che cosa dicono i Fedaykin?�</p><p>�Credono che Paul sia immerso in una sacra estasi e che stia raccogliendo i suoi santi poteri prima dell�ultima battaglia. Io coltivo questa convinzione.�</p><p>Chani s�inginocchi� accanto al letto, fin quasi a sfiorare il viso di Paul. Subito avvert� il profumo della spezia� la spezia onnipresente che odorava di s� l�intera vita dei Fremen. E tuttavia�</p><p>�Tu non sei nata tra la spezia, come noi� disse Chani. �Non hai pensato che il suo corpo potrebbe essersi ribellato a un�eccessiva quantit� di spezia nel cibo?�</p><p>�Le reazioni allergiche sono tutte negative� replic� Jessica.</p><p>E chiuse gli occhi, sia per cancellare la scena alla sua vista, sia perch�, all�improvviso, cap� quant�era stanca. <emphasis>Quanto tempo � che non dormo? </emphasis>si chiese. <emphasis>Troppo.</emphasis></p><p>�Quando tu cambi l�Acqua della Vita� continu� Chani, �tu lo fai in te stessa, grazie alla tua percezione interiore. Hai utilizzato questa tua percezione per analizzare il suo sangue?�</p><p>�� sangue normale. Totalmente adattato alla vita e al nutrimento dei Fremen.�</p><p>Chani si accovacci� sui calcagni. Mentre esaminava Paul, i suoi pensieri respinsero la paura. Era una tecnica appresa osservando le Reverende Madri. Il tempo poteva servire alla mente. Tutta l�attenzione poteva essere concentrata su un unico pensiero.</p><p>All�improvviso domand�: �C�� un creatore, qui?�</p><p>�Molti. Ne abbiamo sempre qualcuno, in questi giorni.� Jessica sospir� di stanchezza. �Ogni vittoria richiede una benedizione. Ogni cerimonia prima di una razzia��</p><p>�Ma Paul Muad�Dib si � tenuto lontano da queste cerimonie� disse Chani.</p><p>Jessica scosse la testa, e ricord� i sentimenti ambivalenti di suo figlio nei confronti della droga di spezia e della prescienza che essa suscitava.</p><p>�Come fai a saperlo?� chiese Jessica.</p><p>�Si dice.�</p><p>�Si dicono troppe cose� replic� Jessica in tono amaro.</p><p>�Procurami dell�Acqua del Creatore, non trasformata� disse Chani.</p><p>Jessica s�irrigid� al tono imperioso di Chani, poi vide l�intensa concentrazione della giovane donna. Bisbigli�: �Subito�. E usc� attraverso la tenda per chiamare un Maestro delle Acque.</p><p>Chani continu� a fissare Paul: <emphasis>Se ha tentato di far questo� </emphasis>pens�. <emphasis>� proprio il tipo di cosa che potrebbe tentare�</emphasis></p><p>Jessica ritorn� e s�inginocchi� accanto a Chani, porgendole una brocca la quale spandeva l�acuto odore del veleno. Chani immerse un dito nel liquido e sfior� il naso di Paul.</p><p>La pelle fremette e, lentamente, le narici si dilatarono.</p><p>Jessica lanci� un grido soffocato.</p><p>Chani tocc� col dito umido il labbro superiore di Paul.</p><p>Paul inspir� a lungo, faticosamente.</p><p>�Che cosa succede?� domand� Jessica.</p><p>�Ferma!� le ingiunse Chani. �Trasforma un po� di Acqua sacra, presto!�</p><p>Senz�altre domande Jessica ubbid� a Chani. Alz� la brocca e inghiott� un sorso del liquido.</p><p>Gli occhi di Paul si aprirono. Guard� Chani.</p><p>�Non � necessario che cambi l�Acqua� disse. La sua voce era debole, ma ferma.</p><p>Jessica, nel medesimo istante in cui sent� il sorso d�acqua sulla lingua, scopr� che il suo corpo riprendeva vigore, trasformando il veleno quasi automaticamente. Con la sua sensibilit� accresciuta percep� il flusso vitale che emanava da Paul.</p><p>In quell�istante, seppe.</p><p>�Tu hai bevuto l�Acqua sacra!� esplose.</p><p>�Una goccia� disse Paul. �Cos� poca� una goccia.�</p><p>�Come hai potuto commettere una simile follia?�</p><p>�� tuo figlio� disse Chani.</p><p>Jessica la fulmin� con lo sguardo.</p><p>Un sorriso pieno di tenerezza e di comprensione comparve sulle labbra di Paul: �Ascolta la mia amata� sussurr�. �Ascoltala, Madre. Lei sa.�</p><p>�Quello che gli altri possono fare� spieg� Chani, �deve farlo anche lui.�</p><p>�Quand�ho avuto questa goccia in bocca� disse Paul, �quando l�ho sentita e l�ho gustata, e quando ho saputo l�effetto che faceva su di me, allora ho capito che avrei potuto fare quello che tu stessa hai fatto, Madre. Quando le vostre insegnanti Bene Gesserit parlano dello Kwisatz Haderach, sono infinitamente lontane dall�immaginare in quanti luoghi io sia stato. Nei pochi istanti in cui�� S�interruppe, accigliandosi, e fiss� Chani, perplesso. �Chani? Perch� sei qui? Tu non dovresti essere� Perch� sei qui?�</p><p>Cerc� di sollevarsi sui gomiti. Chani lo respinse dolcemente.</p><p>�Per favore, Usul� disse.</p><p>�Mi sento cos� debole� fece Paul. Il suo sguardo guizz� intorno alla stanza. �Da quanto tempo sono qui?�</p><p>�Sei rimasto per tre settimane in un coma cos� profondo che la scintilla della vita sembrava spenta in te� disse Jessica.</p><p>�Ma era� l�ho inghiottita un istante fa, e��</p><p>�Un istante per te, tre settimane di angoscia per me� replic� Jessica.</p><p>�Era soltanto una goccia, ma io l�ho convertita. Ho trasformato l�Acqua della Vita.� E prima che Chani e Jessica potessero fermarlo, tuff� una mano nella brocca che avevano appoggiato sul pavimento, accanto a lui. e la port� gocciolante alla bocca, inghiottendo il liquido contenuto nel palmo.</p><p>�Paul!� grid� Jessica.</p><p>Lui le afferr� una mano, gir� verso di lei il volto deformato da un rictus mortale, e l�invest� con tutta la sua percezione.</p><p>Il rapporto non fu cos� tenero, cos� completo, cos� assoluto com�era stato con Alia e con la vecchia Reverenda Madre nella caverna� ma era pur sempre un�unione, un condividere l�essere tutto intero. Jessica si sent� scossa, indebolita e si ripieg� nel suo spirito, timorosa di lui.</p><p>Ad alta voce lui disse: �Tu hai parlato di un luogo dove non puoi entrare? Questo luogo che la Reverenda Madre non pu� contemplare, voglio vederlo!�</p><p>Lei scosse il capo, terrorizzata.</p><p>�Voglio vederlo!� le ingiunse Paul.</p><p>�No!�</p><p>Ma lei non poteva sfuggirgli. Soggiogata dalla sua terribile forza, chiuse gli occhi e sprofond� in se stessa, nella Direzione che � Tenebra.</p><p>La coscienza di Paul l�avvolse, la compenetr� in quel buio profondo. Intravide vagamente il luogo, prima che la sua mente fuggisse da quell�orrore. Senza saperne il perch�, tutto il corpo di lei tremava per quello che aveva appena intravisto� una regione flagellata dal vento, dove danzavano scintille incandescenti, dove anelli di luce pulsavano e lunghe file di forme bianche e tumescenti fluivano intorno alle luci, spinte dalle tenebre e dal vento del nulla.</p><p>Apr� gli occhi e incontr� lo sguardo di Paul. Lui le stringeva ancora la mano, ma la terribile unione era cessata. Jessica domin� il suo tremito. Paul le lasci� andare la mano. Fu come se le avesse tolto una stampella. Vacill�, e sarebbe caduta se Chani non fosse balzata a sostenerla.</p><p>�Reverenda Madre!� esclam� Chani. �Che cosa succede?�</p><p>�Stanca�� balbett� Jessica. �Cos� stanca.�</p><p>�Qui� disse Chani. �Siediti qui.� Aiut� Jessica a sistemarsi su un cuscino, accanto alla parete.</p><p>Jessica fu confortata dal contatto di quelle braccia giovani e forti. Si aggrapp� a Chani.</p><p>�Ha visto veramente con l�Acqua della Vita?� domand� Chani, liberandosi dalla stretta.</p><p>�S� bisbigli� Jessica. La sua mente era ancora sconvolta per il contatto. Era come se avesse appena toccato la terraferma dopo settimane in un mare in tempesta. Sent� dentro di s� la vecchia Reverenda Madre� e tutte le altre, che si erano risvegliate e domandavano: �<emphasis>Che cosa � stato? Che cosa � accaduto? Dov�era quel luogo?</emphasis>�</p><p>Ma un pensiero la dominava: suo figlio era lo Kwisatz Haderach, colui che poteva essere in molti luoghi nel medesimo istante. Era il sogno delle Bene Gesserit divenuto realt�. E quella realt� non le dava pace.</p><p>�Che cosa � accaduto?� chiese Chani.</p><p>Jessica scosse la testa.</p><p>Paul disse: �C��, in ciascuno di noi, una forza antica che prende, e una forza antica che d�. � gi� difficile per un uomo affrontare quel luogo, dentro di lui, dove regna la forza che prende. Ma gli � quasi impossibile contemplare la forza che d�, senza trasformarsi in qualcosa di diverso da un uomo. Per una donna, la situazione � esattamente il contrario�.</p><p>Jessica alz� gli occhi e vide che Chani la fissava, ascoltando Paul.</p><p>�Madre� hai capito?� le chiese Paul.</p><p>Lei pot� soltanto accennare di s�.</p><p>�Queste cose, dentro di noi, sono cos� antiche� prosegu� Paul, �che si sono diffuse in ogni nostra cellula. Noi siamo modellati da queste forze. Possiamo sempre dire a noi stessi: �S�, capisco come tutto ci� sia possibile�. Ma quando guardiamo dentro di noi e dobbiamo affrontare le forze primordiali della nostra stessa esistenza, allora noi comprendiamo il pericolo. Sappiamo quanto � facile essere travolti e distrutti. Il pi� grande pericolo per Colui che D� � la forza che Prende. Il pi� grande pericolo per Colui che Prende, � la forza che D�. � facile essere sopraffatti dall�una come dall�altra.�</p><p>�E tu, figlio mio� disse Jessica, �sei Colui che D� o Colui che Prende?�</p><p>�Io sono esattamente al centro. Non posso dare senza prendere, non posso prendere senza��</p><p>S�interruppe, fissando il muro alla sua destra.</p><p>Chani sent� un alito di vento sfiorarle la guancia. Si volt� e vide le tende che si chiudevano.</p><p>�Era Otheym� disse Paul. �Stava ascoltando.�</p><p>Chani accett� queste parole, e un po� della prescienza di Paul pass� in lei. E seppe una cosa non ancora accaduta come se fosse stata un avvenimento del passato. Otheym avrebbe parlato di quanto aveva visto e udito. Altri avrebbero diffuso la storia, ed essa si sarebbe diffusa sull�intero pianeta come un mare di fiamme. Paul Muad�Dib non � come gli altri uomini, avrebbero detto. Non c�� pi� alcun dubbio. � un uomo, e tuttavia vede attraverso l�Acqua della Vita come una Reverenda Madre. � veramente il Lisan al-Gaib.</p><p>�Tu hai visto il futuro, Paul� disse Jessica. �Vuoi dirci quello che hai visto?�</p><p>�Non il futuro� replic� Paul, �ma il Presente, l�Adesso.� Riusc� faticosamente a mettersi seduto, rifiutando l�aiuto di Chani. �Lo spazio, intorno ad Arrakis, pullula di navi della Gilda.�</p><p>Jessica trem�, nel percepire l�assoluta certezza nella sua voce.</p><p>�Lo stesso Imperatore Padisci� � lass�� continu� Paul. Fiss� il soffitto roccioso della cella. �Con la sua Veridica favorita e cinque legioni di Sardaukar. Il vecchio Barone Vladimir Harkonnen � anche lui lass�, con Thufir Hawat e sette navi piene di tutti i coscritti che � riuscito a trovare. Ogni Grande Casa ha inviato le sue truppe� E tutti sono lass�, sopra di noi, in attesa.�</p><p>Chani scosse la testa, incapace di distogliere lo sguardo da Paul. Era affascinata e sconvolta dalla sua voce piatta e monotona, dalla diversit� che s�irradiava da lui, dal modo in cui la fissava, come se guardasse attraverso il suo corpo.</p><p>Jessica, la gola asciutta, chiese: �Che cosa stanno aspettando?�</p><p>Paul la guard�. �Il permesso della Gilda. La Gilda abbandoner� su Arrakis qualsiasi forza militare che atterrer� senza permesso.�</p><p>�La Gilda ci sta forse proteggendo?�</p><p>�Proteggendo! � stata la Gilda a divulgare ci� che stiamo facendo su Arrakis e ad abbassare la tariffa per il trasporto delle truppe a un punto tale che anche le Case pi� povere sono lass�, in attesa di saccheggiarci.�</p><p>Jessica not� la mancanza di amarezza nelle sue parole, e se ne domand� la ragione. Non dubit�. Aveva parlato con la stessa forza la notte in cui le aveva rivelato la via del futuro che li avrebbe portati tra i Fremen.</p><p>Paul respir� profondamente. �Madre, devi trasformare una certa quantit� di Acqua per noi. Ci serve il catalizzatore. Chani, voglio che sia inviata nel deserto una pattuglia di esploratori� che trovino una massa di prespezia. Se versiamo una certa quantit� di Acqua della Vita sulla prespezia, sai che cosa accadr�?�</p><p>Jessica soppes� per un istante le sue parole, poi cap�: �Paul!� ansim�.</p><p>�L�Acqua della Morte� disse Paul. �Sar� una reazione a catena.� Punt� un dito sul pavimento: �Sparger� la morte fra i piccoli creatori, distruggendo un anello del ciclo vitale che comprende la spezia e i creatori. Arrakis sar� una completa desolazione, senza di essi�.</p><p>Chani si port� una mano alla bocca, atterrita e sconvolta dalle bestemmie che uscivano dalle labbra di Paul.</p><p>�Colui che pu� distruggere una cosa, la controlla� disse Paul. �Noi possiamo distruggere la spezia!�</p><p>�Che cosa trattiene la mano della Gilda?� bisbigli� Jessica.</p><p>�Stanno cercando me� fece Paul. �Pensa! I migliori navigatori della Gilda, gente che pu� esplorare il tempo per trovare la rotta pi� sicura ai pi� veloci incrociatori� tutti questi uomini mi cercano� e sono incapaci di trovarmi. Tremano! Sanno che ho in pugno il loro segreto!� Paul tese le mani a coppa. �Privi della spezia, sono ciechi!�</p><p>Chani ritrov� la voce: �Hai detto che vedevi l�<emphasis>Adesso</emphasis>!�</p><p>Paul si distese nuovamente sul giaciglio, scrutando l�intera estensione del <emphasis>presente </emphasis>i cui limiti sfumavano nel futuro e nel passato, lottando per conservare la prescienza mentre cominciava a svanire, dentro di lui, l�effetto della spezia.</p><p>�Vai e fai quello che ti ho ordinato� disse. �Il futuro diventa sempre pi� confuso per me, come per la Gilda. Le linee della visione si restringono. Tutte si concentrano su questo mondo, sulla spezia� Essi non hanno mai osato intervenire prima� perch� rischiavano di perdere ci� di cui avevano assoluto bisogno. Ma ora sono disperati� Tutte le strade portano alle tenebre.�</p></section><section><epigraph><p>E venne il giorno in cui Arrakis si trov� al centro dell�universo, e l�universo, quasi, vi ruotava intorno.</p><text-author>dal �Risveglio di Arrakis�, della Principessa Irulan</text-author></epigraph><empty-line/><p>�Guarda!� sussurr� Stilgar.</p><p>Paul era disteso accanto a lui, in un crepaccio che incideva il bordo superiore del Muro Scudo, gli occhi incollati a un telescopio dei Fremen.</p><p>Le lenti a olio erano messe a fuoco su un trasporto leggero che si stagliava contro la luce dell�alba, nel bacino sottostante. Gi� una met� dello scafo scintillava alla luce del sole, mentre l�altra era ancora immersa nell�ombra e disseminata di obl� da cui traspariva la luce gialla dei globi accesi durante la notte. Oltre la nave, la citt� di Arrakeen era immobile, gelida e brillante.</p><p>Non era tanto la nave che aveva destato lo stupore di Stilgar, si disse Paul, quanto la costruzione di cui la nave era soltanto il pilastro centrale. Una singola, gigantesca tenda di metallo, alta parecchi piani, che si stendeva tutto intorno per un raggio di almeno mille metri: la residenza temporanea di cinque legioni di Sardaukar e della Sua Maest� Imperiale, l�Imperatore Padisci� Shaddam IV.</p><p>Accovacciato alla sinistra di Paul, Gurney Halleck disse: �Ho contato nove piani. Ci dev�essere un bel numero di Sardaukar l� dentro�.</p><p>�Cinque legioni� conferm� Paul.</p><p>�Si sta facendo giorno� sibil� Stilgar. �Non mi piace che tu ti esponga, Muad�Dib. Ora ritorniamo fra le rocce.�</p><p>�Sono perfettamente al sicuro, qui� replic� Paul.</p><p>�Quella nave dispone di armi a proiettili� disse Gurney.</p><p>�Sono convinti che noi siamo protetti da scudi� afferm� Paul. �Non sprecheranno un colpo per tre figure non identificate.�</p><p>Paul alz� il telescopio per esaminare la parete opposta del bacino, le rocce butterate e le frane che contrassegnavano la tomba di tanti uomini di suo padre. E le ombre degli uomini, in quel momento, forse stavano guardando. C�era una sorta di giustizia in tutto questo. Tutte le fortezze degli Harkonnen e le citt� lungo il Muro Scudo erano cadute in mano ai Fremen, oppure, isolate, perivano come steli tagliati dalla pianta. Solo il bacino e la citt� erano ancora nelle mani del nemico.</p><p>�Potrebbero tentare una sortita con gli ornitotteri, se ci vedessero� insist� Stilgar.</p><p>�Lascia che lo facciano� replic� Paul. �Abbiamo un mucchio di ornitotteri a disposizione, oggi� e c�� una tempesta in arrivo.�</p><p>Punt� il telescopio sul lato opposto del campo di atterraggio di Arrakeen, dove le fregate degli Harkonnen erano allineate. Sotto di esse si agitava debolmente lo stendardo della CHOAM con l�asta piantata al suolo. La Gilda doveva essere alla disperazione per consentire a questi due gruppi di atterrare, mentre tutti gli altri venivano mantenuti di riserva. La Gilda si comportava come l�uomo che immerge nella sabbia la punta del piede per saggiare la temperatura prima di erigere la tenda.</p><p>�C�� qualcos�altro da vedere, qui?� chiese Gurney. �Dobbiamo ritirarci. La tempesta arriva.�</p><p>Paul osserv� nuovamente la gigantesca tendopoli. �Hanno portato perfino le loro donne, i lacch� e i servitori. Ahhh, mio caro Imperatore, sei troppo fiducioso.�</p><p>�C�� qualcuno nel passaggio segreto� disse Stilgar. �Devono essere Otheym e Korba.�</p><p>�Va bene, Stil� disse Paul. �Torniamo indietro.�</p><p>Lanci� un�ultima occhiata col telescopio all�immenso pianoro, alle navi, alla gigantesca tenda metallica, alla citt� silenziosa. Poi scivol� indietro sulla scarpata rocciosa. Un Fedaykin lo sostitu� al telescopio.</p><p>Paul riemerse in una piccola depressione sulla superficie del Muro Scudo. Aveva circa trenta metri di diametro ed era profonda tre metri: una formazione naturale della roccia che i Fremen avevano dissimulato sotto una copertura translucida. Il materiale radio era raggruppato intorno a un ampio foro sulla parete di destra. I Fedaykin, sparsi in tutta la depressione, erano pronti all�attacco.</p><p>Due guardie uscirono dal foro accanto agli apparecchi di comunicazione e cominciarono a parlare coi Fedaykin.</p><p>Paul guard� Stilgar e accenn� con la testa in direzione dei due uomini: �Fatti dare il loro rapporto, Stil�.</p><p>Stilgar ubbid�.</p><p>Paul si accovacci� con la schiena contro la roccia, tese i muscoli, poi si rialz�. Vide Stilgar che congedava i due uomini, i quali scomparvero nuovamente nel foro. Pens� alla lunga discesa che li aspettava nello stretto cunicolo scavato dall�uomo, che sboccava molto pi� in basso, sul fondo del bacino.</p><p>Stilgar si avvicin� a Paul.</p><p>�Era cos� importante che non hanno potuto servirsi di un cielago?� chiese Paul,</p><p>�Risparmiano i volatili per la battaglia� disse Stilgar. Lanci� un�occhiata agli apparecchi radio poi riport� la sua attenzione su Paul. �Anche con una frequenza di trasmissione ridottissima, � un errore, Muad�Dib. Possono sempre rintracciare la trasmittente.�</p><p>�Tra poco� replic� Paul, �saranno troppo occupati per cercarci. Che cosa dicono i tuoi uomini?�</p><p>�I nostri beneamati Sardaukar sono stati liberati presso il Vecchio Crepaccio, e stanno ritornando dal loro padrone. I lanciarazzi e le altre armi a proiettile sono in posizione. I nostri uomini sono schierati come tu hai ordinato.�</p><p>Paul studi� gli uomini schierati nella depressione, alla luce che filtrava attraverso la copertura mimetizzante. Il tempo era come un insetto che strisciava sulla roccia.</p><p>�Immagino che i nostri due Sardaukar dovranno fare un bel po� di strada a piedi prima d�inviare un segnale a un trasporto di truppe. Sono sorvegliati?�</p><p>�Sono sorvegliati� conferm� Stilgar.</p><p>Accanto a Paul, Gurney Halleck si schiar� la gola: �Non sarebbe meglio cercare un posto pi� sicuro, adesso?�</p><p>�Non c�� alcun posto sicuro� replic� bruscamente Paul. �I rapporti sulle condizioni del tempo sono sempre favorevoli?�</p><p>�La tempesta � in arrivo� disse Stilgar. �� una Madre di tutte le Tempeste. Non la senti, Muad�Dib?�</p><p>�C�� qualcosa di diverso nell�aria, infatti. Ma vorrei garantirmi la certezza mettendo un palo nella sabbia.�</p><p>�La tempesta sar� qui tra un�ora� conferm� Stilgar. Accenn� con la testa alla fenditura che si apriva sulla tendopoli dell�Imperatore e le fregate degli Harkonnen. �Lo sanno anche laggi�. Non c�� un solo ornitottero in volo. Tutto coperto e legato. Hanno avuto un rapporto sulle condizioni del tempo dai loro amici nello spazio.�</p><p>�Nessun�altra sortita?�</p><p>�Niente, fin da quando sono sbarcati la scorsa notte� disse Stilgar. �Sanno che siamo qui. Credo che aspettino il momento giusto, adesso.�</p><p>�Tocca a noi sceglierlo� replic� Paul.</p><p>Gurney lo fiss�: �Se ce lo permetteranno�.</p><p>�Quella flotta rester� nello spazio� disse Paul.</p><p>Gurney scosse la testa�</p><p>�Non hanno altra scelta� insistette Paul. �Noi possiamo distruggere la spezia. La Gilda non correr� questo rischio.�</p><p>�La gente disperata � anche la pi� pericolosa� ribatt� Gurney.</p><p>�Non siamo noi i disperati?� domand� Stilgar.</p><p>Gurney lo fiss�, accigliandosi.</p><p>�Tu non hai vissuto il sogno dei Fremen� lo mise in guardia Paul. �Stil pensa a tutta l�acqua che abbiamo sprecato per corrompere, a tutti questi anni di attesa, prima che Arrakis possa fiorire. Non 腻</p><p>�Arrrgh� grugn� Gurney.</p><p>�Perch� � cos� triste?� chiese Stilgar.</p><p>�� sempre triste prima di una battaglia� spieg� Paul. �� l�unica forma di umorismo, per Gurney.�</p><p>Un sogghigno da lupo si disegn� lentamente sul volto di Gurney; i suoi denti brillarono sulla mentoniera della tuta distillante. �Mi rattrista il pensiero di quante povere anime Harkonnen spediremo all�aldil� senza prima poterle assolvere.�</p><p>Stilgar sogghign� a sua volta. �Parla come un Fedaykin.�</p><p>�Gurney � nato per i commandos della morte� dichiar� Paul. E pens�: <emphasis>S�, che occupino la loro mente con queste chiacchiere, prima che sia l�ora di misurarci contro quelle forze, laggi�, nella pianura.</emphasis></p><p>Lanci� un�altra occhiata in direzione della fenditura, poi guard� nuovamente Gurney e vide che il menestrello guerriero era ancora accigliato.</p><p>�Preoccuparsi consuma le forze� mormor� Paul. �Tu stesso me l�hai detto, una volta.�</p><p>�Mio Duca� disse Gurney. �La mia maggior preoccupazione sono le atomiche. Se le userai per squarciare il Muro Scudo��</p><p>�Quella gente lass� non user� le atomiche contro di noi. Non oser�� per la stessa ragione per la quale non vogliono correre il rischio di distruggere per sempre la spezia.�</p><p>�Ma l�ingiunzione contro��</p><p>�L�ingiunzione!� esclam� Paul. �� la paura, non l�ingiunzione, che impedisce alle Grandi Case di aggredirsi a colpi di atomiche! Il linguaggio della Grande intesa � chiaro, in proposito: �L�impiego di atomiche contro gli esseri umani sar� punito con la distruzione del pianeta�. Noi stiamo per far saltare il Muro Scudo, non gli esseri umani.�</p><p>�La differenza � sottile� disse Gurney.</p><p>�Ma quei legulei, lass�, saranno felici di ammetterla� replic� Paul. �Non parliamo pi� di questo.�</p><p>Si volt�, e avrebbe desiderato provare dentro di s� la fiducia che aveva appena ostentato. Aggiunse: �E la gente di citt�? � gi� al suo posto?�</p><p>�S� mormor� Stilgar.</p><p>Paul lo guard�: �Che cosa ti rode?�</p><p>�Non mi sono mai fidato completamente della gente di citt� replic� Stilgar.</p><p>�Anch�io ero uno della gente di citt�, un tempo.�</p><p>Stilgar s�irrigid�: il suo volto divenne pi� cupo. �Muad�Dib sa che io non intendevo��</p><p>�So quello che intendevi dire, Stil� l�interrupe Paul. �Ma qui non si tratta di quello che tu pensi di un uomo, bens� di quello che lui fa. La gente di citt� � di sangue Fremen. Solo, non ha ancora imparato come spezzare le sue catene. Tocca a noi insegnarglielo.�</p><p>Stilgar annu� e disse con voce grave: �La vita ci ha insegnato a pensare cos�, Muad�Dib. � sulla Piana dei Morti che abbiamo imparato a disprezzare la gente di citt�.</p><p>Paul guard� Gurney e vide che questi osservava attentamente Stilgar. �Gurney� disse, �spiegaci perch� la gente della citt�, laggi�, � stata scacciata dalle sue case dai Sardaukar.�</p><p>�Un vecchio trucco, mio Duca. Hanno pensato di riempirci di profughi.�</p><p>�Le ultime guerriglie sono cos� lontane nel tempo, che i potenti hanno dimenticato completamente come combatterle� riprese Paul. �I Sardaukar hanno fatto il nostro gioco. Hanno preso alcune donne della citt� per divertirsi e hanno decorato i loro stendardi con le teste degli uomini che si sono opposti. Cos�, hanno scatenato un odio feroce in gente che altrimenti avrebbe considerato l�imminente battaglia nient�altro che una grossa seccatura� tutt�al pi� un cambio di padrone. I Sardaukar ci hanno procurato reclute, Stilgar.�</p><p>�La gente della citt� sembra impaziente di combattere� ammise Stilgar.</p><p>�Il loro odio � fresco e limpido� disse Paul. �� per questo che la usiamo come truppa d�assalto.�</p><p>�Le loro perdite saranno spaventose� fece Gurney.</p><p>Stilgar annu�.</p><p>�Sanno il rischio� continu� Paul. �Sanno che ogni Sardaukar che uccideranno sar� uno di meno per noi. Capite? Ora hanno qualcosa per cui morire. Hanno scoperto di essere un popolo, si stanno svegliando.�</p><p>L�uomo di vedetta al telescopio lanci� un�esclamazione soffocata. Paul scivol� nel crepaccio: �Che cosa succede, l� fuori?�</p><p>�Una grande agitazione, Muad�Dib� bisbigli� l�osservatore. �L�, in quella mostruosa tenda di metallo. Un veicolo di superficie � giunto dalla Scarpata Ovest: sembrava un falco che piombasse su un nido di pernici.�</p><p>�I Sardaukar nostri prigionieri sono arrivati� disse Paul.</p><p>�Hanno messo in azione uno scudo tutto intorno al terreno� aggiunse l�osservatore. �Vedo l�aria che vibra fino ai pi� lontani magazzini della spezia.�</p><p>�Ora sanno contro chi combattono� disse Gurney. �Ora, le bestie Harkonnen tremino e si rodano il fegato al pensiero che un Atreides � ancora in vita!�</p><p>Paul s�indirizz� nuovamente al Fedaykin del telescopio: �Fai attenzione all�asta della bandiera, al culmine della nave dell�Imperatore. Se compare il mio stendardo��</p><p>�Impossibile!� esclam� Gurney.</p><p>Paul vide Stilgar che si accigliava, perplesso, e aggiunse: �Se l�Imperatore accetta la mia rivendicazione, lo segnaler� issando lo stendardo degli Atreides. In questo caso, passeremo al secondo piano di battaglia: attaccheremo soltanto gli Harkonnen. I Sardaukar resteranno in disparte e ci lasceranno sistemare la faccenda tra noi�.</p><p>�Non m�intendo di queste cose di altri pianeti� disse Stilgar. �Ne ho sentito parlare, ma mi sembra improbabile che��</p><p>�Non c�� bisogno di esperienza per sapere quello che faranno� l�interruppe Gurney.</p><p>�Stanno issando una nuova bandiera sulla nave pi� alta� annunci� il Fedaykin. �La bandiera � gialla, con un cerchio nero e rosso al centro.�</p><p>�Una mossa molto sottile� disse Paul. �� la bandiera della CHOAM.�</p><p>�� la stessa bandiera delle altre navi� aggiunse il Fedaykin.</p><p>�Non capisco� fece Stilgar.</p><p>�S�, molto sottile� comment� Gurney. �Se avesse innalzato lo stendardo degli Atreides, avrebbe poi dovuto riconoscere tutto ci� che esso implicava. Ci sono troppi osservatori. Avrebbe ugualmente potuto rispondere con i colori degli Harkonnen. Ma no� ha innalzato l�emblema della CHOAM. Cos�, egli dice a quella gente, lass��� Gurney punt� un dito verso lo spazio �dove si trova il profitto. Dice che a lui importa poco che ci sia o non ci sia un Atreides, quaggi�.�</p><p>�Quanto, ancora, prima che la tempesta raggiunga il Muro Scudo?� chiese Paul.</p><p>Stilgar si volt� e consult� uno dei Fedaykin nella depressione. Poi disse: �Arriver� molto presto, Muad�Dib. Molto pi� presto di quanto ci aspettassimo. L�ho detto, � una grande tempesta� forse anche pi� grande di quanto la desideravi�.</p><p>�� la mia tempesta� fece Paul. E vide l�espressione di rispettoso timore che si disegn� sui volti dei Fedaykin silenziosi. �Anche se scuotesse l�intero pianeta, non sarebbe troppo per me. Colpir� in pieno il Muro Scudo?�</p><p>�Quasi. Ma non far� alcuna differenza.�</p><p>Un corriere usc� dal foro che conduceva gi� nel bacino, e annunci�: �I Sardaukar e le pattuglie degli Harkonnen si stanno ritirando, Muad�Dib�.</p><p>�Pensano che la tempesta rovescer� troppa sabbia nel bacino, cancellando ogni visibilit� disse Stilgar. �Pensano che anche noi saremo paralizzati.�</p><p>�Di� ai nostri cannonieri di prender bene la mira prima che la tempesta oscuri il cielo� ordin� Paul. �Devono fracassare il muso di ciascuna di quelle navi non appena la tempesta avr� distrutto gli scudi.�</p><p>Si avvicin� fino alla parete rocciosa, alz� un angolo della copertura mimetizzante e scrut� il cielo. Gi� si vedeva la sabbia trascinata dal vento che si contorceva formando lunghe code di cavallo contro l�oscurit� incombente. Paul rimise a posto la copertura e disse: �Che i nostri uomini comincino a scendere, Stil�.</p><p>�Non vieni con noi?� domand� Stilgar.</p><p>�Mi fermo ancora un poco con i Fedaykin� disse Paul.</p><p>Stilgar alz� le spalle, con un gesto d�intesa verso Gurney, avanz� verso il foro nella roccia e scomparve nel buio.</p><p>�Gurney� disse Paul. �Lascio nelle tue mani il pulsante che far� saltare il Muro Scudo. Conto su di te.�</p><p>�Lo far�.�</p><p>Paul chiam� con un gesto uno dei suoi luogotenenti Fedaykin. �Otheym, togli le tue pattuglie dalla zona dell�esplosione. Devono essere lontane prima che la tempesta ci travolga.�</p><p>Otheym s�inchin� e segu� Stilgar.</p><p>Gurney si avvicin� nel crepaccio e parl� all�uomo del telescopio: �Sorveglia attentamente la parete sud. Sar� completamente indifesa finch� non la faremo saltare�.</p><p>�Invia un cielago con un segnale a tempo� ordin� Paul.</p><p>�Alcuni veicoli di superficie si dirigono verso la parete sud� disse l�uomo al telescopio. �Usano armi a proiettile. Sparano qualche colpo di prova. I nostri usano scudi individuali, come tu hai ordinato. I veicoli si arrestano��</p><p>Nell�improvviso silenzio, Paul ud� demoni del vento che urlavano nel cielo� il fronte della tempesta. La sabbia cominciava a infilarsi nella cavit�, turbinando, dai buchi della copertura mimetica. Poi, un colpo di vento strapp� il tessuto e lo trascin� via con s�.</p><p>Paul ordin� ai Fedaykin di ripararsi e si avvicin� agli uomini delle trasmittenti, accanto alla bocca del tunnel. Gurney lo segu�. Paul si pieg� sopra gli operatori.</p><p>�La tempesta, Muad�Dib� disse uno degli uomini. �La Madre di tutte le Tempeste.�</p><p>Paul guard� il cielo sempre pi� buio e ordin�: �Gurney, fai ritirare gli osservatori dalla parte sud�. Dovette urlare l�ordine due volte, per vincere il crescente frastuono della tempesta.</p><p>Gurney si allontan�.</p><p>Paul si allacci� il filtro al viso, stringendo il cappuccio della tuta distillante.</p><p>Gurney ritorn�.</p><p>Paul gli sfior� la spalla, indicandogli il pulsante per l�esplosione nell�imboccatura del tunnel, oltre gli operatori radio. Gurney entr� nel cunicolo, si ferm� con la mano sul pulsante, e fiss� Paul.</p><p>�Nessun messaggio� disse l�operatore. �Soltanto scariche.�</p><p>Paul annu�, gli occhi puntati sul quadrante graduato in tempo standard. Poi guard� nuovamente Gurney, alz� una mano, un�ultima occhiata al quadrante� La lancetta inizi� il giro finale. Paul allora abbass� la mano gridando: �Fuoco!�</p><p>Gurney premette il pulsante.</p><p>Sembr� trascorrere un intero secondo, prima che il terreno cominciasse a incresparsi e a tremare. Il boato crebbe e sovrast� il ruggito della tempesta.</p><p>L�osservatore Fedaykin comparve accanto a Paul, il telescopio stretto sotto il braccio: �La breccia � aperta, Muad�Dib!� url�. �La tempesta � sopra di loro e i nostri artiglieri hanno gi� aperto il fuoco!�</p><p>Paul ebbe la visione della tempesta che spazzava il bacino, mentre la muraglia carica di elettricit� statica distruggeva al suo passaggio tutti gli scudi dei nemici.</p><p>�La tempesta!� grid� qualcuno. �Dobbiamo ripararci, Muad�Dib!�</p><p>Paul si riscosse dai suoi pensieri e sent� le innumerevoli punture della sabbia sulle guance. <emphasis>Il dado � tratto! </emphasis>pens�. Mise un braccio sulle spalle dell�operatore radio e disse: �Lascia gli apparecchi! Ne abbiamo altri nel tunnel�. Si sent� strappar via dai Fedaykin, i quali lo premevano da ogni lato per proteggerlo. Fu spinto in avanti nelle profondit� del tunnel. Il silenzio cal� all�improvviso su di loro. Girarono un angolo e si trovarono in una piccola stanza illuminata dai globi. Un nuovo cunicolo si apriva pi� avanti.</p><p>Un operatore radio era in ascolto a un altro apparecchio.</p><p>�Troppi disturbi� esclam�.</p><p>Un vortice di sabbia riemp� l�aria intorno a loro.</p><p>�Sigillate la galleria!� grid� Paul. L�ordine fu eseguito e ritorn� il silenzio. �La strada verso il bacino � ancora aperta?�</p><p>Uno dei Fedaykin si allontan� per qualche secondo, ritorn� e disse: �L�esplosione ha provocato una piccola frana, ma gli ingegneri dicono che la via � sempre libera. La stanno ripulendo con le lame laser�.</p><p>�Che usino le mani!� grid� Paul. �Ci sono ancora degli scudi in funzione, laggi�!�</p><p>�Fanno attenzione, Muad�Dib� disse l�uomo. Tuttavia si precipit� a trasmettere l�ordine.</p><p>Comparvero gli altri operatori radio, portando con s� l�equipaggiamento esterno.</p><p>�Avevo detto a quegli uomini di lasciar perdere gli apparecchi!� esclam� Paul.</p><p>�Ai Fremen non piace abbandonare il materiale� replic� uno dei Fedaykin.</p><p>�Gli uomini sono pi� importanti del materiale, adesso� dichiar� Paul. �Tra poco avremo pi� apparecchi di quanti ne potremmo mai usare� o non ne avremo bisogno mai pi�.�</p><p>Gurney Halleck si avvicin�. �Ho sentito dire che la via � aperta. Siamo molto vicini alla superficie, mio Signore. Se gli Harkonnen rispondono al nostro attacco��</p><p>�Non sono in grado di rispondere� disse Paul. �In questo momento si accorgono che non hanno pi� scudi e che non possono pi� lasciare Arrakis.�</p><p>�Il nuovo posto di comando � pronto, mio Signore.�</p><p>�Non hanno ancora bisogno di me al posto di comando� replic� Paul. �Il piano si svolge alla perfezione anche senza la mia presenza. Dobbiamo aspettare che��</p><p>�Ricevo un segnale, Muad�Dib� l�interruppe l�operatore radio. Scosse la testa, schiacci� la cuffia contro le orecchie. �Troppe scariche!� Poi cominci� a scrivere su un taccuino davanti a lui, continuando a scuotere la testa, aspettando, scrivendo� aspettando.</p><p>Paul scivol� al suo fianco. Uno dei Fedaykin fu pronto a scostarsi per lasciargli il posto. Paul si curv� sull�operatore e lesse quello che l�uomo aveva scritto:</p><p>�Invasione� al Sietch Tabr� prigionieri� Alia� famiglie di� sono morti� essi� figlio di Muad�Dib�.</p><p>Nuovamente l�operatore scosse la testa.</p><p>Paul alz� gli occhi. Gurney lo fissava.</p><p>�Il messaggio non � completo� disse. �Le scariche. Tu non puoi sapere��</p><p>�Mio figlio � morto� disse Paul. E seppe che era la verit� nel preciso istante in cui pronunciava queste parole. �Mio figlio � morto� e Alia � prigioniera� in ostaggio.� Si sent� vuoto: un guscio senza emozioni. Tutto quello che toccava era morte e dolore. Era come una malattia, che poteva spargersi in tutto l�universo.</p><p>Speriment� la saggezza di un vecchio, l�accumulo d�innumerevoli esperienze in un numero infinito di vite. Dentro di lui sembr� che qualcuno scoppiasse in un riso soffocato, sfregandosi le mani.</p><p>E pens�: <emphasis>L�universo sa cos� poco dell�autentica crudelt�!</emphasis></p></section><section><epigraph><p>E Muad�Dib li fronteggi� e disse: �Anche se giudichiamo che la prigioniera � morta, tuttavia essa vive. Perch� il suo seme � il mio seme e la sua voce � la mia voce. E lei vede al di l� delle pi� lontane frontiere del possibile. S�. lei vede attraverso me nelle lontane valli dell�ignoto�.</p><text-author>dal �Risveglio di Arrakis�, della Principessa Irulan</text-author></epigraph><empty-line/><p>Il Barone Vladimir Harkonnen era in piedi, gli occhi bassi, nella camera delle Udienze Imperiali: il <emphasis>selamlik </emphasis>ovale all�interno della tendopoli dell�Imperatore Padisci�. Furtivamente, il Barone aveva studiato la stanza dalle pareti metalliche e i suoi occupanti, <emphasis>noukkers, </emphasis>paggi, guardie, Sardaukar allineati lungo pareti la cui unica decorazione erano le bandiere lacere e sporche di sangue catturate in battaglia.</p><p>Poi si udirono le voci, in un alto passaggio che si apriva a destra della stanza: �Largo! Largo alla Persona Reale!�</p><p>L�Imperatore Padisci� Shaddam IV fece il suo ingresso nella stanza delle udienze, seguito dalla corte. Rest� immobile accanto all�ingresso, in attesa che il trono fosse portato nella stanza, ignorando il Barone, come pure ogni altra persona nella stanza.</p><p>Da parte sua il Barone scopr� che non gli era possibile ignorare la Persona Reale, e studi� l�Imperatore alla ricerca di un miniino indizio, del pi� piccolo gesto che indicasse il perch� di quella udienza. L�Imperatore era l�, impassibile: una figura magra ed elegante nella grigia uniforme Sardaukar con frange d�oro e di argento. Il volto sottile e gli occhi gelidi gli ricordarono il defunto Duca Leto: l�Imperatore aveva quello stesso sguardo da uccello da preda. Ma i suoi capelli erano rossi, non neri, ed erano per la maggior parte nascosti da un elmetto Burseg nero come l�ebano, con la corona e la cresta imperiale d�oro.</p><p>Comparve un gruppo di paggi che trasportava il trono. Era uno scranno massiccio scolpito in un unico blocco di quarzo Hagal, azzurro verde e translucido, attraversato da scintillanti incrostazioni gialle. Fu sistemato sotto il baldacchino e l�Imperatore vi prese posto.</p><p>Una vecchia avvolta in un aba nero, il cappuccio calato sulla fronte, lasci� allora il corteo imperiale e venne a prender posto dietro il trono. Appoggi� la mano nodosa sullo schienale di quarzo. Il suo viso, all�ombra del cappuccio, era la caricatura di una strega: occhi e guance infossati, naso protuberante, pelle butterata e solcata da vene sporgenti.</p><p>Il Barone alz� gli occhi su di lei e smise di tremare. La presenza della Reverenda Madre Gaius Helen Mohiam, la Veridica dell�Imperatore, rivelava quanto fosse importante l�udienza. Il Barone distolse lo sguardo da lei e spi� il corteo alla ricerca di altri indizi. C�erano due agenti della Gilda, uno alto e grasso, l�altro piccolo e ancora pi� grasso. Tutt�e due avevano occhi grigi e languidi. Tra i valletti dell�Imperatore, la Principessa Irulan: una donna che si diceva educata secondo la pi� assoluta disciplina Bene Gesserit, destinata a diventare una Reverenda Madre. Era alta e bionda, il volto di una bellezza cesellata, gli occhi verdi che lo fissavano trapassandolo da parte a parte.</p><p>�Mio caro Barone.�</p><p>L�Imperatore si era degnato di notarlo. La sua voce era baritonale e squisitamente controllata. Con quel saluto pareva anche congedarlo.</p><p>Il Barone s�inchin� profondamente, poi si port� nella posizione obbligatoria, a dieci passi dal trono. �Sono venuto perch� Voi mi avete convocato, Maest�.�</p><p>�Convocato!� ridacchi� la vecchia strega.</p><p>�Suvvia, Reverenda Madre� la rimprover� l�Imperatore. Ma fiss� divertito il Barone, e gli disse: �Per prima cosa, ditemi dove avete mandato il vostro tirapiedi, Thufir Hawat�.</p><p>Il Barone lanci� occhiate a destra e a sinistra, e imprec� tra s� per non essersi portato le guardie. Non gli sarebbero state di grande aiuto contro i Sardaukar, tuttavia�</p><p>�Allora?� chiese l�Imperatore.</p><p>�� scomparso da cinque giorni, Maest�.� Il Barone lanci� un�occhiata agli agenti della Gilda, poi fiss� nuovamente l�Imperatore. �Avrebbe dovuto atterrare in una base di contrabbandieri, tentando d�infiltrare i suoi uomini nel campo di quel fanatico, Muad�Dib.�</p><p>�Incredibile!� esclam� l�Imperatore.</p><p>La vecchia strega batt� sulla spalla dell�Imperatore con una mano simile a un artiglio, si pieg� in avanti e gli bisbigli� qualcosa all�orecchio.</p><p>L�Imperatore annu� e disse: �Cinque giorni, Barone. Ditemi, perch� non vi siete preoccupato della sua assenza?�</p><p>�Ma io sono davvero preoccupato, Maest�!�</p><p>L�Imperatore continu� a fissarlo, aspettando. La Reverenda Madre scoppi� a ridere, chiocciando.</p><p>�Quello che voglio dire, Maest� prosegu� il Barone, �� che Hawat, comunque, morir� nel giro di poche ore.� E spieg� la faccenda del veleno residuo e l�assoluta necessit� di un antidoto.</p><p>�Molto ingegnoso, Barone� disse l�Imperatore. �E dove sono i vostri nipoti, Rabban e il giovane Feyd-Rautha?�</p><p>�La tempesta si precipita su di noi, Maest�. Li ho inviati a ispezionare il perimetro esterno, nel timore che i Fremen attacchino al riparo della sabbia.�</p><p>�Perimetro� fece l�Imperatore. La parola gli usc� dalla bocca come se fosse stata qualcosa che pungeva. �La tempesta non investir� questo bacino, e la plebaglia Fremen non oser� mai attaccare finch� io sar� qui con cinque legioni di Sardaukar.�</p><p>�Certamente no, Maest� disse il Barone. �Ma un eccesso di prudenza non pu� esser certo criticato.�</p><p>�Ahhh� esclam� l�Imperatore. �Criticare. Allora, non dovrei parlare di tutto il tempo che questa farsa di Arrakis mi � costata? E neppure dei profitti della CHOAM che vengono inghiottiti da questa tana di topi? E neppure delle cerimonie di corte e degli affari di Stato che ho dovuto ritardare� e perfino cancellare� a causa di questo stupido affare?�</p><p>Il Barone abbass� lo sguardo, spaventato dall�ira imperiale. La fragilit� della sua posizione, qui, tutto solo e protetto solo dalla Intesa e dal dictum familia delle Grandi Case, lo inquietava. <emphasis>Vuole forse uccidermi? </emphasis>pens�. <emphasis>Non pu�! Non pu�, con tutte le Grandi Case che aspettano, lass�, pronte a cogliere il primo pretesto per guadagnar qualcosa da questa crisi.</emphasis></p><p>�Avete catturato qualche ostaggio?� chiese l�Imperatore.</p><p>�� inutile, Maest� replic� il Barone. �Questi pazzi Fremen celebrano una cerimonia di sepoltura per ogni prigioniero, e agiscono come se fosse gi� morto.�</p><p>�Davvero?� disse l�Imperatore.</p><p>E il Barone attese, lanciando occhiate a destra e a sinistra alle pareti metalliche del selamlik, pensando all�immane tenda di metalventaglio che si stendeva da ogni lato intorno a lui. Essa rappresentava una ricchezza talmente sterminata che perfino lui ne prov� soggezione. <emphasis>Porta con s� i paggi, </emphasis>pens� il Barone, <emphasis>gli inutili lacch�, le donne e i loro amici� parrucchieri, arredatori, tutti� tutti i parassiti che vivono ai margini della Corte. Tutti qui ad adularlo, a complottare astutamente, tutti a girargli intorno� Tutti qui ad applaudire il modo in cui concluder� questo affare, a scrivere epigrammi sulle battaglie e a idolatrare i feriti.</emphasis></p><p>�Forse� continu� l�Imperatore, �non avete scelto bene gli ostaggi.�</p><p><emphasis>Sa qualcosa, </emphasis>pens� il Barone. La paura lo schiacciava come una pietra sullo stomaco. Gli venne fame e fu sul punto di ordinare che gli portassero da mangiare, ma scacci� il pensiero, tremando sui suoi sospensori. Intorno a lui non c�era nessuno ai suoi ordini.</p><p>�Avete nessuna idea di chi sia questo Muad�Dib?� chiese l�Imperatore.</p><p>�Certamente un Umma� disse il Barone, �un fanatico Fremen, un avventuriero religioso. Spuntano regolarmente ai bordi della civilt�. Sua Maest� lo sa.�</p><p>L�Imperatore guard� la sua Veridica, poi si volt� nuovamente verso il Barone, accigliandosi: �E voi, non sapete nient�altro di questo Muad�Dib?�</p><p>�Un pazzo� esclam� il Barone. �Ma tutti i Fremen sono pazzi.�</p><p>�Pazzi?�</p><p>�Urlano il suo nome quando si gettano nella mischia. Le donne ci scaraventano addosso i figli e si precipitano esse stesse sui nostri coltelli per aprire una strada ai loro uomini quando ci attaccano. Non hanno alcuna� alcuna decenza!�</p><p>�� grave� disse l�Imperatore, e il suo tono derisorio non sfugg� al Barone. �E, ditemi, avete mai esplorato le regioni polari al sud di Arrakis?�</p><p>�Ma�� balbett� il Barone, colto di sorpresa, �Sua Maest� sa benissimo che l�intera regione � inabitabile, aperta alle tempeste e ai vermi. Non c�� neppure la spezia a quelle latitudini.�</p><p>�Non avete ricevuto alcun rapporto dalle astronavi della spezia? Non avete mai sentito parlare delle macchie di verde che sono state viste laggi�?�</p><p>�Vi sono sempre stati questi rapporti. Alcuni hanno dato luogo a inchieste� molto tempo fa. � stata vista qualche pianta. Molti ornitotteri sono andati perduti.</p><p>Troppi, Maest�. Gli uomini non possono sopravvivere a lungo in un simile territorio.�</p><p>�Certamente� disse l�Imperatore. Fece schioccare le dita e una porta si apr� alla sua sinistra, dietro il trono. Due Sardaukar uscirono dalla porta, scortando una bambina che non sembrava avere pi� di quattro anni. Indossava un aba nero e il cappuccio gettato all�indietro mostrava i lacci di una tuta distillante che le pendevano sciolti sotto la gola. I suoi occhi erano azzurri come quelli dei Fremen e contemplavano la scena da un viso soffice e tondo. Non sembrava per nulla spaventata e c�era qualcosa nel suo sguardo che turb� il Barone senza che lui sapesse perch�.</p><p>Perfino la Veridica Bene Gesserit si tir� indietro, mentre la bambina passava, e fece un gesto come per proteggersi. La vecchia strega era visibilmente scossa dalla presenza della bambina.</p><p>L�Imperatore si schiar� la gola, ma la bambina parl� per prima: una voce sottile e blesa dovuta al palato ancora molle, ma tuttavia chiarissima. �Cos�, � lui� disse. Si port� fino al bordo del baldacchino: �Non � un gran che, vero? Un vecchio grasso e spaventato, troppo debole per sopportare il proprio grasso senza l�aiuto dei sospensori�.</p><p>Era una dichiarazione talmente inaspettata dalla bocca di una bambina che il Barone, nonostante la rabbia, la fiss� a bocca aperta senza proferir parola. <emphasis>� forse una nana? </emphasis>si chiese.</p><p>�Mio caro Barone� disse infine l�Imperatore, �vi presento la sorella di Muad�Dib.�</p><p>�La so�� Il Barone guard� l�Imperatore. �Non capisco.�</p><p>�Anch�io, a volte, commetto eccessi di prudenza� dichiar� l�Imperatore. �Mi � stato riferito che le vostre regioni meridionali <emphasis>disabitate </emphasis>presentavano tracce di attivit� umana.�</p><p>�Ma � impossibile!� protest� il Barone. �I vermi� E c�� sabbia fino a��</p><p>�Questa gente sembra perfettamente capace di evitare i vermi� disse l�Imperatore.</p><p>La bambina si era seduta sulla predella accanto al trono, facendo dondolare i piccoli piedi. Osservava la scena, perfettamente sicura di s�.</p><p>Il Barone fiss� quei piccoli piedi che scalciavano, i sandali che occhieggiavano sotto il tessuto.</p><p>�Sfortunatamente� riprese l�Imperatore, �ho inviato soltanto cinque trasporti di truppe con una ridotta forza d�attacco per catturare prigionieri e interrogarli. A stento siamo riusciti a fuggire con un trasporto e tre prigionieri. S�, Barone, i miei Sardaukar sono stati quasi sopraffatti da una forza difensiva composta in gran parte di donne, bambini e vecchi. Questa bambina era al comando di uno dei gruppi che ci hanno attaccato.�</p><p>�Vedete, Maest�!� esclam� il Barone. �Vedete come sono!�</p><p>�Mi sono lasciata catturare� dichiar� la bambina. �Non volevo trovarmi faccia a faccia con mio fratello e dirgli che suo figlio era stato ucciso.�</p><p>�Soltanto un pugno dei nostri � riuscito a fuggire� ripet� l�Imperatore. �<emphasis>A fuggire! </emphasis>Avete sentito quello che ho detto?�</p><p>�Avremmo ammazzato anche loro, se non fosse stato per le fiamme� disse la bambina.</p><p>�I miei Sardaukar si sono serviti dei razzi dei loro trasporti come di lanciafiamme� spieg� l�Imperatore. �Una mossa disperata, grazie alla quale sono riusciti a fuggire coi tre prigionieri. Capite, Barone: i Sardaukar costretti a battere in ritirata davanti a un gruppo di donne, di bambini e di vecchi!�</p><p>�Dobbiamo attaccarli in forze� strill� il Barone. �Dobbiamo distruggerli fino all�ultimo vestigio di��</p><p>�Silenzio!� rugg� l�Imperatore. Si raddrizz� sul trono: �Non approfittate ancora della mia indulgenza! Voi siete qui, davanti a me, come un idiota, e��</p><p>�Maest�!� esclam� la Veggente.</p><p>L�Imperatore l�azzitti. �Voi mi dite che non sapete niente di quanto abbiamo scoperto, niente delle magnifiche qualit� guerriere di questo popolo! Per chi mi prendete, Barone?�</p><p>Il Barone fece due passi indietro, e pens�: <emphasis>� stato Rabban. Ha fatto questo� a me! Rabban ha�</emphasis></p><p>�E questa finta guerra col Duca Leto� ringhi� l�Imperatore, sprofondando di nuovo sul trono. �Come siete riuscito a manovrarla meravigliosamente!�</p><p>�Maest� balbett� il Barone, �cosa state��</p><p>�Silenzio!�</p><p>La vecchia Bene Gesserit appoggi� una mano sulla spalla dell�Imperatore e gli bisbigli� qualcosa all�orecchio.</p><p>La bambina seduta sulla predella smise di scalciare e disse: �Spaventalo ancora un po�, Shaddam. So che non dovrei, ma provo un infinito piacere�.</p><p>�Taci, bambina� disse l�Imperatore. Si pieg� in avanti e le mise una mano sulla testa. Fiss� il Barone: �� possibile, Barone? � possibile che voi siate cos� stupido come mi suggerisce la mia Veridica? Voi non riconoscete questa bambina, la figlia del vostro alleato, il Duca Leto?�</p><p>�Mio padre non � mai stato suo alleato� ribatt� la bambina. �Mio padre � morto e questa vecchia bestia Harkonnen non mi ha mai visto prima.�</p><p>Il Barone, paralizzato, la fissava stupefatto. Quando ritrov� la voce, fu soltanto per farfugliare: �Chi sei?�</p><p>�Io sono Alia, figlia del Duca Leto e di Lady Jessica, sorella del Duca Paul Muad�Dib� dichiar� la bambina. Balz� sul pavimento: �Mio fratello ha giurato di appiccare la tua testa in cima al suo stendardo, e credo che lo far�.</p><p>�Taci, bambina� disse l�Imperatore. Sprofond� nel trono, le mani sotto il mento, studiando il Barone.</p><p>�Io non prendo ordini dall�Imperatore� esclam� Alia. Si volt�, e fiss� la vecchia Reverenda Madre: �Lei lo sa�.</p><p>L�Imperatore alz� gli occhi verso la sua Veridica. �Che cosa vuol dire?�</p><p>�Questa bambina � un�abominazione!� sbott� la vecchia. �Sua madre merita di esser punita come nessuno lo � mai stato, in tutta la storia! La morte non sar� mai troppo rapida per questa <emphasis>bambina </emphasis>e per colei che l�ha generata!� Punt� un dito verso Alia: �Esci dalla mia mente!�</p><p>�Telepatia?� bisbigli� l�Imperatore. Fiss� attentamente la bambina. �Per la Grande Madre!�</p><p>�Voi non capite, Maest� disse la vecchia. �Non � telepatia. Lei � veramente nella mia mente! Lei � come tutte le altre che mi hanno preceduto e che mi hanno lasciato i loro ricordi. Lei � nel mio spirito! � impossibile, ma � dentro di me!�</p><p>�Quali altre?� domand� l�Imperatore. �Che cos�� questa storia assurda?�</p><p>La vecchia si raddrizz� e lasci� ricadere il braccio. �Ho detto troppo, ma rimane pur sempre il fatto che questa <emphasis>bambina </emphasis>dev�essere distrutta. Da molto tempo sapevamo come fare per impedirle di nascere, ma una di noi ci ha tradito.�</p><p>�Tu farnetichi, vecchia� disse Alia. �Non sai come sia accaduto, e tuttavia continui a blaterare come una pazza cieca.� Alia chiuse gli occhi, inspir� profondamente e trattenne il respiro.</p><p>La vecchia Reverenda Madre gemette e barcoll�.</p><p>Alia apr� gli occhi: �� cos� che � accaduto� disse. �Un incidente cosmico� e tu vi hai recitato la tua parte�.</p><p>La Reverenda Madre alz� ambedue le mani, come per respingere la bambina.</p><p>�Che cosa sta accadendo, qui?� domand� l�Imperatore. �Bambina, puoi veramente proiettare il tuo pensiero nella mente di un altro?�</p><p>�Non � affatto cos� ribatt� Alia. �Se io non sono nata come te, non posso pensare come te.�</p><p>�Uccidetela� mormor� la vecchia, e si afferr� allo schienale del trono per sostenersi. �Uccidetela!� I suoi occhi profondamente infossati fissavano Alia con odio.</p><p>�Silenzio!� ordin� l�Imperatore. Studi� Alia: �Bambina, puoi comunicare con tuo fratello?�</p><p>�Mio fratello sa che io sono qui� rispose Alia.</p><p>�Puoi dirgli di arrendersi in cambio della tua vita?�</p><p>Alia gli sorrise con serena innocenza: �Non lo far� disse.</p><p>Il Barone avanz� incespicando: �Maest�� io non so nulla di��</p><p>�Barone� lo rimbecc� l�Imperatore, �interrompetemi un�altra volta e vi toglier� per sempre la possibilit� di interrompere.� I suoi occhi non lasciarono il piccolo viso di Alia, studiandolo attraverso le palpebre socchiuse: �Non vuoi, eh? Puoi leggermi nella mente quello che far� se non mi obbedirai?�</p><p>�Ho gi� detto che non posso leggere il pensiero� replic� lei. �Ma non c�� bisogno di telepatia per leggere le tue intenzioni.�</p><p>L�Imperatore si accigli�: �Bambina, la tua causa � senza speranza. Basta che io chiami a raccolta le mie forze per ridurre questo pianeta a un��</p><p>�Non � cos� semplice� disse Alia. Accenn� ai due uomini della Gilda: �Chiedilo a loro�.</p><p>�Non � saggio opporsi ai miei desideri� dichiar� l�Imperatore. �Tu non puoi rifiutarmi niente.�</p><p>�Mio fratello sta per arrivare� disse Alia. �Anche un Imperatore deve tremare davanti a Muad�Dib, perch� la sua forza � quella del buon diritto e il cielo gli sorride.�</p><p>L�Imperatore balz� in piedi: �Questo scherzo � durato abbastanza. Prender� tuo fratello e questo pianeta, e li ridurr� in��</p><p>La stanza oscill� e trem� intorno a loro, con un sordo boato. Poi una cascata di sabbia si rovesci� dietro al trono, nel punto in cui l�immensa tenda di metallo si saldava alla nave Imperiale. La pressione dell�aria aument� bruscamente. Un brivido attravers� la pelle dei presenti: uno scudo di enormi dimensioni veniva attivato.</p><p>�Te l�avevo detto� disse Alia. �Mio fratello sta arrivando.�</p><p>L�Imperatore era immobile davanti al trono, la mano destra premuta contro l�orecchio, ascoltando una microricevente. Il Barone scivol� dietro ad Alia, mentre i Sardaukar si appostavano alle uscite.</p><p>�Ritorneremo subito nello spazio, per riorganizzarci� annunci� l�Imperatore. �Barone, tutte le mie scuse. Questi pazzi ci attaccano con la protezione della tempesta. Essi sapranno, allora, cosa significa sfidare l�ira Imperiale.� Indic� Alia: �Gettatela nella tempesta�.</p><p>A queste parole, Alia balz� indietro, fingendosi terrorizzata: �Lascia che la tempesta prenda quello che pu�!� E si gett� tra le braccia del Barone.</p><p>�L�ho presa, Maest�!� grid� il Barone. �Ora la spedir� al� Aaaahh!� La scaravent� al suolo, stringendosi il braccio sinistro.</p><p>�Mi dispiace, nonno� disse Alia. �Hai fatto la conoscenza del gom jabbar degli Atreides.� Si alz� in piedi, apr� le mani e lasci� cadere un ago gocciolante.</p><p>Il Barone si rovesci� all�indietro. Gli occhi gli si sbarrarono mentre fissava la traccia rossa che era comparsa sul suo palmo sinistro. �Tu� tu�� Rotol� sul fianco tra i suoi sospensori: una massa enorme di carne floscia a pochi centimetri dal pavimento, la testa penzolante e la bocca spalancata.</p><p>�Questa gente � pazza!� ringhi� l�Imperatore. �Svelti! Tutti a bordo della nave. Purificheremo questo pianeta da ogni��</p><p>Qualcosa lampeggi� alla sua sinistra. Una palla di fuoco zampill� dalla parete e crepit� sul pavimento di metallo. Un acre odore d�isolante bruciato entr� a fiotti nel selamlik.</p><p>�Lo scudo!� url� uno degli ufficiali Sardaukar. �Lo scudo esterno � caduto! Hanno��</p><p>Le sue parole furono soffocate da un ruggito metallico, mentre la parete della nave dietro all�Imperatore vacill� e fremette.</p><p>�Hanno fatto saltar via la prora della nostra nave!� url� qualcuno.</p><p>La polvere ribolliva nella stanza. Alia scomparve nel vortice e corse verso la porta d�ingresso.</p><p>L�Imperatore si volt� di scatto e ordin� ai suoi di dirigersi verso un�uscita di emergenza che si apr� di scatto sulla parete della nave, dietro al trono. Un rapido segnale con la mano a un ufficiale dei Sardaukar, attraverso la polvere. �Ci arroccheremo qui!� ordin�.</p><p>Un altro schianto scosse la tendopoli. Le doppie porte si spalancarono di schianto sul lato opposto della stanza, lasciando entrare un torrente di sabbia e innumerevoli urla. Per un attimo una minuscola figura nera si disegn� contro la luce: Alia che si precipitava a procurarsi un coltello e, come si confaceva al suo addestramento Fremen, a uccidere gli Harkonnen e i Sardaukar feriti. I Sardaukar della Casa Imperiale si dispiegarono allora nella bruma giallastra, formando un arco di cerchio per proteggere la ritirata dell�Imperatore.</p><p>�Salvate voi stesso, Signore!� grid� un ufficiale. �Entrate nella nave!�</p><p>Ma l�Imperatore era solo, immobile accanto al trono; la sua mano indicava le porte del selamlik. La parete era stata squarciata per quaranta metri, e le porte si aprivano sulla sabbia sconvolta dalla tempesta. Da una distanza infinita una nuvola di polvere incombeva sul mondo. Campi di elettricit� statica crepitavano tra le nubi e i lampi degli scudi cortocircuitati s�innalzavano da ogni parte. La pianura brulicava di figure che si battevano: Sardaukar e uomini avvolti nei mantelli che continuavano a balzar fuori dal cuore turbinante della tempesta.</p><p>Tutto questo faceva da cornice a quello che l�Imperatore indicava con la mano.</p><p>Dalla nuvola di sabbia usc� una schiera compatta di forme risplendenti, curve gigantesche s�innalzarono su zanne di cristallo che divennero le bocche spalancate dei vermi delle sabbie: una massiccia parete di vermi, ognuno con un plotone di Fremen che lo spronava all�attacco. Piombarono su di loro fischiando, stridendo, schiacciando la mischia furiosa sulla pianura, in uno sventolio di mantelli neri nella tempesta.</p><p>Puntavano direttamente sulla tendopoli dell�Imperatore e i Sardaukar della Casa Reale, per la prima volta nella loro storia, fissarono pietrificati un massacro che le loro menti avevano difficolt� ad accettare.</p><p>Ma le figure che balzavano gi� dalle schiene dei vermi erano uomini, e il balenare delle lame nella sinistra luce giallastra era qualcosa che i Sardaukar erano stati addestrati ad affrontare. Si gettarono nella mischia. E sulla pianura di Arrakeen fu un unico, gigantesco corpo a corpo, mentre un gruppo scelto di guardie Sardaukar spingeva l�Imperatore all�interno della nave, sigillando la porta dietro di lui e preparandosi a morire sul posto.</p><p>Scosso dal relativo silenzio all�interno della nave, l�Imperatore fiss� i volti pallidi e terrorizzati del suo seguito. Sua figlia appariva stremata, il volto paonazzo. La Veridica, immobile, il cappuccio calato sul viso, era un�indistinta ombra nera. Infine, i due che cercava: gli uomini della Gilda. La loro uniforme grigia, senza ornamenti, sembrava intonarsi perfettamente alla calma che ostentavano, nonostante il gioco delle intense emozioni intorno a loro.</p><p>Il pi� alto dei due, tuttavia, teneva una mano sull�occhio sinistro. Mentre l�Imperatore lo fissava, qualcuno urt� il braccio dell�uomo della Gilda: la mano si mosse e l�occhio fu rivelato. L�uomo aveva perduto una delle lenti a contatto che mascheravano il vero occhio, e ora questo occhio lo fissava� un occhio d�un azzurro cos� profondo da sembrare quasi nero.</p><p>Il pi� piccolo dei due si fece largo a gomitate e disse all�Imperatore: �Non sappiamo come andr� a finire�. E il suo compagno pi� alto, nuovamente con la mano sull�occhio, replic� con voce gelida: �Ma neppure Muad�Dib lo sa�.</p><p>Queste parole riscossero l�Imperatore dal suo stupore. A stento si trattenne dall�esprimere tutto il suo disprezzo, poich� non c�era alcun bisogno della particolare messa a fuoco interiore dei navigatori della Gilda per indovinare l�immediato futuro. Forse questi due uomini dipendevano talmente dalla loro <emphasis>facolt� </emphasis>da aver perduto completamente l�uso degli occhi e della ragione? si chiese.</p><p>�Reverenda Madre� disse. �Dobbiamo mettere a punto un piano.�</p><p>La vecchia ricacci� il cappuccio sulla schiena e affront� il suo sguardo. In quell�istante, una totale comprensione si stabil� tra loro. Sapevano ambedue che restava soltanto un�arma: il tradimento.</p><p>�Il Conte Fenring� disse la Reverenda Madre.</p><p>L�Imperatore Padisci� annu�, e fece un gesto a uno dei suoi aiutanti perch� eseguisse quell�ordine.</p></section><section><epigraph><p>Era guerriero e mistico, feroce e santo, astuto come una volpe e innocente, cavalleresco e spietato, meno di un dio e pi� di un uomo. Non si pu� misurar Muad�Dib con gli standard ordinari Nel momento del suo trionfo, indovin� la morte che gli veniva preparata e tuttavia accett� il tradimento. Possiamo dire che lo fece per un senso di giustizia? Quale giustizia, allora? Perch�, ricordate che stiamo parlando, ora, del Muad�Dib che rivest� il suo tamburo con la pelle del nemico, e che neg� tutte le convenzioni, del suo passato ducale con un semplice gesto della mano, dichiarando semplicemente: �Io sono lo Kwisatz Haderach. Questa � una ragione pi� che sufficiente�.</p><text-author>dal �Risveglio di Arrakis�, della Principessa Irulan</text-author></epigraph><empty-line/><p>La sera della vittoria, Paul Muad�Dib fu scortato verso la residenza del Governatore, l�antica dimora che gli Atreides avevano occupato quand�erano giunti la prima volta su Dune. L�edificio era tale quale Rabban l�aveva restaurato. Era uscito intatto dalla battaglia, anche se la popolazione della citt� l�aveva saccheggiato. Alcuni dei mobili della Grande Sala erano stati rovesciati e fracassati.</p><p>Paul varc� a grandi passi l�ingresso principale, seguito da Gurney Halleck e Stilgar. La scorta si disperse nella Grande Sala e liber� uno spazio per Muad�Dib. Un gruppo cominci� a controllare che nessuna trappola fosse stata nascosta in quel luogo.</p><p>�Ricordo il giorno in cui siamo venuti qui per la prima volta con tuo padre� disse Gurney. Alz� gli occhi sui massicci pilastri e sulle alte finestre a feritoia. �Allora questo posto non mi piacque e adesso mi piace ancora meno. Una caverna � molto pi� sicura.�</p><p>�Tu sei un vero Fremen� dichiar� Stilgar, e vide il freddo sorriso che queste parole avevano fatto apparire sulle labbra di Muad�Dib. �Muad�Dib, sei ancora deciso a��</p><p>�Questa dimora � un simbolo� disse Paul. �Rabban � vissuto qui. Occupandola sigillo la mia vittoria agli occhi di tutti. Manda i tuoi uomini in tutto l�edificio. Che non tocchino niente. Che si assicurino soltanto che non sia rimasto un solo Harkonnen, o qualcuno dei loro giocattoli.�</p><p>�Come tu comandi� fece Stilgar, e si allontan� a malincuore per obbedire.</p><p>Gli operatori radio comparvero nel salone coi loro apparecchi e cominciarono a montarli accanto al grande caminetto. I Fremen che si erano uniti ai Fedaykin superstiti presero posizione intorno alla sala. Si udirono mormoni; occhiate sospettose furono scambiate. Gli Harkonnen erano vissuti troppo a lungo in quel posto perch� i Fremen potessero sentirsi a proprio agio.</p><p>�Gurney, manda una scorta a prendere mia madre e Chani� disse Paul. �Chani sa gi� di nostro figlio?�</p><p>�Il messaggio � stato inviato, mio Signore.�</p><p>�I creatori sono stati ritirati dal bacino?�</p><p>�S�, mio Signore. La tempesta si � quasi calmata.�</p><p>�I danni sono gravi?�</p><p>�Sul percorso principale della tempesta� il campo di atterraggio e i magazzini della spezia� i danni sono rilevanti� disse Gurney. �Sia per la battaglia che per la tempesta.�</p><p>�Niente che il denaro non possa ripagare, suppongo� fece Paul.</p><p>�Eccettuate le vite, mio Signore� replic� Gurney, e vi era una sfumatura di rimprovero nella sua voce, come se avesse detto: <emphasis>Quando mai un Atreides si � preoccupato prima delle cose, quand�erano in gioco esseri umani?</emphasis></p><p>Ma Paul riusciva soltanto a concentrarsi sul suo occhio interiore e sulle crepe, per lui ancora visibili, della parete del tempo. E attraverso ogni crepa il jihad infuriava, perdendosi nei corridoi del futuro.</p><p>Paul sospir� e attravers� la Grande Sala poich� aveva visto una sedia contro la parete di fronte. Un tempo si trovava nella sala da pranzo e forse era la sedia di suo padre. In quel momento, tuttavia, era soltanto un oggetto sul quale scaricare la sua stanchezza, nascondendola allo sguardo degli uomini. Si sedette, avviluppando il mantello intorno alle gambe e slacciandosi la tuta distillante sul collo.</p><p>�L�Imperatore � ancora asserragliato tra i resti della sua nave� disse Gurney.</p><p>�Che rimanga l�, per ora� disse Paul. �Hanno gi� trovato gli Harkonnen?�</p><p>�Stanno ancora esaminando i morti.�</p><p>�Qual � la risposta delle navi lass�?� Alz� il mento verso il soffitto.</p><p>�Nessuna risposta ancora, mio Signore.�</p><p>Paul sospir� e si appoggi� allo schienale. Poi aggiunse: �Portami uno dei prigionieri Sardaukar. Dobbiamo inviare un messaggio all�Imperatore. � tempo di discutere le condizioni�.</p><p>�S�, mio Signore.�</p><p>Gurney si volt� e fece un gesto a uno dei Fedaykin che si mise di guardia accanto a Paul.</p><p>�Gurney� bisbigli� Paul. �Dal giorno in cui ci siamo ritrovati, non ti ho mai udito pronunciare una citazione appropriata agli eventi.� Alz� gli occhi e vide Gurney che inghiottiva, e l�improvviso indurirsi della sua mascella.</p><p>�Come vuoi, mio Signore� fece Gurney. Si schiar� la gola e disse con voce stridula: ��E la vittoria in quel giorno si cambi� in lutto per tutto il popolo, perch� il popolo seppe, in quel giorno, che il re piangeva suo figlio��.</p><p>Paul chiuse gli occhi, sforzandosi di scacciare il dolore dalla mente, di aspettare a piangere, come un tempo aveva aspettato a piangere suo padre. Ora dedic� i suoi pensieri alle scoperte che si erano accumulate in quel giorno: i futuri che s�intrecciavano e la <emphasis>presenza </emphasis>di Alia nel suo spirito.</p><p>Di tutte le particolarit� della visione temporale questa era la pi� strana. �Ho manipolato il futuro per collocare le mie parole dove tu solo potessi udirle� gli aveva detto Alia. �Neppure tu puoi far questo, fratello mio. � un gioco interessante. E� oh, s�, ho ucciso il nonno, quel vecchio pazzo del Barone. Non ha provato molto dolore.�</p><p>Silenzio. La sua percezione temporale gli diceva che Alia si era ritirata da lui.</p><p>�Muad�Dib.�</p><p>Paul apr� gli occhi e vide davanti a s� il volto nero e barbuto di Stilgar, gli occhi tenebrosi e scintillanti.</p><p>�Hai trovato il corpo del Vecchio Barone� disse Paul.</p><p>Stilgar sussult�. �Come potevi saperlo?� bisbigli� infine. �Abbiamo appena scoperto il suo cadavere in quell�immenso mucchio di metallo edificato dall�Imperatore.�</p><p>Paul ignor� la domanda. Gurney si avvicinava seguito da due Fremen che scortavano un prigioniero Sardaukar.</p><p>�Eccone uno, mio Signore� disse Gurney. Con un gesto, ordin� ai Fremen di tenere il prigioniero a cinque passi da Paul.</p><p>Gli occhi del Sardaukar, not� Paul, avevano un�espressione vitrea, sconvolta. Un livido bluastro gli attraversava il volto dalla radice del naso a un angolo della bocca. Era biondo e dai tratti delicati: caratteristiche che indicavano un alto rango tra i Sardaukar. E tuttavia non c�erano insegne sulla sua uniforme strappata, fuorch� i bottoni d�oro con lo stemma imperiale e i galloni stracciati dei suoi calzoni.</p><p>�Penso che sia un ufficiale, mio Signore� disse Gurney.</p><p>Paul annu�. �Io sono il Duca Paul Atreides. Lo capisci, questo?�</p><p>Il Sardaukar lo fiss� senza muoversi.</p><p>�Parla� riprese Paul, �o il tuo Imperatore potrebbe morire.�</p><p>L�uomo sbatt� le palpebre e deglut�.</p><p>�Chi sono io?� domand� Paul.</p><p>�Voi siete il Duca Paul Atreides� disse l�uomo con voce rauca.</p><p>Paul ebbe l�impressione che si sottomettesse con troppa facilit�, ma d�altra parte i Sardaukar non avevano mai dovuto affrontare una giornata come questa. Finora avevano conosciuto soltanto vittorie, e ci�, si disse Paul, era gi� una forma di debolezza. Scart� quel pensiero, ripromettendosi di riprenderlo in considerazione pi� tardi.</p><p>�Voglio che tu porti un messaggio all�Imperatore� riprese Paul. E pronunci� l�antica formula: �Io, il Duca di una Grande Casa, Congiunto dell�Imperatore, faccio solenne giuramento all�Intesa. Se l�Imperatore e i suoi deporranno le armi e verranno da me, garantir� le loro vite con la mia�. Alz� la mano sinistra, perch� il Sardaukar potesse vedere il sigillo ducale. �Lo giuro su questo.�</p><p>Il Sardaukar s�inumid� le labbra e guard� Gurney.</p><p>�S� disse Paul. �Chi, se non un Atreides, potrebbe garantirsi la fedelt� di Gurney Halleck?�</p><p>�Porter� il messaggio� dichiar� il Sardaukar.</p><p>�Accompagnalo al nostro posto pi� avanzato e lascialo andare� ordin� Paul.</p><p>�S�, mio Signore.� Gurney fece un cenno alle guardie perch� lo scortassero e lo condusse fuori.</p><p>Paul si volt� verso Stilgar.</p><p>�Chani e tua madre sono arrivate� disse Stilgar. �Chani ha chiesto di restar sola col suo dolore. La Reverenda Madre ha voluto recarsi per un attimo nella camera strana. Non so perch�.�</p><p>�Mia madre � malata di nostalgia per quel mondo che probabilmente non vedr� mai pi�� spieg� Paul. �Un pianeta dove l�acqua cade dal cielo e le piante crescono cos� fitte che � impossibile camminare tra loro.�</p><p>�L�acqua dal cielo�� mormor� Stilgar.</p><p>In quell�istante Paul vide quello che Stilgar era diventato: non era pi� un naib, ma una <emphasis>creatura </emphasis>del Lisan al-Gaib, un ricettacolo di stupore e obbedienza. Questo in realt� lo diminuiva e Paul sent� in lui il primo soffio del vento fantasma del jihad.</p><p><emphasis>Ho visto un amico cambiarsi in un adoratore, </emphasis>pens�.</p><p>Prov� all�improvviso un�impressione di profonda solitudine. Esplor� la sala con lo sguardo e vide a qual punto l�atteggiamento delle guardie si era modificato in sua presenza. Si erano aggiustate le vesti e stavano come in parata, in una sorta di competizione nella speranza di attirare l�attenzione di Muad�Dib.</p><p><emphasis>Muad�Dib, da cui nasce ogni benedizione, </emphasis>pens�, e fu il pensiero pi� amaro della sua vita. <emphasis>Sono convinti che m�impadronir� del trono. Ma non sanno che lo faccio soltanto per impedire il jihad.</emphasis></p><p>Stilgar si schiar� la gola: �Anche Rabban � morto�.</p><p>Paul annu�.</p><p>Le guardie alla sua destra si scostarono all�improvviso e scattarono sull�attenti facendo ala a Jessica. Era vestita del suo aba nero e avanzava leggera come se ancora scivolasse sulla sabbia, ma Paul osserv� che qualcosa sembrava essere ritornato in lei, qualcosa dei giorni in cui era vissuta qui� la concubina di un duca regnante. Un po� della sua antica baldanza.</p><p>Jessica si ferm� davanti a Paul, lo guard�. Vide che era stanco e che lo nascondeva, ma non prov� alcuna compassione per lui. Era come incapace di provare qualsiasi emozione per suo figlio.</p><p>Jessica era entrata nella Grande Sala chiedendosi come mai questo luogo si rifiutasse di riacquistare il calore di un tempo, nei suoi ricordi. Questa sala le era estranea, come se non vi fosse mai stata, come se non l�avesse mai attraversata al braccio del suo amato Leto. Come se non avesse mai affrontato Duncan Idaho ubriaco, mai, mai, mai�</p><p><emphasis>Dovrebbe esistere una parola chiave direttamente opposta all�adab, la memoria ossessiva, </emphasis>pens�. <emphasis>Una parola per i ricordi che si rinnegano.</emphasis></p><p>�Dov�� Alia?� domand�.</p><p>�Fuori� rispose Paul. �Intenta a quello che ogni bravo bambino Fremen dovrebbe fare in questi momenti. Sta uccidendo ogni nemico ferito, marcando i corpi per le squadre di recupero dell�acqua.�</p><p>�Paul!�</p><p>�Fa questo per bont�, non capisci? Perch� mai ci � cos� difficile afferrare questa unione nascosta tra bont� e crudelt�?�</p><p>Jessica fiss� duramente suo figlio, sconvolta dal profondo cambiamento che sentiva in lui. <emphasis>� la morte di suo figlio che ha fatto questo? </emphasis>si chiese. E disse: �Gli uomini raccontano storie su di te. Dicono che tu hai tutti i poteri della leggenda: che niente pu� esserti nascosto, che vedi quello che nessun altro pu� vedere�.</p><p>�Una Bene Gesserit che mi fa domande a proposito di una leggenda?� ribatt� Paul.</p><p>�Ho la mia responsabilit� in quello che tu sei� ammise Jessica. �Ma non sperare che io��</p><p>�Ti piacerebbe vivere miliardi e miliardi di vite?� chiese Paul. �Che riserva di leggende! Pensa a tutte le esperienze, a tutta la saggezza che ne pu� derivare. Ma la saggezza attenua l�amore, non � vero? Essa d� una nuova forma all�odio� Come puoi sapere ci� che � spietato se non hai scandagliato nel profondo la crudelt� come la bont�? Dovresti aver paura di me, Madre. Io sono lo Kwisatz Haderach.�</p><p>Jessica aveva la gola secca: �Una volta hai negato di esserlo�.</p><p>Paul scosse la testa. �Non posso pi� negarlo, ora.� Affront� il suo sguardo: �L�Imperatore e i suoi stanno arrivando. Tra un istante saranno annunciati. Stammi vicina. Voglio vederli con estrema chiarezza. La mia futura sposa � tra essi�.</p><p>�Paul! Non commettere lo stesso errore di tuo padre!�</p><p>�� una principessa� disse Paul. �Essa mi aprir� la via al trono, e questo � tutto. Un errore? Tu credi, poich� io sono quale tu mi hai fatto, che non possa provare il desiderio di vendetta?�</p><p>�Anche sugli innocenti?� domand� Jessica. E pens�: <emphasis>Non deve commettere i miei stessi sbagli.</emphasis></p><p>�Non ci sono pi� innocenti� dichiar� Paul.</p><p>�Dillo a Chani� rispose Jessica, e indic� il corridoio che si apriva sul fondo della sala.</p><p>Chani entr� nella Grande Sala, attravers� lo schieramento dei Fremen come se non li vedesse. Aveva gettato il cappuccio sulla schiena e si era sfilata la maschera della tuta. Avanz� fragile, incerta, e si ferm� accanto a Jessica.</p><p>Paul vide le lagrime sulle sue guance. <emphasis>D� acqua ai morti, </emphasis>pens�. Sent� una fitta di dolore, come se soltanto la presenza di Chani l�avesse risvegliato.</p><p>�� morto, mio amato� disse Chani. �Nostro figlio � morto.�</p><p>Paul si alz�. Mantenne un controllo assoluto su se stesso. Tese una mano, accarezz� la guancia di Chani, l�umidit� sulla sua pelle. �Nulla potr� sostituirlo� disse. �Ma vi saranno altri figli. Usul te lo promette.� Gentilmente, l�allontan�, poi fece un segno a Stilgar.</p><p>�Muad�Dib� disse Stilgar.</p><p>�L�Imperatore e la sua gente stanno arrivando dalla nave. Io rester� qui. Riunisci tutti i prigionieri al centro della sala, a una distanza di dieci metri da me, a meno che io non ordini altrimenti.�</p><p>�Ai tuoi ordini, Muad�Dib.�</p><p>Mentre Stilgar si voltava per obbedire, Paul ud� i mormorii sbalorditi tra i Fremen: �Avete visto? Lo sapeva! Nessuno glielo ha detto, ma lo sapeva!�</p><p>Ora, infatti, si udivano chiaramente i Sardaukar dell�Imperatore avvicinarsi cantando a bocca chiusa una marcia, per tenere alti gli spiriti. Poi vi fu un mormorio di voci all�entrata e Gurney Halleck pass� tra le guardie, attravers� la Sala per conferire con Stilgar, e infine si avvicin� a Paul, con uno strano sguardo negli occhi.</p><p><emphasis>Perder� anche Gurney, cos�? </emphasis>si chiese Paul. <emphasis>Lo perder� come ho perduto Stilgar?� Perder� un amico in cambio di un adoratore?</emphasis></p><p>�Non hanno armi a proiettile� disse Gurney. �L�ho controllato io stesso.� Si guard� intorno nella sala, osservando i preparativi ordinati da Paul. �Feyd-Rautha Harkonnen � con loro. Devo isolarlo?�</p><p>�Lascialo.�</p><p>�Ci sono anche alcuni uomini della Gilda che chiedono privilegi speciali e minacciano un embargo contro Arrakis. Ho detto che ti avrei trasmesso il messaggio.�</p><p>�Che minaccino, dunque.�</p><p>�Paul!� Jessica lanci� un�esclamazione soffocata. �Stai parlando della Gilda!�</p><p>�Tra poco strapper� loro gli artigli� disse Paul.</p><p>E pens� allora alla Gilda, a questa potenza che si era specializzata da cos� lungo tempo, fino a diventare un parassita incapace di esistere indipendentemente da questa vita di cui si nutriva. Non avevano mai osato impugnare la spada� e non l�avrebbero impugnata mai pi�. I navigatori della Gilda dipendevano esclusivamente dagli speciali poteri del melange. Quando la Gilda si era accorta dell�errore insito in questa specializzazione, avrebbe dovuto impadronirsi di Arrakis. Avrebbe <emphasis>potuto </emphasis>farlo, vivere i suoi giorni di gloria e morire. Invece, aveva deciso di vivere alla giornata, sperando che l�infinito oceano del cosmo da lei percorso avrebbe prodotto un nuovo ospite non appena il vecchio fosse morto.</p><p>I navigatori della Gilda, con la loro limitata prescienza, avevano compiuto una scelta fatale: si erano impegnati nel cammino pi� facile, limpido, chiaro, che conduce sempre alla stagnazione.</p><p><emphasis>Che guardino pure da vicino il nuovo ospite, </emphasis>pens� Paul.</p><p>�C�� anche una Reverenda Madre del Bene Gesserit che dice di essere un�amica di tua madre� aggiunse Gurney.</p><p>�Mia madre non ha amiche tra le Bene Gesserit.�</p><p>Ancora una volta Gurney esamin� la Grande Sala, poi si pieg� e bisbigli� all�orecchio di Paul: �Thufir Hawat � con loro, mio Signore. Non ho avuto la possibilit� di vederlo da solo, ma mi ha spiegato coi nostri vecchi segnali in codice che ha lavorato per gli Harkonnen credendo che tu fossi morto. Dice che deve restare con loro�.</p><p>�Tu hai lasciato Thufir con quei��</p><p>�� lui che l�ha voluto, e ho pensato che fosse meglio cos�. Se� se qualcosa non andasse per il suo verso, possiamo controllarlo. E se non fosse cos�, � sempre meglio avere un orecchio dall�altra parte.�</p><p>Paul si ricord� allora di alcuni brevi lampi di prescienza su questo preciso istante, e di una linea tempo in cui Thufir Hawat aveva un ago avvelenato che l�Imperatore gli aveva ordinato di usare su �quel Duca ribelle�.</p><p>Le guardie all�ingresso principale scattarono formando un breve corridoio di lance. Si ud� un fruscio confuso di vesti; la sabbia portata dal vento all�interno della Residenza scricchiol� sotto numerosi piedi.</p><p>L�Imperatore Padisci� Shaddam IV comparve alla testa della sua gente. Non aveva pi� l�elmetto Burseg, e i suoi capelli rossi erano scompigliati. La manica sinistra della sua uniforme era strappata lungo tutta la cucitura interna. Era senza cintura e senz�armi, ma con la sua sola personalit� sembrava creare uno scudo intorno a s�.</p><p>Una lancia Fremen si abbass� davanti a lui, arrestandolo alla distanza indicata da Paul. Gli altri si accalcarono alle sue spalle, una mescolanza di volti confusi e di stoffe multicolori.</p><p>Paul alz� gli occhi sul gruppo. Vide alcune donne che cercavano di dissimulare le lagrime e i lacch�, venuti su Arrakis a godersi da un posto di prima fila la nuova vittoria dei Sardaukar, muti per la sconfitta. Vide gli occhi da uccello, scintillanti, della Reverenda Madre Gaius Helen Mohiam che lo fissavano con odio da sotto il cappuccio nero, e accanto a lei, sottile e furtivo, Feyd-Rautha Harkonnen.</p><p><emphasis>Ecco un volto che il tempo mi ha rivelato, </emphasis>pens�.</p><p>Poi, dietro Feyd-Rautha, il suo sguardo fu attirato da un movimento, e vide un volto sottile, da donnola, che non aveva mai incontrato prima, non nel tempo e neppure fuori di esso. Tuttavia, sent� che avrebbe dovuto conoscerlo, e questa sensazione lo fece rabbrividire di paura.</p><p><emphasis>Perch� dovrei temere quell�uomo?</emphasis></p><p>Si curv� verso sua madre e le bisbigli�: �Quell�uomo alla sinistra della Reverenda Madre, quello dallo sguardo cattivo� chi �?�</p><p>Jessica guard�, riconoscendo un viso del dossier del suo Duca. �Il Conte Fenring� disse. �Colui che ci ha preceduti su Arrakis. Un eunuco genetico� un Assassino.�</p><p><emphasis>Il commesso viaggiatore dell�Impero, </emphasis>pens� Paul, e prov� come uno choc nel pi� profondo della sua coscienza, perch� aveva visto l�Imperatore un numero incalcolabile di volte nei suoi possibili futuri, ma non aveva mai incontrato il Conte Fenring.</p><p>Paul si ricord� allora di aver visto il proprio cadavere in una quantit� incalcolabile di nodi temporali, ma di non avere assistito neppure una volta alla propria morte.</p><p><emphasis>Quest�uomo mi � sempre stato nascosto perch� � colui che mi uccider�? </emphasis>si chiese Paul.</p><p>Prov� una fitta di apprensione. Distolse allora l�attenzione da Fenring, osservando i Sardaukar, i loro volti amari e disperati. Paul colse qua e l�, fra di essi, uno sguardo vigile e attento. Gli ufficiali esaminavano la sala, vagliando le sue difese, e ancora complottavano e facevano piani nel tentativo disperato di trasformare la sconfitta in vittoria.</p><p>Infine, l�attenzione di Paul fu attratta da una donna alta e bionda, dagli occhi verdi, una bellezza nobile e altera. Il suo viso, dal classico profilo, non aveva alcuna traccia di lagrime. Paul la riconobbe all�istante: la Principessa Reale Bene Gesserit, un volto che gli era apparso infinite volte nelle sue visioni attraverso il tempo: Irulan.</p><p><emphasis>La chiave del trono, </emphasis>pens�.</p><p>Poi, colse un altro movimento tra la folla imperiale, un volto, una figura ne emersero: Thufir Hawat, le antiche sembianze solcate da cicatrici, le labbra scure e macchiate, le spalle curve, il corpo fragile per l�et�.</p><p>�� Thufir Hawat� disse Paul. �Lascialo venire avanti, Gurney.�</p><p>�Mio Signore!� esclam� Gurney.</p><p>�Lascialo venire avanti� ripet� Paul.</p><p>Gurney annu�.</p><p>Hawat avanz� esitando. Una lancia Fremen si alz� e ricadde dietro di lui. I suoi occhi acquosi scrutarono Paul, vagliando, esplorando.</p><p>Paul fece un passo avanti, e avvert� la tensione, l�attesa dell�Imperatore e dei suoi.</p><p>Lo sguardo di Hawat pass� oltre Paul, e il vecchio disse: �Lady Jessica, ho appreso solo oggi come vi abbia mal giudicata. Non merito perdono�.</p><p>Paul attese, ma sua madre rest� silenziosa.</p><p>�Thufir, vecchio amico� disse Paul. �Come puoi vedere, la mia schiena non � rivolta a nessuna porta.�</p><p>�L�universo � pieno di porte� fece Hawat.</p><p>�Sono figlio di mio padre?� chiese Paul.</p><p>�Pi� simile a tuo nonno� replic� Hawat con voce rauca. �Hai il suo sguardo e il suo modo di fare.�</p><p>�E tuttavia, sono figlio di mio padre� disse Paul. �Perch� io ti dico, Thufir, che per ripagare i tuoi anni al servizio della mia famiglia tu, ora, puoi chiedermi qualsiasi cosa. Qualsiasi cosa, Thufir. � la mia vita che vuoi? � tua.�</p><p>E fece un altro passo in avanti, le mani lungo i fianchi. Colse un lampo d�intesa nello sguardo di Thufir.</p><p><emphasis>Ha capito che io so della trappola, </emphasis>pens� Paul.</p><p>Ridusse allora la sua voce a un bisbiglio, che soltanto Hawat poteva udire: �Dico sul serio, Thufir. Se devi colpirmi, fallo ora�.</p><p>�Io volevo soltanto trovarmi un�ultima volta davanti a te, mio Duca� disse Hawat. E Paul, per la prima volta, vide lo sforzo che il vecchio faceva per non cadere. Avanz�, lo afferr� per le spalle, e sent� fremere i muscoli fra le sue dita.</p><p>�Soffri, mio vecchio amico?� gli chiese.</p><p>�Soffro, mio Duca� dichiar� Hawat, �ma il piacere � infinitamente pi� grande.�</p><p>Fece un mezzo giro tra le braccia di Paul, tese la mano sinistra col palmo all�ins�, verso l�Imperatore, e mostr� a tutti il piccolo ago premuto contro le dita. �Vedete, Maest�? Vedete l�ago del vostro tradimento? Credevate forse che io, che ho votato la mia intera vita al servizio degli Atreides, avrei dato meno, adesso?�</p><p>Paul barcoll�, mentre il vecchio gli si afflosciava tra le braccia. Sent� la flac�dit� della morte. Lentamente, con infinita delicatezza, distese il corpo di Hawat sul pavimento, si raddrizz� e ordin� con un gesto alle sue guardie di portarlo via.</p><p>Il silenzio cal� nella sala, finch� il suo ordine non fu eseguito.</p><p>Il volto dell�Imperatore era gelido, di pietra. Paul per la prima volta lesse in quegli occhi la paura.</p><p>�Maest� disse Paul, e colse un gesto di sorpresa nella Principessa Reale. Aveva pronunciato questa parola con l�intonazione controllata del Bene Gesserit, caricandola di tutto il disprezzo possibile.</p><p><emphasis>� proprio una Bene Gesserit, </emphasis>pens� Paul, guardando la principessa.</p><p>L�Imperatore si schiar� la gola e replic�: �Forse il mio rispettabile congiunto crede che tutto, ora, vada secondo i suoi desideri. Niente di pi� falso. Ha violato l�Intesa, ha usato le atomiche contro��</p><p>�Ho usato le atomiche contro un ostacolo naturale del deserto� l�interruppe Paul. �Era sul mio cammino, e io avevo fretta di arrivare da voi, Maest�, per domandarvi qualche spiegazione su certe vostre strane attivit�.�</p><p>�La sterminata forza di tutte le Grandi Case sta orbitando intorno ad Arrakis, in questo momento� disse l�Imperatore. �Una sola parola da parte mia, e��</p><p>�Ah, s� conferm� Paul. �Quasi mi dimenticavo di loro.� Cerc� con gli occhi nel seguito dell�Imperatore, finch� non vide i volti dei due uomini della Gilda. Si rivolse a Gurney: �Sono quelli gli agenti della Gilda, Gurney? Quei due uomini grassi vestiti di grigio, laggi�?�</p><p>�S�, mio Signore.�</p><p>�Voi due� disse Paul, puntando il braccio verso di loro. �Uscite subito di l� e spedite un messaggio perch� quella flotta ritorni subito a casa. Poi, aspetterete la mia autorizzazione per��</p><p>�La Gilda non prende i tuoi ordini!� grid� il pi� alto dei due. Lui e il suo compagno si precipitarono verso la barriera di lance, che furono alzate a un cenno di Paul. I due uomini si avvicinarono a Paul, il pi� alto punt� un braccio verso di lui: �Qui ci sono senz�altro gli estremi per un embargo, a causa del tuo��</p><p>�Che io senta ancora questa assurdit�, da voi due� replic� Paul, �e ordiner� che sia distrutta l�intera produzione di spezia su Arrakis� per sempre!�</p><p>�Sei pazzo?� esclam� il pi� alto dei due. Fece un mezzo passo indietro.</p><p>�Cos�, ammetti che io sono in grado di farlo?� chiese Paul.</p><p>L�uomo della Gilda boccheggi�. �S�, puoi farlo� ma non devi!�</p><p>�Ahhh� fece Paul, e annu� a se stesso. �Siete tutti e due navigatori della Gilda, non � vero?�</p><p>�S�!�</p><p>Il pi� piccolo dei due prosegu�: �Anche tu saresti cieco e ci condanneresti tutti a una morte lenta. Sai tu cosa significa esser privati del liquore di spezia, quando si � intossicati?�</p><p>�L�occhio che sceglie la rotta pi� sicura chiuso per sempre� disse Paul. �La Gilda paralizzata. Gli esseri umani diverrebbero piccoli gruppi isolati, sui loro pianeti isolati. Sapete, potrei farlo per semplice ripicca� o perch� mi annoio.�</p><p>�Parliamone privatamente� si affrett� ad aggiungere il pi� alto dei due agenti della Gilda. �Sono convinto che potremo raggiungere un compromesso sod��</p><p>�Mandate quel messaggio!� esclam� Paul. �Sono stanco di discutere. Se quella flotta sopra di noi non se ne va al pi� presto, non avremo pi� bisogno di parlare.� Indic� col capo i suoi operatori radio sul fondo della Grande Sala. �Potete usare i miei apparecchi.�</p><p>�Prima dobbiamo discuterne� ribatt� l�agente pi� alto. �Non possiamo semplicemente��</p><p>�Mandate il messaggio!� url� Paul. �Chi pu� distruggere una cosa ha l�assoluto controllo su di essa! Io ho quel potere: voi stessi l�avete riconosciuto. Non siamo qui per discutere, negoziare o cercar compromessi. Ubbidite ai miei ordini, o sarete <emphasis>i primi </emphasis>a subirne le conseguenze!�</p><p>�Lo far� balbett� il pi� piccolo. E Paul vide la paura che li attanagliava.</p><p>Lentamente, i due agenti della Gilda si avvicinarono alle trasmittenti dei Fremen.</p><p>�Obbediranno?� domand� Gurney.</p><p>�La loro visione del tempo si restringe� disse Paul. �Vedono davanti a s� una parete nuda che indica le conseguenze della loro disobbedienza. Ogni navigatore della Gilda, su ogni nave, vede davanti a s� quella parete. Obbediranno.�</p><p>Paul si volt� e fiss� l�Imperatore. E disse: �Quando vi hanno permesso di salire sul trono di vostro padre, voi doveste garantire che i rifornimenti di spezia non si sarebbero mai interrotti. Voi avete tradito il vostro impegno, Maest�. Sapete le conseguenze?�</p><p>�Nessuno mi ha <emphasis>permesso </emphasis>di��</p><p>�Smettetela di recitare la parte dello stupido� grid� Paul. �La Gilda � come un villaggio sulla riva di un fiume. Hanno bisogno dell�acqua, ma possono prelevare soltanto lo stretto necessario. Non possono costruire una diga attraverso il fiume, perch� questo attirerebbe l�attenzione sul loro piccolo prelievo: alla fine, potrebbero perfino essere distrutti. Questo fiume � la spezia, e io ho costruito una diga su questo fiume. Ma la mia diga � tale che voi non potete distruggerla senza che sia distrutto anche il fiume.�</p><p>L�Imperatore si pass� una mano tra i capelli rossi e fiss� la schiena dei due uomini della Gilda.</p><p>�Perfino la Veridica Bene Gesserit sta tremando� continu� Paul. �Vi sono molti altri veleni che le Reverende Madri possono utilizzare per i loro trucchi, ma dopo che si sono servite del liquore di spezia, gli altri veleni restano senza effetto.�</p><p>La vecchia si strinse nella veste nera e si fece largo tra la folla finch� non si arrest� davanti alla barriera delle lance.</p><p>�Reverenda Madre Gaius Helen Mohiam� disse Paul, �� passato molto tempo da Caladan, non � vero?�</p><p>Lei folgor� con un�occhiata sua madre, e dichiar�: �Bene, Jessica, vedo che tuo figlio � colui che cercavamo. Per questo ti pu� essere perfino perdonata quell�abominazione che � tua figlia�.</p><p>Paul domin� la fredda collera che saliva in lui, e replic�: �Tu non hai alcun diritto, e nessuna ragione, di perdonare alcunch� a mia madre�.</p><p>La vecchia affront� il suo sguardo.</p><p>�Prova i tuoi trucchi con me, vecchia strega� la rimbecc� Paul. �Dov�� il tuo gom jabbar? Cerca di penetrare col tuo sguardo l� dove non osi guardare. L� ci sar� io, a guardarti!�</p><p>La vecchia abbass� gli occhi.</p><p>�Non hai niente da dire?� domand� Paul.</p><p>�Ti ho dato il benvenuto tra gli esseri umani� mormor� lei. �Non scherzare su questo.�</p><p>Paul alz� la voce: �Osservatela bene, amici miei! Questa � una Reverenda Madre Bene Gesserit, il pi� paziente degli esseri al servizio della pi� paziente delle cause! Essa ha atteso con le sue sorelle per novanta generazioni che si producesse la giusta combinazione genetica e ambientale da cui doveva nascere colui che i loro piani esigevano. Osservatela, amici miei! Ora, lei sa che le novanta generazioni hanno prodotto quella persona. Eccomi, <emphasis>ma io� non� obbedir� mai� ai� suoi� ordini</emphasis>!<emphasis>�</emphasis>�</p><p>�Jessica!� url� la vecchia. �Fallo tacere!�</p><p>�Fallo tacere tu� disse Jessica.</p><p>Paul guard� con disprezzo la vecchia: �Per la parte che hai avuto in tutto questo, potrei farti strangolare con gioia� dichiar�. �Non potresti impedirmelo!� continu�, mentre lei s�irrigidiva per il furore. �Ma credo che la miglior punizione sia quella di farti vivere fino alla fine dei tuoi giorni senza che tu sia capace di toccarmi, o di piegarmi a uno solo dei tuoi voleri��</p><p>�Jessica, che cosa hai fatto?� esclam� la vecchia.</p><p>�Questo soltanto vi concedo� disse Paul. �Voi avete visto, in parte, quali erano i bisogni della razza, ma quanto povera e limitata � la vostra visione! Voi credete di controllare l�evoluzione umana con qualche accoppiamento diretto secondo i vostri piani! Quanto poco, in realt�, ne capite��</p><p>�Non devi parlare di queste cose!� sibil� la vecchia.</p><p>�Silenzio!� rugg� Paul. E questa parola sembr� acquistare sostanza mentre si contorceva nell�aria sotto il controllo di Paul.</p><p>La vecchia indietreggi� barcollando tra le braccia di coloro che si trovavano alle sue spalle, mortalmente pallida per questo attacco che Paul le aveva sferrato alla psiche. �Jessica� bisbigli�, �Jessica.�</p><p>�Io ricordo il tuo gom jabbar� disse Paul. �Tu ricorda il mio. Posso ucciderti con una sola parola.�</p><p>I Fremen, tutto intorno alla Grande Sala, si lanciarono occhiate d�intesa. La leggenda non diceva forse: �<emphasis>E la sua parola porter� la morte eterna a chi si oppone alla sua giustizia?</emphasis>�</p><p>Paul fiss� nuovamente la Principessa Reale, immobile accanto a suo padre, l�Imperatore. Disse, senza lasciarla con gli occhi: �Maest�, conosciamo entrambi la via d�uscita alle nostre difficolt�.</p><p>L�Imperatore guard� sua figlia e poi Paul: �Come osi? Tu? Un avventuriero senza famiglia, un��</p><p>�Smettetela con questa commedia� l�interruppe Paul. �Voi stesso mi avete riconosciuto come Reale Congiunto. Sono le vostre precise parole.�</p><p>�Io sono il tuo re� disse l�Imperatore.</p><p>Paul guard� gli uomini della Gilda, accanto alla trasmittente. Uno dei due annu�.</p><p>�Potrei forzarvi la mano� fece Paul.</p><p>�Non oserai!� grid� l�Imperatore.</p><p>Paul si limit� a fissarlo.</p><p>La Principessa Reale mise una mano sul braccio di suo padre. �Padre� disse, e la sua voce era dolce e suadente.</p><p>�Non usare i tuoi trucchi su di me� replic� bruscamente l�Imperatore. La guard�. �Non devi farlo, figlia mia. Abbiamo altre risorse che��</p><p>�Ma qui c�� un uomo che � degno di essere tuo figlio� disse lei.</p><p>La Reverenda Madre, che aveva ritrovato la sua dignit�, si fece largo verso l�Imperatore e bisbigli� qualcosa al suo orecchio.</p><p>�Sta patrocinando la tua causa� disse Jessica.</p><p>Paul continu� a fissare la bionda Principessa. Bisbigli� a sua madre: �Quella � Irulan, la primogenita, non � vero?�</p><p>�S�.�</p><p>Chani si avvicin� a Paul, sull�altro lato, e gli disse: �Vuoi che io me ne vada, Muad�Dib?�</p><p>Paul la fiss�: �Andartene? Tu non lascerai mai pi� il mio fianco�.</p><p>�Non c�� pi� nulla, fra noi, che ci leghi� disse Chani.</p><p>Paul continu� a guardarla, in silenzio, poi aggiunse: �Usa sempre il linguaggio della verit�, con me, Sihaya�. Chani fece per rispondere, ma Paul le appoggi� un dito sulle labbra: �Quello che ci lega non potr� mai esser sciolto� disse. �Ora, osserva attentamente ci� che accadr� qui, poich� desidero rivedere questa sala pi� tardi, agli occhi della tua saggezza.�</p><p>L�Imperatore e la sua Veridica discutevano a bassa voce, animatamente.</p><p>Paul si rivolse a sua madre: �Lei gli sta ricordando che, in base al loro accordo, una Bene Gesserit dovr� salire al trono, ed � appunto Irulan che � stata preparata�.</p><p>�Era il loro piano?� chiese Jessica.</p><p>�Non � forse ovvio?� replic� Paul.</p><p>�Ne vedo i segni� disse bruscamente Jessica. �La mia domanda voleva soltanto ricordarti che non dovresti cercare d�insegnarmi quello che ti ho inculcato io stessa.�</p><p>Paul la guard� e colse un gelido sorriso sulle sue labbra.</p><p>Gurney Halleck si curv� tra loro e bisbigli�: �Ti ricordo, mio Signore, che c�� un Harkonnen in quel mucchio di bastardi�. Accenn� con la testa a Feyd-Rautha, schiacciato sulla sinistra contro la barriera di lance. �Quello. Ha il volto pi� malvagio di quanti ne abbia mai visti. Tu mi avevi promesso una volta che��</p><p>�Ti ringrazio, Gurney� disse Paul.</p><p>�� il na-Barone� anzi, il Barone, adesso che il vecchio � morto� fece Gurney. �Andr� benissimo per quello che ho in��</p><p>�Puoi vincerlo, Gurney?�</p><p>�Il mio Signore si burla di me?�</p><p>�Quella discussione fra l�Imperatore e la sua strega � andata avanti abbastanza, non credi, Madre mia?�</p><p>Jessica annu�: �Davvero�.</p><p>Paul alz� la voce: �Maest�, c�� forse un Harkonnen tra voi?�</p><p>Il modo in cui l�Imperatore alz� gli occhi su Paul rivel� tutto il suo sdegno: �Credevo che il mio seguito si trovasse sotto la protezione della tua parola di Duca�.</p><p>�La mia era soltanto la richiesta di una informazione� precis� Paul. �Volevo soltanto sapere se un Harkonnen fa ufficialmente parte del vostro seguito, o se vi si � nascosto per vigliaccheria.�</p><p>L�Imperatore ebbe un sorriso astuto: �Chiunque sia stato accolto tra la mia gente fa parte del mio seguito�.</p><p>�Voi avete la parola del Duca� dichiar� Paul. �Ma Muad�Dib � un�altra cosa. <emphasis>Lui </emphasis>potrebbe non accettare la sua definizione di ci� che � un seguito. Il mio amico Gurney Halleck vuole uccidere un Harkonnen. Se lui��</p><p>�Kanly!� url� Feyd-Rautha, schiacciandosi contro la barriera di lance. �Tuo padre ha invocato questa vendetta, Atreides. Tu mi dai del vigliacco mentre ti nascondi tra le tue donne e offri un lacch� al tuo posto!�</p><p>La Veridica bisbigli� qualcosa, precipitosamente, all�Imperatore, ma lui la respinse e grid�: �Kanly, vero? Vi sono regole molto precise per il kanly�.</p><p>�Paul, metti fine a tutto questo� disse Jessica.</p><p>�Mio Signore� riprese Gurney, affannosamente, �mi avevi promesso che avrei avuto la mia giornata davanti a un Harkonnen.�</p><p>�L�hai gi� avuta� fece Paul, e sent� le emozioni rifluire da lui, lasciandolo simile a un fantoccio. Si sfil� il mantello e il cappuccio e li porse a sua madre insieme con la sciarpa e il cryss, e cominci� a slacciarsi la tuta distillante. L�intero universo si concentrava in quell�istante, lo sent�.</p><p>�Paul, � inutile� disse Jessica. �Ci sono altri modi, pi� facili.�</p><p>Si liber� della tuta, sfil� il cryss dal fodero tra le mani di sua madre. �Lo so� afferm�. �Veleno e assassinio. Tutto secondo la tradizione.�</p><p>�Tu mi hai promesso un Harkonnen!� sibil� Gurney, e Paul vide la rabbia sul volto dell�uomo, la linea scura della liana indelebilis sul suo viso. �Me lo devi, mio Signore!�</p><p>�Hai forse sofferto, da loro, pi� di quanto ho sofferto io?� chiese Paul.</p><p>�Mia sorella� esclam� Gurney con voce rauca, �e gli anni che ho passato nel pozzo degli schiavi��</p><p>�Mio padre� replic� Paul, �i miei amici e compagni, Thufir Hawat e Duncan Idaho. Gli anni trascorsi come un animale braccato, senza pi� rango o seguaci� E una cosa ancora: il kanly, e tu sai meglio di me quali sono le regole.�</p><p>Le spalle di Halleck si afflosciarono: �Mio Signore, se quel porco� Non � niente pi� che una bestia schifosa. Tu potresti soltanto schiacciarlo col piede e gettar via la tua calzatura perch� � contaminata. Chiama un boia, se proprio � necessario, o lascia che sia io a farlo, ma non offrire te stesso per��</p><p>�Muad�Dib non ha alcun bisogno di far questo� disse Chani.</p><p>Lui la guard� e lesse la paura nei suoi occhi: �Ma il Duca Paul deve� dichiar�.</p><p>�� soltanto una bestia Harkonnen!� ringhi� Gurney.</p><p>Paul esit�. Era sul punto di rivelare la sua stessa discendenza Harkonnen, ma ne fu impedito da un�occhiata tagliente di sua madre, e disse semplicemente: �Ma questo essere ha una forma umana, Gurney, e deve beneficiare del dubbio umano�.</p><p>Gurney insistette: �Se soltanto��</p><p>�Per favore, fatti da parte� disse Paul. Soppes� il cryss e spinse via, gentilmente, Gurney.</p><p>�Gurney!� esclam� Jessica. Gli sfior� il braccio: �� come suo nonno. Non distrarlo. � la sola cosa che tu possa fare per lui, ora�. E pens�: <emphasis>Grande Madre! Quale ironia!</emphasis></p><p>L�Imperatore studi� Feyd-Rautha, notando le spalle rigonfie e i grossi muscoli. Si volt� a osservare Paul: un giovane sottile come una corda di frusta, non cos� asciutto come i nativi di Arrakis, ma gli si potevano contare le costole, e i fianchi erano cos� scavati che l�incresparsi e il tendersi dei muscoli era perfettamente visibile sotto la sua pelle tesa.</p><p>Jessica si pieg� verso Paul e mormor� per lui solo: �Un�ultima cosa, Figlio mio. A volte, la gente pericolosa � preparata dalle Bene Gesserit. Una parola � impressa nei pi� profondi recessi della sua mente, secondo l�antica tecnica della sofferenza e del piacere. La parola usata pi� frequentemente � �Uroshnor�. Se costui � stato preparato, e sono convinta che lo sia, quella parola pronunciata al suo orecchio far� afflosciare i suoi muscoli, e��</p><p>�Non ho bisogno di alcun vantaggio speciale, Madre� disse Paul. �Per favore, fatti da parte.�</p><p>�Perch� fa questo?� domand� Gurney a Jessica. �Vuoi farsi uccidere e diventare un martire? Tutte quelle ciance religiose dei Fremen gli hanno oscurato il cervello?�</p><p>Jessica nascose il viso tra le mani, rendendosi conto all�improvviso di non sapere perch� Paul agiva cos�. Poteva avvertire la presenza della morte nella stanza, e sapeva che questo Paul, cos� nuovo e diverso, era davvero capace di quello che Gurney aveva suggerito. E concentr� tutti i suoi talenti sul desiderio che provava di difendere suo figlio, ma non c�era niente che potesse fare.</p><p>�Sono quelle ciance religiose� ripet� Gurney.</p><p>�Zitto!� bisbigli� Jessica. �E prega.�</p><p>Improvvisamente un sorriso comparve sul volto dell�Imperatore: �Se Feyd-Rautha Harkonnen� del mio seguito� cos� desidera� disse, �io lo libero da qualsiasi impegno. Che agisca secondo la sua volont�.� Accenn� con la mano alle guardie Fedaykin di Paul: �Uno dei vostri pezzenti ha la mia cintura e il mio pugnale. Se Feyd-Rautha lo desidera, pu� scendere in campo con la mia lama�.</p><p>�Lo desidero� dichiar� Feyd-Rautha, e Paul lesse l�esaltazione sul suo viso.</p><p><emphasis>� troppo fiducioso, </emphasis>pens�. <emphasis>� un vantaggio naturale che posso accettare.</emphasis></p><p>�Portate il pugnale dell�Imperatore� ordin� Paul. Il suo ordine fu prontamente eseguito. �Mettetelo qui, sul pavimento.� E indic� il punto col piede.</p><p>�Che la feccia imperiale si ammucchi contro il muro e l�Harkonnen resti solo.�</p><p>Un fruscio di vesti, piedi strascicati, ordini sibilati sottovoce e voci di protesta si levarono mentre l�ordine di Paul veniva eseguito. Gli uomini della Gilda, accanto alla trasmittente, fissarono Paul, perplessi.</p><p><emphasis>Sono abituati a vedere il futuro, </emphasis>pens� Paul. <emphasis>In questo luogo e in questo tempo sono ciechi� ciechi quanto lo sono io. </emphasis>E tent� un�ultima volta di sondare il futuro, l�incrociarsi dei venti, il cuore della tempesta che si concentrava in quel luogo, in quel preciso istante. Ma anche i pi� sottili spiragli del futuro gli erano oscuri, adesso. Qui c�era il jihad non ancora nato, lui lo sapeva. Qui c�era la coscienza razziale che lui aveva gi� sperimentato, col suo terribile scopo. C�erano ragioni a sufficienza per uno Kwisatz Haderach o un Lisan al-Gaib, perfino per le incerte, claudicanti intenzioni del Bene Gesserit. La razza umana aveva preso coscienza della sua stagnazione, del suo malsano ripiegarsi su se stessa, e ora vedeva un�unica via di scampo: il turbine che avrebbe mescolato i geni, dal quale sarebbero sopravvissute soltanto le combinazioni pi� forti. In quell�istante tutti gli uomini formavano un unico organismo incosciente in preda a un istinto capace di travolgere qualsiasi barriera.</p><p>E Paul comprese la futilit� dei suoi sforzi per modificare anche il frammento pi� impercettibile di ci� che accadeva. Aveva pensato di potersi opporre da solo al jihad, ma il jihad vi sarebbe stato, comunque. Le sue legioni si sarebbero scagliate con furia fuori di Arrakis anche senza di lui. Avevano soltanto bisogno di una leggenda, e lui era gi� una leggenda. Aveva mostrato la strada, aveva dato ad essi il potere, perfino sulla Gilda, che aveva bisogno della spezia per sopravvivere.</p><p>Lo afferr� una sensazione di fallimento, poi vide che Feyd-Rautha Harkonnen si era sbarazzato dell�uniforme strappata ed era rimasto soltanto con una semplice maglia metallica da combattimento.</p><p><emphasis>Questo � il culmine, </emphasis>pens� Paul. <emphasis>A partire da qui, il futuro si aprir� e le nuvole si dissolveranno per irradiare una luce gloriosa. Se io dovessi morire, qui, diranno che ho sacrificato la mia vita perch� il mio spirito possa guidarli. E se vivr� diranno che nulla pu� opporsi a Muad�Dib.</emphasis></p><p>�L�Atreides � pronto?� domand� Feyd-Rautha, secondo l�antico rituale kanly.</p><p>Paul scelse di rispondergli secondo la tradizione Fremen: �Possa il tuo coltello scheggiarsi e spezzarsi!� Punt� il dito verso il pugnale dell�Imperatore, sul pavimento, indicando che Feyd-Rautha poteva avanzale e prenderlo.</p><p>Senza mai lasciarlo con gli occhi, Feyd-Rautha venne avanti, afferr� l�arnia e la bilanci� fra le dita per saggiarne il contatto. L�eccitazione saliva in lui. Questo era il combattimento che aveva sempre sognato, da uomo a uomo, abilit� contro abilit�, senza nessuno scudo interposto. Questo combattimento gli avrebbe aperto la via al potere, poich� l�Imperatore avrebbe sicuramente premiato chiunque avesse ucciso questo fastidioso Duca. Poteva darsi, perfino, che l�Imperatore concedesse in premio quella sua figlia altezzosa e una parte del trono. E questo duca bandito, questo avventuriero, non avrebbe certo tenuto testa a un Harkonnen, addestrato ad ogni astuzia, ad ogni perfidia da mille combattimenti nell�arena. Questo cialtrone ignorava che avrebbe dovuto affrontare molte pi� armi di un semplice coltello.</p><p><emphasis>Vedremo se sai resistere al veleno! </emphasis>pens� Feyd-Rautha. Salut� Paul col pugnale dell�Imperatore e disse: �Preparati a incontrare la morte, pazzo!�</p><p>�Allora, combattiamo, cugino?� chiese Paul. Avanz� con passo felino, gli occhi puntati sulla lama davanti a lui, il corpo rannicchiato, il cryss bianco latteo puntato in fuori, come un�estensione del suo braccio.</p><p>Girarono l�uno intorno all�altro, i piedi nudi che stridevano, a volte, sul pavimento, pronti a gettarsi sul minimo spiraglio.</p><p>�Come danzi bene� disse Feyd-Rautha.</p><p><emphasis>Parla, </emphasis>pens� Paul. <emphasis>Un�altra debolezza. Il silenzio lo rende inquieto.</emphasis></p><p>�Hai ricevuto l�assoluzione?� domand� Feyd-Rautha.</p><p>Paul girava ancora in silenzio.</p><p>In prima fila tra la folla la vecchia Reverenda Madre tremava. Il giovane Atreides aveva chiamato �cugino� l�Harkonnen. Questo significava una sola cosa: lui sapeva la loro comune ascendenza, e questo era facile a capirsi poich� era lo Kwisatz Haderach. Ma questa semplice parola pronunciata da Paul l�obblig� a concentrarsi sull�unica cosa che importava, per lei.</p><p>Ci� che avveniva qui, poteva rivelarsi la peggiore catastrofe per il piano di selezione del Bene Gesserit.</p><p>Lei aveva intravisto qualcosa di ci� che Paul aveva capito, che Feyd-Rautha poteva ucciderlo, ma senza uscirne, per questo, vittorioso. Un altro pensiero, tuttavia, quasi sommerse il suo spirito. L�, davanti a lei, i due prodotti finali del lungo e faticoso programma si affrontavano in un combattimento mortale. Se entrambi fossero morti in quel luogo, sarebbe rimasta soltanto la figlia bastarda di Feyd-Rautha, ancora una bambina, un fattore sconosciuto, e Alia, l�abominazione.</p><p>�Forse avete soltanto dei riti pagani, qui� disse ancora Feyd-Rautha. �Vuoi che la Veridica prepari il tuo spirito per il grande viaggio?�</p><p>Paul sorrise, girando verso destra, vigile, i suoi cupi pensieri cancellati dagli imperativi di quell�istante.</p><p>Feyd-Rautha balz�, fintando con la destra, ma facendo balzare il coltello nella sinistra.</p><p>Paul lo schiv� facilmente, notando nel colpo vibrato da Feyd-Rautha l�esitazione del combattente abituato allo scudo. Tuttavia, fu soltanto una lieve esitazione; Feyd-Rautha aveva gi� combattuto altre volte con avversali privi di scudo.</p><p>�Forse un Atreides corre invece di combattere?� chiese Feyd-Rautha, beffardo.</p><p>Paul ricominci� a girare silenziosamente in tondo. Gli tornarono alla memoria le parole di Idaho, il duro addestramento di tanto tempo fa su Caladan: �<emphasis>Nei primi istanti, studia l�avversario. Perdi cos� la possibilit� di una rapida vittoria, ma questi attimi di studio sono una garanzia di successo. Prendi il tuo tempo</emphasis>�<emphasis>.</emphasis></p><p>�Forse pensi di prolungare la tua vita con questa danza?� disse Feyd-Rautha. �Benissimo.� Cess� di girare e si raddrizz�.</p><p>Paul aveva visto abbastanza per una prima valutazione. Feyd-Rautha avanzava a sinistra offrendo all�avversario il fianco destro, come se la cotta di maglia fosse una protezione sufficiente. Era l�azione di un uomo addestrato all�uso dello scudo, e che avesse un pugnale in ambedue le mani.</p><p><emphasis>Oppure� </emphasis>Paul esit� oppure la cotta di maglia era qualcosa di pi� di quello che sembrava.</p><p>L�Harkonnen sembrava troppo fiducioso nei confronti di un uomo che in quello stesso giorno aveva condotto le sue forze alla vittoria contro le legioni dei Sardaukar.</p><p>Feyd-Rautha not� l�esitazione, e disse: �Perch� ritardi l�inevitabile? Tu m�impedisci di esercitare i miei diritti su questo mondo di pezzenti�.</p><p><emphasis>Un ago, </emphasis>pens� Paul. <emphasis>Molto ben nascosto. Nessuna traccia sul corsetto.</emphasis></p><p>�Perch� non parli?� chiese Feyd-Rautha.</p><p>Paul ricominci� i suoi giri di sondaggio, lasciando che un gelido sorriso fosse la sua unica risposta all�inquietudine che aveva colto nella voce di Feyd-Rautha, il che provava come il silenzio facesse il suo effetto.</p><p>�Sorridi, eh?� E Feyd-Rautha fece un balzo a met� della frase.</p><p>Paul si aspettava una lieve esitazione, e quasi non riusc� a deviare l�improvviso fendente. Sent� la punta che gli scalfiva il braccio sinistro. Respinse dalla sua mente l�improvviso dolore e cap� che l�esitazione di prima era un trucco, una controfinta. Era un avversario superiore a quanto si era aspettato. Ci sarebbero state finte nelle finte nelle finte.</p><p>�Il tuo Thufir Hawat � all�origine della mia destrezza� disse Feyd-Rautha. �Mi ha dato il mio primo sangue. Tanto peggio per lui, se quel vecchio stupido non � vissuto abbastanza per vederlo.�</p><p>E Paul ricord� che una volta Idaho aveva detto: �<emphasis>In combattimento, aspettati soltanto quello che accade. In questo modo, non sarai mai sorpreso</emphasis>�<emphasis>.</emphasis></p><p>Di nuovo essi girarono l�uno intorno all�altro, attenti, i muscoli pronti a scattare.</p><p>Paul guard� il viso del suo avversario, vide che nuovamente l�esaltazione s�impadroniva di lui, e si chiese perch�. Feyd-Rautha attribuiva dunque tanta importanza a un graffio? A meno che la lama non fosse avvelenata! Ma com�era possibile? I suoi stessi uomini avevano avuto la lama tra le mani e l�avevano controllata prima di restituirla. Avevano troppa esperienza per non individuare un veleno.</p><p>�Quella donna alla quale parlavi� disse Feyd-Rautha. �La pi� piccola. � forse qualcosa di speciale per te? Il tuo cucciolo favorito? Devo riservarle delle attenzioni speciali?�</p><p>Paul tacque. I suoi sensi interiori stavano esaminando il sangue che gocciolava dalla ferita, e vi scoprirono una traccia di sonnifero. Paul modific� il suo metabolismo per respingere la minaccia: alter� le molecole del sonnifero. Ma un dubbio lo colse. Avevano impregnato la lama con un sonnifero. Un sonnifero che poteva ingannare il rivelatore di veleni, ma che era abbastanza potente, tuttavia, da paralizzare i suoi muscoli. I suoi nemici avevano i loro trucchi, finte nelle finte nelle finte.</p><p>Ancora una volta Feyd-Rautha balz� vibrando un colpo.</p><p>Paul, il sorriso congelato sul volto, finse di muoversi lentamente come inibito dalla droga, e all�ultimo istante schiv�, conficcando la punta del cryss nel braccio che calava su di lui.</p><p>Feyd-Rautha schiv� in parte il colpo balzando di lato e ritirandosi, facendo saltare il coltello nella mano sinistra. Impallid�: la ferita bruciava.</p><p><emphasis>Che viva anche lui il suo istante di dubbio, </emphasis>pens� Paul. <emphasis>Che sospetti pure il veleno.</emphasis></p><p>�Tradimento!� grid� Feyd-Rautha. �Mi ha avvelenato! Sento il veleno nel mio braccio!�</p><p>E Paul parl� per la prima volta: �� soltanto un po� acido, per rispondere al sonnifero sulla lama dell�Imperatore�.</p><p>Feyd-Rautha, fulminandolo con lo sguardo, alz� il coltello nella mano sinistra in una sorta di saluto beffardo.</p><p>Anche Paul pass� il cryss nella mano sinistra e ricominci� a girare, in silenzio, intorno al suo avversario.</p><p>Feyd-Rautha si avvicin� lentamente, brandendo in alto la lama dell�Imperatore. La collera si leggeva nei suoi occhi semichiusi e nella mascella prominente. Fint� a destra e in basso, e si trovarono l�uno addosso all�altro, le lame incrociate, in un affannoso corpo a corpo.</p><p>Paul fece ruotare il suo avversario. Diffidava del suo fianco destro, dove sospettava ci fosse un ago avvelenato. Nel preciso istante in cui l�ago scatt�, fu quasi colto di sorpresa. Ne fu avvertito da un movimento di Feyd-Rautha, da un cedimento impercettibile dei suoi muscoli, e l�ago lo manc� per una frazione di millimetro.</p><p><emphasis>Era sul fianco sinistro!</emphasis></p><p><emphasis>Un trucco nel trucco, </emphasis>pens� Paul. Us� l�addestramento Bene Gesserit per curvarsi di scatto e approfittare del riflesso istintivo di Feyd-Rautha, ma, nel tentativo di sfuggire all�ago avvelenato, incespic� e cadde con un tonfo sul pavimento, e Feyd-Rautha si precipit� su di lui.</p><p>�Lo vedi, no?, sul mio fianco?� mormor� Feyd-Rautha. �� la tua morte, pazzo.� E cominci� a contorcersi, avvicinando la punta dell�ago a Paul. �Paralizzer� i tuoi muscoli e il mio coltello ti finir�. E non rester� alcuna traccia!�</p><p>Paul lott� con tutti i suoi muscoli, mentre dal fondo della sua mente s�innalzavano le grida silenziose dei suoi antenati, esigendo che lui pronunciasse la parola segreta, per bloccare Feyd-Rautha e salvare se stesso.</p><p>�No, non la dir�!� ansim� Paul.</p><p>Feyd-Rautha lo fiss�, con un�impercettibile esitazione. E bast� a Paul per cogliere il punto debole nell�equilibrio del suo avversario. Colp� una gamba e lo fece crollare. Ora le posizioni erano invertite: Feyd-Rautha giaceva sotto di lui, il fianco destro in alto, incapace di muoversi perch� l�ago, sul fianco sinistro, si era conficcato nel pavimento.</p><p>Paul liber� la mano sinistra: il suo gesto fu reso pi� facile dal sangue che continuava a gocciolare dalla ferita. Poi vibr� un violento colpo sotto la mascella di Feyd-Rautha: la punta del cryss si apr� un cammino fino al cervello. Feyd-Rautha sussult� e si afflosci� al suolo, trattenuto ancora sul fianco dall�ago piantato a terra.</p><p>Respirando a fondo per ritrovare la calma, Paul scivol� su un lato e si raddrizz�. Rest� in piedi accanto al corpo, impugnando ancora il coltello, e alz� gli occhi con deliberata lentezza verso l�Imperatore.</p><p>�Maest� disse Paul. �Le vostre forze si sono ridotte di un�altra unit�. La smetteremo adesso di tergiversare? Discuteremo di ci� che va fatto? Parleremo del mio matrimonio con vostra figlia e del trono che spetta agli Atreides?</p><p>L�Imperatore si volt� e fiss� il Conte Fenring. Il Conte incontr� il suo sguardo: un lampo, tra i suoi occhi grigi e gli occhi verdi dell�altro. Ogni parola era inutile, si conoscevano da tanto tempo che gli occhi parlavano per loro.</p><p><emphasis>Uccidilo per me, </emphasis>diceva l�Imperatore. <emphasis>Questo Atreides � giovane e forte, s� ma � anche stanco, e non riuscirebbe comunque a tenerti testa. Sfidalo� tu sai come. Uccidilo.</emphasis></p><p>Lentamente Fenring scosse la testa. I suoi occhi fissarono Paul.</p><p>�Presto!� rugg� l�Imperatore.</p><p>Il Conte fiss� Paul, come Lady Margot gli aveva insegnato, nella Via Bene Gesserit, consapevole del mistero e della grandezza nascosti in questo giovane Atreides.</p><p><emphasis>Potrei ucciderlo, </emphasis>pens� Fenring, e sapeva che questo era vero.</p><p>Qualcosa nelle segrete profondit� della sua mente trattenne il Conte. Ebbe una visione rapida e inadeguata della sua superiorit� su Paul, per mezzo del lato segreto della sua persona, delle sue motivazioni furtive al punto che nessuno le poteva penetrare.</p><p>E Paul, grazie al nodo ribollente del tempo, riusc� in parte a capirlo, e finalmente si spieg� perch� non avesse mai visto Fenring nella trama degli infiniti futuri rivelati dalla sua prescienza. Fenring era uno di Coloro che Sarebbero Potuti Essere, uno Kwisatz Haderach potenziale che un�unica, impercettibile macchia nello schema genetico aveva respinto; un eunuco dai talenti furtivi, segreti. Prov� allora una profonda compassione per il Conte Fenring, il primo, vero sentimento di fraternit� che avesse mai conosciuto.</p><p>Fenring si accorse della sua emozione, la cap� e disse: �Maest�, mi rifiuto�.</p><p>Il furore travolse Shaddam IV. Si fece largo tra il suo seguito e cal� un manrovescio sul viso di Fenring.</p><p>Fenring divent� paonazzo. Alz� gli occhi, fiss� l�Imperatore e disse, con calma deliberata: �Siamo stati amici, Maest�. Quello che io faccio, ora, voi lo dovete soltanto alla nostra amicizia. Dimenticher� il vostro gesto�.</p><p>Paul si schiar� la gola: �Stavamo parlando del trono, Maest�.</p><p>L�Imperatore si gir� di scatto, lo sguardo fiammeggiante d�odio: �Io sono sul trono!� abbai�.</p><p>�Voi ne avrete un altro su Salusa Secundus� disse Paul.</p><p>�Ho deposto le armi e sono venuto qui sulla tua parola d�onore!� grid� l�Imperatore. �Tu osi minacciarmi��</p><p>�Voi siete al sicuro in mia presenza� dichiar� Paul. �Un Atreides l�ha garantito. Muad�Dib, tuttavia, vi condanna al vostro pianeta prigione. Ma non abbiate timore, Maest�: user� tutti i poteri di cui dispongo perch� il vostro mondo sia meno rude. Lo trasformer� in un pianeta giardino pieno di cose belle.�</p><p>L�Imperatore colse il significato nascosto delle parole di Paul, e replic� con voce stridula: �Ora capisco i tuoi veri motivi�.</p><p>�Proprio cos� conferm� Paul.</p><p>�E Arrakis?� chiese l�Imperatore. �Un altro pianeta giardino pieno di cose belle?�</p><p>�I Fremen hanno la parola di Muad�Dib� disse Paul. �Sotto il cielo di questo mondo l�acqua scorrer� liberamente, e vi saranno oasi verdeggianti piene di delizie. Ma dobbiamo pensare anche alla spezia. Cos� vi sar� sempre il deserto su Arrakis� e venti selvaggi, e prove per indurire l�uomo. Noi Fremen abbiamo un detto: <emphasis>Dio cre� Arrakis per temprare il fedele. </emphasis>Non si pu� andare contro la parola di Dio.�</p><p>La Reverenda Madre Gaius Helen Mohiam aveva colto il significato nascosto nelle parole di Paul. Aveva intravisto il jihad, e disse: �Non puoi scatenare questa gente sull�universo!�</p><p>�Rimpiangerete i modi gentili dei Sardaukar!� ribatt� Paul.</p><p>�Non puoi��</p><p>�Tu sei una Veridica� disse Paul. �Valuta dunque le tue parole.� Fiss� la Principessa Reale, e poi l�Imperatore. �Meglio sbrigarsi, Maest�.�</p><p>L�Imperatore, impietrito, guard� sua figlia. Lei gli accarezz� il braccio e lo ammansi: �Sono stata educata per questo, Padre.�</p><p>Lui respir� profondamente.</p><p>�Non potete impedirlo� mormor� la Reverenda Madre.</p><p>L�Imperatore si raddrizz�, ritrovando una parvenza di dignit�: �Chi negozier� per te, Congiunto?�</p><p>Paul si volt�, vide sua madre, gli occhi quasi completamente chiusi per la stanchezza, accanto a Chani, tra i Fedaykin. Si avvicin� e si ferm� davanti a Chani.</p><p>�So le tue ragioni� disse Chani. �Se dev�essere cos� Usul.�</p><p>Paul, nell�udire le lagrime nascoste nella sua voce, le sfior� la guancia. �La mia Sihaya non avr� nulla da temere, mai� bisbigli�. Lasci� ricadere il braccio e guard� la madre: �Negozierai per me, Madre, con Chani al tuo fianco. Lei � saggia e ha occhi acuti. E si dice, giustamente, che nessuno sia pi� duro, in affari, di un Fremen. Lei guarder� attraverso gli occhi del suo amore per me, pensando alle necessit� dei figli che verranno. Ascoltala�.</p><p>Jessica, indovinando il freddo calcolo che si nascondeva dietro le parole del figlio, rabbrivid�. �Quali sono le tue istruzioni?� domand�.</p><p>�Esigo, in dote, la totalit� degli interessi dell�Imperatore nella CHOAM.�</p><p>�La totalit�?� Jessica rimase senza parole.</p><p>�Dev�essere interamente spogliato. Voglio una contea e un direttorato nella CHOAM per Gurney Halleck, e, sempre per lui, il feudo di Caladan. Vi dovranno esser titoli e poteri per tutti i sopravvissuti fra gli Atreides, fino al pi� umile dei soldati.�</p><p>�E per i Fremen?� domand� Jessica.</p><p>�I Fremen sono affar mio� dichiar� Paul. �Quello che riceveranno, sar� dato da Muad�Dib. E, per prima cosa, Stilgar sar� Governatore di Arrakis. Ma per questo c�� tempo.�</p><p>�E per me?� chiese Jessica.</p><p>�C�� qualcosa che tu desideri?�</p><p>�Forse Caladan� disse lei, guardando Gurney. �Ma non ne sono sicura. Io sono diventata troppo simile ai Fremen� Sono una Reverenda Madre. Ho bisogno di un periodo di pace e tranquillit�, per riflettere.�</p><p>�Questo l�avrai� replic� Paul. �E qualsiasi altra cosa che Gurney ed io possiamo darti.�</p><p>Jessica annu�, e all�improvviso si sent� vecchia e stanca. Guard� Chani: �E per la concubina reale?�</p><p>�Nessun titolo per me� disse Chani. �Niente. Ti supplico.�</p><p>Paul incontr� il suo sguardo, e la rivide all�improvviso col piccolo Leto tra le braccia: il figlio che aveva incontrato la morte in tutta questa violenza. �Ti giuro� bisbigli�, �che non avrai bisogno di alcun titolo. Quella donna laggi� sar� mia moglie, e tu soltanto una concubina, poich� questo � un affare politico, e noi dobbiamo concludere la pace e allearci alle Grandi Case del Landsraad. Le formalit� vanno rispettate. Tuttavia, quella principessa avr� da me solo il nome. Nessun figlio, nessuna carezza, uno sguardo, un solo istante di desiderio.�</p><p>�Cos� tu dici adesso� mormor� Chani, e guard� la bionda principessa sull�altro lato della sala.</p><p>�Conosci cos� poco mio figlio?� bisbigli� Jessica. �Guarda quella principessa, laggi�, cos� altera e sicura di s�. Dicono che nutra velleit� letterarie. Speriamo che esse possano riempire la sua esistenza, perch� avr� ben poco altrimenti.� Un�amara risata le sfugg�. �Pensaci, Chani: quella principessa avr� il nome, e tuttavia sar� meno di una concubina� non avr� mai un momento di tenerezza dall�uomo cui sar� unita. Mentre noi, Chani, noi che portiamo il nome di concubine� la storia ci chiamer� spose.�</p></section></section><section><title><p>APPENDICI</p></title><section><title><p>Appendice 1</p><p><emphasis>Ecologia di Dune</emphasis></p></title><epigraph><p>Al di l� di un punto critico, i gradi di libert�, in uno spazio finito, diminuiscono con l�aumento del numero. Questo risulta valido sia per gli uomini nello spazio finito di un ecosistema planetario, sia per le molecole di gas in un contenitore chiuso. L�uomo si chiede, non quanti.</p><text-author>Pardot Kynes, �primo Planetologo di Arrakis�</text-author></epigraph><empty-line/><p>Al nuovo venuto, Arrakis fa l�effetto di una terra sterile, opprimente. Lo straniero ha l�impressione che nulla possa sopravvivere o crescere all�aperto, e che si tratti della vera terra desolata: quella che mai � stata fertile e mai lo sar�.</p><p>Pardot Kynes, invece, vedeva il pianeta semplicemente come una macchina: una macchina tenuta in moto dal sole. Occorreva solo ristrutturarlo, renderlo adatto agli esseri umani. Nella sua mente balen� l�immagine di una popolazione umana in continuo movimento: i Fremen. Che idea affascinante! Che strumento perfetto! I Fremen, una forza ecologica e geologica dal potenziale illimitato.</p><p>Sotto molti aspetti, Pardot Kynes era anche un uomo semplice, diretto. Occorreva scavalcare le restrizioni della nostra posizione legata agli Harkonnen? Benissimo: sposiamo una donna Fremen. E quando ci d� un figlio, cominciamo con lui, con Liet-Kynes, e con gli altri fanciulli, dando loro un�istruzione ecologica, creando un nuovo linguaggio che fornisca alla mente un�arma per alterare la totalit� del paesaggio, il suo clima, i limiti delle sue stagioni, e infine superare tutti i concetti di <emphasis>forza, </emphasis>portando al livello cosciente la stupefacente idea di <emphasis>ordine.</emphasis></p><p>�Esiste un�armonia interiore di movimento e di equilibri in ogni pianeta adatto all�uomo� diceva Kynes. �Voi vedete in questa armonia un effetto dinamico, stabilizzatore, essenziale a tutte le forme di vita. Il suo scopo � semplice: creare e conservare, coordinandole, alcune forme che si diversifichino sempre pi�. La vita stessa migliora la capacit� di un sistema chiuso di mantenere la vita. La vita (ogni forma di vita) � al servizio della vita. I materiali nutritizi indispensabili sono creati <emphasis>dalla </emphasis>vita, <emphasis>per </emphasis>la vita, in quantit� sempre pi� abbondanti man mano la diversit� delle forme di vita aumenta. L�intero paesaggio diventa vivo, in una rete sempre pi� fitta di rapporti e di rapporti di rapporti.�</p><p>Questo era Pardot Kynes quando faceva lezione a una classe in una caverna sietch.</p><p>Prima di queste lezioni, tuttavia, aveva dovuto convincere i Fremen. Per capire come questo sia stato possibile, bisogna prima valutare l�incredibile tenacia e l�innocenza con cui affrontava ogni problema. Non era ingenuo: semplicemente puntava dritto allo scopo.</p><p>Un caldo pomeriggio, egli stava esplorando l�ardente terreno di Arrakis in un veicolo monoposto, quando fu spettatore di una scena deprecabilmente comune. Sei sicari degli Harkonnen, schermati e armati di tutto punto, avevano sorpreso tre giovani Fremen all�aperto, dietro il Muro Scudo, non lontano dal villaggio di Windsack. Kynes giudic� il combattimento qualcosa di irreale, quasi una commedia, finch� non si rese conto che gli Harkonnen intendevano uccidere i Fremen. Uno dei giovani era gi� crollato al suolo, con un�arteria recisa, e anche due dei sicari giacevano immobili, ma c�erano ancora quattro uomini armati contro due giovani imberbi.</p><p>Kynes non era particolarmente coraggioso: anzi, era prudente. Ma puntava sempre allo scopo. Gli Harkonnen gli stavano massacrando i Fremen. Stavano distruggendo gli strumenti con i quali intendeva trasformare il pianeta! Azion� lo scudo, si lanci� nella mischia e infilz� due degli Harkonnen con lo stocco prima ancora che si fossero accorti che qualcuno li assaliva alle spalle. Schiv� un fendente vibratogli da un altro sicario e gli tagli� la gola. Lasci� l�ultimo dei sicari ai due ragazzi Fremen, rivolgendo tutta la sua attenzione al giovanetto al suolo, cercando di salvargli la vita. E gliela salv� mentre anche il sesto Harkonnen veniva liquidato.</p><p>E ora, un bel pasticcio alla trota! I Fremen non sapevano cosa pensare di Kynes. Naturalmente sapevano chi fosse: nessun uomo arriva su Arrakis senza che una completa documentazione su di lui finisca nelle roccaforti dei Fremen. Lo conoscevano: era un servo dell�Imperatore.</p><p>E tuttavia, aveva ucc�so tre Harkonnen!</p><p>Se si fosse trattato di adulti, avrebbero scrollato le spalle e, sia pure con un certo rammarico, avrebbero mandato la sua ombra a raggiungere quella dei sei morti sul terreno. Ma questi Fremen erano giovani inesperti, e sapevano soltanto che avevano contratto un fardello d�acqua con il servo dell�Impero.</p><p>Kynes fece la comparsa due giorni dopo in un sietch che si apriva in gi� verso il Passo dei Venti. Per lui era del tutto naturale. Parl� ai Fremen dell�acqua, di dune �ancorate�, di palme cariche di datteri, di qanat che scorrevano all�aperto attraverso il deserto. Continu� a parlare, a parlare, e nel frattempo, intorno a lui, si era accesa una disputa violentissima di cui Kynes neppure si accorse. Che cosa fare di quel pazzo? Egli conosceva, intanto, la posizione di uno dei maggiori sietch. Che cosa fare, dunque? E come interpretare le sue parole, che parlavano di un paradiso su Arrakis? Parole vane, sciocche. Sa troppo. Ma ha ucciso tre Harkonnen! E il fardello d�acqua? Quando mai abbiamo dovuto qualcosa all�Impero? Ha ucciso tre Harkonnen. Chiunque pu� uccidere gli Harkonnen. Anch�io ne ho uccisi!</p><p>Ma questo suo parlare della fioritura di Arrakis?</p><p>Semplice: dov�� l�acqua per farlo?</p><p>Lui dice che � qui! E ha salvato tre dei nostri.</p><p>Ha salvato tre pazzi che hanno voluto sfidare la potenza degli Harkonnen. E ha visto i cryss!</p><p>L�ineluttabile decisione era gi� nota molte ore prima che venisse espressa a parole. Il tau di un sietch dice sempre ai suoi membri ci� che va fatto, anche la necessit� pi� brutale. Un lottatore esperto fu inviato, con un coltello consacrato, e due Maestri d�Acqua lo seguirono per recuperare l�acqua del corpo. Brutale necessit�.</p><p>� dubbio se Kynes si sia mai reso conto dell�esistenza di questo suo carnefice. Stava parlando a un gruppo di gente disposta intorno a lui a prudente distanza. Camminava su e gi� mentre parlava, girava in tondo gesticolando. Acqua all�aperto! stava dicendo Kynes. Camminare all�aperto senza indossare una tuta distillante. Attingere acqua a una pozza. Arance!</p><p>L�accoltellatore lo fronteggi�.</p><p>�Scostati� gli disse Kynes, e continu� a parlare di trappole a vento nascoste. Pass� accanto al boia, sfiorandolo. La schiena di Kynes si trov� l�, indifesa, per il colpo rituale.</p><p>Non si potr� mai sapere, oggi, cosa sia passato per la mente del presunto carnefice. Forse fin� per ascoltare le parole di Kynes, e gli credette? Chi lo sa? Ma tutti sanno quello che fece, perch� � stato scritto. Si chiamava Uliet, il <emphasis>Vecchio </emphasis>Liet. Uliet avanz� di tre passi e, deliberatamente, cadde sul suo coltello, �eliminando� cos� se stesso. Suicidio. Qualcuno dice che fu Shai-hulud a spingerlo.</p><p>E poi parlate di presagi!</p><p>Da quell�istante, a Kynes bast� soltanto muovere il dito e dire: �Andate l�. Intere trib� di Fremen accorsero. Molti uomini e bimbi morirono, ma accorsero ugualmente.</p><p>Kynes ritorn� al suo lavoro per l�Impero, come direttore delle Stazioni Sperimentali Biologiche. E i Fremen cominciarono ad apparire tra il personale delle stazioni. I Fremen si guardarono intorno. Si stavano infiltrando nel �sistema�: una possibilit� che non avevano mai osato prendere in considerazione. Strumenti cominciarono a scomparire nelle stazioni e ricomparvero nelle caverne sietch: specialmente lame laser, impiegate a scavare bacini di raccolta e buche per le trappole a vento.</p><p>L�acqua cominci� a raccogliersi nei bacini.</p><p>Fu chiaro ai Fremen che Kynes non era completamente pazzo, ma comunque abbastanza pazzo da essere considerato santo. Divenne uno degli Umma, della fratellanza dei profeti. L�ombra di Uliet fu elevata al Sadus, la moltitudine dei giudici celesti.</p><p>Kynes, l�onesto, ossessionante Kynes, ben sapeva che una ricerca altamente organizzata non avrebbe cavato un ragno dal buco. Form� dei piccoli gruppi di ricerca, con un regolare interscambio di dati (una sorta di effetto Tansley accelerato), lasciando per� che ogni gruppo procedesse per la sua strada. Si accumularono cos� milioni di piccoli dati. Kynes organizz� soltanto qualche esperimento isolato e scarsamente coordinato, perch� ogni gruppo potesse valutare l�effettiva portata delle sue difficolt�.</p><p>Campioni degli strati profondi del pianeta furono estratti in tutto il bled. Furono disegnate mappe dettagliate di quelle variazioni del tempo a lungo termine chiamate clima. Si scopr� che nell�immensa fascia racchiusa fra i paralleli 70 nord e sud, le temperature per migliaia di anni non erano mai oscillate al di fuori dell�intervallo tra i 254 e i 332 gradi assoluti, e che in questa fascia esistevano, in potenza, lunghe stagioni di germinazione, con temperature varianti fra i 284 e i 302 gradi assoluti: un autentico paradiso per le piantagioni terrestri� una volta risolto il problema dell�acqua.</p><p>E quando mai sar� risolto? chiesero i Fremen. Quando vedremo Arrakis trasformato in un paradiso?</p><p>E Kynes, come un maestro che insegnasse a un bambino quanto fa 2 pi� 2, spieg�: �Fra trecento o cinquecento anni�.</p><p>Un popolo di levatura inferiore avrebbe urlato di disperazione. Ma i Fremen avevano imparato la pazienza a furia di frustate. Era un periodo un po� pi� lungo di quanto avessero preventivato, ma tutti erano ormai convinti che il giorno benedetto sarebbe giunto. Si avvolsero pi� strettamente nelle sciarpe, e ritornarono al lavoro. Non si sa come, il disappunto aveva reso molto pi� concreto il concetto di paradiso.</p><p>Il problema di Arrakis non era l�acqua, ma l�umidit�. Gli animali da allevamento erano rari, quelli domestici quasi sconosciuti. Alcuni contrabbandieri usavano il kulon. un asino del deserto addomesticato, ma il suo costo in acqua era elevatissimo, anche quando agli animali veniva fatta indossare una versione modificata della tuta distillante.</p><p>Kynes pens� d�installare impianti chimici di riduzione per recuperare l�acqua dall�idrogeno e dall�ossigeno racchiusi nella roccia nativa, ma il costo dell�energia richiesta era troppo elevato. Le calotte polari (trascurando il falso senso di sicurezza che davano ai pyon come fonti d�acqua) ne contenevano una quantit� troppo limitata per questo progetto� e lui gi� sospettava dove l�acqua si trovasse effettivamente. C<sup>r</sup>era quel sensibile aumento di umidit� alle medie altitudini e in certi venti. C�era quell�indicazione di fondamentale importanza data dalla composizione dell�aria: ossigeno 23 per cento, azoto 75,4 percento, anidride carbonica 0,023 per cento, e tracce di altri gas.</p><p>C�era una rara pianta nativa che cresceva sopra i 2500 metri, nelle zone temperate dell�emisfero nord. Un tubero lungo due metri che conteneva mezzo litro d�acqua. E c�erano le piante dei deserti terrestri: le pi� resistenti mostravano di poter prosperare se erano piantate in depressioni rivestite di condensatori di rugiada.</p><p>Poi Kynes scopr� il <emphasis>pan </emphasis>salato.</p><p>Il suo ornitottero, mentre volava fra due stazioni molto lontane nel bled, fu trascinato fuori rotta da un uragano. Quando l�uragano cess�, vide il pan: una gigantesca depressione ovale che si estendeva per circa trecento chilometri lungo l�asse maggiore, una luccicante sorpresa bianca nel deserto sconfinato. Kynes atterr�, e saggi� la superficie del pan ripulita dalle tempeste.</p><p>Sale.</p><p>Ossia, la certezza.</p><p>Su Arrakis c�era stata acqua all�aperto, un tempo. Cominci� a riesaminare le testimonianze dei pozzi asciutti, dove rivoli d�acqua erano comparsi dalla trivellazione e poi svaniti, per non ritornare mai pi�.</p><p>Kynes mise subito al lavoro i Fremen che aveva appena addestrato come limnologi: la traccia pi� importante era costituita da frammenti schiumosi trovati a volte tra le sostanze mescolate alla spezia dopo una esplosione. Questi erano stati attribuiti a un�immaginaria �trota delle sabbie� dalle leggende Fremen. Man mano i fatti si accumulavano fino a divenire prove, si scopr� che esisteva veramente una creatura che spiegava questi frammenti schiumosi, un animale che si muoveva entro le sabbie e che isolava l�acqua in sacche fertili entro gli strati porosi pi� bassi, al di sotto dell�isoterma dei 280 gradi assoluti.</p><p>Questi �ladri d�acqua� morivano a milioni durante una esplosione della spezia. Una variazione di temperatura di cinque gradi bastava a ucciderli. I pochi sopravvissuti s�incistavano in una semi-ibernazione, e riemergevano sei anni pi� tardi come �piccoli� (circa tre metri di lunghezza) vermi delle sabbie. Soltanto pochi di questi riuscivano a evitare i propri fratelli pi� grossi e le sacche d�acqua prespezia, per raggiungere la maturit� e diventare i giganteschi shai-hulud. (L�acqua � velenosa per lo shai-hulud: i Fremen lo avevano da tempo scoperto annegando il raro �verme smussato� dell�Erg Minore per produrre il narcotico percettivo chiamato Acqua della Vita. Il verme smussato � una forma primitiva di shai-hulud che raggiunge una lunghezza di circa nove metri.)</p><p>Ora si era riconosciuta la relazione circolare: dal �piccolo creatore� alla prespezia; il �piccolo creatore� diventa lo shai-hulud; lo shai-hulud dissemina la spezia di cui si nutrono le minuscole creature note come �plancton della sabbia�; il planeton della sabbia, cibo per lo shai-hulud, cresce, si rintana e a sua volta diviene il �piccolo creatore�.</p><p>Kynes e i suoi distolsero l�attenzione da queste grandi relazioni, e si concentrarono sulla microecologia. Prima di tutto, il clima: la superficie sabbiosa toccava spesso temperature da 344 a 350 gradi assoluti. A trenta centimetri di profondit� la temperature poteva essere perfino di 55 gradi inferiore. E a trenta centimetri <emphasis>al di sopra </emphasis>del suolo, di 25 gradi inferiore. Foglie o altre protezioni potevano far guadagnare altri 18 gradi. Poi, le sostanze nutritizie: le sabbie di Arrakis sono principalmente il prodotto della digestione dei vermi; la polvere (il problema onnipresente) � prodotta dal continuo sfregamento della superficie, dalla sabbia che striscia su se stessa. I grani pi� grossi si trovano sui lati delle dune non battuti dal vento. Il lato esposto al vento � duro e compatto. Le vecchie dune sono gialle (per ossidazione), le pi� recenti hanno il colore della roccia, generalmente grigio.</p><p>I lati delle vecchie dune non esposti al vento furono seminati per primi. I Fremen cominciarono con un�erba mutante, adatta ai terreni poveri e aridi, che produceva fibre strettamente allacciate simili a torba, cos� da intersecare e �solidificare� le dune privando il vento della sua arma migliore: i granelli pronti a farsi portar via.</p><p>Alcune zone d�acclimatazione furono cos� sviluppate nel lontano sud, dove gli inquisitoli degli Harkonnen non arrivavano. L�erba mutante fu inizialmente piantata sui pendii non esposti delle dune che si trovavano sul cammino dei venti dell�ovest. Una volta �ancorata� la faccia non esposta, l�altra faccia della duna aumentava in altezza, e l�erba veniva man mano disseminata sulla nuova superficie. Lunghe creste sinuose alte pi� di 1500 metri furono cos� create.</p><p>Quando queste barriere raggiunsero un�altezza sufficiente, i pendii esposti al vento furono seminati con erba a fili larghi, molto pi� resistente. Ogni struttura con una base sei volte pi� larga dell�altezza era cos� divenuta fissa.</p><p>Ora si pass� alle piante fornite di radici pi� lunghe. Prima di tutto le effimere (chenopodi, erba porco, amaranti), poi �scope� (equiseti), lupino, eucalipto (della variet� adattata alle regioni nordiche di Caladan), tamerici nani, pini marittimi; e poi le vere piante del deserto: �candelabri�, saguaro e cactus. E dov�erano in grado di crescere, introdussero salvia, cipolla, erba piuma del Gobi, alfalfa, �bush�, verbena della sabbia, primula, incenso, creosoto�</p><p>Poi rivolsero la loro attenzione all�indispensabile vita animale� creature che scavassero il sottosuolo, per aerarlo e renderlo soffice: volpe nana, topo canguro, lepre del deserto, terrapino delle sabbie� e predatori, per controllarne la proliferazione: falco, gufo nano, aquila del deserto; e insetti, per riempire le nicchie ecologiche che questi non potevano raggiungere: scorpioni, centopiedi, ragni, vespe� e pipistrelli che a loro volta li sorvegliassero.</p><p>Infine, la prova cruciale: la palma da datteri, il cotone, i meloni, il caff�, le piante medicinali: pi� di duecento tipi di piante commestibili da sperimentare e adattare.</p><p>�Quello che non capisce chi ignora l�ecologia� disse Kynes, �� che si tratta di un sistema. <emphasis>Un sistema! </emphasis>E un sistema ha una certa stabilit� fluida che pu� essere distrutta dal pi� piccolo passo falso in una singola nicchia. Un sistema dev�essere ordinato, armonizzato da un estremo all�altro. Se qualcosa sbarra il suo corso, l�ordine crolla. Una persona non addestrata pu� non rendersi conto di un simile collasso finch� non � troppo tardi. � per questo che la funzione pi� importante dell�ecologia � soprattutto capire le conseguenze.�</p><p>Erano forse riusciti a edificare un sistema?</p><p>Kynes e i suoi aspettavano e osservavano. I Fremen avevano capito perch� Kynes avesse previsto cinquecento anni di pazienza.</p><p>Un primo rapporto arriv� dai palmeti.</p><p>Dove le piantagioni incontrano il deserto, il plancton della sabbia � avvelenato dall�azione combinata delle nuove forme di vita. Incompatibilit� proteica. Si sta formando un�acqua velenosa che la vita di Arrakis non accetta. Una zona desolata circonda le piantagioni, e neppure gli shai-hulud vi si avventurano.</p><p>Kynes visit� personalmente le piantagioni: un viaggio di venti martellatori (in palanchino, come un ferito o una Reverenda Madre, perch� Kynes non era un cavaliere delle sabbie). Esplor� la zona desolata (la cui puzza s�innalzava al cielo) e ne ritorn� con un altro dono per Arrakis.</p><p>L�aggiunta di zolfo e azoto avrebbe potuto convenire la zona in un terreno particolarmente favorevole alle forme di vita terrestri. Le piantagioni, in tal modo, potevano avanzare a volont�!</p><p>�Questo abbrevier� l�attesa?� domandarono i Fremen.</p><p>Kynes ritorn� alle sue formule planetari. I risultati delle trappole a vento erano gi� abbastanza sicuri. Si era concesso abbondanti margini di tempo, sapendo che era impossibile delimitare esattamente i problemi ecologici. Una certa quantit� di piante doveva essere riservata all�ancoraggio delle dune, un�altra all�alimentazione degli uomini e degli animali, un�altra, infine, doveva imprigionare l�umidit� nelle sue radici e indirizzare l�acqua nelle zone asciutte circostanti. A quell�epoca, le zone fredde del bled erano gi� state circoscritte e riportate sulle carte. Esse entravano ugualmente nelle formule. Perfino gli shai-hulud avevano il loro posto sui grafici. Essi non dovevano assolutamente essere distrutti, perch� sarebbe venuta a mancare la ricchezza della spezia. Ma la gigantesca �fabbrica� che era il loro apparato digestivo (con la sua enorme concentrazione di aldeidi e di acidi) era una colossale fonte di ossigeno. Un venne di media grandezza (lungo circa 200 metri) scaricava nell�atmosfera una quantit� di ossigeno pari a quella di dieci chilometri quadri di vegetazione.</p><p>Bisognava considerare il problema rappresentato dalla Gilda. Gi� la quantit� di spezia offerta perch� nessun satellite meteorologico (o qualsiasi altra forma di osservatorio) comparisse nel cielo di Arrakis aveva raggiunto proporzioni enormi.</p><p>N� si potevano ignorare i Fremen. I Fremen, con le loro trappole a vento e i loro terreni delimitati irregolarmente. I Fremen, con la loro cultura ecologica di fresca data e il loro sogno di trasformare vaste zone di Arrakis prima in praterie e poi in foreste.</p><p>Dai grafici emerse un risultato. Kynes lo rese noto. Il tre per cento. Se fossero riusciti a ottenere che il tre per cento delle piante verdi di Arrakis contribuisse alla formazione dei composti di carbonio, avrebbero realizzato un ciclo autosufticiente.</p><p>�Ma in quanto tempo?� domandarono i Fremen.</p><p>�Oh� Trecento e cinquant�anni� disse Kynes.</p><p>Cos�, era vero quello che Kynes l�Umma aveva detto all�inizio: nessuno di coloro che erano in vita, allora, e neppure i loro nipoti per otto generazioni, l�avrebbero visto. Ma sarebbe accaduto, un giorno.</p><p>Il lavoro continu�: costruire, piantare, scavare, addestrare i bambini.</p><p>E poi, Kynes l�Umma mor� nel crollo del Bacino Plastico.</p><p>A quell�epoca suo figlio, Liet-Kynes, aveva diciannove anni: un vero Fremen e cavaliere delle sabbie, che aveva ucciso pi� di cento Harkonnen. Il contratto imperiale, che il vecchio aveva chiesto per suo figlio, gli fu trasmesso normalmente. La rigida strutture che regolava il faufreluches funzionava perfettamente anche su Arrakis. Il figlio era stato addestrato alla scuola del padre.</p><p>Da quel momento la via era ormai segnata e gli ecologi Fremen dovevano soltanto seguirla. A Liet-Kynes era sufficiente osservarli e non perdere di vista gli Harkonnen� Fino al giorno in cui il pianeta dovette subire un Eroe.</p></section><section><title><p>Appendice 2</p><p><emphasis>La religione di Dune</emphasis></p></title><p>Prima dell�arrivo di Muad�Dib, i Fremen di Arrakis praticavano una religione le cui radici, come ogni studioso pu� chiaramente vedere, affondavano nel Saari Maomettano. Molti hanno fatto notare, per�, la variet� di elementi presi a prestito anche da altre religioni. L�esempio pi� noto � l�Inno dell�Acqua, copiato direttamente dal Manuale Liturgico Cattolico Orangista: l�invocazione della pioggia che non si � mai vista su Arrakis. Inoltre vi sono profondi punti di contatto fra il Kitab al-Ibar dei Fremen e gli insegnamenti della Bibbia, dell�Ilm e del Fiqh.</p><p>Qualsiasi confronto fra le credenze religiose dominanti nell�Impero al tempo di Muad�Dib deve tenere presenti le grandi forze spirituali che hanno plasmato tali credenze:</p><p>1. I seguaci dei Quattordici Saggi, il cui libro sacro era la Bibbia Cattolica Orangista e le cui convinzioni sono espresse nei Commentali e negli altri libri prodotti dalla Commissione dei Traduttori Ecumenici (C.T.E.).</p><p>2. Le Bene Gesserit, le quali privatamente negavano di essere un ordine religioso, ma che operavano dietro uno schermo quasi impenetrabile di misticismo rituale, e il cui addestramento, simbolismo, organizzazione, e i cui metodi d�insegnamento interni erano quasi completamente religiosi.</p><p>3. La classe dominante, agnostica (compresa la Gilda), per la quale la religione era soltanto una forma di spettacolo per divertire il popolo e mantenerlo docile. Essa credeva essenzialmente che tutti i fenomeni, perfino quelli religiosi, potessero essere ridotti a spiegazioni meccanicistiche.</p><p>4. I cosiddetti Antichi Insegnamenti (compresi quelli conservati dai nomadi Zensunni e presi dal primo, secondo e terzo Movimento Islamico); il Navacristianesimo di Chusuk, le Varianti Buddislamiche dei tipi dominanti su Lankiveil e Sikum, le Miscellanee dei Mahayana Lankavatara, lo Zen Hekiganshu di Delta Pavoins III, gli Zabur Tawrah e Talmudico che sopravvivevano su Salusa Secundus, il penetrante Rituale Obeah, il Muadh Quran con i suoi Ilm e Fiqh preservatisi puri fra i coltivatori di riso pundi di Caladan, le sette Hindu che si trovano un po� dappertutto nell�universo in piccole collettivit� di pyon isolati, e infine il Jihad Butleriano.</p><p>C�� per� una quinta forza che ha dato origine a credenze religiose, ma il suo effetto � cos� universale e profondo che merita di essere citata separatamente.</p><p>Si tratta, naturalmente, dei viaggi spaziali� e in ogni analisi della religione essi meritano di essere scritti cos�:</p><empty-line/><subtitle>VIAGGI SPAZIALI!</subtitle><empty-line/><p>Gli spostamenti dell�umanit� attraverso lo spazio hanno dato un�impronta inconfondibile alla religione durante i centodieci secoli che hanno preceduto il Jihad Butleriano. Tanto per cominciare, i primi viaggi spaziali, anche se assai diffusi, erano per la maggior parte lenti, sregolati e incerti. E, prima del monopolio della Gilda, si svolgevano confusamente in mille modi diversi. Le prime esperienze spaziali, sulle quali circolavano poche informazioni, estremamente distorte, favorivano le pi� sfrenate tendenze alla speculazione mistica.</p><p>Quasi subito, lo spazio aveva dato un altro senso, o un sapore diverso, all�idea della Creazione. Questa differenza pu� essere rilevata perfino nei pi� alti vertici conseguiti dalla religione in quel periodo. Attraverso l�intero universo religioso, il senso del sacro era stato contaminato dall�anarchia delle tenebre dello spazio.</p><p>Era come se Zeus, e tutte le altre forme discese da lui, si fossero ritirati nel grembo della tenebra primordiale per essere sostituiti da un�immanenza femminile permeata di ambiguit�, e dal volto composto d�innumerevoli terrori.</p><p>Le antiche formule si mescolavano, si combinavano insieme quasi che si fossero adattale alle necessit� delle nuove conquiste e ai nuovi simboli araldici. Fu una continua interazione tra le bestie demoniache da un lato e gli antichi esorcismi e le invocazioni dall�altro.</p><p>Non vi fu mai un taglio netto.</p><p>Si dice che durante questo periodo la Genesi sia stata reinterpretata, portando Dio ad affermare: �Crescete e moltiplicatevi, e riempite l�<emphasis>universo; </emphasis>sottoponetelo al vostro imperio, e dominate qualsiasi forma per quanto strana di bestia o creatura che viva sulle infinite terre e sotto di esse�.</p><p>Fu un�epoca in cui i poteri delle streghe erano autentici. E per valutare quanto lo fossero, basta considerare come non si siano mai vantate apertamente di tenere in mano lo scettro.</p><p>Poi vi fu il Jihad Butleriano: due generazioni di caos. Le masse rovesciarono il dio della logica delle macchine e s�impose un nuovo concetto:</p><p>�L�uomo non pu� essere sostituito�.</p><p>Le due generazioni di violenza costituirono una pausa talamica nella storia dell�umanit�. Gli uomini volsero lo sguardo ai propri d�i e ai loro rituali e videro che entrambi erano inquinati dalla pi� terribile delle somme algebriche: paura <emphasis>pi� </emphasis>ambizione.</p><p>Esitanti, i capi di religioni che, per il tramite dei loro seguaci, avevano sparso il sangue di miliardi di altri esseri umani si incontrarono per scambiarsi i rispettivi punti di vista. Tale passo era incoraggiato dalla Gilda Spaziale, che stava incominciando a giungere al monopolio nel campo dei viaggi interstellari, e dal Bene Gesserit, che stava mettendo al bando le streghe.</p><p>Questi primi incontri ecumenici diedero l�avvio a due importanti sviluppi:</p><p>1. Il riconoscimento che tutte le religioni avevano almeno un comandamento in comune: �Non sfigurare l�anima�.</p><p>2. La Commissione dei Traduttori Ecumenici.</p><p>La C.T.E. si riun� in un�isola neutrale della Vecchia Terra, il fertile terreno di semina di tutte le religioni ancestrali. S�incontrarono �nella comune convinzione dell�esistenza di un Ente Divino nell�Universo�. Ogni fede che avesse pi� di un milione di seguaci vi era rappresentata, e, sorprendentemente, raggiunsero subito l�accordo per una dichiarazione comune di scopi:</p><p>�Siamo qui per eliminare una delle grandi armi delle dispute religiose: la pretesa di essere gli unici a possedere l�autentica, la sola Rivelazione�.</p><p>Il giubilo sollevato dal �profondo accordo� si rivel� prematuro. Per pi� di un anno standard, questa dichiarazione fu l�unica cosa che fu emanata dalla C.T.E� Il ritardo cominci� a suscitare aspri commenti. I menestrelli componevano canzoni mordaci sui centoventuno �Vecchi Pazzi�, come finirono per essere soprannominati i delegati della C.T.E. Una delle canzoni, �Brown riposa�, � stata rispolverata in diverse epoche, e anche oggi � popolare:</p><poem><stanza><v>�Guarda Brown che riposa�</v><v>E la tragedia</v><v>Di tutti questi</v><v>Pazzi? Tutti questi Pazzi?</v><v>Cos� pigri� pigri, ragazzi.</v><v>Una vita d�inedia.</v><v>Suona solo l�ora</v><v>Del Mio Signor Sandwich?�</v></stanza></poem><p>Occasionalmente, si spargevano voci su quello che era stato discusso durante le sessioni della C.T.E� Si diceva che stessero confrontando i testi, e qualche irresponsabile li nomin�. Le voci, puntualmente, provocavano ribellioni antiecumeniche, e naturalmente fornivano materiale per nuove sferzate.</p><p>Passarono due anni� tre anni.</p><p>I commissari (nove, presenti all�origine, erano morti, e quindi erano stati sostituiti), interruppero i lavori per consentire che i sostituti s�insediassero ufficialmente, e annunciarono che stavano preparando un libro dal quale sarebbero stati estirpati tutti i sintomi patologici delle passate religioni.</p><p>Dissero, anzi, che �stavano forgiando uno strumento d�amore dalla musica universale�.</p><p>Molti giudicano assai strano che proprio tale dichiarazione abbia scatenato le peggiori violenze antiecumeniche. Venti delegati furono richiamati dalle rispettive congregazioni. Uno si suicid�, rubando una fregata spaziale e tuffandosi nel Sole.</p><p>Gli storici ritengono che le rivolte siano costate ottanta milioni di vite. Questo significa seimila circa per ogni pianeta allora appartenente alla Lega del Landsraad. Considerata l�epoca, non � una stima eccessiva, anche se ogni pretesa di fornire cifre esatte rester� sempre, per l�appunto, solo una pretesa. L�interscambio di comunicazioni fra i mondi tocc� il livello pi� basso.</p><p>I menestrelli, ovviamente, erano ribaldi pi� che mai. In una commedia musicale dell�epoca, uno dei delegati della C.T.E. sedeva su una spiaggia ricoperta di sabbia candida, sotto un palmeto, e cantava:</p><poem><stanza><v>�Grazie a Dio, alle donne e allo splendor dell�amore</v><v>Ci divertiamo quaggi� senza paura o timore.</v><v>Menestrello! Menestrello, intona un�altra melodia</v><v>Grazie a Dio, alle donne e allo splendor dell�amore!�</v></stanza></poem><p>Sommosse e commedie sono semplicemente i sintomi di un�epoca, ma sono profondamente rivelatori. Tradiscono il tono psicologico, le profonde incertezze� e il desiderio di qualcosa di meglio, e la paura che da tutto ci� non sortisca un bel niente!</p><p>Le pi� efficaci barriere contro l�anarchia, in quel periodo, furono la Gilda, allora in embrione, il Bene Gesserit e il Landsraad, che proseguiva i suoi regolari incontri da pi� di 2000 anni, nonostante gravi ostacoli. La parte avuta dalla Gilda � chiara: forn� il trasporto gratuito a quanti avevano a che fare con il Landsraad e la C.T.E. Il ruolo del Bene Gesserit � pi� oscuro. Fu certamente in quell�epoca che consolid� il suo potere sulle streghe, esplor� il campo dei narcotici pi� raffinati, svilupp� il prana-bindu, addestr� e organizz� la Missionaria Protectiva, quel suo �braccio nero� della superstizione. Ma � anche il periodo in cui fu composta la Litania contro la Paura e fu compilato il Libro di Azhar, quella meraviglia bibliografica che preserva i grandi segreti delle fedi pi� antiche.</p><p>L�unico commento possibile � forse quello di Ingsley:</p><p>�Furono tempi di grandi paradossi�.</p><p>La C.T.E., comunque, continu� a lavorare per quasi sette anni. E all�avvicinarsi del suo settimo anniversario, prepar� l�universalit� degli uomini a uno storico annuncio.</p><p>Il giorno del settimo anniversario fu presentata la Bibbia Cattolica Orangista.</p><p>�Eccovi un�opera di grande dignit� e significato� dichiararono. �Ecco come l�umanit� pu� acquistare la consapevolezza di s� come parte della totalit� della creazione divina.�</p><p>Gli uomini della C.T.E. furono paragonati ad �archeologi delle idee�, ispirati da Dio nella grandiosit� della riscoperta. Si afferm� che avevano riportato alla luce �la vitalit� dei grandi ideali sepolti nella polvere dei secoli�, che avevano �acuito gli imperativi morali che sgorgano dalla coscienza religiosa�.</p><p>Con la Bibbia C.O., la C.T.E. present� il Manuale Liturgico e i Commentali (sotto molti aspetti, lavoro ancora pi� notevole, non solo per la brevit� � erano grossi meno della met� della Bibbia C.O. � ma anche per il candore e la mescolanza di piet� e giustizia).</p><p>L�inizio � un ovvio appello ai governanti agnostici:</p><p>�Gli uomini, che non hanno trovato risposta al <emphasis>sunnah </emphasis>(le diecimila domande religiose del Shari-ah), si servono ora della propria ragione. Tutti gli uomini desiderano essere illuminati. La religione � la pi� antica e onorevole via attraverso la quale gli uomini si sono sforzati di discernere la ragione che permea di s� l�universo di Dio. Gli scienziati cercano le leggi che regolano gli eventi. � compito della religione indicare il posto dell�uomo in queste leggi�.</p><p>I Commentari, tuttavia, si concludevano con un tono aspro, che adombrava il loro destino:</p><p>�Molto di ci� che finora � andato sotto il nome di religione conteneva in s� un atteggiamento d�inconscia ostilit� verso la vita. La vera religione deve insegnare che la vita � colma di gioie che rallegrano l�occhio di Dio, e che la conoscenza senza l�azione � vuota. Ciascuno deve accorgersi che l�insegnamento di una religione solo per mezzo di regole ed esempi altrui � un imbroglio. Un insegnamento giusto e corretto si riconosce facilmente. S�intuisce subito, perch� risveglia in te una sensazione di qualcosa che hai sempre conosciuto�.</p><p>Vi era una strana sensazione di calma mentre i torchi e le stampatrici shiga funzionavano a pieno ritmo, e la Bibbia C.O. si diffondeva attraverso i mondi. Alcuni l�interpretarono come un segno di Dio. Un presagio di unit�.</p><p>Ma gli stessi delegati della C.T.E. mostrarono quanto tale unit� fosse fittizia, non appena rientrarono nelle rispettive congregazioni. Diciotto furono linciati nel giro di due mesi. Cinquantatr� disconobbero il contenuto della Bibbia nel giro di un anno.</p><p>La Bibbia C.O. fu denunciata come il prodotto dell��intelletto insolente�. Si disse che le sue pagine rigurgitassero di appelli alla logica, troppo seducenti. Cominciarono ad apparire versioni rivedute adattate alla bigotteria popolare. Queste revisioni si basavano su simbolismi gi� accettati (Croce, Mezzaluna, Piume e Sonagli i Dodici Santi, il Buddha e cos� via) e ben presto fu evidente che le antiche superstizioni e credenze <emphasis>non </emphasis>erano state affatto assorbite dal nuovo ecumenismo.</p><p>L�etichetta data da Halloway ai sette anni di sforzi della C.T.E., �Determinismo Galattofasico�, fu ripresa avidamente da miliardi di individui che interpretarono le iniziali D.G. come �Dannati Giuda�.</p><p>Sembra che il presidente della C.T.E. Toure Bomoko, un Ulema degli Zensunni e uno dei quattordici delegati che non confutarono mai la Bibbia C.O. (i �Quattordici Saggi� della storia popolare) abbia ammesso alla fine che la C.T.E. si era sbagliata:</p><p>�Non avremmo mai dovuto cercare di creare nuovi simboli� disse. �Avremmo dovuto renderci conto che non era nostro compito introdurre incertezze nelle credenze accettate, che non era nostro compito suscitare curiosit� sulla natura di Dio. Ogni giorno ci troviamo di fronte alla terribile instabilit� delle cose umane, e tuttavia permettiamo che le nostre religioni diventino pi� rigide e controllate, pi� conformiste e oppressive. Cos�� mai quest�ombra che attraversa la grande strada del Comandamento Divino? � un avvertimento che le istituzioni resistono, che i simboli resistono anche quando hanno smarrito ogni significato e che � impossibile concentrare in un�unica opera <emphasis>tutta </emphasis>la conoscenza.�</p><p>L�amaro, duplice significato di questa �ammissione� non sfugg� ai nemici di Bomoko, il quale, non molto tempo dopo, fu costretto a fuggire in esilio; la sua vita fu legata all�impegno della Gilda di non rivelare il luogo del suo rifugio. Si narra che mor� su Tupile, onorato e amato. Le sue ultime parole furono: �La religione dev�essere sempre uno sfogo per gente che dice a se stessa: �Non sono il tipo di persona che voglio essere�. Guai a lasciare che si corrompa tra gente soddisfatta di s�!�</p><p>� bello pensare che Bomoko abbia afferrato il valore profetico delle proprie parole: �Le istituzioni resistono�. Novanta generazioni dopo, la Bibbia C.O. e i Commentari avevano impregnato di s� l�intero universo religioso.</p><p>Quando Paul Muad�Dib si ferm� ad appoggiare la mano destra alla roccia santuario che racchiudeva il cranio di suo padre (la mano destra dei benedetti, non la sinistra dei dannati!), cit� parola per parola �L�eredit� di Bomoko�.</p><p>�Tu che ci hai sconfitto, d� a te stesso che Babilonia � caduta e le sue opere rovesciate. Io ti dico che la prova dell�uomo non � ancora finita, ogni uomo � in piedi, nel suo personale banco degli accusati. Ogni uomo � una piccola guerra.�</p><p>I Fremen, parlando di Muad�Dib, dicevano che era simile ad Abu Zide, le cui fregate avevano sfidato la Gilda ed erano arrivate <emphasis>laggi� </emphasis>e ripartite in un giorno solo. <emphasis>Laggi�, </emphasis>in un simile contesto, � tolto di peso dalla mitologia dei Fremen e significa la terra dello spirito <emphasis>rhu,</emphasis> l�<emphasis>Alam al-Mithal </emphasis>dove tutte le limitazioni sono state tolte.</p><p>Il parallelo fra questo e lo Kwisatz Haderach � evidente. Lo Kwisatz Haderach, al quale la Sorellanza B.G. cerc� di arrivare per mezzo del suo programma genetico, veniva interpretato come �La Via pi� Breve� o �Colui che pu� essere in due luoghi nello stesse tempo�.</p><p>Ma si pu� dimostrare che entrambe queste interpretazioni derivano direttamente dai Commentari: �Quando la legge e il dovere religioso sono uno solo, il tuo S� racchiude l�universo�.</p><p>Di se stesso, Muad�Dib disse: �Io sono una rete nel mare del tempo, io posso pescare nel futuro e nel passato. Io sono una membrana mobile alla quale non pu� sfuggire nessuna possibilit�.</p><p>Questi pensieri si equivalgono e riecheggiano nel Kalima 22 della Bibbia C.O., dov�� scritto: �Che un pensiero sia espresso o no con parole, esso � una cosa reale; ha il potere della realt�.</p><p>Appunto leggendo i commentari dello stesso Muad�Dib, �I Pilastri dell�Universo�, come vengono interpretati dai suoi religiosi, i Qizara Tafwid, vediamo quale sia il suo vero debito nei confronti della C.T.E. e dei Fremen-Zensunni.</p><empty-line/><p><emphasis>Muad�Dib: �La legge e il dovere sono una cosa sola; cos� sia. Ma ricordati queste limitazioni: Non sei mai pienamente consapevole di te stesso. Sei sempre immerso nel tau comunitario. Sei sempre meno di un individuo�.</emphasis></p><p>Bibbia C.O.: identiche parole (Rivelazioni, 61).</p><p><emphasis>Muad�Dib. �La religione partecipa spesso del mito del progresso che ci protegge dai terrori dell�incertezza dell�avvenire�.</emphasis></p><p>Commentari della C.T.E.: identiche parole. (Il Libro di Azhar fa risalire quest�affermazione a uno scrittore religioso del primo secolo, Nashou, tramite una parafrasi.)</p><p><emphasis>Muad�Dib: �Se un fanciullo o una persona non addestrata, ignorante o folle causano turbamenti, la colpa � delle autorit� che non hanno saputo prevedere e prevenire questi turbamenti�.</emphasis></p><p>Bibbia C.O.: �Ogni peccato pu� essere attribuito, almeno in parte, a una cattiva tendenza naturale, e questa � un�attenuante che pu� essere accettata da Dio�. (Il Libro di Azhar la fa risalire all�antico Tawra Semitico.)</p><p><emphasis>Muad�Dib: �Tendi la mano e cibati di quello che Dio ti ha dato, e quando sarai sazio loda il Signore�.</emphasis></p><p>Bibbia C.O.: una parafrasi con identico significato. (Il Libro di Azhar la fa risalire, in una forma leggermente diversa, al Primo Isiam.)</p><p><emphasis>Muad�Dib: �La gentilezza � l�inizio della crudelt�.</emphasis></p><p>Kitab al-Ibar (dei Freinen): �Il peso di un Dio tenero e gentile fa paura. Dio non ci ha forse dato un sole che brucia (Al-Lat)? Dio non ci ha forse dato le Madri dell�Umidit� (Le Reverende Madri)? Dio non ci ha forse dato Shaitan (Iblis, Satana)? E Shaitan non ci ha forse dato la sofferenza della velocit�?�</p><p>(Questa � l�origine del detto Fremen: �La velocit� viene da Shaitan�. Infatti per ogni cento calorie generate nello sforzo � la velocit� � dal corpo evaporano circa sei once di sudore. La parola Fremen per �sudore� � <emphasis>bakku, </emphasis>lagrime, e pu� tradursi cos�: �L�essenza della vita che Shaitan spreme dalle vostre anime�.)</p><empty-line/><p>L�arrivo di Muad�Dib � stato definito �religiosamente tempestivo� da Koneywell, ma la tempestivit� aveva assai poco a che fare con questo. Come lo stesso Muad�Dib disse: �lo sono qui, perci�</p><p>� tuttavia indispensabile per capire l�influsso religioso di Muad�Dib non perdere mai di vista un fatto: i Fremen erano gente del deserto, abituata da generazioni a vivere in ambienti ostili. Non � difficile piombare nel misticismo quando ogni istante in pi� di sopravvivenza dev�essere duramente guadagnato. �Voi siete qui, perci�</p><p>Con una simile tradizione, la sofferenza � accettata: magari come una punizione inconscia, comunque � accettata. Ed � bene notare che i rituali dei Fremen non indulgono quasi mai ai sentimenti di colpa. Questo non dipende necessariamente dal fatto che per loro legge e religione erano l�identica cosa, facendo della disobbedienza un peccato. Sarebbe pi� giusto dire che essi si liberavano facilmente di ogni complesso di colpa perch� la loro stessa sopravvivenza quotidiana richiedeva decisioni brutali (spesso mortali) che, in un mondo meno ostile, avrebbero prodotto sentimenti di colpa insopportabili.</p><p>Questa, senza dubbio, � la ragione principale della grande incidenza della superstizione nei Fremen (anche trascurando il contributo della Missionaria Protectiva). Perch� il sibilo delle sabbie � un presagio? Perch� ci si fa il segno del pugno al sorgere della prima luna? La carne di un uomo gli appartiene e la sua acqua appartiene alla trib�� e il mistero della vita non � un problema da risolvere, ma una realt� da sperimentare. I presagi servono a farcelo ricordare. E poich� siamo <emphasis>qui, </emphasis>e abbiamo la religione, alla fine la vittoria non potr� sfuggirci.</p><p>Proprio come il Bene Gesserit aveva insegnato per secoli, prima d�entrare in conflitto con i Fremen:</p><p>�Quando religione e politica viaggiano sullo stesso carro, e il carro � guidato da un santo vivente (baraka), niente pu� resistere sul loro cammino�.</p></section><section><title><p>Appendice 3</p><p><emphasis>Relazione sui motivi e i propositi del Bene Gesserit</emphasis></p></title><p><emphasis>(Estratto dal Sommario preparato dai suoi stessi agenti, subito dopo i Fatti di Arrakis, su richiesta di Lady Jessica. La sincerit� di questa relazione ne fa un documento di valore eccezionale.)</emphasis></p><empty-line/><p>Poich� il Bene Gesserit aveva operato per secoli dietro la sua facciata di Scuola semi-mistica, portando avanti allo stesso tempo il suo programma di selezione genetica fra gli umani, siamo propensi ad attribuirgli un rilievo assai maggiore di quanto esso effettivamente meriti. Il suo �esame dei dati�, in occasione dei Fatti di Arrakis, mostra la profonda ignoranza del Bene Gesserit stesso su quale fosse il proprio ruolo.</p><p>Si potrebbe obiettare che il Bene Gesserit era in grado di esaminare soltanto i fatti ad esso accessibili, e che non aveva potuto avvicinare direttamente il profeta Muad�Dib. Ma la Scuola era riuscita a superare ben altri ostacoli: i suoi errori, a tale proposito, sono molto gravi.</p><p>Il programma del Bene Gesserit era quello di selezionare geneticamente una persona che essi chiamavano �Kwisatz Haderach�, espressione che significa �colui che pu� essere in molti luoghi contemporaneamente�. In altre parole, cercavano di produrre un essere i cui poteri mentali gli consentissero di capire e usare le dimensioni di ordine superiore.</p><p>Cercavano di produrre un super Mentat, un computer umano con alcune delle facolt� di preveggenza che si riscontrano fra i navigatori della Gilda. Ora, considerate attentamente questi fatti:</p><p>Muad�Dib, nato Paul Atreides, era figlio del Duca Leto, un uomo la cui genealogia era stata osservata con cura per pi� di mille anni. La madre del Profeta, Lady Jessica, era figlia naturale del Barone Vladimir Harkonnen e portatrice di caratteri genetici la cui suprema importanza per il programma di selezione era nota da quasi duemila anni. Era una Bene Gesserit, allevata e addestrata come tale, <emphasis>e sarebbe dovuta essere uno strumento volontario per il progetto.</emphasis></p><p>A Lady Jessica era stato ordinato di generare una figlia Atreides. I piani prevedevano che questa figlia si sarebbe unita a Feyd-Rauth Harkonnen, nipote del Barone Vladimir: c�era grande probabilit� che ne nascesse uno Kwisatz Haderach. Invece, per ragioni che lei stessa confessa di non aver mai capito chiaramente, la concubina Lady Jessica si oppose agli ordini e gener� un figlio.</p><p>Gi� questo avrebbe dovuto mettere in guardia il Bene Gesserit: una variante imprevedibile poteva essersi inserita nel suo schema. Ma vi furono altre indicazioni, molto pi� importanti, che esso praticamente ignor�:</p><p>1. Sin da piccolo, Paul Atreides mostr� di saper predire il futuro. Era noto che egli aveva visioni che si rivelavano esatte, penetranti e che sfidavano ogni spiegazione quadridimensionale.</p><p>2. La Reverenda Madre Gaius Helen Mohiam, la Veggente Bene Gesserit che verific� l�umanit� di Paul quando questi aveva quindici anni, testimoni� che il ragazzo aveva sopportato l�agonia pi� di qualsiasi altro essere umano fino a quel giorno. Tuttavia, il suo rapporto trascur� tale fatto!</p><p>3. Quando la famiglia degli Atreides si trasfer� su Arrakis, i Fremen salutarono il giovane Paul come un profeta: �La Voce di un Altro Mondo�. Il Bene Gesserit sapeva perfettamente che un pianeta sottoposto ai massimi rigori come Arrakis, con i suoi sterminati deserti, la totale mancanza d�acqua sulla superficie, l�accentuazione delle pi� primitive necessit� di sopravvivenza, finisce inevitabilmente per produrre un�alta percentuale di sensitivi. Eppure, tanto la reazione dei Fremen quanto l�ovvia presenza della spezia nel cibo di Arrakis furono trascurati dagli osservatori Bene Gesserit.</p><p>4. Quando gli Harkonnen e i soldati fanatici dell�Imperatore Padisci� rioccuparono Arrakis, uccidendo il padre di Paul e la maggior parte dei soldati Atreides, Paul e sua madre sparirono. Ma quasi subito si sparse la voce della presenza di un nuovo capo religioso Fremen: un uomo chiamato Muad�Dib, anch�egli salutato come �La Voce di un Altro Mondo�. Nei rapporti si affermava chiaramente che Muad�Dib era accompagnato da una nuova Reverenda Madre e Sayyadina del Rito �la quale � la donna che lo ha generato�. I dati disponibili al Bene Gesserit dicevano chiaramente che la leggenda si esprimeva nei confronti del Profeta dei Fremen con queste precise parole: �Nascer� da una Bene Gesserit�.</p><p>(Si potrebbe obiettare che il Bene Gesserit invi� la sua Missionaria Protectiva su Arrakis molti secoli prima a piantare i semi di una simile leggenda, come misura prudenziale nel caso che un membro della scuola rimanesse intrappolato laggi� e avesse avuto bisogno di un rifugio, e che questi racconti di una �Voce di un Altro Mondo� dovevano essere ignorati poich� erano la consueta astuzia del Bene Gesserit. Ma questo sarebbe valido solo ammettendo che il Bene Gesserit avesse visto giusto, quando aveva ignorato gli altri indizi su Paul Muad�Dib.)</p><p>5. Quando scoppiarono i �Fatti di Arrakis�, la Gilda Spaziale cerc� di trattare con il Bene Gesserit. La Gilda lasci� intendere che i suoi navigatori, i quali usano la spezia di Arrakis per ottenere la loro limitata preveggenza, indispensabile a dirigere le astronavi nel vuoto, erano �preoccupati per il futuro� oppure �vedevano insorgere gravi problemi all�orizzonte�. Questo significava soltanto che essi avevano visto una relazione, un nodo d�incontro d�innumerevoli, delicate decisioni, oltre le quali il sentiero del tempo era nascosto alla loro preveggenza. Questa era una chiara indicazione della presenza di un�entit� indeterminata, capace di interferire nelle dimensioni di ordine superiore!</p><p>(Alcuni membri del Bene Gesserit si erano gi� resi conto, da tempo, che la Gilda non poteva interferire direttamente con la fonte vitale della spezia, poich� i suoi navigatori � nel loro modo scarsamente efficiente � dovevano affrontare dimensioni di ordine superiore, almeno quanto bastava a capire che il minimo passo falso compiuto su Arrakis sarebbe potuto risultare catastrofico. In particolare, era noto che il pi� piccolo tentativo dei navigatori della Gilda di assumere il controllo diretto della spezia avrebbe causato un disastro. L�ovvia conclusione era che qualcuno, i cui poteri appartenevano a un ordine ancora pi� elevato, <emphasis>stava gi� </emphasis>assumendo il controllo della fonte della spezia, e tuttavia il Bene Gesserit non se ne accorse affatto!)</p><p>Di fronte a questi fatti, � inevitabile pensare che lo stesso inefficace comportamento del Bene Gesserit in tutto l�accaduto sia stato il prodotto di un ordine ben pi� alto, assolutamente al di fuori della sua portata!</p></section><section><title><p>Appendice 4</p><p><emphasis>L�Almanacco en-Ashraf</emphasis></p></title><p><emphasis>(Estratti scelti delle Case Nobili)</emphasis></p><empty-line/><p><strong>Shaddam IV (10134</strong>�<strong>202) </strong>L�Imperatore Padisci�, 81� della sua dinastia (Casa di Corrino) a occupare il Trono del Leone Dorato, regn� dal 10156 (data in cui il padre, Elrood IX, mor� di chaumurky) finch� nel 10196 fo sostituito dalla Reggenza, nel nome della figlia primogenita, Irulan. Il suo regno � noto soprattutto per la Ribellione di Arrakis, della quale gli storici incolpano i divertimenti, la pompa e il lusso che caratterizzarono le cerimonie ufficiali di Shaddam IV. Gli ufficiali col rango di Burseg furono raddoppiati nei primi sedici anni del suo regno, ma gli stanziamenti per l�addestramento dei Sardaukar diminuirono gradualmente durante i trent�anni che precedettero la Ribellione di Arrakis. Ebbe cinque figlie (Irulan, Chalice, Wensicia. Josifa e Rugi) e nessun figlio maschio legittimo. Quattro delle figlie lo accompagnarono, quando si ritir�. La moglie, Anirul, una Bene Gesserit di Rango Segreto, mor� nel 10176.</p><empty-line/><p><strong>Leto Atreides (10140</strong>�<strong>91) </strong>Cugino dei Corrino da parte femminile, spesso � chiamato il Duca Rosso. La Casa degli Atreides domin� Caladan come feudo planetario per venti generazioni, finch� non fu spinta a trasferirsi su Arrakis. � noto soprattutto in quanto padre del Duca Paul Muad�Dib, l�Umma Reggente. I resti mortali del Duca Leto occupano la �Tomba del Teschio� su Arrakis. La sua morte si dice portata dal tradimento di un medico Suk: la responsabilit� della morte viene attribuita al Barone Siridar Vladimir Harkonnen.</p><empty-line/><p><strong>Lady Jessica (On. Atreides: 10154</strong>�<strong>256) </strong>Figlia naturale (informazione Bene Gesserit) del Barone Siridar Vladimir Harkonnen. Madre del Duca Paul Muad�Dib. Diplomata della Scuola Bene Gesserit su Wallach IX.</p><empty-line/><p><strong>Lady Alia Atreides (10191</strong>� ) Figlia legittima del Duca Leto Atreides e della sua concubina ufficiale Lady Jessica. Lady Alia nacque su Arrakis circa otto mesi dopo la morte del Duca Leto. L�esposizione prenatale a un narcotico capace di alterare lo �spettro percettivo� � la ragione per cui in ogni documento del Bene Gesserit si parla di lei come della �Maledetta�. � nota nella storia popolare come �Santa Alia� o �Santa Alia del Coltello�. (Per notizie pi� dettagliate, vedi <emphasis>Santa Alia, cacciatrice di un miliardo di mondi, </emphasis>di Pander Oulson.)</p><empty-line/><p><strong>Vladimir Harkonnen (10110</strong>�<strong>93) </strong>Chiamato comunemente Barone Harkonnen, il suo titolo ufficiale � quello di Barone Siridar (governatore planetario). Vladimir Harkonnen � un diretto discendente in linea maschile del Bashar Abulurd Harkonnen, esiliato per codardia dopo la battaglia di Corrin. Il ritorno al potere degli Harkonnen � generalmente attribuito a un�astuta manipolazione del mercato delle pellicce di balena; pi� tardi lo consolidarono con la ricchezza ricavata dal melange di Arrakis. Il Barone Siridar mor� su Arrakis durante la Ribellione. Il titolo pass�, per un brevissimo periodo, al na-Barone Feyd-Rautha Harkonnen.</p><empty-line/><p><strong>Conte Hasimir Fenring (10133</strong>�<strong>225) </strong>Cugino della Casa di Corrino per parte femminile, fu compagno d�infanzia di Shaddam IV (la <emphasis>Pseudostoria dei Corrino, </emphasis>dai pi� discreditata, riporta il curioso detto secondo cui Fenring fu responsabile del chaumurky che uccise Elrood IX). Tutti gli storici concordano nell�affermare che Fenring fu l�unico amico intimo che Shaddam IV abbia avuto. Le mansioni imperiali affidate al Conte Fenring compresero quella di Agente Imperiale su Arrakis durante il regime degli Harkonnen, e pi� tardi quello di Siridar in Absentia di Caladan. Accompagn� Shaddam IV nell�esilio su Salusa Secundus.</p><empty-line/><p><strong>Conte Glossu Rabban (10132</strong>�<strong>93) </strong>Glossu Rabban, Conte di Lankiveil, era il nipote primogenito di Vladimir Harkonnen. Glossu Rabban e Feyd-Rautha Rabban (che prese il nome Harkonnen quando fu prescelto per la successione del Barone Siridar) erano figli legittimi del fratellastro pi� giovane del Barone Siridar, Abulurd. Abulurd aveva rinunciato al nome Harkonnen e a tutti i diritti che gli derivavano dal titolo quando gli era stato affidato il governatorato del sottodistretto di Rabban-Lankiveil. Rabban era un nome che gli spettava per discendenza femminile.</p></section><section><title><p>Appendice V</p><p><emphasis>Terminologia dell�Impero</emphasis></p></title><p><emphasis>Nello studio dell�Impero, di Arrakis e di tutta la cultura da cui scatur� Muad�Dib s�incontrano numerose parole poco usate. Nel lodevole scopo di accrescere la comprensione, sono qui fornite definizioni e spiegazioni.</emphasis></p><empty-line/><p><strong>Aba: </strong>mantello ampio e sciolto, di solito nero, indossato dalle donne Fremen.</p><p><strong>Abisso di polvere: </strong>un qualsiasi profondo crepaccio o depressione di Arrakis riempito di polvere e in tutto uguale, in apparenza, al terreno circostante: costituisce una trappola mortale perch� uomini e animali possono sprofondarvi e soffocare. (<emphasis>Vedi </emphasis>Sabbia, marea di.)</p><p><strong>Ach: </strong>�Gira a sinistra�, richiamo dei timonieri di vermi.</p><p><strong>Acqua della vita: </strong>uno dei veleni �illuminanti� (<emphasis>vedi </emphasis>Reverenda Madre). In particolare, il liquido secreto da un venne delle sabbie (<emphasis>vedi </emphasis>Shai-Hulud) nel momento della sua morte per annegamento: nel corpo di una Reverenda Madre si trasforma nel narcotico che provoca l�orgia tau del sietch. Una droga psicotropica che ha l�effetto di estendere lo spettro percettivo.</p><p><strong>Acqua, disciplina d�: </strong>il duro addestramento che abitua gli abitanti del deserto di Arrakis a vivere senza sprecare umidit�.</p><p><strong>Acqua, fardello d�: </strong>un obbligo mortale (termine Fremen).</p><p><strong>Acqua, maestro d�: </strong>un Fremen che � stato consacrato a celebrare i riti dell�acqua e dell�Acqua della Vita.</p><p><strong>Acqua, misure d�: </strong>anelli metallici di varia grandezza, ognuno dei quali corrisponde a una specifica quantit� d�acqua pagabile dalle riserve dei Fremen. Queste misure hanno un significato profondo, che va molto al di l� dell�idea di denaro, in particolare nei riti della nascita, della morte e del corteggiamento.</p><p><strong>Acqua, tubo dell�: </strong>un qualsiasi tubo di tuta o di tenda distillante che convogli l�acqua recuperata fino a una tasca di raccolta, o da essa alla bocca.</p><p><strong>Adab: </strong>la memoria ossessiva che si risveglia non richiesta.</p><p><strong>Addestramento: </strong>questa parola comune assume un significato del tutto particolare quando venga usata in riferimento al Bene Gesserit. In tal caso si riferisce a uno speciale condizionamento dei riflessi nervosi e muscolari (<emphasis>vedi </emphasis>Bindu; Prana), portato al limite estremo consentito dalla fisiologia del corpo umano.</p><p><strong>Akarso: </strong>pianta nativa di Sikun (70 Ophiuci A), con caratteristiche foglie semilanceolate. Le sue strisce bianche e verdi corrispondono a un�alternanza di zone di clorofilla attive e latenti.</p><p><strong>Alam al-Mithal: </strong>il mistico mondo delle similitudini, dove non esistono limitazioni fisiche.</p><p><strong>Ala trasporto: </strong>(comunemente: ala); velivolo da trasporto ad ala rigida. Usato comunemente su Arrakis per il trasporto dei trattori da sabbia (<emphasis>vedi </emphasis>Sabbia, trattore da).</p><p><strong>Al-Lat: </strong>il sole originario dell�umanit�; usato comunemente per indicare il primario di ogni pianeta.</p><p><strong>Ampoliros: </strong>il leggendario �olandese volante� dello spazio.</p><p><strong>Amtal </strong>o <strong>Regola Amtal: </strong>regola comune a tutti i mondi primitivi, secondo la quale una cosa dev�esser provata per stabilire i limiti o i difetti. Comunemente: provare fino alla distruzione.</p><p><strong>Aql: </strong>la prova della ragione. In origine: le �Sette Domande Mistiche� che iniziano con: �Chi � colui che pensa?�</p><p><strong>Arbitro del cambio: </strong>un funzionario nominato dal Gran Consiglio del Landsraad e dall�Imperatore per sovrintendere ai cambiamenti di feudo, alle dispute kanly o a un combattimento formale di una Guerra di Assassini. L�autorit� dell�arbitro pu� essere contestata soltanto di fronte al Gran Consiglio, in presenza dell�Imperatore.</p><p><strong>Arrakeen: </strong>la prima colonia su Arrakis; fin dall�inizio sede del governo planetario.</p><p><strong>Arrakis: </strong>il pianeta conosciuto anche come Dune; terzo pianeta di Canopo.</p><p><strong>Assassini, guerra di: </strong>la limitata forma di guerra tra Case consentita dalla Grande Intesa e dalla Tregua della Gilda. Il suo scopo � quello di ridurre il numero delle vittime tra i terzi non direttamente implicati. Le regole prescrivono una dichiarazione ufficiale delle intenzioni dei contendenti, e limitano l�uso delle armi a quelle lecite.</p><p><strong>Assassini, manuale degli: </strong>lista di veleni comunemente usati in una Guerra di Assassini, compilata nel terzo secolo e ampliata successivamente fino a comprendere tutti gli strumenti mortali consentiti dalla Grande Intesa e dalla Tregua della Gilda.</p><p><strong>Auliya: </strong>tra i nomadi Zensunni, la donna che sta al lato sinistro di Dio. La servitrice di Dio.</p><p><strong>Aumas: </strong>veleno che si somministra con i cibi (pi� specificamente: con i cibi solidi). In alcuni dialetti: Chaumas.</p><p><strong>Ayat: </strong>i segni della vita. (<emphasis>Vedi </emphasis>Burhan).</p><empty-line/><p><strong>Bakka: </strong>nella leggenda dei Fremen, colui che piange per tutta l�umanit�.</p><p><strong>Baklawa: </strong>una pasta densa confezionata con succo di datteri.</p><p><strong>Baliset: </strong>strumento musicale a nove corde, diretto discendente del sithar, accordato secondo la scala Chusuk e suonato come un mandolino. Strumento favorito dei menestrelli imperiali.</p><p><strong>Baraka: </strong>un santone vivente dotato di poteri magici.</p><p><strong>Bashar: </strong>spesso Colonnello Bashar; un ufficiale dei Sardaukar, superiore al colonnello di una frazione di grado nella gerarchla militare standardizzata. Rango creato per i governatori militari dei sottodistretti planetari. (Bashar dei Corpi � un titolo riservato strettamente all�uso militare.)</p><p><strong>Battaglia, linguaggio di: </strong>un qualsivoglia linguaggio artificiale impiegato per semplificare le comunicazioni in guerra.</p><p><strong>Bedwain: </strong><emphasis>vedi </emphasis>Ichwan Bedwain.</p><p><strong>Bela Tegeusi: </strong>quinto pianeta di Kuentsing, terzo luogo di sosta degli Zensunni (Fremen) durante la loro migrazione forzata.</p><p><strong>Bene Gesserit: </strong>l�antica scuola di addestramento mentale e fisico, fondata inizialmente per studenti di sesso femminile dopo il Jihad Butleriano, quando furono distrutte le cosiddette �macchine pensanti� e i robot.</p><p><strong>B.G.:</strong> comunemente, sta per Bene Gesserit, salvo quando accompagna una data: in questo caso sta per l�antico anglo <emphasis>Before Guild </emphasis>(�prima della Gilda�), e caratterizza il Calendario Imperiale che inizia con il monopolio della Gilda Spaziale.</p><p><strong>Bhotani-Jib: </strong><emphasis>vedi </emphasis>Chakobsa.</p><p><strong>Bibbia Cattolica Orangista: </strong>il �Libro Accumulato�, il testo religioso prodotto dalla Commissione Ecumenica dei Traduttori. Contiene elementi tratti dalle religioni pi� antiche, compresi il Saari Maomettano, il Cristianesimo Mahayana, il Cattolicesimo Zensunni e le Tradizioni Buddislamiche. Il suo comandamento supremo �: �Non sfigurare la tua anima�.</p><p><strong>Bi-La Kaifa: </strong>Amen. (Letteralmente: �Non c�� bisogno di altre spiegazioni.�)</p><p><strong>Bindu: </strong>si riferisce al sistema nervoso umano, specialmente al suo addestramento. Spesso citato come Bindu-nervo. (<emphasis>Vedi </emphasis>Prana.)</p><p><strong>Bindu, sospensione: </strong>una speciale forma di catalessi autoindotta.</p><p><strong>Bled: </strong>deserto piatto e sconfinalo.</p><p><strong>Bourka: </strong>mantello isolante indossato dai Fremen in pieno deserto.</p><p><strong>Burhan: </strong>la prova della vita. (Comunemente: l�ayat e il burhan della vita. <emphasis>Vedi </emphasis>Ayat.)</p><p><strong>Burseg: </strong>generale comandante dei Sardaukar.</p><p><strong>Butler, Samuel: </strong><emphasis>vedi </emphasis>Jihad Butleriano. (<emphasis>Vedi anche </emphasis>Grande Rivolta.)</p><empty-line/><p><strong>Caid: </strong>particolare rango di ufficiale Sardaukar dato a un addetto militare i cui compiti consistono prevalentemente nel trattare con i civili. Governatorato militare di un intero distretto planetario. Sopra il rango di Bashar, ma non allo stesso livello di Burseg.</p><p><strong>Caladan: </strong>terzo pianeta di Delta Pavonis, luogo di nascita di Paul Muad�Dib.</p><p><strong>Canto e Respondu: </strong>un rito invocativo, parte del panoplia propheticus della Missionaria Protectiva.</p><p><strong>Casa:</strong> idiomatico per un clan che governi un pianeta o un sistema planetario.</p><p><strong>Case Maggiori, </strong>o <strong>Grandi Case:</strong> titolari di feudi planetari; la classe degli imprenditori interplanetari.</p><p><strong>Case Minori: </strong>imprenditori planetari. (In Galach: <emphasis>Richece.</emphasis>)</p><p><strong>Cercatore-Assassino: </strong>lama di metallo tenuta in sospensione e guidata da un quadro di controllo posto nelle immediate vicinanze; uno dei pi� comuni strumenti nelle Guerre di Assassini.</p><p><strong>Chakobsa: </strong>il cosiddetto �linguaggio magnetico�, derivato in parte dall�antico Bhotani (Bhotani-Jib: <emphasis>Jib </emphasis>significa dialetto). Una raccolta di antichi dialetti modificati dalla necessit� di conservare il segreto, ma principalmente la lingua di caccia dei Bhotani, gli Assassini mercenari della prima Guerra di Assassini.</p><p><strong>Chaumas: </strong>(in alcuni dialetti Aumas); veleno per cibi solidi, diverso da quello somministrato in altri modi.</p><p><strong>Chaumurky: </strong>(Murky o Musky in alcuni dialetti); veleno somministrato in una bevanda.</p><p><strong>Cheops: </strong>scacchi piramide; gioco degli scacchi a nove piani, col doppio scopo di mettere la regina al vertice e dare scacco al re avversario.</p><p><strong>Cherem: </strong>una fratellanza d�odio (di solito per vendetta).</p><p><strong>CHOAM: </strong>acrostico per Combine Honnete Ober Advancer Mercantiles; la corporazione universale per lo sviluppo commerciale, controllata dall�Imperatore e dalle Grandi Case, con la Gilda e il Bene Gesserit come �soci silenziosi�.</p><p><strong>Chusuk: </strong>quarto pianeta di Theta Shalish, il cosiddetto �pianeta musicale�, noto per la qualit� dei suoi strumenti. (<emphasis>Vedi </emphasis>Varota.)</p><p><strong>Cielago: </strong>qualsiasi pipistrello di Arrakis adattato al trasporto di messaggi distrans.</p><p><strong>CO., Bibbia: </strong><emphasis>vedi </emphasis>Bibbia Cattolica Orangista.</p><p><strong>Colonna di fuoco: </strong>semplice razzo chimico per segnalazioni nella pianura desertica.</p><p><strong>Condizionamento Imperiale: </strong>un risultato della Scuola Medica Suk. Il pi� forte condizionamento che impedisce di uccidere (<emphasis>vedi </emphasis>Coscienza Piretica). Gli iniziati sono contraddistinti da una losanga tatuata sulla fronte: ad essi � consentito di portare i capelli lunghi, trattenuti dall�anello Suk, d�argento.</p><p><strong>Cono </strong>o <strong>Zona di silenzio: </strong>distorsione di campo (<emphasis>vedi </emphasis>Scudo) che limita il potere di diffusione della voce o di quaisiasi altra vibrazione meccanica, soffocandone le onde con una controvibrazione sfasata di 180 gradi.</p><p><strong>Corazzata spaziale: </strong>nave da guerra composta di dieci sezioni, munita di armamento pesante e di scudi. � progettata in modo da poter essere separata nelle varie sezioni componenti al momento della partenza da un pianeta.</p><p><strong>Coriolis, tempesta di: </strong>quaisiasi tempesta di sabbia di una certa rilevanza, su Arrakis, viene cos� definita; i venti, attraversando immensi territori piani, vengono incrementati dallo stesso moto di rotazione del pianeta (a causa dell�accelerazione complementare, o �di Coriolis�, del loro moto relativo) fino a raggiungere velocit� di 800 chilometri all�ora standard. L�influsso di queste tempeste sul periodo di rotazione del pianeta non � ben determinabile, ma produce un graduale allungamento del giorno di Arrakis.</p><p><strong>Corrin, battaglia di: </strong>la battaglia spaziale da cui la Casa Imperiale di Corrino prese il nome. La battaglia, combattuta nei pressi di Sigma Draconis nell�anno 88 B.G., determin� l�ascesa della Casa regnante proveniente da Salusa Secundus.</p><p><strong>Coscienza Piretica: </strong>o �coscienza di fuoco�. Livello d�inibizione raggiunto mediante il (<emphasis>vedi</emphasis>) Condizionamento Imperiale.</p><p><strong>Cousines: </strong>rapporti di sangue al di l� dei cugini, tra nobili.</p><p><strong>Creatore: </strong><emphasis>Vedi </emphasis>Shai-Hulud.</p><p><strong>Creatore, ami da: </strong>gli ami, o uncini, usali per catturare, montare e timonare un verme delle sabbie di Arrakis.</p><p><strong>Creatore, piccolo: </strong>l�essere, a met� tra la pianta e l�animale, che abita le sabbie profonde; la sua forma adulta � il verme delle sabbie di Arrakis. Gli escrementi del piccolo creatore formano la massa prespezia.</p><p><strong>Cryss: </strong>il sacro coltello dei Fremen di Arrakis. Viene confezionato in due forme con i denti estratti dai vermi delle sabbie: una � �fissa� e l�altra � �instabile�. Un cryss instabile deve trovarsi vicino al campo elettrico di un corpo umano per evitare la disintegrazione. Quelli fissi subiscono un trattamento particolare per garantirne la conservazione. Tutti sono lunghi circa 20 centimetri.</p><empty-line/><p><strong>Dar al-Hikman: </strong>scuola d�interpretazioni o traduzioni religiose.</p><p><strong>Derch: </strong>�gira a destra!�: richiamo dei timonieri di vermi.</p><p><strong>Dictum Familia: </strong>regola della Grande Intesa che proibisce l�uccisione di un membro della Famiglia Reale o di una Grande Casa usando qualche sleale perfidia. La regola stabilisce una linea di condotta formale, e limita i modi dell�assassinio.</p><p><strong>Distrans: </strong>strumento che produce un�impressione neurale temporanea sul sistema nervoso dei pipistrelli. Il grido usuale di queste creature contiene allora il messaggio sovrimpresso, che poi pu� essere selezionato dalle strida del soggetto per mezzo di un altro distrans.</p><p><strong>Djinn: </strong>spiriti dell�aria.</p><empty-line/><p><strong>Ecaz: </strong>quarto pianeta di Alpha Centauri B, �paradiso degli scultori� (cos� chiamato perch� da esso ha origine il �legno mimetico�: pianta che, nella sua crescita, pu� essere modellata dalia semplice forza del pensiero umano).</p><p><strong>Effetto Holtzman: </strong>l�effetto negativo, di repulsione, di un generatore di scudo.</p><p><strong>Egoritratto: </strong>ritratto di una persona, riprodotto mediante un proiettore shiga (<emphasis>vedi anche </emphasis>Solido). L�egoritratto � in grado di mostrare piccoli movimenti involontari, cos� rispecchiando l�essenza della personalit�.</p><p><strong>Elacca: </strong>narcotico prodotto bruciando i granuli sanguigni del legno di elacca che cresce su Ecaz. Il suo effetto � quello di sopprimere quasi completamente ogni volont� di autoconservazione. La pelle del drogato acquista un caratteristico color carota. Si usa comunemente per preparare gli schiavi gladiatori per l�arena.</p><p><strong>El-Sayal: </strong>la �pioggia di sabbia�; una precipitazione di polvere sollevata fino a una quota di 2000 metri (in media) da una tempesta di Coriolis. Gli el-sayal frequentemente trascinano con s� l�umidit� fino al livello del suolo.</p><p><strong>Erg: </strong>un vasto deserto a dune, un mare di sabbia.</p><empty-line/><p><strong>Fai: </strong>il tributo dell�acqua, la principale tassa su Arrakis.</p><p><strong>Faufreluches: </strong>la regola della rigida distinzione tra le classi fatta rispettare dall�Impero. �Un posto per ogni uomo, e ogni uomo al suo posto.�</p><p><strong>Fedaykin: </strong>�commandos della morte� dei Fremen. Storicamente, un gruppo costituitosi con lo scopo di dare la propria vita per raddrizzare un torto.</p><p><strong>Fiqh: </strong>conoscenza, regola religiosa; una delle semileggendarie origini della religione dei nomadi Zensunni.</p><p><strong>Fratellastri: </strong>figli di concubine, sotto lo stesso tetto, i quali siano nati dallo stesso padre.</p><p><strong>Fregata: </strong>la pi� grande nave spaziale in grado di atterrare su un pianeta e di ripartirne in un solo pezzo.</p><p><strong>Fremen: </strong>le libere trib� di Arrakis, abitanti del deserto, ultime discendenti dei nomadi Zensunni. (Il Dizionario Imperiale li qualifica �Pirati della Sabbia�.)</p><p><strong>Freyn </strong>(usato solo nell�accezione �non freyn�). In Galach, gli eletti; gli appartenenti alla stessa comunit�, fino allo �straniero pi� vicino�.</p><empty-line/><p><strong>Galach: </strong>lingua ufficiale dell�Impero, un ibrido angloslavo con forti tracce di termini culturalmente specializzati, adottati nel corso della lunga catena di migrazioni umane.</p><p><strong>Gamont: </strong>terzo pianeta di Niushe, famoso per la sua cultura edonistica e per le sue esotiche pratiche sessuali.</p><p><strong>Gare: </strong>collina isolata.</p><p><strong>Geyrat: </strong>�sempre dritto!�: grido di un timoniere di vermi.</p><p><strong>Ghafla: </strong>dilettarsi a tormentare o a preoccupare gli altri. Una persona imprevedibile, di cui non ci si pu� fidare.</p><p><strong>Ghanima: </strong>qualcosa che � stato conquistato in battaglia o durante un corpo a corpo. Usualmente: il ricordo di una battaglia, conservato unicamente per ridestarne la memoria.</p><p><strong>Giedi Primo: </strong>il pianeta di Ophiuci B (36), mondo originario della Casa degli Harkonnen. Un pianeta mediocremente abitabile, con un basso livello di attivit� fotosintetica.</p><p><strong>Gilda: </strong>la Gilda Spaziale, una delle colonne del �tripode politico� che garantisce la Grande Intesa. La Gilda fu la seconda scuola di addestramento fisicomentale (<emphasis>vedi </emphasis>Bene Gesserit) dopo il Jihad Butleriano. L�inizio del monopolio della Gilda nei viaggi spaziali, nei trasporti e in tutte le operazioni bancarie interplanetarie � preso come punto di partenza del calendario imperiale.</p><p><strong>Ginaz, casa di: </strong>un tempo alleati del Duca Leto Atreides. Furono sconfitti durante la Guerra degli Assassini con Grumman.</p><p><strong>Giudichar: </strong>una santa verit�. (Comunemente usato nell�espressione �Giudichar mantene�: una verit� innata ed edificante.)</p><p><strong>Globo: </strong>un apparecchio illuminante simile a una boa sospesa, autoalimentantesi (generalmente a mezzo di batterie organiche).</p><p><strong>Gom jabbar: </strong>il nemico dalla mano levata; specificamente, l�ago velenoso intriso di metacianuro, usato dalle Supervisori Bene Gesserit come alternativa mortale nel riconoscimento della natura umana del soggetto.</p><p><strong>Graben: </strong>una lunga fossa geologica formatasi per lo sprofondamento del terreno causato dai movimenti degli strati profondi della crosta.</p><p><strong>Gran Consiglio: </strong>la cerchia interna del Landsraad, col potere di agire come tribunale supremo nelle dispute fra Casa e Casa.</p><p><strong>Grande Intesa: </strong>la tregua universale imposta dall�equilibrio dei poteri fra la Gilda, le Grandi Case e l�Impero. La sua legge principale proibisce l�uso delle armi atomiche contro obbiettivi umani. Ogni legge della Grande Intesa inizia con le parole: �Dev�essere rispettata la condizione che��</p><p><strong>Grande Madre: </strong>la dea cornuta, il principio femminile dello spazio. (Comunemente: Madre Spazio), il volto femminile della trinit� maschio-femmina-neutro accettata come essere supremo da molte religioni dell�Impero.</p><p><strong>Grande Rivolta: </strong>espressione comune per Jihad Butleriano (<emphasis>vedi</emphasis>).</p><p><strong>Gridex: </strong>separatore a carica differenziale usato per separare la sabbia dal melange; strumento usato al secondo stadio di raffinazione della spezia.</p><p><strong>Grumman: </strong>secondo pianeta di Niushe, famoso soprattutto per le lotte intestine della sua Casa regnante (Moritani) con la Casa di Ginaz.</p><empty-line/><p><strong>Hagal: </strong>il �pianeta dei gioielli� (Theta Shaowei II), sede di attivit� minerarie al tempo di Shaddam I.</p><p><strong>Haiiiii-Yoh!: </strong>ordine di muoversi, grido di un timoniere di vermi.</p><p><strong>Hajj: </strong>viaggio santo.</p><p><strong>Hajr: </strong>viaggio nel deserto, migrazione.</p><p><strong>Hajra: </strong>viaggio di ricerca.</p><p><strong>Hal Yawm: </strong>�Adesso! Finalmente!�; esclamazione Fremen.</p><p><strong>Harmonthep: </strong>Ingsley lo cita come il pianeta sul quale gli Zensunni si fermarono per la sesta volta. Si presume che sia stato lo scomparso satellite di Delta Pavonis.</p><p><strong>Hiereg: </strong>accampamento temporaneo dei Fremen, all�aperto, tra le sabbie del deserto.</p><p><strong>Holtzman: </strong><emphasis>vedi </emphasis>Effetto Holtzman.</p><empty-line/><p><strong>Ibad, occhi di: </strong>caratteristico effetto di un�alimentazione ricca di melange, per la quale il bianco e le pupille degli occhi acquistano un colore azzurro cupo (che indica comunque un uso eccessivo di spezia).</p><p><strong>Ibn Qirtaiba: </strong>�Cos� dicono le sante parole��: inizio formale di una formula magico-religiosa dei Fremen (derivata dal panoplia propheticus).</p><p><strong>Ichwan Bedwain: </strong>la fratellanza di tutti i Fremen di Arrakis.</p><p><strong>Ijaz: </strong>profezia che per la sua stessa natura non si pu� negare; profezia immutabile.</p><p><strong>Ikhut-Eigh!: </strong>grido di un venditore d�acqua su Arrakis (etimo incerto). (<emphasis>Vedi: </emphasis>Soo-Soo Sook.)</p><p><strong>Ilm: </strong>teologia; scienza delle tradizioni religiose; una delle semi leggendarie origini della fede dei nomadi Zensunni.</p><p><strong>Incrociatore spaziale: </strong>nave spaziale militare composta di molti vascelli pi� piccoli uniti insieme. Concepita per piombare su una postazione nemica e schiacciarla.</p><p><strong>Istislah: </strong>regola universale di salvezza in guerra; usualmente, preparazione a qualsiasi brutalit�.</p><p><strong>Ix:</strong><emphasis>vedi </emphasis>Richesse.</p><empty-line/><p><strong>Jihad: </strong>una crociata religiosa; una ribellione di fanatici.</p><p><strong>Jihad Butleriano: </strong>(<emphasis>vedi anche </emphasis>Grande Rivolta); la crociata contro i computer, le macchine pensanti e i robot autocoscienti, iniziatasi nel 201 B.G. e conclusa nel 108 B.G. Il suo principale comandamento � scritto nella Bibbia CO.: �Non costruirai una macchina a somiglianza della mente di un uomo�.</p><p><strong>Jubba: </strong>un mantello per tutti gli usi (pu� essere regolato per riflettere o assorbire calore radiante, pu� essere convertito in un�amaca o in una tenda) comunemente indossato su Arrakis sopra una tuta distillante.</p><empty-line/><p><strong>Kanly: </strong>formalmente, una lotta intestina, o una vendetta, condotte nei limiti pi� stretti secondo le regole della Grande Intesa (<emphasis>vedi </emphasis>Arbitro del cambio). In origine le regole erano state concepite per proteggere i terzi innocenti.</p><p><strong>Karama: </strong>miracolo; un�azione che si origina nel mondo degli spiriti.</p><p><strong>Khala: </strong>tradizionale invocazione per calmare gli spiriti infuriati di un luogo appena nominato.</p><p><strong>Kindjal: </strong>spada corta a doppia lama (o lungo coltello) con circa venti centimetri di lama leggermente ricurva.</p><p><strong>Kiswa: </strong>qualsiasi figura o disegno della mitologia Fremen.</p><p><strong>Kitab al-Ibar: </strong>il manuale che unisce le regole della sopravvivenza con quelle della religione, sviluppato dai Fremen su Arrakis.</p><p><strong>Krimskell, fibra o corda: </strong>la �fibra artiglio�, intessuta con filamento del rampicante <emphasis>hufuf </emphasis>originario di Ecaz. I nodi in fibra krimskell stringono con forza crescente, fino a un limite prestabilito, quando si tende il laccio. (Per uno studio pi� dettagliato, vedi �I rampicanti strangolatori di Ecaz�, di Holjance Vohnbrook.)</p><p><strong>Kull wahad!: </strong>�Sono profondamente commosso!�, un�esclamazione di genuina sorpresa, comune fra le genti dell�Impero. Un�interpretazione pi� stretta � legata al contesto. (Si dice che una volta Muad�Dib abbia visto il pulcino di un falco del deserto rompere il guscio, e abbia bisbigliato: �Kull wahad!�)</p><p><strong>Kulon: </strong>asino selvatico delle steppe asiatiche della Terra, adattato ad Arrakis.</p><p><strong>Kwisatz haderach: </strong>�la via pi� breve�. Questo � l�appellativo di cui il Bene Gesserit gratific� lo <emphasis>sconosciuto, </emphasis>che cerc� di ottenere con una soluzione genetica: un maschio Bene Gesserit i cui poteri mentali potessero varcare, per costituzione organica, lo spazio e il tempo.</p><empty-line/><p><strong>La, la, la: </strong>grido di dolore dei Fremen. (Si pu� tradurre con la negazione finale, un �no� per il quale non c�� appello.)</p><p><strong>Laser, lama: </strong>versione a portata ridotta di un laser militare, usata principalmente come strumento da taglio o come bisturi.</p><p><strong>Laser, pistola </strong>o <strong>fucile: </strong>proiettore laser a fascio continuo. Il suo impiego come arma subisce forti limitazioni in quelle culture che fanno uso di generatori di scudo, a causa delle violente esplosioni (comunemente: �scoppi pirotecnici�; scientificamente: fusioni subatomiche) che si generano quando il fascio interferisce con lo scudo.</p><p><strong>Legione imperiale: </strong>dieci brigate (circa 30.000 uomini).</p><p><strong>Legno mimetico: </strong><emphasis>vedi </emphasis>Ecaz.</p><p><strong>Liana indelebilis: </strong>un rampicante nativo di Giedi Primo, frequentemente usato come frusta nei pozzi degli schiavi. Le vittime restano marcate da tatuaggi rosso scuro, che provocano fitte di dolore per molti anni.</p><p><strong>Liban: </strong>il liban dei Fremen � un infuso di acqua, spezia e farina di yucca. In origine, una bevanda di latte acido. (Comunemente: birra di spezia.)</p><p><strong>Liberi commercianti: </strong>idiomatico per contrabbandieri.</p><p><strong>Librofilm: </strong>una qualsiasi registrazione su filo shiga usata nell�insegnamento per trasferire un impulso mnemonico.</p><p><strong>Lisan al-Gaib: </strong>�la Voce di un Altro Mondo�. Nelle leggende messianiche dei Fremen, quella di un profeta di un altro mondo. Tradotto a volte come �Donatore d�Acqua�. (<emphasis>Vedi </emphasis>Mahdi.)</p><p><strong>Literjon: </strong>un contenitore da un litro per portare acqua, su Arrakis, confezionato con plastica a prova d�urto e a chiusura ermetica.</p><empty-line/><p><strong>Magica, arte: </strong>Fremen per indicare qualcosa che si trova al di sotto del parapsicologico e del mistico.</p><p><strong>Mahdi: </strong>nelle leggende messianiche dei Fremen, �Colui che ci condurr� al paradiso.�</p><p><strong>Mantene: </strong>fondamentale saggezza, argomento decisivo, primo principio. (<emphasis>Vedi </emphasis>Giudichar.)</p><p><strong>Marea, bacini di: </strong>qualsiasi depressione del terreno sulla superficie di Arrakis, che sia stata riempita durante i secoli e nella quale siano state misurate vere e proprie maree di polvere. (<emphasis>Vedi </emphasis>Sabbia, marea di)</p><p><strong>Martellatore: </strong>bastone (lunghezza variabile secondo i modelli) con un battacchio a un�estremit�. Il movimento del battacchio � regolato da un dispositivo a molla fissato all�altra estremit�. Esso viene infilato nella sabbia allo scopo di richiamare uno shai-hulud con il suo battito.</p><p><strong>Mashad, prova: </strong>qualsiasi prova in cui l�onore (definito come qualcosa di spirituale) � in gioco.</p><p><strong>Maula: </strong>schiavo. (<emphasis>Vedi anche </emphasis>Pistola Maula.)</p><p><strong>Melange: </strong>spezia, la �spezia delle spezie�, di cui Arrakis � l�unica fonte. La spezia, nota soprattutto per le sue qualit� geriatriche, d� una leggera assuefazione se presa in piccole dosi, ma un�assuefazione infinitamente pi� grave se presa in quantit� superiori ai due grammi giornalieri per ogni settanta chilogrammi di peso corporeo. (<emphasis>Vedi </emphasis>Acqua della vita; Ibad, occhi di; Prespezia, massa.) Muad�Dib afferm� che la spezia era alla base dei suoi poteri di preveggenza. I navigatori della Gilda dicono lo stesso. Il suo prezzo sul mercato imperiale arriva fino a 620.000 solari per decagrammo.</p><p><strong>Mentat: </strong>�computer umani�; classe di cittadini imperiali addestrati a raggiungere le massime altezze della logica.</p><p><strong>Metalventaglio: </strong>lega metallica formata mediante la crescita di cristalli di jasmium nel duralluminio. Caratterizzato dalla notevole resistenza meccanica in rapporto al peso. (Il nome deriva dal suo primo marchio di fabbrica, quando si cominci� a usarlo sotto forma di strutture ripiegabili �a ventaglio�.)</p><p><strong>Metavetro: </strong>vetro formato dall�infusione di gas ad alta temperatura in fogli di quarzo jasmium. Noto per la sua resistenza alla trazione (carico di rottura circa 4500 chilogrammi per millimetro quadro, per fogli dello spessore di 2 centimetri) e per la sua capacit� di funzionare come filtro altamente selettivo per le radiazioni nella banda visibile.</p><p><strong>Mietitrice: </strong>(i tipi pi� grandi sono anche chiamati �fabbriche di spezia�); macchina per la raccolta della spezia. Raggiunge dimensioni di 120 per 40 metri, e viene impiegata sulle �esplosioni� di spezia, ricche e non contaminate. �Trattori� sono i tipi pi� piccoli; tutti si muovono su cingoli indipendenti, fissati su gambe retrattili.</p><p><strong>Mihna: </strong>la stagione delle prove per i giovani Fremen che vogliono diventare uomini,</p><p><strong>Minatore di spezia: </strong><emphasis>vedi </emphasis>Uomo da duna.</p><p><strong>Minimicrofilm: </strong>filo shiga del diametro di un micron, spesso usato per la trasmissione di messaggi nello spionaggio.</p><p><strong>Mish-mish: </strong>albicocche.</p><p><strong>Misr: </strong>termine storico degli Zensunni (Fremen) per designare se stessi: �Il Popolo.�</p><p><strong>Missionaria Protectiva: </strong>�braccio� del Bene Gesserit incaricato di contagiare di superstizioni i mondi primitivi, aprendo cos� quelle regioni allo sfruttamento da parte dello stesso Bene Gesserit. (<emphasis>Vedi </emphasis>Panoplia propheticus.)</p><p><strong>Misura d�acqua: </strong><emphasis>vedi </emphasis>Acqua, misure d�.</p><p><strong>Muad�Dib: </strong>il topo canguro adattato ad Arrakis; una creatura associata, nella mitologia terrestre e spirituale dei Fremen, a un disegno visibile sulla seconda luna del pianeta. Questa creatura � particolarmente ammirata dai Fremen per l�abilit� con cui sopravvive nel deserto.</p><p><strong>Mudir: </strong>chiunque ha l�incarico di guidare.</p><p><strong>Mudir Nahya: </strong>il nome dato dai Fremen a Beast Rabban (Conte Rabban di Lankiveil), il cugino degli Harkonnen che fu governatore siridar di Arrakis per molti anni. Il nome � sinonimo di �Governatore Demonio�.</p><p><strong>Muro Scudo: </strong>una caratteristica orografica tipica dei territori settentrionali di Arrakis. Protegge una piccola zona dalla violenza delle tempeste di Coriolis che si scatenano sul pianeta.</p><p><strong>Mushtamal: </strong>un piccolo giardino annesso, un cortile.</p><p><strong>Musky: </strong>un veleno per bevande. (<emphasis>Vedi </emphasis>Chaumurky).</p><p><strong>Mu Zein Wallah!: </strong>letteralmente Mu Zein significa �niente di buono�, e Wallah � un�esclamazione definitiva. Nel tradizionale inizio della maledizione di un Fremen contro un suo nemico, Wallah accentua l�espressione Mu Zein, e il significato complessivo � �Niente di buono mai stato buono, buono a niente!�</p><empty-line/><p><strong>Na-:</strong> prefisso col significato di �nominato� o �la volta successiva�. Cos�, na-Barone significa erede designato di una Baronia.</p><p><strong>Naib: </strong>chi ha giurato di non farsi mai catturare vivo dal nemico; giuramento tradizionale di un capo Fremen.</p><p><strong>Nezhoni, sciarpa: </strong>la sciarpa portata intorno alla fronte, sotto il cappuccio di una tuta distillante, dalle donne Fremen sposate o �associate� dopo la nascita di un figlio.</p><p><strong>Noukkers: </strong>ufficiali del corpo di guardia imperiale uniti da legami di sangue all�Imperatore. Rango tradizionale per i figli delle concubine reali.</p><empty-line/><p><strong>Olio, lente a:</strong> olio di hufuf mantenuto sotto tensione statica da un campo di forza che lo racchiude in un cannocchiale, come parte di un sistema ottico d�ingrandimento o di alterazione della luce. Poich� ogni elemento lenticolare pu� essere regolato separatamente con la precisione di un micron, le lenti a olio sono considerate le pi� perfette per la luce visibile.</p><p><strong>Opalfuoco: </strong>uno dei rari gioielli opalini di Hagal.</p><p><strong>Ornitottero: </strong>qualsiasi veicolo aereo capace di sostentarsi nel volo battendo le ali come un uccello.</p><p><strong>Oscure, cose:</strong> idiomatico, per le superstizioni �infettive� diffuse dalla Missionaria Protectiva.</p><empty-line/><p><strong>Palmo, serratura a: </strong>qualsiasi serratura o chiusura che si apre al contatto del palmo della mano umana con la quale � stata sincronizzata.</p><p><strong>Palo: </strong><emphasis>vedi </emphasis>Sabbia, palo da.</p><p><strong>Pan: </strong>su Arrakis, qualsiasi regione al di sotto del normale livello del suolo, o depressione creata dal cedimento dello zoccolo sottostante. (Su pianeti con sufficienti quantit� d�acqua, un pan indica una regione un tempo ricoperta dalle acque. Si ritiene che Arrakis possieda almeno una di queste zone, anche se l�affermazione � controversa.)</p><p><strong>Panoplia propheticus: </strong>espressione che comprende l�insieme delle superstizioni con le quali il Bene Gesserit contagia le regioni primitive, in vista di un loro sfruttamento. (<emphasis>Vedi </emphasis>Missionaria Protectiva.)</p><p><strong>Parabussola: </strong>una qualsiasi bussola che determini la direzione in base all�anomalia magnetica locale, usata dove siano disponibili carte dettagliate e dove il campo magnetico generale del pianeta sia instabile o soggetto a schermature a cauta di violente tempeste magnetiche.</p><p><strong>Pentascudo: </strong>il campo di un generatore di scudo a cinque strati, adatto a piccole aree come porte o corridoi (scudi rinforzati estesi diventano sempre pi� instabili con l�aumento degli strati) e virtualmente impenetrabili da chiunque non indossi un dissolvitore sincronizzato col codice dello scudo. (<emphasis>Vedi </emphasis>Prudenza, porta della.)</p><p><strong>Pistola a tinta: </strong>pistola a carica statica costruita su Arrakis per marcare una zona di sabbia con un grande segno colorato.</p><p><strong>Pistola Maula: </strong>pistola a molla, che lancia dardi velenosi. Il suo raggio d�azione � di circa quaranta metri.</p><p><strong>Plastacciaio: </strong>acciaio armato con fibre shiga inglobate nella sua struttura cristallina.</p><p><strong>Pleniscenta: </strong>un esotico germoglio verde di Ecaz, famoso per il suo dolce aroma.</p><p><strong>Poritrin: </strong>terzo pianeta di Epsilon Alangui, considerato da molti nomadi Zensunni il pianeta d�origine, anche se indicazioni che traspaiono dalla loro lingua e mitologia fanno pensare a origini planetarie molto pi� antiche.</p><p><strong>Portyguls: </strong>arance (Fremen).</p><p><strong>Prana: </strong>(muscolatura prana); i muscoli del corpo, considerati come una sola unit� per l�addestramento definitivo. (<emphasis>Vedi </emphasis>Bindu, sospensione.)</p><p><strong>Prespezia, massa: </strong>stadio di crescita della massa fungoide creata dalla mescolanza dell�acqua con gli escrementi del Piccolo Creatore. A questo stadio la spezia di Arrakis produce una caratteristica �esplosione�, in cui il materiale in profondit� � scambiato con quello alla superficie. Questa massa, dopo essere stata esposta al sole e all�aria, diventa il melange. (<emphasis>Vedi </emphasis>Melange; Acqua della vita.)</p><p><strong>Prima Luna: </strong>il maggior satellite di Arrakis, il primo a sorgere, la notte; noto per il disegno, che appare sulla sua superficie, chiaramente simile a un pugno umano.</p><p><strong>Proces VerbaI: </strong>un rapporto semiufficiale che denuncia un crimine contro l�Impero. Legalmente: un�azione che si situa fra una semplice asserzione verbale e una formale accusa di crimine.</p><p><strong>Prudenza, porta </strong>o <strong>barriera della: </strong>un qualsiasi (<emphasis>vedi</emphasis>) pentascudo collocato in modo da favorire la fuga di determinate persone, qualora fossero inseguite.</p><p><strong>Pugno, segno del: </strong>gesto Fremen per allontanare gli influssi preternaturali. (Per la sua origine, <emphasis>vedi </emphasis>Prima Luna.)</p><p><strong>Pundi riso: </strong>riso mutato, i cui chicchi, contenenti un�elevata percentuale di zucchero naturale, raggiungono anche una lunghezza di quattro centimetri; principale prodotto di esportazione di Caladan.</p><p><strong>Pyon: </strong>lavoratore o contadino planetario, una delle classi inferiori secondo il Faufreluches. Legalmente sudditi del pianeta.</p><empty-line/><p><strong>Qanat: </strong>canale d�irrigazione aperto per trasportare in condizioni controllate acqua attraverso il deserto.</p><p><strong>Qirtaiba: </strong><emphasis>vedi </emphasis>Ibn Qirtaiba.</p><p><strong>Quizara Tawfid: </strong>preti Fremen (dopo Muad�Dib).</p><empty-line/><p><strong>Rachag: </strong>uno stimolante affine alla caffeina estratto dalle bacche gialle di akarso. (<emphasis>Vedi </emphasis>Akarso).</p><p><strong>Ramadhan: </strong>periodo contrassegnato, in un�antica religione, da digiuno e preghiera; tradizionalmente, il nono mese del calendario solare-lunare. I Fremen l�osservano basandosi sul ciclo dell�attraversamento del nono meridiano da parte della Prima Luna.</p><p><strong>Recupero, tubi: </strong>tubi che collegano ai filtri di una tuta distillante il sistema di raccolta dei rifiuti organici.</p><p><strong>Registro delle Unioni:</strong> il grande archivio Bene Gesserit che contiene i dati del programma d�incroci umani che deve produrre lo Kwisatz Haderach.</p><p><strong>Residuo, veleno:</strong> un�innovazione attribuita al Mentat Piter de Vries, per cui un corpo, una volta impregnato con un veleno, deve ricevere ripetutamente antidoti. In qualsiasi momento la sospensione dell�antidoto causa la morte.</p><p><strong>Reverenda Madre:</strong> in origine, una Supervisore Bene Gesserit, una donna che ha trasformato chimicamente un �veleno illuminante� all�interno del proprio corpo, innalzando se stessa a un pi� alto livello di coscienza. Titolo adottato dai Fremen per designare i loro capi religiosi che hanno raggiunto una simile �illuminazione�. (<emphasis>Vedi </emphasis>Bene Gesserit; Acqua della vita.)</p><p><strong>Richesse:</strong> quarto pianeta di Eridani A, classificato insieme con Ix come il pi� progredito nella civilt� delle macchine. Famoso per le sue miniaturizzazioni. (Per uno studio dettagliato sul modo in cui Richesse e Ix siano sfuggiti ai pi� disastrasi effetti del Jihad Butleriano, vedi <emphasis>L�ultimo Jihad, </emphasis>di Sumer e Kautman).</p><p><strong>Ricognitore:</strong> ornitottero leggero con la funzione di sorvegliare e proteggere un gruppo di cercatori di spezia.</p><p><strong>Riunione Fremen:</strong> anche se spesso vengono usati come sinonimi, Riunione e Assemblea del Consiglio sono sostanzialmente diverse. La Riunione � la convocazione ufficiale dei capi Fremen ad assistere a un combattimento per ratificare la nomina del capotrib�. L�Assemblea � pi� propriamente una riunione in cui si discute la politica generale che coinvolge tutte le trib�.</p><p><strong>Rivelatore di veleni:</strong> analizzatore di emanazioni olfattive, impiegato per rivelare la presenza di sostanze tossiche.</p><p><strong>Rugiada, condensatori di:</strong> (da non confondersi con i raccoglitori di rugiada). I condensatori, o accumulatori, sono apparecchi a forma di uovo, lunghi circa quattro centimetri. Sono fatti di cromoplastica che diventa d�un bianco riflettente sotto l�azione della luce, e ritorna trasparente al buio. Il condensatore forma una superficie notevolmente fredda sulla quale si raccoglie la rugiada. Sono usati dai Fremen per riempire le depressioni coltivabili, dove essi forniscono una piccola ma sicura fonte d�acqua.</p><p><strong>Rugiada, raccoglitori di:</strong> lavoranti che raccolgono la rugiada dalle piante di Arrakis, usando speciali arnesi a forma di falcetto.</p><p><strong>Ruh, spirito:</strong> nella credenza dei Fremen, quella parte dell�individuo che ha sempre le sue radici (ed � capace di percepirlo) nel mondo metafisico. (<emphasis>Vedi </emphasis>Alam al-Mithal.)</p><empty-line/><p><strong>Sabbia, boccaglio da:</strong> strumento per la respirazione, usato per pompare aria dall�esterno dentro una tenda distillante.</p><p><strong>Sabbia, marea di:</strong> idiomatico per �marea di polvere�; variazioni di livello entro certi bacini di Arrakis riempiti di polvere, dovute agli effetti gravitazionali del sole e dei satelliti. (<emphasis>Vedi </emphasis>Marea, Bacini di.)</p><p><strong>Sabbia, palo da:</strong> palo di fibra e plastica, piantato nelle aperte distese del deserto di Arrakis. I meteorologi vi leggono poi i segni incisi dalle tempeste di sabbia e ne traggono indicazioni per le previsioni del tempo.</p><p><strong>Sabbia, trattore da:</strong> termine generico per designare macchinari operanti sulla superficie di Arrakis per la ricerca e la raccolta del melange. (In particolare i tipi pi� piccoli. <emphasis>Vedi </emphasis>Mietitrice.)</p><p><strong>Sabbie, cavaliere delle:</strong> termine usato dai Fremen per indicare una persona capace di catturare e cavalcare un verme delle sabbie.</p><p><strong>Sabbie, maestro delle:</strong> sovrintendente generale alla raccolta della spezia.</p><p><strong>Sabbie, tamburo delle: </strong>conglomerato di sabbia, di struttura tale che qualsiasi urto improvviso sulla sua superficie produce un suono distinto, come un colpo di tamburo.</p><p><strong>Sabbie, verme delle: </strong><emphasis>vedi </emphasis>Shai-Hulud.</p><p><strong>Sadus: </strong>giudici. Il titolo, quand�� usato dai Fremen, si riferisce ai giudici sacri, equivalenti a santi.</p><p><strong>Salusa Secundus: </strong>terzo pianeta di Gamma Waiping, adibito a Prigione Imperiale dopo il trasferimento della Corte Reale a Kaitain. Salusa Secundus � il pianeta d�origine della Casa di Corrino, e il secondo punto di sosta della migrazione forzata dei nomadi Zensunni. Secondo la tradizione Fremen, essi rimasero schiavi per nove generazioni su Salusa Secundus.</p><p><strong>Sapho: </strong>un liquore altamente energetico estratto dalle radici barriera di Ecaz. Comunemente usato dai Mentat, i quali sostengono che esso abbia la capacit� di amplificare i poteri mentali. Causa a coloro che lo usano macchie rosso rubino sulla bocca.</p><p><strong>Sardaukar: </strong>i fanatici soldati dell�Imperatore Padisci�. Erano uomini provenienti da un ambiente talmente selvaggio che sei persone su tredici restavano uccise prima dell�et� di undici anni. Il loro addestramento militare metteva ogni accento sulla brutalit�, con un disprezzo quasi suicida per l�incolumit� personale. Si insegnava ad essi fin dall�infanzia a servirsi della crudelt� come di un�arma universale per indebolire gli avversali, terrorizzandoli. Al culmine della loro influenza nella politica dell�universo, si dice che la loro abilit� di spadaccini fosse pari a quella Ginaz di decimo grado, e che la loro astuzia in combattimento equivalesse a quella di una proselite del Bene Gesserit. Si riteneva che uno solo di loro fosse in grado di affrontare dieci normali coscritti del Landsraad. All�epoca di Shaddam IV, quando erano ancora formidabili, la loro forza era gi� stata gradualmente fiaccata dalla troppa fiducia, e il misticismo che sosteneva la loro religione guerresca era stato profondamente intaccato dal cinismo.</p><p><strong>Sarfa: </strong>l�atto di voltare le spalle a Dio.</p><p><strong>Sayyadina: </strong>accolito femminile nella gerarchia religiosa dei Fremen.</p><p><strong>Scarpata esterna: </strong>il secondo gradino, superiore, del massiccio cui appartiene il (<emphasis>vedi</emphasis>) Muro Scudo di Arrakeen.</p><p><strong>Schlag: </strong>animale nativo di Tupile; un tempo perseguitato dai cacciatori, fino a causarne la quasi completa estinzione, per la sua pelle dura e sottile.</p><p><strong>Scudo: </strong>il campo protettivo prodotto da un generatore Holtzman. Questo campo si genera nella fase primaria dell�effetto sospensivo-annichilatorio nel moto. Uno scudo si lascia attraversare soltanto da oggetti che si muovono a bassa velocit� (secondo come lo si � regolato, questa velocit� varia da sei a nove centimetri al secondo) e pu� essere cortocircuitato soltanto da campi elettrici enormemente estesi sulla superficie planetaria (sembra che le tempeste di Coriolis dell�alto deserto di Arrakis abbiano questo effetto; <emphasis>vedi anche </emphasis>Laser, Pistola).</p><p><strong>Seconda Luna: </strong>il pi� piccolo dei due satelliti di Arrakis, noto per il disegno somigliante a un topo canguro formato dai rilievi della sua superficie.</p><p><strong>Selamlik: </strong>camera delle udienze imperiali.</p><p><strong>Semuta: </strong>il secondo estratto narcotico (per cristallizzazione) dai residui combusti del legno di elacca. L�effetto (descritto come un�estasi interminabile e immutabile) � accresciuto da certe vibrazioni atonali di solito qualificate come �musica semuta�.</p><p><strong>Servok: </strong>meccanismo usato per semplici applicazioni; uno dei pi� limitati strumenti �automatici� consentiti dopo il Jihad Butleriano.</p><p><strong>Shadout: </strong>�scavatore di pozzi�. Titolo onorifico Fremen.</p><p><strong>Shah-Nama: </strong>il semileggendario �Primo Libro� dei nomadi Zensunni.</p><p><strong>Shai-Hulud: </strong>il verme delle Sabbie di Arrakis, il �Vecchio del deserto�, il �Vecchio Padre Eternit�, il �Nonno del Deserto�. Questo nome, pronunciato con un certo tono o scritto con l�iniziale maiuscola, designa la deit� terrena delle superstizioni familiari dei Fremen. I vermi delle sabbie crescono fino a raggiungere dimensioni gigantesche (esemplari lunghi 400 metri sono stati visti nelle profondit� del deserto) e vivono molto a lungo, a meno che non siano uccisi dai loro simili o non finiscano annegati nell�acqua, che per essi � un veleno. La maggior parte della sabbia esistente su Arrakis probabilmente � stata prodotta dall�azione dei vermi. (<emphasis>Vedi </emphasis>Creatore, piccolo.)</p><p><strong>Shaitan: </strong>Satana.</p><p><strong>Shari-a: </strong>parte del panoplia propheticus che determina i rituali superstiziosi. (<emphasis>Vedi </emphasis>Missionaria Protectiva.)</p><p><strong>Shiga, filo: </strong>estrusione metallica di una liana rampicante (<emphasis>Narvi narviium</emphasis>) che cresce soltanto su Salusa Secundus e su Delta Kaising III. Nota per la sua eccezionale resistenza meccanica.</p><p><strong>Sietch: </strong>�Luogo dove ci si riunisce in momenti di pericolo�. Poich� i Fremen sono vissuti per lungo tempo esposti a pericoli, il termine viene comunemente usato per designare qualsiasi caverna abitata da una delle loro comunit� tribali.</p><p><strong>Sigillo: </strong>chiusura di plastica ermetica e portatile, impiegata negli accampamenti diurni stabiliti dai Fremen nelle grotte. Impedisce la fuoruscita dell�umidit� dagli ingressi.</p><p><strong>Sihaya: </strong>la primavera del deserto, per i Fremen, con implicazioni religiose che indicano l�epoca della prosperit� e il �paradiso promesso�.</p><p><strong>Sink: </strong>una depressione del suolo di Arrakis abitabile circondata da terre alte che la proteggono dalle continue tempeste.</p><p><strong>Sink, carta: </strong>una mappa della superficie di Arrakis, il quale indica le rotte pi� sicure fra i diversi rifugi, da seguire mediante la (<emphasis>vedi</emphasis>) parabussola.</p><p><strong>Sirat: </strong>un passaggio della Bibbia C.O., il quale descrive la vita umana come un viaggio attraverso uno stretto ponte (il Sirat) con �il paradiso alla mia destra e l�inferno alla mia sinistra, e l�Angelo della Morte alle mie spalle�.</p><p><strong>Slitta: </strong>termine generico per ogni contenitore di merce dalla forma irregolare, fornito di un sistema a sospensione regolabile. Si usa soprattutto per scaricare materiale dallo spazio alla superficie di un pianeta.</p><p><strong>Solari: </strong>unit� monetaria ufficiale dell�Impero, il cui potere d�acquisto � stato fissato durante i negoziati quadricentennali fra la Gilda, il Landsraad e l�Imperatore.</p><p><strong>Solido: </strong>immagine tridimensionale fornita da un proiettore che usa segnali registrati (copertura: 360 gradi) impressi su filo shiga. I proiettori solido di Ix sono considerati i migliori. <emphasis>(Vedi </emphasis>Minimicrofilm.)</p><p><strong>Sondagi: </strong>il tulipano felce di Tupali.</p><p><strong>Soo-Soo Sook!: </strong>grido dei venditori d�acqua di Arrakeen. Sook � il nome di un mercato locale. (<emphasis>Vedi anche </emphasis>Ikhut-eigh!)</p><p><strong>Sospensione: </strong>effetto della fase secondaria (a basso consumo) di un generatore di campo Holtzman. Annulla l�attrazione gravitazionale entro certi limiti definiti dalla massa relativa dei due campi gravitazionali e dall�assorbimento d�energia.</p><p><strong>Spezia: </strong><emphasis>vedi </emphasis>Melange.</p><p><strong>Spezia, timoniere di: </strong>qualsiasi uomo di Dune che guidi una macchina mobile sulla superficie desertica di Arrakis.</p><p><strong>Statico: </strong>aggettivo usato comunemente per definire effetti elettrostatici in riferimento all�uso di generatori Holtzman (<emphasis>vedi </emphasis>Effetto Holtzman; Scudo; Sospensione.)</p><p><strong>Stocco: </strong>qualsiasi lama sottile e corta (spesso con la punta avvelenata) da usarsi con la sinistra in un combattimento con lo scudo.</p><p><strong>Storditore: </strong>un�arma che spara proiettili lenti, dardi la cui punta � intrisa di veleno o di droga. Il suo effetto dipende dalle variazioni d�intensit� dello scudo protettivo e dalla velocit� relativa fra l�obiettivo e il proiettile.</p><p><strong>Subakh ul kuhar: </strong>�Come stai?�, saluto Fremen.</p><p><strong>Subakh un nar: </strong>�Grazie, e tu?�, la tradizionale risposta.</p><p><strong>Supervisore: </strong>grado B.G. Una Reverenda Madre del Bene Gesserit che � anche direttrice regionale di una Scuola B.G. (Nell�uso comune: Veggente Bene Gesserit).</p><empty-line/><p><strong>Tahaddi al-Burhan: </strong>la prova finale dopo la quale non c�� pi� appello (generalmente perch� causa distruzione e morte).</p><p><strong>Tahaddi, sfida: </strong>sfida Fremen a combattere all�ultimo sangue, di solito per provare un punto di fondamentale importanza.</p><p><strong>Tampone: </strong>filtro nasale. Applicato a una tuta distillante, recupera l�umidit� esalata con il respiro.</p><p><strong>Taqwa: </strong>letteralmente �il prezzo della libert�. Qualcosa di grande valore. La richiesta di un dio a un mortale (e la paura che questa richiesta provoca).</p><p><strong>Tasca di raccolta: </strong>una qualsiasi tasca in una tuta distillante, in cui l�acqua filtrata � trattenuta e immagazzinata.</p><p><strong>Tau: </strong>nella terminologia Fremen, quella <emphasis>unione, </emphasis>in una comunit� sietch, provocata da un�alimentazione a base di spezia, e specialmente l��orgia tau�, provocata da libagioni con l�Acqua della Vita.</p><p><strong>Tenda distillante: </strong>piccolo riparo ermetico costituito da tessuto filtrante, progettato per recuperare in forma di acqua potabile tutta l�umidit� presente all�interno e prodotta dal respiro dei suoi occupanti.</p><p><strong>Tleilax: </strong>unico pianeta di Talim, noto come centro di addestramento di Mentat rinnegati, fonte di Mentat �pervertiti�.</p><p><strong>Transatlantico spaziale: </strong>una delle pi� grosse navi da carico, nell�organizzazione dei trasporti della Gilda Spaziale.</p><p><strong>Trappola a vento: </strong>apparecchio sistemato sul percorso del vento, in grado di far precipitare l�umidit� dell�aria e di assorbirla nel suo interno. Di solito sfrutta un salto termico tra l�ingresso e l�uscita dell�aria (i tipi non portatili si servono di composti chimici).</p><p><strong>Trasporto truppe: </strong>una qualsiasi astronave della Gilda concepita specificamente per il trasporto di soldati fra i pianeti.</p><p><strong>Tregua della Gilda: </strong>articoli della Grande Intesa (<emphasis>vedi</emphasis>) che prescrivono il comportamento tra Case rivali nelle attivit� controllate dalla Gilda Spaziale.</p><p><strong>Tripode della morte: </strong>in origine, un tripode al quale i giustizieri del deserto impiccavano le loro vittime. Comunemente: tre membri di un cherem che hanno giurato di vendicare un�identica offesa.</p><p><strong>Tupile: </strong>il cosiddetto �pianeta rifugio� (probabilmente diversi pianeti, per le Case Imperiali che sono state sconfitte). La sua ubicazione � nota soltanto alla Gilda Spaziale e mantenuta inviolabile sotto la Tregua della Gilda.</p><p><strong>Tuta distillante: </strong>abito inventato su Arrakis che racchiude completamente il corpo. Il suo tessuto � composto da pi� strati sottili che dissipano il calore del corpo e filtrano i residui organici. L�umidit� recuperata � riversata nelle tasche di raccolta, da cui viene aspirata mediante un tubo.</p><empty-line/><p><strong>Ulema: </strong>un iniziato in teologia Zensunni.</p><p><strong>Umma: </strong>un appartenente alla fratellanza dei profeti. (Termine spregiativo nell�Impero, dove indica qualsiasi �pazzo� che si dedica a predicazioni fanatiche.</p><p><strong>Uncinatore: </strong>Fremen con amo da creatore, pronto a catturare un verme delle sabbie.</p><p><strong>Uomo da duna: </strong>espressione idiomatica per indicare coloro che lavorano all�aperto sulla sabbia, i cacciatori di spezia e simili, su Arrakis. Lavoratori della sabbia. Lavoratori della spezia.</p><p><strong>Uroshnor: </strong>uno dei vari suoni privi di significato che vengono impressi dal Bene Gesserit nella psiche delle vittime prescelte, allo scopo di controllarle. La persona sensibilizzata, nell�udire il suono, s�immobilizza temporaneamente.</p><p><strong>Usul: </strong>(Fremen), �la base del pilastro� (plinto).</p><empty-line/><p><strong>Varota: </strong>famoso costruttore di baliset, originario di Chusuk.</p><p><strong>Veggente B.G.:</strong> Reverenda Madre Bene Gesserit qualificata ad entrare nella veritrance per scoprire l�insincerit� o la falsit�; B.G. che ha superato la prova del veleno �illuminante�. (<emphasis>Vedi </emphasis>Acqua della vita.)</p><p><strong>Veridica: </strong>una Veggente Bene Gesserit nell�espletamento delle sue funzioni. (<emphasis>Vedi </emphasis>Veritrance.)</p><p><strong>Verite: </strong>uno dei narcotici di Ecaz, capaci di distruggere la forza di volont�. Rende un individuo incapace di dire il falso.</p><p><strong>Veritrance: </strong>trance semipnotica indotta da uno dei vari narcotici che estendono lo �spettro percettivo� (ipercoscienza). Nella veritrance. ogni minimo atto involontario che tradisce una menzogna deliberata diviene evidente all�osservatore. (<emphasis>Osservazione: </emphasis>i narcotici che stendono lo spettro percettivo risultano spesso fatali; possono utilizzarli solo gli individui geneticamente insensibili ad essi, e perci� capaci di trasformare la struttura chimica del veleno all�interno del proprio organismo.)</p><p><strong>Via Bene Gesserit: </strong>uso delle sfumature pi� minute, fornite dall�osservazione, per trarne una spiegazione logica.</p><p><strong>Voce: </strong>(nel senso B.G.); un addestramento combinato, concepito dal Bene Gesserit, il quale permette a un accolito di controllare altre persone semplicemente con le diverse sfumature della sua voce.</p><empty-line/><p><strong>Wali: </strong>Fremen giovane, non provato in combattimento.</p><p><strong>Wallach IX: </strong>nono pianeta di Laoujin, sede della Scuola Madre Bene Gesserit.</p><empty-line/><p><strong>Ya Hya Chouhada: </strong>�Lunga vita ai combattenti!�, il grido di guerra dei Fedaykin. �Ya� (�ora�) in questo grido � intensificato dalla forma �hya� (un �ora� esteso all�infinito). �Chouhada� (�combattenti�) significa inoltre, �combattenti contro l�ingiustizia�. C�� una precisa accezione in questa frase che specifica come i combattenti non lottano per una qualsiasi cosa, ma si consacrano contro una cosa specifica, e solo quella.</p><p><strong>Yali: </strong>abitazione personale di un Fremen, nel sietch.</p><p><strong>Ya! Ya! Yawm!: </strong>la cadenza del canto dei Fremen, usata nei momenti di pi� intensa spiritualit�. �Ya� sta a indicare: �Ora fai attenzione!� La forma �Yawm� � un termine modificato che implica urgenza. Il canto normalmente � tradotto con �Ora ascolta ci� che sto per dirti!�</p><empty-line/><p><strong>Zaino Fremen: </strong>speciale zaino contenente l�equipaggiamento indispensabile per sopravvivere nel deserto. Di fabbricazione Fremen.</p><p><strong>Zensunni: </strong>seguaci di una setta scismatica che si separ� dagli insegnamenti di Maometh (il cosiddetto �Maometto Terzo�) nel 1381 B. G. circa. La religione dei Zensunni � nota soprattutto per il suo misticismo e per il ritorno al �mondo dei padri�. Molti studiosi citano Ali Ben Ohashi quale capo dello scisma originario, ma vi sono indizi che Ohashi sia stato semplicemente il portavoce maschile della sua seconda moglie, Nisai.</p></section><section><title><p>Appendice VI</p><p><emphasis>Carta di Dune</emphasis></p></title><empty-line/><p><strong>Note cartografiche:</strong></p><empty-line/><p><emphasis>Base per la longitudine: </emphasis>il meridiano che attraversa la Montagna Osservatorio.</p><p><emphasis>Base per l�altitudine: </emphasis>il Grande Bled.</p><p><emphasis>Depressione polare: </emphasis>500 metri al di sotto del livello del Bled.</p><p><emphasis>Carthag: </emphasis>circa a 200 chilometri a nordest di Arrakeen.</p><p><emphasis>Grotta degli Uccelli: </emphasis>nella Catena di Habbanya.</p><p><emphasis>Piana dei morti: </emphasis>la pi� grande distesa di dune sabbiose.</p><p><emphasis>Grande Bled: </emphasis>uno sterminato deserto piatto, in contrasto con le dune sabbiose. Questo deseno si estende dai 60� di latitudine nord ai 70� sud. � soprattutto sabbia e roccia, con rari affioramenti dello strato basaltico.</p><p><emphasis>Grande Distesa: </emphasis>un�ampia depressione di dune e di roccia. Si trova a un livello inferiore di 100 metri a quello del Bled. In qualche punto della Grande Distesa si trova il bacino (<emphasis>pan</emphasis>) salato scoperto da Pardot Kynes (padre di Liet-Kynes). Affioramenti rocciosi (200 metri di altezza) fino alle comunit� sietch indicate a sud del Sietch Tabr,</p><p><emphasis>Passo di Harg: </emphasis>l�Altare del Teschio di Leto domina questo passo.</p><p><emphasis>Vecchio Crepaccio: </emphasis>una fenditura nel Muro Scudo di Arrakeen, allargata da un�esplosione atomica per volont� di Paul Muad�Dib.</p><p><emphasis>Palmeti del Sud: </emphasis>non compaiono su questa carta. Si trovano a circa 40� di latitudine sud.</p><p><emphasis>Crepaccio Rosso: </emphasis>a 1582 metri sotto il livello del Bled.</p><p><emphasis>Scarpata Ovest: </emphasis>un�enorme scarpata (4600 m) al di sopra del Muro Scudo di Arrakeen.</p><p><emphasis>Passo del Vento: </emphasis>circondato da pareti rocciose, si apre sui villaggi del sink.</p><p><emphasis>Linea dei Vermi: </emphasis>indica i punti pi� a nord nei quali sono stati trovati i vermi. (Il fattore determinante � l�umidit�, non la temperatura.)</p><empty-line/><image l:href="#0"/><empty-line/><subtitle>FINE</subtitle></section></section></body><binary id="cover" 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