<?xml version="1.0" encoding="utf-8"?><FictionBook xmlns="http://www.gribuser.ru/xml/fictionbook/2.0" xmlns:l="http://www.w3.org/1999/xlink"><description><title-info><genre>sf</genre><author><first-name>Ben</first-name><last-name>Bova</last-name></author><book-title>Giove chiama Terra</book-title><annotation><p>Da osservazioni raccolte sulla Terra risulta che in orbita attorno a Giove c�� qualcosa da cui cominciano a pervenire dei segnali. Un ufo? La deduzione sembrerebbe inevitabile, dal momento che nessuna astronave terrestre � mai ancora arrivata laggi�. Ma...</p><p>Ma queste non sono praticamente le stesse parole con cui abbiamo presentato nello scorso numero <emphasis>Segnali da Giove</emphasis> di Zach Elughes?</p><p>Il fatto � che Ben Bova e Zach Hughes per una straordinaria coincidenza hanno scritto e pubblicato contemporaneamente due romanzi che partono dalle stesse premesse pur arrivando a conclusioni diversissime. Veda dunque il lettore quali delle due preferisce e tenga conto d�altra parte che il complesso, ricchissimo romanzo di Bova � quasi tre volte pi� lungo di quello di Hughes e negli USA costa pi� del doppio, mentre in URANIA costa naturalmente lo stesso. Un�occasione da non perdere.</p><empty-line/></annotation><date value="1982-08-08">1982</date><coverpage><image l:href="#cover"/></coverpage><lang>it</lang><src-lang>en</src-lang><translator><first-name>Vittorio</first-name><last-name>Curtoni</last-name></translator></title-info><src-title-info><genre>sf</genre><author><first-name>Ben</first-name><last-name>Bova</last-name></author><book-title>Voyagers</book-title><date>1981</date><lang>en</lang></src-title-info><document-info><author><nickname>Verdi1</nickname></author><program-used>Fiction Book Designer, FictionBook Editor Release 2.6, fb2cut 2.5.4, fb2cut 2.6.2</program-used><date value="2011-07-06">06.07.2011</date><id>FBD-100947-6F9F-D248-A8A1-B0B7-47E7-7B5C2C</id><version>1.0</version></document-info><publish-info><book-name>Giove chiama Terra</book-name><publisher>Mondadori</publisher><city>Milano</city><year>1982</year></publish-info></description><body><title><p>Ben Bova</p><p>Giove chiama Terra</p></title><section><title><p>1</p></title><epigraph><p>�Quando riceveremo il messaggio� sar� inequivocabile.</p><text-author>Philip Morrison</text-author><text-author><emphasis>Life Beyond Earth the Mind of Man</emphasis></text-author></epigraph><empty-line/><subtitle>NASA SP-328�� 1973</subtitle><empty-line/><p>Il professor Ramsey McDermott si appoggi� all�indietro sulla vecchia poltrona in pelle e guard� pigramente fuori dalla finestra dell�ufficio. Il cortile era rimasto sempre identico dal primo giorno che l�aveva visto, quasi mezzo secolo prima. Alberi con i colori vivaci dell�autunno, studenti che si affrettavano sui sentieri di cemento o gironzolavano sull�erba a gruppi di due o tre, immersi in conversazioni animate.</p><p>Un colpo smorzato alla porta lo scosse da quei piacevoli pensieri. �� lei� pens�.</p><p>Col tono pi� burbero possibile, disse: �Avanti!�</p><p>Jo Camerata entr� nel piccolo ufficio dall�aria vecchiotta. �Non mi ero accorto che fosse tanto attraente� si disse McDermott. Logico che se la stesse passando liscia.</p><p>Jo era alta, coi capelli scuri, lucidi, e la figura piena di una bellezza mediterranea. Indossava jeans e maglione, l�inevitabile abbigliamento da studentessa, ma vedendoli addosso a lei McDermott si sent� infiammare il sangue. Gli occhi della ragazza erano grandi e neri come la mezzanotte, per� inquieti, incerti, come quelli di un animale in trappola.</p><p>McDermott sorrise fra s�.</p><p>�Posi i libri e si sieda� ordin�. �Okay, adesso sar� convinta che l�aspetta un interrogatorio lungo e spiacevole.�</p><p>Jo si accomod� sulla sedia davanti alla scrivania e strinse i libri che aveva posato sul grembo, come se potessero difenderla. Guardando la ragazza, cos� giovane, cos� deliziosa, McDermott si accorse che l�ufficio era grigio di polvere, invaso da pile di vecchie riviste e cumuli di libri, contaminato dal tanfo di decenni di fumo di pipa.</p><p>Si protese leggermente in avanti sulla poltrona. �Sento che ultimamente � diventata una sconosciuta per i suoi compagni di corso.�</p><p>Lei spalanc� gli occhi. �Il dottor Thompson ha detto che non c�era problema��</p><p>�Oh, davvero?�</p><p>�Gli ho dato una mano all�osservatorio� coi nuovi segnali che hanno captato.�</p><p>�E ha saltato tutte le lezioni� brontol� McDermott.</p><p>�Non posso trovarmi in due posti contemporaneamente� gemette lei. �Il dottor Thompson �mi ha chiesto� di aiutarlo.�</p><p>�Ne sono certo.� McDermott prese una pipa dal portapipe, ci giocherell�, osserv� divertito come gli occhi spaventati di Jo seguissero ogni movimento delle sue mani.</p><p>�E ha aiutato anche il dottor Stoner, vero?�</p><p>�Il dottor Stoner?� La ragazza distolse gli occhi, guard� verso la finestra. �No� non esattamente. Lavoro per il dottor Thompson.�</p><p>McDermott avvert� un�ondata di calore fissando il maglione che le aderiva al seno, vedendo l�espressione disperata dei suoi occhi.</p><p>�Lei ha battuto a macchina per Stoner. Non cerchi di negarlo.�</p><p>�Oh� s�, � vero.�</p><p>�E cos�ha battuto? Cos�ha scritto?�</p><p>�Non so. L�ho solo battuto, non l�ho letto. Insomma, non ci sono stata attenta.�</p><p>Agitando la pipa in direzione di Jo: �Niente giochetti con me, ragazza. Guardi che sto per sbatterla fuori da questa universit�. Cosa le ha fatto battere Stoner?�</p><p>�ȅ � un articolo. Un articolo scientifico. Vuole pubblicarlo su una rivista.�</p><p>�Quale rivista?�</p><p>�Non lo so. Non me l�ha detto.�</p><p>McDermott si appoggi� all�indietro, e la vecchia poltrona in pelle scricchiol� sotto il peso. �Un articolo sui segnali radio?�</p><p>Lei annu�.</p><p>�E sull�oggetto che ha scoperto?�</p><p>�L�articolo parlava anche di quello, s�.�</p><p>Per un lungo momento, McDermott non disse nulla. Rest� seduto, spogliando Jo con gli occhi. Divertito all�idea che lei, ovviamente, capisse ci� che stava pensando lui, ma che non potesse farci niente.</p><p>Alla fine, chiese: �E che altro ha fatto per Stoner?�</p><p>�Niente!�</p><p>�Niente? Sul serio?�</p><p>�No��</p><p>McDermott pieg� il viso nella sua smorfia pi� minacciosa e ringhi�: �Non ha chiesto a una segretaria di questa facolt� di prenotare un hotel di Washington?�</p><p>Jo scosse la testa. �Era solo per il dottor Stoner. Solo per lui. Non per me.�</p><p>�Allora �ha� fatto qualcos�altro per Stoner, no?�</p><p>�Pensavo che parlasse di battere a macchina� Spedirgli la corrispondenza��</p><p>�E questo viaggio a Washington?�</p><p>�Non capisco cos�abbia a che fare con la mia posizione di studentessa, professore.�</p><p>Lui esplose: �Lei non deve capire, signorina Camerata. Deve semplicemente capire che io posso sbatterla fuori a calci su quel suo grazioso sedere, se non risponder� alle mie domande in modo completo e onesto. E a giugno, anzich� prendere la laurea, far� la cameriera in uno schifoso ristorante.� Esit�, si appoggi� indietro, con un sorriso. �O forse far� la ballerina in un locale topless. Le riuscir� senz�altro meglio.�</p><p>Lei gli lanci� un�occhiata omicida, ma rispose freddamente: �Il dottor Stoner andr� a Washington domenica sera. Ha un appuntamento col suo ex superiore per luned� mattina, alla NASA. Vuole portargli l�articolo sulla sua nuova scoperta.�</p><p>�Oh, davvero?� borbott� McDermott. Esattamente quello che temeva: Stoner stava cercando di fregarlo sul traguardo. Brutto bastardo ingrato. �Be�, questo lo vedremo!�</p><p>Tese la mano verso il telefono, alz� il ricevitore. �Lei pu� andare� disse a Jo.</p><p>Lei strizz� gli occhi, sorpresa. �Sono ancora� Non mi butta fuori?�</p><p>�Dovrei� mugugn� lui. �Ma finch� Thompson star� dalla sua parte, non interverr�. Sempre che passi l�esame di laurea.�</p><p>Lei annu� e si alz� in fretta. Mentre Jo s�incamminava verso la porta, McDermott aggiunse: �Per� stia lontana da quello Stoner.�</p><p>�S�, signore� disse lei, obbediente.</p><p>Non appena la porta si chiuse alle spalle della ragazza, McDermott cominci� a formare il numero speciale di Washington che aveva scritto su un biglietto appiccicato sotto il ricevitore.</p></section><section><title><p>2</p></title><p>Jo and� direttamente all�osservatorio. S�avvi� in auto fra le vie strette e congestionate di traffico di Cambridge, super� il Lexington�s Battle Green, il ponte di Concord e, tra le valli coltivate a meli e le colline ricche delle variopinte foglie autunnali, continuava a ripetersi: �Quel vecchio porco far� del male al dottor Stoner. Devo avvertirlo. Devo avvertirlo subito�.</p><p>Ma Stoner non era in ufficio quando Jo arriv� all�osservatorio. Il minuscolo cubicolo al secondo piano dell�edificio era in perfetto ordine, come un�equazione ben impostata, ma lui non c�era.</p><p>Jo vide un mazzo di fotografie disposte con cura al centro della scrivania di Stoner, per il resto vuota. Erano girate all�ingi�, e sul retro della fotografia pi� in alto era stampigliato, in azzurro: PROPRIET� DELLA NATIONAL AERONAUTICAL AND SPACE AGENCY�� VIETATA LA DIFFUSIONE SENZA IL CONSENSO SCRITTO UFFICIALE.</p><p>Guard� le foto a una a una. La carta su cui erano stampate era spessa, pesante, molto costosa. Le fotografie mostravano una sfera grossa, schiacciata, solcata da strisce dai colori accesi: rosso, giallo, ocra, bianco. Nel quadrante inferiore della sfera spiccava un ovale oblungo color rosso mattone.</p><p>Il pianeta Giove.</p><p>Jo pass� in rassegna tutt�e ventiquattro le foto: tutte di Giove. In alcune, si vedevano due o tre delle lune del gigantesco pianeta; puntini minuscoli, a paragone della massa immensa di Giove.</p><p>Guard� l�orologio: non ce l�avrebbe fatta a tornare in tempo per la prima lezione del pomeriggio. Con una smorfia di rassegnazione, and� alla finestra e scost� le tendine quel tanto da vedere fuori.</p><p>Stoner era nel parcheggio sul retro; stava facendo gli esercizi di karate. Diritto, rigido, un�espressione concentrata sul viso scuro, le labbra serrate, teneva le mani strette a pugno appena sotto la cintura nera di cui era tanto orgoglioso. Per un attimo non fece nulla; rest� con lo sguardo puntato nel vuoto, un uomo alto, forte, dai capelli neri e lucidi, gli occhi grigi, il ventre piatto e lunghe gambe snelle, da atleta.</p><p>Poi divent� una furia scatenata, fendendo l�aria con braccia e gambe in una gestualit� complicata e micidiale. Era quasi come una danza, ma violenta, potente, veloce.</p><p>Dalla sua bocca non usc� un solo suono, mentre divorava in tutta la sua lunghezza il parcheggio coperto. Poi si ferm�, all�improvviso come aveva cominciato, le braccia levate e le ginocchia piegate in una scattante posizione di difesa. Si rialz� lentamente, lasci� ricadere le braccia lungo i fianchi.</p><p>Per un momento, Jo ebbe paura che lui alzasse gli occhi e la vedesse alla finestra dell�ufficio, intenta a guardarlo. Ma lui gir� la schiena all�edificio, si rimise in posizione d�attacco e si lanci� in un�altra serie di violente mosse di karate, tirando calci, fendendo l�aria con mani e braccia, fino all�estremit� opposta del parcheggio.</p><p>Jo si allontan� dalla finestra. Se si fosse spicciata, sarebbe arrivata in tempo per l�ultima lezione del pomeriggio. Ma doveva parlargli, dirgli dello strano interesse del professor McDermott per il suo viaggio a Washington. Era pi� importante quello della lezione.</p><p>Pens� di lasciargli un messaggio sopra il mucchio di fotografie, ma decise di no. L�avrebbe aspettato, avrebbe aspettato che facesse la doccia e si cambiasse e tornasse in ufficio. Avrebbe perso l�ultima lezione, ma non importava. Vederlo era pi� importante.</p><p>Non che a lui interessasse Jo. Era solo una fra tanti studenti anonimi che lavoravano per il famoso dottor Stoner, l�ex astronauta che adesso lavorava all�osservatorio, solo, isolato, affascinante e misterioso.</p><p>�Ma finir� con l�interessargli� si promise Jo. �Si accorger� di me. Lo costringer� ad accorgersi di me.�</p><empty-line/><p>Keith Stoner abbass� le spalle, lasci� ricadere stancamente le braccia lungo i fianchi. Era coperto da una sottile patina di sudore che gli scendeva dalle sopracciglia e gli entrava negli occhi, bruciante. Per� sapeva che in poco tempo il vento freddo del pomeriggio l�avrebbe congelato, se non si affrettava a rientrare.</p><p>Non aveva funzionato. �Non c�� pi� nulla che funzioni� riflett� amaramente. Il <emphasis>tae kwon do </emphasis>� una disciplina pi� mentale che fisica. Avrebbe dovuto aiutarlo a ottenere la calma interiore e l�autocontrollo. Per� Stoner avvertiva solo una furia cocente, una rabbia incandescente che gli divorava le viscere.</p><p>�� tutto finito� si disse per la millesima volta. �� tutto morto.�</p><p>Si ricompose, si mise in posizione di �pronti�, ud� il vecchio istruttore coreano che gli sibilava all�orecchio: �Concentrati, Concentrati! Hai velocit�. Hai forza. Ma devi imparare a servirti della concentrazione. Concentrati!�.</p><p>Cerc� di mettere a tacere la mente, ma nel buio dietro gli occhi chiusi vide il telescopio orbitale, lucido e scintillante nella luce fortissima dello spazio, una fantastica, raffinatissima macchina di metallo e di specchi che fluttuava sullo sfondo delle tenebre dell�infinito. E tutt�attorno, come fedeli al servizio di un gigantesco idolo argenteo, uomini minuscoli in tute spaziali.</p><p>Stoner era stato uno di quegli uomini.</p><p>Ex astronauta. Ex astrofisico. Con un ex matrimonio e una ex famiglia. Ex membro del gruppo che aveva progettato e costruito Big Eye, il telescopio orbitale. Finito a marcire in un osservatorio radio insignificante, solo, con uno stipendio che era pi� una carit� che un salario vero e proprio.</p><p>�Ma gliela far� vedere. La far� vedere a tutti!� Sapeva di avere scoperto qualcosa di grosso. Di talmente grosso che si sarebbe spaventato lui stesso, non fosse stato cos� deciso a stupire il mondo intero.</p><p>Comunque, rimase stupito anche lui quando la grande antenna cominci� a muoversi. Scricchiolii e cigolii gli fecero alzare gli occhi sul riflettore parabolico da diciotto metri del radiotelescopio. Stava ruotando lentamente, a fatica, come un vecchio artritico che tentasse di girare la testa, in direzione delle colline lontane, coperte d�alberi.</p><p>�Avrebbero dovuto demolire da un pezzo questa anticaglia� pens� Stoner osservando l�antenna che si muoveva a fatica. �Come hanno demolito me.�</p><p>L�antenna era una grande ragnatela composta da un�intelaiatura d�acciaio e da un reticolato metallico, un catino leggermente incurvato, il piatto per la tavola d�un gigante.</p><p>Puntata verso il cielo, continuava a ricevere le onde radio emesse da sciami stellari inconcepibilmente lontani.</p><p>Stoner fiss�, accigliato, il riflettore parabolico, In qualche modo, lo turbava pensare che il radiotelescopio funzionasse sia di giorno sia di notte. Con la pioggia o con la neve. L�unica cosa capace di bloccare il radiotelescopio era un accumulo di neve sul grande riflettore concavo. I telescopi pi� grossi e pi� moderni erano protetti da cupole geodetiche che tenevano lontana la neve. Quel pezzo da museo non valeva la spesa di una cupola protettiva. Gli addetti alla manutenzione andavano a rimuovere la neve con le scope.</p><p>Ma quel vecchio apparecchio aveva captato qualcosa che nessuna delle attrezzature pi� moderne aveva scoperto, come sapeva Stoner. �Quando lo scopriranno anche gli altri� pens� �saranno pronti a tagliarsi il testicolo sinistro per entrare in gioco.�</p><p>Fiss� il cielo d�ottobre, chiaro, sgombro di nubi. L�autunno era mite, nel Massachusetts. Ancora nessun uragano. Gli alberi avevano colori splendidi: rossi accesi, arancioni vivaci, marrone e gialli dorati, con macchie di pini verde scuro e abeti rossi disseminati sulle colline dai dolci declivi.</p><p>Ma sopra la cima degli alberi, invisibile all�occhio umano nel cielo terso del pomeriggio, stava sorgendo il pianeta Giove.</p><p>E il radiotelescopio era puntato su quel pianeta.</p><p>Stoner rabbrivid�, rientr� nell�osservatorio. Non not� la Plymouth nera, anonima, ferma nel parcheggio riservato ai visitatori sul davanti dell�edificio. E nemmeno i due uomini dal viso deciso, vestiti di grigio, che sedevano nella macchina.</p><empty-line/><p>Fatta la doccia, indossati i soliti abiti (camiciola aperta al collo, calzoni sportivi e maglione), Stoner diede un�occhiata nella sala centrale dell�osservatorio, leggermente disgustato.</p><p>Un osservatorio astronomico dovrebbe essere una sorta di cattedrale a cupola con un grande telescopio ottico puntato verso il paradiso. Le persone dovrebbero parlare a sussurri riverenti. Dovrebbero esserci echi e passi timorosi che risuonassero sul solido pavimento di cemento.</p><p>L�osservatorio sembrava il reparto vendite di un negozio per appassionati d�elettronica, ed era rumoroso come la redazione di un vecchio giornale di provincia. Al centro della stanza, le scrivanie erano unite l�una all�altra. Fogli di carta da per tutto, persino a terra. Consolle elettroniche alte come frigoriferi erano allineate lungo tutte le pareti, dove ronzavano piano. Uomini e donne, tutti pi� giovani di Stoner, urlavano in continuazione. La sala vibrava a sessanta cicli al secondo, e nell�aria c�era l�odore debole di lega per saldature e olio da motori.</p><p>Erano quasi tutti studenti. Laureati, alcuni gi� col diploma di specializzazione. Ma l�et� media del personale regolare era di poco superiore ai trent�anni. Il vecchio McDermott era il direttore nominale dell�osservatorio, preside della facolt� eccetera. In pratica, a guidare il lavoro quotidiano era in effetti Jeff Thompson, che stava salutando Stoner dal lato opposto dell�isola di scrivanie perse nel mare di carte.</p><p>�Vuoi sentire?� url� Thompson.</p><p>Stoner annu�, cominci� ad aggirare le scrivanie.</p><p>�Dottor Stoner� gli disse una studentessa, cercando di afferrargli il braccio. �Posso parlarle un minuto? Professore��</p><p>�Adesso no� rispose Stoner senza degnarla d�un�occhiata.</p><p>Thompson era un tipo dai capelli biondo-rossi, di corporatura media, col viso piacevole e anonimo del ragazzo della porta accanto. Assistente universitario, aveva all�incirca l�et� di Stoner; era il �vecchio saggio� del personale dell�osservatorio.</p><p>�Riceviamo forte e chiaro� disse, quando Stoner gli arriv� vicino. Con un sorriso rilassato, si pieg� sulla scrivania pi� vicina e scav� fuori da un mucchio di carta un vecchio paio di auricolari.</p><p>�Queste cuffie non le usiamo quasi mai� disse. �Ma ho pensato che ti avrebbe fatto piacere sentire quello che riceviamo.�</p><p>Stoner accett� le cuffie da Thompson e s�incammin� con lui verso le consolle che ronzavano alle pareti. Thompson reggeva in una mano i fili degli auricolari. �Sembriamo qualcuno che porta a spasso il cane� pens� Stoner.</p><p>Thompson infil� la spina delle cuffie in una presa della consolle e fece un cenno a Stoner, che sistem� gli auricolari sulle orecchie. L�imbottitura era spessa.</p><p>Tutti i rumori della stanza svanirono. La bocca di Thompson si mosse, ma Stoner non riusc� a capire cosa stesse dicendo l�altro.</p><p>�Niente� disse Stoner, e la sua stessa voce gli risuon� nella testa, come se avesse la sinusite. �Non si sente niente.�</p><p>Thompson annu�, abbass� qualche comando sulla consolle. Stoner ud� uno stridio acuto che sal� vertiginosamente di tono, sino ad arrivare oltre la portata dell�udito umano. Poi il sibilo basso, le scariche elettroniche dei rumori di fondo dello spazio: il suono di infiniti miliardi di stelle e di nubi di gas interstellari, fusi assieme.</p><p>Stava cominciando a scuotere la testa, quando finalmente lo sent�: una nota bassa, profonda, rombante, solo un sussurro, ma indiscutibilmente diverso dal rumore di fondo. Stoner annu�, e Thompson spost� di poco una manopola sulla consolle.</p><p>Il suono divenne leggermente pi� forte, poi scomparve. Un secondo dopo torn�, e svan� di nuovo. Stoner, immobile al centro della stanza ridotta al silenzio, rest� ad ascoltare gli impulsi d�energia che riecheggiavano nelle sue orecchie come il respiro profondo di un gigante addormentato.</p><p>Chiuse gli occhi e vide il gigante: il pianeta Giove.</p><p>Il radiotelescopio stava ricevendo impulsi di radioenergia provenienti da Giove. Impulsi pi� regolari delle oscillazioni di un metronomo, precisi quanto il ticchettio di un orologio al quarzo. Impulsi che non avevano una spiegazione naturale.</p><p>Lentamente, si tolse le pesanti cuffie.</p><p>�� il nostro segnale� disse a Thompson, nel brusio della stanza.</p><p>Thompson annu�. �� il nostro segnale.� Prese le cuffie, ne accost� una all�orecchio. �S�, perfetto. Regolare come un orologio.�</p><p>�E nessuno l�ha mai sentito?�</p><p>�No, niente del genere. Non da Giove o da altri pianeti.� Thompson scolleg� gli auricolari e li gett� sulla sua scrivania, sparpagliando carte in ogni direzione. �Non � sulla stessa frequenza dei pulsar e non ha la stessa periodicit�. � una cosa completamente nuova.�</p><p>Stoner si gratt� i capelli folti, scuri. �Secondo te, cosa lo produce?�</p><p>Con un sorriso, Thompson rispose: �� per questo che ti abbiamo chiamato qui. Sei tu che devi dirmelo.�</p><p>Annuendo lentamente, Stoner disse: �Sai gi� cosa ne penso, Jeff.�</p><p>�Vita intelligente.�</p><p>�Infatti.�</p><p>Thompson gonfi� le guance, lasci� andare il fiato. �Una cosa enorme.�</p><p>�Gi�.�</p><p>Lasci� Thompson immerso nei suoi pensieri, si avvi� verso le scale che portavano al suo ufficio al secondo piano. La stessa studentessa gli si accost�.</p><p>�Dottor Stoner, posso parlarle un minuto?�</p><p>La guard�. �Certo, signorina�?�</p><p>�Camerata. Jo Camerata.�</p><p>Senza un�altra occhiata, lui cominci� a salire gli scalini. Jo gli tenne dietro.</p><p>�� per il professor McDermott� gli disse.</p><p>�Big Mac? Cosa vuole?�</p><p>�Credo sia meglio che ne parliamo nel vostro ufficio, a porte chiuse.�</p><p>�Benissimo. Sto proprio andando l�.�</p><p>�Lei era lass�, vero?� chiese Jo alla sua schiena, �Ha partecipato alla costruzione di Big Eye, su in orbita.�</p><p>Giunsero in cima alle scale, e lui si gir� a guardarla per bene. La ragazza era giovane, alta, e aveva il viso classico che si pu� trovare su un vaso greco. Capelli castani tagliati corti le incorniciavano gli zigomi alti, la mascella decisa. I jeans aderivano alle sue cosce piene, il maglione metteva in risalto il seno.</p><p>�Una fan di astronauti?� si chiese Stoner �S�, facevo parte del gruppo che ha progettato e costruito il telescopio orbitale. � per questo che Big Mac mi ha chiamato qui, perch� posso convincere i miei amici a passarci sottobanco qualche foto di Giove.�</p><p>Il secondo piano era pi� tranquillo, anche se il pavimento era sempre percorso da vibrazioni. Stoner s�incammin� nello stretto corridoio, seguito a mezzo passo di distanza da Jo. Apr� la porta del suo ufficio.</p><p>Dentro c�erano due uomini: uno alla finestra, dove poco prima si era fermata Jo, l�altro vicino alla porta.</p><p>�Il dottor Keith Stoner?� chiese quello alla finestra, il pi� piccolo dei due. La scrivania di Stoner, con le foto di Giove sparpagliate sul ripiano, li divideva.</p><p>Stoner annu�. L�uomo alla finestra era pi� basso di lui di qualche centimetro, ma robustissimo. Quello che gli stava accanto, dietro la porta, sembrava un giocatore di football. Un giocatore professionista. Tutte due indossavano abiti grigi di taglio tradizionale. Tutt�e due avevano visi duri, perfettamente rasati.</p><p>�Servizio segreto della marina� disse l�uomo alla finestra. Dalla tasca interna della giacca tir� fuori il portafoglio e lo tese sulla scrivania. Apparve un tesserino d�identificazione.</p><p>�Vuole seguirci?�</p><p>�Come sarebbe a dire? Dove�?�</p><p>�Per favore, dottor Stoner. � molto importante.�</p><p>Il grosso agente alla porta afferr� Stoner per il braccio, all�altezza del bicipite. Gentilmente, ma con fermezza. L�uomo pi� piccolo fece il giro della scrivania, e tutte tre s�avviarono in fila in corridoio.</p><p>Jo Camerata s�immobilizz� davanti alla porta dell�ufficio di Stoner, fissandoli a bocca spalancata. L�espressione sul suo viso non era shock, e nemmeno rabbia: era senso di colpa.</p></section><section><title><p>3</p></title><epigraph><p>�Jansky, inaspettatamente, aveva registrato onde radio dalla galassia mentre studiava� le scariche e i rumori di fondo che interferiscono nelle comunicazioni radio. La scoperta di Jansky ha contrassegnato, nel 1932, la prima fruttuosa osservazione di radioastronomia. � davvero strano che sia occorso tanto tempo per capire che onde radio ci giungono da fonti celesti.</p><text-author>J.S. Hey</text-author><text-author><emphasis>The Evolution of Radio Astronomy</emphasis>�� 1973</text-author></epigraph><empty-line/><p>A Mosca erano quasi le undici di sera. Una nevicata leggera cadeva dal cielo cupo, plumbeo, e ricopriva sia i monumenti pi� antichi sia i quartieri residenziali pi� recenti di una soffice coltre bianca. All�alba, vecchi e donne si sarebbero disposti ai loro posti lungo le strade, a spalare dai marciapiedi la neve che poi gli spazzaneve avrebbero raccolto.</p><p>Kirill Markov guard� la sveglia sul comodino.</p><p>�Mi fai il solletico� disse la ragazza.</p><p>Markov abbass� gli occhi su di lei. Per un attimo, non riusc� a rammentarne il nome. Difficile scrutarne il viso al buio, ma i suoi lunghi capelli biondi riflettevano la luce che filtrava dal lampione fuori. Nadia, ricord� finalmente. � triste, riflett� una parte della sua mente, che quando si d� la caccia a una donna non si riesca a pensare a nient�altro, e che poi diventi cos� immemorabile dopo averla conquistata.</p><p>�Donna!� sbuff� tra s�. �� solo una ragazza.�</p><p>�Mi stai facendo il solletico!�</p><p>Markov scopr� che era la sua barba a essere sotto accusa e, spostando il mento in cerchio, fece correre l�estremit� delle basette attorno al capezzolo del seno destro di lei.</p><p>La ragazza rise e gli pass� le mani sul collo.</p><p>�Ce la fai ancora?� gli chiese.</p><p>�In inglese� le rispose Markov, con un sussurro dolce. �Il nostro patto era che avremmo fatto l�amore solo in inglese. � il modo migliore per imparare una lingua.�</p><p>Lei strinse le labbra, si concentr� con una smorfia. �Ha un viso molto comune� pens� Markov. �Addirittura insignificante.�</p><p>La ragazza, sempre accigliata, disse lentamente in inglese: �Ce la fai a fregarmi un�altra volta?� L�accento era atroce.</p><p>Soffocando una risata, Markov disse: �Fottere� Non fregare.�</p><p>Lei annu�. �Ce la fai a fottermi un�altra volta?�</p><p>�Questo verbo � considerato di cattivo gusto da inglesi e americani, ma non dagli australiani.�</p><p>�Fregare?�</p><p>�No. Fottere. In genere lo sostituiscono con un eufemismo.�</p><p>�Un eufemismo?�</p><p>Markov alz� gli occhi al cielo. �Non superer� mai gli esami, anche se va a letto con tutti.� E, mentre le spiegava in russo il significato del termine, aggiunse mentalmente: �A meno che non riesca a fottere il computer�.</p><p>�Adesso capisco� disse Nadia, in inglese.</p><p>�Bene� disse lui.</p><p>�Allora, ce la fai?�</p><p>�Cosa dovrei fare?�</p><p>�Oh, dai, insomma��</p><p>�Ah!� Quando arriv� a capire che la mente di lei non si era distolta dai suoi obiettivi carnali, Markov ribatt�: �Rifare l�amore con te? Volentieri! Con tutta la mia passione pi� incandescente. Ma non adesso. � ora che tu torni in collegio.�</p><p>In russo, lei piagnucol�: �� proprio necessario? Qui � cos� intimo, e fa cos� caldo!� Le dita della ragazza tracciarono linee sulle spalle e sulla schiena di lui.</p><p>�Tra un po� non sar� tanto intimo. Mia moglie sta per tornare.�</p><p>�Oh, lei!�</p><p>Markov sedette sul letto. Era nudo, e la stanza gli parve fredda.</p><p>�� mia moglie, cara bambina, e questo appartamento � pi� suo che mio. Credi che a un semplice professore universitario di lingue darebbero un appartamento cos� elegante, in una zona tanto bella della citt�?�</p><p>La ragazza si alz� e, nuda, and� in bagno senza aggiungere una parola. Osservandola, Markov not� che aveva cosce e sedere piuttosto abbondanti. Non se n�era accorto, prima di andare a letto.</p><p>Con un sospiro, scese dal letto e tolse le lenzuola. Ne aveva sempre pronte due paia diverse: uno per il matrimonio, e uno per le avventure. Sua moglie aveva un olfatto finissimo, e per certe cose era un vero segugio.</p><p>Nadia torn� in camera, rimettendosi i pantaloni imbottiti e infilandosi il camiciotto nella cintura.</p><p>�Cosa fa, tua moglie, per avere un appartamento cos� fantastico? Un bagno personale solo per voi due!� Era quasi un rimprovero.</p><p>�Lavora al Cremlino� disse Markov. �� segretaria di un commissario.�</p><p>La ragazza spalanc� gli occhi. �Ah, capisco. Per forza la trattano tanto bene.�</p><p>Markov annu�, afferr� la vestaglia. �S�. Nella nostra societ� progressista, i commissari lavorano cos� tanto e danno una tale parte della loro vita per il bene del popolo che persino le loro segretarie vivono come� come vivremo tutti, quando il vero comunismo avr� trionfato nel mondo intero.�</p><p>Lei annu�, senza notare l�ironia di quelle parole, Markov l�accompagn� nel piccolo soggiorno, fino alla porta sul corridoio.</p><p>�� un modo meraviglioso per imparare l�inglese� disse Nadia �ma temo che mi occorreranno molte lezioni.�</p><p>Markov le batt� sulla spalla. �Vedremo. Nel frattempo, sarebbe una buona idea se tu frequentassi le lezioni e passassi pi� tempo coi nastri registrati del laboratorio di lingue.�</p><p>�Oh, certo� disse lei, sincera. �Grazie, professore.�</p><p>Lui si chin� a baciarle le labbra, poi la spinse in fretta oltre la porta, nel corridoio male illuminato.</p><p>Chiusa la porta, Markov vi si appoggi� un attimo, �Un caso disperato� si disse. �Hai quarantacinque anni e ti dedichi ancora a questi giochi infantili.�</p><p>Poi, per�, un sorriso nacque sul suo viso barbuto. �E perch� no?� si disse. �� divertente.�</p><p>Era alto quasi un metro e ottantacinque, di corporatura magra, con gambe lunghe e braccia che gli penzolavano lungo i fianchi quando camminava. I capelli rossicci cominciavano a scolorirsi, e la barba ruvida era quasi completamente grigia. Per� il suo viso non conosceva rughe, era ancora quello di un ragazzo. Gli occhi azzurro chiaro lanciavano faville. E le sue labbra piene sorridevano spesso.</p><p>Quando teneva conferenze all�universit�, la sua voce era forte e chiara; non gli serviva il microfono per farsi udire dalle ultime file. Quando cantava (di solito a festicciole dove la vodka scorreva abbondante), il suo tono baritonale aveva un timbro chiarissimo, senza sbavature.</p><p>Si stacc� di colpo dalla porta, corse in camera da letto e fin� di cambiare le lenzuola. Infil� quelle sporche nella valigetta speciale che teneva dietro lo scrittoio. Una volta alla settimana, le lavava nella lavatrice del seminterrato della casa dello studente, all�universit�: un ottimo posto per conoscere ragazze che non seguivano il suo corso.</p><p>Alla fine si lav�, e si sistem� in salotto nella sua poltrona preferita, davanti alla stufa elettrica. Proprio mentre stava prendendo un tomo voluminoso e infilandosi gli occhiali sent� le chiave di Maria girare nella serratura.</p><p>Maria Kirtchatovska Markova era un po� pi� anziana del marito. Era originaria di una famiglia di contadini, cosa di cui andava molto fiera. E aveva l�aspetto della contadina: bassa, tozza, occhietti di un castano insignificante, capelli color topo di campagna, corti e schiacciati sulla testa. Non era una bellezza, e non lo era mai stata. E non era nemmeno la segretaria di un commissario.</p><p>Quando Markov l�aveva conosciuta, un quarto di secolo prima, lui era studente di linguistica all�universit�, e lei una guardia dell�Armata Rossa appena congedata. Lei era ambiziosa, lui era un ingegno brillante.</p><p>La loro unione si era basata sul reciproco vantaggio. Markov aveva pensato che il matrimonio avrebbe fatto sbocciare l�amore, ed era rimasto stupefatto nello scoprire che non era cos�. Lei aveva accettato subito di lasciare che lui si dedicasse ai �suoi interessi�, espressione eufemistica che Markov usava per le sue avventure. Maria voleva solo l�intelligenza del marito, da sfruttare per fare carriera in seno al governo.</p><p>L�accordo funzion� bene. Maria entr� a far parte del KGB e arriv�, con gli anni, al grado di maggiore. Al momento, lavorava con un gruppo ristretto che si occupava di criptoanalisi, cio� della decodificazione di messaggi segreti. Per quanto ne sapeva Markov, sua moglie non aveva mai arrestato nessuno, mai interrogato un prigioniero, non era mai stata coinvolta nelle torture e negli omicidi di cui si sussurrava quando qualcuno aveva il coraggio di parlare della polizia segreta.</p><p>E Markov era professore di linguistica alla stessa universit� dove aveva studiato. La sua carriera era stata anonima, tranne che per un particolare: il suo interesse per i codici, la criptologia e le lingue esotiche. Di tanto in tanto, aveva scritto qualche articolo sui linguaggi che creature aliene avrebbero potuto usare per entrare in contatto con la razza umana. Aveva anche scritto un libriccino sui possibili linguaggi extraterrestri, e il governo lo aveva addirittura stampato. Non si chiedeva mai se sarebbe arrivato a tanto senza Maria, se non a volte nel cuore della notte, quando lei aveva da fare in ufficio e lui non aveva trovato nessun�altra con cui andare a letto.</p><p>�Non hai freddo, con quella vestaglia?� chiese Maria, chiudendo la porta e depositando a terra la pesante borsa a tracolla.</p><p>�No� disse Markov scrutandola da dietro l�orlo degli occhiali. �Non adesso che tu sei qui.�</p><p>Lei ebbe un�espressione imbronciata. �Hai dato altre lezioni ai tuoi studenti?� Anche Maria sapeva usare gli eufemismi.</p><p>Markov scroll� le spalle. Non erano affari suoi. E poi, nonostante sapesse tutto, lei si arrabbiava sempre quando ne parlava apertamente. �Che strana donna� riflett�. �Ormai dovrebbe essersi abituata alla situazione. Dopo tutto ha accettato i patti.�</p><p>�Perch� hai dovuto lavorare fino a quest�ora?� le chiese, senza alzarsi dalla poltrona. Sapeva che Maria non gli avrebbe risposto. Non poteva rispondere. Buona parte del suo lavoro era talmente delicato che non poteva discuterne col marito. Ma in rarissime occasioni, quando giungeva a un punto morto con un codice o una traduzione, gli proponeva il problema. Markov aveva fallito spesso, ma a volte aveva fatto di sua moglie un eroe dell�Unione Sovietica.</p><p>Maria affond� nella poltrona pi� vicina alla stufa elettrica. Pozzanghere di neve che si scioglievano cominciarono a formarsi attorno ai suoi stivali, bagnando l�antico tappeto orientale. La donna guard� la stufa. �Quest�affare non funziona bene� brontol�.</p><p>�� il voltaggio, credo� disse Markov. �Avranno abbassato ancora il voltaggio per risparmiare energia.�</p><p>�E noi congeliamo.�</p><p>�� necessario, immagino.�</p><p>Lei lo scrut�, lo soppes� col suo sguardo cinico e circospetto da contadina. Markov cap� che sua moglie si stava chiedendo se potesse fidarsi di lui. Leggeva il viso di lei come un sillabario.</p><p>�Vuoi davvero sapere perch� tutte le sere resto al quartier generale fino a tardi?� gli chiese lentamente Maria.</p><p>Lui si inumid� le labbra. �No, se c�� di mezzo qualcosa che non devi dirmi.� E, tornando al libro che aveva in grembo: �Non lasciarti tentare a svelarmi segreti di stato.�</p><p>�So di potermi fidare di te� in certe cose.�</p><p>Markov si concentr� nella lettura.</p><p>�Kirill! Guardami quando ti parlo! Mi serve il tuo aiuto.�</p><p>Lui alz� gli occhi.</p><p>�Non � mai accaduto niente di simile.�</p><p>Era davvero sconvolta. Al di sotto della sua aria diffidente, lui vide sul suo volto qualcosa di molto vicino alla paura.</p><p>�Di cosa si tratta?� le chiese, togliendosi gli occhiali.</p><p>�Domani devi venire con me al quartier generale. Dovremo sottoporti a controlli rigorosi.�</p><p>�Controlli? Perch�? Cos�ho fatto?�</p><p>Lei scosse la testa, gli occhi chiusi per la stanchezza. �No, niente del genere. Non impaurirti. � solo un normale controllo di sicurezza. Prima di mostrarti i dati, devi avere il nullaosta di sicurezza.�</p><p>Adesso il cuore di Markov galoppava, e i palmi delle mani erano sudati. �Quali dati? Se � una faccenda tanto delicata, perch� volete coinvolgermi?�</p><p>�Per quello stupido libro che hai scritto. Vogliono parlarne con te.�</p><p>�Il mio libro sui linguaggi extraterrestri? Ma � stato pubblicato sei anni fa.�</p><p>Maria apr� gli occhi e lanci� al marito uno sguardo da gelare le ossa. �Non � mai accaduto niente di simile. Il problema ci � stato sottoposto dall�Accademia delle Scienze.�</p><p>�L�Accademia�?�</p><p>�Dall�accademico Bulacheff in persona. Il presidente.�</p><p>Gli occhiali scivolarono gi� dal libro in grembo a Markov, caddero sul tappeto. Lui non accenn� a raccoglierli.</p><p>�Kir� chiese Maria �sai dove si trova il pianeta Giove? Cos��?�</p><p>�� il pianeta pi� grande del sistema solare. Molto pi� grande della Terra. Per� � freddo, lontano dal Sole.�</p><p>�Stanno arrivando segnali radio da Giove� disse Maria, e chiuse ancora gli occhi, come nel tentativo di soffocare il problema. �Segnali radio. Tu devi dirci se costituiscono un linguaggio.�</p><p>�Un linguaggio?� La voce di Markov era stranamente stridula, come quella di un ragazzo spaventato.</p><p>�S�. Questi segnali radio potrebbero essere un linguaggio. Di creature intelligenti. Abbiamo bisogno di te per studiarli.�</p></section><section><title><p>4</p></title><epigraph><p>Adamo ed Eva erano astronauti provenienti dallo spazio, e arrivarono sulla Terra seimila anni fa.</p><p>Giunsero su un�astronave che riemp� di meraviglia le primitive popolazioni dell�epoca, e da qui, per spiegare lo straordinario evento, � sorta la leggenda del Giardino dell�Eden.</p><p>� questa la stupefacente conclusione raggiunta dal dottor Irwin Ginsburgh, noto fisico, che ha studiato la Bibbia e gli antichi testi religiosi per trent�anni.</p><p>�Le mie ricerche dimostrano che Genesi non � un mito, bens� una brillante documentazione scientifica che ci racconta l�inizio della creazione� dice il dottor Ginsburgh, che ha pubblicato il libro sulle sue sconcertanti scoperte.</p><p>Ed Erich Von Daniken, un ricercatore noto in tutto il mondo che ha offerto le prove della presenza di antichi astronauti nel suo libro Chariots of the Gods?, ha dichiarato all��Enquirer�: �Sono convinto che le conclusioni del dottor Ginsburgh sono vere.�</p><text-author><emphasis>National Enquirer</emphasis>�� 16 gennaio 1979</text-author></epigraph><empty-line/><p>Il locale era piccolo, anche rispetto alla media delle palestre di scuola superiore, ma pieno zeppo di gente.</p><p>Gli spettatori, seduti su panche di legno, osservavano con attenzione e curiosit� la figura snella e bionda sulla linea media del campo di basket.</p><p>Stringendo il microfono in mano, tenendolo talmente vicino alle labbra che ogni suo respiro riecheggiava sulle pareti di mattoni della palestra, Willie Wilson intonava la sua litania: �E qual � la cosa che Ges� odia?�</p><p>�Il peccato!� urlarono le voci eccitate della folla. Il grido esplose nella palestra, rimbalz� sulle pareti nude, romb� nelle orecchie.</p><p>�Cos��?�</p><p>��Il peccato!�� urlarono gli spettatori, pi� forte.</p><p>�Fatemelo sentire!�</p><p>�IL PECCATO!� ruggirono.</p><p>Fred Tuttle, vicecomandante della marina degli Stati Uniti, si copr� con le mani le orecchie indolenzite e sorrise. Era seduto nell�ultima fila di panche, con la schiena alla parete. A differenza del resto della folla, che portava jeans e maglietta, Tuttle indossava calzoni stirati alla perfezione e camicia. La giacca del vestito era accuratamente ripiegata sulle sue ginocchia.</p><p>�Questo mondo � pieno di peccato!� stava urlando Willie Wilson nel microfono. �Sta morendo per il peccato! E chi pu� salvare un mondo tanto peccaminoso? Chi � �l�unico� che possa salvare questo mondo moribondo?�</p><p>�Ges�!� strepitarono. �GES�!�</p><p>�Ges� Cristo, nostro Signore e Salvatore, giustissimo.� La voce di Wilson si abbass� a un sussurro roco, e gli echi che rimbalzavano lungo le pareti si spensero. La folla si protese in avanti, ansiosa di udire ogni parola di Wilson. �Per� Ges� non pu� farlo da solo. Se volesse, potrebbe, ma non � cos� che Dio agisce. Non � cos�. Dio non fa le cose da solo. Se Dio avesse seguito da solo la Propria strada, non avrebbe mai creato l�uomo. Non avrebbe mai creato questa carne peccaminosa e questo mondo peccaminoso. Non avrebbe mai inviato il Suo unico figlio, il nostro Signore e Salvatore Ges� Cristo, fra noi, a mostrarci il cammino. Vero?�</p><p>Un mormorio di: �S� pass� tra la folla.</p><p>�Ges� Dio vuole salvare questo mondo. Vuole salvare voi! Egli vi ama. Vi ha creato a Propria divina immagine, ricordate? Vuole che voi siate come Lui, e con Lui, in paradiso per l�eternit�.�</p><p>�Amen� url� qualcuno.</p><p>�Amen a te, fratello� rispose Wilson, asciugandosi con la mano libera il sudore dalla fronte. �Ges� vuole salvarvi. Salvare il mondo. Per� Gli serve il vostro aiuto. Non ha creato questo mondo per S�. L�ha creato per voi, per ognuno di voi. Ed Egli non lo salver� se non Gli mostreremo, non Gli proveremo, che vogliamo essere salvati!�</p><p>Un uomo elegante, coi capelli castani tagliati corti, si fece strada fra gli ascoltatori rapiti e sedette vicino a Tuttle.</p><p>�� in mano nostra� disse, chinandosi a parlare direttamente all�orecchio di Tuttle.</p><p>Il vicecomandante accenn� uno �Zitto!� con le labbra e alz� una mano per far tacere l�altro.</p><p>Willie Wilson, col vestito blu ormai inzuppato di sudore, stava terminando il sermone. �Questo �� il nostro� mondo. Ges� Dio l�ha creato per noi e l�ha dato a noi. Ci ha creati per essere qui, per essere felici, per andare e moltiplicarci. Per adorare Lui e odiare il peccato. Ci ha creati nella Sua divina immagine, e quando noi pecchiamo, quando voltiamo la schiena a Ges�, trasformiamo quell�immagine divina in qualcosa di orribile e malvagio.�</p><p>Fece una pausa, scrut� a semicerchio la folla.</p><p>�C�� da rifletterci sopra, vero? C�� da meditare. Preghiamo, dunque. Meditiamo su quanto sia facile peccare e quanto sia difficile restare nel giusto. E mentre noi meditiamo, i Sacri Cantanti Rock inneggeranno al Signore a modo loro.�</p><p>La folla lanci� un ruggito d�approvazione, e un drappello di giovani donne e uomini in tunica, armati di chitarre elettriche e altri strumenti, apparve al centro della palestra.</p><p>Tuttle si gir� verso l�uomo che aveva a fianco. �Vuoi ripetere?�</p><p>�� in mano nostra. L�abbiamo preso oggi pomeriggio. Lo stanno portando alla casa.�</p><p>�Bene.�</p><p>�Lo spero. Non � pi� come ai vecchi tempi. Abbiamo agito solo sulla base del tuo ordine.�</p><p>�Ha opposto resistenza?� chiese Tuttle.</p><p>�No.�</p><p>�Quindi, strettamente parlando, vi ha seguito di sua spontanea volont�.�</p><p>�Spero che una storia del genere regga, in tribunale.�</p><p>�Non si andr� in tribunale.�</p><p>�Guarda che non si pu� pi� fregare il Servizio di Sicurezza e fare quello che ci pare.�</p><p>I Sacri Cantanti Rock si lanciarono in un gospel abbondantemente amplificato. La folla lo riconobbe subito e si mise a battere le mani a tempo.</p><p>�Vi coprir� le spalle io� url� Tuttle. �Era della massima importanza prendere Stoner prima che spifferasse tutto.�</p><p>L�uomo al suo fianco rispose qualcosa, ma le parole si persero nella musica e nel battito delle mani.</p><p>�Cosa?� grid� Tuttle.</p><p>L�uomo, disgustato, scosse la testa, si alz� e usc� fendendo la folla.</p><empty-line/><p>Intontito, Keith Stoner sedeva sul letto della stanza dove l�avevano portato. Era un letto comodo, con una bella trapunta bianca sopra. La stanza era piccola ma accogliente. Un camino mai usato in un angolo, un�unica poltrona ricoperta da una stoffa a fiori. Il comodino, una lampada, una sveglia digitale, uno scrittoio, porte che davano su un armadio e in bagno.</p><p>E la porta che dava sul corridoio. Chiusa a chiave.</p><p>I due uomini che si erano presentati come agenti del servizio segreto della marina avevano trascinato Stoner nella loro Plymouth nera senza dargli la possibilit� di dire una sola parola a qualcuno. Solo Jo Camerata sapeva cosa gli era successo.</p><p>Avevano viaggiato per ore, e dopo un po� Stoner aveva capito che stavano deliberatamente cercando di confonderlo, per essere sicuri che lui non riuscisse a ricostruire in seguito il percorso. Col buio, viaggiavano ancora nella campagna nel New England, in genere lungo stradine secondarie.</p><p>�Dove diavolo stiamo andando?� aveva chiesto.</p><p>�Si calmi� aveva risposto l�agente al suo fianco, sul sedile posteriore. Si chiamava Dooley. L�altro, il pi� robusto, guidava, il corpo massiccio proteso sul volante.</p><p>Stoner aveva cercato di non perdere d�occhio i cartelli stradali, ma procedevano lungo strade secondarie, nell�oscurit� totale. Ai loro lati, forse, sfilavano campi aperti, o grandi edifici, o addirittura l�oceano: il cielo si era rannuvolato, e non c�erano lampioni su quelle vie.</p><p>Alla fine, avevano imboccato un sentiero di ghiaia. Stoner aveva visto i tronchi enormi di alberi antichissimi, sferzati dalla luce dei fari. Una casa si era profilata davanti a loro: grande, vecchia e tozza, ricoperta da assi di cedro grezzo. La macchina aveva rallentato, e alla luce dei fari Stoner aveva visto aprirsi automaticamente la porta di un garage. Erano entrati in garage e si erano fermati.</p><p>�Aspetti un attimo� aveva detto Dooley.</p><p>Stoner, immobile, aveva sentito abbassarsi la saracinesca del garage. Poi si erano aperte le portiere dell�auto.</p><p>�Okay.�</p><p>L�autista era sceso prima di Stoner, e lo attendeva impassibile accanto alla portiera.</p><p>�Lei non corre proprio rischi, eh?� aveva detto Stoner.</p><p>Dooley si era concesso un sorriso minimo. �Con una cintura nera? L�abbiamo vista in azione.�</p><p>�Poveri porci terrorizzati� aveva pensato Stoner. �Hanno soltanto pistole e proiettili.�</p><p>L�avevano condotto in casa, una vecchia fattoria yankee palesemente ristrutturata da un miliardario. Le stanze rimaste intatte erano piccole, con soffitti talmente bassi che le travi quasi sfioravano la sua testa. Camini in ogni locale. E termoconduttori elettrici. Finestre termiche. Una cucina scintillante, ultramoderna, e dietro il soggiorno, un secondo cucinino che fungeva da angolo-bar. Il soggiorno era tutto nuovo, ampio, spazioso, con un grande soffitto a cattedrale. In fondo al soggiorno, porte scorrevoli a vetri che davano su una piscina. Non proprio olimpionica, ma piuttosto grande.</p><p>L�avevano guidato al primo piano, lungo una scala stretta.</p><p>�Questa sar� la sua stanza, dottor Stoner� aveva detto Dooley, aprendo la porta della camera da letto, �Nell�armadio ci sono vestiti che dovrebbero andarle bene. L� c�� il bagno con la doccia. Calzini e biancheria intima li trover� nei cassetti dello scrittoio.�</p><p>�Per quanto fottuto tempo dovr� restare qui?� aveva chiesto. �Non ho diritto a una telefonata, o qualcosa del genere?�</p><p>Dooley aveva fatto un altro sorriso cupo, �Le porteremo noi la cena. Domattina verr� qualcuno a parlare con lei. Niente telefonate.�</p><p>E cos�, Stoner se ne stava seduto sul letto, a guardare le gocce di pioggia che cominciavano a cadere sui vetri bui della finestra, ad ascoltare la pioggia che tamburellava sulla vecchia casa.</p><p>�� cos� che devono essersi sentiti quando i nazisti li hanno portati a Dachau� pens�. �Stupiti� confusi� del tutto impreparati.�</p><p>E per tutto questo poteva esistere un�unica spiegazione, cap�. Volevano tenerlo sotto controllo, impedirgli di rivelare al mondo quello che aveva scoperto.</p><p>Il che significava che era davvero prigioniero.</p></section><section><title><p>5</p></title><epigraph><p>Ritengo, di conseguenza, che riceveremo un messaggio, ma non sar� semplice� che arriver� (forse tra dieci anni, o fra cento, o ancora pi� tardi) quando un radiotelescopio molto efficiente, o qualche altra apparecchiatura similare, ci dimostrer� in modo inequivocabile la presenza della ripetizione deliberata di un messaggio dallo spazio. In primo luogo, il punto pi� importante sar� riconoscere che si tratta di un messaggio�</p><text-author>Philip Morrison</text-author><text-author><emphasis>Life Beyond Earth the Mind of Man</emphasis></text-author></epigraph><empty-line/><subtitle>NASA SP-328�� 1973</subtitle><empty-line/><p>�Professor Markov, � iscritto al partito?�</p><p>Markov annu� verso la donna.</p><p>�Per� l�Accademia non l�ha mai accettata?�</p><p>�Non ancora� rispose lui con un sorriso glaciale.</p><p>Erano seduti in un minuscolo locale per interrogatori, una stanza piccolissima, dalle pareti spoglie e senza finestre. Una delle lampade fluorescenti sul soffitto aveva una luce tremolante; Markov ne avvertiva la pressione sul cervello, come l�acqua della tortura cinese. �Sar� voluto?� si chiese. �Far� parte dell�interrogatorio? O � soltanto la solita mancanza di manutenzione?�</p><p>La donna seduta all�altro lato del tavolino di legno indossava un�uniforme marrone rossiccio, con mostrine rosse e i gradi da tenente. Non poteva avere pi� di ventidue anni, e stava prendendo molto sul serio l�interrogatorio.</p><p>Markov decise di essere conciliante.</p><p>�Mia cara signorina, in quelle carte che ha davanti c�� tutta la storia della mia vita. Non � stata una vita troppo affascinante, lo ammetto, ma se vuole che le racconti qualcosa di particolare��</p><p>La ragazza guard� il formulario su cui era appoggiata la sua sinistra. Nella destra stringeva una matita mordicchiata.</p><p>�� sposato?� gli chiese.</p><p>�Ha intenzione di farmi tutte le fottute domande� gemette Markov fra s�. �Ci metteremo ore.�</p><p>�S�. Mia moglie � Maria��</p><p>�Non ancora� disse il tenente, tracciando diligentemente una crocetta nel riquadro appropriato. �Figli?�</p><p>�Nessuno.�</p><p>�Il nome di sua moglie?�</p><p>�Maria.�</p><p>�Il cognome da ragazza?�</p><p>�Kirtchatovska.�</p><p>Il tenente non si lasci� impressionare. Evidentemente, non sapeva che il maggiore Markova era in grado di rendere molto spiacevole l�esistenza a un tenente.</p><p>�Da quanto tempo � sposato?�</p><p>�Da tutta la vita.�</p><p>Lei alz� gli occhi di scatto. �Come?�</p><p>Markov le sorrise. �Ha davvero un viso grazioso� pens�. �Chiss� cosa farebbe se mi protendessi sul tavolo e assaggiassi quel suo labbro inferiore tanto sensuale.�</p><p>�Ventiquattro anni a gennaio� le disse.</p><p>Lei abbass� lo sguardo, scrisse la cifra. Poi lo fiss� negli occhi. �Ventiquattro anni, e non ha figli?�</p><p>�Io soffro di una triste malattia� ment� allegramente Markov. �� la conseguenza di un trauma di guerra, dicono gli psicologi.�</p><p>�ȅ impotente?� La ragazza sussurr� l�ultima parola.</p><p>Markov scroll� le spalle. �� un Catto esclusivamente psicologico. A volte, se trovo una donna bella e appassionata, divento una tigre. Ma con la maggioranza delle donne� Niente.�</p><p>�E sua moglie come�?�</p><p>La porta della stanza venne spalancata da un uomo robusto, in uniforme da capitano. �Non ha ancora completato il formulario? Il colonnello sta aspettando!�</p><p>Markov si alz�, per avere il vantaggio dell�altezza sul giovane capitano, e propose: �Se siete sicuri che non sono una spia o un assassino, potrei parlare col colonnello e magari poi tornare qui per finire di rispondere alle domande.�</p><p>Anche il tenente si alz�. �O forse io potrei completare il formulario dopo le ore di lavoro.�</p><p>Cauto, Markov disse: �Non vorrei recarle disturbo.�</p><p>�Lavoro spesso fino a tardi� disse lei. �E queste sono solo domande di routine. Non c�� niente di segreto. Potremmo proseguire a casa sua, se per lei � pi� comodo, professore.�</p><p>Il capitano abbai�: �Noi non conduciamo controlli di sicurezza a casa della gente!�</p><p>Con una scrollata di spalle, Markov torn� alla sedia. �Benissimo, allora. Immagino che dovremo finire qui e lasciar aspettare il colonnello.�</p><p>�No� decise il capitano. �Vedr� subito il colonnello, poi torner� qui a finire. Anche se ci vorr� molto tempo.�</p><p>�Come vuole� disse docilmente Markov. Ma strizz� l�occhio al tenente.</p><p>La ragazza rest� seria. �L�aspetter� in questa stanza, anche se dovesse essere tardissimo.�</p><p>A Markov fu difficile soffocare un sorriso, mentre seguiva il capitano in un corridoio spoglio. Le pareti erano prive di decorazioni e, per quanto dipinti da poco, tutti i corridoi avevano un aspetto cupo, quasi decadente. Uomini e donne, in genere in uniforme, si muovevano in fretta. Markov non riusc� a individuare nessuna telecamera, ma ebbe l�impressione che tutti fossero continuamente tenuti sotto controllo.</p><p>Il capitano lo guid� fino a un�anticamera, dove una donna di mezza et�, pallida e in abiti civili, dominava una grande scrivania con una macchina per scrivere elettrica e due telefoni. La donna lanci� a Markov un�occhiata di disapprovazione, il tipo di occhiata che gli rivolgeva spesso sua moglie, che automaticamente lo costringeva ad alzare le mani per aggiustarsi i capelli e la barba. Poi annu� all�indirizzo del capitano e, senza una parola, indic� la porta dietro la scrivania.</p><p>Il capitano, facendo cenno a Markov di seguirlo, raggiunse la porta, buss� una sola volta e, con cautela, l�apr�.</p><p>�Qui nessuno parla?� si chiese Markov. �Cos��, una chiesa?�</p><p>Il capitano non oltrepass� la soglia, ma indic� bruscamente a Markov di entrare.</p><p>Markov si trov� in un ufficio sontuoso. Un�enorme scrivania di legno nero lucido, e dietro bandiere incrociate. Un tappeto orientale sul pavimento. Finestre che guardavano sulla Piazza Rossa. Comode poltrone in pelle perfettamente allineate a una parete. Un samovar tirato a lucido su un armadietto basso.</p><p>L�ufficio era vuoto. Ma, prima che Markov potesse girarsi verso il capitano, si apr� la porta all�estremit� opposta della stanza ed entr� sua moglie.</p><p>�Maria! � il tuo ufficio?�</p><p>Maria era in uniforme, e sembrava ancora pi� tozza e pesante del solito. Gli scocc� un�occhiataccia.</p><p>�Il mio ufficio? Ah! Il mio ufficio � pi� piccolo della scrivania del colonnello.�</p><p>�Oh.�</p><p>�Muoviti, muoviti. Ti stanno aspettando tutti.�</p><p>Markov super� il tappeto ed entr� nella stanza adiacente. Era una sala riunioni, e l�atmosfera era satura del fumo delle sigarette e delle pipe dei venti uomini e donne seduti attorno a un tavolo lungo e stretto. Markov starnut�.</p><p>A capo del tavolo c�era il colonnello, un ometto grasso e tozzo con occhi piccoli, suini. Maria present� tutti a Markov. Lui dimentic� immediatamente tutti i nomi, tranne quello dell�accademico Bulacheff, presidente dell�Accademia Sovietica delle Scienze e astronomo di grande fama.</p><p>Leggermente a disagio, Markov sedette dove gli indic� Maria, tra un uomo magro e calvo che fumava nervosamente una sigaretta lunga e sottile e una segretaria che teneva in grembo un blocco per appunti. Markov not� che la gonna le arrivava sopra le ginocchia, ma le sue gambe non valevano nulla.</p><p>�Allora� disse il colonnello, con un cenno del capo che fece tremolare le sue pieghe di grasso �possiamo iniziare.�</p><p>Markov rest� in silenzio ad ascoltare la storia che gli altri esposero. Il pianeta Giove stava emettendo strani impulsi radio che si sovrapponevano alle onde radio normali. Poteva trattarsi di un segnale di chiss� quale tipo? Di un codice? Di un linguaggio?</p><p>Uno dei militari seduto vicino al colonnello scosse la testa. �Penso che si tratti di un�astronave americana che si trova su un�orbita molto profonda.�</p><p>�Impossibile� disse l�uomo accanto a Markov.</p><p>�Una sonda segreta in viaggio verso Giove� insistette l�ufficiale.</p><p>�E a quale scopo?�</p><p>L�ufficiale scroll� le spalle. �Non appartengo al servizio segreto. Lo scoprano loro.�</p><p>�Non abbiamo nessun indizio che gli americani abbiano effettuato questo lancio� disse una donna dai capelli grigi, seduta a met� tavolo di distanza da Markov. �E dubito che gli americani potrebbero nasconderci un lancio del genere.�</p><p>�E la Germania Occidentale? Non ha una base di lancio in Brasile?�</p><p>�� sotto sorveglianza continua� rispose la donna. �E non � in grado di far partire missioni interplanetarie.�</p><p>�Allora devono essere gli americani� disse l�ufficiale.</p><p>�Oppure i gioviani� pens� Markov.</p><p>�Non � un�astronave� disse l�accademico Bulacheff, con voce calma, dolce. �Gli impulsi radio provengono dal pianeta. Di questo siamo certi.�</p><p>�Gli americani hanno individuato i segnali?� chiese il colonnello. Evidentemente, la parola di Bulacheff bastava per mettere a tacere la teoria dell�astronave.</p><p>�Abbiamo studiato col computer le pubblicazioni scientifiche americane� rispose un giovane in abiti civili. �Nessuno ha scritto qualcosa sul fatto.�</p><p>�Forse non hanno ricevuto i segnali.�</p><p>�Assurdo! Le loro apparecchiature sono buone quanto le nostre. Migliori, in qualche caso.�</p><p>�Ma hanno un radiotelescopio sintonizzato sulla frequenza giusta? Dopo tutto��</p><p>L�uomo a fianco di Markov strill�, con una vocetta acuta: �Sappiamo di almeno quattro centri occidentali che si occupano solo delle emissioni radio dei pianeti. Gli americani stanno addirittura rilevando la mappa di Venere col radar! Avete idea delle attrezzature che occorrono per un�impresa simile? No� Se noi abbiamo individuato quegli strani segnali da Giove, anche loro li hanno individuati. Questo � certo.�</p><p>�Ma perch� non hanno pubblicato nessun articolo? Ormai sono passati diversi mesi, e gli americani hanno sempre fretta di pubblicare.�</p><p>�Pubblicare o morire� disse l�accademico Bulacheff, con un sorriso lento. �Col loro sistema, uno scienziato deve pubblicare di continuo, se non vuole restare indietro nella competizione per il denaro e il prestigio.�</p><p>La conversazione scivol� in una serie di ipotesi su quanto stavano facendo gli americani. Markov si appoggi� all�indietro sulla sedia e studi� Bulacheff. Era un uomo vecchio, dal viso sottile e pallido. I pochi capelli che gli restavano sul cranio nudo erano bianchissimi e soffici, come una spruzzata di neve trasportata dal vento nella tundra. Il vecchio sembrava piuttosto divertito dalla situazione. Si accorse che Markov lo stava osservando e gli restitu� un sorriso minimo.</p><p>�I segnali possono essere soltanto una di due cose� disse Bulacheff. La sua voce dolce era un po� tremolante, ma tutti si girarono ad ascoltare.</p><p>Alzando un dito, l�accademico disse: �Potrebbe trattarsi di un processo naturale del pianeta Giove che sta producendo quelle onde radio. Con ogni probabilit� � tutto qui, e niente di pi�. Dopo tutto, sono appena pochi decenni che studiamo le emissioni radio di Giove. E il pianeta esiste da pi� di quattromila milioni d�anni. Chi siamo noi per dire cos�� naturale e cos�� anomalo?�</p><p>Nessuno mise in dubbio l�affermazione. Il colonnello tossicchi� e prese una sigaretta.</p><p>�La seconda possibilit�?� chiese cortesemente Markov.</p><p>�Potrebbe trattarsi di un tentativo deliberato di comunicazione da parte di una razza intelligente di creature di Giove. Personalmente, trovo difficile accettare l�idea, per� dobbiamo ritenerla possibile almeno finch� non saremo in grado di smentirla.�</p><p>Attorno al tavolo, tutti annuirono. �Con una certa paura� pens� Markov.</p><p>�Professor Markov� disse Bulacheff �lei � un noto esperto di lingue antiche, e ha scritto un�interessantissima monografia sui linguaggi extraterrestri.�</p><p>Markov si accorse di arrossire. �� un libro che ho scritto solo per divertimento. Non voleva essere un testo da prendere sul serio.�</p><p>Bulacheff sorrise approvando.</p><p>�Forse. Comunque, era un�opera meditata. Ci occorre il suo aiuto. Le saremmo grati se volesse esaminare tutti i dati che abbiamo raccolto, per poi dirci se, secondo lei, questi impulsi radio possono essere un linguaggio.�</p><p>�O un codice� aggiunse Maria.</p><p>�Ne sarei lietissimo� disse Markov all�accademico. �E pi� che lieto di lavorare con lei, signore.�</p><p>Bulacheff inclin� leggermente la testa, accettando il complimento. �Ora, colonnello, se � davvero preoccupato per gli americani, le suggerisco di prestare un�attenzione particolare alla conferenza astronomica internazionale che si terr� a Parigi il mese prossimo. Gli americani invieranno un�ampia delegazione, come al solito. Dovremmo riuscire a scoprire cosa sanno.�</p><p>�Parleranno liberamente?� chiese qualcuno.</p><p>Il viso grinzoso di Bulacheff si pieg� in un sorriso condiscendente. �Gli americani sono fissati con la libert� di linguaggio. Non capiscono quando non devono parlare.�</p><p>�E se per caso� disse Maria �non raccontassero niente di quei segnali radio?�</p><p>Il sorriso del vecchio scomparve. �La cosa di per s� sarebbe significativa. Molto significativa.�</p><p>Il colonnello appoggi� sul tavolo i palmi grassocci delle mani. �Benissimo. Scelga le persone che devono partecipare alla conferenza� disse a Bulacheff. �Io aggiunger� qualcuno dei miei.�</p><p>Bulacheff annu�.</p><p>�Ha assunto la direzione del progetto� pens� Markov.</p><p>�Per� si ricordi una cosa� ammon� il colonnello.</p><p>Tutti si girarono verso di lui.</p><p>�Se dovessimo appurare che quei segnali giungono realmente da una razza intelligente, dobbiamo essere certi che sia l�Unione Sovietica, e �solo� l�Unione Sovietica, a entrare in contatto con quelle creature. Non dobbiamo permettere che una tecnologia tanto avanzata cada in mano all�Occidente.�</p></section><section><title><p>6</p></title><epigraph><p>�Come potrebbe essere effettuata una simile comunicazione? I veicoli spaziali viaggiano con estrema lentezza. Una missione standard per la Luna dura qualche giorno, per i pianeti pi� vicini qualche mese, per i confini del sistema solare qualche anno� Persino le stime pi� ottimistiche situano la civilt� pi� vicina a qualche centinaio di anni luce, e un anno luce rappresenta circa nove bilioni e mezzo di chilometri. Alle navi spaziali che possediamo al momento occorrerebbero decine di migliaia d�anni per superare la distanza che ci divide dalla stella pi� vicina, e diverse decine di milioni d�anni per arrivare alla civilt� che si suppone pi� vicina a noi.</p><p>Un mezzo pi� veloce e pi� affidabile di comunicazione interstellare � inviare o ricevere segnali radio che viaggino alla velocit� della luce.</p><text-author>Carl Sagan</text-author><text-author><emphasis>Murmurs of Earth: the Voyager Interstellar Record</emphasis>�� 1978</text-author></epigraph><empty-line/><p>Gli occhi di Stoner si aprirono di scatto, veloci come l�accendersi di una lampadina. Era coricato sul letto, ancora vestito. Si era addormentato.</p><p>Adesso era mattino, un mattino grigio e umido. La pioggia tamburellava alla finestra.</p><p>La porta sul corridoio si apr� e Dooley entr� di schiena, reggendo il vassoio della colazione. Era stato il suo bussare veloce a svegliare Stoner. Oltre la soglia vedeva l�altro agente in corridoio: lo soppesava tranquillamente, pronto a tutto.</p><p>�Colazione a letto� disse allegramente Dooley. �Mica male, eh?�</p><p>Stoner annu�, indifferente, e Dooley usc� subito. La porta si chiuse, scatt� il lucchetto.</p><p>Nonostante tutto, Stoner scopr� di avere appetito. Succo di frutta, uova, pancetta, tartine, marmellata e caff� si trasformarono ben presto in briciole e macchie sulla tovaglietta di carta.</p><p>And� alla finestra, guard� fuori e cerc� di scoprire dove si trovasse. La pioggia stava strappando le ultime foglie agli alberi. Nubi basse e grigie sfilavano in cielo. �Probabilmente da est verso ovest� pens� lui. �Quindi, in questo momento dovrei guardare a nord, pi� o meno.�</p><p>Il paesaggio non offriva elementi da poter riconoscere, solo colline boscose che potevano trovarsi in qualsiasi punto del New England. Non avendo altro da fare, Stoner fece la doccia. In bagno c�era un rasoio elettrico. �Hanno pensato a tutto� riflett�. �E non risparmiano precauzioni coi loro prigionieri.� Frugando nei cassetti dello scrittoio e nell�armadio, trov� un maglione azzurro e un paio di calzoni marroni che gli andavano quasi bene. Le maniche e le gambe dei pantaloni erano corte. Se non altro, non erano un�uniforme da carcerato.</p><p>Niente libri in camera. Niente televisore. Niente telefono. Il letto era matrimoniale. La coperta imbottita di ciniglia, di quelle che una casalinga della media borghesia potrebbe comprare per la stanza degli ospiti, era tutta spiegazzata e ricadeva a met� sul pavimento. La poltrona era l�incubo di qualsiasi arredatore. Il tappeto era beige, folto, ordinario. Il comodino era una variante irriconoscibile del tipo di mobili venduti dalle organizzazioni per corrispondenza.</p><p>Una strana stanza nella quale trovarsi prigioniero.</p><p>Stoner scroll� mentalmente le spalle, medit� di fare qualche esercizio per riscaldarsi, invece cominci� a passeggiare. Era alla finestra quando lo spalancarsi improvviso della porta lo fece sobbalzare.</p><p>Si gir� subito e vide che l�uomo che stava entrando era il direttore dell�osservatorio, il professor McDermott.</p><p>Ramsey McDermott era un omone dal fisico robusto, con le spalle forti di uno scaricatore di porto e l�aspetto trasandato ma affascinante, nonostante i suoi sessant�anni, di un idolo dello sport universitario. I suoi capelli biondi avevano preso una sfumatura grigiastra da molto tempo, ma lui li teneva sempre ben curati, tagliati corti. Gli occhi azzurro cobalto erano ancora in grado di trafiggere una persona, quando si arrabbiava.</p><p>Al professor McDermott piaceva incombere sugli uomini pi� piccoli e convincerli che lui aveva ragione e loro erano in torto sulla base di una logica stringente e di una voce possente. A Stoner, per�, Big Mac sembrava solo un vecchio smidollato che viveva di glorie passate e delle ricerche dei collaboratori pi� giovani.</p><p>Stoner si sistem� tra la finestra e la poltrona, mentre McDermott entrava nella stanza. La porta si chiuse alle sue spalle.</p><p>�Come la trattano, Stoner?� Niente stretta di mano. McDermott non scost� dai fianchi le mani grosse, dalle dita tozze. Portava una giacca di tweed, comodi pantaloni vecchi con qualche piega alle ginocchia, camicia a scacchi, e un�orribile cravatta verde.</p><p>�Da schifo� ribatt� Stoner. �Cos�� questa storia?�</p><p>Scrutando nella stanza, scoprendo che l�unica sedia o poltrona disponibile era la poltroncina imbottita davanti a cui si trovava Stoner, il vecchio raggiunse il letto disfatto e si lasci� cadere pesantemente a sedere.</p><p>�Maledetta artrite� mugugn� con voce profonda, sorprendentemente pastosa. �Un tempo del genere risveglia tutti i dolori.�</p><p>�Cosa sta succedendo?� chiese Stoner. �Perch� mi hanno chiuso qui dentro?�</p><p>�� solo colpa sua� rispose McDermott, togliendo dalla giacca una pipa di erica bianca annerita dall�uso, �So che voleva correre a Washington.�</p><p>�Sono ancora un dipendente della NASA��</p><p>�Solo in linea teorica� disse McDermott. �L�hanno passato a me, e per Dio, prender� ordini da me!�</p><p>�Non potete sballottarmi qua e l� come vi pare.�</p><p>�La marina pu�. L�osservatorio � sovvenzionato dal Servizio Ricerche Marina, ragazzo. Dietro mio suggerimento, l�SRM ha classificato come �Confidenziale� quello che sta facendo.�</p><p>Stoner si accomod� in poltrona. �E come diavolo pu� classificare un fenomeno naturale? Quanto ho scoperto� Perch� la marina vuole tenerlo segreto?�</p><p>Soffiando nuvole di fumo azzurrino che puzzavano come trucioli di matita bruciati, McDermott rispose: �Non ha idea della portata della situazione, eh?�</p><p>�Ho scoperto una forma di vita extraterrestre, porco Giuda!�</p><p>�Bah.� Il vecchio era del tutto indifferente. �Stia a sentire, ragazzo. Le ho salvato io la carriera. Non fosse stato per me, adesso sarebbe un astronauta disoccupato con una laurea in astrofisica completamente inutile, e insegnerebbe in una fetida scuola del Texas. Non se lo scordi.�</p><p>�E questo cosa c�entra?�</p><p>McDermott aspir� dalla pipa. �Giove sta trasmettendo strani impulsi radio, come non ne abbiamo mai ricevuti. E cos�, a me viene l�ispirazione di chiamare all�osservatorio un astronomo ottico, qualcuno che ci possa far avere le prime foto che Big Eye sta scattando in orbita.�</p><p>�Okay, � stata una buona idea. Un�ottima idea.�</p><p>�Pu� scommetterci.�</p><p>�E le ha fruttato� continu� Stoner �la pi� grande scoperta della storia.�</p><p>Il vecchio sbuff�. �E lei vuole correre a Washington a raccontare tutto ai vecchi amici della NASA.�</p><p>�Per cominciare.�</p><p>�E diventare un eroe nazionale. Pubblicare un articolo su �Icarus�. Apparire in copertina sul �Time�, Trasformarsi in un altro fottuto Carl Sagan e partecipare allo show di Jonny Carson.�</p><p>�Ma cosa le prende?� chiese Stoner. Il vecchio stava parlando per enigmi.</p><p>McDermott soffi� una boccata di fumo sul soffitto, �Cos e che ha scoperto, Stoner? Cosa mostrano effettivamente le foto di Big Eye?�</p><p>�Una nave spaziale in orbita attorno a Giove, Cristo!�</p><p>�Scemenze!� url� il vecchio. �� un satellite naturale. Un�altra luna. Quel maledetto pianeta ne ha gi� quindici che conosciamo. Quella � la sedicesima.�</p><p>�Con gli indici dall�ultravioletto al blu che abbiamo rilevato?� ribatt� Stoner. �L�oggetto � troppo luminoso per essere una luna naturale.�</p><p>�E come diavolo lo sa? Potrebbe essere un frammento di ghiaccio catturato��</p><p>�� metallo� disse Stoner, calmo, deciso.</p><p>McDermott si tolse la pipa di bocca e scosse la testa, cupo. �Sta camminando sugli specchi, ragazzo. Ha in mano solo un paio di foto di un puntino luminoso che nessuno ha mai notato prima.�</p><p>�Big Eye l�ha individuato perch� � troppo debole per essere rilevato dai telescopi sulla Terra.�</p><p>�E perch� pensa che sia artificiale?�</p><p>Protendendosi in avanti, Stoner enumer� sulla punta delle dita i fatti a suo favore. �Per prima cosa, lei riceve questi impulsi radio che sono completamente nuovi. Giove non ha mai trasmesso niente di simile.�</p><p>�Per quanto ne sappiamo noi.�</p><p>�Secondo, tira in ballo me per potersi servire di Big Eye prima che il satellite venga assegnato ufficialmente alle universit�. Io gli faccio dare un�occhiata a Giove, e scopriamo� qualcosa di nuovo.�</p><p>�La sedicesima luna� borbott� McDermott.</p><p>�Come coincidenza � eccessiva� insistette Stoner. �I nuovi segnali radio e il nuovo� oggetto. Si tratta di vita extraterrestre. Vita extraterrestre �intelligente�.�</p><p>�No.�</p><p>�S�! E lo ammetta!�</p><p>Big Mac si accorse che la pipa si era spenta. Cominci� a frugare in tasca, in cerca dell�accendino. �Stia a sentire. Se anche avesse ragione, � troppo presto per urlare la notizia ai quattro venti. Esiste una probabilit� su un milione, e parlarne adesso significherebbe rovinare lei e l�osservatorio.�</p><p>�Per� ci saranno altri centri che riceveranno i segnali. Non possiamo restarcene con le mani in mano e lasciare a loro il merito di averli scoperti.�</p><p>�Non hanno le foto di Big Eye� disse McDermott. �Sono il nostro asso nella manica.�</p><p>�Per quanto tempo?�</p><p>�Quanto basta. � per questo che ho convinto la marina a rendere tutto top secret.�</p><p>Stoner si alz�, si mise a passeggiare nella stanza. �Abbiamo fatto la pi� grande scoperta nella storia della scienza��</p><p>�Forse.�</p><p>��E lei vuole tenerla segreta.�</p><p>McDermott usc� in un grugnito che poteva essere una risata chioccia e, alzandosi dal letto, punt� la pipa in direzione di Stoner. �Comunque la cosa non � pi� nelle sue mani, ragazzo. Venga con me. Venga.�</p><p>Uscirono dalla camera da letto, percorsero il corridoio al primo piano della vecchia casa, scesero nel soggiorno nuovo e spazioso che si affacciava sulla piscina coperta.</p><p>Qualcuno stava nuotando in piscina, esibendosi in un crawl composto, regolare. Stoner non poteva esserne certo, ma gli parve che il nuotatore fosse Dooley.</p><p>Poi si accorse che in soggiorno, davanti al camino spento, sedevano due uomini. I due si alzarono al loro sopraggiungere. Stoner ne riconobbe uno: Jeff Thompson, dell�osservatorio.</p><p>�Jeff� disse, avvicinandosi al camino. �Allora hanno trascinato qui anche te.�</p><p>�Non esattamente� disse Thompson, con un sorriso leggermente colpevole. �Sono venuto di mia volont�.�</p><p>�Tutti si sono offerti volontari per tenere la cosa sotto silenzio� tuon� McDermott alle spalle di Stoner. �Lei � l�unico che ci sta dando guai.�</p><p>�Io sono l�unico che non � sulla vostra busta paga� ribatt� fra s� Stoner.</p><p>L�altro uomo tese la mano a Stoner. �Piacere. Fred Tuttle.�</p><p>McDermott spieg�: �Il vicecomandante Tuttle tiene per noi i contatti con il Servizio Ricerche Marina.�</p><p>Tuttle era in abiti civili: un elegante vestito di velluto marrone a coste con pezze di pelle sui gomiti. Era piccolo, e il suo viso tondo e lentigginoso ricordava un personaggio di Mark Twain. Per� la sua stretta di mano era forte, decisa. Una stretta di mano da commesso viaggiatore, con quel sorriso fiducioso che insegnano ai corsi d�addestramento professionale.</p><p>�Lei � in aviazione, vero?� chiese il vicecomandante.</p><p>�Riserva inattiva� rispose Stoner. �Riserva �molto� inattiva.�</p><p>Il sorriso di Tuttle si accentu�, mettendo in mostra denti bianchi e regolari. �Sa, forse potremmo essere costretti a rimetterla in servizio attivo.�</p><p>Con un gesto, Tuttle invit� tutti a sedere. Stoner scelse il divano accanto al camino spento. Sapeva di carbone e foglie bagnate. Thompson gli si sedette a fianco. McDermott sedette sulla grande poltrona di fronte a loro. Tuttle rest� in piedi, per non perdere il controllo della situazione.</p><p>�Questa faccenda�� Il viso del vicecomandante si fece molto serio. ��Potrebbe essere di importanza vitale per la sicurezza della nazione.�</p><p>�Importante per la sicurezza della nazione?� ripet� Stoner, incredulo. �Com�� possibile che lo IET sia�?�</p><p>�IET?� chiese Tuttle.</p><p>�Intelligenza extraterrestre� spieg� Thompson, �Nel gergo degli astronomi.�</p><p>�Cerchiamo di non esagerare� tuon� McDermott. �Per ora abbiamo solo segnali radio anomali di bassa frequenza e qualche foto di quella che con ogni probabilit� � la sedicesima luna di Giove.�</p><p>�Anche se fosse tutto qui� intervenne gelido Stoner �dovremmo pubblicare l�informazione. Su �Science�. O �Nature�. Prima che qualcun altro ci preceda.�</p><p>Il vecchio gli diede un�occhiata fulminante. Tuttle intrecci� le mani dietro la schiena e si fiss� le punte delle scarpe.</p><p>Stoner avvert� la calma glaciale che lo prendeva sempre quando si arrabbiava. Con tutta calma, chiese: �Che fine ha fatto la libert� di discorso, da queste parti? Che ne � stato della definizione di Faraday: �La fisica � fare esperimenti e pubblicarli��?�</p><p>�Non ho intenzione di mettere in gioco la mia reputazione per qualche impulso radio e un paio di fotografie!� sbott� McDermott. �Non voglio fare la figura dell�idiota, sostenere che abbiamo scoperto un IET e poi essere costretto a ritirare tutto quando si trover� una spiegazione perfettamente naturale.�</p><p>�Allora pubblichiamo quello che abbiamo scoperto� disse Stoner con un sibilo da cobra. �Lasciamo perdere le conclusioni, ma permettete a Jeff di pubblicare un articolo sugli impulsi radio. Se lo merita. Concedetegli di arrivare per primo.�</p><p>Thompson inarc� le sopracciglia, speranzoso.</p><p>�Il problema � questo� s�intromise di nuovo Tuttle. �Se esiste anche una sola possibilit� che abbiamo �davvero� scoperto un�intelligenza extraterrestre sul pianeta Giove, la cosa deve restare confidenziale. � importante per la sicurezza della nazione.�</p><p>�E in quale maniera la presenza di vita intelligente su Giove pu� toccare la sicurezza nazionale?� domand� Stoner.</p><p>Tuttle rispose immediatamente, quasi si trattasse di una litania imparata a memoria. �Se su Giove esiste vita intelligente, deve possedere un livello di tecnologia molto superiore al nostro, per poter lanciare una nave spaziale in un campo di gravit� notevolmente pi� forte di quello terrestre. Non possiamo permettere che altre nazioni, come la Russia o la Cina, mettano le mani su questa tecnologia. Dobbiamo essere certi che siano le nazioni dell�Occidente democratico a impossessarsene.�</p><p>Stoner si sent� sgonfiare. �La solita merda� borbott�.</p><p>Imperterrito, Tuttle prosegu�: �Inoltre, dobbiamo prendere in considerazione la possibilit� che i gioviani, di cui non sappiamo nulla, non nutrano intenzioni pacifiche. Forse hanno intenzione di� di invaderci.�</p><p>�Sicuro� disse Stoner. �Forse tutti i dischi volanti che i malati di ufologia hanno visto negli ultimi trent�anni sono solo navi scout provenienti da Giove. Volevano studiarci per bene prima di scendere a violentare e distruggere tutto.�</p><p>�Gli UFO esistono� disse Tuttle, serissimo. �E se c�� vita intelligente su Giove��</p><p>�Sto cominciando a chiedermi se ci sia vita intelligente sulla Terra� sbott� Stoner. Si alz� e si avvi� verso le scale.</p><p>�Dottor Stoner!� url� Tuttle. �Non pu� lasciare questa casa!�</p><p>Stoner si gir� a guardare e vide che Dooley stava uscendo dalla piscina. Si ferm� dov�era arrivato, furibondo.</p><p>Thompson lo raggiunse di corsa. �Su, Keith, siediti e stalli a sentire. Andr� tutto per il meglio, in un modo o nell�altro.�</p><p>Stringendo i denti sino ad avere la mascella indolenzita, Stoner torn� in soggiorno con Jeff Thompson.</p><p>�Quello che deve capire, ragazzo� disse McDermott quando lui fu di nuovo seduto sul divano �� che se ha ragione, se abbiamo �davvero� scoperto un�intelligenza extraterrestre, le implicazioni sono enormi. Enormi!�</p><p>�Gi� il semplice impatto sociale potrebbe essere incredibile� convenne Thompson.</p><p>�E gli effetti psicologici� prosegu� McDermott. �Gli effetti religiosi!�</p><p>�E le implicazioni militari� disse Tuttle.</p><p>Stoner fece una smorfia.</p><p>�La gravit� di Giove � pi� del triplo di quella terrestre, no?� disse il vicecomandante.</p><p>�Un po� meno del triplo� lo corresse Thompson �alla sommit� dello strato di nubi.�</p><p>�Okay� disse Tuttle. �Sotto le nubi, per�, la gravit� dev�essere ancora pi� forte. Ha idea della tecnologia necessaria per far decollare un satellite artificiale in quella gravit�? E la nave spaziale che ha individuato si trova su un�orbita molto alta, no?�</p><p>�S� ammise Stoner.</p><p>�Noi non riusciremmo a lanciare un satellite in condizioni simili. La prego di credermi, lo so per certo.�</p><p>Con una smorfia, Stoner disse: �E intanto che noi classifichiamo tutto come segreto, qualche altro osservatorio individua i segni e pubblica i dati. Questo a cosa ci serve?�</p><p>�Ma noi siamo gli unici a sapere della nave spaziale� rispose Tuttle, la voce tremante per l�emozione. �Nessun altro pu� servirsi di Big Eye e nessun altro potr� farlo in futuro, glielo garantisco!�</p><p>�Per� qualcun altro potrebbe pubblicare prima di noi i dati sui segnali radio� disse Thompson, cupo.</p><p>McDermott scosse la testa. �E chi? Haystack? Goldstone? Non lavorano su frequenze inferiori ai seicento megaherz, come invece facciamo noi.�</p><p>�E Arecibo?� chiese Stoner. �� il pi� grande radiotelescopio in assoluto, no? E Sagan se ne serve. Sagan e Drake. Quelli pubblicheranno tutto in dieci secondi.�</p><p>�Consultate un po� un�effemeride� disse McDermott, con un sorriso affettato. �Arecibo non potr� puntarsi su Giove per altri quattro mesi.�</p><p>Stoner fu colto alla sprovvista; poi ricord� che il gigantesco radiotelescopio di Arecibo, del diametro di pi� di trecento metri, era incassato nel fianco di una collina e non poteva essere puntato o ruotare come tanti impianti pi� piccoli.</p><p>�Ma � nostro dovere comunicare al resto della comunit� scientifica quello che abbiamo scoperto� insistette Stoner. �� pi� che giusto��</p><p>�Non intendo rischiare la mia reputazione, o la reputazione del mio osservatorio, o quella dell�universit� disse McDermott in tono sempre pi� alto �solo perch� lei ha una possibilit� su un milione di avere ragione!�</p><p>Tuttle aggiunse: �E poi esiste l�imprescindibile necessit� militare di tenere tutto sotto silenzio. Questo lo capisce, vero?�</p><p>�Col cavolo che lo capisco� pens� Stoner. Ma non apr� bocca.</p><p>�C�� ancora un altro fattore� intervenne Thompson. �Qualcun altro, in un�altra parte del mondo, potrebbe aver individuato i segnali radio. Gli australiani, i russi, Voorne a Dwingeloo��</p><p>Tuttle annu� seccamente. �Stiamo facendo indagini.�</p><p>�Nel frattempo, che cosa facciamo?� chiese Stoner. �Ci mettiamo in ferie e aspettiamo che la marina ci dia il via per ricominciare a lavorare?�</p><p>�Nossignore� disse Tuttle. �L�osservatorio continuer� a funzionare come al solito. Tutto il personale ha firmato un impegno alla segretezza, e tutti sono stati informati della necessit� di tenere queste notizie assolutamente segrete. Deve firmare anche lei.�</p><p>�No, non firmer� ribatt� Stoner. �All�osservatorio io sono un semplice consulente. � la NASA che mi paga lo stipendio, non la marina.�</p><p>�Dottor Stoner, lei fa parte della riserva dell�aviazione. Potrebbe essere richiamato in servizio attivo. Ci troviamo in una circostanza straordinaria. Un�emergenza vera e propria.�</p><p>McDermott sorrise. �Probabilmente la spediranno in Groenlandia. O forse al Polo Sud.�</p><p>�Se � disposto a collaborare� continu� Tuttle �la sistemeremo qui, in questa casa. Per un po� non deve avere contatti col mondo esterno, finch� l�intero progetto non sar� trasferito a una base pi� sicura, sotto il controllo diretto del governo.�</p><p>Stoner cap� in quel momento di essere completamente nelle loro mani. Era inutile discutere.</p><p>Con un�occhiata all�orologio, Tuttle disse: �Devo tornare a Washington. Ho un sacco d�impegni. Dottor Stoner, spero che comprenda la seriet� della situazione.�</p><p>Senza attendere risposta, il piccolo ufficiale della marina usc� dalla stanza. McDermott si alz� e lo segu�.</p><p>Stoner sprofond� sul divano, assalito da punte gelide di rabbia. Chiese a Thompson: �Jeff, sono pazzo io o sono pazzi loro?�</p><p>Con una scrollata di spalle, l�astronomo rispose: �N� l�uno n� gli altri, forse. O forse siamo tutti pazzi. Non so; dati insufficienti.�</p><p>�McDermott � un fesso. Non pu� manipolare la gente a questo modo. Sta �usando� quel tizio. Quando la marina scoprir� cosa stanno effettivamente facendo��</p><p>Thompson ebbe un sorriso stanco. �Quel tizio � la marina. E Big Mac non sta manipolando nessuno, a parte te. Noialtri abbiamo tutti firmato, tranquilli come agnellini.�</p><p>�Anche tu?�</p><p>�S�, anch�io. Non posso permettermi di perdere il posto. Lo sai quante possibilit� ha un radioastronomo di seconda categoria? Dovrei ricominciare da capo, e dal fondo.� Scosse la testa.</p><p>�E sei disposto a rinunciare alla libert� di pubblicare solo per conservare il posto all�universit�?�</p><p>�Senti, Keith, io ho tre figli da mantenere. E una moglie. E un cane che mangia quanto mia moglie.�</p><p>Stoner non disse nulla, ma pens�: �Io avevo una moglie e due figli, e se smetto di lavorare perderanno gli alimenti�.</p><p>Thompson gli diede una pacca sulla schiena. �Non fare quella faccia! Sono inconvenienti normali. Vedrai che la situazione si aggiuster�. Prima o poi, pubblicheremo.�</p><p>�Ma come diavolo ha fatto Big Mac a sapere tutto di me?� si chiese Stoner. �Chi lo ha informato del mio viaggio a Washington?�</p><p>�Hai chiesto a una delle segretarie di prenotarti il posto sull�aereo?�</p><p>�No. Mi sono tenuto alla larga da quelle. Lo sapevo gi� che l�avrebbero raccontato a McDermott. Ho fatto prenotare i posti da una studentessa� Come si chiama? � una alta, bella.�</p><p>�Jo Camerata?�</p><p>�S�. Jo. Lei.�</p><p>Thompson fischi� piano. �Allora deve averlo detto a Big Mac. O, come minimo, a una segretaria.�</p><p>�Ma le avevo ordinato di non dire niente.�</p><p>Thompson scroll� le spalle, �E io che pensavo che ti stesse dando la caccia.�</p><p>�Cosa?�</p><p>�Ti ha messo addosso gli occhi da un pezzo. Sta sempre all�osservatorio, salta le lezioni, cerca di farsi notare da te.�</p><p>�Non fare lo scemo� disse Stoner. �� solamente una ragazzina.�</p><p>�S�, una ragazzina� sorrise Thompson. �Ma stravede per te.�</p></section><section><title><p>7</p></title><epigraph><p>E per quanto concerne gli occupanti degli UFO? Sembrano dividersi in due categorie, grandi e piccoli, con prevalenza per i primi. Gli umanoidi di Hopkinsville e molti di cui abbiamo testimonianza� sono molto simili, all�aspetto, al �piccolo popolo� della leggenda e della storia: elfi, folletti, eccetera. Vengono spesso descritte teste grosse, piedi affusolati e in genere, teste che s�innestano direttamente sulle spalle senza che appaia evidente la presenza del collo. Stando alle testimonianze gli umanoidi pi� grandi sono di dimensioni umane o leggermente maggiori, e in genere sono armoniosamente formati. Qualcuno li ha definiti belli. I pi� piccoli sono in genere descritti come alti poco pi� d�un metro�</p><p>Debbo quindi lasciare che sia il lettore a giudicare quale peso attribuire agli incontri ravvicinati del terzo tipo in rapporto all�intero problema degli UFO, sempre tenendo presente che in futuro potremmo scoprire che i casi di apparizioni di umanoidi sono la chiave dell�intero problema.</p><text-author>J. Allen Hynek</text-author><text-author><emphasis>The UFO Experience: A Scentific Inquiry</emphasis>�� 1972</text-author></epigraph><empty-line/><p>Kirill Markov socchiuse gli occhi al vento che spazzava la strada. Per quanti anni potesse vivere, non si sarebbe mai abituato al freddo. Il gelo gli si infilava sotto il cappotto, gli mordeva le ossa.</p><p>Maria stava parlando all�autista della macchina ferma accanto al marciapiede davanti al loro palazzo, e intanto Markov batteva i piedi e aspettava sulla porta. I vicini guardavano dalla finestra, naturalmente con la massima discrezione, ma Markov vedeva dietro le tende le loro ombre. E per quanto la macchina non avesse contrassegni particolari, tutti sapevano che era un�auto del governo. Markov intuiva il misto di curiosit� e terrore che stava passando, come corrente elettrica, negli appartamenti.</p><p>�� il professore!�</p><p>�Lo portano via? In pieno giorno?�</p><p>�Vieni a vedere.�</p><p>�Anche sua moglie?�</p><p>�No, non mi piace.�</p><p>�Per� non sembrano impauriti.�</p><p>�Allora forse non � come pensiamo.�</p><p>�Di solito arrivano di notte��</p><p>�Bah! Io lo so come lavorano. Magari il professore �crede� che lo portino all�aeroporto o in qualche bella universit�. Forse ne � convinta anche sua moglie. Per� guardalo bene, perch� � l�ultima volta che lo vedi.�</p><p>�No!�</p><p>�� cos� che hanno portato via mio fratello Grisha. Gli hanno detto che lo trasferivano a Kharkov, per un nuovo lavoro. � partito col sorriso sulle labbra. E lo hanno sbattuto su un carro bestiame che lo ha portato diritto in Siberia. L�hanno tenuto l� per otto anni. Quando l�hanno rimandato a casa a morire, era un uomo distrutto.�</p><p>�Ma cosa potrebbe aver fatto il professore�?�</p><p>�� un pensatore. E pensare certe idee non conviene.�</p><p>Markov sorrise fra s�, immaginando le conversazioni sussurrate che correvano attorno a lui di appartamento in appartamento.</p><p>�No, vicini� avrebbe voluto dire. �Non � come pensate. Il governo mi stima per la mia capacit� di pensare.�</p><p>Maria termin� di parlare all�autista, si rialz�, si gir� verso Markov. Indossava solo l�uniforme di servizio, e a proteggere il suo corpo massiccio aveva soltanto una giacca sottile. Markov non aveva mai capito come facesse sua moglie a sopportare il freddo. Eppure i suoi piedi erano sempre iceberg, quando s�infilava a letto.</p><p>�Dai, vieni� gli url� lei, impaziente.</p><p>Markov raccolse la valigia, scese le scale, afferr� la maniglia della portiera.</p><p>�Dietro� disse Maria. �Tu devi stare dietro.�</p><p>�Oh. Vedo.� Markov apr� la portiera posteriore, si blocc�. Maria gli era a fianco, con la solita espressione accigliata in viso.</p><p>Markov la fiss� negli occhi. �Pu� Pu� darsi che non ci rivedremo per parecchio tempo.�</p><p>Lei annu�, imperterrita.</p><p>�Be�� Abbi cura di te, Vecchia mia.�</p><p>�Anche tu� mormor� lei.</p><p>Markov le mise una mano sulla spalla e lei gir� la testa, per lasciarsi baciare sulla guancia. Dopo un bacio frettoloso, lui sal� sull�auto. Maria chiuse la portiera e l�autista accese il motore, che part� con un ululato orribile.</p><p>Quando la macchina si stacc� dal marciapiede, Markov si gir� a salutare la moglie. Maria era gi� tornata sotto il portone. Per un motivo inesplicabile, lui avvert� un nodo alla gola.</p><empty-line/><p>Il Laboratorio Ricerche Navali sorge lungo il fiume Potomac, quasi direttamente sulla rotta dei jet di linea che atterrano al National Airport di Washington.</p><p>Ramsey McDermott, compresso su uno dei piccoli sedili dell�aereo tra il finestrino e l�uomo d�affari ipertiroideo che nei quaranta minuti di volo non aveva fatto altro che consultare carte e battere cifre su una calcolatrice tascabile, sorrise acidamente fra s� quando il jet super� l�LRN. Sul tetto dell�edificio centrale si alzava la venerabile antenna parabolica del radiotelescopio da quindici metri.</p><p>�Non possono certo ricevere i segnali di Giove con quella ferraglia� si disse McDermott.</p><p>Spinto dalla fretta di avere un incontro personale con Tuttle, aveva preso due aerei: prima l�Eastern 727 da Boston a New York, e subito dopo era salito sul jet New York-Washington.</p><p>L�ufficio di Tuttle non si trovava n� all�LRN n� al Pentagono. Il vicecomandante aveva un ufficio lussuosissimo in un palazzo nuovo che la marina aveva preso in affitto a Crystal City, uno degli enormi grattacieli in vetro e acciaio da cui la zona aveva preso nome.</p><p>�McDermott gli telefon� all�aeroporto e stabilirono di vedersi in un ristorante del centro.�</p><p>Tamburellando impaziente sul ripiano del tavolo, Ramsey McDermott aspett� che il vicecomandante Tuttle scegliesse nel menu gigantesco il suo pranzo.</p><p>�Hanno fatto meno attenzione ai particolari quando hanno bombardato Pearl Harbor� grugn� fra s� il vecchio.</p><p>Tuttle aveva insistito perch� si vedessero a un ristorante all�aperto.</p><p>�� pi� difficile che ci siano microfoni spia� aveva sussurrato, serissimo.</p><p>Discussero i problemi legati al trasferimento del personale ad Arecibo. Tuttle chiudeva bocca ogni volta che un cameriere o un cliente si avvicinavano al loro tavolo. McDermott, irritato, per il freddo e per il frastuono del traffico, lottava per mantenersi calmo.</p><p>�Se ci serve Arecibo� disse alla fine Tuttle �avremo Arecibo, anche se dovessi convincere il presidente a dichiarare l�emergenza nazionale.�</p><p>�E potrebbe farlo?�</p><p>Tuttle annu� solennemente. �Se sar� necessario.�</p><p>Per la prima volta, McDermott rest� impressionato dal potere del giovane ufficiale.</p><p>�C�� questo Stoner, per� continu� Tuttle. �� lui la chiave di tutto. Ne abbiamo bisogno per correlare i rilevamenti ottici ai segnali radio.�</p><p>�Lo far� promise McDermott.</p><p>�Non ha chiesto un avvocato? Non ha tentato di fuggire dalla casa dove l�abbiamo rinchiuso?�</p><p>�No. Ha in corso una causa di divorzio. Credo che sia felicissimo di starsene in un posto dove gli avvocati e la sua ex moglie non possono trovarlo.� McDermott sogghign�. �E, in pi�, ha la solita vecchia curiosit� scientifica� Una dose fatale. � un prurito che non potr� grattarsi se non sta al nostro gioco.�</p><p>�Se possiamo evitarlo, non vorrei chiedere la collaborazione di altra gente� disse Tuttle. �Lo sa Dio se non ci sono gi� troppe persone coinvolte in questo progetto. Non voglio che qualcun altro sappia a cosa stiamo lavorando. Non ancora.�</p><p>�Stoner collaborer�.�</p><p>�E pu� ottenere altre foto da Big Eye?�</p><p>�� stato uno di quelli che l�hanno progettato e costruito. Quelli della NASA, a Goddard, lo stanno provando prima di passarlo ufficialmente al consorzio di universit� che lo user�. La data prevista per la consegna � il primo gennaio. Fino a quel momento, a Goddard saranno tutti felici di aiutare un vecchio amico. Stoner ha lavorato con quella gente per cinque anni. Passandogli qualche foto di Giove, sono convinti di non fare nient�altro che aiutare uno che � stato silurato.�</p><p>�E Stoner non ci dar� guai? Rester� dove l�abbiamo messo?�</p><p>�S�.�</p><p>�Ne � sicuro? Assolutamente certo?�</p><p>McDermott appoggi� i robusti avambracci sul tavolo. �Senta, in quella casa ha tutto quello che gli serve. Ma io ho intenzione di fare un�altra cosa. Gli mander� una ragazza, una studentessa, una certa Jo comesichiama. Una bomba. Gliela sbatteremo tra le braccia e lasceremo che la natura segua il suo corso. Lei lo terr� occupato. E lo render� felice di restare dov��.�</p><p>Tuttle ebbe una smorfia di disapprovazione. �� una cosa peccaminosa.�</p><p>�Sicuro.�</p><p>�Be�� disse il vicecomandante �almeno spero che questa ragazza abbia firmato l�impegno alla segretezza.�</p><empty-line/><p>Markov si appisol� sul sedile posteriore, e intanto l�auto correva nel grigio pomeriggio d�ottobre sull�autostrada interminabile: chilometri e chilometri di campagna piatta, deserta. Un sottile manto di neve copriva il terreno. I campi erano nudi. Gli alberi spogli, sullo sfondo di un cielo cupo.</p><p>Madre Russia, riflett� Markov, semiaddormentato. La vera forza della nostra nazione: il suolo, tutta la sua vastit�, tutto il suo potere senza tempo.</p><p>Il sole era una macchia giallastra all�orizzonte quando finalmente la macchina si ferm� davanti a una cancellata. Ai lati del cancello, due soldati. A parte la piccola garitta di legno, Markov non vide attorno segni di altre costruzioni. La cancellata sembrava messa a guardia del vuoto, a perdita d�occhio.</p><p>L�autista parl� ai soldati e Markov apr� la valigetta per mostrare loro i suoi documenti. Furono cortesi, spalancarono subito il cancello.</p><p>Quando la macchina si lanci� sulla strada asfaltata, Markov ricord� improvvisamente di non aver mangiato pi� nulla dalla colazione. Il paesaggio si stendeva monotono in ogni direzione, vuoto e grigio. Lo stomaco di Markov si mise a brontolare. �Sarebbe lo stesso se mi stessero portando in Siberia� pens�. �Per un moscovita come me, questa terra � l�esilio.�</p><p>Era completamente buio quando giunsero al secondo cancello. La garitta l� era pi� grande, e di pietra. Altri soldati studiarono i suoi documenti, alla luce di una torcia elettrica.</p><p>�Professor Markov, � atteso. Un momento, per favore.�</p><p>La guardia scomparve nell�edificio di pietra. Pochi secondi dopo, ne usc� di corsa una ragazza, i capelli al vento, il cappotto col collo di pelo sbottonato.</p><p>�Professor Markov!� esclam�, aprendo la portiera e sedendosi al suo fianco. �Cominciavamo a preoccuparci; � molto in ritardo.� Batt� sulla spalla dell�autista. �Avanti diritto, poi prenda la seconda a sinistra.�</p><p>Prima che Markov riuscisse a dire qualcosa, la ragazza si volse verso di lui. �Sono Sonya Vlasov� Sono una semplice laureata, e sto facendo qui le ricerche per la mia tesi di specializzazione, ma il direttore mi ha chiesto di farle da guida.� Era quasi senza fiato per l�eccitazione.</p><p>Markov non prest� la minima attenzione alle file e file di grandi radiotelescopi che mandavano bagliori metallici sotto i lampioni della strada. Vide solo che Sonya Vlasov era giovane, eccitata, un po� grassottella, e che aveva seni enormi.</p><p>�Sar� la mia guida personale?� le chiese con un sorriso paterno.</p><p>�Oh, s�. Sar� mio piacere fare in modo che abbia tutto ci� che vuole o che le serve.�</p><p>�Un pensiero davvero delicato.�</p><p>La ragazza allontan� con una mano i lunghi capelli castani, e a quel gesto il suo cappotto si apr� ancora di pi�.</p><p>�Benvenuto all�Istituto Landau di Radioastronomia, professor Markov!� gli disse allegramente.</p><p>Markov annu� cortesemente. �Forse, a conti fatti, l�esilio non sar� poi troppo orribile� pens�.</p></section><section><title><p>8</p></title><epigraph><p>Debbo ora accennare a Dio, di Cui, giustamente, non si parla in questi studi scientifici, e debbo fare un passo avanti e porre questa domanda: � legittimo che una persona religiosa, o, ancora meglio, un teologo, s�interessi, o addirittura si lasci affascinare, da queste discussioni sulla possibilit� che esistano altre creature intelligenti, altre creature libere?</p><p>Come teologo, sono portato a dire che la ricerca di un�intelligenza extraterrestre che si propone � anche una ricerca per conoscere e capire Dio attraverso le Sue opere, specialmente le opere che pi� Lo riflettono. Scoprire altri esseri oltre a noi significherebbe conoscerLo meglio.</p><text-author>Theodore M. Hesburgh</text-author><text-author><emphasis>The Search for Extraterrestrial Intelligence</emphasis></text-author></epigraph><empty-line/><subtitle>NASA SP-419�� 1977</subtitle><empty-line/><p>Stoner alz� gli occhi dalla cena surgelata e vide Jo sulla soglia della cucina, con una cartelletta rigonfia tra le mani guantate.</p><p>Per un attimo, non seppe cosa dire. Una furia rabbiosa gli invase il corpo; ne avvert� tutto il calore in viso. �Cosa ci fai qui?�</p><p>Lei non si lasci� intimidire, �Le ho portato le ultime fotografie dal Centro Spaziale Goddard.� La voce era bassa ma sicura.</p><p>�Mi hai portato il lavoro da fare a casa. Grazie tante.�</p><p>Avanzando di un passo, Jo disse: �Al professor McDermott serviva qualcuno per portarle il materiale dall�osservatorio. Ha detto a me di farlo.�</p><p>Stoner non apr� bocca.</p><p>�Ho dovuto farmi rilasciare un nullaosta speciale dalla marina.�</p><p>�Ci avrei scommesso.�</p><p>�Senta, non credevo che l�avrebbero trattata a questo modo.� La voce di Jo non tremava, ma lui poteva avvertirne la tensione. E c�era qualcosa nel viso di lei, qualcosa in quei suoi occhi scuri: senso di colpa, oppure paura, oppure� cosa?</p><p>�Secondo te, cosa dovevano fare?� le chiese.</p><p>Lei scroll� le spalle. �Non so. Ho cercato di avvertirla� Di dirle che McDermott era stravolto all�idea che lei sarebbe andato a Washington��</p><p>�E come l�ha saputo, Jo?�</p><p>La sua espressione croll�. In un sussurro quasi inaudibile, la ragazza rispose: �Gliel�ho detto io.�</p><p>�Gi�. Lo so.�</p><p>�Mi ha costretta. Ho saltato un sacco di lezioni per stare all�osservatorio. Ha detto che mi avrebbe espulsa, se non gli avessi raccontato i vostri piani.�</p><p>Stoner la studi�. �Se sta raccontando bugie, � molto brava.� La sua rabbia interiore si andava placando. Oppure c�era qualcosa d�altro, qualcosa di pi�? La rabbia, di solito, lo lasciava gelido; il suo cervello diventava freddo e distaccato come un computer elettronico. Adesso, invece, le sue mani volevano afferrare, strappare; le sue viscere tremavano, il sangue pulsava. �Ges�� cap� d�un tratto �sono mesi che non faccio l�amore.�</p><p>�Entra� le disse cercando di apparire calmo. �Togliti la giacca e siediti. Prendi un po� di caff�.�</p><p>Esitante, Jo entr� in cucina. Appoggi� la cartella sul ripiano in formica, si tolse i guanti, la giacca di lana. Stoner raggiunse il fornello, col bricco del caff� mezzo vuoto.</p><p>�Per me niente caff�, grazie.� Jo sedette di fronte a lui, lo guard� versarsene una tazza. �La trattano bene? C�� niente che posso portarle?�</p><p>�La mia macchina, con le chiavi.�</p><p>�Non me lo permetterebbero.�</p><p>Stoner rimise sul fornello il bricco fumante, sedette davanti alla ragazza. �Quella vecchia auto � l�unica cosa che mi resti di sedici anni di matrimonio.�</p><p>�Oh.�</p><p>�Ci sono piuttosto affezionato.�</p><p>�Ma la trattano bene? Non le danno problemi?�</p><p>�Sicuro. Tutto perfetto, da che ho firmato l�impegno alla segretezza. Adesso sono padrone assoluto di questa casa. Otto stanze. O nove? Ho perso il conto. Cibo a volont�. Devo prepararmelo da solo, per�. Sono un pessimo cuoco.�</p><p>�Potrei prepararle io da mangiare, qualche volta.�</p><p>Stoner ignor� l�offerta. Afferr� la cartella e tir� fuori le ultime fotografie. Mostravano la sfera multicolore e schiacciata che era il pianeta Giove. Si vedevano particolari squisiti delle fasce di nubi attorno alla superficie del pianeta: vortici e gorghi grandi quanto la Terra di un arancione acceso, di un rosso vivido, di un bianco abbagliante.</p><p>�Dove sono le foto dello sfondo celeste che ho chiesto?�</p><p>�Arriveranno la prossima volta� rispose Jo. �Le stanno ancora sviluppando.�</p><p>�Mi servono� disse lui. �E mi serve un terminale di computer.�</p><p>La ragazza annu�. �Nient�altro?�</p><p>�Libri. Tutti i libri sulla vita extraterrestre che riuscite a trovare. Vuoti le biblioteche. Voglio tutto sull�argomento.�</p><p>Ancora un cenno del capo. �Nient�altro?�</p><p>Lui scrut� nei suoi occhi scuri, vivaci. �Perch� sei venuta qui stasera, Jo?�</p><p>�Me l�ha ordinato il professor McDermott. Ormai sono il vostro corriere.�</p><p>�Perch� hai accettato questo lavoro? Nessuno ti obbligava.�</p><p>Per un attimo, lei non rispose. Poi: �Volevo vederla. Per dirle che mi spiace. Se avessi resistito a Big Mac� Forse�� Distolse gli occhi. �Mi spiace che sia andata a finire cos�. Davvero.�</p><p>Lui, protendendosi sul tavolo, le afferr� il polso. �Dimostramelo.�</p><p>Senza un�altra parola, Stoner la condusse fuori dalla cucina, nelle stanze piccole e strette che erano la parte vecchia della casa; la guid� su per le scale fino alla camera da letto.</p><p>L�, chiuse d�un colpo la porta. Inutile accendere luci: il chiarore freddo della luna filtrava dalle tende alla finestra.</p><p>Per un attimo Jo rest� immobile davanti al letto. Poi si gir� verso di lui. Stoner si appoggi� all�intelaiatura in legno massiccio della porta. Nessuno dei due parl�.</p><p>Stoner vedeva il viso di lei incorniciato dai raggi della luna. Jo non sorrideva: la sua espressione era stranamente placida, tranquilla. Cominci� a slacciarsi la camicetta. Stoner rest� a guardarla. La ragazza slacci� il reggipetto e lo lanci� via. Chinandosi, si tolse le scarpe, poi fece scivolare i jeans sulle gambe lunghe. E, alla fine, si tolse le mutandine a fiori.</p><p>�� questo che vuoi?� gli sussurr�.</p><p>Lui aveva la gola arida. �S� rispose, a fatica.</p><p>Jo gli si avvicin� e cominci� a slacciargli la camicia, Lui, immobile, lasci� fare alla ragazza. Alla fine, lei era in ginocchio di fronte a Stoner, nudo. Gli baci� il pene eretto.</p><p>�� questo che vuoi?� gli chiese di nuovo. Ma non aspett� la risposta.</p><p>Un momento prima di esplodere, Stoner affond� le mani nei capelli neri di Jo e l�allontan� da s�. Si chin�, la raccolse tra le braccia, la port� al letto, la distese sul copriletto e la copr� col proprio corpo.</p><p>Jo intrecci� le braccia dietro il suo collo, si fece penetrare. Lui la baci� mentre entrava in lei, e lei era calda e pronta, si muoveva a ritmo con lui.</p><p>Era come trovarsi di nuovo nello spazio, fluttuare senza peso, andare alla deriva, alla deriva nelle eternit� buie sotto lo sguardo solenne e muto delle stelle.</p><p>Nell�orgasmo, lei si strinse a lui, poi boccheggi� una sola parola: �Keith!�</p><p>Per lunghi momenti restarono allacciati, il cuore impazzito, il respiro affannoso. Lui sollev� il viso dal copriletto e la scrut� di nuovo negli occhi.</p><p>Jo gli sorrise. �� la prima volta che mi baci� disse.</p><p>�� la prima volta che mi chiami per nome.�</p><p>Risero assieme.</p><p>Lui sedette sull�orlo del letto. Era ancora sottosopra, Jo gli pass� un�unghia lungo la spina dorsale.</p><p>�C�� altro che possa fare per lei, dottor Stoner?� scherz�.</p><p>Girandosi verso di lei: �Resta qui stanotte.�</p><p>�Domattina ho un�ora di lezione.�</p><p>�Oh.� Lui aggrott� la fronte nell�ombra. �Dove diavolo siamo, tra l�altro? Dove si trova questa casa?�</p><p>�Nel New Hampshire, non lontano da White River Junction.�</p><p>�White River Junction? E allora come accidenti fai a tornare in tempo all�universit� per domattina?�</p><p>�Be�, salter� la lezione� disse tranquillamente Jo. �Non sar� la prima volta.�</p><p>�� per questo che sei finita nelle zampe di McDermott, no?�</p><p>�Posso tenere a bada il professor McDermott. � solo un grosso spaccone.�</p><p>�White River Junction� riflett� Stoner. �Forse dovresti portare un paio di sci, la prossima volta.�</p><p>�Non saremo pi� qui la stagione invernale, a quanto dice il professor McDermott.�</p><p>�Cosa?�</p><p>�Ha detto che tra qualche settimana tutto il personale dell�osservatorio verr� trasferito a sud.�</p><p>�Me compreso?�</p><p>Lei annu�. �E ci sar� anch�io. Verr� con voi.�</p><p>�Dove?�</p><p>�Non l�ha detto. Ha detto solo che il clima non sar� troppo freddo.�</p><p>�Green Bank?� si chiese Stoner. �No, tra le colline della Virginia ovest fa freddo come qui. Arecibo non pu� essere. Nemmeno Big Mac riuscirebbe a far sloggiare Drake e Sagan.�</p><p>�Come ci si sente a fare l�astronauta?� chiese Jo.</p><p>Lui rest� sorpreso dal cambiamento improvviso d�argomento. �Eh? Io non ero un vero astronauta� non uno di quelli che salgono su un razzo e via. Mi hanno usato come specialista per la costruzione. Mi hanno portato in orbita e ho dato una mano a mettere assieme Big Eye.�</p><p>�Per� sei stato nello spazio per mesi, no?�</p><p>Una scrollata di spalle, �S�. E appena il telescopio � entrato in funzione, la NASA ha deciso che non le serviva pi� un costoso astrofisico che non aveva pi� niente da costruire. Cos� mi hanno messo nella riserva. Allontanato. Licenziato. Fregato.�</p><p>�E poi sei venuto all�osservatorio?�</p><p>�S�.�</p><p>�E la tua famiglia? Dov��?�</p><p>�Mi sta facendo il terzo grado� si disse Stoner, anche se sapeva gi� che prima o poi quella domanda sarebbe arrivata.</p><p>�Mia moglie ha portato i nostri figli dai suoi, a Palo Alto� rispose. �Lo stesso giorno in cui ho saputo di essere stato licenziato, tra l�altro. Una semplice coincidenza; tempismo poetico. Erano anni che non andavamo pi� d�accordo.�</p><p>�Quanti anni�?�</p><p>�Quindici e dodici� disse lui, automaticamente. �Il ragazzo � il maggiore. Non li vedo pi�. L�ultima volta che sono stato a Palo Alto non sono nemmeno usciti a salutarmi. Cambiamo argomento.�</p><p>Jo se lo strinse addosso, lo baci�. �Mi spiace� disse dolcemente. �Devi soffrire molto.�</p><p>�Probabilmente dovrei. Ma pi� che altro mi sento come stordito.�</p><p>�Stai soffocando il dolore.�</p><p>�Col lavoro. Giusto. Il lavoro viene per primo. Doris ha sempre detto che era cos�, e aveva ragione.�</p><p>�E adesso?�</p><p>�Adesso ho fatto la pi� grossa scoperta di tutta la storia. Nient�altro importa. Io �dimostrer� che abbiamo trovato un�intelligenza extraterrestre. Big Mac o la marina o chiunque altro possono fare quello che vogliono� Io lo dimostrer� al mondo.�</p><p>Jo appoggi� la testa alla spalla di lui, gli carezz� a lungo, languidamente, la schiena con le dita.</p><p>�Sei cos� sicuro di te� disse in un sussurro. �Lo sai che sei identico a me? Noi due siamo della stessa stoffa.�</p><p>�A te? Scherzi.�</p><p>�Anch�io voglio che si accorgano di me, Keith. Voglio �essere� qualcuno. Voglio che il mondo intero sappia chi sono.�</p><p>Lui si scopr� a sorridere. �Allora hai scelto il progetto giusto.�</p><p>Ma lei disse: �Chi si accorger� di un modesto assistente, di fronte al famoso dottor Keith Stoner o al professor McDermott? No. Io diventer� un�astronauta. Una vera astronauta.�</p><p>�La NASA non assume pi� personale.�</p><p>�Ricominceranno ad assumere, prima o poi. E le donne godranno di una preferenza particolare, vedrai.�</p><p>�Non � una vita romantica. � un po� come fare l�autista d�autobus. Un sacco di lavoro pesante. E rischi.�</p><p>�Per� tu sei andato nello spazio. Sei diventato famoso.�</p><p>�E disoccupato.�</p><p>�Immagina come dev�essere fare l�amore a gravit� zero!�</p><p>�Pi� o meno come su un letto ad acqua. E poi, gli astronauti non fanno l�amore quando sono in orbita. Sono troppo occupati. E spaventati. Ed esausti.�</p><p>�Non ci credo.�</p><p>�� una vita noiosa, te lo giuro.�</p><p>�Non pi� noiosa di quella di una programmatrice di computer.�</p><p>�� questo che stai studiando?�</p><p>Lui intu� il sorriso di Jo nel buio, stretta al suo corpo. �� quello che i miei genitori credono stia studiando. Vogliono che io vada a scuola e impari un lavoro decente e normale, finch� non incontrer� un tipo decente e normale, mi sposer� e comincer� a fare figli.�</p><p>�E ti passano i soldi per��</p><p>�Un accidenti! Ho vinto una borsa di studio. E lavoro ai week-end e d�estate. Secondo te, come ho fatto a entrare all�osservatorio? Mi pagano per lavorare l�.�</p><p>Stoner sorrise al tono deciso della sua voce. �E adesso sei entrata nel progetto supersegreto IET di Big Mac. Spero che ti paghi bene.�</p><p>�Ho uno stipendio da tecnico specializzato.�</p><p>�Non c�� male.�</p><p>�E mi trasferir� alla Sezione Astronautica� aggiunse Jo. �Diventer� un�astronauta, e niente mi fermer�.�</p><p>�Ottimo� disse Stoner, soffocando uno sbadiglio. �Nel frattempo, per�, vediamo di non morire assiderati.� Tir� su le coperte dalla propria parte del letto.</p><p>�Non preoccuparti. Quest�inverno staremo al caldo. Andremo ad Arecibo. Ne sono sicura.�</p><p>�McDermott non pu� esercitare pressioni del genere� ribatt� Stoner, infilandosi sotto le coperte che erano gi� calde dei loro corpi.</p><p>Ma Jo si era alzata, stava cercando, alla luce della luna, i vestiti sparsi nella stanza.</p><p>�Cosa fai?�</p><p>�Mi sono portata una borsa con la biancheria da notte� disse, infilandosi i jeans senza preoccuparsi delle mutandine. �� in macchina. Torno tra un minuto.�</p><p>Si stava ancora abbottonando la giacca di lana quando usc� in corridoio, diretta alle scale.</p><p>Stoner sbadigli�, si chiese per un attimo come facesse la ragazza a sapere tante cose dei piani di McDermott. Poi pens� alla borsa con la biancheria da notte. Volpona d�una puttanella! Non sapeva se ridere o infuriarsi. Con uno sbadiglio, decise di non fare niente. Si gir� su un fianco e si addorment�.</p></section><section><title><p>9</p></title><epigraph><p>Si dice che le temperature bassissime di pianeti come Giove o Saturno, nella zona pi� esterna del sistema solare, rendano impossibile ogni tipo di vita. Ma queste temperature basse non sono presenti in tutte le parti del pianeta. Si riferiscono solamente agli strati pi� alti di nubi, gli strati accessibili ai telescopi agli infrarossi che sono in grado di misurare le temperature. In effetti, se avessimo un telescopio del genere nelle vicinanze di Giove e lo puntassimo sulla Terra, dovremmo dedurre temperature molto basse. Misureremmo le temperature delle nubi pi� alte, e non della superficie terrestre, molto pi� calda.</p><text-author>Carl Sagan</text-author><text-author><emphasis>The Cosmic Connection��</emphasis> 1973</text-author></epigraph><empty-line/><p>Un cocktail party della Washington ufficiale possiede una sua precisa scala gerarchica. In genere, com�� ovvio, i senatori hanno pi� peso dei membri del Congresso. Il presidente di un comitato � ovviamente pi� importante del presidente di un sottocomitato� quasi sempre. Ma che dire di una repubblicana di secondaria importanza che � anche una bella donna? E del segretario di un membro del Congresso che � parente del governatore dello stato da cui proviene il membro del Congresso?</p><p>Il vicecomandante Tuttle era assai sensibile alle pi� delicate sfumature di quei partie. Sapeva che i vicecomandanti, nella scala del cocktail party, si trovano un gradino pi� in basso del barman medio. Eppure, al party giusto si potevano combinare molte cose buone, se il vicecomandante dava istruzioni perfette al suo ufficiale superiore. Per di pi�, quel party aveva una sua dimensione extra: l�ospite d�onore era Willie Wilson, l�evangelista urbano che era diventato la novit� pi� �in� del giovane jet set.</p><p>Il party si teneva nel vecchio Sheraton-Park Hotel, che cercava disperatamente di mantenere viva la sua tradizione d�eleganza. Le dorature alle pareti della sala delle cerimonie erano smangiate, i vecchi tendaggi pieni di polvere e logori. Per� correva voce che Wilson avesse organizzato il party da s�, strappando all�hotel un prezzo bassissimo. La signora che in teoria offriva il party si era limitata a fare da paravento all�evangelista urbano.</p><p>Per la serata, il posto di combattimento di Tuttle era un angolo della sala delle cerimonie, dov�era tutto preso a chiacchierare con la moglie del suo ammiraglio.</p><p>�Questi partie sono una tale noia, non credete?� mugg� la signora ammiraglio O�Kelly. Nella destra satura d�anelli stringeva un bicchiere colmo di bourbon con ghiaccio, e con la sinistra si carezzava la collana di perle artificiali.</p><p>Tuttle annu�. Era in uniforme, e si sentiva un po� ridicolo e idiota accanto alla vecchia matrona dai capelli a sfumature bluastre raccolti a crocchia su un viso rugoso, cadente. Ma l�ordine dell�ammiraglio era stato perentorio: �A parlare ci penso io. Voi rifornite di drink mia moglie, per� non lasciatela ubriacare.�</p><p>Compito non facile, pens� Tuttle.</p><p>La grande sala era piena solo a met� di ospiti in smoking e abiti da sera. Willie Wilson era l�uomo �in� della Washington bene, ma lo Sheraton-Park non era pi� un hotel in.</p><p>Comunque, il frastuono generale stava arrivando al punto da costringere a urlare per farsi udire dalla persona vicina. Il che non rappresentava un problema per la moglie dell�ammiraglio: la signora aveva la voce di un sottufficiale istruttore della marina.</p><p>�E poi, chi � questo Wilson?� rugg� la matrona, protendendosi leggermente verso Tuttle per potergli urlare direttamente all�orecchio. �Un predicatore, no?�</p><p>�S�, signora� rispose Tuttle, scosso. �Lo definiscono l�evangelista urbano. La sua missione � arrivare alla gente delle zone sottosviluppate della citt�� I poveri, gli sfruttati.�</p><p>�L�ho visto in televisione l�altra settimana. � belloccio, quel mascalzone.�</p><p>Dall�altra parte della stanza, l�ammiraglio O�Kelly era impegnato in una conversazione con uno dei consiglieri speciali del presidente.</p><p>�I miei uomini al dipartimento di Giustizia hanno saputo qualcosa di strano� disse il giovanotto della Casa Bianca. Aveva un�aria molto seria e indossava un vestito beige con camicia verde chiaro, aperta. �Voialtri ne avete per caso combinata una grossa nel New England?�</p><p>L�ammiraglio O�Kelly inarc� le sue imponenti sopracciglia. �Perbacco, di cosa stai parlando, ragazzo?�</p><p>Il viso del consigliere speciale s�irrigid� in una furia repressa. �Niente giochetti con me, ammiraglio. E non c�� bisogno che io abbia cent�anni per capire che l� sta succedendo qualcosa di enorme.�</p><p>�Sarebbe utile� disse O�Kelly, abbassando la voce e rendendola dura come l�acciaio �che tu mi spiegassi a cosa stai alludendo.�</p><p>�Al rapimento di uno scienziato della NASA, ecco a cosa alludo! Le dice niente?�</p><p>L�ammiraglio sorrise. Il suo viso era una ragnatela di cuoio e rughe. �Temo proprio di no. Sicuro di non confondere i miei ragazzi con la CIA?�</p><p>�Non ci � arrivata nessuna lamentela ufficiale� ammise l�uomo della Casa Bianca �per cui siete a posto� Per ora. Ma fossi in lei��</p><p>�Mettiamola cos�, figliolo.� O�Kelly appoggi� la mano massiccia sulla spalla del giovanotto. �Fossi io in te, farei attenzione alla cartelletta delle comunicazioni in arrivo. Sono dieci giorni che tento di attirare la tua attenzione.�</p><p>�Davvero?�</p><p>�Se cerchi per bene tra i messaggi in arrivo, ne troverai tre miei. L�ultimo � classificato Urgente e Top Secret. E ha la data di tre giorni fa. Ero sicuro che almeno quello l�avessi visto.�</p><p>Il consigliere speciale fece una smorfia. �Avrei dovuto vederlo��</p><p>�Immagino ti arrivino tante comunicazioni Urgenti e Top Secret che non faranno altro che accumularsi sulla tua scrivania� disse l�ammiraglio, imperturbabile.</p><p>�Gi�. Be�, okay� Vediamoci, allora. Domani. Le telefono domattina appena in ufficio.�</p><p>L�ammiraglio annu� allegramente. �Bene. Credo che troverai molto interessante quello che ho da dirti. Abbastanza importante da sottoporlo all�attenzione del presidente� Senza ulteriori ritardi.�</p><p>Il giovanotto della Casa Bianca annu�. L�ammiraglio O�Kelly gli gir� la schiena e lasci� che le correnti naturali del party li trascinassero in direzioni opposte.</p><p>�Bersaglio centrato� si disse O�Kelly. �Adesso mi resta il secondo.�</p><p>Lanci� un�occhiata nella sala rumorosissima e vide che Tuttle, implacabile e fedele come un mastino, stava ancora facendo la guardia a sua moglie. Alma non sembrava troppo sbronza. C�era tempo per trovare il Bersaglio Numero Due.</p><p>Eccolo l�, che scivolava verso il bar come un assicuratore sorridente e ben oliato. O�Kelly si diresse al bar.</p><p>Todd Nickerson aveva il naso grosso e rosso dell�ubriacone. I suoi occhi erano sempre appannati, anche alle riunioni di comitato pi� importanti e durante le votazioni pi� vitali alla Camera dei Rappresentanti. Ai partie urlava, rideva, spesso si comportava in modo indecente.</p><p>Per� Nickerson era l�uomo chiave del sottocomitato della Camera che ogni anno esaminava il budget dell�SRM. Non il presidente del sottocomitato. Il presidente era un vecchio cavallo di razza del partito, originario del Missouri; i suoi unici veri interessi erano rubare soldi, e le nere formose.</p><p>Per quanto fosse quasi sempre ubriaco, Nickerson era la vera potenza del sottocomitato. E O�Kelly doveva essere sicuro che il sottocomitato non gli saltasse addosso, una volta fatto partire il piano di Tuttle. L�ammiraglio si fece strada a forza di gomiti tra la folla, inseguendo Nickerson come un sottomarino in caccia di una petroliera.</p><p>Quando cominciarono a parlare in mezzo al party, formavano una strana coppia. O�Kelly, tutto d�acciaio inossidabile con le sue sopracciglia folte e gli occhi penetranti, con l�uniforme immacolata e stirata talmente alla perfezione che la piega dei pantaloni avrebbe potuto tagliare il vetro; Nickerson, ondeggiante e con lo sguardo appannato, alto e magro, un relitto d�alcolizzato che si chinava per sentire cosa avesse da dirgli il robusto ammiraglio.</p><p>�L�Osservatorio Nazionale di Radioastronomia?� url� l�onorevole. �Di che porcata state parlando?�</p><p>La gente si gir� a guardare, vide che era Nickerson, e torn� con discrezione a immergersi nelle conversazioni.</p><p>O�Kelly, che si sentiva grattare la pelle dal colletto dell�uniforme, prese l�altro per il braccio. �Andiamo, non se la prenda con me, onorevole. � importante. Importantissimo. Non sono nemmeno certo che sia possibile presentare la questione al sottocomitato. Ho paura di fughe di notizie.�</p><p>Nickerson mise a fuoco lo sguardo sull�ammiraglio con sforzo evidente. �Arecibo?� chiese, a voce pi� bassa. �� questo che vuole? Ha idea di cosa scriverebbero i giornali se la marina assumesse il comando di un centro di ricerca civile?�</p><p>�Noi finanziamo gi� l�osservatorio in misura notevole� gli ricord� O�Kelly. �Ci serve solo a tempo pieno per un breve periodo.�</p><p>Nickerson agit� il bicchiere per aria, e miracolosamente riusc� a non versare una goccia e a non colpire nessuna delle persone che aveva attorno.</p><p>�E cosa far� la Fondazione Scientifica Nazionale?� chiese, con un sorriso storto. �Correranno dai giornali, ecco cosa faranno. Si metteranno a urlare che la marina li ha sbattuti fuori dal radiotelescopio pi� grande del mondo.�</p><p>�� per questo che ci occorre il suo appoggio, onorevole. L�operazione va condotta nel massimo segreto.�</p><p>�Segreto un corno! I media vi stracceranno, faranno sembrare il Golgota una recita da ragazzini. Crocifiggeranno la marina in generale e voi in particolare. � pronto a pendere da una croce? In pubblico?�</p><p>D�improvviso, parve che O�Kelly fosse sul ponte di un cacciatorpediniere lanciato all�attacco contro il nemico. �Se sar� necessario� rispose senza esitare.</p><p>Nickerson batt� le palpebre, poi rest� a fissarlo a bocca spalancata. Attorno a loro si muoveva il party: risate roche, voci stridule, i colori vivaci degli abiti delle donne, i vestiti seri degli uomini.</p><p>�Fa sul serio� disse alla fine Nickerson.</p><p>�Pu� scommetterci.�</p><p>Gli occhi di Nickerson persero ogni appannamento. L�onorevole era perfettamente sobrio e attento. �Forse sar� meglio che me ne parli. In dettaglio.�</p><p>L�ammiraglio scosse la testa. �Non qui.�</p><p>�Fuori, allora� disse Nickerson. �Dubito che ci siano microfoni spia.�</p><empty-line/><p>Quando l�ammiraglio torn� a reclamare sua moglie, la folla si era notevolmente sfoltita. La sala si stava vuotando e il rumore era sceso a livello di conversazioni smorzate.</p><p>�� ora che ce ne andiamo, cara� disse l�ammiraglio O�Kelly alla moglie, prendendole il bicchiere di mano e appoggiandolo sul tavolo che aveva accanto.</p><p>�Un party noioso� disse lei con voce un po� impastata.</p><p>�Mi spiace moltissimo, tesoro, ma era importante che venissimo.� Girandosi verso Tuttle: �Sono riuscito a combinare un paio di cose che altrimenti avrebbero richiesto settimane. Mesi, forse.�</p><p>Tuttle scoppiava di felicit�.</p><p>�Non dovresti costringermi a frequentare partie noiosi� disse la moglie dell�ammiraglio, mentre il marito la prendeva per mano. �Non sono nemmeno riuscita a conoscere l�ospite d�onore.�</p><p>�Un�altra volta, cara. Un�altra volta. Tuttle� si gir� a dire O�Kelly �grazie per essersi preso tanta cura della signora.�</p><p>�� stato un piacere, signore.�</p><p>�Ci vediamo domattina alle otto e trenta in ufficio� si conged� l�ammiraglio.</p><p>�S�, signore!� Tuttle sapeva cosa significava il tono dell�ammiraglio: missione compiuta.</p><p>Era al settimo cielo. Aveva convinto l�ammiraglio ad appoggiare il suo piano, e l�ammiraglio aveva convinto la Casa Bianca e l�onorevole Nickerson. Aveva vinto. Il progetto, al di l� di ogni dubbio, stava per partire.</p><p>Eccitatissimo, si mise a scrutare la gente che usciva e vide Willie Wilson. L�evangelista urbano stringeva mani, porgeva i suoi saluti alle persone che se ne andavano. Strinse la mano dell�ammiraglio, poi quella della signora O�Kelly. La matrona gli scocc� un sorriso da ragazzina.</p><p>�Grazie davvero, ammiraglio. I poveri di questa citt� apprezzeranno il suo aiuto e la sua comprensione.� Wilson si gir� verso la coppia successiva della fila che si era formata, mentre un aiutante gli sussurrava qualcosa all�orecchio. �Dio la benedica, senatore. Spero che l�anno prossimo vinca col massimo dei voti� Grazie di essere venuto� � stato un piacere conoscerla��</p><p>Tuttle si tenne ai margini della folla che scemava. Scoppiava dalla voglia di raccontare a qualcuno la buona notizia. Che era Top Secret, ovviamente; ma il vicecomandante non poteva tenere dentro tanta eccitazione. Qualcosa �doveva� uscire.</p><p>Alla fine, Wilson lo not�. �Freddie, sei proprio tu sotto quell�uniforme sgargiante?�</p><p>�Ciao, Will� disse Tuttle.</p><p>L�evangelista indossava il suo tipico vestito di cotone azzurro, una camicia bianca e un foulard a fiori al collo. Era un poco pi� alto di Tuttle, e magrissimo. Il viso era scarno, tutto spigoli. I capelli erano d�un biondo angelico; gli occhi, del grigio freddo d�una tempesta sull�Atlantico.</p><p>�Non ci vediamo da� Quand�� stato, Freddie? Atlanta?�</p><p>�New Orleans� lo corresse Tuttle. �Quando la polizia ha tentato di interrompere il tuo raduno.�</p><p>�S�, adesso ricordo. Due anni fa. I cattolici cominciavano a innervosirsi.�</p><p>�Si � rifatto i denti� not� Tuttle. �Probabilmente � indispensabile quando si appare tanto spesso in televisione.�</p><p>�Ti ho visto a Georgetown� disse Tuttle. �Hai richiamato parecchia gente.�</p><p>�Una palestra scolastica� ribatt� Wilson. �Non � poi tanto. La prossima volta che torno qui, riempiremo lo stadio.�</p><p>�Lo spero proprio.�</p><p>�Il movimento s�ingrossa di continuo.�</p><p>�Lo so. La gente comincia ad accorgersi di te. Specialmente per via delle apparizioni televisive. Hai il senso dello spettacolo.�</p><p>Una piccola folla si accalcava alla porta, dietro Tuttle, in attesa di salutare l�ospite d�onore. I suoi aiutanti si agitavano per l�irrequietezza e guardavano di continuo l�orologio.</p><p>�Be�, ci proviamo� disse Wilson. �La strada � lunga e difficile.�</p><p>�S�, lo immagino.�</p><p>�E come mai la marina � venuta al mio party? Chi era l�ammiraglio che � appena uscito?�</p><p>Tuttle rise e si sent� dire: �Forse la marina sta diventando religiosa.�</p><p>Wilson gli restitu� un sorriso.</p><p>�Sta succedendo qualcosa di grosso, Willie� sussurr� all�improvviso, incontrollabilmente, Tuttle. �Qualcosa di talmente grosso che butter� tutti per aria.�</p><p>�Cosa vuoi dire, Freddie?�</p><p>Indicando con un gesto la gente che si affollava attorno a loro, Tuttle mormor�: �� troppo presto per dirlo. Ma � una cosa grossa. Enormemente grossa. Non appena avremo accertato che sia vera, ti passer� la parola.�</p><p>Wilson scelse il suo sorriso migliore. �Benissimo, Freddie. Ma di che si tratta?�</p><p>Tuttle scosse la testa. �Lo saprai quando te lo dir�. Non si � mai visto niente del genere. Posso dirti una sola cosa: scrutate il cielo.�</p><p>�Dio, sembrerebbe il Secondo Avvento.�</p><p>�Forse lo sar� rispose Tuttle, perfettamente serio. �Forse lo sar�.�</p></section><section><title><p>10</p></title><epigraph><p>Ma se anche incontrassimo vita sugli altri pianeti di questo Sole, appare estremamente improbabile che possa essere vita intelligente. Le probabilit� sono incredibilmente a sfavore; dato che il Sistema Solare ha come minimo cinquemila milioni d�anni, � del tutto irragionevole ritenere che altre creature razionali lo dividano con noi in questo momento.</p><p>Per trovare i nostri simili, o, pi� probabilmente, esseri che ci sono superiori, dobbiamo guardare alle stelle. Abbiamo ancora scienziati conservatori� pronti a negare la speranza che ci sar� mai possibile superare l�abisso che la luce stessa impiega anni a percorrere.</p><p>� un�assurdit�. Nel futuro prevedibile� riusciremo a costruire esploratori robot diretti alle stelle, cos� come quelli che abbiamo oggi sono in grado di raggiungere Marte e Venere. Impiegheranno anni per i loro viaggi, ma prima o poi ci porteranno la notizia che non siamo soli.</p><p>Questa notizia potrebbe anche giungerci, pi� in fretta e pi� dettagliata, sotto forma di onde radio o altri messaggi� Anche oggi, se si pensasse che ne valga la pena, potremmo costruire un trasmettitore capace di inviare segnali alle stelle pi� vicine.</p><text-author>Arthur C. Clarke</text-author><text-author><emphasis>Voices from the Sky��</emphasis> 1965</text-author></epigraph><empty-line/><p>Stoner sfior� la tastiera del computer. Il terminale, che sembrava una macchina per scrivere, era in precario equilibrio sul tavolo della sala da pranzo. Accanto si trovava il terminale video, e sullo schermo danzavano lettere in verde pallido e simboli. La stanza era ingombra di fogli di stampati e fotografie. Un�intera parete della sala da pranzo era adesso coperta da scaffali che Stoner, con l�aiuto delle sue guardie, aveva ricavato usando assi e mattoni. Ogni scaffale rigurgitava di libri.</p><p>La casa, per�, non era pi� soltanto sua.</p><p>Oltre alle muscolose guardie della marina che tenevano sotto controllo l�esterno e che a intervalli fissi frugavano la casa, mettendo in disordine la cucina e controllando tutte le porte e le finestre, arrivava sempre pi� gente da Washington e da altri posti e si installavano nel grande soggiorno affacciato sulla piscina. Quasi tutti erano militari, e le loro valigie erano piene di piani logistici. Stoner li sentiva discutere, a volte urlare, perch� la porta scorrevole della sala da pranzo era sottilissima. Discutevano di approvvigionamenti e posti letto, di premi d�assicurazione e parti di ricambio elettroniche.</p><p>Stoner cercava, per quanto gli era possibile, di evitarli. Restassero pure in soggiorno, purch� non interferissero col suo lavoro. Escludeva dalla mente le loro voci rimbombanti e si concentrava sul compito di identificare l�orbita della nave spaziale, usando le fotografie di Big Eye e il computer per analizzarne il percorso.</p><p>�Dev�essere una nave spaziale� continuava a ripetersi. �Non pu� essere un oggetto naturale.�</p><p>McDermott si presentava l� con regolarit�, e nemmeno le pi� spesse porte di quercia riuscivano a smorzare la sua voce profonda, echeggiante. Veniva spesso anche Tuttle, ma il piccolo vicecomandante era troppo preso dalla programmazione delle loro mosse per raccontare qualcosa a un semplice astrofisico.</p><p>Nonostante tutto, Stoner ud� qualche frammento di quelle conversazioni. Il progetto aveva ormai un suo nome in codice; PROGETTO JUPITER. E le discussioni, in genere, vertevano sulla base da dare al PROGETTO JUPITER. McDermott continuava a urlare che era meglio Arecibo. Per�, sempre pi� spesso, le altre voci gli contrapponevano un altro nome: Kwajalein.</p><empty-line/><p>�Cosa stai facendo?� chiese Jo.</p><p>Si mise a sedere sul letto e, per modestia, si tir� la coperta sul petto. Era una domenica di met� novembre, di primo mattino. La luce dell�alba entrava dalle finestre.</p><p>Jo era arrivata, come sempre, il venerd� sera, con una cartella piena di foto di Big Eye sotto il braccio. Recavano tutte la stampigliatura �Confidenziale� ed erano indirizzate a Stoner. Le foto erano state trasmesse, via laser, dal telescopio orbitale al Goddard Space Center della NASA, nel Maryland. Da l� erano passate, via cavo fotografico, al quartier generale della marina, sulla baia praticamente deserta di Boston. Ogni venerd� pomeriggio Jo andava a prenderle al palazzo grigio della marina e le portava a Stoner nel New Hampshire. E si fermava per il week-end.</p><p>Stoner sedeva al piccolo scrittoio d�acero che le guardie della marina gli avevano procurato, chino su un mucchio di fogli.</p><p>�Sto scrivendo una lettera� disse �a un mio vecchio amico. � stato mio insegnante. Un astrofisico, Claude Appert. Vive a Parigi.�</p><p>�� francese?� chiese Jo.</p><p>�Francese quanto la torre Eiffel.� Stoner termin� l�indirizzo sulla busta e si gir� verso Jo. �Voglio che me la imbuchi quando torni a Cambridge.�</p><p>Lei inarc� le sopracciglia.</p><p>�Non mi permettono di spedire lettere da qui� spieg� Stoner. �Specialmente per l�estero.�</p><p>�Cosa gli hai scritto?�</p><p>Lui pieg� due fogli sottili di carta e li infil� nella busta. �Gli chiedo se qualcuno degli astronomi europei ha captato segnali radio insoliti da Giove.�</p><p>�� una violazione dell�impegno alla segretezza, no?� domand� Jo.</p><p>Scuotendo la testa, Stoner rispose: �Non gli ho detto che abbiamo scoperto qualcosa. Gli chiedo solo se ha notizie.�</p><p>Jo disse: �La marina non permetterebbe��</p><p>�Stammi a sentire� scatt� lui. �Ci stanno usando, Jo. Non capisci? Usando. Abbiamo fatto una scoperta incredibile, e loro cosa fanno? Pensano solo a tenerla segreta e a cercare di sfruttarla a fini militari.�</p><p>�Ma��</p><p>�Ma niente! Noi passiamo la vita a tentare di strappare tutti i segreti possibili all�universo, e loro ci trattano come se fossimo al loro servizio. Rubano le nostre scoperte e le trasformano in armi. Ci mettono da parte appena ne hanno voglia, appena decidono di dare un taglio ai finanziamenti per la ricerca. Persino il bestiame viene trattato meglio! Il governo spende pi� denaro per sovvenzionare la fottuta industria del tabacco, che provoca il cancro, di quanto non ne spenda per le ricerche sul cancro.�</p><p>�E questo cosa c�entra con i segnali radio?� chiese dolcemente Jo.</p><p>Stoner si era alzato per continuare la predica, scordandosi di essere nudo. �Appena scopriamo qualcosa che possa servire al loro potere, una nuova idea che li aiuti a tenere sotto controllo o a uccidere la gente, ci legano alla catena e non ci lasciano pi� lavorare a nient�altro.�</p><p>�Non viviamo in un mondo pacifico, Keith.�</p><p>�Questo lo so. Ma qual � la prima reazione di Tuttle alla possibilit� che abbiamo scoperto vita intelligente? Nessun senso di meraviglia. E nemmeno curiosit�. Nemmeno paura! Vogliono solo mettere le mani sulla tecnologia che gli alieni potrebbero possedere, per migliorare le loro armi.�</p><p>Jo non parl�.</p><p>�� per questo che vogliono nascondere la notizia a uomini come Sagan e Phil Morrison. Perch� sono famosi a livello internazionale. Potrebbero convincere le Nazioni Unite o qualche altra organizzazione internazionale a creare un programma unico a livello mondiale. I militari non vogliono! Ecco perch� mi hanno chiuso qui come un prigioniero. Ecco perch� vogliono trasferire tutta quanta la loro maledetta operazione a una base militare segreta. Vogliono che questa faccenda resti un segreto.�</p><p>�Lo so.�</p><p>�Be�, io invece voglio svelare la verit� disse Stoner, agitando la busta. �Ecco a cosa serve questa lettera.�</p><p>�Keith, non farai altro che metterti in grossi guai.�</p><p>�Siamo gi� nei guai� ribatt� lui �e finch� riusciranno a tenere segreta questa faccenda, il mondo intero � nei guai.�</p><p>�Non so se devo imbucarla, Keith� disse Jo.</p><p>Stoner and� a sedersi sull�orlo del letto, accanto alla ragazza. �Imbucala. Non possono mettermi nei guai pi� di quanto non ci sia gi�. Ed � importante che l�intera comunit� scientifica sappia cosa sta succedendo qui.�</p><p>Riluttante, Jo prese la lettera. Guard� l�indirizzo, poi si gir� ad appoggiare la busta sul comodino, vicino alla borsetta.</p><p>Stoner non le disse che il secondo foglio era indirizzato all�autore del libro che aveva letto poche sere prima. Un linguista russo che aveva scritto un�interessante monografia sui possibili linguaggi extraterrestri: il professor Kirill Markov, di Mosca.</p><empty-line/><p>Trascorsero altre settimane, e Stoner continu� pazientemente a lavorare da solo, mentre nell�altra stanza proseguivano le discussioni.</p><p>�McDermott ci aveva promesso un inverno caldo� sorrise fra s� Stoner. �Sar� il primo d�aprile prima che ce ne andremo dal New England.�</p><empty-line/><p>Thompson port� l�inglese alla casa in un gelido mattino, uno di quei giorni del New England quando il sole splende in un cielo assolutamente azzurro, ma l�aria � una massa freddissima di correnti polari che arrivano dal Canada e fanno scendere sotto zero i termometri per giorni e giorni.</p><p>Da dentro, lo spettacolo era bellissimo: la luce abbagliante del sole che si rifrangeva sulla neve immobile, gli alberi che alzavano nel cielo di cristallo i rami nudi, Stoner, alzandosi, trascorse due minuti ad ammirare il panorama.</p><p>Poi scese subito in sala da pranzo e si mise a battere sulla tastiera del computer, esasperato perch� i dati sulla nave spaziale erano tutti troppo recenti e non permettevano di individuarne con sicurezza il punto d�origine. Una zaffata d�aria fredda gli disse che qualcuno era entrato dalla porta sul retro della cucina.</p><p>Stoner non si prese il disturbo di alzare gli occhi. Il terminale cominciava a trasmettere le risposte alle sue ultime equazioni, stampando automaticamente, scrivendo sul foglio a una velocit� follemente inumana, mentre numeri e simboli si concretizzavano pi� in fretta di quanto lui riuscisse a seguirli.</p><p>Jeff Thompson disse: �Ciao, Keith. Hai da fare?�</p><p>Stoner gir� la poltroncina, con una risposta acida gi� pronta, ma vide che con Thompson c�era un uomo anziano.</p><p>�Keith, il professor Roger Cavendish.�</p><p>Stoner aveva davanti un uomo sulla sessantina, alto e inagrissimo, con pochi capelli bianchi, un viso ossuto, occhi infossati, sopracciglia folte. In cappotto e sciarpa, i guanti in una mano, l�uomo rivolse a Stoner un mezzo sorriso enigmatico.</p><p>�Il professor Cavendish?� chiese Stoner. �Di Jodrell Bank?�</p><p>�S� rispose dolcemente Cavendish. �In persona. Non mi dica che la mia fama mi ha preceduto.�</p><p>�Le sue ricerche sulle molecole organiche nelle nubi interstellari non sono esattamente sconosciute� disse Stoner. Poi si alz� e porse la mano all�inglese.</p><p>La mano di Cavendish era fredda, la sua stretta senza entusiasmo.</p><p>�E lei � il signor Keith Stoner, l�astronauta, eh?�</p><p>�Ex astronauta.�</p><p>�S�. Infatti.�</p><p>Thompson port� via i cappotti e url� dalla cucina che avrebbe preparato il t�.</p><p>�C�� il caff� istantaneo, se preferisce� propose Stoner.</p><p>Cavendish rabbrivid�, letteralmente.</p><p>Stoner si spost� in soggiorno. Quando vide la piscina, Cavendish aggrott� le sopracciglia foltissime.</p><p>�Mio Dio, che splendore. � riscaldata?�</p><p>�S�.�</p><p>�Naturalmente. Che domanda stupida. Se no, con questo clima sarebbe una pista da pattinaggio, no?�</p><p>Stoner sorrise. �Questa stanza viene tenuta molto riscaldata. I militari e quelli dei servizi logistici si riuniscono qui.�</p><p>�Ah. Vedo. Com�� logico, si prendono tutte le comodit� possibili.�</p><p>Indicandogli una poltrona, Stoner chiese: �Cosa la porta qui?�</p><p>Cavendish si accomod�, allung� le gambe magrissime. Era il ritratto perfetto dell�accademico inglese: vestito informe di tweed, golf sotto la giacca, cravattino a farfalla storto.</p><p>�La NATO, in effetti� rispose. �Quelli dei suoi servizi segreti hanno fatto domande interessanti sui segnali radio, e cos� quelli dei nostri servizi segreti hanno sommato due pi� due, e alla fine � intervenuta la NATO. Una cosa ha portato all�altra, ed eccomi qui.�</p><p>�Rappresenta la NATO?�</p><p>�Certamente.�</p><p>�E verr� con noi quando ci trasferiremo ad Arecibo, o Kwajalein, o dove ci manderanno?�</p><p>�Signore, spero di no. Ho gi� trascorso abbastanza anni nei paradisi tropicali.�</p><p>Stoner si appoggi� all�indietro sulla poltrona, riflettendo. �Cos� hanno messo di mezzo la nato. Forse la mia lettera a Claude � stata utile. Chiss� se ha trasmesso il mio messaggio a quel linguista russo.�</p><p>Thompson arriv� con un vassoio e tre tazze. Stoner prese la sua: caff�. Un sorso lo convinse a non permettere mai pi� a Thompson di preparargli il caff�.</p><p>�Il professor Cavendish � stato prigioniero di guerra per quasi cinque anni� disse Thompson. �Nel Pacifico.�</p><p>�In Birmania, per la precisione� disse Cavendish. �Il ponte sul fiume Kwai, e cose del genere. Molto spiacevole. Meglio scordarsene se ci si riesce.�</p><p>Nel giro di pochi minuti, lasciarono da parte le rispettive origini e vite, per mettersi a parlare di lavoro.</p><p>�Non possediamo dati sufficienti� ammise Stoner �per permetterci di rintracciare il punto d�origine dell�oggetto. Non credo che riusciremo mai a sapere da dove venga.�</p><p>�Per� le informazioni che avete dimostrano che non pu� essere stato lanciato da Giove� disse Cavendish.</p><p>�Credo di s� disse Stoner. �Abbiamo preso in considerazione ogni possibile punto di lancio. Se la nave spaziale � apparsa nelle vicinanze di Giove nello stesso momento in cui sono iniziati i segnali radio, � assolutamente impossibile che sia stata lanciata da Giove. Assolutamente impossibile.�</p><p>�� una prova negativa� disse Thompson.</p><p>�E per questo tanto pi� decisiva� disse Cavendish. �Se possiamo escludere con certezza che Giove sia il punto di partenza di questo visitatore, abbiamo gi� concluso parecchio.�</p><p>�Immagino che la prossima mossa sia eliminare gli altri pianeti.�</p><p>�Semplicissimo. Direi che il vostro computer possa masticare quei numeri piuttosto in fretta.�</p><p>Stoner allung� le gambe, si sdrai� in poltrona. Appoggi� la tazza di caff� sulla fibbia della cintura e disse: �Ormai � stabilito. Quella cosa proviene dall�esterno del Sistema Solare. Abbiamo le cifre che lo dimostrano.�</p><p>�Le avremo� disse Thompson �tra pochi giorni.�</p><p>�Per� cos� la faccenda diventa ancora pi� curiosa, no?� chiese Cavendish.</p><p>�Perch�?�</p><p>�Be�, se proviene dall�esterno del Sistema Solare, da un�altra stella, quel benedetto oggetto deve aver impiegato migliaia d�anni per arrivare. Anzi, pi� probabilmente milioni d�anni.�</p><p>�Se � una sonda senza equipaggio��</p><p>�Anche senza equipaggio�� Cavendish agit� la tazza di t�, ormai vuota. ��Una macchina capace di restare intatta e operare alla perfezione per millenni? Per un�eternit�? Difficile da credere.�</p><p>�Per le macchine �umane�.�</p><p>�E se avesse un equipaggio?� riflett� Thompson. �Anche le nostre navi spaziali hanno funzionato meglio quando a bordo c�erano astronauti in grado di riparare i guasti.�</p><p>�Ma � il benedetto fattore �tempo� a rendere cos� difficili tutti questi ragionamenti� insistette Cavendish. �Se ammettiamo che un�astronave viaggi da una stella all�altra, occorrerebbero tanti secoli che l�equipaggio dovrebbe essere pronto a trascorrere sulla nave l�intera esistenza� Pi� le esistenze di figli, e nipoti, e pronipoti. Dozzine di generazioni, non capite?�</p><p>�Non se la nave fosse in grado di viaggiare alla velocit� della luce, o quasi� disse Stoner.</p><p>�Gli effetti relativistici� mormor� Thompson. �La dilatazione del tempo.�</p><p>�Maledettamente improbabile� ribatt� Cavendish. �E, a dire il vero, le sue osservazioni dimostrano che sta viaggiando a un velocit� piuttosto bassa, un po� come le sonde Voyager e Mariner.�</p><p>Thompson fin� di bere e si alz�. �Comunque, una cosa � certa. Da qualsiasi punto di vista lo si guardi, quel maledetto oggetto � impossibile.�</p><p>�Per� esiste� disse Stoner.</p><p>�Ahh� disse Cavendish, con un sorriso sempre pi� accentuato. �� questo che rende interessante la scienza, no?�</p></section><section><title><p>11</p></title><cite><p><emphasis>Top Secret</emphasis></p><p>Memorandum</p><p>A: Tenente R.J. Dooley, Servizio Segreto Marina</p><p>Usa</p><p>DA: Capitano G,V. Yates, NATO/QG SOGGETTO: Visto di sicurezza Prof. Roger H.T. Cavendish, MRS, FIAC, UIB, PhD.</p><p>1. Il professor Cavendish � in possesso di visto di sicurezza fino a livello TOP SECRET dell�Esercito Inglese, Societ� Scientifica Inglese, e NATO. Vedere la documentazione allegata.</p><p>2. L�ultimo accertamento di sicurezza si � concluso il 24 agosto �80.</p><p>3. Il visto di sicurezza � stato inizialmente concesso a Cavendish il 15 dicembre �59, dopo il suo rimpatrio dall�URSS nel 1957. � stato prigioniero di guerra in Birmania, in seguito in Manciuria, e quindi affidato all�esercito sovietico al termine della Seconda guerra mondiale. � rimasto in URSS �volontariamente� fino al 1957, data del rimpatrio nel Regno Unito.</p><p>4. Il servizio segreto inglese sospett� che Cavendish fosse un agente sovietico, ma ripetuti accertamenti sulle sue attivit� non hanno indicato niente attivit� di sospetto. Di conseguenza, gli � stato concesso il visto di sicurezza fino al livello TOP SECRET.</p><p>5. Conclusioni: se Cavendish e un agente sovietico, � un �agente dormiente�, destinato a non fare nulla per molti anni, fino a ottenere una posizione della massima fiducia e responsabilit�. Il PROGETTO JUPITER potrebbe essere quella posizione.</p><p><emphasis>Top Secret</emphasis></p></cite><empty-line/><p>Percorrendo il sentiero di ghiaia che costeggiava le lunghe file di argentee antenne radiotelescopiche, Kirill Markov si tir� il cappello di lana sulle orecchie arrossate e riflett� che buona parte dello spirito russo viene forgiata dal clima russo.</p><p>Un popolo malinconico in una terra brulla con un clima orribile.</p><p>Si ferm� a studiare il paesaggio. All�infinito, pianure coperte di neve, con pochissimi rilievi montuosi a spezzare la monotonia. Nubi grigie, pesanti, brutte, protese verso il terreno come la mano di un dio astioso. Un vento freddo che ululava di continuo, senza nemmeno un albero che lo fermasse, che rimandasse un suono pi� dolce, meno cupo.</p><p>Perch� avevano dovuto costruire il centro di ricerca proprio l� nella steppa? Perch� non sul Ma Nero, dove i commissari hanno le dacie per l�estate e ogni tanto spunta il sole?</p><p>Scosse la testa. �Ammettiamolo, vecchio mio. Se tu avessi concluso qualcosa con il puzzle che ti hanno affidato, non t�importerebbe troppo del clima o del paesaggio.�</p><p>Era la verit�, Gli impulsi radio lo avevano sconfitto. Se erano un linguaggio o un codice, lui non era riuscito nemmeno a scalfirne la superficie nei mesi trascorsi a lavorare al problema.</p><p>Depresso, fece dietrofront e s�incammin� fiaccamente verso i suoi alloggi. Il vento gli sollevava il lungo cappotto. E gli si stavano congelando i piedi.</p><p>E gli impulsi radio erano ancora un mistero, esattamente come il primo giorno che aveva affrontato il problema.</p><p>Stava oltrepassando l�isolato grigio e massiccio degli uffici amministrativi, quando gli giunse la voce forte e chiara di Sonya Vlasov.</p><p>�Finalmente, Kir! Mi stavo chiedendo dove fossi finito.�</p><p>Markov gemette fra s�. Sonya era stata una conquista facile, se �conquista� era la parola adatta per una donna cos� disponibile. Disponibile? Era esigente. Markov pensava che le loro lunghe notti a letto avessero qualcosa a che fare con la sua incapacit� di risolvere l�enigma di Giove. La ragazza era giovane, spaventosamente energica, atletica, e dotata di pi� fantasia di un gruppo di acrobati cinesi.</p><p>Sonya corse ad afferrarlo per il braccio. �Ti sei dimenticato che il direttore del laboratorio ti ha invitato a un t�, oggi pomeriggio?�</p><p>Si stava gi� facendo buio. Le luci sopra gli edifici e lungo i sentieri erano accese. Markov avvertiva una sensazione di gelo, di svuotamento completo dell�anima. Incredibilmente, Sonya sorrideva, perfettamente a suo agio senza cappotto. Indossava solo un maglione, pantaloni larghi e stivali.</p><p>Il maglione, per�, non era troppo largo, e nonostante tutto Thompson avvert� una vampata di desiderio. Sorrise al volto rotondo e allegro di Sonya.</p><p>�S�, mi ero proprio scordato dell�invito. Dove andrei a finire senza di te?�</p><p>Lei rise. �A letto con un�altra ragazza. Sono tutte invidiose di me, sai.�</p><p>�Ah, angelo della mia salvezza� disse lui, passandole il braccio sulle spalle. �Sei troppo buona con me. Dopo tutto, sono un vecchio tremante��</p><p>�Non � vero!�</p><p>�Un uomo di mezza et�, allora.� Assieme, s�avviarono verso l�edificio in legno che conteneva la stanza di Markov. �Ci sono tanti uomini pi� giovani che sospirano e gemono all�idea di strapparti un sorriso. Eppure tu concentri su di me tutte le tue energie.�</p><p>�E a pensarci� aggiunse fra s� �ci sono altre donne che questa ipermaniaca sessuale ha tenuto lontano da me.�</p><p>Ma Sonya non voleva nemmeno sentirne parlare. La sua devozione per Markov era assoluta. E, s�, lui fin� col fare di nuovo l�amore, prima di uscire per il t�. Il che non costitu� una sorpresa per Markov. Semi-appisolato sui seni grandi e morbidi di lei, si scopr� a tentare di contare quante volte l�avessero fatto negli ultimi due mesi.</p><p>�Devo essere pi� o meno a livello di record mondiale per un uomo che ha quasi cinquant�anni� si stup�.</p><p>Il t� del direttore fu molto privato, molto tranquillo, e, per fortuna, breve. Markov parl� amabilmente dei suoi studi sulle lingue orientali, mentre tutti gli altri, uomini e donne, discutevano di astronomia ed elettronica. Lui non capiva loro, e loro non capivano lui. Nessuno parl� degli impulsi radio provenienti da Giove, perch� in teoria costituivano un segreto di cui solo una mezza dozzina di persone del centro erano al corrente. E nessuno sapeva chi, fra gli altri ventiquattro invitati al t�, potesse riferire a Mosca le loro conversazioni.</p><p>Markov non aveva fame quando gli invitati salutarono l�ospite e tornarono alle loro stanze. Super� la mensa e si diresse alla propria stanza. Senz�altro Sonya lo avrebbe aspettato a letto.</p><p>Forse dorme, sper� Markov. Poi fece una smorfia. �Bella situazione! Hai paura di lei. � ora che tu le dica che sei un uomo sposato e non puoi pi� continuare con questa relazione.�</p><p>Pens� alla specialista in elettronica, bionda, snella e languida, che aveva visto al t� del direttore. Grandi occhi assonnati. Se non altro, sarebbe stata meno faticosa.</p><p>Fu una sorpresa notevole aprire la porta della stanza e trovare sua moglie seduta davanti al termoconduttore.</p><p>�Maria!�</p><p>Lei alz� la testa a guardarlo, con la solita espressione accigliata.</p><p>Markov lanci� un�occhiata al letto. Era disfatto, ma vuoto.</p><p>�Cosa ci fai qui?� Chiudendo la porta, si chiese che fine avesse fatto Sonya.</p><p>�Sono venuta a sentire il resoconto dei tuoi progressi� disse lei. �I miei superiori hanno pensato che mi avrebbe fatto piacere rivedere mio marito, dopo due mesi di lontananza.�</p><p>Imbastendo un sorriso, Markov disse: �Che pensiero gentile.�</p><p>Si tolse il cappotto, lo appese al gancio dietro la porta. La valigia nera di Maria era sul pavimento, vicino all�armadio.</p><p>L�armadio! Possibile che Sonya fosse nascosta nell�armadio?</p><p>�Sarai stanca, dopo un viaggio del genere� disse Markov alla moglie. �Ti va un po� di t�? Vuoi cenare?�</p><p>�Mi sembri stanco anche tu. Hai cerchi neri sotto gli occhi.�</p><p>�Ho lavorato sodo.�</p><p>�S�, lo so.�</p><p>�Dev�essere cos� che si sente un topo quando � fra le zampe del gatto� pens� Markov. �O un delinquente quando la polizia lo cattura.�</p><p>�Temo di non avere fatto molti progressi��</p><p>�Dipende dai punti di vista� disse Maria, in tono freddo, distaccato. �La ragazza che stava nel tuo letto sembrava piuttosto contenta dei tuoi progressi.�</p><p>�Ragazza?� La voce di Markov era quasi stridula. �Oh, quella. Lei� Be��� Scroll� le spalle, ebbe un sorriso goffo.</p><p>�Spero che tu abbia scoperto qualcosa sui segnali radio� disse Maria, mortalmente calma �tra una seduta a letto e l�altra.�</p><p>Il sorriso di Markov si sgretol�. Lui prese una sedia, sedette di fronte a lei, e disse: �Maria� Non credo che si possa scoprire qualcosa su quegli impulsi. Ci siamo serviti delle analisi del computer e io le ho studiate attentamente per mesi��</p><p>�Attentamente.� La donna sbuff�.</p><p>�Attentamente� ripet� lui. �Non c�� la minima traccia di periodicit�, o di ritmicit�, o di una qualsiasi delle caratteristiche che � lecito attendersi da un linguaggio.�</p><p>�Sei sicuro che la tua mente non sia stata tanto ottenebrata da impedirti di lavorare come si deve?�</p><p>�Sono mai venuto meno alle tue aspettative?�</p><p>�Stai invecchiando, ma la tua saggezza non aumenta.�</p><p>Lui si batt� il palmo della mano sul ginocchio. �Questo � ingiusto, Maria Kirtchatovska! Io sono��</p><p>Lei gli punt� addosso l�indice, e Markov piomb� nel silenzio. �Dobbiamo decifrare questo codice, Kirill. Capisci? I miei superiori non accetteranno uno scacco.�</p><p>�Ma io non credo che �sia� un codice.�</p><p>�Loro s�.�</p><p>Alzando le mani al cielo, Markov chiese: �E se loro credono che la luna sia di formaggino tenero, uccideranno i cosmonauti che ne riportano rocce?�</p><p>Maria non si spostava d�un millimetro. A Markov pareva un mulo testardo, recalcitrante. Le parole rimbalzavano sulla sua pelle coriacea.</p><p>�Se non � un codice, non � un codice!� disse lui, a voce pi� alta. �Se non � un linguaggio, come pu� essere un linguaggio?�</p><p>Lo sguardo di Maria lo trafisse. �Quindi, dovrei tornare a Mosca e riferire ai miei superiori che mio marito ha studiato i segnali radio per due mesi e ha concluso che la loro origine � assolutamente naturale. E quando mi chiederanno che tipo di studi ha condotto, potr� dire che ha trascorso quasi tutti e due i mesi a letto con una vacca ipersessuata che bisognerebbe mandare a pascolare in Siberia.�</p><p>�No!� rugg� Markov. �Non puoi farlo.�</p><p>�Il tuo fallimento � il mio fallimento� ribatt� Maria. �E prima che questo succeda, mander� all�inferno la tua puttanella.�</p><p>�Maria, non capisci��</p><p>�No, sei �tu� che non capisci. Non sono disposta ad accettare la tua parola in questa situazione. Non quando so che ti sei messo a giocare, anzich� lavorare. E con la mia carriera che giochi! Con la mia vita! E con la tua.�</p><p>Disperato, lui si pass� una mano tra i pochi capelli. �Senti� Ho fatto un lavoro serio su quei segnali. Onestamente. Lascia che mostri tutto all�accademico Bulacheff. Se lui � d�accordo con me, ti riterrai soddisfatta?�</p><p>Maria gli lanci� un�occhiata lunga, assassina; poi infil� una mano nella valigia ai suoi piedi e tir� fuori un foglio di carta, una lettera manoscritta.</p><p>�Leggi qui� ordin�.</p><p>Markov socchiuse gli occhi, si frug� in tasca, trov� gli occhiali, li infil�. Mentre leggeva, il suo viso perse ogni sicurezza. La mano cominci� a tremargli leggermente.</p><p>Alla fine, torn� a guardare sua moglie. �Chi� Chi � questo Stoner?�</p><p>�Uno scienziato americano, un astrofisico che ha partecipato alla costruzione del telescopio che gli americani hanno messo in orbita all�inizio di quest�anno.�</p><p>Vacillante, Markov raggiunse il letto, vi si lasci� cadere. �E, secondo lui, nelle vicinanze di Giove c�� una nave spaziale che � la causa dei segnali.�</p><p>Maria disse: �Perch� ti ha scritto una lettera del genere?�</p><p>Scrutando il foglio sottile, Markov rispose: �Dice di aver letto il mio libro sui linguaggi extraterrestri��</p><p>�Il tuo celebre libro.�</p><p>�Ma� Tu credi a quello che dice, Maria? Forse � un trucco degli americani.�</p><p>�Molti americani non comprendono la natura della lotta fra capitalismo e comunismo. Pensano che i due sistemi possano coesistere in pace.�</p><p>Markov annu�.</p><p>�Questo Stoner � un idealista. � anche uno scienziato che vuole ottenere certi riconoscimenti per aver scoperto una forma di vita aliena. Ecco perch� ti ha scritto.�</p><p>�Ma perch� proprio a me? Perch� non alla Federazione Astronomica Internazionale? O all�Accademia Sovietica delle Scienze? Perch� a me?�</p><p>�E chi lo sa?� rispose Maria. �I nostri agenti in America stanno indagando.�</p><p>Markov cerc� di riprendere il controllo di s�. Stavano succedendo troppe cose, troppo in fretta.</p><p>�Credi ancora� chiese Maria �che quei segnali non siano un linguaggio?�</p><p>Lui trasse un profondo respiro; poi: �Non sono un linguaggio. Come minimo, non sono un tipo di linguaggio che io possa comprendere.�</p><p>Lei si protese, gli strapp� la lettera di mano. Rimettendola in valigia con estrema cura, disse: �Pochi momenti fa hai espresso il desiderio di vedere l�accademico Bulacheff. Vuole vederti anche lui. Immediatamente. Stanotte rientriamo a Mosca.�</p></section><section><title><p>12</p></title><epigraph><p>�Alla fine del novembre �67 ho identificato una sorgente radio pulsante a livello di registrazione veloce. Mentre la penna tracciava il grafico sulla carta, vidi che il segnale era composto di una serie d�impulsi� distanziati l�uno dall�altro di un secondo e un terzo.</p><p>Poi Scott e Collins osservarono gli impulsi con un altro radiotelescopio� il che portava a eliminare gli effetti strumentali. John Pilkington misur� la dispersione del segnale, e da l� si dedusse che la fonte era molto al di fuori del Sistema Solare, ma all�interno della galassia. Quindi, si trattava di impulsi prodotti dall�uomo, ma da uomini di un�altra civilt�?� Non credemmo realmente di aver raccolto i segnali di un�altra civilt�, ma naturalmente l�idea ci si era presentata, e non esistevano prove che si trattasse di un�emissione radio del tutto naturale. � un problema interessante: se si ritiene di aver scoperto la vita in altri punti dell�universo come si possono annunciare i risultati con piena responsabilit�?</p><text-author>S. Jocelyn Bell Burnell</text-author><text-author><emphasis>Discorso tenuto all�ottavo Simposio Texano di astrofisica relativistica, 1977, sulla sua scoperta dei pulsar</emphasis></text-author></epigraph><empty-line/><p>�� troppo fantastico per crederci!�</p><p>�Le assicuro, signor presidente, � perfettamente vero.�</p><p>Il presidente si alz� dal tavolo di mogano, s�incammin� verso il camino. La riunione di gabinetto era terminata sulle solite dispute, e lui era stato ben felice di lasciare la fredda formalit� della sala di gabinetto per la sala Roosevelt, molto pi� piccola e intima.</p><p>Fermo accanto al piccolo busto in bronzo di Teddy Roosevelt sulla mensola del caminetto, il presidente appariva sconvolto: cravatta allentata, colletto aperto, capelli arruffati, pugni infilati nelle tasche della giacca.</p><p>L�addetto stampa lo osservava preoccupato. Come vecchio amico e consigliere del presidente, sapeva che tutte quelle pressioni lo stavano inesorabilmente portando alla disperazione.</p><p>Il presidente fiss�, con aria malinconica, il dipinto di Teddy che guidava la Cavalleria Volontaria, appeso sopra il divano. �Ai suoi giorni le cose erano molto pi� semplici, no?�</p><p>Il segretario alla Difesa scosse la testa. �Sembra cos� solo a distanza di tempo, signore.�</p><p>�Si lavora tanto per arrivare a questa carica� mormor� il presidente, pi� a se stesso che alle altre persone presenti nella stanza �e quando ci si arriva ci si chiede cosa ci ha spinto a farlo.�</p><p>�Qualcuno deve assumersi l�impegno� scherz� l�addetto stampa. �Ogni quattro anni ci sono le elezioni.�</p><p>Il presidente gli rivolse un sorriso smorto. Girandosi verso il suo consigliere scientifico, chiese ancora: �Vita intelligente su Giove? Ne siete certa?�</p><p>�No, signore� rispose la donna, senza esitazioni. �Non completamente certa. Per� le probabilit� che esista sono molto alte. Dovremmo prepararci ad affrontare questa possibilit�.�</p><p>Con un sospiro, il presidente mormor�: �Perch� deve succedere tutto durante la �mia� amministrazione?�</p><p>Il segretario alla Difesa, un ex industriale, si schiar� la gola, come faceva sempre prima di esprimere un�opinione. �Signor presidente� disse, nel suo pesante accento dell�Oklahoma �Sally e io non vediamo sempre le cose allo stesso modo��</p><p>Il consigliere scientifico, seduto al lato opposto della piccola stanza, gli scocc� un�occhiataccia. �Puoi dirlo forte, Joey!�</p><p>L�uomo le sorrise. �Okay, sono un porco maschio sciovinista� �Signora� Ellington.�</p><p>��Dottoressa� Ellington.� Lei non restitu� il sorriso.</p><p>Il presidente parve addolorato, ma non disse nulla. Cos�, intervenne l�addetto stampa. �Sentite, qui ci siamo solo noi quattro, per cui lasciamo perdere un po� le punzecchiature, d�accordo? � una faccenda troppo importante per queste idiozie.�</p><p>�Sono assolutamente d�accordo� disse il segretario alla Difesa. �Quello che volevo dire � che la dottoressa Ellington e io siamo convinti che sia necessario mettere a disposizione l�osservatorio di Arecibo per studiare questi segnali radio.�</p><p>�Perch� Arecibo?�</p><p>�� il centro pi� grande e pi� potente che possediamo� spieg� il consigliere scientifico. �Anzi, � il pi� grande radiotelescopio del mondo.�</p><p>�E il telescopio orbitale?� chiese l�addetto stampa.</p><p>�� un telescopio ottico, come quello di Monte Palomar.�</p><p>�Ci serve anche Big Eye� aggiunse il segretario alla Difesa. �� cos� che abbiamo ottenuto le foto dell�oggetto in orbita attorno a Giove.�</p><p>�Se � davvero in orbita� mormor� il consigliere scientifico.</p><p>�Lei pensa che sia artificiale?�</p><p>La dottoressa, con espressione cupa, annu�. �S�, lo credo. Per� non possediamo ancora dati a sufficienza sulla traiettoria per capire se sia veramente in orbita attorno al pianeta o se stia solo eseguendo un volo di ricognizione. Potrebbe essere un volo di ricognizione� partito dall�esterno del Sistema Solare.�</p><p>Il presidente si accomod� in poltrona, accanto al suo segretario della Difesa. �Comunque sia, � difficile crederlo.� Fiss�, sul lato opposto del tavolo, l�addetto stampa. �Creature intelligenti di un altro mondo. Pauroso, no?�</p><p>�Io sono spaventato a morte� rispose il segretario alla Difesa.</p><p>�Dobbiamo esserne assolutamente sicuri� disse l�addetto stampa. �Se trapela qualche notizia prima che siamo pronti a confermare o smentire in via definitiva, sar� il pandemonio.�</p><p>�Lo so bene� disse il segretario alla Difesa. �Stiamo prendendo ogni precauzione possibile, ve lo assicuro.�</p><p>Ma il consigliere scientifico intervenne: �Avremo un sacco di guai dal personale normale di Arecibo. Non possiamo arrivare l� e dire a tutti di andarsene per un periodo indeterminato. Farebbero scoppiare l�inferno.�</p><p>�E se spiegassimo la situazione e chiedessimo la loro collaborazione��</p><p>Il segretario alla Difesa scosse la testa. �Ci sono un sacco di superstar accademiche convinte che la cosa pi� importante sia la loro libert� d�espressione, e che tutto il resto, compresa la sicurezza nazionale, sia di secondaria importanza. Cercate di ottenere la loro collaborazione, e quelli correranno al �Post�.�</p><p>�Un altro Watergate� disse l�addetto stampa.</p><p>Ma il presidente insistette. �Carl Sagan � uno degli uomini di Arecibo, giusto? Conosco Carl. Ha lavorato col mio comitato alle elezioni. Potrei spiegargli tutto. Sarebbe disposto ad aiutarci, lo so.�</p><p>�Certo! Vorrebbe diventare il capo del progetto� disse il consigliere scientifico.</p><p>�E non possiamo permettere che accada� disse il segretario alla Difesa.</p><p>�Perch�?�</p><p>�� troppo conosciuto. Sarebbe un rischio terribile per la sicurezza. Ha vinto un premio Pulitzer. � una star della televisione. Se lavorasse con noi, non potremmo lasciarlo andare in giro, e non potremmo chiuderlo in un posto sicuro. Se scomparisse, i russi capirebbero subito che abbiamo tra le mani qualcosa di grosso.�</p><p>�E poi � in rapporti maledettamente amichevoli con gli scienziati sovietici, no?� disse l�addetto stampa.</p><p>�Ma non credo che i russi siano gi� al corrente della cosa?� chiese il presidente. �Hanno anche loro i radiotelescopi, no?�</p><p>�Non so se al momento abbiano strumenti che operano al di sotto dei seicento megahertz� rispose il consigliere scientifico. �Dopo tutto, noi ci siamo imbattuti nei segnali solo perch� uno dei nostri centri pi� vecchi stava lavorando a quell�estremit� dello spettro.�</p><p>�E poi abbiamo Big Eye� disse il segretario alla Difesa. �I russi non hanno nessun telescopio orbitale paragonabile al nostro. I telescopi installati a terra, per quanto grandi, non sono in grado di individuare l�oggetto vicino a Saturno. Abbiamo controllato. Da qui non si pu� vedere. � troppo piccolo.�</p><p>�Che ne dice di una sonda spaziale?� propose il presidente. �Potremmo lanciare una sonda per scoprire se quell�oggetto � naturale o artificiale.�</p><p>Il consigliere scientifico aggrott� la fronte. Il segretario alla Difesa fece una smorfia.</p><p>�Occorrerebbero diversi anni per progettare, costruire e lanciare una sonda adatta� disse il consigliere scientifico. �Non � che abbiamo una riserva di navi spaziali pronte per essere lanciate. E occorrerebbe quasi un anno prima che la sonda possa arrivare nelle vicinanze di Giove, anche viaggiando alla massima velocit� possibile.�</p><p>�E poi� disse il segretario alla Difesa �ormai sono anni che lanciamo Pioneers e Voyagers oltre Giove, e non hanno mai trovato una sola traccia di qualcosa del genere.�</p><p>�Torniamo al problema centrale� intervenne l�addetto stampa. �Qualsiasi cosa si faccia, ad Arecibo o in un altro posto, questa faccenda dev�essere orchestrata con molta cura. �Moltissima� cura. La gente dev�esserci preparata prima che noi diramiamo la notizia.�</p><p>�Riusciremo a impedire le fughe di notizie?� chiese il presidente.</p><p>�Sarebbe a dire� mormor� il segretario alla Difesa �che secondo lei non possiamo prevenirle?�</p><p>�Prevenire le fughe di notizie?� L�addetto stampa rise. �Non siamo nemmeno in grado di rallentarne il ritmo!�</p><p>�Il Dipartimento della Difesa��</p><p>�� tutto una fuga di notizie.�</p><p>Il segretario avvamp�, ma non rispose. Il consigliere scientifico soffoc� una risatina.</p><p>�Dobbiamo condurre il gioco nel modo giusto� insistette l�addetto stampa. �Dobbiamo preparare il pubblico��</p><p>Un colpo alla porta lo zitt�. La segretaria del presidente addetta agli appuntamenti entr� di un solo passo nella stanza.</p><p>�Chiedo scusa, signore. La delegazione dell�Ufficio Agricolo Nazionale� disse dolcemente.</p><p>�Oh� S�.� Il presidente si alz�, si lisci� la giacca. �C�� anche il segretario all�Agricoltura?�</p><p>�S�, signore.�</p><p>Con un sospiro, il presidente si gir� verso gli altri tre. �Preparate un piano d�azione e sottoponetemelo. Per stasera, se � possibile.�</p><p>I tre si alzarono quando il presidente usc�. Poi ricaddero a sedere.</p><p>�Allora, cosa ne pensi?� chiese il segretario alla Difesa.</p><p>L�addetto stampa ebbe una smorfia. �Il Gabinetto non lo sosterr�, e il Congresso gli sputa nell�occhio appena pu�. Al Senato ci sono quattro candidati alla presidenza, nel Gabinetto come minimo altri due, l�economia sta correndo verso il baratro, abbiamo ancora guai col petrolio, e adesso gli arrivano addosso i marziani.�</p><p>�I gioviani� corresse il consigliere scientifico.</p><p>�Quelli che sono. Dobbiamo prepararci al peggio. Insomma� ve lo immaginate cosa faranno i fanatici di dischi volanti quando si sapr� la notizia?�</p><p>Il consigliere scientifico corresse: �Vuoi dire i ricercatori ufologici.�</p><p>�Voglio dire i fanatici dei dischi volanti! E i fanatici religiosi. Dio, qualche anno fa si sono suicidati a centinaia a Jonestown per �niente�! Cosa faranno quando racconteremo che stiamo per essere invasi da mostri alieni?�</p><p>�Dov�� Orson Welles quando ne abbiamo bisogno?�</p><p>�C�� poco da scherzare, Sally.�</p><p>�E per le altre nazioni?� chiese l�addetto stampa, a nessuno in particolare. �Non dovremmo informare in anticipo i nostri alleati della faccenda?�</p><p>�La NATO c�� gi� entrata� rispose il segretario alla Difesa. �Gli olandesi hanno captato i segnali radio in uno dei loro centri.�</p><p>�Dwingeloo� disse il consigliere scientifico.</p><p>Slacciandosi la cravatta, l�addetto stampa riflett�: �E se solo sollevassimo un polverone gigantesco per poi scoprire che � solo un falso allarme? I fanatici di UFO e gli invasati religiosi �non ci crederebbero pi��. Penserebbero che vogliamo nascondere la verit�.�</p><p>�Pensano gi� che teniamo nascosti gli atterraggi di UFO� disse il consigliere scientifico.</p><p>�E se avessero ragione?� chiese il segretario alla Difesa.</p><p>�Cosa?�</p><p>�Supponiamo� Insomma, se quella cosa fosse davvero una nave spaziale aliena e quegli esseri fossero ostili? Pericolosi?�</p><p>Il consigliere scientifico scosse la testa con aria grave. �Ecco esattamente quello che ci serve: un po� di paranoia.�</p></section><section><title><p>13</p></title><cite><p><strong>L�EVANGELISTA URBANO PREVEDE �UN CAMBIAMENTO CHE SCUOTER� IL MONDO�</strong></p><p>Atlanta (UPI). Il reverendo Willie Wilson, autodefinitosi �evangelista urbano�, ha dichiarato ieri che un grande e poderoso cambiamento, �un cambiamento capace di scuotere il mondo�, modificher�, nel giro dei prossimi mesi, l�esistenza di ogni abitante della Terra.</p><p>�Scrutate i cieli� ha detto il reverendo Wilson all�estatico pubblico di circa mille persone, allo Hyatt Regency Hotel. �Nessuno sulla Terra sar� pi� lo stesso, dopo che questo grande e poderoso cambiamento sar� sceso sul mondo.�</p><p>Il reverendo Wilson si � rifiutato di dare indicazioni specifiche sulla natura del cambiamento, dichiarano solo che �cristiani e non cristiani dovrebbero preparare le proprie anime a un mondo nuovo con la preghiera e le opere buone�.</p><p>Il raduno di revival religioso di ieri sera, tenutosi nel futuristico atrio dello Hyatt Regency, rientrava nella �crociata� che il reverendo Wilson sta conducendo a livello nazionale e che nei prossimi sei mesi lo porter� in diciassette delle maggiori citt� americane.</p><p>Ieri sera erano a fianco del reverendo Wilson�</p></cite><empty-line/><p>Ramsey McDermott spostava avanti e indietro la sua vecchia poltrona di pelle, fumando furiosamente, riflettendo, interrogandosi, cercando di decidere quale fosse la strategia migliore.</p><p>�E se avesse ragione?� si chiese. �Se si tratta davvero di intelligenza extraterrestre, potrebbe scapparci un Nobel per me. Dopo tutto, sono io il direttore del progetto. Sono io che ho portato Stoner all�osservatorio. Era solo un astronauta messo a riposo, prima che io lo chiedessi alla NASA.�</p><p>L�ufficio era invaso dal buio del tardo pomeriggio. Fuori, il sole era gi� sceso dietro gli edifici a mattoni rossi che delimitavano il cortile.</p><p>�Quando sar� scomparso, metteranno una targa qui� si disse McDermott. �In memoria del professor Ramsey McDermott, scopritore della vita extraterrestre.� Immagin� la cerimonia del Nobel, il discorso che avrebbe tenuto a Stoccolma, le interviste con la stampa. Con un sobbalzo, cap� che avrebbe dovuto dividere il premio con Stoner e Thompson, forse con un�altra persona o due.</p><p>Stoner gli avrebbe procurato guai, lo sapeva. Era un rompiballe nato.</p><p>�Forse non � IET� pens�. �� pi� probabile che sia un oggetto naturale, magari una nuova cometa oppure un meteorite catturato da Giove e inseritosi in orbita.</p><p>�E gli impulsi radio? Come spiegarli? Una coincidenza? Un�influenza reciproca tra l�oggetto che Stoner ha scoperto e le emissioni radio di Giove, come per esempio nel caso di Io che influenza le scariche radio?�</p><p>La pipa si era spenta. McDermott se la tolse di bocca, senza accorgersi nemmeno lontanamente delle spesse nubi di fumo blu-grigio che si stendevano a strati nell�ufficio, che permeavano i libri, le carte, le tende alla finestra.</p><p>Era buio. McDermott accese la lampada da tavolo, E vide, di nuovo, il rapporto giunto da Washington.</p><p>�Accidenti a lui!� Il vecchio batt� la pipa sul grande posacenere della scrivania, stracolmo. Il cannello, antico e fragile, si spezz�.</p><p>�Due volte accidenti a lui!� sbott� fra s� McDermott, �E dove diavolo � la ragazza? Ormai dovrebbe essere qui.�</p><p>Come in risposta, bussarono alla porta. Senza attendere, Jo apr� il battente ed entr� nell�ufficio del professor McDermott.</p><p>�� in ritardo� grugn� lui.</p><p>�La lezione � appena terminata.�</p><p>�Oh, ultimamente frequenta anche le lezioni� comment� lui, sarcastico.</p><p>�Quando posso.�</p><p>La ragazza era perfettamente calma. Senza togliersi la giacca, mettendosi i libri in grembo, gli sedette di fronte. Con una smorfia di disgusto, agit� una mano per allontanare il fumo.</p><p>�Si diverte nel New Hampshire? So che tutti i week-end li passa l� con Stoner.�</p><p>�Sono affari miei� ribatt� lei.</p><p>�E invece diventeranno miei� scatt� McDermott. �Sono affari del PROGETTO JUPITER, se non lo sa.�</p><p>La ragazza s�irrigid�. �Lei mi ha detto di fare tutto il possibile perch� lui accettasse di restare in quella casa senza creare altri gua�. Quindi, faccio quello che posso.�</p><p>McDermott tamburell� le dita sul rapporto che aveva sulla scrivania. �Il che significa anche imbucare lettere sue per l�estero?�</p><p>Jo esit� solo per una frazione di secondo, �Cosa vuole dire?�</p><p>�Chiss� come, Stoner � riuscito a far partire una lettera. Per la Russia, niente di meno. Era indirizzata a un linguista sovietico, stando a Washington.�</p><p>�Non ne so niente� disse Jo.</p><p>�Lei � l�unica che possa far uscire una sua lettera.�</p><p>Lei scosse la testa, decisa. �Non ho imbucato nessuna lettera per la Russia n� per lui n� per chiunque altro. Non lo farei mai.�</p><p>�Ne � sicura?�</p><p>�E Washington come sa che ha spedito una lettera a quel russo?�</p><p>McDermott ridacchi�. �Non mi dicono quale sia la fonte delle loro informazioni. Immagino che avremo spie al Cremlino, come i russi hanno spie a Washington.�</p><p>�E cosa c�� scritto nella lettera?�</p><p>�Quanto basta per sbattere Stoner in una prigione federale per molto, molto tempo.� McDermott cap�, nel momento in cui lo diceva, che era la verit�. Il suo cuore si allegger� d�un peso. Con Stoner uscito di scena�</p><p>�Non pu� farlo!� disse Jo.</p><p>Lui scroll� le spalle. �Non sta a me decidere. � un problema della marina.�</p><p>�Ma� Ha detto che per il progetto le serve Stoner.�</p><p>McDermott sorrise. �Presumo che ormai si possa procedere anche senza di lui. In effetti, ci ha dato pi� problemi che altro.�</p><p>�No. Non pu�.�</p><p>La voce di Jo era quasi implorante. McDermott avvert� la tensione improvvisa della ragazza, la vide protendersi in avanti, il volto contratto per la preoccupazione.</p><p>�Stoner si � impiccato con le sue mani� le disse, e il sangue dentro di lui si rimescol�, gli si form� dentro uno strano calore.</p><p>�Non farebbe mai niente di male� stava dicendo Jo. �Deve trattarsi di un errore��</p><p>Ma McDermott non l�ascoltava pi�. Aveva sentito il tono della sua voce, visto l�ansiet� nei suoi occhi; e aveva capito, con uno shock interiore, di volerla per s�. Disperatamente. Per s�, e per nessun altro.</p><p>�Ci dev�essere qualcosa che potete fare!� implor� Jo.</p><p>McDermott aveva ancora in mano il cannello della pipa spezzato. Lo gett� nel posacenere, prese un�altra pipa e cominci� a riempirla in silenzio, metodicamente, senza una parola, osservando la ragazza che osservava lui, aspettando che lei rompesse il silenzio.</p><p>�Non pu� fare qualcosa? Aiutarlo?�</p><p>�Ha infranto i regolamenti di sicurezza� rispose lentamente McDermott. �Ha firmato l�impegno alla segretezza e poi ha spedito una lettera in Unione Sovietica.�</p><p>�Forse � una lettera vecchia. Forse l�ha scritta prima di firmare l�impegno alla segretezza.�</p><p>McDermott schiacci� il tabacco e s�infil� la pipa in bocca. �� sempre un crimine punibile dalle leggi federali.�</p><p>Jo si guard� attorno nella stanza, come in cerca d�aiuto. �Ma lei pu� fare qualcosa, senz�altro.�</p><p>Con un tremito interiore, McDermott si sent� dire: �Probabilmente potrei raccontare alla marina che � troppo importante per il progetto per mandarlo in galera.�</p><p>Jo annu�, felice.</p><p>�Ma perch� dovrei? Perch� dovrei mettere a rischio le possibilit� di successo del progetto per lui? Cosa ci guadagno?�</p><p>Per diversi momenti, lei non parl�. McDermott sentiva il sangue pulsargli nelle orecchie.</p><p>Alla fine, non resistette pi�. �Se io� gli salvassi il collo, lei cosa farebbe?�</p><p>Gli occhi di Jo s�illuminarono. La ragazza s�irrigid� sulla sedia. �Cosa farei io?�</p><p>�Per me.�</p><p>Jo quasi sorrise. �Cosa vuole che faccia?�</p><p>Togliendosi di bocca la pipa ancora spenta, McDermott disse, tremando: �Deve smettere di vederlo. E passare il suo tempo con me.�</p><p>Lei annu� lentamente. �E io cosa ci guadagno?�</p><p>Lui si sent� confuso. �Come sarebbe a dire?�</p><p>�Voglio una lettera di raccomandazione per la NASA. Una lettera che mi raccomandi per l�assunzione come astronauta.�</p><p>�Vuole��</p><p>�Le dar� quello che vuole, se lei dar� a me quello che voglio.�</p><p>�E Stoner?�</p><p>�Rester� al progetto. Non lo vedr� pi�. Lei scriva la lettera.�</p><p>Deglutendo a fatica, McDermott ribatt�: �Quando� Quando il progetto sar� terminato. Scriver� la lettera allora. C�� un sacco di lavoro che ci aspetta.�</p><p>�Comunque, pu� mandare lo stesso la lettera alla NASA. Subito. Rester� col progetto sino alla fine.�</p><p>A McDermott stava scoppiando la testa, �Non � cos� semplice, ragazza. Se si aspetta che io��</p><p>�Far� quello che vuole� disse Jo. �Per�, prima, scriva la lettera.�</p><p>�Io� Vedremo. Devo pensarci.�</p><p>Jo si alz�, s�infil� i libri sotto il braccio, all�altezza dei fianchi. �Okay, ci pensi. Quando mi dar� la lettera e l�assicurazione che il dottor Stoner non sar� allontanato dal progetto, io terr� fede ai miei impegni.�</p><p>Arriv� alla porta, si gir� a guardarlo. �Tanto per capirci� Non mi vanno le catene e i divertimenti sado-masochistici, ma per tutto il resto sono disponibile.�</p><p>Quando lei usc�, chiudendosi la porta alle spalle con un colpo secco, McDermott era in un bagno di sudore.</p><empty-line/><p>Markov sedeva in sala d�aspetto come uno scolaretto colto in fallo, e aspettava, aspettava. La segretaria dell�accademico Bulacheff, una donna corpulenta di cinquant�anni o pi�, di tanto in tanto gli scoccava un�occhiata. Uomini entravano e uscivano dall�ufficio dell�accademico. Ma nessuno rivolgeva la parola a Markov.</p><p>Fuori nevicava. Markov rest� a guardare i fiocchi bianchi che si appiccicavano ai vetri della finestra. A poco a poco, Mosca scomparve sotto le raffiche di vento e neve. Persino le guglie e le mura del Cremlino divennero macchie confuse.</p><p>�Una vera tormenta� si disse Markov. �Chiss� quanto ci metter� per tornare a casa.�</p><p>Alla fine, quando stava per cadere in un sopore ipnotico indotto dalla neve, la voce nasale della segretaria gracchi�: �Kirill Vasilovsk Markov?�</p><p>Lui si risvegli� di colpo. Non c�era nessun altro nella sala, ma la donna aveva lo stesso trasformato il suo nome in una domanda. �S�, sono io� rispose Markov.</p><p>�L�accademico Bulacheff pu� riceverla.�</p><p>Markov si alz�, leggermente incerto sulle gambe, e raggiunse la porta in legno grezzo dell�ufficio dell�accademico.</p><p>�Bulacheff � l�uomo chiave� gli ripet� la voce ammonitrice di sua moglie. � lui che deve restare soddisfatto. Se riesci a convincerlo che quei segnali non sono un linguaggio, forse andr� tutto bene. Ma se rester� scontento del tuo lavoro� Maria non aveva terminato la frase: una spada sospesa sulla testa di Markov.</p><p>L�ufficio di Bulacheff non era n� spazioso n� lussuoso, per� un samovar lucidissimo sbuffava in un angolo della piccola stanza. E l�accademico si alz� dalla scrivania per dare a Markov un caldo benvenuto.</p><p>�Kirill Vasilovsk! Come � stato gentile a venire di persona. Spero che la neve non le dar� noie, tornando a casa.�</p><p>Markov sorrise e annu� e mormor� frasi di circostanza, e pens�: �Sono stato costretto a venire di persona, mi hai convocato. E come potrei sperare di non avere noie dalla neve, a meno che non restiamo qui fino a primavera?�.</p><p>�Ho letto il suo rapporto� disse l�accademico, riaccomodandosi alla scrivania. �Molto interessante. Molto interessante.�</p><p>Fece una strizzatina d�occhi a Markov, poi frug� nell�ultimo cassetto della scrivania, dove trov� una bottiglia di vodka e due bicchieri.</p><p>�Non � ghiacciata� si scus�.</p><p>Markov gli sorrise. �Non si preoccupi. Sono gi� congelato io.�</p><p>Bulacheff indic� all�ospite il logoro divano in pelle in un angolo dell�ufficio. Sopra il divano erano incorniciati ritratti di Mendel�ev, Lobachevski, Oparin e Kapitza. L�inevitabile ritratto di Lenin era sopra la scrivania dell�accademico. Per� non c�erano uomini politici contemporanei, not� Markov.</p><p>Accett� il minuscolo bicchiere di vodka. Bulacheff brind�: �Alla comprensione.�</p><p>Tutt�e due trangugiarono il liquore d�un fiato.</p><p>Mentre Bulacheff si spostava con la sedia girevole per riempire il bicchiere di Markov, il linguista disse: �Lei � stato gentile a trovare tempo per me. So che deve essere molto occupato.�</p><p>Il cranio calvo di Bulacheff luccicava alla luce dei pannelli sul soffitto. �A dire il vero, sono felicissimo di vederla. Voglio discutere questa faccenda di Giove con qualcuno che non appartenga all�Accademia, che non faccia parte dell�ufficialit�.�</p><p>�Oh?�</p><p>Con un sorriso quasi timido, Bulacheff si riaccomod� in poltrona. �� persino troppo facile restare isolati, in una posizione come la mia. Vedo solo gente che fa parte dell�Accademia o del governo. A volte ci chiudiamo troppo su noi stessi; perdiamo di vista le cose importanti perch� siamo troppo presi dai problemi immediati del momento.�</p><p>Stringendo il bicchiere di nuovo pieno, Markov annu�. �Capisco.�</p><p>�� un piacere discutere questa questione di�� Bulacheff lanci� un�occhiata distratta al soffitto. ��Di intelligenza extraterrestre con un uomo di scienza, anzich� con un politico.�</p><p>�O alza lo sguardo al cielo, o cerca microfoni sul soffitto� pens� Markov. Poi disse: �E una questione di importanza estrema, vero.�</p><p>�S� convenne Bulacheff. �E gli americani sono parecchio pi� avanti di noi� Come al solito.�</p><p>�Cio�?�</p><p>�Questo Stoner� L�idealista che le ha scritto quella lettera� Sa chi �?�</p><p>Markov scosse la testa.</p><p>�La nostra ambasciata a Washington ci comunica che � uno degli astronomi che hanno collaborato alla progettazione e alla costruzione del telescopio orbitale lanciato da poco dagli americani. Lo chiamano Big Eye.�</p><p>�Un telescopio in orbita? Come uno Sputnik?�</p><p>�Esattamente. � chiaro che gli americani lo usano per studiare Giove da vicino� Molto pi� da vicino di quanto possiamo fare noi, visto che non abbiamo in orbita strumenti del genere.�</p><p>Markov si lisci� la barba con la mano. �Quindi, hanno scoperto cose che noi non possiamo vedere.�</p><p>�Esatto! Loro posseggono occhi, e noi siamo ciechi.�</p><p>�� un� vero peccato.�</p><p>Bulacheff bevve la vodka, appoggi� il bicchiere sulla scrivania. �La scienza dipende dalla politica. � sempre stato cos�. Capitalismo o socialismo, non fa differenza. Noi vogliamo studiare l�universo, per� dobbiamo mendicare i soldi dei politici.�</p><p>Markov era d�accordo. �Anche agli inizi della scienza, grandi uomini come Galileo e Keplero dovevano preparare l�oroscopo dei loro mecenati, se volevano portare avanti il loro vero lavoro.�</p><p>�S�. E oggi noi dobbiamo inventare armi per loro.�</p><p>Scrutando a sua volta il soffitto, Markov disse: �Ma � necessario per la difesa della Madrepatria.�</p><p>�Certo� disse seccamente Bulacheff. Poi aggiunse: �E per il trionfo del socialismo.�</p><p>�� un vero peccato che noi non abbiamo un telescopio orbitale� disse Markov.</p><p>�Occorrerebbero dieci anni per portarlo nello spazio� Nove dei quali spesi per manovre di corridoio e richieste umilianti.�</p><p>�Mi chiedo� Esiste la possibilit� che possiamo usare il telescopio americano? O vedere le fotografie che ha scattato?�</p><p>Bulacheff lo fiss� con sguardo truce. �Quando non vogliono nemmeno ammettere di avere scoperta qualcosa? Quando tengono segreta l�intera faccenda?�</p><p>�Hmmm. S�. Sarebbe difficile.� Markov bevve met� della vodka, si sent� bruciare lo stomaco.</p><p>�Non fosse perch� scoppierebbe la guerra, sarei tentato di chiedere ai nostri cosmonauti di impadronirsi di Big Eve� borbott� Bulacheff.</p><p>Markov scoppi� quasi a ridere, ma riusc� a controllarsi.</p><p>�No� disse cupamente Bulacheff �la nostra unica speranza � collaborare con gli americani. Per�, vista la situazione internazionale, i nostri capi politici non accetteranno mai di essere costretti a chiedere favori a Washington.�</p><p>�Sarebbe umiliante� convenne Markov.</p><p>�Ma dev�esserci un modo per riuscirci!�</p><p>Markov scrut� con attenzione il piccolo uomo calvo. Per quanto avesse un aspetto fragile, Bulacheff possedeva una voce dura come l�acciaio. I suoi occhi scintillavano, e non semplicemente per effetto della vodka.</p><p>�Per il mio rapporto�� cominci� lentamente Markov, aspettando un�interruzione.</p><p>�S�?�</p><p>�Immagino che l�abbia letto.�</p><p>�Con estrema attenzione.�</p><p>Markov annu�. �Se i segnali radio provenienti da Giove non sono un linguaggio, questo non significa che le probabilit� dell�esistenza di vita intelligente sono� insomma, nulle?�</p><p>�Sarei portato a convenirne, certo� disse Bulacheff, scrollando leggermente le spalle �solo che gli americani stanno lavorando come indemoniati al problema.�</p><p>�Davvero?�</p><p>Bulacheff si mise a enumerare i punti sulle dita. Markov not� che aveva mani lunghe, magre, delicate: mani da pianista.</p><p>�Uno, il suo amico Stoner sta lavorando al problema. Ha lasciato l�ente spaziale americano per andare in un radio osservatorio piccolo e vecchio.�</p><p>Markov cominci� a dire: �Non � mio amico o��</p><p>Ma Bulacheff continu� �Due, Stoner � in ottimi rapporti con i tecnici della NASA che si occupano di Big Eye. A quanto ci risulta, le fotografie che arrivano dal telescopio orbitale vengono inviate a Stoner attraverso canali sicurissimi.�</p><p>Markov annu�.</p><p>�Tre, tutto il personale dell�osservatorio, compreso il suo amico Stoner, � stato costretto a firmare nuovi impegni alla segretezza dalla marina degli Stati Uniti��</p><p>�La �marina�?�</p><p>Bulacheff fece una smorfia. �Gli americani sono pessimi amministratori. In un modo o nell�altro, del progetto � incaricata la marina.�</p><p>�Non capisco.�</p><p>�Non fa differenza. La conclusione � che stanno lavorando al problema di Giove in segreto. Sappiamo anche che hanno gi� trovato un nome in codice: PROGETTO JUPITER. A quanto sembra, hanno informato del problema la NATO.�</p><p>�Forse annunceranno la notizia ufficialmente, appena avranno le prove��</p><p>Bulacheff scosse la testa. �No. Vogliono entrare in contatto con gli alieni. E tenerci nascosta l�informazione.�</p><p>�Allora forse dovremmo essere �noi� ad annunciare al mondo che abbiamo ricevuto i loro segnali!�</p><p>Bulacheff alz� di nuovo gli occhi al soffitto. �Questo sarebbe contrario alla politica del nostro governo.�</p><p>�Ma non possiamo tenere segreta per sempre la notizia� insistette Markov. �E dato che gli americani ne sono gi� al corrente e sono pi� avanti di noi, rendere pubblica la cosa e costringerli ad arrivare a un programma di collaborazione a livello mondiale verrebbe tutto a nostro vantaggio.�</p><p>�Ne convengo, Kirill Vasilovsk� disse Bulacheff. �Ho preso in considerazione questa possibilit�.�</p><p>Markov annu�.</p><p>�Il nostro ambasciatore alle Nazioni Unite potrebbe svelare la �nostra� scoperta dei segnali radio� disse Bulacheff, ripiegando le dita �dopo di che il merito di aver scoperto vita intelligente nell�universo sarebbe nostro.�</p><p>�E potremmo raccomandare un programma internazionale per lo studio di segnali� aggiunse Markov sempre pi� eccitato. �Gli americani sarebbero costretti ad accettare.�</p><p>�Ma questo non significa che gli americani ci fornirebbero le foto di Big Eye. Potrebbero sostenere di non aver mai usato il telescopio per fotografare Giove. Potrebbero tenere ancora per s� le informazioni.�</p><p>�Gi� disse Markov, abbattuto.</p><p>�Ed � per questo che lei � tanto importante per noi� prosegu� Bulacheff.</p><p>�Davvero?�</p><p>�Naturalmente! L�americano, Stoner, si fida talmente di lei da scriverle e rivelarle che sta lavorando al problema.�</p><p>�Non ha mai detto a chiare lettere��</p><p>�Fra le righe, Kirill Vasilovsk, fra le righe.�</p><p>�S�. Vedo.�</p><p>�Adesso deve rispondergli. Deve guadagnarsi ancora di pi� la sua fiducia. Forse possiamo combinare un incontro tra voi due� In America, magari.�</p><p>�Io?� Markov boccheggi� di sorpresa. �Andare in America?�</p><p>�Con la scorta del caso, naturalmente. A quanto mi risulta, sua moglie sarebbe per lei un�ottima guardia del corpo.�</p><p>Il cuore di Markov ebbe un altro sobbalzo. �S� Certo��</p><p>�� solo un suggerimento. Il germe di un�idea. Comunque penso sia importante che lei si metta in corrispondenza con Stoner. Gli scriva una lettera lunga e cordiale. Gli dica quanto l�affascina il problema dei linguaggi extraterrestri. Insinui molto, ma non gli riveli nulla.�</p><p>�Posso tentare��</p><p>�L�aiuteremo noi a stendere la lettera� disse allegramente Bulacheff. �E, naturalmente, ci accerteremo che sia assolutamente perfetta prima di spedirla in America.�</p><p>�Naturalmente.�</p><p>�Bene!� Bulacheff si alz� talmente di scatto che Markov pens� gli avessero tirato un calcio. �Sapevo di poter fare affidamento su di lei, Kirill Vasilovsk.�</p><p>Markov lasci� il divano e s�incammin� verso la porta, affiancato da Bulacheff.</p><p>�� tempo che mettiamo il suo nome sulla lista dei candidati al titolo di accademico� disse Bulacheff, gesticolando. �Dopo tutto, lei � uno dei maggiori linguisti russi� e un uomo importantissimo per tutti noi.�</p><p>Markov annu�, obbediente, e strinse la mano che l�accademico gli tendeva. Riusc� a stento a frenare la gioia quando, tornato in sala d�aspetto, si rimise il cappotto e si tir� sulle orecchie il colbacco. Nemmeno l�occhiataccia della grassa segretaria lo preoccup�.</p><p>In strada, nevicava pi� forte che mai. Niente si muoveva. Non si vedeva nessuno. La neve si stava accumulando, altissima, sulla scala esterna dell�edificio. Ma Markov rise, infil� i guanti nella neve e fece una palla. La tir� contro il lampione pi� vicino, quasi invisibile nella tormenta. La palla di neve vol� in alto e colp� la lampadina. La luce si spense.</p><p>Stupefatto, Markov si guard� attorno, per controllare se qualcuno lo avesse visto distruggere una propriet� di stato. Poi si pieg� in due dalle risate, e quasi precipit� sulla neve. Rialzatosi, sfid� il vento e cominci� il lungo viaggio di ritorno a casa. Aveva un sorriso da ragazzino sulle labbra, e la sua barba sembrava ormai un ghiacciolo.</p><p>�Tutto a posto, Maria Kirtchatovska� url� alla neve che scendeva. �I tuoi timori sono infondati. Sono un uomo importante. Mi faranno entrare nell�Accademia!�</p><p>Nel suo ufficio caldo, Bulacheff rest� a guardare Markov che scompariva tra le ombre e la neve della sera.</p><p>�Idiota� mormor�. Scost� la sedia dai vetri ghiacciati, si vers� un�altra vodka. �Idiota troppo suggestionabile.�</p><p>�Il guaio� pens� l�accademico �� che � un tipo molto simpatico. Immaturo, forse, ma simpatico.�</p><p>Bulacheff sospir� e tracann� la vodka. �Be�� si disse �se tutto va come voglio io, Markov diventer� accademico. Se no� Tanto meglio che gli piaccia giocare con la neve.�</p></section><section><title><p>14</p></title><cite><p>COMUNICAZIONE RISERVATA�� DA NON MOSTRARE A STRANIERI</p><p>Memorandum</p><p>A: Presidente</p><p>Data: 7 dicembre</p><p>DA: SegDif</p><p>Rife: 83-989</p><empty-line/><p>SOGGETTO: PROGETTO JUPITER</p><p>1. L�analisi DARPA ha concluso che trasferire l�intero personale di Arecibo causerebbe inevitabili rischi alla sicurezza nazionale. Sostanzialmente, concordo.</p><p>2. Potrebbe essere possibile rammodernare l�installazione radar di Kwajalein (nell�Oceano Pacifico) per renderla adatta al PROGETTO JUPITER. Kwajalein possiede gi� una quantit� notevole di apparecchiature elettroniche sofisticate, in buona parte mai usate, dato che si trova all�estremit� della nostra Zona Test Missili del Pacifico.</p><p>3. I problemi di sicurezza dovrebbero essere a Kwajalein molto inferiori rispetto ad Arecibo. Il personale � gi� militarizzato e in grado di mantenere il massimo grado di segretezza.</p><p>4. Il radiotelescopio di Arecibo pu� essere usato qualora necessario, per gli studi dei PROGETTO JUPITER dal personale attuale di Arecibo, senza che sia necessario rivelare al personale stesso i dati riservati di JUPITER.</p><p>5. Per le ragioni summenzionate, raccomando caldamente che il PROGETTO JUPITER sia trasferito a Kwajalein anzich� ad Arecibo.</p></cite><empty-line/><p>�Come � riuscito a far uscire la lettera?� chiese il vicecomandante Tuttle. In uniforme, era in piedi davanti al camino.</p><p>Stoner lo guard� per un lungo momento. L�unico suono che si udiva nella stanza era il crepitio delle fiamme. McDermott sedeva dietro il tavolino da caff�, sulla sedia a dondolo. Stoner aveva il divano tutto per s�. Era in tuta da ginnastica: l�avevano trovato mentre, sul bordo della piscina, faceva gli esercizi per riscaldare i muscoli.</p><p>�L�ho infilata in una lettera indirizzata a un amico� rispose, cauto �ci ho messo il francobollo e l�ho nascosta in mezzo ai rapporti e alle altre porcherie che i vostri corrieri vengono a prendere qui tutti i giorni.�</p><p>�Non ha chiesto a Jo Camerata di imbucarla?� domand� McDermott, con voce tesa.</p><p>Il cervello di Stoner galoppava. Lo scienziato scroll� le spalle. �Pu� darsi sia stata lei a prendere quel materiale. Non lo so proprio.�</p><p>Il viso tondo di Tuttle era mortalmente serio. �Capisce che si tratta di un�infrazione alla sicurezza di estrema gravit�.�</p><p>Stoner scosse la testa. �Non ho raccontato nulla di ci� che stiamo facendo. Ho semplicemente scritto a un autore russo e gli ho chiesto se ultimamente aveva sentito parlare di IET.�</p><p>�Ha accennato a Giove!� rugg� McDermott.</p><p>�E ai segnali radio� aggiunse Tuttle.</p><p>�E a un sacco di altre cose� ribatt� Stoner, �Se vuole leggere per intero la lettera, vedr� che in effetti non ha rivelato niente� A meno che i russi siano gi� al corrente dei segnali radio da Giove, nel quale caso non c�� nessuna infrazione alla sicurezza.�</p><p>Tuttle mand� un sospiro d�esasperazione. �Lei non capisce proprio i regolamenti di sicurezza, vero?�</p><p>�O non vuole capirli� disse McDermott.</p><p>�Forse non me ne importa niente� scatt� Stoner.</p><p>�Potrebbe finire in carcere per una cosa del genere� disse Tuttle.</p><p>Invaso dalla calma glaciale che lo travolgeva sempre quando si adirava, Stoner disse: �Benissimo. Ci provi. Dovr� processarmi, e giuro su Dio, se esiste, che non vedo l�ora di finire in tribunale. Se non altro, avr� un avvocato d�ufficio, che sar� gi� molto di pi� di quanto lei non mi abbia concesso sino a ora.�</p><p>Il piccolo vicecomandante si agit�, irrequieto, e lanci� un�occhiata a McDermott, che non disse niente.</p><p>�Mi preparo un drink� annunci� Stoner, alzandosi.</p><p>�Buona idea� gli url� McDermott, mentre lui si dirigeva verso il cucinino-bar. �Gi� che c��, mi prepari un Bloody Mary.�</p><p>Stoner mugugn� fra s�. �Perch� non vuole qualcosa di semplice, come uno scotch con ghiaccio?� Mentre cercava il succo di pomodoro negli armadietti sopra il lavandino, sent� Tuttle gridare: �Ha del succo d�arancia? Lo prendo con un po� di ghiaccio.�</p><p>�Sicuro� rispose Stoner. �E mi faccio pagare poco� aggiunse fra s�.</p><p>Preparando i drink, sent� che gli altri due parlavano. Quando lui rientr� in soggiorno coi i tre bicchieri su un vassoio, Tuttle e McDermott avevano disteso sul pavimento una grande cartina geografica e la stavano studiando con aria intenta. Appoggiando il vassoio sul tavolino da caff�, Stoner guard� la legenda della carta: �Atollo di Kwajalein�.</p><p>�Ma voi non avete famiglia?� chiese Stoner, prendendo il suo Jack Daniel�s. �Porca miseria, � domenica pomeriggio e mancano cinque giorni a Natale, Cristo santo.�</p><p>�Dobbiamo lavorare� rispose Tuttle senza staccare gli occhi dalla carta.</p><p>�Volete guardare la partita di calcio in televisione?� chiese ironico McDermott.</p><p>�Voglio vedere i miei figli a Palo Alto� disse Stoner.</p><p>�Le andr� bene se le permetteremo di fare una telefonata la vigilia di Natale� abbai� McDermott.</p><p>Stoner torn� a sprofondare nel divano. �E cos� vi mandano a Kwajalein, in fin dei conti. Ottimo. Non vi meritate Arecibo. Il Portorico � un posto troppo bello per bastardi come voi.�</p><p>�Non c�� bisogno di usare un linguaggio del genere� disse Tuttle.</p><p>�Sono gi� stato privato della mia libert�. Non cercate di togliermi anche la libert� di parola.�</p><p>�Avete trasmesso informazioni riservate all�Unione Sovietica� disse Tuttle, e il suo viso tondo s�imporpor� un poco. �� una violazione dei regolamenti di sicurezza. Se volessimo, potremmo accusarvi di spionaggio.�</p><p>�E, come vi ho gi� detto, basterebbe un avvocato di mezza tacca per mandarvi nella merda con l�accusa di detenzione illegale, sequestro di persona, rapimento� Porca miseria, non mi hanno nemmeno letto i miei diritti.�</p><p>Tuttle gli lanci� un�occhiataccia, e Stoner cap� che l�uso di un linguaggio un po� volgare turbava l�omettino pi� della situazione legale in cui si trovava.</p><p>McDermott interruppe il loro duello di sguardi. �Stia a sentire, Stoner, deve ficcarsi in testa che quello che stiamo facendo qui � troppo importante per permettere a qualche quisquilia legale di fermarci.�</p><p>�Provi a raccontarlo a un giudice. O a una giuria.�</p><p>�Lei non andr� davanti a un giudice� disse Tuttle, con aria di sufficienza. �Lei verr� con noi a Kwajalein e rester� sull�isola finch� non ci sentiremo pronti a rimetterla in libert�.�</p><p>�Il che non accadr� prima della conclusione del PROGETTO JUPITER� aggiunse McDermott. �Stia a sentire, figliolo. Lei pu� stare con noi o contro di noi, ma in ogni caso andr� a Kwajalein.�</p><p>�E allora, che differenza c��?�</p><p>�Una differenza enorme! Se collabora, se lavora con noi, la marina sar� disposta a dimenticare ogni accusa di violazione di sicurezza o di spionaggio. Giusto, Fred?�</p><p>Tuttle annu�. �Ma se non collabora, riuniremo una corte federale a Kwajalein, la processeremo l� e la chiuderemo su una delle nostre navi finch� non saremo pronti a trasferirla in una prigione federale sulla terraferma.�</p><p>Stoner bevve un sorso. �Quindi, testa vincete voi, croce perdo io.�</p><p>�Esattamente� disse McDermott.</p><p>�Giustizia militare.�</p><p>�� tutto legale� ribad� Tuttle. �Mi sono informato.�</p><p>Stoner rise. �Legale. La giustizia militare sta alla giustizia come l�intelligenza sta alle teste dei militari.�</p><p>Tuttle prese la frase sul serio. �Non voglio sentire malignit� del genere. Io ho lavorato col servizio segreto della marina. Non � composto di cretini. Del resto, l�abbiamo incastrata, no?�</p><p>�S�, lo so. Siete talmente intelligenti che abbiamo vinto la guerra del Vietnam� ribatt� Stoner.</p><p>�Quella � una storia dell��esercito�! Westmoreland, Voleva solo buone notizie. Conosco parecchi ufficiali dell�esercito che venivano sbattuti nei posti peggiori ogni volta che presentavano un rapporto realistico. E quando i Viet Cong ebbero fatto fuori un bel po� di questi ufficiali, gli altri cominciarono a capire che Westmoreland voleva solo bollettini di vittoria e sogni ottimistici. Cos� si misero a fare rapporti fasulli, e ne ebbero sempre in premio incarichi meno duri, in posti pi� vicini alle nostre basi, dove i rischi erano minori.�</p><p>�E abbiamo perso la guerra.�</p><p>Tuttle annu�, con un certo astio. �Ma la colpa � stata dell�esercito, non nostra. Non fosse stato per il mio servizio segreto, il PROGETTO JUPITER forse non sarebbe nemmeno partito. Quando il professor McDermott mi ha parlato per la prima volta dei segnali radio, sono stato io a pensare di usare Big Eye per scoprire eventuali anomalie. � stata un�idea mia.�</p><p>McDermott si imporpor�, ma non contraddisse il vicecomandante.</p><p>Stoner disse: �Ed � cos� che io sono stato trascinato in questa partita, vero?�</p><p>�Giusto� disse Tuttle. �E adesso �c�� dentro�, per sempre. Non pu� uscirne.�</p><p>�Allora, vuole stare con noi o contro di noi?� chiese McDermott.</p><p>Stoner fiss� di nuovo il pavimento, la carta distesa a terra. Ma con gli occhi della mente vedeva le fotografie di Giove, il puntino di luce in movimento che era l�astronave aliena che aveva invaso il Sistema Solare.</p><p>Invaso? Stoner rest� stupito davanti al suo stesso uso di quel termine. Poi comprese l�importanza dell�interrogativo che stava dietro. �Cosa ci fa qui questa cosa? Da dove viene? Perch� � qui? Chi l�ha mandata?�</p><p>�Allora?� ripet� McDermott. �Qual � la sua risposta?�</p><p>Anzich� rispondere, Stoner si alz� e s� diresse in cucina. �Infilatevi i cappotti� disse. �Voglio farvi vedere qualcosa.�</p><p>Perplessi, mugugnanti, i due seguirono Stoner all�esterno. S� misero i cappotti, mentre Stoner s�infilava una giacca a vento.</p><p>Fuori faceva freddo, ma l�aria era chiara e secca. Il sole non scaldava, ma la casa fermava il vento, lo teneva lontano dalla piccola area recintata dietro la cucina.</p><p>�Ciao, Burt� disse Stoner alla guardia della marina. McDermott e Tuttle lo osservavano in un silenzio confuso.</p><p>Burt era un dipendente civile della marina che normalmente se ne stava seduto in un ufficio di Boston. Gli pagavano stipendio doppio per sorvegliare il cancello di metallo che chiudeva il patio sul retro della casa. Stoner gli sorrise. Burt era sui cinquant�anni, corpulento, dotato di un corpo che un tempo era stato forte ma che ora conteneva pi� birra che muscoli.</p><p>�Burt sta di guardia qui la domenica� spieg� Stoner a McDermott e Tuttle �quando Dooley e i ragazzi pi� giovani hanno il giorno libero.�</p><p>�Ehi, dottor Stoner� disse Burt, con un ampio sorriso �ho ripensato a quelle assi che la settimana scorsa ha spezzato con le mani. La prima volta che avr� bisogno di tagliare legna, sapr� a chi rivolgermi.�</p><p>Stoner gli restitu� il sorriso. �Sicuro, Burt. Vieni pure da me.�</p><p>Si mise in posizione perfettamente eretta e costrinse il suo corpo a rilassarsi. �Il <emphasis>tae kwon do </emphasis>� una disciplina� si disse. �Il vero discepolo non cerca la lotta.�</p><p>Cammin� lentamente, controllando il ritmo della respirazione con cura, verso il cancello, la schiena rivolta agli altri tre. Si ferm� davanti a uno dei pali d�acciaio che ancoravano a terra il cancello, emise l�urlo pi� furioso che riusc� a far uscire dai polmoni, e con uno scatto improvviso tir� un calcio alla sommit� del palo.</p><p>Il palo di metallo si pieg� e risuon� come la corda di una chitarra. Il cancello trem�.</p><p>Stoner, con un urlo selvaggio, ripet� il calcio, usando questa volta il piede sinistro. Un altro calcio. Il palo cedette in modo molto evidente.</p><p>�Ehi, dottor Stoner! Che diavolo sta facendo?�</p><p>Stoner, mortalmente serio, si gir� a fissare la guardia. �Mi tengo solo in allenamento, Burt.�</p><p>�Ges�, per un attimo ho pensato che volesse sbattere gi� il cancello!�</p><p>Fissando Tuttle negli occhi, Stoner disse: �Se volessi, ci riuscirei.�</p><p>�Ah, lo vedo.�</p><p>�Immaginate un po� cosa farebbe un calcio cos� alla testa di un uomo. Persino a quella di Dooley.�</p><p>McDermott si lecc� le labbra, scrut� Tuttle.</p><p>�Hai la pistola, Burt?� chiese Stoner.</p><p>La mano della guarda, automaticamente, corse alla fondina sotto la giacca.</p><p>�Pensi che faresti in tempo a estrarla prima che io ti spappoli la testa?�</p><p>Burt rest� a fissarlo, poi sorrise nervosamente. �Ehi� dottor Stoner, mi sta prendendo in giro, giusto?�</p><p>Stoner chiuse un attimo gli occhi e annu�. �Sicuro, Burt. Sto scherzando.� Poi guard� negli occhi spaventati di Tuttle e aggiunse: �Se mi venisse voglia di fuggire, potrei farlo. Potrei polverizzare Dooley e altri due uomini prima ancora che avessero il tempo di reagire. L�unico motivo per cui resto qui � che voglio restarci.�</p><p>Tuttle cominci� a dire: �Non avevo mai pensato��</p><p>Ma Stoner lo interruppe puntando l�indice. �Non mi piace essere trattato da prigioniero, ma ho deciso fin dal primo giorno di accettare la cosa perch� so, e lo sapevo gi� molto prima che lo sapesse lui� indic� McDermott �quanto sia importante questo progetto.�</p><p>�Senta un po�, Stoner� brontol� Big Mac.</p><p>Stoner lo ignor�. �Sono qui e ci rester�. Quindi, non cercate di minacciarmi. Non sono un bambino che si lascia spaventare facilmente. Ricordatevelo.�</p><p>Per diversi momenti nessuno disse una parola. McDermott e Tuttle, irrequieti, si guardarono. Stoner rest� ad ascoltare il vento che soffiava oltre la casa, gli alberi nudi che sussurravano.</p><p>�Lei ha dimostrato il punto� disse alla fine Tuttle, gli occhi sul palo piegato. Poi fece un sorrisetto. �Sono lieto che sia dalla nostra parte.�</p><p>Stoner annu�, s�avvi� verso la porta della cucina.</p><p>�Per� dobbiamo sempre tenere sotto strettissimo controllo tutti i membri del progetto� disse Tuttle, seguendolo.</p><p>�Questo lo capisco. Per� voi due non venite a dirmi che non posso telefonare ai miei figli.�</p><p>�D�accordo� Basta che non tenti di far uscire altre lettere da qui.�</p><p>�Non succeder� pi�.�</p><p>Entrarono in cucina e Stoner si tolse la giacca a vento. Tuttle e McDermott si diressero alla porta d�ingresso, alla macchina che li aspettava davanti a casa. Stoner arriv� con loro alla porta, scrut� il sentiero che portava alla casa. L� non c�erano cancelli.</p><p>Tuttle sal� in auto e accese il motore. McDermott si ferm� sulla soglia, un�espressione incerta sul viso bovino.</p><p>Alla fine, guard� Stoner e disse: �Non si aspetti di veder pi� arrivare Jo Camerata. Le ho tolto l�incarico di corriere.�</p><p>�Lei� cosa?�</p><p>�So che � stata lei a imbucare quella lettera� disse McDermott, in un ruggito smorzato �anche se tutte due lo negate.�</p><p>�Non � un buon motivo per��</p><p>McDermott esplose in un sorriso malizioso. �Senta, figliolo, � felicissima di non dover pi� fare da corriere. Da lei ha avuto tutto quello che poteva avere� Cio� nulla, a parte i guai. Per� io posso farla entrare al Dipartimento di Ingegneria Aerospaziale all�universit�. Vuole diventare astronauta, se non lo sa.�</p><p>Stoner aveva voglia di tirare un pugno a quella faccia rotonda e bugiarda. Invece, si limit� a dire: �Lo so.�</p><p>�Quindi, adesso sta dietro a me. Con lei ha finito di giocare.�</p><p>Tutti e suon� il clacson, solo per un attimo. McDermott s�incammin� verso la macchina. Girando la testa, disse a Stoner: �Non si preoccupi. Mi prender� buona cura di lei.�</p><p>Stoner rest� intrappolato sulla porta, incapace di muoversi, sconvolto.</p></section><section><title><p>15</p></title><cite><p>TOP SECRET�� DA NON MOSTRARE A STRANIERI</p><p>Memorandum</p><p>DA: V.J. Driscoll, SCM</p><p>Data: 5 gennaio</p><p>A: Vicecomandante F.G. Tuttle, SRM</p><p>Pratica: 84-662</p><p>SOGGETTO: Trasferimento PROGETTO JUPITER</p><p>Rife: SCM/Log/vjd</p><empty-line/><p>1. La fase di programmazione del trasferimento del PROGETTO JUPITER � completata.</p><p>2. I lavori logistici a Kwajalein sono in fase d�attuazione, in vista dell�arrivo del personale e delle apparecchiature del PROGETTO JUPITER per il 15 aprile.</p><p>3. La responsabilit� amministrativa per Kwajalein e basi vicine verr� trasmessa alla Marina entro il 15 gennaio.</p><p>4. Il porto d�imbarco per il personale del PROGETTO JUPITER sar� la Stazione Aeronavale di South Weymouth, Ma. Tutto il personale verr� trasportato da MAC su due (2) aerei C-141. MAC metter� a disposizione un terzo M-141 oppure un (1) C-54, in base alle vostre necessit�, per le apparecchiature.</p><p>5. � assolutamente indispensabile che tutto il personale sia pronto a partire non pi� tardi del 15 aprile. Se occorresse, presso la SAA di South Weymouth potr� essere reso disponibile tutto il necessario per le famiglie del personale del PROGETTO JUPITER.</p></cite><empty-line/><p>Sally Ellington si tolse le scarpe a tacchi bassi, protese la mano sulla scrivania ingombra di carte, alz� il ricevitore del telefono. Esit� per un lungo momento. Poi, con un�occhiata alla porta chiusa che dava sull�ufficio adiacente, vuoto, digit� in fretta il numero sulla tastiera dell�apparecchio.</p><p>Quando lui le rispose, aveva una voce assonnata, rauca.</p><p>�Sono io� disse lei. �Sally.�</p><p>�A quest�ora?�</p><p>�Stai calmo e ascolta� ordin� il consigliere scientifico del presidente. �Ho qualcosa che far� del tuo boss il prossimo presidente degli Stati Uniti.�</p><p>Dall�altro capo non ci fu risposta. �Chiss� se � solo nel suo letto ad acqua� si chiese Sally.</p><p>�Allora?� disse lui, dopo un po�.</p><p>�Il presidente ha deciso di informare i russi sul� Sai cosa.�</p><p>�Su JUPITER?� chiese immediatamente lui.</p><p>�S�. User� la linea calda.�</p><p>�Ges� Cristo.�</p><p>�Quando la notizia sar� di dominio pubblico, non avr� pi� nessuna possibilit� di vincere a novembre.�</p><p>�Non so. ȅ�</p><p>��Io� lo so� disse Sally Ellington. �Molto meglio di te. � spacciato, se e quando la notizia arriver� alla stampa.�</p><p>�E perch� vieni a raccontarlo a me? Se ne informo il segretario��</p><p>Lei sorrise fra s�. �Sta a te decidere. Volevo solo assicurarmi che tu lo sapessi.�</p><p>�Vedo.� La sua voce tacque un attimo, poi: �Te ne sono grato, Sally. Sono in debito.�</p><p>Lei annu�, e cominci� a immaginare in che modo lui si sarebbe sdebitato: in quel letto ad acqua.</p><empty-line/><p>D�inverno, nel Massachusetts il sole tramonta alle quattro. Erano quasi le sei, e fuori c�era un buio da mezzanotte, quando Jeff Thompson cominci� a guardare gli stampati di computer che ingombravano il suo tavolo.</p><p>Jo Camerata gli sedeva accanto, seguiva col dito una lunga colonna di numeri. Thompson sentiva un vago aroma d�erbe emanare dai suoi capelli neri. Le unghie della ragazza non erano dipinte, ma tagliate alla perfezione.</p><p>�Sei un uomo felicemente sposato� si disse Thompson. Poi aggiunse: �Per� non sei ancora morto!�.</p><p>�So che queste cifre sembrano assurde� stava dicendo Jo �per� dal computer non esce altro. Ho impostato il programma tre volte, per maggiore sicurezza, e i numeri sono sempre gli stessi.�</p><p>Thompson avvertiva il calore del corpo della ragazza. Jo gli si stava quasi strusciando contro con la spalla. Costringendosi a concentrarsi sul lavoro che aveva davanti, disse: �E questo sarebbe l�ultimo programma?�</p><p>�S� rispose lei. �Questa colonna rappresenta i dati trasmessi dalle ultime foto di Big Eye.�</p><p>Thompson fiss� i numeri con una smorfia. Erano anni che non affrontava un problema di meccanica orbitale. Da che si era specializzato ed era andato a lavorare all�osservatorio sotto la direzione di McDermott, non era mai stato costretto a calcolare orbite e traiettorie. In fondo, i neo-laureati servivano a quello: a fare il lavoro pi� noioso.</p><p>Ma le ultime serie di numeri che il computer stava sputando fuori non avevano senso. Erano una cosa talmente folle da richiedere la sua attenzione personale.</p><p>Thompson scosse la testa. �Sar� meglio che tu passi queste cifre a Keith. In questo campo, ne capisce pi� di me.�</p><p>Jo si scost� leggermente. �Non posso pi� andare da lui. Il professor McDermott non vuole che lo riveda.�</p><p>�Non fai pi� da corriere?�</p><p>�No. Mac non vuole nemmeno che gli parli per telefono.�</p><p>Spingendosi gli occhiali sulla fronte, Thompson la scrut� a lungo. �E a te va bene? Credevo che tu e Keith foste, insomma��</p><p>Jo scosse la testa. �Preferirei non parlarne, se non le spiace.�</p><p>�Non puoi nemmeno telefonargli?�</p><p>Lei agit� la mano, in segno d�impotenza. �Il telefono di quella casa � sotto controllo. A Mac arrivano le registrazioni di tutte le telefonate in arrivo e in partenza.�</p><p>�Ges� Cristo, � proprio come essere in Russia.�</p><p>Jo non disse niente.</p><p>�Okay� disse Thompson �immagino che qualcun altro dovr� portargli questo orrore.�</p><p>�Oppure potremmo trasmettergli le cifre per computer� disse dolcemente Jo. �La casa � dotata di un terminale.�</p><p>�S�, perfetto.�</p><p>�Sto sbagliando io?� chiese Jo, scrutando gli stampati. �O � il computer che ci prende per i fondelli?�</p><p>�Mi venga un colpo se lo so. Dovr� lavorarci tutta notte per capire cos�� che non va� disse Thompson.</p><p>�Devo avere fatto un errore.� Nella voce di Jo s�insinu� una nota d�insoddisfazione.</p><p>�Sei sotto pressione da parecchio tempo.�</p><p>�Questa non � una scusa.�</p><p>Thompson scost� leggermente la poltroncina dal tavolo, abbandonando la sua solita posizione curva. �Mac ti sta proprio torchiando, eh?�</p><p>Jo ebbe un sorriso triste. �Pi� di quanto non immagini.�</p><p>Lui si accorse che gli stava salendo la pressione: la ragazza sembrava tanto disperata, tanto fragile.</p><p>�� un vero peccato che Keith ti abbia messo di mezzo. Non � stata una mossa troppo intelligente scrivere ai russi.�</p><p>�Non ha detto nulla che non dovesse dire!� s�infiamm� lei.</p><p>�La marina non la pensa cos�.�</p><p>�Una brava persona� insistette Jo. �Non farebbe mai niente che possa essere dannoso.�</p><p>Thompson le sorrise. �Nemmeno Chamberlain l�avrebbe mai fatto.�</p><p>�Chi?�</p><p>�Neville Chamberlain, il primo ministro inglese che a Monaco ha ceduto a Hitler.�</p><p>�Oh� disse lei. �Storia.�</p><p>D�improvviso, Thompson si sent� estremamente vecchio.</p><p>Studiarono le cifre del computer ancora per un�ora, ma Thompson si accorse di non riuscire a concentrarsi. Avrebbe preferito lavorare su Jo. Alla fine, con un enorme sforzo di volont�, scost� la poltroncina dal tavolo e si alz�.</p><p>�Ragazza, sar� meglio che tu torni a casa. Mi ci vorr� tutto il resto della notte per scoprire dove sta l�errore.�</p><p>Lei era preoccupata. �Posso benissimo restare qui ad aiutarla��</p><p>�No� ribatt� lui, vagamente disperato. �Vattene a casa. Dormi un po�. Adesso telefono a mia moglie e le dico di mettere i ragazzi a letto e di tenermi in caldo la cena. Ho tre figli, sai.�</p><p>�S�, lo so.�</p><p>�Okay. Ciao. Ci vediamo domani.�</p><p>Lei si alz� quasi con riluttanza, parve a Thompson, e raggiunse la porta del cubicolo che era il suo ufficio. �Prima di uscire, controller� sotto i registratori di dati� gli disse.</p><p>�Benissimo. Buonanotte, Jo.�</p><p>Dopo che lei fu uscita, Thompson rest� a fissare per molto tempo la porta. Poi chiam� casa sua, ma trov� la linea occupata. Nancy e le sue maledette amiche.</p><p>Si concentr� sugli stampati, cercando di togliersi dalla mente l�immagine di Jo.</p><p>Ma la sent� gridare: �Dottor Thompson!�</p><p>Alzando gli occhi dal tavolo, la vide di nuovo sulla porta, con un�espressione a met� tra il preoccupato e lo stupito.</p><p>�Cosa c��?�</p><p>�I segnali� rispose Jo, senza fiato, agitata. �Si sono interrotti!�</p><p>�Cosa?�</p><p>Lui salt� su di scatto, sbatt� lo stinco contro l�angolo del tavolo, corse al piano di sotto con la ragazza.</p><p>La grande stanza era stranamente silenziosa. Non c�era nessun altro; il turno di notte sarebbe montato solo un�ora dopo. Le grandi consolle elettroniche ronzavano piano. Le penne traccianti erano stranamente immobili, e sulla carta millimetrata che si muoveva lentamente sotto di loro apparivano linee perfettamente rette.</p><p>Thompson aggir� le scrivanie che ingombravano il centro della stanza, trov� un paio di cuffie, le colleg� a una consolle.</p><p>Si appoggi� una cuffia all�orecchio.</p><p>Niente.</p><p>Solo il sibilo dell�universo, beffardo. I segnali radio erano scomparsi.</p></section><section><title><p>16</p></title><cite><p>Stamattina sono stato testimone di uno dei maggiori errori politici d�ogni tempo. Il presidente ha rivelato al premier dell�Unione Sovietica servendosi della linea calda, che stiamo lavorando al tentativo di entrare in contatto con l�astronave aliena che abbiamo scoperto nelle vicinanze di Giove.</p><p>Il premier ha finto di non essere sorpreso; ha detto che anche i suoi scienziati si stanno occupando della stessa cosa. Il presidente ha proposto un programma comune: dividere personale, informazioni, attrezzature. Il premier � scoppiato a ridere e ha detto che ne sarebbe stato felicissimo. Chiaro che ne sarebbe felice! Nel frattempo, i pochi sostenitori che il presidente aveva al Congresso dovranno lasciare il partito quando si scoprir� che ha svelato ai russi i nostri maggiori segreti scientifici. In nome della pace e della fratellanza! Ormai non ho scelta; devo solo tentare di convincere il partito a non proporre pi� lui come candidato. Devo prendere sul serio queste primarie: � l�unica speranza che resta al partito per novembre.</p><text-author>Diario personale dell�Onorevole Walden C. Vincennes, Segretario di Stato</text-author></cite><empty-line/><p>Stringendo i denti per il dolore, il cardinale Otto von Friederich inizi� la lunga salita degli scalini di marmo che portavano all�appartamento papale. Agli impiegati e ai monsignori che affollavano le stanze del Vaticano al perenne servizio di Santa Madre Chiesa, il cardinale appariva un simbolo austero e freddo di maest�: silenzioso e altero, forse un po� fiaccato dagli anni e dall�artrite, ma pur sempre ritratto perfetto di un Principe della Chiesa dai capelli d�un bianco immacolato, i tratti angolosi e ascetici, la porpora svolazzante.</p><p>Il cardinale von Friedrich sapeva che le cose non stavano cos�. Il suo potere all�interno del Vaticano era illusorio. Il nuovo papa non aveva tempo per un vecchio legato alle tradizioni e agli insegnamenti del passato. Le sue udienze col Santo Padre, ormai, erano del tutto formali; i giorni della sua influenza, del vero potere, erano terminati.</p><p>Salendo i freddi scalini di marmo, recit� fra s� il rosario. Il dolore si faceva pi� forte di giorno in giorno. Era una penitenza, naturalmente, e lui sapeva che Dio non gli avrebbe mai mandato una Croce che fosse insopportabile. Il dolore gli copriva la fronte di uno strato leggero di sudore.</p><p>Un anziano monsignore, bianco come gesso, gli and� incontro alla sommit� delle scale e in silenzio lo introdusse in una stanzetta spoglia e fresca.</p><p>Il cardinale Benedetto era gi� l�, ovviamente, il corpo massiccio avvolto nel mantello rosso. Benedetto ricordava sempre a Von Friedrich un facchino turco: tarchiato e di carnagione scura, quasi completamente calvo, anche se pi� giovane di Von Friedrich di una ventina d�anni. Per� era ormai il forte braccio destro del papa, il segretario di Stato del Vaticano, confidente e consigliere di Sua Santit�. Al contrario, la posizione di Von Friedrich a capo della Propaganda Fide era diventata poco pi� d�una sinecura per un vecchio prossimo alla morte.</p><p>�Com�era diverso ai vecchi tempi� pens� Von Friedrich. �Per tutta la vita ho servito papi italiani e lottato con gli italiani che dominavano la Curia. Adesso abbiamo un papa polacco, e gli italiani mi hanno sconfitto.�</p><p>�Mio signore cardinale� disse Benedetto, in italiano.</p><p>Von Friedrich accenn� con la testa l�ombra d�un inchino. Anche quel movimento minimo gli caus� dolore.</p><p>La stanza era quasi spoglia d�arredi. Un tavolino in legno, poche sedie. L�unica luce veniva dalla lampada sul tavolo. Oltre le finestre, i giardini vaticani erano gi� ammantati delle ombre del tramonto.</p><p>Nella semioscurit�, Von Friedrich vide che le pareti erano ornate da affreschi di Tiziano. O forse Raffaello, Non riusciva mai a distinguere i due artisti. �Tappezzerie vaticane� si disse, tenendosi a distanza dal cardinale Benedetto.</p><p>Parte del dipinto sulla parete che stava fissando, un gruppo di santi che rendevano grazie a Dio, rientr� all�improvviso, svelando una porta nascosta nella parete. Il papa entr� nella stanza, forte, vigoroso, e sorrise a tutt�e due.</p><p>La stanza parve illuminarsi. Il Santo Padre indossava vesti bianche, naturalmente. Ma, nonostante tutto, Von Friedrich dovette ammettere che era la presenza energica, decisa di Sua Santit� a riempire di luce la stanza. Il papa possedeva il viso franco e intenso dell�operaio, dell�uomo comune elevato a una posizione di grandezza; il tipo di viso che sarebbe potuto appartenere a San Pietro. Un pescatore, non un aristocratico. Per�, e Von Friedrich lo sapeva, il suo potere era uguale sia sugli aristocratici sia sui semplici lavoratori.</p><p>I cardinali s�inginocchiarono a baciare l�anello papale. Il papa sorrise e fece loro cenno di sedere.</p><p>�Andiamo, andiamo� disse il papa, in italiano. �Oggi niente formalit�. Dobbiamo decidere su cose troppo gravi.�</p><p>Pochi attimi dopo, erano immersi nella discussione sugli strani segnali radio provenienti da Giove che la gerarchia americana aveva fatto conoscere al Vaticano solo il giorno prima.</p><p>�Il mio consigliere scientifico� disse il papa �monsignor Parelli, � fuori di s� per l�eccitazione. Ritiene che questo sia il fatto pi� straordinario accaduto all�umanit� negli ultimi due millenni.�</p><p>�� un pericolo� disse Von Friedrich. �Un pericolo, fratello?�</p><p>La voce di Von Friedrich era sempre stata stridula, quasi da ragazzina. A scuola aveva dovuto sostenere molti scontri per quella voce. In quel momento, lott� per mantenerla calma, fredda, logica, e per impedire che lasciasse trapelare il suo dolore.</p><p>�Quando la notizia di questa� cosa� aliena giunger� alle popolazioni del mondo, come prima o poi accadr�, la gente rester� stupita e intimorita. Vostra Santit� ricorda il caos scatenato venticinque anni fa dallo Sputnik?�</p><p>Il papa annu�. �S�, ma questo fu soprattutto in Occidente.�</p><p>�Non sar� nulla in confronto alle reazioni alla notizia di un�intelligenza aliena nel nostro Sistema Solare. Chi sono? Che aspetto hanno? Cosa vogliono? Chi �adorano�?� L�ultima domanda fu un sibilo, un sussurro eccitato.</p><p>Il papa fece per rispondere, poi esit�, si pass� pensosamente una mano sul mento forte.</p><p>�Sono d�accordo anch�io, Vostra Santit� disse il cardinale Benedetto. �Questa presenza aliena potrebbe essere una grave minaccia per la fede.�</p><p>Il papa si appoggi� allo schienale della sedia e tamburell� con le dita sulle ginocchia.</p><p>�� una prova� disse alla fine.</p><p>�Una prova?�</p><p>Il papa annu�. �Una prova alla nostra fede, fratelli. Una prova al nostro coraggio, alla nostra intelligenza. Ma, soprattutto, una prova alla nostra fede.�</p><p>�Potrebbe essere� convenne subito Benedetto.</p><p>Von Friedrich non disse niente, ma pens� che l�italiano, come sempre, si stava comportando servilmente.</p><p>�Gli americani hanno scoperto i segnali radio e qualcosa che ritengono sia un�astronave, se ho ben compreso le informazioni che abbiamo ricevuto� disse il papa.</p><p>Benedetto annu�. �Segnali radio dal pianeta Giove, s�. E nello spazio, nelle vicinanze del pianeta, un manufatto alieno.�</p><p>�Manufatto!� Il papa fece un grande sorriso. �Un eccellente termine, Benedetto. Un termine �scientifico�. Neutro. Privo d�emozioni. Eccellente!�</p><p>Von Friedrich strinse i denti.</p><p>�Io credo� prosegu� il papa �che la scienza porti alla conoscenza, e quindi al perfezionamento dell�intelligenza umana. Questo manufatto alieno�� sorrise di nuovo �potr� aiutare gli scienziati a scoprire di pi� sull�universo, e quindi a conoscere meglio l�opera di Dio.�</p><p>�Ah, vedo� disse Benedetto. �Se riusciremo a dialogare con queste creature, avremo la possibilit� di scoprire pi� cose sull�opera di Dio, sulle sue creazioni.�</p><p>Il papa annu�.</p><p>�Per� la Santa Madre Chiesa ha la responsabilit� di proteggere i suoi figli dall�errore e dal pericolo� disse Von Friedrich, con tutta la forza possibile, �Specialmente dal pericolo che minaccia le loro anime immortali.�</p><p>Benedetto si gir� verso di lui. �Non vedo come��</p><p>�Questo manufatto alieno� disse Von Friedrich, accorgendosi di quanto fosse debole la sua voce �lascer� stupiti molti fedeli. Gran parte del nostro gregge vive ancora in regioni assai arretrate del globo: America Latina, Africa, Asia� Persino in certe zone dell�America e del Nord Europa molti cattolici hanno solo una conoscenza limitata del mondo moderno. Temono la scienza moderna. Si aggrappano alla fede come sostegno alle tribolazioni dell�esistenza.�</p><p>�Naturalmente� disse il papa.</p><p>�E la loro Chiesa� continu� Von Friedrich �ha sempre lasciato credere che siamo noi le creature di Dio. Noi, e noi soli.�</p><p>�Ma la Chiesa non ha mai negato la possibilit� che esistano altre creature in altre regioni dell�universo� ribatt� Benedetto.</p><p>�Non l�ha mai negata formalmente� disse Von Friedrich. �Per� la Santa Madre Chiesa non ha nemmeno mai spinto i suoi figli a prepararsi all�incontro con creature giunte dallo spazio.�</p><p>�Perfettamente vero, amico mio� mormor� il papa. �Perfettamente vero. Anche nella <emphasis>Redemptor hominis </emphasis>ho detto che l�uomo ha ricevuto il dominio del mondo visibile dal suo Creatore.�</p><p>�Se il mondo venisse a sapere all�improvviso che esistono altre creature intelligenti nello spazio, creature di altri mondi, altri soli, e che ci sono superiori dal punto di vista fisico�� Von Friedrich chiuse gli occhi per nascondere il dolore ��la fede di molti cattolici subir� la massima delle prove.�</p><p>Benedetto, con riluttanza, annu�. �Potrebbero esserne scosse le fondamenta su cui si basa la loro fede. Potrebbe essere il colpo maggiore sferrato alla Chiesa dai tempi di Lutero.�</p><p>Von Friedrich scosse la testa. �Non Lutero. Sono stati Galileo e gli scienziati a distruggere l�autorit� della Chiesa Universale. Senza di loro, Lutero era nulla. Roma aveva gi� affrontato scismi ed eresie prima che gli scienziati portassero al movimento protestante.�</p><p>�Un duro giudizio sulla scienza� disse il papa sorridendo.</p><p>�Siamo in grado di convertire gli eretici, col tempo� disse Von Friedrich, e gli trem� la voce. �Sono stati gli scienziati a sovvertire la Chiesa.�</p><p>Il papa sollev� una mano. �Non siamo qui per riaprire scismi antichi di secoli. La scienza ha scoperto il manufatto alieno. Ora, cosa deve fare Santa Madre Chiesa?�</p><p>�Pregare che si allontani� disse Von Friedrich.</p><p>�A quanto sembra� disse Benedetto �per il momento sia gli americani sia i russi stanno cercando di tenere segreta l�informazione.�</p><p>�Bene!�</p><p>�Hanno accennato alla possibilit� di un lavoro comune negli studi sul manufatto� prosegu� Benedetto �ma in realt� entrambe le nazioni vogliono entrare in possesso da sole della scienza aliena, per servirsene a scopi militari.�</p><p>Il viso del papa si fece serio. �Ovviamente. A che altro potrebbero pensare? Ma per quanto tempo riusciranno a tenere nascosta l�informazione ai loro popoli?�</p><p>�Prima o poi, qualcuno parler� convenne Benedetto.</p><p>�Dobbiamo decidere come affrontare la situazione quando la notizia trapeler� disse il papa.</p><p>�Potremmo essere noi stessi a fare la rivelazione� propose Benedetto.</p><p>�No!� ribatt� seccamente Von Friedrich.</p><p>�Ne deriverebbe grande prestigio per il Santo Padre� spieg� Benedetto �e inoltre ai fedeli sarebbe chiaro che il papa non � intimorito.�</p><p>Von Friedrich riflett� un attimo, poi disse: �Ma se americani e russi sono d�accordo nel mantenere il segreto, non negherebbero tutto se noi cercassimo di diffondere la notizia? Dopo tutto, gli americani non hanno dato l�annuncio formale della scoperta. Noi l�abbiamo scoperto attraverso i canali pi� circospetti. E i russi�!�</p><p>Benedetto disse: �I governi americano e russo possono desiderare il segreto. Ma i loro scienziati non lo vogliono, ne sono certo. E esistono molti altri scienziati, in altre nazioni, che potrebbero confermare la verit�, dopo che Sua Santit� l�avesse rivelata.�</p><p>�Ne siete sicuro?� chiese il papa.</p><p>�Ragionevolmente sicuro, Vostra Santit�.�</p><p>�Ragionevolmente� sottoline� Von Friedrich.</p><p>�Ma abbiamo deciso� chiese dolcemente il papa �che il momento � adatto per dare la notizia?�</p><p>�Dobbiamo riflettervi attentamente prima di lanciarci in azioni precipitose� disse Von Friedrich.</p><p>Il papa inarc� un sopracciglio nella sua direzione, �La Propaganda Fide vuole qualche settimana per pensarci?�</p><p>�S�, Vostra Santit�.�</p><p>�O qualche mese?�</p><p>Von Friedrich cerc� di scrollare le spalle; ci riusc� appena.</p><p>�Non abbiamo mesi� incalz� Benedetto. �Forse non abbiamo nemmeno settimane. Dobbiamo decidere adesso. Subito!�</p><p>Il papa si gir� verso di lui. �Amico mio, da quando sono qui ho imparato che in Vaticano non si fa nulla troppo in fretta.�</p><p>�C�� una cosa che possiamo fare immediatamente� ribatt� Benedetto. �Col vostro permesso, naturalmente, Vostra Santit�.�</p><p>�Di che si tratta?�</p><p>�Gli americani hanno invitato i russi e gli scienziati di molti altri paesi a unirsi a loro in un progetto congiunto di ricerca, per studiare i segnali e tentare di entrare in comunicazione col manufatto alieno.�</p><p>�S�?�</p><p>�Cos� mi dicono i miei informatori a Washington� rispose Benedetto con espressione un po� troppo soddisfatta, come pens� Von Friedrich.</p><p>�E noi cosa c�entriamo?� chiese il papa.</p><p>�Potremmo inviare uno scienziato a rappresentarci in questo gruppo, se gli americani sono effettivamente sinceri nella loro offerta.�</p><p>�Uno scienziato della Chiesa? E chi potrebbe��</p><p>�Abbiamo l�uomo adatto� disse Benedetto, con l�aria del prestigiatore che fa apparire un coniglio dal cappello. �Un converso domenicano in un monastero di Languedoc. Era un cosmologo di fama mondiale che ha vinto il premio Nobel per le sue teorie��</p><p>Von Friedrich lo interruppe: �Un cosmologo che ha ricevuto il Nobel e poi si � ritirato in un monastero domenicano?�</p><p>Benedetto allarg� le mani, in un gesto tipico degli italiani. �Voleva lasciare il mondo. Aveva il problema dell�alcol. Correvano anche altre voci� su eccessi della carne��</p><p>�Quest�uomo dovrebbe rappresentare il Vaticano?�</p><p>�Oggi � molto pi� anziano� rispose Benedetto. �La vita monastica lo ha purificato.�</p><p>�Riuscir� ad affrontare le tentazioni del mondo, lasciate le mura del suo monastero?� si chiese il papa preoccupato.</p><p>Con un sorriso, Benedetto disse: �In un centro di ricerca scientifica? Credo proprio di s�.�</p><p>�Come si chiama?�</p><p>�Reynaud. Edouard Reynaud.�</p><p>�Non ne ho mai sentito parlare� mormor� Von Friedrich.</p><p>�� uno scienziato molto famoso.�</p><p>�Benissimo� disse il papa. �Chiedete i suoi servigi al suo Ordine. Prima dovr� venire qui, per discutere con voi la questione nei particolari.�</p><p>�S�, Vostra Santit�.� Benedetto s�inchin�.</p><p>Von Friedrich chiam� a raccolta tutte le forze e disse, deciso: �Per� non faremo nessun annuncio. Non dobbiamo allarmare i fedeli.�</p><p>Il papa annu�. �Sono d�accordo. Se americani e russi scelgono il silenzio, allineiamoci anche noi.�</p><p>Il dolore lo travolse; ma col dolore Von Friedrich avvert� un senso profondo di sollievo, quasi di gratitudine. �Se non altro in questo sono riuscito� pens�. �Ho fermato ancora una volta la marea italiana. Ho impedito al Vicario di Cristo sulla Terra di compromettersi.�</p><p>Anche dietro il velo della sofferenza, Von Friedrich riusc� ad assaporare l�espressione cupa sul viso scuro di Benedetto.</p></section><section><title><p>17</p></title><cite><p><strong>SCONTRO TRA REVIVALISTI E RELIGIOSI E SOSTENITORI DEGLI UFO</strong></p><p>SAN DIEGO. Ieri sera a Marineland del Pacifico, si � verificato un inizio di disordini a un raduno di revival religioso all�aperto: i seguaci dell�evangelista urbano Willie Wilson si sono scontrati con i sostenitori degli UFO infiltratisi tra la folla.</p><p>Secondo la stima della polizia, pi� di seicento persone erano stipate nella zona del raduno per ascoltare il reverendo Wilson venuto a predicare il suo messaggio �Scrutate il cielo�. Non appena il reverendo ha iniziato a parlare, un gruppo organizzato di sostenitori degli UFO ha cominciato a urlare e ad agitare cartelli di protesta. Sono scoppiati diversi incidenti, che la polizia, in assetto da combattimento, ha immediatamente sedato. �� un impostore� ha detto Fred W. Weddell, un esperto locale di UFO, parlando del reverendo Wilson. �Sta cercando di spaventare la gente con le sue prediche da fine del mondo. Lo sappiamo tutti che gli UFO sono pacifici e amici.�</p><p>Il reverendo Wilson ha dichiarato: �Il mio � un messaggio di pace e speranza. Non ha nulla a che fare con gli UFO. Io sto semplicemente dicendo alla gente che un Grande Cambiamento sta per investire il mondo, e che per individuarlo dovremmo tutti scrutare il cielo.�</p><p>Negli incidenti sono rimaste ferite diciassette persone, due delle quali sono state ricoverate in ospedale. La polizia ha arrestato otto�</p></cite><empty-line/><p>Si stava preparando un temporale.</p><p>Stoner aveva vissuto troppo a lungo nel New England per non riconoscere i segni premonitori.</p><p>Alla televisione, il notiziario delle undici (due uomini insignificanti, talmente simili che potevano essere cloni, tutte due con una giacca color oro e abbinati a una spagnola dalla pettinatura complicatissima che scambiava con loro chiacchiere idiote) aveva previsto un tempo �chiaro e freddo, con minimi notturni attorno allo zero, venti da ovest leggeri e variabili�.</p><p>Ma adesso, poco dopo mezzanotte, il vento mugghiava all�esterno della casa nel New Hampshire. Un�occhiata dalle finestre del soggiorno mostr� a Stoner nubi che passavano sulla faccia della luna. Gli alberi agitavano i rami spogli. La casa cominci� a scricchiolare come un�antica nave di legno su un mare agitato.</p><p>Cavendish, che ormai divideva la casa con Stoner, guard� fuori dalla finestra e rabbrivid�. �Dio, e pensare che i Puritani hanno affrontato un clima come questo. Dovevano essere completamente impreparati.�</p><p>Stoner rise fra s�. �� questo l�inverno da cui Big Mac doveva salvarci. L�inverno che dovevamo trascorrere in Portorico.�</p><p>Seduto al tavolo della sala da pranzo, circondato dalle foto di Giove scattate da Big Eye e da stampati di computer, Stoner studi� l�inglese. Cavendish stava fumando la pipa. Sotto la giacca di tweed portava il maglione. Poi gir� la testa, e da sotto le sopracciglia foltissime scrut� le foto che erano sparse sul tavolo.</p><p>Battendo col dito sul punto luminoso di una fotografia, Cavendish chiese: �Sei proprio sicuro che questa cosa provenga dall�esterno del Sistema Solare?�</p><p>�S� rispose Stoner.</p><p>�� una certezza matematica la tua?�</p><p>�Controlla tu le cifre. � un turista, un visitatore giunto dall�esterno di questo Sistema Solare.�</p><p>�Hmmm.� Cavendish soffi� verso il soffitto una nuvola di fumo. �E i segnali radio si sono interrotti.�</p><p>�Ormai � passata quasi una settimana. Niente.�</p><p>�Cos�, di colpo� Si � spento.�</p><p>�� quello che mi ha detto Jeff Thompson. E adesso la nave si sta allontanando da Giove, riparte.�</p><p>�Allontanando? Sul serio?�</p><p>�� quello che indicano le cifre del computer. Ha dato un�occhiata a Giove, e ora se ne va. Forse torna a casa.�</p><p>Cavendish non parl� per qualche momento. L�aroma del tabacco era piacevole, quasi tranquillizzante.</p><p>�E non c�� niente di abbastanza vicino a noi che possa ragionevolmente ritenersi la casa di questo mostro, eh?� chiese l�inglese.</p><p>Stoner scroll� le spalle. �Alpha Centauri dista pi� di quattro anni luce, ma non ci risulta che possegga pianeti.�</p><p>�Infatti. La stella dotata di pianeti pi� vicina a noi � la 61 Cygni, no?�</p><p>�La stella di Barnard� lo corresse Stoner �se accettiamo i risultati di Van de Kamp. Quella non dista nemmeno sei anni luce.�</p><p>�Davvero?� Cavendish rest� a fumare con aria assorta per qualche momento. Le nuvolette di fumo si alzavano pigramente verso il soffitto basso e inclinato della stanza.</p><p>Stoner si spost� con la sedia al terminale del computer, che si trovava all�estremit� del tavolo. Le sue dita danzarono veloci sulla tastiera.</p><p>�E dov�� diretta quella benedetta cosa?�</p><p>�� quello che vorremmo sapere tutti. Il computer ci sta lavorando. Sembra che stia uscendo dal sistema solare. Se estendiamo il vettore attuale di velocit�, passer� parecchio al di sopra dell�eclittica e torner� nello spazio profondo.�</p><p>�Quindi tu pensi che stia tornando a casa, vero?�</p><p>�Penso che sia diretta a un altro Sistema Solare.�</p><p>�Ma che uscir� completamente dal �nostro�� disse Cavendish.</p><p>�Esatto.�</p><p>�Senza farci visita.�</p><p>Stoner alz� gli occhi dalla tastiera. �Per quell�oggetto non siamo poi troppo importanti, immagino. � una nave aliena. � entrata nel nostro Sistema Solare, si � diretta al pianeta pi� grande che abbia trovato, ha dato un�occhiata, e adesso se ne va. Forse ha gi� visitato Saturno prima che la scoprissimo, non so. Comunque, direi che le creature che l�hanno mandata sono originarie di un pianeta gigante, come Giove o Saturno. Probabilmente non possono nemmeno immaginare che su un pianeta piccolo e caldo come la Terra esista vita.�</p><p>�� un bel colpo per il nostro ego, no?� mormor� Cavendish.</p><p>�La cosa pi� triste � che non si avviciner� tanto da poterla studiare nei particolari.�</p><p>�Gi�. Che peccato.�</p><p>Con un sospiro che non si era accorto di avere dentro, Stoner annu�. �Niente pi� segnali radio, e il visitatore alieno se ne sta andando. A conti fatti, forse non ci sar� bisogno di Kwajalein.�</p><p>�Curioso.�</p><p>�Maledettamente frustrante.�</p><p>Cavendish cominci� a passeggiare nella stanza. �Lavori sempre fino a quest�ora?�</p><p>Stoner si appoggi� all�indietro sulla sedia. �Speravo che entro stanotte il computer potesse fornirci una proiezione precisa della traiettoria, per poter capire almeno esattamente dov�� diretta la nave aliena. Per� dev�esserci qualche difetto nel computer. Non arrivano dati.�</p><p>�Forse la macchina si � messa a dormire?� Cavendish lo disse con un sorriso.</p><p>�Non dorme mai.�</p><p>�E nemmeno tu, a quanto sembra.�</p><p>�Ultimamente anche tu fai le ore piccole, professore.�</p><p>Il sorriso di Cavendish fran�. �S�, vero. Il fatto � che per me il sonno � una brutta bestia. Sogno, purtroppo.�</p><p>Stoner gir� la sedia, per seguire i passi dell�inglese.</p><p>Ma Cavendish cambi� argomento. �E cos�, sta uscendo dal Sistema Solare.� Indic� col cannello della pipa il computer silenzioso.</p><p>�A quanto sembra.�</p><p>�Bene. Liberiamocene. Un pensiero in meno. Occidente e Oriente cominciavano gi� a litigarci. Sar� una benedizione se quella cosa maledetta scomparir�.�</p><p>Stoner era sorpreso. �Ma non scopriremo mai da dove viene, chi l�ha mandata, cosa significa.�</p><p>Cavendish scroll� le spalle fragili. �Sappiamo gi� la cosa pi� importante, no? Non siamo soli. Non conta nulla chi l�abbia costruita o da dove provenga o perch� sia stata mandata qui. Il fatto essenziale � che adesso sappiamo, al di l� di ogni possibile dubbio, che l� fuori, tra le stelle, esistono altre intelligenze. Non siamo soli nell�universo.�</p><p>�Lo sappiamo �noi�� grugn� Stoner �ma il resto del mondo non lo sa.�</p><p>�Oh, col tempo lo sapranno tutti. Il mondo intero lo verr� a sapere prestissimo.�</p><p>�Non se le cose vanno come vorrebbero Tuttle e Big Mac.�</p><p>�Non accadr� gli assicur� Cavendish, �Non per molto tempo, in ogni caso. Prima o poi la notizia si diffonder�.�</p><p>Stoner aspett� che l�altro aggiungesse qualcosa. Ma Cavendish si avvicin� alla finestra e rest� a guardare la notte tempestosa, emettendo nuvole di tabacco blu, aromatico. Il vento urlava, e dall�alto giunse il gemito di un jet lontano.</p><p>Con un�occhiata al terminale del computer, stranamente zitto, Stoner si alz�, diretto al telefono in soggiorno.</p><p>�Torno fra un minuto� disse a Cavendish. �Chiamo il centro computer. Voglio sapere cosa diavolo sta succedendo a questa macchina.�</p><p>�Bene� disse Cavendish. �Nel frattempo, penso che mi verser� un brandy. � una notte perfetta per bere un goccio.�</p><p>�Certo. Versane uno anche a me, se non ti spiace.�</p><p>�Senz�altro� disse Cavendish.</p><empty-line/><p>Jo sedeva su una poltroncina, davanti alla consolle centrale d�input del computer. La luce dei pannelli a fluorescenza che scendeva dal soffitto immergeva la stanza in un�eternit� senza tempo. Non c�erano finestre; impossibile capire se fosse giorno o notte.</p><p>�Come in un casin� di Las Vegas� si disse Jo. �Vogliono che tutta l�attenzione sia concentrata sulle macchine, non su distrazioni come il sole o la pioggia.�</p><p>L�orologio alla parete segnava le dodici e qualche minuto. Jo sapeva che era mezzanotte, ma un chiodo insistente nel cervello le ripeteva che forse si sbagliava, che forse oltre le pareti solidissime del centro computer, splendeva il sole.</p><p>�Senti, esco a prendere un caff�.�</p><p>Stupita, alz� gli occhi e vide l�altro studente neolaureato che quella settimana faceva con lei i turni di notte.</p><p>�Ne vuoi uno anche tu?� Il ragazzo le sorrise. Un viso dolce, giovane, senza rughe. Stava tentando di farsi crescere la barba, ma solo qualche peluzzo biondo gli ornava il mento.</p><p>�No, grazie. Mi sono portata da mangiare.�</p><p>�Okay. Torno tra dieci, quindici, minuti. Non aprire la porta a nessuno. Ho la chiave.� Gliela mostr�. �A quest�ora ci sono in giro troppi matti per correre rischi.�</p><p>�Non mi succeder� niente� disse Jo.</p><p>�Okay.�</p><p>Il ragazzo usc�, fischiettando sottovoce.</p><p>Quando la pesante porta d�acciaio si fu chiusa alle sue spalle, Jo si alz�, mosse gambe e braccia intorpidite, e si mise a fare flessioni. Gli unici suoni nella stanza erano il ronzio a sessanta periodi delle luci, il rombo pi� accentuato del computer, e i respiri ritmici di Jo.</p><p>Il computer stava lavorando a qualcosa: un problema che impegnava buona parte dei suoi circuiti. Emetteva un ronzio continuo, e le luci si accendevano e spegnevano senza che uscisse una sola riga stampata, da quando Jo era arrivata, un�ora prima.</p><p>�Forse sta lavorando a un problema per Keith� pens� lei abbassandosi sui talloni. Una smorfia le pieg� gli angoli delle labbra. �Sono passate pi� di due settimane, e non ha mai chiamato, non ha nemmeno dato un messaggio al dottor Thompson o a uno degli altri che lo vanno a trovare. Non gliene importa niente di me. Non gliene frega un accidenti di me. Se l�� spassata, e basta.�</p><p>Squill� il telefono.</p><p>Con un grugnito, la ragazza si alz� e raggiunse l�apparecchio incorporato nella consolle, accanto a una tastiera.</p><p>�Centro computer� rispose.</p><p>�Sono il dottor Stoner� disse la voce di Keith. Sembrava leggermente seccato. �Con chi parlo?�</p><p>�Keith�� Jo cerc� di nascondere l�affanno improvviso della voce, cerc� di dirsi che era solo per le flessioni.</p><p>�Jo? Sei tu?�</p><p>�S�.�</p><p>�Adesso lavori al centro computer?�</p><p>Lei annu�, poi cap� quanto fosse assurdo annuire. �S�. Mi hanno messa qui. Per questa settimana, faccio il turno di notte.�</p><p>�Come va?�</p><p>�Va�� La ragazza esit�, riordin� i pensieri. �Va tutto benissimo, Keith. E tu?�</p><p>�Lo stesso, pi� o meno.� Anche la voce di lui si fece guardinga. �Non possiamo dirci troppe cose al telefono, immagino.�</p><p>�No. Credo che le misure di sicurezza��</p><p>�S�, lo so.�</p><p>All�improvviso, lei non ebbe pi� niente da dire.</p><p>Dopo un attimo di silenzio, lu� chiese: �Come ti tratta Big Mac?�</p><p>Un lampo d�elettricit� travers� il corpo di Jo. �Sa tutto?� si chiese.</p><p>�Jeff Thompson mi ha detto che ha scritto una lettera di raccomandazione per te alla NASA.�</p><p>Lei sent� la rabbia gelida delle sue parole. Con la stessa freddezza, ribatt�: �Esatto, Keith.�</p><p>�Buon per te� disse Stoner, acido. �Sei una ragazza che sa quello che vuole. Spero che tu lo ottenga.�</p><p>�Idiota, mentecatto!� avrebbe voluto urlare lei. �Credi che lo stia facendo per me?�</p><p>Per� gli disse: �Va tutto alla perfezione, Keith.�</p><p>�Sono pronto a scommetterci.�</p><p>�Perch� hai chiamato?� gli chiese, freddissima.</p><p>Lo sent� tirare il fiato prima di rispondere: �Un paio d�ore fa ho inserito un problema di traiettoria, e da allora il mio terminale si � bloccato. Cosa succede? Un problema del genere non dovrebbe richiedere tanto tempo al computer.�</p><p>�Il computer � in funzione da quando sono arrivata qui� disse lei. �I tuoi problemi di traiettoria hanno un�infinit� di varianti, richiedono tempi molto lunghi.�</p><p>�Be�, controlla, ti spiace?�</p><p>�Certo� disse lei. �Sono qui per questo.�</p><p>Jo attese che lui rispondesse, dicendo qualcosa, qualsiasi cosa. Persino la rabbia avrebbe indicato che lei gli stava a cuore.</p><p>Invece, lui si limit� a borbottare: �Grazie.�</p><p>�Non gliene importa niente� cap� lei. �Non gliene � mai importato. Nemmeno per un istante. Si preoccupa di pi� per il suo maledetto programma che per me.�</p><p>�Non c�� di che� disse Jo. E riappese.</p><empty-line/><p>Stoner ud� la voce di lei, gelida, lontana come la stella pi� remota: �Non c�� di che.�</p><p>La comunicazione s�interruppe.</p><p>�Puttana� pens�. �Andrebbe a letto con chiunque possa aiutarla. Be�, spero che si diverta con Big Mac.�</p><p>Sbatt� gi� il telefono. Si sent� invadere dalla furia, e cap� che la sua rabbia non era rivolta a Jo, nemmeno E McDermott, ma a se stesso.</p><p>�Sei proprio un uomo in gamba, Stoner� si disse. �Te ne stai qui e gli permetti di tenerti prigioniero e ti racconti che il tuo lavoro � pi� importante dei legami personali, e quello che in realt� vorresti fare � sbattere gi� quella porta fottuta e correre fuori a prendere la ragazza e portartela nella tua caverna.�</p><p>�Senti che vento!�</p><p>Con un sobbalzo, Stoner si gir�: Cavendish era apparso sulla soglia del soggiorno, un bicchiere di brandy in ogni mano.</p><p>Stoner respir� profondamente, riport� sotto controllo le sue emozioni impazzite, costrinse il cuore a rallentare i battiti frenetici; distese, sulla furia che sentiva ribollire dentro, un manto di impenetrabile freddezza.</p><p>�Ti senti bene, Keith?� gli chiese Cavendish traversando la stanza.</p><p>Stoner annu�, perch� non aveva ancora il coraggio di parlare. Accett� il bicchiere che l�altro gli porgeva.</p><p>Cavendish alz� il bicchiere, fece un sorriso smorto. �Alla salute� brind�.</p><p>�Alla salute� disse Stoner. Sorseggi� il cognac, che gli scese in gola come fuoco liquido.</p><p>Cavendish port� la sedia a dondolo davanti al caminetto scoppiettante e si accomod� con un sospiro di stanchezza. �Che notte� disse. �Che notte. Si sente il vento che ulula nel camino.�</p><p>Stoner sedette sulla poltrona davanti all�altro, poi chiese: �Perch� non riesci a dormire?�</p><p>�Hmmm? Cosa?�</p><p>�Hai detto che non dormi bene.� Un argomento neutro. Stoner sentiva la rabbia affondare dentro di s�, fuggire nell�angolo nascosto dove sarebbe rimasta senza che nessuno potesse notarne la presenza.</p><p>�Brutti sogni� rispose Cavendish, fissando le fiamme. �Sono rimasto prigioniero dell�esercito imperiale giapponese per quattro anni� Lo stesso tempo, pi� o meno, che un fotone impiega per viaggiare da Alpha Centauri alla Terra.�</p><p>�Dev�essere stata dura.�</p><p>�Oh, quello � stato solo l�inizio.� Una raffica di vento fece sbattere i rami di un albero contro il tetto, e Cavendish alz� sul soffitto due occhi spiritati. �I giapponesi ci hanno trasferiti in Manciuria giusto in tempo per permettere ai russi di farci prigionieri, quando si sono decisi a entrare nella guerra del Pacifico.�</p><p>�I russi stavano dalla nostra parte.�</p><p>�Stavano dalla parte di Stalin. E Stalin aveva deciso che tutti gli scienziati su cui fosse riuscito a mettere le mani, persino un esperto di fisica matematica, giovane, denutrito e malato, dovessero restare in Unione Sovietica a lavorare per lui, lo volessero o meno.�</p><p>�Ti hanno tenuto in Russia?�</p><p>�In Siberia. Voialtri avevate appena messo a punto la vostra maledetta bomba atomica, e Stalin aveva una fretta del diavolo di recuperare le distanze.�</p><p>�Credevo che fossero le spie a passare ai russi le informazioni sull�atomica��</p><p>�Balle! L�unico vero segreto della bomba atomica era che funzionava, che si poteva costruirla e farla esplodere per bene. E quel segreto l�avete svelato a Hiroshima. Anche questa astronave aliena, del resto, ci ha svelato un solo grosso segreto: che esiste, che proviene da un pianeta che non � la Terra.�</p><p>�Per quanto tempo ti hanno tenuto in Russia?�</p><p>�Anni. Finch� non � morto Stalin e i suoi successori hanno cercato di allentare un po� la tensione. Non � stato facile nemmeno allora, per�. Prima di mollarmi, mi hanno fatto fare un viaggio di andata e ritorno all�inferno.�</p><p>�Cio�?�</p><p>Cavendish ebbe una smorfia di dolore. �Quei porci del KGB si erano messi in testa che potevo diventare una spia meravigliosa per loro, una volta rientrato in Inghilterra. Mi hanno sottoposto a tutti i metodi di lavaggio del cervello� e intendo proprio tutti. Ecco perch� ho paura di dormire.�</p><p>Cominciarono a tremargli le mani.</p><p>�Per� non hai ceduto� disse Stoner.</p><p>�Certo che ho ceduto! E ho giurato che sarei stato una brava spia dei sovietici. C�� voluto parecchio per convincerli. Sono molto meticolosi.�</p><p>Stoner rest� a fissarlo, in attesa di altre confessioni.</p><p>�Be�, quando sono tornato in patria e la testa mi si � schiarita un tantino, ho raccontato tutta la storia al servizio segreto inglese. Ne sono rimasti deliziati. Mi hanno detto che potevo fare l�agente doppio, cio� fingere di lavorare per i rossi, mentre in realt� avrei lavorato per la Corona.�</p><p>�Cristo santissimo.�</p><p>�Gi�. Io non volevo lavorare n� per gli uni n� per gli altri, ma da allora ci sono in mezzo. Il vero motivo per cui sono qui � che sia il KGB sia il servizio segreto inglese mi volevano qui.�</p><p>�Stai scherzando!�</p><p>�Mi piacerebbe tanto. I russi stanno gi� studiando i segnali radio, per� non hanno un telescopio orbitale che possa trasmettere dati sulla nave spaziale. Io dovrei passare all�URSS i dati di Big Eye.�</p><p>�E la marina lo sa?�</p><p>�La vostra marina? No. Nemmeno la NATO, credo. A quanto capisco, gli inglesi sono curiosi di scoprire cosa state combinando. La marina americana non ha ancora passato tutte le informazioni ai vostri colleghi della NATO.�</p><p>�La legge della giungla� mormor� Stoner.</p><p>�Infatti. In questo mestiere non si hanno amici. Nemmeno uno. Chiunque potrebbe essere il tuo nemico. Chiunque potrebbe essere il tuo assassino.�</p><p>�Assassino?� ripet� Stoner. �Vuoi dire che qualcuno potrebbe cercare di ucciderti?�</p><p>Per la prima volta, Cavendish scoppi� a ridere: una risata rauca, stridula, deprimente. �Non me, caro ragazzo. Te. Io sono solo una rotellina dell�ingranaggio che tutt�e due le parti usano. Se c�� un assassino nascosto nell�ombra, vuole la tua testa, non la mia.�</p><p>Stoner lo fiss� a bocca aperta. Lentamente, chiese: �Stai cercando di mettermi in guardia, o�?�</p><p>All�improvviso, il terminale del computer torn� in vita. Stoner e Cavendish schizzarono via dalle sedie e corsero in sala da pranzo, dove l�unit� stampante stava scrivendo a ritmo folle. Righe e righe di numeri apparivano sul lungo rotolo di carta che girava sul rullo della macchina.</p><p>�Cos��?� chiese Cavendish, il bicchiere di brandy ancora in mano. �Cosa sta dicendo?�</p><p>�Gli ultimi dati sull�astronave�� Stoner alz� il foglio a livello degli occhi, per poter leggere le prime serie di cifre senza doversi chinare sulla stampatrice.</p><p>Poi fischi� piano. �Ovvio che il computer abbia dovuto rimasticare i dati per tante ore. Quella maledetta cosa ha cambiato rotta.�</p><p>�Cosa?�</p><p>�Sta accelerando.�</p><p>�Impossibile!�</p><p>�Guarda qui.� Stoner indic� le cifre. �E qui. E ancora qui.�</p><p>Cavendish sbott�: �Per me potrebbe anche essere sanscrito! Non conosco questo tipo di linguaggio!�</p><p>�L�astronave si � data una spinta� spieg� Stoner. �Qui, e qui.�</p><p>�Sta facendo manovra? Cambia rotta?�</p><p>�S�.�</p><p>�Allora dev�esserci un equipaggio a bordo!�</p><p>�O un computer terribilmente intelligente.�</p><p>�Ma dov�� diretta? Qual � la nuova rotta?�</p><p>Con una sensazione atroce di vuoto allo stomaco, Stoner si chin� sulla stampatrice. La macchina si ferm� di colpo, come di colpo si era rimessa in funzione qualche attimo prima.</p><p>�Allora?�</p><p>Stoner fiss� l�ultima fila di cifre. Non aveva bisogno di consultare tabelle. Aveva imparato a memoria quei numeri settimane prima, perch� aveva temuto, o sperato, o forse sognato, di trovarseli prima o poi, inevitabilmente, sotto gli occhi.</p><p>�Dov�� diretta quella fottuta cosa?� chiese Cavendish.</p><p>�Qui� disse Stoner.</p><p>Cavendish spalanc� la bocca.</p><p>�Qui� riusc� a sussurrare dopo un po�. �Vuoi dire sulla Terra?�</p><p>Stoner annu�, �Ha finito di studiare Giove. Adesso � diretta verso la Terra.�</p></section><section><title><p>18</p></title><epigraph><p>Se la luce di mille soli apparisse improvvisamente in cielo, quello splendore sarebbe paragonabile al fulgore dello Spirito Supremo.</p><text-author><emphasis>Bhagavad-Gita</emphasis>, 11:12</text-author></epigraph><empty-line/><p>Il segretario generale, con aria triste, guard� dal finestrino della sua limousine il mattino grigio, nevoso.</p><p>�Tu sai� disse con voce bassa, cupa �che io sto morendo.�</p><p>Georgi Borodinski boccheggi�. �Compagno segretario! Non dovete dire cose simili.�</p><p>Il segretario generale si gir� a fissare il suo assistente. Tutt�e due portavano pesanti cappotti scuri e cappelli di pelo, nonostante la limousine fosse riscaldata.</p><p>Con un sorriso stanco, il segretario generale chiese: �Perch� no? � la verit�.�</p><p>�Comunque��</p><p>�Hai paura che ci siano microfoni sulla macchina? I miei potenziali eredi potrebbero diventare un po� troppo ansiosi e tentare di risparmiarmi ogni dolore, eh?� Il segretario generale rise con un suono secco, rauco.</p><p>Borodinski non rispose, In base agli standard dell��lite del Cremlino, era ancora un uomo giovane: era poco oltre la cinquantina, i capelli che gli restavano erano ancora castani, e la sua carne ancora soda. Aveva acquisito una posizione di rilievo tra i funzionari di partito grazie a un lavoro continuo e caparbio, tutt�altro che spettacolare, privo di fantasia e, apparentemente, d�ambizioni. Per�, vent�anni prima, aveva riconosciuto la possibilit� di fare carriera che gli si presentava, e si era attaccato con tutta la fedelt� di un servo leale all�uomo che adesso era segretario generale del partito e presidente dell�Unione Sovietica.</p><p>Ora, Borodinski aveva l�opportunit� di diventare a sua volta segretario generale, se fosse riuscito a sopravvivere all�inevitabile lotta che sarebbe seguita alla morte del suo padrone.</p><p>�Lo sai perch� stiamo viaggiando nel freddo e nella neve, anzich� restarcene al caldo nel mio ufficio?� chiese il segretario generale.</p><p>�Credo di s� rispose Borodinski.</p><p>Indicando l�autista dall�altra parte del vetro divisorio a prova di proiettile, il segretario spieg�: �Un tartaro, originario della zona oltre il lago Baykal. Controlla la macchina tutti i giorni, prima che io salga. Siamo al sicuro da orecchie indiscrete.�</p><p>�S�.�</p><p>�Debbo vivere come un antico imperatore romano, circondato dalle mie guardie di palazzo� Tutti stranieri, barbari, fedeli personalmente a me e a nessun altro, o nient�altro. Una sistemazione stupenda per il capo di uno stato marxista, no?�</p><p>�Ogni grande leader ha i suoi nemici, compagno segretario. All�interno e all�esterno del paese.�</p><p>Le sopracciglia folte del segretario si inarcarono. �Ma se al Cremlino sono tutti buoni marxisti, perch� dovrei avere bisogno di protezioni simili?�</p><p>Borodinski cap� dove voleva arrivare il segretario. �Non sono tutti buoni marxisti. Anche alcuni membri del Presidium e del Consiglio Interno hanno i loro� difetti.�</p><p>Il segretario annu�, truce. �Ora� disse �per questa ultima offerta del presidente americano��</p><p>Stupito dal cambiamento improvviso di discorso, Borodinski ribatt� senza riflettere: �Questo cosa c�entra con�?�</p><p>Il segretario generale batt� la mano sul ginocchio dell�altro e rise di cuore.</p><p>�Non capisci, eh? Tu devi ancora imparare alcune cose sull�arte di governare.�</p><p>La risata si trasform� in una tosse insistente. Borodinski si irrigid�, sommerso da ondate di tristezza e paura. E d�impazienza. Ma aspett�, immobile, che il suo padrone vincesse la battaglia e riprendesse a respirare normalmente.</p><p>�Stavo dicendo� riprese il segretario generale, dopo essersi asciugato labbra e mento con un fazzoletto di lino �che il presidente americano ha fatto quella che sembra un�altra offerta generosa.�</p><p>Borodinski annu�. �Ci ha invitati a mandare un gruppo di nostri scienziati alla loro base nel Pacifico. L�atollo di Kwajalein, giusto?�</p><p>�S� disse il segretario. �Stando a tutte le informazioni disponibili, l�offerta americana sembra sincera. Il loro presidente vuole usare questa� questa astronave aliena come simbolo per creare legami di collaborazione pi� forti tra i nostri due paesi.�</p><p>�Nonostante tutto quello che hanno fatto negli ultimi anni?�</p><p>�Forse proprio �per� quello che hanno fatto negli ultimi anni. Forse sono arrivati a capire l�inutilit� della loro cosiddetta �politica dura�.�</p><p>Borodinski medit� sull�ipotesi per un attimo, poi chiese: �Accetter� l�offerta?�</p><p>Chinandosi verso il suo assistente, il segretario disse: �Tu cosa faresti?�</p><p>Era un test, cap� Borodinski, un test per decidere se lu� fosse in grado di assumere la carica del suo padrone. Ricacci� la paura che gli sal� in gola, respinse in fondo al cuore l�ambizione che da sempre ardeva in lui.</p><p>�Ci sono forti opposizioni all�interno del Presidium� rispose lentamente. �L�idea di collaborare coi capitalisti potrebbe provocare amari risentimenti tra i nostri compagni pi� conservatori.�</p><p>�Gli stessi compagni che hanno insistito perch� entrassimo in Afghanistan� borbott� il segretario �senza pensare a quanto sia difficile uscirne.�</p><p>�Ci hanno procurato molte difficolt�, � vero� disse Borodinski.</p><p>�E� fece notare il segretario �esistono forti pressioni all�interno del Presidium perch� accettiamo l�offerta degli americani.�</p><p>Borodinski annu�, si lisci� la barbetta a punta alla Lenin, �Ho saputo che anche le Nazioni Unite sono interessate al programma americano. E, senza dubbio, porteranno con s� anche i cinesi.�</p><p>�Quindi, se rifiutassimo di collaborare ci troveremmo completamente isolati, giusto?�</p><p>�Ma se collaboriamo, alcuni dei membri pi� influenti del Presidium s�infurieranno. Per non parlare dell�esercito.�</p><p>Il segretario generale gli rivolse un sorriso affettato. �Un bel problemino, vero? Tu come lo risolveresti?�</p><p>Borodinski s�immerse in riflessione. La limousine correva nel silenzio grigio e nevoso del mattino, oltre gli edifici e le case della grande Mosca, molto oltre la portata dei microfoni direzionali sistemati sui tetti e dei rilevatori laser capaci di registrare conversazioni dalle vibrazioni che i suoni producono sui finestrini di un�auto in movimento.</p><p>Alla fine, Borodinski disse: �Penso che l�unica alternativa sia accettare l�offerta degli americani. Diversamente, resteremmo indietro rispetto a loro e agli altri. Potrebbero ottenere quantit� enormi di informazioni da questa astronave�� Aveva altre cose da aggiungere, ma l�espressione compiaciuta sul viso del segretario generale gli disse che era il momento di fermarsi.</p><p>�Decisione saggia, onesta, lungimirante.� Il vecchio gli batt� la mano sul ginocchio. �Adesso permettimi di offrirti una lezione di politica.�</p><p>Borodinski raddrizz� la schiena.</p><p>�Io sto per morire, compagno. I dottori l�hanno confermato. Al Politburo e al Presidium lo sanno tutti. � un frangente pericoloso per me� E per te.�</p><p>Borodinski annu�: temeva che, se avesse parlato, la sua voce potesse vacillare.</p><p>Il segretario chiuse gli occhi per un attimo. Poi: �Tu hai fatto notare, molto giustamente, che se accettiamo l�offerta di collaborazione degli americani qualcuno dei nostri compagni pi� conservatori s�infurier�. La loro rabbia potrebbe arrivare al punto di spingerli a� insomma, cercare di affrettare la mia scomparsa.�</p><p>�Non oserebbero mai!�</p><p>�Oh, s� che oserebbero� lo assicur� il segretario, con un sorriso acido. �Non sarebbe la prima volta che un capo del Cremlino arriva prima del tempo alla tomba. Non � che questo sia successo solo agli zar. Per�, compagno� prosegu� il segretario �supponiamo di preparare una piccola rete per queste teste calde, una piccola trappola che ci permetta di accusarli di tradimento, eh? In questo caso, ripuliremmo il Cremlino degli elementi sbagliati e io potrei vivere in pace i giorni che mi restano, perfettamente al sicuro da traditori e assassini.�</p><p>Borodinski si lisci� di nuovo la barba. �Quindi, la decisione se unirci o meno agli americani negli studi sull�astronave aliena��</p><p>�� l�esca della nostra trappola, ovviamente.�</p><p>�ȅ assolutamente brillante! Per forza siete rimasto a capo della nazione per tanti anni.�</p><p>Il segretario si concesse un sorriso veloce. �C�� anche qualcosa d�altro.�</p><p>�S�?�</p><p>�Se entreremo in contatto con un�altra razza di creature intelligenti, voglio che accada finch� io sar� in vita. Anzi, sarebbe il coronamento ideale per la mia carriera se l�Unione Sovietica riuscisse a effettuare questo contatto �da sola�, senza l�aiuto dell�Occidente.�</p><p>�Ma come�?�</p><p>�Ecco cosa faremo.� Il segretario generale si protese verso il suo assistente. Gli era talmente vicino che Borodinski sentiva l�odore di medicinali nel fiato del vecchio.</p><p>�Manderemo un piccolo gruppo di scienziati su quell�isola. Lavoreranno con gli americani. Tra loro, naturalmente, ci sar� qualche nostro agente. Legato a noi. A me.�</p><p>�Vedo. Certo.�</p><p>�Mentre gli scienziati studiano l�astronave, noi prepareremo uno dei nostri missili pi� potenti, in modo che possa partire per incontrarsi con la nave aliena in avvicinamento.�</p><p>�Ahhh, ora vedo��</p><p>�I nostri scienziati a Kwajalein avranno la responsabilit� di tenerci informati di continuo. Se e quando arriver� il momento propizio, invieremo cosmonauti incontro all�astronave aliena.� Il segretario s�interruppe, trasse un respiro faticoso. �Oppure��</p><p>�Oppure?� chiese Borodinski.</p><p>�Oppure faremo esplodere la nave aliena con una bomba all�idrogeno, se sar� necessario.�</p><p>Borodinski fu colpito da un�ondata di shock.</p><p>Il viso del segretario generale era terribilmente serio. �� questa l�unica cosa che gli scienziati non capiscono. Quegli alieni potrebbero essere ostili. Dobbiamo tenerci pronti a difenderci.�</p><p>�Ma� � solo una nave.�</p><p>�No, compagno.� Il segretario generale scosse la testa. �� solo �la prima� nave.�</p><empty-line/><p>�Dove?� chiese Markov.</p><p>�Kwajalein� rispose Maria, �� un�isola in mezzo all�Oceano Pacifico, mi dicono.�</p><p>�E ci mandano l�? Perch�?� Markov percorse con lo sguardo l�ambiente familiare del loro soggiorno: le librerie, le comode poltrone, la vecchia lampada in ottone che aveva recuperato a casa di sua madre, l�albero davanti alla finestra.</p><p>�Prima mi mandano in quel centro di ricerca sperduto, e adesso� Dove hai detto che �?�</p><p>�Kwajalein� ripet� Maria, secca. Era ancora in uniforme, ma reggeva tra le braccia due sacchetti di carta gonfi di cibarie. Non li aveva nemmeno appoggiati sul tavolo, prima di informare il marito della novit�.</p><p>�No� protest� Markov, con la testa che gli ronzava. Afferr� una sedia e piomb� a sedere. Sua moglie rest� in piedi coi sacchetti. �Non posso andarci. A me non piace viaggiare, Maria Kirtchatovska, glielo devi far capire. Io voglio restarmene qui, a casa��</p><p>�Ah� disse lei.</p><p>Lui alz� gli occhi sulla donna.</p><p>Maria s�avvi� in cucina, pestando forte con gli stivali per scrollare via la neve.</p><p>�Vuoi restartene a casa� lo canzon� lei, con voce stridula, cantilenante. �Per� stanotte non eri a casa. Non c�eri nemmeno stamattina quando sono uscita per andare al lavoro.�</p><p>�Non ero su un�isola tropicale, per� url� Markov.</p><p>�E dov�eri?�</p><p>�Nel mio ufficio. Ho dovuto lavorare fino a tardi. Ho dormito su un divano. Sempre meglio che tornare qui con tutta quella neve. Gli autobus dopo mezzanotte si fermano, lo sai.�</p><p>�Hai dormito sul divano� borbott� Maria dalla cucina. �Con chi?�</p><p>�Con un volume di fiabe armene che devo tradurre prima della fine del semestre!� sbott� lui. �I tuoi superiori mi hanno tenuto occupato per settimane, per� non hanno assunto nessuno per fare il mio lavoro.�</p><p>Maria apparve sulla porta della cucina, con un sacchettino di cipolle in mano. �Sei rimasto per tutta la notte con qualche vacchetta. Quando sono tornata, ti ho chiamato in ufficio.�</p><p>Markov si costrinse a sorriderle. �Maria, credimi, non puoi fregarmi cos� facilmente. Sono rimasto in ufficio tutta notte. Tu non hai telefonato.�</p><p>Lei lo fiss� per un lungo momento.</p><p>�C�ero davvero, Maria� disse Markov. �Solo.�</p><p>�Ti aspetti che io ti creda?�</p><p>�Certo. Ti ho mai mentito, cara?�</p><p>Il viso di lei si contorse in una frustrazione inesprimibile a parole. Maria scomparve in cucina. Markov la sent� aprire armadietti, sistemare scatole di cibo.</p><p>Romper� qualcosa, pens�. Con un sospiro, si alz� e and� in cucina.</p><p>�Kwajalein?� chiese.</p><p>Sua moglie, in punta di piedi, stava sistemando vasi di rape in salamoia nell�armadietto sopra il fornello. Senza girarsi, gli rispose: �Kwajalein. S�.�</p><p>�Ti do una mano.� Markov s�infil� nel poco spazio tra frigorifero e fornello, prese un paio di scatole da sistemare sui ripiani pi� alti.</p><p>�Quelle no!� Maria gli strapp� le scatole di mano. �Vanno qui.�</p><p>Lui rest� a guardarla mentre sistemava le riserve di cibo come preferiva; poi accett� da lei altre due scatole, le mise sul ripiano pi� alto e chiese: �Perch� devo andare a Kwajalein? Perch� non posso restare qui a casa?�</p><p>�Bulacheff ti ha chiesto esplicitamente. L�Accademia invier� un gruppo ristretto di scienziati per studiare con gli americani l�astronave aliena.�</p><p>�Viene anche Bulacheff?�</p><p>�No.�</p><p>�Come pensavo.�</p><p>�Ma tu partirai.�</p><p>Markov appoggi� il corpo magro agli sportelli della dispensa. �Ma io non ho nulla da offrire ai loro studi! Non ne abbiamo gi� discusso un�altra volta?�</p><p>�Ci sar� l�astronauta americano, Stoner.�</p><p>�Ah. Il mio corrispondente.�</p><p>�Esatto. Ti conosce di fama. � per questo che Bulacheff ha scelto anche te.�</p><p>�Non avrei mai dovuto scrivere quel libro� mormor� Markov.</p><p>�Sei un esperto a livello internazionale di linguaggi extraterrestri.�</p><p>�Cio� di nulla, in parole povere.�</p><p>�E farai parte del gruppo di scienziati sovietici che andranno a Kwajalein per lavorare con gli americani allo studio di questo visitatore alieno.�</p><p>Markov, depresso, scosse la testa. �Maria, io voglio solo restare qui a Mosca. A casa. Con te.�</p><p>Lei gli scocc� un�occhiata sospettosa. �Su questo puoi stare tranquillo. Verr� anch�io a Kwajalein con te.�</p><p>�Vieni anche tu!� Markov era stupefatto.</p><p>�Certo. Tu sei troppo importante per poter uscire dall�Unione Sovietica senza scorta.�</p><p>�Oh, andiamo, Maria, i tuoi superiori hanno tutta questa paura che io possa chiedere asilo in Occidente? Non sono mica un ballerino.�</p><p>�� per la tua sicurezza.�</p><p>�Naturalmente.�</p><p>�Naturalmente!� sbott� lei. �Non credi che mi importi la tua sicurezza?�</p><p>Markov si pass� le mani sulla camicia, in cerca di un pacchetto di sigarette. �Credo che tu pensi ai guai che vi darei se decidessi di chiedere asilo politico.�</p><p>�E a te interessa solo trovare qualche vacchetta da sedurre!�</p><p>Lui alz� la testa. �Maria Kirtchatovska, ti ho detto che stanotte ero solo in ufficio.�</p><p>�S�, me l�hai detto.�</p><p>Markov torn� in soggiorno. Le sigarette erano sul tavolino accanto alla sua poltrona preferita.</p><p>�Per� non mi hai detto� disse Maria, tenendogli dietro come un bulldog implacabile �che quella studentessa con gli occhi bovini del centro di ricerca ti ha seguito a Mosca.�</p><p>�Cosa? Di cosa stai parlando?�</p><p>�Di quella puttana della Vlasov� Quella che ti portavi a letto al centro di ricerca.�</p><p>�Sonya?� Markov si sent� dilaniato tra gioia e timori. �� a Mosca?�</p><p>�Ma guardati!� url� Maria. �Hai gi� un�erezione!�</p><p>Lui scosse la testa. �Maria, non capisci. Quella ragazza non significa niente per me. � solo una bambina molto vivace.�</p><p>�Pronta a toglierti i pantaloni ogni volta che glielo chiedi� disse Maria.</p><p>Con un sospiro, Markov ribatt�: �Maria Kirtchatovska, tu mi conosci troppo bene. Non so resistere. Sonya mi si butta addosso. � dotata di una grossa carica vitale, � piuttosto graziosa.�</p><p>�E giovane� aggiunse fra s� Maria. Pos� lo sguardo sullo specchio al lato opposto della stanza. Si guard�: era piccola e tozza, pallida, quasi cerea, con un viso a patata. L�immaginazione la spinse a �vedere� il marito con la florida ragazza che aveva trovato nel suo letto.</p><p>�Non sarai pi� costretto a resisterle� disse Maria, con voce bassa, velenosa. �Non torner� all�universit�. � in viaggio verso una fabbrica dell�Ucraina, dove imparer� l�arte di riparare le trattrici agricole.�</p><p>Markov rest� a bocca spalancata. �Cos�hai�?�</p><p>�E tu verrai a Kwajalein, con me� disse Maria.</p><p>Il viso di lui s�imporpor�. �Donna, hai esagerato!� rugg�; e le si scagli� addosso, la mano alzata, pronta a colpire.</p><p>Maria, per�, non si spost�. �� troppo tardi perch� tu possa intervenire� disse. �� gi� tutto fatto. E adesso, d�ora in poi, non sfuggirai ai miei occhi nemmeno per un minuto.�</p><p>Markov s�immobilizz�, rosso in viso, col sudore che gli scendeva lungo il colletto della camicia.</p><p>�L�hai� fatta allontanare? Hai rovinato le sue possibilit� di carriera nel campo dell�astronomia? Cos�, come niente?�</p><p>Maria non rispose. Gir� le spalle e s�incammin� lentamente in cucina, piant� suo marito in mezzo al soggiorno; e Markov, per la prima volta, cap� quanto potere avesse sua moglie.</p></section><section><title><p>19</p></title><epigraph><p>Le isole Marshall costituiscono il gruppo pi� orientale delle isole della Micronesia, nonch� la regione orientale dello United States Trust Territory delle isole del Pacifico. Due degli atolli, Kwajalein ed Eniwetok, sono stati teatro di pesanti scontri durante la Seconda guerra mondiale. Pi� tardi, Bikini ed Eniwetok sono stati i bersagli di esperimenti con l�atomica� Le isole si estendono all�incirca da latitudine 3� a 15� N. e da longitudine 161� a 172� E. La superficie delle terre emerse � di 158 chilometri quadrati, mentre la zona lagunare occupa 11.650 chilometri quadrati. Una laguna chiusa da scogliere, con un�area di 2.175 chilometri quadrati, fa di Kwajalein l�atollo pi� grande del mondo.</p><text-author><emphasis>Enciclopedia Britannica</emphasis>, edizione 1965</text-author></epigraph><empty-line/><p>Keith Stoner, seduto sotto il sole alto e caldissimo, scrutava a occhi socchiusi la spiaggia di sabbia.</p><p>Da l�, l�atollo aveva l�aspetto del classico paradiso tropicale: palme aggraziate mosse dalla brezza marina, onde bianche che si frangevano contro scogliere lontane, la laguna di un incredibile azzurro-verde, calma e invitante, un cielo cristallino disseminato di nuvolette bianche che seguivano il vento.</p><p>�Manca solo una donna col gonnellino d�erba� si disse Stoner.</p><p>Per�, quando gir� la testa nella direzione opposta alla spiaggia, vide che il mondo moderno aveva gi� impresso su Kwajalein il suo marchio inconfondibile. Edifici grigi, tozzi, sorgevano a pochi metri dalla spiaggia, su uno spiazzo che i bulldozer avevano liberato da palme e susini.</p><p>Oltre, c�erano la pista d�atterraggio, i garage e gli uffici, le officine, le jeep e i camion che percorrevano l�unica strada: un sentiero corallino distrutto che andava dal molo all�estremit� nord dell�isola agli alloggi a sud.</p><p>Su tutto si alzavano le sei antenne del radiotelescopio, mezza dozzina di giganteschi dischi di metallo puntati verso un punto invisibile del cielo: l�astronave in avvicinamento.</p><p>�Fai vita da spiaggia?�</p><p>Girandosi, Stoner vide Jo Camerata che camminava verso di lui, a piedi scalzi, con jeans al ginocchio che mettevano in risalto le sue gambe lunghe, e un top ridottissimo. La carnagione della ragazza, gi� abbronzata, aveva un colorito olivastro.</p><p>Nei pochi giorni da che erano arrivati sull�isola, Stoner era riuscito a evitarla. �Per� lo sapevi che prima o poi l�avresti incontrata� si disse.</p><p>�Pi� o meno� rispose, guardingo.</p><p>Lei sorrise. �Come abbigliamento ci siamo.�</p><p>Stoner indossava un vecchio paio di calzoncini da ginnastica e una camicia leggera, sbottonata, le maniche arrotolate sopra i gomiti. I ripetuti avvertimenti della marina su infezioni e malattie tropicali lo avevano convinto a portare sempre calze e scarpe.</p><p>�Come stai?� le chiese.</p><p>Per un attimo, lei non rispose. Poi: �Vuoi saperlo davvero, Keith?�</p><p>Lui vide qualcosa d�incomprensibile nei grandi occhi della ragazza. �Big Mac ti tratta bene?� disse.</p><p>La bocca di lei s�irrigid�.</p><p>�Vai a letto con lui� disse Stoner, secco. �Lo sanno tutti.�</p><p>Annuendo lentamente, lei disse: �Mi tratta meglio di te.�</p><p>�Di me?� Stoner era sinceramente sorpreso. �E cosa ti ho mai fatto?�</p><p>�Niente. Un accidente di niente� rispose Jo, e i suoi occhi s�infiammarono. �Mi trattavi come un Kleenex: usare e gettare.�</p><p>�Non � giusto, Cristo!�</p><p>�Ma � vero, Keith.�</p><p>�E cos� mi hai piantato e ti sei messa con McDermott. Hai concluso un affare migliore.�</p><p>�Giustissimo. E ho concluso un affare migliore anche per te.�</p><p>�Cosa vorresti dire?�</p><p>Lei fece per rispondere, e invece gli gir� la schiena. Stoner l�afferr� alla spalla, la costrinse a guardarlo.</p><p>�Di cosa stai parlando?� chiese, �Cos�� questo affare migliore?�</p><p>Stoner pensava che lei piangesse; ma gli occhi di Jo erano asciutti, calmissimi.</p><p>�L�affare migliore?� ripet� lei. �Ti ho lasciato solo, cos� hai potuto dedicare tutta la tua attenzione al lavoro. Alle tue foto di Giove e ai tuoi stampati di computer. Tu non hai mai voluto altro, no? Qualche canale di scarico, e nessun legame sentimentale che ti creasse problemi.�</p><p>Lui indietreggi� di un passo, barcollando. �Ges� Cristo, sembri Doris.�</p><p>�Doris? La tua ex moglie?�</p><p>Stoner annu�.</p><p>Jo abbass� le spalle. Le fiamme scomparvero dai suoi occhi.</p><p>�Non ti ho fatto nessun torto, Keith� disse dolcemente. �Non sono mai entrata a far parte della tua vita. Non mi hai mai permesso di essere una parte di te.�</p><p>Lui gir� la testa, scrut� l�orizzonte e le onde lontane, riport� le emozioni sotto controllo. �Lasciala in pace� si disse. �� troppo giovane per mettersi con te, e tu non puoi metterti con lei.�</p><p>�Senti, Jo� le disse, voltandosi a guardarla �l�isola � maledettamente piccola e noi due ci vedremo tutti i giorni, pi� o meno. Firmiamo una tregua e dimentichiamo quello che � successo. Okay?�</p><p>�Certo� rispose lei, tesa. �L�acqua passata, eccetera eccetera.�</p><p>�Gi�.�</p><p>�Okay� disse Jo, ergendosi in tutta la sua altezza. �Stavo solo facendo un giro sulla spiaggia per dare un�occhiata a questo posto. Ci vediamo.�</p><p>Se ne and�, lasciandolo solo. Con una scrollata di spalle, Stoner s�incammin� nella direzione opposta.</p><p>Solo quando furono trascorsi diversi minuti, e lei ebbe girato la testa tre volte per accertarsi che lui non fosse nei dintorni, Jo si concesse il lusso di piangere.</p><p>Stoner risal� in fretta la spiaggia, continuando a ripetersi che era uno stupido, ma senza sapere che altro avrebbe potuto fare.</p><p>Scorse Jeff Thompson seduto sulla spiaggia, la schiena appoggiata al tronco inclinato di una palma. Jeff si alz� all�avvicinarsi di Stoner.</p><p>�Che te ne pare del nostro paradiso tropicale?� chiese Jeff a mo� di saluto.</p><p>�Stavo pensando� rispose Stoner �a tutte le volte che ho sognato di fare un viaggio in un�isola come questa, da ragazzo.�</p><p>�Be�, eccoci qui.�</p><p>�Gi�. Sicuro.� Stoner inal� una boccata d�aria salmastra. �La tua famiglia ha deciso di venire con te?�</p><p>�No� disse Thompson. �Gloria non vuole far perdere l�anno scolastico ai ragazzi. Sono d�accordo anch�io, per cui, per un paio di mesi, sono scapolo.�</p><p>�Forse torneremo a casa prima di giugno.�</p><p>�S�, col cavolo.�</p><p>�Okay, d�accordo.�</p><p>�L�aereo dei russi deve arrivare nel pomeriggio.�</p><p>�Quanti uomini mandano?�</p><p>�Una ventina, da quello che ho sentito, Dove li metteranno tutti?�</p><p>�Dormitori. Case. Roulotte. C�� posto anche per loro, direi, a meno che non vogliano fare gruppo a parte.�</p><p>�E domani arriveranno altri due aerei carichi di gente� aggiunse Thompson. �Uno della NATO e uno delle Nazioni Unite. Quelli dovrebbero rappresentare gli scienziati del terzo mondo.�</p><p>Smuovendo la sabbia con la scarpa, Stoner grugn�: �Questo non � un centro di ricerca. E un fottuto circo politico. La prossima volta ci porteranno la regina d�Inghilterra e il coro mormone del tabernacolo.�</p><p>�Solo di domenica��</p><p>�ATTENZIONE, ATTENZIONE� urlarono gli altoparlanti disseminati su tutta l�isola. Thompson e Stoner guardarono l�altoparlante inserito nel tronco della palma. ��L�arrivo della delegazione russa � previsto per le sedici e trenta. Il colloquio d�orientamento con la delegazione russa � stato spostato alle ventuno, dopo il pasto della sera.��</p><p>La voce metallica, rimbombante, s�interruppe di colpo; per un attimo, a Stoner parve che nell�aria si fosse scavato un foro. Poi la brezza sussurr� e un gabbiano lanci� il suo richiamo e le palme pi� vicine frusciarono. L�isola torn� alla normalit�.</p><p>�Sono in ritardo� disse Thompson.</p><p>�Viaggeranno su un aereo russo� mormor� Stoner �con un efficientissimo equipaggio sovietico.�</p><empty-line/><p>Markov studi� attentamente l�isola che l�aereo stava sorvolando.</p><p>Maria sedeva sulla poltrona accanto alla sua, stringendo i braccioli con tale ansiet� da avere le nocche bianche. Il viaggio era stato tutt�altro che tranquillo. Dapprima avevano dovuto aggirare un grosso temporale estivo sugli Urali. Poi avevano fatto una sosta extra per il rifornimento al lago Baykal; e l�, freddamente, li avevano informati che uno dei motori era in avaria e andava riparato oppure sostituito.</p><p>Tutto quello non contribuiva certo a creare fiducia per il lungo viaggio sull�Oceano Pacifico. Non li aiut� nemmeno il fatto di essere tenuti chiusi sull�aereo per sei ore, con nulla da guardare se non i meccanici mongoli che si affannavano, perplessi, attorno al motore.</p><p>Ma adesso, finalmente, stavano sorvolando una piccola isola color argento, con la striscia nera della pista d�atterraggio; le giravano sopra come un cane che faccia il giro della cuccia prima di decidersi a mettersi a dormire.</p><p>Markov prest� poca attenzione ai superbi banchi di nubi che a ovest stavano trasformando l�orizzonte in un arcobaleno di rossi e arancioni. Studi� l�isola.</p><p>Non c�era molto da vedere. Un gruppo di edifici a un�estremit�. La pista d�atterraggio. Altri edifici sul lato opposto della pista. Un�unica strada. Qualche antenna di radiotelescopio.</p><p>Le altre isole sparse lungo la barriera corallina ovale sembravano deserte, abbandonate. Spiagge bianche e lussureggiante vegetazione verde. Tutte piccole, lunghe quanto pochi isolati di una citt�, giudic� Markov. L�isola centrale era pi� grande, ma era stata spogliata quasi completamente degli alberi per fare posto alle costruzioni e alla pista d�atterraggio.</p><p>Markov cerc� sotto il sedile la borsa.</p><p>�Cosa fai?� brontol� Maria.</p><p>�Voglio prendere il binocolo.�</p><p>�Cosa ti aspetti di vedere? Ballerine col gonnellino d�erba?�</p><p>Lui sospir�. Aveva rinunciato a quella fantasia quando un ufficiale del KGB li aveva informati che gli americani avevano trasformato Kwajalein in base militare da pi� di vent�anni.</p><p>�No, no, naturalmente� mormor�.</p><p>�Quelle antenne�� Maria le indic� con una mano, mentre con l�altra stringeva ancora il bracciolo. �Un tempo erano radar, per studiare il rientro dei missili sperimentali lanciati dalla California.�</p><p>�S�, cos� ci hanno detto.�</p><p>�Sono state modificate per osservare la nave aliena.�</p><p>�Ummm� sussurr� Markov. Si port� il binocolo agli occhi e aggiust� il fuoco.</p><p>Non c�era il minimo segno d�indigeni. Nessun comitato di benvenuto alla pista d�atterraggio. Niente ragazze dalla carnagione scura con ghirlande di fiori da appendere al collo degli ospiti, per poi baciarli sulle guance. Niente, a parte macchine molto efficienti, americani con l�aria di uomini d�affari, e quelle strane case tipiche degli americani, le case su ruote.</p><p>Visualizz� con gli occhi della mente il viso di Sonya Vlasov e si chiese cosa facesse in quel momento a Kharkov, in una fabbrica di trattrici. �Quanto le sarebbe piaciuto venire qui!� pens� Markov. �Dev�esserci qualcosa che possa fare per lei, un modo per convincere Maria a togliere dal suo curriculum quella macchia.�</p><p>Scrut� la moglie mentre l�aereo cominciava a scendere. Il carrello d�atterraggio si abbass�, riempiendo la cabina di un sibilo fortissimo. Il vecchio che sonnecchiava sulla fila vicina di poltrone si svegli� di colpo, spaventato, strabuzzando gli occhi.</p><p>�Dice che non mi perder� d�occhio per un momento� pens� Markov. �Benissimo. Sar� un marito perfetto. La affasciner� come nessuno l�ha mai affascinata.�</p><p>Ma l�espressione sul viso di Maria non era per nulla incoraggiante. La donna fissava davanti a s�, rifiutandosi testardamente di mostrare la propria paura; l�aereo, intanto, scendeva verso la pista d�atterraggio, scosso dal vento. Le onde bianche si alzavano a lato dei finestrini.</p><p>Markov ricord� quei momenti di rabbia nel loro appartamento, il trionfo che si era dipinto sul viso di Maria quando gli aveva annunciato la caduta in disgrazia di Sonya, l�espulsione dall�universit�, il trasferimento in fabbrica.</p><p>E ricord� l�odio assoluto che gli aveva bruciato il cuore. �Non sar� facile accattivarmi le sue grazie� si disse. �Ma � indispensabile, quella ragazza non dev�essere rovinata per colpa mia.�</p><p>Il verde confuso delle fronde di palma stup� Markov; poi le ruote dell�aereo urlarono sulla pista di cemento, ci fu un sobbalzo pauroso. Si posarono di nuovo e percorsero la pista d�atterraggio, coi motori che ruggivano.</p><p>Quando l�aereo rallent�, dirigendosi verso l�unico edificio del terminal dell�aeroporto, le guance di Maria cominciarono a riprendere colore.</p><p>Girandosi verso Markov, la donna sussurr�: �Ti ricordi l�americano che ti ha scritto, Stoner?�</p><p>Lui annu�.</p><p>�Devi trovarlo e fartelo amico. Si fida di te.�</p><p>�E io dovr� tradire la sua fiducia, non � vero?�</p><p>Maria, tornata padrona di s�, gli diede un�occhiataccia. �Dovrai fare ci� che � necessario, qualunque cosa sia.�</p><p>Markov sospir�, conscio che avrebbe fatto tutto quello che lei gli ordinava. �� un modo pi� sicuro per ingraziarmela che non coprirla di baci� pens�.</p></section><section><title><p>20</p></title><subtitle>Territorio dello Yukon</subtitle><empty-line/><p>George Umaniak nascose il fucile sotto le coperte sul retro della slitta a motore. Non aveva nemmeno visto un carib�, ma i poliziotti bianchi gliel�avrebbero fatta passare brutta se avessero scoperto che era uscito con un fucile da caccia.</p><p>Il vento stava acquistando forza, scendeva in un lungo sospiro gelido dalle montagne coperte di ghiacci. Il cielo era di nuovo scuro, e il vento parlava di spettri, della danza dei morti. George, con un brivido, tir� il cappuccio della giacca. La maledetta slitta non voleva partire. Lui gir� la chiave di scatto, diverse volte, ma il motore rifiutava d�accendersi. George bestemmi� fra s�. Non poteva essere la batteria, l�aveva controllata il giorno prima.</p><p>Con la coda dell�occhio, intravide un lampo di luce nelle tenebre sempre pi� fitte. Alz� lo sguardo e vide l�aurora boreale risplendere sulle montagne. Verdi, rosa pallido, spettralmente gialle, le luci del Nord danzavano sulla cima delle montagne a tempo coi gemiti del vento.</p><p>George inghiott� saliva, e finalmente riusc� ad accendere il motore. Acceler� al massimo e corse a casa. Non era notte per trovarsi fuori al freddo e al buio.</p><empty-line/><p>La sala conferenze era piena quasi per met�. In origine era il cinematografo per il personale militare di Kwajalein, e Stoner si scopr� a desiderare che tornassero a proiettarvi film. Per� quella sera era una sala conferenze, un luogo di riunione, un centro d�incontro per scienziati e tecnici del PROGETTO JUPTTER.</p><p>Circa centocinquanta tra uomini e donne sedevano sulle scomode sedie pieghevoli in metallo fornite dal governo. Jeff Thompson era accanto a Stoner, in una delle ultime file. Jo Camerata non si vedeva. Big Mac e Tuttle erano in prima fila, a un passo o poco di pi� dal podio degli oratori.</p><p>Il ronzio delle conversazioni si spense quando McDermott sal� sulla piccola piattaforma sul fondo della sala. Cavendish lo segu� con aria serafica, portandosi la sedia. La apr� e sedette dietro McDermott, che si protese in tutto il suo volume sul minuscolo podio. Un russo anziano arriv� dopo Cavendish e sedette su una sedia gi� pronta per lui.</p><p>�Buonasera, signore e signori.� La voce rauca di Big Mac venne soffocata dallo stridio metallico di feedback del microfono.</p><p>McDermott lanci� un�occhiataccia al tecnico audio che stava seduto a un lato della stanza, dietro un tavolo invaso da scatole nere; tutti gli altri guardarono con un sobbalzo gli altoparlanti fissati alle travi del soffitto in legno.</p><p>�Big Mac non ha bisogno di microfoni� mormor� Stoner. Thompson sorrise e annu�.</p><p>McDermott us� lo stesso il microfono, che amplific� la sua voce, la trasform� in un tuono assordante che fece tremare le pareti della sala. Present� l�accademico Zworkin, l�astronomo che guidava la delegazione russa. Il vecchio (pochi capelli grigi, un pallore ancora pi� grigio in volto, abito grigio spiegazzato nonostante il caldo) si alz� piano e raggiunse il podio. Abbass� il microfono.</p><p>�Grazie, caro professor McDermott� disse con voce stridula, esile, cantilenante. Il suo inglese era ottimo; l�accento, quello di Oxford.</p><p>Poi si rivolse al pubblico: �Anche se in anni recenti ho partecipato a due conferenze dedicate alla RIET, sono tutt�altro che un esperto in fatto di intelligenze extraterrestri. D�altronde, chi lo �?�</p><p>Una risatina cortese dai presenti.</p><p>�Il mio campo di specializzazione � l�astronomia planetaria. Non sono un astrofisico o un astrochimico. Sono, se un termine del genere � accettabile, un astrogeologo. Non sono sicuro di cosa stia a fare qui tra voi, a parte il fatto che sono troppo anziano e troppo lento, per cui non ho potuto evitare di essere preso per questo lavoro.�</p><p>Il pubblico rise ancora, ma Stoner cap�: �Ci sta dicendo di non aspettarci grandi idee da lui. Qui � come un pesce fuor d�acqua e vuole tornare a casa appena possibile�.</p><p>Zworkin cominci� a presentare, uno a uno, i quindici scienziati russi. Tranne uno, erano tutti uomini, parecchi dei quali accompagnati dalle mogli. Che, meticolosamente, non vennero presentate.</p><p>Si alz� un russo alto e magro, lievemente agitato e con un�aria da ragazzino nonostante la barba grigia. Zworkin lo present�: il professor Kirill Markov, dell�universit� di Mosca, linguista.</p><p>�� a lui che ho scritto!� sussult� Stoner. �Devo parlargli.�</p><p>Terminate le presentazioni, McDermott riprese il comando del podio.</p><p>�Lavoreremo assieme a questo progetto per qualche mese� disse, col tono dell�allenatore di una squadra scolastica di calcio. �Vorrei chiedere al dottor Cavendish di illustrarci qual � al momento la situazione.�</p><p>Cavendish raggiunse sorridendo il podio.</p><p>�Bene� disse, il che per lui equivaleva allo schiarirsi la gola. �Non ho preparato diapositive o grafici� Ho pensato che ci saremmo tuffati nei particolari della situazione molto presto.� Esit� un attimo, come per raccogliere le idee. �Lo� ah� l��oggetto� che � entrato nel Sistema Solare l�estate scorsa e che ha compiuto un volo di ricognizione piuttosto lento attorno a Giove si sta ora avvicinando alla Terra. Da quando ha cambiato rotta ha accelerato, e le proiezioni attuali ci dicono che raggiunger� la posizione pi� vicina alla Terra il cinque di luglio circa.�</p><p>�L�accelerazione� chiese uno dei russi �� normale? Voglio dire, � naturale?�</p><p>�Certo. In sostanza, l�oggetto si sta avvicinando al Sole in caduta libera, e l�attrazione gravitazionale del Sole lo fa accelerare. No, da quando si � spostato da Giove e ha cambiato rotta per dirigersi verso di noi non ha dato segni di vita o di seguire uno scopo preciso.�</p><p>�Allora al momento � inerte?�</p><p>�Morto come una roccia, per quanto ci risulta� disse Cavendish. �Sta solo andando alla deriva.�</p><p>�Che dimensioni possiede?�</p><p>�Abbiamo dati sulla forma?�</p><p>�E la luminosit� di superficie?�</p><p>Cavendish alz� le mani affusolate per interrompere quel flusso troppo veloce di domande.</p><p>�� un po� pi� grande di uno stomaco��</p><p>Gli americani risero. I russi si scambiarono occhiate perplesse.</p><p>�In effetti� prosegu� Cavendish �non sappiamo molto delle sue vere dimensioni, soprattutto perch� non siamo riusciti a stabilirne la luminosit� specifica. Se � fatto di un materiale ad alta riflessione, dev�essere piuttosto piccolo� Un centinaio di metri, o ancora meno.�</p><p>�Quali sono le dimensioni massime possibili?�</p><p>Cavendish aggrott� la fronte e cerc� aiuto tra il pubblico. �Qualcuno vuole fare un�ipotesi?�</p><p>Stoner url�: �Non pu� avere un diametro superiore a qualche centinaio di metri al massimo. Dai rilevamenti sulla massa che abbiamo eseguito quando orbitava attorno a Giove, dev�essere molto piccolo, con una massa insignificante� Pi� o meno come se mettessimo assieme tre o quattro Salyut o Skylab.�</p><p>Zworkin si gir�. �Allora � grande, per essere un�astronave.�</p><p>�Per� piccolo a paragone di un asteroide, o anche di un meteorite di modeste dimensioni� disse Stoner.</p><p>�Capisco.�</p><p>Cavendish batt� sul microfono, e tutti gli occhi tornarono a puntarsi su di lui. �L�oggetto � ancora troppo lontano perch� siano possibili rilevamenti radar accurati sulle sue dimensioni, per� nel giro di poche settimane dovrebbe avvicinarsi tanto da permetterci di eseguire i rilevamenti.�</p><p>�Perch� non usiamo i radar di Goldstone o Haystack?� url� qualcuno.</p><p>�Perch� non Arecibo?�</p><p>McDermott si alz� in piedi e rispose: �Questioni di sicurezza. I nostri governi hanno deciso di mantenere il massimo segreto sul progetto, per proteggere la popolazione da shock e panico ingiustificati.�</p><p>�Al centro Landau potremmo seguire l�oggetto� disse Zworkin, ma senza microfono la sua voce era quasi inaudibile.</p><p>�Per� intervenne Cavendish, nel tentativo di riprendere il controllo della situazione �dato che l�oggetto sta correndo verso di noi, dobbiamo solo aspettare qualche settimana. Dopo di che, dovremmo riuscire a fotografarlo con la Polaroid.�</p><p>�Una domanda che mi viene in mente� disse una donna, non una delle russe, dalla sua sedia �� questa: come entreremo in contatto?�</p><p>�Via radio, direi� rispose Cavendish.</p><p>�E il laser?�</p><p>�Che lunghezza d�onda dovremmo usare per il tentativo di contatto?�</p><p>Cavendish scroll� le spalle. �Il maggior numero possibile, immagino. Non abbiamo idea di quali lunghezze d�onda usi per comunicare.�</p><p>�Ammesso che le usi.�</p><p>Stoner si alz� in piedi e disse: �Dovremmo tentare di intercettarlo. Andargli incontro, effettuare un rendez-vous, salire a bordo.�</p><p>�Certo, immagino che sia un�ipotesi da prendere in considerazione.�</p><p>Per� McDermott rugg�: �� fuori discussione! Occorrerebbero mesi per preparare un lancio con equipaggio umano, anni, e questa cosa avrebbe gi� oltrepassato il nostro pianeta. Per di pi���</p><p>�Se ce la mettessimo tutta� ribatt� Stoner �potremmo preparare in tempo il lancio di uno Space Shuttle.�</p><p>�E per gli ultimi stadi cosa dovremmo usare?� mugugn� McDermott. �Una fionda?�</p><p>�Se sar� necessario.�</p><p>�Io ritengo� intervenne Cavendish �che come prima cosa dovremmo tentare il contatto radio, non credete?�</p><p>Si alz� Markov, con un sorriso malizioso sul viso leggermente arrossato. Guard� un attimo Stoner, quasi lo riconoscesse.</p><p>�Io non sono un fisico� disse girandosi verso il podio. �Comunque, posso dare un suggerimento per quanto riguarda il problema di comunicare con l�astronave?�</p><p>�S�, senz�altro� rispose Cavendish.</p><p>�Se avete registrato i segnali trasmessi da Giove durante l�incontro della nave col pianeta, forse sarebbe utile ritrasmettere le registrazioni mentre l�astronave si sta avvicinando a noi.�</p><p>McDermott si accigli�. Cavendish aggrott� la fronte. �Ritrasmettere i segnali provenienti da Giove?�</p><p>�S� disse Markov. �L�alieno capirebbe immediatamente che abbiamo ricevuto gli impulsi radio da lui trasmessi. Gli apparirebbero immediatamente come un segnale artificiale dal nostro mondo.�</p><p>�Hmm. Sorprendente.�</p><p>�Cosa vi fa pensare che sia un �lui�?� url� una voce di donna.</p><p>�Non dovremmo andarci pi� cauti?� disse Thompson, alzandosi a fianco di Stoner. �Voglio dire, forse dovremmo aspettare che �esso� ci invii segnali prima di cominciare a bombardarlo di onde radio o raggi laser. Potrebbe anche non andargli a genio essere sommerso di energia elettromagnetica.�</p><p>�Se aspettiamo troppo� ribatt� Cavendish �potrebbe oltrepassare la Terra e uscire dal Sistema Solare, come ha detto il professor McDermott.�</p><p>�� per questo che penso che dovremmo tentare un contatto fisico� disse Stoner, ancora in piedi. �Se non c�� equipaggio a bordo, potremmo addirittura cercare di catturare la nave e metterla in orbita attorno alla Terra.�</p><p>�Assolutamente no!� sbott� McDermott.</p><p>�Perch�?� chiese Cavendish.</p><p>�Troppo rischioso. Troppe incognite. Una cosa � entrare in contatto radio. Abbiamo gli esperti e le attrezzature necessari. Ma �non� giocheremo ai pirati spaziali, non ci impadroniremo di una nave extraterrestre. Se vogliono metterla in orbita attorno alla Terra, lo faranno da soli.�</p><p>�In pratica, quindi� disse Stoner, in tono sempre pi� alto �passeremo i prossimi mesi nel tentativo di ottenere una risposta, e quella nave sfiorer� il nostro pianeta e uscir� per sempre dal Sistema Solare. Diremo arrivederci agli alieni, mentre potremmo mettere le mani sull�oggetto?�</p><p>�Pu� darsi che �non voglia� lasciarsi catturare� disse qualcuno.</p><p>Cavendish, appoggiando i gomiti sul podio, chiese: �Presumendo che a bordo ci sia un equipaggio, giusto?�</p><p>�Oppure un computer intelligente.�</p><p>�Un computer maledettamente intelligente, se ha guidato l�oggetto su distanze interstellari.�</p><p>�Non siamo autorizzati� insistette McDermott, piegando le spalle come un giocatore di football sul punto di colpire l�avversario �a tentare di intercettare l�astronave.�</p><p>�Fateci avere l�autorizzazione, allora� disse Stoner �prima che sia troppo tardi, prima che l�oggetto ci superi.�</p><p>�Per prima cosa dovremmo cercare di stabilire il contatto radio� disse Zworkin. �Se �c�� un equipaggio��</p><p>�Certo� convenne Stoner. �Per� cominciamo anche a fare i preparativi necessari per un rendez-vous.�</p><p>Il viso di McDermott si stava imporporando di rabbia. �Avete idea delle dimensioni di un�impresa simile?�</p><p>Stoner si concesse un sorriso. �Dato che sono l�unico astronauta di tutto il gruppo, s�, credo di averla.�</p><p>�Non abbiamo tempo per giocare ai cadetti dello spazio!�</p><p>�Non avete tempo per nient�altro. Se questa astronave sfiora la Terra e se ne va senza che noi scopriamo qualcosa��</p><p>�Ci metteremo in contatto radio� disse McDermott.</p><p>�E cosa succede se non risponde? Se non troviamo la frequenza giusta e l�oggetto si limita a ignorarci?�</p><p>Zworkin si alz� e indirizz� un leggero inchino a McDermott, come per scusarsi. �Credo che il giovanotto abbia ragione� disse, e la sua voce cantilenante quasi non arriv� alla fila di Stoner.</p><p>McDermott fece per ribattere, ma il russo continu�: �Naturalmente, dobbiamo essere pronti a incontrare la nave aliena nello spazio, e, se sar� possibile, a portarla sulla Terra per uno studio accurato. Raccomander� questa linea di condotta all�Accademia Sovietica. Forse l�Unione Sovietica potr� mettere a disposizione navi e uomini, se gli Stati Uniti non possono.�</p><p>McDermott sembrava sul punto di soffocare, ma riusc� a dire: �Capisco. E io raccomander� alla Casa Bianca che la NASA sia, pronta all�eventualit� di questa missione.�</p><p>Stoner si rimise a sedere, dopo aver ricevuto un�occhiata assassina da Big Mac.</p><p>�Hai vinto la prima battaglia� si disse Stoner. �Ma questa sar� una guerra lunga e sporca.�</p></section><section><title><p>21</p></title><cite><p>Ufficio del Senatore William Proxmire</p><p>Wisconsin</p><empty-line/><p>Per la pubblicazione dopo le 6,30 di gioved� 16 febbraio 1978.</p><p>Il senatore William Proxmire (Wisconsin) ha detto gioved�: �Ho intenzione di attribuire il mio premio �Vello d�oro del mese� alla NASA, che, sfruttando l�ondata di entusiasmo popolare per <emphasis>Guerre stellari </emphasis>e <emphasis>Incontri ravvicinati del terzo tipo</emphasis>, si propone di spendere nei prossimi sette anni dai 14 ai 15 milioni di dollari per trovare vita intelligente nello spazio. A mio giudizio, questo progetto dovrebbe essere rimandato per qualche milione di anni luce.</p><p>�Il premio �Vello d�oro� viene attribuito ogni mese al preventivo di spesa maggiore e che sia, al tempo stesso, anche il pi� assurdo o il pi� ridicolo. Proxmire � presidente del Comitato Bancario, Fondiario e di Affari Urbani del Senato e del Sottocomitato Stanziamenti del Senato, che ha giurisdizione sui fondi della NASA.</p><p>�La NASA si propone di pagare quest�anno 2 milioni di dollari, e dai 14 ai 15 milioni nei prossimi sette anni, al Jet Propulsion Lab di Pasadena, California, per condurre �una ricerca intensiva, su ogni frequenza, di segnali radio provenienti da un�intelligenza extraterrestre�. Per� questo � solo il primissimo passo. Sotto la denominazione �obiettivi ulteriori�, le proposte del Jet Propulsion Lab indicano che lo scopo dello studio � costruire centri d�osservazione e infrastrutture tecnologiche che consentano in futuro programmi pi� ampi e pi� organici nel campo della RIET (Ricerca Intelligenze Extraterrestri).</p><p>�La verit�, a mio giudizio, � che mentre il pubblico si appassiona cos� tanto ai fenomeni spaziali, la NASA si � talmente suggestionata da tentare di trasformare questo interesse popolare in un progetto a lunga scadenza, che coster� milioni di dollari, nella dubbia ricerca di un�intelligenza al di fuori del nostro Sistema Solare.</p><p>�Cos�ha di sbagliato il programma? Come tanti altri progetti estremamente costosi, � un programma a basso livello di priorit� che, al momento, rappresenta un lusso che il paese non pu� permettersi.</p><p>�In primo luogo, per quanto la cosa sia teoricamente possibile, non abbiamo la minima prova dell�esistenza di vita intelligente al di fuori del nostro Sistema Solare. Eppure, i dirigenti della NASA specificano che il programma parte dal presupposto che esistano creature intelligenti che cercano di comunicare con gli scienziati terrestri. Se vincer� la NASA, questi fondi verranno spesi in un momento in cui tanti popoli del nostro pianeta (arabi e israeliani, greci e turchi, americani e russi, per citarne solo pochi) incontrano difficolt� enormi nel comunicare fra loro.</p><p>�In secondo luogo: e se anche da qualche punto dello spazio fosse stato lanciato un messaggio radio? Il nostro pianeta ha quattro miliardi e mezzo di anni, Alcuni sistemi solari hanno dai 10 ai 15 miliardi di anni. Se intercettassimo messaggi provenienti da questi sistemi, potrebbero essere stati inviati non solo prima che Colombo scoprisse l�America, o prima di Cristo, ma addirittura prima che esistesse la Terra. Il calcolo delle probabilit� dice che se anche queste civilt� sono un tempo esistite, ormai saranno scomparse.</p><p>�In terzo luogo, la NASA non ha nemmeno scelto il progetto pi� economico. Un programma meno costoso e pi� specifico presentato dall�Ames Research Center (con un costo di 6,5 milioni di dollari in 7 anni) � stato scartato a favore del progetto del Jet Propulsion Lab, che prevede investimenti dai 14 ai 15 milioni di dollari. Comunque, per aggiungere la beffa al danno, la NASA ha detto al mio ufficio che potremmo preventivare il progetto Ames per l�anno fiscale 1980, in modo che entrambi i progetti diventino operativi contemporaneamente.</p><p>�In un momento in cui il paese ha di fronte un deficit di 61 miliardi di dollari, il tentativo di captare onde radio da altri Sistemi Solari dovrebbe essere rimandato al giorno in cui il bilancio nazionale sar� in pareggio e le imposte sul reddito e le ritenute pensionistiche si ridurranno a zero.�</p></cite><empty-line/><p>Edouard Reynaud sorseggi� il quarto brandy e spinse il pi� possibile all�indietro la poltrona. Gli sembrava di essere chiuso da sempre sull�aereo: Roma, Amsterdam, New York, San Francisco, Honolulu, e adesso� Si sarebbe mai fermato? Era quello il purgatorio, forse? Un millennio o due trascorsi in una scatola di metallo dove non si poteva fare nient�altro che mangiare, dormire, orinare, defecare?</p><p>�� come essere tornato bambino� pens�, assopito dal brandy. �In una nursery volante, ecco dove ci hanno messi. E gli steward sono le bambinaie.�</p><p>Stava lottando contro il sonno.</p><p>Sapeva che, se si fosse rilassato, si sarebbe addormentato; e col sonno sarebbero giunti i sogni paurosi, gli incubi delle sue colpe, a meno di non avere nel sangue il tasso indispensabile di alcol. Cos�, beveva un brandy dopo l�altro, facendosi riempire di continuo il bicchiere.</p><p>Il giovane angelo biondo sul sedile accanto dormiva con aria innocente, la bocca leggermente aperta, il respiro calmo e regolare come le onde del mare.</p><p>Reynaud soffoc� il desiderio di toccargli il viso dolce, di carezzare il mento imberbe.</p><p>Si gir� verso il finestrino, a guardare il cielo scuro, stellato. Riconobbe Orione, il Toro, i due Cani. S�, tutto era al solito posto, come sempre. Nelle profondit� di quel cielo infinito, nuove stelle nascevano e vecchie stelle venivano distrutte da esplosioni titaniche. Le galassie ruotavano nel buio e le quasar ardevano con una forza che nessuna mente umana era in grado di comprendere.</p><p>�Per quanto tempo� sussurr� Reynaud fra s� �custodirete i vostri segreti? Se � stato Dio a crearvi, quando l�ha fatto? E come?�</p><p>Non gli venne in mente di chiedere perch�. Quello era un interrogativo da teologi. Reynaud era un cosmologo.</p><p>Vide la propria immagine riflessa nel finestrino dell�aereo, e s�incup�. Un viso grosso, tondo, su un corpo grosso, tondo. Guance cadenti e occhi gonfi, iniettati di sangue. Un uomo che aveva cercato rifugio nella vita monastica quando il mondo gli era diventato insopportabile, e che era riuscito a restare grasso, e alcolizzato, che di tanto in tanto riusciva a ricadere nell�omosessualit�, nonostante tutti i controlli e le punizioni che l�Abate aveva in serbo per lui.</p><p>Reynaud sorrise amaramente al ricordo del viso dell�Abate, quando l�inflessibile priore del monastero era stato informato che il papa in persona voleva vedere Reynaud.</p><p>�Cosa voglia Sua Santit� da te � al di l� della mia comprensione� aveva detto l�Abate, il viso arcigno distorto da una smorfia, lo sguardo in fiamme. �Se il Vaticano avesse ritenuto opportuno chiedere la mia opinione su questa faccenda, tu passeresti il resto dei tuoi giorni a pulire stalle, perch� � quello che ti meriti.�</p><p>Reynaud aveva annuito; era d�accordo.</p><p>Ma il Vaticano aveva chiesto di lui, di Reynaud, del famoso cosmologo insignito del Nobel. �Quello che avranno� disse al riflesso nello specchio �� Reynaud l�ubriacone, il pervertito, solo le macerie dell�uomo che pensano di avere.�</p><p>Il ragazzo al suo fianco si mosse, sospir� dolcemente, apr� gli occhi azzurro cielo.</p><p>�Hai dormito bene?� gli chiese Reynaud in francese.</p><p>Il ragazzo rispose in una lingua germanica, e Reynaud ricord� che era salito ad Amsterdam.</p><p>Scuotendo la testa, gli chiese: �Parli inglese?�</p><p>�S�.� Il ragazzo sorrise. Sentendosi molto vecchio e molto, molto stanco, Reynaud gli restitu� il sorriso.</p><p>�Mi chiamo Hans Schmidt. Vengo dall�universit� di Leida.�</p><p>Annuendo piano, Reynaud disse: �Edouard Reynaud. Non lavoro per nessuna universit�, per� ero��</p><p>�Edouard Reynaud!� Il ragazzo spalanc� gli occhi. �Ho letto i suoi libri!�</p><p>Reynaud scroll� le spalle. Si sentiva un relitto del passato, ridicolo nel completo nero informe, ed era imbarazzato per non essersi fatto la barba. �Li ho scritti tanto tempo fa. Oggi sono tutti superati.�</p><p>�S�, certo� rispose Schmidt, con la crudelt� incosciente della giovent� �per� sono classici nel loro campo. Abbiamo dovuto leggerli tutti, all�universit�.�</p><p>�Sei astronomo?�</p><p>L�entusiasmo di Schmidt si trasform� in cupezza, �Lo ero� disse, imbronciandosi. �Adesso sono un prigioniero.�</p><p>�Lo siamo tutti� disse Reynaud. �Ma non preoccuparti, tra poco l�aereo atterrer� a Kwajalein e potremo camminare sotto la luce del sole.�</p><p>�Non capite� disse il ragazzo, �Gli altri che stanno sull�aereo, astronomi e astrofisici di tutta Europa, si sono offerti volontari per il progetto. Sono contenti di andare a Kwajalein a studiare i segnali alieni.�</p><p>�E tu no?�</p><p>Schmidt scosse lentamente la testa, �Io �ho scoperto� i segnali radio. Ma � un merito che non mi verr� mai riconosciuto.�</p><p>Reynaud accenn� un gesto di comprensione.</p><p>�Lavoravo per il professor Voorne al grande osservatorio di Dwingeloo, l�estate scorsa. Ho captato i segnali prima degli americani e di tutti gli altri� spieg� Schmidt, in tono quasi scontroso. �Abbiamo controllato i dati; i segnali li ho captati io per primo.�</p><p>�Allora il riconoscimento spetta a te� disse Reynaud.</p><p>�S�, facile! Voorne a talmente lento � arretrato d�idee che si lascerebbe fregare da chiunque. Mi ha rifiutato il permesso di inviare una comunicazione alla rivista d�astrofisica finch� non abbiamo ricontrollato tutto tre volte. Dopo di che sono arrivati i burocrati della NATO e hanno dichiarato top secret tutte le mie carte. Non mi hanno permesso di pubblicare niente.�</p><p>�Un vero peccato� disse Reynaud.</p><p>�E adesso mi mandano in esilio su questa maledetta isola. Io non voglio andarci! Mi hanno costretto! A Leida ho la ragazza; dovevamo fidanzarci tra qualche settimana. Ma il governo mi ha detto: o vai a Kwajalein, oppure ti arruoliamo nell�esercito e ti spediamo a Kwajalein lo stesso.�</p><p>Reynaud scosse la testa.</p><p>�Sono gli americani� borbott� Schmidt. �Ci sono dietro loro. Vogliono tenersi tutto il merito ed essere sicuri che a me non venga nessun riconoscimento.�</p><p>Reynaud strinse le labbra, poi ribatt�: �Non credi che il fatto di scoprire una razza extraterrestre intelligente sia la cosa pi� importante?�</p><p>�Certo! � per questo che gli americani vogliono tutto il merito della scoperta.�</p><p>�Be�� Anche a me hanno ordinato di andare a Kwajalein. Non avevo nessun desiderio di partire, ma i miei superiori mi hanno mandato lo stesso. Ecco perch� sono su questo aereo. Siamo tutt�e due nella stessa situazione. Per� io non credo che sia stato un complotto degli americani.�</p><p>Schmidt non disse nulla.</p><p>�� stato il Santo Padre in persona ad affidarmi questa missione� aggiunse Reynaud.</p><p>�Il papa?�</p><p>�S�.�</p><p>�Perch� gli interessa l�astronomia?�</p><p>Reynaud fece una risata amara.</p><p>�Non gli interessa. E nemmeno ai cardinali che gli stanno attorno. A loro interessa solo conservare il potere, e nascondere la verit� alla gente.�</p><p>Schmidt lo fiss� incredulo. �Siete prete e dite queste cose?�</p><p>�Prete? Io? Oh, no! Non sono prete. Non sono nemmeno monaco, in effetti. Non ho preso i voti.�</p><p>Confuso, Schmidt disse: �Credevo� Ci avevano detto che vi siete ritirato in un monastero��</p><p>�S�. S�, � vero. Ma Sua Santit� mi ha strappato al mio ritiro. Sono di nuovo nel mondo� Ed � un mondo molto diverso da quello che ho lasciato anni fa.�</p><empty-line/><p>I due continuarono a parlare mentre la notte moriva in cielo e il sole si alzava sulle acque grigie e sterminate del Pacifico. Gli altri passeggeri si svegliarono poco per volta, si stiracchiarono i muscoli indolenziti, sbadigliarono, mugugnarono, si affollarono nelle toilette dell�aereo.</p><p>Gli steward entrarono in azione, sbarazzando i passeggeri di coperte e cuscini. Alla fine, portarono vassoi di plastica con la colazione. Reynaud non ebbe nemmeno il coraggio di guardare la roba che gli misero davanti: era grigia e morta, di plastica come i vassoi su cui era servita.</p><p>Il pilota s�inser� sull�intercom e annunci� allegramente che nel giro di poche ore sarebbero arrivati a Kwajalein.</p><p>�Se riesco a trovare l�isola� aggiunse, con un sogghigno.</p><p>Reynaud rabbrivid� un poco. Guard� Schmidt, che aveva mangiato la colazione fino all�ultima briciola e aveva chiuso di nuovo gli occhi. Depresso, Reynaud scosse la testa e si gir� a guardare la distesa grigia e informe dell�oceano sotto di loro. Gli sarebbe piaciuto riuscire a dormire senza sognare.</p><p>Si svegli� di colpo, boccheggiando, ai sobbalzi che scuotevano l�aereo.</p><p>�� il carrello d�atterraggio� gli disse Schmidt. �Stavo per svegliarla��</p><p>Reynaud lo ringrazi� e guard� dal finestrino. Un anello di isolette spiccava, verde e bianco, sul mare.</p><p>L�aereo sorvol� l�isola pi� grande e alla fine atterr� con un impatto notevole: sembrava pi� un atterraggio di fortuna ben condotto che altro. Ma Reynaud era sempre riconoscente anche per i miracoli minimi: il purgatorio era finito, adesso poteva entrare in paradiso.</p><p>Gli scienziati vennero fatti scendere, si trovarono sotto il sole caldo e accecante dell�isola equatoriale. L�aeroporto rigurgitava di americani, molti in divisa militare cachi, gli altri in maglietta e calzoncini.</p><p>Giovanotti dalle spalle larghe, sorridenti ed efficienti, guidarono gli scienziati lungo una rampa che un tempo era una barriera corallina, sino a un edificio in cemento. Il condizionamento d�aria era tanto forte da dare i brividi. �Americani� pens� Reynaud. �Sempre cos� stravaganti.� Vennero controllati i documenti, raccolti i bagagli. Reynaud si lasci� trascinare su una jeep con Schmidt e un altro. �I bagagli arrivano col camioncino� disse l�autista, un marinaio dall�aria energica. Poi sistem� Reynaud sul sedile accanto al suo; gli altri due salirono dietro.</p><p>Accendendo il rumorosissimo motore, il marinaio chiese: �Siete un prete cattolico, signore?�</p><p>�No� rispose Reynaud, in inglese. �Sono un fratello laico dell�Ordine di san Domenico.� �L�ordine di San Tommaso d�Aquino� aggiunse fra s�. �E di Torquemada.�</p><p>La jeep s�avvi�. �Oh, sa, me lo sono chiesto per via del vestito nero� url� l�autista, fra i rombi del motore. �Sull�isola abbiamo un cappellano, ma non � cattolico. Il padre cattolico viene qui in aereo da Jaluit tutte le domeniche, per confessare e dire la messa.�</p><p>�Lei � cattolico?� chiese Reynaud; poi, quando la jeep cominci� a sobbalzare sulla strada polverosa, si aggrapp� all�orlo del sedile.</p><p>�Ah, be�, a volte s� balbett� il marinaio. �Sa com��.�</p><p>Reynaud non parl�, ma pens�: �So perfettamente com��.</p><p>Dopo qualche terrificante minuto di una corsa folle a lato di edifici in cemento, l�autista blocc� la jeep sul ciglio della strada con una frenata brusca, stridente.</p><p>�L�Hilton di Kwajalein� annunci�.</p><p>Reynaud vide un edificio grigio, a tre piani.</p><p>�Alloggi Ufficiali Scapoli� spieg� il marinaio, mentre una nuvola di polvere corallina volteggiava sulla jeep. �In genere qui li chiamano AUS. Non voi, padre�� Tir� Reynaud per la manica e disse a Schmidt e all�altro scienziato: �Voi due starete qui.�</p><p>I due scesero; Reynaud rest� seduto.</p><p>�I bagagli vi arriveranno tra un paio di minuti.� Il marinaio fece ripartire la jeep, seppellendo i due di polvere. �Per lei trattamento speciale, padre. C�� una casa su ruote tutta per lei.�</p><p>�Non sono un prete� disse Reynaud. �Dovrebbe chiamarmi fratello.�</p><p>L�autista fece una risata imbarazzata. �� buffo. Ma se proprio preferisce cos� Okay. Fratello, eccoci arrivati.�</p><p>Ferm� la jeep e indic� con aria soddisfatta una casa su ruote: ce n�erano una dozzina disposte in fila sul terreno sabbioso, grumi di metallo lucido sotto il sole caldo.</p><p>�Tutta per lei, pa� Ehm, fratello.�</p><p>Il marinaio entr� in casa con Reynaud, gli mostr� il lavandino e il frigorifero, i lettini piccoli come cuccette, gli armadietti incorporati, la toilette.</p><p>�Per la media di Kwaj, � il Ritz.�</p><p>Reynaud annu�, mormor� un ringraziamento. Il marinaio sorrise e accese il condizionatore.</p><p>�Le lenzuola sono qui.� Apr� un cassetto dell�armadio. �Se vuole, le preparo il letto.�</p><p>�Oh, no, grazie. Lo far� da solo.�</p><p>�Be�, ha la sua privacy e l�acqua corrente. Cosa potrebbe chiedere di pi�? Ci vediamo domenica, a messa.�</p><p>Reynaud annu� distrattamente quando il marinaio usc�, chiudendosi alle spalle la sottile porta di metallo. Gli parve che se ne fosse andato un cuccioletto simpatico. Reynaud rest� immobile, sconvolto; ascolt� il condizionatore d�aria che ronzava, e riempiva il locale di un gelo simile a quello di un obitorio.</p><p>�Esiliato� pens�. �L�ha detto il giovane Schmidt, e ha ragione. Siamo stati tutti mandati in esilio in questo posto orribile. Io ho cercato la pace e la protezione del monastero e il papa in persona mi ha scacciato, mi ha esiliato su quest�isola infame. Qualunque cosa sar� di me, � colpa loro.�</p><p>Stoner usc� dal gelo dell�aria condizionata dell�amministrazione e si trov� nell�abbraccio caldo del sole al tramonto. Il clima era afoso, ma il caldo gli dava una sensazione piacevole dopo la secchezza dell�aria dell�ufficio, e dopo l�ostruzionismo di McDermott.</p><p>�Fatti una bella passeggiata� si impose Stoner, furibondo. �Trovati un angolo deserto sulla spiaggia e fai un�oretta di esercizi, prima di tirare un pugno alla faccia stupida di Big Mac.�</p><p>McDermott stava temporeggiando per la missione di rendezvous. Non aveva ancora raccomandato l�idea a Washington, e non voleva permettere a nessun altro di inviare la raccomandazione. Stoner aveva trascorso un�ora a discutere con lui, senza risultati.</p><p>�Perch� il progetto non gli va?� si chiese Stoner per la ventesima volta. �Perch� diavolo non pu�?�</p><p>Poi vide Jo: uscita dal centro computer, stava percorrendo l�unica strada dell�isola, nella sua direzione.</p><p>�Ciao, Keith� gli disse allegramente. �Come�?� Vide l�espressione rannuvolata sul viso di lui. �Wow! Chi ti ha pestato i calli?�</p><p>�Il tuo amico McDermott� mugugn� Stoner.</p><p>In volto di Jo si contorse per la rabbia. �Il mio amico, eh? Cosa sta combinando?�</p><p>�Le solite puttanate. Tira in lungo finch� non sar� troppo tardi per fare quello che va fatto.�</p><p>Lei gli lanci� un�occhiata ironica. �Dev�essere il caldo. Big Mac � spompato.�</p><p>Ignorando i sottintesi, lui borbott�: �Anche a me piacerebbe spomparlo. Completamente.�</p><p>�Non ha ancora accettato l�idea del rendez-vous?� chiese Jo.</p><p>�Non vuole nemmeno parlarne con Washington.�</p><p>�Be�, � un�impresa un po� balorda.�</p><p>�Siamo qui per entrare in contatto con un visitatore extraterrestre intelligente, e mi parli di imprese balorde?�</p><p>�Tu prendi tutto troppo sul serio� disse Jo, alzandosi in punta di piedi a battergli un dito sul naso. �Rilassati. Calmati. Visto che siamo qui, potremmo anche godercela.�</p><p>Lui allontan� la mano della ragazza, quasi fosse un insetto noioso. �Siamo qui per entrare in contatto con quella nave.�</p><p>�Lo so.�</p><p>�Che figura ci facciamo se quella maledetta cosa sfiora il nostro pianeta e se ne va?�</p><p>�Non succeder� disse Jo.</p><p>�Tu hai gi� predisposto tutto, eh?�</p><p>�No.� Lei scosse la testa. �Per� ti conosco. Riuscirai a farcela, in un modo o nell�altro. E farai fare una bella figura anche a Mac.�</p><p>�E la tua carriera non ne risentir�, eh?�</p><p>�Perch� credi che sia qui?�</p><p>�Perch� ti ha portata Mac� sbott� Stoner.</p><p>Per un attimo, lei parve triste, ferita.</p><p>�Se solo tu sapessi� disse dolcemente.</p><p>�Un giorno o l�altro dovrai parlarmene. Anzi, meglio ancora, mettilo nel tuo curriculum. Vedrai come s�impressioneranno alla NASA.�</p><p>�Keith, quando vuoi diventi un figlio di puttana perfetto, lo sapevi?�</p><p>�� il caldo. Mi ha spompato.�</p><p>�Vai all�inferno.�</p><p>�Non dirmi che non hai gi� riscritto il tuo curriculum. Lo so come funziona il tuo cervellino ambizioso.�</p><p>�Credi?�</p><p>�Ma sicuro. Me lo vedo gi�, in cima al foglio, dove si fa l�elenco dei fatti salienti: �Assistente ricercatrice al PROGETTO JUPITER. Ho lavorato con un gruppo di ricerca internazionale, coi migliori scienziati del mondo, a un programma a priorit� assoluta per stabilire il primo contatto con una forma di vita intelligente extraterrestre�.�</p><p>Con un sorriso soddisfatto, Jo disse: �Splendido. Quante ragazze possono mettere una cosa del genere nel loro curriculum vitae?�</p><p>�Pensavo che voleste farvi chiamare donne, non ragazze.�</p><p>��Io� posso dire ragazze� ribatt� Jo. �Voi maschi dovete chiamarci donne.�</p><p>�Gi� disse lui, secco. �Logico.�</p><p>Facendosi seria, Jo chiese: �Keith, non ce l�hai pi� con me, vero?�</p><p>�Vai ancora a letto con Big Mac?�</p><p>�Oh, Cristo! Non lo capirai proprio mai?�</p><p>�Io ti ho gi� capita, Jo.�</p><p>La ragazza strinse i pugni, frustrata.</p><p>�Non me ne importa un accidente di Mac! Questo non lo capisci?�</p><p>�Certo che lo capisco� rispose lui, gelido, invaso dalla rabbia. �E per questo che � una faccenda cos� sporca.�</p><p>Jo fece per ribattere, esit�, lasci� cadere le mani lungo i fianchi. Senza un�altra parola, si rimise in cammino verso gli uffici dell�amministrazione.</p><p>�Verso McDermott� si disse Stoner, mentre sulla strada polverosa, la guardava allontanarsi.</p></section><section><title><p>22</p></title><epigraph><poem><stanza><v>Grande Padre, io alzo a Te la mia voce.</v><v>Grande Padre, io alzo a Te la mia voce.</v><v>Con tutto l�universo io alzo a Te la mia voce,</v><v>Che mi sia concesso vivere.</v></stanza></poem><text-author><emphasis>Wiwanyag Washipi</emphasis>, danza del Sole dei Sioux Oglala</text-author></epigraph><empty-line/><p>Jo rabbrivid� nel buio. Slacciandosi il reggiseno, togliendosi i calzoni, chiese a McDermott: �Perch� tieni una temperatura cos� bassa qui dentro?�</p><p>Dal letto, la voce da rospo di Mac gracchi�: �Per costringerti a stringerti a me, se vuoi scaldarti.�</p><p>Jo era lieta che lui tenesse le luci spente e le tendine tirate alla finestra: non poteva vedere l�espressione del suo viso. �Quella fottuta cuccetta non basta nemmeno per un grassone come lui� borbott� fra s� Jo �figuriamoci per tutte due�.</p><p>Per� raggiunse il letto, scost� le coperte e si sdrai� a fianco di McDermott, sui pochi centimetri liberi di quel materasso duro. �Mi roviner� la schiena� pens�.</p><p>�Come sta stasera il mio tesoruccio?� chiese McDermott, afferrandole il seno.</p><p>La stessa frase, lo stesso approccio, tutto prevedibile al cento per cento. L�unica cosa imprevedibile era la potenza di McDermott. Per arrivare all�erezione, gli serviva tutto l�aiuto di Jo. E, parecchie volte, nemmeno quello era servito.</p><p>Jo si mise al lavoro su di lui con calma, con freddezza; era solo una studentessa che stava conducendo un esperimento per avere un buon voto dal professore. E mentre lei massaggiava e carezzava il corpo di McDermott, lo sent� liberarsi dalla tensione.</p><p>�Sei bravissimo� lo coccol�. �Adesso il mio paparino che � tanto forte mi riempir�, vero?�</p><p>McDermott, sdraiato di schiena, le braccia lungo i fianchi, mugolava piano. Chinandosi su di lui, Jo sussurr�: �Bravo� Stai diventando grosso e forte per me��</p><p>Alla fine lei si mise a cavalcioni su di lui, muovendosi avanti e indietro sino a farlo venire. Quando si sdrai� di nuovo al suo fianco, lui uggiolava. Le lacrime gli rigavano il viso.</p><p>�Cosa c��?� chiese Jo, sorpresa. �Non stai bene?�</p><p>�Vogliono rubarmelo� gemette McDermott. �� il mio progetto, sono io il capo, ma loro vogliono trasformarlo in un fetente circo di cadetti dello spazio.�</p><p>�Nessuno te lo ruber� lo calm� lei. �Tu sei il direttore dell�intero progetto.�</p><p>�� quello Stoner.� La voce di McDermott era alta, stridula; una voce da ragazzino. �Ce l�ha con me da sempre. Vuole andare nello spazio, incontrare l�astronave aliena.�</p><p>�Per� tu�� Gli carezz� il petto. �Sarai sempre a capo del progetto. Che differenza fa se lui va nello spazio?�</p><p>Il corpo di McDermott fu attraversato dai brividi. �Andare da quell�oggetto? Toccarlo? E se trasportasse germi orribili? Se fosse una� cosa gelatinosa, ripugnante?�</p><p>�No, no. Vedrai che non sar� cos�. Andr� tutto bene. Vedrai.�</p><p>�Potrebbe essere cattiva� pericolosa. � aliena� non � come noi.�</p><p>�Su, su. Andr� tutto bene. Nessuno ti far� del male. Cerca di calmarti, di dormire.�</p><p>Parvero ore, ma alla fine Big Mac si addorment�. Il suo petto coperto di peli bianchi si alzava e abbassava a un ritmo tranquillo. Jo scivol� fuori del letto, contenta; guard� il box della doccia. No, l�avrebbe svegliato. Dopo essersi infilata camicia e calzoncini, decise di fare un bagno nella laguna prima di rientrare alla sua stanza all�hotel.</p><empty-line/><p>�Ma � una buona idea!� stava dicendo Markov alla moglie. �Un�idea necessaria!�</p><p>Fuori era buio. Erano seduti nella stanza d�ingresso del loro bungalow. Gli americani avevano assegnato a tutte le coppie sposate una casetta di cemento. Maria aveva trascorso le prime due ore nel bungalow in cerca di microfoni nascosti.</p><p>In grembo aveva un vassoio di cibi precotti: flaccidi vegetali americani e pezzi di carne non identificata. Markov non aveva quasi toccato cibo.</p><p>�Una buona idea� mugugn� Maria, che aveva la bocca piena d�un panino imburrato.</p><p>�S� ribatt� Markov.</p><p>Sua moglie gli scocc� un�occhiataccia dalla poltrona imbottita. �Tecnicamente, forse � una buona idea. Ma non politicamente.�</p><p>�Politicamente?�</p><p>Maria fin� il panino imburrato. Come al solito, sembrava irritata e delusa dal marito.</p><p>�Non capisci perch� gli americani hanno tirato fuori l�idea di eseguire un rendez-vous con la nave aliena?�</p><p>�Per catturarla e portarla il pi� vicino possibile al nostro pianeta. Per studiarla� rispose Markov.</p><p>�E chi eseguirebbe questa eccitante missione?�</p><p>Markov scroll� le spalle. �Stoner ha fatto l�astronauta. Immagino che vorrebbe partecipare all�impresa��</p><p>�Esatto! Un astronauta �americano�.�</p><p>�Per� stiamo lavorando tutti al progetto, no?�</p><p>�Ah! C�� modo e modo di stare assieme.�</p><p>Markov scrut� il vassoio e decise che non poteva mangiare nemmeno un altro boccone di quel cibo insipido. �Forse Maria ha ragione� pens�. �Di certo, non possiamo fidarci degli americani per i pasti.�</p><p>Sua moglie continu�: �Da quando � iniziato questo progetto, gli americani hanno tentato tutti i trucchi per tenere per s� i dati su questa nave aliena.�</p><p>�Anche noi� protest� debolmente Markov.</p><p>Maria lo ignor�. �Adesso, l�unico astronauta del loro gruppo viene a proporre di uscire nello spazio e di mettere l�astronave in orbita attorno alla Terra.�</p><p>�Ma � una buona idea!� insistette Markov.</p><p>�E come pensano di farlo?� controbatt� lei. �Con lo Space Shuttle americano, con basi americane, e con astronauti americani.�</p><p>�Divideranno le informazioni con noi.�</p><p>�E chi ce lo dice? Come facciamo a sapere che divideranno con noi tutte le informazioni che otterranno?�</p><p>�Zworkin ritiene che l�idea non sia da scartare.�</p><p>�Zworkin!� Maria lo disse come se stesse sputando. �Quell�ebreo! Probabilmente � in combutta coi capitalisti.�</p><p>�Maria!�</p><p>�� vero. � nostro compito accertarci che se mai qualcuno entrer� in contatto con la nave aliena, siano i cosmonauti sovietici Non possiamo permettere agli americani di tenere solo per s� l�astronave aliena. E non possiamo permettere che l�Unione Sovietica venga tradita da scienziati ingenui e traditori inconsci.�</p><p>Travolto dall�ondata rovente del fervore di sua moglie, Markov ribatt� debolmente: �Ho gi� detto a Zworkin che sono disposto a fare parte del comitato che studier� la proposta di Stoner.�</p><p>�Hmph. E sei diventato amico di Stoner, come ti era stato ordinato?�</p><p>Ordinato? Markov corrug� la fronte. �Adesso mi d� ordini?� �L�ho visto due volte, sempre con altra gente. Ci siamo salutati, niente di pi�.�</p><p>�Niente di pi�� ripet� lei, truce.</p><p>�Per� Zworkin mi ha accettato nel comitato, per cui nei prossimi giorni dovrei vedere Stoner piuttosto spesso.�</p><p>L�espressione corrucciata di Maria si addolc� un po�, �Fai in modo che ogni eventuale impresa spaziale sia eseguita da cosmonauti sovietici.�</p><p>Scuotendo la testa, Markov si alz� col vassoio tra le mani, si diresse in cucina.</p><p>�Dove vai?� url� Maria.</p><p>�Esco a fare due passi. Non ho sonno.� Nella camera da letto del bungalow c�erano due lettini gemelli, ma per Markov l�idea di dormire nella stessa stanza con Maria stava diventando insopportabile.</p><p>�Non svegliarmi quanto torni� grugn� lei.</p><empty-line/><p>Fuori, tra la brezza dolce della notte e i sospiri pacati delle palme, Markov riusc� a respirare di nuovo. �� pi� forte di me� pens�. �Siamo arrivati alla lotta per la sopravvivenza, e sta vincendo lei.�</p><p>Super� il gruppetto di bungalow e arriv� alla spiaggia, bianchissima al chiaro di luna. Si tolse le scarpe per passeggiare sulla spiaggia, ancora calda di sole. Il mare lambiva piano la riva, a una dozzina di metri. Nella notte, lungo la barriera corallina invisibile, udiva il respiro della risacca: un dio marino irrequieto.</p><p>Solo sulla sabbia, Markov scrut� la notte pallida di luna. �Quanto ci vorr� prima che l�oceano cancelli queste isole? Quanto ci vorr� prima che Maria e io ci distruggiamo?�</p><p>Rise, forte. Come sei drammatico! Distruggerci! Lei potrebbe spezzarti come un ramo d�albero, ma tu non riusciresti nemmeno a scompigliarle i capelli, per quanto ci provi.</p><p>Ripens� di nuovo a quei pochi attimi nel loro appartamento, quando Maria, felicissima, gli aveva annunciato di aver spezzato la vita di Sonya Vlasov. �Persino in quel momento� si disse Markov �persino all�apice dell�ira, hai capito che non devi mai metterti contro di lei.�</p><p>Qualcosa gli fece riportare gli occhi sulla spiaggia: una donna stava camminando verso di lui. Un�apparizione. Afrodite uscita dal mare. Gambe lunghe, e i fianchi snelli e il seno florido di una dea. Una camicetta bianca, spettrale al chiaro di luna, annodata sopra la vita. Calzoncini che le cingevano adorabilmente i fianchi.</p><p>Markov rest� a guardarla. Lei gli si avvicin�, sorrise e disse in inglese: �Buonasera.�</p><p>Il cuore di Markov sobbalz�. S�innamor� all�istante, disperatamente.</p><p>�Buonasera a te, splendida signora. Ti sto aspettando da tutta una vita.�</p><p>Lei rise. �Sei uno dei russi, no?�</p><p>�Si vede?�</p><p>�Ti ho visto con gli altri scienziati russi� disse Jo.</p><p>�E perch� io non ti ho vista? Ero cieco, oppure ti sei resa invisibile, dea?�</p><p>�Dea? Wow!�</p><p>�Afrodite, dea dell�amore e della bellezza. Io sono il tuo umile servo, Kirill Vasilovsk Markov, pronto a seguirti per deserti e montagne.�</p><p>Jo rise. �Temo proprio di non essere Afrodite. Mi chiamo Jo Camerata, e sono americana. Per� c�� uno spruzzo di sangue greco tra i miei antenati, ora che ci penso.�</p><p>�Vedi?� disse Markov. �In te esiste la dea.�</p><p>Jo rise.</p><p>�E cosa ci fa da sola una ragazza deliziosa come te in questo ambiente romantico? Non c�� da queste parti qualche bel giovane pronto a scortarti?�</p><p>Lei scosse la testa. �No. Nessun giovane.�</p><p>�Che tristezza.�</p><p>�S셻 Jo sorrise ancora. �Per� ci sei tu.�</p><p>�Ah, evidentemente il chiaro di luna ti ottenebra gli occhi, deliziosa creatura. Io non sono n� giovane n� bello.�</p><p>�Ci vedo benissimo� disse Jo. �Sono venuta qui per farmi una nuotata. Vuoi venire con me?�</p><p>�Nuotare? Adesso? Di sera?�</p><p>�S�. L�acqua � calda.�</p><p>�Sorprendente.�</p><p>�Non ti piacerebbe provare?�</p><p>�Ma non ho costume.�</p><p>Lei rise. �Nemmeno io. Possiamo fare un bagno a fior di pelle. Non c�� nessuno.�</p><p>�Il mio inglese�� Markov non poteva credere che lei stesse dicendo quello che aveva capito. �Nu� Nudi?�</p><p>�Certo. Lascia qui i vestiti e tuffati.�</p><p>Jo si spogli� in fretta e corse verso l�acqua. Markov s�impigli� nel vestito perch� stava fissando le curve armoniose del suo corpo nudo. Alla fine, mise con cautela un piede nell�acqua tiepida: era piacevole, accogliente, invitante.</p><p>�Senti� le url�, avanzando fino a che l�acqua non gli arriv� al petto �ma volevi fare il bagno da sola?�</p><p>�S�, per� � sempre meglio essere in due� rispose Jo. �Specialmente di sera. Di sera, gli squali entrano nella laguna.�</p><p>�Gli squali?� Improvvisamente, l�acqua parve fredda e pericolosa.</p></section><section><title><p>23</p></title><subtitle>Mare di Ross, Antartide</subtitle><empty-line/><p>Hideki Takamura passeggiava sul ponte della baleniera, coperto d�un maglione di lana col cappuccio e dalla giacca a vento. Ormai la stagione della caccia alle balene era terminata, e se un aereo o una nave della Commissione Internazionale li avessero visti, il Giappone avrebbe ricevuto un imbarazzante rimprovero sotto gli occhi del mondo intero. Se non altro, quei pazzi del Comitato Ecologico se n�erano andati. Era gi� qualcosa. La stagione di pesca era stata povera; e cos�, anche se la Commissione aveva ordinato a tutte le baleniere di rientrare, loro percorrevano ancora i mari dell�Antartide, mentre le notti si facevano sempre pi� lunghe, nella speranza di trovare qualche balena isolata per riempire le stive semivuote.</p><p>In cielo, le nubi si aprirono, come scostate dalle mani di un gigante. Takamura guard� le stelle fredde, lontane. E il respiro gli si mozz� in gola. Il cielo era vivido di luci: cortine di bagliori rossi, verdi, viola, solcavano l�orizzonte. Le luce degli dei che danzavano in cielo.</p><p>Una paura totale attanagli� il cuore di Takamura. Tutti i lunghi anni di studio e di preparazione scientifica di cui andava tanto fiero svanirono dalla sua mente. �Questo � un segno del Maligno� pens�. �Un segno del Maligno��</p><empty-line/><p>Il giorno stava morendo lentamente.</p><p>Stoner aveva cenato con Jeff Thompson in uno dei tre ristoranti di Kwajalein gestiti dal governo. Il cibo costava poco, e non offriva niente di pi� di quello che il prezzo prometteva. Quando uscirono, il sole era ancora alto. Stoner torn� in ufficio a studiare le ultime foto di Big Eye.</p><p>Anche con l�ingrandimento massimo del telescopio orbitale, la nave aliena era solo una macchia informe di luce, un puntolino sulla foto, una chiazza bianca sullo sfondo immutabile dell�eternit�.</p><p>Quando Stoner lasci� l�ufficio, il sole stava riempiendo il cielo tropicale di spettacolari strisce rosse e arancioni. S�incammin� verso il Circolo Ufficiali, oltrepassando gli edifici grigi, massicci.</p><p>Si chiese dove fosse Jo, cosa stesse facendo; l�immagine della ragazza a letto con McDermott gli riemp� la mente. Cerc� di respingerla, di soffocarla, di pensare ad altro. Acceler� il passo: aveva bisogno di compagnia, di parlare, di qualcosa per togliersi quelle immagini dalla mente.</p><p>�Ah, Stoner!� Cavendish era sulla porta del Circolo con un giovanotto magro, biondo, dall�espressione cupa.</p><p>�Ti presento Hans Schmidt, del radio osservatorio olandese di Dwingeloo.�</p><p>Stoner tese automaticamente la mano. La stretta di Schmidt era tiepida.</p><p>�Dwingeloo� disse Stoner, solleticato da un ricordo. �Qualche giorno fa ho visto un rapporto dove si diceva che Dwingeloo ha captato i segnali radio l�estate scorsa.�</p><p>�Infatti. Sono stato io� disse Schmidt in un inglese impeccabile. �Per� la NATO ha classificato segreto il mio lavoro.�</p><p>Il ragazzo era un po� pi� alto di Stoner, e magro, ma aveva ancora un viso paffuto da bambino. La fronte era alta, gli occhi un po� gonfi, le labbra piegate in una smorfia. �Sar� calvo prima dei trent�anni� pens� Stoner �ma sembrer� sempre un ragazzino.�</p><p>�Benvenuto al club� ribatt� Stoner. �Anche il mio lavoro � diventato segreto.�</p><p>�Giusto� disse Cavendish, appoggiando le mani sulle schiene degli altri due e spingendoli dolcemente verso il Circolo. Pu� darsi che il nostro Schmidt sia stato il primo a scoprire i segnali. Quand�� che il tuo gruppo li ha captati?</p><p>�Non era il mio gruppo� disse Stoner. �Mi hanno assunto dopo, come consulente. Dovrebbe parlarne con Jeff Thompson.�</p><p>Entrarono nell�affollato locale e ordinarono. Cavendish prese un brandy, Stoner uno scotch con acqua, Schmidt una Heineken. Il Circolo era pieno di confusione e di fumo; era il migliore (e unico) bar dell�isola. Dopo aver parlato per una quindicina di minuti, Stoner ammise che probabilmente Schmidt aveva riconosciuto la strana natura dei segnali radio prima di Thompson.</p><p>�Quindi, il merito sar� tutto suo� disse Cavendish �quando questa faccenda sar� di dominio pubblico.�</p><p>Schmidt parve ancora pi� depresso. �Quando questa faccenda sar� di dominio pubblico, io sar� vecchio.�</p><p>�Oh, andiamo, ha ancora tutto il futuro davanti a lei.�</p><p>Schmidt fin� la birra. Sembrava sull�orlo delle lacrime.</p><p>�L�hanno trattata male, eh?� chiese Stoner.</p><p>Il ragazzo annu� lentamente. �Dovevo fidanzarmi� Adesso chiss� per quanto tempo rester� qui.�</p><p>�� successo anche a me. Ci hanno trattati tutti da animali. Lo sa come ho festeggiato il Natale? Mi hanno permesso di fare una telefonata ai miei figli. Una sola. Neanche fossi un galeotto.�</p><p>�Non potevano far venire qui anche la sua ragazza?� chiese Cavendish.</p><p>�Non le hanno dato il permesso. E comunque non sarebbe venuta. Gliel�ho chiesto, ma mi ha detto di no. Non che non la capisca� Lasciare casa e famiglia per andare in capo al mondo.� Scosse la testa, corrucciato.</p><p>�Una fottuta situazione� mormor� Cavendish.</p><p>�Prima distruggono le mie ricerche coi loro regolamenti di sicurezza� continu� Schmidt, fissando il fondo del bicchiere �e adesso mi esiliano su quest�isola. Mi tratterebbero meglio se avessi ucciso qualcuno. Mi tratterebbero meglio se diventassi un terrorista e dirottassi un treno o minacciassi di far saltare un aereo.�</p><p>�Per� c�� una cosa� disse lentamente Cavendish.</p><p>�Cio�?� chiese Schmidt.</p><p>�Tra mille anni, chi scriver� la storia dell�umanit� celebrer� il suo nome. Sar� il primo uomo che sia entrato in contatto con una razza extraterrestre intelligente.�</p><p>Stoner avvicin� lo scotch alle labbra, e si disse: �No. Schmidt avr� anche scoperto i segnali radio, ma sar� io il primo uomo a entrare in contatto diretto con gli alieni. O a morire nel tentativo di farlo�.</p><p>La smorfia corrucciata di Schmidt si accentu�. �E cosa le fa pensare che tra mille anni esister� una razza umana che scriva la propria storia? O anche solo fra cent�anni?�</p><p>�Naturalmente��</p><p>�Supponga� prosegu� Schmidt �che questa nave sia un invasore, l�avanguardia di una flotta aliena che ci annienter�. Chi potr� scrivere il mio nome?�</p><p>�Un�ipotesi un po� drammatica, non crede?�</p><p>Stoner, a met� di un altro sorso, scoppi� a ridere nel bicchiere. �Siamo qui� disse �su un atollo dimenticato da Dio nel mezzo del Pacifico, ad aspettare che un�astronave aliena ci passi tanto vicina da poterla studiare, e tu parli di ipotesi drammatiche? Tutta questa storia � eccessiva!�</p><p>�Hm. Gi�. Comunque, io proprio non credo che una specie intelligente se ne vada in giro per l�universo solo con l�idea di distruggere e rapinare. Succede nei libri, e basta.�</p><p>�E chi lo sa?� disse Stoner. �Non si pu� dedurre una traiettoria da un solo dato.�</p><p>Cavendish appoggi� sul banco il bicchiere vuoto. �Si � fatto tardi, per me. Sar� meglio che me ne vada.� Tolse dal portafoglio un biglietto da un dollaro e lo pos� sul banco. �Buonanotte.�</p><p>E si allontan� subito, piantando l� Stoner e Schmidt. Stoner si sentiva a disagio col ragazzo, che peraltro sembrava felicissimo di abbandonarsi alle sue malinconie.</p><p>�Cavendish mi ha appioppato il pupo� cap� all�improvviso Stoner. �Vecchio imbroglione lurido!�</p><p>Scrut� la folla, in cerca di un viso amico. Il locale rigurgitava di fumo e uomini. Uomini che parlavano forte, ridevano, bevevano, agitavano sigarette e sigari, giocavano a carte, si raccontavano storie, assediavano le poche donne. Scienziati e tecnici del Progetto Jupiter avevano triplicato le presenze umane sull�isola, ma la sproporzione tra uomini e donne era sempre enorme.</p><p>�I commercianti di Kwajalein votano a favore dell�alieno� pens� Stoner. �Il barista non si preoccupa all�idea di essere invaso. Basta che i soldi continuino a entrare.�</p><p>Individu� Markov a un tavolo sul lato opposto del locale, circondato da un misto di americani, europei e russi. Sembrava che si stessero divertendo.</p><p>�Dovrei conoscere meglio Markov� si disse Stoner.</p><p>Lanci� un�occhiata a Schmidt, che fissava trucemente il secondo bicchiere di birra, e gli disse: �Forza, uniamoci a quelli l�.�</p><p>L�astronomo olandese lo segu� senza una parola.</p><p>��E cos�, lei mi informa� stava dicendo Markov, lo sguardo acceso, le mani che sfioravano un bicchiere di vodka �che vuole fare il bagno di mezzanotte.�</p><p>Stoner prese una sedia dal tavolo vicino e si un� al gruppo. Schmidt rest� in piedi alle sue spalle.</p><p>Dopo una strizzatina d�occhio di saluto, Markov continu�: �Ovviamente � americana, e piuttosto bella. Quando le spiego che non ho il costume, lei mi introduce ai misteri di un�espressione americana sconosciuta: �Bagno a fior di pelle�.�</p><p>Lo trovarono tutti molto divertente, e risero. Tutti tranne Schmidt. Stoner si chiese di chi stesse parlando il russo.</p><p>�Naturalmente, quando mi spiega cosa significa �bagno a fior di pelle�, sono felicissimo di seguirla!�</p><p>Un coro assordante di risate.</p><p>�Poi, quando siamo entrati in acqua, mi dice che la laguna � piena di squali, specialmente di notte.�</p><p>�� vero� disse uno degli americani.</p><p>�Ci sono anche le murene.�</p><p>�Per�, aggiunge, se restiamo nell�acqua bassa siamo perfettamente al sicuro. L� s�incontrano solo squali piccoli.�</p><p>Alzando gli occhi, Stoner vide che Schmidt non si era ancora concesso un solo sorriso. Un caso disperato.</p><p>�E cos�hai fatto?�</p><p>Markov scroll� teatralmente le spalle.</p><p>�Cosa potevo fare? Posto di fronte al dilemma di incontrare uno squalo o di lasciarla sola e indifesa nella laguna, ho fatto l�unica cosa giusta.� Una pausa a effetto. �Sono corso sulla spiaggia a tutta velocit� e ho cominciato a rivestirmi!�</p><p>Stoner rise con gli altri. Per�, all�improvviso, intu� che forse il russo stava parlando di Jo.</p><p>�Lei mi urla dall�acqua: �Non avere paura! Questi piccoli squali non danno fastidio a nessuno!�. E io le rispondo: �Ti sbagli. A qualcuno danno fastidio. A me!�.�</p><p>Uno dei russi, in un inglese approssimativo, disse: �Con uno squalo, un uomo ha molto pi� da perdere di una donna.�</p><p>�Che esperienza� riprese Markov. �� uscita dall�acqua e ha cominciato a insultarmi per la mia vigliaccheria. Vi � mai capitato di subire le ire di una ragazza nuda e gocciolante, sotto la luna tropicale? Roba da far saltare i nervi.�</p><p>Bevve un lungo sorso di vodka.</p><p>�E cos� sei tornato sporco di sabbia e tutto bagnato� disse qualcuno.</p><p>�Avrei preferito fare un salto da lei� Per lavarmi, se non altro� spieg� Markov. �Per� sta all�hotel con tutte le altre donne non sposate, e dopo mezzanotte � impossibile che le guardie ti lascino entrare.�</p><p>�Che peccato.�</p><p>Markov sospir�. �Ho speranze. Mi dicono che lo spaccio venda un repellente per gli squali.�</p><p>�Ci sono anche piscine� disse qualcuno. �Qui al Circolo Ufficiali, all�hotel, e un�altra all�Aus.�</p><p>�S�, lo so. Per�, vedi, non � che a me interessi nuotare.�</p><p>Tutti gli altri scoppiarono a ridere, ma Stoner pens�: �Ges� Cristo, ci scommetto che sta parlando di Jo. Jo potrebbe benissimo fare una cosa del genere�. Cap� che non gli andava l�idea che il russo la prendesse in giro, ma se non altro Markov non aveva fatto il suo nome. Perch�, probabilmente, non sapeva nemmeno come si chiamasse.</p><p>Il gruppo attorno al tavolo continu� a raccontare aneddoti per un�oretta, poi cominci� a sciogliersi. Quando si alz�, Stoner si accorse che Schmidt era gi� scomparso. Chiss� da quanto se n�era andato.</p><p>�Dottor Stoner� gli disse Markov.</p><p>�Lei � un ottimo parlatore.�</p><p>Markov atteggi� il viso a un�espressione di modestia. S�avviarono alla porta.</p><p>�Non ho ancora avuto la possibilit� di dirle quanto mi abbia fatto piacere la sua lettera.�</p><p>�Ha scritto un ottimo libro.�</p><p>�Grazie� disse Markov, a voce talmente bassa che Stoner riusc� appena a udirlo nel frastuono del Circolo. �Per� deve capire che la sua lettera ha svelato al nostro governo che si stava occupando dei segnali radio provenienti da Giove.�</p><p>�Lo so. � per questo che l�ho scritta. Ho pensato che la mia lettera non vi avrebbe detto niente, se non foste stati al corrente dei segnali. E se invece li conoscevate gi�, be�� Era necessario lavorare assieme, non in competizione.�</p><p>Raggiunsero la porta, uscirono nella calma della sera. �Temevo che i vostri servizi segreti la arrestassero, dopo quella lettera.�</p><p>�E infatti. Crede che sarei qui, se non mi avessero costretto a venire?�</p><p>In tutta onest�, Markov rispose: �Certo che ci sarebbe. Avrebbe rubato un sottomarino e si sarebbe spinto qui col favore delle tenebre, in mancanza di alternative. Questo � l�unico posto adatto a un uomo come lei, e non cerchi di nascondere una verit� tanto ovvia. Soprattutto, non la nasconda a lei stesso.�</p><p>Stoner si ferm� di colpo Sotto il lampione davanti all�entrata del Circolo, e fiss� Markov. Dopo un attimo, ammise: �Ha ragione. Porca miseria, Ha proprio ragione.�</p><p>Markov ebbe un sorriso da ragazzino.</p><p>�Cosa c�entra un linguista, per�? Non mi dica che � stata la mia lettera a metterla nei guai.�</p><p>�No, assolutamente no. Anzi, mi ha reso pi� prezioso agli occhi dei custodi della salvezza del popolo.� Markov s�incammin� piano, e Stoner gli si mise a fianco. �No, sono stato morso dalla stessa zanzara che ha infettato lei.� Il russo alz� gli occhi al cielo stellato. �Voglio �sapere�!�</p><p>Stoner annu� suo malgrado. �Gi�. Se esiste un solo PROGETTO JUPITER, dobbiamo stare tutti qui.�</p><p>�Certo. Il sapere � l�unica cosa importante, l�unica cosa duratura. Il piacere della scoperta� Ah, che emozione. Meglio delle donne, credetemi.�</p><p>�Meglio di �certe� donne� lo corresse Stoner.</p><p>Markov rovesci� la testa all�indietro, esplose in una risata. �S�, s�! Giusto! Meglio di alcune!�</p><p>Stoner guard� l�ora, poi chiese: �Vuole venire al centro radar? Stanotte tenteranno di entrare in contatto col nostro oggetto.�</p><p>�Entrare in contatto?�</p><p>�Far rimbalzare un segnale radar� spieg� Stoner.</p><p>�Ma non � oltre Marte?�</p><p>�S�, per� quelli del centro radar pensano di poterci riuscire. Non vedono l�ora di provarci.�</p><p>�Verr� con lei� disse Markov. �Non ho mai visto una cosa del genere.�</p><p>�Non l�ha mai vista nessuno� ribatt� Stoner. �E pu� darsi che non succeda stanotte. Quell�oggetto � maledettamente lontano.�</p><p>I due s�incamminarono, fianco a fianco, lungo la strada deserta, nell�oscurit� calda e umida, indifferenti al profumo dei fiori e all�aroma salmastro dell�aria.</p><empty-line/><p>L�accademico Bulacheff sedeva, irrequieto, sulla sedia a schienale rigido. Sotto la scrivania di Borodinski c�era una piccola piattaforma in legno, per cui chi andava a conferire con lui doveva tenere la testa sempre alzata. Un vecchio trucco, ma Borodinski lo sapeva sfruttare bene. Aveva accolto l�accademico in modo brusco, gli aveva indicato la sedia, dopo di che aveva chinato la testa quasi calva e la barba curatissima sulle carte che ingombravano la scrivania.</p><p>�Allora � vero� si disse Bulacheff. �Il segretario generale sta morendo, e noi dovremo sopportare quest�uomo troppo giovane. Chiss� se lo fa apposta a cercare di assomigliare a Lenin.�</p><p>Come leggendogli nel pensiero, Borodinski alz� gli occhi in quel preciso momento.</p><p>Sorrise paternamente. �Mi spiace di averla fatta aspettare, accademico Bulacheff, ma in questi ultimi giorni la pressione degli affari pi� urgenti � stata tremenda.�</p><p>Bulacheff esit� un istante, poi chiese: �Il compagno segretario? Sta bene?�</p><p>�Oh, s�, benissimo.� Il sorriso di Borodinski si smorz�. �Per� � estremamente� occupato. Lo deve scusare.�</p><p>�Pensavo di vederlo. Abbiamo sempre discusso questa faccenda fra noi, di persona��</p><p>�Per ragioni di sicurezza, lo so.�</p><p>�Ma il nostro comune amico mi ha chiesto di parlare con lei oggi.�</p><p>�Vedo.� Bulacheff si chiese fino a che punto potesse fidarsi di un uomo cos� giovane.</p><p>�I rapporti che giungono da Kwajalein indicano che forse sarebbe opportuno mandare un gruppo di cosmonauti incontro alla nave aliena� disse Borodinski. �Sono in corso preparativi in questo senso?�</p><p>�Sa tutto� cap� Bulacheff. �Inutile tentare di tergiversare.� �I settori specializzati dell�Accademia stanno seguendo la nave e preparando i piani di navigazione per la missione di rendez-vous.�</p><p>�Bene.�</p><p>�Tuttavia, non spetta a noi chiedere all�esercito di mettere a disposizione i missili e i cosmonauti necessari per la missione.�</p><p>�Capisco.� Borodinski annu�. �Stiamo facendo questi passi, gliel�assicuro. Ci� che vogliamo da voi scienziati, per ora, sono dati sempre aggiornati sulla traiettoria della nave per un volo d�intercettamento.�</p><p>�Intercettamento?�</p><p>�Se l�astronave fosse ostile, o se dovesse cadere in mani nemiche��</p><p>�La distruggerebbe?�</p><p>Borodinski apr� le mani verso il soffitto, �Puf! Con una bomba H. Il nostro amico non l�ha informata di questa possibilit�?�</p><p>�Ne ha accennato una volta, s�, per�</p><p>�Allora capisce che ci servono i dati sulla traiettoria. E solo i vostri radiotelescopi a lunga portata possono fornirli, a quanto mi si dice. I radar anti-missile dell�esercito non hanno una portata sufficiente.�</p><p>�Certo.�</p><p>Borodinski sorrise dolcemente, passandosi una mano sulla barba.</p><p>�Compagno�� inizi� a dire Bulacheff, poi esit�.</p><p>�S�?�</p><p>�Sono corse� voci� di arresti, interrogatori. Il segretario generale sta bene? � al sicuro?�</p><p>L�altro socchiuse gli occhi, e il sorriso gli mor� sulle labbra. �Compagno accademico, le assicuro che il segretario generale � al sicuro, e sta bene, e che nutre un interesse estremo per il visitatore alieno. In quanto alle voci di� cambiamenti all�interno del Cremlino, non se ne preoccupi. Non � cosa che riguardi lei, lo prometto.�</p><p>Bulacheff, per�, avvert� sul cuore un peso antico, familiare.</p><p>Alzandosi, Borodinski disse: �L�unica cosa di cui deve preoccuparsi, mio caro accademico, sono i dati che ci occorrono.�</p><p>�Per il rendez-vous con l�astronave.�</p><p>�O per intercettarla con un missile.� Borodinski punt� l�indice sullo scienziato. �I nostri cosmonauti saliranno su quella nave, oppure la distruggeremo.�</p><empty-line/><p>Cavendish aveva di nuovo gli incubi. Il clima tropicale sembrava privare di tutte le energie il suo corpo fragile: da che era arrivato a Kwajalein, ogni sera andava a letto sempre prima. Ma il suo sonno era tutt�altro che tranquillo. Erano ancora chini su di lui con aghi e luci. Lui era piccolissimo, ed era stato molto cattivo a voler opporre resistenza. Loro erano giganti; opporsi a loro significava essere non solo sciocchi, ma anche cattivi. Vedeva l�oro dei loro denti quando ridevano, e avrebbe voluto fuggire, ma il suo corpo era paralizzato e gli aghi gli si infilavano nella carne e sentiva i liquidi bruciarlo, mentre tutti loro si protendevano su di lui�</p><p>Si rizz� a sedere sul letto, scosso dai brividi, coperto di sudore freddo. La testa stava per scoppiargli. I muscoli del collo erano talmente rigidi che quasi non riusciva a muovere la testa.</p><p>Solo nella stanza degli Alloggi Ufficiali Scapoli, Cavendish s�infil� la vecchia vestaglia sbiadita, si mise le ciabatte, prese una salvietta e una saponetta dal lavandino. S�avvi� in corridoio, raggiunse il bagno.</p><p>A quell�ora, era deserto. Scelse una doccia e rest� sotto l�acqua per diversi minuti. L�acqua era appena tiepida; pi� che rilassare, irritava.</p><p>Tornato nella stanza, fiss� per lunghi momenti il letto sfatto e bagnato di sudore; poi, automaticamente, s�infil� una vecchia camicia e un paio di calzoncini. Era stanchissimo; i suoi occhi avrebbero voluto chiudersi. Invece, si allacci� ai piedi il suo unico paio di sandali, super� la soglia e usc� come un sonnambulo dall�AUS. Lo inghiottirono le tenebre della notte.</p><p>Raggiunse direttamente il bungalow dove abitavano i Markov, sal� gli scalini e apr� la porta senza bussare.</p><p>Maria era seduta sul divano del soggiorno; aveva accanto una valigetta aperta. L�interno della valigetta era pieno di interruttori e quadranti che ronzavano piano. Un�unica luce rossa splendeva come un occhio demoniaco, furibondo.</p><p>Il viso di Maria era un insieme di stupore, incredulit� e paura.</p><p>�Dottor Cavendish?� sussurr�, quasi temesse di svegliarlo.</p><p>�S� rispose lui. Una parte di Cavendish, sepolta nel profondo, si chiese chi fosse quella donna e cosa volesse da lui. Nella stanza era accesa una sola lampada, dietro la donna, sulla valigetta con le apparecchiature elettroniche.</p><p>�Si sieda� disse Maria.</p><p>Cavendish si accomod� in poltrona e incroci� le caviglie, appoggi� le mani in grembo, rest� a fissare il nulla, con espressione vacua.</p><p>Maria, ansiosa, si pass� la lingua sulle labbra. Sapeva che Kirill sarebbe tornato presto. Erano trascorse ore prima che l�apparecchio spingesse Cavendish a presentarsi l�; in parte perch�, Maria lo cap� in quel momento, non aveva avuto il coraggio di erogare subito l�energia necessaria.</p><p>�Non ricorda nulla di questo incontro, vero?� chiese, e la voce le trem� un poco.</p><p>�Assolutamente nulla� rispose lui, calmo.</p><p>�I riflessi esistono ancora, anche dopo tutti questi anni� si stup� lei. �La prima volta che ci siamo visti io ero solo una ragazzina, dottor Cavendish. Lei non si ricorda di me, credo. � stato in un posto che si chiama Berezovo.�</p><p>�L�o� L�ospedale��</p><p>�S�, s�. Lei era un paziente difficile. Per� adesso non creer� difficolt�, vero? Non mi costringer� a� a farle quello che le hanno fatto� all�ospedale.�</p><p>�Non creer� difficolt�.�</p><p>�Ci dar� tutta la sua collaborazione, vero?�</p><p>�Tutta la mia collaborazione.�</p><p>Maria sospir� di sollievo. �Benissimo. E adesso, per quell�americano� Stoner��</p><p>�Gli ordini erano di scoprire quanto sapesse e poi, se possibile, eliminarlo.�</p><p>�Non ha seguito gli ordini.�</p><p>�Ho trasmesso le informazioni richieste. Eliminarlo si � dimostrato impossibile. Eravamo sotto sorveglianza continua.�</p><p>�� questo il suo unico motivo?�</p><p>Cavendish si lecc� le labbra. �Gli ordini mi sembravano stupidi. Perch� eliminarlo quando possiamo usare quello che sa, quello che scoprir�?�</p><p>�Si � comportato bene, dottor Cavendish.�</p><p>Le mani del vecchio si rilassarono, gli occhi gli si inumidirono di lacrime. �Io voglio comportarmi bene. Davvero. Sul serio, lo giuro.�</p><p>Maria avvert� una contrazione allo stomaco. Chiuse gli occhi per non dover pi� vedere il vecchio che piangeva.</p><empty-line/><p>Mezzanotte era passata da parecchio, ma Stoner e Markov non avevano ancora lasciato il centro elettronico. Fuori, su una parte di terreno nuda, spoglia d�alberi, due antenne gigantesche erano puntate nella notte ventosa.</p><p>Stoner e Markov erano protesi sopra le spalle del tecnico radar seduto alla consolle centrale. I loro tre visi si riflettevano vagamente al chiarore verdastro dello schermo circolare della consolle. Altri uomini e donne avevano lasciato il lavoro per radunarsi attorno a loro.</p><p>�� un segnale di ritorno, s� mormor� il tecnico. �Per� maledettamente debole.�</p><p>Lo schermo splendeva e scintillava come se fosse vivo. Cerchi gialli concentrici, sottilissimi, si stagliavano sullo sfondo verde dello schermo. Nel quadrante superiore destro del cerchio pi� esterno, in alto, una macchia arancione brillava debolmente.</p><p>�Non puoi centrarlo?� chiese Stoner.</p><p>Il tecnico controll� una tabella appesa sotto lo schermo. �Non ancora. Ci sono di mezzo dei satelliti. Disperderebbero i segnali e perderemmo l�obiettivo che ci interessa.�</p><p>�� �quello�?� sussurr� Markov, gli occhi incollati allo schermo.</p><p>�� quello� rispose Stoner.</p><p>Il piccolo gruppo alle loro spalle parve uscire in un sospiro collettivo. Markov si tir� la barba e vide la propria immagine riflessa sul vetro dello schermo: occhi gonfi, labbra contratte; nervoso, stupito, impaurito.</p><p>�Qual � il vettore di velocit�?� chiese Stoner al tecnico. A Markov, l�americano appariva calmo, di una calma tesa, quasi si stesse dominando nel timore di esplodere se avesse perso il controllo di s� per un solo istante.</p><p>Senza una parola, il tecnico sfior� una serie di comandi sulla tastiera che aveva davanti. Numeri e lettere apparvero sullo schermo, a fianco della macchia arancione.</p><p>�Dov�� un terminale di computer?� sbott� Stoner. �Non so dire se questi dati corrispondono alle nostre previsioni��</p><p>�L� c�� un terminale, signore� disse una delle donne, indicando un tavolo con uno schermo e una tastiera.</p><p>Stoner sedette davanti al tavolo e batt� il codice. Sullo schermo apparve per un attimo una lunga serie di equazioni, subito sostituita da una lista pi� breve di alfanumerici. Stoner ruot� la sedia, guard� lo schermo radar e i simboli che vi comparivano.</p><p>�Zac!� url�. �Perfetto! S�, � il nostro obiettivo.�</p><p>Markov fiss� la macchiolina luminosa sullo schermo radar, poi il sorriso soddisfatto di Stoner. Adesso stavano tutti ridendo, come se avessero appena visto nascere un bambino. Markov vedeva solo una macchia informe di luce e qualche numero.</p><p>�Su che frequenza sei?� chiese Stoner all�operatore radar.</p><p>I due si lanciarono in una discussione che non era pi� un linguaggio umano, ma una serie di numeri; e Markov distolse l�attenzione. Cerc� di chiarirsi il significato di quello che era successo. Pi� di un�ora fa avevano fatto partire un segnale radar dalle antenne all�esterno dell�edificio. Il segnale aveva traversato lo spazio, raggiunto la nave aliena, ed era stato riflesso alle antenne. Quel puntolino di luce sullo schermo rappresentava la nave aliena.</p><p>Pi� tardi, quando smisero di congratularsi a vicenda e si accorsero che a quell�ora non era pi� possibile trovare una bottiglia di champagne, il gruppetto trionfante si spezz�. Due tecnici restarono al loro posto, gli altri andarono a dormire.</p><p>Camminando nella notte, Markov chiese a Stoner: �Cosa sappiamo adesso che non sapessimo prima?�</p><p>L�americano scroll� le spalle. �Niente. Proprio niente. Solo che l�oggetto si trova dove pensavamo dovesse trovarsi.�</p><p>�Perch� tanta eccitazione, allora?�</p><p>�Perch� abbiamo stabilito un collegamento� rispose Stoner, mentre superavano un gruppo di case su ruote. �Perch� abbiamo uno strumento nuovo per studiarlo, un altro paio d�occhi. E occhi calibrati al millesimo. Adesso possiamo far sintonizzare sulla nave anche altri radar. Il grande impianto di Roi-Namur, per esempio. Goldstone e Haystack, in America. Persino Arecibo. Lo osserveranno su frequenze diverse, lunghezze d�onda diverse.�</p><p>�E cosa scopriremo?�</p><p>Stoner agit� una mano nella notte. �Lunghezza, dimensioni� Forse la massa, se siamo abbastanza in gamba. Con i rilevamenti radar, e con le fotografie, forse potremmo cominciare a farci un�idea di come � fatto: il materiale, la forma.�</p><p>Markov annu�. �E quando cercheremo di trasmettergli segnali?�</p><p>�Non lo so. Questo � affare vostro. Sar� Big Mac che dovr� decidere. Per�, in un certo senso, gli abbiamo gi� inviato un segnale.�</p><p>�Il raggio radar?�</p><p>Stoner annu�. �Se su quell�astronave c�� qualcosa d�intelligente, un equipaggio, o anche solo un computer, i sensori di bordo avranno registrato il segnale radar. Ormai dovrebbero sapere che li abbiamo intercettati.�</p><p>Markov alz� gli occhi sulle stelle.</p><p>�Se non vogliono mettersi in contatto con noi� prosegu� Stoner �cominceranno a fare manovra per allontanarsi.�</p><p>�E se sono ostili� pens� Markov �provvederanno ad agire in qualche altro modo.�</p></section><section><title><p>24</p></title><cite><p><emphasis>ULTRA TOP SECRET</emphasis></p><p>Memorandum</p><p>A: Presidente</p><p>Data: 18 aprile</p><p>DA: R.A. McDermott, Direttore del PROGETTO JUPITER</p><p>Rife: R/JUPITER 84-011</p><p>VIA: S. Ellington, STP</p><p>SOGGETTO: Primo Contatto</p><empty-line/><p>1. La presente comunicazione per confermare il mio precedente messaggio telefonico: abbiamo stabilito contatto radar con l�oggetto in discussione.</p><p>2. In risposta alle proposte sollevate da una minoranza dei partecipanti al PROGETTO JUPITER, chiedo rispettosamente uno studio da parte della NASA e/o altri Enti federali circa la possibilit� e la desiderabilit� di lanciare verso l�oggetto stesso una missione spaziale di rendez-vous con equipaggio umano, presumibilmente nel momento in cui esso si trover� pi� vicino alla Terra.</p><p>3. �, comunque, mia meditata opinione che la facilit� di stabilire un contatto elettromagnetico e le difficolt� implicite in una missione di rendez-vous debbano giocare a favore della prima ipotesi e a sfavore della seconda.</p><p>4. Una missione di rendez-vous con equipaggio umano avrebbe un costo altissimo in fondi e personale, soprattutto qualora dovesse fallire.</p><p><emphasis>ULTRA TOP SECRET</emphasis></p></cite><empty-line/><p>La Lincoln correva nella notte buia del Nevada, sfrecciava sull�Interstatale 15 attraverso il grande deserto salato. A ogni lato dell�orizzonte, montagne scoscese, pallide e mute, immerse nel chiarore della luna crescente.</p><p>�Si sgonfier� tutto� stava dicendo Charles Grodon. �Non possiamo continuare a tenere la gente sul filo.�</p><p>Willie Wilson era riverso sul sedile posteriore della Lincoln, gli occhi chiusi, il mento sul petto. Al suo fianco sedeva Bobby, suo fratello e manager. Grodon era seduto di fronte a loro due, sul seggiolino estraibile.</p><p>�Piantala, Charlie� sussurr� Bobby. �� distrutto.�</p><p>Bobby aveva tre anni in meno del fratello, era parecchio pi� piccolo, e pi� grasso di otto chili. Willie era biondo, con uno sguardo intenso, mentre il viso lentigginoso e i capelli rossi davano a Bobby un�aria sbarazzina. Spesso raccontavano, per scherzo, di essere gemelli.</p><p>�Siamo tutti stanchi� ribatt� Grodon. �Non facciamo altro che viaggiare e lavorare come pazzi. Per� io non voglio che finisca tutto nel nulla.�</p><p>Grodon era magro come un fuscello; i tratti del suo viso erano affilati, le mani nervose, mai ferme. Tamburellava con le dita sulle pieghe perfette dei calzoni. Giocherellava con i bottoni del panciotto. Si grattava il naso.</p><p>�Abbiamo avuto il pubblico pi� numeroso che si sia mai visto a Vegas� disse Bobby sottovoce, per non disturbare suo fratello. �Tre reti televisive nazionali hanno fatto un servizio nei loro notiziari. Quelli del �Time� sono venuti a curiosare. Cosa vuoi di pi�?�</p><p>�Dobbiamo dargli qualcosa di pi� del solito �Scrutate il cielo�� disse Grodon. �Willie deve fare un altro passo, raccontare qualcosa che non abbiano ancora sentito. Se no si stancheranno e ci pianteranno.�</p><p>�Abbiamo il tutto esaurito a Washington e ad Anaheim� fece notare Bobby.</p><p>�Adesso ti dico una cosa.� Grodon punt� un dito su Bobby. �La prima grossa campagna promozionale a livello nazionale a cui ho lavorato � stata quella per Mark Spitz��</p><p>�Il nuotatore?�</p><p>�Gi�. Abbiamo reso familiare il nome di Mark Spitz. Tutti sapevano chi era, che aveva vinto sette medaglie d�oro alle Olimpiadi. � apparso in tutti gli show televisivi. Era sui poster. Sulle scatole di popcorn. Sui cartoni di latte. Da per tutto. E sei mesi dopo, nessuno sapeva pi� chi cavolo fosse.�</p><p>Il viso tondo di Bobby si pieg� in una smorfia.</p><p>�Perch� spieg� Grodon �quel fesso non aveva niente da offrire. Okay, era un nuotatore eccezionale, e con ci�? Non sapeva cantare. Non sapeva recitare. Non riusciva nemmeno a dire in modo decente una battuta col testo sotto il naso. Era solo capace di togliersi i vestiti, tuffarsi in una fottuta piscina e nuotare come un delfino.�</p><p>�Non vedo��</p><p>Grodon si protese in avanti verso Bobby, finch� i loro nasi non si sfiorarono. �Il punto � che � facile attirare l�attenzione. Questo l�abbiamo fatto. Willie ha puntati addosso gli occhi di tutti, perch� tutti aspettano il Grande Evento. �Scrutate il cielo� dice alla gente, E la gente scruta. Per� non vede niente. �Non sta succedendo niente.��</p><p>�Succeder�.�</p><p>�S�?�</p><p>�Se Willie dice che succeder�, succeder�.�</p><p>Grodon si rabbui�. �E dai, Bobby. Guarda che stai parlando con Charlie l�ebreo. Chiaro? Willie potr� anche credere in tutte le fesserie che racconta, ma noi non dobbiamo lasciarci prendere la mano, Cristo. Qualcuno deve tenergli i piedi per terra.�</p><p>�Succeder� ripet� testardamente Bobby. �Se Willie dice che succeder�, succeder�.�</p><p>�Quando?�</p><p>�Quando succeder�.�</p><p>�Sar� meglio che succeda presto. Maledettamente presto. Perch� se tra un po� non succede qualcosa di spettacolare, le grandi folle e gli inviati dei media scompariranno� Cos�.� Schiocc� le dita.</p><p>�Succeder� disse Willie.</p><p>Tutti e due si girarono verso di lui.</p><p>�Succeder� ripet� Willie. �Lo so, come so che il mio cuore batte. Non so cosa sar�, o quando giunger���</p><p>�Speriamo che arrivi presto� mugugn� Grodon.</p><p>�Non preoccuparti tanto, Charlie. Succeder� presto. Il Signore decider� quando farlo succedere, ma sar� presto.�</p><p>�Il Signore non deve preoccuparsi degli incassi.�</p><p>Willie rise e grid� all�autista: �Ehi, Nick, fermati un attimo. Devo sbrigare un bisogno.�</p><p>La Lincoln rallent� dolcemente, accost� a lato della grande autostrada deserta.</p><p>Willie scese, rabbrivid� al gelo improvviso del deserto. Il cespuglio pi� vicino era a una dozzina di metri dalla macchina, ma a quell�ora tutta la zona era deserta sotto il chiaro di luna. C�erano solo il gemito del vento tagliente, e lo scintillio lontano delle stelle.</p><p>Willie slacci� la patta dei calzoni e orin� sul deserto. Immagin� che l�orina venisse assorbita talmente in fretta dalla sabbia porosa da non lasciare nemmeno una traccia d�umidit�.</p><p>Mentre chiudeva la patta e si abbottonava la casacca, alz� gli occhi al cielo.</p><p>�Ges� Cristo Santissimo� sussurr�. Poi si mise a urlare. �Ges� Cristo Santissimo! Guardate! �Guardate!��</p><p>Bobby salt� gi� dalla macchina in un attimo. Suo fratello ballava e gridava e puntava l�indice verso l�alto. Scesero anche Grodon, e poi l�autista. Guardarono tutti in alto.</p><p>Scintille verdi e rosa avevano invaso il cielo, dita luminose che danzavano e tremavano fra le stelle.</p><p>�Co� Cos��?� chiese l�autista, con voce malferma.</p><p>�Sta arrivando!� ulul� Willie. �Ve l�avevo detto che sarebbe arrivato, e adesso sta arrivando!�</p><p>Bobby fissava le luci a bocca spalancata.</p><p>�� solo l�aurora boreale� disse Grodon. �A volte si verifica anche da queste parti. Sar� per via delle macchie solari, o di qualche altra cosa del genere.�</p><p>�� un segno!� insistette Willie. �Un segno!�</p><p>Grodon scosse la testa. �Peccato che tu non possa far apparire quelle luci anche al raduno di Washington.�</p><p>Willie rise. �Chi lo sa? Il Signore segue vie misteriose.�</p><p>Bobby era immobile accanto alla macchina, boccheggiante, stupito da ci� che vedeva e dalla capacit� di suo fratello di prevedere che sarebbe accaduto.</p><empty-line/><p>Jo si svegli� presto. Il sole di Kwajalein entrava nella stanza, anche se lei aveva appeso una coperta sopra la finestra. La luce forte del sole si addensava lungo gli orli della finestra, incendiava la coperta sottile.</p><p>Aveva insistito per avere una stanza sua all�hotel, come tutte le altre donne non sposate. All�inizio McDermott aveva borbottato, ma ormai sembrava soddisfatto di trascorrere con lei solo una parte della notte. Jo aveva capito in fretta che al vecchio non interessava tanto il sesso quanto l�idea di possederla.</p><p>Si alz�, si lav�, si vest�, cerc� di decidere se era meglio fare colazione gratis alla mensa oppure mangiare qualcosa di pi� decente in uno dei tre ristoranti. Con una scrollata di spalle, decise di saltare la colazione.</p><p>�Posso prepararmi il t� in ufficio� si disse mentre finiva di pettinarsi. Si pass� il rossetto sulle labbra, annu� alla propria immagine riflessa dal vecchio specchio e raggiunse la finestra, per togliere la coperta.</p><p>Vide Stoner che camminava verso la mensa, la solita smorfia fredda in viso. �� sempre nel suo mondo, pens�, non ha mai tempo per qualcun altro.�</p><p>Scuotendo la testa, si allontan� dalla finestra, prese la borsa e s�avvi� verso il centro computer.</p><p>L�edificio replicava, nella struttura, il gigantesco impianto IBM. Le grandi consolle dei computer, ognuna pi� grande di un frigorifero familiare, erano disposte a file lungo un vano centrale che si alzava per tre piani. Attorno al vano, che tutti chiamavano il Pozzo, si aprivano gli uffici, uniti da balconate a ogni piano.</p><p>Jo aveva ottenuto un ufficio tutto suo al secondo piano, da dove vedeva la balconata e il Pozzo. Era solo un cubicolo minuscolo; le pareti erano nude, di un verde asettico. La scrivania era un oggetto informe di metallo, esclusivamente funzionale, ammaccato e scrostato dal lungo uso. La sedia a rotelle cigolava e si rovesciava se ci si appoggiava troppo all�indietro, stando agli avvertimenti del marinaio che le aveva portato i mobili. Gli armadietti dell�archivio traballavano. Per� il terminale di computer sulla scrivania era nuovissimo e funzionava perfettamente, il che a Jo bastava.</p><p>Il bollitore elettrico stava cominciando a fischiare quando Markov apparve sulla porta aperta e buss� discretamente.</p><p>Jo si gir�, il bollitore in mano. �Ehi! Ciao!�</p><p>Lui strizz� gli occhi, �La mia istruttrice di nuoto. Allora � qui che ti nascondi di giorno.�</p><p>�Non mi nascondo. Lavoro� disse Jo. Facendogli cenno d�entrare con la mano libera, chiese: �Un goccio di t�?�</p><p>Markov sorrise, annu�, sedette su una delle sedie in metallo e plastica disposte lungo la parete dell�ufficio.</p><p>Jo prese una tazza di plastica e una seconda bustina di t� dall�ultimo cassetto dell�armadietto, vers� il t� a Markov, appoggi� la tazza tra gli stampati di computer e la carta che ingombravano la scrivania.</p><p>�Non ho latte, e nemmeno zucchero� si scus�.</p><p>�Va benissimo cos� disse Markov.</p><p>Jo si accomod� sull�altra sedia. Era tanto vicina a Markov che lui sentiva la fragranza della sua pelle, il profumo dello shampoo che la ragazza aveva usato.</p><p>Markov si schiar� la gola e annunci�: �Sono qui in missione ufficiale.�</p><p>�Non per un�altra lezione di nuoto?� scherz� Jo.</p><p>Lui sorrise. �Magari pi� tardi.�</p><p>�Okay.�</p><p>Markov sembrava impacciato, come un ragazzino al primo appuntamento. �S�. I, ah� I radioastronomi cominceranno stamattina a trasmettere messaggi all�astronave, non appena si alzer� sull�orizzonte.�</p><p>�Lo so� disse Jo.</p><p>�Verranno inviati diversi tipi di messaggi, su parecchie frequenze.�</p><p>�Tenteranno anche coi raggi laser?�</p><p>�Stoner� disse Markov �ha chiesto a un osservatorio delle Hawaii un impianto laser molto potente. Arriver� qui tra una settimana o due.�</p><p>�Cos� ha vinto la battaglia per il laser� pens� Jo. �Come immaginavo.�</p><p>�Hanno anche deciso� continu� Markov �di seguire il mio suggerimento. Ritrasmetteranno alla nave i segnali provenienti da Giove che abbiamo registrato.�</p><p>�� un�ottima idea� disse Jo.</p><p>�Sul serio?� Markov gongolava.</p><p>�Certo. Un�idea eccezionale.� Lui prese la tazza di t�, bevve un sorso. �Per� temo che dovremo usare il computer per parecchio tempo per tradurre i nastri che abbiamo in segnali che i radiotelescopi possano trasmettere. Mi hanno mandato a cercare qualcuno del centro computer che sia in grado di aiutarci col problema.�</p><p>�Sono nastri audio?� chiese Jo. �Il dottor Thompson non ha portato le analisi dei nastri eseguite dal computer quando ci siamo trasferiti qui?�</p><p>�S�. Ne ho parlato col dottor Thompson. Ha tutte due le cose.�</p><p>Con un lieve cenno del capo, Jo disse: �Allora non c�� problema. Ci occorre solo un po� di tempo per controllare i nastri del computer e accertarci che siano compatibili col linguaggio cibernetico che usiamo qui. Impiegheremo di pi� a compilare i moduli di richiesta che a fare il lavoro.�</p><p>Markov sospir� di sollievo. �E per quando�?�</p><p>�Ne ha bisogno molto in fretta? Al momento sto eseguendo solo lavori di routine. Potrei mettermi all�opera oggi e avere tutto pronto per domani.�</p><p>�Meraviglioso!�</p><p>Lei gli sorrise. �Dopo tutto, siamo vecchi compagni di nuotate, no?�</p><p>Lui s�imporpor� in viso. �Io� Devi accettare le mie scuse per quella sera. Sai, non � che noi russi siamo famosi per essere grandi nuotatori.�</p><p>�Non c�� bisogno di scusarsi� disse Jo.</p><p>Markov era certo di sentire il proprio cuore battergli follemente in petto. �Jo� Dolcissima signora, per te combatterei coi draghi.�</p><p>�Sulla terraferma.�</p><p>�Uh, s� Preferibilmente sulla terraferma.�</p><p>�Sei molto dolce, dottor Markov� disse lei.</p><p>�Kirill.�</p><p>�Kirill. Se dovessi imbattermi in un drago, te lo far� sapere.�</p><p>Lui le prese una mano fra le sue e la baci�. �Ti amo alla follia, mia adorata signora.�</p><p>�Oh, no� disse Jo, assumendo un�espressione grave. �Non devi nemmeno pensare una cosa del genere.�</p><p>Lu� ebbe un gesto d�impotenza. �Il consiglio arriva troppo tardi. Ormai ti amo. Totalmente.�</p><p>Con estrema seriet�, Jo gli disse: �Ci fossimo conosciuti un anno fa� O anche solo sei mesi fa��</p><p>�Lo so, lo so� disse Markov, scrutando in fondo agli occhi della ragazza. �Il professor McDermott ti ha rubata. Ma � impossibile che tu prenda sul serio la storia con lui.�</p><p>�Non la prendo sul serio.� La voce di Jo era talmente bassa che lui riusciva appena a udirla.</p><p>�Allora puoi prendere sul serio me!� disse Markov, cercando di farla sorridere.</p><p>Lei non rispose, ma il suo corpo parve afflosciarsi.</p><p>Prendendole il mento in una mano, Markov le sollev� il viso, per poter guardare ancora una volta in quegli occhi meravigliosi.</p><p>�C�� qualcun altro� comprese lui.</p><p>Jo rest� ancora in silenzio.</p><p>�Qualcuno che non contraccambia il tuo amore� continu� il russo. �O� Forse non sa nemmeno che tu lo ami?�</p><p>Per una ragione arcana, Jo cap� di potersi fidare di quell�uomo dolce, quell�uomo che sembrava un ragazzo. Annu� lentamente.</p><p>Markov sospir�. �Chiunque sia, � un uomo fortunato� disse piano. �E uno sciocco.�</p><empty-line/><p>Reynaud camminava sulla spiaggia, a piedi nudi, lambito dalle onde calme. Si era arrotolato i calzoni fin sopra le ginocchia paffute, e aveva la camicia, madida di sudore, incollata alla schiena.</p><p>Strizz� gli occhi al sole del pomeriggio. Davanti a lui, sdraiato a met� sulla spiaggia e a met� nell�acqua, c�era qualcuno.</p><p>Reynaud raggiunse di corsa, sbuffando, il corpo riverso. Era Hans Schmidt.</p><p>�Salve� disse il giovane astronomo olandese, alzando lo sguardo su Reynaud. �Perch� corre?�</p><p>Con un ultimo sbuffo di stanchezza, Reynaud s�inginocchi� a fianco del ragazzo. �Ti ho visto sdraiato qui� Pensavo che fossi svenuto, o morto.�</p><p>�Non sono morto� disse Schmidt, con un sorriso ambiguo. �Non sono nemmeno svenuto.�</p><p>�Allora perch�?� Reynaud spalanc� le braccia.</p><p>�Perch� no? Cos�altro dovrei fare?� Schmidt alz� la mano che teneva lungo il fianco. Tra le dita stringeva una sigaretta marrone.</p><p>�Non hai proprio niente da fare? Sei un astronomo, dopo tutto.�</p><p>Schmidt tir� una lunga boccata dalla sigaretta. �Non mi hanno mandato qui per lavorare, Sono in esilio. Questa � una prigione. Mi hanno spedito qui perch� sapevo troppo.�</p><p>�Per� credo��</p><p>Schmidt offr� la sigaretta a Reynaud. �Non � poi troppo brutta, per essere una prigione. Il panorama � bello. E hanno dell�erba ottima. Su, l�assaggi. I marinai la vendono per poco. Arriva dalle Filippine.�</p><p>Reynaud fiss� la sigaretta. �� marijuana?�</p><p>Con una risata, Schmidt si rizz� su un gomito. Aveva i capelli pieni di sabbia. �Dimenticavo. La sua generazione � dedita all�alcol, giusto? L�idea di provare l�erba la spaventa.�</p><p>�Be��� Reynaud osserv� la propria mano che afferrava la sigaretta. Se la port� alle labbra e tir� una boccata. Toss�.</p><p>Schmidt ricadde sulla sabbia, scosso dalle risate.</p><p>�Sono� Sono passati troppi anni� disse Reynaud, roco, gli occhi pieni di lacrime. �Ormai non riesco pi� a fumare.�</p><p>Restitu� lo spinello a Schmidt, che aspir� soddisfatto.</p><p>�Non mi guardi con quell�aria di disapprovazione� disse il giovane astronomo. �So che potrei aiutarli. Quegli americani, e i russi. Sono cos� indaffarati, cos� presi. Ma perch� dovrei aiutarli? Io ho scoperto quei maledetti segnali. Non fosse per me, sarebbero tutti a casa con famiglia e amici. Io sarei a casa con la mia Katrina. Prepareremmo il matrimonio. Faremmo l�amore. Invece, io sono qui, e lei probabilmente andr� a letto con qualcun altro.�</p><p>Reynaud sedette sulla sabbia, distese le gambe. �Lo so come ti senti. Questa faccenda ha scombussolato tutti.�</p><p>�Col cavolo che lo sa� mugugn� Schmidt. �Ha idea di cosa significhi aver voglia di fare l�amore?�</p><p>Con una risata cupa, Reynaud prese lo spinello e aspir�. Questa volta non toss�.</p><p>�Quando uno di quegli americani mi guarda� mormor� Schmidt �sento l�ostilit�, la rabbia. Ce l�hanno con me perch� li ho costretti a venire qui, su quest�isola.�</p><p>�Assurdo. Sono quasi tutti contenti di essere qui. Per loro � un progetto eccitante.�</p><p>�Non per me� disse Schmidt.</p><p>�E nemmeno per me.� Schmidt scosse la testa, guard� la laguna. Non una vela, non un segno di vita fino all�orizzonte. Da quanto si vedeva, potevano benissimo essere naufraghi.</p><p>�Anche lei si annoia?�</p><p>Reynaud scroll� le spalle. �Qui non c�� niente da fare per un cosmologo in pensione.�</p><p>�Inventi nuove teorie!� disse Schmidt. �� a questo che servono i cosmologi, no?�</p><p>�Forse. Per� i miei tempi sono passati� Mi sento un fossile, una mummia esumata dopo migliaia d�anni trascorsi nell�oscurit�.�</p><p>�Cos�ha combinato per farsi sbattere qui? Ha violentato una suora?�</p><p>Reynaud fiss� il viso del giovane angelo. �Questo sarebbe difficile.�</p><p>Fumarono assieme lo spinello, finch� divent� impossibile tenerlo in mano senza bruciarsi le dita. Schmidt gett� il mozzicone in acqua.</p><p>�Ne ho ancora parecchi� disse, con voce pigra, rilassata.</p><p>A Reynaud girava la testa. Si alz�, barcoll�. �Credo sia meglio che io torni, adesso��</p><p>�Resti qui. Forse quella fottuta astronave cadr� diritta nella laguna, dopo di che torneremo tutti a casa.�</p><p>�� ancora lontana pi� di cinquanta milioni di chilometri.�</p><p>�Benissimo, allora!� Il giovane si rizz� a sedere di scatto. �Possiamo andarle incontro a met� strada.�</p><p>�Sarebbe a dire?�</p><p>Con un sorriso complice: �Nella mia stanza� Ho certe pastiglie che ti portano diritto fra le stelle, �zoom�! Come ridere. Me le ha vendute uno dei civili che lavorano allo spaccio.�</p><p>�No, non credo��</p><p>Ma Schmidt si tir� in piedi e afferr� Reynaud per il braccio. �Venga, le faccio vedere io. Non � il caso di spaventarsi. Sono meglio dell�alcol. Forza, venga con me.�</p><p>Reynaud lasci� che il ragazzo lo trascinasse su per la spiaggia, verso gli Alloggi Ufficiali Scapoli.</p></section><section><title><p>25</p></title><epigraph><p>Quindi, se � possibile comunicare, pensiamo di sapere quale sar� il soggetto delle prime comunicazioni. Tratteranno dell�unica cosa che senza dubbio le due civilt� hanno in comune: la scienza.</p><text-author>Carl Sagan</text-author><text-author><emphasis>The Interstellar Voyager</emphasis>�� 1978</text-author></epigraph><empty-line/><p>Stoner passeggiava avanti e indietro nel centro di controllo, caldo e affollato, aggirando la giungla di sedie e uomini e donne in piedi. Una dozzina di tecnici sedevano alle consolle elettroniche, gli auricolari in testa, gli occhi incollati agli schermi verdi.</p><p>A parte lo scintillio degli schermi e dei pulsanti luminosi sulle tastiere, la stanza era al buio. E le persone erano troppe, emettevano calore e ansiet�, annullavano l�effetto dei condizionatori d�aria.</p><p>Stoner si muoveva freneticamente, come una belva in gabbia, fissando accigliato le schiene dei tecnici, i numeri che apparivano sugli schermi.</p><p>Si apr� la porta d�ingresso, entr� un raggio di sole, insopportabile. Tutti sobbalzarono, si agitarono. �Vampiri� pens� Stoner. �Siamo una trib� di osceni vampiri. La luce del giorno ci fa paura.�</p><p>Era Markov. Chiuse la porta, e in punta di piedi, col suo passo dinoccolato, si avvicin� a Stoner.</p><p>�Niente?� sussurr�.</p><p>�Buio assoluto� rispose Stoner. �Sono passate quasi sei ore, e nessuna reazione.�</p><p>Markov fiss� lo schermo pi� vicino. �Non so bene se dovrei sentirmi allegro o depresso.�</p><p>�Depresso� disse, secco, Stoner.</p><p>Il russo scroll� le spalle. �Ho un messaggio per lei dal laboratorio fotografico. Hanno ricevuto le ultime foto ad alta definizione da Greenbelt.�</p><p>Stoner distolse gli occhi dallo schermo. �Da Big Eve? Le hanno viste? Come sono?�</p><p>�Non troppo buone, hanno detto.�</p><p>�Cosa ti aspettavi?� si chiese Stoner. �Non c�� niente che vada per il verso giusto. Non una sola maledetta cosa.�</p><p>�Sar� meglio che vada a dare un�occhiata.�</p><p>�Mi hanno detto che per ora le foto mostrano solo una macchia indistinta. Sembra la testa di una cometa.�</p><p>�Cristo! Non ditelo quando c�� McDermott nei paraggi. Non aspetta altro per tirarsi indietro sulla missione di rendez-vous.�</p><empty-line/><p>Il dottor Marvin Chartris si appoggi� all�indietro sulla poltrona e guard� dalla finestra del suo ufficio a pianterreno. Fuori, sul prato mal tenuto del museo, due cani si stavano montando con tutto l�entusiasmo possibile, sotto gli occhi curiosi di una dozzina di bambini.</p><p>�Ah, la primavera di Manhattan� pens� il dottor Chartris.</p><p>Squill� il telefono.</p><p>Chartris lanci� un�occhiata alla porta aperta dell�ufficio. Come al solito, la sua segretaria non si vedeva. Una volta, a chi gli aveva chiesto quanta gente lavorasse nel museo, Chartris aveva risposto: �Circa un terzo del personale.� La sua segretaria faceva parte della maggioranza.</p><p>Con un sospiro, alz� il ricevitore. �Planetario� disse.</p><p>�Marv� gracchi� la voce all�altro capo del filo �sono Harry Hartunian.�</p><p>�Ciao, Harry. Come vanno le cose a San Diego?�</p><p>�Benissimo. Folle oceaniche. E tu?�</p><p>�Tra un po� crollo.�</p><p>�Sei sotto pressione? Mi dicono che a New York col bel tempo si sta peggio del solito.�</p><p>�E quand�� che abbiamo il bel tempo?� ribatt� Chartris.</p><p>Hartunian rise. �Ehi, Marv, sai niente di un�attivit� insolita di macchie solari? Di eruzioni solari? Ho cercato di farmi dire dall�osservatorio di Kitty Peak cosa sta succedendo, ma hanno la bocca cucita.�</p><p>�� successo anche a te?�</p><p>�Come sarebbe a dire, anche a me?�</p><p>Chartris si agit� sulla poltrona, irrequieto come un ragazzo precoce regolarmente ignorato dall�insegnante.</p><p>�Da marted� scorso� spieg� �ricevo telefonate di continuo. Tutti vedono aurore boreali��</p><p>�Gi�. Stanotte ce n�� stata una grandiosa qui.�</p><p>�Per quanto ne so, non si registra nessuna attivit� solare insolita. Ho sentito Kitty Peak, lo Smithsonian, persino qualche amico della NASA. Niente eruzioni solari, e nemmeno novit� di rilievo nel campo delle macchie solari.�</p><p>�Allora, cosa diavolo � stato a causare l�aurora boreale di stanotte? Noi non abbiamo aurore boreali� Insomma, qui non se ne sono mai viste!�</p><p>Chartris si gratt� la testa. �Mi venga un colpo se lo so, Harry. Per� non � successo solo da voi. La settimana scorsa, l�aurora boreale � stata vista a Denver, Salt Lake City, persino a Las Vegas. Era pi� forte dei neon.�</p><p>�E a New York?�</p><p>�Scherzi? Qui ci va gi� bene se vediamo la luna piena.�</p><p>Hartunian non rise. �Cosa sta succedendo, Marv? Hai qualche idea?�</p><p>�Assolutamente nessuna. In ogni caso, � una cosa molto insolita.�</p><p>�Insolita? � una cosa da far paura!�</p><empty-line/><p>La sala riunioni del centro computer era troppo piccola per accogliere tutto il personale del Progetto Jupiter, e Ramsey McDermott ne era felicissimo. Voleva solo la gente pi� importante, non i tirapiedi.</p><p>�Lasciamo lavorare i <emphasis>peones</emphasis>� borbott� fra s�, percorrendo i pochi metri di corridoio che dal suo ufficio portavano alla sala riunioni.</p><p>McDermott si era scelto l�ufficio pi� spazioso a pianterreno del centro computer. Era l�ufficio pi� lussuoso e comodo di tutta l�isola, a eccezione di quello del capitano di marina che comandava il personale militare. Il capitano Youngblood aveva un ufficio pi� grande, che per� si trovava nella vecchia sede dell�amministrazione militare, con condizionatori d�aria scassati e la pista d�atterraggio davanti. Il vicecomandante Tuttle aveva un ripostiglio per le scope vicino all�ufficio del capitano.</p><p>McDermott, invece, aveva il condizionamento d�aria centrale e la tranquillit� rilassante del centro computer. Il suo ufficio si addiceva perfettamente al direttore del progetto, al celebre scienziato che faceva rapporto direttamente a Washington, all�uomo che sarebbe stato candidato al Nobel, se tutto funzionava a dovere.</p><p>Badava sempre ad arrivare in ritardo a quelle riunioni settimanali dei capigruppo, in modo che tutti fossero gi� presenti: Zworkin e i suoi due assistenti, pi� il loro linguista, Markov; Cavendish, rappresentante della NATO; i tre cinesi, che ancora non avevano aperto bocca alle riunioni; Reynaud, l�inviato del Vaticano e Thompson, che rappresentava il gruppo di McDermott, con due dei suoi assistenti.</p><p>Uno dei quali era Stoner.</p><p>McDermott odiava la presenza di Stoner: era un rompiballe, lo era stato sin dall�inizio. Continuava a insistere perch� si preparasse la missione di rendez-vous con la nave aliena.</p><p>�Vuole diventare direttore del progetto al posto mio� riflett� McDermott. �Be�, non ci riuscir� mai. Ho la sua ragazza e sono il pezzo pi� grosso del progetto� E non moller�! N� l�una n� l�altra cosa!�</p><p>Quando entr� in sala riunioni e si port� a capo del tavolo, stava ridacchiando fra s�. Tolse pipa, accendino, tabacco, scovolini da diverse tasche del vestito e li dispose sul tavolo, poi si accomod�. Ai saluti dei capigruppo rispose con un solo cenno della testa. Era l�unico a indossare il vestito, o anche solo la giacca; tutti gli altri erano seminudi, sembravano gente in ferie. Persino i russi portavano camicie con le maniche corte.</p><p>�� per questo che sono seduto a capo del tavolo� si disse McDermott. �Io mantengo la mia dignit�.�</p><p>Spost� gli occhi lungo il tavolo. �Dov�� il dottor Reynaud?�</p><p>Nessuno lo sapeva.</p><p>McDermott diede un�occhiata alla sua segretaria, una dipendente civile della marina di mezza et�, seduta in un angolo sulla sinistra, il registratore pronto.</p><p>�Era informato della riunione� si scus� la donna.</p><p>�Telefonategli� ordin� McDermott. �Trovatelo.� Poi, girandosi verso il gruppo: �Cominceremo senza Reynaud.�</p><p>La segretaria fece partire il registratore, poi usc� di corsa.</p><p>�Allora� tuon� McDermott �qual � la situazione?�</p><p>Gli altri si scambiarono occhiate, chiedendosi chi dovesse essere il primo.</p><p>Markov si tir� la barba, poi disse: �Stamattina abbiamo iniziato a trasmettere diversi messaggi radio alla nave��</p><p>�S� intervenne Zworkin. �Ho qui una diapositiva che mostra i tipi di messaggi trasmessi e le frequenze che usiamo.� Sfior� un pulsante inserito nel tavolo, e sullo schermo in fondo alla stanza apparve un elenco.</p><p>�Non c�� stata risposta� disse McDermott.</p><p>�Non ancora� ribatt� Zworkin. �Per� sono passate solo poche ore.�</p><p>�Da Maui sta per arrivare l�impianto laser� disse Jeff Thompson.</p><p>�Su che frequenza opera?�</p><p>�Sull�infrarosso� Uno virgola sei micron.�</p><p>�Allora non � un laser al CO<sub>2</sub>.�</p><p>�No. Al neodimio.�</p><p>Stoner chiese: �Non potremmo usare il laser come radar, oltre che come canale di comunicazione? Potremmo ottenere dati ad altissima definizione sull�oggetto.�</p><p>�Ci servirebbe un impianto ricevente ad alta definizione� disse Thompson.</p><p>�Che costerebbe tempo e denaro� aggiunse McDermott.</p><p>�Per� a Maui hanno l�impianto ricevente, no, Jeff?� insistette Stoner. �Usano il laser per seguire i satelliti.�</p><p>�Un rompiballe nato� ripet� fra s� McDermott. Ad alta voce, disse: �Stiamo ottenendo buone informazioni sulla forma e le dimensioni col radar, no?�</p><p>Thompson fiss� Zworkin, che gli sedeva di fronte.</p><p>�Prego� disse il russo, gesticolando con le mani.</p><p>Thompson spinse un po� indietro la poltroncina, sfior� i comandi del proiettore all�estremit� del tavolo.</p><p>�Come ha detto Keith� inizi� �abbiamo usato le frequenze di comunicazione anche come radar, registrando gli echi che ci tornano dall�astronave. I risultati che abbiamo sono� enigmatici.�</p><p>Sullo schermo apparve un�altra diapositiva. Mostrava una forma ovale. All�interno c�era un ovale allungato, una specie di sigaro piuttosto grosso.</p><p>�Che accidenti �?� grugn� McDermott.</p><p>�Il nostro visitatore� rispose Thompson. �Alle frequenze pi� basse, l�oggetto ha la forma di un uovo irregolare e inconsistente. Alcuni indizi sembrerebbero indicare che la forma pulsa, ma potrebbe trattarsi di anomalie dei nostri strumenti. Stiamo controllando. In ogni caso, le pulsazioni, se sono pulsazioni, non seguono ritmi regolari. Direi che � pi� probabile si tratti di interferenze degli strumenti.�</p><p>�Per� � inconsistente, non solida� disse Cavendish.</p><p>�Esatto.�</p><p>�Come una nube di gas� disse McDermott.</p><p>�Una nube di plasma� lo corresse Thompson, �Un gas ionizzato che riflette le onde radar a bassa frequenza.�</p><p>�Quanto � grande la nube?�</p><p>�Oh, un centinaio di metri, centoventi. Pi� o meno, ha le dimensioni di un campo da football.�</p><p>�E la cosa che c�� dentro?�</p><p>�Quella d� una riflessione piuttosto solida alle frequenze pi� alte. � venti metri per cinque. Lo spettro di riflessione � simile a quello del metallo, stando alle prime analisi, o della roccia ad alto contenuto metallico. Sembra che la superficie sia parecchio liscia.�</p><p>�A me pare una cometa� mugugn� McDermott.</p><p>�Non c�� coda� ribatt� Thompson.</p><p>�E le foto di Big Eye?�</p><p>Thompson si gir� verso Stoner.</p><p>�Pu� abbassare le luci, per favore?� url� Stoner, per farsi sentire dal tecnico che, nella stanza accanto, faceva da balia al proiettore automatico di diapositive.</p><p>�Deve sempre distinguersi� borbott� fra s� McDermott.</p><p>Stoner fece partire una diapositiva che mostrava una macchia indistinta su uno sfondo scuro. Si alz�, raggiunse lo schermo che arrivava al soffitto.</p><p>�Non � visibile una grande struttura��</p><p>�A me pare una maledetta cometa� ripet� McDermott.</p><p>Stoner strinse i denti, poi prosegu�: �C�� un vecchio trucco degli astronomi,., Jeff, ti spiace far partire la diapositiva seguente?�</p><p>La stessa foto apparve sullo schermo, ma questa volta in negativo. Il fondo celeste era bianco-grigiastro, la macchia indistinta grigio scuro.</p><p>�Nella foto in negativo si intravede una struttura all�interno della nube� disse Stoner. �In particolare, se socchiude gli occhi, riuscir� a vedere l�oggetto a forma di sigaro che il radar ha rilevato.�</p><p>�Di cos�� composta la nube?� chiese Zworkin.</p><p>�Sino a ora� disse Stoner �l�analisi spettrografica ci ha dato solo uno spettro solare riflesso. Di qualunque cosa la nube sia composta, riflette la luce del sole quasi come un perfetto specchio.�</p><p>�Uno specchio non solido e pulsante� disse Cavendish.</p><p>Stoner si rimise a sedere, premette il pulsante del proiettore. L�immagine svan� dallo schermo, e i pannelli fluorescenti sul soffitto si riaccesero.</p><p>�� un enigma� disse Zworkin.</p><p>�� una cometa� insistette McDermott.</p><p>�Troppo piccola��</p><p>�Un frammento di cometa� disse Big Mac, �Ci siamo convinti di aver scoperto un�astronave aliena, e invece � solo un pezzo di cometa.�</p><p>Markov scosse la testa. �Non posso crederlo.�</p><p>�Ma apra gli occhi!� tuon� McDermott, �� una sfera di gas che circonda un pezzo di roccia metallica.�</p><p>�Non si comporta da cometa� disse Stoner. �Non ce chioma, non c�� coda. � troppo piccola. Non possiede lo spettro di una cometa.�</p><p>�� un frammento anomalo espulso da una cometa pi� grande� disse McDermott. �Vi ricordate Kohoutek, nel settantatr�? Doveva essere la cometa del secolo, e invece � finito tutto in nulla. Quella cosa � solo un pezzo di roccia con un po� di gas attorno. Stiamo dando la caccia a un fantasma.�</p><p>�Non sono d�accordo� disse dopo un po� Zworkin. �Se anche per� lei avesse ragione, professor McDermott, dobbiamo lo stesso studiare l�oggetto con estrema cura. Se anche si tratta di un corpo naturale, pu� dirci molto sulla natura del nostro Sistema Solare.�</p><p>�Sar� difficile giustificare tutto questo spreco di talenti e di soldi per un piccolo frammento di cometa� ribatt� McDermott.</p><p>�Non � una cometa!� scatt� Stoner. �Nessuna cometa ha mai espulso una nube che riflette la luce del sole come uno specchio. Nessuna cometa ha mai cambiato traiettoria dopo aver superato Giove, non cos� bruscamente.�</p><p>McDermott scroll� le spalle. �Il cambiamento di traiettoria, probabilmente, � stato causato da una perdita di gas. Un po� di gas si � disperso nello spazio, la cosa ha ricevuto una spinta e si � diretta verso di noi. Siamo tutti saltati alla conclusione che lo abbia fatto per una decisione intelligente.�</p><p>�Il rasoio di Ockham� mormor� fra s� Thompson.</p><p>�E poi non si avviciner� troppo alla Terra� continu� McDermott. �Ci sfiorer� a una distanza che � circa il quadruplo dell�orbita lunare, non � vero, Stoner? Ho ragione?�</p><p>�Se non cambia di nuovo traiettoria.�</p><p>�Cosa? Magari per atterrare sul prato della Casa Bianca? Vogliamo scommetterci?�</p><p>�E i segnali radio da Giove? Cosa li ha originati?�</p><p>�Una coincidenza� rispose subito McDermott. �I segnali radio da Giove erano un fenomeno naturale, e quando ha guardato in quella direzione con Big Eye ha scoperto un frammento di cometa e si � ficcato in testa che si tratta di un�astronave aliena.�</p><p>Stoner lanci� un�occhiata di fuoco al vecchio.</p><p>McDermott lasci� vagare lo sguardo lungo il tavolo, sfidando tutti a mettere in discussione le sue conclusioni.</p><p>�Benissimo, allora� disse. �Ecco cosa faremo. Mi sembra troppo presto per comunicare a Washington che l�oggetto � di origine naturale. Potremmo anche sbagliarci, e il PROGETTO JUPITER verrebbe immediatamente interrotto.�</p><p>Markov tamburell� con le dita sul piano del tavolo. �Se esiste anche solo la minima probabilit� che questo oggetto sia un visitatore lanciato da un�altra civilt�, abbandonare il progetto sarebbe una negligenza criminale. Se anche la possibilit� � infinitesima, perch� sciogliere il nostro gruppo quando tra qualche settimana, al massimo tra pochi mesi, �sapremo� la verit�, quale che sia? Perch� non continuare a studiare l�oggetto con ogni mezzo a nostra disposizione, partendo dall�ipotesi che �sia� un visitatore intelligente, e che �possa� rispondere ai nostri segnali? Se abbandoniamo il lavoro adesso, questa cosa potrebbe passare oltre il nostro pianeta, e noi perderemmo l�unica possibilit� di entrare in contatto con una razza extraterrestre intelligente. Il che sarebbe criminale!�</p><p>McDermott raccolse la pipa. �Sono pronto a concederle qualche altra settimana. Se � intelligente, se � vivo, in qualche modo risponder� ai nostri segnali. Ma se non lo �, non ha senso abbandonarsi ai sogni.� Scrut� Stoner con aria intensa. �O a piani grandiosi.�</p><p>�Ecco cosa vuole� cap� Stoner, serrando le labbra, mentre il gelo gli stringeva lo stomaco. �Quel vecchio bastardo vuole far annullare la missione di rendez-vous.�</p><p>Scrutando gli altri visi, guardando quelle teste che annuivano, magari con riluttanza, Stoner comprese che McDermott aveva raggiunto il suo scopo. �Gliela lasceranno passare liscia. Piuttosto che permettergli di chiudere il progetto, accetteranno che venga annullata la missione spaziale.�</p><p>Troppo furibondo per trovare il coraggio d�una risposta, Stoner rest� seduto in un silenzio cupo, mentre la riunione si aggiornava.</p><p>Cavendish lo raggiunse, gli batt� la mano sulla spalla e mormor�: �Peccato, vecchio mio.�</p><p>�Perch� non hai aperto bocca?� gli chiese Stoner, alzandosi.</p><p>Cavendish scosse la testa. �Il tuo McDermott � deciso a impedire la missione di rendez-vous.�</p><p>�Un tuo intervento sarebbe stato utile.�</p><p>�Certo�� Cavendish parve per un attimo confuso, disorientato. �Io� Credimi, ultimamente non mi sento troppo bene. Mi spiace��</p><p>Stoner not� il suo viso teso, gli occhi gonfi.</p><p>�Sei malato?�</p><p>Cavendish ebbe un mezzo sorriso. �Giuro che non lo so.�</p><p>�Dovresti vedere un medico.�</p><p>�S� disse l�inglese, distrattamente. �Certo.� E usc� dalla sala riunioni, piantando l� Stoner.</p><p>Markov era sulla soglia, una smorfia in viso. �Il professor McDermott si sbaglia� disse a Stoner. �Dobbiamo tenerci pronti a mandare un cosmonauta su quella nave. Non � un oggetto naturale. Me lo sento nelle ossa.�</p><p>�In questa faccenda� ribatt� Stoner �le sensazioni non contano. Contano le prove.�</p><p>�Ma perch� McDermott si � tanto intestardito?�</p><p>�Perch� sa che se venisse lanciata una missione, inevitabilmente verrei scelto io. E lui mi odia visceralmente.�</p><p>�Non � una buona ragione.�</p><p>�Per lui, s�.�</p><p>�Non dobbiamo permettergli di fare quello che vuole. Dobbiamo essere audaci. Rivoluzionari!�</p><p>Stoner, improvvisamente stanco, svuotato d�ogni energia, si appoggi� alla porta. �Cosa vorrebbe dire?� chiese.</p><p>�Dobbiamo scavalcare McDermott e dare inizio al nostro programma spaziale.�</p><p>Stoner rise. �E come facciamo?�</p><p>�Non ho ancora idee precise� rispose onestamente Markov. �Per� possiamo partire da noi due, e reclutare altra gente. Creeremo un movimento rivoluzionario sotterraneo.�</p><p>Stoner cap� che parlava sul serio, dietro il tono faceto. �Ci occorrer� qualcuno del centro computer per tenerci informati sui movimenti della nave� disse.</p><p>Markov sorrise. �Ho la persona giusta. Un�americana, Jo Camerata.�</p><p>�Jo?� Stoner lanci� un�occhiata tagliente al russo. �No, non lavorerebbe con me.�</p><p>�Ah, per� con me s� disse Markov.</p><p>Stoner fu invaso da un�ondata improvvisa di rabbia. Stupito delle proprie reazioni, soffoc� l�ira.</p><p>Alla fine, riusc� a dire: �Okay. Lavorerete con lei.�</p><p>Markov studi� attentamente il viso dell�americano. �Allora � lei.�</p><p>�Lei cosa?� chiese freddamente Stoner.</p><p>�Quello che le vuole bene.�</p><p>�No.� Stoner scosse la testa.</p><p>�Allora perch� sembra che le abbiano appena infilato un coltello nel fegato?�</p><p>�Senta, Markov��</p><p>�Kirill.�</p><p>�Okay, Kirill. Jo e io abbiamo avuto una storia mesi fa, ma adesso � tutto finito. Morto.�</p><p>�Eppure riesce ancora a ferirvi molto bene.�</p><p>�Ferirci? Jo si sente ferita?�</p><p>Markov annu� gravemente.</p><p>�Per colpa mia?�</p><p>�Cos� sembra.�</p><p>Stoner cerc� di valutare quel nuovo dato, che per� non trovava un posto logico nella sua mente. �Non capisco� mormor�.</p><p>�Nemmeno io� disse Markov, con un sospiro. �Ne sono follemente innamorato, sai, per� prevedo che non me ne verr� nulla di buono. Penso che forse anche tu ne sia follemente innamorato, ma non l�hai ancora ammesso con te stesso.�</p><p>Stoner non rispose. Il suo cervello era in corto circuito: niente output.</p><p>Markov fece un sorriso timido. �Le chieder� di unirsi alla nostra rivoluzione. Se non altro, avr� un motivo lecito per parlarle.�</p><p>Stoner si trov� solo sulla porta, confuso, incerto, perplesso.</p></section><section><title><p>26</p></title><epigraph><p>La Ricerca di un�Intelligenza ExtraTerrestre (RTET) � un concetto di cui � giunto il momento. Un decennio fa all�incirca, solo pochi scienziati lavoravano in questo campo; le ricerche erano quasi inesistenti, e poche persone avevano sentito parlare della RIET. Oggi, per�, centinaia di scienziati vi sono coinvolti, una dozzina di radio osservatori in tutto il mondo conducono vere e proprie ricerche, � sulla RIET si riflette in modo molto serio.</p><p>La Terra � la culla dell�umanit�, e se anche noi siamo una civilt� giovanissima, emergente, ancora in fasce, siamo giunti al livello dell�adolescenza, per cui possiamo guardare oltre la nostra culla e raggiungere una prospettiva cosmica. Solo se riusciremo a comprendere appieno i rapporti che ci legano ai pianeti e alle stelle della nostra galassia, e all�universo tutto, potremo arrivare alla maturit�. La RIET � un primo passo nella crescita dell�umanit��</p><text-author>Robert S. Dixon John Kraus</text-author><text-author><emphasis>Cosmic Search��</emphasis> 1979</text-author></epigraph><empty-line/><p>Jo stava scendendo le scale che dal suo ufficio portavano a pianterreno, quando vide il dottor Cavendish fermo ai piedi degli scalini.</p><p>Stupefatta, si accorse che appariva pi� vecchio di quando erano arrivati sull�isola, poche settimane prima. Il suo corpo era magrissimo, gli abiti gli ballavano addosso, il viso era segnato dalla mancanza di sonno, gli occhi infossati erano cerchiati da borse nere.</p><p>�Dottor Cavendish, si sente bene?� gli chiese.</p><p>Lui socchiuse gli occhi, la guard�. �Ah, s� Signorina�� La sua voce si spense.</p><p>�Camerata. Jo Camerata. Lavoro qui al centro computer.�</p><p>�Oh, s�, certo� disse Cavendish. �Che stupido a non riconoscerla.�</p><p>�Posso fare qualcosa per lei?�</p><p>Lui scosse piano la testa. �Sono reduce dalla riunione settimanale col professor McDermott. Stavo raccogliendo le forze prima di avventurarmi sotto il sole.�</p><p>�S�, qui dentro si sta meglio� convenne Jo.</p><p>�Gli inglesi non sono poi cos� pazzi, sa. Io odio il caldo. Anzi, penso che influisca sulla mia salute.�</p><p>�Non ha l�aria condizionata, in ufficio?�</p><p>�Oh, s�. Mi hanno sistemato in uno splendido ripostiglio del centro elettronico. Ho un condizionatore nuovissimo alla finestra. Mi si ghiaccia il t�, se lo metto al massimo. Il difficile � arrivare qui. Dovr� farmi pi� di mezzo chilometro sotto il sole��</p><p>�Perch� non si mette a lavorare nel mio ufficio per mezz�ora o gi� di l�? Nel frattempo il sole scender�, e il vento rinfrescher� un po� il clima.�</p><p>�Nel suo ufficio? Oh, non potrei. Tutte le mie carte, e le mie cose��</p><p>Jo lo prese per il braccio, ricominci� lentamente a salire con Cavendish. �I dati a cui sta lavorando sono inseriti nel computer centrale, giusto? Pu� usare il mio terminale, e non avr� problemi. Sar� come essere nel suo ufficio.�</p><p>�Non ci avevo mai pensato.�</p><p>Lei gli sorrise. �Lei � abituato a lavorare con la carta. La mia generazione � abituata a lavorare con l�elettronica. Tutto ci� che le serve pu� essere richiamato sullo schermo del terminale.�</p><p>�S�, per� le ruber� l�ufficio.�</p><p>�Io posso lavorare ovunque� ribatt� Jo. �Non si preoccupi. L� star� molto meglio.�</p><p>�Lei � di una gentilezza estrema� disse Cavendish.</p><p>Raggiunsero l�ufficio. Jo fece accomodare l�altro alla scrivania e gli mostr� come richiamare il suo lavoro sul terminale del computer.</p><p>�Meraviglioso� disse Cavendish, con un sorriso.</p><p>�Ho anche un bollitore, se le va l�idea di bere t� americano.�</p><p>Il sorriso dell�inglese s�incresp�. �In bustina? Jo annu�.� Se le serve qualcosa, io sono gi� a pianterreno, nel Pozzo.</p><p>�Il Pozzo?�</p><p>�� il nome che i programmatori hanno dato al vano centrale dell�edificio.�</p><p>Cavendish aggrott� la fronte. �C�� anche il pendolo?�</p><p>�Il pendolo? Come negli orologi?�</p><p>�� un racconto di Edgar Allan Poe. <emphasis>Il pozzo e il pendolo.</emphasis>�</p><p>Scuotendo la testa, Jo ammise: �Non credo� Oh, aspetti, non era un film con Vincent Price?�</p><p>�Cultura americana� riflett� amaramente Cavendish.</p><p>Scambiarono qualche altra parola, poi Jo, soddisfatta di s� come una brava figlia, ridiscese le scale. Cavendish, contentissimo, gioc� col computer per qualche minuto, finch� il mal di testa non torn� con tutta la sua forza, e lui per poco non si abbatt� sulla scrivania.</p><empty-line/><p>A Washington era quasi mezzanotte. Negli uffici dell�Ala Ovest della Casa Bianca, le finestre erano ancora illuminate. I monumenti nazionali erano uno sfavillio di luci, anche se le vie del centro erano deserte. Ai turisti veniva consigliato di non uscire di notte, e loro restavano negli hotel, finch� l�alba non scacciava dalle strade delinquenti e prostitute.</p><p>Il palazzo modernissimo che ospitava il quartier generale della NASA era quasi completamente al buio. Solo in pochi uffici erano accese le luci. Uno di questi era l�ufficio del vicedirettore delle missioni spaziali con equipaggio umano, il dottor Kenneth Burghar.</p><p>Jerry White apr� la porta senza bussare e sorrise al suo superiore che, sommerso dalle carte, sedeva alla scrivania.</p><p>�Cristo, credevo di essere l�unico fesso dell�azienda a restare qui fin dopo mezzanotte� disse allegramente White.</p><p>�Tagli di bilancio� borbott� Burghar. �Vogliono toglierci altri venti milioni dal budget.�</p><p>Il sorriso di White si trasform� in una smorfia. �Okay, prenditi il mio braccio sinistro. Quello destro mi serve per firmare la ricevuta dei sussidi di disoccupazione.�</p><p>�C�� poco da scherzare, Jer.�</p><p>�Giuro su Cristo che mi piacerebbe poterla prendere sul ridere� ribatt� White, serio.</p><p>Burghar scost� la poltroncina dalla scrivania, si appoggi� all�indietro, si sfreg� gli occhi. La cravatta era scomparsa, le maniche della camicia erano arrotolate. Gli avanzi di un taglio di pizza decoravano un angolo della scrivania, assieme a una tazza di caff� bevuta a met�.</p><p>�Cosa ci fai qui a quest�ora?� chiese a White.</p><p>�Quello che ci fai tu.� White si accomod� sul divano in plastica. �Cerco di smaltire il lavoro di quelli che sono gi� stati licenziati.�</p><p>�A volte mi chiedo se ne valga la pena. Se non gliene frega niente al Congresso e a quelli dell�amministrazione, perch� stiamo a rovinarci il fegato?�</p><p>�Perch� siamo onesti, idealisti.�</p><p>�Gi�. Dovrebbero chiuderci tutti in manicomio.�</p><p>White scroll� le spalle. �Forse.�</p><p>�Non sarai venuto qui per discutere di misure fiscali, eh?�</p><p>�No.� White tolse dalla tasca della giacca un foglio di carta e lo pass� al suo superiore.</p><p>�Cos��?�</p><p>�� dell�Ufficio Ricerche Scientifiche e Tecnologiche. Sally Ellington e quei geni dell�Ala Ovest devono aver ricominciato a fumare erba.�</p><p>Burghar lesse la comunicazione. �Una missione con equipaggio umano a una distanza quattro volte superiore all�orbita della Luna? Che cavolo c�� sotto?�</p><p>�Lo chiedi a me? La Casa Bianca vuole che esaminiamo il problema e inviamo un rapporto, subito.�</p><p>Burghar sbuff�. �Grazie a Dio non ci chiedono i mezzi per la missione. Ci occorrerebbero dieci anni.�</p><p>�Ken, io non ho nemmeno il personale per fare questo studio! Dove trovo gli uomini disponibili per��</p><p>�Il personale disponibile� lo corresse stancamente Burghar. �Sempre pronti agli ordini, ricordi? E quando la richiesta arriva dalla Casa Bianca, le persone �si trovano�.�</p><p>�Ma che senso ha? Parlano solo di una missione con equipaggio umano e bersaglio non specificato.�</p><p>Burghar scroll� le spalle. �Vogliono tenere il segreto. Probabilmente sar� per qualche operazione militare.�</p><p>�No, sar� solo un altro studio idiota che infileranno nei loro archivi a prendere polvere. Perch� diavolo dovremmo farlo?�</p><p>�Cosa vuoi che ti dica?�</p><p>White si avvicin� al suo superiore. �Ken� C�� qualcosa. Sono corse voci. Si parla di una nave aliena nel nostro Sistema Solare. Potrebbe essere questo?�</p><p>Burghar si pass� una mano nei radi capelli. �Vallo a chiedere a quelli del Comitato di Controllo. Con me non si sbottonano, per� forse a te diranno tutto perch� giochi meglio a tennis.�</p><p>�Sicuro. E Sally Ellington stravede per me.� White non rise. �Sul serio, Ken, che porcheria di studio posso preparare senza uomini disponibili? E a cosa servirebbe? Non abbiamo i mezzi per lanciare una missione con equipaggio umano a quella distanza!�</p><p>�Poco ma sicuro. Quindi, fai il solito studio del cavolo e invia il rapporto che vogliono, quando lo vogliono. Non crearti problemi.�</p><p>�Non � un�astronave aliena, eh?�</p><p>�Oh, merda� gemette Burghar. �Tra un po� ti metterai a vedere i dischi volanti.�</p><p>�Okay, okay� Affider� la richiesta di Sally ai potenti mezzi a nostra disposizione, con tutta la velocit� del caso.�</p><p>�Bene. Ottimo. E impara a dire personale, non uomini. Risparmiami una predica, ti spiace?�</p><empty-line/><p>Cavendish continu� per un po� a giocherellare con cibo e posate, poi si arrese. Le emicranie arrivavano a ondate, imprevedibili, e nulla sembrava poterle smorzare. Lo scienziato si era trascinato, barcollante, dall�ufficio di Jo al centro medico, e per due ore un giovane medico della marina lo aveva visitato.</p><p>�Spesso le emicranie sono provocate da stress emotivi� aveva detto il giovanotto, con un�aria da direttore delle pompe funebri. �Forse sta lavorando troppo.�</p><p>Cavendish aveva accettato la ricetta, l�aveva appallottolata e gettata nel primo cestino dei rifiuti all�esterno dell�edificio.</p><p>Non sarebbe servita a niente, lo sapeva.</p><p>Rest� un attimo indeciso sui gradini del miglior ristorante dell�isola (gli scienziati gli avevano attribuito solo meno una stella), poi decise di fare un giro sulla spiaggia. Il mal di testa era scomparso, per il momento, ma il ricordo dell�emicrania aveva scatenato in lui un�antica paura che ora gli percorreva ogni nervo del corpo.</p><p>Il sole sfiorava l�orizzonte, sfera gigantesca di oro incandescente. Il cielo era di un color rame acceso, con poche nuvole oro e porpora sospese a ovest.</p><p>Cavendish si sentiva stanchissimo. Il suo corpo era un nucleo di dolore. Gli occhi gli bruciavano per la mancanza di sonno. Eppure, qualcosa lo costringeva a camminare sulla spiaggia. Procedeva lentamente, come chi cerchi un determinato posto senza sapere quale sia. Il sole scomparve; le ombre della sera coprirono il mondo.</p><p>Cavendish oltrepass� il molo, col passo automatico di una sentinella, di un automa; raggiunse il lato dell�isola affacciato direttamente sull�oceano, dove le scogliere erano vicine e la spuma dei marosi emergeva candida dalle tenebre.</p><p>Qualcuno sedeva sotto gli alberi della spiaggia. Qualcuno che lo attendeva.</p><p>�Buonasera� disse Maria Markova.</p><p>�S� rispose Cavendish.</p><p>Maria aveva ai piedi, aperta, la valigetta con l�apparecchiatura elettronica. La luce rossa splendeva nell�ombra.</p><p>�Rapporto.�</p><p>Senza esitazioni, Cavendish inizi�: �Alla riunione hanno partecipato il professor McDermott, l�accademico Zworkin, il dottor Thompson��</p><p>Circa un�ora dopo, sedevano tutti e due sulla sabbia. Maria teneva la schiena appoggiata a un albero; Cavendish era a gambe incrociate. Era troppo buio per vedere il dolore nei suoi occhi.</p><p>��e mi ha consigliato di consultare uno psicologo� termin� l�inglese.</p><p>Maria rest� in silenzio per un po�, a riflettere. �Nient�altro?� chiese.</p><p>�No� A parte Schmidt.�</p><p>�Schmidt? L�olandese?�</p><p>�S�. Corre voce che stia diventando drogato. Di sicuro c�� che in fatto di lavoro fino a oggi non ha fatto niente.�</p><p>�Mi parli di Schmidt. Mi racconti tutto quello che sa di lui.�</p><p>Cavendish ubbid�.</p><p>�Questo giovanotto potrebbe esserci utile� disse Maria quando lui ebbe terminato. �Si guadagni la sua amicizia. Giochi sul suo astio per gli americani. Gli faccia credere che � Stoner che gli sta rubando la gloria.�</p><p>�Stoner?�</p><p>Maria annu� nel buio. �Stoner. � lui che dobbiamo fermare. E Schmidt potrebbe essere il mezzo per fermarlo.�</p><p>�Io� non capisco� disse Cavendish.</p><p>�Non � necessario che lei capisca. L�importante � ubbidire.�</p><p>�S�.�</p><p>�Benissimo� disse Maria. �Lei si � comportato bene. Ora pu� andare.�</p><p>�S�.� Cavendish si alz� lentamente. Quando si trov� sotto il chiarore della luna, non pi� nascosto dall�ombra degli alberi, Maria vide per la prima volta la disperazione che faceva del viso del vecchio una mostruosa maschera di morte.</p><p>Maria trattenne il respiro. Maledicendosi per la propria debolezza, conged� Cavendish con un gesto quasi rabbioso. Rigido, distrutto, l�inglese se ne and� senza aggiungere parola.</p><p>Quando lei spense la macchina e chiuse la valigetta, le tremavano le mani. E la valigetta le parve pi� pesante che mai, mentre tornava al suo bungalow.</p></section><section><title><p>27</p></title><subtitle>Camp David</subtitle><empty-line/><p>La piccola stanza rustica rigurgitava di giornalisti, Non erano state ammesse telecamere, ma i fotografi assediarono l�addetto stampa che stava raggiungendo il podio.</p><p>�Okay� disse l�addetto stampa, aggiustando il microfono. �Ecco il comunicato di oggi.�</p><p>�Stamattina il presidente ha fatto colazione con il reverendo Willie Wilson, l�evangelista urbano. La missione evangelica del reverendo Wilson ha organizzato per la sera di marted� prossimo un raduno allo stadio RFK, e il reverendo Wilson ha invitato il presidente a intervenire. Il presidente ha purtroppo dovuto declinare l�invito a causa dell�urgenza di altri impegni��</p><p>�Per esempio, l�andamento delle primarie� sussurr� un reporter, a voce abbastanza alta perch� tutti sentissero e ridessero. L�addetto stampa fece una smorfia, poi torn� al comunicato.</p><p>�Il presidente si � congratulato con il reverendo Wilson per l�ottimo lavoro a favore dei ceti meno abbienti delle nostre citt�. L�ormai famoso messaggio �Scrutate il cielo� non � stato, ripeto, non � stato, discusso.�</p><p>L�addetto stampa fiss� giornalisti e fotografi.</p><p>�Tutto qui?�</p><p>�Tutto qui. Questa non � una conferenza stampa. Non risponder� ad alcuna domanda. Copie del comunicato saranno disponibili tra una decina di minuti.�</p><empty-line/><p>Stoner e Markov stavano cenando assieme in mensa quando entr� Schmidt.</p><p>�Un caso triste� mormor� Markov, bevendo un cucchiaio di brodo.</p><p>�Cosa vuoi dire?� chiese Stoner.</p><p>�Non lo sai? Schmidt passa le giornate a imbottirsi di narcotici, invece di lavorare.�</p><p>Stoner guard� il giovane astronomo, che si stava mettendo in fila col vassoio.</p><p>�Narcotici? Cio� erba?�</p><p>�Marijuana, altre cose. A quanto ne so, narcotici e anfetamine qui si vendono a chili.� Markov scosse la testa, in segno di netta disapprovazione.</p><p>�Allora � per questo che non � servito a niente da quando � arrivato� disse Stoner. �Forse dovremmo ingabbiarlo.�</p><p>�Ingabbiarlo?�</p><p>�Sbatterlo in prigione. Sta facendo una cosa illegale.�</p><p>�Sul serio?� Markov era sorpreso. �Credevo che la cultura della droga fosse parte integrante della decadente societ� capitalista.�</p><p>�Pu� anche essere� ribatt� Stoner, gli occhi sempre puntati su Schmidt �ma questo non significa che sia legale.�</p><p>�Le ipocrisie del capitalismo.�</p><p>Stoner guard� il russo: stava sorridendo.</p><p>Posando di nuovo lo sguardo su Schmidt, vide che il giovane astronomo aveva riempito il vassoio, era arrivato alla cassa, aveva scambiato poche parole con la cassiera, un�indigena delle Marshall; poi, rosso in viso, aveva lasciato il vassoio l� ed era uscito dalla mensa.</p><p>�Cosa fa?� si chiese Stoner.</p><p>Markov scroll� le spalle. �Probabilmente ha speso tutto in droga e si � scordato di non avere niente in tasca per pagarsi la cena.�</p><empty-line/><p>Edouard Reynaud sedeva allo scrittoio della sua casa su ruote, cercando di stendere una bella lettera per il cardinale Benedetto sugli ultimi sviluppi del PROGETTO JUPITER.</p><p>Lasci� cadere la penna, si sfreg� gli occhi. Non gli venivano le parole. Dopo quello che Schmidt gli aveva dato quel pomeriggio, aveva ancora la testa vuota. E poi, odiava scrivere. Le equazioni sono cos� eleganti e precise ma le parole sono ambigue e piene di trappole.</p><p>Alzando gli occhi, vide che era gi� sera avanzata. La piccola lampada dello scrittoio era l�unica luce accesa nella casa.</p><p>�Mi perder� la cena� borbott� fra s�. Il cibo di quell�isola derelitta rendeva pi� facile rinunciare ai peccati di gola.</p><p>Un colpo alla porta fece tremare la casa su ruote. And� ad aprire e si trov� davanti Hans Schmidt, gli occhi spenti, l�aria preoccupata.</p><p>�Non ho pi� soldi� disse Schmidt.</p><p>Reynaud fu colto di sorpresa. �Cosa?�</p><p>Schmidt sembrava ondeggiare leggermente, anche se i suoi piedi non si muovevano. �Soldi. Mi hanno preso tutti i soldi. Non posso comperarmi da mangiare.�</p><p>Rammentando le zanzare che potevano tenere svegli per tutta la notte, Reynaud usc� e chiuse la porta. �Vuoi dire che hai speso tutto, e adesso non ti resta niente per il cibo?�</p><p>Schmidt insistette: �Mi hanno preso tutto. Non mi hanno lasciato nemmeno gli spiccioli.�</p><p>�Vieni a cena con me� disse Reynaud, tendendo la mano verso il braccio del ragazzo. �Per oggi ti sei gi� riempito a sufficienza di porcherie. Devi tornare in te prima di farti del male.�</p><p>Schmidt rise. �Vieni tu da me. Ho dell�ottima erba.�</p><p>�No, no.� Reynaud lo tir� per il braccio. �Andiamo. Devi mettere qualcosa sotto i denti.�</p><p>�Credevo fossi mio amico.�</p><p>Fissando quel viso angelico incorniciato dai capelli d�oro, Reynaud ritir� la mano e disse: �Io ti �sono� amico. Ti sono pi� amico di quelli che ti vendono la droga.�</p><p>Schmidt indietreggi�, inciamp� sul terreno sabbioso. �Sei come tutti gli altri! Vattene! Stai alla larga da me! Lasciami in pace. Io lo so chi sono i miei veri amici.�</p><p>Mentre Schmidt scompariva nella sera, Reynaud rest� immobile davanti alla casa su ruote. Sarebbe stato cos� facile seguirlo, servirsi della droga per sedurlo. Invece, scuotendo deciso la testa, il cosmologo si avvi� nella direzione opposta, verso la mensa.</p><p>�Non posso aiutarlo� si disse Reynaud. �Posso solo rendergli ancora pi� difficili le cose.�</p><empty-line/><p>Jo Camerata sedeva, depressa, al banco del Circolo Ufficiali; aveva davanti un daiquiri bevuto a met�. Era ancora presto: il club era tranquillo, quasi deserto. Probabilmente McDermott si stava chiedendo dove fosse finita, ma le mancava il coraggio di trascorrere un�altra serata con quel vecchio.</p><p>Scese dallo sgabello, s�avvi� verso la toilette. Un terzetto di ufficiali in fondo al locale le sorrise e le lanci� richiami. Jo restitu� il sorriso, ma non si ferm�.</p><p>Entrata in toilette, il sorriso si spense. Jo sedette davanti allo specchio per il trucco e si studi�. �Sar� meglio che cominci a dormire un po� di pi�, ragazza, o sembrerai una quarantenne prima di arrivare ai venticinque anni.�</p><p>Quando torn� nel locale e si guard� attorno, fu travolta da una noia improvvisa. Gli stessi uomini che si raccontano le stesse battute, pens�, e che al posto del cervello usano le palle. Usc� nella strada male illuminata, s�incammin� verso il suo hotel.</p><p>�Ti spiace se ti accompagno a casa?�</p><p>Girandosi, vide, alla luce fioca di un lampione lontano, che era Jeff Thompson.</p><p>�Oh, salve, dottor Thompson.�</p><p>�Vai a letto cos� presto?� le chiese lui mettendosi al suo fianco.</p><p>�Sono stanca.�</p><p>�Gi�. Anch�io.�</p><p>�Ha lavorato fino a quest�ora?�</p><p>�Ho fatto un salto al centro comunicazioni, per vedere se il nostro visitatore ha deciso di dirci qualcosa.�</p><p>�Niente?�</p><p>�Non un solo segnale.�</p><p>�Forse sta cercando di decifrare il nostro messaggio, come noi abbiamo cercato di decifrare i segnali da Giove.�</p><p>Thompson scosse la testa.</p><p>�Io vorrei solamente che questa storia fosse gi� finita, chiusa. Mi piacerebbe tanto tornare a casa.�</p><p>�Tra poco arriver� sua moglie, no?�</p><p>Thompson scroll� le spalle. �Adesso i ragazzi dicono che non vogliono perdersi l�estate coi loro amici. � difficile sradicare una famiglia.�</p><p>Jo non disse nulla. Fianco a fianco, in silenzio, percorsero diversi passi nella strada deserta.</p><p>Poi Thompson chiese: �Com�� Big Mac?�</p><p>Lei scoppi� quasi a ridere. �� vecchio.�</p><p>Thompson le afferr� una mano. �Jo, non avrei mai pensato di��</p><p>Ma lei non lo lasci� finire. �Dottor Thompson, lei � il tipo d�uomo che il mattino dopo si odierebbe.�</p><p>�Lo credi davvero?�</p><p>�S�.� Jo gli si avvicin�, gli scocc� un bacio veloce sulla guancia. �Lei � fatto cos�, ed � un peccato. Sarebbe stato molto meglio per me.�</p><p>Poi lei scapp� via, verso l�hotel, lasciando l� Thompson. Lo scienziato sorrise fra s�, si chiese se dovesse essere fiero del proprio autocontrollo o mortificato per la mancanza di coraggio.</p><p>S�infil� le mani in tasca e s�avvi� verso l�AUS, deciso a chiamare sua moglie a dispetto dell�ora e del costo della telefonata.</p><empty-line/><p>Markov e Stoner uscirono assieme dalla mensa, e videro Jo che camminava sola.</p><p>�Ah, la nostra compagna di rivoluzione� disse Markov. Corse gi� per le scale e le url�: �Jo! Signorina Camerata!�</p><p>Lei si gir�, li vide avanzare verso di lei come due ragazzini spensierati.</p><p>�Salve� disse Jo a tutt�e due.</p><p>Stoner si sent� improvvisamente, a fianco di Markov, impacciato. �Ciao��</p><p>Ma il russo prese la mano della ragazza, la baci� e disse: �Buonasera a te, mia dolcissima signora. La tua bellezza offusca le stelle.�</p><p>Jo sorrise. Stoner si sent� arrossire un poco.</p><p>Prendendo la ragazza sottobraccio, Markov disse: �Stasera dobbiamo chiederti la tua competenza; le tue capacit�, il tuo coraggio.�</p><p>A voce bassa, Jo ribatt�: �Di cosa stai parlando?�</p><p>�Abbiamo bisogno che tu faccia un lavoro pirata per noi� disse Stoner.</p><p>�Cio�?�</p><p>Rallentando il passo Stoner cominci� a spiegarle il loro piano. Jo guard� lui, poi Markov, poi di nuovo Stoner.</p><p>�S� disse �il computer immagazzina tutti i dati sulla traiettoria trasmessi dal radar. Mi sarebbe abbastanza facile far partire un programma di rendez-vous. Per� credevo che McDermott avesse��</p><p>�Quella cosa non � una cometa� esplose Stoner. �Non � un oggetto naturale. � artificiale.�</p><p>�Il professor McDermott ha una visuale troppo ristretta� aggiunse Markov. �Dobbiamo impedirgli di rovinare il senso e lo scopo di questo progetto.�</p><p>�Ne ha paura� disse Jo. �Mac �vuole� che sia un oggetto naturale perch� � terrorizzato da ci� che potrebbe essere.�</p><p>Stoner scosse la testa. �Non ha tanta immaginazione.�</p><p>�Senti� insistette Jo �io so cosa gli passa per la testa��</p><p>�Gi�, ci scommetto.�</p><p>Prima che lei potesse ribattere, intervenne Markov.</p><p>�Jo, dolcissima signora, ti ho detto che ci serve il tuo coraggio, oltre alle tue capacit�. Ed � vero. Questi dati debbono essere preparati senza che il professor McDermott lo sappia.�</p><p>�� importante� disse Stoner, rinunciando al litigio. �Vitale.�</p><p>Jo non disse nulla.</p><p>�Ci aiuterai?� chiese Stoner.</p><p>�Vuoi andare incontro a quella cosa� disse lei.</p><p>Lui annu�. �Esatto. Non vuoi diventare astronauta? Aiutaci a entrare in contatto con quell�oggetto, e arruoleranno astronauti a centinaia.�</p><p>�Sicuro� disse Jo. �Una splendida opportunit�. Ammesso che Mac non ci sbatta tutti dentro prima.�</p><p>Stoner alz� le mani, in un gesto che diceva: �Sta a te decidere�.</p><p>�Perch� una missione di rendez-vous con equipaggio umano?� chiese Jo. �Perch� non una sonda automatizzata, come quelle che sono atterrate su Marte e Venere?�</p><p>Stoner rispose immediatamente: �Perch� occorrono anni per costruire sonde del genere. E sono �stupide�. Sono solo macchine programmate che fanno esattamente ci� per cui sono state programmate, e niente di pi�. Come si fa a progettare una macchina capace di studiare qualcosa che non abbiamo mai visto? Di cui non sappiamo praticamente niente?�</p><p>�L�oggetto sarebbe uscito dal nostro Sistema Solare prima che si concludano le discussioni di comitato� fece notare Markov.</p><p>�Per� abbiamo navi attrezzate per un equipaggio umano� riprese subito Stoner. �La NASA ha lo Space Shuttle. I russi hanno le Soyuz. Mi sembra che ci sia una base di lancio a Johnston Island, non troppo lontano da qui.�</p><p>�E noi abbiamo anche la nostra stazione spaziale Salyut in orbita, con due cosmonauti a bordo. Potremmo mandarli��</p><p>�No� scatt� Stoner. �Sono io quello che parte.�</p><p>Markov ribatt�: �Capisco che a te farebbe piacere partire, ma��</p><p>�Niente ma. Ci occorre qualcuno che sappia cosa cercare. � impossibile insegnare a un cosmonauta tutto quello che dovrebbe sapere. Non si pu� trasformare un astronauta in astrofisico, non certo in un paio di mesi. Io sono l�unica scelta logica per questa missione. Mandare qualcun altro sarebbe stupido quanto mandare una sonda automatizzata, con la sua programmazione limitata.�</p><p>Tirandosi la barba, Markov disse: �La tua logica � impeccabile. Senz�altro sei al corrente di tutto quello che si sta facendo qui. Forse potremmo farti partire su un missile sovietico, assieme a uno dei nostri cosmonauti.�</p><p>Stoner annu�. �Mi andrebbe benissimo.�</p><p>Jo disse: �Per�, se parti� Sar� una missione organizzata molto in fretta, vero?�</p><p>�Esatto. Se Big Mac avesse previsto sin dall�inizio la missione, le cose sarebbero molto pi� facili per noi.�</p><p>Lei scosse la testa. �Mi pare enormemente pericoloso.�</p><p>Passavano sotto un lampione: Stoner vide, sul volto di Jo, vera preoccupazione.</p><p>Le sorrise. �Non preoccuparti. Guidare la macchina a Boston � molto pi� pericoloso.�</p><p>Jo annu�, ma non sembrava convinta.</p><p>�Non mi credi?�</p><p>Jo riflett� un attimo, mentre superavano le case su ruote e gli edifici in cemento, grigi e sgraziati, che ospitavano gli uffici.</p><p>�T�importa davvero quello che penso? Tu hai gi� deciso di andare incontro al nostro visitatore nello spazio.�</p><p>�Devo andare� disse Stoner. �Devo.�</p><p>Intervenne Markov: �Ci servir� qualcun altro che ci aiuti nella nostra piccola rivoluzione.�</p><p>�Qualcun altro?� chiese Stoner.</p><p>�S�. Qualcuno con tanta autorit� da poter scavalcare le obiezioni del professor McDermott, quando si scoprir� cosa stiamo facendo.�</p><p>�Che ne dici del vostro capogruppo, Zworkin?� propose Jo.</p><p>�No� rispose Markov. �� troppo anziano e prudente per opporsi a McDermott. Pensavo al cosmologo, Reynaud.�</p><p>�Il monaco?�</p><p>�S�. � in contatto diretto col Vaticano, il che pu� essere estremamente utile dal punto di vista politico.�</p><p>�Il Vaticano? Che influenze politiche ha il Vaticano?�</p><p>Markov rise piano. �Una volta, il nostro caro Giuseppe Stalin si � posto la stessa domanda� E, per sua disgrazia, ha trovato la risposta.�</p><p>�Reynaud mi sembra un pappamolla� disse Stoner. �Non ha il fegato di mettersi contro Big Mac. Che ne dite di Cavendish?�</p><p>�� malato� rispose Jo.</p><p>�Per� � della NATO, e ha ottimi collegamenti con le alte sfere, da quello che sento.�</p><p>�Non credo che sarebbe l�uomo per noi� disse lentamente Markov.</p><p>�E poi � malato� ripet� Jo. �Sta male sul serio.�</p><p>�Comunque, potrei parlargli� disse Stoner.</p><p>Markov obiett�: �Per� non devi essere tu a metterti in contatto con lui, Keith. Il tuo antagonismo con Big Mac � troppo noto.�</p><p>�E allora?�</p><p>�Gli parler� io� disse Jo, �Ma non credo che servir�.�</p><p>�E io avviciner� Reynaud� disse Markov.</p><p>In quel momento stavano superando i bungalow. Pi� in gi�, Stoner vide un�altra coppia che camminava verso la spiaggia.</p><p>�Ah, una luce alla mia finestra� disse Markov. �La mia cara moglie mi star� certo aspettando.�</p><p>Lo accompagnarono al suo bungalow.</p><p>�Volete entrare a bere un goccio?� chiese Markov.</p><p>Jo guard� Stoner, che scosse la testa. Anche la ragazza rifiut�.</p><p>�Benissimo, allora.� All�improvviso, Markov strinse la destra di Stoner fra le sue due mani. Fissando l�altro negli occhi, il russo disse: �Forze enormi sono all�opera contro di noi.�</p><p>�Lo so� disse Stoner.</p><p>�Pi� di quante tu non sappia� insistette Markov.</p><p>Stoner annu� piano. �Non ha importanza.�</p><p>�S�. Combatteremo la giusta battaglia. Assieme. E contro tutti!�</p><p>�Maledettamente giusto.�</p><p>�Keith� Sono fiero di essere tuo amico.�</p><p>�E io sono fiero di poter dire lo stesso, Kirill. Sconfiggeremo quei bastardi, vedrai.�</p><p>�S�. Certo.� Markov si gir� verso Jo, le prese una mano, la port� alle labbra. �E tu, dolce signora� Per te, qualsiasi uomo affronterebbe a cuor leggero il plotone d�esecuzione.�</p><p>�Sei molto dolce� disse Jo, con un sorriso �ma troppo melodrammatico.�</p><p>�Ah, s�, lo so. � la nostra maledizione nazionale. Noi russi siamo un popolo emotivo. Sentiamo le cose con tutto il nostro essere.� Markov era leggermente confuso, imbarazzato. Si costrinse a sorridere. �Buonanotte. Forse domani il nostro visitatore risponder� ai segnali e noi non dovremo dare il via a nessuna rivoluzione, dopo tutto.�</p><p>�Buonanotte� rispose Stoner.</p><p>Markov sal� i gradini di cemento, entr� in casa. Stoner s�incammin� con Jo verso l�hotel.</p><p>�� un tipo simpatico� disse. �Mi piace.�</p><p>�Anche a me.�</p><p>�Credi davvero che Reynaud potrebbe esserci utile?�</p><p>�Pi� di Cavendish� rispose Jo. �Quel poveraccio dovrebbe stare in ospedale.�</p><p>�Comunque gli parlerai, d�accordo? � importante.�</p><p>�Pi� importante della sua salute?�</p><p>Lui la scrut�.</p><p>�Certo che � pi� importante della sua salute! � pi� importante di tutto il resto��</p><p>�Per te, Keith� disse Jo. �� importante per te. � il tuo sogno, la tua ossessione.�</p><p>Per un attimo, lui non rispose. Poi, dolcemente: �No, ti sbagli, Jo, non � un�ossessione: � la mia vita.�</p></section><section><title><p>28</p></title><epigraph><p>L�ipotesi scientifica ormai accettata che l�universo abbondi di civilt� avanzate, simili a quella umana, viene messa in discussione da una cerchia ristretta ma in continuo aumento di astronomi.</p><p>Mentre la maggioranza degli scienziati continua a ritenere che l�intelligenza extraterrestre debba essere comune in un universo con bilioni e bilioni di stelle, i dissenzienti rimettono in discussione l�ipotesi. Anzi, asseriscono, � del tutto possibile che la nostra civilt� sia l�unica esistente�</p><p>Il dottor Michael H. Hart, della Trinity University di San Antonio, Texas, ha completato un�analisi computerizzata di pianeti ipotetici, basata sulle caratteristiche indispensabili per la comparsa di civilt� avanzate come la nostra. Le sue conclusioni sono che la vita intelligente debba essere tutt�altro che comune, anzi estremamente rara, e che forse la civilt� terrestre possa essere l�unica del cosmo�</p><text-author>�New York Times��� 24 Aprile 1979</text-author></epigraph><empty-line/><p>Il Circolo Ufficiali era tranquillo, fresco, in penombra. Non erano ancora le sei, ma il locale si stava lentamente riempiendo dei clienti in attesa di cenare. Stoner sedeva cupo a un s�par� d�angolo, le spalle alla parete.</p><p>Entr� Markov, scroll� la testa, aspett� che gli occhi si abituassero alla penombra dopo la luce accecante del sole. Alla fine vide Stoner e lo raggiunse al separ�.</p><p>�Prenditi da bere� gli disse Stoner. �Fino alle sei non c�� servizio ai tavoli.�</p><p>Markov and� al bar, ordin� un vodka tonic e torn� al separ�.</p><p>�Com�� andato l�incontro col professor McDermott?� chiese, sedendosi di fronte all�americano.</p><p>Stoner gli indic� i due bicchieri vuoti di birra, e il terzo quasi vuoto che aveva davanti.</p><p>�Cos� terribile?� disse Markov.</p><p>�Kirill, siamo nelle mani di fanatici� rispose Stoner. �Big Mac � paranoico, e Tuttle � un fanatico religioso.�</p><p>Markov bevve un sorso. �Raccontami.�</p><p>Stoner cominci� a spiegargli.</p><empty-line/><p>Maria Markova era seduta in poltrona, nel soggiorno del bungalow. Aveva in grembo una lettera da Mosca, appena arrivata con l�aereo che una volta la settimana portava la corrispondenza dall�URSS. In mano teneva un oggetto nero, oblungo, all�incirca della forma e delle dimensioni di una calcolatrice tascabile.</p><p>La lettera, scritta a mano in impeccabili caratteri cirillici, era firmata: �Con affetto, tua cugina Anna�. La cugina Anna non esisteva. La calcolatrice tascabile era un computer crittografico, e Maria lo stava usando per decifrare gli ultimi ordini di Mosca.</p><p>Il messaggio era secco, brutale: impedire agli americani di preparare una missione di rendez-vous. Servirsi di tutti i mezzi disponibili.</p><p>Maria spense l�apparecchietto e si alz� pesantemente. Bruci� la lettera sul lavandino della cucina, poi and� in camera da letto e rimise il computer al suo posto nella valigetta.</p><p>Servirsi di tutti i mezzi disponibili.</p><p>Il che significava Cavendish. Era il suo unico strumento, la sua unica arma. Maria piomb� a sedere sul letto, a fianco della valigetta. Il materasso scricchiol� e si abbass�.</p><p>Cavendish. Lei chiuse gli occhi, ma continu� a vedere lo sguardo di dolore assoluto sul viso distrutto del vecchio. Ed era successo quando si era limitata a chiedergli informazioni. Adesso, in qualche modo, doveva �usarlo�, e punirlo se avesse opposto resistenza.</p><p>Maria rabbrivid�.</p><p>Il comportamentismo era iniziato col lavoro di Pavlov sui cani, a quanto aveva studiato Maria. Gli psicologi occidentali avevano sviluppato il concetto nella teoria delle motivazioni: il soggetto va premiato quando fa la cosa giusta, e il premio gli deve essere tolto se sbaglia. Un approccio pietistico al problema, che comportava enormi sprechi di tempo e di pazienza in cambio di risultati miseri.</p><p>I superiori di Maria avevano scoperto da parecchio che il principio inverso � pi� efficace e pi� sicuro: punire il soggetto al minimo sbaglio, e annullare la punizione solo quando l�obbedienza � assoluta. In effetti, era lo stesso principio scoperto da Pavlov. Per�, sfruttando la punizione anzich� il premio, si ottenevano risultati migliori, e pi� in fretta. Ovviamente, gli effetti a lungo termine sul soggetto erano micidiali, ma a questo era impossibile rimediare.</p><p>Maria sfior� i tasti della sua apparecchiatura elettronica. I microelettrodi erano stati trapiantati nel cervello di Cavendish molti anni prima, per� funzionavano ancora, ed erano talmente piccoli che in tutto quel tempo nessuno ne aveva notato la presenza.</p><p>Gli psicologi occidentali avrebbero inserito gli elettrodi nel centro di piacere del cervello, per premiare le buone azioni di Cavendish con un flusso di piacere elettronico. I chirurghi di Mosca, invece, erano stati pi� accorti. Maria poteva scatenare un�ampia gamma di effetti nel cervello di Cavendish, dall�insonnia al dolore pi� atroce.</p><p>�Se rifiuter� di aiutarmi� pens� ormai in preda all�apprensione �sar� costretta a torturarlo.�</p><empty-line/><p>Markov fin� il secondo vodka tonic e rimise il bicchiere sul tavolo di formica, in perfetta corrispondenza dell�impronta ad anello che aveva lasciato.</p><p>�Da rivoluzionario a rivoluzionario� disse a Stoner �secondo me siamo in un vicolo cieco.�</p><p>�� la tua meditata opinione, giusto?�</p><p>Con un sospiro d�infelicit�: �S�.�</p><p>Stoner si alz�, raggiunse un po� traballando il bar, torn� con altre due birre e due vodka tonic.</p><p>�Tu prevedi un lungo assedio� disse Markov, mentre Stoner depositava i bicchieri sul tavolo.</p><p>�Il vero rivoluzionario dev�essere pronto a lunghi assedi� rispose gravemente Stoner. �E ai vicoli ciechi.�</p><p>�Ne abbiamo gi� a sufficienza� disse Markov.</p><p>�In una buona causa, non esistono sconfitte, solo ritardi.�</p><p>Markov lev� il bicchiere. �Alla rivoluzione.�</p><p>�Arriveremo all�inevitabile trionfo� disse Stoner, citando Roosevelt �per cui ci aiuti Iddio.�</p><p>�Hai piani per cena?� chiese Markov, dopo essersi staccato il bicchiere dalle labbra.</p><p>Stoner scosse la testa.</p><p>�Prevedi di mangiare qualcosa, stasera?�</p><p>�Presumo di no. Non c�� fretta.�</p><p>�Certo.�</p><p>�Hai avuto successo nell�approccio al nostro buon monaco, fratello Reynaud?� chiese Stoner.</p><p>�Se ti portassi buone notizie, me ne starei qui a bere con te in questo stato d�animo lugubre?�</p><p>�Lugubre? Allora sei proprio un linguista, eh?�</p><p>�Ogni tanto.�</p><p>�Lugubre.� Stoner rigir� l�aggettivo nella mente. �Ecco l�inverno del nostro scontento��</p><p>Markov lev� il bicchiere senza troppo entusiasmo. �La nostra rivoluzione non sta andando bene, temo.�</p><p>�Be�, nemmeno la rivoluzione americana � partita senza intoppi, amico mio. Siamo nel nostro periodo Valley Forge.�</p><p>Il viso di Markov si schiar� un poco. �Giusto. Anche voi siete stati una nazione rivoluzionaria.�</p><p>�Siamo stati? Noi �siamo� una nazione rivoluzionaria� disse Stoner. �Abbiamo inventato il telefono, no? Non � stata una rivoluzione? E l�aereo, il computer, l�orologio di Topolino� Quella s� che � stata una �vera� rivoluzione, amico mio.�</p><p>�Credevo che fossimo stati �noi� a inventare il telefono� disse Markov, grattandosi la barba. �Sono sicuro di averlo letto sulla �Pravda�.�</p><p>�Okay, ti lascio il telefono. Per� noi abbiamo inventato le cene gi� pronte per quando si guarda la televisione.�</p><p>�Una vera rivoluzione.�</p><p>�E il chewing gum.�</p><p>Brindarono al chewing gum.</p><empty-line/><p>Jo allontan� la poltroncina dalla consolle del computer e guard� il grande orologio alla parete del Pozzo. Erano appena passate le sei.</p><p>�Sono stufa marcia� disse alla programmatrice che le sedeva accanto. �Nove ore senza interruzioni, a parte un sandwich puzzolente.�</p><p>�E come prova di tanto lavoro hai solo qualche unghia rosicchiata� disse la programmatrice.</p><p>Jo le sorrise. �� per una buona causa� si ripet�. Tutti i calcoli extra sulla traiettoria della nave aliena erano lavoro in pi�, ma erano necessari per la missione di rendez-vous. �Ammesso che possa mai partire� si disse.</p><p>�Senti� disse alla programmatrice �se non ti pagano gli straordinari non dovresti farli. Saltare il pranzo � stato pi� che sufficiente.�</p><p>�Faccio solo quello che mi dicono� rispose l�altra, alzandosi e avviandosi alla toilette.</p><p>Qualche minuto dopo, Jo era in strada, alla luce calda del sole. Decise di fare un salto al Circolo Ufficiali prima di cena.</p><p>Non appena i suoi occhi si abituarono alla penombra del locale, vide Stoner e Markov al separ� d�angolo. Anzi, prima ancora di vederli li sent�.</p><p>�Alla gloriosa rivoluzione d�ottobre e a tutti i popoli rivoluzionari del mondo!� stava urlando Markov.</p><p>Stoner alz� gli occhi all�avvicinarsi di Jo. La ragazza chiese: �E una festa privata o aperta a tutti?�</p><p>Markov rispose immediatamente: �Vieni! Siediti! Unisciti al nostro funerale.�</p><p>�Funerale?� Jo si accomod� a fianco del russo.</p><p>Stoner alz� il bicchiere dal tavolo, salut� l�arrivo di Jo.</p><p>�Celebriamo il quattro luglio con qualche mese d�anticipo.� La voce di Stoner era un po� impastata. �Credo.�</p><p>�Ma perch� definirlo un funerale?�</p><p>�Melanconia russa.�</p><p>�E poi c�� la gloriosa rivoluzione di novembre� disse Stoner, ignorando del tutto le loro parole. �Ah, amici miei, quella � stata la vera svolta. Quando l�immortale Lenin � apparso alla stazione di Pietroburgo, il mondo � cambiato.�</p><p>Al loro tavolo si avvicin� una cameriera indigena dall�aria infelice, solida e robusta come un sacco di cemento. �Ancora da bere?� chiese.</p><p>Jo ordin� una pina colada. Markov era passato alla vodka liscia con ghiaccio. Stoner teneva duro con la birra.</p><p>Quando arrivarono i bicchieri, Stoner disse: �Penso che dovremmo brindare ai marine degli Stati Uniti, ai coraggiosi uomini che hanno strappato quest�isola ai fanatici difensori giapponesi nel novecentoquaranta e qualcosa.�</p><p>Scrutando prima l�uno e poi l�altro, Jo chiese: �Cosa sta succedendo?�</p><p>�Vuoi proprio saperlo?� ribatt� Stoner.</p><p>�S�!�</p><p>�Non fare domande.�</p><p>Per un attimo, Jo parve sul punto d�adirarsi. Poi, invece, rise, scosse la testa, sollev� il bicchiere ghiacciato. �Okay� disse. �Vada, se preferite cos�. Per� ditemi almeno a cosa stiamo brindando.�</p><p>�Alla rivoluzione!� url� Markov.</p><p>�La rivoluzione copernicana� disse Stoner.</p><p>�La rivoluzione del novecentocinque� ribatt� Markov.</p><p>�Insomma, o l�una o l�altra.�</p><p>Continuarono a bere.</p><empty-line/><p>�Quello che ci vorrebbe� disse Markov, sbattendo gi� il bicchiere vuoto �� un�orchestra. Dovrebbe suonare il primo movimento del concerto numero uno di Chaikovskij.�</p><p>�Non � abbastanza rivoluzionario� obiett� Stoner. �Che ne dite di <emphasis>Stars and Stripes Forever</emphasis>?�</p><p>�Controrivoluzionario!�</p><p>�Non � vero!�</p><p>�Cosa ve ne sembra di <emphasis>Me and Bobby McGee</emphasis>?� propose Jo.</p><p>I due uomini la fissarono senza capire.</p><p>�Janis Joplin� spieg� lei. �Era una cantante rivoluzionaria degli� Oh, lasciamo perdere!�</p><p>Stoner si protese sul tavolo. Gli altri due si chinarono verso di lui. �Dev�esserci il modo� disse Stoner, piano �di convincere Big Mac ad accettare la missione di rendez-vous. Dobbiamo trovare il modo.�</p><p>�I veri rivoluzionari non si lasciano scoraggiare dalla caparbia resistenza degli elementi reazionari� disse Markov, in un inglese impeccabile. Poi rutt�.</p><p>�Dobbiamo trovare il modo� ripet� Stoner.</p><p>�O inventarcelo� disse Jo.</p><p>�Forse� riflett� Markov �quando l�alieno avr� il laser puntato addosso, si sentir� spinto a reagire.�</p><p>�Sei ancora convinto che l�alieno sia maschio, eh?� disse Jo.</p><p>�Diciamo che � un �esso�� intervenne Stoner. �Cosa volevi dire con quell��inventarcelo�?�</p><p>�Eh?�</p><p>�Ho detto che dobbiamo trovare un modo per fregare Big Mac, e tu hai detto �o inventarcelo�. Cosa avevi in mente?�</p><p>Jo strizz� gli occhi. �Niente. Era solo per� parlare.�</p><p>Ma il cervello di Stoner stava ribollendo sotto i fumi dell�alcol. �Supponiamo� Kirill, ascoltami� Supponiamo che uno dei radiotelescopi cominci a ricevere una risposta. Niente di preciso� Solo qualche clic e rumori vari��</p><p>Markov lo fiss� con occhi appannati. �Stai proponendo di creare noi questa risposta?�</p><p>Stoner agit� lentamente una mano. �Diciamo che� amplificheremo leggermente il segnale di ritorno. Poco poco, tanto cos�.�</p><p>�Molto pericoloso� disse Markov, scuotendo la testa. �Molto poco scientifico.�</p><p>�S�. Immagino di s�.�</p><p>�Ma funzionerebbe?� continu� il russo. �Potresti fregare quel pallone gonfiato?�</p><p>�Se avessimo qualcuno al radiotelescopio capace di fare l�imbroglio per bene� disse Stoner.</p><p>�E� aggiunse Markov, alzando un dito �se sapessimo come fargli tenere la bocca chiusa.�</p><p>Un sorriso apparve, lento, sul viso di Jo. �Che ne dite del dottor Thompson? Credo di poterlo prendere dal lato buono.�</p><empty-line/><p>Maria Markova, seduta sul letto, tamburellava con le dita sulla valigetta. Kirill, lo sapeva, sarebbe rimasto fuori per ore. Basta che ci sia un bar aperto o una bella ragazza da conquistare, e lui avr� sempre da fare.</p><p>Quindi, lei aveva a disposizione buona parte della notte per interrogare Cavendish. Doveva trovare il modo di sfruttare l�inglese per fermare gli americani, per impedire a Stoner di veder realizzato il suo progetto di rendez-vous.</p><p>�Stoner� pens�. �� lui al centro di tutto. Se riesco a toglierlo di mezzo, avr� compiuto la mia missione.�</p><p>A labbra serrate, apr� la valigetta. L�apparecchio era alimentato da una sorgente a radioisotopi, e la lampadina rossa che ne indicava il perfetto funzionamento era accesa.</p><p>Maria mosse l�interruttore del trasmettitore, facendogli emettere un segnale pi� forte, pi� doloroso. Ma il viso che lei visualizz� stravolto dall�agonia non era quello di Cavendish: era quello di suo marito.</p></section><section><title><p>29</p></title><cite><p>8 OF 56 WP/JNL 1978-8-24</p><p>1531494/IDN</p><p>WASHINGTON (DC) � DIVENTATA IL CENTRO FOCALE DELL�AZIONE FEDERALE TESA A STRONCARE LA PRODUZIONE E LA DISTRIBUZIONE DI FENCICLIDINA (PCP): GLI AGENTI FEDERALI HANNO SCOPERTO 10 LABORATORI CHE PRODUCEVANO PCP E SEQUESTRATO DROGA PER UN VALORE DI 2 MILIONI DI DOLLARI CIRCA DALL�INIZIO DEL �78; L�AGENTE SPECIALE DAVID CANADAY INFORMA CHE A WASHINGTON � STATO SCOPERTO PI� PCP CHE IN OGNI ALTRA CITTA AMERICANA; E NOTA CHE L�USO DI PCP SI CONCENTRA SOPRATTUTTO SULLA COSTA EST (M).</p><empty-line/><p>9 OF 56 LAT/JNL 1978-8-20</p><p>1545492/IDN</p><p>TRE ARTICOLI DEL �LOS ANGELES TIMES� DISCUTONO GLI EFFETTI DELL�USO DELLA DROGA SINTETICA PCP, COMUNEMENTE DEFINITA �POLVERE DEGLI ANGELI�, SU CHI LA ASSUME, SUL PERSONALE MEDICO DL POLIZIA, SULLE INDUSTRIE CHIMICHE; IL PCP PROCURA UN�ECCEZIONALE FORZA FISICA E L�IMMUNIT� AL DOLORE, SPESSO ACCOMPAGNATE DA COMPORTAMENTO BIZZARRO E VIOLENTO, IL CHE RENDE DIFFICILE ALLA POLIZIA USARE I TRADIZIONALI METODI DI COSTRIZIONE; LE RICERCHE MEDICHE NON SONO ANCORA GIUNTE A STABILIRE UNA PROCEDURA STANDARD DI CURA, PERCH� SI SA BEN POCO DI COME AGISCA IL PCP; IL PCP NON � COSTOSO E SI RICAVA DA SOSTANZE CHIMICHE IN LIBERA E LEGALE CIRCOLAZIONE SUL MERCATO�</p></cite><empty-line/><p>Reynaud era seduto sull�orlo del letto di Schmidt, teso fino allo spasimo, e scrutava il giovane astronomo.</p><p>Da pi� di un�ora Schmidt se ne stava seduto in un angolo della sua stanza, le braccia abbandonate lungo i fianchi, le mani posate sul pavimento di legno. A occhi sbarrati, fissava il nulla.</p><p>Sembrava morto, non fosse stato per l�alzarsi e abbassarsi veloce, affannato del petto e per il respiro ansimante che gli usciva dalla bocca.</p><p>Reynaud aveva cercato di parlargli, aveva provato con l�acqua fredda, l�aveva persino schiaffeggiato. Schmidt era sempre rimasto l�, immobile, lo sguardo assente.</p><p>�Se chiamo un medico lo sbatteranno dentro� pens� Reynaud. �Lo sa Dio dove si � procurato la droga. E se non uscisse pi� dalla crisi? Se morisse?�</p><p>Per la centesima volta, Reynaud si alz�, arriv� alla porta. �Forse c�� un dottore disposto a curarlo senza informare le autorit�� si disse.</p><p>Ma la sua mano si rifiut� di abbassare la maniglia.</p><p>Quando si gir� verso l�astronomo, le mani di Schmidt si stavano chiudendo lentamente a pugno.</p><p>�Lo vedo� disse Schmidt, rauco.</p><p>�Dio ti ringrazio� pens� Reynaud. �Ne sta venendo fuori.�</p><p>�Arriva� gracid� Schmidt. �Oh, Ges� Dio, mi arriva diritto addosso! Arriva!�</p><p>Si alz� in piedi, traballando. Reynaud gli si avvicin�, e davanti al ragazzo si sent� piccolo e inutile.</p><p>�Mi arriva addosso!� url� Schmidt. �I colori�� Si copr� gli occhi con un braccio. ��Il dolore!��</p><p>�No, no, andr� tutto bene� disse Reynaud, cercando di afferrare l�altra mano del giovane.</p><p>Ma Schmidt lo spinse via con uno scatto improvviso del braccio. Reynaud colp� il letto con la parte posteriore delle gambe, vi precipit� sopra, atterr� pesantemente sul lato opposto del pavimento.</p><p>�Non ce la faccio!� url� Schmidt.</p><p>Sollev� il letto da terra, lo alz� sopra la testa. Reynaud cap� che stava per arrivare la morte. Non riusciva a muoversi. Per un orribile istante, Schmidt rest� proteso su di lui come un sacerdote azteco pronto a strappargli il cuore dal petto.</p><p>Poi il giovane, il viso contorto in una maschera atroce di furia selvaggia, gir� su se stesso e scagli� il letto come fosse un fuscello. L�intelaiatura metallica si abbatt� sulla parete, fracass� l�armadietto e la sedia, dilani� l�intonaco come una bomba.</p><p>Schmidt corse alla porta, la spalanc� e scomparve in corridoio, Reynaud rest� immobile sul pavimento, pallidissimo per il dolore e lo shock, un braccio ripiegato sotto il corpo in un angolo grottesco.</p><empty-line/><p>�Non funzioner� mai� stava dicendo Markov.</p><p>�S� che funzioner� insistette Stoner.</p><p>Erano ancora nel s�par� del Circolo Ufficiali, e adesso bevevano caff�. La testa di Stoner era tutto un rimbombo. Markov aveva un aspetto distrutto, esausto.</p><p>Jo era andata al ristorante prima che chiudesse, a prendere qualche panino. Era seduta vicino a Stoner.</p><p>�Credo che potrebbe funzionare� disse. �Il dottor Thompson ci aiuter�, ne sono sicura.�</p><p>Markov scosse la testa, una volta sola. Il dolore lo costrinse a fermarsi e chiudere gli occhi.</p><p>�Ti preoccupa l�idea che ci sia di mezzo troppa gente� disse Stoner.</p><p>�S� ammise Markov, senza aprire gli occhi. �Falsificare un messaggio del nostro visitatore richiederebbe noi tre, Thompson, e come minimo altri due o tre tecnici del radiotelescopio. E poi, non credi che uomini come Zworkin e Cavendish siano talmente preparati da scoprire, con un po� di studio, che il messaggio � falso?�</p><p>�� qui che entri in gioco tu, vecchio mio� disse Stoner. �Sar� tuo compito ideare un messaggio che li lasci perplessi per un certo tempo, finch� non avremo dato il via alla missione di rendez-vous.�</p><p>Markov apr� gli occhi, sorrise triste. �Vedo. Dipende tutto da me.�</p><p>�Molto, s�.�</p><p>�Tenterai?� gli chiese Jo.</p><p>Il russo si inumid� le labbra, le sorrise. �Per te, mia bellissima, oserei tutto. Perch� no? Sar� una sfida interessante. E se siamo veri rivoluzionari, dobbiamo correre qualche rischio, no?�</p><p>Nonostante il mal di testa, Stoner cap� che Markov stava semplicemente cercando di essere compiacente con loro due. Il russo non aveva fiducia in quel piano disperato. Comunque, Stoner brind� a Markov con la tazzina di caff�.</p><p>�Alla nostra rivoluzione.�</p><p>Markov tocc� con la propria la tazzina di Stoner, Al brindisi si un� Jo, che disse: �A noi.�</p><empty-line/><p>Dietro la cortina rossa del dolore, Cavendish li vide portare Reynaud in infermeria: due giovani marinai entrarono con la barella su cui era riverso il monaco. Grasso e tozzo com�era, sembrava una piccola balena bianca vestita di nero. Cavendish aveva la vista offuscata dal dolore; non riusc� a capire se Reynaud fosse o no svenuto.</p><p>�Cosa� Cosa gli � successo?� La voce di Cavendish era debole, incerta.</p><p>L�infermiera di mezza et�, molto efficiente, che si occupava di lui schiocc� la lingua. �Non ci pensi. Stia qui tranquillo a riposare.�</p><p>Cavendish era troppo stanco per poter fare qualcosa d�altro. Per� il dolore, anzich� migliorare, stava peggiorando. Era stato un errore andare in ospedale quando l�attacco era iniziato. Adesso era intrappolato l�, e le ondate d�agonia gli squassavano il corpo, anche se i dottori lo avevano riempito di analgesici.</p><p>Sapeva dove avrebbe dovuto trovarsi, cosa avrebbe dovuto fare. Stava disobbedendo, e loro lo punivano. Com�era giusto. Disobbedire era stata una follia. Per� adesso l�infermiera americana incombeva sul suo lettino, e lui era troppo debole per tentare la fuga.</p><p>�Se solo se ne andasse per un minuto o due� pens� Cavendish. �Se mi desse il tempo di scappare.�</p><p>Il giovane dottore che gli aveva fatto l�iniezione entr� nella stanza.</p><p>�Come va?� chiese all�infermiera.</p><p>�� molto irrequieto.�</p><p>Girandosi verso Cavendish, il dottore ebbe un sorriso professionale. �Avverte ancora qualche disagio?�</p><p>�Mi� Mi sento un po� meglio� ment�, perch� sapeva che era quella la risposta che il dottore si aspettava.</p><p>�Bene. Cerchi di rilassarsi. Le emicranie non durano all�infinito.�</p><p>�L�uomo� che hanno appena ricoverato� riusc� a boccheggiare Cavendish. �Era il� dottor Edouard Reynaud?�</p><p>Il medico annu�. �S�. � caduto e si � rotto un braccio.�</p><p>�Stanotte c�� parecchio lavoro� disse l�infermiera. �Certe sere si passano nella noia pi� mortale. Ma stanotte c�� lavoro.�</p><p>�E non � nemmeno il ventisette� disse il dottore.</p><p>Cavendish lasci� ricadere la testa sul cuscino e strinse i denti per impedirsi di urlare di dolore. Il dottore se ne and�, ma l�infermiera si ferm� davanti alla tenda che circondava il letto di Cavendish.</p><p>Un frastuono terrificante e urla eccitate si alzarono all�improvviso da oltre la tenda.</p><p>�Cristo santo, tenetelo fermo!�</p><p>�Datemi una mano!�</p><p>�Inserviente! Infermiera! Venite, presto��</p><p>E, sopra tutto, l�urlo stridulo di� di cosa? Cavendish non capiva se fosse un uomo o una donna. O un animale.</p><p>L�infermiera scomparve. Cavendish ud� rumore di lotta. Corpi che cadevano, si abbattevano sul pavimento, contro le pareti. Un paio di inservienti nerboruti passarono di corsa. Poi, lo stesso dottore che si era occupato di lui.</p><p>�Tenetelo fermo, tenetelo fermo!�</p><p>Con tutti i muscoli del corpo tesi nello sforzo, Cavendish si mise a sedere lentamente, dolorosamente. Non gli avevano tolto i vestiti, solo le scarpe. Alzarsi lo fece quasi svenire. Chinarsi a raccogliere le scarpe fu un�agonia tremenda.</p><p>E il caos in corridoio non accennava a interrompersi.</p><p>Cavendish raggiunse l�estremit� della tenda e guard�, cauto, in corridoio. Un groviglio di corpi si agitava per terra davanti all�ingresso principale dell�ospedale. Inservienti e infermiere lottavano per tenere fermo un solo uomo, giovane e biondo, che combatteva con una ferocia rabbiosa, demenziale.</p><p>Un dottore, armato di siringa, stava tentando di piantare le ginocchia sul petto del giovane. Un altro, il medico che aveva curato Cavendish, cercava di infilare un ago in una di quelle gambe che si dibattevano.</p><p>�Buon Dio� pens� Cavendish, sconvolto dalla rivelazione, dev�essere �Schmidt�! Difficile, per�, esserne sicuro: il viso del giovane si era trasformato nel muso di una belva.</p><p>Per diversi momenti, quasi dimentico del proprio dolore, Cavendish rest� l� a guardare la scena, stupefatto. Poi infil� il corridoio e s�avvi� verso l�uscita posteriore. Teneva le scarpe in mano, come un marito che, rientrando tardi, cerchi di sottrarsi all�ira della moglie.</p><empty-line/><p>Quando uscirono dal Circolo Ufficiali, Jo era sottobraccio a Stoner. Markov era al lato opposto del terzetto, sotto le luci al neon dell�insegna del locale. Migliaia di insetti ronzavano e svolazzavano attorno alle luci, nel loro tentativo istintivo, irrazionale, di comprenderne il mistero.</p><p>Le luci si spensero all�improvviso.</p><p>�Non avevo idea che fosse cos� tardi� disse Stoner. �Il Circolo ha gi� chiuso.�</p><p>�� mezzanotte� disse Jo. �Chiudono a mezzanotte.�</p><p>Stoner si riemp� i polmoni dell�aria di mare. Fredda com�era, parve allontanare un po� la nebbia che aveva in testa.</p><p>�Allora, compagni di rivoluzione� si sent� dire Stoner �secondo voi quante possibilit� abbiamo?�</p><p>�Possiamo farcela� rispose subito Jo.</p><p>Markov tard� a rispondere. �Mi occorrer� qualche giorno per creare segnali abbastanza enigmatici.�</p><p>�Ma quante probabilit� di successo abbiamo?�</p><p>Il russo si tir� la barba. �Praticamente zero� ammise. Poi, con uno di quei suoi sorrisi da ragazzo: �Per� la differenza tra zero e �praticamente� zero � il margine di tutte le rivoluzioni vittoriose.�</p><p>�Siamo tutti matti, sapete� disse Stoner.</p><p>�Non matti. Ubriachi, questo s�. Ma non matti.�</p><p>�Possiamo farcela� ripet� Jo, stringendo pi� forte il braccio di Stoner. �Big Mac non � troppo furbo; cadr� nella trappola. Probabilmente gli verr� un infarto, ma abboccher�.�</p><p>�Questo � un vantaggio collaterale a cui non avevo pensato� disse acidamente Stoner.</p><p>�Domattina ne parler� subito col dottor Thompson� disse Jo.</p><p>�Thompson� fece eco Stoner.</p><p>La ragazza annu�. �� l�uomo chiave dell�intero piano. Dobbiamo convincerlo ad aiutarci.�</p><p>�Non lo far� disse Stoner.</p><p>�Credo di poterlo convincere� ribatt� Jo.</p><p>Stoner la fiss� per un lungo momento, poi scese i tre gradini che portavano sul marciapiede in corallo e cemento.</p><p>�Lascia perdere� disse.</p><p>�Cosa?�</p><p>Girandosi a guardare gli altri due, Stoner disse: �Scordiamoci di tutta quanta l�idea. Io non ho intenzione di portarla avanti.�</p><p>Markov era stupefatto. �Ma l�idea � partita da te!�</p><p>�Lo so. Per� non � buona. Scordiamocela.�</p><p>Jo gli arriv� a fianco. �Keith, se ti preoccupi per Jeff e me��</p><p>�Non mi preoccupo di niente� sbott� lui. �Per� non intendo falsificare dati. � un piano che solo un ubriaco poteva concepire.�</p><p>E, di colpo, gir� la schiena e part� verso l�AUS. Jo, ferma ai piedi della scala, lo guard� scomparire nella strada buia.</p><p>Markov la raggiunse. �Non ho mai creduto che sarebbe andato fino in fondo� disse dolcemente. �Erano solo chiacchiere per vincere la delusione per l�intransigenza di McDermott.�</p><p>Ma Jo disse: �No. Non � questo il vero motivo. E il vero motivo non ce lo vuole dire. Non vuole nemmeno ammetterlo con se stesso.�</p><p>Markov le appoggi� una mano sulla spalla. �Cara bambina, so come ti senti.�</p><p>�E come puoi saperlo?�</p><p>�Lo so cosa significa avere il cuore spezzato.�</p><p>Jo scosse la testa. �E io credevo che il mio fosse a prova di bomba.�</p><p>�Nessun cuore lo � disse Markov. �Il meglio che si possa sperare � un buon cemento a presa rapida per rimettere assieme i pezzi.�</p><p>Con un sorriso triste, Jo ribatt�: �Cemento a presa rapida? E io che ti credevo un romantico.�</p><p>Markov le circond� le spalle col braccio. Assieme, s�incamminarono lungo la strada. �Ti accompagno all�hotel.�</p><p>Jo si lasci� guidare dal russo. Si gir� una sola volta a guardare nella direzione che Stoner aveva preso.</p><p>Nel buio della camera da letto, la luce rossa della valigetta fissava Maria come l�occhio imperturbabile d�un demone.</p><p>�� vecchio� si disse. �Non posso continuare a erogare il massimo d�energia per troppo tempo, se no gli viene un colpo e muore.�</p><p>Stava per abbassare l�intensit� del segnale quando, sotto la finestra, ud� un rumore smorzato. Guardando fuori, vide Cavendish che saliva le scale e arrivava alla porta, come uno zombie.</p><p>Maria guard� l�orologio. Il quadrante luminoso era sfocato, le lancette quasi invisibili. Con uno sbuffo d�impazienza, port� al minimo l�emettitore di segnali. �Mi sta peggiorando la vista� pens� alzandosi. �Dovr� usare lenti pi� forti.�</p><p>Lisciandosi il vestito, and� in soggiorno e apr� a Cavendish. L�inglese rest� immobile, come un cane o una mucca, in attesa del permesso d�entrare.</p><p>Maria non accese le luci. Non voleva vedere il volto di Cavendish. L�uomo raggiunse una poltrona, croll� a sedere con un sospiro straziante.</p><p>�Le scarpe� vide Maria alla luce fioca della strada. �Perch� ha in mano le scarpe?�</p><p>�Ero in infermeria� rispose lui.</p><p>�Perch�?�</p><p>Lentamente, Cavendish cominci� a raccontarle ci� che gli era successo; le confess� che si era presentato all�ospedale nel tentativo di sfuggire alla giusta punizione.</p><p>�Come ha fatto a fuggire?� chiese Maria.</p><p>Lui le raccont� il caos provocato da Schmidt.</p><p>�Lo sanno tutti che si riempiva di droga� disse Cavendish, in quella sua voce da automa �ma adesso dev�essersi preso un�overdose di qualcosa di molto forte. Era impazzito. Una furia scatenata.�</p><p>Una furia scatenata. La frase colp� la mente di Maria. Una furia scatenata. Esistono droghe capaci di trasformare un normalissimo astronomo in una macchina da guerra senza cervello.</p><p>Sorrise nel buio. �Adesso so come fermare Stoner� pens�. �E non ci sar� nemmeno bisogno di fare del male a Cavendish�. Per chiss� quale motivo, a quell�idea si sent� meglio.</p></section><section><title><p>30</p></title><epigraph><p>Dio sollev� la fronte dell�Uomo e gli ordin� di contemplare le Stelle.</p><text-author>Ovidio</text-author></epigraph><empty-line/><p>Il raduno iniziava alle otto, ma i potenti riflettori dello stadio RFK erano gi� accesi quando le prime persone cominciarono a riempirne l�enorme ovale.</p><p>Willie Wilson si asciug� le labbra imperlate di sudore. Sotto il cielo ancora chiaro di Washington, lo stadio si stava affollando.</p><p>�Te l�avevo detto che sarebbe stato un successone� disse suo fratello Bobby, sorridente. �Tra mezz�ora dovremo mandare indietro la gente.�</p><p>Quando gruppi rock e cantanti e ospiti d�onore ebbero scaldato il pubblico, era ormai sera piena, anche se nessuno riusciva a vedere il cielo nello scintillio totale dei riflettori.</p><p>L�entrata di Willie era stata preparata nel modo pi� spettacolare. Tutte le luci dovevano spegnersi, fatta eccezione per un unico riflettore che si sarebbe puntato su di lui alla sua apparizione sull�erba. Poi, la luce lo avrebbe seguito mentre lui procedeva, magnificamente solo, sino agli scalini della piattaforma dov�erano sistemati i microfoni.</p><p>Per quanto fosse abituato ad affrontare la folla, per quanto avesse ripetuto all�infinito il suo messaggio alla gente, Willie avvertiva ancora quella sensazione di vuoto, di panico, che precedeva gli ultimi secondi prima dell�uscita.</p><p>Alle sue spalle, Bobby stava dicendo a Charlie Grodon: �Te lo avevo detto che avremmo fatto il tutto esaurito, no?�</p><p>�Per questa volta� ammise a malincuore Charlie. �Ma Anaheim? Da quanto so, le prevendite dei biglietti non vanno troppo bene.�</p><p>Willie escluse dalla mente quelle voci. Non erano importanti. Nulla importava, se non convincere la folla che il suo messaggio era degno d�attenzione.</p><p>Nervoso come un puledro che stesse per essere liberato dalla stalla, Willie ascolt� l�ex cantante convertita alla sua fede che annunciava il suo ingresso. E il sudore gli usc� da ogni poro del corpo, mentre la donna urlava nel microfono: ��L�uomo che tutti aspettate di vedere. Con il messaggio che tutti voi desiderate udire� L�evangelista urbano in persona, Willie Wilson!�</p><p>I gruppi rock suonarono un inno, le luci si attenuarono, si spensero, e la folla rugg�.</p><p>Poi piomb� nel silenzio.</p><p>Sotto la luce del riflettore, Willie si ferm� a met� d�un passo.</p><p>Silenzio. Come se l�intero stadio fosse scomparso. Come se fosse stato scagliato nelle tenebre dello spazio interplanetario.</p><p>Confuso, incerto, spaventato, Willie s�immobilizz�. La luce del riflettore lo abbagliava. Non vedeva nulla, sotto quel raggio accecante.</p><p>Per� udiva sussurri. Voci. Gemiti.</p><p>�Guarda!�</p><p>�Dio, cosa pu� essere?�</p><p>�Guarda su, in cielo! �Guarda in cielo!��</p><p>Willie cerc� di schermarsi gli occhi, ma serv� a poco. Adesso sentiva urla, grida strangolate di� Cosa? Paura? Meraviglia? Terrore?</p><p>Avanz� di due passi, e il raggio di luce non si mosse. Persino il tecnico delle luci si era bloccato.</p><p>Willie alz� gli occhi e lo vide, splendido in cielo. Il messaggio.</p><p>Adesso lo stadio era pieno di suoni. La gente bestemmiava, urlava, si muoveva, correva verso le uscite, spinta dalla paura pi� animalesca, pi� insensata.</p><p>Willie corse alla piattaforma. Anche al buio, il suo passo era sicuro. Sbatt� la caviglia sul primo scalino, strinse i denti, sal� sulla piattaforma.</p><p>La folla, nel buio, era un organismo vivo, pulsante, acefalo. Willie udiva gemiti e urla e l�esplosione della rabbia animale.</p><p>Le sue mani si chiusero sul microfono.</p><p>�ASCOLTATEMI� grid�, e la sua voce venne amplificata un milione di volte nel gigantesco stadio.</p><p>�ASCOLTATEMI! ASCOLTATE LA MIA VOCE! LA PAROLA DI DIO � QUI FRA NOI. INGINOCCHIATEVI!�</p><p>Il clamore si quiet�, divent� un solo respiro collettivo. Willie incalz�: �INGINOCCHIATEVI! ASCOLTATE LA PAROLA DI DIO. QUESTO � IL SEGNO CHE TUTTI ATTENDAVAMO, NON ABBIATE PAURA, NON C�� NULLA DA TEMERE.�</p><p>Esit�, il viso rivolto alle luci in cielo, che pulsavano e si muovevano come una presenza viva. Il raggio del riflettore si spost� all�improvviso, lo circond� di un alone abbagliante.</p><p>�VI AVEVO DETTO DI SCRUTARE IL CIELO, ORA GUARDATELO! GUARDATE L�OPERA DEL NOSTRO SIGNORE DIO ONNIPOTENTE! QUESTO NON � UN MOMENTO DI PAURA. � UN MOMENTO DI TRIONFO! INGINOCCHIATEVI E PREGATE. RENDETE GRAZIA. DIO CI STA PARLANDO CON VOCE DI FUOCO, MA � UNA VOCE D�AMORE. � LA VOCE DELLA VITA ETERNA. GUARDATE TANTA BELLEZZA, IL REGNO E IL POTERE E LA GLORIA DEL NOSTRO SIGNORE E SALVATORE GES� CRISTO, DEL DIO PADRE E DEL FIGLIO E DELLO SPIRITO SANTO, NEI SECOLI DEI SECOLI��</p><p>Il mattino dopo, i giornali riferirono che Willie aveva parlato per tre ore di seguito, senza mai interrompersi, senza mai lasciare il cerchio del riflettore. Da sola, la sua voce era bastata a soffocare il panico che avrebbe potuto uccidere migliaia di persone, nella corsa folle verso le uscite dello stadio.</p><empty-line/><p>Jo augur� la buonanotte a Markov all�entrata dell�hotel, e si avventur� nell�atrio, dove una guardia insonnolita aveva lasciato ricadere il mento sul petto.</p><p>Con una decisione improvvisa torn� fuori. Markov era gi� piuttosto lontano; inutile chiamarlo. Jo travers� la strada, aggir� gli edifici di cemento e raggiunse la spiaggia.</p><p>Non fu sorpresa di incontrare Stoner che passeggiava cupamente sulla sabbia. Al suo arrivo, lui alz� gli occhi, e a sua volta non parve affatto sorpreso.</p><p>�Ciao, Keith.�</p><p>Stoner quasi le sorrise. �Be�, hai detto che noi due siamo della stessa stoffa. Eccoci qua.�</p><p>Jo gli si affianc�. Si misero a camminare sulla spiaggia calma, sotto le grandi palme che sussurravano alla brezza della notte. La ragazza si ferm� un attimo a togliersi le scarpe. Stoner fiut� il vento, carico del profumo dei fiori. La risacca mormorava tra le tenebre, instancabile.</p><p>Raggiungendolo di corsa, Jo gli chiese: �Qual � il vero motivo che ti ha spinto a rinunciare al nostro piano?�</p><p>�Te l�ho gi� detto, non ho nessuna intenzione di falsificare dati. Mi pareva una buona idea quando ero ubriaco, ma adesso sono sobrio.�</p><p>�� questo il motivo?�</p><p>�S�.�</p><p>�L�unico motivo?�</p><p>Lui si ferm�, si gir� verso di lei. �Cosa vorresti sentirmi dire? Che non voglio perch� non mi va che tu ti offra a Thompson?�</p><p>�S�, Keith, � esattamente questo che vorrei sentirti dire.�</p><p>�Farebbe differenza, per te?�</p><p>�Io ti amo, Keith.�</p><p>Per un attimo, lui non parl�. Poi: �McDermott lo sa?�</p><p>�Certo che lo sa. Perch� credi che mi abbia costretta a mettermi con lui? Per strapparmi a te. Lo fa sentire molto <emphasis>macho.</emphasis>�</p><p>�E perch� ti sei messa con lui?�</p><p>�Perch� tu potessi venire qui con noi, senza finire in carcere.�</p><p>�Non mi avrebbero messo in carcere� disse Stoner. Ma la sua voce era pi� tenera, pi� dolce.</p><p>�McDermott ha detto che ci saresti finito.�</p><p>�Ed � per questo che tu vai a letto con lui.�</p><p>�S�. E anche per ottenere dal vecchio quello che voglio� disse lei.</p><p>Stoner abbass� le spalle. �Ges� Cristo, Jo, hai ragione tu. Siamo fatti della stessa stoffa.�</p><p>�Io l�ho sempre saputo. E adesso l�unica cosa che tu vuoi � tornare nello spazio, giusto?�</p><p>Lui riprese a camminare.</p><p>�Tutto quello che hai fatto� disse Jo �tutte le montagne che hai smosso� Era solo perch� vuoi farti lanciare nello spazio, andare incontro alla nave aliena.�</p><p>�Per cui, sono un fanatico irragionevole� mormor� Stoner.</p><p>�Sei un essere umano, Keith. A volte mi spaventi, per� sei umano. Se solo cercassi di esserlo pi� spesso��</p><p>�Ti spavento?�</p><p>�Questa tua ossessione. Il bisogno di allontanarti da tutto, da tutti��</p><p>Lui la circond� con le braccia. �Non voglio allontanarmi da te, Jo. Te lo giuro.�</p><p>Lei si lasci� stringere, si appoggi� al suo corpo forte, saldo. Tutta la rabbia, tutti i dubbi, tutti i timori scomparvero come foglie morte trascinate via da un torrente.</p><p>Stoner le alz� il mento, la baci� sulle labbra. Lei chiuse gli occhi, gli si strinse contro.</p><p>Le loro labbra si staccarono. �Sei cos� bella, Jo. Bella in un modo impossibile��</p><p>Quando la ragazza apr� gli occhi per guardare Stoner, vide il cielo. �Keith� Cos��?�</p><p>Lui alz� lo sguardo, s�irrigid� un attimo. La lasci� andare e gir� su se stesso, rovesci� la testa all�indietro. A bocca spalancata, fiss� il cielo, distese le braccia per non perdere l�equilibrio, continu� a roteare, scrutando il cielo che scintillava.</p><p>�Cos��, Keith?� ripet� Jo, fissando la cortina di luci che solcava il cielo da orizzonte a orizzonte.</p><p>Lui rise. �Cos��? Guarda! � la nostra rivoluzione! � lo scherzo cosmico pi� gigantesco! Guarda! Ma guarda!�</p><p>Il cielo era vivido di colori, rossi cangianti e verdi e gialli pallidi, cortine di luce che sfilavano lass� in alto come per magia, facendo impallidire le stelle, lanciando riflessi nelle acque calme della laguna.</p><p>Jo si trov� senza fiato. Era meraviglioso, spaventoso, assolutamente bello.</p><p>�L�aurora boreale! Le luci del nord!� Stoner rideva, ballava sulla sabbia come un ragazzino, s�imbeveva di quello spettacolo meraviglioso. �O forse le luci del sud. Chi se ne frega? Se le vediamo qui, cos� vicino all�equatore, si vedranno da per tutto. Su tutto il pianeta! Certo. Guardale! Non sono stupende?�</p><p>Lei lo raggiunse di corsa. �L�aurora boreale? Ma perch�?�</p><p>Circondandola con un braccio: �� il nostro visitatore, Jo. Non capisci? Ha interferito con la magnetosfera di Giove, e adesso sta facendo la stessa cosa col campo magnetico terrestre. � la sua risposta, il suo segnale per noi! �Magnifico!��</p></section><section><title><p>31</p></title><epigraph><p>Il pianeta ruota. La linea di divisione tra notte e giorno si sposta lungo mari e continenti. � quando l�oscurit� scende sull�uomo.</p><p>Nei grandi viali e negli stretti vicoli di Pechino, milioni di cittadini stupefatti scrutano il cielo, guardano i draghi di fuoco che danzano in alto. All�unisono, corrono verso la Citt� Proibita, si affollano nell�antica piazza in cerca di una risposta, di una spiegazione, delle parole dei loro capi che sappiano scacciare i draghi e allentare la paura che stringe i loro cuori.</p><p>A Teheran, i muezzin salgono sulle balconate dei loro minareti a proclamare la gloria di Allah, l�Onnisciente, il Benevolo. Gli uomini abbassano il viso nella preghiera, lanciando occhiate impaurite al cielo infiammato di luci. Le donne si stringono assieme e piangono. Sanno che la fine del mondo � molto vicina.</p><p>A Varsavia e a Cape Town, a Dublino e a Dakar, a Buenos Aires e in Nuova Scozia, il cielo risplende e la gente non capisce e urla e implora dei o scienziati per una parola di salvezza, per una speranza, per qualcosa che allontani la paura che ghiaccia il sangue.</p><p>E le luci in cielo danzano, ovunque, nella notte del pianeta Terra.</p><empty-line/><p>Nulla � tanto meraviglioso da non poter essere vero.</p><text-author>Michael Faraday</text-author><text-author>1791�1867</text-author></epigraph><empty-line/><p>Dal suo arrivo a Kwajalein, Stoner aveva lavorato a una scrivania all�ultimo piano di uno degli edifici pi� vecchi dell�isola. L�intero piano era un unico ufficio aperto.</p><p>Diciassette tra uomini e donne, visto che il loro lavoro non era ritenuto tanto importante da meritare uffici singoli, si dividevano il piano, affettuosamente soprannominato �la palude�. Le scrivanie si affollavano l�una addosso all�altra, come nelle redazioni di certi vecchi giornali. E anche il frastuono era quello di una redazione. Per quanto tutti cercassero di non prendersi a gomitate, i telefoni squillavano, i terminali di computer ticchettavano, le voci rimbalzavano sul soffitto basso e sulle pareti di cemento.</p><p>E quando il sole batteva sul tetto di lamiera, nemmeno tutti i condizionatori d�aria dell�isola messi assieme avrebbero potuto rendere sopportabile la palude.</p><p>La pioggia tamburellava sul tetto, e Stoner, seduto alla scrivania, guardava il discorso del presidente degli Stati Uniti sullo schermo che normalmente serviva per il computer. Una burrasca tropicale ululava fuori delle finestre, ma l�, nella palude, nessuno le prestava attenzione.</p><p>In un silenzio mortale, tutte le persone seguivano il discorso del presidente. Con cautela, soppesando le parole, il presidente inform� la popolazione sulla nave spaziale, spiegando pazientemente che non rappresentava una minaccia per la razza umana. Assolutamente nessuna minaccia.</p><p>Continuava a ripeterlo. � una grande occasione, la rivelazione improvvisa e inaspettata che non siamo soli nell�universo. Non � una minaccia.</p><p>Per�, il presidente appariva spaventato. E molto, molto stanco.</p><p>Stoner ascolt�, guard�, aspett�. Ogni nervo, ogni muscolo del suo corpo si tese, ebbe uno spasmo: avrebbe letteralmente voluto �strappare� all�immagine televisiva del presidente le parole che attendeva di sentire.</p><p>E poi, le parole arrivarono: �Stamattina ho dato l�ordine di dare il via a una missione spaziale congiunta tra americani e russi. La missione avr� il compito di raggiungere l�astronave aliena e studiarla da vicino. Andremo incontro al visitatore alieno.�</p><p>Stoner lasci� andare il fiato. Gli tremavano le ginocchia. Allora lo faremo, si disse, ancora troppo teso per sorridere o parlare. Lo faremo. Io lo far�.</p><p>Quasi non ud� il presidente che annunciava: �Di conseguenza, ho deciso di dedicare ogni mio sforzo personale al raggiungimento della collaborazione e comprensione internazionali indispensabili per garantirci di entrare effettivamente in contatto con la nave aliena e di ottenere tutti i possibili vantaggi da questo contatto. Dato che ci� costituir� un�enorme responsabilit� per me personalmente, e per i miei assistenti e consiglieri, ho deciso, pur con riluttanza, di non ripresentarmi come candidato alla presidenza.�</p><p>Nella stanza caldissima, qualcuno gemette. Stoner quasi non se ne accorse.</p><p>�Non accetter� la designazione del mio partito per la rielezione e non prester� la mia opera alla campagna di alcun candidato. Tutte le mie energie debbono essere riversate, e lo saranno, nel coordinare lo sforzo internazionale per scoprire ogni informazione possibile sul visitatore alieno.�</p><p>Qualche grido di giubilo si alz� dagli altri che guardavano la televisione.</p><p>�Forse adesso ci daranno da mangiare in modo decente� comment� uno degli uomini.</p><p>�O mi aggiusteranno la finestra� disse una donna, guardando l�acqua che dal davanzale gocciolava gi� per la parete.</p><p>La tensione si allent�. Persino Stoner, quando si rimise al lavoro, sorrideva. In quel momento, stava studiando le analisi spettrografiche della nave in avvicinamento.</p><p>La pioggia cess� di colpo com�era iniziata. Il pomeriggio si rischiar�, e la palude raggiunse la solita temperatura soffocante. Tutti cominciarono a lasciare la scrivania, a trovare scuse per andare al centro computer, o ai radiotelescopi, o in qualsiasi altro posto pi� fresco e meno afoso.</p><p>�Io ho saltato il pranzo� disse uno dei tecnici, superando la scrivania di Stoner. �Ho diritto a uscire un po� prima.�</p><p>Stoner non gli prest� troppa attenzione. Il tecnico usc� in compagnia di due amici. Comunque, in pratica era andato a giustificarsi da Stoner, quasi adesso lo ritenesse il capo, quello che decide.</p><p>Mentre i tre scomparivano sulla scala di metallo, entr� Jo Camerata. Si guard� attorno un attimo, poi raggiunse la scrivania di Stoner e sedette sull�orlo, a gambe incrociate.</p><p>�Come fai a lavorare con questo caldo?� chiese. �� insopportabile.�</p><p>�Non me n�ero accorto� disse Stoner.</p><p>�Non te n�eri accorto? Sei sudato come un cavallo. Hai la camicia inzuppata.�</p><p>Lui abbass� gli occhi, stacc� dal petto la camicia fradicia.</p><p>�Sar� il mio addestramento Zen, La mente che domina la materia.�</p><p>Jo batt� un dito sulla propria camicetta. �Be�, �questa� materia fa un salto alla spiaggia per una nuotata prima di cena. Vieni?�</p><p>Lui le sorrise. �Ho del lavoro da fare, Jo.�</p><p>�Pu� aspettare. E dai, puoi venire domattina presto. � quello che faccio io. Arrivo sempre in ufficio alle sette.�</p><p>Stoner le scocc� un�occhiata scettica.</p><p>�Ecco�� Jo scoppi� a ridere. �Prima delle otto, okay? Ci credi?�</p><p>�Ogni tanto.�</p><p>La ragazza si chin� su di lui. �Non so nemmeno tentarti? Conosco certe spiagge �molto� deserte, dove nessuno va mai.�</p><p>�Jo, abbiamo solo poche settimane per preparare tutto.�</p><p>�Tu lavori troppo. E alle cose sbagliate.�</p><p>Stoner sentiva la fragranza del corpo di lei, Appoggiandosi all�indietro sulla poltroncina, lontano da Jo, le propose: �Senti, ho un sacco di cose da fare. Possiamo vederci per cena? Verso le sette?�</p><p>�Dovr� andare a nuotare da sola?� Jo fece una smorfia.</p><p>�La vita � dura� disse Stoner.</p><p>�E tu sei un uomo difficile, Keith Stoner� disse Jo, scendendo dalla scrivania.</p><p>Lui, tutto serio, rispose: �Non sto cercando di essere difficile, Jo. Te lo giuro.�</p><p>�Oh, lo so! Vorrei solo che mettessi le tue necessit� personali un pochino pi� in alto sulla tua lista di priorit�.�</p><p>Stoner non ribatt�. Jo si guard� attorno, vide che la palude era praticamente deserta, si protese e lo baci� sulle labbra. Prima che lui potesse reagire, lei era gi� alle scale, sorridente.</p><p>Stoner le restitu� il sorriso. Poi torn� al lavoro. Il sorriso scomparve quando, quasi solo nella stanza caldissima, ricominci� a studiare le analisi spettrografiche.</p><empty-line/><p>Fuori, sulla strada inondata dal sole, se non altro c�era la brezza marina a mitigare il caldo. Jo trasse un profondo respiro; poi, anzich� avviarsi alla spiaggia, torn� verso il centro computer.</p><p>Incontr� Markov a mezza strada, sbucato dalla direzione opposta.</p><p>�Ah, la mia amica dal cuore infranto. Come va stamattina?�</p><p>Jo fu costretta a ridere. �Il cuore � sempre spezzato. E tu?�</p><p>�Idem.�</p><p>Ferma sotto il sole, la ragazza scrut� il centro computer, poi riport� l�attenzione sul russo, Markov le stava sorridendo, gentile, dolce, ansioso.</p><p>�Okay, Keith � un fanatico, ma non c�� motivo che lo sia anch�io� pens� Jo. �Ho la mia vita, in fondo.�</p><p>�Sai portare la canoa?� chiese a Markov.</p><p>Lui socchiuse gli occhi. �Chiedo scusa. A volte la mia comprensione dei vostri eufemismi��</p><p>�Una canoa ricavata da un tronco d�albero� disse Jo. �Ce ne sono parecchie sulla spiaggia, pi� in su della pista d�atterraggio. Potremmo avventurarci sulla laguna e trovare una bella isoletta tutta per noi.�</p><p>Il viso di Markov s�illumin�. �E niente squali?�</p><p>�Niente squali.�</p><p>�Portami alle canoe� disse Markov, offrendole il braccio. �Remer� tanto in fretta che ti sembrer� di essere in groppa a un delfino!�</p><empty-line/><p>Nella palude era rimasto solo Stoner quando entrarono Jeff Thompson e il vicecomandante Tuttle. Tuttle si guard� attorno, perplesso.</p><p>�Perch� avete spento i condizionatori?� chiese.</p><p>�Sono accesi� rispose Stoner.</p><p>Tuttle indossava l�uniforme cachi, e la camicia si stava gi� inzuppando di sudore.</p><p>�Bisogna che vi tiriamo fuori di qui� disse il vicecomandante. �Come fate a lavorare in un clima del genere?�</p><p>�Senso del dovere.�</p><p>�Adesso sapete come riesce a bere tanta birra senza ingrassare� disse Thompson, sfilandosi la camicia dalla cintura dei calzoncini.</p><p>Stoner spense lo schermo del computer, si appoggi� all�indietro sulla poltroncina cigolante. Aveva la schiena bagnata.</p><p>�Cosa la porta qui?� chiese a Tuttle.</p><p>Rispose Thompson: �Hai sentito il discorso del presidente?�</p><p>�L�ho seguito tutto sull�attenti.�</p><p>Tuttle prese una sedia a rotelle dalla scrivania vicina e si accomod�. �Com�� piccolo� pens� Stoner. �Ho sempre pensato che Jeff fosse piccolo, ma al suo confronto Tuttle sembra un bambino.�</p><p>�Il professor McDermott ha ricevuto ordini da Washington appena prima che il discorso venisse trasmesso� disse Tuttle.</p><p>�Per la missione di rendez-vous?�</p><p>�Esatto. A Washington, i nostri stanno discutendo con l�ambasciata russa. Presumo che il professor Zworkin avr� ordini da Mosca entro stanotte.�</p><p>�Quindi, si far�.�</p><p>Thompson annu� con aria grave. �Voi andrete incontro al nostro visitatore. Su una nave russa, a quanto sembra.�</p><p>�Big Mac scoppier� di felicit� mormor� Stoner.</p><p>�Il professor McDermott�� Tuttle lanci� un�occhiata a Thompson, poi continu�. �Il professor McDermott � quasi in stato di shock. Temo che per il futuro non potremo pi� affidarci alle sue decisioni.�</p><p>�Sta male?�</p><p>�Ha bisogno di riposare� disse Thompson.</p><p>�Il dottor Thompson assumer� gli incarichi amministrativi di McDermott. D�ora in poi, Thompson e il professor Zworkin dirigeranno in coppia il Progetto Jupiter.�</p><p>�Vedo. Buona fortuna, Jeff.�</p><p>�E lei� prosegu� Tuttle �assumer� la direzione dei preparativi per la missione di rendez-vous.�</p><p>Stoner annu�.</p><p>�Dovremo spostarla da qui, trasferirla a un ufficio migliore��</p><p>�Che ne dice dell�ufficio di Big Mac?� propose Stoner, serissimo.</p><p>Tuttle rest� a bocca spalancata.</p><p>�Sta scherzando� intervenne precipitosamente Thompson. �Pu� prendersi l�ufficio vicino al mio. Troveremo un altro posto per quelli che ci lavorano adesso.�</p><p>�Okay� disse Tuttle.</p><p>�Voglio che il professor Markov lavori con me� disse Stoner.</p><p>�Markov?�</p><p>�Il linguista� spieg� Thompson.</p><p>�Infatti� disse Stoner. �Ha idee pi� aperte di tutti gli altri sui processi mentali degli alieni. E poi pu� aiutarmi a cavarmela coi russi che mi faranno da collaboratori.�</p><p>�I processi mentali degli alieni?� ripet� Tuttle.</p><p>�Linguaggio, psicologia, come preferite. Il fatto � che stiamo per incontrare qualcosa, o qualcuno, che non possiede punti in comune con nessuna lingua o razza o cultura terrestre.�</p><p>�Non penserete che quella cosa abbia un equipaggio, eh?� Tuttle spalanc� gli occhi.</p><p>�Ne dubito� ammise Stoner. �Se � giunta sin qui da un�altra stella, un altro Sistema Solare, dovrebbe essere gigantesca per avere un equipaggio. Persino un solo uomo richiederebbe un�infinit� di scorte alimentari, carburante, sistemi di mantenimento��</p><p>�Come potrebbero tenere in vita un equipaggio per migliaia d�anni?� chiese Thompson.</p><p>�Ibernandolo� rispose Stoner. �Il risveglio potrebbe avvenire automaticamente una volta giunti a destinazione.�</p><p>�A destinazione?� La voce di Tuttle era un soffio. �Lei pensa che siano arrivati qui deliberatamente?�</p><p>Stoner scosse la testa. �No. Non vedo come avrebbero potuto individuare il nostro pianeta su distanze interstellari, cos� come noi non possiamo individuare il loro.�</p><p>�Per� sono qui. Ci hanno trovati.�</p><p>�Questo � vero.�</p><p>�Forse hanno puntato su una stella simile alla loro� ipotizz� Thompson. �Una stella gialla, stabile, di tipo G.�</p><p>�Ammesso che provengano da una stella di tipo G.�</p><p>�Come minimo, � probabile.�</p><p>�Forse. Per� riflettiamo su quello che ha fatto la nave quando � entrata nel nostro sistema solare� rilev� Stoner. �Per prima cosa, si � diretta verso il pianeta pi� grande del sistema, quello circondato dal campo magnetico pi� forte.�</p><p>�Ehi, � vero!�</p><p>�E dopo avergli girato attorno per un po�, � ripartita verso il pianeta interno col campo magnetico pi� forte.�</p><p>�Terra� sussurr� Tuttle.</p><p>�Allora � �questo� che cercano� disse Thompson. �Devono venire da un mondo che possiede una magnetosfera di buone dimensioni, e hanno pensato che solo pianeti schermati da forti campi magnetici possano ospitare la vita.�</p><p>�Potrebbe darsi� disse Stoner. �Pare logico.�</p><p>�Ma � una nave con equipaggio o automatizzata?� chiese Tuttle. �Ci sono creature a bordo, o no?�</p><p>�La mia ipotesi � che non abbia equipaggio� disse Stoner. �Perch� mandare un equipaggio in una missione senza ritorno per l�ignoto? � ovvio che stanno solo dando qualche occhiata in giro, in cerca di segni di vita.�</p><p>�Per� sono pi� di settantacinque anni che le nostre trasmissioni radio e televisive arrivano nello spazio� obiett� Thompson. �Potrebbero aver captato i nostri segnali da dozzine di anni luce di distanza.�</p><p>Stoner rise �Mi � un po� difficile credere che una missione stellare parta sulla base di <emphasis>Perry Mason.</emphasis>�</p><p>�Non si sa mai� sorrise Thompson. �Forse c�� un comitato di supervisione interstellare che vuole farci smettere di inquinare l�etere.�</p><p>�S�, molto sensato� convenne Stoner.</p><p>�Se per� c�� un equipaggio� riflett� Thompson, tornando serio �pensa alla tecnologia che devono possedere per tenerlo in vita su tempi e distanze interstellari.�</p><p>�Impossibile!� sbott� Tuttle. �Dev�essere senza equipaggio! �Deve!��</p><empty-line/><p>�Soffri molto?� chiese Cavendish.</p><p>Pi� che dolore, per�, gli occhi di Schmidt riflettevano stanchezza, sonnolenza. Il giovane gir� la testa sul cuscino, guard� fuori dalla finestra dell�ospedale.</p><p>�Mi senti? Ti do fastidio? Se vuoi me ne vado� disse Cavendish.</p><p>�No, no� disse Schmidt. �ȅ � solo che non so cosa dire.�</p><p>Schmidt non capiva le sofferenze che avevano trasformato il viso di Cavendish in una maschera tesa, scheletrica. Per il giovane astronomo, l�inglese era solo un vecchio con gli occhi arrossati dalla mancanza di sonno e un tic nervoso alla guancia.</p><p>�Hai passato un brutto momento� disse Cavendish, con voce roca, rotta.</p><p>�� stata solo colpa mia� ribatt� Schmidt.</p><p>�Assolutamente no� si costrinse a dire Cavendish. �Qualcuno ti ha venduto la droga. Un americano, scommetterei.�</p><p>�Diversi americani.�</p><p>�Visto?�</p><p>Schmidt chiuse gli occhi. Era insonnolito. �Voi siete l�unico che viene a trovarmi, a parte il dottor Reynaud. � ricoverato qui anche lui. Gli ho rotto un braccio.�</p><p>�� una frattura da poco� disse Cavendish �e Reynaud ha raccontato a tutti che se l�� rotto da solo inciampando sul tuo letto.�</p><p>Schmidt scosse lentamente la testa. �Ho demolito la stanza. Me l�hanno detto. Io non ricordo nulla.�</p><p>�Non � colpa tua� insistette Cavendish. �Non devi prendertela con te stesso.�</p><p>�E con chi, allora?�</p><p>Cavendish fece per rispondere, ma le parole non volevano uscire. Si alz� dalla sedia su cui era appollaiato, raggiunse a fatica la finestra, guard� fuori. Il sudore gli imperlava la fronte.</p><p>Ti costringono a farlo, urlava una parte della sua mente. Ti hanno dato ordine di farlo. Ma tu puoi ribellarti. Non sei obbligato a ubbidire.</p><p>Il respiro gli si blocc�. Boccheggi� di dolore.</p><p>�Non posso� mormor�.</p><p>�Cos�ha detto?� chiese Schmidt dal letto.</p><p>Cavendish si gir� verso l�astronomo. Gli tremavano le gambe, e lo stomaco era squassato dal dolore.</p><p>�Non� Non � colpa tua� ripet�, e il dolore diminu� un poco. �Gli americani� ti hanno costretto a venire qui, ti hanno strappato alla tua casa, ai tuoi studi��</p><p>�Anche alla mia ragazza.�</p><p>�S�. Vedi?� Continuare a parlare era un sollievo; il dolore svaniva gradualmente, �Non puoi darti la colpa di quello che � successo. Sono i maledetti yankee che hanno condotto il gioco fin dall�inizio.�</p><p>Schmidt annu�. �Potrei essere a casa, felice e contento. In vita mia non ho mai preso niente di pi� forte dell�erba, prima di arrivare qui.�</p><p>Come una marionetta mossa da fili invisibili, Cavendish raggiunse la sedia accanto al letto. Anzich� sedersi, appoggi� le mani sullo schienale.</p><p>Un�ondata di dolore lo travolse; quasi cadde in ginocchio.</p><p>�Stoner!� esclam�.</p><p>�Cosa?�</p><p>Fissando il giovane astronomo con occhi velati di dolore, Cavendish disse: �� Stoner che sta dietro a tutta questa faccenda.�</p><p>�Stoner? L�americano?�</p><p>�S셻 Con un respiro tremante, Cavendish continu�: �Non fosse per lui, saremmo tutti a casa, McDermott voleva chiudere il progetto e lasciarci ripartire, ma Stoner ha insistito per continuare.�</p><p>�Vuole attribuirsi tutti i meriti, vero?� chiese Schmidt, assumendo la solita espressione imbronciata.</p><p>�S�.� Era pi� un gemito che non una parola.</p><p>Schmidt si accorse finalmente della sofferenza del vecchio. �Cosa c��? Non si sente bene?�</p><p>�Emicranie� sussurr� rocamente Cavendish. �Io� soffro di emicranie.�</p><p>�Devo chiamare un dottore?�</p><p>�No. No, adesso passa.� Cavendish frug� nelle tasche dei calzoni, tir� fuori un flaconcino di plastica. �Mi hanno dato degli anestetici. Sono ottimi.�</p><p>Schmidt si era rizzato su un gomito. �A me non danno niente per il dolore� disse. �Niente di pi� forte dell�aspirina.�</p><p>Tenendo il flacone davanti agli occhi del giovane, Cavendish ripet�: �Queste capsule sono ottime. Non contengono narcotici. Non danno assuefazione.�</p><p>�Sul serio?�</p><p>�S� ment� l�inglese.</p><p>�Di notte � peggio� disse Schmidt, �Soffro di pi�.�</p><p>�Forse non ci sarebbe niente di male se ti dessi qualcuna di queste��</p><p>Schmidt annu�. Cavendish svit� il coperchio, fece cadere quattro capsule nel palmo tremante.</p><p>�Sicuro che non servono a lei?� chiese Schmidt.</p><p>�Posso� farmene dare altre��</p><p>Schmidt prese le capsule gialle ovali, le tenne nella mano, le guard�.</p><p>Il corpo di Cavendish era in fiamme. �Provane una� sussurr�. �Vedrai che� il dolore� sparir�.�</p><p>Schmidt esit� solo un attimo, poi afferr� la tazza d�acqua che aveva sul comodino e inghiott� la capsula. Bevve, deglut�.</p><p>Pochi secondi dopo, era riverso sul letto, a occhi sbarrati.</p><p>Cavendish, tremante come se un flusso di corrente elettrica stesse passando nei suoi centri cerebrali, si avvicin� al letto e sussurr� all�orecchio di Schmidt: �� tutta colpa di Stoner. Se ti alzi da questo letto e trovi Stoner, potrai tornare a casa, essere felice. Stoner vuole farti del male. Stoner vuole ucciderti. Devi fermarlo prima che ti uccida.�</p><p>Mentre le parole uscivano dalle sue labbra, Cavendish strabuzz� gli occhi. Era come se stesse parlando qualcun altro che usava, a mo� di trasmettitore, la bocca di Cavendish: una macchina completamente sottratta al suo controllo.</p><p>Terrificato da ci� che stava accadendo, si scost� con un balzo dal letto. Un�occhiata alla finestra lo inform� che era pomeriggio avanzato. Cavendish usc� dalla stanza di Schmidt, allontanandosi il pi� in fretta possibile dall�ospedale. Non si accorse che, sulla laguna tranquilla, una canoa con due persone a bordo si era capovolta.</p></section><section><title><p>32</p></title><epigraph><p>L�ultimo Congresso Ufologico ha offerto i soliti vecchi luoghi comuni a un pubblico che da tempo conosce i pro e i contro dell�ufologia.</p><p>Tutte le relazioni presentate sembravano tese allo scopo di far accettare gli UFO alla comunit� scientifica. Eppure, nonostante gli sforzi di persone come Alan Holt, astrofisico della NASA, non sembra che la comunit� scientifica sia disposta ad accettare nulla.</p><text-author>Harry Lebelson</text-author><text-author>�Omni�, aprile 1980</text-author></epigraph><empty-line/><p>Erano gi� bagnati fradici dalla prima volta che la canoa si era capovolta. Markov remava furiosamente, percuotendo l�acqua con colpi frenetici e irregolari. Jo, seduta a prua, cercava di non ridere.</p><p>�Attento� disse �stiamo infilando un altro canale tra le isole��</p><p>Prima che lei avesse finito la frase, la canoa fu afferrata dalla corrente e cominci� a inclinarsi. Markov, disperato, vide il buttafuori rovesciarsi sopra le loro teste, e tutti e due finirono di nuovo nell�acqua tiepida.</p><p>L�acqua gli arrivava alla vita. Il russo cominci� a frugarsi nelle tasche. Perdere qualcosa l� significava perderlo per sempre. Poi gli venne in mente l�orologio. Gocciolava e il vetro era appannato, ma la lancetta dei secondi camminava.</p><p>�Forza, aiutami a raddrizzarla� disse Jo.</p><p>Con un sospiro teatrale, Markov afferr� il buttafuori e rovesci� la canoa su se stessa. Era piena d�acqua. Ridendo di cuore, Jo gli fece segno di inclinarla quel tanto da far uscire l�acqua.</p><p>�Credevo� disse Markov, grugnendo per lo sforzo �che queste imbarcazioni non potessero rovesciarsi. Se no a cosa serve il buttafuori?�</p><p>Jo continu� a ridere. Il russo l�aiut� a risalire sulla canoa, senza perdere l�occasione di palparle il sedere. Un sedere notevole: sodo, ma morbido.</p><p>Jo gli tese una mano. �Dai, torna su.�</p><p>Markov valut� la distanza che li separava dalla spiaggia pi� vicina. �No, grazie. Io cammino. � pi� sicuro.�</p><p>�Cammini?�</p><p>�Insomma, sguazzo nell�acqua. Ti spinger� a un porto tranquillo.�</p><p>�Credevo che avessi paura degli squali.�</p><p>Lui scrut� l�acqua limpidissima. �Se arrivasse uno squalo, sono sicuro che correrei talmente forte da lasciarmelo indietro.�</p><p>Si port� dietro la canoa e cominci� a spingerla. L�imbarcazione gli sembrava un giocattolo troppo grosso.</p><p>Jo si aggrapp� alle frisate e gli regal� un�occhiata radiosa. �Mio eroe! Proprio come Humphrey Bogart nella <emphasis>Regina d�Africa.</emphasis>�</p><p>�Chi?� chiese Markov, avanzando nell�acqua alta fino alle cosce.</p><p>�Non sai chi � Humphrey Bogart?� ribatt� lei, incredula.</p><p>�Non era il vicepresidente degli Stati Uniti?�</p><p>Quando raggiunsero la spiaggia, il cielo si oscur�, scese un altro acquazzone. Jo balz� a terra e lo aiut� a mettere in salvo la canoa sulla sabbia. Poi corsero sotto gli alberi e crollarono a terra: bagnati, divertiti, senza fiato.</p><p>�Non credo di essere fatto per la vita all�aperto� comment� Markov.</p><p>�E perch�?�</p><p>�Sono un uomo civile. Il che significa che il mio habitat � in citt�, non la natura selvaggia.�</p><p>�Mosca?�</p><p>Lui annu�. �S�. In questo momento, Mosca mi apparirebbe meravigliosa. Ovviamente, se anche tu fossi l� con me, mia dolcissima.�</p><p>�Com�� Mosca?� chiese Jo. �Non ci sono mai stata.�</p><p>�� una citt�.� Markov scroll� le spalle. �Non bella come Parigi, non grande come New York. Non affollata come Tokyo. Il sole la illumina per ben due minuti ogni anno. Tutti corrono fuori a osservare il fenomeno. Poi tornano le nubi, e nevica per il resto dell�anno.�</p><p>Lei rise. �Tu ami la tua citt�, vero?�</p><p>Markov aveva gli occhi fissi sulla pioggia che batteva la laguna. �Suppongo di s�. Ci sono nato. Immagino che ci morir�. Mio padre � morto a cinquanta chilometri a ovest di Mosca, nel quarantadue, per respingere i nazisti. Suo padre era morto nella guerra civile seguita alla rivoluzione.�</p><p>Jo si chin� su di lui, gli sfior� la guancia con la mano. �Per� tu vivrai una vita lunga e pacifica, eh?�</p><p>Markov arross�. �Ho tutte le intenzioni di farlo� disse, cercando di ricomporsi.</p><p>Aspettarono che il temporale lasciasse l�isola, spostandosi a ovest. Il sole usc� da dietro le nubi, caldo e abbagliante. Nel giro di pochi minuti, la spiaggia era asciutta.</p><p>Markov scrut� a occhi socchiusi il cielo. �Se stendessimo i vestiti sulla sabbia, asciugherebbero prima.�</p><p>�E noi potremmo fare un altro bagno a fior di pelle� scherz� Jo.</p><p>�Per un pomeriggio, penso di essere stato in acqua abbastanza� disse Markov.</p><p>Jo riflett� qualche momento. �Forse � meglio che ci lasciamo asciugare dal sole, senza spogliarci.�</p><p>�Una grande prova di coraggio� annu� Markov.</p><p>Jo gli sorrise. �Spero solo che riusciamo a tornare a Kwaj prima del buio.�</p><empty-line/><p>A Washington era mezzanotte.</p><p>Nonostante la tensione, Willie Wilson sorrise, si appoggi� all�indietro sul divano. L�appartamento dell�hotel era ben arredato. La direzione gli aveva dato il migliore: piano pi� alto, prezzi pi� alti.</p><p>�Lei non � dell�assicurazione?� chiese Willie, incrociando le braccia dietro lo schienale.</p><p>Il giovane seduto sulla poltrona davanti a lui sorrise. �No, signore, no. Sono del Dipartimento di Giustizia.�</p><p>�Giustizia?� Willie lanci� un�occhiata a suo fratello, in piedi davanti al mobile bar, irrequieto, quasi spaventato.</p><p>�S�, signore� disse il giovanotto. Portava un abito grigio di taglio classico e cravatta marrone rossiccio. �Ha l�aria di un avvocato� pens� Willie.</p><p>�Perch� vuole proprio me?� chiese Willie.</p><p>�Vogliamo impedire che succeda una tragedia.�</p><p>�Vogliamo? Perch� il plurale?�</p><p>�Il Dipartimento. Il segretario alla giustizia. La Casa Bianca.�</p><p>Willie fischi� piano. �Hai detto niente.�</p><p>Il giovanotto annu�.</p><p>�E quale sarebbe la tragedia che la preoccupa?� chiese Willie.</p><p>�Il panico che lei ha diffuso.�</p><p>�Panico? Non so nulla di panico. Io sono un semplice ministro che diffonde la Parola del Signore.�</p><p>�Signore, lei sta spaventando la gente. Ci� che � accaduto allo stadio RFK poteva concludersi in una tragedia terribile. � stata evitata solo per un soffio.�</p><p>�Perch� �lui� ha saputo reagire in fretta!� scatt� Bobby, puntando l�indice sul fratello.</p><p>�� stata opera del Signore, non mia� ribatt� Willie, continuando a sorridere.</p><p>�Reverendo Wilson, lei spaventa la gente. Gi� le cose andavano abbastanza male quando si limitava a predicare di scrutare il cielo. Ma adesso� Con quelle luci in cielo ogni sera��</p><p>�� il messaggio che aspettavamo� disse Willie.</p><p>�La gente ha paura! Credono che sia vicina la fine del mondo.�</p><p>�Questo non l�ho mai detto.�</p><p>�Per� la gente � convinta che lo stia dicendo� ribatt� il giovanotto. �In tutto il paese.�</p><p>�Io sono un semplice ministro del Signore��</p><p>�Lei � diventato una figura nazionale di primo piano, reverendo Wilson. E deve dimostrare una maggiore responsabilit� per il potere che ha acquisito.�</p><p>�Come sarebbe a dire, responsabilit�?� chiese Bobby.</p><p>�Deve calmarsi.�</p><p>�Cosa?�</p><p>�Deve smetterla di spaventare la gente. Deve dire che le luci in cielo non c�entrano niente con Dio o con la fine del mondo.�</p><p>�Non posso� ribatt�, secco, Willie.</p><p>�Dovr� farlo.�</p><p>�Se no?� chiese Willie.</p><p>Il giovanotto si gir� a guardare Bobby. �Se no, il governo federale diventer� molto duro con lei.�</p><p>Il sorriso di Willie non si era smorzato. �Mi sono visto col presidente, lo sapete?�</p><p>�S�, signore, lo so. � stato lui a mandarmi qui, reverendo. Mi ha chiesto di rammentarle la tremenda responsabilit� che ha tra le mani.�</p><p>�Il presidente?�</p><p>�Esatto, signore. Ha scelto me, ma poteva scegliere anche qualcun altro.�</p><p>Il sorriso di Willie divenne un po� pi� teso, un po� pi� forzato.</p><p>�In altre parole� grugn� Bobby �o stiamo al suo gioco, oppure il governo ci esclude dalla televisione e fa controllare la nostra contabilit� da un centinaio di revisori.�</p><p>�Cosa significa che dobbiamo stare al gioco?�</p><p>�Dov�� il suo prossimo raduno, reverendo Wilson?�</p><p>�Ad Anaheim.�</p><p>Il giovanotto annu�. �S�. Ci siamo gi� messi in contatto con la direzione dello stadio.�</p><p>�Che diritto avete�?�</p><p>�� molto semplice, reverendo. Un�esplosione di panico a uno dei suoi raduni potrebbe uccidere centinaia di persone. Forse migliaia. Nessuno di noi vuole che questo accada. Giusto?�</p><p>Willie annu� lentamente.</p><p>Il giovanotto trasse un profondo respiro. �Quindi, ai suoi seguaci deve dire che le luci in cielo sono perfettamente naturali, che a provocarle � l�astronave che si sta avvicinando al nostro pianeta, e che dietro non c�� nessun significato soprannaturale. Deve dissociare le luci in cielo dalla voce di Dio.�</p><p>�Ma non � possibile� disse Willie.</p><p>�S�, certo che � possibile. Deve dirlo.�</p><p>Willie guard� suo fratello, poi torn� a posare lo sguardo sull�uomo del Dipartimento di Giustizia. �Lei sta interferendo con l�opera di Dio.�</p><p>�Lei lavora per Dio, signore. Io lavoro per il segretario alla Giustizia.� Esit�, poi aggiunse: �E tutti noi lavoriamo per il fisco.�</p><empty-line/><p>Era gi� il tramonto prima che Stoner uscisse dall�ufficio. Si ferm� all�entrata, scrut� per un attimo, tra le fronde delle palme, il cielo in fiamme. Poi s�incammin� verso lo spaccio.</p><p>Un�ora dopo, vestito a nuovo, si trasfer� dall�AUS all�hotel, solo per scoprire che Jo non c�era. Imperterrito, pass� dal centro computer al Circolo Ufficiali, ma non trov� Jo.</p><p>�Dove diavolo pu� essere?� si chiese. L�orologio dietro il banco del Circolo segnava le sette passate. Gli aveva detto che andava a nuotare; se le fosse successo qualcosa, la voce si sarebbe sparsa per tutta l�isola.</p><p>Super� i clienti fissi al banco e and� a sedere allo stesso separ� che aveva diviso con Markov. Era depresso.</p><p>Non pu� essersene dimenticata. Ha semplicemente deciso di non venire. Una rabbia fredda lo invase. Probabilmente sar� con McDermott.</p><empty-line/><p>Per quanto Cavendish camminasse, per quanto decidesse di allontanarsi, di prendere altre direzioni, i piedi lo riportavano sempre all�ospedale.</p><p>Adesso era il tramonto. Appoggiato al tronco di una palma davanti ai campi da tennis prospicienti l�ospedale, vide man mano le finestre illuminarsi.</p><p>�Non ho pi� una mia volont�� gemette fra s�, nel profondo. �Mi controllano, mi costringono a camminare e a parlare come un burattino vivente.�</p><p>Si afflosci� sull�albero. Al momento, il dolore non era tremendo, ma nulla poteva farlo scomparire. Solo l�obbedienza ai loro ordini alleggeriva l�agonia.</p><p>�Sono proprio in gamba� mormor� sottovoce. �Se dedicassero gli stessi sforzi che dedicano al controllo del cervello al risanamento della loro agricoltura, non avrebbero pi� bisogno del KGB.�</p><p>Il dolore non era tanto forte. �Forse posso mangiare qualcosa. O dormire!� Reclin� la testa e chiuse gli occhi. Sonno. Che lusso incredibile.</p><p>Cavendish non vide Schmidt aprire la finestra, sporgersi sul davanzale e saltare a terra, due piani pi� in basso. Il giovane astronomo era perfettamente vestito. I suoi occhi avevano uno scintillio folle, e nel taschino della camicia c�erano solo due delle capsule che Cavendish gli aveva dato poche ore prima.</p><empty-line/><p>Markov si sentiva un po� come il marinaio che torna da un naufragio. Era distrutto dallo sforzo, coperto di sale e sabbia, bruciato dal sole in viso, fino alla fronte.</p><p>Aveva tutti i muscoli indolenziti. Aveva spinto quella maledetta canoa per ore, mentre Jo, seduta a prua, gli sorrideva. Non fosse stato per l�aurora boreale e per le luci degli edifici di Kwajalein, senza dubbio sarebbero finiti al largo nelle tenebre, per poi morire sull�oceano.</p><p>Risal� gli scalini del suo piccolo bungalow, travers� il portico in cemento ed entr�. Non erano ancora le nove, ma Markov aveva l�impressione che fossero le quattro del mattino. �Maria sar� sorpresa di vedermi rientrare cos� presto� pens�.</p><p>Sua moglie non era in soggiorno. Lui scroll� le spalle, e si accorse di colpo di essersi scottato anche collo e spalle.</p><p>Quando apr� la porta della camera da letto, il suo unico desiderio era buttarsi sul letto.</p><p>Maria lo fiss� stupefatta, incredula. La valigetta che aveva accanto era piena di strane apparecchiature elettroniche. Su uno schermo minuscolo apparivano sottili linee luminose, simili a quelle di un elettrocardiogramma.</p><p>Ma fu l�espressione sul viso di lei a colpire Markov: senso di colpa, rabbia, paura. La bocca della donna era aperta, ma non ne uscivano parole. Gli occhi di lei lo fissavano, e lui riusc� a scrutarle sino in fondo all�anima. Sembrava Lucifero nel momento in cui aveva capito che Dio gli aveva spalancato sotto gli abissi dell�inferno.</p><p>�Cosa stai facendo?� rugg� Markov. �Cos��?�</p><p>Dimenticato il dolore, avanz� su sua moglie. Lei si alz� dal letto, indietreggi�, il viso segnato da confusione e vergogna.</p><p>Markov pass� lo sguardo da sua moglie alla valigetta. Afferr� la valigetta, l�alz� sopra la testa.</p><p>�No!� url� Maria, balzandogli addosso.</p><p>Markov scaravent� la valigetta contro la parete. All�impatto col cemento, si fracass� in due.</p><p>�Non sai cosa stai facendo!� strill� Maria, e tent� di graffiarlo.</p><p>Lui la ributt� sul letto, corse all�apparecchio elettronico. Una luce rossa era ancora accesa. Con furia gelida, Markov abbass� il piede, ruppe il vetro, incrin� la plastica. Colp� e colp�, finch� della valigetta restarono solo schegge di vetro e frammenti di circuiti stampati.</p><p>Maria era stravolta. �Hai� Hai distrutto un�importantissima propriet� dello stato.�</p><p>�Zitta, donna� rugg� lui �e ringrazia il cielo se non ti riservo lo stesso trattamento. Non so a cosa servisse quell�apparecchio, ma certo a niente di buono, questo � evidente.�</p><p>Maria fiss� i resti della valigetta e scoppi� in singhiozzi. �Ci uccideranno tutte due, Kirill. Ci uccideranno tutt�e due.�</p><p>�Che ci uccidano!� url� Markov, �Forse � meglio morire.�</p></section><section><title><p>33</p></title><epigraph><p>Rifiut� come inutile ogni tentativo di calcolare in base a princ�pi teorici la frequenza con cui le forme di vita intelligente si presentano nell�universo. La nostra ignoranza dei processi chimici grazie ai quali la vita � nata sulla Terra rende privi di significato questi calcoli. In base ai meccanismi della chimica, la vita potrebbe essere abbondante nell�universo, o potrebbe essere rara, o potrebbe non esistere affatto al di fuori del nostro pianeta. Ciononostante, abbiamo buone ragioni scientifiche per portare avanti la ricerca di prove d�intelligenza con una certa speranza di risultati positivi� Le societ� di cui con maggiori probabilit� potremo osservare le attivit� sono quelle che si sono spinte, sia per motivi positivi o negativi, ai massimi risultati permessi dalle leggi della fisica.</p><p>Arriviamo cos� al mio punto principale. In un arco di tempo sufficiente, esistono pochi limiti a ci� che pu� fare una societ� tecnologica. Prendiamo in primo luogo la questione della colonizzazione�</p><text-author>Freeman Dyson</text-author><text-author><emphasis>Disturbing the Universe</emphasis>, 1979</text-author></epigraph><empty-line/><p>Stoner sedeva solo nel separ� d�angolo, i piedi sul sedile che aveva di fronte. Sul tavolo, in un secchiello di plastica, una bottiglia di champagne vuota a met�.</p><p>�Che serata favolosa� si disse. �C�� da divertirsi da matti, vecchio mio.�</p><p>La folla del dopocena stava riempiendo il locale. Qualcuno aveva fatto partire sullo stereo della disco music assordante; per farsi sentire, bisognava urlare. Ogni tanto qualcuno si avvicinava al tavolo di Stoner, ma lui allontanava tutti senza eccezioni.</p><p>�Forse dovrei andare all�alloggio di McDermott, a vedere se lei � davvero l�. E se c��? Cosa faccio? La trascino via per i capelli?�</p><p>Tolse la bottiglia dall�acqua gelida, si riemp� il bicchiere. Lo champagne era piuttosto insipido. �Sar� della California� pens�, e guard� l�etichetta. Stato di New York. Rimise la bottiglia nel secchiello con tanta rabbia che un po� d�acqua gelida gli si spruzz� addosso. Con una smorfia, riport� i piedi sul pavimento.</p><p>�All�inferno, non posso nemmeno ubriacarmi quando ne ho voglia.�</p><p>La porta del Circolo si spalanc� talmente forte che il colpo fece sobbalzare tutti. Sulla soglia apparve Schmidt, spalle piegate in avanti e testa bassa, come se volesse lanciarsi alla carica.</p><p>Per un attimo, tutte le conversazioni s�interruppero. Rest� solo la disco music; e il respiro pesante, ansimante di Schmidt sembrava andare a tempo col ritmo sincopato della musica.</p><p>Stoner torn� al suo champagne. La gente riprese a parlare. La folla si muoveva, rideva, beveva. Ma Schmidt, gli occhi puntati su Stoner, super� il banco, si diresse verso il separ� d�angolo.</p><p>�� tutta colpa tua� disse a Stoner.</p><p>Stoner alz� la testa a guardarlo.</p><p>�Tu te ne stai qui a bere champagne� disse Schmidt, con voce solo leggermente impastata �e intanto costringi tutti a restare in questo buco di merda.�</p><p>�Che cavolo stai dicendo?� chiese Stoner.</p><p>�Sicuro, tu bevi champagne e aspetti che ti diano il Nobel, e noi qui a marcire!� rispose il giovane astronomo, a voce pi� alta.</p><p>�Siediti� disse Stoner �e piantala di fare la figura del cretino.�</p><p>�Te lo faccio vedere io chi � il cretino!� url� Schmidt.</p><p>Afferr� Stoner per il colletto e lo sollev� dal s�par�, senza il minimo sforzo. Stoner sent� la tibia strusciare contro l�orlo del tavolo, poi venne scaraventato a terra.</p><p>Nel Circolo, tutto si ferm�. Anche la musica.</p><p>�Champagne!� url� Schmidt, scaraventando via furioso bottiglia e secchiello.</p><p>�Che diavolo ti succede?� grid� Stoner, rialzandosi. Nel locale, nessuno si mosse: paralizzati, stupefatti, tutti guardavano loro due.</p><p>Schmidt raggi: �� tutta colpa tua!� e si lanci� su Stoner, afferrandolo alla gola. Le sue dita erano come acciaio sulla trachea di Stoner. Stoner boccheggi�, completamente senza fiato.</p><p>D�istinto, Stoner strinse le mani, apr� di scatto le braccia e colp� i polsi di Schmidt, costringendo l�altro a lasciare la presa.</p><p>�Sei pazzo� riusc� a dire, con un filo di voce.</p><p>Ma Schmidt, stravolto, gli url�: �Vuoi rubarmi tutto!�</p><p>Con l�angolo degli occhi, Stoner vide aprirsi la porta del locale ed entrare Jo. Aveva i capelli bagnati. La ragazza, a bocca spalancata, rest� a fissare i due uomini.</p><p>Schmidt balz� su Stoner. L�americano vide arrivare il pugno, ma la sorpresa lo fece reagire troppo lentamente. Il pugno fortissimo dell�olandese lo colp� alla guancia. Stoner, sbalzato indietro, cadde riverso sul tavolo. Prima che potesse rialzarsi, Schmidt gli fu addosso: gli piant� le ginocchia sulla schiena, cominci� a tempestargli di pugni le spalle e la testa.</p><p>�Colpa tua! Colpa tua!� urlava Schmidt a ogni pugno.</p><p>Stoner cap� che stava per svenire, e cap� anche che Schmidt lo avrebbe ucciso a forza di pugni mentre tutti gli altri stavano a guardare. Quando fossero usciti dallo shock, sarebbe stato troppo tardi per aiutarlo. Con puro istinto animale, appoggi� un piede sullo schienale del sedile e spinse. Avvinghiati, Schmidt e lui precipitarono gi� dal tavolo, caddero sul pavimento, e Stoner riusc� a liberarsi dalla presa folle dell�altro.</p><p>Per un attimo, i due si staccarono.</p><p>Stoner vide gli occhi dell�olandese. �� pazzo!� Schmidt aveva i capelli che gli scendevano sul viso, gli occhi dilatati, la bocca aperta. Ansimava e ringhiava. Stoner sentiva in bocca il gusto del sangue, e ogni muscolo del suo corpo pulsava di dolore.</p><p>�Mi uccider�!� url� la sua mente. �Mi uccider�, se non lo fermo.�</p><p>Si rialzarono assieme. Stoner indietreggi� d�un passo, sfior� col tallone la bottiglia di champagne. In quel punto, il pavimento era bagnato.</p><p>Con un ringhio, Schmidt balz� avanti. Stoner scart� di lato, colp� l�altro alla rotula con un calcio, lo mand� disteso a terra.</p><p>Schmidt si sollev� immediatamente, come se non sentisse il dolore, come se non esistesse dolore. Si era tagliato una guancia; il sangue gli scendeva lungo il collo, sotto la camicia. I suoi occhi erano un mare bianco, le labbra tirate a scoprire i denti.</p><p>Schmidt scatt� di nuovo. Stoner cerc� di scartare, ma il braccio proteso dell�altro lo colp� al collo. Precipitarono tutte due contro la parete. Stoner spinse via Schmidt e cerc� di rialzarsi. Schmidt afferr� la bottiglia vuota di champagne, l�agit� a mo� di clava.</p><p>Stoner indietreggi�, accucciato, le mani protese; e risent� la voce del suo istruttore: �Le arti marziali non sono un gioco! Non servono a fare punti, servono a salvare la pelle!�.</p><p>Schmidt avanz� su di lui, brandendo la bottiglia. Un ringhio smorzato gli usciva dalla gola. Stoner studi� i piedi dell�altro, si costrinse a concentrarsi su quello che doveva fare, calm� il ritmo del respiro, riport� il corpo in equilibrio.</p><p>�Nessuno alzer� un dito per aiutarmi� not� con una parte stranamente distaccata della mente. �O pensano che sia una faccenda privata, o hanno paura di farsi male.�</p><p>Schmidt rote� la bottiglia in aria. Stoner si accucci� ancora di pi� e mise tutta la sua forza in un pugno al diaframma di Schmidt. Poi lo afferr� e lo scaravent� contro la parete.</p><p>Schmidt si rimise in piedi, torn� alla carica, ma Stoner lo blocc� col braccio. Poi gli tir� un calcio che lo fece precipitare sul divisorio tra i separ�, All�impatto col corpo dell�astronomo, il legno si frantum�.</p><p>Stoner si chin� sul corpo riverso di Schmidt, lasci� andare il fiato. Jo era ancora sulla porta, e adesso al suo fianco c�era Reynaud, assurdamente vestito d�un pigiama grigio, col braccio fasciato. L�altra gente cominciava ad avvicinarsi, timidamente.</p><p>Ma Schmidt, lentamente, si rimise in piedi, la bottiglia ancora stretta in mano, un sorriso macabro sul viso sanguinante. Tutti si immobilizzarono.</p><p>�Ges� Cristo!� boccheggi� Stoner. �� peggio di quel mostro di Frankenstein. Niente lo ferma.�</p><p>Schmidt ridacchi� come un ragazzino contento di strappare le ali a una mosca, e si lanci� su Stoner.</p><p>Stoner soffoc� la paura e il dolore che avvertiva e fece ci� che bisognava fare. Lo blocc�, tir� un calcio, un pugno alle tempie. Schmidt croll� in ginocchio. Stoner gli afferr� il polso della destra, diede uno strattone al braccio, tir� un calcio alle costole di Schmidt. La bottiglia cadde a terra. Le costole dell�olandese scricchiolarono. Stoner colp� fortissimo, col taglio della mano, il collo di Schmidt, che precipit� a faccia in gi�.</p><p>La folla riprese ad avanzare.</p><p>�Non avvicinatevi!� boccheggi� Stoner. �� impazzito.�</p><p>E Schmidt si risollev� lentamente. La folla sussult� e indietreggi�. �Quel calcio deve avergli rotto le costole� pens� Stoner. �Cosa diavolo ci vuole per fermarlo?�</p><p>Il viso distorto in un mostruoso rictus, Schmidt si lanci� alla carica su Stoner, che lo blocc� con un calcio all�addome e un pugno fortissimo sulla spalla. La clavicola di Schmidt scricchiol�.</p><p>�Distruggilo� si disse Stoner. �Colpisci le ossa. Abbattilo come se fosse un albero.�</p><p>Parve un�eternit�. Stoner infuri� automaticamente, senza pensare, senza rimorsi, finch� Schmidt non croll� sul pavimento, immobile come la morte.</p><p>Reynaud si fece strada tra la folla col braccio sano, seguito da Jo.</p><p>�L�ha ucciso!� url� Reynaud, inginocchiandosi accanto alla forma riversa di Schmidt.</p><p>�Non� credo� boccheggio Stoner. �Spero di no. Non ho potuto� ȅ impazzito��</p><p>Jo lo stava fissando. �Sei ferito.�</p><p>�Sto bene. Chiama un�ambulanza� per il ragazzo. Ho dovuto pestarlo� sodo.�</p><p>�Ma tu�?�</p><p>L�adrenalina stava rifluendo. Tutti i muscoli del corpo di Stoner cominciavano a urlare.</p><p>�Riportami alla mia stanza� mormor�, barcollando verso la porta. �Voglio solo coricarmi.�</p><p>Ma sulla porta c�erano quattro uomini della polizia militare. Stoner croll� tra le loro braccia.</p><empty-line/><p>Cavendish si svegli� lentamente. Socchiuse gli occhi, lott� per allontanare dalla mente le nebbie del sonno. Rabbrivid� di freddo. Per lunghi momenti, non riusc� a ricordare perch� fosse seduto contro il tronco di una palma, vicino ai campi da tennis davanti all�ospedale.</p><p>Gradualmente, i ricordi tornarono. Ricord� Schmidt e le parole folli, false, che gli aveva sussurrato all�orecchio. Lo travolse un senso di vergogna. �Mi controllano. Mi hanno rubato l�anima.�</p><p>Scrut� i campi da tennis. Era buio, non c�era nessuno. Appoggiandosi all�albero, si alz�.</p><p>Un formicolio enorme gli torturava le gambe, ma il cervello gli si era schiarito. �Il dolore � scomparso!� Le mani gli corsero al viso, ai capelli, come animate da una volont� propria, come cercando di scoprire al tatto se non fosse solo un�illusione, se il dolore non fosse ancora l� in agguato, in attesa di tornare con forza ancor pi� terrificante.</p><p>�� scomparso� sussurr� Cavendish alle ombre della sera. �Scomparso, completamente� Come se qualcuno avesse premuto un interruttore.�</p><p>Un interruttore. �Gi� si disse. �Un interruttore che possono premere di nuovo a loro piacere, quando decideranno di volere qualcos�altro da me.�</p><p>Allontan� dalla testa le mani tremanti. Dentro, per�, era perfettamente calmo. La sua mente gli apparteneva di nuovo, se non altro per un po� di tempo.</p><p>E, con una chiarezza che si ha solo quando tutti i pensieri inutili sono scomparsi, Cavendish finalmente cap� cosa doveva fare.</p><p>E, con la chiarezza assoluta di visione che gli era stata improvvisamente concessa, Cavendish intu� come porre fine alla propria schiavit�.</p><p>�So cosa vuole� mormor� a denti stretti �ma non pu� costringermi a farlo. Io sono un uomo, non uno dei suoi cani condizionati.�</p><p>Con decisione estrema, gir� la schiena all�ospedale, super� gli alberi, gli edifici, travers� la strada, raggiunse gli edifici sul lato opposto. L�oceano era vicino. Gli occorsero solo pochi minuti per traversare l�isola e arrivare alla spiaggia.</p><p>Le onde sciabordavano nel buio. Il mare si stendeva sotto un cielo luminosissimo. Dietro le poche nubi, l�aurora boreale splendeva beffarda.</p><p>�So cosa siete, qual � la vostra origine� disse Cavendish, senza parlare, alle luci che danzavano. �Per me � sufficiente. Non potr� incontrarvi direttamente, ma va bene lo stesso. � gi� molto, per una vita.�</p><p>L�oceano gli lambiva i piedi, vivo, pulsante.</p><p>Cavendish sorrise alle acque scure. �Sofocle ha sentito questo stesso suono tanto tempo fa� disse. �E gli ha fatto venire alla mente la marea torbida, la risacca della miseria umana.�</p><p>C�erano correnti molto forti in quell�oceano spietato, correnti capaci di allontanare un uomo dalla terraferma, correnti che ospitavano i carnivori pi� efficienti del pianeta.</p><p>Cavendish rest� in riva all�acqua solo per un momento. Nella sua mente non sfilarono i ricordi del passato. Pens� solo al futuro, un futuro cupo e doloroso di schiavit� a padroni ignoti, inconoscibili.</p><p>Con un sorriso che era pi� una smorfia, sussurr�: �Ma finch� ne ho la forza, posso mettere fine a tutto questo.�</p><p>Perch�, chiss� dove, aveva letto che l�unica persona che rende possibile la schiavit� � lo schiavo.</p><p>Entr� in acqua, nel caldo liquido amniotico che avrebbe cancellato per sempre il suo dolore. Cammin� senza esitare, e il mare gli arriv� alle ginocchia, alla vita, alle spalle. Non pens� alle creature fameliche che lo attendevano, non pens� alle luci in cielo che riempivano la sera di uno scintillio innaturale. E la corrente lo afferr�, e poco dopo Cavendish era scomparso.</p></section><section><title><p>34</p></title><subtitle>Unit� aria/mare 504</subtitle><empty-line/><p>Nonostante il casco a isolamento acustico, il rombo del motore dell�elicottero stava facendo venire l�emicrania al pilota. Sotto di lui c�era solo l�oceano grigio, vuoto. Al suo fianco, un uomo scrutava il mare con un binocolo.</p><p>�E come cazzo pensano che possiamo trovare uno in quest�acqua fottuta senza nemmeno un segnale luminoso?� url� il pilota sopra il ruggito cacofonico del motore.</p><p>L�uomo al suo fianco abbass� il binocolo, si sfreg� gli occhi arrossati. �Ordini� grid�.</p><p>�Vadano a farsi fottere! Quello stronzo � uscito a nuotare di sera ed � affogato. Ormai se lo sono mangiato gli squali.�</p><p>�Lo so� url� l�altro �e lo sai anche tu, e lo sa persino il comandante. Ma i regolamenti dicono che dobbiamo cercarlo.�</p><p>�In culo ai regolamenti. Si perde tempo e basta.�</p><p>Ma quando giunse il momento del suo rapporto radio, la voce furibonda del pilota assunse un tono calmo, professionale, conciliante. �J cinque zero quattro al controllo di Kwajalein. Posizione sei nove alfa. Niente da segnalare.�</p><p>Spense la radio e riattacc�: �Ci tocca restare qui per altre tre fottute ore! Stronzo d�un inglese.�</p><empty-line/><p>Stoner sedeva su una scomodissima sedia di legno nell�ufficio di Tuttle. Ogni parte del suo corpo era un dolore lancinante. La testa gli ronzava per le ore di interrogatorio. E il frastuono del condizionatore d�aria alla finestra gli stava facendo venire l�emicrania.</p><p>Di fronte a Stoner erano seduti due ufficiali, mentre Tuttle se ne stava dietro la scrivania. Gli altri due erano del servizio di sicurezza dell�isola: un giovane sottotenente nero, e un uomo dal viso rubizzo che sembrava troppo anziano per essere soltanto tenente.</p><p>�Ma perch� l�ha attaccata?� chiese per la centesima volta il sottotenente.</p><p>Stoner fece per scuotere la testa, ma ebbe un sobbalzo di dolore. �Ve l�ho gi� detto� rispose. �Non lo so.�</p><p>�Ha detto che � colpa sua� intervenne l�ufficiale pi� anziano. �A cosa alludeva?�</p><p>Si riparte da capo, pens� Stoner, e diede le stesse risposte che aveva gi� dato dozzine di volte: non lo so, non lo so, non lo so.</p><p>Per� rivide, con gli occhi della mente, il viso folle di Schmidt, risent� la sua forza inumana, rivisse la furia cieca del suo attacco. E cap�: non pu� essere stato un incidente, un caso. Voleva me. Voleva uccidermi.</p><p>�Dove pu� essersi procurato la droga?� chiese il tenente.</p><p>L�ufficiale nero rispose: �Adesso sappiamo cos�era. PCP. Polvere degli angeli. Ne ha presa tanta da mandare in orbita un reggimento.�</p><p>�Dove pu� essersela procurata?� chiese Tuttle, preoccupatissimo.</p><p>Stoner rise. �Non dir� sul serio, eh? Quest�isola � il paradiso dei drogati. A fare un giro di sera, c�� tanta erba nell�aria che ci si mette a volare.�</p><p>�La polvere degli angeli � una cosa molto pi� seria della marijuana� ribatt� seccamente il tenente.</p><p>�Ma qui c�� un traffico enorme di pastiglie� disse Stoner. �Lo saprete, no?�</p><p>�Ma non di polvere degli angeli� disse il sottotenente.</p><p>Stoner scroll� le spalle, si azzitt�.</p><p>�Che motivo poteva avere Schmidt per attaccarla?� chiese Tuttle.</p><p>�Nessuno, che io sappia.�</p><p>�Non ha mai avuto discussioni?�</p><p>�Praticamente non ci siamo mai parlati� disse Stoner.</p><p>Le domande continuarono a piovere, e Stoner continu� a dichiararsi all�oscuro di tutto; ma cominci� a capire. �Schmidt mi � saltato addosso per una ragione precisa, non solo perch� era pieno di droga. Voleva �me�. Voleva togliermi di mezzo. Perch�? Perch� qualcuno gli ha raccontato che � il modo pi� rapido per mettere fine al progetto e far rimandare tutti a casa.�</p><p>Tuttle chiam� un marinaio, fece portare dei panini. L�interrogatorio prosegu� mentre mangiavano.</p><p>Alla fine, Stoner si alz�. �Senta, ormai abbiamo ripetuto le stesse cose dozzine di volte. Le ho detto tutto quello che so� Il che non � molto, lo ammetto. Per� c�� del lavoro che mi aspetta, e non vedo l�utilit� di continuare con queste domande.�</p><p>Tuttle disse: �� una faccenda seria.�</p><p>Stoner ribatt�: �Lo so. Sono io quello che si � preso le botte. Ma se lei cercasse sul serio di scoprire da chi Schmidt ha avuto la droga, forse concluderebbe qualcosa. Io le ho detto tutto quello che so.�</p><p>Si gir�, arriv� alla porta. Nessuno lo ferm�. Lasci� l�ufficio, usc� sulla strada inondata di sole, s�incammin� verso l�edificio che ospitava �la palude.�</p><p>Poi ricord� che il suo ufficio era stato trasferito al centro computer. Sconvolto, martoriato, Stoner s�avvi� verso il suo nuovo ufficio.</p><p>Stava sistemando sugli scaffali vuoti cartoni pieni di fotografie, quando Markov buss� alla porta ed entr� in ufficio. Teneva le mani intrecciate dietro la schiena e sorrideva.</p><p>�Stai facendo strada, compagno Stoner. Congratulazioni.�</p><p>Stoner si asciug� il sudore dalla fronte. �Grazie. In effetti, qui � meglio della palude.�</p><p>�Credi che questo nuovo ufficio sia una ricompensa per le tue doti intellettuali� chiese Markov �o per la tua abilit� di lottatore?�</p><p>Lo stomaco di Stoner si raggel�. �Non � il caso di scherzare, Kirill. Avrei potuto uccidere quel ragazzo.�</p><p>�S�, lo so.� Il viso di Markov si fece serio. �Per� sono felice che all�ospedale ci sia lui, e non tu.�</p><p>�Come sta? Sai qualcosa?�</p><p>�Se la caver�. E giovane e sano. Le sue ossa si salderanno.�</p><p>Stoner croll� sulla poltroncina della scrivania. �Stamattina mi hanno svegliato alle otto e portato all�ufficio di Tuttle. � tutto il giorno che non faccio che rispondere alle loro domande.�</p><p>Markov, sempre in piedi, annu�, comprensivo.</p><p>�Cosa nascondi dietro la schiena?� chiese alla fine Stoner.</p><p>�Oh.� Markov, adesso, era quasi imbarazzato. �Non � niente. Una specie di regalo. Per il tuo nuovo ufficio.�</p><p>�Un regalo?�</p><p>�Un simbolo, pi� che altro. Emblematico del problema che ci ha fatto conoscere e diventare amici. Un simbolo che rappresenta perfettamente la situazione in cui ci troviamo e ci� che dobbiamo affrontare.�</p><p>�Ma cosa stai dicendo?� chiese Stoner, perplesso nonostante tutto.</p><p>Markov stava ridiventando il ragazzo di sempre. �Avevo pensato di portarti champagne e caviale, per festeggiare il nuovo ufficio. Ma poi, cosa sono? Niente di pi� che cibo per la pancia. Ti porto invece un dono eterno per la mente. E poi, non potrei permettermi di comperare champagne e caviale.�</p><p>Stoner appoggi� le mani sul ripiano liscio, spoglio, della scrivania. �Okay. Sono pronto a ricevere questo terribile simbolo.�</p><p>Con gesto teatrale, Markov fece apparire una grossa noce di cocco.</p><p>Stoner la guard�, poi rise.</p><p>�No, no, no!� disse Markov, quasi serio. �� un vero simbolo, come ti ho detto. � simbolico di quest�isola, no? E se cerchi di romperla, scoprirai che � molto difficile farla a pezzi, come tanti dei vostri simboli americani.�</p><p>Stoner alz� le mani, arrendendosi. �Hai ragione, amico mio. Quando uno ha ragione, ha ragione.�</p><p>�Tautologia� ribatt� Markov. �E un�altra cosa su questo simbolo: � un viaggiatore infaticabile. La noce di cocco, mi dicono, pu� percorrere l�intero oceano Pacifico e riprodursi su spiagge lontanissime dal suo luogo d�origine.�</p><p>�Come il nostro visitatore� comprese Stoner, e il sorriso gli mor� sulle labbra.</p><p>�Esatto.�</p><p>�Sei un pensatore profondo� disse Stoner. Prese la noce di cocco dalle mani di Markov, la mise sulla scrivania accanto al telefono. �La terr� qui, per ricordarmi cosa dobbiamo affrontare.�</p><p>�Bene. Ancora un simbolismo: quando sei riuscito ad aprire una noce di cocco, scopri che contiene un latte e una polpa molto nutrienti.�</p><p>�Per� il difficile � aprirla.�</p><p>�Non � facile.�</p><p>�A meno di non avere gli strumenti adatti� e la tecnica adatta.�</p><p>Markov annu�.</p><p>�Grazie, Kirill� disse Stoner. �Mi hai sollevato il morale. � stata una giornata brutta.�</p><p>�Gi�. Non hanno ancora trovato Cavendish.�</p><p>�Cavendish?� Stoner s�irrigid�.</p><p>Markov strizz� gli occhi. �Non hai saputo?�</p><p>�Saputo cosa?�</p><p>�Il dottor Cavendish � scomparso. Si presume che sia annegato. Non c�� traccia di lui sull�isola, e la marina ha fatto uscire squadre di ricerca��</p><p>Stoner ricadde sulla poltroncina. Quasi a convalidare la rivelazione di Markov, pass� un elicottero. L�edificio trem� al rombo dei motori.</p><p>�Cavendish� ripet� Stoner, �Mio Dio��</p><p>Markov si tir� la barba. �Stai bene? Sei pallidissimo.�</p><p>Alzando gli occhi sul russo, Stoner disse: �Cavendish era un agente� Una spia��</p><p>�No.�</p><p>�Me l�ha detto lui. Un agente doppio. Lavorava per voi, per il KGB, per� in realt� lavorava per il controspionaggio inglese.�</p><p>Markov spalanc� la bocca in una smorfia di stupore.</p><p>�Me l�ha detto lui� ripet� Stoner. �Subiva pressioni da entrambe le parti.�</p><p>�E adesso � scomparso� sussurr� Markov. �Sar� morto, senz�altro.�</p><p>�Ieri sera Schmidt tenta di uccidermi� riflett� ad alta voce Stoner �e Cavendish scompare. La stessa sera.� Fiss� Markov. �Kirill, cosa dobbiamo concludere?�</p><p>Il russo gli restitu� lo sguardo, senza una parola.</p><p>�Credi che i tuoi stiano cercando di fermare la missione di rendez-vous?�</p><p>�Io�� Markov esit�. �Io penso che potrebbe essere vero� disse, in un sussurro quasi impercettibile.</p><p>�Ges� Cristo.�</p><p>Markov si scosse, come per allontanare un brutto sogno. �Lasciami controllare. Lasciami vedere cosa posso scoprire.� Fece per uscire.</p><p>Ma Stoner lo blocc�. �Forse dovresti restarne fuori, Kirill. Potresti finire in guai grossi, se t�intrometti in questa faccenda.�</p><p>�Ci sono gi� in mezzo� ribatt� Markov, con voce durissima. �Hanno cercato di uccidere il mio amico.�</p><p>�E hanno gi� ucciso Cavendish.�</p><p>�Forse.�</p><p>Stoner si alz�, fece il giro della scrivania. �Restane fuori, Kirill. Non metterti nei guai.�</p><p>Markov rise. �Siamo tutti nei guai, amico mio. Tutti quanti.�</p><empty-line/><p>Markov camminava automaticamente, quasi senza vedere, nel sole cocente del pomeriggio. Super� le antenne del radiotelescopio, gli uffici, l�Alloggio Ufficiali Scapoli, l�hotel, le case su ruote. Raggiunse la zona dei bungalow e marci� verso il suo.</p><p>�Maria Kirtchatovska!� url�, sbattendo la porta.</p><p>Sua moglie, una padella sfrigolante in mano, spunt� dalla cucina. �Cosa ci fai a casa?�</p><p>�Mettila gi� e vieni qui� disse Markov. Le indic� il divano.</p><p>Lei lo fiss� corrucciata, per� torn� in cucina e riapparve un attimo dopo con una salvietta.</p><p>�Stavo preparando la cena� disse.</p><p>�Siediti.�</p><p>�Non ho raccontato a nessuno la tua esplosione di ieri sera��</p><p>�Il dottor Cavendish � morto� scatt� Markov, completamente furibondo. �Annegato, con ogni probabilit�.�</p><p>Maria cadde a sedere sul divano. �Annegato?�</p><p>Ancora in piedi, Markov aggiunse: �E ieri sera Schmidt � andato in overdose di droga e ha tentato di uccidere Stoner. Vedi qualche rapporto tra questi due fatti?�</p><p>Maria distolse gli occhi, senza rispondere.</p><p>Markov torreggiava su di lei. �Quella macchina che stavi usando ieri sera. Aveva qualcosa a che fare con Cavendish, vero? Oppure con Schmidt?�</p><p>�Kir, abbiamo deciso tanti anni fa che non avremmo mai discusso di certe parti del mio lavoro.�</p><p>Lui prov� la tentazione di schiaffeggiarla. �L�accordo non vale pi�. Avrei dovuto tirarmi indietro gi� quando hai rovinato la vita di quella studentessa. E ora hai ucciso Cavendish, giusto?�</p><p>�No!�</p><p>�Non raccontarmi bugie, Maria Kirtchatovska! Cavendish era un informatore del KGB, ed � morto. L�hai ucciso tu con quella macchina infernale.�</p><p>Lei scosse la testa. �Era solo un impianto di comunicazione, una specie di radio��</p><p>�Balle! Tu comunichi con Mosca attraverso quelle lettere stupide che spedisci ogni settimana. Questo lo so. In un modo o nell�altro, quella macchina ha ucciso Cavendish.�</p><p>�Non � possibile��</p><p>�Ho visto la tua espressione quando ti ho sorpresa! Tu stavi trasmettendo solo dolore e morte! Non cercare di negarlo.�</p><p>�Kirill, io�� Maria si pass� una mano nei capelli, improvvisamente agitata, sull�orlo delle lacrime. �Cosa potevo fare? Dovevo seguire gli ordini. Che altro potevo fare?�</p><p>�Assassinio. Torture. � questo che fai da sempre, eh? In tutti questi anni non hai fatto altro.�</p><p>Adesso lei stava piangendo. Le lacrime le solcavano le guance. �No. L�ho fatto solo adesso. E non volevo. Sono stata costretta. Era l�unico modo per sopravvivere��</p><p>�E in tutti questi anni io ho tenuto gli occhi chiusi. �Sapevo� che tutte le storie che si sussurrano sono vere, ma continuavo a ripetermi: �Non la mia Maria. Non farebbe mai cose del genere. Lei lavora alla sezione crittografica. Non � coinvolta in arresti e interrogatori e omicidi���</p><p>�� vero!� gemette lei. �Non l�ho mai fatto fino a che questa� questa� �cosa� ci � piombata addosso.�</p><p>�Non hai mai fatto arrestare qualcuno? Non sei mai stata coinvolta in interrogatori? Omicidi?�</p><p>�No! Non direttamente!�</p><p>Markov si mise a passeggiare nella stanza, agitando le mani. �Merda. Non direttamente. Hai le mani pulite� Pi� o meno. Disgustoso. Disgustoso! Pensare che io ho vissuto con te tutti questi anni e ho tenuto gli occhi chiusi.�</p><p>Lei sollev� la testa. �Io ho tenuto gli occhi chiusi sulle tue avventure. Se tu��</p><p>�Le mie avventure!� Markov si gir� a guardarla. �Io facevo �l�amore�, donna! Cercavo bellezza e dolcezza e piacere! Non facevo l�elettroshock a qualche poveraccio chiuso nei sotterranei di un ospedale-prigione.�</p><p>�Non ho mai�� La voce di Maria affog� tra i singhiozzi.</p><p>�� finita� disse Markov, secco. �Mi senti? � tutto finito. Non divider� la mia vita con una torturatrice, un�assassina.�</p><p>�Cosa vuoi dire?�</p><p>�O lasci il KGB, o lasci me. A te la scelta.�</p><p>Maria strabuzz� gli occhi. �Non posso dare le dimissioni! Non � permesso.�</p><p>�Mettiti in pensione, dai le dimissioni, trovati un altro lavoro. Se no, io non vivr� pi� con te. Mai pi�! Non potrei!�</p><p>�Kir, se tu mi lasci ci saranno domande, un�inchiesta��</p><p>�Digli che mi hai piantato per le mie avventure. Ti crederanno.�</p><p>�Non voglio lasciarti� disse lei. �Non voglio che tu mi lasci.�</p><p>�Allora devi rinunciare al tuo lavoro.�</p><p>�Non posso��</p><p>Lui and� a sedere sul divano, accanto alla moglie. Maria aveva smesso di piangere, ma le lacrime le avevano rigato il viso.</p><p>�� vero che non volevi fare quello che hai fatto? Che ti hanno costretta?�</p><p>�Mi hanno dato ordini, e io ho obbedito. Non avevo scelta.�</p><p>�Ti hanno ordinato di fare cosa? Di uccidere Stoner?�</p><p>Lei usc� in un gemito di sorpresa. �No� Vogliono impedire a Stoner di comandare la missione di rendez-vous. Vogliono fermarlo, a qualunque costo.�</p><p>�Ma il nostro governo collabora con gli americani, adesso!� disse Markov. �Zworkin, l�accademico Bulacheff, lo stesso segretario generale��</p><p>Maria scosse la testa, piano. �Io so solo quali sono i miei ordini. Vogliono fermare Stoner.�</p><p>Markov sospir�. �Maria� Come posso vivere con qualcuno che� che segue questi ordini? � impossibile!�</p><p>�La colpa � tua quanto mia� disse lei. �Io non ho mai voluto trovarmi coinvolta in questa storia.�</p><p>Markov era disperato. �Cosa dobbiamo fare, Maria? Cosa dobbiamo fare?�</p></section><section><title><p>35</p></title><subtitle>Washington</subtitle><empty-line/><cite><p>Se i nostri scienziati dovessero veramente entrare in contatto diretto con la nave aliena, qualunque cosa sia, e se tutto dovesse andare per il meglio, se il mondo intero ne beneficiasse, il presidente diventer� un santo, e la sua aureola getter� una luce molto favorevole sul nostro partito nelle prossime elezioni.</p><p>Per�, se la nave aliena porter� problemi, che Dio ci aiuti.</p><text-author>Diario personale dell�onorevole Walden C. Vincennes, Segretario di Stato</text-author></cite><p>Jo fissava lo schermo del terminale. Numeri e lettere non avevano significato; non riusciva a concentrarsi. Si alz�, raggiunse la balconata che correva attorno agli uffici. Gi� nel Pozzo, il computer ronzava, accendeva e spegneva luci secondo uno schema complicato, troppo veloce per essere comprensibile all�uomo.</p><p>Torn� in ufficio, prese dalla scrivania la vecchia borsetta di pelle e cominci� a scendere.</p><p>Si ferm� alla toilette, si pass� un pettine nei capelli, controll� il trucco. Poi part� verso il nuovo ufficio di Stoner.</p><p>La porta era aperta. Lui era al telefono. Jo aspett� appena oltre la soglia.</p><p>�Certo� stava dicendo Stoner. �Possono farmi tutte le visite che vogliono qui all�ospedale della base. Se la NASA vuole usare i suoi medici, pu� mandarli qui. D�accordo? Bene. Okay. Grazie. Arrivederci.�</p><p>Lui fece ruotare la sedia per riappendere il ricevitore, e vide Jo.</p><p>Un lampo d�incertezza gli solc� il viso. �Ciao, Jo.�</p><p>�Ciao.� Lei entr� nell�ufficio, che aveva ancora un�aria nuova, spoglia. Le voci echeggiavano sulle pareti dipinte di fresco. Met� degli scaffali erano vuoti; sugli altri c�erano mazzi di fotografie e qualche blocco per appunti. Tre scatole di cartone, chiuse, erano appoggiate sulla moquette, vicino all�armadietto dell�archivio. Anche la scrivania era d�acciaio, per� verniciata in color noce. Sopra c�erano solo un telefono e un�assurda noce di cocco.</p><p>�Siediti� disse Stoner, senza alzarsi.</p><p>Jo scelse la sedia pi� vicina: cromo e plastica, fredda, scomoda.</p><p>�Stai bene?� gli chiese.</p><p>Lui annu� lentamente. �Un po� di dolori e qualche ferita, per� sto bene. Mezz�ora fa ho chiamato l�ospedale. Le condizioni di Schmidt sono stabili. I polmoni non hanno subito danni. Ha solo qualche osso rotto. Se la caver�.�</p><p>Jo intrecci� le mani in grembo. �Mi sento molto in colpa.�</p><p>Stoner non disse nulla.</p><p>�Insomma� Se non avessi tardato per cena, tu non saresti andato al Circolo, e Schmidt non ti avrebbe trovato.�</p><p>Il viso di lui assunse quell�espressione fredda, quasi rabbiosa, che escludeva chiunque altro. �Mi avrebbe trovato comunque. L�isola � piccola, e Schmidt cercava me.�</p><p>�Ma perch�? Per quale motivo?�</p><p>�Tu dov�eri?� chiese Stoner.</p><p>Il cuore di Jo acceler� i battiti. �Vuole saperlo! Gli interessa!�</p><p>�Ero in laguna� rispose, e un sorriso cominci� a incresparle le labbra. �Ho fatto un giro in canoa con Markov.�</p><p>�Con Kirill?�</p><p>Lei annu�. �Abbiamo preso una canoa, e tra tutti e due non siamo riusciti a tenerla in acqua. Avresti dovuto vederci! Bagnati fradici.�</p><p>�Kirill � innamorato di te� disse Stoner senza ostilit�.</p><p>�Come Cyrano era innamorato di Rossana� ribatt� Jo. �Con lui sono perfettamente al sicuro.�</p><p>�Ammesso che gli squali non vi mangino.�</p><p>�Siamo tornati senza problemi.� Il sorriso di Jo si trasform� in una smorfia di scusa. �Per� era tardi. Quando sono arrivata al Circolo��</p><p>�Non � colpa tua� si affrett� a dire Stoner. �Non devi pensarlo. Qualcuno ha imbottito Schmidt di polvere degli angeli e gli ha ordinato di uccidermi.�</p><p>�Chi potrebbe essere stato?�</p><p>Lui scosse la testa. �Non lo so. Forse i russi.�</p><p>�I russi? E la marina lo�?�</p><p>�Io non ho detto una parola, e non voglio che la dica nemmeno tu.� Stoner si protese sulla scrivania, fissandola. �Se cominciamo a seminare dubbi, possiamo dire addio alla missione di rendez-vous.�</p><p>�Ma se qualcuno ha tentato di ucciderti�� La voce di Jo si spense.</p><p>Stoner scroll� le spalle. �Credo che volessero soltanto mettermi fuori uso, per impedirmi di andare in Russia e partire, Evidentemente qualcuno non vuole che sia un americano a effettuare la missione di rendez-vous.�</p><p>�I russi� sussurr� lei.</p><p>�Non gli scienziati russi� ribatt� Stoner, �E probabilmente nemmeno il governo russo.� Credo si tratti solo di un elemento di opposizione all�interno del loro governo. Gli oltranzisti. Il KGB, probabilmente.</p><p>Jo ricadde a sedere, distrutta. �Allora sei in pericolo.�</p><p>�Forse. Kirill sta controllando.�</p><p>�Devi dirlo alla marina!� insistette lei. �Tuttle e gli altri devono saperlo, per poterti proteggere.�</p><p>�No� rispose lui, secco. �Se cominciano a fare indagini, la missione di rendez-vous salta.�</p><p>�Sempre meglio che farti uccidere.�</p><p>�Jo, ti ho gi� detto che si tratta della mia vita. Non scherzavo. Lasciami vivere a modo mio.�</p><p>�Per farti uccidere.�</p><p>�Correr� il rischio.�</p><p>�Keith�� �Ma cosa posso dire?� si chiese Jo, �Tra noi due c�� questa scrivania: il suo lavoro, la sua ossessione. Per lui, � tutto pi� importante della sua stessa vita. Pi� importante di me.�</p><p>�D�altronde� stava dicendo Stoner, cercando di non dare peso alla cosa �forse � stata solo opera di Cavendish. Non credo che il fatto che lui sia scomparso ieri sera sia una coincidenza.�</p><p>Jo annu� lentamente, pensosa �Corrono un sacco di voci sul dottor Cavendish, infatti.�</p><p>Anche Stoner annu�. �S�, lo immagino.�</p><p>�Era veramente un agente dei russi?�</p><p>�Nel New England mi ha raccontato di essere un agente doppio. Adesso, per�, non sono pi� sicuro che sapesse per chi lavorava.�</p><p>�Era malato. Stava male.�</p><p>�Forse. E forse fingeva.�</p><p>�Non credi che qualcuno degli altri scienziati sia una spia?� chiese Jo.</p><p>Stoner aggrott� la fronte, �Non lo so. Non ci ho mai pensato. Qualcuno potrebbe farlo, immagino.�</p><p>�Il professor McDermott lo farebbe� disse lei, apposta.</p><p>Stoner usc� in una risata cupa. �Big Mac? Bella spia che sarebbe. Ha sempre la bocca aperta.�</p><p>�� pi� subdolo di quanto tu non creda� disse Jo.</p><p>Lui le scocc� un�occhiata ambigua. �Gi�. Ci scommetterei.�</p><p>�Non sta molto bene. Da quando � apparsa l�aurora boreale, � a pezzi.�</p><p>�Ho sentito. � pi� di una settimana che non lo vedo.�</p><p>�Nemmeno io� ribatt� lei, caustica.</p><p>Stoner esit�, poi disse: �Bene.�</p><p>Per lunghi momenti, nessuno dei due parl�, Jo aspett� che Stoner dicesse qualcosa, che si alzasse, la cercasse, la toccasse, facesse un gesto capace di dimostrare il suo affetto. Invece, rest� seduto, incerto, irrequieto.</p><p>�Ho saputo� disse alla fine lei, per spezzare il silenzio �che ti hanno incaricato di scegliere il personale che verr� in Russia con te.�</p><p>�� vero.�</p><p>�Voglio venire anch�io. Ho gi� controllato. Puoi portarmi come analista di computer. Mi accetteranno.�</p><p>Stoner tamburell� per un secondo sul piano della scrivania. �Jo� Se questo viaggio fosse pericoloso per me, potrebbero correre rischi anche tutti gli americani che mi accompagnano.�</p><p>La ragazza alz� la testa. �Credi di essere l�unico capace di fare l�eroe?�</p><p>Lui ebbe quasi un sorriso. �Io non sono un eroe, Jo. Sono un pazzo. Questo lo so.�</p><p>Lei non pot� impedirsi di restituirgli il sorriso, �Keith, ti ho detto tanto tempo fa che siamo fatti della stessa stoffa. Io voglio partire quanto lo vuoi tu.�</p><p>�Davvero?�</p><p>�Me l�hai detto tu. Una cosa del genere far� un figurone sul mio curriculum vitae.�</p><p>�Bene� disse lui. Era quasi un sospiro. �Okay. Ti metter� in lista. Sar� meglio che tu vada a farti fare la visita all�ospedale.�</p><p>Jo si alz�. �Grazie, Keith.�</p><p>�Sei matta, credimi.�</p><p>�S�, lo so. Come te.�</p><p>Anche Stoner si alz�, ma senza fare il giro della scrivania. Jo raggiunse la porta e usc�, mentre lui, in piedi, la guardava andarsene.</p><empty-line/><p>�Ges� Cristo, ma guarda!�</p><p>Il giornalista televisivo fiss� con una smorfia il pilota dell�elicottero. �Cerca di non bestemmiare� disse, ma la sua voce si perse nel rombo dei motori.</p><p>�Andiamo in trasmissione tra dodici minuti� url� in risposta il pilota, continuando a fissare la folla colossale che assediava lo stadio di Anaheim. A perdita d�occhio, sulle autostrade che da un lato arrivavano a Los Angeles e dall�altro a Disneyland, masse compatte di automobili avanzavano, parafango contro parafango.</p><p>�E dove la trovano tutta questa benzina?� si chiese il pilota.</p><p>Il giornalista alz� gli occhiali sulla fronte, si gratt� il naso. �Senti� disse al pilota �ti spiace cercare di tenere la bocca chiusa? Una parola sbagliata in diretta, e �tutti quelli� vorranno farci la festa.� Indic� le automobili in basso.</p><p>Il pilota scosse la testa. �Non ho mai visto una folla del genere. Dove li metteranno tutti?�</p><p>Per il reporter fu solo un sussurro negli auricolari. Si gir� sul sedile, con le cinture di sicurezza che gli mordevano la pelle, e cerc� nel cielo al tramonto l�elicottero che aveva a bordo la telecamera. Stava sorvolando la Orange Freeway, riprendeva quel traffico incredibile per il notiziario delle undici.</p><p>Il giornalista accese la radio, sulla frequenza di comunicazione con l�altro elicottero.</p><p>�Harry, sono Jack. Mi senti?�</p><p>�S�, Jack.�</p><p>�La telecamera � a posto?�</p><p>�Tutto in perfetto ordine.�</p><p>�Ottimo. Allora, ricordati che a met� del discorso di Wilson spegneranno le luci, per far vedere a tutti l�aurora boreale. � questa la ripresa che voglio. Lo stadio illuminato dalle luci in cielo.�</p><p>�Lo so. L�avrai.�</p><p>�Sicuro?�</p><p>�Ho un apparecchio per la ripresa a raggi infrarossi. Non preoccuparti. Sar� stupendo.�</p><p>�Me lo auguro� disse il giornalista.</p><empty-line/><p>Lo stadio pulsava letteralmente di una folla immensa: un gigantesco animale sovrannaturale che viveva e mormorava nel tramonto incipiente. Fila dopo fila, la folla riemp� tutti i sedili, si ammass� sulle scale impedendo il passaggio ai venditori di gelati e bibite, si accalc� sulle rampe dietro i sedili e sul campo che circondava la piattaforma destinata all�oratore.</p><p>A un�estremit� dell�enorme ovale, il grandissimo cartellone che serviva per le partite di baseball proclamava a lettere fluorescenti: CASA DEGLI ANGELI. Una A gigantesca circondata da un�aureola luminosa brillava nel cielo sempre pi� buio.</p><p>Fuori dello stadio, migliaia di persone si affollavano nei parcheggi. Televisori portatili si accendevano su ogni auto. Le famiglie facevano picnic tra i fumi dell�anidride carbonica.</p><p>Le tenebre s�infittirono, e la serata ebbe inizio. La folla multiforme url� e rise e cant�, sollecitata da predicatori, cantanti, gruppi rock e politici che si succedettero sulla piattaforma di legno al centro del campo.</p><p>Un ex astronauta, noto per essersi dedicato da anni allo studio delle esperienze extrasensoriali e paranormali, si avvicin� al microfono e proclam�: �Questo ambasciatore alieno ci offre la nostra unica possibilit� di unirci alla fratellanza delle galassie.�</p><p>La folla, stupita, sospir�.</p><p>Un predicatore, rosso in viso, esort�: �Questo messaggio del Signore � un avvertimento a correggere le nostre vie, a chiedere perdono per i nostri peccati e a offrire i nostri cuori a Ges� Cristo, nostro Dio e nostro Salvatore.�</p><p>Migliaia di persone s�inginocchiarono, pregarono, chiesero perdono in un brande urlo collettivo.</p><p>�Tutti coloro che ci hanno scherniti� url� un noto ufologo �si facciano avanti e ammettano di avere sbagliato! Non siamo soli, e non lo siamo mai stati!�</p><p>La folla rugg� la propria approvazione.</p><p>Alla fine, dopo altri inni e gospel intonati in coro, dopo l�esibizione assordante di un gruppo rock iperamplificato, dopo che l�oscurit� ebbe ammantato le luci dello stadio, gli altoparlanti annunciarono solennemente: �Signore e signori, l�uomo la cui voce � risuonata nel deserto, il messaggero dei grandi giorni che verranno, l�evangelista urbano� WILLIE WTLSON!�</p><p>Come un colossale animale con centomila voci, la folla si alz� e rugg� quando Willie Wilson, in un vestito azzurro di cotone, travers� il campo e sal� gli scalini di legno che portavano al microfono.</p><p>�Non posso farlo� si disse, mentre afferrava il microfono. Contagiato dalla forza della folla che aveva attorno, dal senso d�attesa che caricava d�elettricit� l�aria, Wilson scosse la testa. �Non posso deluderli. Non posso permettere al governo di interferire con la Parola del Signore.�</p><p>Alz� le braccia e ruot� lentamente nel cerchio di luce, suscitando l�urlo di approvazione della folla, che fece tremare il terreno.</p><p>In alto, invisibili nel bagliore dei riflettori, i due elicotteri della televisione volavano instancabili sullo stadio, riprendevano quel momento eccezionale, mentre il reporter recitava il suo commento nel microfono.</p><p>�Grazie a tutti e che Dio conceda la Sua benedizione a ognuno di voi� url� Willie nel microfono, dopo averlo tolto dal supporto per potersi girare liberamente in ogni direzione.</p><p>La folla si calm�, torn� a sedere. Restarono in piedi solo gli spettatori sul campo attorno alla piattaforma.</p><p>�Il mio messaggio � molto semplice� inizi� Willie. �Dio vi ama. Ama ognuno di voi. Dio vi conosce a uno a uno, individualmente, sa cosa avete nel cuore e nella mente. E vi ama. Ama ognuno di voi. Nonostante i vostri difetti. Nonostante i vostri sbagli. Il Signore Dio Ges� Cristo ama te�� Willie punt� l�indice tra la folla. ��e te, e te, e ognuno di voi.�</p><p>Gli spettatori mormorarono, sussurrarono. Qualche �Amen� risuona nella notte.</p><p>�E poich� Dio vi ama� continu� Willie �ha messo un segno in cielo, per ricordarci chi � Lui e chi siamo noi� Un segno che � al tempo stesso un ammonimento e un annuncio� Un segno che � inconfondibile.� Una pausa drammatica. Una parte della mente disse a Willie che il fisco gli sarebbe stato addosso entro ventiquattro ore.</p><p>�Guardate il cielo!� annunci�. �E ammirate la gloria del Signore!�</p><p>Nello stadio si spensero tutte le luci, e la folla guard� in cielo. Non si udiva un solo suono. I minuti trascorsero in silenzio, mentre lo splendore dell�aurora boreale si accendeva lentamente in cielo, sotto gli occhi degli spettatori.</p><p>Poi gemettero. Sussultarono. Sospirarono. Willie stesso, immobile sulla piattaforma, sentiva rizzarsi i capelli sulla nuca.</p><p>�Non tirarla troppo in lungo� si ricord�. �Intervieni quando la tensione � al massimo��</p><p>In quel silenzio innaturale, Willie ud� uno strano ronzio che sembrava quasi un gemito: i rotori di un elicottero. Girandosi in direzione del suono, vide lampeggiare le luci di navigazione di un elicottero che stava sorvolando lo stadio a bassa quota.</p><p>�Sono loro!� url� qualcuno.</p><p>�Sono qui!�</p><p>�Sono arrivati! Sono arrivati!�</p><p>Il grande animale che era la folla fu travolto dal panico. Prima che Willie potesse capire cosa stesse accadendo, una marea umana si rivers� nello stadio. La gente strillava e urlava e correva.</p><p>�No, fermi!� url� Willie nel microfono. �Non c�� niente da temere��</p><p>Ma l�animale era accecato dal terrore. La gente veniva spinta alle uscite. Tutti fuggivano. L�ondata di bestie impaurite raggiunse la piattaforma, la sommerse; la piattaforma oscill�, traball�, url� e cedette, sommersa da un mare di gemiti, di panico, di sangue.</p><p>E sotto le assi squarciate, sotto i piedi che correvano freneticamente, Willie Wilson giacque immobile, mentre migliaia di persone impazzite calpestavano la sua forma riversa e gli crollavano addosso.</p><empty-line/><cite><p><strong>WILSON E ALTRE 126 PERSONE UCCISE DAL PANICO</strong></p><p>ANAHEIM: Il reverendo Willie Wilson � tra le 127 persone morte ieri notte quando il panico ha investito l�iperaffollato stadio di Anaheim. I feriti sono pi� di tremila.</p><p>Il reverendo Wilson, l�evangelista urbano, era l�oratore pi� atteso del gigantesco raduno di revival religioso. La polizia dice che lo stadio era affollato molto oltre la capacit� legale per il raduno che ha richiamato molti dei maggiori leader nazionali del protestantesimo, ufologi, ricercatori nel campo dell�occulto e religiosi di fedi pi� ortodosse.</p><p>Stando alla polizia, il panico si � diffuso quando un elicottero della televisione � passato a bassa quota sopra lo stadio, inducendo qualcuno a credere che un UFO stesse per atterrare.</p><p>L�enorme folla si � riversata disordinatamente verso le uscite, e migliaia di persone sono rimaste travolte.</p><p>Il reverendo Wilson, che a pi� riprese ha messo in rapporto le aurore boreali provocate dall�astronave aliena in avvicinamento alla Terra con un messaggio di Dio, era nato�</p></cite></section><section><title><p>36</p></title><p>Markov sedeva, in cupo silenzio, sul portico buio del bungalow. Una zanzara gli sfior� l�orecchio, ma lui non la scacci�.</p><p>�Forza, bevi il mio sangue� disse fra s�. �Non sarai l�unica.�</p><p>La porta cigol� leggermente quando Maria l�apr�. La donna sedette all�estremit� opposta del divano di vimini, il pi� lontano possibile dal marito.</p><p>�Allora?� chiese lui.</p><p>Per diversi secondi lei non rispose. Poi disse, con voce incolore: �Ho spedito il rapporto a Mosca. Ho raccontato che Cavendish si � suicidato e che io ho distrutto l�apparecchio per evitare che gli americani potessero scoprirlo.�</p><p>�Hai detto che vuoi dare le dimissioni?�</p><p>�No, ovviamente.�</p><p>�Hai chiesto di essere trasferita a una sezione che non venga coinvolta in queste cose atroci?�</p><p>�Kir, ti ho gi� detto mille volte che normalmente la nostra sezione non si occupa di agenti segreti e d�interrogatori. � solo questo� questo oggetto alieno che ci ha spinti in questa situazione.�</p><p>�Voglio che tu lasci il KGB. Maria Kirtchatovska� disse Markov. �Voglio che tu sia la moglie di un professore universitario, e niente di pi�.�</p><p>Maria si gir� verso il marito, una smorfia caparbia in viso. �Ti piacerebbe, eh? Io me ne resto a casa, prendo la pensione, e tu passi ogni notte con una studentessa diversa. Un�esistenza meravigliosa! Per te.�</p><p>�Credi che torturare e uccidere esseri umani sia un modo tanto bello di vivere?�</p><p>�Non ho mai fatto niente del genere!�</p><p>Lui batt� le mani sulle cosce, si alz�. �Maria, tu menti. Menti a me e persino a te stessa. Se tu riesci a sopportare quello che hai fatto, cos� sia. Ma io non posso. Io non posso sopportarlo.�</p><p>�L�hai sopportato per quasi vent�anni� ribatt� lei.</p><p>Markov la scrut�. �S�, ho tenuto gli occhi chiusi per vent�anni. Adesso li ho aperti.�</p><p>�Cosa vuoi da me?� chiese Maria. La sua voce era diversa: non pi� aspra e imperiosa, ma quasi implorante.</p><p>�Te l�ho detto cosa voglio.�</p><p>��Non posso� dare le dimissioni. Non lo permetterebbero mai. Non capisci quello che sta succedendo in questo periodo? Col segretario generale ammalato e il Cremlino scosso da terremoti interni?�</p><p>�Per me, l�unica alternativa � il divorzio� disse Markov.</p><p>�Il divorzio? Dopo tanti anni?�</p><p>�Non posso accettare quello che stai facendo� disse lui. �Lo so che cerchi di impedire a Stoner di eseguire la missione di rendez-vous. Stoner � mio amico, Maria. Se gli fai del male, ti metti contro di me.�</p><p>Lei sospir�. �Kir, tu finirai col fare l�insegnante in una scuola di qualche citt� prigione del Gulag.�</p><p>Markov annu�. Fissando il cielo illuminato, disse sottovoce, cos� piano da non udire quasi le sue stesse parole: �C�� un�altra possibilit�.�</p><p>�Quale altra possibilit�?�</p><p>�Potrei restare con gli americani� Chiedere l�asilo politico.�</p><p>Maria boccheggi� di stupore. �Tradire? Lasciare per sempre la Russia? Abbandonare la tua gente, la tua nazione?�</p><p>�Non vorrei farlo, ma��</p><p>�Ti ucciderebbero, Kirill Vasilovsk.� La voce di Maria era gelida, metallica, implacabile come una pistola automatica. �Ti ucciderei io stessa, piuttosto che permetterti un atto del genere.�</p><empty-line/><p>Quando Stoner alz� gli occhi dalla scrivania, vide che fuori era sera. Le luci che s� muovevano in cielo, per�, riempivano l�orizzonte di una danza scintillante.</p><p>Guard� l�orologio, poi, d�impulso, afferr� il telefono. Gli occorse qualche minuto per rintracciarla attraverso il centralino dell�isola, ma alla fine ud� la voce di Jo: �Pronto?�</p><p>�Sono Keith, Jo.�</p><p>�Oh. Ciao, Keith.�</p><p>D�improvviso, lui si sent� timido come un ragazzino. �Uh� Hai gi� cenato?�</p><p>�Un�ora fa.�</p><p>�Oh.�</p><p>�Sei ancora in ufficio?�</p><p>�S�. Ho un sacco di cose da fare��</p><p>�E non hai mangiato niente da mezzogiorno?�</p><p>�No.�</p><p>Lei disse: �Be�, allora vai da Pete. � l�unico che tenga aperto dopo le nove. Ci vediamo l�.�</p><p>�Ma tu hai gi� cenato.�</p><p>Jo esit� solo un attimo. �Prender� un dessert con te. Okay?�</p><p>�Certo. Benissimo.�</p><empty-line/><p>Un�ora dopo, uscendo dal ristorante, Jo disse: �La prossima volta ricordami di prendere il budino.�</p><p>�La torta non era buona?�</p><p>�Era talmente vecchia che deve averla lasciata qui qualche giapponese ai tempi della Seconda guerra mondiale.�</p><p>Lui rise.</p><p>S�avviarono lungo la strada deserta, tra gli edifici, dirigendosi alla spiaggia. Camminavano affiancati, senza toccarsi, ma talmente vicini che Stoner percepiva il calore di lei. Jo indossava un vestito leggero a fiori, senza maniche, che la brezza marina gonfiava.</p><p>�Keith� Vuoi rispondere a una domanda?�</p><p>�Se posso.�</p><p>�La missione di rendez-vous � tanto importante per te? Perch� �devi� partire?�</p><p>Lui la guard�. �Cristo, Jo, dovresti capirlo. Dovresti pensarla allo stesso modo anche tu, no?�</p><p>��La penso� allo stesso modo� disse lei, in tutta sincerit�. �Per� non capisco perch�. Cos�� che ci spinge? Perch� devi partire? Perch� anch�io voglio andare nello spazio?�</p><p>Stoner rest� a riflettere mentre si lasciavano gli edifici alle spalle e arrivavano tra gli alberi della spiaggia. La sabbia era bianca e tiepida, l�oceano mormorava.</p><p>Alla fine, lui rispose: �� la mia carriera, Jo. La strada che ho scelto. Il lavoro che faccio.�</p><p>�No� disse lei. �C�� di pi�. Non � un lavoro, � un bisogno interiore. Il desiderio irresistibile di andare nello spazio e lasciarsi tutto alle spalle.�</p><p>�Non ho nulla che mi trattenga qui� disse lui.</p><p>Poi, prima che Jo potesse ribattere, aggiunse: �Tranne te.�</p><p>Jo gli mise una mano sul braccio. �Ma anche se� No, Keith, non � vero. Tu vuoi ancora partire e andare incontro alla nave aliena, vero?�</p><p>�Certo.�</p><p>�Perch�? Perch� proprio tu?�</p><p>�Perch� voglio �sapere�� disse Stoner, con gelida ferocia. �� questo che ogni scienziato desidera. Sapere, scoprire, essere il primo a raggiungere una nuova conoscenza, un nuovo territorio del pensiero.�</p><p>�Per� potresti sapere anche se qualcun altro andasse in missione.�</p><p>�Non sarebbe la stessa cosa! Voglio toccare quella nave con le mie mani, vederla con i miei occhi. Come un cavernicolo, Jo. Come il San Tommaso della Bibbia. Devo vederla io. � questo il succo di tutto. La spinta irresistibile.�</p><p>Jo lo scrut� in viso, mentre procedevano sulla spiaggia. Dal cielo, la danza dell�aurora boreale lanciava richiami.</p><p>�Pensa a tutte le persone che conosci� le disse Stoner. �Quante di loro sanno che gli atomi che compongono i loro corpi sono stati creati su stelle lontane? Siamo tutti polvere di stelle, tutti quanti. Ogni atomo del tuo corpo, Jo, � stato fabbricato all�interno di una stella, milioni di anni fa. Siamo parte dell�universo, piccola. � una verit� indiscutibile.�</p><p>Lei rise piano. �In te c�� un poeta, nascosto chiss� dove.�</p><p>�Forse� ammise lui. �Ma questa faccenda ha anche i suoi lati pratici. Qui, io sono uno dei tanti astrofisici. Uno specialista in un campo pieno di uomini e donne con conoscenze migliori delle mie, pi� giovani e intelligenti. Sono solo uno scienziato mediocre, al massimo.�</p><p>�Adesso stai facendo il modesto.�</p><p>�Conosco i miei limiti. Non avr� mai il Nobel o grandi onori accademici. Continuer� cos� e finir� con l�insegnare in un�universit� di serie B, nell�oscurit� pi� totale.�</p><p>�A meno che��</p><p>�A meno che il programma spaziale non riparta,� Stoner punt� il pollice verso il cielo. �Lass� sono bravo. Posso guidare un gruppo di tecnici e scienziati. Conosco tutt�e due le facce del lavoro, e non mi spaventa vivere in una tuta a pressione a gravit� zero.�</p><p>�Non credo che mi spaventerei nemmeno io.�</p><p>�No, non credo proprio, Jo. � il nostro ambiente, il nostro angolino ecologico. � l� che la mia carriera pu� sopravvivere, e forse anche la tua. � l� che possiamo dare il miglior contributo al magazzino di conoscenze della razza umana.�</p><p>�Ed � l� che c�� l�alieno.�</p><p>�S�. Come un dono mandato da Dio. Non possiamo permetterci di vederlo scomparire senza entrare in contatto con lui.�</p><p>�O lei� scherz� Jo.</p><p>�Esso� disse Stoner.</p><p>Jo rise, lanci� via i sandali. �Forza, togliti quelle scarpe, Keith Stoner. Rilassati, divertiti per una volta tanto.�</p><p>Lui aggrott� la fronte. �Ma io mi diverto��</p><p>�E per te rompere sassi con la mano sarebbe un �divertimento�?� La ragazza corse via, sguazzando nell�acqua a piedi nudi.</p><p>Stoner rest� a guardarla per qualche attimo, poi si chin�, si tolse scarpe e calze, saltellando su un piede. Poi la rincorse, sotto il cielo luminosissimo.</p><p>Ridendo, corse nell�acqua della laguna, la raggiunse, l�afferr� per il polso e se la trascin� dietro; poi Jo, scossa dalle risate, precipit� sulla sabbia assieme a Stoner.</p><p>�Keith, non sei onesto� boccheggi� lei, �Le tue gambe� sono molto pi� lunghe��</p><p>�Cristo, mi fai sentire un ragazzino, Jo. Mi fai dimenticare tutto il resto, mi dai la voglia di giocare.�</p><p>Stoner si sollev� su un gomito, alz� la testa della ragazza. Jo intrecci� le braccia dietro il collo di lui e sent� le sue mani carezzarla, mani calde, forti sulla pelle nuda. Per un po� ud� il rumore dell�acqua che s�infrangeva sulla scogliera, ma presto ogni suono venne soffocato dal battito del suo cuore. Si spogliarono, e Jo allacci� il corpo nudo a quello di lui: lo desiderava, lo voleva dentro. Gli afferr� i capelli e soffoc� il grido d�estasi che le saliva alla bocca incollando le labbra su quelle di lui.</p><p>Poi, esausti, restarono sdraiati fianco a fianco, a guardare la cortina di luci multicolori che sfilavano in cielo.</p><p>Jo gir� la testa, vide Keith con lo sguardo perso in alto, a milioni di chilometri di distanza.</p><p>�Ha dimenticato tutto il resto per cos� poco tempo� pens�, depressa. �Per cos� poco tempo.�</p></section><section><title><p>37</p></title><subtitle>Cremlino</subtitle><empty-line/><p>�E perch� il segretario generale non � presente?� chiese il ministro alla produzione industriale.</p><p>Borodinski, seduto a capo del lungo tavolo, rispose: �� indisposto. Mi ha chiesto di presiedere la riunione in sua vece.�</p><p>Tutti si scambiarono occhiate incerte. Dei sedici posti attorno al tavolo, cinque erano vuoti. Le persone che li occupavano abitualmente non avrebbero pi� rivisto l�interno del Cremlino.</p><p>Borodinski present� l�accademico Bulacheff, seduto all�estremit� opposta del tavolo, e apr� la discussione sulla nave spaziale aliena.</p><p>�Allora dobbiamo seguire il progetto di mandare dei cosmonauti a dare il benvenuto all�alieno?� chiese il ministro degli esteri.</p><p>�� il piano del segretario generale� disse Borodinski.</p><p>�Ma con un americano sulla �nostra Soyuz�?� mugugn� il ministro per la sicurezza interna, che era vicino a Borodinski; le sedie ai suoi due lati, per�, erano vuote.</p><p>�S� disse Borodinski.</p><p>�Potr� spiare le nostre basi di lancio, le nostre apparecchiature� Tutto!�</p><p>�Non � una spia� disse Bulacheff, con voce sorprendentemente vigorosa. �� uno scienziato, non un agente segreto.�</p><p>Un silenzio mortale scese sulla sala. Borodinski dovette soffocare una risata. �L�accademico � troppo nuovo a queste riunioni per mostrare il dovuto rispetto al nostro uomo pi� temibile� pens�. Poi riflett�: �O forse � talmente vecchio che non ha pi� paura di correre rischi? Questo visitatore alieno dev�essere molto importante per lui.�</p><p>Il ministro per la sicurezza lanci� un�occhiataccia a Bulacheff, poi, lentamente, si port� alle labbra una lunga sigaretta col filtro.</p><p>�Effettueremo il lancio per l�astronave aliena� disse Borodinski, secco �e l�americano salir� sulla nostra Soyuz. Ovviamente, sar� presa ogni precauzione per fare in modo che non acquisisca informazioni che non desideriamo fornirgli.�</p><p>Il generale Rashmenko sorrise a tutti con aria incoraggiante. �Non c�� di che preoccuparsi. I nostri missili possono distruggere l�alieno� e, con l�alieno, l�americano. Mi basta solo fare una telefonata.�</p><empty-line/><p>Il ministro per la sicurezza interna alz� il bicchiere alla luce del lampadario. Il vino rosso scuro brill� nel calice di cristallo. Lentamente, cautamente, il ministro assaggi� il vino.</p><p>Schioccando le labbra, appoggi� il calice sulla tovaglia di damasco e sentenzi�: �Eccellente. Davvero eccellente!�</p><p>Il suo ospite, al capo opposto del tavolo, s�illumin� di soddisfazione.</p><p>�Viene dai nostri compagni ungheresi. Lo chiamano �sangue di toro�.�</p><p>Il ministro rise. �Gente melodrammatica, gli ungheresi.�</p><p>�Per� producono ottimo vino� disse il suo ospite, e fece un cenno ai camerieri alle spalle del ministro.</p><p>I camerieri cominciarono a servire il coniglio in umido nel piatto di porcellana del ministro. Il ministro era un uomo piccolo, calvo, con mani minuscole e delicate, da orologiaio. Per� il suo viso era grossolano, quasi volgare: labbra spesse, naso carnoso, occhi stretti e infossati, spesso difficili da decifrare.</p><p>Il suo ospite, il direttore di una delle sezioni pi� importanti della sicurezza interna, era invece una figura elegante: alto, soavemente bello, con capelli color argento e un viso aristocratico, quasi ascetico, dolce nei modi, dotato delle maniere perfette del gentiluomo nato.</p><p>Quando arrivarono al dessert, il ministro era in uno stato d�animo rilassato, quasi gioviale.</p><p>�Ah, Vassili Ilyitch, � difficile credere che questa casa magnifica si trovi davvero a Mosca, qui, al giorno d�oggi. Mi sembra sempre di venir trasportato in un�altra epoca, quando la vita era pi� piacevole, pi� facile.�</p><p>�Prima della rivoluzione, compagno ministro?� chiese dolcemente il burocrate, un sorriso appena accennato sulle labbra.</p><p>L�espressione del ministro divenne immediatamente gelida.</p><p>�O forse� continu� il burocrate �la tua � una premonizione, una visione del futuro, quando il vero comunismo dominer� il mondo e tutti i popoli potranno vivere nella pace e nel lusso.�</p><p>�Cos� va meglio� ribatt�, truce, il ministro. �Un giorno o l�altro, il tuo senso dell�umorismo ti metter� nei guai, Vassili.�</p><p>Il sorriso del burocrate si accentu�. �Ho sempre creduto che sar� il mio senso del lusso a farmi cadere in disgrazia.�</p><p>Anche il ministro rise. �Andiamo, amico mio! La vita � gi� abbastanza difficile senza che noi due ci mettiamo a discutere.�</p><p>�Molto vero! Vieni in biblioteca con me, Ho un cognac che ti interesser�.�</p><p>Un�ora dopo, il ministro sedeva in una comoda poltrona di pelle, il bicchiere in una mano, il sigaro nell�altra, e una smorfia corrucciata in viso.</p><p>�Parlarmi a quel modo� stava borbottando. �Quel moscerino d�accademico. Quello� Quello� �Quell�insegnante!��</p><p>�L�accademico Bulacheff?� chiese il suo ospite.</p><p>�Bulacheff� abbai� il ministro. �E di fronte agli altri.�</p><p>�Per� il segretario generale non � intervenuto alla riunione.�</p><p>�� alle soglie della morte. Al suo posto c�era Borodinski.�</p><p>�Hmm. Borodinski.�</p><p>�S�, so cosa stai pensando� disse il ministro.</p><p>Il suo ospite divenne estremamente serio. �Tu, compagno, hai potere di vita e di morte su Borodinski. Lo capisci, vero?�</p><p>�Io non userei esattamente questi termini.�</p><p>�Comunque � cos�. Borodinski ti vuole dalla sua parte. Se tu accetti, lui � al sicuro. Se ti unisci agli altri��</p><p>�Non ci sono molti altri cui unirmi� puntualizz� il ministro. �Borodinski � un uomo molto attento.�</p><p>�Cosa farai?�</p><p>Il ministro fum� il sigaro per qualche istante, poi: �Cosa posso fare, se non mettermi con lui? Non ho nessun desiderio di vedere inasprire la lotta. Noi siamo al sicuro. Borodinski non creer� interferenze.�</p><p>�Ne sei certo?�</p><p>Il ministro sorrise, ma era un sorriso cupo. �Non hai di che preoccuparti, mio caro amico. Borodinski � abbastanza intelligente da evitare uno scontro con me, se io mi oppongo. Io rester� al ministero, e tu potrai tenerti la tua bella casa, e i servi, e la cantina piena di vini pregiati.�</p><p>�E te� aggiunse il burocrate, in un sussurro.</p><p>�S�, anche me.�</p><p>Il burocrate sorrise.</p><p>�L�alieno, per� disse il ministro �� un�altra faccenda. Non permetter� agli americani di ficcanasare a Tyuratam, non senza insegnargli una lezione.�</p><p>�Ma gli americani hanno gi� visto Tyuratam anni fa, ai tempi della missione congiunta Soyuz-Apollo.�</p><p>�Allora era allora. Oggi � oggi. Non permetter� a Bulacheff e nemmeno a Borodinski di scavalcarmi in materia di sicurezza interna.�</p><p>�E cosa puoi fare? Gli americani stanno gi� arrivando qui.�</p><p>�S�, lo so. Non posso impedirgli di arrivare a Tyuratam. Per� posso impedirgli di raggiungere il loro scopo. Non entreranno mai in contatto con la nave aliena. Ci penser� io, e Borodinski sapr� che sono stato io, e non sar� in grado di opporsi a me.�</p><p>Il suo ospite esal� un lungo sospiro. �Metti in gioco poste molto alte.�</p><p>�Borodinski deve capire che io non mi opporr� a lui, ma che nemmeno lui deve opporsi a me. Questa faccenda dell�astronave aliena e dell�astronauta americano � una buona occasione per insegnargli la lezione. Una lezione praticamente indolore, ma chiarissima.�</p><p>�S�, vedo. Ma cosa farai per� insegnargli la lezione?�</p><p>Il ministro bevve d�un fiato il cognac, rimise gi� il bicchiere. �Cosa?� chiese, secco. �Uccider� l�astronauta americano, ovviamente. Potrebbe esserci una via pi� semplice?�</p><empty-line/><p>Stoner trascorse l�ultimo pomeriggio a Kwajalein in una serie d�incontri con Thompson, Tuttle, i russi, tutti i capigruppo. Poi, all�improvviso, venne a trovarsi solo in ufficio.</p><p>In piedi dietro la scrivania, studi� la stanza: impersonale come una cabina telefonica. Apr�, l�uno dopo l�altro, i cassetti: non c�era nulla che gli servisse, nulla che volesse portare con s�, nulla che fosse suo.</p><p>Poi i suoi occhi si posarono sull�assurda noce di cocco, e sorrise piano.</p><p>�Tu� disse al frutto scuro, rotondo �farai un viaggio molto molto lungo.�</p><p>�Lo so.�</p><p>Stupefatto, alz� la testa e vide Jo ferma sulla soglia. Il suo sorriso si trasform� in una smorfia d�imbarazzo. �Uh� Comincio a parlare alle noci di cocco. Un segno di nervosismo, immagino.�</p><p>�A me non sembri troppo nervoso.� Jo entr� in ufficio. Indossava i soliti calzoncini e una camicetta sbottonata a met�. La sua pelle aveva un colorito olivastro. Un sorriso enigmatico nasceva agli angoli della sua bocca.</p><p>�Un autocontrollo d�acciaio� mormor� Stoner.</p><p>�Hai gi� fatto le valigie?�</p><p>�Ho quasi finito. E tu? Non salirai sull�aereo vestita a quel modo, per caso?�</p><p>�Ma no� rispose lei. �Pensavo solo di fare un�ultima passeggiata sulla spiaggia prima di cena, ho tutto il tempo per cambiarmi e prendere l�aereo.�</p><p>Lui annu�. �Be�, di certo non rimpianger� la cucina di qui.�</p><p>Lei gli afferr� il braccio. �Vieni a fare due passi con me. Diamo l�addio all�isola assieme.�</p><empty-line/><p>Sottobraccio, a piedi nudi, passeggiarono sulla spiaggia lambita dalle onde, sulla sabbia calda. Il sole rosso del tramonto proiettava ombre lunghissime.</p><p>Oltre la laguna, oltre le isolette che la delimitavano, il sole stava affondando nell�oceano, e il mondo intero era soffuso d�oro. Uccelli volavano nel cielo solcato di nubi, lanciando richiami all�infinito.</p><p>�Il nostro ultimo tramonto a Kwajalein� disse Jo, stringendo il braccio di Stoner con tutt�e due le mani.</p><p>�Non siamo riusciti a goderci troppo tutta questa bellezza, eh?�</p><p>�C�� un sacco di cose che non siamo riusciti a fare� rispose lei. �Ci siamo persi molto della vita.�</p><p>�Lo so.�</p><p>�Quando tutto questo sar� finito, Keith, quando le nostre esistenze diventeranno un po� pi� normali��</p><p>�Succeder� mai?�</p><p>�Deve succedere� disse Jo. �Non credi?�</p><p>�Non lo so. L�alieno cambia tante cose� Chi pu� dire cosa accadr�?�</p><p>Lei si gir� di colpo, lo abbracci�, gli appoggi� la guancia sulla spalla. �Keith, ti prego, non farlo. Questa missione mi spaventa.�</p><p>Stoner assapor� il profumo dei suoi capelli. �Spaventa te? Non volevi fare l�astronauta?�</p><p>�Se partissi io, non avrei paura� ribatt� la ragazza. �Ma ho un terrore folle per te.�</p><p>Lui rise, ma il suo corpo s�irrigid�. �Reynaud � convinto che i russi vogliano uccidermi.�</p><p>�Vedi?� Jo si scost� un poco, lo fiss� negli occhi. �Non sono l�unica.�</p><p>�Ne ho parlato con Kirill. � un�idiozia.�</p><p>�L�ha detto esplicitamente?�</p><p>�Pi� o meno.�</p><p>�Pi� o meno cosa? Si � messo a ridere o l�ha presa sul serio?�</p><p>Stoner agit� una mano. �Una via di mezzo.�</p><p>�Keith, tu �sei� in pericolo.�</p><p>�Sar� ospite del governo russo. Lo saremo tutti. Non oseranno tentare qualcosa.�</p><p>�Sei testardo� disse lei. �E stupido.�</p><p>�Kirill mi protegger�.�</p><p>Jo alz� le mani al cielo. �Bella guardia del corpo. Non � nemmeno capace di guidare una canoa!�</p><p>Stoner rise.</p><p>�Non farlo, Keith. Ti prego. Lascia che i russi lancino i loro cosmonauti verso la nave aliena. Resta a terra con noi.�</p><p>�No.�</p><p>�Keith, ho paura per te! Sono terrorizzata!�</p><p>�Lo so� disse lui �ma non ha importanza. Io sono un figlio di puttana senza cuore, okay? Per� per me questa cosa � pi� importante di tutto il resto. � la mia vita. Non lo capisci? � pi� importante dei miei figli, di te, di qualsiasi altra cosa o persona. Devo farlo. �Ho bisogno� di farlo. Camminerei sul fuoco, se fosse necessario.�</p><p>Jo non rispose. Abbass� la testa, fiss� la sabbia.</p><p>�Sbaglio a pensarla cos�? Sono un mostro?�</p><p>�S� rispose lei, dolcemente. �Lo sai che ti stai mettendo in pericolo. Per� rifiuti ogni emozione umana, ogni bisogno umano. L�unica cosa che vuoi � fare questo volo, anche se sai che ti uccideranno.�</p><p>�Cosa posso dire? Sono davvero un mostro, dopo tutto.�</p><p>�Non un mostro, Keith� ribatt� Jo, �Una macchina. Una macchina che si programma da s�. Ho visto come hai picchiato Schmidt. Lui era un animale, ma tu eri una macchina. Una macchina inumana, instancabile, senza emozioni. Niente ti pu� fermare. Tu superi ogni ostacolo, tutto quello che ti sbarra il cammino. Mac, Schmidt, l�intera marina� Persino i tuoi figli. Non c�� nessuno tra noi che possa fermarti.�</p><p>�� questo che pensi di me?� La voce di Stoner era un sussurro strangolato. Dentro, lui avvertiva una sensazione di gelo, di vuoto.</p><p>�� quello che sei, Keith� disse Jo, lottando per allontanare il tremito dalla propria voce.</p><p>Per un lungo momento, lui non parl�. Poi �Okay, Sar� meglio tornare. Devo ancora preparare qualcosa.�</p><p>�S�. Anch�io.�</p><p>Rifecero lo stesso percorso in silenzio, e Stoner la lasci� all�entrata dell�hotel. Jo lo guard� allontanarsi, irrigidito dall�orgoglio o dalla rabbia o dal dolore, e cap� che anche lui aveva emozioni, che era vulnerabile.</p><p>�Per� di me non gli importa� cap� anche. �Non c�� modo di portarlo a preoccuparsi di me.�</p><p>Corse dentro, sal� alla sua stanza, chiuse la porta con un colpo secco.</p></section><section><title><p>38</p></title><epigraph><p>Possono esservi ben pochi dubbi sul fatto che, col tempo, entreremo in contatto con razze pi� intelligenti della nostra. Questo contatto potrebbe essere a senso unico, con la scoperta di rovine o altri manufatti; potrebbe essere reciproco, per il tramite di circuiti radio o laser, o potrebbe anche avvenire faccia a faccia. Comunque, si verificher�, e potrebbe essere l�evento pi� disastroso della storia umana. L�asserzione avventata che Dio cre� l�uomo a propria immagine e somiglianza � come una bomba a orologeria posta sotto le fondamenta di tante fedi�</p><text-author>Arthur C. Clarke</text-author><text-author><emphasis>Voices from the Sky��</emphasis> 1965</text-author></epigraph><empty-line/><p>Il jet Ilyushin era rumorosissimo e scomodo, anche se solo due dozzine di passeggeri erano presenti nel suo interno cavernoso.</p><p>Stoner, che si trovava a prua, guardava dal finestrino la distesa infinita della steppa: solo e sempre erba, a perdita d�occhio. Non un albero, non una citt�, nemmeno un villaggio. �Probabilmente le pianure americane avevano questo aspetto prima che i contadini le fecondassero di grano e frumento� pens�.</p><p>A una quota tanto alta, il volo dell�aereo era abbastanza regolare. Se solo i seggiolini non fossero stati cos� attaccati l�uno all�altro, gemette fra s� Stoner. L�unico momento difficile del volo si era verificato quando erano passati sopra il Tetto del Mondo, tanto vicini all�Everest da vederne la cima ammantata di neve; poi avevano sorvolato il Tibet e le selvagge montagne Altaj. Stoner immagin� di poter vedere, in lontananza, l�Afghanistan, dove le popolazioni indigene combattevano ancora per l�indipendenza, come avevano combattuto contro l�esercito di Alessandro il Grande.</p><p>Sulla fila vicina di sedili, il professor Zworkin russava sonoramente. Gli altri erano disseminati nella lunga cabina. Jo aveva scelto un posto in fondo all�aereo.</p><p>Lo stomaco di Stoner brontolava. Il servizio ristorante praticamente non esisteva. Avevano avuto qualcosa da mangiare quando il jet era atterrato a Vladivostock, e poi qualche altra cosa molte ore dopo, quando si erano fermati a fare rifornimento nei pressi di Tashkent. Tutt�e due le volte, a nessuno dei passeggeri era stato permesso di scendere.</p><p>Avevano sorvolato la zona selvaggia e collinosa del Kazakhistan, dove gli indigeni, vestiti di pelliccia, seguivano le mandrie di pecore e capre cavalcando ponies sgraziati. E ora la distesa d�erba, la steppa esterna, mentre si avvicinava la citt� di Baikanur, preludio alla base missilistica di Tyuratam.</p><p>Stoner si accorse di avere qualcuno alle spalle, si gir�. Era Markov, un sorriso strano e minuscolo sulle labbra.</p><p>�Stiamo entrando nel nostro paese come ci � entrato nel 1917 il nostro benemerito Lenin� disse Markov, quasi costretto a urlare per farsi udire nel rombo assordante dei motori.</p><p>�Lenin � arrivato in aereo?�</p><p>Markov si accomod� sul sedile vicino a quello di Stoner. �No. I tedeschi l�hanno rispedito alla madre Russia su un treno piombato. Niente fermate, e nessuno poteva scendere prima dell�arrivo a Pietroburgo. Noi arriviamo dalla direzione opposta, su un aereo piombato.�</p><p>Stoner batt� con un�unghia sul finestrino. �� un paese enorme, la tua madre Russia.�</p><p>�Oh, questa non � la Russia� lo corresse Markov. �� il Kazakhistan, una Repubblica Confederata che fa parte dell�Unione Sovietica. Per� non � la Russia. Quelle popolazioni sono asiatiche� Mongoli. La Russia si trova un migliaio di chilometri a ovest, sull�altro versante degli Urali.�</p><p>�Per� fa parte del tuo paese.�</p><p>�S�, come il Portorico fa parte degli Stati Uniti.�</p><p>Stoner guard� di nuovo dal finestrino. �Veramente enorme. Ed � cos� selvaggia� incontaminata.�</p><p>�Buona parte dell�Unione Sovietica � ancora terra vergine� disse Markov. �Era il sogno di Kruscev coltivare queste terre, renderle fertili.�</p><p>�E cos�� successo?�</p><p>Il sorriso di Markov divenne sardonico. �L�hanno messo in minoranza� quando era voltato dall�altra parte.�</p><p>�Oh.�</p><p>�Comunque, gli hanno concesso una vecchiaia serena. � morto per cause naturali. Molto insolito per un leader russo. Un segno della nostra crescente maturit�.�</p><p>�Ridi o piangi, Kirill?� chiese Stoner.</p><p>Markov scroll� le spalle. �Un po� l�uno e un po� l�altro, amico mio. Un po� l�uno e un po� l�altro. Mi sento come un ergastolano che torni in prigione dopo una breve fuga. � un posto che odio, per� � casa mia.�</p><p>�Avrei dovuto convincerti a restare a Kwajalein� disse Stoner, e abbass� la voce, anche se l�urlo dei motori rendeva impossibile essere uditi a pochi centimetri di distanza.</p><p>�No, no� ribatt� Markov. �Il mio posto � qui. � qui che devo stare.�</p><p>Stoner scrut� in viso l�altro. �Lo credi davvero?�</p><p>Markov chiuse gli occhi, annu� con aria grave. �Ne ho discusso a lungo con Maria. Cercheremo di sistemare le cose fra noi due. Chieder� di essere trasferita a� un posto di lavoro meno impegnativo.� Sulle sue labbra torn� il sorriso da ragazzo. �Se riesco a rendere �lei� pi� umana, pi� sopportabile, forse c�� speranza anche per tutti gli altri russi.�</p><p>Stoner intu� che nel matrimonio di Markov c�erano molte cose di cui lui non era disposto a parlare.</p><p>�Nel frattempo� continu� il russo �tutti noi ti faremo da guardia del corpo. Tu sei parte di noi, e noi siamo parte di te. Partirai per lo spazio, non temere.�</p><p>�Non chiedo di pi�� disse Stoner.</p><p>Il viso di Markov divenne serio. �So che si � parlato di un complotto russo ai tuoi danni.�</p><p>�Kirill, non ho mai pensato che tu o qualcuno degli altri��</p><p>�Non c�� di che preoccuparsi� disse Markov, alzando una mano a zittirlo. �Mi metter� in contatto con l�accademico Bulacheff non appena atterreremo a Tyuratam. Questo progetto andr� avanti senza interferenze. Te lo prometto.�</p><p>�Okay� disse Stoner. �Benissimo.�</p><p>�Non siamo pedine in un gioco di potere internazionale� mormor�, cupo, Markov. �Il governo ci tratter�, tratter� tutti noi, con un certo rispetto.�</p><p>�Pensi davvero di poter cambiare cos� tanto il sistema, Kirill?�</p><p>Il russo scosse piano la testa. �Non � necessario cambiare il sistema. Semmai, bisogna portare i burocrati a �tornare� al sistema, a usarlo onestamente, senza imbrogli. I russi sono una popolazione onesta, e ottimi lavoratori. Hanno sofferto molto, patito molto. Dobbiamo tornare ai veri principi di Marx e Lenin. Dobbiamo tornare sulla strada che conduce inevitabilmente a una societ� giusta e felice.�</p><p>�Un compito enorme� disse Stoner.</p><p>�S�, per� qualcuno mi aiuter�. Il nostro alieno mi aiuter�.�</p><p>�In che modo?�</p><p>Carezzandosi automaticamente la barba, Markov rispose: �Guarda cos�� gi� riuscito a fare l�alieno. Non solo per me, ma anche per te. America e Russia stanno collaborando, in modo molto limitato, certo, per� collaborano, mentre � guerra aperta su tanti altri fronti.�</p><p>�Allora perch� non ci lasciano scendere dall�aereo?� ribatt� Stoner. �C�� una collaborazione talmente meravigliosa che hanno paura che rubiamo qualcosa se appena mettiamo piede a terra.�</p><p>�Ma lo capisci cosa significhi per la nostra paranoia nazionale permettere a degli americani di vedere la nostra maggiore base missilistica? E ci sono anche due scienziati cinesi.�</p><p>�S�, lo immagino, per�</p><p>�Il nostro visitatore alieno ha gi� costretto tutti i governi mondiali a modificare il modo di pensare.�</p><p>�Di due o tre centimetri� disse Stoner.</p><p>�Forse anche solo di un centimetro� acconsent� Markov �ma � sempre un cambiamento. Non potranno mai pi� pensare al nostro mondo come se fosse l�intero universo. Adesso sono costretti a lavorare assieme per scoprire cosa sia questo visitatore alieno. Non potremo mai pi� credere che altri esseri umani, altre nazioni o razze umane, siano alieni. La nave giunta dallo spazio ci sta costringendo ad accettare una grande verit�: tutti gli uomini sono fratelli.�</p><p>�Ges� Cristo� mormor� Stoner. �Gratta un russo, e sotto la pelle scoprirai il filosofo.�</p><p>�S� disse Markov. �Un filosofo molto religioso, se � per questo. Per� tienilo a mente, amico mio. Questo visitatore alieno ci far� sentire tutti molto pi� vicini.�</p><p>�Spero che tu abbia ragione, Kirill.�</p><p>�L�ha gi� fatto! Ci ha fatto diventare amici, no?�</p><p>Stoner annu�.</p><p>�Un�amicizia molto bella, Keith.� Gli occhi di Stoner s�inumidirono.</p><p>�Sono molto fiero di averti come amico, Keith Stoner. Tu sei un brav�uomo. Se fosse necessario, darei la mia vita per te.�</p><p>Per diversi momenti, Stoner non seppe cosa rispondere. �Ehi, Kirill, questo lo penso anch�io. Ma non siamo alla fine della nostra amicizia. Siamo solo all�inizio.�</p><p>�Lo spero� sospir� Markov. �Quando atterreremo, per�, n� tu n� io saremo pi� padroni al cento per cento delle nostre vite. Gli eventi ci trascineranno a loro piacimento. Ed � molto probabile che io non possa lasciare mai pi� la Russia, per rivedere te o altri stranieri.�</p><p>L�idea colse Stoner alla sprovvista. Sorpreso, si sent� ribattere: �E io potrei anche non tornare dalla missione di rendez-vous.�</p><p>�Ah, non avevo nemmeno pensato a questa eventualit�.�</p><p>Stoner trasse un profondo respiro.</p><p>�Per� posso prometterti una cosa� disse Markov, prima che Stoner riuscisse a formulare una risposta.</p><p>�E cio�?�</p><p>�Tu partirai. Nessuno ti fermer� a terra. Questo te lo prometto.�</p><p>Stoner annu�, e sorrise, e si disse: �Parla sul serio, ma non ha modo di tenere fede alla promessa�.</p><p>Markov imbast� un sorriso, gli occhi ancora umidi, e senza un�altra parola torn� al suo sedile.</p><p>Stoner riport� gli occhi sulla steppa, e dopo un po� si addorment�. Lo risvegli� all�improvviso un sobbalzo dell�aereo, e il rumore del carrello d�atterraggio che scendeva. L�aereo continu� a sobbalzare in modo atroce. A un certo punto, parve che il terreno erboso si alzasse a inghiottirli.</p><p>La cabina era come scossa da una tempesta. Allacciandosi la cintura di sicurezza, Stoner vide che Zworkin adesso era perfettamente sveglio, che stringeva spasmodicamente i braccioli del sedile.</p><p>Poi l�aereo smise di rollare, scese fra le prime ombre del tramonto sulla pista d�atterraggio. Stoner guard� fuori dal finestrino e rest� a bocca spalancata.</p><p>Tyuratam.</p><p>Sembrava il paesaggio di Manhattan, con l�unica differenza che l� non c�erano grattacieli, ma torri di lancio. Strutture d�acciaio per ospitare e far partire missili. Per chilometri e chilometri! Una dopo l�altra, un�intera citt� fatta di torri di lancio. Al confronto, Cape Canaveral sembrava una modesta periferia, di dimensioni minime e poco solida. Quel posto, invece, era destinato a durare per l�eternit�. Come Pittsburgh, come Gary, come le distese interminabili di fabbriche nei maggiori centri industriali. Tyuratam era un complesso massiccio, operoso di edifici giganteschi, grandi macchine, e persone instancabili.</p><p>Il loro mestiere era lanciare razzi. Il loro lavoro era l�astronautica. S�, quello era un vero porto, come la favolosa Basra delle <emphasis>Notti d�Arabia</emphasis>, come Marsiglia o New York o Shanghai. Da quel porto, su lunghe lingue di fiamma, partivano navi dirette nello spazio, e tornando riportavano tesori di nuove conoscenze.</p><p>�E un giorno o l�altro� riflett� Stoner �riporteranno energia, e materie prime, e si comincer� a costruire fabbriche in orbita.�</p><p>Per adesso, per�, sondavano i mari ignoti dello spazio per conoscere di pi�, per individuare le orbite pi� sicure per i satelliti che dovevano ritrasmettere le informazioni a terra.</p><p>L�aereo si abbass�. Stoner vide le luci che circondavano una piattaforma di lancio, dove un razzo argenteo era immobile nella morsa di una torre scintillante.</p><p>Una torre di lancio per Soyuz, comprese. �Io voler� su quel missile.�</p><p>Non not�, sul lato opposto del grande complesso di torri e razzi, due altri missili allineati fianco a fianco. Erano dipinti di verde, e avevano testate capaci di seminare molti megaton di morte.</p></section><section><title><p>39</p></title><epigraph><p>O siamo soli nell�universo, o non lo siamo. Entrambe le prospettive sono sconvolgenti.</p><text-author>Lee Dubridge</text-author></epigraph><empty-line/><p>Stoner era chino sul foglio di carta, incerto, la penna in mano. Fino a quel momento aveva scritto:</p><empty-line/><cite><p>Mr. Douglas Stoner</p><p>28 Rainbow Way</p><p>Palo Alto, CA 94302</p><p>Caro figlio,</p><p>come stai? Se hai seguito i notiziari, saprai probabilmente che mi trovo in Russia, e che sto per intraprendere una missione spaziale per andare incontro alla nave aliena, ammesso che ci� sia possibile. I russi ci trattano molto bene. Ci hanno sistemati in una specie di caserma, no, anzi, sembra pi� un collegio. Ognuno ha una stanzetta, ma io non passo molto tempo nella mia.</p><p>Nelle ultime settimane, ho lavorato sodo con i cosmonauti russi e coi tecnici addetti al lancio. Avresti dovuto vederli quando hanno cercato d�infilarmi in una delle loro tute! Io sono pi� alto e magro dei loro cosmonauti, e hanno dovuto modificare la tuta molto in fretta. E ho sempre avuto addosso i loro medici. C�era da pensare che fossi io l�alieno, con tutti gli esami che mi hanno fatto!</p><p>Tutti sono stati molto gentili con noi, anche se non possiamo allontanarci dai dormitori e dai pochi altri edifici dove abbiamo lavorato. Ai russi non va che noi ficcanasiamo in giro. Immagino che anche noi saremmo altrettanto prudenti, se avessimo ospiti stranieri al centro spaziale di Cape Kennedy, in Florida.</p><p>Qui ci sono altri undici scienziati stranieri, oltre a</p></cite><empty-line/><p>Rimise gi� la penna. �Cosa importa?� si chiese. �A Doug non interessa.�</p><p>E cosa diavolo interessa a Doug? D�improvviso, cap� di non conoscere suo figlio. Il ragazzo era per lui un perfetto sconosciuto. E sapeva ancora meno della figlia pi� giovane.</p><p>Con uno sbuffo di disgusto sbatt� la penna sul tavolo di legno, si alz�, raggiunse la porta, percorse lentamente il corridoio. Tutte le altre porte erano chiuse. Non era ancora tardi; la cena era terminata meno di un�ora prima.</p><p>�Per� domani � il grande giorno� si disse Stoner. Il conto alla rovescia. Il lancio.</p><p>Tutto sembrava innaturalmente calmo. In America, tutto era pi� vivace, pi� vivo. C�erano sempre riunioni, conferenze stampa, incontri anche a notte fonda, fotografi che abbagliavano coi lampi dei flash.</p><p>Ma non qui. Niente giornalisti. Nessun fotografo.</p><p>Scese nella stanza dove mangiavano tutti assieme, Uno dei fisici cinesi sedeva sulla poltrona di pelle in un angolo; alla luce di una lampada, leggeva un libro in russo. Stoner fece un cenno, e il cinese rispose con un sorriso. L�interprete era scomparso; non potevano chiacchierare.</p><p>Stoner studi� il tavolo rotondo al centro della stanza, fiss� irrequieto gli scaffali quasi vuoti di libri, s�incammin� verso la porta della cucina, l�apr�.</p><p>Markov era chino sul frigorifero aperto, probabilmente in cerca di cibo.</p><p>�Hai preso due razioni di dessert� disse Stoner.</p><p>Markov alz� la testa. �E con ci�? Mi tieni sotto controllo? Be�, non posso farci niente. Quando sono nervoso, mangio. � per non far abbassare il tasso degli zuccheri nel sangue.�</p><p>�La <emphasis>baklava </emphasis>era ottima� ammise Stoner. �Se non altro, qui la cucina � di alta classe.�</p><p>�Ne vuoi un po�? Se ne � rimasto.�</p><p>�No.� Stoner scosse la testa. �Quando sono nervoso, io non riesco a mangiare.�</p><p>Markov lo fiss�. �Nervoso, tu? Sembri cos� calmo, cos� rilassato.�</p><p>�Dentro sono tutto un tremito.�</p><p>Con un sospiro di delusione, Markov chiuse il frigorifero. �Il dolce � finito. Strano, avrei giurato che ne fosse rimasto un po�.�</p><p>Tornarono nell�altra stanza. Il fisico cinese era scomparso, ma uno dei russi si era accomodato in poltrona e aveva acceso la radio. Una melodia classica per pianoforte risuonava nella stanza.</p><p>�Chaikovskij?� chiese Stoner.</p><p>Markov gli scocc� un�occhiata di rimprovero. �� Beethoven. La <emphasis>Patetica.</emphasis>�</p><p>Stoner rifiut� di lasciarsi intimidire. �Anche Chaikovskij ha scritto una <emphasis>Patetica</emphasis>, no?�</p><p>�Una sinfonia. Che richiede per lo meno cento musicisti e un�ora di tempo. Keith, per essere un uomo colto��</p><p>�Pensavo che una stazione rossa trasmettesse solo opere di compositori russi.�</p><p>Markov fece per ribattere, poi cap� che l�americano lo stava prendendo in giro. Rise.</p><p>�Vediamo se riusciamo a trovare un po� di caff� disse Stoner.</p><p>�Ma stanotte non devi astenerti dall�uso di stimolanti?� chiese Markov. �Credevo che il medico��</p><p>Stoner alz� un dito a zittirlo. �Quel tizio muscoloso seduto in un angolo fa parte della vostra �quipe medica� disse, in tono affabile. Il russo non prestava la minima attenzione a loro due. �Alle undici mi infiler� in corpo un ago spesso come l�oleodotto dell�Alaska. Fino a quel momento, manger� e berr� tutto quello che voglio.�</p><p>�In camera ho della vodka� disse Markov.</p><p>�No, sarebbe troppo. Domani il caff� non mi confonder� le idee. Invece la vodka potrebbe farlo.�</p><p>Tornarono in cucina, e Stoner mise il caff� sul fuoco. Le note di Beethoven filtravano dalla porta.</p><p>�Stavo pensando� disse Markov, sedendosi al tavolo �a un filosofo inglese, Haldane.�</p><p>�J. B. S. Haldane? Era un biologo, no?�</p><p>�Un genetista, credo. E un marxista. Negli anni Trenta era iscritto al partito comunista inglese.�</p><p>�E allora?�</p><p>�Una volta ha detto: �L�universo, non solo � pi� strano di quanto immaginiamo, � pi� strano di quanto �possiamo� immaginare�.�</p><p>Stoner fece una smorfia, si gir� verso la caffettiera, poi ancora verso Markov.</p><p>�Non capisci cosa significa?� chiese il russo. �Domani rischierai la vita per raggiungere l�astronave aliena. Ma se per ipotesi, quando la raggiungerai��</p><p>��Se� la raggiungeremo� si sent� mormorare Stoner; e ne rest� sorpreso.</p><p>�Se e quando la raggiungerete, d�accordo� Ma se fosse qualcosa al di l� della comprensione umana? Se tu non riuscissi a capirci niente?�</p><p>Stoner tolse dal fornello il caff�, ne vers� in due delle delicate tazzine di porcellana che erano le uniche disponibili in cucina. La <emphasis>Patetica </emphasis>di Beethoven giunse al secondo movimento.</p><p>�La senti?� chiese Stoner, gesticolando.</p><p>�La musica? S�, naturalmente.�</p><p>�� stato un essere umano a crearla. Una mente umana. Altre menti umane l�hanno eseguita, registrata e trasmessa per farcela sentire. In questo momento, stiamo ascoltando i pensieri di un musicista tedesco morto da pi� di un secolo e mezzo.�</p><p>�E questo cosa c�entra con l�alieno?� chiese Markov.</p><p>�Una mente aliena ha costruito quella nave��</p><p>�Una mente che forse non riusciremo a comprendere.�</p><p>�Per� quella nave segue le stesse leggi di fisica che �comprendiamo�. Si sposta nello spazio esattamente come le navi che abbiamo costruito noi.�</p><p>�E scatena l�aurora boreale sull�intero pianeta� ribatt� il russo.</p><p>�Servendosi di tecniche elettromagnetiche che non comprendiamo. Non ancora. Ma le comprenderemo. Possediamo la capacit� di capire.�</p><p>�Mi chiedo se sia vero.�</p><p>Stoner appoggi� sul tavolo il bricco del caff�.</p><p>�Non ti � chiaro, Kirill? La possediamo. La possediamo! Perch� credi che io voglia andare nello spazio? Per lasciarmi suggestionare da qualcosa d�incomprensibile? Per poter adorare gli alieni? No, porca miseria! Voglio vedere, apprendere, �comprendere�.�</p><p>�E se non ci riuscissi? Se fosse al di l� della comprensione?�</p><p>Stoner scosse la testa, deciso.</p><p>�Non c�� nulla nell�universo che non possiamo comprendere. Basta avere il tempo per studiarlo.�</p><p>�Questa � una convinzione tua.�</p><p>�� la mia religione. La stessa religione di Einstein: �L�eterno mistero dell�universo � la sua comprensibilit��.�</p><p>Markov gli sorrise. �Gli americani sono ottimisti per natura.�</p><p>�Non per natura� lo corresse Stoner. �In virt� della realt� storica. Alla lunga, l�ottimismo vince sempre.�</p><p>�Benissimo, mio ottimista amico, spero che tu abbia ragione. Spero che l�alieno ci sia amico e voglia aiutarci. Non vorrei dovermi sottomettere a qualcuno che non � nemmeno umano.�</p><p>Tornarono nell�altra stanza, con le tazzine di caff�. Il medico russo seduto nell�angolo alz� gli occhi, indic� l�orologio e disse qualcosa a Markov.</p><p>�Vuole ricordarti che l�iniezione � per le undici.�</p><p>Stoner sorrise al medico. �Digli che apprezzo il suo sadico interessamento e che mi piacerebbe prendere quell�ago e infilarglielo nel culo.�</p><p>Markov tradusse in russo. Il medico annu� e sorrise.</p><p>Beethoven termin�, e la radio cominci� a trasmettere musica da camera: una melodia per archi dolce, piacevole, astratta, matematica.</p><p>�Bach, vero?� chiese Stoner, accomodandosi sulla poltrona vicino all�unico divano della stanza.</p><p>Markov sospir�. �Vivaldi.�</p><p>Si apr� la porta ed entr� Jo, che si stava grattando le braccia.</p><p>�Zanzare� disse. �Grosse come aeroplani.�</p><p>�Uno dei piaceri della campagna� comment� Markov.</p><p>Jo indossava jeans e un maglione leggero. Passandosi una mano tra i capelli, si lament�: �Tutto l�edificio � circondato da quei maledetti riflettori. Il cielo non si vede, e non permettono di spingersi oltre la zona illuminata.�</p><p>�Ma pensa al lato positivo della cosa� le consigli� Markov. �I riflettori attirano le zanzare.�</p><p>Jo rise, raggiunse il divano. �Non credo che stanotte riuscir� a dormire. Sono troppo agitata.�</p><p>�Vuoi un po� di caff�?� offr� Stoner.</p><p>�Sarebbe ancora peggio.�</p><p>�Una tazza di t� caldo, magari?� chiese Markov. �O un po� di vodka?�</p><p>�Niente alcool. Devo avere le idee chiare per domani, anche se non mi lasceranno mettere le mani sulle loro apparecchiature.�</p><p>�Forse potremmo convincere il medico l� a fare a te l�iniezione che dovrebbe fare a Stoner. Garantisce un sonno profondo e rilassante, e il mattino dopo ci si sveglia con la testa chiara come un lago di montagna.�</p><p>�Cos� dicono� comment� Stoner.</p><p>�No, grazie� rispose Jo. Poi guard� il medico. �Capisce l�inglese?�</p><p>�No� disse Markov. �Solo il russo.�</p><p>�Di dov��?�</p><p>Markov lo chiese al medico, che alla vista di Jo fece un sorriso enorme e rispose con una lunga serie di parole accorate.</p><p>�� di un piccolo villaggio nei pressi di Leningrado� tradusse Markov �il pi� bel villaggio dell�intera Russia. Sarebbe felicissimo di mostrarti com�� bello, specialmente in primavera.�</p><p>Jo restitu� il sorriso. �Allora � un vero russo? Non � dell�Ucraina o della Georgia o del Kazakhistan?�</p><p>Markov soppes� il medico, che era grassoccio, rosso di capelli e di carnagione chiara. �� un russo autentico, te lo garantisco. Ma perch� tanto interesse per le nostre nazioni confederate?�</p><p>Jo si gir� verso Markov e Stoner. �Ho parlato con un po� di gente di qui. Guardie, impiegati, persone normali.�</p><p>�Non astronomi o linguisti� mormor� Markov.</p><p>Jo lo ignor�. �Parecchi russi sono preoccupati per gli abitanti del Kazakhistan e per altri gruppi etnici non russi.�</p><p>�Preoccupati?� chiese Stoner.</p><p>�La marea islamica� disse Markov, in tono annoiato. �Dopo l�Iran e l�Afghanistan, l�argomento preferito di conversazione � la possibilit� di una rivolta indigena. Che per� � del tutto impossibile.�</p><p>�Una rivolta� disse Jo. �E un sabotaggio? Se gli stessi che si sono serviti di Schmidt si servissero domani di un tecnico del Kazakhistan per sabotare il missile?�</p><p>Markov scosse la testa, alz� le mani al soffitto. �No, no! Impossibile. Questa � una cosa che gli uomini della nostra sicurezza hanno controllato a fondo. Alle rampe di lancio si sono potuti avvicinare solo russi. Ve lo garantisco.�</p><p>�E io sono al sicuro da tutti i russi?� chiese Stoner.</p><p>Per un attimo, Markov non rispose. Poi, tirandosi la barba, disse con estrema seriet�: �S�. Ne sono certo.�</p><p>I due uomini restarono a fissarsi per un lungo momento di silenzio.</p><p>�Penso che mi andrebbe un po� di quel t� disse Jo, per interrompere il confronto muto.</p><p>�Subito.� Markov schizz� verso la cucina. �Ti preparer� una tazza di t� che ti calmer� i nervi e rinfrancher� il tuo spirito. Non come quell�orribile porcheria che chiamano caff�. Pu�! Come si fa a bere roba del genere tutti i giorni?�</p><p>Stoner rise mentre Markov spariva in cucina. �Ci ha lasciati soli� cap�; e and� a sedersi sul divano accanto a Jo.</p><p>�La mia ultima notte sulla Terra� disse. Poi aggiunse: �Per una settimana circa.�</p><p>�Non sei nervoso?�</p><p>�Maledettamente.�</p><p>�Non si vede. Sembri calmissimo.�</p><p>�All�esterno. Dentro, mi si agita tutto. Se mi facessero una radiografia, verrebbe confusa. A meno di non usare un tempo d�esposizione di un millesimo di secondo.�</p><p>Jo rise piano.</p><p>�Divento sempre nervoso prima di un lancio, specialmente negli ultimi minuti. Il mio battito cardiaco accelera.�</p><p>�� comprensibile� disse lei, e torn� seria. �Puoi ancora tirarti indietro, se vuoi. I russi hanno pronti altri cosmonauti che��</p><p>�Lo so.�</p><p>�Non hai paura che cerchino di� di fermarti?�</p><p>�Kirill mi ha fatto la balia come un San Bernardo.�</p><p>�Ma non � sufficiente��</p><p>�E anche tu� aggiunse lui. �Ti ho osservata, sai. Te ne vai in giro a controllare tutto e ti fai mangiare viva dalle zanzare.�</p><p>Lei parve sorpresa. �Non ho� Be�, noi due non bastiamo come guardie del corpo.�</p><p>Stoner tese una mano, le afferr� la nuca. �Te ne sono grato, Jo. Capisco quello che stai facendo e te ne sono grato, sul serio.�</p><p>�Ma certo.�</p><p>�Certo. Spero tu capisca perch� mi sono cos� intestardito in questa faccenda.�</p><p>Jo annu�. �S�, capisco, Keith. � questo che mi spaventa. Io farei esattamente le stesse cose, al tuo posto. Per� odio l�idea che le stia facendo tu, che metta a repentaglio la tua vita.�</p><p>�Per� le cose stanno cos� disse lui, dolcemente.</p><p>�Ed � impossibile cambiarle. Lo so.�</p><p>Markov torn� nella stanza, reggendo due bicchieri fumanti di t� con supporti d�argento. Quando vide Stoner e Jo seduti vicini, strizz� l�occhio.</p><p>�Due romantici innamorati� sospir�. �Come vi invidio.�</p><p>Stoner si scost� da Jo, che accett� il bicchiere di t�.</p><p>�Grazie, Kirill.�</p><p>�Per te, mia bellissima, conquisterei la Cina per poterti sempre offrire il t� migliore.�</p><p>La ragazza sorrise al complimento.</p><p>Mentre Stoner finiva di bere il caff�, il medico consult� l�orologio, si alz� e spense la radio. I tre lo guardarono raggiungere il minuscolo studio adiacente alla stanza, lo videro aprire un armadietto chiuso a chiave.</p><p>�Nessuno ha messo veleno al posto del tranquillante che devono darmi� si sent� dire Stoner.</p><p>�La tua ora � giunta� disse solennemente Markov.</p><p>Stoner guard� Jo. La ragazza stava osservando il medico che toglieva una scatola di plastica nera dall�armadietto. Gli occhi scuri, ansiosi di Jo si posarono su Stoner. �E tutto il giorno che tengo sotto controllo l�armadietto. � sempre rimasto chiuso.�</p><p>Markov fece una smorfia, ma non disse nulla.</p><p>Tutte quattro, guidati dal medico, salirono alla camera di Stoner. Stoner sedette sulla poltroncina scricchiolante, sotto lo sguardo di Markov e Jo.</p><p>Con meticolosa precisione, il medico prepar� la siringa e la prov�.</p><p>Stoner guard� la lettera per suo figlio abbandonata sulla scrivania. La concluse in fretta:</p><empty-line/><cite><p>Adesso devo andare. Probabilmente seguirai il lancio in televisione. Spero di rivedere presto te ed Elly. Scrivimi, per favore, e chiedi anche a tua sorella di scrivere. Vi voglio tanto bene.</p></cite><empty-line/><p>Firm�, pieg� il foglio, lo infil� nella busta gi� indirizzata, pass� la lettera a Markov. �Me la imbuchi, Kirill?�</p><p>Markov annu�.</p><p>Il medico si avvicin�, disinfett� il braccio di Stoner appena sopra il gomito. Markov e Stoner girarono la testa. Stoner avvert� appena la puntura. Dopo un attimo, il medico gli premeva sul braccio un batuffolo di cotone.</p><p>�Tutto finito� disse Jo.</p><p>�Cristo, odio le iniezioni� borbott� Stoner.</p><p>Il medico sorrise a tutti, a Jo con particolare calore, poi usc�. Stoner si alz�, controll� le gambe.</p><p>�Niente. Nessun effetto.�</p><p>�Lo sentirai subito� disse Markov. �Sar� meglio che ti sdrai a letto.�</p><p>�S�, probabilmente.�</p><p>Markov si carezz� la barba. �Keith� Domani avrai attorno altra gente� Tecnici, dottori��</p><p>Stoner annu�. Markov gli strinse le spalle, lo abbracci�. Stoner batt� i pugni sulla schiena del russo, che ricambi� il gesto.</p><p>�Buonanotte� disse Markov, scostandosi. �E buona fortuna, amico mio.�</p><p>�Buonanotte, Kirill.�</p><p>Markov scapp� fuori. Stoner si gir�: Jo era ancora l�, tra lui e il letto.</p><p>Stoner tese una mano per chiudere la porta, e non riusc� a toccarla. Barcoll�.</p><p>�Whoa�!� La stanza ondeggiava.</p><p>�Ti aiuto io� disse Jo.</p><p>�Ce la faccio da solo.� Stoner si aggrapp� alla porta, recuper� l�equilibrio, poi diede un colpo. La porta si chiuse, e lui si gir� a guardare Jo.</p><p>�Devono averti dato qualcosa di molto forte� disse Jo. La sua voce era lontana, lontanissima.</p><p>�Roba da ragazzini� ribatt� Stoner. Poi cerc� di schioccare le dita, ma non ci riusc�.</p><p>E lei lo afferr�, lo trascin�, lo accompagn� fino al letto. Una distanza infinita. Interminabile.</p><p>�La mia ultima notte sulla Terra� borbott� Stoner. �Voglio trascorrerla con te.�</p><p>�La passeremo insieme� disse lei.</p><p>Stoner precipit�, scivol� dolcemente, come senza peso, sul letto cos� invitante e cos� lontano.</p><p>�La mia ultima notte sulla Terra� ripet�, coricandosi sul letto cigolante.</p><p>�S�, lo so.�</p><p>Jo era al suo fianco, e lui la strinse forte. Era calda, il cervello di Stoner fu invaso dal profumo dei fiori di primavera.</p><p>�Siamo polvere di stelle� le disse.</p><p>La voce di lei era un mormorio lontano, �Me l�hai detto la nostra ultima sera a Kwajalein.�</p><p>�Un milione di anni fa. S�, ricordo.�</p><p>�Chiudi gli occhi, Keith. Dormi.�</p><p>�Voglio fare l�amore con te, Jo. Voglio che tu faccia l�amore con me.�</p><p>La risata della ragazza fu dolce come uno scampanellio smorzato. Lui non ne avvert� la tristezza. �Keith, tra un minuto sarai belle addormentato.�</p><p>�No, no. Io�� Stoner s�interruppe, chiuse gli occhi.</p><p>Jo rest� seduta al suo fianco per lunghi momenti, scrut� il suo viso che si rilassava in un sonno profondo, tranquillo. Lo baci�, e lui sorrise.</p><p>�Dimmi che mi ami, Keith� sussurr� Jo. �Dimmi almeno una volta che mi ami.�</p><p>Ma Stoner era ormai addormentato, il sorriso sulle labbra.</p><p>Jo si alz�, si lisci� i vestiti, raggiunse la porta. Lanci� un�ultima occhiata a Stoner che dormiva profondamente e usc�.</p></section><section><title><p>40</p></title><subtitle>Wichita</subtitle><empty-line/><p>�Harry, corri! Ti perdi Walter.�</p><p>�Walter? Ma non era andato in pensione?�</p><p>�Per questa occasione � tornato. Sbrigati!�</p><p>�Aspettate. Aspettate. Sono qui. Alza il volume.�</p><p>�Giuro che stai diventando sordo. Giuro.�</p><p>�Se chiudessi la bocca per un minuto, forse potrei sentire la televisione!�</p><p>�Non metterti a urlare, Harry! La prima volta in un anno che si vede Walter, e tu vuoi litigare.�</p><p>�Alza il volume e siediti.�</p><p>��E adesso ci colleghiamo con Roger Mudd, a Mosca.�</p><p>�Qui a Mosca sono le tre di notte, Walter, e la citt� dorme. Per� le luci negli uffici del Cremlino dove verr� seguito il volo sono tutte accese��</p><p>�Sta succedendo in questo momento, Harry?�</p><p>�Non ci vedi? Guarda la scritta. �In diretta via satellite.��</p><p>��E al cosmodromo russo di Tyuratam si stanno ultimando i preparativi per il lancio dei missili alla luce dei riflettori��</p><p>�Quello sarebbe un vero missile russo?�</p><p>�Sicuro.�</p><p>�Ges�, sembra uno dei nostri.�</p><empty-line/><p>Maria Kirtchatovska Markova perfettamente sveglia a fianco del marito che dormiva, guard� il cielo illuminarsi lentamente alle luci dell�alba.</p><p>Nonostante barba e capelli gli stessero diventando grigi, Markov sembrava ancora un bambino, nel sonno: il suo viso non conosceva rughe, a parte le pieghe del sorriso agli angoli degli occhi; la bocca era leggermente aperta, il respiro calmo, regolare.</p><p>Gli occhi di Maria bruciavano. Era rimasta sveglia tutta notte, irrigidita dalla tensione, preoccupata per il futuro. L�americano era condannato a morte, lo sapeva. Era nulla di pi� che una pedina nella lotta per il potere all�interno del Cremlino. Ma se Stoner era una pedina, Maria stessa, e Kirill, erano ancora meno. Potevano restare travolti tutt�e due dal gesto brusco di una mano indifferente.</p><p>�Devo proteggerlo. Devo proteggere lui e me.� Piano, pianissimo, scost� le coperte per scendere dal letto. Il pavimento era freddo, ma quasi non se ne accorse. S�avvicin� alla finestra, e la luce del sole le scald� il viso.</p><p>�Maria?� disse la voce assonnata di Markov.</p><p>Lei non rispose.</p><p>�Cosa stai facendo?�</p><p>Maria si gir�, vide che suo marito era seduto sul letto. La vecchia camicia da notte verde gli si era sollevata fino al petto, ma lei non trov� la forza di ridere a quello spettacolo.</p><p>�Guarda l�alba� disse. �� bellissima.�</p><p>Markov prese una sigaretta dal pacchetto sul comodino.</p><p>�Cosa c��?� le chiese, accendendo la sigaretta. �Perch� ti sei alzata cos� presto?�</p><p>Lei scroll� le spalle, Inutile parlarne con Kirill. Si sarebbe solo arrabbiato e avrebbe detto idiozie, trascinato dalla foga.</p><p>Markov scese dal letto, la raggiunse alla finestra.</p><p>�Sei rimasta sveglia tutta notte, eh? Hai gli occhi rossi.�</p><p>�Stamattina lanciano il missile� disse Maria.</p><p>�S�.� Markov tir� una boccata di fumo, guard� fuori dalla finestra. Da l�, la piattaforma di lancio non si vedeva.</p><p>�� strano pensare� continu� lui �che Stoner sar� pi� al sicuro nello spazio che qui.�</p><p>Lei non disse nulla.</p><p>�Se non altro� riflett� suo marito �nello spazio non ci sono assassini.�</p><p>Lei continu� a tacere.</p><p>Lui la fiss�, con aria inquisitrice. �Maria Kirtchatovska, �sar�� al sicuro su quel missile, vero?�</p><p>�S� rispose automaticamente lei. �Naturalmente.�</p><p>Afferrandola alle spalle, Markov sussurr�: �Maria, � amico mio. Non voglio che gli succeda qualcosa.�</p><p>�Non c�� nulla che io possa fare ai suoi danni� disse lei.</p><p>�Per� puoi aiutarlo.�</p><p>�No, non posso.�</p><p>�� ancora in pericolo, Maria?�</p><p>Lei si allontan� dal marito.</p><p>Ma lui la strinse di nuovo, pi� forte. �Maria! Se esiste ancora una possibilit� per noi due di vivere insieme, tu devi essere sincera con me. � in pericolo?�</p><p>�La cosa non � nelle nostre mani, Kirill� disse Maria, cercando di sfuggire gli occhi di lui. �Non possiamo farci niente.�</p><p>�Non possiamo fare niente per cosa?� La voce di Markov stava diventando frenetica.</p><p>�Non lo so!� gemette lei. �Le decisioni che si stanno prendendo� Kirill, non dovremmo nemmeno pensarci! Non ci riguarda!�</p><p>�S� che ci riguarda!� La voce di Markov era tagliente, implacabile. �Se lasci che uccidano Stoner, lasci anche che uccidano noi.�</p><p>�Kir, non posso��</p><p>�Cosa faranno?�</p><p>�Non lo so.�</p><p>�Ma faranno qualcosa?�</p><p>�Esistono� fazioni, ai massimi livelli di autorit�.�</p><p>�Devi scoprire cosa hanno intenzione di fare, Maria. Prima che lui salga su quel missile!�</p><p>�Non sar� il missile a ucciderlo� disse lei. �Questo lo so. Non vogliono che il lancio fallisca. Il mondo intero lo seguir� per televisione.�</p><p>�E allora?�</p><p>�Come posso saperlo, Kir? Se anche solo tentassi di scoprirlo, significherebbe� Non posso, Kir. Non posso.�</p><p>Markov la circond� con le braccia, la strinse. La sua voce si fece dolce, quasi carezzevole.</p><p>�Devi, Maria. � l�unica speranza per noi, per tutti noi. Devi scoprire cosa vogliono fargli. E in fretta.�</p><empty-line/><p>Le loro voci svegliarono Jo. Le pareti sottili che dividevano le stanze al secondo piano non lasciavano filtrare parole comprensibili, ma dal ritmo delle voci lei cap� che due russi stavano discutendo animatamente.</p><p>Si lav� e si vest� in fretta. Solo quando arriv� davanti allo specchio, per mettersi il rossetto sulle labbra, si accorse che le tremavano le mani.</p><p>Fu la prima a scendere a pianterreno. La cuoca e la sua aiutante, due russe mogli di tecnici, avevano gi� preparato la tavola. Dalla cucina giungeva il profumo di cereali cotti, uova, prosciutto, e frittelle.</p><p>Quando Markov scese, era teso come una corda di violino; lo seguiva la moglie, cupa in viso. Jo cap� che erano state le loro voci a svegliarla. Nel giro di qualche minuto arrivarono i due scienziati cinesi, poi Zworkin e due dei suoi assistenti. Nessuno parl� molto. La tensione, nell�aria, era come elettricit� ad alto voltaggio.</p><p>Jo non riusc� a mangiare. Sorseggi� una tazza di caff�, e intanto fuori si ferm� un camioncino. Sei tecnici in tuta bianca entrarono, dissero qualche parola in russo a Zworkin, poi salirono di sopra.</p><p>Jo li segu�. Salendo le scale, si accorse di avere Markov alle spalle.</p><p>�Mi tremano le mani� gli disse.</p><p>�S� rispose lui. Nient�altro.</p><p>Stoner era in corridoio. Indossava anche lui una tuta che gli avevano dato i russi. Il gruppo di tecnici lo circond� come una falange di guardie del corpo, come una scorta di sacerdoti vestiti di bianco.</p><p>�Vado io con lui� borbott� Markov, superando Jo.</p><p>�Kirill!� disse Stoner, con un sorriso allegro. �Buongiorno. Vuoi essere cos� gentile da dire a questi signori che sono pronto a partire? Cosa aspettiamo? Diamo il via allo spettacolo.�</p><p>Markov tradusse in russo. I tecnici risero e annuirono, cominciarono a ridiscendere. Jo si scost� per lasciarli passare, e vide che Zworkin e tutti gli altri si erano radunati ai piedi delle scale, a testa in su.</p><p>�Il comitato d�addio� pens� la ragazza.</p><p>Quando le arriv� vicino, Stoner si ferm�. �Arrivederci, piccola. Grazie di tutto.�</p><p>Lei rest� come paralizzata, incapace di muovere le mani, stretta contro la parete dalla folla di tecnici.</p><p>�Buona fortuna, Keith� riusc� a sussurrare.</p><p>Lui si chin� su di lei, la sfior� con un bacio. �Torner� le sussurr�.</p><p>Poi scomparve gi� per le scale, preceduto da Markov, col gruppo di tecnici alle spalle.</p><p>Jo rest� l�, improvvisamente sola in corridoio, e pens�: �Se non altro, sta per partire. Adesso non tenteranno pi� di fargli del male. Ucciderebbero anche il cosmonauta che andr� con lui�.</p><empty-line/><p>A Washington era quasi mezzanotte, ma le luci splendevano nell�ufficio ovale, dove erano radunati i consiglieri del presidente.</p><p>�Quanto manca al lancio?� chiese l�addetto stampa.</p><p>�Meno di due ore� rispose il consigliere scientifico.</p><p>�Quand�� che cominciamo a pregare?� gracid� il senatore Jay, che si stava dedicando al terzo scotch della serata.</p><p>�Io ho cominciato un�ora fa� rispose il presidente da dietro il tavolo.</p><p>Gli occhi di tutti erano incollati sullo schermo televisivo incorporato a una parete dell�ufficio ovale. Lo schermo mostrava le immagini trasmesse da Tyuratam senza le interruzioni pubblicitarie. Il presidente, premendo un pulsante sul suo tavolo, poteva ricevere il commento audio della stazione che preferiva, oppure il commento degli esperti della NASA che seguivano la trasmissione dagli uffici nel seminterrato dell�Ala Ovest. In quel momento, su uno schermo pi� piccolo appariva, a lettere elettroniche, il commento della CBS. Il presidente aveva abbassato a zero il volume.</p><p>Walden C. Vincennes, bello e abbronzato sotto la criniera leonina, era riuscito a impossessarsi della vecchia sedia a dondolo di Kennedy e a sistemarla alla destra del tavolo del presidente.</p><p>�Se la missione andr� bene, signor presidente� disse, e la sua voce melodiosa, baritonale, sovrast� ogni altra conversazione nella stanza �le sue azioni saliranno alle stelle.�</p><p>�Forse� disse il presidente. �Vedremo.�</p><p>L�addetto stampa concentr� tutta la sua attenzione sui due uomini, anche se sedeva al lato opposto della stanza, stretto sul divano tra il senatore Jay e il generale Hofstader.</p><p>Vincennes sorrise come una star del cinema. �Sa, signor presidente, se tutto andr� per il meglio forse gli americani le chiederanno di ripensare alla sua decisione di non presentarsi alle elezioni.�</p><p>Il presidente scosse la testa. �Ne dubito.�</p><p>�Il partito potrebbe avanzare una proposta in questo senso.�</p><p>�No.�</p><p>�Ho sentito� voci.�</p><p>Il presidente fece uno sforzo per staccare gli occhi dallo schermo. �Walden, �se� entreremo in contatto con l�astronave aliena e �se� gli alieni non saranno ostili e �se c�� parecchio da guadagnare da questo contatto� non crede che avr� un sacco di cose da fare tra oggi e novembre? Come potrei sostenere una campagna elettorale e contemporaneamente far fronte a tutti questi impegni?�</p><p>Vincennes assunse un�espressione pensosa. Il suo sorriso si smorz� gradatamente, ma all�addetto stampa parve che i suoi occhi fossero ancora pi� allegri di quando sorrideva.</p><p>�Immagino che abbia ragione� disse Vincennes.</p><p>�E se la missione dovesse fallire� continu� il presidente �se quell�uomo morisse o l�alieno fosse ostile, mostruoso� sarei finito completamente.�</p><p>�Vero. Ma sono sicuro che andr� tutto bene.�</p><p>L�addetto stampa rise in silenzio. �Vincennes mira alla candidatura del partito. Mi venga un colpo! Vuole davvero presentarsi alle elezioni!� Poi, tornato serio, pens�: �Dovr� avere un lungo colloquio con lui. Gli servir� uno staff d�esperti, dopo tutto�.</p><empty-line/><p>In California erano le nove di sera. Tutti gli spettacoli pi� importanti erano stati annullati per la ripresa in diretta dell�impresa spaziale.</p><p>Doug ed Elly Stoner guardavano la televisione nel soggiorno dei nonni. La madre era uscita con amici. Seduti accanto ai nonni, seguirono le spiegazioni di Walter Cronkite.</p><p>�Questa sar� la missione spaziale con equipaggio umano pi� difficile e complessa che sia mai stata tentata. Astronauta e cosmonauta, infatti, dovranno spingersi nello spazio a una distanza quattro volte superiore alla distanza massima raggiunta da un essere umano.�</p><p>Cronkite sedeva a una scrivania curva piena di strumenti elettronici. Alle sue spalle, una mappa a quattro colori mostrava le posizioni della Terra, della Luna, e della nave aliena.</p><p>�I cosmonauti russi che si trovavano sulla stazione spaziale sovietica Salyut Sei hanno gi� assemblato i tre moduli lanciati da Tyuratam nel corso delle ultime due settimane.�</p><p>Al posto della mappa, dietro l�orecchio di Cronkite apparvero le immagini dei moduli. Erano cilindri color argento con pannelli di accumulatori d�energia solare che sporgevano ai lati. Su ogni modulo erano dipinte le lettere CCCP.</p><p>�I moduli contengono le apparecchiature per il riciclaggio dell�aria, il cibo e l�acqua per la missione che durer� due settimane� continu� Cronkite �nonch� la strumentazione scientifica che l�astronauta americano e il cosmonauta russo useranno per studiare la nave aliena, e, se tutto andr� �alla perfezione�, per eseguire il rendez-vous spaziale con questo visitatore giunto da un lontano Sistema Solare.�</p><p>Doug si agit� sul divano, irrequieto: aveva voglia d�una birra. Sua sorella gli scocc� un�occhiataccia, poi riport� l�attenzione allo schermo.</p><p>�A pilotare la Soyuz sar� il maggiore Nikolai Federenko, un veterano delle tre precedenti imprese spaziali sovietiche. Lo scienziato-astronauta sar� il dottor Keith Stoner, della National Aeronautics and Space Administration degli Stati Uniti, la NASA. Il dottor Stoner��</p><p>Per chiss� quale ridicola ragione, gli occhi di Doug si riempirono di lacrime. Senza distogliere gli occhi dal televisore, ringrazi� il cielo che la stanza fosse troppo buia perch� i nonni e sua sorella potessero accorgersene.</p><empty-line/><p>Markov non aveva figli, e il suo unico parente vivente, una sorella pi� anziana, si era sposata e trasferita in una citt� industriale del Caucaso quando Kirill studiava ancora. Quindi, la tempesta emotiva di accompagnare Stoner in quel lunghissimo mattino lo colse alla sprovvista.</p><p>Come traduttore ufficiale, Markov segu� l�americano passo dopo passo: entrarono assieme al centro di lancio, dove Stoner fu sottoposto agli ultimi controlli medici (un semplice esame del sangue e un elettrocardiogramma), poi scesero per la vestizione.</p><p>�Mi sembra di essere uno sposo che si mette lo smoking� disse Stoner, mentre un paio di tecnici lo aiutavano a infilarsi la goffa tuta spaziale.</p><p>Markov, seduto su una panca, ribatt�: �No, sei il guerriero che indossa l�armatura.�</p><p>Poi salirono su un minibus e raggiunsero la piattaforma di lancio. Assieme ad altri quattro tecnici, salirono in ascensore sino alla sommit� della torre, A Markov sembrava che Stoner fosse stato inghiottito da un mostro bianco senza testa, e avvertiva una sensazione di vuoto allo stomaco, come se avesse scordato qualcosa d�importanza vitale, come se stesse per accadere qualcosa di terribilmente sbagliato.</p><p>�Ma questi sono tutti uomini in gamba, onesti. Hanno consacrato l�esistenza ai programmi spaziali. Non saboterebbero mai deliberatamente il loro stesso lavoro. Non potrebbero farlo!�</p><p>Eppure, si senti tutt�altro che rassicurato. �Una mela marcia � sufficiente� gli sussurr� il cobra raggomitolato nel suo cervello.</p><p>L�ascensore si spalanc� su una piattaforma chiusa ai lati, piena di tecnici nelle inevitabili tute bianche. Un tubo dalle pareti grigie partiva dalla piattaforma e arrivava al portello della Soyuz.</p><p>Stoner si gir� verso l�amico. �Qui devi fermarti, Kirill. Il resto del percorso � riservato all�equipaggio.�</p><p>Markov vide che il cosmonauta, il maggiore Federenko, aveva gi� percorso una parte del tubo: la tuta sigillata, il casco sotto il braccio, aspettava l�altro.</p><p>�Tutto a posto� disse Stoner. �Federenko parla l�inglese piuttosto bene. Non mi perder�.�</p><p>Markov si costrinse a sorridere. �Buona fortuna, Keith. <emphasis>Vaya con Dios.</emphasis>�</p><p>Stoner ricambi� il sorriso. �<emphasis>Et cum spirito tuo</emphasis>, vecchio mio. Ci vediamo quando torno.�</p><p>Markov rest� l�; e, guardando Stoner che s�avviava lungo il tubo verso il cosmonauta, si sent� terribilmente mutile e triste.</p><p>�Salve, Nikolai� sent� dire Stoner. �� una giornata ottima per volare.�</p><p>�S�, s� rispose Federenko, con la sua voce profonda, da basso, che riecheggi� sulle pareti del tubo. �Ottima giornata. Ottima.�</p><p>�Sono come due giovani cavalieri che partono alla ventura� pens� Markov. Poi cap� perch� si sentisse tanto triste: non lo portavano con loro.</p><p>Scese in ascensore, e il minibus lo riport� al centro controllo lancio. Maria lo aspettava, in uniforme.</p><p>�Spero che vada tutto bene� disse.</p><p>Markov annu�, circond� col braccio le spalle della moglie. Incredibilmente, lei non si oppose.</p><p>�Il futuro del mondo � nelle loro mani, Marushka� le disse lui. �Il nostro futuro, il futuro della Russia, dell�America� il futuro del mondo intero.�</p><p>Maria lo guard�. �Non succeder� niente� gli assicur�. �Il lancio sar� perfetto. Vieni, entriamo nel centro di controllo.�</p><empty-line/><p>Quando il sole si lev� sulle colline lontane e le nebbie del mattino di Roma cominciarono a dissolversi, il papa si alz� dall�inginocchiatoio e raggiunse lentamente la porta della sua cappella privata.</p><p>Ci sarebbe stato il cardinale Benedetto, lo sapeva. E Von Friedrich, e molte altre persone. Gli inviati della televisione. I paparazzi. E lui doveva rendere tutto semplice, tradurre la situazione in poche parole che chiunque potesse comprendere. Non avrebbe parlato semplicemente alle telecamere e ai giornalisti, ma a centinaia di milioni di credenti e, stranamente, anche a miliardi di non credenti. Il papato era un grande peso, un peso di portata mondiale. Adesso stava per diventare interstellare.</p><p>�Ecco cosa dir� pens� il papa, annuendo piano. �Dio, nella Sua benevolenza e saggezza, ha ritenuto opportuno svelarci nuovi segreti della Sua creazione. � una fortuna eccezionale vivere in quest�epoca. Questo oggetto alieno riafferma la verit� di Cristo: tutti gli uomini sono fratelli.�</p><p>Per un istante fugace, si chiese di nuovo quali sarebbero state le conseguenze se gli alieni si fossero rivelati malvagi, maligni.</p><p>Non pu� essere, si ripet� fermamente. Non posso crederlo. Dio non permetterebbe mai che un male simile scenda sulle nostre teste.</p><p>Sicuro di s�, spalanc� le porte. Le luci degli operatori televisivi si puntarono su di lui; la folla di giornalisti si accalcava contro i drappi rossi messi per l�occasione.</p><p>Le luci abbaglianti filtrarono sino nella cappella, dove, sopra l�altare a cui si era inginocchiato il papa, un affresco medievale del Diluvio ritraeva un�umanit� peccaminosa castigata da un Dio terribile nella sua ira.</p><empty-line/><p>A met� globo di distanza, a Kwajalein, era primo mattino. Reynaud, seduto accanto al letto di Schmidt, guardava sul televisore dell�ospedale il countdown.</p><p>Cronkite stava mostrando una visuale di Cape Canaveral. Uno Space Shuttle della NASA era immobile sotto le luci dei riflettori, il muso puntato verso il cielo della Florida.</p><p>�E al centro spaziale Kennedy, gli americani si preparano a lanciare l�aerocisterna che nello spazio, in prossimit� della nave aliena, rifornir� di carburante la Soyuz russa.</p><p>�L�aerocisterna � un veicolo russo, giunto negli Stati Uniti sei giorni fa per essere utilizzato nel complesso sforzo congiunto americano-sovietico per entrare in contatto con l�astronave aliena�.</p><p>Schmidt, seduto sul letto, fasciato dalla testa ai piedi, chiese: �Pensi che ce la faranno?� La sua voce era esile, lenta.</p><p>�Ne sono sicuro� rispose Reynaud. �Stoner non si lascer� fermare da nulla.�</p><empty-line/><p>Anche il segretario generale era seduto sul letto, e seguiva le fasi finali del conto alla rovescia. Borodinski gli era a fianco.</p><p>�Sta andando tutto bene, compagno segretario� disse, senza distogliere gli occhi dallo schermo. �Stamattina deve essere molto fiero di lei. Il mondo intero guarda la Russia aprire la strada all�incontro con l�alieno.�</p><p>Ma il segretario generale aveva chiuso gli occhi. Il mento gli ricadde sul petto. Il suo ultimo respiro fu un lungo, dolce sospiro di liberazione.</p><p>Stoner era sdraiato di schiena nella piccola capsula sferica della Soyuz. Adesso aveva il casco in testa, la visiera era abbassata e chiusa ermeticamente; le mani guantate gli riposavano sulle ginocchia. E sudava. Le gambe penzolavano sopra di lui. �Come una tartaruga rovesciata sul dorso� pens�. Paralizzata e in pericolo.</p><p>Si gir� a guardare Federenko, sul sedile di sinistra, ma il casco gli blocc� la visuale. Per�, in cuffia, sentiva il cosmonauta chiacchierare allegramente in russo coi tecnici addetti al lancio. Stoner cerc� d�immaginare cosa stessero dicendo.</p><p>�Alimentazione interna in funzione,� Sul pannello qualche centimetro sopra la sua testa si accese una fila di luci verdi.</p><p>�Sistema di mantenimento vitale in funzione.�</p><p>�Computer di navigazione in funzione.�</p><p>�Pressione atmosferica normale.�</p><p>Il cosmonauta faceva danzare le dita sugli interruttori del pannello di comando come un pianista che provasse uno strumento nuovo. A una a una, le file di luci si accesero.</p><p>�Shtoner!� esplose il basso di Federenko.</p><p>�S�?�</p><p>�Al mio segnale, saremo a T meno un minuto� �Ora!��</p><p>T meno un minuto. Stoner ud� in cuffia le parole del russo, e gli fu grato di aver trovato il tempo per informarlo. Adesso, il suo orologio mentale poteva contare gli ultimi sessanta secondi a ritmo con la voce del controllore russo di lancio.</p><p>Gli occhi di Stoner guizzarono sul pannello di comando. A ogni spia e interruttore era stata aggiunta un�etichetta in inglese. In poche settimane, aveva dovuto assimilare conoscenze che avrebbero richiesto un anno. �Ma posso guidare questa nave, se ci sar� costretto� pens� Stoner. �Se sar� necessario potr� intervenire. Posso farlo.�</p><p>Sotto i guanti, le sue mani erano madide di sudore. Sper� di non dover essere costretto ad assumere il comando della nave.</p><p>T meno trenta secondi.</p><empty-line/><p>Jo, sul tetto dell�edificio dov�erano alloggiati, scrutava il cielo chiaro e la rampa di lancio, lontana diversi chilometri.</p><p>Non permettere che succeda qualcosa, preg� in silenzio. Non permettere che succeda qualcosa.</p><p>L�altoparlante url� in russo per diversi momenti, poi in inglese: �Un messaggio del presidente dell�Unione Sovietica. �Buona fortuna ai due coraggiosi che partono per incontrarsi con la nave aliena. L�ammirazione pi� sincera e gli auguri pi� sentiti del popolo sovietico vi accompagnino nell�audace missione.��</p><p>Prima che gli echi si fossero spenti, la voce aggiunse: �T MENO QUINDICI SECONDI.�</p><empty-line/><p>T meno dieci secondi, cont� mentalmente Stoner.</p><p>Il cuore prese a battergli follemente in petto al trascorrere dei secondi: cinque, quattro, tre�</p><p>La rampa trem� sotto di loro. Le pompe cominciarono a entrare in funzione.</p><p>��Uno, zero��</p><p>Ud� il termine russo per �Accensione!�, e tutta la capsula fu scossa da un brivido. Un rombo cupo nacque sotto di loro, esplose in un urlo assordante: milioni di demoni levarono la voce nel loro coro pi� infernale, e una mano pesantissima, implacabile, gli schiacci� il petto, lo affond� sul sedile, lo scosse con violenza mostruosa.</p><p>Stoner sent� tutto il fiato uscirgli dai polmoni. Gli occhi gli rientrarono nelle orbite. Il rumore era travolgente, una parete solida che gli squassava le orecchie. Non riusciva ad alzare le mani dai braccioli. La spina dorsale gli si stava spezzando. E il rumore, il rumore e le vibrazioni che lo scuotevano�</p><p>Nel mondo intero, centinaia di milioni di persone videro il razzo scintillante alzarsi su una lingua di fuoco, diritto e sicuro quasi fosse guidato da un filo invisibile; alzarsi piano, maestosamente, poi accelerare, salire pi� in alto, accelerare, raggiungere l�azzurro macchiato di nubi, aumentare ancora la velocit�, tracciare un arco in cielo, e finalmente scomparire tra le fiamme che uscivano dagli ugelli dei motori.</p><p>A Mosca, un folto gruppo di giornalisti incalliti usc� in grida d�esultanza quando il missile spari in cielo.</p><p>A New York, Walter Cronkite si alz� all�improvviso dietro la scrivania, cogliendo alla sprovvista i cameramen, che dovettero alzare le telecamere per continuare a inquadrarlo. A milioni di spettatori parve di udire Cronkite che mormorava: �Vai, baby, vai.�</p><empty-line/><p>Jo guard� alzarsi il missile: le fiamme dei motori erano la cosa pi� luminosa che avesse mai visto. Il missile si alz� in un silenzio innaturale, sempre pi� su, sempre pi� in alto; e non si ud� un solo suono. Poi il rombo gigantesco la raggiunse, l�invest�: una marea solida di suono che arriv� a ondate, facendo tremare tutto l�edificio. A Jo parve di avvertire il calore sprigionato dai motori; cap� che si trattava solo della sua immaginazione, ma lo sent� ugualmente.</p><p>�Addio, Keith� disse fra s�. Perch�, nel profondo, sapeva che non lo avrebbe mai pi� rivisto.</p></section><section><title><p>41</p></title><epigraph><p>L�uomo non rester� per sempre su Terra� Terra � la culla della mente, ma non si pu� vivere all�infinito in una culla.</p><text-author>Konstantin Eduardovich Tsiolkovsky (1857�1953)</text-author></epigraph><empty-line/><p>Il rombo assordante diminu�, e finalmente cess�. La pressione si allent�, finch� Stoner vide che le sue braccia fluttuavano sopra i braccioli. Si sentiva la testa leggerissima, e per un attimo lo stomaco gli disse che stava precipitando. Chiuse gli occhi, forte; quando li riapr�, non era pi� sdraiato di schiena, ma seduto. Non era cambiato nulla, solo la sua prospettiva.</p><p>�Shtoner� tuon� nella cuffia la voce di Federenko. �Tutto bene?�</p><p>L�americano annu�. �Okay, Nikolai. Sto benissimo. E tu?�</p><p>�Tutto bene.�</p><p>La visuale di Stoner era confusa. �Posso aprire il casco?�</p><p>Ma Federenko stava parlando col controllo missione. Stoner aspett� che avesse terminato, poi gli rifece la domanda.</p><p>�S�, s�. La pressione in cabina � normale. Tutti i sistemi perfettamente funzionanti, conferma il controllo di terra.�</p><p>Stoner alz� la visiera, si tolse i guanti, si asciug� gli occhi. I guanti fluttuarono verso il pannello di comando, e lui, con un sorriso, li acchiapp�.</p><p>�Gravit� zero� disse Federenko. �Ricordi? Quando mangi, non sbriciolare.�</p><p>Stoner rise, respir� contento. Per la prima volta in quasi due anni era privo di peso. Un piacere che dava l�euforia.</p><p>�Bel lancio, no?�</p><p>�Perfetto� rispose Stoner.</p><p>�Adesso ci mettiamo in contatto radio con la Salyut, poi iniziamo l�Attivit� Extra Veicolare per agganciare i moduli con le apparecchiature e i rifornimenti.�</p><p>Stoner prese il fermadocumenti metallico sul pannello alla sua destra. In russo e in inglese erano elencate tutte le attivit� che dovevano compiere, il giorno e l�ora in cui iniziarle, il tempo previsto per il loro completamento.</p><p>�La prima AEV � tua� disse.</p><p>�<emphasis>Da.</emphasis>�</p><p>�Be�, io terr� d�occhio la bottega.�</p><p>Federenko gli lanci� un�occhiata perplessa. �Quale bottega?�</p><p>�E un nostro modo di dire� cerc� di spiegargli Stoner.</p><p>Federenko ascolt�, fece una smorfia. �Ma qui non c�� nessuno che possa rubare in bottega.�</p><p>Con una scrollata di spalle sotto la tuta, Stoner disse: �Nikolai, lo sai com�� nelle societ� capitaliste. Abbiamo tanti ladri che ci aspettiamo di trovarli da per tutto.�</p><p>L�ironia non ebbe effetto sul cosmonauta. �Ma non ci sono ladri in orbita. Non ci sono ladri sulla Salyut. Sono due ottimi cittadini sovietici, ufficiali dell�Armata Rossa.�</p><p>Stoner, dopo un sorriso fiacco, si arrese.</p><empty-line/><p>Borodinski stava usando il videotelefono speciale che il segretario generale aveva fatto installare nei suoi appartamenti. L�uomo dal viso bovino che appariva sullo schermo indossava una divisa militare, e portava i gradi di generale di corpo d�armata.</p><p>�Questa linea telefonica � al sicuro da intercettazioni?� chiese Borodinski, quasi in un sussurro.</p><p>�S�, compagno. Naturalmente.�</p><p>�Ho gravi notizie che non debbono arrivare a nessun altro finch� non vi richiamer�.�</p><p>�Ho gi� custodito segreti di stato in passato, compagno� disse il generale, con un sorriso appena accennato agli angoli della bocca.</p><p>�Il nostro grande amico � morto.�</p><p>�No!�</p><p>�Pochi minuti fa. I dottori hanno confermato. Non c�� speranza di riportarlo in vita.�</p><p>Il generale parve genuinamente rattristato alla notizia. �Era un brav�uomo. Un ottimo uomo. Un compagno eccezionale.�</p><p>�Capite perch� questa notizia dev�essere tenuta segreta per le prossime ore?�</p><p>�Certo, compagno. Dovrete fare molte telefonate, controllare molti� particolari.�</p><p>�Ho chiamato voi per primo� disse Borodinski �perch� voglio sottolineare il fatto che le linee politiche del segretario generale sono ancora valide, e che quindi vanno seguite esattamente com�era nei suoi desideri.�</p><p>�S�, compagno. E il Presidium�?�</p><p>�Per il momento la cosa non la riguarda. La questione pi� importante � quella dei missili. Sono pronti a essere lanciati, qualora fosse necessario?�</p><p>�La forza d�attacco strategico � sempre pronta, compagno.�</p><p>�Alludevo� spieg� pazientemente Borodinski �ai missili per la nave aliena.� E si chiese: �Lo fa apposta a fingere di non capire?�.</p><p>�Oh! Quelli! S�, compagno, sono pronti per un lancio immediato. I radar ci forniscono di continuo i dati sulla posizione dell�alieno. Le testate nucleari sono armate e pronte.�</p><p>Borodinski annu�. �Molto bene. Tenete pronti i missili. E stia pronto anche lei. La chiamer� io, personalmente, se il loro uso si rendesse necessario.�</p><p>�Capisco, compagno. Saranno pronti, e lo sar� anch�io.�</p><p>Borodinski interruppe la comunicazione, e il viso del generale scomparve dallo schermo. Poi Borodinski si gir� a guardare il corpo del segretario generale sul letto: a occhi chiusi, mani intrecciate sul petto.</p><p>�Quante cose da fare� mormor� tra s�. Adesso iniziava il vero lavoro. E i veri pericoli. Una cosa era ricevere le redini del potere, e una cosa completamente diversa riuscire a tenerle in mano.</p><p>Borodinski scosse la testa. Per un brevissimo momento, quasi invidi� il sonno tranquillo del segretario generale.</p><empty-line/><p>Stoner si gir� sul sedile quando Federenko apr� il portello che immetteva al modulo orbitale e torn� strisciando in cabina di comando. Il cosmonauta raggiunse il proprio sedile ed emise un sospiro di sollievo.</p><p>�Ho impiegato pi� del tempo previsto, vero?� Respirava pesantemente, e la tuta aveva macchie scure di sudore.</p><p>Stoner guard� il portadocumenti che fluttuava all�altezza del suo ginocchio. �Diciotto minuti in pi�. Non male. Abbiamo ancora molti tempi morti nell�ordine di servizio.�</p><p>Federenko si pass� una mano sugli occhi. �L� fuori � tutto cos� diverso� Un lavoraccio.�</p><p>�Lo so.�</p><p>Scrutando dall�obl� posto sopra il sedile. Stoner riusciva a intravedere la forma tozza della stazione spaziale Salyut. I due cosmonauti che per tutto il mese avevano vissuto e lavorato nella Salyut si erano assunti il compito di collegare i moduli alla Soyuz.</p><p>�Il prossimo turno � mio� pens� Stoner. Lavorare a gravit� zero sembra semplice, ma lui sapeva quanto fosse facile stancarsi. Ogni movimento fatto in assenza di peso dev�essere coscientemente, deliberatamente bilanciato da un contromovimento. Non esiste frizione che faccia terminare in modo �naturale� i movimenti. Non esistono indicazioni visive subliminali per giudicare le distanze e orientarsi. Non esistono su o gi�.</p><p>Anni addietro, il generale Leonov, il primo uomo che abbia mai �camminato� nello spazio, aveva consigliato ai suoi cosmonauti: �Riflettete dieci volte prima di muovere un dito, e venti volte prima di muovere una mano� parlando del lavoro nello spazio.</p><p>Eppure, Stoner era ansioso di uscire. Impaziente, aspett� e rest� a guardare i due cosmonauti all�opera, mentre Federenko tornava nel modulo orbitale della loro nave a succhiare un t� caldo dal contenitore di plastica e a sgranchirsi i muscoli indolenziti. Stoner rest� solo nel modulo di comando, circondato dagli strumenti della Soyuz, gli occhi puntati sui due uomini che lavoravano all�esterno.</p><p>Alla fine, l�orologio digitale sul pannello di comando gli disse che era giunta l�ora di prepararsi. L�ordine radio da terra conferm�.</p><p>Federenko rientr� nel modulo di comando e sedette al posto di pilotaggio.</p><p>Stoner slacci� la cintura e fluttu� verso il modulo orbitale.</p><p>Il modulo orbitale, globulare, serviva da laboratorio, dormitorio e camera d�equilibrio. Stoner s�infil� lentamente la tuta a pressione, controllando con cura ogni cerniera e chiusura, costringendosi a essere preciso e paziente. Il modulo conteneva cuccette, diversi armadietti, e due portelli a tenuta d�aria: uno metteva in comunicazione col modulo di comando, l�altro si apriva sul vuoto.</p><p>Federenko lo aiut� a sistemarsi sulla schiena le bombole d�ossigeno e i jet per manovrare. Alla fine, Stoner si mise in testa il casco rotondo e lo colleg� ermeticamente al colletto metallico della tuta. Federenko colleg� al casco i tubi delle bombole d�ossigeno. Assieme, controllarono la radio della tuta, la pressione dell�ossigeno, l�impianto di riscaldamento. Stoner prov� tutti i giunti della tuta, poi annu� verso Federenko e abbass� la visiera sugli occhi. Il cosmonauta torn� nel modulo di comando, chiudendo il massiccio portello a tenuta d�aria.</p><p>Adesso Stoner era solo nel grembo di metallo. Tendendo la mano, apr� il portello di sicurezza, poi premette il bottone che metteva in funzione le pompe d�aria. Anche sotto l�elmetto, sent� le macchine che cominciavano a risucchiare l�aria del modulo e la immagazzinavano nei serbatoi.</p><p>La luce sul pannello pass� dal verde all�ambra, e infine al rosso. Stoner apr� lentamente il portello e usc�, a testa in avanti, dal modulo.</p><p>E rest� senza fiato.</p><p>Per tutti i mesi trascorsi a terra, aveva continuato a ricordare quanto fosse bello lo spazio; ma il ricordo era un�immagine mentale, non la passione viscerale. Adesso era di nuovo l�, e fu travolto da tutta quella bellezza, e boccheggi�.</p><p>Davanti ai suoi occhi, scintillava la massa scura e imponente della Terra, con l�azzurro degli oceani striato dal bianco delle nubi: la Terra era enorme, e stupenda. Girandosi piano, Stoner vide le profondit� dell�infinito, completamente nere; ma le stelle erano tante da sembrare polvere di diamanti spruzzata su un velluto nero.</p><p>�Oh, Signore, amo la bellezza della Tua casa, e il luogo dove la Tua gloria splende.�</p><p>Le parole gli salirono alle labbra mentre, ruotando su se stesso senza sforzo, ammirava il cielo. E poi vide i moduli tozzi che si trovavano a poche dozzine di metri dalla Soyuz. Pi� avanti, la stazione spaziale Salyut ruotava dolcemente nel cielo, i pannelli di accumulatori solari distesi come ali d�un gabbiano; e la Terra, maestosa, si muoveva dietro la Salyut, sfondo sempre uguale e sempre diverso.</p><p>Doveva fare il suo lavoro.</p><p>Usando i jet che aveva sulla schiena, Stoner raggiunse i moduli che contenevano le apparecchiature e i rifornimenti. Federenko li aveva collegati l�uno all�altro, e i cosmonauti della Salyut li avevano agganciati alla Soyuz con rigidissimi cavi d�acciaio. Stoner doveva controllare tutti gli agganci, fare l�ultima ispezione. Gli avevano riservato il lavoro meno faticoso.</p><p>Si spost� come in sogno, fluttuando dolcemente; ogni movimento era un lungo volo librato senza peso. La mancanza di peso non lo infastidiva, anzi era bellissima. Pi� divertente che sciare. Era un po� come cavalcare le onde pi� alte dell�oceano, al largo, lontano da terra. �Segui la corrente� si ricord� Stoner. �Divertiti finch� puoi.�</p><p>Controllando a uno a uno tutti i collegamenti che legavano la Soyuz ai moduli, chiacchier� per radio con Federenko. Tutto perfetto: i cosmonauti avevano fatto bene il loro lavoro. La Soyuz era pronta ad affrontare l�incontro con l�alieno.</p><p>E Stoner avvert� all�improvviso un senso di riluttanza, di ribellione: non voleva lasciare la libert� dello spazio per tornare nei confini metallici della nave.</p><p>�Shtoner� disse in cuffia la voce di Federenko.</p><p>�S�?�</p><p>�Il controllo � completato. Adesso torna al portello.�</p><p>Stoner guard� la Terra, grande e scintillante e bella da straziare. Girandosi, scrut� le profondit� dello spazio stellato. Oh, s�, sapeva cosa aveva sentito Ulisse quando le sirene l�avevano incantato col loro richiamo.</p><p>�Shtoner! Mi senti?�</p><p>Con uno sforzo, riport� lo sguardo sulla loro nave piccola e sgraziata. �S�, s�, ti sento. Sto rientrando.�</p><p>Ma anche quando rientr� nel portello, i suoi occhi restarono fissi sulle stelle finch� la pesante massa di metallo non le nascose completamente.</p><empty-line/><p>Jo, seduta alla consolle del computer, guardava numeri e simboli che sfilavano sullo sfondo verde dello schermo.</p><p>I tecnici russi la sopportavano al centro controllo missione. Le avevano assegnato una consolle per seguire il procedere del volo, una delle centinaia di consolle che a lunghe file occupavano la grande stanza. All�estremit� opposta del locale c�erano enormi schermi televisivi e una mappa elettronica che mostrava dove si trovassero le diverse navi (la Soyuz, la stazione orbitale Salyut e l�astronave aliena) rispetto alla Terra e alla Luna.</p><p>I tecnici tolleravano la presenza di una donna americana al centro, ma le autorit� preposte alla sicurezza erano chiaramente in allarme. Entrando e uscendo dal centro, Jo veniva scortata da guardie in uniforme e armate. Markov sedeva alle sue spalle, tirandosi nervosamente la barba e fumando sigarette a ripetizione. Spesso entrava sua moglie, si sedeva al suo fianco. Anche lei portava un�uniforme, per quanto Jo non sapesse a quale corpo appartenesse, e non volesse saperlo.</p><p>I comandi della consolle servivano esclusivamente per chiedere dati, non per elaborarli. Jo era l� come osservatrice, e le autorit� russe avevano messo subito in chiaro che lei non era un membro attivo della missione. Da come dicevano �osservatore� era chiaro che, nella loro lingua, il termine equivaleva semanticamente a �spia�.</p><p>Jo poteva guardare, poteva osservare, ma non intervenire.</p><p>Lasci� vagare lo sguardo nel grande locale. La tensione delle prime ore era svanita. Il centro aveva un�atmosfera tranquilla, quasi pigra. Persino Markov sembrava pi� rilassato. La Soyuz aveva superato l�orbita della Luna circa quarantotto ore prima. Stoner e Federenko erano a una distanza dalla Terra mai raggiunta da nessun essere umano.</p><p>La mappa elettronica mostrava, dietro la Soyuz, l�aerocisterna senza equipaggio lanciata dagli Stati Uniti. Stava percorrendo una traiettoria diversa, che l�avrebbe portata in contatto con la Soyuz poche ore prima che Stoner e Federenko avvistassero l�alieno.</p><p>�In quel momento, avranno un sacco di cose da fare� pens� Jo. �E anche noi.�</p><p>Nel giro di venti ore, il centro sarebbe stato un ribollire di attivit�: prima per dirigere l�aggancio con la cisterna, poi per il rendez-vous con l�alieno.</p><p>Ma adesso era tutto tranquillo.</p><p>Met� delle consolle non erano occupate, e i tecnici che si trovavano al proprio posto sembravano tranquilli, quasi indifferenti. Persino i pochi che parlavano al microfono o sfioravano interruttori e tasti della consolle non dimostravano la minima fretta.</p><p>�Va tutto bene� pens� Jo. �Keith � al sicuro. Ed � troppo tardi per sabotare la missione. Tutti i lanci sono andati perfettamente, tutti i veicoli stanno seguendo la traiettoria prevista. Keith � al sicuro, a quasi un milione e mezzo di chilometri dalla Terra.�</p><empty-line/><p>Stoner si gratt� pigramente la barba, che cominciava a dargli fastidio.</p><p>Aveva un desiderio folle di un bagno caldo. Federenko, sporco e stanco quanto lui, sedeva calmissimo alla sinistra di Stoner controllando il piano di volo della missione. Il modulo di comando puzzava di sudore e calore umano.</p><p>�Staccare il modulo dei rifornimenti non � un problema� stava spiegando Federenko. �I bulloni esplosivi faranno saltare il cavo, e il modulo si staccher�.�</p><p>�� la quarta volta in un�ora che me lo ripeti� ribatt� Stoner. �Sei preoccupato, eh?�</p><p>�No, no. Non � un problema.�</p><p>�Qualcosa ti preoccupa, Nikolai.�</p><p>Il viso del russo s�incup�. �Tu non preoccuparti, Shtoner. Per� vedo un problema.�</p><p>�L�aerocisterna?�</p><p>�<emphasis>Da. </emphasis>Dobbiamo agganciarla prima di tentare il rendez-vous con l�alieno, secondo i piani di volo.�</p><p>�Lo so.�</p><p>�Per� gli ultimi rilevamenti radar mostrano che la cisterna non � nella posizione migliore per noi, Sta deviando dalla traiettoria prevista.�</p><p>�Possiamo sempre raggiungerla, no?�</p><p>Federenko annu�, serio. �Per� dovremo consumare pi� carburante del previsto. Ce ne rester� meno per il rendez-vous con l�alieno.�</p><p>Stoner riflett� un momento. �Potremmo lasciar perdere la cisterna e risparmiare carburante per il rendez-vous.�</p><p>�E non avremmo propellente per tornare sulla Terra� disse Federenko.</p><p>�Potrebbero lanciare un�altra cisterna.�</p><p>Federenko rise. �Tra quanto? Due giorni? Due settimane?�</p><p>�A Cape Canaveral ne hanno pronta un�altra. L�hanno tenuta di riserva nel caso il lancio della prima fallisse.�</p><p>�Per� quando arriver� la seconda cisterna noi saremo gi� sulla stessa traiettoria dell�alieno, diretti all�esterno del Sistema Solare. La seconda cisterna non ci raggiunger�.�</p><p>�Merda.�</p><p>�Dobbiamo agganciare la cisterna� disse Federenko, deciso �anche se significasse rinunciare al rendez-vous.�</p><p>�Cristo, Nikolai! Siamo arrivati fin qui per entrare in contatto con quella nave!�</p><p>�� vero� rispose tranquillamente il russo. �Per� io non desidero effettuare il contatto e non tornare mai pi� sulla Terra. E tu?�</p><p>Stoner non rispose.</p><empty-line/><p>�Non preoccuparti� disse Markov, �Non avranno difficolt� a raggiungere la cisterna. Hanno carburante pi� che a sufficienza, stando al controllo missione.�</p><p>Markov sedeva a tavola a fianco di Jo, nella sala da pranzo dei loro alloggi. Maria era seduta all�altro lato del marito. Di fronte a loro, uno dei fisici cinesi stava fissando sconcertato il cibo.</p><p>�Per� non avranno pi� carburante a sufficienza per il rendez-vous con l�alieno� disse Jo. La ragazza aveva davanti il piatto di <emphasis>borscht</emphasis>, che non aveva toccato.</p><p>Markov scroll� le spalle. �In questo caso, si avvicineranno il pi� possibile, scatteranno qualche migliaio di foto e torneranno a casa. Se � il meglio che possono fare, � quello che faranno.�</p><p>Ma Jo sentiva i tentacoli freddi della paura insinuarsi nelle sue vene. �Keith non lo accetter�. Vuole �salire� su quella nave.�</p><p>�Federenko � un cosmonauta con molta esperienza� insistette Markov. �Non permetter� mai che qualcosa metta in pericolo la loro sicurezza.�</p><p>�Ma Keith��</p><p>�Cosa pu� fare?� Markov gesticol�. �Mettere fuori combattimento Federenko e raggiungere l�alieno con la Soyuz? � assurdo.�</p><p>�Con lui, non si pu� mai sapere� disse Jo.</p><p>�E poi, Federenko � un pilota eccezionale. L�orgoglio dei cosmonauti sovietici. Ci scommetto che riuscir� ad agganciare la cisterna e ad avere ancora un sacco di carburante per il rendez-vous.�</p><p>�Spero che tu abbia ragione� disse Jo, che non credeva nemmeno a una parola del suo amico russo.</p></section><section><title><p>42</p></title><subtitle>Cocoa Beach, Florida</subtitle><empty-line/><p>�Ma perch� devi andare proprio �tu�?� chiese lei.</p><p>Lui usc� in un altro sospiro d�esasperazione. �Per la ventesima volta, Marge: mi �hanno ordinato� di andare.�</p><p>�Ma tu non sei un astronauta! Non possono ordinarti di volare nello spazio.�</p><p>�Col cavolo che non possono.�</p><p>�Sei un medico, non un astronauta.�</p><p>�Sono un colonnello dell�esercito dello Zio Sam, e quando l�ordine arriva dalla Casa Bianca, io mi metto sull�attenti e rispondo: �Sissignore�.�</p><p>�Tu �vuoi� partire!�</p><p>�Ho una paura matta! Ma ho ricevuto ordini. Cosa posso fare?�</p><p>�Sei troppo vecchio per andare nello spazio.�</p><p>�Non sullo Shuttle. Sar� un semplice passeggero, come su un aereo� Senti, Marge, sono solo un paio di settimane. Dobbiamo mettere in quarantena quei due dopo il contatto con l�alieno��</p><p>�Ti prenderai i germi alieni! Lo so!�</p><p>�Non fare la stupida. � solo tanto rumore per nulla. Gli organismi alieni sono �alieni�. Non possono infettarci. Quelli della Casa Bianca se la fanno sotto, ed � soltanto per questo che dobbiamo provvedere a una quarantena di due settimane. In orbita, Cristo Santo!�</p><p>�Ho paura, Sam.�</p><p>�Non devi preoccuparti di niente, sul serio.�</p><p>�I germi alieni��</p><p>�Ma io non sar� nemmeno a contatto diretto con quei due che effettuano il rendez-vous con l�alieno. Li chiuderemo in un laboratorio sigillato tutto per loro. Tutti i test verranno eseguiti con apparecchiature comandate a distanza, e chiunque entrer� in laboratorio indosser� una tuta spaziale.�</p><p>�Ma perch� te, Sam? Perch� hanno scelto te?�</p><p>�Non preoccuparti, tesoro. Quando torner�, sar� un uomo importante. Mi vorranno in televisione, e tutto il resto. Andremo in pensione alla grande, Marge. Molto alla grande.�</p><empty-line/><p>Markov, seduto alla finestra della camera da letto, fumava una sigaretta dopo l�altra, osservando il lungo tramonto estivo che gradualmente lasciava posto all�oscurit�.</p><p>Il tempo era nuvoloso, e probabilmente tra poco avrebbe cominciato a piovere. Ma non faceva alcuna differenza. Anche nelle notti pi� limpide, la luce dei riflettori rendeva impossibile vedere le stelle. E, in ogni caso, le navi spaziali erano talmente lontane da essere invisibili da terra.</p><p>Le prime gocce colpirono il vetro, scivolarono sul riflesso del viso cupo di Markov. Prese un�altra sigaretta, l�accese col mozzicone di quella precedente. La brace brill� per un attimo, ricordandogli la macchina diabolica che Maria aveva usato a Kwajalein.</p><p>�Dove sar��? si chiese. Sua moglie era uscita dopo pranzo e non era ancora tornata.</p><p>Irrequieto, Markov consult� l�orologio. Sei ore al rendez-vous con l�aerocisterna.</p><p>Jo aveva ragione. Stoner non avrebbe mai rinunciato al contatto diretto con la nave aliena. Non senza lottare.</p><p>Sospir�, aspir� il fumo della sigaretta. Adesso la pioggia cadeva a goccioloni. L�immagine riflessa dal vetro gli disse che si stava di nuovo tirando la barba. Irritato, si alz�, cominci� a passeggiare nella piccola stanza, le mani in tasca.</p><p>Sent� in corridoio il passo pesante di Maria, corse alla porta. Quando l�apr�, vide che sua moglie era stata sorpresa dalla pioggia: era fradicia, i capelli appiccicati al viso, l�uniforme incollata al corpo tozzo.</p><p>Poi vide i suoi occhi.</p><p>�Marushka, cosa c��? C�� qualcosa che non va? Hai l�aria di chi ha appena visto un fantasma.�</p><p>Lei entr� nella stanza, chiuse la porta con un colpo secco, vi si appoggi� pesantemente.</p><p>�� proprio cos� sussurr�, con voce stranamente roca, ansimante. �Due fantasmi.�</p><p>�Cosa vuoi dire?� chiese Markov, abbassando automaticamente la voce.</p><p>�Federenko e Stoner� mormor� lei. �Sono morti.�</p><p>�Cosa?�</p><p>�Non ancora� disse Maria, alzando le mani per calmarlo. �Ma lo saranno. Tra sei ore.�</p><p>A Markov parve che una tigre gli avesse artigliato lo stomaco. �Cosa significa? Cosa stai dicendo?�</p><p>�La cisterna� rispose lei, scrutando la stanza, quasi fosse in grado di individuare a occhio nudo i microfoni che potevano esservi nascosti. �La cisterna lanciata dagli americani. Esploder�.�</p><p>�Sono stati �gli americani�?�</p><p>�No.� Maria scosse la testa, impaziente. �I nostri. Una fazione molto in alto��</p><p>�Uccideranno il nostro cosmonauta? E anche Stoner?�</p><p>Maria era spaventata. �Tu non capisci, Kir. � una lotta per il potere. All�interno del Cremlino stanno lottando per diventare padroni del campo. Per loro, noi siamo solo pedine, Kir. Meno che pedine.�</p><p>�E la cisterna esploder�?�</p><p>�Quando entrer� in contatto con la Soyuz. Uno dei nostri tecnici ha messo il timer appena prima che la cisterna venisse caricata sulla nave americana.�</p><p>Markov ricadde sul letto. �Maria� Ucciderli, ucciderli tutte due, per i loro giochi di potere� � mostruoso.�</p><p>�Non credevo che avrebbero ucciso anche Federenko� disse lei. �Non l�ho mai pensato.�</p><p>Markov seppell� il viso tra le mani. La sigaretta cadde sul pavimento di legno, brill� tra le ombre.</p><p>Maria and� a inginocchiarsi davanti a suo marito. �Mi spiace, Kir. Ho rischiato l�osso del collo per scoprire questa verit�, per te, e adesso mi spiace di averlo fatto.�</p><p>�Non � colpa tua, Marushka.� La voce di Kirill era soffocata dalle lacrime.</p><p>�Non possiamo fare niente� disse lei. �Niente.�</p><p>Ma Markov abbass� le mani, si raddrizz�, fiss� sua moglie negli occhi.</p><p>�S�, qualcosa possiamo fare� disse, deciso.</p><p>�Kir��</p><p>�C�� �qualcosa� che possiamo fare, Maria. Possiamo avvertirli.�</p><p>�Ma cos� scopriranno che io� Kir, ci uccideranno tutt�e due.�</p><p>�Allora moriremo assieme� disse lui. �Sar� sempre meglio che lasciar assassinare quei due uomini nello spazio.�</p><empty-line/><p>�Sei depresso� disse Federenko.</p><p>Stoner alz� gli occhi dallo schermo del computer, guard� il cosmonauta seduto al suo fianco.</p><p>�Non mi sembri troppo allegro nemmeno tu, Nikolai.�</p><p>�Come potrei esserlo? Arrivare fin qui e non poterci incontrare con l�alieno� Non � allegro.�</p><p>�Ho confrontato le cifre del computer con gli ultimi dati sulla traiettoria della cisterna. Possiamo ancora farcela, se tu riesci ad agganciare la cisterna al primo passaggio.�</p><p>Federenko chiuse gli occhi un attimo, come per studiare mentalmente il problema. �Non � facile, Shtoner.�</p><p>�Vuoi che ci provi io?�</p><p>Il russo rise. �Tu? Non sei il pilota; sei il passeggero.�</p><p>�Allora tocca a te� ribatt� Stoner.</p><p>La risata si spense. �Vedo� disse Federenko. �Mi avevi preparato la trappola, eh?�</p><p>�Voglio che tu capisca quanto � importante. Devi effettuare l�aggancio con la cisterna al primo tentativo. Se no, addio alieno.�</p><p>Federenko annu�, con aria infelice. �Hokay, Shtoner. Hai vinto. Aggancer� la cisterna al primo passaggio.�</p><p>Stoner sorrise. �Visto? Non ero per niente depresso.�</p><empty-line/><p>Markov correva alla cieca sotto la pioggia. Le sue gambe lunghe lo trascinavano automaticamente verso il centro di controllo. Zworkin. Il vecchio scienziato non era in camera, quando Markov aveva bussato alla sua porta.</p><p>�Dev�essere al centro di controllo� si ripet� Markov. �Deve esserci.�</p><p>Maria era alle sue spalle, in quella corsa disperata verso l�edificio grigio, senza finestre, del centro. La pioggia cadeva forte, costringendolo a tenere gli occhi appena socchiusi.</p><p>�Zworkin � l�unico che possa salvarli. Se cerco di parlare col servizio di sicurezza, ogni speranza � persa. Zworkin! E, tramite lui, Bulacheff.�</p><empty-line/><p>Stoner non capiva l�affannato discorso russo che stava arrivando via radio, ma dall�espressione cupa del viso di Federenko era chiaro che non si trattava di buone notizie.</p><p>Il cosmonauta rispose quasi con rabbia al controllo a terra, e parole ancora pi� concitate uscirono dalla radio.</p><p>Stoner si gir� verso lo schermo radar, un minuscolo disco arancione sul pannello tra i loro due sedili. Mostrava un forte segnale di ritorno quasi perfettamente allineato alla nave. Si protese leggermente per guardare dall�obl�, e s�, eccola l�. Una mezza luna di metallo sullo sfondo del buio costellato di stelle.</p><p>La cisterna, finalmente. Tanto vicina da essere visibile a occhio nudo.</p><p>Per�, scrutando l�espressione truce di Federenko, Stoner ebbe un brivido d�apprensione. Sembrava che gli avessero appena ordinato di attaccare a mani nude tutto l�esercito cinese.</p><p>�Cosa c��, Nikolai? Perch� hai quell�espressione?�</p><p>Federenko si gir� verso di lui, un�espressione sconfitta negli occhi.</p><p>�La cisterna. Non dobbiamo avvicinarci. Un�avaria.�</p><p>�Cosa?�</p><p>�Molto strano, a quanto mi dicono. Un�avaria ai circuiti di autodistruzione dell�aerocisterna. Pensano che possa esplodere.�</p><p>Le mani del cosmonauta si tesero verso gli interruttori che comandavano i motori di manovra della nave.</p><p>�Aspetta!� url� Stoner. �Se non agganciamo la cisterna, non possiamo completare la missione!�</p><p>�Ma se eseguiamo l�aggancio� Bum!�</p><p>Stoner si agit� sul sedile. �Non ci credo. Com�� possibile�?�</p><p>Con l�angolo degli occhi intravvide un lampo di luce. Tutti e due tesero la testa verso l�obl�. Nel silenzio pi� perfetto, l�aerocisterna esplose: tre piccole fiammate seguite immediatamente da un�enorme sfera di fuoco che quasi li accec�.</p><p>Stoner chiuse di scatto gli occhi. Federenko borbott� sottovoce qualcosa che l�americano non riusc� a capire.</p><p>La sfera di fuoco svan� nel nulla, lasciando sulle pupille di Stoner un bagliore intensissimo. Non ci furono onde d�urto, o rumori, e nello spazio non apparvero frammenti. Sembrava quasi che avessero visto un film muto. Stoner non riusciva a credere che fosse successo davvero.</p><p>�Andata� disse gravemente Federenko.</p><p>Stoner si sfreg� gli occhi, poi guard� di nuovo fuori dall�obl�. Nulla, se non stelle lontanissime.</p><p>�Andata� ammise. �E adesso a che punto siamo?�</p><p>�Siamo due uomini morti, Shtoner. Senza il carburante della cisterna, non possiamo tornare sulla Terra.�</p><p>Pass� qualche minuto prima che lui comprendesse sino in fondo il significato di quella risposta. Alla fine, si sent� dire: �Per� abbiamo carburante a sufficienza per il rendez-vous con l�alieno, no?�</p><p>Federenko gli lanci� un�occhiata lunga, solenne. �<emphasis>Da</emphasis>� disse. �Tutto il carburante che ci occorre per le manovre.�</p><p>�E allora eseguiamo questo rendez-vous!� disse Stoner. �� per questo che siamo venuti qui, no? Facciamolo!�</p><p>Sul viso di Federenko apparve un pallido sorriso. �Sapevo che l�avresti detto, Shtoner.�</p><p>�Cos�altro potremo fare?� ribatt� Stoner, stranamente eccitato. �Forza, andiamo!�</p></section><section><title><p>43</p></title><subtitle>Centro Spaziale Johnson</subtitle><empty-line/><p>�Ehi, uomo, � ora di uscire!�</p><p>Hank Garvey piazz� il suo corpo massiccio sulla scrivania dell�analista di computer e si chin� verso l�altro, pi� giovane e magro.</p><p>�C�� un�emergenza, ragazzo� disse Garvey, con voce mortalmente calma e bassa: un leone che si schiariva la gola prima del ruggito.</p><p>�Il prossimo turno��</p><p>�Zio Sam vuole te� disse Garvey. �Tu sei lo stregone di computer pi� in gamba di tutto il centro. Lo so perch� me l�hai ripetuto mille o duemila volte. Adesso dovrai dimostrarlo.�</p><p>�Ma mia moglie��</p><p>Garvey appoggi� sulla spalla dell�analista una mano grossa come un pallone da football. �Il nostro Stoner e il suo amico russo sono in pericolo. La cisterna � esplosa.�</p><p>�Cristo!�</p><p>�L�astronave � intatta, nessun danno. Per� non possono tornare qui, a meno che qualche cervellone non gli trovi un nuovo piano di volo e maledettamente in fretta. Hai capito?�</p><p>�Merda santissima!� disse l�analista di computer. �Perch� non me l�hai detto subito? Okay, okay, alza le chiappe da l� e lasciami lavorare.�</p><p>Garvey fece un sorriso immenso. �Bravo, ragazzo.�</p><empty-line/><p>Il centro comunicazioni di Kwajalein era nel caos. Persino i tecnici alle consolle urlavano tra loro, in preda alla confusione.</p><p>Jeff Thompson stava urlando all�orecchio di Ramsey McDermott: �Non possiamo lasciarli proseguire! Pi� si avvicinano all�alieno, pi� sar� impossibile che tornino indietro!�</p><p>McDermott rest� a bocca spalancata. Da quando, per la prima volta, aveva visto l�aurora boreale farsi beffe di lui, aveva perso cinque chili ed era invecchiato di dieci anni. Il colletto della camicia incorniciava un collo ormai avvizzito. Gli tremavano le mani. I suoi occhi erano privi di fuoco.</p><p>Edouard Reynaud, perfettamente guarito, strinse il braccio di Thompson. �Dovete richiamarli. Dovete ordinargli di tornare indietro!�</p><p>�Non posso�� mormor� McDermott.</p><p>�Ma possono inserirsi in un�orbita lunare� insistette Reynaud. �Ho gi� le cifre in testa. Dovrebbero avere carburante a sufficienza per la manovra.�</p><p>Thompson s�illumin�. �Giusto! Se riescono a inserirsi in orbita attorno alla Luna, forse potremmo lanciare qualcosa che li riporti gi�.�</p><p>Ma McDermott scosse debolmente la testa. �Stoner non sentir� ragioni��</p><p>�Silenzio!� url� una voce amplificata.</p><p>Tutto si ferm�. Le persone s�immobilizzarono dove si trovavano. La stanza piomb� nel silenzio, a parte il ronzio delle consolle e dei condizionatori d�aria.</p><p>Il vicecomandante Tuttle, microfono in mano, era salito su una scrivania. Si guard� attorno per accertarsi che tutta l�attenzione fosse concentrata su di lui, poi lasci� cadere lungo il fianco la mano che stringeva il microfono.</p><p>�Questo � un progetto della marina� disse, con voce forte, sicura. �E io sono l�ufficiale di marina che ne � a capo.�</p><p>Thompson fiss� il piccolo vicecomandante. Per la prima volta da che si conoscevano, Tuttle dava dignit� all�uniforme.</p><p>�Lo scopo di questo progetto � entrare in contatto con la nave aliena. Stoner e il russo stanno cercando di farlo. Quindi, rimettetevi tutti al lavoro e smettetela di creare confusione.�</p><p>�Ma non riusciranno pi� a tornare sulla Terra!� url� Reynaud, e il suo viso s�imporpor� di rabbia o d�imbarazzo, o forse di tutt�e due le cose.</p><p>�Questo � un problema che dovremo affrontare� sbott� Tuttle. �Stoner ne � al corrente. � l�unico di tutti voi che non abbia perso la testa. Se � disposto a rischiare la vita per entrare in contatto con l�alieno, il minimo che gli dobbiamo � fare in modo che quanto scoprir� venga ricevuto qui e sia debitamente registrato per studi futuri. Adesso �mettetevi al lavoro�!�</p><p>Tutti si mossero. Truci, depressi, tra grugniti e sussurri, tornarono ai loro compiti.</p><p>Reynaud, che sotto la camicia inzuppata di sudore tremava, fiss� il vicecomandante che scendeva dalla scrivania. Per la prima volta in molti anni, Reynaud conobbe una vera rabbia. Ma cap� anche che Tuttle aveva ragione.</p><empty-line/><p>�Eccola!� url� Stoner. �La vedo!�</p><p>Federenko distolse gli occhi dallo schermo radar, pieg� la testa per guardare dall�obl� di Stoner.</p><p>�� luminosa� sussurr�.</p><p>Avevano raggiunto la nave aliena con il Sole alle spalle. L�immagine radar era stata inconsistente, quasi nebulosa, sulle onde lunghe. Per�, quando Stoner aveva messo in funzione il radar a microonde, l�immagine era diventata pi� chiara e il segnale di ritorno molto pi� nitido, anche se meno forte.</p><p>Adesso la nave era visibile a occhio nudo.</p><p>Una strana luce dorata, una sorta di aura, la circondava. La nave era immersa nella luce. Erano ancora troppo lontani per distinguere i particolari, per� l�oggetto sembrava possedere una forma oblunga, con una superficie liscia e angoli arrotondati.</p><p>�Ovvio che ai radar sulla Terra sembrasse una cometa� comment� Stoner.</p><p>�Cos�� quella luce?� chiese Federenko.</p><p>�Uno schermo?� ipotizz� Stoner. �Uno schermo di energia simile a un campo magnetico, forse. Per proteggerla dalle radiazioni cosmiche. E forse anche dalle micrometeore.�</p><p>Si stavano avvicinando in fretta. Stoner si alz� dal sedile, fluttu� nel modulo orbitale della Soyuz. Stacc� il piccolo telescopio dal suo sostegno e lo punt� sulla nave dall�obl� pi� vicino.</p><p>�Se � giunta sin qui da un altro Sistema Solare, dev�essere rimasta nello spazio per centinaia di migliaia d�anni, come minimo� url� per farsi sentire da Federenko. �Per� la superficie � perfettamente liscia, intatta. Nessuna erosione meteorica. Nemmeno un�ammaccatura.�</p><p>�Di che colore �?�</p><p>�Difficile dirlo� rispose Stoner. �La luce che ha attorno d� un colore dorato a tutto.�</p><p>�Le telecamere stanno registrando?�</p><p>Stoner guard� il pannello dei comandi. Le luci delle telecamere erano accese, e anche quelle del trasmettitore video. �S� grid�.</p><p>Stoner rest� in osservazione per quella che gli parve un�ora, mentre la Soyuz si avvicinava alla nave aliena e Federenko parlava col controllo missione. La superficie dell�astronave era perfettamente uniforme e liscia come lo scafo di un aereo supersonico. Non un chiodo, non una saldatura, nemmeno una decorazione.</p><p>Poi si accorse che avevano smesso di avvicinarsi. Lasciando il telescopio a fluttuare in aria, infil� la testa nel portello di collegamento col modulo di comando.</p><p>�Potremmo dare un�occhiata pi� da vicino, Nikolai. Non ci morder�.�</p><p>�No� ribatt� Federenko, secco.</p><p>�E dai, abbiamo��</p><p>�Ordini dal comando di terra. Stanno studiando una nuova traiettoria per riportarci gi�.�</p><p>�Fantastico. Ma nel frattempo siamo qui!�</p><p>�Non dobbiamo pi� usare carburante� disse Federenko. �Scatta fotografie, descrivi la nave, riprendila.�</p><p>�Ma possiamo completare il rendez-vous!� insistette Stoner. �Cristo santissimo, � solo a un tiro di schioppo!�</p><p>�Un tiro troppo lungo. O tu sei campione olimpionico di questa specialit�, per caso?�</p><p>�Andiamo, Nikolai!�</p><p>�Non dobbiamo consumare altro carburante� ripet� testardamente il cosmonauta. �Ordini. Le nostre vite dipendono dal carburante.�</p><p>Stoner torn� nel modulo orbitale, e scrut� dall�obl� la nave aliena. Adesso si poteva vedere chiaramente a occhio nudo. Sullo sfondo delle stelle, terribilmente vicina, era circondata dallo schermo luminoso d�energia che pulsava piano, come il respiro eterno di Dio.</p><p>Tutte due i velivoli sembravano fermi. Affiancati, erano lontani l�uno dall�altro un centinaio di metri: abbastanza vicini da toccarsi, ma troppo lontani per farlo. Stoner sapeva che l�immobilit� di quell�incontro era un�illusione. Entrambe le navi si stavano allontanando dalla Terra, sempre pi� in pericolo di perdersi nello spazio a ogni secondo. La nave aliena stava uscendo dal sistema solare, tornava nell�abisso inimmaginabile tra le stelle; e, se anche loro non si fossero immessi al pi� presto su una nuova traiettoria, avrebbero perso contatto con la Terra per sempre.</p><p>Continuando a fissare il vascello alieno, Stoner pens� che a un milione e mezzo di chilometri da l� uomini e donne stavano lavorando freneticamente per portarli in salvo.</p><p>�In culo� mormor�. Poi afferr� la sua tuta a pressione, appesa alla parete opposta del modulo orbitale.</p><p>�Cosa fai, Shtoner?� url� Federenko.</p><p>�Esco� rispose Stoner, cominciando a infilarsi la tuta. A gravit� zero, non era un�operazione semplice. �User� i jet di manovra per raggiungerla.�</p><p>�Non c�� carburante a sufficienza per i jet. La nave � troppo lontana.�</p><p>�Allora portaci un po� pi� vicini, quel tanto che mi permetta di raggiungerla.�</p><p>�No.�</p><p>�Devi farlo, Nikolai!�</p><p>Federenko apparve al portello, una smorfia solenne in viso. �Voglio salvare le nostre vite, non ucciderci stupidamente.�</p><p>Nello sforzo d�infilarsi la tuta, Stoner si mise a galleggiare nel modulo. Per raddrizzarsi, appoggi� una mano al soffitto; i suoi piedi penzolavano a qualche centimetro dal pavimento.</p><p>�Siediti, Stoner� disse Federenko. �Calmati.�</p><p>�Senti, potrei prendere tutte due i jet, il tuo e il mio. Uno per arrivare alla nave, l�altro per tornare.�</p><p>�Pazzia.�</p><p>�Ma funzionerebbe!� disse Stoner. �Tra tutt�e due hanno carburante a sufficienza, no?�</p><p>Federenko gir� la testa dall�altra parte.</p><p>��S� o no?�� Stoner lo afferr� alle spalle.</p><p>�S� rispose il cosmonauta. �Ma ti proibisco di farlo.�</p><p>Stoner ricominci� ad armeggiare con la tuta.</p><p>�Shtoner, il comandante sono io.�</p><p>�E io sono cintura nera terzo dan� disse lui, chinandosi a prendere gli stivali. �Vuoi aiutarmi o dobbiamo picchiarci?�</p><p>�Ti ucciderai.�</p><p>�Nikolai, se torniamo sulla Terra io dovr� continuare a vivere con me stesso. Credi che potrei, sapendo di essere arrivato cos� vicino senza fare l�ultimo passo? Quella cosa ha percorso anni luce per raggiungerci! Il minimo che possiamo fare � superare gli ultimi cento metri che ci dividono.�</p><p>Federenko non disse nulla. Con espressione solenne, rest� a guardare Stoner che si metteva gli stivali e cominciava ad allacciare la tuta.</p><p>�Allora, vuoi aiutarmi o restare l� con quella faccia da funerale?� lo rimprover� Stoner.</p><p>Con una smorfia, Federenko tolse il suo paio di jet dalla parete e cominci� a sistemarne l�imbracatura.</p><p>�Stai uccidendo anche me� disse. Ma aiut� Stoner a sistemarsi i jet sulla schiena.</p><empty-line/><p>Gli schermi televisivi del centro di controllo mostravano la nave aliena, circondata di luce tra le stelle. La radio della Soyuz taceva da lunghi minuti.</p><p>Jo sedeva alla consolle coi nervi a fior di pelle, divorata dalla tensione. Aveva un paio di cuffie in testa.</p><p>�Forza, Houston� disse nel microfono. �Vi sento chiaramente.�</p><p>Markov era alle spalle della ragazza, e al suo fianco c�era Zworkin, protettivo come una gallina con i suoi pulcini. A pochi metri di distanza, uomini del servizio di sicurezza armati di mitragliatori. Altri uomini, uomini robusti e accigliati in uniforme nera, si aggiravano nel grande centro di controllo, scrutando tutti con aria sospettosa.</p><p>Numeri e simboli apparvero all�improvviso sullo schermo del computer, a velocit� altissima. Jo alz� gli occhi sugli schermi che trasmettevano l�immagine della nave aliena. A una delle ottanta piattaforme di lancio di Tyuratam, un missile veniva rifornito in fretta e furia di carburante: una nuova aerocisterna che sarebbe stata lanciata con una traiettoria ad alta accelerazione. Gli americani, coi loro computer pi� veloci e pi� efficienti, stavano studiando il piano di volo che avrebbe permesso alla cisterna di raggiungere la Soyuz in tempo per salvare i due uomini. Jo era diventata l�elemento di collegamento fra il Texas e Tyuratam.</p><p>Il centro di comando ferveva di una frenesia tranquilla, organizzata. Computer e uomini lavoravano al massimo delle loro possibilit�. Scrutando nel locale, Markov tenne d�occhio gli agenti del servizio di sicurezza: lo sguardo in continuo movimento, non tenevano mai le mani lontane dalle armi che avevano a tracolla.</p><p>�Come se ammazzare tutti potesse servire a qualcosa� si disse.</p><p>Zworkin era rimasto al telefono con Bulacheff per un�ora. Grandi sconvolgimenti si stavano preparando. Maria era stata richiamata dai suoi superiori per un interrogatorio. �O diventer� un eroe dell�Unione Sovietica per aver denunciato i sabotatori, o finiremo tutt�e due i nostri giorni in carcere� riflett� Markov. �Dipende tutto da chi sar� a prendere il sopravvento al Cremlino.�</p><p>�Ottimo, Houston� disse Jo nel microfono. �I dati stanno arrivando. Grazie.�</p><p>Si tolse la cuffia, l�appoggi� sulla consolle. �Hanno messo al lavoro i grandi computer della NASA sulla traiettoria� disse.</p><p>�Sar� sufficiente?� si chiese Markov. �Riusciranno a far arrivare in tempo la cisterna?�</p><p>Jo lo guard�. I suoi occhi scuri riflettevano fatica e ansiet�. �Se non ci riescono loro, non pu� riuscirci nessuno.�</p><empty-line/><p>�E se il comando missione mandasse nuovi ordini, un nuovo piano di volo per riportarci indietro?� mugugn� Federenko, mentre controllava la tuta di Stoner. �Tu sarai l� fuori��</p><p>�Rester� in contatto radio� ribatt� Stoner.</p><p>�<emphasis>Da. </emphasis>E quando io ti dir� di tornare, tu risponderai �Non ancora. Un�altra fotografia�.�</p><p>Stoner sorrise. Terminata l�ispezione alla tuta, Federenko gli pass� l�elmetto. Stoner lo infil�, abbass� e chiuse la visiera.</p><p>�Torner� quando tu mi dirai che hanno trovato la traiettoria per riportarci a casa� disse Stoner, la voce smorzata dal casco.</p><p>Federenko non sembrava convinto. Alz� il pollice, poi torn� nel modulo di comando, chiuse il portello.</p><p>Adesso Stoner era solo.</p><p>�Prova radio� disse la voce del cosmonauta nella cuffia. �Mi senti?�</p><p>�Chiaro e forte.�</p><p>�Benissimo.�</p><p>Stoner mise in funzione le pompe dell�aria. �Nikolai mi ha dato i suoi jet� pens�. �Se la sua salvezza dovesse dipendere dall�AEV, ha gettato la vita.�</p><p>�Shtoner?�</p><p>�S�?�</p><p>�Buona fortuna, Shtoner.�</p><p>�Grazie, Nikolai. Apprezzo molto� tutto quello che hai fatto.�</p><p>�Salutami l�alieno.�</p><p>Stoner rise. �Non mancher�.�</p><p>Uscita l�aria dal modulo, Stoner apr� il portello, spinse avanti l�altro paio di jet e usc� nel nulla. Si scost� dalla Soyuz, poi ruot� su se stesso per controllare la situazione.</p><p>La Terra era molto lontana. Non pi� massa enorme, era adesso una mezza luna azzurra e bianca sospesa tra buio e stelle. Stoner tese una mano, copr� il pianeta su cui era nato alzando il pollice.</p><p>Vedeva anche la Luna, ancora pi� piccola. La sfera infuocata del Sole era dietro la sua spalla sinistra. Non aveva nessuna intenzione di guardare in quella direzione, ma all�angolo estremo della visuale intravedeva il disco sfolgorante della luce zodiacale del Sole: polvere cosmica, detriti rimasti dalla formazione dei pianeti eoni addietro.</p><p>Una piccola spinta dei jet lo port� faccia a faccia con la nave aliena. Il vascello fluttuava, indifferente, all�interno dell�aura di luce pulsante.</p><p>Lentamente, tenendo stretta la catena dell�altro palo di jet, Stoner si avvicin� alla nave aliena.</p><p>�Nikolai, secondo te questo schermo potrebbe danneggiare un oggetto che si muova lentamente, come me?�</p><p>�Potrebbe essere� rispose la voce di Federenko. �Continua a parlare� Viene tutto ritrasmesso automaticamente a Tyuratam.�</p><p>�Okay.�</p><p>Descrivendo man mano le sue operazioni, Stoner avvolse la catena legata all�altro paio di jet, e quando li ebbe in mano li spinse avanti. La manovra rallent� il suo avvicinamento al vascello alieno. La catena cominci� a srotolarsi di nuovo, lentamente.</p><p>�La catena � isolata� disse lui. �Se lo schermo provoca una scarica elettrica, l�energia non risalir� fino a me. Almeno lo spero.�</p><p>Trattenne il fiato: i jet raggiunsero lo schermo e lo attraversarono senza nessun effetto visibile.</p><p>�Hai visto, Nikolai?�</p><p>�Non � successo niente.�</p><p>�Infatti. Bene.� Stoner si inumid� le labbra. �Adesso tocca a me.�</p><p>�Le telecamere stanno registrando. La trasmissione � perfetta.�</p><p>Stoner tocc� i comandi alla cintura, avvert�, per una frazione di secondo, la spinta dolce dei jet sulla schiena, come la pacca di incoraggiamento che l�insegnante d� a un bambino riluttante. E Stoner si avvicin� alla luce dorata, pulsante.</p><p>�Ci sono quasi��</p><p>Per un attimo, non esistette altro che la luce; la cuffia mand� un <emphasis>crack</emphasis>! secco, e lui si trov� all�interno dello schermo. Si gir� a guardare la Soyuz.</p><p>�L�ho attraversato! Mi senti ancora?�</p><p>�<emphasis>Da.</emphasis>�</p><p>�� come trovarsi sotto una cupola trasparente color oro. Vedo attraverso lo schermo. Mi oscura solo un poco i colori.�</p><p>�Anch�io li vedo.� In cuffia, la voce di Federenko era forte come sempre, anche se adesso accompagnata da un lieve ronzio in sottofondo.</p><p>Stoner avvertiva i battiti frenetici del cuore, �Okay� disse. �Ora� Ora salgo a bordo.�</p><p>�Stai attento, Shtoner.�</p><p>Il secondo paio di jet and� a sbattere contro il fianco arrotondato della nave e rimbalz� senza danni.</p><p>�� cilindrica� disse Stoner �con le estremit� a punta. Un po� come un grosso sigaro. Il colore � un marrone rossiccio chiaro. Sembra fatta di metallo. Non vedo protuberanze o antenne. La superficie � perfettamente liscia. � lunga venti, venticinque metri, e larga cinque o sei.�</p><p>Adesso era vicinissimo. La nave incombeva su di lui, occupava tutta la sua visuale. Stoner aveva le labbra secche, e si sentiva bruciare le viscere.</p><p>�Il colore � marrone chiaro� L�ho gi� detto, no? Sembra metallo. S�, � senz�altro metallo. Lavorato alla perfezione. Non un chiodo. Non una saldatura. Sembra che sia uscita tutta intera da uno stampo, o qualcosa del genere. Nessuna scritta. Nessuna ammaccatura� Sembra nuova di zecca. Lo schermo deve aver distrutto i micrometeoriti e tutti gli altri corpi che ha incontrato��</p><p>Quando raggiunse lo scafo della nave, Stoner protese istintivamente la mano. Tocc� il metallo, rimbalz� leggermente, e con una spinta dei jet torn� di nuovo vicino allo scafo.</p><p>�S�, dev�essere metallo. Lo sembra anche al tatto.�</p><p>Piant� gli stivali sullo scafo, e le suole restarono attaccate.</p><p>�Ehi, credo che sia magnetizzata! Gli stivali mi si sono incollati.� Per staccare un piede, gli occorse solo uno sforzo minimo.</p><p>�Gli stivali sono anti-magnetici� lo inform� Federenko.</p><p>�Be�, qualcosa li tiene attaccati� ribatt� lui.</p><p>Rest� in piedi sullo scafo ricurvo, visitatore solitario di un mondo lungo venticinque metri. Fece un passo, un altro. L�effetto era quello di camminare su una superficie dipinta da poco e non ancora asciutta.</p><p>�Mi dirigo verso prua. Almeno, credo sia la prua. Potrebbe anche essere la poppa. Le sue estremit� sono identiche.�</p><p>Con estrema cautela, mise uno stivale davanti all�altro.</p><p>E rest� senza fiato.</p><p>Una linea di luce apparve improvvisamente su tutta la lunghezza della nave, e dalla sua cuffia usc� un ronzio a bassa frequenza. Non tanto forte da dare fastidio; forte quel tanto che bastava per essere udito.</p><p>La linea di luce pass� per tutti i colori dello spettro. Era come guardare un arcobaleno sotto una cascata d�acqua.</p><p>�Colori!� url� Stoner, e li descrisse. �Adesso la linea � diventata nera� Penso che sia passata all�infrarosso o all�ultravioletto, oltre i limiti della percezione umana.�</p><p>Anche il sibilo che gli giungeva dalla cuffia si alzava e si abbassava di tono. Stoner si accorse che lo sentiva solo nei brevi secondi in cui la luce scompariva.</p><p>�Passa per tutto lo spettro elettromagnetico! Luce visibile, frequenze radio� Probabilmente emette anche raggi X e gamma. Mi senti, Nikolai?�</p><p>La voce del cosmonauta gli arriv� sopra il ronzio in sottofondo. �Ti sento. I rilevatori ad alta energia sul pannello degli strumenti sono muti.�</p><p>Stoner osserv� la luce cangiante, affascinato, quasi ipnotizzato. �Mi sta dicendo �Benvenuto a bordo� con tutti i colori dell�arcobaleno.�</p><p>La voce smorzata di Federenko rispose: �Passa sulla frequenza radio due. Forse la non c�� il ronzio.�</p><p>Provarono tutte quattro i canali radio della tuta. Il ronzio era sempre presente, si muoveva su e gi� lungo la scala a ritmo di contrappunto con la luce.</p><p>�Fermi tutti!� url� Stoner. �C�� qualcosa��</p><p>Verso il muso della nave, la linea di luce si divise all�improvviso in due linee parallele, poi form� un cerchio. Il metallo all�interno del cerchio parve illuminarsi.</p><p>�C�� qualcosa pi� avanti.� Stoner descrisse il cerchio. �Forse � un portello.�</p><p>�Stai attento, Shtoner.�</p><p>�Vado a vedere.�</p><p>Tremante, con la gola secca, troppo eccitato per aver paura, Stoner s�incammin� lentamente verso il cerchio luminoso.</p><p>Si ferm� all�esterno della circonferenza. Il ronzio in cuffia si alz� fino a diventare uno stridio acuto, poi scomparve. Anche la linea di luce svan�. Ma il cerchio di metallo continu� a risplendere, come se venisse riscaldato dall�interno.</p><p>�� luminoso� trasmise Stoner. �Potrebbe essere radioattivo? Una sorgente di calore nucleare? Forse mi hanno fatto arrosto.�</p><p>�Qui non registro nessuna radiazione� disse Federenko.</p><p>�Forse � lo schermo a bloccarla.�</p><p>Federenko non disse nulla.</p><p>Per� adesso la luce si stava smorzando, e il metallo del cerchio diventava lattiginoso, trasparente. Stoner protese la testa a guardare.</p><p>�Mi sembra di vedere qualcosa��</p><p>Lentamente si mise carponi e appoggi� la visiera dell�elmetto sulla superficie biancastra.</p><p>�Sembri un pellegrino in preghiera� disse Federenko.</p><p>Ignorandolo, Stoner riprese: �Si sta schiarendo. Diventa trasparente. Vedo dentro� Sotto non c�� molta luce, per�</p><p>Chino sulla nave, si costrinse, con uno sforzo enorme di volont�, a guardare dentro. Poi, la verit� lo colp� con tutta la forza di un pugno.</p><p>�Oh, gran Dio dei cieli� sussurr�. �E un sarcofago.�</p></section><section><title><p>44</p></title><subtitle>Manhattan</subtitle><empty-line/><p>In un ufficio interno, senza finestre, della ABC, il funzionario della Commissione federale alle comunicazioni scosse la testa, meravigliato.</p><p>�Un sarcofago? Cosa diavolo sta dicendo?�</p><p>Il vicepresidente della rete televisiva, un giovane nero dall�espressione intelligente, rispose: �Di qualunque cosa si tratti, dobbiamo trasmettere in diretta. �Adesso�.�</p><p>Sul monitor c�era Hugh Downs, il commentatore dell�impresa spaziale. Alle sue spalle appariva l�immagine della nave aliena vista dalla Soyuz.</p><p>�In diretta? Dal vivo?� Il funzionario impallid�.</p><p>�� indispensabile.�</p><p>�No! Troppo rischioso. E se trovasse qualcosa di� mostruoso? Il panico��</p><p>Il vicepresidente della ABC punt� l�indice sul monitor. �Met� della popolazione ha gi� una paura matta di quella cosa, e l�altra met� non crede nemmeno che esista sul serio! Dobbiamo andare in diretta, uomo, lasciare che vedano coi loro occhi. Se no, non ci creder� nessuno!�</p><p>�Non sono sicuro��</p><p>�Be�, io s�.� Il nero prese il telefono e diede gli ordini necessari.</p><p>L�altro disse, cupo: �Se lo fa lei, anche le altre stazioni cominceranno a trasmettere in diretta.�</p><p>�Benissimo. Finch� i russi ci mandano questa roba dal vivo, dobbiamo trasmetterla anche noi dal vivo. Quest�idea di andare in differita � una fesseria.�</p><p>�Ma io non ho l�autorit� per permettere la trasmissione dal vivo! Non dovrebbe coinvolgermi��</p><p>�Senta� scatt� il vicepresidente �secondo lei, perch� il direttore della rete mi ha messo su questa poltrona che scotta? Solo per favorire l�integrazione razziale? Mi pagano per prendere decisioni, uomo! Se questa cosa funziona, io divento un genio, parto a razzo verso le alte sfere.�</p><p>�E se non funziona? Se si scatena il panico o arriva qualche reazione da Washington?�</p><p>�Allora me ne torno a Philadelphia, col certificato di morte gi� in mano.�</p><empty-line/><p>�Vedo attraverso il metallo� disse Stoner nel microfono del casco. �Il metallo � diventato trasparente.�</p><p>�� morto?� chiese Federenko.</p><p>�Deve esserlo. Oppure � ibernato. Forse lo hanno conservato� Con la tecnica criogenica, o qualcosa del genere.�</p><p>Il cuore di Stoner era impazzito, e rivoletti di sudore gli correvano sulla pelle, sotto la tuta. Era difficile distinguere i particolari della forma dell�alieno. Vedeva un corpo lungo e d�aspetto robusto disteso su un letto o su un feretro. C�erano testa, spalle, due braccia. Non riusciva a vedere l�estremit� inferiore del corpo.</p><p>�Continua a parlare� gli ordin� Federenko. �Cosa vedi? Le tue parole vengono trasmesse direttamente a Tyuratam.�</p><p>�Okay, okay��</p><p>Stoner avvicin� di nuovo la visiera al portello trasparente, per vedere meglio. E il portello non esisteva pi�. La sua testa affond� di tre o quattro centimetri sotto l�orlo di metallo che circondava il portello trasparente.</p><p>�Oh, no�� Si tir� indietro, poi fece correre le dita lungo l�orlo del cerchio. Al centro c�era il vuoto, come se il metallo che era l� pochi istanti prima si fosse dissolto.</p><p>�Nikolai� disse, lottando perch� la sua voce non assumesse un tono troppo stridulo. �Il portello� Prima � diventato trasparente, e adesso � scomparso.�</p><p>�Scomparso?�</p><p>�Completamente. Svanito. Dove un minuto e mezzo fa c�era del metallo si � aperto un foro.�</p><p>Federenko chiese, incredulo: �Si � aperto un foro?�</p><p>�S�. Io entro.�</p><p>�Aspetta. Prima fammi sentire il controllo missione.�</p><p>Stoner scosse la testa all�interno del casco. A quella distanza dalla Terra, occorrevano circa sei secondi perch� i messaggi di Federenko arrivassero a Tyuratam, e altri sei perch� la risposta raggiungesse la Soyuz. �Pi� il tempo che sprecheranno a cercare di decidersi� pens� Stoner.</p><p>�Io entro� ripet�.</p><p>�Aspetta, Shtoner.�</p><p>Ma lui aveva gi� appoggiato le mani sull�orlo del portello e cominciato a infilare le gambe nell�apertura.</p><p>�Sono gi� dentro a met�. Non c�� problema.�</p><p>�Shtoner, potrebbe essere pericoloso.�</p><p>�Non credo.�</p><p>Fluttu� verso il basso, e dopo un attimo i suoi stivali si posarono sul pavimento della nave aliena. Anche l�, come sullo scafo, aderivano dolcemente al metallo.</p><p>Stoner gir� piano su se stesso, in una panoramica dell�interno del vascello alieno.</p><p>�Sono dentro� disse, abbassando inconsciamente la voce. �Mi senti?�</p><p>�Ti sento.� La voce di Federenko era pi� debole, disturbata da interferenze, ma perfettamente comprensibile.</p><p>�Questo posto � molto pi� piccolo rispetto alle dimensioni esterne della nave. Dev�essere solo un compartimento. Le macchine sono nascoste dietro paratie.� Stoner rabbrivid�. ��E fa freddo�. Pi� freddo di fuori. Com�� possibile?�</p><p>�Cosa vedi?�</p><p>Stoner si gir� verso il feretro rialzato e la creatura che vi giaceva sopra. Fece un passo avanti, poi si ferm�.</p><p>Le pareti ricurve del compartimento cominciavano a illuminarsi. Non era la luminosit� del metallo che si fonde, ma il chiarore soffuso di un cielo al chiaro di Luna. Sotto gli occhi stupefatti di Stoner, il metallo divent� bianco, poi traslucido, e alla fine trasparente come vetro.</p><p>�Shtoner! Rispondimi!� Stava urlando Federenko. �Mi senti?�</p><p>��Ti vedo�, Nikolai� rispose lui, travolto dallo stupore. �L�intero scafo � diventato trasparente. Come il portello. Vedo lo spazio fuori!�</p><p>Una pausa. Poi Federenko mugugn�: �Da qui � tutto come al solito. Metallo scuro, non trasparente.�</p><p>�Un vetro unidirezionale� mormor� Stoner. �Cristo, chiss� cosa darebbe Corning.�</p><p>�Chi?�</p><p>Con un sorriso, Stoner scrut� il centinaio di metri di vuoto che lo separavano dalla Soyuz. Adesso la nave russa gli appariva tozza e brutta, il prodotto primitivo di un mondo primitivo.</p><p>�Devono avere conoscenze scientifiche enormi, questo � chiaro.�</p><p>�Shtoner, parla.�</p><p>�Questa parte della nave � lunga all�incirca sette metri, diciamo sette metri e mezzo. � larga quasi cinque metri, ma alta solo due e mezzo, tre. Il pavimento � solido e opaco. Idem la paratia che chiude il compartimento. Ma il muso e le pareti attorno sono perfettamente trasparenti. Come se lo scafo non esistesse. Vedo benissimo fuori.�</p><p>Timidamente, si avvicin� allo scafo e protese una mano. Le sue dita guantate toccarono la parete invisibile: era spugnosa, morbida.</p><p>�Lo scafo c�� ancora, per�. Non � svanito completamente come ha fatto il portello. E qui dentro fa molto freddo. Sembra che l�energia possa uscire dallo scafo, ma non entrare dall�esterno. Questa cosa dev�essere stata progettata dal demone di Maxwell.�</p><p>Girandosi verso l�alieno, Stoner lo fiss� alla luce debole delle stelle. Poi ricord� che alla cintura era allacciata una torcia elettrica, e l�accese.</p><p>Si chin� sul corpo dell�alieno. Era molto lungo, e magro, emaciato, disseccato.</p><p>�� alto pi� di due metri, direi. Niente vestiti. � magrissimo. Ci sono parecchie costole che sporgono. Il corpo � coperto da un pelo arancione-marrone, Sembra un po� la lanuggine del velluto, pi� o meno.�</p><p>�La figura � umana?� chiese Federenko.</p><p>�All�incirca. Due braccia, una testa. Il corpo � molto pi� lungo del nostro� Le gambe partono dove noi abbiamo le ginocchia. E ne ha quattro, di gambe. Tutte molto nodose, con qualcosa che sembrano zoccoli arrotondati alle estremit�.�</p><p>�Aspetta�� disse Federenko. �Tyuratam mi comunica che le tue parole vengono trasmesse in Unione Sovietica, Europa, America, Asia, e in altri posti.�</p><p>�Sono in diretta, Nikolai? In Russia?�</p><p>Federenko esit�, poi rispose: �In URSS, la trasmissione � in differita di quindici minuti. I nostri censori devono accertarsi che non vengano dette cose pericolose.�</p><p>�E in America?�</p><p>�In diretta, immagino.�</p><p>�Allora dovr� stare attento alle parolacce.�</p><p>Federenko non rispose.</p><p>Stoner riport� l�attenzione sull�alieno. �Le braccia sono pi� lunghe delle nostre. Le mani hanno solo due dita ciascuna, e alle estremit� ci sono quelle che sembrano ventose, come quelle dei polipi.�</p><p>�La testa? Il viso?�</p><p>�Mi sembra che abbia due occhi, ma sono chiusi. Non vedo naso, per� c�� la bocca� Le labbra, cio�. Lunghe e strette.� Stoner non aveva il coraggio di toccare la creatura, anche se avrebbe disperatamente voluto scoprire cosa ci fosse dietro quelle labbra, dietro quelle palpebre chiuse. �Una peluria morbida gli copre tutto il viso, persino le palpebre. La testa � rotonda, col cranio grosso e molto liscio. Non riesco a vedere con cosa respirasse.�</p><p>�Adesso respira?�</p><p>�No. � morto. �Lo sento.� Qui dentro non c�� atmosfera. Questo locale contiene solo il vuoto da millenni. E fa freddo. Mi si sta appannando la visiera.�</p><p>�Accendi l�impianto termico.�</p><p>�Lo sto facendo.� Il ventilatore miniaturizzato inserito nel casco ronz� un po� pi� forte.</p><p>Quando la brina si sciolse sulla visiera, Stoner vide che sul feretro, accanto al corpo dell�alieno, c�erano delle scritte. E degli oggetti: una coppa di metallo, una sfera trasparente grande come un pallone, un bastoncino che sembrava fatto di legno. Cerc� di prendere il bastone, che per� rest� incollato al feretro. Mentre descriveva tutto al microfono, tent� di spostare gli altri oggetti. Nemmeno uno si mosse.</p><p>�� un sarcofago, Nikolai. Una tomba. Lo so. Questo essere � morto un milione di anni fa e ha fatto lanciare il suo corpo nello spazio� Come un faraone egiziano. Si � fatto lanciare in un sarcofago.�</p><p>�Ma perch�?�</p><p>�Per fare da ambasciatore!� Stoner intu� coscientemente la verit� nell�attimo in cui rispose. �Certo! Un ambasciatore! Quale modo migliore per entrate in contatto con razze intelligenti sconosciute e disseminate su migliaia di anni luce?�</p><p>�Ambasciatore?�</p><p>�S�!� Stoner sapeva di aver ragione. �Ci sta dicendo: �Eccomi qui, voglio che mi vediate, che sappiate che esisto, che la mia civilt� esiste. Non siete soli nell�universo. Prendete il mio corpo. Studiatelo; studiate gli oggetti che ho portato con me. Studiate la mia nave. Imparate da me.� Quale modo migliore per dividere con noi la sua scienza? Per dimostrarci che i suoi scopi sono assolutamente pacifici, amichevoli?�</p><p>Federenko rest� in silenzio, a riflettere.</p><p>Stoner torn� alla sua descrizione. �La mascella mi pare praticamente identica a quella umana. Niente orecchie, per� ai lati della testa sono in evidenza due cerchi� Sembrano sporgenze ossee. Piatte? Devono essere organi sensoriali.�</p><p>�E gli organi sessuali?� chiese Federenko, poi aggiunse: �Lo vogliono sapere i biologi.�</p><p>Stoner sorrise. �Me l�immaginavo. Al solito posto non vedo niente, per� c�� una sporgenza a met� circa del torso. E l� attorno il pelo � di un colore diverso, pi� giallo.� �Cristo, deve essere morto in erezione� pens� Stoner.</p><p>�Aspetta� disse Federenko. �Sta arrivando una comunicazione da Terra.�</p><p>Stoner fece il giro della Piattaforma funebre, barcollando leggermente per l�assenza di gravit�. Sul lato opposto dell�alieno c�erano altri oggetti: in particolare, un quadrato disseminato di puntini collegati fra loro da linee sottili. �Una mappa astronomica?� si chiese lui. �Questa nave � l�arca del tesoro; ha portato con s� tutta la sua civilt�.�</p><p>La voce di Federenko interruppe le sue riflessioni. �Passa sulla frequenza due, Shtoner.�</p><p>Stoner cambi� canale. Il russo gli disse: �Shtoner, questa frequenza � riservata a noi. Non viene ritrasmessa in televisione.�</p><p>�Okay.�</p><p>�Il comando missione sta preparando una nuova traiettoria per riportarci a casa. Stanno per lanciare un�altra cisterna.�</p><p>�Lo sapevo che avrebbero escogitato qualche cosa.�</p><p>�Accenderemo i retrorazzi per uscire dalla traiettoria attuale. Molto presto.�</p><p>Stoner sent� squillare un campanello d�allarme. �Presto quanto?�</p><p>�I computer ci stanno lavorando. Ma tu devi tenerti pronto a rientrare sulla Soyuz quanto te lo ordiner�.�</p><p>�Certo.�</p><p>�Adesso fotografa tutto. Il tempo incalza.�</p><p>�Okay. Torno sulla frequenza uno. Voglio che tutti sentano quello che ho da dire.�</p><p>Federenko grugn�: �Secondo la stima di Tyuratam, pi� di un miliardo di persone stanno ascoltando la tua voce.�</p><p>�Bene� pens� Stoner. �Ora sapranno.�</p><p>Togliendo dalla cintura la macchina fotografica stereo, Stoner disse al mondo: �Credo sia ormai chiaro che questo alieno � giunto in pace. Ci offre il suo corpo e i suoi tesori; ce l� regala perch� possiamo studiarli. Ci dice che non dobbiamo temere nulla, che fra le stelle vivono altre razze intelligenti. Non siamo soli. L�universo � pieno di vita, di una vita intelligente, civilizzata.�</p><p>Si stava perdendo in chiacchiere, e lo sapeva; ma, mentre le sue mani scattavano automaticamente fotografie, continu�: �Non abbiamo nulla da temere! Questa non � la fine del nostro mondo, � appena l�inizio! Capite cosa significa? Le civilt� intelligenti non si distruggono con le guerre o l�inquinamento o la sovrappopolazione� Non sempre, non inevitabilmente. Abbiamo davanti a noi un futuro luminoso e sterminato quanto le stelle, se lottiamo per raggiungerlo, se lavoriamo assieme, tutti assieme� L�intera razza umana come una sola specie, come una sola famiglia, come una famiglia della grande comunit� interstellare delle civilt� evolute��</p><empty-line/><p>A Roma, Piazza San Pietro era affollata da decine di migliaia di persone che, in reverente silenzio, guardavano gli schermi televisivi giganti installati dal governo. Alla fine apparve il papa, non al balcone, come al solito, ma in cima alla scalinata della cattedrale, circondato da cardinali in rosso e dalle pittoresche guardie svizzere.</p><p>L�enorme folla, con un ruggito assordante, si precipit� verso il pontefice. Il papa sorrise, annu� e bened� tutti.</p><p>A Washington, il presidente segu� il rendez-vous nella quiete del suo appartamento, circondato da moglie e figli. Sotto, nell�Ala Ovest, anche i suoi collaboratori guardarono la televisione, e per qualche ora almeno nessuno pens� pi� all�imminente Convenzione nazionale.</p><p>A Mosca, Georgi Borodinski telefon� al comandante della forza missilistica dell�Armata Rossa e gli ordin� personalmente di disattivare i due missili con testata nucleare che erano pronti a intercettare la nave aliena.</p><p>A pochi isolati dal Cremlino, il ministro alla sicurezza interna prese da un cassetto della scrivania una piccola pistola e, con un sorriso sardonico sulle labbra, se la punt� alla tempia e premette il grilletto.</p><p>Al centro di controllo di Tyuratam, il viso di Jo s�illumin� nel vedere le cifre che apparivano sullo schermo del computer.</p><p>Girandosi verso Markov, che era ancora al suo fianco, disse: �Andr� tutto bene! Possiamo riportarli indietro! Devono uscire dall�orbita attuale entro mezz�ora. Se lo faranno, potranno andare alla deriva finch� la nuova cisterna non li raggiunger�.�</p><p>Markov url�, sollev� Jo dalla poltroncina e la baci�. Una delle guardie alle loro spalle sobbalz� al frastuono improvviso e punt� su di loro il mitragliatore.</p><p>�Ti amo come una sorella!� proclam� ad alta voce Markov. Il compagno della guardia, senza una parola, ma con una smorfia di rimprovero, abbass� sul pavimento la canna dell�arma dell�altro.</p><p>Indifferente a ci� che accadeva dietro di lui, Markov aggiunse, in un sussurro all�orecchio di Jo: �Sai, non ho mai creduto a quello stupido tab� che proibisce l�incesto.�</p><empty-line/><p>Stoner aveva la gola secca e la voce rauca, ma continuava a parlare, descrivendo nei particolari ogni oggetto presente sulla nave, e a scattare foto stereo. Da Tyuratam e Kwajalein arrivavano domande a catena.</p><p>�No, non c�� traccia di altre forme di vita. N� piante n� semi n� animali. Forse si trovano in altri compartimenti della nave.</p><p>�Ho cercato di entrare nelle altre parti della nave, ma non c�� niente da fare. Le paratie non si muovono. Bisogner� studiare parecchio per capire come funzionano i loro meccanismi.</p><p>�Credo che la scoperta pi� importante fra tutti questi oggetti sia la carta stellare. Cio�, penso che sia una carta stellare. Non riconosco nessuna costellazione, ma ci sono incisi simboli grafici, forse un linguaggio� Sembrano cerchi e spirali.�</p><p>Lo interruppe la voce profonda di Federenko. �Shtoner, abbiamo i dati per la nuova traiettoria. Ci agganceremo con un�altra aerocisterna. Dobbiamo accendere i retrorazzi tra undici minuti.�</p><p>�Undici minuti?� A Stoner si ferm� il cuore in petto, e la voce quasi gli si spezz�.</p><p>�Dieci minuti e quarantotto secondi, per l�esattezza.�</p><p>Gli occhi di Stoner corsero all�alieno morto. �Ha impiegato migliaia d�anni per arrivare qui, e io devo lasciarlo tra dieci fottuti minuti?�</p><p>�No� protest�. �Ci serve pi� tempo. Non possiamo��</p><p>�Non c�� altro tempo� ribatt� Federenko. �Rientra immediatamente sulla Soyuz. Non esistono alternative.�</p><p>�Nikolai, non posso! Non ancora!�</p><p>�Adesso, Shtoner.�</p><p>Lui guard�, attraverso lo scafo trasparente del sarcofago, le stelle lontane. Poi la Terra, cos� piccola e lontana; e infine la Soyuz, tozza, disarmonica.</p><p>�Nikolai, ti prego��</p><p>�Dobbiamo partire, Shtoner. O morire qui.�</p><p>Il respiro della morte pass� su di lui, che si gir� a fissare ancora una volta l�alieno. �Hai percorso questa distanza immensa per offrirci il tuo corpo, le tue conoscenze, tutto ci� che sei e rappresenti. Ci sono tante cose da imparare da te��</p><p>�Shtoner.�</p><p>�No� disse lui, calmo. �Io non torno con te, Nikolai.�</p><p>�Shtoner��</p><p>�Io resto qui, con lui. Forse, tra qualche milione d�anni, un�altra civilt� ci ritrover�, tutte due.�</p><p>E spense la radio.</p></section><section><title><p>45</p></title><subtitle>Kwajalein</subtitle><empty-line/><p>Il sole di mezzogiorno batteva sulla strada silenziosa, deserta. Negli uffici, nei bungalow, nelle case su ruote, tutti gli uomini e tutte le donne dell�isola sedevano, rapiti, davanti agli schermi televisivi. Sintonizzati su un�unica immagine: la nave aliena immobile nel vuoto. E dalla nave usc�, come sempre, la voce di Stoner.</p><p>�No. Io non torno con te, Nikolai.�</p><p>L�attivit� frenetica del centro comunicazioni si ferm� di colpo. Uomini e donne s�immobilizzarono a met� d�un gesto, fissando gli schermi.</p><p>Solo Reynaud reag�.</p><p>�No! No, non pu� farlo! Non deve, non � necessario!� Il cosmologo, rosso in viso, sbuffante, corse verso Tuttle.</p><p>�Lasciatemi parlare con lui!� url�. �Mettetemi in collegamento! In nome di Cristo, lasciatemi parlare con lui!�</p><p>Gli occhi di tutti si staccarono dagli schermi per posarsi sullo scienziato impazzito. Tuttle alz� le mani, come a proteggersi dalla furia folle di Reynaud.</p><p>�Vuole parlare con Stoner?�</p><p>�S�! Subito! Prima che sia troppo tardi! Posso salvarlo! Lo so!�</p><empty-line/><p>Stoner si sentiva stranamente calmo. Ormai, tutte le decisioni importanti erano alle sue spalle. Non c�era pi� bisogno di lottare. Di preoccuparsi. E cap�, tutta la sua vita era corsa in direzione di quell�epilogo. Avrebbe terminato i suoi giorni solo, senza nessuno vicino, lontano da tutti, perso nell�immensit� stellata con quella creatura di una razza aliena.</p><p>Un altro spirito solitario, pens�, scrutando il viso strano e immobile dell�alieno. �Eri come me, da vivo? � per questo che hai deciso di trascorrere cos� l�eternit�?�</p><empty-line/><p>A New York, un monitor stava urlando: �Interrompete la diretta!�</p><p>Il vicepresidente della ABC, distrutto, dovette fare uno sforzo tremendo per tenere lontano le mani dal quadro dei comandi. A Mosca, il censore sovietico, livido di rabbia e paura, sbatt� il pugno sul pulsante che escludeva dal circuito mondiale la trasmissione della Soyuz. In tutto il mondo, gli schermi televisivi continuarono a mostrare l�immagine della nave aliena ripresa dalle telecamere della Soyuz, ma all�improvviso il commento audio in diretta dallo spazio si era interrotto.</p><empty-line/><p>Stoner aveva assunto una posizione quasi fetale, sospeso in aria a una trentina di centimetri dal pavimento. Attraverso le pareti trasparenti della nave vedeva la Terra lontana e la Soyuz, ancora immobile a cento metri di distanza. La nave russa sembrava fissarlo in un muto atto d�accusa.</p><p>Riaccese la radio della tuta.</p><p>�Devi rientrare� stava dicendo Federenko, con frenetica determinazione. �� un ordine. Restano solo sette minuti��</p><p>�Nikolai, ho appena compreso qualcosa� disse Stoner. Il cosmonauta si zitt�. �Questa nave, questa tomba, dev�essere stata costruita in modo da dirigersi verso stelle di tipo G. Ci scommetterei. Il nostro amico deve provenire da una stella simile al Sole.�</p><p>�Non c�� tempo per le tue meditazioni filosofiche, Shtoner.�</p><p>�E quando raggiunge una stella di tipo G, si dirige verso i pianeti con un forte campo magnetico. Dev�essere cos�! � per questo che all�inizio ha puntato su Giove: la magnetosfera pi� forte del sistema solare. E poi verso la Terra, il campo magnetico pi� potente fra i pianeti interni.�</p><p>�Sei minuti e trenta secondi� mugugn� Federenko.</p><p>�I campi magnetici forti costituiscono un bersaglio per due motivi� prosegu� Stoner, ignorandolo. �Uno, la nave si serve dell�energia elettromagnetica per ricaricare i suoi accumulatori, o qualunque altra cosa usi per immagazzinare energia. Per�, molto pi� importante, � probabile che solo pianeti con un forte campo magnetico possano dare origine alla vita. La vita �ha bisogno� di un forte campo magnetico che faccia da ombrello, per proteggere la superficie del pianeta dalle radiazioni cosmiche!�</p><p>�Shtoner, basta con questa follia, Rientra a bordo.�</p><p>�Hai ricevuto tutto, Nikolai? Hai ritrasmesso a Terra? � importante!�</p><p>�S�, s�. Ma adesso rientra.�</p><empty-line/><p>Alla CBS, Cronkite si stava esibendo in un pezzo di bravura: con l�immagine della nave aliena sullo schermo, continuava a parlare, raccontando fatti, congetture, precedenti storici, opinioni. Nel frattempo, i dirigenti della rete stavano telefonando freneticamente a Washington, per vedere se non fosse possibile ricevere ancora in diretta l�audio dalla Soyuz.</p><p>Alla Casa Bianca, il presidente era corso in sala trasmissioni, dove l�audio giungeva su una linea riservata con Mosca. Un assistente stupefatto disse al presidente che c�era Walter Cronkite al telefono. Il presidente rispose immediatamente, e rest� molto deluso quando scopr� che a urlare in modo frenetico e incomprensibile al telefono era solo il produttore di Cronkite.</p><p>Dopo qualche parola di rassicurazione, Cronkite in persona venne all�apparecchio. Il presidente acconsent� a che i suoi tecnici trasmettessero alla CBS il commento audio che arrivava dalla Soyuz. Cronkite esit� un attimo, poi chiese che lo stesso favore venisse fatto anche alle altre reti. Il presidente annu� e sorrise.</p><p>�Barbara sar� fiera di te, Walter� disse.</p><p>Al presidente parve che Cronkite si mettesse a farfugliare. �Grazie, signor presidente� disse la famosa voce. �Se ora volete scusarmi, signore, devo tornare alle telecamere.�</p><p>�Certo, Walter� disse il presidente. �Dio ti benedica.�</p><empty-line/><p>Jo sedeva come paralizzata alla consolle. Nel grande centro di controllo, tutto parve fermarsi, come se le centinaia di uomini e donne che lavoravano l� avessero smesso all�unisono di respirare.</p><p>La ragazza guard� il viso stravolto di Markov.</p><p>�Si uccider�.�</p><p>�Devi impedirglielo� disse Markov. �Devi!�</p><p>�E come posso�?�</p><p>�Nessun altro lo pu� disse Markov, chinandosi su di lei, afferrandola per le spalle, concitato. �Ti ama. Sei l�unica cosa che lo tenga legato alla vita. Parlagli! Subito!�</p><p>Stordita, Jo rispose: �Ma da questa consolle non si pu� trasmettere��</p><p>Markov si gir� verso Zworkin, a sua volta nervosissimo. �Faccia qualcosa! La prego! La ragazza deve parlargli!�</p><p>Zworkin si inumid� le labbra, fiss� incerto le guardie che avevano attorno. �Tenter�</p><empty-line/><p>�D�ora in poi dovrete lavorare tutti assieme� stava dicendo Stoner. �Tutte le nazioni del mondo. La situazione non potr� mai pi� essere la stessa di prima. Esistono altre creature nello spazio, altre razze, altre intelligenze, e sono curiose e coraggiose quanto noi.�</p><p>�Cinque minuti, Shtoner!�</p><p>�Cinque minuti, cinque ore� Non fa nessuna differenza, Nikolai. Nessuna.�</p><p>�Aspetta� Una comunicazione da Terra. Sulla frequenza due.�</p><p>�No� disse Stoner. �Non voglio parlare con loro.�</p><p>�� un messaggio personale. Una donna, miss Camerata. � molto sconvolta, Shtoner.�</p><p>Lui s�interrog� un attimo, poi premette il pulsante della frequenza due.</p><p>�Keith! Mi senti?� La voce di Jo tremava d�ansiet�.</p><p>�S�, Jo, ti sento.�</p><p>Silenzio. Stoner ricord� che occorrevano circa dodici secondi perch� la risposta di lei gli giungesse. �Sono talmente lontano che mi � impossibile sostenere una conversazione normale con Jo.�</p><p>�Ti prego, non farlo! Non commettere questa follia, Keith! Torna, te ne prego!�</p><p>�Non posso, Jo. Non adesso. Se resto qui, posso trasmettervi altri particolari su questa arca, sul nostro visitatore. � una fonte meravigliosa di conoscenze. Non posso andarmene dopo pochi minuti e lasciare che si perda per sempre.�</p><p>Mentre le sue parole raggiungevano Jo e lei rispondeva, Stoner rest� a fissare la piccola luna che era la Terra.</p><p>�Ma ti ucciderai!�</p><p>�Avr� pi� di un�ora per continuare a trasmettere, prima che Federenko sia troppo lontano. Potr� descrivervi nei particolari tutto quello che c�� qui dentro.�</p><p>Lui aspett�, cont� i secondi, prepar� le frasi che avrebbe detto poi.</p><p>�E morirai!� esclam� Jo. �Morirai lass�!�</p><p>�Non � una cosa tanto terribile. La mia vita non ha mai significato molto per nessuno.�</p><p>Era meglio cos�: aveva il tempo di pensare, il tempo di prepararsi alla voce di lei, di congelare le proprie emozioni, di mettersi sulla difensiva.</p><p>�La tua vita � importante, maledetto idiota! Non puoi buttarla!�</p><p>�Sono contento di morire qui, Jo. Non � il modo peggiore per andarmene.�</p><p>Not� che ai margini della visiera si stava di nuovo formando brina, nonostante l�impianto termico fosse al massimo. Il freddo gli stava penetrando nel corpo; ne avvertiva il sapore metallico.</p><p>�No, Keith, no!� C�erano lacrime nella voce di Jo. �Torna! Torna da me! Hai tante cose per cui vivere��</p><p>�No, non � vero, Jo. Questo � l�apice della mia vita. Tutto il mio passato portava a questo momento. Che altro potrei fare di meglio?�</p><p>�Non puoi gettare la vita in questo modo! Abbiamo ancora davanti tutte le nostre vite!�</p><p>�Tu hai la tua, Jo. Sei giovane, hai il mondo intero a disposizione.�</p><p>Passarono i secondi d�intervallo, e poi: �Ma l�hai detto tu stesso che il mondo non potr� pi� essere quello di prima, adesso che ci siamo incontrati con l�alieno.� La voce di Jo era stridula, impaurita, �Non siamo pi� gli stessi! Non lo sono io e non lo sei tu. � un mondo nuovo, Keith. Abbiamo bisogno di te qui. Io ho bisogno di te, ho bisogno di averti vicino.�</p><p>�Tre minuti, Shtoner.�</p><p>Prima che lui potesse rispondere all�una o all�altro, una nuova voce gli disse: �Sintonizzatevi sulla frequenza tre. Messaggio prioritario di Kwajalein.�</p><p>Quasi lieto di staccarsi dalla voce di Jo, Stoner pass� sulla frequenza tre; e fu come tagliare un cordone ombelicale.</p><p>�Parli, Kwaj.�</p><p>�Dottor Stoner?� La voce era eccitata, familiare, �Sono il dottor Reynaud, da Kwajalein.�</p><p>Per un attimo, Stoner si sent� come esilarato. Gli venne voglia di ridere. Reynaud, il nostro monaco. Cercher� di salvare la mia anima?</p><p>�Mi stia a sentire, la prego!� url� Reynaud nella cuffia. �Ho studiato i dati che il computer ha ricavato dalla traiettoria della nave aliena. Se anche la lascer�, non andr� persa per sempre. � chiaro? Non andr� persa per sempre!�</p><p>�Vuole dire che riusciremo a seguirla col radar?� chiese Stoner. �E che importanza ha?�</p><p>�� importantissimo! Vitale!� La voce di Reynaud tremava d�eccitazione. �Potremo organizzare un�altra missione spaziale e portare la nave su un�orbita in prossimit� della Terra!�</p><p>Stoner scosse la testa. �Occorrerebbero anni per costruire apparecchiature in grado di rimorchiare questa nave. Siamo arrivati qui a stento, e sono occorsi mesi di preparativi. E la missione � stata un mezzo fallimento.�</p><p>�Ma abbiamo a disposizione anni!� insistette Reynaud. �Allontanandosi dal Sole, la nave rallenter�. Passeranno forse cinque anni prima che raggiunga l�orbita di Plutone��</p><p>�Cinque anni� fece eco Stoner.</p><p>�� possibile un altro contatto� disse Reynaud. �Non c�� nessun bisogno che lei resti l�.�</p><p>Li interruppe la voce possente di Federenko. �Due minuti, Shtoner. Devo mettere in funzione l�ordinatore automatico di sequenza.�</p><p>�Okay��</p><p>�Riportami la macchina fotografica� ordin� Federenko. �Devo portare le foto sulla Terra. Sono troppo preziose.�</p><p>�Possiamo tornare in contatto con la nave aliena� ripet� Reynaud.</p><p>La voce di Jo si inser� sulla stessa frequenza. �Torna da me, Keith. Te ne prego, torna.�</p><p>S�intromise anche Markov. �Keith, mio caro amico, non essere cos� testardo. Gli eroi morti non servono a nessuno. Hai sentito cosa dice Reynaud? Tra qualche anno potrai rimetterti in contatto col nostro visitatore.�</p><p>Stoner, scosso da brividi di freddo, si accorse di avere ancora in mano la macchina fotografica stereo.</p><p>�Le foto, Shtoner. Adesso.�</p><p>Tese le mani, tocc� la paratia della nave, si spost� verso il portello. �Dov��?� si chiese. L�intero scafo era cos� trasparente�</p><p>Poi incontr� il cerchio che si apriva sullo spazio. Agganciandosi alla cintura la macchina fotografica, cominci� a spingersi fuori dalla nave aliena.</p><p>Markov continuava a parlare.</p><p>�Potremo costruire nuovi missili e addestrare nuovi equipaggi. E tu, logicamente, sarai il direttore del progetto. Devi tornare a guidarci. Abbiamo bisogno di te.�</p><p>�Ti prego, Keith� implor� la voce di Jo.</p><p>Quando era gi� uscito a met� dal portello, Stoner si gir� a guardare l�alieno, che da ere immemorabili riposava in quel sonno silenzioso. E la sua mente si riemp� delle voci stridule, dei visi ripugnanti di tutti i burocrati che aveva incontrato. E di McDermott. E di Tuttle. Rivide Dooley, gli agenti e i poliziotti e i politici che non capivano, che avevano paura, che opponevano resistenza, che non avrebbero accettato la realt� nemmeno a sbattergliela in faccia.</p><p>E vide Cavendish, torturato e distrutto da quella gente. E Schmidt, massacrato dalle sue stesse mani.</p><p>�Shtoner, accensione dei retrorazzi tra un minuto. Procedura automatica. Non posso fermarmi pi� a lungo.�</p><p>�Tutto a posto, Nikolai� disse lui, rientrando nello scafo trasparente. I suoi piedi aderirono al pavimento, vicinissimi all�alieno.</p><p>�Torna sulla Terra, Nikolai. Io resto qui.�</p><p>�Keith!� Un urlo strozzato di Jo.</p><p>�Non suicidarti� implor� Markov.</p><p>�Non � un suicidio� rispose Stoner, a tutti, �Voi pensate che io mi stia uccidendo, ma non � vero. Vi do un incentivo, un motivo in pi� per tornare qui il pi� in fretta possibile, a questa arca delle meraviglie. Io sar� qui, congelato. Forse sar� morto, Ma forse� Forse sar� in animazione sospesa, in attesa di essere riportato in vita.�</p><p>�Cosa stai dicendo?�</p><p>�Qui dentro c�� il vuoto. Manca l�atmosfera. La temperatura � vicina allo zero assoluto. L�alieno si � conservato per Dio solo sa quanti millenni. Anch�io dovrei restare intatto, per un paio d�anni.�</p><p>Respir� a fondo, ricord� che la loro risposta non poteva giungergli che dopo molti secondi, e continu�: �Quando spegner� l�impianto termico, il freddo mi congeler�. Voler� con l�alieno per qualche anno. Se davvero v�importa, di me, verrete a riprendermi prima che tutt�e due usciamo dal sistema solare.�</p><p>�Keith, non puoi�� La voce di Jo si perse tra i singhiozzi.</p><p>�Non sar� morto� le disse lui, dolcemente. �Ti aspetter�, sospeso tra la vita e la morte. Aspetter� che tu arrivi qui e mi riporti in vita. Come nella favola della <emphasis>Bella addormentata</emphasis>, con le parti invertite.�</p><p>La voce di Markov traboccava d�angoscia. �Non riesce pi� a parlare, Keith. Vorrebbe, ma non ci riesce.�</p><p>�Kirill� Jo, ascoltatemi. Costringeteli a lavorare assieme. Create una forza comune per le imprese spaziali. Obbligate gli uomini politici a fare quello che bisogna fare. Coinvolgete l�intera razza umana. Abbiamo la possibilit� di arrivare alle stelle, tutti quanti, di uscire dal bozzolo in cui abbiamo vissuto. Costringeteli a capire, a guardare le stelle.�</p><p>L�intervallo di tempo sembrava diventare pi� lungo ogni volta.</p><p>�E come potremo?� gemette la voce di Markov. �Noi siamo solo persone normali. Abbiamo bisogno di te, Keith. Devi tornare a guidarci!�</p><p>�No, Kirill� ribatt� lui. �Dovrete guidarli voi. Adesso siete voi ad avere questo compito. Tu, e Jo.�</p><p>Stoner aspett� una risposta.</p><p>�Dieci secondi all�accensione dei retrorazzi� intervenne la voce tetra di Federenko.</p><p>�Io non potrei riuscirci� rispose Markov. �Devi tornare. Devi!�</p><p>�Troppo tardi, Kirill. � tutto nelle vostre mani. Dovete trasformarli, dal primo all�ultimo. Cambia il mondo per me, Kirill.�</p><p>Federenko s�inser� nella comunicazione. �Addio, Stoner. Sei un uomo molto coraggioso e molto sventato. Buona fortuna.�</p><p>�Arrivederci, Nikolai. Tieniti in allenamento.�</p><p>�Keith!� implor� la voce di Markov.</p><p>Stoner spense la radio e fiss� la Soyuz. Nel silenzio pi� perfetto, con una breve fiammata sullo sfondo buio dello spazio, i retrorazzi si accesero. La nave si allontan�, acceler�, divenne sempre pi� piccola, scomparve fra le stelle.</p><p>Stoner si gir� di nuovo verso l�alieno e deglut�, per vincere la secchezza che aveva in gola. Cerc� di sfregarsi gli occhi indolenziti, ma la sua mano urt� sulla visiera del casco. Allora ricominci� a descrivere tutto ci� che vedeva.</p><p>E, mentre parlava, si chiese: � possibile che anche lui sia solo ibernato? Che non sia morto? Riusciremo a riportarlo in vita, un giorno?</p><p>Sapeva che la scienza medica degli uomini non conosceva ancora il modo di far rivivere un corpo congelato, non senza danneggiare le cellule e uccidere il soggetto. La sua ipotesi era valida solo per il futuro. Con un sorriso amaro, Stoner pens�: forse li costringer� a fare progressi anche in questo campo.</p><empty-line/><p>Gli occhi di Jo erano ormai privi di lacrime. Le uniche tracce delle sue emozioni erano le guance rigate. Gli altri tecnici cercavano di non guardare nella sua direzione; e intanto dirigevano il volo di Federenko verso la zona di atterraggio di Karaganda, seicento chilometri a est di l�.</p><p>Markov sedeva al suo fianco, stravolto, gli occhi lontani un milione e mezzo di chilometri. La voce di Stoner continuava a uscire dagli altoparlanti, sempre pi� debole e coperta di scariche. Stava descrivendo l�interno della nave aliena con lo stesso distacco di un archeologo che descrivesse i reperti di una tomba antica.</p><p>Markov parve tornare in s�. Frugandosi in tasca in cerca delle sigarette, mormor�: �Ha preso la sua decisione. Non c�� nulla che noi possiamo fare.�</p><p>La ragazza guard� il russo, vide che i suoi occhi erano colmi di lacrime.</p><p>�Non � morto� disse dolcemente Jo. �Non morir�� Se non lo tradiremo. Possiamo tornare da lui, riportarlo qui, riportarlo in vita.�</p><p>Con un�occhiata alle guardie che li circondavano, Markov disse: �Allora ci aspetta un lavoro enorme.�</p><p>�S�. Per� possiamo farcela. Possiamo cambiare il mondo.�</p><p>Markov annu�, con espressione truce. �Non avrei mai pensato di dover diventare un predicatore� Un evangelista.�</p><p>�Ma lo farai, vero?�</p><p>�Per te� rispose lui, dolcemente. �Per lui.�</p><p>�No� lo corresse Jo. �Per te. Per tutti noi. Per la Russia e per il mondo intero.�</p><p>Un sorriso timido nacque sulle labbra di Markov. �Sei un tipo insopportabile, come lui.�</p><p>�Anche peggio� disse Jo. �Io rester� qui sulla Terra, e ti terr� d�occhio. Vedr� cosa combinerai.�</p><p>Markov si alz� in piedi. �Sar� una battaglia interessante. Non ho mai visto com�� fatto dentro il Cremlino, sai?�</p><p>Jo gli sorrise. �La vinceremo questa battaglia, Kirill. Ne sono sicura.�</p><p>Lui annu�, s�infil� la sigaretta tra le labbra.</p><p>Jo riport� l�attenzione sulla consolle. Stoner continuava a descrivere minutamente l�interno della nave-tomba.</p><p>�� Mi sembra non ci sia l�equivalente di una tavola periodica degli elementi, o qualcosa d�altro che io riesca a riconoscere. Se su questa arca si trova una stele di Rosetta, deve trattarsi di un�informazione scientifica che la civilt� aliena ha elaborato in maniera del tutto parallela alla nostra elaborazione��</p><p>D�improvviso, Jo si sent� dire a Markov: �Devo parlargli. Un�ultima volta. Prima che� Prima che sia troppo tardi.�</p><p>Markov annu�.</p><p>�Da sola� Noi due soli, senza nessun altro che ci ascolti.�</p><p>Lui le sorrise. �Ti aspetti che i russi ti concedano un colloquio privato?� Poi si tir� la barba. �Be�, se proprio dobbiamo cambiare il sistema, tanto vale cominciare subito.�</p><empty-line/><p>Adesso i messaggi arrivavano da tutto il sistema. Stoner se ne stava raggomitolato nella cripta aliena, completamente esausto. Il freddo eterno dell�infinit� si addensava attorno a lui, trasformava il suo corpo in piombo. Ma ascolt� le voci che gli parlavano.</p><p>Il presidente degli Stati Uniti gli trasmise i suoi ringraziamenti e le sue preghiere, e gli assicur� che l�America avrebbe compiuto ogni sforzo per rientrare in contatto con la nave aliena e riportarla sulla Terra.</p><p>Il presidente dell�Accademia Sovietica delle Scienze, parlando a nome di tutte le popolazioni dell�URSS, lod� Stoner per la dedizione alla scienza e per il suo coraggio, e promise che l�Unione Sovietica avrebbe partecipato a ogni programma spaziale che avesse come obiettivo la nave aliena.</p><p>Sua Santit� il papa parl� personalmente a Stoner, promettendogli che avrebbe operato instancabilmente per salvare il suo corpo e che ogni giorno avrebbe pregato per la salvezza della sua anima.</p><p>Il segretario generale delle Nazioni Unite, il vicepresidente della Repubblica Popolare Cinese, Jeff Thompson da Kwajalein, politici inglesi e giapponesi, scienziati di altre nazioni, gente completamente sconosciuta a Stoner: tutte le voci di Terra gli parlarono, a una a una, sempre pi� deboli, sempre pi� lontane, sussurri sullo sfondo delle scariche radio del cosmo.</p><p>Poi, una voce che riconobbe.</p><p>�Keith, Keith, sono Kirill. Mi senti?�</p><p>�S�, Kirill. Il segnale � debole.�</p><p>�Jo, vuole parlare con te� In privato, sulla frequenza quattro. Nessuno vi star� a sentire, te lo prometto.�</p><p>Una scarica da una stella sconosciuta.</p><p>Stoner aspett� che terminasse, poi disse: �Passo sulla frequenza quattro.�</p><p>Per lunghi momenti, ud� solo i sibili del cosmo. Poi: �Keith� Oh, Dio, Keith, cosa posso dire?�</p><p>�Dimmi che mi ami� pens� lui. Ma rispose semplicemente: �Sono qui, Jo. Ti sento.�</p><p>Il tempo che pass� prima della risposta fu un�eternit�. �Perch� Keith? Perch� l�hai fatto? Perch� non sei tornato da me?�</p><p>Lui ebbe un sorriso triste. �Il mio � un ricatto, Jo. Ho qui un ostaggio. Li costringer� a venirselo a prendere. Se non vogliono sputtanarsi davanti a tutto il mondo.�</p><p>Silenzio, spezzato dai sussurri delle stelle. Poi: �E io, Keith? Non conto niente per te?�</p><p>�Addio, Rossana� recit� piano �poich� oggi io muoio� E il mio cuore, appesantito da un amore mai espresso, urla�� Ma non ricordava pi� i versi seguenti.</p><p>Aspettando la risposta di lei, pieg� le dita. Muoversi stava diventando sempre pi� difficile. Il sangue si stava tramutando in ghiaccio.</p><p>�� vero?� chiese Jo. �Mi ami, Keith?�</p><p>S�, adesso poteva dirglielo. �Ti amo, Jo. Ti ho amata per tanto tempo.�</p><p>Attese la risposta. I secondi erano sempre pi� lunghi.</p><p>�E io amo te, Keith.� La voce di lei era un sussurro vago tra le scariche che risuonavano alle sue orecchie. �Ti amo.�</p><p>Stoner non aveva nient�altro da dire. Gli si stavano congelando le labbra.</p><p>�Verremo a prenderti, Keith! Verremo!�</p><p>�Lo so che verrai, Jo. Non lasciarti fermare da loro. Non permettere che dimentichino. Io sar� qui, ad aspettarti.�</p><p>Stoner respir� per l�ultima volta, poi spense l�impianto termico della tuta.</p></section><section><title><p>46</p></title><epigraph><p>Pochi negheranno la profonda importanza, sia pratica sia filosofica, che avrebbe la scoperta di comunicazioni interstellari. Di conseguenza, riteniamo che una ricerca discriminata di segnali meriti uno sforzo considerevole. Le probabilit� di successo sono difficili da stimare, ma se non condurremo mai questa ricerca le probabilit� di successo sono zero.</p><text-author>Giuseppe Cocconi e Philip Morrison�� 1959</text-author></epigraph><empty-line/><p>Jo era sola fra le ombre del tramonto, sul tetto dell�edificio che li ospitava. Era salita l� per piangere.</p><p>I riflettori non si erano ancora accesi. Bassa sull�orizzonte, splendeva una stella. Per un attimo, lei immagin� che fosse la nave aliena che aveva Keith a bordo.</p><p>La brezza scese dalle colline, tiepida. Lontano, chiss� dove, qualcuno aveva acceso una radio. Stupefatta, Jo si accorse che la voce che usciva dalla radio stava parlando in inglese. �Una trasmissione americana� pens�. �Lasciano passare una trasmissione americana!�</p><p>Era un radiogiornale, naturalmente. Che raccontava le �reazioni� ai fatti di quel giorno lunghissimo, adesso che Stoner era ormai irraggiungibile.</p><p>Jo, nonostante tutto, rest� ad ascoltare. L�annunciatore stava leggendo il comunicato emesso da un�associazione di ufologi del Missouri: indignata, l�associazione proclamava che l�alieno rinvenuto sull�astronave �non apparteneva� alla stessa razza di alieni che inviavano UFO sulla Terra.</p><p>�Quindi, stando agli esperti in dischi volanti del Missouri� comment� maliziosamente l�annunciatore �abbiamo trovato gli alieni sbagliati.�</p><p>Jo, anzich� piangere, sorrise. �Ci sono tanti stupidi a questo mondo� pens�. �Cos� tanti.� Alz� il viso, verso le stelle che cominciavano ad apparire in cielo.</p><p>�Grazie, Keith� sussurr� nella sera. �Adesso saranno costretti a mandare un gruppo d�astronauti per riportare te e il tuo amico qui sulla Terra. Ci vorr� qualche anno per preparare tutto, ma quando partiranno, io sar� con loro.�</p><p>Poi scese, senza pi� lacrime, a testa alta, decisa a trasferirsi il pi� presto possibile a Houston per iniziare l�addestramento.</p><empty-line/><subtitle>FINE</subtitle></section></body><binary id="cover" 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