<?xml version="1.0" encoding="utf-8"?><FictionBook xmlns="http://www.gribuser.ru/xml/fictionbook/2.0" xmlns:l="http://www.w3.org/1999/xlink"><description><title-info><genre>antique</genre><author><first-name/><middle-name/><last-name>Volodyk</last-name></author><book-title>Paolini3-Brisingr</book-title><coverpage><image l:href="#cover"/></coverpage><lang>ru</lang></title-info><document-info><author><first-name/><middle-name/><last-name/></author><program-used>calibre 0.7.43, fb2cut 2.5.4, fb2cut 2.6.2</program-used><date>15.2.2011</date><id>c182294d-5684-4bdb-a8ba-42e5be6d87a3</id><version>1.0</version></document-info></description><body><section><p><strong>CHRISTOPHER PAOLINI BRISINGR </strong></p><empty-line/><p><strong> O </strong></p><empty-line/><p><strong> LE SETTE PROMESSE DI ERAGON AMMAZZASPETTRI SAPHIRA SQUAMEDILUCE </strong></p><p> L'EREDIT�</p><empty-line/><p> LIBRO TERZO (Brisingr, 2008)</p><p><emphasis>Come sempre, dedico questo libro alla mia famiglia. E anche a Jordan, Nina e Sylvie, fulgide stelle di una nuova generazione. Atra esterni ono thelduin.</emphasis></p><p><image l:href="#cover"/></p><p><strong>SINOSSI </strong></p><empty-line/><p><strong> DI <emphasis>ERAGON </emphasis>ED <emphasis>ELDEST </emphasis></strong></p><p>Eragon, un ragazzo di quindici anni, si vede comparire davanti una lucida pietra blu durante una battuta di caccia sulla catena montuosa conosciuta come la Grande Dorsale. Porta la pietra con s� alla fattoria dove vive con suo zio Garrow e il cugino Roran, vicino al piccolo villaggio di Carvahall. Sono stati Garrow e la sua defunta moglie Marian ad allevare Eragon: non si � mai saputo nulla dell'identit� di suo padre, mentre la madre, Selena, sorella di Garrow, ha fatto perdere le tracce subito dopo aver dato alla luce Eragon.</p><p>Dopo qualche tempo, la pietra blu si frantuma e ne emerge un cucciolo di drago. � una femmina, e non appena Eragon la tocca, sul palmo della mano gli compare un luccicante marchio d'argento: fra le loro menti si crea un inscindibile legame che fa di Eragon uno dei leggendari Cavalieri dei Draghi. Eragon battezza la dragonessa Saphira, dopo aver ascoltato il cantastorie del villaggio, Brom, narrare di un drago con quel nome.</p><p>L'ordine dei Cavalieri dei Draghi fu fondato al termine della terribile guerra fra elfi e draghi, migliaia di anni prima, allo scopo di impedire ulteriori ostilit� fra le due razze. I Cavalieri diventarono garanti di pace, maestri, guaritori, filosofi e potenti stregoni: era proprio il vincolo con il drago a conferire al Cavaliere straordinarie capacit� magiche. Sotto la loro guida, il paese di Alaga�sia visse un'epoca d'oro.</p><p>Quando gli umani giunsero in Alaga�sia, anche alcuni di loro furono accolti nell'ordine. Dopo molti anni di pace, i bellicosi Urgali uccisero il drago di un giovane Cavaliere umano di nome Galbatorix. Reso folle dallo strazio della perdita e dal rifiuto degli anziani di concedergli un altro drago, Galbatorix elabor� un piano per distruggere i Cavalieri.</p><p>Rap� un altro drago - che chiam� Shruikan, assoggettandolo al proprio volere con oscuri sortilegi - e radun� intorno a s� un gruppo di tredici traditori: i Rinnegati. Con l'aiuto dei suoi crudeli discepoli, Galbatorix uccise tutti i Cavalieri, compreso il loro capo, Vrael, e si autoproclam� re di Alaga�sia. Le sue azioni scellerate costrinsero gli elfi a ritirarsi nei pi� profondi recessi della loro foresta, mentre i nani si eclissarono nelle gallerie e nelle caverne dei Monti Beor, e da allora nessuna delle due razze os� pi� avventurarsi fuori dai propri nascondigli. La tensione fra Galbatorix e le altre razze perdura da oltre un secolo, e i Rinnegati sono tutti morti per ragioni diverse. � in questa fragile condizione politica che Eragon si ritrova coinvolto suo malgrado.</p><p>Alcuni mesi dopo la nascita di Saphira, due stranieri dall'aria minacciosa e dal corpo deforme giungono nel villaggio di Carvahall. Sono i Ra'zac e vanno in cerca della pietra blu, l'uovo di Saphira. Eragon e Saphira riescono a fuggire, ma le ripugnanti creature radono al suolo la casa di Garrow e lo uccidono.</p><p>Il ragazzo giura solennemente di rintracciare i Ra'zac per ucciderli. Mentre sta per partire da Carvahall, viene avvicinato da Brom il cantastorie, che sa tutto di Saphira e gli offre la propria compagnia. Brom dona a Eragon una spada rossa, Zar'roc, appartenuta a uno dei Cavalieri dei Draghi, ma si rifiuta di dirgli dove l'ha trovata.</p><p>Durante le lunghe tappe del loro viaggio Eragon impara da Brom molte cose, fra cui l'arte della scherma e l'uso della magia. Quando perdono le tracce dei Ra'zac, Brom suggerisce di andare a Teirm, una citt� portuale dove vive un suo vecchio amico, Jeod, che forse potrebbe aiutarli a scoprire il covo dei Ra'zac. A Teirm i due vengono a sapere che i Ra'zac vivono vicino alla citt� di Dras-Leona, ed Eragon incontra un'erborista, Angela, che gli predice il futuro. Anche Solembum, il gatto mannaro che si accompagna all'erborista, pronuncia fatidiche parole di ammonimento.</p><p>Nel corso del viaggio verso Dras-Leona, Brom rivela di essere un agente dei Varden - un gruppo di ribelli che lottano per la destituzione di Galbatorix - e di essersi nascosto a Carvahall in attesa della comparsa di un nuovo Cavaliere dei Draghi. Vent'anni prima, Brom aveva rubato l'uovo di Saphira a Galbatorix e in quel frangente aveva ucciso Morzan, il primo e l'ultimo dei Rinnegati. Restano soltanto altre due uova di drago, ed entrambe sono ancora nelle mani di Galbatorix.</p><p>Vicino a Dras-Leona, Eragon e Brom s'imbattono nei Ra'zac, che feriscono mortalmente Brom, intervenuto per proteggere Eragon. I Ra'zac vengono messi in fuga da un giovane misterioso di nome Murtagh. Prima di esalare l'ultimo respiro, Brom confessa di essere stato a suo tempo un Cavaliere e che anche la sua dragonessa uccisa si chiamava Saphira.</p><p>Eragon e Saphira decidono di unirsi ai Varden, ma nella citt� di Gil'ead Eragon viene catturato e portato al cospetto di Durza, un potente e malvagio Spettro al servizio di Galbatorix. Con l'aiuto di Murtagh, Eragon evade dalla prigione, portando con s� l'elfa Arya, un'altra prigioniera di Durza nonch� ambasciatrice dei Varden. Arya � stata avvelenata e ha immediato bisogno delle cure mediche dei Varden.</p><p>Inseguiti da un contingente di Urgali, Eragon, Saphira, Murtagh e Arya fuggono attraversando tutto il territorio di Alaga�sia per raggiungere il quartier generale dei Varden, annidato fra i giganteschi Monti Beor, alti oltre dieci miglia. Le circostanze costringono Murtagh - che non vuole andare dai Varden - a confessare di essere figlio di Morzan. Murtagh deplora i misfatti del padre e racconta di essere fuggito dalla corte di Galbatorix per seguire il proprio destino. Inoltre rivela a Eragon che la spada Zar'roc un tempo era appartenuta proprio a suo padre.</p><p>Mentre stanno per essere sopraffatti dagli Urgali, Eragon e i suoi amici vengono salvati dai Varden, che vivono nel Farthen D�r, la montagna cava che ospita la capitale dei nani, Tronjheim. Una volta all'interno, Eragon viene condotto al cospetto di Ajihad, il capo dei Varden, mentre Murtagh viene imprigionato a causa dei suoi natali.</p><p>Eragon conosce il re dei nani, Rothgar, e la figlia di Ajihad, Nasuada, e la sua mente viene scrutata dai Gemelli, due viscidi stregoni al servizio di Ajihad. Eragon e Saphira impartiscono anche una benedizione a una neonata orfana dei Varden.</p><p>All'improvviso giunge la notizia che un esercito di Urgali si sta avvicinando attraverso le gallerie scavate nei monti dai nani. Nella battaglia che segue, Eragon viene separato da Saphira e si trova a combattere Durza da solo. Molto pi� forte di qualsiasi essere umano, in pochi istanti lo Spettro ha la meglio su Eragon, infliggendogli una profonda ferita che gli solca la schiena dalla spalla fino al fianco. Ma in quel momento Arya e Saphira irrompono nella sala dall'alto - mandando in frantumi il grande Zaffiro Stellato che ne copriva la volta - ed Eragon approfitta dell'attimo di distrazione di Durza per colpirlo dritto al cuore. Liberati dai sortilegi di Durza, gli Urgali si disperdono e vengono ricacciati nelle gallerie.</p><p>Nello stato d'incoscienza in cui versa dopo la battaglia, Eragon entra in contatto telepatico con Togira Ikonoka, lo Storpio Che � Sano, che lo invita a raggiungerlo a Ellesm�ra, la capitale degli elfi, per trovare finalmente una risposta ai suoi molti interrogativi.</p><p>Quando Eragon riprende i sensi scopre di avere una terribile cicatrice che gli deturpa la schiena. Sgomento, si rende conto di aver sconfitto Durza per pura fortuna e di avere assoluto bisogno di riprendere il proprio addestramento. Alla fine del Libro Primo, Eragon decide di partire per andare in cerca di Togira Ikonoka per completare la sua istruzione.</p><p><emphasis>Eldest </emphasis> ha inizio tre giorni dopo che Eragon ha ucciso Durza. I Varden si stanno riprendendo dalla battaglia del Farthen D�r, mentre Ajihad, Murtagh e i Gemelli sono partiti all'inseguimento degli Urgali rintanatisi nelle gallerie del Farthen D�r dopo la battaglia. Un manipolo di Urgali li coglie di sorpresa e Ajihad viene ucciso; Murtagh e i Gemelli scompaiono nella mischia. Il Consiglio degli Anziani nomina l'erede di Ajihad, Nasuada, nuovo capo dei Varden, ed Eragon le giura fedelt� come vassallo.</p><p>Eragon e Saphira decidono di andare a Ellesm�ra per iniziare l'addestramento con lo Storpio Che � Sano. Prima della partenza, il re dei nani, Rothgar, propone a Eragon di entrare a far parte del proprio clan, il D�rgrimst Ingeitum. Eragon accetta: in questo modo acquisisce i pieni diritti legali dei nani e la facolt� di partecipare ai loro consigli.</p><p>Arya e Orik, figlio adottivo di Rothgar, accompagnano Eragon e Saphira nel loro viaggio verso la terra degli elfi. Fanno tappa a Tarnag, una citt� dei nani dove vengono accolti con benevolenza, anche se Eragon scopre che un clan in particolare non vede di buon occhio lui e Saphira: l'Az Sweldn rak Anh�in. Il loro odio per i Cavalieri e i draghi deriva dal fatto che molti membri del loro clan sono stati massacrati dai Rinnegati.</p><p>Il gruppo arriva finalmente nella Du Weldenvarden, la foresta degli elfi. A Ellesm�ra, Eragon e Saphira si presentano a Islanzadi, che non � solo la regina degli elfi, ma anche la madre di Arya. Conoscono anche lo Storpio Che � Sano, un vecchio elfo di nome Oromis. Anche lui � un Cavaliere: negli ultimi cento anni, Oromis e il suo drago, Glaedr, sono riusciti a tenere nascosta la propria esistenza a Galbatorix, cercando nel frattempo un modo per detronizzare il re.</p><p>Purtroppo Oromis e Glaedr sono afflitti da vecchie ferite che impediscono loro di combattere: a Glaedr manca una zampa, mentre Oromis, che a suo tempo era stato catturato e torturato dai Rinnegati, � incapace di controllare grandi dosi di magia e soggetto a improvvise crisi debilitanti.</p><p>Eragon e Saphira iniziano l'addestramento, fatto sia di lezioni collettive che individuali. Eragon apprende altri dettagli della storia delle razze di Alaga�sia, si allena con la spada e impara l'antica lingua, strumento essenziale per l'uso della magia. Nel corso dei suoi studi scopre di aver commesso un terribile errore quando lui e Saphira hanno benedetto l'orfanella nel Farthen D�r: invece di dire: "Che tu possa essere protetta dalla sventura" come intendeva, in realt� ha detto: "Che tu possa essere una protezione dalla sventura." Ha cos� condannato la bambina a proteggere gli altri da sofferenze e disgrazie.</p><empty-line/><p> Mentre Saphira compie rapidi progressi come allieva di Glaedr, l'addestramento di Eragon � rallentato dalla cicatrice che gli � rimasta dopo il duello con Durza. Non � solo un marchio che lo sfigura, ma a volte, senza alcun preavviso, gli provoca spasmi molto dolorosi, che lo lasciano esausto. Eragon teme che le convulsioni gli impediranno di migliorare sia come mago che come guerriero.</p><p>Nel frattempo Eragon comincia a rendersi conto di essere attratto da Arya. Le confessa i suoi sentimenti, ma lei lo respinge e poco dopo fa ritorno dai Varden.</p><p>Gli elfi festeggiano l'Agaet� Bl�dhren, la Celebrazione del Giuramento di Sangue, una cerimonia in cui Eragon subisce una sorta di magica metamorfosi che lo trasforma in un ibrido, per met� umano e per met� elfo. La cicatrice scompare, ed Eragon acquisisce la stessa forza sovrumana degli elfi. Anche il suo aspetto cambia: ora il ragazzo ha un aspetto vagamente elfico.</p><p>� a questo punto che viene a sapere che i Varden sono in procinto di dare battaglia all'Impero e hanno un disperato bisogno di lui e di Saphira. Mentre erano lontani, infatti, Nasuada ha spostato i Varden dal Farthen D�r nel Surda, un paese confinante con le propaggini meridionali dell'Impero che fino a quel momento � riuscito a conservare l'autonomia da Galbatorix.</p><p>Eragon e Saphira partono da Ellesm�ra insieme a Orik, dopo aver promesso a Oromis e Glaedr di tornare appena possibile per completare l'addestramento.</p><p>Nel frattempo anche Roran, il cugino di Eragon, vive una serie di mirabolanti avventure. Galbatorix ha mandato a Carvahall i Ra'zac e una legione di soldati imperiali per catturarlo al fine di usarlo contro Eragon, ma Roran riesce a fuggire sulla Grande Dorsale. Insieme agli altri abitanti del villaggio cerca di mettere in fuga i soldati, ma parecchi uomini muoiono nel tentativo. Quando Sloan il macellaio - che odia Roran e si oppone al fidanzamento del giovane con sua figlia Katrina - lo tradisce rivelando ai Ra'zac il suo nascondiglio, di notte le ripugnanti creature attaccano il giovane nella sua camera da letto. Con una fuga rocambolesca Roran riesce a mettersi in salvo, ma i Ra'zac rapiscono Katrina.</p><p>Roran convince gli abitanti di Carvahall a lasciare il villaggio per cercare asilo dai Varden nel Surda. Si mettono in viaggio verso ovest per raggiungere la costa, dove sperano di poter trovare una nave che li porti nel Surda. Con grande tenacia e coraggio, Roran guida la popolazione oltre il valico della Grande Dorsale fino a Teirm, sulla costa. Nella citt� portuale incontrano Jeod, che rivela a Roran che Eragon � un Cavaliere e che l'obiettivo della prima missione dei Ra'zac a Carvahall era Saphira. Jeod si offre di aiutare Roran e i suoi compaesani a raggiungere il Surda, dove, una volta al sicuro fra i Varden, Roran potr� contare su Eragon per salvare Katrina. Jeod e gli abitanti di Carvahall si impadroniscono di una nave e fanno vela per il Surda.</p><p>Eragon e Saphira arrivano dai Varden, che si stanno preparando alla battaglia. Eragon viene a sapere che l'orfanella a cui ha inflitto il fardello della sua benedizione si chiama Elva e che, sebbene sia ancora molto piccola, ha l'aspetto di una bambina di quattro anni e la voce e il modo di fare di un'adulta. L'incantesimo di Eragon la condanna a sentire il dolore di tutte le persone che vede e la costringe a proteggerle; se si oppone all'impulso, lei stessa ne soffre.</p><p>Eragon, Saphira e i Varden si apprestano a combattere le truppe imperiali sulle Pianure Ardenti, una vasta distesa di terra da cui si levano fumi e bagliori dovuti a fuochi di torba sotterranei. La comparsa di un altro Cavaliere in groppa a un drago rosso lascia tutti sgomenti. Il nuovo Cavaliere uccide Rothgar, il re dei nani, e poi ingaggia un selvaggio duello con Eragon e Saphira. Quando Eragon riesce a strappargli via l'elmo, scopre sbigottito che si tratta di Murtagh.</p><p>Murtagh non era morto nell'agguato degli Urgali sotto il Farthen D�r. Erano stati gli infidi Gemelli a ordire la trappola per uccidere Ajihad e catturare Murtagh per portarlo da Galbatorix. Il re ha costretto Murtagh a giurargli fedelt� nell'antica lingua, e ora Murtagh e il suo giovane drago, Castigo, sono schiavi di Galbatorix. Murtagh dichiara che il giuramento non gli permetter� mai di disobbedire al re, anche se Eragon lo implora di abbandonare Galbatorix e di unirsi ai Varden.</p><p>Murtagh riesce a sopraffare Eragon e Saphira con una prova di forza inspiegabile, ma alla fine decide di lasciarli liberi in nome della vecchia amicizia. Prima di andarsene, strappa Zar'roc dalle mani di Eragon, sostenendo che gli spetta di diritto in qualit� di primogenito di Morzan. Non contento, rivela a Eragon di non essere l'unico figlio di Morzan: Eragon e Murtagh sono fratelli, entrambi figli di Selena, la sposa di Morzan. I Gemelli avevano scoperto la verit� scrutando i ricordi di Eragon il giorno stesso che era arrivato nel Farthen D�r.</p><p>Ancora sconvolto per la rivelazione di Murtagh sulle sue origini, Eragon si ritira con Saphira e si unisce a Roran e agli abitanti di Carvahall, giunti sulle Pianure Ardenti appena in tempo per aiutare i Varden a vincere la battaglia. Roran combatte da eroe e uccide i Gemelli.</p><p>Alla fine Eragon e Roran fanno pace - Roran riteneva il cugino responsabile indiretto della morte di Garrow - ed Eragon gli giura che lo aiuter� a salvare Katrina dai Ra'zac.</p><p><strong>I CANCELLI DELLA MORTE </strong></p><p>Eragon scrutava l'oscura torre di pietra, nascondiglio dei mostri che avevano ucciso suo zio Garrow. Era immobile, disteso sul ventre, dietro il crinale di una duna sabbiosa disseminata di fili d'erba, cespugli di rovi e piccoli cactus simili a boccioli di rosa. Gli steli secchi dell'anno prima gli punsero i palmi quando prese a strisciare lento sui gomiti per ottenere una visuale migliore dell'Helgrind, che svettava sulla pianura come un pugnale nero estratto dalle viscere della terra.</p><p>Il sole morente proiettava lunghe ombre sinuose sulle basse colline e - a ovest, in lontananza - illuminava la superficie del lago di Leona, trasformando l'orizzonte in una tremolante fascia d'oro.</p><p>Eragon sentiva il respiro regolare di suo cugino Roran, disteso al suo fianco, ma l'emissione d'aria, che di norma sarebbe stata impercettibile, risuonava straordinariamente amplificata al suo sviluppatissimo udito, uno dei molti cambiamenti che aveva subito durante l'Agaet� Bl�dhren, la Celebrazione del Giuramento di Sangue degli elfi.</p><p>D'un tratto la sua attenzione fu catturata da una colonna di gente che marciava lenta verso la base dell'Helgrind, con tutta probabilit� proveniente da Dras-Leona, a diverse miglia di distanza. In testa alla colonna c'era un drappello di ventiquattro individui fra uomini e donne, coperti da pesanti indumenti di pelle. I componenti del gruppo si muovevano in modo strano, con differenti andature: chi zoppicava, chi si trascinava, chi camminava gobbo, chi si contorceva; alcuni saltellavano sulle grucce o usavano le braccia per spingersi avanti su gambe troppo corte. Eragon not� che a ciascuno dei ventiquattro individui mancava un braccio, o una gamba, o in certi casi tutt'e due le cose. Il capo sedeva impettito su una lettiga portata in spalla da sei schiavi unti d'olio. Un'impresa eccezionale, pens� Eragon, visto che l'uomo o la donna - impossibile distinguere - altro non era che un torso e una testa, su cui poggiava un'ornata cresta di cuoio alta tre piedi.</p><p> �I sacerdoti dell'Helgrind� mormor� rivolto a Roran.</p><empty-line/><p> �Sanno usare la magia?�</p><p>�Pu� darsi. Non voglio rischiare di esplorare l'Helgrind con la mente finch� non se ne vanno, perch� se ci sono degli stregoni sentiranno il mio tocco, per quanto leggero, e capiranno che siamo qui.�</p><p>Dietro i sacerdoti procedeva una doppia fila di giovani uomini ammantati di stoffe dorate. Ciascuno portava un'intelaiatura di metallo rettangolare suddivisa in dodici barre orizzontali da cui pendevano campane di ferro grosse quanto una rapa. Met� dei giovani scuotevano con vigore lo strumento quando avanzavano col piede destro, generando una straziante cacofonia di note, mentre gli altri lo scuotevano quando avanzavano col piede sinistro, in un clangore di lingue di ferro contro gole di ferro che riecheggiava lugubre per le colline. Gli accoliti accompagnavano i rintocchi delle campane con grida, lamenti e ululati in un'estasi di passione.</p><p>Nelle retrovie di quella grottesca processione arrancava una coda di abitanti di Dras-Leona: nobili, mercanti, commercianti, esponenti dei ranghi militari pi� elevati, e una variegata moltitudine di operai, mendicanti e soldati semplici.</p><p>Eragon si domand� se fra di loro ci fosse anche il governatore di DrasLeona, Marcus T�bor.</p><empty-line/><p> I sacerdoti si fermarono sul margine del cumulo di pietrisco franato che orlava l'Helgrind e si disposero su entrambi i lati di un masso color ruggine dalla sommit� levigata. Quando tutta la colonna si fu radunata davanti all'altare grezzo, la creatura sulla lettiga si mosse e cominci� a cantilenare con una voce disarmonica quanto i luttuosi rintocchi delle campane. Le declamazioni dello sciamano giungevano spezzate dalle raffiche di vento, ma Eragon colse qualche frase nell'antica lingua - pronunciata in maniera approssimativa o alterata - inframmezzata da parole nella lingua dei nani e in quella degli Urgali, il tutto tenuto insieme da un arcaico dialetto della lingua madre di Eragon. Quel poco che riusc� a capire lo fece rabbrividire, perch� il sermone parlava di cose che sarebbe stato meglio lasciare sepolte, di un odio perverso covato per secoli negli oscuri recessi del cuore degli uomini per essere riesumato dopo la scomparsa dei Cavalieri, di sangue e di follia, e di orridi rituali compiuti sotto una luna nera.</p><empty-line/><p> Al termine della depravata orazione, due dei sacerdoti di rango inferiore corsero a sollevare dalla lettiga il loro signore - o signora, chi poteva saperlo - per depositarlo sull'altare. A quel punto il Sommo Sacerdote impart� un secco ordine. Due spade gemelle d'acciaio scintillarono come stelle quando si levarono per poi calare di colpo. Un fiotto di sangue sgorg� da ciascuna spalla del Sommo Sacerdote, col� sul torso fasciato di cuoio e inond� il masso prima di spargersi sulla ghiaia.</p><empty-line/><p> Altri due sacerdoti si affrettarono a raccogliere il sangue in diversi calici che, riempiti fino all'orlo, distribuirono fra i membri della congregazione, che bevvero avidi.</p><empty-line/><p> �Puah!� comment� Roran sottovoce. �Non mi avevi detto che questi stupidi idolatri esaltati e sanguinari erano <emphasis>cannibali.�</emphasis></p><empty-line/><p> �Non � proprio cos�. Non mangiano la carne.�</p><empty-line/><p> Quando tutti si furono bagnati la gola, i servili novizi riportarono il Sommo Sacerdote sulla lettiga e fasciarono le spalle della creatura con bende di lino candido. Grandi corolle rosse sbocciarono sulla stoffa immacolata.</p><empty-line/><p> Il Sommo Sacerdote non pareva affatto indebolito dalle ferite, poich� si rivolse ai fedeli dalle labbra lorde di sangue ed esclam�: �Ora siete veramente i miei Fratelli e le mie Sorelle, poich� avete gustato la linfa delle mie vene, qui, all'ombra dell'onnipotente Helgrind. Sangue chiama sangue, e se mai la vostra Famiglia dovesse aver bisogno di aiuto, fate il possibile per la Chiesa e per tutti coloro che riconoscono il potere del nostro Temuto Signore... Per affermare e confermare la nostra devozione al Triumvirato, recitate con me i Nove Giuramenti... In nome di Gorm, Ilda e Angvara il Crudele, giuriamo di rendere omaggio almeno tre volte al mese, nell'ora che precede il crepuscolo, e di offrire parte di noi stessi per soddisfare la fame perenne del nostro Grande e Terribile Signore... Giuriamo di osservare i comandamenti del libro di Tosk... Giuriamo di portare sempre il Bregnir sul nostro corpo e di astenerci dal dodicesimo dei dodici e dal tocco di una corda annodata, affinch� non corrompa...�</p><empty-line/><p> Il ruggito pi� forte del vento copr� le parole del Sommo Sacerdote. Poi Eragon vide gli astanti prendere un piccolo coltello ricurvo e incidersi a turno l'incavo del gomito per bagnare l'altare con il proprio sangue.</p><empty-line/><p> Qualche minuto dopo, il vento cal� ed Eragon ud� ancora il sacerdote. �... e le cose che desiderate e bramate vi saranno concesse come ricompensa per la vostra obbedienza... Il rito � concluso. Tuttavia, se fra di voi c'� qualcuno tanto audace da dimostrare la vera forza della sua fede, che si mostri!�</p><empty-line/><p> I devoti s'irrigidirono, protesi in avanti con espressioni rapite, come se fosse proprio quello che stavano aspettando.</p><empty-line/><p> Per lunghi istanti di silenzio parve che le loro aspettative sarebbero andate deluse, ma poi uno degli accoliti ruppe le righe e grid�: �Eccomi!� Con un ruggito di esultanza, i confratelli presero a scuotere i campanacci a un ritmo cos� selvaggio e incalzante che la folla cadde preda di una frenesia irresistibile, e tutti cominciarono a saltare e a gridare come forsennati. La musica ossessiva accese una scintilla di eccitazione nel cuore di Eragon</p><empty-line/><p> - malgrado la sua repulsione per la scena - risvegliando la sua parte pi� primitiva e brutale.</p><empty-line/><p> Spogliatosi delle vesti dorate fino a restare soltanto con un paio di braghe di pelle, il giovane dai capelli neri balz� in piedi sull'altare, sollevando un ventaglio di gocce cremisi. Con il viso rivolto verso l'Helgrind, cominci� a tremare, come colto da un attacco epilettico, gli spasmi a tempo con i rintocchi crudeli delle campane di ferro. La testa gli ciondolava dal collo, gli angoli della bocca schiumavano, le braccia si agitavano come serpenti irritati. I muscoli gli si ricoprirono di sudore finch� non scintill� come una statua di bronzo negli ultimi bagliori del tramonto.</p><empty-line/><p> Le campane raggiunsero un ritmo parossistico; ogni nota strideva con l'altra. A quel punto il giovane tese una mano dietro di s�. Un sacerdote gli depose nel palmo l'elsa di uno strumento bizzarro: un'arma a un solo filo, lunga due piedi e mezzo, con il codolo pieno inserito in due guance saldate, una rudimentale guardia crociata e una larga lama piatta che terminava con una svasatura dentellata, vagamente somigliante a un'ala di drago. Era un'arma disegnata per un unico scopo: trapassare armatura, ossa e tendini con la stessa facilit� che avrebbe incontrato davanti a un otre pieno d'acqua.</p><empty-line/><p> Il giovane la sollev� puntandola verso il picco pi� alto dell'Helgrind. Poi si lasci� cadere su un ginocchio e, con un grido incoerente, si amput� la mano destra.</p><empty-line/><p> Il sangue sprizz� sulle rocce dietro l'altare.</p><empty-line/><p> Eragon fece una smorfia e distolse lo sguardo, ma non pot� fare a meno di udire le grida strazianti del giovane. In battaglia aveva assistito a molte amputazioni, ma gli sembrava una follia mutilarsi di proposito quando era cos� facile restare menomati nella vita di tutti i giorni.</p><empty-line/><p> I fili d'erba della duna frusciarono quando Roran spost� il peso del corpo, borbottando qualche imprecazione che si smarr� nel folto della sua barba. Poi fu di nuovo silenzio.</p><empty-line/><p> Mentre un sacerdote si prendeva cura della ferita del giovane - arrestando l'emorragia con un incantesimo - un novizio liber� due degli schiavi che portavano la lettiga del Sommo Sacerdote, ma solo per incatenarli di nuovo per le caviglie a un anello di ferro infisso nell'altare. Poi gli accoliti estrassero alcuni fagotti da sotto i mantelli e li accatastarono sul terreno, lontano dalla portata degli schiavi.</p><empty-line/><p> Conclusa la cerimonia, i sacerdoti e il resto del corteo imboccarono la strada del ritorno a Dras-Leona, continuando a gemere, a cantilenare e a suonare per tutto il tragitto. Il giovane fanatico, adesso monco, arrancava alle spalle del Sommo Sacerdote.</p><empty-line/><p> Un sorriso beato gli illuminava il volto.</p><p>�Incredibile� disse Eragon, e liber� un sospiro represso non appena la colonna scomparve oltre una collina distante.</p><empty-line/><p> �Incredibile cosa?�</p><empty-line/><p> �Ho viaggiato fra i nani e gli elfi, ma nulla di quello che ho visto fare loro � lontanamente paragonabile alle stranezze di queste persone, questi <emphasis>umani.�</emphasis></p><empty-line/><p> �Sono dei mostri, tali e quali ai Ra'zac.� Roran indic� l'Helgrind con un cenno del capo. �Adesso puoi scoprire se Katrina � l� dentro?�</p><empty-line/><p> �Ci provo. Ma tienti pronto a scappare.�</p><empty-line/><p> Eragon chiuse gli occhi e lentamente dilat� la coscienza verso l'esterno, spostandosi dalla mente di un essere vivente all'altro, come rivoli d'acqua che scorrono nella sabbia. Tocc� animate comunit� di insetti operosi, lucertole e serpenti che si nascondevano fra le rocce calde, diverse specie di uccelli e svariati piccoli mammiferi. Insetti e animali erano affaccendati in previsione della notte imminente: chi si ritirava al sicuro della propria tana, chi, come i predatori notturni, sbadigliava e si stiracchiava per prepararsi alla caccia.</p><empty-line/><p> Come tutti gli altri sensi, anche la capacit� di Eragon di toccare i pensieri degli altri esseri diminuiva con la distanza. Quando la sua sonda psichica arriv� ai piedi dell'Helgrind, ormai riusciva a percepire soltanto gli animali pi� grandi, e comunque in maniera assai debole.</p><empty-line/><p> Procedeva con cautela, pronto a battere in ritirata se gli fosse capitato di sfiorare le menti dei loro obiettivi: i Ra'zac e i genitori-cavalcature dei Ra'zac, i giganteschi Lethrblaka. Eragon si esponeva cos� solo perch� i Ra'zac non erano capaci di usare la magia, e non credeva che fossero dei frangisenno, nonmaghi addestrati a combattere con la telepatia. I Ra'zac e i Lethrblaka non avevano bisogno di ricorrere a questi mezzi quando il loro alito bastava a tramortire il pi� robusto degli uomini.</p><empty-line/><p> E sebbene la sua indagine incorporea rischiasse di farli scoprire, Eragon, Roran e Saphira dovevano sapere se i Ra'zac avevano imprigionato Katrina</p><empty-line/><p> - la fidanzata di Roran - nell'Helgrind, per decidere se la loro sarebbe stata una missione di salvataggio oppure di cattura e interrogatorio.</p><empty-line/><p> Eragon frug� a lungo, solerte, in ogni anfratto. Quando torn� in s�, si accorse che Roran lo fissava con l'espressione di un lupo famelico. I suoi occhi grigi ardevano di un misto di rabbia, speranza e angoscia cos� violento da far pensare che le sue emozioni sarebbero potute esplodere da un momento all'altro per incenerire qualunque cosa nel suo campo visivo, in una vampa di inimmaginabile intensit�, capace di sciogliere persino le rocce.</p><empty-line/><p> Eragon lo capiva.</p><empty-line/><p> Il padre di Katrina, Sloan il macellaio, aveva tradito Roran rivelando ai Ra'zac dove si nascondeva. Quando non erano riusciti a catturarlo, i Ra'zac avevano rapito Katrina dalla Valle Palancar, lasciando gli abitanti di Carvahall al loro destino di morte o schiavit� per mano dei soldati del re Galbatorix. Non potendo inseguire Katrina, Roran era riuscito - appena in tempo - a convincere i suoi compaesani ad abbandonare le loro case e a seguirlo sulla Grande Dorsale, proseguendo via mare lungo la costa finch� non si erano uniti alle forze ribelli dei Varden. Le vicissitudini che avevano patito erano state tante, e terribili, ma per quanto complicato, il viaggio aveva fatto s� che Roran ed Eragon si ritrovassero. Eragon sapeva dove si trovava il covo dei Ra'zac e aveva promesso a Roran di aiutarlo a salvare Katrina.</p><empty-line/><p> Roran gli aveva spiegato di essere riuscito nell'impresa perch� la forza della sua passione lo aveva spinto ad adottare misure estreme temute ed evitate dagli altri, e questo gli aveva permesso di confondere i nemici.</p><empty-line/><p> Lo stesso fervore s'impadron� di Eragon.</p><empty-line/><p> Si sarebbe gettato nel fuoco senza alcun riguardo per la propria incolumit� se qualcuno a lui caro fosse stato in pericolo. Amava Roran come un fratello e, visto che Roran avrebbe sposato Katrina, aveva esteso il suo concetto di famiglia anche a lei. D'altro canto, Eragon e Roran erano gli ultimi eredi della discendenza, poich� Eragon aveva ripudiato ogni legame con il fratello di sangue, Murtagh, e di conseguenza Roran era il suo unico parente; e adesso c'era anche Katrina.</p><empty-line/><p> I nobili sentimenti di fratellanza non erano l'unica forza che spronava i due. Un altro obiettivo li ossessionava: la vendetta! Anche se lo scopo principale era strappare Katrina alle grinfie dei Ra'zac, i due guerrieri - uomo mortale e Cavaliere dei Draghi - avevano intenzione di uccidere i mostruosi servitori del re Galbatorix che avevano torturato a morte Garrow, padre di Roran, come un padre per Eragon.</p><empty-line/><p> Ecco perch� l'informazione ora in possesso del giovane Cavaliere aveva per lui la stessa importanza che aveva per Roran.</p><empty-line/><p> �Credo di averla percepita� disse. �Non ne sono del tutto sicuro, perch� siamo molto lontani dall'Helgrind e non ho mai toccato la sua mente prima, ma <emphasis>credo </emphasis>che si trovi in quel picco remoto, segregata da qualche parte proprio vicino alla cima.�</p><empty-line/><p> �Sta male? � ferita? Maledizione, Eragon, non mi nascondere niente. Le hanno fatto del male?�</p><empty-line/><p> �Al momento non soffre. Pi� di questo non posso dire, perch� ci � voluta tutta la mia forza per individuare appena il bagliore della sua coscienza; non sono riuscito a comunicare con lei.� Eragon evit� di dire che aveva percepito anche una seconda persona, sulla cui identit� nutriva qualche sospetto e la cui presenza, se confermata, lo preoccupava moltissimo. �Quello che <emphasis>non </emphasis>ho trovato sono i Ra'zac e i Lethrblaka. Pu� darsi che i Ra'zac mi siano sfuggiti, ma i genitori sono cos� enormi che la loro energia vitale dovrebbe risplendere con la forza di mille lanterne, come accade con Saphira. A parte Katrina e qualche altro puntino di luce, l'Helgrind � invece nero come un pozzo senza fondo.�</p><empty-line/><p> Roran aggrott� la fronte, strinse i pugni e fiss� torvo la montagna rocciosa, che cominciava a confondersi con le ombre violacee del crepuscolo. Con voce bassa e atona, come se stesse parlando da solo, disse: �Tanto non ha importanza se hai ragione o se ti sbagli.�</p><empty-line/><p> �Come mai?�</p><empty-line/><p> �Stanotte non attaccheremo comunque: la notte � il momento in cui i Ra'zac sono pi� forti, e se per caso si trovano da queste parti, sarebbe da stupidi affrontarli mentre siamo in svantaggio. Giusto?�</p><empty-line/><p> �Giusto.�</p><empty-line/><p> �Perci� aspettiamo l'alba.� Roran indic� gli schiavi incatenati all'altare insanguinato. �Se allora quei poveri disgraziati saranno scomparsi, sapremo che i Ra'zac sono qui e proseguiremo col nostro piano. Altrimenti malediremo la sfortuna di non averli incontrati, libereremo gli schiavi, salveremo Katrina e torneremo dai Varden con lei prima che Murtagh ci rintracci. In un modo o nell'altro, dubito che i Ra'zac lasceranno a lungo Katrina senza sorveglianza, non se Galbatorix vuole lasciarla in vita per poterla usare contro di me.�</p><empty-line/><p> Eragon annu�. Avrebbe voluto liberare subito gli schiavi, ma quel gesto avrebbe messo in allarme i loro nemici. E se i Ra'zac fossero venuti a prendersi la cena, lui e Saphira non sarebbero potuti intervenire comunque. Una battaglia in campo aperto fra un drago e i Lethrblaka avrebbe attirato l'attenzione di ogni uomo, donna e bambino nel raggio di molte leghe. Ed Eragon non credeva che lui, Saphira o Roran sarebbero sopravvissuti se Galbatorix avesse saputo che si trovavano da soli entro i confini del suo impero.</p><empty-line/><p> Distolse lo sguardo dai due derelitti. <emphasis>Per il loro bene, spero che i Ra'zac si trovino all'altro capo di Alaga�sia o che almeno stanotte non abbiano fame.</emphasis></p><empty-line/><p> Dopo essersi scambiati un tacito cenno, Eragon e Roran cominciarono a strisciare all'indietro dal crinale della duna dove si erano nascosti. Una volta in fondo, si alzarono, si volsero e si misero a correre tenendosi il pi� chini possibile, tra due file di colline. La leggera depressione si fece sempre pi� profonda, fino a diventare una stretta gola scavata dalle inondazioni, fiancheggiata da lastre di ardesia.</p><empty-line/><p> Mentre procedevano a zigzag fra gli alberi di ginepro che costellavano la gola, Eragon alz� lo sguardo e, tra il folto degli aghi, intravide le prime costellazioni brillare nel cielo notturno, fredde e affilate come schegge di ghiaccio su un drappo di velluto. Poi torn� a guardare il terreno per non inciampare e continu� a correre con Roran verso il loro bivacco pi� a sud.</p><p><strong>INTORNO AL FAL� </strong></p><p>Il piccolo cumulo di braci pulsava come il cuore di una bestia gigantesca. Di tanto in tanto, una venatura di scintille dorate serpeggiava lungo la superficie del legno per poi svanire in una fessura incandescente.</p><p>I resti morenti del fal� che Eragon e Roran avevano acceso proiettavano una fievole luce rossastra che illuminava un tratto di suolo roccioso, qualche cespuglio grigio piombo, l'indistinta massa di un ginepro poco distante e nient'altro.</p><p>Eragon sedeva con i piedi nudi rivolti alle braci per godersi il piacevole calore, la schiena contro le ruvide squame della muscolosa zampa di Saphira. Di fronte, Roran era seduto a cavalcioni su di un vecchio tronco cavo, indurito e sbiancato dal sole e dalle intemperie. Ogni volta che si muoveva, il tronco emetteva un acuto scricchiolio che feriva le orecchie di Eragon.</p><p>Nella conca regnava il silenzio. Perfino la brace ardeva senza rumore. Roran aveva raccolto soltanto rami secchi senza nemmeno una bolla di umidit� per evitare qualsiasi filo di fumo che occhi indiscreti potessero individuare.</p><p>Eragon aveva appena finito di raccontare a Saphira com'era andata la giornata. In genere non aveva bisogno di dirle ci� che aveva fatto, giacch� i pensieri, i sentimenti e le altre emozioni fluivano tra di loro come acqua fra le sponde di un lago. Ma in quella circostanza si era reso necessario, dato che Eragon aveva accuratamente schermato la propria mente durante la missione di ricognizione, tranne quando l'aveva usata per esplorare il covo dei Ra'zac.</p><p>Dopo parecchio tempo Saphira sbadigli�, mostrando la sua spaventosa chiostra di denti. <emphasis>Saranno anche crudeli e malvagi, ma sono colpita da come i Ra'zac riescono a stregare le proprie prede tanto da indurle a </emphasis>voler <emphasis>essere mangiate. Devono essere grandi cacciatori per riuscire a farlo... Magari un giorno potrei provarci anch'io.</emphasis></p><p><emphasis>Gi�, </emphasis> disse Eragon, e poi si sent� in dovere di aggiungere: <emphasis>Ma non con le persone. Fallo con le pecore.</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> Persone, pecore... che differenza fa per un drago? </emphasis>Poi la dragonessa scoppi� in una delle sue possenti risate di gola, un rombo cupo che ricordava quello del tuono.</p><empty-line/><p> Eragon scost� la schiena indolenzita dalle dure squame di Saphira e prese il bastone di legno di biancospino che giaceva al suo fianco. Se lo rigir� fra le mani, ammirando il gioco di luci sul levigato intrico di radici in cima e l'aguzzo puntale di metallo graffiato in fondo.</p><empty-line/><p> Roran gli aveva spinto il bastone fra le mani prima di lasciare i Varden sulle Pianure Ardenti, dicendo: "Tieni. Me lo ha fatto Fisk dopo che il Ra'zac mi aveva morso la spalla. So che hai perduto la tua spada, e potrebbe esserti utile... Se vuoi un'altra spada non c'� problema, ma ho scoperto che non c'� duello che non si possa vincere con qualche colpo di bastone ben assestato." Nel ricordare il bastone che Brom portava sempre con s�, Eragon aveva deciso di non procurarsi una nuova spada a favore di quel bastone nodoso di biancospino. Dopo aver perso Zar'roc, non aveva alcun desiderio di possederne un'altra, che sarebbe stata di sicuro inferiore. Quella notte aveva irrobustito sia il bastone che il martello di Roran con alcuni incantesimi per impedire alle due armi di spezzarsi se non in condizioni di estrema sollecitazione.</p><empty-line/><p> All'improvviso una serie di ricordi inconsapevoli gli affior� alla mente: <emphasis>Un cielo dal malsano colore arancio e cremisi gli turbinava intorno, mentre Saphira si tuffava in picchiata per inseguire il drago rosso e il suo Cavaliere. Il vento gli ruggiva nelle orecchie... Le dita gli si intorpidirono per l'impatto quando la sua spada cozz� contro quella dell'altro cavaliere mentre duellavano sul terreno... Riuscire a strappare via l'elmo del suo nemico in pieno combattimento solo per scoprire il volto del suo amico e compagno di viaggi di un tempo, Murtagh, che credeva morto... Il ghigno di Murtagh quando gli aveva preso Zar'roc, affermando che la spada rossa gli spettava per diritto ereditario, quale suo fratello maggiore...</emphasis></p><empty-line/><p> Eragon batt� le palpebre, disorientato, mentre il fragore e il furore della battaglia svanivano e il gradevole aroma del ginepro prendeva il posto dell'odore del sangue. Si pass� la lingua sui denti per lavar via l'amaro sapore di bile che gli riempiva la bocca.</p><empty-line/><p><emphasis>Murtagh.</emphasis></p><empty-line/><p> Il solo nome gli suscitava un tumulto di emozioni contrastanti. Da una parte, Murtagh gli piaceva. Aveva salvato lui e Saphira dai Ra'zac dopo la loro prima, sventurata visita a Dras-Leona; aveva rischiato la vita per aiutare Eragon a fuggire da Gil'ead; aveva combattuto con onore nella battaglia del Farthen D�r; e, malgrado i tormenti che avrebbe senza dubbio patito come conseguenza del suo atto, aveva scelto d'interpretare gli ordini di Galbatorix in un modo che gli consentisse di lasciare liberi Eragon e Saphira dopo la battaglia delle Pianure Ardenti invece di farli suoi prigionieri. Non era colpa di Murtagh se i Gemelli lo avevano rapito; o se l'uovo del drago rosso, Castigo, si era schiuso davanti a lui; o se Galbatorix aveva scoperto i loro veri nomi, con cui aveva estorto a entrambi il giuramento di fedelt� nell'antica lingua.</p><empty-line/><p> Nulla di tutto questo era imputabile a Murtagh. Lui era una vittima del fato, dal giorno stesso in cui era nato.</p><empty-line/><p> Eppure... Murtagh poteva anche servire Galbatorix contro la propria volont�, e aborrire le atrocit� che il re lo costringeva a commettere, ma una parte di lui sembrava compiacersi del potere appena acquisito. Durante la recente battaglia fra i Varden e l'esercito imperiale sulle Pianure Ardenti, Murtagh aveva individuato il re dei nani, Rothgar, e lo aveva ucciso, anche se Galbatorix non gli aveva ordinato espressamente di farlo. Murtagh aveva lasciato andare Eragon e Saphira, certo, ma solo dopo averli sconfitti in un feroce duello senza esclusione di colpi e aver ascoltato impassibile Eragon che lo implorava di liberarli.</p><empty-line/><p> E soprattutto, Murtagh aveva tratto un innegabile piacere dall'angoscia inflitta a Eragon nel rivelargli che erano entrambi figli di Morzan, primo e ultimo dei Rinnegati, i tredici Cavalieri dei Draghi che avevano tradito i propri compagni consegnandoli a Galbatorix.</p><empty-line/><p> Ora, a quattro giorni dalla battaglia, Eragon pens� a un'altra possibile spiegazione: <emphasis>Forse quello che voleva Murtagh era vedere un'altra persona oppressa dallo stesso terribile fardello che lui porta da una vita.</emphasis></p><empty-line/><p> Quale che fosse la verit�, Eragon sospettava che Murtagh avesse accettato il suo nuovo ruolo per la stessa ragione per cui un cane, continuamente bastonato senza motivo, un giorno si ribella e morde la mano al padrone. Murtagh era stato sempre bastonato dalla vita, e quella era la sua occasione per ribellarsi a un mondo che non si era mai dimostrato benevolo nei suoi riguardi.</p><empty-line/><p> Ma anche se il cuore di Murtagh poteva ancora celare un fievole barlume di bont�, lui ed Eragon erano condannati a essere mortali nemici, perch� le promesse fatte da Murtagh nell'antica lingua lo vincolavano a Galbatorix in maniera indissolubile, e per sempre.</p><empty-line/><p><emphasis>Se solo non fosse andato con Ajihad a inseguire gli Urgali nelle gallerie del Farthen D�r. O se io fossi stato pi� rapido, i Gemelli...</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> Eragon, </emphasis>disse Saphira.</p><empty-line/><p> Il giovane si riscosse e annu�, grato alla dragonessa per il suo intervento. Si sforzava di non rimuginare su Murtagh e sui loro genitori, ma certi pensieri lo assalivano quando meno se lo aspettava.</p><empty-line/><p> Inspir� ed espir� a lungo per schiarirsi la mente, nel tentativo di tornare al qui e ora, ma non ci riusc�.</p><empty-line/><p> La mattina dopo la grande battaglia sulle Pianure Ardenti - mentre i Varden erano impegnati a riunirsi e organizzarsi per inseguire l'esercito imperiale, ritiratosi di parecchie miglia a monte del fiume Jiet - Eragon era andato da Nasuada e Arya per spiegare la situazione di Roran e chiedere il permesso di aiutare il cugino. Invano: le due donne si erano opposte con veemenza a quello che Nasuada aveva definito "un piano sconsiderato che avr� conseguenze catastrofiche per tutta Alaga�sia se per caso qualcosa va storto!"</p><empty-line/><p> L'accalorata discussione era proseguita cos� a lungo che alla fine Saphira era intervenuta con un ruggito da scuotere le pareti della tenda del comandante. Poi aveva detto: <emphasis>Sono stanca e indolenzita, ed Eragon non riesce a spiegarsi come dovrebbe. Abbiamo cose ben pi� importanti da fare che non stare qui a gracchiare come cornacchie, giusto?... Bene, ora statemi a sentire.</emphasis></p><empty-line/><p> Era difficile, riflett� Eragon, discutere con un drago.</p><empty-line/><p> I dettagli del discorso di Saphira erano complessi, ma la struttura del suo intervento fu sincera e diretta. Saphira sosteneva Eragon perch� comprendeva quanto significasse per lui quella missione, e dal canto suo Eragon sosteneva Roran per affetto e senso del dovere, e perch� sapeva che il cugino avrebbe tentato di liberare Katrina con o senza di lui, e che Roran non sarebbe mai stato capace di sconfiggere i Ra'zac da solo. Per giunta, finch� l'Impero avesse tenuto Katrina prigioniera, Roran e di conseguenza Eragon sarebbero stati vulnerabili alle manipolazioni di Galbatorix. Se l'usurpatore avesse minacciato di uccidere Katrina, Roran non avrebbe avuto altra scelta se non cedere ai suoi ricatti.</p><empty-line/><p> Sarebbe stato preferibile, quindi, ricucire questa breccia nelle loro difese prima che i nemici avessero modo di sfruttarla.</p><empty-line/><p> Quanto al momento, era perfetto. N� Galbatorix n� i Ra'zac si sarebbero aspettati un'incursione nel cuore dell'Impero quando i Varden erano impegnati a combattere le truppe imperiali ai confini del Surda. Murtagh e Castigo erano stati visti volare verso Ur�'baen - senza dubbio per ricevere una punizione - e Nasuada e Arya erano d'accordo con Eragon nel ritenere che i due avrebbero proseguito verso nord per affrontare la regina Islanzadi e il suo esercito, una volta che gli elfi avessero fatto la prima mossa rivelando la loro presenza. Tra l'altro, sarebbe stato meglio eliminare i Ra'zac prima che cominciassero a terrorizzare e demoralizzare i guerrieri Varden.</p><empty-line/><p> Saphira aveva quindi sottolineato, nella maniera pi� diplomatica possibile, che se Nasuada avesse esercitato la sua signoria su Eragon e gli avesse proibito di partecipare alla missione, il loro legame sarebbe stato avvelenato da un rancore e da un dissidio tali che avrebbero potuto mettere a rischio la causa dei Varden. <emphasis>Per�, </emphasis>aveva detto Saphira, <emphasis>la scelta � tua. Tieni Eragon qui con te, se vuoi. I suoi obblighi non sono i miei, e io ho deciso di accompagnare Roran. Mi sembra una gran bella avventura.</emphasis></p><empty-line/><p> Un debole sorriso affior� sulle labbra di Eragon al ricordo della scena.</p><empty-line/><p> La gravit� della dichiarazione di Saphira, unita alla sua inoppugnabile logica, aveva convinto Nasuada e Arya a concedere la loro approvazione, per quanto a malincuore.</p><empty-line/><p> Pi� tardi Nasuada aveva detto: "Eragon, Saphira, noi confidiamo nel vostro discernimento. Per il vostro bene, e per il nostro, spero che questa spedizione vada a buon fine." Eragon non era sicuro di aver interpretato in modo corretto le sue parole, che potevano essere tanto di sincero augurio quanto di velata minaccia.</p><empty-line/><p> Eragon aveva passato il resto della giornata a preparare le bisacce, a studiare le mappe dell'Impero con Saphira e a evocare tutti gli incantesimi necessari, come quello per contrastare i tentativi di Galbatorix o dei suoi servi di divinare Roran.</p><empty-line/><p> Il mattino dopo, Eragon e Roran erano saliti in groppa a Saphira, che si era subito alzata in volo. Dopo aver bucato la coltre di nubi arancioni che incombeva sulle Pianure Ardenti, la dragonessa aveva virato verso nordest, continuando a volare senza fermarsi finch� il sole, attraversato tutto l'arco del cielo, non si era tuffato dietro l'orizzonte in un glorioso tripudio di raggi rossi e gialli.</p><empty-line/><p> La prima tappa del viaggio li aveva portati ai confini dell'Impero, in una zona scarsamente abitata. Poi avevano cambiato direzione, volando a ovest verso Dras-Leona e l'Helgrind, continuando a viaggiare di notte per evitare di essere notati da uno dei tanti piccoli villaggi sparsi per la grande pianura che li separava dalla loro meta.</p><empty-line/><p> Eragon e Roran erano stati costretti ad avvolgersi in mantelli e pellicce, e a indossare guanti di lana e cappelli di feltro, perch� Saphira aveva deciso di volare a un'altezza superiore a quella della maggior parte dei ghiacciai del paese - dove l'aria gelida e rarefatta trafiggeva i polmoni come una pugnalata - di modo che se un contadino intento a curare un agnello malato nel campo o una sentinella dalla vista acuta avessero guardato in alto mentre passava, l'avrebbero scambiata per un'aquila.</p><empty-line/><p> Ovunque andassero, Eragon vedeva i segni della guerra imminente: accampamenti di soldati, carri carichi di viveri raggruppati in cerchio per la notte, e file di uomini con collari di ferro, strappati alle loro case per combattere per Galbatorix. La quantit� di risorse messe in campo contro di loro era davvero impressionante.</p><empty-line/><p> Verso la fine della seconda notte, l'Helgrind era comparso in lontananza: una massa di pinnacoli frastagliati, foschi e sinistri nella livida luce prima dell'alba. Saphira era atterrata nella conca dove si erano accampati, e avevano trascorso dormendo gran parte del giorno precedente alla ricognizione.</p><empty-line/><p> Una colonna di scintille ambrate si sprigion� dai carboni che languivano quando Roran vi gett� sopra un ramo secco. Not� lo sguardo di Eragon e si strinse nelle spalle. �Freddo� disse.</p><empty-line/><p> Prima che Eragon avesse modo di rispondere, si ud� un fruscio prolungato e stridente, simile a quello di una spada sguainata.</p><empty-line/><p> Eragon non pens�; si gett� nella direzione opposta, rotolando su se stesso, poi si rialz�, accovacciato, con il bastone di biancospino pronto a parare un colpo in arrivo. Roran fu altrettanto fulmineo. Afferr� lo scudo da terra, balz� dal tronco dov'era seduto ed estrasse il martello dalla cintura, tutto nel giro di pochi secondi.</p><empty-line/><p> Rimasero immobili, in attesa di un agguato.</p><empty-line/><p> Il cuore martellava nel petto di Eragon e i muscoli gli tremavano per la tensione mentre aguzzava la vista nel buio, in cerca del pi� piccolo movimento.</p><empty-line/><p><emphasis>Non fiuto niente,</emphasis> disse Saphira.</p><empty-line/><p> Quando furono trascorsi alcuni minuti senza che accadesse nulla, Eragon dilat� la mente per controllare l'ambiente circostante. �Nessuno� disse. Poi, attingendo al luogo pi� profondo del suo essere, da dove scaturiva la magia, mormor�: �Brisingr raudhr!� Un pallido globo di luce rossastra si materializz� a pochi passi da lui e l� rimase a fluttuare, all'altezza degli occhi, riversando nella conca un chiarore liquido. Eragon si spost� appena e il fuoco fatuo imit� il suo movimento, come se fossero collegati da un filo invisibile.</p><empty-line/><p> Insieme, Eragon e Roran andarono verso il punto da dove era venuto il rumore, scendendo nella gola stretta e rocciosa che tagliava verso est. Impugnavano le armi lunghe e si fermavano a ogni passo, pronti a difendersi in qualsiasi momento. A circa dieci iarde dal bivacco, Roran fece cenno a Eragon di fermarsi e gli indic� una lastra di ardesia sull'erba che non c'era quando erano passati poco prima. Roran s'inginocchi� e strofin� una scheggia di ardesia pi� piccola sulla lastra, producendo lo stesso stridore che avevano gi� udito.</p><empty-line/><p> �Dev'essere caduta dall'alto� disse Eragon, esaminando le pareti della gola, e concesse al fuoco fatuo di spegnersi.</p><empty-line/><p> Roran annu� e si alz�, spazzolandosi il terriccio dai pantaloni.</p><empty-line/><p> Mentre tornava da Saphira, Eragon riflett� sulla rapidit� con cui avevano reagito. Sentiva ancora il cuore contratto in un groppo che faceva male a ogni battito, le mani tremanti, il corpo indolenzito come se avesse corso ininterrottamente per miglia e miglia. <emphasis>Non saremmo scattati cos�, prima, </emphasis> pens�. La ragione della loro prontezza era pi� che evidente: ogni battaglia aveva eroso parte della loro sicurezza, lasciandosi dietro nient'altro che nervi scoperti, pronti a reagire alla minima sollecitazione.</p><empty-line/><p> Roran doveva aver pensato la stessa cosa, perch� disse: �Li vedi mai?�</p><empty-line/><p> �Chi?�</p><empty-line/><p> �Gli uomini che hai ucciso. Li vedi mai nei tuoi sogni?�</p><empty-line/><p> �A volte.�</p><empty-line/><p> Il bagliore pulsante della brace illuminava il viso di Roran dal basso, disegnandogli dense ombre sulla bocca e sulla fronte, e dando un'aria truce ai suoi occhi infossati sotto le palpebre socchiuse. Parl� lentamente, come se avesse difficolt� a esprimersi. �Non ho mai voluto essere un guerriero. Da ragazzo sognavo combattimenti e gloria, come fanno tutti i maschi a quell'et�, ma la terra era la cosa pi� importante per me. Quella, e la nostra famiglia... E adesso invece ho ucciso... ho ucciso... ho ucciso... e tu pi� di me.� Il suo sguardo era smarrito in qualcosa di distante che soltanto lui poteva vedere. �Quei due uomini a Narda... Te l'ho mai raccontato?�</p><empty-line/><p> Lo aveva gi� fatto, ma Eragon fece no con la testa e rimase in silenzio.</p><empty-line/><p> �C'erano delle guardie al cancello principale... Erano due, e quella a destra aveva i capelli bianchissimi. Me lo ricordo perch� non poteva avere pi� di ventiquattro, venticinque anni. Portavano i colori di Galbatorix, ma parlavano come gente di Narda. Non erano soldati di professione. Probabilmente erano soltanto uomini che avevano deciso di proteggere le proprie case dagli Urgali, dai pirati, dai briganti... Non avremmo alzato un dito contro di loro. Te lo giuro, Eragon, non faceva parte del nostro piano. Ma non ho avuto scelta. Mi hanno riconosciuto. Ho tagliato la gola a quello coi capelli bianchi... � stato come quando pap� sgozzava un maiale. E poi l'altro, gli ho spaccato il cranio. Sento ancora le ossa cedere... Ricordo ogni colpo che ho inferto, contro i soldati a Carvahall, contro quelli sulle Pianure Ardenti... Sai, quando chiudo gli occhi a volte non riesco a dormire perch� la mia mente � accecata dal bagliore degli incendi che abbiamo appiccato ai magazzini del molo di Teirm. E in quei momenti sono convinto che impazzir�.�</p><empty-line/><p> Eragon si accorse di stringere il bastone cos� forte che le nocche gli si erano sbiancate e i tendini sporgevano dai polsi. �Gi� disse. �All'inizio erano solo Urgali, poi uomini e Urgali, e adesso quest'ultima battaglia... So che quello che facciamo � giusto, ma <emphasis>giusto </emphasis>non significa <emphasis>facile.</emphasis> Siccome siamo quello che siamo, i Varden si aspettano che Saphira e io guidiamo l'avanguardia del loro esercito per sterminare interi battaglioni di soldati. Lo facciamo. Dobbiamo.� La sua voce s'incrin�, e il giovane tacque.</p><empty-line/><p><emphasis>Il caos accompagna ogni grande cambiamento, </emphasis>disse Saphira a entrambi. <emphasis>E noi lo abbiamo sperimentato pi� degli altri, perch� siamo agenti del cambiamento stesso. Io sono una dragonessa, e non provo rimorso per la morte di coloro che ci minacciavano. Aver ucciso le guardie a Narda pu� non essere un'azione di cui andare fieri, ma nemmeno qualcosa per cui sentirsi in colpa. Hai dovuto farlo. Quando sei costretto a combattere, Roran, la gioia feroce della battaglia non ti mette le ali ai piedi? Non senti il piacere di misurarti con un valoroso avversario e la soddisfazione di vedere i corpi dei nemici accatastati ai tuoi piedi? Eragon, tu l'hai provato. Aiutami a spiegarlo a tuo cugino.</emphasis></p><empty-line/><p> Eragon fissava le braci. La dragonessa aveva detto una verit� che lui esitava a riconoscere, perch� se avesse ammesso che si pu� provare piacere nella violenza, sarebbe diventato una persona disprezzabile. Cos� rest� muto. Di fronte a lui, Roran sembrava altrettanto turbato.</p><empty-line/><p> Con voce pi� morbida, Saphira disse: <emphasis>Non fate cos�. Non era mia intenzione farvi arrabbiare... A volte dimentico che non siete ancora abituati a queste emozioni, mentre io ho combattuto con le unghie e con i denti per la sopravvivenza fin dal giorno in cui sono uscita dall'uovo.</emphasis></p><empty-line/><p> Eragon si alz� e si avvicin� alle bisacce, da cui prese il piccolo orcio di terracotta che Orik gli aveva donato prima che partissero. Bevve due lunghi sorsi di idromele di lamponi e si sent� riscaldare lo stomaco. Con un sogghigno, pass� l'orcio a Roran, che mand� gi� un bel sorso.</p><empty-line/><p> Parecchie bevute dopo, quando l'idromele era riuscito nell'impresa di risollevargli l'umore, Eragon disse: �Domani potremmo avere un problema.�</p><empty-line/><p> �Che intendi?�</p><empty-line/><p> Eragon si rivolse anche a Saphira. �Ricordi quando ho detto che noi... io e Saphira... potevamo affrontare i Ra'zac facilmente?�</p><empty-line/><p> �S�.�</p><empty-line/><p><emphasis>Infatti possiamo, </emphasis>disse Saphira.</p><empty-line/><p> �Be', ci stavo pensando mentre tenevamo d'occhio l'Helgrind, e non ne sono pi� tanto sicuro. Esiste praticamente un numero infinito di modi di fare qualcosa con la magia. Per esempio, se voglio accendere un fuoco, posso farlo col calore ricavato dall'aria o dal terreno; posso creare una fiamma di pura energia; posso attirare un fulmine; posso concentrare un raggio di sole su un punto preciso; posso usare l'attrito, e cos� via.�</p><empty-line/><p> �Quindi?�</p><empty-line/><p> �Quindi il problema �: anche se posso ricorrere a differenti incantesimi per svolgere un'azione, per <emphasis>bloccare </emphasis>questi incantesimi basta un solo controincantesimo. Se impedisci all'azione stessa di verificarsi, non sei costretto a formulare il tuo controincantesimo per contrastare le qualit� peculiari di ogni singolo incantesimo.�</p><empty-line/><p> �Ancora non capisco cosa c'entra questo con domani.�</p><empty-line/><p><emphasis>Io s�, </emphasis>disse Saphira a entrambi. Aveva afferrato al volo le implicazioni. <emphasis>Vuol dire che nel corso degli ultimi cento anni Galbatorix...</emphasis></p><empty-line/><p> �... potrebbe aver messo delle difese intorno ai Ra'zac...�</p><p> ...</p><p><emphasis>che li proteggono da...</emphasis></p><p><emphasis>�... </emphasis> una vasta gamma di incantesimi. Probabilmente non mi sar� possibile...�</p><empty-line/><p> ... <emphasis>ucciderli con nessuna...</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> �... </emphasis>delle parole di morte che mi sono state insegnate, n�...�</p><empty-line/><p> ... <emphasis>con attacchi magici improvvisati sul momento. Potremmo...</emphasis></p><empty-line/><p> �... dover fare affidamento...�</p><empty-line/><p> �Basta!� esclam� Roran, con un sorriso sofferente. �Basta, vi prego. Mi viene il mal di testa quando fate cos�.�</p><empty-line/><p> Eragon rimase a bocca aperta: fino a quel momento non si era reso conto che lui e Saphira stavano parlando a turno. Da una parte, quella novit� gli fece piacere perch� indicava un livello superiore di intesa: agivano come un'entit� unica che li rendeva molto pi� potenti di quanto non fossero ciascuno per s�. Dall'altra per� lo turbava, perch� una simile affinit�, per sua stessa natura, riduceva l'individualit� di ciascuno.</p><empty-line/><p> Richiuse la bocca e ridacchi�. �Scusa. Ci� che mi preoccupa � questo: se Galbatorix � stato abbastanza previdente da prendere certe precauzioni, allora la forza delle armi potrebbe essere l'unico mezzo con cui uccidere i Ra'zac. Se le cose stanno cos�...�</p><empty-line/><p> �Allora domani vi sarei d'intralcio.�</p><empty-line/><p> �Sciocchezze. Magari sarai pi� lento dei Ra'zac, ma sono sicuro che darai loro motivo di temere la tua arma, Roran Fortemartello.� Il complimento fece piacere a Roran. �Il pericolo maggiore per te � se i Ra'zac o i Lethrblaka riescono a separarti da me e Saphira. Dobbiamo restare uniti per essere tutti pi� sicuri. Io e Saphira cercheremo di tenere occupati i Ra'zac e i Lethrblaka, ma qualcuno potrebbe sfuggirci. Quattro contro due � una proporzione che va bene solo quando fai parte dei quattro.�</p><empty-line/><p> A Saphira Eragon disse: <emphasis>Se avessi una spada, sono sicuro che riuscirei a uccidere i Ra'zac da solo, ma non so se posso battere due creature pi� veloci degli elfi armato solo di questo bastone.</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> Sei stato tu a insistere per portare solo quel ramo secco invece di un'arma come si deve, </emphasis>ribatt� lei. <emphasis>Ricorda, ti avevo avvertito che non sarebbe bastato contro nemici pericolosi come i Ra'zac.</emphasis></p><empty-line/><p> Eragon a malincuore le diede ragione. <emphasis>Se i miei incantesimi dovessero fallire, saremo molto pi� vulnerabili di quanto mi aspettassi... Domani potrebbe mettersi davvero male.</emphasis></p><empty-line/><p> Continuando la conversazione a cui era stato ammesso, Roran disse: �La magia � una cosa complicata.� Il tronco su cui era seduto gemette quando raddrizz� la schiena per posare i gomiti sulle ginocchia.</p><empty-line/><p> �Gi� convenne Eragon. �La parte pi� difficile � cercare di anticipare ogni possibile incantesimo. Io passo un sacco di tempo a chiedermi come fare a difendermi se verr� attaccato <emphasis>cos� </emphasis>e se un altro mago si aspetta che faccia <emphasis>cos�.�</emphasis></p><empty-line/><p> �Saresti capace di rendermi forte e veloce come te?�</p><empty-line/><p> Eragon riflett� sulla proposta per qualche minuto prima di rispondere. �Non vedo come. L'energia necessaria dovrebbe venire da qualche fonte. Potremmo donartela io e Saphira, ma a quel punto perderemmo tanta forza e velocit� quante ne otterresti tu.� Quello che non disse fu che avrebbe potuto assimilare energia anche dalle piante e dagli animali vicini, ma a un prezzo terribile: la morte degli esseri pi� piccoli da cui si estraeva la forza vitale. La tecnica era un segreto che Eragon non si sentiva di rivelare a cuor leggero. Non sarebbe stata comunque utile a Roran, perch� intorno all'Helgrind non c'erano abbastanza piante o animali da poter nutrire il corpo di un uomo.</p><empty-line/><p> �Allora potresti insegnarmi a usare la magia?� Quando Eragon esit�, Roran aggiunse: �Non adesso, � chiaro. Non c'� tempo, e io non mi aspetto che uno possa diventare un mago da un giorno all'altro. Ma insomma, perch� no? Siamo cugini. Abbiamo lo stesso sangue. E sarebbe un vantaggio preziosissimo.�</p><empty-line/><p> �Non so come una persona che non � un Cavaliere possa imparare a usare la magia� confess� Eragon. �Non � una cosa che ho studiato.� Si guard� intorno, raccolse da terra un sasso rotondo e piatto e lo lanci� a Roran, che lo prese al volo. �Tieni, prova con questo. Concentrati e cerca di sollevare il sasso in aria, dicendo "Stenr r�sa".�</p><empty-line/><p> �Stenr r�sa?�</p><empty-line/><p> �Esatto.�</p><empty-line/><p> Roran guard� il sasso che teneva nel palmo con un'espressione concentrata che ramment� a Eragon i giorni del proprio addestramento con Brom. Prov� una fitta di nostalgia ricordando quando il vecchio cantastorie lo allenava senza dargli tregua. Roran aggrott� le sopracciglia, serr� le labbra e ringhi� �Stenr r�sa!� con una tale potenza che Eragon pens� che il sasso sarebbe schizzato via dalla paura.</p><empty-line/><p> Non accadde nulla.</p><empty-line/><p> Con la fronte sempre pi� aggrottata, Roran ripet� il comando: �Stenr risa!�</p><empty-line/><p> Il sasso diede prova di una profonda mancanza di collaborazione.</p><empty-line/><p> �Be'� disse Eragon, �continua a provarci. � l'unico consiglio che posso darti. Ma...� e alz� un dito in segno di ammonimento �... se per caso ci riuscissi, vieni subito da me, o se io non sono nei dintorni, rivolgiti a un altro mago. Potresti uccidere te stesso o qualcun altro se prendi a fare esperimenti con la magia senza conoscerne le regole. E ricorda: se pronunci un incantesimo che richiede troppa energia, muori. Non fare niente che vada oltre le tue possibilit�, non cercare di riportare in vita i morti, e non cercare di disfare niente.�</p><empty-line/><p> Roran annu�, lo sguardo ancora fisso sulla pietra.</p><empty-line/><p> �Magia a parte, mi sono appena ricordato che c'� qualcosa di molto pi� importante che devi imparare.�</p><empty-line/><p> �Ah, s�?�</p><empty-line/><p> �S�. Devi essere capace di nascondere i tuoi pensieri alla Mano Nera, al Du Vrangr Gata, e agli altri come loro. Adesso possiedi molte informazioni che potrebbero nuocere ai Varden. � essenziale, quindi, che impari bene a celarle non appena saremo tornati. Finch� non saprai difenderti dalle spie, n� Nasuada n� io n� nessun altro potr� affidarti informazioni che potrebbero aiutare i nostri nemici.�</p><empty-line/><p> �Capisco. Ma perch� hai incluso il Du Vrangr Gata in questa lista? � al servizio tuo e di Nasuada.�</p><empty-line/><p> �� vero, ma anche fra i nostri alleati ci sono molti che darebbero il braccio destro...� sorrise per la sottigliezza della frase �... pur di scoprire i nostri piani e i nostri segreti. E anche i tuoi, sappilo. Sei diventato qualcuno, Roran. In parte per le tue gesta, in parte perch� siamo parenti.�</p><empty-line/><p> �Lo so. � strano essere riconosciuti da qualcuno che non hai mai visto prima.�</p><empty-line/><p> �Appunto.� Gli venne la tentazione di fare molte altre osservazioni pertinenti, ma si trattenne; l'argomento meritava di essere approfondito un'altra volta. �Ora che sai cosa significa sentirsi toccati da una mente estranea, dovresti imparare a espandere la tua e a toccare le altre.�</p><empty-line/><p> �Non sono sicuro di volerlo imparare.�</p><empty-line/><p> �Non importa: potresti anche non essere capace di farlo. Ma prima di scoprirlo, devi imparare a difenderti.�</p><empty-line/><p> Il cugino inarc� un sopracciglio. �Come?�</p><empty-line/><p> �Scegli qualcosa... un suono, un'immagine, un'emozione, qualsiasi cosa... e lascia che cresca nella tua mente fino a bloccare ogni altro pensiero.�</p><empty-line/><p> �Tutto qui?�</p><empty-line/><p> �Non � facile come credi. Avanti. Provaci. Quando ti senti pronto, fammelo sapere e io vedr� se ci riesci davvero.�</p><empty-line/><p> Passarono alcuni minuti. Poi, a un cenno delle dita di Roran, Eragon dilat� la propria coscienza verso il cugino, desideroso di scoprire fino a che punto era arrivato.</p><empty-line/><p> Il raggio mentale lanciato a piena potenza da Eragon and� a urtare contro il muro composto dai ricordi che Roran aveva di Katrina e si ferm�. Non riusciva a trovare una breccia, nessun varco o cedimento, nessun modo per infiltrarsi nell'impenetrabile barriera che si trovava davanti. In quel momento l'intera identit� di Roran era fondata sui suoi sentimenti per Katrina: le sue difese erano pi� forti di tutte quelle che Eragon aveva incontrato prima, perch� la mente di Roran era priva di qualsiasi altra cosa che Eragon potesse afferrare o usare per ottenere il controllo sul cugino.</p><empty-line/><p> Poi Roran spost� la gamba sinistra e dal legno del tronco si lev� un sonoro scricchiolio.</p><empty-line/><p> A quel punto, il muro contro cui Eragon aveva urtato si disintegr� in decine di frammenti, mentre un'orda di pensieri estranei distraeva Roran: <emphasis>Che cosa � stato... maledizione! Non farci caso... entrer�. Katrina, ricordati di Katrina. Ignora Eragon. La notte in cui ha accettato di sposarmi, il profumo dell'erba e dei suoi capelli... � lui? No! Concentrati! Non...</emphasis></p><empty-line/><p> Approfittando della confusione di Roran, Eragon entr� di slancio nella sua mente e con la forza di volont� immobilizz� Roran prima che potesse schermarsi.</p><empty-line/><p><emphasis>Hai compreso il concetto principale, </emphasis>disse Eragon, poi si ritrasse dalla mente del cugino, e ad alta voce continu�: �... ma devi imparare a mantenere la concentrazione anche se ti trovi nel cuore di una battaglia. Devi imparare a pensare senza pensarci... a svuotare la mente da ogni speranza o angoscia, tranne l'idea che � la tua armatura. Una cosa che mi hanno insegnato gli elfi, e che ho trovato utile, � recitare un indovinello, una poesia o una canzone. Avere qualcosa che puoi ripetere all'infinito ti aiuta a impedire alla mente di divagare.�</p><empty-line/><p> �Ci prover� promise Roran.</p><empty-line/><p> In tono pi� dolce, Eragon disse: �La ami molto, vero?� La sua era pi� una constatazione che una domanda - la risposta era ovvia - che non era nemmeno sicuro di voler fare. L'amore era un argomento che Eragon non aveva mai affrontato col cugino prima, nonostante le molte ore trascorse insieme negli anni passati, a chiacchierare dei pregi delle giovani donne di Carvahall e dintorni. �Com'� successo?�</p><empty-line/><p> �Lei mi piaceva. Io piacevo a lei. A che cosa servono i dettagli?�</p><empty-line/><p> �Coraggio� lo esort� Eragon. �Ero troppo arrabbiato per chiedertelo prima che partissi per Therinsford, e non ci siamo pi� visti fino a quattro giorni fa. Sono curioso.�</p><empty-line/><p> La pelle intorno agli occhi di Roran si stir� e si raggrinz� mentre lui si massaggiava le tempie. �Non c'� molto da dire. Ho sempre avuto un debole per lei. Non ci pensavo prima di diventare uomo, ma dopo i riti di passaggio ho cominciato a chiedermi chi avrei sposato, chi avrei voluto come madre dei miei figli. Durante una delle nostre visite a Carvahall, vidi Katrina fermarsi davanti alla casa di Loring per cogliere una rosa muscosa che cresceva all'ombra delle grondaie. Sorrise mentre guardava il fiore... Era un sorriso cos� dolce, cos� felice, che in quell'istante ho deciso che volevo farla sorridere ancora, e ancora, e che avrei voluto vedere quel sorriso fino alla fine dei miei giorni.� Lacrime gli brillarono negli occhi, ma non caddero, e un istante dopo Roran batt� le palpebre e le lacrime svanirono. �Ho paura di aver fallito.�</p><empty-line/><p> Dopo un'opportuna pausa, Eragon disse: �L'hai corteggiata? A parte avermi usato come messaggero con Katrina, cos'altro hai fatto?�</p><empty-line/><p> �Mi fai delle domande come se cercassi istruzioni.�</p><empty-line/><p> �Non � vero. Stai fantasticando...�</p><empty-line/><p> �Abbi coraggio tu, ora� disse Roran. �Lo capisco quando menti. Ti viene quel sorrisetto da stupido e ti diventano rosse le orecchie. Gli elfi possono averti dato un volto nuovo, ma non sei del tutto cambiato. Cosa c'� fra te e Arya?�</p><empty-line/><p> La potenza dell'intuito di Roran turb� Eragon. �Niente! La luna ti ha annebbiato il cervello.�</p><empty-line/><p> �Sii sincero. Pendi dalle sue labbra come se ogni sua parola fosse un diamante, e la guardi come un morto di fame guarderebbe una tavola imbandita.�</p><empty-line/><p> Un filo di fumo grigio esal� dalle narici di Saphira, accompagnato da un rombo soffocato.</p><empty-line/><p> Eragon ignor� la risata repressa del drago e disse: �Arya � un'elfa.�</p><empty-line/><p> �E molto bella. Orecchie a punta e occhi a mandorla sono difetti perdonabili se paragonati al suo fascino. Anche tu somigli a un gatto, adesso.�</p><empty-line/><p> �Arya ha pi� di cento anni.�</p><empty-line/><p> Questa nuova informazione colse Roran di sorpresa. Sgran� gli occhi ed esclam�: �Incredibile! Sembra poco pi� di un'adolescente.�</p><empty-line/><p> �Infatti.�</p><empty-line/><p> �Be', sono ragioni, quelle che mi stai dando, Eragon, ma il cuore di rado segue la ragione. Insomma, ti piace o no?�</p><empty-line/><p><emphasis>Se gli piacesse ancora un altro po', </emphasis>disse Saphira a entrambi, <emphasis>mi ritroverei a tentare di baciare Arya io stessa.</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> Saphira! </emphasis>Mortificato, Eragon sferr� una pacca sulla zampa della dragonessa.</p><empty-line/><p> Roran cap� che non era il caso di stuzzicare oltre il cugino. �Allora rispondi alla mia prima domanda e dimmi come stanno le cose fra te e Arya. Hai parlato con lei o con la sua famiglia di questa cosa? Ho scoperto che non � saggio lasciar incancrenire questi argomenti.�</p><empty-line/><p> �S� rispose Eragon, fissando il bastone di biancospino levigato. �Ho parlato con lei.�</p><empty-line/><p> �E il risultato?� Quando Eragon non rispose subito, Roran si lasci� sfuggire un'esclamazione delusa. �Estorcerti le risposte � pi� difficile che tirar fuori Birka dal fango.� Eragon sorrise al nome di Birka, uno dei loro cavalli da tiro. �Saphira, ci pensi tu a risolvere questo enigma? Altrimenti temo che non riuscir� mai a ottenere una spiegazione soddisfacente.�</p><empty-line/><p> �Nessun risultato. Nulla di nulla. Lei non mi vuole.� Eragon parl� con distacco, come se stesse commentando la sventura di un altro, ma dentro gli ribolliva un torrente di dolore cos� forte e impetuoso che Saphira si ritrasse da lui.</p><empty-line/><p> �Mi dispiace� disse Roran.</p><empty-line/><p> Eragon si sforz� di deglutire per sciogliere il groppo che gli serrava la gola, il macigno che gli gravava sul cuore, il viluppo che gli annodava lo stomaco. �Succede.�</p><empty-line/><p> �Forse adesso ti sembra impossibile� disse Roran, �ma sono sicuro che incontrerai un'altra donna che ti far� dimenticare questa Arya. Ci sono moltissime ragazze... e anche qualche donna sposata, scommetto... che darebbero qualunque cosa per catturare l'attenzione di un Cavaliere. Non avrai nessuna difficolt� a trovare una moglie fra le tante bellezze di Alaga�sia.�</p><empty-line/><p> �E tu che cosa avresti fatto, se Katrina avesse rifiutato la tua corte?�</p><empty-line/><p> La domanda zitt� Roran: era chiaro che non riusciva a immaginare come avrebbe reagito in quel caso.</p><empty-line/><p> Eragon continu�. �Al contrario di quello che tu, Arya e chiunque altro sembrate pensare, io so che esistono altre donne desiderabili in Alaga�sia e che le persone possono innamorarsi pi� di una volta nella vita. Senza dubbio, se passassi i miei giorni in compagnia delle dame della corte di re Orrin, alla fine potrei invaghirmi di una di loro. Ma il mio cammino non � cos� facile. Anche se riuscissi a deviare il mio affetto su di un'altra... e il cuore, come hai osservato, � una bestia notoriamente volubile... la domanda � sempre la stessa: sarebbe giusto?�</p><empty-line/><p> �La tua lingua � diventata contorta come le radici di un fico� disse Roran. �Parla chiaro.�</p><empty-line/><p> �D'accordo. Quale donna umana potrebbe anche solo cominciare a capire chi e cosa sono, o l'entit� dei miei poteri? Chi potrebbe condividere la mia vita? Direi pochissime, forse soltanto una delle maghe. E in questo gruppo ristretto, o fra le donne in generale, quante sono immortali?�</p><empty-line/><p> Roran scoppi� in una risata fragorosa che riecheggi� nella conca. �Sarebbe come chiedere la luna, o...� S'interruppe di colpo. I suoi muscoli si tesero come se dovesse spiccare un balzo, poi rimase impietrito. �Non sarai...?�</p><empty-line/><p> �S�.�</p><empty-line/><p> Roran si sforz� di trovare le parole. �� una conseguenza del tuo mutamento a Ellesm�ra o del fatto di essere un Cavaliere?�</p><empty-line/><p> �� una conseguenza del fatto di essere Cavaliere.�</p><empty-line/><p> �Questo spiega perch� Galbatorix non � morto.�</p><empty-line/><p> �Gi�.�</p><empty-line/><p> Il ramo che Roran aveva aggiunto al fuoco si spezz� con un leggerissimo schiocco. La brace doveva aver riscaldato il legno nodoso in un punto dove una piccola sacca d'acqua o di linfa, sfuggita chiss� come ai raggi del sole per molti decenni, era esplosa in vapore.</p><empty-line/><p> �L'idea � cos�... enorme da essere quasi inconcepibile� disse Roran. �La morte fa parte di quello che siamo. Ci guida. Ci forgia. Ci fa impazzire. Puoi ancora essere umano se non sei pi� mortale?�</p><empty-line/><p> �Non sono invincibile� precis� Eragon. �Posso ancora morire per un colpo di spada o di freccia. E posso ancora ammalarmi di un morbo incurabile.�</p><empty-line/><p> �Ma se eviti questi pericoli, vivrai per sempre.�</p><empty-line/><p> �Se li evito, s�. Io e Saphira continueremo a esistere.�</p><empty-line/><p> �Suona come una benedizione e una condanna al tempo stesso.�</p><empty-line/><p> �Gi�. Ecco perch� in tutta onest� non posso sposare una donna che invecchier� e morir� mentre io resto inalterato nel tempo; una simile esperienza sarebbe crudele per entrambi. D'altro canto, trovo alquanto deprimente il pensiero di prendere una moglie dopo l'altra nel corso dei secoli.�</p><empty-line/><p> �E non puoi rendere qualcuno immortale con la magia?� chiese Roran. �Si possono annerire i capelli bianchi, spianare le rughe e togliere le cataratte, e se proprio vuoi esagerare, puoi regalare a un sessantenne il corpo che aveva a vent'anni. Ma gli elfi non hanno mai scoperto il modo di ringiovanire la mente di una persona senza distruggere i suoi ricordi. E chi vorrebbe mai cancellare la propria identit� di tanto in tanto, in cambio dell'immortalit�? Quello che continuerebbe a vivere sarebbe un estraneo. E nemmeno un cervello vecchio in un corpo giovane � la soluzione, perch� anche una salute di ferro... ci� di cui siamo fatti noi umani pu� durare soltanto un secolo o poco pi�. N� si pu� arrestare l'invecchiamento. Questo implica tutta una serie di altri problemi... Oh, gli elfi e gli umani hanno tentato in mille modi diversi di sconfiggere la morte, ma nessuno ha avuto successo.�</p><empty-line/><p> �In altre parole� disse Roran, �per te � pi� sicuro amare Arya che lasciare il cuore libero perch� lo conquisti una donna umana.�</p><empty-line/><p> �Chi altri potrei sposare se non un'elfa? Soprattutto considerato il mio aspetto.� Eragon fren� l'istinto di sfiorare le estremit� puntute delle sue orecchie, un gesto diventato ormai un'abitudine. �Quando vivevo a Ellesm�ra, mi era facile accettare il cambiamento che i draghi mi avevano imposto. In fondo mi avevano elargito molti altri doni. E poi gli elfi si sono dimostrati pi� amichevoli nei miei confronti dopo l'Agaet� Bl�dhren. � stato solo quando sono tornato dai Varden che mi sono reso conto di quanto ero cambiato... E questo mi turba: non sono pi� soltanto un umano, ma non sono ancora nemmeno un elfo. Sono a met� strada: un misto, un mezzosangue.�</p><empty-line/><p> �Su col morale!� esclam� Roran. �Non preoccuparti di vivere per sempre. Galbatorix, Murtagh, i Ra'zac o perfino uno dei soldati imperiali potrebbe trafiggerci da un momento all'altro. Un uomo saggio dovrebbe ignorare il futuro e bere e festeggiare mentre ha ancora l'opportunit� di godere di questo mondo.�</p><empty-line/><p> �So che cosa avrebbe ribattuto pap�.�</p><empty-line/><p> �Gi�, e poi ci avrebbe dato una sonora legnata.�</p><empty-line/><p> Scoppiarono a ridere insieme, poi il silenzio che tanto spesso dilagava nelle loro discussioni prese di nuovo il sopravvento: un vuoto fatto in parti uguali di stanchezza, familiarit� e delle molte differenze scavate dal destino fra coloro che un tempo avevano vissuto vite che erano soltanto variazioni di una stessa melodia.</p><empty-line/><p><emphasis>Dovreste dormire, </emphasis>disse Saphira a Eragon e Roran. <emphasis>� tardi, e domattina dobbiamo svegliarci presto.</emphasis></p><p>Eragon scrut� la nera volta del firmamento, giudicando l'ora dalla posizione delle stelle: la notte era pi� vecchia di quanto pensasse. �Saggio consiglio� disse. �Avrei preferito avere ancora un paio di giorni per riposare prima di attaccare l'Helgrind. La battaglia delle Pianure Ardenti ha prosciugato l'energia di Saphira e la mia, e non ci siamo ancora del tutto ripresi, dato che abbiamo volato fin qui e trasferito energia nella cintura di Beloth il Savio le ultime due sere. Sono ancora tutto indolenzito e ho pi� lividi di quanti ne riesca a contare. Guarda...� Slacci� i cordoncini del polsino della manica sinistra e arrotol� il morbido l�marae - un tessuto che gli elfi fabbricavano con lana intrecciata e fili di ortica - rivelando un solco giallastro nel punto in cui lo scudo gli aveva premuto sull'avambraccio.</p><p>�Ah!� disse Roran. �E quel segnetto sarebbe un livido? Mi sono fatto pi� male io stamattina quando ho battuto l'alluce. Adesso ti faccio vedere io un livido di cui andare fieri.� Si slacci� lo stivale sinistro, se lo tolse e arrotol� la gamba del pantalone per esporre una striatura nera larga un pollice che gli attraversava il quadricipite. �Mi sono beccato l'asta della lancia di un soldato che si girava.�</p><p>�Notevole, ma io ho di meglio.� Eragon si sfil� la casacca dalla testa, liber� la camicia dalla cintura dei pantaloni e si volt� di fianco per mostrare a Roran un'ampia lividura sulle costole e un'altra simile sul ventre. �Frecce� spieg�. Poi scopr� l'avambraccio destro, rivelando un'escoriazione gemella dell'altra, che si era procurato deviando un colpo di spada col bracciale.</p><p>Allora Roran gli mostr� una collezione di chiazze bluastre irregolari, ciascuna grande quanto una moneta d'oro, che andavano dall'ascella sinistra fino alla base della colonna vertebrale, il risultato di una caduta su un cumulo di pietre e un'armatura a sbalzo.</p><p>Eragon studi� le lesioni, poi ridacchi� e disse: �Puah, sembrano punture di spine! Ti sei perso e sei andato a finire in un cespuglio di rose? Ti faccio vedere io qualcosa che le far� vergognare.� Si tolse tutti e due gli stivali, si alz� e si cal� i pantaloni, restando in camicia e braghe di lana. �Batti questa, se ci riesci� disse, e mostr� l'interno delle cosce. Una violenta combinazione di colori gli maculava la pelle, come un frutto esotico che maturava in maniera irregolare, dal verde acido al viola purulento.</p><p>�Ahia� disse Roran. �Come te lo sei fatto?�</p><empty-line/><p> �Sono saltato gi� da Saphira durante il duello aereo con Murtagh e Castigo. Ecco come sono riuscito a ferire Castigo. Saphira si � gettata in picchiata sotto di me per prendermi al volo prima che mi schiantassi al suolo, ma sono atterrato sul suo dorso un po' pi� forte di quanto avrei voluto.�</p><empty-line/><p> Roran fece una smorfia e rabbrivid�. �E continua fino a...� Lasci� la frase in sospeso e fece un vago gesto con la mano verso l'alto.</p><empty-line/><p> �Purtroppo s�.�</p><empty-line/><p> �Devo ammetterlo, � un gran bel livido. Dovresti esserne orgoglioso: non � da tutti procurarselo in quel modo, e proprio l�.�</p><empty-line/><p> �Sono contento che lo apprezzi.�</p><empty-line/><p> �Bene� prosegu� Roran. �Tu puoi anche avere il livido pi� grosso, ma i Ra'zac mi hanno lasciato una ferita con cui non puoi competere, dato che i draghi, come mi pare di capire, ti hanno cancellato la cicatrice dalla schiena.� Mentre parlava si era liberato della camicia ed era entrato nel cono di luce pulsante creato dalla brace.</p><empty-line/><p> Eragon spalanc� gli occhi per un istante prima di riprendersi e nascondere lo sconcerto dietro un'espressione pi� neutra. Si rimprover� di aver esagerato pensando <emphasis>Non pu� essere tanto grave, </emphasis>ma pi� studiava la ferita di Roran pi� era preoccupato.</p><empty-line/><p> Una lunga cicatrice raggrinzita, rossa e lucida, avvolgeva la spalla destra di suo cugino, partendo dalla clavicola per arrivare a met� del braccio. Era chiaro che il Ra'zac gli aveva reciso parte del muscolo e le due met� non si erano ricongiunte. Un malsano gonfiore deformava la pelle sotto la cicatrice, dove le fibre muscolari si erano ritratte su se stesse. Pi� in alto, la pelle era affondata, formando una depressione profonda mezzo pollice.</p><empty-line/><p> �Roran! Avresti dovuto mostrarmela giorni fa. Non avevo idea che i Ra'zac ti avessero ferito in questo modo... Riesci a muovere il braccio?�</p><empty-line/><p> �Non di lato o all'indietro� disse Roran, dandogli una dimostrazione. �Davanti riesco ad alzare la mano solo cos�... fino all'altezza del torace.� Con una smorfia riabbass� il braccio. �E comunque mi costa fatica. Devo tenere il pollice fermo, altrimenti il braccio s'intorpidisce. Ho scoperto che il modo migliore � farlo ruotare da dietro e calarlo sulla cosa che cerco di afferrare. Mi sono sbucciato le nocche non sai quante volte prima di imparare il trucco.�</p><empty-line/><p> Eragon si rigir� il bastone fra le mani. <emphasis>Devo? </emphasis>chiese a Saphira.</p><empty-line/><p><emphasis>Penso di s�.</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> Domani potremmo pentircene.</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> Avrai pi� motivo di pentirti se domani Roran muore perch� non � riuscito a brandire il martello nel momento del bisogno. Se prendi l'energia dalle fonti che ci circondano, eviterai di stancarti di pi�.</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> Lo sai che detesto farlo. Anche solo parlarne mi fa star male. Le nostre vite sono pi� importanti di quella di una formica, </emphasis>ribatt� Saphira.</p><empty-line/><p><emphasis>Non per una formica.</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> E tu sei una formica? Non cercare scuse, Eragon. Non � da te.</emphasis></p><empty-line/><p> Con un sospiro, Eragon pos� il bastone per terra e fece un cenno a Roran. �Vieni, ti guarisco io.�</p><empty-line/><p> �Puoi farlo?�</p><empty-line/><p> �Certo.�</p><empty-line/><p> Per un istante il viso di Roran s'illumin� di eccitazione, poi il giovane esit� e corrug� la fronte. �Adesso? � prudente?�</p><empty-line/><p> �Come ha detto Saphira, meglio curarti ora che ne ho l'occasione, perch� la tua ferita potrebbe costarti la vita o mettere in pericolo gli altri.� Roran si avvicin� ed Eragon pos� la mano destra sulla rossa cicatrice; intanto espandeva la coscienza per abbracciare gli alberi e le piante e gli animali che popolavano la conca, tranne quelli che ritenne troppo deboli per sopravvivere al suo incantesimo.</p><empty-line/><p> Poi cominci� a intonare un canto nell'antica lingua. L'incantesimo evocato era lungo e complesso. Guarire una ferita del genere andava ben oltre la semplice ricrescita di nuova pelle, ed era un'operazione molto difficile. Eragon si affid� alle formule curative che aveva studiato a Ellesm�ra e che aveva impiegato lunghe settimane a mandare a memoria.</p><empty-line/><p> Il marchio argentato sul suo palmo, il gedw�y ignasia, risplendette incandescente quando Eragon sprigion� la magia. Un istante dopo, emise un gemito involontario quando si sent� morire tre volte: due piccoli uccelli appollaiati su un ginepro poco distante e un serpente annidato fra le rocce. Davanti a lui, Roran gett� indietro la testa e arricci� le labbra in un muto ululato mentre il muscolo della spalla si allungava e si contorceva sotto la pelle palpitante.</p><empty-line/><p> E poi fin�.</p><empty-line/><p> Eragon trasse un lungo respiro tremante e si prese la testa fra le mani, approfittando del fatto che il suo viso era celato per asciugarsi le lacrime prima di esaminare il risultato della sua opera. Vide Roran contrarre e rilassare le spalle pi� volte, poi stiracchiare le braccia e muoverle in cerchio. Roran aveva le spalle ampie e rotonde, il risultato di anni trascorsi a scavare buche per le palizzate, a sollevare massi, a raccogliere il fieno col forcone. Suo malgrado, Eragon prov� una punta d'invidia. Poteva anche essere pi� forte di suo cugino, ma non sarebbe mai stato muscoloso come lui.</p><empty-line/><p> Roran sogghign�. �� tornata come prima! Anzi, meglio. Ti ringrazio.� �Figurati.�</p><empty-line/><p> �� stata una sensazione stranissima. Come se fossi sul punto di sgusciare fuori dalla pelle. E prudeva da morire; quasi mi mettevo a...�</p><empty-line/><p> �Mi prendi un po' di pane dalla bisaccia, per favore? Ho fame.�</p><empty-line/><p> �Abbiamo appena cenato.�</p><empty-line/><p> �Devo mangiare qualcosa dopo aver usato la magia in questo modo.� Eragon tir� su col naso, trasse un fazzoletto dalla tasca e si pul�. Poi tir� su col naso di nuovo. Quello che aveva detto non era del tutto vero. Era il tributo di vita che aveva estorto alla natura a turbarlo, non la magia in s�, e temeva di vomitare se non avesse mangiato qualcosa per placare lo stomaco.</p><empty-line/><p> �Non sarai malato?� chiese Roran.</p><empty-line/><p> �No.� Con il ricordo delle morti appena provocate che gli opprimeva il cuore, Eragon tese una mano verso l'orcio di idromele al suo fianco, sperando di arginare la marea di foschi pensieri.</p><empty-line/><p> Qualcosa di grosso, pesante e aguzzo gli inchiod� la mano al suolo. Eragon trasal�, alz� lo sguardo e vide la punta di una delle unghie d'avorio di Saphira pungergli la carne. La grande palpebra della dragonessa schiocc� calando sull'iride scintillante che lo fissava. Dopo un lungo istante, Saphira lev� la zampa ed Eragon ritrasse la mano. Deglut� e afferr� il bastone ancora una volta, cercando di ignorare l'idromele e di concentrarsi su ci� che era immediato e concreto invece che indugiare in cupe riflessioni.</p><empty-line/><p> Roran and� a prendere mezza pagnotta di pane lievitato dalla sua bisaccia, poi si ferm� e con un sorriso appena accennato chiese: �Non preferiresti un po' di carne? La mia non l'ho mangiata tutta.� Tese lo spiedo che aveva ricavato da un ramo di ginepro, dov'erano infilzati tre bei pezzi di carne arrostita dalla crosticina dorata. Al naso sensibile di Eragon il profumo arriv� saporoso e pungente, carico di ricordi delle notti passate sulla Grande Dorsale e delle cene invernali quando lui, Roran e Garrow si stringevano intorno alla stufa, lieti della reciproca compagnia, mentre fuori imperversava la bufera. Gli venne l'acquolina in bocca. �� ancora calda� disse Roran, e agit� lo spiedo davanti agli occhi di Eragon.</p><empty-line/><p> Con un grande sforzo di volont�, Eragon scosse la testa. �No, mi basta il pane.�</p><empty-line/><p> �Sicuro? � perfetta: n� troppo cotta, n� troppo al sangue, e con la giusta dose di condimento. � cos� saporita che quando dai un morso ti sembra di mangiare il miglior arrosto di Elain.�</p><empty-line/><p> �No, non posso.�</p><empty-line/><p> �Guarda che ti piacer�.�</p><empty-line/><p> �Roran, smettila di provocarmi e dammi quel pezzo di pane!�</p><empty-line/><p> �Ah, lo vedi, stai gi� meglio. Magari quello che ti serve non � il pane, ma qualcuno che ti stuzzichi un po'.�</p><empty-line/><p> Eragon lo fulmin� con un'occhiata, poi, pi� veloce di qualsiasi umano, strapp� il pane dalla mano di Roran.</p><empty-line/><p> Il gesto parve divertire ancora di pi� il cugino. Mentre Eragon addentava il cibo, Roran disse: �Non capisco come fai a sopravvivere mangiando solo frutta, pane e verdura. Un uomo deve mangiare carne se vuole mantenersi in forze. Non ti manca?�</p><empty-line/><p> �Pi� di quanto immagini.�</p><empty-line/><p> �E allora perch� insisti a torturarti cos�? Ogni creatura a questo mondo se vuole sopravvivere deve mangiare altri esseri viventi... anche se sono solo piante. � cos� che siamo fatti. Perch� vuoi sovvertire l'ordine naturale delle cose?�</p><empty-line/><p><emphasis>Gli ho detto la stessa cosa a Ellesm�ra, </emphasis>osserv� Saphira, <emphasis>ma non ha voluto ascoltarmi.</emphasis></p><empty-line/><p> Eragon si strinse nelle spalle. �Ne abbiamo gi� discusso. Voi fate come vi pare. Io non dico a voi n� a nessun altro come dovete vivere. Ma non posso, in tutta coscienza, mangiare una creatura di cui ho condiviso pensieri e sensazioni.�</p><empty-line/><p> La punta della coda di Saphira fremette e le squame crocchiarono contro un masso rotondo che sporgeva dal terreno. <emphasis>Oh, � un caso disperato. </emphasis>Saphira lev� e tese il collo, strappando la carne con tutto lo spiedo dalla mano di Roran. Il legno crepit� fra le sue zanne serrate mentre mordeva, poi lo spiedo e la carne svanirono nei famelici abissi del suo ventre. <emphasis>Mmm. Non esageravi, </emphasis>disse a Roran. <emphasis>Che bocconcino prelibato: cos� morbido, succulento, gustoso che mi d� brividi di piacere. Dovresti cucinare per me pi� spesso, Roran Fortemartello. Solo, la prossima volta sar� il caso di arrostire qualche cervo in pi�, altrimenti non avr� un pasto come si deve.</emphasis></p><empty-line/><p> Roran esit�, come se non sapesse se la richiesta della dragonessa era seria e, in tal caso, in che modo sottrarsi con garbo a un tale obbligo non desiderato e decisamente oneroso. Scocc� un'occhiata implorante a Eragon, che scoppi� a ridere, sia per l'espressione di Roran che per la situazione.</p><empty-line/><p> La risata sonora di Saphira si un� a quella di Eragon e riverber� in tutta la conca. Le sue zanne scintillarono rosse alla luce della brace.</p><p>Un'ora dopo che i tre si erano sistemati per la notte, Eragon giaceva al fianco di Saphira, avvolto in diversi strati di coperte per ripararsi dal freddo della notte. Tutto era silenzioso e immobile. Sembrava quasi che uno stregone avesse evocato un incantesimo sulla terra e che ogni cosa fosse immersa in un sonno eterno, destinata a rimanere cristallizzata e immutata per sempre sotto lo sguardo vigile delle stelle tremanti.</p><p>Senza muoversi, Eragon sussurr� con la mente: <emphasis>Saphira?</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> S�, piccolo mio?</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> Che cosa succede se ho ragione e lui si trova nell'Helgrind? Non so cosa fare... Dimmelo tu.</emphasis></p><p><emphasis>Non posso, piccolo mio. Questa � una decisione che devi prendere da solo. I modi degli uomini non sono i modi dei draghi. Toccasse a me, gli strapperei la testa e banchetterei col suo corpo, ma questo per te sarebbe sbagliato, immagino.</emphasis></p><p><emphasis>Resterai al mio fianco, qualunque cosa io decida?</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> Come sempre, piccolo mio. Ora riposa. Andr� tutto bene.</emphasis></p><empty-line/><p> Confortato, Eragon fiss� il vuoto fra le stelle e rallent� la respirazione,</p><p>scivolando nello stato di trance che ormai sostituiva in lui il sonno profondo. Pur restando consapevole di ci� che lo circondava, sullo sfondo delle brillanti costellazioni vide i protagonisti dei suoi sogni a occhi aperti farsi avanti per compiere azioni oscure e confuse, com'era loro abitudine.</p><p><strong>ATTACCO ALL'HELGRIND </strong></p><p>Mancavano quindici minuti all'alba quando Eragon si svegli�. Schiocc� le dita due volte per svegliare Roran, poi raccolse le coperte e le arrotol� in uno stretto fagotto.</p><p>Alzatosi a fatica, Roran fece lo stesso con il suo giaciglio.</p><empty-line/><p> Si scambiarono un'occhiata, percorsi da un fremito d'eccitazione. �Se muoio� disse Roran, �ti prenderai cura di Katrina?�</p><empty-line/><p> �Lo far�.�</p><empty-line/><p> �Dille che sono andato in battaglia con la gioia nel cuore e il suo nome</p><p>sulle labbra.�</p><empty-line/><p> �Lo far�.�</p><empty-line/><p> Eragon mormor� una breve frase nell'antica lingua. Il calo di energia fu</p><p> quasi impercettibile. �Ecco fatto. Servir� a filtrare l'aria davanti a noi e ci protegger� dagli effetti paralizzanti del fiato dei Ra'zac.�</p><p>Dalla bisaccia trasse l'involto di tela grezza dove aveva conservato la sua cotta di maglia e lo apr�. Il corsaletto un tempo scintillante era ancora incrostato di sangue dalla battaglia sulle Pianure Ardenti, e il misto di sangue rappreso, sudore e incuria aveva permesso alla ruggine d'infiltrarsi fra gli anelli. La maglia per� era integra, dato che Eragon l'aveva riparata prima di partire per l'Impero.</p><p>Eragon indoss� il corsaletto di maglia con il dorso di cuoio, arricciando il naso per il lezzo di morte e disperazione che lo impregnava, poi si leg� i bracciali agli avambracci e i gambali agli stinchi. Sulla testa infil� una calotta imbottita, un cappuccio di maglia e un semplice elmo d'acciaio. Aveva perduto il proprio - quello che aveva indossato nel Farthen D�r e che i nani avevano inciso con l'emblema del D�rgrimst Ingeitum - insieme allo scudo durante il duello aereo fra Saphira e Castigo. Le mani erano protette da guanti di maglia.</p><p>Roran si vest� allo stesso modo, con uno scudo di legno in pi�. Lo scudo era contornato da una fascia di ferro morbido che serviva a parare meglio i colpi e a trattenere la spada del nemico. Non c'era scudo a proteggere il braccio sinistro di Eragon: servivano tutte e due le mani per manovrare il bastone di biancospino.</p><p>A tracolla, Eragon portava la faretra che gli aveva donato la regina Islanzadi. Oltre alle venti frecce di legno di quercia dall'impennaggio di piume di cigno, conteneva l'arco di filigrana d'argento che la regina aveva cantato per lui da un albero di tasso. L'arco era gi� incordato e pronto all'uso.</p><p>Saphira gratt� il terriccio sotto i piedi con impazienza. <emphasis>Vogliamo partire o no?</emphasis></p><empty-line/><p> Dopo aver appeso bisacce e vettovaglie ai rami di un albero di ginepro, Eragon e Roran si arrampicarono sul dorso di Saphira. Non furono costretti a perdere tempo per sellarla; la dragonessa aveva tenuto addosso la bardatura per tutta la notte. Eragon sent� sotto di s� il calore del cuoio sagomato. Afferr� saldamente la punta cervicale che aveva davanti - per sorreggersi in caso di brusche virate - mentre Roran gli cingeva la vita con un braccio muscoloso, l'altra mano impegnata a brandire il martello.</p><empty-line/><p> Una lastra di ardesia s'incrin� sotto il peso di Saphira quando la dragonessa si accovacci� per prendere lo slancio e spiccare un unico balzo verso il ciglio del dirupo che affacciava sulla gola, dove rimase in equilibrio per un istante prima di spiegare le ali possenti. Le sottili membrane emisero un cupo ronzio quando Saphira le dispose perpendicolari al cielo. In quella posizione, sembravano due azzurre vele traslucide.</p><empty-line/><p> �Non mi stringere cos� borbott� Eragon.</p><empty-line/><p> �Scusa� disse Roran, allentando l'abbraccio.</p><empty-line/><p> Non poterono pi� parlarsi, perch� Saphira balz� di nuovo. Una volta raggiunto il culmine dello slancio, la dragonessa abbass� le ali con un sonoro fruscio prolungato e si spinse verso l'alto. A ogni battito d'ali si avvicinavano sempre di pi� ai sottili strati di nubi.</p><empty-line/><p> Mentre Saphira virava verso l'Helgrind, Eragon scocc� un'occhiata a sinistra e scopr� che, grazie all'altezza, riusciva a scorgere un buon tratto del Lago di Leona, a qualche miglio di distanza. Un denso strato di nebbia, grigia e spettrale nel tenue chiarore dell'aurora, aleggiava sull'acqua, come se sulla superficie liquida ardesse un enorme fuoco fatuo. Eragon aguzz� la vista, ma nonostante i suoi occhi da falco non riusc� a distinguere la sponda opposta n� le propaggini meridionali della Grande Dorsale. Prov� una fitta di nostalgia: non vedeva le montagne della sua infanzia da quando aveva lasciato la Valle Palancar.</p><empty-line/><p> A nord sorgeva Dras-Leona, una massa enorme e indistinta che si stagliava tozza contro il muro di nebbia che ne orlava i confini occidentali. L'unico edificio che Eragon riusc� a identificare fu la cattedrale dove i Ra'zac lo avevano attaccato; la sua guglia torreggiava sul resto della citt� come una punta di lancia munita di barbigli.</p><empty-line/><p> Eragon sapeva che da qualche parte, nella piana che scorreva sotto di loro, c'erano ancora i resti dell'accampamento dove i Ra'zac avevano ferito a morte Brom. Si lasci� invadere ancora una volta dal furore e dalla pena che aveva provato quel giorno lontano - come anche all'epoca della morte di Garrow e della distruzione della fattoria - affinch� quei violenti sentimenti gli infondessero il coraggio, anzi, la brama di affrontare i Ra'zac in battaglia.</p><empty-line/><p><emphasis>Eragon, </emphasis>disse Saphira. <emphasis>Oggi non dobbiamo schermare le nostre menti e tenere segreti i nostri pensieri, vero?</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> No, a meno che non compaia qualche stregone.</emphasis></p><empty-line/><p> Un ventaglio di luce dorata si lev� all'orizzonte quando spunt� la cupola fiammeggiante del disco solare. Il mondo, che fino a un istante prima era stato avvolto da un'uniforme coltre grigiastra, s'illumin� di tutti i colori dell'arcobaleno: la nebbia risplendette azzurrina, l'acqua scintill� di un blu intenso, le mura che cingevano il centro di Dras-Leona rivelarono il loro sudicio intonaco di fango giallo, gli alberi si rivestirono di ogni possibile sfumatura di verde e il terreno avvamp� di rosso e arancio. L'Helgrind, tuttavia, rimase com'era sempre: nero.</p><empty-line/><p> Mentre si avvicinavano, la montagna di pietra s'ingrandiva a vista d'occhio. Perfino dall'alto appariva inquietante.</p><empty-line/><p> Nel tuffarsi verso la base dell'Helgrind, Saphira fece una virata a sinistra cos� stretta che Eragon e Roran sarebbero precipitati se non avessero avuto le gambe legate alla sella. La dragonessa sfrecci� intorno alla massicciata di ghiaia e sopra l'altare dove i sacerdoti dell'Helgrind celebravano i loro riti. Il vento s'insinu� sotto la visiera dell'elmo di Eragon, che fu assordato dal potente sibilo.</p><empty-line/><p> �Allora?� grid� Roran, che non riusciva a vedere davanti.</p><empty-line/><p> �Gli schiavi sono spariti!�</p><empty-line/><p> Eragon si sent� come schiacciato da un peso enorme quando Saphira interruppe bruscamente la picchiata per risalire a spirale intorno all'Helgrind, in cerca dell'ingresso del covo dei Ra'zac.</p><empty-line/><p><emphasis>Nemmeno un buco sufficiente a far passare un ratto, </emphasis>dichiar� la dragonessa. Rallent� e rest� sospesa davanti a un crinale che congiungeva il terzo dei quattro picchi, il pi� basso, alla cima dominante. Lo sperone irregolare amplificava il rombo prodotto da ogni battito d'ali tanto da renderlo simile al fragore di un tuono. Eragon aveva gli occhi colmi di lacrime mentre l'aria gli frustava la pelle.</p><empty-line/><p> Una ragnatela di venature bianche adornava le pareti in ombra dei dirupi e dei pilastri, dove la brina si era raccolta nelle fessure della roccia. Non c'era altro a disturbare la cupezza dei neri bastioni battuti dai venti dell'Helgrind. Non crescevano alberi sui pendii rocciosi, non c'erano arbusti o ciuffi d'erba o muschi o licheni; le aquile non osavano fare il nido sulle cornici frastagliate della torre. Fedele al suo nome, l'Helgrind era un luogo di morte, e si ergeva ammantato nelle pieghe rigide e affilate delle sue scarpate e dei suoi crepacci come uno spettro scheletrico sorto a perseguitare la terra.</p><empty-line/><p> Espandendo la mente, Eragon trov� conferma della presenza delle due persone che aveva scoperto imprigionate all'interno dell'Helgrind il giorno prima, ma lo turb� il fatto di non riuscire a localizzare i Ra'zac o i Lethrblaka. <emphasis>Se non qui, allora dove sono? </emphasis>si domand�. Cercando ancora, not� qualcosa che prima gli era sfuggito: un fiore solitario, una genziana, a meno di cinquanta piedi da loro, dove, secondo logica, non avrebbe dovuto esserci altro che solida roccia. <emphasis>Dove trova la luce per sopravvivere?</emphasis></p><empty-line/><p> Saphira rispose alla sua domanda appollaiandosi su una sporgenza di roccia franosa distante qualche passo. Nel farlo, per un attimo perse l'equilibrio, e batt� le ali per recuperarlo. Invece di urtare contro la massa compatta dell'Helgrind, la punta dell'ala destra affond� nella roccia e ne riemerse.</p><empty-line/><p><emphasis>Saphira, hai visto?!</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> S�.</emphasis></p><empty-line/><p> Protesa in avanti, Saphira allung� la punta del muso verso la roccia, fermandosi a uno o due pollici di distanza, come in attesa che scattasse qualche trappola; poi continu� ad avanzare. Squama dopo squama, la testa di Saphira scivol� nell'Helgrind, finch� di lei non rimasero visibili che il collo, il torso e le ali.</p><empty-line/><p><emphasis>� un'illusione! </emphasis>esclam� la dragonessa.</p><empty-line/><p> Con un guizzo dei muscoli possenti, Saphira abbandon� la sporgenza di roccia e fece seguire alla testa il resto del corpo. Eragon fece appello a tutto il suo autocontrollo per non coprirsi il volto nel tentativo disperato di proteggersi mentre la parete rocciosa gli correva incontro.</p><empty-line/><p> Un istante dopo, si ritrov� a fissare una vasta caverna con la volta soffusa dal tiepido chiarore del mattino. Le squame di Saphira rifrangevano la luce, proiettando migliaia di tremuli puntini azzurri sulle pareti di roccia. Voltando la testa, Eragon non vide roccia alle loro spalle: soltanto l'ingresso della grotta e uno squarcio del panorama sottostante.</p><empty-line/><p> Sorrise amaro. Non gli era venuto in mente che Galbatorix avesse potuto nascondere la tana dei Ra'zac con la magia. <emphasis>Idiota! Devo fare di meglio, </emphasis>si disse. Sottovalutare il re era un modo sicuro per farsi uccidere tutti.</p><empty-line/><p> Roran imprec� fra i denti e disse: �La prossima volta prima di fare una cosa del genere, avvertimi.�</p><empty-line/><p> Chino in avanti, Eragon cominci� a slacciare le cinghie che gli tenevano le gambe legate alla sella, studiando nel frattempo l'ambiente in cerca di pericoli.</p><empty-line/><p> L'ingresso della caverna era un ovale irregolare, alto cinquanta piedi e largo una sessantina, che si apriva su di una camera grande il doppio. In fondo, a un buon tiro di freccia di distanza, la grotta terminava in un cumulo di lastre rocciose addossate l'una all'altra alla rinfusa. Una ragnatela di scalfitture solcava il pavimento, prova delle innumerevoli volte che i Lethrblaka avevano spiccato il volo, erano atterrati e avevano camminato su quella superficie. Come misteriosi buchi di serratura, sui lati della caverna si aprivano cinque basse gallerie e un arco ogivale abbastanza alto da far passare Saphira. Eragon studi� con attenzione le gallerie, ma erano nere come la pece e apparentemente vuote, un fatto a cui trov� conferma con una rapida esplorazione della mente. Strani mormorii confusi riecheggiavano dalle profondit� dell'Helgrind, evocando immagini di <emphasis>cose </emphasis>sconosciute che sgattaiolavano nel buio, insieme a un incessante gocciolio d'acqua. Al coro di sussurri si univa il respiro regolare di Saphira, amplificato dalle ridotte dimensioni della caverna.</p><empty-line/><p> La caratteristica pi� notevole della grotta, tuttavia, era il misto di odori che la pervadeva. Sotto l'odore predominante della pietra fredda, Eragon fiut� il tanfo dell'umidit� e della muffa, e anche qualcosa di peggio: il fetore dolciastro e nauseabondo della carne in putrefazione.</p><empty-line/><p> Dopo essersi slacciato le ultime cinghie, Eragon scavalc� il dorso di Saphira e rest� seduto in sella di lato, pronto a saltare gi�. Altrettanto fece Roran dall'altra parte.</p><empty-line/><p> Un attimo prima di lanciarsi, Eragon ud�, confusi fra i diversi fruscii che gli solleticavano le orecchie, una serie di picchiettii simultanei, come se qualcuno colpisse la roccia con delle piccozze. Il rumore si ripet� mezzo secondo dopo.</p><empty-line/><p> Volse la testa in direzione del rumore, e Saphira lo imit�.</p><empty-line/><p> Un'enorme figura deforme si avvent� dall'arco ogivale. Occhi neri, sporgenti, senza palpebre. Becco lungo diversi piedi. Ali da pipistrello. Torso nudo, glabro, vibrante di muscoli. Artigli come punte di lancia.</p><empty-line/><p> Saphira guizz� di lato nel tentativo di schivare il Lethrblaka, ma fu inutile. La creatura cozz� contro il fianco destro della dragonessa con quella che a Eragon parve la potenza e la furia di una valanga.</p><empty-line/><p> Quanto accadde subito dopo, Eragon non lo cap�, perch� lo scontro lo sped� in aria senza che riuscisse a formulare un solo pensiero coerente. Il volo termin� bruscamente cos� com'era iniziato quando il giovane fin� di schiena contro qualcosa di duro e piatto, per poi cadere a terra picchiando la testa un'altra volta. Il secondo, violento impatto gli sottrasse quel poco di aria che gli restava nei polmoni. Stordito, rimase raggomitolato su un fianco, ansante, e tent� di riprendere una parvenza di controllo sulle membra inerti.</p><empty-line/><p><emphasis>Eragon! </emphasis>grid� Saphira.</p><empty-line/><p> Il tono angosciato della dragonessa fu come una sferzata di energia per Eragon. Mentre la vita gli tornava nella braccia e nelle gambe, protese la mano per afferrare il bastone caduto l� accanto. Piant� il puntale di ferro in una fessura nella roccia e si iss� facendo forza sul ramo di biancospino. Barcoll�. Uno sciame di puntini rossi gli danz� davanti agli occhi.</p><empty-line/><p> La situazione era cos� confusa che non sapeva dove guardare prima.</p><empty-line/><p> Saphira e il Lethrblaka rotolavano avvinghiati nella grotta, distribuendo calci, unghiate e morsi con tanta ferocia da scheggiare la roccia. Il clamore della lotta doveva essere assordante, ma per Eragon si azzuffavano in silenzio: le orecchie non gli funzionavano. Tuttavia avvertiva le vibrazioni sotto i piedi, mentre le colossali creature si schiantavano di qua e di l�, minacciando di schiacciare chiunque capitasse loro vicino.</p><empty-line/><p> Un torrente di fuoco azzurro erutt� dalle fauci di Saphira e avvolse il lato sinistro della testa del Lethrblaka in una vampa infernale cos� ardente da riuscire a fondere l'acciaio. Le fiamme curvarono intorno al Lethrblaka senza procurare alcun danno alla creatura. Imperturbato, il mostro si avvent� col becco contro il collo di Saphira, costringendola a interrompere la fiammata per difendersi.</p><empty-line/><p> Fulmineo come una freccia scoccata da un arco, il secondo Lethrblaka usc� dall'arco per avventarsi sul fianco di Saphira e spalancando il becco aguzzo emise un orribile stridio, cos� forte che Eragon si sent� accapponare la pelle e avvert� un gelido nodo di terrore formarsi nello stomaco. Digrign� i denti: quello lo aveva sentito.</p><empty-line/><p> L'odore adesso, con entrambi i Lethrblaka presenti, era paragonabile al fetore nauseabondo di una decina di libbre di carne rancida lasciate a fermentare in un barile di letame per una settimana in piena estate.</p><empty-line/><p> Eragon si tapp� la bocca con la mano, lo stomaco sottosopra, e rivolse altrove la sua attenzione per non vomitare.</p><empty-line/><p> A qualche passo di distanza, Roran giaceva rannicchiato contro la parete della grotta addosso alla quale era stato scagliato. Sotto lo sguardo preoccupato di Eragon, il cugino riusc� a mettersi carponi e poi in piedi. Aveva gli occhi vitrei e barcollava come un ubriaco.</p><empty-line/><p> Alle spalle di Roran, da una delle gallerie emersero i due Ra'zac. Con le mani deformi impugnavano lunghe spade livide di antica fattura. A differenza dei loro genitori, i Ra'zac avevano dimensioni e forma vagamente umane. Erano rivestiti da capo a piedi da un esoscheletro nero come l'ebano, che si intravvedeva a stento, dato che perfino nell'Helgrind indossavano mantelli e cappucci scuri.</p><empty-line/><p> Si spostavano con una rapidit� impressionante, con improvvisi movimenti a scatti simili a quelli degli insetti.</p><empty-line/><p> Eppure Eragon non riusciva ancora a percepirli, e nemmeno i Lethrblaka. <emphasis> Anche loro sono illusioni? </emphasis>si chiese. Ma no, era una sciocchezza: la carne che Saphira lacerava coi suoi artigli era decisamente vera. Allora gli venne in mente un'altra spiegazione: forse era impossibile rilevare la loro presenza. Forse i Ra'zac potevano nascondersi alla mente degli umani - le loro prede - come i ragni si nascondono alle mosche. Se le cose stavano cos�, allora si capiva come mai i Ra'zac fossero riusciti a dare la caccia a maghi e Cavalieri per conto di Galbatorix, pur non essendo capaci di usare la magia.</p><empty-line/><p><emphasis>Dannazione! </emphasis>Eragon avrebbe potuto trovare imprecazioni molto pi� colorite, ma quello era il momento di agire, non di maledire la sfortuna. Brom gli aveva detto che i Ra'zac non erano alla sua altezza in piena luce del giorno, e poteva anche essere vero - Brom aveva avuto decine di anni per inventare incantesimi da usare contro i Ra'zac - ma Eragon sapeva che senza il vantaggio della sorpresa lui, Saphira e Roran sarebbero stati fortunati a portare in salvo la pelle, figurarsi Katrina.</p><empty-line/><p> Levando in alto la mano destra, Eragon grid�: <emphasis>�Brisingr!� </emphasis>e scagli� una ruggente sfera di fuoco contro i Ra'zac. I mostri la schivarono e la sfera and� a infrangersi contro il pavimento di roccia, sfarfall� per un istante, poi si dissolse. Era stato un incantesimo stupido e infantile, che non avrebbe potuto arrecare alcun danno ai Ra'zac se Galbatorix li aveva protetti come i Lethrblaka. Ma almeno gli diede soddisfazione e distrasse i Ra'zac abbastanza a lungo da permettergli di correre da Roran e mettersi spalle a spalle col cugino.</p><empty-line/><p> �Tienili a bada per un minuto� grid�, sperando che Roran lo sentisse. Roran afferr� il senso, perch� si ripar� con lo scudo e lev� il martello preparandosi a combattere.</p><empty-line/><p> L'enorme potenza in ogni singolo, terribile colpo dei Lethrblaka aveva gi� esaurito le difese magiche contro il pericolo fisico che Eragon aveva eretto intorno a Saphira. Senza pi� barriere a ostacolarli, i Lethrblaka avevano inflitto una serie di graffi - lunghi ma poco profondi - alle cosce della dragonessa e l'avevano infilzata tre volte col becco: ferite piccole, ma profonde e molto dolorose.</p><empty-line/><p> Dal canto suo, Saphira aveva aperto uno squarcio nel torace di un Lethrblaka e staccato con un morso buona parte della coda dell'altro. Il sangue dei Lethrblaka, not� Eragon sbigottito, era di un verdazzurro metallico, simile alla patina verdastra che si forma sul rame ossidato.</p><empty-line/><p> Le due creature cambiarono tattica e si allontanarono da Saphira, ma continuarono ad accerchiarla, avventandosi su di lei di tanto in tanto per tenerla a bada in attesa che si stancasse o del momento propizio per ucciderla con un colpo di becco.</p><empty-line/><p> Saphira era meglio equipaggiata dei Lethrblaka per il combattimento corpo a corpo, grazie alle squame - pi� dure e resistenti della loro pellaccia grigia - e ai denti - di gran lunga pi� letali del loro becco in uno scontro ravvicinato - ma in quella situazione, con il basso soffitto della caverna che le dava scarsa libert� di manovra per saltare o volare, aveva non poche difficolt� a tenere testa a due creature che l'attaccavano contemporaneamente. Eragon temeva che se anche avesse avuto la meglio, i Lethrblaka l'avrebbero mutilata prima che lei li uccidesse.</p><empty-line/><p> Il giovane Cavaliere trasse un profondo respiro e lanci� un singolo incantesimo che conteneva ciascuna delle dodici tecniche per uccidere che Oromis gli aveva insegnato. Lo formul� con estrema cautela, pronunciando una frase dopo l'altra di modo che, se le difese di Galbatorix lo avessero respinto, avrebbe potuto arrestare il flusso di magia. Altrimenti l'incantesimo avrebbe potuto consumargli le forze fino a ucciderlo.</p><empty-line/><p> La precauzione si rivel� quanto mai opportuna. Nel lanciarlo, Eragon si accorse subito che la magia non aveva effetto sui Lethrblaka, e rinunci� all'assalto. Non che si fosse aspettato di avere successo con le tradizionali parole di morte, ma aveva dovuto almeno provarci, nella remota possibilit� che Galbatorix avesse commesso qualche errore o negligenza nel creare le difese per i Lethrblaka e la loro progenie.</p><empty-line/><p> Alle sue spalle, Roran grid�: �Yah!� Un istante dopo, una spada cozz� sul suo scudo; poi si udirono il tintinnio della maglia metallica che si lacerava e il clangore di una seconda spada che rimbalzava sull'elmo.</p><empty-line/><p> Fu cos� che Eragon si accorse che il suo udito stava migliorando.</p><empty-line/><p> I Ra'zac continuavano ad attaccare, ma ogni volta le loro armi scivolavano sull'armatura di Roran, o mancavano il suo volto e il suo corpo di un soffio, anche se mulinavano le lame con una stupefacente rapidit�. Roran era troppo lento per contrattaccare, ma i Ra'zac non riuscivano a ferirlo. Sibilavano di frustrazione e sputavano una serie ininterrotta di invettive, che suonavano ancora pi� immonde per come i becchi duri e chioccianti alteravano le parole.</p><empty-line/><p> Eragon sorrise fra s�. Il bozzolo di incantesimi che aveva tessuto intorno a Roran stava funzionando. Sperava che l'invisibile rete di energia reggesse finch� lui non avesse trovato il modo di fermare i Lethrblaka.</p><empty-line/><p> All'improvviso, i due Lethrblaka strillarono all'unisono, e tutto trem� e si fece grigio intorno a Eragon. Per un istante perse ogni determinazione e non riusc� a muoversi, poi si riebbe, scrollandosi come fanno i cani, per liberarsi dalla loro nefanda influenza. Il suono stridulo gli ricord� due bambini che urlano di dolore.</p><empty-line/><p> Allora cominci� a cantare nell'antica lingua, pi� in fretta che poteva senza rischiare di sbagliare pronuncia. Ogni frase, ed erano una schiera, conteneva il potenziale per provocare una morte istantanea, e ogni morte era diversa dall'altra. Mentre Eragon recitava il suo improvvisato soliloquio, Saphira sub� un'altra ferita sul fianco sinistro. Per contro spezz� un'ala del suo aggressore, riducendo con gli artigli la sottile membrana in tante striscioline. Ancora spalle a spalle col cugino, Eragon avvert� i contraccolpi trasmessi dalla schiena di Roran alla sua, mentre i Ra'zac sferravano attacchi in rapida successione. Il pi� grosso cominci� ad aggirare Roran, nel tentativo di attaccare direttamente Eragon.</p><empty-line/><p> Poi, nel frastuono di acciaio contro acciaio e acciaio contro legno, e di artigli contro pietra, si ud� lo stridore di una spada che lacerava una maglia, seguito da un rumore liquido. Roran grid�, ed Eragon sent� un fiotto di sangue inzuppargli il polpaccio destro.</p><empty-line/><p> Con la coda dell'occhio si accorse che la creatura gibbosa spiccava un salto verso di lui, la spada a lamina puntata come a volerlo impalare. Il mondo parve contrarsi intorno alla lama aguzza e sottile, la punta scintill� come una scheggia di cristallo, ogni graffio un filo d'argento pulsante nella chiara luce dell'alba.</p><empty-line/><p> Eragon ebbe il tempo di formulare un solo altro incantesimo prima di dedicarsi al Ra'zac per impedirgli d'infilzarlo con la spada, trafiggendolo tra il fegato e i reni. Cess� l'attacco diretto contro i Lethrblaka e grid�: �Garjzla, letta!�</p><empty-line/><p> Era un incantesimo rozzo, evocato in fretta, con poche parole, eppure funzion�. Gli occhi bulbosi del Lethrblaka con l'ala spezzata divennero due ammassi di specchi, ciascuno un emisfero perfetto: la magia di Eragon riflett� la luce che altrimenti sarebbe entrata nelle pupille del Lethrblaka e, accecata, la creatura inciamp�, frustando l'aria nel vano tentativo di colpire Saphira.</p><empty-line/><p> Eragon fece roteare il bastone di biancospino fra le mani e devi� la spada del Ra'zac quando era a meno di un pollice dalle sue costole. Il Ra'zac atterr� davanti a lui e fece scattare il collo in avanti. Eragon balz� all'indietro quando vide un becco corto e tozzo comparire da sotto il cappuccio. L'appendice chitinosa schiocc� a un soffio dal suo occhio destro. Con un singolare distacco, Eragon ebbe modo di notare che la lingua del Ra'zac era violacea, ricoperta di barbigli, e si contorceva come un serpente senza testa.</p><empty-line/><p> Unendo le mani al centro del bastone, Eragon spinse avanti le braccia e colp� il Ra'zac sul torace incavato. Il mostro fu scaraventato a diverse iarde di distanza, rimbalz� sulla parete di roccia e atterr� su mani e ginocchia. Eragon aggir� Roran, che aveva il fianco sinistro intriso di sangue, e par� la spada dell'altro Ra'zac. Fece una finta, diede un colpetto alla lama del Ra'zac per provocarlo, e quando il Ra'zac tent� un affondo contro la sua gola, fece mulinare l'altra estremit� del bastone e devi� il colpo. Senza un attimo di tregua, Eragon si slanci� in avanti e piant� l'estremit� di legno del bastone nell'addome del Ra'zac.</p><empty-line/><p> Se Eragon avesse impugnato Zar'roc, la creatura sarebbe morta all'istante. Ma qualcosa si spezz� dentro il Ra'zac, che rotol� sul pavimento della grotta per diversi passi. Subito per� si rimise in piedi di scatto, lasciando una scia di sangue bluastro sulla roccia scabra.</p><empty-line/><p><emphasis>Mi serve una spada, </emphasis>pens� Eragon.</p><empty-line/><p> Assunse una posizione di attesa mentre i due Ra'zac convergevano su di lui: non aveva scelta se non resistere all'attacco simultaneo, perch� era l'unica cosa che si frapponeva fra quei mangiacarogne artigliati e Roran. Cominci� a formulare lo stesso incantesimo che aveva funzionato contro il Lethrblaka, ma i Ra'zac sferrarono una rapida successione di fendenti dal basso e dall'alto prima che lui riuscisse a pronunciare una sola sillaba.</p><empty-line/><p> Le spade si abbatterono sul legno di biancospino con un tonfo sordo, ma non riuscirono a intaccare n� a graffiare il legno stregato.</p><empty-line/><p> Sinistra, destra, in alto, in basso. Eragon non pensava: agiva e reagiva sotto gli affondi incessanti dei Ra'zac. Il bastone era l'ideale per combattere pi� avversari, perch� si poteva colpire e parare con entrambe le estremit�, spesso simultaneamente, ed Eragon lo trov� utilissimo in quel frangente. Ansimava; il sudore gli gocciolava dalla fronte e si raccoglieva agli angoli degli occhi; aveva la schiena e le ascelle madide. La foschia rossastra della battaglia gli annebbiava la vista e pulsava al ritmo delle contrazioni del suo cuore.</p><empty-line/><p> Non si sentiva mai cos� vivo, e cos� spaventato, come quando combatteva.</p><empty-line/><p> Le sue difese magiche erano deboli, dato che aveva dedicato la maggior parte della sua attenzione a Saphira e Roran. Quando alla fine si esaurirono, il Ra'zac pi� piccolo lo fer� al lato esterno del ginocchio sinistro. Non una ferita mortale, ma pur sempre grave, perch� la gamba sinistra non riusciva pi� a sostenere il peso del corpo.</p><empty-line/><p> Afferrando il bastone dal puntale, Eragon lo rote� come una mazza e colp� con violenza la testa di un Ra'zac. La creatura croll� a terra, ma era impossibile dire se fosse morta o soltanto svenuta. Avanzando contro il Ra'zac rimasto, Eragon lo colp� alle braccia e alle spalle e, con un'improvvisa torsione del polso, gli fece volare via la spada dalla mano.</p><empty-line/><p> Prima che Eragon potesse finirlo, il Lethrblaka accecato e con l'ala rotta attravers� in volo la grotta e si schiant� contro la parete opposta, provocando una pioggia di detriti rocciosi staccatosi dal soffitto. La scena e il fragore furono cos� impressionanti che Eragon, Roran e il Ra'zac si rannicchiarono d'istinto.</p><empty-line/><p> Balzando sul Lethrblaka ferito, che aveva appena colpito con un calcio, Saphira affond� le zanne nella nuca muscolosa della creatura. Il Lethrblaka si dimen� in un estremo tentativo di liberarsi, poi Saphira scroll� la testa da un lato e dall'altro e gli spezz� la spina dorsale. Levandosi al di sopra del cadavere insanguinato, la dragonessa squass� la grotta con un selvaggio ruggito di trionfo.</p><empty-line/><p> L'altro Lethrblaka non esit�. Si avvent� su Saphira e le affond� gli artigli sotto il bordo delle squame, trascinandola in un vortice incontrollato. Le due creature rotolarono avvinghiate fino all'imboccatura della grotta, rimasero in bilico sul ciglio per un istante e poi piombarono di sotto, continuando a lottare. Allontanarsi dal raggio di azione di Eragon era una tattica astuta da parte del Lethrblaka, perch� al giovane era difficile scagliare un incantesimo su ci� che non poteva percepire con almeno uno dei cinque sensi.</p><empty-line/><p><emphasis>Saphira! </emphasis>grid� Eragon.</p><empty-line/><p><emphasis>Pensa a te stesso. Questo non mi sfugge.</emphasis></p><empty-line/><p> Eragon si volse di scatto, appena in tempo per vedere i due Ra'zac svanire nelle viscere della galleria pi� vicina, il pi� grande abbandonato contro il pi� piccolo. Chiuse gli occhi e identific� le menti dei prigionieri dell'Helgrind, mormor� qualche frase nell'antica lingua e poi si rivolse a Roran. �Ho sigillato l'ingresso della cella di Katrina, cos� i Ra'zac non potranno usarla come ostaggio. Soltanto tu e io possiamo aprire quella porta, adesso.�</p><empty-line/><p> �Bene� disse Roran a denti stretti. �Non puoi fare qualcosa per questa?� Col mento indic� il punto che premeva con la mano destra. Il sangue gli scorreva fra le dita. Eragon tast� la ferita. Non appena la tocc�, Roran trasal� e fece un salto indietro.</p><empty-line/><p> �Sei fortunato� disse Eragon. �La spada ha colpito una costola.� Con una mano sulla ferita e l'altra sui dodici diamanti nascosti nella cintura di Beloth il Savio, Eragon attinse al potere che aveva conservato nelle gemme. �Wa�se heill!� Una serie di piccole onde incresp� il fianco di Roran mentre la magia ricuciva la pelle e il muscolo.</p><empty-line/><p> Poi Eragon guar� la propria ferita, lo squarcio sul ginocchio sinistro. Una volta finito, si alz� e guard� verso il punto dov'era scomparsa Saphira. Il loro legame mentale si andava assottigliando via via che la dragonessa si allontanava verso il Lago di Leona all'inseguimento del Lethrblaka. Avrebbe tanto voluto aiutarla, ma sapeva che al momento Saphira avrebbe dovuto cavarsela da sola.</p><empty-line/><p> �Sbrigati� disse Roran. �Ci stanno sfuggendo!�</p><empty-line/><p> �Giusto.�</p><empty-line/><p> Soppesando il bastone, Eragon s'incammin� nella galleria semibuia, con lo sguardo che guizzava da una sporgenza rocciosa all'altra, ben sapendo che i Ra'zac avrebbero potuto tendergli un agguato in ogni momento. Si muoveva adagio, affinch� i passi non echeggiassero nel tunnel tortuoso. Quando si appoggi� alla roccia per reggersi, scopr� che era coperta da una sostanza viscida.</p><empty-line/><p> Dopo una ventina di iarde avevano fatto cos� tante curve che la grotta principale non si vedeva pi� e piombarono in una tenebra cos� assoluta che nemmeno Eragon riusciva a scorgere niente.</p><empty-line/><p> �Forse per te � diverso, ma io non posso combattere al buio� sussurr� Roran.</p><empty-line/><p> �Se creo una luce, i Ra'zac non si avvicineranno, non adesso che ho trovato un incantesimo che su di loro funziona. Resteranno nascosti finch� non ce ne andremo. Dovremo ucciderli mentre ne abbiamo l'opportunit�.�</p><empty-line/><p> �E io che faccio? � pi� facile urtare contro una roccia e rompermi il naso che trovare quei due scarafaggi... Potrebbero strisciarci alle spalle e assalirci di sorpresa.�</p><empty-line/><p> �Ssst... Tieniti stretto alla mia cintura e stai pronto a chinarti.�</p><empty-line/><p> Eragon non riusciva a vedere, ma poteva ancora sentire, fiutare, toccare e gustare, e questo gli permetteva di avere un'idea abbastanza precisa di quanto c'era nei dintorni. Il pericolo maggiore era rappresentato da un eventuale attacco a distanza dei Ra'zac, magari armati di arco, ma era sicuro di avere i riflessi abbastanza pronti da poter salvare se stesso e Roran da una freccia.</p><empty-line/><p> Una corrente d'aria gli solletic� la pelle, poi si interruppe e prese a soffiare nella direzione opposta mentre la pressione dall'esterno aumentava e diminuiva. Il ciclo si ripeteva a intervalli irregolari, creando ondate invisibili che lo sfioravano come il getto spumeggiante di una fontana.</p><empty-line/><p> Il suo respiro e quello di Roran risuonavano forti e rauchi in confronto allo strano assortimento di rumori che si propagava nella galleria. Eragon sent� il <emphasis>tic, clic, clac </emphasis>di un sasso che cadeva da qualche parte nel labirinto di tunnel e il costante<emphasis> plic... plic... plic </emphasis>delle gocce di condensa che si tuffavano in una pozza sotterranea. Sentiva anche lo scricchiolio dei ciottoli sotto le suole degli stivali. Un lungo gemito sinistro riecheggi� in lontananza, da qualche parte davanti a loro.</p><empty-line/><p> Fra gli odori, nessuno gli era sconosciuto: sudore, sangue, umidit� e muffa.</p><empty-line/><p> Passo dopo passo, Eragon e Roran si addentravano sempre di pi� nelle viscere dell'Helgrind, seguendo la galleria in discesa che spesso si diramava in pi� direzioni: se Eragon non avesse usato la mente di Katrina come punto di riferimento, si sarebbero di certo persi. In alcuni punti il percorso si restringeva e il soffitto si abbassava, tanto che una volta Eragon batt� la testa e fu colto da uno snervante attacco di claustrofobia.</p><empty-line/><p><emphasis>Sono tornata, </emphasis>annunci� Saphira proprio mentre Eragon posava il piede su un gradino corroso scavato nella roccia davanti a s�. Si ferm�. La dragonessa non aveva subito altri danni, e la notizia contribu� a risollevare il morale di Eragon.</p><empty-line/><p><emphasis>E il Lethrblaka?</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> Galleggia a pancia all'aria nel Lago di Leona. Temo per� che qualche pescatore ci abbia visto lottare. Stavano remando verso Dras-Leona l'ultima volta che li ho visti.</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> Be', non si poteva fare altrimenti. Cerca di scoprire che cosa succede nella galleria da cui sono sbucati i Lethrblaka. E attenzione ai Ra'zac. Potrebbero cercare di sfuggirci e andarsene dall'Helgrind passando da dove siamo entrati noi.</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> Probabilmente hanno un'uscita di emergenza a livello del terreno.</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> Pu� darsi, ma non credo che la useranno.</emphasis></p><empty-line/><p> Dopo quella che parve un'eternit� di tenebra - anche se Eragon sapeva che non potevano essere passati pi� di dieci, quindici minuti - e dopo aver disceso un centinaio di gradini nel cuore dell'Helgrind, Eragon si ferm� quando sent� che il pavimento tornava pianeggiante. Trasmettendo i propri pensieri a Roran, disse: <emphasis>La cella di Katrina � a una cinquantina di passi da noi, sulla destra.</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> Non possiamo rischiare di liberarla finch� i Ra'zac non sono morti o non se ne sono andati.</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> E se non si mostrano finch� non l'abbiamo fatta uscire? Per qualche ragione non riesco a percepirli. Potrebbero restare nascosti fino alla fine dei tempi. Allora, aspettiamo chiss� quanto o liberiamo Katrina adesso che ne abbiamo l'occasione? Posso innalzarle intorno qualche difesa magica per proteggerla da un attacco.</emphasis></p><empty-line/><p> Roran rimase in silenzio per qualche istante. <emphasis>D'accordo, liberiamola.</emphasis></p><empty-line/><p> Ripresero ad avanzare, trovando la strada a tentoni nel corridoio basso e squadrato con il pavimento di roccia sconnessa. Eragon dovette dedicare la maggior parte della sua attenzione a dove metteva i piedi per non inciampare.</p><empty-line/><p> Per questo motivo, poco manc� che non si accorgesse del fruscio di stoffa e del debole <emphasis>toin </emphasis>che risuonarono davanti a loro.</p><empty-line/><p> Si appiatt� contro il muro, trascinando Roran con s�. Nello stesso momento, qualcosa gli sfior� la faccia, scavandogli un solco nella guancia destra. La carne gli bruciava come se l'avessero cauterizzata.</p><empty-line/><p> �Kveykva!� grid� Eragon.</p><empty-line/><p> Una luce rossa fiammeggi� splendente come il sole di mezzogiorno. Non avendo origine, illuminava ogni superficie in maniera uniforme, senza proiettare ombre, e conferiva alle cose un curioso aspetto piatto. L'improvviso fulgore abbagli� Eragon, ma per il Ra'zac di fronte a lui fu anche peggio: la creatura fece cadere l'arco, si copr� la faccia col cappuccio e lanci� uno stridio acuto e lacerante. Un secondo grido, uguale al primo, rivel� a Eragon che l'altro Ra'zac era alle loro spalle.</p><empty-line/><p><emphasis>Roran!</emphasis></p><empty-line/><p> Eragon si volt� in tempo per vedere Roran caricare il secondo Ra'zac con il martello alzato. Il mostro, disorientato, barcoll� all'indietro, ma fu troppo lento. Il martello cal�. �Per mio padre!� grid� Roran. E colp� ancora. �Per la nostra casa!� Il Ra'zac era gi� morto, ma Roran brand� il martello ancora una volta. �Per Carvahall!� Il colpo finale frantum� il carapace del Ra'zac come la scorza di una zucca secca. Nell'impietosa luce rossa, la pozza di sangue che si andava allargando sembrava viola.</p><empty-line/><p> Mulinando il bastone per deviare la freccia o la spada che era sicuro stesse per colpirlo, Eragon si volse per affrontare il Ra'zac superstite. La galleria davanti a lui era vuota. Imprec�.</p><empty-line/><p> Allora si avvicin� a grandi passi alla figura deforme riversa sul pavimento. Alz� il bastone e lo cal� con tutta la forza sul torace del Ra'zac morto, con uno schianto secco.</p><empty-line/><p> �Era tanto che volevo farlo� disse Eragon.</p><empty-line/><p> �Anch'io.�</p><empty-line/><p> Lui e Roran si scambiarono un'occhiata.</p><empty-line/><p> �Ahh!� esclam� Eragon, e si premette il palmo sulla guancia mentre il dolore aumentava.</p><empty-line/><p> �Bolle!� disse Roran. �Fa' qualcosa!�</p><empty-line/><p><emphasis>Il Ra'zac deve aver intinto la punta della freccia nell'olio di Seithr, </emphasis>pens� Eragon. Ricordando il suo addestramento, ripul� la ferita e il tessuto intorno con un incantesimo e poi fece rimarginare la guancia. Apr� e chiuse la bocca un paio di volte per assicurarsi che i muscoli funzionassero a dovere, poi, con un amaro sogghigno, disse: �Pensa in che stato saremmo senza la magia.�</p><empty-line/><p> �Senza la magia non dovremmo preoccuparci di Galbatorix.�</p><empty-line/><p><emphasis>Parlerete dopo, </emphasis>intervenne Saphira. <emphasis>Non appena quei pescatori arriveranno a Dras-Leona, il re potrebbe venire a sapere della nostra impresa da uno dei suoi stregoni da quattro soldi, e non � il caso di farci divinare da Galbatorix mentre siamo ancora qui nell'Helgrind.</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> S�, s�, </emphasis>disse Eragon. Spegnendo l'onnipresente bagliore rosso, disse: �Brisingr raudhr� e cre� un fuoco fatuo rosso come quello della notte prima, solo che questo rimase fisso a sei pollici dal soffitto invece di accompagnarlo nei suoi spostamenti.</p><empty-line/><p> Ora che aveva l'opportunit� di esaminare il corridoio nei dettagli, Eragon not� che le pareti di pietra erano intervallate da una ventina di porte di ferro. Punt� il dito e disse: �La nona a destra. Vai a prenderla. Io controllo le altre celle. I Ra'zac potrebbero averci lasciato qualche cosa d'interessante.�</p><empty-line/><p> Roran annu�. Si accovacci� e frug� il cadavere ai suoi piedi, ma non trov� alcuna chiave. Si strinse nelle spalle. �Dovr� usare le maniere forti.� Corse alla porta indicata, lasci� cadere lo scudo e cominci� a lavorare ai cardini col martello. Ogni colpo produceva un fragore assordante.</p><empty-line/><p> Eragon non si offr� di aiutarlo. Il cugino non avrebbe gradito la sua assistenza in quel momento, e per giunta c'era qualcos'altro da fare. And� alla prima cella, mormor� tre parole, poi, quando il chiavistello scatt�, apr� la porta. La piccola stanza conteneva soltanto una catena nera e un cumulo di ossa putrefatte. Non che si fosse aspettato altro che quei miseri resti; gi� sapeva dove si trovava l'oggetto della sua ricerca, ma per non destare i sospetti di Roran continu� a far finta di indagare.</p><empty-line/><p> Altre due porte si aprirono e si chiusero al tocco delle dita di Eragon. Poi, quando si spalanc� la porta della quarta cella, il tremulo bagliore del fuoco fatuo illumin� proprio l'uomo che Eragon aveva sperato di non trovare: Sloan.</p><p><strong>SEPARAZIONE </strong></p><p>Il macellaio sedeva accasciato contro la parete della cella, con tutte e due le braccia incatenate a un anello di ferro sopra la testa.</p><empty-line/><p> I vestiti laceri coprivano a stento il corpo pallido ed emaciato: le ossa sporgevano da sotto la pelle esangue, percorsa da vene bluastre. Sui polsi le manette avevano provocato ulcere che stillavano sangue e siero. I pochi capelli rimasti, diventati grigi o bianchi, gli pendevano in sudice ciocche sulla faccia butterata.</p><empty-line/><p> Destato dal clangore del martello di Roran, Sloan alz� il mento verso la luce e, con voce tremante, chiese: �Chi � l�? Chi c'�?� Col movimento, la rada cortina di capelli davanti alla sua faccia si apr�, mostrando le orbite incassate nel cranio. Dove avrebbero dovuto esserci le palpebre, lembi di pelle frastagliata orlavano le vuote cavit� nere. L'area intorno era livida e squamosa.</p><empty-line/><p> Con raccapriccio, Eragon cap� che i Ra'zac gli avevano cavato gli occhi a colpi di becco.</p><empty-line/><p> Esit�, indeciso sul da farsi. Il macellaio aveva rivelato ai Ra'zac che Eragon aveva trovato l'uovo di Saphira. In pi�, aveva ucciso la sentinella di Carvahall, Byrd, e tradito l'intero villaggio consegnandolo all'Impero. Se lo avesse portato davanti ai suoi compaesani, senza ombra di dubbio lo avrebbero dichiarato colpevole e condannato a morte per impiccagione.</p><empty-line/><p> A Eragon sembrava giustissimo che il macellaio morisse per i suoi crimini, quindi non era questa la fonte della sua incertezza, quanto piuttosto il fatto che Roran amava Katrina, e che Katrina, malgrado quello che aveva fatto Sloan, probabilmente nutriva ancora dell'affetto per suo padre. Assistere a un processo pubblico che avrebbe condannato a morte Sloan sarebbe stato penoso per lei e, di riflesso, anche per Roran. Una prova simile avrebbe potuto creare del malanimo fra i due, tanto da mettere in pericolo il fidanzamento. Ed Eragon era convinto che riportare Sloan con loro avrebbe seminato discordia fra lui, Roran, Katrina e gli altri abitanti di Carvahall, incendiando gli animi al punto da distrarli dalla loro battaglia contro l'Impero.</p><empty-line/><p><emphasis>La soluzione pi� semplice, </emphasis>pens� Eragon, <emphasis>sarebbe ucciderlo e dire di averlo trovato morto in questa cella... </emphasis>Le labbra gli tremarono, mentre una delle parole di morte gli affiorava sulla punta della lingua.</p><empty-line/><p> �Che volete?� chiese Sloan. Volt� la testa da una parte e dall'altra, nel tentativo di sentire meglio. �Vi ho gi� detto tutto quello che sapevo!�</p><empty-line/><p> Eragon si maledisse per la propria esitazione. La colpevolezza di Sloan non era in discussione: era un traditore e un assassino. Qualunque giudice lo avrebbe condannato a morte.</p><empty-line/><p> Malgrado la fondatezza dei suoi ragionamenti, era pur sempre Sloan quello rannicchiato davanti a lui, un uomo che Eragon conosceva da una vita. Il macellaio poteva essere una persona spregevole, ma il bagaglio di ricordi ed esperienze che Eragon condivideva con lui generava un senso di intimit� che turbava la sua coscienza. Uccidere Sloan sarebbe stato come uccidere Horst o Loring o uno qualsiasi degli altri abitanti di Carvahall.</p><empty-line/><p> Ancora una volta, Eragon si prepar� a pronunciare la parola fatale.</p><empty-line/><p> Un'immagine gli comparve davanti agli occhi: <emphasis>Torkenbrand, il mercante di schiavi che lui e Murtagh avevano incontrato durante il viaggio verso i Varden, inginocchiato sul terreno sabbioso, e Murtagh che incombeva su di lui e lo decapitava. </emphasis>Eragon ramment� quanto aveva deplorato il gesto di Murtagh e come ne era rimasto sconvolto per giorni e giorni.</p><empty-line/><p><emphasis>Sono cambiato cos� tanto, </emphasis>si chiese, <emphasis>da poter fare la stessa cosa? Come ha detto Roran, ho gi� ucciso, ma soltanto in battaglia... mai in questo modo.</emphasis></p><empty-line/><p> Guard� indietro: Roran spezz� l'ultimo cardine della porta della cella di Katrina, lasci� cadere il martello e si prepar� a caricare la porta per abbatterla con una spallata; poi ci ripens� e prov� a sollevarla dall'intelaiatura. La porta si alz� di pochi millimetri, poi si blocc�, inclinandosi da un lato. �Ehi, vieni a darmi una mano!� grid�. �Non voglio correre il rischio che le cada addosso.�</p><empty-line/><p> Eragon guard� il macellaio. Non aveva pi� tempo per pensieri raminghi. Doveva scegliere. In un modo o nell'altro, doveva decidere...</p><empty-line/><p> �Eragon!�</p><empty-line/><p><emphasis>Non so cosa � giusto, </emphasis>pens� Eragon. La sua stessa incertezza gli suggeriva che sarebbe stato sbagliato sia uccidere Sloan che riportarlo dai Varden. Non aveva per� idea di che cosa fare, a meno di non trovare una terza alternativa, meno ovvia e meno cruenta.</p><empty-line/><p> Alzando una mano, come fosse una benedizione, Eragon mormor�: �Slytha.� Le manette di Sloan sferragliarono mentre l'uomo si accasciava inerte, cadendo in un sonno profondo. Non appena fu sicuro che l'incantesimo aveva avuto effetto, Eragon chiuse a chiave la porta della cella e innalz� di nuovo una barriera di difese magiche.</p><empty-line/><p><emphasis>Che cosa hai in mente, Eragon? </emphasis>chiese Saphira.</p><empty-line/><p><emphasis>Aspetta che torniamo insieme, poi ti spiegher�.</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> Spiegare cosa? Non hai nessun piano.</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> Dammi un minuto e ce l'avr�.</emphasis></p><empty-line/><p> �Cosa c'era l� dentro?� chiese Roran, quando Eragon lo raggiunse, posizionandosi dall'altro lato della porta.</p><empty-line/><p> �Sloan.� Eragon afferr� meglio la porta. �� morto.�</p><empty-line/><p> Roran sgran� gli occhi. �Come?�</p><empty-line/><p> �A quanto pare gli hanno spezzato il collo.�</p><empty-line/><p> Per un istante, Eragon temette che Roran non gli avrebbe creduto. Poi il cugino sbuff� e disse: �Meglio cos�, immagino. Pronto? Uno, due, tre...�</p><empty-line/><p> Insieme sollevarono la massiccia porta dalla sua intelaiatura e la scagliarono dall'altra parte del corridoio. La galleria di pietra restitu� un boato echeggiante. Senza un attimo di esitazione, Roran si precipit� all'interno della cella, illuminata da una singola candela. Eragon lo segu�, mantenendosi a debita distanza.</p><empty-line/><p> Katrina si rannicchi� nell'angolo pi� lontano di una brandina di ferro. �Lasciatemi in pace, schifosi bastardi! Io...� S'interruppe, folgorata, quando Roran si fece avanti. Il suo viso era pallido per la mancanza di sole e striato di sudiciume, ma in quel momento s'illumin� di un tale stupore e di un amore cos� tenero che Eragon pens� di non aver mai visto tanta radiosa bellezza.</p><empty-line/><p> Senza distogliere lo sguardo da Roran, Katrina si alz� e con una mano tremante gli accarezz� una guancia.</p><empty-line/><p> �Sei venuto.�</p><empty-line/><p> �S�, sono venuto.�</p><empty-line/><p> Roran proruppe in un singhiozzo di gioia mentre la cingeva con le braccia, attirandola a s�. Rimasero persi nel loro abbraccio per un lungo momento.</p><empty-line/><p> Poi Roran si ritrasse e la baci� tre volte sulle labbra. Katrina arricci� il naso ed esclam�: �Ti sei fatto crescere la barba!� Di tutte le cose che avrebbe potuto dire, questa fu cos� inaspettata - e la ragazza aveva un'espressione tanto turbata e sorpresa - che Eragon ridacchi� sottovoce.</p><empty-line/><p> Per la prima volta, Katrina si accorse della sua presenza. Il suo sguardo vag� alle sue spalle, poi si ferm� sul suo viso, che studi� con evidente stupore. �Eragon? Sei tu?�</p><empty-line/><p> �S�.�</p><empty-line/><p> �� un Cavaliere dei Draghi, adesso� disse Roran.</p><empty-line/><p> �Un Cavaliere? Vuoi dire...� Le parole le vennero a mancare; la rivelazione parve turbarla profondamente. Scoccando un'occhiata a Roran, quasi in cerca di protezione, si strinse ancora di pi� a lui e si spost� dall'altro lato: sembrava che volesse allontanarsi da Eragon. A Roran disse: �Come... come avete fatto a trovarci? Chi altri c'� con voi?�</p><empty-line/><p> �Dopo, dopo. Dobbiamo andarcene dall'Helgrind prima che il resto dell'Impero venga a stanarci.�</p><empty-line/><p> �Aspettate! E mio padre? L'avete trovato?�</p><empty-line/><p> Roran guard� Eragon, poi torn� a guardare Katrina e in tono sommesso le disse: �Siamo arrivati troppo tardi.�</p><empty-line/><p> Katrina fu percorsa da un brivido. Chiuse gli occhi, e una lacrima solitaria le scese sulla guancia sudicia, lasciando una scia pi� chiara. �Cos� sia.�</p><empty-line/><p> Mentre parlavano, Eragon cercava disperato un modo per occuparsi di Sloan, tenendo nascosti i propri pensieri a Saphira; sapeva che la dragonessa avrebbe disapprovato il luogo dove lo stavano portando le sue elucubrazioni. Nella sua mente prendeva forma un piano. Bizzarro, irto di pericoli e incertezze, l'unico realizzabile date le circostanze.</p><empty-line/><p> Senza altri indugi, Eragon entr� in azione. Aveva tante cose da fare e pochissimo tempo a disposizione. �Jierda!� esclam�, puntando il dito. Con una pioggia di scintille azzurrognole e frammenti di metallo, gli anelli che cingevano le caviglie di Katrina si spezzarono. La ragazza trasal�, stupefatta.</p><empty-line/><p> �Magia...� sussurr�.</p><empty-line/><p> �Un incantesimo facile.� Katrina si ritrasse dal suo tocco quando Eragon tese una mano verso di lei. �Katrina, devo assicurarmi che Galbatorix o uno dei suoi maghi non ti abbia stregata con qualche trappola o costretta a giurare delle cose nell'antica lingua.�</p><empty-line/><p> �L'antica...�</p><empty-line/><p> Roran la interruppe. �Eragon! Fallo quando saremo all'accampamento. Non possiamo pi� restare qui.�</p><empty-line/><p> �No.� Eragon fece un brusco gesto con la mano. �Devo farlo adesso.� Con la fronte aggrottata, Roran si fece da parte e permise a Eragon di mettere le mani sulle spalle di Katrina. �Guardami negli occhi� le disse Eragon. La fanciulla annu� e obbed�.</p><empty-line/><p> Era la prima volta che Eragon aveva l'occasione di usare le formule che Oromis gli aveva insegnato per riconoscere l'opera di un altro mago, ed ebbe difficolt� a ricordare ogni singola parola letta sulle pergamene di Ellesm�ra. I suoi vuoti di memoria erano cos� gravi che in tre diverse occasioni dovette ricorrere a sinonimi per completare la formula.</p><empty-line/><p> A lungo Eragon fiss� gli occhi splendenti di Katrina e mormor� frasi nell'antica lingua, esaminando di tanto in tanto - col permesso della ragazza - uno dei suoi ricordi per scoprire se qualcuno li aveva alterati. Fu pi� delicato che pot�, al contrario dei Gemelli, che gli avevano frugato nella mente senza tante cerimonie il giorno stesso che era arrivato nel Farthen D�r.</p><empty-line/><p> Roran vigilava, camminando avanti e indietro davanti alla porta aperta. A ogni istante la sua agitazione cresceva: si rigirava il martello fra le mani, battendo la testa dell'arnese contro la coscia, come se tenesse il tempo di un brano musicale.</p><empty-line/><p> Alla fine Eragon liber� Katrina. �Fatto.�</p><empty-line/><p> �Cos'hai trovato?� chiese lei con un filo di voce. Si strinse le braccia intorno al corpo, la fronte solcata da rughe di apprensione, mentre attendeva il verdetto. Il silenzio riemp� la cella mentre Roran si fermava davanti alla soglia.</p><empty-line/><p> �Niente, se non i tuoi pensieri. Sei libera da qualsiasi incantesimo.�</p><empty-line/><p> �Ma certo che � libera� grugn� Roran, e la prese di nuovo fra le braccia.</p><empty-line/><p> Insieme, i tre uscirono dalla cella. �Brisingr, iet tauthr� disse Eragon, facendo un cenno al fuoco fatuo che ancora fluttuava sotto la volta del corridoio. Al suo comando, il globo lucente gli sfrecci� sopra la testa, dove rimase a galleggiare come un turacciolo fra le onde.</p><empty-line/><p> Eragon li guid� sulla via del ritorno, attraverso il labirinto di gallerie, verso la grotta dov'erano atterrati. Arrancando sulla roccia viscida, vigilava nel timore di un attacco del Ra'zac superstite e nel contempo erigeva difese per proteggere Katrina. Alle sue spalle, sentiva lei e Roran scambiarsi una serie di frasi interrotte. �Ti amo... Horst e gli altri sono salvi... Sempre... Per te... S�... S�... S�... S�.� La fiducia e l'affetto che li univano erano cos� profondi che Eragon si sent� pervadere da una dolorosa fitta di struggimento.</p><empty-line/><p> Quando furono a una decina di iarde dalla caverna principale, ed era ormai possibile vedere grazie alla fievole luce che ne scaturiva, Eragon spense il fuoco fatuo. Dopo appena qualche passo, Katrina rallent�, si appiatt� contro la parete della galleria e si copr� il viso. �Non posso. C'� troppa luce. Mi fa male agli occhi.�</p><empty-line/><p> Roran si affrett� a pararsi davanti a lei, proteggendola con la sua ombra. �Quand'� stata l'ultima volta che sei stata all'aperto?�</p><empty-line/><p> �Non lo so...� Una traccia di panico s'insinu� nella sua voce. �Non lo so! Mai, da quando mi hanno portata qui. Roran, diventer� cieca?� La fanciulla tir� su col naso e cominci� a piangere.</p><empty-line/><p> Le sue lacrime sorpresero Eragon. La ricordava come una donna di grande forza e coraggio. D'altro canto aveva passato molte settimane rinchiusa al buio, senza sapere che cosa la aspettava. <emphasis>Fossi stato in lei, anch'io sarei crollato.</emphasis></p><empty-line/><p> �No, stai bene. Hai solo bisogno di riabituarti alla luce del sole.� Roran le accarezz� i capelli. �Andiamo, non abbatterti. Andr� tutto bene... Sei al sicuro, adesso. Al sicuro, Katrina. Mi senti?�</p><empty-line/><p> �S�.�</p><empty-line/><p> Pur detestando l'idea di sciupare una delle tuniche che gli avevano donato gli elfi, Eragon strapp� una striscia di tessuto dall'orlo del proprio indumento. La porse a Katrina e disse: �Legatela sugli occhi. Attraverso la stoffa riuscirai a vedere abbastanza da non rischiare di cadere o urtare qualcosa.�</p><empty-line/><p> Lei lo ringrazi� e si leg� la benda sugli occhi.</p><empty-line/><p> Ripresero a camminare, e pochi istanti dopo il trio emerse nella caverna inondata di sole e di sangue - pi� odorosa di prima per i vapori tossici che emanavano dal cadavere del Lethrblaka - proprio mentre Saphira sbucava dall'arco ogivale sulla parete opposta. Nel vederla, Katrina trasal� e si strinse a Roran, affondandogli le dita nella carne del braccio.</p><empty-line/><p> Eragon disse: �Katrina, permetti che ti presenti Saphira. Io sono il suo Cavaliere. Ti capisce se le parli.�</p><empty-line/><p> �� un onore, o drago� riusc� a dire Katrina, poi pieg� le ginocchia in un debole tentativo di riverenza.</p><empty-line/><p> Saphira ricambi� con un cenno della testa. Poi si rivolse a Eragon. <emphasis>Ho frugato nel nido dei Lethrblaka, ma non ho trovato altro che ossa, ossa e ancora ossa, comprese alcune che sapevano ancora di carne fresca. I Ra'zac devono aver mangiato gli schiavi la notte scorsa.</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> Avrei voluto salvarli.</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> Lo so, ma non possiamo proteggere tutti in questa guerra.</emphasis></p><empty-line/><p> Indicando la dragonessa, Eragon disse agli altri: �Coraggio, salitele in groppa. Io vi raggiungo fra un istante.�</p><empty-line/><p> Katrina esit�, poi guard� Roran, che annu� e mormor�: �Va tutto bene. � stata Saphira a portarci qui.� La coppia aggir� il cadavere del Lethrblaka per salire in groppa a Saphira, che si era appiattita sul ventre per facilitare loro il compito. Intrecciando le dita a formare un appoggio, Roran sollev� Katrina, che s'inerpic� sulla zampa di Saphira. Da l�, us� i cappi delle cinghie della sella come i pioli di una scaletta e arriv� sulle spalle della dragonessa, dove sedette a cavalcioni. Come una capra di montagna che balza da una roccia all'altra, Roran fece lo stesso percorso.</p><empty-line/><p> Eragon si avvicin� per esaminare Saphira, valutando la gravit� delle ferite: unghiate, colpi di becco, tagli, lacerazioni e lividi. Oltre a quello che vedeva, si affid� a ci� che la dragonessa sentiva.</p><empty-line/><p><emphasis>Per amor del cielo, </emphasis>disse Saphira, <emphasis>risparmia le tue attenzioni per quando saremo fuori pericolo. Non sto sanguinando a morte.</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> Non � del tutto vero, e lo sai. Hai un'emorragia interna. Se non la fermo adesso, rischi di avere complicazioni che non posso guarire, e allora non torneremmo mai dai Varden. Non discutere; io non cambio idea, e non mi ci vorr� nemmeno un minuto.</emphasis></p><empty-line/><p> Alla prova dei fatti, Eragon impieg� parecchi minuti per restituire a Saphira la piena salute. Le ferite erano cos� gravi che per formulare tutti gli incantesimi necessari fu costretto a svuotare di energia la cintura di Beloth il Savio e perfino a ricorrere alle immense riserve di forza di Saphira. Ogni volta che si spostava da una ferita pi� grande a una pi� piccola, la dragonessa protestava, gli diceva che era uno sciocco e lo pregava di lasciarla in pace, ma lui ignor� le sue lamentele.</p><empty-line/><p> Alla fine, Eragon si accasci� a terra, esausto per il grande dispendio di energie necessario agli incantesimi curativi e la fatica del combattimento. Indicando i punti dove il Lethrblaka l'aveva trafitta col becco, disse: <emphasis>Dovresti farti controllare da Arya o da qualche altro mago per quelli. Ho fatto del mio meglio, ma potrei aver tralasciato qualcosa.</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> Apprezzo la tua premura per la mia salute, </emphasis>replic� lei,<emphasis> ma questo non � il luogo per stucchevoli dimostrazioni d'affetto. Una volta per tutte, andiamo!</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> D'accordo. � ora di partire. </emphasis>Indietreggiando un passo dopo l'altro, Eragon si allontan� da Saphira verso la galleria alle sue spalle.</p><empty-line/><p> �Andiamo!� lo chiam� Roran. �Sbrigati!�</p><empty-line/><p><emphasis>Eragon! </emphasis>esclam� Saphira.</p><empty-line/><p> Eragon scosse la testa. �No. Io resto qui.�</p><empty-line/><p> �Tu...� cominci� a dire Roran, ma fu interrotto dal feroce ringhio di Saphira. La dragonessa frust� con la coda la parete della grotta e artigli� il terreno con le zampe, tanto che ossa e pietra parvero gridare, percorsi da un dolore straziante.</p><empty-line/><p> �Ascoltate!� grid� Eragon. �Uno dei Ra'zac � ancora vivo. E pensate a ci� che potrebbe esserci d'altro nell'Helgrind: pergamene, pozioni, informazioni sulle attivit� dell'Impero... cose che possono rivelarsi molto utili. I Ra'zac potrebbero persino avere delle uova nascoste qui da qualche parte. Se cos� fosse, devo distruggerle prima che Galbatorix se ne impossessi.�</p><empty-line/><p> Poi, rivolto soltanto a Saphira, aggiunse: <emphasis>Non posso uccidere Sloan, n� posso permettere che Roran o Katrina lo vedano; non posso lasciarlo morire di fame nella sua cella o permettere che gli uomini di Galbatorix lo catturino di nuovo. Mi dispiace, ma devo occuparmi di lui da solo.</emphasis></p><empty-line/><p> �Come farai a uscire dai confini dell'Impero?� chiese Roran.</p><empty-line/><p> �Correr�. Sono veloce come un elfo ormai, lo sai.�</p><empty-line/><p> La punta della coda di Saphira ebbe un fremito, ma fu l'unico avvertimento che Eragon ricevette prima che la dragonessa si avventasse su di lui, con una zampa tesa. Eragon s'infil� nel tunnel una frazione di secondo prima che la zampa di Saphira si abbattesse sul punto dov'era fermo.</p><empty-line/><p> Saphira si arrest� con uno scivolone davanti all'imbocco della galleria e rugg�, delusa di non poterlo seguire nell'angusto passaggio. La sua mole sbarrava quasi tutta la luce. La roccia trem� intorno a Eragon quando la dragonessa cominci� a sgretolare l'ingresso con le unghie e con i denti, staccando grossi blocchi di pietra. I suoi ringhi ferali e la vista del suo muso, irto di zanne lunghe quanto un avambraccio umano, provocarono a Eragon un brivido di paura. Cap� come si deve sentire un coniglio acquattato nel suo rifugio con un lupo che cerca di stanarlo.</p><empty-line/><p> �Ganga!� grid�.</p><empty-line/><p><emphasis>No! </emphasis>Saphira pos� il muso a terra ed emise un lugubre lamento, gli occhi sgranati e colmi di disperazione.</p><empty-line/><p> �Ganga! Ti voglio bene, Saphira, ma dovete andare.�</p><empty-line/><p> La dragonessa si ritrasse di qualche iarda dalla galleria e tir� su col naso, miagolando come una gatta. <emphasis>Piccolo mio...</emphasis></p><empty-line/><p> Eragon odiava renderla infelice, e odiava doverla mandare via: era come separarsi da una parte di s�. Il dolore di Saphira che fluiva attraverso il loro legame mentale, unito alla sua stessa angoscia, quasi lo paralizz�. In qualche modo trov� la fermezza per dire: �Ganga! Non tornare indietro a prendermi e non mandare nessuno a cercarmi. Star� bene. Ganga! Ganga!�</p><empty-line/><p> Saphira ulul� di frustrazione e poi, a malincuore, si avvicin� all'imboccatura della grotta. In sella, Roran disse: �Eragon, andiamo! Non fare lo stupido. Sei troppo importante per rischiare...�</p><empty-line/><p> Un vortice di movimento e rumore inghiott� il resto della frase mentre Saphira si lanciava fuori della caverna. Nel cielo limpido le sue squame brillarono come una miriade di diamanti azzurri. Eragon pens� che era magnifica: fiera, nobile, pi� bella di qualsiasi altra creatura vivente. Nessun cervo o leone poteva competere con la maest� di un drago in volo. Lei disse: <emphasis>Una settimana. � il massimo che ti concedo, Eragon. Poi torner� a cercarti, dovessi combattere contro Castigo, Shruikan e mille stregoni insieme.</emphasis></p><empty-line/><p> Eragon rimase a guardarla finch� non scomparve dalla sua visuale e lui non pot� pi� restarle accanto con la mente. Poi, col cuore pesante come piombo, raddrizz� le spalle, volse la schiena al sole e a tutte le cose vive e luminose, e ricominci� a scendere nei tunnel delle tenebre.</p><p><strong>CAVALIERE E RA'ZAC </strong></p><p>Eragon sedeva immerso nel bagliore freddo del suo fuoco fatuo cremisi, nel corridoio fiancheggiato di celle vicino al cuore dell'Helgrind. Teneva il bastone di traverso sulle gambe.</p><p>La sua voce riverberava sulla roccia mentre ripeteva incessantemente una frase nell'antica lingua. Non era magia, ma un messaggio per il Ra'zac superstite. La sostanza era questa: �Vieni, o mangiatore di carne umana, affinch� possiamo concludere questa nostra battaglia. Tu sei ferito, e io sono stanco. I tuoi compagni sono morti, e io sono solo. Siamo pari. Ti prometto che non user� la magia contro di te, n� ti ferir� o ti intrappoler� con incantesimi gi� evocati. Vieni, o mangiatore di carne umana, affinch� possiamo concludere questa nostra battaglia...�</p><p>Il tempo trascorso a parlare gli parve infinito: un vuoto temporale in un'atmosfera spettrale, inalterato per un'eternit� di parole ripetute che per lui non avevano pi� significato n� ordine. D'un tratto i suoi pensieri tacquero, ed Eragon si sent� pervadere da una strana calma.</p><p> Rimase con la bocca aperta, poi la chiuse e rimase in vigile attesa.</p><p>A trenta piedi da lui c'era il Ra'zac. Sangue gli gocciolava dall'orlo del mantello logoro. �Il mio padrone non desssidera che ti uccida� sibil�.</p><empty-line/><p> �Ma questo non ha pi� importanza per te, adesso.�</p><empty-line/><p> �No. Ssse cado sssotto i tuoi colpi, che sssia Galbatorix a occuparsssi di te. Lui ha pi� cuori di te.�</p><empty-line/><p> Eragon si mise a ridere. �Cuori? Io sono il campione del popolo, non lui.�</p><empty-line/><p> �Ssstupido ragazzo.� Il Ra'zac inclin� la testa di lato, guardando oltre, verso il cadavere dell'altro Ra'zac riverso sul pavimento del tunnel. �Lei era la mia compagna di covata. Sssei diventato pi� forte dalla prima volta che ci sssiamo incontrati, Ammazzassspettri.�</p><empty-line/><p> �Se cos� non fosse, sarei morto.�</p><empty-line/><p> �Sssei disssposto a fare un patto con me, Ammazzassspettri?� �Che genere di patto?�</p><empty-line/><p> �Io sssono l'ultimo della mia razza, Ammazzassspettri. Sssiamo antichi e non voglio esssere dimenticato. Nelle tue ssstorie e nelle tue canzoni, ricorderai ai tuoi compagni umani il terrore che issspiravamo nella tua razza?... Ricordaci come <emphasis>patirai�</emphasis></p><empty-line/><p> �Perch� dovrei fare questo per te?�</p><empty-line/><p> Abbassando il becco sull'esile torace, il Ra'zac ridacchi� e cinguett� qualche istante. �Perch� disse �ti riveler� un sssegreto, sss�, lo far�.�</p><empty-line/><p> �Allora parla.�</p><empty-line/><p> �Dammi prima la tua parola, potresssti imbrogliarmi.�</p><empty-line/><p> �No. Prima parla tu, poi decider� se stringere il patto oppure no.�</p><empty-line/><p> Pass� pi� di un minuto senza che nessuno dei due si muovesse, anche se Eragon teneva i muscoli tesi, pronto a un attacco a sorpresa. Dopo un'altra serie di ticchettii col becco, il Ra'zac disse: �Ha quasssi ssscoperto il <emphasis>nome.�</emphasis></p><empty-line/><p> �Chi?�</p><empty-line/><p> �Galbatorix.�</p><empty-line/><p> �Il nome di cosa?�</p><empty-line/><p> Il Ra'zac sibil� di frustrazione. �Non possso dirtelo! Il <emphasis>nome! </emphasis> Il vero <emphasis>nome!�</emphasis></p><empty-line/><p> �Mi devi dire di pi�.�</p><empty-line/><p> �Non possso.�</p><empty-line/><p> �Allora niente patto.�</p><empty-line/><p> �Che tu sssia maledetto, Cavaliere! Che tu non posssa mai trovare tana o rifugio o pace della mente in quesssta tua terra. Che tu posssa lasciare Alaga�sssia e non tornare mai pi�!�</p><empty-line/><p> Eragon si sent� rizzare i peli sulla nuca al freddo tocco della paura. Nella sua mente echeggiarono le parole di Angela l'erborista, quando aveva lanciato gli ossi di drago davanti a lui e gli aveva letto il futuro e predetto lo stesso destino.</p><empty-line/><p> Una lunga scia di sangue separava Eragon dal suo nemico, che scost� il lembo del mantello fradicio per rivelare un arco con la freccia gi� incoccata. Con un gesto fulmineo sollev� l'arma e lasci� partire il dardo, mirando al petto di Eragon.</p><empty-line/><p> Eragon devi� la freccia con il bastone.</p><empty-line/><p> Come se il tentativo non fosse stato altro che un preliminare imposto dall'etichetta prima di passare al vero confronto, il Ra'zac si chin� a posare l'arco per terra, poi raddrizz� la gobba, e con deliberata lentezza sguain� la spada a lamina da sotto il mantello. Nel frattempo Eragon si era alzato per assumere una posizione frontale, con i pugni stretti intorno al bastone.</p><empty-line/><p> Si lanciarono l'uno contro l'altro. Il Ra'zac cerc� di menare un fendente dalla clavicola all'anca di Eragon, ma il giovane scart� di lato e schiv� il colpo. Con un affondo, infil� il puntale metallico del bastone sotto il becco del Ra'zac, insinuandolo fra le placche che proteggevano la gola della creatura.</p><empty-line/><p> Il Ra'zac fu scosso da un brivido e stramazz� a terra.</p><empty-line/><p> Eragon fiss� il suo pi� odiato nemico, guard� gli occhi neri senza palpebre, e improvvisamente gli cedettero le ginocchia e vomit�, accasciato contro la parete del corridoio. Si asciug� la bocca e liber� il bastone, mormorando: �Per nostro padre. Per la nostra casa. Per Carvahall. Per Brom... Ho avuto la mia vendetta. Che tu possa marcire qui per sempre, Ra'zac.�</p><empty-line/><p> Si avvi� alla cella di Sloan, si gett� in spalla il macellaio, ancora sprofondato nel sonno stregato, e ripercorse i propri passi per tornare alla grotta principale dell'Helgrind. Lungo la strada, si ferm� spesso per adagiare Sloan a terra ed esaminare una stanza o una nicchia che non aveva visitato prima. Scopr� diversi strumenti di tortura e quattro fiaschette di metallo contenenti olio di Seithr, che subito distrusse perch� nessun altro potesse usare quell'acido corrosivo per scopi malvagi.</p><empty-line/><p> La calda luce del sole gli bruci� le guance quando emerse dal labirinto di gallerie. Trattenendo il fiato, oltrepass� in fretta il cadavere del Lethrblaka e si ferm� sul ciglio della vasta caverna. Fece scorrere lo sguardo lungo lo strapiombo dell'Helgrind fino alle colline ai suoi piedi. A ovest vide una nuvola arancione gonfiarsi e muoversi lungo la strada che collegava l'Helgrind a Dras-Leona: cavalli in avvicinamento.</p><empty-line/><p> Il lato destro gli faceva male per lo sforzo di sostenere il peso di Sloan, cos� pass� il macellaio sull'altra spalla. Batt� le palpebre per liberarsi dalle goccioline di sudore che gli imperlavano le ciglia e si spremette le meningi in cerca di una soluzione al problema di come scendere, con Sloan in spalla, per gli oltre cinquemila piedi che lo separavano dal suolo.</p><empty-line/><p> �Quasi un miglio� mormor�. �Se ci fosse un sentiero, potrei scendere facilmente, anche portando Sloan. Dovr� ricorrere alla magia... gi�, ma in questo caso mi toccherebbe concentrare troppa energia in un periodo di tempo limitato e rischierei di uccidermi. Come mi ha insegnato Oromis, il corpo non � in grado di convertire le proprie riserve in energia tanto in fretta da evocare la maggior parte degli incantesimi per pi� di qualche secondo. Ho a disposizione soltanto una determinata quantit� di energia in una determinata frazione di tempo, e una volta esaurita quella, devo aspettare finch� non mi riprendo... E parlare da solo non mi porta da nessuna parte.�</p><empty-line/><p> Stringendo la presa su Sloan, Eragon punt� lo sguardo su una stretta cengia a circa cento piedi pi� in basso. <emphasis>Far� male, </emphasis>pens�, preparandosi al tentativo. Poi latr�: �Audr!�</p><empty-line/><p> Si libr� di un paio di pollici dal pavimento della grotta. �Fram� disse, e l'incantesimo lo spinse fuori dall'Helgrind nel vuoto, dove rimase sospeso come una nuvoletta solitaria. Pur essendo abituato a volare con Saphira, non vedere altro che aria sotto di s� gli procurava ancora un certo disagio.</p><empty-line/><p> Manipolando il flusso di magia, Eragon discese rapidamente dalla tana dei Ra'zac - che la parete illusoria di roccia nascose di nuovo - fino alla cengia. Quanto atterr�, lo stivale gli scivol� su una pietra viscida. Per una manciata di terrificanti secondi, agit� il braccio libero per recuperare l'equilibrio, ma non guard� di sotto per paura di sbilanciarsi. La gamba sinistra gli scivol� oltre il bordo della cengia, facendolo sbandare di lato. Grid�. Ma prima che potesse ricorrere alla magia per salvarsi, la caduta si arrest� bruscamente perch� il piede sinistro si era infilato in una fessura della roccia. I bordi della spaccatura gli affondarono nel polpaccio dietro il gambale, ma lui non ci bad�, perch� in quel modo almeno il volo si era interrotto.</p><empty-line/><p> Eragon appoggi� la schiena all'Helgrind, usando la parete di roccia per sostenere il corpo inerte di Sloan. �Non � andata troppo male� si disse. Lo sforzo gli era costato, ma non tanto da non poter continuare. �Ce la faccio.� Inspir� aria fresca, aspettando che i battiti del cuore rallentassero; gli sembrava di aver corso venti iarde di scatto, con Sloan in spalla. �Ce la faccio...�</p><empty-line/><p> Gli uomini a cavallo catturarono di nuovo la sua attenzione. Erano parecchio pi� vicini rispetto a poco prima e galoppavano sull'arido terreno a un ritmo preoccupante. <emphasis>� una gara fra loro e me, </emphasis>pens�. <emphasis>Devo riuscire a fuggire prima che raggiungano l'Helgrind. Di sicuro ci sono dei maghi fra di loro, e io non sono in condizione di combattere gli stregoni di Galbatorix. </emphasis>Scoccando un'occhiata alla faccia inespressiva di Sloan, disse: �Magari tu puoi darmi una mano, eh? � il minimo che puoi fare, considerando che rischio la vita e, peggio ancora, la sto rischiando per te.� La testa del macellaio addormentato ciondol�; l'uomo era smarrito nel suo mondo di sogni.</p><empty-line/><p> Con un grugnito, Eragon si stacc� dalla parete dell'Helgrind. Disse di nuovo �Audr� e di nuovo si lev� in aria. Questa volta ricorse alla forza di Sloan - per quanto esigua - oltre che alla propria. Insieme planarono come due strani uccelli lungo il fianco accidentato dell'Helgrind, verso un'altra cengia abbastanza larga da offrire un appoggio sicuro.</p><empty-line/><p> Fu in questo modo che Eragon orchestr� la discesa. Non procedeva in linea retta, ma tenendo un'angolatura che lo fece curvare a destra intorno all'Helgrind, affinch� la sua mole li nascondesse ai cavalieri.</p><empty-line/><p> Pi� si avvicinavano al suolo, pi� rallentavano. La stanchezza prese il sopravvento, riducendo la distanza che Eragon poteva percorrere in un unico tratto, e gli era sempre pi� difficile recuperare nelle pause tra uno sforzo e l'altro. Perfino alzare un dito ormai gli costava una fatica enorme, e fu avvolto nelle calde pieghe di una strana nebbia che gli ottenebrava i sensi e i pensieri, tanto che persino la roccia pi� dura gli parve soffice come un cuscino per riposare i muscoli indolenziti.</p><empty-line/><p> Quando alla fine tocc� il terreno riarso dal sole - troppo stanco per non franare nella polvere con Sloan in spalla - Eragon rimase con le braccia ripiegate sotto il torace e fiss� con gli occhi ridotti a fessure le gialle inclusioni di citrino nel piccolo sasso a un paio di pollici dal suo naso. Sloan gli pesava sulla schiena come una pila di lingotti di ferro. L'aria gli usc� sibilando dai polmoni, ma parve non voler rientrare. La vista gli si oscur� come se una nuvola avesse coperto il sole. Un intervallo letale separava ogni battito del suo cuore, e quando arrivava, la pulsazione non era pi� forte di un fievole sfarfallio.</p><empty-line/><p> Eragon non era pi� capace di pensieri coerenti, ma in un angolo remoto del cervello era consapevole che stava morendo. Non aveva paura: al contrario, la prospettiva lo confortava, perch� era stanco oltre ogni dire, e la morte lo avrebbe liberato dal suo logoro involucro di carne donandogli finalmente il riposo eterno.</p><empty-line/><p> D'un tratto sopra la sua testa arriv� un bombo grosso quanto il suo pollice. L'insetto gli vol� intorno all'orecchio, poi si ferm� sul sasso saggiando i cristalli di citrino, che erano dello stesso giallo brillante dei fiori di campo sulle colline. La peluria del bombo riluceva nel fulgore del mattino - ogni setola si stagliava nitida davanti agli occhi di Eragon - e le ali frementi producevano un delicato ronzio. Le zampette erano impolverate di polline.</p><empty-line/><p> Il bombo era cos� vibrante di vita e cos� bello che la sua presenza infuse in Eragon una nuova voglia di vivere. Un mondo che conteneva una creatura cos� stupefacente come quel bombo era un mondo in cui valeva la pena di vivere.</p><empty-line/><p> Con la sola forza di volont�, liber� la mano sinistra da sotto il torace e afferr� lo stelo legnoso di un arbusto vicino. Come una sanguisuga o una zecca o un altro parassita, estrasse la vita dalla pianta, lasciandola vizza e floscia. Il flusso di energia che lo percorse gli fece tornare il senno: adesso aveva paura. Oltre al desiderio di vivere appena riconquistato, non provava altro che terrore.</p><empty-line/><p> Trascinandosi sui gomiti, afferr� un altro arbusto e ne trasfer� la vitalit� nel proprio corpo, poi un terzo e un quarto, e cos� via, fino a riguadagnare completamente le forze. Si alz� e si guard� indietro: sent� un sapore amaro in bocca quando vide la scia di piante morte che aveva lasciato alle sue spalle.</p><empty-line/><p> Eragon sapeva di aver abusato della magia e che il suo comportamento avrebbe condannato i Varden a una sicura sconfitta se lui fosse morto. Col senno di poi, si vergogn� della propria stupidit�. <emphasis>Brom mi avrebbe strappato le orecchie per come mi sono cacciato in questo pasticcio,</emphasis> pens�.</p><empty-line/><p> Torn� da Sloan e riprese in spalla il macellaio ancora inerte. Poi si avvi� a grandi balzi verso est, allontanandosi dall'Helgrind verso il riparo del letto di un torrente asciutto. Dieci minuti dopo, quando si ferm� per controllare gli inseguitori, vide una nube di polvere turbinare alla base dell'Helgrind, segno che i cavalieri erano arrivati alla nera torre di roccia.</p><empty-line/><p> Eragon sorrise. Gli emissari di Galbatorix erano troppo lontani perch� eventuali stregoni tra le loro fila potessero individuare la mente sua o di Sloan. <emphasis>Prima che abbiano il tempo di scoprire i cadaveri dei Ra'zac, </emphasis>pens�, <emphasis>avr� gi� percorso almeno una lega o due. Per giunta quelli cercano un drago e il suo Cavaliere, non un uomo che viaggia a piedi.</emphasis></p><empty-line/><p> Lieto di non doversi preoccupare di un attacco imminente, Eragon riprese il suo ritmo di corsa, una falcata fluida e costante che avrebbe potuto mantenere per l'intera giornata.</p><empty-line/><p> Sopra di lui il sole splendeva caldo e abbagliante. Davanti a lui una natura arida e selvaggia si estendeva per miglia e miglia prima di lambire i margini di qualche villaggio sperduto. E nel suo cuore ardevano una nuova gioia e una nuova speranza.</p><empty-line/><p> Almeno i Ra'zac erano morti!</p><empty-line/><p> Alla fine la sua sete di vendetta era stata placata. Alla fine aveva estinto il suo debito con Garrow e Brom. E alla fine si era liberato del sudario di paura e di rabbia che lo aveva avvolto da quando i Ra'zac erano comparsi per la prima volta a Carvahall. Per ucciderli si era spinto pi� lontano di quanto avesse previsto, ma l'avventura era conclusa, ed era stata una grande avventura. Si crogiol� nella soddisfazione di aver portato a termine quella difficile impresa, pur con l'aiuto di Roran e Saphira.</p><empty-line/><p> Malgrado ci�, si rese conto con sorpresa che il suo trionfo aveva un sapore dolceamaro, contaminato da un inspiegabile senso di perdita. La caccia ai Ra'zac era stata uno degli ultimi legami con la sua vita nella Valle Palancar, ed era riluttante ad abbandonarlo, nonostante fosse zuppo di sangue. La vendetta gli aveva dato uno scopo nella vita quando non ne aveva nessuno: era la ragione che lo aveva spinto ad abbandonare casa. Ma ora dentro di lui si era creato un vuoto dove prima aveva covato l'odio per i Ra'zac.</p><empty-line/><p> Il fatto di poter rimpiangere la fine di una missione cos� terribile lo atterr�, ed Eragon giur� a se stesso che non avrebbe pi� commesso lo stesso errore. <emphasis> Non mi far� ossessionare dalla lotta contro l'Impero e Murtagh e Galbatorix al punto da non volermi dedicare a nient'altro, quando e se il momento arriver�... o peggio, al punto da cercare di prolungare il conflitto piuttosto che adattarmi a quello che mi aspetta dopo. </emphasis>Decise quindi di ignorare quel suo malsano rimpianto e di concentrarsi sul sollievo: sollievo per essere finalmente libero dai biechi obblighi della vendetta che si era imposto e per dover assolvere soltanto quelli legati alla sua attuale situazione.</p><empty-line/><p> L'euforia gli allegger� il passo. Con la fine dei Ra'zac, Eragon sentiva di poter finalmente vivere la sua vita fondandola non su chi era stato, ma su chi era diventato: un Cavaliere dei Draghi.</p><empty-line/><p> Sorrise all'orizzonte frastagliato, e mentre correva si mise a ridere, incurante del rischio di essere sentito. La sua voce riverber� fra le sponde del torrente in secca, e tutto ci� che aveva intorno gli parve nuovo, bellissimo e pieno di promesse.</p><p><strong>GIUDIZIO E CONDANNA </strong></p><p>Lo stomaco di Eragon brontol�.</p><empty-line/><p> Giaceva sulla schiena, le gambe ripiegate sotto le ginocchia - un esercizio per allungare i muscoli delle cosce dopo aver corso pi� a lungo e recando un peso maggiore di quanto gli fosse mai capitato prima - quando il sonoro borbottio eruppe dalle sue viscere.</p><empty-line/><p> Il rumore fu cos� inaspettato che Eragon si alz� a sedere di scatto, cercando il bastone a tentoni.</p><empty-line/><p> Il vento fischiava sulla landa deserta. Il sole era tramontato e senza la sua luce tutto aveva assunto una sfumatura blu e viola. Nulla si muoveva, tranne i fili d'erba nella brezza e Sloan, che apriva e chiudeva le dita in risposta a chiss� quale visione nel suo sonno stregato. Un freddo pungente annunciava l'arrivo della vera notte.</p><empty-line/><p> Eragon si rilass� e si concesse un lieve sorriso.</p><empty-line/><p> La sua allegria si spense non appena si rese conto del motivo del suo disagio. Combattere i Ra'zac, evocare incantesimi e portare il peso morto di Sloan in spalla per la maggior parte della giornata gli aveva fatto venire una tale fame che se avesse potuto viaggiare indietro nel tempo avrebbe divorato l'intero banchetto che i nani avevano preparato in suo onore durante la visita a Tarnag. Il ricordo dell'aroma del Nagra arrostito - il cinghiale gigante - caldo, fragrante, condito di miele e spezie, grondante di lardo, gli fece venire l'acquolina in bocca.</p><empty-line/><p> Il problema era la mancanza di viveri. Procurarsi l'acqua era facile: gli bastava estrarre l'umidit� dal terreno ogni volta che ne sentiva il bisogno. Ma trovare del cibo in quella terra desolata era molto pi� difficile, e per giunta lo poneva di fronte a un dilemma morale che aveva sperato di evitare.</p><empty-line/><p> Oromis aveva dedicato molte lezioni ai diversi climi e alle varie regioni geografiche di Alaga�sia. Perci� quando Eragon si allontan� dal bivacco per studiare l'area attorno riusc� a riconoscere la maggior parte delle piante che incontr� sul suo cammino. Soltanto un paio erano commestibili e di queste nessuna era abbastanza grande o abbondante da offrire a due uomini adulti un pasto decente in un ragionevole lasso di tempo. Gli animali del posto avevano nascosto scorte di bacche e frutti nelle loro tane, ma Eragon non aveva idea di dove cercare. N� pensava che un topo del deserto avesse potuto ammassare pi� di qualche boccone di cibo.</p><empty-line/><p> Non gli restavano che due possibilit�, nessuna delle quali lo allettava. Poteva - come aveva fatto in precedenza - estrarre energia dalle piante e dagli insetti intorno al bivacco. Il prezzo sarebbe stato lasciare una zona morta, una piaga della terra dove niente, nemmeno il pi� piccolo organismo, sarebbe sopravvissuto. Per giunta, anche se utili a lui e Sloan, le trasfusioni di energia erano ben poco gratificanti, perch� non riempivano lo stomaco.</p><empty-line/><p> Oppure poteva andare a caccia.</p><empty-line/><p> Eragon aggrott� la fronte e infil� il puntale del bastone nel terreno, scavando una piccola buca. Dopo aver condiviso pensieri e desideri di tanti animali, l'idea di mangiarne uno gli ripugnava. Malgrado ci� non poteva correre il rischio d'indebolirsi e di farsi catturare dall'Impero solo per risparmiare la vita di un coniglio. Come avevano sottolineato sia Saphira che Roran, ogni essere vivente sopravvive cibandosi di altri esseri viventi. <emphasis>Il nostro � un mondo crudele, </emphasis>pens�, <emphasis>e non sar� io a cambiare le cose... Gli elfi possono anche avere le loro ragioni per astenersi dalla carne, ma al momento io ne ho un gran bisogno. Non voglio sentirmi in colpa se le circostanze mi impongono questa scelta. Non � un crimine assaporare un po' di pancetta o una trota o quello che si ha davanti.</emphasis></p><empty-line/><p> Nonostante gli argomenti che trovava per giustificarla, l'idea continuava a disgustarlo. Per quasi mezz'ora rimase impalato dov'era, incapace di fare quello che la logica gli diceva essere necessario. Poi si accorse di quanto era tardi e si rimprover� di aver perso tempo: aveva bisogno di ogni minuto di riposo ancora a disposizione.</p><empty-line/><p> Facendosi forza, Eragon diffuse tentacoli di coscienza nel territorio circostante finch� non riconobbe due grosse lucertole e una colonia di roditori raggomitolati in una tana di sabbia: uno strano incrocio fra un ratto, un coniglio e uno scoiattolo. �Deyja� disse Eragon, e uccise le lucertole e uno dei roditori. Le creature morirono all'istante, senza soffrire, ma il giovane digrign� i denti nell'estinguere le luminose fiammelle delle loro menti.</p><empty-line/><p> Recuper� le lucertole con le sue mani, rovesciando i sassi sotto cui stavano nascoste, ma estrasse il roditore dalla sua tana con la magia. Fu attento a non svegliare gli altri animali mentre attirava il cadavere in superficie; gli sembrava crudele terrorizzarli con la consapevolezza che un predatore invisibile poteva ucciderli anche nella tana pi� remota.</p><empty-line/><p> Sventr�, scuoi� e pul� le lucertole e il roditore, seppellendo i resti in una buca profonda per nasconderli ai mangiacarogne. Raccolse qualche sasso piatto e rotondo da disporre in circolo e accese un fuoco su cui cominci� ad arrostire la carne. Senza sale non poteva condire il cibo a dovere, ma alcune delle piante locali sprigionarono un gradevole aroma quando le sbriciol� fra le dita, le strofin� sulle carcasse e le infil� qua e l� a ciuffetti.</p><empty-line/><p> Il roditore fu il primo a cuocere, essendo pi� piccolo delle lucertole. Eragon lo tolse dal fuoco e lo port� alla bocca. Fece una smorfia, e sarebbe rimasto paralizzato in una morsa di repulsione se non avesse dovuto occuparsi del fuoco e delle lucertole. Le due attivit� lo distrassero al punto che, senza pensarci, obbed� all'imperativo della fame e mangi�.</p><empty-line/><p> Il primo morso fu il peggiore: il pezzo di carne gli rimase bloccato in gola, e il sapore del grasso caldo minacci� di farlo vomitare. Rabbrivid�, deglut� a vuoto due volte, e la nausea pass�. Dopo fu pi� facile. In un certo senso era contento che la carne fosse insipida, perch� la mancanza di gusto lo aiutava a dimenticare che cosa stava masticando.</p><empty-line/><p> Consum� tutto il roditore e parte di una lucertola. Strappando coi denti l'ultimo morso da una coscia sottile, sospir� di soddisfazione, poi esit�, turbato nel rendersi conto che, suo malgrado, si era goduto il pasto. Aveva avuto tanta fame che la misera cena gli era sembrata deliziosa, una volta superate le remore. <emphasis>Magari,</emphasis> pens�, <emphasis>quando torner�... se sar� invitato alla tavola di Nasuada, o a quella di re Orrin, e verr� servita della carne... magari, se ne ho voglia, e se rifiutare fosse una scortesia, potrei assaggiarne qualche boccone... Non manger� carne come facevo un tempo, ma sull'argomento non sar� rigido come gli elfi. La moderazione � una politica pi� saggia dell'intransigenza, credo.</emphasis></p><empty-line/><p> Alla luce della brace del fal�, Eragon studi� le mani di Sloan: il macellaio era sdraiato a un paio di iarde di distanza, dove Eragon l'aveva adagiato. Un reticolo di sottili cicatrici bianche gli solcava le lunghe dita ossute, con le nocche sporgenti e le unghie lunghe, che ai tempi di Carvahall erano sempre meticolosamente curate, ora spezzate, frastagliate e intrise di sudiciume. Le cicatrici erano la testimonianza degli errori, pochi, per la verit�, commessi da Sloan negli anni in cui aveva maneggiato i coltelli. La pelle era rugosa e segnata dal tempo, con le vene che sporgevano come vermi bluastri, eppure i muscoli al di sotto erano duri e tonici.</p><empty-line/><p> Eragon si sedette a gambe incrociate e pos� le braccia sulle ginocchia. �Non posso lasciarlo andare� mormor�. Se lo avesse fatto, Sloan avrebbe potuto rintracciare Roran e Katrina, una prospettiva che Eragon riteneva inaccettabile. Per giunta, anche se non aveva intenzione di uccidere Sloan, credeva che il macellaio meritasse comunque una punizione per i suoi crimini.</p><empty-line/><p> Eragon non era stato particolarmente amico di Byrd, ma sapeva che era un brav'uomo, un lavoratore onesto, e ricordava con affetto la moglie di Byrd, Felda, e i loro figli, dato che lui, Garrow e Roran avevano mangiato e dormito a casa loro in diverse occasioni. L'assassinio di Byrd perci� rappresentava un atto particolarmente crudele ai suoi occhi; era convinto che la famiglia della sentinella meritasse giustizia, una giustizia di cui non avrebbe mai saputo.</p><empty-line/><p> Ma quale poteva essere la giusta punizione? <emphasis>Non ho alcuna intenzione di fare il boia, </emphasis>pens� Eragon, <emphasis>ma solo l'arbitro. Non so nulla di leggi.</emphasis></p><empty-line/><p> Si alz�, si avvicin� a Sloan e si chin� per mormorargli all'orecchio: �Vakna.�</p><empty-line/><p> Con un sussulto, Sloan si svegli�, artigliando il terreno con le mani scheletriche. Quel poco di pelle che restava delle palpebre tremol� per istinto, come se il macellaio volesse aprirle per guardarsi intorno. Invece rimase intrappolato nella sua tenebra.</p><empty-line/><p> Eragon disse: �Tieni, mangia questo.� E spinse l'altra met� della sua lucertola verso Sloan, che non poteva vedere il cibo ma di sicuro ne aveva sentito il profumo.</p><empty-line/><p> �Dove sono?� chiese Sloan. Con le mani tremanti cominci� a tastare le rocce e le piante davanti a s�. Si tocc� i polsi e le caviglie, e quando scopr� che non aveva pi� i ceppi gli si dipinse in volto un'espressione confusa.</p><empty-line/><p> �Gli elfi... e anche i Cavalieri dei tempi che furono... chiamavano questo posto M�rnathor. I nani lo definiscono Werghadn, e gli umani Landa Grigia. Ma se questo non risponde alla tua domanda, ti dir� che ci troviamo parecchie leghe a sud-est dell'Helgrind, dov'eri prigioniero.�</p><empty-line/><p> Sloan mormor� la parola <emphasis>Helgrind </emphasis>solo con le labbra. �Sei stato tu a liberarmi?�</p><empty-line/><p> �S�.�</p><empty-line/><p> �E mia...�</p><empty-line/><p> �Basta con le domande. Prima mangia.�</p><empty-line/><p> Il suo tono aspro ebbe sul macellaio l'effetto di una frustata: Sloan trasal� e afferr� con le dita incerte la lucertola. Eragon lasci� la presa e torn� al suo posto accanto al fal�, dove raccolse manciate di terriccio da gettare sulla brace per impedire al bagliore arancione di tradire la loro presenza, nell'improbabile caso che qualcuno passasse nelle vicinanze.</p><empty-line/><p> Dopo un timido boccone iniziale per capire che cosa aveva in mano, Sloan affond� i denti nella lucertola e strapp� un grosso pezzo dalla carcassa. A ogni morso s'infilava in bocca quanta pi� carne poteva, e masticava solo una o due volte prima di mandare gi� e ricominciare. Ripul� ogni osso con la maestria di un uomo che conosceva profondamente com'erano fatti gli animali e qual era il modo pi� rapido per sezionarli, e li accumul� in una pila ordinata alla sua sinistra. Quando l'ultimo boccone - la coda della lucertola - svan� nella pancia di Sloan, Eragon gli porse l'altro rettile ancora intero. Sloan grugn� un ringraziamento e continu� a ingozzarsi, senza nemmeno asciugare il grasso che gli colava sul mento.</p><empty-line/><p> La seconda lucertola era troppo grossa perch� il macellaio riuscisse a finirla. Si ferm� a met� della cassa toracica, e pos� il resto della carcassa sul cumulo di ossa. Poi raddrizz� la schiena, si pass� il dorso della mano sulla bocca, si scost� i capelli dietro le orecchie e disse: �Ti ringrazio, straniero, per la tua ospitalit�. Era tanto tempo che non mangiavo come si deve e quasi apprezzo pi� il tuo cibo che la libert�... Se posso chiedertelo, conosci mia figlia Katrina e sai cosa le � successo? Era prigioniera con me nell'Helgrind.� Dalla sua voce trapelava un misto di emozioni: rispetto, timore e sottomissione in presenza di un'autorit� sconosciuta; speranza e trepidazione per il destino di sua figlia; e una determinazione incrollabile, come le montagne della Grande Dorsale. L'unico elemento che Eragon si aspettava di sentire, e invece mancava, era lo sprezzo beffardo con cui Sloan era solito rivolgersi a lui quando si incontravano a Carvahall.</p><empty-line/><p> �� con Roran.�</p><empty-line/><p> Sloan rimase a bocca aperta. �Roran! Come ha fatto ad arrivare fin qui? I Ra'zac hanno preso anche lui? Oppure...�</p><empty-line/><p> �I Ra'zac e le loro cavalcature sono morti.�</p><empty-line/><p> �Li hai <emphasis>uccisi? </emphasis>Come?... Chi...� Per un istante, Sloan rimase pietrificato, come se stesse balbettando con tutto il corpo, poi le guance e la bocca si afflosciarono, le spalle s'incurvarono e dovette aggrapparsi a un arbusto per sostenersi. Scosse la testa. �No, no, no... No... Non pu� essere. I Ra'zac ne parlavano; pretendevano risposte che io non avevo, ma <emphasis>pensavo... </emphasis>Voglio dire, chi mai avrebbe creduto...� Sloan ansimava con una tale violenza che Eragon temette che si sarebbe sentito male. Con un filo di voce, come costretto a parlare dopo aver ricevuto un pugno allo stomaco, Sloan mormor�: �Tu non puoi essere<emphasis> Eragon.�</emphasis></p><empty-line/><p> Eragon fu pervaso da una sensazione di destino ineluttabile, come fosse diventato lo strumento di quel signore spietato, e rispose di conseguenza, parlando con deliberata lentezza, affinch� ogni parola colpisse con la forza di un maglio e trasmettesse tutta la potenza della sua dignit�, della sua posizione e della sua collera. �Io sono Eragon e molto di pi�. Sono Argetlam e Ammazzaspettri e Spadarossa. Il mio drago � Saphira, conosciuta anche come Bjartskular e Lingua di Fuoco. Siamo stati allievi di Brom, che fu Cavaliere prima di noi, e dei nani e degli elfi. Abbiamo combattuto gli Urgali e uno Spettro e Murtagh, che � il figlio di Morzan. Serviamo i Varden e i popoli di Alaga�sia. E ti ho portato qui, Sloan Aldensson, per emettere la condanna che ti meriti, assassino di Byrd e traditore di Carvahall.�</p><empty-line/><p> �Tu menti! Non puoi...�</p><empty-line/><p> �Mentire?� rugg� Eragon. �Io non mento!� Espandendo di colpo la mente, avvolse la coscienza di Sloan nella propria e costrinse il macellaio ad accettare ricordi che confermavano la verit� delle sue affermazioni. Voleva anche che Sloan percepisse il suo potere e capisse che non era pi� interamente umano. E pur riluttante ad ammetterlo, Eragon godette nell'esercitare il controllo su un uomo che gli aveva spesso creato problemi e lo aveva tormentato con il suo scherno e con gli insulti rivolti sia a lui che alla sua famiglia. Mezzo minuto dopo si ritrasse.</p><empty-line/><p> Sloan continu� a tremare, ma non croll� a terra implorante come Eragon aveva pensato. Al contrario, l'atteggiamento del macellaio si fece duro e glaciale. �Maledizione� disse. �Non ti devo nessuna spiegazione, Eragon Figlio di Nessuno. Ma sappi questo: ho fatto quello che ho fatto per amore di Katrina, e nient'altro.�</p><empty-line/><p> �Lo so. Ed � l'unica ragione per cui sei ancora in vita.�</p><empty-line/><p> �Allora fa' di me quello che vuoi. Non m'importa, basta che lei sia sana e salva... Be', avanti! Cosa mi aspetta? Frustate? Una marchiatura a fuoco? Mi hanno gi� strappato gli occhi, che ne diresti di prendermi una mano? Oppure mi lascerai qui a morire di fame, o alla merc� degli uomini dell'Impero?�</p><empty-line/><p> �Non ho ancora deciso.�</p><empty-line/><p> Sloan annu� con un brusco cenno del capo e si strinse negli abiti logori per ripararsi dal freddo della notte. Se ne stava seduto impettito, con un cipiglio militaresco, fissando con le nere orbite vuote le ombre che lambivano il bivacco. Non supplic�. Non chiese piet�. Non neg� i propri crimini n� cerc� di blandire Eragon. Si limit� a restare seduto in attesa, armato di un perfetto stoicismo.</p><empty-line/><p> Il suo coraggio impression� Eragon.</p><empty-line/><p> La buia landa desolata che li circondava sembrava sconfinata, e al tempo stesso dava a Eragon la sensazione che convergesse su di lui, una sensazione che accrebbe la sua ansia per la decisione che doveva prendere. <emphasis>Il mio verdetto influir� sul resto della sua vita, </emphasis>pens�.</p><empty-line/><p> Abbandonando per un momento il problema della punizione, Eragon si sofferm� a pensare alle cose che conosceva di Sloan: l'immenso amore del macellaio per Katrina - per quanto ossessivo, egoista e malsano, un tempo era stato puro e misurato; il suo odio e il suo timore per la Grande Dorsale, fonte del suo cordoglio per la moglie defunta, Ismira, che era caduta sfracellandosi fra quei picchi ammantati di nubi; il suo allontanamento dai restanti rami della famiglia; il suo orgoglio nel lavoro; le storie che Eragon aveva sentito sull'infanzia di Sloan; e l'esperienza stessa di Eragon su ci� che significava vivere a Carvahall.</p><empty-line/><p> Eragon raccolse quell'insieme di nozioni sparse e frammentarie e cominci� a studiarle, come se fossero le tessere di un mosaico da ricomporre. Non sempre ci riusc�, ma insistette, e alla fine tracci� una miriade di collegamenti fra gli eventi e le emozioni della vita di Sloan, e da qui costru� un'intricata ragnatela, il cui disegno rappresentava la vera essenza di Sloan. Una volta tessuto l'ultimo filo della ragnatela, Eragon ebbe la sensazione di aver finalmente compreso le ragioni del comportamento di Sloan. E per questo prov� compassione.</p><empty-line/><p> Anzi, pi� che compassione: sentiva di capire Sloan, di aver isolato gli elementi fondamentali della sua personalit�, quegli aspetti che non si possono eliminare senza cambiare irrevocabilmente la persona. A quel punto gli vennero in mente tre parole nell'antica lingua che sembravano incarnare Sloan e, senza pensarci, le mormor� sottovoce.</p><empty-line/><p> Era impossibile che Sloan le avesse sentite, eppure il macellaio si mosse, le sue mani abbandonate sulle cosce si contrassero e sul suo viso comparve una smorfia di disagio.</p><empty-line/><p> Eragon sent� un gelido formicolio al fianco sinistro, e gli venne la pelle d'oca sulle braccia e sulle gambe mentre osservava il macellaio. Prese in considerazione diverse spiegazioni per la reazione di Sloan, ciascuna pi� complicata della precedente, ma soltanto una sembrava plausibile, e al tempo stesso assai improbabile. Sussurr� le tre parole ancora una volta. E ancora una volta Sloan si agit�, ed Eragon lo sent� borbottare: �... mi � passata vicino la morte.�</p><empty-line/><p> Eragon si lasci� sfuggire un sospiro tremante. Non riusciva ancora a crederci, ma il suo esperimento non lasciava spazio ad altri dubbi: per puro caso, si era imbattuto nel vero nome di Sloan. La scoperta lo turb� profondamente. Conoscere il vero nome di qualcuno era una pesante responsabilit�, poich� conferiva potere assoluto su quella persona. A causa dei rischi connessi, gli elfi rivelavano di rado il proprio vero nome, e quando lo facevano, era solo davanti a coloro di cui si fidavano senza riserve.</p><empty-line/><p> Eragon non aveva mai conosciuto il vero nome di nessuno prima di allora. Si era sempre aspettato che, se un giorno fosse capitato, sarebbe stato un dono da parte di qualcuno che amava. Carpire il vero nome di Sloan senza il suo permesso era una svolta negli eventi a cui Eragon era impreparato, un evento che non sapeva come controllare. Poi pens� che per aver indovinato il vero nome di Sloan doveva aver compreso il macellaio molto meglio di quanto capisse se stesso, perch� non aveva la pi� pallida idea di quale fosse il proprio.</p><empty-line/><p> Quella rivelazione fu come una doccia fredda. Sospettava che - data la natura dei suoi nemici - non sapere tutto di s� avrebbe potuto rivelarsi fatale. Giur� allora di dedicare pi� tempo all'introspezione e alla scoperta del proprio vero nome. <emphasis>Forse Oromis e Glaedr sapranno dirmelo, </emphasis>pens�.</p><empty-line/><p> Quali che fossero i dubbi e le incertezze suscitati dal vero nome di Sloan, la rivelazione gli fece nascere un abbozzo di idea su che cosa fare del macellaio. Una volta elaborato il concetto di base, impieg� un'altra decina di minuti per rifinire il piano e assicurarsi che funzionasse nella maniera voluta.</p><empty-line/><p> Sloan inclin� la testa dalla sua parte quando Eragon si alz� dal bivacco e si allontan� nella notte rischiarata dalle stelle. �Dove vai?� chiese Sloan.</p><empty-line/><p> Eragon non rispose.</p><empty-line/><p> Cammin� nella landa desolata fino a trovare un macigno basso e piatto, coperto di licheni, con un incavo al centro. �Adurna r�sa� disse. Intorno al masso, una miriade di minuscole gocce d'acqua filtrarono dal terreno e si condensarono in tanti rivoletti d'argento che risalirono il macigno e si raccolsero nello spazio concavo. Quando l'acqua cominci� a traboccare e a tornare nel terreno, solo per essere riportata in superficie dal suo incantesimo, Eragon recise il flusso di magia.</p><empty-line/><p> Aspett� che la superficie dell'acqua diventasse perfettamente immobile - tanto da sembrare uno specchio in cui si riflettevano le stelle del firmamento - e poi disse �Draumr k�pa� e molte altre parole, recitando un incantesimo che gli avrebbe permesso non solo di vedere una persona a distanza, ma anche di parlare con lei. Oromis gli aveva insegnato le variazioni della divinazione due giorni prima che lui e Saphira partissero da Ellesm�ra per il Surda.</p><empty-line/><p> L'acqua si fece tutta nera, quasi che qualcuno avesse spento le stelle come candele. Uno o due secondi dopo, una forma ovale scintill� al centro dell'acqua ed Eragon vide l'interno di una grande tenda bianca, illuminata dalla luce senza fiamma di una Erisdar rossa, una delle lanterne magiche degli elfi.</p><empty-line/><p> Di norma, Eragon non sarebbe stato capace di divinare una persona o un luogo che non aveva mai visto prima, ma lo specchio degli elfi era stato stregato per trasmettere un'immagine di quanto lo circondava a chiunque lo avesse evocato. Allo stesso modo, l'incantesimo di Eragon avrebbe proiettato un'immagine di se stesso e dell'ambiente dove si trovava sulla superficie dello specchio. Questo consentiva a estranei di entrare in relazione reciproca da qualsiasi punto della terra, una facolt� molto preziosa in tempi di guerra.</p><empty-line/><p> Un elfo longilineo, dai capelli d'argento e dall'armatura ammaccata, entr� nel campo visivo di Eragon, che riconobbe in lui Lord D�thedr, uno dei consiglieri della regina Islanzadi, un amico di Arya. Se D�thedr rimase sorpreso nel vedere Eragon, non lo mostr�; chin� il capo, si tocc� le labbra con l'indice e il medio della mano destra, e disse con la sua voce flautata: �Atra estern� ono thelduin, Eragon Shur'tugal.�</p><empty-line/><p> Passando mentalmente all'antica lingua, Eragon ripet� il gesto con le dita e disse: �Atra du evar�nya ono varda, D�thedrvodhr.�</p><empty-line/><p> D�thedr disse, ancora nella sua lingua madre: �Sono lieto di vedere che stai bene, Ammazzaspettri. Arya Dr�ttningu ci ha informati della tua missione qualche giorno fa, e siamo stati molto in pensiero per la tua sorte e per quella di Saphira. Confido che sia andato tutto bene.�</p><empty-line/><p> �S�, ma ho incontrato un problema imprevisto e, se posso, vorrei consultarmi con la regina Islanzadi per chiederle il suo saggio parere.�</p><empty-line/><p> Gli occhi da gatto di D�thedr si ridussero a due fessure ancora pi� sottili e oblique, che gli diedero un'espressione feroce e indecifrabile. �So che non lo chiederesti se non fosse della massima importanza, Eragon-vodhr, ma attento: la corda troppo tesa di un arco pu� facilmente spezzarsi e ferire l'arciere, non solo scoccare la freccia... Se cos� ti aggrada, allora aspetta, e andr� a chiamare la regina.�</p><empty-line/><p> �Aspetter�. Ti sono riconoscente per l'aiuto, D�thedrvodhr.� Quando l'elfo volse le spalle allo specchio, Eragon fece una smorfia. Detestava il formalismo degli elfi, e detestava ancora di pi� la fatica d'interpretare le loro frasi enigmatiche. <emphasis>Voleva avvertirmi che fare piani e progetti alle spalle della regina � un passatempo pericoloso o che Islanzadi � una corda tesa pronta a spezzarsi? O voleva dire tutt'altra cosa?</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> Almeno sono riuscito a trovare gli elfi, </emphasis>pens� Eragon. Gli incantesimi di protezione degli elfi impedivano a chiunque di entrare nella Du Weldenvarden con espedienti magici, compresa l'arte della divinazione. Finch� gli elfi restavano confinati nelle proprie citt�, si poteva comunicare con loro solo inviando messaggeri nella foresta. Ma ora che gli elfi erano sul piede di guerra e avevano lasciato l'ombra dei pini dagli aghi neri, i loro incantesimi non li proteggevano pi� ed era possibile usare strumenti come lo specchio magico.</p><empty-line/><p> La sua ansia cresceva col passare dei minuti. �Andiamo� mormor�. Guard� da una parte e dall'altra per assicurarsi che nessuna persona o animale potesse coglierlo di sorpresa mentre era intento a fissare la pozza d'acqua.</p><empty-line/><p> Con un rumore di stoffa strappata, il lembo che chiudeva l'ingresso della tenda si lev� di colpo e la regina Islanzadi entr� come un turbine, fermandosi davanti allo specchio. Indossava un lucido corsaletto dorato a placche, arricchito da una cotta di maglia, un paio di schinieri e un elmo tempestato di opali e altre pietre preziose che le tratteneva la fluente chioma corvina. Un mantello rosso orlato di bianco le scendeva in ampie pieghe dalle spalle. Nella mano sinistra, Islanzadi impugnava una spada sguainata. Alla destra sembrava indossare un guanto cremisi, ma dopo un istante Eragon si accorse che quello che le ricopriva le dita e il polso era sangue.</p><empty-line/><p> La regina inarc� le sopracciglia oblique quando vide Eragon. Con quella espressione, la somiglianza con Arya era sorprendente, anche se la sua statura e il suo portamento erano molto pi� notevoli di quelli della figlia. Era bellissima e terribile, come una spaventosa dea guerriera.</p><empty-line/><p> Eragon si tocc� le labbra con le dita, poi volt� la mano destra portandola al petto, secondo il gesto degli elfi che indica lealt� e rispetto, e recit� la frase di esordio del saluto tradizionale, parlando per primo, com'era consuetudine nel rivolgersi a una persona di rango superiore. Islanzadi gli diede la risposta di rito, ed Eragon, nel tentativo di compiacerla e di dimostrarle che conosceva le loro usanze, concluse con la terza frase facoltativa del saluto: �E che la pace regni nel tuo cuore.�</p><empty-line/><p> La ferocia dell'atteggiamento di Islanzadi si mitig� un poco, e un debole sorriso le affior� sulle labbra, come se avesse intuito la manovra di Eragon per blandirla. �E nel tuo, Ammazzaspettri.� La sua voce bassa e corposa conteneva tracce del fruscio degli aghi di pino e del mormorio dei ruscelli e della musica suonata con flauti di canna. Rinfoder� la spada e si avvicin� a un tavolinetto da campo, dove si lav� il sangue dalla mano con l'acqua di una brocca. �La pace � cosa assai rara di questi tempi, temo.�</p><empty-line/><p> �La battaglia � stata dura, maest�?�</p><empty-line/><p> �Lo sar� presto. Il mio popolo si sta ammassando lungo il margine occidentale della Du Weldenvarden, dove ci prepariamo a uccidere o a essere uccisi restando vicini agli alberi che tanto amiamo. Siamo una razza dispersa e non marciamo in ranghi serrati e file ordinate come fanno gli altri... per non arrecare danno alla terra... perci� ci occorre del tempo per radunarci dagli angoli pi� remoti della foresta.�</p><empty-line/><p> �Capisco. Solo che...� Eragon cerc� un modo per porre la domanda senza suonare scortese. �Se la battaglia non � ancora cominciata, non posso fare a meno di chiedermi come mai la tua mano � sporca di sangue.�</p><empty-line/><p> Islanzadi si scroll� le goccioline d'acqua dalla mano, mostrandogli il perfetto avambraccio color ambra, e in quel momento Eragon si rese conto che era stata lei la modella per la scultura delle due braccia intrecciate all'ingresso della sua casa sull'albero a Ellesm�ra. �Non � pi� sporca. L'unica macchia che lascia il sangue su una persona si trova sulla sua anima, non sul suo corpo. Ho detto che la battaglia si far� pi� dura in un prossimo futuro, non che dobbiamo ancora cominciare.� Abbass� la manica della tunica fino al polso. Dalla cintura ingioiellata che le cingeva la vita sottile trasse un guanto intessuto di fili d'argento e se lo infil�. �Tenevamo sotto osservazione la citt� di Ceunon, perch� era nostra intenzione attaccare l� per prima cosa. Due giorni fa, i nostri ricognitori hanno individuato squadre di uomini e muli che da Ceunon puntavano verso la Du Weldenvarden. Abbiamo pensato che volessero raccogliere del legname ai margini della foresta, come spesso accade. � una pratica che tolleriamo, perch� sappiamo che gli umani hanno bisogno del legno, e gli alberi ai margini della foresta sono giovani e quasi al di l� della nostra sfera d'influenza, e perch� prima non avevamo mai voluto esporci. Le squadre per� non si sono fermate ai margini, ma si sono addentrate nella Du Weldenvarden, seguendo le piste lasciate dagli animali che evidentemente conoscevano bene. Cercavano gli alberi pi� alti e grossi... alberi antichi come Alaga�sia stessa, alberi che erano gi� vecchi e sviluppati quando i nani scoprirono il Farthen D�r. Quando li hanno trovati, hanno cominciato ad abbatterli.� La sua voce vibrava di collera. �Dai loro commenti, abbiamo compreso il motivo per cui erano l�. Galbatorix voleva impossessarsi degli alberi pi� grandi per ricostruire le macchine d'assedio e gli arieti perduti durante la battaglia delle Pianure Ardenti. Se le loro motivazioni fossero state pure e oneste, avremmo potuto perdonare la perdita di uno dei sovrani della nostra foresta. Magari anche due. Ma non ventotto.�</p><empty-line/><p> Eragon fu percorso da un brivido. �Che cosa avete fatto?� chiese, anche se sospettava di conoscere gi� la risposta.</p><empty-line/><p> Islanzadi alz� il mento con aria altera. �Io ero presente con due dei nostri ricognitori. Insieme abbiamo <emphasis>corretto </emphasis> l'errore degli umani. In passato gli abitanti di Ceunon si guardavano bene dall'infiltrarsi nel nostro territorio. Oggi abbiamo ricordato loro il perch�.� Con noncuranza si massaggi� la mano destra, come se le facesse male, mentre il suo sguardo vagava oltre lo specchio magico, perso in una propria visione. �Tu hai imparato, Eragon-finiarel, cosa significa toccare la forza vitale delle piante e degli animali intorno a te. Immagina quanto ti sarebbero cari se possedessi questa capacit� da secoli. Noi diamo noi stessi per sostenere la Du Weldenvarden, e la foresta � un'estensione dei nostri corpi e delle nostre menti. Qualunque offesa arrecata a lei � un'offesa arrecata a noi... Siamo un popolo lento all'ira, ma una volta provocati siamo come i draghi: la nostra collera non conosce limiti. Sono passati pi� di cento anni da quando io e la maggior parte degli elfi abbiamo versato sangue in battaglia. Il mondo ha dimenticato di cosa siamo capaci. La nostra forza pu� anche essersi attenuata dalla caduta dei Cavalieri, ma siamo di nuovo pronti a dare dimostrazione del nostro valore. Ai nostri nemici parr� che anche gli elementi si siano rivoltati contro di loro. Siamo una Razza Antica, e le nostre conoscenze e capacit� travalicano quelle dei mortali. Che Galbatorix e i suoi alleati stiano in guardia, poich� noi elfi stiamo per abbandonare la nostra foresta, per tornare da vincitori, o mai pi�.�</p><empty-line/><p> Eragon rabbrivid�. Perfino durante il suo duello con Durza, non aveva mai incontrato una simile determinazione e spietatezza. <emphasis>Non � umana, </emphasis>pens�, poi rise della propria ingenuit�. <emphasis>Certo che non lo �. E far� meglio a ricordarlo. Per quanto possiamo sembrare simili... e nel mio caso, quasi identici... noi non siamo uguali. </emphasis>�Se conquistate Ceunon� disse, �come farete a controllarne gli abitanti? Sono convinto che odiano l'Impero pi� della morte stessa, ma dubito che si fideranno di voi, se non altro perch� sono umani e voi elfi.�</p><empty-line/><p> Islanzadi agit� una mano. �� una questione insignificante. Una volta entrati nelle mura della citt�, abbiamo i nostri metodi per assicurarci che nessuno ci si opponga. Non � la prima volta che combattiamo la tua razza.� La regina si tolse l'elmo, e i capelli le ricaddero in lunghe ciocche nere che le incorniciarono il viso. �Non mi ha fatto piacere sapere della tua missione sull'Helgrind, ma posso dedurre che l'attacco si � gi� concluso, e con successo?�</p><empty-line/><p> �S�, Maest�.�</p><empty-line/><p> �Allora le mie obiezioni sono superflue. Comunque sia, Eragon Shur'tugal, ti avverto: non mettere a repentaglio la tua vita in altre simili imprese inutilmente pericolose. � crudele quanto sto per dirti, ma � pur sempre vero: la tua vita � molto pi� importante della felicit� di tuo cugino.�</p><empty-line/><p> �Avevo giurato a Roran di aiutarlo.�</p><empty-line/><p> �Vuol dire che i tuoi giuramenti sono avventati, e non consideri le conseguenze.�</p><empty-line/><p> �Avresti voluto che abbandonassi le persone a me care? Se lo avessi fatto, sarei diventato una persona spregevole e inaffidabile: un ben misero ricettacolo delle speranze di coloro che credono che in un modo o nell'altro sconfigger� Galbatorix. E poi finch� Katrina era ostaggio di Galbatorix, Roran era vulnerabile alle sue manipolazioni.�</p><empty-line/><p> La regina inarc� un sopracciglio sottile come un rasoio. �Una debolezza che avresti potuto impedire a Galbatorix di sfruttare se avessi insegnato a Roran certi giuramenti nella nostra lingua, la lingua della magia... Non ti sto consigliando di abbandonare i tuoi amici o la tua famiglia. Sarebbe pura follia. Ma cerca di tenere bene a mente la posta in gioco: l'integrit� di Alaga�sia. Se falliamo adesso, la tirannia di Galbatorix si estender� a tutte le razze, e il suo regno continuer�. Tu sei la punta della lancia dei nostri sforzi, e se la punta si spezza e va perduta, allora la nostra lancia rimbalzer� sull'armatura del nostro nemico, e tutti noi saremo perduti.�</p><empty-line/><p> Frammenti di licheni crepitarono sotto le dita di Eragon quando strinse l'orlo della roccia concava per reprimere l'impulso di rispondere acido che ogni guerriero degno di quel nome deve possedere una spada o qualche altra arma, oltre a una lancia. Era frustrato dalla piega che aveva preso la conversazione e desideroso di cambiare argomento pi� in fretta possibile; non aveva cercato la regina per farsi rimproverare come un bambino. D'altro canto, consentire all'impazienza di guidare le sue azioni non avrebbe giovato alla sua causa. Quindi mantenne la calma e rispose: �Ti prego di credere, Maest�, che prendo molto, molto sul serio le tue preoccupazioni. Posso soltanto dire che se non avessi aiutato Roran mi sarei sentito infelice quanto lui, e molto di pi� se Roran fosse andato a liberare Katrina da solo e fosse morto nell'impresa. In entrambi i casi, sarei stato troppo sconvolto per essere di aiuto a chiunque. Non possiamo almeno convenire che siamo in disaccordo sull'argomento? Nessuno dei due riuscir� a convincere l'altro.�</p><empty-line/><p> �Molto bene� disse Islanzadi. �Lasceremo la questione in sospeso... per il momento. Ma non credere di poter evitare un'altra indagine sulla tua decisione, Eragon Cavaliere dei Draghi. A mio avviso dimostri un atteggiamento infantile verso le tue maggiori responsabilit�, e questo � un problema serio. Ne parler� con Oromis; sar� lui a decidere che fare con te. Ma adesso dimmi, perch� hai voluto questa udienza?�</p><empty-line/><p> Eragon serr� la mascella pi� volte prima di riuscire a spiegare in tono civile gli eventi della giornata, le ragioni delle sue azioni in merito a Sloan e la punizione che aveva escogitato per il macellaio.</p><empty-line/><p> Quando ebbe finito, Islanzadi si volse di scatto e prese a misurare la tenda a lunghi passi, agili e flessuosi come quelli di una gatta, poi si ferm� e disse: �Hai scelto di restare indietro, nel cuore dell'Impero, per salvare la vita di un assassino traditore. Sei solo con quest'uomo, a piedi, senza viveri n� armi tranne la magia, e i tuoi nemici sono vicini. Vedo che i miei ammonimenti erano pi� che giustificati. Tu...�</p><empty-line/><p> �Maest�, se devi arrabbiarti con me, ti prego di farlo in un altro momento. Voglio risolvere la questione al pi� presto, cos� da poter riposare un po' prima dell'alba. Ho parecchie miglia da coprire domani.�</p><empty-line/><p> La regina annu�. �La tua sopravvivenza � ci� che pi� conta. D'accordo, mi arrabbier� dopo che avremo parlato... Quanto alla tua richiesta, una cosa del genere non ha precedenti nella nostra storia. Se fossi stata al tuo posto, avrei ucciso Sloan e mi sarei liberata del problema una volta per tutte.�</p><empty-line/><p> �So che lo avresti fatto. Una volta ho visto Arya uccidere un girfalco ferito, dicendo che la sua morte era inevitabile e preferiva risparmiargli ore di agonia. Forse avrei dovuto fare la stessa cosa con Sloan, ma non ho potuto. Credo che sarebbe stata una decisione di cui mi sarei pentito per il resto della mia vita, o peggio, che mi avrebbe reso pi� facile uccidere in futuro.�</p><empty-line/><p> Islanzadi sospir�, e all'improvviso parve molto stanca. Eragon ricord� che anche lei aveva combattuto quel giorno. �Oromis sar� anche stato il tuo maestro ufficiale, ma da come ti comporti dimostri di essere soprattutto un allievo di Brom. Anche lui si cacciava tutte le volte nelle situazioni pi� complicate, proprio come fai tu. Sempre smanioso di trovare le sabbie mobili pi� insidiose per tuffartici dentro.�</p><empty-line/><p> Eragon nascose un sorriso, lusingato dal paragone. �E Sloan?� chiese. �Il suo destino � nelle tue mani, adesso.�</p><empty-line/><p> Lentamente, Islanzadi sedette su uno sgabello accanto al tavolino da campo, pos� le mani in grembo e guard� un lato dello specchio magico. I suoi gesti si fecero enigmatici: una splendida maschera imperturbabile che nascondeva pensieri e sentimenti impossibili da decifrare, per quanto Eragon si sforzasse. Alla fine la regina parl�. �Poich� ti � sembrato giusto risparmiare la vita di quest'uomo, correndo non pochi rischi e a costo di enorme fatica, non posso negarti ci� che mi hai chiesto per non vanificare il tuo sacrificio. Se Sloan sopravviver� al cimento che hai previsto per lui, allora Gilderien il Saggio gli permetter� di passare, ed egli avr� vitto e alloggio. Di pi� non posso prometterti, perch� ci� che accadr� dopo dipender� da Sloan stesso. Ma se le condizioni che hai stabilito saranno rispettate, allora s�, daremo luce alle sue tenebre.�</p><empty-line/><p> �Ti ringrazio, Maest�. Sei molto generosa.�</p><empty-line/><p> �No, non generosa. Questa guerra non mi consente di essere generosa; sono soltanto concreta. Vai e fa' quello che devi, ma sii prudente, Eragon Ammazzaspettri.�</p><empty-line/><p> �Maest�.� Eragon s'inchin�. �Se posso chiederti un ultimo favore... Vorresti tenere il segreto su di me con Arya, Nasuada e il resto dei Varden? Non voglio che si preoccupino per me pi� di quanto non sia necessario, e comunque avranno presto mie notizie da Saphira.�</p><empty-line/><p> �Prender� in considerazione la tua richiesta.�</p><empty-line/><p> Eragon aspett�, ma quando la regina rimase in silenzio e fu chiaro che non intendeva annunciare la propria decisione, s'inchin� una seconda volta e disse ancora: �Ti ringrazio.�</p><empty-line/><p> L'immagine splendente sulla superficie dell'acqua tremol� e scomparve quando Eragon pose fine all'incantesimo usato per crearla. Si accoccol� sui talloni e alz� lo sguardo verso la miriade di stelle per riabituare gli occhi al loro fioco chiarore. Poi si allontan� dalla roccia e ripercorse il cammino fra erba e cespugli fino al bivacco, dove Sloan sedeva ancora impettito e rigido come una statua di marmo.</p><empty-line/><p> Eragon urt� un ciottolo con un piede e il rumore annunci� la sua presenza. Il macellaio volse la testa di scatto, come un uccello spaventato. �Hai preso la tua decisione?� chiese.</p><empty-line/><p> �S� rispose Eragon. Si ferm� e si accovacci� davanti all'uomo, posando una mano per terra per sostenersi. �Ascoltami bene, perch� non lo ripeter�. Hai fatto quello che hai fatto per amore di Katrina, o almeno cos� dici. Che tu lo ammetta o no, io sono convinto che c'erano altre ragioni per volerla tenere separata da Roran: rabbia, odio, vendetta, e il tuo profondo cordoglio.�</p><empty-line/><p> Le labbra di Sloan divennero due sottili linee esangui. �Ti sbagli.�</p><empty-line/><p> �No, non credo. Dato che la mia coscienza m'impedisce di ucciderti, la tua punizione sar� la pi� terribile che sono riuscito a concepire escludendo la morte. Sono convinto che quello che hai detto prima � vero, che Katrina per te � pi� importante di qualsiasi altra cosa. Perci� la tua punizione sar� non vedere o toccare tua figlia e non parlarle mai pi� fino alla fine dei tuoi giorni, e vivere sapendo che lei � con Roran e che sono felici insieme, senza di te.�</p><empty-line/><p> Sloan inspir� a denti stretti. �Questa � la punizione? Ha! Non puoi applicarla: non hai prigione dove rinchiudermi.�</p><empty-line/><p> �Non ho finito. L'applicher� facendoti giurare nella lingua degli elfi, la lingua della verit� e della magia, di osservare i termini della tua condanna.�</p><empty-line/><p> �Non puoi costringermi a dare la mia parola� ringhi� Sloan. �Nemmeno se mi torturi.�</p><empty-line/><p> �Posso, invece, e senza torturarti. In pi� ti imporr� il desiderio irrefrenabile di viaggiare verso nord finch� non raggiungerai la citt� elfica di Ellesm�ra, nel cuore della Du Weldenvarden. Potrai cercare di resistere all'impulso, se vuoi, ma per quanto tu ti opponga, l'incantesimo ti irriter� come un prurito irrefrenabile finch� non gli obbedirai e arriverai nel regno degli elfi.�</p><empty-line/><p> �Non hai il coraggio di uccidermi con le tue mani?� esclam� Sloan. �Sei troppo vigliacco per tagliarmi la gola, cos� mi farai vagare cieco e smarrito in questa terra desolata finch� le intemperie o le bestie non mi uccideranno?� Sput� alla sinistra di Eragon. �Non sei altro che la feccia degenere di un caprone ulceroso. Sei un bastardo, sei un cane rognoso; uno zotico incrostato di letame; una carogna vomitevole, un rospo velenoso; prole deforme e grufolante di una lurida scrofa. Non ti darei la mia ultima briciola di pane se stessi morendo di fame, una goccia d'acqua se stessi bruciando, n� una sepoltura da mendicante se fossi morto. Hai una poltiglia putrefatta al posto del midollo e funghi guasti al posto del cervello. Sei soltanto un moccioso senza nerbo!�</p><empty-line/><p> Eragon pens� che c'era qualcosa di oscenamente affascinante in quella serie di insulti, ma la sua ammirazione non gli imped� di provare il desiderio di strangolare il macellaio, o almeno di rispondergli a tono. Lo fren� il sospetto che Sloan stesse cercando di farlo infuriare di proposito, affinch� uno scatto d'ira lo spingesse a dargli una morte rapida e immeritata.</p><empty-line/><p> Invece disse: �Sar� anche un bastardo, ma non un assassino.� Sloan trasse un rapido respiro, ma prima che potesse riprendere il suo torrente di insulti, Eragon aggiunse: �Ovunque andrai, non sentirai la fame, e le bestie selvatiche non ti attaccheranno. Evocher� speciali incantesimi intorno a te, che impediranno a uomini e animali di molestarti e costringeranno gli animali a darti sostentamento quando ne avrai bisogno.�</p><empty-line/><p> �Non puoi farlo� mormor� Sloan. Perfino nello scarso chiarore delle stelle, Eragon vide che gli ultimi residui di colore svanivano dal suo viso, lasciandolo pallido come uno straccio. �Non hai i mezzi. Non hai il diritto.�</p><empty-line/><p> �Io sono un Cavaliere dei Draghi. Ho gli stessi diritti di un re o di una regina.�</p><empty-line/><p> Poi Eragon, che non aveva alcun interesse a prolungare la conversazione con Sloan, pronunci� il vero nome del macellaio a voce abbastanza alta perch� l'altro potesse udirlo. Un'espressione di orrore e scoperta deform� il volto di Sloan, che gett� le braccia al cielo e ulul� come se lo avessero pugnalato. Il suo grido risuon� indifeso, rauco e disperato: il grido di un uomo condannato per sua stessa natura a un destino a cui non poteva sfuggire. Ricadde in avanti sulle mani e rimase in quella posizione a singhiozzare, il volto coperto dai capelli scarmigliati.</p><empty-line/><p> Eragon lo osserv�, sconvolto dalla sua reazione. <emphasis>Conoscere il proprio vero nome fa questo effetto a tutti? Anche a me succeder� lo stesso?</emphasis></p><empty-line/><p> Poi chiuse il cuore davanti alla disperazione di Sloan e si accinse a fare quanto aveva detto. Ripet� il vero nome di Sloan e parola per parola istru� il macellaio sui giuramenti nell'antica lingua, per assicurarsi che Sloan non avrebbe mai pi� incontrato o cercato di incontrare Katrina. Sloan si oppose con lacrime e gemiti, digrignando i denti, ma per quanto lottasse non poteva far altro che obbedire ogni volta che Eragon invocava il suo vero nome. E quando ebbero finito con i giuramenti, Eragon evoc� i cinque incantesimi che avrebbero guidato Sloan verso Ellesm�ra, lo avrebbero protetto dalla violenza e avrebbero indotto gli uccelli e gli animali e i pesci che vivevano nei laghi e nei fiumi a nutrirlo. Eragon formul� gli incantesimi in maniera tale che traessero energia da Sloan e non da se stesso.</p><empty-line/><p> La mezzanotte era un ricordo sbiadito quando Eragon concluse l'ultimo sortilegio. Ebbro di stanchezza, si appoggi� al bastone di biancospino. Sloan giaceva raggomitolato ai suoi piedi.</p><empty-line/><p> �Finito� disse Eragon.</p><empty-line/><p> Un gorgoglio lamentoso si lev� dalla figura accasciata. Sembrava che Sloan volesse dire qualcosa. Accigliato, Eragon s'inginocchi� al suo fianco. Le guance di Sloan erano macchiate di rosso dove si era scorticato a sangue con le unghie. Gli colava il naso e le lacrime gli scorrevano dall'angolo dell'orbita sinistra, la meno sfregiata delle due. Eragon fu preso da un profondo senso di colpa e di compassione: non gli dava alcun piacere vedere Sloan in quello stato. Era un uomo distrutto, privato di tutto quello che riteneva prezioso nella vita, comprese le sue illusioni, ed era stato Eragon a distruggerlo. Si sentiva sporco, come se avesse fatto qualcosa di vergognoso. <emphasis>� stato necessario, </emphasis>pens�, <emphasis>ma nessuno dovrebbe essere costretto a fare quello che ho fatto io.</emphasis></p><empty-line/><p> Un altro gemito proruppe dalle labbra di Sloan, poi l'uomo disse: �... solo un pezzo di corda. Non volevo... Ismira... No, no, per favore, no...� I rantoli del macellaio si spensero, e nel silenzio Eragon pos� la mano sul braccio di Sloan, che si irrigid� a quel contatto. �Eragon� mormor�. �Eragon... sono cieco, e tu mi mandi a vagare da solo in questa terra desolata. Sono un reietto e uno spergiuro. So chi sono e non posso sopportarlo. Aiutami... uccidimi! Liberami da questa agonia.�</p><empty-line/><p> D'impulso, Eragon pose il ramo di biancospino nella mano destra di Sloan e disse: �Prendi il mio bastone. Ti guider� nel tuo viaggio.�</p><empty-line/><p> �Uccidimi!�</p><empty-line/><p> �No.�</p><empty-line/><p> Un grido spezzato sgorg� dalla gola di Sloan, mentre si agitava e tempestava di pugni il terreno. �Sei crudele, crudele!� Senza pi� energie, il macellaio si raggomitol� ancora di pi�, ansimando e piangendo.</p><empty-line/><p> Chino su Sloan, Eragon avvicin� la bocca all'orecchio del macellaio e mormor�: �Non sono crudele, perci� ti do una speranza. Se raggiungerai Ellesm�ra, troverai una casa che ti aspetta. Gli elfi si prenderanno cura di te e ti permetteranno di fare ci� che vorrai per il resto della tua vita, ma a un patto: una volta entrato nella Du Weldenvarden, non potrai pi� uscirne... Sloan, ascoltami. Quando ero tra gli elfi, ho imparato che il vero nome di una persona pu� cambiare col tempo. Capisci cosa significa? Ci� che sei non � fissato per l'eternit�. Un uomo pu� rinnovarsi, se solo lo vuole.�</p><empty-line/><p> Sloan non rispose.</p><empty-line/><p> Eragon gli lasci� il bastone accanto. And� dall'altra parte del bivacco e si distese. Con gli occhi gi� chiusi, mormor� un incantesimo che lo destasse all'alba e poi si concesse di scivolare nell'abbraccio consolante del suo riposo vigile.</p><p>La Landa Grigia era fredda, buia e inospitale quando un basso ronzio risuon� nella mente di Eragon. �Letta� disse, e il rumore cess�. Gemendo mentre si stiracchiava i muscoli indolenziti, si alz� e lev� le braccia sopra la testa, scrollandole per far circolare il sangue. La schiena gli faceva cos� male che si augur� di non dover essere costretto a brandire un'arma troppo presto. Abbass� le braccia e guard� verso Sloan.</p><p>Il macellaio se n'era andato.</p><empty-line/><p> Eragon sorrise nel vedere una serie di orme, accompagnate dall'impronta rotonda della punta del bastone, che si allontanavano dal bivacco. Le tracce erano confuse e incerte, ma puntavano a nord, verso la grande foresta degli elfi.</p><empty-line/><p><emphasis>Gli auguro di farcela, </emphasis>pens� Eragon, stupito di s�. <emphasis>Gli auguro di farcela, perch� vorr� dire che tutti possiamo avere un'occasione per redimerci dai nostri errori. E se Sloan riuscir� a purificare il carattere dai suoi difetti e a riscattarsi dal male che ha fatto, scoprir� che la sua situazione non � disperata come crede. </emphasis>Perch� Eragon non aveva detto a Sloan che se avesse dimostrato di pentirsi sinceramente dei suoi crimini, se avesse modificato il suo comportamento e fosse vissuto come una persona migliore, la regina Islanzadi avrebbe ordinato ai suoi stregoni di restituirgli la vista. Tuttavia era una ricompensa che Sloan doveva meritare senza sapere della sua esistenza, altrimenti avrebbe potuto indurre gli elfi a concedergliela anzitempo.</p><empty-line/><p> Eragon guard� ancora un po' le impronte, poi spost� lo sguardo sull'orizzonte e disse: �Buona fortuna.�</p><empty-line/><p> Stanco ma soddisfatto, volse le spalle alle orme di Sloan e cominci� a correre per la Landa Grigia. Sapeva che a sud-ovest si trovavano le antiche formazioni di arenaria dove Brom riposava in pace nel suo sepolcro di diamante. Avrebbe voluto fare una deviazione per andare a rendergli omaggio, ma non os�, perch� se Galbatorix aveva scoperto quel luogo, di certo aveva mandato i suoi agenti anche l� in cerca di Eragon.</p><empty-line/><p> �Torner� disse. �Te lo prometto, Brom: un giorno torner�.�</p><empty-line/><p> E continu� a correre.</p><p><strong>&#x2666; &#x2666; &#x2666;</strong></p><empty-line/><p><strong> LA PROVA DEI LUNGHI COLTELLI </strong></p><empty-line/><p> �Ma siamo la tua gente!�</p><p>Fadawar, un uomo alto, il naso affilato e la pelle scura, parlava con lo stesso accento forte e con le vocali alterate che Nasuada ricordava di aver sentito durante la sua infanzia nel Farthen D�r, quando arrivavano gli emissari della trib� di suo padre e lei sedeva sonnecchiando sulle gambe di Ajihad mentre gli uomini parlavano e fumavano erba di cardo.</p><p>Nasuada alz� lo sguardo su Fadawar, rimpiangendo di non essere almeno sei pollici pi� alta per poter guardare negli occhi il condottiero e i suoi quattro attendenti. Era abituata a stare fra uomini che torreggiavano su di lei, ma la sconcertava il fatto di trovarsi in un gruppo di persone con la pelle del suo stesso colore. Era un'esperienza nuova, non essere oggetto degli sguardi curiosi e dei commenti sussurrati della gente.</p><p>Era in piedi davanti allo scranno intagliato dove teneva udienza - una delle pochissime vere sedie che i Varden avevano portato con s� nel corso della campagna militare - nel rosso padiglione di comando. Il sole stava per tramontare e i suoi raggi obliqui filtravano da un vetro istoriato, colorando ogni cosa di un'intensa sfumatura cremisi. Un tavolo lungo e basso, coperto di documenti e mappe, occupava met� del padiglione.</p><p>Appena fuori dall'ingresso, Nasuada sapeva che i sei elementi della sua guardia personale - due umani, due nani e due Urgali - aspettavano con le armi sguainate, pronti ad attaccare al minimo segnale di pericolo. J�rmundur, il suo ufficiale pi� anziano e fidato, le aveva assegnato delle guardie personali dal giorno stesso in cui Ajihad era morto, per� mai cos� tante e per tanto tempo. Il giorno dopo la battaglia delle Pianure Ardenti, J�rmundur aveva espresso una profonda e assillante preoccupazione per la sua sicurezza, una preoccupazione, sosteneva, che spesso lo teneva sveglio di notte, con i bruciori di stomaco. Dato che un sicario aveva cercato di ucciderla ad Aberon, e Murtagh era riuscito nell'intento con re Rothgar meno di una settimana prima, era opinione di J�rmundur che Nasuada dovesse istituire un reparto speciale per proteggere se stessa. Lei aveva obiettato che una tale misura era esagerata, ma J�rmundur non aveva voluto sentire ragioni: aveva minacciato di lasciare il proprio incarico se lei si fosse rifiutata di adottare quelle che lui riteneva le dovute precauzioni. Alla fine Nasuada aveva capitolato, ma solo per passare tutta l'ora seguente a discutere sul numero di guardie del reparto. J�rmundur ne avrebbe volute dodici o anche di pi�, al suo servizio ventiquattr'ore su ventiquattro, mentre lei ne voleva quattro o anche meno. Si accordarono per sei, che a Nasuada sembravano comunque troppe. Temeva di apparire pavida, o peggio, di voler intimidire coloro che le si avvicinavano. Ma ancora una volta le sue proteste caddero nel vuoto. Quando accus� J�rmundur di essere un vecchio fifone cocciuto, lui si mise a ridere e ribatt�: �Meglio un vecchio fifone cocciuto che un giovane temerario morto prima del tempo.�</p><p>Dato che i membri della guardia cambiavano ogni sei ore, in tutto i guerrieri impegnati a proteggere Nasuada erano trentaquattro, compresi i dieci supplementari a disposizione per sostituire i compagni in caso di malattia, ferite o morte.</p><p>Era Nasuada che aveva insistito per reclutare gli elementi da tutte e tre le razze mortali schierate contro Galbatorix. La sua speranza era di accrescere la solidariet� fra di loro, e di trasmettere l'idea che lei rappresentava gli interessi di tutte le razze sotto il suo comando, non solo degli umani. Avrebbe incluso anche gli elfi, ma al momento Arya era l'unica elfa che combatteva con i Varden e i loro alleati, e i dodici maghi che Islanzadi aveva inviato a proteggere Eragon dovevano ancora arrivare. Con grande disappunto aveva notato che gli umani e i nani mostravano ostilit� nei riguardi dei colleghi Urgali, una reazione che aveva previsto ma non era stata capace di evitare o mitigare. Sapeva che ci voleva ben pi� di una battaglia condivisa per alleggerire le tensioni fra razze che si erano combattute e odiate per pi� generazioni di quante se ne potessero contare. Per� trovava incoraggiante il fatto che i guerrieri del reparto avessero deciso di chiamarsi Falchineri, un gioco di parole che si riferiva sia al colore della sua pelle sia al fatto che gli Urgali la chiamavano Lady Furianera.</p><p>Davanti a J�rmundur non lo avrebbe mai ammesso, ma Nasuada aveva ben presto cominciato ad apprezzare il senso di sicurezza che le infondevano le guardie. Oltre a essere esperti nell'uso delle armi da loro scelte - spade per gli umani, asce per i nani, e un variegato assortimento di curiosi armamenti per gli Urgali - molti guerrieri erano anche maghi provetti. E le avevano tutti giurato lealt� imperitura nell'antica lingua. Dal giorno in cui i Falchineri avevano assunto l'incarico non avevano mai lasciato Nasuada da sola con un'altra persona, fatta eccezione per Farica, la sua cameriera.</p><p>Almeno fino a quel momento.</p><empty-line/><p> Nasuada li aveva fatti uscire dal padiglione perch� sapeva che il suo incontro con Fadawar avrebbe potuto condurre a uno spargimento di sangue che il loro senso del dovere li avrebbe indotti a prevenire. Tuttavia non era del tutto disarmata. Aveva un pugnale nascosto fra le pieghe dell'abito e un coltello pi� piccolo infilato nel corpetto della sottoveste. E poi c'era Elva, la bambina veggente, celata da un pannello di stoffa dietro lo scranno di Nasuada, pronta a intervenire se necessario.</p><empty-line/><p> Fadawar batt� impaziente il suo scettro sul terreno. L'asta cesellata, alta quattro piedi, era d'oro massiccio, come tutto il resto del suo straordinario assortimento di gioielli: fasce d'oro gli coprivano gli avambracci; un pettorale d'oro martellato gli proteggeva il torace; lunghe e pesanti catene d'oro gli pendevano al collo; dischi d'oro bianco lavorati a sbalzo gli allungavano i lobi delle orecchie; e sulla testa troneggiava una corona d'oro sfavillante di tali proporzioni che Nasuada non pot� fare a meno di domandarsi come facesse il collo di Fadawar a sopportare quel peso senza ingobbirsi e in che modo quel monumentale pezzo di architettura restasse fermo al suo posto. Sembrava che avessero dovuto imbullonare l'enorme struttura, alta almeno due piedi e mezzo, al suo piedistallo d'osso per impedirle di crollare.</p><empty-line/><p> Gli uomini di Fadawar erano abbigliati allo stesso modo, anche se con meno opulenza. L'oro che ostentavano serviva a proclamare non soltanto la loro ricchezza ma anche la posizione sociale e le gesta compiute, come pure la maestria dei famosi artigiani della loro trib�. Che fossero nomadi o cittadini, i popoli dalla pelle nera di Alaga�sia erano da tempo rinomati per la qualit� della loro arte orafa, che al suo meglio rivaleggiava con quella dei nani.</p><empty-line/><p> Anche Nasuada possedeva alcuni pezzi pregiati, ma aveva scelto di non indossarli. Il suo misero vestiario non poteva competere con lo splendore di Fadawar. Per giunta, credeva non fosse prudente affiliarsi con un gruppo in particolare, per quanto fosse ricco o influente, quando doveva trattare e parlare con tutte le diverse fazioni dei Varden. Se avesse dimostrato parzialit� verso l'uno o l'altro gruppo, avrebbe minato la propria capacit� di controllarli tutti.</p><empty-line/><p> Ed era questo il principale argomento di discussione con Fadawar.</p><empty-line/><p> Fadawar batt� ancora una volta lo scettro per terra. �Il sangue � la cosa pi� importante! Prima vengono le responsabilit� verso la famiglia, poi verso la trib�, poi verso il capo militare, poi verso gli dei del cielo e della terra, e dopo, soltanto dopo, verso il tuo re e la tua nazione, se li hai. Cos� Unulukuna ha voluto che vivessero gli uomini, ed � cos� che dobbiamo vivere se vogliamo essere felici. Sei cos� sfrontata da voler sputare sulle scarpe del Vegliardo? Se un uomo non aiuta la sua famiglia, da chi potr� sperare di ricevere aiuto? Gli amici vanno e vengono, ma la famiglia � per sempre.�</p><empty-line/><p> �Tu mi chiedi� replic� Nasuada �di concedere incarichi di prestigio ai tuoi uomini perch� sei cugino di mia madre e perch� mio padre � nato fra di voi. Sarei ben felice di accontentarti se i tuoi uomini sapessero ricoprire quelle posizioni meglio di chiunque altro fra i Varden, ma niente di ci� che hai detto finora mi ha convinta. E prima che tu faccia ancora sfoggio della tua aurea eloquenza, sappi che i tuoi appelli al nostro legame di sangue non hanno senso per me. Prenderei in maggior considerazione la tua richiesta se avessi fatto qualcosa di concreto per sostenere mio padre, invece di limitarti a mandare nel Farthen D�r ninnoli d'oro e vuote promesse. Soltanto ora che ho vinto e che la mia influenza � cresciuta ti sei fatto avanti. Be', i miei genitori sono morti, e io dico che non ho famiglia se non me stessa. Voi siete la mia gente, s�, ma niente di pi�.�</p><empty-line/><p> Gli occhi di Fadawar si ridussero a due fessure. Lev� il mento e disse: �L'orgoglio di una donna � sempre insensato. Fallirai senza il nostro appoggio.�</p><empty-line/><p> Fadawar era passato alla propria lingua nativa, costringendo Nasuada a rispondere allo stesso modo. Lo odi� per questo. L'eloquio stentato e i toni incerti mettevano in risalto la sua scarsa dimestichezza con la lingua d'origine, segno che non era cresciuta nella loro trib� ed era un'estranea. Una manovra volta a screditare la sua autorit�. �I nuovi alleati sono sempre bene accetti� disse Nasuada. �Tuttavia non posso indulgere in favoritismi, n� tu dovresti averne bisogno. I tuoi uomini sono prodi e valorosi, perfettamente in grado di scalare i ranghi dei Varden senza dover dipendere dalla carit� degli altri. Siete forse cani affamati che implorano gli avanzi della mia tavola, o siete uomini capaci di sfamarsi da soli? Se ne siete capaci, allora non vedo l'ora di lavorare con voi per migliorare la compagine dei Varden e sconfiggere Galbatorix.�</p><empty-line/><p> �Bah!� esclam� Fadawar. �La tua offerta � falsa come te. Noi non faremo il lavoro dei servi: noi siamo gli eletti. Tu ci insulti. Te ne stai l� a sorridere, ma il tuo cuore � pieno di veleno di scorpione.�</p><empty-line/><p> Nasuada represse un moto di rabbia e cerc� di rabbonire il condottiero. �Non intendevo offenderti. Stavo solo cercando di spiegare la mia posizione. Non nutro alcuna animosit� nei riguardi delle trib� nomadi, n� alcun affetto particolare. � una cosa tanto disdicevole?�</p><empty-line/><p> �� peggio che disdicevole, � tradimento bello e buono! Tuo padre ci ha fatto certe richieste sulla base della nostra parentela, e adesso tu ignori i nostri servigi e ci tratti come poveri mendicanti!�</p><empty-line/><p> Nasuada si rassegn�. <emphasis>E cos� Elva aveva ragione... � inevitabile, </emphasis>pens�. Un brivido di paura e di eccitazione la percorse. <emphasis>Se cos� dev'essere, allora non ho pi� alcun motivo di continuare questa farsa. </emphasis>Alzando la voce perch� risuonasse forte e chiara, dichiar�: �Richieste che non avete assolutamente onorato.�</p><empty-line/><p> �Invece s�!�</p><empty-line/><p> �Non � vero. Ma se anche lo fosse, la posizione dei Varden � troppo precaria perch� io vi dia qualcosa in cambio di niente. Tu mi chiedi dei favori, ma allora dimmi, cos'hai da offrirmi in cambio? Finanzierai la causa dei Varden col vostro oro e i vostri gioielli?�</p><empty-line/><p> �Non direttamente, ma...�</p><empty-line/><p> �Mi concederai i tuoi artigiani senza che debba pagarti nessun compenso?�</p><empty-line/><p> �Non possiamo...�</p><empty-line/><p> �E allora come intendi guadagnarti questi favori? Non puoi pagarmi con i tuoi guerrieri: i tuoi uomini gi� combattono per me, che siano fra i Varden o nell'esercito di re Orrin. Accontentati di quello che hai, capitano, e non pretendere niente di pi� di quanto ti spetta.�</p><empty-line/><p> �Tu stravolgi la verit� per i tuoi scopi egoistici. Io pretendo quello che mi spetta! Ecco perch� sono qui. Continui a parlare, ma le tue parole sono vuote, mentre con le tue azioni ci tradisci!� I bracciali d'oro tintinnarono mentre gesticolava, come se si stesse rivolgendo a un pubblico di migliaia di persone. �Tu ammetti che siamo la tua gente. Dunque segui ancora le nostre tradizioni e veneri ancora i nostri dei?�</p><empty-line/><p><emphasis>Ci siamo, </emphasis>pens� Nasuada. Avrebbe potuto mentire e dire che aveva abbandonato le vecchie usanze, ma se l'avesse fatto, i Varden avrebbero perduto le trib� di Fadawar, e anche le altre comunit� nomadi, una volta che si fosse sparsa la voce. <emphasis>Abbiamo bisogno di loro. Ci serve ogni singolo uomo a disposizione se vogliamo avere una minima possibilit� di sconfiggere Galbatorix.</emphasis></p><empty-line/><p> �S� rispose.</p><empty-line/><p> �Allora io dichiaro che sei inadatta a guidare i Varden e, com'� mio diritto, ti sfido alla Prova dei Lunghi Coltelli. Se vinci, ci inchineremo davanti a te e non metteremo mai pi� in discussione la tua autorit�. Ma se perdi dovrai farti da parte, e io prender� il tuo posto come capo dei Varden.�</p><empty-line/><p> Nasuada not� lo scintillio di avidit� negli occhi di Fadawar. <emphasis>� sempre stato questo il suo obiettivo, </emphasis>pens�. <emphasis> Avrebbe invocato la prova anche se avessi accettato le sue richieste. </emphasis>Ad alta voce disse: �Forse ricordo male, ma mi pare che la tradizione dica che il vincitore assumer� il comando delle trib� dell'avversario, oltre a mantenere la propria carica. O mi sbaglio?� Per poco non scoppi� a ridere quando vide l'espressione sgomenta sul volto di Fadawar. <emphasis>Non ti aspettavi che lo sapessi, vero?</emphasis></p><empty-line/><p> �Non ti sbagli.�</p><empty-line/><p> �Allora accetto la tua sfida, a patto che, se vinco, la tua corona e il tuo scettro diventino miei. D'accordo?�</p><empty-line/><p> Fadawar aggrott� la fronte e annu�. �D'accordo.� Batt� lo scettro per terra con una tale violenza che per un istante l'asta rimase in piedi da sola, poi afferr� il primo bracciale del polso sinistro e cominci� a sfilarlo.</p><empty-line/><p> �Aspetta� disse Nasuada. Si avvicin� al tavolo che occupava l'altra met� del padiglione, prese una campanella d'ottone e la suon� due volte. Fece una pausa, e poi la suon� altre quattro volte.</p><empty-line/><p> Dopo appena un paio di secondi, Farica entr� nella tenda. Squadr� gli ospiti di Nasuada da capo a piedi, poi fece un inchino e disse: �S�, mia signora?�</p><empty-line/><p> Nasuada fece un cenno a Fadawar. �Adesso possiamo procedere.� Poi si rivolse alla cameriera: �Aiutami a togliere il vestito. Non voglio sciuparlo.�</p><empty-line/><p> L'anziana donna fu turbata dalla richiesta. �Qui, mia signora? Davanti a questi... uomini?�</p><empty-line/><p> �S�, qui. E sbrigati! Non ho alcuna intenzione di mettermi a discutere con una serva.� Si rese conto di essere stata sgarbata, ma il cuore le batteva fortissimo ed era diventata incredibilmente, terribilmente sensibile: la sottoveste di morbido lino le sembrava ruvida come un sacco di iuta. Non era il momento per dare prova di pazienza e cortesia. La sua attenzione adesso era tutta concentrata sulla prova imminente.</p><empty-line/><p> Nasuada rimase immobile mentre Farica scioglieva le stringhe del suo abito, che partivano dalle scapole e arrivavano fino alle reni. Una volta allentate le stringhe, Farica aiut� Nasuada a sfilare le braccia dalle maniche, e il guscio di tessuto drappeggiato le ricadde ai piedi, lasciandola seminuda, coperta appena dalla candida sottoveste. Nasuada ricacci� indietro un brivido mentre i quattro guerrieri la osservavano, sentendosi vulnerabile sotto i loro sguardi cupidi. Li ignor� e fece un passo avanti, scavalcando il vestito che Farica si affrett� a raccogliere dalla polvere.</p><empty-line/><p> Di fronte a Nasuada, Fadawar era intento a sfilarsi tutti i pesanti bracciali d'oro, rivelando le maniche ricamate della camicia. Quando ebbe finito, si tolse la massiccia corona dalla testa e la porse a uno degli attendenti.</p><empty-line/><p> Voci da fuori interruppero i preparativi. Un giovane araldo - si chiamava Jarsha, ricord� Nasuada - entr� nel padiglione e si ferm� a due passi dall'ingresso, annunciando: �Re Orrin del Surda, J�rmundur dei Varden, Trianna del Du Vrangr Gata, e Naako e Ramusewa della trib� Inapashunna.� Per tutto il tempo, Jarsha tenne lo sguardo debitamente rivolto al soffitto, poi gir� sui tacchi e al suo posto entr� il gruppo che aveva annunciato, con re Orrin in testa. Il re vide Fadawar per primo e lo salut� dicendo: �Ah, capitano, questa s� che � una sorpresa... Confido che tu e...� S'interruppe sbalordito nel vedere Nasuada. �Ma... che significa tutto questo?�</p><empty-line/><p> �Vorrei saperlo anch'io� borbott� J�rmundur, stringendo l'elsa della spada e fissando accigliato chiunque osasse guardarla in maniera troppo sfacciata.</p><empty-line/><p> �Vi ho convocati qui� disse Nasuada �per assistere in qualit� di testimoni alla Prova dei Lunghi Coltelli tra me e Fadawar, e per riferire in seguito, a chiunque voglia saperlo, l'esito del confronto.�</p><empty-line/><p> I due membri anziani della trib� Inapashunna, Naako e Ramusewa, parvero allarmati dalla rivelazione; con le teste vicine, cominciarono a confabulare tra di loro. Trianna incroci� le braccia - rivelando la spirale d'oro a forma di serpente che le cingeva il polso sottile - ma non trad� altra emozione. J�rmundur lanci� un'imprecazione e disse: �Hai smarrito il senno, mia signora? Questa � follia. Non puoi...�</p><empty-line/><p> �Posso, e lo far�.�</p><empty-line/><p> �Mia signora, se lo fai, allora io...�</p><empty-line/><p> �Prendo atto del tuo dissenso, ma la mia decisione � irrevocabile. E proibisco a chiunque di interferire.� Nasuada intu� che J�rmundur aveva una gran voglia di disobbedirle, ma per quanto desiderasse proteggerla, la lealt� era sempre stata la caratteristica pi� spiccata del suo ufficiale.</p><empty-line/><p> �Ma Nasuada� disse re Orrin, �questa prova non � quella in cui...�</p><empty-line/><p> �S�, � quella.�</p><empty-line/><p> �Maledizione, allora! Ritirati da questa follia sconsiderata. Deve averti dato di volta il cervello per...�</p><empty-line/><p> �Ho gi� dato la mia parola a Fadawar.�</p><empty-line/><p> L'atmosfera nel padiglione si fece pesante come una coltre di velluto. Il fatto che Nasuada avesse dato la sua parola significava che non poteva rimangiarsi la promessa senza passare per una spergiura, una persona abietta che gli uomini d'onore avrebbero soltanto potuto maledire e mettere al bando. Orrin esit� un istante, poi insistette. �A quale scopo? Voglio dire, se perdi...�</p><empty-line/><p> �Se perdo, i Varden non risponderanno pi� a me, ma a Fadawar.�</p><empty-line/><p> Nasuada si era aspettata un coro di proteste. Invece segu� un silenzio in cui la collera ardente che animava i lineamenti di re Orrin si raffredd�, si stemper� e acquist� una qualit� tagliente. �Non gradisco affatto la tua scelta di mettere a repentaglio la nostra causa.� A Fadawar disse: �Non vorresti ripensarci e liberare Nasuada dal suo impegno? Ti ricompenser� profumatamente se accetti di abbandonare questa tua malsana ambizione.�</p><empty-line/><p> �Sono gi� ricco quanto mi basta� replic� Fadawar. �Non ho bisogno del tuo oro di bassa lega. No, non c'� nulla, tranne la Prova dei Lunghi Coltelli, che mi possa ricompensare per le calunnie che Nasuada ha indirizzato al mio popolo e a me.�</p><empty-line/><p> �Adesso fammi da testimone� disse Nasuada a Orrin.</p><empty-line/><p> Orrin serr� con rabbia le pieghe del mantello, ma s'inchin� e disse: �D'accordo, far� da testimone.�</p><empty-line/><p> Dalle ampie maniche dei loro abiti, i quattro guerrieri di Fadawar estrassero dei piccoli tamburi di pelle di capra. Si accovacciarono, misero i tamburi fra le ginocchia e cominciarono a suonare un ritmo cos� forsennato che le mani divennero nere macchie indistinte. La musica primitiva cancell� tutti gli altri suoni, come anche il vortice di pensieri che tormentava Nasuada. Il suo cuore pareva tenere il tempo con il ritmo frenetico che l'assordava.</p><empty-line/><p> Senza smettere di suonare, il pi� anziano degli uomini di Fadawar si frug� nella veste e trasse due lunghi coltelli ricurvi, che lanci� verso il punto pi� alto della tenda. Nasuada guard� i coltelli roteare in aria, affascinata dalla bellezza del movimento.</p><empty-line/><p> Quando le arriv� vicino, Nasuada alz� un braccio e afferr� al volo un coltello. L'impugnatura tempestata di opali le graffi� il palmo.</p><empty-line/><p> Fadawar fu altrettanto lesto a intercettare la propria lama.</p><empty-line/><p> Nasuada lo vide arrotolarsi la manica sinistra fino al gomito e ne studi� l'avambraccio, sodo e muscoloso. Ma non era questo che le importava: le doti atletiche non servivano a vincere quel tipo di sfida. Quello che Nasuada cercava erano le cicatrici che, se c'erano, dovevano solcare la parte morbida dell'avambraccio.</p><empty-line/><p> Ne cont� cinque.</p><empty-line/><p><emphasis>Cinque! </emphasis>pens�. <emphasis>Cos� tante. </emphasis>La sua sicurezza vacill� mentre contemplava la prova della resistenza di Fadawar. L'unica cosa che le imped� di perdere il controllo fu la profezia di Elva: la ragazza aveva detto che Nasuada avrebbe vinto. Nasuada si aggrapp� al ricordo delle sue parole come fosse una zattera in un mare in burrasca. <emphasis>Ha detto che posso farcela, perci� devo riuscire a battere Fadawar... Devo!</emphasis></p><empty-line/><p> Dato che era stato lui a lanciare la sfida, fu lui a cominciare. Tese il braccio sinistro con il palmo rivolto verso l'alto, pos� il coltello sull'avambraccio, appena sotto l'incavo del gomito, e pass� la lama lucida e affilata sulla carne. La pelle si apr� come una fragola matura e il sangue sgorg� dall'incisione cremisi.</p><empty-line/><p> Il suo sguardo incontr� quello di Nasuada.</p><empty-line/><p> Lei sorrise e si pos� il coltello sul braccio. Il metallo era freddo come il ghiaccio. La loro era una prova di resistenza per scoprire chi avrebbe sopportato pi� tagli. La convinzione era che chiunque aspirasse a diventare capotrib�, o persino capo militare, doveva essere disposto a sopportare pi� dolore di chiunque altro per il bene del suo popolo. Altrimenti come potevano le trib� essere certe che il loro capo avrebbe anteposto gli interessi della comunit� ai propri desideri personali? Nasuada era convinta che quella pratica incoraggiasse l'estremismo; d'altro canto, capiva come attraverso quel gesto si potesse guadagnare la fiducia della gente. Anche se la Prova dei Lunghi Coltelli era una tradizione esclusiva delle trib� dalla pelle scura, battere Fadawar avrebbe rafforzato la sua posizione anche fra i Varden e, sperava, fra i sudditi di re Orrin.</p><empty-line/><p> In silenzio offr� una breve preghiera a Gokukara, la dea mantide religiosa, poi premette il coltello. L'acciaio affilato le penetr� la carne cos� facilmente che Nasuada si sforz� di non andare troppo a fondo. Rabbrivid�. Avrebbe voluto gettare il coltello, stringersi la ferita e urlare.</p><empty-line/><p> Non fece nessuna di queste cose. Tenne il muscolo rilassato; se lo avesse contratto, il dolore sarebbe stato molto pi� intenso. E continu� a sorridere, mentre la lama le lacerava il corpo. Il taglio dur� appena tre secondi, ma in quegli istanti la sua carne offesa lanci� migliaia di grida di protesta, e ciascun grido rischi� di farla smettere. Mentre abbassava il coltello, not� che gli uomini della trib� continuavano a battere sui tamburi, ma lei non sentiva altro che il battito del proprio cuore.</p><empty-line/><p> Fadawar si fer� una seconda volta. I nervi tesi del collo spiccarono in rilievo, mentre la vena giugulare si gonfiava fin quasi a scoppiare.</p><empty-line/><p> Nasuada cap� che toccava di nuovo a lei. Sapere quello che l'aspettava non fece che aumentare il suo timore. L'istinto di conservazione - un istinto che l'aveva preservata in molte altre occasioni - lott� contro l'ordine che il suo cervello inviava al braccio e alla mano. Disperata, cerc� di concentrarsi sul desiderio di salvare i Varden e sconfiggere Galbatorix: le due cause a cui aveva dedicato la sua intera esistenza. Con gli occhi della mente, vide suo padre e J�rmundur ed Eragon e i Varden, e pens�: <emphasis>Per loro! Lo faccio per loro. Sono nata per servire, e questo � il mio servigio.</emphasis></p><empty-line/><p> Procedette con l'incisione.</p><empty-line/><p> Un istante dopo, Fadawar si apr� un altro squarcio nell'avambraccio, e altrettanto fece Nasuada.</p><empty-line/><p> Il quarto taglio segu� subito dopo.</p><empty-line/><p> E il quinto...</p><empty-line/><p> Nasuada si sent� pervadere da uno strano torpore. Era molto stanca, e aveva freddo. Si rese conto che la sopportazione del dolore poteva non essere decisiva quanto chi sarebbe svenuto per primo a causa dell'emorragia. Rivoletti di sangue le scorrevano sul polso e fra le dita, raccogliendosi in una pozza ai suoi piedi. Una pozza simile, se non pi� grande, si allargava intorno agli stivali di Fadawar.</p><empty-line/><p> I rossi tagli paralleli sul braccio del capitano ricordarono a Nasuada le branchie di un pesce, un pensiero che le parve stranamente buffo: si morse la lingua per non ridere.</p><empty-line/><p> Con un ringhio, Fadawar si procur� il sesto taglio. �Fai di meglio, strega incapace!� grid� al di sopra del rullo di tamburi, e cadde su un ginocchio.</p><empty-line/><p> Nasuada fece di meglio.</p><empty-line/><p> Fadawar trem� spostando il coltello dalla mano destra alla sinistra: la tradizione imponeva un massimo di sei ferite per braccio, altrimenti si rischiava di recidere le vene e i tendini pi� vicini al polso. Quando Nasuada imit� la sua mossa, re Orrin scatt� fra i due, gridando: �Basta! Non vi permetter� di continuare. Vi state uccidendo.�</p><empty-line/><p> Tese una mano verso Nasuada, ma indietreggi� quando lei lo minacci� col coltello. �Non t'immischiare� ringhi� la regina a denti stretti.</p><empty-line/><p> Fadawar si tagli� l'avambraccio destro. Uno schizzo di sangue fiott� dai muscoli rigidi. <emphasis>Li sta contraendo, </emphasis>pens� Nasuada. Sper� che l'errore bastasse a fiaccare la sua resistenza.</p><empty-line/><p> Nasuada non riusc� a fare a meno di gemere quando il coltello le lacer� la carne. La lama affilata la bruci� come un ferro incandescente. A met� dell'incisione, il braccio sinistro ebbe uno spasmo. Il coltello le sfugg� e le procur� una lunga ferita slabbrata, due volte pi� profonda delle precedenti. Trattenne il fiato cercando di combattere il dolore atroce. <emphasis>Non ce la faccio, </emphasis> pens�. <emphasis>Non posso... non posso! Non resisto pi�. Preferisco morire... Oh, ti prego, fa' che finisca! </emphasis>Le diede un certo sollievo indulgere in quelli e altri disperati appelli silenziosi, ma in cuor suo sapeva che non si sarebbe mai arresa.</p><empty-line/><p> Per l'ottava volta, Fadawar pos� il coltello sopra l'avambraccio, tenendolo sospeso a un quarto di pollice dalla pelle livida. Rimase immobile mentre il sudore gli gocciolava sugli occhi e le ferite stillavano lacrime rosse. Sembrava che il coraggio stesse per abbandonarlo, poi, d'improvviso, ringhi� e con un colpo deciso si sfregi� il braccio.</p><empty-line/><p> La sua esitazione infuse nuovo vigore in Nasuada. Fu pervasa da una strana euforia che trasform� il dolore in una sensazione quasi piacevole. Pareggi� il conto con Fadawar, poi, spinta da un improvviso sprezzo del pericolo, si tagli� ancora una volta il braccio.</p><empty-line/><p> �Fai meglio di cos� mormor�.</p><empty-line/><p> La prospettiva di infliggersi due tagli di fila - uno per pareggiare il numero di Nasuada e uno per superarla - parve intimidire Fadawar. Batt� le palpebre, si inumid� le labbra e aggiust� la presa sul coltello per tre volte prima di abbassare l'arma sul braccio.</p><empty-line/><p> La sua lingua guizz� ancora una volta a bagnare le labbra.</p><empty-line/><p> Uno spasmo gli attravers� la mano sinistra, e il coltello gli cadde dalle dita contratte, conficcandosi nel terreno. Fadawar lo raccolse. Sotto la tunica, il suo torace si alzava e si abbassava a ritmo frenetico. Alz� la lama e la premette sul braccio: un rivoletto di sangue sgorg� subito dalla ferita. Fadawar serr� la mascella, poi fu scosso da un potente brivido e si pieg� in due, premendosi le braccia ferite contro la pancia. �Mi arrendo� disse.</p><empty-line/><p> I tamburi cessarono di colpo.</p><empty-line/><p> Il silenzio dur� solo un istante prima che re Orrin, J�rmundur e tutti gli altri riempissero il padiglione di grida di esultanza.</p><empty-line/><p> Nasuada non bad� ai loro commenti. Cercando a tentoni dietro la schiena, trov� lo scranno e cadde a sedere di schianto, lieta di alleviare il peso dalle gambe prima che le cedessero. Si sforz� di restare cosciente mentre la vista le si offuscava; l'ultima cosa che voleva era svenire davanti agli uomini della trib�. Una delicata pressione sulla spalla l'avvert� che Farica era al suo fianco, con una pila di bende.</p><empty-line/><p> �Mia signora, posso fasciarti?� chiese Farica, ansiosa ed esitante insieme, come se non potesse prevedere la reazione di Nasuada.</p><empty-line/><p> Nasuada si limit� ad annuire.</p><empty-line/><p> Mentre Farica cominciava a fasciarle le braccia con lunghe bende di lino, Naako e Ramusewa si avvicinarono. S'inchinarono al suo cospetto, e Ramusewa disse: �Mai nessuno prima d'ora aveva resistito a tante ferite durante la Prova dei Lunghi Coltelli. Sia tu che Fadawar avete dimostrato il vostro coraggio, ma senz'ombra di dubbio tu sei la vincitrice. Racconteremo alla nostra gente della tua impresa, e loro ti giureranno fedelt�.�</p><empty-line/><p> �Grazie� mormor� Nasuada. Chiuse gli occhi; il dolore pulsante alle braccia la stordiva.</p><empty-line/><p> �Mia signora.�</p><empty-line/><p> Intorno a s� Nasuada sentiva un confuso mormorio di voci, che non aveva alcuna voglia di decifrare; meglio ritrarsi nel profondo del suo essere, dove il dolore non era pi� cos� insistente e minaccioso. Fluttu� nel grembo di uno spazio nero sconfinato, illuminato da macchie informi di colori cangianti.</p><empty-line/><p> L'intima tregua fu interrotta dalla voce di Trianna che diceva: �Fermati, donna, e togli quelle bende alla tua signora, affinch� io possa guarirla.�</p><empty-line/><p> Nasuada apr� gli occhi e vide J�rmundur, re Orrin e Trianna in piedi davanti a lei. Fadawar e i suoi uomini avevano lasciato il padiglione. �No� disse Nasuada.</p><empty-line/><p> I tre la guardarono sorpresi, poi J�rmundur disse: �Nasuada, la tua mente � offuscata. La prova � finita. Non devi pi� sopportare queste ferite dolorose. Dobbiamo comunque arrestare l'emorragia.�</p><empty-line/><p> �Se ne sta gi� occupando Fatica. Mi far� ricucire da un guaritore, spalmare di impiastri per ridurre il gonfiore, e basta.�</p><empty-line/><p> �Ma perch�?�</p><empty-line/><p> �La Prova dei Lunghi Coltelli prevede che gli sfidanti lascino guarire le ferite seguendo il corso della natura. Altrimenti non potremmo sperimentare la piena misura del dolore che la prova comporta. Se violassi la regola, Fadawar sarebbe di diritto il vincitore.�</p><empty-line/><p> �Vuoi almeno permettermi di alleviarti la sofferenza?� chiese Trianna. �Conosco parecchi incantesimi che possono eliminare qualsiasi dolore. Se mi avessi consultata prima, avrei potuto sistemare le cose in maniera tale che se anche ti fossi mozzata il braccio non avresti sentito niente.�</p><empty-line/><p> Nasuada rise e la testa le ciondol� di lato, come se fosse ubriaca. �La mia risposta allora sarebbe stata la stessa di adesso: i trucchi sono disonorevoli. Dovevo vincere la prova senza stratagemmi perch� la mia autorit� non venisse messa in discussione in futuro.�</p><empty-line/><p> In un tono di garbata freddezza, re Orrin disse: �E se avessi perso?�</p><empty-line/><p> �Non potevo perdere. Mi fosse anche costata la vita, non avrei mai permesso a Fadawar di ottenere il controllo dei Varden.�</p><empty-line/><p> Orrin la studi� con espressione severa. �Ti credo. Solo... la lealt� delle trib� meritava un tale sacrificio? Tu non sei sostituibile.�</p><empty-line/><p> �La lealt� delle trib�? No. Ma l'effetto di questa vicenda andr� oltre le trib�, come dovresti ben sapere. Servir� a unificare le nostre forze. E per me � una ricompensa abbastanza preziosa da affrontare un'orda di orribili morti.�</p><empty-line/><p> �Ti prego di dirmi allora che cosa avrebbero guadagnato i Varden se tu oggi fossi morta. Niente. Avresti lasciato in eredit� sconforto, caos e probabilmente rovina.�</p><empty-line/><p> Ogni volta che Nasuada beveva vino, idromele, e soprattutto liquori forti, diventava estremamente prudente nel parlare e nel muoversi, perch� anche se non ne sentiva subito gli effetti, sapeva che l'alcol le annebbiava il giudizio e la coordinazione, e non voleva comportarsi in modo sconveniente o dare agli altri un vantaggio su di lei.</p><empty-line/><p> Ubriaca di dolore com'era, soltanto in seguito si rese conto che avrebbe dovuto essere prudente nella sua discussione con Orrin: era come se avesse tracannato tre boccali di idromele di more dei nani. Se l'avesse fatto, il suo acuto senso di cortesia le avrebbe impedito di ribattere: �Ti preoccupi come un vecchio, Orrin. Ho dovuto, e ormai quello che � fatto � fatto. � inutile adesso agitarsi tanto... Ho corso un rischio, s�. Ma non possiamo sconfiggere Galbatorix se non osiamo avvicinarci all'orlo del baratro. Tu sei un re. Dovresti capire che il pericolo � il mantello di cui una persona si riveste quando ha l'arroganza di decidere il destino degli altri.�</p><empty-line/><p> �Capisco perfettamente� ringhi� Orrin. �La mia famiglia e io abbiamo difeso il Surda dalle invasioni dell'Impero ogni giorno della nostra vita per generazioni, mentre i Varden si nascondevano nel Farthen D�r e approfittavano della generosit� di re Rothgar.� Il mantello gli danz� sulle spalle quando all'improvviso re Orrin si volt� e usc� dal padiglione.</p><empty-line/><p> �Pessima mossa, mia signora� osserv� J�rmundur.</p><empty-line/><p> Nasuada fece una smorfia quando Farica strinse le bende. �Lo so� disse senza fiato. �Mi occuper� di guarire il suo orgoglio ferito domani.�</p><p><strong>NOTIZIE ALATE </strong></p><p>C'era un vuoto nei ricordi di Nasuada: un'assenza di percezioni cos� assoluta che si rese conto che era passato del tempo solo quando sent� J�rmundur che le scrollava le spalle, urlando qualcosa. Le ci volle qualche istante per decifrare i suoni che gli uscivano dalla bocca, e poi ud�: �... continua a guardarmi, maledizione! Tieni gli occhi aperti. Non ti riaddormentare, altrimenti non ti sveglierai mai pi�.�</p><p>�Puoi lasciarmi andare, J�rmundur� disse lei, e abbozz� un fievole sorriso. �Sto bene, adesso.�</p><empty-line/><p> �Gi�, e mio zio Undset era un elfo.�</p><empty-line/><p> �Perch�, non lo era?�</p><empty-line/><p> �Bah! Sei tale e quale a tuo padre: ignori la prudenza quando si tratta della tua vita. Le trib� possono anche marcire nelle loro dannate usanze, per quello che m'importa. Far� venire un guaritore. Non sei in grado di prendere decisioni.�</p><empty-line/><p> �Ecco perch� ho aspettato la sera. Vedi, il sole � quasi tramontato. Ho tutta la notte per riposare, e domani sar� in grado di occuparmi degli affari che richiedono la mia attenzione.�</p><empty-line/><p> Farica comparve al suo fianco. �Oh, signora, ci avete fatto prendere un tale spavento.�</p><empty-line/><p> �Un colpo, per meglio dire� borbott� J�rmundur.</p><empty-line/><p> �Be', ora sto meglio.� Nasuada raddrizz� la schiena - era ancora seduta sullo scranno - ignorando il bruciore lancinante agli avambracci. �Voi due potete andare. J�rmundur, manda a dire a Fadawar che pu� restare a capo della sua trib�, a patto che mi giuri lealt� come capitano. � un condottiero troppo abile per perderlo. Farica, mentre torni alla tua tenda, per favore fai sapere ad Angela l'erborista che ho bisogno dei suoi servigi. Aveva detto che mi avrebbe preparato delle miscele di tonici e pozioni.�</p><empty-line/><p> �Non ti lascio da sola in queste condizioni� protest� J�rmundur.</p><empty-line/><p> Farica annu�. �Ti chiedo scusa, mia signora, ma sono d'accordo con lui. Non � sicuro.�</p><empty-line/><p> Nasuada scocc� un'occhiata all'ingresso del padiglione, per assicurarsi che nessuno dei Falchineri fosse a portata d'orecchio, poi ridusse la voce a un sussurro: <emphasis>�Non </emphasis> sar� sola.� J�rmundur inarc� le sopracciglia, e un'espressione allarmata balen� sul volto di Farica. �Io non sono <emphasis>mai </emphasis>sola. Capite?�</p><empty-line/><p> �Hai preso delle... precauzioni, mia signora?� chiese J�rmundur.</p><empty-line/><p> �S�.�</p><empty-line/><p> I due angeli custodi parvero sconcertati dalla sua affermazione, e J�rmundur disse: �Nasuada, la tua sicurezza � una mia responsabilit�. Devo sapere quale tipo di precauzione supplementare hai preso e chi di preciso ha il permesso di avvicinarti.�</p><empty-line/><p> �No� rispose lei in tono gentile. Notando il dolore e l'indignazione negli occhi dell'ufficiale, continu�: �Non che io dubiti della tua lealt�... non sia mai. Ma questa � una cosa che devo tenere per me. Per il bene della mia pace interiore, ho bisogno di avere un'arma che nessun altro pu� vedere, un coltello infilato nella manica, se vuoi. Considerala una mia debolezza, ma non tormentarti pensando che la mia scelta sia una critica al modo in cui compi i tuoi doveri.�</p><empty-line/><p> �Mia signora.� J�rmundur s'inchin�, una formalit� che non usava quasi mai con lei.</p><empty-line/><p> Nasuada alz� una mano, dando loro il permesso di congedarsi, e i due si affrettarono a uscire dal padiglione.</p><empty-line/><p> Per un lungo minuto, forse due, l'unico suono che ud� furono le rauche strida dei corvi che volavano in circolo sull'accampamento dei Varden. Poi da dietro le sue spalle provenne un lieve fruscio, come di un topolino in cerca di cibo. Si volt� e vide Elva sgusciare dal suo nascondiglio dietro due pannelli di tessuto nella sala principale del padiglione.</p><empty-line/><p> Nasuada la osserv�.</p><empty-line/><p> La crescita innaturale della bambina continuava. Quando Nasuada l'aveva incontrata la prima volta, non molto tempo prima, Elva aveva l'aspetto di una bambina di tre o quattro anni. Adesso sembrava che ne avesse sei. Il suo semplice abito era tutto nero, tranne che per il colletto e i polsini viola. I lunghi capelli lisci erano ancora pi� neri, un vuoto liquido che le arrivava fino alle reni. Il suo viso dai lineamenti sottili era pallido come la luna, dato che di rado si avventurava all'aperto. Il marchio del drago sulla fronte riluceva argenteo. E i suoi occhi violetti avevano un'aria cinica e stanca: il risultato della benedizione di Eragon, che si era rivelata una maledizione, perch� la condannava a sopportare il dolore degli altri e a cercare di evitarlo. La recente battaglia l'aveva quasi uccisa, con migliaia di agonie a tormentarle la mente, anche se uno stregone del Du Vrangr Gata l'aveva indotta in uno stato di sonno artificiale per tutta la durata degli scontri, nel tentativo di proteggerla. Solo da poco la ragazzina aveva ricominciato a parlare e a interessarsi a quanto la circondava.</p><empty-line/><p> Si asciug� la piccola bocca col dorso della mano, e Nasuada le chiese: �Sei stata male?�</p><empty-line/><p> Elva si strinse nelle spalle. �Al dolore sono abituata, ma non � mai facile resistere all'incantesimo di Eragon... Sai, non mi impressiono facilmente, Nasuada, ma mi ha colpito la tua forza nel resistere a cos� tante ferite.�</p><empty-line/><p> Sebbene Nasuada l'avesse sentita parlare molte volte, la voce di Elva le ispirava ancora un profondo turbamento, perch� era l'amara, aspra voce di un'adulta rotta dalle esperienze del mondo, e non quella di una bambina. Si sforz� di ignorarla e rispose: �Tu sei pi� forte. Io non ho dovuto sopportare anche il dolore di Fadawar. Ti ringrazio di essere rimasta con me. So quanto dev'esserti costato, e ti sono riconoscente.�</p><empty-line/><p> �Riconoscente? Ha! Per me � una parola vuota, Lady Furianera.� Le labbra sottili di Elva si arricciarono in una parvenza di sorriso. �Hai qualcosa da mangiare? Sto morendo di fame.�</p><empty-line/><p> �Farica ha lasciato del pane e del vino dietro quelle pergamene� disse Nasuada, indicando il fondo del padiglione. Osserv� la bambina avventarsi sul cibo e divorare il pane, riempiendosi la bocca. �Almeno non dovrai vivere cos� ancora a lungo. Non appena Eragon torner�, ti liberer� dall'incantesimo.�</p><empty-line/><p> �Pu� darsi.� Dopo aver fatto sparire mezza pagnotta, Elva fece una pausa. �Ho mentito a proposito della Prova dei Lunghi Coltelli, sai.�</p><empty-line/><p> �Che vuoi dire?�</p><empty-line/><p> �Avevo previsto che avresti perso, non vinto.�</p><empty-line/><p> �Cosa?�</p><empty-line/><p> �Se avessi permesso agli eventi di seguire il loro corso, i nervi ti avrebbero ceduto al settimo taglio, e adesso ci sarebbe Fadawar seduto al tuo posto. Perci� ti ho detto quello che avevi bisogno di sentirti dire per vincere.�</p><empty-line/><p> Nasuada si sent� percorrere da un brivido gelido. Se quello che Elva diceva era vero, allora era in debito pi� che mai con la bambina strega. Eppure non le piaceva essere manipolata, anche se per il proprio bene. �Capisco. A quanto pare devo ringraziarti ancora.�</p><empty-line/><p> Elva scoppi� a ridere, un suono secco e stridulo. �E non ti piace per niente di doverlo fare, eh? Non importa. Non devi temere di offendermi, Nasuada. Noi ci siamo utili a vicenda, tutto qui.�</p><empty-line/><p> Nasuada si sent� sollevata quando uno dei nani a difesa del padiglione, il capitano di quel turno di guardia, batt� il martello sullo scudo e annunci�: �Angela l'erborista chiede udienza, Lady Furianera.�</p><empty-line/><p> �Concessa� rispose Nasuada, alzando la voce.</p><empty-line/><p> Angela entr� nel padiglione carica di borse e ceste infilate sotto le braccia. Come sempre, la massa di riccioli scuri le formava una nuvola tempestosa intorno al viso, cupo per la preoccupazione. Ai suoi piedi, avanzava con passo felpato il gatto mannaro Solembum nella sua forma animale. Subito punt� verso Elva e prese a strofinarsi contro le sue gambe, inarcando il dorso.</p><empty-line/><p> Angela pos� le sue cose per terra e si sgranch� le spalle, dicendo: �Cielo! Fra te ed Eragon, mi sembra di passare la maggior parte del mio tempo in mezzo ai Varden a guarire persone troppo stupide per capire quando � necessario evitare di farsi tagliare a pezzetti.� Continuando a parlare, la minuscola erborista si avvicin� a Nasuada e cominci� a toglierle le bende del braccio destro. Ridacchi� con aria di disapprovazione. �In genere questo � il momento in cui il guaritore chiede al paziente come sta, e il paziente mente a denti stretti e dice: "Oh, non tanto male" e il guaritore dice: "Bene, bene. Su col morale, e ti rimetterai presto." Comunque mi pare ovvio che non sei affatto pronta a guidare una carica contro l'Impero. No, proprio no.�</p><empty-line/><p> �Ma guarir�, vero?� chiese Nasuada.</p><empty-line/><p> �Se potessi usare la magia per chiudere queste ferite, ti direi subito di s�. Ma dato che non posso, � un po' difficile da prevedere. Dovrai cercare di cavartela come la maggior parte della gente e sperare che nessuna delle lesioni si infetti.� Fece una pausa e guard� Nasuada dritta negli occhi. �Lo sai, vero, che ti resteranno delle cicatrici?�</p><empty-line/><p> �Sia quel che sia.�</p><empty-line/><p> �Giusto.�</p><empty-line/><p> Nasuada represse un gemito e distolse lo sguardo mentre Angela le suturava le ferite e poi le ricopriva con un denso, umido impiastro di erbe. Con la coda dell'occhio vide Solembum balzare sul tavolo e sedersi accanto a Elva. Allungando una grossa zampa ispida, il gatto mannaro artigli� un pezzo di pane dal piatto di Elva e lo mordicchi� in uno scintillio di denti candidi. I ciuffi neri in cima alle grandi orecchie vibrarono quando le pieg� per ascoltare il clangore metallico dei guerrieri che segnavano il passo davanti al padiglione rosso.</p><empty-line/><p> �Barz�l� borbott� Angela. �Soltanto gli uomini sono capaci di tagliarsi da soli per decidere chi sar� il capobranco. Idioti!�</p><empty-line/><p> Le faceva male ridere, ma Nasuada non pot� trattenersi. �Hai ragione� disse, una volta passato l'accesso di risa.</p><empty-line/><p> Angela aveva appena finito di riavvolgere l'ultima benda di lino intorno alle braccia di Nasuada quando il capitano del popolo dei nani fuori del padiglione esclam�: �Altol�!� Segu� una serie di tintinnii argentini, simili a tanti campanelli, mentre le guardie umane incrociavano le spade per sbarrare il passo a chiunque stesse cercando di entrare.</p><empty-line/><p> Senza riflettere, Nasuada estrasse il coltello dal fodero cucito nel corsetto della sottoveste. Fatic� a impugnare il manico, poich� aveva le dita gonfie e intorpidite, e i muscoli erano lenti a reagire. Era come se il braccio si fosse addormentato, tranne che per i solchi profondi che le bruciavano la carne.</p><empty-line/><p> Anche Angela trasse un pugnale da chiss� dove e si par� davanti a Nasuada, mormorando qualche parola nell'antica lingua. Con un balzo felino, Solembum scese dal tavolo per accovacciarsi ai piedi di Angela. Il pelo ritto lo faceva sembrare ancora pi� grosso, e dalla gola gli usciva un cupo ringhio.</p><empty-line/><p> Elva continu� a mangiare, indifferente alla scena. Osserv� il pezzo di pane che teneva fra il pollice e l'indice come se stesse studiando una strana specie di insetto, poi lo intinse in un calice di vino e se lo infil� in bocca.</p><empty-line/><p> �Mia signora!� grid� un uomo. �Eragon e Saphira in rapido avvicinamento da nord-est!�</p><empty-line/><p> Nasuada rinfoder� il coltello. Si iss� dallo scranno a fatica e disse ad Angela: �Aiutami a vestirmi.�</p><empty-line/><p> Angela apr� il vestito davanti a Nasuada, che vi s'infil� prima con un piede, poi con l'altro. Angela sollev� l'abito e con cautela guid� le braccia di Nasuada nelle maniche; poi cominci� a legare le stringhe sulla schiena. Elva and� ad aiutarla, e insieme finirono di prepararla.</p><empty-line/><p> Nasuada si guard� le braccia e non vide le bende. �Devo nascondere o mostrare le mie ferite?� chiese.</p><empty-line/><p> �Dipende� rispose Angela. �Credi che mostrarle aumenter� il tuo prestigio o incoragger� i tuoi nemici perch� penseranno che sei debole e vulnerabile? La questione � filosofica, fondata su questo concetto: se guardi un uomo che ha perso l'alluce, dici "Oh, povero storpio" oppure "Oh, � stato bravo o forte o fortunato abbastanza da evitare ferite pi� gravi"?�</p><empty-line/><p> �I tuoi paragoni sono alquanto bizzarri.�</p><empty-line/><p> �Grazie.�</p><empty-line/><p> �La Prova dei Lunghi Coltelli � una gara di forza� disse Elva. �Ed � conosciuta anche fra i Varden e i surdani. Sei orgogliosa della tua forza, Nasuada?�</p><empty-line/><p> �Tagliatemi le maniche� ordin� Nasuada. Quando le due esitarono, esclam�: �Avanti! Ai gomiti. Non m'importa del vestito, lo far� riparare pi� tardi.�</p><empty-line/><p> Con pochi abili movimenti, Angela tagli� le parti indicate da Nasuada lasciando cadere il tessuto sul tavolo.</p><empty-line/><p> Nasuada alz� il mento. �Elva, se senti che sto per svenire, dillo ad Angela e fa' che mi sostenga. Allora, andiamo?� Le tre si disposero in formazione, con Nasuada in testa. Solembum avanzava per conto suo.</p><empty-line/><p> Quando uscirono dal padiglione rosso, il capitano dei nani latr�: �Ai posti!� e i sei Falchineri si strinsero intorno al gruppo di Nasuada: gli umani e i nani in avanguardia e retroguardia, e i colossali Kull - Urgali alti otto piedi e anche di pi� - ai fianchi.</p><empty-line/><p> Il crepuscolo spiegava le sue ali dorate e viola sull'accampamento dei Varden, regalando un'aura di mistero alle file di tende che si estendevano a perdita d'occhio. Le ombre sempre pi� scure lasciavano presagire l'arrivo della notte, e le fiamme di innumerevoli torce e fal� gi� splendevano pi� intense degli ultimi bagliori del tramonto. A est il cielo era limpido. A sud una lunga e bassa nuvola di fumo nero copriva l'orizzonte e le Pianure Ardenti, a una lega e mezza di distanza. A ovest una linea di faggi e pioppi tremuli indicava il percorso del fiume Jiet, dove galleggiava <emphasis>l'Ala di Drago, </emphasis>la nave di cui Jeod, Roran e gli altri di Carvahall si erano impossessati con un autentico atto di pirateria. Ma Nasuada non aveva occhi che per il nord, per la scintillante sagoma di Saphira che planava in avvicinamento. La luce del sole morente l'illuminava ancora, ammantandola di un alone azzurro. Appariva come una massa di stelle cadute dal cielo.</p><empty-line/><p> La visione era cos� maestosa che Nasuada rimase impietrita a fissarla per lunghi momenti, felice di essere tanto fortunata da assistervi. <emphasis>Sono salvi! </emphasis> pens�, e trasse un sospiro di sollievo.</p><empty-line/><p> Il guerriero che aveva portato la notizia dell'arrivo di Saphira - un uomo snello dalla barba folta - s'inchin� e poi indic� la dragonessa ancora lontana. �Mia signora, come puoi vedere, dicevo il vero.�</p><empty-line/><p> �S�. Sei stato bravo. Devi avere occhi particolarmente acuti per aver individuato Saphira gi� da prima. Come ti chiami?�</p><empty-line/><p> �Fletcher, figlio di Harden, mia signora.�</p><empty-line/><p> �Ti ringrazio, Fletcher. Ora puoi tornare al tuo posto.�</p><empty-line/><p> Con un altro inchino, l'uomo si allontan� di corsa verso il limitare dell'accampamento.</p><empty-line/><p> Con gli occhi fissi su Saphira, Nasuada riprese a camminare tra le file di tende verso l'ampia radura scelta per gli atterraggi e i decolli di Saphira. Le sue guardie e le accompagnatrici le tenevano dietro mentre avanzava spedita, desiderosa d'incontrare Eragon e Saphira. Aveva passato gran parte degli ultimi giorni in ansia per loro, sia come capo dei Varden che, con una certa sorpresa, come amica.</p><empty-line/><p> Saphira volava rapida come un falco, ma era ancora a parecchie miglia dall'accampamento; quindi impieg� almeno altri dieci minuti per coprire la distanza. Nel frattempo una grande folla di guerrieri si radun� intorno alla radura: umani, nani e perfino un contingente di Urgali dalla pelle grigia, capitanati da Nar Garzhvog, che sput� verso gli uomini pi� vicini a loro. C'erano anche re Orrin e la sua corte, che presero posto di fronte a Nasuada; Narheim, l'ambasciatore dei nani che aveva assunto la carica di Orik da quando Orik era partito per il Farthen D�r; J�rmundur; gli altri membri del Consiglio degli Anziani; e Arya.</p><empty-line/><p> L'elfa, alta e snella, si fece largo tra la folla per raggiungere Nasuada. Perfino con Saphira che volava verso di loro, uomini e donne si sentirono indotti a distogliere lo sguardo dal cielo per osservare Arya che incedeva, una figura affascinante e misteriosa. Tutta vestita di nero, portava pantaloni di pelle come un uomo, una spada alla cintura, un arco e una faretra a tracolla. La sua pelle aveva il colore del miele ambrato. Il suo viso era spigoloso come il muso di una gatta. E si muoveva con una grazia felina e scattante che tradiva la sua maestria con le armi, come anche la sua forza soprannaturale.</p><empty-line/><p> Nasuada aveva sempre considerato il suo abbigliamento eccentrico, quasi ai limiti della decenza: rivelava troppo le forme. Ma la regina doveva ammettere che se anche avesse indossato un abito di stracci, Arya avrebbe comunque avuto un aspetto pi� nobile e regale di qualsiasi aristocratica mortale.</p><empty-line/><p> Fermandosi davanti a Nasuada, Arya punt� un dito affusolato verso le sue ferite. �Come ha detto il poeta Earn�, gettarsi fra le braccia del pericolo per il bene del popolo e della terra che ami � la cosa pi� bella che si possa fare. Ho conosciuto ogni capo dei Varden, e sono stati tutti uomini e donne valorosi, ma nessuno come Ajihad. Eppure credo che tu abbia superato persino lui.�</p><empty-line/><p> �Tu mi onori, Arya, ma temo che se la mia stella brilla troppo forte saranno pochi coloro che ricorderanno mio padre come merita.�</p><empty-line/><p> �Le azioni dei figli sono la testimonianza dell'educazione ricevuta dai genitori. Brilla come il sole, Nasuada, perch� pi� forte splenderai, pi� profondo sar� il rispetto verso Ajihad per come ti ha insegnato a reggere le responsabilit� del comando a una cos� tenera et�.�</p><empty-line/><p> Nasuada chin� il capo, prendendo alla lettera il consiglio di Arya. Poi sorrise e disse: �Tenera et�? Sono una donna adulta, secondo il nostro computo.�</p><empty-line/><p> Negli occhi verdi di Arya brill� una scintilla divertita. �Vero. Ma se giudichiamo dagli anni, e non dalla saggezza, nessun umano potrebbe essere considerato adulto dalla mia specie. Tranne Galbatorix, s'intende.�</p><empty-line/><p> �E me� intervenne Angela.</p><empty-line/><p> �Andiamo� disse Nasuada, �non puoi essere tanto pi� vecchia di me.�</p><empty-line/><p> �Ha! Tu confondi l'apparenza con l'et�. Dovresti avere pi� discernimento, dopo aver frequentato Arya per cos� tanto tempo.�</p><empty-line/><p> Prima di avere il tempo di chiedere ad Angela quanti anni avesse, Nasuada si sent� tirare un lembo del vestito. Si guard� intorno e vide che era stata Elva a prendersi una tale libert�; la bambina le stava facendo un cenno. Nasuada si chin� e avvicin� l'orecchio alla bocca di Elva, che mormor�: �Eragon non � con Saphira.�</p><empty-line/><p> Nasuada si sent� stringere il petto da una morsa di terrore che le mozz� il fiato. Alz� lo sguardo: Saphira volava in circolo sull'accampamento, a migliaia di piedi di altezza. Le sue enormi ali da pipistrello si stagliavano nere contro il cielo. Nasuada vedeva il ventre di Saphira e i suoi artigli spiccare bianchi contro le squame sovrapposte, ma non riusciva a scorgere nessun dettaglio del cavaliere.</p><empty-line/><p> �Come lo sai?� chiese con un filo di voce.</p><empty-line/><p> �Non sento il suo disagio, n� le sue paure. C'� Roran in sella, e una donna, che immagino sia Katrina. Ma nessun altro.�</p><empty-line/><p> Nasuada si raddrizz�, batt� le mani e chiam�: �J�rmundur!� con voce squillante.</p><empty-line/><p> J�rmundur, che era a una decina di iarde di distanza, arriv� trafelato, facendosi largo a spintoni fra coloro che lo intralciavano: aveva militato tra i Varden abbastanza a lungo da capire quando si trattava di un'emergenza. �Mia signora?�</p><empty-line/><p> �Fa' sgombrare il campo! Via tutti dalla radura prima che atterri Saphira.�</p><empty-line/><p> �Compresi Orrin e Narheim e Garzhvog?�</p><empty-line/><p> Nasuada fece una smorfia. �No, loro no, ma non deve restare nessun altro. Sbrigati!�</p><empty-line/><p> Mentre J�rmundur cominciava ad abbaiare ordini, Arya e Angela si strinsero a Nasuada. Sembravano allarmate quanto lei. Arya disse: �Saphira non sarebbe cos� tranquilla se Eragon fosse ferito, o morto.�</p><empty-line/><p> �Ma allora dov'�?� chiese Nasuada. �In quali guai si � cacciato stavolta?�</p><empty-line/><p> Una cacofonia di grida riecheggi� nella radura mentre J�rmundur e i suoi uomini sospingevano gli spettatori verso le tende, usando i bastoni da ufficiali ogni volta che i guerrieri riluttanti si attardavano o protestavano. Qua e l� scoppi� qualche scaramuccia, subito sedata dai capitani agli ordini di J�rmundur per impedire che la violenza attecchisse e si propagasse. Per fortuna gli Urgali, a una sola parola del loro capo Garzhvog, si allontanarono senza incidenti, ma lui rimase indietro e marci� dritto verso Nasuada, come pure re Orrin e il nano Narheim.</p><empty-line/><p> Nasuada sent� la terra tremarle sotto i piedi mentre il gigantesco Urgali si avvicinava. Garzhvog alz� il mento, esponendo la gola com'era usanza della sua razza, e disse: �Che cosa significa tutto questo, Lady Furianera?� La forma della sua mascella e dei denti, unita al forte accento, rendeva quasi incomprensibili le sue parole.</p><empty-line/><p> �Gi�, vorrei saperlo anch'io, se non ti dispiace� disse Orrin, rosso in viso.</p><empty-line/><p> �E anch'io� aggiunse Narheim.</p><empty-line/><p> Guardandoli, Nasuada pens� che forse quella era la prima volta in migliaia di anni che i membri di cos� tante razze di Alaga�sia si riunivano in pace. Gli unici a mancare erano i Ra'zac e le loro cavalcature, e Nasuada sapeva che nessuna persona sana di mente avrebbe mai invitato quelle ripugnanti e malvagie creature ai consigli segreti. Indic� Saphira e disse: �Sar� lei a rispondere alle vostre domande.�</p><empty-line/><p> Non appena l'ultimo dei ritardatari ebbe lasciato la radura, una forte corrente d'aria invest� Nasuada mentre Saphira scendeva in picchiata sul campo, rallentando con una torsione delle ali prima di atterrare. Si abbass� su tutte e quattro le zampe, e un cupo rimbombo risuon� per l'intero accampamento. Roran e Katrina si liberarono dalle cinghie della sella e smontarono in fretta.</p><empty-line/><p> Nasuada fece qualche passo avanti e studi� Katrina. Era curiosa di vedere che genere di donna potesse indurre un uomo a compiere un'impresa tanto straordinaria per salvarla. La giovane donna davanti a lei era di ossatura robusta, con il colorito pallido di una malata, una criniera di capelli ramati e un abito cos� logoro e sporco che era impossibile determinarne la foggia originaria. Malgrado le privazioni della prigionia, Nasuada pens� che Katrina era piuttosto attraente, ma non certo una donna che i bardi avrebbero definito bella. Tuttavia possedeva una certa forza nello sguardo e nel portamento che fece pensare a Nasuada che se fosse stato Roran quello tra i due a essere preso prigioniero, Katrina sarebbe stata altrettanto capace di sollevare l'intero villaggio di Carvahall, condurlo a sud nel Surda, combattere nella battaglia delle Pianure Ardenti e poi proseguire per l'Helgrind, tutto per amore del suo promesso. Anche quando not� Garzhvog, Katrina non batt� ciglio, ma rimase impassibile dov'era, al fianco di Roran.</p><empty-line/><p> Roran s'inchin� davanti a Nasuada e, voltatosi, anche a re Orrin. �Mia signora� disse, con espressione solenne. �Sire. Se permettete, vi presento la mia fidanzata, Katrina.� La donna fece una riverenza a entrambi.</p><empty-line/><p> �Benvenuta fra i Varden, Katrina� disse Nasuada. �Abbiamo tutti sentito parlare di te, grazie alla rara devozione di Roran nei tuoi confronti. Canzoni d'amore per te si sono gi� diffuse in tutto il paese.�</p><empty-line/><p> �Benvenuta� intervenne Orrin. �Siamo molto lieti di conoscerti.�</p><empty-line/><p> Nasuada not� che il re non aveva occhi che per Katrina, come tutti gli altri uomini presenti, compresi i nani, e Nasuada era certa che avrebbero raccontato chiss� quali storie sul fascino di Katrina ai loro compagni d'armi prima del finir della notte. Quello che Roran aveva fatto per lei l'aveva elevata al di sopra delle donne comuni: l'aveva resa oggetto di mistero, incanto e attrazione per i guerrieri. Che qualcuno fosse disposto a sacrificare tanto per un'altra persona significava, in ragione del prezzo pagato, che quella persona doveva essere straordinariamente preziosa.</p><empty-line/><p> Katrina arross� e sorrise. �Grazie� disse. Insieme all'imbarazzo per quelle attenzioni, una punta di fierezza le tinse il viso, come se sapesse quanto era eccezionale Roran e fosse orgogliosa di aver catturato il suo cuore, lei fra tutte le donne di Alaga�sia. Lui era suo, e questo era l'unico privilegio che desiderava.</p><empty-line/><p> Nasuada fu trafitta da una stilettata di solitudine. <emphasis>Quanto vorrei avere quello che hanno loro, </emphasis>pens�. Le sue responsabilit� le impedivano di indulgere nel sogno tipicamente femminile dell'amore romantico e del matrimonio - o dei figli - a meno che non avesse dovuto piegarsi a un matrimonio di convenienza organizzato per il bene dei Varden. Spesso aveva pensato di proporlo a Orrin, ma poi non ne aveva mai avuto il coraggio. Ci� nonostante era soddisfatta della sua vita e non invidiava Roran e Katrina per la loro felicit�. La sua causa era tutto quello che le stava a cuore: sconfiggere Galbatorix era molto pi� importante di un'inezia come il matrimonio. Quasi tutti si sposano, ma quanti hanno l'opportunit� di guidare un popolo verso la nascita di una nuova era?</p><empty-line/><p><emphasis>Questa sera non sono in me, </emphasis>si disse Nasuada. <emphasis>Le ferite mi fanno ronzare il cervello come un nido di vespe. </emphasis>Si riscosse e guard� oltre le spalle di Roran e Katrina, verso Saphira. Nasuada apr� le barriere che abitualmente teneva erette intorno alla propria mente per ascoltare quanto Saphira aveva da dire, e chiese: �Lui dov'�?�</p><empty-line/><p> Con un secco crepitio di squame contro squame, Saphira fece qualche passo avanti e abbass� il collo fino a portare la testa direttamente davanti a Nasuada, Arya e Angela. L'occhio sinistro della dragonessa scintillava di fuoco azzurro. Inspir� due volte, e la lingua rossa guizz� fuori dalla bocca. Una zaffata di alito caldo e umido arruff� il colletto di pizzo dell'abito di Nasuada.</p><empty-line/><p> Nasuada deglut� mentre la coscienza di Saphira sfiorava la sua. Saphira era diversa da qualsiasi altro essere che Nasuada avesse mai incontrato: antica, remota, feroce e gentile al tempo stesso. Questo, insieme all'imponente presenza fisica, le ricordava sempre che se Saphira avesse voluto divorarsela, avrebbe potuto. Era impossibile, pensava Nasuada, darsi troppe arie al cospetto di un drago.</p><empty-line/><p><emphasis>Fiuto sangue, </emphasis>disse Saphira. <emphasis>Chi ti ha ferito, Nasuada? Dimmi il suo nome e lo sventrer� da capo a piedi e ti porter� la sua testa come trofeo.</emphasis></p><empty-line/><p> �Non c'� bisogno che tu sventri nessuno. Non ancora, almeno. Ho impugnato io stessa il coltello. Ma � il momento meno adatto per parlare di questa vicenda. Ora m'importa solo di sapere che fine ha fatto Eragon.�</p><p><emphasis>Eragon, </emphasis> disse Saphira, <emphasis>ha deciso di restare nel territorio dell'Impero.</emphasis> Per un paio di secondi, Nasuada fu incapace di muoversi o di pensare. Poi un crescente senso di ineluttabilit� sostitu� l'impulso di respingere la rivelazione di Saphira. Anche gli altri reagirono in vari modi; Nasuada ne dedusse che Saphira aveva parlato a tutti insieme.</p><empty-line/><p> �Come... come hai potuto permetterglielo?� chiese.</p><empty-line/><p> Saphira sbuff� e piccole lingue di fuoco le risalirono dalle narici. <emphasis>Eragon ha fatto la sua scelta. Non ho potuto impedirglielo. Insiste per fare quello che ritiene giusto, quali che siano le conseguenze per lui o per il resto di Alaga�sia... Avrei voluto scrollarlo come un cucciolo, ma sono orgogliosa di lui. Non temete; sa badare a se stesso. Finora non gli � successo niente di brutto. Lo avrei saputo, altrimenti.</emphasis></p><empty-line/><p> Parl� Arya: �E perch� ha preso questa decisione, Saphira?�</p><empty-line/><p><emphasis>Sarebbe pi� facile per me mostrarvelo che spiegarlo a parole. Posso?</emphasis></p><empty-line/><p> Tutti manifestarono il loro consenso.</p><empty-line/><p> Un fiume di ricordi di Saphira si rivers� nella coscienza di Nasuada. Vide il nero Helgrind da sopra una coltre di nubi; sent� Eragon, Roran e Saphira discutere sulla migliore strategia di attacco; li osserv� scoprire il covo dei Ra'zac; e visse l'epica battaglia di Saphira con i Lethrblaka. La successione di immagini affascin� Nasuada. Era nata nel territorio dell'Impero, ma ne conservava solo un vago ricordo. Quella era la prima volta che da adulta guardava qualcosa che non si trovasse ai margini selvaggi del dominio di Galbatorix.</p><empty-line/><p> Infine ecco Eragon e lo scontro con Saphira. La dragonessa cerc� di nasconderlo, ma l'angoscia provata nel lasciare Eragon era ancora cos� bruciante e dolorosa che Nasuada dovette asciugarsi le guance con le bende delle braccia. Tuttavia le ragioni che Eragon aveva addotto per restare - uccidere l'ultimo Ra'zac ed esplorare l'Helgrind - non la lasciarono soddisfatta.</p><empty-line/><p> Nasuada s'incup�. <emphasis>Eragon pu� anche essere un giovane impulsivo, ma non � tanto stupido da mettere a repentaglio il nostro obiettivo solo per visitare qualche grotta e bere l'ultimo amaro sorso della vendetta. Devono esserci altre spiegazioni. </emphasis>Si domand� se fosse il caso di insistere con Saphira per ottenere la verit�, ma sapeva che la dragonessa non le avrebbe fornito quelle informazioni alla leggera. <emphasis>Forse vuole discuterne in privato, </emphasis> pens�.</p><empty-line/><p> �Dannazione!� imprec� re Orrin. �Eragon non avrebbe potuto scegliere un momento peggiore per andarsene in giro da solo. Che importa un singolo Ra'zac, quando l'intero esercito di Galbatorix � stanziato a poche miglia da qui?... Dobbiamo riportarlo indietro.�</p><empty-line/><p> Angela scoppi� a ridere. Stava lavorando a maglia una calza con cinque aghi d'osso, che ticchettavano e tintinnavano e crepitavano a ritmo costante. �E come? Lui viagger� di giorno, e Saphira non pu� volare a cercarlo quando il sole � alto rischiando di farsi scorgere da qualcuno e mettere in allarme Galbatorix.�</p><empty-line/><p> �S�, ma lui � il nostro Cavaliere! Non possiamo starcene qui con le mani in mano mentre lui si trova nel cuore del territorio nemico.�</p><empty-line/><p> �Sono d'accordo� disse Narheim. �In un modo o nell'altro, dobbiamo assicurarci che torni sano e salvo. Grimstnzborith Rothgar ha adottato Eragon nella sua famiglia e nel suo clan... che � anche il mio, come sapete... e noi gli dobbiamo la lealt� della nostra legge e del nostro sangue.�</p><empty-line/><p> Arya s'inginocchi� e, con grande sorpresa di Nasuada, cominci� ad allentare i lacci degli stivali per poi serrarli meglio. Con un laccio stretto fra i denti, Arya disse: �Saphira, dove si trovava di preciso Eragon l'ultima volta che gli hai toccato la mente?�</p><empty-line/><p><emphasis>All'ingresso dell'Helgrind.</emphasis></p><empty-line/><p> �E hai qualche idea sul percorso che intendeva seguire?�</p><empty-line/><p><emphasis>Non lo sapeva nemmeno lui.</emphasis></p><empty-line/><p> Rialzandosi, Arya disse: �Allora dovr� cercarlo ovunque.�</p><empty-line/><p> Come una gazzella, balz� in avanti e cominci� a correre per la radura; scomparve nella foresta di tende, diretta a nord, veloce e leggera come il vento.</p><empty-line/><p> �Arya, no!� grid� Nasuada; ma l'elfa era gi� sparita. La disperazione minacci� di travolgerla. <emphasis>Il centro sta crollando, </emphasis>pens�.</p><empty-line/><p> Afferrando i bordi dei pezzi scompagnati d'armatura che lo ricoprivano, come se volesse strapparseli di dosso, Garzhvog disse a Nasuada: �Vuoi che la segua, Lady Furianera? Non posso correre veloce come i piccoli elfi, ma a lungo quanto loro s�.�</p><empty-line/><p> �No... no, resta. Arya pu� passare per un'umana da una certa distanza, ma i soldati ti darebbero la caccia dal momento stesso in cui un contadino ti vedesse.�</p><empty-line/><p> �Sono abituato a essere cacciato.�</p><empty-line/><p> �Ma non nel cuore dell'Impero, con centinaia di uomini di Galbatorix che battono la campagna. No, Arya dovr� badare a se stessa. Prego solo che trovi Eragon e lo protegga, perch� senza di lui siamo spacciati.�</p><p><strong>&#x2666; &#x2666; &#x2666;</strong></p><empty-line/><p><strong> IN FUGA DA TUTTO</strong></p><p>I piedi di Eragon risuonavano sul terreno.</p><empty-line/><p> Il ritmo martellante della sua falcata nasceva nei calcagni, correva su per le gambe, girava intorno ai fianchi, risaliva per la spina dorsale e terminava alla base del cranio, dove i ripetuti impatti gli facevano stridere i denti e acuivano il mal di testa che sembrava peggiorare a ogni miglio. All'inizio la musica monotona della corsa lo aveva infastidito, ma poi lo aveva cullato in una sorta di trance dentro la quale non pensava, si muoveva soltanto.</p><empty-line/><p> Ogni volta che uno stivale toccava il suolo, Eragon sentiva i fragili steli d'erba spezzarsi come ramoscelli, e nuvolette di polvere si levavano dal terreno arido. Pens� che doveva essere passato almeno un mese dall'ultima volta che era piovuto in quella zona di Alaga�sia. L'aria secca gli asciugava l'umidit� del respiro, lasciandogli la gola riarsa. Per quanto bevesse, non riusciva a compensare la quantit� d'acqua che il sole e il vento gli sottraevano.</p><empty-line/><p> Di qui il suo mal di testa.</p><empty-line/><p> L'Helgrind era ormai molto lontano. Per� i suoi progressi erano stati pi� lenti del previsto. Centinaia di pattuglie di Galbatorix, composte da soldati e da stregoni, battevano il territorio in lungo e in largo, costringendolo spesso a nascondersi per evitarle. Stavano cercando lui, senza alcuna ombra di dubbio. La sera prima aveva persino scorto Castigo che volava basso sull'orizzonte a ovest. Aveva subito schermato la mente, si era gettato in un canale di scolo e aveva aspettato l� per mezz'ora, finch� Castigo non era tornato indietro, scomparendo oltre i confini del mondo.</p><empty-line/><p> Eragon aveva deciso di viaggiare percorrendo strade e sentieri ogni volta che era possibile. Gli eventi della settimana prima lo avevano spinto ai limiti della resistenza fisica e interiore. Preferiva consentire al corpo di riposare e riprendersi piuttosto che stancarsi ancora di pi� correndo fra boschi di rovi, risalendo colline e guadando torrenti fangosi. Il tempo degli sforzi violenti e disperati sarebbe di certo tornato, ma non adesso.</p><empty-line/><p> Finch� restava sulle strade battute, non osava correre veloce quanto avrebbe potuto; anzi, sarebbe stato meglio non correre affatto. Il territorio era disseminato di villaggi e fattorie: se qualcuno degli abitanti avesse visto un uomo correre da solo nella campagna, come inseguito da un branco di lupi, la scena avrebbe inevitabilmente suscitato curiosit� e sospetti, e magari un contadino spaventato avrebbe riferito l'episodio all'Impero. Sarebbe stato un errore fatale per Eragon, la cui pi� grande protezione era il mantello dell'anonimato.</p><empty-line/><p> Adesso invece correva perch� da almeno una lega non incontrava creature viventi, tranne un lungo serpente che si crogiolava al sole.</p><empty-line/><p> Tornare dai Varden era il suo principale obiettivo, e lo irritava dover procedere a rilento, camminando come un vagabondo qualsiasi. Eppure apprezzava la solitudine. Non era mai stato solo, veramente solo da quando aveva trovato l'uovo di Saphira sulla Grande Dorsale. I pensieri della dragonessa avevano continuamente sfiorato i suoi, e al suo fianco c'era sempre stato qualcuno, Brom o Murtagh o un'altra persona. Oltre al fardello della presenza costante di qualcuno, Eragon aveva passato tutti i mesi dalla partenza dalla Valle Palancar impegnato in duri allenamenti, interrotti solo per viaggiare o prendere parte a sanguinose battaglie. Non gli era mai capitato di concentrarsi cos� intensamente e cos� a lungo su se stesso o di riflettere sulle sue paure e i suoi pensieri.</p><empty-line/><p> Accolse con piacere la solitudine, e la pace che ne derivava. L'assenza di voci, compresa la propria, era una dolce ninnananna che, seppure per breve tempo, gli fece dimenticare i timori per il futuro. Non aveva voglia di divinare Saphira - anche se erano troppo distanti per toccarsi con la mente, il loro legame gli avrebbe comunque rivelato se lei stava male - o di cercare Arya o Nasuada solo per sentirsi aggredire dalle loro parole infuriate. Molto meglio, pensava, ascoltare il canto degli uccelli e il sospiro della brezza fra l'erba e le foglie degli alberi.</p><p>Un tintinnio di briglie, uno scalpiccio di zoccoli e il suono di voci umane ridestarono Eragon dalle sue fantasticherie. Allarmato, si ferm� e si guard� intorno, cercando di capire da dove provenissero gli uomini. Una coppia di taccole gracchianti si lev� in volo da una gola poco distante.</p><p>L'unico nascondiglio praticabile era un boschetto di ginepri. Eragon si tuff� fra i rami bassi proprio mentre sei soldati emergevano dalla gola, spronando i cavalli al piccolo galoppo per salire sulla strada sterrata, a meno di dieci passi da lui. In circostanze normali Eragon avrebbe percepito la loro presenza molto prima che gli arrivassero cos� vicini, ma da quando aveva scorto Castigo in lontananza aveva tenuto la mente schermata.</p><p>I soldati tirarono le redini e si fermarono al centro della strada, discutendo fra di loro. �Ti dico che ho visto qualcosa!� grid� uno. Era di corporatura media, con le guance rubizze e la barba gialla.</p><p>Col cuore in tumulto, Eragon si sforz� di respirare piano e in silenzio. Si tocc� la fronte per assicurarsi che la striscia di tessuto che si era legato intorno alla testa coprisse ancora le sopracciglia oblique e le orecchie a punta. <emphasis> Se solo avessi ancora la mia armatura, </emphasis>pens�. Per evitare di attirare l'attenzione si era costruito uno zaino di fortuna - usando rami secchi e una pezza quadrata di tela che aveva barattato da un ambulante - e ce l'aveva infilata dentro. Ora non osava aprire lo zaino per indossarla, nel timore che i soldati lo sentissero.</p><p>Il soldato dalla barba gialla smont� dal suo baio da battaglia e s'incammin� lungo il ciglio della strada, studiando il terreno e il boschetto di ginepri. Come tutti i membri dell'esercito di Galbatorix, indossava una casacca rossa con una fiamma ricamata a fili d'oro. Il ricamo sprizzava scintille di luce a ogni movimento. La sua armatura era semplice: un elmo, uno scudo ammaccato e una brigantina di pelle, segno che era poco pi� che un fante a cavallo. Portava una lancia nella mano destra e uno spadone al fianco sinistro.</p><p>Mentre il soldato si avvicinava al suo nascondiglio, accompagnato dal clangore metallico degli speroni, Eragon cominci� a sussurrare un complicato incantesimo nell'antica lingua. Le parole gli uscirono dalle labbra in un flusso ininterrotto finch�, con sgomento, non si accorse di aver pronunciato male una serie particolarmente difficile di vocali, e fu costretto a ricominciare daccapo.</p><p>Il soldato fece un altro passo verso di lui.</p><empty-line/><p> E un altro.</p><empty-line/><p> Proprio mentre il soldato si fermava di fronte a lui, Eragon complet�</p><p>l'incantesimo e sent� che la sua forza scemava per effetto della magia. Purtroppo aveva impiegato un istante di troppo, perch� il soldato esclam�: �Aha!� e scost� i rami di ginepro, esponendolo alla vista.</p><p>Eragon non si mosse.</p><empty-line/><p> Il soldato lo guard� dritto in faccia e aggrott� la fronte. �Ma che...� borbott�. Affond� la lancia fra i rami, mancando di un soffio il viso di Eragon, che si conficc� le unghie nei palmi, mentre i muscoli contratti tremavano. �Ah, ma che diamine� disse il soldato un attimo dopo, e lasci� andare i rami, che tornarono di scatto al loro posto, nascondendo di nuovo Eragon.</p><empty-line/><p> �Che c'�?� grid� un altro degli uomini.</p><empty-line/><p> �Niente� rispose il soldato a piedi, tornando dai compagni. Si tolse l'elmo e si asciug� la fronte. �Gli occhi mi giocano brutti scherzi.�</p><empty-line/><p> �Ma che si aspetta da noi quel bastardo di Braethan? Negli ultimi due giorni non abbiamo praticamente chiuso occhio.�</p><empty-line/><p> �Gi�. Il re dev'essere disperato per spremerci in questo modo... A essere sincero, preferirei non trovare questa persona che stiamo cercando, chiunque sia. Non che io abbia paura, ma se una persona riesce a preoccupare Galbatorix, allora vuol dire che � meglio evitarla. Che siano Murtagh e quel suo drago maledetto a catturare il nostro misterioso fuggitivo, eh?�</p><empty-line/><p> �A meno che non stiamo cercando proprio Murtagh� sugger� un terzo. �Hai sentito anche tu cosa ha detto il figlio di Morzan.�</p><empty-line/><p> Un silenzio inquieto scese sui soldati. Poi quello a piedi salt� in groppa al suo cavallo con un agile volteggio, si avvolse le redini intorno alla mano sinistra e disse: �Tieni chiusa quella tua boccaccia, Derwood. Parli troppo.�</p><empty-line/><p> Detto questo, i sei spronarono i cavalli e ripresero a galoppare verso nord, lungo la strada sterrata.</p><empty-line/><p> Mentre il rumore degli zoccoli si affievoliva, Eragon estinse l'incantesimo, si strofin� gli occhi con le nocche e pos� le mani sulle ginocchia. Gli sfugg� una lunga risata e scroll� la testa, divertito dalla singolarit� della sua situazione paragonata alla sua tranquilla fanciullezza nella Valle Palancar. <emphasis>Allora non avrei mai immaginato che potesse accadermi tutto questo, </emphasis>si disse.</p><empty-line/><p> L'incantesimo a cui aveva fatto ricorso era in due parti: la prima aveva deviato i raggi luminosi intorno al suo corpo per renderlo invisibile, e la seconda aveva impedito ad altri stregoni di rilevare il suo uso della magia, o almeno cos� sperava. La principale controindicazione dell'incantesimo era che non poteva nascondere le impronte - perci� bisognava restare immobili come una statua mentre lo si evocava - e spesso non riusciva a eliminare del tutto l'ombra della persona.</p><empty-line/><p> Sgusciando dal boschetto, Eragon stiracchi� le braccia sopra la testa e si volse a guardare la gola da cui erano emersi i soldati. Una sola domanda gli occupava la mente, mentre riprendeva il cammino: che cosa aveva detto Murtagh?</p><p> �Ahh!�</p><p>Il velo illusorio dei sogni si squarci� quando Eragon artigli� l'aria con le mani. Si raggomitol� con le ginocchia strette al petto e rotol� su se stesso. Poi indietreggi� puntando mani e talloni nel terreno, e infine si alz� di scatto, incrociando le braccia davanti al viso per parare eventuali colpi. Le tenebre della notte lo circondavano. In alto, le stelle indifferenti continuavano a spostarsi nella loro incessante danza celeste. In basso, non una creatura si muoveva, n� si udiva un suono, tranne la brezza gentile che accarezzava l'erba.</p><p>Eragon tese un tentacolo di coscienza, convinto che qualcuno stesse per aggredirlo. Spazi� in un raggio di cento piedi, ma non trov� nessuno nelle vicinanze.</p><p>Alla fine abbass� le braccia. Ansimava forte, e la pelle gli bruciava, intrisa di sudore. Nella sua mente ruggiva una tempesta fatta di lampi di spade e pioggia di sangue. Per un istante credette di essere nel Farthen D�r, a combattere gli Urgali, e poi sulle Pianure Ardenti, a incrociare la lama con uomini come lui. Ogni luogo era cos� reale che avrebbe giurato di essere stato trasportato indietro nel tempo e nello spazio con un sortilegio sconosciuto. Vide davanti a s� gli uomini e gli Urgali che aveva ucciso: sembravano cos� veri che si chiese se potessero parlare. E pur non avendo pi� le cicatrici delle ferite, il suo corpo ricordava ogni colpo subito, e il giovane rabbrivid� nel sentire ancora le spade e le frecce che gli trapassavano la carne.</p><p>Con un ululato animalesco, cadde in ginocchio e si pieg� in avanti, le braccia strette intorno allo stomaco, dondolando avanti e indietro. <emphasis>Va tutto bene... va tutto bene. </emphasis>Premette la fronte sul terreno, raggomitolato, sentendo il calore del proprio respiro sulla pancia.</p><p><emphasis>Cosa c'� che non va in me?</emphasis></p><empty-line/><p> Nessuno dei racconti epici che Brom narrava a Carvahall accennava al fatto che gli eroi del passato fossero stati perseguitati da visioni simili. Nessuno dei guerrieri che Eragon aveva conosciuto fra i Varden sembrava tormentato dal sangue versato. Roran aveva ammesso che non gli piaceva uccidere, per� non si svegliava nel cuore della notte urlando.</p><empty-line/><p><emphasis>Sono un debole, </emphasis>pens� Eragon. <emphasis>Un vero uomo non dovrebbe provare queste sensazioni. Garrow o Brom sarebbero stati in pace con la propria coscienza, lo so. Facevano quello che andava fatto, punto e basta. Non versavano lacrime, non si tormentavano, non digrignavano i denti... Sono un debole.</emphasis></p><empty-line/><p> Si rimise in piedi e cominci� a camminare in circolo, intorno al suo giaciglio sull'erba, per calmarsi. Dopo mezz'ora, quando l'angoscia ancora gli attanagliava il petto in una morsa di ferro, facendolo trasalire al minimo fruscio, e la pelle gli prudeva come se un migliaio di formiche gli camminassero addosso, afferr� lo zaino e cominci� a correre alla cieca. Non gli importava che cosa potesse nascondersi nelle tenebre ignote o che qualcuno notasse la sua folle corsa.</p><empty-line/><p> Voleva soltanto sfuggire ai propri incubi. La mente gli si era rivoltata contro, e non poteva confidare nel pensiero razionale per disperdere il panico. La sua unica risorsa, quindi, era affidarsi all'antica saggezza animale della carne, che gli diceva di <emphasis>muoversi. </emphasis>Se avesse corso veloce e abbastanza a lungo, forse sarebbe riuscito ad aggrapparsi al momento presente. Forse l'oscillazione delle braccia, l'impatto dei piedi sul terreno, il sudore freddo che gli colava dalle ascelle e una miriade di altre sensazioni fisiche lo avrebbero costretto a dimenticare.</p><empty-line/><p> Forse.</p><p>Una nuvola di storni sfrecci� nel cielo del pomeriggio, come un branco di pesci che guizza sull'oceano.</p><empty-line/><p> Eragon socchiuse gli occhi per ammirarli. Nella Valle Palancar, quando gli storni facevano ritorno dopo l'inverno, spesso formavano gruppi cos� grandi da trasformare il giorno in notte. Questo stormo non era molto grande, ma gli ricordava lo stesso le serate trascorse a bere infuso di menta con Garrow e Roran sotto il portico della fattoria, guardando la nuvola nera che cambiava forma di continuo.</p><empty-line/><p> Smarrito nei ricordi, si ferm� e sedette su un masso per stringersi i lacci degli stivali.</p><empty-line/><p> Il tempo era cambiato: faceva freddo e una nuvolaglia grigia a ovest annunciava un temporale. La vegetazione era pi� ricca, con muschio e canne e ampie zolle d'erba verde. A diverse miglia di distanza, cinque colline interrompevano il panorama uniforme e piatto. Un boschetto di querce coronava la sommit� della collina centrale. Dal denso fogliame si ergevano le rovine di una costruzione abbandonata, eretta da chiss� quale razza nei secoli addietro.</p><empty-line/><p> Incuriosito, Eragon decise di rompere il digiuno fra le rovine. Era certo di trovare selvaggina in abbondanza, e la sosta gli avrebbe dato una scusa per esplorare un po' i dintorni prima di proseguire.</p><empty-line/><p> Arriv� ai piedi della prima collina un'ora dopo, e trov� i resti di un'antica strada lastricata di pietre squadrate. La segu� fino alle rovine, sconcertato dalla loro architettura, che non somigliava a nessuna opera di umani, elfi o nani a lui nota.</p><empty-line/><p> L'ombra sotto le querce rinfresc� Eragon mentre s'inerpicava sulla collina centrale. Verso la sommit�, il terreno divenne pianeggiante e il boschetto si dirad� per aprirsi su una vasta radura. Al centro svettava una torre diroccata. La parte bassa della torre era larga e solcata da nervature, come il tronco di un albero. Poi la struttura si andava assottigliando e risaliva verso il cielo per oltre trenta piedi, terminando con un profilo aguzzo e frastagliato. La parte superiore della torre giaceva sul terreno, ridotta in tanti frammenti.</p><empty-line/><p> Eragon era eccitato. Aveva il sospetto di aver trovato un avamposto elfico eretto molto prima della caduta dei Cavalieri. Nessun'altra razza possedeva l'abilit� o l'inclinazione a costruire una struttura simile.</p><empty-line/><p> Poi not� un orticello dall'altra parte della radura.</p><empty-line/><p> Tra le piante era accovacciato un uomo, intento a estirpare erbacce in mezzo ai piccoli filari di piselli. Il volto era immerso nell'ombra. La barba grigia era cos� lunga che gli posava in grembo come un cumulo di lana grezza.</p><empty-line/><p> Senza alzare lo sguardo, l'uomo disse: �Be', ti decidi ad aiutarmi o no? Se lo fai, ci sar� da mangiare anche per te.�</p><empty-line/><p> Eragon esit�, poi si disse: <emphasis>Perch� dovrei aver paura di un vecchio eremita? </emphasis>e si avvicin� all'orto. �Sono Bergan... Bergan, figlio di Garrow.�</p><empty-line/><p> �Tenga, figlio di Ingvar� borbott� l'uomo.</p><empty-line/><p> Eragon pos� lo zaino per terra e l'armatura all'interno sferragli�. Per tutta l'ora seguente lavor� in silenzio insieme a Tenga. Sapeva che non avrebbe dovuto restare, ma gli piaceva il lavoro fisico: gli impediva di pensare. Mentre sradicava le erbacce, lasci� espandere la mente per toccare la moltitudine di esseri che vivevano nella radura. Accolse con gratitudine il senso di unit� che condivideva con loro.</p><empty-line/><p> Quando ebbero strappato fino all'ultimo stelo d'erba, portulaca e tarassaco, Eragon segu� Tenga attraverso una porticina incassata ai piedi della torre, oltre la quale si apriva una cucina spaziosa. Al centro della stanza, una scala a chiocciola conduceva al piano di sopra. Libri, pergamene e fasci di cartapecora non rilegata coprivano ogni superficie libera, compresa buona parte del pavimento.</p><empty-line/><p> Tenga punt� un dito verso la piccola catasta di rami nel caminetto. Con uno scoppio e un crepitio, il legno prese fuoco. Eragon s'irrigid�, pronto a lottare sia fisicamente che mentalmente con Tenga.</p><empty-line/><p> L'altro parve non notare la sua reazione, ma continu� ad affaccendarsi in cucina, prendendo tazze, piatti, coltelli e avanzi di vario genere per il pranzo, senza mai smettere di borbottare fra s�.</p><empty-line/><p> Con tutti i sensi vigili, Eragon sedette su uno sgabello in un angolo. <emphasis>Non ha parlato nell'antica lingua, </emphasis>pens�. <emphasis>Anche se ha pronunciato l'incantesimo nella sua testa, ha comunque rischiato di morire, o peggio, e solo per accendere il caminetto! </emphasis>Oromis gli aveva insegnato che le parole sono il mezzo attraverso il quale si controlla la magia. Evocare un incantesimo senza che la struttura del linguaggio ne imbrigliasse la forza motrice voleva dire rischiare che un pensiero ramingo o un'emozione distorcessero il risultato.</p><empty-line/><p> Eragon si guard� intorno, cercando nella stanza qualche indizio che potesse rivelargli qualcosa sul suo anfitrione. Vide una pergamena aperta che mostrava colonne di parole nell'antica lingua e la riconobbe come un compendio dei veri nomi simile a quello che aveva studiato a Ellesm�ra. I maghi avevano a cuore quel genere di documenti e di libri, ed erano disposti a sacrificare qualsiasi cosa per ottenerli, perch� su di essi si potevano imparare nuove formule per un incantesimo o anche annotare le parole che via via si scoprivano. D'altro canto, erano pochi quelli che riuscivano a mettere le mani su un compendio, perch� erano oggetti estremamente rari e quelli che gi� ne possedevano uno non se ne separavano mai volentieri.</p><empty-line/><p> Se gi� era strano che Tenga ne avesse uno, Eragon rimase di stucco nel vederne altri sei sparsi per la stanza, oltre a un certo numero di documenti su svariati temi, dalla storia alla matematica, dall'astronomia alla botanica.</p><empty-line/><p> Un boccale di birra e un vassoio con pane, formaggio e una fetta di pasticcio di carne freddo comparvero davanti a Eragon, offerti con malagrazia da Tenga.</p><empty-line/><p> �Grazie� disse Eragon, riconoscente.</p><empty-line/><p> Tenga lo ignor� e si sedette a gambe incrociate accanto al caminetto. Continu� a borbottare e mugugnare dentro la barba mentre consumava il suo pasto.</p><empty-line/><p> Dopo che ebbe ripulito il piatto e bevuto l'ultimo sorso di birra, Eragon non pot� trattenersi dal chiedere a Tenga, che a sua volta stava per finire il pasto: �Sono stati gli elfi a costruire questa torre?�</p><empty-line/><p> Tenga lo fiss� con uno strano sguardo, come se la domanda gli facesse dubitare dell'intelligenza di Eragon. �Gi�. Sono stati gli infidi elfi a costruire Edur Ithindra.�</p><empty-line/><p> �E tu cosa ci fai qui? Vivi da solo, oppure...�</p><empty-line/><p> �Cerco la risposta!� esclam� Tenga. �La chiave per una porta chiusa, il segreto degli alberi e delle piante. Fuoco, calore, lampo, luce... Quasi tutti non conoscono la domanda e brancolano nell'ignoranza. Altri conoscono la domanda ma temono la risposta. Bah! Per migliaia di anni abbiamo vissuto come bestie selvagge. Selvagge! Io metter� fine a tutto questo. Io aprir� un'era di luce e tutti glorificheranno la mia impresa.�</p><empty-line/><p> �Ti prego, dimmi, che cosa cerchi esattamente?�</p><empty-line/><p> Tenga si accigli�. �Non conosci la domanda? Credevo di s�. Ma si vede che mi sbagliavo. Eppure ho idea che tu comprenda la mia ricerca. Tu cerchi una risposta differente, ma comunque stai cercando. Lo stesso fuoco brucia nel tuo cuore come nel mio. Chi altri se non un compagno pellegrino pu� apprezzare il sacrificio che siamo costretti a compiere per trovare la risposta?�</p><empty-line/><p> �La risposta a cosa?�</p><empty-line/><p> �Alla domanda che scegliamo.�</p><empty-line/><p><emphasis>� pazzo, </emphasis>pens� Eragon. Guardandosi intorno in cerca di qualcosa che potesse aiutarlo a distrarre Tenga, vide una serie di animaletti di legno allineati sul davanzale di una finestra a forma di goccia. �Che belle� disse, indicando le statuine. �Chi le ha fatte?�</p><empty-line/><p> �Lei... prima di andarsene. Faceva sempre delle cose.� Tenga si alz� di scatto e pos� la punta dell'indice sulla prima statuina. �Ecco lo scoiattolo dalla coda fremente, veloce, scattante e ridente.� Il dito pass� sulla seconda statuina. �Ecco il cinghiale selvatico, con le sue zanne aguzze... Ecco il corvo...�</p><empty-line/><p> Tenga non si accorse di quando Eragon indietreggi� e sollev� il paletto della porta per sgusciare via da Edur Ithindra. Il giovane si rimise lo zaino in spalla e riattravers� il boschetto di querce, allontanandosi dalle cinque colline e dallo stregone folle che vi dimorava.</p><p>Per il resto del giorno, e tutto quello dopo, il numero di persone incontrate lungo la strada continu� ad aumentare fino a diventare un flusso pressoch� ininterrotto di gente che andava e veniva. Per la maggior parte erano profughi, ma c'erano anche soldati e mercanti. Eragon li evitava quando poteva, altrimenti camminava con il mento affondato nel petto.</p><p>Fu cos� costretto a passare la notte nel villaggio di Agrod'est, venti miglia a nord di Melian. Aveva avuto intenzione di abbandonare la strada molto prima di arrivare al villaggio e trovare riparo in una valletta o in una grotta dove poter riposare fino al mattino, ma a causa della sua scarsa conoscenza di quel territorio calcol� male la distanza e arriv� dalle parti del piccolo centro in compagnia di tre soldati. Andarsene cos�, a meno di un'ora dalla sicurezza delle mura e dei cancelli di Agrod'est e dal conforto di un letto caldo, avrebbe indotto anche il pi� ottuso degli ottusi a chiedersi perch� stesse cercando di evitare il villaggio. Cos� strinse i denti e in silenzio ripass� la storia che aveva inventato per giustificare il suo viaggio.</p><p>Il sole gonfio fiammeggiava a due dita dall'orizzonte quando Eragon avvist� Agrod'est, un villaggio di medie dimensioni circondato da un'alta e robusta palizzata. Ed era quasi buio quando finalmente lo raggiunse e ne varc� il cancello. Alle sue spalle sent� una guardia chiedere agli uomini d'armi se avessero visto qualcuno dietro di loro sulla strada.</p><p>�Non mi pare.�</p><empty-line/><p> �Meglio cos� replic� la sentinella. �Se c'� qualche ritardatario, dovr� aspettare domattina per entrare.� Poi si rivolse alla guardia sul lato opposto dell'ingresso e grid�: �Chiudi!� Insieme spinsero i due battenti del cancello, alto quindici piedi e rinforzato col ferro, e lo sbarrarono con quattro pali di quercia grossi quanto il torace di Eragon.</p><empty-line/><p><emphasis>Forse temono un assedio, </emphasis>pens� Eragon, e poi sorrise davanti alla propria ingenuit�. <emphasis>Be', chi non si aspetta dei guai, di questi tempi? </emphasis>Fino a qualche mese prima avrebbe avuto paura di restare intrappolato ad Agrod'est, ma adesso era sicuro di poter scalare le fortificazioni a mani nude e, rendendosi invisibile con la magia, di poter fuggire senza essere notato. Tuttavia scelse di restare perch� era stanco ed evocare un incantesimo avrebbe potuto attirare l'attenzione di altri maghi, se ce n'erano.</p><empty-line/><p> Aveva mosso soltanto qualche passo sul viale fangoso che portava nella piazza del villaggio, quando un sorvegliante notturno gli si avvicin� e gli spinse una lanterna proprio sotto il viso. �Altol�! Non sei mai stato ad Agrod'est prima d'ora, vero?�</p><empty-line/><p> �Questa � la mia prima visita� rispose Eragon.</p><empty-line/><p> Il tarchiato sorvegliante aggrott� la fronte. �Hai una famiglia o degli amici che ti aspettano?�</p><empty-line/><p> �No.�</p><empty-line/><p> �E allora cosa ti porta qui ad Agrod'est?�</p><empty-line/><p> �Niente. Sto viaggiando verso sud per andare a prendere la famiglia di mia sorella e riportarli tutti a Dras-Leona.� La storia parve non avere effetto sul sorvegliante. <emphasis>Forse non mi crede, </emphasis>pens� Eragon, <emphasis>o forse ne ha sentite cos� tante, di storie come la mia, che non ci fa pi� caso.</emphasis></p><empty-line/><p> �Allora cerca la Casa del Viandante, vicino al pozzo centrale. L� troverai vitto e alloggio. E mentre resti qui ad Agrod'est, ti avverto: non tolleriamo assassini, ladri o pervertiti da queste parti. Abbiamo catene e forche robuste che hanno gi� avuto molti ospiti. Sono stato chiaro?�</p><empty-line/><p> �Chiarissimo, signore.�</p><empty-line/><p> �E allora vai, e buona fortuna. Ma aspetta! Come ti chiami, straniero?� �Bergan.�</p><empty-line/><p> A questa risposta, il sorvegliante si volt� e riprese la sua ronda notturna. Eragon aspett� che la lanterna dell'uomo svanisse dietro un gruppo di case per avvicinarsi al tabellone degli avvisi montato a sinistra dei cancelli.</p><empty-line/><p> L�, inchiodate su una mezza dozzina di manifesti che ritraevano vari criminali, c'erano due pergamene lunghe quasi tre piedi. Una raffigurava Eragon, l'altra Roran, ed entrambe li etichettavano come traditori della Corona. Eragon esamin� le pergamene con attenzione e si stup� per la ricompensa promessa: un'intera contea a chiunque li avesse catturati. Il ritratto di Roran era abbastanza fedele e mostrava persino la barba che si era lasciato crescere da quando era fuggito da Carvahall, ma quello di Eragon lo dipingeva com'era stato prima della Celebrazione del Giuramento di Sangue, quando il suo aspetto era ancora del tutto umano.</p><empty-line/><p><emphasis>Come sono cambiate le cose, </emphasis>pens�.</p><empty-line/><p> Riprese a camminare per il villaggio finch� non individu� la Casa del Viandante. La sala comune aveva un basso soffitto dalle travi annerite. Gialle candele di sego spandevano una morbida luce tremolante e riempivano l'aria di strati di fumo. Il pavimento era coperto di sabbia e giunchi che scricchiolarono sotto gli stivali di Eragon. Alla sua sinistra c'erano dei tavoli con delle sedie, e un grande camino dove un ragazzetto rigirava un maiale sullo spiedo. Dall'altro lato correva un lungo bancone, una fortezza dai bordi rialzati che proteggeva i barili di birra chiara, scura e quant'altro dalle orde di uomini assetati che cercavano di assalirla da tutte le parti.</p><empty-line/><p> C'erano una sessantina di avventori nella sala, gremita fino ai limiti del tollerabile. Il frastuono delle conversazioni sarebbe stato comunque assordante per Eragon dopo tanto tempo passato da solo in viaggio, ma con il suo nuovo sensibilissimo udito gli parve di trovarsi nel bel mezzo di una fragorosa cascata. Non riusciva a concentrarsi sulle singole voci. Ogni volta che captava una parola o una frase, subito la smarriva in una marea ribollente di altre parole. In un angolo, un trio di menestrelli cantava e suonava una parodia di <emphasis>Dolce Aethrid di Dauth, </emphasis>aggiungendo fracasso al fracasso.</p><empty-line/><p> Con una smorfia, Eragon si fece strada a fatica tra la folla fino a raggiungere il bancone. Voleva parlare con la cameriera, ma lei era cos� indaffarata che passarono ben cinque minuti prima che si accorgesse di lui e gli chiedesse: �Cosa prendi?� Aveva ciocche di capelli incollate al viso madido di sudore.</p><empty-line/><p> �Avete una stanza, o un angolo appartato dove poter passare la notte?� �Non saprei. Per queste cose devi parlare con la padrona. Adesso scende� disse la donna, indicando una scala immersa nella penombra.</p><empty-line/><p> Mentre aspettava, Eragon si appoggi� con la schiena e i gomiti al bancone e prese a studiare la folla. Era un miscuglio di individui: una met� dovevano essere abitanti di Agrod'est venuti a godersi una serata in allegria, gli altri erano uomini e donne - spesso famiglie intere - che stavano migrando verso zone pi� tranquille del paese. Eragon li identific� facilmente dalle camicie logore e dai pantaloni sporchi e da come se ne stavano rannicchiati sulle sedie, guardando di sottecchi chiunque si avvicinasse. Stavano ben attenti, per�, a non fissare direttamente l'ultimo e pi� piccolo gruppo di avventori del locale: i soldati di Galbatorix. Gli uomini dalle casacche rosse erano i pi� chiassosi di tutti. Ridevano e gridavano e battevano i pugni guantati di ferro sui tavoli, mentre tracannavano birra a fiumi e tentavano di abbrancare ogni cameriera tanto incosciente da passar loro accanto.</p><empty-line/><p><emphasis>Si comportano cos� perch� sanno che nessuno oserebbe ribellarsi e si divertono a ostentare il loro potere? </emphasis>si chiese Eragon. <emphasis>O lo fanno perch� sono stati costretti a unirsi all'esercito di Galbatorix e cercano di affogare il senso di colpa e la paura nell'alcol?</emphasis></p><empty-line/><p> I menestrelli intanto cantavano:</p><p><emphasis>La dolce Aethrid di Dauth dalla chioma fluente Corse da Lord Edel gridando: "Libera il mio amante, O una strega ti trasformer� in un caprone!" </emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> Lord Edel disse ridendo: "Non c'� strega che mi trasformi In un caprone!"</emphasis></p><p>La folla si scost� consentendo a Eragon di scorgere un tavolo addossato a una parete, dove sedeva una donna con il volto nascosto dal cappuccio di un mantello da viaggio nero. Era circondata da quattro uomini, contadini tarchiati con la nuca cotta dal sole e le guance arrossate dall'alcol. Due erano appoggiati alla parete, da un lato e dall'altro della donna, che dominavano con la loro invadente presenza, mentre il terzo se ne stava a cavalcioni su una sedia girata al contrario e il quarto in piedi, con un tallone appoggiato sul bordo del tavolo e il busto proteso in avanti. Gli uomini parlavano e gesticolavano senza freni. Anche se Eragon non poteva sentire quello che diceva la donna, era ovvio che le sue risposte dovevano aver fatto infuriare i contadini, perch� i quattro si accigliarono e gonfiarono il petto come galletti arroganti. Uno di loro le punt� addosso un dito minaccioso.</p><p>Eragon pens� che alla fine erano brave persone, lavoratori onesti che avevano smarrito le buone maniere in fondo al boccale, un errore che aveva spesso visto fare nei giorni di festa a Carvahall. Garrow non aveva rispetto per gli uomini che sapevano di non reggere l'alcol e che malgrado ci� insistevano a bere, esponendosi al ridicolo in pubblico. "� sconveniente" diceva. "Per giunta, se bevi per dimenticare i guai e non per gusto, dovresti farlo dove non disturbi gli altri."</p><p>L'uomo a sinistra della donna tese una mano all'improvviso e le infil� un dito sotto il cappuccio, con l'intenzione di abbassarlo. Con uno scatto fulmineo che Eragon colse a stento, la donna alz� la mano destra e afferr� il polso dell'uomo, poi lo liber� subito e torn� nella posizione precedente. Eragon dubitava che chiunque altro nel locale, compreso l'uomo che la donna aveva toccato, si fosse accorto di quel gesto.</p><p>Tuttavia il cappuccio le ricadde sulle spalle, ed Eragon trasal�, sbigottito. La donna era umana, ma somigliava in modo impressionante ad Arya. Le uniche differenze erano gli occhi - rotondi, non a mandorla come quelli di un gatto - e le orecchie, che non terminavano a punta come quelle degli elfi. La donna era bella quanto l'Arya che lui conosceva, solo in maniera meno esotica, pi� familiare.</p><p>Senza esitare, Eragon espanse la mente verso la donna. Doveva sapere chi era.</p><empty-line/><p> Non appena ebbe sfiorato la sua coscienza, fu respinto da un colpo mentale che gli annient� la concentrazione, mentre nei confini del cranio sentiva una voce assordante esclamare: <emphasis>Eragon!</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> Arya?</emphasis></p><empty-line/><p> I loro sguardi s'incrociarono per un istante, poi la folla torn� ad assieparsi davanti a lui bloccandogli la visuale.</p><empty-line/><p> Eragon si lanci� dall'altra parte della sala, sgomitando tra i corpi ammassati per liberarsi la strada. I contadini lo squadrarono con diffidenza quando emerse dalla calca, e uno disse: �Sei proprio un gran bifolco a piombare qui fra di noi senza essere stato invitato. Meglio se sparisci, eh?�</p><empty-line/><p> Nel tono pi� diplomatico che riusc� a trovare, Eragon disse: �Miei signori, mi pare di capire che la signora desideri essere lasciata in pace. Vorreste dunque ignorare il desiderio di una donna onesta?�</p><empty-line/><p> �Una donna onesta?� rise l'uomo pi� vicino. �Nessuna donna onesta viaggia da sola.�</p><empty-line/><p> �Lasciatemi dunque dissipare i vostri dubbi, perch� io sono suo fratello e stiamo andando a vivere da nostro zio a Dras-Leona.�</p><empty-line/><p> I quattro si scambiarono occhiate perplesse. Tre di loro cominciarono ad allontanarsi da Arya, ma il pi� massiccio si piant� a pochi centimetri dal suo viso e, alitandogli in faccia, disse: �Non sono sicuro di crederti, <emphasis>amico. </emphasis> Stai solo cercando di mandarci via per poterla avere tutta per te.�</p><empty-line/><p><emphasis>Non � molto lontano dalla verit�, </emphasis>pens� Eragon.</p><empty-line/><p> Parlando a bassa voce perch� soltanto quell'uomo potesse sentirlo, disse: �Ti assicuro che lei <emphasis>� </emphasis>mia sorella. Per favore, non voglio mettermi a discutere con te. Saresti cos� gentile da andartene?�</p><empty-line/><p> �No, perch� penso che tu sia un moccioso bugiardo.�</p><empty-line/><p> �Suvvia, sii ragionevole. Non c'� bisogno di litigare, la notte � ancora giovane, godiamoci la musica e la birra. Non lasciamo che un piccolo equivoco ci rovini la serata.�</p><empty-line/><p> Con suo grande sollievo, l'uomo si calm� ed emise un grugnito sprezzante. �Non mi metterei comunque a litigare con un ragazzetto come te� disse. Si volt� e raggiunse gli amici al bancone.</p><empty-line/><p> Con gli occhi fissi sulla folla, Eragon scivol� a sedere dietro il tavolo, accanto ad Arya. �Che ci fai qui?� le chiese, muovendo appena le labbra.</p><empty-line/><p> �Ti cercavo.�</p><empty-line/><p> Sorpreso, la guard�, e lei inarc� un sopracciglio. Lui torn� a fissare la calca rumorosa e fingendo di sorridere le domand�: �Sei da sola?�</p><empty-line/><p> �Non pi�... Hai preso un letto per la notte?�</p><empty-line/><p> Lui scosse il capo.</p><empty-line/><p> �Bene. Io ho gi� preso una stanza. Possiamo parlare l�.�</p><empty-line/><p> Si alzarono insieme, ed Eragon segu� Arya verso le scale in fondo al locale. I gradini traballanti scricchiolarono sotto i loro piedi mentre salivano al primo piano. Una sola candela illuminava lo squallido corridoio tappezzato con pannelli di legno. Arya lo guid� fino all'ultima porta a destra, e dall'ampia manica del mantello trasse una chiave di ferro. Apr� la porta, entr� nella stanza, aspett� che Eragon la seguisse e poi richiuse di nuovo la porta a chiave.</p><empty-line/><p> Un debole chiarore arancione filtrava dalla finestra piombata in fondo alla stanza. La luce proveniva da una lanterna appesa dall'altro lato della piazza centrale di Agrod'est. Eragon riusc� a scorgere la sagoma di una lampada a olio su un basso tavolino alla sua destra.</p><empty-line/><p> �Brisingr� mormor�, e accese lo stoppino con uno schiocco delle dita. Malgrado la luce della lampada, la stanza era ancora immersa nella penombra. Era tappezzata di pannelli come il corridoio, e il legno color castagna assorbiva la gran parte della luce, dando l'impressione che l'ambiente piccolo e angusto fosse schiacciato da un peso verso l'interno. A parte il tavolino, l'unico altro mobile era un letto singolo con una coperta ripiegata sulla spalliera. Sul materasso c'era una piccola borsa di provviste.</p><empty-line/><p> Eragon e Arya rimasero immobili qualche istante, l'uno di fronte all'altra. Poi Eragon cominci� a svolgere la striscia di tessuto che gli cingeva la testa, mentre Arya apriva la spilla che le fermava il mantello intorno alle spalle e lo posava sul letto. Portava un lungo abito color verde foresta, il primo vestito femminile che Eragon le avesse mai visto indossare.</p><empty-line/><p> Era una strana esperienza per lui vedere i loro aspetti ribaltati, lui simile a un elfo, e Arya a un'umana. Il cambiamento non tolse nulla al rispetto che provava per lei, ma in qualche modo lo mise pi� a suo agio, perch� Arya gli sembrava meno estranea.</p><empty-line/><p> Fu lei a rompere il silenzio. �Saphira ha detto che sei rimasto indietro per uccidere l'ultimo Ra'zac ed esplorare l'Helgrind. � la verit�?�</p><empty-line/><p> �� parte della verit�.�</p><empty-line/><p> �E il resto quale sarebbe?�</p><empty-line/><p> Eragon sapeva che non si sarebbe accontentata di niente di meno. �Promettimi che non rivelerai a nessuno quello che sto per dirti, a meno che non sia io a darti il permesso.�</p><empty-line/><p> �Te lo prometto� disse lei nell'antica lingua.</p><empty-line/><p> Eragon allora le raccont� di come aveva trovato Sloan, della ragione per cui aveva deciso di non portarlo dai Varden, della condanna che aveva inflitto al macellaio e della possibilit� che gli aveva dato di redimersi - almeno in parte - e recuperare la vista. Eragon concluse dicendo: �Qualunque cosa accada, Roran e Katrina non dovranno mai sapere che Sloan � ancora vivo. O saranno guai.�</p><empty-line/><p> Arya sedette sul bordo del letto e fiss� la fiamma ondeggiante della lampada per un po'. Poi mormor�: �Avresti dovuto ucciderlo.�</p><empty-line/><p> �Forse hai ragione; ma non ho potuto.�</p><empty-line/><p> �Trovare sgradevole un compito non � una buona ragione per evitarlo. Sei stato un codardo.�</p><empty-line/><p> Eragon s'irrigid� davanti a quell'accusa. �Dici? Chiunque armato di coltello avrebbe potuto uccidere Sloan. Quello che ho fatto io � stato molto pi� difficile.�</p><empty-line/><p> �Fisicamente, ma non moralmente.�</p><empty-line/><p> �Non l'ho ucciso perch� pensavo che fosse sbagliato.� Eragon aggrott� la fronte, concentrandosi per trovare le parole pi� adatte a spiegarsi. �Non avevo paura... non era quello. Non dopo aver combattuto in battaglia... � stato qualcos'altro. In guerra continuer� a uccidere, ma non voglio assumermi la responsabilit� di decidere chi deve vivere e chi deve morire. Non ho l'esperienza n� la saggezza... Ogni uomo ha un limite che non si sente di oltrepassare, Arya, e io ho scoperto il mio quando ho guardato Sloan. Dovessi anche prendere prigioniero Galbatorix in persona, non lo ucciderei. Lo porterei da Nasuada e da re Orrin, e se loro lo condannassero a morte, allora sarei ben lieto di tagliargli la testa, ma non prima. Chiamala debolezza, se vuoi, ma io sono fatto cos�, e non chieder� certo scusa per questo.�</p><empty-line/><p> �Allora sarai un semplice strumento nelle mani di qualcun altro?�</p><empty-line/><p> �Servir� il popolo come meglio posso. Non ho mai aspirato al comando. Alaga�sia non ha bisogno di un altro tiranno.�</p><empty-line/><p> Arya si massaggi� le tempie. �Perch� dev'essere sempre tutto cos� complicato con te, Eragon? Ovunque tu vada, trovi sempre il modo di ficcarti nelle situazioni pi� difficili. � come se cercassi apposta d'infilarti in ogni rovo che trovi sul cammino.�</p><empty-line/><p> �Tua madre ha detto pi� o meno la stessa cosa.�</p><empty-line/><p> �Non mi sorprende... D'accordo, ormai � fatta. Nessuno di noi due cambier� opinione, e abbiamo problemi pi� urgenti di cui occuparci invece di stare a discutere di giustizia e moralit�. In futuro, per�, faresti meglio a ricordare chi sei e che cosa rappresenti per i popoli di Alaga�sia.�</p><empty-line/><p> �Non lo dimentico mai.� Eragon aspett� una risposta, ma Arya lasci� correre. Sedendosi sul bordo del tavolo, Eragon allora disse: �Non dovevi venire a cercarmi, sai. Sto bene.�</p><empty-line/><p> �S� che dovevo.�</p><empty-line/><p> �Come hai fatto a trovarmi?�</p><empty-line/><p> �Ho intuito quale direzione avresti preso dall'Helgrind. Per fortuna l'istinto mi ha portata a quaranta miglia da qui, una distanza che mi � bastata a individuarti ascoltando i sussurri della terra.�</p><empty-line/><p> �Non capisco.�</p><empty-line/><p> �Un Cavaliere non passa inosservato in questo mondo, Eragon. Coloro che hanno orecchie per ascoltare e occhi per vedere possono facilmente interpretare i segni. Gli uccelli cantano del tuo passaggio, le bestie della terra riconoscono il tuo odore, e gli alberi e l'erba ricordano il tuo contatto. Il legame fra Cavaliere e drago � cos� potente che le creature sensibili alle forze della natura possono percepirlo.�</p><empty-line/><p> �Devi insegnarmi questo trucchetto una volta o l'altra.�</p><empty-line/><p> �Nessun trucchetto, Eragon: � solo l'arte di prestare attenzione a ci� che gi� ti circonda.�</p><empty-line/><p> �Ma perch� sei venuta qui ad Agrod'est? Non sarebbe stato pi� prudente incontrarci fuori?�</p><empty-line/><p> �Le circostanze mi hanno costretta a entrare nel villaggio, come immagino sia capitato anche a te. Non era questa la tua meta, giusto?�</p><empty-line/><p> �No...� Eragon si sciolse le spalle per liberarle dalle fatiche del viaggio. Lottando contro il sonno, indic� l'abito che lei indossava. �Hai finalmente deciso di abbandonare camicia e pantaloni?�</p><empty-line/><p> Un fievole sorriso incresp� le labbra di Arya. �Soltanto per la durata di questo viaggio. Ho vissuto fra i Varden per pi� anni di quanti non tenga a ricordare, eppure ancora mi stupisco di come gli umani insistano nel considerare diversi gli uomini e le donne. Non sono mai riuscita ad adottare le vostre usanze, anche se non mi sono mai nemmeno comportata come una vera elfa. E poi chi c'era a dirmi questo si fa e questo non si fa? Mia madre? Lei era all'altro capo di Alaga�sia.� Arya s'interruppe all'improvviso, come se avesse detto pi� di quanto volesse. Poi riprese. �Comunque ho avuto un malaugurato incontro con un paio di bovari poco dopo aver lasciato i Varden, cos� ho rubato questo vestito.�</p><empty-line/><p> �Ti sta molto bene.�</p><empty-line/><p> �Uno dei vantaggi di essere una maga � che non devi mai dipendere da una sarta.�</p><empty-line/><p> Eragon scoppi� a ridere. Poi si fece serio e domand�: �E adesso?�</p><empty-line/><p> �Adesso ci riposiamo. Domattina, prima dell'alba, sgattaioleremo via da Agrod'est e nessuno sapr� che fine abbiamo fatto.�</p><p>Quella notte, Eragon si distese sul pavimento davanti alla porta, mentre Arya riposava sul letto. La sistemazione non era dovuta a deferenza o cortesia da parte di Eragon - che avrebbe insistito comunque per cedere il letto ad Arya - quanto a prudenza. Se fosse entrato qualcuno nella stanza, avrebbe trovato quantomeno strano che una donna dormisse sul pavimento.</p><p>Mentre le ore si susseguivano lente, Eragon fissava le travi del soffitto e seguiva le fessure nel legno, incapace di calmare i pensieri in subbuglio. Aveva provato ad acquietarsi in tutti i modi, ma la sua mente continuava a tornare verso Arya, la sorpresa di vederla, i suoi commenti a proposito di Sloan, e soprattutto i sentimenti che provava per lei. Quali fossero non lo sapeva bene nemmeno lui. Desiderava con tutto se stesso stare con Arya, ma lei l'aveva respinto, e questo aveva macchiato il suo affetto di dolore e di rabbia, oltre che di frustrazione, perch� Eragon non voleva accettare che il suo corteggiamento fosse senza speranza, ma non sapeva come altrimenti comportarsi.</p><p>Si sentiva il petto oppresso dallo struggimento mentre ascoltava il lieve respiro regolare di Arya. Lo tormentava il fatto di esserle accanto senza potersi avvicinare. Si torceva l'orlo della tunica fra le dita, col desiderio di poter fare qualcosa invece di rassegnarsi a un triste destino.</p><p>Combatt� contro quelle emozioni violente fino a notte fonda, quando la stanchezza prese il sopravvento, trascinandolo nell'accogliente abbraccio di un riposo vigile. Fluttu� in quello stato di dormiveglia per un paio d'ore, fino a quando lo splendore delle stelle non cominci� ad affievolirsi e fu il momento di partire da Agrod'est.</p><p>Eragon e Arya aprirono la finestra e scavalcarono il davanzale, atterrando venti piedi pi� in basso, un dislivello di poco conto per le capacit� di un elfo. Mentre saltava, Arya strinse a s� l'orlo della veste per non farla svolazzare. Toccarono terra a pochi centimetri l'uno dall'altra, e subito presero a correre fra le case, verso la palizzata.</p><p>�Si chiederanno dove siamo andati� disse Eragon mentre correvano. �Forse sarebbe stato meglio aspettare e ripartire come viaggiatori normali.�</p><p>�Era troppo rischioso aspettare. Ho gi� pagato la stanza. Per la proprietaria della locanda � questo che conta, non se due ospiti se ne vanno prima dell'alba.� I due si separarono per qualche secondo, il tempo di aggirare un carro abbandonato, poi Arya aggiunse: �La cosa pi� importante � non fermarsi. Se indugiamo, il re ci trover� di sicuro.�</p><p>Quando arrivarono alla palizzata, Arya la perlustr� fino a trovare un palo sporgente. Lo afferr� e lo trasse a s� per saggiare la resistenza del legno. Il palo ondeggi� e sbatacchi� contro i due vicini, ma comunque resse.</p><p>�Prima tu� disse Arya.</p><empty-line/><p> �Prego, prima tu.�</p><empty-line/><p> Con un sospiro d'impazienza, Arya agit� un lembo dell'abito. �Un vestito � un po' pi� indecente di un paio di pantaloni, Eragon.�</p><p>Eragon si sent� avvampare le guance quando colse il senso della frase. Protese le mani, trov� un appiglio e cominci� a scalare la palizzata, issandosi con le ginocchia e con i piedi. Una volta in cima, si ferm� e rimase in equilibrio sulla punta del palo.</p><empty-line/><p> �Avanti� mormor� Arya.</p><empty-line/><p> �Non finch� non vieni anche tu.�</p><empty-line/><p> �Non essere cos�...�</p><empty-line/><p> �Sentinella!� disse Eragon, e indic� un punto poco lontano. Una lanterna oscillava nel buio fra due case vicine. Mentre la luce si avvicinava, la sagoma di un uomo emerse dal buio. Impugnava una spada sguainata.</p><p>Silenziosa come un fantasma, Arya afferr� il palo e con la sola forza delle braccia cominci� a salire verso Eragon. Sembrava scivolare verso l'alto senza fatica, come per incanto. Quando fu abbastanza vicina, Eragon la prese per l'avambraccio e l'aiut� a issarsi sopra la palizzata, accanto a s�. Come due strani uccelli appollaiati, rimasero immobili e in silenzio mentre il sorvegliante passava sotto di loro. L'uomo faceva dondolare la lanterna di qua e di l�, in cerca di intrusi.</p><p><emphasis>Non guardare a terra, </emphasis></p><p>preg� Eragon.</p><p><emphasis>E non guardare in alto.</emphasis></p><p>Un istante dopo, il sorvegliante notturno rinfoder� la spada e continu� la ronda, canticchiando sottovoce.</p><empty-line/><p> Senza scambiarsi una parola, Eragon e Arya balzarono dall'altra parte della palizzata. L'armatura nello zaino di Eragon sferragli� quando lui atterr� sul terrapieno erboso rotolando su se stesso per attutire l'impatto. Balzato in piedi, si chin� e cominci� a correre nella landa grigia, con Arya al seguito. Si servirono di conche e letti asciutti di torrenti per evitare le fattorie che circondavano il villaggio. Cinque o sei volte, cani infuriati li rincorsero per protestare contro l'invasione del loro territorio. Eragon cerc� di rabbonirli con la mente, ma scopr� che l'unico modo per impedire ai cani di continuare ad abbaiare era far credere loro che avevano zanne e unghie cos� spaventose da mettere in fuga chiunque. Soddisfatti del successo, i cani tornavano scodinzolando ai capanni, alle baracche e ai portici dov'erano di guardia. La loro tronfia baldanza divert� Eragon.</p><empty-line/><p> A cinque miglia da Agrod'est, quando furono certi di essere davvero soli e di non essere stati seguiti, Eragon e Arya fecero una sosta accanto a un ceppo carbonizzato. Arya scav� una piccola fossa nel terreno. �Adurna r�sa� disse. Con un fievole gorgoglio, l'acqua affior� dal suolo e si raccolse nella buca. Arya aspett� che la cavit� fosse piena, poi disse �Letta� e il flusso s'interruppe.</p><empty-line/><p> Evoc� un incantesimo di divinazione, e il volto di Nasuada comparve sulla superficie dell'acqua immobile. Arya la salut�. �Mia signora� disse Eragon con un inchino.</p><empty-line/><p> �Eragon� rispose Nasuada. Aveva l'aria stanca e le guance scavate, come se fosse molto malata. Una ciocca le sfugg� dalla crocchia, arricciandosi verso l'attaccatura dei capelli. Eragon scorse una pesante fasciatura sul braccio che Nasuada lev� per appiattire il ricciolo ribelle. �Sei sano e salvo, grazie a Gokukara. Eravamo preoccupati.�</p><empty-line/><p> �Mi dispiace di averti dato pensieri, ma avevo le mie ragioni.�</p><empty-line/><p> �Me le spiegherai al tuo ritorno.�</p><empty-line/><p> �Come desideri� disse lui. �Cosa ti sei fatta? Qualcuno ti ha aggredita? Perch� nessuno del Du Vrangr Gata ha guarito le tue ferite?�</p><empty-line/><p> �Sono stata io a ordinare di non farlo. Anch'io ti dar� le mie spiegazioni quando arriverai.� Sebbene perplesso, Eragon annu� e trattenne le domande che gli bruciavano sulle labbra. Ad Arya, Nasuada disse: �Sono colpita. Lo hai trovato. Non ero sicura che ce l'avresti fatta.�</p><empty-line/><p> �La fortuna mi ha assistito.�</p><empty-line/><p> �Pu� darsi, ma sono indotta a credere che le tue doti siano state importanti quanto la generosit� della fortuna. Fra quanto pensate di essere qui?�</p><empty-line/><p> �Due, tre giorni, se non ci sono imprevisti.�</p><empty-line/><p> �Bene. Allora vi aspetter�. Da adesso in poi voglio che mi cerchiate almeno una volta prima di mezzogiorno e una volta prima di notte. Se non avr� vostre notizie, riterr� che siate stati catturati e mander� Saphira con una squadra di soccorso.�</p><empty-line/><p> �Potremmo non avere sempre la libert� di usare la magia.�</p><empty-line/><p> �Trovate il modo. Ho bisogno di sapere dove siete e se siete al sicuro.�</p><empty-line/><p> Arya ci riflett� qualche istante, poi disse: �Se posso, far� come chiedi, ma non se questo dovesse comportare un pericolo per Eragon.�</p><empty-line/><p> �Concesso.�</p><empty-line/><p> Approfittando della pausa nella conversazione, Eragon disse: �Nasuada, Saphira � vicina a te? Vorrei parlarle... Non ci sentiamo da quando ci siamo separati sull'Helgrind.�</p><empty-line/><p> �� andata un'ora fa in perlustrazione. Riuscite a non far spezzare questo incantesimo finch� non scopro se � tornata?�</p><empty-line/><p> �Vai pure� rispose Arya.</p><empty-line/><p> Bast� un passo per far uscire Nasuada dal loro campo visivo, lasciando dietro di s� l'immagine fissa del tavolo e delle sedie del suo padiglione rosso. Per un po' Eragon studi� l'arredamento della tenda, ma poi l'irrequietezza lo port� a distogliere lo sguardo dall'acqua per lasciarlo indugiare sulla nuca di Arya. I lunghi capelli neri le ricadevano oltre una spalla, lasciando scoperta un'ampia porzione della pelle appena sopra la scollatura dell'abito. Eragon rimase a fissarla per quasi un minuto, poi si riscosse e si appoggi� con la schiena al ceppo bruciato.</p><empty-line/><p> Dopo un po' ecco un rumore di legno spezzato, e poi uno sfavillio di squame azzurre riemp� la pozza d'acqua mentre Saphira si contorceva per entrare nel padiglione. Era difficile stabilire di quale parte di drago si trattasse. Le squame si spostarono; Eragon scorse la parte bassa di una coscia, una delle punte acuminate della coda, la membrana floscia di un'ala ripiegata, e infine lo scintillio di una zanna, mentre la dragonessa si rigirava per trovare una posizione comoda e riuscire a guardare lo specchio che Nasuada usava per le sue arcane comunicazioni. Dai rumori sospetti provenienti dietro la dragonessa, Eragon intu� che stava facendo a pezzi gran parte della mobilia. Alla fine Saphira trov� pace, avvicin� la testa allo specchio - uno dei suoi enormi occhi color zaffiro bastava a riempire l'intera pozza - e scrut� Eragon.</p><empty-line/><p> Si fissarono a vicenda per un lungo minuto, senza muoversi. Eragon rimase sorpreso dal sollievo che prov� nel vederla. Non si era mai sentito davvero al sicuro da quando si erano separati.</p><empty-line/><p> �Mi sei mancata� mormor�.</p><empty-line/><p> Lei batt� la palpebra una volta.</p><empty-line/><p> �Nasuada, sei ancora l�?�</p><empty-line/><p> La risposta smorzata provenne da un punto alla destra di Saphira. �S�, pi� o meno.�</p><empty-line/><p> �Saresti cos� gentile da riferirmi i commenti di Saphira?�</p><empty-line/><p> �Sarei pi� che lieta di farlo, ma al momento sono incastrata fra un'ala e un palo di sostegno, e non ho modo di liberarmi, a quanto pare. Potresti avere difficolt� a sentirmi. Ma se hai un po' di pazienza ci provo.�</p><empty-line/><p> �S�, te ne prego.�</p><empty-line/><p> Nasuada rimase in silenzio per qualche battito di cuore, poi, in un tono tanto simile a quello di Saphira da farlo quasi scoppiare a ridere, disse: �Stai bene?�</p><empty-line/><p> �Sono sano come un bue. E tu?�</p><empty-line/><p> �Paragonare me stessa a un bovino sarebbe ridicolo e offensivo, ma sto bene, se � questo che mi chiedi. Sono contenta che ci sia Arya con te. � un bene che tu abbia qualcuno con un po' di discernimento a guardarti le spalle.�</p><empty-line/><p> �Concordo. L'aiuto � sempre bene accetto quando sei in pericolo.� Pur contento di poter parlare con Saphira, anche se in quel modo bizzarro, Eragon trovava che le parole affidate alla voce fossero un ben misero sostituto del libero scambio di pensieri ed emozioni che condividevano quando erano insieme. Per giunta, in presenza di Arya e Nasuada, Eragon era riluttante ad affrontare temi di natura pi� personale, come chiederle se lo aveva perdonato per averla costretta a lasciarlo nell'Helgrind. Saphira doveva condividere la sua riluttanza, perch� anche lei evit� l'argomento. Chiacchierarono di altre cose meno importanti e infine si salutarono. Prima di allontanarsi dalla pozza, Eragon si sfior� le labbra con le dita e in silenzio mormor�: <emphasis>Mi dispiace.</emphasis></p><empty-line/><p> Fra le piccole squame che orlavano l'occhio di Saphira si aprirono tanti spazi che lasciavano intravvedere la carne sottostante. La dragonessa batt� la palpebra con un movimento rallentato, ed Eragon cap� che aveva compreso il suo messaggio e non gli serbava rancore.</p><empty-line/><p> Dopo che Eragon e Arya si furono congedati da Nasuada, Arya sciolse l'incantesimo e si alz�. Col dorso della mano si spazzol� il terriccio dal vestito.</p><empty-line/><p> Nel frattempo Eragon smaniava, impaziente come non mai: in quel momento non desiderava altro che correre dritto da Saphira e accoccolarsi con lei davanti a un fal�.</p><empty-line/><p> �Andiamo� disse, e gi� correva.</p><p><strong>&#x2666; &#x2666; &#x2666;</strong></p><empty-line/><p><strong> UNA QUESTIONE DELICATA </strong></p><p>I muscoli della schiena di Roran si gonfiarono l'uno dopo l'altro come onde mentre sollevava il macigno da terra. Pos� la grossa pietra sulle cosce per un istante, poi, grugnendo per lo sforzo, la iss� sopra la testa, a braccia tese. Mantenne la posizione per un intero minuto. Quando le spalle cominciarono a tremargli e a cedere, lasci� cadere il macigno, che atterr� con un tonfo sordo lasciando un'impronta profonda parecchi pollici.</p><p>A fianco di Roran, venti guerrieri Varden cercarono di sollevare massi delle stesse dimensioni. Soltanto due ci riuscirono; gli altri decisero che era meglio allenarsi con le pietre pi� leggere cui erano abituati. Roran era contento che i mesi passati a lavorare nella fucina di Horst sommati agli anni trascorsi alla fattoria gli avessero dato una forza tale da competere con uomini che si esercitavano alle armi fin da quando avevano dodici anni.</p><p>Scroll� le braccia che gli bruciavano e trasse qualche respiro profondo, sentendo l'aria fredda sul torace nudo. Si massaggi� la spalla destra, tastando il muscolo rotondo con le dita per avere un'altra conferma che non restava alcuna traccia della ferita che gli aveva inflitto il Ra'zac con un morso. Sogghign�, felice di essere di nuovo sano e tutto intero, un evento che prima non avrebbe ritenuto possibile pi� dell'esistenza di una mucca ballerina.</p><p>Un lamento sofferente lo fece voltare a guardare Albriech e Baldor, che si stavano esercitando alla scherma con Lang, un veterano dalla pelle scura coperta di cicatrici che insegnava l'arte della guerra. Erano due contro uno, ma Lang aveva gioco facile con gli avversari e usando la spada di legno per gli allenamenti disarm� Baldor con un affondo alle costole e men� alla gamba di Albriech un colpo cos� potente che il giovane cadde gemendo, il tutto nell'arco di un paio di secondi. Roran li capiva: aveva appena concluso anche lui una seduta di allenamento con Lang, e il risultato era una serie di lividi freschi ad accompagnare quelli ormai sbiaditi che si era procurato sull'Helgrind. In genere preferiva il martello alla spada, ma pensava di dover comunque imparare a maneggiare una lama, per ogni evenienza. Usare la spada richiedeva molto pi� acume e agilit� di quanto, secondo lui, fosse necessario in battaglia: una martellata sul polso di uno spadaccino e l'avversario, con o senza armatura, sarebbe stato troppo occupato a cullarsi le ossa rotte per difendersi.</p><p>Dopo la battaglia delle Pianure Ardenti, Nasuada aveva invitato gli abitanti di Carvahall a unirsi ai Varden. Avevano tutti accettato la sua offerta. Quelli che l'avrebbero rifiutata non si trovavano l�, perch� avevano gi� scelto di restare nel Surda quando si erano fermati a Dauth, lungo la strada per le Pianure Ardenti. Tutti gli uomini abili di Carvahall avevano preso vere armi - abbandonando le lance e gli scudi che si erano costruiti - e si erano dati da fare per diventare guerrieri degni di Alaga�sia. La gente della Valle Palancar era abituata alla vita dura. Maneggiare una spada non era peggio che spaccare legna, ed era molto pi� facile che dissodare la terra o zappare acri di barbabietole nella canicola dell'estate. Quelli che conoscevano un mestiere continuarono a fare gli artigiani per i Varden, ma nel tempo libero imparavano a maneggiare le armi che erano state loro affidate, perch� ogni uomo avrebbe dovuto combattere quando fossero risuonate le trombe di guerra.</p><p>Roran si era dedicato agli allenamenti con zelo incrollabile fin da quando era tornato dall'Helgrind. Aiutare i Varden a sconfiggere l'Impero, e quindi Galbatorix, era l'unica cosa che poteva fare per proteggere i suoi compaesani e Katrina. Non era cos� arrogante da pensare di poter modificare da solo l'esito della guerra, ma aveva fiducia nella propria capacit� di poter forgiare il mondo e sapeva che se si fosse impegnato avrebbe potuto accrescere le probabilit� di vittoria dei Varden. Doveva restare vivo, per�, e questo significava modellare il corpo e conoscere a fondo gli strumenti e le tecniche di combattimento per evitare di soccombere davanti a un guerriero pi� esperto.</p><p>Mentre attraversava il campo di allenamento, di ritorno alla tenda che condivideva con Baldor, Roran pass� davanti a una striscia di erba rasata lunga sessanta piedi, dov'era adagiato un tronco di venti piedi, scorticato e levigato dalle migliaia di mani che lo toccavano ogni giorno. Senza rallentare, Roran si volt�, infil� le mani sotto la parte pi� grossa del tronco e con un sonoro gemito di fatica lo sollev� fino a metterlo in verticale. Poi gli diede una spinta e lo fece capitombolare dall'altro lato. Afferrando la parte pi� sottile, ripet� l'operazione altre due volte.</p><p>Senza pi� energia per capovolgere ancora il tronco, Roran abbandon� il campo e si avvi� a passo spedito verso il labirinto di tende grigie, facendo un cenno a Loring e a Fisk e agli altri che conosceva, come pure a una mezza dozzina di estranei che lo salutarono con trasporto: �Ehil�, Fortemartello!�</p><p>�Ehil�!� rispose. <emphasis>Che strano, </emphasis>pens�, <emphasis>essere riconosciuto da persone che non ho mai visto prima. </emphasis>Un minuto dopo, arriv� alla tenda che ormai era la sua casa ed entr� chinandosi. Ripose subito l'arco, la faretra e la spada corta che i Varden gli avevano dato.</p><p>Afferr� l'otre d'acqua che teneva accanto alla branda, poi corse fuori alla luce del sole e, stappato l'otre, se ne vers� il contenuto sulla schiena e sulle spalle. Il bagno era un evento raro e insolito per Roran, ma quel giorno era un giorno importante, e voleva essere fresco e pulito per ci� che lo aspettava. Con la punta di un bastoncino levigato si gratt� via il sudiciume dalle braccia e dalle gambe e da sotto le unghie, poi si pettin� i capelli e si rifil� la barba.</p><p>Quando ritenne di essere presentabile, indoss� la tunica fresca di bucato e s'infil� il martello nella cintura; stava per riattraversare l'accampamento quando si accorse che Brigit lo fissava da dietro la tenda. La donna stringeva con tutte e due le mani un fodero col pugnale.</p><p>Roran s'impietr�, pronto a brandire il martello alla minima provocazione. Sapeva di essere in mortale pericolo e malgrado il proprio ardimento, non era sicuro di poter battere Brigit se lei lo avesse aggredito perch�, come lui, anche la donna inseguiva i propri nemici con feroce determinazione. �Una volta mi hai chiesto di aiutarti� disse Brigit �e io ho accettato perch� volevo trovare i Ra'zac e ucciderli per aver divorato mio marito. Non ho forse tenuto fede al patto?�</p><p> �S�.�</p><p>�E ricordi che ho promesso che una volta morti i Ra'zac avrei preteso da te il mio risarcimento per il ruolo che hai avuto nella morte di Quimby?�</p><empty-line/><p> �Ricordo.�</p><empty-line/><p> Brigit strinse il fodero ancora pi� forte, tanto che i tendini le affiorarono in rilievo sul dorso delle mani. Il pugnale usc� dal fodero di un pollice intero, mostrando il lucido acciaio, poi lentamente torn� al buio. �Bene� disse lei. �Non voglio che la memoria ti tradisca. Perch� io avr� il mio risarcimento, Garrowsson. Stanne certo.� E con passo rapido e fermo si allontan�, il pugnale nascosto fra le pieghe dell'abito.</p><empty-line/><p> Con un gran sospiro, Roran sedette su uno sgabello e si massaggi� la gola, convinto di essere sfuggito per un pelo alla lama di Brigit. La sua visita lo aveva allarmato ma non sorpreso: conosceva le sue intenzioni da parecchi mesi, fin da prima che fuggissero tutti da Carvahall, e sapeva che un giorno avrebbe dovuto saldare il suo debito con lei.</p><empty-line/><p> Un corvo pass� alto sopra di lui; seguendone il volo, Roran si sent� risollevare il morale e sorrise. �Bene� si disse. <emphasis>Di rado a un uomo capita di sapere il giorno e l'ora in cui morir�. Potrei essere ucciso in qualsiasi momento, e non posso farci niente. Quello che accadr� accadr�, e non perder� il tempo che mi resta a rimuginarci sopra. Le disgrazie capitano sempre a quelli che le aspettano. Il trucco � trovare la felicit� nei brevi intervalli fra un disastro e l'altro. Brigit far� quello che la coscienza le suggerisce, e io ci penser� quando verr� il momento.</emphasis></p><empty-line/><p> Accanto al piede sinistro scorse un ciottolo giallastro che raccolse e si rigir� fra le dita. Concentrandosi al massimo, disse: �Stenr r�sa.� La pietra ignor� il suo comando e rimase immobile fra il pollice e l'indice. Roran sbuff� e la scagli� lontano.</p><empty-line/><p> Si alz� e si avvi� di nuovo tra le file di tende. Mentre camminava, con un dito cercava di allentare un nodo che gli stringeva troppo il colletto, ma quello resisteva ai suoi sforzi, e alla fine si arrese quando arriv� alla tenda di Horst, grande il doppio delle altre. �Salve a tutti� disse, e batt� sul palo fra i due lembi dell'ingresso.</p><empty-line/><p> Katrina usc� di corsa dalla tenda, con i capelli ramati al vento, e si gett� fra le sue braccia. Ridendo, Roran la prese per la vita e la fece girare in tondo. Il resto del mondo divenne una macchia nebulosa intorno allo splendore del suo viso. La depose a terra con delicatezza, e Katrina lo baci� sulle labbra, una, due, tre volte. Paralizzato dalla gioia, Roran la guard� dritto negli occhi, sentendosi pi� felice di quanto non fosse mai stato.</p><empty-line/><p> �Sai di buono� disse lei.</p><empty-line/><p> �Come va?� L'unica ombra nella gioia di Roran era vedere quanto la prigionia avesse lasciato Katrina pallida e smunta. Avrebbe voluto resuscitare i Ra'zac per far patire loro le stesse sofferenze che avevano inflitto a lei e a Garrow.</p><empty-line/><p> �Me lo chiedi ogni giorno, e ogni giorno ti rispondo: "Meglio." Abbi un po' di pazienza; mi riprender�, ma ci vuole tempo... Il miglior rimedio per la mia condizione � stare con te sotto il sole. Mi fa pi� bene di quanto tu possa immaginare.�</p><empty-line/><p> �Non era questo che intendevo.�</p><empty-line/><p> Le guance di Katrina si colorarono di rosso, e lei gett� indietro la testa, le labbra arricciate in un sorrisetto malizioso. �Mio signore, sei audace. Un vero sfacciato, direi. Non sono sicura di voler restare da sola con te, per paura che tu ti prenda certe libert�.�</p><empty-line/><p> La risposta scherzosa plac� le preoccupazioni di Roran. �Libert�, dici? Be', dato che mi consideri gi� una canaglia, mia signora, forse potrei prendermi un paio di quelle libert�.� E la baci� a lungo, finch� non fu lei a sottrarsi, pur restando avvinta a lui. �Oh� disse Katrina, senza fiato. �Sei un uomo difficile da respingere, Roran Fortemartello.�</p><empty-line/><p> �Gi�.� Facendo un cenno col capo verso la tenda alle spalle di Katrina, Roran abbass� la voce e chiese: �Elain lo sa?�</p><empty-line/><p> �L'avrebbe gi� capito se non fosse cos� presa dalla sua gravidanza. Credo che la tensione accumulata nel viaggio da Carvahall possa farle rischiare di perdere il bambino. Ha le nausee quasi tutto il giorno e dei dolori che... be', non sono normali. C'� Gertrude a prendersi cura di lei, ma non pu� fare molto per alleviare la sua pena. Prima Eragon ritorna, meglio sar� per tutti. Non so per quanto tempo ancora potr� mantenere il segreto.�</p><empty-line/><p> �Ce la farai, ne sono certo.� Roran si sciolse dall'abbraccio e tir� l'orlo della tunica per lisciare le grinze. �Come sto?�</p><empty-line/><p> Katrina lo studi� con occhio critico, poi si inumid� la punta delle dita e gliele pass� fra i capelli, scoprendogli la fronte. Notando il nodo ingarbugliato del colletto, prese ad allentarlo, dicendo: �Dovresti fare pi� attenzione a come ti vesti.�</p><empty-line/><p> �I vestiti non hanno mai cercato di uccidermi.�</p><empty-line/><p> �Be', le cose stanno in modo diverso, adesso. Sei il cugino di un Cavaliere dei Draghi, e dovresti fare la tua parte. La gente se lo aspetta.�</p><empty-line/><p> Roran le permise di lisciarlo e sistemarlo finch� non fu soddisfatta del suo aspetto. Le diede un bacio di commiato, poi s'incammin� per mezzo miglio verso il centro dell'enorme accampamento dei Varden, dove si ergeva il padiglione rosso di Nasuada. Lo stendardo montato in cima, con lo scudo nero e due spade incrociate sotto, sventolava schioccando nel tiepido vento dell'est.</p><empty-line/><p> Le sei guardie fuori dal padiglione - due umani, due nani e due Urgali - incrociarono le armi quando Roran si avvicin�, e uno degli Urgali, un colosso dall'aria ferina e dalle zanne gialle, lo blocc� dicendo: �Chi va l�?� Il suo accento era quasi incomprensibile.</p><empty-line/><p> �Roran Fortemartello, figlio di Garrow. Nasuada mi ha mandato a chiamare.�</p><empty-line/><p> Battendosi il pugno sul pettorale, che emise un forte clangore metallico, l'Urgali annunci�: �Roran Fortemartello chiede udienza, Lady Furianera.�</p><empty-line/><p> �Fallo entrare� rispose lei da dentro.</p><empty-line/><p> I guerrieri alzarono le armi e Roran pass� in mezzo, circospetto. Loro lo fissarono e lui ricambi� l'occhiata con l'aria di chi � pronto a combattere.</p><empty-line/><p> Dentro il padiglione, Roran si allarm� nel vedere gran parte dei mobili rovesciati o distrutti. Gli unici che sembravano intatti erano uno specchio montato su un'asta e il grande scranno su cui era seduta Nasuada. Senza fare commenti, Roran pos� un ginocchio a terra e chin� il capo.</p><empty-line/><p> L'aspetto e il portamento di Nasuada erano cos� diversi da quelli delle donne con cui Roran era cresciuto che il giovane uomo non sapeva come comportarsi. Aveva un che di singolare e maestoso, con il lungo abito ricamato e le catenelle d'oro intrecciate nei capelli, e la pelle scura che in quel momento aveva una sfumatura rossastra dovuta al colore del tessuto delle pareti. In netto contrasto con il resto, aveva gli avambracci fasciati di candide bende, testimonianza dello straordinario coraggio che aveva dimostrato alla Prova dei Lunghi Coltelli. La sua impresa era stata l'argomento principale delle conversazioni dei Varden fin da quando Roran era tornato con Katrina. Era uno dei pochi aspetti di lei che Roran sentiva di capire, perch� anche lui sarebbe stato disposto a qualunque sacrificio pur di proteggere coloro che amava. Era solo un caso che lei avesse a cuore migliaia di persone, mentre lui voleva proteggere la sua famiglia e il suo villaggio.</p><empty-line/><p> �Prego, alzati� disse Nasuada. Lui fece come richiesto e pos� la mano sulla testa del martello, mentre aspettava che lei lo osservasse. �La mia posizione mi consente di rado il lusso di parlare in modo diretto, Roran, ma oggi con te sar� franca. Mi sembri un uomo che apprezza la sincerit�, e abbiamo tante cose di cui parlare e poco tempo a disposizione.�</p><empty-line/><p> �Ti ringrazio, mia signora. Non mi sono mai piaciuti i giri di parole.�</p><empty-line/><p> �Perfetto. E allora, per essere franca, ti dir� che mi hai messa di fronte a due problemi che non so come risolvere.�</p><empty-line/><p> Roran si accigli�. �Che genere di problemi?�</p><empty-line/><p> �Uno riguarda il carattere, l'altro � di natura politica. Le tue gesta nella Valle Palancar e poi durante la fuga con i tuoi compaesani sono a dir poco incredibili. Mi inducono a pensare che tu sia dotato di una mente brillante, e sia abile a combattere, a elaborare strategie, capace di indurre la gente a seguirti con indiscutibile lealt�.�</p><empty-line/><p> �Mi hanno seguito, certo, ma non hanno mai smesso di discutere.�</p><empty-line/><p> Un lieve sorriso le incresp� le labbra. �Pu� darsi. Ma sono ancora tutti qui, non � vero? Roran, tu possiedi doti molto preziose per i Varden. Posso supporre che tu desideri metterle al nostro servizio?�</p><empty-line/><p> �Certo.�</p><empty-line/><p> �Come sai, Galbatorix ha diviso il suo esercito e ha inviato delle truppe a sud per dare man forte alla citt� di Arughia, a ovest verso Feinster, e a nord verso Belatona. Spera di prolungare la guerra nel tentativo di prosciugare le nostre forze attraverso piccole scaramucce. Io e J�rmundur non possiamo essere in una decina di posti diversi nello stesso momento. Abbiamo bisogno di capitani che possano occuparsi della miriade di scontri che scoppiano ovunque intorno a noi. � in questo frangente che potresti dimostrarci quanto vali. Ma...� La sua voce si spense.</p><empty-line/><p> �Ma non sai ancora se puoi fidarti di me.�</p><empty-line/><p> �Giusto. Proteggere gli amici e la famiglia � una cosa, ma come ti comporteresti senza di loro? Ti reggeranno i nervi? E pur sapendo comandare, saprai anche obbedire agli ordini? Non voglio sminuire il tuo valore, Roran, ma qui � in gioco il futuro di Alaga�sia, e non posso rischiare di porre un incompetente a capo dei miei uomini. Questa guerra non perdona certi errori. N� sarebbe giusto, nei confronti degli uomini che sono fra i Varden da molto pi� tempo, darti il comando su di loro senza una giusta ragione. Devi meritare il tuo incarico.�</p><empty-line/><p> �Capisco. Che cosa vuoi che faccia, allora?�</p><empty-line/><p> �Ah, purtroppo non � cos� semplice, perch� tu ed Eragon siete come fratelli, e questo complica le cose. Sono sicura che capisci benissimo che Eragon � la chiave di volta delle nostre speranze. � importante quindi proteggerlo da qualsiasi distrazione affinch� si concentri sul compito che lo aspetta. Se ti mando in battaglia e tu muori, il dolore e la rabbia potrebbero sconvolgerlo. L'ho gi� visto succedere. Per giunta, devo stare molto attenta a chi ti pongo accanto, perch� ci sono persone che cercheranno di influenzarti proprio per la tua parentela con Eragon. Perci� adesso hai un'idea abbastanza precisa della portata delle mie preoccupazioni. Hai qualcosa da dire in merito?�</p><empty-line/><p> �Se il mondo stesso � in gioco e la guerra imperversa in ogni angolo del paese come tu sostieni, allora dico che non puoi permetterti di lasciarmi da parte. E usarmi come soldato semplice sarebbe uno spreco di risorse. Ma questo gi� lo sai. Quanto alla politica...� Roran si strinse nelle spalle. �Non m'importa un accidente di chi mi metti accanto. Nessuno potr� arrivare a Eragon usandomi. Il mio unico obiettivo � sconfiggere l'Impero affinch� la mia gente e la mia famiglia possano tornare a casa e vivere in pace.�</p><empty-line/><p> �Sei molto deciso.�</p><empty-line/><p> �Gi�. Non potresti farmi restare a capo degli uomini di Carvahall? Ci consideriamo tutti una grande famiglia, e lavoriamo bene insieme. Mettimi alla prova in questo modo, cos� i Varden non ne subiranno le conseguenze, se dovessi fallire.�</p><empty-line/><p> Nasuada scosse la testa. �No. In futuro, forse, ma non ancora. Hanno bisogno di un addestramento adeguato e non posso giudicare il tuo rendimento se sei circondato da uomini cos� fedeli da aver abbandonato le loro case e attraversato tutta Alaga�sia su tua richiesta.�</p><empty-line/><p><emphasis>Mi considera una minaccia, </emphasis>pens� Roran. <emphasis>La mia capacit� di influenzare i miei compaesani la rende diffidente. </emphasis>Nel tentativo di tranquillizzarla, disse: �I miei compagni hanno avuto solo il buonsenso a guidarli. Sapevano che era una follia restare nella valle.�</p><empty-line/><p> �Non puoi spiegare cos� facilmente il loro comportamento, Roran.�</p><empty-line/><p> �Cosa vuoi da me, signora? Vuoi che ti serva oppure no? E se s�, come?�</p><empty-line/><p> �Questa � la mia offerta. Stamattina i miei stregoni hanno individuato una pattuglia di ventitr� soldati di Galbatorix diretta a est. Sto per mandare un contingente agli ordini di Martland Barbarossa, conte di Thun, per distruggerli e nel contempo esplorare il territorio. Se sei d'accordo, servirai sotto Martland. Lo ascolterai, gli obbedirai e, si spera, imparerai da lui. Lui, a sua volta, ti osserver� e mi far� rapporto giudicando se sei adatto o meno a una promozione. Martland � un guerriero molto esperto, e mi fido della sua opinione. Ti pare un'offerta ragionevole, Roran Fortemartello?�</p><empty-line/><p> �S�. Solo... quando dovrei partire, e per quanto tempo star� via?� �Dovresti partire oggi stesso e tornare nel giro di due settimane.�</p><empty-line/><p> �Allora sono costretto a chiederti se puoi aspettare e mandarmi con un'altra spedizione fra qualche giorno. Mi piacerebbe essere qui quando Eragon ritorna.�</p><empty-line/><p> �L'affetto che nutri per tuo cugino � ammirevole, ma gli eventi si susseguono in fretta e non possiamo permetterci indugi. Non appena sapr� che fine ha fatto Eragon, chieder� a un membro del Du Vrangr Gata di cercarti per riferirti le notizie, buone o cattive che siano.�</p><empty-line/><p> Roran strofinava il pollice sullo spigolo aguzzo del martello mentre cercava di trovare una risposta che convincesse Nasuada a cambiare idea e nel contempo non lo costringesse a rivelare il proprio segreto. Alla fine cap� che era impossibile e si rassegn� a dirle la verit�. �Hai ragione. Sono preoccupato per Eragon, ma lui pi� di chiunque altro sa badare a se stesso. Vederlo sano e salvo non � l'unico motivo per cui voglio restare.�</p><empty-line/><p> �Perch� allora?�</p><empty-line/><p> �Perch� Katrina e io vogliamo sposarci, e ci piacerebbe che fosse Eragon a celebrare la cerimonia.�</p><empty-line/><p> Risuon� una rapida serie di ticchettii quando Nasuada cominci� a tamburellare con le unghie sui braccioli dello scranno. �Se credi che ti permetter� di ciondolare da queste parti mentre potresti essere di grande aiuto per i Varden solo perch� tu e Katrina possiate godervi la vostra prima notte di nozze con qualche giorno di anticipo, allora ti sbagli di grosso.�</p><empty-line/><p> �� una questione piuttosto urgente, Lady Furianera.�</p><empty-line/><p> Le dita di Nasuada si fermarono a mezz'aria, e i suoi occhi si ridussero a due fessure. �Urgente quanto?�</p><empty-line/><p> �Prima ci sposiamo, meglio sar� per l'onore di Katrina. Se un po' mi conosci, sai che non ti chiederei mai un favore per me stesso.�</p><empty-line/><p> Nasuada inclin� la testa da un lato. �Capisco... Ma perch� Eragon? Perch� vuoi che sia lui a celebrare la cerimonia? Perch� non qualcun altro, magari un membro anziano del tuo villaggio?�</p><empty-line/><p> �Perch� � mio cugino e gli voglio bene, e perch� � un Cavaliere. Katrina ha perso tutto per colpa mia... la casa, suo padre e la sua dote. Non posso rimpiazzare queste cose, ma voglio almeno regalarle una cerimonia di nozze degna di essere ricordata. Senza oro o bestiame, non posso pagare per un matrimonio sfarzoso, perci� devo trovare altri mezzi per rendere memorabili le nostre nozze, e mi pare che non ci sia niente di pi� grandioso che avere un Cavaliere dei Draghi che ci sposa.�</p><empty-line/><p> Nasuada rimase in silenzio cos� a lungo che Roran cominci� a chiedersi se era un segno di congedo. Poi: �Sarebbe certo un grande onore farsi celebrare il matrimonio da un Cavaliere dei Draghi, ma sarebbe una giornata triste per Katrina se dovesse accettare la tua mano senza una dote adeguata. I nani mi hanno ricoperta di oro e gioielli quando vivevo a Tronjheim. Alcuni li ho usati per finanziare i Varden, ma quello che mi resta basta ancora ad abbigliare una donna di raso e visone per molti anni a venire. Saranno di Katrina, se sei d'accordo.�</p><empty-line/><p> Stupefatto, Roran s'inchin� di nuovo. �Ti ringrazio. La tua generosit� � commovente. Non so come potr� mai ripagarti.�</p><empty-line/><p> �Ripagami combattendo per i Varden come hai combattuto per Carvahall.�</p><empty-line/><p> �Lo far�, te lo giuro. Galbatorix maledir� il giorno che ha mandato i Ra'zac a cercarmi.�</p><empty-line/><p> �Sono sicura che lo sta gi� facendo. Ora vai. Potrai restare all'accampamento fino a quando Eragon non torner� e celebrer� le tue nozze con Katrina. Ma mi aspetto di vederti gi� in sella il mattino dopo.�</p><p><strong>&#x2666; &#x2666; &#x2666;</strong></p><empty-line/><p><strong> LUPO DI SANGUE </strong></p><p><emphasis>Che uomo fiero, </emphasis> pens� Nasuada guardando Roran uscire dal padiglione. <emphasis>Interessante: lui ed Eragon sono simili sotto molti aspetti, eppure sono diversi nel profondo. Eragon sar� anche uno dei pi� micidiali guerrieri di Alaga�sia, ma non e una persona dura o crudele. Roran invece � tenace e inflessibile. Spero che non si metta mai sulla mia strada: sarei costretta a distruggerlo per fermarlo.</emphasis></p><p>Controll� le bende e, soddisfatta che fossero ancora fresche e pulite, suon� la campanella per ordinare a Farica di servirle il pranzo. Dopo che la cameriera le ebbe portato il vassoio col cibo e si fu ritirata nella propria tenda, Nasuada fece un cenno a Elva, che emerse dal suo nascondiglio dietro il pannello in fondo al padiglione. Insieme condivisero il pasto di mezzogiorno.</p><p>Nasuada pass� le due ore seguenti controllando gli ultimi rapporti sull'inventario dei Varden, calcolando il numero di convogli di carri necessari a spostare i Varden pi� a nord, sommando e sottraendo cifre che rappresentavano le finanze del suo esercito. Invi� messaggi ai nani e agli Urgali, ordin� ai fabbri di aumentare la produzione di punte di lancia, minacci� il Consiglio degli Anziani di scioglimento - come faceva quasi ogni settimana - e si occup� degli altri affari dei Varden. Poi, con Elva al fianco, balz� in sella al suo stallone Tempesta e and� a trovare Trianna, che aveva catturato un membro della rete di spionaggio di Galbatorix, la Mano Nera, e lo stava interrogando.</p><p>Mentre lasciava la tenda di Trianna insieme a Elva, Nasuada sent� un trambusto provenire da nord. Acclamazioni e grida di esultanza; poi un uomo emerse dalla foresta di tende, correndo verso di lei. Senza dire una parola, le guardie le formarono intorno un muro compatto, tranne un Urgali che si piazz� sul percorso dell'uomo, con la clava alzata. L'uomo rallent� fino a fermarsi e, ansante, grid�: �Lady Nasuada! Gli elfi sono qui! Gli elfi sono arrivati!�</p><p>Per un folle, improbabile momento, Nasuada pens� che intendesse la regina Islanzadi e il suo esercito, poi ricord� che Islanzadi era dalle parti di Ceunon: nemmeno gli elfi potevano spostare un intero esercito attraverso tutto il territorio di Alaga�sia in meno di una settimana. <emphasis>Devono essere i dodici maghi che Islanzadi ha mandato per proteggere Eragon.</emphasis></p><p>�Presto, il mio cavallo� disse, facendo schioccare le dita. Le braccia le bruciarono quando mont� Tempesta. Aspett� che l'Urgali pi� vicino sollevasse Elva per farla montare in sella con lei, poi diede di sprone al destriero. I muscoli dell'animale scattarono come molle quando lei lo spinse al galoppo. China sul collo dell'animale, Nasuada lo guid� lungo un viale sterrato tra due file di tende, schivando uomini e bestie, saltando sopra un barile che le sbarrava la strada. Gli uomini non parvero prendersela, anzi, risero, e la inseguirono per vedere anche loro gli elfi con i propri occhi.</p><p>Quando arrivarono all'ingresso settentrionale dell'accampamento, Nasuada ed Elva scesero da cavallo e scrutarono l'orizzonte.</p><empty-line/><p> �Eccoli� disse Elva, puntando il dito.</p><empty-line/><p> A quasi due miglia di distanza, dodici figure alte e snelle emersero da un boschetto di ginepri, le sagome tremolanti nella calura del pomeriggio. Gli elfi correvano tutti insieme, cos� leggeri e veloci che i loro piedi non alzavano polvere, dando l'impressione che fluttuassero a mezz'aria. Nasuada si sent� formicolare la nuca; la loro velocit� era affascinante, ma anche innaturale. Le ricordarono un branco di predatori che insegue una preda. Prov� lo stesso senso di pericolo di quando aveva avvistato uno Shrrg, un lupo gigante, sui Monti Beor.</p><empty-line/><p> �Spettacolo intrigante, eh?�</p><empty-line/><p> Nasuada trasal� nel vedere Angela accanto a s�. La seccava e la turbava come l'erborista riuscisse sempre a comparire al suo fianco senza farsi notare. Elva avrebbe dovuto avvertirla del suo arrivo. �Come fai a essere sempre presente quando capita qualcosa di interessante?�</p><empty-line/><p> �Oh, be', mi piace sapere cosa succede, e trovarmi sul posto � molto pi� rapido che aspettare che qualcuno mi racconti dopo cosa � accaduto. La gente tende a tralasciare dettagli importanti, tipo se una persona ha l'anulare pi� lungo dell'indice, o se ha uno scudo magico a proteggerla, o se il mulo che cavalca ha sulla fronte una macchia a forma di testa di gallo. Non sei d'accordo anche tu?�</p><empty-line/><p> Nasuada aggrott� le sopracciglia. �Non riveli mai i tuoi segreti, non � vero?�</p><empty-line/><p> �A che scopo? Tutti si ecciterebbero per un incantesimo da quattro soldi e poi dovrei passare ore e ore a spiegarlo, e alla fine re Orrin vorrebbe la mia testa e dovrei sconfiggere met� dei vostri stregoni per fuggire. Non ne vale la pena, credo.�</p><empty-line/><p> �La tua risposta non ispira fiducia. Ma...�</p><empty-line/><p> �Questo perch� sei troppo seria, Lady Furianera.�</p><empty-line/><p> �Ma dimmi� insistette Nasuada, �perch� vorresti sapere se qualcuno cavalca un mulo con una macchia a forma di testa di gallo?�</p><empty-line/><p> �Ah, quello. Be', l'uomo che possiede quel mulo ha barato a una partita di astragali, vincendomi tre bottoni e una scheggia piuttosto interessante di cristallo fatato.�</p><empty-line/><p> �Ha imbrogliato <emphasis>te?�</emphasis></p><empty-line/><p> Angela arricci� le labbra, con evidente fastidio. �Gli astragali erano truccati. Al momento opportuno li ho scambiati, ma lui deve averli scambiati di nuovo con i suoi mentre ero distratta... Non so ancora bene come ci sia riuscito.�</p><empty-line/><p> �Perci� avete barato entrambi.�</p><empty-line/><p> �Era un cristallo preziosissimo! E poi come si fa a imbrogliare un imbroglione?�</p><empty-line/><p> Prima che Nasuada potesse rispondere, i sei Falchineri arrivarono trafelati dall'accampamento e presero posizione intorno a lei. Nasuada nascose il suo disgusto quando il calore e l'odore che emanavano la investirono. Il fetore dei due Urgali era particolarmente acre. Poi, con sua sorpresa, il capitano di quel turno di guardia, un uomo tarchiato dal naso adunco che si chiamava Garven, le si accost�. �Mia signora, posso scambiare due parole con te in privato?� Parl� a denti stretti, come se si stesse sforzando di contenere una violenta emozione.</p><empty-line/><p> Angela ed Elva guardarono Nasuada, in attesa di un suo cenno che indicasse loro di allontanarsi. Lei annu�, e le due si avviarono verso il fiume Jiet. Quando fu certa che non erano pi� a portata d'orecchio, Nasuada cominci� a parlare, ma Garven la interruppe esclamando: �Dannazione, Lady Nasuada, non avresti dovuto lasciarci indietro!�</p><empty-line/><p> �Calmati, capitano� rispose lei. �Non c'era alcun rischio e volevo arrivare qui in tempo per accogliere gli elfi.�</p><empty-line/><p> La maglia di ferro risuon� forte quando Garven si colp� la coscia con un pugno. �Alcun rischio? Nemmeno un'ora fa hai avuto la prova che Galbatorix ha ancora agenti fra di noi. Continua a infiltrare spie, e tu ritieni opportuno abbandonare la tua scorta e cavalcare in un'orda di potenziali assassini come se niente fosse! Hai dimenticato l'agguato ad Aberon, o come i Gemelli hanno ucciso tuo padre?�</p><empty-line/><p> �Capitano Garven! Stai andando troppo oltre.�</p><empty-line/><p> �E andrei ancora pi� oltre, se servisse a proteggerti.�</p><empty-line/><p> Gli elfi, osserv� Nasuada, avevano dimezzato la distanza dall'accampamento. Infuriata e desiderosa di concludere la conversazione, disse: �Non sono priva di protezione.�</p><empty-line/><p> Scoccando un'occhiata verso Elva, Garven disse: �Ne avevamo il sospetto, Lady Nasuada.� Segu� una pausa, come se il capitano sperasse in qualche altra informazione, ma quando Nasuada rimase in silenzio, Garven riprese: �Se eri davvero al sicuro, allora mi sono sbagliato ad accusarti d'imprudenza, e ti chiedo scusa. Tuttavia la sicurezza e la sua parvenza sono due cose differenti. Perch� i Falchineri siano efficaci, dobbiamo essere i guerrieri pi� scaltri, pi� forti e pi� spietati di tutto il paese; la gente deve <emphasis>credere </emphasis>che siamo i pi� scaltri, i pi� forti e i pi� spietati. Devono credere che se cercano di pugnalarti o di colpirti con una freccia o di usare la magia contro di te, noi li <emphasis>fermeremo. </emphasis>Se sono convinti di avere le stesse probabilit� di ucciderti che ha un topo contro un drago, allora � facile che rinuncino all'idea, e noi avremo evitato un attacco senza nemmeno alzare un dito.</p><empty-line/><p> �Non possiamo combattere tutti i tuoi nemici, Lady Nasuada. Ci vorrebbe un esercito solo per questo. Nemmeno Eragon riuscirebbe a salvarti se tutti coloro che ti vogliono morta entrassero in azione spinti dall'odio. Potresti sopravvivere a cento attentati, a mille, ma alla fine uno riuscirebbe. L'unica prevenzione consiste nel convincere la maggior parte dei tuoi nemici che non riusciranno <emphasis>mai </emphasis>a oltrepassare i Falchineri. La nostra reputazione pu� salvarti tanto quanto le nostre spade e le nostre armature. Quindi non � bene che la gente ti veda cavalcare senza di noi. Mi immagino che branco di imbecilli dovevamo sembrare prima, a inseguirti come disperati. Insomma, Lady Nasuada, se tu non ci rispetti, perch� dovrebbero farlo gli altri?�</p><empty-line/><p> Garven si avvicin�, abbassando la voce. �Daremmo molto volentieri la vita per te, se fosse necessario. Tutto quello che ti chiediamo in cambio � di permetterci di fare il nostro dovere. � un piccolo favore, tutto sommato. E potrebbe venire il giorno in cui ci sarai grata per la nostra presenza. L'altra tua protezione � umana, e quindi fallace, quali che siano i suoi arcani poteri. Non ha prestato gli stessi giuramenti nell'antica lingua di noi Falchineri. Le sue simpatie potrebbero cambiare, e tu arriveresti a chiederti se il destino ti si � rivoltato contro. I Falchineri invece non ti tradiranno mai. Noi ti apparteniamo, Lady Nasuada, con tutto il corpo e con tutta l'anima. Perci�, ti prego, lascia che i Falchineri facciano quello che devono... Lasciati proteggere da noi.�</p><empty-line/><p> In un primo momento Nasuada era rimasta indifferente alle argomentazioni di Garven, ma la sua eloquenza e la chiarezza dei suoi ragionamenti la impressionarono. Garven, si disse, era un uomo che avrebbe potuto sfruttare per qualche altro incarico. �Vedo che J�rmundur mi ha circondata di guerrieri dalla lingua affilata come le loro spade� disse con un sorriso.</p><empty-line/><p> �Mia signora.�</p><empty-line/><p> �Hai ragione. Non avrei dovuto lasciare indietro te e i tuoi uomini, e mi rincresce. � stato un gesto imprudente e sconsiderato. Non mi sono ancora abituata a essere circondata di guardie a ogni ora del giorno e della notte, e a volte dimentico che non posso muovermi con la libert� di un tempo. Hai la mia parola d'onore, capitano Garven, che non accadr� mai pi�. Non desidero screditare i Falchineri pi� di quanto non lo desideri tu.�</p><empty-line/><p> �Ti ringrazio, mia signora.�</p><empty-line/><p> Nasuada si volse a guardare gli elfi, ma erano celati dall'argine di un torrente asciutto a un quarto di miglio di distanza. �Sai, Garven, mi viene in mente che potresti aver inventato un motto per i Falchineri giusto un minuto fa.�</p><empty-line/><p> �Un motto, mia signora? Non ricordo.�</p><empty-line/><p> �Invece s�. "I pi� scaltri, i pi� forti e i pi� spietati" hai detto. Sarebbe un bel motto, magari senza la <emphasis>e. </emphasis> Se gli altri Falchineri lo approvano, dir� a Trianna di tradurre la frase nell'antica lingua, e la far� incidere sui vostri scudi e ricamare sui vostri stendardi.�</p><empty-line/><p> �Sei molto generosa, mia signora. Quando torneremo ai nostri quartieri, discuter� la questione con J�rmundur e gli altri capitani. Solo che...�</p><empty-line/><p> Garven esit� e, indovinando che cosa lo turbava, Nasuada disse: �Solo che ti preoccupa che un motto del genere sia troppo banale per uomini nella vostra posizione, e preferiresti qualcosa di pi� nobile e altisonante, dico bene?�</p><empty-line/><p> �S�, mia signora� rispose lui, con un'espressione di evidente sollievo.</p><empty-line/><p> �� una preoccupazione valida, immagino. I Falchineri rappresentano i Varden, e dovete intessere relazioni con i notabili di ogni razza e grado nell'esercizio delle vostre funzioni. Sarebbe inopportuno trasmettere l'impressione sbagliata... D'accordo, allora lascer� che siate tu e i tuoi camerati a inventare un motto adeguato. Sono sicura che farete un ottimo lavoro.�</p><empty-line/><p> In quel momento, i dodici elfi risalirono il letto del torrente asciutto e Garven, dopo aver mormorato altri ringraziamenti, si spost� a rispettosa distanza da Nasuada. Assumendo un contegno adeguato a una visita di stato, Nasuada fece cenno ad Angela e a Elva di tornare.</p><empty-line/><p> Ancora a parecchie iarde di distanza, l'elfo in testa al gruppo le parve nero come la pece dalla testa ai piedi. L� per l� Nasuada pens� che avesse la pelle scura come la sua, e che fosse vestito di nero, ma via via che l'elfo si avvicinava la fanciulla si accorse che indossava soltanto un perizoma e una grossa cintura di tessuto intrecciato con una piccola borsa appesa. Il resto del corpo era coperto da una pelliccia blu notte che scintillava lustra sotto i raggi del sole. Ovunque la pelliccia era lunga meno di un quarto di pollice</p><empty-line/><p> - una liscia, flessuosa armatura che rifletteva la forma e i movimenti dei muscoli - ma sulle caviglie e sotto gli avambracci raggiungeva almeno i due pollici; dal centro delle scapole gli partiva una folta criniera che sporgeva di almeno un palmo e si assottigliava lungo la schiena fino alla base della spina dorsale. La fronte era ombreggiata da una tettoia di sopracciglia cespugliose e ciuffi di peli simili a quelli dei gatti gli sporgevano dalla sommit� delle orecchie a punta; su tutto il resto del viso il pelo era corto e piatto, e soltanto il colore ne tradiva la presenza. Gli occhi erano di un giallo brillante, e invece delle unghie, ciascun dito medio recava un artiglio ricurvo. Quando rallent� per fermarsi davanti a Nasuada, lei not� che emanava un odore particolare: un misto muscoso e salmastro di legno di ginepro essiccato, cuoio ingrassato e fumo. Era un odore cos� forte e cos� indiscutibilmente maschio che Nasuada sent� la pelle farsi calda, poi fredda, formicolante di eccitazione. Arross�, e fu contenta che il colore del suo incarnato celasse l'imbarazzo che provava.</p><empty-line/><p> Gli altri elfi erano pi� o meno come se li aspettava, con la medesima struttura fisica e il colorito di Arya, e indossavano corte tuniche arancio pallido e verde pino. Erano sei uomini e sei donne. Avevano tutti i capelli corvini, tranne due donne che li avevano chiari come raggi di stelle. Impossibile determinarne l'et�, perch� avevano tutti il viso liscio e senza una ruga. Erano i primi elfi, a parte Arya, che Nasuada incontrava di persona, ed era desiderosa di scoprire se Arya era rappresentativa della sua razza.</p><empty-line/><p> Toccandosi le labbra con due dita, il capo degli elfi s'inchin�, imitato dai compagni, poi volt� la mano destra portandola al petto e disse: �Saluti e felicitazioni a te, Nasuada, figlia di Ajihad. Atra estern� onto thelduin.� Il suo accento era pi� spiccato di quello di Arya: una cadenza cantilenante che trasformava le sue parole in musica.</p><empty-line/><p> �Atra du evar�nya ono varda� rispose Nasuada, come le aveva insegnato Arya.</p><empty-line/><p> L'elfo sorrise, mostrando denti pi� aguzzi del normale. �Io sono Bl�dhgarm, figlio di Ildrid il Bello.� A turno present� gli altri elfi, poi continu�. �Ti portiamo buone nuove dalla regina Islanzadi: la scorsa notte i nostri stregoni sono riusciti a distruggere i cancelli di Ceunon. In questo stesso momento le nostre forze avanzano verso la torre dove si � barricato Lord Tarrant. Alcuni ancora resistono, ma la citt� � caduta, e ben presto avremo il controllo totale su Ceunon.�</p><empty-line/><p> Le guardie di Nasuada e i Varden radunati alle sue spalle scoppiarono in un boato di esultanza. Anche lei si rallegr� della vittoria, ma uno strano senso d'inquietudine temper� la sua contentezza mentre si figurava gli elfi</p><empty-line/><p> - soprattutto quelli forti come Bl�dhgarm - intenti a invadere le case umane. <emphasis>Quali forze ultraterrene ho scatenato? </emphasis>si chiese. �Sono davvero buone nuove� disse �e sono lieta di sentirle. Con la caduta di Ceunon, siamo molto pi� vicini a Ur�'baen, e quindi a Galbatorix e al raggiungimento dei nostri obiettivi.� Poi, con voce meno solenne, aggiunse: �Confido che la regina Islanzadi sar� clemente con gli abitanti di Ceunon, con coloro che non amano Galbatorix ma non hanno i mezzi o il coraggio per opporsi all'Impero.�</p><empty-line/><p> �La regina Islanzadi � gentile e misericordiosa con i propri sudditi, anche se sono sudditi riluttanti, ma se oseranno opporsi a noi, li spazzeremo via come foglie morte davanti a una tempesta d'autunno.�</p><empty-line/><p> �Non mi aspettavo niente di meno da una razza antica e potente come la vostra� replic� Nasuada. Dopo aver soddisfatto le esigenze di etichetta con altri convenevoli di una sconcertante banalit�, Nasuada pens� che fosse arrivato il momento di affrontare la vera ragione della visita degli elfi. Ordin� alla folla radunata di disperdersi, poi disse: �Scopo della vostra venuta qui, mi pare di capire, � proteggere Eragon e Saphira. Dico bene?�</p><empty-line/><p> �Dici bene, Nasuada Svit-kona. E siamo al corrente del fatto che Eragon si trova ancora nell'Impero ma che torner� presto.�</p><empty-line/><p> �E sapete anche che Arya � partita per andare a cercarlo e che ora viaggiano insieme?�</p><empty-line/><p> Le orecchie di Bl�dhgarm fremettero. �S�, siamo stati informati anche di questo. � un vero peccato che si trovino entrambi in pericolo, ma sono convinto che non accadr� loro nulla di male.�</p><empty-line/><p> �Che cosa intendete fare, dunque? Andrete a cercarli e li scorterete di nuovo qui dai Varden? Oppure resterete in attesa, confidando nel fatto che Eragon e Arya sono capaci di difendersi da soli dai sicari di Galbatorix?�</p><empty-line/><p> �Resteremo qui come tuoi ospiti, Nasuada figlia di Ajihad. Eragon e Arya non correranno alcun pericolo finch� non si faranno notare. Se li raggiungessimo nel cuore dell'Impero potremmo attirare attenzioni indesiderate. Date le circostanze, mi sembra preferibile impiegare il nostro tempo dove possiamo renderci utili. � molto probabile che Galbatorix attacchi qui, fra i Varden; in tal caso, e se Castigo e Murtagh dovessero ricomparire, Saphira avr� bisogno di tutto il nostro aiuto per combatterli.�</p><empty-line/><p> Nasuada rimase di stucco. �Eragon ha detto che eravate i migliori maghi della vostra razza, ma possedete davvero le capacit� di annientare quella coppia maledetta? Come Galbatorix, i due hanno poteri che superano di gran lunga quelli di un normale Cavaliere.�</p><empty-line/><p> �Con Saphira al nostro fianco s�, siamo convinti di poter combattere e persino sconfiggere Castigo e Murtagh. Sappiamo di che cosa erano capaci i Rinnegati, e sebbene con ogni probabilit� Galbatorix abbia reso Castigo e Murtagh pi� forti di qualsiasi Rinnegato, dubito che li abbia elevati al suo livello. Se non altro, la sua paura del tradimento gioca a nostro favore. Persino tre Rinnegati non potrebbero sconfiggere dodici di noi pi� un drago. Perci� siamo convinti di poter resistere a chiunque, tranne che a Galbatorix, s'intende.�</p><empty-line/><p> �Le tue parole mi rincuorano. Da quando Eragon � stato battuto da Murtagh, mi sono spesso domandata se non fosse il caso di ritirarci e nasconderci finch� il suo potere non aumenter�. Ma le tue rassicurazioni mi convincono che c'� ancora speranza. Possiamo non avere idea di come uccidere Galbatorix, ma finch� non abbatteremo i cancelli della sua fortezza a Ur�'baen, o finch� lui non decider� di volare con Shruikan per affrontarci sul campo di battaglia, niente ci fermer�.� Fece una pausa. �Non mi hai dato alcuna ragione per non fidarmi di voi, Bl�dhgarm, ma prima che entriate nell'accampamento devo chiederti di permettere a uno dei miei uomini di toccarvi la mente per scoprire se siete veri elfi e non umani mandati da Galbatorix sotto mentite spoglie. Mi addolora doverti fare questa richiesta, ma siamo perseguitati da spie e traditori, e non possiamo credere a nessuno sulla parola. Non � mia intenzione arrecarvi offesa, ma la guerra ci ha insegnato che questo genere di precauzioni sono necessarie. Sono sicura che voi elfi, che avete circondato l'intera distesa di foglie della Du Weldenvarden con incantesimi di protezione, potete comprendere le mie ragioni. Per cui ti chiedo: acconsenti?�</p><empty-line/><p> Gli occhi e i denti di Bl�dhgarm scintillarono minacciosi mentre rispondeva: �Gli alberi della Du Weldenvarden in genere hanno aghi, non foglie. Mettici alla prova, se vuoi, ma ti avverto: a chiunque tu assegni il compito dovrai raccomandare di non indugiare troppo nella nostra mente, o potrebbe perdere il senno. � pericoloso per i mortali vagare nei nostri pensieri: possono smarrirsi facilmente e non essere pi� in grado di tornare nei loro corpi. E i nostri segreti non sono fatti per essere esplorati.�</p><empty-line/><p> Nasuada capiva. Gli elfi avrebbero annientato chiunque si fosse avventurato nel loro territorio proibito. �Capitano Garven� chiam�.</p><empty-line/><p> Facendo un passo avanti con l'espressione di un condannato, Garven si par� di fronte a Bl�dhgarm, chiuse gli occhi e si concentr� per frugare nella coscienza dell'elfo. Nasuada osservava nervosa la scena, mordicchiandosi il labbro. Quando era bambina, un uomo con una gamba sola di nome Hargrove le aveva insegnato a nascondere i suoi pensieri dai telepati e a bloccare e deviare gli affondi di un attacco mentale. In tutte e due le cose era abile, e sebbene non fosse mai riuscita a dare inizio al contatto con un'altra mente, conosceva i principi fondamentali del processo. Era quindi ben consapevole della difficolt� e della delicatezza di quanto Garven stava facendo, un compito reso ancora pi� arduo dalla strana natura degli elfi.</p><empty-line/><p> Sporgendosi verso di lei, Angela bisbigli�: �Avresti dovuto far controllare gli elfi a me. Sarebbe stato pi� sicuro.�</p><empty-line/><p> �Pu� darsi� disse Nasuada. Nonostante tutto l'aiuto che l'erborista aveva dato a lei e ai Varden, ancora non se la sentiva di affidarsi ad Angela per le questioni ufficiali.</p><empty-line/><p> Per qualche altro istante Garven continu� nei suoi sforzi, poi spalanc� gli occhi di colpo e liber� il fiato con uno sbuffo. Aveva il collo e la faccia chiazzati di rosso per la fatica, e le pupille dilatate, come se fosse notte. Al contrario, Bl�dhgarm era imperturbabile: la pelliccia era liscia, il respiro regolare, e un fievole sorriso beffardo gli increspava gli angoli della bocca.</p><empty-line/><p> �Ebbene?� chiese Nasuada.</p><empty-line/><p> Garven parve impiegare qualche secondo di troppo nel rispondere, poi disse: �Non � umano, mia signora. Su questo non nutro alcun dubbio. Alcun dubbio di sorta.�</p><empty-line/><p> Soddisfatta ma turbata, perch� c'era qualcosa di strano in quella risposta, Nasuada disse: �Molto bene. Procedi.� Da quel momento, Garven impieg� sempre meno tempo a esaminare ogni elfo e dedic� non pi� di una decina di secondi all'ultimo del gruppo. Nasuada lo tenne d'occhio per tutto il processo, e vide che le sue dita diventavano bianche ed esangui, e la pelle delle tempie gli si ritirava nel cranio come i timpani di una rana, e l'uomo acquistava il languido aspetto di una persona che nuota sott'acqua.</p><empty-line/><p> Dopo aver portato a termine l'incarico, Garven torn� al suo posto accanto a Nasuada. Ma era, si disse lei, un uomo cambiato. La determinazione e la fierezza di spirito di poco prima avevano lasciato il posto all'aria trasognata di un sonnambulo. La guard� quando lei gli domand� se stava bene, e rispose con voce abbastanza normale, ma Nasuada ebbe l'impressione che il suo spirito fosse lontano, smarrito fra le radure erbose e inondate di sole della misteriosa foresta degli elfi. Sperava che si riprendesse in fretta. In caso contrario, avrebbe chiesto a Eragon o ad Angela, o magari a entrambi, di prendersi cura di lui. Fino a quando le sue condizioni non fossero migliorate, non avrebbe pi� dovuto servirla come membro attivo dei Falchineri; J�rmundur gli avrebbe dato qualcosa di semplice da fare, cos� lei non si sarebbe sentita in colpa per avergli causato ulteriori sofferenze, e lui avrebbe potuto almeno godersi il piacere delle visioni che il contatto con gli elfi gli aveva lasciato dentro.</p><empty-line/><p> Amareggiata per la perdita, e infuriata con se stessa, con gli elfi, con Galbatorix e l'Impero per aver reso necessario un simile sacrificio, Nasuada fatic� a mantenere a freno la lingua e a conservare le buone maniere. �Quando hai parlato di pericolo, Bl�dhgarm, avresti dovuto dire che anche coloro che riescono a tornare a s� non restano del tutto illesi.�</p><empty-line/><p> �Mia signora, io sto bene� disse Garven. Ma la sua protesta fu cos� debole e inconsistente che serv� solo a rafforzare il senso di oltraggio di Nasuada.</p><empty-line/><p> Il pelo sul collo di Bl�dhgarm si rizz�. �Se non sono riuscito a spiegarmi con sufficiente chiarezza poco fa, allora domando scusa. Tuttavia non incolpare me per quello che � successo: non possiamo opporci alla nostra natura. E non incolpare nemmeno te stessa, perch� viviamo in un'epoca di sospetti. Permetterci di passare senza controllarci sarebbe stata una negligenza imperdonabile da parte tua. � un peccato che un increscioso incidente debba segnare questo storico incontro fra di noi, ma almeno adesso puoi stare tranquilla, sicura di aver stabilito la nostra origine e quello che siamo: elfi della Du Weldenvarden.�</p><empty-line/><p> Una nuova zaffata di muschio avvolse Nasuada che, sebbene fremente di collera, si sent� sciogliere le membra e assalire da immagini di suonatori d'arpa vestiti di seta, allegri calici di vino e nostalgici canti di nani che aveva spesso sentito echeggiare nelle vuote sale di Tronjheim. Distratta, mormor�: �Avrei voluto che ci fossero stati Eragon e Arya qui, cos� avrebbero potuto controllare loro le vostre menti senza correre il rischio di perdere il senno.�</p><empty-line/><p> Ancora una volta si abbandon� alla sensuale attrazione dell'odore di Bl�dhgarm, immaginando come sarebbe stato far scorrere le dita nella sua criniera. Torn� in s� soltanto quando Elva le stratton� la manica sinistra, costringendola ad abbassarsi e ad avvicinare l'orecchio alla propria bocca. In tono aspro, Elva mormor�: �Marrubio. Concentrati sul sapore del marrubio.�</p><empty-line/><p> Seguendo il suo consiglio, Nasuada evoc� un ricordo dell'anno prima, quando aveva assaggiato un confetto di marrubio durante uno dei banchetti di re Rothgar. Le bast� pensare al saporaccio di quel confetto per contrastare le qualit� seducenti dell'odore di Bl�dhgarm. Cerc� di nascondere il momentaneo smarrimento dicendo: �La mia giovane amica si domanda come mai sei cos� diverso dagli altri. Devo confessare che anch'io sono curiosa. Il tuo aspetto � molto lontano da come siamo abituati a immaginare gli elfi. Vorresti essere cos� gentile da illustrarci le ragioni delle tue caratteristiche pi� <emphasis>animalesche?�</emphasis></p><empty-line/><p> Un'onda incresp� la pelliccia lucente di Bl�dhgarm quando si strinse nelle spalle. �Mi piaceva questa forma� rispose. �Alcuni scrivono poesie sul sole e sulla luna, altri coltivano fiori o costruiscono grandiose strutture o compongono musica. Per quanto apprezzi le varie forme d'arte, credo che la vera bellezza risieda soltanto nelle zanne di un lupo, nella pelliccia di un gatto delle foreste, negli occhi di un'aquila. Cos� ho adottato questi attributi per me. Fra un altro centinaio d'anni, potrei perdere interesse per le creature della terra e decidere che invece sono le creature del mare a incarnare tutto ci� che c'� di buono, e allora mi ricoprir� di squame, trasformer� le mie mani in pinne e i piedi in coda, sparir� sotto la superficie delle onde e nessuno pi� mi rivedr� in Alaga�sia.�</p><empty-line/><p> Se stava scherzando, cosa di cui Nasuada era convinta, non lo dava a vedere. Anzi, era cos� serio che Nasuada si domand� se non la stesse prendendo in giro. �Molto interessante� comment� lei. �Ma spero che l'impulso di trasformarti in pesce non ti colga troppo presto, perch� ci servi qui, sul terreno asciutto. S'intende che se Galbatorix decidesse di arruolare anche squali e scorpene, be', allora un mago capace di respirare sott'acqua ci sarebbe molto utile.�</p><empty-line/><p> Senza alcun preavviso, i dodici elfi riempirono l'aria con le loro limpide risate argentine, e gli uccelli nel raggio di oltre un miglio si misero a cantare. Il suono della loro ilarit� somigliava allo scorrere dell'acqua su un cristallo. Nasuada sorrise senza volerlo, e intorno a lei vide simili espressioni sui volti delle guardie. Perfino i due Urgali sembravano ebbri di gioia. E quando gli elfi tacquero e il mondo torn� alla sua normalit�, Nasuada prov� la stessa tristezza di quando svanisce un bel sogno. Un velo di lacrime le annebbi� la vista per qualche istante, e poi anche quello si dissolse.</p><empty-line/><p> Sorridendo per la prima volta, e mostrando cos� un volto al tempo stesso bello e terribile, Bl�dhgarm disse: �Sar� un onore servire una donna intelligente, capace e arguta come te, Lady Nasuada. Uno di questi giorni, quando i tuoi impegni te lo permetteranno, mi piacerebbe insegnarti a giocare a Rune. Saresti un'avversaria formidabile, ne sono certo.�</p><empty-line/><p> L'improvviso mutamento nel tono degli elfi le ricord� una parola che aveva sentito usare di tanto in tanto dai nani per descriverli: <emphasis>capricciosi. </emphasis> Quando era una bambina le era sembrata una descrizione innocua: rafforzava la sua idea che gli elfi fossero creature saltellanti da una delizia all'altra, come fate in un giardino fiorito. Ma adesso capiva che i nani intendevano dire <emphasis>Attenzione! Perch� gli elfi sono imprevedibili. </emphasis>Sospir�, avvilita dalla prospettiva di dover trattare con un altro gruppo di esseri decisi a manipolarla per i propri interessi. <emphasis>La vita � sempre cos� complicata? </emphasis>si chiese. <emphasis>O sono io che attiro le complicazioni?</emphasis></p><empty-line/><p> Dall'accampamento, Nasuada vide arrivare re Orrin a cavallo, alla testa di un affollato corteo di nobili, cortigiani, burocrati di vario livello, consiglieri, assistenti, servitori, soldati, e una pletora di altri funzionari che non si prese il disturbo d'identificare, mentre da ovest, in discesa libera con le ali spiegate, vide arrivare Saphira. Consapevole degli imminenti, noiosi scambi di formalit�, disse: �Passeranno parecchi mesi prima che io abbia l'opportunit� di accettare la tua offerta, Bl�dhgarm, ma l'apprezzo comunque. Mi piacerebbe distrarmi con una partita dopo una lunga giornata di lavoro, ma deve restare un piacere differito. La societ� umana sta per abbattersi su di voi con tutto il suo peso. Vi suggerisco di prepararvi a una valanga di nomi, domande e richieste. Noi umani siamo una razza curiosa, e nessuno ha mai visto tanti elfi tutti insieme prima d'ora.�</p><empty-line/><p> �Siamo preparati a questo, Lady Nasuada� la rassicur� Bl�dhgarm.</p><empty-line/><p> Mentre il corteo rumoreggiante di re Orrin si avvicinava e Saphira si accingeva ad atterrare, schiacciando l'erba con lo spostamento d'aria provocato dalle sue ali, l'ultimo pensiero di Nasuada fu: <emphasis>Oh, cielo. Dovr� mettere un intero battaglione a guardia di Bl�dhgarm per impedire che le donne dell'accampamento se lo contendano facendolo a pezzi. E anche questo potrebbe non risolvere il problema!</emphasis></p><p><strong>&#x2666; &#x2666; &#x2666;</strong></p><empty-line/><p><strong> PIET�, CAVALIERE DEI DRAGHI </strong></p><p>Era il pomeriggio del giorno dopo la partenza da Agrod'est quando Eragon percep� una pattuglia di quindici soldati davanti a loro.</p><empty-line/><p> Lo disse ad Arya, e lei annu�. �Li avevo sentiti anch'io.� Nessuno dei due espresse preoccupazione ad alta voce, ma Eragon si sent� torcere le viscere dall'ansia, e not� che Arya arricciava le sopracciglia in un feroce cipiglio.</p><empty-line/><p> Il panorama intorno a loro era aperto e pianeggiante, senza un posto dove nascondersi. Avevano gi� incontrato gruppi di soldati prima, ma sempre quando erano in compagnia di altri viaggiatori. Ora invece erano soli su una strada a malapena visibile.</p><empty-line/><p> �Potremmo scavare una buca con la magia, coprirla di frasche e nasconderci l� finch� non passano� sugger� Eragon.</p><empty-line/><p> Arya scosse la testa senza interrompere la corsa. �E cosa faremmo della terra smossa? Penserebbero di aver trovato la pi� grossa tana di tasso del mondo. E poi preferisco risparmiare energie per correre.�</p><empty-line/><p> Eragon sbuff�. <emphasis>Non so quante miglia ancora mi sono rimaste nelle gambe. </emphasis>Non gli mancava il fiato, ma il continuo urto col terreno lo stava affaticando. Gli facevano male le ginocchia, aveva le caviglie gonfie, gli alluci irritati e rossi, e continuavano a scoppiargli le vesciche sui talloni, per quanto se li fosse fasciati stretti. La notte prima aveva guarito diversi acciacchi, e sebbene avesse provato un certo sollievo, gli incantesimi avevano acuito il suo sfinimento.</p><empty-line/><p> La pattuglia fu visibile solo come un pennacchio di polvere per circa una mezz'ora prima che Eragon riuscisse a distinguere le sagome degli uomini e dei cavalli alla base della nuvola giallastra. Dato che lui e Arya avevano una vista molto pi� acuta degli umani, era improbabile che i cavalieri li scorgessero da quella distanza, cos� continuarono a correre per un'altra decina di minuti. Poi si fermarono. Arya prese il vestito dallo zaino e lo indoss� sopra i pantaloni che si era messa per correre, ed Eragon nascose l'anello di Brom nello zaino e si sporc� la mano destra di terra per celare il gedw�y ignasia. Ripresero a camminare a testa bassa e spalle curve, trascinando i piedi. Se tutto fosse andato per il verso giusto, i soldati avrebbero pensato che erano solo altri due profughi stanchi.</p><empty-line/><p> Eragon riusciva gi� a sentire il rombo degli zoccoli in avvicinamento e le grida degli uomini che spronavano i cavalli, ma ci volle ancora quasi un'ora prima che i due gruppi s'incrociassero sulla vasta pianura. Eragon e Arya si spostarono dalla strada e abbassarono il capo. Sbirciando da sotto le sopracciglia, Eragon scorse le zampe dei cavalli in testa, poi la polvere sollevata oscur� il resto della pattuglia e costrinse Eragon a chiudere gli occhi. Con le orecchie tese, cont� finch� non fu sicuro che almeno met� della pattuglia si fosse allontanata. <emphasis>Non hanno intenzione di fermarsi a farci domande! </emphasis>pens�.</p><empty-line/><p> Il suo sollievo fu di breve durata. Un istante dopo, qualcuno nel vortice di polvere grid�: �Compagnia, alt!� Risuon� un coro di <emphasis>Whoa, Fermo </emphasis>e <emphasis>Buono qui, </emphasis>mentre i quindici uomini incitavano i cavalli a formare un circolo intorno a Eragon e Arya. Prima che i soldati completassero la manovra di accerchiamento e l'aria si facesse pi� tersa, Eragon si chin� a raccogliere un grosso ciottolo e si raddrizz�.</p><empty-line/><p> �Fermo!� sibil� Arya.</p><empty-line/><p> Mentre aspettava che i soldati manifestassero le proprie intenzioni, Eragon si sforz� di calmare il cuore che gli batteva all'impazzata ripassando la storia che lui e Arya avevano inventato per giustificare la loro presenza in una zona cos� vicina al Surda. I suoi tentativi fallirono, perch� malgrado la forza, l'addestramento, la consapevolezza di aver vinto tante battaglie e la mezza dozzina di incantesimi di difesa che lo proteggevano, la sua carne restava convinta che ferite o morte fossero imminenti. Sentiva le viscere in subbuglio, la gola contratta, le gambe molli e vacillanti. <emphasis>Oh, facciamola finita! </emphasis>pens�. Avrebbe voluto qualcosa da fare a pezzi con le mani, come se un atto distruttivo potesse alleviare la tensione che si andava accumulando dentro di lui, ma quella smania serv� soltanto ad aumentare la sua frustrazione, perch� non osava muoversi. L'unica cosa che gli dava coraggio era la presenza di Arya. Si sarebbe volentieri tagliato una mano prima di farsi considerare un vigliacco da lei. E sebbene Arya fosse una valorosa guerriera, Eragon provava ancora il desiderio di difenderla.</p><empty-line/><p> La voce che aveva ordinato alla pattuglia di fermarsi torn� a farsi sentire. �Mostratevi in volto.� Eragon alz� il capo e vide un uomo in groppa a un roano da battaglia, le mani guantate strette intorno al pomolo della sella. Sopra il labbro gli crescevano baffi enormi e riccioluti che, dopo aver contornato gli angoli della bocca, si allungavano in orizzontale su ciascun lato del volto per nove pollici buoni, in netto contrasto con i capelli lisci che gli ricadevano sulle spalle. Eragon si domand� come facessero quelle due spirali scolpite a restare sospese, soprattutto perch� erano opache e ispide, chiaramente non impregnate di cera d'api.</p><empty-line/><p> Gli altri soldati tenevano le lance puntate contro Eragon e Arya. Erano cos� impolverati che le fiamme ricamate sulle loro casacche non si vedevano nemmeno.</p><empty-line/><p> �Allora� disse l'uomo, e i suoi baffi oscillarono come i bracci di una bilancia. �Chi siete? Dove state andando? Che cosa ci fate nelle terre del re?� Agit� una mano. �No, non vi disturbate a rispondere. Non importa. Oggigiorno niente ha pi� importanza. Il mondo sta per finire, e noi sprechiamo il nostro tempo a interrogare i contadini. Bah! Vermi superstiziosi che strisciano da un posto all'altro, divorando tutto il cibo della terra e riproducendosi a un ritmo impressionante. Nel podere della mia famiglia a Ur�'baen avremmo frustato quelli come voi, sorpresi a vagabondare senza permesso, e se avessimo saputo che avevate rubato al vostro padrone, be', vi avremmo impiccati. Qualunque cosa stiate per dirmi sar� una bugia. � sempre cos�...</p><empty-line/><p> �Cos'avete in quegli zaini? Cibo e coperte, s�, ma forse anche un bel paio di candelieri d'oro, eh? Argenteria sottratta da un forziere? Lettere segrete per i Varden? Allora? Il gatto vi ha mangiato la lingua? Be', lo scopriremo presto. Langward, perch� non vedi quali tesori riesci a trovare nello zaino di quel moccioso, da bravo?�</p><empty-line/><p> Eragon barcoll� in avanti quando uno dei soldati lo colp� sulle reni con l'asta della lancia. Aveva avvolto le parti dell'armatura negli stracci per non farle sbatacchiare, ma gli stracci si rivelarono troppo sottili per assorbire l'impatto e attutire il clangore metallico.</p><empty-line/><p> �O-ho!� esclam� l'uomo coi baffi.</p><empty-line/><p> Afferrato Eragon per la nuca, il soldato sleg� i cordoni dello zaino e ne tir� fuori il suo usbergo, dicendo: �Capitano, guarda qui!�</p><empty-line/><p> L'uomo coi baffi sogghign� estasiato. �Un'armatura! E anche di ottima fattura, direi. Bene, sei pieno di sorprese. Stavi andando dai Varden, non � cos�? Un traditore sedizioso, eh?� La sua espressione s'inacid�. �O sei uno di quelli che danno ai soldati onesti una cattiva nomea? In questo caso, sei un mercenario incompetente: non hai nemmeno un'arma. Era troppo disturbo per te procurarti un bastone o una mazza, eh? Allora, cosa dici? Rispondi!�</p><empty-line/><p> �No, capitano.�</p><empty-line/><p> �No, capitano? Non ti � venuto in mente, immagino. � uno strazio, dover accettare certi miserabili idioti, ma cos� ci ha ridotto questa dannata guerra, ad accontentarci degli avanzi.�</p><empty-line/><p> �Accettarmi dove, capitano?�</p><empty-line/><p> �Zitto, bastardo insolente! Nessuno ti ha dato il permesso di parlare!� Con i baffi frementi, l'uomo fece un brusco cenno. Il soldato alle spalle di Eragon lo colp� sulla testa e una miriade di puntini rossi esplose davanti ai suoi occhi. �Che tu sia un ladro, un traditore, un mercenario o soltanto uno stupido, il tuo destino sar� lo stesso. Una volta che avrai pronunciato il giuramento di coscrizione, non avrai scelta se non obbedire a Galbatorix e a quelli che lo rappresentano. Noi siamo il primo esercito nella storia a non avere dissidenti. Nessuna inutile discussione su quello che si deve o non si deve fare. Soltanto ordini, precisi e diretti. Anche tu ti unirai alla nostra causa e avrai il privilegio di contribuire a realizzare il glorioso futuro che il nostro grande re ha previsto per tutti noi. Quanto alla tua deliziosa compagna, ci sono altri modi in cui potr� rendersi utile all'Impero, dico bene? Forza, legateli!�</p><empty-line/><p> Eragon sapeva che cosa doveva fare. Quando le lanci� uno sguardo di sottecchi, scopr� che Arya lo stava gi� fissando con espressione decisa e implacabile. Eragon ammicc�. Lei ricambi� con un battito di ciglia. La mano di Eragon si strinse intorno al ciottolo.</p><empty-line/><p> La maggior parte dei soldati contro cui Eragon aveva combattuto sulle Pianure Ardenti erano protetti da alcuni rudimentali incantesimi atti a difenderli dagli attacchi magici, ed Eragon sospettava che questi fossero equipaggiati allo stesso modo. Era sicuro di poter spezzare o aggirare qualsiasi incantesimo evocato dagli stregoni di Galbatorix, ma ci sarebbe voluto pi� tempo di quanto ne aveva a disposizione in quel momento. Allora ritrasse il braccio e con uno scatto del polso scagli� il sasso contro l'uomo coi baffi.</p><empty-line/><p> Il sasso trapass� l'elmo e il cranio del capitano.</p><empty-line/><p> Prima che i soldati avessero modo di reagire, Eragon piroett� su se stesso, strapp� la lancia dalle mani del soldato che lo stava tormentando e la us� per disarcionarlo. Mentre l'uomo cadeva a terra, Eragon gli trafisse il cuore, spezzando la punta della lancia contro le placche metalliche della giubba imbottita del soldato. Lasciando l'asta dov'era, si tuff� in avanti, volando rasente il terreno mentre sette lance lo sfioravano e si conficcavano nel punto in cui si trovava un istante prima.</p><empty-line/><p> Nel momento stesso in cui Eragon aveva scagliato il ciottolo, Arya si era avventata sul fianco del cavallo pi� vicino a lei, balzando dalla staffa alla sella e sferrando un calcio alla testa del cavaliere ignaro. L'uomo vol� a oltre trenta piedi di distanza. Poi Arya prese a balzare da un cavallo all'altro, uccidendo i soldati con le ginocchia, i piedi e le mani, in un'incredibile dimostrazione di grazia ed equilibrio.</p><empty-line/><p> Pietre appuntite affondarono nell'addome di Eragon quando rotol� fino a fermarsi. Con una smorfia, si trasse in piedi di scatto. Quattro soldati, smontati da cavallo, lo affrontarono con le spade sguainate. Caricarono. Scartando a destra, Eragon afferr� il polso del primo soldato che stava mulinando la spada e gli sferr� un pugno sotto l'ascella. L'uomo stramazz� a terra e rimase immobile. Eragon si liber� di altri due aggressori torcendo loro la testa finch� le vertebre del collo non si spezzarono. Il quarto era troppo vicino, ormai, e gli correva incontro con la spada alzata. Eragon non poteva schivarlo.</p><empty-line/><p> In trappola, fece l'unica cosa che gli era possibile: colp� l'uomo al petto con tutta la forza. Una fontana di sangue e sudore sprizz� dal punto d'impatto. Il pugno sfond� la cassa toracica dell'uomo, che vol� all'indietro di una dozzina di piedi, crollando su un altro cadavere riverso nell'erba.</p><empty-line/><p> Eragon ansim� e si pieg� in due, massaggiandosi la mano dolorante. Si era lussato quattro nocche e la cartilagine bianca spuntava dalla pelle martoriata. <emphasis> Dannazione, </emphasis> pens�, mentre sangue caldo fiottava dalle ferite. Le dita si rifiutarono di muoversi al suo ordine; si rese conto che la mano era inutilizzabile fino al momento in cui non l'avesse guarita. Temendo un altro attacco, si guard� intorno in cerca di Arya e del resto dei soldati.</p><empty-line/><p> I cavalli si erano sparpagliati. Restavano in vita soltanto tre uomini. Arya si stava occupando di due soldati insieme, mentre il terzo fuggiva a gambe levate verso sud. Facendo appello alle sue forze, Eragon si lanci� all'inseguimento. Mentre colmava la distanza, l'uomo cominci� a implorare piet�, promettendo che non avrebbe raccontato a nessuno del massacro e tendendo le mani con i palmi aperti per dimostrare che era disarmato. Quando Eragon gli fu quasi addosso, l'uomo sterz� di lato e dopo qualche passo cambi� di nuovo direzione, zigzagando per la campagna come un coniglio terrorizzato. Continuava a supplicarlo, con le lacrime che gli rigavano le guance, dicendo che era troppo giovane per morire, che doveva ancora sposarsi e diventare padre, che i suoi genitori sarebbero morti di dolore, che era stato costretto ad arruolarsi nell'esercito e quella era soltanto la sua quinta missione, e perch� Eragon non poteva lasciarlo in pace? �Perch� ce l'hai con me?� singhiozz�. �Ho soltanto fatto il mio dovere. Sono una brava persona!�</p><empty-line/><p> Eragon esit�, poi si costrinse a dire: �Non puoi tenere il passo con noi. E non possiamo lasciarti libero; prenderesti un cavallo e ci tradiresti.�</p><empty-line/><p> �No, mai!�</p><empty-line/><p> �Ti chiederanno che cosa � successo qui. Il tuo giuramento a Galbatorix e all'Impero non ti consentir� di mentire. Mi dispiace, ma non so come liberarti dal tuo vincolo, se non...�</p><empty-line/><p> �Perch� fai questo? Sei un mostro!� grid� l'uomo. Con un'espressione di puro terrore, fece un tentativo di aggirare Eragon e tornare sulla strada. Eragon lo raggiunse in meno di dieci passi e, mentre l'uomo ancora piangeva e implorava misericordia, gli cinse il collo con il braccio sinistro e strinse forte. Quando allent� la presa, l'uomo croll� ai suoi piedi, morto.</p><empty-line/><p> Eragon si sent� ricoprire la lingua di bile guardando la faccia cerea del soldato. <emphasis> Quando uccidiamo, uccidiamo una parte di noi stessi, </emphasis>pens�. Scosso da brividi in parte di sgomento, in parte di dolore, in parte di disprezzo di s�, torn� dov'era cominciata la schermaglia. Arya era inginocchiata accanto a un cadavere, intenta a lavarsi le mani e le braccia con l'acqua della borraccia del soldato.</p><empty-line/><p> �Come mai� gli chiese Arya �sei riuscito a uccidere quell'uomo, ma non hai potuto mettere un dito addosso a Sloan?� Si alz� e lo guard� dritto negli occhi.</p><empty-line/><p> Svuotato di ogni emozione, Eragon si strinse nelle spalle. �Era una minaccia. Sloan no. Non � ovvio?�</p><empty-line/><p> Arya rimase in silenzio per un po'. �Dovrebbe, ma per me non lo �... Mi vergogno di dover prendere lezioni di moralit� da una persona con cos� scarsa esperienza. Forse sono stata troppo sicura, troppo convinta delle mie scelte.�</p><empty-line/><p> Eragon la sentiva parlare, ma le sue parole non gli dicevano niente mentre il suo sguardo vagava sui corpi inerti. <emphasis>� questo che � diventata la mia vita? </emphasis>si chiese. <emphasis>Una serie ininterrotta di battaglie? </emphasis>�Mi sento un assassino.�</p><empty-line/><p> �Capisco quanto � difficile per te� disse Arya. �Ricorda, Eragon, tu hai sperimentato soltanto una piccola parte di ci� che significa essere un Cavaliere dei Draghi. Questa guerra finir� prima o poi, e tu capirai che i tuoi doveri vanno ben oltre la violenza. I Cavalieri non erano soltanto guerrieri, ma guaritori, maestri e studiosi.�</p><empty-line/><p> Eragon serr� la mascella. �Perch� combattiamo contro questi uomini, Arya?�</p><empty-line/><p> �Perch� si frappongono tra noi e Galbatorix.�</p><empty-line/><p> �Allora dovremmo trovare un modo per colpire direttamente Galbatorix.�</p><empty-line/><p> �Non esiste alcun modo. Non possiamo marciare fino a Ur�'baen finch� non avremo sbaragliato il suo esercito. E non possiamo entrare nel suo castello finch� non avremo disarmato quasi un secolo di trappole, magiche e meccaniche.�</p><empty-line/><p> �Dev'esserci un modo� borbott� Eragon. Rimase dov'era mentre Arya andava a prendere una lancia. Ma quando lei pos� la punta della lancia sotto il mento di un soldato ucciso e spinse fino a fargliela entrare nel cranio, Eragon si avvent� su di lei e l'allontan� con una spinta. �Che cosa fai?� grid�.</p><empty-line/><p> Una collera feroce balen� sul volto di Arya. �Ti perdono solo perch� sei sconvolto e non ragioni lucidamente. Rifletti, Eragon! � troppo tardi per negare l'evidenza. Perch� � necessario?�</p><empty-line/><p> La risposta gli arriv� come una frustata, e a malincuore Eragon rispose: �Perch� se non lo facciamo, l'Impero noter� che la maggior parte degli uomini sono stati uccisi a mani nude.�</p><empty-line/><p> �Giusto! E gli unici in grado di farlo sono gli elfi, i Cavalieri e i Kull. E dato che perfino un imbecille capirebbe che un Kull non � responsabile di questo massacro, ben presto si renderanno conto che ci troviamo nei dintorni e in meno di un giorno Castigo e Murtagh voleranno qui a cercarci.� Un risucchio liquido accompagn� il gesto di Arya che strappava la lancia dal cadavere. L'elfa la tenne tesa verso Eragon finch� lui non la prese. �Anch'io lo trovo ripugnante, perci� aiutami e facciamo in fretta.�</p><empty-line/><p> Eragon annu�. Arya recuper� una spada e insieme si misero al lavoro per dare l'impressione che fosse stata una squadra di ordinari guerrieri ad aver ucciso i soldati. Fu un lavoro sporco ma rapido, perch� entrambi sapevano con precisione quale tipo di ferite i soldati avrebbero dovuto esibire per trarre in inganno, e nessuno dei due aveva voglia di indugiare. Quando arrivarono all'uomo col torace sfondato da Eragon, Arya disse: �Possiamo fare ben poco per mascherare una ferita come questa. Lasciamolo cos� e speriamo che pensino che sia stato travolto da un cavallo.� Si spostarono oltre. L'ultimo soldato era il capitano della pattuglia. I suoi baffi ciondolavano inerti e avevano perso parte del loro splendore.</p><empty-line/><p> Dopo aver allargato il foro del ciottolo perch� sembrasse la tacca triangolare lasciata dalla punta di un martello da guerra, Eragon ripos� un istante, contemplando i baffi tristi del capitano, e disse: �Sai, aveva ragione.�</p><empty-line/><p> �Su cosa?�</p><empty-line/><p> �Sul fatto che mi serve un'arma, un'arma vera. Ho bisogno di una spada.� Asciugandosi le mani con l'orlo della tunica, scrut� la pianura intorno a loro, contando i corpi. �Allora, � fatta. Abbiamo finito.� Senza dire altro, si accinse a raccogliere i pezzi sparsi della sua armatura, li riavvolse negli stracci e li rimise in fondo allo zaino. Poi raggiunse Arya sul poggio dov'era salita.</p><empty-line/><p> �Sar� meglio evitare le strade, d'ora in poi� disse lei. �Non possiamo rischiare un altro incontro con gli uomini di Galbatorix.� Indicando la mano destra di Eragon, che grondava sangue sulla tunica, disse: �Dovresti guarirla prima che ci rimettiamo in marcia.� E senza aspettare risposta, gli afferr� le dita paralizzate e disse: �Wa�se heill.�</p><empty-line/><p> A Eragon sfugg� un gemito involontario mentre le articolazioni delle dita ritornavano nella loro sede, e i tendini lacerati e la cartilagine massacrata riacquistavano il pieno vigore, e i lembi di pelle che gli pendevano dalle nocche tornavano a coprire la carne viva. Quando l'incantesimo fu concluso, il giovane apr� e chiuse la mano per confermare la completa guarigione. �Grazie� disse. Lo sorprese che Arya avesse preso l'iniziativa pur sapendo che lui era del tutto capace di guarirsi da solo.</p><empty-line/><p> Lei parve imbarazzata. Distogliendo lo sguardo per contemplare la vastit� della pianura, disse: �Sono felice di averti avuto al mio fianco oggi, Eragon.�</p><empty-line/><p> �Lo stesso vale per me.�</p><empty-line/><p> Arya gli rivolse un fugace, incerto sorriso. Indugiarono sul poggio per un altro minuto; nessuno dei due era ansioso di riprendere il viaggio. Poi lei sospir� e disse: �Dobbiamo andare. Le ombre si allungano. Prima o poi arriver� qualcuno, e quando scopriranno questo banchetto per i corvi ci daranno la caccia.�</p><empty-line/><p> Scesero dal poggio e si avviarono verso sud-ovest, deviando dalla strada, e correndo a grandi balzi nell'ondulato mare d'erba. Alle loro spalle, il primo mangiacarogne cal� dal cielo.</p><p><strong>OMBRE DEL PASSATO </strong></p><p>Quella notte Eragon sedeva davanti al piccolo fal�, masticando una foglia di tarassaco. Avevano cenato con radici, semi ed erbe raccolte da Arya nella campagna intorno: crude e prive di condimento, non erano certo invitanti, ma Eragon aveva preferito non arricchire la sua razione con un coniglio o un uccello, pur abbondanti nei paraggi, perch� non voleva che Arya lo guardasse con disgusto. Per giunta, dopo il feroce scontro con i soldati, il pensiero di stroncare un'altra vita, fosse pure di un animale, gli dava la nausea.</p><p>Era tardi, e avrebbero dovuto rimettersi in marcia molto presto l'indomani, ma n� lui n� Arya davano segno di volersi coricare. Lei era seduta alla sua destra, un po' discosta, con le braccia strette intorno alle gambe raccolte e il mento sulle ginocchia. La gonna le si allargava intorno come la corolla di un fiore.</p><p>Il mento affondato nel petto, Eragon si massaggiava la mano destra con la sinistra, nel tentativo di alleviare l'intenso dolore. <emphasis>Mi serve una spada, </emphasis> pens�. <emphasis>Finch� non me ne procuro una, devo trovare una protezione per le mani, per non storpiarmi quando colpisco qualcosa. Il problema � che adesso sono cos� forte che dovrei portare guanti con parecchi strati d'imbottitura, il che � ridicolo. Sarebbero troppo ingombranti, troppo caldi, e poi non posso indossare guanti per il resto della mia vita. </emphasis>Aggrott� la fronte. Stringendo i pugni, studi� come le ossa sporgenti alteravano il gioco di luce sulla pelle, affascinato dalla malleabilit� del suo corpo. <emphasis>E che cosa succede se mi capita di combattere mentre porto l'anello di Brom! � di origine elfica, perci� probabilmente non devo temere di spezzare lo zaffiro. Ma se colpisco qualcosa mentre ho l'anello al dito, non mi slogher� solo qualche articolazione, mi fratturer� tutte le ossa della mano... Potrei perfino non riuscire pi� a riparare il danno... </emphasis>Strinse di nuovo i pugni e li rigir� da una parte e dall'altra, osservando le ombre spostarsi fra le nocche. <emphasis>Potrei inventare un incantesimo per impedire a qualunque oggetto che si avvicini a velocit� pericolosa di colpirmi le mani. No, un momento, non va bene. E se fosse un macigno? O una frana? Mi ucciderei nel tentativo di bloccarli.</emphasis></p><p><emphasis>Be', se guanti e magia non funzionano, mi piacerebbe avere gli Asc�dgamln dei nani, i loro pugni d'acciaio. </emphasis>Con un sorriso ripens� al nano Shrrgnien che si era fatto impiantare in ogni nocca, tranne che nei pollici, un dado di metallo a cui avvitava dei chiodi d'acciaio. I chiodi permettevano a Shrrgnien di colpire qualunque cosa senza timore di farsi male, e si potevano anche svitare a piacimento. L'idea era allettante, ma Eragon non aveva alcuna intenzione di farsi trapanare le nocche. <emphasis>E poi, </emphasis>pens�, <emphasis>le mie ossa sono pi� sottili di quelle dei nani, troppo, forse, per inserirvi un dado di metallo senza che le articolazioni ne risentano... D'accordo, gli Asc�dgamln non sono una buona idea, ma forse potrei...</emphasis></p><p>Avvicinando la bocca alle mani, mormor�: �Thaefathan.�</p><empty-line/><p> Il dorso delle mani cominci� a formicolargli e a prudergli come se le avesse infilate in un cespuglio di ortiche. La sensazione era cos� intensa e spiacevole che gli fece venir voglia di grattarsi furiosamente. Con un enorme sforzo di volont�, rimase immobile a osservare la pelle delle nocche che si gonfiava, formando un callo bianco spesso mezzo pollice su ciascuna. Somigliavano ai depositi cornei all'interno delle zampe dei cavalli. Quando fu soddisfatto della grandezza e della densit� dei noduli, interruppe il flusso di magia e cominci� a esplorare con la vista e il tatto le nuove collinette che si ergevano sulle sue nocche.</p><empty-line/><p> Le mani erano pi� pesanti e rigide di prima, ma riusciva ancora a flettere le dita senza problemi. <emphasis>Saranno brutte, </emphasis>pens�, massaggiando le protuberanze della mano destra contro l'altro palmo, <emphasis>e la gente rider� quando le vedr�, ma non m'importa, perch� serviranno allo scopo e mi terranno in vita.</emphasis></p><empty-line/><p> Fremente di eccitazione, colp� la sommit� di un masso rotondo che spuntava dal terreno fra le sue gambe. L'impatto gli riverber� nel braccio con un tonfo sordo, ma non gli caus� pi� danni che se avesse colpito una tavola di legno coperta da diversi strati d'imbottitura. Eccitato, prese l'anello di Brom dallo zaino e s'infil� al dito la fredda fascia d'oro, controllando che il callo vicino fosse pi� alto dello zaffiro. Colp� di nuovo la pietra. L'unico suono fu quello delle pelle asciutta e compatta che urtava contro la dura roccia.</p><empty-line/><p> �Che cosa stai facendo?� chiese Arya, alzando lo sguardo attraverso la cortina di lunghi capelli neri.</p><empty-line/><p> �Niente.� Le mostr� le mani. �Ho pensato che sarebbe stata una buona idea, visto che probabilmente dovr� ancora colpire qualcuno.�</p><empty-line/><p> Arya esamin� le sue nocche. �Ti sar� difficile portare i guanti.�</p><empty-line/><p> �Posso sempre tagliarli sul dorso per farcele stare.�</p><empty-line/><p> Lei annu� e torn� a fissare il fuoco.</p><empty-line/><p> Eragon si appoggi� indietro sui gomiti e allung� le gambe, contento di essersi preparato per qualunque tipo di combattimento gli riservasse l'immediato futuro. Pi� in l� non osava spingersi, per evitare di chiedersi come avrebbero fatto lui e Saphira a sconfiggere Murtagh o Galbatorix, e di farsi artigliare il cuore dal panico.</p><empty-line/><p> Concentr� lo sguardo sul fal�, cercando di dimenticare le sue angosce e le sue responsabilit� in quell'inferno palpitante. Ma la danza delle fiamme lo cull� fino a farlo scivolare in una sorta di apatia, dove frammenti di pensieri, suoni, immagini ed emozioni si agitavano dentro di lui come fiocchi di neve turbinanti in un grigio cielo invernale. E nel vortice gli apparve il viso del soldato che gli aveva chiesto piet�. Eragon lo vide di nuovo piangere, e sent� di nuovo le sue disperate invocazioni, e ancora il rumore del collo che si spezzava come un ramo secco.</p><empty-line/><p> Tormentato dai ricordi, strinse i denti e respir� forte dalle narici dilatate. Si sent� ricoprire da un velo di sudore freddo. Si agit�, a disagio, e si sforz� di scacciare il fantasma ostile del soldato, ma fu invano. <emphasis>Vattene! </emphasis>grid�. <emphasis>Non � stata colpa mia. � Galbatorix il responsabile della tua morte, non io. Io non volevo ucciderti!</emphasis></p><empty-line/><p> In un punto remoto della pianura buia, un lupo ulul�. Qui e l� nelle tenebre, gli risposero una ventina di altri lupi, levando le loro voci in una melodia discorde. Eragon sent� formicolare il cuoio capelluto e le braccia nell'udire quel canto soprannaturale. Poi, per un breve istante, gli ululati si fusero in un'unica nota, simile al grido di battaglia di un Kull alla carica.</p><empty-line/><p> Eragon si agit� di nuovo, inquieto.</p><empty-line/><p> �Cosa c'�?� gli chiese Arya. �Sono i lupi? Non ci daranno fastidio, lo sai. Stanno insegnando ai cuccioli a cacciare, e non permetteranno ai piccoli di avvicinarsi a creature dall'odore strano come il nostro.�</p><empty-line/><p> �Non sono i lupi l� fuori� disse Eragon, abbracciandosi le gambe. �Sono i lupi qui dentro.� E si batt� un dito sulla fronte.</p><empty-line/><p> Arya annu�, un guizzo rapidissimo, da uccello, che trad� il fatto che non era una femmina umana, anche se ne aveva assunto le sembianze. �� sempre cos�. I mostri della mente sono ben peggiori di quelli che esistono nella realt�. Paura, dubbio e odio fanno pi� danni di quanti ne faccia qualsiasi bestia selvatica.�</p><empty-line/><p> �E l'amore� puntualizz� Eragon.</p><empty-line/><p> �E l'amore� ammise lei, �e l'avidit�, la gelosia e ogni altra ossessione che tormenta le razze senzienti.�</p><empty-line/><p> Eragon pens� a Tenga, solo nelle rovine dell'avamposto di Edur Ithindra, accovacciato davanti alla sua preziosa collezione di libri, alla ricerca ossessiva della risposta che gli sfuggiva. Non disse nulla ad Arya dell'eremita, perch� in quel momento non voleva parlare di quel curioso incontro. Invece le domand�: �Non ti senti turbata quando uccidi?�</p><empty-line/><p> I verdi occhi di Arya si ridussero a due fessure. �N� io n� il resto della mia razza mangiamo carne di animali perch� non sopportiamo di nuocere a un'altra creatura per soddisfare la nostra fame, e tu hai l'ardire di chiedermi se uccidere ci turba? Possibile che tu ci comprenda cos� poco da pensare che siamo assassini a sangue freddo?�</p><empty-line/><p> �No, certo che no� protest� lui. �Non era questo che intendevo.�</p><empty-line/><p> �E allora esprimiti meglio, e non offendere, se non � questa la tua intenzione.�</p><empty-line/><p> Scegliendo le parole con estrema cura, Eragon disse: �Ho fatto pi� o meno la stessa domanda a Roran prima che attaccassimo l'Helgrind. Quello che voglio sapere � come ti senti quando uccidi. Come dovremmo sentirci?� Guard� il fuoco, accigliato. �I guerrieri che hai ucciso tornano mai a fissarti, veri come lo sono io davanti a te?�</p><empty-line/><p> Arya strinse ancora di pi� le braccia intorno alle gambe, pensierosa. Una lingua di fuoco guizz� verso l'alto, carbonizzando una delle falene che volavano intorno al bivacco. �Ganga� mormor�, agitando un dito. Con uno sfarfallio di ali lanuginose, le altre falene si allontanarono. Senza alzare lo sguardo dai ceppi incandescenti, Arya rispose: �Nove mesi dopo essere stata nominata ambasciatrice, l'unica ambasciatrice di mia madre, in realt�, lasciai i Varden del Farthen D�r per andare nella capitale del Surda, che era ancora un paese giovane a quei tempi. Poco dopo essere partiti dai Monti Beor, i miei compagni e io ci imbattemmo in una banda di Urgali erranti. Noi avremmo tranquillamente proseguito con le spade nei foderi, ma gli Urgali vollero sfidarci per conquistare onore e gloria fra le loro trib�. La nostra forza era superiore alla loro... fra di noi c'era Weldon, l'uomo che succedette a Brom come capo dei Varden... e fu facile sbarazzarsi di quegli Urgali. Fu la prima volta che presi una vita. Quel gesto mi ossession� per settimane, finch� non mi resi conto che sarei impazzita se avessi continuato a pensarci. Molti perdono la ragione, e sono cos� pieni di rabbia e dolore che non si pu� pi� fare affidamento su di loro, oppure i loro cuori si trasformano in pietra e perdono la capacit� di distinguere il bene dal male.�</p><empty-line/><p> �Come sei riuscita a superare quello che avevi fatto?�</p><empty-line/><p> �Ho studiato le ragioni del mio gesto per determinare se erano giuste. Una volta stabilito che s�, lo erano, mi sono chiesta se la nostra causa era tanto importante da continuare a sostenerla, anche a costo di dover uccidere ancora. E infine ho deciso che ogni volta che mi fossero tornati in mente i morti avrei immaginato di trovarmi nei giardini del Palazzo di Tialdar�.�</p><empty-line/><p> �E ha funzionato?�</p><empty-line/><p> Arya si scost� i capelli dal viso e se li port� dietro un orecchio rotondo. �S�. L'unico antidoto al corrosivo veleno della violenza � trovare la pace dentro di noi. � una medicina difficile da ottenere, ma ne vale la pena.� Fece una pausa, poi aggiunse: �Anche la respirazione aiuta.�</p><empty-line/><p> �La respirazione?�</p><empty-line/><p> �Devi fare respiri lenti, regolari, come se stessi meditando. � uno dei metodi pi� efficaci per calmarsi.�</p><empty-line/><p> Accogliendo il suggerimento, Eragon cominci� a inspirare ed espirare con piena consapevolezza, attento a mantenere un ritmo costante e a svuotare i polmoni a ogni respiro. Nel giro di un minuto, il nodo che gli attanagliava le viscere si allent�, le rughe della fronte si spianarono e la presenza dei nemici uccisi non gli parve pi� cos� concreta... I lupi ulularono ancora, ma dopo un primo fremito d'inquietudine, Eragon li ascolt� senza pi� timore, perch� i loro versi avevano perduto il potere di turbarlo. �Grazie� disse. Arya rispose con un leggiadro movimento del capo.</p><empty-line/><p> Regn� il silenzio per almeno un quarto d'ora, finch� Eragon disse: �Urgali.� Lasci� la parola in sospeso per qualche istante, un monolito verbale di ambiguit�. �Cosa pensi del fatto che Nasuada abbia permesso loro di unirsi ai Varden?�</p><empty-line/><p> Arya raccolse un fuscello che le si era impigliato nell'orlo della veste e lo rigir� fra le dita affusolate, studiandolo come se contenesse un segreto. �� stata una decisione coraggiosa, e l'ammiro per questo. Nasuada agisce sempre nell'interesse dei Varden, costi quel che costi.�</p><empty-line/><p> �Ha fatto infuriare parecchi Varden quando ha accettato l'offerta di aiuto di Nar Garzhvog.�</p><empty-line/><p> �E si � riguadagnata la loro fiducia con la Prova dei Lunghi Coltelli. Nasuada � molto abile, quando si tratta di difendere la sua posizione.� Arya lanci� il fuscello nel fuoco. �Non provo simpatia per gli Urgali, ma neppure li odio. Al contrario dei Ra'zac, loro non sono d'animo malvagio, sono solo molto bellicosi. � una distinzione importante, anche se non offre alcuna consolazione alle famiglie delle loro vittime. Noi elfi abbiamo trattato con gli Urgali prima d'ora, e lo faremo di nuovo quando sar� necessario. Vana speranza, a ogni modo.�</p><empty-line/><p> Arya non ebbe bisogno di spiegare perch�. Molte delle pergamene che Oromis aveva dato da leggere a Eragon erano dedicate all'argomento Urgali, e una in particolare, <emphasis>I viaggi di Gnaevaldrskald, </emphasis>gli aveva insegnato che tutta la cultura Urgali si basava sul combattimento. Gli Urgali maschi potevano migliorare la propria posizione sociale soltanto razziando un altro villaggio - che fosse di Urgali, di umani, di elfi o di nani importava poco - oppure combattendo contro i propri rivali uno per uno, talvolta fino alla morte. E quando era il momento di scegliere un compagno, le femmine Urgali si rifiutavano di prendere in considerazione un maschio che non avesse sconfitto almeno tre avversari. Di conseguenza, ogni nuova generazione di Urgali non aveva scelta se non sfidare i propri pari, gli anziani e girovagare per il paese in cerca di occasioni per dimostrare il proprio valore. La tradizione era cos� radicata che ogni tentativo di sopprimerla era fallito. <emphasis>Almeno sono fedeli a se stessi, </emphasis>pens� Eragon. <emphasis>Cosa di cui pochi umani possono vantarsi.</emphasis></p><empty-line/><p> �Come ci � riuscito?� chiese Eragon �Durza � riuscito a tendere l'agguato in cui siete caduti tu, Glenwing e F�olin con gli Urgali? Non avevate incantesimi di protezione contro gli attacchi fisici?�</p><empty-line/><p> �Le frecce erano stregate.�</p><empty-line/><p> �Allora quegli Urgali erano stregoni?�</p><empty-line/><p> Arya chiuse gli occhi e scosse la testa, sospirando. �No. Era una magia nera inventata da Durza. Se n'� vantato quando ero a Gil'ead.�</p><empty-line/><p> �Non so come sei riuscita a resistere per tanto tempo. Ho visto come ti aveva ridotta.�</p><empty-line/><p> �Non... non � stato facile. Consideravo le torture che mi infliggeva come una prova del mio impegno, come un'occasione per dimostrare che non avevo commesso uno sbaglio e che meritavo davvero il simbolo dello yaw�. In questo modo, ho accolto con gioia quel cimento.�</p><empty-line/><p> �Comunque sia, gli elfi non sono immuni al dolore. � sorprendente che tu sia riuscita a tenere segreta l'ubicazione di Ellesm�ra per tutti quei mesi.�</p><empty-line/><p> Una sfumatura di orgoglio tinse la voce di Arya. �Non soltanto l'ubicazione di Ellesm�ra, ma anche dove avevo mandato l'uovo di Saphira, il mio vocabolario nell'antica lingua e tutto quanto poteva essere d'aiuto a Galbatorix.�</p><empty-line/><p> La conversazione langu�, e dopo un po' Eragon disse: �Pensi spesso a quello che hai sopportato a Gil'ead?� Quando lei non rispose, aggiunse: �Non ne parli mai. Racconti con freddezza gli eventi, ma non dici mai che cosa hai provato in quei mesi di prigionia o come ti senti adesso.�</p><empty-line/><p> �Il dolore � dolore� disse lei. �Non c'� bisogno di descriverlo.�</p><empty-line/><p> �Giusto, ma ignorarlo pu� provocare pi� danni della ferita che l'ha provocato... Nessuno pu� subire una cosa del genere e sopravvivere indenne. Non dentro di s�, almeno.�</p><empty-line/><p> �Perch� dai per scontato che non ne abbia gi� parlato con qualcuno?�</p><empty-line/><p> �Chi?�</p><empty-line/><p> �Ha importanza? Ajihad, mia madre, un amico a Ellesm�ra.�</p><empty-line/><p> �Forse mi sbaglio� disse lui, �ma non mi sembri cos� intima di nessuno. Quando cammini, cammini da sola, anche fra quelli della tua stessa razza.�</p><empty-line/><p> Arya rimase impassibile. La sua mancanza di espressione era cos� assoluta che Eragon si chiese se si sarebbe degnata di rispondergli, un dubbio che si era appena trasformato in convinzione quando lei mormor�: �Non � sempre stato cos�.�</p><empty-line/><p> Vigile, Eragon aspett� senza muovere un muscolo, per paura di fare qualcosa che le cancellasse la voglia di aggiungere altro.</p><empty-line/><p> �Un tempo avevo qualcuno con cui parlare, una persona che capiva chi ero e da dove venivo. Un tempo... Lui era pi� grande di me, ma eravamo spiriti affini, entrambi curiosi del mondo al di fuori della nostra foresta, desiderosi di esplorare e di combattere contro Galbatorix. Nessuno dei due voleva pi� restare nella Du Weldenvarden... a studiare, a fare magie, a inseguire i propri progetti personali... quando sapevamo che l'Assassino dei Draghi, il reietto dei Cavalieri, stava cercando un modo per distruggere la nostra razza. Lui arriv� a questa conclusione dopo di me... decenni dopo che avevo assunto la carica di ambasciatrice e un paio d'anni prima che Hefring rubasse l'uovo di Saphira... ma nel momento in cui cap�, si offr� di accompagnarmi ovunque gli ordini di Islanzadi imponessero.� Batt� le palpebre ed esit� per un istante. �Io non volevo, ma alla regina l'idea piacque, e lui era cos� convincente...� Arricci� le labbra e batt� di nuovo le palpebre, gli occhi pi� brillanti del solito.</p><empty-line/><p> Il pi� dolcemente possibile, Eragon chiese: �Era F�olin?�</p><empty-line/><p> �S� rispose lei, con un filo di voce.</p><empty-line/><p> �Lo amavi?�</p><empty-line/><p> Gettando la testa all'indietro, Arya contempl� le stelle, il lungo collo indorato dal bagliore del fuoco e il volto inargentato dal chiaro di luna. �Me lo chiedi per amicizia o per scopi personali?� All'improvviso scoppi� in una brusca, fredda risata, un suono simile allo scorrere dell'acqua sulla nuda roccia. �Scusa. L'aria fredda della notte deve avermi frastornata. Mi ha fatto dimenticare le buone maniere e indotto a dire parole troppo aspre.�</p><empty-line/><p> �Non importa.�</p><empty-line/><p> �Invece importa, perch� mi dispiace, e non lo tollero. Amavo F�olin? Come definire l'amore? Per pi� di vent'anni abbiamo viaggiato insieme, unici immortali a camminare fra le altre razze dalla vita breve. Eravamo compagni... e amici.�</p><empty-line/><p> Eragon si sent� trafiggere da una stoccata di gelosia. La combatt� e la domin�, ma quando prov� a eliminarla non ci riusc�. La sensazione continu� a tormentarlo come una scheggia di legno sottopelle.</p><empty-line/><p> �Per pi� di vent'anni� ripet� Arya. Continuando a rimirare le costellazioni, si dondolava avanti e indietro, come dimentica della presenza di Eragon. �E poi, in un solo istante, Durza me lo ha portato via. F�olin e Glenwing sono stati i primi elfi a morire in combattimento dopo quasi un secolo. Quando ho visto F�olin cadere, ho capito che il vero dolore della guerra non � morire, ma veder morire le persone che ti stanno a cuore. Era una lezione che avevo gi� imparato nel periodo trascorso coi Varden quando, uno dopo l'altro, gli uomini e le donne che avevo imparato a rispettare morivano di spada, di freccia, di veleno, di incidenti o di vecchiaia. Quei lutti per� non erano mai stati cos� personali, e quando accadde pensai: "Ora morir� anch'io!" Perch� qualunque Pericolo avessimo incontrato prima, F�olin e io li avevamo superati insieme, e se lui non era riuscito a cavarsela, perch� io avrei dovuto?�</p><empty-line/><p> Eragon si accorse che l'elfa piangeva; grosse lacrime le scendevano dagli angoli degli occhi, lungo le tempie e nei capelli. Alla luce delle stelle, sembravano rivoli d'argento liquido. L'intensit� del suo dolore lo turb�. Non aveva mai pensato che fosse possibile suscitare in lei una reazione simile, e non era questa la sua intenzione.</p><empty-line/><p> �E poi Gil'ead� continu� lei. �Quei giorni sono stati i pi� lunghi della mia vita. F�olin era morto, io non sapevo se l'uovo di Saphira era al sicuro o se per errore lo avevo rimandato da Galbatorix, e Durza... Durza saziava la sete di sangue degli spiriti che lo controllavano facendomi le cose pi� orribili. A volte, se esagerava, mi guariva per poter ricominciare il mattino dopo. Se mi avesse dato il tempo di riprendermi, forse avrei potuto ingannare il mio carceriere, come hai fatto tu, ed evitare di prendere la droga che m'impediva di usare la magia, ma non ho mai avuto pi� di un paio d'ore di tregua.</p><empty-line/><p> �Come te e me, anche Durza non aveva bisogno di dormire, e ogni volta che ero cosciente e i suoi altri doveri glielo consentivano, era sempre al mio fianco. Quando mi torturava, ogni secondo sembrava un'ora, ogni ora una settimana, ogni giorno un'eternit�. Stava attento a non farmi impazzire... Galbatorix non avrebbe apprezzato... ma ci � arrivato vicino. Molto, molto vicino. Cominciai a sentire canti di uccelli in un luogo dove gli uccelli non potevano entrare, a vedere cose che non esistevano. Una volta, quando ero nella mia cella, una luce dorata entr� nella stanza e io mi sentii riscaldare. Quando alzai lo sguardo, mi ritrovai distesa su un ramo alto di un albero vicino al centro di Ellesm�ra. Il sole stava per tramontare, e tutta la citt� risplendeva, come divorata da un incendio. Gli �thalvard cantavano sul sentiero, e tutto era cos� calmo, pacifico e bello, che sarei rimasta l� per sempre. Ma poi la luce svan�, e io mi ritrovai di nuovo sul pagliericcio... Non ci avevo pi� pensato, ma una volta un soldato lasci� una rosa bianca nella mia cella. Fu l'unico gesto gentile che qualcuno mi abbia mai riservato a Gil'ead. Quella notte il fiore mise radici e crebbe fino a diventare un cespuglio enorme, che cominci� a risalire lungo il muro, s'insinu� fra i blocchi di pietra del soffitto spezzandoli e usc� dai sotterranei all'aria aperta. Continu� a salire fino a toccare la luna, dove rimase come una grande torre a spirale che prometteva libert�, se solo fossi riuscita a sollevarmi dal pavimento. Tentai con ogni briciolo di energia residua, ma andava oltre le mie forze, e quando distolsi lo sguardo, il cespuglio di rose era svanito... Questo era il mio stato mentale quando tu mi sognasti e io sentii la tua presenza aleggiare su di me. Non c'� da stupirsi se ignorai la sensazione come un'altra illusione.�</p><empty-line/><p> Gli rivolse un fievole sorriso. �E poi siete arrivati. Tu e Saphira. Dopo che avevo abbandonato ogni speranza, quando stavo per essere portata a Ur�'baen da Galbatorix, arriv� un Cavaliere a salvarmi. Un Cavaliere col suo drago!�</p><empty-line/><p> �E il figlio di Morzan� disse lui. �Entrambi i figli di Morzan.�</p><empty-line/><p> �Descrivilo come vuoi, ma � stato un salvataggio cos� improbabile che a volte penso di essere impazzita e di aver immaginato tutto quello che � successo da allora.�</p><empty-line/><p> �E avresti immaginato anche tutti i problemi che ho causato restando all'Helgrind?�</p><empty-line/><p> �No� disse lei. �Penso di no.� Si tampon� gli occhi con la manica per asciugarli. �Quando mi svegliai nel Farthen D�r c'erano troppe cose che richiedevano il mio intervento per indugiare sul passato. Ma gli ultimi eventi sono stati cos� sanguinosi e oscuri che mi sono scoperta a ricordare sempre pi� spesso ci� che invece non dovrei. Mi mette di malumore, mi deprime, annulla la pazienza per i banali contrattempi della vita.� Cambi� posizione e si mise a gambe incrociate, le mani appoggiate sul terreno per sorreggersi. �Tu dici che io cammino da sola. Gli elfi non sono inclini alle aperte manifestazioni di amicizia come gli umani e i nani, e io sono sempre stata di natura piuttosto solitaria. Ma se mi avessi conosciuta prima di Gil'ead, se mi avessi conosciuta com'ero veramente, non mi avresti considerata cos� distaccata e altera. All'epoca cantavo e ballavo e non mi sentivo minacciata da un senso di fatalit� incombente.�</p><empty-line/><p> Eragon tese la mano destra e la pos� sulla sinistra di lei. �Le storie sugli eroi dei tempi che furono non dicono mai che � questo il prezzo che si paga quando si affrontano i mostri delle tenebre e i mostri della mente. Continua a pensare ai giardini del Palazzo di Tialdar�, e sono sicuro che ti sentirai meglio.�</p><empty-line/><p> Arya consent� quel contatto fra di loro per quasi un minuto, non un minuto di ardore o di passione per Eragon, ma di pacata amicizia. Lui non fece alcun tentativo di corteggiarla, perch� teneva alla sua fiducia pi� di qualsiasi altra cosa al mondo, tranne il legame con Saphira, e si sarebbe gettato nelle fiamme piuttosto che correre il rischio di perderla. Poi, con un impercettibile movimento del braccio, Arya gli lasci� intendere che il momento era passato, e senza rimpianti Eragon ritrasse la mano.</p><empty-line/><p> Desideroso di alleviare la pena di Arya come poteva, Eragon si guard� intorno e mormor� a voce cos� bassa da non essere sentito: �Loivissa.� Guidato dal potere del vero nome, frug� nel terreno ai suoi piedi finch� le dita non si chiusero su quello che cercava: un disco fragile e sottile come carta, grande la met� dell'unghia del suo mignolo. Trattenendo il fiato, lo deposit� sul proprio palmo destro, al centro del gedw�y ignasia, con tutta la delicatezza possibile. Ripass� quanto gli aveva insegnato Oromis a proposito dell'incantesimo che stava per evocare, per essere certo di non sbagliare, e poi cominci� a cantare alla maniera degli elfi, un canto tenue e fluente:</p><p><emphasis>Eldhrimner O Loivissa nuanen, dautr abr deloi, Eldhrimner nen ono weohnata� medh solus un thringa, Eldhrimner un fortha onr f�on vara, </emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> Wiol allr sjon.</emphasis></p><p> Eldhrimner O Loivissa nuanen...</p><p>Eragon continu� a ripetere gli stessi quattro versi rivolgendoli alla piccola scaglia marrone nel suo palmo, che trem� e poi si gonfi� fino a diventare sferica. Sottilissimi tentacoli bianchi lunghi un pollice o due germogliarono dal fondo del bulbo, solleticando Eragon, mentre dalla sommit� spunt� un gracile stelo verde che, a un suo cenno, si allung� di quasi un piede. Una singola foglia, larga e piatta, crebbe su un lato dello stelo. Poi la punta dello stelo si ispess�, ricadde su se stessa e dopo un momento di apparente inattivit� si divise in cinque segmenti che si allargarono a ventaglio trasformandosi nei petali carnosi di un giglio. Il fiore era azzurro pallido, a forma di campana.</p><p>Quando ebbe raggiunto la grandezza giusta, Eragon recise il flusso di magia e osserv� la sua opera. Cantare le piante era una facolt� che la maggior parte degli elfi acquisiva in tenera et�, ma Eragon si era allenato soltanto un paio di volte, e non sapeva se i suoi sforzi avrebbero avuto successo. L'incantesimo lo aveva stancato parecchio: il giglio aveva richiesto una quantit� sorprendente di energia per raggiungere in pochi istanti l'equivalente di un anno e mezzo di crescita.</p><p>Soddisfatto del proprio lavoro, Eragon porse il fiore ad Arya. �Non � una rosa bianca, ma...� Sorrise e si strinse nelle spalle.</p><empty-line/><p> �Non dovevi� disse lei. �Ma sono felice che tu l'abbia fatto.� Accarezz� la corolla e l'avvicin� al viso per annusarla. La sua espressione si addolc�, mentre ammirava il giglio per lunghi minuti. Poi scav� una buca nel terreno, piant� il bulbo e premette di nuovo con la mano la terra intorno al fiore. Tocc� ancora i petali e senza smettere di contemplare il giglio disse: �Grazie. Donare un fiore � un'usanza che appartiene a entrambe le nostre razze, ma per noi elfi rappresenta qualcosa di molto pi� importante che per voi umani. Rappresenta tutto ci� che c'� di buono: vita, bellezza, rinascita, amicizia e altro ancora. Te lo spiego perch� tu capisca che cosa significa per me. Non lo sapevi, ma...�</p><empty-line/><p> �Lo sapevo.�</p><empty-line/><p> Arya lo guard� con espressione solenne, incerta su come interpretare le sue parole. �Perdonami. � la seconda volta che dimentico quanto hai gi� imparato. Non commetter� pi� lo stesso errore.�</p><empty-line/><p> Arya ripet� il suo ringraziamento nell'antica lingua, e passando a sua volta alla lingua nativa dell'elfa Eragon rispose che era stato un piacere e che era lieto che lei avesse apprezzato il dono. Poi rabbrivid�, affamato nonostante avesse appena mangiato. Arya se ne accorse. �Hai consumato troppa energia. Se ne hai ancora dentro Aren, usala per riprenderti.�</p><empty-line/><p> Eragon impieg� qualche istante per ricordare che Aren era il nome dell'anello di Brom; lo aveva sentito pronunciare soltanto una volta prima d'allora, da Islanzadi, il giorno che era arrivato a Ellesm�ra. <emphasis>� il mio anello, adesso, </emphasis>si disse. <emphasis>Devo smettere di pensare che � ancora di Brom. </emphasis>Studi� con occhio critico il grande zaffiro che portava al dito, scintillante nella montatura d'oro. �Non so nemmeno <emphasis>se </emphasis>c'� energia in Aren. Io non ce l'ho mai messa, e non ho mai controllato se Brom l'avesse fatto.� Mentre parlava, espanse la coscienza verso lo zaffiro. Nel preciso istante in cui la sua mente entr� in contatto con la gemma, percep� la presenza di una vasta, ribollente pozza di energia. Con l'occhio interiore vide lo zaffiro pulsare di potere. Si chiese come facesse a non esplodere, con tutta quella forza concentrata nei ristretti confini delle sfaccettature. Dopo che lui ebbe attinto energia per eliminare dolori e ammaccature e ridare forza al corpo, il tesoro celato dentro Aren non era quasi stato intaccato.</p><empty-line/><p> Quando sent� la pelle formicolare, Eragon recise il legame con la gemma. Felice della novit� e dell'improvviso senso di benessere, scoppi� a ridere, poi raccont� ad Arya cosa aveva scoperto. �Brom deve averci infilato ogni briciolo di energia risparmiata nel suo soggiorno a Carvahall.� Rise di nuovo, stupefatto. �Tutti quegli anni... Con quello che c'� dentro Aren potrei distruggere un intero castello con un solo incantesimo.�</p><empty-line/><p> �Sapeva che il nuovo Cavaliere ne avrebbe avuto bisogno quando l'uovo di Saphira si fosse dischiuso� osserv� Arya. �E poi sono sicura che Aren fosse un mezzo per proteggersi se avesse dovuto combattere contro uno Spettro o qualche altro formidabile avversario. Non � un caso che sia riuscito a eludere i suoi nemici per buona parte di un secolo... Fossi in te, risparmierei l'energia che ti ha lasciato per un momento di estrema necessit�, e ne aggiungerei ogni volta che ti � possibile. � una risorsa preziosissima. Non dovresti sprecarla.�</p><empty-line/><p><emphasis>No, </emphasis>pens� Eragon, <emphasis>non lo far�.</emphasis> Si rigir� l'anello sul dito, ammirando il suo brillio alla luce del fal�. <emphasis>Da quando Murtagh mi ha rubato Zar'roc, questo anello, la sella di Saphira e Fiammabianca sono le uniche cose che mi restano di Brom, e anche se i nani mi hanno portato Fiammabianca dal Farthen D�r, mi capita di rado di cavalcarlo di questi tempi. Aren � davvero l'unica cosa che me lo ricorda... La mia unica eredit�. Quanto vorrei che fosse ancora vivo! Non avr� mai l'occasione di parlargli di Oromis, di Murtagh, di mio padre... Oh, l'elenco � infinito. Che cos'avrebbe detto dei miei sentimenti per Arya? </emphasis>Eragon sorrise amaro. <emphasis>Lo so che cosa mi avrebbe detto: mi avrebbe rimproverato di essere uno sciocco accecato dall'amore, che spreca le sue energie per una causa persa... E avrebbe avuto ragione, immagino, ma che cosa posso farci? Lei � l'unica femmina con cui vorrei stare.</emphasis></p><empty-line/><p> Il fuoco crepit� e si lev� una nuvola turbinante di scintille. Eragon fissava il fal� con gli occhi semichiusi, riflettendo sulle rivelazioni di Arya. Poi gli torn� in mente una domanda che lo tormentava fin dalla battaglia delle Pianure Ardenti. �Arya, i draghi crescono pi� in fretta delle dragonesse?�</p><empty-line/><p> �No. Perch� me lo chiedi?�</p><empty-line/><p> �Per via di Castigo. Ha soltanto pochi mesi, ma � gi� grande quasi quanto Saphira. Non capisco.�</p><empty-line/><p> Arya raccolse uno stelo secco e cominci� a tracciare sul terreno i sinuosi glifi della scrittura elfica, la Liduen Kvaedh�. �� molto probabile che Galbatorix abbia accelerato la crescita di Castigo per consentirgli di combattere contro Saphira.�</p><empty-line/><p> �Ah... Ma non � pericoloso? Oromis mi ha detto che se avesse usato la magia per darmi la forza, la velocit�, la resistenza e tutte le altre capacit� che mi servivano, non le avrei assimilate come se le avessi conquistate nella maniera consueta, col duro esercizio. E aveva ragione. Anche adesso, i cambiamenti che i draghi hanno provocato sul mio corpo durante l'Agaet� Bl�dhren a volte mi colgono di sorpresa.�</p><empty-line/><p> Arya annu� e continu� a tracciare i glifi nella polvere. �� possibile ridurre gli effetti indesiderati di certi incantesimi, ma � un processo lungo e difficile. Se vuoi conquistare la vera padronanza del tuo corpo, � meglio seguire la strada tradizionale. La trasformazione che Galbatorix ha forzato su Castigo dev'essere incredibilmente inquietante per lui. Castigo adesso ha il corpo di un drago quasi adulto, ma la sua mente � ancora molto giovane.�</p><empty-line/><p> Eragon si accarezz� i calli sulle nocche. �Sai anche perch� Murtagh � cos� potente... molto pi� potente di me?�</p><empty-line/><p> �Se lo sapessi, capirei anche come ha fatto Galbatorix ad aumentare la propria forza a livelli innaturali, ma ahim�, non lo so.�</p><empty-line/><p><emphasis>Ma Oromis s�, </emphasis>pens� Eragon. O almeno, l'elfo aveva accennato a una spiegazione, pur senza approfondire l'argomento con Eragon e Saphira. Non appena fossero tornati nella Du Weldenvarden, Eragon avrebbe chiesto al vecchio Cavaliere la verit�. <emphasis>Adesso deve rivelarcela! Per colpa della nostra ignoranza Murtagh ci ha sconfitti, e avrebbe potuto facilmente portarci da Galbatorix, se avesse voluto. </emphasis>Eragon stava per raccontare ad Arya i commenti di Oromis, ma all'ultimo momento cambi� idea, perch� si rese conto che il vecchio maestro non avrebbe tenuto nascosto un fatto cos� decisivo per oltre cent'anni se il segreto non fosse stato della massima importanza.</p><empty-line/><p> Arya appose un segno finale alla frase che aveva scritto sul terreno. Eragon si sporse e lesse: <emphasis>Alla deriva sul mare del tempo, il dio solitario vaga da sponda a sponda, custode delle leggi delle stelle.</emphasis></p><empty-line/><p> �Che cosa significa?�</p><empty-line/><p> �Non lo so� rispose lei, e cancell� la frase con un gesto della mano.</p><empty-line/><p> �Come mai� chiese Eragon, parlando lentamente per mettere ordine nei pensieri �nessuno si riferisce ai draghi dei Rinnegati chiamandoli per nome? Diciamo "il drago di Morzan" oppure "il drago di Kialand�", ma non pronunciamo mai i loro nomi. Eppure erano importanti quanto i loro Cavalieri! Non ricordo nemmeno di averli visti sulle pergamene che mi ha dato Oromis... eppure dovevano esserci... S�, sono sicuro che c'erano, ma per qualche ragione non mi sono rimasti in mente. Non � strano?� Arya fece per rispondere, ma aveva soltanto aperto la bocca quando Eragon prosegu�. �Per una volta sono contento che Saphira non sia qui. Mi vergogno di non essermene accorto prima. Perfino tu, Arya, e Oromis e tutti gli altri elfi che ho incontrato vi rifiutate di chiamarli per nome come se fossero animali ottusi, indegni di questo onore. Lo fate di proposito? � perch� un tempo erano vostri nemici?�</p><empty-line/><p> �Non l'hai imparato in nessuna delle tue lezioni?� chiese Arya, sinceramente sorpresa.</p><empty-line/><p> �Mi pare� disse lui �che Glaedr abbia detto a Saphira qualcosa del genere, ma non ne sono sicuro. Ero impegnato nelle flessioni della Danza del Serpente e della Gru, perci� non stavo molto attento a quello che faceva Saphira.� Sorrise imbarazzato e si sent� in dovere di spiegare. �A volte avevo una gran confusione in testa. Oromis mi parlava mentre io ascoltavo i pensieri di Saphira e lei e Glaedr comunicavano con le loro menti. Quel che � peggio, Glaedr usa di rado un linguaggio riconoscibile quando comunica con Saphira; in genere ricorre a immagini, odori e sensazioni al posto delle parole. Per esempio, invece dei nomi manda impressioni delle persone e degli oggetti.�</p><empty-line/><p> �Ricordi qualcosa di quello che disse, che fosse a parole oppure no?�</p><empty-line/><p> Eragon esit�. �So solo che si trattava di un nome che non era un nome, o qualcosa del genere. Allora non ho capito granch�.�</p><empty-line/><p> �Quello di cui parlava� disse Arya �era la Du Namar Aurboda, la Revoca dei Nomi.�</p><empty-line/><p> �La Revoca dei Nomi?�</p><empty-line/><p> Arya ricominci� a scrivere nella polvere con lo stelo secco. �� uno degli eventi pi� importanti che ebbero luogo durante il conflitto tra Cavalieri e Rinnegati. Quando i draghi si resero conto che tredici di loro erano traditori... che quei tredici stavano aiutando Galbatorix a sterminare il resto della loro razza e che nessuno sarebbe riuscito a fermare il massacro... si infuriarono a tal punto che tutti i draghi non appartenenti ai Rinnegati unirono le loro forze e misero a segno una delle loro inspiegabili magie. Insieme, privarono i tredici dei loro nomi.�</p><empty-line/><p> Eragon si sent� schiacciato da un senso di timorosa ammirazione. �Ma com'� possibile?�</p><empty-line/><p> �Non ti ho appena detto che � inspiegabile? Tutto quello che sappiamo � che dopo che i draghi ebbero evocato l'incantesimo, nessuno riusc� pi� a pronunciare i nomi dei tredici: quelli che li ricordavano li dimenticarono presto, e sebbene si possano leggere sulle pergamene e sulle lettere dove vennero scritti, e persino copiarli, se guardi un glifo alla volta, sono incomprensibili. I draghi risparmiarono Jarnunv�sk, il primo drago di Galbatorix, perch� non fu colpa sua se fu ucciso dagli Urgali, e Shruikan, perch� non ha scelto di servire Galbatorix, ma � stato costretto dallo stesso Galbatorix e da Morzan.�</p><empty-line/><p><emphasis>Che destino orribile, perdere il proprio nome, </emphasis>pens� Eragon con un brivido. <emphasis>Se c'� una cosa che ho imparato da quando sono diventato Cavaliere � che mai e poi mai vorresti avere un drago per nemico. </emphasis>�E i loro veri nomi?� chiese. �Furono cancellati anche quelli?�</p><empty-line/><p> Arya annu�. �Veri nomi, nomi di nascita, soprannomi, cognomi, titoli. Tutto. Il risultato fu che i tredici diventarono poco pi� di semplici animali. Non potevano pi� dire "Mi piace questo" oppure "Non mi piace quest'altro" e nemmeno "Io ho le squame verdi", perch� dirlo avrebbe implicato nominare se stessi. Non potevano nemmeno chiamarsi draghi. Parola dopo parola, l'incantesimo revoc� tutto ci� che li definiva come creature pensanti, e i Rinnegati non poterono far altro che assistere impotenti al silenzioso declino dei propri draghi nella pi� assoluta ignoranza. L'esperienza fu cos� devastante che almeno cinque dei tredici draghi e parecchi Rinnegati impazzirono.� Arya fece una pausa per esaminare un glifo appena disegnato, poi lo cancell� e lo riscrisse. �La Revoca dei Nomi � il motivo principale per cui molti ora credono che i draghi non fossero altro che animali da cavalcare per spostarsi da un luogo all'altro.�</p><empty-line/><p> �Non lo crederebbero, se avessero conosciuto Saphira� dichiar� Eragon. Arya sorrise. �Gi�.� Con un gesto elegante della mano, complet� l'ultima frase. Eragon tese il collo e si spost� pi� vicino per decifrare i glifi che lei aveva scritto. <emphasis>L'illusionista, l'enigmatico, il protettore dell'equilibrio, il multiforme che trova la vita nella morte e che non teme alcun male; colui che cammina attraverso le porte.</emphasis></p><empty-line/><p> �Che cosa ti ha spinto a scrivere questi glifi?�</p><empty-line/><p> �Il pensiero che molte cose non sono come appaiono.� Nuvolette di polvere si alzarono dalle sue dita quando l'elfa spazz� il terreno con la mano per cancellare i glifi dalla faccia della terra.</p><empty-line/><p> �Qualcuno ha mai tentato di scoprire il vero nome di Galbatorix?� chiese Eragon. �Potrebbe essere il modo pi� rapido per porre fine a questa guerra. Credo che sia l'unica speranza che abbiamo di sconfiggerlo in battaglia, se devo essere sincero.�</p><empty-line/><p> �Perch�, finora non sei stato sincero?� chiese Arya, con uno scintillio negli occhi.</p><empty-line/><p> Eragon non pot� fare a meno di sorridere a quella domanda. �Certo che s�. � soltanto una figura retorica.�</p><empty-line/><p> �Alquanto mediocre� disse lei. �A meno che tu non abbia l'abitudine di mentire.�</p><empty-line/><p> Eragon rimase sconcertato, poi riprese il filo del discorso e disse: �So che sarebbe difficile scoprire il vero nome di Galbatorix, ma se tutti gli elfi e tutti i membri dei Varden che conoscono l'antica lingua lo cercassero, sono sicuro che ci riusciremmo.�</p><empty-line/><p> Come un pallido vessillo sbiancato dal sole, lo stelo d'erba secco pendeva tra il pollice e l'indice di Arya, tremando a ogni pulsazione delle sue vene. Afferrandone la punta con l'altra mano, Arya strapp� in due lo stelo nel senso della lunghezza, poi fece lo stesso con le due met�, dividendolo in quattro. A quel punto cominci� a intrecciare le striscioline formando una sorta di bastoncino e disse: �Il vero nome di Galbatorix non � un segreto. Un Cavaliere e due maghi di razza elfica l'hanno scoperto per conto proprio, a molti anni di distanza l'uno dall'altro.�</p><empty-line/><p> �Davvero?� esclam� Eragon.</p><empty-line/><p> Imperturbabile, Arya colse un altro filo d'erba, lo ridusse a striscioline, le inser� nei buchi del suo bastoncino attorcigliato e ricominci� a intrecciare in un'altra direzione. �Possiamo solo chiederci se Galbatorix stesso conosca il proprio vero nome. Io credo che non lo conosca perch�, qualunque esso sia, il suo vero nome dev'essere cos� terribile che non potrebbe continuare a vivere se lo sentisse.�</p><empty-line/><p> �A meno che non sia tanto malvagio o pazzo che la verit� non ha il potere di sconvolgerlo.�</p><empty-line/><p> �Pu� darsi.� Le agili dita di Arya si muovevano cos� in fretta, strappando, intrecciando, tessendo, da essere pressoch� invisibili. Raccolse altri due fili d'erba. �Galbatorix sa di avere un vero nome, come tutte le creature e le cose, e che questo rappresenta la sua potenziale debolezza. Cos�, qualche tempo prima di avventurarsi nella campagna contro i Cavalieri, lanci� un incantesimo che uccide chiunque usi il suo vero nome. E dato che non sappiamo come funziona questo incantesimo, non possiamo difenderci. Capisci dunque perch� abbiamo abbandonato questo sentiero. Oromis � uno dei pochi coraggiosi a continuare la ricerca del nome di Galbatorix, anche se in modo indiretto.� Con espressione soddisfatta, Arya tese le mani coi palmi rivolti all'ins�. Su di essi era adagiata una deliziosa nave d'erba verde e bianca. Non era lunga pi� di quattro pollici, ma era cos� dettagliata che Eragon pot� scorgere i banchi dei rematori, le sartie lungo i parapetti e gli obl� grandi quanto semini di lampone. C'era un solo albero centrale, e la prua ricurva aveva le sembianze di una testa e di un collo di drago proteso nel vuoto.</p><empty-line/><p> �� bellissima� mormor�.</p><empty-line/><p> Arya avvicin� le labbra alla nave e sussurr�: �Flauga.� Vi soffi� sopra e la nave si lev� in volo dalle sue mani per navigare intorno al fuoco; poi, acquistando velocit�, punt� la prua verso l'alto e si allontan� nelle profondit� stellate del cielo notturno.</p><empty-line/><p> �Per quanto voler�?�</p><empty-line/><p> �Per sempre� rispose lei. �Trae energia dalle piante per volare. Ovunque vi siano piante, la nave voler�.�</p><empty-line/><p> L� per l� Eragon trov� l'idea affascinante, ma poi pens� che era triste che la graziosa nave d'erba dovesse vagare fra le nuvole per il resto dell'eternit�, senza altra compagnia se non gli uccelli. �Immagina le storie che la gente racconter� negli anni a venire.�</p><empty-line/><p> Arya intrecci� le dita come se volesse costringerle a star ferme. �Al mondo esistono tante cose strane. Pi� a lungo vivi e pi� lontano viaggi, pi� cose strane vedrai.�</p><empty-line/><p> Eragon contempl� le fiamme guizzanti del fal� per qualche minuto, poi disse: �Se � cos� importante proteggere il proprio vero nome, non dovrei evocare un incantesimo per impedire a Galbatorix di usare il mio vero nome contro di me?�</p><empty-line/><p> �Fallo, se vuoi� disse Arya, �ma dubito che sia necessario. I veri nomi non sono cos� facili da scoprire. Galbatorix non ti conosce abbastanza da indovinare il tuo, e se fosse dentro la tua mente, capace di esaminare ogni tuo pensiero e ricordo, allora saresti gi� suo, con o senza vero nome. Se pu� consolarti, probabilmente nemmeno io saprei indovinarlo.�</p><empty-line/><p> �Davvero?� disse lui. Era contento, ma al tempo stesso dispiaciuto che lei fosse convinta di non conoscerlo cos� a fondo.</p><empty-line/><p> Lei lo guard�, poi abbass� lo sguardo. �Gi�, credo proprio di no. Tu sapresti indovinare il mio?�</p><empty-line/><p> �No.�</p><empty-line/><p> Il silenzio cal� sul bivacco. Nel cielo, le stelle brillavano fredde e bianche. Un vento si lev� da est e lamb� la pianura, frustando l'erba con un gemito lungo e acuto, come se lamentasse la perdita di una persona cara. Quando arriv� al bivacco, le braci ripresero vigore e una vorticosa criniera di scintille vol� verso ovest. Eragon curv� le spalle e si strinse il colletto della casacca. C'era qualcosa di ostile nel vento: lo sferzava con insolita violenza e sembrava isolare lui e Arya dal resto del mondo. Sedevano immobili, naufraghi sulla loro isoletta di luce e calore, mentre la poderosa onda d'aria passava, ululando la sua pena feroce nella vuota distesa di terra.</p><empty-line/><p> Quando le raffiche divennero pi� forti e cominciarono a spingere le scintille oltre la zona di terra brulla che Eragon aveva creato, Arya gett� una manciata di terra sulla brace. Spostandosi in ginocchio, Eragon la raggiunse e cominci� a gettare terra anche lui con entrambe le mani per fare pi� in fretta. Con il fuoco spento, non riusciva pi� a vederci bene: la campagna era diventata un fantasma di se stessa, piena di ombre contorte, sagome indistinte e foglie d'argento.</p><empty-line/><p> Arya fece per alzarsi, poi rimase accovacciata, le braccia tese per mantenere l'equilibrio, l'espressione vigile. Anche Eragon se ne accorse: l'aria formicolava e ronzava come se stesse per abbattersi un fulmine. I peli sulle mani gli si rizzarono e ondeggiarono nel vento.</p><empty-line/><p> �Cosa succede?� chiese.</p><empty-line/><p> �Qualcuno ci osserva. Qualunque cosa accada, non usare la magia, altrimenti potresti farci uccidere.�</p><empty-line/><p> �Chi...�</p><empty-line/><p> �Sssst.�</p><empty-line/><p> Guardandosi intorno, trov� un sasso delle dimensioni di un pugno, lo prese e lo soppes�.</p><empty-line/><p> In lontananza comparve una manciata di scintillanti luci multicolori. Sfrecciavano verso il bivacco, volando basse sull'erba. Mentre si avvicinavano, Eragon not� che cambiavano di continuo dimensioni, passando da un globo non pi� grande di una perla a uno di diversi piedi di diametro, e che variavano anche di colore, ripetendo il ciclo di ogni sfumatura dell'arcobaleno. Una nuvola crepitante circondava ogni globo, un alone di tentacoli liquidi che schioccavano e si contorcevano, come bramosi di afferrare qualcosa. Le luci si muovevano cos� veloci che Eragon non riusciva a contarle, ma stim� che fossero almeno due dozzine.</p><empty-line/><p> Piombarono sul bivacco e formarono un muro vorticante intorno a lui e ad Arya. La velocit� con cui ruotavano, insieme al fuoco di fila di colori pulsanti, gli faceva girare la testa. Pos� una mano a terra per sorreggersi. Il ronzio era cos� forte, adesso, che gli battevano i denti. Sent� in bocca un sapore metallico, e i capelli gli si rizzarono sul capo. Anche quelli di Arya si sollevarono, malgrado fossero molto pi� lunghi, e quando la guard�, trov� la scena cos� buffa che per poco non scoppi� a ridere.</p><empty-line/><p> �Che cosa vogliono?� grid�, ma l'elfa non rispose.</p><empty-line/><p> Un globo si stacc� dagli altri e vol� davanti ad Arya, fermandosi a mezz'aria, all'altezza dei suoi occhi. Rimpiccioliva e si dilatava come un cuore pulsante, alternando il blu intenso al verde smeraldo, con sporadici lampi di rosso. Uno dei tentacoli si attorcigli� a una ciocca dei capelli di Arya. Si ud� un secco <emphasis>pop </emphasis>e per un istante la ciocca brill� come un frammento di sole, poi svan�. L'odore di capelli bruciati arriv� fino a Eragon.</p><empty-line/><p> Arya non batt� ciglio n� trad� alcun allarme. Con il volto sereno, tese un braccio e prima che Eragon potesse scattare per fermarla pos� la mano sul globo splendente. Il globo divenne bianco e oro e si gonfi� fino ad assumere un diametro di tre piedi. Arya chiuse gli occhi e abbandon� indietro la testa, i lineamenti soffusi di una gioia radiosa. Le sue labbra si mossero, ma qualunque cosa disse, Eragon non riusc� a sentirla. Quando ebbe finito, il globo avvamp� di rosso sangue e poi in rapida successione pass� dal rosso al verde al viola all'arancione e a un blu cos� intenso che Eragon dovette distogliere lo sguardo, per finire con un nero purissimo orlato da una corona di bianchi tentacoli splendenti, come il sole durante un'eclissi. Il suo aspetto smise di mutare, come se soltanto l'assenza di colore potesse esprimere adeguatamente il suo umore.</p><empty-line/><p> Il globo si allontan� da Arya per avvicinarsi a Eragon, uno squarcio nel tessuto del mondo circondato da una corona di fiamme. Rimase sospeso davanti a lui ronzando con una tale intensit� da fargli lacrimare gli occhi. Gli parve di avere la lingua ricoperta di rame, la pelle gli formicolava, e piccoli filamenti di elettricit� gli danzavano sulla punta delle dita. Esitante e spaventato, si chiese se doveva toccare il globo come aveva fatto Arya. La guard�, chiedendole consiglio. Lei annu� e gli fece cenno di procedere.</p><empty-line/><p> Eragon tese la mano destra verso il vuoto che era il globo. Con sua sorpresa, incontr� resistenza. Il globo era immateriale, eppure premeva contro la sua mano come una corrente d'acqua impetuosa. Pi� avvicinava la mano, pi� resistenza incontrava. Con uno sforzo, spinse ancora e tocc� il centro della creatura.</p><empty-line/><p> Raggi azzurrini guizzarono fra il palmo di Eragon e la superficie del globo, un'esplosione accecante come un fuoco d'artificio, che cancell� la luce degli altri globi e tinse ogni cosa di un celeste pallido. Eragon grid� di dolore quando i raggi gli ferirono gli occhi, li chiuse forte, abbassando la testa. Poi qualcosa si mosse all'interno del globo, come un drago addormentato che si desta dipanando le sue spire, e una presenza entr� nella sua mente, spazzando via le sue difese come foglie secche disperse dal vento d'autunno. Eragon trasal�. Si sent� colmare da una gioia irreale: qualunque cosa fosse il globo, sembrava essere composto da felicit� distillata. Gioiva di essere vivo e traeva piacere da ogni cosa che lo circondava. Sarebbe scoppiato a piangere di gioia, ma non aveva pi� il controllo del proprio corpo. La creatura lo teneva immobilizzato con quei raggi azzurrini che ancora guizzavano sotto il suo palmo, e cominci� a insinuarsi nelle sue ossa e nei suoi muscoli, soffermandosi nei punti dov'era stato ferito; poi torn� nella sua mente. Nonostante la sensazione di euforia, Eragon trovava la presenza della creatura cos� strana e innaturale da voler fuggire, ma nella sua coscienza non c'era nessun posto dove nascondersi. Fu costretto a sottomettersi a quel contatto intimo con l'anima fiammeggiante della creatura che gli esplorava i ricordi, passando dall'uno all'altro con la rapidit� di una freccia elfica. Eragon si chiese come facesse ad assimilare tante informazioni cos� in fretta. Prov� allora a sua volta a sondare la mente del globo, per poter apprendere qualcosa sulla sua natura e le sue origini, ma quello respinse ogni suo tentativo. Le poche impressioni che ricevette furono cos� diverse da quelle che aveva trovato nelle menti degli altri esseri da risultargli incomprensibili.</p><empty-line/><p> Dopo un altro quasi istantaneo giro del suo corpo, la creatura si ritrasse. Il legame fra di loro si spezz� come una corda sottoposta a eccessiva tensione. La raggiera luminosa che avvolgeva la mano di Eragon si dissolse, lasciandogli nel campo visivo immagini persistenti di un rosa livido.</p><empty-line/><p> Il globo davanti a Eragon ricominci� a cambiare colore, rimpicciol� fino a diventare non pi� grosso di una mela e raggiunse i compagni nel vortice di luce che accerchiava lui e Arya. Il ronzio si abbass� fino ai limiti dell'udibile, poi il vortice esplose mentre i globi scintillanti si sparpagliavano in ogni direzione. Si raggrupparono di nuovo a un centinaio di piedi dal bivacco, accalcandosi l'uno sull'altro, simili a gattini giocherelloni, poi sfrecciarono verso sud e scomparvero, come se non fossero mai esistiti. Il vento impetuoso cal� fino a diventare una brezza leggera.</p><empty-line/><p> Eragon cadde in ginocchio, le braccia tese verso il punto in cui prima fluttuavano i globi, sentendosi vuoto senza quell'impressione di beatitudine che gli avevano regalato. �Cosa...� fece per chiedere, ma poi gli venne un accesso di tosse e dovette ricominciare, con la gola secca. �Cos'erano?�</p><empty-line/><p> �Spiriti� rispose Arya. Si mise a sedere.</p><empty-line/><p> �Non assomigliavano a quelli che sono usciti da Durza quando l'ho ucciso.�</p><empty-line/><p> �Gli spiriti possono assumere diverse forme, secondo il loro capriccio.�</p><empty-line/><p> Eragon batt� le palpebre pi� volte e si asciug� gli angoli degli occhi con un dito. �Come si fa a volerli soggiogare con la magia? � mostruoso. Mi vergognerei di essere un negromante. Bah! E Trianna che si vanta di esserlo. La costringer� a smettere di usare gli spiriti, altrimenti la espeller� dal Du Vrangr Gata e chieder� a Nasuada di bandirla dai Varden.�</p><empty-line/><p> �Non essere cos� precipitoso.�</p><empty-line/><p> �Non penserai forse che sia giusto che un mago costringa gli spiriti a obbedirgli... Sono cos� belli che...� S'interruppe e scosse la testa, traboccante di emozione. �Chiunque faccia loro del male dovrebbe essere ucciso senza piet�.�</p><empty-line/><p> Con un sorriso accennato, Arya disse: �A quanto pare Oromis doveva ancora introdurre l'argomento quando tu e Saphira siete partiti da Ellesm�ra.�</p><empty-line/><p> �Se intendi dire gli spiriti, no, me ne ha parlato diverse volte.�</p><empty-line/><p> �Ma non nel dettaglio, direi.�</p><empty-line/><p> �Forse no.�</p><empty-line/><p> Nell'oscurit�, la sagoma di Arya si mosse mentre lei si sdraiava su un fianco. �Gli spiriti inducono sempre un senso di estasi quando scelgono di comunicare con noi che siamo fatti di materia, ma non lasciarti ingannare. Non sono benevoli, felici o allegri come ti fanno credere. Compiacere quelli con cui stabiliscono un legame � il loro modo di difendersi. Detestano restare legati a un luogo, e tanto tempo fa hanno capito che se la persona con cui hanno a che fare � felice, sar� meno propensa a trattenerli come servi.�</p><empty-line/><p> �Non so� disse Eragon. �Ti fanno sentire cos� bene che � pi� facile capire il desiderio di trattenerli per sempre, piuttosto che la volont� di liberarli.�</p><empty-line/><p> Arya si strinse nelle spalle. �Gli spiriti non sanno prevedere i nostri comportamenti, cos� come noi non conosciamo i loro. Hanno cos� poco in comune con le altre razze di Alaga�sia che conversare con loro, anche nei termini pi� semplici, � una sfida, e ogni incontro � irto di pericoli, dato che nessuno sa come reagiranno.�</p><empty-line/><p> �Ma niente di tutto questo spiega perch� non dovrei ordinare a Trianna di abbandonare la negromanzia.�</p><empty-line/><p> �L'hai mai vista evocare gli spiriti?�</p><empty-line/><p> �No.�</p><empty-line/><p> �Appunto. Trianna � con i Varden da sei anni, e in tutto questo tempo ha dimostrato la sua padronanza della stregoneria soltanto una, dico una volta. E solo dopo molte insistenze di Ajihad e molta preoccupazione e preparazione da parte sua. Ha le capacit�, non � una ciarlatana, ma evocare gli spiriti � troppo pericoloso, e non ci si avventura in un'impresa simile a cuor leggero.�</p><empty-line/><p> Eragon si massaggi� il palmo luccicante con il pollice sinistro. La sfumatura di colore cambi� quando il sangue afflu� in superficie, ma i suoi sforzi non servirono a ridurre la quantit� di luce irradiata dalla sua mano. Si gratt� il gedw�y ignasia con le unghie. <emphasis>Sar� meglio che scompaia nel giro di qualche ora. Non posso risplendere come una lanterna. Mi farei uccidere. Ed � anche ridicolo. Chi ha mai sentito parlare di un Cavaliere dei Draghi con una parte del corpo sfolgorante?</emphasis></p><empty-line/><p> Riflett� su quanto gli aveva detto Brom. �Non sono spiriti umani, vero? E non appartengono nemmeno agli elfi, ai nani, o a nessuna altra creatura. Voglio dire, non sono fantasmi. Non diventiamo come loro, dopo morti.�</p><empty-line/><p> �No. E per favore non chiedermelo, perch� gi� so dove vuoi andare a parare. Vuoi sapere che cosa sono, ma � una risposta che dovrai ottenere da Oromis, non da me. Lo studio della negromanzia, se fatto come si deve, � un lavoro lungo e arduo, e dovrebbe essere affrontato con la massima prudenza. Non voglio dire niente che possa interferire con le lezioni che Oromis ha stabilito per te, e di certo non voglio che tu corra il rischio di farti del male cercando di mettere in pratica qualcosa che ti ho detto quando manchi ancora della dovuta istruzione.�</p><empty-line/><p> �E quando torner� a Ellesm�ra?� chiese lui. �Non posso lasciare di nuovo i Varden, non adesso, non mentre Castigo e Murtagh sono ancora vivi. Finch� non sconfiggeremo l'Impero, o l'Impero sconfigger� noi, io e Saphira dovremo aiutare Nasuada. Se Oromis e Glaedr vogliono davvero completare il nostro addestramento, allora dovrebbero raggiungerci, e addio Galbatorix!�</p><empty-line/><p> �Ti prego, Eragon� disse lei. �Questa guerra non finir� presto come credi. L'Impero � vasto, e noi non abbiamo fatto altro che punzecchiargli la pelle. Finch� Galbatorix non sa dell'esistenza di Oromis e Glaedr, abbiamo un vantaggio.�</p><empty-line/><p> �� un vantaggio il fatto che non si mostrino mai?� mugugn� lui. Arya non rispose e, dopo un istante, Eragon si sent� infantile per essersi lamentato. Oromis e Glaedr volevano distruggere Galbatorix pi� di chiunque altro, e se avevano scelto di nascondersi a Ellesm�ra avevano le loro ottime ragioni. Eragon stesso ne conosceva parecchie, compresa la pi� importante: l'incapacit� di Oromis di evocare incantesimi che richiedessero molta energia.</p><empty-line/><p> Infreddolito, Eragon si abbass� le maniche fin sulle mani e incroci� le braccia. �Che cos'hai detto allo spirito?�</p><empty-line/><p> �Voleva sapere perch� abbiamo usato la magia; ecco che cosa li ha attirati. Gliel'ho spiegato, e ho spiegato loro anche che tu eri quello che ha liberato gli spiriti intrappolati dentro Durza. Ne sono stati molto contenti.� Una pausa di silenzio, poi Arya si spost� verso il giglio e lo tocc� ancora. �Oh!� esclam�. �Sono stati molto riconoscenti. Naina!�</p><empty-line/><p> Al suo comando, una pioggia di luce soffusa illumin� il bivacco. Eragon vide allora che la foglia e lo stelo del giglio erano diventati d'oro massiccio, i petali di un metallo bianco che non conosceva, e il cuore del fiore, come Arya rivel� inclinando la corolla, era fatto di rubini e diamanti. Stupefatto, Eragon fece scorrere un dito sulla foglia ricurva, e la sottile peluria metallica lo solletic�. Proteso in avanti, scorse la stessa collezione di escrescenze, solchi, forellini, venature e altri minuscoli dettagli con cui aveva adornato la versione originale della pianta; con l'unica differenza che adesso erano d'oro.</p><empty-line/><p> �� una copia perfetta!� comment�.</p><empty-line/><p> �Ed e ancora vivo.�</p><empty-line/><p> �� impossibile!� Eragon si concentr� per cercare qualche debole traccia di calore e movimento che gli confermasse che il giglio non era soltanto un oggetto inanimato. Ne trov� diverse, intense come sempre in una pianta durante le ore notturne. Accarezzando di nuovo la foglia, disse: �Questo va al di l� di ogni mia conoscenza della magia. Secondo ogni logica, questo fiore dovrebbe essere morto. Invece � vivo e vegeto. Non so nemmeno immaginare che cosa sia necessario per trasformare una pianta in metallo vivente. Forse Saphira potrebbe farlo, ma non sarebbe mai capace di insegnare l'incantesimo a qualcun altro.�</p><empty-line/><p> �La vera domanda� disse Arya �� se questo fiore produrr� semi fertili.�</p><empty-line/><p> �Pu� riprodursi?�</p><empty-line/><p> �Non mi sorprenderebbe. In tutta Alaga�sia esistono numerosi esempi di magia autoperpetrante, come il cristallo flottante sull'isola di Eoam e il pozzo dei sogni nelle Grotte di Mani. Quello a cui abbiamo appena assistito non sarebbe un fenomeno pi� improbabile di questi altri due.�</p><empty-line/><p> �Purtroppo se qualcuno scoprisse questo fiore o i suoi discendenti li coglierebbe tutti. Ogni cercatore di tesori del paese verrebbe qui a sradicare i gigli d'oro.�</p><empty-line/><p> �Non credo che siano tanto facili da distruggere, ma soltanto il tempo potr� dirlo.�</p><empty-line/><p> All'improvviso Eragon si sent� travolgere da un accesso d'ilarit�. Contenendo a stento la risata, disse: �Avevo sentito l'espressione "indorare il giglio" quando uno vuol dire che si sciupa qualcosa con ornamenti inutili, ma gli spiriti l'hanno fatto davvero! Hanno indorato il giglio!� E scoppi� a ridere, lasciando che la sua voce rimbombasse in tutta la pianura.</p><empty-line/><p> Arya arricci� le labbra. �Be', le loro intenzioni erano nobili. Non possiamo incolparli di non conoscere i modi di dire umani.�</p><empty-line/><p> �No, ma... oh, ha, ha, ha!�</p><empty-line/><p> Arya fece schioccare le dita e la pioggia di luce svan�. �Abbiamo parlato quasi tutta la notte. � ora di riposare. L'alba � vicina, e dobbiamo partire al sorgere del sole.�</p><empty-line/><p> Eragon si distese su una macchia di terra priva di sassi e continu� a ridere mentre scivolava in un sonno vigile.</p><p><strong>UN BAGNO DI FOLLA </strong></p><p>Era met� pomeriggio quando finalmente arrivarono in vista dei Varden. Eragon e Arya si fermarono sulla cresta di una bassa collina e studiarono l'immensa citt� di tende grigie che si estendeva davanti a loro, brulicante di migliaia di uomini, cavalli e fal� accesi. A ovest delle tende serpeggiava il fiume Jiet, fiancheggiato di alberi. A mezzo miglio verso est c'era un altro accampamento pi� piccolo, simile a un'isoletta appena al largo del continente da cui si � staccata, che ospitava gli Urgali guidati da Nar Garzhvog. Nel raggio di parecchie miglia intorno si muovevano numerosi gruppi di uomini a cavallo. Erano pattuglie di vigilanti, messaggeri con i vessilli, squadre di incursori che partivano o tornavano da una missione. Due delle pattuglie individuarono Eragon e Arya e, dopo aver suonato i corni di segnalazione, si lanciarono verso di loro al galoppo sfrenato.</p><p>Il volto di Eragon s'illumin� di un sorriso trionfante, e il giovane Cavaliere si mise a ridere, sollevato. �Ce l'abbiamo fatta!� esclam�. �Murtagh, Castigo, centinaia di soldati, combriccole di stregoni, i Ra'zac... nessuno � riuscito a prenderci. Ha! Che bello scherzetto per il re. Gli si arriccer� la barba quando lo verr� a sapere.�</p><p>�Allora diventer� due volte pi� pericoloso� lo ammon� Arya. �Lo so� disse lui, con uno ghigno sempre pi� ampio. �Magari si arrabbier� tanto da dimenticare di pagare le truppe, i suoi soldati getteranno l'uniforme alle ortiche e si uniranno ai Varden.�</p><empty-line/><p> �Sei di ottimo umore, oggi.�</p><empty-line/><p> �E perch� non dovrei?� ribatt� lui. Alzandosi in punta di piedi, spalanc� la mente il pi� possibile e con tutte le sue forze grid� <emphasis>Saphira!, </emphasis>scagliando il pensiero sulla pianura come una lancia.</p><empty-line/><p> La risposta non si fece attendere.</p><empty-line/><p><emphasis>Eragon!</emphasis></p><empty-line/><p> Si abbracciarono con la mente, accarezzandosi con ondate di affetto, gioia e premura. Si scambiarono ricordi del periodo trascorso separati, e Saphira consol� Eragon per i soldati che aveva ucciso, purificandolo dal dolore e dalla rabbia accumulati dal giorno dello scontro. Eragon sorrise. Con Saphira cos� vicina, tutto nel mondo gli sembrava tornare al suo posto.</p><empty-line/><p><emphasis>Mi sei mancata, </emphasis>disse.</p><empty-line/><p><emphasis>Anche tu, piccolo mio, </emphasis>disse lei. Poi gli invi� un'immagine dei soldati che lui e Arya avevano combattuto e aggiunse: <emphasis>Ogni volta che ti lascio ti cacci nei guai. Sempre! Detesto quando siamo costretti a separarci perch� ho sempre paura che ti succeda qualcosa nel momento stesso in cui ti tolgo gli occhi di dosso.</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> Sii giusta: mi ritrovo in un mare di guai anche quando sono con te. Non mi succede soltanto se rimango solo. Siamo come calamite che attirano eventi imprevisti.</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> No, </emphasis>tu <emphasis>sei una calamita per eventi imprevisti, </emphasis>sbuff� lei. <emphasis>A me non succede niente di straordinario quando sto da sola. Ma tu attiri duelli, agguati, nemici immortali, creature oscure come i Ra'zac, membri della famiglia da tempo perduti e misteriosi incantesimi, quasi fossero lupi affamati e tu un coniglio che si aggira davanti alla loro tana.</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> E il tempo che hai trascorso nelle grinfie di Galbatorix? Anche quello � stato un evento normale?</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> Non ero ancora nata, </emphasis>obiett� lei. <emphasis>Quello non vale. La differenza fra te e me � che a te le cose succedono, mentre </emphasis>io<emphasis> le faccio succedere.</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> Pu� darsi, ma � perch� sto ancora imparando. Dammi qualche anno e diventer� bravo quanto Brom, ci scommetti? Non puoi dire che non ho preso l'iniziativa con Sloan.</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> Mmh. Di questo dobbiamo ancora parlare. Se mi cogli di sorpresa a quel modo un'altra volta, ti inchiodo per terra e ti lecco dalla testa ai piedi.</emphasis></p><empty-line/><p> Eragon rabbrivid�. La lingua di Saphira era ricoperta di barbigli uncinati che avrebbero potuto strappare a un cervo peli, pelle e carne con una sola passata. <emphasis>Lo so, ma non sapevo nemmeno io se avrei ucciso Sloan o se lo avrei lasciato libero fino a quando non me lo sono trovato davanti. Per di pi�, se ti avessi detto che volevo restare, avresti cercato di fermarmi.</emphasis></p><empty-line/><p> Eragon percep� un ringhio potente tuonare nel petto della dragonessa. Saphira disse: <emphasis>Avresti dovuto fidarti di me. Se non possiamo parlare apertamente, come possiamo essere davvero drago e Cavaliere?</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> E quindi la cosa giusta da fare era che tu mi trascinassi via dall'Helgrind senza badare ai miei desideri?</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> No, forse no, </emphasis>rispose lei, sulla difensiva.</p><empty-line/><p> Eragon sorrise. <emphasis>Comunque hai ragione. Avrei dovuto discutere il mio piano con te. Mi dispiace. Da adesso in poi ti prometto che ti consulter� prima di fare qualunque cosa. D'accordo?</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> Solo se riguarda armi, magia, re o familiari, </emphasis>rispose lei.</p><empty-line/><p><emphasis>O fiori.</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> O fiori, </emphasis>convenne lei. <emphasis>Non ho bisogno di sapere se decidi di mangiare pane e formaggio nel cuore della notte.</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> A meno che non ci sia un uomo con un lungo coltello che mi aspetta fuori dalla tenda.</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> Se non riuscissi a difenderti da un uomo solo con un lungo coltello, allora saresti proprio un ben misero Cavaliere.</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> Per non dire un Cavaliere morto.</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> Be'...</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> Secondo i tuoi ragionamenti, dovrei sentirmi sollevato al pensiero che pur attirando su di me le peggiori sventure sono perfettamente capace di sfuggire a situazioni in cui la maggior parte della gente soccomberebbe.</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> Anche i guerrieri pi� valorosi possono cadere sotto i colpi della sfortuna, </emphasis>disse la dragonessa. <emphasis>Ricordi il re dei nani Kaiga, che fu ucciso da un novellino... un nanovellino... quando inciamp� su un sasso? Dovresti sempre essere prudente perch� per quanto tu sia valoroso non puoi anticipare e prevenire ogni fatalit� che il destino ti riserva.</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> Giusto. Ma adesso possiamo abbandonare questa noiosa conversazione? Negli ultimi giorni mi sono sfinito a furia di pensare al destino, al futuro, alla giustizia e ad altri cupi argomenti di questo genere. Secondo me le domande filosofiche servono pi� a confondersi e deprimersi che a migliorare le proprie condizioni di vita. </emphasis>Voltando la testa da una parte e dall'altra, Eragon scrut� la pianura e il cielo, in cerca del familiare scintillio azzurro delle squame di Saphira. <emphasis>Dove sei? Ti sento vicina, ma non ti vedo.</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> Proprio sopra di te!</emphasis></p><empty-line/><p> Con un ruggito di gioia, Saphira sbuc� da una grossa nuvola a diverse centinaia di iarde di altezza e scese in picchiata tenendo le ali aderenti al corpo. Apr� le fauci possenti e sprigion� una vampa di fuoco, che le risal� lungo la testa e il collo come una criniera fiammeggiante. Eragon rise e le tese le braccia. I cavalli della pattuglia che galoppavano verso lui e Arya s'impennarono quando videro e udirono Saphira e sfrecciarono nella direzione opposta mentre i cavalieri cercavano di trattenerli tirandoli per le redini.</p><empty-line/><p> �Avevo sperato di poter arrivare all'accampamento senza destare troppa attenzione� disse Arya, �ma avrei dovuto sapere che non si pu� passare inosservati quando c'� Saphira nei paraggi. Un drago � difficile da ignorare.�</p><empty-line/><p><emphasis>Ti ho sentito, </emphasis>disse Saphira, dispiegando le ali e atterrando con un tonfo poderoso. I muscoli delle cosce e delle spalle s'incresparono di onde mentre assorbivano la potenza dell'impatto. Una forte corrente d'aria invest� Eragon, e il terreno gli trem� sotto i piedi. Il giovane Cavaliere flett� le ginocchia per mantenere l'equilibrio. Ripiegando le ali sul dorso, la dragonessa disse: <emphasis>Posso passare inosservata, se voglio. </emphasis>Poi allung� il muso e batt� le palpebre, frustrando l'aria con la coda. <emphasis>Ma oggi non voglio passare inosservata! Oggi sono un drago, non un piccione timoroso che cerca di non farsi vedere da un falco.</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> Quand'� che non sei un drago? </emphasis>chiese Eragon correndo verso di lei. Leggero come una piuma, le balz� sulla zampa per risalire fino alla spalla e poi nell'incavo alla base del collo, il suo rifugio abituale. Si mise a cavalcioni e l'abbracci�, sentendo i muscoli che si alzavano e si abbassavano accompagnando il suo respiro. Sorrise ancora, pervaso da un profondo senso di soddisfazione. <emphasis>Il mio posto � questo: qui con te. </emphasis>Le sue gambe vibrarono quando Saphira mugol� di compiacimento, un rombo profondo seguito da una strana, sottile melodia che lui non conosceva.</p><empty-line/><p> �Salute a te, Saphira� disse Arya, ruotando il polso e portando la mano al petto, nel consueto gesto di saluto degli elfi.</p><empty-line/><p> Appiattita sul ventre, allungando il collo, Saphira sfior� Arya sulla fronte con la punta del muso, come aveva fatto quando aveva benedetto Elva nel Farthen D�r, e disse: <emphasis>Salute a te, �lfa-kona. Benvenuta, e che il vento ti accompagni soffiando sotto le tue ali. </emphasis>La dragonessa si rivolse ad Arya con lo stesso tono affettuoso che fino a quel momento aveva usato soltanto con Eragon, come se ormai considerasse l'elfa parte della loro piccola famiglia e Arya meritasse lo stesso rispetto e la stessa intimit� che gi� condividevano loro due. Il suo gesto sorprese Eragon, ma dopo un'iniziale fitta di gelosia, il giovane approv� l'iniziativa del drago. Saphira continu� a parlare. <emphasis>Ti sono riconoscente per aver aiutato Eragon a tornare illeso. Se fosse stato catturato, non so che cosa avrei fatto!</emphasis></p><empty-line/><p> �La tua gratitudine significa molto per me� disse Arya, e s'inchin�. �Quanto a ci� che avresti fatto se Galbatorix avesse catturato Eragon, be', saresti andata a salvarlo, e io ti avrei accompagnata, fosse stato anche nel cuore di Ur�'baen!�</p><empty-line/><p><emphasis>S�, mi piace pensare che ti avrei salvato, Eragon, </emphasis>disse Saphira, voltandosi a guardarlo, <emphasis>ma temo che avrei dovuto consegnarmi all'Impero per farlo, senza pensare alle conseguenze su Alaga�sia. </emphasis>Poi scosse la testa e rivolt� un po' di terra con gli artigli. <emphasis>Ah, ma queste sono riflessioni inutili. Sei qui, sano e salvo, ed � questa la realt�. Sprecare la giornata a riflettere sui mali che avrebbero potuto accaderci avvelena la felicit� di cui godiamo in questo momento...</emphasis></p><empty-line/><p> Proprio allora una pattuglia si avvicin� al galoppo. Si ferm� a trenta iarde di distanza perch� i cavalli erano nervosi e i soldati chiesero se potevano scortarli tutti e tre da Nasuada. Uno degli uomini smont� da cavallo per cedere lo stallone ad Arya, e poi tutti insieme si avviarono verso il mare di tende a sud-ovest. Saphira teneva una gradevole andatura dondolante che permise a lei e a Eragon di godere della compagnia reciproca prima di immergersi nel rumore e nel caos che li avrebbero investiti non appena si fossero avvicinati all'accampamento.</p><empty-line/><p> Eragon chiese notizie di Roran e Katrina, poi disse: <emphasis>Hai mangiato abbastanza fiori di epilobio? Hai l'alito pi� forte del solito.</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> Certo che ne ho mangiati abbastanza. L'hai notato solo perch� sei stato via tanti giorni. Il mio odore � proprio quello che deve avere un drago, e ti sarei grata se non facessi pi� commenti sgradevoli sull'argomento, a meno che tu non voglia ritrovarti per terra. E poi voi umani avete poco da vantarvi, cosini sudati, unti e puzzolenti che non siete altro. Le uniche creature della natura con un odore simile al vostro sono i caproni e gli orsi ibernati. In confronto a quello che vi portate dietro voi, l'odore di un drago � un profumo delizioso come un prato fiorito.</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> Andiamo, non esagerare. Anche se, </emphasis>disse Eragon, arricciando il naso, <emphasis>dal giorno dell'Agaet� Bl�dhren ho notato che gli umani tendono a essere un tantino maleodoranti. Ma non puoi mettermi nel mucchio, perch� io non sono pi� del tutto umano.</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> Pu� darsi, ma comunque un bel bagno non ti farebbe male!</emphasis></p><empty-line/><p> Mentre attraversavano la pianura, una folla sempre pi� numerosa si andava radunando intorno a Eragon e Saphira, trasformandosi in una superflua ma impressionante scorta d'onore. Dopo aver passato tanto tempo nelle lande desolate di Alaga�sia, la pressione dei corpi, il frastuono delle voci, la tempesta di pensieri ed emozioni non schermati e il confuso movimento di braccia che sventolavano e cavalli che s'impennavano diedero a Eragon l'impressione di essere finito in una marea travolgente.</p><empty-line/><p> Il giovane si ritrasse in se stesso, dove il coro dissonante di rumori si ridusse a un remoto sciabordio. Nonostante gli strati protettivi di barriere magiche, percep� l'approssimarsi di dodici elfi che correvano in formazione dall'altra parte dell'accampamento, veloci e agili come linci dagli occhi gialli. Desideroso di fare una buona impressione, Eragon si pass� le dita fra i capelli e raddrizz� le spalle, ma irrobust� anche le difese mentali perch� nessuno, oltre a Saphira, potesse sentire i suoi pensieri. Gli elfi erano venuti per proteggere lui e Saphira, ma erano prima di tutto fedeli alla regina Islanzadi. Per quanto fosse contento della loro presenza, e dubitasse che la loro innata cortesia consentisse loro di sbirciare nella sua coscienza, Eragon non voleva dare alla regina degli elfi alcuna opportunit� di apprendere i segreti dei Varden o di esercitare pressioni su di lui. Se Islanzadi avesse potuto strapparlo a Nasuada, lo avrebbe fatto. Gli elfi non si fidavano degli umani, non dopo il tradimento di Galbatorix, e per questa e altre ragioni era sicuro che la regina avrebbe preferito avere lui e Saphira sotto il suo diretto comando. E di tutti i sovrani e i capi militari che aveva conosciuto, Islanzadi era quella di cui Eragon si fidava meno. Era troppo autoritaria ed elusiva.</p><empty-line/><p> I dodici elfi si fermarono davanti a Saphira. S'inchinarono e fecero con la mano il loro tipico gesto di cortesia, poi, uno per uno, si presentarono con la tradizionale frase iniziale del saluto elfico; Eragon rispose con la consueta formula. Quello che doveva essere il capo, un elfo alto e affascinante, con il corpo ricoperto da una pelliccia blu notte, annunci� lo scopo della loro missione davanti a tutti i presenti e chiese formalmente a Eragon e Saphira se potevano assumere l'incarico.</p><empty-line/><p> �Concesso� disse Eragon.</p><empty-line/><p><emphasis>Concesso, </emphasis>disse Saphira.</p><empty-line/><p> Eragon domand�: �Bl�dhgarm-vodhr, ci siamo per caso gi� visti all'Agaet� Bl�dhren?� Ricordava infatti di aver visto un elfo con una pelliccia simile danzare fra gli alberi durante i festeggiamenti.</p><empty-line/><p> Bl�dhgarm sorrise, mostrando una chiostra di zanne ferine. �Credo che tu abbia visto mia cugina Liotha. Abbiamo molti tratti in comune, anche se la sua pelliccia � marrone e screziata, mentre la mia � blu scuro.�</p><empty-line/><p> �Avrei giurato che eri tu.�</p><empty-line/><p> �Purtroppo in quei giorni ero impegnato e non ho potuto prendere parte alla cerimonia. Forse ne avr� l'opportunit� la prossima volta, fra cento anni.�</p><empty-line/><p><emphasis>Non ti sembra, </emphasis>disse Saphira a Eragon, <emphasis>che abbia un buonissimo odore?</emphasis></p><empty-line/><p> Eragon fiut� l'aria. <emphasis>Non sento niente. E lo sentirei, se ci fosse qualcosa di particolare.</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> Strano. </emphasis> La dragonessa gli trasmise tutta la gamma di aromi che aveva percepito, e all'improvviso Eragon cap� che cosa intendeva. Un forte odore muscoso lo avvolse come una nuvola densa e inebriante, un tiepido aroma di fumo che conteneva tracce di ginepro frantumato e che faceva fremere le narici di Saphira. <emphasis>Tutte le donne dei Varden sembrano invaghite di lui, </emphasis> disse la dragonessa. <emphasis>Lo seguono ovunque vada, smaniose di parlargli, ma sono cos� timide che quando lui le guarda non riescono a far altro che squittire.</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> Magari soltanto le femmine riescono a sentire il suo odore. </emphasis>Eragon scocc� un'occhiata preoccupata ad Arya. <emphasis>Su di lei per� non sembra avere effetto.</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> Arya � protetta dalle influenze magiche.</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> Lo spero... Credi che dovremmo fermare Bl�dhgarm? Il suo � un sotterfugio subdolo per conquistare il cuore di una donna.</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> Pi� subdolo che adornarsi di abiti eleganti per attirare lo sguardo dell'amato? Bl�dhgarm non si � approfittato delle donne che ha ammaliato, e mi sembra improbabile che abbia composto le note del suo profumo per attirare le donne umane in particolare. Credo invece che sia una conseguenza involontaria e che il suo aroma abbia tutto un altro scopo. A meno che non superi i limiti della decenza, credo che non dovremmo interferire.</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> E Nasuada? Non � vulnerabile al suo influsso?</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> Nasuada � una donna saggia e accorta. Si � fatta circondare da un incantesimo di difesa evocato da Trianna per non soccombere al fascino di Bl�dhgarm.</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> Bene.</emphasis></p><empty-line/><p> Quando arrivarono alle tende, la folla crebbe a tal punto da dare l'impressione che mezza popolazione Varden si fosse radunata intorno a Saphira. Eragon alz� la mano verso la folla che lo acclamava: �Argetlam!� e �Ammazzaspettri!�, mentre altri gridavano: �Dove sei stato, Ammazzaspettri? Raccontaci le tue avventure!� Altri ancora lo chiamarono Sterminatore di Ra'zac, e l'appellativo gli piacque a tal punto che lo ripet� quattro volte sottovoce. La gente invocava benedizioni sulla sua salute e quella di Saphira, lo invitava a cena, gli offriva oro e gioielli, e qualcuno gli fece particolari richieste di aiuto: guarire un figlio nato cieco, rimuovere un tumore che stava uccidendo una moglie, sanare la zampa rotta di un cavallo o addirittura riparare una spada piegata al grido di: �Era di mio nonno!� Due volte una voce di donna si lev� dalla folla dicendo: �Ammazzaspettri, vuoi sposarmi?� Eragon si guard� intorno, ma non riusc� a capire chi aveva parlato.</p><empty-line/><p> In quel delirio, i dodici elfi restavano impassibili. Sapere che stavano guardando quello che lui non poteva vedere e ascoltando quello che lui non poteva sentire era un conforto, e gli consentiva di intrattenersi con i Varden ammassati con una tranquillit� di cui in passato non aveva mai goduto.</p><empty-line/><p> Poi dalle file di tende cominciarono a farsi avanti gli ex abitanti del villaggio di Carvahall. Eragon smont� da Saphira e cammin� fra gli amici e i conoscenti della sua giovinezza, scambiando strette di mano e pacche sulle spalle e ridendo alle battute, incomprensibili per chiunque non fosse cresciuto dalle parti di Carvahall. C'era anche Horst, il fabbro. Eragon gli strinse l'avambraccio abbronzato. �Bentornato, Eragon. Complimenti. Ti siamo debitori per aver distrutto i mostri che ci hanno costretti a lasciare le nostre case. Sono contento di vederti ancora tutto intero.�</p><empty-line/><p> �I Ra'zac avrebbero dovuto essere molto pi� svelti per riuscire a portarmi via anche un solo pezzo!� rise Eragon. Poi lo salutarono i figli di Horst, Albriech e Baldor; Loring il calzolaio con i suoi tre figli; Tara e Morn, proprietari della locanda di Carvahall; Fisk; Felda; Calitha; Delwin e Lenna; e infine Brigit dallo sguardo feroce, che gli disse: �Ti ringrazio, Eragon figlio di Nessuno. Ti ringrazio per aver inflitto la giusta punizione alle creature che hanno mangiato mio marito. Il mio cuore ti appartiene, ora e per sempre.�</p><empty-line/><p> Prima che Eragon avesse modo di rispondere, la folla li divise. <emphasis>Figlio di Nessuno? </emphasis>pens�. <emphasis>Ha! Ce l'ho un padre, e lo odiano tutti.</emphasis></p><empty-line/><p> Poi, con sommo piacere, vide Roran farsi strada a spintoni tra la folla, con Katrina al fianco. Lui e Roran si abbracciarono, poi il cugino borbott�: �� stata una vera pazzia restare nell'Helgrind. Dovrei prenderti a calci nel sedere per averci abbandonati in quel modo. La prossima volta avvertimi quando decidi di andartene a zonzo da solo. Sta diventando un'abitudine. E avresti dovuto vedere come ha sofferto Saphira durante il volo di ritorno.�</p><empty-line/><p> Eragon pos� una mano su una zampa di Saphira e disse: �Mi dispiace se non ho potuto dirti prima che sarei rimasto, ma non l'ho saputo nemmeno io fino all'ultimo momento.�</p><empty-line/><p> �E quale sarebbe il motivo preciso che ti ha trattenuto in quelle grotte malefiche?�</p><empty-line/><p> �C'era una cosa che dovevo scoprire.�</p><empty-line/><p> Roran s'incup� a quella risposta stringata, e per un istante Eragon temette che avrebbe insistito per avere altre spiegazioni, ma poi disse: �Be', che speranze ha un uomo qualunque come me di comprendere i modi e le ragioni di un Cavaliere dei Draghi, anche se � mio cugino? L'unica cosa che conta � che mi hai aiutato a liberare Katrina e adesso sei qui, sano e salvo.� Tese il collo, come se stesse cercando qualcosa in groppa a Saphira, poi guard� Arya, a diversi metri di distanza da loro, e disse: �Hai perso il mio bastone? Ho attraversato tutta Alaga�sia con quel bastone, e tu sei riuscito a perderlo nel giro di un paio di giorni?�</p><empty-line/><p> �L'ho dato a un uomo che ne aveva pi� bisogno di me� rispose Eragon.</p><empty-line/><p> �Oh, smettila di punzecchiarlo� disse Katrina a Roran, e dopo un attimo di esitazione abbracci� Eragon. �� molto contento di vederti, lo sai. � solo che non riesce a trovare le parole per dirlo.�</p><empty-line/><p> Con un sorriso imbarazzato, Roran disse: �Ha ragione. Come sempre quando parla di me.� I due si scambiarono uno sguardo colmo d'amore.</p><empty-line/><p> Eragon studi� Katrina con attenzione. I capelli ramati avevano riacquistato l'antico splendore e i segni lasciati dai patimenti che aveva sofferto erano scomparsi, anche se la ragazza era sempre pi� magra e pallida del normale.</p><empty-line/><p> Avvicinandosi ancora di pi�, perch� nessuno dei Varden l� intorno la sentisse, Katrina mormor�: �Non avrei mai pensato di doverti tanto, Eragon. Che noi ti dovessimo tanto. Da quando Saphira ci ha portati qui, ho capito che cosa hai rischiato per salvarmi, e te ne sono riconoscente. Se fossi rimasta anche solo un'altra settimana nell'Helgrind sarei morta, o impazzita, che � come morire continuando a vivere. Per avermi salvata da quel destino, e per aver guarito la spalla di Roran, ti ringrazio, ma avrai la mia eterna gratitudine soprattutto per averci riuniti. Se non fosse stato per te, non ci saremmo mai pi� ritrovati.�</p><empty-line/><p> �Sono convinto che in qualche modo Roran sarebbe riuscito a portarti fuori dall'Helgrind, anche senza di me� osserv� Eragon. �Sa essere molto persuasivo quando � arrabbiato. Avrebbe convinto un altro mago ad aiutarlo... magari Angela l'erborista... e sarebbe comunque riuscito nel suo intento.�</p><empty-line/><p> �Angela l'erborista?� esclam� Roran. �Quella lingualunga non sarebbe mai stata capace di battere i Ra'zac.�</p><empty-line/><p> �Oh, rimarresti sorpreso dalle sue capacit�. � molto pi� abile di quanto sembra... o di quanto non dica.� Poi Eragon si azzard� a fare una cosa che non avrebbe mai fatto quando viveva nella Valle Palancar, ma che adesso, in qualit� di Cavaliere dei Draghi, gli parve appropriata: baci� sulla fronte Katrina e poi Roran, e disse: �Roran, tu per me sei come un fratello. Katrina, tu sei come una sorella. Se vi dovesse mai accadere qualcosa, chiamatemi, e che abbiate bisogno di Eragon il Contadino o di Eragon il Cavaliere, io sar� a vostra disposizione.�</p><empty-line/><p> �Lo stesso vale per noi� disse Roran. �Se mai dovessi cacciarti nei guai, chiamaci, e noi correremo in tuo aiuto.�</p><empty-line/><p> Eragon annu�, ma si trattenne dal commentare che i guai in cui era solito cacciarsi non erano del genere che uno dei due avrebbe potuto risolvere. Pos� le mani sulle spalle di entrambi e disse: �Che possiate vivere a lungo, felici, e stare insieme per sempre, e che possiate avere molti bambini.� Il sorriso di Katrina vacill� per un istante, ed Eragon si domand� come mai.</p><empty-line/><p> Su insistenza di Saphira, ricominciarono a camminare verso il padiglione rosso di Nasuada al centro dell'accampamento. Accompagnati dal corteo di Varden esultanti, arrivarono davanti all'ingresso dove Nasuada li aspettava, con re Orrin alla sua sinistra e decine di nobili e funzionari radunati dietro una doppia fila di guardie schierate ai lati.</p><empty-line/><p> Nasuada indossava una lunga veste di seta verde che scintillava al sole come le piume sul petto di un colibr�, in netto contrasto con la pelle scura. Le maniche del vestito, lunghe fino al gomito, avevano un orlo di merletto. Da quel punto in poi, fino ai polsi sottili, le braccia erano fasciate da candide bende di lino. Il capo dei Varden spiccava sul resto della folla come uno smeraldo adagiato su un letto di foglie marroni. Soltanto Saphira poteva competere con lo splendore del suo aspetto.</p><empty-line/><p> Eragon e Arya si presentarono a Nasuada e poi a re Orrin. Nasuada diede loro il benvenuto formale da parte di tutti i Varden e li lod� per il loro coraggio. Concluse dicendo: �S�, Galbatorix pu� anche avere un Cavaliere e un drago che combattono per lui come Eragon e Saphira combattono per noi. Pu� avere un esercito cos� numeroso da oscurare la terra. E pu� evocare strani e orribili sortilegi, abominio dell'arte magica. Ma con tutto il suo malefico potere non ha potuto impedire a Eragon e a Saphira di entrare nel suo regno e di uccidere quattro dei suoi servitori preferiti, n� a Eragon di attraversare impunito l'Impero. Il braccio dell'usurpatore si � davvero indebolito se non � riuscito a difendere i suoi confini e a proteggere i suoi turpi agenti nel loro covo inaccessibile.�</p><empty-line/><p> Mentre i Varden esplodevano in un coro di acclamazioni, Eragon sorrise fra s� nel riconoscere quanto era abile Nasuada nel far leva sulle loro emozioni, ispirando fiducia, lealt� e ottimismo, nonostante la situazione in cui si trovavano. Non che mentisse: per quanto Eragon ne sapeva, Nasuada non mentiva mai, nemmeno quando aveva a che fare con il Consiglio degli Anziani o altri avversari politici. Quello che faceva era riferire le verit� che pi� rafforzavano la sua posizione e i suoi argomenti. In questo, pens� Eragon, era molto simile agli elfi.</p><empty-line/><p> Quando le manifestazioni di esultanza dei Varden si furono placate, re Orrin salut� Eragon e Arya come aveva fatto Nasuada. Le sue parole furono pi� misurate di quelle della ragazza, e sebbene tutti avessero ascoltato in rispettoso silenzio e alla fine avessero applaudito, era ovvio che per quanto la folla lo rispettasse, non lo amava come amava Nasuada, e che Orrin non riusciva a infiammare l'immaginazione dei soldati quanto lei. Il re dal volto glabro era dotato di un intelletto superiore, ma la sua personalit� era troppo distaccata, eccentrica e mite per rappresentare il concentrato delle speranze degli umani che si opponevano a Galbatorix.</p><empty-line/><p><emphasis>Se sconfiggiamo Galbatorix, </emphasis>disse Eragon a Saphira, <emphasis>non dovr� essere Orrin a sostituirlo a Ur�'baen. Non sarebbe in grado di unire il paese come Nasuada ha unito i Varden.</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> Sono d'accordo.</emphasis></p><empty-line/><p> Re Orrin concluse il suo discorso. Nasuada sussurr� all'orecchio di Eragon: �Adesso tocca a te rivolgerti a coloro che si sono radunati per acclamare il famoso Cavaliere dei Draghi.� Nei suoi occhi balen� una scintilla di divertita malizia.</p><empty-line/><p> �A me?�</p><empty-line/><p> �Tutti si aspettano che tu lo faccia.�</p><empty-line/><p> Allora Eragon si volse per affrontare la moltitudine, con la lingua asciutta come sabbia. Aveva la mente vuota, e per un paio di secondi di panico pens� di aver perso il dono della parola, e che avrebbe fatto una figuraccia davanti all'intera popolazione dei Varden. Da qualche parte si lev� il nitrito di un cavallo, ma per il resto l'accampamento sembrava immerso in un silenzio irreale. Fu Saphira a spezzare la sua paralisi dandogli un colpetto col muso sul braccio e dicendo: <emphasis>Di' che sei onorato di avere il loro sostegno e che sei felice di essere tornato fra di loro. </emphasis>Grazie al suo incoraggiamento, Eragon riusc� a spiccicare qualche parola appena accettabile, poi s'inchin� e fece un passo indietro.</p><empty-line/><p> Abbozzando un sorriso mentre la folla lo applaudiva e lo acclamava e batteva le spade sugli scudi, Eragon disse:<emphasis> � stato orribile! Preferirei combattere contro uno Spettro piuttosto che farlo di nuovo.</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> Su! Non � stato cos� difficile.</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> Non difficile: tremendo.</emphasis></p><empty-line/><p> Uno sbuffo di fumo si lev� dalle narici della dragonessa.</p><empty-line/><p><emphasis>Ma che bel Cavaliere dei Draghi sei, terrorizzato all'idea di parlare alla folla! Se solo Galbatorix lo sapesse, gli basterebbe chiederti di fare un discorso alle sue truppe per costringerti alla resa. Ha!</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> Non sei spiritosa, </emphasis>borbott� lui, ma Saphira continu� a ridacchiare.</p><p><strong>RISPETTO PER UN RE </strong></p><p>Dopo il brevissimo discorso di Eragon ai Varden, Nasuada fece un cenno a J�rmundur, che subito accorse al suo fianco. �Fa' tornare tutti ai loro posti. Se ci attaccassero in questo momento, saremmo spacciati.�</p><p> �S�, mia signora.�</p><p>Chiamando a s� Eragon e Arya, Nasuada pos� la mano sinistra sul braccio di re Orrin, e insieme entrarono nel padiglione.</p><empty-line/><p><emphasis>E tu? </emphasis>chiese Eragon a Saphira mentre seguiva i due. Quando entr� nel padiglione, per�, not� che uno dei pannelli di stoffa era stato arrotolato e fissato a una trave per consentire a Saphira di infilare la testa e partecipare alla riunione. Aspett� qualche istante prima che il muso e il collo scintillanti della dragonessa sbucassero da dietro l'apertura, oscurando l'interno della tenda quando lei si accovacci�. Le pareti erano costellate di luminosi puntini viola, i riflessi delle sue squame azzurre sul tessuto rosso.</p><empty-line/><p> Eragon osserv� il resto della tenda. In confronto a quando l'aveva visitata l'ultima volta era spoglia, risultato della devastazione provocata da Saphira quando era entrata nel padiglione per vedere Eragon nello specchio magico. Con solo quattro pezzi di arredamento, il padiglione era austero persino per i canoni militari. C'era lo scranno di legno levigato dov'era seduta Nasuada, con re Orrin in piedi al suo fianco; lo specchio magico montato su un'asta di ottone inciso; uno sgabello pieghevole; e un basso tavolo straripante di mappe e altri documenti. Il pavimento era coperto da un tappeto annodato di arte nanesca. Oltre ad Arya e a lui, c'erano gi� una ventina di altre persone radunate di fronte a Nasuada. Lo guardavano tutti. Fra di loro riconobbe Narheim, il comandante in carica delle truppe dei nani; Trianna e gli altri stregoni del Du Vrangr Gata; Sabrae, Um�rth e il resto del Consiglio degli Anziani, tranne J�rmundur; un gruppo di nobili e funzionari della corte di re Orrin. Si disse che quelli che non conosceva dovevano essere membri importanti di una delle molte fazioni che sostenevano l'esercito dei Varden. Erano presenti sei delle guardie di Nasuada - due appostate all'ingresso e quattro intorno al suo scranno - ed Eragon percep� anche l'intricato mosaico degli oscuri e contorti pensieri di Elva, nascosta da qualche parte in fondo al padiglione.</p><empty-line/><p> �Eragon� disse Nasuada, �non vi siete mai conosciuti, perci� ti presento Sagabato-no Inapashunna Fadawar, capo della trib� Inapashunna. � un uomo molto coraggioso.�</p><empty-line/><p> Per tutta l'ora successiva Eragon sopport� quella che gli parve una serie infinita di presentazioni, congratulazioni e domande a cui non poteva rispondere direttamente senza rivelare segreti che era meglio tenere celati. Quando tutti gli ospiti gli ebbero parlato, Nasuada fece loro cenno di congedarsi. Mentre uscivano dal padiglione, Nasuada batt� le mani e le guardie fuori fecero entrare un secondo gruppo di notabili e poi, quando questi ebbero gustato i dubbi frutti della loro visita, un terzo. Eragon continu� a sorridere per tutto il tempo, scambiando una stretta di mano dopo l'altra. Rivolse e ricevette insulsi convenevoli, sforzandosi di mandare a memoria la folla di nomi e titoli che lo assediavano e comportandosi con la perfetta cortesia che ci si aspettava da lui. Sapeva che lo onoravano non perch� era loro amico ma per la possibilit� di vittoria che incarnava per i popoli liberi di Alaga�sia, per il suo potere, e perch� speravano di ottenere qualcosa da lui. Dentro di s� ululava di frustrazione e non vedeva l'ora di liberarsi dai rigidi vincoli delle buone maniere e dell'etichetta per salire in groppa a Saphira e volare lontano a godersi un po' di pace.</p><empty-line/><p> Una delle poche cose che lo divertirono fu la reazione dei postulanti davanti ai due Urgali che incombevano sullo scranno di Nasuada. Alcuni facevano finta di ignorare i guerrieri cornuti - anche se dalla rapidit� dei loro movimenti e dai toni striduli delle loro voci si intuiva che le creature li innervosivano - mentre altri guardavano gli Urgali con diffidenza, le mani strette su spade o pugnali, e altri ancora ostentavano un falso coraggio mostrandosi superiori alla famigerata forza degli Urgali. Soltanto un gruppo ristretto di persone sembrava indifferente a quella vista: Nasuada in primo luogo, ma anche re Orrin, Trianna e un conte che disse di aver visto Morzan e il suo drago radere al suolo un'intera citt� quando era appena un bambino.</p><empty-line/><p> Quando Eragon arriv� al limite della sopportazione, Saphira gonfi� il petto ed emise un cupo ringhio vibrante cos� potente da far tremare lo specchio nella sua cornice. Sul padiglione cal� un silenzio di tomba. Il ringhio non aveva intenzioni minacciose, ma cattur� l'attenzione di tutti e pales� l'impazienza che pervadeva la dragonessa. Nessuno degli ospiti fu abbastanza stupido da mettere alla prova la sua resistenza. Con scuse frettolose, raccolsero le proprie cose e uscirono in fila dal padiglione, affrettando il passo quando Saphira cominci� a tamburellare con gli artigli sul terreno.</p><empty-line/><p> Nasuada sospir� quando il lembo di stoffa dell'ingresso si chiuse alle spalle dell'ultimo visitatore. �Ti ringrazio, Saphira. Mi dispiace di averti fatto subire questa tortura delle presentazioni, Eragon, ma sono sicura che comprendi. Tu occupi una posizione di straordinario rilievo fra i Varden, e non posso pi� tenerti solo per me. Appartieni al popolo, adesso. Ti chiedono un riconoscimento ufficiale e pretendono ci� che considerano una giusta parte del tuo tempo. N� tu n� io n� Orrin possiamo ignorare i desideri della folla. Perfino Galbatorix, sul suo oscuro trono di Ur�'baen, teme i capricci del popolo, anche se forse lo nega perfino a se stesso.�</p><empty-line/><p> Senza pi� gli ospiti presenti, re Orrin abbandon� la maschera di regale decoro. Il suo rigido atteggiamento si trasform� in una pi� umana espressione di sollievo, irritazione e spasmodica curiosit�. Sciogliendo le spalle sotto il peso della veste cerimoniale, guard� Nasuada e disse: �Non credo che abbiamo pi� bisogno dei tuoi Falchineri qui dentro.�</p><empty-line/><p> �D'accordo.� Nasuada batt� le mani, congedando le guardie.</p><empty-line/><p> Trascinando lo sgabello pieghevole accanto alla regina, re Orrin sedette cercando di districarsi dal groviglio di stoffe pesanti che gli impacciavano i movimenti. �Bene� disse, guardando ora Eragon, ora Arya. �� arrivato il momento di farci conoscere ogni dettaglio della tua impresa, Eragon Ammazzaspettri. Ho sentito soltanto vaghe spiegazioni sulla ragione che ti ha spinto a decidere di attardarti nell'Helgrind, e io ne ho abbastanza di risposte evasive o incomplete. Sono deciso a sapere la verit� sulla questione, perci� ti avverto, non cercare di nascondere niente di quello che � successo mentre ti trovavi nel territorio dell'Impero. Finch� non sar� convinto che mi hai detto tutto quello che c'� da dire, nessuno di noi metter� un piede fuori da questa tenda.�</p><empty-line/><p> Con voce fredda e tagliente come una scheggia di ghiaccio, Nasuada intervenne. �Mi pare che tu pretenda un po' troppo... sire. Non hai autorit� su di me per tenermi confinata qui; n� su Eragon, che � mio vassallo; n� su Saphira; n� su Arya, che non risponde a nessun signore mortale ma a una sovrana che � molto pi� potente di noi due messi insieme. N� noi abbiamo autorit� su di te. Noi cinque siamo uguali a tutti coloro che ricoprono il nostro stesso incarico nell'intera Alaga�sia.�</p><empty-line/><p> Re Orrin rispose a tono: �Travalico dunque i confini della mia sovranit�? Pu� darsi. Hai ragione: non ho potere su di voi. Tuttavia, se siamo uguali, devo ancora vederne la prova nel trattamento che mi riservi. Eragon risponde a te e a te soltanto. Con la Prova dei Lunghi Coltelli hai conquistato il potere sulle trib� nomadi, molte delle quali prima contavo fra i miei sudditi. E comandi a tuo piacimento sia i Varden che i cittadini del Surda, che da tempo servono la mia famiglia con un coraggio e una determinazione che vanno ben oltre quelli degli uomini comuni.�</p><empty-line/><p> �Sei stato tu a chiedermi di organizzare questa campagna� ribatt� Nasuada. �Io non ti ho deposto.�</p><empty-line/><p> �Giusto, sono stato io a chiederti di assumere il comando delle nostre forze frammentate. Non mi vergogno ad ammettere che tu hai molta pi� esperienza e capacit� di me nel muovere guerra. Il nostro futuro � troppo incerto perch� io, tu o uno qualsiasi di noi possa indulgere in un falso orgoglio. Tuttavia dal momento della tua investitura sembri aver dimenticato che sono ancora il re del Surda, e che noi della famiglia Langfeld possiamo vantare origini che risalgono a Thanebrand il Donatore dell'Anello, che a sua volta succedette al vecchio Palancar il Matto, e che fu il primo a sedere sul trono di quella che adesso � Ur�'baen.</p><empty-line/><p> �Considerando il nostro lignaggio e l'aiuto che il Casato di Langfeld ti ha fornito in questa causa, � offensivo da parte tua ignorare i diritti della mia posizione. Ti comporti come se il tuo fosse l'unico verdetto importante e le opinioni degli altri non contassero nulla e fossero solo pareri da calpestare sulla strada che ti porta a perseguire lo scopo che hai gi� deciso essere il migliore per quella parte di umanit� libera che � abbastanza fortunata da averti come capo. Tu negozi trattati e alleanze, come quella con gli Urgali, di tua iniziativa, e pretendi che io e gli altri accettiamo le tue decisioni, come se parlassi a nome di tutti noi. Tu organizzi visite di Stato, come quella con Bl�dhgarm-vodhr, e non ti prendi il disturbo di avvisarmi, n� aspetti il mio arrivo perch� possiamo ricevere l'ambasceria insieme come pari grado. E quando ho l'ardire di chiedere a Eragon... l'uomo la cui esistenza � la prima ragione per cui ho trascinato il mio paese in questa avventura... quando ho l'ardire di chiedere <emphasis>perch� </emphasis>questa persona importantissima ha deciso di mettere in pericolo la vita dei surdani e di ogni creatura che si oppone a Galbatorix per restare nel cuore del paese nemico, tu come reagisci? Trattandomi come se non fossi altro che un sottoposto troppo zelante e curioso, le cui infantili preoccupazioni ti distraggono da questioni molto pi� urgenti. Bah! Sappi che non lo accetto. Se non riesci a rispettare la mia carica e un'equa divisione di responsabilit�, cos� come dovrebbero fare due alleati, allora sono dell'opinione che tu sia inadatta a comandare una coalizione come la nostra, e ti ostacoler� in qualsiasi circostanza.�</p><empty-line/><p><emphasis>Quante parole! </emphasis>comment� Saphira.</p><empty-line/><p> Allarmato dalla piega che aveva preso la conversazione, Eragon disse: <emphasis>Che cosa devo fare? Non voglio raccontare a nessuno di Sloan, tranne che a Nasuada. Meno persone sanno che � ancora vivo, meglio �.</emphasis></p><empty-line/><p> Un fremito color oceano scintill� lungo il collo di Saphira quando le punte aguzze e frastagliate delle squame a losanga si sollevarono di una frazione di pollice dalla pelle, dandole un aspetto feroce e selvaggio. <emphasis>Non posso dirti io che cosa � meglio, Eragon. In questa occasione devi fondarti sul tuo giudizio. Ascolta bene quello che ti dice il cuore e forse capirai come districarti da queste trappole insidiose.</emphasis></p><empty-line/><p> In risposta all'arringa di re Orrin, Nasuada si strinse le mani in grembo, le bende bianche in netto contrasto con il verde del vestito, e con voce tranquilla e monotona disse: �Se ti ho mancato di rispetto, sire, � stato soltanto per leggerezza e precipitazione, e non per il desiderio di screditare te o il tuo casato. Ti prego di perdonare le mie manchevolezze. Non accadr� pi�, te lo prometto. Come hai giustamente sottolineato, � da poco che ricopro questa carica e devo ancora impararne le implicite sottigliezze.�</p><empty-line/><p> Orrin inclin� la testa in un gesto di fredda ma compiaciuta approvazione.</p><empty-line/><p> �Quanto a Eragon e alle sue attivit� nell'Impero, non ho potuto fornirti i dettagli specifici perch� io stessa non sapevo nulla al riguardo. E questa, come immagino tu capirai, non era una cosa che avevo interesse a rendere di pubblico dominio.�</p><empty-line/><p> �No, � ovvio.�</p><empty-line/><p> �A questo punto credo che la cura pi� rapida per sanare la disputa in corso sia lasciare che Eragon ci esponga i fatti come si sono svolti, affinch� noi possiamo comprenderne la portata e poi giudicare.�</p><empty-line/><p> �Pi� che una cura� ribatt� re Orrin �direi che si tratta del principio di una cura, e sono pi� che disposto ad ascoltare.�</p><empty-line/><p> �Allora non indugiamo oltre� disse Nasuada. �Cominciamo dal principio e finiamola con questa trepida attesa. Eragon, � giunto il momento che ci spieghi.�</p><empty-line/><p> Mentre Nasuada e gli altri lo fissavano con occhi curiosi, Eragon fece la sua scelta. Levando il mento, disse: �Quello che vi dir� sar� in assoluta confidenza. So che non posso pretendere da te, re Orrin, e da te, Lady Nasuada, che mi giuriate di mantenere il segreto da adesso fino al giorno della vostra morte, ma vi prego di comportarvi come se lo aveste fatto. Se questo segreto arrivasse alle orecchie sbagliate potrebbe causare un immenso dolore.�</p><empty-line/><p> �Un re non rimane re a lungo se non sa apprezzare il valore del silenzio� disse Orrin.</p><empty-line/><p> Senza altri indugi, Eragon descrisse tutto quello che gli era accaduto nell'Helgrind e nei giorni seguenti. Poi tocc� ad Arya spiegare come aveva fatto a trovare Eragon e confermare il suo racconto fornendo dettagli e osservazioni sul viaggio. Quando entrambi ebbero finito, nel padiglione cal� il silenzio; Orrin e Nasuada sedevano immobili. Eragon ebbe l'impressione di essere tornato bambino, in attesa che Garrow gli dicesse quale punizione avrebbe ricevuto per aver combinato una marachella delle sue.</p><empty-line/><p> Orrin e Nasuada rimasero assorti nelle loro riflessioni per lunghi minuti, poi Nasuada si lisci� il vestito e disse: �Re Orrin potr� forse essere di opinione diversa, e in tal caso sono curiosa di saperne i motivi, ma da parte mia ti dico che hai fatto la cosa giusta, Eragon.�</p><empty-line/><p> �Sono d'accordo� disse Orrin, con grande sorpresa di tutti i presenti.</p><empty-line/><p> �Davvero?� esclam� Eragon. Esit�. �Non voglio sembrare impertinente, perch� sono contento che approviate, ma non mi aspettavo che accettaste la mia decisione di risparmiare la vita di Sloan. Se posso chiederlo, perch�...�</p><empty-line/><p> Re Orrin lo interruppe. �Perch� approviamo? Perch� bisogna seguire la legge. Se ti fossi autonominato boia di Sloan, Eragon, ti saresti arrogato i diritti che spettano a Nasuada e a me. Perch� colui che ha l'audacia di decidere chi deve vivere e chi morire non serve pi� la legge, ma detta legge. E per quanto magnanimo tu possa essere, non sarebbe un bene per le nostre razze. Io e Nasuada, quantomeno, rispondiamo all'unico signore davanti al quale tutti i re devono inginocchiarsi. Rispondiamo ad Angvard, nel suo regno di eterno crepuscolo. Rispondiamo al Grigio sul suo cavallo grigio. La Morte. Potremmo essere i peggiori tiranni nella storia del mondo, eppure a tempo debito Angvard ci metter� in ginocchio... Tu non subirai questa sorte. Gli umani sono una razza dalla vita breve, e non dovremmo essere governati da un Immortale. Non ci serve un altro Galbatorix.� Una risata sinistra sfugg� dalle labbra di Orrin, poi, con la bocca deformata da un sorriso amaro, il re del Surda prosegu�. �Non capisci, Eragon? Sei cos� pericoloso che siamo costretti a dirtelo apertamente e sperare che tu sia uno dei rari esseri refrattari alle malie del potere.�</p><empty-line/><p> Re Orrin intrecci� le dita sotto il mento e fiss� una piega del suo vestito. �Ho detto pi� di quanto volessi... Quindi, per questo motivo e altri ancora, sono d'accordo con Nasuada. Hai fatto bene a trattenere la mano quando hai trovato questo Sloan nell'Helgrind. Per quanto increscioso possa essere questo episodio, sarebbe stato peggio, soprattutto per te, se lo avessi ucciso per tua soddisfazione personale e non per difenderti o per servire gli altri.�</p><empty-line/><p> Nasuada annu�. �Parole sacrosante.�</p><empty-line/><p> Per tutto il tempo, Arya aveva ascoltato con un'espressione indecifrabile. Quali che fossero i suoi pensieri, non li manifest�.</p><empty-line/><p> Orrin e Nasuada fecero a Eragon tutta una serie di domande sui giuramenti che aveva imposto a Sloan, come anche sul resto del viaggio. L'interrogatorio prosegu� cos� a lungo che Nasuada fece portare un vassoio con sidro ghiacciato, frutta e pasticcio di carne, insieme a un quarto di manzo per Saphira. Nasuada e Orrin ebbero l'opportunit� di mangiare fra una domanda e l'altra, ma Eragon era cos� impegnato a parlare che riusc� a dare appena due morsi a un frutto e a bere qualche sorso di sidro per bagnarsi la gola.</p><empty-line/><p> Alla fine re Orrin si conged� per andare a passare in rivista la sua cavalleria. Arya usc� dal padiglione un minuto dopo, spiegando che doveva fare rapporto alla regina Islanzadi. �Chieder� che mi venga scaldata una tinozza d'acqua� aggiunse �per lavarmi via la sabbia dalla pelle, e poi riprender� il mio aspetto consueto. Non mi sento a mio agio senza le orecchie a punta e con gli occhi rotondi e diritti, e le ossa del viso nei posti sbagliati.�</p><empty-line/><p> Quando fu rimasta sola con Eragon e Saphira, Nasuada sospir� e abbandon� la testa contro lo schienale dello scranno. Eragon rimase colpito da quell'improvvisa manifestazione di stanchezza. Scomparsa era la sua vitalit�, scomparsa l'imperiosa presenza, scomparso il fuoco dai suoi occhi. In quel momento Eragon cap� che Nasuada aveva finto di essere pi� forte di quanto era per evitare di allettare i nemici e di demoralizzare i Varden con lo spettacolo della sua debolezza.</p><empty-line/><p> �Stai male?� le chiese.</p><empty-line/><p> Lei si guard� le braccia. �Non proprio. � solo che impiegano pi� tempo del previsto a guarire... Certi giorni sono peggio di altri.�</p><empty-line/><p> �Se vuoi, posso...�</p><empty-line/><p> �No. Grazie, no. Non mi tentare. Una delle regole della Prova dei Lunghi Coltelli � che devi lasciare che le ferite guariscano da sole, senza magia. Altrimenti i contendenti non sperimenterebbero la piena misura del dolore.�</p><empty-line/><p> �Ma � una barbarie!�</p><empty-line/><p> Un lieve sorriso le affior� sulle labbra. �Pu� darsi, ma le cose stanno cos� e non fallir� a prova ormai conclusa solo perch� non riesco a sopportare un po' di dolore.�</p><empty-line/><p> �E se le ferite si infettano?�</p><empty-line/><p> �Se si infettano, pagher� il prezzo del mio errore. Ma dubito che accadr� finch� c'� Angela a curarle. La sua conoscenza delle piante medicinali � straordinaria. Sono quasi convinta che saprebbe dire il vero nome di ogni specie di piante delle pianure a est di questo accampamento soltanto toccandone le foglie.�</p><empty-line/><p> Saphira, che era rimasta cos� immobile da sembrare addormentata, sbadigli� - le fauci quasi toccavano il pavimento e il soffitto -, scroll� la testa e distese il collo, facendo vorticare a una velocit� da capogiro i puntini di luce che le squame proiettavano sulle pareti della tenda.</p><empty-line/><p> Raddrizzandosi sullo scranno, Nasuada disse: �Ah, mi dispiace. So quanto dev'essere stato noioso. Siete stati tutti e due molto pazienti. Grazie.�</p><empty-line/><p> Eragon s'inginocchi� e pos� una mano sulle sue. �Non devi preoccuparti per me, Nasuada. Conosco i miei doveri. Non ho mai aspirato al comando: non � questo il mio destino. E se mai mi venisse offerto un trono, lo rifiuterei, assicurandomi che lo occupasse qualcuno di pi� adatto di me a guidare la nostra razza.�</p><empty-line/><p> �Sei una brava persona, Eragon� mormor� Nasuada, e gli strinse la mano fra le sue. Poi ridacchi�. �Fra te, Roran e Murtagh, passo la maggior parte del tempo a preoccuparmi dei membri della tua famiglia.�</p><empty-line/><p> Eragon alz� il capo a quelle parole, irato. �Murtagh non fa parte della mia famiglia.�</p><empty-line/><p> �Ma certo. Perdonami. Eppure devi ammettere che � straordinaria la mole di problemi che tutti e tre avete riversato sia sull'Impero che sui Varden.�</p><empty-line/><p> �� la nostra specialit� scherz� Eragon.</p><empty-line/><p><emphasis>Scorre nel loro sangue, </emphasis>disse Saphira. <emphasis>Ovunque vadano, s'infilano nei peggiori pericoli possibili. </emphasis>Tocc� il braccio di Eragon col muso. <emphasis>Soprattutto questo qui. Ma cos'altro ci si pu� aspettare dai nati nella Valle Palancar? Tutti discendenti di un re folle.</emphasis></p><empty-line/><p> �Ma non folli� disse Nasuada. �Almeno, non credo. � difficile dirlo, a volte.� Scoppi� a ridere. �Se tu, Roran e Murtagh veniste chiusi nella stessa cella, non so chi sopravviverebbe.�</p><empty-line/><p> Anche Eragon rise. �Roran. Non permetterebbe mai a una cosuccia insignificante come la morte di intromettersi fra lui e Katrina.�</p><empty-line/><p> Il sorriso di Nasuada si fece pi� teso. �Gi�, immagino di no.� Per un minuto rimase in silenzio, poi disse: �Ah, ma quanto sono egoista. La giornata � quasi finita e io sono qui a trattenerti solo per il gusto di un paio di minuti di amena conversazione.�</p><empty-line/><p> �Il piacere � mio.�</p><empty-line/><p> �S�, ma ci sono posti migliori di questo per quattro chiacchiere fra amici. Dopo quello che hai passato, immagino che tu abbia voglia di un bel bagno, di abiti puliti, e di un pasto come si deve, dico bene? Devi avere una fame da lupi!� Eragon scocc� un'occhiata alla mela che aveva appena addentato, e decise che sarebbe stato villano continuare a mangiare quando il suo incontro con Nasuada stava volgendo al termine. Nasuada si accorse del suo sguardo e disse: �Il tuo volto risponde per te, Ammazzaspettri. Be', non prolungher� questa tortura. Sembri un lupo affamato. Vai a lavarti e a metterti la tua tunica migliore. Quando sarai presentabile, sar� lieta se accetterai il mio invito a cena. Sappi che non sarai il mio unico ospite, perch� gli affari dei Varden richiedono la mia costante attenzione, ma mi alleggerirai di parecchio la fatica se decidi di partecipare.�</p><empty-line/><p> Eragon represse una smorfia al pensiero di altre lunghe ore passate a parare affondi e stoccate verbali da parte di coloro che cercavano di usarlo a proprio vantaggio o per soddisfare la propria curiosit� sui Cavalieri e i draghi. Eppure non si poteva dire di no a Nasuada, e cos� s'inchin� e accett� l'invito.</p><p><strong>FESTA FRA AMICI </strong></p><p>Eragon e Saphira uscirono dal padiglione rosso di Nasuada attorniati dal contingente di elfi e si incamminarono verso la piccola tenda che era stata loro assegnata quando si erano uniti ai Varden sulle Pianure Ardenti. L� Eragon trov� ad attenderlo un barilotto d'acqua calda, le spire di vapore opalescenti nella luce obliqua del grande sole della sera, ma sul momento lo ignor�, e si chin� per entrare nella tenda.</p><p>Dopo avere controllato che nessuno dei suoi averi fosse stato toccato mentre era lontano, Eragon si liber� dello zaino e ne tolse l'armatura con cautela, riponendola sotto la branda. Andava pulita e oliata, ma poteva aspettare. Poi rovist� ancora sotto la branda, graffiando con le dita la parete di tessuto, e cerc� a tastoni finch� non raggiunse un oggetto lungo e solido. Afferr� il pesante fagotto e se lo appoggi� sulle ginocchia. Sciolse i nodi che chiudevano la stoffa e poi, partendo dall'estremit� pi� voluminosa, cominci� a sbrogliare le strisce di tela grezza.</p><p>Un pollice dopo l'altro, apparve la consunta impugnatura di cuoio della spada di Murtagh. Quando ebbe sfoderato l'elsa, la guardia crociata e buona parte della scintillante lama, dentellata come una sega nei punti in cui si era opposta a Zar'roc, si ferm�.</p><p>Rimase seduto a fissare l'arma, combattuto. Non sapeva che cosa l'avesse spinto a farlo, ma il giorno dopo la battaglia era tornato sul pianoro e aveva recuperato la spada dal pantano dove Murtagh l'aveva abbandonata. Bench� fosse rimasta esposta alle intemperie una sola notte, sull'acciaio era apparso un velo di macchioline di ruggine, che Eragon aveva subito dissolto con un incantesimo. Forse si era sentito in obbligo di prendere la spada di Murtagh perch� Murtagh gli aveva rubato la sua, come se lo scambio, seppur impari e imposto, potesse compensare la perdita. O forse desiderava conservare un ricordo di quel sanguinoso conflitto. O forse nutriva ancora una sorta di affetto latente per Murtagh, nonostante le squallide circostanze che li avevano visti schierati l'uno contro l'altro. Per quanto aborrisse ci� che era diventato Murtagh e insieme provasse compassione per lui, non poteva negare il legame che c'era tra loro. Condividevano un destino comune. Se non fosse stato per un caso legato alla loro nascita, Eragon forse sarebbe stato allevato a Ur�'baen e Murtagh nella Valle Palancar, e i loro ruoli avrebbero potuto essere scambiati. Le loro vite erano legate inesorabilmente.</p><p>Mentre osservava l'acciaio splendente, Eragon pronunci� un incantesimo per cancellare i graffi dalla lama, eliminare le sbeccature lungo i bordi e ristabilire la solidit� della tempra. Tuttavia si domand� se fosse il caso. Aveva tenuto la cicatrice che gli aveva procurato Durza come ricordo del loro incontro, almeno finch� i draghi non l'avevano cancellata durante l'Agaet� Bl�dhren. Avrebbe dovuto conservare anche quest'altra cicatrice? Sarebbe stato un bene per lui portare alla cintura un ricordo cos� doloroso? E se avesse scelto di impugnare la lama di un traditore, quale messaggio avrebbe trasmesso ai Varden? Zar'roc era stata un dono di Brom: allora non aveva potuto rifiutarla, e nemmeno gli dispiaceva di averla accettata. Ma adesso non aveva alcun obbligo di reclamare per s� l'anonima arma che teneva sulle gambe.</p><p><emphasis>Ho bisogno di una spada, </emphasis></p><p>pens�.</p><p><emphasis>Ma non di questa.</emphasis></p><p>La riavvolse nel sudario di tela e la ripose sotto la branda. Poi, con una camicia e una tunica pulite sotto il braccio, usc� e and� a lavarsi.</p><empty-line/><p> Pulito ed elegante nella camicia e nella tunica di fine l�marae, usc� per andare all'appuntamento con Nasuada vicino alle tende dei guaritori, come lei gli aveva chiesto. Saphira ci and� in volo, dicendo che l'accampamento era troppo affollato e continuava a inciampare nelle tende. <emphasis>E poi se cammino al tuo fianco verremo accerchiati da una tale folla che non riusciremo a muovere nemmeno un passo.</emphasis></p><empty-line/><p> Nasuada li aspettava accanto a una fila di tre aste, da cui penzolavano flosci cinque o sei vivaci stendardi nell'aria fresca della sera. Da quando si erano separati, la regina si era cambiata d'abito e adesso indossava un leggero vestito estivo di un delicato color paglia. Aveva raccolto i capelli folti come muschio in un'acconciatura alta, un intricato ammasso di nodi e treccine tenuto insieme da un nastro bianco.</p><empty-line/><p> Sorrise a Eragon, che ricambi� e affrett� il passo. A mano a mano che si avvicinava, le sue guardie si mischiarono a quelle della regina con evidente dimostrazione di sospetto da parte dei Falchineri e studiata indifferenza da parte degli elfi.</p><empty-line/><p> Nasuada lo prese sottobraccio e, mentre parlavano tranquilli, lo guid� attraverso la distesa di tende. Saphira volteggiava sull'accampamento, in attesa che giungessero a destinazione prima di affrontare la fatica dell'atterraggio. Il Cavaliere e la regina parlarono di molte cose. Nulla di importante, ma Eragon rimase affascinato dall'acume, dall'allegria e dall'attenzione dei commenti di Nasuada. Parlare con lei gli risultava facile, ancora di pi� ascoltarla, e fu proprio quella disinvoltura a fargli capire quanto le volesse bene. L'ascendente che aveva su di lui superava di molto il normale rapporto tra signore e vassallo. Il loro legame era un sentimento nuovo. A parte la zia Marian, di cui serbava solo un vago ricordo, Eragon era cresciuto in un mondo di uomini e non aveva mai avuto l'opportunit� di fare amicizia con una donna. Era inesperto e insicuro, e anche goffo, ma Nasuada non sembrava farci caso.</p><empty-line/><p> Lo fece fermare di fronte a una tenda. Dentro risplendeva la luce di mille candele e risuonava una moltitudine di voci incomprensibili. �� giunto il momento di rituffarci nel pantano della politica. Preparati.�</p><empty-line/><p> Quando Nasuada scost� il lembo di stoffa all'ingresso, una folla di persone grid�: �Sorpresa!� ed Eragon ebbe un sussulto. In mezzo alla tenda dominava un ampio tavolo sostenuto da cavalletti e traboccante di cibo, a cui erano seduti Roran, Katrina e una ventina di abitanti di Carvahall, tra cui Horst e la sua famiglia, Angela l'erborista, Jeod e la moglie Helen e diverse altre persone che Eragon non conosceva ma che avevano tutta l'aria di essere marinai. Cinque o sei bambini che stavano giocando per terra accanto al tavolo si bloccarono di colpo e fissarono Eragon e Nasuada a bocca aperta, quasi incapaci di decidere quale tra le due strane figure meritasse di pi� la loro attenzione.</p><empty-line/><p> Sopraffatto, Eragon fece un gran sorriso. Prima che gli venisse in mente qualcosa da dire, Angela lev� il boccale e lo invit�: �Be', non startene l� impalato! Vieni a sederti. Muoio di fame!�</p><empty-line/><p> Scoppiarono a ridere tutti e Nasuada trascin� Eragon verso le due sedie libere vicino a Roran. Eragon la aiut� a prendere posto, poi si sedette e le chiese: �Hai organizzato tu tutto questo?�</p><empty-line/><p> �Roran mi ha suggerito chi invitare, ma... s�, � stata un'idea mia. Come puoi vedere ho aggiunto di mia iniziativa qualche nome alla lista degli ospiti.�</p><empty-line/><p> �Grazie� rispose umilmente Eragon. �Grazie davvero.�</p><empty-line/><p> Vide Elva seduta a gambe incrociate in fondo alla tenda, sulla sinistra, con un piatto in grembo. Gli altri bambini la evitavano - non che avessero molto in comune, si disse - e nemmeno gli adulti, tranne Angela, sembravano a proprio agio in sua presenza. La bambina minuta con le spalle spioventi alz� il capo e lo guard� da dietro la frangetta nera con quei suoi terribili occhi viola, poi scand� due mute parole, forse: "Salve, Ammazzaspettri."</p><empty-line/><p> "Salve, Veggente" rispose lui allo stesso modo muto. Le piccole labbra rosa di Elva si distesero in un sorriso che sarebbe stato affascinante non fosse stato per le feroci orbite ardenti che lo sovrastavano.</p><empty-line/><p> All'improvviso il tavolo trem�, i piatti presero a tintinnare e le pareti della tenda si gonfiarono. Eragon si aggrapp� ai braccioli della sedia. Contro la parete di fondo si profil� uno strano rigonfiamento, poi fece capolino Saphira. <emphasis>Carne! </emphasis>esclam�. <emphasis>Sento odore di carne!</emphasis></p><empty-line/><p> Nelle ore che seguirono, Eragon si smarr� in un vortice confuso di cibo e bevande, e godette il piacere della buona compagnia. Gli sembrava di essere tornato a casa. Il vino scorreva a fiumi, e dopo averne scolate un paio di coppe gli abitanti del villaggio dimenticarono ogni deferenza e lo trattarono come uno di loro, il dono pi� grande che potessero fargli. Si dimostrarono altrettanto generosi con Nasuada, ma si trattennero dal rivolgerle battute di spirito, come invece facevano a volte con Eragon. Via via che le candele si consumavano, un pallido fumo colm� la tenda. Accanto a s�, Eragon sentiva risuonare all'infinito la fragorosa risata di Roran; dall'altra parte del tavolo Horst rideva anche pi� forte. Angela borbott� un incantesimo e con grande divertimento dei presenti fece danzare un omino che aveva modellato con la crosta di una pagnotta. A poco a poco i bambini vinsero la paura per Saphira e osarono avvicinarsi e accarezzarla sul muso. Dopo appena una manciata di minuti, cominciarono ad arrampicarsi sul collo della dragonessa, a dondolarsi sulle sue punte cervicali e a tirarle le creste sopra gli occhi. Eragon li guardava e rideva. Jeod intrattenne i presenti con una canzone che aveva letto in un libro molto tempo prima. Tara ball� una giga. Ogni volta che Nasuada gettava la testa all'indietro, i suoi denti bianchi risplendevano. Dietro le insistenze dei presenti, Eragon narr� molte delle sue avventure, compresa una dettagliata descrizione della sua fuga da Carvahall insieme a Brom, che suscit� un particolare interesse nel pubblico.</p><empty-line/><p> �Ma ve lo immaginate? Avevamo una dragonessa nella nostra vallata e non ce ne siamo mai accorti� disse Gertrude, la guaritrice dal viso rubicondo, aggiustandosi lo scialle. Poi sfil� dalle maniche un paio di ferri da calza e li punt� contro Eragon. �E pensare che ti ho curato io quando ti sei graffiato le gambe volando con Saphira, ma non ho mai sospettato niente.� Scosse la testa e schiocc� la lingua, poi intrecci� punti con la lana marrone e cominci� a sferruzzare con la velocit� di chi vanta un'esperienza decennale.</p><empty-line/><p> Esausta per l'avanzata gravidanza, Elain fu la prima ad abbandonare la festa, accompagnata da uno dei figli, Baldor. Mezz'ora dopo anche Nasuada si alz� per tornare al padiglione rosso, spiegando che la sua posizione le impediva di trattenersi fino a quando avrebbe desiderato; augur� a tutti salute e felicit�, aggiungendo che sperava che avrebbero continuato a sostenerla nella lotta contro l'Impero.</p><empty-line/><p> Mentre si allontanava dal tavolo fece un cenno a Eragon, che la raggiunse all'ingresso. Dando le spalle ai convenuti, gli disse: �So che hai bisogno di tempo per riprenderti dal viaggio e che hai delle faccende personali da sbrigare. Domani e dopodomani potrai fare ci� che vuoi. Ma la mattina del terzo giorno presentati al mio padiglione: dobbiamo parlare del tuo futuro. Ho un'importantissima missione da affidarti.�</p><empty-line/><p> �Certo, mia signora.� Poi aggiunse: �Porti Elva con te dappertutto, non � vero?�</p><empty-line/><p> �S�, mi protegge da qualsiasi pericolo dovesse sfuggire ai Falchineri. E poi la sua capacit� di prevedere ci� che affligge le persone si � rivelata di grande aiuto. � molto pi� facile ottenere la collaborazione di qualcuno quando ne conosci le pi� segrete afflizioni.�</p><empty-line/><p> �Sei disposta a rinunciare a lei?�</p><empty-line/><p> Nasuada lo trafisse con lo sguardo. �Intendi davvero annullare la maledizione di Elva?�</p><empty-line/><p> �Voglio provare. Ricordi? Gliel'avevo promesso.�</p><empty-line/><p> �S�, c'ero anch'io.� Lo schianto di una sedia caduta la distrasse per un istante, poi continu�: �Le tue promesse saranno la nostra morte... Elva � insostituibile; nessun altro ha il suo dono. E l'aiuto che mi d� - negli ultimi giorni ne ho avuto la prova - vale pi� di una montagna d'oro. Ho pensato addirittura che tra tutti noi sia l'unica che possa sconfiggere Galbatorix. Sarebbe in grado di anticiparne ogni mossa e grazie al tuo incantesimo saprebbe come contrattaccare e uscirne comunque vincitrice, purch� questo non le costi la vita... Per il bene dei Varden, Eragon, per il bene di tutta Alaga�sia, non potresti solo fingere di guarirla?�</p><empty-line/><p> �No� rispose lui, sputando la risposta come risentito. �Non lo farei nemmeno se potessi. Sarebbe sbagliato. Se costringiamo Elva a restare com'�, ci si rivolter� contro, e non voglio averla come nemica.� Si interruppe, poi, vedendo l'espressione di Nasuada, aggiunse: �E ci sono ottime possibilit� che io fallisca. Nella migliore delle ipotesi, rimuovere un incantesimo pronunciato in termini tanto vaghi � una cosa molto difficile... Posso darti un consiglio?�</p><empty-line/><p> �Prego.�</p><empty-line/><p> �Sii sincera con Elva. Spiegale quanto � importante per i Varden e chiedile se vuole continuare a portare questo fardello per il bene di tutte le persone libere. Potrebbe anche rifiutare, ne ha ogni diritto, e in quel caso non potremmo pi� contare su di lei. Se accetta, invece, sar� stata una sua scelta.�</p><empty-line/><p> Aggrottando appena la fronte, Nasuada annu�. �Le parler� domani. Dovrai essere presente anche tu per aiutarmi a convincerla e, se dovessimo fallire, annullare la maledizione. Vieni nel mio padiglione tre ore dopo l'alba.� Poi si incammin� nella notte illuminata dalle torce.</p><empty-line/><p> Molto pi� tardi, quando le candele brillavano fioche sui loro sostegni e gli abitanti del villaggio cominciavano a disperdersi in gruppi di due o tre, Roran afferr� Eragon per il gomito e lo trascin� fuori dalla tenda, per poi fermarsi vicino a Saphira, dove gli altri non avrebbero sentito. �Ci� che hai detto prima dell'Helgrind era tutto vero?� gli domand�. Gli stringeva il braccio a tal punto che a Eragon parve di avere un paio di tenaglie di ferro conficcate nella carne. Aveva lo sguardo duro e interrogativo, e anche insolitamente vulnerabile.</p><empty-line/><p> Eragon lo fiss�. �Se ti fidi di me, Roran, non chiedermelo mai pi�. Non sono cose che ti riguardano.� Perfino mentre parlava, Eragon avvertiva una profonda sensazione di disagio per il fatto di dover nascondere a Roran e Katrina che Sloan era ancora vivo. Sapeva che l'inganno era necessario, tuttavia mentire alla sua famiglia lo metteva in difficolt�. Per un momento prese in considerazione l'ipotesi di dire loro la verit�, poi per� gli tornarono in mente tutte le ragioni per cui aveva deciso di non farlo e tenne a freno la lingua.</p><empty-line/><p> Roran esit�, turbato, poi serr� la mascella e gli lasci� andare il braccio. �S�, mi fido di te. Dopotutto, si fa cos� in una famiglia, no? Ci si fida.�</p><empty-line/><p> �E ci si uccide.�</p><empty-line/><p> Roran rise e si strofin� il naso con il pollice. �Gi�, si fa anche quello.� Fece roteare le massicce spalle curve e massaggi� quella destra, un'abitudine che gli era rimasta da quando il Ra'zac l'aveva morso. �Ho un'altra domanda.�</p><empty-line/><p> �Dimmi.�</p><empty-line/><p> �Mi serve una benedizione... un favore.� Un sorriso astuto gli si dipinse sulle labbra, poi si strinse nelle spalle. �Mai avrei pensato di parlarne proprio con te, Eragon. In fondo sei pi� giovane di me, da poco hai raggiunto la maggiore et� e per giunta sei mio cugino.�</p><empty-line/><p> �Parlare? E di cosa? Vieni al punto.�</p><empty-line/><p> �Di matrimonio� rispose Roran, e lev� il mento. �Vuoi celebrare il matrimonio tra me e Katrina? Mi farebbe molto piacere, e anche se non le ho voluto anticipare niente prima di avere la tua risposta, so che lei sarebbe altrettanto onorata se tu accettassi.�</p><empty-line/><p> Eragon, sbalordito, rimase senza parole. Alla fine riusc� a balbettare: �Io?� Poi si affrett� a dire: �Ne sarei felice, ovvio, ma... <emphasis>io? </emphasis>Sei sicuro di volere che sia io a farlo? Sono certo che Nasuada accetterebbe di sposarvi... Oppure potreste chiederlo a re Orrin, lui � un vero re! Se ci� lo aiutasse a conquistarsi i miei favori, farebbe salti di gioia all'idea di presiedere la cerimonia.�</p><empty-line/><p> �Voglio che sia tu a farlo, Eragon� rispose Roran, dandogli una pacca sulla spalla. �Sei un Cavaliere, e poi sei l'unica persona ancora in vita nelle cui vene scorre il mio stesso sangue; Murtagh non conta. Non mi viene in mente nessun altro che potrebbe legare il mio polso a quello di Katrina.�</p><empty-line/><p> �Allora d'accordo� rispose Eragon. Roran lo abbracci�, stringendolo con tutta la sua forza prodigiosa, e lo lasci� senza fiato. Quando alla fine lo lasci�, Eragon ci mise un po' a riprendersi, poi gli domand�: �Quando? Nasuada ha una missione da affidarmi. Non conosco ancora i dettagli, ma immagino che mi terr� occupato per un bel po'. Dunque... che ne dici del mese prossimo, se la situazione lo permetter�?�</p><empty-line/><p> Roran incass� il collo nelle spalle e scosse la testa come un toro che strofina le corna in un cespuglio di rovi. �Dopodomani?�</p><empty-line/><p> �Cos� presto? Non state correndo un po' troppo? Non c'� nemmeno il tempo per i preparativi. La considereranno tutti una cosa inopportuna.�</p><empty-line/><p> Roran drizz� le spalle; gli si gonfiarono le vene delle mani mentre apriva e stringeva i pugni. �Non posso aspettare. Se non ci sposiamo subito, le vecchie comari avranno qualcosa di ben pi� interessante della mia impazienza di cui sparlare. Ci siamo capiti?�</p><empty-line/><p> A Eragon ci volle un momento per afferrare il significato di quelle parole, ma poi non riusc� a evitare che gli si stampasse sulla faccia un gran sorriso. <emphasis>Roran diventer� padre! </emphasis>pens�. Ancora sorridendo, gli disse: �Credo di s�. E sia, vada per dopodomani.� Grugn� quando Roran lo abbracci� di nuovo, dandogli una pacca sulla schiena, ma riusc� a liberarsi, seppur con qualche difficolt�.</p><empty-line/><p> �Ti sono debitore� rispose Roran, ricambiando il sorriso. �Grazie. Adesso vado a dare la notizia a Katrina, poi faremo il possibile per organizzare il banchetto di nozze. Appena l'avremo decisa, ti far� sapere l'ora esatta.�</p><empty-line/><p> �Perfetto.�</p><empty-line/><p> Roran si incammin� verso la sua tenda, poi si volt� e lanci� le braccia in alto, come se volesse stringersi al petto il mondo intero. �Eragon, mi sposo!�</p><empty-line/><p> Eragon scoppi� a ridere e gli fece un cenno di saluto con la mano. �Muoviti, pazzo che non sei altro. Katrina ti sta aspettando.�</p><empty-line/><p> Non appena il cugino fu rientrato nella sua tenda, Eragon si arrampic� su Saphira. �Bl�dhgarm� chiam�. Silenzioso pi� di un'ombra, l'elfo scivol� alla luce, gli occhi gialli che brillavano come brace. �Io e Saphira andiamo a fare un voletto. Ci vediamo dopo, da me.�</p><empty-line/><p> �Come vuoi, Ammazzaspettri� rispose Bl�dhgarm, chinando il capo.</p><empty-line/><p> Poi Saphira dispieg� le immense ali, fece tre passi di corsa e si lanci� sopra la fila di tende, sferzandole col gran vento sollevato dal battito. I movimenti del suo corpo scossero Eragon, che per non cadere si aggrapp� alla punta cervicale della dragonessa. Saphira sal� a spirale finch� l'accampamento illuminato si ridusse a un insignificante fazzoletto di luce, minuscolo rispetto al paesaggio buio che lo circondava. Rimasero lass�, fluttuando tra terra e cielo, dove tutto era silenzio.</p><empty-line/><p> Eragon pos� la testa sul collo della dragonessa e guard� la scintillante striscia di polvere che attraversava il cielo.</p><empty-line/><p><emphasis>Riposa, se vuoi, piccolo mio, </emphasis>disse Saphira, <emphasis>non ti lascer� cadere.</emphasis></p><empty-line/><p> Ed Eragon scivol� nel suo sonno vigile, ma fu assalito dalle visioni: una citt� di pietra, dal perimetro circolare, che sorgeva in mezzo a una pianura infinita, e una bambina che vagava tra i tortuosi vicoli angusti cantando una melodia ossessiva.</p><empty-line/><p> La notte si trascinava lenta verso il mattino.</p><p><strong>INTRECCIO DI SAGHE </strong></p><p>Passata da poco l'alba, Eragon era seduto sulla branda a oliare l'usbergo di maglia, quando uno degli arcieri dei Varden venne a implorarlo di salvare sua moglie, afflitta da un tumore maligno. Bench� mancasse meno di un'ora all'appuntamento con Nasuada, Eragon accett� e accompagn� l'uomo alla sua tenda. Trov� la donna molto indebolita dalla crescita della massa tumorale e dovette fare appello a tutti i suoi poteri per estrarre le insidiose propaggini della malattia dalla carne. Per lo sforzo si ritrov� spossato, ma fu felice di essere riuscito a salvare quella donna da una morte lunga e dolorosa.</p><p>Poi raggiunse Saphira fuori e rimase con lei qualche minuto, accarezzandole i muscoli vicino alla base del collo. La dragonessa faceva le fusa, ondeggiava la coda sinuosa e torceva la testa e le spalle cos� che Eragon potesse raggiungere pi� facilmente la pelle liscia. <emphasis>Mentre eri occupato con l'arciere, altre persone sono venute a chiederti udienza, ma Bl�dhgarm e i suoi li hanno allontanati perch� le loro richieste non erano urgenti, </emphasis>gli disse.</p><p><emphasis>Davvero? </emphasis> Le infil� le dita sotto il bordo di una delle grosse squame che aveva sul collo e gratt� con pi� forza. <emphasis>Forse dovrei fare come Nasuada.</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> Cio�?</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> Il sesto giorno di ogni settimana, dal mattino fino a mezzod�, la regina riceve chiunque abbia richieste o dispute da sottoporre alla sua attenzione. Potrei fare la stessa cosa.</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> Bella idea, </emphasis>rispose Saphira. <emphasis>Solo che dovrai stare attento a non sprecare troppa energia per dar retta alle persone. Dobbiamo essere pronti a combattere contro l'Impero da un momento all'altro. </emphasis>Poi gli spinse il collo contro la mano, facendo ancora pi� forte le fusa.</p><empty-line/><p><emphasis>Mi serve una spada, </emphasis>le disse Eragon.</p><empty-line/><p><emphasis>E allora trovane una.</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> Mmm...</emphasis></p><empty-line/><p> Eragon continu� a coccolarla finch� Saphira non si scost� e disse: <emphasis>Se non ti sbrighi, arriverai in ritardo all'appuntamento con Nasuada.</emphasis></p><empty-line/><p> Si avviarono verso il centro dell'accampamento e il padiglione rosso. Non era molto distante, cos� la dragonessa decise di camminare insieme a lui invece di librarsi tra le nuvole.</p><empty-line/><p> A un centinaio di metri dal padiglione si imbatterono in Angela l'erborista. Era inginocchiata tra due tende e indicava un quadrato di pelle disteso su una roccia bassa e piatta su cui giaceva un mucchio disordinato di ossi lunghi un dito, ogni lato marchiato con un simbolo diverso: erano gli ossi di zampa di drago con cui gli aveva predetto il futuro a Teirm.</p><empty-line/><p> Di fronte a lei c'era una donna alta e con le spalle larghe, la pelle abbronzata e segnata dalle intemperie, i capelli neri raccolti in una lunga e folta treccia che le ricadeva sulla schiena, il viso ancora grazioso nonostante le profonde rughe che gli anni le avevano scolpito intorno alla bocca. Indossava un abito rosso scuro che le stava piccolo, tanto che le maniche erano corte e le lasciavano scoperta gran parte degli avambracci. Attorno a ogni polso aveva una benda di tela nera, ma quella sul sinistro si era allentata, e le era scivolata fino al gomito; Eragon pot� cos� scorgere spessi strati di cicatrici, provocate di sicuro dal continuo sfregamento di un paio di manette. Intu� che doveva essere stata rapita dai nemici e che si era ribellata, lacerandosi i polsi fino all'osso. Si domand� se era una criminale o una schiava, e al pensiero che qualcuno potesse essere cos� crudele da permettere a un prigioniero sotto la propria custodia di ferirsi a quel modo, bench� da solo, si incup�.</p><empty-line/><p> Accanto alla donna c'era una ragazza dall'aria seria, la cui bellezza da adolescente stava sbocciando in un'avvenenza pi� matura. I muscoli degli avambracci erano insolitamente sviluppati, come se fosse stata l'apprendista di un fabbro o di uno spadaccino, cosa piuttosto improbabile per una ragazza, per quanto forte potesse essere.</p><empty-line/><p> Angela aveva appena finito di dire loro qualcosa quando Eragon e Saphira si fermarono dietro la strega dai capelli ricci. Con un solo gesto, Angela raccolse gli ossi nel lembo di pelle e li ripose sotto la fascia gialla che aveva in vita. Si rialz� e rivolse ai due un sorriso radioso. �Per�, che tempismo impeccabile! A quanto pare, arrivate sempre quando il pendolo del destino comincia a muoversi.�</p><empty-line/><p> �Il pendolo del destino?� domand� Eragon.</p><empty-line/><p> Angela fece spallucce. �Be', allora? Non � che mi possa inventare sempre chiss� quale novit�.� Indic� con un cenno le due sconosciute, che nel frattempo si erano alzate, e disse: �Eragon, concederai loro la tua benedizione? Hanno affrontato molti pericoli e davanti a loro si apre un cammino irto di difficolt�. Sono certa che ti saranno grate per qualunque protezione riceveranno da un Cavaliere dei Draghi come te.�</p><empty-line/><p> Eragon esit�. Sapeva che di rado Angela leggeva gli ossi di drago a chi richiedeva i suoi servigi - di solito solo a coloro con cui Solembum si degnava di parlare - perch� una previsione di quel genere non era un numero di magia da ciarlatani ma una predizione in piena regola, in grado di svelare i misteri del futuro. Che avesse deciso di farlo per la bella donna con le cicatrici ai polsi e per la ragazza con gli avambracci da schermidore gli fece capire che erano due persone di spicco, che avevano o avrebbero avuto un ruolo importante nella costruzione della futura Alaga�sia. A conferma dei suoi sospetti, scorse Solembum nella forma di un gattone con enormi orecchie pelose nascosto dietro una tenda vicina, intento a osservare la scena con enigmatici occhi gialli. Tuttavia Eragon era titubante, perseguitato dal ricordo della prima e unica benedizione che aveva impartito: a causa della sua scarsa familiarit� con l'antica lingua aveva deviato il normale corso della vita di una bambina innocente.</p><empty-line/><p><emphasis>Saphira, </emphasis>chiam�.</p><empty-line/><p> La dragonessa fece schioccare la coda. <emphasis>Non essere cos� restio. Hai imparato la lezione dai tuoi errori, non ne commetterai altri. Perch� trattenerti dall'elargire la tua benedizione a chi potrebbe trarne vantaggio? Fallo, e stavolta fallo come si deve.</emphasis></p><empty-line/><p> �Come vi chiamate?� domand� Eragon.</p><empty-line/><p> �Se non ti dispiace, Ammazzaspettri, i nomi hanno un potere, e preferiremmo che i nostri restassero segreti� rispose la donna alta e bruna, con un lieve accento di cui lui non riconobbe la provenienza. Teneva lo sguardo appena inclinato verso il basso, ma il tono di voce era fermo e inflessibile. La ragazza trattenne il respiro, sconvolta da tanta sfacciataggine.</p><empty-line/><p> Eragon annu�, n� turbato n� sorpreso, bench� la reticenza della donna avesse solleticato ancora di pi� la sua curiosit�. Gli sarebbe piaciuto sapere come si chiamavano, ma non era indispensabile. Si lev� il guanto destro e pos� il palmo sulla fronte calda della donna, che al contatto trasal�, ma non si ritrasse. Le si dilatarono le narici, gli angoli della bocca si assottigliarono e aggrott� le sopracciglia. Eragon la sent� tremare, come se il suo tocco le provocasse dolore e stesse combattendo contro l'istinto di scansargli il braccio. Eragon avvert� che Bl�dhgarm si stava avvicinando furtivo, pronto ad avventarsi sulla donna nel caso che si fosse rivelata ostile.</p><empty-line/><p> Sconcertato da quella reazione, Eragon fece breccia nella barriera della propria mente, si immerse nel flusso di magia e, con il potere dell'antica lingua, disse: �Atra guli� un ilian tauthr ono un atra ono wa�se sk�liro fra rauthr.� Infondendo energia alla frase, come se fossero le parole di un incantesimo, era certo che avrebbe modificato il corso degli eventi e di conseguenza migliorato il destino della donna. Fece attenzione a limitare la quantit� di energia trasferita nella benedizione, perch� altrimenti un incantesimo di quel genere gli avrebbe consumato il corpo fino a prosciugarne tutta la vitalit�, lasciando solo un involucro vuoto. Nonostante la cautela, dissip� molte pi� energie del previsto; gli si annebbi� la vista e le gambe presero a tremare, minacciando di cedere.</p><empty-line/><p> Un momento dopo si riprese.</p><empty-line/><p> Fu con un senso di sollievo che tolse la mano dalla fronte della donna, e gli parve che lei ne fosse altrettanto felice, perch� indietreggi� e si strofin� le braccia. Ebbe l'impressione che cercasse di ripulirsi da qualche sudicia sostanza.</p><empty-line/><p> Poi Eragon ripet� il procedimento con la ragazza. Mentre l'incantesimo veniva pronunciato, le si distese il viso come se sentisse la sua forza diventare parte del proprio corpo. Alla fine gli fece un inchino. �Grazie, Ammazzaspettri. Ti siamo debitrici. Spero che tu riesca a sconfiggere Galbatorix e l'Impero.�</p><empty-line/><p> Poi si volt� e fece per andarsene, ma si ferm� non appena Saphira grugn� e protese la testa oltre Eragon e Angela, soffermandosi su di lei e sulla compagna. La dragonessa pieg� il collo, alit� prima sul viso della donna e poi su quello della ragazza e, proiettando i propri pensieri con tanta forza da superare ogni barriera salvo le pi� solide - lei ed Eragon, infatti, avevano notato che la donna aveva una mente difficile da penetrare - disse: <emphasis>Buona caccia, creature della foresta. Possa il vento sospingere le vostre ali, possa il sole splendere sempre alle vostre spalle e possiate catturare le vostre prede cogliendole alla sprovvista. E tu, Occhi di Lupo, spero che quando troverai colui che ti ha mozzato le zampe nelle sue trappole tu non lo uccida subito.</emphasis></p><empty-line/><p> Non appena Saphira cominci� a parlare, entrambe le donne si irrigidirono. Poi la pi� anziana si batt� un pugno sul petto e disse: �Non accadr�, o Leggiadra Cacciatrice.� Infine si inchin� ad Angela e le disse: �Lavora sodo, colpisci per prima, Veggente.�</p><empty-line/><p> �Salute, Cantalama.�</p><empty-line/><p> Con un fruscio di sottane, le due donne si allontanarono e presto sparirono nel dedalo delle tende grigie.</p><empty-line/><p><emphasis>Stavolta niente segni sulla fronte? </emphasis>chiese Eragon a Saphira.</p><empty-line/><p><emphasis>Elva � un'eccezione. Non marchier� pi� nessuno cos�. Ci� che accadde nel Farthen D�r... be', ormai � acqua passata. � stato l'istinto a guidarmi. Pi� di questo non posso spiegarti.</emphasis></p><empty-line/><p> Mentre i tre si incamminavano verso il padiglione di Nasuada, Eragon scocc� uno sguardo ad Angela. �Chi erano quelle due?�</p><empty-line/><p> Lei storse le labbra. �Pellegrine impegnate nella loro ricerca.�</p><empty-line/><p> �Non mi pare una gran risposta� si lament� Eragon.</p><empty-line/><p> �Non � mia abitudine distribuire segreti come noccioline caramellate durante il solstizio d'inverno. Soprattutto se appartengono ad altri.�</p><empty-line/><p> Eragon rimase in silenzio per un po'. �Se qualcuno si rifiuta di rivelarmi un'informazione, mi rende solo pi� deciso a scoprire la verit�. Detesto non sapere le cose. Una risposta non data � come una spina nel fianco che mi fa male ogni volta che mi muovo, almeno finch� non riesco a estrarla� aggiunse.</p><empty-line/><p> �Hai tutta la mia solidariet�.�</p><empty-line/><p> �Perch�?�</p><empty-line/><p> �Se le cose stanno cos�, ho il sospetto che tu passi tutto il giorno in preda a un dolore mortale, perch� la vita � piena di domande a cui non si trova risposta.�</p><empty-line/><p> A una sessantina di piedi dal padiglione di Nasuada, un contingente di lancieri in marcia attraverso l'accampamento blocc� loro la strada. Mentre aspettavano che passassero, Eragon fu scosso da un brivido e si soffi� sulle mani. �Magari avessimo il tempo di mangiare qualcosa.�</p><empty-line/><p> Pi� rapida che mai, Angela gli chiese: �� la magia, vero? Ti ha spossato.� Eragon annu�. Allora l'erborista infil� una mano in una delle sacche che teneva appese in vita e ne trasse una barretta marrone punteggiata di scintillanti semi di lino. �Tieni, ti calmer� la fame almeno fino all'ora di pranzo.�</p><empty-line/><p> �Che cos'�?�</p><empty-line/><p> �Mangiala, ti piacer�. Fidati� insist�, porgendogliela. Mentre Eragon le prendeva la barretta unta dalle dita, Angela gli afferr� il polso con l'altra mano e lo tenne fermo finch� non ebbe ispezionato i calli spessi mezzo pollice che aveva sulle nocche. �Molto astuto da parte tua� comment�. �Sono disgustosi come le verruche dei rospi, ma che importa? Almeno la pelle rester� intatta. Grande idea. Davvero una grande, grande idea. Ti sei ispirato agli Asc�dgamln, i pugni d'acciaio dei nani?�</p><empty-line/><p> �Non ti sfugge niente, eh?�</p><empty-line/><p> �Se anche fosse, poco male. Mi occupo solo delle cose che esistono.� Eragon batt� le palpebre, sconcertato come sempre dall'arguzia dell'erborista. Angela gli tast� un callo con un'unghia corta. �Me li farei crescere anch'io, solo che poi, lavorando a maglia o al telaio, mi si impiglierebbero nella lana.�</p><empty-line/><p> �Tu lavori a maglia?� le domand�, sorpreso che svolgesse un'attivit� tanto ordinaria.</p><empty-line/><p> �Ma certo! � un modo meraviglioso di rilassarsi. E se non lo facessi, dove troverei un maglione con ricamate sul petto le difese di Dvalar contro i conigli rabbiosi nell'antica lingua, o una retina per capelli tinta di giallo, verde e rosa acceso?�</p><empty-line/><p> �I conigli rabbiosi...�</p><empty-line/><p> Angela scosse la folta chioma riccia. �Rimarresti strabiliato nello scoprire quanti maghi sono morti per il morso di un coniglio rabbioso. Capita molto pi� spesso di quello che si crede.�</p><empty-line/><p> Eragon la fiss�. <emphasis>Secondo te mi sta prendendo in giro? </emphasis>chiese a Saphira.</p><empty-line/><p><emphasis>Se ci tieni tanto a saperlo, domandaglielo.</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> Si limiterebbe a rispondermi con un altro scioglilingua.</emphasis></p><empty-line/><p> Passati i lancieri, i tre procedettero verso il padiglione rosso accompagnati da Solembum, che li aveva raggiunti di soppiatto. Facendosi strada tra i mucchi di sterco lasciati dai cavalli di re Orrin, Angela gli chiese: �Allora, dimmi: oltre al combattimento con i Ra'zac, non ti � successo niente di tremendamente interessante durante il viaggio? Lo sai che adoro sentir parlare di cose interessanti.�</p><empty-line/><p> Eragon sorrise, ripensando agli spiriti che avevano fatto visita a lui e ad Arya. Tuttavia non voleva discuterne, cos� rispose: �Visto che me lo chiedi, in effetti mi sono successe un sacco di cose interessanti. Per esempio, ho incontrato un eremita di nome Tenga che viveva tra le rovine di una torre elfica. Aveva la biblioteca pi� stupefacente che avessi mai visto. C'erano sette...�</p><empty-line/><p> Angela si blocc� cos� di colpo che Eragon fece altri tre passi avanti prima di accorgersene e tornare indietro. La strega sembrava stordita, come se l'avessero colpita sulla testa. Solembum avanz� verso di lei quatto quatto, le si strusci� contro le gambe e alz� il muso. Angela si inumid� le labbra, poi disse: �Sei...� Tossicchi�. �Sei sicuro che si chiamasse Tenga?�</p><empty-line/><p> �Lo conosci?�</p><empty-line/><p> Solembum soffi� e gli si rizz� il pelo sulla schiena. Eragon si scost� dal gatto mannaro, ansioso di mettersi al riparo dai suoi artigli.</p><empty-line/><p> �Se lo conosco?� Con una risata amara, Angela si port� le mani ai fianchi. �Se lo conosco? Altroch�! Sono stata la sua apprendista per... per uno sventurato numero di anni.�</p><empty-line/><p> Eragon non si aspettava che la donna avrebbe mai rivelato qualcosa del suo passato. Desideroso di saperne di pi�, le chiese: �Quando l'hai conosciuto? E dove?�</p><empty-line/><p> �Molto tempo fa e molto lontano da qui. Tuttavia ci siamo separati in malo modo e non lo vedo da tantissimi anni.� Angela si accigli�. �Anzi, pensavo che fosse morto.�</p><empty-line/><p> Poi fu la volta di Saphira: <emphasis>Dato che sei stata la sua apprendista, sai a quale domanda sta cercando risposta?</emphasis></p><empty-line/><p> �Non ne ho la minima idea. Tenga stava sempre cercando la risposta a qualche domanda. Quando la trovava, passava a un'altra, e cos� via, all'infinito. Dall'ultima volta che l'ho visto potrebbe aver trovato risposta a un centinaio di domande, ma anche essere ancora alle prese con lo stesso enigma di quando me ne sono andata.�</p><empty-line/><p><emphasis>Ovvero?</emphasis></p><empty-line/><p> �Se le fasi lunari influenzano il numero e la qualit� di opali che si formano alle pendici dei Monti Beor, come credono i nani.�</p><empty-line/><p> �Ma come si fa a dimostrarlo?� obiett� Eragon.</p><empty-line/><p> Angela si strinse nelle spalle. �Se c'� una persona in grado di riuscirci, � Tenga. Sar� un po' pazzo, ma non si pu� negare che sia brillante.�</p><empty-line/><p><emphasis>� uno che prende a calci i gatti, </emphasis>intervenne Solembum, come se quel commento riassumesse il carattere dell'eremita.</p><empty-line/><p> Poi Angela batt� le mani e disse: �Basta! Mangia il tuo dolcetto, Eragon, e andiamo da Nasuada.�</p><p><strong>RIMEDIARE A UN ERRORE </strong></p><p>�Siete in ritardo� disse Nasuada a Eragon e Angela mentre prendevano posto sulle sedie disposte a semicerchio di fronte allo scranno dall'alto schienale. C'erano anche Elva e Greta, l'anziana domestica che nel Farthen D�r aveva pregato Eragon di benedire la sua protetta. Come sempre, Saphira si era accucciata fuori e aveva infilato la testa in un'apertura su un lato per poter prendere parte alla riunione. Solembum era acciambellato accanto alla sua testa. A parte qualche scatto della coda, sembrava profondamente addormentato.</p><p>Eragon e Angela si scusarono, poi il Cavaliere ascolt� Nasuada spiegare a Elva il valore del suo dono per i Varden - <emphasis>Come se non lo sapesse, </emphasis>comment� Eragon rivolto a Saphira - e la supplic� di sciogliere Eragon dalla promessa di cancellare gli effetti della sua benedizione. Comprendeva quanto fosse difficile ci� che le stava chiedendo, ma era in gioco il destino dell'intero paese: sacrificare il proprio bene per aiutare a salvare Alaga�sia dalle grinfie malefiche di Galbatorix non era un motivo pi� che valido? Fu un discorso magnifico: eloquente, appassionato e ricco di argomentazioni studiate per far presa sui pi� nobili sentimenti della bambina.</p><p>Elva, che si reggeva il piccolo mento aguzzo con i pugni, alz� la testa e rispose: �No.� Nel padiglione cal� un silenzio carico d'angoscia. Fissando impassibile tutti i presenti, la bambina continu�: �Eragon, Angela, sapete entrambi cosa significa condividere i pensieri e le emozioni di chi sta per morire. Sapete quanto sia orribile e straziante: � come se una parte di me svanisse per sempre. E provo la stessa sensazione ogni volta che muore qualcuno. Voi non siete costretti a sopportare questa esperienza, a meno che non lo vogliate, mentre io... Io non ho altra scelta. Avverto ogni morte accanto a me. Perfino ora sento che la vita sta per abbandonare Sefton, uno dei tuoi spadaccini ferito sulle Pianure Ardenti, Nasuada, e so quali parole potrei dirgli per alleviare il suo terrore dell'oblio. La sua paura � cos� immensa, oh, che mi fa venire i brividi!� Con un grido incoerente, si port� le braccia davanti al viso come per schivare un colpo, poi disse: �Ah, � morto. Ma ce ne sono altri. C'� sempre qualcuno che muore. La fila dei morti non finisce mai.� La nota di amaro sarcasmo della sua voce, solo una parodia del tono che avrebbe dovuto tenere qualunque bambina di quell'et�, si fece pi� marcata. �Lo capisci Nasuada, Lady Furianera, Colei che Diventer� la Regina del Mondo? Lo capisci? Io avverto tutto il dolore che c'� intorno a me, fisico o mentale che sia. Lo sento come se fossi io stessa a provarlo e la magia di Eragon mi obbliga ad alleviare il disagio di coloro che soffrono, noncurante di ci� che comporta per me. E se mi oppongo, come sto facendo ora, il mio corpo si ribella: lo stomaco brucia, mi scoppia la testa come se un nano mi stesse prendendo a martellate, fatico a muovermi e ancora di pi� a pensare. � questo che desideri per me, Nasuada?</p><p>�Non ho mai tregua dai dolori del mondo, n� di notte n� di giorno. Da quando Eragon mi ha dato la sua <emphasis>benedizione, </emphasis>non ho conosciuto altro che sofferenza e paura, mai felicit� o piacere. Le cose pi� spensierate della vita, quelle che rendono tollerabile l'esistenza, mi sono negate. Mai le ho viste. Mai ho potuto viverle. Intorno a me c'� solo buio. Solo le disgrazie di uomini, donne e bambini nel raggio di un miglio, che mi travolgono come un temporale di mezzanotte. Questa <emphasis>benedizione </emphasis>mi ha privato dell'opportunit� di essere come gli altri bambini. Ha costretto il mio corpo, e ancora di pi� la mia mente, a maturare pi� in fretta del normale. Eragon potr� anche cancellare questo mio terribile dono e tutti gli obblighi ad agire che l'accompagnano, ma non potr� mai restituirmi ci� che ero un tempo e nemmeno ci� che dovrei essere, almeno non senza distruggere ci� che sono diventata. Sono un mostro, n� bambina n� adulta, per sempre condannata a essere una reietta. Non sono cieca, sapete? Lo vedo come vi ritraete quando mi sentite parlare.� Scosse il capo. �No, mi state chiedendo troppo. Non continuer� cos� per il tuo bene, Nasuada, n� per quello dei Varden o di tutta Alaga�sia, e nemmeno della mia cara mamma, se fosse ancora viva. Non ne vale la pena. Potrei anche vivere da sola, cos� mi libererei dalle afflizioni degli altri, ma non voglio. No, l'unica soluzione � che Eragon provi a rimediare al suo errore.� Incurv� le labbra in un sorriso ambiguo. �E se non siete d'accordo con me, se pensate che sia stupida ed egoista, allora fareste meglio a ricordare che sono poco pi� di una neonata in fasce: non ho ancora compiuto due anni. Solo uno sciocco si aspetterebbe che una bambina si sacrifichi per un bene pi� grande. Bambina o no, comunque, ho preso la mia decisione, e niente di ci� che direte potrebbe convincermi a cambiarla. Non mi piegher� mai al vostro volere. In questo sono come il ferro.�</p><p>Nasuada tent� di nuovo di farla ragionare, ma come Elva aveva garantito, il tentativo si rivel� inutile. Alla fine la regina chiese ad Angela, Eragon e Saphira di intervenire. L'erborista si rifiut�, dicendo che non avrebbe potuto trovare parole migliori delle sue; e poi pensava che quella di Elva fosse una scelta personale, che la bambina dovesse fare ci� che voleva senza essere tormentata come un'aquila da uno stormo di ghiandaie. Eragon era pi� o meno della stessa opinione, ma acconsent� a dirle un'ultima cosa: �Elva, non posso suggerirti ci� che devi fare, perch� solo tu puoi deciderlo, ma non respingere la richiesta di Nasuada senza riflettere. Sta cercando di salvarci da Galbatorix e se vogliamo avere qualche possibilit� di successo ha bisogno del nostro sostegno. Non vedo nel futuro, ma credo che il tuo dono potrebbe essere l'arma perfetta contro di lui. Potresti prevedere ogni sua mossa. Potresti dirci come respingere le sue schiere. E soprattutto avvertiresti dove � pi� vulnerabile, dove � pi� fragile, e potresti dirci che cosa fare per ferirlo.�</p><p>�Se vuoi che cambi idea, Cavaliere, dovrai fare di meglio.� �Non voglio che cambi idea� rispose Eragon. �Voglio solo assicurarmi che tu abbia considerato quali implicazioni avr� la tua decisione, e che essa non sia stata troppo affrettata.�</p><empty-line/><p> La bambina si agit� un po', ma non rispose.</p><empty-line/><p> Poi Saphira le chiese: <emphasis>Che cosa c'� nel tuo cuore, Fronte Lucente?</emphasis></p><empty-line/><p> Elva rispose con dolcezza, senza alcuna malizia. �Ho gi� detto cosa c'� nel mio cuore, Saphira. Aggiungere altro risulterebbe superfluo.�</p><empty-line/><p> Se anche Nasuada era frustrata dall'ostinazione di Elva, non lo diede a vedere, bench� avesse un'espressione austera in volto, come richiedeva il tono della discussione. �Non condivido la tua scelta, Elva� le disse, �ma la rispetteremo, perch� mi pare ovvio che non c'� modo di persuaderti. Suppongo di non poterti biasimare, poich� non conosco la sofferenza a cui sei esposta ogni giorno, e se fossi al tuo posto � probabile che mi comporterei alla stessa maniera. Eragon, se vuoi...�</p><empty-line/><p> Alla richiesta di Nasuada, Eragon si inginocchi� davanti a Elva, che lo trafisse con gli splendenti occhi viola mentre lui le prendeva le mani tra le sue. La pelle della bambina scottava, come se avesse la febbre.</p><empty-line/><p> �Le far� male, Ammazzaspettri?� chiese Greta con voce tremante.</p><empty-line/><p> �Non dovrebbe, ma non ne sono sicuro. Rompere un incantesimo � un'arte imprecisa, molto pi� che evocarlo. Proprio per le difficolt� che comporta, i maghi tentano una cosa simile di rado, anzi, non lo fanno quasi mai.�</p><empty-line/><p> Le rughe sul viso della vecchia si contrassero per la preoccupazione, poi Greta accarezz� Elva sulla testa e le disse: �Sii forte, prugnetta mia. Sii forte.� Non parve accorgersi dell'occhiataccia irritata che le rifil� la bambina.</p><empty-line/><p> Eragon ignor� l'interruzione. �Elva, ascoltami. Ci sono due modi per rompere un incantesimo. Prima di tutto, il mago che l'ha evocato pu� aprirsi all'energia che alimenta la magia e...�</p><empty-line/><p> �Questa � la parte in cui ho sempre avuto problemi� intervenne Angela. �Ecco perch� mi affido pi� a piante, pozioni e talismani, magici gi� per loro natura, che non agli incantesimi.�</p><empty-line/><p> �Se non ti dispiace...�</p><empty-line/><p> Sulle guance dell'erborista si formarono due fossette; poi disse: �Scusami. Procedi pure.�</p><empty-line/><p> �Bene� ringhi� Eragon. �Allora, come dicevo, un mago pu�...�</p><empty-line/><p> �O una maga� precis� Angela.</p><empty-line/><p> �Vuoi lasciarmi finire, per favore?�</p><empty-line/><p> �Scusa.�</p><empty-line/><p> Eragon vide Nasuada trattenere un sorriso. �Dicevo... Il mago si apre al flusso di energia che gli scorre in corpo e recita nell'antica lingua non solo le parole dell'incantesimo ma anche l'obiettivo finale. � una cosa molto difficile, come potete immaginare. Se il mago non � animato dalle migliori intenzioni, l'incantesimo di partenza verr� solo modificato e non infranto del tutto, cos� alla fine da sciogliere ce ne saranno due, e per giunta sovrapposti.</p><empty-line/><p> �Il secondo metodo, invece, consiste nell'evocare un nuovo incantesimo che agisca contro gli effetti del primo e che, se eseguito correttamente, lo renda inefficace. Col tuo permesso, Elva, avrei deciso di procedere cos�.�</p><empty-line/><p> �Una soluzione davvero elegante� proclam� Angela, �ma ti prego, dimmi: chi fornir� il flusso continuo di energia necessaria per sostenere il controincantesimo nel tempo? E poi, visto che qualcuno dovr� pur chiederlo, che cosa potrebbe andare storto?�</p><empty-line/><p> Eragon tenne lo sguardo fisso su Elva. �L'energia dovr� venire da te� le disse, stringendole le mani tra le sue. �Non ne servir� molta, ma ti indebolir� lo stesso. Non sarai pi� in grado di correre o di portare legna come tutte le persone normali.�</p><empty-line/><p> �Perch� non ce la metti tu?� gli chiese Elva, inarcando un sopracciglio. �Dopotutto � colpa tua se mi trovo in questo guaio.�</p><empty-line/><p> �Lo farei, ma in quel caso, pi� mi allontano da te, pi� sar� difficile inviartela. E se mi trovassi troppo distante - un miglio, diciamo, forse anche qualcosa in pi� - lo sforzo mi ucciderebbe. Quanto a ci� che potrebbe andare storto, l'unico rischio � che pronunci il controincantesimo in maniera scorretta, con il risultato di non riuscire ad annullare la mia benedizione. In quel caso dovr� evocarne un altro.�</p><empty-line/><p> �E se nemmeno quello va a buon fine?�</p><empty-line/><p> Eragon tacque. �Posso sempre ricorrere al primo metodo che ho spiegato. Preferirei evitarlo, tuttavia. � l'unico modo per annullare del tutto un incantesimo, ma se il tentativo non riesce - cosa pi� che possibile - ti ritroveresti in una situazione perfino peggiore di quella attuale.�</p><empty-line/><p> Elva annu�. �Capisco.�</p><empty-line/><p> �Ho il tuo permesso, dunque? Posso procedere?�</p><empty-line/><p> Quando la bambina abbass� di nuovo il mento, Eragon trasse un profondo respiro e si prepar�. Per concentrarsi socchiuse gli occhi e poi cominci� a parlare nell'antica lingua. Ogni parola gli sgorgava dalla bocca pesante come un colpo di martello. Pronunciava con cautela ogni sillaba, ogni suono diverso dalla sua lingua, per evitare contrattempi potenzialmente terribili. Il controincantesimo era impresso a fuoco nella sua memoria. Durante il viaggio di ritorno dall'Helgrind vi aveva dedicato molte ore, aveva lavorato sodo e sfidato se stesso per trovare alternative sempre migliori in vista del giorno in cui avrebbe tentato di rimediare al torto causato a Elva. Mentre parlava, Saphira incanal� la propria forza dentro di lui. Eragon la sent� sostenerlo e vegliare su di lui, pronta a intervenire non appena avesse intuito che era sul punto di storpiare la formula magica. Il controincantesimo era molto lungo e complesso, perch� doveva andare a colpire ogni possibile interpretazione della sua benedizione. Trascorsero cinque minuti buoni prima che Eragon pronunciasse l'ultima frase, l'ultima parola e, infine, l'ultima sillaba.</p><empty-line/><p> Nel silenzio che segu�, il viso di Elva si rabbui� per la delusione. �Li sento ancora� disse.</p><empty-line/><p> Nasuada si sporse dallo scranno. �Chi?�</p><empty-line/><p> �Tu, lui, lei, chiunque stia soffrendo. Le voci non sono sparite! Non avverto pi� il bisogno di aiutare le persone, ma il dolore scorre ancora dentro di me.�</p><empty-line/><p> �Eragon� disse Nasuada.</p><empty-line/><p> Lui aggrott� le sopracciglia. �Devo aver saltato qualcosa. Datemi un istante per riflettere, poi metter� insieme un altro incantesimo che potrebbe funzionare. Ho preso in considerazione altre possibilit�, ma...� La voce gli venne meno a poco a poco; era turbato perch� non era riuscito nel suo intento. Ed evocare un incantesimo per bloccare il dolore di Elva sarebbe stato molto pi� difficile che non eliminare la benedizione nel suo complesso. Una parola sbagliata, una frase mal costruita e avrebbe potuto distruggere la capacit� di Elva di immedesimarsi negli altri e precluderle la possibilit� di imparare a comunicare con la propria mente, oppure soffocare il suo senso del dolore, tanto che, se si fosse ferita, non se ne sarebbe accorta subito.</p><empty-line/><p> Eragon si stava consultando con Saphira quando Elva esclam�: �No!�</p><empty-line/><p> Lui la guard� confuso.</p><empty-line/><p> Un bagliore estatico sembrava emanare dalla bambina. Mentre sorrideva, i denti arrotondati e bianchi come perle luccicavano e gli occhi brillavano di gioia trionfante. �No, non riprovarci pi�.�</p><empty-line/><p> �Ma, Elva, perch�...�</p><empty-line/><p> �Perch� non voglio perdere altre forze. E perch� mi sono appena resa conto che posso ignorarli!� Afferr� i braccioli della sedia, tremando per l'eccitazione. �Non provando pi� il bisogno spasmodico di aiutare i sofferenti, posso ignorarne i problemi e non stare pi� male! Posso ignorare l'uomo a cui � stata amputata una gamba, posso ignorare la donna che si � appena scottata la mano, posso ignorarli tutti e non sentirmi cattiva per questo! � vero, non riesco a bloccare del tutto i loro pensieri, non ancora, perlomeno, ma... Oh! Che sollievo! C'� silenzio. Un silenzio benedetto! Basta con i tagli, i graffi, le sbucciature e le ossa rotte. Basta con le futili preoccupazioni di giovani scapestrati. Basta con l'angoscia delle mogli abbandonate e dei mariti ingannati. Basta con le migliaia di insopportabili ferite di guerra. Basta col panico che ti torce le budella e precede il buio finale.� Con le guance rigate di lacrime, rideva, un roco gorgheggio che fece venire i brividi a Eragon.</p><empty-line/><p><emphasis>Che follia � mai questa? </emphasis>chiese Saphira. <emphasis>Anche se riesci a toglierti dalla testa il dolore degli altri, perch� restarvi legata se Eragon pu� liberarti?</emphasis></p><empty-line/><p> Gli occhi di Elva brillarono di una spiacevole gioia. �Io non sar� mai come gli altri. Se il mio destino � di essere diversa, allora ben venga la mia diversit�. Finch� riesco a controllare il mio potere, come sembra, non mi spaventa l'idea di portare questo fardello perch� sar� una<emphasis> mia </emphasis>scelta, Eragon, non qualcosa che mi hai imposto con la tua magia! Ah! Da questo momento non obbedir� pi� a niente e a nessuno. Se aiuter� qualcuno, sar� per mio volere. Se sceglier� di mettermi al servizio dei Varden, sar� perch� me lo suggerisce la mia coscienza e non perch� me lo chiedi tu, Nasuada, o perch� se mi oppongo mi verr� da vomitare. Far� ci� che voglio, guai a chi tenter� di fermarmi: conosco tutte le vostre paure e non esiter� a sfruttarle per veder esauditi i miei desideri.�</p><empty-line/><p> �Elva!� esclam� Greta. �Non dire queste cose terribili! Non posso credere che le pensi davvero!�</p><empty-line/><p> La bambina si volse verso di lei cos� bruscamente che i capelli le sventagliarono sulle spalle. �Ah, s�, mi ero dimenticata di te, domestica mia. Sempre fedele. Sempre apprensiva. Ti sono grata per avermi adottata dopo la morte di mia madre e per avermi curata fin dai giorni del Farthen D�r, ma non mi servi pi�. Vivr� da sola, bader� a me stessa e non dovr� mostrarmi riconoscente a nessuno.� Intimidita, la vecchia si copr� la bocca con il bordo di una manica e si ritrasse.</p><empty-line/><p> Le parole di Elva lasciarono Eragon inorridito. Decise che l'avrebbe privata del suo dono, se aveva intenzione di abusarne. Con l'aiuto di Saphira, che era d'accordo con lui, scelse il pi� promettente tra tutti i nuovi controincantesimi che aveva contemplato nei giorni precedenti e prese fiato per pronunciarne i versi.</p><empty-line/><p> Veloce come un serpente, Elva gli tapp� la bocca con una mano, impedendogli di parlare. Quando Saphira ringhi�, quasi assordando Eragon, che aveva un udito fuori dal comune, il padiglione fu scosso da un fremito. Indietreggiarono tutti, tranne Elva, che continuava a tenere la mano premuta contro il viso di Eragon, e Saphira grid�: <emphasis>Lascialo andare, pulcino!</emphasis></p><empty-line/><p> Richiamate dal ringhio della dragonessa, le sei guardie di Nasuada fecero irruzione nella tenda brandendo le armi, mentre Bl�dhgarm e gli altri elfi corsero da Saphira e si piazzarono alla sua destra e alla sua sinistra, all'altezza delle spalle, scostando la parete di stoffa del padiglione cos� da poter vedere cosa stava succedendo. Nasuada fece loro un cenno e i Falchineri abbassarono le armi; gli elfi rimasero schierati, pronti a intervenire. Le loro spade scintillavano come ghiaccio.</p><empty-line/><p> In apparenza Elva non fu turbata n� dal trambusto che aveva provocato n� dalle lame puntate contro di lei. Abbass� il capo e guard� Eragon come se fosse uno strano insetto che aveva sorpreso a strisciare lungo il bordo della sedia, poi sorrise con un'espressione cos� dolce e innocente che il Cavaliere si chiese perch� non aveva riposto pi� fiducia in lei. Con voce suadente come il miele caldo, la bimba gli disse: �Eragon, basta. Se pronunci il tuo incantesimo mi farai ancora del male come l'altra volta. E tu non lo vuoi. Altrimenti ogni sera, quando ti coricherai, penserai a me e il ricordo del torto commesso ti tormenter�. Ci� che stavi per fare era una cosa malvagia, Eragon. Sei forse il giudice del mondo? Vuoi condannarmi anche se non ho commesso alcun crimine solo perch� non approvi la mia condotta? Quella strada porta al depravato piacere di controllare gli altri per la propria soddisfazione. Galbatorix sarebbe felice di te.�</p><empty-line/><p> Poi lo lasci� andare, ma Eragon era troppo sconvolto per muoversi. L'aveva colpito nel profondo e lui non aveva argomentazioni con cui difendersi, perch� le domande e le osservazioni di Elva erano le stesse che rivolgeva a se stesso. Al pensiero che la bambina l'avesse compreso cos� bene sent� un brivido gelido lungo la schiena. �Ti sono grata comunque, Eragon, perch� oggi sei venuto a porre rimedio al tuo errore� continu� Elva. �Non tutti sono disposti ad ammettere e ad affrontare le proprie mancanze. Tuttavia non ti sei conquistato i miei favori. Hai pareggiato il conto meglio che potevi, ma era il minimo che avrebbe fatto qualsiasi persona rispettabile. Non mi hai risarcito per tutto ci� che ho dovuto sopportare; � impossibile. Dunque, la prossima volta che le nostre strade si incroceranno, Eragon Ammazzaspettri, non contare su di me, n� come amica n� come nemica. Provo sentimenti contrastanti, Cavaliere; sono pronta tanto a odiarti quanto ad amarti. E molto dipende da te... Saphira, tu mi hai dato la stella sulla fronte e sei sempre stata gentile con me. Sono e sar� la tua fedele serva.�</p><empty-line/><p> Levando il mento per sfruttare al massimo la sua altezza di soli tre piedi e mezzo, Elva pass� in rassegna l'interno del padiglione. �Eragon, Saphira, Nasuada... Angela. Buona giornata a tutti voi.� Poi si avvi� di corsa verso l'ingresso e i Falchineri si fecero da parte per lasciarla uscire.</p><empty-line/><p> Eragon si alz�, incerto sulle gambe. �Che razza di mostro ho creato?� I due Falchineri Urgali si toccarono la punta delle corna per scacciare la sventura. �Mi dispiace. A quanto pare non faccio che complicare le cose a te e a tutti noi� disse a Nasuada.</p><empty-line/><p> Tranquilla come un lago di montagna, la regina si aggiust� la veste prima di rispondere: �Non importa. � solo che il gioco si � fatto un po' pi� complicato del previsto, tutto qui. E c'era da aspettarselo, visto che ci stiamo avvicinando sempre pi� a Ur�'baen e a Galbatorix.�</p><empty-line/><p> Un istante dopo Eragon sent� un sibilo nell'aria, come se stesse per essere colpito da un oggetto in volo. Trasal�, ma, per quanto rapido, non fece in tempo a evitare il sonoro schiaffo che gli fece voltare la testa da una parte e lo scaravent� barcollando contro una sedia. Rotol� al di l� e poi si rialz�, il braccio sinistro levato per respingere un secondo schiaffo, il destro caricato all'indietro e pronto a intervenire con il coltello da caccia che nel frattempo aveva estratto dalla cintola. Con sua grande sorpresa, vide che era stata Angela a schiaffeggiarlo. Gli elfi erano riuniti pochi pollici dietro l'indovina, pronti a immobilizzarla se l'avesse attaccato di nuovo e a scortarla via se Eragon l'avesse ordinato. Solembum era ai suoi piedi, denti e artigli sfoderati, il pelo ritto sulla schiena.</p><empty-line/><p> In quel preciso istante, a Eragon degli elfi non importava nulla. �Perch� mi hai colpito?� le domand�, e trasal�, perch� parlando la ferita che aveva sul labbro di sotto si era aperta un po' di pi�. Eragon sent� sulla lingua il sapore metallico del sangue caldo.</p><empty-line/><p> Angela scosse la testa. �Adesso mi toccher� passare i prossimi dieci anni a insegnare a Elva come comportarsi! Non � questo che avevo in mente!�</p><empty-line/><p> �Insegnarle come comportarsi?� esclam� Eragon. �Non te lo permetter�. Te lo impedir� con la stessa facilit� con cui ha fermato me.�</p><empty-line/><p> �Mmm. Non credo proprio. Non sa come importunarmi n� ferirmi. L'ho capito il giorno in cui ci siamo conosciute.�</p><empty-line/><p> �Vuoi spiegarlo anche a noi?� chiese Nasuada. �Dopo gli ultimi sviluppi, mi pare prudente trovare un modo per proteggerci da Elva.�</p><empty-line/><p> �No, non credo che lo far� rispose Angela; poi anche lei usc� dal padiglione a grandi falcate e Solembum la segu� furtivo, facendo ondeggiare la coda con estrema grazia.</p><empty-line/><p> Gli elfi rinfoderarono le spade e indietreggiarono fino a trovarsi a una certa distanza dalla tenda.</p><empty-line/><p> Nasuada si massaggi� le tempie con movimenti circolari. �Ah, la magia!� imprec�.</p><empty-line/><p> �Gi�, la magia� convenne Eragon.</p><empty-line/><p> Quando Greta si gett� a terra e cominci� a piangere e a lamentarsi strappandosi i radi capelli, i due sobbalzarono. �Oh, la mia bambina! Ho perso il mio agnellino! L'ho perso! Cosa ne sar� di lei, tutta sola? Oh, povera me, il mio fiorellino mi ha cacciata. Che vergognosa ricompensa per il mio lavoro. Mi sono spaccata la schiena come una schiava per lei. Che mondo duro e crudele, non fa che renderti infelice.� Gemette. �La mia prugnetta. La mia rosellina. Il mio pisellino dolce. Se n'� andata! Chi bader� a lei? Ammazzaspettri! La proteggerai?�</p><empty-line/><p> Eragon la prese per un braccio e la aiut� a rialzarsi, poi per consolarla le promise che lui e Saphira avrebbero tenuto d'occhio Elva. <emphasis>Se ci riusciamo, </emphasis> disse Saphira a Eragon, <emphasis>perch� potrebbe tentare di infilarci un coltello tra le costole.</emphasis></p><p><strong>DONI D'ORO </strong></p><p>Eragon era accanto a Saphira, a una cinquantina di iarde dal padiglione rosso di Nasuada. Felice di essersi liberato della confusione scoppiata attorno a Elva, alz� lo sguardo al terso cielo turchino e si massaggi� le spalle, gi� stanco per gli eventi della giornata. Saphira voleva raggiungere in volo il fiume Jiet e fare un bagno nelle sue placide acque profonde; lui invece era meno sicuro sul da farsi. Doveva ancora finire di oliare l'armatura, prepararsi per il matrimonio di Roran e Katrina, andare a far visita a Jeod, trovare una spada, e poi... Si gratt� il mento.</p><p><emphasis>Quanto starai via? </emphasis> le chiese.</p><empty-line/><p> Saphira dispieg� le ali, pronta a spiccare il volo. <emphasis>Qualche ora. Ho fame. Quando sar� pulita, catturer� due o tre di quei cervi paffuti che ho visto pascolare lungo la riva ovest del fiume, anche se i Varden ne hanno abbattuti parecchi. Forse prima di trovare qualche preda che valga la pena di cacciare dovr� volare cinque o sei leghe verso la Grande Dorsale.</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> Non allontanarti troppo, </emphasis>la mise in guardia lui. <emphasis>Potresti fare spiacevoli incontri con l'Impero.</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> D'accordo, ma se per caso dovessi imbattermi in un solitario manipolo di soldati... </emphasis>Si lecc� i baffi. <emphasis>Un veloce combattimento non mi dispiacerebbe. Gli esseri umani sono gustosi quanto i cervi.</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> Saphira, dimmi che stai scherzando...</emphasis></p><empty-line/><p> Gli occhi della dragonessa brillarono. <emphasis>Forse s�, forse no. Dipende se indossano l'armatura o meno. Detesto addentare il metallo, ed estrarre il cibo dal guscio � altrettanto fastidioso.</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> Capisco. </emphasis> Eragon scocc� un'occhiata all'elfo pi� vicino, una donna alta dai capelli argentei. <emphasis>Gli elfi non vogliono che tu vada da sola. Ti spiace caricartene in groppa un paio? Altrimenti non riusciranno mai a starti al passo.</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> No. Oggi voglio andare a caccia da sola! </emphasis>Battendo le ali, prese il volo, librandosi in alto nel cielo. Mentre virava verso ovest, diretta al fiume Jiet, la sua voce risuon� nella mente di Eragon, affievolita dalla distanza. <emphasis>Al mio ritorno ce lo facciamo un voletto insieme, vero?</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> S�, quando tornerai andremo a fare un voletto insieme, solo tu e io. </emphasis>Il piacere che prov� la dragonessa a quella proposta lo fece sorridere mentre la osservava sfrecciare lontano.</p><empty-line/><p> Vedendo Bl�dhgarm correre verso di lui, svelto come un gatto selvatico, Eragon abbass� lo sguardo. L'elfo gli chiese dove stesse andando Saphira e non parve felice della spiegazione; tuttavia, se anche aveva qualcosa da obiettare, lo tenne per s�.</p><empty-line/><p> �D'accordo� si disse Eragon mentre Bl�dhgarm tornava dai compagni. �Prima le cose veramente importanti.�</p><empty-line/><p> Attravers� l'accampamento e raggiunse un ampio spiazzo quadrato in cui una trentina di Varden si stavano esercitando con un vasto assortimento di armi. Con suo grande sollievo, erano troppo occupati per accorgersi della sua presenza. Si accovacci� e appoggi� la mano destra sulla terra battuta, col palmo rivolto verso l'alto. Scelse con cura le parole nell'antica lingua, poi mormor�: �Kuldr, r�sa lam iet un malthinae unin b�llr.�</p><empty-line/><p> Bench� il suolo sembrasse intatto, sent� l'incantesimo filtrare sottoterra per centinaia di piedi in ogni direzione. Non pi� di cinque secondi dopo, la superficie del terreno cominci� a ribollire come l'acqua in una pentola lasciata sul fuoco troppo a lungo e si ricopr� di una brillante patina gialla. Eragon aveva imparato da Oromis che la terra conteneva sempre minuscole particelle quasi di ogni elemento, troppo piccole e disperse per poter essere estratte con i metodi tradizionali; pero un mago esperto poteva riuscirci, seppur con grande sforzo.</p><empty-line/><p> Dal centro della macchia gialla di terra si lev� un getto arcuato di polvere luccicante che gli ricadde sul palmo. Ogni granello scintillante si fuse con quello accanto fino a formare tre sfere d'oro zecchino, ciascuna delle dimensioni di una grossa nocciola.</p><empty-line/><p> �Letta� disse Eragon, e pose fine alla magia. Si accovacci� sui talloni e si appoggi� con le mani al terreno, sopraffatto dalla stanchezza. La testa gli ciondolava in avanti; socchiuse le palpebre perch� gli si annebbiava la vista. Trasse un profondo respiro e ammirando i globi dorati che aveva nella mano, lisci come specchi, attese che gli tornassero le forze. <emphasis>Che meraviglia, </emphasis>pens�. <emphasis>Se solo ne fossi stato capace anche quando vivevamo nella Valle Palancar..</emphasis>. <emphasis>Quasi quasi, per�, sarebbe stato pi� facile estrarre l'oro a colpi di piccone. Era da quando ho trasportato Sloan gi� dalla vetta dell'Helgrind che un incantesimo non mi prosciugava tanto.</emphasis></p><empty-line/><p> Infil� l'oro in tasca e riprese il cammino. Trov� la tenda delle cucine e consum� un lauto pasto; del resto ne aveva bisogno, dopo aver evocato tanti incantesimi complessi. Poi and� verso le tende degli abitanti di Carvahall. Nell'avvicinarsi ud� un clangore metallico. Incuriosito, procedette in quella direzione.</p><empty-line/><p> Aggir� tre carri disposti in fila davanti all'imbocco di un vialetto e vide Horst in mezzo a due tende, distanti fra loro una trentina di metri, che reggeva una sbarra di metallo lunga cinque piedi. L'estremit� opposta, di un vivo rosso ciliegia, era posata su un'immensa incudine di duecento libbre issata sopra un gran ceppo basso. Su entrambi i lati, i due corpulenti figli del fabbro, Albriech e Baldor, facevano roteare la mazza sopra la testa in ampi cerchi e poi colpivano l'acciaio a turno. Dietro di loro ardeva una forgia improvvisata.</p><empty-line/><p> Il fragore dei colpi era cos� assordante che Eragon rimase a debita distanza finch� i due ragazzi non ebbero finito di appiattire e modellare il metallo e Horst non ebbe rimesso la sbarra nella forgia. Agitando il braccio libero, l'uomo lo salut� a gran voce: �Salute, Eragon!� Poi alz� un dito, anticipando la risposta di Eragon, e si tolse un tappo di feltro dall'orecchio sinistro. �Ah, adesso s� che ci sento. Che ci fai da queste parti?� Mentre parlava, i suoi figli presero dell'altro carbone da un secchio e lo gettarono nel fuoco, poi cominciarono a riordinare pinze, martelli, stampi e altri utensili sparsi a terra. Erano tutti e tre madidi di sudore.</p><empty-line/><p> �Volevo capire da dove proveniva questo frastuono� spieg� Eragon. �Avrei dovuto immaginarlo che eri tu. Solo un abitante di Carvahall potrebbe fare un simile fracasso!�</p><empty-line/><p> Horst rise, puntando la folta barba a forma di badile verso il cielo, finch� quello sfogo di ilarit� non si fu esaurito. �Ah, cos� stuzzichi il mio orgoglio. Proprio tu, che ne sei la prova vivente...�</p><empty-line/><p> �Lo siamo tutti� rispose Eragon. �Tu, io, Roran, chiunque venga da Carvahall. Quando ce ne saremo andati, Alaga�sia non sar� pi� la stessa.� Indic� la forgia e le altre attrezzature. �Che ci fai qui? Pensavo che tutti i fabbri fossero...�</p><empty-line/><p> �S�, in effetti � cos�, Eragon. Tuttavia, ho convinto il capitano responsabile di questa parte dell'accampamento a lasciarmi lavorare pi� vicino alla nostra tenda.� Horst stratton� l'estremit� della barba. �Per via di Elain, sai com'�... Questo bambino la sta facendo penare e considerato ci� che abbiamo passato per arrivare fin qui non c'� da stupirsene. � sempre stata delicata, e adesso ho paura che... be'...� Si scroll� come un orso che si libera dalle mosche. �Magari, quando ti capita, potresti darle un'occhiata e vedere se riesci ad alleviarle il dolore.�</p><empty-line/><p> �Contaci� promise Eragon.</p><empty-line/><p> Con un grugnito di soddisfazione, Horst estrasse met� sbarra dalla brace per valutare meglio la colorazione dell'acciaio, poi la ricacci� nel fuoco e fece un cenno con il mento a Albriech. �Su, pompa un po' d'aria. � quasi pronta.� Mentre il figlio azionava il mantice di cuoio, Horst fece un gran sorriso a Eragon. �Quando ho detto ai Varden che lavoro facevo, erano felici come se fossi stato anch'io un Cavaliere dei Draghi. Sai, qui i fabbri scarseggiano. E mi hanno perfino procurato gli attrezzi che mi mancavano, compresa quell'incudine. Quando lasciammo Carvahall, piansi all'idea che non avrei pi� potuto esercitare il mio mestiere. Non sono in grado di forgiare spade, ma qui... ah, qui c'� abbastanza lavoro da tenere me, Albriech e Baldor occupati per i prossimi cinquant'anni. La paga � quella che �, ma almeno non siamo appesi a testa in gi� nei sotterranei di Galbatorix.�</p><empty-line/><p> �E nemmeno mangiucchiati dai Ra'zac� osserv� Baldor.</p><empty-line/><p> �Giusto, ben detto.� Horst fece cenno ai figli di riprendere le mazze e poi, portandosi il tappo di feltro accanto all'orecchio sinistro, disse: �Ti serve altro, Eragon? L'acciaio � pronto, non posso lasciarlo nel fuoco un secondo di pi�, altrimenti si piega.�</p><empty-line/><p> �Sai dov'� Gedric?�</p><empty-line/><p> �Gedric?� La ruga tra le sopracciglia di Horst si fece pi� profonda. �Credo che si stia esercitando con spada e lancia insieme agli altri uomini, laggi�, a circa un quarto di miglio da qui.� Gli indic� la direzione con il pollice.</p><empty-line/><p> Eragon lo ringrazi� e si avvi�. Il ripetitivo clangore metallico riprese, chiaro quanto i rintocchi di una campana, acuto e penetrante come un ago di vetro che fende l'aria. Eragon si tapp� le orecchie e sorrise. Lo confortava che la determinazione di Horst non fosse venuta meno, anche se aveva perso casa e ricchezza, e che fosse rimasto quello di prima. Per certi versi la coerenza e la determinazione del fabbro rinnovarono la sua fiducia nel fatto che, se fossero riusciti a detronizzare Galbatorix, alla fine sarebbe tornato tutto al suo posto, e la sua vita e quella degli altri abitanti del villaggio avrebbe riacquistato una parvenza di normalit�.</p><empty-line/><p> Poco dopo arriv� al campo dove gli uomini di Carvahall si stavano esercitando con le nuove armi. Gedric era l�, come aveva immaginato Horst, e combatteva con Fisk, Darmmen e Morn. Bast� un veloce scambio di battute con il veterano monco di un braccio che conduceva l'addestramento perch� Gedric ne fosse dispensato.</p><empty-line/><p> Il conciatore gli corse incontro e gli si par� davanti, lo sguardo rivolto a terra. Era basso e scuro di carnagione; aveva la mascella di un mastino e folte sopracciglia, e a furia di mescolare il contenuto delle botti maleodoranti in cui conciava le pelli, le braccia gli erano diventate forti e nodose. Bench� fosse tutt'altro che bello, Eragon sapeva che era un uomo gentile e onesto.</p><empty-line/><p> �Posso fare qualcosa per te, Ammazzaspettri?� bofonchi�.</p><empty-line/><p> �L'hai gi� fatto. E sono venuto a ringraziarti e ricompensarti.�</p><empty-line/><p> �Io? E in che modo ti avrei aiutato, sentiamo?� Parlava piano, con cautela, come temendo che Eragon gli stesse tendendo una trappola.</p><empty-line/><p> �Subito dopo la mia fuga da Carvahall, hai scoperto che qualcuno ti aveva rubato tre pelli di vacca dalla casupola in cui le metti ad asciugare, vicino alle botti. Giusto?�</p><empty-line/><p> Per l'imbarazzo, Gedric si adombr� e prese a sfregare i piedi per terra. �Ah... be', non l'avevo chiusa a chiave. Chiunque poteva intrufolarsi dentro e portare via quelle pelli. E considerato cos'� successo poi, non capisco che differenza fa. Ho distrutto quasi tutte le pelli prima di marciare sulla Grande Dorsale per evitare che l'Impero e quegli schifosi dei Ra'zac mettessero gli artigli su qualcosa di utile. Chiunque le ha prese mi ha solo risparmiato la fatica di doverne distruggere altre tre. Ormai quel che � stato � stato.�</p><empty-line/><p> �Forse� rispose Eragon, �ma il mio senso dell'onore mi spinge a confessarti che il colpevole sono io.�</p><empty-line/><p> A quel punto Gedric alz� la testa e lo guard� come se fosse una persona qualunque, senza paura, timore o reverenza, quasi il conciatore stesse rivalutando l'opinione che aveva di lui.</p><empty-line/><p> �Le ho rubate io e non ne vado fiero, ma mi servivano. Senza di esse dubito che sarei sopravvissuto abbastanza a lungo da raggiungere gli elfi nella Du Weldenvarden. Ho sempre preferito pensare di averle prese in prestito, ma la verit� � che le ho rubate, perch� non avevo alcuna intenzione di restituirle. Quindi accetta le mie scuse. E poich� le pelli le ho ancora io, perlomeno ci� che ne resta, pagartele mi sembra il minimo.� Eragon prese dalla cintola una delle tre sfere d'oro - dure, rotonde e intiepidite dal calore della sua pelle - e la consegn� a Gedric.</p><empty-line/><p> L'uomo fiss� la scintillante perla di metallo: aveva l'enorme mascella serrata e rughe dure e inflessibili attorno alle labbra sottili. Non manc� di rispetto a Eragon soppesando l'oro o mordendolo, ma non appena riacquist� il dono della parola disse: �Non posso accettarla. Un tempo ero un bravo conciatore, ma le mie pelli non valevano tanto. La tua generosit� ti rende merito, ma se accettassi quest'oro non sarei in pace con me stesso. Sarebbe come se non me lo fossi guadagnato.�</p><empty-line/><p> Per nulla sorpreso, Eragon rispose: �Non negheresti a qualcuno la possibilit� di contrattare un prezzo pi� onesto, vero?�</p><empty-line/><p> �No.�</p><empty-line/><p> �Bene. Io non faccio eccezione, dunque. Di solito si gioca al ribasso, ma diciamo che in questo caso ho scelto di puntare al rialzo. Contratter� comunque con impegno, come se volessi risparmiare una manciata di monete. Per me le tue pelli valgono quell'oro fino all'ultima oncia, e non ti pagher� un solo soldo di meno, nemmeno se mi puntassi un coltello alla gola.�</p><empty-line/><p> Gedric strinse le dita massicce attorno alla sfera d'oro. �Visto che insisti, non sar� cos� villano da continuare a rifiutare. Nessuno pu� dire che Gedric Ostvensson si � lasciato sfuggire una fortuna perch� era troppo occupato ad affermare il proprio scarso valore. Ti ringrazio, Ammazzaspettri.� Avvolse la sfera in una pezza di lana perch� non si graffiasse e la ripose in una sacca che teneva legata alla cintola. �Garrow ha fatto un buon lavoro con te, Eragon. Anche con Roran. Sar� stato anche aspro come l'aceto e duro e secco come una rapa invernale, ma vi ha tirati su bene. Sono sicuro che sarebbe stato orgoglioso di voi.�</p><empty-line/><p> Eragon sent� un'inaspettata emozione stringergli il petto.</p><empty-line/><p> Gedric si volt� per raggiungere i compagni, poi ebbe un ripensamento. �Posso chiederti perch� quelle tre pelli valevano tanto per te, Eragon? Che cosa ne hai fatto?�</p><empty-line/><p> Eragon ridacchi�. �Che cosa ne ho fatto? Con l'aiuto di Brom ho confezionato una sella per Saphira. Non la mette pi� spesso come prima, almeno non da quando gli elfi ce ne hanno data una apposta per draghi, ma si � rivelata utilissima in pi� di un combattimento e in parecchie situazioni pericolose, perfino nella battaglia del Farthen D�r.�</p><empty-line/><p> Sbalordito, Gedric inarc� le sopracciglia, lasciando intravvedere uno strato di pelle chiara che di solito restava nascosto tra le rughe profonde. Come un taglio netto in un masso di granito grigio-azzurro, gli si dipinse sul viso squadrato un largo sorriso, che ne trasform� i lineamenti. �Una sella!� esclam� senza fiato. �Ma te lo immagini? Ho conciato la pelle per la sella di un Cavaliere dei Draghi! E nemmeno lo sapevo! No, non di <emphasis>un </emphasis> Cavaliere, <emphasis>del </emphasis>Cavaliere. Colui che alla fine sconfigger� il nero tiranno! Se solo mio padre potesse vedermi ora!� Poi prese a scalciare, sollevando i talloni, e improvvis� una giga. Senza smettere di sorridere, fece un inchino a Eragon e torn� trotterellando dagli abitanti del villaggio, poi cominci� a raccontare la sua storia a chiunque fosse a portata d'orecchio.</p><empty-line/><p> Ansioso di darsela a gambe prima di ritrovarsi circondato, Eragon scivol� via tra le file di tende, soddisfatto. <emphasis>Forse ci metto un po' pi� del dovuto, </emphasis> pens�, <emphasis>ma li saldo sempre, i miei debiti.</emphasis></p><empty-line/><p> Ben presto si ritrov� davanti a un'altra tenda, vicina all'estremit� orientale dell'accampamento, e buss� al palo d'ingresso.</p><empty-line/><p> Sent� un sonoro fruscio, poi i due lembi di stoffa si aprirono di scatto e comparve Helen, la moglie di Jeod, che guard� Eragon con espressione gelida. �Sei venuto per parlare con lui, suppongo.�</p><empty-line/><p> �Se c'�...� Eragon sapeva benissimo che l'avrebbe trovato, perch� riusciva a leggere nel pensiero di entrambi con la stessa facilit�.</p><empty-line/><p> Per un momento pens� che la donna avrebbe negato la presenza del marito, poi per� Helen si strinse nelle spalle e si fece da parte. �Allora entra pure.�</p><empty-line/><p> Eragon trov� Jeod seduto su uno sgabello, immerso in un assortimento di pergamene, libri e fasci di fogli sparsi ammucchiati su una branda senza coperte. Una sottile ciocca di capelli gli pendeva dalla fronte, seguendo il profilo della cicatrice che serpeggiava fino alla tempia sinistra.</p><empty-line/><p> �Eragon!� grid� non appena lo vide, e le rughe di concentrazione che gli si erano formate sul volto si spianarono. �Benvenuto, benvenuto!� Gli strinse la mano e poi gli offr� lo sgabello. �Siediti, io mi metter� su un angolo del letto. No, ti prego, sei nostro ospite. Vuoi qualcosa da bere o da mangiare? Nasuada ci d� una razione extra, dunque non fare complimenti, non patiremo la fame per causa tua. � un ben misero pasto rispetto a quello che ti abbiamo servito a Teirm, ma nessuno, nemmeno un re, dovrebbe andare in guerra e aspettarsi di mangiare bene.�</p><empty-line/><p> �Una tazza di t� la berrei volentieri� rispose Eragon.</p><empty-line/><p> �Vada per t� e biscotti, allora.� Jeod scocc� un'occhiata a Helen.</p><empty-line/><p> Stizzita, la donna raccolse il bollitore da terra e se lo appoggi� su un fianco, poi ci infil� il beccuccio di una borraccia di pelle e la premette. Il bollitore echeggi� con un suono basso e continuo man mano che si riempiva. Helen strinse le dita attorno al collo della borraccia, limitando il getto d'acqua a un languoroso gocciolio. Rimase cos�, con lo sguardo assente di chi sta svolgendo un compito ingrato, mentre le gocce d'acqua continuavano a produrre quel rumore irritante.</p><empty-line/><p> Sul viso di Jeod balen� un sorriso di scuse. In attesa che Helen terminasse, fiss� un frammento di carta che aveva accanto al ginocchio. Eragon, invece, esamin� una piega su un lato della tenda.</p><empty-line/><p> Il pomposo gocciolio continu� per pi� di tre minuti.</p><empty-line/><p> Una volta riempito il bollitore, Helen appese la borraccia ormai vuota a un gancio sul palo centrale della tenda e usc� come una furia.</p><empty-line/><p> Eragon guard� Jeod alzando un sopracciglio.</p><empty-line/><p> Lui allarg� le braccia. �La posizione che occupo tra i Varden non � cos� importante come sperava, e lei ne d� la colpa a me. Ha acconsentito a fuggire da Teirm convinta che Nasuada mi avrebbe accolto nella cerchia pi� ristretta dei suoi consiglieri e concesso terre e ricchezze degne di un nobile signore o chiss� quale altra generosa ricompensa per aver aiutato a rubare l'uovo di Saphira tanti anni fa, o almeno cos� credo io, ma non aveva fatto i conti con la vita poco affascinante di un semplice soldato: dormire in una tenda, procurarsi il cibo, fare il bucato e via discorrendo. Non che ricchezza e prestigio siano le sue uniche preoccupazioni, ma devi capirla: in fondo apparteneva a una delle pi� ricche famiglie di commercianti di Teirm e da quando siamo sposati ho avuto ben poca fortuna. Non � avvezza a certe privazioni, deve ancora abituarsi a questa vita.� Alz� appena le spalle, poi le lasci� ricadere. �Io speravo tanto che questa avventura - sempre che meriti una definizione cos� romantica - avrebbe colmato la voragine che si era aperta tra noi negli ultimi anni, ma le cose sono sempre pi� complicate di quanto sembrano.�</p><empty-line/><p> �Ma tu ritieni che i Varden avrebbero dovuto mostrarti maggiore considerazione?� gli chiese Eragon.</p><empty-line/><p> �Non per me. Per Helen...� Jeod esit�. �Io voglio che sia felice. La ricompensa pi� grande per me � stata fuggire sano e salvo da Gil'head quando io e Brom fummo attaccati da Morzan, dal suo drago e dai suoi uomini; la soddisfazione di aver contribuito ad assestare un duro colpo a Galbatorix; riuscire a tornare alla mia vita precedente e servire comunque la causa dei Varden; e poi poter sposare Helen. Questa � la mia ricompensa, e sono pi� che soddisfatto. Ogni mio dubbio � stato fugato nel momento in cui ho visto Saphira levarsi in volo dal fumo delle Pianure Ardenti. Non so cosa fare con Helen, per�. Ma dimentico che non sono problemi tuoi e non dovrei sfogarmi con te.�</p><empty-line/><p> Eragon tocc� una pergamena con la punta dell'indice. �Allora dimmi che te ne fai di tutta questa carta. Sei diventato un copista?�</p><empty-line/><p> La domanda divert� Jeod. �Non direi proprio, anche se il mio lavoro � spesso altrettanto noioso. Poich� sono stato io a scoprire il passaggio segreto nel castello di Galbatorix a Ur�'baen e sono riuscito a portare con me alcuni dei libri rari che avevo nella mia biblioteca a Teirm, Nasuada mi ha affidato il compito di cercare altri punti deboli nelle diverse citt� dell'Impero. Se riuscissi a trovare qualche allusione a un tunnel sotterraneo che conduce dentro le mura di Dras-Leona, per esempio, ci risparmieremmo un inutile spargimento di sangue.�</p><empty-line/><p> �Dove stai cercando?�</p><empty-line/><p> �Ovunque.� Jeod scost� il ciuffo di capelli che gli scendeva sulla fronte. �Storie, miti, leggende, poemi, canzoni, trattati religiosi, gli scritti di Cavalieri, maghi, viandanti, folli, oscuri potentati, generali vari e chiunque possa essere a conoscenza di una porta nascosta o un meccanismo segreto o qualcosa di simile che possiamo sfruttare a nostro vantaggio. La quantit� di materiale da esaminare � immensa, perch� ogni citt� � stata eretta secoli fa e alcune risalgono addirittura a prima dell'arrivo degli esseri umani in Alaga�sia.�</p><empty-line/><p> �Pensi di riuscire a trovare qualcosa?�</p><empty-line/><p> �No, � improbabile. Di solito non si cava un ragno dal buco a tentare di svelare i segreti del passato. Ma se avessi abbastanza tempo, potrei anche farcela. Non ho dubbi che quanto sto cercando esiste; le citt� dell'Impero sono troppo antiche: � impossibile che non abbiano vie di accesso e di fuga clandestine. Ma che ne rimangano tracce scritte, e che tali resoconti siano in nostro possesso, � tutta un'altra questione. Chi � a conoscenza di botole nascoste e stratagemmi di siffatta natura di solito ha tutto l'interesse a tenere l'informazione per s�.� Jeod afferr� una manciata di fogli sulla branda e li avvicin� al viso, poi grugn� e li gett� da parte. �Sto cercando di risolvere indovinelli inventati da chi vuole che rimangano enigmi.�</p><empty-line/><p> Eragon e Jeod continuarono a parlare di altri argomenti meno importanti, poi comparve Helen con tre tazze fumanti di t� al trifoglio. Prendendo la sua, Eragon not� che la rabbia di prima sembrava svanita e si domand� se per caso la donna non avesse origliato la loro conversazione. Helen diede al marito la sua tazza e, da. qualche parte dietro Eragon, prese un piatto di metallo colmo di biscottini piatti e un vasetto di terracotta pieno di miele. Poi indietreggi� di qualche metro e si appoggi� al palo centrale, soffiando sul t� bollente.</p><empty-line/><p> Per educazione, Jeod attese che Eragon prendesse un biscotto dal piattino e lo addentasse, poi gli chiese: �A cosa devo l'onore, Eragon? Forse mi sbaglio, ma non credo che la tua sia solo una visita di piacere.�</p><empty-line/><p> Eragon bevve un sorso. �Dopo la battaglia delle Pianure Ardenti, ho promesso che ti avrei raccontato com'� morto Brom. Sono venuto per questo.�</p><empty-line/><p> Un grigio pallore si diffuse sulle guance esangui di Jeod. �Oh.�</p><empty-line/><p> �Se preferisci, non lo far� si affrett� a chiarire Eragon.</p><empty-line/><p> A fatica Jeod scosse la testa. �No, continua. � solo che mi hai colto di sorpresa.�</p><empty-line/><p> Vedendo che non chiedeva alla moglie di andarsene, Eragon non cap� se era il caso di continuare o meno, poi decise che non avrebbe fatto alcuna differenza se Helen o chiunque altro avesse ascoltato la storia. Con voce lenta e cauta, cominci� a narrare ci� che era successo da quando lui e Brom avevano lasciato la casa di Jeod. Descrisse l'incontro con la banda di Urgali, la ricerca dei Ra'zac a Dras-Leona, l'imboscata che quei mostruosi esseri deformi avevano teso loro fuori dalla citt� e l'agguato mortale ai danni di Brom, pugnalato dai Ra'zac messi in fuga da Murtagh.</p><empty-line/><p> Via via che raccontava le ultime ore di Brom, della gelida grotta di pietra arenaria in cui l'aveva assistito fino alla fine, del senso di disperazione che l'aveva assalito mentre lo guardava scivolare nell'oblio, del puzzo di morte che pervadeva l'aria secca, delle ultime parole di Brom, della tomba di pietra arenaria costruita con la magia e poi trasformata in un diamante puro da Saphira, Eragon sent� un nodo stringergli la gola.</p><empty-line/><p> �Se avessi avuto le conoscenze di adesso� disse, �avrei potuto salvarlo. Invece...� Incapace di finire la frase, si asciug� gli occhi e trangugi� il t�. Qualcosa di pi� forte non avrebbe guastato.</p><empty-line/><p> Jeod si lasci� sfuggire un sospiro. �Dunque � stata questa la fine di Brom. Ahim�, senza di lui stiamo tutti peggio. Per�, se avesse potuto scegliere, credo avrebbe voluto morire cos�, al servizio dei Varden, difendendo l'ultimo Cavaliere dei Draghi ancora libero.�</p><empty-line/><p> �Sapevi che anche lui era stato un Cavaliere?�</p><empty-line/><p> Jeod annu�. �I Varden me lo avevano detto prima che ci conoscessimo.�</p><empty-line/><p> �Mi sembrava piuttosto restio a parlare di s� osserv� Helen.</p><empty-line/><p> Jeod ed Eragon risero. �� vero� conferm� l'uomo. �Non mi sono ancora ripreso da quella volta in cui vi vidi, tu e lui, sulla soglia di casa mia. Brom faceva sempre di testa sua, ma quando ci siamo ritrovati a viaggiare insieme siamo diventati buoni amici. Ancora non riesco a capire perch� mi aveva lasciato credere di essere morto per... quanti, sedici anni? Diciassette? Comunque troppi. Inoltre, poich� fu lui a consegnare l'uovo di Saphira ai Varden dopo aver ucciso Morzan a Gil'ead, i Varden non avrebbero potuto dirmi che ce l'avevano loro senza rivelarmi che Brom era ancora vivo. E cos� ho trascorso quasi due decenni convinto che l'unica grande avventura della mia vita si fosse conclusa con un fallimento e che avessimo perso la sola speranza che un Cavaliere dei Draghi ci aiutasse a sconfiggere Galbatorix. Non � stato un peso facile da sopportare, te lo assicuro...�</p><empty-line/><p> Si pass� una mano sulla fronte. �Quando aprii la porta di casa e mi resi conto di chi avevo davanti, pensai che i fantasmi del passato fossero venuti a perseguitarmi. Brom disse che si era nascosto perch� era l'unico modo per sfuggire alla morte e riuscire cos� ad addestrare il nuovo Cavaliere non appena fosse comparso, ma la sua spiegazione non mi convinse mai fino in fondo. Perch� si era allontanato da quasi tutti quelli che conosceva o che gli volevano bene? Di cosa aveva paura? Cosa stava proteggendo?�</p><empty-line/><p> Accarezz� il manico della tazza. �Non ne ho le prove, ma ho il sospetto che Brom avesse scoperto qualcosa a Gil'ead mentre stava combattendo contro Morzan e il suo drago, qualcosa di cos� fondamentale da spingerlo a cambiare vita. � una congettura fantasiosa, lo ammetto, ma non riesco a capire perch� abbia deciso di nascondersi se non supponendo che sapesse qualcosa di cui non ha mai parlato ad anima viva, me compreso.�</p><empty-line/><p> Jeod fece un altro sospiro e si pass� una mano sul lungo volto. �Dopo aver passato tanti anni separati, speravo che io e lui potessimo tornare a cavalcare insieme, ma a quanto pare il fato aveva altri progetti. E perderlo una seconda volta, poche settimane dopo aver scoperto che era ancora vivo... il mondo mi ha giocato proprio uno scherzo crudele.� Helen pass� davanti a Eragon e si avvicin� al marito, sfiorandogli la spalla. Lui le fece un pallido sorriso e le cinse la vita sottile con un braccio. �Sono felice che tu e Saphira abbiate costruito per Brom un sepolcro da far invidia al re dei nani. Con tutto ci� che ha fatto per Alaga�sia, meritava questo e altro. Anche se ho il terribile sospetto che non appena qualche malintenzionato lo scoprir� non esiter� a profanarlo per rubare il diamante.�</p><empty-line/><p> �In quel caso, se ne pentir� amaramente� borbott� Eragon. Decise che sarebbe tornato sul luogo della sepoltura appena possibile, a scagliare incantesimi di protezione contro eventuali ladri. �E poi il ladro sar� troppo impegnato a raccogliere gigli d'oro per disturbare Brom.�</p><empty-line/><p> �Come?�</p><empty-line/><p> �Niente. Non � importante.� I tre continuarono a bere. Helen mordicchi� un biscotto. Poi Eragon chiese a Jeod: �Tu l'hai conosciuto, Morzan, vero?�</p><empty-line/><p> �S�, anche se sempre in situazioni tutt'altro che amichevoli.� �Com'era?�</p><empty-line/><p> �Come persona, dici? Non saprei, davvero, bench� abbia sentito parlare spesso delle atrocit� che ha commesso. Ogni volta che io e Brom lo incrociavamo sul nostro cammino, cercava di ucciderci. Anzi, di catturarci, torturarci e <emphasis>poi</emphasis> ucciderci: non mi sembrano i presupposti migliori per avviare uno stretto rapporto di amicizia, no?� Eragon era troppo assorto per rispondere alla battuta. Jeod cambi� posizione sul letto. �Come guerriero, invece, era terrificante. Se non ricordo male, abbiamo trascorso buona parte del nostro tempo in fuga da lui e dal suo drago. Non c'� niente di pi� spaventoso di un drago inferocito che ti d� la caccia.�</p><empty-line/><p> �Che aspetto aveva?�</p><empty-line/><p> �Mi sembri parecchio interessato a lui.�</p><empty-line/><p> Eragon batt� le palpebre. �Sono curioso. � stato l'ultimo dei Rinnegati a morire, e per mano di Brom. E adesso suo figlio � il mio nemico giurato.�</p><empty-line/><p> �Dunque, vediamo... Era alto, aveva le spalle larghe, i capelli scuri come le penne del corvo e gli occhi di colore diverso, uno azzurro e uno nero. Niente barba, e gli mancava la punta di un dito, ma non ricordo quale. Era un bell'uomo, s�, ma di una bellezza crudele e altera, ed era quando parlava che esibiva tutto il suo fascino. L'armatura era sempre lucente, che indossasse la cotta o il pettorale, come se non temesse di essere visto dai nemici, e non stento a credere che fosse davvero cos�. Quando rideva, sembrava che soffrisse.�</p><empty-line/><p> �E la sua compagna, Selena? Hai conosciuto anche lei?�</p><empty-line/><p> Jeod rise. �Se cos� fosse, oggi non sarei qui. Morzan pu� essere stato un abile spadaccino, un mago straordinario e un traditore assassino, ma a incutere vero terrore nelle persone era quella donna. Lui le affidava solo le missioni pi� ripugnanti, difficili o segrete, quelle che nessun altro avrebbe accettato di compiere. Era la sua Mano Nera, e la sua presenza annunciava sempre morte imminente, torture, tradimenti e chiss� quali altri orrori.� Sentendo Jeod descrivere sua madre in quel modo, Eragon fu colto dalla nausea. �Era implacabile, non provava piet� n� compassione. Correva voce che, quando aveva offerto a Morzan i suoi servigi, lui l'avesse messa alla prova. Prima le aveva insegnato a pronunciare la parola "guarire" nell'antica lingua - oltre che una guerriera era anche una strega, sai? - e poi l'aveva opposta a dodici uomini armati di spada, scelti tra i suoi migliori soldati.�</p><empty-line/><p> �Come riusc� a sconfiggerli?�</p><empty-line/><p> �Con un incantesimo fece loro dimenticare la paura, l'odio e tutti gli altri sentimenti che spingono un uomo a uccidere. Poi, mentre se ne stavano l� a sorridersi come sciocchi pecoroni, li sgozz�... Ti senti bene, Eragon? Sei pallido come un cadavere.�</p><empty-line/><p> �S�, sto bene. Cos'altro ricordi?�</p><empty-line/><p> Jeod tamburell� con le dita sul fianco della tazza. �Di Selena? Davvero poco. � sempre stata un enigma. Fino a pochi mesi prima che Morzan morisse, nessuno oltre a lui conosceva il suo vero nome. Per tutti era la Mano Nera; Galbatorix si � ispirato a lei quando ha creato la sua rete di spie, assassini e maghi che conducono i loschi traffici dell'Impero. Perfino tra i Varden solo uno sparuto gruppo di persone conosceva il suo nome, ma ormai sono quasi tutti sottoterra. Ricordo che fu Brom a scoprirne la vera identit�. Prima che andassi a riferire ai Varden del passaggio segreto per il castello di Ilirea, che gli elfi costruirono millenni or sono e che Galbatorix ha ampliato fino a formare la nera cittadella che adesso domina Ur�'baen, Brom sorvegliava da tempo la propriet� di Morzan nella speranza di individuare qualche punto debole fino ad allora rimasto nascosto... Credo che sia riuscito a penetrare nel suo palazzo spacciandosi per un servo. Fu allora che scopr� tutto su Selena. Eppure non capimmo mai perch� fosse cos� legata a Morzan. Forse lo amava. Gli � sempre stata fedelissima, fino in punto di morte. Poco dopo che Brom ebbe ucciso Morzan, ai Varden giunse voce che si fosse ammalata. Come se il falco fosse cos� affezionato al padrone che l'aveva addestrato da non poter vivere senza di lui.�</p><empty-line/><p><emphasis>Proprio fedelissima non direi, </emphasis>pens� Eragon. <emphasis>Ha sfidato Morzan per il mio bene, anche se poi ha perso la vita per questo. Oh, se fosse riuscita a liberare anche Murtagh... </emphasis>Quanto al resoconto poco edificante di Jeod, Eragon scelse di credere che Morzan avesse traviato la natura essenzialmente buona di Selena. Non poteva accettare che entrambi i suoi genitori fossero malvagi, o sarebbe impazzito.</p><empty-line/><p> �Lo amava� rispose, fissando il torbido fondo della tazza. �All'inizio, di sicuro; forse alla fine un po' meno. Murtagh � suo figlio.�</p><empty-line/><p> Jeod inarc� un sopracciglio. �Davvero? Te l'avr� detto lui stesso, suppongo.� Eragon annu�. �Be', questo spiega molte cose. La madre di Murtagh... Sono sorpreso che Brom non mi abbia mai svelato quel segreto.�</p><empty-line/><p> �Morzan fece tutto il possibile per nascondere l'esistenza di Murtagh perfino agli altri Rinnegati.�</p><empty-line/><p> �Conoscendo la storia di quei furfanti traditori e affamati di potere � probabile che gli abbia salvato la vita. Peccato.�</p><empty-line/><p> Tra di loro si insinu� il silenzio, come un timido animale pronto a fuggire al minimo movimento. Eragon continu� a guardare dentro la tazza. Era assillato da una quantit� di domande, ma sapeva che n� Jeod n� nessun altro avrebbe potuto rispondere: perch� Brom si era nascosto a Carvahall? Per vegliare su Eragon, il figlio del suo pi� acerrimo nemico? Era stato uno scherzo crudele dargli Zar'roc, la spada di suo padre? E perch� Brom non gli aveva detto la verit� sui suoi genitori? Strinse la tazza con pi� forza e, senza volerlo, la mand� in frantumi.</p><empty-line/><p> A quel rumore improvviso trasalirono tutti e tre.</p><empty-line/><p> �Aspetta, ti aiuto� disse Helen, correndogli incontro e tamponandogli la tunica con uno straccio. Imbarazzato, Eragon si scus� pi� volte, e i suoi ospiti lo rassicurarono dicendogli di non preoccuparsi, che non era nulla di grave.</p><empty-line/><p> Mentre Helen raccoglieva i cocci di terracotta, Jeod cominci� a rovistare tra i cumuli di libri, pergamene e fogli che coprivano il letto, poi disse: �Ah, per poco non me ne dimenticavo. Ho una cosa per te, Eragon, che potrebbe rivelarsi utile. Se solo riuscissi a trovarla...� Con un grido di gioia si raddrizz� sventolando un libro, che consegn� al giovane.</p><empty-line/><p> Era il <emphasis>Domia abr Wyrda, </emphasis>il <emphasis> Dominio del Fato, </emphasis>la storia di Alaga�sia scritta da Heslant il Monaco. Eragon l'aveva visto per la prima volta nella biblioteca di Jeod a Teirm, e non si aspettava di poterlo ammirare ancora. Assaporando la sensazione, pass� le mani sulla copertina di pelle intarsiata, lisa, poi apr� il libro e ammir� le ordinate file di rune scritte in lucido inchiostro rosso. Impressionato dall'immensa quantit� di conoscenza che reggeva tra le mani, Eragon gli chiese: �Davvero vuoi che lo tenga io?�</p><empty-line/><p> �S� disse Jeod, facendosi da parte mentre Helen recuperava un frammento di tazza da sotto il letto. �Credo che potresti trarne vantaggio. Sei coinvolto in eventi che sono storia, Eragon, e le difficolt� che stai affrontando hanno radici lontane, che risalgono a fatti occorsi decenni, secoli, millenni fa. Se fossi in te, coglierei ogni opportunit� per imparare la lezione che la storia ha da insegnarci: potrebbe aiutarti a risolvere i tuoi problemi di oggi. Per quanto mi riguarda, leggere i resoconti del passato mi ha dato spesso il coraggio e l'acume necessari a scegliere la giusta via.�</p><empty-line/><p> Eragon ardeva dal desiderio di accettare il dono, tuttavia esit�. �Brom diceva che il <emphasis>Domia abr Wyrda </emphasis>era l'oggetto di maggior valore che avevi in casa. E il pi� raro... E poi che ne sar� del tuo lavoro? Non ti serve per le tue ricerche?�</p><empty-line/><p> �S�, � un libro raro e di immenso valore� convenne Jeod, �ma solo entro i confini dell'Impero, perch� Galbatorix ne brucia ogni copia che trova e manda alla forca gli sfortunati proprietari. Qui all'accampamento i cortigiani di re Orrin me ne hanno gi� rifilate sei copie, e direi che questo non si possa definire un importante centro culturale. Tuttavia non me ne separo a cuor leggero, ma solo perch� tu possa farne un uso migliore di quanto riuscirei a fare io. I libri devono andare dove sono pi� apprezzati e non restare silenziosi a impolverarsi su mensole abbandonate, non trovi?�</p><empty-line/><p> �Giusto.� Eragon chiuse il volume e di nuovo segu� con le dita l'intricato profilo della scritta sulla copertina, affascinato dai contorti ghirigori intagliati nella pelle. �Grazie. Lo custodir� come un tesoro finch� sar� in mio possesso.� Jeod chin� il capo e si appoggi� alla parete della tenda con aria soddisfatta. Eragon volt� il libro ed esamin� l'iscrizione sul dorso. �A che ordine religioso apparteneva Heslant?�</p><empty-line/><p> �A una piccola setta segreta chiamata Arcaena, originaria della zona vicino a Kuasta. Il loro ordine, che sopravvive da almeno cinque secoli, crede che ogni forma di conoscenza sia sacra.� Un accenno di sorriso diede ai lineamenti di Jeod un'espressione misteriosa. �Si occupano di raccogliere ogni informazione possibile e di proteggerla in attesa di un'epoca in cui, secondo loro, si abbatter� una non meglio precisata catastrofe che distrugger� ogni traccia di civilizzazione in Alaga�sia.�</p><empty-line/><p> �Mi pare una religione un po' strana� comment� Eragon.</p><empty-line/><p> �Non sono tutte cos�, viste da fuori?� ribatt� Jeod.</p><empty-line/><p> �Anch'io ho un regalo per te. Be', in realt� � per tua moglie.� Helen inclin� la testa da un lato e aggrott� le sopracciglia con fare interrogativo. �Tu vieni da una famiglia di commercianti, vero?� La donna fece cenno di s� con il capo. �Anche tu avevi fiuto per gli affari?�</p><empty-line/><p> Un lampo balen� negli occhi della donna. �Quando mio padre mor�, se non avessi sposato <emphasis>lui� </emphasis> - e indic� Jeod con un gesto della spalla - �avrei ereditato l'attivit� di famiglia. Sono figlia unica, mio padre mi ha insegnato tutto ci� che sapeva.�</p><empty-line/><p> Era quello che Eragon sperava. �Hai detto di essere soddisfatto della tua vita qui con i Varden, no?� chiese poi a Jeod.</p><empty-line/><p> �Nel complesso s�.�</p><empty-line/><p> �Capisco. Per� hai rischiato tanto aiutando me e Brom, e ancora di pi� Roran e gli altri abitanti di Carvahall.�</p><empty-line/><p> �I Pirati di Palancar.�</p><empty-line/><p> Eragon ridacchi�, poi prosegu�. �Senza il tuo intervento, di sicuro l'Impero li avrebbe catturati. E a causa del tuo atto di ribellione hai perso quanto di pi� caro avevi a Teirm.�</p><empty-line/><p> �L'avremmo perso comunque. Ero in bancarotta e i Gemelli mi hanno tradito. Era solo questione di tempo prima che Lord Risthart mi facesse arrestare.�</p><empty-line/><p> �Forse; comunque hai aiutato Roran. Chi pu� biasimarti se nel contempo pensavi a salvarti la pelle? Resta il fatto che hai rinunciato alla tua vita a Teirm per rubare <emphasis>l'Ala di Drago </emphasis>con Roran e gli altri abitanti. E ti sar� sempre grato per il tuo sacrificio. Questo � il mio ringraziamento...�</p><empty-line/><p> Eragon pass� un dito sotto la cintura, estrasse la seconda delle tre sfere d'oro e la consegn� a Helen, che la prese fra le mani con dolcezza, come se fosse un pulcino di pettirosso. Mentre la fissava meravigliata e Jeod tendeva il collo per sbirciare, Eragon disse: �Non � una fortuna, ma se sarete accorti, riuscirete a farla fruttare. Ci� che ha fatto Nasuada con il pizzo mi ha insegnato che la guerra offre ottime occasioni per arricchirsi.�</p><empty-line/><p> �Oh, s� replic� Helen, senza fiato. �Le guerre sono la delizia dei mercanti.�</p><empty-line/><p> �Per esempio, ieri sera a cena Nasuada mi ha riferito che i nani sono a corto di idromele e, come potrai immaginare, hanno i mezzi per comprarne tutti i barili che vogliono, anche se il prezzo fosse mille volte pi� alto di prima della guerra. Ma il mio � solo un suggerimento. Se vi date da fare, potreste trovare altra gente pi� avida ancora di loro con cui entrare in affari.�</p><empty-line/><p> Quando Helen corse ad abbracciarlo, Eragon fece un passo indietro, barcollando. I capelli di lei gli solleticarono il collo. All'improvviso intimidita, Helen si allontan�, poi fu pervasa dall'eccitazione di prima, port� la sfera color miele davanti al naso e disse: �Grazie, Eragon! Oh, grazie!� Indic� l'oro. �So come utilizzarlo. Con questo costruir� un impero perfino pi� grande di quello di mio padre.� Fece sparire la sfera scintillante nel pugno chiuso. �Tu credi che la mia ambizione superi le mie capacit�? Aspetta e vedrai. Non fallir�!�</p><empty-line/><p> Eragon le fece un inchino. �Spero che trarremo tutti beneficio dal tuo successo.�</p><empty-line/><p> Helen si inchin� a sua volta e gli rispose: �Sei molto generoso, Ammazzaspettri. Grazie ancora.� Eragon not� che le si tendevano i muscoli del collo.</p><empty-line/><p> �S�, grazie� intervenne Jeod, alzandosi dal letto. �Non credo che ce lo meritiamo� - Helen gli scocc� un'occhiata furiosa, che lui ignor� - �ma lo apprezziamo molto.�</p><empty-line/><p> Improvvisando, Eragon aggiunse: �C'� un regalo anche per te, Jeod, non da parte mia, ma di Saphira. Non appena avrete entrambi un paio d'ore libere, ha accettato di portarti a fare un giro.� Dividere Saphira con altri lo addolorava e sapeva che lei si sarebbe indispettita perch� non l'aveva consultata prima di offrire i suoi servigi a qualcuno, ma dopo aver dato l'oro a Helen si sarebbe sentito in colpa se non avesse offerto a suo marito qualcosa di pari valore.</p><empty-line/><p> Un velo di lacrime offusc� gli occhi di Jeod. Afferr� la mano di Eragon e gliela strinse, poi, senza lasciarla, disse: �Non posso immaginare un onore pi� grande. Grazie. Non sai quanto hai fatto per noi.�</p><empty-line/><p> Divincolandosi dalla stretta, Eragon raggiunse a passo lento l'ingresso della tenda, scusandosi con pi� garbo possibile e congedandosi. Alla fine, dopo un'altra tornata di ringraziamenti da parte degli ospiti e un suo modesto: �Non ho fatto proprio niente�, riusc� a fuggire.</p><empty-line/><p> Fuori, sollev� il <emphasis>Domia abr Wyrda </emphasis>e poi osserv� il sole. Saphira sarebbe tornata a breve, ma c'era ancora tempo per sbrigare un'altra faccenda. Prima per� doveva tornare nella sua tenda; non voleva rischiare di sciupare il libro portandolo con s� per tutto l'accampamento.</p><empty-line/><p><emphasis>Possiedo un libro, </emphasis>pens�, al settimo cielo.</p><empty-line/><p> Si avvi� di buon passo, stringendo il volume al petto, seguito a ruota da Bl�dhgarm e dagli altri elfi.</p><p><strong>MI SERVE UNA SPADA! </strong></p><p>Nascosto il <emphasis>Domia abr Wyrda </emphasis>al sicuro nella sua tenda, Eragon and� nell'armeria dei Varden, un grande padiglione a cielo aperto zeppo di rastrelliere cariche di lance, spade, picche, archi e balestre. C'erano casse di legno traboccanti di scudi e armature di cuoio. Le cotte, le tuniche, le cuffie e i gambali pi� costosi erano appesi a ganci di legno. Centinaia di elmi conici scintillavano come argento lustro. Balle di frecce erano allineate lungo il perimetro e tra loro sedevano una ventina di arcieri, o forse pi�, impegnati a riparare i pennacchi danneggiati durante la battaglia delle Pianure Ardenti. Un flusso costante di uomini entrava e usciva di corsa: chi portava armi e cotte a far sistemare, chi nuove reclute da equipaggiare, chi trasportava attrezzature varie da una parte all'altra dell'accampamento. Sembrava che gridassero tutti a squarciagola. E nel bel mezzo di quel caos Eragon scorse la persona che sperava di incontrare: Fredric, il maestro d'armi dei Varden.</p><p>Si avvi� verso di lui, Bl�dhgarm al suo fianco. Non appena furono sotto il tetto di tela, tutti i presenti ammutolirono, gli occhi fissi sui due nuovi arrivati. Poi ripresero le loro attivit�, ma pi� svelti e a voce pi� bassa.</p><p>Alzando un braccio in segno di benvenuto, Fredric corse loro incontro. Come sempre indossava l'irsuta corazza di pelle di bue che puzzava quasi quanto l'animale vivo, e a tracolla sulla schiena aveva un'immensa spada a doppia impugnatura; l'elsa gli spuntava dalla spalla destra. �Ammazzaspettri!� ringhi�. �Come posso aiutarti in questo bel pomeriggio?�</p><p> �Mi serve una spada.�</p><p>Dalla folta barba di Fredric spunt� un sorriso. �Ah, mi chiedevo se saresti mai venuto a trovarmi per questo. Quando sei partito per l'Helgrind senza una lama, ho pensato che di certe cose potessi ormai fare a meno, e che per combattere ti bastasse la magia.�</p><p>�No, non ancora.�</p><empty-line/><p> �Be', non posso dire che mi dispiaccia. Una buona spada fa comodo a chiunque, per quanto abile con gli incantesimi. Alla fine si risolve tutto a colpi di acciaio. Aspetta e vedrai: questa lotta contro l'Impero si concluder� solo quando la punta di una spada trafigger� il cuore maledetto di Galbatorix. Eh, scommetterei la paga di un mese che perfino lui ha una spada, e la usa eccome, anche se � capace di sventrarci tutti come pesci solo schioccando le dita. La sensazione di stringere nel pugno del buon acciaio � impareggiabile.�</p><empty-line/><p> Mentre parlava, Fredric li condusse verso una fila di spade separate dalle altre. �Che tipo di spada stai cercando?� gli chiese. �Se ben ricordo, quella che avevi prima, Zar'roc, era a una mano. Con una lama ampia circa due pollici - dei miei, si intende - e la forma adatta sia per il colpo di taglio sia per la stoccata, giusto?� Eragon annu�, e il maestro d'armi grugn� e prese a tirar fuori dalla rastrelliera una spada dopo l'altra; dopo averle fatte roteare in aria, le riponeva, insoddisfatto. �Le lame degli elfi di solito sono meno spesse e pi� leggere delle nostre o di quelle dei nani per gli incantesimi che impongono all'acciaio. Se le nostre fossero sottili come le loro, non durerebbero pi� di un minuto in battaglia prima di piegarsi, rompersi o scheggiarsi tanto da non servire pi� nemmeno per tagliare un formaggio morbido.� Scocc� una rapida occhiata a Bl�dhgarm. �Non � cos�, elfo?�</p><empty-line/><p> �� come dici tu, umano� rispose lui con voce perfettamente modulata.</p><empty-line/><p> Fredric annu� e osserv� il bordo di un'altra spada, poi sbuff� e la rimise al suo posto. �� probabile che qualunque spada tu scelga sia pi� pesante di quella a cui eri abituato. Non dovrebbe essere un grosso problema per te, Ammazzaspettri, ma potrebbe diminuire la velocit� degli affondi.�</p><empty-line/><p> �Grazie per l'avvertimento� disse Eragon.</p><empty-line/><p> �Figurati� rispose Fredric. �Sono qui apposta per evitare ai Varden di farsi sterminare e per aiutarli a far fuori il maggior numero possibile di maledetti soldati di Galbatorix. � un bel lavoro.� Poi pass� a un'altra rastrelliera, nascosta dietro una pila di scudi rettangolari. �Trovare la spada giusta per ognuno � di per s� un'arte. Devi sentirla come un'estensione del tuo braccio, come se ti fosse spuntata dalla carne. Non devi pensare prima di usarla, ma farti guidare dall'istinto, come fa un'egretta con il becco o un drago con gli artigli. La spada perfetta � l'incarnazione del tuo intento: fa ci� che vuoi.�</p><empty-line/><p> �Sembri un poeta.�</p><empty-line/><p> Con espressione modesta, Fredric si strinse nelle spalle. �Sono ventisei anni che scelgo le armi per uomini pronti a marciare in combattimento. Dopo un po' � un lavoro che ti entra nelle ossa e ti induce a concentrarti su pensieri come il fato e il destino. "Chiss� se quel ragazzo che ho congedato con un'alabarda sarebbe ancora vivo se invece gli avessi dato una mazza": cose del genere, insomma.� Fredric indugi� con la mano sulla spada al centro della rastrelliera e guard� Eragon. �Preferisci combattere con o senza scudo?�</p><empty-line/><p> �Con. Ma non ce la faccio a reggerlo tutto il tempo. E quando mi attaccano, sembra che non ce ne sia mai uno a portata di mano.�</p><empty-line/><p> Fredric tamburell� sull'elsa della spada e si mordicchi� la punta della barba. �Uff... Dunque ti serve una spada con cui difenderti anche senza avere altre armi, ma che non sia troppo lunga e vada bene per qualunque tipo di scudo, rotondo o rettangolare che sia. Ovvero una spada di medie dimensioni, facile da maneggiare con una mano sola. E poi dev'essere adatta per ogni occasione, abbastanza elegante per una cerimonia di incoronazione e tanto solida da respingere una banda di Kull.� Fece una smorfia. �Ci� che ha fatto Nasuada, allearsi con quei mostri, � contro natura. Non pu� funzionare. Noi e loro non siamo fatti per stare insieme...� Si riscosse. �� un peccato che ti serva una spada sola. O mi sbaglio?�</p><empty-line/><p> �No. Io e Saphira siamo sempre in viaggio e non ne possiamo portare con noi cinque o sei.�</p><empty-line/><p> �Suppongo che tu abbia ragione. E poi non ci si aspetta che un guerriero come te ne abbia pi� d'una. � la maledizione del nome, come la chiamo io.�</p><empty-line/><p> �Sarebbe?�</p><empty-line/><p> �Ogni grande guerriero brandisce una spada che ha un nome, e dico spada perch� di solito � quella l'arma prediletta� gli spieg�. �O lo sceglie lui oppure, dopo aver dimostrato la propria abilit� in qualche straordinaria impresa, lo scelgono i bardi. Da l� in poi � costretto a usare sempre quella, perch� tutti si aspettano di vederlo con quella. Se si presenta in battaglia senza, i suoi compagni d'armi gli chiederanno dov'� e si domanderanno se per caso si vergogna del proprio successo o se li insulta rifiutando le lodi che gli hanno tributato. Perfino i suoi nemici possono rifiutarsi di combattere se non brandisce la sua blasonata lama. Aspetta e vedrai; non appena combatterai contro Murtagh o farai qualcos'altro di memorabile con la tua nuova spada, i Varden insisteranno per darle un nome. E da quel momento si aspetteranno di vedertela sempre alla cintura.� Mentre procedeva verso la terza rastrelliera, Fredric continu�: �Non avrei mai creduto di essere cos� fortunato da aiutare un Cavaliere a scegliere un'arma. Che occasione! � il momento pi� alto della mia carriera da quando sono con i Varden.�</p><empty-line/><p> Scelse una spada e la consegn� a Eragon, che la soppes� puntandola in alto e quindi in basso, e poi scosse la testa; la forma dell'elsa non si adattava alla sua mano. Il maestro d'armi non sembrava deluso; al contrario, quel rifiuto parve rianimarlo, poich� la sfida lo solleticava. Gliene mostr� un'altra, ma Eragon scosse di nuovo la testa; il baricentro era troppo spostato in avanti per i suoi gusti.</p><empty-line/><p> �Quello che mi preoccupa � che, qualsiasi spada io ti dia, dovr� sopportare impatti violenti, capaci di distruggere una lama normale� disse Fredric, tornando alla rastrelliera. �A te serve un'arma forgiata da un nano. Eccezion fatta per gli elfi, i loro fabbri sono i pi� abili; anzi, a volte sono anche meglio.� Lo guard� di sottecchi. �Ma sto facendo le domande sbagliate! Come ti hanno insegnato a parare le stoccate? Lama contro lama? Mi sembra di ricordare che tu abbia fatto qualcosa di simile quando hai sfidato Arya nel Farthen D�r.�</p><empty-line/><p> Eragon si accigli�. �E allora?�</p><empty-line/><p> �E allora?� Fredric rise sguaiato. �Non per mancarti di rispetto, Ammazzaspettri, ma se colpisci una lama nemica di taglio, rovinerai sia la sua arma che la tua. Forse con una spada incantata come Zar'roc non era un problema, ma con quelle che ho io s�, a meno che tu non voglia cambiare arma dopo ogni battaglia.�</p><empty-line/><p> A Eragon balen� in mente l'immagine dei bordi scheggiati della spada di Murtagh e si arrabbi� con se stesso per aver dimenticato una cosa tanto ovvia. Si era abituato a Zar'roc, che non si spuntava mai, non mostrava mai segni di usura e, per quanto ne sapeva lui, era immune a gran parte degli incantesimi. Non era nemmeno sicuro che la spada di un Cavaliere si potesse distruggere. �Per quello non devi preoccuparti; la protegger� con la magia. Allora, devo aspettare tutto il giorno per avere ci� che mi serve?�</p><empty-line/><p> �Un'altra domanda, Ammazzaspettri. La tua magia durer� per sempre?�</p><empty-line/><p> Eragon si accigli� ancora di pi�. �Dato che me lo chiedi, no. C'� solo un'elfa che conosce i segreti delle spade dei Cavalieri, ma non ha voluto condividerli con me. L'unica cosa che posso fare io � trasferire nella spada una certa quantit� di energia per impedire che venga danneggiata, almeno finch� non arriva il colpo di grazia; a quel punto la spada torner� allo stato originario e con ogni probabilit� mi si frantumer� tra le mani alla prima occasione.�</p><empty-line/><p> Fredric si gratt� la barba. �Ti prendo in parola, Ammazzaspettri. Dunque, fammi capire: a furia di colpire soldati, l'incantesimo si consumer�, e pi� forte colpisci, prima accadr�, giusto?�</p><empty-line/><p> �Giusto.�</p><empty-line/><p> �Allora dovrai evitare di combattere lama contro lama, perch� in quel caso l'incantesimo si consumer� pi� in fretta che con qualunque altro affondo.�</p><empty-line/><p> �Non ho tempo, Fredric� tagli� corto Eragon, che stava perdendo la pazienza. �Non ho tempo di imparare una diversa tecnica di combattimento. L'Impero potrebbe attaccare da un momento all'altro. Devo concentrarmi ed esercitarmi su quello che so gi� fare, non cercare di padroneggiare una nuova serie di mosse.�</p><empty-line/><p> Fredric batt� le mani. �Allora so io che cosa fa per te!� Raggiunse una cassa piena di armi e cominci� a rovistare, parlottando tra s�. �Prima questa... s�... poi quella... e poi vediamo come siamo messi.� Dal fondo estrasse un'enorme mazza nera con l'impugnatura flangiata.</p><empty-line/><p> Fredric la sfreg� con una nocca. �Con questa puoi rompere una spada, aprire in due armature e fracassare elmi. Niente potr� scalfirla.�</p><empty-line/><p> �Ma � un bastone� protest� Eragon. �Un bastone di ferro.�</p><empty-line/><p> �E allora? Con la tua forza, puoi farla roteare come se fosse leggera quanto una canna. Con quest'arma seminerai il terrore sui campi di battaglia, fidati.�</p><empty-line/><p> Eragon scosse la testa. �No. Non mi piace distruggere tutto ci� che incontro. E poi se avessi avuto una mazza invece di una spada non avrei mai potuto uccidere Durza trafiggendogli il cuore.�</p><empty-line/><p> �Allora mi resta un'ultima alternativa, a meno che tu non insista per avere una spada tradizionale.� Fredric prese un'arma da un'altra sezione del padiglione e la port� a Eragon. Era un falcione, una spada diversa da quelle a cui era abituato, bench� ne avesse gi� viste di simili tra i Varden. Aveva un pomello lustro, tondo, lucente come una moneta d'argento; una corta impugnatura di legno ricoperta di pelle nera; una guardia crociata curva decorata con una fila di rune dei nani; una lama singola lunga quanto il suo braccio, con una sottile scanalatura su ciascun profilo, vicina al lato piatto. La lama del falcione da un lato correva dritto; dall'altro, a circa sei pollici dalla fine, disegnava una sorta di piccolo spuntone, per poi curvare dolcemente verso la punta, aguzza come uno spillo. Con quella forma, le probabilit� che la punta si piegasse o si spezzasse penetrando in un'armatura erano ridotte al minimo; inoltre l'estremit� del falcione ricordava una zanna. A differenza di una spada a doppio taglio, il falcione era fatto per essere impugnato con la lama e la guardia crociata perpendicolari al terreno. L'aspetto pi� curioso, per�, erano gli ultimi sei pollici della lama, compreso il bordo, che era grigio perla, pi� scuro del resto dell'acciaio, e lucido come uno specchio. Il confine tra le due parti non era netto: somigliava a una sciarpa di seta che fluttua al vento.</p><empty-line/><p> Eragon indic� la banda grigia. �� la prima volta che mi capita di vederne una. Cos'�?�</p><empty-line/><p> �Il thriknzdal� rispose Fredric. �L'hanno inventato i nani. Temprano il profilo e la spina separatamente. Il filo � resistentissimo, pi� di tutte le nostre lame messe insieme. Il centro della spada e il dorso poi li ritemprano, cos� che il retro del falcione sia pi� morbido, abbastanza da piegarsi e flettersi e sopportare l'impatto dei colpi senza rompersi come una lima ghiacciata.�</p><empty-line/><p> �Tutte le spade dei nani sono cos�?�</p><empty-line/><p> Fredric scosse la testa. �Solo quelle a lama singola e le pi� belle a lama doppia.� Esit�, e il suo sguardo trad� incertezza. �Capisci perch� ho scelto questa spada per te, vero, Ammazzaspettri?�</p><empty-line/><p> S�, Eragon lo capiva. Con la lama alla giusta angolazione rispetto al terreno, a meno che non decidesse di proposito di inclinare il polso, ogni colpo dell'avversario avrebbe colpito il lato piatto, risparmiando cos� il profilo per il contrattacco. Per brandire il falcione nel giusto modo occorreva modificare appena la sua tecnica di combattimento.</p><empty-line/><p> Usc� dalla tenda e si mise in posizione. Fece roteare il falcione sopra la testa, lo abbatt� sull'elmo di un nemico immaginario, si volse e fece un affondo, schiv� una lancia invisibile, comp� un balzo di sei iarde a sinistra, una mossa abile ma poco pratica, poi si pass� l'arma dietro la schiena, spostandola da una mano all'altra. Con il respiro e il battito del cuore pi� regolari che mai, torn� da Fredric e Bl�dhgarm, che lo stavano aspettando. Era colpito dalla rapidit� e dall'equilibrio del falcione. Niente a che vedere con Zar'roc, certo; ma comunque era una spada superba.</p><empty-line/><p> �Ottima scelta� dichiar�.</p><empty-line/><p> Fredric tuttavia colse in lui una certa reticenza e infatti rispose: �Per� non sei del tutto soddisfatto, Ammazzaspettri.�</p><empty-line/><p> Eragon fece roteare il falcione, poi abbozz� una smorfia. �Vorrei solo non somigliasse tanto a un coltellaccio per scuoiare gli animali. Mi sento un po' ridicolo.�</p><empty-line/><p> �Ah, se i tuoi amici rideranno di te non badarci. Dopo che avrai mozzato loro la testa, non lo faranno pi�, vedrai.�</p><empty-line/><p> Divertito, Eragon annu�. �Lo prendo.�</p><empty-line/><p> �Un momento, allora� disse Fredric, e scomparve nel padiglione, poi torn� con un fodero decorato di ghirigori d'argento. Glielo consegn� e gli chiese: �Sei capace di affilare una spada, Ammazzaspettri? Con Zar'roc non ce n'era bisogno, vero?�</p><empty-line/><p> �No� ammise Eragon, �ma con la cote ci so fare. So affilare un coltello finch� non � cos� aguzzo da spaccare un capello in due. E posso sempre usare la magia, se necessario.�</p><empty-line/><p> Fredric grugn� e si diede una pacca sulle cosce, facendo cadere dai gambali una dozzina di peli di bue. �No, no, una spada con il profilo affilato come un rasoio � da evitare. La smussatura deve essere spessa e resistente. Un guerriero si deve occupare al meglio del proprio equipaggiamento, compreso affilare la spada!�</p><empty-line/><p> Poi insist� per procurargli una nuova cote e, seduto per terra accanto al padiglione, gli mostr� come ottenere un filo adatto alla battaglia. Quando fu soddisfatto dei progressi di Eragon, disse: �Puoi combattere con un'armatura arrugginita e con l'elmo ammaccato, ma se vuoi veder sorgere il sole l'indomani, non combattere mai con una spada poco affilata. Se sei sopravvissuto a una battaglia e sei stanco come se avessi appena scalato i Monti Beor e la tua spada non � affilata quanto questa, non importa se ti senti male: appena ne hai la possibilit� fermati, prendi la cote e affilala. La tua spada viene prima di ogni altra cosa; proprio come ti prenderesti cura del tuo cavallo o di Saphira prima di dedicarti a te stesso. Perch� senza di essa per i tuoi nemici non sei altro che una facile preda.�</p><empty-line/><p> Quando il maestro d'armi ebbe finito di dare a Eragon tutte le istruzioni del caso, ormai erano seduti al sole del tardo pomeriggio da pi� di un'ora. Un'ombra fresca fluttu� sopra di loro, poi Saphira atterr� l� vicino.</p><empty-line/><p><emphasis>Hai aspettato, </emphasis>le disse Eragon. <emphasis>Hai aspettato di proposito! Avresti potuto salvarmi secoli fa, invece mi hai lasciato qui ad ascoltare Fredric blaterare di pietre d'acqua e coti, e spiegarmi se l'olio di semi di lino � meglio del grasso fuso per proteggere il metallo dall'acqua.</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> Ed � davvero meglio?</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> Assolutamente no, solo puzza meno. Ma non ha importanza! Perch� mi hai abbandonato a questo supplizio?</emphasis></p><empty-line/><p> Saphira gli strizz� l'occhio con indolenza. <emphasis>Non esagerare. Supplizio? Se non ci prepariamo a dovere, io e te dovremo affrontare supplizi ben pi� gravi. Mi sembrava importante che ascoltassi ci� che aveva da dire quell'uomo dai vestiti maleodoranti.</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> Be', forse s�, </emphasis>ammise Eragon. La dragonessa inarc� il collo e si lecc� gli artigli della zampa destra.</p><empty-line/><p> Dopo aver ringraziato Fredric ed essersi congedato da lui, Eragon si accord� con Bl�dhgarm per incontrarsi pi� tardi, leg� il falcione alla cintura di Beloth il Savio e si arrampic� sul dorso di Saphira. Lanci� un grido e la dragonessa rugg� mentre batteva le ali e saliva in cielo.</p><empty-line/><p> A Eragon vennero le vertigini, cos� si aggrapp� alla punta cervicale e osserv� le persone e le tende sotto di loro rimpicciolire fino a ridursi a versioni piatte e minuscole di se stesse. Dall'alto l'accampamento era una griglia di piramidi grigie con la facciata rivolta a est in ombra: sembrava una scacchiera. Le fortificazioni che correvano lungo tutto il perimetro spuntavano dal terreno come gli aculei di un istrice e le punte bianche dei pali in lontananza splendevano alla luce obliqua del sole. La cavalleria di re Orrin era una brulicante massa di puntini nel quadrante a nord-ovest. A est, invece, c'erano le tende degli Urgali, basse e scure sul pianoro ondulato.</p><empty-line/><p> Salirono ancora pi� su.</p><empty-line/><p> L'aria pura e gelida gli pungeva le guance e gli bruciava nei polmoni. Eragon inspirava solo a piccole boccate. Accanto a loro fluttuava una densa colonna di nubi, che sembravano solide come panna montata. Saphira le gir� tutt'intorno a spirale; la sua ombra frastagliata sfrecci� fino alla punta della colonna. Quando passarono vicino alla nuvola, la condensa accec� Eragon per qualche istante, riempiendogli il naso e la bocca di fredde goccioline. Lui trattenne il fiato e si asciug� il viso.</p><empty-line/><p> Oltrepassarono anche le nubi.</p><empty-line/><p> Un'aquila rossa li super�, gridando.</p><empty-line/><p> Saphira cominci� a sentirsi affaticata, e a Eragon girava la testa. La dragonessa cess� di battere le ali e sfrutt� una corrente ascensionale dopo l'altra, mantenendo un'altitudine costante.</p><empty-line/><p> Eragon guard� gi�. Erano cos� in alto che ormai un centinaio di piedi in pi� o in meno non avrebbero fatto differenza: le cose sulla terra non sembravano pi� nemmeno vere. L'accampamento dei Varden era una scacchiera dalla forma irregolare suddivisa in minuscoli rettangoli grigi e neri. Il fiume Jiet era una corda d'argento contornata di tasselli verdi. A sud, le nubi sulfuree che si levavano dalle Pianure Ardenti formavano una catena di scintillanti montagne arancio, dimora di oscuri mostri che apparivano e scomparivano. Eragon distolse lo sguardo in fretta.</p><empty-line/><p> Per forse mezz'ora si librarono sospinti dal vento, godendo in piena tranquillit� del conforto silenzioso della reciproca compagnia. Eragon pronunci� a mente un incantesimo per isolarsi dal freddo. Finalmente erano da soli, loro due insieme, come nella Valle Palancar prima che l'Impero si intromettesse nelle loro vite.</p><empty-line/><p> Saphira fu la prima a parlare. <emphasis>Siamo i padroni del cielo.</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> S�, siamo sul tetto del mondo. </emphasis>Eragon alz� un braccio, come se potesse sfiorare le stelle.</p><empty-line/><p> Virando a sinistra, Saphira intercett� una folata d'aria pi� calda che proveniva dal basso, poi si riport� in orizzontale. <emphasis>Domani unirai in matrimonio Roran e Katrina.</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> Che strano. � strano che Roran si sposi e ancora pi� strano che sia io a officiare la cerimonia... Roran sposato. Se ci penso, mi sento pi� vecchio. Nemmeno noi, che fino a poco tempo fa eravamo due ragazzi, possiamo sfuggire all'inesorabile avanzare del tempo. Le generazioni passano e presto toccher� a noi mandare i nostri figli a coltivare la terra.</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> Solo se riusciremo a sopravvivere ai prossimi mesi.</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> Gi�, hai ragione.</emphasis></p><empty-line/><p> Investita da una turbolenza, Saphira ondeggi�. Poi si rivolse di nuovo a Eragon e gli chiese: <emphasis>Pronto?</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> Vai!</emphasis></p><empty-line/><p> Sporgendosi in avanti, la dragonessa ripieg� le ali lungo i fianchi e si lanci� in picchiata verso terra, pi� veloce di una rapidissima freccia. Via via che la gravit� svaniva, Eragon rideva sempre pi� forte. Si tenne saldo con le gambe per evitare di cadere, poi, in uno slancio sconsiderato, lasci� andare la punta cervicale e alz� le mani sopra la testa. La terra sotto di loro girava come una ruota mentre Saphira perforava l'aria. Poi la dragonessa rallent�, si volse sul fianco destro e si lanci� in picchiata a testa in gi�.</p><empty-line/><p> �Saphira!� grid� Eragon, battendole sulla spalla.</p><empty-line/><p> Dalle narici le usc� un nastro di fumo, poi la dragonessa si raddrizz� e di nuovo punt� dritto verso la terra, che si avvicinava velocemente. A Eragon si tapparono le orecchie, e prese a deglutire via via che la pressione aumentava. A meno di mille piedi dall'accampamento dei Varden, pochi secondi prima di schiantarsi contro le tende e scavare un cratere ampio e sanguinolento, Saphira dispieg� le ali e lasci� che il vento le gonfiasse. Il sussulto scagli� Eragon in avanti, e la punta cervicale a cui si era aggrappato per poco non gli trafisse un occhio.</p><empty-line/><p> Dopo tre poderosi battiti d'ali, Saphira rimase immobile. Tenendo le ali dispiegate, cominci� poi a scendere con dolcezza, volando in circolo.</p><empty-line/><p><emphasis>� stato fantastico! </emphasis>esclam� Eragon.</p><empty-line/><p><emphasis>Non esiste un passatempo pi� eccitante del volo, perch� se sbagli sei morto.</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> Ah, ma io ho piena fiducia nelle tue capacit�; non ci faresti mai spiaccicare a terra. </emphasis>Al complimento, la dragonessa irradi� un immenso piacere.</p><empty-line/><p> Virando verso la tenda di Eragon, Saphira scosse la testa, facendolo tremare tutto, poi disse: <emphasis>Ormai dovrei essermi abituata a te, ma ogni volta che mi tuffo cos�, alla fine il petto e le ali mi fanno tanto male che il mattino dopo riesco a stento a muovermi.</emphasis></p><empty-line/><p> Eragon la accarezz�. <emphasis>Be', domani non devi volare. Non abbiamo altri impegni oltre al matrimonio, e puoi venirci a piedi. </emphasis>Saphira grugn� e atterr� in mezzo a una nuvola di polvere, abbattendo una tenda vuota.</p><empty-line/><p> Eragon smont� e la lasci� a riassettarsi in compagnia di sei elfi, mentre lui corse con gli altri sei per l'accampamento finch� non trov� Gertrude la guaritrice, che gli insegn� il rito che avrebbe dovuto pronunciare l'indomani alle nozze. Si esercit� insieme a lei, cos� da evitare errori imbarazzanti.</p><empty-line/><p> Poi torn� nella sua tenda, si sciacqu� la faccia e si cambi� d'abito prima di andare a cena insieme a Saphira da re Orrin e dalla sua corte, come promesso.</p><empty-line/><p> A tarda sera, quando la festa fu terminata, tornarono alla tenda, ammirando le stelle e parlando di ci� che era successo e di ci� che sarebbe accaduto in futuro. Ed erano felici. Arrivati a destinazione, Eragon si ferm�, alz� la testa e guard� Saphira: il suo cuore era cos� colmo d'amore che pensava che avrebbe smesso di battere.</p><empty-line/><p><emphasis>Buonanotte, Saphira.</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> Buonanotte, piccolo mio.</emphasis></p><p><strong>OSPITI INATTESI </strong></p><p>L'indomani mattina Eragon prese posto sul retro della sua tenda, si tolse gli strati di abiti pi� pesanti e cominci� a eseguire le pose del secondo livello della Rimgar, la serie di esercizi inventati dagli elfi. Ben presto non sent� pi� freddo. Anzi, cominci� ad ansimare per lo sforzo e si ritrov� con il corpo madido di sudore; quando si contorceva in una posizione, era cos� difficile tenersi in equilibrio su mani e piedi che aveva la sensazione che i muscoli gli si sarebbero strappati dalle ossa.</p><p>Un'ora dopo termin� la Rimgar. Si asciug� le mani nella stoffa della tenda, prese il falcione e si esercit� nella scherma per altri trenta minuti. Avrebbe preferito continuare a impratichirsi con l'arma per il resto della giornata, perch� sapeva che la sua vita dipendeva dall'abilit� con cui sapeva usarla, ma il matrimonio di Roran era imminente e agli abitanti del villaggio serviva tutto l'aiuto possibile per terminare in tempo i preparativi.</p><p>Dopo essersi riposato un po', fece un bagno nell'acqua fredda e si vest�, poi si incammin� insieme a Saphira verso le cucine, dove Elain vegliava sulla preparazione delle pietanze per il ricevimento. Bl�dhgarm e i suoi compagni li seguivano a una dozzina di iarde di distanza, scivolando agili tra le tende.</p><p>�Ah, bene, Eragon� gli disse Elain. �Speravo proprio che venissi.� Era in piedi, con le mani premute sulla parte bassa della schiena per alleviare il peso della gravidanza. Gli indic� con un cenno del capo una fila di spiedi e calderoni sospesi sopra un letto di braci, un gruppo di uomini che stavano macellando un maiale, dei forni di fortuna costruiti con pietra e fango e una pila di barilotti: al di l� c'era una fila di assi appoggiate su ceppi di legno che sei donne stavano usando come piano di lavoro. Poi aggiunse: �Ci sono ancora venti pagnotte da impastare. Te ne puoi occupare tu, per favore?� Tuttavia si accigli� quando gli vide i calli sulle nocche. �Cerca di non far finire anche quelli nell'impasto, d'accordo?�</p><p>Quando Eragon prese posto tra loro, le sei donne, tra cui Felda e Birgit, ammutolirono. I suoi pochi tentativi di ravvivare la conversazione fallirono, ma dopo un po', quando ormai aveva rinunciato a farle sentire a loro agio e si stava concentrando sulla pasta, ripresero a parlare spontaneamente. Discussero di Roran e Katrina, di quanto erano fortunati, della vita all'accampamento e del viaggio che avevano intrapreso per arrivare fin l�; poi, senza tanti preamboli, Felda guard� Eragon e gli disse: �L'impasto mi sembra un po' troppo molle. Non � il caso di aggiungere un po' di farina?�</p><p>Eragon ne verific� la consistenza. �S�, hai ragione. Grazie.� Felda sorrise, e da l� in poi le donne lo coinvolsero nelle loro chiacchiere.</p><empty-line/><p> Mentre Eragon impastava, Saphira si crogiolava al sole in un praticello vicino. I bambini di Carvahall giocavano addosso a lei e nelle vicinanze; risa acute punteggiavano il mormorio pi� profondo delle voci degli adulti. Quando un paio di cani rognosi cominciarono ad abbaiarle contro, la dragonessa alz� la testa e grugn�, e i due animali corsero via tra i guaiti.</p><empty-line/><p> Eragon si guard� intorno: conosceva tutti, era cresciuto insieme a quelle persone. Horst e Fisk erano dalla parte opposta degli spiedi a costruire tavoli per la festa. Kiselt si sciacquava gli avambracci sporchi di sangue. Albriech, Baldor, Mandel e molti altri ragazzi trasportavano pali decorati con nastri verso la collina dove Roran e Katrina si sarebbero sposati. Morn il taverniere preparava da bere e sua moglie Tara lo aiutava reggendo tre caraffe e un barile. A poche centinaia di piedi di distanza, Roran gridava qualcosa a un uomo che cercava in tutti i modi di far voltare il suo mulo carico. Loring, Delwin e il piccolo Nolfavrell erano radunati nei paraggi a guardare. Con una sonora imprecazione, Roran afferr� il mulo per i finimenti e si affann� a farlo girare su se stesso. Quella scena divert� Eragon; non immaginava che il cugino potesse scaldarsi tanto n� perdere le staffe cos� in fretta.</p><empty-line/><p> �Il potente guerriero � nervoso prima della contesa� osserv� Isolde, una delle sei donne insieme a Eragon. Il gruppo scoppi� a ridere.</p><empty-line/><p> �Forse teme che gli faccia cilecca la spada durante la battaglia� rispose Birgit, mescolando acqua e farina. Risate allegre travolsero le donne. Eragon arross�, tenne lo sguardo fisso davanti a s� e prese a impastare pi� veloce. Doppi sensi come quello erano all'ordine del giorno durante i matrimoni, e anche lui aveva fatto la sua parte in altre occasioni, ma lo sconcertava che questa volta avessero come bersaglio suo cugino.</p><empty-line/><p> Il suo pensiero andava non solo ai presenti, ma anche a chi non avrebbe potuto partecipare alle nozze: Byrd, Quimby, Parr, Hida, il giovane Elmund, Kelby e tutti gli altri che erano morti per colpa dell'Impero. Ma soprattutto pens� a Garrow. Quanto avrebbe desiderato che lo zio fosse ancora vivo per vedere suo figlio, acclamato come un eroe sia dagli abitanti del villaggio sia dai Varden, prendere in sposa Katrina e diventare un uomo a tutti gli effetti...</p><empty-line/><p> Eragon chiuse gli occhi e rivolse il viso al sole di mezzogiorno, sorridendo al cielo, soddisfatto. Era una bella giornata. L'aroma di lievito, farina, carne arrosto, vino appena versato, zuppe calde, dolcetti e caramelle disciolte si diffuse per tutto lo spiazzo. I suoi amici e i suoi famigliari erano radunati l� intorno per un'occasione di festa, non di lutto. E per il momento lui e Saphira erano al sicuro. <emphasis>Ecco, la vita dovrebbe essere sempre cos�.</emphasis></p><empty-line/><p> Un corno risuon� per l'accampamento, un suono acuto, innaturale, isolato.</p><empty-line/><p> Ancora.</p><empty-line/><p> E ancora.</p><empty-line/><p> Si bloccarono tutti, incerti sul significato di quelle tre note.</p><empty-line/><p> L'accampamento rimase in silenzio per un po', fatta eccezione per gli animali, poi cominciarono a rimbombare i tamburi di guerra dei Varden. Scoppi� il caos. Le madri correvano a cercare i loro figli e i cuochi spegnevano i fal� con l'acqua, mentre tutti, uomini e donne, si precipitavano sulle armi.</p><empty-line/><p> Eragon schizz� verso Saphira proprio mentre la dragonessa si stava rialzando. Dilat� la mente, trov� Bl�dhgarm e non appena gli elfi abbassarono la guardia disse: <emphasis>Ci vediamo all'entrata nord.</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> Agli ordini, Ammazzaspettri.</emphasis></p><empty-line/><p> Eragon si lanci� in groppa a Saphira. Non appena le ebbe gettato una gamba sul collo, la dragonessa super� con un balzo quattro file di tende, poi atterr� e salt� una seconda volta con le ali semichiuse. Non volava, ma procedeva a balzi, come un puma che attraversa un fiume impetuoso. Ogni volta che toccavano terra, Eragon digrignava i denti, gli tremava la schiena e gli sembrava di cadere. Tra un balzo e l'altro, in mezzo a guerrieri spaventati che si scansavano al loro passaggio, Eragon rintracci� Trianna e gli altri membri del Du Vrangr Gata, si mise in contatto con loro e li organizz� per la battaglia.</p><empty-line/><p> Qualcuno che non faceva parte del Tortuoso Cammino gli si insinu� nei pensieri. Eragon si ritrasse, barricando la propria coscienza dietro alte mura, poi cap� che si trattava di Angela l'erborista e accett� il contatto. <emphasis>Sono con Nasuada ed Elva, </emphasis>gli disse. <emphasis>La regina vuole che tu e Saphira la raggiungiate all'entrata nord e...</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> Subito. S�, s�, ci stiamo andando. Ed Elva? Riesce a sentire qualcosa?</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> Dolore. Molto dolore. Il tuo. Dei Varden. Di tutti. Mi dispiace, in questo momento non � in s�. � troppo per lei. La far� dormire finch� la violenza non si sar� placata. </emphasis>Poi Angela tronc� la comunicazione.</p><empty-line/><p> Come un falegname che dispone i propri attrezzi e li esamina prima di cominciare un nuovo progetto, Eragon pass� in rassegna gli incantesimi di protezione che aveva evocato per s�, Saphira, Nasuada, Arya e Roran. Sembrava tutto a posto.</p><empty-line/><p> Saphira si ferm� davanti alla tenda di Eragon, scavando solchi con gli artigli nella terra battuta. Eragon salt� gi� e cadde rotolando non appena ebbe toccato il suolo, poi si rialz� con un balzo, si precipit� dentro e strada facendo cominci� a sfilarsi la cintura a cui era legato il falcione. Poi la tolse e, rovistando sotto la branda, recuper� l'armatura. Infil� la testa nel freddo e pesante usbergo di maglia e se lo sistem� sulle spalle, con un suono simile a un tintinnio di monete. Lo leg� sotto il collo, infil� al di sopra la cuffia e poi si ficc� in testa l'elmo. Infine recuper� la cintura e se la riallacci� in vita. Con i gambali e i parabraccia nella mano sinistra, infil� il mignolo nello spallaccio dello scudo, afferr� la pesante sella di Saphira con la mano destra e schizz� fuori dalla tenda.</p><empty-line/><p> Gettata a terra l'armatura con un sonoro clangore, iss� la sella sulle ampie spalle di Saphira e ci si arrampic� sopra. Per la fretta e l'eccitazione, oltre che per l'angoscia, non riusciva a stringere le cinghie.</p><empty-line/><p> Saphira si spost�. <emphasis>Muoviti. Ci stai mettendo troppo tempo.</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> S�! Faccio pi� veloce che posso! Che tu sia cos� grossa non mi aiuta molto, accidenti!</emphasis></p><empty-line/><p> Saphira grugn�.</p><empty-line/><p> Nell'accampamento ferveva una febbrile attivit�: uomini e nani sciamavano in fiumi tonanti verso nord, pronti a rispondere al richiamo dei tamburi di guerra.</p><empty-line/><p> Eragon raccolse l'armatura, mont� su Saphira e si sistem� in sella. Con un improvviso battito d'ali, uno scatto d'accelerazione, una raffica d'aria vorticosa e lo stridulo lamento dei parabraccia contro lo scudo, la dragonessa spicc� il volo. Mentre procedevano rapidi verso l'estremit� nord dell'accampamento, Eragon si leg� i gambali agli stinchi, tenendosi stretto a Saphira con la sola forza delle gambe. Appese lo scudo a una delle punte cervicali della dragonessa, poi incastr� i parabraccia tra la pancia e il davanti della sella. Quando ebbe terminato di fissarli, fece scivolare le gambe negli appositi alloggiamenti di pelle posti su entrambi i lati della sella, poi strinse le fibbie una per una.</p><empty-line/><p> Pass� una mano sulla cintura di Beloth il Savio. Ricord� che aveva esaurito tutta l'energia per curare Saphira sull'Helgrind e gemette. <emphasis>Avrei dovuto metterne da parte un po'!</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> Andr� tutto bene, </emphasis>disse Saphira.</p><p>Si stava sistemando i parabraccia quando la dragonessa curv� ad arco le ali, avvolgendo l'aria con le sue membrane translucide, e si impenn�, posandosi sulla cresta di uno dei terrapieni che circondavano l'accampamento. Nasuada era gi� l�, seduta sul suo immenso destriero, Tempesta. Accanto a lei c'erano J�rmundur, anch'egli a cavallo, Arya, che invece era a piedi, e i Falchineri di guardia al momento, capitanati da Khagra, uno degli Urgali che Eragon aveva incontrato sulle Pianure Ardenti. Bl�dhgarm e gli altri elfi emersero dalla foresta di tende alle loro spalle e si disposero vicino a Eragon e a Saphira. Da un'altra parte dell'accampamento arrivarono al galoppo re Orrin e il suo seguito; a mano a mano che si avvicinavano a Nasuada, riportarono al passo i destrieri imbizzarriti. A ruota arrivarono anche Narheim, il capo dei nani, e tre dei suoi guerrieri, in groppa a pony equipaggiati con armature di maglia e pelle. Nar Garzhvog sopraggiunse di corsa dai campi a est, preceduto di parecchi secondi dal tonfo dei suoi passi pesanti. Nasuada grid� alle guardie all'entrata nord di aprire il cancello di legno grezzo e farlo entrare, anche se volendo avrebbe potuto abbatterlo.</p><p>�Chi ci sta attaccando?� grugn�, scalando il terrapieno con quattro lunghe falcate che di umano avevano ben poco. I cavalli si ritrassero davanti al gigantesco Urgali.</p><p> �Guarda� indic� Nasuada.</p><p>Eragon stava gi� studiando il nemico. Sulla vicina riva del fiume Jiet, a circa due miglia di distanza, erano approdate cinque navi affusolate, nere come la pece, e avevano scaricato uno sciame di uomini vestiti con i colori dell'esercito di Galbatorix. Catturando e riflettendo la luce con le spade, le lance, gli scudi, gli elmi e le cotte di maglia, il manipolo scintillava come acqua sferzata dal vento sotto il sole d'estate.</p><p>Arya si scherm� gli occhi con una mano e guard� i soldati in tralice. �Stimo che siano tra le duecentosettanta e le trecento unit�.�</p><empty-line/><p> �Perch� cos� pochi?� si domand� J�rmundur.</p><empty-line/><p> Re Orrin si accigli�. �Galbatorix non pu� essere cos� folle da credere di poterci distruggere con un battaglione tanto esiguo!� Si sfil� l'elmo a forma di corona e si asciug� la fronte con un angolo della tunica. �Potremmo spazzarli via senza perdere nemmeno un uomo.�</p><empty-line/><p> �Forse� rispose Nasuada. �O forse no.�</p><empty-line/><p> Biascicando le parole, Garzhvog aggiunse: �Il Re Drago � un falso traditore, un ariete farabutto, ma non � un pazzo. Anzi, � astuto come una donnola assetata di sangue.�</p><empty-line/><p> I soldati si disposero in ranghi ordinati e poi cominciarono a marciare verso i Varden.</p><empty-line/><p> Un giovane messaggero corse da Nasuada, che si chin� ad ascoltare, poi lo conged�. �Nar Garzhvog, i tuoi sono al sicuro dentro l'accampamento. Si sono raccolti vicino all'entrata est, aspettano che tu vada da loro e prenda il comando.�</p><empty-line/><p> Garzhvog grugn�, ma rimase dov'era.</p><empty-line/><p> Guardando di nuovo i soldati che si stavano avvicinando, Nasuada aggiunse: �Non mi viene in mente nessun motivo valido per attaccarli allo scoperto. Possiamo abbatterli con gli arcieri non appena saranno a tiro. E una volta arrivati al terrapieno si disperderanno per via delle trincee e della palizzata. Non sopravviver� nessuno.� Concluse il discorso con evidente soddisfazione.</p><empty-line/><p> �Quando faranno la prima mossa, io e i miei cavalieri potremmo attaccarli alle spalle� sugger� Orrin. �Rimarranno cos� sorpresi che non avranno nemmeno il tempo di difendersi.�</p><empty-line/><p> �L'andamento della battaglia pu�...� stava replicando Nasuada quando il corno d'ottone che aveva annunciato l'arrivo dei soldati suon� ancora, cos� forte che Eragon, Arya e gli altri elfi si coprirono le orecchie. Eragon sussult� di dolore.</p><empty-line/><p><emphasis>Da dove viene? </emphasis>chiese a Saphira.</p><empty-line/><p><emphasis>Credo che sia pi� importante chiedersi perch� i soldati ci vogliono avvisare prima di sferrare l'attacco, sempre che questo corno sia loro.</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> Forse � un diversivo, oppure...</emphasis></p><empty-line/><p> Eragon dimentic� quello che stava per dire non appena scorse un certo movimento sulla riva opposta del fiume Jiet, dietro un velo di dolenti salici. Rosso come un rubino immerso nel sangue, rosso come il ferro incandescente pronto per essere forgiato, rosso come un tizzone ardente di odio e rabbia, sopra le languide chiome apparve Castigo. E sul dorso dello scintillante drago sedeva Murtagh con la lucente armatura d'acciaio, brandendo Zar'roc sopra la testa.</p><empty-line/><p><emphasis>Sono qui per noi, </emphasis>disse Saphira. A Eragon si torsero le budella, e sent� il terrore della dragonessa scorrergli nella mente come una corrente d'acqua biliosa.</p><p><strong>FUOCO NEL CIELO </strong></p><empty-line/><p> Mentre osservava Castigo e Murtagh salire in alto nel cielo verso nord, Eragon sent� Narheim sussurrare �Barz�l� e poi maledire Murtagh perch� aveva ucciso Rothgar, il re dei nani.</p><p>Arya distolse lo sguardo. �Nasuada, Maest� disse poi, facendo guizzare gli occhi da lei a Orrin, �devi fermare quei soldati prima che raggiungano l'accampamento. Non puoi permettere che attacchino le nostre linee difensive, altrimenti spazzeranno via i bastioni come un'onda di burrasca e scateneranno un indicibile scompiglio tra le tende, dove non siamo in grado di rispondere con efficacia.�</p><p>�Come? "Un indicibile scompiglio"?� ripet� Orrin in tono di scherno. �Hai cos� scarsa fiducia nelle nostre capacit�, ambasciatrice? Forse gli umani e i nani non sono abili come voi elfi, ma non avremo difficolt� a sbarazzarci di questi poveri disgraziati, te lo assicuro.�</p><p>I lineamenti di Arya si irrigidirono. �Le vostre capacit� non hanno uguali, mio re, non ne dubito, ma ascoltami bene: questa � una trappola tesa per Eragon e Saphira. <emphasis>Loro...� - </emphasis>alzando un braccio di scatto indic� le due sagome in volo di Castigo e Murtagh - �... sono venuti per catturarli e portarli a Ur�'baen. Galbatorix non avrebbe mandato cos� pochi uomini se non fosse stato sicuro che avrebbero tenuto i Varden occupati abbastanza a lungo da permettere a Murtagh di sconfiggere Eragon. Di sicuro sono protetti da incantesimi che lui stesso ha evocato. Di che cosa si tratti non so, ma di una cosa sono certa: quei soldati sono pi� forti di quanto sembra, dunque dobbiamo impedire loro di entrare nell'accampamento.�</p><p>Riavutosi dall'iniziale stupore, Eragon aggiunse: �Non dobbiamo permettere a Castigo di volare sopra le tende. Potrebbe incendiarne la met� in un colpo solo.�</p><p>Nasuada afferr� il pomolo della sella con entrambe le mani, in apparenza indifferente a Murtagh, a Castigo e ai soldati, che ormai erano a meno di un miglio di distanza. �Ma perch� non coglierci di sorpresa, allora?� chiese. �Perch� avvisarci della loro presenza?�</p><p>Fu Narheim a risponderle. �Perch� non volevano che Eragon e Saphira fossero coinvolti nel combattimento. Forse mi sbaglio, ma il loro piano � che affrontino Murtagh e Castigo in cielo mentre i soldati ci attaccano a terra.�</p><p> �Allora vi pare saggio esaudire il loro desiderio e far cadere di proposito</p><p>Eragon e Saphira nella loro trappola?� Nasuada sollev� un sopracciglio. �S� insist� Arya, �perch� abbiamo un vantaggio che loro non sospetta</p><empty-line/><p> no nemmeno.� Indic� Bl�dhgarm. �Stavolta Eragon non affronter� Murtagh da solo, ma si potr� avvalere della forza congiunta di tredici elfi. Murtagh non se lo aspetta. Se blocchi i soldati prima che ci raggiungano, avrai mandato all'aria met� del piano di Galbatorix. Se poi mandi Eragon e Saphira a combattere, forti dell'appoggio dei pi� potenti tra gli stregoni della</p><empty-line/><p> mia razza, il gioco � fatto.�</p><empty-line/><p> �Mi hai convinto� rispose Nasuada. �Ma i soldati sono troppo vicini</p><empty-line/><p> perch� possiamo intercettarli con la fanteria fuori dall'accampamento. Orrin...�</p><empty-line/><p> Ancora prima che finisse la frase, il re si era lanciato al galoppo verso i</p><empty-line/><p> cancelli a nord. Qualcuno del suo seguito suon� la tromba e diede al resto</p><empty-line/><p> della cavalleria il segnale di prepararsi all'attacco.</p><empty-line/><p> �Re Orrin avr� bisogno di aiuto. Mandagli i tuoi arieti� ordin� Nasuada</p><empty-line/><p> a Garzhvog.</p><empty-line/><p> �Come vuoi, Lady Furianera.� Gettando all'indietro l'immensa testa cornuta, Garzhvog lanci� un feroce muggito lamentoso. Sentendo l'ululato</p><empty-line/><p> selvaggio dell'Urgali, a Eragon si rizzarono i peli sulle braccia e sul collo.</p><empty-line/><p> Poi Garzhvog serr� la mandibola di colpo e grugn�: �Ecco fatto.� Infine il</p><empty-line/><p> Kull part� al trotto e corse verso l'ingresso dove erano radunati il re e i suoi</p><empty-line/><p> cavalieri.</p><empty-line/><p> Quattro Varden aprirono i cancelli. Orrin lev� la spada, lanci� un grido e</p><empty-line/><p> usc� al galoppo, guidando i suoi uomini con le tuniche impunturate d'oro</p><empty-line/><p> contro i soldati nemici. Un pennacchio di polvere color crema si lev� da</p><empty-line/><p> sotto gli zoccoli dei cavalli, avvolgendo la formazione a punta di freccia. �J�rmundur� chiam� Nasuada.</p><empty-line/><p> �S�, mia signora?�</p><empty-line/><p> �Manda duecento spadaccini e un centinaio di lancieri a dar loro man</p><empty-line/><p> forte. E fa' in modo che cinquanta arcieri si dispongano a una settantina di</p><empty-line/><p> iarde dal combattimento. Voglio che quei soldati vengano schiacciati, annientati, cancellati dall'esistenza. Agli uomini va detto chiaro e tondo che</p><empty-line/><p> non devono avere piet�.�</p><empty-line/><p> J�rmundur si inchin�.</p><empty-line/><p> �E di' loro che, nonostante mi sia impossibile scendere in battaglia a</p><empty-line/><p> causa delle mie braccia ferite, il mio spirito marcia con loro.� �S�, mia signora.�</p><empty-line/><p> Mentre J�rmundur si allontanava di corsa, Narheim avvicin� il suo pony</p><empty-line/><p> a Nasuada. �E il mio popolo? Che ruolo abbiamo noi?�</p><empty-line/><p> Nasuada guard� accigliata la densa polvere soffocante che fluttuava sull'ondulata distesa erbosa. �Potete aiutarci a proteggere il perimetro dell'accampamento. Se i soldati dovessero sfuggirci...� Fu costretta a interrompersi perch� quattrocento Urgali - ne erano arrivati altri dopo la battaglia delle Pianure Ardenti - emersero con gran fragore dal centro dell'accampamento, uscirono dal cancello e si avviarono verso il campo, ruggendo incomprensibili grida di guerra. Quando furono svaniti tra la polvere, Nasuada riprese a parlare: �Come dicevo, se quei soldati dovessero sfuggirci,</p><empty-line/><p> le vostre asce saranno bene accette.�</p><empty-line/><p> Poi furono investiti da una raffica di vento, che port� con s� le grida di</p><empty-line/><p> uomini e cavalli morenti, lo spaventoso stridio del metallo contro il metallo, il clangore delle spade sugli elmi, l'impatto sordo delle lance sugli scudi</p><empty-line/><p> e, in sottofondo, un'orribile risata triste che usciva da una moltitudine di</p><empty-line/><p> gole e continuava incessante in quel delirio. Era la risata dei folli, pens�</p><empty-line/><p> Eragon.</p><empty-line/><p> Narheim si diede un pugno nel fianco. �Per Morgothal, non � da noi</p><empty-line/><p> starcene qui impalati mentre c'� un combattimento in corso! Consentici di</p><empty-line/><p> tagliare qualche testa per te, Nasuada!�</p><empty-line/><p> �No!� esclam� lei. �No, no e poi no! Vi ho gi� dato un ordine e mi aspetto che obbediate. � in corso una battaglia tra uomini, cavalli, Urgali e</p><empty-line/><p> forse anche draghi. Non � posto per nani, quello. Verreste calpestati come</p><empty-line/><p> bambini.� All'imprecazione furiosa di Narheim, alz� una mano. �So bene</p><empty-line/><p> che siete guerrieri impavidi. Nessuno lo sa meglio di me, dato che ho</p><empty-line/><p> combattuto accanto a voi nel Farthen D�r. Tuttavia, non per insistere, ma</p><empty-line/><p> siete piccoli per i nostri canoni, e preferisco non rischiare di perdere dei</p><empty-line/><p> guerrieri come voi in una contesa in cui la vostra statura potrebbe esservi</p><empty-line/><p> fatale. � meglio se aspettate qui, su questa collinetta, dove sovrasterete</p><empty-line/><p> chiunque cerchi di arrampicarsi; aspettate che siano i soldati a venire da</p><empty-line/><p> voi. Se qualcuno di loro dovesse raggiungerci, saranno guerrieri cos� abili</p><empty-line/><p> e tremendi che vi voglio con me, tu e il tuo popolo, perch� li respingiate.</p><empty-line/><p> Si sa, � pi� facile sradicare una montagna che sconfiggere un nano.� Scontento, Narheim bofonchi� qualcosa, ma nessuno riusc� a sentire le</p><empty-line/><p> sue parole perch� in quel momento i Varden che Nasuada aveva schierato</p><empty-line/><p> varcarono l'apertura nel terrapieno dove prima c'era il cancello. Lo scalpiccio di piedi e lo sferragliare di armi e armature si affievol� a mano a mano</p><empty-line/><p> che gli uomini si allontanavano dall'accampamento. Poi il vento si plac�,</p><empty-line/><p> trasformandosi in una brezza costante; dal luogo dov'era in atto lo scontro</p><empty-line/><p> giunse ancora quella lugubre risata.</p><empty-line/><p> Un istante dopo, un grido di incredibile intensit� sbaragli� le difese mentali di Eragon e penetr� nella sua coscienza, colmandolo di angoscia. Sent�</p><empty-line/><p> un uomo dire: <emphasis>Ah, no! Aiutatemi! Non muoiono! Angvard, pensaci tu! Non </emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> muoiono! </emphasis>Poi il contatto tra le loro menti svan� ed Eragon deglut� non appena comprese che quell'uomo era stato ucciso.</p><empty-line/><p> Nasuada si agit� in sella al suo destriero, con espressione tesa. �Chi era?�</p><empty-line/><p> �L'hai sentito anche tu?�</p><empty-line/><p> �A quanto pare l'abbiamo sentito tutti� rispose Arya.</p><empty-line/><p> �Credo che fosse Barden, uno degli stregoni che cavalcavano con Orrin,</p><empty-line/><p> ma...�</p><empty-line/><p><emphasis>�Eragon!�</emphasis></p><empty-line/><p> Mentre il re e i suoi uomini tenevano a bada i soldati nemici, Castigo volava in circolo sempre pi� in alto, ma adesso era sospeso a mezz'aria, immobile, a met� strada tra i soldati e l'accampamento, e la voce di Murtagh,</p><empty-line/><p> resa pi� profonda dalla magia, echeggi� per tutta la pianura: <emphasis>�Eragon!</emphasis> Ti</p><empty-line/><p> vedo, nascosto dietro le sottane di Nasuada. Vieni a combattere con me! �</p><empty-line/><p> il tuo destino. O sei un codardo, <emphasis>Ammazzaspettri?�</emphasis></p><empty-line/><p> Saphira alz� la testa e rispose al posto suo, con un ruggito perfino pi�</p><empty-line/><p> forte dello stentoreo discorso di Murtagh, poi scaric� uno scoppiettante</p><empty-line/><p> getto di fuoco blu lungo venti piedi. I cavalli vicini a lei, compreso quello</p><empty-line/><p> di Nasuada, si diedero alla fuga, lasciando la dragonessa ed Eragon soli sul</p><empty-line/><p> terrapieno insieme agli elfi.</p><empty-line/><p> Arya si avvicin� e pos� una mano sulla gamba sinistra di Eragon, poi lo</p><empty-line/><p> fiss� con gli occhi verdi a mandorla. �Accettala da parte mia, Shur'tugal�</p><empty-line/><p> gli disse. Ed Eragon sent� un fiotto di energia scorrergli dentro. �Eka elrun ono� le sussurr�.</p><empty-line/><p> �Fa' attenzione� gli rispose Arya nell'antica lingua. �Non voglio vederti</p><empty-line/><p> sconfitto da Murtagh. Io...� Sembrava che volesse aggiungere dell'altro,</p><empty-line/><p> ma esit�, poi ritrasse la mano e torn� accanto a Bl�dhgarm.</p><empty-line/><p> �Buon volo, Bjartskular!� intonarono gli elfi, e Saphira si lanci� all'attacco.</p><empty-line/><p> Mentre la dragonessa puntava verso Castigo con un gran battito d'ali,</p><empty-line/><p> Eragon un� la sua mente prima con quella di lei poi con quella di Arya e,</p><empty-line/><p> attraverso di lei, con quelle di Bl�dhgarm e degli altri undici elfi. Poich�</p><empty-line/><p> Arya fungeva da punto di riferimento per gli elfi, Eragon poteva concentrarsi sui pensieri suoi e di Saphira; le conosceva entrambe cos� bene che le</p><empty-line/><p> loro reazioni non l'avrebbero distratto nel bel mezzo del combattimento. Afferr� lo scudo con la mano sinistra e sguain� il falcione, tenendolo</p><empty-line/><p> sollevato in modo da non ferire accidentalmente le ali, le spalle o il collo</p><empty-line/><p> di Saphira, che erano sempre in movimento. <emphasis>Sono contento di aver trovato </emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> il tempo per rafforzare il falcione con la magia ieri sera, </emphasis>comunic� a Saphira e ad Arya.</p><empty-line/><p><emphasis>Speriamo che i tuoi incantesimi reggano, </emphasis>replic� la dragonessa. <emphasis>Ricordati, </emphasis> intervenne Arya, <emphasis>di restare il pi� possibile vicino a noi. Pi� </emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> lontani sarete, pi� difficolt� avremo a mantenere il contatto.</emphasis></p><empty-line/><p> Saphira si avvicinava a Castigo, ma il drago rosso non le si scagli� contro e nemmeno la attacc�: fluttuava nel cielo con le ali dispiegate, consentendole di raggiungerlo indisturbata. Sfruttando le correnti ascensionali, i</p><empty-line/><p> due draghi si ritrovarono l'uno di fronte all'altra a una cinquantina di iarde</p><empty-line/><p> di distanza, la punta delle code nervosa, il muso deformato in un ringhio</p><empty-line/><p> feroce.</p><empty-line/><p><emphasis>� pi� grande, </emphasis>osserv� Saphira. <emphasis>Non sono passate nemmeno due settimane dall'ultima volta che abbiamo combattuto ed � cresciuto di altri quattro </emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> piedi, se non di pi�.</emphasis></p><empty-line/><p> Aveva ragione. Castigo era pi� lungo e aveva il petto pi� largo rispetto</p><empty-line/><p> alla battaglia delle Pianure Ardenti. Bench� fosse ancora un cucciolo, era</p><empty-line/><p> gi� grande quasi quanto Saphira.</p><empty-line/><p> Seppur con riluttanza, Eragon distolse lo sguardo dal drago e lo pos� sul</p><empty-line/><p> Cavaliere.</p><empty-line/><p> Murtagh aveva il capo scoperto e i suoi lunghi capelli neri ondeggiavano</p><empty-line/><p> come una morbida, lucente criniera. Sul volto aveva un'espressione arcigna: Eragon non l'aveva mai visto cos�, e sapeva che stavolta non avrebbe</p><empty-line/><p> avuto nessuna piet�; non poteva. Ridotto di molto il volume della voce,</p><empty-line/><p> bench� fosse ancora pi� sonora del normale, Murtagh disse: �Tu e Saphira</p><empty-line/><p> ci avete provocato molto dolore, Eragon. Galbatorix era furioso con noi</p><empty-line/><p> perch� vi abbiamo lasciato andare. E dopo che avete ucciso i Ra'zac era</p><empty-line/><p> cos� arrabbiato che ha fatto a pezzi cinque dei suoi servitori e poi ha rivolto</p><empty-line/><p> la sua ira contro me e Castigo. Abbiamo sofferto orribilmente per causa</p><empty-line/><p> vostra. Non accadr� pi�.� Port� indietro il braccio, come se Castigo fosse</p><empty-line/><p> sul punto di scattare in avanti e lui si stesse preparando a colpire. �Aspetta!� grid� Eragon. �Conosco un modo per liberarvi entrambi dal</p><empty-line/><p> giuramento prestato a Galbatorix.�</p><empty-line/><p> Un'espressione di disperato desiderio trasform� i lineamenti di Murtagh,</p><empty-line/><p> che abbass� appena Zar'roc di qualche pollice. Poi si accigli�, sput� verso</p><empty-line/><p> terra e grid�: �Non ti credo! � impossibile!�</p><empty-line/><p> �Invece s�! Lascia almeno che ti spieghi.�</p><empty-line/><p> Murtagh sembrava in lotta con se stesso, e per un istante Eragon pens�</p><empty-line/><p> che si sarebbe rifiutato di ascoltarlo. Castigo volse la testa e guard� il suo</p><empty-line/><p> Cavaliere, e un flusso di pensieri si trasmise dall'uno all'altro. �Accidenti a te, Eragon, ti sei servito di questa proposta come esca� esclam� Murtagh, e pos� Zar'roc sul davanti della sella. �Ci eravamo gi� rassegnati al nostro destino; invece tu ci vuoi tormentare con lo spettro di una speranza che ormai avevamo abbandonato da tempo. Se questa speranza si dimostrer� vana, fratello, giuro che prima di portarti da Galbatorix ti taglier� la mano</p><empty-line/><p> destra... Tanto, per ci� che dovrai fare a Ur�'baen non ti servir�.� A Eragon venne subito in mente una risposta adeguata, ma la tenne per</p><empty-line/><p> s�. �Galbatorix non avrebbe voluto che te lo dicessi, ma quando ero dagli</p><empty-line/><p> elfi...�</p><empty-line/><p><emphasis>Eragon, non rivelare altro su di noi! </emphasis>esclam� Arya.</p><empty-line/><p> �... ho appreso che se si modifica il carattere, cambia anche il proprio</p><empty-line/><p> nome nell'antica lingua. La tua identit� non � scolpita nella pietra, Murtagh! Se tu e Castigo riuscirete a cambiare qualcosa in voi, il vostro giuramento non sar� pi� vincolante e Galbatorix vi lascer� andare.� Castigo vir� di parecchi iarde verso Saphira. �Perch� non l'hai detto</p><empty-line/><p> prima?� domand� Murtagh.</p><empty-line/><p> �Allora ero troppo confuso.�</p><empty-line/><p> Una cinquantina di piedi separavano Castigo e Saphira. Abbandonata la</p><empty-line/><p> truce espressione di prima, il drago rosso arricci� appena il labbro di sopra,</p><empty-line/><p> tanto per mettere in guardia Saphira, e nei suoi scintillanti occhi cremisi</p><empty-line/><p> brill� un'immensa tristezza confusa, quasi sperasse che Saphira o Eragon</p><empty-line/><p> potessero spiegargli come mai era venuto al mondo solo perch� Galbatorix</p><empty-line/><p> potesse renderlo suo schiavo, abusare di lui e costringerlo a distruggere la</p><empty-line/><p> vita di altri esseri viventi. Annus� Saphira, facendo vibrare la punta del naso. Anche lei lo annus�, la lingua che le guizzava fuori dalla bocca per</p><empty-line/><p> sentirne l'odore. E all'improvviso Eragon e Saphira provarono una profonda compassione per Castigo; tuttavia, pur desiderando parlare con lui, non</p><empty-line/><p> osarono aprirgli la loro mente.</p><empty-line/><p> Cos� da vicino, Eragon not� i tendini tesi sul collo di Murtagh e la vena</p><empty-line/><p> forcuta che gli pulsava in mezzo alla fronte.</p><empty-line/><p> �Io non sono malvagio!� grid� Murtagh. �Considerate le circostanze, ho</p><empty-line/><p> fatto meglio che potevo. Se nostra madre avesse ritenuto opportuno lasciare <emphasis> te </emphasis> a Ur�'baen e nascondere <emphasis>me </emphasis> a Carvahall, invece, dubito che saresti</p><empty-line/><p> sopravvissuto.�</p><empty-line/><p> �Forse no.�</p><empty-line/><p> Murtagh si colp� il pettorale con un pugno. �Aha! Allora come faccio a</p><empty-line/><p> seguire il tuo consiglio? Se sono gi� buono, se meglio di cos� non avrei potuto essere, come faccio a cambiare? Devo forse diventare peggiore? Devo prima abbracciare le tenebre di Galbatorix per poi liberarmene? Non mi sembra una soluzione ragionevole. Se riuscissi a modificare la mia identit�, il nuovo Murtagh non ti piacerebbe, e mi malediresti con la stessa forza</p><empty-line/><p> con cui ora maledici Galbatorix.�</p><empty-line/><p> Frustrato, Eragon rispose: �S�, ma il punto � che non devi diventare migliore o peggiore, solo diverso. Al mondo ci sono tanti tipi di persone e</p><empty-line/><p> tanti modi di comportarsi con onore. Pensa a qualcuno che ammiri ma che</p><empty-line/><p> ha scelto una strada diversa dalla tua, e modella le tue azioni sulle sue.</p><empty-line/><p> Forse ti ci vorr� un po', ma se riesci a trasformare la tua personalit� a sufficienza, tu e Castigo potrete lasciare Galbatorix e l'Impero, e unirvi a noi e</p><empty-line/><p> ai Varden, dove sarete liberi di fare ci� che volete.�</p><empty-line/><p><emphasis>Che ne � stato del tuo giuramento di vendicare la morte di Rothgar?</emphasis> gli</p><empty-line/><p> chiese Saphira, ma Eragon la ignor�.</p><empty-line/><p> Murtagh lo derise. �E cos� mi stai chiedendo di essere chi non sono.</p><empty-line/><p> Fammi capire: se io e Castigo vogliamo salvarci, dobbiamo distruggere la</p><empty-line/><p> nostra identit�, vero? La tua cura � peggiore della nostra pena.� �Ti sto chiedendo di dare la possibilit� a te stesso di crescere e diventare</p><empty-line/><p> diverso da ci� che sei ora. � difficile, lo so, ma le persone non fanno che</p><empty-line/><p> reinventarsi. Liberati della tua rabbia, e potrai voltare le spalle a Galbatorix</p><empty-line/><p> una volta per tutte.�</p><empty-line/><p> �Liberarmi della mia rabbia?� Murtagh rise. �Solo quando tu ti libererai</p><empty-line/><p> della tua per ci� che ha fatto l'Impero a tuo zio e alla tua fattoria. � la rabbia a definirci, Eragon. Senza di essa io e te saremmo cibo per i vermi.</p><empty-line/><p> Tuttavia...� Con gli occhi socchiusi, Murtagh tamburell� sulla guardia a</p><empty-line/><p> crociera di Zar'roc e intanto i tendini del collo gli si distesero, bench� la</p><empty-line/><p> vena che gli scorreva in mezzo alla fronte fosse ancora gonfia. �Devo ammetterlo, l'idea mi intriga. Forse ci potremo lavorare insieme quando saremo a Ur�'baen. Sempre che il re ci consenta di restare uniti. Naturalmente</p><empty-line/><p> potrebbe anche decidere di tenerci separati per sempre. Fossi in lui, non</p><empty-line/><p> avrei dubbi a scegliere questa seconda possibilit�.�</p><empty-line/><p> Eragon serr� le dita attorno all'elsa del falcione. �A quanto pare sei convinto che verremo con te nella capitale.�</p><empty-line/><p> �Oh, certo, fratello.� Le labbra di Murtagh si tirarono in una specie di</p><empty-line/><p> sorriso. �Pur volendo, io e Castigo non riusciremmo mai a cambiare in un</p><empty-line/><p> baleno ci� che siamo. Fino a quando non avremo l'opportunit� di farlo, rimarremo fedeli a Galbatorix, e lui ci ha ordinato senza mezzi termini di</p><empty-line/><p> catturarvi. Non vogliamo affrontare la delusione del re. Vi abbiamo gi�</p><empty-line/><p> sconfitti una volta: sar� un gioco da ragazzi ripetere l'impresa.� Dalle fauci di Saphira divamp� una fiammata; Eragon aveva pronta una</p><empty-line/><p> risposta sullo stesso tono, ma la ricacci� in gola. Se avesse perso le staffe,</p><empty-line/><p> ci sarebbe stato un inevitabile spargimento di sangue. �Murtagh, Castigo,</p><empty-line/><p> vi prego, non volete almeno tentare di fare come vi ho suggerito? Non desiderate opporvi a Galbatorix? Se non siete disposti ad affrontarlo, non vi</p><empty-line/><p> libererete mai delle vostre catene.�</p><empty-line/><p> �Tu lo sottovaluti, Eragon� grugn� Murtagh. �Sono secoli che rende</p><empty-line/><p> schiave le persone sfruttandone il nome, fin da quando reclut� nostro padre. Pensi che non sappia che il vero nome di ognuno cambia nel corso</p><empty-line/><p> della vita? Di sicuro ha preso precauzioni contro quest'eventualit�. Se il</p><empty-line/><p> mio vero nome o quello di Castigo dovessero cambiare in questo preciso</p><empty-line/><p> istante, con ogni probabilit� ci� evocherebbe un incantesimo che allerterebbe Galbatorix, costringendoci a tornare subito a Ur�'baen in modo che</p><empty-line/><p> lui possa legarci di nuovo a s�.�</p><empty-line/><p> �Solo se indovina quali sono i vostri nuovi nomi, per�...�</p><empty-line/><p> �In questo � un maestro.� Murtagh prese Zar'roc dalla sella. �Potremmo</p><empty-line/><p> seguire il tuo suggerimento in futuro, ma solo dopo un attento studio e una</p><empty-line/><p> ponderata preparazione. Non voglio rischiare che io e Castigo riconquistiamo la libert� solo perch� un attimo dopo Galbatorix ce la rubi di nuovo.� Lev� la spada; la lama iridescente vibr�. �Dunque non abbiamo altra</p><empty-line/><p> scelta se non portarvi con noi a Ur�'baen. Ci seguirete di vostra spontanea</p><empty-line/><p> volont�?�</p><empty-line/><p> Incapace di trattenersi ancora, Eragon esclam�: �Piuttosto mi strappo il</p><empty-line/><p> cuore con le mie stesse mani!�</p><empty-line/><p> �Meglio se strappi i miei, di cuori!� replic� Murtagh, poi brand� la spada</p><empty-line/><p> sopra la testa e lanci� un selvaggio grido di guerra.</p><empty-line/><p> Ruggendo insieme al suo cavaliere, Castigo diede due rapidi battiti d'ali</p><empty-line/><p> per superare Saphira. Mentre saliva, fece un mezzo giro su se stesso in</p><empty-line/><p> modo da portare la testa proprio sopra il collo della dragonessa e cos� immobilizzarla con un solo morso alla base del cranio.</p><empty-line/><p> La reazione di Saphira non si fece attendere. Pieg� il collo verso il basso</p><empty-line/><p> e port� le ali in avanti, e un attimo dopo si era gi� lanciata in picchiata, le</p><empty-line/><p> ali parallele al terreno polveroso a sostenere il suo peso instabile. Poi chiuse l'ala destra, e volse la testa a sinistra e la coda a destra, ruotando in senso orario. Colp� Castigo sul fianco sinistro con la coda muscolosa, spezzandogli l'ala in cinque punti diversi. Le estremit� fratturate degli ossi cavi</p><empty-line/><p> gli trafissero le squame lucenti. Globuli di sangue bollente di drago piovvero su Eragon e Saphira. Una goccia schizz� sul retro della cuffia di Eragon e gli filtr� sotto la cotta di maglia fino alla pelle. Bruciava come olio</p><empty-line/><p> caldo. Eragon si strofin� il collo, cercando di ripulirsi.</p><empty-line/><p> Il ruggito di Castigo si trasform� in un lamento di dolore, e il giovane</p><empty-line/><p> drago pass� accanto a Saphira ondeggiando, incapace di galleggiare nell'aria.</p><empty-line/><p> �Ben fatto!� le grid� Eragon mentre la dragonessa si raddrizzava. Poi dall'alto vide Murtagh prendere dalla cintura un piccolo oggetto rotondo e premerlo contro la spalla di Castigo. Non avvert� nessun flusso di</p><empty-line/><p> magia, ma quell'oggetto luccicava e, a mano a mano che gli ossi tornavano</p><empty-line/><p> a posto, l'ala spezzata del drago ebbe un sussulto, i muscoli e i tendini ondeggiarono e gli squarci si richiusero. Infine anche le ferite nel fianco del</p><empty-line/><p> drago si rimarginarono.</p><empty-line/><p><emphasis>Come ha fatto? </emphasis>esclam� Eragon. <emphasis>Quell'affare deve aver liberato un incantesimo di guarigione, </emphasis>rispose Arya.</p><empty-line/><p><emphasis>Avremmo dovuto pensarci anche noi.</emphasis></p><empty-line/><p> Del tutto ristabilito, Castigo pose fine alla sua caduta e risal� verso Saphira a velocit� prodigiosa, incendiando l'aria davanti a s� con una lancia</p><empty-line/><p> bollente di fuoco rosso scuro. Saphira si tuff� contro di lui, volando tutto</p><empty-line/><p> intorno a quella torre fiammeggiante, poi gli morse il collo, facendolo indietreggiare, gli graffi� le spalle e il petto con gli artigli anteriori e lo colp�</p><empty-line/><p> con le immense ali. Il bordo di quella destra agganci� Murtagh, scaraventandolo di lato sulla sella, ma il Cavaliere si riebbe subito e la colp�, aprendo uno squarcio di tre piedi nella membrana.</p><empty-line/><p> Sibilando, Saphira allontan� da s� Castigo scalciandolo con le zampe di</p><empty-line/><p> dietro ed erutt� un getto di fuoco, che si biforc�, passandogli ai lati senza</p><empty-line/><p> fare alcun danno.</p><empty-line/><p> Eragon sent� pulsare la ferita attraverso di lei. Fiss� il taglio insanguinato, e i suoi pensieri iniziarono a correre. Se a combattere contro di lui non</p><empty-line/><p> ci fosse stato Murtagh, ma un qualsiasi mago, il giovane Cavaliere non avrebbe mai osato scagliare un incantesimo nel bel mezzo della battaglia,</p><empty-line/><p> perch� in quel caso lo stregone si sarebbe convinto che ormai era una questione di vita o di morte, e, tentando il tutto per tutto, avrebbe risposto con</p><empty-line/><p> un disperato attacco magico.</p><empty-line/><p> Con Murtagh, invece, era diverso. Eragon sapeva che Galbatorix gli aveva ordinato di catturare lui e Saphira, non di ucciderli. <emphasis>Qualunque cosa</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> faccia, </emphasis>pens�, <emphasis>non prover� a uccidermi. </emphasis>Allora decise che avrebbe potuto</p><empty-line/><p> curare la dragonessa senza correre rischi. E comprese in ritardo che poteva</p><empty-line/><p> attaccare Murtagh con qualsiasi tipo di incantesimo: suo fratello non avrebbe saputo rispondere in maniera letale. Si chiese perch� Murtagh aveva usato un oggetto magico per curare le ferite di Castigo invece di pronunciare lui stesso un incantesimo.</p><empty-line/><p><emphasis>Forse vuole risparmiare le forze, </emphasis>azzard� Saphira. <emphasis>O forse non vuole </emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> spaventarti. Galbatorix non sarebbe felice se Murtagh si servisse della </emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> magia e tu, in preda al panico, ti suicidassi o uccidessi lui o Castigo. Ricorda, la pi� grande ambizione del re � averci tutti e quattro sotto il suo </emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> comando, non morti, perch� a quel punto saremmo liberi.</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> Dev'essere come dici tu, </emphasis>convenne Eragon.</p><empty-line/><p> Mentre si preparava a medicarle l'ala, Arya gli disse: <emphasis>Aspetta. Non farlo. Cosa? Perch�? Non senti anche tu il dolore di Saphira?</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> Lascia che ce ne occupiamo io e i miei fratelli. Questa mossa confonder� Murtagh, e tu non verrai indebolito dallo sforzo.</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> Non siete un po' troppo lontani?</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> No, se uniamo le forze. E poi, Eragon, ti raccomandiamo di trattenerti</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> dal colpire Murtagh con la magia finch� non lo far� lui per primo, con la </emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> mente o con qualche incantesimo. Potrebbe essere pi� forte di te, anche se </emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> ci siamo noi tredici elfi a prestarti la nostra forza. Non ne siamo sicuri. A </emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> meno che non ci siano alternative, � meglio non esporsi troppo. E se non riesco a vincere?</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> Tutta Alaga�sia cadr� nelle mani di Galbatorix.</emphasis></p><empty-line/><p> Eragon avvert� che Arya si stava concentrando, poi il taglio nell'ala di</p><empty-line/><p> Saphira smise di lacrimare sangue e i contorni infiammati della delicata</p><empty-line/><p> membrana cerulea si fusero senza lasciare cicatrici n� croste. Il sollievo</p><empty-line/><p> della dragonessa fu palpabile. Con voce appena affaticata, Arya disse:</p><empty-line/><p><emphasis>Cerca di stare pi� attento. Non � stato facile.</emphasis></p><empty-line/><p> Dopo che Saphira l'aveva colpito con un calcio, il drago rosso si era dimenato e aveva perso quota. D'un tratto vir� di un quarto di miglio verso</p><empty-line/><p> ovest, probabilmente convinto che la dragonessa si fosse precipitata a inseguirlo, dato che cadendo aveva meno possibilit� di proteggersi dai suoi</p><empty-line/><p> attacchi. Quando si accorse che Saphira non gli stava alle calcagna, Castigo risal� volando in circolo finch� non si ritrov� un migliaio di piedi pi� su</p><empty-line/><p> rispetto a lei.</p><empty-line/><p> Allora richiuse le ali e si scagli� contro l'avversaria; aveva le fauci spalancate, che dardeggiavano fiamme, e gli artigli d'avorio sfoderati. Sul suo</p><empty-line/><p> dorso, Murtagh brandiva Zar'roc.</p><empty-line/><p> Quando Saphira chiuse un'ala e si lanci� in picchiata con una brusca virata vertiginosa, per poco Eragon non perse il falcione, ma poi la dragonessa la dispieg� di nuovo per rallentare la discesa. Se avesse chinato la testa all'indietro, Eragon avrebbe potuto vedere la terra sotto di loro. O forse</p><empty-line/><p> era sopra? Strinse i denti e si concentr� per mantenersi ben saldo in sella. Castigo e Saphira si scontrarono e a Eragon parve che la dragonessa si</p><empty-line/><p> fosse schiantata contro il dorso di una montagna. La forza dell'impatto lo</p><empty-line/><p> sbalz� in avanti e gli fece battere l'elmo contro una delle punte cervicali,</p><empty-line/><p> che scalf� lo spesso acciaio. Stordito, rimase in sella a guardare il cielo e la</p><empty-line/><p> terra scambiarsi di posto e vorticare senza uno schema preciso. Quando</p><empty-line/><p> Castigo le colp� il ventre scoperto, sent� Saphira rabbrividire. Se solo avesse avuto il tempo di infilarle la corazza che le avevano dato i nani... Una scintillante zampa color rubino le apparve attorno alla spalla e la dilani� con gli artigli insanguinati. Senza pensarci, Eragon la colp�, frantumando una fila di squame e tagliando un ammasso di tendini. Tre dita si</p><empty-line/><p> afflosciarono. Eragon si accan�.</p><empty-line/><p> Ringhiando, Castigo si divincol� da Saphira. Mentre il corpulento drago</p><empty-line/><p> inarcava il collo e si riempiva i polmoni, Eragon si chin�, coprendosi il viso con il gomito. Un vorace inferno inghiott� Saphira. Grazie alle difese di</p><empty-line/><p> Eragon, il calore del fuoco non poteva far loro del male, ma la torrenziale</p><empty-line/><p> pioggia di fiamme incandescenti era comunque accecante.</p><empty-line/><p> Per uscire dal turbine di fuoco, Saphira vir� a sinistra. Intanto Murtagh</p><empty-line/><p> aveva richiuso la ferita alla zampa di Castigo, che si scagli� di nuovo contro la dragonessa. Mentre scendevano in picchiata verso le grigie tende dei</p><empty-line/><p> Varden scartando a destra e a sinistra cos� in fretta da dare la nausea ai loro</p><empty-line/><p> Cavalieri, i due draghi ingaggiarono un serrato corpo a corpo. Saphira riusc� a conficcare le zanne nella cresta cornuta che spuntava dietro la testa di</p><empty-line/><p> Castigo, nonostante gli ossi appuntiti le pungessero la lingua. Castigo lanci� un grido e si dimen� come un pesce preso all'amo, cercando di liberarsi</p><empty-line/><p> dalla morsa, ma nulla pot� contro la stretta di ferro delle mandibole di Saphira. I due draghi continuarono a precipitare l'uno accanto all'altro, come</p><empty-line/><p> foglie intrecciate.</p><empty-line/><p> Eragon si sporse e assest� un fendente alla spalla destra di Murtagh, non</p><empty-line/><p> tanto con l'intenzione di ucciderlo quanto di ferirlo abbastanza gravemente</p><empty-line/><p> da porre fine al combattimento. A differenza di quando combatt� sulle</p><empty-line/><p> Pianure Ardenti, adesso Eragon era riposato e, col braccio veloce come</p><empty-line/><p> quello di un elfo, era fiducioso che Murtagh non avrebbe avuto scampo. Invece l'avversario lev� lo scudo e blocc� il falcione.</p><empty-line/><p> La sua reazione fu cos� inaspettata che Eragon vacill� ed ebbe appena il</p><empty-line/><p> tempo di indietreggiare e respingere Zar'roc, la cui lama vibr� nell'aria a una velocit� esorbitante e lo fer� a una spalla. Murtagh non perse tempo: lo colp� al polso e poi, quando Eragon si scagli� di lato, gli fece passare la lama sotto lo scudo. Riusc� a infilarla tra l'orlo dell'usbergo di maglia e la vita dei pantaloni, trafiggendogli il fianco sinistro. La punta di Zar'roc gli</p><empty-line/><p> si conficc� nell'osso.</p><empty-line/><p> Il dolore travolse Eragon come un getto d'acqua gelida, ma gli diede anche una soprannaturale lucidit� di pensiero e gli trasmise una scarica di energia straordinaria in tutto il corpo.</p><empty-line/><p> Mentre Murtagh sfilava la spada, Eragon grid� e gli si scagli� contro.</p><empty-line/><p> Con una veloce torsione del polso, Murtagh intrappol� il falcione sotto Zar'roc e digrign� i denti in un ghigno sinistro. Senza un attimo di esitazione,</p><empty-line/><p> Eragon liber� la sua arma, poi finse di voler colpire l'avversario al ginocchio destro, ma all'ultimo momento abbatt� il falcione in direzione opposta, ferendo Murtagh alla guancia.</p><empty-line/><p> �Avresti dovuto metterti l'elmo� gli disse.</p><empty-line/><p> Erano cos� vicini a schiantarsi al suolo - mancava solo qualche centinaio</p><empty-line/><p> di piedi - che Saphira dovette lasciar andare Castigo. I due draghi si separarono prima che Eragon e Murtagh potessero ferirsi di nuovo. Mentre Saphira e Castigo risalivano a spirale, lanciandosi entrambi verso una nube bianco perla che si stava addensando sopra le tende dei Varden, Eragon sollev� l'usbergo e la tunica e si esamin� il fianco. Nel punto</p><empty-line/><p> in cui Zar'roc l'aveva colpito, spingendo la cotta di maglia contro il corpo,</p><empty-line/><p> c'era un esangue lembo di pelle grande quanto un pugno. In mezzo, dove</p><empty-line/><p> era penetrata la lama, una sottile linea rossa lunga due pollici. La ferita</p><empty-line/><p> sanguinava, inzuppandogli la parte alta dei pantaloni.</p><empty-line/><p> Il fatto di essere stato ferito da Zar'roc, una spada che non l'aveva mai</p><empty-line/><p> abbandonato nei momenti di pericolo e che ancora considerava sua a buon</p><empty-line/><p> diritto, lo turb�. Che la sua arma gli si fosse ritorta contro era <emphasis>sbagliato. </emphasis>Il</p><empty-line/><p> mondo girava alla rovescia, e il suo istinto gli imponeva di ribellarsi a</p><empty-line/><p> quello stato di cose.</p><empty-line/><p> Mentre attraversava un vortice d'aria, Saphira trem� tutta ed Eragon sussult� avvertendo una nuova fitta di dolore al fianco. Per fortuna non stavano combattendo a terra, concluse, altrimenti non credeva che sarebbe riuscito a reggersi in piedi.</p><empty-line/><p><emphasis>Arya, </emphasis>disse, <emphasis>vuoi curarmi tu o devo farlo da solo e lasciare che Murtagh </emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> riesca a fermarmi?</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> Ci pensiamo noi, </emphasis>rispose l'elfa. <emphasis>Se ti crede ancora ferito, forse riuscirai </emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> a coglierlo di sorpresa.</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> Oh, aspetta.</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> Perch�?</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> Prima devo darvi il permesso di intervenire, o le mie difese vi fermeranno. </emphasis>Sulle prime non gli venne in mente la frase esatta, ma alla fine si ricord� la formula e sussurr� nell'antica lingua: �Acconsento a che Arya, figlia</p><empty-line/><p> di Islanzadi, mi guarisca con un incantesimo.�</p><empty-line/><p><emphasis>Quando sarai meno turbato, dobbiamo parlare di queste tue difese. E se </emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> avessi perso conoscenza? Come avremmo fatto ad assisterti? Dopo le Pianure Ardenti mi era sembrata una buona idea. Murtagh ci </emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> aveva immobilizzati entrambi con la magia, ricordi? Non voglio che n� lui </emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> n� nessun altro possano imporci incantesimi senza il nostro consenso. � giusto, ma ci sono soluzioni pi� eleganti della tua.</emphasis></p><empty-line/><p> Eragon si contorse sulla sella mentre la magia degli elfi faceva effetto, e</p><empty-line/><p> il fianco cominci� a formicolargli e a prudergli come se fosse ricoperto di</p><empty-line/><p> pulci che lo mordevano. Quando il prurito diminu�, si infil� una mano sotto la tunica e, con grande gioia, sent� solo pelle liscia.</p><empty-line/><p><emphasis>D'accordo, </emphasis>disse, raddrizzando bene le spalle. <emphasis>Adesso quei due impareranno a temere i nostri nomi!</emphasis></p><empty-line/><p> Saphira vir� a sinistra e, mentre Castigo si affannava a voltarsi, si tuff�</p><empty-line/><p> nel cuore dell'immensa nube perlata di fronte a loro. Tutto divenne freddo,</p><empty-line/><p> umido e bianco, poi Saphira sbuc� dalla parte opposta, alle spalle di Castigo, pochi piedi sopra di lui.</p><empty-line/><p> Con un ruggito trionfante, Saphira si abbatt� sul drago rosso e lo afferr�</p><empty-line/><p> per i fianchi, conficcandogli gli artigli in profondit� nei garretti e lungo la</p><empty-line/><p> spina dorsale. Protese la testa, gli addent� l'ala sinistra e serr� la presa, tagliando la carne di netto con uno schiocco delle zanne affilate come un rasoio.</p><empty-line/><p> Castigo si dibatt� e lanci� un grido: Eragon non sospettava che i draghi</p><empty-line/><p> potessero emettere versi tanto orribili.</p><empty-line/><p><emphasis>Ce l'ho in pugno, </emphasis>disse Saphira. <emphasis>Gli posso strappare l'ala, ma preferirei</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> di no. Qualunque cosa tu abbia intenzione di fare, falla, prima che sia </emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> troppo tardi.</emphasis></p><empty-line/><p> Pallido in viso bench� insanguinato, Murtagh punt� Zar'roc contro Eragon - la spada vibr� nell'aria - e un fascio di energia mentale immenso travolse la coscienza di Eragon. Quella misteriosa presenza rovist� nei suoi</p><empty-line/><p> pensieri, cercando di carpirli e di sottometterli al suo volere. Come sulle</p><empty-line/><p> Pianure Ardenti, Eragon si accorse che la mente del fratello sembrava contenere una vera folla, come se un confuso coro di voci stesse mormorando</p><empty-line/><p> in sottofondo al tumulto dei suoi pensieri.</p><empty-line/><p> Forse c'era un gruppo di maghi ad assisterlo, come lui aveva gli elfi. Per quanto difficile, Eragon svuot� la mente da ogni cosa, eccetto l'immagine di Zar'roc. Si concentr� sulla spada con tutte le sue forze, rasserenando la coscienza nella calma della meditazione, cos� che Murtagh non</p><empty-line/><p> trovasse alcun appiglio a cui aggrapparsi. E quando Castigo si dimen� sotto di loro e l'attenzione di Murtagh vacill� per un istante, lanci� un furioso</p><empty-line/><p> contrattacco, afferrando a sua volta la coscienza dell'altro Cavaliere. I due lottarono uno contro l'altro in caduta libera, in un cupo silenzio, respingendosi a vicenda entro i confini delle rispettive menti. A volte sembrava che avesse la meglio Murtagh, a volte il fratello, ma nessuno riusciva a prevalere. Eragon scocc� un'occhiata in basso e si accorse che non</p><empty-line/><p> mancava molto al momento in cui si sarebbero schiantati al suolo; cos� cap� che la contesa andava decisa con altri mezzi.</p><empty-line/><p> Abbassando il falcione al livello di Murtagh, grid� �Letta!�, lo stesso</p><empty-line/><p> incantesimo che il fratello aveva usato contro di lui nel precedente confronto. Era una magia semplice, che gli avrebbe bloccato le braccia e il torso, ma cos� avrebbero potuto affrontarsi direttamente e stabilire chi aveva</p><empty-line/><p> pi� energia a disposizione.</p><empty-line/><p> Murtagh pronunci� un controincantesimo, ma le parole si persero nel</p><empty-line/><p> ringhio di Castigo e nell'ululato del vento.</p><empty-line/><p> Via via che la forza lo abbandonava, il polso di Eragon accelerava.</p><empty-line/><p> Quando ormai aveva quasi esaurito le forze e si sentiva debole, Saphira e</p><empty-line/><p> gli elfi riversarono l'energia dei propri corpi nel suo, evitando cos� che l'incantesimo di Eragon si spezzasse. Sulle prime Murtagh, che gli stava di</p><empty-line/><p> fronte, apparve compiaciuto e sicuro di s�, ma pi� Eragon lo teneva a bada,</p><empty-line/><p> pi� si accigliava e digrignava i denti, ritraendo le labbra. Per tutto il tempo,</p><empty-line/><p> le rispettive menti rimasero sotto assedio.</p><empty-line/><p> Un paio di volte Eragon senti diminuire l'energia che Arya gli stava inviando e intu� che due degli stregoni al comando di Bl�dhgarm dovevano</p><empty-line/><p> essere svenuti. <emphasis>Murtagh non pu� resistere ancora per molto, </emphasis>pens�, poi</p><empty-line/><p> dovette sforzarsi di riprendere il controllo della propria mente, perch�</p><empty-line/><p> quella perdita di concentrazione aveva permesso all'avversario di far breccia nelle sue difese mentali.</p><empty-line/><p> La forza di Arya e degli altri elfi si dimezz� e perfino Saphira cominci�</p><empty-line/><p> a tremare di stanchezza. Proprio quando Eragon era convinto che avrebbe</p><empty-line/><p> perso, Murtagh lanci� un grido di dolore. Via via che la resistenza del fratello calava, a Eragon parve di liberarsi di un grosso peso. Murtagh era esterrefatto davanti al successo dell'avversario.</p><empty-line/><p><emphasis>E adesso? </emphasis>chiese Eragon ad Arya e a Saphira. <emphasis>Li prendiamo in ostaggio? Possiamo?</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> Adesso devo volare, </emphasis>rispose la dragonessa, poi lasci� andare Castigo e si</p><empty-line/><p> allontan� da lui, battendo le ali a fatica, come se persino tenerle dispiegate</p><empty-line/><p> le costasse molte energie. Eragon si volt�, e per un fugace istante ebbe</p><empty-line/><p> l'impressione che un prato invaso dal sole e punteggiato di cavalli stesse</p><empty-line/><p> per scagliarsi contro di loro; poi fu come se un gigante lo travolgesse dal</p><empty-line/><p> basso e tutto divenne nero.</p><p>La prima cosa che vide fu il collo puntuto di Saphira a un paio di pollici dal suo naso. Le squame brillavano come ghiaccio blu cobalto. C'era qualcuno che stava tentando di penetrargli nella mente, qualcuno la cui coscienza trasmetteva un'intensa sensazione di fretta. A mano a mano che rientrava in possesso delle sue piene facolt�, si accorse che si trattava di Arya. <emphasis>Ferma l'incantesimo, Eragon, altrimenti ci ucciderai tutti! </emphasis>gli disse. <emphasis>Fermalo; Murtagh ormai � troppo lontano! Svegliati, o entrerai nel vuoto.</emphasis></p><p>Di scatto, Eragon balz� a sedere in sella, accorgendosi a stento che Saphira era accucciata in un cerchio di cavalieri del re. Arya non c'era. Ora che aveva recuperato i sensi, sent� che l'incantesimo lanciato contro Murtagh gli stava ancora prosciugando l'energia, e in quantit� sempre maggiori. Se non fosse stato per l'aiuto degli elfi e della sua dragonessa, sarebbe gi� morto.</p><p>Eragon pose fine alla magia, poi cerc� Castigo e Murtagh. <emphasis>Laggi�, </emphasis>disse Saphira, indicandogli il punto esatto con il muso. Eragon vide la sagoma scintillante di Castigo allontanarsi verso il fiume Jiet, bassa nel cielo a nord-ovest, e tornare rapida in seno all'esercito di Galbatorix, distante alcune miglia.</p><empty-line/><p><emphasis>Che cos'� successo?</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> Murtagh ha guarito di nuovo Castigo, che ha avuto la fortuna di atterrare sul dorso di una collina. � sceso di corsa, poi ha spiccato il volo prima che tu ti risvegliassi.</emphasis></p><empty-line/><p> Nel paesaggio ondulato rimbomb� la voce amplificata di Murtagh: �Eragon, Saphira! Non crediate di avere vinto. Ci incontreremo di nuovo, ve lo prometto, e allora io e Castigo vi sconfiggeremo, perch� saremo ancora pi� forti!�</p><empty-line/><p> Eragon strinse lo scudo e il falcione con tanta forza che gli usc� il sangue da sotto le unghie. <emphasis>Pensi di poterlo raggiungere?</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> S�, ma gli elfi non riuscirebbero ad aiutarti cos� a distanza, e senza il loro sostegno dubito che riusciremmo a vincere.</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> Forse potremmo..</emphasis>. Eragon si blocc� e si diede una manata sulla gamba per la frustrazione. <emphasis>Accidenti, sono un idiota! Mi sono dimenticato di Aren. Per sconfiggerli avremmo potuto usare l'energia contenuta nell'anello di Brom.</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> Avevi altre cose per la testa. Chiunque avrebbe potuto commettere lo stesso errore.</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> Forse, ma vorrei che mi fosse venuto in mente prima. Potremmo farlo adesso.</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> E poi? </emphasis>gli chiese Saphira. <emphasis>Come facciamo a tenerli prigionieri? Li vuoi drogare come ha fatto Durza con te a Gil'ead? O preferisci ucciderli?</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> Non lo so! Potremmo aiutarli a cambiare i loro veri nomi e a infrangere il giuramento a Galbatorix. Lasciarli andare cos� � troppo pericoloso.</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> In teoria hai ragione, </emphasis>rispose Arya, <emphasis>ma tu sei stanco, Saphira � stanca e io preferisco che quei due ci sfuggano piuttosto che rischiare di perdervi perch� non siete nel pieno delle forze.</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> Ma...</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> Non siamo in grado di trattenere a lungo un drago e il suo Cavaliere, e non credo che uccidere Murtagh e Castigo sarebbe facile come pensi, Eragon. Sii grato che siamo riusciti a scacciarli e riposa tranquillo: la prossima volta che oseranno affrontarci, li fermeremo di nuovo. </emphasis>Detto ci�, si allontan� dalla sua mente.</p><empty-line/><p> Eragon osserv� Castigo e Murtagh finch� non scomparvero dalla sua vista, poi sospir� e accarezz� Saphira sul collo. <emphasis>Dormirei per due settimane.</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> Anch'io.</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> Dovresti essere fiera di te; in volo hai avuto quasi sempre la meglio su Castigo.</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> S�, vero? </emphasis>si pavoneggi� la dragonessa. <emphasis>Abbiamo combattuto ad armi impari, per�. Castigo non � esperto come me.</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> E non ha nemmeno il tuo talento, mi verrebbe da pensare.</emphasis></p><empty-line/><p> Saphira pieg� il collo e gli lecc� la parte alta del braccio destro, facendogli tintinnare l'usbergo di maglia, poi lo guard� con occhi scintillanti.</p><empty-line/><p> Eragon riusc� ad abbozzare solo l'ombra di un sorriso. <emphasis>C'era da aspettarselo, suppongo, ma � stata una sorpresa scoprire che Murtagh e veloce quanto me. Un altro incantesimo di Galbatorix, non c'� dubbio.</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> Perch� le tue difese non sono riuscite a deviare i colpi di Zar'roc? Altre volte ti hanno salvato da assalti peggiori, per esempio contro i Ra'zac.</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> Non so. Forse Murtagh e Galbatorix si sono inventati un incantesimo contro cui non avevo pensato di proteggermi. O forse � solo che Zar'roc � la spada di un Cavaliere, e come diceva Glaedr...</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> ... le spade forgiate da Rhun�n sono eccellenti perch�...</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> ... non temono incantesimi di sorta e..</emphasis>.</p><empty-line/><p> ... <emphasis>solo di rado vengono..</emphasis>.</p><empty-line/><p> ... <emphasis>fermate dalla magia. Gi�, proprio cos�. </emphasis>Esausto, Eragon fiss� il sangue di drago sul lato piatto del falcione. <emphasis>Quando riusciremo a sconfiggere i nostri nemici da soli? Non avrei mai ucciso Durza se Arya non avesse rotto lo Zaffiro Stellato. E siamo riusciti a battere Murtagh e Castigo solo grazie al suo aiuto e a quello di altri dodici elfi.</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> Dobbiamo diventare pi� potenti.</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> S�, ma come? Come ha fatto Galbatorix ad accumulare tanta forza? Avr� trovato un modo per cibarsi del corpo dei suoi schiavi anche a centinaia di miglia di distanza? Accidenti! Non lo so.</emphasis></p><empty-line/><p> Un rivolo di sudore gli gocciol� dalla fronte e si infil� nell'angolo dell'occhio destro. Lo asciug� con il palmo della mano, poi batt� le palpebre e not� i cavalieri raccolti intorno a loro. <emphasis>Che cosa ci fanno qui? </emphasis>Si volt� e si rese conto che Saphira era atterrata vicino al punto in cui re Orrin aveva intercettato i soldati sbarcati dalle navi nemiche. Alla sua sinistra, poco lontano da l�, centinaia di uomini, di Urgali e di cavalli correvano in preda al panico; ovunque regnavano disordine e confusione. Di tanto in tanto il clangore delle spade o il grido di un uomo ferito si levava da quel tumulto, accompagnato da scoppi di risa folli.</p><empty-line/><p><emphasis>Credo che siano qui per proteggerci, </emphasis>disse Saphira.</p><empty-line/><p><emphasis>Chi, noi? E da che cosa? Perch� non hanno ancora ucciso i soldati? Dove...? </emphasis>Eragon lasci� la frase a met� non appena vide Arya, Bl�dhgarm e quattro altri elfi dall'aria sfinita sopraggiungere di corsa dall'accampamento. Alzando una mano in segno di saluto, grid�: �Arya! Cos'� successo? Sembra che non ci sia nessuno al comando.�</p><empty-line/><p> L'elfa respirava con tanto affanno che per qualche istante non riusc� nemmeno a parlare. Eragon rimase a guardarla allarmato, poi disse: �I soldati si sono dimostrati pi� pericolosi del previsto. Non sappiamo perch�. Il Du Vrangr Gata non ha sentito che un confuso borbottio provenire dagli stregoni di Orrin.� Poi, non appena riprese fiato, cominci� a esaminare i tagli e le ferite di Saphira.</p><empty-line/><p> Prima che Eragon potesse chiederle altro, un'accozzaglia di grida eccitate provenienti dal vortice di guerrieri soffoc� ogni altro rumore. �Indietro, indietro! Arcieri, mantenete i ranghi! Accidenti, che nessuno si muova, l'abbiamo preso!� grid� re Orrin.</p><empty-line/><p> Eragon e Saphira ebbero la stessa idea. La dragonessa pieg� le gambe, super� con un balzo i soldati disposti in circolo spaventando gli animali, che - disarcionati i loro cavalieri - corsero via, e si fece strada lungo il campo di battaglia disseminato di cadaveri verso il punto da cui proveniva la voce del re, ignorando uomini e Urgali come se fossero tanti steli d'erba. Gli altri elfi si affrettarono a tenerle dietro, armati di spade e archi.</p><empty-line/><p> Saphira trov� Orrin in sella al suo destriero, in testa al fitto manipolo di guerrieri, mentre fissava un uomo a una quarantina di piedi di distanza. Il re era paonazzo e aveva gli occhi spiritati; l'armatura era sudicia dopo il combattimento. Era stato ferito sotto il braccio sinistro e l'asta di una lancia gli spuntava di parecchi pollici dalla coscia destra. Quando si accorse della presenza della dragonessa, fu invaso da un improvviso sollievo.</p><empty-line/><p> �Bene, bene, siete qui� bofonchi�, mentre Saphira raggiungeva il suo cavallo. �Avevamo giusto bisogno di te, Saphira, e anche di te, Ammazzaspettri.� Uno degli arcieri avanz� di qualche pollice. Orrin brand� la spada contro di lui e strill�: �Indietro! Se non restate dove siete vi mozzer� la testa, lo giuro sulla corona di Angvard!� Poi riprese a fissare l'uomo.</p><empty-line/><p> Eragon segu� il suo sguardo, e vide un soldato di media statura, con una voglia viola sul collo e i capelli castani appiattiti per via dell'elmo. Lo scudo era ridotto in frantumi; la spada era scalfita, piegata e aveva perso gli ultimi sei pollici della lama. La calzabraca era inzaccherata di fango del fiume. Aveva uno squarcio nel costato ricoperto di sangue. Una freccia con un pennacchio bianco di piume di cigno gli si era conficcata nel piede destro e lo teneva inchiodato al terreno. Dalla gola gli usciva un orribile gorgoglio, una sorta di risata che aumentava di intensit� e poi calava, come se fosse stato ubriaco, raggiungendo note sempre pi� acute: pareva sul punto di mettersi a gridare dall'orrore.</p><empty-line/><p> �Che cosa sei?� url� Orrin. Poich� il soldato non rispose subito, il re imprec� e gli disse: �Rispondimi, o ti dar� in pasto ai miei stregoni. Sei un uomo, una bestia o il seme del demonio? In quale orrido pozzo Galbatorix ha trovato te e i tuoi simili? Sei un Ra'zac?�</p><empty-line/><p> L'ultima domanda ebbe un effetto immediato su Eragon, come se gli avessero infilato un ago nella carne; si raddrizz� di colpo, i cinque sensi vigili.</p><empty-line/><p> La risata cess� per un istante. �Un uomo. Sono un uomo come voi.�</p><empty-line/><p> �Non mi sembra affatto.�</p><empty-line/><p> �Volevo assicurarmi che la mia famiglia avesse un futuro. Ti sembra una cosa tanto strana, Surdan?�</p><empty-line/><p> �Non incantarmi con le parole, miserabile dalla lingua biforcuta! Dimmi come hai fatto a diventare quello che sei e sii sincero, altrimenti ti verser� del piombo fuso nella gola, e voglio proprio vedere se nemmeno <emphasis>quello </emphasis>ti far� male.�</p><empty-line/><p> La risatina instabile crebbe d'intensit�, poi il soldato disse: �Niente e nessuno pu� farmi del male, Surdan. Il re ci ha resi immuni al dolore. In cambio le nostre famiglie vivranno nell'agio per il resto della loro vita. Potete nascondervi, ma noi continueremo a inseguirvi, anche dopo che un uomo normale sarebbe crollato a terra esausto. Potete combatterci, ma noi continueremo a uccidervi finch� avremo un braccio con cui brandire la spada. Non potete arrendervi, perch� non ci interessa di farvi prigionieri. Non potete fare altro che morire e riportare la pace in questa landa.�</p><empty-line/><p> Con una smorfia raccapricciante, il soldato afferr� la freccia con la mano straziata e la sfil� dal piede con un rumore di carne lacerata. Dalla punta pendevano brandelli di pelle rosso vivo. Il soldato la sventol� davanti a loro, poi la scagli� contro uno degli arcieri, ferendolo a una mano. Con una risata pi� fragorosa che mai, avanz� barcollando e trascinando il piede ferito. Infine alz� la spada, come se volesse attaccare.</p><empty-line/><p> �Colpitelo!� grid� Orrin.</p><empty-line/><p> Le corde degli archi vibrarono come liuti stonati, poi una ventina di frecce saettarono contro il soldato e un istante dopo lo raggiunsero al petto. Due gli rimbalzarono sulla corazza, ma le altre gli penetrarono nel costato. Con la risata ridotta a un sibilo mentre il sangue gli filtrava nei polmoni, l'uomo continu� ad avanzare, tingendo l'erba di un vivo scarlatto. Gli arcieri gli rovesciarono addosso un'altra pioggia di frecce, ma, bench� avesse braccia e spalle trafitte, il soldato di Galbatorix non si ferm�. Segu� un'altra raffica di frecce. Quando una di queste gli spacc� in due una rotula, altre gli si conficcarono nella parte alta delle gambe e una gli perfor� il collo, scavando un buco nella voglia, il soldato inciamp� e cadde, ma prosegu� sibilando, lasciando alle proprie spalle una scia di sangue. Si rifiutava di morire. Cominci� a strisciare in avanti aiutandosi con le braccia; intanto sorrideva e ridacchiava come per una battuta oscena di cui solo lui comprendeva il significato.</p><empty-line/><p> Nel guardarlo, Eragon sent� un brivido gelido lungo la schiena.</p><empty-line/><p> Orrin imprec� con violenza ed Eragon colse una nota isterica nella sua voce. Balzato gi� dal destriero, il re scagli� spada e scudo per terra e indic� l'Urgali pi� vicino. �Dammi l'ascia.� Sbalordito, l'ariete dalla pelle grigia esit�, poi obbed�.</p><empty-line/><p> Re Orrin raggiunse zoppicando il soldato, alz� la pesante ascia con tutte e due le mani e con un solo colpo gli mozz� la testa.</p><empty-line/><p> La risatina cess� all'istante.</p><empty-line/><p> L'uomo strabuzz� gli occhi e mosse le labbra ancora per qualche secondo, poi rimase immobile.</p><empty-line/><p> Orrin afferr� la testa per i capelli e la sollev�, cos� che tutti la potessero vedere. �Dunque � possibile ucciderli� dichiar�. �Diffondete la voce che l'unico modo per fermare questi mostri � decapitarli. Oppure fracassare loro il cranio con una mazza, o colpirli con una freccia tra gli occhi da una distanza di sicurezza... Dentegrigio, dove sei?� Un cavaliere tarchiato di mezza et� si fece avanti e prese al volo la testa che gli aveva lanciato Orrin. �Issala su un palo all'entrata nord dell'accampamento. Fa' lo stesso con quelle degli altri. Che serva da monito a Galbatorix: le sue scorrettezze non ci fanno paura, vinceremo comunque.� Tornando al suo destriero, il re restitu� l'ascia all'Urgali, poi raccolse le armi.</p><empty-line/><p> A poche iarde di distanza, Eragon not� Nar Garzhvog in un crocchio di Kull. Rivolse due parole a Saphira, che si avvi� furtiva verso di loro. I due si scambiarono un cenno di saluto, poi Eragon gli chiese: �Anche gli altri soldati nemici erano come quello?� E indic� il cadavere pieno di frecce.</p><empty-line/><p> �Nessuno di loro prova dolore. Li colpisci e credi di averli uccisi, ma appena volti le spalle, ti disarmano.� Garzhvog si accigli�. �Ho perso molti arieti, oggi. Abbiamo combattuto contro moltitudini di umani, Spadarossa, per� mai contro questi demoni che ridono. Sono contro natura. C'� quasi da pensare che siano posseduti da spiriti senza corna e che forse le nostre divinit� si siano rivoltate contro di noi.�</p><empty-line/><p> �Sciocchezze� sbuff� Eragon. �� solo uno dei tanti incantesimi di Galbatorix, e ben presto troveremo il modo di proteggerci anche da quello.� Ostentava sicurezza, ma l'idea di combattere contro nemici che non provavano dolore turbava non poco anche lui. E poi, stando a ci� che aveva detto Garzhvog, non appena la notizia fosse circolata tra i Varden, per Nasuada sarebbe stato ancora pi� difficile mantenere alto il morale della sua gente.</p><empty-line/><p> Mentre i Varden e gli Urgali cominciavano a raccogliere i compagni caduti, spogliando i morti di tutto ci� che poteva tornare utile, e a decapitare i soldati trascinandone i corpi mutilati in pile da dare alle fiamme, Eragon, Saphira e re Orrin tornarono all'accampamento, accompagnati da Arya e dagli altri elfi.</p><empty-line/><p> Lungo il tragitto, Eragon si offr� di guarire la gamba del re, ma lui rifiut�: �Ho i miei medici, Ammazzaspettri.�</p><empty-line/><p> Nasuada e J�rmundur li stavano aspettando al cancello nord. Avvicinandosi a Orrin, la regina disse: �Che cosa � andato storto?�</p><empty-line/><p> Eragon chiuse gli occhi mentre Orrin le spiegava che sulle prime l'assalto era parso dare buoni frutti. I cavalieri si erano infiltrati nei ranghi nemici, assestando a destra e a manca quelli che pensavano fossero colpi mortali e riportando solo una vittima durante la carica. Quando avevano attaccato il resto dei soldati, tuttavia, molti di quelli che avevano gi� abbattuto si erano rialzati e avevano ripreso a combattere. Orrin fu scosso da un brivido. �A quel punto abbiamo perso il controllo. Sarebbe successo a chiunque. Non sapevamo se i soldati erano invincibili e nemmeno se erano umani come noi. Quando un nemico ti viene incontro con le ossa che spuntano dal polpaccio, un giavellotto nella pancia e mezza faccia dilaniata, e tuttavia ride, � difficile tenere duro. I miei guerrieri si sono lasciati prendere dal panico. Hanno rotto le righe. Regnava la confusione pi� totale. Una carneficina. Quando gli Urgali e i tuoi guerrieri ci hanno raggiunto, Nasuada, sono stati inghiottiti da quella follia collettiva.� Scosse il capo. �Non ho mai visto niente di simile, nemmeno sulle Pianure Ardenti.�</p><empty-line/><p> Nasuada era turbata. Guard� Eragon e poi Arya. �Che cos'ha fatto Galbatorix?�</p><empty-line/><p> Fu Arya a rispondere: �Ha sradicato in loro il senso del dolore, anche se non del tutto. Quegli uomini capiscono dove si trovano e che cosa stanno facendo, ma poich� non provano dolore fisico, non si fermano. � un incantesimo che richiede una quantit� minima di energia.�</p><empty-line/><p> Nasuada si inumid� le labbra, poi si rivolse di nuovo a Orrin: �Sai quanti uomini abbiamo perso?�</p><empty-line/><p> Orrin era tormentato dai brividi. Si pieg� in due, premendosi una mano sulla gamba, poi digrign� i denti e grugn�: �Trecento soldati contro... Com'era composto il contingente che hai mandato tu?�</p><empty-line/><p> �Duecento spadaccini. Un centinaio di lancieri. Cinquanta arcieri.�</p><empty-line/><p> �Quelli, pi� gli Urgali, pi� la mia cavalleria... Diciamo un migliaio di unit� nostre contro trecento fanti loro in campo aperto. Li abbiamo massacrati fino all'ultimo, ma quanto ci � costato...� Il re scosse la testa. �Finch� non contiamo i morti non lo sapremo con certezza, ma a occhio e croce mi pare che tre quarti dei tuoi spadaccini siano andati. Anche la maggior parte dei lancieri e qualche arciere. Dei miei cavalieri ne rimangono ben pochi: cinquanta, settanta, non di pi�. Molti di loro erano miei amici. Gli Urgali morti saranno un centinaio, forse centocinquanta. In totale? Cinque o seicento cadaveri da seppellire, e i sopravvissuti sono quasi tutti feriti. Non lo so... non lo so. Non...� Orrin apr� la bocca, poi si accasci� su un lato e, se Arya non fosse corsa a sorreggerlo, sarebbe caduto.</p><empty-line/><p> Nasuada schiocc� le dita e richiam� due dei Varden fra le tende, poi ordin� loro di portare Orrin nel suo padiglione e di far venire i guaritori.</p><empty-line/><p> �Pur avendo sterminato il nemico, abbiamo subito una dolorosa sconfitta� mormor� Nasuada, e serr� le labbra in un espressione di dolore e disperazione. Aveva gli occhi lucidi. Raddrizzando la schiena, scocc� a Eragon e Saphira uno sguardo d'acciaio. �Com'� andata a voi due?� Ascolt� impassibile mentre Eragon descriveva l'incontro con Murtagh e Castigo. Poi annu�. �Siete riusciti a sfuggire al loro attacco: prima della battaglia non avremmo osato sperare di pi�. E invece avete fatto ben altro. Avete dimostrato che Galbatorix non � riuscito a rendere Murtagh cos� invincibile e potente come credeva. Con l'aiuto di qualche altro incantesimo, avresti potuto fare di lui ci� che volevi, dunque credo che non oser� affrontare l'esercito della regina Islanzadi da solo. Se riusciamo a radunare un buon numero di stregoni, la prossima volta che verranno per rapirvi riusciremo a ucciderli, ne sono sicura.�</p><empty-line/><p> �Non li vuoi catturare?� chiese Eragon.</p><empty-line/><p> �Se � per questo voglio molte cose, ma dubito che riuscir� a ottenerle tutte. Forse quei due non cercheranno di uccidervi, ma se si dovesse presentare l'opportunit� dobbiamo eliminarli senza indugi. Forse tu hai altre idee...�</p><empty-line/><p> �... No.�</p><empty-line/><p> Poi Nasuada si rivolse ad Arya: �Qualcuno dei vostri stregoni � morto?�</p><empty-line/><p> �Un paio sono svenuti, ma si sono tutti ripresi, grazie.�</p><empty-line/><p> Nasuada trasse un profondo respiro e si volse verso nord, lo sguardo perso nel vuoto. �Eragon, per favore, informa Trianna che voglio che il Du Vrangr Gata escogiti un modo per rispondere all'incantesimo di Galbatorix. Per quanto sia spregevole, dobbiamo rispondere con la stessa moneta. Non possiamo permetterci di fare altrimenti. Adottare la stessa soluzione sarebbe poco pratico, rischieremmo di ferirci con troppa facilit�, ma almeno dovremmo trovare qualche centinaio di spadaccini volontari che accettino di diventare immuni alla sofferenza fisica.�</p><empty-line/><p> �S�, mia signora.�</p><empty-line/><p> �Quanti morti� comment� Nasuada. Si avvolse le redini intorno alle mani. �Siamo rimasti nello stesso luogo troppo a lungo. � tempo di costringere l'Impero a rimettersi sulla difensiva.� Fece allontanare il cavallo dalla carneficina davanti all'accampamento, e lo stallone agit� il muso e morse il freno. �Eragon, oggi tuo cugino mi ha pregato di prendere parte alla battaglia. Che io glielo abbia negato, considerato l'imminente matrimonio, non � stato di suo gradimento, anche se sospetto che la sua promessa sposa la pensi diversamente. Vuoi farmi il favore di informarmi se intendono comunque procedere con la cerimonia? Dopo tanto spargimento di sangue, una festa rincuorerebbe i Varden.�</p><empty-line/><p> �Te lo far� sapere appena possibile.�</p><empty-line/><p> �Grazie. Adesso va' pure.�</p><p>La prima cosa che fecero Eragon e Saphira dopo essersi congedati da Nasuada fu andare a far visita agli elfi che erano svenuti durante lo scontro contro Murtagh e Castigo e ringraziare loro e gli altri compagni per l'aiuto. Poi Eragon, Arya e Bl�dhgarm si occuparono delle ferite riportate dalla dragonessa, le curarono i tagli, i graffi e altre contusioni. Quando ebbero finito, Eragon cerc� Trianna con la mente e le trasmise le istruzioni di Nasuada.</p><p>Alla fine, lui e Saphira andarono a cercare Roran, accompagnati da Bl�dhgarm e dai suoi elfi; Arya invece aveva delle faccende personali da sbrigare.</p><p>Quando Eragon li scorse accanto a un angolo della tenda di Horst, Roran e Katrina erano assorti in una pacata ma accesa discussione; tuttavia ammutolirono non appena li videro avvicinarsi. Katrina incroci� le braccia e si volt�; Roran afferr� la punta del martello infilato nella cintura e sfreg� il tacco dello stivale contro un sasso.</p><p>Eragon si ferm� davanti a loro e attese qualche istante, sperando che gli avrebbero spiegato la ragione del litigio. Invece Katrina domand�: �Siete feriti?� I suoi occhi continuavano a guizzare tra lui e Saphira.</p><p>�Ormai � tutto passato.�</p><empty-line/><p> �Che... che strano. A Carvahall giravano voci sulla magia, ma non ci avevo mai creduto. Sembrava impossibile. Qui invece ci sono maghi ovunque... Li avete battuti, Murtagh e Castigo? � per quello che sono volati via?�</p><empty-line/><p> �Abbiamo avuto la meglio, s�, ma non abbiamo causato loro danni permanenti.� Eragon fece una pausa; quando per� si rese conto che nessuno dei due avrebbe parlato, chiese loro se volevano ancora sposarsi quel giorno. �Nasuada ha suggerito di procedere, ma forse � meglio aspettare. Ci sono ancora un sacco di cose da fare, tra cui seppellire i morti. Domani sarebbe meglio, e anche pi� decoroso.�</p><empty-line/><p> �No� rispose Roran e stavolta strofin� la punta dello stivale contro il sasso. �L'Impero potrebbe attaccare da un momento all'altro. Domani potrebbe essere troppo tardi. Se... se dovessi morire prima che ci siamo sposati, che cosa ne sar� di Katrina e di nostro...� Esit� e arross�.</p><empty-line/><p> L'espressione di Katrina si addolc�, poi la fanciulla si volse verso Roran e gli prese la mano. �E poi il cibo � gi� pronto, le decorazioni appese e i nostri amici si sono tutti radunati per le nozze. Sarebbe un peccato se i preparativi andassero in fumo.� Poi alz� una mano e gli accarezz� la barba; allora lui le sorrise e la cinse con un braccio.</p><empty-line/><p><emphasis>Non riesco a capire nemmeno la met� delle cose che corrono tra loro, </emphasis>si lament� Eragon con Saphira. �Allora, quando avr� luogo la cerimonia?�</p><empty-line/><p> �Fra un'ora� disse Roran.</p><p><strong>MARITO E MOGLIE </strong></p><p>Quattro ore dopo, Eragon era sulla cresta di una bassa collina punteggiata di fiori di campo gialli. Tutto intorno, un prato rigoglioso costeggiava le rive del fiume Jiet, che scorreva rapido a un centinaio di piedi alla sua destra. Il cielo era terso e limpido; la luce del sole bagnava la terra con il suo delicato bagliore. L'aria era fresca e immota e sapeva di fresco, come se fosse appena piovuto.</p><p>Davanti alla collina si erano radunati tutti gli abitanti di Carvahall, nessuno dei quali era stato ferito in battaglia, e la met� dei Varden, o almeno cos� sembrava. Molti guerrieri reggevano lunghe lance con appesi stendardi multicolori ricamati. In fondo al prato erano schierati diversi cavalli, tra cui Fiammabianca. Nonostante gli sforzi di Nasuada, organizzare il grande evento aveva richiesto pi� tempo del previsto.</p><p>Quando Saphira fluttu� sopra l'adunata e, battendo le ali, si pos� accanto a Eragon, un'ondata di vento gli arruff� i capelli, ancora umidi dopo il bagno. Il giovane le sorrise e le sfior� la spalla.</p><p><emphasis>Piccolo mio.</emphasis></p><empty-line/><p> In condizioni normali, all'idea di parlare davanti a tante persone e officiare una cerimonia cos� importante e solenne, Eragon sarebbe stato nervoso, ma dopo l'ultimo combattimento ogni cosa aveva assunto una parvenza di irrealt�, come se non fosse altro che un sogno particolarmente vivido. Ai piedi della collina c'erano Nasuada, Arya, Narheim, J�rmundur, Angela, Elva e altri invitati di riguardo. Mancava re Orrin, poich� aveva riportato ferite pi� gravi del previsto e i guaritori si stavano ancora occupando di lui nel suo padiglione. A fare le sue veci c'era Irwin, il primo ministro.</p><empty-line/><p> Gli unici Urgali presenti erano le due guardie private di Nasuada. Eragon era l� quando la regina aveva invitato Nar Garzhvog al matrimonio, e aveva tratto un sospiro di sollievo quando l'ariete aveva avuto il buonsenso di declinare l'offerta. Gli abitanti del villaggio non avrebbero mai tollerato un folto gruppo di Urgali alle nozze. Gi� Nasuada aveva faticato parecchio a convincerli ad accettare le guardie.</p><empty-line/><p> In un fruscio di vesti, gli abitanti di Carvahall e i Varden si disposero su due file, formando un lungo corteo che si distendeva per tutta la collina, fino al capannello di invitati. Poi gli abitanti del villaggio cominciarono a intonare in coro gli antichi canti nuziali in uso nella Valle Palancar. Erano versi famosi, che parlavano del ciclo delle stagioni, della calda terra che ogni anno d� vita a un nuovo raccolto, della nascita dei vitelli a primavera, delle nidiate di pettirossi e delle uova deposte dai pesci, dei giovani destinati a prendere il posto dei pi� anziani. Uno degli stregoni di Bl�dhgarm, un'elfa con i capelli argentei, trasse una piccola arpa d'oro da una custodia di velluto e accompagn� i canti con note improvvisate, infiorettando il tema semplice delle melodie e infondendo una vena malinconica in quella musica familiare.</p><empty-line/><p> A passi lenti ma decisi, Roran e Katrina spuntarono ciascuno da un lato del corteo, si volsero verso la collina e, senza toccarsi, cominciarono ad avanzare verso Eragon. Roran indossava una tunica nuova, presa in prestito da uno dei Varden. Si era pettinato per bene, regolato la barba e ripulito gli stivali. Era raggiante; dal suo viso emanava una gioia indescrivibile. Tutto sommato, a Eragon parve bellissimo e molto elegante. Fu Katrina tuttavia a catturare la sua attenzione. Aveva un abito azzurro, come si conf� a una sposa al primo matrimonio, di taglio semplice ma con uno strascico di pizzo lungo venti piedi sorretto da due bambine. In contrasto con la stoffa color pastello, la sua ricciuta chioma sciolta brillava come rame lucido. Tra le mani aveva un bouquet di fiori di campo. Era orgogliosa, serena e splendida.</p><empty-line/><p> Eragon sent� le donne trattenere il fiato mentre ne ammiravano lo strascico. Dando per scontato che fosse un regalo di Nasuada, decise che pi� tardi l'avrebbe ringraziata per avere chiesto al Du Vrangr Gata di confezionare l'abito da sposa per Katrina.</p><empty-line/><p> Tre passi dietro Roran veniva Horst. E alla stessa distanza dietro Katrina c'era Birgit, attenta a non calpestarle lo strascico.</p><empty-line/><p> Quando i due promessi giunsero a met� strada, dai salici che fiancheggiavano il fiume Jiet si lev� in volo una coppia di colombe bianche con una ghirlanda di giunchiglie gialle tra le zampe. Via via che si avvicinavano, Katrina rallent� e poi si ferm�. Gli uccelli disegnarono in volo tre cerchi sopra di lei, da nord a est, poi si abbassarono e prima di tornare al fiume le posarono la ghirlanda sulla testa.</p><empty-line/><p> �� stata una tua idea?� mormor� Eragon ad Arya.</p><empty-line/><p> L'elfa sorrise.</p><empty-line/><p> In cima alla collina, Roran e Katrina attesero immobili di fronte a Eragon che gli abitanti del villaggio terminassero di cantare. Mentre il ritornello finale sfumava, Eragon alz� le mani e disse: �Benvenuti a tutti voi. Siamo qui riuniti oggi per celebrare l'unione tra le famiglie di Roran Garrowsson e di Katrina Ismirasdaughter. Godono entrambi di ottima reputazione e a quanto mi risulta non hanno ricevuto altre proposte di matrimonio. Se cos� non fosse, tuttavia, o se esistesse qualsiasi altro motivo per cui non devono diventare marito e moglie, esprimete le vostre obiezioni davanti a questi testimoni, cos� che si possa giudicare la bont� di ci� che sostenete.� Eragon tacque per il tempo che ritenne necessario, poi continu�: �Chi parla a nome di Roran Garrowsson?�</p><empty-line/><p> Horst fece un passo avanti. �Roran non ha pi� un padre n� uno zio, dunque sar� io, Horst Ostrecsson, a parlare per lui come se fosse sangue del mio sangue.�</p><empty-line/><p> �E chi parla a nome di Katrina Ismirasdaughter?�</p><empty-line/><p> Birgit fece un passo in avanti. �Katrina non ha pi� una madre n� una zia, dunque sar� io, Birgit Mardrasdaughter, a parlare per lei come se fosse sangue del mio sangue.� Nonostante la vendetta contro Roran, per tradizione era suo diritto e anche sua responsabilit� parlare per Katrina, poich� la madre della ragazza era stata una sua cara amica.</p><empty-line/><p> �Mi sembra giusto e appropriato. Che cosa porta Roran Garrowsson in questo matrimonio, cos� che lui e la moglie possano prosperare?�</p><empty-line/><p> �Porta il suo nome� rispose Horst. �Porta il suo martello. Porta la forza delle sue mani. E porta la promessa di una fattoria a Carvahall, dove potranno vivere entrambi in pace.�</p><empty-line/><p> Non appena i convenuti compresero le implicazioni di quelle parole, tra loro si diffuse lo sgomento: Horst aveva appena dichiarato in pubblico e nel modo pi� vincolante possibile che Roran non avrebbe mai consentito all'Impero di impedirgli di tornare a casa sua con Katrina e di darle la vita che avrebbe avuto se non fosse stato per Galbatorix e la sua sanguinosa intromissione. Aveva appena scommesso il proprio onore di uomo e di marito sulla caduta dell'Impero.</p><empty-line/><p> �Accetti questa offerta, Birgit Mardrasdaughter?� le chiese Eragon.</p><empty-line/><p> La fanciulla annu�. �S�.�</p><empty-line/><p> �E che cosa porta Katrina Ismirasdaughter in questo matrimonio, cos� che lei e il marito possano prosperare?�</p><empty-line/><p> �Porta l'amore e la devozione con cui servir� Roran Garrowsson. Porta la sua abilit� di massaia. E porta una dote.� Sorpreso, Eragon osserv� Birgit fare un cenno a due uomini accanto a Nasuada, che avanzarono con un baule di metallo. Birgit gir� la chiave nella chiusura, poi sollev� il coperchio e mostr� il contenuto a Eragon, che ammir� senza fiato il mucchio di gioielli. �Porta una collana d'oro tempestata di diamanti. Porta una spilla di corallo rosso del Mare del Sud e una retina per capelli di perle. Porta cinque anelli d'oro ed elettro. Il primo...� Via via che Birgit descriveva ogni pezzo, lo alzava a mezz'aria, cos� che tutti potessero vedere che stava dicendo la verit�.</p><empty-line/><p> Strabiliato, Eragon scocc� un'occhiata a Nasuada e colse il suo sorriso compiaciuto.</p><empty-line/><p> Dopo che Birgit ebbe terminato la litania e richiuso a chiave il baule, Eragon chiese: �Accetti questa offerta, Horst Ostrecsson?�</p><empty-line/><p> �S�.�</p><empty-line/><p> �E cos�, secondo le leggi della nostra terra, le vostre famiglie diventano una sola.� Poi si rivolse direttamente a Roran e a Katrina per la prima volta: �Coloro che parlano per voi si sono accordati sui termini del vostro matrimonio. Roran, sei soddisfatto del modo in cui Horst Ostrecsson ha condotto i negoziati a tuo nome?�</p><empty-line/><p> �S�.�</p><empty-line/><p> �E tu, Katrina, sei soddisfatta del modo in cui Birgit Mardrasdaughter ha condotto i negoziati a tuo nome?�</p><empty-line/><p> �S�.�</p><empty-line/><p> �Roran Fortemartello, figlio di Garrow, giuri dunque sul tuo nome e sulla tua stirpe di proteggere Katrina Ismirasdaughter e di provvedere a lei finch� entrambi avrete vita?�</p><empty-line/><p> �Io, Roran Fortemartello, figlio di Garrow, giuro sul mio nome e sulla mia stirpe di proteggere Katrina Ismirasdaughter e provvedere a lei finch� entrambi avremo vita.�</p><empty-line/><p> �Giuri di difendere il suo onore, di rimanerle fedele negli anni a venire e di trattarla con rispetto, dignit� e gentilezza, come si conviene?�</p><empty-line/><p> �Giuro di difendere il suo onore, di restarle fedele negli anni a venire e di trattarla con rispetto, dignit� e gentilezza, come si conviene.�</p><empty-line/><p> �E giuri di darle accesso ai tuoi beni, qualunque essi siano, e al forziere dove tieni il tuo denaro entro il tramonto di domani, cos� che possa cominciare a occuparsi dei tuoi affari come si conviene a una moglie?�</p><empty-line/><p> Roran giur�.</p><empty-line/><p> �Katrina, figlia di Ismira, giuri sul tuo nome e sulla tua stirpe di servire Roran Garrowsson e provvedere a lui finch� entrambi avrete vita?�</p><empty-line/><p> �Io, Katrina, figlia di Ismira, giuro sul mio nome e sulla mia stirpe di servire Roran Garrowsson e provvedere a lui finch� entrambi avremo vita.�</p><empty-line/><p> �Giuri di difendere il suo onore, di restargli fedele negli anni a venire, di portare in grembo i suoi figli finch� potrai e di essere una madre premurosa?�</p><empty-line/><p> �Giuro di difendere il suo onore, di restargli fedele negli anni a venire, di portare in grembo i suoi figli finch� potr� e di essere una madre premurosa.�</p><empty-line/><p> �E giuri di farti carico della sua ricchezza e dei suoi possedimenti e di amministrarli in maniera responsabile, cos� che lui possa concentrarsi su quegli incarichi che spettano a un marito?�</p><empty-line/><p> Katrina giur�.</p><empty-line/><p> Sorridendo, Eragon si sfil� un nastro dalla manica e disse: �Incrociate i polsi.� Roran e Katrina tesero rispettivamente il braccio sinistro e il destro e obbedirono. Eragon pos� il nastro sui polsi, li avvolse nella banda di seta per tre volte, e poi ne leg� le estremit� con un fiocco. �Com'� mio diritto in qualit� di Cavaliere dei Draghi, vi dichiaro marito e moglie!�</p><empty-line/><p> La folla esplose in acclamazioni. Quando Roran e Katrina si avvicinarono per baciarsi, l'entusiasmo raddoppi�.</p><empty-line/><p> Saphira protese la testa verso la coppia raggiante e non appena i due si separarono li tocc� entrambi sulla fronte con la punta del muso. <emphasis>Possiate vivere a lungo e rafforzare il vostro amore di anno in anno, </emphasis>augur� loro.</p><empty-line/><p> Roran e Katrina si volsero verso la folla e alzarono al cielo le braccia unite. �Che il banchetto abbia inizio!� dichiar� lo sposo.</p><empty-line/><p> Eragon segu� la coppia, che discese il fianco della collina e si fece strada tra la calca urlante verso due sedie poste all'inizio di una fila di tavoli. L� sedettero Roran e Katrina, re e regina del loro matrimonio.</p><empty-line/><p> Poi gli invitati si misero in coda per le congratulazioni e i regali. Eragon fu il primo. Con un sorriso ampio quanto il loro, strinse la mano libera di Roran e chin� la testa al cospetto di Katrina.</p><empty-line/><p> �Grazie� gli disse lei.</p><empty-line/><p> �S�, grazie� convenne Roran.</p><empty-line/><p> �� stato un onore.� Li guard� entrambi, poi scoppi� a ridere.</p><empty-line/><p> �Che c'�?� gli chiese il cugino.</p><empty-line/><p> �Voi due! Siete felici come due sciocchi!�</p><empty-line/><p> Con uno sguardo scintillante, Katrina rise e abbracci� il marito. �� vero!�</p><empty-line/><p> Tornando serio, Eragon aggiunse: �Dovete sapere quanto siete fortunati a essere qui insieme oggi. Se Roran non fosse riuscito a radunare tutti e a convincerli a raggiungere le Pianure Ardenti, e se i Ra'zac avessero portato Katrina a Ur�'baen, non avreste potuto...�</p><empty-line/><p> �� vero, ma per fortuna non � andata cos� lo interruppe Roran. �Non rattristiamo questo giorno con pensieri spiacevoli su ci� che sarebbe potuto accadere.�</p><empty-line/><p> �Non era questo il mio intento.� Eragon osserv� la fila di persone in attesa dietro di lui, assicurandosi che non fossero cos� vicine da sentire. �Noi tre siamo nemici dell'Impero. E oggi abbiamo avuto la riprova che non siamo al sicuro nemmeno tra i Varden. Appena possibile, Galbatorix colpir� ciascuno di noi, compresa te, Katrina, per ferire gli altri due. Ecco perch� vi ho preparato questi.� Dalla sacca appesa alla cintura estrasse due semplici anelli d'oro, cos� lucidi che brillavano. La sera prima aveva fuso l'ultima delle tre sfere d'oro estratte dalla terra e li aveva modellati. Consegn� quello pi� grande a Roran e l'altro a Katrina.</p><empty-line/><p> Roran se lo rigir� tra le dita per esaminarlo, poi lo alz� al cielo, studiando con gli occhi socchiusi i segni nell'antica lingua incisi all'interno. �� bellissimo, ma in che modo ci protegger�?�</p><empty-line/><p> �Ho evocato tre incantesimi� rispose Eragon. �Per prima cosa, se mai avrete bisogno del mio aiuto o di quello di Saphira, fate girare l'anello intorno al dito una volta e pronunciate queste parole: "Aiutami, Ammazzaspettri; aiutami, Squamediluce", e noi vi sentiremo e accorreremo pi� veloci possibile. Poi, se uno di voi due � in pericolo di vita, il vostro anello avviser� noi e l'altro, quello che non � in pericolo. Infine, finch� porterete gli anelli al dito, saprete sempre dove trovare l'altro, per quanto lontani possiate essere...� Eragon esit�, poi aggiunse: �Spero che accetterete di portarli.�</p><empty-line/><p> �Ma certo� rispose Katrina.</p><empty-line/><p> Roran gonfi� il petto e gli si strozz� la voce. �Grazie� disse. �Grazie. Magari li avessimo avuti prima di essere separati a Carvahall...�</p><empty-line/><p> Poich� avevano solo una mano libera ciascuno, Katrina aiut� Roran e gli infil� l'anello sul dito medio della mano destra, e lui fece altrettanto con la mano sinistra della fanciulla.</p><empty-line/><p> �Ho anche un altro regalo per voi� prosegu� Eragon. Si volse, fischi� e agit� la mano. Facendosi strada tra la folla, arriv� di corsa un palafreniere che teneva Fiammabianca per le briglia. Consegn� le redini dello stallone al Cavaliere, poi fece un inchino e si conged�. �Roran, ti servir� un buon cavallo� inizi� Eragon. �Ti presento Fiammabianca. � stato prima di Brom, poi mio, e adesso lo voglio dare a te.�</p><empty-line/><p> Roran lo guard� con molta attenzione. �� una bestia magnifica.�</p><empty-line/><p> �La pi� bella che ci sia. Lo accetterai?�</p><empty-line/><p> �Con piacere.�</p><empty-line/><p> Eragon richiam� il palafreniere e riaffid� Fiammabianca alle sue cure, spiegandogli che adesso il nuovo proprietario era Roran. Non appena l'uomo e il cavallo si furono allontanati, Eragon guard� le persone in fila con i regali per i due sposi. Ridendo, disse: �Se stamattina eravate poveri, prima di stasera sarete ricchi sfondati. Se io e Saphira riusciremo mai a sistemarci, verremo a vivere con voi nel gigantesco palazzo che costruirete per tutti i vostri figli.�</p><empty-line/><p> �Per quanto grande lo possiamo fare, dubito che baster� a contenere un drago� rispose Roran.</p><empty-line/><p> �Ma sarete sempre i benvenuti� aggiunse Katrina. �Tutti e due.�</p><empty-line/><p> Dopo essersi congratulato con loro ancora una volta, Eragon si nascose in fondo a un tavolo e si divert� a lanciare pezzetti di pollo arrosto a Saphira e a guardarla addentarli al volo. Rimase al banchetto finch� Nasuada non ebbe parlato con i due sposi e consegnato loro qualcosa di piccolo, che per� non riusc� a vedere. Incroci� la regina mentre se ne stava andando.</p><empty-line/><p> �Che c'�, Eragon?� gli chiese. �Non posso restare.�</p><empty-line/><p> �Sei stata tu a dare a Katrina l'abito e la dote?�</p><empty-line/><p> �S�. Disapprovi?�</p><empty-line/><p> �Ti sono grato perch� sei stata cos� gentile con la mia famiglia, ma mi chiedo...�</p><empty-line/><p> �S�?�</p><empty-line/><p> �I Varden non sono a corto di fondi?�</p><empty-line/><p> �S� rispose Nasuada, �ma non come prima. Da quando ho avuto l'idea di vendere il merletto a poco prezzo e ho trionfato nella Prova dei Lunghi Coltelli, ottenendo l'assoluta fedelt� delle trib� nomadi, che mi hanno anche consentito l'accesso alle loro ricchezze, abbiamo pi� probabilit� di morire in guerra perch� ci manca uno scudo o una lancia che non di fame.� Arricci� le labbra in un sorriso. �Ci� che ho dato a Katrina non � nulla in confronto alle enormi somme di denaro di cui ha bisogno questo esercito per funzionare. E non penso di avere scialacquato il mio oro. Anzi, credo di aver concluso un ottimo affare. Ho acquistato prestigio e rispetto presso Katrina e di conseguenza anche la benevolenza di Roran. Forse sono troppo ottimista, ma ho il sospetto che la sua fedelt� si dimostrer� pi� preziosa di un centinaio di scudi o di lance.�</p><empty-line/><p> �Cerchi sempre di migliorare le prospettive dei Varden, vero?�</p><empty-line/><p> �Sempre. E dovresti farlo anche tu.� Nasuada si allontan�, poi torn� sui suoi passi e aggiunse: �Prima del tramonto vieni nel mio padiglione: andremo a trovare gli uomini che sono rimasti feriti oggi. Lo sai, molti non possiamo guarirli. Far� loro bene vedere che abbiamo a cuore la loro salute e che ne apprezziamo il sacrificio.�</p><empty-line/><p> Eragon annu�. �Ci sar�.�</p><empty-line/><p> �Bene.�</p><p>Eragon trascorse ore a ridere, mangiare e scambiare storie con i vecchi amici. L'idromele scorreva a fiumi e il ricevimento di nozze si fece ancora pi� chiassoso. Facendo spazio tra i tavoli, gli uomini dimostrarono il loro valore sfidandosi a incontri di lotta, gare di tiro con l'arco e di bastoni con la punta ferrata. Due elfi, un uomo e una donna, si dimostrarono abili spadaccini e strabiliarono il pubblico con la velocit� e la grazia della loro danza a colpi di lama. Quando perfino Arya acconsent� a eseguire una canzone, Eragon sent� un brivido correre lungo la schiena.</p><p>Roran e Katrina parlavano poco; preferivano stare seduti e contemplarsi a vicenda, dimentichi di ci� che li circondava.</p><empty-line/><p> Quando il bordo del sole arancio tocc� il remoto orizzonte, tuttavia, Eragon si conged�, seppur con riluttanza. Con Saphira al fianco, abbandon� la rumorosa baldoria e si incammin� verso il padiglione di Nasuada, respirando a pieni polmoni la fresca aria della sera per schiarirsi le idee. Nasuada lo aspettava davanti alla tenda rossa; i Falchineri erano radunati l� vicino. Senza una parola, lei, Eragon e la dragonessa attraversarono l'accampamento fino alle tende dei guaritori, dove giacevano i guerrieri feriti.</p><empty-line/><p> Per pi� di un'ora Nasuada ed Eragon si intrattennero con chi aveva perso un arto o la vista o aveva contratto un'infezione incurabile combattendo contro l'Impero. Qualcuno era stato ferito al mattino. Altri, come scopr� Eragon, nonostante le erbe e gli incantesimi distribuiti a profusione, ancora non si erano ripresi dalla battaglia delle Pianure Ardenti. Bench� prima di avviarsi insieme a lui tra le file di uomini avvolti nelle coperte Nasuada lo avesse messo in guardia, chiedendogli di non dissipare le sue energie nel tentativo di guarire tutti, Eragon non riusc� a trattenersi dal borbottare qualche incantesimo qua e l�, almeno per alleviare il dolore, curare un ascesso, saldare un osso fratturato o cancellare un'orrenda cicatrice.</p><empty-line/><p> Incontr� un uomo che aveva perso la gamba sinistra dal ginocchio in gi� e due dita della mano destra. Aveva il pizzetto grigio e gli occhi coperti da una benda nera. Quando Eragon lo salut� e gli chiese come stava, lui lo afferr� per il gomito con le tre dita rimaste e gli disse con voce roca: �Ah, Ammazzaspettri. Sapevo che saresti venuto. � da quando ho visto la luce che ti aspetto.�</p><empty-line/><p> �Che vuoi dire?�</p><empty-line/><p> �La luce che ha illuminato il mondo. In un solo istante ho visto ogni cosa vivente intorno a me, dalla pi� grande alla pi� piccola. Ho visto le ossa risplendere dentro le mie braccia. Ho visto i vermi nella terra, le cornacchie nel cielo e gli acari in mezzo alle loro ali. Sono stato scelto dagli dei, Ammazzaspettri. Se mi hanno concesso questa visione, un motivo c'�. Vi ho visti sul campo di battaglia, tu e il tuo drago; parevi un sole abbagliante in una moltitudine di fioche candele. E poi ho visto tuo fratello, s�, tuo fratello e il suo drago, e anche loro due parevano un sole.�</p><empty-line/><p> Mentre ascoltava, a Eragon si drizzarono i peli sul collo. �Non ho fratelli, io� rispose.</p><empty-line/><p> Lo spadaccino menomato ridacchi�. �Non pensare di Prenderti gioco di me, Ammazzaspettri. Io la so lunga. Il mondo brucia intorno a me; dal fuoco sento i sussurri dei pensieri altrui, ed � da quei sussurri che apprendo tante cose. Adesso ti nascondi da me, ma ti vedo comunque: sei un uomo dalla fiamma gialla, con dodici stelle che ti fluttuano attorno alla vita e un'altra, pi� luminosa delle altre, sulla mano destra.�</p><empty-line/><p> Eragon premette il palmo contro la cintura di Beloth il Savio per verificare che i dodici diamanti cuciti all'interno fossero ancora nascosti. S�, c'erano.</p><empty-line/><p> �Ascoltami, Ammazzaspettri� sussurr� l'uomo, attirandolo verso il suo viso rugoso. �Ho visto tuo fratello, e lui bruciava. Ma non come te. Oh, no. La luce dalla sua anima non gli brillava da <emphasis>dentro, </emphasis>ma <emphasis>attraverso, </emphasis>come se provenisse da fuori. Dentro era vuoto, era solo il guscio di un uomo, nient'altro. E quel fulgore lo trapassava. Capisci? <emphasis>Altri </emphasis>lo illuminavano.�</p><empty-line/><p> �E dov'erano questi altri? Li hai visti?�</p><empty-line/><p> Il guerriero esit�. �Li sentivo vicini, infuriati contro il mondo intero, come se odiassero ogni cosa, ma non riuscivo a vedere i loro corpi. C'erano e non c'erano, insomma. Non te lo so spiegare meglio... Non volevo avvicinarmi pi� di cos� a quelle creature, Ammazzaspettri. Non erano umane, di questo sono sicuro, e il loro odio somigliava alla pi� violenta tempesta mai vista racchiusa in una minuscola bottiglia.�</p><empty-line/><p> �E quando il vetro si romper�...� sussurr� Eragon.</p><empty-line/><p> �Gi�, Ammazzaspettri. A volte mi chiedo se Galbatorix non sia riuscito a catturare addirittura le divinit� in persona e a ridurle in schiavit�, ma poi scoppio a ridere e mi dico che sono pazzo.�</p><empty-line/><p> �Quali divinit�? Quelle dei nani? Quelle delle trib� nomadi?�</p><empty-line/><p> �Che differenza fa, Ammazzaspettri? Una divinit� � pur sempre una divinit�, poco importa da dove viene.�</p><empty-line/><p> Eragon borbott�: �Forse hai ragione.�</p><empty-line/><p> Quando si allontan� dal giaciglio dell'uomo, una delle guaritrici lo prese da parte e gli disse: �Perdonalo, mio signore. A causa delle gravi ferite � quasi uscito di senno. Non fa che delirare, sostiene di vedere soli, stelle e luci scintillanti. A volte sembra che sappia cose che non dovrebbe, ma non farti ingannare, � solo che le sente dagli altri pazienti. Chiacchierano tutto il tempo, sai? Non hanno altro da fare, poveretti.�</p><empty-line/><p> �Prima di tutto io non sono il tuo signore, e poi quell'uomo non � pazzo� rispose Eragon. �Che cosa sia non lo so per certo, ma possiede un dono straordinario. Se migliora o peggiora, ti prego di informare il Du Vrangr Gata.�</p><empty-line/><p> La guaritrice fece un inchino. �Come desideri, Ammazzaspettri. Ti chiedo perdono per il mio errore.�</p><empty-line/><p> �Com'� stato ferito?�</p><empty-line/><p> �Si � mozzato le dita cercando di fermare la spada di un soldato con la mano. Poi uno dei proiettili delle catapulte dell'Impero gli � finito sulla gamba, frantumandogliela. Siamo stati costretti ad amputargliela. Chi era accanto a lui ha detto che non appena � stato colpito, ha cominciato a gridare qualcosa a proposito di una certa luce e quando l'hanno soccorso hanno notato che aveva gli occhi bianchi. Non aveva pi� nemmeno le pupille.�</p><empty-line/><p> �Ah. Mi sei stata di grande aiuto. Grazie.�</p><p>Quando Eragon e Nasuada lasciarono le tende dei guaritori, era buio. La regina sospir� e disse: �Adesso mi andrebbe proprio una tazza di idromele.� Eragon annu�, lo sguardo fisso a terra. Tornarono al padiglione rosso e dopo un po' Nasuada gli chiese: �A cosa stai pensando?�</p><p>�Viviamo in un mondo strano, e se riuscir� a comprenderne anche solo una minima parte potr� ritenermi fortunato.� Poi le raccont� della conversazione con l'uomo ferito, e anche Nasuada la trov� interessante.</p><p>�Dovresti parlarne con Arya� gli sugger�. �Forse lei sa chi potrebbero essere questi "altri" di cui parlava.�</p><empty-line/><p> Arrivati al padiglione, si separarono. Nasuada and� a finire di leggere un rapporto, mentre Eragon prosegu� verso la sua tenda, seguito da Saphira. La dragonessa si accucci� e si prepar� a dormire. Lui le si sedette accanto e si mise a fissare le stelle, mentre davanti agli occhi gli sfilava una parata di uomini feriti in marcia.</p><empty-line/><p> Ci� che molti di loro gli avevano detto continuava a echeggiargli nella mente:<emphasis> Abbiamo combattuto per te, Ammazzaspettri.</emphasis></p><p><strong>&#x2666; &#x2666; &#x2666;</strong></p><empty-line/><p><strong> SUSSURRI NELLA NOTTE </strong></p><p>Roran apr� gli occhi e fiss� la tela che gli pendeva sopra la testa. La tenda era pervasa da una sottile luce grigia, che privava gli oggetti del loro colore e tramutava ogni cosa in una pallida ombra della propria versione diurna. Rabbrivid�. Le coperte gli erano scivolate fino alla vita e aveva il busto esposto all'aria gelida della notte. Nel risistemarle si accorse che Katrina non era pi� al suo fianco.</p><empty-line/><p> La vide seduta vicino all'ingresso della tenda, a fissare il cielo, avvolta in un mantello. I capelli le ricadevano fino alla base della schiena come un intricato, scuro ammasso di rovi.</p><empty-line/><p> Nel guardarla, Roran si sent� un nodo in gola.</p><empty-line/><p> Portando con s� le coperte, and� a sedersi accanto a lei. Le cinse le spalle con un braccio, e Katrina gli pos� la testa e il collo contro il petto. Roran ne avvert� il calore. La baci� sulla fronte. Contempl� a lungo le stelle lucenti insieme a lei e ne ascolt� il ritmo regolare del respiro: insieme al suo, era l'unico suono percepibile in quel mondo addormentato.</p><empty-line/><p> Poi Katrina sussurr�: �Le costellazioni hanno una forma diversa qui. L'avevi notato?�</p><empty-line/><p> �S�.� Roran spost� il braccio e segu� la curva della sua vita, avvertendo il lieve gonfiore della pancia che cresceva. �Perch� ti sei svegliata?�</p><empty-line/><p> Lei rabbrivid�. �Stavo pensando.�</p><empty-line/><p> �Oh.�</p><empty-line/><p> Katrina, senza sciogliersi dall'abbraccio, si volt� a guardarlo; negli occhi le brillava la luce delle stelle. �Stavo pensando a te e a noi... e al nostro futuro insieme.�</p><empty-line/><p> �Sono pensieri impegnativi, vista l'ora tarda.�</p><empty-line/><p> �Adesso che siamo sposati, come pensi di provvedere a me e al bambino?�</p><empty-line/><p> �� questo che ti preoccupa?� Le sorrise. �Non morirai di fame; abbiamo oro a sufficienza. E i Varden si preoccuperanno che i cugini di Eragon abbiano sempre vitto e alloggio garantiti. Anche se dovesse succedermi qualcosa, continueranno a prendersi cura di te e di nostro figlio.�</p><empty-line/><p> �S�, ma tu cos'hai intenzione di fare?�</p><empty-line/><p> Confuso, Roran la scrut� alla ricerca del motivo di tanta agitazione. �Aiuter� Eragon a porre fine a questa guerra, cos� potremo tornare nella Valle Palancar e sistemarci laggi� senza dover temere che i soldati ci portino a Ur�'baen. Che altro dovrei fare?�</p><empty-line/><p> �Allora combatterai con i Varden?�</p><empty-line/><p> �S�, lo sai.�</p><empty-line/><p> �Se Nasuada ti avesse dato il permesso, lo avresti fatto anche oggi?�</p><empty-line/><p> �S�.�</p><empty-line/><p> �Ma che ne sar� del nostro bambino? Un esercito in marcia non � un ambiente adatto per crescere un figlio.�</p><empty-line/><p> �Non possiamo fuggire e nasconderci dall'Impero, Katrina. A meno che i Varden non vincano, Galbatorix ci scover� e ci uccider�, noi e i nostri figli e i figli dei nostri figli. E credo che i Varden potranno vincere solo se tutti faranno il possibile per aiutarli.�</p><empty-line/><p> Katrina gli pos� un dito sulle labbra. �Sei il mio unico amore. Nessun altro uomo avr� mai il mio cuore. Far� tutto quanto � in mio potere per renderti la vita meno gravosa. Cuciner� per te, ti rammender� i vestiti e ti pulir� l'armatura... Ma quando avr� partorito, me ne andr� da questo esercito.�</p><empty-line/><p> �Te ne andrai?� Roran si irrigid�. �Sciocchezze! E dove, sentiamo?�</p><empty-line/><p> �A Dauth, forse. Ricorda, Lady Alarice ci ha offerto ospitalit�, e poi qualcuno di noi � rimasto l�. Non sarei da sola.�</p><empty-line/><p> �Se pensi che permetter� a te e alla nostra creatura appena nata di attraversare Alaga�sia da soli, allora...�</p><empty-line/><p> �Non c'� bisogno di gridare.�</p><empty-line/><p> �Non sto...�</p><empty-line/><p> �Invece s�.� Stringendogli le mani e premendosele sul cuore, gli disse: �Qui non � sicuro. Se fossimo solo noi due, accetterei il pericolo, ma � in gioco la vita del nostro bambino. Ti amo, Roran, ti amo tanto, ma nostro figlio deve venire prima di qualunque cosa vogliamo per noi stessi. Altrimenti non meritiamo di essere genitori.� Aveva gli occhi lucidi, e anche lui sent� i suoi inumidirsi. �Dopotutto, quando i soldati ci hanno attaccato, sei stato tu a convincermi a lasciare Carvahall per nasconderci nella Grande Dorsale. Adesso � lo stesso.�</p><empty-line/><p> Roran, con gli occhi appannati, vide le stelle tremolare. �Preferirei perdere un braccio che separarmi un'altra volta da te.�</p><empty-line/><p> A quel punto Katrina cominci� a piangere, il corpo scosso da silenziosi singhiozzi. �Nemmeno io voglio lasciarti.�</p><empty-line/><p> Roran la strinse pi� forte a s� e la cull�. Quando Katrina cess� di piangere, le sussurr� all'orecchio: �Preferirei perdere un braccio che separarmi da te, ma preferirei morire piuttosto che permettere che facciano del male a te... o al nostro bambino. Se te ne vuoi andare, fallo ora, finch� ancora riesci a viaggiare senza difficolt�.�</p><empty-line/><p> Katrina scosse la testa. �No. Voglio che sia Gertrude a farmi da levatrice. Mi fido solo di lei. E se dovessi avere qualche problema preferisco che sia qui, dove ci sono maghi esperti nella cura delle persone.�</p><empty-line/><p> �Vedrai, andr� tutto bene� disse Roran. �Appena nostro figlio sar� nato, ti trasferirai ad Aberon, non a Dauth: ci sono meno probabilit� che venga attaccata. E se anche l� dovesse diventare troppo pericoloso, allora andrai sui Monti Beor e vivrai con i nani. E se Galbatorix colpir� anche loro, andrai dagli elfi nella Du Weldenwarden.�</p><empty-line/><p> �E se Galbatorix attaccher� anche la foresta, voler� sulla luna e crescer� nostro figlio tra gli spiriti celesti.�</p><empty-line/><p> �Che si inchineranno al tuo cospetto e ti nomineranno loro regina, come meriti.�</p><empty-line/><p> Gli si accoccol� pi� vicina.</p><empty-line/><p> Rimasero seduti a osservare le stelle svanire dal cielo, una dopo l'altra, oscurate dal bagliore che si diffondeva a oriente. Quando fu rimasta solo la stella del mattino, Roran disse: �Lo sai cosa significa questo, vero?� �Cosa?�</p><empty-line/><p> �Che dovr� fare in modo di uccidere i soldati di Galbatorix fino all'ultimo, di occupare tutte le citt� dell'Impero, di sconfiggere Murtagh e Castigo e decapitare il re e il suo drago traditore prima che comincino le doglie. Cos� non dovrai pi� partire.�</p><empty-line/><p> Katrina rimase in silenzio per un momento, poi rispose: �Se ci riuscissi, ne sarei molto felice.�</p><empty-line/><p> Stavano per tornare a letto quando nel cielo scintillante videro veleggiare una nave in miniatura, fatta di fili d'erba secchi. Fluttu� davanti alla loro tenda, rollando su invisibili onde d'aria: sembrava quasi che la prua a forma di testa di drago li stesse guardando.</p><empty-line/><p> Roran rimase pietrificato, e anche Katrina.</p><empty-line/><p> Come una creatura vivente, la nave si lanci� lungo il sentiero che conduceva alla loro tenda, poi prese a girarle tutto intorno a caccia di una falena vagante. Quando la falena le sfugg�, la nave torn� indietro e si ferm� a pochi pollici dal viso di Katrina.</p><empty-line/><p> Prima che Roran decidesse se afferrarla o meno, la piccola nave si volt� e vol� via verso la stella del mattino: svan� di nuovo nell'infinito oceano celeste, lasciandoli l� a fissarla stupefatti.</p><p><strong>&#x2666; &#x2666; &#x2666;</strong></p><empty-line/><p><strong> ORDINI </strong></p><p>Quella sera tardi, visioni di morte e violenza si radunarono ai margini dei sogni di Eragon e il panico minacci� di sopraffarlo. Si agitava insofferente, voleva svegliarsi ma non ci riusciva. Immagini fugaci e sconnesse gli balenarono davanti agli occhi: spade che trafiggono, uomini che urlano, e il volto arrabbiato di Murtagh.</p><p>Poi sent� Saphira entrargli nella mente e passare nei suoi sogni come un forte vento, spazzando via quell'incubo minaccioso. Nel silenzio che cal�, gli sussurr�: <emphasis>Va tutto bene, piccolo. Riposa tranquillo; sei al sicuro, ci sono io con te... Riposa tranquillo.</emphasis></p><p> Un senso di profonda pace si insinu� in Eragon, che si rigir� e si perse in ricordi pi� felici. Era bello sapere che Saphira era con lui.</p><p>Quando apr� gli occhi, un'ora prima del sorgere del sole, si ritrov� disteso sotto una delle ali venate di Saphira. La dragonessa l'aveva avvolto con la coda; ne sentiva il fianco caldo contro la testa. Mentre lei alzava il capo e sbadigliava, Eragon sorrise e sgattaiol� fuori.</p><p><emphasis>Buongiorno, </emphasis> le disse.</p><empty-line/><p> Saphira sbadigli� di nuovo e si stir� come un gatto.</p><empty-line/><p> Eragon fece il bagno, si rase con l'aiuto della magia, ripul� il fodero del</p><p> falcione dal sangue rappreso del giorno prima e poi infil� una delle sue tuniche elfiche.</p><p>Soddisfatto del risultato, dopo che Saphira ebbe finito le abluzioni mattutine si incammin� insieme a lei verso il padiglione di Nasuada. Tutti e sei i Falchineri di turno erano schierati fuori, la solita espressione truce sui visi rugosi. Eragon attese che un nano robusto li annunciasse, poi entr�; Saphira invece strisci� fino al lembo di stoffa aperto all'ingresso e vi infil� la testa, pronta a prendere parte alla discussione.</p><p>Eragon si inchin� al cospetto di Nasuada, seduta sull'alto scranno decorato con motivi di cardi in fiore. �Mia signora, mi hai chiesto di venire qui per parlare del mio futuro; hai detto che avevi un'importante missione da affidarmi.�</p><p>�S�, � vero� rispose lei. �Prego, siedi.� Gli indic� uno sgabello pieghevole l� vicino. Inclinando la spada che aveva in vita cos� che non lo intralciasse, Eragon prese posto. �Come sai, Galbatorix ha inviato dei battaglioni nelle citt� di Aroughs, Feinster e Belatona nel tentativo di impedirci di prenderle d'assedio o perlomeno di rallentare la nostra avanzata e costringerci a dividere le truppe cos� che fossimo pi� vulnerabili ai soldati accampati a nord. Dopo la battaglia di ieri, i nostri esploratori ci hanno informato che gli ultimi uomini di Galbatorix si sono ritirati verso destinazioni sconosciute. Era mia intenzione attaccarli giorni fa, ma non l'ho fatto perch� tu non c'eri. Senza di te, Murtagh e Castigo avrebbero massacrato i nostri guerrieri impunemente; non avevamo nemmeno modo di scoprire se drago e Cavaliere erano tra i soldati. Ora che sei di nuovo con noi, per certi versi la nostra posizione � migliorata, bench� non quanto avessi sperato, dato che adesso dobbiamo anche affrontare l'ultima trovata di Galbatorix: gli uomini che non provano dolore. L'unica cosa incoraggiante � che voi due, insieme agli stregoni di Islanzadi, avete dimostrato di essere in grado di respingere Murtagh e Castigo. � su questa speranza che si regge il nostro piano in vista della vittoria finale.�</p><p><emphasis>Quel piccoletto rosso non � alla mia altezza, </emphasis> comment� Saphira. <emphasis>Se non ci fosse Murtagh a proteggerlo, lo bloccherei a terra e lo scuoterei per la collottola finch� non si arrende e non accetta la mia vittoria.</emphasis></p><p>�Ne sono sicura� disse Nasuada.</p><empty-line/><p> �Che cosa intendi fare, allora?� le chiese Eragon.</p><empty-line/><p> �Ci sono diverse alternative, e se vogliamo che qualcuna si riveli efficace dobbiamo intraprenderle tutte ad un tempo. Per prima cosa, non possiamo spingerci oltre all'interno del territorio nemico lasciando dietro di noi citt� di cui Galbatorix ha ancora il controllo. Significherebbe esporci ad attacchi da pi� parti e invitare il tiranno a invadere il Surda in nostra assenza. Dunque ho gi� ordinato ai Varden di marciare verso nord fino al guado pi� vicino e sicuro del fiume Jiet. Una volta attraversato il fiume, mander� dei guerrieri a espugnare la citt� di Aroughs a sud, mentre re Orrin e io avanzeremo con il resto delle forze fino a Feinster che, con l'aiuto tuo e di Saphira, soccomber� senza troppi sforzi.</p><p>�Mentre noi saremo impegnati nel noioso compito di attraversare la campagna, ho altre responsabilit� da affidarti, Eragon.� Si sporse verso di lui dallo scranno. �Abbiamo bisogno del pieno appoggio dei nani. Gli elfi stanno combattendo nel nord di Alaga�sia, i surdani si sono uniti a noi nel corpo e nella mente e perfino gli Urgali sono nostri alleati. Ma abbiamo bisogno dei nani. Senza di loro non ce la faremo mai. Soprattutto adesso che dobbiamo vedercela con soldati che non temono il dolore.�</p><p> �I nani hanno gi� scelto un nuovo re o una nuova regina?�</p><p>Nasuada fece una smorfia. �Narheim mi assicura che stanno procedendo spediti, ma come gli elfi, anche i nani hanno una concezione del tempo pi� dilatata della nostra. Procedere spediti per loro potrebbe significare mesi di consultazioni.�</p><p>�Non comprendono l'urgenza della situazione?�</p><empty-line/><p> �Alcuni s�, ma molti sono contrari ad aiutarci in questa guerra e cercano di ritardare le operazioni il pi� possibile nella speranza di insediare uno di loro sul trono di marmo di Tronjheim. I nani sono vissuti in clandestinit� cos� a lungo che sono diventati pericolosamente sospettosi verso gli altri popoli. Se dovesse salire al trono un sovrano ostile ai nostri progetti, addio alleanza. Non possiamo permettere che ci� accada. E non possiamo nemmeno aspettare che risolvano le loro contese nei tempi consueti. Ma...� - e alz� un dito - �... da qui non posso intervenire in modo efficace nelle loro scelte politiche: sono troppo lontana. E anche se fossi a Tronjheim, non potrei garantire un risultato a noi favorevole; i nani non vedono di buon occhio che un estraneo si immischi nelle loro faccende di governo. Dunque voglio che tu vada a Tronjheim a nome mio e faccia il possibile per assicurare che scelgano un nuovo monarca in fretta, uno che sia solidale alla nostra causa.�</p><empty-line/><p> �Io? Ma...�</p><empty-line/><p> �Re Rothgar ti ha adottato nel D�rgrimst Ingeitum. Secondo le loro leggi e tradizioni, sei un nano a tutti gli effetti, Eragon. Hai il diritto di partecipare agli incontri del clan, e poich� Orik � stato nominato loro capo ed � il tuo fratello adottivo oltre che un amico dei Varden, sono certa che ti consentir� di accompagnarlo ai concili segreti durante i quali verr� eletto il nuovo reggente.�</p><empty-line/><p> A Eragon parve una proposta assurda. �E Murtagh e Castigo? Torneranno, ne sono sicuro, e io e Saphira siamo gli unici in grado di tenere loro testa, seppure con qualche aiuto. Se non saremo qui, nessuno potr� impedire loro di uccidere te, Orrin o Arya e il resto dei Varden.�</p><empty-line/><p> Nasuada si accigli�. �Hai inflitto a Murtagh una cocente sconfitta. Con ogni probabilit�, mentre stiamo parlando, lui e Castigo volano verso Ur�'baen: Galbatorix vorr� interrogarli sulla battaglia e li punir� per avere fallito. Non li rimander� qui ad attaccarci finch� non sar� sicuro che sono in grado di battervi. Di certo ora Murtagh non � pi� tanto convinto dei veri limiti della tua forza, dunque quell'infausto evento potrebbe essere ancora lontano. Prima di allora, credo che avrai abbastanza tempo per andare e tornare dal Farthen D�r.�</p><empty-line/><p> �Potresti sbagliarti� azzard� Eragon. �E poi come farai a impedire che Galbatorix venga a sapere della nostra assenza e che vi attacchi mentre noi siamo lontani? Dubito che tu abbia snidato tutte le spie che ha disseminato tra noi.�</p><empty-line/><p> Nasuada tamburell� con le dita sui braccioli dello scranno. �Ho ordinato a <emphasis>te</emphasis> di andare nel Farthen D�r, Eragon. Non ho detto che voglio che venga anche Saphira.� La dragonessa volse la testa ed emise una nuvoletta di fumo che si lev� verso il punto pi� alto della tenda.</p><empty-line/><p> �Non ho alcuna inten...�</p><empty-line/><p> �Lasciami finire.�</p><empty-line/><p> Eragon allora serr� la mascella e fiss� Nasuada, stringendo la mano sul pomolo del falcione.</p><empty-line/><p> �Bench� non abbia giurato fedelt� a me, Saphira, la mia speranza � che tu possa accettare di restare qui mentre Eragon andr� dai nani, cos� da ingannare l'Impero e gli stessi Varden sui suoi spostamenti. Se riusciremo a nascondere la tua partenza ai pi�� disse, stavolta rivolta a Eragon, �nessuno avr� motivo di sospettare che non sei qui. Dovremo solo escogitare una scusa plausibile per giustificare il tuo improvviso desiderio di restare chiuso nella tua tenda di giorno. Potremmo dire che tu e Saphira state facendo delle sortite notturne in territorio nemico e che quindi dovete riposare quando il sole � alto. Cosa ve ne pare?</p><empty-line/><p> �Perch� lo stratagemma funzioni, tuttavia, anche Bl�dhgarm e i suoi compagni dovranno restare qui, sia per evitare di destare sospetti sia per motivi di sicurezza. Se Murtagh e Castigo dovessero ricomparire mentre tu non ci sei, Arya potr� prendere il tuo posto in sella a Saphira. Tra lei, gli stregoni di Bl�dhgarm e i maghi del Du Vrangr Gata, dovremmo avere ottime probabilit� di successo.�</p><empty-line/><p> �Se Saphira non mi accompagna nel Farthen D�r, come far� ad arrivare laggi� in un tempo ragionevole?� rispose Eragon, acido.</p><empty-line/><p> �Correndo. Mi hai detto tu stesso che hai coperto gran parte della strada dall'Helgrind a qui di corsa. Mi aspetto che, non dovendoti nascondere da soldati o contadini, tu possa coprire molte pi� leghe ogni giorno.� Nasuada tamburell� di nuovo con le dita sul legno lustro dello scranno. �Certo, andare da solo sarebbe una follia. Se non c'� nessuno ad aiutarlo, perfino un potente mago pu� morire per un banale contrattempo nei remoti recessi delle terre selvagge. Ma sarebbe uno spreco se ti facessi accompagnare da Arya: le sue qualit� mi servono qui. Se invece a sparire senza ragione fosse uno degli elfi di Bl�dhgarm, se ne accorgerebbero subito tutti. Quindi ho deciso che ti assister� un Kull, poich� sono le uniche creature in grado di tenere il tuo passo.�</p><empty-line/><p> �Un Kull!� esclam� Eragon, incapace di trattenersi. �Mi vorresti mandare dai nani insieme a un ariete? Non so dire quale razza detestino di pi�. Strappano loro le corna per farne archi! Se entrassi nel Farthen D�r con un Urgali, i nani non ascolterebbero una sola parola di ci� che ho da dire.�</p><empty-line/><p> �Lo so bene� rispose Nasuada. �Ecco perch� non andrai subito a Tronjheim. Prima ti fermerai alla Rocca di Bregan, sul monte Thard�r, l'ancestrale dimora dell'Ingemmi. L� tu e il Kull vi separerete e tu proseguirai verso il Farthen D�r con Orik.�</p><empty-line/><p> Fissando un punto oltre Nasuada, Eragon disse: �E se non sono d'accordo con il cammino che hai scelto per me? E se sono convinto che ci siano modi pi� sicuri per esaudire ci� che mi chiedi?�</p><empty-line/><p> �E quali sarebbero, di grazia?� domand� Nasuada, con la mano a mezz'aria.</p><empty-line/><p> �Ci devo pensare, ma sono certo che ci sono.�</p><empty-line/><p> �Ci ho gi� pensato io, Eragon, e a lungo, anche. Che tu mi faccia da emissario � la nostra unica speranza di influenzare la scelta dei nani. Sono cresciuta tra loro, ricordatelo, e li capisco meglio della maggior parte degli esseri umani.�</p><empty-line/><p> �Sono sempre dell'idea che sia un errore� borbott� Eragon. �Manda J�rmundur, piuttosto, o un altro dei tuoi comandanti. Io non ci andr�, almeno non finch�...�</p><empty-line/><p> �Non ci andrai?� ripet� Nasuada, alzando la voce. �Un vassallo che disobbedisce al proprio signore non � certo meglio di un guerriero che ignora il suo capitano sul campo di battaglia, e pu� essere punito allo stesso modo. In qualit� di tua signora, dunque, ti ordino di correre fino al Farthen D�r, che tu lo voglia oppure no, e assistere alla scelta del prossimo reggente dei nani.�</p><empty-line/><p> Furioso, Eragon respirava pesantemente dal naso e continuava a stringere e lasciare il pomolo del falcione.</p><empty-line/><p> In tono pi� pacato ma comunque circospetto, Nasuada aggiunse: �Che cosa farai, Eragon? Eseguirai i miei ordini o vuoi spodestarmi e assumere il comando dei Varden? Non hai altre possibilit�.�</p><empty-line/><p> Turbato, Eragon rispose: �No, con te si pu� ragionare. Ti posso convincere in altri modi.�</p><empty-line/><p> �Invece no, perch� non esiste un'alternativa che abbia le stesse probabilit� di successo.�</p><empty-line/><p> Eragon incroci� il suo sguardo. �Potrei rifiutarmi di eseguire gli ordini e accettare la punizione che riterrai pi� opportuna.�</p><empty-line/><p> Quel suggerimento la lasci� sbalordita. Poi rispose: �Vederti legato a un palo e frustato sarebbe un danno irreparabile per i Varden. E distruggerebbe la mia autorit�, perch� tutti capirebbero che mi puoi sfidare come e quando vuoi, rimendiando soltanto una manciata di tagli che potresti guarire un istante dopo, dal momento che non possiamo condannarti a morte come faremmo con un qualunque guerriero che disobbedisce a un superiore. Preferirei abdicare e consegnarti il comando dei Varden che permettere una cosa simile. Se credi di poter ricoprire questo ruolo meglio di me, allora prendilo; prendi il mio trono e proclamati generale in capo dell'esercito! Ma finch� parler� a nome dei Varden, ho il diritto di prendere certe decisioni. Se si riveleranno un errore, la responsabilit� � comunque mia.�</p><empty-line/><p> �Non vuoi proprio ascoltare nessun consiglio?� le chiese Eragon, preoccupato. �Vuoi imporre il tuo volere sui Varden noncurante di ci� che ti suggerisce chi ti sta intorno?�</p><empty-line/><p> Nasuada batt� l'unghia del dito medio sul legno lustro dello scranno. �Certo che li ascolto, i consigli. Ne ascolto un fiume continuo ogni ora, se � per quello, ma talvolta le conclusioni a cui arrivo non corrispondono a quelle dei miei sottoposti. Ora devi decidere se vuoi mantenere il tuo giuramento di fedelt� verso di me e rispettare la mia decisione, bench� tu non sia d'accordo, o se vuoi comportarti a immagine e somiglianza di Galbatorix.�</p><empty-line/><p> �Voglio solo ci� che � meglio per i Varden� insist� Eragon.</p><empty-line/><p> �Anch'io.�</p><empty-line/><p> �Non mi lasci altra scelta se non quella che non condivido.�</p><empty-line/><p> �A volte � pi� difficile eseguire un ordine che comandare.�</p><empty-line/><p> �Posso pensarci un momento?�</p><empty-line/><p> �Certo.�</p><empty-line/><p><emphasis>Saphira, </emphasis>chiam�.</p><empty-line/><p> Quando la dragonessa curv� il collo e fiss� Eragon negli occhi, mille macchioline di luce viola presero a danzare dentro il padiglione. <emphasis>S�, piccolo mio?</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> Devo andare?</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> Secondo me s�.</emphasis></p><empty-line/><p> Eragon strinse le labbra in una rigida linea. <emphasis>E tu?</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> Sai che detesto separarmi da te, ma le argomentazioni di Nasuada sono ben ponderate. Se restando con i Varden posso contribuire a tenere lontani Murtagh e Castigo, allora forse � giusto che tu parta.</emphasis></p><empty-line/><p> Le emozioni di entrambi scorrevano da una mente all'altra a ondate, in un flusso condiviso di rabbia, attesa, riluttanza e tenerezza. La rabbia e la riluttanza fluivano da Eragon; da Saphira, invece, provenivano sentimenti pi� dolci ma altrettanto complessi, che placarono la collera di Eragon e gli aprirono prospettive che altrimenti non avrebbe mai colto. Tuttavia Eragon ribad� con cocciuta insistenza la propria ostilit� al piano di Nasuada. <emphasis>Se mi accompagni nel Farthen D�r non star� via tanto a lungo, e Galbatorix avr� meno opportunit� di sferrare un nuovo assalto.</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> Ma le sue spie gli riveleranno che i Varden sono vulnerabili non appena saremo partiti.</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> Non voglio separarmi ancora da te dopo l'Helgrind; � passato troppo poco tempo.</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> Nemmeno io voglio separarmi da te, ma i nostri desideri non possono avere la precedenza sui bisogni dei Varden. Ricordati di ci� che ha detto Oromis: la prodezza di un drago e del suo Cavaliere si misura non solo dall'intesa che hanno quando sono insieme, ma anche da ci� che riescono a fare separati. Siamo entrambi abbastanza maturi da agire indipendentemente l'uno dall'altra, Eragon, per quanto l'idea non ci piaccia. L'hai dimostrato tu stesso in occasione del tuo viaggio di ritorno dall'Helgrind.</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> Ti dispiacerebbe combattere con Arya in sella, come ha proposto Nasuada?</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> Tra tutti, lei � quella che mi darebbe meno problemi. Abbiamo gi� combattuto insieme, � stata lei a portarmi per tutta Alaga�sia per vent'anni quando ero ancora nell'uovo. Lo sai, piccolo mio. Perch� mi fai questa domanda? Sei geloso?</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> E se anche fosse?</emphasis></p><empty-line/><p> Una scintilla divertita brill� negli occhi color zaffiro di Saphira. La dragonessa gli diede una leccatina. <emphasis>Come sei dolce... Tu vorresti che mi fermassi qui o che venissi con te?</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> Spetta a te decidere, non a me.</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> Ma � una scelta che riguarda entrambi.</emphasis></p><empty-line/><p> Eragon scav� nel terreno con la punta dello stivale, poi disse: <emphasis>Se scegliamo di far parte di questo folle piano, � nostro dovere fare tutto il possibile perch� abbia successo. Resta qui e fai in modo che Nasuada non perda la testa per questo piano tre volte maledetto.</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> Su col morale, piccolo. Corri veloce e tra pochissimo saremo di nuovo insieme.</emphasis></p><empty-line/><p> Eragon guard� Nasuada. �Benissimo� disse, �accetto.�</p><empty-line/><p> La regina si rilass�. �Grazie. E tu, Saphira? Resti o vai?�</p><empty-line/><p> Proiettando i suoi pensieri in modo da includere sia lei sia Eragon, rispose: <emphasis>Resto, Furianera.</emphasis></p><empty-line/><p> Nasuada inclin� la testa. �Grazie. Ti sono molto grata per il tuo sostegno.�</p><empty-line/><p> �Ne hai parlato con Bl�dhgarm?� chiese Eragon. �Lui � d'accordo?�</p><empty-line/><p> �No, ho pensato che gli avresti spiegato tu tutti i dettagli.�</p><empty-line/><p> Eragon dubitava che gli elfi sarebbero stati felici all'idea che viaggiasse fino al Farthen D�r in compagnia di un Urgali. �Posso darti un suggerimento?�</p><empty-line/><p> �Lo sai che sono sempre bene accetti.�</p><empty-line/><p> Questo commento lo spiazz�. �Un suggerimento e una richiesta, allora.� Nasuada alz� un dito, facendogli segno di continuare. �Quando i nani avranno scelto il nuovo re o la nuova regina, Saphira deve raggiungermi nel Farthen D�r sia per rendere omaggio al nuovo sovrano sia per mantenere la promessa fatta a re Rothgar dopo la battaglia di Tronjheim.�</p><empty-line/><p> L'espressione di Nasuada si inaspr�: sembrava un gatto selvatico a caccia. �Di che promessa si tratta?� chiese. �Non me ne avevi mai parlato.�</p><empty-line/><p> �Saphira ha promesso di riparare Isidar Mithrim, lo Zaffiro Stellato, per rimediare al danno di Arya, che lo ruppe in quell'occasione.�</p><empty-line/><p> Con gli occhi sgranati per lo stupore, Nasuada guard� Saphira e disse: �Sei capace di una simile impresa?�</p><empty-line/><p><emphasis>S�, ma non so se riuscir� a evocare tutta la magia di cui avr� bisogno quando mi trover� davanti a Isidar Mithrim. La mia abilit� nel pronunciare incantesimi non � soggetta ai miei desideri. A volte � come se avessi acquisito un nuovo senso: l'energia mi pulsa nella carne e, indirizzandola con la mia volont�, posso riplasmare il mondo a mio piacimento. Ma a volte non ci riesco: � come chiedere a un pesce di volare. Se riuscissi a riparare Isidar Mithrim, per�, sarebbe un bel passo avanti per garantirci la benevolenza dei nani, non solo di quei pochi che hanno una cultura tale da apprezzare l'importanza di un'intesa tra i due popoli.</emphasis></p><empty-line/><p> �Sarebbe pi� importante di quanto immagini� rispose Nasuada. �Lo Zaffiro Stellato occupa un posto speciale nel cuore di ogni nano. Vanno pazzi per le gemme in generale, ma amano e venerano Isidar Mithrim pi� di ogni altra perch� � stupenda, e soprattutto perch� � immensa. Riportala ai fasti di un tempo e restituirai l'orgoglio a un'intera razza.�</p><empty-line/><p> Eragon disse: �Anche se Saphira dovesse fallire, � opportuno che sia presente all'incoronazione del nuovo sovrano. Puoi nascondere la sua assenza per qualche giorno diffondendo tra i Varden la notizia che siamo partiti per un breve viaggio ad Aberon o qualcosa del genere. Quando le spie di Galbatorix si accorgeranno dell'inganno, l'Impero non far� in tempo ad attaccare prima del nostro ritorno.�</p><empty-line/><p> Nasuada annu�. �� una buona idea. Non appena i nani stabiliranno una data per l'incoronazione, fammelo sapere.�</p><empty-line/><p> �D'accordo.�</p><empty-line/><p> �Questo era il suggerimento. Ora veniamo alla richiesta. Che cosa volevi domandarmi?�</p><empty-line/><p> �Poich� insisti a farmi partire, con il tuo permesso dopo l'incoronazione vorrei volare con Saphira da Tronjheim a Ellesm�ra.�</p><empty-line/><p> �A che scopo?�</p><empty-line/><p> �Per consultarci con i maestri che abbiamo incontrato durante la nostra ultima visita nella Du Weldenvarden. Avevamo promesso loro che non appena gli eventi l'avessero consentito saremmo tornati per completare il nostro addestramento.�</p><empty-line/><p> Nasuada aggrott� le sopracciglia. �Non c'� tempo: non potete trascorrere settimane o mesi a Ellesm�ra per riprendere il vostro addestramento.�</p><empty-line/><p> �Lo so, ma forse riusciremo a trovare il tempo almeno per una breve visita.�</p><empty-line/><p> Nasuada appoggi� la testa allo schienale dello scranno intarsiato e guard� Eragon attraverso le palpebre socchiuse. �E chi sono i tuoi maestri? Ho notato che eludi sempre ogni domanda su di loro. Chi � stato a istruirvi a Ellesm�ra?�</p><empty-line/><p> Toccando Aren, l'anello di Brom, Eragon rispose: �Abbiamo giurato a Islanzadi che non avremmo rivelato la loro identit� senza il permesso suo, di Arya o di chiunque le fosse succeduto sul trono.�</p><empty-line/><p> �Per tutti i demoni del cielo e della terra, quanti giuramenti avete fatto tu e Saphira?� domand� Nasuada. �A quanto pare vi impegnate con chiunque incontriate.�</p><empty-line/><p> Un po' imbarazzato, Eragon si strinse nelle spalle e apr� bocca per parlare, ma poi intervenne Saphira: <emphasis>Non siamo stati noi a cercarcele, ma come possiamo evitare di dare la nostra parola a tutte le razze di Alaga�sia visto che per rovesciare Galbatorix e l'Impero ci serve il sostegno di tutti? � il prezzo da pagare per conquistarci l'aiuto di chi detiene il potere.</emphasis></p><empty-line/><p> �Mmm. Dunque, se voglio sapere la verit�, devo chiedere ad Arya?� domand� Nasuada.</p><empty-line/><p> �S�, ma dubito che te la dir�; gli elfi considerano l'identit� dei nostri maestri uno dei loro segreti pi� preziosi. Non correranno mai il rischio di condividerlo con qualcuno a meno che non sia strettamente necessario, per evitare che ne giunga voce a Galbatorix.� Eragon fiss� la gemma azzurra incastonata nell'anello, chiedendosi quante altre informazioni il giuramento prestato e il suo onore gli avrebbero consentito di rivelare, poi aggiunse: �Sappi una cosa, per�: non siamo cos� soli come pensavamo.�</p><empty-line/><p> L'espressione di Nasuada si indur�. �Capisco. Buono a sapersi, Eragon... Vorrei solo che gli elfi fossero pi� disponibili nei miei confronti.� Dopo aver arricciato le labbra un istante, continu�: �Perch� dovete andare fino a Ellesm�ra? Non avete un modo per comunicare direttamente con i vostri tutori?�</p><empty-line/><p> Eragon allarg� le braccia in un gesto di impotenza. �Magari. Ahim�, ancora non � stato inventato un incantesimo che riesca a far breccia nelle difese che circondano la Du Weldenvarden.�</p><empty-line/><p> �Gli elfi non hanno nemmeno lasciato un varco che essi stessi possano sfruttare?�</p><empty-line/><p> �Se cos� fosse, Arya avrebbe chiamato la regina Islanzadi non appena aveva ripreso i sensi nel Farthen D�r invece di andare di persona nella Du Weldenvarden.�</p><empty-line/><p> �Suppongo che tu abbia ragione. Ma allora come hai fatto a consultare la regina sul destino di Sloan? Hai lasciato intendere che quando vi siete parlati l'esercito elfico era ancora di stanza nella Foresta.�</p><empty-line/><p> �S� rispose, �ma sul limitare, al di l� delle barriere di protezione.�</p><empty-line/><p> Mentre Nasuada valutava la richiesta di Eragon, tra i due cal� un silenzio palpabile. Fuori dalla tenda, il Cavaliere sent� i Falchineri discutere se fosse meglio usare un'alabarda o una roncola per combattere contro un grande numero di fanti e, pi� oltre, il cigolio di un carretto trascinato da buoi, il clangore delle armature di uomini che si allontanavano trottando e centinaia di altri suoni indistinti in tutto l'accampamento.</p><empty-line/><p> Poi Nasuada chiese: �Che cosa speri di ottenere da quella visita?�</p><empty-line/><p> �Non lo so!� borbott� Eragon. Colp� il pomolo del falcione con un pugno. �Ed � proprio questo il nocciolo del problema: ignoriamo troppe cose. Forse non otterremo niente, ma potremmo anche scoprire qualcosa che ci aiuti a sbaragliare Murtagh e Galbatorix una volta per tutte. Non pensare che ieri abbiamo vinto, Nasuada. Niente affatto! E temo che quando ci ritroveremo di fronte a Castigo e a Murtagh, lui sar� perfino pi� forte, e visto che le capacit� di Galbatorix sono di gran lunga superiori a quelle di Murtagh, nonostante la gran quantit� di potere che ha gi� riversato su mio <emphasis>fratello, </emphasis>mi si raggelano le ossa. L'elfo che fu mio maestro...� Eragon esit�, valutando se era saggio rivelare ci� che stava per dire, poi procedette deciso: �L'elfo che fu mio maestro, dicevo, sosteneva di sapere perch� Galbatorix diventa pi� forte di anno in anno, ma allora si rifiut� di rivelarmi altro perch� eravamo solo all'inizio del mio addestramento. Ora, dopo gli scontri con Murtagh e Castigo, credo che sar� disposto a condividere con me le informazioni che possiede. E ci sono interi rami della magia che dobbiamo ancora esplorare, e ciascuno di essi potrebbe fornirci i mezzi per sconfiggere Galbatorix. Se vogliamo affrontare questo viaggio, allora non restiamo qui in ozio; corriamo dei rischi per migliorare la nostra posizione e vincere questa partita dall'esito incerto.�</p><empty-line/><p> Nasuada rimase seduta immobile per pi� di un minuto. �Non posso prendere questa decisione prima che i nani abbiano incoronato il nuovo sovrano. Se andrai nella Du Weldenvarden o meno dipender� dai movimenti dell'Impero e da ci� che le nostre spie riporteranno sulle attivit� di Murtagh e Castigo.�</p><empty-line/><p> Nelle due ore seguenti Nasuada istru� Eragon sui tredici clan dei nani. Gli impart� una lezione sulla storia e sulla politica del loro popolo, sui prodotti di punta che commerciavano, sui nomi, le famiglie e le diverse personalit� dei capiclan, sull'elenco dei tunnel pi� importanti scavati e controllati da ciascun clan e su quello che, secondo lei, era il modo migliore di convincerli a eleggere un re o una regina solidali alla causa dei Varden.</p><empty-line/><p> �L'ideale sarebbe che salisse al trono Orik� disse. �Re Rothgar era tenuto in grande considerazione dalla maggior parte dei sudditi e il D�rgrimst Ingeitum rimane uno dei clan pi� ricchi e influenti, il che va a suo vantaggio. Lui � devoto alla nostra causa. Ha prestato servizio tra i Varden, possiamo entrambi contare su di lui come amico, e poi � tuo fratello adottivo. Credo abbia le qualit� per diventare un re eccellente.� Un'espressione divertita le illumin� il viso. �Be', c'� un piccolo problema. Secondo i criteri dei nani, � troppo giovane, e il fatto che si sia schierato in nostro favore potrebbe rivelarsi una barriera insormontabile per gli altri capiclan. Un altro ostacolo � che, dopo pi� di duecento anni di governo dell'Ingeitum, gli altri grandi clan, il D�rgrimst Feld�nost e il D�rgrimst Knurlcarathn tanto per citarne un paio, sono ansiosi di veder passare la corona a qualcun altro. Sostieni Orik con ogni mezzo possibile se ci� pu� aiutare a ottenere il trono, ma se diventasse evidente che il suo tentativo � destinato a fallire e il tuo supporto potrebbe garantire il successo a un altro capoclan che appoggia i Varden, allora schierati dalla parte di quest'ultimo, anche se cos� facendo offenderai Orik. Non puoi lasciare che l'amicizia interferisca con la politica, non adesso.�</p><empty-line/><p> Quando Nasuada ebbe finito la sua lezione, lei, Eragon e Saphira escogitarono un modo perch� lui potesse sgattaiolare fuori dall'accampamento senza essere visto. Dopo aver definito i dettagli del piano, Eragon e la dragonessa tornarono alla tenda e informarono Bl�dhgarm della decisione presa.</p><empty-line/><p> Con sua grande sorpresa, l'elfo con la pelliccia non ebbe nulla da obiettare. Incuriosito, Eragon gli chiese: �Dunque approvi?�</p><empty-line/><p> �Non spetta a me dirlo� rispose, la voce ridotta a un sommesso ronzio. �Ma poich� non mi pare che gli stratagemmi di Nasuada ti mettano in una condizione di irragionevole pericolo, e anzi, potresti avere l'opportunit� di continuare il tuo addestramento a Ellesm�ra, n� io n� i miei fratelli ci opporremo.� Inclin� la testa. �E adesso, Bjartskular e Argetlam, se volete scusarmi...� L'elfo aggir� Saphira e usc� dalla tenda; quando scost� il telo posto all'ingresso, un luminoso raggio di luce trafisse l'interno buio.</p><empty-line/><p> Per una manciata di minuti, Eragon e Saphira rimasero seduti in silenzio, poi lui le pos� una mano sopra la testa. <emphasis>Puoi dire quello che vuoi, ma sentir� la tua mancanza.</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> Anch'io, piccolo.</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> Sta' attenta. Se ti dovesse capitare qualcosa, io...</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> Sta' attento anche tu.</emphasis></p><empty-line/><p> Eragon sospir�. <emphasis>Siamo stati insieme solo pochi giorni e ci dobbiamo gi� separare. Fatico a perdonare Nasuada per questo.</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> Non biasimarla: non poteva fare altrimenti.</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> Lo so, ma mi resta comunque l'amaro in bocca.</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> Corri veloce, allora, cos� che ti possa raggiungere presto nel Farthen D�r.</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> Se almeno potessi toccare la tua mente, non sarebbe un problema stare cos� lontano da te. La cosa peggiore � proprio questa orribile sensazione di vuoto. Non possiamo nemmeno parlarci attraverso lo specchio nel padiglione di Nasuada, altrimenti la gente si chiederebbe perch� continui ad andare da lei senza di me.</emphasis></p><empty-line/><p> Saphira batt� le palpebre e fece dardeggiare la lingua, ed Eragon avvert� uno strano mutamento nelle sue emozioni.</p><empty-line/><p><emphasis>Che c'�? </emphasis>le chiese.</p><empty-line/><p><emphasis>Io... </emphasis>La dragonessa batt� di nuovo le palpebre. <emphasis>Hai ragione. Magari potessimo restare in contatto mentale anche quando saremo lontani. Saremmo meno in ansia e potremmo confondere l'Impero con pi� facilit�. </emphasis>Quando Eragon le si sedette accanto e le gratt� le piccole squame dietro l'angolo della mascella, la dragonessa emise un sommesso borbottio di soddisfazione.</p><p><strong>LABILI TRACCE </strong></p><p>Con una serie di balzi vertiginosi, Saphira attravers� l'accampamento e accompagn� Eragon alla tenda di Roran e Katrina. La ragazza era fuori a lavare una sottoveste in un secchio d'acqua insaponata e strofinava la stoffa bianca su un'asse di legno. Quando la dragonessa atterr�, sollevando un nugolo di polvere, Katrina si port� una mano agli occhi per proteggerli.</p><p>Anche Roran usc�, allacciandosi la cintura. Toss� e strizz� gli occhi a sua volta. �Che cosa ti porta qui?� chiese al cugino appena smontato da Saphira.</p><p>In tutta fretta, Eragon gli spieg� dell'imminente partenza e fece loro capire quanto era importante che mantenessero il segreto con gli altri abitanti del villaggio. �Non importa se si offenderanno perch� mi rifiuto di vederli: non potete rivelare loro la mia assenza, nemmeno a Horst o a Elain. Piuttosto che pronunciare una sola parola sul piano di Nasuada, preferisco che pensino che sono diventato uno zoticone ingrato. Ve lo chiedo per il bene di coloro che si sono schierati contro l'Impero. Lo farete?�</p><p>�Non ti tradiremo mai, Eragon� rispose Katrina. �Non dubitarne.� Poi Roran lo inform� che anche lui stava per partire.</p><empty-line/><p> �Dove vai?� esclam� Eragon.</p><empty-line/><p> �La nuova destinazione mi � stata assegnata pochi minuti fa. Andiamo</p><p> da qualche parte su a nord, oltre le linee nemiche, a saccheggiare i convogli dell'Impero che trasportano i rifornimenti.�</p><p>Eragon osserv� prima Roran, serio e determinato, gi� in tensione al pensiero della battaglia; poi Katrina, che cercava di nascondere la preoccupazione; infine Saphira, dalle cui narici, mentre respirava, uscivano piccole lingue di fuoco tremolanti. �E cos� ci separeremo tutti.� Ci� che evit� di dire, bench� l'idea aleggiasse su di loro come un sudario, era che forse non si sarebbero mai pi� rivisti in questa vita.</p><p>Roran lo afferr� per l'avambraccio, tirandolo verso di s�, e lo strinse per un istante. Poi si allontan� e lo fiss� dritto negli occhi. �Guardati le spalle, fratello. Galbatorix non � il solo a cui piacerebbe infilarti un coltello nelle costole non appena ti volti.�</p><p>�S�, e tu fai come me. E se ti ritrovi faccia a faccia con uno stregone, corri dalla parte opposta. Gli incantesimi di difesa che ho evocato per te non dureranno in eterno.�</p><p>Katrina lo abbracci� e gli sussurr�: �Non stare via troppo a lungo.� �No.�</p><empty-line/><p> Poi i due sposi andarono da Saphira e posarono entrambi la fronte sul</p><p>suo lungo muso ossuto. Il petto della dragonessa vibrava mentre emetteva una nota bassa di gola. <emphasis>Roran, </emphasis>gli disse, <emphasis>ricordati di non commettere l'errore di risparmiare i tuoi nemici. E tu, Katrina, non rimuginare troppo su ci� che non puoi cambiare. Non far� che aumentare la tensione. </emphasis>Con un fruscio di pelle e squame, Saphira dispieg� le ali e avvolse i tre in un caldo abbraccio, separandoli dal resto del mondo.</p><p>Quando le riapr�, Roran e Katrina si fecero da parte ed Eragon si arrampic� in sella. Poi salut� i cugini con un groppo in gola e continu� ad agitare la mano anche dopo aver preso il volo. Batt� le palpebre per schiarirsi la vista, si appoggi� alla punta cervicale davanti a s� e guard� il cielo di traverso.</p><p><emphasis>Andiamo alle cucine? </emphasis> chiese Saphira.</p><empty-line/><p><emphasis>S�.</emphasis></p><empty-line/><p> Saphira sal� di qualche centinaio di piedi prima di puntare verso il quadrante sud-ovest dell'accampamento, dove da file di forni e immensi focolari si levavano colonne di fumo. Mentre la dragonessa fluttuava verso uno spiazzo tra due tende aperte, ognuna lunga cinquanta piedi, li invest� una lieve corrente d'aria. La colazione era gi� terminata, e quando Saphira atterr� con un fragoroso tonfo, il luogo era deserto.</p><p>Eragon corse ai focolari dietro i tavoli di legno, seguito a ruota dalla dragonessa. Le centinaia di uomini indaffarati, che badavano al fuoco, macellavano la carne, rompevano le uova, impastavano il pane, rimestavano paioli di ferro colmi di liquidi misteriosi, strofinavano enormi pile di pentole e padelle sporche o erano impegnati nell'infinita fatica di cucinare per i Varden non li degnarono della minima attenzione. Che cos'erano mai un drago e il suo Cavaliere al confronto delle impietose necessit� della vorace creatura dalle mille bocche la cui fame si affannavano a saziare?</p><p>Un uomo corpulento con il pizzetto brizzolato, abbastanza basso da poter essere scambiato per un nano, trotterell� verso Eragon e Saphira e fece loro un veloce inchino. �Sono Quoth Merrinsson. Come posso aiutarvi? Se vuoi, Ammazzaspettri, abbiamo del pane appena sfornato.� Gli indic� una doppia fila di pagnotte che riposavano su un vassoio su un tavolo vicino.</p><p>�Se puoi darmela, mezza pagnotta la accetto volentieri� rispose Eragon. �Tuttavia non � per placare la mia fame che sono qui. Saphira vorrebbe qualcosa da mangiare, ma non abbiamo tempo di andare a caccia.�</p><p>Quoth guard� sopra la spalla di Eragon e vide l'imponente mole della dragonessa. �Di solito quanto mangia la...? Ah, scusate: di solito quanto mangi, Saphira? Posso darti subito sei porzioni di carne arrosto, e altre sei tra cinque minuti. � abbastanza, o...?� Deglut�, facendo sobbalzare il pomo d'Adamo.</p><p>Saphira emise un dolce gorgoglio e Quoth, strillando, fece un balzo indietro. �Se � possibile, preferirebbe un animale vivo� gli spieg� Eragon.</p><empty-line/><p> Con voce stridula, Quoth rispose: �Se � possibile? Oh, ma certo, quello che volete.� Annu�, strizzando il grembiule tra le mani sporche di grasso. �Tutto � possibile, Ammazzaspettri, Saphira. Non per questo mancher� il cibo sulla tavola di re Orrin oggi pomeriggio, no, no.�</p><empty-line/><p><emphasis>E un barile di idromele, </emphasis>disse la dragonessa a Eragon.</p><empty-line/><p> Mentre lui ripeteva la richiesta a Quoth, attorno alle iridi dell'uomo comparvero dei cerchi bianchi. �Te-temo che i nani abbiano comprato quasi tutte le no-nostre scorte di i-idromele. Ne sono rimasti so-solo pochi barili, e sono riservati al re...� Quando una fiamma lunga quattro piedi usc� dalle narici di Saphira e bruci� l'erba davanti alla dragonessa, il povero Quoth sussult�. Dagli steli anneriti si levarono intricate volute di fumo. �Ve ne fa-faccio portare uno su-subito. Se vo-volete seguirmi, vi accompagno dove c'� il be-bestiame, cos� potrete sce-scegliere il capo migliore.�</p><empty-line/><p> Aggirando il fuoco, i tavoli e i gruppi di uomini indaffarati, il cuoco li condusse a una serie di grandi recinti di legno che racchiudevano maiali, bovini, oche, capre, pecore, conigli e un gran numero di cervi selvatici che i cacciatori dei Varden avevano catturato durante le loro incursioni nelle foreste che circondavano l'accampamento. Vicino ai recinti c'erano stie piene di polli, anatre, colombi, quaglie, pernici e altri pennuti. Tutto quello starnazzare, cinguettare, tubare e gracchiare creava una cacofonia cos� stridente che Eragon digrign� i denti, infastidito. Per evitare di essere sopraffatto dai pensieri e dai sentimenti di tutte quelle creature, fece in modo di chiudere la mente a chiunque, tranne che a Saphira.</p><empty-line/><p> I tre si fermarono a un centinaio di piedi dai recinti, per evitare che la presenza della dragonessa scatenasse il panico tra le bestie imprigionate. �C'� qualcosa di tuo gradimento?� le chiese Quoth, guardandola e strofinandosi le mani con nervosa destrezza.</p><empty-line/><p> Mentre passava in rassegna i recinti, Saphira inspir� e disse a Eragon: <emphasis>Poveretti... sai, non � che abbia poi tanta fame. Sono andata a caccia solo l'altroieri e non ho ancora finito di digerire gli ossi del cervo che ho mangiato.</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> Stai ancora crescendo, e in fretta anche. Devi nutrirti, ti far� bene.</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> No, se poi mi rimane tutto sullo stomaco.</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> Scegli qualcosa di piccolo, allora. Un maiale, magari.</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> Non sarebbe di alcun aiuto per te. No... Prender� quella.</emphasis></p><empty-line/><p> Gli trasmise mentalmente l'immagine di una mucca di media grandezza con il fianco sinistro chiazzato di bianco.</p><empty-line/><p> Dopo che Eragon gli ebbe indicato l'animale, Quoth richiam� a gran voce una fila di uomini che stavano oziando accanto ai recinti. Due di loro allontanarono la mucca dal resto della mandria, le fecero passare una corda attorno alla testa e la trascinarono riluttante verso la dragonessa. A trenta piedi di distanza, la mucca punt� le zampe e si accucci� terrorizzata, poi cerc� di liberarsi e fuggire. Prima che ci riuscisse, Saphira copr� la distanza che le separava a balzi. Vedendola correre verso di loro con le fauci spalancate, i due uomini si gettarono a terra.</p><empty-line/><p> Mentre la mucca si voltava per fuggire, la dragonessa la colp� sul fianco, abbattendola, poi la blocc� con le zampe divaricate. La mucca emise un solo muggito di terrore prima che le fauci della dragonessa le si chiudessero sul collo. Scuotendo violentemente la testa, le spezz� la spina dorsale. Poi si ferm�, si chin� sulla vittima e guard� Eragon, in attesa.</p><empty-line/><p> Lui chiuse gli occhi ed espanse la mente per raggiungere la mucca, i cui sensi erano gi� svaniti nell'oblio, anche se il corpo era ancora vivo e la carne pulsava di energia vitale, persino pi� intensa per la scarica di paura che l'aveva attraversata pochi attimi prima. Ci� che stava per fare era ripugnante, ma senza indugio Eragon pos� una mano sulla cintura di Beloth il Savio e trasfer� pi� energia possibile dal corpo della mucca nei dodici diamanti nascosti. Gli ci vollero solo pochi secondi.</p><empty-line/><p> Poi annu� verso Saphira. <emphasis>Fatto.</emphasis></p><empty-line/><p> Eragon ringrazi� gli uomini per l'aiuto e li conged�.</p><empty-line/><p> Mentre la dragonessa divorava il suo pasto, Eragon si sedette con la schiena contro il barile di idromele e osserv� i cuochi. Ogni volta che uno di loro o un assistente decapitava un pollo o sgozzava un maiale o una capra o qualsiasi altro animale, trasferiva l'energia della creatura morente nella cintura di Beloth il Savio. Era un compito orribile, perch� gli animali erano ancora vivi quando ne toccava la coscienza, e lui si sentiva travolgere da un lamentoso vortice di paura e confusione che gli faceva battere il cuore all'impazzata e gli imperlava la fronte di sudore; a quel punto, il suo unico desiderio era guarire quegli esseri sofferenti. Ma sapeva che erano destinati a morire, altrimenti i Varden avrebbero patito la fame. Nelle ultime battaglie aveva esaurito la scorta di energia e voleva fare rifornimento prima di partire per quel viaggio cos� lungo e pieno di insidie. Se Nasuada gli avesse consentito di rimandare la partenza di un'altra settimana, avrebbe potuto ricaricare i diamanti traendo l'energia dal proprio corpo, recuperando le forze prima di correre nel Farthen D�r, ma nelle poche ore rimaste era impossibile. E se anche non avesse fatto altro che restare disteso a letto e riversare il fuoco dalle sue membra nelle gemme, non sarebbe riuscito a raccoglierne tanto quanto quello che gli stava fornendo la moltitudine di animali destinati alla mensa.</p><empty-line/><p> A quanto sembrava, i diamanti della cintura di Beloth il Savio potevano assorbire una quantit� di energia quasi illimitata, cos� si ferm� solo quando non riusc� pi� a tollerare la prospettiva di immergersi negli ultimi spasmi vitali di quelle povere bestie. Tremante e sudato dalla testa ai piedi, si chin�, le mani sulle ginocchia, e fiss� il terreno fra i piedi, sforzandosi di non vomitare. Nei suoi pensieri si insinuarono immagini che non appartenevano ai suoi ricordi: Saphira che sorvolava il Lago Leona portandolo in groppa, loro due che si tuffavano nell'acqua fresca e limpida, una nube di candide bolle che gli scorreva davanti, il piacere condiviso di volare e nuotare e giocare insieme.</p><empty-line/><p> Prese a respirare con pi� calma e guard� Saphira che, accucciata fra i resti della mucca, ne sgranocchiava il teschio. Sorrise e le comunic� la sua gratitudine per l'aiuto.</p><empty-line/><p><emphasis>Adesso possiamo andare, </emphasis>le disse.</p><empty-line/><p> Saphira deglut� e rispose: <emphasis>Prendi anche la mia forza. Potresti averne bisogno.</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> No.</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> Guarda che tanto stavolta non la spunti. Insisto.</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> Anch'io. Non ti lascer� qui indebolita e impreparata per la battaglia. E se Murtagh e Castigo attaccano oggi? Dobbiamo essere entrambi pronti a combattere da un momento all'altro. Tu sarai pi� in pericolo di me, perch� Galbatorix e l'Impero crederanno che io sia con te.</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> S�, ma tu sarai solo con un Kull nel bel mezzo di una landa selvaggia.</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> Sono abituato tanto quanto te alle lande selvagge. Essere lontano dalla civilt� non mi spaventa. Quanto al Kull... be', non so se riuscirei a batterne uno in una gara di lotta, ma le mie difese mi proteggeranno da eventuali tradimenti... Ho abbastanza energia, Saphira. Non serve che tu me ne dia altra.</emphasis></p><empty-line/><p> La dragonessa lo guard�, soppes� le sue parole, poi alz� una zampa sporca di sangue e cominci� a leccarla per ripulirla. <emphasis>Benissimo, allora la terr� per me... </emphasis>Gli angoli della sua bocca parvero piegarsi in un abbozzo di sorriso. Poi abbass� la zampa e disse: <emphasis>Ti dispiacerebbe far rotolare fin qui il barile? </emphasis>Con un grugnito, Eragon si alz� e obbed�. Saphira sfoder� un artiglio e apr� due buchi sul coperchio, da cui filtr� il dolce aroma della bevanda a base di mele e miele. Quindi inarc� il collo quanto bastava perch� la testa fosse proprio sopra il barile, lo afferr� tra le robuste mandibole, lo sollev� e vers� il contenuto gorgogliante nel gozzo. Infine lasci� cadere a terra il barile vuoto, che si frantum� in mille pezzi; uno dei cerchi di ferro rotol� per diverse iarde. Arricciando il labbro di sopra, Saphira scosse la testa, per un attimo trattenne il fiato e poi starnut� cos� forte che picchi� il naso a terra: dalla bocca e dalle narici erutt� un bolo di fuoco.</p><empty-line/><p> Eragon strill� per la sorpresa e balz� via, sventolando il bordo fumante della tunica. Il lato destro della faccia gli scottava. <emphasis>Saphira, stai pi� attenta! </emphasis>esclam�.</p><empty-line/><p><emphasis>Scusa. </emphasis>La dragonessa abbass� la testa e si strofin� il muso sporco di terra su una zampa davanti, grattandosi le narici. <emphasis>L'idromele pizzica.</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> Ormai dovresti saperlo, </emphasis>brontol� Eragon mentre le si arrampicava in groppa.</p><empty-line/><p> Dopo essersi grattata il muso con la zampa un'altra volta, Saphira spicc� il volo con un balzo e fluttuando sopra l'accampamento dei Varden riport� Eragon alla sua tenda. Lui smont� e rimase a guardarla. Nessuno dei due disse nulla per un po', lasciando che fossero le emozioni condivise a parlare. Saphira batt� le palpebre ed Eragon si disse che aveva gli occhi pi� lucidi del normale. <emphasis>Questa � una prova, </emphasis>gli disse. <emphasis>Se la superiamo, ne usciremo pi� forti, io come drago e tu come Cavaliere.</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> Dobbiamo essere capaci di dare il meglio di noi anche da soli, se necessario, altrimenti saremo sempre in svantaggio rispetto agli altri.</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> S�. </emphasis>Saphira scav� nella terra con gli artigli serrati. <emphasis>Saperlo non allevia il dolore, comunque. </emphasis>Un brivido le corse lungo il corpo sinuoso. Scosse le ali. <emphasis>Che il vento ti gonfi le ali e il sole splenda sempre alle tue spalle. Che il tuo sia un viaggio rapido e piacevole, piccolo mio.</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> A presto, </emphasis>la salut� Eragon.</p><empty-line/><p> Sentiva che se fosse rimasto con lei anche solo un altro istante non sarebbe mai riuscito ad andarsene, cos� si volt� di scatto e senza guardarsi indietro spari nel buio della sua tenda. Bench� ormai il contatto tra loro fosse diventato una parte integrante di s�, come carne della propria carne, lo tronc� di netto. Ben presto sarebbero stati troppo lontani per avvertire uno la mente dell'altra, e lui non desiderava affatto prolungare il dolore del congedo. Rimase dov'era per un attimo, stringendo l'elsa del falcione e ondeggiando come se avesse le vertigini. Gi� lo pervadeva il sordo dolore della solitudine e senza la confortante presenza della coscienza di Saphira si sent� minuscolo e isolato. <emphasis>� gi� successo una volta; posso farlo di nuovo, </emphasis>pens�, e si costrinse a raddrizzare le spalle e a levare il mento.</p><empty-line/><p> Da sotto la branda estrasse lo zaino che aveva utilizzato tornando dall'Helgrind. Vi ripose il tubo di legno intarsiato avvolto nella stoffa che conteneva la pergamena con il poema composto per l'Agaet� Bl�dhren, che Oromis aveva copiato per lui nella sua pi� elegante calligrafia; il fiasco di faelnirv magico e l'astuccio di steatite contenente il nalgask, anch'essi doni di Oromis; il librone che gli aveva regalato Jeod, il <emphasis>Bornia abr Wyrda; </emphasis>la cote e la striscia di cuoio per affilare le lame e, dopo qualche esitazione, i diversi pezzi dell'armatura. <emphasis>In caso di bisogno, la gioia che prover� nell'averla con me sar� superiore alla disperazione che provo adesso all'idea di doverla portare in spalla fino al Farthen D�r, </emphasis>si disse. O almeno cos� sperava. Invece prese il libro e la pergamena perch�, dopo tanto viaggiare, era giunto alla conclusione che il modo migliore per evitare di perdere oggetti a cui teneva era non separarsene.</p><empty-line/><p> Gli unici capi di vestiario che decise di portare furono un paio di guanti, che ficc� dentro l'elmo, e il pesante mantello di lana, nel caso avesse fatto freddo durante la notte. Tutto il resto rimase avvolto nelle bisacce sulla sella di Saphira. <emphasis>Se sono un membro del D�rgrimst Ingeitum a tutti gli effetti, </emphasis>pens�, <emphasis>mi daranno abiti appropriati non appena arriver� alla Rocca di Bregan.</emphasis></p><empty-line/><p> Poi chiuse lo zaino e vi leg� in cima l'arco privo di corda e la faretra. Stava per allacciare nello stesso punto anche il falcione, ma si rese conto che, se si fosse piegato di lato, la spada sarebbe potuta scivolare fuori dal fodero. Cos� lo fiss� sul retro dello zaino, sistemandolo in modo che l'elsa gli spuntasse tra il collo e la spalla destra, pronta per essere sguainata subito all'occorrenza.</p><empty-line/><p> Si infil� in spalla lo zaino, varc� le barriere della propria mente e sent� l'energia scorrergli nel corpo, e da l� nei dodici diamanti incastonati nella cintura di Beloth il Savio. Attingendo a quel flusso di forza, mormor� l'incantesimo che aveva pronunciato una sola volta, quello che respingeva la luce attorno a s� e lo rendeva invisibile. Mentre evocava la formula magica, si sent� indebolire da un lieve velo di fatica.</p><empty-line/><p> Quando si guard� il busto e le gambe, non vedere nulla tranne le impronte degli stivali nella terra fu un'esperienza sconcertante. <emphasis>Ora viene la parte pi� difficile, </emphasis>pens�.</p><empty-line/><p> And� in fondo alla tenda, squarci� la stoffa resistente con il coltello da caccia e sgattaiol� fuori. Agile come un gatto ben nutrito, Bl�dhgarm lo stava aspettando fuori. Inclin� la testa verso il punto in cui immaginava si trovasse Eragon e gli sussurr�: �Arrivederci, Ammazzaspettri�, poi si apprest� a pronunciare cinque o sei parole nell'antica lingua per riparare lo squarcio.</p><empty-line/><p> Eragon si avvi� lungo il sentiero tra due file di tende, cercando di fare meno rumore possibile. Ogni volta che si avvicinava qualcuno, si scostava e restava immobile, sperando che non si notassero le impronte lasciate dalle sue orme nella terra o nel prato. Maledisse il fatto che il terreno fosse tanto secco; per quanto li appoggiasse con delicatezza, i suoi stivali tendevano a sollevare nuvolette di polvere. Cosa sorprendente, l'invisibilit� diminu� il suo senso dell'equilibrio; non vedendosi le mani e i piedi, continuava a calcolare in modo impreciso le distanze e a cozzare contro qualsiasi cosa, quasi come se si fosse scolato troppa birra.</p><empty-line/><p> Nonostante avanzasse incerto, raggiunse la fine dell'accampamento in un tempo ragionevole e senza destare alcun sospetto. Si ferm� dietro un barile per raccogliere l'acqua piovana, in un punto in cui l'ombra avrebbe nascosto le sue impronte, e studi� i bastioni e i canali fiancheggiati da pali aguzzi che proteggevano il fianco orientale dei Varden. Se fosse stato dalla parte opposta, per quanto invisibile, entrare e sfuggire alle tante sentinelle sarebbe stato difficilissimo. Ma poich� le trincee e i bastioni erano stati progettati per respingere i nemici e non per imprigionare gli alleati, uscire era un'impresa molto pi� semplice.</p><empty-line/><p> Eragon attese finch� le due sentinelle pi� vicine non si voltarono, poi si lanci� in avanti, dandosi pi� spinta possibile con le braccia. Impieg� appena pochi istanti ad attraversare il centinaio di piedi che separavano il barile dal declivio del terrapieno, che poi risal� in fretta, come un sasso fatto rimbalzare a pelo d'acqua. Arrivato in cima, piant� bene i piedi nel terreno; poi salt�, e agitando le braccia super� le linee di difesa dei Varden. Si libr� in aria per lo spazio di tre silenziosi battiti del cuore, poi atterr�, e gli scricchiolarono le ossa.</p><empty-line/><p> Non appena ebbe recuperato l'equilibrio, si distese a terra e trattenne il fiato. Una delle sentinelle di ronda si ferm�, ma non sembrava che avesse notato nulla di strano, e infatti dopo un po' riprese a camminare. Eragon esal� un respiro e sussurr�: �Du deloi lunaea�, poi sent� che l'incantesimo cancellava le orme lasciate dai suoi stivali.</p><empty-line/><p> Ancora invisibile, si rialz� e si allontan� di buon passo dall'accampamento, attento a calpestare solo ciuffi d'erba in modo da non sollevare altra terra. Pi� si allontanava dalle sentinelle, pi� veloce correva, finch� non si lanci� al galoppo, pi� rapido di un cavallo.</p><empty-line/><p> Quasi un'ora dopo discese a saltelli il ripido crinale di un fosso che il vento e la pioggia avevano scavato nel prato, dove scorreva un rigagnolo fiancheggiato di giunchi e mazzesorde. Eragon lo segu�, mantenendosi a una certa distanza dal molle, umido terriccio vicino all'acqua per evitare di lasciare tracce, finch� il fiumiciattolo non si trasform� in un piccolo stagno. L�, seduto a torso nudo su un masso accanto alla riva, riconobbe il profilo di un Kull.</p><empty-line/><p> Via via che Eragon si faceva strada attraverso il campo di mazzesorde, il rumore delle foglie e degli steli avvert� il Kull della sua presenza. La creatura volse l'immensa testa cornuta verso di lui, annusando l'aria. Era Nar Garzhvog, il capo degli Urgali alleati dei Varden.</p><empty-line/><p> �Tu!� esclam� Eragon, tornando visibile.</p><empty-line/><p> �Salve, Spadarossa� borbott� Garzhvog. L'Urgali sollev� le muscolose membra e il torso gigantesco, e si erse in tutta la sua altezza di otto piedi e mezzo, la pelle grigia sopra i muscoli vibrante alla luce del sole di mezzod�.</p><empty-line/><p> �Salve, Nar Garzhvog� rispose Eragon. �E i tuoi arieti? Se vieni con me, chi li comander�?� gli chiese, confuso.</p><empty-line/><p> �Il mio fratello di sangue, Skgahgrezh. Non � un Kull, ma ha le corna lunghe e il collo massiccio. � un ottimo condottiero.�</p><empty-line/><p> �Capisco... Perch� sei voluto venire, comunque?�</p><empty-line/><p> L'Urgali sollev� il mento squadrato e si schiar� la gola. �Tu sei Spadarossa. Non devi morire, altrimenti gli Urgralgra - o Urgali, come ci chiamate voi - non potranno vendicarsi di Galbatorix e la nostra razza scomparir�. Ecco perch� correr� insieme a te. Sono il migliore tra i nostri combattenti. Ho sconfitto quarantadue arieti in una volta sola.�</p><empty-line/><p> Eragon annu�, per niente dispiaciuto dalla piega che avevano preso gli eventi. Tra tutti gli Urgali, Garzhvog era quello di cui si fidava di pi�, perch� ne aveva messo alla prova la coscienza prima della battaglia delle Pianure Ardenti e aveva scoperto che, almeno secondo i criteri della sua razza, era onesto e affidabile. <emphasis>Finch� non decider� che il suo onore gli impone di sfidarmi a duello, tra noi non sorgeranno motivi di conflitto.</emphasis></p><empty-line/><p> �Molto bene, Nar Garzhvog� disse, stringendosi la cinghia dello zaino in vita. �Che si sappia, non � mai successo nella storia che uno come me e uno come te corressero insieme.�</p><empty-line/><p> Garzhvog ridacchi� tra s�. �Forza, andiamo, Spadarossa.�</p><empty-line/><p> Insieme si rivolsero a est e insieme partirono alla volta dei Monti Beor. La corsa di Eragon era lieve e veloce, mentre l'Urgali lo seguiva a grandi falcate. Un suo passo corrispondeva a due passi di Eragon, e la terra tremava sotto il suo peso imponente. In cielo, nubi gonfie di pioggia si ammassavano all'orizzonte, facendo presagire una tempesta torrenziale, e i falchi che volavano in circolo a caccia di prede lanciavano il loro verso malinconico.</p><p><strong>OLTRE LE COLLINE E I MONTI </strong></p><empty-line/><p> Eragon e Nar Garzhvog corsero per due giorni di fila, notte compresa, fermandosi solo per dissetarsi e liberare il corpo dei suoi rifiuti.</p><p>Alla fine Garzhvog disse: �Spadarossa, ho bisogno di mangiare e di dormire.�</p><empty-line/><p> Eragon si appoggi� a un ceppo l� vicino, ansimando, e annu�. Non voleva cedere per primo, ma era affamato e stanco quanto il Kull. Poco dopo aver lasciato l'accampamento dei Varden, aveva scoperto di riuscire a batterlo in velocit� per le prime cinque miglia; poi, quanto a resistenza, l'Urgali non era da meno, e addirittura lo superava.</p><empty-line/><p> �Vengo a caccia con te� gli propose.</p><empty-line/><p> �Non serve. Tu accendi un grande fuoco; al cibo penso io.�</p><empty-line/><p> �D'accordo.�</p><empty-line/><p> Dopo che Garzhvog si fu incamminato verso un boschetto di betulle a nord, Eragon sleg� la cinghia dello zaino e con un sospiro di sollievo lo pos� a terra vicino al ceppo. �Accidenti a questa armatura� bofonchi�. Nemmeno entro i confini dell'Impero aveva corso tanto con quel peso sulle spalle. Non aveva immaginato che sarebbe stata un'impresa cos� ardua. Gli facevano male i piedi e la schiena e, quando tent� di accucciarsi, le ginocchia si rifiutarono di piegarsi.</p><empty-line/><p> Cercando di non badare alla scomodit� che gli dava il non potersi chinare, prese a raccogliere erba e rami secchi, che poi ammucchi� su un fazzoletto di terra asciutto e roccioso.</p><empty-line/><p> Lui e Garzhvog si trovavano a est della punta meridionale del Lago T�dosten. Il suolo era umido e la vegetazione rigogliosa, con prati d'erba alta sei piedi, in cui vagavano branchi di cervi, gazzelle e buoi selvatici dal manto nero, con grandi corna rivolte all'indietro. Eragon sapeva che la zona era cos� ricca per la presenza dei Monti Beor, che contribuivano alla formazione di enormi banchi di nubi che si spostavano per molte leghe sulle pianure al di l� della catena montuosa, portando la pioggia in luoghi altrimenti aridi come il deserto di Hadarac.</p><empty-line/><p> Bench� i due avessero gi� corso per un impressionante numero di leghe, Eragon era deluso. Tra il fiume Jiet e il Lago T�dosten avevano perso molte ore a nascondersi e deviare in modo da non essere visti. Ora che si erano lasciati il lago alle spalle, sperava che avrebbero aumentato l'andatura. <emphasis>Nasuada non aveva previsto questo ritardo, vero? Oh, no. Pensava che sarei riuscito a correre a rotta di collo dall'accampamento al Farthen D�r. Ah!</emphasis> Diede un calcio a un ramo davanti a s�, poi continu� a raccogliere legna, borbottando.</p><empty-line/><p> Un'ora dopo, quando Garzhvog torn�, Eragon era seduto di fronte al fuoco lungo una iarda e ampio due piedi che aveva acceso e fissava le fiamme, cercando di resistere in tutti i modi alla tentazione di scivolare nel mondo dei sogni a occhi aperti e riposare. Non appena alz� la testa, gli scricchiol� il collo.</p><empty-line/><p> Garzhvog avanzava verso di lui con la carcassa di una bella cerva bene in carne sotto il braccio sinistro. Come se non pesasse pi� di un sacco di stracci, sollev� l'animale e ne conficc� la testa sulla forcella di un albero a una ventina di iarde dal fuoco. Poi prese un coltello e cominci� a ripulire la carcassa.</p><empty-line/><p> Eragon si alz� - le sue giunture parevano di pietra - e si avvicin� all'ariete barcollando.</p><empty-line/><p> �Come hai fatto a ucciderla?� gli chiese.</p><empty-line/><p> �Con la fionda� ringhi� l'altro.</p><empty-line/><p> �Vuoi cuocerla allo spiedo? O gli Urgali mangiano la carne cruda?�</p><empty-line/><p> Garzhvog volse il capo e scrut� Eragon da dietro il corno sinistro a spirale, un occhio giallo incavato che brillava di chiss� quale enigmatica emozione. �Non siamo bestie, Spadarossa.�</p><empty-line/><p> �Non ho detto questo.�</p><empty-line/><p> L'Urgali grugn� e torn� al suo lavoro.</p><empty-line/><p> �Ci vorr� una vita per cucinarlo allo spiedo� comment� Eragon.</p><empty-line/><p> �Pensavo di farlo stufato, e quello che avanza si potr� friggere su una pietra.�</p><empty-line/><p> �Stufato? E come? Non abbiamo una pentola.�</p><empty-line/><p> Garzhvog si chin� e si pul� la mano destra per terra, poi dalla sacca che aveva in vita estrasse uno strano oggetto di forma quadrata, ripiegato pi� volte, e lo lanci� a Eragon.</p><empty-line/><p> Lui cerc� di prenderlo, ma era cos� stanco che lo manc�. Sembrava un vello enorme. Non appena lo raccolse da terra, il quadrato si apr�: aveva la forma di un sacco, largo un piede e mezzo e profondo tre. Il bordo era rinforzato con una spessa striscia di cuoio su cui erano cuciti anelli di metallo. Eragon rovesci� il contenitore, sbalordito da tanta morbidezza e dal fatto che non ci fossero cuciture.</p><empty-line/><p> �Che cos'�?�</p><empty-line/><p> �Lo stomaco dell'orso che ho ucciso l'anno in cui mi sono spuntate le corna. Appendilo a qualcosa o mettilo in un buco per terra, poi riempilo d'acqua e buttaci dentro delle pietre bollenti. Le pietre scalderanno l'acqua. Sentirai che delizia.�</p><empty-line/><p> �Ma la pelle non brucia?�</p><empty-line/><p> �Non � mai successo.�</p><empty-line/><p> �� magico?�</p><empty-line/><p> �Niente magia. Solo pellaccia dura.� Mentre afferrava la cerva per i fianchi e, con un solo movimento, le spezzava l'osso pelvico in due, Garzhvog sbuff�. Per sfondare lo sterno us� il coltello.</p><empty-line/><p> �Dev'essere stato un orso enorme� disse Eragon.</p><empty-line/><p> Garzhvog emise uno strano suono di gola, una sorta di <emphasis>ruk ruk.</emphasis> �Era pi� grosso di me adesso, Ammazzaspettri.�</p><empty-line/><p> �Hai ucciso anche quello con la fionda?�</p><empty-line/><p> �L'ho strangolato a mani nude. Nel rito di iniziazione all'et� adulta devi dimostrare il tuo coraggio, e non sono ammesse armi.� Garzhvog tacque un momento, il coltello infilzato nella carcassa fino all'elsa. �A nessuno di noi verrebbe mai in mente di cercare di uccidere un orso. Perlopi� andiamo a caccia di lupi o di capre di montagna. Ecco perch� io sono diventato il capo.�</p><empty-line/><p> Eragon lasci� a lui il compito di preparare la carne e torn� al fuoco. Accanto a esso scav� un buco e vi deposit� lo stomaco dell'orso, infilando dei pezzi di legno nei cerchi di metallo per bloccarlo. Poi raccolse una dozzina di sassi grandi quanto mele e li gett� nel fuoco. In attesa che si scaldassero, us� la magia per riempire d'acqua i due terzi della pelle, poi ricav� un paio di pinze da un giovane salice e un pezzo di pelle nodosa.</p><empty-line/><p> Quando i sassi furono rosso ciliegia, grid�: �Sono pronti!�</p><empty-line/><p> �Buttali nell'acqua� rispose Garzhvog.</p><empty-line/><p> Servendosi delle pinze, Eragon recuper� quelli pi� vicini e obbed�. Al contatto con il calore, la superficie dell'acqua esplose in volute di vapore. Altri due, e l'acqua giunse a ebollizione.</p><empty-line/><p> Garzhvog vi gett� dentro due manciate di carne, poi insapor� lo stufato con un paio di abbondanti pizzichi di sale presi dalla sacca che aveva in vita e diversi rametti di rosmarino, timo e altre erbe selvatiche che aveva trovato durante la caccia. Poi piazz� una lastra piatta di scisto accanto al fuoco. Quando fu calda al punto giusto, vi appoggi� sopra le strisce di carne.</p><empty-line/><p> Mentre il cibo cuoceva, i due ricavarono dei cucchiai dal ceppo su cui Eragon aveva posato lo zaino.</p><empty-line/><p> La fame protrasse a dismisura il tempo di attesa, almeno per Eragon, ma in verit� lo stufato fu pronto in pochi minuti. Lui e Garzhvog mangiarono voraci come lupi. Eragon divor� il doppio di quanto non fosse mai riuscito a mangiare prima e il resto fu ripulito dall'ariete, che si abbuffava come sei uomini corpulenti.</p><empty-line/><p> Poi Eragon si sdrai�, appoggiandosi ai gomiti, e fiss� le lucciole brillanti che erano comparse lungo il limitare del boschetto di betulle e si rincorrevano disegnando linee contorte. Da qualche parte una civetta chiurl�, un suono dolce e rauco. Le prime stelle punteggiarono il cielo viola.</p><empty-line/><p> Eragon fiss� un punto nel vuoto e pens� a Saphira, poi ad Arya, poi a tutte e due; infine chiuse gli occhi. Le tempie gli pulsavano a ritmo regolare. Sent� uno scricchiolio; riapr� gli occhi e dalla parte opposta della pelle dell'orso vide che Garzhvog si puliva i denti con l'estremit� appuntita di un femore. Eragon gli guard� i piedi nudi - l'Urgali si era tolto i sandali prima di mangiare - e con sua grande sorpresa not� che aveva sette dita.</p><empty-line/><p> �Anche i nani hanno sette dita� gli fece notare.</p><empty-line/><p> Garzhvog sput� un pezzo di carne nella brace. �Non lo sapevo. Sai, non ho mai avuto tutta questa voglia di guardare i piedi di un nano.�</p><empty-line/><p> �Non ti pare curioso che gli Urgali e i nani abbiano quattordici dita mentre gli elfi e gli umani ne hanno dieci?�</p><empty-line/><p> Garzhvog arricci� le labbra carnose in un ringhio. �A parte le dita dei piedi, non abbiamo niente in comune con quei ratti di montagna senza corna, Spadarossa. Si vede che quando crearono il mondo, agli dei piacque cos�. Non ci sono altre spiegazioni.�</p><empty-line/><p> Per tutta risposta, Eragon grugn� e torn� a guardare le lucciole. Poi disse: �Raccontami una storia di cui la tua razza va fiera, Nar Garzhvog.�</p><empty-line/><p> Il Kull riflett� un momento, poi si tolse l'osso di bocca. �Tanto tempo fa� cominci� �viveva una giovane Urgralgra di nome Maghara. Aveva le corna che brillavano come pietra lucida, i capelli che le scendevano fin oltre la vita e con la sua risata riusciva a incantare gli uccelli e a chiamarli a s� dai loro nidi negli alberi. Ma non era bella. Anzi, era proprio brutta. Nel suo villaggio viveva un ariete fortissimo. Aveva ucciso quattro avversari in incontri di lotta e ne aveva sconfitti ventitr�. Tuttavia, anche se grazie alle sue imprese si era conquistato una vasta fama, non aveva ancora scelto una compagna. Maghara desiderava essere la prescelta, ma lui non l'avrebbe mai nemmeno degnata di uno sguardo perch� era brutta; e poich� sapeva di essere brutta, Maghara non riusciva a vedere quanto fossero lucenti le sue corna, o splendidi i suoi lunghi capelli, o quanto fosse bello sentirla ridere. Con il cuore infranto, Maghara scal� la montagna pi� alta della Grande Dorsale e invoc� l'aiuto di Rahna, la madre di tutti noi, colei che ha inventato il telaio e l'aratro, colei che ha innalzato i Monti Beor mentre era in fuga dal grande drago. Rahna, Colei che ha le Corna Dorate, rispose e le chiese perch� l'aveva chiamata. "Fammi diventare bella, o Madre Onorata, cos� che possa ammaliare l'ariete che bramo" le rispose Maghara. "Non serve essere bella, Maghara. Hai corna lucenti, lunghi capelli e una deliziosa risata. Con queste qualit� conquisterai un ariete che non sia cos� sciocco da guardare solo il viso di una femmina" le disse Rahna, per� Maghara si butt� a terra e insist�: "Non sar� felice finch� non avr� lui, Madre Onorata. Ti prego, fammi diventare bella." Rahna sorrise e rispose: "Se esaudisco la tua richiesta, bambina mia, come pensi di ripagarmi?" E Maghara: "Ti dar� ci� che vuoi."</p><empty-line/><p> �Rahna fu soddisfatta, cos� la fece diventare bella. Quando Maghara torn� al villaggio, tutti la ammirarono. Grazie al suo nuovo viso, l'ariete che amava la scelse come compagna ed ebbero molti figli e vissero felici per sette anni. Poi Rahna and� da lei e le disse: "Hai trascorso sette anni insieme all'ariete che volevi. Sei felice?" E Maghara rispose: "S�." Allora Rahna continu�: "Sono venuta a riscuotere la mia ricompensa." Si guard� intorno nella casa di pietra, afferr� il primogenito di Maghara e disse: "Prendo lui." Maghara implor� Colei che ha le Corna Dorate di risparmiarlo, ma lei fu irremovibile. Alla fine Maghara prese la mazza del compagno e fece per colpire la dea, ma l'arma le si frantum� fra le mani. Per punizione Rahna la priv� della bellezza e se ne and� con il primogenito verso il suo palazzo, dove risiedono i quattro venti. Chiam� il bambino Hegraz, lo allev� e lo fece diventare uno dei pi� potenti guerrieri che mai abbiano camminato su questa terra. La morale della storia � che non bisogna mai opporsi al proprio destino, perch� si finisce sempre col perdere ci� che abbiamo di pi� caro.�</p><empty-line/><p> Eragon guard� il fulgido profilo della luna crescente apparire sopra l'orizzonte a est. �Raccontami dei vostri villaggi.�</p><empty-line/><p> �Cosa vuoi sapere?�</p><empty-line/><p> �Tutto. Quella volta, quando entrai nella tua mente e in quella di Khagra e di Otvek, trovai centinaia di immagini, ma ne ricordo solo una manciata e comunque non nei dettagli. Sto cercando di dare un senso a ci� che vidi allora.�</p><empty-line/><p> �Potrei dirti un sacco di cose� grugn� Garzhvog. Con gli occhi grevi e pensierosi, si pass� lo stuzzicadenti improvvisato attorno a una zanna e disse: �Prendiamo dei tronchi e scolpiamo su di essi i musi degli animali e le montagne, poi li conficchiamo nel terreno accanto alle nostre case per spaventare gli spiriti delle foreste. A volte sono cos� ben fatti che sembrano vivi. Quando entri in uno dei nostri villaggi, ti senti addosso gli occhi degli animali...� Trattenne l'osso fra le dita, poi continu� a muoverlo avanti e indietro nella bocca. �Accanto alla soglia di ogni capanna appendiamo il namna. � un lembo di stoffa grande quanto la mia mano aperta. Ce ne sono di tutti i colori e descrivono la storia della famiglia che vive in quella capanna. Solo i tessitori pi� anziani e abili possono aggiungere qualche particolare o ripararne uno se � danneggiato...� L'osso gli scomparve nel pugno. �Nei mesi invernali, chi ha una compagna lavora con lei al tappeto del focolare. Ci vogliono almeno cinque anni per finirlo, dunque alla fine sai se hai scelto la compagna giusta.�</p><empty-line/><p> �Non ho mai visto uno dei vostri villaggi� disse Eragon. �Devono essere ben nascosti.�</p><empty-line/><p> �E ben difesi, anche. Pochi di coloro che vedono le nostre case sopravvivono per raccontarlo.�</p><empty-line/><p> Concentrandosi sul Kull, Eragon gli chiese, con una punta di nervosismo nella voce: �Come hai fatto a imparare la nostra lingua? C'erano esseri umani tra voi? Li tenevate come schiavi?�</p><empty-line/><p> Garzhvog ricambi� lo sguardo senza battere ciglio. �Noi non abbiamo schiavi, Spadarossa. Ci� che so lo strappo dalle menti degli uomini contro cui combatto e poi lo condivido con il resto della mia trib�.�</p><empty-line/><p> �Hai ucciso molti umani, vero?�</p><empty-line/><p> �Anche tu hai ucciso molti Urgralgra, Spadarossa. Ecco perch� dobbiamo essere alleati; altrimenti la mia razza non sopravviver�.�</p><empty-line/><p> Eragon incroci� le braccia. �Quando io e Brom eravamo sulle tracce dei Ra'zac, passammo da Yazuac, un villaggio vicino al fiume Ninor. Trovammo tutti gli abitanti ammucchiati al centro, morti. In cima alla pila di cadaveri c'era un neonato infilzato su una lancia. Fu la cosa pi� brutta che avessi mai visto. E a ucciderli erano stati gli Urgali.�</p><empty-line/><p> �Prima che mi spuntassero le corna� replic� Garzhvog, �mio padre mi port� in uno dei nostri villaggi lungo la frangia occidentale della Grande Dorsale. Trovammo la nostra gente torturata, bruciata e massacrata. Gli abitanti di Narda ci avevano scoperti e avevano attaccato di sorpresa il villaggio insieme a molti soldati. Della nostra trib� non si salv� nessuno... � vero che amiamo la guerra pi� di altre razze, Spadarossa, e spesso questa � stata la nostra rovina. Le donne non ci prendono nemmeno in considerazione come compagni se prima non dimostriamo il nostro valore in battaglia e non abbiamo ucciso almeno tre nemici. E la gioia che si prova nel combattere � impareggiabile. Ma bench� amiamo le imprese d'armi, non significa che non siamo consapevoli dei nostri errori. A meno che la nostra razza non riesca a cambiare, se dovesse sconfiggere i Varden, Galbatorix ci uccider� tutti, mentre sarete tu e Nasuada a ucciderci nel caso in cui foste voi ad avere la meglio su quel traditore dalla lingua biforcuta. Non ho forse ragione, Spadarossa?�</p><empty-line/><p> Eragon annu�. �S�.�</p><empty-line/><p> �Non � bene rimuginare sugli errori del passato, dunque. Se non riusciamo a superare ci� che hanno fatto i nostri popoli, non ci sar� mai pace tra umani e Urgralgra.�</p><empty-line/><p> �Immaginiamo di sconfiggere Galbatorix e che Nasuada dia alla tua razza la terra che avete chiesto. Come dovremmo comportarci se fra vent'anni i vostri figli cominciassero a saccheggiare e a uccidere per fare colpo sulle femmine? La vostra storia insegna che � andata cos� ogni volta che gli Urgali hanno siglato accordi di pace.�</p><empty-line/><p> Con un profondo sospiro, Garzhvog rispose: �In quel caso c'� da sperare che ci siano ancora degli Urgralgra oltreoceano, e che siano pi� saggi, perch� di noi in questa landa non rester� pi� nessuno.�</p><empty-line/><p> Per tutta la notte nessuno dei due profer� pi� parola. Garzhvog si rannicchi� su un fianco e dorm� con l'immensa testa posata a terra, mentre Eragon si avvolse nel mantello, sedette con la schiena appoggiata al ceppo e fiss� le stelle che a rilento andavano e venivano nel suo mondo di sogni a occhi aperti.</p><p>Alla fine del giorno dopo arrivarono in vista dei Monti Beor. All'inizio non erano altro che forme spettrali all'orizzonte, spigolosi pannelli bianchi e viola; ma via via che per� calava la sera, la distante catena montuosa acquist� consistenza, ed Eragon riusc� a distinguere la scura striscia di alberi che correva lungo la base e, sopra, quella ancora pi� ampia e scintillante di neve e ghiaccio, a sua volta sormontata dalle vette di nuda pietra grigia, cos� alte che non vi cresceva alcuna vegetazione e nemmeno vi cadeva la neve. Eragon rimase sopraffatto dalle dimensioni dei Monti Beor, proprio come la prima volta che li aveva visti. L'istinto continuava a dirgli che non poteva esistere nulla di cos� immenso, eppure gli occhi non lo ingannavano. Le montagne erano alte in media dieci miglia, alcune perfino di pi�.</p><p>Eragon e Garzhvog non si fermarono per la notte ma continuarono a correre con il buio e per tutto il giorno dopo. Al mattino il cielo era terso; a causa della presenza dei Monti Beor, per�, il sole non si vide prima di mezzogiorno, quando fece capolino all'improvviso fra due picchi, e raggi di luce grandi quanto le montagne si riversarono sulla terra ancora avvolta in quello strano crepuscolo. Allora Eragon si ferm� sulla riva di un ruscello e contempl� la vista, rapito e silenzioso, per diversi minuti.</p><p>Via via che aggiravano la vasta catena montuosa, il viaggio cominci� a sembrargli disagevole come quando era volato da Gil'ead al Farthen D�r con Murtagh, Saphira e Arya. Gli parve anche di riconoscere il luogo dove si erano accampati dopo aver attraversato il Deserto di Hadarac.</p><p>I giorni e le notti si alternavano interminabili con insostenibile lentezza e strabiliante velocit�, perch� ogni ora era identica a quella prima, il che induceva Eragon a chiedersi se la loro impresa si sarebbe mai conclusa e se ampie parti di essa fossero mai davvero accadute.</p><p>Quando arrivarono alla bocca dell'enorme crepaccio che divideva in due le montagne per molte leghe, da nord a sud, svoltarono a destra e passarono in mezzo ai freddi picchi imperturbabili. Arrivati al fiume Zannadorso, che sgorgava dalla stretta vallata che portava al Farthen D�r, guadarono le gelide acque e proseguirono verso sud.</p><p>Quella sera, prima di avventurarsi a est nel cuore delle montagne, si accamparono vicino a un laghetto e riposarono le membra esauste. Garzhvog uccise un altro cervo con la fionda, stavolta un maschio, e mangiarono entrambi a volont�.</p><p>Saziata la fame, mentre era chino a riparare un buco sul fianco dello stivale, Eragon sent� un ululato spettrale che gli fece battere il cuore all'impazzata. Si guard� intorno nel paesaggio buio e, allarmato, scorse il profilo di una grossa bestia che saltellava sui ciottoli intorno al laghetto.</p><p>�Garzhvog� chiam� Eragon a fior di labbra, poi fece per prendere il falcione dallo zaino. Il Kull raccolse da terra un sasso grande come un pugno, caric� la tasca di cuoio della fionda e poi, ergendosi in tutta la sua altezza, apr� le fauci e ulul� nella notte finch� nella landa circostante non risuon� l'eco del suo coraggioso grido di sfida.</p><p>La bestia si ferm�, poi riprese a camminare pi� lentamente, annusando il terreno qua e l�. Quando entr� nell'alone di luce del fuoco, Eragon trattenne il respiro. Di fronte a loro c'era un lupo grigio grande come un cavallo, con due sciabole al posto delle zanne e ardenti occhi gialli che seguivano ogni loro movimento. Le zampe del lupo erano larghe come scudi.</p><p><emphasis>Uno Shrrg! </emphasis></p><p>pens�.</p><p>Mentre il gigantesco lupo perlustrava l'accampamento, muovendosi quasi senza far rumore nonostante la stazza, Eragon pens� a come si sarebbero comportati gli elfi con un animale selvatico e declam� nell'antica lingua: �Fratello Lupo, non � nostra intenzione farti del male. Stanotte il nostro branco riposa, non caccia. Ti invitiamo a condividere con noi il nostro cibo e il calore del nostro rifugio fino a domattina.� Sentendolo, lo Shrrg si ferm� e ruot� le orecchie in avanti.</p><p>�Spadarossa, che cosa fai?� grugn� Garzhvog.</p><empty-line/><p> �Non attaccare per primo.�</p><empty-line/><p> La bestia dal massiccio dorso avanz� piano, facendo vibrare la punta del</p><p>grosso naso umido. Avvicin� il muso irsuto al fuoco, incuriosito dal dimenarsi delle fiamme, poi raggiunse i resti di carne e viscere sparsi a terra dove Garzhvog aveva macellato il cervo. Si accucci� e addent� i bocconi di cibo, poi si alz� e, senza voltarsi, si allontan� nelle profondit� della notte.</p><p>Eragon si rilass� e ripose il falcione nel fodero. Garzhvog, tuttavia, rimase in piedi dov'era, le labbra scoperte in un ringhio, le orecchie tese e lo sguardo concentrato in cerca di anomalie nell'oscurit� circostante.</p><p>Alle prime luci dell'alba i due lasciarono l'accampamento e si avviarono di corsa verso est, entrando nella valle che li avrebbe condotti al Monte Thard�r.</p><p>Mentre passavano sotto i rami della fitta foresta che proteggeva l'interno della catena montuosa, l'aria divenne molto pi� fresca e il soffice letto di aghi di pino per terra attut� i loro passi. Gli orridi alberi scuri che li sovrastavano altissimi sembravano osservarli mentre si facevano strada tra i grossi tronchi e aggiravano le radici contorte che spuntavano dalla terra umida, alte due, tre e spesso quattro piedi. Grandi scoiattoli neri zampettavano tra i rami, squittendo a gran voce. Un folto strato di muschio ricopriva gli alberi morti e caduti. Felci e lamponi e altre frondose piante verdi crescevano rigogliose accanto a funghi di ogni forma, dimensione e colore.</p><p>Non appena Eragon e Garzhvog si ritrovarono all'interno della lunga vallata, il mondo rimpicciol�. Attorno a loro incombevano gigantesche montagne, tanto grandi quanto opprimenti, e il cielo era una remota, irraggiungibile striscia di mare blu, cos� lontana come Eragon non l'aveva mai vista. Poche nubi sfilacciate sfioravano le spalle delle montagne.</p><p>Circa un'ora dopo mezzogiorno, quando tra gli alberi riecheggi� una serie di terribili ruggiti, i due rallentarono. Eragon sguain� il falcione e Garzhvog raccolse da terra una liscia pietra di fiume e la caric� nella tasca della fionda.</p><p>�� un orso delle caverne� dichiar�. Un verso furioso e acuto, simile al rumore di metallo contro metallo, sottoline� le sue parole. �E c'� anche un Nagra. Dobbiamo stare attenti, Spadarossa.�</p><p>Procedettero lentamente, e ben presto scorsero degli animali sul dorso di una montagna, parecchie centinaia di piedi pi� su di dove erano loro in quel momento. Un branco di cinghiali rossicci con larghe zanne taglienti correvano in modo disordinato davanti a un'immensa massa di pelo marrone-argenteo, dotata di artigli uncinati e denti aguzzi, che si muoveva a gran velocit�. All'inizio la distanza ingann� Eragon, ma poi paragon� gli animali agli alberi accanto a loro e si rese conto che rispetto ai cinghiali uno Shrrg non era altro che un nanerottolo, e che l'orso era grande quasi quanto la sua casa nella Valle Palancar. I cinghiali lo avevano azzannato ai fianchi, che sanguinavano, ma a quanto pareva l'attacco era riuscito solo a farlo infuriare ancora di pi�. Ritto sulle zampe, l'orso rugg� e schiacci� un cinghiale con una delle sue immense zampe, scaraventandolo da parte e squarciandogli il manto. Per tre volte la bestia tent� di rialzarsi e per tre volte l'orso la colp�, finch� quella non cedette e rimase immobile. Mentre l'orso si chinava per banchettare con la preda, gli altri cinghiali si rifugiarono strillando sotto gli alberi, risalirono la montagna e si allontanarono.</p><p>Sbalordito dalla forza dell'orso delle caverne, Eragon segu� Garzhvog che entrava lentamente nel campo visivo dell'animale. Alzando il muso insanguinato dal ventre della vittima, l'orso li guard� con i suoi occhietti luccicanti, poi decise che non costituivano una minaccia e riprese a mangiare.</p><p>�Credo che nemmeno Saphira riuscirebbe ad avere la meglio su un mostro del genere� mormor� Eragon.</p><empty-line/><p> Garzhvog emise un piccolo grugnito. �Un drago sputa fuoco. Un orso delle caverne no.�</p><empty-line/><p> Nessuno dei due distolse lo sguardo dall'orso finch� non fu scomparso dietro gli alberi, e perfino allora tennero le armi a portata di mano, non sapendo quali altri pericoli avrebbero potuto incontrare.</p><empty-line/><p> Quando ormai il giorno scivolava nel pomeriggio, udirono un altro suono. Qualcuno rideva. Eragon e Garzhvog si fermarono, poi l'ariete alz� un dito e con sorprendente rapidit� si infil� in un fitto muro di vegetazione, strisciando verso la risata. Eragon lo segu�, Camminando con cautela, trattenendo il respiro per paura che questo tradisse la loro presenza.</p><empty-line/><p> Sbirci� attraverso un cespuglio di foglie di sanguinella e accanto a un sentiero battuto che correva sul fondo della vallata vide tre bambini nani che, tra strilli e risate, giocavano a lanciarsi dei legnetti. Non c'erano adulti nei paraggi. Eragon rimase a distanza di sicurezza, poi sbuff� ed esamin� il cielo: a circa un miglio da l� scorse diversi pennacchi di fumo bianco.</p><empty-line/><p> Garzhvog gli si accucci� accanto, spezzando un ramoscello, e si guardarono negli occhi. �Spadarossa, qui ci separiamo� disse l'ariete.</p><empty-line/><p> �Non verrai alla Rocca di Bregan con me?�</p><empty-line/><p> �No. Il mio compito era proteggerti. Se ti accompagno oltre, i nani non avranno pi� fiducia in te. Il Monte Thard�r � vicino e sono sicuro che nessuno oser� farti del male durante il tragitto.�</p><empty-line/><p> Eragon si strofin� la base del collo e guard� prima Grazhvog e poi il fumo a est. �Tornerai subito dai Varden?�</p><empty-line/><p> Con una risatina sommessa, Garzhvog rispose: �S�, ma forse non cos� veloce come all'andata.�</p><empty-line/><p> Senza sapere che cosa dire, con la punta dello stivale Eragon stacc� il bordo marcio di un ceppo, sotto cui apparve una covata di larve bianche aggrovigliate nei cunicoli che avevano scavato. �Non farti mangiare da uno Shrrg o da un orso... Altrimenti poi mi tocca scovare quella bestiaccia e ucciderla, e non ne ho proprio il tempo.�</p><empty-line/><p> Garzhvog avvicin� i pugni alla fronte ossuta. �Che i tuoi nemici si prostrino davanti a te, Spadarossa.� Poi si alz�, si volt� e si allontan� a grandi balzi. Ben presto la foresta inghiott� la sagoma ingombrante del Kull.</p><empty-line/><p> Eragon si riemp� i polmoni della fresca aria di montagna, poi si fece strada nella fitta boscaglia. Quando emerse dal folto di felci e sanguinella, i minuscoli bambini nani rimasero pietrificati, un'espressione cauta sui faccini rubicondi. Allargando le braccia, Eragon disse: �Sono Eragon Ammazzaspettri, Figlio di Nessuno. Cerco Orik, figlio di Thrifk, alla Rocca di Bregan. Potete portarmi da lui?� Vedendo che i bambini non rispondevano, si rese conto che non capivano la sua lingua. �Sono un Cavaliere dei Draghi� continu�, parlando piano e sottolineando ogni parola. �Eka eddyr a� Shur'tugal... Shur'tugal... Argetlam.�</p><empty-line/><p> Ai bambini si illuminarono gli occhi. �Argetlam!� esclamarono pieni di stupore. �Argetlam!� Gli corsero incontro, avvolgendogli le gambe con le loro braccine corte, e gli tirarono i vestiti, gridando di gioia. Eragon li fiss� e si rese conto che gli si stampava in volto uno sorriso sciocco. I bambini lo afferrarono per le mani e lui si lasci� guidare lungo il sentiero. Anche se non capiva nulla, continuavano a parlargli nella lingua dei nani e a raccontargli ci� che non poteva comprendere, ma si divert� ad ascoltare.</p><empty-line/><p> Quando uno di loro - una femmina, forse - protese le braccia verso di lui, Eragon la prese e se la iss� sulle spalle, e non appena lei gli tir� i capelli sussult�. La piccola proruppe in una risata acuta e dolce, ed Eragon sorrise di nuovo. Cos� equipaggiato e accompagnato, si incammin� verso il Monte Thard�r e da l� alla Rocca di Bregan, dove viveva Orik, il suo fratello adottivo.</p><p><strong>&#x2666; &#x2666; &#x2666;</strong></p><empty-line/><p><strong> PER IL MIO AMORE </strong></p><p>Roran fiss� il tondo sasso levigato che teneva fra le mani. Si accigli�, frustrato.</p><empty-line/><p> �Stenr r�sa!� grugn� a fior di labbra.</p><empty-line/><p> Il sasso si rifiut� di muoversi.</p><empty-line/><p> �Che stai facendo, Fortemartello?� gli chiese Carn, lasciandosi cadere sul ceppo accanto a Roran.</p><empty-line/><p> Roran infil� il sasso nella cintura, poi accett� il pane e il formaggio che gli aveva portato lo stregone e rispose: �Niente. Cercavo di distrarmi.�</p><empty-line/><p> Carn annu�. �Tutti lo fanno prima di una missione.�</p><empty-line/><p> Mentre Roran mangiava, il suo sguardo vag� tra i compagni d'armi. Erano trenta, lui compreso, tutti guerrieri dalla scorza dura. Ognuno aveva un arco e molti anche una spada, ma solo in pochi avevano deciso di combattere con una lancia, una mazza o un martello. Roran intu� che sette o otto dovevano essere all'incirca suoi coetanei, mentre gli altri erano molto pi� vecchi. Il pi� anziano era il capitano, Martland Barbarossa, il deposto duca di Thun: aveva visto trascorrere tanti inverni che ormai la sua leggendaria barba era diventata argentea, anzi, sembrava ricoperta di ghiaccio.</p><empty-line/><p> Dopo essersi unito al contingente di Martland, Roran si era presentato nella sua tenda. Il duca era basso e, avendo trascorso una vita a cavalcare e a maneggiare spade, aveva membra forti. La barba che gli aveva meritato il soprannome era folta e ben curata e gli arrivava a met� del petto. Dopo aver osservato Roran, il conte aveva detto: "Lady Nasuada mi ha detto grandi cose di te, ragazzo, e ho sentito molto altro dai miei uomini, per non parlare di voci, pettegolezzi, dicerie e cose simili. Lo sai com'� che funziona, no? Non c'� dubbio, hai compiuto gesta degne di nota: affrontare i Ra'zac nel loro covo, per esempio, � stata un'impresa davvero non da poco. Certo, potevi contare sull'aiuto di tuo cugino, eh? Forse con la gente del tuo villaggio sei abituato a fare il bello e il cattivo tempo, ma adesso sei uno dei Varden, ragazzo. Anzi, adesso sei uno dei miei guerrieri. Non siamo la tua famiglia. Non siamo i tuoi vicini di casa. E non dare per scontato che siamo tuoi amici. Il nostro compito � eseguire gli ordini di Nasuada, e li eseguiremo, qualunque sia il nostro giudizio in merito. Finch� presterai servizio sotto di me, farai ci� che ti dico, quando te lo dico e come te lo dico, o giuro sulle ossa della mia povera mamma... che possa riposare in pace... che ti fruster� di persona fino a spellarti vivo, e non m'importa un fico secco di chi sei parente. Hai capito?"</p><empty-line/><p> "Sissignore!"</p><empty-line/><p> "Ottimo. Se ti comporterai bene, dimostrerai di avere buon senso e soprattutto se venderai cara la pelle, tra i Varden potrai fare carriera in fretta: basta essere determinati. Tuttavia sar� io a decidere se ritenerti degno di comandare un manipolo di uomini. Ma non credere nemmeno per un istante... per un solo maledetto istante, capito?... di potermi adulare e conquistarti cos� i miei favori. Che io ti piaccia o che tu mi odi sono affari tuoi. L'unica cosa che mi interessa � che tu ci sappia fare."</p><empty-line/><p> "Tutto chiaro, signore!"</p><empty-line/><p> "S�, lo spero proprio, Fortemartello. Lo scopriremo presto. Adesso va', presentati da Ulhart, il mio braccio destro."</p><empty-line/><p> Roran ingoi� gli ultimi tozzi di pane e li accompagn� con un sorso di vino preso dalla bisaccia. Avrebbe preferito consumare un pasto caldo, quella sera, ma erano in pieno territorio nemico e se avessero acceso il fuoco i soldati dell'Impero avrebbero potuto individuarli. Con un sospiro allung� le gambe. Negli ultimi tre giorni aveva cavalcato Fiammabianca dal tramonto all'alba e gli facevano male le ginocchia.</p><empty-line/><p> Nei recessi della mente, giorno e notte Roran sentiva una debole ma costante pressione, un prurito che lo spingeva sempre nella stessa direzione: Katrina. La fonte di quella sensazione era l'anello che gli aveva dato Eragon. Gli era di grande conforto sapere che grazie a esso lui e Katrina si sarebbero sempre potuti ritrovare in qualunque punto di Alaga�sia, anche se fossero diventati entrambi sordi e ciechi.</p><empty-line/><p> Accanto a s� sent� Carn borbottare frasi nell'antica lingua e sorrise. Era il loro stregone, mandato per assicurarsi che non venissero uccisi da un mago nemico con un semplice cenno della mano. Da qualche compagno Roran aveva appreso che non era molto potente, anzi, per lanciare un incantesimo doveva sforzarsi, e non poco, ma compensava la propria debolezza inventando formule magiche di straordinaria astuzia e insinuandosi nelle menti degli avversari con abilit�. Carn era magro, sia di viso sia di corpo, teneva gli occhi sempre socchiusi e aveva l'aria nervosa e impulsiva. A Roran era piaciuto subito.</p><empty-line/><p> Di fronte a lui, altri due uomini, Halmar e Ferth, erano seduti davanti alla loro tenda. Halmar diceva all'altro: �Allora, quando i soldati vennero a prenderlo, lui radun� gli uomini all'interno della sua propriet� e diede fuoco alle pozze d'olio che i servi avevano versato, intrappolando cos� i soldati e facendo credere a chi arriv� dopo che fossero tutti morti carbonizzati. Ma ci pensi? Uccise cinquecento soldati in un colpo solo, e senza sguainare nemmeno la spada!�</p><empty-line/><p> �Come fece a fuggire?� chiese Ferth.</p><empty-line/><p> �Il nonno di Barbarossa era un gran bastardo, oh, s�, ma era anche molto astuto. Aveva fatto scavare un tunnel che dal palazzo arrivava fino al fiume pi� vicino. Passando di l�, Barbarossa riusc� a mettere in salvo la sua famiglia e tutti i suoi servitori, poi li port� nel Surda, dove re Larkin diede loro rifugio. Passarono molti anni prima che Galbatorix scoprisse che erano ancora vivi. Siamo fortunati a essere con lui, puoi starne certo. Ha perso solo due battaglie, e in entrambi i casi per colpa della magia.�</p><empty-line/><p> Vedendo arrivare Ulhart in mezzo alla fila di sedici tende, Halmar tacque. Il veterano dal volto arcigno si ferm� a gambe larghe, immobile come una quercia con le radici ben piantate in terra, e pass� in rassegna le tende per verificare che non mancasse nessuno all'appello. �Il sole � tramontato, tutti a dormire� ordin�. �Si parte due ore prima dell'alba. Il convoglio dev'essere sette miglia a nord-ovest da qui. Se arriviamo in tempo, li attaccheremo non appena cominciano a muoversi. Uccidiamo tutti, appicchiamo il fuoco e poi torniamo indietro. Sapete come fare, no? Fortemartello, tu vieni con me. Fai qualche sciocchezza e ti sventro come un pesce con un amo aguzzo.� Gli uomini ridacchiarono. �Forza, andate a dormire.�</p><p>Il vento sferzava Roran in pieno volto. Il sangue gli pulsava forte nelle vene, tanto da soffocare ogni altro suono. Fiammabianca era lanciato al galoppo. Il suo campo visivo era limitato; non vedeva nulla, a parte due soldati in sella a giumente marroni accanto al penultimo carro della carovana dei rifornimenti.</p><p>Levando il martello sopra la testa, grid� con tutte le sue forze. I due soldati vennero colti alla sprovvista e presero ad armeggiare con le armi e gli scudi. A uno di loro cadde la lancia e l'uomo si chin� a raccoglierla.</p><empty-line/><p> Roran tir� le redini per rallentare il passo di Fiammabianca, poi si alz� sulle staffe e, portatosi a fianco del primo soldato, lo colp� sulla spalla, squarciandogli la cotta di maglia. L'uomo grid�, e il braccio gli ricadde lungo il corpo. Roran lo fin� con un colpo di rovescio.</p><empty-line/><p> Recuperata la lancia, l'altro soldato cerc� di colpire Roran al collo, e quello si ripar� abbassandosi dietro lo scudo rotondo. Ogni volta che la punta della lancia cozzava contro il legno, lo scudo vibrava. Roran strinse le gambe attorno ai fianchi di Fiammabianca, che si impenn�, poi prese a nitrire e a scalciare con gli zoccoli ferrati. Lo stallone colp� il soldato al petto, strappandogli la tunica rossa. Non appena il cavallo si fu calmato, Roran fece roteare il martello di lato e gli squarci� la gola.</p><empty-line/><p> Lasciandolo agonizzante a terra, spron� Fiammabianca verso il carro successivo, dove Ulhart stava combattendo da solo contro tre soldati. Ogni carro era tirato da quattro buoi, e mentre Fiammabianca superava il carro appena conquistato, il bue in prima fila volt� la testa, infilando la punta del corno nella gamba destra di Roran, che si ritrov� con il fiato mozzato dal dolore. Fu come se un ferro incandescente gli avesse perforato la carne; Roran guard� in basso e vide penzolare un lembo dello stivale con un brandello di pelle e muscoli appeso.</p><empty-line/><p> Lanciando un altro grido bellicoso, raggiunse il pi� vicino dei tre soldati contro cui stava lottando Ulhart e lo abbatt� con un solo colpo di martello. L'altro soldato per� riusc� a schivare il suo affondo, gir� il cavallo e fugg�.</p><empty-line/><p> �Prendilo!� gli grid� Ulhart, ma lui si era gi� lanciato all'inseguimento.</p><empty-line/><p> Il soldato in fuga conficc� gli speroni nella pancia del cavallo fino a farlo sanguinare, ma nonostante quella disperata crudelt� non pot� competere con Fiammabianca. Mentre lo stallone sfrecciava a un'incredibile velocit�, Roran si abbass�. Compreso che era impossibile sperare di fuggire, il soldato tir� le redini, si volt� e lo colp� con la sciabola. Roran alz� il martello e riusc� a deviare appena in tempo la lama affilata come un rasoio. Poi fece roteare l'arma sopra la testa, ma il soldato la schiv� e lo colp� alle braccia e alle gambe altre due volte. Roran imprec� a fior di labbra. Il soldato era ovviamente pi� esperto di lui con la spada; se non fosse riuscito a sconfiggerlo nel giro di qualche secondo, l'avrebbe ucciso di sicuro.</p><empty-line/><p> Il soldato doveva avere intuito il proprio vantaggio, perch� i suoi attacchi si fecero ancora pi� serrati. In ben tre occasioni Roran fu certo che la sciabola del suo avversario l'avrebbe colpito, ma ogni volta all'ultimo momento la lama lo mancava, deviata da una forza invisibile. Allora si ricord� con riconoscenza degli incantesimi di difesa pronunciati da Eragon.</p><empty-line/><p> Non sapendo che altro fare, si affid� alla sorpresa: protese il collo e la testa e grid� �Buh!� come se volesse spaventare qualcuno in un corridoio buio. Il soldato trasal� e Roran si chin� e gli piant� il martello nel ginocchio sinistro. L'uomo impallid� dal dolore. Prima che potesse riprendersi, Roran lo colp� all'altezza del coccige e poi, mentre l'altro gridava e inarcava la schiena, pose fine alle sue sofferenze con una rapida mazzata alla testa.</p><empty-line/><p> Rimase seduto un momento, senza fiato, poi tir� le redini di Fiammabianca e lo spron� al piccolo galoppo verso il convoglio. Guardandosi intorno rapido, attratto da ogni minimo movimento, Roran fece il punto della situazione. Gran parte dei soldati erano gi� morti, cos� come i civili che conducevano i carri. Vicino alla testa del convoglio, Carn era in piedi di fronte a un uomo alto con una lunga veste; tranne qualche piccolo fremito di tanto in tanto, unico segnale dell'invisibile duello in corso, erano entrambi immobili. Roran vide l'avversario di Carn cadere a terra.</p><empty-line/><p> A met� convoglio, tuttavia, cinque soldati intraprendenti si erano asserragliati all'interno di tre carri senza buoi disposti a triangolo, e sembrava che riuscissero a tenere in scacco Martland Barbarossa e altri dieci Varden. Quattro di loro erano armati di lancia; il quinto prese a scoccare frecce, obbligandoli a riparare dietro il carro pi� vicino. L'arciere aveva gi� ferito parecchi avversari: alcuni erano caduti da cavallo, altri erano riusciti a restare in sella abbastanza a lungo da trovare un rifugio.</p><empty-line/><p> Roran si accigli�. Non potevano permettersi di perdere tempo su una delle strade pi� battute dell'Impero, e poi andavano troppo a rilento. Il tempo era tiranno.</p><empty-line/><p> Tutti i soldati erano rivolti a ovest, la direzione da cui i Varden avevano attaccato. Oltre a Roran, nessuno si era portato dalla parte opposta del convoglio; dunque i nemici ignoravano che stava per attaccarli da est.</p><empty-line/><p> Escogit� un piano. In altre circostanze l'avrebbe scartato perch� ridicolo e impraticabile, ma in quel momento gli parve l'unica azione che avrebbe potuto porre fine a quel momento di stallo. Non si preoccup� di considerare il pericolo che lui stesso avrebbe corso; quando la carica era cominciata, la paura di morire o di restare ferito era svanita.</p><empty-line/><p> Lanci� Fiammabianca al galoppo. Afferr� il bordo della sella, pos� appena le punte degli stivali sulle staffe e tese i muscoli. Quando fu a una cinquantina di piedi dal triangolo di carri, si diede una spinta, si iss� sulla sella e rimase accucciato. Gli ci vollero tutta l'abilit� e la concentrazione di cui era capace per mantenere l'equilibrio. Come aveva previsto, Fiammabianca diminu� la velocit� e vir� di lato a mano a mano che i carri si avvicinavano.</p><empty-line/><p> Non appena lo stallone si fu voltato, Roran lasci� le redini e balz� gi� da cavallo, spiccando un gran salto e atterrando sul carro rivolto a est. Si sent� lo stomaco sottosopra. Colse di sfuggita il volto dell'arciere, gli occhi rotondi profilati di bianco, poi gli si avvent� contro e rovinarono entrambi a terra. Il corpo del nemico attut� la sua caduta. Mettendosi in ginocchio, Roran lev� lo scudo e lo piant� tra l'elmo e la tunica del soldato, spezzandogli il collo; poi si alz�.</p><empty-line/><p> Gli altri quattro soldati reagirono con lentezza. Quello a sinistra fece l'errore di cercare di portare con s� la lancia nel triangolo formato dai carri, ma la lunga arma si incastr� tra il retro di un carro e la ruota davanti di un altro, e gli si spezz� fra le mani. Roran gli si avvent� contro. Il soldato cerc� di battere in ritirata, ma i carri gli bloccavano la via di fuga. Roran fece roteare il martello e lo colp� sotto il mento.</p><empty-line/><p> Il secondo soldato fu pi� astuto. Lasci� andare la lancia e tent� di sfoderare la spada che teneva alla cintura, ma riusc� solo a sguainare la lama per met� prima che Roran lo colpisse al petto.</p><empty-line/><p> Ormai il terzo e il quarto soldato erano pronti per affrontarlo. Puntarono su di lui, le spade tese, un ghigno in volto. Roran cerc� di schivarli, ma la gamba ferita lo trad�; inciamp� e cadde su un ginocchio. Riusc� a bloccare con lo scudo un fendente, poi si gett� in avanti e fracass� il piede di uno dei due soldati con il lato piatto del martello. L'uomo croll� a terra imprecando e un istante dopo Roran gli fracass� il volto; poi cadde di schiena, anche se sapeva che l'ultimo soldato era proprio dietro di lui.</p><empty-line/><p> Pietrificato, rimase disteso a braccia e gambe aperte.</p><empty-line/><p> Il soldato era sopra di lui con la spada tesa, la punta della lama scintillante a meno di un pollice dalla sua gola.</p><empty-line/><p><emphasis>Dunque � giunta la mia ora, </emphasis>pens�.</p><empty-line/><p> Poi attorno al collo dell'uomo comparve un braccio nerboruto, che lo stratton� all'indietro. Il soldato emise un grido strozzato mentre dal petto gli spuntavano la lama di una spada e uno schizzo di sangue, poi croll� a terra, inerte, e dietro di lui apparve Martin Barbarossa. Il duca aveva il respiro affannoso e la barba e il petto insanguinati.</p><empty-line/><p> Poi infilz� la spada nel terreno, si appoggi� sul pomello e osserv� la carneficina all'interno del triangolo di carri. Annu�. �S�, credo che tu ci sappia fare.�</p><p>Roran si sedette in fondo a un carro, mordendosi la lingua mentre Carn gli tagliava il resto dello stivale per sfilarglielo. Cercando di ignorare le stilettate di dolore alla gamba, guard� gli avvoltoi volargli in circolo sopra la testa e si concentr� sui ricordi di casa sua, nella Valle Palancar.</p><p>Mentre Carn esaminava in profondit� lo squarcio, grugn�.</p><empty-line/><p> �Mi dispiace, ma devo ispezionare la ferita� gli disse lo stregone. Roran continu� a fissare gli avvoltoi e non rispose. Un minuto dopo,</p><p>Carn pronunci� una serie di parole nell'antica lingua, e trascorso qualche secondo Roran avvert� che le fitte si trasformavano in un dolore sordo e continuo. Poi guard� la gamba e scopr� che era perfettamente guarita.</p><p>Per lo sforzo di curare lui e altri due uomini prima, il mago era grigio in volto e tremava. Si accasci� contro il carro, abbracciandosi il busto, un'espressione nauseata in viso.</p><p> �Stai bene?� gli chiese Roran.</p><p>Carn alz� appena le spalle. �Dammi un attimo e mi riprender�... Il bue ti ha lacerato solo la parte esterna dell'osso della gamba. Ho curato la ferita solo in superficie, ma non avevo la forza per guarirla completamente. Ti ho dato dei punti per tenere insieme la pelle e il muscolo, cos� sanguineranno meno e non ti faranno troppo male. I punti non reggeranno a lungo; ma la carne deve guarire da sola.�</p><p>�Quanto tempo ci vorr�?�</p><empty-line/><p> �Una settimana, forse due.�</p><empty-line/><p> Roran si infil� ci� che restava dello stivale. �Eragon mi ha circondato di</p><p> incantesimi per proteggermi da eventuali ferite. Oggi mi hanno salvato la vita diverse volte. Perch� non mi hanno protetto dal corno del bue?�</p><p>�Non lo so� rispose Carn sospirando. �� impossibile essere pronti per ogni eventualit�. Ecco perch� la magia � cos� pericolosa. Se tralasci anche un solo aspetto di un incantesimo magari non succede niente di grave, al massimo ti indebolisce un po', ma nella peggiore delle ipotesi pu� avere conseguenze terribili che non avevi previsto. Accade anche ai migliori maghi. Forse c'era qualcosa che non andava negli incantesimi di tuo cugino, una parola sbagliata o una frase mal costruita: ecco perch� il bue � riuscito a ferirti.�</p><p>Roran scese dal carro e raggiunse zoppicando la testa del convoglio per verificare l'esito della battaglia. Cinque Varden erano stati feriti, lui compreso, e altri due erano morti: uno lo conosceva appena, mentre con l'altro, Ferth, aveva parlato in diverse occasioni. Dei nemici, invece, non era sopravvissuto nessuno.</p><p>Si ferm� accanto ai primi due soldati che aveva ucciso e ne esamin� i cadaveri. Sent� un sapore amaro in bocca e gli si rivolt� lo stomaco per la repulsione. <emphasis>Quanti ne ho uccisi.</emphasis>.. <emphasis>non lo so pi�. </emphasis>Cap� che nella follia della battaglia delle Pianure Ardenti aveva perso il conto delle vittime lasciate sul campo. Rimase turbato dal fatto di non sapere nemmeno pi� quante persone aveva ucciso. <emphasis>Devo massacrare interi campi di esseri umani per recuperare ci� che l'Impero mi ha tolto? </emphasis>Poi gli sovvenne un pensiero ancora pi� sconcertante: <emphasis>E se anche ci riuscissi, come potrei tornare nella Valle Palancar e vivere in pace dopo che la mia anima � stata macchiata dal sangue di centinaia di persone?</emphasis></p><p>Chiuse gli occhi e rilass� tutti i muscoli del corpo per cercare di calmarsi. <emphasis>Ho ucciso per amore. Ho ucciso per amore di Katrina, di Eragon e di tutti gli abitanti di Carvahall, e anche dei Varden e di questa nostra terra. Per questo amore, se necessario sono disposto ad attraversare un oceano di sangue.</emphasis></p><p>�Mai visto niente di simile, Fortemartello� esclam� Ulhart. Roran si riebbe e si trov� davanti il guerriero brizzolato che teneva Fiammabianca per le redini. �Nessuno sarebbe stato cos� pazzo da inventarsi un trucchetto come quello... Oh! Saltare sui carri! E uno su mille sarebbe sopravvissuto per raccontarlo. Ottimo lavoro. Sta' attento, per�. Non penserai di potertene andare in giro a fare il funambolo e combattere da solo contro cinque soldati e aspettarti di vedere la prossima estate, eh? Fatti furbo, e sii pi� cauto.�</p><p>�Lo terr� a mente� rispose Roran, prendendo il cavallo dal suo superiore.</p><empty-line/><p> Dopo aver sbaragliato l'ultimo soldato, i guerrieri rimasti incolumi erano andati di carro in carro, e usando i coltelli avevano aperto i fagotti e descritto il contenuto a Martland, il quale aveva preso nota di tutto cos� che Nasuada potesse studiare le informazioni e forse carpire qualche indizio sui piani futuri di Galbatorix. Roran osserv� gli uomini esaminare gli ultimi carri, che contenevano sacchi di farina e mucchi di uniformi. Poi sgozzarono i buoi sopravvissuti, inondando la strada di sangue. A Roran dispiacque di uccidere quelle povere bestie, ma capiva quanto fosse importante privarne l'Impero e, se glielo avessero chiesto, avrebbe impugnato il coltello lui stesso. Avrebbero potuto portarli con s� fino all'accampamento dei Varden, ma erano troppo lenti e ingombranti. I cavalli dei soldati nemici invece sarebbero riusciti a tenere il passo; cos� ne catturarono quanti pi� possibile e li legarono dietro i loro.</p><empty-line/><p> Poi uno degli uomini prese una torcia imbevuta di resina dalle bisacce fissate alla sella e dopo aver armeggiato per qualche istante con la pietra focaia e l'acciaio la accese. Cavalc� avanti e indietro lungo il convoglio, appicc� il fuoco a ciascun carro e infine gett� la torcia nell'ultimo della fila.</p><empty-line/><p> �In sella!� grid� Martland.</p><empty-line/><p> Mentre montava su Fiammabianca, Roran sent� pulsare la gamba ferita. Spron� lo stallone e raggiunse Carn, mentre il resto degli uomini si disponeva in coppie dietro il duca.</p><empty-line/><p> Martland part� al trotto, seguito a ruota dal gruppo, e si lasci� alle spalle i carri in fiamme, una fila di gemme luccicanti allineate lungo la strada deserta.</p><p><strong>&#x2666; &#x2666; &#x2666;</strong></p><empty-line/><p><strong> UNA FORESTA DI PIETRA </strong></p><p>Dalla folla si lev� un'ovazione.</p><empty-line/><p> Eragon era seduto sugli spalti di legno che i nani avevano costruito fuori dai bastioni della Rocca di Bregan. Il forte era arroccato su una spalla arrotondata del Monte Thard�r, a oltre un miglio di altitudine dal fondo della valle nebbiosa. Da l� si vedeva a leghe di distanza in ogni direzione, almeno fino alle creste delle montagne, che bloccavano la visuale. Come Tronjheim e le altre citt� dei nani che Eragon aveva visitato, la Rocca di Bregan era tutta di pietra, un granito rossastro che dava alle stanze e ai corridoi un senso di calore. La Rocca era un solido e imponente edificio di cinque piani che terminava con una torre campanaria a cielo aperto, sormontata da una goccia di vetro larga quanto due nani e sorretta da quattro coste di granito che si univano a formare una sorta di montatura appuntita. La goccia, come gli aveva spiegato Orik, era una versione ingrandita delle lanterne senza fiamma dei nani, e in caso di emergenza la sua luce dorata poteva illuminare l'intera valle. I nani la chiamavano Az Sindriznarrvel, la Gemma di Sindri. Ammassate tutto intorno sorgevano i numerosi alloggi per la servit� e per i guerrieri del D�rgrimst Ingeitum, e altre strutture di vario genere, come stalle, forge e un tempio dedicato a Morgothal, il dio del fuoco adorato dai nani, il patrono dei fabbri. Sotto le alte mura lisce, disseminate nelle radure dentro la foresta, c'erano decine di fattorie di pietra da cui si levavano spirali di fumo.</p><empty-line/><p> Orik aveva mostrato e spiegato a Eragon tutto ci� e molto altro dopo che i tre bambini nani lo avevano scortato nel cortile della rocca, gridando �Argetlam!� a chiunque fosse a portata d'orecchio. Orik lo aveva accolto come un fratello, poi l'aveva portato ai bagni e gli aveva procurato una veste porpora scuro e una banda dorata da mettere sulla fronte.</p><empty-line/><p> Infine lo sorprese presentandogli Vedra, una nana dagli occhi luminosi, il viso tondo come una mela e i capelli lunghi, sua moglie da soli due giorni. Mentre Eragon, sbalordito, faceva loro le congratulazioni, Orik spost� il peso del corpo da un piede all'altro e disse: �Mi � spiaciuto che tu non abbia potuto partecipare alla cerimonia. Ho chiesto a uno dei nostri stregoni di cercare Nasuada e le ho domandato se poteva far avere il mio invito a te e a Saphira, ma si � rifiutata; temeva che ti distraesse dall'incarico imminente. Non mi sento di biasimarla, ma avrei voluto che nonostante questa guerra fossi venuto alle mie nozze, cos� come mi sarebbe piaciuto partecipare a quelle di tuo cugino, perch� adesso siamo tutti parenti, se non per vincoli di sangue, almeno davanti alla legge.�</p><empty-line/><p> Con un forte accento, Vedra aggiunse: �Ti prego di considerarmi tua sorella, Ammazzaspettri. Per quanto in mio potere, alla Rocca di Bregan sarai sempre trattato come uno di famiglia e potrai rifugiarti da noi ogni volta che ne avrai bisogno, fosse anche Galbatorix in persona a darti la caccia.�</p><empty-line/><p> Eragon si inchin�, commosso dalla sua offerta. �� molto gentile da parte tua.� Poi le chiese: �Se non sono troppo indiscreto, perch� tu e Orik avete scelto di sposarvi proprio adesso?�</p><empty-line/><p> �Avremmo dovuto celebrare le nozze questa primavera, ma...� disse Vedra.</p><empty-line/><p> �Ma gli Urgali hanno attaccato il Farthen D�r� continu� Orik con i suoi soliti modi bruschi �e poi Rothgar mi ha spedito insieme a te a Ellesm�ra. Quando sono tornato qui e le famiglie del clan mi hanno accettato come loro grimstborith, abbiamo pensato che fosse il momento ideale per rendere ufficiale il nostro fidanzamento e diventare marito e moglie. Forse nessuno di noi sopravviver� fino al prossimo anno, dunque perch� temporeggiare?�</p><empty-line/><p> �E cos� sei diventato capoclan� disse Eragon.</p><empty-line/><p> �S�. Scegliere il nuovo leader del D�rgrimst Ingeitum � stata una faccenda controversa - abbiamo discusso per pi� di una settimana - ma alla fine le famiglie hanno accettato che fossi io a seguire le orme di Rothgar e a prenderne il posto, in quanto suo unico erede.�</p><empty-line/><p> Eragon, seduto accanto a Orik e a Vedra, divorava il pane e la carne di montone che gli avevano portato i nani, osservando la gara in corso. Orik gli aveva spiegato che, secondo la tradizione, una famiglia di nani benestante deve organizzare dei giochi per intrattenere gli invitati al ricevimento di nozze. La famiglia di Rothgar era cos� ricca che la festa proseguiva ormai da tre giorni ed era previsto che continuasse per altri quattro. Le discipline in programma erano diverse: lotta, tiro con l'arco, scherma, gare di forza fisica e il Ghastar, che stavano ammirando proprio in quel momento.</p><empty-line/><p> Dalle estremit� opposte di un campo erboso, due nani si lanciarono di corsa l'uno contro l'altro in groppa a una Feld�nost bianca. Le capre di montagna cornute attraversarono il prato a balzi di una settantina di piedi ciascuno. Il nano sulla destra aveva un piccolo scudo legato al braccio sinistro, ma non portava armi. L'altro invece non aveva scudi ma era pronto a scagliare un giavellotto.</p><empty-line/><p> Mentre la distanza tra le barbebianche diminuiva, Eragon trattenne il fiato. Quando furono a meno di trenta piedi l'una dall'altra, il nano con la lancia tagli� l'aria col braccio e scagli� la sua arma contro l'avversario. L'altro non si ripar� con lo scudo, ma tese la mano e con incredibile destrezza afferr� il giavellotto per il manico e poi lo brand� sopra la testa. La folla riunita intorno ai recinti esplose in un grido roboante, a cui si un� anche Eragon, battendo le mani con vigore.</p><empty-line/><p> �Che abilit�!� esclam� Orik, poi rise e scol� il boccale di idromele; la sua lucente cotta di maglia brillava al sole della sera. Indossava un elmo impreziosito con oro, argento e rubini, e sulle dita sfoggiava cinque grossi anelli. Alla vita gli pendeva l'immancabile ascia. Vedra era abbigliata in maniera ancora pi� ricca: indossava un sontuoso vestito con inserti di tessuto ricamato, al collo portava fili di perle e d'oro lavorato e tra i capelli un pettine d'avorio con incastonato uno smeraldo grande quanto il pollice di Eragon.</p><empty-line/><p> Una fila di nani si alz� e diede fiato a una sezione di corni ricurvi; le loro note bronzee echeggiarono in lontananza tra le montagne. Poi un nano con il petto ampio quanto un barile fece un passo avanti e nella sua lingua annunci� il vincitore della gara appena conclusa e i nomi dell'ultima coppia di contendenti pronta ad affrontarsi a Ghastar.</p><empty-line/><p> Quando il maestro di cerimonia tacque, Eragon si chin� e chiese a Vedra: �Ci accompagnerai anche tu al Farthen D�r?�</p><empty-line/><p> Lei scosse la testa e fece un gran sorriso. �Non posso. Devo restare qui a occuparmi degli affari dell'Ingeitum mentre Orik non c'�, cos� al suo ritorno non trover� i guerrieri affamati e i forzieri saccheggiati.�</p><empty-line/><p> Ridacchiando, Orik tese il boccale verso uno dei servitori in piedi a diverse iarde di distanza. Mentre il nano correva a una brocca per riempirglielo di idromele, disse a Eragon con orgoglio: �Vedra non esagera. Lei non � solo mia moglie, � anche... Ah, non ci sono parole per descriverla. � la grimstcarvlorss del D�rgrimst Ingeitum. Significa... s�, insomma, "colei che si occupa della casa", "colei che amministra il focolare". � compito suo assicurarsi che le famiglie del nostro clan paghino le decime stabilite alla Rocca di Bregan, che le nostre greggi siano condotte ai pascoli giusti nel momento giusto, che le nostre scorte di cibo e di grano non diminuiscano troppo, che le donne dell'Ingeitum producano abbastanza stoffa, che i nostri guerrieri siano bene equipaggiati, che i nostri fabbri abbiano sempre ferro da fondere e, in poche parole, che il nostro clan sia organizzato come si deve perch� possa prosperare e crescere. Tra noi c'� un detto: "Con una brava grimstcarvlorss il tuo clan prosperer�, mentre"...�</p><empty-line/><p> �... "mentre con una maldisposta tutto in rovina finir�"� concluse Vedra.</p><empty-line/><p> Orik sorrise e le prese una mano tra le sue. �E Vedra � la migliore grimstcarvlorss che ci sia. Non � un titolo ereditario. Se si vuole ricoprire quel ruolo, bisogna dimostrare di meritarselo. � raro che la moglie di un grimstborith sia grimstcarvlorss. Io sono stato molto fortunato.� Lui e Vedra protesero le teste e si stropicciarono i nasi l'uno contro l'altro. Eragon distolse lo sguardo, sentendosi solo ed escluso. Poi Orik si scost� dalla moglie, bevve un sorso di idromele e continu�: �La nostra storia � ricca di celebri grimstcarvlorss. Si dice spesso che l'unica cosa di cui siamo capaci noi capiclan � dichiararci guerra a vicenda e che le grimstcarvlorss ne siano contente, perch� finch� litighiamo tra noi non abbiamo il tempo di immischiarci negli affari del clan.�</p><empty-line/><p> �Andiamo, Skilfz Delva� lo rimprover� Vedra. �Lo sai che non � vero. Almeno non nel nostro caso.�</p><empty-line/><p> �Mmm� rispose Orik, e tocc� la fronte della moglie con la sua. Si sfregarono i nasi un'altra volta.</p><empty-line/><p> Sentendo la folla prorompere in una frenesia di fischi e acclamazioni, Eragon rivolse l'attenzione alla gara. Uno dei concorrenti aveva perso il controllo e all'ultimo momento aveva fatto deviare la sua Feld�nost da un lato: al momento stava cercando di sfuggire all'avversario. Il nano con il giavellotto lo rincorse facendo per due volte il giro dei recinti. Quando si ritrovarono di nuovo vicini, si alz� sulle staffe e scagli� la lancia, colpendo il nano codardo dietro la spalla. Con un grido, il malcapitato cadde dalla capra, poi afferr� la lama e il manico del giavellotto conficcato nella carne. Un guaritore lo raggiunse di corsa. Un momento dopo, tutti voltarono le spalle allo spettacolo.</p><empty-line/><p> Orik arricci� il labbro in una smorfia di disgusto. �Bah! Passeranno anni prima che la sua famiglia riesca a cancellare l'onta del disonore. Mi dispiace che tu abbia dovuto assistere a questo deprecabile spettacolo, Eragon.�</p><empty-line/><p> �Non � mai piacevole vedere qualcuno umiliarsi a quel modo.�</p><empty-line/><p> I tre rimasero seduti in silenzio per le due gare seguenti, poi Orik colse Eragon di sorpresa, lo afferr� per la spalla e gli chiese: �Ti piacerebbe vedere una foresta pietrificata?�</p><empty-line/><p> �Non esistono simili prodigi, a meno che non siano sculture.�</p><empty-line/><p> Orik scosse il capo; gli brillavano gli occhi. �Non � una scultura, ed esiste davvero. Te lo chiedo di nuovo: ti piacerebbe vedere una foresta pietrificata?�</p><empty-line/><p> �Se non mi stai prendendo in giro... s�.�</p><empty-line/><p> �Ah, sono felice che tu abbia accettato. No, non sto scherzando: ti prometto che domani tu e io cammineremo tra alberi di granito. � una delle meraviglie dei Monti Beor. Ogni ospite del D�rgrimst Ingeitum dovrebbe avere l'opportunit� di visitarla.�</p><p>L'indomani mattina Eragon si alz� dal lettino troppo piccolo nella stanza di pietra con il soffitto basso e i mobili grandi la met� del giusto, si lav� il viso in una bacinella di acqua gelida e, come d'abitudine, espanse la mente verso Saphira, ma avvert� solo i pensieri dei nani e degli animali all'interno della rocca e tutto intorno. Allora barcoll� e si chin� in avanti, aggrappandosi al bordo della bacinella, sopraffatto da una sensazione di isolamento. Rimase cos�, incapace di muoversi e di pensare, finch� non vide tutto rosso e strane macchie non gli balenarono davanti agli occhi. Con un sussulto, espir� e riemp� di nuovo i polmoni.</p><p><emphasis>Mi era mancata gi� durante la discesa dall'Helgrind, </emphasis> pens�, <emphasis>ma almeno allora sapevo che stavo tornando da lei pi� veloce che potevo. Adesso invece mi sto allontanando e non so quando saremo di nuovo insieme.</emphasis></p><p>Recuperato il controllo, si vest� e si incammin� per i tortuosi corridoi della roccaforte, inchinandosi ai nani che incontrava, i quali da parte loro lo salutavano ripetendo con vigore l'appellativo: �Argetlam!�.</p><p>Trov� Orik e altri dodici nani nel cortile della rocca, intenti a sellare una fila di robusti pony il cui fiato caldo formava bianchi pennacchi nell'aria gelida. Circondato da quegli omini bassi e corpulenti, Eragon si sent� un gigante.</p><p>Orik lo salut�. �Se vuoi cavalcare, abbiamo un asino nelle stalle.� �No, se per voi fa lo stesso io vengo a piedi.�</p><empty-line/><p> Orik si strinse nelle spalle. �Come desideri.�</p><empty-line/><p> Quando furono pronti per partire, Vedra discese gli ampi scalini di pietra</p><p>all'ingresso del salone principale della Rocca di Bregan, lo strascico del vestito dietro di s�, e diede a Orik un corno d'avorio decorato con filigrana d'oro attorno al bocchino e al padiglione. �Apparteneva a mio padre quando cavalcava con il Grimstborith Aldhrim. Te lo affido, affinch� tu possa ricordarmi nei giorni a venire� gli disse. Aggiunse dell'altro nella lingua dei nani, a voce cos� bassa che Eragon non riusc� a sentire, poi lei e Orik si toccarono la fronte. Ritto in sella, il nano diede fiato al corno. Ne usc� una nota profonda e struggente, che aument� di volume finch� l'aria nel cortile non parve vibrare come una corda mossa dal vento. Una coppia di corvi si lev� gracchiando dalla torre. Sentendo il suono del corno, a Eragon si raggel� il sangue. Cominci� ad agitarsi sul posto, ansioso di partire.</p><p>Rivolto un ultimo sguardo a Vedra, Orik spron� il pony, usc� al trotto dai cancelli principali della roccaforte e punt� a est, verso l'inizio della valle, seguito a ruota da Eragon e dagli altri dodici nani.</p><p>Procedettero per tre ore lungo un sentiero ben tracciato sul fianco del monte Thard�r e poi salirono ancora pi� in alto. I nani spronarono i pony al massimo delle loro possibilit�, ma quando Eragon era libero di correre, li batteva comunque in velocit�. Pur frustrato, si trattenne dal lamentarsi, perch� era chiaro che con i suoi ospiti avrebbe viaggiato pi� lentamente che non con un elfo o un Kull.</p><p>Rabbrivid� e si strinse nel mantello. Il sole doveva ancora sorgere sui Monti Beor e una fredda umidit� si diffondeva nella valle, anche se mancavano solo poche ore a mezzogiorno.</p><p>Raggiunsero una piatta distesa di granito larga pi� di un migliaio di piedi, delimitata sulla destra da una ripida scogliera di colonne ottagonali. Veli di tremula foschia oscuravano l'estremit� del campo di pietra.</p><p> Orik alz� una mano e disse: �Guardate, Az Knurldr�thn.�</p><p>Eragon si incup�. Per quanto si sforzasse, non riusciva a scorgere nulla di interessante in quel luogo spoglio. �Non vedo nessuna foresta pietrificata.�</p><empty-line/><p> Orik scese dal pony e consegn� le redini al guerriero alle sue spalle, poi disse: �Vieni con me, Eragon.�</p><empty-line/><p> Si incamminarono insieme verso il mobile banco di nebbia, ed Eragon dovette rallentare perch� il nano riuscisse a stargli dietro. La foschia gli baciava il viso, fresca e umida. Il vapore divenne cos� fitto da oscurare il resto della valle e li avvolse in un grigio paesaggio indistinto, dove perfino l'alto e il basso sembravano concetti arbitrari. Per nulla scoraggiato, Orik avanz� sicuro. Eragon tuttavia si sentiva disorientato e un po' incerto, e camminava tenendo una mano davanti a s� per evitare di urtare contro qualcosa celato nella nebbia.</p><empty-line/><p> Orik si ferm� sul bordo di uno stretto crepaccio che deturpava la lastra di granito su cui si trovavano e gli chiese: �Cosa vedi adesso?�</p><empty-line/><p> Eragon strizz� gli occhi e si guard� intorno, ma la nebbia sembrava uniforme come prima. Stava quasi per dire che non vedeva ancora niente, ma poi not� una lieve irregolarit� nella foschia, un tenue gioco di luci e ombre che manteneva la propria forma anche mentre la nebbia fluttuava. Not� altre zone statiche: strani angoli astratti a contrasto che formavano oggetti irriconoscibili.</p><empty-line/><p> �Non...� cominci�, quando un alito di vento gli scompigli� i capelli. Incoraggiata appena da quell'improvvisa brezza, la nebbia si dirad� e i giochi d'ombra si rivelarono tronchi di grossi alberi cinerei dai rami nudi e mutilati. Eragon e Orik erano circondati da decine di alberi, gli scheletri pallidi di un'antica foresta. Eragon premette il palmo contro un tronco. La corteccia era fredda e dura come sasso, e recava macchie di pallidi licheni. Fu percorso da un brivido. Bench� non fosse superstizioso, quella spettrale foschia, la misteriosa penombra e poi la comparsa degli alberi, cupi, carichi di presagi e misteriosi accesero in lui una scintilla di paura.</p><empty-line/><p> Si inumid� le labbra e chiese: �Com'� possibile?�</p><empty-line/><p> Orik si strinse nelle spalle. �Alcuni sostengono che G�ntera li abbia deposti qui quando cre� Alaga�sia dal nulla. Altri invece affermano che sono opera di Helzvog, perch� la pietra � il suo elemento preferito, e vuoi che il re della pietra non avesse alberi pietrificati nel suo giardino? Tuttavia c'� chi sostiene che questi alberi un tempo fossero come gli altri, ma che eoni fa una grande catastrofe li seppell� e con il passare del tempo il legno divent� terra e la terra pietra.�</p><empty-line/><p> �� davvero possibile?�</p><empty-line/><p> �Solo gli dei lo sanno con certezza. Chi se non loro pu� sperare di comprendere i perch� e i come del mondo?� Orik si volt�. �I nostri antenati scoprirono il primo albero mentre scavavano in questa zona per estrarre il granito, pi� di un migliaio di anni fa. L'allora grimstborith del D�rgrimst Ingeitum, Hvalmar Manomonca, blocc� gli scavi e chiese ai suoi uomini di estrarre gli alberi dalla roccia a colpi di scalpello. Dopo che ne ebbero liberati una cinquantina, Hvalmar si rese conto che potevano esserci centinaia, perfino migliaia di alberi pietrificati sepolti sotto il fianco del Monte Thard�r: cos� ordin� di abbandonare il progetto. Questo luogo tuttavia ha catturato fin da subito l'immaginazione della nostra razza e da allora i knurlan di ogni clan vengono qui e si danno un gran daffare per liberare sempre pi� alberi dalla morsa del granito. C'� chi ha dedicato la propria vita a questa impresa. � diventata tradizione mandare qui i figli ribelli a scalpellare almeno un paio d'alberi sotto la supervisione di un mastro muratore.�</p><empty-line/><p> �Che noia.�</p><empty-line/><p> �S�, ma cos� hanno tutto il tempo di pentirsi dei loro errori.� Orik accarezz� con una mano la barba intrecciata. �Quando avevo trentaquattro anni ed ero una testa calda, anch'io trascorsi qui alcuni mesi.�</p><empty-line/><p> �E ti sei pentito?�</p><empty-line/><p> �Eta. No. In effetti � stata... una noia. Quando mi resi conto che dopo tutte quelle settimane avevo liberato dal granito solo un ramo, fuggii e mi unii a un gruppo di Vrenshrrgn...�</p><empty-line/><p> �Cio� nani del clan Vrenshrrgn?�</p><empty-line/><p> �S�, knurlagn del clan Vrenshrrgn, proprio cos�, Lupi della Guerra o Lupi di Guerra, che dir si voglia nella tua lingua. Dunque, una volta mi ubriacai di birra e mentre loro stavano cacciando dei Nagran decisi che anch'io dovevo uccidere un cinghiale e portarlo a Rothgar per placare la sua ira. Non fu certo una cosa saggia: perfino i nostri guerrieri pi� abili temevano i Nagran, e io ero ancora un ragazzo. Non appena mi schiarii la mente, mi maledissi per la mia follia, ma ormai avevo giurato, dunque non avevo altra scelta se non rispettare la parola data.�</p><empty-line/><p> Quando Orik fece una pausa, Eragon gli chiese: �E cosa accadde?�</p><empty-line/><p> �Oh, con l'aiuto dei Vrenshrrgn uccisi un Nagra, ma il cinghiale mi fer� a una spalla e mi scaravent� tra i rami di un albero vicino. I Vrenshrrgn dovettero riportarci entrambi, il Nagra e me, alla Rocca di Bregan. Rothgar fu molto contento del cinghiale, e io... be', nonostante le medicazioni dei nostri migliori guaritori, trascorsi un mese a letto. Rothgar stabil� che fosse una punizione sufficiente per aver sfidato i suoi ordini.�</p><empty-line/><p> Eragon osserv� il nano. �Ti manca, eh?�</p><empty-line/><p> Orik rimase un istante con il mento appoggiato contro l'ampio petto. Poi lev� l'ascia e colp� il granito con l'estremit� dell'impugnatura, producendo uno schiocco acuto che echeggi� tra gli alberi. �Sono trascorsi quasi due secoli da quando la nostra nazione venne tormentata da una d�rgrimstvren, una guerra tra clan, Eragon. Ma per la barba nera di Morgothal, adesso siamo sull'orlo di un'altra crisi.�</p><empty-line/><p> �Proprio adesso?� esclam� Eragon, inorridito. �La situazione � davvero cos� grave?�</p><empty-line/><p> Orik si accigli�. �Peggio di quanto pensi. La tensione tra i clan non � mai stata cos� alta, non che io ricordi, almeno. La morte di Rothgar e l'invasione dell'Impero a opera di Nasuada sono servite a infiammare gli animi, a inasprire antiche rivalit� e a rafforzare chi crede sia una follia affidare il nostro destino ai Varden.�</p><empty-line/><p> �Come possono crederlo, dopo che Galbatorix ha gi� attaccato Tronjheim con gli Urgali?�</p><empty-line/><p> �Perch� c'� chi crede che sia impossibile sconfiggerlo, e queste argomentazioni hanno molto seguito tra la nostra gente� rispose Orik. �In tutta onest�, Eragon, sei in grado di dirmi che, se tu e Saphira doveste affrontare Galbatorix in questo preciso istante, sareste in grado di batterlo?�</p><empty-line/><p> Eragon sent� una morsa alla gola. �No.�</p><empty-line/><p> �Come pensavo. Quanti osteggiano i Varden sono accecati dalla minaccia di Galbatorix. Sostengono che se ci fossimo rifiutati di dare rifugio ai Varden e se non avessimo accettato te e Saphira nella nostra bella Tronjheim, il re non avrebbe avuto alcun motivo per dichiararci guerra. Dicono che se ce ne stiamo per conto nostro e restiamo nascosti nelle nostre caverne e nei nostri cunicoli non avremo nulla da temere. Ma non si rendono conto che la fame di potere di Galbatorix � insaziabile e che lui non si dar� pace finch� non avr� tutta Alaga�sia ai suoi piedi.� Orik scosse la testa; strinse la lama dell'ascia tra le grosse dita, e i muscoli dei suoi avambracci si gonfiarono e si tesero. �Non permetter� che la nostra gente viva rannicchiata in un cunicolo come un coniglio spaventato in attesa che il lupo cattivo si metta a scavare e la divori. Dobbiamo continuare a combattere nella speranza di trovare un modo per uccidere Galbatorix. E non permetter� che la nostra nazione venga fatta a pezzi da una guerra tra clan. Date le circostanze, un'altra d�rgrimstvren distruggerebbe la nostra civilt� e forse condannerebbe anche i Varden.� Con la mascella serrata, Orik si volse verso Eragon. �Per il bene del mio popolo, � mia intenzione salire al trono. I clan Gedthrall, Ledwonn� e Nagra mi hanno gi� confermato il loro sostegno. Tuttavia molti altri si frappongono tra me e la corona; non sar� facile raccogliere abbastanza voti da riuscire a diventare re. Eragon, devo sapere se tu mi appoggerai.�</p><empty-line/><p> Il Cavaliere incroci� le braccia e cammin� fino a un albero, poi a quello dopo, infine torn� indietro. �Se lo faccio, gli altri clan si potrebbero rivoltare contro di te. Stai per chiedere al tuo popolo di allearsi con i Varden e in pi� di accettare fra loro un Cavaliere dei Draghi, cosa che non hanno mai tollerato prima e dubito vogliano fare proprio adesso.�</p><empty-line/><p> �S�, qualcuno potrebbe ribellarsi, ma potrei anche ottenere altri voti. Lascia che sia io a giudicare. Desidero solo sapere se mi appoggerai. Perch� tanta esitazione?�</p><empty-line/><p> Eragon fiss� una radice ritorta che spuntava dal granito accanto ai suoi piedi, evitando di incrociare lo sguardo di Orik. �Tu hai a cuore il bene del tuo popolo, e a ragione. Ma io ho preoccupazioni pi� grandi, che comprendono il bene dei Varden e degli elfi e di chiunque si opponga a Galbatorix. Se le probabilit� che tu vinca sono limitate e se c'� un altro capoclan pi� favorito, e non ostile ai Varden...�</p><empty-line/><p> �Ma non esiste un grimstborith pi� solidale con la loro causa di me!�</p><empty-line/><p> �Non sto mettendo in dubbio la tua amicizia� protest� Eragon. �Ma se le cose dovessero prendere la piega di cui parlavo, e il mio sostegno potesse garantire a un altro capoclan di ottenere il trono, per il bene del tuo popolo e per il bene di tutta Alaga�sia non dovrei appoggiare il nano che ha le maggiori probabilit� di vittoria?�</p><empty-line/><p> Con voce tombale, Orik rispose: �Hai prestato un giuramento di sangue sul Knurlnien, Eragon. Secondo la legge del nostro regno, per quanto gli altri possano contestarlo, sei un membro del D�rgrimst Ingeitum. Ci� che ha fatto Rothgar adottandoti non ha precedenti nella nostra storia e non pu� essere cancellato a meno che, in qualit� di capoclan, io non ti bandisca. Se ti ribelli a me, Eragon, mi umilierai di fronte alla nostra razza e nessuno si fider� mai pi� della mia autorit�. Inoltre confermerai ai tuoi detrattori che non ci si pu� fidare di un Cavaliere dei Draghi. I membri di un clan non si schierano a tradimento con quelli di un altro. Non si fa, a meno che tu non voglia svegliarti una notte con un pugnale nel cuore.�</p><empty-line/><p> �Mi stai minacciando?� gli chiese Eragon, con la stessa calma.</p><empty-line/><p> Orik imprec� e abbatt� di nuovo l'ascia contro il granito. �No! Non alzerei mai una mano contro di te! Sei mio fratello adottivo, sei l'unico Cavaliere immune all'influenza di Galbatorix, e che io sia maledetto se non mi sono affezionato a te durante i nostri viaggi insieme. Ma ci� non significa che gli altri membri dell'Ingeitum sarebbero altrettanto indulgenti. La mia non � una minaccia; � un dato di fatto. Devi capirlo, Eragon. Se al nostro clan giunge voce che hai dato il tuo sostegno a un altro, potrei anche non riuscire a fermarli. Bench� tu sia nostro ospite e le regole dell'ospitalit� ti proteggano, se dici una sola parola contro l'Ingeitum il clan ti considerer� un traditore, e non � nostra abitudine accogliere tra noi un traditore. Mi capisci, Eragon?�</p><empty-line/><p> �Che cosa ti aspetti che faccia?� grid� il giovane. Allargo le braccia e prese a camminare avanti e indietro di fronte a Orik. �Ho prestato giuramento a Nasuada, e questi sono gli ordini che mi ha dato.�</p><empty-line/><p> �Ma ti sei impegnato anche con il D�rgrimst Ingeitum!� rugg� Orik.</p><empty-line/><p> Eragon si ferm� e fiss� il nano. �Vuoi che condanni l'intera Alaga�sia solo perch� tu possa mantenere la tua posizione?�</p><empty-line/><p> �Non insultarmi!�</p><empty-line/><p> �E tu non chiedermi l'impossibile! Ti appogger� se avrai buone possibilit� di salire al trono, altrimenti no. Come tu ti preoccupi del D�rgrimst Ingeitum e della tua razza, io devo preoccuparmi di Alaga�sia.� Eragon si accasci� contro il gelido tronco di un albero. �Ma non posso nemmeno permettermi di offendere te e il tuo - anzi, il <emphasis>nostro </emphasis>- clan o il regno dei nani.�</p><empty-line/><p> In tono pi� gentile, Orik rispose: �Un'alternativa c'�. Ti complicherebbe le cose, ma almeno cos� risolveresti il tuo dilemma.�</p><empty-line/><p> �E quale sarebbe, questa miracolosa soluzione?�</p><empty-line/><p> Infilando di nuovo l'ascia nella cintura, Orik lo raggiunse, lo afferr� per gli avambracci e lo fiss� da sotto le sopracciglia cespugliose. �Fidati di me, far� la cosa giusta, Eragon Ammazzaspettri. Concedimi la tua lealt� come se fossi davvero nato nel D�rgrimst Ingeitum. Chi risponde a me non dovrebbe mai avere la sfrontatezza di parlare contro il proprio capo e a favore di un altro. Se un grimstborith commette un errore, la responsabilit� � solo sua, ma non significa che io sia insensibile al tuo dilemma.� Abbass� lo sguardo per un momento, poi prosegu�: �Fidati: se non posso essere re, non mi lascer� accecare dalla prospettiva del potere al punto da non accorgermi che il mio tentativo � destinato a fallire. In quel caso - ma so che non accadr� - dar� il mio sostegno a uno degli altri candidati di mia spontanea volont�, perch� desidero meno di te veder eleggere un capoclan ostile ai Varden. E se dovessi aiutare a promuovere la vittoria di un altro, la posizione e il prestigio che metter� al servizio di quel capoclan dovr�, per sua propria natura, includere anche te, poich� fai parte dell'Ingeitum. Hai fiducia in me, Eragon? Mi accetterai come grimstborith al pari degli altri miei sudditi che mi hanno giurato fedelt�?�</p><empty-line/><p> Eragon sospir�, appoggi� la testa contro il ruvido albero e guard� i rami contorti e bianchi come ossa avvolti nella foschia sopra di s�. <emphasis>Fiducia. </emphasis>Tra tutte le cose che avrebbe potuto chiedergli Orik, era la pi� difficile da concedere. Gli voleva bene, ma sottomettersi all'autorit� del nano quando la posta in gioco era cos� alta significava privarsi della propria libert�, una prospettiva che aborriva. E poi avrebbe dovuto rinunciare a parte della propria responsabilit� per il destino di Alaga�sia. Si sentiva sull'orlo di un precipizio, e anche se Orik gli stava dicendo che il salto che lo attendeva era di pochi piedi, Eragon non riusciva a mollare la presa per paura di cadere e di firmare cos� la propria condanna.</p><empty-line/><p> �Non sar� uno stupido servitore da comandare a bacchetta. Se si tratta del D�rgrimst Ingeitum, ti cedo volentieri il campo, ma per tutto il resto non avrai alcun ascendente su di me� precis� rivolto a Orik.</p><empty-line/><p> Il nano annu�, serio. �Non � la missione che ti ha affidato Nasuada e nemmeno chi potresti uccidere nella lotta contro l'Impero a preoccuparmi. No, ci� che mi tiene sveglio la notte quando invece dovrei dormire profondamente come Arghen nella sua caverna � immaginarti mentre tenti di influenzare la votazione dei clan. Le tue intenzioni sono nobili, lo so, ma non sei un esperto della nostra politica, per quanto Nasuada possa averti istruito. Questo riguarda me, Eragon. Lascia che organizzi io le cose nella maniera che riterr� pi� opportuna. � ci� a cui mi ha preparato Rothgar per tutta la vita.�</p><empty-line/><p> Eragon sospir� e, con la netta sensazione di essere caduto nel precipizio, replic�: �Benissimo, allora. Per la successione far� ci� che vuoi, Grimstborith Orik.�</p><empty-line/><p> Sul volto del nano si dipinse un largo sorriso. Strinse con pi� forza gli avambracci di Eragon e poi lo lasci� andare. �Grazie. Non sai che cosa significa per me. Sei molto gentile, davvero, non lo dimenticher�, nemmeno se vivr� fino a duecento anni e avr� una barba cos� lunga che striscer� per terra.�</p><empty-line/><p> Suo malgrado, Eragon ridacchi�. �Be', spero che non diventi tanto lunga, altrimenti non faresti che inciampare!�</p><empty-line/><p> �Chi lo sa� rispose Orik, ridendo. �E poi credo che Vedra me la taglierebbe se solo mi arrivasse alle ginocchia. Ha opinioni molto precise sulla lunghezza appropriata di una barba.�</p><p>Guidati da Orik, i due lasciarono la foresta pietrificata e si incamminarono nella foschia incolore che vorticava attorno ai tronchi calcificati. Ritrovarono i dodici guerrieri e poi cominciarono a ridiscendere il fianco del Monte Thard�r. Giunti in fondo alla valle, procedettero in fila indiana verso il lato opposto, e poi i nani condussero Eragon a un tunnel cos� ben nascosto nella parete di roccia che da solo non ne avrebbe mai trovato l'ingresso.</p><p>Fu con rammarico che salut� il pallido sole e la fresca aria di montagna per imboccare il tunnel oscuro. Il passaggio era largo otto piedi e alto sei, gli sembrava minuscolo, e, come tutti i tunnel dei nani che aveva visto, proseguiva diritto come un fuso a perdita d'occhio. Si volt� appena in tempo per vedere Farr chiudere la lastra di granito che fungeva da porta, poi il gruppo si ritrov� immerso nella notte. Un momento dopo, non appena i nani ebbero estratto dalle bisacce le lanterne senza fiamma, apparvero quattordici globi luccicanti di diversi colori. Orik ne consegn� uno a Eragon.</p><p>Si avviarono sotto le radici della montagna. Gli zoccoli dei pony colmavano il tunnel di echi fragorosi che sembravano gridare contro di loro come spettri infuriati. Eragon fece una smorfia, sapendo che avrebbero sentito quel fracasso fino al Farthen D�r, dove si concludeva il tunnel, a molte leghe di distanza. Si strinse nelle spalle e afferr� con pi� forza gli spallacci dello zaino. Quanto avrebbe voluto librarsi alto nel cielo con Saphira...</p><p><strong>&#x2666; &#x2666; &#x2666;</strong></p><empty-line/><p><strong> LA MORTE CHE RIDE </strong></p><p>Roran si accucci� e sbirci� tra gli intricati rami del salice.</p><empty-line/><p> Mentre il crepuscolo calava rapido, a duecento iarde da Roran cinquantatr� individui tra soldati e civili alla guida dei carri delle provviste consumavano la cena seduti intorno a tre focolari. Si erano accampati per la notte su un ampio terrapieno erboso accanto a un fiume senza nome. I carri erano disposti in un semicerchio approssimativo attorno ai fuochi. Decine di buoi legati con una corda pascolavano dietro l'accampamento e di tanto in tanto muggivano. Una ventina di iarde pi� in l�, tuttavia, dal terreno si ergeva una sorta di terrazza di terra soffice, che vanificava ogni possibilit� di attacco o di fuga da quella parte.</p><empty-line/><p><emphasis>Che cosa avevano in mente? </emphasis>si domand� Roran. Trovandosi in territorio nemico, era prudente accamparsi in un punto ben protetto, di solito con una formazione rocciosa naturale alle spalle. Tuttavia bisognava fare attenzione a scegliere un luogo da cui si potesse fuggire in caso di imboscata. Cos�, invece, per Roran e gli altri guerrieri al comando di Martland sarebbe stato un gioco da ragazzi sbucare dalla boscaglia in cui si erano nascosti e imprigionare le forze dell'Impero nel punto dove la terrazza e il fiume si incontravano, per poi eliminarle senza difficolt�. Roran rimase sbalordito dal fatto che uomini cos� addestrati potessero commettere un simile errore. <emphasis>Forse vengono dalla citt�, </emphasis>pens�. <emphasis>O forse sono solo inesperti. </emphasis>Si accigli�. <emphasis>Ma allora perch� affidare proprio a loro una missione cos� cruciale?</emphasis></p><empty-line/><p> �Hai visto trappole?� chiese. Non ebbe bisogno di voltarsi per sapere che Carn era dietro di lui, insieme a Halmar e ad altri due. A parte i quattro spadaccini che si erano aggiunti alla compagnia di Martland per sostituire chi era morto o aveva subito ferite troppo gravi nell'ultimo confronto, Roran aveva gi� combattuto a fianco di tutti gli uomini del gruppo. Certo, non andava d'accordo con ognuno di loro, ma credeva in quei suoi compagni al punto da affidare loro la sua vita, e la cosa era reciproca. Era un legame che andava oltre l'et� o l'educazione. Dopo la prima battaglia, Roran era rimasto sorpreso da quanto si sentiva legato ai suoi compagni e dal calore con cui lo ricambiavano.</p><empty-line/><p> �Non mi pare� mormor� Carn. �Ma allora...�</p><empty-line/><p> �Potrebbero aver inventato nuovi incantesimi a te sconosciuti, s�, s�. Hanno con loro un mago?�</p><empty-line/><p> �Non ne sono sicuro, ma credo di no.�</p><empty-line/><p> Roran scost� un ramo per vedere meglio com'erano disposti i carri. �Non mi piace� bofonchi�. �Nell'altro convoglio il mago c'era, in questo no. Perch�?�</p><empty-line/><p> �Noi maghi siamo meno di quanti immagini...�</p><empty-line/><p> �Mmm.� Roran si gratt� la barba, ancora turbato dall'apparente mancanza di buonsenso che i soldati nemici dimostravano. <emphasis>� possibile che ci stiano invitando ad attaccare? Non mi sembrano preparati a fronteggiare un attacco, ma spesso l'apparenza inganna. Che razza di trappola ci avranno mai preparato? Non c'� nessun altro nel giro di trenta leghe; l'ultima volta che Murtagh e Castigo sono stati avvistati avevano lasciato Feinster ed erano diretti a nord. </emphasis>�Da' il segnale� ordin� a Carn. �Che si siano accampati qui non mi convince, per�. Dillo a Martland. O sono un branco di idioti, o contano su qualche protezione invisibile: una magia, magari, oppure un altro trucchetto del re.�</p><empty-line/><p> Silenzio. Poi Carn rispose: �Fatto. Martland dice che condivide i tuoi timori, ma a meno che tu non voglia tornare da Nasuada con la coda tra le gambe, dobbiamo tentare la sorte.�</p><empty-line/><p> Roran borbott� e distolse lo sguardo dai soldati nemici. Con un cenno del capo indic� agli altri uomini di tornare a carponi dove avevano lasciato i cavalli.</p><empty-line/><p> Poi si alz� e mont� in sella a Fiammabianca.</p><empty-line/><p> �Ehi, piano, bello� gli sussurr�, accarezzandolo, mentre il cavallo scuoteva la testa. Nella fioca luce, la criniera e il manto di Fiammabianca rilucevano come argento. Per l'ennesima volta, Roran desider� che il suo stallone fosse meno appariscente: magari rossiccio, come un baio, o nocciola.</p><empty-line/><p> Stacc� lo scudo dalla sella, infil� il braccio nelle cinghie e prese il martello dalla cintura.</p><empty-line/><p> Deglut�, avvertendo la solita tensione alle spalle, e strinse con pi� forza l'impugnatura dell'arma.</p><empty-line/><p> Quando tutti e cinque furono pronti, Carn alz� un dito, socchiuse le palpebre e arricci� le labbra, come se stesse parlando tra s�. Un grillo friniva poco lontano.</p><empty-line/><p> Poi apr� gli occhi di scatto. �Ricordate di tenere lo sguardo a terra finch� non vi si abitua la vista, e comunque non fissate mai il cielo.� Poi cominci� a recitare nell'antica lingua parole incomprensibili, vibranti di energia.</p><empty-line/><p> Roran si ripar� con lo scudo e guard� di traverso la sella mentre una luce pura e bianca, intensa come il sole di mezzogiorno, illuminava il paesaggio attorno. Intu� che quel bagliore partiva da un punto sopra l'accampamento, ma resistette alla tentazione di scoprire dove fosse di preciso.</p><empty-line/><p> Gridando, calci� Fiammabianca nelle costole e mentre lo stallone balzava in avanti si chin� sulla criniera. Carn e gli altri guerrieri fecero altrettanto, brandendo le armi. Roran venne frustato dai rami, poi finalmente Fiammabianca usc� dal folto degli alberi e si lanci� al galoppo verso l'accampamento.</p><empty-line/><p> Due altri gruppi di cavalieri li seguirono rumoreggiando, uno capitanato da Martland, l'altro da Ulhart.</p><empty-line/><p> Soldati e civili gridarono allarmati e si coprirono gli occhi. Barcollando come se fossero diventati ciechi all'improvviso, cercarono a tentoni le armi sforzandosi di prendere posizione per respingere l'attacco.</p><empty-line/><p> Roran non prov� nemmeno a rallentare la corsa di Fiammabianca. Anzi, lo spron� ancora di pi�, si alz� sulle staffe e si tenne saldo con tutte le sue forze mentre lo stallone superava con un salto lo stretto spazio tra due carri. Quando toccarono terra, Roran batt� i denti. Fiammabianca prese a scalciare e a sollevare spruzzi di terra, che finirono in uno dei fal�, sollevando uno sbuffo di scintille.</p><empty-line/><p> Anche il resto del gruppo salt� i carri come lui. Contando sul fatto che gli altri si sarebbero occupati dei soldati alle sue spalle, Roran si concentr� su quelli davanti. Puntando Fiammabianca contro uno di loro, lo colp� con l'estremit� del martello e gli ruppe il naso, riducendogli il volto a una maschera di schizzi rossi. Lo elimin� con un secondo colpo alla testa, poi par� il fendente di un altro soldato.</p><empty-line/><p> Pi� oltre lungo i carri disposti a semicerchio anche Martland, Ulhart e i loro uomini entrarono nell'accampamento tra schiocchi di zoccoli, in un clangore di armi e armature. Un cavallo nitr� e cadde ferito da una lancia.</p><empty-line/><p> Roran par� un secondo affondo del soldato, che poi colp� alla mano, costringendolo a lasciar cadere l'arma. Senza indugi, gli assest� un altro fendente, fracassandogli lo sterno e facendolo crollare a terra, ansante, ferito a morte.</p><empty-line/><p> Roran si girava e si rigirava sulla sella in attesa dell'avversario successivo. I suoi muscoli vibravano di frenetica eccitazione; ogni dettaglio gli appariva nitido e chiaro, come intagliato nel vetro. Si sentiva invincibile, invulnerabile. Perfino il tempo parve dilatarsi e rallentare, tanto che una falena confusa che gli fluttu� accanto gli sembr� quasi volare nel miele.</p><empty-line/><p> Poi due mani lo afferrarono da dietro, strattonandolo per l'usbergo di maglia, lo disarcionarono e lo fecero cadere sulla dura terra, lasciandolo senza fiato. Gli si offusc� la vista e per un istante vide tutto nero. Quando si riprese, si ritrov� seduto sul petto il primo soldato che lo aveva attaccato; lo stava strangolando. Il nemico era proprio davanti alla fonte luminosa che Carn aveva creato in cielo e un alone bianco gli circondava la testa e le spalle, lasciando i tratti del viso cos� in ombra che Roran non distingueva nulla della sua faccia se non il candore dei denti.</p><empty-line/><p> Vedendolo ormai boccheggiante, il soldato serr� ancora di pi� le dita attorno alla gola di Roran, che cerc� a tastoni il martello, invano. Tendendo il collo per evitare di essere ucciso, sfil� il pugnale dalla cintura e lo conficc� nell'usbergo, poi nei gambali e infine tra le costole dell'avversario.</p><empty-line/><p> Il soldato non batt� ciglio e non moll� la presa.</p><empty-line/><p> Anzi, continu� a ridere. Sentendo quel gorgoglio angosciante, pi� orribile di qualunque altra cosa avesse mai udito, a Roran si serr� lo stomaco dalla paura. Lo ricordava bene, quel suono; l'aveva gi� sentito guardando i Varden combattere contro gli uomini che non provavano dolore sul prato accanto al fiume Jiet. In un baleno comprese perch� i soldati avevano scelto un accampamento cos� stravagante. <emphasis>Per loro essere in trappola oppure no � irrilevante: tanto non soffrono.</emphasis></p><empty-line/><p> All'improvviso Roran vide tutto rosso e davanti agli occhi presero a danzargli tante stelline gialle. Ormai prossimo a perdere i sensi, sfil� il pugnale e colp� a caso verso l'alto, conficcandolo nell'ascella del soldato, poi rigir� la lama nella ferita. Fiotti di sangue caldo gli schizzarono sulla mano, ma quello non parve accorgersene. Quando gli prese la testa e gliela sbatt� con forza a terra, Roran vide il mondo esplodere in macchie di colori pulsanti. Una volta. Due. Tre. Roran cerc� di liberarsi muovendo i fianchi, invano. Cieco e disperato, infier� dove credeva si trovasse la faccia del soldato, e infatti sent� il pugnale entrare nella morbida carne. Lo estrasse piano, poi lo affond� di nuovo nello stesso punto e stavolta avvert� l'urto della lama contro l'osso.</p><empty-line/><p> La pressione attorno al collo svan�.</p><empty-line/><p> Roran rimase disteso dov'era, ansimante, poi si gir� su un fianco e vomit�; gli bruciava la gola. Tra colpi di tosse e rantoli si rialz� a fatica: il soldato era disteso immobile accanto a lui, con il pugnale che gli spuntava dalla narice destra.</p><empty-line/><p> �Mirate alla testa!� grid� Roran, nonostante la gola in fiamme. �Alla testa!�</p><empty-line/><p> Lasci� il pugnale conficcato nel naso dell'uomo e raccolse da terra il martello, poi afferr� anche una lancia abbandonata e la impugn� con la mano con cui di solito reggeva lo scudo. Superato il soldato morto con un balzo, corse verso Halmar, che stava combattendo con tre soldati ad un tempo. Prima che si accorgessero di lui, Roran colp� alla testa i due nemici pi� vicini con tanta violenza che gli elmi si aprirono in due. Lasci� il terzo a Halmar, e corse verso il soldato a cui aveva rotto lo sterno e che credeva ormai morto. Lo trov� seduto contro la ruota di un carro, che sputava sangue rappreso e cercava di incordare un arco.</p><empty-line/><p> Gli trafisse un occhio con la lancia. Quando sfil� la lama, sulla punta rimasero appiccicati brandelli di materia grigia.</p><empty-line/><p> Allora ebbe un'idea. Scagli� la lancia contro un uomo con la tunica rossa dalla parte opposta del fuoco pi� vicino, impalandolo all'altezza del petto, poi infil� il manico del martello sotto la cintura e fin� di incordare l'arco sottratto all'altro soldato. Appoggiando la schiena contro un carro, cominci� a scoccare frecce contro i nemici per tutto l'accampamento, cercando di colpirli al volto, alla gola o al cuore, quando aveva fortuna, o almeno di azzopparli, cos� che i suoi compagni potessero finirli senza difficolt�. Se non altro, pens�, un soldato ferito sarebbe morto dissanguato prima della fine del combattimento.</p><empty-line/><p> L'iniziale compostezza dell'attacco era degenerata nella pi� totale confusione. I Varden erano dispersi e sgomenti, qualcuno in sella al proprio destriero, altri a piedi, quasi tutti insanguinati. Almeno cinque erano morti quando i soldati che credevano di avere massacrato erano tornati a colpirli. In quell'ammasso convulso di corpi era impossibile stabilire quanti nemici restassero in vita, ma Roran calcol� che erano comunque pi� di loro, all'incirca venticinque. <emphasis>Potrebbero farci a pezzi a mani nude mentre cerchiamo di colpirli, </emphasis>si disse. Cerc� Fiammabianca in quel trambusto e vide il cavallo bianco al fiume, accanto a un salice, le narici dilatate, lo orecchie piatte contro il cranio.</p><empty-line/><p> Roran uccise altri quattro soldati e ne fer� pi� di una ventina. Quando gli furono rimaste due sole frecce, scorse Carn all'estremit� opposta dell'accampamento, che duellava con un soldato vicino a una tenda in fiamme. Tese la corda dell'arco finch� le piume della freccia non gli solleticarono l'orecchio, e colp� il nemico in pieno petto; quando quello vacill�, Carn pot� mozzargli la testa.</p><empty-line/><p> Roran gett� via l'arco e gli corse incontro, brandendo il martello e gridando: �Non li puoi uccidere con la magia?�</p><empty-line/><p> Per un istante Carn riusc� solo ad ansimare, poi scosse il capo e rispose: �Ogni mio incantesimo si � rivelato vano.� La luce emanata dalla tenda in fiamme gli indorava un lato del volto.</p><empty-line/><p> Roran imprec�. �Insieme, allora!� grid�, levando lo scudo.</p><empty-line/><p> I due avanzarono spalla a spalla verso il gruppo di guerrieri pi� vicino, un manipolo di otto uomini che avevano circondato tre Varden. I minuti seguenti furono un spasmo di armi scintillanti, membra dilaniate e improvvise fitte di dolore per Roran. I soldati si stancavano pi� lentamente degli altri uomini, non si sottraevano allo scontro e non arretravano mai, nemmeno dopo aver ricevuto le ferite pi� orribili. Il combattimento era cos� faticoso che a Roran torn� la nausea, e non appena cadde anche l'ottavo soldato si pieg� su se stesso e vomit� un'altra volta; poi sput� per ripulirsi la bocca dalla bile.</p><empty-line/><p> Uno dei Varden che avevano cercato di liberare era morto, trafitto alle reni da un coltello, ma i due sopravvissuti unirono le loro forze a Carn e Roran e insieme caricarono il drappello in arrivo.</p><empty-line/><p> �Spingeteli verso il fiume!� grid� Roran. Pensava che l'acqua e il fango ne avrebbero limitato i movimenti e che forse cos� i Varden sarebbero riusciti a ottenere il controllo della situazione.</p><empty-line/><p> Non molto distante, Martland era riuscito a radunare i dodici Varden ancora a cavallo e metteva in pratica il suggerimento di Roran.</p><empty-line/><p> I soldati e i pochi civili ancora vivi non si arrendevano, per�. Anzi, respinsero gli uomini a piedi con gli scudi e scagliarono lance contro i cavalli; ma nonostante la loro violenta resistenza, i Varden li costrinsero a indietreggiare un passo alla volta finch� gli uomini dalla tunica cremisi non si ritrovarono immersi nella rapida corrente fino alle ginocchia, mezzi accecati dall'insolita luce che brillava in cielo.</p><empty-line/><p> �Serrate i ranghi!� grid� Martland, smontando da cavallo e piazzandosi a gambe aperte sul limitare dell'argine. �Non devono riconquistare la riva!�</p><empty-line/><p> Roran si accucci�, conficc� i talloni nel terreno soffice finch� non ebbe trovato una posizione comoda e attese l'attacco del corpulento soldato che gli stava di fronte, a diversi piedi di distanza. Con un ruggito, questi balz� fuori dalle gelide acque basse e fece roteare la spada contro di lui, ma Roran par� l'affondo con lo scudo e rispose con un colpo di martello, che a sua volta il soldato blocc� con il proprio scudo, cercando poi di ferirlo alle gambe. Per diversi secondi continuarono a menare fendenti, senza che nessuno dei due riuscisse a colpire l'avversario. Alla fine Roran gli dilani� l'avambraccio sinistro, facendolo arretrare di alcuni passi. Il soldato si limit� a sorridere e poi scoppi� in una risata raggelante, priva di gioia.</p><empty-line/><p> Roran si chiese se lui o qualcuno dei suoi compagni sarebbe sopravvissuto alla notte. <emphasis>� pi� difficile uccidere uno di loro che un serpente. Non possiamo farli a brandelli, e continuano ad attaccarci anche se colpiamo i loro organi vitali. </emphasis>Il pensiero successivo svan� non appena il soldato gli si avvent� di nuovo contro, la spada scalfita che tremolava nella pallida luce come una lingua di fuoco.</p><empty-line/><p> Da l� in poi la battaglia si trasform� in un incubo. La strana luce maligna dava all'acqua e ai soldati un aspetto soprannaturale, esangue, e proiettava sulla superficie del fiume lunghe ombre sottili e affilate come rasoi, mentre dietro e tutto intorno regnava la notte pi� buia. Roran continuava a respingere i soldati che uscivano barcollando dall'acqua per ucciderlo, li colpiva con il martello finch� non avevano pi� le sembianze di esseri umani; tuttavia non morivano. A ogni colpo, grosse chiazze tonde di sangue nero punteggiavano le acque del fiume come macchie d'inchiostro versato, poi la corrente le trasportava via. La spaventosa monotonia di ogni attacco lasciava Roran intontito e terrorizzato. Per quanto si affannasse, c'era sempre un altro nemico mutilato pronto a falciarlo e pugnalarlo. E continuavano a risuonare le risatine folli di quegli uomini che sapevano di essere morti e tuttavia mantenevano una parvenza di vita anche se i Varden martoriavano loro il corpo.</p><empty-line/><p> E poi, il silenzio.</p><empty-line/><p> Roran rimase accucciato dietro lo scudo, con il martello a mezz'aria, ansante, madido di sudore e inzuppato di sangue. Trascorse un minuto prima che si accorgesse che nell'acqua non c'era pi� nessuno. Guard� a destra e a sinistra tre volte, incredulo all'idea che alla fine i soldati fossero davvero morti, e pace all'anima loro. Un cadavere galleggiava accanto a lui nell'acqua scintillante.</p><empty-line/><p> Quando una mano gli afferr� il braccio, emise un grido inarticolato. Si volt� di scatto, ringhiando e ritraendosi, ma poi si accorse che era Carn. Pallido e insanguinato, lo stregone gli stava parlando. �Abbiamo vinto, Roran! Eh? Sono tutti morti! Li abbiamo sconfitti!�</p><empty-line/><p> Roran lasci� cadere il braccio e gett� la testa all'indietro, troppo stanco perfino per sedersi. Si sentiva... era come se avesse i cinque sensi pi� affinati del consueto, e tuttavia le emozioni erano spente e mute, ammassate da qualche parte dentro di lui, nel profondo. Era felice che fosse cos�, altrimenti sarebbe impazzito, pens�.</p><empty-line/><p> �Radunatevi e ispezionate i carri!� grid� Martland. �Prima vi sbrigate, prima potremo andarcene da questo luogo maledetto! Carn, occupati di Weimar. Quel taglio non mi piace per niente.�</p><empty-line/><p> Con un enorme sforzo di volont�, Roran si volt� e si trascin� lungo l'argine del fiume fino al carro pi� vicino. Battendo le palpebre per allontanare il sudore che gli colava dalla fronte, vide che del contingente iniziale solo nove uomini erano ancora in grado di reggersi sulle loro gambe. Allontan� quel pensiero dalla mente. <emphasis>Non � il momento di piangere.</emphasis></p><empty-line/><p> Mentre Martland Barbarossa attraversava l'accampamento disseminato di cadaveri, un soldato che sembrava morto si volse e gli mozz� la mano destra. Con un movimento cos� armonioso che pareva l'avesse provato e riprovato all'infinito, Martland gli allontan� la spada con un calcio, poi si inginocchi�, sfil� un pugnale dalla cintura e glielo conficc� in un orecchio, uccidendolo. Il viso paonazzo, Martland si ficc� il moncherino sotto l'ascella sinistra e allontan� chiunque gli corresse incontro. �Lasciatemi stare! � una ferita da nulla. Salite su quei carri, scansafatiche che non siete altro! Se non vi muovete, rimarremo qui cos� a lungo che la barba mi diventer� bianca come la neve. Forza!� Vedendo che Carn si rifiutava di eseguire l'ordine, Martland si accigli� e grid�: �Vattene di qui o ti far� frustare per insubordinazione, hai la mia parola.�</p><empty-line/><p> Carn raccolse la mano mozzata, che si muoveva ancora. �Forse riesco a riattaccarla, ma mi serve qualche minuto.�</p><empty-line/><p> �Ah, al diavolo! Dammela!� esclam� il duca, e gliela port� via, poi la nascose sotto la tunica. �Finiscila di agitarti tanto per me e vedi piuttosto di salvare Weimar e Lindel. Potrai tentare di riattaccarla quando saremo lontani da questi mostri.�</p><empty-line/><p> �Potrebbe essere troppo tardi� comment� Carn.</p><empty-line/><p> �Il mio era un ordine, stregone, non una richiesta!� tuon� Martland. Mentre Carn indietreggiava, strinse con i denti la manica della tunica attorno al braccio mutilato, che poi infil� di nuovo sotto l'ascella sinistra. Aveva il viso imperlato di sudore. �Bene! Che razza di malefici oggetti sono nascosti in quegli stramaledetti carri?�</p><empty-line/><p> �Corda!� grid� qualcuno.</p><empty-line/><p> �Whisky!� grid� un altro.</p><empty-line/><p> Martland grugn�. �Ulhart, prendi nota al posto mio.�</p><empty-line/><p> Roran aiut� gli altri a rovistare tra le merci, urlando a Ulhart che cosa trovava. Macellarono i buoi e diedero fuoco ai carri, come l'altra volta. Infine radunarono i cavalli e montarono in groppa, legando i feriti alle selle.</p><empty-line/><p> Quando furono pronti per partire, Carn fece dei gesti verso il bagliore nel cielo e mormor� una lunga, intricata parola. La notte avvolse il mondo intero. Roran alz� la testa e scorse una pulsante immagine di Carn impressa sulle stelle fioche, poi, quando si fu abituato all'oscurit�, vide le delicate sagome grigie di migliaia di falene disorientate disperse nel cielo, come le ombre delle anime degli uomini.</p><empty-line/><p> Col cuore gonfio di dolore, spron� Fiammabianca e si allontan� dai resti del convoglio.</p><p><strong>&#x2666; &#x2666; &#x2666;</strong></p><empty-line/><p><strong> SANGUE SULLE ROCCE </strong></p><p>Frustrato, Eragon si precipit� fuori dalla camera circolare sepolta sotto il centro di Tronjheim e sbatt� la porta di quercia con un sonoro boato.</p><empty-line/><p> Si ferm� con le mani sui fianchi in mezzo al corridoio a volta e fiss� il pavimento di piastrelle rettangolari di agata e giada. Da quando lui e Orik erano arrivati in citt�, tre giorni prima, i tredici capiclan non avevano fatto altro che discutere di argomenti a suo parere futili: quale clan aveva il diritto di far pascolare le proprie greggi in un determinato appezzamento di terreno divenuto oggetto di contesa, per esempio. Mentre li ascoltava dibattere su punti oscuri del loro codice legislativo, spesso Eragon aveva voglia di gridare che si stavano comportando da stupidi ciechi, e se non avessero accantonato subito quelle frivole preoccupazioni e scelto un nuovo sovrano senza altri indugi, avrebbero condannato l'intera Alaga�sia a sottostare al comando di Galbatorix.</p><empty-line/><p> Ancora perso nei suoi pensieri, si incammin� lungo il corridoio, degnando di ben poca attenzione le quattro guardie che lo seguivano ovunque andasse e i nani che incontrava e che lo salutavano utilizzando molteplici varianti dell'appellativo "Argetlam". <emphasis>La peggiore di tutti i capiclan � for�nn, </emphasis> decise. Era la grimstborith del D�rgrimst Vrenshrrgn, un potente clan bellicoso, e aveva chiarito fin dall'inizio della consulta che aspirava a ottenere il trono per s�. Solo un altro clan, l'Urzhad, si era schierato apertamente a suo favore, ma la nana era intelligente, astuta e capace di volgere quasi ogni situazione a proprio vantaggio, come aveva dimostrato in ben pi� di un occasione durante i precedenti incontri. <emphasis>Potrebbe rivelarsi un'ottima regina, </emphasis> riconobbe Eragon, <emphasis>ma � cos� enigmatica che � impossibile sapere se una volta eletta sosterr� i Varden. </emphasis>Si concesse un sorriso malizioso. Era sempre a disagio quando parlava con lei. I nani la consideravano una bellezza mozzafiato e in effetti era davvero notevole anche secondo i canoni umani. Inoltre sembrava nutrire una sorta di infatuazione per Eragon, che per� lui non riusciva a interpretare. In ogni loro conversazione, �or�nn insisteva nel fare allusioni alla storia e alla mitologia dei nani che il Cavaliere non comprendeva ma che, a quanto pareva, divertivano oltremodo Orik e i suoi compagni.</p><empty-line/><p> Oltre a �or�nn, si erano fatti avanti altri due aspiranti al trono: Gannel, il capo del D�rgrimst Quan, e Nado, il capo del D�rgrimst Knurlcarathn. In qualit� di custodi della religione dei nani, i membri del Quan godevano di un'enorme influenza, ma fino a quel momento avevano ottenuto solo il sostegno del D�rgrimst Ragni Hefthyn e del D�rgrimst Ebardac, quest'ultimo devoto alla ricerca scientifica. Di contro, Nado aveva creato una coalizione pi� forte, che comprendeva i Feld�nost, i Fanghur e gli Az Sweldn rak Anh�in.</p><empty-line/><p> Se �or�nn sembrava interessata al trono solo per soddisfare la propria sete di potere e Gannel non pareva di per s� ostile ai Varden, bench� non si mostrasse mai nemmeno troppo cordiale, Nado, invece, si opponeva apertamente e con veemenza a qualsiasi tipo di impegno con Eragon, Nasuada, l'Impero, Galbatorix, la regina Islanzadi e, almeno cos� sembrava, ogni altro essere vivente fuori dai Monti Beor. I membri del Knurlcarathn lavoravano la pietra e non avevano pari quanto a risorse minerarie e operai di cui avvalersi, perch� tutti gli altri clan dipendevano dalla loro competenza per costruire tunnel e abitazioni, e perfino l'Ingeitum aveva bisogno di loro per estrarre il ferro che serviva ai fabbri. E se il tentativo di Nado non fosse andato a buon fine, Eragon sapeva che molti capi degli altri clan minori che ne condividevano la posizione avrebbero fatto a gara per prendere il suo posto. Gli Az Sweldn rak Anh�in, per esempio, che Galbatorix e i Rinnegati avevano quasi spazzato via durante la rivolta, si erano dichiarati nemici giurati di Eragon in occasione della sua visita alla citt� di Tarnag e anche adesso, durante la consulta, avevano dimostrato in ogni modo possibile il loro implacabile odio nei confronti suoi, di Saphira e di tutto ci� che aveva a che fare con draghi e Cavalieri. Anzi, si erano opposti perfino alla presenza di Eragon, anche se era ammesso dalla legge in vigore nel regno, e avevano costretto gli altri capiclan a esprimere il proprio parere in merito, ritardando cos� la riunione di sei inutili ore.</p><empty-line/><p><emphasis>Un giorno o l'altro dovr� trovare il modo di riappacificarmi con loro, </emphasis> pens� Eragon, <emphasis>o mi vedr� costretto a portare a termine ci� che Galbatorix ha lasciato incompiuto. Mi rifiuto di vivere tutta la vita nella paura degli Az Sweldn rak Anh�in. </emphasis>Poi, come aveva gi� fatto negli ultimi giorni, attese la risposta di Saphira, e rendendosi conto che non poteva arrivare si sent� trafiggere il cuore da una ben nota fitta di infelicit�.</p><empty-line/><p> Quanto solide fossero le alleanze tra i clan, tuttavia, era una questione incerta. N� Orik n� �or�nn n� Gannel n� Nado godevano di un sostegno sufficiente a garantirsi la vittoria ai voti, e dunque erano tutti indaffarati a cercare di conservare la fedelt� di quei clan che avevano gi� promesso loro di aiutarli e nel contempo di soffiare sostenitori agli avversari. Nonostante l'importanza del momento, Eragon trovava tutto noioso e deludente al di l� dell'umana sopportazione.</p><empty-line/><p> Grazie alle spiegazioni di Orik, comprese che prima di eleggere il nuovo sovrano i capiclan dovevano stabilire tramite un voto se erano pronti a scegliere un nuovo re o una nuova regina. Per essere dichiarata valida, l'elezione preliminare doveva ottenere almeno nove voti a favore. Fino a quel momento nessun capoclan, Orik compreso, si era sentito tanto sicuro da andare al voto. Come aveva detto Orik, era la parte pi� delicata della procedura di successione, e in qualche caso si era protratta per un tempo lunghissimo.</p><empty-line/><p> Mentre rifletteva sul da farsi, Eragon vag� senza meta per il dedalo di stanze sotto Tronjheim finch� non si ritrov� in una sala polverosa, con cinque archi neri su un lato e il bassorilievo di un orso inferocito alto venti piedi sull'altro. La bestia aveva le zanne d'oro e due rubini rotondi e sfaccettati al posto degli occhi.</p><empty-line/><p> �Dove siamo, Kv�stor?� domand�. La sua voce riecheggi� cupa nella stanza. Avvertiva i pensieri di molti nani ai livelli superiori, ma non aveva idea di come raggiungerli.</p><empty-line/><p> Il capo delle guardie, un giovane di non pi� di una sessantina d'anni, fece un passo avanti. �Queste stanze furono scavate millenni fa dal Grimstnzborith Korgan quando Tronjheim era ancora in costruzione. Da allora non le abbiamo usate spesso, tranne quando tutto il nostro popolo si riunisce all'interno del Farthen D�r.�</p><empty-line/><p> Eragon annu�. �Potete riportarmi di sopra?�</p><empty-line/><p> �Ma certo, Argetlam.�</p><empty-line/><p> Dopo parecchi minuti di cammino a passo sostenuto, si ritrovarono davanti a un'ampia scalinata con i gradini bassi, a misura di nano, che sbucava dal terreno e portava a un passaggio nel quadrante sud-ovest della base di Tronjheim. Da l� Kv�stor guid� Eragon fino a uno dei quattro corridoi - quello meridionale, come gli altri lungo un miglio - che dividevano Tronjheim in corrispondenza dei punti cardinali.</p><empty-line/><p> Era lo stesso punto da cui lui e Saphira erano entrati la prima volta parecchi mesi prima, e fu con uno strano senso di nostalgia che lo percorse, diretto al centro della citt�-montagna. Era come se nel frattempo fosse invecchiato di molti anni.</p><empty-line/><p> Il corridoio alto quattro piani brulicava di nani di ogni clan. Eragon era sicuro che si fossero accorti di lui, ma non tutti lo degnarono di attenzione, e meno male: almeno si sarebbe risparmiato lo sforzo di ricambiare altri saluti.</p><empty-line/><p> Quando vide una fila di membri dell'Az Sweldn rak Anh�in attraversare il corridoio, si irrigid�. Loro volsero le teste tutti insieme per guardarlo, rabbuiati dietro i veli viola che indossavano sempre in pubblico. L'ultimo nano della fila sput� per terra verso Eragon, poi si infil� sotto un arco e raggiunse i suoi fratelli. Impossibile dire se fosse uomo o donna.</p><empty-line/><p><emphasis>Se Saphira fosse qui, non oserebbero essere cos� sgarbati, </emphasis>pens�.</p><empty-line/><p> Dopo mezz'ora arriv� in fondo al maestoso corridoio. Era gi� stato l� molte altre volte, ma non appena ebbe superato l'arco fiancheggiato da colonne di onice nera alte quanto tre uomini e sormontate da zirconi gialli e fu entrato nella camera circolare nel cuore di Tronjheim, venne sopraffatto da un senso di timore e meraviglia.</p><empty-line/><p> Il diametro della stanza era di circa mille piedi e sul pavimento di lucida corniola era inciso un martello circondato da dodici stelle d'argento, lo stemma del D�rgrimst Ingeitum e del primo re dei nani, Korgan, che aveva scoperto il Farthen D�r scavando in cerca di oro. Di fronte a lui, alla sua destra e alla sua sinistra, partivano altri tre corridoi che conducevano ad altrettante sale. Priva di soffitto, la camera saliva fino al picco di Tronjheim, un miglio pi� in alto, e da l� si apriva nella rocca dei draghi, in cui avevano soggiornato lui e Saphira prima che Arya rompesse lo Zaffiro Stellato, e, pi� oltre, nel disco blu scuro del cielo, che sembrava distante al di l� di ogni umana immaginazione, racchiuso dal cratere del Farthen D�r, la montagna cava alta dieci miglia che celava Tronjheim al resto del mondo.</p><empty-line/><p> Solo una scarsa quantit� di luce solare giungeva fino alla base di Tronjheim. La Citt� dell'Eterno Crepuscolo, la chiamavano gli elfi. Fatta eccezione per un'abbagliante trentina di minuti prima e dopo mezzogiorno in piena estate, era cos� buio che i nani ne illuminavano gli interni con un numero infinito di lanterne senza fiamma. Ce n'erano a migliaia. Ne splendeva una sul lato esterno di ogni colonna a sostegno degli archi lungo ciascun livello della citt�-montagna, e ne erano state montate molte altre davanti all'ingresso di stanze misteriose e sconosciute e davanti a Vol Turin, la Scala Infinita, che saliva a spirale fino alla sommit�. L'effetto era suggestivo e spettacolare. Le lanterne brillavano di mille colori, e sembrava che l'interno della camera fosse punteggiato di gemme luccicanti.</p><empty-line/><p> Tanta meraviglia tuttavia impallidiva di fronte allo splendore di un vero gioiello, il pi� grande di tutti: Isidar Mithrim. Sul pavimento della camera i nani avevano costruito un'impalcatura di legno del diametro di sessanta piedi, e all'interno della gabbia di quercia fatta su misura stavano ricomponendo con la massima cura e delicatezza, pezzo per pezzo, lo Zaffiro Stellato. I frammenti erano conservati in scatole prive di coperchio riempite di lana grezza, ognuna con un'etichetta che recava scritta una fila di rune filiformi. Le scatole erano disposte lungo una vasta porzione del lato occidentale dell'ampia sala. Almeno trecento nani erano chini sopra di esse e si davano un gran daffare per riunire i frammenti e dare loro un ordine. Vicino all'impalcatura, un altro gruppo si prendeva cura della gemma scheggiata e costruiva strutture lignee.</p><empty-line/><p> Eragon li osserv� lavorare per qualche minuto, poi si avvi� verso la sezione di pavimento che Durza aveva scalfito quando lui e i suoi guerrieri Urgali erano entrati a Tronjheim dai tunnel sotterranei. Con la punta dello stivale batt� sulla pietra lucida. Non c'era pi� alcuna traccia del danno. I nani avevano fatto un lavoro splendido ed erano riusciti a cancellare le cicatrici lasciate dalla battaglia del Farthen D�r, ma Eragon sperava che avrebbero commemorato l'evento con un cippo o una lapide, perch� credeva importante che le generazioni future non dimenticassero il sanguinoso prezzo pagato dai nani e dai Varden nella lotta contro Galbatorix.</p><empty-line/><p> Mentre camminava verso l'impalcatura, fece un cenno del capo a un nano smilzo dalle dita agili in piedi sopra una piattaforma affacciata sullo Zaffiro Stellato. Lo conosceva: era Skeg. Apparteneva al D�rgrimst Gedthrall, ed era a lui che re Rothgar aveva affidato il restauro del tesoro pi� prezioso del suo popolo.</p><empty-line/><p> Skeg gli fece segno di raggiungerlo. Mentre si arrampicava sulle assi grezze, Eragon si ritrov� di fronte una scintillante gamma di spire oblique e appuntite quanto aghi, di bordi luccicanti e sottili come carta e di superfici increspate. La parte superiore dello Zaffiro Stellato gli ricordava la patina ghiacciata del fiume Anora nella Valle Palancar alla fine dell'inverno, quando si era gi� sciolta e riformata diverse volte ed era pericoloso calpestarla a causa dei dossi e dei crepacci provocati dagli sbalzi di temperatura. L'unica differenza era che i resti dello zaffiro non erano bianchi, azzurri o trasparenti, ma di un delicato rosa screziato di arancio scuro.</p><empty-line/><p> �Come va?� chiese Eragon.</p><empty-line/><p> Skeg si strinse nelle spalle e sventol� in aria le mani come se fossero due farfalle. �Va come deve andare, Argetlam. Per ottenere la perfezione ci vuole tempo.�</p><empty-line/><p> �A me sembra che stiate facendo grossi progressi, e in fretta, anche.�</p><empty-line/><p> Con l'indice ossuto, Skeg si tamburell� il naso largo e piatto. �La parte superiore di Isidar Mithrim, che adesso vedi al contrario, si � rotta in pezzi grossi, dunque � facile rimetterli insieme. Ma il fondo...� Skeg scosse il capo; il suo viso rugoso era addolorato. �La forza dell'impatto, i pezzi che spingevano contro la faccia della gemma, che schizzavano via da Arya e dalla dragonessa Saphira, che cadevano su di te e su quello Spettro dal cuore nero... i petali si sono frantumati in schegge ancora pi� piccole. E proprio la rosa, Argetlam, � il fulcro della gemma. � la parte pi� complessa e pi� bella di Isidar Mithrim. Ed � ridotta in mille pezzi. Se non riusciamo a rimettere ogni minuscolo frammento al suo posto, tanto vale dare tutte le briciole a qualche gioielliere perch� siano montati sugli anelli delle nostre madri.� Le parole gli sgorgavano di bocca come acqua da un boccale troppo colmo. Grid� qualcosa nella sua lingua a un nano che stava trasportando una scatola, poi si tir� la barba bianca e chiese a Eragon: �Ti hanno mai raccontato come fu tagliato Isidar Mithrim nell'Et� di Herran?�</p><empty-line/><p> Eragon esit� e ripens� alle lezioni di storia di quando era a Ellesm�ra. �So che � stato D�rok.�</p><empty-line/><p> �S�, proprio D�rok Ornthrond, Occhio di Lince, come direste nella vostra lingua. Non fu lui a scoprire lo zaffiro, per�; lui si limit� a estrarlo dalla roccia, tagliarlo e lucidarlo. Trascorse cinquantasette anni a lavorare sulla Rosa Stellata. La gemma lo ammaliava pi� di qualsiasi altra cosa. Ogni notte si chinava su Isidar Mithrim e lavorava fino al mattino, poich� era deciso a creare non solo un'opera d'arte ma qualcosa che avrebbe toccato il cuore di chiunque l'avesse ammirata e che gli avrebbe garantito un posto d'onore al tavolo degli dei. Tale era la sua devozione che, dopo trentadue anni, quando sua moglie gli disse che l'avrebbe lasciato se non avesse condiviso l'impegno con i suoi apprendisti, D�rok non disse una parola, le volt� le spalle e continu� a modellare i contorni di un petalo che aveva cominciato all'inizio dell'anno.</p><empty-line/><p> �D�rok tagli� Isidar Mithrim finch� non fu soddisfatto di ogni linea e curva. Alla fine pos� il panno con cui l'aveva lucidato, fece un passo indietro e disse: "Che G�ntera mi protegga, ho finito." E cadde a terra, senza vita.� Skeg si colp� il petto con un tonfo cupo. �Il suo cuore cedette. E comunque non avrebbe avuto motivo di vivere. Ecco che cosa stiamo cercando di ricostruire, Argetlam: cinquantasette anni di ininterrotta dedizione di uno dei pi� abili artisti che il nostro popolo abbia mai generato. Se non riusciamo a ricomporre Isidar Mithrim esattamente com'era, l'impresa di D�rok risulter� sminuita agli occhi di chi ancora non ha ammirato la Rosa Stellata.� Si colp� la coscia con un pugno per dare pi� enfasi al concetto.</p><empty-line/><p> Eragon si appoggi� alla balaustra davanti a s�, che gli arrivava ai fianchi, e osserv� cinque nani dalla parte opposta della gemma calare a pochi piedi dai bordi affilati dello zaffiro un sesto nano legato a un'imbracatura di corda, che rovist� nella tunica, estrasse una scheggia di Isidar Mithrim da una bustina di pelle e, prendendola con minuscole pinze, la deposit� in una piccola fessura sotto di s�.</p><empty-line/><p> �Se l'incoronazione si tenesse fra tre giorni, Isidar Mithrim sarebbe pronto?� chiese Eragon.</p><empty-line/><p> Skeg tamburell� con le dieci dita sulla balaustra una melodia che Eragon non riusc� a riconoscere. Poi rispose: �Se non fosse stato per l'offerta della tua dragonessa, non saremmo mai andati cos� spediti. Questa fretta ci � estranea, Argetlam. A differenza di voi umani, non � nella nostra natura correre a destra e a manca come formiche agitate. Tuttavia faremo del nostro meglio perch� sia pronto in tempo per l'incoronazione. Fra tre giorni, hai detto? Be', se cos� fosse non mi farei troppe illusioni. Ma se si riuscisse a posticiparla alla fine della settimana, credo che potremmo farcela.�</p><empty-line/><p> Eragon lo ringrazi� per la sua previsione, poi si conged�. Seguito dalle guardie, and� verso uno dei tanti refettori della citt�-montagna, una stanza lunga e bassa con tavoli di pietra su un lato, e sull'altro forni di steatite presi d'assalto da nani affaccendati.</p><empty-line/><p> Eragon consum� un lauto pasto a base di pane, pesce dei laghi sotterranei, funghi e una specie di purea di tubero che aveva gi� assaggiato a Tronjheim ma di cui ignorava la provenienza. Prima di cominciare a mangiare, per�, servendosi degli incantesimi che gli aveva insegnato Oromis, controll� che il cibo non fosse avvelenato.</p><empty-line/><p> Mentre inghiottiva l'ultima crosta di pane accompagnandola con un sorso di birra leggera e allungata con acqua, entr� Orik con un contingente di dieci guerrieri, che si disposero in modo da sorvegliare entrambi gli ingressi. Orik invece si sedette con un sospiro esausto sulla panca di pietra di fronte a Eragon. Punt� i gomiti sul tavolo e si strofin� il viso con le mani.</p><empty-line/><p> Eragon pronunci� parecchi incantesimi per impedire che qualcuno origliasse, poi gli chiese: �Un'altra battuta d'arresto?�</p><empty-line/><p> �No, no, niente affatto. � solo che queste consulte sono molto faticose.�</p><empty-line/><p> �L'ho notato.�</p><empty-line/><p> �E tutti hanno notato la tua delusione� rispose Orik. �D'ora in avanti devi controllarti di pi�, Eragon. Se riveli le tue debolezze non fai che avvalorare la loro causa. Io...� Tacque non appena un nano corpulento si avvicin� ciondolando e gli serv� un piatto fumante.</p><empty-line/><p> Eragon si accigli�. �Ma sei un po' pi� vicino al trono? Abbiamo guadagnato terreno dopo tutte queste chiacchiere estenuanti?�</p><empty-line/><p> Masticando il pane, Orik alz� un dito. �E anche tanto, direi. Non essere cos� triste! Dopo che te ne sei andato, Havard ha acconsentito ad abbassare la tassa sul sale che il D�rgrimst Fanghur vende all'Ingeitum in cambio dell'accesso estivo al nostro tunnel che porta a Nalsvrid-m�rna, cos� potranno cacciare i cervi rossi che si radunano intorno al lago nei mesi pi� caldi dell'anno. Avresti dovuto vedere come ha digrignato i denti Nado quando Havard ha accettato la mia offerta!�</p><empty-line/><p> �Bah!� sbott� Eragon. �Tasse, cervi... Che c'entra tutto questo con il successore di Rothgar? Sii sincero con me, Orik. Qual � la tua posizione rispetto agli altri capiclan? E fino a quanto si trasciner� questa storia? Ogni giorno che passa diventa sempre pi� probabile che l'Impero scopra la nostra messinscena e che Galbatorix attacchi i Varden mentre io non sono l� a respingere Murtagh e Castigo.�</p><empty-line/><p> Orik si pul� la bocca in un angolo della tovaglia. �La mia posizione � abbastanza salda. Nessun grimstborithn gode del sostegno necessario per chiedere il voto, ma io e Nado abbiamo il maggior seguito. Se uno di noi riuscir� a conquistarsi altri due o tre clan, la bilancia pender� subito a suo favore. Havard ha gi� molti dubbi. Non sar� cos� difficile convincerlo a passare dalla nostra parte. Stasera spezzeremo il pane insieme a lui e vedr� che cosa posso fare per incoraggiarlo.� Orik divor� un boccone di fungo arrosto, poi continu�: �Quanto alla fine della consulta, se siamo fortunati ci vorr� ancora una settimana, altrimenti due.�</p><empty-line/><p> Eragon imprec� a fior di labbra. Era cos� teso che aveva lo stomaco sottosopra, che brontolava e minacciava di rigettare il pasto che aveva appena consumato.</p><empty-line/><p> Orik tese un braccio e lo afferr� per un polso. �Non c'� niente che tu o io possiamo fare per accelerare la decisione, dunque non turbarti. Concentrati sulle cose che puoi cambiare e lascia che il resto faccia il suo corso, eh?� Poi lo lasci� andare.</p><empty-line/><p> Eragon espir� lentamente e appoggi� gli avambracci sul tavolo. �Lo so. � che abbiamo pochissimo tempo, e se dovessimo fallire...�</p><empty-line/><p> �Quel che sar�, sar� rispose Orik, poi sorrise, ma aveva lo sguardo triste e vuoto. �Nessuno pu� sfuggire al fato.�</p><empty-line/><p> �Non puoi prendere il trono con la forza? So che non ci sono abbastanza truppe a Tronjheim, ma con il mio aiuto chi potrebbe fermarti?�</p><empty-line/><p> Orik si blocc� con il coltello a mezz'aria tra il piatto e la bocca, poi scosse il capo e riprese a mangiare. Tra un morso e l'altro disse: �Una manovra simile si rivelerebbe disastrosa.�</p><empty-line/><p> �Perch�?�</p><empty-line/><p> �C'� davvero bisogno che te lo spieghi? Tutto il popolo ci si rivolterebbe contro e cos�, invece di assumere il controllo della nazione, erediterei un titolo senza valore. Se ci� dovesse accadere, non scommetterei nemmeno una spada sbeccata che arriveremmo a vedere il volgere dell'anno.�</p><empty-line/><p> �Ah.�</p><empty-line/><p> Orik non aggiunse altro finch� non ebbe terminato il cibo che aveva nel piatto. Poi scol� una lunga sorsata di birra, rutt� e riprese: �Siamo in bilico su un ventoso sentiero di montagna, su entrambi i lati del quale si apre un dirupo profondo un miglio. Tra noi sono in molti a odiare e temere i Cavalieri dei Draghi a causa dei crimini che Galbatorix, i Rinnegati e ora anche Murtagh hanno commesso contro il nostro popolo. E sono in molti a temere il mondo oltre le montagne, i tunnel e le grotte in cui ci nascondiamo.� Fece ruotare il boccale sul tavolo. �Nado e l'Az Sweldn rak Anh�in non fanno che peggiorare la situazione. Giocano sulla paura dei loro affiliati e ne avvelenano la mente contro di te, i Varden e re Orrin... L'Az Sweldn rak Anh�in � l'incarnazione di tutto ci� che bisogner� eliminare se dovessi diventare re. In un modo o nell'altro dobbiamo trovare un sistema per dissipare le preoccupazioni loro e di quelli come loro: anche una volta sul trono dovr� ascoltarli per non perdere l'appoggio dei clan. Per quanto forte, un re o una regina � sempre alla merc� dei clan, cos� come i grimstborithn sono alle merc� delle famiglie appartenenti al loro clan.� Orik rovesci� indietro la testa e scol� la birra, poi pos� la tazza sul tavolo con uno schiocco sonoro.</p><empty-line/><p> �C'� qualcosa che potrei fare, qualche tradizione da onorare o qualche cerimonia da officiare per placare le ire di Verm�nd e dei suoi seguaci?� chiese Eragon, riferendosi al capo dell'Az Sweldn rak Anh�in. �Ci <emphasis>deve </emphasis> essere qualcosa che posso fare per mettere a tacere i loro sospetti e porre fine a questa faida.�</p><empty-line/><p> Orik rise e si alz�. �Potresti morire.�</p><p>L'indomani mattina presto, Eragon si sedette contro la parete ricurva della stanza circolare sotto il centro di Tronjheim insieme a un gruppo scelto di guerrieri, consiglieri, servitori e membri delle famiglie dei capiclan che avevano il privilegio di assistere alla consulta. I capiclan erano seduti su scranni intarsiati di legno massiccio intorno a un tavolo circolare che, come la maggior parte degli oggetti pregiati nei livelli pi� bassi della citt�montagna, recava l'insegna di Korgan e dell'Ingeitum.</p><p>Al momento aveva la parola G�ldhiem, il grimstborith del Dr�mgrimst Feld�nost. Era basso, perfino per un nano - non superava i due piedi di altezza - e indossava una veste ricamata d'oro, rosso scuro e blu notte. A differenza dei membri dell'Ingeitum, non si tagliava n� si intrecciava la barba, che gli penzolava sul petto come un intrico di rovi. In piedi sulla sedia, picchi� il pugno guantato sul tavolo lustro e rugg�: �Eta! Narho �dim etal os is� vond! Narho �dim etal os formvn mend�nost brakn, az Varden, hrestvog d�r grimstnzhadn! Az Jurgenvren qathrid n� d�mar oen etal...�</p><p>�No� sussurr� nell'orecchio a Eragon il suo interprete, un certo H�ndfast. �Non permetter� che accada. Non lascer� che quegli sciocchi imberbi dei Varden distruggano il nostro paese. La Guerra dei Draghi ci ha indeboliti e non...�</p><p>Annoiato, Eragon trattenne a stento uno sbadiglio. Pass� in rassegna uno per uno i nani seduti al tavolo di granito. Si sofferm� su Nado, che aveva il volto tondo e i capelli biondo chiaro e annuiva in segno di approvazione al discorso tonante di G�ldhiem; poi su Havard, che si puliva con la punta di un pugnale le unghie delle due dita rimastegli nella mano destra; su Verm�nd, imperscrutabile dietro il velo viola, a parte la fronte corrucciata; su Gannel e �ndin, che bisbigliavano tra loro mentre Hadfala, una nana di una certa et� a capo del D�rgrimst Ebardac, il terzo membro dell'alleanza di Gannel, guardava accigliata la pergamena fitta di rune che portava con s� a ogni incontro; infine su Manndra�th, il capo del D�rgrimst Ledwonn�, seduto di profilo, il lungo naso adunco in bella mostra; su Thordris, la grimstcarvlorss del Dr�mgrist Nagra, di cui vedeva solo gli ondulati capelli rossicci, raccolti in una treccia lunga due volte lei che le scendeva oltre le spalle e si raccoglieva sul pavimento; sul retro della testa di Orik, seduto di lato; su Freowin, grimstborith del D�rgrimst Gedthrall, un nano molto corpulento con gli occhi fissi sul ceppo di legno che stava intagliando a forma di corvo ingobbito; poi su Reidamar, capo del D�rgrimst Urzhad che rispetto a Freowin era asciutto e in ottima forma, aveva gli avambracci muscolosi e indossava usbergo di maglia ed elmo a ogni riunione; infine su �or�nn, che possedeva una bella carnagione nocciola scuro sciupata da una sottile cicatrice a forma di mezzaluna sopra lo zigomo sinistro; che aveva i capelli setosi e lucenti raccolti sotto un elmo d'argento cesellato a forma di testa di lupo ringhioso; che indossava una veste vermiglia e una collana di scintillanti smeraldi incastonati in quadrati d'oro su cui erano incisi i tratti di arcane rune.</p><p>�or�nn si accorse che Eragon la stava guardando e subito le si dipinse sulle labbra un sorriso pigro. Con voluttuosa naturalezza ammicc� verso di lui, chiudendo uno degli occhi a mandorla per un paio di istanti.</p><p>Eragon arross�; si sentiva pizzicare le guance e gli scottava la punta delle orecchie. Distolse lo sguardo e lo pos� di nuovo su G�ldhiem, ancora impegnato a pontificare, il petto in fuori simile a quello di un piccione impettito.</p><p>Come gli aveva chiesto Orik, rimase impassibile per tutta la durata dell'incontro, nascondendo le proprie reazioni ai presenti. Quando la riunione si interruppe per il pasto, raggiunse di corsa Orik e gli sussurr� all'orecchio, cos� che nessuno potesse sentire: �Non aspettarmi al tuo tavolo. Ne ho abbastanza di stare seduto a sentire fandonie. Vado a esplorare i tunnel sotterranei.�</p><p>Orik annu�, distratto, poi gli disse: �Fa' come vuoi. Cerca solo di essere qui alla ripresa dei lavori; per quanto possano essere noiose queste discussioni, non sarebbe conveniente se le perdessi.�</p><p> �Come vuoi.�</p><p>Eragon scivol� fuori dalla sala insieme alla calca di nani ansiosi di pranzare e si riun� alle quattro guardie in corridoio, che stavano giocando a dadi con alcuni guerrieri oziosi appartenenti ad altri clan. Con le guardie al seguito, Eragon prese una direzione a caso e si lasci� guidare dai piedi; intanto architettava diversi metodi per unire le varie fazioni avversarie in una sola contro Galbatorix. Esasperato, arriv� alla conclusione che erano tutti troppo forzati: era assurdo credere che avrebbero funzionato.</p><p>Eragon prest� ben poca attenzione ai nani che incontrava nei tunnel, a parte bofonchiare qualche saluto di tanto in tanto, come richiedevano le minime regole di cortesia, fiducioso che Kv�stor avrebbe saputo riportarlo nella sala della consulta. Pur non osservando l'ambiente circostante nei minimi dettagli, segu� ogni creatura vivente che riusciva a sentire nel raggio di parecchie centinaia di piedi, fino al pi� minuscolo ragno dietro la ragnatela nell'angolo di una stanza, per non farsi sorprendere.</p><p>Quando finalmente si ferm�, fu stupito di ritrovarsi nella stessa stanza polverosa che aveva scoperto nei vagabondaggi del giorno prima. A sinistra c'erano gli stessi cinque archi neri che conducevano a caverne sconosciute, a destra il bassorilievo che ritraeva la testa e le spalle di un orso inferocito. Divertito da quella coincidenza, si avvicin� alla scultura di bronzo e guard� le fauci scintillanti dell'animale, chiedendosi che cosa l'avesse riportato proprio l�.</p><p>Un momento dopo sbirci� nel corridoio che si apriva oltre l'arco centrale. L'angusto passaggio era privo di lanterne e sprofondava nel dolce oblio dell'oscurit�. Espandendo la mente, Eragon ispezion� tutto quel tunnel e parecchie altre sale abbandonate su cui si apriva. Gli unici abitanti erano cinque o sei ragni e una moltitudine di falene, millepiedi e grilli ciechi. �C'� nessuno?� grid� Eragon, poi tese l'orecchio mentre il corridoio gli restituiva l'eco della sua voce via via pi� bassa. �Kv�stor, in quest'ala antica non vive nessuno?� chiese alla guardia.</p><p>Il nano rispose: �S�, qualcuno c'�. Qualche bizzarro knurlan, per esempio, che preferisce la solitudine al tocco della mano di una moglie o al suono di una voce amica. Se ti ricordi, Argetlam, fu proprio uno di loro ad avvisarci dell'arrivo degli Urgali. Inoltre, bench� non ne parliamo spesso, qui sotto vive chi ha infranto le leggi della nostra terra ed � stato bandito dal proprio capoclan, a rischio di pena di morte per un anno o, se l'offesa � grave, per il resto della vita. Per noi sono come morti viventi; se li incrociamo fuori dalle nostre terre, li evitiamo, e se li scopriamo entro i nostri confini, li impicchiamo.�</p><p>Quando Kv�stor ebbe finito di parlare, Eragon gli fece capire che era pronto per andarsene. La guardia si mise alla testa del gruppo e il Cavaliere la segu� oltre la porta dalla quale erano entrati, con gli altri tre alle loro spalle. Non avevano percorso pi� di venti piedi quando Eragon sent� dietro di s� un flebile rumore di passi strascicati, cos� sommesso che Kv�stor non parve nemmeno sentirlo.</p><p>Si volt�. Alla luce ambrata delle lanterne senza fiamma montate su entrambi i lati del corridoio vide correre verso di loro sette nani vestiti di nero, il viso coperto da maschere anch'esse nere e i piedi avvolti in stracci, a una velocit� che pensava fosse di dominio esclusivo degli elfi, degli Spettri e di altre creature nel cui sangue scorre la magia. Nella destra tenevano lunghi pugnali affilati con pallide lame che scintillavano multicolori, come prismi, e nella sinistra scudi di metallo dalla cui borchia si levavano punte aguzze. Le loro menti, come quelle dei Ra'zac, erano inaccessibili.</p><p><emphasis>Saphira! </emphasis></p><p>fu il suo primo pensiero; poi si ricord� che era solo.</p><p>Voltandosi per fronteggiare i nani vestiti di nero, Eragon port� la mano all'elsa del falcione e fece per avvisare i suoi compagni.</p><empty-line/><p> Troppo tardi.</p><empty-line/><p> Mentre la prima parola gli risuonava ancora in gola, tre di quegli strani nani afferrarono l'ultima delle guardie e la colpirono con i pugnali scintillanti. Pi� veloce di ogni discorso o pensiero consapevole, Eragon si immerse nel flusso della magia con tutto se stesso e senza affidarsi all'antica lingua per dare forma al suo incantesimo modific� la trama del mondo in uno schema a lui pi� gradito. Le tre guardie tra lui e gli assalitori, quasi attirate da fili invisibili, gli precipitarono ai piedi, incolumi ma disorientate.</p><empty-line/><p> Eragon sussult� per l'improvviso calo di forza.</p><empty-line/><p> Due nani vestiti di nero gli si avventarono contro e cercarono di colpirlo al ventre con i loro pugnali assetati di sangue. Brandendo il falcione, schiv� entrambi i colpi, sbalordito dalla rapidit� e dalla ferocia degli aggressori. Una delle sue guardie balz� in avanti, gridando e facendo roteare l'ascia contro i potenziali assassini. Prima che Eragon potesse afferrarla per l'usbergo di maglia e metterla al sicuro, una lama bianca, che si contorceva come una fiamma spettrale, le trapass� il collo muscoloso. Mentre il nano cadeva, Eragon scorse il suo viso e rimase sconvolto nello scoprire che si trattava di Kv�stor; la gola, squarciata dal pugnale, brillava di un liquido rosso.</p><empty-line/><p><emphasis>Non posso permettere loro di farmi nemmeno un graffio, </emphasis>si disse Eragon.</p><empty-line/><p> Infuriato per la morte di Kv�stor, colp� l'assassino cos� in fretta che non ebbe nemmeno il tempo di scansarsi e gli croll� ai piedi senza vita.</p><empty-line/><p> �Restate dietro di me!� grid� Eragon con tutta la sua forza alle altre guardie.</p><empty-line/><p> Via via che la sua voce riverberava lungo il corridoio, sul pavimento e sulle pareti si aprirono sottili crepe e dal soffitto caddero scaglie di pietra. I nani all'attacco esitarono di fronte al potere sconfinato della sua voce; poi ripresero l'offensiva.</p><empty-line/><p> Eragon indietreggi� di parecchie iarde in modo da avere abbastanza spazio per reagire senza essere intralciato dai cadaveri, poi si accucci� e brand� il falcione facendolo oscillare avanti e indietro, come un serpente pronto ad attaccare. Il cuore gli batteva al doppio della velocit� e nonostante il combattimento fosse appena cominciato gi� gli mancava il respiro.</p><empty-line/><p> Il corridoio era largo otto piedi, abbastanza perch� i sei nemici che restavano lo potessero attaccare tutti insieme. Si separarono: due tentarono di colpirlo ai fianchi, uno a destra e l'altro a sinistra, mentre il terzo si lanci� alla carica, colpendolo alle braccia e alle gambe a velocit� frenetica.</p><empty-line/><p> Non volendo affrontare quei nani come avrebbe fatto se avessero brandito normali spade, Eragon si chin� per prendere lo slancio e balz� in avanti, poi fece una mezza giravolta e colp� il soffitto con i piedi. Con un'altra mezza giravolta atterr� carponi una iarda dietro di loro. Mentre gli si scagliavano contro, Eragon avanz� di un passo e li decapit� con un solo colpo di rovescio.</p><empty-line/><p> I pugnali caddero a terra tintinnando un istante prima delle teste.</p><empty-line/><p> Superando con un salto i corpi mutilati, Eragon si volse mentre era ancora in volo e atterr� nel punto da cui era partito.</p><empty-line/><p> Appena in tempo.</p><empty-line/><p> Un soffio di vento gli solletic� il collo quando la punta di un pugnale gli sfior� la gola. Un'altra lama gli lacer� il risvolto dei pantaloni. Eragon trasal� e fece roteare il falcione, cercando di guadagnare spazio per combattere. <emphasis>I miei incantesimi di difesa avrebbero dovuto respingere le spade! </emphasis>pens�, sbalordito.</p><empty-line/><p> Pos� il piede in una pozza di sangue vischioso e scivol�, cadendo di schiena e lasciandosi sfuggire un grido. Batt� la testa sul pavimento di pietra e il colpo gli diede subito la nausea. Lucine azzurre presero a balenargli davanti agli occhi. Si sent� mancare il respiro.</p><empty-line/><p> Le tre guardie sopravvissute balzarono sopra di lui e insieme fecero roteare le asce per proteggerlo ed evitare il morso dei pugnali luccicanti.</p><empty-line/><p> Eragon non impieg� molto a riprendersi. Balz� in piedi e rimproverandosi per non averci pensato prima grid� un incantesimo intessuto con nove delle dodici parole di morte che Oromis gli aveva insegnato. Tuttavia dovette abbandonare la magia subito dopo averla liberata, perch� i nani vestiti di nero erano protetti da numerose difese. Se avesse avuto qualche minuto in pi�, forse sarebbe riuscito ad aggirarle o a sconfiggerle, ma in quella battaglia dove ogni istante sembrava durare un'ora ci sarebbero voluti giorni. Avendo fallito con la magia, concentr� i pensieri in una lancia solida come il ferro e la scagli� dove avrebbe dovuto trovarsi la coscienza di uno dei nani, ma la sua energia fu respinta da una sorta di armatura mentale diversa da tutte quelle che il Cavaliere aveva visto prima di allora: liscia e senza giunture, immune dalle preoccupazioni tipiche di una creatura mortale impegnata in una lotta all'ultimo sangue.</p><empty-line/><p><emphasis>Qualcuno li protegge, </emphasis>si disse. <emphasis>Questi sette nani non combattono da soli.</emphasis></p><empty-line/><p> Puntando un piede, scatt� in avanti e con il falcione trafisse il primo in un ginocchio, che prese a sanguinare. Il nano barcoll� e le guardie di Eragon puntarono su di lui, afferrandolo per le braccia, cos� che non potesse brandire la malefica lama, poi lo abbatterono con le asce.</p><empty-line/><p> Il pi� vicino degli ultimi due assalitori alz� lo scudo per parare il colpo che Eragon stava per assestargli. Facendo appello a tutte le sue forze, il Cavaliere cerc� di spezzare in due lo scudo e il braccio che lo reggeva, come aveva fatto spesso con Zar'roc, ma nella concitazione del momento non aveva tenuto conto dell'inesplicabile rapidit� dei nani. Vedendo il falcione avvicinarsi al bersaglio, il nano inclin� lo scudo di lato in modo da deviare il colpo.</p><empty-line/><p> Il falcione rimbalz� sulla superficie e poi sulla punta d'acciaio dello scudo, sollevando due sbuffi di scintille. Il contraccolpo fu pi� forte del previsto e il falcione and� a conficcarsi nella parete, trascinando con s� il braccio di Eragon. Con un suono cristallino, la lama si frantum� in una decina di pezzi. Dall'elsa spuntava ormai solo un punteruolo di metallo sbeccato lungo sei pollici.</p><empty-line/><p> Sgomento, Eragon lasci� cadere l'arma ormai inutilizzabile, afferr� il bordo dello scudo del nano e lo stratton� avanti e indietro, cercando con ogni mezzo di frapporlo tra s� e il pugnale impreziosito da un alone di colori traslucidi. Il nano era incredibilmente forte; rispondeva colpo su colpo a tutti gli affondi di Eragon e riusc� perfino a farlo indietreggiare di un passo. Liberando la mano destra ma tenendo ancora lo scudo con la sinistra, Eragon caric� il braccio libero e lo colp� con pi� forza possibile, perforando l'acciaio temprato come se fosse di legno marcio. Grazie ai calli sulle nocche, non prov� alcun dolore.</p><empty-line/><p> La forza del colpo scaravent� il nano contro la parete opposta. La testa ciondolante sull'osso del collo rotto, cadde al suolo come una marionetta a cui siano stati tagliati i fili.</p><empty-line/><p> Eragon estrasse la mano dal foro irregolare nello scudo, graffiandosi con il metallo ritorto, e sfoder� il coltello da caccia.</p><empty-line/><p> Un attimo dopo l'ultimo dei nani vestiti di nero gli si avvent� addosso. Eragon schiv� il suo pugnale due, tre volte, e infine gli trapass� la manica imbottita, provocandogli un taglio dal gomito al polso. Il nano sibil� di dolore, gli occhi azzurri inferociti sotto la maschera di tessuto. Gli assest� una serie di affondi: il suo pugnale fischiava nel vuoto cos� veloce da essere quasi invisibile, e infatti Eragon dovette balzare via per evitare quella lama mortale. Il nano non si arrese. Eragon riusc� a schivarlo per diverse iarde, poi nel tentativo di aggirare un cadavere inciamp�, fin� contro una parete ferendosi la spalla e cadde.</p><empty-line/><p> Con una risata malvagia, il nano balz�, abbassando il pugnale verso il petto indifeso di Eragon che, levando un braccio nel futile tentativo di proteggersi, rotol� lungo il corridoio. Sapeva bene di avere esaurito le sue riserve di fortuna e di non poter pi� fuggire.</p><empty-line/><p> Fatto un giro su se stesso, si ritrov� faccia a faccia con il nano e scorse il pallido pugnale abbattersi su di lui come un fulmine dal cielo. Poi, con suo grande stupore, la punta della lama sfreg� contro una delle lanterne senza fiamma montate alle pareti. Eragon si volt� e fugg� prima di vedere che cosa sarebbe accaduto, ma un istante dopo gli parve che una mano incandescente lo colpisse da dietro, scaraventandolo per una ventina di piedi lungo il corridoio, contro lo spigolo di un arco. L'urto gli provoc� una nuova serie di tagli e ferite. Un boato lo assord�; come se qualcuno gli infilasse delle schegge nei timpani. Eragon si copr� le orecchie con le mani, si rannicchi� e prese a ululare.</p><empty-line/><p> Quando il frastuono e il dolore furono cessati, abbass� le mani e si rimise in piedi barcollando, stringendo i denti via via che le ferite si destavano con una miriade di sensazioni poco piacevoli. Stordito e confuso, osserv� il luogo dov'era avvenuta l'esplosione.</p><empty-line/><p> Il corridoio era annerito di fuliggine per un tratto di almeno dieci piedi. Morbidi fiocchi di cenere fluttuavano nell'aria, calda come all'interno di una forgia accesa. Il nano che aveva tentato di colpirlo giaceva a terra tra gli spasmi, il corpo ricoperto di ustioni. Una convulsione, un'altra ancora, e poi giacque immobile. Le tre guardie di Eragon erano state scaraventate fin dove arrivava la fuliggine. Le vide alzarsi a tentoni, le orecchie e le bocche spalancate che sanguinavano, le barbe bruciacchiate e scompigliate. L'orlo delle cotte era incandescente, ma a quanto pareva il rivestimento di pelle sotto l'armatura li aveva protetti dal calore.</p><empty-line/><p> Eragon fece un passo avanti, poi si ferm� e gemette per una lancinante fitta di dolore in mezzo alle scapole. Cerc� di ruotare il braccio all'indietro per verificare l'entit� della ferita, ma pi� la pelle si tendeva pi� il dolore diventava insopportabile. Sul punto di perdere i sensi, si appoggi� alla parete. Guard� di nuovo il nano carbonizzato. <emphasis>Temo di avere un'ustione del genere sulla schiena.</emphasis></p><empty-line/><p> Si sforz� di concentrarsi e recit� due degli incantesimi per guarire le bruciature che gli aveva insegnato Brom durante il loro viaggio. Quando cominciarono a fare effetto, fu come se dell'acqua fredda gli scorresse sulla schiena, alleviando il bruciore. Trasse un sospiro di sollievo e si raddrizz�.</p><empty-line/><p> �Siete feriti?� chiese ai soldati che avanzavano verso di lui zoppicando.</p><empty-line/><p> Il primo nano si incup�, si tocc� l'orecchio destro e scosse la testa.</p><empty-line/><p> Eragon imprec� a fior di labbra e solo allora si accorse che non poteva sentirlo. Attingendo di nuovo alle scorte di energia del suo corpo, pronunci� un incantesimo per restituire l'udito a tutti. Mentre la magia volgeva al termine, un prurito irritante gli si insinu� nelle orecchie per poi svanire insieme all'incantesimo.</p><empty-line/><p> �Siete feriti?�</p><empty-line/><p> Il nano sulla destra, un soldato corpulento con la barba biforcuta, toss� e sput� un grumo di sangue rappreso, poi grugn�: �Niente che il tempo non possa curare. E tu, Ammazzaspettri?�</p><empty-line/><p> �Sopravviver�.�</p><empty-line/><p> Tastando il terreno a ogni passo, Eragon si avventur� nell'area annerita e si inginocchi� accanto a Kv�stor, sperando di poter salvare il nano dalla stretta della morte, ma dopo aver contemplato di nuovo le sue ferite cap� che era impossibile.</p><empty-line/><p> Chin� il capo, amareggiato dal ricordo del recente spargimento di sangue. Si rialz�. �Perch� la lanterna � esplosa?�</p><empty-line/><p> �Sono piene di calore e di luce, Argetlam, e se si rompono tutto fuoriesce all'istante. Quando succede � meglio non farsi trovare nei paraggi� rispose una delle guardie.</p><empty-line/><p> Indicando i cadaveri degli assalitori, Eragon chiese: �Sapete a quale clan appartengono?�</p><empty-line/><p> Il nano con la barba biforcuta rovist� tra i vestiti e poi esclam�: �Barz�l! Non portano insegne riconoscibili, Argetlam, ma indossano questo.� Mostr� un braccialetto di crini di cavallo intrecciato e luccicanti gemme lisce di ametista.</p><empty-line/><p> �Che cosa significa?�</p><empty-line/><p> �Questa particolare variet� di ametista� spieg� il nano, picchiettando su una delle gemme con un'unghia sporca di fuliggine �si trova solo in quattro punti dei Monti Beor, tre dei quali appartengono all'Az Sweldn rak Anh�in.�</p><empty-line/><p> Eragon si accigli�. �� stato Grimstborith Verm�nd a ordinare questo attacco?�</p><empty-line/><p> �Non posso dirlo con certezza, Argetlam. Forse questi braccialetti sono stati lasciati da un altro clan per far ricadere la colpa dell'aggressione su Verm�nd. Ma... se dovessi, scommetterei un carico d'oro che i responsabili sono gli Az Sweldn rak Anh�in.�</p><empty-line/><p> �Che siano maledetti, chiunque siano� mormor� Eragon. Per far cessare il tremore alle mani strinse i pugni. Con lo stivale scost� uno dei pugnali multicolori degli assassini. �Gli incantesimi che proteggevano queste armi e quegli... quegli uomini...� - li indic� con un cenno del capo - �... s�, insomma, uomini, nani, qualunque cosa siano, devono aver richiesto un'enorme quantit� di energia, e non riesco nemmeno a immaginare quanto debba essere complessa la formula magica. Pronunciarla dev'essere stato difficile e pericoloso...� Eragon fiss� le guardie a una a una e poi disse: �Non lascer� che questo attacco e la morte di Kv�stor rimangano impuniti, lo giuro davanti a voi. Quando scoprir� quale - o quali - clan hanno assoldato questi assassini dalla faccia di sterco, quando avr� appreso i loro nomi, i colpevoli rimpiangeranno di aver solo pensato di colpire me e di conseguenza il D�rgrimst Ingeitum. Ve lo giuro come Cavaliere dei Draghi e membro effettivo del clan, e se qualcuno ve lo chiede, ripeter� il mio giuramento davanti a chiunque.�</p><empty-line/><p> I nani si inchinarono e quello con la barba forcuta ribatt�: �Ai tuoi ordini, Argetlam. Onori la memoria di Rothgar con le tue parole.�</p><empty-line/><p> Poi un altro aggiunse: �Qualunque clan sia stato, ha violato le leggi dell'ospitalit�; ha attaccato un ospite. Definirli sorci sarebbe un complimento; sono <emphasis>menknurlan.� </emphasis>Poi sput� per terra, e gli altri lo imitarono.</p><empty-line/><p> Eragon cammin� fino ai resti del suo falcione. Si inginocchi� nella fuliggine e con la punta di un dito tocc� uno dei pezzi di metallo, seguendone il profilo sbeccato. <emphasis>Devo aver colpito lo scudo e la parete con tanta forza da vanificare perfino l'incantesimo che avevo utilizzato per rafforzare l'acciaio, </emphasis>pens�.</p><empty-line/><p> E poi: <emphasis>Mi serve una spada.</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> Mi serve la spada di un Cavaliere.</emphasis></p><p><strong>&#x2666; &#x2666; &#x2666;</strong></p><empty-line/><p><strong> UNA QUESTIONE DI PROSPETTIVA </strong></p><p>Il caldo vento del mattino che soffiava sulla pianura, del tutto diverso da quello che soffiava sulle colline, cambi�.</p><empty-line/><p> Saphira aggiust� l'angolazione delle ali per compensare il cambio di velocit� e di pressione dell'aria che sosteneva il suo peso, migliaia di piedi sopra la terra bagnata dal sole. Chiuse le doppie palpebre per un momento, crogiolandosi nel soffice letto del vento e nel calore dei raggi mattutini che cadevano sul suo lungo corpo sinuoso. Immagin� come la luce facesse scintillare le sue squame, e la meraviglia di quanti la vedevano volare in circolo nel cielo, e canticchi� di piacere, felice, perch� sapeva di essere la creatura pi� bella di tutta Alaga�sia. Chi poteva sperare di eguagliare la magnificenza delle sue squame, della sua lunga coda affusolata, delle sue ali, cos� eleganti e ben fatte, degli artigli ricurvi e delle lunghe zanne bianche con cui poteva spezzare il collo di un bue selvatico in un solo morso? Certo non Glaedr dalle squame d'oro, che aveva perso una zampa in occasione della caduta dei Cavalieri. E nemmeno Castigo o Shruikan, perch� erano entrambi schiavi di Galbatorix e la servit� forzata ne aveva distorto la mente. Un drago che non � libero di fare ci� che vuole non � pi� un drago. E poi erano maschi e per quanto un maschio potesse essere maestoso, non sarebbe mai riuscito a incarnare lo stesso ideale di bellezza. No, era la creatura pi� meravigliosa di tutta Alaga�sia, e cos� doveva essere.</p><empty-line/><p> Saphira si scroll� per l'eccitazione dalla base del collo fino alla punta della coda. Era un giorno perfetto. Il calore del sole la faceva sentire avvolta in un nido di braci. Aveva la pancia piena, il cielo era terso e non doveva occuparsi di null'altro se non di stare in guardia da eventuali nemici desiderosi di combattere, ma lo faceva comunque, per abitudine.</p><empty-line/><p> Tanta felicit� aveva solo un difetto, ma era un difetto vistoso, e pi� ci rifletteva pi� la sua insoddisfazione cresceva; avrebbe voluto che Eragon fosse l� a condividere quella giornata con lei. Grugn� e lanci� a fauci strette una breve fiammata azzurra, riscaldando l'aria davanti a s�, poi serr� la gola, tranciando di netto la corrente di fuoco liquido. Le pizzicava la lingua per via delle fiamme. Quando Eragon, il suo compagno di mente e di cuore, si sarebbe messo in contatto con Nasuada da Tronjheim? Quando le avrebbe chiesto di raggiungerlo? Lei aveva insistito perch� obbedisse alla regina e andasse tra quelle montagne, cos� alte che nemmeno lei riusciva a raggiungerne la vetta, ma era trascorso troppo tempo e ora provava un senso di freddo e vuoto allo stomaco.</p><empty-line/><p><emphasis>� calata un'ombra sul mondo, </emphasis>pens�. <emphasis>Ecco cosa mi ha turbato. Eragon ha un problema. � in pericolo, oppure lo � stato poco fa. E io non posso aiutarlo. </emphasis>Non era un drago selvatico. Da quando il suo uovo si era dischiuso, aveva condiviso la sua vita con Eragon e senza di lui era come se le mancasse met� di se stessa. Se fosse morto perch� lei non era l� a proteggerlo, non avrebbe avuto altra ragione di vita se non la vendetta. Sapeva che avrebbe fatto a pezzi i suoi assassini e poi avrebbe sorvolato la nera citt� del traditore rompiuova che l'aveva tenuta imprigionata per tanti decenni, e avrebbe fatto del suo meglio per ucciderlo, anche se ci� avesse comportato per lei la morte certa.</p><empty-line/><p> Saphira grugn� di nuovo e tent� di azzannare un passerotto tanto folle da volare troppo vicino a lei. Lo manc�, e il pennuto schizz� via e continu� per la sua strada indisturbato, inasprendo l'umore gi� pessimo della dragonessa. Per un momento consider� l'idea di inseguirlo, poi decise che non valeva la pena di affannarsi tanto per quell'insignificante mucchietto di ossa e piume. Non era un granch� nemmeno come spuntino.</p><empty-line/><p> Seguendo la direzione del vento e piegando la coda dalla parte opposta per facilitare la virata, fece un giro su se stessa ed esamin� il terreno sottostante e le piccole creature che correvano a nascondersi alla sua vista aguzza da cacciatrice. Perfino da quell'altezza - migliaia di piedi - riusc� a contare quante penne aveva sul dorso un piccolo di falco che volava rasente ai campi di grano a ovest del fiume Jiet. Vide l'ammasso sfuocato di pelo marrone di un coniglio che correva a mettersi in salvo nella tana. Distinse il piccolo branco di cervi accucciati sotto i rami dei cespugli di ribes lungo un emissario del fiume Jiet. E ud� i versi acuti degli animali spaventati che allertavano i propri simili della sua presenza. Quelle grida incerte la gratificavano; era giusto che il suo cibo avesse paura di lei. Se mai fosse stato il contrario, avrebbe capito che era giunta l'ora di morire.</p><empty-line/><p> Una lega pi� in l�, risalendo la corrente, i Varden erano ammassati a ridosso del fiume come un branco di cervi rossi sul ciglio di una scogliera. Erano arrivati al guado il giorno prima e da allora forse un terzo degli uomini e degli Urgali - che erano amici - e dei cavalli - che non poteva mangiare - l'aveva gi� attraversato. L'esercito si muoveva cos� a rilento che a volte Saphira si chiedeva se gli umani trovassero il tempo di fare altre cose oltre a viaggiare, considerata la brevit� delle loro vite. <emphasis>Sarebbe pi� comodo se potessero volare, </emphasis>pens�, e si chiese perch� non lo facessero. Volare era un gioco da ragazzi; che le altre creature preferissero restare con i piedi e le zampe piantati per terra non cessava mai di meravigliarla. Perfino Eragon rivendicava il proprio attaccamento al suolo, soffice o duro che fosse, anche se sapeva che avrebbe potuto raggiungerla in cielo in qualunque momento solo pronunciando qualche parola nell'antica lingua. E poi non sempre comprendeva le azioni dei bipedi, che avessero le orecchie rotonde o a punta, le corna, o che fossero cos� bassi che avrebbe potuto schiacciarli con una zampa.</p><empty-line/><p> Un fugace movimento a nord-est cattur� la sua attenzione, cos� vir�, incuriosita. Vide una fila di quarantacinque cavalli esausti avanzare a fatica verso i Varden. La maggior parte era senza cavaliere, dunque pass� un'altra mezz'ora prima che le venisse in mente che si poteva trattare del gruppo di Roran di ritorno dall'incursione, e a quel punto ormai i volti dei cavalieri erano ben visibili. Si domand� che cosa fosse successo per ridurre in quel modo il numero dei soldati e prov� una momentanea fitta di inquietudine. Non era legata a Roran, ma Eragon gli voleva bene e tanto bastava perch� anche lei se ne preoccupasse.</p><empty-line/><p> Espandendo la propria coscienza verso il gruppo scompaginato di Varden, cerc� la musica della mente di Arya, e non appena l'elfa si accorse della sua presenza e le concesse di accedere ai suoi pensieri, le disse: <emphasis>Roran arriver� nel tardo pomeriggio. La sua compagnia � stata decimata, per�. Durante il viaggio dev'essersi abbattuta su di loro qualche grave calamit�.</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> Grazie, Saphira. Informer� Nasuada.</emphasis></p><empty-line/><p> Non appena si fu allontanata dalla mente di Arya, sent� il tocco indagatore di Bl�dhgarm, l'elfo con la pelliccia da lupo. <emphasis>Non sono appena uscita dall'uovo, </emphasis>lo rimbrott�. <emphasis>Non devi controllarmi ogni due minuti.</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> Ti porgo le mie pi� umili scuse, Bjartskular, ma ormai mancavi da parecchio tempo e qualcuno potrebbe cominciare a chiedersi perch� tu e...</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> S�, lo so, </emphasis>grugn� lei. Riducendo l'apertura alare, si inclin� verso il basso e prese a scendere piano a spirale verso il fiume ingrossato. <emphasis>Sar� l� tra poco.</emphasis></p><empty-line/><p> Inarc� le ali, che si fecero pi� tese a mano a mano che il vento premeva con immensa forza contro le membrane. Rallent� fin quasi a fermarsi, poi acceler� di nuovo, galleggiando un centinaio di piedi sopra l'acqua marrone. Battendo le ali di tanto in tanto per restare in quota, risal� il fiume, attenta a eventuali sbalzi di pressione dell'aria fresca che avrebbero potuto sospingerla in una direzione inaspettata o, peggio ancora, contro gli alberi aguzzi o il duro suolo.</p><empty-line/><p> Sorvol� i Varden radunati accanto al fiume, abbastanza in alto perch� il suo arrivo non spaventasse i loro stupidi cavalli. Poi, planando, atterr� in uno spiazzo vuoto tra le tende che Nasuada aveva ordinato di ricavare apposta per lei e attravers� l'accampamento fino alla tenda di Eragon, dove Bl�dhgarm e gli altri undici elfi al suo comando la stavano aspettando. Li salut� strizzando l'occhio e schioccando la lingua, poi si accoccol� davanti alla tenda, rassegnata ad appisolarsi in attesa che facesse buio, proprio come avrebbe fatto se lei ed Eragon fossero dovuti partire per una delle solite missioni notturne. Stare l� distesa giorno dopo giorno era noioso, ma anche indispensabile per far credere a tutti che Eragon era ancora tra i Varden; dunque non si lamentava, anche se dopo dodici o pi� ore passate sulla dura terra a inzaccherarsi le squame si sentiva come se avesse combattuto contro un migliaio di soldati, distrutto una foresta a colpi di zanne, artigli e fiamme, volato fino alla nausea o raggiunto i confini di terra, acqua e aria.</p><empty-line/><p> Borbottando tra s�, rasp� con gli artigli per rendere un po' pi� soffice il giaciglio, infine appoggi� il muso sulle zampe distese e chiuse le palpebre interne per riposare e insieme tenere d'occhio chi si avvicinava. Una libellula le ronz� sopra la testa e per l'ennesima volta Saphira si domand� chi fosse stato cos� folle da dare a quegli stupidi insetti alati un nome tanto leggiadro. <emphasis>Avere le ali non sempre � sinonimo di eleganza, </emphasis>grugn�; poi si abbandon� a un sonno leggero.</p><p>Quando sent� gli schiamazzi e le grida di benvenuto, da cui dedusse che Roran e i suoi compagni avevano raggiunto l'accampamento, il grande disco infuocato del sole era prossimo all'orizzonte. Si alz�. Come gi� in precedenza, Bl�dhgarm per met� cant� e per met� sussurr� un incantesimo con cui cre� un sosia immateriale di Eragon, che poi fece uscire dalla tenda e salire sul dorso della dragonessa, un'imitazione perfetta che pareva dotata di vita propria. A prima vista l'apparizione era impeccabile, ma non aveva una sua coscienza, e se qualcuno degli agenti di Galbatorix avesse cercato di ascoltarne i pensieri avrebbe scoperto l'inganno all'istante. Il successo della messinscena dipendeva dunque da Saphira, che doveva trasportare il fasullo Eragon per tutto l'accampamento e farlo sparire il pi� in fretta possibile, e dalla speranza che la reputazione del Cavaliere fosse cos� formidabile da scoraggiare eventuali spioni clandestini intenzionati a carpirgli informazioni sui Varden.</p><p>Saphira si avvi� a grandi falcate per l'accampamento, con i dodici elfi che correvano stretti attorno a lei. Al suo passaggio, gli uomini si facevano da parte e gridavano: �Salute a te, Ammazzaspettri!� e �Salute a te, Saphira!�, e lei sent� accendersi nella pancia un tiepido calore.</p><p>Quando arriv� al padiglione di Nasuada, rosso come la crisalide di una farfalla, si accovacci� e infil� la testa nella solita fessura. Bl�dhgarm riattacc� con il suo dolce canto e il sosia di Eragon scese dalla dragonessa, entr� e non appena fu al sicuro dalla vista dei curiosi che sbirciavano si dissolse nel nulla.</p><p>�Credi che ci abbiano scoperti?� gli chiese Nasuada dal suo alto scranno.</p><empty-line/><p> L'elfo fece un elegante inchino. �Non ne sono sicuro, Lady Nasuada. Prima di poter rispondere alla tua domanda, dobbiamo aspettare di vedere se l'Impero fa qualche mossa per sfruttare l'assenza di Eragon.�</p><empty-line/><p> �Grazie, Bl�dhgarm. � tutto.�</p><empty-line/><p> Con un altro inchino l'elfo si ritir� e prese posizione diverse iarde dietro Saphira, proteggendole il fianco.</p><empty-line/><p> Saphira si accoccol� sulla pancia e cominci� a leccarsi le squame intorno al terzo artiglio della zampa davanti, dove si erano accumulate orrende strisce bianche: l'argilla secca in cui ricordava di essersi impantanata mentre mangiava l'ultima preda.</p><empty-line/><p> Meno di un minuto dopo, Martland Barbarossa, Roran e un altro uomo che non riconobbe entrarono nel padiglione rosso e si inchinarono a Nasuada. Saphira interruppe le pulizie per saggiare l'aria con la lingua e colse l'odore aspro del sangue rappreso e quello acre del sudore, il puzzo dei cavalli misto all'aroma del cuoio e, debole ma inequivocabile, l'intenso, pungente afrore della paura. Riesamin� il terzetto e vide che l'uomo con la lunga barba rossa aveva perso la mano destra, poi torn� a staccarsi l'argilla dalle squame.</p><empty-line/><p> Mentre Saphira riportava ogni squama all'originaria brillantezza, prima Martland, poi l'altro uomo, Ulhart, e infine Roran narrarono una storia di sangue e armi e uomini che ridevano e si rifiutavano di morire quando giungeva la loro ora ma insistevano nel voler combattere perfino dopo che Angvard li aveva richiamati a s�. Com'era sua abitudine, Saphira rimase in silenzio mentre Nasuada e J�rmundur, il suo consigliere alto e magro, domandavano ai guerrieri i dettagli di quella missione sventurata. Sapeva che a volte Eragon si stupiva che non partecipasse pi� attivamente alle conversazioni. I motivi del suo silenzio erano semplici: prima di tutto si sentiva a suo agio solo quando comunicava con Eragon, Arya o Glaedr, e poi secondo lei la maggior parte delle discussioni non erano altro che inutili perdite di tempo. Che avessero le orecchie rotonde o a punta, le corna o fossero bassi, i bipedi le sembravano dei perditempo senza speranza. Brom non aveva mai esitato: ecco perch� le piaceva tanto. Per lei le scelte erano facili: se c'era qualcosa che poteva fare per migliorare la situazione, lo faceva, altrimenti no, e ogni altra parola spesa sull'argomento era inutile rumore. Non si preoccupava mai del futuro, tranne quando si trattava di Eragon.</p><empty-line/><p> Concluse le domande, Nasuada espresse il proprio dispiacere a Martland per l'incidente alla mano, poi conged� lui e Ulhart, ma non Roran, a cui disse: �Hai dimostrato ancora una volta il tuo valore, Fortemartello. Sono molto fiera di te.�</p><empty-line/><p> �Grazie, mia signora.�</p><empty-line/><p> �I nostri migliori guaritori si occuperanno di lui, per� Martland avr� comunque bisogno di molto tempo per riprendersi. E non pu� comandare incursioni simili con una mano sola. Da questo momento dovr� servire i Varden dalle retrovie, non pi� in prima linea. Potrei fargli avere una promozione e nominarlo mio consigliere militare. J�rmundur, che cosa ne pensi?�</p><empty-line/><p> �Un'idea eccellente, mia signora.�</p><empty-line/><p> Nasuada annu� soddisfatta. �Ci� significa che devo trovare un altro capitano al servizio del quale dovrai combattere, Roran.�</p><empty-line/><p> �Mia signora, perch� non scegli me? Le ultime due missioni e i risultati ottenuti non sono forse stati di tuo gradimento?�</p><empty-line/><p> �Se continuerai a distinguerti come hai fatto finora, Fortemartello, l'incarico sar� presto tuo. Ma devi essere paziente e aspettare ancora. Due sole missioni, per quanto sbalorditive, non possono rivelare appieno il carattere di un uomo. Quando c'� di mezzo il mio popolo, preferisco agire con estrema cautela. Ti devi adeguare al mio volere.�</p><empty-line/><p> Roran strinse l'impugnatura del martello infilato nella cintura, le vene e i tendini della mano in rilievo, per� mantenne un tono educato. �Ma certo, Lady Nasuada.�</p><empty-line/><p> �Molto bene. Pi� tardi mander� un paggio a informarti sulla tua prossima destinazione. E cerca di consumare un lauto pasto non appena tu e Katrina avrete finito di festeggiare il tuo ritorno. � un ordine, Fortemartello. Hai l'aria di uno che sta per svenire.�</p><empty-line/><p> �Come desideri, mia signora.�</p><empty-line/><p> Roran fece per andarsene, ma Nasuada alz� una mano e lo richiam�. �Ora che hai combattuto contro questi uomini che non provano dolore fisico, credi che sarebbe pi� facile sconfiggerli se potessimo contare anche noi sulla stessa resistenza?�</p><empty-line/><p> Roran esit�, poi scosse la testa. �La loro forza � la loro debolezza. Non si difendono come farebbero se temessero il morso di una spada o la punta di una freccia, e cos� non badano alla propria vita. S�, � vero, continuano a combattere anche dopo che un uomo normale sarebbe a terra morto stecchito, e non � un vantaggio da poco in battaglia, ma � anche vero che ne muoiono molti di pi� proprio perch� non si proteggono il corpo in maniera adeguata. Nella loro insensibile sicurezza, cadono in trappole e pericoli che noi invece faremmo di tutto per evitare. L'importante � che il morale dei Varden rimanga alto; sono sicuro che con la tattica giusta riusciremo a prevalere su questi mostri che ridono. Se fossimo come loro, ci massacreremmo a vicenda senza accorgercene n� preoccuparcene, perch� il nostro spirito di sopravvivenza verrebbe meno. Io la penso cos�.�</p><empty-line/><p> �Grazie, Roran.�</p><empty-line/><p> Quando se ne fu andato, Saphira chiese: <emphasis>Ancora nessuna notizia di Eragon?</emphasis></p><empty-line/><p> Nasuada scosse il capo. �No, ancora nulla, e il suo silenzio comincia a preoccuparmi. Se non ci avr� cercato entro dopodomani, chieder� ad Arya di mandare un messaggio a uno degli stregoni di Orik per avere sue notizie. Se Eragon non riesce ad accelerare la fine della consulta tra i clan, temo che non potremo pi� contare sull'alleanza dei nani per le battaglie future. L'unica cosa positiva di un risultato cos� disastroso sarebbe che Eragon tornasse da noi senza indugio.�</p><empty-line/><p> Quando Saphira fu pronta a lasciare il padiglione rosso crisalide, Bl�dhgarm evoc� di nuovo il sosia di Eragon e glielo sistem� sul dorso. La dragonessa ritrasse la testa e, come aveva gi� fatto prima, attravers� l'accampamento a grandi falcate, seguita a ruota dagli agili elfi.</p><empty-line/><p> Raggiunta la tenda di Eragon, l'ombra colorata del Cavaliere vi entr� e poi svan�. Saphira si accucci� e si rassegn� ad aspettare la fine della giornata nella pi� totale monotonia. Prima di riprendere il suo sonnellino, pur con riluttanza, espanse la mente verso la tenda di Roran e Katrina e insist� finch� lui non ebbe abbassato le barriere attorno alla propria coscienza.</p><empty-line/><p><emphasis>Saphira? </emphasis>domand� Roran.</p><empty-line/><p><emphasis>Conosci qualcun altro come me?</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> Certo che no. � solo che mi hai colto di sorpresa. Sono... be', al momento sono un po' occupato.</emphasis></p><empty-line/><p> Esamin� il colore delle sue emozioni e di quelle di Katrina e la conclusione a cui giunse la divert�. <emphasis>Volevo solo dirti che sono felice che tu sia tornato sano e salvo.</emphasis></p><empty-line/><p> I pensieri di Roran si fecero d'improvviso confusi, da caldi che erano divennero gelidi, e parve in difficolt� a formulare una risposta coerente. Alla fine disse: <emphasis>� molto gentile da parte tua, Saphira.</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> Se puoi, vieni a trovarmi domani, cos� potremo parlare con pi� calma. Mi innervosisco, a stare qui seduta tutto il giorno. Potresti raccontarmi qualcosa su com'era Eragon prima che facessi schiudere il mio uovo tra le sue mani.</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> Sarebbe... sarebbe un onore.</emphasis></p><empty-line/><p> Soddisfatta di aver dato il benvenuto a Roran e di avere obbedito alle fondamentali regole di cortesia in vigore tra i bipedi con le orecchie rotonde, e rincuorata nel sapere che l'indomani sarebbe stata una giornata un po' meno noiosa del solito, perch� era impensabile che qualcuno osasse ignorare la richiesta di un drago, Saphira si sistem� come meglio pot� sulla nuda terra. Come spesso le capitava, avrebbe tanto voluto trovarsi ancora nel soffice nido dell'alloggio di Eragon a Ellesm�ra, dentro l'albero sferzato dal vento. Sospir�, si lasci� sfuggire uno sbuffo di fumo, poi si addorment� e sogn� di volare pi� in alto che mai.</p><empty-line/><p><emphasis>Batt� le ali finch� non ebbe superato le irraggiungibili vette dei Monti Beor. Poi vol� in circolo per un po', ammirando tutta Alaga�sia sotto di s�. Infine la colse un irrefrenabile desiderio di salire ancora pi� su; allora riprese a dare colpi d'ala e in un batter d'occhio, almeno cos� le parve, super� la luna abbagliante finch� nel cielo scuro non rimasero che lei e le stelle argentee. Si libr� lass� per un intervallo di tempo indefinito, regina del mondo sottostante, luminoso come un gioiello; poi per� l'inquietudine fece breccia nel suo cuore e la dragonessa grid� i suoi pensieri:</emphasis></p><empty-line/><p> Eragon, dove sei?</p><p><strong>&#x2666; &#x2666; &#x2666;</strong></p><empty-line/><p><strong> BACIAMI DOLCEMENTE </strong></p><p>Al risveglio, Roran si liber� dalle morbide braccia di Katrina e si sedette a torso nudo sul bordo della branda che condividevano. Sbadigli� e si stropicci� gli occhi, poi guard� la pallida striscia di luce del fuoco che filtrava tra i due lembi di stoffa all'ingresso e si sent� ottuso e stordito per la stanchezza accumulata. Avvert� un brivido di freddo, ma rimase dov'era, immobile.</p><p>�Roran� lo chiam� Katrina con voce assonnata, poi si sollev� appoggiandosi a un braccio e con l'altro lo cerc�. Quando gli pass� la mano sulla schiena e gli accarezz� il collo, lui non reag�. �Dormi. Hai bisogno di riposare. Fra non molto dovrai ripartire.�</p><p>Roran scosse il capo senza guardarla.</p><empty-line/><p> �Che c'�?� gli chiese Katrina. Si mise a sedere, gli copr� le spalle con una coperta, poi si appoggi� a lui, la guancia calda contro il suo braccio. �Sei preoccupato per il nuovo capitano o per la destinazione che ti assegner� Nasuada?�</p><empty-line/><p> �No.�</p><empty-line/><p> Katrina rimase in silenzio un istante. �Ogni volta che te ne vai, mi sembra che a ritornare sia una parte sempre pi� piccola di te. Sei diventato cos� cupo e silenzioso... Sai che puoi dirmi che cosa ti turba, per quanto terribile. Lo sai, vero? Sono la figlia di un macellaio, e ho visto anch'io molti uomini cadere in battaglia.�</p><empty-line/><p> �Che cosa mi turba?� esclam� Roran, e le parole gli si strozzarono in gola. �Non ci voglio pensare mai pi�.� Serr� i pugni, il respiro incerto. �Un vero guerriero non si sentirebbe cos�.�</p><empty-line/><p> �Un vero guerriero non combatte perch� <emphasis>vuole </emphasis>ma perch� <emphasis>deve� </emphasis>rispose lei. �Un uomo che brama la guerra, che si <emphasis>diverte </emphasis>a uccidere, � un bruto e un mostro. Per quanta gloria conquisti sul campo di battaglia, non sarebbe migliore di un lupo rabbioso, sempre pronto a scagliarsi contro i suoi amici e la sua famiglia quanto contro i nemici.� Gli scost� i capelli dalla fronte e gli accarezz� la testa, piano, con dolcezza. �Una volta mi hai detto che tra le storie di Brom <emphasis>La canzone di Gerand </emphasis>era la tua preferita: per questo combatti con un martello invece che con una spada. Ti ricordi che a Gerand non piaceva uccidere ed era riluttante all'idea di imbracciare di nuovo le armi?�</p><empty-line/><p> �S�.�</p><empty-line/><p> �E tuttavia era considerato il pi� grande guerriero della sua epoca.� Katrina gli prese le guance tra le mani e gli volse il viso verso di s�, in modo che fosse costretto a guardarla negli occhi severi. �E tu sei il pi� grande guerriero che conosca, qui e in qualunque altra parte del mondo.�</p><empty-line/><p> Con la bocca asciutta, Roran rispose: �Ed Eragon, o...?�</p><empty-line/><p> �No. Eragon, Murtagh, Galbatorix, gli elfi... non valgono nemmeno la met� di te, perch� loro marciano in battaglia forti di incantesimi sulle labbra e di un potere che eccede di gran lunga il nostro. Ma tu...� - e lo baci� sul naso - �... tu sei solo un uomo. Affronti i tuoi nemici contando solo sulle tue gambe. Non sei un mago, eppure hai sconfitto i Gemelli. Sei veloce e forte quanto pu� esserlo un uomo, tuttavia non hai rinunciato ad attaccare i Ra'zac nel loro covo e a liberarmi dal loro sotterraneo.�</p><empty-line/><p> Roran deglut�. �S�, ma c'erano gli incantesimi di Eragon a proteggermi.�</p><empty-line/><p> �Ora non pi�. E poi a Carvahall non avevi difese, ma sei forse fuggito davanti ai Ra'zac?� Vedendo che il marito non rispondeva, Katrina prosegu�: �Tu sei solo un uomo, ma hai fatto cose che nemmeno Eragon o Murtagh sarebbero mai riusciti a eguagliare. Ai miei occhi questo ti rende il pi� grande guerriero di Alaga�sia... Non conosco nessun altro a Carvahall che avrebbe viaggiato per mari e monti pur di salvarmi.�</p><empty-line/><p> �Tuo padre.�</p><empty-line/><p> La sent� rabbrividire. �S�, � vero� sussurr�. �Ma non sarebbe mai stato capace di convincere altri a seguirlo come hai fatto tu.� Lo abbracci� forte. �Qualunque cosa tu abbia visto o fatto, io sar� sempre con te.�</p><empty-line/><p> �� tutto ci� di cui ho bisogno� disse Roran, poi la prese tra le braccia e la tenne stretta a s�. Infine sospir�. �Ma vorrei che questa guerra finisse. Vorrei tornare ad arare i campi, a seminare e a mietere il raccolto quand'� maturo. A mandare avanti una fattoria c'� da spaccarsi la schiena, ma almeno � un lavoro onesto. Uccidere non � onesto. � come rubare... s�, rubiamo la vita di altri uomini, e nessuno nel pieno delle proprie facolt� dovrebbe aspirare a tanto.�</p><empty-line/><p> �Come ho detto io.�</p><empty-line/><p> �S�, infatti.� Per quanto fosse difficile, si sforz� di sorridere. �Me n'ero dimenticato. Sto qui a gettarti addosso i miei problemi quando tu ne hai gi� abbastanza.� E le pos� una mano sul ventre.</p><empty-line/><p> �I tuoi problemi sono anche i miei, almeno finch� saremo sposati� mormor� Katrina, strofinandogli il viso contro il braccio.</p><empty-line/><p> �Certi problemi non si dovrebbero condividere con nessuno, soprattutto non con le persone che ami.�</p><empty-line/><p> Katrina si ritrasse di un paio di pollici e Roran si accorse che lo sguardo le si faceva cupo e assente, come capitava sempre quando rimuginava sul periodo di prigionia trascorso nell'Helgrind. �No, certi problemi non si dovrebbero condividere con nessuno.�</p><empty-line/><p> �Ah, non essere triste.� La strinse ancor pi� forte e la cull�. Desiderava con tutte le sue forze che Eragon non avesse trovato l'uovo di Saphira sulla Grande Dorsale. Dopo un po', quando Katrina si fu calmata e anche lui non fu pi� tanto teso, le accarezz� la curva del collo. �Su, baciami dolcemente e torniamo a letto, perch� sono stanco e voglio dormire.�</p><empty-line/><p> Allora lei rise e lo baci� con tutta la tenerezza di cui era capace, poi si distesero sulla branda. Fuori dalla tenda era tutto calmo e silenzioso, tranne il fiume Jiet, che scorreva oltre l'accampamento senza mai rallentare, senza mai fermarsi, e si riversava nei sogni di Roran, che si immaginava in piedi sulla prua di una nave, con Katrina al fianco, e fissava l'Occhio del Cinghiale, il gigantesco vortice.</p><empty-line/><p><emphasis>Quali speranze abbiamo di sopravvivere? </emphasis>si domand�.</p><p><strong>&#x2666; &#x2666; &#x2666;</strong></p><empty-line/><p><strong> GL�MRA </strong></p><p>Centinaia di piedi sotto Tronjheim la roccia si apriva in una grotta lunghissima. Da un lato c'era un immobile lago nero dalle profondit� insondabili e dall'altro una sponda di marmo. Stalattiti marrone e avorio pendevano gocciolanti dal soffitto, mentre dal fondo si ergevano stalagmiti simili a pugnali; in alcuni punti si univano a formare gonfi pilastri pi� imponenti dei tronchi secolari della Du Weldenvarden. Sparsi tra i pilastri c'erano mucchi di concime costellati di funghi e ventitr� basse casupole di pietra. Una lanterna senza fiamma brillava incandescente accanto a ogni porta. Fatta eccezione per quella luce, regnava l'oscurit�.</p><p>Dentro una di quelle casupole, Eragon prese posto su una sedia troppo piccola per lui davanti a un tavolo di granito che gli arrivava appena alle ginocchia. Il profumo di formaggio di capra morbido, funghi a fette, lievito, stufato, uova di piccione e brace pervadeva la stanza. Di fronte a lui la madre di Kv�stor, Gl�mra, della Famiglia di Mord, piangeva e si strappava i capelli e si colpiva il petto. Sul viso tondo si vedevano ancora i solchi luccicanti lasciati dalle lacrime.</p><p>Erano soli. Le quattro guardie - al gruppo si era aggiunto Thrand, un guerriero della scorta di Orik - aspettavano fuori insieme a H�ndfast, l'interprete, che Eragon aveva congedato non appena aveva saputo che la nana parlava la sua lingua.</p><p>Dopo l'aggressione, Eragon aveva cercato Orik con la mente e il capoclan aveva insistito perch� corresse pi� veloce possibile negli alloggi dell'Ingeitum, dove sarebbe stato al sicuro. Eragon aveva obbedito, mentre Orik chiedeva ai clan di riaggiornarsi l'indomani mattina poich� si era verificata un'emergenza che richiedeva la sua immediata attenzione. Poi aveva marciato con i suoi guerrieri pi� baldi e gli stregoni pi� fidati fino al luogo dell'imboscata e insieme avevano esaminato la scena sia con la magia sia con mezzi pi� artigianali. Soddisfatto delle informazioni raccolte, Orik era tornato di corsa nelle sue stanze e aveva detto a Eragon: "Abbiamo un sacco di cose da fare, e in pochissimo tempo, per giunta. Prima che la consulta riprenda domani alla terza ora del mattino dobbiamo tentare di stabilire oltre ogni ragionevole dubbio chi ha ordinato l'attacco. Cos� avremo qualcosa su cui far leva contro gli altri clan. Altrimenti, senza sapere chi sono i nostri nemici, brancoleremo nel buio. Possiamo mantenere il riserbo sulla vicenda fino a domani mattina, ma non oltre. Di sicuro i knurlan avranno sentito l'eco del combattimento nei tunnel sotto Tronjheim e so che gi� adesso staranno cercando la causa di tanto rumore per paura di un crollo che potrebbe minare la citt� in superficie." Orik aveva pestato i piedi e maledetto gli antenati dei mandanti, chiunque fossero, poi si era portato le mani ai fianchi e aveva detto: "Se prima la minaccia di una guerra tra clan era solo nell'aria, adesso � alle porte. Dobbiamo muoverci in fretta se vogliamo evitare quell'infausto destino. Abbiamo knurlan da trovare, domande da fare, minacce da lanciare, nani da corrompere e pergamene da rubare... e tutto prima di domattina."</p><p>"E io?" aveva chiesto Eragon.</p><empty-line/><p> "Tu devi restare qui finch� non sapremo se l'Az Sweldn rak Anh�in o qualche altro clan ha un contingente pi� grande radunato altrove, pronto a ucciderti. Pi� a lungo riusciremo a tenere nascosto ai tuoi assalitori se sei vivo, morto o ferito, pi� dovranno guardare le rocce dove posano i piedi."</p><empty-line/><p> Sulle prime Eragon fu d'accordo con la proposta di Orik, ma osservando il nano indaffarato a dare ordini a destra e a manca si sent� sempre pi� a disagio e inutile. Alla fine l'aveva preso per un braccio e gli aveva detto: "Se devo starmene qui a fissare il muro mentre tu cerchi i colpevoli, digrigner� i denti fino a ridurli a spuntoni. Ci dev'essere qualcosa che posso fare per aiutarti. Che mi dici di Kv�stor? Qualcuno della sua famiglia abita a Tronjheim? Sono gi� stati avvisati della sua morte? In caso contrario, andr� io a portare loro la notizia, perch� � per difendere me che � morto."</p><empty-line/><p> Orik aveva chiesto alle sue guardie: in effetti la famiglia di Kv�stor viveva a Tronjheim, anzi, pi� precisamente <emphasis>sotto </emphasis>Tronjheim. Orik si era accigliato e aveva borbottato una strana parola nella lingua dei nani. "Sono abitanti del sottosuolo" aveva risposto, "knurlan che hanno abbandonato la superficie per trasferirsi nelle profondit� della terra, tranne qualche sporadica incursione di sopra. In tanti vivono laggi�, soprattutto sotto Tronjheim e il Farthen D�r, pi� che altrove, perch� da l� possono uscire senza sentirsi proprio fuori, all'aperto, cosa che molti non potrebbero sopportare, essendo cos� abituati agli spazi chiusi. Non sapevo che Kv�stor fosse uno di loro."</p><empty-line/><p> "Ti dispiace se vado a trovare la sua famiglia? Tra queste stanze ci sono delle scale che conducono di sotto, o mi sbaglio? Potrei andarci senza che nessuno lo venga a sapere."</p><empty-line/><p> Orik aveva riflettuto un momento, poi aveva annuito. "Hai ragione. Il percorso � abbastanza sicuro e a nessuno verrebbe mai in mente di cercarti tra gli abitanti del sottosuolo. Il primo posto in cui verrebbero a controllare � qui, e ti troverebbero. Va', e non tornare finch� non ti mando un messaggero, nemmeno se la Famiglia di Mord ti mette alla porta e devi startene seduto su una stalagmite fino a domani mattina. Per� attento, Eragon; quella � gente solitaria, ed estremamente suscettibile se ferita nell'onore; inoltre ha strane abitudini. Procedi cauto, mi raccomando, come se stessi camminando su una lastra di scisto marcio, eh?"</p><empty-line/><p> E cos�, dopo che Thrand fu aggiunto alla sua scorta, accompagnato da H�ndfast, con uno spadino da nano legato in vita, Eragon si era avviato alla pi� vicina scalinata che conduceva di sotto ed era sceso nelle viscere della terra, pi� gi� di quanto non avesse mai fatto prima. A tempo debito aveva trovato Gl�mra e l'aveva informata della morte di Kv�stor, ed eccolo l� seduto ad ascoltarla piangere il figlio trucidato, con gemiti, grida e poi frammenti di parole nella lingua dei nani, cantati in una tonalit� ossessiva e dissonante.</p><empty-line/><p> Sconcertato dall'intensit� del suo dolore, Eragon distolse lo sguardo. Fiss� la stufa di steatite verde appoggiata e le consunte incisioni geometriche che ne adornavano i profili. Esamin� il tappeto verde e marrone davanti al focolare, la zangola in un cantuccio e le provviste appese alle travi del soffitto. Guard� il pesante telaio di legno sotto una finestra rotonda con pannelli di vetro color lavanda.</p><empty-line/><p> Poi, al culmine della disperazione, Gl�mra incroci� lo sguardo di Eragon, si alz� dal tavolo, and� al piano di lavoro della cucina e pos� la mano sinistra sul tagliere. Prima che lui potesse fermarla, prese un coltello e si mozz� la prima falange del mignolo, poi gemette e si pieg� in due.</p><empty-line/><p> Eragon si alz�, lasciandosi sfuggire un grido involontario. Si domand� quale follia avesse sopraffatto la nana e se doveva tentare di fermarla prima che si facesse ancora del male. Apr� la bocca per chiederle se voleva che le curasse la ferita, ma poi ci ripens�, ricordando l'ammonimento di Orik sulle strane abitudini e il profondo senso dell'onore degli abitanti del sottosuolo. <emphasis> Potrebbe considerare la mia offerta un insulto, </emphasis>si disse. Cos� chiuse la bocca e riprese il suo posto sulla sedia troppo piccola.</p><empty-line/><p> Un minuto dopo Gl�mra si raddrizz�, trasse un profondo respiro e poi, tranquilla, in silenzio lav� l'estremit� infiammata del dito con il brandy, gli strofin� sopra un balsamo giallo e fasci� la ferita. Con il volto di luna ancora pallido per il forte dolore, si accasci� sulla sedia di fronte a Eragon. �Ti ringrazio per avermi portato di persona la notizia della morte di mio figlio, Ammazzaspettri. Sono felice di sapere che � morto con valore, come si conviene a un guerriero.�</p><empty-line/><p> �� stato davvero coraggioso� rispose Eragon. �Aveva capito che i nostri nemici erano veloci come elfi, tuttavia si � scagliato nella mischia per proteggermi. Il suo sacrificio mi ha dato il tempo di schivare le loro spade e anche di intuire che erano protette da pericolosi incantesimi. Se non fosse stato per il suo gesto, dubito che sarei qui adesso.�</p><empty-line/><p> Gl�mra annu� piano, gli occhi fissi sul pavimento, e si lisci� il vestito. �Sai chi � responsabile di questo attacco contro il tuo clan, Ammazzaspettri?�</p><empty-line/><p> �Abbiamo solo dei sospetti. Mentre noi due parliamo, il grimstborith Orik sta cercando di scoprire la verit� sull'accaduto.�</p><empty-line/><p> �Sono stati quelli dell'Az Sweldn rak Anh�in?� gli domand� la nana, e quell'astuta domanda sorprese Eragon, che cerc� di dissimulare la propria reazione. In risposta al suo silenzio, la nana aggiunse: �Tutti sappiamo della faida in corso tra voi, Argetlam; ogni knurla tra queste montagne lo sa. Alcuni di noi hanno visto con favore la loro opposizione nei tuoi confronti, ma se davvero hanno pensato di ucciderti, allora hanno agito male e hanno firmato la loro condanna.�</p><empty-line/><p> Eragon inarc� un sopracciglio, interessato. �Condanna? In che senso?�</p><empty-line/><p> �Sei stato tu, Ammazzaspettri, a uccidere Durza e a permetterci cos� di salvare Tronjheim e i cunicoli sotterranei dalle grinfie di Galbatorix. La nostra razza non lo dimenticher� mai, almeno finch� Tronjheim rester� in piedi. E poi qui sotto corre voce che il tuo drago riparer� l'Isidar Mithrim... � vero?�</p><empty-line/><p> Eragon annu�.</p><empty-line/><p> �� gentile da parte tua, Ammazzaspettri. Hai fatto molto per il nostro popolo, e qualunque sia il clan che ti ha attaccato, ci ribelleremo e ci vendicheremo.�</p><empty-line/><p> �L'ho giurato di fronte a tre testimoni e lo ripeto anche qui davanti a te: punir� chi ha assoldato quegli assassini codardi che ci hanno attaccato alle spalle e far� loro rimpiangere di aver anche solo preso in considerazione l'idea di compiere un gesto cos� malvagio. Tuttavia...�</p><empty-line/><p> �Grazie, Ammazzaspettri.�</p><empty-line/><p> Eragon esit�, poi inclin� il capo. �Tuttavia non dobbiamo fare niente che possa scatenare una guerra tra clan. Non adesso. Se ci sar� da usare la forza, sar� il grimstborith Orik a decidere quando e dove sguainare le spade, non sei d'accordo?�</p><empty-line/><p> �Penser� a quello che hai detto, Ammazzaspettri� rispose Gl�mra. �Orik �...� Qualunque cosa stesse per dire, la frase rimase in sospeso. La nana chiuse le pesanti palpebre e si pieg� in due per un istante, premendo la mano mutilata contro l'addome. Quando la fitta fu passata, si raddrizz� e avvicin� il dorso della mano alla guancia, poi prese a dondolarsi e a gemere: �Oh, il mio povero figlio... il mio bellissimo figlio.�</p><empty-line/><p> Si alz� e gir� barcollando intorno al tavolo, diretta verso una piccola collezione di spade e asce appese alla parete dietro Eragon, accanto a una nicchia chiusa da un drappo di seta rossa. Per paura che potesse farsi ancora del male, Eragon balz� in piedi, rovesciando la sedia di quercia nella fretta. Poi le si avvicin�, ma a quel punto si rese conto che la nana si stava incamminando verso la nicchia, non verso le armi, e per fortuna riusc� a ritrarre il braccio prima di offenderla.</p><empty-line/><p> Quando Gl�mra apr� la tenda, gli anelli di ottone cuciti lungo il bordo in alto tintinnarono. Apparve una mensola profonda e buia su cui erano incise rune e forme dai dettagli cos� fantastici che Eragon non sarebbe riuscito a capirle tutte neppure se fosse rimasto a studiarle per ore. Sul ripiano in basso c'erano le statue delle sei principali divinit� dei nani e di altre nove entit� che per� lui non conosceva, tutte con lineamenti e posture esasperati perch� non ci fossero dubbi sul soggetto ritratto.</p><empty-line/><p> Gl�mra prese dal corpetto un amuleto d'oro e d'argento, poi lo baci� e lo port� alla gola inginocchiandosi davanti alla nicchia. Cominci� a intonare un lamento funebre nella sua lingua; la voce si alzava e si abbassava seguendo gli strani disegni della musica dei nani. La melodia fece venire le lacrime agli occhi a Eragon. Gl�mra cant� per diversi minuti, poi tacque con lo sguardo ancora fisso sulle statuine; nel frattempo i lineamenti trasfigurati dal dolore si addolcirono, e dove prima Eragon aveva percepito solo rabbia, pena e sconforto, trov� quieta accettazione, pace e sublime superiorit�. Dal viso della nana sembrava emanare un fioco bagliore. La trasformazione di Gl�mra fu cos� completa che Eragon quasi non la riconosceva.</p><empty-line/><p> �Stasera Kv�stor cener� nel palazzo di Morgothal, lo so� disse la nana, poi baci� di nuovo l'amuleto. �Vorrei tanto poter spezzare il pane insieme a lui e a mio marito Bauden, ma non � ancora arrivato per me il momento di dormire nelle catacombe di Tronjheim, e Morgothal rifiuta l'ingresso nel suo palazzo a chi vuole accelerare il proprio arrivo. Ma a tempo debito la nostra famiglia sar� riunita, tutti i nostri antenati da quando G�ntera cre� il mondo dalle tenebre. Ne sono sicura.�</p><empty-line/><p> Eragon le si inginocchi� accanto e con voce roca le chiese: �Come fai a saperlo?�</p><empty-line/><p> �Perch� � cos�.� Con gesti lenti e rispettosi, Gl�mra sfior� i piedi cesellati di ogni divinit� con la punta delle dita. �E come potrebbe essere altrimenti? Il mondo non pu� essersi creato da solo, cos� come una spada o un elmo hanno bisogno di qualcuno che li forgi, e poich� gli unici esseri capaci di plasmare i cieli e la terra sono quelli dotati di potere divino, � negli dei che dobbiamo trovare le risposte alle nostre domande. Ho fiducia nel fatto che garantiranno la giustizia in questo mondo, e grazie alla mia fede io mi libero del fardello delle sofferenze terrene.�</p><empty-line/><p> Parlava con tanta convinzione che Eragon prov� l'improvviso desiderio di condividerne i pensieri. Sarebbe stato bello allontanare i dubbi e le paure e sapere che, per quanto orribile potesse sembrare il mondo a volte, la vita non era solo mera confusione. Avrebbe voluto essere certo che la sua vera essenza non sarebbe svanita nel nulla se anche una spada gli avesse mozzato la testa e che prima o poi avrebbe incontrato di nuovo Brom, Garrow e tutti quelli a cui aveva voluto bene e che aveva perduto. Sent� crescere dentro di s� un disperato desiderio di speranza e conforto, che lo disorient� e gli fece tremare le gambe.</p><empty-line/><p> Eppure...</p><empty-line/><p> Una parte di lui era riluttante ad abbracciare le divinit� dei nani e a far dipendere la propria identit� e il proprio benessere da qualcosa che non capiva. Faticava anche ad accettare che, se esistevano delle divinit�, quelle dei nani fossero le uniche. Era sicuro che se avesse chiesto a Nar Garzhvog o a un membro delle trib� nomadi o anche ai sacerdoti neri dell'Helgrind se i loro dei esistevano davvero, ciascuno avrebbe sostenuto la supremazia della propria fede con lo stesso vigore con cui Gl�mra difendeva la sua. <emphasis>Come faccio a sapere quale religione � quella autentica?</emphasis> si domand�. <emphasis>Solo perch� qualcuno abbraccia una certa fede non significa che sia la strada giusta... Forse nessuna religione contiene tutte le verit� del mondo. Forse ognuna ne contiene dei frammenti, e spetta a noi scoprirli e metterli insieme. O forse hanno ragione gli elfi, e gli dei non esistono. Ma come faccio a esserne sicuro?</emphasis></p><empty-line/><p> Con un lungo sospiro, Gl�mra mormor� una frase nella lingua dei nani, poi si alz� e richiuse il drappo di seta della nicchia. Anche Eragon si alz� e sussult� stirando i muscoli ancora doloranti dopo lo scontro, poi la segu� al tavolo e torn� a sedersi. Da una credenza di pietra incassata nella parete, la nana prese due tazze di peltro, poi stacc� dal soffitto una bisaccia piena di vino e vers� da bere. Alz� la tazza e pronunci� un brindisi nella lingua dei nani che Eragon si sforz� di imitare, poi bevvero.</p><empty-line/><p> �� bello sapere che Kv�stor continua a vivere, che indossa vesti degne di un re e si gode il banchetto nel palazzo di Morgothal. Che possa farsi onore al servizio degli dei!� esclam� Gl�mra, e bevve altro vino.</p><empty-line/><p> Dopo aver vuotato la sua tazza, Eragon fece per congedarsi, ma la nana lo ferm� con un gesto della mano. �Hai un posto dove stare, al sicuro da chi ti vuole morto, Ammazzaspettri?� gli chiese, ed Eragon le rispose che sarebbe dovuto restare nascosto sotto Tronjheim finch� Orik non gli avesse mandato un messaggero. Gl�mra annu� con un breve e risoluto cenno del mento, poi disse: �Allora tu e i tuoi compagni dovete aspettarlo qui. Insisto.� Eragon tent� di protestare, ma lei scosse il capo. �Non permetter� agli uomini che hanno combattuto con mio figlio di languire in queste buie e umide grotte, almeno non finch� avr� fiato in corpo. Raduna i tuoi compagni, cos� mangeremo insieme e rallegreremo questa triste serata.�</p><empty-line/><p> Eragon cap� che andandosene avrebbe indispettito Gl�mra, cos� chiam� le guardie e l'interprete. La aiutarono a preparare una cena a base di pane, carne e pasticci, e quando fu tutto pronto mangiarono e brindarono e parlarono fino a tarda sera. Gl�mra era particolarmente vivace; bevve e rise pi� degli altri, ed era sempre la prima a fare un commento arguto. Sulle prime Eragon rimase sconvolto dal comportamento della nana, poi si accorse che il sorriso non le arrivava mai fino agli occhi, e che quando pensava che nessuno la stesse guardando la gioia le svaniva dal viso per lasciare il posto a una sobria pacatezza. Concluse che intrattenerli era il suo modo di celebrare la memoria del figlio e di allontanare il dolore per la morte di Kv�stor.</p><empty-line/><p><emphasis>Non ho mai conosciuto nessuno come te, </emphasis>pens� mentre la osservava.</p><empty-line/><p> La mezzanotte era passata da un pezzo quando qualcuno buss� alla porta della casupola. H�ndfast fece entrare un nano in armatura che sembrava nervoso e a disagio; continuava a guardare la porta, le finestre e gli angoli bui. Con una serie di frasi nell'antica lingua, spieg� a Eragon che era il messaggero di Orik e poi disse: �Sono Fam, figlio di Flosi... Argetlam, Orik vuole che tu torni al pi� presto. Ha notizie importanti sugli eventi di oggi.�</p><empty-line/><p> Sulla soglia, Gl�mra afferr� il braccio sinistro di Eragon con dita d'acciaio e mentre lui chinava il capo per guardarla negli occhi duri, gli disse: �Ricorda il tuo giuramento, Ammazzaspettri, e non lasciare che gli assassini di mio figlio restino impuniti!�</p><empty-line/><p> �Non accadr�, te lo prometto.�</p><p><strong>RADUNO DI CLAN </strong></p><p>Vedendo Eragon avanzare verso di loro, i nani di guardia fuori dall'alloggio di Orik spalancarono i due battenti della porta.</p><empty-line/><p> L'ingresso era lungo e finemente decorato, e al centro della stanza erano disposte una in fila all'altra tre sedute circolari imbottite di stoffa rossa. Arazzi ricamati impreziosivano le pareti insieme alle onnipresenti lanterne senza fiamma, mentre sul soffitto era stata scolpita una battaglia molto famosa nella storia dei nani.</p><empty-line/><p> Orik stava confabulando con un gruppo di suoi guerrieri e parecchi altri nani dalla barba grigia appartenenti al D�rgrimst Ingeitum. Mentre Eragon si avvicinava, si volt� verso di lui, cupo in volto. �Bene, non ci hai messo molto! H�ndfast, adesso puoi tornare nei tuoi appartamenti. Dobbiamo parlare in privato.�</p><empty-line/><p> L'interprete fece un inchino e spar� sotto un arco sulla sinistra; l'eco dei suoi passi risuon� sul lustro pavimento di agata. Non appena fu sicuro che non avrebbe potuto sentirlo, Eragon chiese: �Non ti fidi di lui?�</p><empty-line/><p> Orik si strinse nelle spalle. �Al momento non so pi� di chi fidarmi; meno gente sa ci� che abbiamo scoperto, meglio �. Non possiamo rischiare che la notizia giunga a un altro clan prima di domani. In quel caso la guerra sarebbe inevitabile.� I nani dietro di lui borbottarono qualcosa tra loro; avevano l'aria sconcertata.</p><empty-line/><p> �Allora, di che si tratta?� domand� Eragon, preoccupato.</p><empty-line/><p> Orik fece un cenno ai suoi guerrieri, che si fecero da parte, rivelando tre nani legati e insanguinati, ammucchiati uno sopra l'altro nell'angolo. Quello in basso gemeva e scalciava, ma non riusciva a districarsi dagli altri due compagni di prigionia.</p><empty-line/><p> �Chi sono?�</p><empty-line/><p> �Ho chiesto a molti dei nostri fabbri di esaminare i pugnali dei tuoi assalitori� replic� Orik. �In base alla fattura delle armi, sono risaliti a Kiefna il Nasone, un forgiatore di spade del nostro clan che si � guadagnato un'ottima reputazione tra il nostro popolo.�</p><empty-line/><p> �Lui potr� dirci chi ha comprato i pugnali e chi sono i nostri nemici?�</p><empty-line/><p> Una brusca risata scosse il petto di Orik. �Non credo, ma siamo riusciti a scoprire che da Kiefna i pugnali sono arrivati a un armaiolo di Dalgon, una citt� a molte leghe da qui, il quale poi li ha venduti a una knurlaf con...�</p><empty-line/><p> �Una... <emphasis>knurlaf?�</emphasis></p><empty-line/><p> Orik si accigli�. �S�, vuol dire nana. A quanto pare, due mesi fa una nana con sette dita per ogni mano ha comprato quei pugnali.�</p><empty-line/><p> �E l'avete trovata? Non ci saranno tante nane che rispondono a quella descrizione.�</p><empty-line/><p> �Invece tra noi � una caratteristica molto diffusa� disse Orik. �Comunque, dopo mille peripezie siamo riusciti a rintracciarla a Dalgon. I miei guerrieri l'hanno interrogata a lungo. Appartiene al D�rgrimst Nagra, ma per quanto ne sappiamo ha agito spontaneamente e non per ordine dei leader del suo clan. Da lei abbiamo appreso che un nano l'aveva incaricata di comprare i pugnali e poi di consegnarli a un mercante di vini che li avrebbe portati a Dalgon. La destinazione finale le era sconosciuta, ma facendo qualche domanda abbiamo scoperto che il vinaio si � trasferito in una delle citt� controllate dal D�rgrimst Az Sweldn rak Anh�in.�</p><empty-line/><p> �Dunque sono stati loro!� esclam� Eragon.</p><empty-line/><p> �O loro, o qualcuno che voleva farcelo credere. Per affermare con assoluta certezza che i colpevoli sono gli Az Sweldn ci servivano altre prove.� Poi gli comparve uno strano brillio negli occhi e alz� un dito. �E cos�, per mezzo di un incantesimo molto, molto astuto, abbiamo seguito a ritroso gli spostamenti degli assassini attraverso i tunnel e le grotte sotto Tronjheim fino a un'area desertica al dodicesimo livello, accanto al palazzo ausiliare dell'ala meridionale nel quadrante ovest, lungo il... ah, be', non importa. Anche se prima o poi dovr� spiegarti com'� fatta Tronjheim, cos�, se mai ti capitasse di dover cercare un posto in particolare, lo troveresti anche da solo. Comunque siamo risaliti a un magazzino abbandonato e vi abbiamo trovato quei tre� disse indicando i nani legati. �Non si aspettavano di vederci, cos� siamo riusciti a catturarli vivi, anche se hanno cercato di uccidersi. Non � stato facile, ma siamo penetrati nella mente di due di loro - il terzo l'abbiamo lasciato agli altri capiclan, che potranno interrogarlo a loro piacere - e abbiamo carpito tutto ci� che sapevano su questa faccenda.� Orik indic� di nuovo i prigionieri. �Sono stati questi tre a fornire i pugnali e gli abiti neri agli assassini e a dare loro vitto e alloggio ieri sera.�</p><empty-line/><p> �Chi sono?� chiese Eragon.</p><empty-line/><p> �Bah!� esclam� Orik e sput� per terra. �Sono Vargrimstn, guerrieri caduti in disgrazia per gravi demeriti, ormai esclusi da ogni clan. Solo una persona coinvolta direttamente in qualche atto criminale, interessata a mantenerlo segreto, pu� accettare di confondersi con certa feccia. Questi tre hanno preso ordini dal Grimstborith Verm�nd dell'Az Sweldn rak Anh�in.�</p><empty-line/><p> �Non ci sono dubbi?�</p><empty-line/><p> Orik scosse la testa. �No. Sono stati gli Az Sweldn rak Anh�in che hanno cercato di ucciderti, Eragon. Probabilmente non sapremo mai se sono implicati altri clan, ma se riveliamo questo tradimento, chiunque sia coinvolto nel complotto sar� costretto a disconoscere gli ex alleati, a rinunciare, o quanto meno a posticipare altri attacchi contro l'Ingeitum e, se amministriamo la cosa nel modo migliore, a dare a me il suo voto.�</p><empty-line/><p> Nella mente di Eragon balen� l'immagine della lama multicolore che spuntava dal collo di Kv�stor e dell'espressione di dolore del nano che cadeva a terra morente. �Come puniremo gli Az Sweldn rak Anh�in per questo crimine? Uccideremo Verm�nd?�</p><empty-line/><p> �Ah, lascia fare a me� rispose Orik, e si picchiett� il naso. �Ho un piano. Ma dobbiamo procedere con cautela, perch� � una situazione molto delicata. Erano anni che non assistevamo a un tradimento di tale portata. Dato che non sei cresciuto tra i nani, non puoi capire quanto ci disgusta che uno di noi abbia attaccato un ospite. E che tu sia l'unico Cavaliere rimasto in grado di ostacolare Galbatorix non fa che peggiorare la gravit� dell'affronto. Forse sarebbe necessario spargere altro sangue, ma al momento ci� porterebbe solo a una seconda guerra tra clan.�</p><empty-line/><p> �Per� potrebbe essere l'unico modo per affrontare gli Az Sweldn rak Anh�in� gli fece notare Eragon.</p><empty-line/><p> �Non credo, ma se mi sbaglio e la guerra sar� inevitabile, dobbiamo assicurarci che siano da soli a combatterla, che perdano tutti gli alleati. Non sarebbe poi tanto male, no? Insieme, noi e gli altri clan potremmo schiacciarli nel giro di una settimana. Tuttavia combattere una guerra divisi in due o tre fazioni porterebbe il nostro paese alla rovina. Prima di sguainare le spade, dunque, � di cruciale importanza convincere gli altri clan di ci� che hanno fatto gli Az Sweldn rak Anh�in. Permetterai ai maghi degli altri clan di esaminare i tuoi ricordi dell'attacco, in modo da verificare che tutto sia andato come diciamo noi e che non sia stata una farsa inscenata a nostro vantaggio?�</p><empty-line/><p> Eragon esit�, riluttante all'idea di aprire la propria mente a sconosciuti, poi indic� con un cenno del capo i tre nani ammassati uno sopra l'altro. �E quelli? Non bastano i loro ricordi a convincere gli altri clan della colpevolezza degli Az Sweldn rak Anh�in?�</p><empty-line/><p> Orik fece una smorfia. �In teoria s�, ma per esserne del tutto sicuri i capiclan insisteranno per confrontare i loro ricordi con i tuoi, e se ti rifiuti l'Az Sweldn rak Anh�in sosterr� che stiamo nascondendo qualcosa e che le nostre accuse non sono altro che falsit� e calunnie.�</p><empty-line/><p> �Benissimo� rispose Eragon. �Se devo, lo far�. Ma se qualche mago si insinua dove non dovrebbe, fosse anche per sbaglio, non avr� altra scelta se non estirpare dalle loro menti ci� che hanno visto. Non posso permettere che certe cose diventino di dominio pubblico.�</p><empty-line/><p> Orik annu� e disse: �S�, mi viene in mente almeno un'informazione che ci danneggerebbe se fosse diffusa ai quattro venti, eh? Sono sicuro che i capiclan accetteranno le tue condizioni, perch� tutti abbiamo segreti che non vogliamo vengano sbandierati, e sono altrettanto sicuro che ordineranno ai loro maghi di procedere noncuranti del pericolo. Questo attacco pu� scatenare un tale disordine nel nostro popolo che i grimstborithn si sentiranno costretti a stabilire la verit� sull'accaduto, anche se cos� facendo rischiano di perdere i loro pi� rinomati stregoni.�</p><empty-line/><p> Ergendosi in tutta la sua pur minima altezza, Orik ordin� che i prigionieri fossero allontanati dall'ingresso e conged� tutti i suoi vassalli, tranne Eragon e un contingente di ventisei guerrieri tra i pi� abili. Poi con un gesto aggraziato afferr� Eragon per il gomito sinistro e lo condusse verso le stanze pi� interne. �Stanotte devi restare qui con me, dove l'Az Sweldn rak Anh�in non oser� colpire.�</p><empty-line/><p> �Se hai intenzione di dormire, ti metto in guardia subito: io proprio non ci riuscir�, non stanotte. Mi ribolle ancora il sangue dopo il tumulto del combattimento, e la mia testa � altrettanto inquieta.�</p><empty-line/><p> �Fa' come vuoi; tanto non mi disturberai, perch� mi caler� sugli occhi uno spesso berretto di lana. Tuttavia dovresti provare a cercare di calmarti, magari sfruttando qualcuna delle tecniche che ti hanno insegnato gli elfi, e di recuperare il pi� possibile le forze. � quasi giorno e tra poche ore i clan si riuniranno di nuovo. Dobbiamo essere freschi per affrontare ci� che ci aspetta. Quello che faremo e diremo determiner� il destino del mio popolo, del mio paese e del resto di Alaga�sia... Ah, via quella faccia triste! Pensa a questo, piuttosto: che abbiamo successo o no, e naturalmente spero nella prima ipotesi, i nostri nomi saranno ricordati fino alla notte dei tempi per come ci comporteremo domani. Questo almeno ti riempir� la pancia d'orgoglio! Gli dei sono volubili e l'unica immortalit� su cui possiamo contare � quella che ci conquistiamo grazie alle nostre gesta. Che sia per fama o per infamia, � comunque meglio che essere dimenticati una volta abbandonato questo mondo.�</p><p>Pi� tardi, quella notte, nelle ore morte prima dell'alba, avvolto nell'abbraccio del divano imbottito su cui si era lasciato cadere, Eragon lasci� vagare i pensieri e l'impalcatura razionale della sua coscienza si dissolse nella disordinata fantasia dei sogni a occhi aperti. Mentre guardava il mosaico di pietre colorate sulla parete davanti a lui, ebbe l'impressione che vi scorressero, come su un velo luccicante, le scene della sua vita nella Valle Palancar, prima che il fato e sanguinoso irrompesse nella sua esistenza. Tuttavia ben presto quelle scene deviarono dal quotidiano ed Eragon si ritrov� immerso in situazioni immaginarie, costruite pezzo per pezzo da frammenti di fatti realmente accaduti. Pochi istanti prima che si riavesse dal torpore, la visione tremol� e le immagini si fecero via via pi� reali.</p><p><emphasis>Si trovava nella fucina di Horst, la porta era spalancata, come il ghigno fisso di un folle. Fuori regnava una notte senza stelle e quella divorante oscurit� sembrava insidiare il contorno della fioca luce rossa emanata dalla brace, come se fosse ansiosa di inghiottire ogni cosa all'interno di quella sfera accesa. Accanto alla forgia, Horst si stagliava come un gigante; le ombre in continuo movimento sul viso e la barba erano una visione orribile. Alzava e abbassava il braccio imponente, e ogni volta che il martello colpiva l'estremit� di una sbarra di acciaio color giallo acceso, un clangore simile a un rintocco di campana faceva vibrare l'aria. Una vampata di scintille saett� fino a terra, dove si spense. Il fabbro colp� il metallo altre quattro volte, poi sollev� la sbarra dall'incudine e la immerse in un barile d'olio. Fiamme spettrali, azzurre e sottili, tremolarono lungo la superficie e poi svanirono tra piccole grida inferocite. Estratta la sbarra, Horst si volse verso Eragon e lo guard� accigliato. "Che cosa ci fai qui?" gli chiese.</emphasis></p><p> "Mi serve la spada di un Cavaliere dei Draghi."</p><p><emphasis>"Vattene. Non ho tempo di forgiartene una. Non vedi che sto lavorando a un gancio da paiolo per Elain? Le serve per la battaglia. Sei solo?"</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> "Non lo so."</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> "Dov'� tuo padre? Dov'� tua madre?"</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> "Non lo so."</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> Poi risuon� un'altra voce, educata ma forte e potente. "Buon fabbro" disse, "non � solo. � venuto con me."</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> "E tu chi saresti?" domand� Horst.</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> "Sono suo padre."</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> Dalla fitta oscurit� oltre i battenti spalancati emerse una figura immensa, orlata da una pallida luce. Si ferm� sulla soglia della fucina. Un mantello rosso sventolava sulle spalle pi� larghe di quelle di un Kull. Nella mano sinistra dell'uomo scintillava Zar'roc, affilata come il dolore. Attraverso le fessure dell'elmo lucente gli occhi azzurri dell'uomo trafissero Eragon, immobilizzandolo, come un coniglio infilzato da una freccia. Poi alz� la mano destra e la tenne levata verso il ragazzo. "Figlio mio, vieni con me. Insieme possiamo distruggere i Varden, uccidere Galbatorix e conquistare tutta Alaga�sia. Dammi il tuo cuore e saremo invincibili.</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> "Dammi il tuo cuore, figlio mio."</emphasis></p><empty-line/><p> Con un grido strozzato, Eragon balz� dal divano e si ritrov� in piedi, lo sguardo fisso sul pavimento, i pugni serrati, il respiro affannoso. Le guardie di Orik gli lanciarono occhiate indagatrici, ma lui le ignor�, troppo turbato per spiegare quello scatto.</p><empty-line/><p> Era ancora presto, cos� torn� a sedersi sul divano, ma rimase all'erta e non consent� a se stesso di sprofondare ancora nel mondo dei sogni, temendo che chiss� quali altri fantasmi arrivassero a tormentarlo.</p><p>Eragon era in piedi, la schiena rivolta alla parete, la mano sul pomolo dello spadino da nano, mentre osservava i capiclan sfilare nella sala riunioni circolare sepolta sotto Tronjheim. Tenne d'occhio soprattutto Verm�nd, il grimstborith dell'Az Sweldn rak Anh�in, ma se anche il nano coperto dal lungo velo viola era sorpreso di vederlo vivo e vegeto, non lo diede a vedere.</p><empty-line/><p> Eragon sent� lo stivale di Orik contro il suo. Senza distogliere lo sguardo, si chin� verso di lui. �Ricordati, a sinistra; la terza porta� gli sussurr�, alludendo al punto in cui aveva fatto schierare un centinaio di guerrieri all'insaputa degli altri capiclan.</p><p>�Se si arriva al sangue, devo cogliere l'occasione e uccidere quella serpe di Verm�nd?� chiese Eragon, anche lui a fior di labbra.</p><empty-line/><p> �No, ti prego, a meno che non sia lui a fare la prima mossa contro uno di noi.� A Orik sfugg� un risolino sommesso. �Difficilmente ti conquisteresti il favore degli altri grimstborith... Adesso devo andare. Prega Sindri di avere fortuna, d'accordo? Stiamo per avventurarci in un mare di lava che non ho mai osato attraversare prima d'ora.�</p><empty-line/><p> Eragon obbed� e preg�.</p><empty-line/><p> Quando tutti i capiclan si furono seduti attorno al tavolo in mezzo alla stanza, gli osservatori, compreso Eragon, presero posto sulle sedie disposte contro la parete ricurva. Tuttavia, a differenza di molti nani, lui non si rilass�: anzi, rimase seduto sul bordo della sedia, pronto a scattare al minimo segnale di pericolo.</p><empty-line/><p> Non appena Gannel, il sacerdote-guerriero dagli occhi neri del D�rgrimst Quan, si alz� e cominci� a parlare nell'antica lingua dei nani, H�ndfast si avvicin� furtivo a Eragon e gli tradusse tutto sottovoce, senza mai fermarsi: �Di nuovo ben trovati, miei compagni capiclan. Ma che sia un'occasione piacevole o meno non saprei dirlo, perch� mi sono giunte all'orecchio alcune voci allarmanti, anzi, in verit� voci di voci. Non ho altre informazioni al di l� di queste chiacchiere vaghe e preoccupanti, n� prove sulle quali fondare un'accusa. Tuttavia, poich� oggi spetta a me presiedere il raduno, propongo di posticipare i nostri dibattiti pi� seri: se siete d'accordo, vorrei porvi qualche domanda.�</p><empty-line/><p> I capiclan borbottarono tra loro e poi prese la parola �or�nn, vivace e sorridente come sempre: �Io non ho obiezioni, Grimstborith Gannel. Hai risvegliato la mia curiosit� con queste misteriose insinuazioni. Sentiamo le tue domande.�</p><empty-line/><p> �S�, sentiamole� intervenne Nado.</p><empty-line/><p> �Sentiamole� convennero Manndr�th e gli altri capiclan, compreso Verm�nd.</p><empty-line/><p> Ottenuto il permesso richiesto, Gannel si appoggi� con le nocche sul tavolo e rimase in silenzio per un istante, conquistando l'attenzione dei presenti. Poi parl�. �Ieri, mentre stavamo pranzando, ognuno nel punto di ristoro prescelto, alcuni knurlan hanno sentito un rumore provenire dai tunnel sotto il quadrante meridionale di Tronjheim. Le dichiarazioni sull'intensit� di questo rumore sono discordi, ma che l'abbiano notato in tanti prova che doveva trattarsi di un suono di una certa entit�. Come voi, ho ricevuto il solito avvertimento di un possibile crollo. Ci� di cui forse non siete a conoscenza, tuttavia, � che appena due ore dopo alcuni...�</p><empty-line/><p> H�ndfast esit� e poi si affrett� a sussurrare: �� una parola difficile da rendere nella tua lingua. Direi qualcosa tipo: "abitanti dei tunnel".� E poi riprese a tradurre.</p><empty-line/><p> �... alcuni abitanti dei tunnel hanno scoperto tracce di un feroce combattimento in uno degli antichi cunicoli scavati dal nostro celebre progenitore, Korgan Barbalunga. Il pavimento era un lago di sangue, le pareti annerite di fuliggine poich� un guerriero poco accorto aveva colpito e rotto una lanterna con la spada, la roccia tutto intorno era spaccata e a terra c'erano sette corpi carbonizzati e mutilati; forse portavano insegne, ma qualcuno le ha rimosse. Di sicuro non erano i resti di qualche oscura scaramuccia risalente alla battaglia del Farthen D�r. No! Il sangue era ancora fresco, la fuliggine soffice, le crepe recenti e, almeno cos� mi � stato detto, si distinguevano ancora le tracce di potenti magie. Perfino ora molti dei nostri pi� abili stregoni stanno tentando di ricostruire un'immagine fedele di ci� che � accaduto, ma hanno poche speranze di successo, poich� gli individui coinvolti erano protetti da subdoli incantesimi. Allora, la mia prima domanda �: qualcuno di voi � al corrente di questa azione misteriosa?�</p><empty-line/><p> Quando Gannel ebbe concluso il suo discorso, Eragon pieg� le gambe, pronto a balzare in piedi se i nani ammantati di viola dell'Az Sweldn rak Anh�in avessero messo mano alle spade.</p><empty-line/><p> Orik si schiar� la voce e rispose: �Credo di poter soddisfare in parte la tua curiosit� su questo punto, Gannel. Tuttavia, poich� la mia risposta sar� lunga, suggerisco che tu prosegua con le altre domande.�</p><empty-line/><p> Gannel corrug� la fronte, rabbuiato. Battendo le nocche sul tavolo, replic�: �Molto bene... Cosa che senza dubbio � da ricollegarsi allo scontro armato avvenuto nei tunnel di Korgan, mi sono stati riportati numerosi movimenti di knurlan che si starebbero organizzando in bande armate per tutta Tronjheim, bench� i loro scopi siano ancora sconosciuti. I miei agenti non sono riusciti a scoprire il clan di appartenenza dei guerrieri, ma che un qualsiasi clan presente a questo concilio stia tentando di schierare furtivamente le proprie forze mentre siamo radunati per decidere il successore di re Rothgar suggerisce motivazioni della pi� fosca natura. Dunque la mia seconda domanda �: chi � il responsabile di questa manovra scorretta? E se nessuno � disposto ad ammettere la propria condotta indegna, propongo con forza che tutti i guerrieri, quale che sia il loro clan, siano espulsi da Tronjheim per la durata del raduno e che si nomini subito un esperto in materia legale per indagare su tali fatti e stabilire chi sia il colpevole.�</p><empty-line/><p> La rivelazione, la domanda e la conseguente proposta di Gannel sollevarono un animato brusio tra i capiclan, che presero a lanciarsi accuse, negarle e ribattere con crescente animosit�, finch�, mentre un infuriato Thordris stava gridando contro un paonazzo G�ldhiem, Orik si schiar� di nuovo la voce. Tutti tacquero e si voltarono a fissarlo.</p><empty-line/><p> �Credo di poterti spiegare anche questo, Gannel, almeno in parte� disse in tono calmo Orik. �Non posso parlare anche a nome degli altri clan, ma ammetto che tra i guerrieri che correvano per le sale della servit� a Tronjheim diverse centinaia appartenevano al D�rgrimst Ingeitum.�</p><empty-line/><p> Cal� il silenzio, finch� non intervenne �or�nn: �E che spiegazione hai per questo comportamento bellicoso, Orik, figlio di Thrifk?�</p><empty-line/><p> �Come ho detto prima, leggiadra �or�nn, la mia risposta non pu� che essere lunga; dunque, se Gannel ha altre domande da porre, gli suggerisco di procedere.�</p><empty-line/><p> Gannel arricci� ancora di pi� la fronte, finch� le cespugliose sopracciglia non arrivarono quasi a toccarsi. �Per il momento le terr� per me, perch� comunque sono legate a quelle di prima e a quanto pare dobbiamo aspettare i tuoi comodi per saperne di pi� sull'accaduto. Tuttavia, poich� sei immerso fino al collo in queste ambigue attivit�, mi � venuta in mente una nuova domanda che voglio porre a te in particolare, Grimstborith Orik. Per quale ragione hai disertato il raduno di ieri? Voglio metterti in guardia: non tollerer� risposte evasive. Hai gi� dichiarato di essere a conoscenza di certe cose. Bene, � giunto il momento che tu dia un resoconto completo dei tuoi spostamenti di ieri.�</p><empty-line/><p> Senza nemmeno aspettare che Gannel si sedesse, Orik si alz� e rispose: �Con piacere.�</p><empty-line/><p> Chinando il mento barbuto fino al petto, fece una breve pausa e poi prese a parlare con voce sonora, ma non cominci� dal punto che si aspettava Eragon, e forse anche il resto dei presenti. Invece di descrivere l'attentato contro il fratello adottivo e spiegare cos� perch� aveva abbandonato la consulta, cominci� a raccontare che agli albori della storia il popolo dei nani era emigrato dal Deserto di Hadarac, un tempo verdeggiante, fino ai Monti Beor, dove aveva scavato infinite miglia di tunnel e costruito maestose citt� sopra e sotto la superficie terrestre. Poi parl� delle grandi guerre tra le varie fazioni e contro i draghi, che per migliaia di anni i nani avevano trattato con un misto di odio, paura e riluttante soggezione. E infine narr� dell'arrivo degli elfi in Alaga�sia, di come avevano combattuto contro i draghi fin quasi a sterminarsi a vicenda e della conseguente alleanza tra le due razze, che avevano fondato i Cavalieri dei Draghi per mantenere la pace.</p><empty-line/><p> �E quale fu la nostra risposta quando apprendemmo le loro intenzioni?� domand� Orik con voce tonante. �Chiedemmo loro di essere inclusi nel patto? Aspirammo a condividere il potere dei Cavalieri dei Draghi? No! Fedeli alle nostre abitudini e all'antico odio verso i draghi, rifiutammo anche il solo pensiero di allearci con loro o di permettere a chiunque fosse estraneo al nostro regno di vegliare su di noi. Per preservare la nostra autorit�, sacrificammo il nostro futuro, perch� sono convinto che se ci fosse stato un Cavaliere knurlan, Galbatorix non sarebbe mai salito al potere. Se anche mi sbagliassi - e badate bene, non voglio sminuire Eragon, che si � dimostrato un ottimo Cavaliere - forse l'uovo della dragonessa Saphira si sarebbe dischiuso tra le mani di uno di noi e non di un umano. Riuscite a immaginare quale gloria avremmo potuto ricavarne?</p><empty-line/><p> �Invece, da quando la regina Tarmunora e l'omonimo di Eragon siglarono la pace con i draghi, la nostra importanza in Alaga�sia si � ridotta. All'inizio essere sminuiti non fu un boccone poi cos� amaro da ingoiare, e spesso fu pi� facile negarlo che accettarlo. Ma poi arrivarono gli Urgali, e poi gli umani, e gli elfi modificarono i loro incantesimi cos� che anche gli umani potessero diventare Cavalieri. Allora cercammo forse di essere inclusi nel loro accordo, come avremmo potuto, anzi, com'era nostro diritto?� Orik scosse il capo. �Il nostro orgoglio non ce lo consent�. Perch� noi, la razza pi� antica della terra, avremmo dovuto implorare gli elfi per godere dei benefici della loro magia? Noi non avevamo bisogno di assoggettare il nostro destino a quello dei draghi per salvare la nostra razza dalla distruzione, come invece fecero gli elfi e gli umani. Ovviamente non consideravamo le battaglie tra di noi. A nostro parere erano questioni private e di scarso interesse per chiunque altro.�</p><empty-line/><p> I capiclan in ascolto si agitarono sulle sedie. Alla critica di Orik molti aggrottarono la fronte, mentre altri, pi� sensibili ai suoi commenti, si fecero pensosi.</p><empty-line/><p> Orik continu�: �Mentre i Cavalieri vegliavano su Alaga�sia, noi vivemmo il periodo di pi� grande benessere mai registrato negli annali del nostro regno. Prosperammo come mai prima di allora, e tuttavia non avemmo alcuna parte nel processo che diede vita a quell'era fortunata, e non aiutammo i suoi artefici: i Cavalieri dei Draghi. Quando i Cavalieri furono sconfitti, la nostra fortuna vacill�, ma ancora una volta noi non intervenimmo, non facemmo nulla per cambiare le cose. A mio parere, nessuna delle due situazioni si conviene a una razza del nostro calibro. Non siamo un paese di vassalli soggetti ai capricci di padroni stranieri. E chi non discende da Odgar o da Hlordis non dovrebbe dettare il nostro destino.�</p><empty-line/><p> Il ragionamento di Orik cominciava a risultare pi� gradito ai capiclan, che annuirono e sorrisero. All'ultima frase Havard batt� le mani.</p><empty-line/><p> �Ora, prendiamo in esame la nostra epoca� prosegu� Orik. �Galbatorix � in ascesa e tutte le razze combattono per la libert�. Il re � diventato cos� potente che l'unica ragione per cui non siamo ancora diventati suoi schiavi � che finora non ha scelto di montare in sella al suo drago nero e di attaccarci direttamente. Se lo facesse, cadremmo ai suoi piedi come arbusti travolti da una valanga. Per fortuna pare che si accontenti di aspettare che ci distruggiamo con le nostre mani oltrepassando i cancelli della sua cittadella a Ur�'baen. Ora, vi ricordo che prima che Eragon e Saphira si presentassero bagnati e infangati sulla nostra soglia, con un centinaio di Kull ululanti alle calcagna, la nostra unica speranza di sconfiggere Galbatorix era che prima o poi, da qualche parte, l'uovo di Saphira si schiudesse tra le mani del Cavaliere prescelto e che magari, per un colpo di fortuna, questo sconosciuto fosse anche in grado di detronizzarlo. Speranza? Ah! Non ce l'avevamo nemmeno, una speranza; speravamo di avere una speranza. Quando Eragon si present� a noi la prima volta, molti restarono sgomenti davanti al suo aspetto, me compreso. "Ma � solo un ragazzo" dicevamo. "Non sarebbe stato meglio un elfo?" E invece si � rivelato l'incarnazione di tutte le nostre speranze! Ha ucciso Durza, consentendoci di salvare la nostra citt� pi� amata, Tronjheim. La sua dragonessa, Saphira, ha promesso di riportare lo Zaffiro Stellato allo splendore originario. E durante la battaglia delle Pianure Ardenti Eragon ha messo in fuga Murtagh e Castigo, regalandoci la vittoria. Guardatelo! Ora ha assunto le sembianze di un elfo e grazie alla loro strana magia ne ha anche acquisito la velocit� e la forza.�</p><empty-line/><p> Orik alz� un dito per dare enfasi alle sue parole. �Inoltre re Rothgar, nella sua immensa saggezza, fece ci� che nessun altro re o grimstborith aveva mai fatto; si offr� di adottare Eragon nel D�rgrimst Ingeitum e di accettarlo come membro della famiglia. Eragon non era costretto ad accettare l'offerta. Anzi, sapeva che molte delle famiglie appartenenti all'Ingeitum erano contrarie e che molti knurlan non l'avrebbero visto di buon occhio. Tuttavia, nonostante la disapprovazione generale e il suo vincolo di fedelt� a Nasuada, Eragon accett� il dono di Rothgar, pur sapendo che la sua vita si sarebbe complicata. Come mi disse lui stesso, prest� giuramento sul Cuore di Pietra per l'obbligo che sentiva nei confronti di tutte le razze di Alaga�sia e soprattutto verso la nostra, perch� noi, grazie al gesto di Rothgar, avevamo dimostrato a lui e a Saphira tanta gentilezza. Grazie al genio del nostro re, l'ultimo Cavaliere libero di Alaga�sia e la nostra unica speranza contro Galbatorix ha scelto spontaneamente di diventare un knurla in tutto e per tutto, tranne che nel sangue. Da allora Eragon ha rispettato tutte le nostre leggi e tradizioni come meglio poteva e ha cercato di apprendere ancora meglio la nostra cultura per poter onorare il vero significato del suo giuramento. Quando Rothgar mor�, colpito dal traditore Murtagh, Eragon mi giur� su tutte le pietre di Alaga�sia e in qualit� di membro dell'Ingeitum che avrebbe fatto di tutto per vendicarne la morte. Mi ha tributato il rispetto e l'obbedienza che mi spettavano in qualit� di grimstborith, e sono orgoglioso di considerarlo mio fratello adottivo.�</p><empty-line/><p> Eragon chin� il capo, le guance e la punta delle orecchie in fiamme. Avrebbe preferito che Orik non fosse stato cos� generoso nel tessere le sue lodi, perch� d'ora in avanti avrebbe fatto pi� fatica a mantenere la propria posizione.</p><empty-line/><p> Facendo un ampio gesto con le braccia, come se volesse includere gli altri capiclan, Orik esclam�: �Tutto ci� che avremmo mai potuto desiderare in un Cavaliere dei Draghi l'abbiamo trovato in Eragon! Lui esiste davvero! Lui � forte! E ha abbracciato la causa del nostro popolo come nessun altro Cavaliere!� Poi abbass� le braccia e anche il volume della voce, finch� Eragon dovette sforzarsi per sentirlo. �E noi come abbiamo risposto alla sua amicizia? Perlopi� con sarcasmo, offese e scontroso risentimento. Siamo una razza di ingrati, lasciatemelo dire, e purtroppo per noi abbiamo una memoria di ferro... C'� anche chi trabocca d'odio al punto da ricorrere alla violenza per placare la propria rabbia. Forse questi individui credono ancora di fare ci� che � meglio per il nostro popolo, ma in tal caso le loro menti sono ammuffite come un pezzo di formaggio dell'anno passato. Altrimenti perch� avrebbero tentato di uccidere Eragon?�</p><empty-line/><p> I capiclan in ascolto rimasero perfettamente immobili, gli sguardi inchiodati sul viso di Orik. E cos� concentrati che il grimstborith pi� corpulento, Freowin, aveva messo da parte la scultura lignea del corvo e aveva intrecciato le mani sull'ampia pancia: sembrava in tutto e per tutto una delle statue dei nani.</p><empty-line/><p> Mentre i presenti lo fissavano senza battere ciglio, Orik disse loro dei sette nani vestiti di nero che avevano attaccato Eragon e le sue guardie mentre girovagavano nei cunicoli sotto Tronjheim. Poi raccont� del braccialetto di crini di cavallo intrecciato con perle di ametista che le guardie avevano trovato su uno dei cadaveri.</p><empty-line/><p> �Non penserai di incolpare il mio clan sulla base di prove cos� insignificanti!� esclam� Verm�nd, scattando in piedi. �Quelle carabattole si possono comprare in quasi tutti i mercatini del regno!�</p><empty-line/><p> �� vero� rispose Orik, chinando il capo verso di lui. Poi, con voce neutra e a ritmo sostenuto, procedette con il racconto che aveva gi� tratteggiato a Eragon la sera prima. Spieg� che i suoi sottoposti a Dalgon gli avevano confermato che gli strani pugnali scintillanti utilizzati dagli assassini erano stati forgiati dal fabbro Kiefna, e avevano scoperto che il nano che aveva acquistato le armi aveva fatto in modo che fossero trasportate da Dalgon in una delle citt� controllate dall'Az Sweldn rak Anh�in.</p><empty-line/><p> Borbottando un'imprecazione a fior di labbra, Verm�nd balz� di nuovo in piedi. �Quei pugnali potrebbero anche non aver mai raggiunto la nostra citt�, e comunque non puoi trarre le tue conclusioni basandoti solo su questo fatto! Entro quelle mura risiedono knurlan di molti clan, come qui alla Roccaforte di Bregan, per esempio. Non significa niente. Attento a quello che stai per dire, Grimstborith Orik, perch� non hai niente a cui aggrapparti per lanciare accuse contro il mio clan.�</p><empty-line/><p> �Anch'io ero della tua stessa opinione, Grimstborith Verm�nd� disse Orik. �Cos� ieri sera, dopo aver chiesto ai miei stregoni di ricostruire a ritroso gli ultimi spostamenti degli assassini fino al punto di partenza, abbiamo catturato tre knurlan nascosti in un polveroso magazzino al dodicesimo livello di Tronjheim. Siamo penetrati nella mente di due di loro e abbiamo scoperto che avevano fornito agli assassini tutto l'equipaggiamento necessario per l'attacco. E infine� continu�, la voce sempre pi� roca e terribile �abbiamo appreso l'identit� del loro padrone. Tu, Grimstborith Verm�nd! Io dichiaro che sei un assassino e uno spergiuro! Ti dichiaro nemico del D�rgrimst Ingeitum e ti accuso di tradimento davanti alla tua gente, perch� siete stati tu e il tuo clan a cercare di uccidere Eragon!�</p><empty-line/><p> Tutti i capiclan tranne Orik e Verm�nd presero a gridare, ad agitare le mani e a cercare in ogni modo possibile di monopolizzare la conversazione, e il raduno scivol� nel caos. Eragon si alz� e allent� la fibbia del fodero della spada presa in prestito, sfilandola di mezzo pollice per poter rispondere in fretta se Verm�nd o uno dei suoi nani avessero scelto quel momento per attaccare. Tuttavia Verm�nd non si mosse, e nemmeno Orik; si fissavano come lupi rivali, noncuranti del trambusto intorno a loro.</p><empty-line/><p> Alla fine, quando Gannel riusc� a ristabilire l'ordine, disse: �Grimstborith Verm�nd, sei in grado di confutare queste accuse?�</p><empty-line/><p> Con voce piatta e priva di emozione, il capoclan rispose: �Le respingo con ogni osso che ho in corpo e sfido chiunque a provarle con il benestare di un esperto nelle nostre leggi.�</p><empty-line/><p> Gannel si rivolse a Orik. �Presenta le tue prove, dunque, cos� che possiamo giudicare se sono valide oppure no. Ci sono cinque esperti qui riuniti oggi, se non mi sbaglio.� Fece un cenno verso la parete, e cinque nani dalla barba bianca si alzarono e si inchinarono. �Garantiranno che nel corso della nostra indagine non oltrepassiamo i confini della legge. Siamo tutti d'accordo?�</p><empty-line/><p> �S� rispose �ndin.</p><empty-line/><p> �S� gli fecero eco Hadfala e gli altri capiclan, tranne Verm�nd.</p><empty-line/><p> Per prima cosa, Orik pos� il braccialetto di ametista sul tavolo. Ogni capoclan lo fece esaminare dai suoi stregoni, ma convennero tutti che non si trattava di una prova schiacciante.</p><empty-line/><p> Poi fece portare da un aiutante uno specchio montato su un treppiede di bronzo. Uno dei maghi del suo seguito pronunci� un incantesimo e sulla superficie lucida dello specchio apparve l'immagine di una stanzetta piena di libri. Trascorse un istante e poi videro entrare di corsa un nano che si inchin� verso i capiclan. Senza fiato, disse di chiamarsi Rimmar, e dopo aver prestato giuramento nell'antica lingua a garanzia della propria onest� raccont� al raduno che lui e i suoi assistenti avevano scoperto cose interessanti sui pugnali degli assassini di Eragon.</p><empty-line/><p> Quando i capiclan ebbero finito di interrogare Rimmar, Orik chiese ai suoi guerrieri di portare i tre nani catturati dall'Ingeitum. Gannel ordin� loro di prestare giuramento nell'antica lingua, ma loro lo maledissero, sputarono per terra e si rifiutarono. Poi i maghi di tutti i clan unirono i loro pensieri, invasero le menti dei prigionieri e carpirono loro le informazioni desiderate. Senza eccezioni, confermarono la versione di Orik.</p><empty-line/><p> Infine Orik chiam� a testimoniare Eragon. Il giovane si sentiva nervoso mentre avanzava verso il tavolo sotto lo sguardo dei tredici capiclan incupiti. Fiss� una piccola spirale di colore su un pilastro di marmo davanti a s� e cerc� di reprimere il disagio. Ripet� il giuramento cos� come lo pronunci� uno dei maghi e poi, limitandosi allo stretto necessario, raccont� dell'attacco. Infine rispose alle inevitabili domande dei nani e permise a due maghi, scelti a caso da Gannel tra i presenti, di esaminare i ricordi che serbava dell'evento. Via via che abbassava le barriere attorno alla sua mente, Eragon not� che cresceva l'apprensione dei due maghi, e lo trov� confortante. <emphasis>Bene, </emphasis>pens�. <emphasis>Se hanno paura di me, sar� meno probabile che ficchino il naso dove non dovrebbero.</emphasis></p><empty-line/><p> Con suo grande sollievo, l'ispezione procedette senza incidenti e i maghi confermarono la sostanza del suo racconto ai capiclan.</p><empty-line/><p> Gannel si alz� e si rivolse agli esperti di legge: �Siete soddisfatti delle prove che Grimstborith Orik ed Eragon Ammazzaspettri vi hanno portato?�</p><empty-line/><p> I cinque nani dalla barba bianca si inchinarono e quello al centro rispose: �S�, Grimstborith Gannel.�</p><empty-line/><p> Gannel grugn�; non sembrava molto sorpreso. �Grimstborith Verm�nd, sei responsabile della morte di Kv�stor, figlio di Bauden. Per di pi� hai tentato di uccidere un ospite, gettando la vergogna sull'intera razza. Che cos'hai da dire a riguardo?�</p><empty-line/><p> Il capoclan dell'Az Sweldn rak Anh�in premette le mani sul tavolo, le vene in rilievo sotto la pelle abbronzata. �Se questo Cavaliere dei Draghi � un knurla in tutto e per tutto tranne che nel sangue, allora non � un ospite, e dunque possiamo trattarlo come se fosse un qualunque nemico di un clan diverso.�</p><empty-line/><p> �Oh, ma � assurdo!� esclam� Orik, quasi sputacchiando tanto era infuriato. �Non puoi sostenere che Era...�</p><empty-line/><p> �Per cortesia, Orik, tieni a freno la lingua� intervenne Gannel. �Gridare non servir� a chiarire questo punto. Orik, Nado, �or�nn, venite con me.�</p><empty-line/><p> Eragon si sent� attanagliare dalla preoccupazione mentre i quattro nani conferivano con gli esperti giuristi. <emphasis>Di sicuro non lasceranno che Verm�nd la faccia franca solo grazie a qualche gioco di parole! Dev'essere punito, </emphasis> pens�.</p><empty-line/><p> Tornata al tavolo, �or�nn disse: �Gli esperti giuristi hanno espresso un giudizio unanime. Oltre a essere un membro effettivo del D�rgrimst Ingeitum, Eragon riveste posizioni di prestigio al di fuori del nostro regno: prima di tutto � un Cavaliere dei Draghi, ma � anche un inviato ufficiale dei Varden, mandato da Nasuada per assistere all'incoronazione del nostro prossimo sovrano, e un amico molto influente della regina Islanzadi e del suo popolo. Per questi motivi gli � dovuta la stessa ospitalit� che concederemmo a ogni altro ambasciatore, principe, monarca o autorit� in visita.� La donna gli scocc� un'occhiata, gli occhi scuri e luccicanti sfacciatamente puntati sul suo corpo. �In breve, � un ospite d'onore, e noi dobbiamo trattarlo come tale... ogni knurla con un po' di buonsenso dovrebbe saperlo.�</p><empty-line/><p> �S�, � nostro ospite� convenne Nado. Aveva le labbra esangui e screpolate e le guance tese, come se avesse appena dato un morso a una mela scoprendo che non era ancora matura.</p><empty-line/><p> �Che cos'hai da dire ora, Verm�nd?� gli chiese Gannel.</p><empty-line/><p> Alzatosi, il nano coperto dal lungo velo viola pass� in rassegna i presenti seduti al tavolo, guardando un capoclan dopo l'altro. �Sentite bene cos'ho da dire, grimstborithn: se uno dei vostri clan rivolge l'ascia contro l'Az Sweldn rak Anh�in a causa di queste false accuse, lo giudicheremo un atto di guerra e risponderemo nel modo pi� appropriato. Se mi imprigionate, lo giudicheremo un atto di guerra e risponderemo nel modo pi� appropriato.� Eragon vide il velo di Verm�nd fremere e immagin� che il nano stesse sorridendo. �Se ci colpirete, che sia con l'acciaio o con le parole, per quanto blanda sia la vostra accusa, lo giudicheremo un atto di guerra e risponderemo nel modo pi� appropriato. A meno che non siate ansiosi di mandare il nostro paese in mille sanguinosi pezzi, vi suggerisco di lasciare che il vento spazzi via la discussione di stamattina e di concentrarvi invece su chi salir� sul trono di granito per governarci.�</p><empty-line/><p> I capiclan rimasero seduti a lungo in silenzio.</p><empty-line/><p> Eragon dovette mordersi la lingua per trattenersi dal balzare sul tavolo e scagliarsi contro Verm�nd almeno finch� i nani non avessero acconsentito a impiccarlo per i crimini commessi. Ricord� a se stesso che aveva promesso a Orik di assecondarlo durante la consulta. <emphasis>Orik � il mio capoclan e devo lasciare che replichi a questa dichiarazione come meglio crede.</emphasis></p><empty-line/><p> Freowin sciolse le mani e picchi� sul tavolo un palmo carnoso. Con la sua roca voce da baritono, che si diffuse per tutta la stanza bench� non sembrasse pi� forte di un sussurro, il nano corpulento disse: �Hai gettato la vergogna sulla nostra razza, Verm�nd. Non possiamo mettere da parte il nostro onore di knurlan e ignorare la tua violazione.�</p><empty-line/><p> Hadfala fece frusciare il fascio di pagine ricoperte di rune e disse: �Che cosa credevi di ottenere uccidendo Eragon, se non la nostra rovina? Anche se i Varden riuscissero a detronizzare Galbatorix senza di lui, hai mai pensato al dolore che ci riverserebbe addosso la dragonessa Saphira se uccidessimo il suo Cavaliere? Colmerebbe il Farthen D�r di un mare di sangue. Il nostro.�</p><empty-line/><p> Verm�nd non profer� parola.</p><empty-line/><p> Una risata squarci� il silenzio. Il suono fu cos� inaspettato che all'inizio Eragon non si accorse che proveniva da Orik. Quando quello scatto d'ilarit� si fu placato, Orik disse: �Se prendiamo provvedimenti contro l'Az Sweldn rak Anh�in lo giudicherai un atto di guerra, Verm�nd? Benissimo: allora non dobbiamo farlo, niente affatto.�</p><empty-line/><p> Verm�nd sporse in avanti la fronte. �E allora dove sta il divertimento?�</p><empty-line/><p> Orik ridacchi� di nuovo. �Ho pensato a una cosa che evidentemente ti � sfuggita. Vuoi che lasciamo in pace te e i tuoi? Allora propongo ai clan qui presenti di esaudire la tua richiesta. Se Verm�nd ha agito da solo e non in qualit� di grimstborith, sar� bandito per le sue offese sotto pena di morte. E tratteremo il suo clan alla stessa stregua: bandiremo l'Az Sweldn rak Anh�in dai nostri cuori e dalle nostre menti finch� non sceglieranno di sostituire Verm�nd con un capoclan di temperamento pi� moderato e finch� non riconosceranno il loro crimine e non se ne pentiranno davanti a questo raduno, dovessimo anche aspettare un migliaio di anni.�</p><empty-line/><p> La pelle rugosa attorno agli occhi di Verm�nd impallid�. �Non oseresti mai.�</p><empty-line/><p> Orik sorrise. �Cos� non toccheremmo n� te n� il tuo clan, nemmeno con un dito. Ci limiteremo a ignorarti e a rifiutarci di commerciare con l'Az Sweldn rak Anh�in. Ci dichiarerai guerra perch� non facciamo niente, Verm�nd? Se gli altri capiclan sono d'accordo con me, questo � precisamente ci� che faremo: <emphasis>niente. </emphasis>Ci minaccerai con la spada per costringerci a comprare il vostro miele, le vostre stoffe e i vostri gioielli di ametista? Non hai abbastanza guerrieri.� Rivolto al resto dei presenti, chiese: �Voi che ne dite?�</p><empty-line/><p> I capiclan non impiegarono molto a decidere. Uno dopo l'altro, si alzarono e votarono per bandire l'Az Sweldn rak Anh�in. Perfino Nado, G�ldhiem e Havard, prima alleati di Verm�nd, sostennero la proposta di Orik. A ogni voto a favore, il lembo di pelle visibile sotto il velo di Verm�nd diventava sempre pi� bianco, finch� non parve un fantasma ancora avvolto negli abiti della vita precedente.</p><empty-line/><p> Quando la votazione fu conclusa, Gannel indic� la porta e disse: �Vattene, Vargrimstn Verm�nd. Lascia Tronjheim oggi stesso, e che nessun altro membro dell'Az Sweldn rak Anh�in osi interrompere questo raduno finch� non saranno rispettate le condizioni stabilite. Fino a quel momento, chiunque di loro sar� escluso. Sappi una cosa, tuttavia, Verm�nd: mentre quelli del tuo clan potranno essere assolti dal loro disonore, tu rimarrai un Vargrimstn fino al giorno della tua morte. Questo � il volere dei capiclan qui riuniti.� Conclusa la sua dichiarazione, Gannel sedette.</p><empty-line/><p> Verm�nd rimase dov'era, le spalle scosse da un'emozione che Eragon non riusc� a identificare. �Siete voi che avete infangato e tradito la nostra razza� borbott�. �I Cavalieri dei Draghi hanno ucciso tutti i componenti del nostro clan, tranne Anh�in e le sue guardie. Vi aspettate che possiamo dimenticarlo? Vi aspettate che possiamo perdonare? Bah! Io sputo sulle tombe dei vostri antenati. Noi almeno non abbiamo perso la barba. Non staremo qui a gingillarci con questo burattino degli elfi mentre i membri defunti della nostra famiglia gridano ancora vendetta.�</p><empty-line/><p> Dato che nessuno degli altri capiclan replicava, Eragon si infuri�, e stava per rispondere all'invettiva di Verm�nd con parole dure quando Orik gli scocc� un'occhiata e scosse il capo in modo quasi impercettibile. Eragon tenne a freno la rabbia con difficolt�, pur chiedendosi perch� Orik permetteva che insulti cos� gravi venissero ignorati.</p><empty-line/><p><emphasis>� come se... Oh.</emphasis></p><empty-line/><p> Allontanata la sedia dal tavolo, Verm�nd si alz�, le mani strette a pugno, le spalle diritte. Riprese a parlare, rimproverando e denigrando i capiclan con crescente veemenza, finch� non si ritrov� a gridare a squarciagola.</p><empty-line/><p> Per quanto oltraggiose fossero le sue imprecazioni, i capiclan non risposero. Fissavano un punto in lontananza, come se stessero ponderando complessi dilemmi, e il loro sguardo scivolava su Verm�nd senza soffermarsi. Nella concitazione del momento, quando il traditore afferr� Reidamar per la cotta di maglia, tre delle guardie del capo del D�rgrimst Urzhad balzarono su di lui e lo allontanarono, ma Eragon not� che mantenevano un'espressione mite e serafica, come se stessero solo aiutando il loro capo ad aggiustarsi l'usbergo. Quando ebbero lasciato andare Verm�nd, non lo degnarono pi� di alcuna attenzione.</p><empty-line/><p> Eragon sent� un brivido freddo corrergli lungo la schiena. I nani si comportavano come se Verm�nd avesse cessato di esistere. <emphasis>Dunque nel regno dei nani significa questo essere banditi. </emphasis>Eragon pens� che avrebbe preferito essere ucciso piuttosto che subire un simile destino, e per un attimo prov� un moto di piet� per Verm�nd, che per� svan� non appena si ricord� dell'espressione di Kv�stor in punto di morte.</p><empty-line/><p> Concluso il suo discorso con un'imprecazione, Verm�nd usc� a grandi falcate dalla stanza, seguito dai membri del suo clan che l'avevano accompagnato al raduno.</p><empty-line/><p> Non appena le porte si furono chiuse alle sue spalle, l'atmosfera del raduno si distese. I nani si guardarono intorno liberamente e ripresero a parlare ad alta voce, discutendo di altri provvedimenti possibili da prendere nei confronti dell'Az Sweldn rak Anh�in.</p><empty-line/><p> Poi Orik batt� il pomolo del suo pugnale sul tavolo e tutti si volsero ad ascoltarlo. �Ora che Verm�nd � stato sistemato, c'� un altro argomento che vorrei sottoporre alla vostra attenzione. Lo scopo di questo raduno � eleggere il successore di Rothgar. Abbiamo avuto tutti molto da dire a riguardo, ma ora credo che i tempi siano maturi per mettere da parte le parole e lasciar parlare i fatti. Dunque vi chiedo di decidere se siamo pronti - e secondo me lo siamo - a procedere alla votazione finale in capo a tre giorni, come previsto dalla nostra legge. Io voto s�.�</p><empty-line/><p> Freowin guard� Hadfala, che guard� Gannel, che guard� Manndr�th, che si tocc� il naso adunco e guard� Nado, sprofondato nella sedia e intento a mordersi l'interno di una guancia.</p><empty-line/><p> �S� disse �or�nn.</p><empty-line/><p> �S� le fece eco �ndin.</p><empty-line/><p> �... S� conferm� Nado, e cos� fecero anche gli altri otto capiclan.</p><p>Ore dopo, durante la pausa per il pranzo, Orik e Eragon tornarono nell'alloggio del nano per mangiare. Nessuno dei due parl� finch� non furono nelle sue stanze, al sicuro da orecchie indiscrete. Solo allora Eragon si concesse un sorriso. �Hai sempre avuto in mente di bandire l'Az Sweldn rak Anh�in, vero?�</p><p>Con espressione soddisfatta, anche Orik sorrise e si diede una pacca sulla pancia. �Gi�. Era l'unica azione che potevo intraprendere per non arrivare alla guerra. Forse scoppier� comunque, ma non sar� per causa nostra. Dubito che una tale calamit� si abbatta su di noi, comunque. Per quanto ti detestino, gli Az Sweldn rak Anh�in rimarranno inorriditi da ci� che ha fatto Verm�nd a nome di tutto il clan. Non rester� il loro grimstborith a lungo, credo.�</p><p>�E adesso ti sei assicurato che la votazione per eleggere il nuovo re...� �O la nuova regina.�</p><empty-line/><p> �... o la nuova regina abbia luogo fra tre giorni.� Eragon esit�, riluttante</p><p> all'idea di incrinare la gioia di Orik, ma poi gli chiese: �Hai davvero tutto il sostegno che ti serve per ottenere il trono?�</p><p>Orik si strinse nelle spalle. �Prima di stamattina non ce l'aveva nessuno. Adesso gli equilibri si sono modificati e per il momento le simpatie degli altri clan sono per noi. Bisogner� cogliere l'occasione; non avremo mai un'opportunit� migliore di questa. E comunque non possiamo permettere che la consulta si protragga oltre. Se non torni presto dai Varden, potrebbe essere tutto perduto.�</p><p>�Che cosa facciamo in attesa del voto?�</p><empty-line/><p> �Prima di tutto dobbiamo festeggiare il nostro successo con un banchetto� dichiar� Orik. �Poi, quando saremo sazi, riprenderemo le nostre attivit�: cercheremo di ottenere altri voti e nel contempo difenderemo quelli che ci siamo gi� conquistati.� Poi Orik sorrise di nuovo e i denti candidi brillarono sotto la barba. �Ma prima di tracannare anche un solo sorso di idromele, devi occuparti di una cosa di cui ti sei dimenticato.�</p><empty-line/><p> �Ossia?� chiese Eragon, confuso dalla gioia di Orik.</p><empty-line/><p> �Be', devi invitare Saphira a Tronjheim, naturalmente! Che io diventi re oppure no, fra tre giorni il nuovo sovrano sar� incoronato. Se Saphira deve essere dei nostri, dovr� volare veloce per arrivare in tempo.�</p><empty-line/><p> Con una muta imprecazione, Eragon corse a cercare uno specchio.</p><p><strong>&#x2666; &#x2666; &#x2666;</strong></p><empty-line/><p><strong> INSUBORDINAZIONE </strong></p><p>Roran s'inginocchi� per toccare il terriccio nero.</p><empty-line/><p> Era freddo. Stacc� una piccola zolla e la sbriciol� fra le dita, notando compiaciuto come era umida e ricca di foglie in decomposizione, di steli, di muschio e di altro materiale organico, eccellente concime per le colture. La premette contro le labbra e la lingua. La zolla sapeva di vita, satura di centinaia di aromi: montagne polverizzate e scarafaggi e legno marcio e tenera erbetta.</p><empty-line/><p><emphasis>Questa terra � buona da coltivare, </emphasis>pens�. Ritorn� col pensiero alla Valle Palancar e rivide il campo d'orzo della fattoria inondato di sole autunnale - file ordinate di steli dorati che ondeggiavano nella brezza - con il fiume Anora a ovest e le montagne innevate che svettavano su entrambi i lati della valle. <emphasis>Dovrei essere laggi�, ad arare la terra e mettere su famiglia con Katrina, non qui a innaffiare il terreno con linfa di membra umane.</emphasis></p><empty-line/><p> �Ehi, Fortemartello!� grid� il capitano Edric in sella al cavallo, facendogli un cenno. �Non startene l� con le mani in mano, altrimenti cambio idea e ti lascio di guardia con gli arcieri.�</p><empty-line/><p> Roran si scroll� la polvere dai pantaloni di pelle e si rialz�. �Signors�! Agli ordini, signore!� disse, mascherando l'antipatia che provava per il capitano. Da quando si era unito alla compagnia di Edric, Roran aveva cercato di apprendere il pi� possibile sul suo conto. E in base alle voci che circolavano aveva concluso che Edric era un condottiero competente - Nasuada altrimenti non gli avrebbe mai affidato una missione cos� importante</p><empty-line/><p> - ma dai modi aspri, e puniva i suoi guerrieri alla minima violazione delle regole da lui imposte, come Roran aveva imparato a proprie spese in tre diverse occasioni gi� il primo giorno nella sua compagnia. Secondo lui era uno stile di comando che minava il morale dei sottoposti, scoraggiandone la creativit� e l'inventiva. <emphasis>Forse Nasuada mi ha assegnato a lui proprio per questa ragione, </emphasis>pens�. <emphasis>O magari � un'altra delle sue prove. Forse vuole sapere se riesco a rinunciare al mio orgoglio tanto da lavorare con un uomo come Edric.</emphasis></p><empty-line/><p> Risalito in groppa a Fiammabianca, Roran cavalc� fino alla testa della colonna di duecentocinquanta uomini. La loro missione era semplice: poich� Nasuada e re Orrin avevano ritirato il grosso delle forze dal Surda, Galbatorix aveva deciso di approfittare della loro assenza per portare morte e distruzione nel paese indifeso, saccheggiando cittadine e villaggi, e bruciando i campi che fornivano le colture necessarie a sostenere l'invasione dell'Impero. La maniera pi� semplice per sbarazzarsi dei soldati sarebbe stata mandare Saphira allo scoperto per farli a pezzi, ma a meno che non dovesse raggiungere Eragon per qualche motivo, erano tutti d'accordo nel ritenere troppo pericoloso per i Varden privarsi di lei. Cos� Nasuada aveva inviato la compagnia di Edric a respingere i soldati, che secondo le spie dovevano essere circa trecento. Tuttavia, due giorni prima, Roran e il resto dei guerrieri avevano scoperto con sgomento una serie di impronte che indicavano che le forze di Galbatorix si assestavano piuttosto sulle settecento unit�.</p><empty-line/><p> Tenendo Fiammabianca per le redini, Roran affianc� Carn sulla sua giumenta pomellata e, grattandosi il mento, studi� il terreno. Davanti a loro c'era una vasta distesa d'erba ondulata, punteggiata da qualche sporadico boschetto di salici o pioppi. In alto i falchi volavano in circolo, a caccia di topi, conigli, piccoli roditori e altri animali selvatici che si nascondevano fra l'erba. L'unica prova del passaggio degli uomini era la striscia di vegetazione calpestata che puntava verso l'orizzonte a est, indicando la direzione presa dal contingente.</p><empty-line/><p> Carn alz� lo sguardo verso il sole di mezzogiorno. Una ragnatela di rughe gli si form� intorno agli occhi socchiusi. �Dovremo superarli prima che le nostre ombre si allunghino.�</p><empty-line/><p> �E allora scopriremo se siamo abbastanza per scacciarli� borbott� Roran �o per essere massacrati. Una volta tanto, mi piacerebbe che fossimo pi� numerosi dei nostri nemici.�</p><empty-line/><p> Un sorriso sinistro apparve sul volto di Carn. �� sempre cos� con i Varden.�</p><empty-line/><p> �Allineatevi!� url� Edric, e spron� il cavallo per lanciarsi lungo la pista di erba calpestata. Roran serr� la mascella e diede un colpetto di talloni nei fianchi di Fiammabianca, mentre la compagnia seguiva il capitano.</p><p>Sei ore pi� tardi, Roran era in groppa a Fiammabianca, nascosto in un boschetto di betulle che crescevano lungo la sponda di un fiumiciattolo stagnante, soffocato da giunchi e viluppi di alghe. Attraverso l'intrico di rami davanti a s�, osservava un villaggio grigio e cadente, composto da non pi� di una ventina di case. Aveva schiumato di rabbia quando aveva visto i villici che, appena scorti i soldati avanzare da ovest, si erano affrettati a raccogliere i loro pochi averi per fuggire a sud, verso il cuore del Surda. Fosse dipeso da lui, Roran avrebbe svelato la presenza della compagnia agli abitanti del villaggio e avrebbe garantito loro che non rischiavano di perdere le case, non se lui e i suoi compagni erano l� a impedirlo, perch� ricordava fin troppo bene il dolore, la disperazione e l'amarezza che aveva provato nell'abbandonare Carvahall. Se avesse potuto, avrebbe risparmiato ai villici quelle angosce e avrebbe chiesto agli uomini di combattere insieme a loro. Dieci o venti uomini armati in pi� avrebbero potuto fare la differenza fra la vittoria e la sconfitta, e Roran conosceva meglio di chiunque altro il fervore con cui la gente combatte quando si tratta di difendere la propria casa. Purtroppo Edric aveva respinto la sua idea e insistito affinch� i Varden rimanessero nascosti fra le colline a sud-est del villaggio.</p><p>�Siamo stati fortunati, sono a piedi� mormor� Carn indicando la colonna rossa di soldati che marciava verso il villaggio. �Altrimenti non ce l'avremmo fatta ad arrivare qui per primi.�</p><p>Roran scocc� un'occhiata alle sue spalle, verso gli uomini radunati dietro di loro. Edric gli aveva affidato il comando temporaneo di ottantuno guerrieri, fra spadaccini, lancieri e cinque o sei arcieri. Uno dei parenti di Edric, Sand, guidava altri ottantuno uomini della compagnia, mentre il resto era sotto il comando dello stesso Edric. Tutti e tre i gruppi erano ammassati nel boschetto di betulle, un grave errore, secondo Roran: il tempo necessario a schierarsi una volta usciti allo scoperto sarebbe stato un prezioso regalo per i soldati nemici, che cos� avrebbero potuto organizzare le proprie difese.</p><p>Roran si sporse verso Carn e disse: �Non vedo nessuno di loro monco o storpio o ferito, ma questo non prova nulla. Sai dirmi se fra di loro ci sono uomini che non sentono il dolore?�</p><p>Carn sospir�. �Vorrei poterlo fare. Tuo cugino potrebbe, perch� gli unici stregoni che Eragon deve temere sono Murtagh e Galbatorix, ma io sono un mago mediocre e non oso sondare la mente dei soldati. Se ci fossero degli stregoni nascosti fra di loro, sentirebbero subito che ci sono io a spiarli, e probabilmente non riuscirei nemmeno a entrare nella loro mente prima che avvertano i compagni che ci troviamo qui.�</p><p>�A quanto pare, ogni volta che stiamo per combattere ci ritroviamo ad affrontare questa stessa discussione� osserv� Roran. Nel frattempo studiava gli armamenti dei soldati, cercando di decidere come meglio schierare i suoi uomini.</p><p>Con una risata amara, Carn disse: �Proprio cos�. Spero solo di continuare a farlo, perch� altrimenti...�</p><empty-line/><p> �Uno di noi sarebbe morto, se non entrambi...�</p><empty-line/><p> �Oppure vorrebbe dire che Nasuada ci ha assegnati a capitani diversi...�</p><empty-line/><p> �E allora tanto varrebbe essere morti, perch� nessuno ci guarderebbe le spalle altrettanto bene� concluse Roran. Un sorriso gli sfior� le labbra. Si scambiavano sempre quella battuta prima di combattere. Estrasse il martello dalla cintura e trasal� sentendo una fitta alla gamba destra, l� dove il bue gli aveva lacerato la carne con il corno. Accigliato, tese la mano e si massaggi� la ferita.</p><empty-line/><p> Carn se ne accorse e gli domand�: �Stai bene?�</p><empty-line/><p> �Non morir� rispose Roran, poi riconsider� le parole dette. �O forse s�, ma che mi venga un colpo se resto qui ad aspettare mentre tu vai laggi� a massacrare quegli zotici.�</p><empty-line/><p> Raggiunto il villaggio, i soldati lo attraversarono a passo di marcia e, fermandosi davanti a ogni casa, abbatterono le porte per irrompere nelle stanze e controllare che non ci fosse nessuno nascosto. Un cane sbuc� di corsa da dietro un barile per raccogliere l'acqua piovana e, con i peli del collo gonfi e arruffati, cominci� ad abbaiare contro i soldati. Uno degli uomini fece un passo avanti e gli scagli� addosso una lancia, uccidendolo sul colpo.</p><empty-line/><p> Non appena il primo dei soldati ebbe raggiunto l'estremit� opposta del villaggio, Roran serr� la mano intorno al manico del martello preparandosi alla carica, ma poi ud� una serie di strilli acuti e fu preso dal terrore. Uno squadrone di soldati emerse dalla penultima casa trascinando fuori tre persone che si divincolavano: un uomo allampanato dai capelli bianchi, una giovane donna con la blusa strappata e un ragazzino di non pi� di undici anni.</p><empty-line/><p> La fronte di Roran s'imperl� di sudore. Cominci� a imprecare piano, sottovoce, maledicendo i tre prigionieri per non essere fuggiti con gli altri, maledicendo i soldati per quanto avevano fatto e stavano per fare, maledicendo Galbatorix e maledicendo i capricci del fato responsabile della situazione. Sentiva gli uomini alle sue spalle agitarsi e mugugnare, impazienti di punire i soldati per la loro brutalit�.</p><empty-line/><p> Dopo aver setacciato tutte le case, i soldati tornarono sui propri passi fino al centro del villaggio e formarono un rozzo semicerchio intorno ai prigionieri.</p><empty-line/><p><emphasis>S�! </emphasis>esult� Roran dentro di s�, mentre i soldati davano la schiena ai Varden. Il piano di Edric era di aspettare proprio quel momento. In attesa dell'ordine di carica, Roran si sollev� dalla sella di una spanna, il corpo in tensione. Prov� a deglutire, ma aveva la gola troppo secca.</p><empty-line/><p> L'ufficiale in capo dei soldati, l'unico a cavallo, smont� dal suo destriero e scambi� qualche parola incomprensibile con l'uomo dai capelli bianchi. Poi, senza alcun preavviso, sguain� la spada e decapit� il vecchio, facendo un balzo indietro per evitare lo spruzzo di sangue. La giovane donna url� ancora pi� forte di prima.</p><empty-line/><p> �Carica� disse Edric.</p><empty-line/><p> Roran impieg� mezzo secondo per capire che la parola pronunciata da Edric con tanta calma era il comando atteso.</p><empty-line/><p> �Carica!� grid� Sand dall'altro lato di Edric, e un istante dopo si lanci� al galoppo con i suoi uomini fuori dal boschetto di betulle.</p><empty-line/><p> �Carica!� grid� Roran, e affond� i talloni nei fianchi di Fiammabianca. Mentre il cavallo si gettava nel groviglio di rami, Roran alz� lo scudo per proteggersi, poi lo abbass� di nuovo quando uscirono allo scoperto per galoppare gi� dal fianco della collina in un fragore di zoccoli scalpitanti. Nella speranza di riuscire a salvare almeno la donna e il bambino, Roran spron� il cavallo al limite delle sue possibilit�. Guardandosi indietro, fu contento di vedere che il suo contingente si era staccato dal resto dei Varden senza difficolt�; tranne pochi ritardatari, la maggior parte avanzava in un gruppo compatto a meno di trenta piedi da lui.</p><empty-line/><p> Scorse Carn cavalcare nell'avanguardia di Edric, il mantello grigio che svolazzava nel vento. Ancora una volta rimpianse che Edric non gli avesse permesso di restare nello stesso gruppo.</p><empty-line/><p> Secondo gli ordini, Roran non entr� direttamente nel villaggio, ma devi� a sinistra per aggirare le case e fiancheggiare i soldati, per poterli attaccare da un'altra direzione. Sand fece lo stesso a destra, mentre Edric e i suoi guerrieri puntarono dritti sul villaggio.</p><empty-line/><p> Anche se una fila di case gli imped� di vedere l'impatto iniziale, Roran ud� un coro di urla concitate, poi una serie di strani schiocchi metallici, e ancora grida di uomini e nitriti di cavalli.</p><empty-line/><p> Preoccupato, si sent� torcere le budella. <emphasis>Cos'era quel rumore? Archi di metallo? Esistono davvero armi del genere? </emphasis>Qualunque fosse il motivo, sapeva che non avrebbe dovuto sentire cos� tanti nitriti di cavalli in agonia. Rabbrivid� quando si rese conto che l'attacco era fallito e che la battaglia poteva gi� essere perduta.</p><empty-line/><p> Quando oltrepass� l'ultima casa, tir� forte le redini di Fiammabianca e lo guid� verso il centro del villaggio. Alle sue spalle, i suoi uomini lo imitarono. Quasi duecento iarde di fronte a s� vide una tripla fila di soldati schierati fra due case, a bloccare il passaggio. I soldati sembravano non aver alcun timore dei cavalli che correvano verso di loro.</p><empty-line/><p> Roran esit�. Gli ordini erano chiari: lui e i suoi uomini dovevano caricare il lato ovest e farsi strada fra le truppe di Galbatorix fino a ricongiungersi con Sand ed Edric. D'altro canto, Edric non gli aveva detto che cosa fare se, una volta raggiunta la posizione, avesse scoperto che cavalcare dritti verso i soldati non era pi� una tattica efficace. Roran sapeva che disobbedire agli ordini, anche per evitare di far massacrare i suoi uomini, gli sarebbe costato l'accusa d'insubordinazione e una punizione esemplare da parte di Edric.</p><empty-line/><p> In quel momento i soldati scostarono i voluminosi mantelli e sollevarono le balestre gi� cariche.</p><empty-line/><p> E fu sempre in quel momento che Roran decise che avrebbe fatto il possibile per garantire ai Varden la vittoria. Non avrebbe permesso ai soldati di annientare il suo gruppo con un'unica pioggia di frecce solo per evitare le spiacevoli conseguenze di un atto di disobbedienza agli ordini del suo capitano.</p><empty-line/><p> �Al riparo!� url�, e tir� con forza le redini di Fiammabianca, obbligando l'animale a compiere una brusca sterzata dietro una casa. Un istante dopo, una decina di dardi si conficcarono nel lato dell'edificio. Guardandosi attorno, Roran vide che tutti i suoi guerrieri, tranne uno, erano riusciti a mettersi al riparo dietro le case vicine prima che il nemico lanciasse la salva di dardi. L'unico troppo lento giaceva sanguinante nella polvere, con una coppia di dardi affondati nel petto: gli avevano trapassato la cotta di maglia come se fosse stata un foglio di carta. Terrorizzato dall'odore del sangue, il cavallo dell'uomo ucciso scalci� e fugg� dal villaggio, in una scia di polvere.</p><empty-line/><p> Roran tese un braccio e afferr� il bordo di una trave sul lato della casa, tenendo fermo Fiammabianca mentre cercava un modo per uscire da quella situazione disperata. I soldati lo avevano intrappolato insieme ai suoi uomini; non potevano tornare allo scoperto senza essere trafitti da cos� tanti dardi che avrebbero finito per somigliare a porcospini.</p><empty-line/><p> Un gruppo di suoi guerrieri usc� dal riparo dietro una casa vicina all'edificio che nascondeva Roran e lo raggiunse. �Che cosa dobbiamo fare, Fortemartello?� gli domandarono. Non sembravano turbati dal fatto che avesse disobbedito agli ordini; anzi, lo fissavano con rinnovata fiducia.</p><empty-line/><p> Roran si guard� intorno, cercando di ragionare il pi� in fretta possibile. Per caso, i suoi occhi si posarono sull'arco e sulla faretra legati alla sella di uno degli uomini. Sorrise. Soltanto pochi di quei guerrieri combattevano da arcieri, ma tutti avevano arco e frecce per poter cacciare e contribuire al sostentamento della compagnia quando si trovavano da soli in luoghi selvaggi senza l'appoggio del resto dei Varden.</p><empty-line/><p> Roran indic� la casa contro cui era appoggiato e disse: �Prendete gli archi e arrampicatevi sul tetto, e appostatevi l�, quanti pi� riuscite; se tenete alla vita, per�, state gi� fino a nuovo ordine. Al mio segnale, cominciate a colpire il nemico e continuate finch� non resterete a corto di frecce o finch� anche l'ultimo soldato non sar� morto. Chiaro?�</p><empty-line/><p> �Signors�!�</p><empty-line/><p> �Andate, allora. Quelli che non riusciranno a salire su questo tetto ne trovino altri da dove colpire i soldati. Harald, passa parola a tutti, trova dieci dei nostri migliori lancieri e dei nostri migliori spadaccini e portali qui pi� veloce che puoi.�</p><empty-line/><p> �Signors�!�</p><empty-line/><p> In un turbine di movimento, i guerrieri si affrettarono a obbedire. Quelli che si trovavano pi� vicini a Roran recuperarono gli archi e le faretre dalle selle, poi, salendo sul dorso dei cavalli, si issarono sul tetto di paglia della casa. Qualche minuto dopo quasi tutti gli uomini di Roran erano appostati sui tetti di sette diverse case - otto uomini circa per tetto - e Harald era tornato seguito dagli spadaccini e dai lancieri.</p><empty-line/><p> Ai guerrieri radunati intorno a lui Roran disse: �Bene, ora statemi a sentire. Quando dar� l'ordine, gli uomini sui tetti cominceranno a tirare. Non appena il primo sciame di frecce colpir� i soldati, noi usciremo allo scoperto e cercheremo di salvare il capitano Edric. Se non ci riusciamo, prepariamoci a dare alle tuniche rosse un assaggio di freddo metallo. Gli arcieri dovrebbero creare abbastanza confusione da permetterci di assalire i soldati prima che riescano a usare le balestre. Tutto chiaro?�</p><empty-line/><p> �Signors�!�</p><empty-line/><p> �E allora... tirate!� grid� Roran.</p><empty-line/><p> Urlando a squarciagola, i guerrieri appostati sui tetti si alzarono e, come un sol uomo, scaricarono gli archi sui soldati nemici. Le frecce sibilarono come uno stormo di averle assetate di sangue che si tuffasse in picchiata sulle prede.</p><empty-line/><p> Un istante dopo, mentre si levavano i gemiti di agonia dei soldati feriti a morte, Roran disse: �E ora <emphasis>avanti!� </emphasis> E affond� i talloni nei fianchi di Fiammabianca.</p><empty-line/><p> In gruppo compatto, lui e i suoi uomini galopparono intorno alla casa, obbligando i destrieri a compiere una curva cos� stretta che rischiarono di rovesciarsi. Affidandosi alla propria velocit� e all'abilit� degli arcieri sui tetti, Roran schiv� i soldati che correvano in preda al panico e giunse sul luogo del disastroso attacco di Edric. L� il terreno era viscido di sangue, e fra una casa e l'altra giacevano i cadaveri di molti uomini valorosi e le carcasse dei loro cavalli. Le forze residue di Edric erano impegnate in un combattimento corpo a corpo con i soldati. Con stupore, Roran vide che il capitano era ancora vivo e combatteva schiena a schiena con cinque dei suoi uomini.</p><empty-line/><p> �Serrate i ranghi!� url� Roran ai compagni mentre si gettavano nella mischia.</p><empty-line/><p> Fiammabianca colp� due soldati con gli zoccoli e li gett� a terra, spezzando le braccia con cui impugnavano le spade e calpestando loro le costole. Roran diede una pacca compiaciuta sul collo dello stallone, poi fece roteare il martello, ringhiando di gioia sanguinaria mentre abbatteva un soldato dopo l'altro senza che nessuno riuscisse a sostenere la ferocia del suo assalto. �A me!� url�, affiancandosi a Edric e agli altri sopravvissuti. �A me!� Di fronte a lui, le frecce continuavano a piovere sulla massa dei soldati, costringendoli a coprirsi con gli scudi mentre cercavano di parare i colpi delle spade e delle lance dei Varden.</p><empty-line/><p> Quando lui e i suoi guerrieri ebbero circondato i Varden appiedati, Roran url�: �Indietro! Indietro! Alle case!� Passo dopo passo, indietreggiarono tutti fino a portarsi fuori del raggio delle lame nemiche, poi si voltarono e corsero fino alla casa pi� vicina. I soldati scagliarono i dardi e uccisero tre dei Varden lungo il tragitto, ma il resto arriv� illeso all'edificio.</p><empty-line/><p> Edric si accasci� contro il muro, ansimando per riprendere fiato. Quando fu di nuovo in grado di parlare, fece un cenno verso gli uomini di Roran e disse: �Il vostro intervento � stato tempestivo e gradito, Fortemartello, ma perch� vi vedo qui, e non a cavalcare in mezzo agli altri soldati nemici, come mi aspettavo?�</p><empty-line/><p> Allora Roran spieg� che cosa aveva fatto e indic� gli arcieri sui tetti.</p><empty-line/><p> Una cupa ruga solc� la fronte di Edric mentre ascoltava il resoconto di Roran. Tuttavia non lo pun� per la sua disobbedienza, ma si limit� a dirgli: �Fa' subito scendere quegli uomini. Sono riusciti a rompere le fila dei soldati. Adesso dobbiamo affidarci all'onesto lavoro di spada per sconfiggerli.�</p><empty-line/><p> �Siamo troppo pochi per attaccare direttamente i soldati!� protest� Roran. �Non siamo neppure uno contro tre.�</p><empty-line/><p> �Dove mancano i numeri, si fa avanti il valore!� tuon� Edric. �Mi avevano detto che eri un uomo coraggioso, Fortemartello, ma a quanto pare era una menzogna, e sei pavido come un coniglio spaurito. Ora ubbidisci agli ordini e non osare contraddirmi di nuovo!� Il capitano fece un cenno a uno dei guerrieri di Roran. �Tu, laggi�, prestami il tuo stallone.� Dopo che l'uomo fu smontato, Edric balz� in sella e disse: �La met� di voi a cavallo mi segua; portiamo rinforzi a Sand. Gli altri rimangano qui con Roran.� Scalciando nei fianchi del cavallo, si allontan� al galoppo con gli uomini che avevano scelto di seguirlo, sfilando di fianco alle case per aggirare i soldati ammassati al centro del villaggio.</p><empty-line/><p> Mentre li guardava allontanarsi, Roran ebbe un fremito di rabbia. Non aveva mai permesso a nessuno prima di allora di mettere in dubbio il suo coraggio senza rispondere alla critica con le parole o con i pugni. Finch� la battaglia era in corso, per�, non sarebbe stato opportuno sfidare Edric. <emphasis>D'accordo, </emphasis> pens�, <emphasis> gli dimostrer� il coraggio che secondo lui mi manca. Ma non avr� altro da me. Non mander� gli arcieri a combattere corpo a corpo, quando sono pi� sicuri e pi� utili dove si trovano.</emphasis></p><empty-line/><p> Roran si volse e ispezion� gli uomini che Edric gli aveva lasciato. Fra quelli che avevano salvato, fu felice di vedere Carn, graffiato e sporco di sangue, ma vivo. Si scambiarono un cenno, poi Roran si rivolse al gruppo. �Avete sentito quello che ha detto Edric. Io non sono d'accordo. Se facciamo come vuole, saremo una catasta di cadaveri prima del tramonto. Possiamo ancora vincere questa battaglia, ma non gettandoci fra le braccia della morte! Dove mancano i numeri, si fa avanti l'astuzia. Tutti voi sapete come mi sono unito ai Varden. Sapete che ho gi� combattuto e sconfitto l'Impero una volta, e proprio in un villaggio come questo! Posso farcela, ve lo giuro. Ma non da solo. Siete con me? Pensateci bene. Io mi assumer� la responsabilit� di aver ignorato gli ordini di Edric, ma lui e Nasuada potrebbero punire lo stesso chiunque sia coinvolto.�</p><empty-line/><p> �E sarebbero degli sciocchi� grugn� Carn. �Preferirebbero che morissimo qui? Non credo proprio. Puoi contare su di me, Roran.�</p><empty-line/><p> A quelle parole, Roran vide gli altri uomini drizzare le spalle e serrare le mascelle. I loro occhi ardevano di rinnovata determinazione, e il giovane cap� che avevano deciso di restare al suo fianco, fosse solo per non separarsi dall'unico mago della compagnia. Molti erano i guerrieri dei Varden che dovevano la vita a un membro del Du Vrangr Gata, e gli uomini d'armi che Roran conosceva si sarebbero tagliati un piede piuttosto che andare in battaglia senza uno stregone a portata di mano.</p><empty-line/><p> �S�, Fortemartello� disse Harald. �Puoi contare anche su di noi.�</p><empty-line/><p> �Allora seguitemi!� disse Roran. Si chin� per issare Carn in sella dietro di s�, poi insieme al gruppo si lanci� al galoppo lungo il perimetro del villaggio per tornare l� dove gli arcieri sui tetti continuavano a scagliare frecce sui soldati. Mentre saettavano da una casa all'altra, i dardi ronzavano tutto attorno come giganteschi insetti arrabbiati; uno si conficc� nello scudo di Harald.</p><empty-line/><p> Raggiunto il riparo, Roran ordin� che gli uomini a cavallo consegnassero archi e frecce a quelli a piedi, che poi mand� sui tetti delle case insieme agli altri arcieri. Mentre tutti si affrettavano a obbedirgli, Roran richiam� con un cenno Carn, che era balzato gi� da Fiammabianca non appena si erano fermati, e disse: �Mi serve un incantesimo di difesa. Puoi proteggere me e altri dieci da questi dardi?�</p><empty-line/><p> Carn esit�. �Per quanto tempo?�</p><empty-line/><p> �Un minuto? Un'ora? Chi pu� saperlo.�</p><empty-line/><p> �Proteggere cos� tanta gente insieme da un tale numero di dardi esaurirebbe in poco tempo tutta la mia forza... per�, se per te fa lo stesso, posso deviare ogni singolo dardo e...�</p><empty-line/><p> �Perfetto.�</p><empty-line/><p> �Chi vuoi che protegga?�</p><empty-line/><p> Roran indic� gli uomini che aveva scelto e Carn chiese a ciascuno il nome. Poi, con le spalle curve, cominci� a borbottare nell'antica lingua, il volto pallido e tirato. Per tre volte cerc� di evocare l'incantesimo e per tre volte fall�. �Mi dispiace� sospir� avvilito. �Non riesco a concentrarmi.�</p><empty-line/><p> �Maledizione, non ti scusare� ringhi� Roran. �Fallo e basta!� Saltando gi� da Fiammabianca, afferr� con le mani la testa di Carn tenendola ferma. �Guardami! Guardami dritto negli occhi. Ecco, continua a fissarmi... Bene. Adesso evoca questo dannato incantesimo!�</p><empty-line/><p> I lineamenti del mago si spianarono, le spalle si sciolsero; poi, con voce sicura, Carn formul� l'incantesimo. Non appena ebbe pronunciato l'ultima parola, si abbandon� alla stretta di Roran, poi si riebbe. �Fatto� disse.</p><empty-line/><p> Roran gli diede una pacca sulla spalla e torn� in groppa a Fiammabianca. Facendo scorrere lo sguardo sui dieci cavalieri, disse: �Guardatemi i fianchi e le spalle, ma tenetevi abbastanza lontani da permettermi di manovrare il martello.�</p><empty-line/><p> �Signors�!�</p><empty-line/><p> �Ricordatevi che i dardi non possono farvi niente, adesso. Carn, tu resta qui. Risparmia le forze. Se ti accorgi di non riuscire pi� a mantenere l'incantesimo, avvertici prima di troncarlo. D'accordo?�</p><empty-line/><p> Carn sedette sul gradino della casa e annu�. �D'accordo.�</p><empty-line/><p> Stringendo con pi� forza scudo e martello, Roran trasse un profondo respiro nel tentativo di calmarsi. �Pronti� disse, e fece schioccare la lingua per incitare Fiammabianca.</p><empty-line/><p> Con i dieci cavalieri al seguito, Roran usc� allo scoperto in mezzo alla strada polverosa per affrontare ancora una volta i soldati. Al centro del villaggio restavano all'incirca cinquecento soldati di Galbatorix, per gran parte inginocchiati dietro gli scudi e impegnati a ricaricare le balestre. Di tanto in tanto, un soldato si alzava e scagliava un dardo contro uno degli arcieri sui tetti prima di rituffarsi dietro lo scudo, mentre una pioggia di frecce fendeva l'aria nel punto in cui si era alzato. Nello spiazzo disseminato di cadaveri, fasci di frecce costellavano il terreno come giunchi che emergono da una palude di sangue. A diverse centinaia di piedi di distanza, dall'altro lato dei soldati, Roran scorse un groviglio di corpi che si agitavano furiosamente, e dedusse che era l� che Sand, Edric e gli altri superstiti stavano combattendo. Se la giovane donna e il ragazzino si trovavano ancora nello spiazzo, non riusciva a vederli.</p><empty-line/><p> Un dardo sfrecci� ronzando verso Roran. Quando era a meno di una iarda dal suo petto, devi� bruscamente e manc�' sia lui che i suoi uomini. Roran ebbe un brivido, ma il dardo ormai era passato. La gola gli si serr� e il cuore cominci� a battergli all'impazzata.</p><empty-line/><p> Guardandosi intorno, vide un carro rotto addossato a un muro. Lo indic� e ordin�: �Portatelo qui e capovolgetelo. Cercate di bloccare la strada.� Agli arcieri url�: �Non lasciate che i soldati ci attacchino ai lati! Quando ci vengono addosso, sfoltite i loro ranghi pi� che potete, e non appena finite le frecce, raggiungeteci.�</p><empty-line/><p> �Signors�!�</p><empty-line/><p> �Attenti a non colpirci per sbaglio, o giuro che verr� a infestare le vostre case per l'eternit�!�</p><empty-line/><p> �Signors�!�</p><empty-line/><p> Altri dardi sfrecciarono lungo la strada, diretti contro Roran e i suoi uomini, ma ogni volta furono intercettati dall'incantesimo di Carn e deviarono conficcandosi in un muro, nel terreno o schizzando verso il cielo.</p><empty-line/><p> Roran osserv� i suoi uomini trascinare il carro al centro della strada. Poco prima che finissero di sistemarlo, alz� la testa, si riemp� i polmoni e rugg� ai soldati con quanto fiato aveva in gola: �Voi laggi�, dico a voi, bastardi rognosi! Guardate come solo undici di noi vi sbarrano il passo. Superateci e conquisterete la libert�. Fatevi sotto, se ne avete il coraggio. Cosa? Esitate? Dov'� la vostra virilit�, vermi schifosi, sacchi di bile, porci assassini? I vostri padri erano mentecatti bavosi che avrebbero dovuto essere annegati alla nascita! Gi�, e le vostre madri erano sgualdrine vaiolose che si accoppiavano con gli Urgali!� Roran sorrise soddisfatto quando i soldati ulularono offesi e cominciarono a loro volta a insultarlo. Tuttavia uno dei soldati parve perdere la voglia di combattere, perch� scatt� in piedi e si slanci� verso nord, riparandosi con lo scudo e correndo a zigzag nel disperato tentativo di evitare gli arcieri. Malgrado i suoi sforzi, i Varden lo uccisero prima che avesse percorso pi� di un centinaio di piedi. �Ah!� esclam� Roran. �Non c'� uno fra di voi che non sia un vigliacco, luridi topi di fogna! Se serve a darvi un po' di nerbo, allora sappiate che il mio nome � Roran Fortemartello, ed Eragon Ammazzaspettri � mio cugino! Uccidetemi, e quel pazzo infame che avete per re vi ricompenser� con un contado, o anche di pi�. Ma dovrete uccidermi con una lama, perch� con me le vostre balestre sono inutili. Fatevi sotto lumaconi, sanguisughe, viscidi parassiti morti di fame! Fatevi sotto e provate a sconfiggermi, se ne siete capaci!�</p><empty-line/><p> Lanciando un feroce grido di battaglia, una trentina di soldati lasciarono cadere le balestre, sguainarono le spade scintillanti e con gli scudi levati corsero incontro a Roran e ai suoi uomini.</p><empty-line/><p> Alla sua destra, Roran sent� Harald dire: �Signore, sono molti pi� di noi.�</p><empty-line/><p> �Gi� rispose Roran, gli occhi fissi sui soldati che si avvicinavano. Quattro di loro barcollarono e stramazzarono a terra, senza pi� muoversi, trafitti da numerose frecce.</p><empty-line/><p> �Se ci caricano tutti insieme non ce la faremo.�</p><empty-line/><p> �S�, ma non lo faranno. Guarda: sono confusi e disorganizzati. Il loro comandante deve essere morto. Finch� manteniamo l'ordine, non riusciranno a sopraffarci.�</p><empty-line/><p> �Ma Fortemartello, non possiamo uccidere cos� tanti uomini da soli!� protest� Harald.</p><empty-line/><p> Roran lo fulmin� con un'occhiata. �Certo che possiamo! Noi combattiamo per proteggere le nostre famiglie e per riprenderci le nostre case e le nostre terre. Loro combattono perch� Galbatorix li costringe a farlo. Non ci mettono il cuore, in questa battaglia. Perci� pensate alle vostre famiglie, pensate alle vostre case, e ricordate che � questo che state difendendo. Un uomo che combatte per qualcosa di pi� importante di lui � capace di uccidere cento nemici senza alcuna difficolt�!� Con lo sguardo della mente Roran rivide Katrina nel suo azzurro abito nuziale, sent� il profumo della sua pelle, ud� i toni smorzati della sua voce mentre parlavano a tarda notte.</p><empty-line/><p><emphasis>Katrina.</emphasis></p><empty-line/><p> Poi i soldati gli furono addosso, e per un po' Roran non sent� altro che il clangore delle spade che cozzavano sul suo scudo, i tonfi del suo martello che si abbatteva sugli elmi e le urla dei soldati che crollavano sotto i suoi colpi. I soldati gli si scagliavano contro guidati dalla forza della disperazione, ma non potevano competere con lui e i suoi uomini. Quando ebbe ucciso l'ultimo degli aggressori, Roran scoppi� a ridere euforico. Che gioia, aver sbaragliato coloro che avrebbero potuto fare del male a sua moglie e a suo figlio non ancora nato!</p><empty-line/><p> Fu contento di vedere che nessuno dei suoi guerrieri era rimasto ferito in modo grave. Si accorse anche che durante lo scontro diversi arcieri erano scesi dai tetti per combattere a cavallo con loro. Roran sorrise e disse: �Benvenuti sul campo di battaglia!�</p><empty-line/><p> �Davvero un caloroso benvenuto!� rispose uno degli arcieri.</p><empty-line/><p> Indicando con il martello sporco di sangue il lato della strada, Roran disse: �Tu, tu, e tu, ammassate i corpi laggi�. Usateli insieme al carro per formare una barricata, in modo che solo due o tre soldati alla volta possano venirci addosso.�</p><empty-line/><p> �Signors�!� risposero i guerrieri, smontando di sella.</p><empty-line/><p> Un dardo sibil� verso Roran. Lui lo ignor� e si concentr� sul gruppo principale dei nemici, dove un centinaio di soldati si stavano preparando per un secondo assalto. �Svelti!� url� agli uomini che trascinavano i cadaveri. �Ci sono quasi addosso. Harald, vai ad aiutarli!�</p><empty-line/><p> Roran si inumid� le labbra, guardando nervoso i suoi uomini all'opera mentre i soldati avanzavano. Con suo grande sollievo, i quattro Varden sistemarono l'ultimo cadavere e balzarono in groppa ai loro destrieri molto prima che l'ondata di soldati li travolgesse.</p><empty-line/><p> Il carro capovolto e la raccapricciante barriera di resti umani, che sbarravano quasi completamente la strada, rallentarono e compressero il flusso di soldati tanto che quando raggiunsero Roran riuscivano ad avanzare a malapena. I soldati erano cos� ammassati che non riuscirono a sfuggire alle frecce scoccate dai tetti.</p><empty-line/><p> Le prime due file di soldati erano armate di lance, con cui minacciavano Roran e gli altri Varden. Roran par� tre diversi affondi, imprecando fra i denti quando si rese conto che le lance gli impedivano di avvicinarsi abbastanza ai nemici per colpirli con il martello. Poi un soldato trafisse una spalla di Fiammabianca, e Roran si chin� in avanti per evitare di essere disarcionato, mentre lo stallone nitriva e s'impennava.</p><empty-line/><p> Quando Fiammabianca tocc� di nuovo il terreno con gli anteriori, Roran scivol� gi� dalla sella tenendo lo stallone fra s� e la selva di lance. Fiammabianca s'impenn� quando una seconda lancia lo colp� al fianco. Prima che i soldati potessero ferirlo ancora, Roran tir� le redini costringendolo a indietreggiare, finch� non ci fu abbastanza spazio fra gli altri cavalli per farlo girare. �Yah!� grid�, e gli diede una pacca sulla groppa per farlo allontanare dal villaggio.</p><empty-line/><p> �Fate largo!� url� Roran ai Varden. I guerrieri gli aprirono un varco fra i destrieri e lui balz� di nuovo in prima linea, infilando il martello nella cintura mentre correva.</p><empty-line/><p> Un soldato cerc� di colpirlo al petto con la lancia. Roran la blocc� con il polso, e anche se si fer� con il duro legno dell'asta riusc� a strapparla dalle mani del soldato. L'uomo cadde a faccia avanti. Con una torsione del braccio, Roran lo trafisse con la sua stessa arma, poi si avvent� contro altri due soldati e li uccise. Si ferm� a gambe divaricate, piantando i piedi nel terreno fertile che un tempo avrebbe cercato di coltivare, e agit� la lancia contro i nemici, urlando: �Avanti, bastardi farabutti! Provate a uccidermi se ci riuscite! Io sono Roran Fortemartello e non temo nessun uomo vivo!�</p><empty-line/><p> I soldati arrancarono nella strettoia; tre di loro salirono sui corpi dei loro compagni caduti in duello con Roran. Scartando di lato, Roran conficc� la lancia nella mascella del soldato all'estrema destra, frantumandogli i denti. Ritir� la lancia, tracciando un arco di sangue nell'aria, e poi s'inginocchi� di colpo per trafiggere il soldato al centro dell'ascella.</p><empty-line/><p> Poi sent� qualcosa colpirlo alla spalla sinistra. Lo scudo si fece pi� pesante. Rialzandosi, vide una lancia conficcata nelle assi di legno di quercia, mentre il terzo soldato gli si avventava contro con la spada sguainata. Roran sollev� la lancia sopra la testa, come se volesse scagliarla, poi, quando il soldato esit�, gli sferr� un calcio in mezzo alle gambe. Gli bast� un solo colpo per sbarazzarsi di lui. Nel breve intervallo che segu�, Roran si liber� dello scudo ormai inutile e lo scaravent� fra i piedi dei nemici con la lancia ancora conficcata, con l'intenzione di farli inciampare.</p><empty-line/><p> Altri soldati si fecero avanti sulle gambe malferme, intimoriti dal ghigno ferale di Roran e dalla sua lancia. La collinetta di cadaveri davanti a lui crebbe; quando gli arriv� alla cintola, Roran balz� in cima alla catasta insanguinata, dove sfrutt� il vantaggio dell'altezza malgrado l'appoggio instabile. Dato che i soldati dovevano scalare una montagna di corpi per raggiungerlo, Roran riusc� a ucciderne molti altri che inciampavano in un braccio, o in una gamba, o affondavano il piede nel collo morbido di uno di quelli che li avevano preceduti, o scivolavano su uno scudo.</p><empty-line/><p> Grazie alla posizione elevata, Roran riusc� a vedere che il resto dei soldati aveva deciso di unirsi all'assalto, eccetto una ventina che continuava a combattere dall'altra parte del villaggio con i guerrieri di Sand ed Edric. E cap� che non avrebbe pi� avuto tregua se non a battaglia conclusa.</p><empty-line/><p> Nel corso della giornata, Roran riport� decine di ferite. La maggior parte era di poco conto - un taglio all'interno dell'avambraccio, un dito rotto, un graffio sul costato dove una spada gli aveva lacerato la cotta di maglia - ma alcune erano piuttosto gravi. Un soldato caduto sulla pila di cadaveri gli trafisse il polpaccio destro, azzoppandolo. Subito dopo, un omone che puzzava di cipolle e formaggio gli cadde addosso e, con una zaffata di alito pestilenziale, gli conficc� il dardo di una balestra nella spalla sinistra, impedendogli da quel momento in poi di sollevare il braccio sopra la testa. Roran lasci� il dardo dov'era, sapendo che se lo avesse estratto sarebbe morto dissanguato. Il dolore divenne la sensazione predominante: ogni movimento gli procurava nuove fitte, ma fermarsi significava morire, perci� continu� a infliggere i suoi colpi mortali, incurante delle ferite e della stanchezza.</p><empty-line/><p> In certi momenti, avvertiva la presenza dei Varden alle spalle o al fianco, come quando lo sorvolava una lancia scagliata da dietro o la lama di una spada compariva di lato per trapassare un soldato sul punto di colpirlo, ma perlopi� affrontava i soldati da solo, perch� lo spazio di manovra consentito dalla pila di corpi, dai muri delle case e dal carro rovesciato era esiguo. Gli arcieri sui tetti che ancora avevano frecce a disposizione continuavano la loro mortifera opera di sbarramento; le aste dall'impennaggio d'oca selvatica trapassavano ossa e tendini senza distinzione.</p><empty-line/><p> Pi� avanti nel corso della battaglia, Roran affond� la lancia contro un soldato, ma quando la punta colp� l'armatura dell'uomo, l'asta si spezz� in due per il lungo. L'uomo parve meravigliarsi di essere ancora vivo, perch� aspett� un istante prima di rispondere con la spada. Quell'istante di esitazione permise a Roran di abbassarsi sotto la spada d'acciaio e di afferrare un'altra lancia, con cui uccise il soldato. Con un misto di sgomento e disgusto, Roran si vide spezzare fra le mani anche la seconda lancia. Scagliando i resti contro i soldati, Roran sfil� lo scudo a uno dei cadaveri ed estrasse il martello dalla cintura. Il suo martello almeno non lo aveva mai tradito.</p><empty-line/><p> La stanchezza si dimostr� la sua pi� formidabile avversaria, mentre gli ultimi soldati si avvicinavano alla spicciolata e ciascuno aspettava il proprio turno per sfidarlo. Roran si sentiva le membra pesanti e intorpidite, aveva la vista offuscata e respirava con difficolt�; malgrado ci�, riusciva sempre a trovare l'energia per sconfiggere l'avversario successivo. Via via che i suoi riflessi rallentavano, i soldati gli inflissero parecchie ferite con affondi che prima avrebbe evitato con agio.</p><empty-line/><p> Quando fra i soldati cominciarono ad aprirsi dei varchi e Roran riusc� a vedere di nuovo al di l�, si rese conto che quel terribile cimento stava per concludersi. Non offr� agli ultimi dodici uomini alcuna piet�, n� quelli gliela chiesero, anche se non potevano sperare di sconfiggere Roran e i Varden alle sue spalle. Non tentarono nemmeno di fuggire. Gli corsero incontro ringhiando, imprecando, con l'unico desiderio di uccidere l'uomo che aveva massacrato tanti compagni prima di loro.</p><empty-line/><p> In un certo senso Roran ne ammirava il coraggio.</p><empty-line/><p> Quattro uomini stramazzarono al suolo, il petto trafitto dalle frecce. Una lancia scagliata da qualcuno alle spalle di Roran trapass� un quinto soldato sotto la clavicola, e anche lui si accasci� sul mucchio di cadaveri. Altre due lance reclamarono le loro vittime, poi il resto dei soldati raggiunse Roran. Il soldato in testa gli si avvent� contro con un'ascia dentata. Pur sentendo la punta del dardo graffiargli l'osso, Roran sollev� il braccio e blocc� l'ascia con lo scudo. Spinto dal dolore e dalla rabbia, come anche dal desiderio che la battaglia finisse al pi� presto, fece mulinare il martello e uccise il soldato con una mazzata alla testa. Senza fermarsi, balz� in avanti dandosi lo slancio con la gamba intatta e colp� il secondo soldato due volte al torace prima che quello riuscisse a difendersi, incrinandogli le costole. Il terzo par� due assalti, ma Roran lo ingann� con una finta e lo uccise. Gli ultimi due soldati lo strinsero da entrambi i lati, cercando di colpirlo alle caviglie mentre si arrampicavano sulla montagna di cadaveri. Ormai allo stremo, Roran duell� con tutti e due per alcuni logoranti, interminabili attimi, finch� non uccise il primo sfondandogli l'elmo e l'altro spezzandogli il collo con un colpo ben assestato.</p><empty-line/><p> Poi vacill� e svenne.</p><empty-line/><p> Si sent� sollevare di peso e apr� gli occhi. Vide Harald che gli avvicinava una borraccia alle labbra. �Bevi� gli disse Harald. �Ti sentirai meglio.�</p><empty-line/><p> Ancora ansante, Roran bevve qualche sorso fra un rantolo e l'altro. Il vino scaldato dal sole gli bruci� la gola riarsa. Quando sent� che le gambe lo avrebbero retto di nuovo, disse: �Sto bene, puoi lasciarmi, adesso.�</p><empty-line/><p> Si appoggi� al martello e contempl� il campo di battaglia. Con soddisfazione not� quanto era cresciuta la collina di cadaveri: lui e i suoi compagni si trovavano a circa venti piedi dal suolo, quasi all'altezza del tetto delle case l� intorno. La maggior parte dei soldati erano stati uccisi dalle frecce, ma Roran sapeva di aver contribuito non poco a sfoltire i ranghi nemici.</p><empty-line/><p> �Qua... quanti?� chiese a Harald.</p><empty-line/><p> Il guerriero imbrattato di sangue scosse il capo. �Ho perso il conto a trentadue. Forse te lo pu� dire qualcun altro. Quello che hai fatto, Fortemartello... non ho mai visto compiere un'impresa simile, non da parte di un essere dotato di normali capacit� umane. La dragonessa Saphira ha scelto bene: gli uomini della tua famiglia sanno combattere come nessun altro. Il tuo valore non ha pari fra gli umani, Fortemartello. Quale che sia il numero preciso di soldati che hai ucciso oggi, io...�</p><empty-line/><p> �Centonovantatr�!� grid� Carn, arrampicandosi sui cadaveri.</p><empty-line/><p> �Sei sicuro?� chiese Roran, incredulo.</p><empty-line/><p> Carn annu� mentre li raggiungeva. �Sissignore! Io s� che ho tenuto il conto. Centonovantatr�... centonovantaquattro se consideri il soldato che hai ferito al ventre prima che gli arcieri lo finissero.�</p><empty-line/><p> Roran rimase sbalordito davanti a quella cifra. Non avrebbe mai sospettato che fosse cos� esorbitante. Gli sfugg� una risatina rauca. �Peccato che non ce ne fossero altri. Altri sette, e sarei arrivato a duecento.�</p><empty-line/><p> Anche gli altri si misero a ridere.</p><empty-line/><p> Con il volto minuto adombrato di preoccupazione, Carn tese una mano verso il dardo conficcato nella spalla sinistra di Roran, dicendo: �Su, lascia che mi occupi delle tue ferite.�</p><empty-line/><p> �No!� esclam� Roran, e lo respinse. �Potrebbero esserci altri feriti pi� gravi. Pensa prima a loro.�</p><empty-line/><p> �Roran, molte di quelle ferite potrebbero rivelarsi fatali se non arresto l'emorragia. Non mi ci vorr� che...�</p><empty-line/><p> �Sto bene� grugn� Roran. �Lasciami in pace.�</p><empty-line/><p> �Roran, guarda le tue ferite!�</p><empty-line/><p> Roran ubbid� e subito distolse lo sguardo. �Allora sbrigati.� Fiss� il cielo limpido, con la mente sgombra, mentre Carn gli estraeva il dardo dalla spalla e mormorava una serie di incantesimi. Dove arrivava la magia, Roran si sentiva prudere e formicolare la pelle, una sensazione seguita da un immediato sollievo. Quando Carn ebbe finito, Roran era ancora tutto indolenzito, ma non soffriva pi� tanto e la sua mente era di nuovo lucida. L'opera di guarigione lasci� Carn pallido e tremante. Lo stregone si pieg� sulle ginocchia finch� i tremori non cessarono. �Vado...� S'interruppe per prendere fiato. �Vado ad aiutare gli altri feriti.� Si rialz� e scese dall'orrido cumulo, barcollando come ubriaco.</p><empty-line/><p> Roran lo segu� con lo sguardo, preoccupato. All'improvviso si chiese che fine avesse fatto il resto della spedizione. Scrut� in fondo al villaggio e non vide altro che corpi riversi, alcuni vestiti del rosso dell'Impero, altri della lana bruna dei Varden. �Che ne � stato di Edric e Sand?� chiese a Harald.</p><empty-line/><p> �Mi dispiace, Fortemartello, non vedevo nulla oltre la punta della mia spada.�</p><empty-line/><p> Rivolto ai pochi uomini che ancora restavano sui tetti delle case, Roran grid�: �Che ne � stato di Edric e Sand?�</p><empty-line/><p> �Non lo sappiamo, Fortemartello!� risposero.</p><empty-line/><p> Appoggiandosi al martello per tenersi in equilibrio, Roran scese piano piano dal cumulo di cadaveri. Lui, Harald e altri tre uomini attraversarono lo spiazzo al centro del villaggio, dando il colpo di grazia a ogni soldato che trovavano ancora in vita. Quando arrivarono in fondo allo spiazzo, dove il numero dei Varden caduti superava quello dei soldati, Harald batt� la spada sullo scudo e grid�: �C'� qualcuno ancora vivo?�</p><empty-line/><p> Dopo un istante, una voce rispose fra le case: �Fatevi riconoscere!�</p><empty-line/><p> �Harald e Roran Fortemartello, e altri Varden. Se sei un soldato imperiale, arrenditi, perch� i tuoi compagni sono morti e non puoi fare pi� niente.�</p><empty-line/><p> Da dietro le case provennero i tonfi metallici delle armi gettate a terra; poi, uno o due alla volta, alcuni guerrieri Varden emersero dai nascondigli e arrancarono verso lo spiazzo, molti reggendo un compagno ferito. Avevano l'aria frastornata, e alcuni erano cos� coperti di sangue che l� per l� Roran li scambi� per prigionieri. Cont� ventiquattro uomini. Nell'ultimo gruppetto di superstiti c'era Edric, intento ad aiutare un uomo che aveva perduto il braccio destro nella battaglia.</p><empty-line/><p> Roran fece un cenno, e due dei suoi uomini si affrettarono a sollevare Edric dal quel peso. Il capitano raddrizz� le spalle e lentamente si avvicin� a Roran, guardandolo dritto negli occhi, con un'espressione indecifrabile. N� lui n� Roran si mossero. Roran si accorse che sullo spiazzo era calato un silenzio innaturale.</p><empty-line/><p> Edric fu il primo a parlare. �Quanti dei tuoi uomini sono sopravvissuti?�</p><empty-line/><p> �La maggior parte. Non tutti, ma la maggior parte.�</p><empty-line/><p> Edric annu�. �E Carn?�</p><empty-line/><p> �� vivo... E Sand?�</p><empty-line/><p> �Un soldato lo ha colpito durante la carica. � spirato pochi minuti fa.� Lo sguardo di Edric oltrepass� Roran, fermandosi sull'ammasso di corpi. �Hai disobbedito ai miei ordini, Fortemartello.�</p><empty-line/><p> �S�.�</p><empty-line/><p> Edric tese un braccio verso di lui, la mano aperta.</p><empty-line/><p> �Capitano, no!� esclam� Harald, facendo un passo avanti. �Se non fosse stato per Roran, nessuno di noi sarebbe qui. E avresti dovuto vedere che cos'ha fatto. Ha ucciso quasi duecento uomini da solo!�</p><empty-line/><p> La protesta di Harald non suscit� alcuna reazione in Edric, che continu� a tenere la mano tesa. Anche Roran rimase impassibile.</p><empty-line/><p> Allora Harald si rivolse a lui. �Roran, sai che gli uomini sono con te. Una sola parola, e noi...�</p><empty-line/><p> Roran lo fulmin� con lo sguardo. �Non dire idiozie.�</p><empty-line/><p> �Almeno ti � rimasto un po' di buonsenso� disse Edric a denti stretti. �Harald, tu sta' zitto, se non vuoi guidare i muli con le vettovaglie per tutta la strada del ritorno.�</p><empty-line/><p> Roran sollev� il martello e lo porse a Edric. Poi si slacci� la cintura, da dove pendevano la spada e il pugnale, e consegn� a Edric anche quella. �Non ho altre armi� dichiar�.</p><empty-line/><p> Edric annu�, scuro in volto, poi si gett� il cinturone su una spalla. �Roran Fortemartello, con questo ti sollevo dal comando. Ho la tua parola d'onore che non cercherai di fuggire?�</p><empty-line/><p> �S�.�</p><empty-line/><p> �Allora ti renderai utile dove ci sar� bisogno di te, ma per il resto considerati un prigioniero.� Edric si guard� intorno e indic� un altro guerriero. �Fuller, assumerai tu l'incarico di Roran fino a quando non ci congiungeremo con il resto dei Varden e Nasuada decider� sul da farsi.�</p><empty-line/><p> �Signors� disse Fuller.</p><p>Per molte ore Roran lavor� insieme agli altri guerrieri per sollevare i loro morti e trasportarli alla periferia del villaggio, dove li seppellirono. Fu cos� che scopr� che soltanto nove dei suoi ottantuno guerrieri erano morti in battaglia, mentre Edric e Sand avevano perso in tutto quasi centocinquanta uomini, ed Edric ne avrebbe persi ancora di pi� se un manipolo di suoi guerrieri non fosse rimasto con Roran dopo che questi li aveva salvati.</p><p>Quando ebbero finito di seppellire i loro caduti, i Varden recuperarono le frecce, poi innalzarono una pira al centro del villaggio, spogliarono i soldati nemici delle loro armature, li trascinarono sulla pira e appiccarono il fuoco. I corpi cremati produssero una colonna di fumo nero che sembrava innalzarsi all'infinito. Attraverso la densa cortina scura, il sole appariva come un piatto disco rosso.</p><p>Della giovane donna e del bambino che i soldati avevano catturato non c'era traccia. Dato che i loro corpi non erano fra i morti, Roran pens� che dovevano essere fuggiti dal villaggio all'inizio della battaglia, probabilmente la cosa migliore che potevano fare. Augur� loro buona fortuna, ovunque fossero andati.</p><p>Fu una piacevole sorpresa per Roran vedere tornare Fiammabianca al villaggio poco prima che i Varden si mettessero in marcia. All'inizio lo stallone si mostr� schivo e ombroso, e non permise a nessuno di avvicinarlo, ma Roran lo calm� sussurrandogli nell'orecchio, e alla fine riusc� a pulirgli e fasciargli le ferite. Sarebbe stato poco prudente cavalcarlo finch� non fosse guarito del tutto, cos� Roran lo leg� insieme ai muli da soma. Fiammabianca dimostr� subito il suo scontento appiattendo le orecchie, frustando l'aria con la coda e scoprendo i denti.</p><p>�Fa' il bravo� disse Roran, accarezzandogli il collo. Fiammabianca ruot� l'occhio verso di lui e nitr�, rilassando un poco le orecchie.</p><empty-line/><p> Roran mont� su un castrone appartenuto a uno dei Varden morti e si accod� alla fila di uomini sulla strada. Ignor� le occhiate che gli venivano rivolte, anche se lo rincuor� sentire parecchi guerrieri mormorare: �Ben fatto.�</p><empty-line/><p> Aspettando che Edric desse l'ordine di partire, Roran pens� a Nasuada, a Katrina e a Eragon, e si sent� soffocare da una cappa di terrore quando si domand� quali sarebbero state le loro reazioni una volta che avessero appreso del suo atto di insubordinazione. Subito dopo, per�, accanton� ogni timore. <emphasis> Ho fatto quello che era giusto e necessario, </emphasis>si disse. <emphasis>Non me ne pento, quali che siano le conseguenze.</emphasis></p><empty-line/><p> �In marcia!� grid� Edric, in testa alla colonna.</p><empty-line/><p> Roran spron� il cavallo al piccolo trotto, e i Varden uscirono dal villaggio avviandosi compatti verso ovest, lasciandosi alle spalle la pira di soldati che continuava a bruciare.</p><p><strong>&#x2666; &#x2666; &#x2666;</strong></p><empty-line/><p><strong> MESSAGGIO ALLO SPECCHIO </strong></p><p>Il sole mattutino avvolgeva Saphira in un piacevole tepore. La dragonessa si crogiolava distesa su una sporgenza di roccia liscia che si affacciava sulla vuota tenda a cupola di Eragon. Le attivit� notturne, che l'avevano vista impegnata in un volo di ricognizione per individuare gli accampamenti dell'Impero - come aveva fatto ogni notte da quando Nasuada aveva mandato Eragon nel Farthen D�r, la grande montagna cava - l'avevano lasciata insonnolita. I voli servivano a nascondere l'assenza di Eragon, ma le pesavano, perch� pur non avendo paura del buio, non era una creatura notturna e non le piaceva fare sempre le stesse cose. Per giunta, dato che i Varden impiegavano parecchio tempo per spostarsi da un luogo all'altro, trascorreva le notti a sorvolare pi� o meno lo stesso panorama. L'unico motivo recente di eccitazione era stato quando, la mattina del giorno prima, aveva scorto Castigo, il drago rosso dalla mente mal cresciuta, che volava basso sull'orizzonte. Il drago non aveva virato per affrontarla, ma aveva proseguito per la sua strada inoltrandosi sempre di pi� nell'Impero. Quando Saphira aveva riferito dell'avvistamento, Nasuada, Arya, e gli elfi che proteggevano la dragonessa avevano reagito come uno stormo di ghiandaie terrorizzate, schiamazzando e cicalando fra di loro, disperdendosi in ogni direzione. Avevano perfino insistito perch� Bl�dhgarm, l'elfo dalla scura pelliccia lupesca, volasse con lei fingendosi Eragon, ma lei si era opposta categoricamente. Una cosa era permettere all'elfo di creare un'immagine fantasma di Eragon che la cavalcava ogni volta che spiccava il volo o atterrava fra i Varden; ma non avrebbe mai consentito a qualcuno che non fosse Eragon di montarle in groppa, a meno che non ci fosse una battaglia imminente, e forse nemmeno in quel caso.</p><p>Saphira sbadigli� e stiracchi� una zampa, sfoderando gli artigli. Poi si rilass� di nuovo, con la coda avvolta intorno al corpo e la testa poggiata sulle zampe, e si lasci� andare a fantasticherie di cervi e altre prede.</p><p>Poco dopo ud� uno scalpiccio di passi affrettati che attraversavano l'accampamento diretti verso la grande tenda rossa di Nasuada. Saphira non ci bad�: c'erano sempre messaggeri che correvano avanti e indietro.</p><p>Stava per addormentarsi quando sent� sfrecciare un altro corriere e poi, dopo un breve intervallo, altri due. Senza aprire gli occhi, estrasse la punta della lingua e assaggi� l'aria. Non rilev� alcun odore inconsueto. Dopo aver deciso che non valeva la pena di indagare, scivol� nel mondo dei sogni, dove si tuff� in un fresco lago verde per pescare.</p><p>Fu svegliata da una serie di urla furibonde.</p><empty-line/><p> Non si mosse, e continu� ad ascoltare un gran numero di bipedi dalle orecchie rotonde che discutevano fra di loro. Erano troppo lontani perch� riuscisse a distinguere che cosa dicevano, ma dal tono delle voci intu� che erano cos� arrabbiati che avrebbero potuto arrivare a uccidere. A volte scoppiavano liti fra i Varden - come in qualsiasi altro branco - ma Saphira non aveva mai sentito tanti bipedi accapigliarsi cos� a lungo e con tanta foga.</p><empty-line/><p> Saphira prov� un fastidioso dolore pulsante alla base del cranio quando le grida dei bipedi si fecero pi� acute. Graffi� la roccia sotto di s�, sollevando piccole scie di quarzo scheggiato con gli artigli.</p><empty-line/><p><emphasis>Conter� fino a trentatr�, </emphasis>pens�, <emphasis> e se per allora non avranno ancora smesso, molto meglio per loro che il motivo di tanta agitazione sia degno d'interrompere il riposo di una figlia del vento!</emphasis></p><empty-line/><p> Quando arriv� a ventisette, i bipedi tacquero. <emphasis>Finalmente! </emphasis>Si riassest� e si prepar� a riprendere il sonno di cui aveva tanto bisogno.</p><empty-line/><p> Risuon� un tintinnio metallico, accompagnato da un fruscio di vesti, da uno scalpiccio di piedi umani e dall'inconfondibile odore della guerriera dalla pelle scura. <emphasis>E adesso che c'�? </emphasis>si domand� Saphira, e per un breve istante valut� l'ipotesi di ruggire forte per far fuggire chiunque fosse venuto a disturbarla.</p><empty-line/><p> Apr� un solo occhio, e vide arrivare Nasuada e le sue sei guardie del corpo. Giunta ai piedi del lastrone di roccia, Nasuada ordin� ai suoi di restare sul prato insieme a Bl�dhgarm e agli altri elfi - impegnati in un addestramento - e si arrampic� da sola.</p><empty-line/><p> �Salute a te, Saphira� disse Nasuada. Indossava un abito rosso che spiccava in modo quasi innaturale contro il verde delle foglie dei meli alle sue spalle. Il sole riflesso dalle squame di Saphira le chiazzava il volto di una miriade di puntini luminosi.</p><empty-line/><p> Saphira batt� le palpebre una volta, dato che non aveva alcuna voglia di rispondere a parole.</p><empty-line/><p> Dopo essersi guardata attorno, Nasuada si avvicin� alla sua testa e sussurr�: �Saphira, devo parlarti in privato. Tu puoi entrare nella mia mente, ma io non posso entrare nella tua. Puoi farlo adesso per sentire che cosa ho da dirti?�</p><empty-line/><p> Penetrando nella mente affaticata e tesa della donna, Saphira le rivers� addosso la propria irritazione per essere stata svegliata, poi disse: <emphasis>Posso, se voglio, ma non lo farei mai senza il tuo permesso.</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> Certo, </emphasis>rispose Nasuada. <emphasis>Capisco. </emphasis>Dapprima Saphira ricevette dalla donna solo immagini ed emozioni scollegate fra di loro: una forca col cappio vuoto, sangue sul terreno, facce ringhianti, paura, stanchezza, e una corrente sotterranea di feroce determinazione. <emphasis>Perdonami, </emphasis>disse Nasuada. <emphasis>Ho avuto una mattinata pesante. Se i miei pensieri vagano troppo, ti prego, abbi pazienza.</emphasis></p><empty-line/><p> Saphira batt� di nuovo le palpebre. <emphasis>Cos'� che agita tanto i Varden? Sono stata svegliata dalle grida furiose e concitate di un gruppo di uomini e prima ancora ho sentito un insolito numero di messaggeri che correvano nell'accampamento.</emphasis></p><empty-line/><p> Nasuada strinse le labbra e abbass� lo sguardo, incrociando le braccia ferite. Il colore della sua mente si fece nero come una nube temporalesca, gravida di minacce di morte e violenza. Dopo una pausa insolitamente lunga, disse: <emphasis>Stanotte uno dei Varden, un uomo di nome Othmund, � strisciato nell'accampamento degli Urgali e ne ha uccisi tre che dormivano intorno al fuoco. Gli Urgali non sono riusciti a prenderlo, ma stamattina Othmund si � vantato della sua impresa, pavoneggiandosi davanti ai compagni.</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> Perch� l'ha fatto? </emphasis>chiese Saphira. <emphasis>Gli Urgali gli hanno ucciso la famiglia?</emphasis></p><empty-line/><p> Nasuada scosse il capo. <emphasis>Quasi vorrei che lo avessero fatto, perch� in quel caso gli Urgali non sarebbero cos� furiosi: la vendetta, almeno, la capiscono. No, � questo il lato strano della vicenda: Othmund odia gli Urgali solo perch� sono Urgali. Non hanno mai fatto del male n� a lui n� alla sua famiglia, eppure lui li odia con ogni fibra del suo corpo. O almeno cos� mi � parso di capire dopo avergli parlato.</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> Come ti comporterai con lui?</emphasis></p><empty-line/><p> Nasuada guard� di nuovo Saphira con occhi colmi di profonda tristezza. <emphasis>Sar� impiccato per i suoi crimini. Quando ho accettato gli Urgali fra i Varden, ho decretato che chiunque avesse attaccato uno di loro sarebbe stato punito come se avesse attaccato un compagno umano. Non posso rimangiarmi la parola data.</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> Rimpiangi la tua promessa?</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> No. Gli uomini hanno sempre saputo che non avrei mai perdonato atti del genere. Altrimenti si sarebbero rivoltati contro gli Urgali il giorno stesso che Nar Garzhvog e io abbiamo stretto il nostro accordo. Ora devo dimostrare a tutti che parlavo sul serio. Se non lo facessi, � probabile che ci sarebbero altri spargimenti di sangue, e allora gli Urgali risolverebbero le cose a modo loro, e ancora una volta le nostre due razze cercherebbero di balzarsi alla gola a vicenda. � pi� che giusto che Othmund sia giustiziato per aver ucciso gli Urgali e disobbedito ai miei ordini, ma... oh, Saphira... ai Varden questa decisione non piacer� affatto. Ho sacrificato la mia stessa carne per conquistare la loro lealt�, ma adesso mi odieranno per la mia decisione di impiccare Othmund... Mi odieranno per aver messo sullo stesso piano la vita degli Urgali e la vita degli umani. </emphasis>Abbassando le braccia, Nasuada si srotol� le maniche. <emphasis>E non posso dire che questo mio modo di affrontare ci� che � successo mi piaccia pi� di quanto non piaccia a loro. Nonostante tutti i miei sforzi per trattare gli Urgali come miei simili, con la franchezza e la giustizia che avrebbe usato mio padre, non posso fare a meno di ricordare il modo in cui l'hanno ucciso. Non posso fare a meno di rivedere tutti quegli Urgali che massacravano i Varden nella battaglia del Farthen D�r. Non posso fare a meno di ricordare le storie che sentivo da bambina, storie di Urgali che sciamavano dalle montagne per assassinare persone innocenti nei loro letti. Erano sempre gli Urgali i mostri da temere, e adesso ho unito il nostro destino al loro. Non posso fare a meno di pensare a tutto questo, Saphira, e mi domando se ho preso la decisione giusta.</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> Non puoi fare a meno di essere umana, </emphasis>disse Saphira cercando di confortarla. <emphasis>Ma non devi sentirti vincolata dalle convinzioni di chi ti circonda. Puoi superare i limiti della tua razza, se lo vuoi fermamente. Se gli eventi del passato hanno qualcosa da insegnarci, � che i re, le regine e gli altri capi che hanno unito sotto di loro razze diverse sono coloro che hanno fatto il bene maggiore per Alaga�sia. Dobbiamo temere la collera e i conflitti, non un avvicinamento con i nostri nemici di un tempo. Ricorda la tua avversione per gli Urgali, perch� se la sono meritata, ma ricorda anche che un tempo i nani e i draghi si odiavano come gli umani e gli Urgali. E che un tempo noi draghi combattevamo gli elfi e che, potendo, avremmo estinto la loro razza. Un tempo era cos�, ora non pi�, perch� persone come te hanno avuto il coraggio di accantonare i rancori passati e di forgiare rapporti di amicizia dove prima non esistevano.</emphasis></p><empty-line/><p> Nasuada pos� la fronte contro la mascella della dragonessa e disse: <emphasis>Sei molto saggia, Saphira.</emphasis></p><empty-line/><p> Divertita, la dragonessa sollev� la testa dalle zampe e con la punta del muso tocc� la fronte di Nasuada. <emphasis>Dico solo quello che penso, nulla di pi�. Se questa � saggezza, allora approfittane pure. Io credo che tu possieda gi� tutta la saggezza che ti serve. Ai Varden potr� anche non piacere che Othmund venga giustiziato, ma ci vorr� molto di pi� per minare la loro devozione per te. E sono sicura che riuscirai a trovare un modo per rabbonirli.</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> Gi�, </emphasis>disse Nasuada asciugandosi gli angoli degli occhi con le dita. <emphasis>Dovr� pensarci. </emphasis>Poi sorrise e il suo volto si trasform�. <emphasis>Ma non � Othmund il motivo per cui sono venuta da te. Eragon mi ha appena cercata per chiedere che tu lo raggiunga nel Farthen D�r. I nani...</emphasis></p><empty-line/><p> Inarcando il collo, Saphira rugg� verso il cielo, sprigionando il fuoco delle viscere in una vampa fiammeggiante che le guizz� dalla bocca. Nasuada indietreggi� di qualche passo, mentre tutti quelli che si trovavano l� intorno s'impietrirono e rimasero a fissare la dragonessa. Alzandosi sulle quattro zampe, Saphira si scroll� dalla testa alla coda, dimentica della stanchezza, e dispieg� le ali, pronta a spiccare il volo.</p><empty-line/><p> Le guardie si precipitarono verso Nasuada, ma lei le ferm� con un gesto della mano. Investita da una nuvola di fumo, si copr� il naso con una manica, tossendo. <emphasis>Il tuo entusiasmo � lodevole, Saphira, ma...</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> Eragon � ferito? Sta male? </emphasis>chiese lei, allarmata quando Nasuada esit�.</p><empty-line/><p><emphasis>Sta bene come sempre, </emphasis>rispose Nasuada. <emphasis>Tuttavia c'� stato un... incidente... ieri.</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> Che tipo di incidente?</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> Lui e le sue guardie sono stati attaccati.</emphasis></p><empty-line/><p> Saphira rimase immobile mentre Nasuada le riferiva quanto le aveva detto Eragon. Alla fine, la dragonessa scopr� i denti. <emphasis>Il D�rgrimst Az Sweldn rak Anh�in deve ringraziare che non ero con Eragon. Non se la sarebbero cavata tanto facilmente dopo aver tentato di ucciderlo.</emphasis></p><p>Con un lieve sorriso, Nasuada disse: <emphasis>Per questo � stato meglio che tu fossi qui.</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> Pu� darsi, </emphasis>ammise Saphira, e sprigion� uno sbuffo di fumo bollente dalle narici, agitando la coda. <emphasis>Per� non mi sorprende. Succede sempre cos�: ogni volta che io ed Eragon ci separiamo, qualcuno lo attacca. Mi prudono le squame quando lo perdo di vista per pi� di un paio d'ore.</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> � capacissimo di difendersi da solo.</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> Vero, ma anche i nostri nemici non sono degli sprovveduti. </emphasis>Impaziente, Saphira cambi� posizione, distendendo ancora di pi� le ali. <emphasis>Nasuada, non vedo l'ora di partire. C'� altro che devo sapere?</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> No, </emphasis>disse Nasuada. <emphasis>Che il tuo volo sia rapido e sicuro, Saphira, ma non trattenerti quando sarai nel Farthen D�r. Da quando lascerai il nostro accampamento, avremo soltanto qualche giorno di tempo prima che l'Impero si accorga che non ti ho mandata con Eragon in una breve missione di ricognizione. Galbatorix potrebbe decidere o meno di attaccare mentre siete lontani, ma ogni ora della vostra assenza aumenter� questo rischio. E preferirei avervi con noi quando attaccheremo Feinster. Potremmo anche conquistare la citt� senza di voi, ma ci costerebbe molte pi� vite. In poche parole, il destino dei Varden dipende dalla vostra velocit�.</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> Saremo rapidi come il vento di tempesta, </emphasis>la rassicur� Saphira.</p><empty-line/><p> Nasuada si conged� e scese dal lastrone di roccia. Bl�dhgarm e gli altri elfi corsero da Saphira e le legarono addosso quello scomodo aggeggio di cuoio che era la sella di Eragon, con le bisacce piene di viveri e di tutte le altre cianfrusaglie che portava quando viaggiava con il Cavaliere. A lei non servivano le provviste - non avrebbe nemmeno potuto prenderle - ma le toccava portarle per salvare le apparenze. Quando fu pronta, Bl�dhgarm si port� la mano al petto, nel gesto di rispetto degli elfi, e disse nell'antica lingua: �Arrivederci, Saphira Squamediluce. Che tu ed Eragon possiate tornare sani e salvi.�</p><empty-line/><p><emphasis>Arrivederci, Bl�dhgarm.</emphasis></p><empty-line/><p> Saphira aspett� che l'elfo dalla scura pelliccia lupesca creasse lo spettro di Eragon e questo uscisse dalla tenda per montarle in groppa. Non sent� niente quando il simulacro immateriale le si arrampic� dalla zampa sulla spalla. Non appena Bl�dhgarm le fece cenno che il non-Eragon era in sella, la dragonessa lev� le ali oltre la testa fino a farle toccare, poi spicc� un balzo in avanti e salt� gi� dal lastrone di roccia.</p><empty-line/><p> Dopo qualche attimo di caduta libera verso le grigie tende sottostanti, con un deciso colpo d'ali riprese quota, allontanandosi dal duro terreno. Vir� in direzione del Farthen D�r e cominci� a salire verso lo strato d'aria fredda e sottile, dove sperava di trovare una corrente d'aria costante che l'aiutasse a volare pi� in fretta.</p><empty-line/><p> Sorvol� la riva boscosa in cui i Varden avevano deciso di fermarsi per la notte e fu percorsa da un brivido di gioia selvaggia. Non avrebbe pi� dovuto passare le giornate ad aspettare Eragon che vagava rischiando la vita senza di lei! Non avrebbe pi� dovuto trascorrere le notti a perlustrare sempre le stesse zone! Ora coloro che volevano ferire il compagno della sua mente e del suo cuore non sarebbero pi� sfuggiti alla sua ira! Spalancando le fauci, Saphira rugg� al mondo la sua gioia e la sua sicurezza, sfidando gli dei, se esistevano, ad affrontare <emphasis>lei, </emphasis>figlia di Iorm�ngr e Vervada, due dei pi� grandi draghi della loro epoca.</p><empty-line/><p> Quando ebbe raggiunto una quota di oltre un miglio, dove trov� un forte vento da sud-ovest, Saphira si alline� alla corrente d'aria e si lasci� sospingere, volando sulla terra bagnata di sole. Proiett� i pensieri davanti a s� e disse: <emphasis>Sto arrivando, piccolo mio!</emphasis></p><p><strong>&#x2666; &#x2666; &#x2666;</strong></p><empty-line/><p><strong> QUATTRO COLPI DI TAMBURO </strong></p><p>Eragon si protese in avanti, ogni muscolo del corpo in tensione, quando Hadfala, la nana dai capelli bianchi a capo del D�rgrimst Ebardac, si alz� dal tavolo dove si svolgeva il raduno dei clan e pronunci� una breve frase nella sua lingua nativa.</p><p>Mormorandogli nell'orecchio, H�ndfast tradusse: �A nome del mio clan, io voto Grimstborith Orik come nostro nuovo re.�</p><empty-line/><p> Eragon liber� il fiato trattenuto. <emphasis>Uno. </emphasis>Per diventare re dei nani, un capoclan doveva conquistare la maggioranza dei voti degli altri capiclan. Se nessuno ci riusciva al primo turno, allora in base alla legge dei nani quello che aveva ottenuto meno voti veniva eliminato, e potevano passare anche tre giorni prima che fosse indetta una nuova votazione. Il procedimento sarebbe continuato fino a quando un capoclan non avesse raggiunto la maggioranza necessaria, e a quel punto gli altri avrebbero giurato fedelt� al nuovo re o alla nuova regina. Visto che il tempo era determinante per i Varden, Eragon sperava con tutto il cuore che la votazione si concludesse in una sola seduta, o almeno che i nani facessero una pausa di appena un paio d'ore. In caso contrario, Eragon pens� che avrebbe potuto rompere il tavolo di pietra al centro della sala per la frustrazione.</p><empty-line/><p> Che Hadfala, la prima a votare, avesse espresso il suo favore per Orik era di buon auspicio. Hadfala, come Eragon sapeva bene, aveva sostenuto Gannel del D�rgrimst Quan prima dell'attentato alla sua vita. Se la lealt� di Hadfala aveva cambiato oggetto, era possibile che anche l'altro membro dello schieramento di Gannel - ovvero Grimstborith �ndin - desse il suo voto ad Orik.</p><empty-line/><p> Poi fu il turno di G�ldhiem del D�rgrimst Feld�nost. Il nano si alz� dal tavolo, anche se era cos� basso da risultare pi� alto da seduto che in piedi.</p><empty-line/><p> �A nome del mio clan� dichiar� �io voto Grimstborith Nado come nostro nuovo re.�</p><empty-line/><p> Inclinando la testa da un lato, Orik ricambi� lo sguardo di Eragon e gli disse sottovoce: �Be', ce lo aspettavamo.�</p><empty-line/><p> Eragon annu� e scocc� un'occhiata a Nado. Il nano dalla faccia tonda si accarezzava la punta della barba gialla con aria soddisfatta.</p><empty-line/><p> Poi Manndr�th del D�rgrimst Ledwonn� disse: �A nome del mio clan, io voto Grimstborith Orik come nostro nuovo re.� Orik lo ringrazi� con un cenno del capo, e Manndr�th ricambi� con un buffo movimento del naso adunco.</p><empty-line/><p> Quando Manndr�th torn� a sedersi, Eragon e il resto dei presenti si voltarono verso Gannel, e la sala divenne cos� silenziosa che Eragon non sentiva nemmeno i nani respirare. In qualit� di capoclan del Quan - il clan religioso - e di sommo sacerdote di G�ntera, re degli dei dei nani, Gannel esercitava una grande influenza sulla sua razza: la sua scelta avrebbe potuto determinare l'esito della votazione.</p><empty-line/><p> �A nome del mio clan� disse Gannel �io voto Grimstborith Nado come nostro nuovo re.�</p><empty-line/><p> Un'ondata di esclamazioni smorzate si lev� dagli spettatori disposti lungo tutta la circonferenza della sala. Il sorriso soddisfatto di Nado si fece ancora pi� ampio. Stringendosi le mani sotto il tavolo, Eragon imprec� in silenzio.</p><empty-line/><p> �Non perdere le speranze, ragazzo� mormor� Orik. �Possiamo ancora farcela. � gi� successo che il Grimstborith del Quan abbia perso il voto.�</p><empty-line/><p> �Ma quante volte?� sussurr� Eragon.</p><empty-line/><p> �Abbastanza spesso.�</p><empty-line/><p> �S�, ma quando � stata <emphasis>l'ultima </emphasis>volta?�</p><empty-line/><p> Orik si dondol� a disagio sulla sedia e distolse lo sguardo. �Ottocentoventiquattro anni fa, quando la regina...�</p><empty-line/><p> S'interruppe quando �ndin del D�rgrimst Ragni Hefthyn proclam�: �A nome del mio clan, io voto Grimstborith Nado come nostro nuovo re.�</p><empty-line/><p> Orik incroci� le braccia. Eragon riusciva a vederlo soltanto di profilo, ma era ovvio che il nano era nervoso.</p><empty-line/><p> Mordendosi l'interno della guancia, Eragon abbass� lo sguardo sul pavimento a mosaico e contando i voti che erano stati dati e quelli che ancora restavano cerc� di calcolare se Orik avesse ancora la possibilit� di vincere le elezioni. Sarebbe stata comunque una vittoria di misura. Strinse ancora pi� forte le mani, conficcandosi le unghie nella carne.</p><empty-line/><p> Thordris del D�rgrimst Nagra si alz� e si avvolse la lunga e folta treccia sul braccio. �A nome del mio clan, io voto Grimstborith Orik come nostro nuovo re.�</p><empty-line/><p> �Cos� siamo tre a tre� bisbigli� Eragon. Orik annu�.</p><empty-line/><p> Era il turno di Nado. Lisciandosi la barba con la mano, il capo del D�rgrimst Knurlcarathn rivolse un sorriso all'assemblea, con un luccichio da predatore negli occhi. �A nome del mio clan voto me stesso come nostro nuovo re. Se sceglierete me, prometto di liberare il nostro paese dagli stranieri che lo hanno inquinato, e prometto di usare il nostro oro e i nostri guerrieri per proteggere la nostra gente, e non la vita di elfi, umani e <emphasis>Urgali. </emphasis>Lo giuro sull'onore della mia famiglia.�</p><empty-line/><p> �Quattro a tre� comment� Eragon.</p><empty-line/><p> �Gi� disse Orik. �Immagino sarebbe stato troppo chiedere a Nado di votare per un altro.�</p><empty-line/><p> Posando il coltello e il pezzo di legno che stava intagliando, Freowin del D�rgrimst Gedthrall riusc� appena a liberare la sua mole dalla sedia e, tenendo lo sguardo basso, dichiar� con la sua voce baritonale: �A nome del mio clan, io voto Grimstborith Nado come nostro nuovo re.� Poi si risedette di schianto e riprese a intagliare il corvo di legno, ignorando i mormorii di sorpresa che percorsero la stanza.</p><empty-line/><p> L'espressione di Nado pass� da un pacato compiacimento a una gongolante soddisfazione.</p><empty-line/><p> �Barz�l� borbott� Orik, con la faccia sempre pi� torva. La sedia scricchiol� quando calc� i gomiti sui braccioli, i tendini delle mani in rilievo per la tensione. �Quel traditore dalla doppia faccia. Mi aveva promesso il suo voto.�</p><empty-line/><p> Eragon sent� contorcersi lo stomaco. �Perch� tradirti?�</p><empty-line/><p> �Va al tempio di Sindri due volte al giorno. Avrei dovuto immaginare che non si sarebbe messo contro Gannel. Bah! Gannel lavora contro di me da sempre. Io...� In quel momento l'attenzione di tutti i presenti si concentr� su di lui. Nascondendo la rabbia, Orik si alz� in piedi e fece scorrere lo sguardo su ciascuno dei capiclan seduti intorno al tavolo. Poi, nella sua lingua nativa, disse: �A nome del mio clan, voto me stesso come nostro nuovo re. Se sceglierete me, prometto di portare alla nostra gente gloria e oro e la libert� di vivere sopra la terra e non pi� sotto, senza timore che Galbatorix distrugga le nostre case. Lo giuro sull'onore della mia famiglia.�</p><empty-line/><p> �Cinque a quattro� mormor� Eragon a Orik quando il nano torn� a sedersi. �E non a nostro favore.�</p><empty-line/><p> Orik grugn�. �So contare, Eragon.�</p><empty-line/><p> Eragon appoggi� i gomiti sulle ginocchia, gli occhi che correvano da un nano all'altro. La smania di agire lo divorava come un tarlo. Non sapeva che fare, ma con una posta in gioco cos� alta, avvertiva l'urgenza di trovare un modo per garantire a Orik la vittoria, e di conseguenza assicurare ai Varden l'aiuto dei nani nella lotta contro l'Impero. Malgrado i suoi sforzi, per�, non riusc� a pensare a niente di meglio che starsene seduto ad aspettare.</p><empty-line/><p> Poi tocc� a Havard del D�rgrimst Fanghur. Il mento sul petto, Havard spinse in fuori le labbra, tamburellando sul tavolo con le due dita che gli restavano nella mano destra, con aria pensierosa. Eragon si protese appena di un soffio dalla sedia, col cuore che gli batteva. <emphasis>Rispetter� il patto con Orik? </emphasis>si domand�.</p><empty-line/><p> Havard tamburell� sul tavolo ancora una volta, poi lo colp� con il palmo della mano e, alzando il mento, disse: �A nome del mio clan, io voto Grimstborith Orik come nostro nuovo re.�</p><empty-line/><p> Per Eragon fu una grande soddisfazione vedere Nado sgranare gli occhi e digrignare i denti, un muscolo della guancia contratto in uno spasmo involontario. �Ha!� mormor� Orik. �Questo s� che gli ha fatto annodare la barba!�</p><empty-line/><p> Gli unici due capi clan che dovevano ancora votare erano Reidamar e �or�nn. Reidamar, il massiccio, muscoloso grimstborith degli Urzhad, sembrava a disagio, mentre �or�nn - la nana a capo del D�rgrimst Vrenshrrgn, i Lupi da Guerra - si accarezz� la cicatrice a mezzaluna sullo zigomo sinistro con la punta di un'unghia affilata e sorrise, sorniona come una gatta.</p><empty-line/><p> Eragon trattenne il fiato mentre aspettava di sentire che cosa avrebbero detto. <emphasis>Se �or�nn vota per s�, </emphasis>pens�, <emphasis>e se Reidamar le resta fedele, allora si andr� a un secondo turno di elezioni. Per� non c'� motivo che lo faccia, se non per ritardare gli eventi, e a quanto ne so non ne trarrebbe alcun vantaggio. A questo punto non ha alcuna speranza di diventare regina; il suo nome verrebbe scartato prima dell'inizio del secondo turno, e dubito che sarebbe tanto sciocca da sprecare il potere che possiede in questo momento soltanto per vantarsi con i nipoti di essere stata candidata al trono. Ma se anche Reidamar votasse di testa sua, si andrebbe al secondo turno... Ah! Se solo potessi divinare il futuro! E se Orik perde? In quel caso dovrei forse prendere il controllo del raduno? Potrei sigillare la sala affinch� nessuno possa entrare n� uscire, e allora... Ma no, sarebbe... </emphasis>�or�nn interruppe il corso dei suoi pensieri facendo un cenno a Reidamar per poi fissare il suo sguardo su Eragon, che si sent� sotto esame come un bove da competizione. Reidamar si alz�, con un tintinnio metallico della cotta di maglia, e disse: �A nome del mio clan, io voto Grimstborith Orik come nostro nuovo re.�</p><empty-line/><p> Eragon sent� un groppo in gola.</p><empty-line/><p> Le labbra rosse arricciate in una smorfia divertita, �or�nn si alz� dalla sedia con un movimento sinuoso e a voce bassa e roca disse: �A quanto pare, toccher� a me decidere l'esito dell'incontro odierno. Ho ascoltato con molta attenzione le tue argomentazioni, Nado, e anche le tue, Orik. Anche se condivido la maggior parte degli argomenti espressi da entrambi, il problema principale resta decidere se vogliamo impegnarci nella battaglia dei Varden contro l'Impero. Se la loro fosse soltanto una guerra fra due clan rivali, non m'importerebbe chi vince o chi perde, e di certo non metterei a repentaglio la vita dei nostri guerrieri per il bene degli stranieri. Ma non � cos�. Anzi, le cose sono molto diverse. Se Galbatorix esce trionfante da questa guerra, nemmeno i Monti Beor ci proteggeranno dalla sua collera. Se il nostro regno vuole sopravvivere, dobbiamo vedere la sconfitta di Galbatorix. E mi sembra indecente che una razza antica e potente come la nostra resti nascosta nelle sue grotte e gallerie mentre altri decidono il destino di Alaga�sia. Quando saranno scritte le cronache di questa era, si dir� che abbiamo combattuto a fianco degli umani e degli elfi, come gli eroi di un tempo, o che ci siamo rintanati nelle nostre case al pari di contadini spauriti mentre la battaglia infuriava fuori delle nostre porte? Per conto mio, conosco la risposta.� �or�nn gett� indietro i capelli e disse: �A nome del mio clan, voto Grimstborith Orik come nostro nuove re!�</p><empty-line/><p> Il pi� anziano dei cinque magistrati disposti lungo la parete circolare si fece avanti e, battendo il bastone levigato sul pavimento di pietra, proclam�: �Salutiamo tutti re Orik, quarantatreesimo re di Tronjheim, del Farthen D�r, e di ogni knurla sopra e sotto i Monti Beor!�</p><empty-line/><p> �Evviva re Orik!� ruggirono i presenti. I capiclan si alzarono dal tavolo in un sonoro fruscio di vesti e clangore di armature. Inebetito, Eragon imit� gli altri, conscio di trovarsi al cospetto di un re. Scocc� un'occhiata a Nado, ma il volto del nano era una maschera impenetrabile.</p><empty-line/><p> Il magistrato dalla barba bianca batt� di nuovo il bastone sul pavimento. �Che gli scribi annotino subito la decisione presa in questo raduno, e che la notizia raggiunga ogni angolo del regno. Araldi! Informate i maghi con i loro specchi divinatori di quanto � accaduto qui oggi e poi andate dai guardiani della montagna e dite loro: "Quattro colpi di tamburo. Quattro colpi, e fate roteare le mazze come mai prima d'ora, perch� abbiamo un nuovo re. Quattro colpi di una tale forza che tutto il Farthen D�r dovr� riecheggiare della notizia." Dite loro cos�, questo � il mio incarico per voi. Andate!�</p><empty-line/><p> Dopo che gli araldi si furono allontanati, Orik si alz� e rimase in piedi a guardare i nani che lo circondavano. A Eragon parve in qualche modo stupito, come se non si fosse davvero aspettato di vincere la votazione. �Per questa grande responsabilit� disse �vi ringrazio.� Fece una pausa, poi riprese. �Il mio unico pensiero sar� il progresso della nostra nazione, e perseguir� questo scopo senza esitare, fino al giorno che torner� alla pietra.�</p><empty-line/><p> I capiclan si fecero avanti, uno alla volta, e s'inginocchiarono davanti a Orik per giurargli lealt� come sudditi fedeli. Quando venne il turno di Nado, il nano non lasci� trapelare alcuna emozione, ma recit� le frasi del giuramento senza inflessioni, le parole che gli cadevano dalla bocca come barre di piombo. Quando ebbe finito, un palpabile senso di sollievo si sparse fra i membri dell'assemblea.</p><empty-line/><p> Conclusi i giuramenti, Orik decret� che la sua incoronazione avrebbe avuto luogo il mattino dopo, e poi lui e il suo seguito si ritirarono in una stanza adiacente. Una volta l�, Eragon guard� Orik, e Orik guard� Eragon, ma nessuno dei due apr� bocca finch� un ampio sorriso non comparve sul viso di Orik, che scoppi� a ridere, con le guance rosse. Ridendo con lui, Eragon lo tir� per la manica e lo abbracci� forte. Le guardie e i consiglieri di Orik gli si strinsero intorno, dandogli pacche sulle spalle ed esprimendo sincere congratulazioni.</p><empty-line/><p> Eragon lo lasci� andare dicendo: �Non pensavo che �or�nn ci avrebbe appoggiati.�</p><empty-line/><p> �Gi�. Sono felice che l'abbia fatto, ma questo complica le cose.� Orik fece una smorfia. �Immagino che dovr� ricompensarla, almeno dandole un posto nel mio consiglio.�</p><empty-line/><p> �Sar� un'ottima scelta!� esclam� Eragon ad alta voce per superare il frastuono. �Se i Vrenshrrgn sono all'altezza del loro nome, ci saranno molto utili sulla strada che ci porter� alle porte di Ur�'baen.�</p><empty-line/><p> Orik stava per rispondere, ma poi una nota bassa d'inaudita potenza riverber� dal pavimento al soffitto della sala, facendo tremare le ossa di Eragon. �Ascoltate!� grid� Orik alzando una mano. Il gruppo tacque.</p><empty-line/><p> La bassa nota risuon� quattro volte, e ogni volta scosse la stanza come se un gigante stesse battendo il pugno contro le mura di Tronjheim. Alla fine Orik disse: �Non avrei mai creduto di poter sentire i Tamburi di Derva annunciare la mia investitura.�</p><empty-line/><p> �Quanto sono grandi i tamburi?� chiese Eragon, ammirato.</p><empty-line/><p> �Circa cinquanta piedi, se la memoria non m'inganna.�</p><empty-line/><p> Eragon pens� che i nani, pur essendo la razza pi� piccola di Alaga�sia, curiosamente costruivano le strutture pi� grandi. <emphasis>Forse, </emphasis>riflett�, <emphasis>realizzare cose enormi li fa sentire meno piccoli. </emphasis>Era sul punto di esporre la propria teoria a Orik, ma all'ultimo istante si trattenne per timore di offenderlo.</p><empty-line/><p> Gli assistenti di Orik si assieparono attorno a lui e cominciarono a consultarsi nella lingua dei nani, le voci concitate che si sovrapponevano. Eragon, che stava per rivolgere un'altra domanda a Orik, si trov� relegato in un angolo. Aspett� paziente una pausa nella conversazione, ma dopo qualche minuto cap� che i nani non avrebbero smesso tanto presto di assillare Orik con domande e consigli, dato che questa gli sembrava la natura dei loro discorsi.</p><empty-line/><p> Allora disse: �Orik K�nungr� e pronunci� la parola <emphasis>re</emphasis> nell'antica lingua con veemenza, in modo da catturare l'attenzione di tutti i presenti. Nella stanza scese il silenzio, e Orik guard� Eragon inarcando un sopracciglio. �Maest�, vorrei avere il permesso di ritirarmi. C'� una certa... <emphasis>questione </emphasis>di cui dovrei occuparmi, se non � gi� troppo tardi.�</p><empty-line/><p> Negli occhi di Orik brill� un lampo di comprensione. �Ma sicuro, sbrigati! A ogni modo, non c'� bisogno che mi chiami <emphasis>maest�, </emphasis>Eragon, n� <emphasis>sire, </emphasis> n� con qualche altro titolo altisonante. Siamo amici e fratelli adottivi, dopotutto.�</p><empty-line/><p> �� vero, maest� rispose Eragon �ma per il momento credo sia pi� giusto da parte mia dimostrarti lo stesso ossequio degli altri. Sei il re della tua razza, adesso, e anche il mio re, dato che sono un membro del D�rgrimst Ingeitum, un fatto che non posso ignorare.�</p><empty-line/><p> Orik lo studi� per un momento, come se lo guardasse da molto lontano, e disse: �Come desideri, Ammazzaspettri.�</p><empty-line/><p> Eragon s'inchin� e lasci� la stanza. Accompagnato dalle sue quattro guardie, attravers� le gallerie e sal� le scale che conducevano al pianterreno di Tronjheim. Una volta arrivato nel ramo meridionale dei quattro corridoi principali che dividevano la citt�-montagna, Eragon si rivolse a Thrand, il capitano delle guardie e disse: �Ho intenzione di fare il resto della strada di corsa. Siccome non sareste in grado di stare al mio passo, vi suggerisco di fermarvi quando raggiungerete il cancello sud della citt� e di aspettare l� il mio ritorno.�</p><empty-line/><p> �Argetlam, ti prego� disse Thrand, �non dovresti andare da solo. Posso convincerti a rallentare in modo che possiamo accompagnarti? Non siamo veloci come gli elfi, certo, ma siamo capaci di correre dall'alba al tramonto anche con l'armatura addosso.�</p><empty-line/><p> �Apprezzo la tua premura� disse Eragon �ma non voglio perdere nemmeno un minuto, anche se sapessi che c'� un sicario appostato dietro ciascun pilastro. Arrivederci!�</p><empty-line/><p> Detto questo, si precipit� lungo l'ampio corridoio, aggirando i nani che gli sbarravano il passo.</p><p><strong>DI NUOVO INSIEME </strong></p><p>Quando Eragon cominci� a correre, quasi un miglio lo separava dal cancello sud di Tronjheim. Copr� la distanza in pochi minuti, i passi che rimbombavano sul pavimento di pietra. Mentre correva, colse immagini fugaci dei ricchi arazzi appesi sugli archi che immettevano nei corridoi laterali e delle statue grottesche di bestie e mostri annidate fra i pilastri di diaspro rosso sangue che costeggiavano il viale dalla volta a botte. La strada, fiancheggiata da quattro ordini di archi, era cos� larga che Eragon non fatic� a evitare i nani che la popolavano, anche se a un certo punto, una fila di Knurlacarathn gli si par� davanti e dovette superarli con un salto. I nani abbassarono la testa, lanciando esclamazioni sorprese. Eragon si divert� nell'incrociare i loro sguardi stupiti.</p><p>A fluide, ampie falcate corse sotto il cancello di legno massiccio che proteggeva l'entrata meridionale della citt�-montagna e sent� le guardie gridare: �Salute a te, Argetlam!� Dopo una ventina di iarde, dato che il cancello era incassato nella base di Tronjheim pass� fra i due giganteschi grifoni d'oro che fissavano con occhi vacui l'orizzonte e sbuc� all'aperto.</p><p>L'aria fresca e umida profumava di pioggia appena caduta. Era mattina, ma un grigio crepuscolo avvolgeva la piatta distesa di terra che circondava Tronjheim, dove non cresceva erba, ma solo muschi, licheni e qualche sporadico fungo velenoso dall'odore pungente. In alto, il Farthen D�r s'innalzava per oltre dieci miglia fino alla stretta apertura da dove filtrava una pallida luce indiretta nell'immenso cratere. Eragon provava un po' di soggezione davanti all'imponenza della montagna ogni volta che guardava in alto.</p><p>Mentre correva, sentiva il suono monotono del suo respiro e dei suoi rapidi passi leggeri. Era solo, tranne che per un pipistrello curioso che gli svolazz� sopra la testa, emettendo acuti squittii. L'atmosfera tranquilla che permeava la montagna cava lo confort�, liberandolo dalle consuete preoccupazioni.</p><p>Segu� il sentiero lastricato che dal cancello sud di Tronjheim conduceva fino alla nera porta, alta trenta piedi, incassata nella parete meridionale del Farthen D�r. Quando si ferm�, due nani spuntarono dalle garitte nascoste e si affrettarono ad aprirgli i battenti, rivelando una galleria che sembrava senza fine.</p><p>Eragon si avvi�. Pilastri di marmo tempestati di rubini e ametiste fiancheggiavano i primi cinquanta piedi del tunnel; poi la galleria si faceva spoglia e desolata, le pareti lisce intervallate ogni venti iarde da una lanterna senza fiamma, e da qualche porta o cancello sbarrati. <emphasis>Chiss� dove conducono, </emphasis>si chiese. Poi immagin� le miglia di pietra che incombevano su di lui e per un momento la galleria gli procur� un insopportabile senso di oppressione. Scacci� in fretta quell'immagine.</p><p> A met� strada, la sent�.</p><p><emphasis>�Saphira!� </emphasis> grid� Eragon, sia con la mente che con la voce, e quel nome riecheggi� sulle pareti di pietra con la potenza di una dozzina di voci.</p><empty-line/><p><emphasis>Eragon! </emphasis> Un istante dopo, il debole rimbombo di un ruggito lontano lo raggiunse dal fondo della galleria.</p><empty-line/><p> Accelerando ancora di pi� il passo, Eragon spalanc� la mente a Saphira e rimosse ogni barriera perch� potessero ricongiungersi senza riserve. Come una corrente d'acqua tiepida, la coscienza di lei si rivers� in lui, e quella di lui scorse dentro di lei. Eragon ansim�, inciamp�, per poco non cadde. Si lasciarono avvolgere dalle morbide pieghe dei reciproci pensieri, stringendosi con un'intimit� che nessun abbraccio fisico avrebbe potuto replicare, permettendo alle proprie identit� di fondersi ancora una volta. Il loro pi� grande conforto era semplice: non erano pi� soli. Sapere di avere qualcuno che ti vuole bene, che capisce ogni fibra del tuo essere e che non ti abbandoner� mai, nemmeno nella pi� disperata delle circostanze, dovrebbe rappresentare l'essenza di ogni vero legame, ed Eragon e Saphira godevano di quel privilegio.</p><empty-line/><p> Passarono solo pochi istanti prima che Eragon la scorgesse affrettarsi verso di lui, veloce ma non troppo, per evitare di urtare la testa sul soffitto o di graffiarsi le ali contro le pareti. Gli artigli della dragonessa stridettero sul pavimento di pietra quando fren� fino a fermarsi davanti a Eragon, fiera, splendente, magnifica.</p><empty-line/><p> Con un grido di gioia, Eragon fece un salto e, incurante delle squame taglienti, le cinse il collo con le braccia, tenendola stretta mentre i piedi gli penzolavano nel vuoto. <emphasis>Piccolo mio, </emphasis>disse Saphira con la sua voce calda. Abbass� la testa per fargli toccare terra, poi sbuff� e disse: <emphasis>Piccolo mio, a meno che tu non voglia strangolarmi, dovresti allentare la stretta.</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> Scusa. </emphasis> Con un sogghigno, Eragon indietreggi�, poi si mise a ridere e premette la fronte sul suo muso, cominciando a grattarla dietro le mascelle.</p><empty-line/><p> Il mugolio gutturale della dragonessa riemp� la galleria.</p><empty-line/><p><emphasis>Sei stanca, </emphasis>disse Eragon.</p><empty-line/><p><emphasis>Non ho mai volato tanto lontano cos� in fretta. Mi sono fermata una sola volta da quando ho lasciato i Varden, e solo perch� avevo sete.</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> Vuoi dire che non dormi e non mangi da tre giorni?</emphasis></p><empty-line/><p> Lei batt� le palpebre, nascondendo per un momento i brillanti occhi color zaffiro.</p><empty-line/><p><emphasis>Starai morendo di fame! </emphasis>esclam� Eragon, preoccupato. La ispezion� in cerca di ferite, ma con sollievo non ne trov�.</p><empty-line/><p><emphasis>Sono stanca, </emphasis>ammise lei, <emphasis>ma non ho fame. Non ancora. Quando mi sar� riposata, allora avr� bisogno di mangiare. In questo momento non credo che riuscirei a mangiare nemmeno un coniglio... Mi manca la terra sotto le zampe, mi sembra ancora di volare.</emphasis></p><empty-line/><p> Se non fossero stati separati per tanto tempo, Eragon l'avrebbe rimproverata per la sua imprudenza, ma in quel momento non prov� altro che commozione e gratitudine davanti a tanta devozione. <emphasis>Grazie, </emphasis>disse. <emphasis>Non avrei sopportato di aspettare un solo altro giorno per essere di nuovo insieme.</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> E io lo stesso. </emphasis>La dragonessa chiuse gli occhi e spinse la testa contro le mani di Eragon, che continuava a grattarla dietro la mascella. E <emphasis>poi non potevo mancare all'incoronazione, giusto? Che cos'ha deciso il raduno dei... </emphasis> Prima che Saphira potesse concludere la domanda, Eragon le invi� un'immagine di Orik.</p><empty-line/><p><emphasis>Ah, </emphasis>sospir� lei, comunicandogli la sua soddisfazione. <emphasis>Sar� un bravo re.</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> Lo spero.</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> Lo Zaffiro Stellato � pronto perch� io lo ripari?</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> Se i nani non hanno gi� finito di metterlo insieme, sono sicuro che finiranno entro domani.</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> Bene. </emphasis> Socchiudendo una palpebra, Saphira scrut� Eragon con il suo sguardo penetrante. <emphasis>Nasuada mi ha raccontato dell'attentato dell'Az Sweldn rak Anh�in. Ti cacci sempre nei guai quando non sono con te.</emphasis></p><empty-line/><p> Il sorriso di Eragon si allarg�. E <emphasis>invece quando ci sei?</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> Inghiotto i guai prima che loro inghiottano te.</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> Questo lo dici tu. </emphasis>E <emphasis>quando gli Urgali ci tesero un'imboscata a Gil'ead e mi presero prigioniero?</emphasis></p><empty-line/><p> Un pennacchio di fumo si lev� dalle fauci di Saphira. <emphasis>Quello non vale. All'epoca ero pi� piccola e non avevo esperienza. Ora non accadrebbe. E nemmeno tu sei pi� debole come una volta.</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> Non sono mai stato debole! </emphasis>protest� Eragon. <emphasis>� solo che ho nemici potenti.</emphasis></p><empty-line/><p> Per qualche ragione Saphira trov� la sua ultima dichiarazione molto divertente; la risata le sgorg� dal profondo del petto, scuotendola tutta, e ben presto anche Eragon si un� a lei. Nessuno dei due riusc� a fermarsi finch� Eragon non si ritrov� boccheggiante a pancia all'aria, mentre Saphira cercava di trattenere le fiammate che le guizzavano dalle narici. Poi Saphira fece un verso che Eragon non aveva mai sentito prima, una specie di grugnito spezzato, e attraverso il loro legame prov� una stranissima sensazione.</p><empty-line/><p> Saphira fece di nuovo quel verso, poi scroll� la testa, come se cercasse di sbarazzarsi di uno sciame di mosche. <emphasis>Accidenti, </emphasis> disse. <emphasis> Mi � venuto il singhiozzo.</emphasis></p><empty-line/><p> Eragon rimase impalato, a bocca aperta. Un istante dopo riprese a ridere ancora pi� forte, piegato in due, con le lacrime che gli rigavano il volto. Ogni volta che stava per riprendersi, Saphira faceva ancora un singhiozzo, con uno scatto in avanti della testa che la faceva somigliare a una cicogna, e lui ricominciava a ridere come un matto. Alla fine Eragon si tapp� le orecchie con le dita e fiss� il soffitto, recitando i veri nomi di ogni metallo e ogni pietra che ricordava.</p><empty-line/><p> Quando ebbe finito, trasse un profondo respiro e si alz�.</p><empty-line/><p><emphasis>Meglio? </emphasis>chiese Saphira, le spalle scosse da un nuovo singhiozzo.</p><empty-line/><p> Eragon si morse la lingua. <emphasis>Meglio... Avanti, andiamo a Tronjheim. Dovresti bere un po' d'acqua. A volte aiuta. E poi dovresti dormire.</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> Non puoi curare il singhiozzo con un incantesimo?</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> Forse. Pu� darsi. Ma n� Brom n� Oromis mi hanno insegnato come si fa. </emphasis>Saphira grugn� il suo assenso, e un secondo dopo arriv� l'ennesimo singhiozzo. Mordendosi ancora pi� forte la lingua, Eragon si fiss� la punta degli stivali. <emphasis>Andiamo?</emphasis></p><empty-line/><p> Saphira tese la zampa per invitarlo a salire. Eragon si arrampic� in fretta sulla sua schiena e prese posto sulla sella legata alla base del collo della dragonessa.</p><empty-line/><p> Insieme ripercorsero la galleria verso Tronjheim, felici e partecipi della rispettiva felicit�.</p><p><strong>L'INCORONAZIONE </strong></p><p>I Tamburi di Derva suonarono, chiamando a raccolta i nani di Tronjheim per assistere all'incoronazione del nuovo re. "In circostanze normali" aveva detto Orik a Eragon la notte prima "quando il raduno dei clan elegge un re o una regina il knurla inizia a governare da subito, ma la cerimonia d'incoronazione si svolge solo dopo tre mesi, in modo da permettere a tutti coloro che vogliono prendervi parte di sistemare i loro affari e raggiungere il Farthen D�r anche dalle regioni pi� remote del regno. Non ci succede spesso d'incoronare un re, perci� quando lo facciamo � nostra usanza renderlo un grande evento, con settimane di banchetti e musica, e sfide di ingegno e di forza, e gare di abilit� nel forgiare, nell'intagliare e nelle altre forme d'arte... ma questi non sono tempi ordinari."</p><p>Eragon ascoltava i giganteschi tamburi, ritto in piedi accanto a Saphira, appena fuori della sala centrale di Tronjheim. Su entrambi i lati del viale lungo un miglio, centinaia di nani affollavano le arcate di ogni livello, spiando Eragon e Saphira con gli scuri occhi luccicanti.</p><p>La ruvida lingua di Saphira raspava contro le squame della bocca mentre si leccava le labbra, cosa che faceva da quando aveva finito di divorare cinque grosse pecore. Poi sollev� la zampa sinistra e si strofin� il muso. Le aleggiava intorno un odore di lana bruciata.</p><p><emphasis>Smettila di agitarti, </emphasis> disse Eragon. <emphasis>Ci guardano tutti.</emphasis></p><empty-line/><p> Saphira emise un debole ringhio. <emphasis>Non posso farne a meno. Ho della lana infilata fra i denti. Adesso ricordo perch� odio mangiare le pecore. Quelle orribili creature lanuginose che mi fanno venire l'indigestione e le palle di pelo nello stomaco.</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> Ti aiuter� a pulirti i denti quando avremo finito qui. Ma intanto cerca di stare ferma.</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> Hmph.</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> Per caso Bl�dhgarm ti ha messo dei fiori di epilobio nelle bisacce? Potrebbero calmarti lo stomaco.</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> Non lo so.</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> Uhm. </emphasis>Eragon riflett� per un istante. <emphasis>Se non l'ha fatto, chieder� a Orik se i nani hanno delle scorte qui a Tronjheim. Dovremmo...</emphasis></p><empty-line/><p> S'interruppe appena sent� la nota finale dei tamburi spegnersi nel silenzio. Si udiva solo qualche debole fruscio di vesti e un paio di frasi mormorate nella lingua dei nani.</p><empty-line/><p> Risuonarono gli squilli di una fanfara di dodici trombe che riempirono la citt�-montagna col loro richiamo trionfale, e da qualche parte si lev� un coro di nani. Al suono di quella musica Eragon si sent� formicolare il cuoio capelluto e il sangue prese a scorrergli pi� in fretta, come se stesse per andare a caccia. Saphira frust� l'aria con la coda, ed Eragon cap� che anche lei provava la stessa cosa.</p><empty-line/><p><emphasis>Ci siamo, </emphasis>pens�.</p><empty-line/><p> Insieme, Eragon e Saphira avanzarono nella torreggiante sala centrale della citt�-montagna e presero posto nell'anello formato dai capiclan, dai capi delle gilde e dalle altre autorit�.</p><empty-line/><p> Al centro della vasta sala giaceva ricostruito lo Zaffiro Stellato, incorniciato da una grossa intelaiatura di legno. Un'ora prima dell'incoronazione, Skeg aveva mandato un messaggio a Eragon e Saphira per avvertirli che lui e la sua squadra di artigiani avevano appena finito di rimettere insieme gli ultimi frammenti della gemma e che Isidar Mithrim era pronto perch� Saphira lo facesse tornare integro come un tempo.</p><empty-line/><p> Il trono di granito nero dei nani era stato trasferito dalla sua collocazione abituale sotto Tronjheim e sistemato su una pedana rialzata accanto allo Zaffiro Stellato, rivolto verso il ramo orientale dei quattro corridoi principali che dividevano Tronjheim. L'est � il punto in cui sorge il sole, e la gemma simboleggiava l'alba di una nuova era. Migliaia di guerrieri nani con le armature di maglia brunita aspettavano sull'attenti in due vaste formazioni di fronte al trono, oppure schierati lungo i lati del corridoio orientale fino al cancello est di Tronjheim, a un miglio di distanza. Molti guerrieri impugnavano lance sormontate da vessilli dai curiosi disegni. Vedra, la moglie di Orik, era in prima fila, davanti al resto dell'assemblea: dopo che il raduno dei clan aveva bandito Grimstborith Verm�nd, Orik l'aveva mandata a chiamare, nel caso che fosse diventato re. Era arrivata a Tronjheim solo quella mattina.</p><empty-line/><p> Per mezz'ora le trombe suonarono e il coro invisibile continu� a cantare, mentre Orik incedeva a passi studiati dal cancello est fino al centro di Tronjheim. Aveva la barba spazzolata e arricciata, portava stivaloni lucidi della pelle migliore con speroni d'argento fissati ai talloni, pantaloni di lana grigia, una camicia di seta viola che brillava alla luce delle lanterne, e, sopra la camicia, la cotta di maglia: ogni anello era di puro oro bianco. Il ricco mantello bordato di ermellino, ricamato con l'emblema del D�rgrimst Ingeitum, ricadeva morbido dalle sue spalle fluttuando in un lungo strascico. Volund, il martello da guerra forgiato da Korgan, il primo re dei nani, gli pendeva da un'alta cintura tempestata di rubini. Con quel sontuoso abbigliamento e la magnifica armatura, Orik sembrava risplendere di luce propria. Eragon rimase abbagliato.</p><empty-line/><p> Dietro Orik venivano dodici bambini nani, sei maschi e sei femmine, o almeno cos� dedusse Eragon dal taglio di capelli. I bambini indossavano tuniche marroni, rosse e dorate, e ognuno di loro teneva fra le mani a coppa una sfera levigata larga sei pollici, ciascuna ricavata da una gemma diversa.</p><empty-line/><p> Non appena Orik ebbe raggiunto il centro della citt�-montagna, la sala si oscur� e tante piccole ombre macchiarono ogni cosa al suo interno. Confuso, Eragon alz� lo sguardo e con sua sorpresa vide una pioggia di petali di rosa cadere dalla cima di Tronjheim. Come morbidi, densi fiocchi di neve, i petali vellutati si posavano sulle teste e sulle spalle dei presenti e sul pavimento, spandendo nell'aria la loro dolce fragranza.</p><empty-line/><p> Le trombe e il coro tacquero di colpo quando Orik si pieg� su un ginocchio davanti al trono nero e chin� la testa. Alle sue spalle, i dodici bambini si fermarono e rimasero immobili.</p><empty-line/><p> Eragon pos� una mano sul fianco caldo di Saphira, condividendo con lei un misto di inquietudine ed eccitazione. Non aveva idea di ci� che stava per succedere, perch� Orik si era rifiutato di descrivergli la cerimonia da quel punto in poi.</p><empty-line/><p> Gannel, capoclan del D�rgrimst Quan, fece un passo avanti, spezzando l'anello di persone che circondava la sala, e si avvicin� al trono, fermandosi sul lato destro. Il nano dalle grandi spalle indossava una sfarzosa tonaca rossa, dagli orli luccicanti di rune ricamate con filo metallico. In una mano stringeva un lungo bastone sormontato da un puro cristallo appuntito.</p><empty-line/><p> Dopo aver sollevato il bastone sopra la testa con entrambe le mani, Gannel lo batt� sul pavimento di pietra con un tonfo che riecheggi� per tutta la sala. �Hwatum il skilfz gerd�mn!� esclam�. Continu� a parlare nella lingua dei nani per qualche minuto, ed Eragon ascolt� senza comprendere, dato che il suo traduttore non era con lui. Ma poi la voce di Gannel cambi� registro, ed Eragon riconobbe l'antica lingua. Gannel stava evocando un incantesimo, anche se era molto diverso da tutti quelli che Eragon conosceva. Invece di dirigerlo verso un oggetto o un elemento del mondo circostante, il sacerdote disse, nella lingua del mistero e del potere: �G�ntera, creatore del cielo e della terra e del mare sconfinato, ascolta il grido del tuo fedele servitore! Ti ringraziamo per la tua magnanimit�. La nostra razza � florida. Quest'anno, come facciamo sempre, ti abbiamo offerto i migliori montoni delle nostre greggi, fiaschi d'idromele speziato e una parte dei nostri raccolti di frutta, verdura e grano. I tuoi templi sono i pi� ricchi sulla nostra terra e nessuno pu� sperare di competere con la tua gloria. O potente G�ntera, re degli dei, ascolta la mia preghiera e concedimi questa grazia. � giunta l'ora di nominare un mortale che governi i nostri affari terreni. Vuoi degnarti d'impartire la tua benedizione su Orik, figlio di Thrifk, e d'incoronarlo secondo la tradizione dei suoi predecessori?�</p><empty-line/><p> L� per l� Eragon pens� che la preghiera di Gannel sarebbe caduta nel nulla, perch� quando il nano ebbe finito di parlare non avvert� alcun flusso di magia provenire dal sacerdote. Poi Saphira gli diede un colpetto col muso e disse: <emphasis>Guarda!</emphasis></p><empty-line/><p> Eragon segu� il suo sguardo e, a trenta piedi da terra, not� un'interferenza nella pioggia di petali, una zona vuota, come se un oggetto invisibile occupasse lo spazio. L'interferenza si allarg�, arrivando fino al pavimento, e il vuoto circondato di petali assunse la forma di una creatura dotata di braccia e gambe, come un nano o un uomo o un elfo o un Urgali, ma con proporzioni diverse da quelle di ogni altra razza mai vista; la testa era larga quasi quanto le spalle, le braccia massicce arrivavano fin sotto le ginocchia, e se il torace era ampio, le gambe erano corte e storte.</p><empty-line/><p> Sottilissimi raggi di luce tremolante si sprigionarono dalla forma, e un attimo dopo apparve l'immagine nebulosa di una gigantesca figura maschile dai capelli arruffati. Il dio, se di un dio si trattava, non indossava nulla a parte un perizoma. La sua faccia scura, dai lineamenti marcati, sembrava esprimere crudelt� e gentilezza in egual misura, come se potesse passare da un estremo all'altro senza alcun preavviso.</p><empty-line/><p> Mentre notava quei dettagli, Eragon divenne anche consapevole della presenza di una strana, penetrante coscienza nella sala. Una coscienza dai pensieri arcani e dagli abissi insondabili, una coscienza che lampeggiava e tuonava e ondeggiava cambiando direzione all'improvviso come una nube temporalesca. Eragon si affrett� a sottrarre la mente da quel contatto. Gli formicol� la pelle e fu percorso da un brivido freddo. Non sapeva che cosa aveva sentito, ma ebbe paura e guard� Saphira in cerca di conforto. Lei stava fissando la figura, gli occhi blu da gatta che scintillavano con insolita intensit�.</p><empty-line/><p> Come un sol uomo, i nani caddero in ginocchio.</p><empty-line/><p> Il dio parl� e la sua voce parve una frana di massi, il ruggito del vento sopra i picchi brulli delle montagne, il fragore delle onde contro una scogliera. Parl� nella lingua dei nani, e sebbene Eragon non capisse che cosa stava dicendo, si sent� soggiogato dalla potenza emanata dal discorso. Per tre volte il dio interrog� Orik e per tre volte Orik rispose, con voce fievole a confronto di quella del dio. Soddisfatta delle risposte, l'apparizione tese le braccia risplendenti e pos� gli indici sulle tempie di Orik.</p><empty-line/><p> L'aria fra le dita del dio tremol� e sulla fronte di Orik si materializz� l'elmo d'oro tempestato di gemme che un tempo portava Rothgar. Il dio batt� una mano sulla pancia, emise una risata tonante e poi si dissolse. I petali di rosa ricominciarono a cadere.</p><empty-line/><p> ��n qroth G�ntera!� proclam� Gannel. Risuonarono gli squilli potenti delle trombe.</p><empty-line/><p> Dopo essersi alzato, Orik sal� sulla pedana, si volt� verso la folla e poi si sedette sul duro trono nero.</p><empty-line/><p> �Nal, Grimstnzborith Orik!� gridarono i nani, battendo sugli scudi con le asce e con le lance, e pestando i piedi sul pavimento. �Nal, Grimstnzborith Orik! Nal, Grimstnzborith Orik!�</p><empty-line/><p> �Evviva re Orik!� grid� Eragon. Inarcando il collo, Saphira rugg� il suo omaggio e sput� una vampa di fuoco sopra le teste dei nani, che incener� una manciata di petali di rosa. A Eragon lacrimarono gli occhi quando fu investito dall'ondata di calore.</p><empty-line/><p> Gannel s'inginocchi� davanti a Orik e gli disse ancora qualcosa nella lingua dei nani. Quando ebbe finito, Orik gli tocc� la testa e Gannel torn� al proprio posto ai margini della sala. Nado si avvicin� al trono e disse pi� o meno le stesse cose, e dopo di lui fecero altrettanto Manndr�th e Hadfala e tutti gli altri capiclan, con l'unica eccezione di Grimstborith Verm�nd, che era stato bandito dall'incoronazione.</p><empty-line/><p><emphasis>Credo che si stiano mettendo al servizio di Orik, </emphasis>disse Eragon a Saphira.</p><empty-line/><p><emphasis>Ma non gli avevano gi� dato la loro parola?</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> S�, ma non in pubblico. </emphasis>Eragon vide Thordris avviarsi verso il trono prima di dire: <emphasis>Saphira, secondo te che cosa abbiamo appena visto? Era davvero G�ntera o soltanto un'illusione? La sua coscienza sembrava concreta, e non so come si possa fingere una cosa del genere ma...</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> Forse era un'illusione, </emphasis>disse lei. <emphasis>Che io sappia, le divinit� dei nani non li hanno mai aiutati sui campi di battaglia n� in altre occasioni del genere. E non credo che un vero dio accorrerebbe al richiamo di Gannel come un cane ammaestrato. Io non lo farei, e un dio non dovrebbe essere pi� importante di un drago?... D'altro canto, ci sono molte cose inspiegabili in Alaga�sia. � possibile che abbiamo visto un'ombra proveniente da un'epoca ormai dimenticata, una pallida traccia di ci� che era un tempo e che continua a infestare la terra nel desiderio di riprendersi il potere perduto. Chi pu� saperlo?</emphasis></p><empty-line/><p> Quando l'ultimo capoclan ebbe finito di tributare omaggio a Orik, tocc� ai capi delle gilde presentarsi al suo cospetto, e poi Orik fece un cenno a Eragon. Con lenti passi misurati, Eragon avanz� tra le file di guerrieri nani fino a raggiungere la base del trono, dove s'inginocchi�. In quanto membro del D�rgrimst Ingeitum, riconobbe Orik come proprio re e giur� di servirlo e di proteggerlo; in qualit� di emissario di Nasuada, si congratul� con Orik per conto di Nasuada e dei Varden e gli promise la loro amicizia.</p><empty-line/><p> Quando Eragon si fu ritirato, molti altri nani si fecero avanti per parlare con Orik, in una processione che parve interminabile. Erano tutti desiderosi di dimostrare la propria lealt� al nuovo re.</p><empty-line/><p> La processione dur� ore, poi cominci� la presentazione dei regali. Ogni nano offr� in dono a Orik un simbolo del proprio clan o della propria gilda: un calice d'oro traboccante di rubini e diamanti, una cotta di maglia stregata che nessuna lancia avrebbe potuto trapassare, un arazzo di venti piedi intessuto con la morbida lana tosata dalle barbe delle capre Feld�nost, una tavoletta d'agata su cui erano incisi i nomi di tutti gli antenati di Orik, un pugnale ricurvo ricavato dalla zanna di un drago, e molti altri tesori. In cambio, come segno della sua gratitudine, Orik offr� ai nani degli anelli.</p><empty-line/><p> Eragon e Saphira furono gli ultimi a presentarsi a Orik. Inginocchiandosi ancora una volta alla base della pedana, Eragon estrasse dalla tunica il bracciale d'oro che la sera prima aveva chiesto ai nani. Lo porse a Orik dicendo: �Ecco il mio regalo, re Orik. Non l'ho fatto io, ma gli ho imposto degli incantesimi per proteggerti. Finch� lo porterai non dovrai temere alcun veleno. Se un sicario tenta di ucciderti o di pugnalarti o di lanciare contro di te un oggetto qualunque, l'arma non ti colpir�. Il bracciale ti protegger� da gran parte degli incantesimi ostili. E possiede anche altre propriet�, che potrebbero tornarti utili quando la tua vita sar� in pericolo.�</p><empty-line/><p> Con un cenno del capo, Orik accett� il bracciale e disse: �Ti ringrazio molto per il tuo prezioso regalo, Eragon Ammazzaspettri.� E facendo in modo che tutti vedessero s'infil� la fascia d'oro sul braccio sinistro.</p><empty-line/><p> Poi venne il turno di Saphira, che proiett� i suoi pensieri verso tutti i presenti, dichiarando: <emphasis>Ecco il mio regalo, Orik. </emphasis>Oltrepass� il trono, gli artigli che ticchettavano sul pavimento di pietra, e si sollev� poggiando le zampe davanti sul bordo dell'intelaiatura che conteneva lo Zaffiro Stellato. Le robuste travi di legno scricchiolarono sotto il suo peso ma ressero. I minuti passarono senza che accadesse nulla, ma Saphira rimase dov'era, fissando l'enorme gemma.</p><empty-line/><p> I nani la osservavano rapiti, con gli occhi sgranati e il fiato sospeso.</p><empty-line/><p><emphasis>Sei sicura di riuscirci? </emphasis>chiese Eragon, esitante, non volendo distrarla.</p><empty-line/><p><emphasis>Non lo so. Le poche volte che ho usato la magia in passato non mi sono soffermata a pensare all'incantesimo. Ho semplicemente desiderato che il mondo cambiasse, ed � cambiato. Non � mai stato un procedimento consapevole... Immagino che dovr� aspettare finch� non sentir� che � arrivato il momento giusto per riparare Isidar Mithrim.</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> Fatti aiutare. Lasciami evocare un incantesimo attraverso di te.</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> No, piccolo. � compito mio, non tuo.</emphasis></p><empty-line/><p> Una voce solitaria, bassa e limpida, si lev� nella sala, cantando una melodia lenta e malinconica. Uno alla volta, gli altri membri del coro invisibile si unirono al canto, colmando Tronjheim con la triste bellezza della loro musica.</p><empty-line/><p> Eragon stava per chiedere loro di tacere, ma Saphira disse: <emphasis>Va tutto bene. Lasciali stare.</emphasis></p><empty-line/><p> Anche se non capiva le parole della canzone, Eragon intu� dal tono della melodia che si trattava di una lamentazione per le cose di un tempo che non c'erano pi�, come lo Zaffiro Stellato. Mentre il canto volgeva al termine, Eragon si ritrov� a pensare alla vita perduta nella Valle Palancar e gli si riempirono gli occhi di lacrime.</p><empty-line/><p> Con sorpresa not� un analogo flusso di pensieri malinconici scorrere in Saphira. La tristezza e il rimpianto non erano tratti caratteristici della sua personalit�, perci� Eragon rimase colpito, e le avrebbe chiesto spiegazioni se non avesse percepito in lei qualcosa di pi� profondo, come se una parte antica del suo essere si fosse risvegliata.</p><empty-line/><p> La canzone si concluse con una lunga nota vibrante. In quell'istante Saphira fu attraversata da una corrente di energia cos� ricca e impetuosa che Eragon trasal�, e la dragonessa abbass� la testa a sfiorare lo Zaffiro Stellato con la punta del muso. La ragnatela di crepe che si diramava sulla gemma gigantesca s'illumin� di lampi sfolgoranti, poi l'intelaiatura si spezz� e cadde a terra, rivelando Isidar Mithrim di nuovo integro e perfetto.</p><empty-line/><p> Ma c'era qualcosa di diverso. Il colore della pietra era di una tonalit� di rosso pi� profonda, pi� ricca di sfumature, e i petali interni della rosa erano striati da venature d'oro scuro.</p><empty-line/><p> I nani contemplarono Isidar Mithrim per qualche istante di muto stupore. Poi balzarono in piedi entusiasti, con acclamazioni e applausi cos� fragorosi da ricordare lo scroscio tonante di una cascata. Saphira chin� il capo verso la folla e torn� da Eragon, sbriciolando i petali di rosa sotto le zampe. <emphasis>Grazie, </emphasis>gli disse.</p><empty-line/><p><emphasis>E di che cosa?</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> Di avermi aiutata. Sono state le tue emozioni a guidarmi. Senza di loro sarei potuta restare l� per settimane prima di sentire l'ispirazione per riparare Isidar Mithrim.</emphasis></p><empty-line/><p> Alzando le braccia, Orik fece tacere la folla e disse: �A nome della nostra razza, ti ringrazio per il tuo regalo, Saphira. Oggi hai risanato l'orgoglio del nostro regno, e noi non dimenticheremo il tuo gesto. Che non si dica che i knurlan sono degli ingrati; da questo istante fino alla fine dei tempi il tuo nome sar� citato nelle festivit� invernali insieme agli elenchi dei Mastri Artigiani, e quando Isidar Mithrim sar� ricollocato nella sua posizione in cima a Tronjheim, il tuo nome verr� inciso nel castone dello Zaffiro Stellato insieme a quello di D�rok Ornthrond, che per primo scolp� la gemma a forma di rosa.�</p><empty-line/><p> Rivolto a Eragon e Saphira, Orik disse: �Ancora una volta avete dimostrato la vostra amicizia verso la mia gente. Sono contento che le vostre azioni abbiano confermato che il mio padre adottivo aveva deciso per il meglio quando vi ha accolto nel D�rgrimsth Ingeitum.�</p><p>Dopo la conclusione dei numerosi riti che seguirono l'incoronazione, e dopo che Eragon ebbe aiutato Saphira a togliersi la lana dai denti - un compito viscido, bagnaticcio e odoroso che lo costrinse a lavarsi di nuovo</p><empty-line/><p> - i due si presentarono al banchetto in onore di Orik. La festa fu allegra e chiassosa, e dur� tutta la notte. Giocolieri e acrobati intrattennero gli ospiti, insieme a una compagnia di attori che recitarono un'opera intitolata <emphasis>Az Sartosvrenht rak Balmung, Grimsthnzborith rak Kvisag�r, </emphasis>che H�ndfast tradusse per Eragon in <emphasis>La Saga di re Balmung di Kvisag�r.</emphasis></p><p>Mentre l'euforia dei festeggiamenti scemava e le teste dei nani ubriachi ciondolavano sui calici, Eragon si chin� verso Orik, seduto a capotavola, e disse: �Maest�.�</p><p>Orik agit� la mano. �Non voglio che mi chiami sempre <emphasis>maest�, </emphasis>Eragon. Non mi piace. A meno che l'occasione non lo richieda, usa il mio nome come hai sempre fatto. � un ordine.� Fece per prendere il suo calice ma lo manc�, rischiando di farlo rovesciare. Scoppi� a ridere.</p><p>Con un sorriso, Eragon disse: �Orik, volevo chiederti, � stato davvero G�ntera a incoronarti?�</p><empty-line/><p> Orik affond� il mento nel petto, la sua espressione all'improvviso seria mentre sfiorava l'orlo del calice con un dito. �Era quanto di pi� simile a G�ntera si possa vedere sulla faccia della terra. Questo risponde alla tua domanda, Eragon?�</p><empty-line/><p> �Io... credo di s�. Compare sempre quando viene chiamato? Si � mai rifiutato d'incoronare uno dei vostri sovrani?�</p><empty-line/><p> Orik aggrott� le sopracciglia. �Hai mai sentito parlare dei Re Eretici e delle Regine Eretiche?�</p><empty-line/><p> Eragon fece di no con la testa.</p><empty-line/><p> �Erano knurlan che non ottennero la benedizione di G�ntera, eppure si ostinarono a voler salire al trono.� Orik fece una smorfia. �Tutti, nessuno escluso, ebbero regni brevi e infelici.�</p><empty-line/><p> Eragon si sent� stringere il petto. �In buona sostanza, sebbene fossi stato eletto dal raduno dei clan, se G�ntera non ti avesse incoronato adesso tu non saresti re?�</p><empty-line/><p> �Gi�. Oppure sarei re di una nazione straziata dalla guerra civile.� Orik si strinse nelle spalle. �Ma non temevo troppo questa possibilit�. Con i Varden in procinto d'invadere l'Impero, soltanto un pazzo avrebbe rischiato di spaccare il nostro paese negandomi il trono, e anche se G�ntera � molte cose, di sicuro non � un pazzo.�</p><empty-line/><p> �Ma non ne eri certo� osserv� Eragon.</p><empty-line/><p> Orik scosse il capo. �Non finch� non mi ha posato l'elmo in testa.�</p><p><strong>PAROLE DI SAGGEZZA </strong></p><empty-line/><p> �Scusa� disse Eragon, urtando il catino.</p><p>Nasuada aggrott� le sopracciglia, il volto deformato da una serie di piccole onde che incresparono l'acqua.</p><empty-line/><p> �Di cosa?� chiese lei. �Credo di doverti fare le mie congratulazioni. Hai portato a termine ogni fase della missione che ti avevo affidato, e anche di pi�.�</p><empty-line/><p> �No, � che...� Eragon s'interruppe quando si rese conto che lei non poteva notare l'ondulazione dell'acqua. Lo specchio magico di Nasuada aveva lo scopo di mostrarle un'immagine nitida di Eragon e Saphira, non degli oggetti che loro guardavano. �Ho urtato il catino con la mano, tutto qui.�</p><empty-line/><p> �Oh. Bene, in tal caso, lascia che ti faccia i miei complimenti, Eragon. Garantendo l'ascesa al trono di Orik...�</p><empty-line/><p> �Anche se ho dovuto rischiare di farmi uccidere?�</p><empty-line/><p> Nasuada sorrise. �S�, anche se hai dovuto rischiare di farti uccidere. Sei riuscito a preservare la nostra alleanza con i nani, e questo potrebbe fare la differenza fra la vittoria e la sconfitta. Ora la domanda �: quanto ci vorr� prima che il resto dell'esercito dei nani ci raggiunga?�</p><empty-line/><p> �Orik ha gi� ordinato ai guerrieri di prepararsi a partire� disse Eragon. �I clan impiegheranno qualche giorno per radunare le forze, ma poi si metteranno subito in marcia.�</p><empty-line/><p> �Bene. Il loro aiuto ci serve appena possibile. E tu quando tornerai? Fra tre giorni? Quattro?�</p><empty-line/><p> Saphira arruff� le penne delle ali; il suo fiato era caldo sul collo di Eragon. Lui la guard�, poi, scegliendo le parole con cura, disse: �Dipende. Ricordi di cosa abbiamo parlato prima che partissi?�</p><empty-line/><p> Nasuada strinse le labbra. �Certo che lo ricordo, Eragon. Io...� Il suo sguardo si spost� di lato mentre ascoltava un uomo che le parlava, ma la sua voce era solo un mormorio incomprensibile per Eragon e Saphira. Riportando lo sguardo su di loro, Nasuada disse: �La compagnia del capitano Edric � appena tornata. Mi dicono che abbiamo subito gravi perdite, ma Roran � vivo.�</p><empty-line/><p> �� ferito?� s'inform� Eragon.</p><empty-line/><p> �Te lo far� sapere non appena avr� notizie. Fossi in te non mi preoccuperei troppo, visto che Roran ha la fortuna di...� Ancora una volta, la voce di una persona che non potevano vedere distrasse Nasuada e lei spar� dal campo visivo.</p><empty-line/><p> Eragon aspett�, inquieto.</p><empty-line/><p> �Scusami� disse Nasuada, comparendo di nuovo nel catino. �Stiamo per cingere d'assedio Feinster e dobbiamo respingere le scorrerie di soldati ordinate da Lady Lorana... Eragon, Saphira, abbiamo bisogno di voi per questa battaglia. Se gli abitanti di Feinster vedono solo uomini, nani e Urgali schierati davanti alle loro mura, potrebbero convincersi di avere ancora una possibilit� di salvare la citt� e combatteranno fino allo stremo. Non possono riuscirci, � chiaro, ma devono ancora convincersene. Se invece vedono un drago e un Cavaliere a guidare l'attacco contro di loro, perderanno ogni desiderio di resistere.�</p><empty-line/><p> �Ma...�</p><empty-line/><p> Nasuada alz� la mano per interromperlo. �Ci sono altri motivi per cui dovete tornare. A causa delle ferite che ho riportato nella Prova dei Lunghi Coltelli, non posso cavalcare in battaglia con i Varden come ho sempre fatto. Ho bisogno che <emphasis>tu</emphasis> prenda il mio posto, Eragon, per assicurarmi che i miei comandi siano eseguiti alla lettera, e anche per rinsaldare il morale dei nostri guerrieri. E poi malgrado i nostri sforzi, nell'accampamento cominciano a circolare voci sulla tua assenza. Se Murtagh e Castigo ne approfittano per attaccarci, o se Galbatorix li manda come rinforzi per Feinster... be', anche con gli elfi al nostro fianco dubito che riusciremmo a tener loro testa. Mi dispiace, Eragon, ma non posso permetterti di tornare a Ellesm�ra adesso. � troppo pericoloso.�</p><empty-line/><p> Stringendo il bordo freddo del tavolo di pietra dov'era posato il catino, Eragon disse: �Nasuada, per favore. Se non adesso, quando?�</p><empty-line/><p> �Presto. Dovete essere pazienti.�</p><empty-line/><p> �Presto.� Eragon trasse un profondo respiro, stringendo ancora di pi� il bordo del tavolo. �Quanto presto, esattamente?�</p><empty-line/><p> Nasuada lo guard� accigliata. �Come faccio a saperlo? Per prima cosa dobbiamo conquistare Feinster, poi dobbiamo rendere sicura la campagna circostante e poi...�</p><empty-line/><p> �E poi vorrai marciare su Belatona o Dras-Leona, e poi fino a Ur�'baen� la interruppe Eragon. Nasuada prov� a ribattere, ma lui non la lasci� parlare. �E pi� vi avvicinerete a Galbatorix, pi� aumenteranno le probabilit� di essere attaccati da Murtagh e Castigo, o anche dal re in persona, e tu sarai ancora pi� restia a lasciarci andare... Nasuada, io e Saphira non abbiamo le capacit�, le conoscenze o la forza per uccidere Galbatorix. E tu lo sai! Galbatorix potrebbe mettere fine a questa guerra quando vuole, se decidesse di uscire dal suo castello per affrontare i Varden in campo aperto. Io e Saphira <emphasis>dobbiamo </emphasis>parlare con i nostri maestri. Loro possono dirci da dove deriva il potere di Galbatorix, e forse mostrarci qualche trucco che ci permetta di sconfiggerlo.�</p><empty-line/><p> Nasuada abbass� lo sguardo, studiandosi le mani. �Castigo e Murtagh potrebbero distruggerci mentre voi siete lontani.�</p><empty-line/><p> �Ma se non andiamo, Galbatorix ci distrugger� quando raggiungeremo Ur�'baen... Non potete aspettare qualche giorno prima di attaccare Feinster?�</p><empty-line/><p> �Possiamo, ma ogni giorno che restiamo accampati davanti alle mura della citt� ci coster� delle vite umane.� Nasuada si massaggi� le tempie con la base dei palmi. �Mi stai chiedendo molto in cambio di una ricompensa incerta, Eragon.�</p><empty-line/><p> �La ricompensa sar� anche incerta� osserv� lui, �ma la nostra rovina � inevitabile se non facciamo almeno un tentativo.�</p><empty-line/><p> �Dici? Io non ne sono cos� sicura. Comunque...� Per un lungo, inquietante minuto, Nasuada rimase in silenzio, lo sguardo perso oltre lo specchio. Poi annu�, come per confermare qualcosa a se stessa, e disse: �Posso ritardare l'arrivo a Feinster di due o tre giorni. Ci sono diversi villaggi che possiamo conquistare prima. Una volta raggiunta la citt�, posso darti altri due o tre giorni mentre i Varden costruiscono le macchine d'assedio e preparano le fortificazioni. Nessuno sospetter� niente di strano, ma dopo dovr� attaccare Feinster, non fosse altro perch� ci servono i loro viveri. Un esercito che indugia nel territorio nemico � un esercito che muore di fame. Nella migliore delle ipotesi, posso concederti sei giorni, o forse soltanto quattro.�</p><empty-line/><p> Mentre Nasuada parlava, Eragon aveva fatto qualche rapido calcolo. �Quattro giorni non bastano� disse. �E probabilmente nemmeno sei. Saphira ha impiegato tre giorni per volare qui nel Farthen D�r, e questo senza mai fermarsi e senza portare il mio peso. Se le mappe che ho studiato sono precise, c'� la stessa distanza fra qui ed Ellesm�ra, forse anche di pi�. E la stessa fra Ellesm�ra e Feinster. E con me in groppa, Saphira non sar� in grado di coprire la distanza nello stesso tempo.�</p><empty-line/><p><emphasis>No, infatti, </emphasis>gli disse Saphira.</p><empty-line/><p> Eragon continu�. �Nella migliore delle ipotesi ci metteremmo una settimana per raggiungervi a Feinster, e anche cos� non potremmo restare a Ellesm�ra che per una manciata di minuti.�</p><empty-line/><p> Un'espressione di profonda stanchezza solc� il volto di Nasuada. �Dovete per forza volare fino a Ellesm�ra? Non basterebbe divinare i vostri maestri una volta oltrepassate le barriere magiche che proteggono i confini della Du Weldenvarden? Il tempo risparmiato sarebbe fondamentale.�</p><empty-line/><p> �Non lo so, possiamo provarci.�</p><empty-line/><p> Nasuada chiuse gli occhi per un istante, poi, con la voce arrochita dalla stanchezza, disse: �Cercher� di ritardare il nostro arrivo a Feinster di quattro giorni... Voi potete andare a Ellesm�ra oppure no: lascio a voi la decisione. Se andate, allora restate il tempo necessario. Hai ragione, Eragon, a meno che non troviate un modo per sconfiggere Galbatorix non c'� alcuna speranza di vittoria. Ma non dimenticare il tremendo rischio che corriamo, le vite dei Varden che sacrificher� per darvi il tempo che vi serve, e quanti altri Varden moriranno se cingeremo d'assedio Feinster senza di voi.�</p><empty-line/><p> Eragon annu�, serio. �Non lo dimenticher�.�</p><empty-line/><p> �Lo spero. Ora andate! Non perdete tempo! Volate. Volate! Saphira, vola pi� veloce di un falco in picchiata e non lasciare che niente ti rallenti.� Nasuada avvicin� la punta delle dita alle labbra e poi le premette sull'invisibile superficie dello specchio. �Buon viaggio, e che la fortuna vi assista, Eragon, Saphira. Se ci rivedremo, temo che sar� sul campo di battaglia.�</p><empty-line/><p> Con un fruscio di stoffe, Nasuada scomparve dalla loro vista. Eragon sciolse l'incantesimo e l'acqua nel catino torn� limpida.</p><p><strong>&#x2666; &#x2666; &#x2666;</strong></p><empty-line/><p><strong> LA FUSTIGAZIONE </strong></p><p>Roran sedeva con la schiena rigida e lo sguardo perso oltre le spalle di Nasuada, fisso su una piega nella parete di tessuto cremisi del padiglione.</p><empty-line/><p> Sentiva gli occhi di Nasuada su di s�, ma si rifiutava d'incontrarli. Mentre il silenzio si faceva sempre pi� opprimente, pens� alle cose terribili che avrebbero potuto succedergli. Le tempie gli pulsavano con un'intensit� febbrile. Quanto avrebbe voluto poter lasciare l'atmosfera pesante della tenda e respirare l'aria fresca l� fuori.</p><empty-line/><p> Alla fine Nasuada disse: �Cosa devo fare con te, Roran?�</p><empty-line/><p> Lui raddrizz� ancora di pi� la schiena. �Ci� che desideri, mia signora.�</p><empty-line/><p> �Una risposta ammirevole, Fortemartello, ma non risolve in alcun modo il mio imbarazzo.� Nasuada bevve un sorso di vino da un calice. �Per due volte hai disobbedito a un ordine diretto del capitano Edric. E tuttavia, se non lo avessi fatto, n� tu, n� lui, n� il resto della compagnia sareste sopravvissuti per raccontarlo. D'altro canto il tuo successo non cambia il fatto che hai disobbedito. Tu stesso hai ammesso di aver compiuto consapevolmente un atto d'insubordinazione, e io <emphasis>devo </emphasis>punirti se voglio mantenere la disciplina fra i Varden.�</p><empty-line/><p> �S�, mia signora.�</p><empty-line/><p> Nasuada si rabbui�. �Dannazione, Fortemartello! Se non fossi il cugino di Eragon, e se la tua mossa fosse stata anche solo un briciolo meno efficace, ti farei impiccare per cattiva condotta.�</p><empty-line/><p> Roran deglut�, immaginando il cappio che gli stringeva il collo.</p><empty-line/><p> Nasuada tamburell� sul bracciolo dello scranno, accelerando via via il ritmo. Poi s'interruppe di colpo e disse: �Desideri continuare a combattere con i Varden?�</p><empty-line/><p> �S�, mia signora� rispose lui senza esitazione.</p><empty-line/><p> �Che cosa sei disposto a sopportare per rimanere nel mio esercito?�</p><empty-line/><p> Roran non si sofferm� a riflettere sulle implicazioni di quella domanda e rispose di getto: �Qualunque cosa, mia signora.�</p><empty-line/><p> La tensione sul volto di Nasuada si allent�. La regina annu�, con aria soddisfatta. �Speravo che dicessi cos�. La tradizione e i precedenti mi lasciano solo tre alternative. Uno, posso impiccarti, ma non lo far�... per svariate ragioni. Due, posso infliggerti trenta frustate e poi espellerti dalle file dei Varden. Tre, posso infliggerti cinquanta frustate e tenerti nel mio esercito.�</p><empty-line/><p><emphasis>Cinquanta frustate non sono molte pi� di trenta, </emphasis>pens� Roran, cercando di farsi coraggio. Si inumid� le labbra. �Sar� fustigato dove tutti potranno vedere?�</p><empty-line/><p> Le sopracciglia di Nasuada si inarcarono appena. �Non c'� posto qui per il tuo orgoglio, Fortemartello. La punizione dev'essere dura per scoraggiare eventuali emuli del tuo gesto, e dev'essere pubblica perch� tutti i Varden comprendano il messaggio. Se sei intelligente anche solo la met� di quanto sembri, quando hai disobbedito a Edric sapevi che la tua decisione avrebbe avuto delle conseguenze e che quelle conseguenze non sarebbero state affatto piacevoli. La scelta che devi fare adesso � semplice: vuoi restare coi Varden o abbandonare i tuoi amici e la tua famiglia per andartene per la tua strada?�</p><empty-line/><p> Roran alz� il mento di scatto, offeso dal fatto che lei mettesse in dubbio la sua parola. �Non me ne andr�, Lady Nasuada. Per quante frustate tu mi possa infliggere, non potranno mai essere tanto dolorose quanto lo � stato perdere la mia casa e mio padre.�</p><empty-line/><p> �Gi� disse Nasuada in tono sommesso. �Non potranno... Uno degli stregoni del Du Vrangr Gata assister� alla fustigazione e dopo si prender� cura di te, per evitare che i colpi ti causino danni permanenti. Ma non ti guarir� completamente e tu non potrai ricorrere a nessun altro mago perch� lo faccia.�</p><empty-line/><p> �Capisco.�</p><empty-line/><p> �La tua punizione avr� luogo non appena J�rmundur avr� radunato le truppe. Fino ad allora, resterai sotto sorveglianza in una tenda vicina al palo delle fustigazioni.�</p><empty-line/><p> Roran fu contento di sapere che non avrebbe dovuto aspettare troppo a lungo: non voleva essere costretto a tormentarsi per giorni al pensiero di ci� che lo aspettava. �Mia signora� disse, e lei lo conged� con un cenno del dito.</p><empty-line/><p> Girando sui tacchi, Roran usc� dal padiglione. Non appena emerse all'aria aperta, due guardie lo affiancarono. Senza rivolgergli uno sguardo n� una parola, lo scortarono fino a una piccola tenda vuota, non troppo lontana dall'annerito palo delle fustigazioni, piantato sopra una leggera altura ai margini dell'accampamento.</p><empty-line/><p> Il palo era alto sei piedi e mezzo, e nella parte alta era inchiodata una grossa traversa dove venivano legati i polsi dei prigionieri. La traversa era solcata dalle unghiate degli uomini che erano stati fustigati prima di lui.</p><empty-line/><p> Roran si costrinse a distogliere lo sguardo, poi chin� il capo per entrare nella tenda. Dentro c'era soltanto uno sgabello di legno consunto. Si sedette e si concentr� sulla respirazione, deciso a mantenere la calma.</p><empty-line/><p> Col passare dei minuti cominci� a sentire il rimbombo degli stivali e il tintinnio delle cotte di maglia dei Varden che si radunavano intorno al palo delle fustigazioni. Roran immagin� migliaia di uomini e donne che lo fissavano, compresi gli abitanti di Carvahall. Il suo cuore acceler�; un velo di sudore gli copr� la fronte.</p><empty-line/><p> Mezz'ora dopo, la maga Trianna entr� nella tenda e lo costrinse a spogliarsi per restare solo in pantaloni. Roran prov� un forte imbarazzo, anche se la donna rimase impassibile. Trianna lo esamin� da capo a piedi, ed evoc� perfino un incantesimo di guarigione per la sua spalla sinistra, dove il soldato gli aveva conficcato il dardo della balestra. Poi lo dichiar� idoneo a sostenere la punizione e gli diede una camicia di tela grezza da indossare al posto della sua.</p><empty-line/><p> Roran aveva appena infilato la testa nella camicia quando Katrina entr� nella tenda. Quando la vide, Roran fu pervaso da un misto di gioia e di terrore.</p><empty-line/><p> Katrina lo guard�, poi, facendo un inchino, si rivolse a Trianna. �Per favore, posso parlare con mio marito da sola?�</p><empty-line/><p> �Certo, aspetter� qui fuori.�</p><empty-line/><p> Una volta uscita Trianna, Katrina corse da Roran e gli gett� le braccia al collo. Lui ricambi� il suo abbraccio con la stessa intensit�, dato che non l'aveva ancora vista da quando era rientrato all'accampamento.</p><empty-line/><p> �Oh, quanto mi sei mancato� gli sussurr� Katrina all'orecchio. �Anche tu� mormor� lui.</p><empty-line/><p> Si separarono quel tanto da potersi guardare negli occhi. Katrina si accigli�. �Non � giusto! Sono andata da Nasuada e l'ho implorata di perdonarti, o almeno di ridurre il numero di frustate, ma lei non ha voluto concedermelo.�</p><empty-line/><p> Facendo scorrere le mani lungo la schiena di Katrina, Roran disse: �Avrei preferito che non l'avessi fatto.�</p><empty-line/><p> �Perch�?�</p><empty-line/><p> �Perch� ho detto che sarei rimasto con i Varden e non mi rimanger� la parola data.�</p><empty-line/><p> �Ma non � giusto!� esclam� Katrina, afferrandolo per le spalle. �Carn mi ha detto che cosa hai fatto: hai ucciso quasi duecento soldati da solo, e se non fosse stato per il tuo eroismo nessuno degli uomini con te sarebbe sopravvissuto. Nasuada dovrebbe ricompensarti con regali ed elogi, non farti frustare come un criminale comune!�</p><empty-line/><p> �Non importa se � giusto o sbagliato� disse Roran. �� necessario. Se mi trovassi nella posizione di Nasuada, avrei dato lo stesso ordine.�</p><empty-line/><p> Katrina rabbrivid�. �Ma cinquanta frustate... Perch� devono essere cos� tante? C'� chi � morto per essere stato frustato cos� tanto.�</p><empty-line/><p> �Doveva avere il cuore debole. Non preoccuparti; ci vorr� ben altro per uccidermi.�</p><empty-line/><p> Un sorriso forzato affior� sulle labbra di Katrina, poi le sfugg� un singhiozzo e premette il volto contro il petto di lui. Roran la cull� fra le braccia, accarezzandole i capelli e rassicurandola come poteva, anche se non si sentiva meglio di lei. Dopo qualche minuto ud� lo squillo di un corno fuori della tenda e cap� che gli restava poco tempo. Sciogliendosi dall'abbraccio di Katrina, disse: �C'� una cosa che voglio tu faccia per me.�</p><empty-line/><p> �Cosa?� chiese lei asciugandosi gli occhi.</p><empty-line/><p> �Torna nella nostra tenda e non uscire finch� non avranno finito di frustarmi.�</p><empty-line/><p> Katrina parve sconvolta da quella richiesta. �No! Non ti lascer�... non adesso.�</p><empty-line/><p> �Ti prego� disse lui. �Non devi guardare.�</p><empty-line/><p> �E tu non dovresti essere frustato� ribatt� lei.</p><empty-line/><p> �Ora basta. So che vorresti starmi accanto, ma riuscir� a sopportare meglio tutto quanto sapendo che tu non sei l� a guardarmi... me la sono cercata, Katrina, e non voglio che anche tu soffra.�</p><empty-line/><p> L'espressione di lei si fece tesa. �Sapere che cosa ti succeder� mi far� soffrire ovunque io sia. Per�... far� come mi chiedi, ma solo perch� ti aiuter� a sopportare questa prova terribile... Sai che mi farei frustare al tuo posto, se potessi.�</p><empty-line/><p> �E tu sai� disse lui, baciandola sulle guance �che io non lo permetterei mai.�</p><empty-line/><p> Le lacrime ricomparvero negli occhi di Katrina. Attir� Roran a s�, stringendolo con tanta forza da soffocarlo.</p><empty-line/><p> Erano ancora stretti nell'abbraccio quando entr� J�rmundur insieme a due Falchineri. Katrina si separ� da Roran e, dopo aver rivolto un inchino a J�rmundur, senza dire una parola scivol� fuori della tenda.</p><empty-line/><p> J�rmundur fece un cenno al prigioniero. �� ora.�</p><empty-line/><p> Roran annu� e si alz�. J�rmundur e le guardie lo scortarono fino al palo delle fustigazioni. Passarono fra la folla di Varden, dove ogni uomo, donna, nano e Urgali aspettava con la schiena rigida e le spalle dritte. Data un'occhiata all'esercito riunito, Roran prese a fissare l'orizzonte e fece del suo meglio per ignorare gli spettatori.</p><empty-line/><p> Le due guardie gli alzarono le braccia sopra la testa e gli legarono i polsi alla traversa. Nel frattempo J�rmundur si piazz� davanti al palo ed estrasse un cavicchio di legno foderato di cuoio. �Tieni, mordi questo� disse a bassa voce. �Ti aiuter�.� Riconoscente, Roran apr� la bocca e gli permise di sistemargli il morso fra i denti. La pelle conciata aveva un sapore amaro, come di ghiande verdi.</p><empty-line/><p> Poi il suono di un corno e un rullo di tamburo squarciarono l'aria. J�rmundur lesse ad alta voce le accuse e le guardie tagliarono la camicia di tela di Roran.</p><empty-line/><p> Roran rabbrivid� quando l'aria fredda gli sferz� il torso nudo.</p><empty-line/><p> Un istante prima che lo colpisse, sent� la frusta sibilare nell'aria.</p><empty-line/><p> Fu come se gli avessero posato una sbarra di metallo incandescente sulla carne. Inarc� la schiena stringendo il morso fra i denti. Gli sfugg� un gemito involontario, anche se il morso attut� il suono e nessuno lo ud�.</p><empty-line/><p> �Uno� disse l'uomo che impugnava la frusta.</p><empty-line/><p> Il secondo colpo gli strapp� un altro lamento, ma poi rimase in silenzio, deciso a non mostrarsi debole davanti a tutti i Varden.</p><empty-line/><p> Le frustate erano dolorose quanto una delle tante ferite riportate nei mesi precedenti, ma dopo una decina di colpi smise di tentare di combattere il dolore e si arrese, entrando in uno stato di sospensione. Il suo campo visivo si restrinse finch� l'unica cosa che riusc� a vedere fu il legno graffiato che aveva davanti a s�; talvolta la vista gli si annebbiava e tutto diventava nero, mentre scivolava in brevi sprazzi d'incoscienza.</p><empty-line/><p> Dopo un tempo che gli parve infinito, sent� una voce fievole e distante dire: �Trenta!� e fu preso dalla disperazione, chiedendosi: <emphasis>Come far� a sopportare altre venti frustate? </emphasis>Poi pens� a Katrina e al loro figlio non ancora nato e quel pensiero gli diede forza.</p><p>Roran si svegli� sulla branda nella tenda che condivideva con la moglie, disteso sul ventre. Katrina era inginocchiata accanto a lui e gli accarezzava i capelli, mormorandogli nell'orecchio, mentre qualcuno gli tamponava i solchi sulla schiena con una sostanza fredda e appiccicosa. Trasal� e s'irrigid� quando la persona tocc� un punto particolarmente sensibile.</p><p>�Io <emphasis>non </emphasis>curerei cos� un mio paziente� sent� dire Trianna in tono sprezzante.</p><empty-line/><p> �Se hai curato tutti i tuoi pazienti come stavi curando Roran� replic� un'altra donna �mi meraviglio che siano sopravvissuti.� Dopo un istante, Roran riconobbe la voce: apparteneva ad Angela, la stravagante erborista dagli occhi scintillanti.</p><empty-line/><p> �Insomma!� esclam� Trianna. �Non ho intenzione di starmene qui in piedi a farmi insultare da una mediocre <emphasis>indovina </emphasis>che fatica perfino a evocare il pi� elementare degli incantesimi.�</p><empty-line/><p> �Allora siediti, se ti fa piacere, ma in un caso o nell'altro continuer� a insultarti finch� non ammetterai che il muscolo della sua schiena si attacca <emphasis>qui, </emphasis> e non <emphasis>l�.� </emphasis> Roran sent� un dito che gli toccava due punti differenti a mezzo pollice di distanza.</p><empty-line/><p> �Oh!� sbuff� Trianna, e usc� dalla tenda.</p><empty-line/><p> Katrina sorrise a Roran, e in quel momento lui si accorse delle lacrime che le rigavano il volto. �Roran, mi senti?� chiese lei. �Sei sveglio?�</p><empty-line/><p> �Io... credo di s� rispose lui con voce roca. Aveva stretto il morso cos� a lungo e tanto forte che gli faceva male la mascella. Toss�, poi fece una smorfia quando tutti e cinquanta gli sfregi pulsarono all'unisono.</p><empty-line/><p> �Ecco fatto� disse Angela. �Tutto finito.�</p><empty-line/><p> �� sorprendente. Non mi aspettavo che tu e Trianna avreste fatto tanto� disse Katrina.</p><empty-line/><p> �Ordine di Nasuada.�</p><empty-line/><p> �Nasuada? E perch� avrebbe...�</p><empty-line/><p> �Dovresti chiederlo a lei. Di' a Roran di non mettersi sulla schiena. E di stare attento quando si gira sul fianco, altrimenti si potrebbero rompere le croste.�</p><empty-line/><p> �Grazie� mormor� Roran.</p><empty-line/><p> Dietro di lui, Angela rise. �Non ci pensare, Roran, o meglio, pensaci, ma non dargli troppo peso. E poi mi diverte l'idea di aver curato entrambe le vostre schiene, la tua e quella di Eragon. Bene, allora, io me ne vado. Occhio alle spie!�</p><empty-line/><p> Quando l'erborista se ne fu andata, Roran chiuse di nuovo gli occhi. Le morbide dita di Katrina gli accarezzarono la fronte. �Sei stato molto coraggioso� disse.</p><empty-line/><p> �Davvero?�</p><empty-line/><p> �S�. J�rmundur e tutti quelli con cui ho parlato mi hanno detto che non hai mai urlato n� implorato che smettessero di frustarti.�</p><empty-line/><p> �Bene.� Roran avrebbe voluto conoscere la gravit� delle sue ferite, ma non voleva costringerla a descrivergli le condizioni pietose della sua schiena.</p><empty-line/><p> Tuttavia Katrina parve percepire il suo desiderio, perch� disse: �Angela ritiene che con un po' di fortuna le tue ferite cicatrizzeranno abbastanza bene. In ogni caso, una volta che sarai completamente guarito, Eragon o un altro mago potr� rimuoverti le cicatrici dalla schiena: non si vedr� neppure che sei stato frustato.�</p><empty-line/><p> �Mmh.�</p><empty-line/><p> �Vuoi qualcosa da bere?� chiese lei. �Ho messo a bollire un infuso di achillea millefoglie.�</p><empty-line/><p> �S�, grazie.�</p><empty-line/><p> Quando Katrina si alz�, Roran sent� un'altra persona entrare nella tenda. Apr� un occhio e rimase sorpreso nel vedere Nasuada accanto al palo d'ingresso.</p><empty-line/><p> �Mia signora� disse Katrina, la voce tagliente come un rasoio.</p><empty-line/><p> Malgrado le fitte lancinanti alla schiena, Roran si sollev� sui gomiti e, con l'aiuto di Katrina, si volt� per mettersi a sedere. Appoggiandosi a lei, fece per alzarsi, ma Nasuada lo ferm� con un gesto della mano. �No, resta seduto. Non voglio farti soffrire pi� di quanto non abbia gi� fatto.�</p><empty-line/><p> �Perch� sei qui, Lady Nasuada?� chiese Katrina. �Roran ha bisogno di riposare e di riprendersi, non di passare il tempo a parlare quando non deve.�</p><empty-line/><p> Roran mise la mano sulla spalla sinistra di Katrina. �Posso parlare, se devo� mormor�.</p><empty-line/><p> Spostandosi verso il centro della tenda, Nasuada sollev� l'orlo del vestito verde e sedette sul piccolo baule che Katrina si era portata da Carvahall. Dopo essersi sistemata le pieghe della gonna, disse: �Ho un'altra missione per te, Roran, una breve incursione simile a quella a cui hai gi� partecipato.�</p><empty-line/><p> �Quando devo partire?� chiese lui, sorpreso che Nasuada si fosse presa il disturbo d'informarlo di persona di un incarico cos� semplice.</p><empty-line/><p> �Domani.�</p><empty-line/><p> Katrina sgran� gli occhi. �Sei impazzita?� esclam�.</p><empty-line/><p> �Katrina...� mormor� Roran, cercando di rabbonirla, ma lei si liber� della sua mano con una scrollata di spalle e continu�: �Per poco non moriva nell'ultima missione, e lo hai appena fatto frustare a sangue! Non puoi ordinargli di tornare a combattere cos� presto, non resisterebbe nemmeno un minuto contro i soldati di Galbatorix!�</p><empty-line/><p> �Posso, e devo!� esclam� Nasuada con un piglio cos� autoritario che Katrina tenne a freno la lingua, in attesa di ascoltare il seguito, anche se Roran intu� che la sua collera non era affatto sbollita. Fissandolo dritto negli occhi, Nasuada disse: �Roran, non so se lo sai, ma la nostra alleanza con gli Urgali � sul punto di spezzarsi. Uno dei nostri ha assassinato tre Urgali mentre eri in missione agli ordini del capitano Edric, il quale, forse ti far� piacere saperlo, non � pi� capitano. A ogni modo, ho fatto impiccare il miserabile disgraziato che ha ucciso gli Urgali, ma da allora i nostri rapporti con gli arieti di Garzhvog si sono pericolosamente incrinati.�</p><empty-line/><p> �E questo cosa c'entra con Roran?� intervenne Katrina.</p><empty-line/><p> Nasuada serr� le labbra, poi disse: �Ho bisogno di convincere i Varden ad accettare la presenza degli Urgali senza altri spargimenti di sangue, e il modo migliore per farlo � di <emphasis>mostrare</emphasis> ai Varden che le due razze possono lavorare insieme perseguendo pacificamente uno scopo comune. Per questo il gruppo con cui viaggerai sar� composto da un pari numero di umani e di Urgali.�</p><empty-line/><p> �Ma questo ancora non...� inizi� a dire Katrina.</p><empty-line/><p> �E li metter� tutti sotto il tuo comando, Fortemartello.�</p><empty-line/><p> �Il mio comando?� gracchi� Roran, stupefatto. �Perch�?�</p><empty-line/><p> Con un sorriso ironico Nasuada disse: �Perch� tu farai qualunque cosa pur di proteggere i tuoi amici e la tua famiglia. In questo sei come me, anche se la mia famiglia � molto pi� numerosa della tua, visto che considero tutti i Varden miei parenti. Inoltre, dato che sei il cugino di Eragon, non posso permettermi di rischiare un altro tuo atto d'insubordinazione, perch� a quel punto non avrei altra scelta se non giustiziarti o espellerti dai Varden. E non voglio fare nessuna delle due cose.</p><empty-line/><p> �Per questo ti affido il comando, in modo che non ci sia nessuno sopra di te, a parte me, a cui potresti disobbedire. Se ignorerai i <emphasis>miei </emphasis>ordini, assicurati che sia soltanto per uccidere Galbatorix, perch� nessun altro motivo ti salver� da conseguenze ben peggiori delle frustate che ti sei meritato oggi. E ti affido <emphasis>questo </emphasis>comando perch� ti sei dimostrato capace di convincere la gente a seguirti anche nelle circostanze pi� ardue. Tu meglio di chiunque altro saprai mantenere il controllo di un gruppo di umani e di Urgali. Manderei Eragon, se potessi, ma dato che lui non c'�, la mia scelta ricade su di te. Quando i Varden sentiranno che il cugino di Eragon, Roran Fortemartello... colui che da solo ha ucciso quasi duecento soldati... � andato in missione con gli Urgali e che la missione � stata un successo, allora potremo continuare ad avere gli Urgali come alleati per l'intera durata di questa guerra. Ecco il motivo per cui ti ho fatto curare da Angela e Trianna pi� di quanto era giusto: non per risparmiarti la punizione, ma perch� ho bisogno che tu sia abile al comando. Dunque, cosa rispondi, Fortemartello? Posso contare su di te?�</p><empty-line/><p> Roran guard� Katrina. Sapeva che lei desiderava con tutte le sue forze che dicesse a Nasuada di non essere in grado di guidare l'incursione. Abbassando gli occhi per non guardare il suo dolore, pens� all'immenso esercito contro cui combattevano i Varden. Poi, con un rauco sussurro, disse:</p><empty-line/><p> �Puoi contare su di me, Lady Nasuada.�</p><p><strong>&#x2666; &#x2666; &#x2666;</strong></p><empty-line/><p><strong> FRA LE NUVOLE </strong></p><p>Da Tronjheim, Saphira vol� per cinque miglia fino alla parete interna del Farthen D�r, poi lei ed Eragon entrarono nella galleria che attraversava la base della montagna cava per numerose miglia verso est. Eragon avrebbe potuto attraversare la galleria di corsa in una decina di minuti, ma poich� il soffitto impediva a Saphira di volare o di saltare, la dragonessa non sarebbe stata in grado di stargli dietro, perci� Eragon si limit� a tenere un passo veloce.</p><p>Un'ora dopo sbucarono nella Valle Odred, che correva da nord a sud. Annidato fra le colline all'imboccatura della stretta vallata ricoperta di felci si trovava il Fernoth-m�rna, un lago perfettamente rotondo, come una goccia d'inchiostro nero fra le vette torreggianti dei Monti Beor. Dal punto pi� settentrionale del Fernoth-m�rna scorreva il Ragni Darmn, che serpeggiava nella valle fino a confluire nell'Az Ragni, alle pendici di Mold�n il Fiero, il monte pi� a nord della catena dei Beor.</p><p>Erano partiti da Tronjheim molto prima dell'alba, e nonostante la galleria li avesse rallentati era ancora mattino presto. Lo squarcio di cielo sopra le loro teste, l� dove il sole filtrava fra le vette dei monti giganteschi, era solcato da pallidi raggi dorati. Nella valle, densi brandelli di nuvole si aggrappavano alle pendici dei monti come grossi serpenti grigi. Bianche volute di nebbia si levavano dalla superficie vitrea del lago.</p><p>Eragon e Saphira si fermarono sulle rive del Fernoth-m�rna per bere e riempire le borracce per il viaggio. L'acqua proveniva dalla neve e dal ghiaccio che si scioglievano dalle montagne. Era cos� fredda che a Eragon fecero male i denti. Strizz� gli occhi e batt� i piedi per terra gemendo mentre una fitta provocata dal freddo gli trapassava il cranio.</p><p>Quando la sensazione pulsante scem�, guard� oltre il lago. Fra le cortine fluttuanti di nebbia, scorse le rovine di un castello dalla forma irregolare, costruito su uno sperone di nuda roccia. Fitti tralci d'edera strangolavano i muri cadenti, ma a parte questo, la struttura pareva senza vita. Eragon rabbrivid�. L'edificio abbandonato emanava un'aura cupa e sinistra, come la carcassa putrescente di qualche orrenda bestia.</p><p><emphasis>Pronto? </emphasis></p><p>gli chiese Saphira.</p><empty-line/><p><emphasis>Pronto, </emphasis></p><p>rispose lui, e mont� in sella.</p><p>Dal Fernoth-m�rna, Saphira vol� verso nord, seguendo la valle Odred per uscire dai Monti Beor. La valle non portava direttamente a Ellesm�ra, situata molto pi� a ovest, ma non c'era altra scelta che percorrerla, dato che i valichi fra le montagne si trovavano a oltre cinque miglia di altezza.</p><p>Saphira volava alla massima quota che Eragon era in grado di sopportare; le era pi� semplice coprire lunghe distanze nell'atmosfera rarefatta piuttosto che nell'aria densa e umida pi� vicina al suolo. Per proteggersi dalle temperature glaciali, Eragon aveva indossato diversi strati d'indumenti e si schermava dal vento con un incantesimo che divideva in due la corrente d'aria gelata in modo che gli passasse accanto senza investirlo.</p><p>Cavalcare Saphira era tutt'altro che riposante, ma dato che la dragonessa volava a un ritmo costante e fluido, Eragon non doveva concentrarsi per mantenere l'equilibrio come quando lei virava o si tuffava in picchiata o eseguiva una delle sue tante manovre acrobatiche. Il giovane pass� il tempo parlando con lei, ripensando a ci� che era accaduto nelle settimane precedenti, e studiando il paesaggio mutevole che scorreva sotto di loro.</p><p><emphasis>Hai usato la magia senza l'antica lingua quando i nani ti hanno attaccato, </emphasis>disse Saphira. <emphasis>� stato un gesto pericoloso.</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> Lo so, ma non ho avuto il tempo di pensare alle parole. E poi </emphasis>tu <emphasis>non usi mai l'antica lingua quando evochi un incantesimo.</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> � diverso. Io sono un drago. A noi non serve l'antica lingua per esprimere le nostre intenzioni; noi sappiamo ci� che vogliamo, e non cambiamo idea facilmente come gli elfi o gli umani.</emphasis></p><p>Il sole arancione era a una spanna sopra l'orizzonte quando Saphira oltrepass� l'imboccatura della valle e sbuc� sulle desolate praterie che lambivano i Monti Beor. Raddrizzandosi sulla sella, Eragon si guard� attorno e scosse il capo, meravigliato da quanta strada avevano fatto. <emphasis>Se la prima volta avessimo potuto volare a Ellesm�ra, avremmo trascorso molto pi� tempo con Oromis e Glaedr. </emphasis>Saphira annu� con la mente.</p><p>La dragonessa continu� a volare finch� il sole non tramont�, il cielo si riemp� di stelle e le montagne divennero una scura macchia viola alle loro spalle. Avrebbe continuato fino al mattino dopo ma Eragon insistette perch� si fermassero a riposare. <emphasis>Sei ancora stanca per il viaggio fino al Farthen D�r. Domani potremo volare anche di notte, e anche tutto il giorno dopo, se necessario, ma stanotte devi dormire.</emphasis></p><p>Anche se a Saphira la sua proposta non piacque, acconsent� e atterr� vicino a un boschetto di salici sulla sponda di un torrente. Quando smont�, Eragon scopr� di avere le gambe cos� rigide che stava in piedi a stento. Tolse la sella a Saphira, poi srotol� il sacco da notte sul terreno accanto a lei e si raggomitol� con la schiena contro il suo corpo caldo. Non gli serviva una tenda: Saphira lo riparava con un'ala come una mamma falco che protegge la sua covata. Ben presto i due scivolarono nei rispettivi sogni, che si mescolarono in strani modi meravigliosi, poich� le loro menti restavano unite anche nel sonno.</p><p>Non appena il primo raggio di luce comparve a est, Eragon e Saphira si rimisero in viaggio, volando alti sopra le pianure verdeggianti.</p><empty-line/><p> A met� mattina cominci� a soffiare un feroce vento contrario che li rallent� di molto. Malgrado i suoi sforzi, Saphira non riusciva a innalzarsi al di sopra del vento e per tutto il giorno fu costretta a lottare contro la corrente d'aria avversa. Era una fatica immane, e sebbene Eragon le avesse infuso tutta l'energia che poteva senza rischiare troppo, nel pomeriggio era cos� provata dalla stanchezza che scese e atterr� su un piccolo poggio isolato nella prateria. Sedette immobile, con le ali distese per terra, ansante, scossa dai brividi.</p><empty-line/><p><emphasis>Sar� meglio fermarci qui per la notte, </emphasis>disse Eragon.</p><empty-line/><p><emphasis>No.</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> Saphira, non sei in condizione di proseguire. Accampiamoci finch� non ti riprendi. Chiss�, il vento potrebbe calare.</emphasis></p><empty-line/><p> Eragon sent� l'umido raspare della sua lingua mentre si leccava le labbra, poi l'ansito dei suoi polmoni che lavoravano come mantici.</p><empty-line/><p><emphasis>No, </emphasis> disse lei. <emphasis>Su queste pianure potrebbe soffiare per settimane, o per mesi addirittura. Non possiamo aspettare che si calmi.</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> Ma...</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> Non mi arrender� solo perch� sono stanca, Eragon. La posta in gioco � troppo alta.</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> Allora lascia che ti dia l'energia di Aren. Questo anello ne contiene abbastanza da sostenerti da qui fino alla Du Weldenvarden.</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> No, </emphasis>ripet� lei.<emphasis> Risparmia Aren per quando non avremo altre risorse. Mi riposer� nella foresta. Potremmo avere bisogno di Aren da un momento all'altro: non dovresti sprecarlo soltanto per alleviare il mio disagio.</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> Non sopporto di vederti soffrire cos�.</emphasis></p><empty-line/><p> Un debole ringhio sfugg� dalle fauci di Saphira. <emphasis>I miei antenati, i draghi selvatici, non si sarebbero fatti intimorire da un venticello del genere, e nemmeno io ceder�. </emphasis>Detto questo, spicc� il volo e si tuff� di nuovo nella bufera.</p><empty-line/><p> Mentre il giorno volgeva al termine e il vento ancora ululava intorno a loro, opponendosi a Saphira come se il destino avesse deciso di non farli mai arrivare alla Du Weldenvarden, Eragon pens� alla nana Gl�mra e alla sua fede nelle divinit� dei nani, e per la prima volta in vita sua prov� il desiderio di pregare. Ritirandosi dal contatto mentale con Saphira - che era cos� stanca e preoccupata che non ci fece caso - mormor�: �G�ntera, re degli dei, se esisti, e se puoi sentirmi, e se ne hai il potere, allora ti prego, ferma questo vento. So che non sono un nano, ma re Rothgar mi ha adottato nel suo clan e credo che questo mi dia il diritto di pregarti. G�ntera, ti prego, dobbiamo raggiungere la Du Weldenvarden al pi� presto, non solo per il bene dei Varden, ma anche per il bene del tuo popolo, i knurlan. Ti prego, ti supplico, ferma questo vento. Saphira non pu� resistere ancora a lungo.� Poi, sentendosi un po' sciocco, Eragon tocc� la coscienza di Saphira e trasal� sentendo il bruciore dei suoi muscoli affaticati.</p><empty-line/><p> Pi� tardi, quella notte, quando tutto era freddo e buio, il vento si calm�. Torn� a farsi vivo di tanto in tanto con qualche sporadica folata.</p><empty-line/><p> Quando si fece di nuovo mattina, Eragon guard� in basso e vide la dura, arida terra del deserto di Hadarac. <emphasis>Maledizione, </emphasis>imprec�: non erano arrivati lontano quanto aveva sperato. <emphasis>Non arriveremo entro oggi a Ellesm�ra, vero?</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> No, a meno che il vento non decida di soffiare in direzione contraria e portarci sulla sua schiena. </emphasis>Saphira continu� a battere le ali con fatica per qualche minuto, poi aggiunse: <emphasis>Per� se non avremo altre spiacevoli sorprese dovremmo raggiungere la Du Weldenvarden entro sera.</emphasis></p><empty-line/><p> Eragon borbott�, contrariato.</p><empty-line/><p> Atterrarono solo due volte quel giorno. Mentre erano a terra, Saphira divor� un paio di anatre che aveva ucciso con una vampata di fuoco, ma a parte quello non mangi� altro. Per risparmiare tempo, Eragon mangi� la propria razione in sella.</p><p>Come aveva predetto Saphira, la Du Weldenvarden comparve in lontananza proprio mentre il sole stava per tramontare: un'immensa distesa verde dove all'esterno predominavano alberi dalle foglie decidue - querce, faggi e aceri - che, procedendo via via verso l'interno, cedevano il posto ai maestosi pini che erano l'anima della foresta.</p><p>Il crepuscolo era sceso sul paesaggio quando arrivarono al limitare della Du Weldenvarden e Saphira scivol� in un dolce atterraggio sotto i rami distesi di un'imponente quercia. Ripieg� le ali e rimase seduta, troppo stanca per proseguire. La lingua cremisi le penzolava dalla bocca. Mentre lei riposava, Eragon prese ad ascoltare il fruscio delle foglie sopra la sua testa e il bubbolio dei gufi e lo stridio degli insetti serali.</p><p>Quando si fu ripresa, Saphira s'incammin� e pass� fra due gigantesche querce coperte di muschio, entrando a piedi nella Du Weldenvarden. Gli elfi avevano reso impossibile per qualunque essere vivente o inanimato entrare nella foresta con mezzi magici, e poich� i draghi non si affidavano solo al proprio corpo per volare, Saphira non poteva entrare in volo, altrimenti le sue ali avrebbero ceduto e sarebbe precipitata.</p><p><emphasis>Qui dovrebbe essere abbastanza lontano, </emphasis> disse Saphira, fermandosi in un piccolo prato a diverse centinaia di piedi dal perimetro della foresta.</p><empty-line/><p> Eragon sleg� le cinghie che gli serravano le gambe e scivol� lungo il fianco di Saphira. Setacci� il prato finch� non trov� una zolla di terra nuda. Con le mani scav� una buca profonda un piede e larga la met�. Richiam� in superficie dell'acqua perch� riempisse la buca, poi pronunci� un incantesimo di divinazione.</p><empty-line/><p> L'acqua tremol� e acquist� un morbido bagliore dorato, poi sulla superficie apparve l'interno della capanna di Oromis. L'elfo dai capelli d'argento sedeva al tavolo della cucina, intento a leggere una pergamena. Oromis lev� gli occhi verso Eragon e annu�, senza tradire alcuna sorpresa.</p><empty-line/><p> �Maestro� disse Eragon, e volt� la mano per portarsela al petto.</p><empty-line/><p> �Salute a te, Eragon! Vi stavo aspettando. Dove siete?�</p><empty-line/><p> �Io e Saphira abbiamo appena raggiunto la Du Weldenvarden... Maestro, so che abbiamo promesso di tornare a Ellesm�ra, ma i Varden distano solo un paio di giorni dalla citt� di Feinster e sono vulnerabili senza di noi. Non abbiamo il tempo di volare fino a Ellesm�ra. Puoi rispondere alle nostre domande adesso, attraverso la pozza d'acqua magica?�</p><empty-line/><p> Oromis si appoggi� alla sedia, il volto spigoloso segnato da un'espressione seria e pensierosa. Poi disse: �Non ti posso istruire a distanza, Eragon. Intuisco alcune delle cose che vorresti chiedermi, e sono argomenti che dobbiamo affrontare di persona.�</p><empty-line/><p> �Maestro, ti prego. Se Murtagh e Castigo...�</p><empty-line/><p> �No, Eragon. Capisco le ragioni della tua fretta, ma i tuoi studi sono importanti quanto proteggere i Varden, se non di pi�. Se non possiamo farlo in modo appropriato, tanto vale che non lo facciamo affatto.�</p><empty-line/><p> Eragon sospir� e incurv� le spalle. �S�, maestro.�</p><empty-line/><p> Oromis annu�. �Glaedr e io vi aspetteremo. Volate veloci e sicuri. Abbiamo molte cose di cui parlare.�</p><empty-line/><p> �S�, maestro.�</p><empty-line/><p> Stordito ed esausto, Eragon spezz� l'incantesimo. L'acqua fu riassorbita dalla nera terra. Il giovane si prese la testa fra le mani, fissando la macchia di terra umida fra i suoi piedi. Il respiro di Saphira risuonava forte e affannato al suo fianco. <emphasis>Immagino che dobbiamo andare, </emphasis>disse. <emphasis>Mi dispiace.</emphasis></p><empty-line/><p> Il respiro di lei s'interruppe per un momento mentre si leccava le labbra. <emphasis>Tutto a posto, non sto per svenire.</emphasis></p><empty-line/><p> Eragon alz� lo sguardo su di lei. <emphasis>Sei sicura?</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> S�.</emphasis></p><empty-line/><p> A malincuore, Eragon si alz� e si arrampic� sul dorso della dragonessa. <emphasis>Visto che andiamo a Ellesm�ra, </emphasis>disse, stringendosi le cinghie intorno alle gambe, <emphasis>tanto vale far tappa all'albero di Menoa. Forse capiremo che cosa voleva dire Solembum. Avrei proprio bisogno di una nuova spada.</emphasis></p><empty-line/><p> Quando Eragon aveva incontrato Solembum per la prima volta a Teirm, il gatto mannaro gli aveva detto: <emphasis>Quando giunger� il momento e ti servir� un'arma, guarda sotto le radici dell'albero di Menoa. Poi, quando tutto ti sembrer� perduto e il tuo potere non baster�, vai alla rocca di Kuthian e pronuncia il tuo nome per schiudere la Volta delle Anime. </emphasis>Eragon ancora non sapeva dove si trovasse la rocca di Kuthian, ma durante il loro primo soggiorno a Ellesm�ra lui e Saphira avevano avuto diverse occasioni di esaminare l'albero di Menoa. Non avevano per� scoperto niente che indicasse loro la posizione dell'ipotetica arma: muschio, terra, corteccia e qualche formica erano le uniche cose che avevano visto fra le radici.</p><empty-line/><p><emphasis>Pu� darsi che Solembum non parlasse di una spada, </emphasis>osserv� Saphira. <emphasis>I gatti mannari amano gli indovinelli quasi quanto i draghi. Se mai esiste, quest'arma potrebbe essere un pezzo di pergamena con un incantesimo, oppure un libro, o un dipinto, o un pezzo appuntito di roccia, o chiss� cos'altro. Di sicuro non sar� facile recuperarlo.</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> Di qualsiasi cosa si tratti, spero di riuscire a trovarla. Chiss� quando riusciremo a tornare a Ellesm�ra.</emphasis></p><empty-line/><p> Saphira spost� un albero caduto che le intralciava il cammino, poi si accovacci� e dispieg� le ali vellutate, i possenti muscoli delle spalle che si contraevano. Eragon lanci� un grido strozzato e si afferr� al pomolo della sella quando lei spicc� un balzo vertiginoso d'inaudita potenza, librandosi sulle chiome degli alberi.</p><empty-line/><p> Virando sul mare di rami ondeggianti, la dragonessa punt� a nord-ovest e cominci� a volare verso la capitale degli elfi con un battito d'ali lento e possente.</p><p><strong>&#x2666; &#x2666; &#x2666;</strong></p><empty-line/><p><strong> SCONTRO DI ARIETI </strong></p><p>L'assalto alla carovana degli approvvigionamenti si svolse come aveva pianificato Roran: tre giorni dopo aver lasciato l'accampamento dei Varden, lui e i suoi compagni a cavallo piombarono dal ciglio di un dirupo e attaccarono sul fianco il convoglio di carri. Nel frattempo, gli Urgali balzarono fuori da dietro i massi sparpagliati sul fondovalle e attaccarono l'avanguardia del convoglio, obbligandolo a fermarsi. I soldati e i conducenti dei carri reagirono con coraggio, ma l'imboscata li aveva colti ancora insonnoliti e disorganizzati, e ben presto le forze di Roran ebbero la meglio. Nell'attacco non morirono n� umani n� Urgali, e ci furono soltanto tre feriti: due umani e un Urgali.</p><p>Roran uccise diversi soldati, ma perlopi� rest� in disparte, concentrato a impartire ordini come era suo compito. Era ancora rigido e dolorante per le frustate, e non voleva sforzarsi pi� del necessario nel timore che le croste che gli ricoprivano la schiena si riaprissero.</p><p>Fino a quel momento non aveva avuto difficolt� a mantenere la disciplina fra i venti umani e i venti Urgali. Anche se era evidente che nessuno dei due gruppi si fidava dell'altro - un atteggiamento che lui condivideva, perch� guardava gli Urgali con lo stesso sospetto e disgusto di ogni uomo cresciuto dalle parti della Grande Dorsale - erano riusciti a lavorare insieme per tre giorni senza che nessuno alzasse mai nemmeno la voce. Roran sapeva che il fatto che i due gruppi fossero riusciti a collaborare aveva poco a che vedere con il suo valore di capitano. Nasuada e Nar Garzhvog avevano scelto con gran cura i guerrieri che dovevano viaggiare con lui, selezionando solo i pi� veloci con le armi, quelli dotati di buonsenso e soprattutto di un carattere saldo e pacato.</p><p>Tuttavia, dopo l'attacco al convoglio, mentre i suoi uomini erano impegnati ad accatastare i corpi dei soldati e dei conducenti, cavalcando su e gi� lungo la linea dei carri per controllare il lavoro Roran sent� dei gemiti provenire dalla coda della carovana. Pensando che un altro contingente di soldati li avesse colti di sorpresa, url� a Carn e ad altri uomini di raggiungerlo, poi diede di sprone nei fianchi di Fiammabianca e galopp� verso la retroguardia dei carri.</p><p>Quattro Urgali avevano legato un soldato nemico al tronco nodoso di un salice e si stavano divertendo a colpirlo e a punzecchiarlo con le spade. Lanciando un'imprecazione, Roran salt� gi� da Fiammabianca e con un solo colpo di martello pose fine all'agonia dell'uomo.</p><p>Una nuvola di polvere invest� il gruppo quando Carn e altri quattro guerrieri sopraggiunsero al galoppo. Tirarono le redini dei loro destrieri e si schierarono ai lati di Roran, tenendo le armi pronte.</p><p>L'Urgali pi� grosso, un ariete di nome Yarbog, si fece avanti. �Fortemartello, perch� hai interrotto il nostro divertimento? Lo avremmo fatto ballare ancora per un po'.�</p><p>A denti stretti Roran rispose: �Finch� siete sotto il mio comando non torturerete i prigionieri senza motivo. Mi avete capito? Molti di questi soldati sono stati costretti con la forza a servire Galbatorix. Molti di loro sono nostri amici, o familiari, o vicini, e anche se dobbiamo combatterli, non vi permetter� di trattarli con inutile crudelt�. Se non fosse per un capriccio del fato, ciascuno di noi umani potrebbe trovarsi al loro posto. Non sono loro il nostro nemico; Galbatorix lo �, ed � anche il vostro.�</p><p>L'Urgali corrug� la fronte sporgente, oscurando i gialli occhi infossati. �Ma voi li uccidereste comunque, no? E allora perch� noi non possiamo divertirci a vederli contorcersi e ballare prima?�</p><p>Roran si domand� se il cranio dell'Urgali fosse troppo spesso per spezzarlo con una martellata. Sforzandosi di contenere la rabbia, disse: �Perch� � sbagliato!� Poi indic� il soldato morto. �E se <emphasis>lui </emphasis>fosse stato uno della vostra stessa razza, uno di quelli stregati dallo Spettro Durza? Avreste tormentato anche lui?�</p><p>�Certo� disse Yarbog. �Uno dei nostri avrebbe voluto essere tormentato dalle nostre spade in modo da provare il proprio coraggio prima di morire. Non � lo stesso per voi umani senza corna, o non sapete sopportare il dolore?�</p><p>Roran non sapeva quanto potesse essere grave fra gli Urgali chiamare qualcuno <emphasis>senza corna, </emphasis>ma sapeva anche che mettere in dubbio il coraggio di qualcuno era offensivo sia per gli Urgali che per gli umani. �Chiunque di noi � capace di sopportare il dolore in silenzio meglio di voi, Yarbog� disse, stringendo la presa su martello e scudo. �Ora, a meno che tu non voglia provare un dolore che non ti immagini neppure, consegnami la spada, poi slega quel poveraccio e portalo fra gli altri corpi. Dopodich� vai ad accudire i cavalli da soma. Te ne dovrai occupare finch� non torneremo dai Varden.�</p><p>Senza aspettare replica, Roran si volse e, afferrando le redini di Fiammabianca, si prepar� a montargli in sella.</p><empty-line/><p> �No� grugn� Yarbog.</p><empty-line/><p> Roran si blocc� con un piede nella staffa e imprec� fra i denti. Aveva sperato fino all'ultimo che durante la missione non si verificasse mai una situazione del genere. Si volt� e disse: �No? Ti rifiuti di obbedire ai miei ordini?�</p><empty-line/><p> Arricciando le labbra per mostrare le corte zanne, Yarbog disse: �No. Ti sfido per il comando di questa trib�, Fortemartello.� L'Urgali gett� indietro la testa massiccia e ulul� cos� forte che tutti gli Urgali e gli umani lasciarono le loro occupazioni e corsero verso il salice, finch� tutti e quaranta non si furono ammassati intorno a Yarbog e Roran. �Vuoi che ci occupiamo noi di questa creatura per te?� chiese Carn ad alta voce.</p><empty-line/><p> Roran avrebbe preferito che non ci fossero tanti spettatori. Scosse il capo. �No, me ne occuper� personalmente.� Malgrado le sue parole, era contento di avere accanto i suoi uomini, contrapposti alla fila dei grossi Urgali dalla pelle grigia. Gli umani erano pi� piccoli degli Urgali, ma tutti, tranne Roran, erano a cavallo, il che avrebbe dato loro un piccolo vantaggio se fosse scoppiata una battaglia fra i due gruppi. D'altro canto la magia di Carn sarebbe servita ben poco, perch� gli Urgali avevano un loro stregone, uno sciamano di nome Dazhgra, e da quanto Roran aveva visto fra i due era Dazhgra il mago pi� potente, anche se non era altrettanto esperto nelle varie sfumature delle arti arcane.</p><empty-line/><p> Rivolto a Yarbog, Roran disse: �Non � usanza dei Varden assegnare il comando in base a un duello. Se vuoi combattere, combatter�, ma non ci guadagnerai nulla. Se io perdo, Carn assumer� il comando e tu dovrai rispondere a lui.�</p><empty-line/><p> �Bah!� esclam� Yarbog. �Non ti sfido per il diritto di comandare la tua stessa razza, ti sfido per il diritto di guidare <emphasis>noi, </emphasis>gli arieti combattenti della trib� Bolvek! Non hai dimostrato il tuo valore, Fortemartello, perci� non puoi rivendicare il comando. Se perdi, diventer� io il capo e non dovremo pi� esporre la gola a te, o a Carn, o a qualunque altra creatura troppo debole per meritarsi il nostro rispetto.�</p><empty-line/><p> Roran valut� la situazione prima di accettare l'inevitabile. Anche a costo della vita, doveva cercare di mantenere l'autorit� sugli Urgali, o i Varden li avrebbero persi come alleati. Trasse un profondo respiro e disse: �L'usanza fra quelli della mia razza � che sia la persona sfidata a scegliere l'ora e il luogo del duello, cos� come le armi da usare.�</p><empty-line/><p> Con una risata gutturale, Yarbog replic�: �L'ora � adesso, Fortemartello. E il luogo � questo. E fra quelli della mia razza si combatte con un perizoma e disarmati.�</p><empty-line/><p> �Questo non � giusto, perch� io non ho le corna� sottoline� Roran. �Accetti di farmi usare il martello per compensare alla mancanza?�</p><empty-line/><p> Yarbog ci pens�, poi disse: �Potrai tenere l'elmo e lo scudo, ma niente martello. Le armi non sono ammesse quando si combatte per il comando.�</p><empty-line/><p> �Capisco... Bene, se non posso avere il martello, allora far� a meno anche dell'elmo e dello scudo. Quali sono le regole e come si decreta il vincitore?�</p><empty-line/><p> �C'� soltanto una regola, Fortemartello: se fuggi, perdi il duello e sei bandito dalla tua trib�. Si vince obbligando l'avversario ad arrendersi, ma visto che io non mi arrender� mai, combatteremo fino alla morte.�</p><empty-line/><p> Roran annu�. <emphasis>Forse � quello che vuole lui, ma io non lo uccider�, se posso evitarlo. </emphasis>�Cominciamo!� grid�, e batt� il martello sullo scudo.</p><empty-line/><p> Dietro sue indicazioni, gli uomini e gli Urgali sgombrarono uno spazio al centro della gola e delimitarono un quadrato di dodici passi per dodici con dei paletti. Roran e Yarbog si spogliarono e due Urgali spalmarono del grasso d'orso sul corpo di Yarbog, mentre Carn e Loften, un altro umano, facevano lo stesso con Roran.</p><empty-line/><p> �Mettetene parecchio sulla schiena� mormor� Roran. Voleva ammorbidire il pi� possibile le croste per evitare che si riaprissero le ferite.</p><empty-line/><p> Avvicinandosi al suo orecchio, Carn gli chiese: �Perch� hai rifiutato lo scudo e l'elmo?�</p><empty-line/><p> �Mi rallenterebbero. Dovr� essere veloce come un coniglio spaurito se non voglio essere incornato.� Mentre Carn e Loften gli ungevano le membra, Roran studi� l'avversario in cerca di un punto debole che lo aiutasse a sconfiggere l'Urgali.</p><empty-line/><p> Yarbog superava i sei piedi d'altezza. Aveva le spalle larghe, il torace ampio, gli arti gonfi di muscoli. Il collo era grosso quanto quello di un toro per poter sostenere il peso della testa e delle corna ricurve. Il fianco sinistro era segnato da tre cicatrici oblique, l� dov'era stato artigliato da un animale. Su tutta la pelle gli crescevano rade setole nere.</p><empty-line/><p><emphasis>Almeno non � un Kull, </emphasis>pens� Roran. Aveva fiducia nella propria forza, ma non credeva di poter sconfiggere Yarbog facendo ricorso soltanto alla potenza dei muscoli. Erano pochi gli uomini che potevano sperare di uguagliare la prestanza fisica di un sano ariete Urgali. Per giunta Roran sapeva che le grosse unghie nere, le zanne, le corna e la pelle coriacea avrebbero dato a Yarbog un notevole vantaggio nel duello senza armi che stavano per ingaggiare. <emphasis>Posso e devo farcela, </emphasis>decise Roran, pensando a tutti i trucchi sleali che avrebbe potuto usare nello scontro, perch� combattere contro Yarbog non sarebbe stato come lottare con Eragon o Baldor o qualunque altro uomo di Carvahall. Roran era convinto che sarebbe stato pi� simile a uno scontro feroce e sfrenato fra due bestie selvatiche.</p><empty-line/><p> I suoi occhi tornarono a posarsi sulle immense corna, perch� sapeva che quelle erano le parti pi� pericolose dell'Urgali. Yarbog le poteva usare per colpirlo e sventrarlo senza correre rischi, e gli avrebbero protetto la testa dai suoi colpi a mani nude, anche se restringevano il campo visivo dell'Urgali. In quel momento Roran cap� che le corna, pur essendo il pi� grande dono naturale di Yarbog, avrebbero potuto anche costituire il suo punto debole.</p><empty-line/><p> Si sciolse le spalle e saltell� sugli avampiedi, smanioso di concludere al pi� presto il duello, in un modo o nell'altro.</p><empty-line/><p> I secondi si ritirarono dopo averli completamente ricoperti di grasso d'orso, e Roran e Yarbog entrarono nel quadrato disegnato sul terreno. Roran teneva le ginocchia leggermente flesse, pronto a saltare in qualsiasi direzione al minimo accenno di movimento da parte di Yarbog. Il suolo roccioso sotto i suoi piedi nudi era freddo, duro e scabro.</p><empty-line/><p> Un leggero vento smuoveva i rami del salice. Uno dei buoi legati ai carri smosse una zolla d'erba con una zampa, e la sua bardatura scricchiol�.</p><empty-line/><p> Con un ululato belluino, Yarbog caric� Roran coprendo la distanza fra di loro con appena tre passi tonanti. Roran aspett� che gli fosse quasi addosso, poi salt� a destra. Aveva per� sottovalutato la velocit� dell'Urgali. Abbassando la testa, Yarbog gli assest� una cornata alla spalla sinistra, facendolo volare dall'altra parte del quadrato.</p><empty-line/><p> Roran fin� a terra, e pietre aguzze gli si conficcarono nel fianco. Fitte lancinanti gli percorsero la schiena, seguendo i sentieri tracciati dalle ferite non ancora del tutto guarite. Con un grugnito si rimise in piedi, sentendo che diverse croste si aprivano, esponendo la carne viva all'aria pungente. Terra, polvere e sassolini gli erano rimasti appiccicati allo strato di grasso spalmato sul corpo. Senza mai staccare lo sguardo dall'Urgali ringhiante, divaric� le gambe, piazzandosi ben saldo sui piedi.</p><empty-line/><p> Ancora una volta Yarbog lo caric� e ancora una volta Roran salt� di lato. Stavolta la manovra gli riusc�, e l'Urgali gli pass� a un palmo di distanza. Girandosi di scatto, Yarbog si avvent� su di lui per la terza volta e di nuovo Roran riusc� a evitarlo.</p><empty-line/><p> Allora Yarbog cambi� tattica. Avanzando di lato come un granchio, allung� le grosse mani adunche per abbrancarlo e trascinarlo nel suo abbraccio mortale. Roran rabbrivid� e indietreggi�. Doveva evitare a tutti i costi di cadere nella morsa di Yarbog; con la sua immensa forza, l'Urgali lo avrebbe ucciso in pochi istanti.</p><empty-line/><p> Gli uomini e gli Urgali assiepati lungo i lati del quadrato assistevano silenziosi, i volti impassibili, gli occhi fissi su Roran e Yarbog che duellavano nella polvere.</p><empty-line/><p> Per alcuni minuti i due si scambiarono qualche rapido colpo di striscio. Roran cercava di non avvicinarsi troppo all'Urgali, nel tentativo di sfiancarlo a distanza, ma via via che il combattimento proseguiva, vedendo che Yarbog non sembrava pi� stanco di quando avevano iniziato, si rese conto che il tempo non gli era amico. Se voleva vincere, doveva concludere il duello senza indugio.</p><empty-line/><p> Sperando di provocarlo in modo che Yarbog lo caricasse di nuovo - dato che la sua strategia si fondava proprio su questo - Roran si ritir� in un angolo del quadrato e cominci� a provocarlo. �Ah! Sei lento e grasso come una mucca da latte! Riesci a prendermi, Yarbog, o hai le gambe fatte di lardo? Dovresti tagliarti le corna per la vergogna, perch� hai lasciato che un uomo si facesse beffe di te. Cosa penseranno le tue future compagne quando verranno a saperlo? Dirai che...�</p><empty-line/><p> Il ruggito di Yarbog soffoc� il resto della frase. L'Urgali scatt� in avanti, mettendosi di fianco per colpirlo con tutto il suo peso. Saltando di lato, Roran tese una mano per afferrare la punta del corno destro di Yarbog, per� manc� il bersaglio e cadde rotolando al centro del quadrato, sbucciandosi le ginocchia. Imprec� e si rialz�.</p><empty-line/><p> Frenando un istante prima che lo slancio lo facesse uscire dal quadrato, Yarbog si volt�, gli occhietti gialli che guizzavano in cerca di Roran. �Yuhuu!� grid� Roran. Tir� fuori la lingua e fece tutti i gesti pi� volgari che gli vennero in mente. �Non sapresti colpire un albero nemmeno se ce lo avessi davanti.�</p><empty-line/><p> �Muori, piccolo umano insignificante!� ringhi� Yarbog, e si avvent� su Roran con le braccia tese.</p><empty-line/><p> Le unghie di Yarbog gli tracciarono due solchi sanguinanti lungo il costato mentre scartava a sinistra, ma Roran riusc� lo stesso ad afferrare saldamente un corno dell'Urgali; agguant� anche l'altro prima che l'Urgali riuscisse a liberarsi con una scrollata. Usando le corna come un manubrio, torse la testa di Yarbog da un lato e, contraendo ogni muscolo, riusc� ad atterrarlo. La schiena esplose in una protesta rabbiosa.</p><empty-line/><p> Non appena il torace di Yarbog tocc� terra, Roran gli piant� un ginocchio sulla spalla destra, immobilizzandolo. Yarbog sbuff� e scalci�, cercando di divincolarsi dalla stretta, ma Roran non mollava. Puntell� i piedi contro una roccia e torse la testa dell'Urgali il pi� possibile, con una forza che avrebbe spezzato il collo di qualsiasi umano. Per via del grasso che aveva sulle mani, rischiava di perdere la presa.</p><empty-line/><p> Yarbog si rilass� per un istante, poi di scatto si alz� da terra facendo leva sul braccio sinistro, sollevando anche Roran, agitando le gambe nella polvere nel tentativo di portarle sotto il corpo. Con una smorfia, Roran si protese in avanti e spinse con tutto il peso sul collo e la spalla di Yarbog. Dopo una manciata di secondi, il braccio sinistro dell'Urgali cedette e Yarbog ricadde di schianto sul ventre.</p><empty-line/><p> Entrambi ansimavano per lo sforzo, i corpi ricoperti di polvere. Laddove toccavano la pelle di Roran, le setole dell'Urgali sembravano punte di filo spinato. Sottili rivoli di sangue gli scorrevano sui fianchi e lungo la schiena dolorante.</p><empty-line/><p> Non appena ebbe recuperato il fiato, Yarbog ricominci� a scalciare e a dimenarsi, contorcendosi nella polvere come un pesce arpionato. Roran fece appello a tutte le sue forze e non moll�, cercando d'ignorare i sassi appuntiti che gli tagliavano i piedi e le gambe. Visto che quel metodo non funzionava, Yarbog rilass� le membra e cominci� a flettere il collo nel tentativo di stancare le braccia di Roran.</p><empty-line/><p> Continuarono a lottare in quella posizione, senza che nessuno dei due si spostasse di pi� di un paio di pollici.</p><empty-line/><p> Una mosca ronz� sulle loro teste e si pos� su una caviglia di Roran.</p><empty-line/><p> I buoi muggirono.</p><empty-line/><p> Dopo una decina di minuti, Roran aveva il volto madido di sudore e gli pareva di non riuscire pi� a inspirare abbastanza. Le braccia gli bruciavano per il dolore. Le ferite sulla schiena sembravano sul punto di riaprirsi tutte insieme; il costato pulsava dove Yarbog lo aveva artigliato.</p><empty-line/><p> Roran cap� che non poteva resistere ancora per molto. <emphasis>Maledizione! </emphasis>pens�. <emphasis>Ma non si arrende mai?</emphasis></p><empty-line/><p> Proprio in quel momento, la testa di Yarbog fu scossa da un tremito, mentre un muscolo del collo si contraeva per un crampo. L'Urgali grugn�, il primo verso che emetteva da oltre un minuto, e sottovoce borbott�: �Uccidimi, Fortemartello. Non posso batterti.�</p><empty-line/><p> Aggiustando la presa sulle corna di Yarbog, Roran ringhi� a voce altrettanto bassa: �No. Se vuoi morire trova qualcun altro che ti uccida. Ho combattuto secondo le tue regole; ora tu accetterai la sconfitta secondo le mie. Di' a tutti che ti arrendi. Di' che hai sbagliato a sfidarmi. Fallo, e ti lascer� andare. Altrimenti ti terr� inchiodato qui finch� non cambierai idea; non importa quanto ci vorr�.�</p><empty-line/><p> La testa di Yarbog scatt� fra le sue mani quando l'Urgali cerc� per l'ultima volta di liberarsi. Sbuff�, sollevando una piccola nuvola di polvere, poi mormor�: �La vergogna sarebbe troppo grande, Fortemartello. Uccidimi.�</p><empty-line/><p> �Non appartengo alla tua razza e non rispetter� i vostri costumi� disse Roran. �Se ti preoccupa tanto il tuo onore, di' a chi te lo chiede che sei stato sconfitto dal cugino di Eragon Ammazzaspettri. In questo non c'� alcuna vergogna.� Quando furono passati diversi minuti senza che Yarbog avesse risposto, Roran gli diede uno strattone alle corna e ringhi�: �Allora?�</p><empty-line/><p> Alzando la voce in modo che tutti gli umani e gli Urgali lo sentissero, Yarbog dichiar�: �Gar! Che Svarvok mi maledica: mi arrendo! Non avrei dovuto sfidarti, Fortemartello. Tu sei degno di essere il capo e io no.�</p><empty-line/><p> Gli uomini esultarono e gridarono, battendo i pomelli delle spade contro gli scudi. Gli Urgali si mossero appena, senza dire una parola.</p><empty-line/><p> Soddisfatto, Roran lasci� andare le corna di Yarbog e rotol� su un fianco per scendere dal corpo grigio dell'Urgali. Con la sensazione di aver subito un'altra fustigazione, si alz� a fatica e si trascin� fuori del quadrato, dove Carn lo stava aspettando.</p><empty-line/><p> Trasal� quando Carn gli gett� una coperta sulle spalle e il tessuto gli irrit� la pelle ferita. Con un sogghigno, Carn gli porse un otre di vino. �Quando ti ha steso, ho pensato che ti avrebbe ucciso. Ma ormai dovrei sapere che non devo mai darti per sconfitto, eh, Roran? Ha! Credo che questo sia il miglior combattimento a cui ho mai assistito. Potresti essere l'unico uomo della storia ad aver lottato contro un Urgali.�</p><empty-line/><p> �Forse no� rispose Roran, fra un sorso di vino e l'altro. �Ma � probabile che sia l'unico sopravvissuto.� Sorrise, mentre Carn rideva. Roran scocc� un'occhiata agli Urgali che si erano stretti intorno a Yarbog e gli parlavano con bassi grugniti, mentre due gli pulivano il corpo dal grasso e dallo sporco. Anche se gli Urgali avevano l'aria avvilita, per quello che Roran poteva giudicare non gli sembravano arrabbiati o risentiti, cos� sper� che non gli avrebbero pi� creato problemi.</p><empty-line/><p> Malgrado il dolore, Roran era felice del risultato. <emphasis>Questo non sar� l'ultimo combattimento fra le nostre razze, </emphasis>pens�. <emphasis>Ma se riusciamo a tornare all'accampamento dei Varden senza altri problemi, gli Urgali non infrangeranno l'alleanza, per lo meno non a causa mia.</emphasis></p><empty-line/><p> Dopo aver bevuto l'ultimo sorso, Roran richiuse l'otre di vino e lo restitu� a Carn, poi grid�: �Non state l� a belare come pecore e finite di fare l'elenco di quello che c'� in quei carri! Loften, raduna i cavalli dei soldati, se non si sono gi� allontanati troppo! Dazhgra, occupati dei buoi. Svelti! Castigo e Murtagh potrebbero essere gi� diretti qui. Forza, muovetevi!</p><empty-line/><p> �Carn, dove diamine sono finiti i miei vestiti?�</p><p><strong>&#x2666; &#x2666; &#x2666;</strong></p><empty-line/><p><strong> GENEALOGIA </strong></p><p>Il quarto giorno dopo aver lasciato il Farthen D�r, Eragon e Saphira arrivarono a Ellesm�ra. Il sole splendeva alto su di loro quando apparve il primo degli edifici della citt� - una stretta torre a spirale dalle finestre luccicanti che si ergeva fra tre pini ed era stata ricavata dai loro rami intrecciati. Al di l� della torre rivestita di corteccia, Eragon individu� le diverse radure sparse che indicavano il luogo dove sorgeva la capitale degli elfi.</p><p>Mentre Saphira planava sulla superficie irregolare della foresta, Eragon cerc� la coscienza di Gilderien il Saggio che, in qualit� di depositario della Bianca Fiamma di V�ndil, proteggeva gli elfi di Ellesm�ra dai nemici da oltre due millenni e mezzo. Proiettando i propri pensieri nell'antica lingua verso la citt�, chiese: <emphasis>Gilderien-elda, possiamo passare?</emphasis></p><p>Una voce calma e profonda risuon� nella sua mente. <emphasis>Potete passare, Eragon Ammazzaspettri e Saphira Squamediluce. Finch� manterrete la pace, siete i benvenuti a Ellesm�ra.</emphasis></p><p><emphasis>Grazie, Gilderien-elda, </emphasis> disse Saphira.</p><empty-line/><p> I suoi artigli sfiorarono le nere chiome degli alberi alti trecento piedi mentre scivolava sopra la citt� di pini diretta verso il pendio dall'altro lato di Ellesm�ra. Nella filigrana di rami, Eragon colse sprazzi di edifici di legno vivente, aiuole variopinte di fiori in boccio, ruscelli d'argento, il bagliore ramato di una lanterna senza fiamma e, una o due volte, il pallido volto di un elfo che guardava in su.</p><empty-line/><p> Inclinando le ali, Saphira vol� rasente al pendio fino a raggiungere la rupe di Tel'nae�r. Il bianco promontorio di nuda roccia si ergeva a mille piedi di altezza sulla foresta e aveva un raggio di una lega. Saphira vir� a destra e vol� verso nord lungo il crinale di pietra, battendo le ali due volte per mantenere la velocit� e l'altitudine.</p><empty-line/><p> Una radura erbosa comparve ai margini della rupe. Sullo sfondo di alberi spiccava una modesta casetta a un solo piano, ricavata da quattro pini. Un allegro, gorgogliante ruscello scorreva dalla foresta muscosa, lambendo le radici di uno dei pini prima di scomparire nuovamente nella Du Weldenvarden. E raggomitolato accanto alla casa c'era il drago dorato, Glaedr: imponente, sfolgorante, le zanne d'avorio grandi quanto il petto di Eragon, gli artigli taglienti come falci, le ali ripiegate morbide come pelle di daino, la coda muscolosa lunga quasi quanto l'intera Saphira, e l'occhio visibile che scintillava come uno zaffiro stellato. Il moncherino della zampa davanti era dall'altra parte, nascosto dal corpo. Davanti a Glaedr era stato sistemato un tavolino rotondo con due sedie. Oromis sedeva sulla sedia pi� vicina al drago, i capelli argentei che luccicavano come metallo al sole.</p><empty-line/><p> Eragon si chin� sulla sella mentre Saphira s'impennava per rallentare. La dragonessa atterr� con un sobbalzo sulla verde distesa erbosa e fece qualche altro passo, le ali tirate all'indietro, prima di fermarsi.</p><empty-line/><p> Con le dita intorpidite dalla stanchezza, Eragon si affann� a sciogliere le cinghie che gli stringevano le gambe, poi si sporse per scendere dalla zampa di Saphira, ma prima che riuscisse a posare un piede a terra, le ginocchia gli cedettero e scivol�. Alz� le mani per proteggersi il volto e cadde bocconi, graffiandosi lo stinco su un sasso nascosto nell'erba. Con un grugnito di dolore e le membra anchilosate come quelle di un vecchio fece per rialzarsi.</p><empty-line/><p> Una mano gli apparve davanti.</p><empty-line/><p> Eragon alz� lo sguardo e vide Oromis che lo sovrastava, il volto senza tempo illuminato da un debole sorriso. Nell'antica lingua, il vecchio elfo disse: �Bentornato a Ellesm�ra, Eragon-finiarel. E anche a te, Saphira Squamediluce, ben tornata. Bentornati tutti e due.�</p><empty-line/><p> Eragon gli prese la mano e Oromis lo trasse in piedi senza il minimo sforzo. Sulle prime Eragon non riusc� a parlare: non aveva pronunciato una sola parola da quando avevano lasciato il Farthen D�r e la stanchezza gli offuscava la mente. Poi si port� le prime due dita della mano destra alle labbra e, sempre nell'antica lingua, disse: �Che la fortuna ti assista, Oromis-elda.� Infine port� la mano girata al petto nel gesto di cortesia e rispetto che usavano gli elfi.</p><empty-line/><p> �Che le stelle ti proteggano, Eragon� replic� Oromis.</p><empty-line/><p> Eragon ripet� la cerimonia con Glaedr. Come al solito, il tocco della coscienza sanguigna del drago intimid� Eragon, facendolo subito sentire in soggezione.</p><empty-line/><p> Saphira non salut� n� Oromis n� Glaedr. Rimase dov'era, con il collo cos� afflosciato che il muso toccava terra, e le spalle e i fianchi che tremavano come se avesse freddo. Gli angoli della bocca aperta erano incrostati di schiuma secca e gialla. La lingua ruvida le ciondolava fra le zanne.</p><empty-line/><p> Per spiegare il loro stato, Eragon disse: �Ci siamo imbattuti in un vento contrario il giorno dopo aver lasciato il Farthen D�r e...� S'interruppe quando Glaedr sollev� la testa gigantesca e l'allung� dall'altro lato della radura, fino a portarla al di sopra di Saphira, che per� continu� a non reagire. Allora Glaedr le soffi� addosso; spirali di fiamma ardevano all'interno delle sue narici. Eragon fu pervaso da un immenso sollievo nel sentire l'energia fluire in Saphira, ridando vigore alle sue membra.</p><empty-line/><p> Le fiamme nelle narici di Glaedr si spensero in uno sbuffo di fumo. <emphasis>Sono andato a caccia stamane, </emphasis>disse, e la sua voce mentale risuon� in tutto il corpo di Eragon. <emphasis>Troverai gli avanzi delle mie prede vicino all'albero con il ramo bianco in fondo alla radura. Mangia quanto ti pare.</emphasis></p><p>Saphira eman� la sua silenziosa gratitudine. Trascinando sull'erba la coda inerte, arranc� fino all'albero che Glaedr le aveva indicato, poi si accovacci� e cominci� a sbranare la carcassa di un cervo.</p><p>�Accomodati� disse Oromis, indicando il tavolo e le sedie. Sul tavolo c'era un vassoio con qualche scodella di frutta e noci, mezza forma di formaggio, un filone di pane, un fiasco di vino e due calici di cristallo. Mentre Eragon si sedeva, Oromis indic� il fiasco e gli chiese: �Ti va un goccio per sciacquarti la gola dalla polvere?�</p><p> �S�, grazie� rispose Eragon.</p><p>Con un movimento elegante, Oromis stapp� il fiasco e riemp� i due calici. Ne porse uno a Eragon e poi si abbandon� contro lo schienale, lisciandosi la bianca tunica con le lunghe dita.</p><p>Eragon sorseggi� il vino. Era dolce e sapeva di ciliegie e di prugne. �Maestro, io...�</p><empty-line/><p> Oromis lo interruppe. �A meno che non sia qualcosa di terribilmente urgente, preferirei aspettare che Saphira ci raggiunga prima di discutere di ci� che vi ha portati qui. Sei d'accordo?�</p><empty-line/><p> Dopo un attimo di esitazione, Eragon annu� e si concentr� sul cibo, assaporando il gusto della frutta fresca. Oromis si limit� a stargli seduto accanto in silenzio, bevendo il vino, lo sguardo perso oltre la rupe di Tel'nae�r. Alle sue spalle, Glaedr osservava la scena come una statua d'oro vivente.</p><empty-line/><p> Pass� quasi un'ora prima che Saphira finisse di mangiare. La dragonessa si trascin� al ruscello e bevve per altri dieci minuti. Con le fauci ancora gocciolanti, torn� dal ruscello e, dopo un grande sospiro, si accovacci� accanto a Eragon, le palpebre pesanti. Sbadigli�, con uno scintillio di zanne, poi scambi� i saluti con Oromis e Glaedr. <emphasis>Parlate quanto volete, </emphasis>disse. <emphasis>Ma non aspettatevi che io dica molto. Potrei addormentarmi da un momento all'altro.</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> Se lo fai, aspetteremo che ti svegli prima di continuare, </emphasis>disse Glaedr.</p><empty-line/><p><emphasis>Questo � molto... gentile, </emphasis>rispose Saphira, e le sue palpebre si abbassarono ancora di pi�.</p><empty-line/><p> �Altro vino?� chiese Oromis, sollevando il fiasco. Quando Eragon scosse la testa, lo rimise sul tavolo, poi congiunse le dita, le unghie arrotondate simili a lucidi opali, e disse: �Non hai bisogno di dirmi che cosa ti � successo in queste settimane, Eragon. Da quando Islanzadi ha lasciato la foresta, Arya la tiene informata di tutto, e ogni tre giorni Islanzadi manda un messaggero del nostro esercito nella Du Weldenvarden. Perci� so del tuo duello con Murtagh e Castigo sulle Pianure Ardenti. So della tua impresa nell'Helgrind e di come hai punito il macellaio del tuo villaggio. E so che hai preso parte al raduno dei clan dei nani nel Farthen D�r e del suo esito. Quindi, qualunque cosa desideri dirmi, dilla pure senza preoccuparti di dovermi delle spiegazioni.�</p><empty-line/><p> Eragon fece rotolare un mirtillo maturo sul palmo della mano. �Sai anche di Elva e di ci� che � successo quando ho cercato di liberarla dalla mia maledizione?�</p><empty-line/><p> �S�, anche quello. Pu� anche darsi che tu non sia riuscito a rimuovere del tutto l'incantesimo, ma hai pagato il tuo debito nei suoi confronti, e questo � ci� che un Cavaliere dei Draghi dovrebbe fare: portare a compimento i propri obblighi, semplici o difficili che siano.�</p><empty-line/><p> �Sente ancora il dolore di chi le sta intorno.�</p><empty-line/><p> �S�, ma adesso � per sua scelta� osserv� Oromis. �Non � pi� la tua magia che glielo impone. Ma tu non sei venuto qui per ascoltare il mio parere su Elva. Cosa ti pesa sul cuore, Eragon? Chiedi ci� che vuoi e ti prometto che risponder� a tutte le tue domande come meglio potr�.�</p><empty-line/><p> �E se non sapessi quali sono le domande giuste?� chiese Eragon.</p><empty-line/><p> Un breve luccichio brill� nei grigi occhi di Oromis. �Ah, cominci a pensare come un elfo. Devi fidarti di noi come tuoi maestri, che insegnano a te e a Saphira le cose che non sapete. E devi fidarti di noi quando decidiamo qual � il momento pi� indicato per affrontare certi argomenti, perch� ci sono diversi elementi del tuo addestramento di cui non si dovrebbe parlare nel momento sbagliato.�</p><empty-line/><p> Eragon pos� il mirtillo al centro preciso del vassoio, poi con voce bassa ma risoluta disse: �A quanto pare, ci sono <emphasis>molti </emphasis>elementi di cui non avete parlato.�</p><empty-line/><p> Per un momento, gli unici rumori furono lo stormire delle fronde, il gorgoglio del ruscello e lo squittio distante di qualche scoiattolo.</p><empty-line/><p><emphasis>Se hai qualche rancore, </emphasis>disse Glaedr, <emphasis>allora parla e non accanirti sulla tua rabbia come se fosse un vecchio osso senza pi� nulla da rosicchiare.</emphasis></p><empty-line/><p> Saphira si agit�, e a Eragon parve di sentirla ringhiare. Le scocc� un'occhiata, poi, sforzandosi di controllare il tumulto di emozioni, chiese: �L'ultima volta che sono stato qui, sapevate chi era mio padre?�</p><empty-line/><p> Oromis annu�. �S�.�</p><empty-line/><p> �E sapevate che Murtagh era mio fratello?�</p><empty-line/><p> Oromis annu� ancora una volta. �Lo sapevamo, ma...�</p><empty-line/><p> �E allora perch� non me lo avete detto?� esclam� Eragon, balzando in piedi e rovesciando la sedia. Batt� un pugno sulla coscia e si allontan� di qualche passo, lo sguardo perso fra le ombre della foresta intricata. Quando si volse, la sua rabbia crebbe nel vedere che Oromis non sembrava affatto turbato. �Me lo avreste mai detto? Mi tenevate nascosta la verit� sulla mia famiglia per timore che mi distraesse dall'addestramento? O avevate paura che sarei diventato come mio padre?� D'un tratto, lo folgor� un pensiero ancora peggiore. �O pensavate che non valesse nemmeno la pena di dirmelo? E Brom, lo sapeva? Aveva scelto di nascondersi a Carvahall per me? Perch� ero figlio del suo nemico? Non potete aspettarvi che io creda che sia una coincidenza, il fatto che lui e io vivevamo a poche miglia l'uno dall'altro, e che Arya mi abbia mandato per <emphasis>puro caso</emphasis> l'uovo di Saphira sulla Grande Dorsale.�</p><empty-line/><p> �Quello di Arya <emphasis>� stato </emphasis>un caso� disse Oromis. �All'epoca non sapeva della tua esistenza.� Eragon strinse il pomolo della sua spada da nano, ogni muscolo del corpo teso come la corda di un arco. �Quando Brom vide Saphira per la prima volta, ricordo che disse qualcosa fra s� e s� in merito al fatto di non essere sicuro se sarebbe finita in farsa o tragedia. All'epoca pensai che alludesse al fatto che un contadino qualunque come me era diventato il primo nuovo Cavaliere da pi� di cent'anni. Ma non si riferiva a questo, vero? Si stava chiedendo se fosse una farsa o una tragedia che il figlio minore di Morzan fosse destinato a diventare l'erede del mantello dei Cavalieri!</p><empty-line/><p> �Per questo tu e Brom mi avete addestrato, per essere un'arma contro Galbatorix in modo che potessi pagare per la malvagit� di mio padre? � questo che sono per voi? Un pareggio di conti?� Prima che Oromis potesse rispondere, Eragon imprec� e disse: �Tutta la mia vita � stata una bugia! Dal momento in cui sono nato, nessuno, tranne Saphira, mi ha voluto con s�: non mi ha voluto con s� mia madre, Garrow, la zia Marian, e nemmeno Brom. Brom era interessato a me solo per Morzan e Saphira. Sono sempre stato solo e soltanto una seccatura. Ma qualunque cosa voi pensiate di me, io <emphasis>non </emphasis>sono mio padre, n� mio fratello, e non seguir� i loro passi.� Poggiando le mani sul bordo del tavolo, Eragon si protese in avanti. �Non ho intenzione di tradire gli elfi o i nani o i Varden per Galbatorix, se � questo che vi preoccupa. Far� ci� che devo, ma d'ora in poi non avrete n� la mia lealt� n� la mia fiducia. Io non...�</p><empty-line/><p> La terra e l'aria furono scosse dal ringhio di Glaedr, che sollev� il labbro di sopra, scoprendo completamente le zanne. <emphasis>Hai fondati motivi per fidarti di noi pi� che di chiunque altro, cucciolo d'uomo, </emphasis>disse, e la sua voce rimbomb� come un tuono nella mente di Eragon. <emphasis>Se non fosse stato per i nostri sforzi, saresti morto da un pezzo.</emphasis></p><empty-line/><p> Poi, con sua grande sorpresa, Eragon sent� che Saphira si rivolgeva a Oromis e Glaedr. <emphasis>Diteglielo. </emphasis> Lo allarm� la tristezza che percep� nei suoi pensieri.</p><empty-line/><p><emphasis>Saphira? </emphasis>chiese, perplesso. <emphasis>Dirmi cosa?</emphasis></p><empty-line/><p> Lei lo ignor�.<emphasis> Questa discussione non ha motivo di essere. Non prolungate oltre il tormento di Eragon.</emphasis></p><empty-line/><p> Oromis inarc� un sopracciglio. �Lo sai?�</p><empty-line/><p><emphasis>S�.</emphasis></p><empty-line/><p> �Sa cosa?� url� Eragon, sul punto di sguainare la spada e minacciarli tutti finch� non si fossero spiegati.</p><empty-line/><p> Con un dito affusolato, Oromis indic� la sedia rovesciata. �Siediti.� Quando Eragon rest� in piedi, troppo colmo di rabbia e di risentimento per obbedire, Oromis sospir�. �Capisco che per te sia difficile, Eragon, ma se insisti nel fare domande e poi ti rifiuti di ascoltare le risposte, la frustrazione sar� la tua unica ricompensa. Ora, per favore, siediti, cos� che possiamo parlare di tutto questo in maniera civile.�</p><empty-line/><p> Fulminandolo con un'occhiata, Eragon raddrizz� la sedia e si sedette di schianto. �Perch�?� chiese. �Perch� non mi avete detto che mio padre era Morzan, il primo dei Rinnegati?�</p><empty-line/><p> �In primo luogo� disse Oromis �dovremmo ritenerci fortunati se assomiglierai a tuo padre, e io credo che davvero gli somigli, oltretutto. E come stavo per dirti prima che m'interrompessi, Murtagh non � tuo fratello, ma il tuo fratellastro.�</p><empty-line/><p> Il mondo prese a vorticare intorno a Eragon. La sensazione di vertigine era cos� intensa che dovette afferrare il bordo del tavolo per tenersi fermo. �Il mio fratellastro... Ma allora chi...?�</p><empty-line/><p> Oromis prese un mirtillo da una delle scodelle, lo contempl� per un momento, poi lo mangi�. �Glaedr e io non volevamo tenertelo nascosto, ma non abbiamo avuto scelta. Avevamo entrambi promesso, con il pi� vincolante dei giuramenti, che non ti avremmo mai rivelato l'identit� di tuo padre o del tuo fratellastro, n� avremmo discusso della tua famiglia, a meno che tu stesso non avessi scoperto la verit�, o se l'identit� dei tuoi parenti ti avesse messo in pericolo. Quello che Murtagh ti ha rivelato durante la battaglia delle Pianure Ardenti soddisfa entrambe le condizioni, tanto che adesso possiamo parlarne liberamente.�</p><empty-line/><p> Tremando per lo sforzo di contenere l'emozione, con un filo di voce Eragon chiese: �Oromis-elda, se Murtagh � mio fratello soltanto a met�, allora chi � mio padre?�</p><empty-line/><p><emphasis>Cerca nel tuo cuore, Eragon, </emphasis>disse Glaedr. <emphasis>Tu sai gi� chi �, e lo sai da molto tempo.</emphasis></p><empty-line/><p> Eragon scosse il capo. �Non lo so! Non lo so! Vi prego...� Uno sbuffo di fumo e fiamme usc� dalle narici di Glaedr. <emphasis>Ma � ovvio. Tuo padre � Brom.</emphasis></p><p><strong>DESTINO DI AMANTI </strong></p><p>Eragon fiss� il drago dorato a bocca aperta. �Ma come...?� esclam�. Prima che Oromis o Glaedr avessero modo di rispondergli, si volt� verso Saphira e sia con la mente che con la voce disse: �Lo sapevi? E mi hai lasciato credere per tutto questo tempo che Morzan fosse mio padre? Anche se questo... anche se io...� Ansimando forte, Eragon balbett� e lasci� la frase in sospeso, incapace di parlare in modo coerente. Fu travolto da una marea di ricordi di Brom che spazz� via ogni altro pensiero. Riconsider� il significato di ogni parola ed espressione di Brom, e in quell'istante tutto gli fu chiaro. Voleva ancora delle spiegazioni, ma non gli servivano per confermare la rivelazione di Glaedr, perch� fin dentro al midollo sapeva che quello che aveva detto il drago era vero.</p><p>Sussult� quando Oromis gli tocc� la spalla. �Eragon, devi calmarti� disse l'elfo con voce serena e rassicurante. �Ricorda le tecniche di meditazione che ti ho insegnato. Controlla il respiro, concentrati, lascia fluire la tensione dalle membra nel terreno sotto di te... Ecco, cos�. Ancora. E respira profondamente.�</p><p>Le mani di Eragon smisero di tremare e il suo cuore rallent� mentre seguiva le istruzioni di Oromis. Quando ebbe di nuovo la mente limpida e sgombra, guard� ancora Saphira e le chiese in tono sommesso: �Tu lo sapevi?�</p><p>Saphira sollev� la testa dal terreno. <emphasis>Oh, Eragon, volevo dirtelo. Mi addolorava vedere come le parole di Murtagh ti tormentavano, ma non potevo aiutarti. Ci ho provato... tante volte... ma come Oromis e Glaedr, anch'io avevo giurato nell'antica lingua di tenerti nascosta l'identit� di Brom, e non potevo infrangere il mio giuramento.</emphasis></p><p>�Qu-quando te l'ha detto?� disse Eragon, cos� turbato che continuava a parlare ad alta voce.</p><empty-line/><p><emphasis>Il giorno dopo che gli Urgali ci attaccarono vicino a Teirm, mentre eri ancora privo di sensi.</emphasis></p><p> �Fu allora che ti disse come contattare i Varden a Gil'ead?�</p><p><emphasis>S�. Prima di sapere cosa Brom volesse dirmi, mi fece giurare di non parlartene mai a meno che tu non lo scoprissi da solo. Con mio rimpianto, accettai.</emphasis></p><p>�Ti disse altro?� domand� Eragon, in preda a una nuova rabbia. �Altri segreti che dovrei sapere, tipo che Murtagh non � il mio unico fratello, o magari come sconfiggere Galbatorix?�</p><p><emphasis>Nei due giorni che io e Brom passammo dando la caccia agli Urgali, Brom mi raccont� i particolari della sua vita, in modo che se fosse morto, e se tu fossi venuto a sapere del vostro legame di parentela, avresti scoperto che tipo d'uomo era tuo padre e perch� si comport� cos�. Inoltre Brom mi diede un regalo per te.</emphasis></p><p> Un regalo?</p><p><emphasis>Un ricordo di lui che ti parlava come tuo padre e non come Brom il cantastorie.</emphasis></p><empty-line/><p> �Prima che Saphira condivida questo ricordo con te� disse Oromis, ed Eragon cap� che la dragonessa aveva permesso all'elfo di ascoltare le sue parole, �credo sia meglio che tu sappia come si sono svolti gli eventi. Vuoi ascoltarmi un momento, Eragon?�</p><empty-line/><p> Eragon esit�, senza sapere che cosa voleva, poi annu�.</p><empty-line/><p> Levando il calice di cristallo, Oromis bevve un sorso di vino, poi lo riappoggi� sul tavolo e disse: �Come sai, sia Brom che Morzan erano miei apprendisti. Brom, pi� giovane di tre anni, aveva una cos� alta considerazione di Morzan che gli permetteva di umiliarlo, di comandarlo a bacchetta e di trattarlo dall'alto in basso.�</p><empty-line/><p> Con voce rauca, Eragon disse: �� difficile immaginare Brom che si lascia comandare da qualcuno.�</p><empty-line/><p> Oromis annui con un rapidissimo movimento della testa, come un uccello. �Gi�, eppure era cos�. Brom amava Morzan come un fratello nonostante il suo comportamento. Fu solo quando Morzan trad� i Cavalieri consegnandoli a Galbatorix, e i Rinnegati uccisero la sua Saphira, che Brom si accorse della vera natura di Morzan. Per quanto fosse forte il suo affetto per lui, quel sentimento parve una candela rispetto a un incendio, paragonato all'odio che lo sostitu�. Brom giur� di opporsi a Morzan comunque e dovunque, di annullare i suoi risultati e di soffocare le sue ambizioni nell'amaro rimpianto. Tentai di dissuaderlo dall'intraprendere un sentiero cos� pieno di odio e di violenza, ma lui era impazzito di dolore per la morte di Saphira e non volle ascoltarmi.</p><empty-line/><p> �Nel corso dei decenni successivi, l'odio di Brom non si affievol�, n� lui pens� mai di rinunciare a deporre Galbatorix, uccidere i Rinnegati e, sopra ogni altra cosa, ripagare Morzan di tutte le sofferenze che gli aveva inflitto. Brom era l'ostinazione incarnata, il suo nome un incubo per i Rinnegati e un faro di speranza per coloro che avevano ancora il coraggio di resistere all'Impero.� Oromis guard� verso la bianca linea dell'orizzonte e bevve un altro sorso di vino. �Sono fiero di quello che riusc� a fare da solo, senza l'aiuto del suo drago. � sempre rincuorante per un maestro veder eccellere uno dei suoi allievi, anche se... Ma sto divagando. Accadde poi, una ventina d'anni fa, che i Varden cominciarono a ricevere dalle loro spie all'interno dell'Impero rapporti riguardanti le attivit� di una misteriosa donna nota come la Mano Nera.�</p><empty-line/><p> �Mia madre� mormor� Eragon.</p><empty-line/><p> �La tua e di Murtagh� disse Oromis. �In un primo momento, i Varden non sapevano niente di lei, tranne il fatto che era estremamente pericolosa e fedele all'Impero. Col tempo, e dopo grandi spargimenti di sangue, capirono che lei serviva solo e soltanto Morzan, che la usava per portare i suoi ordini in ogni angolo dell'Impero. Quando lo venne a sapere, Brom decise di uccidere la Mano Nera per colpire Morzan. Siccome i Varden non potevano predire dove tua madre sarebbe apparsa ogni volta, Brom raggiunse il castello di Morzan e lo tenne d'occhio finch� non fu in grado di escogitare un modo per infiltrarsi nella fortezza.�</p><empty-line/><p> �Dov'era il castello di Morzan?�</p><empty-line/><p> ��, non <emphasis>era, </emphasis> il castello c'� ancora. Galbatorix adesso lo usa per s�. Si trova fra le colline ai piedi della Grande Dorsale, ben nascosto vicino alla sponda nord-occidentale del Lago di Leona.�</p><empty-line/><p> Eragon disse: �Jeod mi ha raccontato che Brom s'introdusse nel castello fingendosi uno dei servitori.�</p><empty-line/><p> �Proprio cos�, e non fu un'impresa facile. Morzan aveva cinto la fortezza con centinaia d'incantesimi per proteggerla dai nemici. Obbligava tutti quelli che lo servivano a pronunciare giuramenti di fedelt�, e spesso con il loro vero nome. Tuttavia, dopo molti esperimenti, Brom riusc� a trovare una breccia nelle difese di Morzan che gli permise di procurarsi un posto da giardiniere nella sua propriet�, e fu allora che incontr� per la prima volta tua madre.�</p><empty-line/><p> Guardandosi le mani, Eragon disse: �E poi la sedusse per ferire Morzan, immagino.�</p><empty-line/><p> �Nient'affatto� rispose Oromis. �Pu� darsi che quella fosse la sua intenzione all'inizio. Ma poi accadde qualcosa che n� lui n� tua madre avevano previsto: s'innamorarono. Qualunque affetto tua madre avesse provato per Morzan all'epoca era gi� svanito, cancellato dal crudele trattamento che lui riservava a lei e al loro figlio appena nato, Murtagh. Non conosco l'esatta sequenza degli avvenimenti, ma a un certo punto Brom rivel� a tua madre la sua vera identit�. Invece di tradirlo, lei cominci� a passare ai Varden informazioni su Galbatorix, Morzan e il resto dell'Impero.�</p><empty-line/><p> �Ma Morzan non le aveva fatto giurare fedelt� nell'antica lingua?� obiett� Eragon. �Come ha potuto rivoltarsi contro di lui?�</p><empty-line/><p> Un sorriso affior� sulle sottili labbra di Oromis. �Ha potuto perch� Morzan le aveva concesso maggiori libert� rispetto ai suoi servitori, affinch� lei usasse la propria astuzia e il proprio spirito d'iniziativa per svolgere i compiti che lui le assegnava. Nella sua arroganza, Morzan credeva che il suo amore gli avrebbe garantito la sua lealt� pi� di qualsiasi giuramento. E poi non era pi� la stessa donna che si era legata a Morzan; diventare madre e conoscere Brom le avevano mutato il carattere al punto che il suo vero nome cambi�, cosa che la liber� dai vincoli precedenti. Se Morzan fosse stato pi� accorto... avrebbe potuto evocare un incantesimo che lo avvertisse nel caso in cui lei avesse mancato alle promesse... cos� avrebbe capito di aver perso il controllo su di lei. Ma questo � sempre stato un difetto di Morzan: era capace d'inventare astuti incantesimi, che per� spesso fallivano perch�, nella fretta, dimenticava qualche dettaglio cruciale.�</p><empty-line/><p> Eragon si accigli�. �Perch� mia madre non lasci� Morzan quando ne ebbe l'occasione?�</p><empty-line/><p> �Dopo tutto quello che aveva fatto per conto di Morzan, sentiva che era suo dovere aiutare i Varden. Ma, cosa pi� importante, non poteva abbandonare Murtagh con suo padre.�</p><empty-line/><p> �E perch� non l'ha portato con s�?�</p><empty-line/><p> �Se fosse stato in suo potere, sono sicuro che l'avrebbe fatto. Morzan cap� che il bambino gli dava un enorme controllo su tua madre. La costrinse a lasciare Murtagh alle cure di una balia e le permise di fargli visita solo di tanto in tanto. Quello che Morzan non sapeva � che durante quelle visite lei andava a trovare anche Brom.�</p><empty-line/><p> Oromis si volse a guardare una coppia di rondini che volteggiavano nel cielo azzurro. Di profilo, i suoi lineamenti fini e angolosi ricordarono a Eragon l'espressione di un falco o di un gatto. Continuando a fissare le rondini, Oromis disse: �Nemmeno tua madre poteva sapere in anticipo dove Morzan l'avrebbe mandata di volta in volta, n� quando sarebbe ritornata al castello. Perci� Brom doveva restare nella propriet� per lunghi periodi, se voleva rivederla. Per circa tre anni rest� a servizio nel castello come giardiniere. Di tanto in tanto, sgattaiolava fuori per mandare un messaggio ai Varden o per comunicare con le sue spie in tutto l'Impero, ma altrimenti non lasciava mai le terre di Morzan.�</p><empty-line/><p> �Tre anni! Non aveva paura che Morzan potesse vederlo e riconoscerlo?�</p><empty-line/><p> Oromis distolse gli occhi dal cielo e torn� a guardare Eragon. �Brom era bravissimo nei travestimenti, ed erano passati molti anni da quando lui e Morzan si erano trovati faccia a faccia l'ultima volta.�</p><empty-line/><p> �Capisco.� Eragon si rigir� il calice fra le mani, osservando come la luce si rifrangeva attraverso il cristallo. �E poi cosa accadde?�</p><empty-line/><p> �Poi� disse Oromis �accadde che uno degli agenti di Brom a Teirm prese contatto con un giovane studioso di nome Jeod che desiderava unirsi ai Varden e che sosteneva di avere prova dell'esistenza di un tunnel segreto che conduceva alla parte del castello di Ur�'baen costruita dagli elfi. Brom pens� a ragione che la scoperta di Jeod era troppo importante per trascurarla, cos� fece i bagagli, salut� gli altri servitori e part� alla volta di Teirm il pi� in fretta possibile.�</p><empty-line/><p> �E mia madre?�</p><empty-line/><p> �Era partita un mese prima per una nuova missione per conto di Morzan.�</p><empty-line/><p> Sforzandosi di unire in una visione d'insieme tutti i racconti frammentari ascoltati da persone diverse, Eragon disse: �E cos�... Brom s'incontr� con Jeod e quando si fu convinto che il tunnel c'era davvero, fece in modo che uno dei Varden cercasse di rubare le tre uova di drago che Galbatorix teneva a Ur�'baen.�</p><empty-line/><p> Il volto di Oromis si adombr�. �Purtroppo, per ragioni che non sono mai state chiarite del tutto, l'uomo che scelsero per il compito, un certo Hefring di Furnost, riusc� a rubare un solo uovo, quello di Saphira, dal tesoro di Galbatorix. Per�, una volta messe le mani sull'uovo, fugg� sia dai Varden che dai servi di Galbatorix. Vistosi tradito, Brom fu costretto a passare sette mesi in cerca di Hefring, battendo il paese in lungo e in largo nel disperato tentativo di recuperare Saphira.�</p><empty-line/><p> �In quell'arco di tempo mia madre and� in segreto a Carvahall dove mi diede alla luce cinque mesi dopo?�</p><empty-line/><p> Oromis annu�. �Tu eri stato concepito poco prima che tua madre partisse per la sua ultima missione. Quindi Brom non sapeva niente delle sue condizioni mentre inseguiva Hefring e l'uovo di Saphira. Quando alla fine Brom e Morzan si affrontarono a Gil'ead, Morzan chiese a Brom se fosse lui il responsabile della scomparsa della Mano Nera. � comprensibile che Morzan sospettasse il coinvolgimento di Brom, visto che a lui si doveva la morte di diversi Rinnegati. Dal canto suo, Brom dedusse che era successo qualcosa di terribile a tua madre. In seguito mi raccont� che fu proprio quella convinzione a dargli la forza e il coraggio necessari a uccidere Morzan e il suo drago. Una volta che li ebbe sconfitti, Brom prese dal cadavere di Morzan l'uovo di Saphira - perch� Morzan aveva trovato Hefring e gli aveva sottratto l'uovo - e poi lasci� la citt�, fermandosi solo per nascondere Saphira dove sapeva che i Varden l'avrebbero trovata.�</p><empty-line/><p> �Allora � per questo che Jeod pensava che Brom fosse morto a Gil'ead� disse Eragon.</p><empty-line/><p> Ancora una volta Oromis annu�. �Pieno di paura, Brom non os� aspettare i compagni. Anche nell'ipotesi che tua madre fosse viva e stesse bene, Brom temeva che Galbatorix decidesse di fare di Selena la propria Mano Nera, e a quei punto lei non avrebbe mai pi� avuto la possibilit� di sfuggire all'Impero.�</p><empty-line/><p> Eragon sent� salire le lacrime agli occhi. <emphasis>Quanto doveva amarla Brom per abbandonare tutto e tutti non appena seppe che lei era in pericolo.</emphasis></p><empty-line/><p> �Da Gil'ead, Brom cavalc� fino al castello di Morzan, fermandosi solo per dormire. Ma per quanto spingesse il cavallo al galoppo sfrenato, fu comunque troppo lento. Quando arriv� al castello, scopr� che tua madre era tornata due settimane prima, malata e indebolita dal suo misterioso viaggio. I guaritori di Morzan avevano cercato di salvarla, ma nonostante i loro sforzi, lei era morta solo un paio d'ore prima che Brom arrivasse.�</p><empty-line/><p> �Cos� non la rivide?� chiese Eragon, con un nodo alla gola.</p><empty-line/><p> �No, mai pi�.� Oromis fece una pausa e la sua espressione si addolc�. �Credo che perderla sia stato per Brom un dolore immenso, paragonabile solo a quello che prov� alla morte del suo drago. Un dolore che spense gran parte del fuoco che gli ardeva nell'anima. Tuttavia non si arrese, n� impazz� di rabbia come gli era capitato dopo che i Rinnegati avevano ucciso l'omonima di Saphira. Decise invece di scoprire la ragione della morte di tua madre e di punire, se possibile, i responsabili. Interrog� i guaritori di Morzan e li obblig� a descrivere i disturbi di tua madre. Dai loro racconti, e dai pettegolezzi che circolavano fra la servit� del castello, Brom argu� la verit� sulla gravidanza di tua madre. Animato dalla speranza, cavalc� fino all'unico posto dove sapeva di dover cercare: la casa di tua madre a Carvahall. E l� ti trov�, affidato alle cure dei tuoi zii.</p><empty-line/><p> �Tuttavia Brom non rimase a Carvahall. Non appena si fu assicurato che nessuno a Carvahall sapesse che tua madre era stata la Mano Nera e che tu non eri in imminente pericolo di vita, torn� in segreto nel Farthen D�r, dove si rivel� a Deynor, all'epoca capo dei Varden. Deynor fu sorpreso di vederlo perch� fino a quel momento tutti avevano creduto che fosse morto a Gil'ead. Brom lo convinse a tenere nascosta la sua esistenza, tranne che a poche persone scelte, e poi...�</p><empty-line/><p> Eragon alz� un dito. �Ma perch�? Perch� fingere di essere morto?�</p><empty-line/><p> �Brom voleva vivere abbastanza per istruire il nuovo Cavaliere, e sapeva che l'unico modo per evitare di essere assassinato per aver ucciso Morzan era che Galbatorix lo credesse gi� morto e sepolto. Per giunta, Brom non voleva attirare l'attenzione su Carvahall. Intendeva stabilirsi l� per starti vicino, come appunto fece, ma non voleva che l'Impero venisse a sapere della tua esistenza.</p><empty-line/><p> �Mentre si trovava nel Farthen D�r, Brom aiut� i Varden a negoziare l'accordo con la regina Islanzadi per la spartizione fra elfi e umani della custodia dell'uovo, e per l'addestramento del nuovo Cavaliere se e quando l'uovo si fosse schiuso. Poi accompagn� Arya nel suo viaggio dal Farthen D�r a Ellesm�ra con l'uovo. Quando arriv�, raccont� a Glaedr e a me quello che io ti sto dicendo adesso, affinch� non andasse perduta la verit� sul vostro legame di parentela nel caso che lui fosse morto. Quella fu l'ultima volta che lo vidi. Da Ellesm�ra, Brom torn� a Carvahall dove si present� come bardo e cantastorie. Tu sai meglio di me che cosa accadde in seguito.�</p><empty-line/><p> Oromis tacque e per un momento nessuno parl�.</p><empty-line/><p> Lo sguardo fisso a terra, Eragon ripens� a tutto quello che Oromis aveva detto e cerc� di capire i propri sentimenti. Alla fine disse: �Ed � davvero Brom mio padre, non Morzan? Voglio dire, se mia madre era la compagna di Morzan, allora...� Lasci� la frase in sospeso, troppo imbarazzato per continuare.</p><empty-line/><p> �Tu sei figlio di tuo padre� disse Oromis �e tuo padre � Brom. Su questo non c'� ombra di dubbio.�</p><empty-line/><p> �Nessuno?�</p><empty-line/><p> Oromis scosse il capo. �Nessuno.�</p><empty-line/><p> Eragon si sent� girare la testa e si accorse che stava trattenendo il fiato. Con un lungo respiro, disse: �Credo di capire perch�...� S'interruppe per riempire i polmoni. �... perch� Brom non mi ha detto niente prima che trovassi l'uovo di Saphira. Ma perch� non mi ha detto niente nemmeno dopo? E perch� costrinse voi e Saphira al segreto? Non mi voleva come figlio? Si vergognava di me?�</p><empty-line/><p> �Non posso fingere di sapere le ragioni di tutto quello che ha fatto Brom, Eragon. Ma di una cosa sono sicuro: Brom non avrebbe desiderato altro che chiamarti figlio e allevarti, ma non os� rivelare la vostra parentela nel timore che l'Impero lo scoprisse e cercasse di ferirlo attraverso di te. E tutto considerato la sua prudenza fu pi� che motivata. Guarda come Galbatorix ha cercato di catturare tuo cugino Roran per costringerti alla resa.�</p><empty-line/><p> �Per� avrebbe potuto dirlo a mio zio� protest� Eragon. �Garrow non lo avrebbe mai venduto all'Impero.�</p><empty-line/><p> �Riflettici, Eragon. Se tu fossi cresciuto con Brom e voci sulla sua sopravvivenza avessero raggiunto le orecchie delle spie di Galbatorix, sareste dovuti fuggire entrambi da Carvahall per salvarvi la vita. Tenendoti nascosta la verit�, Brom sperava di proteggerti da questi pericoli.�</p><empty-line/><p> �Per� non c'� riuscito, e siamo comunque dovuti fuggire da Carvahall.�</p><empty-line/><p> �Gi� disse Oromis. �L'errore di Brom, se vogliamo considerarlo tale, anche se io credo abbia portato pi� bene che male, � stato di non riuscire a separarsi del tutto da suo figlio. Se avesse avuto la forza di resistere all'impulso di tornare a Carvahall, tu non avresti mai trovato l'uovo di Saphira e i Ra'zac non avrebbero ucciso tuo zio; molte cose che non sono successe sarebbero successe, e molte cose che sono successe non sarebbero successe. Ma Brom non ha potuto estirparti dal suo cuore.�</p><empty-line/><p> Eragon serr� la mascella, scosso dai brividi. �E quando seppe che Saphira si era schiusa per me?�</p><empty-line/><p> Oromis esit� e la sua espressione serafica in qualche modo s'incrin�. �Non ne sono sicuro, Eragon. Pu� darsi che Brom volesse ancora proteggerti dai suoi nemici, e che non te l'abbia rivelato per la stessa ragione per cui non ti ha portato direttamente dai Varden: perch� sarebbe stato troppo per te. Forse aveva intenzione di dirtelo poco prima di raggiungere i Varden. Se vuoi la mia opinione, per�, credo che Brom abbia tenuto la bocca chiusa non perch� si vergognava di te, ma perch� si era abituato a vivere con i suoi segreti ed era restio a separarsene. E perch�, ma questa non � che una congettura, non era sicuro di come avresti reagito alle sue parole. Secondo quanto dici tu stesso, non vi conoscevate molto bene prima di fuggire insieme da Carvahall. � possibile che avesse paura che tu lo avresti odiato se ti avesse rivelato di essere tuo padre.�</p><empty-line/><p> �Odiato?� esclam� Eragon. �Non lo avrei mai odiato, anche se... forse non gli avrei creduto.�</p><empty-line/><p> �E ti saresti fidato di lui dopo una simile rivelazione?�</p><empty-line/><p> Eragon si morse l'interno della guancia. <emphasis>No, non mi sarei fidato.</emphasis></p><empty-line/><p> Oromis prosegu�. �Brom fece del suo meglio, date le circostanze pi� che difficili. Prima di tutto doveva tenervi entrambi in vita, e istruirti e consigliarti perch� non usassi i tuoi poteri per scopi egoistici come Galbatorix. In questo Brom se l'� cavata egregiamente. Pu� darsi che non sia stato il padre che volevi che fosse, ma ti ha lasciato un'eredit� quale nessun figlio ha mai ricevuto.�</p><empty-line/><p> �Non ha fatto niente pi� di quanto avrebbe fatto per chiunque fosse diventato il nuovo Cavaliere.�</p><empty-line/><p> �Questo non ne sminuisce il valore� osserv� Oromis. �Ma ti sbagli: Brom ha fatto per te pi� di quanto avrebbe fatto per chiunque altro. Per convincerti, ti basti pensare a come si � sacrificato per salvarti la vita.�</p><empty-line/><p> Con l'unghia dell'indice destro Eragon giocherell� col bordo del tavolo, seguendo un piccolo rilievo formato da uno degli anelli del legno. �� stato davvero un caso che Arya mi abbia mandato Saphira?�</p><empty-line/><p> �S� conferm� Oromis. �Un caso, ma non una coincidenza. Invece di mandare l'uovo al padre, Arya l'ha fatto comparire davanti al figlio.�</p><empty-line/><p> �Com'� possibile, se non sapeva della mia esistenza?�</p><empty-line/><p> Oromis si strinse nelle spalle ossute. �Nonostante migliaia di anni di studio, ancora non sappiamo predire o spiegare tutti gli effetti della magia.�</p><empty-line/><p> Eragon continu� a passare il dito sul piccolo rilievo nel tavolo. <emphasis>Ho un padre, </emphasis>pens�. <emphasis>L'ho visto morire e non avevo idea di chi fosse... </emphasis>�I miei genitori� disse un attimo dopo �si sono mai sposati?�</p><empty-line/><p> �So perch� lo chiedi, Eragon, e non so se la mia risposta ti soddisfer�. Il matrimonio non � un'usanza elfica, e le sue sottigliezze spesso mi sfuggono. Nessuno ha unito le mani di Brom e Selena in matrimonio, ma so che loro si consideravano marito e moglie. Se sei saggio, non devi temere che gli altri della tua razza ti chiamino bastardo, ma devi essere contento di sapere che sei figlio dei tuoi genitori, e che entrambi hanno dato la vita perch� tu potessi vivere.�</p><empty-line/><p> Eragon fu sorpreso dalla propria calma. Per tutta la vita aveva fatto ipotesi sull'identit� di suo padre. Quando Murtagh gli aveva detto che era Morzan, la rivelazione lo aveva sconvolto quanto la morte di Garrow. Anche quando Glaedr aveva dichiarato che suo padre invece era Brom, Eragon era rimasto colpito allo stesso modo, ma il trauma non era durato a lungo, forse perch� questa volta la notizia non era cos� terribile. Nella sua strana calma, pens� che avrebbe potuto impiegare anni prima di essere certo dei propri sentimenti verso i genitori. <emphasis>Mio padre era un Cavaliere e mia madre la compagna e la Mano Nera di Morzan.</emphasis></p><empty-line/><p> �Potr� dirlo a Nasuada?� chiese.</p><empty-line/><p> Oromis apr� le mani. �Dillo a chi vuoi; puoi fare quello che ti pare col tuo segreto. Dubito che correresti pi� rischi di quanti gi� non ne corri adesso, se anche tutto il mondo sapesse che sei il figlio di Brom.�</p><empty-line/><p> �Murtagh� disse Eragon. �Lui � convinto che siamo veri fratelli. Me l'ha detto nell'antica lingua.�</p><empty-line/><p> �E sono sicuro che anche Galbatorix lo pensa. Sono stati i Gemelli a scoprire che tua madre e la madre di Murtagh erano la stessa persona, e l'hanno riferito al re. Ma non hanno potuto informarlo del coinvolgimento di Brom, perch� nessuno fra i Varden ne era a conoscenza.�</p><empty-line/><p> Eragon lev� lo sguardo verso la coppia di rondini che volteggiava sulle loro teste e si concesse un sorriso beffardo.</p><empty-line/><p> �Perch� sorridi?� gli chiese Oromis.</p><empty-line/><p> �Non sono certo che capiresti.�</p><empty-line/><p> L'elfo si strinse le mani in grembo. �� vero, forse non capirei. Ma non potrai mai saperlo se almeno non provi a spiegarlo.�</p><empty-line/><p> Eragon impieg� qualche istante a trovare le parole. �Quando ero pi� giovane, prima di tutto questo� e fece un ampio gesto per indicare Saphira e Oromis e Glaedr e il mondo in generale �mi divertivo a immaginare che, a causa della sua grande bellezza e intelligenza, mia madre fosse stata portata nelle corti dei nobili di Galbatorix. Immaginavo che avesse viaggiato di citt� in citt�, e cenato con i conti e le dame nei loro castelli e che... be', che si fosse innamorata perdutamente di un uomo ricco e potente ma che, per qualche ragione, fosse stata costretta a nascondermi a lui e ad affidarmi a Garrow e a Marian, e che un giorno sarebbe tornata per dirmi chi ero e che non aveva mai voluto separarsi da me.�</p><empty-line/><p> �Non � tanto diverso da ci� che � successo� disse Oromis.</p><empty-line/><p> �No, infatti, ma... immaginavo che mia madre e mio padre fossero persone importanti e che anche io in qualche modo lo fossi. Il destino mi ha concesso ci� che volevo, ma la verit� non � cos� grandiosa e felice come credevo. Ecco perch� sorridevo. Sorridevo della mia inconsapevolezza, e di quanto era improbabile tutto quello che invece mi � capitato.�</p><empty-line/><p> Una leggera brezza soffi� sulla radura, facendo frusciare l'erba ai loro piedi e agitare i rami della foresta. Eragon osserv� l'erba ondeggiare per qualche istante, poi chiese in tono sommesso: �Mia madre era una brava persona?�</p><empty-line/><p> �Non posso saperlo, Eragon. La sua � stata una vita complicata. Sarebbe sciocco e arrogante da parte mia pensare di poter giudicare una persona di cui so cos� poco.�</p><empty-line/><p> �Ma io ho bisogno di sapere!� Eragon congiunse le mani, premendo le dita fra i calli sulle nocche. �Quando chiesi a Brom se la conosceva, lui disse che era una donna fiera e dignitosa e che aiutava sempre i poveri e quelli meno fortunati di lei. Ma come poteva? Come poteva essere quella persona e al contempo la Mano Nera? Jeod mi ha raccontato certe cose... cose orribili, tremende... che lei ha fatto mentre era al servizio di Morzan. Era cattiva, allora? Non le importava che fosse Galbatorix a governare? E soprattutto, perch� segu� Morzan?�</p><empty-line/><p> Oromis tacque un istante. �L'amore pu� essere una maledizione terribile, Eragon. � capace di renderti cieco e non farti vedere i pi� grandi difetti di una persona. Dubito che tua madre fosse del tutto consapevole della vera natura di Morzan quando lasci� Carvahall per andare con lui, e in seguito lui non le permise pi� di disobbedire ai suoi ordini. Divenne la sua schiava in tutto e per tutto, e fu solo cambiando la propria identit� che pot� sfuggire al suo controllo.�</p><empty-line/><p> �Ma Jeod ha detto che lei provava piacere a fare quello che faceva come la Mano Nera.�</p><empty-line/><p> Una lieve espressione di sdegno alter� i lineamenti di Oromis. �I racconti delle atrocit� passate spesso sono esagerati e distorti, faresti bene a ricordartelo. Nessuno tranne tua madre sa esattamente ci� che fece o perch� o che cosa provava al riguardo, e lei non � pi� tra i vivi per raccontarlo.�</p><empty-line/><p> �Ma a chi dovrei credere?� implor� Eragon. �A Brom o a Jeod?�</p><empty-line/><p> �Quando hai chiesto a Brom di tua madre, lui ti ha detto quelle che pensava fossero le sue principali qualit�. Il mio consiglio � di fidarti di lui, che la conosceva a fondo. Se questo non risolve i tuoi dubbi, ricorda che qualunque crimine lei abbia commesso mentre agiva come la Mano di Morzan, alla fine pass� dalla parte dei Varden e fece di tutto per proteggerti. Sapendo questo, non dovresti tormentarti oltre sulla natura del suo carattere.�</p><empty-line/><p> Spinto dalla brezza, un ragno appeso a un filo di seta pass� davanti agli occhi di Eragon, dondolando avanti e indietro su invisibili correnti d'aria. Quando il ragno fu sparito dalla visuale, Eragon disse: �La prima volta che siamo stati a Tronjheim, Angela l'indovina mi ha detto che era il wyrd di Brom fallire in ogni cosa che tentava, tranne che nell'uccidere Morzan.�</p><empty-line/><p> Oromis inclin� il capo. �Qualcuno potrebbe pensarla cos�. Qualcun altro potrebbe concludere che Brom realizz� tante cose importanti e difficili. Dipende da come scegli di vedere il mondo. Di rado le parole degli indovini sono facili da decifrare. Secondo la mia esperienza, le loro predizioni non portano mai alla pace della mente. Se vuoi essere felice, Eragon, non pensare a quello che sar� o a quello su cui non hai controllo, ma pensa piuttosto al momento presente, e a quello che sei in grado di cambiare.�</p><empty-line/><p> Eragon fu attraversato da un pensiero. �Blagden� disse, riferendosi al corvo bianco compagno della regina Islanzadi. �Anche lui sa di Brom, � cos�?�</p><empty-line/><p> Oromis inarc� un sopracciglio sottile. �Davvero? Io non gliene ho mai parlato. � una creatura volubile, su cui non si pu� fare affidamento.�</p><empty-line/><p> �Il giorno in cui io e Saphira siamo partiti per le Pianure Ardenti, mi recit� un indovinello. Non ricordo ogni verso con precisione, ma era qualcosa su uno di due che � uno, mentre uno potrebbe essere due. Forse alludeva al fatto che Murtagh e io condividiamo soltanto uno dei genitori.�</p><empty-line/><p> �Pu� essere� disse Oromis. �Blagden era qui a Ellesm�ra quando Brom mi raccont� di te. Non mi sorprenderebbe scoprire che quel ladro dal becco affilato si era appollaiato su un albero vicino durante la nostra conversazione: ha il brutto vizio di origliare. Ma pu� darsi che l'indovinello sia stato il risultato di uno dei suoi sporadici attacchi di preveggenza.�</p><empty-line/><p> Glaedr si mosse, e Oromis si volse a guardare il drago dorato. L'elfo si alz� dalla sedia con un movimento fluido, dicendo: �Frutta, noci e pane vanno bene per placare la fame, ma dopo un viaggio del genere dovresti mangiare qualcosa di pi� sostanzioso. Ho una zuppa sul fuoco che richiede la mia attenzione. Non scomodarti, prego, te la porto non appena � pronta.� Con passo felpato, Oromis si avvi� alla capanna coperta di corteccia e scomparve all'interno. Non appena la porta intagliata si chiuse alle sue spalle, Glaedr sospir� e abbass� le palpebre, come se volesse dormire.</p><empty-line/><p> Regn� il silenzio, interrotto soltanto dal fruscio dei rami scossi dal vento.</p><p><strong>L'EREDIT� </strong></p><p>Eragon rimase seduto al tavolo rotondo per diversi minuti, poi si alz� e cammin� fino al ciglio della rocca di Tel'nae�r, dove guard� la foresta che si estendeva un migliaio di piedi sotto di lui. Con la punta di uno stivale spinse gi� un ciottolo e lo osserv� rimbalzare lungo la parete di roccia finch� non scomparve inghiottito dagli alberi.</p><p>Un ramo si spezz� quando Saphira gli si avvicin� da dietro e si accovacci� al suo fianco. Le squame della dragonessa lo inondarono di centinaia di riflessi azzurrini. Lei guard� dalla stessa parte e gli chiese: <emphasis>Sei arrabbiato con me?</emphasis></p><p><emphasis>No, figurati. Capisco che non potevi rompere un giuramento fatto nell'antica lingua... Solo, avrei voluto che fosse stato Brom a dirmelo e che non avesse sentito il bisogno di nascondermi la verit�.</emphasis></p><p>Saphira volse la testa verso di lui. <emphasis>Come ti senti, Eragon?</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> Lo sai bene.</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> Fino a qualche minuto fa s�, ma ora non pi�. Sei diventato immobile, e </emphasis></p><p><emphasis>guardare nella tua mente � come sbirciare in un lago troppo profondo per poterne scorgere il fondo. Che cosa c'� dentro di te, piccolo mio? Rabbia? Felicit�? O non hai emozioni da condividere?</emphasis></p><p><emphasis>Dentro di me c'� rassegnazione, </emphasis> disse lui, voltandosi a guardarla. <emphasis>Non posso cambiare chi sono i miei genitori; mi ci ero gi� rassegnato dopo le Pianure Ardenti. Quello che �, �. E non serve a niente digrignare i denti dalla rabbia. Sono... contento, immagino, che Brom sia mio padre. Ma non ne sono sicuro... � una cosa troppo grande da accettare tutta insieme.</emphasis></p><p><emphasis>Magari quello che ho da darti ti aiuter�. Vorresti vedere il ricordo che Brom ha lasciato per te, o preferisci aspettare?</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> No, niente attese, </emphasis>disse lui. <emphasis>Se rimandiamo, potrebbe non esserci pi� un'altra occasione.</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> Allora chiudi gli occhi e lascia che ti mostri ci� che accadde una volta.</emphasis></p><empty-line/><p> Eragon fece come lei gli aveva detto, e da Saphira cominci� a fluire una corrente di sensazioni: paesaggi, rumori, odori, e altro ancora, tutto quello che lei aveva sperimentato al momento del ricordo.</p><empty-line/><p> Davanti a s� Eragon vide una radura nella foresta, da qualche parte fra le colline ai piedi del versante occidentale della Grande Dorsale. L'erba era fitta e rigogliosa, e festoni di licheni giallognoli pendevano dagli alti alberi inclinati, coperti di muschio. Per via delle piogge che dall'oceano arrivavano nell'entroterra, l� i boschi erano molto pi� verdi e umidi di quelli della Valle Palancar. Visti attraverso gli occhi di Saphira, i verdi e i rossi erano pi� attenuati di come sarebbero apparsi agli occhi di Eragon, mentre ogni sfumatura di blu risplendeva pi� intensa del normale. L'odore del terreno umido e del legno marcio impregnava l'aria.</p><empty-line/><p> Al centro della radura c'era un albero caduto, e sopra l'albero caduto era seduto Brom.</p><empty-line/><p> Il cappuccio del mantello era gettato all'indietro in modo da lasciargli il capo scoperto. Aveva la spada adagiata in grembo. Il bastone contorto, inciso di rune, era appoggiato al tronco. L'anello Aren scintillava sulla sua mano destra.</p><empty-line/><p> Per un lungo momento Brom rimase immobile, poi rivolse gli occhi socchiusi al cielo e il suo naso aquilino gett� una lunga ombra sul volto. Risuon� la sua voce rauca, ed Eragon vacill�, sentendosi fuori dal tempo.</p><empty-line/><p> "Il sole sempre traccia il suo arco da orizzonte a orizzonte, e la luna sempre lo segue, e i giorni sempre si susseguono l'uno dopo l'altro, indifferenti alle vite che consumano." Abbassando gli occhi, Brom guard� dritto verso Saphira e, attraverso di lei, verso Eragon. "Malgrado gli sforzi, nessun essere sfugge alla morte per sempre, nemmeno gli elfi o gli spiriti. Per tutto c'� una fine. Se mi stai guardando, Eragon, allora la mia fine � giunta e io sono morto e tu sai che io sono tuo padre."</p><empty-line/><p> Da una saccoccia legata al fianco, Brom trasse la sua pipa, la riemp� d'erba di cardo e l'accese, mormorando piano: "Brisingr." Aspir� diverse volte per far prendere la fiamma prima di ricominciare a parlare. "Se mi stai vedendo, Eragon, spero che tu sia felice e in salute, e che Galbatorix sia morto. Anche se penso che sia poco probabile; dopotutto sei un Cavaliere dei Draghi e un Cavaliere dei Draghi non potr� mai riposare finch� ci sar� ingiustizia sulla terra."</p><empty-line/><p> Gli sfugg� un risolino mentre scuoteva il capo, la barba che ondeggiava come acqua. "Ah, non ho tempo per dire nemmeno la met� di ci� che vorrei: avrei il doppio dell'et� che ho adesso prima di arrivare alla fine. Per amore di brevit�, dar� per scontato che Saphira ti abbia gi� parlato di come tua madre e io ci siamo conosciuti, di come Selena mor� e di come mi ritrovai a Carvahall. Vorrei che tu e io avessimo questa conversazione a faccia a faccia, Eragon, e forse l'avremo, e Saphira non avr� bisogno di condividere questo ricordo con te, ma ne dubito. Le sofferenze dei miei anni mi pesano, Eragon, e sento scorrermi nelle membra un freddo che non ho mai provato prima. Credo che sia perch� adesso le cose sono passate nelle tue mani. Ci sono ancora molte cose che spero di realizzare, ma nessuna per me stesso, solo per te, e tu arriverai a eclissare tutto ci� che ho fatto. Ne sono sicuro. Tuttavia, prima che la tomba si chiuda su di me, volevo almeno per una volta poterti chiamare figlio... Mio figlio... Da quando sei nato, Eragon, ho desiderato rivelarti chi fossi. � stato un piacere impareggiabile per me guardarti crescere, ma anche una tortura impareggiabile, per via del segreto che serbavo nel cuore."</p><empty-line/><p> Brom scoppi� a ridere, un suono aspro e secco. "Be', a quanto pare non sono riuscito a tenerti al sicuro dall'Impero, vero? Se ancora ti chiedi chi sia responsabile della morte di Garrow, non devi cercarlo altrove, perch� siede qui. � stata la mia idiozia. Non sarei mai dovuto tornare a Carvahall. E ora guarda: Garrow � morto, e tu sei un Cavaliere dei Draghi. Ti avverto, Eragon, attento alla persona di cui ti innamori, perch� il destino sembra riservare un morboso interesse per la nostra famiglia."</p><empty-line/><p> Stringendo le labbra attorno al cannello della pipa, Brom trasse qualche boccata d'erba di cardo, soffiando da un lato il fumo bianco. L'odore pungente arriv� forte nelle narici di Saphira.</p><empty-line/><p> "Ho la mia parte di rimpianti, ma tu non sei uno di essi, Eragon. Potrai anche fare delle sciocchezze ogni tanto, come lasciar scappare quei maledetti Urgali, ma non sei pi� idiota di me alla tua et�." Annu�. "Anzi, sei molto meno idiota, direi. Sono orgoglioso di averti come figlio. Pi� orgoglioso di quanto tu possa immaginare. Non avrei mai pensato che saresti diventato un Cavaliere come me, n� desideravo questo futuro per te, ma vederti con Saphira, ah, mi fa venir voglia di cantare al sole come un gallo."</p><empty-line/><p> Brom trasse un'altra boccata. "Capisco che potresti essere arrabbiato perch� ho tenuto questo segreto. Non posso dire che sarei stato felice di scoprire il nome di mio padre in questo modo. Ma che ti piaccia o no, siamo una famiglia, tu e io. E visto che non ho potuto riservarti le attenzioni che avrei dovuto come padre, ti dar� invece la sola cosa che posso darti, ed � un consiglio. Odiami se vuoi, Eragon, ma ascolta bene quello che ti dir�, perch� so di che cosa parlo."</p><empty-line/><p> Con la mano libera, Brom strinse il fodero della spada, le vene gonfie sul dorso della mano. Sistem� la pipa a un angolo della bocca. "Bene. Il mio � un duplice consiglio. Qualunque cosa tu faccia, proteggi le persone che ami. Senza di loro, la vita � pi� misera di quanto tu possa immaginare. � una cosa ovvia, lo so, ma non per questo meno vera. Questa � la prima parte del mio consiglio. Quanto al resto... Se sei tanto fortunato da aver gi� ucciso Galbatorix, o se qualcuno � gi� riuscito a tagliare la gola di quel traditore, allora, congratulazioni. In caso contrario, ricorda che Galbatorix � il tuo pi� grande e pericoloso nemico. Fino al giorno della sua morte, n� tu n� Saphira avrete pace. Potete nascondervi negli angoli pi� sperduti della terra, ma a meno che non vi uniate all'Impero, un giorno sarete costretti ad affrontare Galbatorix. Mi dispiace, Eragon, ma questa � la verit�. Ho combattuto contro molti maghi e diversi Rinnegati, e finora ho sempre sconfitto i miei avversari." Le rughe sulla sua fronte si fecero pi� profonde. "Be', tranne una volta, ma � successo perch� non ero ancora del tutto maturo. Comunque la ragione per cui ho sempre vinto � che uso il cervello, a differenza di molti. Non sono un grande stregone, e nemmeno tu lo sei in confronto a Galbatorix, ma quando si tratta di un duello fra maghi, <emphasis>l'intelligenza </emphasis>� pi� importante della forza. Per sconfiggere un altro mago non bisogna scagliarsi alla cieca contro la sua mente. No! Per assicurarti la vittoria, devi capire come il tuo nemico interpreta le informazioni e reagisce. Soltanto allora capirai qual � il suo punto debole, e l� colpirai. Il trucco non � inventare un incantesimo a cui nessuno ha mai pensato; il trucco � trovare un incantesimo che il tuo nemico ha trascurato e usarlo contro di lui. Il trucco non � aprire una breccia nelle difese della sua mente; il trucco � scivolare sotto o intorno a quelle barriere. Nessuno � onnisciente, Eragon. Ricordatelo. Galbatorix potr� anche avere un potere immenso, ma non pu� prevedere ogni possibilit�. Qualunque cosa tu faccia, devi continuare a pensare in maniera fluida, libera. Non ti aggrappare a una convinzione tanto da tralasciare altre possibilit�. Galbatorix � pazzo, quindi imprevedibile, ma nei suoi ragionamenti ci sono delle falle che in una persona normale non ci sono. Se riesci a trovarle, Eragon, forse allora tu e Saphira potrete sconfiggerlo."</p><empty-line/><p> Brom abbass� la pipa, serio in volto. "Spero che ce la facciate. Il mio pi� grande desiderio � che tu e Saphira viviate una vita lunga e feconda, libera dalla paura di Galbatorix e dell'Impero. Vorrei poterti proteggere da tutti i pericoli che ti minacciano, ma ahim�, non � nelle mie possibilit�. Quello che posso fare � darti il mio consiglio e insegnarti ci� che posso <emphasis>ora, </emphasis>mentre sono ancora qui... figlio mio. Qualunque cosa ti succeda, sappi che ti voglio bene e che anche tua madre te ne voleva. Che le stelle ti proteggano, Eragon Bromsson."</p><empty-line/><p> Mentre le sue ultime parole riecheggiavano nella mente di Eragon, il ricordo si dissolse lasciandosi dietro una vuota oscurit�. Eragon apr� gli occhi e con un certo imbarazzo si accorse che lacrime gli scorrevano lungo le guance. Proruppe in una risatina soffocata e si asciug� col bordo della tunica. <emphasis>Brom temeva davvero che l'odiassi, </emphasis>disse, e tir� su col naso.</p><empty-line/><p><emphasis>Sei pi� tranquillo adesso? </emphasis>chiese Saphira.</p><empty-line/><p><emphasis>S�, </emphasis>disse Eragon, e lev� il capo. <emphasis>Penso proprio di s�. Alcune delle cose che ha fatto Brom non le condivido, ma sono fiero di chiamarlo padre e di portare il suo nome. Era un grande uomo... Mi addolora soltanto di non aver avuto la possibilit� di parlare con i miei genitori da figlio.</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> Almeno hai potuto passare del tempo con Brom. Io non ho avuto la stessa fortuna. Sia mio padre che mia madre sono morti molto tempo prima che il mio uovo si schiudesse. Tutto quello che ho avuto sono i ricordi confusi di Glaedr.</emphasis></p><empty-line/><p> Eragon le pos� una mano sul collo e si consolarono a vicenda, contemplando la foresta degli elfi dal ciglio della rupe di Tel'nae�r.</p><empty-line/><p> Poco dopo, Oromis emerse dalla capanna con due scodelle di zuppa, ed Eragon e Saphira voltarono le spalle alla rupe e lentamente tornarono al piccolo tavolo davanti all'immensa mole di Glaedr.</p><p><strong>ANIME DI PIETRA </strong></p><p>Quando Eragon spinse da parte la scodella ormai vuota, Oromis disse calmo: �Ti piacerebbe vedere un fairth di tua madre?�</p><empty-line/><p> Eragon rimase per un istante impietrito, sorpreso. �S�, moltissimo.�</p><empty-line/><p> Dalle pieghe della tunica bianca Oromis trasse una tavoletta sottile di ardesia grigia e gliela pass�.</p><empty-line/><p> Eragon accarezz� la pietra fredda e levigata. Sapeva che dall'altro lato avrebbe trovato una perfetta immagine di sua madre, dipinta per magia da un elfo con dei pigmenti fissati sull'ardesia molti anni prima. Ebbe un brivido d'inquietudine: aveva sempre desiderato vedere sua madre, ma ora che gli si presentava l'opportunit� aveva paura di restare deluso. Facendo uno sforzo, volt� la lastra di ardesia e colse - chiara come vista da una finestra - l'immagine di un giardino di rose rosse e bianche illuminate dai pallidi raggi dell'alba. Un sentiero di ghiaia correva attraverso le aiuole di rose, e al centro del sentiero c'era una donna inginocchiata, con le mani a coppa intorno a una rosa bianca che annusava, gli occhi chiusi, l'ombra di un sorriso sulle labbra. <emphasis>� bellissima, </emphasis>pens�. La sua espressione era tenera e dolce, anche se portava indumenti di pelle imbottiti, bracciali e schinieri anneriti, una spada e un pugnale alla cintola. Nella forma del suo volto Eragon scorse un accenno dei propri tratti, e anche una certa rassomiglianza con Garrow, il fratello di lei.</p><empty-line/><p> L'immagine era affascinante. Pos� la mano sulla superficie del fairth: avrebbe dato qualsiasi cosa per potervi penetrare e toccarle il braccio.</p><empty-line/><p><emphasis>Mamma.</emphasis></p><empty-line/><p> Oromis disse: �Brom mi ha dato il fairth perch� lo custodissi, prima di partire per Carvahall, e ora io lo do a te.�</p><empty-line/><p> Senza alzare lo sguardo, Eragon disse: �Puoi continuare a conservarlo per me? Ho paura di romperlo, con tutti i nostri viaggi e combattimenti.�</p><empty-line/><p> La pausa che segu� cattur� l'attenzione di Eragon. Alz� lo sguardo dal ritratto della madre e not� che Oromis aveva l'aria melanconica e preoccupata. �No, Eragon, non posso. Dovrai trovare un modo per portare il fairth con te.�</p><empty-line/><p><emphasis>Perch�? </emphasis>avrebbe voluto chiedere Eragon, ma la tristezza negli occhi di Oromis lo dissuase.</p><empty-line/><p> Poi il vecchio elfo disse: �Non potrai restare qui a lungo, e abbiamo ancora molte cose di cui discutere. Devo indovinare di quale argomento vuoi parlare adesso, o me lo dici?�</p><empty-line/><p> A malincuore, Eragon pos� il fairth sul tavolo a faccia in gi�. �Tutte e due le volte che ci siamo battuti con Murtagh e Castigo, Murtagh si � mostrato molto pi� potente di quanto dovrebbe essere un qualsiasi umano. Sulle Pianure Ardenti ci ha sconfitti perch� io e Saphira non ci eravamo resi conto della sua forza. Se il suo cuore non avesse ceduto per quel breve istante, a quest'ora saremmo prigionieri a Ur�'baen. Una volta mi hai detto che sai come Galbatorix � diventato tanto potente. Vuoi dircelo adesso, maestro? Per la nostra sicurezza, dobbiamo saperlo.�</p><empty-line/><p> �Non spetta a me dirvelo� rispose Oromis.</p><empty-line/><p> �E allora a chi?� domand� Eragon. �Non puoi...�</p><empty-line/><p> Alle spalle di Oromis, Glaedr apr� uno dei suoi liquidi occhi profondi, largo quanto uno scudo rotondo, e disse: <emphasis>A me. La fonte del potere di Galbatorix risiede nei cuori dei draghi. Da noi ruba la sua forza. Senza il nostro aiuto, Galbatorix sarebbe stato sconfitto dagli elfi e dai Varden tanto tempo fa.</emphasis></p><empty-line/><p> Eragon corrug� la fronte. �Non capisco. Perch� mai aiutereste Galbatorix? E come potreste? Ci sono soltanto quattro draghi e un uovo in Alaga�sia... o no?�</p><empty-line/><p><emphasis>Molti dei draghi i cui corpi furono uccisi da Galbatorix e dai Rinnegati oggi sono ancora vivi.</emphasis></p><empty-line/><p> �Ancora vivi...?� Sbigottito, Eragon scocc� un'occhiata a Oromis, ma l'elfo rimase in silenzio, il volto imperscrutabile. Ancora pi� sconcertante era il fatto che Saphira non sembrava condividere la sua confusione.</p><empty-line/><p> Il drago dorato appoggi� la testa sulle zampe per guardarlo meglio; le squame sfregarono l'una sull'altra. <emphasis>A differenza delle maggior parte delle creature, </emphasis>disse, <emphasis>la coscienza di un drago non risiede solo nel suo cranio. Nel nostro petto si trova un oggetto duro come una pietra preziosa, simile per composizione alle nostre squame, chiamato Eldunar�, che significa "il cuore dei cuori". Quando un drago nasce, il suo Eldunar� � vuoto e opaco. Di solito resta cos� per tutta la vita del drago e si dissolve insieme a lui quando muore. Tuttavia, se vogliamo, possiamo trasferire la nostra coscienza nell'Eldunar�. Allora esso acquista lo stesso colore delle nostre squame e comincia a risplendere come brace. In tal caso, l'Eldunar� superer� il decadimento della carne e l'essenza del drago potr� continuare a vivere all'infinito. Un drago pu� anche liberare il suo Eldunar� mentre � ancora in vita. Cos� facendo, il corpo di un drago e la sua coscienza possono esistere separatamente pur restando legati. Questo si rivela molto utile in determinate circostanze, ma ci espone anche a un grosso pericolo, perch� chiunque possieda il nostro Eldunar� possiede anche la nostra anima, e pu� obbligarci a fare il suo volere, comprese le cose pi� terribili.</emphasis></p><empty-line/><p> Le implicazioni delle parole di Glaedr sbalordirono Eragon. Spostando lo sguardo su Saphira, le domand�: <emphasis>Lo sapevi gi�?</emphasis></p><empty-line/><p> Le squame del collo ondeggiarono quando la dragonessa fece uno strano movimento serpentino con la testa. <emphasis>Sono sempre stata consapevole del mio cuore dei cuori. L'ho sempre sentito dentro di me, ma non ho mai pensato di parlartene.</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> E perch� no, dato che � cos� importante?</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> Ti verrebbe mai in mente di dire che possiedi uno stomaco, Eragon? O un cuore, o un fegato, o qualsiasi altro organo? Il mio Eldunar� � parte integrante del mio essere. Non ho mai considerato la sua esistenza degna di nota... almeno non fino a quando siamo venuti l'ultima volta a Ellesm�ra.</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> Allora sapevi tutto!</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> Sapevo qualcosa. Glaedr mi aveva accennato al fatto che il mio cuore dei cuori era molto pi� importante di quanto immaginassi, e mi avvert� di proteggerlo, per evitare di consegnarmi per sbaglio nelle mani dei nostri nemici. Pi� di questo non mi ha spiegato, ma da allora ho dedotto gran parte di quello che adesso ci ha rivelato.</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> Per� hai continuato a pensare che non valesse la pena parlarmene? </emphasis> domand� Eragon.</p><empty-line/><p><emphasis>Io volevo parlartene, </emphasis>rugg� lei, <emphasis>ma come per Brom, Glaedr mi chiese di giurare che non ne avrei parlato con nessuno, nemmeno con te.</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> E tu accettasti?</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> Mi fido di Glaedr e mi fido di Oromis. Perch�, tu no?</emphasis></p><empty-line/><p> Eragon si accigli� e si volt� verso l'elfo e il drago dorato. �Perch� non ce lo avete svelato prima?�</p><empty-line/><p> Stappando il fiasco di vino, Oromis si riemp� di nuovo il calice e disse: �Per proteggere Saphira.�</p><empty-line/><p> �Proteggerla? Da cosa?�</p><empty-line/><p><emphasis>Da te, </emphasis>disse Glaedr. Eragon fu cos� stupito e offeso da non riuscire a protestare prima che Glaedr proseguisse. <emphasis>Allo stato selvatico, un drago veniva informato del suo Eldunar� da uno degli anziani quando era grande abbastanza da capirne l'uso. In questo modo, un drago non avrebbe infuso tutto se stesso nel suo cuore dei cuori senza comprendere l'enorme entit� del suo gesto. All'epoca dei Cavalieri si diffuse una diversa consuetudine. I primi anni di collaborazione fra un drago e un Cavaliere sono fondamentali per creare un sano rapporto fra i due, e i Cavalieri scoprirono che era meglio aspettare che i nuovi Cavalieri e draghi si conoscessero bene prima d'informarli dell'Eldunar�. Altrimenti, nella sventata follia della giovinezza, un drago avrebbe potuto decidere di liberare il suo cuore dei cuori solo per affascinare o impressionare il proprio Cavaliere. Quando noi rinunciamo al nostro Eldunar�, rinunciamo all'incarnazione fisica del nostro stesso essere. E non possiamo rimetterlo al suo posto, nel nostro corpo, una volta che ne � uscito. Un drago non dovrebbe prendere alla leggera la separazione dalla propria coscienza, perch� cambier� il modo in cui vivr� il resto della sua vita. Anche se dovesse durare per altri mille anni.</emphasis></p><empty-line/><p> �Tu hai ancora dentro di te il tuo cuore dei cuori?� chiese Eragon.</p><empty-line/><p> L'erba intorno al tavolo si curv� sotto il getto d'aria bollente che erutt� dalle narici di Glaedr. <emphasis>Non dovresti fare questa domanda a nessun drago, se non a Saphira. Non farmela mai pi�, cucciolo d'uomo.</emphasis></p><empty-line/><p> Sebbene il rimbrotto di Glaedr lo avesse fatto avvampare, Eragon ebbe la prontezza di rispondere come si conveniva, con un inchino della testa e le parole: �No, maestro.� Poi chiese: �Che cosa succede se l'Eldunar� si rompe?�</p><empty-line/><p><emphasis>Se un drago ha gi� trasferito la propria coscienza nel suo cuore dei cuori, allora morir� di vera morte. </emphasis>Glaedr batt� le ciglia con un sonoro schiocco, le palpebre che si aprirono e si chiusero rapidamente sull'iride screziata. <emphasis>Prima del nostro patto con gli elfi, tenevamo i nostri cuori nelle Du Fells N�ngor�th, le montagne al centro del deserto di Hadarac. Poi, dopo che i Cavalieri si furono stabiliti sull'isola di Vroengard ed ebbero costruito un deposito per gli Eldunar�, sia i draghi selvatici che i draghi con un Cavaliere affidarono i loro cuori ai Cavalieri perch� li custodissero.</emphasis></p><empty-line/><p> �Fu cos� dunque� disse Eragon �che Galbatorix s'impossess� degli Eldunar�?�</p><empty-line/><p> Contrariamente a quanto si aspettava, fu Oromis a rispondere. �S�, ma non tutti. Era passato cos� tanto tempo da quando qualcuno aveva minacciato i Cavalieri che molti del nostro ordine avevano smesso di preoccuparsi di proteggere gli Eldunar�. All'epoca in cui Galbatorix si ribell� contro di noi, era abbastanza comune che il drago di un Cavaliere liberasse il proprio Eldunar� per pura praticit�.�</p><empty-line/><p> �Praticit�?�</p><empty-line/><p><emphasis>Chiunque abbia uno dei nostri cuori, </emphasis>disse Glaedr, <emphasis>pu� comunicare con il drago cui appartiene, per quanto lontani siano. Tutta Alaga�sia potrebbe separare un drago da un Cavaliere, e tuttavia se il Cavaliere ha con s� l'Eldunar� del drago, i due possono condividere i pensieri con la stessa facilit� con cui comunicate tu e Saphira adesso.</emphasis></p><empty-line/><p> �Inoltre� intervenne Oromis �un mago che possiede un Eldunar� pu� attingere alla forza del drago per arricchire i suoi incantesimi, ovunque si trovi quel drago. Quando...�</p><empty-line/><p> Un colibr� dai colori brillanti interruppe la conversazione sfrecciando sul tavolo. Con le ali velocissime che sembravano un'unica macchia pulsante, l'uccello si libr� sulle scodelle di frutta e bevve avidamente il succo di un mirtillo schiacciato, poi si alz� in volo di scatto e scomparve fra i tronchi della foresta.</p><empty-line/><p> Oromis riprese a parlare. �Quando Galbatorix uccise il suo primo Cavaliere, rub� anche il cuore del suo drago. Nel corso degli anni in cui Galbatorix si diede alla macchia, spezz� la mente del drago e la pieg� al suo volere, probabilmente con l'aiuto di Durza. E quando Galbatorix diede inizio alla vera insurrezione, con Morzan al suo fianco, era gi� pi� forte della maggior parte degli altri Cavalieri. La sua forza non era soltanto magica, ma anche mentale, perch� la forza della coscienza dell'Eldunar� aumentava la sua.</p><empty-line/><p> �Galbatorix non cerc� solo di uccidere i Cavalieri e i draghi. Il suo scopo era d'impossessarsi del maggior numero possibile di Eldunar�, o rubandoli ai Cavalieri, o torturando un Cavaliere finch� il suo drago non cedeva il proprio cuore dei cuori. Quando ci rendemmo conto di quello che stava facendo, ormai era diventato troppo potente per fermarlo. Galbatorix fu aiutato dal fatto che molti Cavalieri viaggiavano non solo con l'Eldunar� del proprio drago, ma anche con gli Eldunar� di draghi il cui corpo non esisteva pi�, perch� spesso si erano stancati di starsene rinchiusi in un deposito e desideravano l'avventura. E naturalmente, quando saccheggi� insieme ai Rinnegati la citt� di Doru Araeba, sull'isola di Vroengard, Galbatorix s'impossess� dell'intera collezione di Eldunar� l� custoditi.</p><empty-line/><p> �Galbatorix � riuscito ad arrivare dov'� oggi usando contro l'intera Alaga�sia il potere e la saggezza dei draghi. All'inizio riusciva a controllare soltanto alcuni degli Eldunar� che aveva catturato. Non � facile sottomettere un drago, per quanto tu sia potente. Non appena Galbatorix sconfisse i Cavalieri e s'insedi� sul trono di Ur�'baen, si dedic� alla sottomissione del resto dei cuori, uno dopo l'altro.</p><empty-line/><p> �Riteniamo che il compito lo tenne occupato per i successivi quarant'anni, durante i quali si disinteress� agli affari di Alaga�sia. � questo il motivo per cui il Surda riusc� a staccarsi dall'Impero. Quando ebbe finito, Galbatorix usc� dalla sua reclusione per riprendere il controllo dell'Impero e dei territori confinanti. Per chiss� quale ragione, dopo due anni e mezzo di massacri e devastazioni si ritir� di nuovo a Ur�'baen, e da allora l� � rimasto, concentrato su un progetto noto soltanto a lui. Sono molti i suoi vizi, ma non spreca il suo tempo nella dissolutezza. Questo � quanto le spie dei Varden hanno scoperto. Di pi� non sappiamo.�</p><empty-line/><p> Assorto nei suoi pensieri, Eragon guardava lontano. Finalmente tutte le storie che aveva sentito sul potere innaturale di Galbatorix acquistavano un senso. Si sent� rianimare da un lieve ottimismo, mentre diceva tra s� e s�: <emphasis>Non so come, ma se riuscissimo a sottrarre gli Eldunar� al suo controllo, Galbatorix non avrebbe pi� potere di un qualsiasi Cavaliere dei Draghi. </emphasis> Anche se era una piccola speranza, fu rincuorato dalla scoperta che il re aveva un punto debole, per quanto minimo.</p><empty-line/><p> Mentre continuava a riflettere, gli venne in mente un'altra domanda. �Perch� nelle storie antiche non ho mai sentito parlare dei cuori dei draghi? I bardi e gli studiosi ne parlerebbero, se fossero cos� importanti.�</p><empty-line/><p> Oromis pos� una mano sul tavolo e disse: �Di tutti i segreti di Alaga�sia, quello degli Eldunar� � uno dei meglio custoditi, perfino fra la mia stessa gente. Da sempre i draghi hanno lottato per nascondere i loro cuori al resto del mondo. Ne rivelarono l'esistenza solo dopo il magico patto stretto fra le nostre due razze, e anche allora soltanto a pochi prescelti.�</p><empty-line/><p> �Ma perch�?�</p><empty-line/><p><emphasis>Ah, </emphasis>disse Glaedr, <emphasis>non ci piaceva il fatto di dover avere dei segreti, ma se l'esistenza degli Eldunar� fosse diventata di dominio pubblico, qualsiasi farabutto avrebbe tentato di rubarne uno e alla fine qualcuno ci sarebbe riuscito. Era un'eventualit� da scongiurare a tutti i costi.</emphasis></p><empty-line/><p> �C'� un modo in cui un drago si pu� difendere attraverso il proprio Eldunar�?� domand� Eragon.</p><empty-line/><p> L'occhio di Glaedr scintill� pi� del solito. <emphasis>Una domanda pertinente. Un drago che ha rigettato l'Eldunar�, ma che ha il corpo ancora vivo, pu� difendere il suo cuore con gli artigli e le zanne e la coda e le ali. Un drago il cui corpo e morto, ovviamente non ha mezzi per difenderlo. La sua unica arma e l'arma della mente e forse, se � il momento giusto, l'arma della magia, che per� non sappiamo comandare a nostro piacimento. Questa � una delle ragioni per cui molti draghi scelsero di non prolungare la propria esistenza dopo la morte della carne. Non essere capace di muoverti quando vuoi, non poter percepire il mondo che ti circonda se non attraverso le menti degli altri, ed essere in grado di influenzare il corso degli eventi soltanto con i pensieri o con rari e imprevedibili lampi di magia... sarebbe un'esistenza difficile per qualunque creatura, ma lo � soprattutto per i draghi, che sono le pi� libere fra tutte le creature.</emphasis></p><empty-line/><p> �Ma allora perch� lo hanno fatto?� chiese Eragon.</p><empty-line/><p><emphasis>A volte � successo per caso. Quando sentiva che il corpo stava per abbandonarlo, un drago poteva farsi prendere dal terrore e cercare rifugio nel suo Eldunar�. Oppure, quando un drago aveva espulso il proprio cuore prima di morire, non poteva far altro che continuare a esistere. Ma nella maggior parte dei casi i draghi che scelsero di vivere nel loro Eldunar� erano quelli vecchi oltre misura, persino pi� vecchi di quanto siamo io e Oromis adesso, tanto vecchi che la carne aveva smesso di avere importanza per loro e si erano chiusi in se stessi nella speranza di trascorrere il resto dell'eternit� a riflettere su problemi che i pi� giovani non potevano comprendere. Noi onoravamo e tenevamo in gran conto i cuori dei cuori di quei draghi per la loro enorme saggezza e intelligenza. Era comune per i draghi selvatici e i draghi dei Cavalieri, come anche per i Cavalieri stessi, chiedere loro consiglio su questioni importanti. Che Galbatorix li abbia resi schiavi � un atto crudele e malvagio oltre ogni immaginazione.</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> Ho una domanda io, adesso, </emphasis>disse Saphira; i suoi pensieri pulsavano forte nella mente di Eragon. <emphasis>Se uno della nostra razza si confina nel suo Eldunar�, deve continuare a esistere o � possibile che, non sopportando pi� quella condizione, si separi dal mondo per passare nelle tenebre?</emphasis></p><empty-line/><p> �Non pu� farlo da solo� disse Oromis. �A meno che un'improvvisa ispirazione magica non gli permetta di infrangere l'Eldunar� dall'interno, e a quanto ne so � accaduto molto di rado. L'unica alternativa � che il drago convinca qualcun altro a rompere l'Eldunar� per lui. Questa mancanza di controllo � un altro dei motivi per cui i draghi esitavano a trasferirsi nel cuore dei cuori: per paura di restare intrappolati in una prigione da cui non c'� scampo.�</p><empty-line/><p> Eragon percep� il disgusto di Saphira all'idea di fare una fine simile. Lei non ne parl�, e invece chiese: <emphasis>Quanti Eldunar� ha in suo potere Galbatorix?</emphasis></p><empty-line/><p> �Non conosciamo il numero esatto� disse Oromis �ma stimiamo che siano molte centinaia.�</p><empty-line/><p> Un brivido di eccitazione percorse il corpo scintillante di Saphira. <emphasis>Quindi dopotutto la nostra razza non sta per estinguersi?</emphasis></p><empty-line/><p> Oromis esit�, e fu Glaedr a rispondere. <emphasis>Piccola mia, </emphasis>disse, ed Eragon trasal� nell'udire quell'epiteto, <emphasis>anche se la terra fosse coperta di Eldunar�, la nostra razza sarebbe comunque condannata. Un drago conservato nel suo Eldunar� � sempre un drago, ma non possiede gli stimoli della carne n� gli organi con cui soddisfarli: non pu� riprodursi.</emphasis></p><empty-line/><p> Eragon sent� pulsare la base del cranio e cominci� ad avvertire il peso dei quattro giorni di viaggio. La stanchezza gli rendeva difficile trattenere un pensiero per pi� di qualche istante; alla minima distrazione gli scivolavano via dalla mente.</p><empty-line/><p> La punta della coda di Saphira si contrasse. <emphasis>Non sono cos� ignorante da credere che gli Eldunar� possano generare prole. Per� mi conforta sapere che non sono cos� sola come pensavo una volta. La nostra razza potr� essere destinata all'estinzione, ma almeno ci sono pi� di quattro draghi vivi al mondo, che siano ancora nella loro carne oppure no.</emphasis></p><empty-line/><p> �� vero� disse Oromis, �ma sono prigionieri di Galbatorix come Murtagh e Castigo.�</p><empty-line/><p><emphasis>Liberarli mi d� uno scopo per cui combattere, insieme al desiderio di recuperare l'ultimo uovo, </emphasis>disse Saphira.</p><empty-line/><p> �� una cosa per cui combatteremo entrambi� disse Eragon. �Siamo la loro unica speranza.� Si massaggi� la fronte con il pollice, poi disse: �C'� ancora qualcosa che non capisco.�</p><empty-line/><p> �S�?� disse Oromis. �Che cosa ti cruccia?�</p><empty-line/><p> �Se Galbatorix attinge il proprio potere da quei cuori, come producono l'energia che lui sfrutta?� Eragon fece una pausa, cercando un modo migliore per porre la domanda. Indic� le rondini che volteggiavano nel cielo. �Ogni essere vivente mangia e beve per sostenersi, perfino le piante. Il cibo ci fornisce l'energia di cui il nostro corpo ha bisogno per funzionare, e fornisce anche l'energia che ci serve per operare la magia, sia che ci affidiamo alla nostra forza per evocare un incantesimo sia che ricorriamo alla forza di un altro. Ma come fanno gli Eldunar�? Non hanno ossa n� muscoli n� pelle, giusto? Non possono mangiare, vero? E allora come sopravvivono? Da dove proviene la loro energia?�</p><empty-line/><p> Oromis sorrise, i lunghi denti lucidi come porcellana smaltata. �Dalla magia.�</p><empty-line/><p> �Dalla magia?�</p><empty-line/><p> �Se si definisce la magia come la manipolazione dell'energia, cosa che � in effetti, allora s�, dalla magia. Da dove di preciso gli Eldunar� attingano questa energia � un mistero sia per noi che per i draghi; nessuno ne ha mai identificato la sorgente. Pu� darsi che assorbano la luce del sole come le piante o che prendano la forza vitale dalle creature vicine. Qualunque sia la risposta, � stato dimostrato che quando il corpo muore e il drago trasferisce la propria coscienza nel cuore dei cuori, porta con s� anche i residui di forza contenuti nel corpo prima che smettesse di funzionare. In seguito, la riserva di energia aumenta in maniera costante per un periodo compreso fra i cinque e i sette anni, finch� non raggiunge la pienezza del suo potere, che � immenso. La quantit� complessiva di energia che un Eldunar� pu� contenere dipende dalle dimensioni del cuore: pi� vecchio � il drago, pi� grande sar� il suo Eldunar�, pi� energia potr� assorbire prima di saturarsi.�</p><empty-line/><p> Ripensando a quando lui e Saphira avevano combattuto contro Murtagh e Castigo, Eragon disse: �Galbatorix deve aver dato a Murtagh diversi Eldunar�. Solo cos� si spiega l'incredibile aumento della sua forza.�</p><empty-line/><p> Oromis annu�. �Siete fortunati che Galbatorix non gli abbia prestato pi� cuori, altrimenti Murtagh avrebbe avuto gioco facile a sopraffare voi, Arya, e tutti gli altri stregoni dei Varden.�</p><empty-line/><p> Eragon si ricord� di come entrambe le volte in cui lui e Saphira si erano scontrati con Murtagh e Castigo aveva avuto l'impressione che la mente di Murtagh contenesse molti esseri. Condivise il ricordo con Saphira e disse: <emphasis>Devo aver percepito gli Eldunar�... Chiss� dove li teneva Murtagh. Castigo non trasportava bisacce, e non ho visto nessuno strano rigonfiamento sotto i vestiti di Murtagh.</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> Non lo so, </emphasis>disse Saphira. <emphasis>Non credi che Murtagh si riferisse agli Eldunar� quando ha detto che invece di strapparti il cuore sarebbe stato meglio strappargli i suoi cuori?</emphasis> Cuori, <emphasis>non </emphasis>cuore.</p><empty-line/><p><emphasis>Hai ragione! Forse stava tentando di avvertirmi. </emphasis>Eragon trasse un profondo respiro e stirandosi sciolse il nodo che gli serrava le scapole, poi si appoggi� allo schienale. �A parte gli Eldunar� di Saphira e di Glaedr, ce ne sono altri che Galbatorix non ha catturato?�</p><empty-line/><p> Oromis fece una smorfia e una ragnatela di piccole rughe gli si form� intorno agli angoli della bocca. �Nessuno, che io sappia. Dopo la caduta dei Cavalieri, Brom and� in cerca di eventuali Eldunar� sfuggiti a Galbatorix, ma senza esito. E in tutti gli anni che ho passato a perlustrare Alaga�sia con la mente non ho mai colto un pensiero o un sussurro provenire da un Eldunar�. Quando Galbatorix e Morzan sferrarono il primo attacco contro di noi, gli Eldunar� erano stati tutti catalogati e nessuno di loro scomparve senza spiegazione. � inconcepibile che ci sia una grossa scorta di Eldunar� ad attenderci da qualche parte.�</p><empty-line/><p> Sebbene Eragon non si fosse aspettato una risposta diversa, rimase ugualmente deluso. �Un'ultima domanda; mi risulta che quando un Cavaliere o un drago morivano, il compagno superstite in genere si lasciava morire o si suicidava subito dopo. E che quelli che non lo facevano comunque impazzivano dal dolore. Dico bene?�</p><empty-line/><p><emphasis>S�, </emphasis>disse Glaedr.</p><empty-line/><p> �Ma che cosa succedeva invece se il drago rigettava il cuore dei cuori prima di morire?� Eragon sent� il terreno tremare attraverso le suole degli stivali mentre il drago dorato cambiava posizione.</p><empty-line/><p> Glaedr rispose: <emphasis>Se un drago sperimentava la morte del corpo, ma il suo cavaliere era ancora vivo, insieme diventavano noti come Indlvarn. La transizione non era molto piacevole per il drago, ma molti Cavalieri e draghi riuscirono ad adattarsi al cambiamento e continuarono a servire l'ordine con successo. Se per� era il Cavaliere a morire, allora spesso il drago distruggeva il proprio Eldunar� o, se il suo corpo era gi� morto, faceva in modo che fosse un altro a infrangerlo, cos� si uccideva e seguiva il proprio Cavaliere nel vuoto. Ma non tutti. Alcuni draghi furono in grado di superare la perdita, cos� come alcuni Cavalieri, fra cui Brom, e continuarono a servire il nostro ordine per molti anni, sia attraverso la carne che attraverso il loro cuore dei cuori.</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> Ci avete dato molto su cui meditare, Glaedr, Oromis-elda, </emphasis>disse Saphira. Eragon annu� ma rimase in silenzio, troppo preso a riflettere su quanto era stato detto.</p><p><strong>LE MANI DI UN GUERRIERO </strong></p><p>Eragon addent� una dolce fragola matura, lo sguardo perso nelle imperscrutabili profondit� del cielo. Quando ebbe finito di mangiarla, appoggi� il picciolo sul vassoio davanti a s� e lo spinse al centro con la punta dell'indice, poi fece per parlare.</p><p>Ma Oromis lo precedette e disse: �E adesso, Eragon?�</p><empty-line/><p> �Adesso?�</p><empty-line/><p> �Abbiamo parlato a lungo degli argomenti che pi� ti premevano. E adesso cosa volete fare tu e Saphira? Non potete trattenervi a lungo a Ellesm�ra, perci� mi chiedo che cos'altro sperate di ottenere con la vostra visita. O pensate di ripartire gi� domattina?�</p><p>�Avevamo sperato� disse Eragon �di poter continuare il nostro addestramento, ma questo ovviamente non � possibile perch� non abbiamo tempo. Per� c'� qualcos'altro che vorrei fare.�</p><p>�E sarebbe?�</p><empty-line/><p> �Maestro, non ti ho raccontato tutto quello che mi � successo quando ero a Teirm con Brom.� Cos� Eragon raccont� al vecchio elfo di come la curiosit� lo aveva portato nella bottega di Angela, di come lei gli aveva letto il futuro e del consiglio che alla fine gli aveva dato Solembum.</p><empty-line/><p> Oromis si picchiett� le labbra con un dito, meditabondo. �Nel corso dell'ultimo anno ho sentito nominare questa indovina con crescente frequenza, sia da parte tua che dai rapporti sui Varden di Arya. Questa Angela sembra bravissima a comparire dove e quando stanno per verificarsi eventi importanti.�</p><empty-line/><p><emphasis>Gi�, bravissima, </emphasis>conferm� Saphira.</p><empty-line/><p> Oromis continu�. �Il suo comportamento mi ricorda molto quello di una maga umana che una volta visit� i palazzi di Ellesm�ra, anche se non si faceva chiamare Angela. � per caso una donna minuta, con una gran massa di riccioli scuri, occhi vivaci e un'intelligenza tanto acuta quanto bizzarra?�</p><empty-line/><p> �L'hai descritta alla perfezione� disse Eragon. �� la stessa persona?�</p><empty-line/><p> Oromis fece un piccolo movimento con la mano sinistra. �Se � lei, si tratta di una persona straordinaria... Quanto alle sue profezie, non starei a pensarci troppo. Che si avverino o no, e senza saperne di pi�, nessuno di noi pu� influenzarne l'esito.</p><empty-line/><p> �Ma quello che ha detto il gatto mannaro � degno di maggior considerazione. Purtroppo non so spiegare nessuna delle sue affermazioni. Non ho mai sentito parlare di un luogo chiamato la Volta delle Anime e, anche se la rocca di Kuthian mi suona familiare, non riesco a ricordare dove ho sentito o visto quel nome. Cercher� nelle mie pergamene, ma l'istinto mi dice che non lo trover� nelle scritture elfiche.�</p><empty-line/><p> �E che mi dici dell'arma sotto l'albero di Menoa?�</p><empty-line/><p> �Non so niente nemmeno di quella, Eragon. E io conosco ogni storia di questa foresta. In tutta la Du Weldenvarden ci sono forse soltanto due elfi la cui conoscenza della foresta supera la mia. M'informer�, ma sospetto che sar� un tentativo inutile.� Quando Eragon espresse la sua delusione, Oromis disse: �Mi pare di capire che tu abbia bisogno di un giusto rimpiazzo per Zar'roc, e in questo posso aiutarti. Oltre alla mia, Naegling, noi elfi abbiamo conservato altre due spade dei Cavalieri dei Draghi: Arvindr e T�merlein. Arvindr � custodita nella citt� di N�dindel, che tu non hai il tempo di visitare. Ma T�merlein si trova qui a Ellesm�ra. � un tesoro del Casato di Valtharos, e anche se il signore del palazzo, Lord Fiolr, non se ne separerebbe mai volentieri, credo che te la darebbe se gliela chiedessi con rispetto. Vi organizzer� un incontro per domattina.�</p><empty-line/><p> �E se la spada non dovesse andar bene?� chiese Eragon.</p><empty-line/><p> �Speriamo che non accada. Mander� anche un messaggio a Rhun�n la metalliera, avvertendola che potresti passare da lei domani sul tardi.�</p><empty-line/><p> �Ma Rhun�n ha giurato che non avrebbe pi� forgiato spade.�</p><empty-line/><p> Oromis sospir�. �Gi�, ma il suo parere sar� lo stesso importante. Se c'� qualcuno che pu� consigliarti l'arma giusta, � lei. E se dovesse piacerti T�merlein, sono sicuro che Rhun�n vorrebbe darle comunque un'occhiata prima che te la porti via. Sono passati pi� di cento anni da quando T�merlein � stata usata per l'ultima volta in battaglia, e potrebbe aver bisogno di qualche piccola calibratura.�</p><empty-line/><p> �Non potrebbe essere un altro elfo a forgiarmi una lama?�</p><empty-line/><p> �No� disse Oromis. �Non se si tratta di eguagliare l'eccellenza di Zar'roc o di qualsiasi altra spada rubata che Galbatorix abbia scelto d'impugnare. Rhun�n � uno dei membri pi� anziani della nostra razza, ed � stata lei a forgiare tutte le spade del nostro ordine.�</p><empty-line/><p> �� vecchia quanto i Cavalieri?� esclam� Eragon, stupefatto.</p><empty-line/><p> �Anche di pi�.�</p><empty-line/><p> Eragon tacque un momento. �Che cosa dobbiamo fare fino a domani, maestro?�</p><empty-line/><p> Oromis guard� Eragon e Saphira, poi disse: �Andate a visitare l'albero di Menoa. So che non sarete in pace finch� non lo avrete fatto. Vedete se riuscite a trovare l'arma di cui ha parlato il gatto mannaro. Quando avrete soddisfatto la vostra curiosit�, ritiratevi nella casa sull'albero che i servitori di Islanzadi tengono sempre pronta per voi. Domani faremo quel che possiamo.�</p><empty-line/><p> �Maestro, abbiamo cos� poco tempo...�</p><empty-line/><p> �Siete fin troppo stanchi per altre sollecitazioni quest'oggi. Fidati, Eragon, � meglio che ti riposi. Penso che le ore che ti separano da domani ti aiuteranno ad accettare le cose di cui abbiamo parlato. Anche secondo i parametri di re, regine e draghi, questa nostra conversazione non � stata una chiacchierata leggera.�</p><empty-line/><p> Malgrado le rassicurazioni di Oromis, Eragon si sentiva a disagio all'idea di trascorrere il resto del giorno senza far niente. Era cos� agitato che avrebbe voluto continuare a lavorare, anche se sapeva di dover recuperare le forze.</p><empty-line/><p> Si agit� sulla sedia, e quel movimento trad� la sua indecisione; Oromis sorrise e disse: �Se ti aiuta a calmarti, Eragon, ti prometto una cosa. Prima che tu e Saphira torniate dai Varden, potrai scegliere un tipo di magia, e nel breve tempo che ci resta t'insegner� tutto quello che posso in merito.�</p><empty-line/><p> Con il pollice Eragon rigir� l'anello che portava all'indice e ponder� l'offerta, cercando di decidere quale fra tutte le branche della magia avrebbe voluto imparare. Infine disse: �Mi piacerebbe imparare a convocare gli spiriti.�</p><empty-line/><p> Un'ombra pass� sul volto di Oromis. �Manterr� la mia parola, Eragon, ma la negromanzia � un'arte oscura e indecente. Non dovresti cercare di controllare altri esseri per i tuoi scopi. Anche senza considerarne l'immoralit�, si tratta di una disciplina eccezionalmente pericolosa e complicata. Un mago impiega almeno tre anni di intensi studi prima di poter sperare di convocare gli spiriti senza esserne posseduto.</p><empty-line/><p> �La negromanzia non � come le altre arti magiche, Eragon; con essa tu cerchi di costringere esseri incredibilmente potenti e ostili a obbedire ai tuoi comandi, esseri che dedicano ogni istante della loro prigionia a trovare una breccia nel vincolo che li lega per potersi ribellare e soggiogarti per vendetta. In tutta la storia, non c'� mai stato uno Spettro che sia stato anche un Cavaliere. E di tutti gli orrori che hanno tormentato questa bella terra, un simile abominio potrebbe essere il peggiore, peggiore persino di Galbatorix. Ti prego, scegli un altro argomento, meno pericoloso per te e per la nostra causa.�</p><empty-line/><p> �Allora� disse Eragon �potresti insegnarmi il mio vero nome?�</p><empty-line/><p> �Le tue richieste� disse Oromis �si fanno sempre pi� difficili, Eragonfiniarel. Potrei riuscire a indovinare il tuo vero nome, se volessi.� L'elfo dai capelli argentei scrut� Eragon con uno sguardo intenso e magnetico. �S�, credo che ci riuscirei. Ma non lo far�. Il vero nome pu� essere di grande importanza quando si tratta di magia, ma non � una magia in s� e per s�, e quindi non rientra nella mia promessa. Se il tuo desiderio � capirti meglio, Eragon, allora cerca di scoprire il tuo vero nome da solo. Se te lo dicessi io, tu potresti usarlo, ma lo faresti senza la saggezza che invece acquisteresti nel corso del viaggio interiore per scoprirlo. Una persona deve guadagnarsi l'illuminazione, Eragon. Non ti viene data da altri, per quanto possano essere persone stimate e riverite.�</p><empty-line/><p> Eragon giocherell� con l'anello per un altro momento, poi sospir� e scosse il capo. �Non so. Le mie domande si sono esaurite.�</p><empty-line/><p> �Ne dubito� sorrise Oromis.</p><empty-line/><p> Eragon non riusciva a concentrarsi. Il suo pensiero tornava sempre agli Eldunar� e a Brom. Ancora una volta si stup� della strana catena di eventi che avevano portato Brom a stabilirsi a Carvahall, e che in seguito avevano fatto diventare lui stesso un Cavaliere dei Draghi. <emphasis>Se Arya non avesse,.. </emphasis> S'interruppe e sorrise mentre gli balenava un'idea. �Insegnami a spostare un oggetto da un luogo all'altro in un attimo, come ha fatto Arya con l'uovo di Saphira.�</p><empty-line/><p> Oromis annu�. �Ottima scelta. L'incantesimo � impegnativo ma ha diversi utilizzi. Sono sicuro che ti servir� nella tua lotta contro Galbatorix e l'Impero. Arya stessa pu� attestarne l'efficacia.�</p><empty-line/><p> Oromis sollev� il calice dal tavolo e lo mise in controluce, ammirando la trasparenza del vino per qualche istante, poi, posando di nuovo il calice, disse: �Prima che ti avventuri nella citt�, devi sapere che colui che hai mandato a vivere qui � arrivato, qualche tempo fa.�</p><empty-line/><p> Ci volle un attimo prima che Eragon capisse a chi si riferiva. �Sloan � qui a Ellesm�ra?� chiese, stupito.</p><empty-line/><p> �Vive da solo in un piccolo capanno sulla riva di un ruscello, alla periferia occidentale di Ellesm�ra. Aveva la morte addosso quando piomb� qui dalla foresta, barcollando, ma abbiamo curato le ferite della sua carne, e adesso sta di nuovo bene. Gli elfi in citt� gli portano cibo e vestiti e si assicurano che non gli manchi nulla. Lo scortano ovunque desideri andare, e a volte gli leggono qualcosa ad alta voce, ma di solito preferisce starsene da solo, senza rivolgere la parola a chi gli si avvicina. Due volte ha cercato di andarsene, ma i tuoi incantesimi glielo hanno impedito.�</p><empty-line/><p><emphasis>Mi sorprende che sia arrivato qui cos� in fretta, </emphasis>disse Eragon a Saphira.</p><empty-line/><p><emphasis>La costrizione che gli hai imposto deve essere stata pi� forte di quanto pensassi.</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> Gi�. </emphasis>In tono sommesso Eragon chiese: �Avete ritenuto opportuno restituirgli la vista?�</p><empty-line/><p> �No.�</p><empty-line/><p><emphasis>L'uomo piangente � spezzato dentro, </emphasis>disse Glaedr. <emphasis>Non riesce a vedere abbastanza chiaro perch� i suoi occhi gli siano di qualche utilit�.</emphasis></p><empty-line/><p> �Devo andare a fargli visita?� chiese Eragon, non sapendo che cosa Oromis e Glaedr si aspettassero.</p><empty-line/><p> �Devi deciderlo tu� rispose Oromis. �Incontrarti di nuovo potrebbe soltanto sconvolgerlo. Per� tu sei responsabile della sua punizione, Eragon, e sarebbe sbagliato dimenticarti di lui.�</p><empty-line/><p> �No, maestro, non lo dimenticher�.�</p><empty-line/><p> Con un rapido movimento, Oromis spost� la sedia pi� vicina a Eragon. �Il giorno invecchia e non voglio trattenerti oltre, per non farti perdere ore preziose di riposo, ma c'� un'altra cosa che desidero fare prima che tu te ne vada. Le tue mani, me le faresti vedere? Vorrei capire che cosa dicono di te.� E tese i palmi aperti.</p><empty-line/><p> Allungando le braccia, Eragon pos� le mani su quelle di Oromis e fremette al contatto delle dita sottili dell'elfo sui polsi. I calli sulle nocche di Eragon proiettarono lunghe ombre sul dorso delle sue mani mentre Oromis le inclinava da un lato e dall'altro. Poi, con una leggera ma decisa pressione, le volt� per esaminare i palmi e i polpastrelli.</p><empty-line/><p> �Che cosa vedi?� chiese Eragon.</p><empty-line/><p> Oromis rigir� di nuovo le mani e gli indic� i calli. �Adesso hai le mani di un guerriero, Eragon. Bada che non diventino le mani di un uomo che si compiace della carneficina della guerra.�</p><p><strong>L'ALBERO DELLA VITA </strong></p><p>Dalla rupe di Tel'nae�r, Saphira sorvol� a bassa quota la foresta ondeggiante finch� non ebbe raggiunto la radura dove si trovava l'albero di Menoa. Largo quanto un centinaio di tronchi di pino messi insieme, svettava verso il cielo come un possente pilastro sormontato da una chioma gigantesca del diametro di migliaia di piedi. Dall'enorme tronco coperto di muschio un tappeto di radici nodose e contorte si irradiava per pi� di dieci acri prima di penetrare nella profondit� del terreno molle, scomparendo sotto gli alberi della foresta. Intorno all'albero di Menoa l'aria era umida e fredda, e una rada ma perenne bruma scivolava dall'intrico di aghi, bagnando le ampie felci ammassate alla base del tronco. Scoiattoli rossi correvano lungo i rami dell'antico albero, e gli allegri richiami e i cinguettii di centinaia di uccelli risuonavano dalle profondit� del denso fogliame. L'intera radura era pervasa da un senso di vigile presenza, perch� l'albero conteneva i resti dell'elfa un tempo conosciuta come Linn�a, la cui coscienza ora guidava la crescita di quel tronco e della foresta circostante.</p><p>Eragon cerc� fra le radici qualcosa che gli indicasse la presenza di un'arma, ma come la volta precedente, non trov� nulla da portare con s� in battaglia. Raccolse un pezzetto di corteccia dal tappeto di muschio ai suoi piedi e lo mostr� a Saphira. <emphasis>Che ne dici? </emphasis>chiese. <emphasis> Se lo impregno a sufficienza di incantesimi, ci potrei uccidere un soldato?</emphasis></p><p><emphasis>Potresti uccidere un soldato con uno stelo d'erba, se volessi, </emphasis> rispose lei. <emphasis>Per� se ti trovassi contro Murtagh e Castigo, o contro il re e il suo drago nero, sarebbe come attaccarli con un filo di lana bagnata.</emphasis></p><p><emphasis>Hai ragione, </emphasis></p><p>disse lui. E lo gett� via.</p><p><emphasis>Secondo me, </emphasis> disse lei, <emphasis>non dovresti renderti ridicolo solo per dimostrare che le parole di Solembum erano vere.</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> No, ma se voglio trovare quest'arma forse dovrei affrontare il problema in modo diverso. Come hai sottolineato, potrebbe benissimo trattarsi di una pietra, o di un libro, o di un qualsiasi tipo di lama. Un bastone ricavato da un ramo dell'albero di Menoa sarebbe un'arma potente, immagino.</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> Ma non terrebbe testa a una spada.</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> No... E non oserei staccare un ramo senza prima chiederne il permesso all'albero, e non ho proprio idea di come fare per convincerla a soddisfare la mia richiesta.</emphasis></p><empty-line/><p> Saphira inarc� il collo sinuoso e alz� lo sguardo sull'albero, poi scroll� la testa e le spalle per liberarsi dalle gocce che si erano accumulate sui bordi affilati delle sue squame sfaccettate. Eragon strill� e fece un salto indietro, schermandosi il volto con il braccio quando lo spruzzo d'acqua fredda lo invest�. <emphasis>Se una creatura cercasse di far male all'albero di Menoa, </emphasis>disse Saphira, <emphasis>dubito che vivrebbe abbastanza da rimpiangere l'errore.</emphasis></p><empty-line/><p> I due setacciarono la radura ancora per diverse ore. Eragon continuava a sperare che si sarebbero imbattuti in qualche cavit� o fessura fra le radici contorte dove avrebbero visto spuntare lo spigolo di una cassa sepolta che custodiva una spada. <emphasis>Visto che Murtagh ha Zar'roc, la spada di suo padre, </emphasis> pens� Eragon, <emphasis>mi spetterebbe di diritto la spada che Rhun�n forgi� per Brom.</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> Sarebbe anche del colore giusto, </emphasis>aggiunse Saphira. <emphasis>La sua dragonessa, la mia omonima, era blu anche lei.</emphasis></p><empty-line/><p> Alla fine, disperato, Eragon espanse la mente verso l'albero di Menoa e cerc� di attirare l'attenzione della sua coscienza sonnolenta, per spiegare cosa cercava e chiederle aiuto. Ma fu come tentare di comunicare con il vento o la pioggia, perch� l'albero non si accorse di lui pi� di quanto lui non si sarebbe accorto di una formica che agitava le antenne vicino ai suoi stivali.</p><empty-line/><p> Delusi, Eragon e Saphira lasciarono l'albero di Menoa proprio mentre il disco del sole baciava l'orizzonte. Dalla radura Saphira vol� fino al centro di Ellesm�ra, dove plan� atterrando nella stanza da letto della casa sull'albero che gli elfi avevano preparato per loro. La casa era un insieme di camere rotonde appollaiate sulla corona di un albero massiccio, a centinaia di piedi dal suolo.</p><empty-line/><p> Un pasto di frutta, verdure, fagioli cotti e pane aspettava Eragon nella stanza da pranzo. Dopo aver mangiato, invece di gettarsi sul letto prefer� accoccolarsi accanto a Saphira sulla pedana rivestita di coperte che era il suo giaciglio. Mentre Saphira piombava in un sonno profondo, lui rimase sveglio a osservare le stelle sorgere e schierarsi nel cielo sulla foresta illuminata dalla luna, e pens� a Brom e al mistero di sua madre. Pi� tardi, quella notte, scivol� nel suo ormai abituale sonno vigile, dove parl� con i suoi genitori. Non riusc� a sentire che cosa dicevano, perch� le loro voci erano basse e indistinte, ma in qualche modo percep� l'amore e l'orgoglio che provavano per lui, e sebbene sapesse che non erano altro che fantasmi della sua mente inquieta, da allora conserv� per sempre il ricordo del loro affetto.</p><p>All'alba, un'esile elfa guid� Eragon e Saphira attraverso i sentieri di Ellesm�ra fino alla residenza della famiglia Valtharos. Mentre passavano fra i tronchi scuri dei pini torreggianti, Eragon fu colpito da quanto fosse vuota e silenziosa la citt� rispetto alla loro ultima visita; scorse solo tre elfi fra gli alberi, tre figure alte e aggraziate che si allontanarono a passi felpati.</p><p><emphasis>Quando gli elfi vanno in guerra, </emphasis> osserv� Saphira, <emphasis>pochi restano a casa. Gi�.</emphasis></p><empty-line/><p> Lord Fiolr li aspettava in una sala dal soffitto a volta, illuminata da diversi fuochi fatui fluttuanti. Aveva il viso lungo e severo e pi� spigoloso di quello della maggior parte degli elfi, tanto che i suoi lineamenti ricordarono a Eragon una lancia dalla punta sottile. Indossava una tunica verde e oro dal colletto alto e svasato, come la cresta piumata di un uccello esotico. Nella sinistra impugnava uno scettro di legno bianco che recava incisi i glifi della Liduen Kvaedh�. In cima allo scettro era incastonata una perla lucente.</p><empty-line/><p> Lord Fiolr fece un profondo inchino, ed Eragon lo imit�. Poi si scambiarono i saluti rituali degli elfi ed Eragon ringrazi� il signore cos� generoso da permettergli d'ispezionare la spada T�merlein.</p><p>Lord Fiolr disse: �Da lungo tempo T�merlein � un trofeo prezioso della mia famiglia, e mi sta particolarmente a cuore. Conosci la sua storia, Ammazzaspettri?�</p><p>�No� rispose Eragon.</p><empty-line/><p> �La mia compagna era la saggia e bellissima Naudra, e suo fratello, Arva, era un Cavaliere dei Draghi al tempo della Caduta. Naudra era in visita da lui a Ilirea quando Galbatorix e i Rinnegati si abbatterono sulla citt� come una tempesta dal nord. Arva combatt� insieme agli altri Cavalieri per difendere Ilirea, ma Kialand� dei Rinnegati gli inflisse un colpo mortale. Mentre giaceva morente sui bastioni di Ilirea, Arva consegn� la sua spada T�merlein a Naudra perch� potesse difendersi. Con T�merlein, Naudra si apr� un varco fra i Rinnegati e fugg�, tornando qui accompagnata da un drago e un Cavaliere, anche se mor� subito dopo a causa delle ferite riportate.�</p><empty-line/><p> Lord Fiolr accarezz� lo scettro e dalla perla scatur� un tenue bagliore. �T�merlein per me � preziosa come l'aria che respiro. Preferirei separarmi della mia vita piuttosto che separarmi da lei. Purtroppo, n� io n� i miei discendenti siamo degni di maneggiarla. T�merlein � stata forgiata per un Cavaliere, e Cavalieri noi non siamo. Te la presto volentieri, Ammazzaspettri, affinch� ti aiuti a combattere Galbatorix. Per� T�merlein rester� propriet� del Casato di Valtharos, e tu devi promettermi di restituirmi la spada se mai io o uno dei miei eredi te la chiederemo.�</p><empty-line/><p> Eragon diede la sua parola e Lord Fiolr condusse lui e Saphira fino al lungo, lucido tavolo che cresceva dal legno vivente del pavimento. In fondo al tavolo c'era una rastrelliera ornata dov'era esposta T�merlein col suo fodero.</p><empty-line/><p> La lama di T�merlein era di un verde intenso, ricco, cos� come il suo fodero. Un grande smeraldo ne adornava il pomolo, le decorazioni erano d'acciaio brunito e una serie di glifi correva lungo la guardia crociata. Dicevano in elfico: <emphasis>Io sono T�merlein, portatrice del sonno finale. </emphasis>La spada era lunga quanto Zar'roc, ma aveva la lama pi� larga, la punta pi� arrotondata e l'elsa pi� pesante. Era un'arma bella e letale, ma a Eragon bast� una sola occhiata per capire che Rhun�n aveva forgiato T�merlein per una persona con uno stile di combattimento diverso dal suo, uno stile che faceva pi� affidamento sulla violenza dei colpi che sulle rapide ed eleganti tecniche che Brom gli aveva insegnato.</p><empty-line/><p> Non appena le dita di Eragon si chiusero intorno all'impugnatura di T�merlein, si accorse che era troppo grande per la sua mano e in quel momento seppe che non era la spada per lui: non gli dava la sensazione di essere il proseguimento del suo braccio, com'era successo con Zar'roc. Malgrado ci�, Eragon esit�, sapendo che sarebbe stato difficile trovare una spada altrettanto bella. Arvindr, l'altra spada citata da Oromis, si trovava in una citt� a centinaia di miglia di distanza.</p><empty-line/><p> Saphira disse: <emphasis>Non prenderla. Se devi portare una spada in battaglia, se la tua vita e la mia dipendono da essa, allora dev'essere perfetta, niente di meno. E poi non mi piacciono le condizioni che Lord Fiolr ha posto per darcela.</emphasis></p><empty-line/><p> E cos� Eragon rimise T�merlein sulla rastrelliera e si scus� con Lord Fiolr spiegando perch� non poteva accettare la spada. L'elfo dalla faccia aguzza non parve troppo deluso; al contrario, a Eragon parve di scorgere un lampo di soddisfazione nei fieri occhi di Fiolr.</p><p>Dalla dimora della famiglia Valtharos, Eragon e Saphira s'inoltrarono negli oscuri recessi della foresta fino alla galleria di alberi di sanguinella che conduceva al patio centrale della casa di Rhun�n. Quando emersero dalla galleria, Eragon sent� il tintinnio di un martello su uno scalpello e vide Rhun�n seduta su una panca nella fucina al centro del patio. L'elfa era impegnata a scolpire un blocco di lucido acciaio. Eragon non riusc� a capire che cosa stava realizzando, perch� il pezzo era ancora grezzo e impreciso.</p><p>�E cos�, Ammazzaspettri, sei ancora vivo� disse Rhun�n senza sollevare lo sguardo dal suo lavoro. La sua voce stridette come una serie di mole dentellate. �Oromis mi ha detto che Zar'roc ti � stata presa dal figlio di Morzan.�</p><p>Eragon trasal� e annu�. �S�, Rhun�n-elda. Me l'ha portata via sulle Pianure Ardenti.�</p><empty-line/><p> �Bah.� Rhun�n si concentr� sul lavoro, battendo il martello sul cesello a una velocit� sovrumana. Poi si ferm� e disse: �Zar'roc ha trovato il suo legittimo proprietario, dunque. Non approvo l'uso che ne fa... come si chiama? Ah, s�... <emphasis>Murtagh, </emphasis>ma ogni Cavaliere merita una spada adeguata e non riesco a pensare a una spada migliore per il figlio di Morzan che quella dello stesso Morzan.� L'elfa scocc� un'occhiata a Eragon da sotto la fronte rugosa. �Cerca di capirmi, Ammazzaspettri, non avrei avuto nulla in contrario se tu avessi tenuto Zar'roc, ma mi farebbe molto pi� piacere che tu avessi una spada fatta apposta per te. Zar'roc pu� averti servito bene, ma non aveva la forma giusta per il tuo corpo. Per non parlare di T�merlein. Saresti uno sciocco se credessi di poterla maneggiare.�</p><empty-line/><p> �Come vedi, non l'ho presa.�</p><empty-line/><p> Rhun�n annu� e ricominci� a martellare. �Be', allora bravo.�</p><empty-line/><p> �Se Zar'roc � la spada giusta per Murtagh� disse Eragon �allora non sarebbe quella di Brom l'arma giusta per me?�</p><empty-line/><p> Rhun�n corrug� le sopracciglia. �Undbitr? Perch� ti � venuta in mente la spada di Brom?�</p><empty-line/><p> �Perch� Brom era mio padre� disse Eragon, e prov� un brivido nel dirlo.</p><empty-line/><p> �Le cose stanno cos�, dunque?� Mettendo da parte martello e scalpello, Rhun�n usc� da sotto la tettoia della fucina e si ferm� davanti a Eragon. Era un po' curva per tutti i secoli che aveva passato china sul suo lavoro, e perci� sembrava un pollice o due pi� bassa di lui. �Uhm, s�, mi pare di vedere una certa somiglianza. Era un tipo schietto, Brom. Diceva quello che pensava senza tanti giri di parole. Mi piaceva molto. Non sopporto com'� diventata la mia razza. Sono tutti troppo cortesi, troppo raffinati, troppo perbene. Ha! Ricordo quando gli elfi ridevano e combattevano come creature normali. Ora sono cos� controllati che certi sembrano non provare pi� emozioni di una statua di marmo!�</p><empty-line/><p> Saphira disse: <emphasis>Ti riferisci a com'erano gli elfi prima che le nostre razze si unissero?</emphasis></p><empty-line/><p> Rhun�n volse il viso accigliato verso Saphira. �Squamediluce. Benvenuta. S�, parlavo dell'epoca prima del patto fra elfi e draghi. I cambiamenti che ho visto nelle nostre razze da allora si potrebbero credere a stento possibili, ma cos� � andata, ed eccomi qui, una delle poche ancora in grado di ricordare com'eravamo prima.�</p><empty-line/><p> Poi Rhun�n torn� a guardare Eragon. �Undbitr non � la risposta ai tuoi bisogni. Brom perse la sua spada durante la Caduta dei Cavalieri. Se non si trova nella collezione di Galbatorix, allora potrebbe essere stata distrutta, o trovarsi sepolta da qualche parte, sotto i resti delle ossa putrefatte disseminate su un campo di battaglia da tempo dimenticato. E se anche qualcuno riuscisse a individuarla, tu non potresti recuperarla in tempo per affrontare i tuoi nemici.�</p><empty-line/><p> �E allora che cosa dovrei fare, Rhun�n-elda?� chiese Eragon. Le raccont� del falcione che aveva scelto quando si trovava fra i Varden, di come lo aveva rinforzato con gli incantesimi e di quanto era successo nelle gallerie sotto il Farthen D�r.</p><empty-line/><p> Rhun�n sbuff�. �No, cos� non funziona mai. Una volta che una lama � stata forgiata e temprata, puoi anche proteggerla con un'infinit� di incantesimi, ma non riuscirai mai a rendere il metallo pi� resistente. Un Cavaliere ha bisogno di qualcosa di meglio: una lama che resista agli impatti pi� violenti e alla maggior parte degli incantesimi. No. Bisogna cantare gli incantesimi sul metallo fuso mentre lo si estrae dal minerale, e poi anche mentre lo si forgia, allo scopo di alterare e migliorare la struttura stessa del metallo.�</p><empty-line/><p> �Ma come posso procurami una spada simile?� chiese Eragon. �Me ne faresti una tu, Rhun�n-elda?�</p><empty-line/><p> Le rughe sottili sul volto di Rhun�n si fecero pi� profonde. L'elfa tese un braccio e si massaggi� il gomito; i muscoli dell'avambraccio nudo si contrassero. �Sai che ho giurato di non creare mai pi� un'arma finch� campo.�</p><empty-line/><p> �Lo so.�</p><empty-line/><p> �Il mio giuramento mi vincola; non posso romperlo, anche se lo volessi.� Continuando a stringersi il gomito, Rhun�n torn� alla panca e si sedette davanti alla scultura. �E perch� dovrei, Cavaliere dei Draghi? Dimmelo. Perch� dovrei liberare nel mondo un'altra sterminatrice d'anime?�</p><empty-line/><p> Scegliendo con cura le parole, Eragon disse: �Perch� se lo facessi, potresti contribuire alla fine al regno di Galbatorix. Non ti sembra giusto che io lo uccida con una spada da te forgiata, quando � stato con le tue spade che lui e i Rinnegati hanno ucciso cos� tanti draghi e Cavalieri? Tu odi il modo in cui hanno usato le tue armi. Quale maniera migliore per pareggiare i conti che forgiare lo strumento che segner� la fine di Galbatorix?�</p><empty-line/><p> Rhun�n incroci� le braccia e guard� il cielo. �Una spada... una nuova spada. Dopo cos� tanto tempo, esercitare di nuovo la mia arte per...� Abbassando lo sguardo, sporse il mento verso Eragon e disse: �� possibile, dico possibile, che ci sia un modo per aiutarti, ma � inutile pensarci perch� non posso provarci.�</p><empty-line/><p><emphasis>Perch� no? </emphasis>chiese Saphira.</p><empty-line/><p> �Perch� non ho il metallo che mi serve!� rugg� Rhun�n. �Non penserete che abbia forgiato le spade dei Cavalieri con un metallo qualsiasi? No! Tanto tempo fa, mentre vagavo nella Du Weldenvarden, m'imbattei nei frammenti di una cometa caduta sulla terra. Erano composti da un minerale metallifero che non assomigliava a niente che avessi maneggiato prima, perci� lo portai con me nella fucina e lo raffinai, scoprendo che la lega d'acciaio risultante era pi� resistente, pi� dura e allo stesso tempo pi� flessibile di qualunque altra di origine terrestre. Chiamai il metallo <emphasis>acciaioluce, </emphasis>per la sua straordinaria brillantezza, e quando la regina Tarmunora mi chiese di forgiare la prima spada dei Cavalieri, usai l'acciaioluce. In seguito, ogni volta che ne avevo l'occasione, setacciavo la foresta in cerca di altri frammenti di metallo astrale. Non ne trovavo spesso, ma quando mi capitava lo mettevo da parte per i cavalieri.</p><empty-line/><p> �Col passare dei secoli, i frammenti divennero sempre pi� rari, finch� non cominciai a pensare che non ce ne fossero pi�. Mi ci vollero ventiquattro anni per trovare l'ultimo giacimento. Con quello forgiai sette spade, fra cui Undbitr e Zar'roc. Dalla Caduta dei Cavalieri ho cercato soltanto un'altra volta l'acciaioluce, ed � stato stanotte, dopo che Oromis mi ha parlato di te.� Rhun�n scosse il capo e i suoi occhi acquosi indugiarono su Eragon. �Ho battuto la foresta in lungo e in largo, e ho lanciato molti incantesimi di ricerca e recupero, ma non ho trovato nemmeno una piccolissima scheggia di acciaioluce. Se riuscissimo a procurarcene un po', allora potremmo cominciare a pensare a una spada per te, Ammazzaspettri. Altrimenti questa discussione � superflua.�</p><empty-line/><p> Eragon fece un inchino all'elfa e la ringrazi� per il tempo che gli aveva dedicato, poi insieme a Saphira lasci� il patio e s'inoltr� nella galleria verde e frondosa di alberi di sanguinella.</p><empty-line/><p> Mentre camminavano a fianco a fianco verso una radura da cui Saphira potesse decollare, Eragon disse: <emphasis>Acciaioluce..</emphasis>. <emphasis> Dev'essere questo che intendeva Solembum. Dev'esserci dell'acciaioluce sotto l'albero di Menoa.</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> E lui come lo sapeva?</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> Forse gliel'ha detto l'albero. Ma che importa?</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> Acciaioluce o no, </emphasis>disse lei, <emphasis>come faremo a raggiungere qualunque cosa sia nascosta sotto le radici dell'albero di Menoa? Non possiamo tagliarle, e non sapremmo nemmeno da dove iniziare.</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> Devo pensarci.</emphasis></p><p>Dalla radura vicino alla casa di Rhun�n, Saphira ed Eragon sorvolarono Ellesm�ra per tornare alla rupe di Tel'nae�r, dove li aspettavano Oromis e Glaedr. Quando Saphira atterr�, Eragon smont�, e la dragonessa azzurra e il drago dorato balzarono dalla rupe e risalirono a spirale verso il cielo, volando senza una meta precisa, godendo semplicemente l'una della presenza dell'altro.</p><p>Mentre i due draghi danzavano fra le nuvole, Oromis insegn� a Eragon a trasportare con la magia un oggetto da un posto all'altro senza che l'oggetto percorresse fisicamente la distanza fra i due punti. �La maggior parte delle forme di magia� disse Oromis �richiede una dose maggiore di energia quanto pi� � grande la distanza fra te e il tuo obiettivo. Ma la regola non vale in questo particolare caso. Mandare questo sasso che ho in mano dall'altra parte del ruscello richiede la stessa quantit� di energia che mandarlo fino alle Isole Meridionali. Per questa ragione, l'incantesimo � utilissimo quando con la magia devi trasportare un oggetto attraverso una distanza cos� grande che ti ucciderebbe se dovessi farlo nello spazio. D'altra parte � un incantesimo molto debilitante, ed � preferibile evocarlo solo quando tutto il resto ha fallito. Spostare qualcosa di grosso come l'uovo di Saphira, per esempio, ti lascerebbe privo delle forze per muoverti.�</p><p>Poi Oromis insegn� a Eragon le parole dell'incantesimo con le diverse varianti, e quando Eragon ebbe memorizzato la formula a un livello di perfezione tale da soddisfare Oromis, l'elfo gli chiese di spostare la piccola pietra che aveva in mano.</p><p>Non appena Eragon ebbe pronunciato l'incantesimo, il sasso scomparve dal palmo di Oromis e un istante dopo riapparve al centro della radura in un lampo di luce blu, accompagnato da un forte boato e una vampata d'aria bollente. Eragon trasal� per il fragore, poi si aggrapp� al ramo di un albero vicino per non cadere, con le ginocchia che gli tremavano e una sensazione di gelo per tutto il corpo. Con il cuoio capelluto che gli formicolava, guard� il sasso che giaceva in un cerchio d'erba carbonizzata e appiattita e si ricord� di quando aveva visto l'uovo di Saphira per la prima volta.</p><p>�Bravo� comment� Oromis. �Ora, sai dirmi perch� il sasso ha prodotto quel rumore quando si � materializzato sull'erba?�</p><empty-line/><p> Eragon prest� molta attenzione a quello che Oromis gli diceva, ma durante tutta la lezione continu� a riflettere sull'albero di Menoa. Sapeva che anche Saphira ci stava pensando, mentre volava alta nel cielo. Ma pi� ci pensava, pi� disperava di riuscire a trovare la soluzione.</p><empty-line/><p> Quando ebbe finito d'insegnargli a spostare gli oggetti, Oromis gli chiese: �Visto che hai rifiutato l'offerta di T�merlein di Lord Fiolr, tu e Saphira vi tratterrete ancora a lungo a Ellesm�ra?�</p><empty-line/><p> �Non lo so, maestro� rispose Eragon. �Vorrei fare ancora un tentativo con l'albero di Menoa, ma se non ci riesco, allora immagino di non avere altra scelta che tornare dai Varden a mani vuote.�</p><empty-line/><p> Oromis annu�. �Prima di partire, torna qui con Saphira un'ultima volta.�</p><empty-line/><p> �S�, maestro.�</p><empty-line/><p> Mentre Saphira volava con Eragon in groppa verso l'albero di Menoa, disse: <emphasis>Non ha funzionato prima, perch� dovrebbe funzionare adesso?</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> Perch� s�. E poi, hai un'idea migliore?</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> No, ma non mi piace. Non sappiamo come potrebbe reagire. Ricorda: prima che Linn�a si cantasse nell'albero, aveva ucciso il giovane uomo che l'aveva tradita. Potrebbe ricorrere di nuovo alla violenza.</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> Non lo far�, se ci sei tu l� a proteggermi.</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> Uhm.</emphasis></p><empty-line/><p> Levando una debole corrente d'aria, Saphira atterr� su una radice a forma di nocca, a diverse centinaia di piedi di distanza dalla base dell'albero di Menoa. Al suo arrivo, gli scoiattoli che abitavano sull'enorme pino lanciarono acuti squittii per avvertire i fratelli.</p><empty-line/><p> Eragon scese sulla radice e si strofin� i palmi sulle cosce, poi mormor�: �Be', non perdiamo tempo.� Con passi felpati risal� la radice fino al tronco, aprendo le braccia per tenersi in equilibrio. Saphira lo segu� pi� adagio; i suoi artigli scheggiavano e crepavano la corteccia dove camminava.</p><empty-line/><p> Eragon si accovacci� su un tratto di legno scivoloso e infil� le dita in una fenditura del tronco per non cadere. Aspett� che Saphira arrivasse, poi chiuse gli occhi, inspir� a fondo l'aria fredda e umida e indirizz� i pensieri verso l'albero.</p><empty-line/><p> L'albero di Menoa non fece alcun tentativo per impedirgli di toccare la sua mente, perch� la sua coscienza era cos� vasta e aliena, e talmente intrecciata col resto della vita vegetale della foresta, che non aveva bisogno di difendersi. Chiunque volesse prendere il controllo dell'albero avrebbe dovuto estendere il suo dominio mentale su una parte enorme della Du Weldenvarden, un'impresa che nessun individuo da solo poteva sperare di compiere.</p><empty-line/><p> Eragon sent� provenire dall'albero una sensazione di calore e di luce e avvert� la pressione della terra sulle radici nel raggio di centinaia di iarde. Sent� la brezza muoversi nell'intrico di rami, e un rivolo di linfa viscosa che stillava da un piccolo taglio nella corteccia, e ricevette una moltitudine d'impressioni analoghe dalle altre piante che l'albero di Menoa sorvegliava. In confronto alla consapevolezza che l'albero aveva mostrato di possedere durante l'Agaet� Bl�dhren, adesso sembrava quasi addormentato; l'unico pensiero che Eragon percep� era cos� lungo e lento che non riusc� a decifrarlo.</p><empty-line/><p> Facendo appello a tutte le sue risorse, Eragon invi� un grido mentale all'albero: <emphasis> Ti prego, ascoltami, possente albero! Ho bisogno del tuo aiuto! L'intero paese � in guerra, gli elfi hanno lasciato la sicurezza della Du Weldenvarden, e io non ho una spada con cui combattere! Il gatto mannaro Solembum mi ha detto di cercare sotto l'albero di Menoa quando avessi avuto bisogno di un'arma. Be', quel momento � giunto! Ti prego, ascoltami, o madre della foresta! Aiutami nella mia ricerca! </emphasis>Mentre parlava, Eragon invi� alla coscienza dell'albero immagini di Castigo, Murtagh e delle armate imperiali. Saphira rafforz� quelle immagini con il potere della propria mente, aggiungendo altri ricordi.</p><empty-line/><p> Eragon non si affid� solo alle parole e alle immagini. Da dentro se stesso e da Saphira fece confluire nell'albero una forte corrente di energia: un regalo di buona fede che sperava sarebbe riuscito a risvegliarne la curiosit�.</p><empty-line/><p> Passarono diversi minuti e ancora l'albero non reagiva, ma Eragon non voleva arrendersi. Le piante, pens�, si muovono a un ritmo pi� lento rispetto agli umani e agli elfi; c'era da aspettarsi che l'albero di Menoa non rispondesse subito alla loro richiesta.</p><empty-line/><p><emphasis>Non possiamo sacrificare altre forze, </emphasis>disse Saphira. <emphasis>Non se vogliamo tornare dai Varden in tempo.</emphasis></p><empty-line/><p> Eragon annu� e arrest� a malincuore il flusso di energia.</p><empty-line/><p> Mentre continuavano a implorare l'albero di Menoa, il sole raggiunse lo zenit e poi cominci� a discendere; le nuvole si gonfiarono, si rimpicciolirono, si rincorsero nel cielo. Gli uccelli sfrecciavano fra gli alberi, gli scoiattoli squittivano irritati, le farfalle svolazzavano da un posto all'altro, e una fila di formiche rosse marci� accanto allo stivale di Eragon trasportando piccole larve bianche.</p><empty-line/><p> Alla fine Saphira ringhi� e ogni uccello nei dintorni fugg� terrorizzato. <emphasis>Ne ho abbastanza di star qui a fare tutti questi complimenti! </emphasis>dichiar�. <emphasis>Sono un drago, e non permetter� a un albero di ignorarmi.</emphasis></p><empty-line/><p> �No, aspetta!� grid� Eragon, che aveva percepito le sue intenzioni. Ma Saphira non lo ascolt�. Fatto qualche passo indietro, si accovacci� e affond� gli artigli nella radice dell'albero, poi, con un potente strattone, stacc� tre grosse strisce di legno. <emphasis>Vieni fuori e parla con noi, elfa-albero! </emphasis>rugg�. Gett� indietro la testa come un serpente pronto a colpire ed erutt� dalle fauci una colonna di fiamme che avvolse il tronco in una tempesta di fuoco azzurro e bianco. Coprendosi la faccia, Eragon balz� via per sfuggire al calore.</p><empty-line/><p> �Saphira, fermati!� url�, orripilato.</p><empty-line/><p><emphasis>Mi fermer� quando ci risponder�.</emphasis></p><empty-line/><p> Una fitta pioggia di gocce d'acqua si rivers� a terra. Guardando in alto, Eragon vide i rami del pino tremare e ondeggiare sempre pi� forte: l'aria riverber� del gemito di legno contro legno. Nello stesso istante, una gelida brezza gli invest� le guance, ed Eragon ebbe l'impressione di sentire un sordo brontolio sotto i piedi. Guardandosi attorno, not� che gli alberi che orlavano la radura sembravano pi� alti e pi� inclinati verso l'interno, con i rami contorti che si allungavano verso di lui come artigli.</p><empty-line/><p> Eragon ebbe paura.</p><empty-line/><p><emphasis>Saphira... </emphasis>disse, e pieg� le ginocchia, pronto a fuggire o a combattere.</p><empty-line/><p> Serrando le fauci, Saphira interruppe il getto di fuoco e distolse lo sguardo dall'albero di Menoa. Non appena ebbe scorto l'anello di alberi minacciosi, le sue squame ondeggiarono e si rizzarono come il pelo di un gatto irritato. Ringhi� contro la foresta, volgendo il capo da un lato all'altro, poi dispieg� le ali e cominci� ad allontanarsi dall'albero di Menoa. <emphasis>Presto, sali sulla mia schiena.</emphasis></p><empty-line/><p> Prima che Eragon riuscisse a fare un solo passo, una radice larga quanto il suo braccio spunt� dal terreno e gli si arrotol� intorno alla caviglia sinistra, immobilizzandolo. Radici ancora pi� grosse sbucarono ai lati di Saphira e le afferrarono le zampe e la coda, inchiodandola sul posto. Saphira rugg� infuriata e inarc� il collo, pronta a sputare fuoco di nuovo.</p><empty-line/><p> Le fiamme nella sua bocca tremolarono e si spensero quando una voce risuon� nelle loro menti, un lento sussurro che a Eragon ricord� un fruscio di foglie:<emphasis> Chi osa disturbare la mia pace? Chi osa mordermi e bruciarmi? Ditemi chi siete, cos� sapr� chi ho ucciso.</emphasis></p><empty-line/><p> Eragon si lasci� sfuggire una smorfia di dolore quando la radice gli si strinse ancora di pi� intorno alla caviglia. Ancora un po' pi� di pressione e gli avrebbe spezzato l'osso. <emphasis>Io sono Eragon Ammazzaspettri e questa � la dragonessa cui sono legato, Saphira Squamediluce.</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> E allora morite, Eragon Ammazzaspettri e Saphira Squamediluce.</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> Aspetta! </emphasis>disse Eragon. <emphasis>Non ho finito di presentarci.</emphasis></p><empty-line/><p> Segu� un lungo silenzio, poi la voce disse: <emphasis>Continua.</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> Io sono l'ultimo Cavaliere dei Draghi di Alaga�sia, e Saphira � l'ultima dragonessa esistente. Siamo forse gli unici che possono sconfiggere Galbatorix, il traditore che ha distrutto i Cavalieri e conquistato met� Alaga�sia.</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> Perch� mi hai ferita, drago? </emphasis>sospir� la voce.</p><empty-line/><p> Saphira scopr� i denti e rispose: <emphasis>Perch� non volevi parlare con noi, elfaalbero, e perch� Eragon ha perso la sua spada e un gatto mannaro gli ha detto di guardare sotto l'albero di Menoa quando gli fosse servita un'arma. Abbiamo guardato e guardato, ma non riusciamo a trovarla da soli.</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> Allora muori invano, drago, perch� non ci sono armi sotto le mie radici.</emphasis></p><empty-line/><p> Nel disperato tentativo di far parlare ancora l'albero, Eragon disse: <emphasis>Crediamo che il gatto mannaro intendesse l'acciaioluce, il metallo astrale che Rhun�n usa per forgiare le lame dei Cavalieri. Senza di esso non pu� farmi una spada.</emphasis></p><empty-line/><p> La radura s'incresp� di ondulazioni mentre il tappeto di radici si spostava. Il movimento fece scappare fuori dalle tane e dai nascondigli centinaia di conigli, topi, arvicole, toporagni e altre piccole creature che, in preda al panico, andarono a rifugiarsi nel folto della foresta.</p><empty-line/><p> Con la coda dell'occhio Eragon vide decine di elfi correre verso la radura, i capelli che fluttuavano al vento come vessilli di seta. Silenziosi come fantasmi, gli elfi si fermarono sotto i rami degli alberi che delimitavano la radura a osservare lui e Saphira, senza fare una mossa per avvicinarsi o soccorrerli.</p><empty-line/><p> Eragon stava per chiamare Oromis e Glaedr con la mente, quando la voce torn� a farsi sentire. <emphasis>Il gatto mannaro sapeva il fatto suo. C'� un frammento di acciaioluce proprio ai margini delle mie radici, ma voi non lo avrete. Mi avete morso e bruciato, e io non vi perdono.</emphasis></p><empty-line/><p> L'eccitazione suscitata dalla notizia dell'esistenza del minerale si stemper� nell'angoscia. <emphasis>Ma Saphira � l'ultima dragonessa! </emphasis>esclam� Eragon. <emphasis>Non puoi ucciderla!</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> I draghi sputano fuoco, </emphasis>mormor� la voce, e un fremito percorse gli alberi intorno alla radura. <emphasis>I fuochi si devono spegnere.</emphasis></p><empty-line/><p> Saphira rugg� ancora e disse: <emphasis>Se non riusciremo a fermare l'uomo che ha distrutto i Cavalieri dei Draghi, lui verr� qui e brucer� la foresta che ti circonda e poi distrugger� anche te, elfa-albero. Per� se ci aiuti forse potremo fermarlo.</emphasis></p><empty-line/><p> Un forte stridio riecheggi� nell'aria quando due rami sfregarono fra di loro. <emphasis>Se prova a uccidere le mie amate piantine, allora morir�. Nessuno � forte come l'intera foresta. Nessuno pu� sperare di sconfiggere la foresta, e io parlo a nome della foresta.</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> L'energia che ti abbiamo dato non basta a sanare le tue ferite? </emphasis>chiese Eragon. <emphasis>Non ti basta come risarcimento?</emphasis></p><empty-line/><p> L'albero di Menoa non rispose, ma si limit� a esaminare la mente di Eragon scivolando fra i suoi pensieri come un alito di vento. <emphasis>Che cosa sei, Cavaliere? </emphasis>disse l'albero. <emphasis>Conosco ogni creatura che vive in questa foresta, ma non ne ho mai incontrata una come te.</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> Non sono un elfo n� un umano. Sono qualcosa a met�. I draghi mi hanno cambiato durante la Celebrazione del Giuramento di Sangue.</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> Perch� ti hanno cambiato, Cavaliere?</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> Perch� potessi combattere meglio Galbatorix e il suo Impero.</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> Ricordo di aver sentito un'alterazione nel mondo durante la celebrazione, ma non credevo che fosse importante... Tutto adesso mi sembra poco importante, tranne il sole e la pioggia.</emphasis></p><empty-line/><p> Eragon disse: <emphasis>Guariremo il tuo tronco e la tua radice, se ci� ti soddisfa, ma ti prego, possiamo avere l'acciaioluce?</emphasis></p><empty-line/><p> Gli altri alberi scricchiolarono e gemettero come anime in pena, e poi, fievole e tremolante, la voce torn�: <emphasis>Mi darai ci� che voglio in cambio, Cavaliere dei Draghi?</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> S�, </emphasis>disse Eragon s�nza esitare. Era pronto a pagare qualsiasi prezzo pur di avere una spada da Cavaliere.</p><empty-line/><p> La chioma dell'albero di Menoa si fece immobile e per lunghi minuti nella radura regn� un assoluto silenzio. Poi il terreno cominci� a tremare, e le radici davanti a Eragon presero a contorcersi e a strusciare l'una contro l'altra, perdendo frammenti di corteccia mentre si facevano da parte per sgombrare un piccolo spazio di terra. Dal terreno cominci� a spuntare quello che sembrava un blocco di ferro corroso, lungo circa due piedi e largo un piede e mezzo. Non appena il minerale emerse completamente dal nero e fertile suolo, Eragon sent� una debole fitta al basso ventre. Trasal� e si massaggi� lo stomaco, ma il disagio momentaneo era gi� svanito. A quel punto, la radice che gli serrava la caviglia si allent�, ritirandosi nel terreno, e lo stesso fecero quelle che trattenevano Saphira.</p><empty-line/><p><emphasis>Ecco il tuo metallo, </emphasis>mormor� l'albero di Menoa. <emphasis>Prendilo e vattene...</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> Ma... </emphasis>inizi� a chiedere Eragon.</p><empty-line/><p><emphasis>Va'... </emphasis>disse l'albero di Menoa, la voce sempre pi� fievole. <emphasis>Va'... </emphasis>E la coscienza dell'albero si ritrasse da lui e da Saphira, sprofondando sempre pi� in se stessa finch� Eragon ne riusc� a percepire a stento la presenza. Intorno a loro, i pini minacciosi tornarono nella posizione abituale.</p><empty-line/><p> �Ma...� disse Eragon ad alta voce, confuso dal fatto che l'albero di Menoa non gli avesse detto che cosa voleva.</p><empty-line/><p> Ancora perplesso, si chin� sul minerale, infil� le dita sotto il masso venato di metallo e lo sollev� fra le braccia, sbuffando per il peso. Stringendolo al petto, volse le spalle all'albero di Menoa e cominci� la lunga camminata verso la casa di Rhun�n.</p><empty-line/><p> Saphira lo affianc� e annus� l'acciaioluce. <emphasis>Avevi ragione, </emphasis>disse. <emphasis>Non avrei dovuto aggredirla.</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> Almeno abbiamo ottenuto l'acciaioluce, </emphasis>disse Eragon. E <emphasis>l'albero di Menoa, be', non so che cosa ha ottenuto lei, ma noi abbiamo ci� per cui siamo venuti. Ed � questo che conta.</emphasis></p><empty-line/><p> Gli elfi si allinearono lungo il sentiero che Eragon aveva scelto di seguire, fissando lui e Saphira con un'intensit� tale da fargli formicolare la nuca e decidere di affrettare il passo. Gli elfi non dissero una parola, ma continuarono a fissarlo con i loro occhi a mandorla come se stessero guardando un pericoloso animale che si aggirava fra le loro case.</p><empty-line/><p> Uno sbuffo di fumo usc� dalle narici di Saphira. <emphasis>Se Galbatorix non ci uccide prima, </emphasis>disse, <emphasis>penso che verr� il giorno in cui ci pentiremo di quello che abbiamo fatto oggi.</emphasis></p><p><strong>LA MENTE SUL METALLO </strong></p><p>�Dove l'hai trovato?� esclam� Rhun�n, quando Eragon entr� barcollando nel patio della casa e lasci� cadere il masso di acciaioluce ai suoi piedi.</p><empty-line/><p> Eragon le raccont� in breve di Solembum e dell'albero di Menoa.</p><empty-line/><p> Accovacciandosi davanti al minerale, Rhun�n ne accarezz� la superficie butterata; le sue dita indugiarono sulle venature di metallo che screziavano la roccia. �Siete stati molto sciocchi o molto coraggiosi nel mettere alla prova l'albero di Menoa. Non � una con cui si scherza.�</p><empty-line/><p><emphasis>Ce n'� abbastanza per una spada? </emphasis>chiese Saphira.</p><empty-line/><p> �Per parecchie spade, se l'esperienza non m'inganna� disse Rhun�n, rialzandosi. L'elfa scocc� un'occhiata alla fucina al centro del patio, poi batt� le mani, gli occhi ardenti di desiderio e determinazione. �Facciamola, allora! Ti serve una spada, Ammazzaspettri? Benissimo, ti dar� una spada come non se n'� mai vista una in Alaga�sia.�</p><empty-line/><p> �E il tuo giuramento?� chiese Eragon.</p><empty-line/><p> �Per adesso non ci pensare. Quando dovete tornare dai Varden, voi due?�</p><empty-line/><p> �Saremmo dovuti partire il giorno stesso che siamo arrivati� rispose Eragon.</p><empty-line/><p> Rhun�n rimase un attimo in silenzio, pensierosa. �Allora dovr� fare in fretta quello che in genere faccio con calma, e dovr� usare la magia per ottenere ci� che altrimenti mi richiederebbe settimane di lavoro manuale. Tu e Squamediluce mi aiuterete.�</p><empty-line/><p> Non era una domanda, ma Eragon annu�. �Stanotte non ci riposeremo, ma ti prometto, Ammazzaspettri, che entro domattina avrai la tua spada.� Piegando le ginocchia, Rhun�n sollev� senza alcuno sforzo il masso e lo port� alla panca dove c'era la sua scultura abbozzata.</p><empty-line/><p> Eragon si tolse la tunica e la camicia per non rovinarle, e al loro posto Rhun�n gli diede un panciotto attillato e un grembiule di tessuto trattato in modo da non poter prendere fuoco. Rhun�n si vest� in modo simile. Quando Eragon le chiese dei guanti, l'elfa scoppi� a ridere e scosse il capo. �Solo un fabbro maldestro usa i guanti.�</p><empty-line/><p> Poi Rhun�n lo condusse in una bassa stanzetta, simile a una grotta, incassata in uno dei tronchi che formavano la sua casa. All'interno c'erano sacchi di carbonella e cumuli sparsi di mattoni d'argilla biancastri. Servendosi di un incantesimo, Eragon e Rhun�n sollevarono diverse centinaia di mattoni e li portarono fuori, accanto alla fucina, poi fecero lo stesso con i sacchi di carbonella, ciascuno largo quanto il torace di un uomo.</p><empty-line/><p> Quando Rhun�n ritenne di avere abbastanza materiale, lei ed Eragon costruirono un forno. Era una struttura complessa e, dato che Rhun�n si rifiutava di ricorrere troppo alla magia, il progetto sottrasse loro gran parte del pomeriggio. Dapprima scavarono una fossa rettangolare profonda cinque piedi che riempirono con strati di sabbia, ghiaia, argilla, carbonella e cenere, lasciando diversi spazi e canaletti per eliminare l'umidit� che altrimenti avrebbe abbassato la temperatura del fuoco. Quando il contenuto della buca ebbe raggiunto il livello del terreno, ci costruirono sopra un trogolo di mattoni, usando come malta una miscela d'acqua e argilla avanzata. Rhun�n entr� in casa e ne usc� con una coppia di mantici che collegarono ai fori alla base del forno.</p><empty-line/><p> Poi fecero una pausa per bere e mangiare qualche boccone di pane e formaggio.</p><empty-line/><p> Dopo il breve ristoro, Rhun�n colloc� una manciata di ramoscelli nel trogolo, li accese mormorando una parola e quando le fiamme furono bene avviate, mise sul fondo alcuni ciocchi di quercia stagionata. Per quasi un'ora accud� il fuoco, alimentandolo con la cura di un giardiniere che coltiva le rose, finch� la legna fu bruciata completamente trasformandosi in un letto di carboni. Allora Rhun�n fece un cenno a Eragon e disse: �Adesso!�</p><empty-line/><p> Eragon sollev� il blocco di minerale e con estrema cautela lo abbass� nel trogolo. Quando il calore sulle dita divenne insopportabile, lasci� andare il blocco e balz� indietro, mentre una fontana di scintille si levava turbinando come uno sciame di lucciole. Sul minerale e sul carbone rovesci� una spessa coltre di carbonella per attizzare il fuoco.</p><empty-line/><p> Eragon si spazzol� la polvere di carbonella dalle mani e afferr� i manici di uno dei mantici, cominciando a pompare come faceva Rhun�n sull'altro lato del forno. Insieme ravvivarono il fuoco con un flusso regolare d'aria per far aumentare la temperatura.</p><empty-line/><p> Le squame del petto e del collo di Saphira sprizzavano abbaglianti lampi di luce mentre le fiamme danzavano nel forno. Si accucci� a parecchie iarde di distanza, gli occhi fissi sul cuore pulsante del fuoco. <emphasis>Potrei aiutarvi, lo sapete, </emphasis>disse. <emphasis>Mi ci vorrebbe giusto un minuto per sciogliere il minerale.</emphasis></p><empty-line/><p> �S� disse Rhun�n, �ma se lo sciogliessimo troppo in fretta, il metallo non si combinerebbe con la carbonella e non diventerebbe abbastanza duro e flessibile per una spada. Risparmia il tuo fuoco, dragonessa. Ci servir� pi� tardi.�</p><empty-line/><p> Con il calore del forno unito allo sforzo di azionare il mantice, Eragon si ritrov� ben presto coperto da un velo di sudore; le sue braccia nude risplendevano alla luce del fuoco.</p><empty-line/><p> Di tanto in tanto, lui o Rhun�n abbandonavano il mantice per spalare un nuovo strato di carbonella sul fuoco.</p><empty-line/><p> Il lavoro era monotono e dopo un po' Eragon perse la cognizione del tempo. Il costante ruggito delle fiamme, il mantice stretto fra le mani, il fruscio dell'aria soffiata e la presenza vigile di Saphira erano le uniche cose di cui fosse consapevole.</p><empty-line/><p> Cos� trasal� quando Rhun�n disse: �Dovrebbe bastare. Lascia pure il mantice.�</p><empty-line/><p> Eragon si asciug� la fronte e la aiut� a togliere i carboni incandescenti dal forno per poi versarli in un barile pieno d'acqua. A contatto dell'acqua i carboni sfrigolarono e sprigionarono un odore acre.</p><empty-line/><p> Quando finalmente sul fondo del trogolo comparve la pozza rosseggiante di metallo fuso - le scorie e le altre impurit� erano state eliminate durante il processo - Rhun�n la copr� con un strato alto un pollice di sottile cenere bianca, poi appoggi� la pala su un lato del forno e and� a sedersi sulla panca. �E adesso?� chiese Eragon, sedendosi al suo fianco.</p><empty-line/><p> �Adesso aspettiamo.�</p><empty-line/><p> �Cosa?�</p><empty-line/><p> Rhun�n indic� il cielo dove la luce del sole morente tingeva di rosso, oro e viola i brandelli di nuvole passeggere. �Quando lavoriamo il metallo dev'essere pi� buio, se vogliamo giudicarne il colore con esattezza. Inoltre l'acciaioluce ha bisogno di tempo per raffreddarsi in modo che sia morbido e facile da modellare.�</p><empty-line/><p> Allungando le mani dietro la testa, Rhun�n sciolse il laccio che le teneva i capelli, poi li raccolse e li leg� di nuovo. �Nel frattempo parliamo della tua spada. Come combatti, con una o con due mani?�</p><empty-line/><p> Eragon riflett� un minuto, poi disse: �Dipende. Se posso scegliere preferisco brandire la spada con una mano e portare lo scudo con l'altra. D'altro canto le circostanze non mi sono sempre state favorevoli, e spesso ho dovuto combattere senza scudo. In quel caso, mi piace impugnare l'elsa con entrambe le mani, per imprimere maggiore potenza al colpo. Il pomolo di Zar'roc era abbastanza grande da poterlo stringere anche con la sinistra, se dovevo, ma l'incastonatura del rubino era scomoda e non mi permetteva una presa sicura. Sarebbe bello avere un'elsa leggermente pi� lunga.�</p><empty-line/><p> �Ne deduco che non vuoi una vera spada a due mani� disse Rhun�n.</p><empty-line/><p> Eragon scosse il capo. �No, sarebbe troppo grande per combattere al coperto.�</p><empty-line/><p> �Dipende dalla lunghezza dell'elsa e della lama insieme, ma tutto sommato hai ragione. Che cosa ne diresti invece di una spada a una mano e mezza?�</p><empty-line/><p> L'immagine della prima spada di Murtagh gli attravers� la mente. E sorrise. <emphasis>Perch� no? </emphasis>pens� Eragon. �S�, una spada a una mano e mezza sarebbe perfetta.�</p><empty-line/><p> �E quanto vorresti che fosse lunga la lama?�</p><empty-line/><p> �Non pi� lunga di quella di Zar'roc.�</p><empty-line/><p> �Mmm. Vuoi una lama dritta o curva?�</p><empty-line/><p> �Dritta.�</p><empty-line/><p> �Hai delle preferenze per il guardamano?�</p><empty-line/><p> �Nessuna in particolare.�</p><empty-line/><p> Con le braccia incrociate, Rhun�n abbass� il mento sul petto e socchiuse gli occhi, le labbra strette in una smorfia di concentrazione. �E quanto dovrebbe essere larga la lama? Ricordati, non importa quanto sia stretta, la spada non si spezzer�.�</p><empty-line/><p> �Magari un po' pi� larga di Zar'roc vicino alla guardia.�</p><empty-line/><p> �Perch�?�</p><empty-line/><p> �Penso che sarebbe pi� elegante.�</p><empty-line/><p> Un'aspra risata rauca proruppe dalla gola di Rhun�n. �E questo in che cosa migliora l'uso della spada?�</p><empty-line/><p> Eragon si agit� a disagio sulla panca, a corto di parole.</p><empty-line/><p> �Non chiedermi di creare un'arma in base all'aspetto� lo ammon� Rhun�n. �Un'arma � uno strumento, e se � bella, � bella perch� � funzionale. Una spada che non sa adempiere al proprio compito ai miei occhi sarebbe brutta anche se avesse una bella forma e fosse adorna delle gemme pi� preziose e delle incisioni pi� elaborate.� L'elfa arricci� le labbra e le sporse in fuori mentre rifletteva. �Dunque, ricapitolando... una spada che vada bene sia per gli sfrenati combattimenti in campo aperto che per difenderti nelle strette gallerie del Farthen D�r. Una spada per tutte le occasioni, di discreta lunghezza, quindi, tranne che per l'elsa che dovr� essere pi� lunga della media.�</p><empty-line/><p> �Una spada per uccidere Galbatorix� disse Eragon.</p><empty-line/><p> Rhun�n annu�. �E in quanto tale dovr� essere ben protetta contro la magia...� Affond� di nuovo il mento nel petto. �Le armature sono molto migliorate nell'ultimo secolo, perci� la punta dovr� essere pi� stretta di quanto non fossi solita fare, per trapassare le placche e le maglie e scivolare negli interstizi fra i vari pezzi. Mmm.� Da una borsa legata al fianco Rhun�n trasse uno spago annodato con cui prese diverse misure delle mani e delle braccia di Eragon. Poi estrasse un attizzatoio di ferro dalla fucina e glielo lanci�. Lui lo afferr� al volo con una mano e inarc� un sopracciglio, stupito. L'elfa gli fece un cenno con l'indice puntato e disse: �Avanti, ora. In piedi, fammi vedere come ti muovi con una spada.�</p><empty-line/><p> Uscendo da sotto la tettoia della fucina, Eragon obbed�, mostrandole le diverse mosse che Brom gli aveva insegnato. Dopo qualche minuto sent� un clangore di metallo sulla pietra. Rhun�n toss� e disse: �Oh, che disastro.� Gli si piazz� davanti impugnando un secondo attizzatoio, la fronte solcata da un fiero cipiglio. Si port� l'attrezzo davanti al viso in segno di saluto e disse: �In guardia, Ammazzaspettri!�</p><empty-line/><p> L'attizzatoio sibil� nell'aria quando Rhun�n gli si avvent� contro con un fendente, che Eragon par� saltando di lato. L'attizzatoio che aveva in mano vibr� con violenza quando le due sbarre di metallo cozzarono. Duellarono per qualche minuto. Per quanto fosse evidente che l'elfa non tirava di scherma da un pezzo, Eragon la trov� lo stesso un'avversaria formidabile. Alla fine furono costretti a smettere perch� il morbido ferro degli attizzatoi si era piegato, tanto che le sbarre erano storte come i rami di un tasso.</p><empty-line/><p> Rhun�n prese i due attizzatoi ormai inutilizzabili e li pos� sulla pila degli attrezzi rotti. Torn� indietro, sollev� il mento e disse: �Ora so esattamente che forma dovr� avere la tua spada.�</p><empty-line/><p> �Ma come farai?�</p><empty-line/><p> Negli occhi di Rhun�n balen� un luccichio divertito. �Non la far� io. Sarai tu, Ammazzaspettri, a fare la spada in vece mia.�</p><empty-line/><p> Eragon rest� per un momento a bocca aperta, poi balbettando disse: �Iio? Ma non sono mai stato a bottega da un fabbro o da un armaiolo. Non sarei capace di forgiare nemmeno un banale coltellino.�</p><empty-line/><p> Il luccichio negli occhi di Rhun�n si fece pi� intenso. �Eppure sarai tu a fare la spada.�</p><empty-line/><p> �Ma come? Mi starai accanto per dirmi come devo martellare il metallo?�</p><empty-line/><p> �Pi� o meno� disse Rhun�n. �Entrer� nella tua mente per guidarti, in modo che le tue mani facciano ci� che le mie non possono. Non � la soluzione perfetta, ma non so che cos'altro escogitare per eludere il mio giuramento ed esercitare ancora una volta la mia arte.�</p><empty-line/><p> Eragon corrug� la fronte. �Ma se sarai tu a muovere le mie mani, non � come se la spada la facessi tu?�</p><empty-line/><p> Il volto di Rhun�n si adombr�, e con voce brusca l'elfa disse: �Ammazzaspettri, la vuoi o no questa spada?�</p><empty-line/><p> �Certo.�</p><empty-line/><p> �E allora basta con tutte queste domande. Fare la spada attraverso le tue mani � diverso perch� io penso che sia diverso. Se non ne fossi convinta, il mio giuramento m'impedirebbe di aiutarti. Perci�, a meno che tu non voglia tornare dai Varden a mani vuote, faresti meglio a tenere la bocca chiusa.�</p><empty-line/><p> �S�, Rhun�n-elda.�</p><p>Tornarono davanti al forno e Rhun�n chiese a Saphira di staccare dal fondo del trogolo di mattoni la massa ancora calda di acciaioluce rappreso. �Rompila in pezzi della grandezza di un pugno� la istru�, poi indietreggi� a distanza di sicurezza.</p><p>Saphira sollev� una zampa davanti e la cal� con tutta la sua forza sul blocco ondulato di acciaioluce. La terra trem� e l'acciaioluce si spezz� in diversi punti. Saphira lo calpest� ancora tre volte prima che Rhun�n fosse soddisfatta del risultato. L'elfa raccolse nel grembiule i frammenti appuntiti e li port� a un tavolo basso accanto alla fucina. L� divise il metallo in base alla durezza, che, come disse a Eragon, era in grado di determinare dal colore e dalla densit� del metallo fratturato. �Alcuni pezzi sono troppo duri e altri troppo morbidi� disse. �Ci vorrebbe una seconda cottura, ma non abbiamo tempo. Usiamo solo i pezzi che gi� vanno bene per una spada. Per i fili della lama serve un acciaio pi� duro...� e tocc� un cumulo di frammenti dalla grana brillante �... perch� la parte sia affilata. L'anima della lama invece dovr� essere fatta con un acciaio leggermente pi� morbido...� e tocc� un cumulo di frammenti di una tonalit� pi� grigia, non cos� luminosa �... perfetto per flettersi e assorbire il colpo. Ma prima di dargli la forma desiderata, il metallo deve essere ancora lavorato, per eliminare le ultime impurit�.�</p><p><emphasis>Come? </emphasis> chiese Saphira.</p><empty-line/><p> �Lo vedrai fra un momento.�</p><empty-line/><p> Rhun�n si avvi� verso uno dei pali di sostegno del tetto della fucina, sedette a terra appoggiandovi la schiena, incroci� le gambe e chiuse gli occhi, il volto immobile e composto. �Sei pronto, Ammazzaspettri?� chiese.</p><p>�S� disse Eragon, malgrado un nodo di tensione gli serrasse lo stomaco. Quando le loro menti s'incontrarono, la prima cosa che Eragon percep� furono i bassi accordi che riecheggiavano nell'oscuro, intricato paesaggio dei pensieri di Rhun�n. La musica era lenta e posata, intonata su una chiave strana e inquietante che lo irrit�. Eragon non era sicuro di che cosa la melodia gli rivelasse sul carattere di Rhun�n, ma cominci� a chiedersi se aveva fatto bene a concederle il controllo del proprio corpo. D'altra parte il pensiero di Saphira accovacciata di fianco alla fucina che lo sorvegliava lo tranquillizz�, e alla fine abbass� l'ultima delle difese intorno alla propria coscienza.</p><p>Eragon ebbe l'impressione di sentirsi scivolare sulla pelle un pezzo di lana grezza quando Rhun�n gli avvolse la mente, insinuandosi nelle zone pi� intime del suo essere. Trem� al contatto e fu sul punto di ritirarsi, ma poi la voce ruvida dell'elfa risuon� nel suo cranio: <emphasis>Rilassati, Ammazzaspettri, andr� tutto bene.</emphasis></p><p><emphasis>S�, Rhun�n-elda.</emphasis></p><empty-line/><p> Allora Rhun�n cominci� a muovergli le braccia, le gambe, gli fece ruotare la testa e saggi� le altre capacit� di movimento del suo corpo. Per quanto fosse strano per Eragon sentire la testa e le membra muoversi senza il suo controllo, fu ancora pi� strano quando i suoi occhi cominciarono a guizzare da un parte e dall'altra come per volont� propria. Prov� un'improvvisa sensazione d'impotenza che lo gett� nel panico. Quando Rhun�n lo fece camminare e il suo piede urt� lo spigolo della fucina, Eragon riprese subito il controllo di s� e afferr� il corno dell'incudine per paura di cadere.</p><empty-line/><p><emphasis>Non t'immischiare, </emphasis>lo rimbrott� Rhun�n. <emphasis>Se ti cedono i nervi nel momento sbagliato mentre stiamo forgiando, potresti farti molto male. Potresti farmelo tu, se non stai attenta, </emphasis>ribatt� Eragon.</p><empty-line/><p><emphasis>Abbi pazienza, Ammazzaspettri. Avr� imparato prima che faccia buio.</emphasis></p><p>Mentre aspettavano che l'ultima luce svanisse dal cielo di velluto, Rhun�n prepar� la fucina e si esercit� a maneggiare i diversi strumenti. L'impaccio iniziale con il corpo di Eragon presto scomparve, anche se a un certo punto, allungando la mano per prendere un martello, gli fece urtare la punta delle dita contro il bordo del tavolo. Per il dolore a Eragon vennero le lacrime agli occhi. Rhun�n si scus� e disse: <emphasis>Hai le braccia pi� lunghe di me. </emphasis>Qualche minuto dopo, quando stavano per iniziare, comment�: <emphasis>� una fortuna che tu abbia la forza e la velocit� di un elfo, Ammazzaspettri, altrimenti non avremmo speranza di finire entro stanotte.</emphasis></p><p>Rhun�n prese i pezzi di acciaioluce morbido e duro che aveva deciso di utilizzare e li sistem� nella forgia. Dietro sua richiesta, Saphira scald� il metallo, schiudendo appena le fauci per sprigionare un sottile getto di fiamme blu e bianche. La ruggente vampa di fuoco illumin� l'intero patio di una potente luce azzurra, che fece scintillare le squame di Saphira di un bagliore accecante.</p><p>Quando l'acciaioluce divenne di un rosso incandescente, Rhun�n fece prendere a Eragon un paio di tenaglie per toglierlo dal torrente di fiamme. Lo pos� sull'incudine e con il martello cominci� a battere rapidamente i blocchi di metallo per appiattirli fino a farli diventare spessi meno di un quarto di pollice. La superficie del metallo arroventato scintillava di pagliuzze incandescenti. Non appena finiva una lastra, Rhun�n la faceva cadere in un trogolo di acqua salata l� accanto.</p><p>Dopo aver battuto tutto l'acciaioluce, Rhun�n estrasse dal trogolo le lastre - Eragon sent� sulle braccia il calore emanato dal liquido - e le strofin� a una a una con un pezzo di arenaria per rimuovere le scaglie nere che si erano formate sulla superficie. La pulizia port� alla luce la struttura cristallina del metallo, che Rhun�n studi� con grande interesse. Divise ulteriormente il metallo per durezza e purezza, secondo le qualit� mostrate dai cristalli.</p><p>Eragon percepiva ogni pensiero e sentimento di Rhun�n, e fu sorpreso dalla vastit� delle sue conoscenze; nel metallo l'elfa vedeva cose di cui lui non avrebbe mai sospettato l'esistenza, e i calcoli che faceva in merito al trattamento andavano al di l� della sua comprensione. Riusc� persino a cogliere il suo disappunto per come aveva impugnato il martello mentre appiattiva l'acciaio.</p><empty-line/><p> Il disappunto di Rhun�n aument� finch� non esplose. <emphasis>Bah! Guarda queste ammaccature nel metallo! Non posso forgiare una lama cos�. Il mio controllo sulle tue braccia e le tue mani non � abbastanza preciso da permettermi di creare una spada degna.</emphasis></p><p>Prima che Eragon potesse intervenire, Saphira disse: <emphasis> Gli attrezzi non fanno l'artista, Rhun�n-elda. Di sicuro saprai trovare un rimedio a questo inconveniente.</emphasis></p><p><emphasis>Inconveniente? </emphasis> sbuff� Rhun�n. <emphasis>Non ho pi� coordinazione di una dilettante. Sono un'estranea in casa di estranei. </emphasis>Continuando a brontolare, si lasci� andare a elucubrazioni mentali incomprensibili per Eragon, poi disse: <emphasis>Be', forse ho una soluzione, ma vi avverto, non continuer� se non riuscir� a mantenere il mio abituale livello di maestria.</emphasis></p><p>Rhun�n non spieg� la soluzione n� a Eragon n� a Saphira, ma una per una sistem� le lastre di metallo sull'incudine e le spezz� fino a ottenere scaglie non pi� larghe di un petalo di rosa. Raccolta la met� delle scaglie di acciaioluce pi� duro, le ammucchi� formando un mattone, che poi ricopr� di argilla e corteccia di betulla per tenerlo insieme. Pos� il mattone su una grossa pala d'acciaio col manico lungo sette piedi, simile a quelle usate dai panettieri per infilare e togliere il pane dal forno bollente. Appoggi� il piatto della pala al centro della forgia e poi fece indietreggiare Eragon, senza per� fargli mollare l'estremit� del manico. Poi chiese a Saphira di ricominciare a sputare fuoco, e di nuovo il patio luccic� di un tremolante bagliore azzurro. Il calore era cos� intenso che Eragon ebbe la sensazione che la sua pelle stesse sfrigolando, e not� che le pietre di granito con cui era costruita la forgia si erano colorate di un giallo brillante.</p><p>L'acciaioluce avrebbe impiegato oltre mezz'ora a raggiungere la giusta temperatura in un fuoco di carbonella, ma grazie all'inferno scatenato dalle fauci di Saphira impieg� appena un paio di minuti per diventare bianco incandescente. A quel punto, Rhun�n ordin� a Saphira d'interrompere la fiammata, e quando la dragonessa chiuse le fauci, la fucina piomb� nell'oscurit�.</p><p>Pilotato da Rhun�n, Eragon tolse la pala dalla forgia e trasport� l'arroventato mattone di metallo coperto di argilla fino all'incudine, dove afferr� un martello e sald� le scaglie di acciaioluce in un solo pezzo. Continu� a battere il metallo allungandolo in una barra, poi lo tagli� in mezzo e lo ripieg� su se stesso, saldando insieme i due pezzi. I tintinnii costanti e regolari del martello sull'acciaio echeggiavano come rintocchi di campane fra gli antichi alberi che circondavano il patio.</p><empty-line/><p> Quando il colore dell'acciaioluce da bianco incandescente divenne giallo, Rhun�n guid� Eragon perch� lo riportasse alla forgia, e di nuovo Saphira lo irror� con il fuoco scaturito dal suo ventre. Per sei volte Rhun�n, attraverso Eragon, arrovent� e pieg� l'acciaioluce, e ogni volta il metallo diventava pi� liscio e pi� flessibile, fino a quando non raggiunse un livello di malleabilit� tale che lo si pot� piegare senza rischiare che si rompesse.</p><p>Mentre Eragon martellava il metallo, ogni movimento dettato da Rhun�n, l'elfa cominci� a cantare sia con la voce di lui che con la propria, formando una piacevole armonia che s'innalzava e calava al ritmo dei colpi di martello. Eragon fu percorso da un brivido lungo la schiena quando sent� che Rhun�n incanalava un costante flusso di energia nelle parole che pronunciavano, e si rese conto che la canzone conteneva incantesimi per fare, per plasmare e per legare. Con le loro due voci, Rhun�n cantava del metallo che giaceva sull'incudine, descrivendone le qualit� - alterandole in modi che superavano la comprensione di Eragon - e impregnando l'acciaioluce di una complessa rete d'incantesimi mirati a dargli una forza e una resistenza di molto superiori a quelle di un qualsiasi altro metallo. Rhun�n cantava anche del braccio con cui Eragon impugnava il martello e, sotto la gentile influenza della sua nenia, ogni colpo che lei dava con il braccio di lui finiva sul punto desiderato.</p><p>Rhun�n tempr� la barra di acciaioluce dopo averla piegata per la sesta e ultima volta. Ripet� lo stesso procedimento con l'altra met� delle scaglie di metallo duro, forgiando una barra identica alla prima. Poi raccolse i frammenti di metallo pi� morbido, che pieg� e sald� dieci volte prima di ricavarne un cuneo corto e pesante.</p><p>A quel punto, Rhun�n chiese a Saphira di scaldare per l'ennesima volta le due barre di acciaio pi� duro. Le appoggi� ancora incandescenti sull'incudine, fianco a fianco, le afferr� entrambe con un paio di tenaglie per ciascuna estremit� e cominci� a torcerle l'una sull'altra. Sprizzarono scintille quando prese a martellare le barre attorcigliate per saldarle in un unico pezzo. Rhun�n pieg�, sald� e allung� la massa di acciaioluce altre sei volte. Quando fu soddisfatta della qualit� del metallo, appiatt� l'acciaioluce in una spessa lamina rettangolare, tagli� la lamina per il lungo con uno scalpello affilato e pieg� ciascuna met� al centro, formando una lunga V poco profonda.</p><p>Tutta l'operazione, calcol� Eragon, era durata s� e no un'ora e mezza. Si meravigli� della rapidit� di Rhun�n, anche se era stato il suo corpo a svolgere il lavoro. Non aveva mai visto un fabbro modellare il metallo con tanta facilit�; Horst avrebbe impiegato ore a fare quello che l'elfa sbrigava in pochi minuti. E per quanto fosse impegnativo forgiare, Rhun�n continuava a cantare, tessendo una trama d'incantesimi nell'acciaioluce e guidando il braccio di Eragon con infallibile precisione.</p><p>Nella confusione di rumori, fuoco, scintille e fatica, mentre Rhun�n gli spostava lo sguardo sulla forgia, a Eragon parve di scorgere un terzetto di esili figure ferme ai margini del patio. Saphira conferm� il suo sospetto un momento dopo quando disse: <emphasis>Eragon, non siamo soli.</emphasis></p><p><emphasis>Chi sono? </emphasis> chiese lui.</p><empty-line/><p> Saphira gli invi� un'immagine della bassa e rugosa gatta mannara Maud, sotto sembianze umane, in piedi fra due pallidi elfi non pi� alti di lei. Uno era maschio, l'altra femmina, ed entrambi erano straordinariamente belli, perfino secondo i canoni elfici. I loro volti solenni a forma di goccia avevano un'espressione saggia e innocente al tempo stesso, rendendo impossibile per Eragon giudicarne l'et�. La loro pelle emanava un pallido chiarore argenteo, come se i due elfi fossero talmente pieni di energia da trasudarla dalla pelle.</p><empty-line/><p> Quando Rhun�n si ferm� per consentire al corpo di Eragon un breve riposo, lui le chiese chi fossero gli elfi. Rhun�n li guard�, permettendo a Eragon di vederli meglio, poi, senza smettere di cantare, col pensiero disse: <emphasis>Sono Alanna e Dusan, gli unici bambini elfi di Ellesm�ra. Ci fu grande giubilo quando furono concepiti dodici anni fa.</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> Non somigliano a nessuno degli elfi che ho visto, </emphasis>disse lui.</p><empty-line/><p><emphasis>I nostri bambini sono speciali, Ammazzaspettri. Sono dotati di particolari talenti - di grazia e di potenza - che nessun elfo adulto pu� sperare di uguagliare. Crescendo, in un certo senso il nostro fiore si avvizzisce, anche se la magia della nostra fanciullezza non ci abbandona mai del tutto.</emphasis></p><empty-line/><p> Rhun�n non perse altro tempo a parlare. Fece collocare a Eragon il cuneo di acciaioluce fra le due lastre ripiegate a V, e poi lo martell� finch� le lastre non avvolsero quasi completamente il cuneo e i tre pezzi rimasero uniti per attrito. Poi sald� i frammenti insieme e mentre il metallo era ancora incandescente cominci� a trarne un primo abbozzo di spada. Il cuneo morbido costitu� l'anima della spada, mentre le lastre pi� dure ne divennero i lati, i fili e la punta. Quando l'abbozzo fu lungo quasi quanto una spada finita, Rhun�n rallent� il ritmo tornando al codolo e ricominci� a martellare lungo la lama, per definire gli angoli e le giuste proporzioni.</p><empty-line/><p> Poi chiese a Saphira di scaldare la lama a segmenti di non pi� di sei o sette pollici alla volta: Rhun�n tenne la lama davanti a una delle narici di Saphira, da cui la dragonessa doveva soffiare un unico getto di fuoco. Ogni volta che il fuoco veniva sprigionato, una piccola folla di ombre tremolanti si rifugiava ai margini del patio.</p><empty-line/><p> Eragon osservava con stupore le proprie mani trasformare il blocco grezzo di metallo in un elegante strumento di guerra. A ogni colpo la forma della lama si faceva sempre pi� nitida, come se l'acciaioluce <emphasis>volesse</emphasis> diventare una spada e fosse ansioso di assumere la forma che Rhun�n desiderava.</p><empty-line/><p> Quando ebbero finito, sull'incudine giaceva una lama lunga e nera che, sebbene non ancora rifinita e completa, irradiava gi� un senso di morte.</p><empty-line/><p> Rhun�n permise alle braccia stanche di Eragon di riposare mentre la spada si raffreddava all'aria, poi gli fece portare la lama in un angolo del laboratorio dove aveva sistemato sei diverse pietre da mola e, su di una piccola panca, un vasto assortimento di lime, raschietti e pietre abrasive. Fiss� la lama fra due blocchi di legno e pass� l'ora seguente a livellare i lati della spada con un coltello a due manici e a rifinire i contorni della lama con le lime. Com'era successo con il martello, ogni passaggio del coltello e ogni sfregamento della lima sembrava produrre un effetto doppio rispetto al normale: era come se gli attrezzi sapessero l'esatta quantit� di metallo da eliminare e niente andasse sprecato.</p><empty-line/><p> Quando ebbe finito di limare, Rhun�n accese un fuoco di carbonella nella forgia e mentre aspettava che le fiamme acquistassero vigore prepar� una poltiglia liquida di scura argilla a grana fine, cenere, polvere di pomice e linfa cristallizzata di ginepro. Spalm� l'intruglio sui fili e sulla punta, insistendo lungo la cresta centrale. Quanto pi� spesso era lo strato di soluzione d'argilla, tanto pi� lentamente il metallo si raffreddava durante la tempra e, di conseguenza, tanto pi� morbida risultava quella parte della spada.</p><empty-line/><p> L'argilla si illumin� quando Rhun�n la fece seccare con un rapido incantesimo. Seguendo gli ordini dell'elfa, Eragon si spost� alla forgia. Appoggi� la spada di piatto sul letto di carbonella ardente e, pompando il mantice con la mano libera, cominci� a tirarla piano piano verso di s�. Una volta che la punta della lama fu uscita dal fuoco, Rhun�n la gir� e ripet� i movimenti in sequenza. Continu� a rigirare la lama nella brace finch� entrambi i fili della spada non divennero arancione e la cresta centrale di un bel rosso acceso. Poi, con un solo movimento fluido, Rhun�n sollev� la spada dalla brace, fendette l'aria con la lama d'acciaio scintillante e la immerse nel trogolo d'acqua accanto alla forgia.</p><empty-line/><p> Un'esplosione di vapore erutt� dalla superficie dell'acqua, che sibil�, sfrigol� e gorgogli� intorno alla lama. Dopo un minuto l'acqua si plac� e Rhun�n ritrasse la spada, che aveva assunto un color grigio perla. Rimettendola nel fuoco, port� l'intera lama alla stessa bassa temperatura di prima, in modo da ridurre la fragilit� dei bordi, poi la tempr� ancora una volta.</p><empty-line/><p> Eragon si era aspettato che Rhun�n gli lasciasse libero il corpo dopo che aveva forgiato, indurito e temprato la lama, ma con sua grande sorpresa l'elfa rimase nella sua mente continuando a controllare i suoi movimenti.</p><empty-line/><p> Rhun�n gli fece spegnere la forgia, poi lo riport� alla panca con le lime, i raschietti e le pietre abrasive. Lo fece sedere e, servendosi di pietre a grana sempre pi� fine, lucid� la lama. Dai ricordi dell'elfa, Eragon apprese che in genere impiegava pi� di una settimana a levigare una lama, ma grazie alla canzone che cantavano insieme, Rhun�n attraverso di lui fu in grado di completare l'opera in sole quattro ore, durante le quali riusc� anche a dotare entrambi i lati della lama di una stretta scanalatura centrale. Via via che l'acciaioluce diventava pi� liscio, cominci� a rivelarsi la vera bellezza del metallo: in esso Eragon intravide una trama scintillante dove ciascuna riga segnava il confine fra due strati dell'acciaio vellutato. E lungo ciascun filo della spada compariva una tremolante fascia argentata, larga quanto un suo pollice, che dava l'impressione che i bordi ardessero di fiamme di ghiaccio.</p><empty-line/><p> I muscoli del braccio destro di Eragon cedettero mentre Rhun�n stava coprendo il codolo con un tratteggio decorativo, e la lima che stringeva gli scivol� e gli cadde dalle dita. Eragon si sorprese di quanto era stanco, perch� si era concentrato sulla spada a tal punto da dimenticarsi del resto.</p><empty-line/><p><emphasis>Basta cos�, </emphasis>disse Rhun�n, e usc� dalla sua mente senza aggiungere altro.</p><empty-line/><p> Sconvolto dalla sua improvvisa assenza, Eragon vacill� sulla sedia e per poco non perse l'equilibrio prima di riconquistare il controllo sulle membra. �Ma non abbiamo finito!� protest�, voltandosi verso Rhun�n. La notte gli parve innaturalmente silenziosa senza le note del loro lungo duetto.</p><empty-line/><p> Rhun�n si alz� dal posto dov'era rimasta seduta per tutto il tempo, a gambe incrociate, appoggiata al palo, e scosse il capo. �Non ho pi� bisogno di te, Ammazzaspettri. Vai a sognare fino all'alba.�</p><empty-line/><p> �Ma...�</p><empty-line/><p> �Sei stanco e anche con la mia magia corri il rischio di rovinare la spada se continui a lavorarci. Ora che la lama � pronta, posso occuparmi del resto senza infrangere il mio giuramento, perci� va' in casa mia. Troverai un letto al primo piano. Se hai fame, c'� del cibo nella dispensa.�</p><empty-line/><p> Eragon esit�, riluttante ad andarsene, poi annu�, si alz� barcollando dalla panca e si avvi� a passi strascicati nella polvere. Quando pass� accanto a Saphira, le accarezz� un'ala e le augur� la buonanotte, troppo esausto per dire altro. In risposta, lei gli arruff� i capelli con un caldo soffio d'aria e gli disse: <emphasis>Guarder� e ricorder� per te, piccolo mio.</emphasis></p><empty-line/><p> Eragon si ferm� sulla soglia della casa di Rhun�n e si volse verso il patio ombreggiato; Maud e i due bambini elfi erano ancora l�. Alz� una mano per salutarli e Maud gli sorrise, scoprendo i denti aguzzi. Eragon si sent� formicolare la nuca quando i bambini lo guardarono: i loro grandi occhi obliqui emanavano un lieve bagliore nel buio. Quando cap� che non si sarebbero mossi, Eragon chin� il capo e si affrett� a entrare in casa, desideroso di sdraiarsi su un soffice materasso.</p><p><strong>UN VERO CAVALIERE </strong></p><p><emphasis>Svegliati, piccolo mio, </emphasis> disse Saphira.<emphasis> Il sole � sorto e Rhun�n � impaziente.</emphasis></p><empty-line/><p> Eragon si mise a sedere di scatto e insieme alle coperte si liber� dei sogni del suo sonno vigile. Aveva gambe e braccia ancora indolenzite per la fatica del giorno prima. S'infil� gli stivali, cos� eccitato da annaspare coi lacci, afferr� da terra il grembiule sudicio e scese a due a due gli scalini intagliati della casa a cupola di Rhun�n.</p><empty-line/><p> Fuori, il cielo era illuminato dalle prime luci dell'alba, anche se il patio era ancora immerso nell'ombra. Eragon scorse Rhun�n e Saphira vicino alla forgia e le raggiunse di corsa, ravviandosi i capelli con le dita.</p><empty-line/><p> Rhun�n era in piedi, appoggiata al bordo della panca. Aveva borse scure sotto gli occhi e le rughe del volto pi� marcate.</p><empty-line/><p> La spada giaceva di fronte a lei, nascosta da una tela bianca.</p><empty-line/><p> �Ho fatto l'impossibile� disse, la voce rauca e incrinata. �Ho realizzato una spada quando avevo giurato che non l'avrei mai pi� fatto. C'� di pi�... l'ho fatta in meno di un giorno e con mani che non erano le mie. E malgrado questo, la spada non � n� rozza n� scadente. No! � la spada migliore che abbia mai forgiato. Avrei preferito usare meno magia durante il processo, ma questo � il mio unico rimorso, ed � ben poca cosa se paragonato alla perfezione del risultato. Ecco!�</p><empty-line/><p> Afferrando un angolo della tela, Rhun�n la sollev�, rivelando la spada.</p><empty-line/><p> Eragon trasal�.</p><empty-line/><p> Aveva pensato che nella manciata d'ore in cui l'aveva lasciata sola Rhun�n avesse avuto il tempo di fabbricare soltanto un'elsa dalla semplice guardia crociata, e magari un nudo fodero di legno. Invece Eragon vide sulla panca una spada magnifica quanto Zar'roc, Naegling o T�merlein, e ai suoi occhi era ancora pi� bella.</p><empty-line/><p> La lama era coperta da un lucido fodero dello stesso blu scuro delle squame del dorso di Saphira. Il colore era leggermente cangiante, come la luce screziata sul fondo di un limpido laghetto di foresta. Uno scampolo di acciaioluce brunito, a forma di foglia, ornava il puntale del fodero, mentre una ghiera decorata a viticci stilizzati ne circondava l'imboccatura. Anche la guardia crociata ricurva era fatta d'acciaioluce brunito, cos� come le quattro coste che sorreggevano il grande zaffiro del pomolo. L'impugnatura a una mano e mezza era di duro legno nero.</p><empty-line/><p> Sopraffatto da un senso di timore reverenziale, Eragon protese una mano verso la spada, poi si ferm� e scocc� un'occhiata a Rhun�n. �Posso?� le chiese.</p><empty-line/><p> L'elfa inclin� la testa. �Certo. � tua, Ammazzaspettri.�</p><empty-line/><p> Eragon prese la spada dalla panca. Il fodero e il legno dell'elsa erano freddi. Per alcuni minuti ammir� i dettagli del fodero, della guardia e del pomolo. Poi strinse la mano sull'elsa e sguain� la spada.</p><empty-line/><p> Anche la lama era blu, ma di una tonalit� pi� chiara, come quello delle squame della gola di Saphira. Il colore era iridescente, come quello di Zar'roc: ogni volta che Eragon muoveva la spada, il colore cambiava e scintillava di uno dei tanti toni di blu delle squame di Saphira. Si vedeva la trama all'interno dell'acciaioluce e le pallide fasce lungo i fili della lama erano ancora visibili.</p><empty-line/><p> Con una sola mano, Eragon tagli� l'aria con la spada, vibrando colpi da un lato e dall'altro, e rise nel sentirla leggera e veloce. Sembrava quasi viva. Poi l'afferr� con tutte e due le mani e fu contento di scoprire che stavano alla perfezione sull'elsa allungata. Provando un affondo, colp� un nemico immaginario, sicuro di avergli sferrato un colpo mortale.</p><empty-line/><p> �Avanti� disse Rhun�n, e gli indic� tre sbarre di ferro piantate nel terreno, proprio davanti alla fucina. �Provala su quelle.�</p><empty-line/><p> Eragon si concentr� per un istante, poi fece un solo passo e, con un grido, men� un colpo di traverso che tagli� tutte e tre le sbarre. La lama emise una sola nota cristallina, che lentamente si spense. Quando Eragon esamin� il filo nel punto dove aveva colpito il ferro, vide che l'impatto non lo aveva nemmeno scalfito.</p><empty-line/><p> �Sei soddisfatto, Cavaliere dei Draghi?� chiese Rhun�n.</p><empty-line/><p> �Pi� che soddisfatto, Rhun�n-elda� rispose Eragon, e s'inchino davanti a lei. �Non so come ringraziarti per un simile dono.�</p><empty-line/><p> �Mi ringrazierai uccidendo Galbatorix. Se esiste una spada destinata ad abbattere quel folle di un re, � senza dubbio questa.�</p><empty-line/><p> �Far� del mio meglio, Rhun�n-elda.�</p><empty-line/><p> L'elfa annu�, compiaciuta. �Be', finalmente hai una spada tua, com'era giusto che fosse. Adesso s� che sei un <emphasis>vero </emphasis>Cavaliere dei Draghi!�</p><empty-line/><p> �Gi� disse Eragon e alz� la spada al cielo, ammirandola. �Ora sono un vero Cavaliere.�</p><empty-line/><p> �Prima di andartene, per�, c'� un'ultima cosa che devi fare� disse Rhun�n.</p><empty-line/><p> �Cosa?�</p><empty-line/><p> L'elfa indic� la spada. �Devi darle un nome, perch� io possa incidere il giusto glifo sulla lama e sul fodero.�</p><empty-line/><p> Eragon si avvicin� a Saphira e disse:<emphasis> Che ne pensi?</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> Non sono io quella che deve portare la spada. Chiamala come ritieni meglio.</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> S�, ma non hai qualche idea?</emphasis></p><empty-line/><p> Lei abbass� la testa verso di lui e annus� la spada, poi disse: <emphasis>Dentegemmablu, ecco come la chiamerei. Oppure Artiglioblurosso.</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> Suonerebbe ridicolo alle orecchie degli umani.</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> Allora che ne dici di Tritacarne o Squarciabudella? O magari Guerrartiglio, oppure Brillaspina o Squartamembra? Potresti chiamarla Terrore o Dolore o Mordibraccia o Sempreaffilata. Oppure Squameondulate, per le linee nell'acciaio. Ti suggerisco anche Lingua di Morte e Acciaio Elfico e Metallo di Stella. Se ne vuoi altri...</emphasis></p><empty-line/><p> L'improvvisa sfilza di suggerimenti sorprese Eragon. <emphasis>Sei brava con i nomi, </emphasis>disse.</p><empty-line/><p><emphasis>Inventare nomi a caso � facile. Inventare il giusto nome, per�, pu� mettere alla prova anche la pazienza di un elfo.</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> Che ne dici di Ammazzatiranni? </emphasis>chiese Eragon.</p><empty-line/><p><emphasis>E se uccidiamo davvero Galbatorix? Poi? Non ci vuoi fare nient'altro, con la tua spada?</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> Uhm. </emphasis> Affiancando la spada alla zampa di Saphira, Eragon disse: <emphasis>Ha il tuo colore preciso: potrei chiamarla come te.</emphasis></p><empty-line/><p> Un basso ringhio risuon� nel petto di Saphira. <emphasis>No.</emphasis></p><empty-line/><p> Eragon trattenne un sorriso. <emphasis>Sicura? Immagina se fossimo in battaglia e...</emphasis></p><empty-line/><p> Gli artigli della dragonessa affondarono nel terreno. <emphasis>No. Non sono un oggetto da brandire e da canzonare.</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> No, hai ragione. Scusa. Be', e se la chiamassi Speranza nell'antica lingua? Zar'roc significa "miseria", perci� non sarebbe giusto che io avessi una spada che gi� solo col nome combatte la miseria?</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> Un nobile sentimento, </emphasis>disse Saphira. <emphasis>Ma vuoi davvero dare speranza ai tuoi nemici? Vuoi colpire Galbatorix con la speranza?</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> � un gioco di parole divertente, </emphasis>ridacchi� lui.</p><empty-line/><p><emphasis>Un tempo forse, ma ora non pi�.</emphasis></p><empty-line/><p> Tornando subito serio, Eragon fece una smorfia e si stropicci� il mento, studiando il gioco di luci sulla lama splendente. Mentre fissava le profondit� dell'acciaio, lo sguardo gli cadde sul punto di passaggio fra l'acciaio pi� morbido della cresta centrale e quello pi� duro dei fili, dove la forma somigliava a una fiamma, e ramment� la parola che Brom aveva usato per accendere la pipa, nel ricordo che Saphira gli aveva mostrato. Poi Eragon pens� a Yazuac, dove per la prima volta aveva usato la magia, e anche al duello con Durza, nel Farthen D�r, e in quell'istante seppe senza ombra di dubbio di aver trovato il nome giusto per la sua spada.</p><empty-line/><p> Si consult� con Saphira e quando lei fu d'accordo con la sua scelta sollev� l'arma col braccio teso e disse: �Ho deciso. Spada, ti chiamer� Brisingr!�</p><empty-line/><p> E con un rumore simile al fruscio del vento, la lama prese fuoco: un involucro di fiamme blu zaffiro avvolse l'acciaio tagliente.</p><empty-line/><p> Con un grido di sorpresa, Eragon lasci� cadere la spada e balz� all'indietro, temendo di scottarsi. La spada continu� a bruciare sul terreno; le fiamme traslucide incenerirono l'erba tutto attorno. Fu allora che Eragon si accorse che era lui ad alimentare quel fuoco innaturale con la sua energia. Si affrett� a recidere il flusso di magia e il fuoco svan�. Domandandosi come aveva fatto a evocare un incantesimo involontariamente, raccolse la spada e prov� a toccare la lama con la punta di un dito. Non era pi� calda di prima.</p><empty-line/><p> Accigliata, Rhun�n si fece avanti e gli strapp� la spada dalle mani, esaminandola dalla punta al pomolo. �Sei fortunato che l'abbia gi� protetta con un incantesimo contro il calore e gli urti, altrimenti avresti scalfito la guardia e distrutto la tempra della lama. Non far cadere di nuovo la spada, Ammazzaspettri, nemmeno se si dovesse trasformare in un serpente, altrimenti me la riprendo e al suo posto ti dar� un martello ammaccato.� Eragon si scus�. Ammansita, Rhun�n gli restitu� la spada. �Le hai dato fuoco apposta?� gli chiese.</p><empty-line/><p> �No� disse Eragon, incapace di spiegarsi che cosa fosse accaduto.</p><empty-line/><p> �Dillo di nuovo� gli ordin� Rhun�n.</p><empty-line/><p> �Cosa?�</p><empty-line/><p> �Il nome, il nome, dillo di nuovo.�</p><empty-line/><p> Tenendo la spada il pi� lontano possibile dal corpo, Eragon esclam�: �Brisingr!�</p><empty-line/><p> Una colonna di fiamme guizzanti avvolse la lama, investendo il suo volto col calore. Questa volta Eragon avvert� la leggera flessione nella forza causata dell'incantesimo. Dopo un attimo spense il fuoco senza fumo.</p><empty-line/><p> Ancora una volta esclam�: �Brisingr!� E ancora una volta la lama scintill� di spettrali lingue di fuoco blu.</p><empty-line/><p><emphasis>Questa s� che � una spada che si addice a un Cavaliere e a un drago! </emphasis> esclam� Saphira, entusiasta. <emphasis>Sputa fuoco come me.</emphasis></p><empty-line/><p> �Ma io non volevo evocare un incantesimo!� protest� Eragon. �Ho soltanto detto <emphasis>Brisingr </emphasis>e...� Lanci� un grido e imprec� quando la spada prese fuoco. Lo spense per la quarta volta.</p><empty-line/><p> �Posso?� chiese Rhun�n, tendendo la mano verso Eragon. Lui le pass� la spada e anche lei disse �Brisingr.� Un brivido parve correre lungo la lama, ma a parte questo, rest� inanimata. Pensierosa, Rhun�n restitu� la spada a Eragon e disse: �Mi vengono in mente soltanto due spiegazioni per questo prodigio. La prima � che dal momento che sei stato coinvolto nella sua creazione, hai impresso nella lama parte della tua personalit�, e perci� la spada entra in sintonia con i tuoi desideri. L'altra � che forse hai scoperto il vero nome della tua spada. Forse sono successe entrambe le cose. In ogni caso hai scelto bene, Ammazzaspettri. Brisingr, s�, mi piace. � un bel nome per una spada.�</p><empty-line/><p><emphasis>Un nome perfetto, </emphasis>convenne Saphira.</p><empty-line/><p> Poi Rhun�n pos� la mano al centro della lama di Brisingr e mormor� un incantesimo impercettibile. Il glifo elfico per <emphasis>fuoco </emphasis>comparve su entrambi i lati della lama. Fece lo stesso con il fodero.</p><empty-line/><p> Eragon rivolse un nuovo inchino all'elfa, e sia lui che Saphira le espressero la loro gratitudine. Un sorriso illumin� il vecchio volto di Rhun�n, che tocc� entrambi sulla fronte con il pollice calloso. �Sono felice di aver potuto aiutare ancora una volta i Cavalieri. Tornate dai Varden. Va', Squamediluce. Va', Ammazzaspettri. Che i vostri nemici fuggano in preda al terrore alla vista della spada che adesso possiedi.�</p><empty-line/><p> I due si congedarono, e si allontanarono dalla casa di Rhun�n. Eragon stringeva Brisingr fra le braccia come un neonato.</p><p><strong>&#x2666; &#x2666; &#x2666;</strong></p><empty-line/><p><strong> SCHINIERI E BRACCIALI </strong></p><p>Una sola candela illuminava l'interno della tenda di lana grigia, misero sostituto della luce del sole. Roran era in piedi con le braccia tese mentre Katrina gli allacciava i lati della giubba imbottita che aveva fatto per lui. Quando ebbe finito, Katrina stratton� l'orlo, lisciando le grinze, e disse: �Ecco fatto. Troppo stretto?�</p><p>Lui scosse la testa. �No.�</p><empty-line/><p> Katrina prese gli schinieri dalla branda dove dormivano insieme e gli si inginocchi� davanti, nella luce tremula della candela. Roran la osserv� mentre glieli allacciava. Lei gli circond� la curva del polpaccio con la mano mentre fissava il secondo, la carne calda contro quella di lui attraverso il tessuto dei pantaloni.</p><empty-line/><p> Katrina si rialz�, torn� alla branda e prese i bracciali. Roran tese le braccia e la fiss� negli occhi proprio mentre lei cercava i suoi. Con lenti movimenti studiati, gli assicur� i bracciali sugli avambracci, poi lasci� scorrere le dita dall'incavo dei gomiti fino ai polsi, e lui le afferr� le mani.</p><empty-line/><p> Lei sorrise e si liber� della sua stretta gentile.</p><empty-line/><p> Ancora una volta torn� alla branda per prendere la cotta di maglia. Si alz� in punta di piedi e sollev� la cotta di maglia sopra la testa di lui, tenendola alta finch� Roran non ebbe infilato le braccia nelle maniche. La maglia tintinn� come ghiaccio quando lei la lasci� srotolare dalle spalle fino alle ginocchia.</p><empty-line/><p> Katrina gli sistem� in testa la calotta di cuoio, facendogli un nodo sotto il mento per tenerla ferma. Gli prese il viso fra le mani per un attimo, poi lo baci� sulle labbra e and� a prendere l'elmo con la visiera, calcandolo con attenzione sulla calotta protettiva.</p><empty-line/><p> Roran le cinse la vita ingrossata con il braccio, fermandola prima che tornasse alla branda. �Ascoltami� disse. �Andr� tutto bene.� Cerc� di infondere tutto il suo amore nel tono della voce e nella forza dello sguardo. �Non startene qui tutta sola. Promettimelo. Va' da Elain; potrebbe avere bisogno del tuo aiuto. Sta male, e il suo bambino � in ritardo.�</p><empty-line/><p> Katrina lev� il mento, gli occhi lucidi di lacrime che, Roran sapeva, non avrebbe versato finch� lui non se ne fosse andato. �Devi marciare in prima linea?� mormor� lei.</p><empty-line/><p> �Qualcuno deve; tanto vale che sia io. Chi manderesti al mio posto?�</p><empty-line/><p> �Chiunque... chiunque.� Katrina abbass� gli occhi e rimase in silenzio. Poi estrasse un fazzoletto rosso dal corpetto e disse: �Tieni, porta questo mio dono perch� tutto il mondo sappia quanto sono fiera di te.� Gli annod� il fazzoletto alla cintura della spada.</p><empty-line/><p> Roran la baci� due volte e la lasci� andare, e lei gli port� lo scudo e la lancia. Lui li prese e la baci� una terza volta, poi infil� il braccio nella cinghia dello scudo.</p><empty-line/><p> �Se mi succedesse qualcosa...�</p><empty-line/><p> Katrina gli mise un dito sulle labbra. �Ssst. Non dirlo, porta male.�</p><empty-line/><p> �D'accordo.� La abbracci� un'ultima volta. �Abbi cura di te.�</p><empty-line/><p> �Anche tu.�</p><empty-line/><p> Roran odi� separarsi ancora una volta da lei. Sollev� lo scudo e usc� dalla tenda, emergendo nella pallida luce dell'alba. Uomini, nani e Urgali sciamavano nell'accampamento correndo verso il grande spiazzo a ovest dove si andavano radunando i Varden.</p><empty-line/><p> Roran si riemp� i polmoni con l'aria fresca del mattino e s'incammin�; sapeva che il suo gruppo di guerrieri lo stava gi� aspettando. Arrivato allo spiazzo, cerc� la divisione di J�rmundur, e dopo essersi presentato all'ufficiale, si avvi� alla testa del gruppo, dove scelse di mettersi vicino a Yarbog.</p><empty-line/><p> L'Urgali gli scocc� un'occhiata e grugn�: �Un buon giorno per combattere.�</p><empty-line/><p> �Gi�, un buon giorno.�</p><empty-line/><p> Un corno risuon� alla testa dei Varden non appena il sole spunt� all'orizzonte. Roran sollev� la lancia e cominci� a correre, come tutti gli altri intorno a lui, urlando con quanto fiato aveva in gola, mentre nugoli di frecce e massi scagliati dalle catapulte sibilavano sulle loro teste, volando da entrambe le direzioni. Davanti a lui si profil� la muraglia di pietra alta ottanta piedi.</p><empty-line/><p> L'assedio di Feinster era cominciato.</p><p><strong>&#x2666; &#x2666; &#x2666;</strong></p><empty-line/><p><strong> COMMIATO </strong></p><p>Una volta lasciata la dimora di Rhun�n, Eragon e Saphira tornarono in volo alla casa sull'albero. Eragon radun� le sue cose, sell� Saphira e le mont� in groppa.</p><p><emphasis>Prima di andare alla rupe di Tel'Nae�r, </emphasis> disse, <emphasis>c'� ancora una cosa che devo fare a Ellesm�ra.</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> Devi? </emphasis>chiese Saphira.</p><empty-line/><p><emphasis>Altrimenti non mi dar� pace.</emphasis></p><empty-line/><p> Saphira spicc� un salto dalla casa sull'albero. Vol� verso ovest finch� il numero di abitazioni cominci� a diminuire, poi discese adagio per un dolce atterraggio su uno stretto sentiero coperto di muschio. Dopo aver chiesto e ottenuto indicazioni da un elfo che sedeva fra i rami di un albero vicino, Eragon e Saphira proseguirono attraverso la foresta, finch� arrivarono a una piccola capanna con una sola stanza, ricavata dal tronco di un abete inclinato ad angolo acuto, come piegato da un vento incessante.</p><empty-line/><p> A sinistra della casa c'era un morbido terrapieno, pi� alto di Eragon di diversi piedi. Un rivolo d'acqua scorreva dal bordo del terrapieno per gettarsi in un limpido laghetto e serpeggiare di nuovo negli ombreggiati recessi della foresta. Il laghetto era orlato da ciuffi di orchidee bianche. Tra i fiori slanciati sporgeva dal terreno una radice nodosa. E sulla radice, seduto a gambe incrociate, c'era Sloan.</p><empty-line/><p> Eragon trattenne il fiato perch� non voleva tradire la propria presenza. Secondo lo stile degli elfi, il macellaio indossava abiti marrone e arancio. Una sottile striscia di tela nera legata intorno alla testa gli nascondeva le orbite vuote. In grembo teneva un pezzo di legno stagionato, che stava intagliando con un piccolo coltello ricurvo. Aveva il volto solcato da molte pi� rughe di quante Eragon ricordasse, e mani e braccia piene di cicatrici recenti, che risaltavano livide sulla pelle.</p><empty-line/><p><emphasis>Aspetta qui, </emphasis>disse Eragon a Saphira, e le scivol� gi� dalla schiena.</p><empty-line/><p> Mentre Eragon gli si avvicinava, Sloan smise di intagliare e fece un brusco cenno con la testa. �Vattene� gracchi�.</p><empty-line/><p> Non sapendo che cosa rispondere, Eragon si ferm� e rest� in silenzio.</p><empty-line/><p> Con i muscoli della mascella che gli tremavano, Sloan rimosse un altro paio di riccioli dal pezzo di legno, poi batt� la punta del coltello contro la radice e disse: �Maledizione! Non potete lasciarmi solo con la mia miseria per qualche ora? Non voglio pi� ascoltare quei vostri bardi o menestrelli. E potete chiedermelo all'infinito, ma non cambier� idea. E adesso via! Via!�</p><empty-line/><p> Eragon prov� un misto di piet� e di rabbia, e un senso di smarrimento nel vedere un uomo con cui era cresciuto, e che cos� spesso aveva temuto e disprezzato, ridotto in un simile stato. �Ti trovi bene?� gli chiese nell'antica lingua, adottando un tono leggero e cadenzato.</p><empty-line/><p> Sloan emise un grugnito di disgusto. �Sai che non capisco la tua lingua e non voglio nemmeno impararla. Le parole mi risuonano nelle orecchie pi� di quanto non dovrebbero. Se non parli nella lingua della mia razza, tanto vale che non mi rivolga la parola.�</p><empty-line/><p> Malgrado la sua richiesta, Eragon non ripet� la domanda nella loro lingua. E neppure se ne and�.</p><empty-line/><p> Imprecando fra i denti, Sloan ricominci� a intagliare. Ogni due passate di lama, accarezzava la superficie del legno col pollice destro per controllare i progressi del proprio lavoro. Dopo qualche minuto, in tono pi� gentile, disse: �Avevate ragione; fare qualcosa con le mani mi calma la mente. A volte... a volte riesco quasi a dimenticare quello che ho perduto, ma i ricordi tornano sempre e io mi sento soffocare... Sono contento che mi abbiate affilato il coltello. I coltelli di un uomo dovrebbero sempre essere affilati.�</p><empty-line/><p> Eragon lo guard� ancora per un minuto, poi si volt� e torn� dove Saphira stava aspettando. Mentre si issava in sella disse: <emphasis>Sloan non mi sembra molto cambiato.</emphasis></p><empty-line/><p> Saphira replic�: <emphasis>Non puoi aspettarti che diventi un altro in cos� breve tempo.</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> No, ma speravo che qui a Ellesm�ra gli venisse un po' di buonsenso, e che si pentisse dei suoi crimini.</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> Se non vuole riconoscere i suoi errori, Eragon, niente pu� costringerlo a farlo. Comunque, tu hai fatto il possibile. Ora spetta a lui riconciliarsi con la vita, e se non ce la fa, lascia che cerchi il conforto della tomba eterna.</emphasis></p><empty-line/><p> Da una radura vicino alla casa di Sloan, Saphira si slanci� in aria, librandosi sugli alberi per puntare a nord, verso la rupe di Tel'nae�r. Batteva le ali in fretta, con tutta la forza che aveva. Il sole del mattino era ormai spuntato all'orizzonte, e i raggi di luce che lambivano le cime degli alberi creavano lunghe ombre scure che puntavano a ovest, come vessilli purpurei.</p><empty-line/><p> Saphira plan� verso la radura vicina alla casa di legno di pino, dove Glaedr e Oromis erano in piedi ad aspettarli. Eragon fu stupito nel vedere che Glaedr aveva una sella nascosta fra due punte acuminate del dorso e che Oromis indossava pesanti abiti da viaggio, blu e verdi, su cui portava un'armatura dalle scaglie dorate. Gli avambracci erano protetti da lunghi bracciali e a tracolla portava un alto scudo romboidale. Teneva un antico elmo sotto il braccio sinistro e dalla cintola pendeva la sua spada color bronzo, Naegling.</p><empty-line/><p> Levando con le ali una folata di vento, Saphira atterr� sul prato di trifoglio e schiocc� la lingua assaggiando l'aria mentre Eragon scivolava a terra. <emphasis>Verrete con noi dai Varden? </emphasis>chiese lei, la punta della coda fremente per l'eccitazione.</p><empty-line/><p> �Voleremo con voi fino ai margini della Du Weldenvarden, ma l� le nostre strade si separeranno� dichiar� Oromis.</p><empty-line/><p> Deluso, Eragon chiese: �E poi tornerete a Ellesm�ra?�</p><empty-line/><p> Oromis scosse il capo. �No, Eragon. Poi continueremo fino alla citt� di Gil'ead.�</p><empty-line/><p> Saphira sibil�, sorpresa quanto Eragon. �Perch� Gil'ead?� chiese lui.</p><empty-line/><p><emphasis>Perch� da Ceunon, Islanzadi e il suo esercito hanno marciato sulla citt� e stanno per cingerla d'assedio, </emphasis>disse Glaedr. Le strane, scintillanti strutture della sua mente sfiorarono la coscienza di Eragon.</p><empty-line/><p><emphasis>Ma non volevate tenere nascosta la vostra esistenza all'Impero? </emphasis>chiese Saphira.</p><empty-line/><p> Oromis chiuse gli occhi per un momento, con un'espressione triste ed enigmatica. �Il tempo di nascondersi � finito, Saphira. Io e Glaedr vi abbiamo insegnato tutto quello che potevamo, nel breve periodo in cui avete avuto la possibilit� di studiare sotto la nostra guida. � stata ben poca cosa se paragonata all'istruzione che avreste ricevuto ai tempi antichi, ma visto il precipitare degli eventi siamo gi� stati fortunati a riuscire a insegnarvi quanto sapete. Io e Glaedr siamo soddisfatti: ora avete tutte le informazioni che possono aiutarvi a sconfiggere Galbatorix.</p><empty-line/><p> �Perci�, poich� � improbabile che torniate per continuare il vostro addestramento prima della conclusione di questa guerra, ed � ancora pi� improbabile che esistano un altro drago e un altro Cavaliere da istruire mentre Galbatorix calpesta ancora questa terra, abbiamo deciso che non ci sono altre ragioni per restare confinati nella Du Weldenvarden. � pi� importante aiutare Islanzadi e i Varden a sconfiggere Galbatorix che restare qui nell'ozio, aspettando che un altro Cavaliere e un altro drago ci vengano a cercare.</p><empty-line/><p> �Quando Galbatorix sapr� che siamo ancora vivi, sar� meno sicuro di s�, e si chieder� se altri draghi e altri Cavalieri sono sopravvissuti al suo tentativo di sterminio. Sapere della nostra esistenza rinsalder� lo spirito dei nani e dei Varden, e annuller� qualsiasi effetto negativo che la comparsa di Murtagh e Castigo sulle Pianure Ardenti pu� aver avuto sulla risolutezza dei guerrieri. Non solo: altri sudditi dell'Impero potrebbero decidere di unirsi ai soldati di Nasuada.�</p><empty-line/><p> Eragon scocc� un'occhiata a Naegling e disse: �Certo. Per�, maestro, non avrete intenzione di scendere in campo, vero?�</p><empty-line/><p> �E perch� no?� ribatt� Oromis, inclinando la testa di lato.</p><empty-line/><p> Temendo di offenderli, Eragon esit�. Infine disse: �Perdonami, maestro, ma come puoi combattere se ti manca l'energia per evocare incantesimi di un certo peso? E gli attacchi che talvolta ti prendono? E se accadesse nel mezzo di una battaglia? Potrebbe essere fatale.�</p><empty-line/><p> Oromis rispose: �Come ormai dovresti sapere, la semplice forza di rado decreta il vincitore quando due maghi si affrontano. E in ogni caso ho tutta la forza che mi serve qui, nella gemma della mia spada.� E pos� la mano sul diamante giallo che costituiva il pomolo di Naegling. �Per oltre cento anni io e Glaedr abbiamo accumulato in questo diamante ogni briciolo risparmiato della nostra forza, e molti altri hanno aggiunto la loro. Due volte la settimana parecchi elfi di Ellesm�ra vengono a farmi visita e trasferiscono nella gemma tutta la forza vitale di cui possono fare a meno senza uccidersi. La quantit� di energia contenuta in questa pietra � formidabile, Eragon: con essa potrei spostare un'intera montagna. Sar� facile quindi difendere Glaedr e me stesso da spade, lance, frecce o persino da un masso lanciato da una catapulta. Quanto ai miei attacchi, ho aggiunto alcuni incantesimi di protezione alla pietra di Naegling che mi difenderanno nel caso che venissi colpito da convulsioni mentre sono in battaglia. Perci� vedi, Eragon, io e Glaedr siamo tutt'altro che indifesi.�</p><empty-line/><p> Eragon chin� umilmente la testa e mormor�: �S�, maestro.�</p><empty-line/><p> L'espressione di Oromis si addolc�. �Apprezzo la tua preoccupazione, Eragon, e fai bene a essere preoccupato, perch� la guerra � una cosa pericolosa e persino il guerriero pi� esperto potrebbe trovare la morte ad attenderlo nella frenesia della battaglia. Tuttavia la nostra � una giusta causa. Se io e Glaedr andremo verso la morte, allora ci andremo volentieri, perch� con il nostro sacrificio potremo aiutare Alaga�sia a liberarsi dall'incubo della tirannia di Galbatorix.�</p><empty-line/><p> �Ma se voi morite� disse Eragon, sentendosi all'improvviso molto piccolo �e noi riuscissimo comunque a uccidere Galbatorix e a liberare l'ultimo uovo di drago, chi addestrer� quel drago e il suo Cavaliere?�</p><empty-line/><p> Eragon fu sorpreso quando Oromis tese la mano e gli afferr� la spalla. �Se ci� dovesse accadere� disse l'elfo con espressione solenne �allora sar� compito tuo, Eragon, e tuo, Saphira, istruire il nuovo Cavaliere e il nuovo drago secondo le regole del nostro ordine. Su, non fare quella faccia, Eragon. Non saresti solo in questa missione. Sono sicuro che Islanzadi e Nasuada ti circonderanno di saggi studiosi di entrambe le razze per aiutarti.�</p><empty-line/><p> Eragon si sent� pervadere da una strana inquietudine. Aveva spesso desiderato di essere trattato come un adulto, e tuttavia non si sentiva pronto a prendere il posto di Oromis. Gli sembrava sbagliato persino contemplare l'ipotesi. Per la prima volta cap� che alla fine anche lui sarebbe diventato parte della vecchia generazione e che quando questo fosse avvenuto, non avrebbe avuto nessun mentore a guidarlo. Gli si serr� la gola.</p><empty-line/><p> Lasciando scivolare la mano dalla sua spalla, Oromis indic� Brisingr, che Eragon stringeva fra le braccia e disse: �L'intera foresta ha tremato quando hai svegliato l'albero di Menoa, Saphira, e met� degli elfi di Ellesm�ra ci hanno cercati con preghiere e suppliche perch� accorressimo in suo aiuto. Poi siamo dovuti intervenire a vostro favore con Gilderien il Saggio per impedirgli di punirvi per aver usato metodi cos� violenti.�</p><empty-line/><p><emphasis>Non chieder� scusa, </emphasis>disse Saphira. <emphasis>Non avevamo tempo di aspettare che funzionassero i modi gentili.</emphasis></p><empty-line/><p> Oromis annu�. �Capisco, e non ti sto criticando, Saphira. Volevo solo che sapeste che ogni azione ha le sue conseguenze.� A un suo cenno, Eragon gli porse la spada appena forgiata e gli resse l'elmo mentre Oromis la studiava. �Rhun�n ha superato se stessa!� esclam� Oromis. �Poche armi, spade o quant'altro, possono competere con questa. Sei fortunato a possedere una lama cos� eccezionale, Eragon.� Oromis inarc� appena un sopracciglio affilato mentre leggeva il glifo sulla lama. �Brisingr... un gran bel nome per la spada di un Cavaliere dei Draghi.�</p><empty-line/><p> �Gi� disse Eragon, �ma per qualche ragione ogni volta che pronuncio il suo nome la lama prende...� Esit�, e invece di dire <emphasis>fuoco </emphasis>- che nell'antica lingua, ovviamente, era <emphasis>brisingr </emphasis> disse: �Fiamma.�</p><empty-line/><p> Il sopracciglio di Oromis si sollev� ancora di pi�. �Davvero? Rhun�n ti ha dato una spiegazione per questo straordinario fenomeno?� Mentre parlava, gli restitu� Brisingr in cambio dell'elmo.</p><empty-line/><p> �S�, maestro� disse Eragon, e gli rifer� le due teorie di Rhun�n.</p><empty-line/><p> Quando ebbe finito, Oromis mormor�: �Mi domando...� E il suo sguardo scivol� oltre Eragon, verso l'orizzonte. Poi scosse il capo e torn� a guardare Eragon e Saphira con i suoi intensi occhi grigi. La sua espressione divenne ancora pi� solenne di prima. �Temo di aver lasciato parlare il mio orgoglio. Io e Glaedr non siamo deboli, ma come hai giustamente sottolineato tu, Eragon, non siamo nemmeno in perfette condizioni. Glaedr ha la sua ferita, e io ho la mia... Non per niente mi chiamano lo Storpio Che � Sano.</p><empty-line/><p> �I nostri limiti non sarebbero un problema se i nostri nemici fossero semplici mortali. Anche nelle nostre attuali condizioni, potremmo facilmente uccidere un centinaio di umani qualsiasi... un centinaio, un migliaio, poco importa. Ma il nostro nemico � l'avversario pi� pericoloso che noi o questa terra abbiamo mai affrontato. Per quanto mi dispiaccia ammetterlo, io e Glaedr siamo in svantaggio, ed � possibile che non sopravviveremo alle battaglie imminenti. Le nostre vite sono state lunghe e piene, e le tribolazioni dei secoli ci pesano, ma voi due siete giovani e freschi e pieni di speranza, e credo che le vostre prospettive di sconfiggere Galbatorix siano superiori a quelle di chiunque altro.�</p><empty-line/><p> Oromis scocc� un'occhiata a Glaedr e il volto dell'elfo si adombr� di apprensione. �Per questo motivo, per contribuire alla vostra sopravvivenza, e come precauzione contro la nostra possibile morte, Glaedr, con la mia benedizione, ha deciso...�</p><empty-line/><p><emphasis>Ho deciso, </emphasis>intervenne Glaedr, <emphasis>di donarvi il mio cuore dei cuori, Saphira Squamediluce ed Eragon Ammazzaspettri.</emphasis></p><empty-line/><p> Lo stupore di Saphira fu enorme quanto quello di Eragon. Tutti e due guardarono a bocca aperta il maestoso drago dorato che torreggiava su di loro. Saphira disse: <emphasis>Maestro, tu ci fai un onore che � difficile esprimere a parole, ma... sei sicuro di volerci affidare il tuo cuore?</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> S�, </emphasis>rispose Glaedr, e abbass� la testa massiccia. E <emphasis>ne sono sicuro per diverse ragioni. Se terrete il mio cuore, anche se sarete lontanissimi potrete comunicare con Oromis e me, e io sar� in grado di aiutarvi con la mia forza in qualunque circostanza. E se io e Oromis dovessimo cadere in battaglia, la nostra conoscenza ed esperienza, come anche la mia forza, saranno sempre a vostra disposizione. Ho riflettuto molto su questa scelta, Eragon, e sono convinto che sia quella giusta.</emphasis></p><empty-line/><p> �Ma se Oromis dovesse morire� disse Eragon in tono sommesso �vorresti davvero continuare a vivere senza di lui come un Eldunar�?�</p><empty-line/><p> Glaedr volse la testa e guard� Eragon con uno dei suoi immensi occhi. <emphasis>Non desidero separarmi da Oromis, ma qualunque cosa accada continuer� a fare il possibile per detronizzare Galbatorix. Questo � il nostro unico scopo, e nemmeno la morte ci impedir� di perseguirlo. L'idea di perdere Saphira tifa orrore, Eragon, e lo capisco, ma Oromis e io abbiamo avuto tanti secoli per rassegnarci alla consapevolezza che una simile separazione � inevitabile. Per quanto facciamo attenzione, per quanto possiamo vivere ancora a lungo, alla fine uno di noi morir�. Non � un pensiero felice, ma � la verit�. Cos� va il mondo.</emphasis></p><empty-line/><p> Cambiando posizione, Oromis disse: �Non posso fingere di essere lieto di questa decisione, ma lo scopo della vita non � fare ci� che vogliamo, ma ci� che va fatto. Ed � questo che il destino vuole da noi.�</p><empty-line/><p><emphasis>Perci� vi chiedo, </emphasis>riprese Glaedr, <emphasis>Saphira Squamediluce ed Eragon Ammazzaspettri, accettate il mio dono e tutto ci� che esso comporta?</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> S�, </emphasis>disse Saphira.</p><empty-line/><p><emphasis>S�, </emphasis>disse Eragon dopo un attimo di esitazione.</p><empty-line/><p> Glaedr ritrasse la testa. I muscoli sul suo addome ondeggiarono e si contrassero diverse volte, e il collo cominci� a sussultare come se avesse qualcosa che gli ostruiva la gola. Allargando le zampe, il drago dorato tese il collo in avanti; ogni nervo e tendine del corpo sporgevano in rilievo dalla corazza di squame luccicanti. La sua gola continu� a flettersi e allentarsi, sempre pi� veloce, finch� Glaedr abbass� la testa davanti a Eragon e spalanc� le fauci, sprigionando un'acre zaffata di alito caldo. Eragon sgran� gli occhi e cerc� di non vomitare. Mentre fissava le profondit� della bocca del drago, vide la sua gola contrarsi un'ultima volta, e poi un bagliore di luce dorata comparve fra le pieghe di carne umida e rossa. Un secondo dopo, un oggetto rotondo, del diametro di circa un piede, scivol� lungo la lingua cremisi di Glaedr e gli usc� dalla bocca cos� in fretta che Eragon per poco non manc� la presa.</p><empty-line/><p> Mentre le sue mani si stringevano intorno all'Eldunar� viscido di saliva, Eragon boccheggi�, barcollando all'indietro, perch� all'improvviso fu travolto da ogni pensiero e da ogni emozione di Glaedr, e da tutte le sensazioni del suo corpo. Il peso di quelle informazioni era schiacciante, come anche l'intimit� del contatto. Eragon se lo era aspettato, eppure rimase ugualmente sconvolto nel comprendere che fra le mani teneva l'intero essere di Glaedr.</p><empty-line/><p> Il drago trem�, scuotendo la testa come se fosse stato punto da qualcosa, e si affrett� a schermare la mente, anche se Eragon poteva ancora percepire il tremolio dei suoi pensieri e il colore delle sue emozioni.</p><empty-line/><p> L'Eldunar� era come una gigantesca pepita d'oro. La superficie era calda e ricoperta di sfaccettature, tutte di dimensioni e angolazioni diverse. Il centro dell'Eldunar� emetteva un soffuso bagliore, simile a quello di una lanterna su cui sia stato posato un velo, e la luce diffusa pulsava con un lento battito regolare. A prima vista, la luce sembrava uniforme, ma pi� Eragon la fissava, pi� dettagli vi scorgeva: piccoli vortici e correnti che fluttuavano e si spostavano apparentemente a caso, punti pi� scuri quasi immobili, scariche di lampi luminosi non pi� grandi della capocchia di uno spillo, che brillavano un solo istante prima di essere inghiottiti dalla luce circostante. Era vivo.</p><empty-line/><p> �Tieni� disse Oromis, porgendogli un robusto sacco di tela.</p><empty-line/><p> Con grande sollievo di Eragon, l'intimo legame con Glaedr svan� non appena ebbe infilato l'Eldunar� nel sacco e le sue mani non furono pi� a contatto della pietra. Ancora un po' scosso, si strinse al petto il sacco con l'Eldunar�, intimidito dalla consapevolezza di avere fra le mani l'essenza stessa di Glaedr, e spaventato da quello che sarebbe potuto succedere se avesse fatto cadere il cuore dei cuori.</p><empty-line/><p> �Grazie, maestro� riusc� a dire in un soffio, chinando il capo verso Glaedr.</p><empty-line/><p><emphasis>Difenderemo il tuo cuore a costo della nostra vita, </emphasis>aggiunse Saphira.</p><empty-line/><p> �No!� tuon� Oromis. �Non a costo della vostra vita! � proprio quello che vogliamo evitare. Prendetevi cura del cuore di Glaedr, ma nessuno di voi due dovr� sacrificarsi per proteggere lui o me o chiunque altro. Dovete restare vivi a tutti i costi, altrimenti le nostre speranze saranno spazzate vie come foglie al vento, e tutto sar� tenebra.�</p><empty-line/><p> �S�, maestro� risposero Eragon e Saphira in coro, lui con la voce, lei col pensiero.</p><empty-line/><p><emphasis>Poich� avete giurato fedelt� a Nasuada, e le dovete lealt� e obbedienza, potrete dirle del mio cuore, se necessario, ma solo se necessario. Per il bene dei draghi, di quei pochi che restano, la verit� sugli Eldunar� non deve diventare di dominio pubblico, </emphasis>disse Glaedr.</p><empty-line/><p><emphasis>Potremo dirlo ad Arya? </emphasis>chiese Saphira.</p><empty-line/><p> �E a Bl�dhgarm e agli altri elfi che Islanzadi ha mandato a proteggermi?� aggiunse Eragon. �Ho permesso loro di entrare nella mia mente quando io e Saphira abbiamo combattuto contro Murtagh l'ultima volta. Noteranno la tua presenza, Glaedr, se ci aiuti nel mezzo di una battaglia.�</p><empty-line/><p><emphasis>Potrai informare Bl�dhgarm e i suoi stregoni dell'Eldunar�, </emphasis>disse Glaedr. <emphasis>Ma solo dopo che avranno fatto giuramento di segretezza.</emphasis></p><empty-line/><p> Oromis si calc� l'elmo in testa. �Arya � la figlia di Islanzadi, perci� immagino che sia giusto che sappia. Tuttavia, come nel caso di Nasuada, non dirglielo se non � assolutamente necessario. Un segreto condiviso non � pi� un segreto. Se ci riuscite, non pensateci nemmeno, neppure al concetto stesso di Eldunar�, affinch� nessuno possa carpire le informazioni dalla vostra mente.�</p><empty-line/><p> �S�, maestro.�</p><empty-line/><p> �E ora mettiamoci in viaggio� disse Oromis, infilandosi un paio di grossi guanti. �Ho saputo da Islanzadi che Nasuada ha cinto d'assedio la citt� di Feinster e che i Varden hanno un gran bisogno di voi.�</p><empty-line/><p><emphasis>Siamo rimasti troppo a lungo a Ellesm�ra, </emphasis>disse Saphira.</p><empty-line/><p><emphasis>Forse, </emphasis>disse Glaedr, <emphasis>ma � stato tempo speso bene.</emphasis></p><empty-line/><p> Prendendo una piccola rincorsa, Oromis balz� sull'unica zampa davanti di Glaedr e s'inerpic� sul suo alto dorso dentellato. Una volta in sella, cominci� ad allacciare le cinghie intorno alle gambe. �Mentre siamo in volo� disse rivolto a Eragon �possiamo ripassare la lista dei veri nomi che hai imparato durante la tua ultima visita.�</p><empty-line/><p> Eragon si avvicin� a Saphira e con cautela si arrampic� sul suo dorso; poi avvolse il cuore di Glaedr in una coperta e mise il fagotto in una bisaccia. Infine, come Oromis, assicur� le gambe alla sella. Alle sue spalle sentiva il costante palpito di energia emanato dall'Eldunar�.</p><empty-line/><p> Glaedr avanz� fino al bordo della rupe di Tel'Nae�r e dispieg� le ali poderose. La terra trem� quando il drago dorato balz� verso il cielo striato di nuvole, e l'aria fu squarciata da un rombo possente quando inclin� le ali verso il basso per librarsi sopra l'oceano di alberi. Eragon si afferr� saldamente alla punta cervicale che aveva davanti quando Saphira imit� Glaedr, lanciandosi nel vuoto e precipitando di parecchie centinaia di piedi prima di risalire e mettersi al fianco del drago dorato.</p><empty-line/><p> Glaedr la super� e prese la guida, puntando a sud-ovest. Battendo le ali a ritmo diverso, i due draghi sfrecciarono sull'immensa foresta che si estendeva a perdita d'occhio.</p><empty-line/><p> Saphira inarc� il collo ed emise un sonoro ruggito. Davanti a lei, Glaedr rispose allo stesso modo. Le loro grida riecheggiarono feroci, spaventando gli uccelli del cielo e le bestie della terra.</p><p><strong>IN VOLO </strong></p><p>Da Ellesm�ra, Saphira e Glaedr sorvolarono senza soste l'antica foresta degli elfi. A volte la folta massa di alti pini scuri si apriva ed Eragon scorgeva un lago o un fiume sinuoso. Spesso sulle sponde c'erano gruppi di piccoli caprioli che smettevano di abbeverarsi per alzare la testa e osservare i draghi in volo. Ma Eragon prest� poca attenzione al panorama, troppo impegnato a recitare nella mente ogni parola dell'antica lingua che aveva imparato. Se ne dimenticava qualcuna o faceva un errore di pronuncia, Oromis lo costringeva a ripeterla.</p><p>Arrivarono ai margini della Du Weldenvarden nel tardo pomeriggio del primo giorno. L�, sul confine ombreggiato fra gli alberi e le praterie, Glaedr e Saphira volarono in cerchio e Glaedr disse: <emphasis>Tieni al sicuro il tuo cuore, Saphira, e anche il mio.</emphasis></p><p><emphasis>Lo far�, maestro, </emphasis> rispose Saphira.</p><empty-line/><p> E dal dorso di Glaedr, Oromis grid�: �Che i venti vi siano favorevoli, Eragon, Saphira! Quando ci incontreremo di nuovo, che sia davanti ai cancelli di Ur�'baen.�</p><empty-line/><p> �Che i venti siano favorevoli anche a voi!� grid� Eragon di rimando.</p><empty-line/><p> Glaedr vir� e punt� verso ovest, costeggiando la foresta - una rotta che lo avrebbe portato all'estremit� settentrionale del Lago Isenstar, e poi dal lago fino a Gil'ead - mentre Saphira continu� nella stessa direzione a sudovest.</p><empty-line/><p> Vol� tutta la notte, atterrando solo per bere, mentre Eragon si sgranchiva le gambe e liberava il corpo. Questa volta, a differenza dell'andata, non incontrarono venti contrari: l'aria rimase limpida e calma, come se perfino la natura fosse ansiosa di farli tornare dai Varden. Quando il sole sorse sul secondo giorno, li trov� gi� nel cuore del deserto di Hadarac, diretti a sud, cos� da evitare i confini orientali dell'Impero. E quando il buio avvolse di nuovo la terra e il cielo, e li strinse nel suo freddo abbraccio, Saphira ed Eragon avevano superato le distese sabbiose ed erano tornati a volare sopra i campi verdeggianti dell'Impero, con l'intento di passare fra Ur�'baen e il Lago T�dosten per raggiungere la citt� di Feinster.</p><empty-line/><p> Dopo aver viaggiato ininterrottamente per due giorni e due notti, senza mai dormire, Saphira non fu pi� in grado di continuare. Atterrata in un boschetto di betulle bianche sulle sponde di un laghetto, si raggomitol� all'ombra e dorm� per qualche ora, mentre Eragon restava di guardia e si esercitava a maneggiare Brisingr.</p><empty-line/><p> Da quando si erano separati da Oromis e Glaedr, Eragon, pensando a ci� che li attendeva a Feinster, provava un senso di perenne ansia. Sapeva di essere molto pi� protetto dalla morte e dalle ferite rispetto agli altri guerrieri, ma quando ripensava alle Pianure Ardenti e alla battaglia del Farthen D�r, quando ricordava la vista del sangue che sprizzava dalle membra tagliate e le urla degli uomini feriti e la sferzata incandescente di una spada che attraversava la sua stessa carne, allora gli si torcevano le budella e i muscoli gli tremavano di energia repressa, e non sapeva se desiderava combattere ogni soldato sulla faccia della terra o fuggire nella direzione opposta per andare a nascondersi nel buco pi� nero e profondo.</p><empty-line/><p> L'ansia peggior� quando ripresero il viaggio e scorse schiere di uomini armati che marciavano nei campi. Qui e l�, colonne di pallido fumo salivano dai villaggi saccheggiati. Lo spettacolo di tanta devastazione gratuita lo nause�; distolse lo sguardo e strinse la punta cervicale avanti a s�, socchiudendo gli occhi finch� l'unica cosa che vide, attraverso la nebbia scura delle ciglia, furono i bianchi calli sulle sue nocche.</p><empty-line/><p><emphasis>Piccolo mio, </emphasis>disse Saphira, i pensieri lenti e affaticati. <emphasis>Lo abbiamo gi� fatto. Non lasciarti impressionare in questo modo.</emphasis></p><empty-line/><p> Pentito di averla distratta, Eragon le disse: <emphasis>Mi dispiace... Star� bene quando arriveremo. Vorrei solo che fosse gi� finita.</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> Lo so.</emphasis></p><empty-line/><p> Eragon tir� su con il naso, asciugandoselo nella manica della tunica. <emphasis>A volte vorrei che combattere mi piacesse come a te. Sarebbe tutto pi� facile.</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> Se ti piacesse, </emphasis>disse lei, <emphasis>il mondo intero si prostrerebbe ai nostri piedi, compreso Galbatorix. No, � un bene che tu non condivida la mia brama di sangue. Ci bilanciamo a vicenda, Eragon... Divisi siamo incompleti, ma insieme siamo un intero. Adesso libera la mente da questi pensieri velenosi e fammi un indovinello per tenermi sveglia.</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> Va bene, </emphasis>disse lui dopo un attimo. <emphasis>Sono rosso come sangue o giallo come veleno, o di ogni altro colore dell'arcobaleno. Sono grande o piccolo, ammirato o calpestato, e spesso riposo avvoltolato. Posso consumare cento pecore, e anche di pi�. Che cosa sono, sai dirmelo tu?</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> Un drago, naturalmente, </emphasis>rispose lei senza esitare.</p><empty-line/><p><emphasis>No, un tappeto di lana.</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> Bah!</emphasis></p><p>Il terzo giorno di viaggio scivol� via con una lentezza esasperante. Gli unici rumori che Eragon sentiva erano il battito delle ali di Saphira, il sibilo regolare del suo respiro ansante e il monotono ruggito dell'aria nelle orecchie. Gli dolevano le gambe e la schiena a furia di stare tanto tempo in sella, ma il suo disagio era minimo in confronto a quello di Saphira: i muscoli le bruciavano di un dolore quasi insopportabile. Eppure la dragonessa non si lamentava e rifiut� l'offerta di Eragon di alleviare la sua sofferenza con un incantesimo, dicendo: <emphasis>Ti servir� ogni oncia di energia quando arriveremo.</emphasis></p><p> Qualche ora dopo il crepuscolo, Saphira sussult� e perse quota di colpo, con una caduta vertiginosa di parecchi piedi.</p><p>Eragon si rizz� in sella allarmato e volse lo sguardo in cerca della possibile causa dell'inconveniente, ma in basso vide soltanto oscurit�, in alto le stelle che brillavano.</p><p><emphasis>Credo che siamo arrivati sul fiume Jiet, </emphasis> disse Saphira. <emphasis>L'aria qui � fredda e umida come lo � sopra l'acqua.</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> Allora Feinster non dovrebbe essere molto lontana. Sei sicura di riuscire a trovare la citt� al buio? Potremmo essere cento miglia pi� a nord o a sud.</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> No, non lo siamo. Il mio senso dell'orientamento non sar� infallibile, ma � certamente migliore del tuo o di quello di qualunque altra creatura terrestre. Se le mappe degli elfi che abbiamo visto sono precise, allora possiamo essere fuori rotta al massimo di cinquanta miglia, e da questa altezza riusciremo a vedere la citt�. Potremo persino fiutare il fumo dei loro comignoli.</emphasis></p><empty-line/><p> E cos� fu. Quella stessa notte, quando ormai mancavano un paio d'ore all'alba, un opaco rossore illumin� l'orizzonte a ovest. Non appena lo vide, Eragon si volse e prese dalle bisacce l'armatura. Indoss� la cotta di maglia, il copricapo di cuoio, l'elmo, i bracciali e gli schinieri. Avrebbe voluto avere con s� anche lo scudo, ma lo aveva lasciato dai Varden prima di correre al Monte Thard�r con Nar Garzhwog. Poi rovist� nelle borse finch� non trov� la fiaschetta d'argento di faelnirv che gli aveva dato Oromis. Il contenitore di metallo era freddo. Eragon bevve un piccolo sorso del liquore incantato, che sapeva di bacche di sambuco, idromele e sidro. Gli bruci� la gola e un forte calore gli invase il volto. Nel giro di qualche istante, le virt� tonificanti del faelnirv fecero effetto, e la stanchezza cominci� a svanire.</p><empty-line/><p> Eragon agit� la fiaschetta e not� preoccupato che un terzo del prezioso liquore se n'era gi� andato, anche se ne aveva bevuto soltanto un altro sorso in precedenza. <emphasis>Devo stare pi� attento, </emphasis>pens�.</p><empty-line/><p> Mentre si avvicinavano, il bagliore all'orizzonte si framment� in migliaia di fonti luminose: piccole lanterne, fuochi da cucina, grandi fal�, grosse chiazze di pece ardente che spandevano un acre fumo nero nel cielo notturno. Nella luce rossastra dei fuochi, Eragon vide un oceano di punte di lancia ed elmi che scintillavano ai piedi della grande citt� fortificata. Le mura brulicavano di figure che scagliavano frecce o rovesciavano enormi calderoni d'olio bollente fra le merlature, tagliavano le funi dei rampini gettati oltre i parapetti e respingevano le sgangherate scale di legno che gli assedianti continuavano ad appoggiare ai bastioni. Gemiti e urla si levavano dal terreno, insieme al rimbombo dell'ariete che cozzava contro le porte di ferro della citt�.</p><empty-line/><p> Gli ultimi residui di stanchezza abbandonarono Eragon mentre scrutava il campo di battaglia, studiando la disposizione degli uomini, delle costruzioni e delle varie macchine belliche. A ridosso delle mura di Feinster c'erano centinaia di baracche decrepite, ammassate l'una sull'altra, con appena lo spazio per far passare un cavallo: erano le abitazioni dei poveri che non potevano permettersi una casa nel corpo principale della citt�. Le baracche sembravano abbandonate e molte erano state abbattute perch� i Varden potessero attaccare in massa le mura. Le pi� fatiscenti stavano bruciando e sotto lo sguardo di Eragon le fiamme continuavano a diffondersi, propagandosi da un tetto di paglia all'altro. A est delle baracche, il terreno era solcato da curve linee nere, le trincee che i Varden avevano scavato per proteggere l'accampamento. Dall'altra parte della citt�, Eragon scorse i moli e le banchine, simili a quelle che aveva visto a Teirm, e poi lo scuro e inquieto oceano che si estendeva a perdita d'occhio.</p><empty-line/><p> Eragon fu percorso da un brivido di eccitazione selvaggia e sent� Saphira fremere sotto di lui nello stesso momento. Strinse l'elsa di Brisingr. <emphasis>Sembra che non si siano ancora accorti di noi. Dobbiamo annunciare il nostro arrivo?</emphasis></p><empty-line/><p> Saphira rispose con un ruggito cos� potente da fargli battere i denti e con una densa fiammata azzurra che illumin� il cielo.</p><empty-line/><p> Sotto di loro, i Varden che attaccavano le mura e i soldati che le difendevano si fermarono, e per un momento il silenzio avvolse il campo di battaglia. Poi i Varden cominciarono a esultare e a battere le lance e le spade sugli scudi, mentre sonori gemiti di disperazione si levavano dagli abitanti della citt�.</p><empty-line/><p><emphasis>Ah! </emphasis> esclam� Eragon battendo le palpebre. <emphasis>Preferirei che non lo avessi fatto: ora non vedo niente.</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> Scusa.</emphasis></p><empty-line/><p> Con gli occhi ancora accecati dal bagliore azzurro, il Cavaliere disse: <emphasis>La prima cosa che dobbiamo fare � trovare un cavallo o qualche altro animale appena morto per ridarti energia.</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> Non devi...</emphasis></p><empty-line/><p> Saphira s'interruppe quando una mente estranea tocc� le loro. Dopo un istante di panico, Eragon riconobbe la coscienza di Trianna. <emphasis>Eragon, Saphira! </emphasis>grid� la maga. <emphasis>Appena in tempo! Arya e un altro elfo hanno scalato le mura, ma sono stati presi in trappola da un gruppo di soldati. Non sopravviveranno un altro minuto se qualcuno non li aiuta. Presto!</emphasis></p><p><strong>BRISINGR! </strong></p><p>Saphira fece aderire le ali al corpo e si tuff� in picchiata verso gli scuri edifici della citt�. Eragon chin� il capo per non farsi investire dal vento. Il mondo vortic� intorno a loro quando Saphira esegu� un'imbardata a destra per mettere in difficolt� gli arcieri.</p><p>Quando la dragonessa interruppe la picchiata per risalire all'improvviso, Eragon si sent� come schiacciato da un peso enorme, ma la sensazione scomparve non appena Saphira riprese l'assetto orizzontale. Come strani falchi gracchianti, le frecce sibilavano intorno a loro, alcune mancando il bersaglio, altre neutralizzate dagli incantesimi di protezione di Eragon.</p><p>Passando a volo radente sulle mura di cinta, Saphira rugg� di nuovo e a colpi di artiglio e di coda scaravent� gi� dai parapetti gruppi di uomini urlanti che precipitarono sul duro terreno dopo un volo di ottanta piedi.</p><p>All'estremit� del muro meridionale si ergeva un'alta torre quadrata, difesa da quattro baliste che scagliavano giavellotti lunghi dodici piedi sui Varden ammassati davanti ai cancelli della citt�. Ai piedi della torre Eragon scorse due guerrieri che, la schiena al muro, cercavano disperatamente di respingere le lame insidiose di un centinaio di soldati.</p><p>Malgrado il buio e l'altezza, Eragon riconobbe subito Arya. Saphira balz� gi� dal parapetto e atterr� in mezzo ai soldati, schiacciandone un bel numero sotto le zampe. Gli altri, sorpresi, si dispersero urlando di paura. Saphira rugg�, irritata dal fatto che le sue prede stessero scappando, e con un guizzo della coda falci� un'altra decina di soldati. Un uomo cerc� di oltrepassarla correndo. Fulminea come un serpente, la dragonessa lo afferr� tra le mascelle e scroll� la testa, spezzandogli la spina dorsale. Ne uccise altri quattro allo stesso modo.</p><empty-line/><p> A quel punto tutti gli uomini erano fuggiti tra gli edifici.</p><empty-line/><p> Eragon si slacci� in fretta le cinghie delle gambe e salt� a terra. Il peso dell'armatura lo fece atterrare su un ginocchio. Sbuff� e si alz�.</p><empty-line/><p> �Eragon!� grid� Arya, correndogli incontro ansante e madida di sudore. La sua unica armatura era una giubba imbottita, pi� un elmo leggero dipinto di nero per evitare riflessi indesiderati.</p><empty-line/><p> �Ben arrivata, Bjartskular. Ben arrivato, Ammazzaspettri� disse Bl�dhgarm, i piccoli denti appuntiti che baluginavano alla luce delle torce, i gialli occhi fosforescenti. Con la pelliccia del dorso e della nuca tutta arruffata, aveva un aspetto pi� feroce che mai. Anche lui, come Arya, era coperto di sangue, ma Eragon non riusciva a capire se fossero feriti.</p><empty-line/><p> �State bene?� chiese.</p><empty-line/><p> Arya annu� e Bl�dhgarm disse: �Qualche graffio, ma niente di grave.�</p><empty-line/><p><emphasis>Che cosa ci fate qui senza rinforzi? </emphasis>chiese Saphira.</p><empty-line/><p> �I cancelli� ansim� Arya. �Sono tre giorni che cerchiamo di abbatterli, ma resistono alla magia, e l'ariete ha appena scalfito il legno. Perci� ho convinto Nasuada...� Quando Arya fece una pausa per riprendere fiato, Bl�dhgarm s'inser� nel racconto. �Arya ha convinto Nasuada a sferrare un attacco stanotte perch� noi due potessimo introdurci nella citt� senza essere visti e aprire i cancelli dall'interno. Purtroppo ci siamo imbattuti in tre stregoni. Con il potere della mente ci hanno impedito di usare la magia, e intanto hanno chiamato i soldati per poterci sopraffare con la semplice forza dei numeri.�</p><empty-line/><p> Mentre Bl�dhgarm parlava, Eragon pos� una mano sul petto di un soldato morto e trasfer� l'energia rimasta in lui nel proprio corpo e quindi a Saphira.</p><empty-line/><p> �Dove sono gli stregoni adesso?� chiese, passando a un altro cadavere.</p><empty-line/><p> Bl�dhgarm si strinse nelle spalle pelose. �A quanto pare si sono volatilizzati per il terrore quando siete comparsi, Shur'tugal.�</p><empty-line/><p><emphasis>Hanno fatto bene, </emphasis>ringhi� Saphira.</p><empty-line/><p> Eragon assorb� energia da altri tre soldati, e all'ultimo tolse anche lo scudo rotondo di legno. �D'accordo, allora� disse, rialzandosi. �Andiamo ad aprire i cancelli ai Varden.�</p><empty-line/><p> �S�, e senza perdere altro tempo� disse Arya. Si volt�, gi� pronta all'azione, ma poi scocc� un'occhiata a Eragon e disse: �Hai una spada nuova.� Non era una domanda.</p><empty-line/><p> Lui annu�. �Rhun�n mi ha aiutato a forgiarla.�</p><empty-line/><p> �E come si chiama la tua spada, Ammazzaspettri?� chiese Bl�dhgarm.</p><empty-line/><p> Eragon stava per rispondere, quando quattro soldati corsero fuori da un vicolo buio con le lance puntate. Con un unico movimento fluido, Eragon estrasse Brisingr dal fodero e sferr� un colpo che prima tagli� a met� l'asta del soldato alla guida del gruppo, poi lo decapit�. Brisingr parve luccicare di una gioia selvaggia. Con un solo affondo, Arya trafisse altri due uomini prima che avessero il tempo di reagire, mentre Bl�dhgarm balzava di lato e pugnalava l'ultimo soldato.</p><empty-line/><p> �Svelti!� grid� Arya cominciando a correre verso i cancelli della citt�.</p><empty-line/><p> Eragon e Bl�dhgarm la seguirono, con Saphira che arrancava alle calcagna, gli artigli che risuonavano sulle pietre della strada. Dal parapetto piovvero nugoli di frecce, e per tre volte gruppi di soldati corsero fuori dalla roccaforte per avventarsi su di loro. Senza mai rallentare, Eragon, Arya e Bl�dhgarm si sbarazzarono degli avversari a colpi di spada o di pugnale, o fu Saphira a incenerirli con un torrente di fuoco.</p><empty-line/><p> Mentre si avvicinavano ai cancelli alti quaranta piedi, il rimbombo continuo dell'ariete si fece sempre pi� forte. Davanti alle porte di ferro, Eragon vide due uomini e una donna ammantati di nero che cantilenavano nell'antica lingua, ondeggiando da una parte e dall'altra con le mani in alto. I tre stregoni tacquero non appena si accorsero della presenza di Eragon e dei suoi compagni e in uno svolazzo di mantelli fuggirono lungo la via principale che portava alla fortezza, dall'altra parte di Feinster.</p><empty-line/><p> Eragon avrebbe voluto inseguirli. <emphasis>Chiss� che cosa stanno tramando, </emphasis> pens� preoccupato mentre si dileguavano. Ma era pi� importante far entrare i Varden in citt�, dove non sarebbero pi� stati il bersaglio dei soldati sulle mura.</p><empty-line/><p> Prima che Eragon, Bl�dhgarm e Saphira arrivassero ai cancelli, cinquanta soldati dalle scintillanti armature corsero fuori dalle torri di guardia e si schierarono davanti alle grosse porte di ferro.</p><empty-line/><p> Uno dei soldati batt� l'elsa della spada contro lo scudo e grid�: �Non passerete mai, luridi demoni! Questa � la nostra casa e non permetteremo a Urgali, elfi o altri mostri disumani di entrare. Andatevene, perch� a Feinster non troverete che sangue e dolore.�</p><empty-line/><p> Arya indic� le torri di guardia e mormor� a Eragon: �Le leve che azionano i cancelli sono nascoste l� dentro.�</p><empty-line/><p> �Allora� disse lui �tu e Bl�dhgarm aggirate gli uomini ed entrate nelle torri. Io e Saphira li terremo occupati.�</p><empty-line/><p> Arya annu� e svan� con Bl�dhgarm fra le nere ombre che avvolgevano le case alle spalle di Eragon e Saphira.</p><empty-line/><p> Con la mente, Eragon sent� che Saphira si preparava ad avventarsi sul gruppo dei soldati. Le pos� una mano sulla zampa e disse: <emphasis>Aspetta, voglio prima provare una cosa.</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> Se per� non funziona, poi posso farli a pezzi? </emphasis>chiese lei, leccandosi le zanne.</p><empty-line/><p><emphasis>S�, potrai fare di loro ci� che vuoi.</emphasis></p><empty-line/><p> Eragon avanz� lentamente verso i soldati tenendo bene in vista lo scudo e la spada. Dall'alto venne scoccata una freccia, ma a poche spanne dal suo petto si ferm� e cadde. Eragon guard� le espressioni terrorizzate dei soldati, poi a voce alta disse: �Il mio nome � Eragon Ammazzaspettri. Forse avete sentito parlare di me, o forse no. In ogni caso vi avverto: sono un Cavaliere dei Draghi e ho giurato di aiutare i Varden a deporre Galbatorix dal suo trono. Ditemi, qualcuno di voi ha giurato fedelt� nell'antica lingua a Galbatorix o all'Impero?... Allora, s� o no?�</p><empty-line/><p> L'uomo che aveva gi� parlato, doveva essere il capitano, disse: �Non giureremmo mai fedelt� al re, anche se avessimo una spada puntata alla gola. La nostra lealt� appartiene a Lady Lorana. Lei e la sua famiglia ci governano pi� che bene da quattro generazioni!� Gli altri mormorarono in segno d'assenso.</p><empty-line/><p> �Allora unitevi a noi!� esclam� Eragon. �Deponete le armi e vi prometto che non sar� torto un capello n� a voi n� alle vostre famiglie. Non potete sperare di tenere Feinster contro l'alleanza dei Varden, dei surdani, dei nani e degli elfi.�</p><empty-line/><p> �Questo lo dici tu!� grid� uno dei soldati. �E se Murtagh dovesse tornare qui con quel suo drago rosso?�</p><empty-line/><p> Eragon esit�, poi con voce sicura disse: �Lui non � un problema per me e per gli elfi che combattono con i Varden. L'abbiamo gi� messo in fuga una volta.� Con la coda dell'occhio, alle spalle dei soldati, Eragon vide Arya e Bl�dhgarm scivolare dietro la scala di pietra che portava in cima alle mura e strisciare furtivi verso la torre di guardia a sinistra.</p><empty-line/><p> Il capitano disse: �Anche se noi non abbiamo giurato fedelt� al re, Lady Lorana l'ha fatto. Che cosa le farete, allora? La ucciderete? La prenderete prigioniera? No, noi non tradiremo la sua fiducia e non permetteremo di passare n� a te n� ai quei mostri che graffiano le nostra mura. Tu e i Varden non siete altro che una promessa di morte per coloro che sono stati costretti a servire l'Impero!</p><empty-line/><p> �Perch� non sei rimasto in disparte, Cavaliere dei Draghi? Perch� non hai tenuto la testa bassa affinch� noi potessimo vivere in santa pace? Ma no, le lusinghe di fama, gloria e ricchezza erano troppo allettanti. Per soddisfare le tue ambizioni hai dovuto portare rovina e distruzione nelle nostre case. Ebbene, io ti maledico, Cavaliere dei Draghi! Ti maledico con tutto il cuore. Che tu possa lasciare Alaga�sia per non tornarvi mai pi�!�</p><empty-line/><p> Eragon fu percorso da un brivido gelido, perch� la maledizione dell'uomo riecheggiava quella che l'ultimo Ra'zac gli aveva lanciato nell'Helgrind, e si ricord� che Angela gli aveva predetto la stessa cosa. Con uno sforzo accanton� quei pensieri e disse: �Non voglio uccidervi, ma lo far�, se devo. Deponete le armi!�</p><empty-line/><p> Nel frattempo, senza far rumore, Arya apr� la porta ai piedi della torre di guardia e sgusci� all'interno. Furtivo come un gatto selvatico, Bl�dhgarm scivol� dietro i soldati, puntando verso l'altra torre. Se in quel momento uno degli uomini si fosse voltato lo avrebbe visto.</p><empty-line/><p> Il capitano sput� ai piedi di Eragon. �Non sembri nemmeno umano! Sei un traditore della tua razza, ecco cosa sei!� sibil�, poi alz� lo scudo e la spada e cominci� ad avanzare lentamente verso di lui. �E tu saresti un Ammazzaspettri?� ringhi� il soldato. �Ha! Se mi dicessero che mio nipote di dodici anni ha ucciso uno Spettro, ci crederei di pi�.�</p><empty-line/><p> Eragon aspett� che fosse vicino. Poi, con un solo affondo, Brisingr trapass� il centro dello scudo, il braccio che lo reggeva, il petto del soldato e infine usc� dall'altra parte. L'uomo fu scosso da un tremito, poi rimase immobile. Mentre Eragon estraeva la spada dal cadavere, dalle torri di guardia si lev� uno stridore di ferro e legno: ingranaggi e catene presero a girare, e le grosse travi che serravano i cancelli della citt� cominciarono a scivolare all'indietro.</p><empty-line/><p> �Deponete le armi o morirete!� grid� Eragon. Una ventina di soldati si avventarono su di lui urlando, con le spade sguainate. Gli altri fuggirono verso il centro della citt� o seguirono il consiglio di Eragon e posarono spade, lance e scudi sui grigi lastroni di pietra e s'inginocchiarono ai lati della strada con le mani sulle ginocchia.</p><empty-line/><p> Una nebbiolina di sangue avvolse Eragon mentre si faceva strada fra i soldati a colpi di spada, piroettando da uno all'altro senza lasciar loro il tempo di reagire. Saphira schiacci� due soldati, poi con una breve fiammata dalle narici ne bruci� altri due, arrostendoli nelle loro armature. Eragon si ferm� in scivolata oltre l'ultimo soldato, il braccio che impugnava la spada ancora teso dopo l'affondo che aveva appena sferrato, e aspett� di sentire l'uomo stramazzare al suolo, prima una met� poi l'altra.</p><empty-line/><p> Arya e Bl�dhgarm riemersero dalle torri di guardia proprio mentre i cancelli si aprivano con un lungo e sonoro cigolio, rivelando la testa scheggiata e ammaccata del massiccio ariete dei Varden. Sui parapetti, gli arcieri lanciarono grida sgomente e si ritirarono. Decine di mani comparvero intorno ai bordi dei cancelli aprendoli a forza, e sotto l'arco Eragon vide una massa di Varden dal volto sudicio, uomini e nani insieme.</p><empty-line/><p> �Ammazzaspettri!� urlarono, e anche: �Argetlam!� e �Bentornato! La caccia � buona oggi!�</p><empty-line/><p> �Questi sono miei prigionieri!� dichiar� Eragon, puntando Brisingr verso i soldati inginocchiati sul ciglio della strada. �Legateli e assicuratevi che siano trattati bene. Ho dato la mia parola che non sarebbe stato loro torto un capello.�</p><empty-line/><p> Sei guerrieri si affrettarono a eseguire l'ordine.</p><empty-line/><p> I Varden si riversarono all'interno dei cancelli, sparpagliandosi nella citt� in un tintinnio di armature e un rimbombo di stivali. Eragon fu felice di vedere Roran e Horst e parecchi altri uomini di Carvahall nella quarta fila dei guerrieri. Li salut�, e non appena lo scorse Roran alz� il martello e gli corse incontro.</p><empty-line/><p> Eragon gli afferr� il braccio destro attirandolo in un ruvido abbraccio. Quando si ritrasse, not� che Roran sembrava invecchiato e aveva gli occhi incavati.</p><empty-line/><p> �Mentre eri via� grugn� Roran �sono morti in centinaia tentando di conquistare le mura.�</p><empty-line/><p> �Io e Saphira abbiamo fatto il prima possibile. Come sta Katrina?�</p><empty-line/><p> �Bene.�</p><empty-line/><p> �Quando avremo finito qui, dovrai raccontarmi tutto quello che ti � successo mentre non c'ero.�</p><empty-line/><p> Roran serr� le labbra e annu�, poi indic� Brisingr e disse: �Dove hai preso quella spada?�</p><empty-line/><p> �A Ellesm�ra.�</p><empty-line/><p> �Come si chiama?�</p><empty-line/><p> �Bris...� fece per dire Eragon, ma in quel momento gli altri undici elfi che Islanzadi aveva mandato a proteggere lui e Saphira uscirono dalla colonna di uomini e li circondarono. Arrivarono anche Bl�dhgarm e Arya; l'elfa era intenta a ripulire la lama sottile della sua spada.</p><empty-line/><p> Prima che Eragon potesse riprendere a parlare, J�rmundur oltrepass� i cancelli a cavallo e lo salut� gridando: �Ammazzaspettri! � un vero piacere rivederti!�</p><empty-line/><p> Eragon ricambi� il saluto e gli domand�: �E adesso che cosa dobbiamo fare?�</p><empty-line/><p> �Quello che ti sembra pi� opportuno� rispose J�rmundur tirando le redini del suo sauro. �Dobbiamo aprirci la strada fino alla fortezza. Immagino che Saphira non riesca a passare fra le case, perci� volate e colpite le loro forze dove potete. Se riusciste ad aprire un varco nella fortezza, o a catturare Lady Lorana, sarebbe un enorme aiuto.�</p><empty-line/><p> �Dov'� Nasuada?�</p><empty-line/><p> J�rmundur indic� un punto alle proprie spalle. �Nella retroguardia dell'esercito, a coordinare le nostre forze con re Orrin.� J�rmundur scocc� un'occhiata alla fiumana di guerrieri che continuava a riversarsi nella citt�, poi torn� a guardare Eragon e Roran. �Fortemartello, il tuo posto � con i tuoi uomini, non qui a cianciare con tuo cugino.� Il magro e asciutto comandante spron� il cavallo e si allontan� lungo la strada buia, urlando ordini ai Varden.</p><empty-line/><p> Quando Roran e Arya si voltarono per seguirlo, Eragon afferr� la spalla di Roran e ferm� la lama di Arya con la propria. �Aspettate� disse.</p><empty-line/><p> �Che cosa c'�?� domandarono in coro Arya e Roran, impazienti.</p><empty-line/><p><emphasis>S�, che cosa c'�? </emphasis>domand� Saphira. <emphasis>Basta star qui a parlare, quando c'� da divertirsi.</emphasis></p><empty-line/><p> �Mio padre!� esclam� Eragon. �Non � Morzan, � Brom!�</p><empty-line/><p> Roran batt� le palpebre. �Brom?�</p><empty-line/><p> �S�, Brom!�</p><empty-line/><p> Perfino l'impassibile Arya parve sorpresa. �Sei sicuro, Eragon? Come fai a saperlo?�</p><empty-line/><p> �Certo che sono sicuro! Ve lo spiegher� pi� tardi, ma non vedevo l'ora di dirvi la verit�.�</p><empty-line/><p> Roran scosse la testa. �Brom... non l'avrei mai detto. Per� in effetti ha un senso. Sarai felice di esserti liberato del nome di Morzan.�</p><empty-line/><p> �Pi� che felice� disse Eragon sorridendo.</p><empty-line/><p> Roran gli diede una pacca sulla schiena, dicendo: �Abbi cura di te, eh?� e corse dietro a Horst e agli altri.</p><empty-line/><p> Arya si avvi� dietro di lui, ma non aveva fatto che pochi passi che Eragon la chiam� e disse: �Lo Storpio Che � Sano ha lasciato la Du Weldenvarden per raggiungere Islanzadi a Gil'ead.� Gli occhi verdi di Arya si spalancarono e le sue labbra si schiusero come se stesse per fare una domanda, ma prima che ci riuscisse la fiumana di guerrieri la trascin� nel suo flusso verso il cuore della citt�.</p><empty-line/><p> Bl�dhgarm si avvicin� a Eragon. �Ammazzaspettri, perch� il Saggio Dolente ha lasciato la foresta?�</p><empty-line/><p> �Lui e il suo compagno hanno sentito che era tempo di combattere contro l'Impero e rivelare la propria esistenza a Galbatorix.�</p><empty-line/><p> La pelliccia dell'elfo s'incresp�. �Questa � una notizia davvero molto importante.�</p><empty-line/><p> Eragon sal� in groppa a Saphira. A Bl�dhgarm e alle sue altre guardie disse: �Andate alla fortezza. Ci incontreremo l�.�</p><empty-line/><p> Senza attendere la risposta dell'elfo, Saphira balz� sulle scale che portavano in cima alle mura della citt�. I gradini di pietra scricchiolarono sotto il suo peso; si arrampic� sull'ampio parapetto e spicc� il volo, planando sulle baracche in fiamme ai piedi dei bastioni di Feinster. Batt� rapida le ali per prendere quota.</p><empty-line/><p><emphasis>Dovremo avere il permesso di Arya prima di parlare ad altri di Oromis e Glaedr, </emphasis>esclam� Eragon ricordando il voto di segretezza che lui, Orik e Saphira avevano fatto alla regina Islanzadi durante la loro prima visita a Ellesm�ra.</p><empty-line/><p><emphasis>Sono sicura che ce lo dar� non appena avr� sentito il nostro racconto, </emphasis> disse Saphira.</p><empty-line/><p><emphasis>Gi�.</emphasis></p><empty-line/><p> Eragon e Saphira volarono da un punto all'altro di Feinster, atterrando ovunque scorgessero un grosso gruppo di soldati o di Varden in difficolt�. Se non lo attaccavano subito, Eragon cercava di convincere i nemici ad arrendersi. Non sempre ci riusciva, ma ci provava comunque, perch� molti degli uomini che affollavano le vie di Feinster erano comuni cittadini e non soldati addestrati. A ciascuno Eragon diceva: "� l'Impero il nostro nemico, non voi. Non impugnate le armi contro di noi e non avrete motivo di temerci."</p><empty-line/><p> Le poche volte che Eragon scorse una donna o un bambino correre per le vie buie della citt�, ordin� loro di nascondersi nella casa pi� vicina e tutti, nessuno escluso, obbedirono.</p><empty-line/><p> Eragon scrut� le menti di ogni persona intorno a s� e a Saphira alla ricerca di stregoni ostili, ma non ne trov� altri, tranne i tre in cui si era imbattuto, e quei tre stavano bene attenti a tenergli nascosti i propri pensieri. Lo preoccupava il fatto che fossero spariti senza prendere parte al combattimento.</p><empty-line/><p><emphasis>Forse intendono abbandonare la citt�, </emphasis>disse a Saphira.</p><empty-line/><p><emphasis>Credi che Galbatorix li lascerebbe andare via nel bel mezzo di una battaglia?</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> Dubito che voglia perdere anche uno solo dei suoi stregoni.</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> Pu� darsi, ma dobbiamo comunque stare attenti. Chiss� che cosa stanno tramando.</emphasis></p><empty-line/><p> Eragon si strinse nelle spalle. <emphasis>Per ora, la cosa migliore da fare � aiutare i Varden a prendere Feinster in fretta.</emphasis></p><empty-line/><p> Lei annu� e vir� verso una schermaglia in una piazza vicina.</p><empty-line/><p> Combattere in una citt� era diverso da uno scontro all'aperto, com'erano abituati a fare Eragon e Saphira. Le strade strette e gli edifici ravvicinati ostacolavano i movimenti di Saphira e impedivano di reagire d'istinto quando i soldati attaccavano, anche se Eragon poteva percepire gli uomini in avvicinamento molto tempo prima che arrivassero. I loro scontri con i soldati si trasformavano inevitabilmente in mischie confuse e disperate, interrotte da occasionali esplosioni di fuoco o di magia. Pi� di una volta Saphira distrusse la facciata di una casa con un involontario colpo di coda. Lei ed Eragon riuscirono sempre a evitare gravi ferite - per una combinazione di fortuna, abilit� e incantesimi di protezione - ma gli attacchi li resero pi� cauti e nervosi di quanto non fossero di solito in battaglia.</p><empty-line/><p> Il quinto scontro lasci� Eragon cos� schiumante di collera che quando i soldati cominciarono a battere in ritirata, come finivano sempre per fare, li insegu�, deciso a sterminarli fino all'ultimo uomo. Con sua sorpresa, deviarono bruscamente dalla strada e sfondarono la porta sbarrata di una modisteria.</p><empty-line/><p> Eragon li insegu�, balzando sui resti distrutti della porta. L'interno del negozio era buio e odorava di profumo stantio e piume di gallina. Per un attimo pens� d'illuminarlo con la magia, ma visto che i soldati erano svantaggiati, si trattenne. Percepiva le loro menti e sentiva i loro respiri affannati, ma non poteva vedere se c'erano ostacoli fra lui e loro. Avanz� lentamente nell'oscurit�, tastando il pavimento coi piedi, con lo scudo davanti al corpo e Brisingr pronta a colpire.</p><empty-line/><p> Fievole come il sospiro di un filo che cade in terra, Eragon sent� un oggetto volare verso di lui.</p><empty-line/><p> Fece uno scatto all'indietro, e barcoll� quando una mazza o un martell� colp� il suo scudo, facendolo a pezzi. Esplosero delle urla. Un uomo rovesci� una sedia, o un tavolo, e qualcosa si fracass� contro il muro. Eragon men� un fendente e sent� Brisingr affondare nella carne fino all'osso. Un peso bloccava l'estremit� della spada. Eragon la ritrasse con uno strattone e l'uomo che lo aveva assalito stramazz� ai suoi piedi.</p><empty-line/><p> Scocc� una rapida occhiata alle sue spalle, nel vicolo stretto dove Saphira lo aspettava. Soltanto allora vide la lanterna montata su un palo di ferro all'angolo della strada e cap� che la luce lo rendeva perfettamente visibile ai soldati. Si scans� in fretta dal cono di luce e gett� via lo scudo ormai inservibile.</p><empty-line/><p> Un altro schianto echeggi� nel negozio, seguito da un frastuono di passi che correvano su per le scale. Eragon si slanci� dietro i soldati. Al primo piano c'era l'alloggio dei proprietari del negozio. Diverse persone urlarono e un bambino cominci� a piangere quando irruppe nel labirinto di piccole stanze, ma lui li ignor�, concentrato soltanto sul suo obiettivo.</p><empty-line/><p> Alla fine Eragon riusc� a raggiungere i soldati e a chiuderli in trappola, in una stanza angusta illuminata dalla fioca luce di una candela. Erano quattro, e li uccise con altrettanti affondi, facendo una smorfia quando fu investito dagli spruzzi di sangue. Si procur� un nuovo scudo togliendolo a uno dei cadaveri, poi si ferm� a guardarli. Gli parve indelicato lasciarli l�, sul pavimento del soggiorno, cos� li scaravent� fuori della finestra.</p><empty-line/><p> Mentre tornava alle scale, una sagoma sbuc� da dietro un angolo e tent� di pugnalarlo al costato. La punta del pugnale si ferm� a un soffio dal suo fianco, bloccata dagli incantesimi. Con un sussulto, Eragon alz� Brisingr per decapitare il nemico, quando si accorse che l'aggressore era un ragazzino di non pi� di tredici anni.</p><empty-line/><p> S'impietr�. <emphasis> Avrei potuto essere io, </emphasis>pens�. <emphasis> Avrei fatto lo stesso, se fossi stato al suo posto. </emphasis>Guardando oltre le spalle del ragazzo, vide un uomo e una donna in camicia da notte e berretto di lana che si stringevano fissandolo con orrore.</p><empty-line/><p> Rabbrivid�. Abbass� Brisingr e tolse il pugnale dalla debole stretta del ragazzo. �Fossi in voi� disse, colpito dalla nota greve che gli venava la voce, �non uscirei finch� la battaglia non � finita.� Esit�, poi aggiunse: �Mi dispiace.�</p><empty-line/><p> Colmo di vergogna, usc� di fretta dal negozio e raggiunse Saphira.</p><empty-line/><p> Continuarono lungo la strada.</p><empty-line/><p> Non lontano dalla modisteria, Eragon e Saphira s'imbatterono in parecchi uomini di re Orrin che trasportavano candelabri d'oro, vassoi e posate d'argento, gioielli, e oggetti d'arredamento fuori da una ricca dimora dove avevano fatto irruzione.</p><empty-line/><p> Eragon strapp� una pila di tappeti dalle braccia di un soldato surdano. �Rimettete queste cose al loro posto!� url� all'intero gruppo. �Siamo qui per <emphasis>aiutare </emphasis>questa gente, non per derubarla. Sono i nostri fratelli e sorelle, le nostre madri e i nostri padri. Per questa volta vi lascio andare, ma spargete la voce che se qualcuno saccheggia le case, lo far� appendere e frustare come un ladro!� Saphira rugg�, a sottolineare la minaccia. Sotto i loro sguardi vigili, i guerrieri richiamati all'ordine riportarono il bottino nella casa rivestita di marmo.</p><empty-line/><p><emphasis>Ora, </emphasis>disse Eragon a Saphira, <emphasis>forse possiamo...</emphasis></p><empty-line/><p> �Ammazzaspettri! Ammazzaspettri!� grid� un uomo correndo verso di loro. Le armi e l'armatura lo identificarono come uno dei Varden.</p><empty-line/><p> Eragon serr� la stretta su Brisingr. �Che cosa c'�?�</p><empty-line/><p> �Ci serve il tuo aiuto, Ammazzaspettri. E anche il tuo, Saphira!�</p><empty-line/><p> Seguirono il guerriero per le vie di Feinster finch� non arrivarono vicino a un grosso edificio di pietra. Parecchie decine di Varden erano accucciati dietro un basso muro di fronte all'edificio. Parvero sollevati nel vederli.</p><empty-line/><p> �State indietro!� disse uno dei Varden, facendo un cenno con la mano. �Ci sono dei soldati l� dentro, e hanno gli archi puntati su di noi.�</p><empty-line/><p> Eragon e Saphira si fermarono appena fuori tiro. Il guerriero che li aveva condotti l� disse: �Non riusciamo a raggiungerli. Porte e finestre sono bloccate e se cerchiamo di aprirle ci scagliano addosso le frecce.�</p><empty-line/><p> Eragon guard� Saphira. <emphasis>Vai tu o vado io?</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> Me ne occupo io, </emphasis>disse lei, e spicc� il volo, battendo forte le ali.</p><empty-line/><p> L'edificio trem� e le finestre s'infransero quando Saphira atterr� sul tetto. Eragon e gli altri guerrieri la osservarono ammirati mentre conficcava gli artigli nelle scanalature di malta fra una pietra e l'altra e ringhiando per lo sforzo scoperchiava l'edificio portando alla luce i soldati terrorizzati. Li uccise come fa un terrier coi ratti.</p><empty-line/><p> Quando Saphira torn� al fianco di Eragon, i Varden indietreggiarono, intimoriti da quella dimostrazione di ferocia. Lei li ignor� e cominci� a leccarsi le zampe per pulirsi il sangue dalle squame.</p><empty-line/><p><emphasis>Ti ho mai detto quanto sono contento che non siamo nemici? </emphasis>disse Eragon.</p><empty-line/><p><emphasis>No, ma � molto carino da parte tua.</emphasis></p><p>In tutta la citt� i soldati combattevano con una risolutezza che impression� Eragon; concedevano terreno solo se costretti e facevano di tutto per rallentare l'avanzata dei Varden. A causa di questa resistenza tenace, i Varden arrivarono nella parte occidentale della citt� dove si trovava la fortezza solo quando le prime, deboli luci dell'alba cominciavano a rischiarare il cielo.</p><p>La fortezza era una struttura imponente, alta e squadrata, ornata da numerose torri di diversa altezza. Il tetto era di ardesia perch� gli assedianti non potessero appiccarvi il fuoco. Davanti alla fortezza si estendeva un'ampia corte con bassi fabbricati e una fila di quattro catapulte, e il tutto era circondato da una muraglia difensiva intervallata da torrette. Centinaia di soldati erano appostati sui bastioni e altrettanti erano schierati nel cortile. L'unico modo per entrare nel cortile via terra era attraverso un ampio passaggio ad arco che si apriva nel muraglione, protetto sia da una cancellata di ferro che da un grosso portone di quercia a doppio battente.</p><p>Migliaia di Varden, ammassati davanti al muro di cinta, cercavano di abbattere la cancellata a colpi di ariete - che avevano portato con s� dai cancelli della citt� - oppure di arrampicarsi sui bastioni con i rampini e le scale da assedio che i difensori continuavano a respingere. Nugoli di frecce sibilanti s'incrociavano in volo al di sopra del muro. Assedianti e assediati erano in una situazione di stallo.</p><p><emphasis>Il cancello! </emphasis> disse Eragon indicandolo.</p><empty-line/><p> Saphira piomb� dall'alto e sgombr� la porzione di parapetto che si affacciava sulla cancellata con un potente getto di fuoco, mentre spirali di fumo ardente si levavano dalle sue narici. Atterr� di schianto in cima alla muraglia ed Eragon barcoll� per il contraccolpo. La dragonessa gli disse: <emphasis>Tu vai. Penso io alle catapulte prima che comincino a scagliare pietre sui Varden.</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> Stai attenta, </emphasis>si raccomand� lui, e smont� di sella, scendendo sul parapetto.</p><empty-line/><p><emphasis>Sono loro che devono stare attenti, </emphasis>replic� lei, e ringhi� contro gli uomini radunati intorno alle catapulte. Una met� dei soldati si volse e corse a cercare riparo.</p><empty-line/><p> Il muro era troppo alto perch� Eragon riuscisse a saltare con facilit� in strada, perci� Saphira infil� la coda fra due merli e la fece ciondolare in basso. Eragon rinfoder� Brisingr e scese usando le punte caudali come i pioli di una scala. Quando raggiunse l'estremit� della coda, lasci� la presa e salt� per gli ultimi venti piedi che lo separavano dal terreno. Si raggomitol� per attutire l'impatto, atterrando nella ressa di Varden.</p><empty-line/><p> �Salve, Ammazzaspettri� disse Bl�dhgarm, emergendo dalla folla insieme agli altri undici elfi.</p><empty-line/><p> �Salute a voi.� Eragon sfoder� di nuovo Brisingr. �Come mai non avete gi� aperto il cancello ai Varden?�</p><empty-line/><p> �Il cancello � protetto da molti incantesimi, Ammazzaspettri. Ci vorrebbe parecchia energia per abbatterlo. I miei compagni e io siamo qui per proteggere te e Saphira, e non possiamo adempiere al nostro dovere se esauriamo le nostre forze in altri compiti.�</p><empty-line/><p> Rimangiandosi un'imprecazione, Eragon disse: �Preferiresti che ci stancassimo io e Saphira, Bl�dhgarm? Questo ci render� pi� sicuri?�</p><empty-line/><p> L'elfo fiss� Eragon per un momento, con gli occhi gialli imperscrutabili, poi chin� il capo. �Apriremo subito il cancello, Ammazzaspettri.�</p><empty-line/><p> �No, fermi� borbott� Eragon. �Aspettate qui.�</p><empty-line/><p> Si fece strada a spintoni fino a raggiungere la testa dei Varden e a grandi passi si avvicin� alla cancellata ancora chiusa. �Fatemi spazio!� grid�, facendo un cenno ai guerrieri. I Varden indietreggiarono, sgombrando un'area larga venti piedi. Un giavellotto scagliato da una balista fu deviato dal suo incantesimo di protezione e vol� in una strada laterale. Dall'interno del cortile provennero i ruggiti di Saphira, insieme a schianti di legno fracassato e corde tese che si spezzavano.</p><empty-line/><p> Impugnando la spada con tutte e due le mani, Eragon la sollev� sulla testa e grid�: �Brisingr!� La lama esplose in una vampa di fuoco blu e i guerrieri alle sue spalle esclamarono sbigottiti. Eragon fece un passo avanti e vibr� un colpo possente contro una sbarra della cancellata. Quando la spada tagli� il metallo, un lampo accecante illumin� il muro e gli edifici attorno. Eragon avvert� un improvviso calo di energia mentre Brisingr spezzava gli incantesimi che proteggevano la cancellata. Sorrise. Come aveva sperato, gli incantesimi di contromagia con cui Rhun�n aveva impregnato la spada erano sufficienti per sconfiggere i sortilegi del ferro.</p><empty-line/><p> Con movimenti rapidi e regolari, Eragon ritagli� nella cancellata un varco abbastanza grande per passare, poi si fece da parte e la sezione tagliata della grata cadde di piatto sulle pietre della strada con un forte clangore. Attravers� il varco e si avvicin� al portone di quercia che si trovava dall'altra parte del muro di cinta. Appoggi� la punta di Brisingr sulla sottilissima fessura fra i due battenti, e con tutto il suo peso spinse la lama fino a farla spuntare dall'altra parte. Poi aument� il flusso di energia che alimentava il fuoco della lama, finch� la spada non fu abbastanza rovente da aprirsi la strada bruciando il legno massiccio con la stessa facilit� di un coltello che affetta del pane fresco. Dalla lama si alzarono copiose volute di fumo che gli pizzicarono la gola e gli fecero lacrimare gli occhi.</p><empty-line/><p> Eragon spinse la spada verso l'alto, bruciando l'enorme trave di legno che sbarrava la porta dall'interno. Non appena sent� diminuire la resistenza contro la lama di Brisingr, la ritrasse ed estinse la fiamma. S'infil� i guanti imbottiti per non scottarsi impugnando i bordi incandescenti di uno dei battenti e lo tir� a s� con uno sforzo immane. Anche l'altro battente si apr�, come dotato di volont� propria, ma un attimo dopo Eragon si accorse che era stata Saphira a spingerlo dall'interno: la dragonessa sedeva a destra dell'entrata, fissandolo con i suoi luccicanti occhi color zaffiro. Alle sue spalle, i resti delle quattro catapulte distrutte giacevano sul terreno.</p><empty-line/><p> Eragon si fece da parte accanto a lei, mentre i Varden invadevano il cortile, riempiendo l'aria delle loro ruggenti grida di battaglia. Stremato, appoggi� una mano sulla cintura di Beloth il Savio e integr� la forza che cominciava a mancargli con una parte dell'energia conservata nei dodici diamanti nascosti nella cintura. Offr� il resto a Saphira, altrettanto stanca, ma lei rifiut�, dicendo: <emphasis>Tienila per te, non ne � rimasta molta. E poi quello che mi serve davvero � un vero pasto e una buona notte di sonno.</emphasis></p><empty-line/><p> Eragon si appoggi� contro il suo fianco e socchiuse le palpebre. <emphasis>Presto, </emphasis> disse, <emphasis>presto sar� tutto finito.</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> Lo spero, </emphasis>disse lei.</p><empty-line/><p> Fra i guerrieri che gli passavano accanto, comparve Angela con la sua strana corazza flangiata verde e nera e con l'h�thv�r, il bastone a doppia lama dei sacerdoti nani. L'erborista si ferm� davanti a Eragon e con un luccichio malizioso negli occhi disse: �Una scena impressionante, ma non credi di aver esagerato?�</p><empty-line/><p> �Che vuoi dire?� chiese Eragon, aggrottando la fronte.</p><empty-line/><p> Lei inarc� un sopracciglio. �Avanti, era proprio necessario dare fuoco alla spada?�</p><empty-line/><p> A quelle parole, Eragon si tranquillizz� e rise. �No, per la cancellata no. Ma mi sono divertito. E poi non dipende da me. Ho chiamato la spada <emphasis>Fuoco </emphasis>nell'antica lingua e ogni volta che pronuncio quella parola la lama s'incendia, come un ramo secco in un fal�.�</p><empty-line/><p> �Hai chiamato la tua spada Fuoco?� esclam� Angela con una nota d'incredulit�. �Fuoco? Che nome banale! Tanto valeva chiamarla Lama Fiammeggiante. Fuoco... Bah! Non avresti preferito avere una spada che si chiamasse Mordipecore o Spaccacrisantemi o qualche altro nome pi� fantasioso?�</p><empty-line/><p> �Ho gi� una Mordipecore qui� disse Eragon, appoggiando una mano sul fianco di Saphira. �Perch� dovrei volerne un'altra?�</p><empty-line/><p> Angela gli rivolse un ampio sorriso. �Allora non sei del tutto privo di spirito! Credevo che fossi un caso disperato.� E si allontan� saltellando verso la fortezza, facendo roteare il suo bastone a doppia lama e borbottando: �Fuoco? Bah!�</p><empty-line/><p> Saphira emise un ringhio sordo e disse: <emphasis>Bada a chi chiami Mordipecore, Eragon, o potresti essere morso.</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> Va bene, Saphira.</emphasis></p><p><strong>LO SPETTRO DEL DESTINO </strong></p><p>Nel frattempo anche Bl�dhgarm e i suoi compagni elfi erano arrivati nella corte, ma Eragon li ignor� cercando invece Arya. Quando la vide correre accanto al destriero di J�rmundur, sventol� lo scudo per attirare la sua attenzione.</p><p>Arya lo not� e lo raggiunse, muovendosi con la grazia di una gazzella. Da quando si erano separati si era procurata uno scudo, un elmo con la visiera e una cotta di maglia. Il metallo della sua armatura luccicava nella penombra grigia che pervadeva la citt�. Come si ferm�, Eragon le disse: �Io e Saphira entreremo nella fortezza dall'alto per cercare di catturare Lady Lorana. Vuoi venire con noi?�</p><p>Arya annu� con un deciso cenno del capo.</p><empty-line/><p> Balzando su una delle zampe di Saphira, Eragon risal� in sella e Arya segu� il suo esempio un attimo dopo, stringendosi a lui, gli anelli della cotta di maglia che premevano contro la sua schiena.</p><empty-line/><p> Saphira dispieg� le ali di velluto e prese il volo, lasciando Bl�dhgarm e gli altri elfi a guardarla dal basso, frustrati.</p><empty-line/><p> �Non dovresti abbandonare le tue guardie con tanta leggerezza� mormor� Arya nell'orecchio di Eragon. Gli cinse la vita e lo strinse forte mentre Saphira virava sul cortile.</p><empty-line/><p> Prima di aver modo di rispondere, Eragon avvert� il contatto della vasta mente di Glaedr: per un momento la citt� sotto di loro scomparve e lui vide e percep� solo ci� che Glaedr vedeva e percepiva.</p><empty-line/><p><emphasis>Piccole frecce pungenti come calabroni gli rimbalzavano sul ventre mentre sorvolava le rade case di legno dei bipedi dalle orecchie rotonde. L'aria era calma e solida sotto le sue ali, perfetta per il volo. La sella strofin� contro le squame quando Oromis sulla sua schiena cambi� posizione.</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> Glaedr estrasse la lingua e assapor� l'aroma allettante di legna bruciata, carne cotta e sangue versato. Era gi� stato molte volte in quel luogo, ma ai tempi della sua giovinezza era noto con un nome diverso da Gil'ead, e gli unici abitanti erano gli elfi dal sorriso moderato e dalla lingua svelta, e gli amici degli elfi. Le sue visite precedenti erano sempre state piacevoli, ma lo addolor� ricordare i due compagni di nido che erano morti l�, uccisi dai Rinnegati dalla mente perversa.</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> L'occhio pigro del sole indugiava sull'orizzonte. A nord, la grande acqua di Isenstar era una tremolante lamina d'argento. Sotto di loro, il branco di orecchie a punta capeggiato da Islanzadi era schierato intorno alla citt�-formicaio. Le loro armature luccicavano come schegge di ghiaccio. Una cappa di fumo azzurrino copriva l'intera zona, densa come la fredda nebbia del mattino.</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> E da sud, il piccolo Castigo dagli artigli aguzzi volava verso Gil'ead, urlando infuriato perch� tutti sentissero la sua sfida. Murtagh figlio di Morzan sedeva sul suo dorso e nella sua mano destra Zar'roc brillava lucente come un'unghia.</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> Glaedr prov� grande tristezza nel vedere i due miserabili cuccioli. Quanto avrebbe voluto non doverli uccidere. </emphasis>Ancora una volta, <emphasis>pens�, </emphasis> drago combatte drago e Cavaliere combatte Cavaliere, e tutto per colpa di quel Galbatorix distruttore di uova. <emphasis>A malincuore, Glaedr acceler� il battito delle ali e apr� gli artigli, preparandosi a dilaniare i nemici.</emphasis></p><p>Il collo di Eragon sub� un colpo di frusta quando Saphira effettu� una brusca imbardata e precipit� per una ventina di piedi prima di recuperare l'assetto. <emphasis>L'hai visto anche tu? </emphasis>gli chiese.</p><p><emphasis>S�. </emphasis> Preoccupato, Eragon scocc� un'occhiata alla bisaccia che conteneva il cuore dei cuori di Glaedr, domandandosi se era il caso di intervenire in aiuto di Oromis e Glaedr. Poi pens� che fra gli elfi dovevano esserci molti stregoni, e si sent� confortato. Oromis e Glaedr non avrebbero avuto bisogno del loro aiuto.</p><p>�Qualcosa non va?� chiese Arya. La sua voce squill� nell'orecchio di Eragon.</p><empty-line/><p><emphasis>Oromis e Glaedr stanno per scontrarsi con Castigo e Murtagh, </emphasis>rispose Saphira.</p><empty-line/><p> Eragon sent� Arya irrigidirsi contro di lui. �Come fate a saperlo?� chiese.</p><empty-line/><p> �Te lo spiego dopo. Spero solo che vada tutto bene.�</p><empty-line/><p> �Lo spero anch'io� disse Arya.</p><empty-line/><p> Saphira vol� alta sopra la fortezza, poi plan� silenziosa senza battere le ali e atterr� sulla guglia della torre pi� alta. Mentre Eragon e Arya s'inerpicavano sul ripido tetto, disse: <emphasis>Ci vediamo nella sala di sotto. La finestra qui � troppo piccola per me. </emphasis>E decoll�, sollevando turbini di vento che investirono Eragon e Arya.</p><empty-line/><p> I due scivolarono fino al bordo del tetto e si calarono sullo stretto cornicione di pietra otto piedi pi� in basso. Cercando di non pensare alla vertiginosa caduta che lo aspettava se avesse messo un piede in fallo, Eragon strisci� lentamente fino a una finestra a croce. S'intrufol� nell'apertura e si ritrov� in una grande stanza dove ad aspettarlo c'erano solo fasci di dardi e rastrelliere di pesanti balestre. Se c'era stato qualcuno nella stanza, all'arrivo di Saphira doveva essere fuggito. Anche Arya s'introdusse nella stanza dalla piccola finestra. Dopo un'ispezione sommaria, gli indic� una scala in un angolo e si affrett� a raggiungerla, gli stivali di pelle che calpestavano silenziosi il pavimento di pietra.</p><empty-line/><p> Mentre la seguiva, Eragon percep� uno strano confluire di energie provenire dal piano di sotto e sent� le menti di cinque persone che gli sbarravano i propri pensieri. Temendo un attacco mentale, si concentr� e prese a recitare un brano di poesia elfica. Tocc� Arya sulla spalla e mormor�: �Lo senti?�</p><empty-line/><p> Lei annu�. �Avremmo dovuto portare Bl�dhgarm con noi.�</p><empty-line/><p> Scesero insieme le scale, attenti a non fare il minimo rumore. La stanza dove arrivarono era molto pi� grande di quella del piano di sopra, e dal soffitto alto pi� di trenta piedi pendeva una lanterna dai pannelli di vetro sfaccettato in cui bruciava una fiamma gialla. Le pareti erano tappezzate di centinaia di dipinti a olio: ritratti di uomini barbuti dalle lunghe vesti ricamate e donne prive d'espressione sedute fra bambini dai denti piatti e aguzzi; lugubri marine dove i marinai annegavano nel mare in tempesta; scene di battaglia in cui gli umani massacravano gruppi di Urgali grotteschi. Nella parete nord una grande finestra dalle imposte di legno si affacciava su un balcone dalla balaustra di pietra. Lungo la parete opposta alla finestra c'erano tavolini rotondi coperti di pergamene, tre poltroncine imbottite e due enormi vasi di ottone con alcuni mazzi di fiori secchi. Su una delle poltroncine era seduta una donna corpulenta dai capelli grigi che indossava una veste color lavanda. Fra lei e parecchi ritratti si notava una forte somiglianza. In testa portava un diadema d'argento tempestato di topazi e di giade.</p><empty-line/><p> Al centro della stanza c'erano i tre stregoni che Eragon aveva gi� visto in citt�. I due uomini e la donna erano disposti a triangolo, i cappucci abbassati e le braccia aperte in modo da toccarsi con la punta delle dita. Ondeggiavano all'unisono, mormorando nell'antica lingua un incantesimo sconosciuto. Una quarta persona era seduta al centro del triangolo: un uomo abbigliato allo stesso modo, per� taceva e faceva smorfie come se stesse soffrendo.</p><empty-line/><p> Eragon si scagli� contro la mente di uno degli stregoni, ma l'uomo era cos� concentrato nel suo compito che lui non riusc� a penetrarne la coscienza e quindi non pot� piegarlo alla sua volont�. L'uomo non parve nemmeno accorgersi dell'attacco. Arya doveva aver provato a fare lo stesso perch�, con la fronte aggrottata, mormor�: �Sono bene addestrati.�</p><empty-line/><p> �Sai che cosa stanno facendo?� bisbigli� lui.</p><empty-line/><p> Lei scosse il capo.</p><empty-line/><p> D'un tratto la donna col vestito color lavanda alz� lo sguardo e vide Eragon e Arya acquattati sugli ultimi gradini della scala di pietra. Con sommo stupore di Eragon non grid� aiuto, ma avvicin� l'indice alle labbra e fece loro cenno di avvicinarsi.</p><empty-line/><p> Eragon e Arya si scambiarono un'occhiata perplessa. �Potrebbe essere una trappola� mormor� lui.</p><empty-line/><p> �Molto probabile� rispose lei.</p><empty-line/><p> �Che cosa facciamo?�</p><empty-line/><p> �Saphira sta arrivando?�</p><empty-line/><p> �S�.�</p><empty-line/><p> �E allora andiamo a salutare la padrona di casa.�</p><empty-line/><p> Scesero gli ultimi gradini fianco a fianco e attraversarono la sala in fretta, senza mai distogliere lo sguardo dagli stregoni. �Lady Lorana?� chiese Arya sottovoce, quando furono al cospetto della donna seduta.</p><empty-line/><p> Lei annu�. �S�, mia bella elfa.� Spost� lo sguardo su Eragon e disse: �E tu sei il Cavaliere dei Draghi di cui ho tanto sentito parlare? Eragon Ammazzaspettri?�</p><empty-line/><p> �S� rispose Eragon.</p><empty-line/><p> Un'espressione di sollievo illumin� i tratti eleganti della donna. �Ah, quanto speravo che tu venissi. Devi fermarli, Ammazzaspettri.� E indic� gli stregoni.</p><empty-line/><p> �Perch� non ordini loro di arrendersi?� mormor� Eragon.</p><empty-line/><p> �Non posso� disse Lorana. �Rispondono solo al re e al suo nuovo Cavaliere. Ho giurato fedelt� a Galbatorix... non ho avuto altra scelta... perci� non posso alzare un dito contro di lui o contro i suoi servi; altrimenti mi sarei gi� sbarazzata di loro.�</p><empty-line/><p> �Perch�?� chiese Arya. �Che cosa temi?�</p><empty-line/><p> Intorno agli occhi di Lorana si form� una ragnatela di rughe. �Sanno di non poter pi� sconfiggere i Varden, e Galbatorix non ci ha mandato alcun rinforzo. Perci� stanno tentando, non so come, di creare uno Spettro nella speranza che attacchi i Varden gettando scompiglio e sconforto tra i vostri ranghi.�</p><empty-line/><p> Eragon rabbrivid� al pensiero di dover combattere un altro Durza. �Ma uno spettro potrebbe rivoltarsi anche contro di loro, e contro chiunque altro a Feinster� obiett�.</p><empty-line/><p> Lorana annu�. �A loro non importa. Il loro unico desiderio � causare quanta pi� sofferenza e distruzione possibili prima di morire. Sono pazzi, Ammazzaspettri. Ti prego, devi fermarli, per la salvezza del mio popolo!�</p><empty-line/><p> Non appena ebbe finito di parlare, Saphira atterr� sul balcone fuori dalla stanza, rompendo la balaustra con la coda. Abbatt� le imposte di legno con una sola zampata, riducendole in legna da ardere, poi infil� la testa e le spalle nella sala e rugg�. Gli stregoni continuarono a cantilenare, come se non avessero nemmeno notato la sua presenza.</p><empty-line/><p> �Basta!� esclam� Lady Lorana stringendo i braccioli della sedia.</p><empty-line/><p> �Bene� disse Eragon. Impugn� saldamente Brisingr e si avvi� verso gli stregoni, mentre Saphira faceva lo stesso dalla parte opposta.</p><empty-line/><p> All'improvviso il mondo gli vortic� intorno, ed Eragon si ritrov� ancora a guardare attraverso gli occhi di Glaedr.</p><p><emphasis>Rosso. Nero. Lampi gialli pulsanti. Dolore... dolore indicibile al ventre e alla spalla dell'ala sinistra. Dolore come non lo provava da pi� di cent'anni. Poi sollievo, quando il suo compagno di una vita guar� le ferite.</emphasis></p><p>Glaedr recuper� l'equilibrio e cerc� Castigo. Grazie a Galbatorix, il piccolo, infido drago rosso era pi� forte e veloce di quanto si fosse aspettato.</p><p>Castigo caric� il suo fianco sinistro, quello pi� d�bole, dove aveva perso la zampa. Precipitarono avvinghiati verso il duro, piatto terreno spezzaossa. Glaedr azzan�, morse e graffi� con gli artigli per tentare di sottomettere il drago pi� piccolo.</p><p>Questo cucciolo non mi batter�, <emphasis>giur� a se stesso. </emphasis>Io ero gi� vecchio prima che lui nascesse.</p><empty-line/><p><emphasis>Artigli come bianchi pugnali graffiarono Glaedr sul costato e sul ventre. Con un guizzo della coda colp� il ringhiante Castigo dalle lunghe zanne, trafiggendogli una coscia con una punta aguzza della coda. Il combattimento aveva gi� da tempo esaurito i loro magici scudi invisibili, lasciandoli vulnerabili a ogni genere di ferita.</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> Quando il terreno vorticante fu ad appena qualche migliaio di piedi di distanza, Glaedr trasse un profondo respiro e alz� la testa. Tese il collo, contrasse i muscoli addominali e richiam� dalle viscere il denso liquido di fuoco. Il liquido s'infiamm� quando si combin� con l'aria nella sua gola. Glaedr spalanc� le fauci e inond� di fiamme il drago rosso, avvolgendolo in un bozzolo incandescente. Il torrente di fiamme implacabili, feroci e insaziabili gli solletic� l'interno delle guance.</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> Richiuse la gola, interrompendo il getto di fuoco, e si stacc� dal drago rosso, che si contorceva urlando e graffiando l'aria. Sopra di lui, sent� Oromis dire: �La loro forza sta diminuendo, lo vedo da come si muovono. Ancora pochi minuti e Murtagh perder� la concentrazione e io riuscir� ad assumere il controllo dei suoi pensieri. O � cos�, o dovremo ucciderli con la spada e le zanne.�</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> Glaedr annu� ruggendo, infastidito dal fatto di non poter comunicare con Oromis con la mente come facevano sempre. Risal� approfittando di una calda corrente che veniva dalla terra arata, e si volt� verso Castigo dalle membra gocciolanti di sangue cremisi. Rugg� di nuovo e si prepar� a lottare ancora.</emphasis></p><p>Disorientato, Eragon fiss� il soffitto. Giaceva sulla schiena all'interno della torre della fortezza. Inginocchiata accanto a lui c'era Arya, la preoccupazione dipinta in volto. L'elfa lo prese per un braccio e lo aiut� ad alzarsi, sostenendolo quando barcoll�. Eragon vide Saphira sull'altro lato della stanza che scuoteva la testa, stordita quanto lui.</p><p>I tre stregoni erano ancora in piedi con le braccia distese, a dondolare e cantare nell'antica lingua. Le parole del loro incantesimo risuonavano con una forza inusuale e riverberavano nell'aria molto pi� a lungo di quanto avrebbero dovuto. L'uomo seduto ai loro piedi si strinse le ginocchia, il corpo scosso da tremiti, la testa che dondolava di qua e di l�.</p><p>�Che cos'� successo?� chiese Arya, sforzandosi di parlare piano. Attir� Eragon pi� vicino e abbass� ancora di pi� la voce. �Come fai a sapere che cosa sta pensando Glaedr da cos� lontano, e soprattutto quando la sua mente � chiusa perfino a Oromis? Perdonami per essere entrata senza permesso nei tuoi pensieri, ma ero preoccupata. Che genere di legame c'� fra te, Saphira e Glaedr?�</p><p> �Dopo� disse Eragon, e raddrizz� le spalle.</p><p>�Oromis ti ha dato un amuleto o qualche altro oggetto che ti permette di contattare Glaedr?�</p><empty-line/><p> �Ci vorrebbe troppo tempo per spiegarti. Dopo, te lo prometto.�</p><empty-line/><p> Arya esit�, poi annu� e disse: �Non me ne dimenticher�.�</p><empty-line/><p> Eragon, Saphira e Arya puntarono sugli stregoni e ne colpirono uno ciascuno. Un sibilo metallico echeggi� nella sala quando Brisingr scivol� di lato senza raggiungere l'obiettivo ed Eragon si stir� una spalla. Anche la spada di Arya rimbalz� su un incantesimo di protezione, cos� come la zampa destra di Saphira. I suoi artigli stridettero sul pavimento di pietra.</p><empty-line/><p> �Concentriamoci su questo!� grid� Eragon, indicando lo stregone pi� alto, un uomo pallido dalla barba ispida. �Presto, prima che riescano a evocare gli spiriti!� Eragon e Arya avrebbero potuto ricorrere a qualche incantesimo per aggirare o abbattere le difese degli stregoni, ma usare la magia contro un altro mago senza controllarne la mente aveva sempre risvolti pericolosi. N� Eragon n� Arya volevano correre il rischio di restare uccisi da un incantesimo di protezione di cui non erano ancora a conoscenza.</p><empty-line/><p> Attaccando a turno, Eragon, Saphira e Arya cercarono di colpire, trafiggere o dilaniare lo stregone barbuto, ma nessuno dei loro tentativi and� a segno. Poi, all'improvviso, dopo una resistenza minima, Eragon sent� una sorta di cedimento sotto Brisingr, che, continuando la sua traiettoria, recise la testa dello stregone. L'aria davanti a lui scintill�. E nello stesso momento avvert� un calo improvviso della forza, mentre le sue protezioni lo difendevano da un incantesimo sconosciuto. L'assalto cess� in pochi secondi, lasciandolo stordito, con lo stomaco in subbuglio. Fece una smorfia, poi attinse energia dalla cintura di Beloth il Savio.</p><empty-line/><p> L'unica reazione degli altri due stregoni alla morte del compagno fu un'invocazione pi� serrata. Non tentarono di fuggire n� di attaccare. Avevano gli occhi bianchi, le pupille rivoltate all'indietro e una schiuma gialla incrostata agli angoli della bocca; schizzi di saliva volavano dalle loro labbra che si muovevano frenetiche.</p><empty-line/><p> Eragon, Saphira e Arya si avvicinarono al secondo stregone - un uomo corpulento che portava anelli ai pollici - ripetendo lo stesso procedimento che avevano usato per il primo: assalirlo a turno finch� non fossero riusciti ad abbattere le sue protezioni. Fu Saphira a ucciderlo, facendolo volare per la stanza con una feroce zampata. L'uomo atterr� sulle scale e il suo cranio si spacc� contro il bordo di un gradino. Questa volta non ci fu alcuna rappresaglia magica.</p><empty-line/><p> Mentre Eragon si avvicinava alla strega, un grappolo di luci multicolori sfrecci� nella stanza attraverso la finestra infranta per calare sull'uomo seduto sul pavimento. Gli spiriti sfavillanti lampeggiarono di rabbia, turbinando intorno all'uomo a formare un muro impenetrabile. L'uomo alz� le braccia come se volesse difendersi da qualcosa e strill�.</p><empty-line/><p> L'atmosfera ronz� e crepit� per l'energia irradiata dalle sfere pulsanti. Eragon sent� sulla lingua un aspro sapore di ferro e poi la pelle prese a formicolargli. I capelli della strega si rizzarono. Dall'altra parte, Saphira sibil� e inarc� il collo, ogni muscolo del corpo teso.</p><empty-line/><p> Eragon rabbrivid� di paura. <emphasis>No, </emphasis>pens�, nauseato. <emphasis>Non ora, non dopo tutto quello che abbiamo passato. </emphasis>Certo, era pi� forte di quando aveva affrontato Durza a Tronjheim, ma era anche pi� consapevole di quanto potesse essere pericoloso uno Spettro. Solo tre guerrieri erano sopravvissuti all'uccisione di uno Spettro: Laetr� l'Elfo, Irnstad il Cavaliere, e lui stesso, e non era sicuro di poter ripetere l'impresa. <emphasis>Bl�dhgarm, dove sei? </emphasis>url� Eragon con la mente. <emphasis>Ci serve il tuo aiuto!</emphasis></p><empty-line/><p> All'improvviso ogni cosa intorno a lui scomparve, e vide:</p><p><emphasis>Bianco. Vuoto bianco. La dolce, fredda acqua del cielo era un sollievo per le membra di Glaedr dopo il calore soffocante della lotta. Bevve l'aria, grato per il sottile strato di umidit� che gli ricopr� la lingua riarsa.</emphasis></p><p><emphasis>Batt� ancora una volta le ali e l'acqua del cielo si divise davanti a lui, rivelando l'abbagliante sole bruciaschiene e la brumosa terra verdemarrone. </emphasis> Dov'�? <emphasis> si chiese Glaedr. Volse la testa da una parte e dall'altra in cerca di Castigo. Il piccolo drago rosso era fuggito sopra Gil'ead, spingendosi pi� in alto di qualsiasi uccello, l� dove l'aria rarefatta trasformava il respiro in condensa.</emphasis></p><p><emphasis>�Glaedr! Dietro di noi!� grid� Oromis. </emphasis></p><p>Glaedr si volt�, ma fu troppo lento. Il drago rosso lo invest� colpendolo alla spalla destra, e lo spinse lontano. Ringhiando, Glaedr tese la zampa che gli restava per cingere il feroce cucciolo mordigraffia in una stretta mortale. Il drago rosso url� e si divincol�, sgusciando per met� dalla stretta di Glaedr, e gli conficc� gli artigli nel petto.</p><p>Glaedr inarc� il collo e morse la zampa del drago rosso e lo tenne fermo, anche se si contorceva e scalciava come un gatto selvatico. Sent� in bocca il caldo sangue salato.</p><p>Mentre precipitavano, Glaedr ud� rumore di spade contro scudi: Oromis e Murtagh si stavano scambiando una rapida successione di colpi. Castigo si dimen�, permettendogli per qualche breve istante di vedere Murtagh figlio di Morzan. L'umano gli sembrava terrorizzato, ma non poteva esserne sicuro. Malgrado i lunghi anni passati in sintonia con Oromis, gli risultava sempre difficile decifrare le espressioni dei bipedi senza corna e senza coda, con quelle loro facce morbide e piatte.</p><p>Il clangore di metallo s'interruppe all'improvviso e Murtagh grid�: �Maledetti per non esservi rivelati prima! Maledetti! Avreste potuto aiutarci! Avreste potuto...� Per un momento Murtagh parve soffocare.</p><p>Glaedr grugn� quando un'inaspettata forza invisibile arrest� la loro caduta, con uno scossone che gli fece quasi perdere la presa sulla zampa di Castigo. Furono sollevati in alto, sempre pi� in alto, finch� la citt�formicaio sotto di loro non fu soltanto una macchiolina indistinta. Perfino Glaedr faceva fatica a respirare l'aria rarefatta.</p><p>Che cosa fa il cucciolo umano?</p><p><emphasis>si chiese Glaedr, preoccupato. </emphasis></p><p>Sta cercando di uccidersi?</p><p><emphasis>In quel momento Murtagh ricominci� a parlare, ma la sua voce risuon� alterata, pi� piena e profonda di prima, echeggiante come se si trovasse in una sala vuota. Glaedr si sent� rizzare le squame sulle spalle nell'udire la voce del loro antico nemico.</emphasis></p><p>�E cos� siete sopravvissuti, Oromis, Glaedr� disse Galbatorix. Le sue parole erano rotonde e morbide, come quelle di un esperto oratore, e pronunciate in tono falsamente amichevole. �Da tempo sospettavo che gli elfi potessero tenermi nascosto un drago o un Cavaliere. � gratificante trovare conferma ai miei sospetti.�</p><p><emphasis>�Vattene, pazzo spergiuro!� grid� Oromis. �Non ti daremo alcuna soddisfazione!�</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> Galbatorix ridacchi�. �Ma che saluto sgarbato. Vergognati, Oromiselda. Gli elfi hanno dimenticato la loro leggendaria cortesia in quest'ultimo secolo?�</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> �Non meriti pi� cortesia di un lupo rabbioso.�</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> �Suvvia, Oromis, ricordi che cosa mi dicesti quando ero dinnanzi a te e agli altri Anziani? "La rabbia � un veleno. Devi eliminarla dalla tua mente o corroder� la tua natura." Dovresti prestare ascolto al tuo stesso consiglio.�</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> �Non riuscirai a confondermi con la tua lingua biforcuta, Galbatorix. Sei un essere abominevole, e faremo in modo di eliminarti, a costo della vita.�</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> �Ma perch� dovresti, Oromis? Perch� dovresti metterti contro di me? Mi dispiace vedere che hai permesso all'odio di corrompere la tua saggezza. Perch� un tempo eri saggio, Oromis, forse il membro pi� saggio di tutto il nostro ordine. Tu sei stato il primo a riconoscere la pazzia che divorava la mia anima, e sei stato tu a convincere gli altri Anziani a rifiutare la mia richiesta di un secondo uovo di drago. Fu molto saggio da parte tua. Inutile, ma saggio. In qualche modo, poi, sei riuscito a sfuggire a Kialand� e a Formora, anche dopo che ti avevano ferito, e ti sei nascosto finch� non morirono tutti i tuoi nemici, tranne uno. Anche questo fu molto saggio da parte tua, elfo.�</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> Una breve pausa segn� il discorso di Galbatorix. �Non c'� bisogno di continuare a combattermi. Ammetto di aver commesso crimini terribili in giovent�, ma quei giorni sono ormai lontani e quando rifletto sul sangue che ho versato provo rimorso. Ma che cosa vorreste che facessi? Non posso disfare ci� che ho fatto. Ora la mia pi� grande preoccupazione � garantire pace e prosperit� all'Impero di cui mi sono ritrovato a essere signore e padrone. Non capisci che ho perso la mia sete di vendetta? La rabbia bruciante che mi ha guidato per tutti questi anni si � ridotta in cenere. Rivolgi a te stesso questa domanda, Oromis: chi � il responsabile della guerra che si � propagata in tutta Alaga�sia? Non io. I Varden hanno scatenato questo conflitto. Io mi sarei accontentato di governare il mio popolo e di lasciare gli elfi, i nani e i surdani al loro destino, ma i Varden non hanno voluto lasciarmi in pace. Sono loro che hanno scelto di rubare l'uovo di Saphira, loro che hanno ricoperto la terra di montagne di cadaveri, non io. Un tempo eri saggio, Oromis, e puoi tornare a esserlo. Rinuncia al tuo odio e unisciti a me a Ilirea. Con te al mio fianco, potremo mettere fine a questo conflitto e inaugurare un'era di pace che durer� per mille anni e pi�.�</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> Glaedr non fu affatto persuaso. Serr� le mascelle poderose, e Castigo strill�. Il grido di dolore risuon� incredibilmente forte dopo i toni suadenti di Galbatorix.</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> Con voce chiara e squillante, Oromis rispose: �No. Non puoi farci dimenticare le tue atrocit� con un balsamo di bugie addolcite. Liberaci! Non puoi trattenerci qui ancora a lungo, e mi rifiuto di scambiare inutili chiacchiere con un traditore come te.�</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> �Bah! Sei soltanto un vecchio pazzo� disse Galbatorix, e la sua voce acquist� un tono aspro e malvagio. �Avresti dovuto accettare la mia offerta; saresti stato il primo e il pi� importante fra i miei schiavi. Ti far� rimpiangere la tua stolida devozione alla tua cosiddetta giustizia. E ti sbagli. Posso tenervi cos� finch� voglio, perch� sono diventato potente come un dio e non c'� nessuno che possa fermarmi.�</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> �Non vincerai� disse Oromis. �Perfino gli dei non durano per sempre.�</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> A quel punto Galbatorix pronunci� una terribile promessa. �La tua filosofia � inutile con me, elfo! Sono il pi� grande di tutti i maghi, e presto diventer� ancora pi� potente. La morte non mi prender�. Tu invece morirai. Ma prima dovrai soffrire. Entrambi soffrirete oltre ogni immaginazione, e poi io uccider� te, Oromis, e prender� il tuo cuore dei cuori, Glaedr, e mi servirai fino alla fine dei tempi.�</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> �Mai!� esclam� Oromis.</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> E Glaedr sent� di nuovo il clangore delle spade. Aveva escluso Oromis dalla mente durante il duello, ma il loro legame scorreva pi� profondo del pensiero cosciente, perci� sent� quando Oromis s'irrigid�, paralizzato dagli spasmi lancinanti che l'infida malattia gli procurava. Allarmato, liber� la zampa di Castigo e cerc� di allontanare il drago rosso con un calcio. Castigo ulul� di dolore, ma non si mosse. L'incantesimo di Galbatorix li teneva bloccati entrambi, incapaci di spostarsi per pi� di qualche spanna in qualsiasi direzione.</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> Risuon� ancora un tonfo metallico sopra di lui, e poi Glaedr vide Naegling passargli di fianco. La spada di Oromis sfavill� di bagliori dorati mentre precipitava verso terra. Per la prima volta Glaedr si sent� afferrare dal gelido artiglio della paura. Gran parte dell'energia magica di Oromis era immagazzinata nella sua spada e i suoi incantesimi di protezione erano legati alla lama. Senza Naegling era indifeso.</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> Glaedr si scagli� con tutte le sue forze contro l'incantesimo paralizzante di Galbatorix, ma non riusc� a liberarsi. E proprio mentre Oromis cominciava a riprendersi dall'attacco di convulsioni, Glaedr sent� Zar'roc fendere Oromis dalla spalla all'anca.</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> Glaedr ulul�.</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> Ulul� come Oromis aveva fatto quando lui aveva perso la zampa.</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> Una forza inesorabile gli riboll� nelle viscere e senza fermarsi a riflettere se ne sarebbe stato capace oppure no si liber� di Castigo e di Murtagh con un'esplosione di magia che li spazz� via come foglie al vento. Poi ripieg� le ali e si tuff� in picchiata verso Gil'ead. Se fosse riuscito ad arrivare in tempo, forse Islanzadi e i suoi stregoni avrebbero potuto salvare Oromis.</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> La citt� per� era troppo lontana. La coscienza di Oromis vacillava... si affievoliva... scivolava via...</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> Glaedr fece confluire la propria forza nel corpo martoriato di Oromis, nel tentativo di sostenerlo finch� non fossero atterrati. Ma per quanta energia gli infondesse, non riusciva a fermare la terribile emorragia di Oromis.</emphasis></p><empty-line/><p> Glaedr... lasciami andare, <emphasis>mormor� Oromis con la mente.</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> Un istante dopo, la voce ormai ridotta a un sussurro, disse: </emphasis>Non piangermi.</p><empty-line/><p><emphasis>E poi il compagno della vita di Glaedr pass� nel vuoto.</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> Morto.</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> Morto!</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> MORTO!</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> Nero. Vuoto.</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> Era solo.</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> Una nebbia cremisi scese sul mondo, pulsando all'unisono con il suo cuore. Batt� le ali e risal� da dove era venuto, cercando Castigo e il suo Cavaliere. Non li avrebbe lasciati andare; li avrebbe presi e fatti a pezzi e bruciati fino a estirparli dal mondo.</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> Glaedr vide il rosso drago infido tuffarsi contro di lui, e allora rugg� tutto il suo dolore e raddoppi� la velocit�. Il drago rosso vir� all'ultimo istante nel tentativo di affiancarlo, ma non fu abbastanza veloce. Glaedr tese il collo e con un morso stacc� l'ultima parte della coda del drago rosso. Una fontana di sangue sprizz� dal moncone. Latrando di dolore, il drago rosso fremette e si lanci� al suo inseguimento. Glaedr tent� di voltarsi per affrontarlo, ma il drago piccolo era troppo veloce, troppo agile. Glaedr sent� una fitta lancinante alla base del cranio. E poi la sua vista tremol� e si spense.</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> Dov'era?</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> Era solo.</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> Era solo e al buio.</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> Era solo e al buio, e non poteva muoversi n� vedere.</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> Sentiva le menti di altre creature accanto, ma non erano le menti di Castigo e di Murtagh. No, erano quelle di Arya, di Eragon e di Saphira.</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> E allora cap� dov'era. La verit� lo travolse con tutto il suo orrore e il drago ulul� nell'oscurit�. Ulul� abbandonandosi al dolore, senza curarsi di quello che il futuro avrebbe potuto riservargli, perch� Oromis era morto e lui era solo.</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> Solo!</emphasis></p><p> Con un sussulto, Eragon torn� in s�.</p><p>Era raggomitolato sul pavimento, il volto rigato di lacrime. Boccheggiando si rialz�, e cerc� Saphira e Arya.</p><empty-line/><p> Gli ci volle un momento per capire ci� che vide.</p><empty-line/><p> La strega che Eragon era stato sul punto di attaccare giaceva davanti a lui, uccisa da un solo colpo di spada. Gli spiriti che lei e i suoi compagni avevano evocato non si vedevano da nessuna parte. Lady Lorana era ancora seduta nella sua poltrona. Saphira si stava faticosamente rialzando, dall'altro lato della stanza. E l'uomo che prima sedeva sul pavimento, fra gli altri tre stregoni, ora stava in piedi accanto a lui, e teneva Arya per la gola.</p><empty-line/><p> Il colore aveva abbandonato la pelle dell'uomo, lasciandolo bianco come un osso. I suoi capelli, prima castani, adesso erano di un vivido color rosso sangue, e quando lo guard� e sorrise, Eragon scopr� che anche gli occhi erano diventati rossi. L'uomo aveva gli stessi tratti e lo stesso fare di Durza.</p><empty-line/><p> �Il nostro nome � Varaug� disse lo Spettro. �Tremate.� Arya scalci�, ma i suoi colpi non parvero avere effetto su di lui.</p><empty-line/><p> La pressione bruciante della coscienza dello Spettro attanagli� la mente di Eragon, cercando di abbattere le sue difese. La potenza dell'aggressione lo paralizz�: riusc� a stento a respingere i tentacoli della mente dello Spettro, figuriamoci camminare o brandire una spada. Per chiss� quale ragione, Varaug era persino pi� forte di Durza, ed Eragon non sapeva quanto avrebbe potuto resistergli. Si accorse che anche Saphira era stata aggredita: era seduta rigida e immobile davanti al balcone, il muso contratto in un ringhio.</p><empty-line/><p> Le vene sulla fronte di Arya si gonfiarono e il suo volto divenne rosso, poi viola. Aveva la bocca aperta, ma non respirava. Con il palmo della mano colp� il gomito serrato dello Spettro e gli ruppe l'articolazione con uno schianto secco. Il braccio di Varaug si abbass� e per un momento le punte dei piedi di Arya sfiorarono il pavimento, ma poi le ossa nel braccio dello Spettro tornarono a posto e lui la sollev� ancora pi� in alto.</p><empty-line/><p> �Morirai� rugg� Varaug. �Morirete tutti per averci imprigionati in questa fredda corazza di argilla.�</p><empty-line/><p> La consapevolezza che le vite di Arya e Saphira erano in pericolo priv� Eragon di qualsiasi altra emozione che non fosse una feroce determinazione. Con la mente affilata e trasparente come una scheggia di vetro, si avvent� contro la coscienza incandescente dello Spettro. Varaug era troppo potente e gli spiriti che lo possedevano troppo diversi perch� Eragon riuscisse a sopraffarlo e a controllarlo, cos� tent� di isolarlo. Circond� la mente di Varaug con la propria: ogni volta che Varaug cercava di allungare la coscienza verso Saphira o Arya, Eragon bloccava il suo raggio mentale, e ogni volta che lo Spettro cercava di spostarsi, Eragon vanificava il suo tentativo muovendosi a sua volta.</p><empty-line/><p> Combattevano alla velocit� del pensiero, scambiandosi affondi e parate lungo il perimetro della mente dello Spettro, un paesaggio cos� confuso e incoerente che Eragon temette d'impazzire se lo avesse guardato troppo a lungo. Mentre duellava con Varaug, cercando di anticipare ogni sua mossa, Eragon cap� che lo scontro avrebbe potuto concludersi soltanto con la propria sconfitta, malgrado gli sforzi immani che stava mettendo in campo. Per quanto veloce, la sua mente non poteva superare le numerose intelligenze contenute nello Spettro.</p><empty-line/><p> Alla fine la sua concentrazione vacill� e Varaug approfitt� dell'occasione per insinuarsi ancora di pi� nella sua mente, intrappolandolo, immobilizzandolo, sopprimendo i suoi pensieri finch� Eragon non pot� far altro che fissare lo Spettro con una rabbia silenziosa. Un atroce formicolio gli attravers� il corpo mentre gli spiriti lo invadevano, scivolando in ogni suo nervo.</p><empty-line/><p> �Il tuo anello � pieno di luce!� esclam� Varaug, spalancando gli occhi per il piacere. �Meravigliosa luce! Ci nutrir� per molto tempo.�</p><empty-line/><p> Rugg� di rabbia quando Arya gli afferr� il polso e glielo spezz� in tre punti. L'elfa si divincol� dalla sua stretta prima che lo Spettro avesse modo di guarirsi e cadde a terra boccheggiando.</p><empty-line/><p> Varaug le sferr� un calcio, ma lei lo schiv� rotolando di fianco e tese una mano verso la spada che le era caduta.</p><empty-line/><p> Quando Eragon tent� di liberarsi della presenza soffocante dello Spettro, prese a tremare in tutto il corpo.</p><empty-line/><p> La mano di Arya si strinse intorno all'elsa della spada. Un urlo di belva sfugg� dalle labbra esangui dello Spettro. Si avvent� su di lei e rotolarono avvinghiati sul pavimento, lottando per impossessarsi dell'arma. Con un grido selvaggio, Arya lo colp� alla tempia con il pomolo della spada. Per un momento Varaug si afflosci� e Arya indietreggi� sui gomiti e sui calcagni, poi si rialz� di scatto.</p><empty-line/><p> Senza pensare alla propria incolumit�, Eragon riprese l'attacco contro la coscienza dello Spettro, con l'unico intento di trattenerlo per qualche altro istante.</p><empty-line/><p> Varaug si alz� su un ginocchio, poi, quando Eragon raddoppi� gli sforzi, vacill�.</p><empty-line/><p> �Ora!� url� Eragon.</p><empty-line/><p> Arya fece un affondo, i neri capelli svolazzanti sulle spalle.</p><empty-line/><p> E colp� lo Spettro dritto al cuore.</p><empty-line/><p> Eragon trasal� e si distric� dalla mente di Varaug proprio mentre lo Spettro indietreggiava, staccandosi dalla lama di Arya. Apr� la bocca ed emise un prolungato lamento, cos� acuto e stridente che i vetri della lanterna appesa al soffitto esplosero in una miriade di schegge. Barcoll� verso Arya con le braccia tese, poi si ferm� e la sua pelle cominci� a sbiadire fino a diventare trasparente, rivelando le decine di spiriti luccicanti intrappolati nella sua carne. Gli spiriti pulsarono e s'ingrossarono; la pelle di Varaug si lacer� lungo i rigonfiamenti dei muscoli. Con un'ultima esplosione di luce, gli spiriti lacerarono il corpo di Varaug e lasciarono la sala della torre attraversando i muri, come se la pietra fosse priva di consistenza.</p><empty-line/><p> Mentre le pulsazioni del suo cuore rallentavano, Eragon, sentendosi molto vecchio e molto stanco, raggiunse Arya, che era in piedi, aggrappata allo schienale di una poltrona, le spalle curve, una mano sulla gola. L'elfa toss�, sputando sangue. Dato che sembrava incapace di parlare, Eragon pos� la propria mano su quella di lei e disse: �Wa�se heill.� Gli cedettero le gambe quando perse energia per curarla, e dovette reggersi anche lui alla sedia. �Meglio?� le chiese, quando l'incantesimo si dissolse.</p><empty-line/><p> �Meglio� sussurr� Arya, e lo ringrazi� con un fievole sorriso.</p><empty-line/><p> Indic� il punto dove prima si trovava Varaug. �Lo abbiamo ucciso... Lo abbiamo ucciso e siamo ancora vivi.� Sembrava sorpresa. �Pochi sono riusciti a uccidere uno Spettro senza morire.�</p><empty-line/><p> �Perch� hanno combattuto da soli, non insieme, come noi.�</p><empty-line/><p> �Gi�, non come noi.�</p><empty-line/><p> �Tu mi hai aiutato nel Farthen D�r, e io ti ho aiutato qui.�</p><empty-line/><p> �S�.�</p><empty-line/><p> �Ora dovr� chiamare <emphasis>te </emphasis>Ammazzaspettri.�</p><empty-line/><p> �Lo siamo entrambi...�</p><empty-line/><p> Saphira li spavent� lanciando un lungo, acuto grido di dolore. Tra i gemiti, graffi� il pavimento con gli artigli, scheggiando la pietra. La sua coda si agitava da una parte all'altra, sfasciando i mobili e gli arcigni ritratti sulle pareti. <emphasis>Se ne sono andati! </emphasis>disse. <emphasis> Se ne sono andati! Se ne sono andati per sempre!</emphasis></p><empty-line/><p> �Saphira, che cosa succede?� chiese Arya. Quando Saphira non rispose, ripet� la domanda a Eragon.</p><empty-line/><p> Vibrando di odio per le parole che era costretto a pronunciare, Eragon disse: �Oromis e Glaedr sono morti. Galbatorix li ha uccisi.�</p><empty-line/><p> Arya barcoll� come se avesse ricevuto uno schiaffo. �Ah� disse. Strinse lo schienale della poltrona con tanta forza che le si sbiancarono le nocche. Le lacrime le riempirono gli occhi obliqui, poi si riversarono sugli zigomi alti e le inondarono il volto. �Eragon.� L'elfa allung� una mano e gli afferr� la spalla, e quasi per caso lui si ritrov� a stringerla fra le braccia. Sent� gli occhi invadersi di lacrime. Serr� la mascella nello sforzo di mantenere un contegno. Sapeva che se avesse cominciato a piangere non si sarebbe pi� fermato.</p><empty-line/><p> Lui e Arya rimasero abbracciati per un lungo momento, consolandosi a vicenda, poi Arya indietreggi� e chiese: �Com'� successo?�</p><empty-line/><p> �Oromis ha avuto uno dei suoi attacchi, e mentre era paralizzato, Galbatorix ha usato Murtagh per...� Eragon non riusc� a proseguire e scosse il capo. �Te lo racconter� quando saremo con Nasuada. Anche lei deve sapere, e non me la sento di descriverlo pi� di una volta.�</p><empty-line/><p> Arya annu�. �Allora andiamo.�</p><p><strong>UNA NUOVA ALBA </strong></p><p>Mentre Eragon e Arya scendevano dalla torre scortando Lady Lorana, incontrarono Bl�dhgarm e gli altri undici elfi che correvano su per le scale a quattro gradini alla volta. �Ammazzaspettri! Arya!� esclam� un'elfa dai lunghi capelli neri. �Siete feriti? Abbiamo sentito il lamento di Saphira e abbiamo pensato che uno di voi fosse morto.�</p><p>Eragon scocc� un'occhiata ad Arya. Il voto di segretezza che aveva fatto alla regina Islanzadi non gli consentiva di parlare di Oromis o Glaedr in presenza di estranei alla Du Weldenvarden - come Lady Lorana - senza il permesso della regina, di Arya, o di chiunque avesse potuto succedere a Islanzadi sul trono nodoso di Ellesm�ra.</p><p>Lei annu� e disse: �Vi libero dal vostro giuramento, Eragon, Saphira. Parlate di loro a chi volete.�</p><empty-line/><p> �No, non siamo feriti� rispose allora Eragon. �Ma Oromis e Glaedr sono morti, uccisi in battaglia nei cieli di Gil'ead.�</p><empty-line/><p> Gli elfi gridarono sconvolti, poi cominciarono a tempestare Eragon di domande. Arya alz� una mano e disse: �Ora basta. Non � questo il luogo n� il momento adatto a soddisfare la vostra curiosit�. Ci sono ancora soldati ovunque e non sappiamo chi ci ascolta. Serbate la tristezza nel vostro cuore finch� non saremo salvi e al sicuro.� Fece una pausa e guard� Eragon, poi aggiunse: �Vi spiegher� le circostanze della loro morte non appena le avr� sapute io stessa.�</p><empty-line/><p> �Nen ono weohnata, Arya Dr�ttningu� mormorarono.</p><empty-line/><p> �Hai sentito quando ti ho chiamato?� chiese Eragon a Bl�dhgarm.</p><empty-line/><p> �S� rispose l'elfo dalla pelliccia blu. �Abbiamo fatto pi� in fretta che abbiamo potuto, ma c'erano molti soldati.�</p><empty-line/><p> Eragon port� la mano voltata al petto nel tradizionale gesto di rispetto degli elfi. �Ti chiedo scusa per averti lasciato indietro, Bl�dhgarm-elda. Il fervore della battaglia mi ha reso sciocco e troppo sicuro di me, e siamo quasi morti per colpa mia.�</p><empty-line/><p> �Non c'� bisogno di scusarti, Ammazzaspettri. Anche noi oggi abbiamo commesso un errore. Un errore che ti prometto non si ripeter� mai pi�. Da oggi combatteremo al fianco tuo e dei Varden senza riserve.�</p><empty-line/><p> Scesero insieme le scale fino al cortile. I Varden avevano ucciso o catturato gran parte dei soldati della fortezza, e i pochi uomini che ancora combattevano si arresero non appena videro che Lady Lorana era in mano ai Varden. Dato che le scale erano troppo strette, Saphira era scesa volando e li stava gi� aspettando.</p><empty-line/><p> Eragon attese con Saphira, Arya e Lady Lorana mentre uno dei Varden andava a chiamare J�rmundur. Il comandante fu stupito nel sentire il racconto di quanto era successo nella torre; poi prese in custodia Lady Lorana.</p><empty-line/><p> Le rivolse un inchino. �Mia signora, ti garantisco che sarai trattata con tutto il rispetto e la dignit� che si competono al tuo rango. Anche se siamo tuoi nemici, restiamo pur sempre esseri civili.�</p><empty-line/><p> �Grazie� rispose lei. �Le tue parole mi confortano. Tuttavia la mia pi� grande preoccupazione adesso � la sicurezza dei miei sudditi. Se potessi, mi piacerebbe parlare con il vostro capo, Nasuada, in merito a quanto intende fare con loro.�</p><empty-line/><p> �Credo che anche lei desideri parlare con te.�</p><empty-line/><p> Prima di allontanarsi, Lady Lorana disse: �Ti sono veramente grata, bella elfa, e anche a te, Cavaliere dei Draghi, perch� avete ucciso quel mostro prima che potesse portare morte e distruzione a Feinster. Il destino ci ha schierato in campi opposti, ma ci� non significa che io non possa ammirare il vostro coraggio e il vostro valore. Potremmo non incontrarci mai pi�, perci� addio a entrambi.�</p><empty-line/><p> Eragon s'inchin� e disse: �Addio, Lady Lorana.�</p><empty-line/><p> �Che le stelle ti proteggano� disse Arya.</p><empty-line/><p> Bl�dhgarm e gli elfi sotto il suo comando accompagnarono Eragon, Saphira e Arya a cercare Nasuada per tutta Feinster. La trovarono che si aggirava a cavallo per le grigie strade della citt�, valutando i danni.</p><empty-line/><p> Nasuada salut� Eragon e Saphira con evidente sollievo. �Sono felice che alla fine siate tornati. Negli ultimi giorni abbiamo avuto un disperato bisogno del vostro aiuto. Vedo che hai una nuova spada, Eragon, una spada da Cavaliere dei Draghi. Te l'hanno data gli elfi?�</p><empty-line/><p> �In un certo senso s�.� Eragon scrut� le varie persone che li circondavano e abbass� la voce. �Nasuada, dobbiamo parlare con te da sola. � importante.�</p><empty-line/><p> �Va bene.� Nasuada studi� gli edifici che costeggiavano la strada, poi indic� una casa che sembrava abbandonata. �Andiamo a parlare l�.�</p><empty-line/><p> Due dei Falchineri di Nasuada corsero avanti ed entrarono nella casa. Comparvero qualche minuto dopo e con un inchino dissero: �� vuota, Lady Nasuada.�</p><empty-line/><p> �Molto bene. Grazie.� Nasuada smont� di sella, porse le redini a uno degli uomini del suo seguito e marci� dritta nella casa. Eragon e Arya la seguirono.</p><empty-line/><p> I tre vagarono nella casa spoglia finch� non trovarono una stanza, la cucina, con una finestra abbastanza grande perch� Saphira ci infilasse la testa. Eragon apr� le imposte e Saphira pos� il capo sul davanzale di legno. Il suo respiro riemp� la cucina di odore di carne bruciata.</p><empty-line/><p> �Possiamo parlare senza timore� annunci� Arya, dopo aver evocato un incantesimo per impedire a chiunque di origliare.</p><empty-line/><p> Nasuada si massaggi� le braccia e rabbrivid�. �Di che si tratta, Eragon?� chiese.</p><empty-line/><p> Eragon deglut�: avrebbe dato qualunque cosa pur di non dover raccontare i dettagli della sorte di Oromis e Glaedr. Poi disse: �Nasuada... io e Saphira non eravamo gli unici... C'erano un altro drago e un altro Cavaliere a combattere contro Galbatorix.�</p><empty-line/><p> �Lo sapevo� sospir� Nasuada, gli occhi scintillanti. �Era l'unica spiegazione possibile. Erano i vostri maestri a Ellesm�ra, vero?�</p><empty-line/><p><emphasis>S�, </emphasis>disse Saphira, <emphasis>ma ormai non sono pi�.</emphasis></p><empty-line/><p> �Non sono pi�?�</p><empty-line/><p> Eragon strinse le labbra e scosse la testa, mentre le lacrime gli offuscavano la vista. �Sono morti questa mattina a Gil'ead. Galbatorix si � servito di Castigo e Murtagh per ucciderli; l'ho sentito parlare per bocca di Murtagh.�</p><empty-line/><p> Ogni traccia di eccitazione abbandon� il volto di Nasuada, sostituita da un'espressione spenta e rassegnata. Si lasci� cadere sulla sedia pi� vicina e fiss� le ceneri nel caminetto freddo. La cucina era silenziosa. Alla fine si riscosse e disse: �Sei sicuro che siano morti?�</p><empty-line/><p> �S�.�</p><empty-line/><p> Nasuada si asciug� gli occhi con l'orlo della manica. �Raccontami di loro, Eragon. Fallo, ti prego.�</p><empty-line/><p> E cos�, per la mezz'ora successiva, Eragon parl� di Oromis e Glaedr. Spieg� com'erano sopravvissuti alla Caduta dei Cavalieri e perch� avevano scelto di restare nascosti da allora. Descrisse le menomazioni che affliggevano entrambi e si sofferm� sul ritratto delle loro personalit�, parlando anche di ci� che era stato per lui e per Saphira studiare sotto la loro guida. Il senso di perdita che provava si fece pi� profondo nel ricordare i lunghi giorni passati in compagnia di Oromis sulla rupe di Tel'nae�r e le tante cose che l'elfo aveva fatto per lui e per Saphira. Quando arriv� al duello con Castigo e Murtagh a Gil'ead, Saphira alz� la testa dal davanzale e riprese a lamentarsi, un flebile, lungo gemito pieno di cordoglio.</p><empty-line/><p> Alla fine Nasuada sospir� e disse: �Vorrei aver conosciuto Oromis e Glaedr, ma ahim�, non era destino. C'� ancora una cosa che non capisco, Eragon. Hai detto che hai <emphasis>sentito </emphasis>Galbatorix parlare a loro. Come hai potuto?�</p><empty-line/><p> �Gi�, anch'io vorrei sapere come� disse Arya.</p><empty-line/><p> Eragon cerc� qualcosa da bere, ma non c'era acqua n� vino nella cucina. Toss�, poi si lanci� nel racconto del loro ultimo viaggio a Ellesm�ra. Saphira di tanto in tanto interveniva con un commento, ma prefer� che fosse lui a raccontare la storia. A partire dalla verit� sui suoi genitori, Eragon ripercorse in rapida successione gli eventi del loro soggiorno, dalla scoperta dell'acciaioluce sotto l'albero di Menoa a quando avevano forgiato Brisingr fino alla visita a Sloan. Infine raccont� a Nasuada e Arya del cuore dei cuori dei draghi.</p><empty-line/><p> �Be'...� disse Nasuada. Si alz� e prese a misurare la cucina a lenti passi. �Tu figlio di Brom, e Galbatorix che succhia come un parassita le anime dei draghi i cui corpi ormai non esistono pi�. � una cosa troppo grande perch� io ne riesca a comprenderne la portata...� Si massaggi� di nuovo le braccia. �Almeno ora conosciamo la vera fonte del potere di Galbatorix.�</p><empty-line/><p> Arya era rimasta immobile, il fiato sospeso, sbalordita. �I draghi sono ancora vivi� mormor�. Giunse le mani come in preghiera e le tenne strette al petto. �Sono ancora vivi dopo tutti questi anni. Oh, se solo potessimo dirlo al resto della mia razza. Quanto sarebbero felici! E quanto sarebbe terribile la loro rabbia se sapessero della schiavit� degli Eldunar�! Correremmo a Ur�'baen e non ci daremmo pace finch� non avessimo liberato tutti i cuori dalle grinfie di Galbatorix, per quanti di noi dovessero morire nell'impresa.�</p><empty-line/><p><emphasis>Ma non possiamo dirlo, </emphasis>le ramment� Saphira.</p><empty-line/><p> �No� disse Arya, e abbass� lo sguardo. �Non possiamo. Ma lo vorrei.�</p><empty-line/><p> Nasuada la guard�. �Ti prego, non offenderti, ma certo sarebbe stato meglio che tua madre, la regina Islanzadi, avesse ritenuto opportuno condividere queste informazioni con noi. Avremmo potuto servircene molto tempo fa.�</p><empty-line/><p> �Sono d'accordo� disse Arya, aggrottando la fronte. �Sulle Pianure Ardenti Murtagh vi ha sconfitti� e indic� Eragon e Saphira �perch� non sapevate che Galbatorix gli aveva dato alcuni Eldunar�, e perci� non avete agito con la giusta cautela. Se non fosse stato per la coscienza di Murtagh, ora sareste entrambi schiavi di Galbatorix. Oromis e Glaedr, e anche mia madre, avevano le loro buone ragioni per tenere segreta l'esistenza degli Eldunar�, ma la loro reticenza ci � costata quasi la disfatta. Ne discuter� con mia madre la prossima volta che la incontrer�.�</p><empty-line/><p> Nasuada camminava fra il davanzale e il focolare. �Mi hai dato molte cose su cui riflettere, Eragon...� Tamburell� sul pavimento con la punta dello stivale. �Per la prima volta nella storia dei Varden conosciamo un modo per uccidere Galbatorix che potrebbe funzionare. Se riusciamo a separarlo da questi cuori dei cuori, perder� la fonte della sua forza, e allora tu e gli altri stregoni sarete in grado di batterlo.�</p><empty-line/><p> �S�, ma come facciamo a separarlo dai suoi cuori?� chiese Eragon.</p><empty-line/><p> Nasuada si strinse nelle spalle. �Non lo so ancora, ma sono convinta che � possibile. D'ora in avanti lavorerete per trovare il modo. Tutto il resto non conta.�</p><empty-line/><p> Eragon sent� che Arya lo studiava con insolito interesse. Turbato, le rivolse uno sguardo interrogativo.</p><empty-line/><p> �Mi sono sempre domandata� disse Arya �perch� l'uovo di Saphira era comparso davanti a te e non in qualche campo sperduto chiss� dove. Sembrava una coincidenza troppo grande per essere soltanto un caso, ma non riuscivo a trovare una spiegazione plausibile. Ora invece capisco. Avrei dovuto immaginare che eri il figlio di Brom. Non lo conoscevo bene, ma lo conoscevo, e tu gli somigli molto.�</p><empty-line/><p> �Davvero?�</p><empty-line/><p> �Dovresti andare fiero di essere suo figlio� disse Nasuada. �A quel che si dice, Brom era un uomo straordinario. Se non fosse stato per lui, i Varden non esisterebbero. Mi sembra giusto che sia proprio tu a continuare la sua missione.�</p><empty-line/><p> Arya disse: �Eragon, possiamo vedere l'Eldunar� di Glaedr?�</p><empty-line/><p> Eragon esit�, poi usc� e and� a prendere il fagotto nelle bisacce di Saphira. Attento a non toccare l'Eldunar�, sciolse lo spago in cima al sacco, facendo scivolare il tessuto intorno alla pietra dorata simile a una pepita. Rispetto all'ultima volta che l'aveva visto, il bagliore dentro il cuore dei cuori era fioco e debole, come se Glaedr fosse a malapena cosciente.</p><empty-line/><p> Nasuada si protese in avanti e fiss� il nucleo vorticante dell'Eldunar�, gli occhi che le risplendevano di luce riflessa. �E Glaedr � davvero l� dentro?�</p><empty-line/><p><emphasis>S�, </emphasis>disse Saphira.</p><empty-line/><p> �Posso parlare con lui?�</p><empty-line/><p> �Potresti provare, ma dubito che risponderebbe. Ha appena perso il suo Cavaliere. Gli ci vorr� parecchio tempo per riprendersi dal lutto, se mai si riprender�. Ti prego, lascialo in pace, Nasuada. Se avesse voluto parlarti, lo avrebbe gi� fatto.�</p><empty-line/><p> �Certo. Non era mia intenzione disturbarlo nel suo dolore. Aspetter� che si riprenda per conoscerlo.�</p><empty-line/><p> Arya si accost� a Eragon e avvicin� le mani all'Eldunar�, le dita tremanti sospese sulla sua superficie. Fiss� la pietra con profondo rispetto, come smarrita nei suoi abissi, poi mormor� qualcosa nell'antica lingua. La coscienza di Glaedr lampeggi� debolmente come in risposta.</p><empty-line/><p> Arya abbass� le mani. �Eragon, Saphira, vi � stata affidata la pi� solenne delle responsabilit�: la custodia di un'altra vita. Qualunque cosa accada, dovrete proteggere Glaedr. Ora che Oromis � morto, avremo bisogno della sua forza e della sua saggezza pi� che mai.�</p><empty-line/><p><emphasis>Non preoccuparti, Arya, non permetteremo che gli accada nulla di male, </emphasis> promise Saphira.</p><empty-line/><p> Eragon ricopr� l'Eldunar� con la tela del sacco e, le dita intorpidite dalla stanchezza, armeggi� qualche istante prima di riuscire a riannodare lo spago. I Varden avevano riportato un'importante vittoria e gli elfi avevano conquistato Gil'ead, ma i due successi non gli davano alcuna gioia. Guard� Nasuada e chiese: �E adesso?�</p><empty-line/><p> Nasuada alz� il mento. �Adesso� disse �marceremo verso nord su Belatona, e quando l'avremo conquistata procederemo fino a Dras-Leona ed espugneremo anche quella. E poi a Ur�'baen, da Galbatorix, dove sar� vittoria o morte. Ecco che cosa faremo adesso, Eragon.�</p><p>Dopo essersi separati da Nasuada, Eragon e Saphira acconsentirono a lasciare Feinster per andare nell'accampamento dei Varden, dove avrebbero potuto riposare indisturbati, lontani dai rumori della citt�. Circondati da Bl�dhgarm e dal resto delle guardie, si avviarono verso il cancello principale di Feinster senza scambiarsi una parola.</p><p>Eragon, stringendo ancora fra le braccia il cuore dei cuori di Glaedr, teneva lo sguardo fisso a terra. Non badava agli uomini che gli passavano accanto correndo o marciando; il suo ruolo nella battaglia era concluso, e non desiderava altro che coricarsi e dimenticare i luttuosi eventi di quel giorno. Le ultime sensazioni ricevute da Glaedr gli riverberavano ancora nella mente: <emphasis>Era solo. Era solo e al buio... Solo! </emphasis>Gli si mozz� il respiro e si sent� salire un conato di vomito. <emphasis>Dunque � questo che si prova quando perdi il tuo Cavaliere o il tuo drago. Non c'� da stupirsi se Galbatorix � impazzito.</emphasis></p><p><emphasis>Siamo gli ultimi, </emphasis> disse Saphira.</p><empty-line/><p> Eragon aggrott� la fronte, senza capire.</p><empty-line/><p><emphasis>L'ultimo drago libero e il suo Cavaliere, </emphasis>spieg� lei. <emphasis>Siamo gli unici rimasti. Siamo...</emphasis></p><p><emphasis>Soli.</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> S�.</emphasis></p><empty-line/><p> Eragon inciamp� in un sasso che non aveva notato. Col cuore gonfio di</p><p>dolore, chiuse gli occhi per un attimo. <emphasis>Non possiamo farcela da soli, </emphasis>pens�. <emphasis> Non possiamo! Non siamo pronti. </emphasis>Saphira annu�, e il suo dolore e la sua angoscia, sommati a quelli di lui, divennero quasi insopportabili.</p><p>Quando arrivarono ai cancelli della citt�, Eragon si ferm�, riluttante a farsi strada fra l'enorme folla che gremiva l'uscita per fuggire da Feinster. Si guard� intorno in cerca di un'altra strada. Quando il suo sguardo pass� sulle imponenti mura di cinta, fu preso dall'improvviso desiderio di vedere la citt� alla luce del giorno.</p><p>Allontanandosi di colpo da Saphira, corse su per una scala che portava in cima alle mura. Saphira emise un breve ringhio d'irritazione e lo segu�, dispiegando in parte le ali per saltare dalla strada sul parapetto. Rimasero insieme sui bastioni per quasi un'ora a guardare il sorgere del sole. Uno dopo l'altro, i pallidi raggi di luce dorata lambirono i campi verdeggianti, illuminando le miriadi di particelle di polvere che fluttuavano in aria. Quando i raggi colpirono una colonna di fumo, il fumo risplendette di arancio e di rosso, gonfiandosi e salendo pi� veloce verso il cielo. Gli incendi fra le baracche ai piedi delle mura della citt� si erano quasi spenti, ma durante la battaglia una ventina di case all'interno di Feinster erano state incendiate, e le alte lingue di fuoco conferivano alla citt� una bellezza inquietante. Oltre Feinster, l'oceano scintillante si estendeva fino al piatto orizzonte, dove le vele di una nave che navigava verso nord si scorgevano appena.</p><p>Mentre il sole riscaldava Eragon trafiggendo la sua armatura, la malinconia cominci� a dissiparsi come le volute di nebbia che inghirlandavano i fiumi. Trasse un profondo respiro ed espir�, pi� calmo.</p><p><emphasis>No, </emphasis> disse. <emphasis>Non siamo soli. Io ho te e tu hai me. E ci sono Arya e Nasuada e Orik. E molti altri ancora che ci aiuteranno lungo la strada.</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> E anche Glaedr, </emphasis>disse Saphira.</p><empty-line/><p><emphasis>Gi�.</emphasis></p><p>Eragon abbass� lo sguardo sull'Eldunar� che teneva fra le braccia e prov� un impeto di compassione e di protezione nei confronti del drago intrappolato nel cuore dei cuori. Strinse la pietra al petto e pos� una mano sul fianco di Saphira, grato per la loro compagnia.</p><p><emphasis>Possiamo farcela, </emphasis> pens�. <emphasis>Galbatorix non � invincibile. Ha un punto debole, e noi possiamo usarlo contro di lui. Possiamo farcela.</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> Possiamo e dobbiamo, </emphasis>disse Saphira.</p><empty-line/><p><emphasis>Per il bene dei nostri amici, della nostra famiglia, e...</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> ... per il resto di Alaga�sia...</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis> ... dobbiamo farcela.</emphasis></p><empty-line/><p> Eragon sollev� l'Eldunar� di Glaedr sopra la testa, presentandolo al sole e al nuovo giorno, e sorrise, ansioso di scendere di nuovo in battaglia, affinch� lui e Saphira potessero finalmente affrontare Galbatorix e uccidere il re oscuro.</p><p> FINE DEL LIBRO TERZO</p><empty-line/><p> La storia continuer� e si concluder�</p><empty-line/><p> con il Libro Quarto</p><empty-line/><p> del Ciclo dell'Eredit�</p><empty-line/><p><strong>L'ORIGINE DEI NOMI </strong></p><p>A un osservatore distratto, i vari nomi che un intrepido viaggiatore incontra nel vasto territorio di Alaga�sia possono sembrare un banale miscuglio di appellativi senza una propria coerenza interna, cultura o storia. Tuttavia, come per qualsiasi altro paese che differenti culture - e in questo caso differenti razze - hanno ripetutamente colonizzato, Alaga�sia deriva i suoi toponimi da una vasta gamma di fonti, fra cui la lingua dei nani, degli elfi, degli umani e persino degli Urgali. Di conseguenza, abbiamo la Valle Palancar (nome umano), i fiumi Anora e Ristvak'baen (nomi elfici) e il monte Utgard (nome nanesco) a breve distanza l'uno dall'altro in un'area di poche miglia quadrate.</p><p>Sebbene questo sia di rilevante interesse storico, nella pratica si genera parecchia confusione sulla corretta pronuncia dei nomi. Purtroppo, non esistono regole prestabilite per il neofita. La confusione aumenta quando ci si rende conto che in molti luoghi la popolazione locale ha alterato le parole straniere per adattarle alla propria lingua. Il fiume Anora ne � un esempio. In origine <emphasis>anora </emphasis> era <emphasis> �enora, </emphasis> che nell'antica lingua significa <emphasis>grande. </emphasis> Gli umani semplificarono la parola per i loro testi scritti e crearono cos� il nome che compare ai tempi di Eragon.</p><p> Gli interessati sono invitati a studiare le lingue di origine per coglierne le intrinseche sottigliezze. Buon lavoro.</p><empty-line/><p><strong>GLOSSARIO </strong></p><empty-line/><p> L'ANTICA LINGUA</p><empty-line/><p> Adurna r�sa: Acqua, sollevati.</p><p>Agaet� Bl�dhren: Celebrazione del Giuramento di Sangue (si tiene una volta ogni cento anni per onorare l'antico patto fra elfi e draghi)</p><empty-line/><p> �lfa-kona: donna elfo</p><empty-line/><p> �thalvard: una congregazione di elfi che si dedica alla conservazione delle canzoni e delle poesie elfiche</p><empty-line/><p> Atra du evar�nya ono varda, D�thedr-vodhr: Che le stelle ti proteggano, onorevole D�thedr.</p><empty-line/><p> Atra esterni ono thelduin, Eragon Shur'tugal: Che la fortuna ti assista, Eragon Cavaliere dei Draghi.</p><empty-line/><p> Atra guli� un ilian tauthr ono un atra ono wa�se sk�liro fra rauthr: Che la fortuna e la felicit� ti assistano e che tu possa essere protetto dalla sventura.</p><empty-line/><p> Audr: su</p><empty-line/><p> Bjartskular: Squamediluce</p><empty-line/><p> Bl�dhgarm: Lupo di Sangue</p><empty-line/><p> Brisingr: fuoco</p><empty-line/><p> Brisingr, iet tauthr: Fuoco, seguimi.</p><empty-line/><p> Brisingr raudhr!: Fuoco rosso!</p><empty-line/><p> Deyja: Muori Draumr k�pa: Rifletti l'immagine</p><empty-line/><p> Dr�ttningu: principessa</p><empty-line/><p> Du deloi lunaea: Spiana la terra / polvere.</p><empty-line/><p> Du Namar Aurboda: La Revoca dei Nomi</p><empty-line/><p> Du Vrangr Gata: Il Tortuoso Cammino</p><empty-line/><p> Edur: uno sperone roccioso o un promontorio</p><empty-line/><p> Eka eddyr a� Shur'tugal... Shur'tugal... Argetlam: Sono un Cavaliere dei Draghi... Cavaliere dei Draghi... Mano d'Argento.</p><empty-line/><p> Eka elrun ono: Ti ringrazio.</p><empty-line/><p> Elda: appellativo onorifico di genere neutro di grande rispetto.</p><empty-line/><p> Eldhrimner O Loivissa nuanen, dautr abr deloi / Eldhrimner nen ono weohnata� medh solus un thringa / Eldhrimner un fortha onr f�on vara / Wiol allr sjon: Cresci, o splendido Loivissa, figlio della terra / Cresci come faresti col sole e con la pioggia / Cresci e fai sbocciare il tuo fiore di primavera / Perch� tutti lo vedano.</p><empty-line/><p> Eldunar�: il cuore dei cuori</p><empty-line/><p> Erisdar: lanterne senza fiamma usate sia dagli elfi che dai nani (dal nome dell'elfo che le invent�)</p><empty-line/><p> Faelnirv: liquore elfico Fairth: quadro realizzato con mezzi magici su lastra di ardesia</p><empty-line/><p> Fell: montagna</p><empty-line/><p> Finiarel: suffisso onorifico usato per giovani uomini di grandi speranze, unito al nome con un trattino</p><empty-line/><p> Flauga: Vola</p><empty-line/><p> Fram: avanti</p><empty-line/><p> Fricai onr eka eddyr: Sono tuo amico.</p><empty-line/><p> Ganga: Vai Garjzla, letta!: Luce, fermati!</p><empty-line/><p> Gedw�y ignasia: palmo luccicante</p><empty-line/><p> Helgrind: I Cancelli della Morte Indlvarn: un determinato tipo di legame fra un Cavaliere e un drago</p><empty-line/><p> Jierda: Spezza; colpisci</p><empty-line/><p> K�nungr: re</p><empty-line/><p> Kuldr, r�sa lam iet un malthinae unir b�llr: Oro, sali sulla mia mano e trasformati in sfera.</p><empty-line/><p> Kveykva: fulmine</p><empty-line/><p> L�marae: tessuto fatto di lana intrecciata con fili di ortica (simile per consistenza al mistolana, ma di qualit� migliore)</p><empty-line/><p> Letta!: Ferma!</p><empty-line/><p> Liduen Kvaedh�: Poetica Scrittura</p><empty-line/><p> Loivissa: giglio azzurro che cresce entro i territori dell'Impero</p><empty-line/><p> Maela: Silenzio; taci</p><empty-line/><p> Naina: Illumina</p><empty-line/><p> Nalgask: miscela di cera d'api e olio di noci usata per idratare la pelle</p><empty-line/><p> Nen ono weohnata, Arya Dr�ttningu: Come desideri, principessa Arya.</p><empty-line/><p> Seithr: strega</p><empty-line/><p> Shur'tugal: Cavaliere dei Draghi</p><empty-line/><p> Slytha: Dormi</p><empty-line/><p> Stenr r�sa!: Pietra, sollevati!</p><empty-line/><p> Svit-kona: appellativo onorifico e formale per una donna elfica di grande saggezza</p><empty-line/><p> Talos: cactus che cresce intorno all'Helgrind</p><empty-line/><p> Thaefathan: Ingrossa</p><empty-line/><p> Thorta du ilum�ok Di' la verit�!</p><empty-line/><p> Vakna: Svegliati</p><empty-line/><p> Vodhr: appellativo onorifico maschile di medio rispetto</p><empty-line/><p> Wa�se heill!: Guarisci!</p><empty-line/><p> Yaw�: un pegno di fiducia</p><p> LA LINGUA DEI NANI</p><p>Asc�dgamln: Pugni d'acciaio</p><empty-line/><p> Az Knurldr�thn: Gli Alberi di Pietra</p><empty-line/><p> Az Ragni: Il Fiume</p><empty-line/><p><emphasis>Az Sartosvrenht rak Balmung, Grimstnzborith rak Kvisag�r: La Saga di </emphasis></p><p><emphasis>Re Balmung di Kvisag�r </emphasis></p><empty-line/><p> Az Sindriznarrvel: La Gemma di Sindri</p><empty-line/><p> Barz�l: augurare a qualcuno la malasorte</p><empty-line/><p> Delva: termine usato per esprimere affettuosit� fra i nani; anche un tipo</p><p>di pepita d'oro tipica dei Monti Beor che i nani tengono in grande valore</p><empty-line/><p> D�r: nostro</p><empty-line/><p> D�rgrimst: clan (letteralmente, "il nostro casato" o "la nostra dimora")</p><empty-line/><p> D�rgrimstvren: guerra di clan Eta: No</p><empty-line/><p> Eta! Narho �dim etal os is� vond! Narho �dim etal os formvn mend�nost brakn, az Varden, hrestvog d�r grimstnzhadn! Az Jurgenvren qathrid n� domar oen etal...: No! Non permetter� che accada! Non lascer� che questi stolti senza barba, i Varden, distruggano il nostro paese. La Guerra dei Draghi ci ha lasciati deboli e non...</p><empty-line/><p> Fanghur: creature simili a draghi, ma pi� piccole e meno intelligenti dei loro cugini (native dei Monti Beor)</p><empty-line/><p> Farthen D�r: Padre Nostro</p><empty-line/><p> Feld�nost: Barbabianca (una specie di capra nativa dei Monti Beor)</p><empty-line/><p> G�ldhiem: testa chiara / lucente</p><empty-line/><p> Ghastgar: gara di tiro con le lance simile alle giostre medievali, e combattuta in groppa alle Feld�nost</p><empty-line/><p> Grimstborith: capoclan (letteralmente "capo della casa"; il plurale � grimstborithn)</p><empty-line/><p> Grimstcarvlorss: patrona del casato</p><empty-line/><p> Grimstnzborith: sovrano dei nani, re o regina indifferentemente (letteralmente "capo delle case")</p><empty-line/><p> H�thv�r: arma costituita da un bastone a doppia lama, usata dal D�rgrimst Quan</p><empty-line/><p> Hwatum il skilfz gerd�mn!: Ascolta le mie parole!</p><empty-line/><p> Ingeitum: metallurgici; fabbri</p><empty-line/><p> Isidar Mithrim: Zaffiro Stellato</p><empty-line/><p> Knurla: nano (letteralmente, "uomo di pietra"; plurale knurlan)</p><empty-line/><p> Knurlaf: donna / lei</p><empty-line/><p> Knurlag: uomo / lui</p><empty-line/><p> Knurlagn: uomini</p><empty-line/><p> Knurlcarathn: muratori; scalpellini</p><empty-line/><p> Knurlnien: Cuore di Pietra</p><empty-line/><p> Ledwonn�: collana di K�lf; usato anche come termine generico per collana</p><empty-line/><p> Menknurlan: coloro che non sono, o sono senza, pietra (il peggior insulto nella lingua dei nani, difficilmente traducibile)</p><empty-line/><p> M�rna: lago / pozza</p><empty-line/><p> Nagra: cinghiale gigante, nativo dei Monti Beor</p><empty-line/><p> Nal, Grimstnzborith Orik!: Salve, re Orik!</p><empty-line/><p> Ornthrond: occhio d'aquila</p><empty-line/><p> Ragni Darmn: Fiume dei Pesciolini Rossi</p><empty-line/><p> Ragni Hefthyn: Guardia del Fiume</p><empty-line/><p> Shrrg: lupo gigante, nativo dei Monti Beor</p><empty-line/><p> Skilfz Delva: Mio / mia Delva (vedere delva per la traduzione)</p><empty-line/><p> Thriknzdal: linea di tempra sulla lama di un'arma a tempra differenziale</p><empty-line/><p> Tronjheim: Elmo dei Giganti</p><empty-line/><p> �n qroth G�ntera!: Cos� parl� G�ntera!</p><empty-line/><p> Urzhad: orso delle caverne</p><empty-line/><p> Vargrimst: senzaclan / bandito</p><empty-line/><p> Werg: l'equivalente in lingua dei nani di bleah (usato ironicamente nel toponimo Werghadn. Werghadn si traduce con "la terra del bleah" o, pi� liberamente, "la brutta terra")</p><empty-line/><p> LA LINGUA DEI NOMADI</p><p> No: suffisso onorifico usato col nome della persona che si rispetta LA</p><empty-line/><p> LINGUA DEGLI URGALI</p><empty-line/><p> Herndall: femmine Urgali che governano le trib�</p><p>Namna: strisce di tessuto contenenti le storie familiari degli Urgali, collocate all'ingresso delle loro capanne</p><empty-line/><p> Nar: titolo di genere neutro di grande rispetto</p><empty-line/><p> Urgralgra: nome con cui gli Urgali definiscono se stessi (letteralmente, "quelli con le corna")</p><p><strong>RINGRAZIAMENTI </strong></p><p>Kvetha Fric�ya. Salve, amici.</p><empty-line/><p><emphasis>Brisingr </emphasis>� stato un libro divertente, intenso e a volte difficile da scrivere. Quando ho cominciato, avevo la sensazione che la storia fosse un enorme rompicapo tridimensionale che dovevo risolvere senza indizi o istruzioni. Ho trovato questa esperienza molto soddisfacente, malgrado le sfide che spesso mi sono ritrovato davanti.</p><empty-line/><p> A causa della sua complessit�, <emphasis>Brisingr </emphasis> ha finito per essere molto pi� lungo di quanto avessi previsto - cos� lungo, in effetti, che ho dovuto ampliare la serie da tre a quattro libri. Di conseguenza, la Trilogia dell'Eredit� � diventata il Ciclo dell'Eredit�. Comunque sono contento di questo cambiamento. Avere in progetto un altro libro della saga mi ha consentito di esplorare e sviluppare il carattere dei personaggi e le relazioni fra di loro con un ritmo pi� naturale.</p><empty-line/><p> Come nel caso di <emphasis>Eragon </emphasis>ed <emphasis>Eldest, </emphasis>non sarei mai stato capace di completare questo libro senza il sostegno di innumerevoli persone di talento, alle quali sar� per sempre riconoscente. E sono:</p><p>A casa: la mamma, per i suoi manicaretti, i suoi t�, i suoi consigli, la sua comprensione, la sua pazienza infinita e il suo ottimismo; il pap�, per il suo singolare modo di vedere le cose, per le sue acute osservazioni sulla storia e la prosa, per avermi aiutato a decidere il titolo del libro, e per la trovata di far incendiare la spada di Eragon ogni volta che viene pronunciato il suo nome (che idea geniale!); e la mia unica fin tutti i sensi) sorella Angela per aver accettato ancora una volta che riprendessi il suo personaggio e per tutte le numerose informazioni su nomi, piante e cose di lana.</p><p>Alla Writers House: Simon Lipskar, il mio agente, per la sua amicizia, il suo duro lavoro e il necessario calcio nel sedere che mi ha dato agli inizi di <emphasis>Brisingr </emphasis> (senza il quale probabilmente avrei impiegato altri due anni per finire il libro); e il suo assistente Josh Getzler, per tutto quello che fa per Simon e per il Ciclo dell'Eredit�.</p><p>Alla Knopf: la mia editor, Michelle Frey, per lo sfibrante lavoro di collaborazione nello sfoltire e consolidare il manoscritto (la prima bozza era molto pi� lunga); l'editor associato Michele Burke, che ha contribuito all'opera di editing e alla realizzazione delle sinossi di <emphasis>Eragon </emphasis>ed <emphasis>Eldest; </emphasis>il direttore delle comunicazioni e marketing Judith Haut, che fin dagli esordi ha sparso la voce della serie in tutto il Paese; il direttore della pubblicit� Christine Labor; l'art director Isabel Warren-Lynch e la sua squadra per aver realizzato ancora una volta un libro elegante; John Jude Palencar per la maestosa immagine di copertina (non so come potr� superarsi col quarto volume!); il caporedattore Artie Bennett per la grande cura ed esperienza nel controllare ogni parola, vera o inventata, di <emphasis>Brisingr; </emphasis>Chip Gibson, direttore della divisione ragazzi della Random House; il direttore editoriale della Knopf, Nancy Hinkel, per il suo incrollabile sostegno; il direttore delle vendite Joan DeMayo e la sua squadra (hip hip urr�, e mille grazie!); il responsabile marketing John Adamo, la cui squadra ha creato tutto lo straordinario materiale di marketing; Linda Leonard, del settore nuovi media, per la sua ragguardevole opera di marketing online; Linda Palladino, Milton Wackerow e Carol Naughton, della produzione; Pam White, Jocelyn Lange e il resto della squadra dei diritti sussidiari, che hanno fatto un lavoro straordinario nel vendere il Ciclo dell'Eredit� all'estero; Janet Renard per la revisione delle bozze; e tutti gli altri della Knopf che mi hanno sostenuto.</p><p>Alla Listening Library: Gerard Doyle, che d� vita al mondo di Alaga�sia con la sua voce; Taro Meyer per aver colto perfettamente la pronuncia delle mie lingue; Orli Moscowitz per aver tirato le fila; e Amanda D'Acierno, editor della Listening Library.</p><p>Grazie a tutti voi.</p><empty-line/><p><emphasis>The Craft of the Japanese Sword, </emphasis>di Leon e Hiroko Knapp e Yoshindo Yoshihara, mi ha fornito gran parte delle informazioni necessarie a descrivere minuziosamente il processo di fusione e forgiatura nel capitolo "La mente sul metallo". Raccomando vivamente questo libro a chi voglia approfondire l'arte della forgiatura delle spade (giapponese in particolare). Lo sapevate che i fabbri giapponesi accendevano il fuoco battendo con un martello l'estremit� di una sbarra di ferro finch� non diventava incandescente, per poi avvicinarla a un mucchio di trucioli di cedro ricoperti di zolfo?</p><p>E per quelli che hanno capito l'allusione al "dio solitario", quando Eragon e Arya sono seduti davanti al fal�, la mia unica scusante � che Doctor Who pu� viaggiare ovunque, perfino nelle realt� alternative.</p><p> Ehi, anch'io sono un suo fan!</p><p>E infine, ma soprattutto, grazie a voi lettori. Grazie di aver letto <emphasis> Brisingr. </emphasis>E grazie per la fedelt� dimostrata in tutti questi anni al Ciclo dell'Eredit�. Senza il vostro sostegno non avrei mai potuto scrivere questa serie, e non riesco a immaginare che mi sarebbe piaciuto fare.</p><p>Ancora una volta le avventure di Eragon e Saphira sono finite, e ancora una volta siamo arrivati alla fine di questo tortuoso cammino... ma solo per il momento. Molte miglia ancora ci aspettano. Il quarto libro sar� pubblicato non appena l'avr� terminato e vi prometto che sar� il pi� emozionante.</p><p> Non vedo l'ora che lo leggiate!</p><empty-line/><p> S� onr sverdar sitja hvass!</p><empty-line/><p><emphasis>Christopher Paolini 20 settembre 2008</emphasis></p><empty-line/><p><strong>FINE </strong></p><empty-line/></section></body><binary id="cover" 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