<?xml version="1.0" encoding="utf-8"?><FictionBook xmlns="http://www.gribuser.ru/xml/fictionbook/2.0" xmlns:l="http://www.w3.org/1999/xlink"><description><title-info><genre>thriller</genre><author><first-name>Andrew</first-name><last-name>Klavan</last-name></author><book-title>Shadowman</book-title><annotation><p>Un investigatore romantico, arguto e profondo conoscitore dell�animo umano; un motociclista e pilota, cinico e testardo, che non esita a menare le mani, e infine un giovane apprendista detective, idealista e sognatore. Sono questi i tre eroi della Weiss Investigations, un�agenzia che, sullo sfondo mutevole di San Francisco, si trova coinvolta in una fitta trama di casi che alla fine convergono in un unico grande complotto. Sembra, infatti, che dietro a tutti i delitti, gli attentati e le trame criminali ci sia un killer che nessuno ha il coraggio di nominare. <emphasis>Shadowman</emphasis>, l�uomo ombra, &#x438; una realt&#x430; o soltanto un nome, dato per spaventare poliziotti e delinquenti? &#x418; un astuto criminale o solo un fantomatico personaggio inventato per archiviare i troppi delitti irrisolti? Ma la presenza di <emphasis>Shadowman</emphasis> &#x438; reale, presente in ogni tassello di un complesso mosaico di azioni criminali finalizzate a un piano che lui solo conosce. E che solo gli agenti della Weiss Investigations sapranno svelare�</p><empty-line/><p>Pubblicato anche con il titolo: <emphasis>L�ombra del Diavolo</emphasis>.</p></annotation><date value="2004-07-01">2004</date><coverpage><image l:href="#cover"/></coverpage><lang>it</lang><src-lang>en</src-lang><translator><first-name>Marina</first-name><last-name>Beretta</last-name></translator></title-info><src-title-info><genre>thriller</genre><author><first-name>Andrew</first-name><last-name>Klavan</last-name></author><book-title>Dynamite Road</book-title><date>2003</date><lang>cs</lang></src-title-info><document-info><author><nickname>Verdi1</nickname></author><program-used>Fiction Book Designer, FictionBook Editor Release 2.6, fb2cut 2.5.4, fb2cut 2.6.2</program-used><date value="2011-08-02">02.08.2011</date><id>FBD-8EC484-340E-5649-01BC-0B34-ADD6-3BE656</id><version>1.0</version></document-info><publish-info><book-name>Shadowman</book-name><publisher>Longanesi</publisher><city>Milano</city><year>2004</year><isbn>88-502-1106-6</isbn><sequence name="La Gaja scienza"/></publish-info></description><body><title><p>Andrew Klavan</p><p>Shadowman</p></title><section><p><emphasis>A Spencer</emphasis></p></section><section><title><p>NOTA DELL�AUTORE</p></title><p>Oggi io la chiamo l�Agenzia, ma il nome sulla porta era Weiss Investigations. Ho raccontato quelle storie cos� tante volte a mia moglie, ai miei figli, ai miei amici, che dire Agenzia � ormai pi� che sufficiente; sanno a che cosa mi riferisco.</p><p>Mi hanno a lungo sollecitato a scriverne. �Quando ti deciderai a fare qualcosa di serio?� mi dicevano. Intendevano un libro basato su storie vere, non i thriller di fantasia che scrivo abitualmente per guadagnarmi da vivere. Ma pi� cercavo di trovare il modo di raccontare dell�Agenzia, di Weiss, Bishop e tutto il resto, pi� mi convincevo che i fatti, per quanto reali, non sarebbero riusciti a riprodurre la verit� di quell�esperienza. E adesso che mi sembra finalmente arrivato il momento giusto per mettere gli eventi sulla carta�� i fatti reali che io ho visto o di cui mi hanno parlato e a cui, in qualche modo, ho assistito�� mi ritrovo a plasmarli, a scriverli come un qualsiasi altro romanzo, inserendo dialoghi che non posso aver sentito e pensieri che non ero certamente in grado di conoscere, e persino alcuni eventi che potrebbero essersi verificati, o forse no.</p><p>Il rischio di tale metodo di lavoro �, naturalmente, che voi non mi crediate, che pensiate che la vicenda sia cos� �romanzesca� da essere inventata. E ci� sarebbe un peccato, poich� quanto leggerete per lo pi� � successo davvero. Non si tratta solo dei riferimenti ad avvenimenti e luoghi, ma anche delle questioni pi� profonde, quelle che riguardano i sentimenti e gli stati d�animo dei personaggi. Le persone coinvolte hanno condiviso gran parte di questa vicenda con me, e credo, all�epoca, di essere stato un buon confidente. Ero giovane, dopotutto, appena uscito dalla scuola, un avido ascoltatore. Inoltre ero uno straniero, uno dell�Est capitato sulla costa ovest, uno scrittore alle prime armi che aveva accettato il lavoro all�Agenzia solo per fare un po� di esperienza e racimolare qualche quattrino. Non ero destinato a diventare un punto fermo nella vita di nessuno e avevo la qualit�, che credo di aver mantenuto, di non giudicare i miei simili. Al contrario di molte persone che non esitano a condannare il comportamento altrui in ogni occasione, io non considero un uomo disprezzabile solo perch� pu� essere stato intollerante o meschino, n� tratterei una donna con minor rispetto solo perch� ha agito in modo poco saggio o � stata causa della propria infelicit�. Solo chi non ha mai sbagliato potrebbe forse giudicare Weiss, Bishop, Kathleen e i vari personaggi della storia. Spero che gli altri lettori, tanti o pochi che siano, riescano a simpatizzare con loro e persino ad apprezzarli, come � stato per me quando li ho conosciuti, tanti anni fa.</p></section><section><title><p>PROLOGO</p></title><p>Uccidere la ragazza valeva quarantanove punti. Per molti versi, si trattava del lavoro pi� facile che l�uomo chiamato Ben Fry avesse mai fatto.</p><p>La vittima non costituiva un problema. Poteva essere chiunque: uomo, bambino� Una giovane donna era, in qualche modo, la soluzione che gli pareva pi� adeguata; ed era anche facile da scegliere. Imbocc� la superstrada e raggiunse il grande magazzino Pennywise. Esplor� i corridoi per qualche minuto e la individu� nel reparto frutta e verdura. Giovane, attraente, piccolina, ben fatta. Indossava un tailleur e stava facendo la spesa per una persona sola. Esattamente il bersaglio che lui aveva in mente. La segu� fino a casa.</p><p>Nei tre giorni successivi ne spi� ogni movimento. La pedin� sino alla galleria d�arte dove lavorava e rimase a osservarla attraverso la vetrina. La ragazza rimaneva per la maggior parte del giorno seduta alla scrivania in fondo alla stanza, in un punto ben visibile dalla strada. A volte veniva raggiunta da un�altra donna, pi� anziana; in alcune occasioni si alzava per accogliere dei visitatori; di tanto in tanto scompariva nel retro. Ma la scrivania era il posto dove passava la maggior parte del suo tempo, da sola.</p><p>Quando la galleria chiudeva, alle sei, lei azionava il sistema d�allarme, abbassava la saracinesca e si recava in Market Street a prendere il tram che l�avrebbe portata a casa. La sera guardava la televisione e parlava molto al telefono, accoccolata vicino alla finestra. Non sembrava che uscisse spesso.</p><p>Un pomeriggio, mentre lei era al lavoro, l�uomo chiamato Ben Fry s�intrufol� nel suo appartamento. Esamin� i suoi abiti, i documenti, i file sul computer e tutto il resto. Scopr� che si chiamava Penny Morgan, che aveva ventitr� anni e che era fidanzata con un giovane di nome David Embry, studente di dottorato all�Universit� della California a Los Angeles. I genitori vivevano a San Mateo con la sorella minore. Penny scriveva loro molte e-mail, cos� come a David e a un discreto numero di amiche. L�uomo chiamato Ben Fry trov� questi messaggi molto affettuosi e pieni di calore. L�idea che si fece di Penny fu di una persona entusiasta e allegra: nelle foto presenti nell�appartamento appariva sempre sorridente, con gli occhi pieni di luce e soddisfazione.</p><p>Pens� che gli ci sarebbero volute ancora due o tre settimane prima di essere pronto a ucciderla.</p><empty-line/><p>Cos�, mentre Penny Morgan andava al lavoro alla galleria d�arte, scriveva e-mail agli amici, trascorreva lunghe ore in amorevole conversazione telefonica con il fidanzato, l�uomo chiamato Ben Fry si preparava ad assassinarla. E lo faceva, come sua abitudine, con cura meticolosa. Si rec� in aereo in cinque citt� diverse con cinque identit� differenti. Si procur� parte del materiale in un posto, e il rimanente in altri luoghi. Usava sempre e solo i telefoni pubblici, raramente si serviva dei computer, e raramente si recava due volte dallo stesso fornitore. Non lasciava mai tracce.</p><p>L�anonimato era la sua religione. Nessun essere vivente conosceva il suo vero nome. Un uomo qualunque, cos� normale da sembrare invisibile. Trentacinque anni, pi� o meno. Alto quasi un metro e ottanta. Comuni capelli castani, occhi castani, lineamenti poco marcati e poco interessanti; un corpo tozzo, un po� curvo. Non appariva forte, ma aveva un torace ampio e braccia muscolose, ed era pi� veloce di un serpente a sonagli, quando voleva. Non sembrava neanche intelligente, ma lo era; era di una scaltrezza e di una capacit� analitica quasi maniacali. Si dilettava a esaminare le situazioni nei minimi dettagli, calcolandone tutti gli imprevisti, valutandone le molteplici possibilit�� gli sembrava che questo esercizio lo mantenesse sano di mente.</p><p>Quando ebbe raccolto tutto il materiale necessario, torn� in citt�. Non aveva una casa, ma aveva affittato un monolocale di poche pretese nel Mission District. L�, un sabato sera, sedette nudo sul bordo della branda. Sul tavolo al suo fianco aveva disposto diverse vaschette da laboratorio in acciaio. Contenevano aghi e siringhe immersi nel disinfettante. Il pavimento e i mobili erano ricoperti di plastica, per evitare macchie di sangue.</p><p>Indoss� un paio di guanti chirurgici e prese una siringa da una delle vaschette; conteneva una dose di lidocaina. Infil� l�ago sottilissimo sotto la pelle rasata dell�interno coscia, in un punto morbido appena sotto i testicoli. Premette lo stantuffo lentamente, estraendo con cura l�ago in modo che l�anestetico penetrasse in tutti gli strati dell�epidermide. Ripet� l�operazione altre tre volte. Quando tutta la parte fu insensibile, prese da una vaschetta un altro strumento: un bisturi.</p><p>L�uomo esit� per un istante, con la lama tra le dita. Chiuse gli occhi; immagin� una torre. Era un esercizio che praticava da anni. Tutte le volte che si sentiva stanco e i suoi pensieri lo distraevano dal lavoro e dai percorsi analitici, quando un�emozione lo turbava, immaginava la torre e vi saliva. Dall�alto, oltre il parapetto, lo sguardo spaziava su una pianura: l� c�era il rosso tumulto della vita. Nudit� violacee e lacrime d�argento, grida d�agonia e risate impietose. Ma lass� lui rimaneva impassibile, immune, lontano da tutto. Sulla torre, ritornava a essere se stesso.</p><p>Era una buona tecnica. Aveva sempre funzionato. Sempre, tranne una volta.</p><p>Sal� quindi sulla torre e inspir� una boccata d�aria. Apr� gli occhi e premette il bisturi sulla pelle anestetizzata della coscia, lacerandola. Si lasci� sfuggire un verso gutturale. L�incisione non era pi� lunga di tre centimetri, ma nonostante la lidocaina il dolore era insopportabile, i nervi erano in fiamme. Estrasse la lama. Pass� qualche istante, poi il sangue inizi� a uscire a fiotti, colando lungo l�interno della coscia. Con gli occhi fissi sulla ferita, il respiro accelerato, l�uomo chiamato Ben Fry lasci� cadere il bisturi dalle dita tremanti e ne sent� il tonfo sordo sul telo di plastica.</p><p>All�esterno echeggi� un clacson. La pioggia notturna picchiava sui vetri. Respirando affannosamente, l�uomo chiamato Ben Fry prosegu� l�operazione. Da un�altra vaschetta prese una capsula poco pi� grande della nocca del suo pollice, di un materiale morbido e gelatinoso, simile a quello delle lenti a contatto. Ma in questo caso era rigido e spigoloso alle estremit�, come se avessero scordato di smussare una parte in eccesso. Met� della capsula conteneva una sostanza rossa, l�altra met� una sostanza azzurra. L�aveva fatta preparare in una citt� e aveva acquistato il contenuto in altre due.</p><p>L�inserimento della capsula nel corpo fu anche pi� doloroso dell�incisione. A un certo punto, mentre la premeva a fondo nel tessuto adiposo, l�agonia sembr� avere il sopravvento. Gli occhi si velarono, e quasi perse i sensi. Emise un altro gemito sordo, pens� alla torre, vide il dolore scarlatto dalla torre fredda, azzurra, lontana.</p><p>L�operazione era conclusa. Avvert� una sorta di risucchio mentre estraeva il dito dalla ferita umida. La capsula era inserita.</p><p>Prima di ricucirsi, fu costretto ad attendere che le mani smettessero di tremare. Quando ebbe finito afferr�, con una velocit� quasi frenetica, l�ultima siringa, quella con la morfina.</p><p>Qualche istante dopo era sdraiato su un fianco, accoccolato come un bambino, le mani sotto la guancia. Dorm� a lungo. Tutti i suoi sogni furono incubi.</p><empty-line/><p>Trascorsa una settimana, tolse i punti; la cicatrice era pulita e i peli iniziavano a ricrescere. Pass� un�altra settimana, ma la cicatrice era ancora troppo rossa ed evidente. Aspett� una settimana ancora, prendendo gli antibiotici per evitare un�infezione. Marzo fin�, aprile inizi�, e l�uomo chiamato Ben Fry torn� all�appartamento di Penny Morgan.</p><p>Vi giunse la sera di un luned�, poco dopo le sei. Sapeva che la ragazza sarebbe rientrata di l� a una mezz�ora. Seduto vicino alla finestra, l�avrebbe vista arrivare, assicurandosi cos� che fosse sola. Si sarebbe quindi spostato in cucina, in modo da non essere visto finch� la ragazza non avesse chiuso la porta. L�uomo indossava una comoda tuta blu scuro, che gli lasciava libert� d�azione. La pistola era inserita nella cintura. Poteva estrarla in un attimo, e in un altro essere abbastanza vicino per sparare a Penny alla testa. Quando fosse caduta, le avrebbe sparato altre due volte, per sicurezza.</p><p>Non aveva preso alcuna precauzione nell�acquisto dell�arma, una calibro 38 che un tizio gli aveva venduto estraendola dal bagagliaio di un�auto. Non aveva il silenziatore: la detonazione sarebbe stata fragorosa e sicuramente qualche vicino avrebbe sentito. E sicuramente, in una zona cos� rispettabile, avrebbe chiamato la polizia. Proprio quello che l�uomo chiamato Ben Fry voleva. Nessuna caccia, nessuna lunga e logorante indagine. L�avrebbero arrestato a un isolato o due dalla scena del delitto.</p><p>Mentre aspettava l�arrivo di Penny, mise a soqquadro l�appartamento. Vuot� i cassetti, strapp� la biancheria dal letto, gett� i libri degli scaffali a terra. Trov� alcuni oggetti d�oro, una collana di perle; anche del denaro, circa quaranta dollari. Inser� tutto in un sacchetto di plastica che aveva con s�, poi lo infil� nella tasca dei pantaloni.</p><p>Venne cos� il momento di tornare alla finestra. Si sedette nelle stesso punto occupato da Penny quando telefonava al fidanzato. Le tendine lo nascondevano, ma non gli impedivano di vedere all�esterno. Scrut� i passanti, tre piani pi� in basso: Penny non c�era. Era ancora troppo presto.</p><p>Con un sospiro si predispose all�attesa, senza staccare gli occhi dalla strada. Solo una volta il suo sguardo si spost� sulle istantanee incorniciate: Penny che rideva abbracciata a David, Penny con il golden retriever della sorella, Penny con i genitori, la sorella, il cane, sorridenti davanti all�albero di Natale.</p><p>L�uomo chiamato Ben Fry distolse gli occhi, li riport� sulla strada. Automaticamente, cominci� a pensare alle fasi successive dell�operazione, una per una, per controllarle. Si tranquillizz�.</p><p>E finalmente, eccola. Erano le 18.27 e Penny Morgan stava arrivando a piedi, salendo dalla fermata del tram verso casa. Aveva con s� la grande borsa che usava come portadocumenti. Il tessuto bianco delle tendine filtrava la sua immagine, rendendola sfocata, ma l�uomo chiamato Ben Fry la vedeva ugualmente e rimase l� seduto a guardare la ragazza finch� lei non entr� nell�edificio.</p><p>Allora si alz� e si mise ad attenderla sulla soglia della cucina, esattamente come aveva previsto.</p><empty-line/><p>Penny Morgan si ferm� nell�atrio a ritirare la posta, sfogliandola mentre saliva le scale. Era stanca e un po� gi� di morale; aveva cominciato a pensare che lavorare in una galleria d�arte non fosse cos� eccitante come aveva sperato.</p><p>Sospir�. Nella posta, solo fatture e volantini. Li stip� nella tasca esterna della borsa e armeggiando un po� estrasse le chiavi. Aveva raggiunto il pianerottolo del terzo piano.</p><p>Percorse il corridoio fino alla sua porta e apr� le tre serrature: il chiavistello, la serratura di sicurezza e la sbarra orizzontale. Pens� che avrebbe chiamato David prima di cena e si ripromise di non lamentarsi o lasciarsi prendere dall�irritazione; aveva solo bisogno di sentire la sua voce per risollevare il morale. Non le piaceva restare sola a casa la sera; avrebbe voluto che David finisse in fretta gli studi, cos� avrebbero potuto sposarsi e iniziare la loro vita insieme.</p><p>Apr� l�uscio con una spinta. Era quasi Pasqua, pens�. Fra poche settimane David sarebbe venuto a casa per le vacanze; sarebbero stati insieme quasi un mese intero. A quel pensiero fece un piccolo sorriso, mentre entrava nell�appartamento.</p></section><section><title><p>PARTE PRIMA</p><p>IL CASO DELLA VERGINE SPAGNOLA</p></title><section><title><p>1</p></title><p>Il giorno in cui Jim Bishop e la sua moto fecero il loro rombante ingresso nelle terre del Nord, c�erano pi� di 40 gradi. Era mezzogiorno e il sole picchiava senza piet�. Le sagome marrone delle montagne brulle si stagliavano su entrambi i lati della superstrada, il cui asfalto, all�orizzonte, pareva liquefatto dal calore.</p><p>Bishop diede gas, e l�Harley Road King tocc� i centoventi all�ora, vibrando sotto di lui. Era un mezzo elegante, pensato per viaggi lunghi e confortevoli, ma Bishop era ormai distrutto. Sotto la giacca di pelle, la T-shirt grigia era nera di sudore; sotto il casco, i capelli erano fradici; gli occhiali, come il parabrezza, erano ricoperti di quelli che i motociclisti chiamano �proteina spray�: insetti spiaccicati.</p><p>Bishop lasci� la superstrada al termine della lunga vallata. Uscita per Driscoll, California, 67.000 abitanti, l�ultimo grande avamposto prima delle montagne e dei boschi.</p><p>L�Harley sembr� lamentarsi con il pilota che aveva ridotto l�andatura. Bishop procedette a settanta all�ora su una strada a quattro corsie, interamente occupate da un torrente di auto. Ai lati, una sequenza di stazioni di servizio e centri commerciali color sabbia, poi altri benzinai e motel, ancora motel e fast-food�� Taco Bell, Burger King, McDonald�s��, quindi ancora stazioni di servizio, e centri commerciali dai mille negozi, con insegne dalle grandi lettere che ne urlavano i nomi. L�Harley devi� su un�altra strada, fece una svolta e poi un�altra, ma lo scenario non cambi�. Stazioni di servizio, hotel, ristoranti e centri commerciali. Dietro le lenti da aviatore, gli occhi chiari di Bishop cercavano il centro citt�. Poi cap�: quello era il centro, non c�era altro. Driscoll non era altro che una cicatrice di cemento che si irradiava alla base delle montagne. Un punto di sosta per i turisti che stavano per inoltrarsi nella natura selvaggia.</p><p>La moto scoppiett� mentre passava su un ponte bianco, anch�esso intasato di vetture. Sotto, il fiume Sacramento rifletteva stancamente i raggi del sole. Pi� avanti, dopo una curva, il traffico diminu�. Bishop acceler� e cambi� corsia passando fra due macchine che tentavano di stringerlo; poi gir� in Main Street che, anche se il suo nome significava �via principale�, in realt� era semideserta. I centri commerciali e i grandi magazzini ne avevano risucchiato la vita. Rimanevano solo un buco con pretese di teatro, uno squallido locale chiamato Clover Leaf e un hotel del quale sarebbe stato difficile stabilire se fosse aperto o chiuso. Un uomo con un braccio solo e un cappello militare barcollava ubriaco sul marciapiede; un altro, con la barba ispida, era piantato su un angolo, con il cartello REDUCE. SENZA TETTO. AIUTATEMI. Bishop pass� oltre con la sua potente motocicletta.</p><p>Si diresse verso la periferia. Nelle vie laterali, case di legno o lamiera, dai tetti spioventi, erano stipate su esigue chiazze verdi, dove donne grasse, in camicetta senza maniche, annaffiavano giardini stentati al suono delle risate dei loro figli, impegnati a giocare sotto i getti d�acqua.</p><p>Le risate si dissolsero in lontananza, insieme alla citt�. Ancora poche desolate abitazioni e poi i campi aperti, bruciati dalla calura, lucenti e distesi fino ai piedi delle alture. Lontano, quasi in una vagheggiata dimensione di sogno, le bianche pareti di dimore estive abbagliavano Driscoll dall�alto della loro posizione sopraelevata. Bishop aveva raggiunto il limitare della citt�, il confine con le foreste del Nord.</p><p>Svolt� in un viottolo sterrato e percorse l�ultimo mezzo chilometro che lo separava dal campo di aviazione.</p><empty-line/><p>Nell�hangar vi erano due uomini, entrambi in tuta. Nel vecchio, calvo e rugoso, si riconosceva una vecchia volpe; nel giovane, il sorriso ebete tradiva la scarsa intelligenza. Stavano parlando, appoggiati all�ala di un Piper Tomahawk. Chiacchieravano, ridacchiavano. Fu il pi� anziano dei due, mentre si puliva le mani con uno straccio, a vedere per primo l�uomo che avanzava verso la porta dell�hangar.</p><p>Bishop aveva lasciato il casco appeso al manubrio della Harley e si era tolto la giacca di pelle, gettandola sulla spalla. Attraversava l�area di parcheggio con studiata lentezza, e altrettanto lentamente esaminava il campo con gli occhi chiari, dietro le lenti da aviatore. All�epoca doveva avere trent�anni, mi pare. Non era molto alto�� poco pi� di un metro e settanta�� ma largo di spalle e muscoloso, come si vedeva dai bicipiti e dai pettorali scolpiti sotto la T-shirt intrisa di sudore. Dall�andatura sicura e tesa si intuivano la velocit� e la potenza del suo fisico. Il viso era ovale, con lineamenti fini e capelli castano chiaro. E anche se aveva un�aria ironica, come se stesse ridendo di nascosto di una barzelletta che gli altri erano troppo stupidi per comprendere, non ingann� il vecchio, che era in giro da un pezzo e ne aveva incontrati altri, di tipi come lui. Sent� come un pugno nello stomaco e la saliva azzerarsi, quando lo vide avvicinarsi.</p><p>Bishop pass� dal sole caldo dell�esterno all�ombra fresca dell�hangar. Giunto all�altezza del timone dell�aereo, si ferm�.</p><p>�Chi di voi � Ray?� chiese.</p><p>�Sono io�, rispose il vecchio. �Sono io Ray. Ray Gambling.�</p><p>�E io sono Frank Kennedy�, ribatt� Jim Bishop senza scomporsi. �Il vostro nuovo pilota.�</p></section><section><title><p>2</p></title><p>Se la prima reazione di Ray Gambling alla vista di Bishop era stata di tensione, la seconda fu di aperto nervosismo. Parlava a voce troppo alta, come un attore scadente che sta imparando la parte, intercalando di continuo le frasi con una risatina idiota.</p><p>�Siamo una piccola ditta� eh, eh. Non posso offrirti un lavoro fisso. � l�estate la stagione pi� affollata, senza dubbio, la primavera e l�estate� eh, eh.�</p><p>Aveva condotto Bishop in un corridoio climatizzato, di fianco all�hangar. Il pilota seguiva il vecchio lungo il corridoio, fissando con durezza la sua nuca e sperando che si calmasse.</p><p>Ray balbett� qualcosa da sopra la spalla: �Ci sono i soliti avvocati che vanno e vengono da Arcata, dove c�� la sede della contea, per i loro processi e i loro pasticci� eh, eh. Poi, nella stagione calda, ci sono quelli della forestale, che controllano gli incendi e devono portare l�attrezzatura nei boschi. Trasportiamo anche merci, documenti da Weaverville e cos� via. Ricordati di portare sempre il cercapersone e mi raccomando di osservare le pause e i turni di riposo� eh, eh. Vedrai che probabilmente sarai in aria tutti i giorni da qui a settembre. Questa � Kathleen�.</p><p>Dal retro erano arrivati nell�ufficio, un grande spazio diviso a met� da un bancone: sul davanti si apriva una vetrina che dava sull�area di stazionamento, con i piccoli aeroplani allineati in sosta. Lungo la stessa vetrina, alcune sedie e un tavolino coperto di riviste formavano una sorta di sala d�aspetto per i clienti in attesa di pagare, quando ce n�erano (e non era questo il caso). Di qua dal bancone c�erano scrivanie, computer, schedari e carte accatastate in modo disordinato. Kathleen era in piedi davanti a uno schedario e stava inserendo una pratica in un cassetto.</p><p>Quando i due uomini entrarono, la voce di Ray si fece ancora pi� acuta, la risatina pi� nervosa. �Kathleen Wannamaker; questo � Ji� No, Frank, vero? Frank, hai detto?� eh, eh. Scusami sai, con l�et� la memoria fa cilecca� eh, eh. Frank Kennedy, il nostro nuovo pilota. Kathleen manda avanti la baracca, dirige le operazioni e tappa i buchi quando necessario. Devi essere gentile con lei se vuoi avere un futuro qui� eh, eh. Vero, Kathleen?�</p><p>La donna alz� lo sguardo senza sorridere. Aveva un�espressione dura e priva di fascino, ma era abbastanza attraente. Poteva avere dai trenta ai quarant�anni; era bassa, con la vita stretta, robusta sui fianchi e sul seno, e vestiva una gonna marrone chiaro con una camicetta bianca. Portava i capelli castani lunghi e flosci, con la riga in mezzo; quando vide Bishop, ne ravvi� alcune ciocche dietro l�orecchio con un gesto automatico.</p><p>�Piacere�, disse, mentre lo squadrava dalla testa ai piedi. I suoi lineamenti regolari sarebbero potuti apparire cordiali, ma in realt� non era cos�.</p><p>Bishop si tolse gli occhiali e incroci� il suo sguardo.</p><p>Ray continu� a blaterare. �Frank � quello di cui ti ho parlato; deve trovare un posto dove stare. Kathleen ha una casa da affittare, quindi� ecco fatto� eh, eh. Vero, Kathleen? Per te va bene? Hai detto che la casa � aperta e che non manca niente. Kennedy si fermer� per l�estate al massimo, quindi non ci dovrebbero essere problemi� eh, eh.�</p><p>La donna non rispose subito; stava ancora sostenendo il suo duello di sguardi con Bishop. Prima di proseguire, � necessario chiarire un concetto: le donne si innamoravano di Bishop all�istante. Accadeva immancabilmente: si innamoravano e venivano trascinate da una passione travolgente, rimanevano impantanate nelle sabbie mobili del sentimento. In gran parte era per il suo aspetto, i muscoli, lo sguardo tagliente, e poi per le moto e gli aerei, certo; ma doveva esserci dell�altro. Forse si trattava del fatto che era un bastardo ma a suo modo sincero, senza secondi fini. Era un bastardo e non gli importava di nessuno. Gli uomini gli erano grati per questo: per loro era sufficiente che passasse senza causare troppi danni. Ma per le donne era diverso: cercavano disperatamente di suscitare in lui un interesse, ognuna voleva essere la prima di cui lui si prendesse realmente cura.</p><p>Kathleen conferm� la regola nel momento stesso in cui esit� prima di rispondere a Ray: esit� e continu� a guardare Bishop. E Bishop continu� a guardarla a sua volta, indifferente e tranquillo, sorridendo appena e facendo le sue valutazioni.</p><p>Finalmente Kathleen sospir� e sbatt� le palpebre come se si stesse risvegliando. �Fanno quattro e cinquanta�, annunci�. �L�affitto. Quattrocentocinquanta dollari al mese. La casa � pronta; puoi entrare subito, se ti va bene.�</p><p>�Mi sembra accettabile�, replic� Bishop.</p><p>�Perfetto�, Ray aveva quasi urlato. �� stato facile! Eh, eh. Siamo d�accordo��</p><p>�Kennedy�, disse Bishop.</p><p>�Kennedy! Frank, vero? All�inferno la mia memoria per i nomi� eh eh� Frank. Inizieremo a istruirti subito e a farti provare gli aeroplani sui quali volerai.�</p><p>Bishop non apr� bocca. Guardava Kathleen e lei ricambiava lo sguardo, con il petto palpitante d�emozione.</p><p>�Ehi, Kathleen�, intervenne Ray. �Ecco tuo marito.�</p><p>Bishop spost� lo sguardo al di l� del vetro. Un Cessna 340 stava fendendo l�aria tremolante di calore, adagiandosi lentamente sulla pista. La spinta delle eliche fece tremare il velivolo.</p><p>Kathleen non si gir� subito; indugi� ancora un istante su Bishop, poi si costrinse a guardare fuori.</p><p>L�aeroplano raggiunse l�area di sosta, i motori si spensero e le eliche si fermarono. I tre nell�ufficio videro il pilota che slacciava le cintare, scendeva dalla cabina e passava da un�ala all�altra per fissare l�aereo al suolo.</p><p>�Quello � Chris, il marito di Kathleen�, disse Ray a Bishop. �� il mio primo pilota. � anche un controllore di volo e un istruttore, perci� sar� quello che ti far� provare i vari aeroplani.�</p><p>Chris Wannamaker stava avanzando a grandi passi verso di loro, facendo oscillare la borsa dei documenti di volo che gli pendeva dal pugno. Un gran figlio di puttana, lo valut� Bishop senza s comporsi. Un vero figlio di puttana, e cattivo.</p><p>Proprio cos�, pens�. E non credo che gli far� piacere quando inizier� a scoparmi sua moglie.</p></section><section><title><p>3</p></title><p>La casa di Kathleen, quella che affittava, non era lontana dal campo di aviazione. Era di legno, a due piani, talmente in cattivo stato che sembrava reggersi a malapena sull�erba bruciata del prato. Al piano terra c�erano la cucina e il soggiorno; di sopra, un solaio con pretese di camera da letto. Il mobilio, se cos� si poteva chiamare, cadeva a pezzi.</p><p>Era sera quando Kathleen vi accompagn� Bishop. Dalle case vicine provenivano suoni di risate infantili e il fruscio dell�acqua degli irrigatori; i cani abbaiavano e si sentiva il tipico richiamo delle mamme: �� pronto!� C�era ancora un po� di luce�� era solo giugno�� ma dalle finestre del soggiorno entrava la prima aria fresca della giornata, che scuoteva le tende sottili.</p><p>In camera, invece, l�aria era soffocante. Nello spazio angusto del sottotetto, quando si trovarono vicini sotto il soffitto spiovente, Bishop pot� sentire l�odore del sudore di Kathleen mescolato al suo profumo. Gli piaceva; e gli piaceva la sensazione che gli suscitava.</p><p>�Qui sopra il condizionatore � quasi sempre necessario�, spieg� Kathleen. �Fa un po� di rumore, ma funziona bene.�</p><p>Bishop guard� fuori dalla finestra e rimase soddisfatto. Anche da lass�, come dalla finestra rivolta a sud, al piano terra, poteva vedere il soggiorno della casa accanto, quella in cui vivevano Kathleen e il marito. Tutto procedeva al meglio.</p><p>Si volse verso la donna. Poi si avvicin� di un passo.</p><p>�Qualsiasi mobile tu voglia portare, per me va bene�, Kathleen disse, alzando gli occhi sul viso di lui. �Posso mettere questa roba da mio zio; la tengo qui solo nel caso un inquilino ne abbia bisogno, ma tu puoi sistemare come�� La sua voce si spense mentre Bishop le osservava il viso, i capelli che incorniciavano le guance, i contorni della bocca carnosa. �Come vuoi tu�, concluse la donna.</p><p>Bishop lasci� vagare lo sguardo dalle sue labbra agli occhi, alla fronte, e poi ancora agli occhi.</p><p>�Va benissimo cos�, le rispose.</p></section><section><title><p>4</p></title><p>L�uomo dai baffi grigi arriv� proprio quella prima sera. Bishop era seduto al buio in soggiorno, su una sedia di legno. Stava fumando una sigaretta nascondendo l�estremit� accesa con la mano, in modo che non fosse visibile dalla casa accanto. Osservava il soggiorno di Kathleen attraverso le tendine mosse dall�aria.</p><p>L�uomo dai baffi grigi era con il marito di Kathleen, Chris, che stava sul divano con la schiena curva e il volto contratto in un sorriso torvo e sottomesso. Beveva una birra dopo l�altra e Bishop sentiva la sua voce quando urlava a Kathleen di portargliene un�altra.</p><p>L�uomo dai baffi grigi si era accomodato su una poltrona imbottita; sul tavolino davanti a lui c�era un bicchiere di whisky, ma Bishop pot� notare che in tutta la sera lo sorseggi� solo una volta.</p><p>Pass� circa un�ora e mezzo, poi l�uomo dai baffi grigi si alz� e usc�. Bishop lo segu� con lo sguardo finch� raggiunse la Mercedes color argento posteggiata dietro il pick-up Dodge sotto la tettoia. Chris rimase seduto dov�era a finire l�ultima birra. Poi si alz� a fatica e si diresse barcollando fuori dal soggiorno. Bishop non lo vide pi�, ma rest� alla finestra senza muoversi. Poco dopo, ud� la voce di Chris provenire dal retro della casa. La voce tradiva una collera sorda che stava trasformandosi in rabbia. Kathleen gli rispose a voce alta. Doveva trovarsi vicino alla porta a zanzariera della cucina, e Bishop pot� distintamente udirne le parole: �La casa � mia. Non devo chiedere il tuo dannato permesso per affittarla!�</p><p>Chris imprec� e Kathleen lanci� un urlo: evidentemente era stata picchiata. Bishop la sent� lamentarsi con rabbia mentre lottava con il marito e ancora gridare sotto un secondo colpo. Chris imprec� nuovamente e Bishop lo sent� muoversi a passi incerti. Kathleen rimase a piangere vicino alla porta della cucina.</p><p>�Brutto bastardo�, furono le sue parole.</p><p>Poi la casa cadde nel silenzio. Bishop port� la sigaretta alle labbra e tir� una lunga boccata; il sudore gli imperlava le tempie. Il silenzio continuava. Bishop infine si alz�, spense la sigaretta nel posacenere e sal� in camera.</p><p>L�aria fresca del condizionatore fu una gradita sorpresa. Si chin� sulla borsa da viaggio nera che aveva appoggiato ai piedi del letto e frug� tra i vestiti. Trov� il computer portatile, lo pos� sul tavolino vicino alla parete, apr� la piccola tastiera e lo accese.</p><p>Era uno di quei palmari in grado di inviare la posta elettronica sulla rete wireless. Bishop preferiva le e-mail; erano pi� difficili da intercettare delle telefonate, non potevano essere ascoltate da un�altra linea. La tastiera era di dimensioni ridotte ma Bishop vi era abituato. Digit� rapidamente il messaggio con gli indici.</p><p>�Weiss�, inizi�, �sono qui��</p></section><section><title><p>5</p></title><p>�Qualcuno vuole uccidermi�, stava dicendo l�uomo con la faccia da topo.</p><p>Il petto formidabile di Scott Weiss si gonfi� e si ritrasse come un�onda del mare. �Sono un investigatore privato, signor Spender�, disse. �Se qualcuno sta cercando di ucciderla, deve rivolgersi alla polizia.�</p><p>�Non posso andare alla polizia. Non posso proprio.�</p><p>�E perch� mai non dovrebbe?�</p><p>Il Topo�� come Weiss l�aveva gi� soprannominato�� si chin� in avanti con aria affannata. �Perch� quello� quello che vuole uccidermi ha le sue ragioni; mi vuole ammazzare perch� gli ho violentato la sorella.�</p><p>Weiss rimase impassibile, ma sarebbe potuto anche scoppiare a ridere: non credette a quella panzana neanche per un istante.</p><p>I due uomini si trovavano nell�ufficio di Weiss in Market Street, al settimo piano di un alto palazzo in cemento sormontato da un rosso tetto spiovente. Al piano terra c�era una banca, che occupava anche i locali dei sei piani immediatamente superiori. Al settimo c�eravamo noi, l�Agenzia, e uno studio legale aveva sede agli ultimi due. Lo studio Jaffe Jaffe passava molto lavoro all�Agenzia, e quindi trovava comodo averla in affitto al settimo piano, che era di sua propriet�.</p><p>Ma la convenienza era reciproca. Per l�Agenzia la posizione centrale era preziosa e il settimo piano era il migliore di tutto lo stabile. Dalle grandi finestre ad arco si godeva una bella fetta del celebre panorama della citt�, con i palazzi d�epoca in pietra scolpita che si stagliavano su un vibrante sfondo di moderni grattacieli. Avevamo il privilegio di vedere i muri della citt� accendersi di rosso e giallo per il sole, al mattino, e brillare di luce propria la sera, quando i lumi artificiali si accendevano nel crepuscolo.</p><p>Nello spazioso ufficio di Weiss, dove tutto era imponente�� la scrivania, le poltrone per i clienti, la sedia girevole su cui lui, a sua volta imponente, sedeva con lo schienale leggermente inclinato��, lo sfondo della radiosa vista della citt�, incorniciata dal finestrone ad arco, provvedeva a sottolineare efficacemente la grandiosit� della scena.</p><p>E proprio quella scena faceva sembrare molto piccolo il cliente di quella mattina. Wally Spender era in effetti un uomo piccolo e magro, con orecchie a sventola, occhi spaventati e un lungo naso sottile. Un topo che, per incanto, si era trovato in un involucro umano.</p><p>�� accaduto in Spagna�, stava dicendo a voce alta. �Il� il fattaccio con la sorella, intendo. Non so� non so che cosa mi abbia preso� una passione incontrollabile, ritengo.� Stringeva le piccole mani sui braccioli e sedeva sull�orlo della poltrona, sulle spine come uno scolaro in difficolt�.</p><p>Il volto di Weiss rimase imperturbabile.</p><p>�Mi � bastato vederla� sul lungomare. Ero a Malaga, circa un anno fa, ed ero seduto ai tavolini di un bar, a prendere un caff�. Lei � passata di l�, era solo una povera ragazza del posto ma� molto bella; almeno, bella sicuramente, molto� non so. Come le ho detto, mi � bastato vederla e� mi sono alzato e l�ho seguita, sul lungomare. Ricordo che si � fermata lungo la strada, per una qualche commissione� per comprare della frutta. S�, della frutta. Io ero l�, Weiss, fermo ad aspettare� e a guardarla. C�era qualcosa in lei, non so� non potevo smettere di seguirla. E sono arrivato fino alla sua umile dimora, ai limiti della citt�.�</p><p>�La sua umile dimora.� Weiss soppes� le parole.</p><p>Ma il Topo non colse l�ironia. Continu�. �S�, proprio cos�. L�ho seguita nelle strade del quartiere vecchio, in quelle strade acciottolate solitarie e vuote, fra vecchi edifici spagnoli dall�aria cadente. Ed � stato come� Mi � venuto in mente che in un luogo simile fosse come se� potesse succedere <emphasis>qualsiasi cosa. </emphasis>Insomma, eravamo soli in quelle strade vuote, in un quartiere dove vengono commessi molti crimini. Nessuno se ne sarebbe stupito. E io la seguivo, appunto, in quelle strade, e ho cominciato ad avere questi pensieri. Non potevo farci niente.� Si lecc� le labbra sottili, con lo sguardo fisso in un punto della stanza. Si stava eccitando, il suo stesso racconto rinnovava la sua eccitazione.</p><p>�Cos� dopo un po� siamo arrivati a casa sua e non c�era nessuno� nessuno neanche l�, da nessuna parte. E lei ha aperto la porta e io� l�ho spinta� l�ho spinta dentro. Proprio cos�, dentro, e l�ho� l�ho afferrata. Lei mi supplicava; s�, Weiss, � terribile a dirsi, ma mi supplicava, in ginocchio� con voce implorante� piangendo. Ed � a quel punto che mi ha detto�� Interruppe il racconto per leccarsi ancora le labbra e deglutire. Poi i suoi occhi si accesero. �Mi ha detto che non era mai stata con un uomo. Non aveva mai� lei sa cosa voglio dire, Weiss� prima di allora. Mai. Ma io non ascoltavo, non volevo ascoltare n� fermarmi. Ero come un� animale, senza alcun freno. Lei si � difesa, s�, ha cercato di lottare con forza, ma poi� poi ha iniziato a lasciarsi andare; dopo un po� non ha potuto farci niente, ha iniziato a lasciarsi andare. Lei sa come vanno queste cose, Weiss� siamo stati insieme��</p><p>Weiss si schiar� la gola. Aveva conosciuto ogni genere di individuo, ma questo lo stava disgustando.</p><p>�� stato meraviglioso� s�, meraviglioso!� stava dicendo il Topo con un filo di voce.</p><p>�Perch� non mi parla dell�uomo?� disse Weiss. �Quello che sta cercando di ucciderla.�</p><p>�Gi�.� Spender sbatt� le palpebre e parve tornare in s�. Riport� lo sguardo sull�investigatore. �� stato solo� solo dopo che mi ha detto di avere un fratello. Mi ha detto di avere un fratello che viveva con lei.�</p><p>�Nella sua umile dimora.�</p><p>�S�. Ecco perch� mi ha detto che dovevo allontanarmi in tutta fretta.�</p><p>Weiss annu� con aria seria.</p><p>�Ed ecco� questo � tutto�, disse Spender. �Voglio dire, non l�ho pi� rivista. Ho lasciato Malaga il giorno dopo. Non ero molto orgoglioso di me, questo � certo� lasciarmi cos� sopraffare dalla passione. Mi sono limitato a� a cercare di dimenticare, e in un primo momento ci sono riuscito. Cos� � passato un anno senza che accadesse nulla. Poi� poi, qualche settimana fa, sono iniziate le telefonate. Di notte, a casa mia. Dapprima non rispondeva nessuno; sollevavo il ricevitore e nessuno rispondeva. Poi l�altro giorno�� o, meglio, l�altra notte�� c�era un uomo all�apparecchio. Mi ha detto, senza esitare: �Sto venendo a ucciderla, <emphasis>se�or</emphasis>, perch� lei ha disonorato mia sorella e tutta la mia famiglia�. Gli spagnoli sono fatti cos�, lei lo sa, Weiss, ci tengono molto all�onore della famiglia.�</p><p>Weiss appoggi� il viso fra le mani. �� il bollente sangue latino�, comment�.</p><p>�Proprio cos�! Proprio cos�. E l�altra notte poi� non riesco neanche a parlarne. Mi sono svegliato senza motivo, intorno alle due. Davvero non so perch�. Mi sono alzato e sono andato alla finestra� E lui era l�; lui, lo spagnolo, un uomo dai tratti da spagnolo. Era sul marciapiede e guardava in su, verso la mia finestra� guardava verso di me. E quando mi ha visto, sa che cosa ha fatto? Ha estratto un coltello! Un grande, enorme coltello� che muoveva in questo modo, avanti e indietro sulla gola, come se volesse tagliarla. E mentre lo faceva mi fissava, signor Weiss. Fissava me, ne sono sicuro.�</p><p>Weiss aveva una faccia stupenda, perfetta per quel lavoro. La sua espressione da uomo vissuto e pieno di comprensione per le miserie umane risultava impenetrabile. Era sui cinquant�anni e aveva lineamenti marcati, pesanti, un po� cadenti: occhi marrone scuro, con folte sopracciglia nere sopra e borse grigio scuro sotto; capelli brizzolati, che teneva incolti ma gli conferivano una certa autor�t�. Era alto, molto alto, quasi un metro e novanta, con le spalle larghe e il ventre prominente. A causa del suo passato da poliziotto�� o forse nonostante questo�� dava sempre l�impressione di incombere sul suo interlocutore con un�aria protettiva, e penso che, in alcune occasioni, fosse davvero cos�.</p><p>Lasci� trascorrere qualche minuto, poi chiese: �Che cosa posso fare esattamente per lei, signor Spender?�</p><p>�Deve trovarlo!� sbott� il Topo. �Deve trovarlo e fermarlo. Deve farlo, signor Weiss. Mi segue� so che mi segue, e se lei non fa qualcosa, e in fretta, be�� a quest�ora, la prossima settimana, sono sicuro che sar� morto.�</p><empty-line/><p>�Allora crede che si sia inventato tutto�, dissi.</p><p>Weiss scoppi� in una sonora risata. �Al cento per cento, te lo garantisco. Avrei dovuto chiamarti e farti suonare canzoni spagnole con la chitarra mentre parlava.� Sembr� imitare il cliente. �La sua <emphasis>umile dimora!</emphasis> Ha dovuto <emphasis>allontanarsi in tutta fretta </emphasis>dalla sua <emphasis>umile dimora</emphasis>! Tutte stronzate.�</p><p>Io stavo in una specie di sgabuzzino in fondo al corridoio che partiva dall�ufficio di Weiss. In quello spazio ristretto in cui veniva smistata la corrispondenza dell�Agenzia si trovavano una fotocopiatrice, un fax, la mia scrivania� e il sottoscritto.</p><p>Weiss si spingeva spesso fin l�, per fare una pausa, per pensare, per rilassarsi con le mani in tasca. Gli piaceva parlare con me dei vari casi, della sua vita. Non sono sicuro del perch� lo facesse. Sapeva che volevo diventare uno scrittore e forse sperava che mi sarei ricordato dei suoi racconti e che li avrei trascritti, conservati, in un certo modo immortalati. O forse era gi� sicuro che lo avrei fatto e quindi mi forniva la sua opinione, la sua interpretazione dei fatti. Ma poteva anche essere che mi considerasse cos� ingenuo e diverso da lui, cos� fuori dal suo mondo, da non prendermi sul serio. Forse pensava che confidarsi con me fosse come parlare al vento.</p><p>�Be�, ma non potrebbe averlo fatto davvero?� chiesi. Ero in piedi davanti alla fotocopiatrice e osservavo le pagine di una pratica che mi scorrevano davanti. �Insomma, non � possibile?�</p><p>�Quel tipo! Se quello ha violentato qualcuno, io sono il re di Romania; se � mai stato in Spagna�� Scosse il capo. ��Sto venendo a ucciderla, <emphasis>se�or</emphasis>.� Ma andiamo� tutte stronzate.�</p><p>�Quindi perch� ha accettato il caso?�</p><p>Si strinse nelle spalle. �Voglio accertarmi che sia innocuo. Vive nel Sunset District con la madre, che cosa mi costa andare a parlarle? Per essere sicuro che non far� del male a nessuno, n� a se stesso. Chi lo sa? Potrei sbagliarmi. Forse tutto quello che ha detto � la pura verit�. Forse un giorno scriverai un libro su questa faccenda. <emphasis>Il caso della vergine spagnola.</emphasis>�</p><p>La fotocopiatrice si ferm� e iniziai a recuperare le pagine del documento. Attraverso la porta aperta, sentimmo le tre note che annunciavano l�arrivo di una e-mail sul suo computer.</p><p>�Dev�essere il rapporto di Bishop�, dissi.</p><p>Weiss annu�. Mentre tornava nel suo ufficio lo sentii mormorare: ��Iniziava a lasciarsi andare�� cazzo, se <emphasis>questo </emphasis>� vero, io sono il re di Romania.�</p></section><section><title><p>6</p></title><cite><p>Weiss, qui tutto procede bene, ma lentamente. Chris Wannamaker mi sta mettendo alla prova sugli aerei, cos� siamo spesso insieme, in volo. Ma � molto chiuso e taciturno; non c�� modo di farlo parlare. Controlla anche la moglie in maniera ossessiva e non vuole vedermi intorno. Quando Kathleen � a casa, lui c�� sempre. Sono riuscito a scambiare con lei due parole sul lavoro� scorza dura, ma triste e sola, una donna maltrattata. Mi serve l�occasione giusta per capire se � in possesso di qualche informazione e convincerla a darmela (l�informazione).</p></cite><empty-line/><p>Weiss bofonchi� a bassa voce: �Convincerla a darmela!� Le e-mail di Bishop erano sempre piene di simili espressioni. Weiss era probabilmente l�unica persona sulla terra a cui Bishop teneva, l�unica di cui gli importasse avere la stima. Ma sapeva che il vecchio non approvava alcuni dei suoi metodi e gli piaceva giocare al figlio ribelle che dava qualche pensiero al padre bacchettone.</p><p>Weiss si port� una mano sullo stomaco e sospir�. Con l�altra fece scorrere sullo schermo il resto del messaggio.</p><empty-line/><cite><p>Baffi grigi si � fatto vedere ancora, questa volta al campo di aviazione. � confermato: si tratta di Bernie Hirschorn, un VB che dirige la Driscoll Foundation, una societ� che controlla tutta la citt� e forse qualcos�altro. Molto denaro, legami con il giro della droga, morti a decine lungo la sua scalata al potere. Chi non lo paga finisce male o viene assorbito. Possiede ormai la met� dell�attivit� di Ray.</p><p>Ray ha comunque ragione� sta succedendo qualcosa. Alcune persone dell�organizzazione di Hirschorn hanno assoldato Chris per dei voli negli ultimi tempi, trasporto passeggeri, merci o Hirschorn stesso. Ufficialmente la destinazione � Arcata, il capoluogo della contea, ma l�aereo di Chris torna sempre da nord, e Arcata � a ovest, e i voli durano comunque troppo.</p></cite><empty-line/><p>Weiss si dimen� pensieroso sulla sedia. Quella storia non gli piaceva. Le parole di Bishop erano molto chiare: quel tale, Hirschorn, spediva Wannamaker in volo in qualche localit� segreta, facendo credere che la destinazione fosse Arcata. Ma a quale scopo? A nord di Driscoll non c�era niente, solo chilometri e chilometri di foreste. Si trattava di un giro di merce di contrabbando con il Canada�� sigarette, CD��� o di droga?</p><p>Qualunque cosa fosse, Weiss era molto preoccupato. Hirschorn era di certo un VB, un vero bastardo, con una scia di morti dietro le spalle, e Bishop era difficile da trattenere una volta che aveva trovato una pista. Weiss doveva cercare di tenerlo a bada, assicurandosi che non si facesse troppo coinvolgere.</p><p>L�e-mail terminava con un�ultima considerazione, ben poco rassicurante.</p><empty-line/><cite><p>Forse ho trovato un modo per entrare nel giro. Wannamaker � un ubriacone, una testa calda che non tiene a freno la lingua e perde facilmente il controllo. Probabilmente Hirschorn cerca qualcuno di pi� affidabile per i suoi traffici, e io potrei essere quella persona.</p><p>A proposito, il nostro cliente, Ray Gambling, � un maledetto idiota. Ha paura e parla troppo. Per ben tre volte c�� mancato poco che facesse saltare la mia copertura chiamandomi con il mio vero nome. Scherzi del genere possono costarmi la vita. Saluti. JB</p></cite></section><section><title><p>7</p></title><p>Chris Wannamaker aspettava appoggiato alla fusoliera dell�aereo, con i pollici infilati nelle tasche dei jeans. Bishop avanzava verso di lui nella calura, la borsa da volo appoggiata sulla spalla.</p><p>Chris sovrastava Bishop di almeno quindici centimetri e dalle maniche opportunamente strappate della T-shirt faceva spuntare bicipiti poderosi. Sul destro aveva un tatuaggio, due serpenti avvolti attorno a un teschio e una scritta: NATO PER SCATENARE L�INFERNO. Sul sinistro spiccava una lunga cicatrice biancastra e irregolare. Aveva capelli ricci castani, lineamenti ordinari e un mezzo sorriso carico di crudelt�.</p><p>�� tutto pronto�, disse quando Bishop lo raggiunse. �Possiamo volare.�</p><p>Bishop annu� e i due uomini presero posto nell�abitacolo di guida.</p><p>Chris si sedette in silenzio al posto del copilota, guardando dal finestrino laterale mentre Bishop accendeva i motori e guidava l�aereo verso la pista di decollo. Entrambi indossavano le cuffie, anche se al campo non c�era la torre di controllo e, al mattino, nessun altro aereo in volo. I due sedevano uno di fianco all�altro senza spezzare neanche con una parola il sordo rombo dei motori.</p><p>Era stato cos� per tutta la settimana. Erano due nemici naturali e l�avevano capito nell�esatto istante in cui si erano incontrati. Chris aveva il compito di sincerarsi dell�abilit� di Bishop in volo per motivi assicurativi, ma sapeva che il rivale avrebbe saputo far volare qualsiasi carretta. Era cos� passata una settimana in cui si erano scambiati solo le parole strettamente necessarie.</p><p>Una volta raggiunta la pista, Bishop tocc� appena i freni e il Cessna si ferm�. Premette il tasto del microfono e disse: �Pista di Driscoll, cinque-zero-quattro pronto al decollo�.</p><p>Inizi� a dare gas e l�aereo si mosse, aumentando progressivamente la velocit�. Bishop tir� la cloche proprio sul limite della pista e le ruote si staccarono dal suolo. Erano in volo.</p><p>�Zero-tre-zero�, borbott� Chris, sempre con gli occhi fissi sul finestrino.</p><p>Arrivato a cinquecento piedi, Bishop orient� l�aereo verso nord e pens�: �Bene, cos� mi piace�. La sensazione di aver lasciato la terra sotto di loro; il paesaggio che ondeggiava come un fazzoletto lasciato cadere da una signora; i contorni dei campi intorno all�hangar che diventavano sempre pi� geometrici ed essenziali, man mano che si allontanavano; la squallida citt� ridotta a niente pi� di un bagliore sullo sfondo. Nel raggio del suo sguardo, da ore dieci a ore due, Bishop scrut� il cielo e le montagne selvagge che si perdevano in lontananza, il verde della foresta che si fondeva con l�azzurro del cielo nell�orizzonte velato. Stava assaporando ogni momento della salita.</p><p>�Mettilo diritto�, ordin� Chris.</p><p>Bishop lo guard� perplesso. Avevano raggiunto solo cinquemila piedi e ancora sfioravano le cime delle alture, distinguevano gli alberi, vedevano le auto che risalivano le strade di montagna, con i finestrini che rilucevano al sole. Erano troppo bassi.</p><p>�Vira tutto a destra�, disse Chris, prima di riprendere a fissarsi il pugno con aria assente.</p><p>Bishop guard� l�indicatore di rotta: segnava 030. Inizi� a far virare l�aereo di quarantacinque gradi verso destra, tenendo il muso in direzione dell�orizzonte. Le montagne sfrecciarono sul parabrezza, la citt� scomparve alla vista e l�aereo continu� a virare, mentre il sole faceva riverbero sul vetro. Ecco di nuovo le montagne. Bishop raddrizz� la cloche e tocc� appena il pedale del timone, poi controll� l�indicatore di rotta mentre le ali del Cessna ritornavano diritte: 030. Guard� l�altimetro e si compiacque: non avevano perso neanche un piede. �Una buona manovra�, pens�.</p><p>Improvvisamente, la mano di Chris afferr� la manetta del motore di destra e lo spense.</p><p>Faceva parte del test valutare le reazioni del pilota in caso di emergenze, quali la perdita di un motore. Quando se ne spegne uno, non c�� pi� niente che contrasti la spinta dell�altro e l�aeroplano rischia di avvitarsi in una pericolosa caduta a spirale. Ci� accade se il pilota non ha la prontezza di spirito di spingere con forza sul pedale del timone.</p><p>Cosa che ovviamente Bishop fece, ma il pedale non rispose.</p><p>Ci� lo stimol� giustamente a rimarcare: �Merda!�</p><p>Spinse nuovamente il pedale, ma ancora non successe niente. Il muso del Cessna si inclin� a destra e poi verso il basso. Il piede di Bishop continuava a combattere con il pedale, che non dava risposta. Non capiva� poi si rese conto della situazione, ma non poteva crederci: Chris stava usando i comandi del copilota per impedirgli di manovrare.</p><p>�Cosa diavolo stai��</p><p>Chris rise. �Vediamo come te la cavi ora!�</p><p>Un rollio inquietante inclin� l�aereo, che inizi� a girare su se stesso in modo lento, ma anche a precipitare sempre pi� velocemente. Bishop cerc� la manetta di destra, ma Chris la teneva stretta. L�aria intorno a loro sembrava gemere e Bishop si sent� le guance in fiamme per effetto della forza G.</p><p>�Iu-huu!� fu il grido assordante di Chris nel microfono, simile a quello di un cowboy su un cavallo selvaggio.</p><p>Bishop imprec� e gli assest� un colpo secco affondandogli le nocche nella coscia.</p><p>�Ahi, cazzo!� url� Chris rilasciando la gamba.</p><p>Il pedale del timone cedette sotto il piede di Bishop che lo spinse a fondo. Chiuse la manetta del motore di sinistra in modo da annullarne la spinta e rialline� le ali. Il nauseante avvitamento cess�, ma l�aereo continuava a precipitare verso le montagne. Ai suoi lati sorsero le creste di un mare d�alberi, verso il quale l�apparecchio stava affondando rapidamente. Nel parabrezza apparve l�inquietante sagoma di una roccia scura.</p><p>Bishop serr� le mascelle e tir� la cloche verso di s�, alzando il muso dell�aereo con ogni energia rimastagli. A quel punto, riaccese entrambi i motori a pieno regime e trattenne il fiato mentre la roccia si avvicinava al suo volto, un secondo dopo l�altro.</p><p>Infine, il Cessna riprese a salire. Bishop guard� l�indicatore di velocit� e poi a ore nove. Le cime degli alberi sembravano toccare l�ala, era quasi possibile distinguerne ogni singola foglia. Ma in pochi secondi l�aereo le oltrepass� e la terra torn� ad allontanarsi velocemente.</p><p>Bishop guard� Chris. �Ma cos�hai in quel cervello bacato, figlio di puttana?� imprec�.</p><p>Chris si sfreg� la coscia nel punto in cui era stato colpito e rivolse a Bishop un�occhiata torva. Poi inizi� a ridacchiare, un suono che si diffuse rauco e profondo nelle cuffie di Bishop.</p><p>�Riportalo a cinquemila piedi�, disse. �Proviamo qualcos� altro.�</p><p>E torn� a fissare il finestrino con sguardo assente.</p></section><section><title><p>8</p></title><p>Jim, ti rammento che la procedura prevede che tu mi tenga sempre dettagliatamente informato sulla natura delle attivit� criminali, se ve ne sono. Sono consapevole del pericolo che corre il nostro cliente, ma non voglio che tu comprometta la tua sicurezza. Inoltre, per quanto riguarda la signora Wannamaker, sono certo che sia una buona fonte di informazioni, ma mi aspetto che tu le ottenga in modo ragionevole e, soprattutto, professionale. W.</p><empty-line/><p>Bishop ebbe l�occasione di raccogliere informazioni in modo professionale quella notte stessa.</p><p>Era seduto al tavolino della sua camera da letto, al piano superiore, e aveva appena finito di leggere il messaggio di Weiss. Mentre guardava fuori dalla finestra, vide Kathleen uscire e fermarsi sotto il portico. La luce della luna illuminava il vialetto e Bishop si accorse che il furgone di Chris non c�era pi�.</p><p>Rimase immobile a osservarla: indossava una T-shirt azzurra e pantaloncini beige. Gli piacevano i fianchi rotondi e il seno procace, ma le ragioni per cui intendeva farsela erano altre. In primo luogo c�era il lavoro; in secondo, doveva dare una lezione a quel bastardo del marito e ripagarlo dello scherzetto che gli aveva fatto in volo quella mattina. Riguardandola, ammise con se stesso che avrebbe tratto un doppio piacere da tutto ci�.</p><p>Kathleen si era intanto appoggiata alla ringhiera ad assaporare il fumo di una sigaretta.</p><p>Bishop cancell� il messaggio di Weiss e si alz�. Pochi mimiti dopo scese a sgranchirsi le gambe in giardino. Era calata un�oscurit� compatta. La calura, che aveva martellato la regione per tutta la giornata, adesso pareva adagiarsi sulla notte come un lenzuolo. Le cicale emettevano i loro versi tra gli aceri. Gli insetti ronzavano intorno alle lampade accese sotto il portico di Kathleen come elettroni impazziti: Bishop ne scorse le ombre riflesse sul volto e sulle braccia della donna quando lei si volt� per sorridergli. La raggiunse varcando il sottile confine di prato che separava le due case.</p><p>�Come va?� le chiese.</p><p>Kathleen rispose con un gesto vago della mano che stringeva la sigaretta. �Prendo un po� d�aria. Non mi piace fumare con l�aria condizionata accesa.�</p><p>�Neanche a me. Chris � uscito?�</p><p>�� andato al Clover Leaf, in citt�.�</p><p>�S�, so qual �.�</p><p>�Brutto posto, no?�</p><p>�In effetti mi � sembrato alquanto rozzo.� Indic� gli scalini del portico. �Posso?�</p><p>La donna alz� le spalle, ma Bishop colse una luce di interesse nei suoi occhi. Sal� gli scalini, si appoggi� alla ringhiera, di fronte a lei, e la fiss� un lungo e intenso sguardo che non poteva essere frainteso. Kathleen fece un�espressione indifferente, ma dal respiro rallentato si capiva che era consapevole della sua vicinanza.</p><p>Fumarono insieme per qualche minuto, in silenzio. Udirono il suono di un telefono in qualche casa del vicinato.</p><p>�Chris dice che hai superato tutti i test. Sei pronto per volare.�</p><p>�Be�, lui ti sottopone a delle prove infernali.�</p><p>�Non badarci. Chris � un bastardo.�</p><p>Bishop alz� un sopracciglio. �Ma � tuo marito, giusto?�</p><p>�Che cosa vuoi che ti dica, le vie dell�amore sono misteriose�� Lasci� cadere un po� di cenere, con indifferenza. �Si diverte a vedere i nuovi che se la fanno sotto; li lascia soffrire fino all�ultimo istante. Io l�ho avvertito: un giorno o l�altro finir� male.�</p><p>�Per dirtela tutta, non me ne frega un accidente se gli succeder�, disse Bishop, �almeno fin tanto che non mi ci trovo io su quell�aereo.�</p><p>�Bene.� Rise sommessamente, poi scosse la testa. �Senti, non devi fraintendermi. Chris � un buon pilota, anzi, un ottimo pilota. Vola da quando era giovanissimo. Ha pilotato gli elicotteri quando era militare e sa portare qualsiasi velivolo. Pu� riprendere il controllo di quel Cessna anche a venti piedi e non ha mai messo la vita di nessuno in pericolo. Gli piace solo fare lo sbruffone, nient�altro.�</p><p>�Sicuro.�</p><p>Kathleen si stacc� dalla ringhiera, lasci� cadere la sigaretta e la spense sotto la punta della scarpa. Lo guard� e disse: �Fammi un favore, non dire niente di tutto questo a Ray. Questo � il terzo lavoro di Chris in due anni e se lo perde� Cristo, non voglio proprio pensarci�.</p><p>�Non posso crederci!� si stup� Bishop. �Ho sentito dire che Chris va forte, e che Ray non lo licenzierebbe mai.�</p><p>�Davvero? E dove l�avresti sentito?�</p><p>�In giro. Mi hanno detto che � amico del socio di Ray, come si chiama� Hirschorn.�</p><p>Kathleen guard� la strada vuota con aria stanca; avrebbe potuto dire molto sull�argomento, ma non lo fece. �Chris pensa sempre di essere incredibilmente bravo, e subito dopo si ritrova senza lavoro.� Sbuff�, gonfiando appena le guance. �Quello che voglio dire � che � giovane e impulsivo, ecco tutto. Non si rende bene conto delle situazioni. Ha passato dei brutti momenti negli ultimi due anni, da quando lo hanno buttato fuori dall�esercito� L�hanno veramente messo a terra. Poi ha lavorato nelle spedizioni e ha perso anche quel lavoro. Qui non � come a San Francisco o Los Angeles, non ci sono tutti quei posti di lavoro. Sono preoccupata che anche questa volta possa fallire.�</p><p>�Capisco.� Anche Bishop spense la sigaretta sotto il piede e rimase immobile davanti a lei. �Non dir� niente.� Con la scusa di osservare la luna, si avvicin� alla donna, fin quasi a toccarla, rilassato, con una mano nella tasca dei jeans.</p><p>Lei lo guard� negli occhi e si sent� avvolgere dallo sguardo di lui. �Grazie�, disse.</p><p>�Ma ti dico una cosa�, incalz� Bishop. �Se sapessi che a casa mi aspetta una donna come te, starei molto, molto pi� attento a come volo.� Nel dire cos� alz� un dito e lo pos� sulla guancia di Kathleen che, ipnotizzata, non distolse lo sguardo.</p><p>�Non fare cos�, sussurr�.</p><p>Il dito di Bishop scivol� dalla guancia verso il mento. Alla fine lei si sforz� di ripetere: �No, Frank, davvero�.</p><p>Bishop abbass� la mano e la donna distolse lo sguardo.</p><p>�Come se avessi bisogno anche di queste stronzate�, mormor� Kathleen.</p><p>Stava per risponderle, per dirle che ne aveva davvero bisogno, che lui riusciva a vederla com�era e sapeva che di qualcosa aveva un dannato bisogno. Ma si accorse che gli occhi di lei guardavano oltre il giardino; poi ud� il rumore del motore che si avvicinava e vide il furgone di Chris avanzare nella via in un modo che non lasciava dubbi: l�uomo era ubriaco.</p><p>Senza fretta, con movimenti sicuri, Bishop si allontan� da Kathleen e rimase con lei a guardare il veicolo che entrava nel giardino.</p><p>�Che succede! Che cazzo succede! Che cosa mi tocca vedere?� Chris parlava a voce alta, cercando di scendere dall�auto. Avanz� verso di loro con passo incerto, lasciando intuire che era davvero molto, molto ubriaco. �Me ne vado per un paio d�ore e quando torno a casa che cosa trovo�� Colp� la palma di una mano con il pugno dell�altra per cinque volte, per indicare che sua moglie si faceva fottere. �Ti sembra che un uomo debba trovare questo, quando torna a casa?�</p><p>�Va� all�inferno, Chris�, disse Kathleen voltandogli le spalle disgustata, provando vergogna per lui.</p><p>Chris sal� i gradini barcollando e, una volta sotto il portico, sovrast� con la sua mole le altre due figure. �Non hai perso tempo, eh, amico?�</p><p>Bishop gli rispose in tono amichevole ma distaccato. �Stavo solo scambiando due parole da buon vicino.�</p><p>�Buon vicino!� sbrait� Chris. Ondeggi� pericolosamente verso la moglie. �� un buon vicino, tutto qui. Merda, � chiaro come il sole. E tu, Kathleen, sei anche tu una buona vicina?�</p><p>�Vaffanculo, Chris. Chiudi quella boccaccia!�</p><p>Gli stava ancora dando le spalle, quando lui l�afferr� con violenza e le strinse la mascella con l�enorme mano, obbligandola a guardarlo in faccia. Le dita premevano con forza l� dove Bishop aveva fatto scivolare le sue.</p><p>�Ti ho fatto una domanda�, disse. �Sei una buona vicina o no?�</p><p>�Lasciami stare!� Kathleen cercava di allontanare il braccio del marito, che per� non lasciava la presa. �L�hai voluto tu�, disse e gli affond� le unghie nel polso.</p><p>�Ah�� url� Chris, che scost� la mano ma colp� con indifferenza la moglie sopra l�orecchio. Lo schiaffo fu cos� forte da rivoltare la faccia di Kathleen. Ancora girata per nascondere le lacrime, la donna ripet�: �Vaffanculo, Chris!�</p><p>L�uomo sorrise. Ora che l�aveva fatta piangere, era soddisfatto. �Buona vicina�, insistette, guardandola, malfermo sulle gambe. Poi si mosse con passo incerto in cerca di Bishop.</p><p>Questi aveva osservato la scena immobile da un angolo del portico, con i pollici infilati dietro la fibbia della cintura.</p><p>Chris sibil� con una smorfia: �Hai detto qualcosa?�</p><p>La domanda fu seguita da pesanti attimi di silenzio. Bishop restava zitto, con un lieve sorriso sulle labbra e gli occhi inespressivi. Il gigante avanz� verso di lui, accompagnato da un evidente odore di birra.</p><p>�Ti ho fatto una domanda, amico. Hai detto qualcosa?�</p><p>Bishop scosse la testa.</p><p>Chris si avvicin�. �Hai forse pensato qualcosa?�</p><p>Il caldo era diventato opprimente. Nell�oscurit� si sent� il rumore di un bidone dei rifiuti che veniva chiuso e di una porta che sbatteva.</p><p>�Be�, in effetti, una cosa s�, rispose Bishop in modo tranquillo. �Penso che tu debba smettere di picchiare le donne.�</p><p>Kathleen si infil� velocemente fra i due. La lampada del portico le fece brillare le lacrime sulle guance.</p><p>�Dai, Chris, lascia stare. D�accordo? Smettila, basta. Non stava facendo niente; ti giuro che stavamo solo parlando.� Mise le mani sul petto. �Te lo giuro su Dio. Per favore.�</p><p>Chris e Bishop continuavano a fissarsi sopra la testa della donna. Il primo non riusciva pi� a tenere gli occhi aperti, tanto era ubriaco, e le gambe non sembravano pi� in grado di reggerlo. Aveva uno stupido sorriso sul volto.</p><p>�Sei fortunato che lei� fortunato� che c�� lei�, disse.</p><p>Barcoll� verso la moglie, che gli mise un braccio intorno alla vita per sorreggerlo.</p><p>�Forza�, disse. �Vediamo di entrare in casa.�</p><p>Lo guid� verso la porta, facendo segno con la testa a Bishop di andarsene. Bishop annu� e si avvi� verso casa senza smettere di sorridere.</p><p>�Buon vicino� fanculo!� Sent� Chris imprecare alle sue spalle, ma non si volt�. La porta si chiuse.</p><p>Un cane abbaiava in lontananza e le cicale continuavano a frinire.</p></section><section><title><p>9</p></title><p>Weiss aspettava davanti alla piccola casa bianca, con le mani nelle tasche dei pantaloni stropicciati e la giacca, anch�essa stropicciata, aperta. Era una giornata grigia, il vento faceva ondeggiare la cravatta sulla camicia bianca. Weiss vedeva la sua sagoma riflessa nella porta d�ingresso; con orgoglio, not� che chiunque lo avrebbe ancora scambiato per un poliziotto.</p><p>Quando per� la madre del Topo apr� la porta, gli lanci� uno sguardo rassegnato ed esclam�: �Oh, no. Mi lasci indovinare, un altro investigatore privato�.</p><p>�La signora Spender?� chiese Weiss.</p><p>�Entri, entri, cerchiamo di sbrigare questa faccenda.�</p><p>Era una donna anziana, stanca e acida, dai lineamenti sottili e affilati come quelli di suo figlio, il Topo. I capelli grigi incorniciavano un volto rugoso, altrettanto grigio. Mentre si faceva da parte per lasciarlo entrare i suoi occhi arrossati osservarono con tristezza la figura di Weiss.</p><p>Questi riconobbe l�odore della casa non appena varc� la soglia. Vecchia, stantia, insopportabilmente rispettabile. Si aspettava stampe floreali alle pareti, tappeti consunti e tende soffocanti; anche qualche immagine di Ges� qua e l�. I mobili dovevano essere quelli ereditati dalla casa pi� grande in cui la donna aveva vissuto fino alla morte del marito. Weiss era certo di tutto questo prima ancora di superare l�atrio in cui era stato introdotto.</p><p>�Devo dedurre che suo figlio ha consultato altri investigatori prima di me�, disse.</p><p>�Sta scherzando, vero? C�� una lista lunga quanto un poema. E perch� no, voglio dire, con tutto il denaro che abbiamo da buttar via! Insomma, signor��</p><p>�Weiss.�</p><p>�Venga di sopra, signor Weiss; cercher� di risparmiare a entrambi tempo e denaro.�</p><p>La stretta scala era male illuminata, cos� come il pianerottolo del primo piano. Weiss segu� la donna fino a una porta chiusa. La signora Spender l�apr� con un gesto teatrale.</p><p>�Questa � la stanza di mio figlio�, annunci�. �Qui � dove elabora tutte le scemenze che le ha raccontato.�</p><p>Non si diede pena di accendere la luce, ma quella che entrava dalla finestra permise a Weiss di osservare l�ambiente, una volta entrato.</p><p>Sembrava la stanza di un bambino di circa dodici anni. C�erano persino un modellino di astronave sul cassettone e due bandierine dei Giants appese al muro. Il letto singolo sembrava quello di un ospedale, con le coperte tirate e rimboccate sotto il materasso; a una delle pareti era appoggiato uno scaffale che fungeva anche da scrivania. Weiss esamin� i libri: volumi di numismatica, libri illustrati sulla Spagna, una lunga fila di romanzi di fantascienza consunti dall�uso.</p><p>Improvvisamente ci fu una specie di botto. La signora Spender aveva preso una pila di taccuini dall�armadio di suo figlio e l�aveva lasciata cadere sulla scrivania.</p><p>�Io non dovrei neanche sapere che esistono�, disse in tono asciutto.</p><p>Weiss si avvicin� e sparse la pila sulla scrivania. Si trattava di normali taccuini a spirale, ma c�erano anche riviste di ragazze nude, tutte, come Weiss pot� notare mentre la signora Spender sbuffava con una smorfia carica d�ironia, chiaramente di origine latinoamericana.</p><p>In fondo alla pila vi erano alcuni raccoglitori. Weiss li apr� e riconobbe con un sorriso le pagine azzurre, con le buste circolari in cui mettere le monete. Anche la collezione, Weiss not�, era quella di un ragazzino dodicenne, in cui i pezzi migliori, quelli di valore, mancavano inevitabilmente.</p><p>Sfogli� infine il primo taccuino. Le pagine erano coperte da una fitta scrittura tremolante. Weiss lesse qualche riga e cap� di che cosa si trattava: la storiella della vergine spagnola era tutta l�, elaborata nei minimi dettagli. Come l�aveva individuata mentre stava seduto al bar, come la sua bellezza l�aveva colpito eccetera. Weiss leggeva lentamente. Lo stupro era descritto quasi con dolcezza, specialmente nel punto in cui la ragazza smetteva di resistere e cedeva alla virilit� del Topo.</p><empty-line/><p>Trema fra le mie braccia. Sei troppo uomo per me, <emphasis>se�or</emphasis>, sussurra con il suo accento spagnolo. Si aggrappa a me in modo rassegnato, mentre la porto verso il letto.</p><empty-line/><p>Weiss sorrise perch� non riusciva a immaginare il Topo portare una donna adulta in nessun posto.</p><empty-line/><p>Penso che mi verr� l�ernia, le dico con voce virile. Tu sei troppo procace per me.</p><empty-line/><p>Weiss continuava a girare le pagine. Vi erano altre storie descritte con molta fantasia: tutte le protagoniste femminili erano spagnole o latinoamericane e tutte venivano in qualche modo obbligate ad avere rapporti con il Topo. All�inizio resistevano, poi cedevano a un piacere selvaggio. Vi erano anche alcuni disegni a matita di ragazze dai tratti latini stese sul pavimento con le gambe aperte.</p><p>�Disgustoso�, comment� la signora Spender.</p><p>Weiss si strinse nelle spalle e chiuse il taccuino. �Le persone hanno fantasie di ogni genere, signora. Volevo solo assicurarmi che suo figlio non avesse fatto male a nessuno. A nessuna persona vera, intendo.�</p><p>La signora Spender scoppi� in una risata. �Chi? Wally? No, naturalmente. Fa il ragioniere.�</p><p>�Be�, questo non sempre � una garanzia.�</p><p>�Lo so, ma� quello che intendo dire � che mio figlio va al lavoro tutti i giorni alle otto e ritorna alle cinque e quarantacinque in punto. Alcuni giorni va a lavorare in farmacia, altri al negozio dell�elettricista, altri ancora in quello delle arti decorative, di qualunque cosa si tratti. So sempre dov��, perch� mi avvisa sempre. Ci sentiamo tre o quattro volte al giorno.�</p><p>�Dal suo cellulare?�</p><p>�Qualche volta s�; ma altre sono io a chiamarlo nel posto dove sta lavorando. Non che io lo controlli� � un uomo adulto, ma� Comunque lo trovo sempre dove ha detto di essere.�</p><p>�E nei fine settimana?�</p><p>�Mi porta a fare spese. Andiamo al cinema. Conduciamo una vita tranquilla.�</p><p>�Che cosa mi dice della Spagna? Suo figlio ci � mai stato, in vacanza o per altri motivi?�</p><p>�Con il suo stipendio? Se mio marito non mi avesse lasciato qualcosa di cui vivere, non potremmo permetterci neanche questa casa. Andiamo una settimana al mare in inverno, ecco tutto. Wally non ha neanche il passaporto.� L�espressione dura del volto si addolc� leggermente; stava cercando la comprensione di Weiss e la ottenne con facilit�: Weiss capiva tutto.</p><p>Continu� in un tono pi� pacato: �Non � certo la vita migliore per un uomo adulto, signor Weiss, non � che io non lo capisca. Wally ha sempre <emphasis>desiderato </emphasis>andare in Spagna, fin da quando era un bambino, ma poi, per una ragione o per l�altra� non � colpa di nessuno�. Rivolse lo sguardo ai taccuini sulla scrivania. �Dio mi � testimone. Mio figlio non potrebbe mai stuprare nessuno. Ha delle fantasie, come lei ha detto, ma questo non � un reato.�</p><p>�No, signora, non � un reato, altrimenti tutti finirebbero in galera.�</p><p>�Ecco, � proprio ci� che intendevo.�</p><p>�Che mi dice dell�uomo che suo figlio crede stia cercando di ucciderlo. Potrebbe esistere davvero?�</p><p>La signora Spender lo fiss� rassegnata. �Il famoso uomo con un grande coltello appostato fuori dalla casa.�</p><p>�Proprio lui.�</p><p>�Glielo dico io chi �, fece lei. �Tre anni fa, mio figlio ha compiuto quarant�anni. Da allora, ogni anno � la stessa storia. Una volta si tratta del fratello della ragazza, un�altra del padre, poi del marito. Tutti comunque hanno un grande coltello e sono appostati fuori dalla casa.�</p><p>�E tutti vogliono vendicare il loro onore?�</p><p>�Cos� � Wally� l�uomo pi� ricercato della terra.�</p><p>�Dunque lei � certa che quell�uomo non esiste.�</p><p>�L�uomo non esiste, la donna non esiste, tutta la storia non esiste. Lei � il quarto investigatore che assume; se vuole le do i biglietti da visita degli altri, per interpellarli. L�unica verit� qui � che mi sono costati ottantacinque dollari l�ora. Ottantacinque pi� le spese. Uno di loro ha telefonato ai datori di lavoro di Wally, chiedendo se per caso, qualche volta, non aveva fatto assenze sospette durante le quali avrebbe potuto andare in giro a commettere stupri; a momenti lo licenziano. Guarda caso, tutti sono giunti alla stessa conclusione: la storia esiste solo nella testa di mio figlio, nelle sue fantasie. Ora la ringrazio, mi mandi pure il conto per posta.�</p><p>Weiss assent�, in tono distaccato, mentre faceva scorrere le dita sulla copertina di uno dei taccuini. Non disse alla signora Spender che un suo amico gli aveva fatto avere l�elenco delle telefonate del figlio. Sapeva che non vi erano state telefonate notturne e praticamente nessuna neanche di giorno, certamente nessuna di minaccia o anche solo insolita.</p><p>�Che stranezza�, pens�. �Che situazione veramente bizzarra.�</p><p>Quando si volt�, il grosso corpo e la larga faccia dai tratti cadenti parvero incombere sulla vecchia inacidita con la loro tipica aria protettiva. �Tratterr� le spese da quello che mi ha dato suo figlio�, disse, �e le far� avere il resto.�</p><p>Questo fece effetto su di lei; probabilmente il denaro fece effetto, credo, perch� le labbra si serrarono e gli occhi diventarono ancora pi� lucidi. �Grazie, signor Weiss, lei � molto gentile, una persona veramente gentile.�</p><p>�Grazie del tempo che mi ha dedicato, signora. Non si scomodi, conosco la strada.�</p><p>Usc� caracollando tristemente, lasciandola sola in quella strana stanza con le bandierine alle pareti e l�astronave sul cassettone, i taccuini e le riviste alla rinfusa sulla scrivania.</p><empty-line/><p>�Allora,� gli chiesi quando rientr�, �ha appurato che Spender non � veramente uno stupratore?�</p><p>Weiss era di fianco alla mia scrivania, con le mani in tasca e lo sguardo basso. Mi guardava in modo assente mentre mi occupavo della corrispondenza dell�Agenzia. Annu� appena mentre mi diceva: �Sono andato alla farmacia dove lavora e abbiamo parlato in un piccolo stanzino sul retro dove tiene le sue cose�.</p><p>�Come l�ha presa?�</p><p>�Si � messo a piangere.�</p><p>�Sta scherzando.�</p><p>�No, si vergognava davvero.�</p><p>�Di non essere un vero stupratore?�</p><p>Weiss alz� le spalle. �Mi ha detto che una volta, diversi anni fa, aveva pagato una prostituta per trasformare le sue fantasie in realt�. Lei doveva interpretare la parte della vergine spagnola, lui l�avrebbe circuita e poi��</p><p>Il rumore della stampante che prendeva una nuova busta lo interruppe, cos� gli chiesi: �E che cosa � successo? Non ha funzionato?�</p><p>�No, quando sono arrivati al punto, il suo arnese l�ha piantato in asso.�</p><p>�Il suo��</p><p>�Insomma, non ce l�ha fatta.�</p><p>�Capisco.� Scossi la testa e aggiunsi: �Cos� adesso ci riprova ogni anno. Assolda un detective, gli racconta il fatto, gli fa credere che ci sia il fratello sulle sue tracce��</p><p>�Ogni anno da quando ha compiuto quarant�anni.�</p><p>�Penso sia dura abbandonare un sogno�, dissi gettando la busta appena stampata nel cestino della posta in uscita.</p><p>�Be�, quarant�anni non sono poi molti�, continu� Weiss. �Potrebbe anche diventare un vero stupratore se la sua mente se ne convince.�</p><p>�Lo crede veramente? Io non saprei. In fin dei conti, un uomo � quello che �.�</p><p>�Certo, certo. Suppongo che questa sia la morale della storia.� Weiss sospir� rumorosamente, mentre si avviava verso il suo ufficio.</p><p>Quando giunse sulla soglia, sentii una risata sommessa. �Cos� finisce il caso della vergine spagnola�, esclam� rivolto a me.</p><p>Ed entr� nella stanza, chiudendosi la porta alle spalle.</p></section><section><title><p>10</p></title><p>Weiss aveva due vizi. Uno era il whisky, scotch di puro malto di quello buono. Ogni sera si versava un Macallan�� di dodici anni, perch� il gusto affumicato di quello pi� vecchio non gli piaceva�� e continuava a riempirsi il bicchiere fino al momento di andare a letto, spesso consumando pi� di mezza bottiglia. Comunque, col suo fisico imponente, lo reggeva bene; non credo di averlo mai visto ubriaco. Ma non credo nemmeno che avrebbe mai potuto rinunciarvi, o che avesse la minima intenzione di farlo: una volta mi disse che era una delle cose per cui valeva la pena vivere.</p><p>L�altro vizio erano le prostitute, ma non vi riveler� come ne sono venuto a conoscenza. La sua vita sessuale consisteva negli incontri occasionali organizzati da un�agenzia diretta da una donna di nome Casey. Chiamo questa abitudine un vizio per rispetto della delicata sensibilit� dei lettori (siete delicati e sensibili, vero?), perch� secondo me non c�era proprio niente di cui vergognarsi. Weiss era un uomo brutto, impacciato e completamente incapace di comportarsi in modo seducente con le donne. Ho sentito dire che una volta, molto tempo fa, era stato sposato, ma dev�essere stata una brutta storia. Da allora niente, o per lo meno niente che avesse una possibilit� di diventare una vera relazione.</p><p>Il fatto era che aveva troppa soggezione delle donne e ci� � davvero molto strano, a ben pensarci. In fondo si trattava di un uomo che aveva visto ogni genere di depravazione, ma che conservava una visione idealizzata dell�altro sesso. Considerava le donne tenere, miti e dolci per natura e questo lo portava a trattarle con esagerata gentilezza, quasi in modo cavalieresco, con una spiccata tendenza a essere protettivo. Si innamorava solo da lontano, di quelle gi� impegnate o comunque irraggiungibili. Le donne si accorgevano di quanto il suo amore fosse esagerato, di quanto le idealizzasse e sognasse di proteggerle da ogni pericolo e male. E naturalmente finivano per vederlo come un�asessuata figura paterna o come una simpatica scocciatura da levarsi di torno.</p><p>Il risultato era un uomo che sarebbe stato incredibilmente felice con la sua mogliettina e un paio di marmocchi, ma che era stato fregato dal suo stesso desiderio ed era rimasto solo. Era un uomo, comunque, e aveva bisogno delle donne. Non solo del sesso, ma anche del suono della loro voce, di vedere la luce riflessa sui loro capelli, insomma di tutto quanto, come la maggior parte di noi. Ecco perch� si era rivolto a Casey.</p><p>Per le ragazze di Casey era un buon cliente. Pagava senza lamentarsi, lasciava buone mance, era generoso con i liquori e il cibo. Sapeva ascoltarle se avevano voglia di raccontare i loro guai e non chiedeva mai servizi complicati o sconvenienti. Ci� che soprattutto voleva era sentirle parlare o ridere, vederle muoversi, assaporarne il profumo� e avere il conforto e il piacere di stringerle, di essere dentro di loro. Sapete com��.</p><p>In ogni caso, quella sera, la sera dopo aver letto gli appunti del Topo, torn� a casa, si vers� il solito whisky e chiam� Casey.</p><p>�Dov�eri finito?� chiese Casey quando ud� la sua voce. �Ero preoccupata che tu avessi trovato il vero amore, o qualcosa del genere.�</p><p>�L�amore � un bel problema per il tuo lavoro.�</p><p>�Non proprio. Comunque � bello risentirti.� A Casey Weiss piaceva, o almeno cos� sembrava. Sapeva riconoscere un buon cliente quando lo incontrava e di tanto in tanto andava lei stessa da lui, senza fargli pagare niente. Ma Weiss non capiva se questo era un gesto di affetto o un abile manovra commerciale, del tipo �ogni dieci una gratis�. �Che cosa possiamo fare per te stasera, mio caro?� chiese.</p><p>�Quella ragazza messicana, Ynez, lavora ancora per te?�</p><p>�Mi dispiace, se n�� andata da tempo. In effetti si � sposata e si � trasferita a Dallas con il marito.�</p><p>�Buon per lei.�</p><p>�Ti do il numero, nel caso capitassi da quelle parti. Adesso per� c�� Cannella, se ho indovinato il genere di cui sei in cerca stasera.�</p><p>�Cannella suona bene.�</p><p>�Un po� pi� scura di Ynez, ha una misura in pi� di reggiseno.�</p><p>�Sembra perfetta.�</p><p>�Vuoi qualcosa di speciale per accompagnamento?�</p><p>Weiss rispose con un grugnito e riappese.</p><p>Casey sapeva ci� che Weiss voleva e istruiva le sue ragazze. Nessun atteggiamento esagerato, posizioni spinte o altro. Tutto doveva svolgersi in modo amichevole e cordiale. Alcune non erano tanto brave, ma Cannella aveva capito perfettamente. Si sedette sul divano e gli parl� dei figli di sua sorella e di altre vicende familiari. Beveva vino e rideva con gusto, mentre gli occhi di Weiss luccicavano di piacere alla vista di quella ragazza allegra e spensierata.</p><p>Quando lei se ne and�, tuttavia, si sent� depresso. Torn� a versarsi da bere. Indoss� l�accappatoio e si sedette sulla poltrona del bovindo, con il bicchiere in mano. La nebbia era salita dall�acqua arrivando fino ai quartieri settentrionali della citt�; Weiss la vedeva inghiottire i lampioni, a uno a uno, rubando per un attimo la loro luce per poi estinguerla. Si crogiol� in una malinconia non del tutto spiacevole, nella tristezza del desiderio�� il suo, quello degli altri uomini, di tutti quanti. Gli venne in mente il Topo e pens�, non senza disappunto, che in fondo non erano poi cos� diversi loro due, Spender con il suo taccuino e lui, Weiss, con le sue puttane. Forse quella notte aveva cercato una ragazza latinoamericana per farsi del male, per avvalorare la tesi delle presunte somiglianze fra lui e quello strano individuo.</p><p>Dal Topo i pensieri di Weiss si spostarono velocemente su Jim Bishop. Ci� non miglior� le cose, perch� il solo pensiero gli procurava invidia e un sordo dolore. Bishop non chiedeva niente alle donne�� se non la solita cosa�� ma riusciva a farle cadere ai suoi piedi con il semplice schiocco delle dita. Anche Weiss avrebbe voluto non desiderare niente, e schioccare semplicemente le dita. Questa almeno era la sua fantasia per quella notte.</p><p>Depose il bicchiere e si alz�, avviandosi alla scrivania con il computer. Lo accese, sapendo che cos� si autopuniva perch� era certamente arrivata una e-mail di Bishop. Sapeva di spargere sale sulle ferite, ma non poteva fermarsi. Il collegamento fu veloce.</p><empty-line/><p>Le cose si stanno muovendo. Chris vola tutti i giorni, merci e passeggeri, facce nuove. Non so quanti voli siano per conto di baffi grigi-Hirschorn, ma alcuni di certo lo sono. Devo trovare il modo di fare un controllo. Ray � sempre pi� nervoso e spaventato; occorre dargli dei risultati. Vedo due strade: la prima � che se Chris, come ho sentito dire, continua a ubriacarsi al Clover Leaf e a vantarsi di �grandi piani, grandi successi per il futuro�, Hirschorn lo venga a sapere e decida di levarselo di torno, cos� io potrei farmi avanti. La seconda � la ragazza, alla quale mi sto avvicinando; sa qualcosa, forse molto, � terribilmente sola e vuole liberarsi del fardello che la opprime; ci sono quasi con lei, ovviamente in modo professionale. Stammi bene. JB.</p><empty-line/><p>Quando Weiss si alz� dalla scrivania, la sua faccia era pi� simile che mai a quella di un cane bastonato. Torn� a sedersi sulla poltrona vicino alla finestra e ad assaporare lo scotch.</p><p><emphasis>In modo professionale, ovviamente.</emphasis></p><p>Riprese a osservare la nebbia che continuava a salire.</p></section><section><title><p>11</p></title><p>Il sole stava tramontando, l�aria era immobile e Bishop stava rientrando alla base a bordo di uno Skyhawk, un monomotore. Le nuvole sopra le alture a ovest erano di un arancio acceso che si stagliava sull�azzurro intenso del cielo. I campi che circondavano la pista sembravano scuri e tranquilli visti dall�alto. In quel momento Bishop stesso si sentiva bene, in pace.</p><p>Manovrava con estrema sicurezza e l�aeroplano sembrava scendere da solo. Una leggera pressione sulla cloche e lo Skyhawk si ritrov� in traiettoria di avvicinamento. La mente di Bishop era sgombra, assorta nel suo compito. Diede un�ultima occhiata al tramonto, alle colline e agli alberi che parevano alzarsi a coprirlo mentre l�aereo scendeva leggero. Poi la pista fu davanti a lui; l�aereo vi si adagi� senza neanche un rumore, senza il minimo sobbalzo. Mentre l�apparecchio rullava Bishop trasse un profondo respiro, come se si stesse risvegliando in quel momento.</p><p>Fu in quell�istante che vide Chris in compagnia di Hirschorn, l�uomo che lui chiamava �baffi grigi�.</p><p>Erano nel posteggio delle auto, dietro l�angolo dell�hangar. Bishop, ora vigile e all�erta, non li perse di vista mentre guidava l�aereo verso la rimessa. Hirschorn era un uomo robusto e distinto, sulla sessantina; il viso era quello di un seduttore, abbronzato e dai lineamenti marcati, incorniciato da capelli color argento e dai baffi grigi, leggermente pi� scuri. Indossava una giacca sportiva bianca, una polo con i bottoni slacciati e pantaloni grigi; il tutto asciutto e pulito, nonostante la temperatura elevata. Chris era imponente al confronto, con i muscoli che gonfiavano la maglietta sudata. Ma il modo in cui teneva le mani infilate nella cintura, la posa curva e imbronciata lo facevano assomigliare a un bambino che stesse subendo un rimprovero.</p><p>Hirschorn agitava il dito davanti a lui, senza permettergli di distogliere lo sguardo. Sembrava parlare in modo pacato ma continuo, e non pareva intenzione di Chris interromperlo. Quando fu pi� vicino, Bishop not� che Chris era visibilmente a disagio e che, anche se cercava di mantenersi freddo, mal sopportava quella specie di interrogatorio.</p><p>Port� l�aereo dietro all�hangar, dove non potevano vederlo, e mentre fissava le ali al suolo cerc� di sentire le parole di Hirschorn, senza per� riuscirci. Si affrett� a concludere l�operazione ed entr� nell�hangar.</p><p>Era tardi e gli impiegati erano andati via; l�unico rimasto era Ray, che era il responsabile e il padrone, almeno per il cinquanta per cento. Sembrava lavorare su un Bonanza, ma in realt� era immobile di fianco all�apparecchio e osservava Hirschorn minacciare Chris. Gli occhi erano spalancati, la fronte aggrottata e imperlata di sudore.</p><p>Bishop lo super� senza dire una parola e Ray quasi salt� dallo spavento.</p><p>�Bishop�, sibil�.</p><p>Sentendosi chiamare con il suo vero nome, l�uomo si irrigid�. �Chiudi quella boccaccia di merda.�</p><p>�Mi dispiace, volevo dire, Kennedy�� biascic� Ray.</p><p>�Ti ho detto di tacere; e smettila di balbettare�, replic� Bishop, senza fermarsi.</p><p>Ray cerc� di raggiungerlo con la voce appena pi� alta di un sussurro. �Sono l� da dieci minuti. Non sono riuscito a sentire che cosa si dicono, ma sembra che Hirschorn stia leggendo a Chris la sua condanna a morte.�</p><p>Bishop avrebbe voluto fare altrettanto con Ray, o meglio ancora metterlo al tappeto, dargli una lezione. Ma Ray era il cliente e non gli restava altro da fare che continuare a camminare per attraversare l�hangar e uscire dall�altra parte.</p><p>Il posteggio per le auto era un piccolo spazio quadrato in cui l�asfalto originario si era ormai ridotto in gran parte a ghiaia. La Mercedes di Hirschorn era parcheggiata sull�unico pezzo intatto vicino alla strada, non lontano dalla moto di Bishop. C�era un uomo appoggiato alla vettura, probabilmente una guardia del corpo, un delinquente fatto e finito, muscoloso e robusto, con le braccia simili a quelle di un gorilla, il viso spigoloso e capelli neri a spazzola. Era vestito come Hirschorn, solo con molte taglie in pi�, e fumava una sigaretta guardandosi le scarpe.</p><p>Bishop si avvi� con apparente disinvoltura verso la moto, apr� una delle borse e vi ripose la sacca da volo. Il gorilla lo osserv�, ma solo perch� doveva vigilare. Bishop si muoveva lentamente, soffermando lo sguardo sul sole e poi sul cielo, come per valutare l�intensit� della calura. Prese una sigaretta e fece finta di perlustrare le tasche alla ricerca di un cerino.</p><p>Questo gli diede lo spunto per avvicinarsi alla vettura. �Hai da accendere?�</p><p>Il gorilla estrasse un costoso accendino e lo fece scattare. Bishop si abbass� verso la fiamma.</p><p>�Bella moto�, disse l�uomo.</p><p>�� un po� ingombrante, ma veloce�, replic� Bishop, espirando il fumo della sigaretta. Si volt� verso Hirschorn, che stava ancora puntando il dito sul petto di Chris. �Sembra che abbiamo un cliente insoddisfatto�, osserv�.</p><p>Il gorilla si strinse nelle spalle e si limit� a sorridere.</p><p>�� il tuo capo?� gli chiese Bishop.</p><p>�S�, sono il suo autista.�</p><p>Bishop strinse gli occhi, sempre guardando in direzione dei due. �Ehi, ma quello �, come si chiama� Hirschorn, il padrone di questa baracca insieme a Ray.�</p><p>Il gorilla continu� a sorridere.</p><p>�Merda�, aggiunse Bishop. �Scommetto che Chris � di nuovo nei guai. Che cosa ha fatto?�</p><p>�Io sono solo un autista�, replic� il gigante.</p><p>�Certo, certo. Povero Chris. Ora che me lo hai detto, mi sembra di ricordare che avesse degli affari con Hirschorn.�</p><p>�Io non ti ho detto niente.�</p><p>�No? Forse l�ho sentito dire da qualche parte.�</p><p>�Probabilmente � cos�.�</p><p>Bishop aspir� una boccata di fumo e rest� in attesa.</p><p>�Ti ricordi dove?� chiese il gorilla.</p><p>�Dove, cosa?� replic� Bishop.</p><p>�Dove hai sentito quello che mi hai detto? Ti ricordi?�</p><p>�Oh, non saprei. Probabilmente al Clover Leaf, da uno dei piloti che lo frequentano. Chris � un tipo cos�, no? Diventa loquace quando beve. Le voci girano.�</p><p>�Gi�, Chris � un tipo cos�. E che cosa diceva?�</p><p>�Niente di particolare, che io abbia sentito. Si vantava. Sai, un grosso affare fra lui e Hirschorn, un servizio pagato molto bene. Questo genere di cose.�</p><p>�Certo.�</p><p>�Pensi che sia questo il guaio? Il fatto che Chris chiacchiera troppo?� Il gorilla non rispose e Bishop pens� di essersi spinto fin dove poteva arrivare. �Be�, grazie per il fuoco�, disse prima di andarsene.</p><p>Quando Bishop raggiunse la moto, Hirschorn aveva finalmente finito e stava tornando verso la Mercedes. Il povero Chris era rimasto da qualche parte dietro all�hangar come un cane bastonato.</p><p>Mentre si accingeva a partire, vide il gorilla affrettarsi ad aprire lo sportello al suo capo. A quel punto esclam�: �Salve, signor Hirschorn�.</p><p>L�uomo rimase con un piede nella macchina e uno sull�asfalto, mentre cercava di capire chi lo salutava.</p><p>�Se ha bisogno di un pilota che regga l�alcol e tenga la bocca chiusa, il suo nome � Frank Kennedy�, disse.</p><p>Hirschorn fece un gran sorriso, che spiccava chiaro sul viso abbronzato. Il suo sguardo dalle palpebre socchiuse sembrava poter capire tutto di un uomo.</p><p>�Grazie comunque�, ribatt�. �Io e Chris lavoriamo insieme da una vita.�</p><p>Bishop annu� e Hirschorn si abbass� per salire in macchina. La portiera si chiuse e il gorilla prese posto alla guida.</p><p>Mentre Bishop inseriva la chiave per accendere la moto, sent� il finestrino della Mercedes abbassarsi dietro di lui.</p><p>�Ehi, Kennedy.�</p><p>Bishop si volt� e nel vano aperto vide l�uomo dai baffi grigi che gli chiedeva: �Per quali apparecchi sei abilitato?�</p><p>�Per qualsiasi dannata macchina che stia in aria�, ribatt� Bishop. �Nell�esercito portavo anche gli elicotteri.�</p><p>Hirschorn si produsse di nuovo nel suo sorriso smagliante. �Bene, buona serata�, disse.</p><p>Bishop mont� in sella, osservando la Mercedes che attraversava il posteggio e si allontanava lungo la strada.</p></section><section><title><p>12</p></title><p>Bishop arriv� a casa che ormai stava diventando buio. Sul marciapiede c�erano tre ragazzini che litigavano per uno skateboard, ma quando l�Harley imbocc� il vialetto, si fermarono a guardarla. Poco dopo erano scomparsi, inghiottiti dall�oscurit� del quartiere.</p><p>Lui non vi fece molta attenzione; stava ancora pensando a Hirschorn.</p><p>Entr� nella casa buia, dove il calore era soffocante, cercando a tastoni l�interruttore per fare un po� di luce. Ma qualcosa lo fece fermare di scatto: anche con le finestre aperte, sentiva benissimo l�odore del fumo di una sigaretta.</p><p>Bishop cerc� con lo sguardo tra le ombre, e la vide. Era appoggiata al davanzale della finestra e la sua figura si stagliava appena nell�ultima luce del giorno.</p><p>�Non accendere le luci�, gli disse.</p><p>Bishop si ferm�. �D�accordo.�</p><p>�Adesso dimmi una cosa�, prosegu� Kathleen. �Chi cazzo sei?�</p><p>Bishop sent� il cuore accelerare i battiti e fu contento di non doverla guardare in faccia. �Che cosa vuoi dire?�</p><p>Vedeva la punta della sigaretta muoversi nel buio, seguendo i gesti della donna. �Voglio dire che arrivi da queste parti e� mi sei subito addosso. Sei sbucato dal nulla e in non pi� di una settimana� merda, che cosa sta succedendo? Chi sei? � questo che ti chiedo.�</p><p>Bishop cercava di pensare in fretta, misurando le parole. Sapeva qualcosa su di lui o tirava a indovinare? Non riusciva a capire. �Ho solo provato una forte attrazione�, le disse, �e ho pensato che anche per te fosse lo stesso. Ma se ho sbagliato��</p><p>�Merda, certo che hai sbagliato! Sono sposata, maledizione, no?�</p><p>Bishop si rilass� e sorrise nel buio. Kathleen stava solo cercando di comunicargli che lui la interessava, come sempre accadeva. Doveva parlare, perch� le donne devono parlare prima. E adesso era sicuro che sarebbe riuscito a farsela e che lei gli avrebbe detto molte pi� cose.</p><p>�Certo, lo so, sei sposata.� Attravers� la stanza e le si ferm� vicinissimo. �Ma tuo marito non � qui. � in volo, stanotte.�</p><p>Kathleen rise piano, avvolgendolo in una nuvola di fumo. �Sei veramente un mascalzone.�</p><p>Bishop le pass� le dita fra i capelli e lei non fece nulla per fermarlo. Ormai era sicuro che sarebbe stata sua: alla poca luce della finestra vedeva le sue labbra che sembravano attendere qualcosa, gli occhi sfavillanti.</p><p>�Non dovrebbe picchiarti�, le disse, lisciandole i capelli all�indietro.</p><p>�Chi sei tu, il mio cavaliere senza macchia e senza paura?� Kathleen tir� su col naso e aggrott� la fronte. Teneva un braccio sull�altro all�altezza della vita, facendo sporgere la sigaretta sul fianco per non bruciare Bishop. E lasciava che la mano di lui le accarezzasse i capelli, la guancia. �So che non � cos�. Mi bastano gli occhi per capirlo.�</p><p>Bishop si chin� per baciarla, ma lei volt� la testa e le labbra di lui toccarono solo un angolo della bocca. �No!� disse. Volse lo sguardo verso la stanza buia. �Hai sentito che cosa ti ho chiesto. Chi sei? Non so neanche chi cazzo sei.�</p><p>�Sai tutto quello che devi sapere�, sussurr� Bishop, baciandole il collo.</p><p>�Smettila, non sto scherzando�, disse, il respiro pi� veloce.</p><p>�Devi solo dirmi che non vuoi.�</p><p>Passarono alcuni istanti in cui Bishop si ritrasse appena. Kathleen torn� a guardarlo e lui si riavvicin�. Questa volta riusc� a baciarla sul serio. Prima posando appena le labbra su quelle di lei, che si fecero morbide, poi con tutta la lingua, fino a sentire il sapore di fumo in fondo alla sua bocca.</p><p>Quando si staccarono, Kathleen appoggi� la testa sul petto di Bishop, che la sent� tremare. �Ma che cazzo sto facendo?� disse lei.</p><p>�Non c�� niente di male�, le rispose Bishop dolcemente. �Va tutto bene.�</p><p>�Ci uccider� se lo viene a sapere.� Per� non sembrava importarle davvero. Le mancava il respiro. �Non sto scherzando, Frank. Ci uccider� entrambi.�</p><p>Bishop lentamente la fece staccare dal davanzale, senza incontrare alcuna resistenza. Quando la baci� per la seconda volta, lei si lasci� andare, si strinse a lui, lo abbracci�. Teneva la sigaretta sollevata dietro la sua testa, facendo salire una spirale di fumo verso il soffitto.</p><p>Pi� tardi, di sopra, mentre lui era dentro di lei, grid�.</p></section><section><title><p>13</p></title><p>Weiss, la ragazza ha ceduto. Niente male, devo dire. Ha ascoltato di nascosto Chris e Hirschorn per settimane, preoccupata del fatto che suo marito si stesse cacciando in qualche guaio. Dunque, sembra che stia per succedere qualcosa molto presto, qualcosa di grosso, per il quale Hirschorn richiede massima segretezza. Sempre Hirschorn avrebbe detto che il tempismo � essenziale perch� non si pu� comunicare con la base, niente radio n� telefono. Il ruolo di Chris non � chiaro, forse deve solo fare il pilota per trasportare materiale e persone a una base operativa tra i boschi, o forse qualcosa di pi�.</p><p>In questo momento non ho idea di che cosa si tratti realmente. Kathleen dice che potrebbe essere contrabbando o droga, ma sembra piuttosto un affare che si conclude in un�unica operazione. Kathleen ha anche sentito alcuni nomi: Whip, forse il nome di un uomo, e poi Harry Ridder, di un posto vicino a Sonoma. Hirschorn rideva quando parlava di Ridder. Su questi non so nulla di pi�; se possibile cercate di identificarli, grazie.</p><p>Kathleen conferma che Hirschorn sa della lingua lunga di Chris, quando � ubriaco. � piuttosto incazzato ma per il momento non lo caccia: ci sono legami familiari�� Hirschorn conosceva il padre di Chris�� e pu� darsi che ormai l�operazione sia in una fase troppo avanzata per cambiare. Forse posso spingere un po� la cosa. Ci sto ancora lavorando.</p><p>Ho comunque detto a Kathleen di continuare ad ascoltare, per proteggere se stessa e Chris e questo genere di cose. C�� cascata, ha detto che lo far�, ma pu� non essere completamente affidabile, per senso di colpa, scrupoli di coscienza e cos� via.</p><p>Sappimi dire di Whip e Ridder al pi� presto. Grazie. JB.</p><empty-line/><p>Le prime parole dell�e-mail erano rimaste sullo stomaco di Weiss come un pranzo consumato troppo in fretta. �La ragazza ha ceduto. Niente male, devo dire.� Stava conducendo sul Golden Gate la sua solida Taurus grigia, gli occhi fissi sull�asfalto. Il cielo era tornato azzurro, l�aria era tersa e l�acqua luccicava al di l� dei cavi rossi del ponte. Le cittadine della costa orientale, all�orizzonte, sembravano villaggi di fiaba. Ma Weiss non riusciva a far altro che fissare l�asfalto e ripensare all�indigesto messaggio che gli tormentava le viscere. �La ragazza ha ceduto. Niente male, devo dire.�</p><p>Il fatto era che Bishop aveva ragione. Davvero niente male: aveva messo le mani su qualcosa, qualcosa di grosso, a quanto pareva. Qualunque fosse l�operazione che Hirschorn stava preparando, il fatto di interromperla poteva essere cruciale per salvare la vita del loro cliente, senza contare i benefici per la reputazione dell�Agenzia, i clienti nuovi che potevano arrivare da tutto lo stato e via discorrendo. E se i tempi erano cos� stretti come sembrava, bisognava muoversi velocemente. Il quadro era perfetto. La ragazza avrebbe continuato a sorvegliare il marito e a riferire a Bishop, che adesso era il suo amante� anche se poteva �non essere completamente affidabile, per senso di colpa, scrupoli di coscienza e cos� via�.</p><p>�Vacci piano, Bishop�, disse Weiss a voce alta mentre guidava.</p><p>Perch� anche se voleva proteggere il cliente, e ci teneva moltissimo ad allargare gli affari dell�Agenzia, non poteva non considerare le cose dal punto di vista di Kathleen. Era fatto cos�, faceva parte del suo modo di agire. Gli era facile immaginare che lei avrebbe placato i suoi �scrupoli di coscienza� convincendosi che quella con Bishop non era una storia qualunque, ma una passione importante, forse il grande amore della sua vita. Per illudersi maggiormente, avrebbe iniziato a vedere in Bishop l�uomo dei suoi sogni e a ripetersi che teneva veramente a lei, nonostante lo sguardo freddo e distaccato che spesso percepiva nei suoi occhi. E invece di affrontare la realtࠗ quella di essere diventata una donna che tradisce il marito, una pedina in un gioco pi� grande di lei�� si sarebbe convinta che per lei e Bishop c�era un futuro altrove, un futuro che avrebbe messo fine alla solitudine, ai maltrattamenti.</p><p>Comunque era cos� che Weiss se l�immaginava, perch� aveva gi� visto altre donne comportarsi cos� con Bishop, e quando aprivano gli occhi le conseguenze erano catastrofiche. A Bishop non sembrava importare un fico secco di che cosa succedeva a loro. Ma Weiss si sentiva tenuto ad assumersi la sua parte di �senso di colpa e scrupoli di coscienza�, perch� in parte si sentiva responsabile: era lui il capo, quello che dava via libera a Bishop.</p><p>E di certo non sarebbe stato lui a togliergli l�incarico. Anche se avrebbe potuto farlo, magari per il bene di Kathleen. Ma non era lei il cliente; era Ray Gambling. Il proprietario di met� della North Country Aviation, che li aveva assoldati per scoprire che cosa il suo socio stesse organizzando con i loro aerei e i loro piloti. Ray era quello che doveva affrontare gli ispettori, che doveva rispondere alle domande sui documenti di volo falsificati, che poteva perdere il lavoro o finire in prigione o addirittura essere ucciso, se Hirschorn voleva farlo tacere. Da un punto di vista pi� egoistico, Ray era anche quello che avrebbe parlato bene dell�Agenzia, se lo avessero tirato fuori dai guai.</p><p>Con un lamento sommesso, Weiss si massaggi� lo stomaco mentre continuava a guidare.</p><p>La Taurus scese dal ponte e prosegu� verso nord, all�ombra del promontorio.</p></section><section><title><p>14</p></title><p>�� lei William Ridder?�</p><p>�S�, sono io.�</p><p>�Aveva un figlio di nome Harry?�, chiese Weiss.</p><p>�Perch� lo vuole sapere? Che storia � questa?�</p><p>I due uomini erano in piedi vicino al fienile cadente di un�altrettanto cadente fattoria, vicino alla strada statale. Weiss non ne capiva molto di agricoltura, ma nonostante questo gli sembrava che l�unica cosa che crescesse in quel posto fosse la polvere. Difficile dire cosa c�entrasse quel luogo con l�indagine di Bishop. Ma questi voleva saperne di pi� sui nomi forniti da Kathleen�� Harry Ridder, Whip�� e quella era senz�ombra di dubbio la fattoria dei Ridder.</p><p>Il vecchio, William Ridder, appoggiato a una zappa, scrutava Weiss con occhi taglienti. Il traffico della strada era assordante: auto che passavano veloci, camion che cambiavano rumorosamente marcia.</p><p>�Sono un investigatore privato�, disse Weiss. �Il nome di suo figlio � saltato fuori nell�ambito di un caso di cui ci stiamo occupando. Cercando di rintracciarlo, ho trovato il suo necrologio. Il giornale dice che si � suicidato cinque mesi fa.�</p><p>�Suicidato.� Il vecchio parve sputare quella parola. �Ha solo premuto il grilletto al posto loro, ecco la verit�.�</p><p>�Che cosa significa? Che � stato ucciso?�</p><p>�Ci pu� giurare. Ma di quale caso vi state occupando?�</p><p>Il vecchio aveva la pelle cotta dal sole, scura come un guscio di noce, ed era cos� magro che la camicia e i pantaloni gli pendevano di dosso come sacchi. Guardava Weiss con sospetto, ma i suoi occhi erano quelli di una vittima che si aspetta il peggio. Un uomo abituato a essere calpestato, pens� Weiss. E lui ne approfitt�.</p><p>�I miei clienti mi hanno chiesto di eseguire dei controlli su una ditta di progettazione giardini a cui intendono dare un incarico�, disse. �Suo figlio faceva dei lavori per questa ditta, e mi hanno dato il suo nome come riferimento. Mi dispiace rivangare un passato doloroso ma, se la sua morte � sospetta, per me pu� essere importante.�</p><p>Non che tutto ci� avesse molto senso, ma probabilmente non era peggio delle spiegazioni che il vecchio era abituato a ricevere per quel che gli accadeva nella vita. Comunque gli bast�.</p><p>�Glielo avevo detto�, disse Kidder in tono amaro. �Gli avevo detto che qui c�era tutto il lavoro che voleva.� Indic� i campi polverosi, privi di vita. �Ma Harry era fatto cos�. Voleva andarsene, vivere in citt�.� Indic� l�orizzonte, sopraffatto dal rumore sempre pi� forte del traffico. �Dev�essersi ficcato in qualche pasticcio laggi�, poco ma sicuro.�</p><p>�In che senso?�</p><p>�Be��� Il vecchio premette la terra con il retro della zappa. �Harry era veramente portato per i giardini, proprio per la <emphasis>progettazione </emphasis>di giardini, come si dice oggi, e ci sono fior di ricchi che pagano bene per farsi <emphasis>progettare </emphasis>il giardino. Harry lavorava per uno di questi, un certo Moncrieff, Cameron Moncrieff. Non scorder� mai quel nome.�</p><p>�Cameron Moncrieff�, ripet� Weiss lentamente e il modo in cui lo pronunci� spinse il vecchio a chiedere: �Lo conosce?�</p><p>Weiss lo conosceva. �Ne ho sentito parlare. Mi sembra sia morto un po� di tempo fa, no?�</p><p>�Be�, adesso le racconto�, rispose Kidder. �Vede, Harry, da quando se n�era andato, non si faceva sentire spesso, ma di tanto in tanto telefonava per salutarci. Diceva che lavorava per diverse persone, a sistemare i giardini, ma soprattutto per questo Moncrieff. Poi un giorno ci telefona, e viene fuori che questo Moncrieff � morto, non so bene di cosa, ma comunque� Si � ammalato all�improvviso ed � morto. Insomma, Harry ci chiama, ci racconta questo fatto, dice che deve trovarsi un altro lavoro e cos� via. Poi, all�improvviso, eccolo: si presenta a casa una notte, a notte fonda, magro come un chiodo, che trema come una foglia.�</p><p>�Vuol dire che aveva paura?�</p><p>�S�, proprio cos�. C�era qualcosa� qualcuno che lo terrorizzava. Non usciva quasi pi� dalla sua stanza. Quando era partito era un ragazzo sano e robusto; adesso era magro come un chiodo e tremava come una foglia. Non voleva uscire da quella stanza per niente al mondo. Si era portato su il mio vecchio fucile e stava seduto l�, a guardare dalla finestra. Lo si poteva vedere sempre allo stesso posto, giorno e notte, a scrutare l�orizzonte.�</p><p>�Si aspettava di veder arrivare qualcuno?� chiese Weiss. �Temeva che qualcuno l�avesse seguito?�</p><p>Il vecchio continu� a premere il terreno con la zappa, osservando alternativamente la terra e la zappa. Poi alz� lo sguardo e osserv� Weiss: Weiss con i suoi lineamenti seri e pesanti, con i suoi occhi profondi e comprensivi.</p><p>�Venga�, disse. �Le faccio vedere una cosa.�</p><p>Weiss lo segu� fino in fondo al campo, su un terreno secco e crostoso. L�uomo procedeva lentamente, curvo e con lo sguardo rivolto in basso, appoggiandosi al manico della zappa per aiutarsi. Weiss dovette accorciare il passo per non superarlo.</p><p>Arrivarono a un capanno degli attrezzi costruito con vecchie assi inchiodate e un tetto in lamiera ormai arrugginito, non pi� di due metri per due. La porta cigol� quando il vecchio l�apr�.</p><p>�Dopo un po� di tempo ha iniziato a stare qui.�</p><p>�Suo figlio?�</p><p>Ridder annu�. �Portava il fucile con s� e stava qui per ore, anche di notte a volte.�</p><p>L�espressione di Weiss non cambi�. Ma s�immagin� il giovane Ridder accucciato in quel buco, tremante, con il fucile sempre pronto.</p><p>�Mia moglie dice che dovrei buttarlo gi�, adesso. Lo penso anch�io, ma non ci riesco, non so perch�.�</p><p>Il vecchio tenne la porta aperta mentre Weiss si abbassava per riuscire a entrare in quello spazio angusto. All�interno, pur stando piegato, sentiva la sporca lamiera del tetto sfiorargli i capelli. Il rumore della strada era attutito e l�oscurit� fitta. Ci volle qualche istante prima che i suoi occhi si abituassero. Allora si guard� intorno, e vide cosa c�era sulle pareti.</p><p>�Ha fatto tutto coi chiodi�, stava dicendo il vecchio all�esterno, ancora appoggiato alla zappa. Si appoggiava e guardava lontano, verso le colline. �Vecchi chiodi trovati per terra. Poi ne ha colorato una parte con calce e pietra rossa.�</p><p>A Weiss sembr� di percepire una punta di orgoglio paterno nella voce dell�uomo, ma continu� a osservare le pareti.</p><p>Harry Ridder aveva inciso qualcosa nel legno, per lo pi� motivi e disegni, ma anche parole. Aveva intagliato con fatica le assi marce con spirali accanto a figure, figure sopra nomi. Ogni soggetto si inseriva perfettamente in quello precedente in modo da sfruttare ogni centimetro delle pareti, da coprire tutto lo spazio fra le cesoie e la falce e il rastrello, appesi ai loro ganci arrugginiti. Weiss gir� lentamente su se stesso, con la testa piegata, e si rese conto che le pareti erano completamente decorate.</p><p>�Sembra quasi un lavoro artistico, vero?� disse la voce orgogliosa del vecchio dall�esterno.</p><p>Weiss non rispose. All�idea di quel ragazzo chiuso per ore in quel buco, il suo stomaco si stringeva e la nausea lo assaliva. Un disperato che copre ossessivamente tutto lo spazio disponibile per raccontare la sua storia, come se queste pareti fossero l�ultimo pezzo di carta rimasto al mondo. Era pura follia.</p><p>Weiss colse il rumore del traffico in lontananza. Chiuso l� dentro, al buio, si rese bruscamente conto di quanta luce c�era fuori, quanta sana luce del giorno. Si pieg� di pi� per avvicinarsi alle pareti, cercando di distinguere un disegno dall�altro, di separare le lettere dalle forme.</p><p>Scopr� il volto di una donna dai capelli lunghi che si trasformavano in onde e le onde in un nome, �Julie Angel�. Il nome poi diventava una foresta, una casa, un lupo che ululava alla luna. Gli occhi di Weiss seguirono il tracciato, mentre il sudore gli colava dalle tempie e il suono del suo stesso respiro gli rimbombava nelle orecchie. �Julie�, trov� ancora quel nome; e poi anche �Angel�, che diventava l�immagine di un vero angelo. Le ali dell�angelo si trasformavano in un complesso labirinto circolare in cui si annidavano altre parole: �Vita�, �Speranza�, �Morte�. Non c�era un filo logico che Weiss riuscisse a cogliere.</p><p>Continu� a osservare e si sofferm� su un punto in un angolo, dove il sole entrava attraverso un buco irregolare. Intorno al buco il legno era pi� scuro, e le incisioni avevano preso uno sgradevole color marrone.</p><p>Il foro d�uscita, pens� Weiss.</p><p>Harry Ridder si era fatto saltare le cervella proprio in quel capanno. In quel punto il proiettile, dopo aver attraversato la testa del ragazzo, aveva trapassato la parete di legno del capanno. E la macchia marrone, be�, era tutto ci� che restava di Harry.</p><p>Ma c�era questo di strano: pi� Weiss guardava, pi� gli sembrava che il foro e la macchia che lo circondava fossero il centro di tutto il bizzarro ciclo murale, come se tutto ci� che era stato inc�so sulle assi all�intorno fosse pensato per condurre lo sguardo proprio in quel punto. Vi si avvicin� in ginocchio, sul pavimento di terra battuta. Si chin� per avvicinarsi ancora di pi�. Pass� le dita sui bordi scheggiati e si accorse che vi era incisa una parola. La sent� sotto i polpastrelli: una sola parola perfettamente adattata ai contorni del legno scheggiato. Come se il giovane Harry avesse calcolato, nel momento in cui si era infilato il fucile in bocca, il punto in cui il proiettile sarebbe uscito dal suo cranio. Incredibile, pens� Weiss. Socchiuse gli occhi, la vista ostacolata dal raggio di sole e dal pulviscolo.</p><p>La parola�� il senso della parola�� gli si chiar� all�improvviso. Weiss fu scosso da un sussulto. Sent� che gli mancava il respiro, sent� il sangue defluire dal viso. Rimase a osservare quell�unica parola attraverso le palpebre socchiuse, per un momento lunghissimo. La lesse pi� e pi� volte.</p><p>SHADOWMAN.</p></section><section><title><p>15</p></title><p>Anche Sissy Truitt faceva parte della squadra di Weiss. Era una bionda dai lineamenti delicati, con una voce gentile e vellutata e miti occhi azzurro scuro. Una delle migliori investigatrici dell�Agenzia, soprattutto quando si trattava di interrogare le persone. Era cos� dannatamente persuasiva e materna, che tutti le confessavano qualsiasi segreto. Weiss, naturalmente, era pazzo di lei; se solo avesse potuto, l�avrebbe avvolta con il suo stesso corpo per proteggerla dalle intemperie. Un esempio estremo del suo atteggiamento pateticamente cavalieresco verso le donne in generale. Sissy era molto paziente con lui; lo gratificava con le sue risate argentine, i suoi sorrisi materni, i suoi affettuosi cenni del capo, come se il boss fosse un fedele sanbernardo che la seguiva ovunque per proteggerla. Era fatta cos�, era buona con tutti.</p><p>Il grande ufficio di Weiss, con le imponenti finestre sulla citt�, l�enorme scrivania e l�altrettanto enorme proprietario, sembrava sempre intimidirla un po� quando entrava, con quel suo fare mite e l�aspetto da scolaretta, tutto gonne a pieghe, cardigan e similia. Teneva la cartelletta del caso in corso stretta al petto con entrambe le braccia, come se fosse il libro di algebra e lei stesse per essere interrogata.</p><p>�Oh�, disse lanciando un�occhiata a Weiss e correndo a sedersi sul bracciolo di una delle poltroncine per i clienti. �Che cosa ti � successo, Scott?�</p><p>Weiss in effetti aveva il viso pallido e tirato per la mancanza di sonno. <emphasis>Shadowman. </emphasis>Quel nome lo ossessionava. Ma, nonostante adorasse essere oggetto delle attenzioni di Sissy, liquid� la domanda con un gesto della mano. Si appoggi� bene all�indietro sulla poltrona, l�enorme poltrona girevole dall�alto schienale. �Che cos�hai scoperto?� le chiese. �Finora tutto quello che so � che Harry Ridder faceva il giardiniere da Cameron Moncrieff.�</p><p>Sissy pos� la cartelletta in grembo. �Sai chi era Moncrieff, vero?�</p><p>�Certo. Un piccolo contrabbandiere e un ruffiano, uno a cui piaceva indossare maglioni a dolcevita e parlare di arte come se ne capisse qualcosa.�</p><p>�Qualcosa ne capiva, perch� parte del suo commercio illegale riguardava proprio quel settore; era un collezionista. Poi si occupava anche di donne, armi, cocaina. Faceva da mediatore in tutti questi campi. E doveva essere piuttosto bravo: viveva in una specie di castello, in Presidio Terrace.�</p><p>�Per�, si trattava bene l�amico. Credi che facciamo il lavoro sbagliato?�</p><p>�Non scherzare�, disse Sissy con la sua dolce risata.</p><p>�Mi ricordo che una volta � stato pizzicato dai federali. Contraffazione di valuta, vero?�</p><p>�S�, erano risaliti a lui a causa di una partita di denaro falso. Si � fatto un anno di galera.�</p><p>�Bene!� disse Weiss. �Quindi il giovane Harry Ridder era il giardiniere di questo bel tipo. E�?�</p><p>Le strette spalle di Sissy si alzarono sotto il cardigan. �E niente. Non ho trovato niente su Ridder. Nessuno sembra averlo mai notato, se non per il fatto che il giardino era curato e in ordine. L�ho trovato citato solo nel rapporto del coroner, perch� Ridder era presente quando Moncrieff � morto.�</p><p>�� morto in casa?�</p><p>�S�, una malattia del fegato.�</p><p>�AIDS?�</p><p>�Non credo; per lo meno, dal rapporto non risulta.�</p><p>Weiss si ferm� un attimo a pensare. �Chi altri era presente quando Moncrieff � morto?�</p><p>�Il suo avvocato, Peter Crouch.�</p><p>�Ah, lo conosco, Crouch. Il classico difensore di pesci piccoli. So che ha chiuso bottega un po� di tempo fa e si � ritirato in qualche baita da pensionato.�</p><p>�S�, l�ho cercato senza successo. Nessuno ne sa pi� niente da mesi e nessuno sembra particolarmente preoccupato per questo.�</p><p>�Certo, chi vuoi che se ne occupi di Crouch. Quindi, Moncrieff � morto in presenza del suo legale e del giardiniere. Nessun altro? Nessuno di nome Whip, per caso?�</p><p>�No, nessun Whip, ma una donna che il coroner definisce �badante fissa�.�</p><p>�Intendi dire un�infermiera?�</p><p>�Non un�infermiera diplomata, almeno a quel che risulta.�</p><p>�Ha un nome questa donna?�</p><p>�Julie Wyant, che � pi� o meno tutto quello che la gente sembra sapere di lei.�</p><p>Weiss ricord� le parole incise nel capanno dove Ridder si era ucciso: �Julie Angel�. Ripet� il nome a voce alta: �Julie Wyant. E dove si trova adesso?�</p><p>�Questo � il punto�, disse Sissy Truitt. �Anche lei � scomparsa.�</p><p>Weiss alz� la sua grande mano. �Scomparsa, nel senso di�?�</p><p>�Scomparsa, morta, insomma�, replic� Sissy a bassa voce. �Suicidio, pare. Circa tre mesi fa hanno trovato la sua macchina abbandonata nel parcheggio di Vista Point. La polizia pensa che sia andata a piedi sul ponte e si sia buttata di sotto. Da allora nessuno l�ha pi� vista.�</p></section><section><title><p>16</p></title><p>Una volta solo, Weiss rest� seduto a dondolarsi piano sulla poltrona, fissando con aria assente l�orizzonte al di l� delle ampie finestre ad arco. <emphasis>Shadowman.</emphasis></p><p>Ripens� a tutto il caso cercando di mettere insieme i pezzi. Fino a quel momento, ecco quel che sapeva.</p><p>Bernie Hirschorn�� il delinquente assassino che possedeva quasi tutta la citt� di Driscoll�� pagava un pilota, Chris Wannamaker, per effettuare misteriosi voli di andata e ritorno in una localit� sconosciuta. La moglie di Chris, Kathleen, era preoccupata per il marito al punto di ascoltare di nascosto le conversazioni fra quei due. Aveva rivelato a Bishop che avrebbero portato a termine una grossa operazione nel giro di poco tempo. Fra i nomi che aveva sentito c�erano quelli di Harry Ridder e di un certo Whip.</p><p>Ridder era stato il giardiniere di un delinquente di nome Moncrieff. Era stato presente alla morte dell�uomo, ma anche lui era deceduto in seguito a un colpo che si era sparato nel cervello in un angusto capanno per gli attrezzi, probabilmente spinto da un terrore insopportabile. Anche la seconda persona presente alla morte di Moncrieff, una donna di nome Julie Wyant, sembrava essersi suicidata. La terza, l�avvocato Peter Crouch, era scomparsa, o cos� voleva far credere.</p><p>Questi gli interrogativi pi� pressanti: esisteva una connessione fra la morte di Moncrieff e la scomparsa di queste persone, o si trattava di pura coincidenza? C�era un legame fra Moncrieff, Hirschorn, Chris Wannamaker e i misteriosi voli tra i boschi del Nord?</p><p>Weiss inspir� a fondo, lo sguardo perso nel vuoto, senza interrompere il movimento della poltrona. <emphasis>Shadowman. </emphasis>Il suo istinto, l�istinto del poliziotto, gli diceva che tutti questi pezzi dovevano incastrarsi, solo che non sapeva come. Gliene mancavano ancora troppi.</p><p>Ci� lo riport� al secondo nome su cui doveva indagare: Whip. Che razza di indizio. Da dove poteva cominciare?</p><p>Weiss era comunemente ritenuto uno dei migliori segugi della citt�, se non del paese. Sembrava che riuscisse a pensare con la testa delle persone scomparse e ne seguisse le tracce con l�istinto. In poche ore, riusciva a fare un lavoro che a un poliziotto avrebbe richiesto un mese di telefonate. L�ho visto con i miei occhi. Ma anche per lui, che era in grado di trovare chiunque, sarebbe stato molto difficile scovare una persona di cui sapeva solo il nome, Whip. Se per� questa aveva avuto a che fare con Moncrieff, i poliziotti forse potevano sapere qualcosa�</p><p>Ruot� la poltrona dalla finestra alla scrivania e lanci� una triste occhiata al telefono. Ma esit� ancora, e continu� a riflettere.</p><p>Era preoccupato per Ray Gambling, il suo cliente. Ray era terrorizzato che Hirschorn scoprisse di essere sotto sorveglianza e che lo facesse uccidere, e che poi eliminasse anche sua moglie, i bambini, i genitori e tutti i parenti�, Ray aveva una gran paura del suo socio.</p><p>Ma Weiss aveva ancora qualche amico fra i poliziotti e uno in particolare, Ketchum, il suo ex compagno di pattuglia. Si poteva fidare di Ketchum: avrebbe ascoltato la storia e avrebbe indagato nei luoghi giusti, senza lasciarsi scappare niente. Weiss pens� che Ketchum era la via giusta per scoprire qualcosa in pi� senza mettere a repentaglio la vita di Ray.</p><p>Stava per alzare il telefono, quando questo inizi� a squillare. Sollev� la cornetta e sent� la voce della centralinista, Amy, che gli diceva: �� l�ispettore Ketchum che la cerca, capo�.</p><p>Weiss non si stup� pi� di tanto. Queste coincidenze accadevano spesso fra lui e Ketchum. �Grazie�, disse. �Passamelo pure.� E poco dopo: �Ketch?�</p><p>�Sono io.�</p><p>�Stavo per chiamarti.�</p><p>�Hai visto che bravo poliziotto sono. Lo sapevo.�</p><p>�Che succede?�</p><p>�Conosci un tipo di nome Wally Spender?� chiese Ketchum.</p><p>Per un attimo Weiss esit�. Era cos� immerso nell�altro caso da avere difficolt� a riconoscere il nome di Spender. Poi all�improvviso se ne ricord�: il Topo, il caso della vergine spagnola.</p><p>�Si, certo, Wally Spender. Lo conosco�, disse.</p><p>�Sar� meglio che vieni a vederlo.�</p><p>�Perch�, si � cacciato in qualche guaio?�</p><p>�No, si � cacciato in un vicolo dietro Mission Street�, Ketchum replic�. �� morto accoltellato.�</p></section></section><section><title><p>PARTE SECONDA</p><p>JULIE ANGEL</p></title><section><title><p>17</p></title><p>La prigione di stato di North Wilderness era un carcere di massima sicurezza, quel che si definisce un �Super Max� nel gergo penitenziario. Il complesso si sviluppava su cento ettari di una zona completamente disabitata. Intorno solo chilometri e chilometri di foreste e montagne e, su un lato, una macchia di alberi che si affacciava su un�alta scogliera, a picco su un mare sempre in tempesta.</p><p>Nonostante l�isolamento, la prigione era circondata da tre recinzioni: due elettrificate, tutte dotate di sensori del movimento e costantemente sorvegliate da telecamere. In cima, le barriere erano sormontate da <emphasis>razor wire</emphasis>, filo spinato irto di lame affilate come rasoi. In basso le barriere scendevano fino a due metri sottoterra per impedire che i detenuti scavassero delle gallerie. Cavi sospesi coprivano l�intera area per impedire il passaggio di elicotteri.</p><p>Le guardie addette alla sorveglianza erano trecentosettanta e provenivano da un corpo scelto, selezionato fra le migliori guardie carcerarie con almeno cinque anni di esperienza, di cui due trascorsi in strutture di massima sicurezza. Una volta individuate, venivano sottoposte ad alcuni mesi di addestramento nell�uso delle armi e dei sistemi di sicurezza, associato allo studio di discipline come tattica e psicologia. Gli elementi migliori venivano destinati alle torri, che si innalzavano ogni settecento metri lungo tutto il perimetro. Le torri contenevano veri e propri arsenali: fucili a pompa, fucili di precisione, gas lacrimogeni, armi da assalto come gli M-16. I quattro arsenali interrati, invece, ospitavano di tutto, dai manganelli ai lanciarazzi, e persino due carri armati M-1 Abrams.</p><p>Il carcere era stato costruito pochi anni prima ed era costato duecento milioni di dollari. Vi venivano rinchiusi i peggiori criminali, quelli cos� violenti da non poter stare neanche con individui del loro stesso stampo. Insomma, se eri cos� assetato di sangue da non poter condividere lo spazio con i gangster, gli spacciatori, gli assassini e i mafiosi messicani che passavano la vita a Pelican Bay, ti mandavano a North Wilderness.</p><p>Per decidere chi fosse destinato a North Wilderness e chi ad altre carceri, lo stato aveva elaborato un sistema a punti. I criminali da uno a diciotto punti, per esempio, erano destinati a strutture con livello di sicurezza 1, in genere una colonia agricola o una �prigione senza muri� come la California Institution for Men. Da diciotto a ventisette punti, ti guadagnavi un posto al livello 2, un normale carcere con celle a pi� letti. Da ventotto a cinquantuno si passava al livello 3, in una cella con sorveglianza armata. Sopra i cinquantuno si entrava nel livello 4, quello di massima sicurezza. Se anche l� riuscivi a combinare guai� non rimaneva che North Wilderness.</p><p>Il numero di punti che un criminale poteva totalizzare dipendeva da molti fattori, fra i quali l�appartenenza al crimine organizzato, le precedenti condanne, i reati a sfondo sessuale, l�allontanamento dall�esercito con disonore e cos� via. Si ottenevano anche punti in base all�et�, allo stato civile, al livello di istruzione e di occupazione. Ma naturalmente i punti iniziali, quelli che avevano maggior peso, erano assegnati in base alla sentenza. Ogni anno di prigione aggiungeva tre punti, fino a un massimo di quarantanove, quota che gli ergastolani raggiungevano automaticamente.</p><p>L�uomo chiamato Ben Fry acquis� i suoi quarantanove punti con l�assassinio di Penny Morgan, proprio come aveva previsto. Il patteggiamento e la confessione gli avevano risparmiato la pena capitale, convertita nel carcere a vita senza condizionale. Era stato cos� spedito a San Quentin, e l� un gruppo di esperti aveva studiato la sua storia personale per arrivare al punteggio finale. I suoi precedenti in varie organizzazioni criminali e le condanne per stupro, atti violenti e tentato omicidio gli avevano assicurato il livello 4, nel carcere di Pelican Bay. Anche questo lo aveva previsto.</p><p>All�arrivo in quella prigione, situata sulla costa inospitale appena a sud dell�Oregon, pass� un brutto momento: quello della prima perquisizione completa. Sapeva che doveva accadere, naturalmente. Anche per questo la sua preparazione era stata come sempre analitica e meticolosa. Sapeva che, una volta, a North Wilderness tutti i nuovi arrivati venivano passati ai raggi X, ma la pratica aveva dovuto essere abbandonata per motivi di salute. Potevano comunque fare una radiografia, se prescritta da un medico, ed era per questo che aveva messo la capsula nella coscia, perch� di solito la droga e le armi venivano cercate nel torace, nell�addome e nella regione pelvica.</p><p>Ma una perquisizione personale�� specialmente la prima, quella accuratissima riservata ai nuovi arrivati�� era pi� pericolosa. La cicatrice sulla gamba era piccola, ormai chiusa, e quasi del tutto coperta dai peli. Bisognava premere con forza in quel punto per sentire la sacca di pus che si era formata intorno alla capsula. Eppure, per un momento, un terribile momento prima che le guardie lo scortassero alla perquisizione, la sua immaginazione si scaten� e la sua mente fu invasa dalla paura. E se avessero notato la cicatrice, o tastato l�ascesso? E se si fossero insospettiti, se avessero trovato la capsula?</p><p>Il punto era che l�uomo chiamato Ben Fry aveva commesso pi� di cento omicidi nella sua vita, ma non era mai stato in prigione. E, dalla prima impressione, non era certo un posto che gli andasse a genio. Era preparato a questo, ma si sorprese nel vedere quanto la situazione non gli piacesse. La reclusione, il rumore continuo, l�umiliazione di dover ubbidire ad altri uomini, di dover mettere le palle e il culo a disposizione per le perquisizioni, tutto questo lo irritava sensibilmente. Il problema principale era per� quello del tempo, dei tempi morti che non passavano mai. Si era subito innervosito per la lunghezza delle ore, persino dei minuti. Non riusciva a crederci: le ore gli sembravano distese piatte di cui non si scorgeva la fine, anche se erano contenute fra quattro anguste mura. Stavi seduto a fissare quella pianura, e anche se chiudevi gli occhi scoprivi che non riuscivi a smettere di fissarla, e se tentavi di leggere, eccola l� oltre la pagina, dove le parole si sbiadivano fino a riportare lo sguardo sempre allo stesso punto. Alla fine facevi solo ed esclusivamente questo, secondo dopo secondo: fissare l�infinita pianura delle ore. Non c�era veramente altro da fare.</p><p>Ma la mente dell�uomo chiamato Ben Fry era come uno squalo: doveva muoversi e respirare, congegnare piani e analizzare logisticamente ogni operazione, altrimenti� altrimenti gli venivano in mente certi pensieri. Non proprio pensieri, ma immagini, emozioni, ricordi che rischiavano di salirgli in gola e soffocarlo. La testa gli si riempiva di uno strano rumore silenzioso, come il suono continuo e monotono di una sirena che non udiva ma di cui percepiva la presenza, perch� sentiva la pelle tirare, il sangue ribollire. Se smetteva di analizzare, le immagini tornavano. E il rumore. E la faccia, quella faccia. Quella faccia che rideva.</p><p>Aveva lavorato sodo per far cessare tutto questo, aveva creato l�immagine della torre in cui salire e rifugiarsi, osservando dall�alto il mondo crudele e beffardo, con freddo distacco. Come un medico legale che guardi con freddezza un corpo in decomposizione.</p><p>Ma quanto avrebbe retto la torre? Questa era la domanda che pi� lo inquietava. Il tempo non aveva limiti in quel posto, ogni ora occupava uno spazio immenso e lui si aspettava che la torre cadesse da un momento all�altro. C�erano gi� stati dei segnali preoccupanti. Prima, per esempio, aveva sempre dormito profondamente e senza difficolt�, ma qui stava cominciando a fare brutti sogni. Si trovava quella faccia davanti, vedeva i suoi occhi crudeli, le labbra rosse che lo deridevano nell�oscurit�. Sognava il fuoco e si svegliava terrorizzato come se stesse bruciando.</p><p>Cos�, sebbene l�espressione spenta dei suoi occhi non tradisse alcuna emozione, quando la perquisizione fu terminata si sent� pervadere dal sollievo. La capsula non era stata scoperta. Tutto sarebbe andato come previsto, come sempre, come gli succedeva sempre.</p><p>L�uomo chiamato Ben Fry entr� nella cella del carcere di Pelican Bay certo che tutto sarebbe andato per il meglio. Sapeva che presto sarebbe stato libero.</p><empty-line/><p>Le guardie che lo avevano scortato in cella si scambiarono occhiate complici quando la porta si richiuse alle sue spalle e si allontanarono ridacchiando. L�uomo chiamato Ben Fry rimase un poco stupito, poi si volt� a guardare il suo compagno di reclusione e cap�. Il compagno di cella gli stava rivolgendo un ampio sorriso. Era sdraiato sulla cuccetta superiore con un albo a fumetti in mano, ma in quel momento stava esaminando il nuovo arrivato. E il sorriso che aveva stampato in faccia era quello di un predatore.</p><p>Si chiamava Rip. Era alto pi� di uno e novanta e pesava centoventi chili, quasi tutti di muscoli. Nella vita la sua occupazione principale era stata ammazzare di botte, di solito con un cric o a mani nude, i motociclisti rivali. In carcere, probabilmente per l�assenza di altri motociclisti o forse semplicemente per la mancanza di cric, si era dedicato ad altri passatempi. Uno di questi era la creazione di armi. Nelle ultime due settimane, per esempio, aveva costruito quello che in galera chiamano una �spada�� un vero e proprio pugnale, letale come un coltello vero. Lo aveva realizzato con un giornale arrotolato che aveva cosparso con i propri escrementi. Quando questi si erano induriti, aveva passato la punta sulla parete per affilarla. Poi aveva ripetuto il processo. In quattordici giorni la lama era diventata dura come l�acciaio e affilata come quella di un vero coltello. Rip l�aveva nascosta dietro al gabinetto, pronto a usarla per soddisfare il suo secondo passatempo: lo stupro. Si trattava di un vero e proprio bruto, che godeva nel terrorizzare i compagni fino a trasformarli in schiavi sessuali. Quando aveva raggiunto il suo scopo ne faceva collezione o li scambiava con altri ceffi del suo calibro per sigarette, cibo o altro.</p><p>Rip diede un�occhiata all�uomo dall�aspetto debole e dalla pelle chiara che era appena entrato in cella e sorrise, vedendo in lui carne fresca per la sua collezione.</p><p>Ironia della sorte, in verit�, perch� l�uomo chiamato Ben Fry, dando un�occhiata a Rip, vide in lui il biglietto per andarsene da l�.</p><p>Tali propositi incrociati portarono a una notte insonne per tutti e due, impegnati a sorvegliarsi reciprocamente. A un certo punto, mentre era sdraiato sulla branda e fingeva di dormire, l�uomo chiamato Ben Fry si trov� addosso Rip, con un sorriso beffardo in volto e l�arma improvvisata in mano.</p><p>�Ci sar� merda sul mio cazzo, stanotte, o sangue sul mio coltello. Scegli�, grugn� Rip.</p><p>E l�uomo chiamato Ben Fry scelse. Quando le guardie arrivarono al mattino, il gigantesco Rip giaceva sul pavimento coperto di sangue ed escrementi, praticamente in coma.</p><p>Dopo tre settimane in isolamento, l�uomo chiamato Ben Fry usc� da Pelican Bay�� esattamente come aveva previsto�� diretto a North Wilderness.</p><empty-line/><p>Era ormai giugno, il mese in cui Jim Bishop era giunto a Driscoll sulla sua moto, quando l�uomo chiamato Ben Fry arriv� alla nuova residenza forzata. La cella misurava tre metri per due e aveva una finestra, che per� non si apriva ed era troppo alta perch� si vedesse qualcosa. C�erano anche un giaciglio di cemento e un lavabo e un gabinetto in acciaio con controllo automatico dell�acqua. Lo sciacquone, per esempio, di solito veniva attivato tre volte al giorno, questo per impedire ai galeotti di usarlo a loro piacimento e comunicare attraverso le tubature. Anche le porte erano comandate a distanza da una postazione esterna ai bracci di detenzione. Erano costituite da una fitta rete in acciaio che rendeva difficile sfondarla tirando oggetti, vedere all�esterno o parlare con i compagni vicini, a causa del rimbombo. L�uomo chiamato Ben Fry passava circa ventitr� ore al giorno in questa cella. Raramente parlava o vedeva altri esseri umani.</p><p>Le celle erano allineate in gruppi di otto (quattro per lato) in sei bracci disposti a semicerchio intorno a una cabina dai vetri corazzati. Da quella postazione, le guardie vedevano direttamente i corridoi e sorvegliavano le celle attraverso quattro monitor, su cui apparivano a turno le immagini delle varie telecamere. Su un altro monitor scorrevano le immagini del cortile dove i detenuti trascorrevano l�ora d�aria. L�uomo chiamato Ben Fry era al corrente di tutto questo, perch� aveva studiato e memorizzato le piante e i vari sistemi della struttura.</p><p>Aveva a disposizione un�ora d�aria al giorno, da trascorrere in cortile. Quando la porta della cella si apriva automaticamente, procedeva da solo lungo il corridoio, sempre sorvegliato dagli occhi indiscreti delle telecamere. Il cortile era poco pi� grande della cella, tre metri e mezzo per tre; era come una scatola di cemento armato con un coperchio di rete metallica, da cui filtrava abbastanza luce solare per trasformarlo in un forno. L�uomo chiamato Ben Fry camminava lungo il perimetro, eseguiva flessioni sulle braccia, salti e altri esercizi, poi rientrava. Gli era permesso uscire dalla cella altre tre volte alla settimana, per la doccia.</p><p>Ma per la maggior parte del tempo�� ventitr� ore al giorno�� il suo orizzonte era la cella. La cella e il tempo, la pianura di tempo vuoto che si stendeva all�infinito davanti a lui. Per ventitr� ore al giorno, l�uomo chiamato Ben Fry stava sdraiato sul giaciglio di cemento. Da l� saliva sulla torre e osservava dall�alto la distesa del tempo, senza pi� preoccupazioni. In alcuni di quei bianchi momenti senza fine, la torre sembrava talmente reale da fargli temere di essere sul punto di impazzire. Ma questa sensazione era meglio di ci� che provava quando era gi�, nel mondo, senza pensare, a osservare il vuoto davanti a s�. Ed era meglio del mondo rosso, strisciante e beffardo dei suoi sogni.</p><p>Trascorse una settimana cos�. Poi, un giorno, due guardie entrarono in cella, lo ammanettarono, lo fecero inginocchiare e gli bloccarono le caviglie. Tirandolo poi insieme per le braccia, lo trascinarono lungo il corridoio fino alla cabina di controllo.</p><p>Fu un momento importante per lui, perch� per circa venticinque secondi, mentre lo trascinavano, pot� scorgere due dei monitor attraverso i vetri della postazione. Vide l�immagine di una cella e cont� per quanto tempo rimaneva sullo schermo. Dieci secondi. Poi le guardie lo condussero via lungo un altro corridoio.</p><p>Lo portarono in una stanza dove c�era una sedia di metallo fissata al pavimento e rivolta verso una parete trasparente antiproiettile. Le guardie lo fecero sedere sulla sedia e gli legarono le caviglie ad anelli infissi al suolo. Poi lo ammanettarono ai braccioli e attesero alle sue spalle.</p><p>Dall�altra parte della parete trasparente si apr� una porta e un uomo entr�. Era magro e indossava un abito costoso, grigio scuro. Arricci� il naso guardandosi in giro, tenendo i gomiti stretti ai fianchi e le mani chiuse una nell�altra. Sembrava una persona pignola e sprezzante.</p><p>L�uomo magro si sedette davanti all�uomo chiamato Ben Fry e parl�. La voce, alta e nasale, venne trasformata dal microfono in un suono intermittente, simile a quello emesso da un robot.</p><p>�Come va oggi, signor Fry?� chiese.</p><p>L�uomo chiamato Ben Fry annu� mantenendo uno sguardo assente, un�espressione ebete.</p><p>�Ho saputo che era qui, e volevo essere sicuro, prima di procedere come stabilito. Ma ora lo far�.�</p><p>L�uomo chiamato Ben Fry annu� nuovamente.</p><p>�Sono contento di vedere che sta bene�, aggiunse l�altro. �Allora�� concluse, e si alz� per andarsene.</p><p>Le guardie slegarono dalla sedia l�uomo chiamato Ben Fry e gli fecero ripercorrere il corridoio. Pot� vedere di nuovo i monitor nella cabina delle guardie e riconobbe la sua cella dalla posizione in cui aveva messo la coperta. Quando la vide apparire, lanci� uno sguardo all�orologio appeso alla parete.</p><p>In cella, le guardie gli tolsero le manette e i blocchi delle caviglie e gli ordinarono di togliersi i vestiti. Quando fu nudo, lo ispezionarono, dentro e fuori.</p><p>Poi, ci fu di nuovo e soltanto la cella. La cella e il tempo. I secondi, i minuti, le ore. In silenzio, isolato, osservato.</p><p>Sapeva che sarebbe durata ancora per un po�. Poche distrazioni, nessun piacere. Niente libert�, niente gentilezza. Giorni in gabbia, notti in gabbia. La cella, il tempo e la torre.</p><p>Esattamente come aveva previsto.</p></section><section><title><p>18</p></title><p>L�uomo che Weiss chiamava il Topo giaceva morto sull�asfalto, a pancia in gi�, con il braccio destro allungato in avanti e quello sinistro piegato in modo innaturale contro il fianco. La testa era girata e si vedevano il profilo, l�orecchio a sventola, il naso affilato, un occhio aperto, fisso e vitreo, con lo sguardo spaventato che aveva avuto in vita. Era stato colpito alla pancia e il sangue aveva formato una pozza all�altezza della vita.</p><p>Weiss e l�ispettore Ketchum del dipartimento di polizia di San Francisco, in piedi alle sue spalle, lo osservavano, uno accanto all�altro, le mani in tasca.</p><p>�Okay�, esord� Ketchum. �Mi stai dicendo che un assassino immaginario ha accoltellato questo disgraziato per vendicarsi di uno stupro creato dalla sua fantasia nei confronti di una donna che non � mai esistita.�</p><p>Weiss annu�. �Proprio cos�.�</p><p>�Ma questo poveraccio � dannatamente morto, mi sembra.�</p><p>Weiss inclin� il capo con aria incerta.</p><p>Ketchum imprec�. �Ges�.�</p><p>Era un uomo di colore piccolo e magro, dalla voce profonda, sempre carico di tensione. L�espressione generalmente accigliata cambiava solo quando si tramutava in aperta rabbia. Per quel che ne so, odiava tutto e tutti. Tranne Weiss. Weiss gli era simpatico. Almeno credo.</p><p>Fece un segno all�uomo dell�ufficio del coroner che aspettava poco distante, e questi inizi� a infilare il corpo di Wally Spender in un sacco di plastica. Weiss e Ketchum si allontanarono. L�ispettore scosse la testa per sottolineare il suo disgusto.</p><p>�Questo piccolo bastardo dalla faccia di topo non � stato neanche derubato�, disse.</p><p>�In ogni caso � stato assassinato�, lo incalz� Weiss. �E questo � un fatto. Non � fantasia, voglio dire: qualcuno deve pur essere stato.�</p><p>�Grazie per avermelo fatto notare�, replic� ironico Ketchum mentre arrivavano in fondo al vicolo. �Meno male che aveva il tuo biglietto da visita in tasca, altrimenti non ti avrei chiamato, tu non saresti venuto e io non avrei avuto questa brillante spiegazione: �Qualcuno deve pur essere stato�. Come ho fatto a non pensarci?�</p><p>Uscirono dal vicolo buio in Mission Street, alla luce del sole. Camminavano insieme, un uomo grande e uno piccolo, con i vestiti stropicciati e le mani in tasca. Superarono una serie di vetrine sprangate con le assi. Su queste erano attaccati volantini sbiaditi, strappati e incomprensibili.</p><p>�Chi � il tuo testimone?� chiese Weiss.</p><p>�Non ci crederai. Uno dei pi� onesti e affidabili vagabondi che abbiano mai raccattato lattine su queste strade. Giura di aver visto il colpevole uscire di corsa dal vicolo. E giura di avergli visto il coltello in mano.�</p><p>�Te l�ha descritto?�</p><p>�Certo. Ha detto che era latinoamericano, sulla ventina, con la pelle chiara e la camicia nera.�</p><p>�Be�, � proprio lui, sicuro. Si tratta del fratello immaginario della ragazza immaginaria. � un�identificazione sicura.�</p><p>�Salvo che � immaginaria.�</p><p>�Non si pu� avere tutto dalla vita.�</p><empty-line/><p>Erano seduti in un bar della Settima, a un tavolino vicino alla vetrina. Weiss guardava la strada. Una donnetta anziana era piegata sotto una borsa della spesa che sembrava pesare una tonnellata.</p><p>�Ho qualcos�altro per le mani�, stava dicendo Weiss.</p><p>�Se si tratta di fatti veri, non posso aiutarti�, sibil� Ketchum. �Attualmente mi occupo solo di omicidi immaginari.�</p><p>�Bishop sta lavorando a un caso, su al Nord.�</p><p>�Questa � una buona notizia. Quando quel figlio di puttana � fuori citt�, San Francisco diventa migliore.�</p><p>Weiss lo ignor�. �Il mio cliente possiede il cinquanta per cento di una piccola compagnia di volo, con base fissa, che offre servizi charter, trasporto merci e via dicendo. � convinto che gli aeroplani siano usati dal suo socio per combinare qualcosa di illegale, ma ha paura a rivolgersi alla polizia perch� il partner � un poco di buono, che potrebbe anche farlo ammazzare. Ha provato con un�agenzia locale, ma c�era bisogno di un pilota per le indagini e hanno fatto il mio nome.�</p><p>�Perfetto�, replic� Ketchum. �E qual � il piano di Bishop? Fottersi tutte le donne del posto finch� una non gli spiffera qualcosa?�</p><p>Weiss riusc� a ignorare anche questa uscita, per quanto decisamente vicina alla verit�. �Siamo riusciti ad avere i nomi di tre persone che potrebbero essere implicate nella vicenda, o anche non esserlo� Il problema � che hanno la tendenza a farsi trovare morte. Il primo, un giardiniere di nome Harry Ridder, si � sparato. La seconda � una donna misteriosa, Julie Wyant, che sembra essersi buttata dal Golden Gate.�</p><p>�Non deve aver visto i cartelli di pericolo.�</p><p>�Il terzo nome � Whip.�</p><p>�Whip?� ripet� Ketchum. �Whip e poi?� Weiss gli fece capire di non avere altre indicazioni e Ketchum esclam�: �Fantastico. Uno qualsiasi di quei fessi tatuati che scorrazzano a ovest di Filadelfia a un certo punto della sua vita si � fatto chiamare Whip. E tutto quello che Bishop sa fare? Cristo. L�unica cosa su cui quel bastardo sa investigare � la topa�.</p><p>�Ti ricordi�� inizi� Weiss.</p><p>�Dovresti sbarazzarti di quel figlio di puttana, credimi�, replic� Ketchum. �Era in prigione e, merda, l� sarebbe ancora se tu non gli avessi salvato quel culo da pervertito.�</p><p>�Ti ricordi��</p><p>�Sei tu che devi ricordarti che non � il figlio che non hai mai avuto, Weiss. Non pu� andare in giro a vivere la vita che tu vorresti fare, non pu� essere l�incarnazione del lato selvaggio del tuo carattere.�</p><p>Weiss sorseggi� il caff� e, prima di parlare ancora, depose la tazza. �Ti ricordi di Cameron Moncrieff?�</p><p>�E come non potrei? Contrabbandiere e frocio. Quello con la mania per i maglioni dolcevita.�</p><p>�Sai che � morto?�</p><p>�Certo che lo so. � la cosa migliore che abbia mai fatto.�</p><p>�D�accordo, lo sai. Gli altri due nomi erano in un qualche modo legati a lui, perci� mi chiedo se anche questo Whip non lo sia.�</p><p>�Sai qual � il problema con Bishop?� prosegu� Ketchum, come se non avesse ascoltato neanche una parola di Weiss. �� una specie di rottweiler in versione zombi. Fa tutto quello che gli dici perch� l�hai tirato fuori da Pelican Bay, ma tu sei la sola coscienza che possiede. Gli dici di portarti il giornale, e lui te lo porta, a qualunque costo. Se si trova fra i piedi un poveraccio, gli taglia la gola; se una puttanella qualsiasi lo intralcia, se la scopa. �Devo portargli il giornale�, ecco tutto ci� che ha in mente, �Weiss mi ha detto di portargli il giornale�. � un criminale pezzo di merda, amico mio, credimi, che per caso tu tieni al guinzaglio. Non puoi insegnargli a distinguere il bene dal male. Non puoi procurargli l�anima che non ha.�</p><p>Weiss stava aspettando che Ketchum terminasse la sua tirata, tamburellando con le dita sul tavolo di formica. Ma l�altro era irriducibile.</p><p>�E di che merda si sta occupando ora?� sbott� infine. Weiss allarg� di nuovo le braccia. �Lo sai bene, cazzone di un ebreo, che non posso proteggerti se ti immischi nelle faccende dei federali.�</p><p>�Dai Ketch, che cosa sai di questo Whip?�</p><p>Pass� qualche istante prima che l�ispettore rispondesse. Prima di tutto, pronunci� sottovoce una serie di ingiurie e scosse la testa disgustato. Poi si guard� in giro in cerca di qualcuno che potesse testimoniare sulle stronzate che gli toccava sopportare. Infine sospir� con una rassegnazione che solo i santi possono avere in questo nostro mondo infelice. Solo allora si sent� pronto e disse: �E va bene�.</p><p>Weiss appoggi� la guancia sul pugno e attese.</p><p>�C�� un tipo di nome Lenny Pomeroy su cui pendono tre capi d�accusa per aver ucciso una coppia alcuni mesi fa. � anche conosciuto come Whip, Whip Pomeroy.�</p><p>�Legami con Moncrieff?�</p><p>�Ovviamente s�, perch� credi che te ne stia parlando? Pomeroy � un falsario eccezionale, una specie di artista. Se lui ti fa cambiare identit�, diventi un altro. Nome nuovo, faccia nuova, impronte digitali nuove, codice fiscale, un lavoro� insomma, tutto quello che serve quando qualcuno ti cerca e non vuoi che ti trovi. � da qui che viene il soprannome Whip: da <emphasis>witness protection. </emphasis>Lui � l�equivalente del programma federale di protezione testimoni, ma per i cattivi soggetti. Se ci pensa lui, stanne certo, tu scompari.�</p><p>Weiss annu�. �E Moncrieff che cosa c�entra?�</p><p>�Pomeroy era il ragazzino di Moncrieff. Amante, assistente, tuttofare.�</p><p>�Viveva con lui?�</p><p>�Non sempre, ma molto spesso. Moncrieff era l�unico di cui poteva fidarsi, l�unico amico, la sola famiglia che avesse.�</p><p>�Era presente quando Moncrieff � morto?�</p><p>�Non lo so. Come cazzo faccio a saperlo? So solo che, oltre a peccare contro Dio e contro natura, Pomeroy � un eccentrico di prima categoria. Gli piace agire nell�ombra e non tratta mai direttamente con i suoi clienti. Se qualcuno aveva bisogno di una nuova identit�, doveva passare dalla zietta Moncrieff. Lo abbiamo potuto incastrare solo dopo la morte del suo amichetto, quando ha dovuto uscire allo scoperto. E questo � tutto. Ma � un caso da manicomio.�</p><p>�Potrebbe essere quello che cerco. Dove si trova adesso?�</p><p>Ketchum esit�, scuotendo la testa. Imprec� e sospir� ancora. �Non dovrei proprio dirtelo. Io non te l�ho mai detto. Nessuno te l�ha mai detto.�</p><p>�Va bene.�</p><p>�Sembra che lo abbiano portato da qualche parte in custodia.�</p><p>�� in custodia protettiva?� chiese Weiss. �Ma perch�? Chi lo ha preso in consegna?�</p><p>�Non lo so, forse i federali, forse lo stato. � una di quelle faccende in cui tutti cercano di pararsi il culo e nessuno sembra sapere niente.�</p><p>Weiss sedeva in silenzio, cercando di far funzionare il cervello. �Significa che ha qualcosa. Whip sta offrendo qualcosa ai federali in cambio� Ci sono, la lista di quelli che hanno beneficiato del <emphasis>suo </emphasis>programma di protezione.�</p><p>�Centro. O comunque � quello che ho sentito dire in giro. I federali si sono abbassati a trattare perch� il ragazzo sembra avere un dossier su ogni criminale apparentemente scomparso nel nulla. Ti ricordi gli omicidi di Salmon River di quindici anni fa?�</p><p>�Certo. Hanno arrestato il responsabile di recente� Oh.�</p><p>�Esatto. Pomeroy gli aveva fornito una nuova identit�. E un mese dopo, vengo a sapere che sono sulle tracce di Johnny Guardo.�</p><p>�Johnny Guardo!� Weiss emise un debole fischio.</p><p>�Proprio lui.�</p><p>�Ma che cosa intende fare? Vuole consegnarli uno alla volta?�</p><p>�Uno alla volta, e molto lentamente�, disse Ketchum. �Secondo i federali potrebbe andare avanti per anni.�</p><p>�Ma in cambio di che cosa? Che cosa vuole?� chiese Weiss. �Una riduzione della pena?�</p><p>�Esattamente il contrario. Vuole anche le aggravanti, le adora, non pu� fare a meno di quel cazzo di aggravanti. Tutto quello che gli preme � di restare rinchiuso almeno fino al secondo avvento del messia. Insomma, vuole essere protetto restando rinchiuso. Se si potesse scavare un pozzo fino al centro della terra, vi si infilerebbe volentieri.�</p><p>Weiss era sempre pi� perplesso. �Tutto ci� non ha senso. Potrebbe ottenere una nuova identit� con il programma di protezione, quello vero, intendo.�</p><p>�Non gli basta. Vuole essere chiuso nella pi� dimenticata delle prigioni, con tanto di sorveglianza e guardie.�</p><p>�Andiamo. � da pazzi.�</p><p>�Ed � quello che ti ho detto: � matto. A furia di succhiare cazzi ti bruci il cervello.�</p><p>�No, no, no. Per stare rinchiuso quando potrebbe rifarsi una vita, deve essere terrorizzato. Ci dev�essere qualcosa che lo spaventa a morte. O qualcuno. Ma chi, Godzilla?�</p><p>Weiss aveva parlato in modo pacato, ma Ketchum disse: �Merda. Sapevo che ti saresti subito agitato�.</p><p>�Non sono agitato.�</p><p>�S� che lo sei, Weiss.�</p><p>�Dannazione, non sono agitato.�</p><p>�Lo sei, solo che non lo sai ancora.�</p><p>Weiss sbuff�. �Perch�, c�� dell�altro? Di che cosa ha paura Whip? Di chi diavolo ha paura?�</p><p>Ketchum strinse gli occhi a fessura prima di rispondere. �Ha paura di Shadowman�, disse.</p></section><section><title><p>19</p></title><p>Era dolce possederla nel buio dell�estate. Gli piaceva toccare quei seni pesanti. Gli piaceva come la bocca di lei lo cercava avidamente e le dita forti gli si aggrappavano alle spalle, alla schiena. Si sollev� sulle braccia e abbass� lo sguardo sul suo ventre, sulle massicce cosce aperte per accoglierlo. Era bello stare dentro di lei e sentire i suoi gemiti brevi, soffocati.</p><p>Alla fine si strinsero forte, un respiro trattenuto all�unisono. Poi lui rimase disteso sopra di lei, ad ascoltare il suo respiro. Sentiva quel corpo alzarsi e abbassarsi sotto il suo. Minuto dopo minuto, era una bella sensazione.</p><p>Quando Bishop scivol� al suo fianco, Kathleen si accoccol� sotto il suo braccio, giocando con i peli del petto senza dir nulla. Riposarono insieme nel buio, il ronzio del condizionatore che escludeva i suoni del mondo esterno. La stanza sembrava un�isola di silenzio in mezzo al mormorio del mare. Bishop cominci� a sentirsi come quando volava o andava in moto: lucido e rilassato, non pi� contratto, teso e pieno di preoccupazioni. Baci� piano i capelli di Kathleen. Gli piaceva una donna che riusciva a star zitta per un po�.</p><p>Passarono dieci minuti. Poi Kathleen si mosse al suo fianco. �Ehi�, disse, �posso parlarti di una cosa?�</p><p>Bishop inspir� profondamente attraverso le narici, poi lasci� sfuggire lentamente l�aria dalle labbra. Si tornava al lavoro. �Certo.�</p><p>�Be�, ecco� forse sto diventando paranoica, ma�� Alz� il viso verso di lui, che le baci� la fronte. �Comincio ad avere paura.�</p><p>�Perch�? C�entra Chris?�</p><p>Aveva ancora le labbra sulla fronte di lei, e sent� che annuiva. Avvert�, il suo respiro tiepido mentre sospirava e diceva: �Penso che qualcuno lo stia seguendo�.</p><p>Bishop si sforz� di non variare il ritmo del respiro per non farle percepire il suo interesse. Finalmente qualcosa di concreto, forse di importante. �Davvero?� mormor�.</p><p>�Sono due o tre giorni che di notte c�� una macchina posteggiata fuori da casa nostra. Una macchina nera, elegante, credo sia una BMW. L�ho notata solo perch� non � il genere di auto che potrebbe avere la gente di qui. Tutte le volte che Chris � a casa, guardo fuori e� quel bastardo � l�. Quando lui non c��, anche l�auto scompare. Forse sto impazzendo. Pensi che mi stia preoccupando per niente?�</p><p>Le labbra di Bishop si mossero sulla pelle calda di Kathleen. �Non saprei�, le disse, mentendo. �Ne hai parlato con Chris?�</p><p>�No, maledizione. Non voglio creargli altre preoccupazioni. Ultimamente � gi� nervoso, perde facilmente il controllo. Non esce quasi pi� e si aggira per casa come un animale in gabbia. Questa � anche la ragione per cui faccio tanta fatica a venire da te. A meno che non abbia un volo notturno, � sempre qui attorno.�</p><p>Bishop la abbracci�, massaggiandole la schiena e guardando il buio al di l� della sua testa, mentre rifletteva. �Non va pi� a bere al Clover Leaf?� chiese.</p><p>�Negli ultimi tempi no, ma vorrei proprio che ricominciasse. Sta sul divano a monopolizzare la TV con il baseball, e mi chiede continuamente di portargli una birra.� Si stacc� da lui e, sdraiata sulla schiena, osserv� le ombre del soffitto. �Brontola come una pentola in ebollizione; questa costrizione rischia di farlo esplodere.� Sorrise. �Be�, meglio cos�: sono sicura che non resister� a lungo senza andare al Clover Leaf.�</p><p>Anche Bishop ne era sicuro e si appoggi� su un gomito, accarezzandole i capelli con l�altro braccio. Poteva essere la sua occasione.</p><p>�Come vorrei non pensare pi� a queste stronzate�, disse Kathleen in un soffio. �Il punto � che con Chris non � pi� vita. Ci divertivamo molto i primi tempi, prima che fosse espulso dall�esercito� Ridevamo moltissimo, praticamente facevamo solo quello.�</p><p>Era Hirschorn, Bishop ne era sicuro. Stava facendo seguire Chris per essere sicuro che non mandasse tutto all�aria, che non si mettesse a parlare in giro come gi� era capitato, rivelando i loro piani. Hirschorn aveva minacciato Chris quel giorno al posteggio, ordinandogli di rimanere a casa, di non bere, di non fare il fesso fino alla fine dell�operazione. Chris sapeva di doversi controllare, ma Kathleen aveva ragione: non ci sarebbe riuscito ancora a lungo.</p><p>�Vorrei che questo non finisse mai�, stava dicendo Kathleen. �Sai cosa voglio dire. Noi due qui sdraiati a parlare, senza complicazioni, senza grane. Sai cosa intendo.�</p><p>Bishop gioc� con una ciocca dei capelli castani di Kathleen. Stava pensando che Chris avrebbe ceduto presto. Era questione di un paio di giorni e sarebbe tornato al bar a vantarsi, a parlare troppo, a creare casino, e i mastini di Hirschorn lo avrebbero visto. Se lui fosse stato presente, avrebbe potuto gettare benzina sul fuoco, dare una spintarella a Chris, far arrivare a Hirschorn il messaggio che aveva scelto il pilota sbagliato, che lui era l�uomo adatto all�operazione.</p><p>A quel pensiero, Bishop avvert� una sensazione nuova nel petto, qualcosa di freddo e fastidioso.</p><p>�Sai che cosa voglio dire, Frank?� riprese Kathleen, dandogli una carezza. �Ci hai mai pensato? Hai mai pensato che questo potesse durare?�</p><p>La mano di Kathleen sul volto scosse Bishop, che si ricord� di essere l� con lei. Che cosa stava dicendo? Non aveva proprio ascoltato. Svi� l�attenzione prendendole le mani e baciandogliele, cercando di ricordarsi di che cosa stessero parlando. Poi cap�.</p><p>�Certo�, rispose. �Certo, lo vorrei anch�io. Ma lo sai anche tu, Chris rimane tuo marito.�</p><p>Kathleen gli mise una mano sulla nuca e lo attir� a s�. �Ma forse non m�importa�, disse in un sussurro. �Potrebbe non importarmi pi� niente di lui.�</p><p>La baci� sulla guancia. �Hai detto che ci avrebbe ucciso.�</p><p>�Non me ne importa pi� niente. Non ho paura di lui e di quello che pu� fare.� Gli fece scorrere le dita lungo la schiena. �Tu non hai paura di lui, vero Frank?�</p><p>Bishop stava accarezzandole il seno. Le baci� il collo e disse: �Certo che ho paura. � due volte pi� grosso di me�. Scivol� sul lenzuolo per stringersi a lei.</p><p>Kathleen lo abbracci�. �Frank�, mormor�. �So che � una stronzata, ma mi sto innamorando di te. Non m�importa se � una sciocchezza, � cos� e basta.�</p><p>Bishop cerc� le labbra di lei e ci� le imped� di proseguire. In pi� si era di nuovo eccitato e, al diavolo tutto, in un attimo fu sopra di lei, dentro di lei. Ma stavolta la sua mente vagava altrove. Stava ancora pensando a Chris, a Hirschorn che lo faceva sorvegliare, a come avrebbe potuto far cadere Chris nella trappola e convincere Hirschorn a coinvolgerlo nell�operazione.</p><p>Kathleen mormor� il suo nome fasullo. �Frank.� Bishop si mosse dentro di lei.</p><p>Rimasero cos�, stretti nel buio dell�estate, lui con i suoi pensieri, lei con i suoi sogni.</p></section><section><title><p>20</p></title><p>Quando Kathleen se ne and�, Bishop si sedette sul bordo della scrivania, sempre al buio. La finestra era leggermente socchiusa. Sulla pelle nuda avvertiva il calore che penetrava dall�esterno mischiarsi con l�aria fresca del condizionatore. Accese una sigaretta e rest� a osservare il fumo che si disperdeva nel buio della sera. Lo guard� sfuggire verso la casa accanto.</p><p>Tir� un�altra boccata lasciando vagare la mente. Era buffo pensare che lei si fosse innamorata di lui, buffo capire che le persone non vedono le altre come realmente sono. Uomini e donne. Creano nella loro testa delle immagini dell�altro, e poi vedono solo quello. Non si vedono davvero. Adesso lei era convinta di amarlo e non sapeva neanche il suo vero nome, non sapeva niente di lui.</p><p>Comunque la vicenda si sarebbe presto conclusa. Tra poco avrebbe saputo quali erano i piani di Hirschorn, avrebbe avuto ci� che voleva, quello per cui Weiss l�aveva mandato l�. Sarebbe tornato a casa e tutto sarebbe finito.</p><p>Per�. Era comunque una situazione bizzarra. Scosse la cenere fuori dalla finestra e osserv� le luci gialle della casa di Kathleen attraverso gli alberi. Sperava che la donna tenesse la bocca chiusa sulla loro storia. Che non cominciasse a raccontare in giro di essere innamorata. Era possibile. Le donne fanno cos�. Forse l�avrebbe detto addirittura a Chris, per spingerlo a battersi per lei. Forse voleva davvero che Bishop fosse il suo cavaliere senza macchia e senza paura.</p><p>Pens� a questo, e pens� a come Chris l�aveva afferrata quella sera sotto il portico, a come l�aveva schiaffeggiata con indifferenza, come se lei non fosse niente. Ci pens�, e avvert� un calore aspro nel petto.</p><p>La sigaretta era finita. La spense nel posacenere e si alz� dalla scrivania per andare all�armadio. Teneva l� la borsa da viaggio, nascosta dietro alcuni scatoloni: non conteneva nulla tranne il palmare. Lo mise sulla scrivania e lo accese.</p><p>Controll� la posta. C�era un�e-mail di Weiss.</p><empty-line/><p>JB, dalle ultime cose che ho scoperto potresti essere in pericolo. I nomi che mi hai fornito sono legati in qualche modo a Cameron Moncrieff, un pappone e un trafficante di droga, armi e altro, che adesso � morto. Harry Ridder era il suo giardiniere, ed � morto anche lui, suicida. La domestica di Moncrieff, Julie Wyant, � scomparsa, e si pensa si sia suicidata anche lei. Whip era amante e braccio destro di Moncrieff, oltre che uno specialista nel falsificare documenti d�identit�; � accusato di favoreggiamento in omicidio e si trova in custodia in una qualche prigione. La mia preoccupazione nasce dal fatto che sembra esserci un legame fra queste persone e un sicario professionista che la polizia chiama Shadowman. Se anche Hirschorn ha a che fare con lui, devi fare molta attenzione. E non sto scherzando. Non farti coinvolgere ulteriormente nell�operazione finch� non scopro qualcos�altro. Non farlo assolutamente, d�accordo? Se si insospettisce, la tua vita potrebbe essere seriamente in pericolo, e anche quella di Chris e Kathleen Wannamaker, soprattutto quella della donna, perch� ha parlato con te. Ti ripeto, non � uno scherzo. Se c�entra Shadowman, � una faccenda pericolosa. Sii molto prudente e aspetta altre informazioni. W.</p><empty-line/><p>Bishop lesse e sbuff�, poi fece un sorrisetto, si stir� le braccia e sbadigli�.</p><p>Cancell� l�e-mail, spense il computer e lo rimise a posto, nella borsa dentro l�armadio.</p><p>And� a letto e rimase supino con le braccia dietro la testa, guardando il soffitto. Pens� a Chris e Kathleen, a quella sera sotto il portico quando lui l�aveva picchiata. Pens� a come avrebbe chiamato Chris, a come lo avrebbe provocato facendogli perdere il controllo, e l�uomo di Hirschorn avrebbe visto tutto�</p><p>Sorrise nell�oscurit� a quel pensiero. Aveva bisogno di azione e, dentro di lui, una cosa dura e luminosa sfavillava ardente.</p></section><section><title><p>21</p></title><p>Il giorno successivo Weiss trov� l�amore della sua vita.</p><p>�Andiamo, Weiss, non innamorarti di lei�, gli stava dicendo Casey. �Sii pi� originale.� Ma era troppo tardi. Nel momento stesso in cui aveva visto la foto, non c�era stato pi� niente da fare.</p><p>Casey, come sappiamo, era la mezzana che procurava le ragazze a Weiss. Aveva circa quarant�anni, i capelli biondo platino, un viso allegro, segnato dal sole e dalle sigarette. Bassa, ben fatta, amava indossare pantaloni e golfini attillati che sottolineassero il seno procace e il fondoschiena pronunciato. A Weiss riservava sempre un sorriso caloroso che, in tutto e per tutto, pareva esprimere un affetto sincero.</p><p>Erano seduti nel soggiorno del suo attico sulle Heights. Il sole della tarda mattinata entrava da una parete a vetri, mentre da quella opposta si poteva scorgere tutta la baia, fino all�isola di Alcatraz. Casey era in posa sul divano, le gambe accavallate e le braccia distese sullo schienale, in modo da mettere in evidenza le sue forme.</p><p>Weiss sedeva in una poltrona al di l� del tavolino da t� in cristallo e guardava la fotografia. Non riusciva a distogliere lo sguardo.</p><p>�Dio mio, Weiss, sei un tale romantico.� Casey aveva una voce profonda, sensuale, forse anche a causa delle sigarette. Se ne port� una alla bocca, perch� non restava mai senza. Scosse la testa nel vedere Weiss cos� perso nella fotografia.</p><p>Quando infine lui la pos� sul tavolino, non riusc� comunque a smettere di guardarla. �Immaginavo che la conoscessi�, mormor�. �Una ragazza misteriosa e senza passato, nell�ambiente di Moncrieff� Me l�immaginavo che per un periodo avesse fatto la vita.�</p><p>�Non � mai stata una delle mie ragazze�, disse Casey, mentre un refolo di fumo le sfuggiva dalle labbra. �Ma un�amica l�ha avuta sotto la sua protezione per un certo periodo, in uno dei giri di Moncrieff. � lei che mi ha passato la foto e�� La pausa fu calcolata, teatrale. Prese un CD dal tavolino dietro di lei con un�espressione ironica. �� un video!� Lo mise a fianco della fotografia. �Non stai pi� nella pelle, vero?�</p><p>Weiss fiss� il disco. Si inumid� le labbra appena schiuse con la lingua. Deglut�. Casey lo osservava e si lasci� sfuggire una risatina frizzante, quasi musicale.</p><p>Weiss distolse finalmente gli occhi, imbarazzato, e fiss� l�amica che giocava divertita con la sigaretta.</p><p>�Non ti devi vergognare�, disse lei. �Credimi, � successo a molti. Pare che di lei si innamorassero tutti, soprattutto i pi� anziani. Forse per quello sguardo, sai, sembrava essere appena arrivata dal paradiso. Secondo la mia amica c�erano schiere di uomini di mezza et� accampati fuori dalle sue finestre, segugi in attesa della preda. Le mandavano fiori, le promettevano la luna, qualsiasi cosa. Il che � veramente una scocciatura quando devi mandare avanti gli affari.� Si protese in avanti e reclin� la testa, come per guardare meglio la foto. �� la faccia di un angelo, non ci sono dubbi. Belli anche i capelli.�</p><p>Certo, erano belli, di un colore naturale fra il biondo e il rosso che non sarebbe stato possibile riprodurre con una tintura. Lunghi, serici, luminosi, una splendida cornice a un volto che, come Casey aveva notato, era quello di un angelo. Dolce, pieno di fascino, un po� distante. Nel guardarlo Weiss sent� sobbalzare il cuore: poteva essere una delle creature dei suoi sogni a occhi aperti.</p><p>�Si chiamava Julie Wyant?� riusc� a chiedere.</p><p>�S�, rispose Casey, �proprio cos�, per quel che ne so. Ma la mia amica ha detto che non esistevano documenti su di lei. � apparsa un giorno in cerca di lavoro, senza passato, senza referenze, e aveva un modo di fare��</p><p>�Quale modo di fare?�</p><p>�Come se fosse nata in quell�istante, ecco cosa diceva la mia amica. L�aria sognante e distaccata di una che ha improvvisamente aperto gli occhi e si � ritrovata sulla terra.�</p><p>�E non ha mai raccontato niente di s� a qualcuno? Alle ragazze��</p><p>�No. Moncrieff ha svolto qualche ricerca, ma non ha trovato niente. Sembra che ne fosse innamorato.�</p><p>�Moncrieff?�</p><p>Casey rise. �Lo so.� Alz� il sopracciglio in segno di complicit�. �A modo suo, naturalmente. La adorava, la contemplava come se fosse una delle sue opere d�arte.�</p><p>�Era una specie di domestica, no?�</p><p>�S�, nel momento in cui la vide, Moncrieff la fece uscire dal giro, la port� a casa sua, a vivere con lui.�</p><p>�Sai per quanto tempo?�</p><p>Casey alz� le spalle e si mise a pensare, fermando a mezz�aria la mano che stava portando l�ennesima sigaretta alla bocca. �Per un paio di mesi, penso. Finch� lui non � morto.�</p><p>�Che cosa mi dici di lei, pensi che ricambiasse Moncrieff?�</p><p>�Come faccio a saperlo?�</p><p>�Volevo dire se pensi che si sia buttata dal ponte perch� lui � morto.�</p><p>�Non ne ho idea�, disse Casey. �Ma sei sicuro che si sia buttata davvero?�</p><p>In effetti Weiss si era posto quella domanda. Non c�era in realt� motivo di dubitarne, tranne per il fatto che il corpo non era stato trovato. Adesso poi che l�aveva vista, gli risultava ancor pi� difficile pensare che una ragazza del genere fosse scomparsa per sempre.</p><p>Quasi senza volerlo, gli occhi ritornarono sulla fotografia e Weiss si sent� invadere ancora dall�emozione.</p><p>�Mio Dio!� esclam� Casey. �Che cosa ho fatto. Dimenticati quello che ho detto, ti stavo prendendo in giro. Certo che si � buttata, � ovvio, ne sono sicura. Non imbarcarti in una ricerca inutile, finirai per farti del male, credimi.�</p><p>Weiss prese la foto e la infil� quasi con tenerezza�� in tasca. �Posso prendere il video?� chiese.</p><p>�S�, se mi prometti di non farti del male.�</p><p>Weiss lo prese e mise anche quello in tasca. Casey lo osservava, ridendo con gli occhi, forse con un pizzico di gelosia.</p><p>�Grazie, Casey.�</p><p>�Vivo per servirti, tesoro, lo sai bene.�</p><p>Weiss sorrise e si diresse alla porta.</p><p>�Weiss.� Lui si ferm� con la mano sulla maniglia, voltandosi a guardarla. �Sai�, disse Casey con voce pi� comprensiva che mai, �ci sono tante ragazze che cadono dai ponti. Cos� va il mondo. Con ogni probabilit�, � morta.�</p></section><section><title><p>22</p></title><p>Avevo lavorato fino a tardi quella sera e pensavo di essere rimasto solo in ufficio. Ma mentre mi mettevo lo zaino in spalla preparandomi ad andarmene, mi accorsi che la porta dell�ufficio di Weiss era socchiusa. Dallo spiraglio filtrava una fioca luce. Mi avvicinai per accertarmi che non se ne fosse andato dimenticandola accesa, e invece lo trovai l�, seduto nella penombra, che si dondolava sulla sua grande poltrona, con un bicchiere del suo amato whisky in mano. Il computer era acceso, ma io riuscivo a vedere solo la luce che proveniva dallo schermo proiettata sul suo viso, sul tappeto, nell�aria. Era proprio quella luce che avevo intravisto dal corridoio.</p><p>L�osservai con circospezione ma, per una qualche ragione, non me la sentii di dir nulla. Qualcosa sul suo volto lasciava intendere che era meglio svignarsela, lasciarlo solo con ci� che stava guardando. C�era qualcosa di indefinitamente triste e vago nei suoi occhi. Ma mentre indietreggiavo dalla soglia lui percep� il movimento, credo. Alz� lo sguardo e mi vide. Con un cenno della mano mi invit� a entrare.</p><p>�Accendi la luce�, disse, e io obbedii. Weiss si stropicci� gli occhi. �Siediti.�</p><p>Lasciai cadere lo zaino e mi sprofondai in una delle poltrone riservate ai clienti, vicino all�angolo della scrivania. Non vedevo ancora lo schermo.</p><p>�Qualcosa da bere?�</p><p>Si pieg� per aprire un cassetto e ne estrasse una bottiglia di quelle buone, di Macallan, insieme a un secondo bicchiere. Vers� da bere a tutti e due.</p><p>�Whisky nel cassetto�, osservai. �Come un detective da romanzo.�</p><p>Facemmo tintinnare i bicchieri in un brindisi. �Potrai metterlo nel tuo libro, quando scriverai di me�, disse e poi bevemmo. Con un gesto apparentemente distratto, Weiss gir� lo schermo verso di me. �Che cosa ne pensi di questo?�</p><p>Era il video che Casey gli aveva passato quel giorno. Una pubblicit� su Internet per un servizio di accompagnatrici. Si trattava di uno spot di dieci secondi ripetuto all�infinito.</p><p>�Che cosa devo guardare esattamente?� chiesi.</p><p>�La donna�, disse Weiss come se fosse ovvio. �Che cosa ne pensi di lei?�</p><p>Sullo schermo, protesa leggermente in avanti, la ragazza compiva un gesto invitante con il dito, il solito clich�. Era ripresa dalla vita in su e indossava una specie di camicetta di pizzo dal colletto alto, al tempo stesso pudibonda e sensuale. Secondo Weiss avrei dovuto notare qualcosa in lei, perci� mi concentrai. Certo era una bella ragazza, con quei capelli dal colore particolare, la carnagione bianca e rosa, gli occhi incredibilmente azzurri, senza malizia. Aveva anche un�espressione interessante, non come quella delle solite ragazze: niente ovviet�, nessuna sensualit� forzata o pose esagerate. Eterea era l�aggettivo giusto, una creatura non terrena. Non sembrava che ti stesse proponendo un incontro a sfondo sessuale, ma piuttosto una fuga sulle nuvole, un viaggio in un mondo fatato.</p><p>Non era il mio tipo, a dirla tutta, forse un po� troppo romantica, all�antica. Stavo per fare uno stupido commento sarcastico, quando, girandomi, vidi come Weiss la guardava, riconobbi l�abbandono, il languore e il desiderio. Ricacciai in gola le mie osservazioni.</p><p>�Che cosa si sa di lei?� dissi.</p><p>Weiss sussult� al suono della mia voce. Si riprese e spense il video. �Si chiama Julie Wyant� ed � scomparsa.�</p><p>Avevo sentito parlare della ragazza nei corridoi dell�Agenzia, ma per quel che ne sapevo si era suicidata. Come mai ora Weiss mi parlava di una scomparsa?</p><p>�La polizia pensa che si sia buttata dal Golden Gate�, prosegu�.</p><p>�Ma lei no, vero?�</p><p>Alz� le spalle. �Non so che cosa pensare. Probabilmente hanno ragione, ma � difficile stabilirlo con assoluta certezza, perch� il corpo non � stato ritrovato. Nessuno sa chi fosse realmente e da dove venisse.�</p><p>�Ha fatto anche lei delle ricerche?�</p><p>�S�, ma non si trova niente. Nessun documento, nessun passato, probabilmente il suo era un nome di copertura. Non ci sono piste. Ho parlato con delle ragazze che lavoravano con lei e con un paio di altre persone: tutti la descrivono come un tipo particolare, sempre distratta, preoccupata, come se la sua mente fosse altrove. Non ha comunque mai parlato di se stessa.�</p><p>�La ragazza del mistero!� dissi.</p><p>Come risposta ottenni solo un lungo silenzio. Weiss�� altrettanto distratto, preoccupato e con la mente altrove�� teneva il bicchiere davanti a s� e ne osservava il contenuto in modo assente, mentre con l�altra mano tamburellava sulla scrivania.</p><p>�Aveva un motivo per uccidersi?� chiesi.</p><p>Passarono ancora dei secondi, poi Weiss mi guard� e disse: �La paura, penso che avesse paura di qualcuno�.</p><p>�Paura�?�</p><p>Scosse la testa per esprimere tutti i suoi dubbi, poi per� aggiunse: �Be�, c�� quel tizio che chiamano Shadowman�� e trangugi� il suo scotch.</p><p>A questo punto devo dire che, nella mia posizione di aspirante scrittore, non mi sentivo solo un tuttofare dell�Agenzia. Mi piaceva pensare a me stesso come a uno che si informava, che, senza farsi notare, ascoltava e osservava. Avevo quindi gi� sentito parlare di questo uomo ombra, di questo Shadowman. Il suo nome veniva sempre scandito lentamente, in modo melodrammatico e misterioso. Mi era parso di capire che fosse legato a un qualche vecchio caso di cui Weiss si era occupato quando era ancora nella polizia. Pi� precisamente, sembrava che la ragione per cui Weiss aveva deciso di licenziarsi fosse connessa con quegli avvenimenti. Non avevo mai avuto il fegato di chiederlo a lui direttamente. Ero giovane e, per dirla tutta, l�esperienza e la seriet� di Weiss mi mettevano in soggezione. Quella sera per� era stato lui a parlarne e, apparentemente, mi aveva fatto entrare per chiarire a se stesso, chiacchierando con me, alcuni dubbi che lo tormentavano.</p><p>Cos� mi feci coraggio e con un tono per quanto possibile disinvolto gli chiesi: �E chi mai sarebbe questo Shadowman?�</p><p>Weiss si appoggi� allo schienale e si spinse indietro. �Be��, disse, �dipende dalla persona a cui lo chiedi.� Fece un gesto nell�aria per esprimere la vasta gamma di risposte. �Secondo i poliziotti�� quanto meno la maggior parte di loro�� � una montatura. Non una persona reale, ma l�insieme di tanti pezzi montati ad arte da un giornalista. Insomma, un�invenzione della fantasia.�</p><p>Annuii sorseggiando lo scotch e pensando. �Come il tipo che avrebbe ucciso Wally Spender?�</p><p>Weiss alz� e abbass� il mento, il che in genere significava che stava per scoppiare a ridere. Pensai che, almeno, ero riuscito a divertirlo. �Proprio cos�, come quel tipo che ha ucciso Spender, solo che questo� ti ricordi quel caso, il massacro di South Bay?�</p><p>Non me ne ricordavo, in parte perch� quando era accaduto ero ancora sulla costa orientale e in parte perch� a quel tempo ero un bambino. Ma in Agenzia ne avevo sentito parlare, pi� che altro sotto forma di pettegolezzo da corridoio. �Pi� o meno�, dissi. �Si trattava di immigrati clandestini morti affogati.�</p><p>�Morirono in otto, otto bambini.� Weiss non rialz� il mento, lo sguardo fisso sulla scrivania. �Non annegarono, furono uccisi con due colpi alla testa per ciascuno. I corpi furono gettati in acqua e portati via dalla corrente. Poi un giorno, una donna che portava il cane a passeggio lungo China Beach li vide galleggiare a qualche metro dalla riva.�</p><p>Mi lasciai sfuggire un fischio leggero. �Santo cielo, ma chi erano?�</p><p>�Solo bambini tailandesi. Si � pensato che li stessero portando qui per venderli� sai, come schiavi, sfruttamento sessuale, chi lo sa. Comunque, sembra che qualcosa sia andato storto e che il venditore abbia avuto la necessit� di sbarazzarsi delle prove. La pi� grande poteva avere undici anni. Probabilmente hanno ucciso lei per prima, mentre i pi� piccoli guardavano e aspettavano il loro turno.�</p><p>Non dissi niente, ma provai un brivido lungo la schiena. Mi sembr� di vederli, spauriti, indifesi, che aspettavano la morte, la linea dell�orizzonte appena illuminata dal sole e i loro piccoli corpi sbattuti avanti e indietro dalle onde. Il solo pensiero metteva i brividi, soprattutto in quel momento, mentre mi trovavo da solo con Weiss, nel suo ufficio. L�Agenzia intorno a noi era vuota e silenziosa, avvolta nell�oscurit�. I grattacieli al di l� dei vetri formavano scacchiere di luci e ombre, le grandi nubi illuminate dalla luna passavano nel vento e il rumore del traffico ci arrivava attutito, con i clacson, i motori, i tram� Mi sembrava che il mondo l� fuori fosse caotico e pericoloso, che l�Agenzia fosse un�isola felice di calore e sicurezza, che i corpi di quei bambini appartenessero a un racconto dell�orrore narrato intorno al fuoco in una serata di tempesta.</p><p>�Non avevamo alcuna traccia�, prosegu� a un tratto Weiss. �I giornalisti ci bersagliavano, ma noi non potevamo farci niente. Non un indizio, un segnale per poter identificare quei corpi. Solo un testimone. Un pescatore cinese che disse di aver visto una barca ancorata al largo di South Bay la notte precedente. Aveva anche notato un uomo che si muoveva sul ponte, ma alla luce della luna si era trattato per lo pi� di un�ombra. E su questo la stampa ha ricamato: l�ombra di un uomo, l�uomo ombra� Shadowman.� Weiss sembr� scacciare i pensieri con la mano. �Sai come sono i giornalisti. Un caso come questo, un massacro del genere, con dei bambini di mezzo� una di quelle storie che fanno gola, che danno materiale per mesi. Iniziarono a fare congetture su Shadowman: era un sicario, uno specialista? Poi ci fu l�articolo di quel Jeff Bloom, per l�edizione domenicale del <emphasis>Chronicle. </emphasis>Disse di avere una fonte che non poteva rivelare e fece lo scoop. Secondo lui Shadowman era responsabile di almeno met� degli omicidi rimasti irrisolti negli stati della costa ovest. �Una imprendibile Macchina della Morte�, cos� lo defin�. Le vittime non avevano scampo: anche se nascoste, anche se inserite nel programma di protezione, anche se, per assurdo, fossero state rinchiuse a Fort Knox, lui le avrebbe trovate. Anche i delinquenti pi� incalliti lo temevano. Almeno fu questo che Bloom scrisse.�</p><p>Mi voltai per l�improvviso rumore dei vetri, colpiti da una folata di vento. �Incredibile�, dissi con un filo di voce.</p><p>�La polizia ancora oggi sostiene che si tratta di una montatura, di fantasie, ma in ogni caso�� Si interruppe stringendosi nelle spalle.</p><p>�In ogni caso, qualcuno ha ucciso quei bambini�, conclusi io.</p><p>�� proprio questo il punto�, disse infine. �Quello che rende tutto cos� difficile: alla fine, uno Shadowman c�� stato, anche se in realt� non esisteva.�</p><p>Esitai un attimo a replicare. Ero sempre molto cauto nel parlare quando ero nell�Agenzia, perch� non volevo sembrare troppo colto, snob o supponente. Non ero pi� al college e volevo inserirmi in quell�ambiente. Ma in quel momento, forse per l�atmosfera o la situazione, mi sorpresi a fare della filosofia.</p><p>�In effetti, la condizione dell�essere umano non � necessariamente legata alla razionalit�, azzardai. �Alcune cose esistono pur non essendo reali.�</p><p>Weiss si lasci� sfuggire una sonora risata. �Che cosa diavolo significa questo?� Mi accorsi subito di aver commesso un errore. �Che vuol dire, che se anche mi giro, il tavolo non scompare? � questo che vi insegnano a Berkeley?�</p><p>Sentii le guance avvampare. �Cercavo solo di dire��</p><p>�Che cosa dobbiamo fumarci per capire?�</p><p>�Intendevo solo che� le cose esistono in parte anche attraverso la nostra percezione� � una sorta di interfaccia.�</p><p>�Un�interfaccia? Tu sei un�interfaccia? �Pur non essendo reali.� Ma fammi il piacere.� Rise ancora pi� sonoramente. �E io sono il re di Romania.�</p><empty-line/><p>Quella sera passai una buona mezz�ora a sbattere la testa contro il muro del mio appartamento, per punirmi di essermi comportato come un saccente buffone con Weiss. Ero certo che la storiella del mio intervento pseudofilosofico avrebbe fatto il giro dell�Agenzia fin dal mattino successivo, e che sarebbe stata fonte di grandi risate. Ci� mi feriva, perch� volevo a tutti i costi cercare di far parte di quel gruppo.</p><p>Allora, ai miei occhi loro erano figure di riferimento, soprattutto Weiss e Bishop. Nella mia giovane mente, erano dei grandi: uomini che quotidianamente toccavano con mano il male, sfioravano la morte e rimanevano retti, e sapevano come funzionava il mondo. Certi giorni arrivavo a parlare come l�uno o l�altro di loro, a camminare o a vestirmi come lui, per mettermi alla prova. In ogni caso, pensavo spesso a loro, a come fossero veramente.</p><p>Riuscivo a volte a essere severo nel giudicare Bishop. Era un uomo duro, che metteva veramente soggezione. Mi piaceva sentirmi moralmente superiore alla sua natura violenta e a quel suo genere di coscienza, del tutto personale. Ma sapevo fin troppo bene che in cuor mio lo ammiravo, dannazione, non fosse altro che per il suo successo con le donne� avrei dato un braccio anche solo per un quarto di quel successo. Per non parlare poi del suo coraggio, delle moto, dell�abilit� come pilota, della paura che riusciva a incutere negli altri. Intorno a lui aleggiava un�aura di pericolo, di letale virilit�, caratteristiche molto attraenti per un giovanotto timido che stava cercando di costruire la sua personalit�.</p><p>Per quanto riguarda Weiss, essendo lui pi� vecchio, lo accomunavo pi� a una figura paterna, a un tutore. Avevo un�istruzione superiore alla sua e forse ero anche pi� intelligente in senso accademico, teorico, ma non potevo che ammirare la sua incredibile esperienza sul campo. Quello sguardo di compassione, quell�atteggiamento grave e pensoso. Si poteva dire che comprendesse la natura umana fino al midollo. Sapeva che le persone, anche le migliori, tradivano e mentivano. Sapeva che si guardavano fra loro con gelosia e nutrivano sogni inconfessabili. Sapeva che avevano un�acuta consapevolezza del grado di corruzione del vicino, e una totale cecit� riguardo al proprio. Ma la cosa pi� importante � che sapeva accettare tutto questo in ognuno di loro, in tutti come in se stesso. Nulla che fosse umano gli era estraneo, e nulla lo stupiva. Non era cinico e credeva nei valori positivi�� l�amore, la giustizia�� ma sapeva come vanno le cose al mondo. Cos� come un fiume scende al mare e non pu� andare in senso contrario, cos� l�uomo � destinato a soffrire, ecco tutto. In quel periodo, avrei dato qualsiasi cosa per vedere ci� che Weiss aveva visto, per sapere ci� che Weiss sapeva.</p><p>Per questo l�idea di essermi reso ridicolo ai suoi occhi, di avergli dato il pretesto per ridere di me, sparlare di me, mettere in giro la voce che ero un universitario saputello che credeva che gli alberi cadessero senza far rumore� be�, questa idea mi abbatteva realmente il morale.</p><p>Il giorno dopo mi resi conto che avevo sottovalutato la generosit� di Weiss. S�, raccont� la storia, ma non subito. Fui preso un po� in giro dall�ufficio, ma nella versione di Weiss la stupidit� delle mie nozioni universitarie trovava riscatto grazie alla sua sorprendente utilit�. Questo perch�, anche se con i miei sproloqui filosofici non lo avevo aiutato a capirne nulla di pi� su Shadowman, secondo lui avevo risolto il caso della vergine spagnola.</p></section><section><title><p>23</p></title><p>Quella stessa sera, Bishop si stava recando al Clover Leaf.</p><p>Era ancora sulla soglia e gi� l�aveva classificato come uno squallido buco. Lo squallido buco di una squallida citt�. Uno stretto corridoio cieco che terminava con la porta del gabinetto, una stanza che poteva contenere solo la fila di sgabelli addossati al bancone e un paio di tavolini da quattro persone, linoleum grigio sporco sul pavimento, vecchia pannellatura in legno alle pareti. Il tutto condito da musica country proveniente da un jukebox. Anche con la porta d�ingresso aperta per far entrare l�aria della notte, il tanfo di birra e fumo era insopportabile.</p><p>C�erano un paio di montanari al bancone, uno con una giacca dell�aviazione militare, l�altro in tenuta da caccia. Quando Bishop apparve, sollevarono i menti barbuti dai boccali, lo squadrarono e, dopo aver deciso che non li importunava, ritornarono a bere. C�erano poi un altro veterano dell�esercito, chiaramente fuori di testa, e, nel punto pi� scuro del locale, il gorilla di Hirschorn, quello tutto muscoli che aveva parlato con Bishop all�aeroporto. Quando vide il pilota, non fece alcun gesto, ma si limit� a sorridere dietro il bourbon. Gli brillavano gli occhi.</p><p>Quanto a Chris Wannamaker, era seduto a un tavolino in fondo, con un braccio appoggiato allo schienale della sedia e le gambe distese. Indossava i jeans, un cappello da cow-boy bianco e una maglietta tagliata che lasciava vedere il tatuaggio e i muscoli. Con lui c�erano un paio di ragazzoni che ridevano sonoramente. Uno di questi, Matt, era un altro pilota della North Country e quando vide Bishop si accalor�. �Ehi, Kennedy�, url� gesticolando nella sua direzione.</p><p>Chris invece si raggel� al solo sentirne il nome. Perse il sorriso e la baldanza e non gli stacc� pi� gli occhi di dosso. Bishop si ferm� al banco, ordin� una birra, si accese una sigaretta e poi raggiunse gli altri, sempre con gli occhi di Chris addosso.</p><p>Bishop prese una sedia e si un� al tavolino. Era appena stato con Kathleen, poco prima. Il sorriso che rivolse a Chris voleva dire: �Il mio cazzo � ancora bagnato di tua moglie�. Bishop voleva farglielo capire in tutti i modi, per alimentare la sua rabbia. E in effetti Chris si arrabbi�, senza sapere neanche perch�, e guardando il sorrisetto del rivale bevve una lunga sorsata di birra. Bene, fu il pensiero di Bishop.</p><p>�Ehi, Kennedy�, ripet� Matt ancora pi� forte, nelle orecchie dell�altro. Si sbracciava e urlava, chiaramente ubriaco. �Forse tu puoi aiutarci. L�articolo centoventuno del regolamento dice: �Cloche e bottiglia fanno famiglia� o �Cloche e bottiglia perdi famiglia�?�</p><p>Matt e l�altro ragazzo ridevano come pazzi. Bishop accenn� un sorriso.</p><p>�Nessun vero pilota dovrebbe maneggiare bottiglia e cloche nello stesso momento�, disse il terzo ragazzo.</p><p>�Per lo meno non con la stessa mano�, replic� Matt.</p><p>E risero sempre pi� forte, spingendosi indietro sulle sedie, battendo le mani sul tavolo. Ma non Chris, che rimase a fissare Bishop, a studiarne il sorriso, l�espressione amichevole, senza capire esattamente che cosa gli si volesse comunicare, senza capire che si trattava di sua moglie, o forse facendo finta di non capire.</p><p>�Mi sembra che sia a Chris che dovete rivolgervi�, disse Bishop calmo. �� sicuramente un esperto in fatto di bottiglie e cloche.�</p><p>Ancora risate. �� vero�, insistette Matt. �Ho sentito che il vecchio Hirschorn ti ha preso a calci in culo per questo.�</p><p>�E non penso, caro Chris, che abbia sprecato il suo tempo con te per niente�, incalz� il terzo ragazzo.</p><p>�Sapete quali sono le tre cose pi� inutili nella vita?� chiese Matt. �L�altitudine sopra, la pista dietro e��</p><p>�� e le tette di una suora!� conclusero all�unisono i due.</p><p>�Ma la quarta �: chiedere a Chris di abbandonare la bottiglia�, aggiunse Matt. �S�, � questa la quarta cosa pi� inutile!�</p><p>Bishop guard� Chris. Pur con il rumore delle risate e la musica country che rimbombava nell�angusto ambiente, gli parve si udirne il respiro. Guard� oltre, verso il gorilla seduto nell�ombra: stesso gesto con il bicchiere, stessa espressione negli occhi. Tornando su Chris, si chiese quanto fosse ubriaco, e quanto fosse stupido.</p><p>�Si dice anche che l�altitudine fa diventare sobri�, disse Bishop. �A diecimila piedi, anche un ubriaco si rende conto che non pu� andare in picchiata.�</p><p>�Questo � certo�, replic� Matt.</p><p>�In genere � per� sua moglie a essere picchiata.�</p><p>Matt e il suo amico continuarono a ridere, troppo ubriachi per rendersi conto dell�uscita di Bishop. Stavano ancora ridendo quando Chris si alz� di scatto.</p><p>�Che cosa cazzo vorresti dire?� domand�.</p><p>�Siediti, Chris, mi fai girare la testa�, replic� Matt.</p><p>�Rilassati�, prosegu� Bishop. �Stiamo scherzando.�</p><p>�S�, s�, � tutto uno scherzo�, aggiunse il terzo ragazzo. �Siediti.�</p><p>�Non ti azzardare a riparlare di mia moglie�, continu� Chris, mentre si risedeva. Bishop cap� che non era poi cos� ubriaco. �E smettila di ronzarle intorno�, sibil�. �Vedi di smetterla.�</p><p>Bishop lasci� cadere a terra il mozzicone e lo spense sotto il tacco. �Be�, qualcuno dovr� pur farlo.�</p><p>Era troppo. Era veramente troppo. Chris si lev� di nuovo e disse: �Alzati!�</p><p>�Dai Chris, dacci un taglio�, disse Matt, cercando di minimizzare. �Sta solo scherzando.�</p><p>�Tu stanne fuori�, incalz� Chris. �E tu, alza il culo.�</p><p>�Perch� dovrei?� rispose Bishop con una cordialit� irritante. �Sto ancora bevendo��</p><p>Chris afferr� Bishop per la maglietta e lo fece alzare bruscamente. Ancor prima di essere in piedi, Bishop colp� Chris alla gola. Il pilota strabuzz� gli occhi, mentre il cappello volava via. Cadde al suolo, senza fiato.</p><p>Bishop torn� a sedersi. �� una fottuta birra�, concluse.</p><p>Bevve un sorso mentre Chris, a terra, si alzava appoggiandosi su un ginocchio e una mano, mentre con l�altra si teneva la gola cercando di respirare, con la lingua fuori.</p><p>Matt accenn� un�altra risata ma, vedendolo in quelle condizioni, tacque e si rivolse a Bishop.</p><p>�Cristo, Kennedy, l�hai colpito alla gola.�</p><p>�Davvero?� rispose Bishop, e bevve un altro sorso.</p><p>Al bancone, i due montanari avevano girato gli sgabelli per godersi la scena, che sembrava divertirli molto. Si scambiavano occhiate significative ed emettevano brevi suoni di approvazione. L�altro avventore si era defilato senza farsi notare e il gorilla di Hirschorn nascondeva ancora il sorriso dietro il bicchiere.</p><p>Il barista era un gigante con la testa pelata e una massa di muscoli coperti di tatuaggi. Anche lui osservava lo spettacolo, asciugando i bicchieri.</p><p>�Non fatemi venire di l�, signorine�, disse, sovrastando la musica con una profonda voce rauca e baritonale.</p><p>Chris era quasi riuscito a rialzarsi, appoggiandosi allo schienale della sedia. Bishop sorseggiava la birra con aria soddisfatta.</p><p>�Sai, Chris, ho una teoria�, disse a voce alta. �La vuoi sapere? La mia teoria � che la mano dura con le donne ce l�hanno quelli con il cazzo moscio.� Guard� Chris con aria di complicit�, mentre finalmente riusciva ad alzarsi. �Questa � la mia idea. Tu che ne pensi?�</p><p>Chris si massaggi� la gola, nel tentativo di normalizzare il respiro. �Maledetto figlio di puttana. Potevi ammazzarmi.�</p><p>�Certo, avrei potuto farlo due volte�, rispose Bishop. �Una volta quando mi hai messo le mani addosso e la seconda quando eri a terra a fare quei versi patetici.�</p><p>A quelle parole, il barista rise di gusto, accompagnato dall�approvazione dei due montanari.</p><p>La faccia di Chris, gi� rossa per il colpo ricevuto, stava diventando viola di rabbia, ma l�uomo era ancora troppo debole per reagire. Punt� l�indice contro Bishop.</p><p>�Hai la lingua troppo lunga, bastardo�, disse. �Faresti meglio a ricordare che ho degli amici in citt�. Se li chiamo, sono guai.�</p><p>Bishop scopr� i denti, senza voltarsi verso il gorilla nell�angolo. Sapeva che li stava guardando, che i suoi occhi brillavano. E sapeva che aveva sentito la stupida minaccia di Chris.</p><p>�Davvero?�</p><p>�Puoi scommetterci il culo�, continu� Chris.</p><p>Bishop estrasse un quarto di dollaro dalla tasca dei jeans e lo lanci� a Chris. La monetina colp� l�uomo sul petto e cadde a terra.</p><p>�Chiamali, allora.�</p><p>�Okay, Kennedy�, disse Matt. �Penso che possa bastare. Beviamoci sopra da buoni amici.�</p><p>Ma Bishop non aveva certo intenzione di smetterla. Non ancora, almeno. �Ma s�, che siamo amici�, disse. �Io sono amico di tutti. Persino di un leccaculo, codardo, manesco pezzo di merda come lui.�</p><p>�Ehi, non male�, rise il barista.</p><p>Chris si dimentic� della gola e delle sue condizioni: era troppo infuriato. �Fatti sotto�, url� rauco. �Vieni avanti adesso che non puoi prendermi di sorpresa, bastardo fottuto.�</p><p>�Bene�, replic� Bishop calmo. �Vedo che sei pronto.�</p><p>�Fatti sotto e alzati. Combatti da uomo.�</p><p>Bishop sorseggi� ancora una volta la birra, mentre il corpo di Chris era scosso da tremiti di tensione e rabbia.</p><p>Appoggi� il bicchiere con studiata lentezza. �Combatto da uomo se ho un uomo davanti�, disse.</p><p>Chris afferr� una sedia e la port� in alto, pronto a romperla in testa all�avversario. Ma si ritrov� ancora una volta a terra, mugolante e con la faccia insanguinata. Bishop si era alzato girando su se stesso e aveva parato il colpo con un braccio. Poi con il gomito aveva colpito pesantemente la bocca di Chris mentre lo spingeva all�indietro, per farlo cadere. Quando lo vide a terra, gli assest� un calcio nello stomaco.</p><p>�Quello deve avergli fatto male�, aveva osservato uno dei montanari, scuotendo la testa.</p><p>�Cristo, amico�, disse il terzo ragazzo. �Smettila ora.�</p><p>Bishop prese la birra e bevve senza sedersi.</p><p>Il barista si sporse sul bancone e disse: �Ehi, mister, penso che tu possa ritenerti soddisfatto�.</p><p>Bishop annu�. �Lo sono.� Rimase in piedi di fianco a Chris, con la birra in mano. �Se devi dirmi qualcos�altro, sai dove trovarmi�, aggiunse guardandolo.</p><p>Chris non rispose. Era piegato in due e si lamentava, tenendosi lo stomaco e sputando sangue. Bishop pens� che quel pezzo di merda avrebbe picchiato la moglie per rivalersi dell�essere stato umiliato. Se la sarebbe presa con lei, ma lui non poteva farci niente. Purtroppo questa era la situazione. Bishop doveva screditare Chris davanti al gorilla, doveva far sapere a Hirschorn che lui era meglio dell�altro. E cos� aveva fatto. Se poi Chris andava a casa a prendersela con Kathleen, erano problemi suoi, tanto peggio, o almeno cos� Bishop pensava.</p><p>Per� rimase ancora un momento a pensare a Kathleen e alle botte che probabilmente avrebbe preso. E sent� ancora quel calore aspro dentro. L�idea che quel bestione la picchiasse lo turbava pi� di quanto avrebbe voluto ammettere.</p><p>Gir� il bicchiere e rovesci� la birra rimasta in faccia a Chris. �Buona serata�, disse.</p><p>Mentre usciva dal Clover Leaf, lanci� un�ultima occhiata furtiva all�energumeno di Hirschorn. Era sempre nella medesima posizione, con il sorriso nascosto dietro il bourbon e gli occhi che sfavillavano.</p></section><section><title><p>24</p></title><p>�Non ci posso credere�, borbott� l�ispettore Ketchum di malumore.</p><p>Weiss trasse un profondo respiro. �Aspetta e vedrai�, replic�.</p><p>E cos� aspettarono, il piccolo nero tutto nervi che s�agitava accanto al massiccio Weiss. Si trovavano nel negozio di monete rare di Seymour Hinckel, a North Beach. Era un esercizio piccolo, piacevolmente in penombra, pieno di vetrinette da esposizione. Ogni tanto vi entrava qualche collezionista che si chinava a osservare le monete rare esposte sul velluto nero. Ma in quel momento era deserto, fatta eccezione per Ketchum e Weiss. E il proprietario, Seymour Hinckel, tondo di corpo quanto di testa. Calvo, occhialuto, mite nei modi e leggermente ansimante. Era eccitato di essere coinvolto in un�azione di polizia. Tutti e tre stavano guardando la strada attraverso la vetrina.</p><p>�Be�?� disse Ketchum. �Sono qui, no? Sto aspettando.�</p><p>Weiss annu�.</p><p>�E tu vuoi farmi credere che il tipo che ha ucciso Wally Spender sta per entrare da quella porta.�</p><p>�Esattamente.�</p><p>�Anche se si tratta di un parto della fantasia di Spender?�</p><p>Weiss si strinse nelle spalle. �� un�interfaccia.�</p><p>�Un�interfaccia?� incalz� Ketchum, scuotendo la testa. �Tutte stronzate.�</p><p>�Eccolo, sta arrivando�, esclam� Seymour Hinckel in un soffio. Si agit� inutilmente dietro al banco, sistemando il calendario da una parte e il blocco delle ricevute dall�altra, per poi spostarli di nuovo. Weiss alz� il mento, in attesa, e Ketchum sbuff�; del resto sbuffava sempre per ogni cosa. Tutti e tre stavano osservando l�uomo che aveva assassinato Wally Spender.</p><p>Il killer era alto, vita stretta, spalle larghe, pelle color caffellatte. Era il classico bell�uomo arrogante, consapevole del suo aspetto. Lo si capiva dal modo in cui bighellonava per la via, lanciando occhiate indiscrete a ogni donna che procedeva in direzione contraria. Risaliva la strada sul marciapiede opposto al loro e, raggiunto l�angolo di una fila di case in stile vittoriano, scese dal marciapiede per attraversare senza badare alle auto, come se il traffico si dovesse arrestare per lasciar passare uno bello come lui.</p><p>�Aspetta che gli sia alle spalle, poi muoviti�, disse Weiss.</p><p>�Sar� meglio che tu abbia pronta una buona spiegazione, dopo�, sibil� Ketchum.</p><p>�Tu pensa a fermarlo quando io sono sulla porta.�</p><p>Ketchum stava per aggiungere qualcosa ma desistette, con un sospiro visibilmente irritato.</p><p>Il killer era arrivato al negozio. Weiss si stacc� da Ketchum e finse di osservare una teca di dollari d�argento.</p><p>Quando la porta si apri, un campanello tintinn� allegramente. Il killer, procedendo con disinvoltura anche in quello spazio angusto, super� le teche e raggiunse il bancone. Il proprietario tratteneva il respiro, gonfio come un pallone. Mentre s�avvicinava l�uomo esib� un sorriso ampio, tutto denti candidi, accattivante.</p><p>Ma Weiss era gi� in posizione sulla porta e Ketchum gli si par� davanti, sventolandogli il distintivo sotto il naso.</p><p>�Carlos Rodriguez�� disse.</p><p>Non ebbe occasione di aggiungere altro. Il killer gir� sui tacchi, deciso a battersela, ma Weiss era l� ad aspettarlo. In un istante il killer impugn� un coltello. Un altro istante dopo, Weiss lo aveva disarmato e Rodriguez si teneva il polso dolorante. Poi Weiss ebbe uno scatto di nervi. Lo schiaffo echeggi� fragoroso nel negozietto e l�uomo fin� contro un espositore di monete. Ketchum gli era gi� addosso. Il poliziotto tutto nervi spinse il killer contro la vetrinetta, gli torse le braccia dietro la schiena e lo ammanett�.</p><p>�Congratulazioni�, disse il poliziotto. �Sei fottuto a vita.�</p><p>Le manette si chiusero con uno scatto. Il killer era ancora bloccato contro la teca. Weiss lo osservava, dominando a fatica la sua rabbia. Poi trasse un profondo respiro. Richiuse il coltello a serramanico e lo tenne in una mano, mentre con l�altra si toccava distrattamente il lobo dell�orecchio. Seymour Hinckel osservava la scena da dietro le spalle di Ketchum. Era cos� eccitato da sembrare un palloncino sul punto di rimbalzare da una parte all�altra del negozio.</p><p>�Che cosa volete da me?� url� Rodriguez. Erano le prime parole che riusciva a pronunciare.</p><p>�Chiudi quel cazzo di bocca�, replic� Ketchum. �Tutto quello che voglio sentire da te � �ahi� quando ti do un pugno in testa.�</p><p>�Ma che cosa cazzo significa tutto questo�?�</p><p>Ketchum lo colp�.</p><p>�Ahi!�</p><p>�E vedi di moderare il tuo schifoso linguaggio quando parli con un fottuto ufficiale di polizia.�</p><p>�Ma non ho fatto niente.�</p><p>�Quindi questa sarebbe tutta una stronzata. Usa la testa, <emphasis>caballero</emphasis>, sarei qui a preoccuparmi di arrestare un cazzone come te se tu non avessi fatto niente? Hai ucciso quel poveraccio con la faccia da topo nel vicolo, ecco che cosa hai fatto. Sei uno sporco assassino di merda.�</p><p>�No, ve lo giuro, no�, insistette Rodriguez.</p><p>��No, ve lo giuro, no� non � la risposta giusta�, lo incalz� Ketchum. �Piuttosto: �S�, ve lo giuro, s�. E tu sei� ripeti con me adesso� uno sporco� assassino� di merda.�</p><p>A questo punto era giunto a destinazione il messaggio di terrore inviato dal cervello di Rodriguez ai suoi occhi, i quali si spalancarono al punto di occupare quasi met� del suo bel viso. Guard� disperatamente i tre uomini in cerca di comprensione, ma Weiss sembrava impassibile, Seymour Hinckel era quasi pi� spaventato di lui e Ketchum era passato dall�espressione sarcastica che aveva di solito a quella minacciosa che assumeva di tanto in tanto. Il killer non aveva speranze.</p><p>Disperato, Rodriguez sput� tutta la verit�.</p><p>�Mi ha pagato per farlo! Lui, quello con la faccia da topo, non ci stava con la testa. Voleva morire e mi ha pagato per ucciderlo!�</p></section><section><title><p>25</p></title><p>Rodriguez stava ancora urlando quando lo spinsero a forza sul sedile posteriore della carretta di Ketchum.</p><p>�Ve lo giuro su Dio! Dovete credermi, mi ha pagato e mi ha spiegato come esattamente doveva avvenire il tutto. Mi disse che dovevo fingere che lui avesse violentato mia sorella. Era pazzo, vi dico!�</p><p>Ketchum sal� al posto di guida. Avvi� il motore mentre Weiss si accomodava al suo fianco. Le portiere arrugginite cigolarono, chiuse di scatto dai due uomini.</p><p>�D�accordo, Weiss�, disse Ketchum. �Sentiamo. Come ci sei arrivato?�</p><p>La macchina si scost� dal marciapiede e imbocc� direttamente la ripida discesa della collina. Weiss doveva alzare la testa per vedere il mare che brillava poco distante.</p><p>�Nessun altro aveva il movente�, rispose con tono pacato.</p><p>�Ehi, gente, che cosa vi sto dicendo!� intervenne la voce di Rodriguez dal sedile posteriore. �Quello psicopatico mi ha pagato. Non sono andato a cercarlo; � venuto lui da me. Io me ne stavo buono buono al bar��</p><p>�Per Dio�, url� Ketchum, e Rodriguez sobbalz�. �Stiamo cercando di parlare, qui davanti.�</p><p>�Volevo solo dire��</p><p>�Non costringermi a fermare la macchina, intesi?� Ketchum si volt� e punt� il dito contro il killer. �Se mi costringi a scendere, giuro che ti spezzo le gambe.�</p><p>Rodriguez si zitt�, in preda alla disperazione. Weiss, nel frattempo, stringeva gli occhi preoccupato fissando il parabrezza. Ma Ketchum si volt� in tempo. Una vecchia cinese stava attraversando con un carretto carico di ortaggi. Ketchum si gir� appena in tempo per evitarla.</p><p>�Pazza d�una puttana cinese�, imprec�, sforzandosi di mantenere il controllo dell�auto. �Dicevamo�?�</p><p>�Dicevamo che nessuno aveva un motivo per uccidere Spender�, prosegu� Weiss. �Sua madre aveva solo lui, quindi non � stata lei. E a nessun altro importava di lui. Non � stato neanche rapinato, quindi il movente non era questo. L�unico che avrebbe tratto vantaggio dalla sua morte era Spender stesso.�</p><p>�Lui stesso�� fece eco Ketchum. �E che cosa ne avrebbe ricavato?�</p><p>�Be�, l�avverarsi di un sogno.�</p><p>�Era completamente fuori�, mormor� Rodriguez.</p><p>�Ehi�, disse Ketchum, alzando un dito minaccioso davanti al retrovisore.</p><p>Weiss continu�: �Voleva che la storia che aveva tante volte vissuto nella sua immaginazione diventasse realt�, anche se questo significava morire davvero. Doveva solo procurarsi qualcuno che interpretasse il fratello assetato di vendetta�.</p><p>�Non era meglio se pagava qualcuno per interpretare la ragazza? Sarebbe stato molto pi� divertente.�</p><p>�Ci ha provato, ma non ha funzionato.�</p><p>�Cilecca�?� chiese Ketchum. �Il suo coso��</p><p>�Lo ha lasciato per strada. Non gli restava che questa seconda opzione. Si trattava di capire come avesse potuto attuarla. Gli Spender non avevano certo i quattrini per pagare un killer. Poi mi sono ricordato che, mentre ero nella stanza di Wally, avevo notato una collezione di monete da cui mancavano i pezzi di valore. L� per l� ho creduto che non potesse permetterseli, ma dopo l�omicidio mi � venuto in mente che probabilmente li aveva venduti per assoldare il suo assassino.�</p><p>�Giuro che non finisco mai di stupirmi delle stronzate che la gente riesce a concepire�, replic� Ketchum.</p><p>�Ho scoperto di quali monete si trattava e ho fatto un po� di telefonate ai negozi specializzati. Cos� ho trovato Hinckel e, con mia sorpresa, ho saputo che Spender non aveva venduto personalmente le monete, l�aveva lasciato fare al suo assassino, non � vero, Carlos?� Lanci� un�occhiata dietro di s�. �Come sono andate le cose? Spender ti ha detto che le monete avrebbero acquistato valore se le tenevi per un po�.�</p><p>�Gi�, rispose Rodriguez con tono rassegnato.</p><p>�Ci sono, ci sono�, disse Ketchum. Guard� il ragazzo attraverso il retrovisore. �Ti dice di tenerle e tu invece, da bravo imbecille, per quanto tempo resisti? Quarantotto ore?�</p><p>�Volevo essere sicuro che fossero buone. Come potevo saperlo?� e la parole si persero in una sequela di oscenit�.</p><p>�Cos�, prosegu� Weiss, �Hinckel si fa dare i dati per la vendita da Carlos, che lascia un indirizzo falso, ma il vero numero di cellulare.�</p><p>�Perch� � stupido�, incalz� Ketchum.</p><p>�Esatto. Cos�, una volta individuato Hinckel, gli ho chiesto di richiamare Carlos e dirgli che si era sbagliato nel valutare una moneta, e gli doveva ancora circa duemila dollari.�</p><p>�Ed eccolo qui�, disse Ketchum con un sorriso soddisfatto. �Che cosa te ne pare, Carlos? L�unico motivo per cui sei stato preso � che sei un pezzo di merda imbecille. Questo dovrebbe farti stare meglio quando marcirai in prigione.�</p><p>A quel punto tacquero, ognuno immerso nei suoi pensieri. Al termine della discesa, l�auto fece una specie di salto prima di imboccare la successiva salita, che era quasi verticale. Sul parabrezza apparve un cielo azzurro e una candida nuvola illuminata dal sole.</p><p>Poi Ketchum ridacchi� fra s� e s� prima di dire: �Sai, mi piace questa storia. Il Topo sogna di violentare una ragazza inventata e assolda questo cazzone qui dietro per realizzare il suo sogno. Che ne pensi, Carlos? In fin dei conti, come assassino esistevi solo in quanto prodotto della fantasia della tua vittima. Ora che lui � morto, tu scompari�. Ridacchi� ancora, con un suono cupo. �Sei un�interfaccia, amico, ecco che cosa sei.�</p><p>Weiss si volt� verso Ketchum, con la solita espressione grave in faccia. Lasci� passare un momento, poi disse: �Ketchum, devo parlare con mister Falsa Identit�.</p><p>La risatina di Ketchum si soffoc� in gola. �Che cosa cavolo stai dicendo?�</p><p>�Whip Pomeroy, e in fretta anche. Devo parlargli prima possibile.�</p><p>L�ispettore lanci� un�occhiata di sbieco al suo vecchio amico, al suo unico amico. �Mi prendi in giro?� Ma l�espressione di Weiss non cambi�. �� in custodia chiss� dove. Come diavolo faccio a portarti da lui?�</p><p>La macchina si ferm� in precario equilibrio in cima alla salita. Davanti a loro pass� un tram che si stagli� contro il cielo, scampanellando. Ketchum ne approfitt� per guardare Weiss negli occhi. L�espressione di quest�ultimo era immutata: sempre quello sguardo grave, stanco del mondo.</p><p>Ketchum ritorn� a fissare la strada, scuotendo la testa disgustato.</p><p>�Non ci posso credere�, sospir�.</p></section><section><title><p>26</p></title><p>Il mattino dopo, quando Weiss entr�, avevo i piedi appoggiati sulla scrivania e il <emphasis>Chronicle </emphasis>aperto davanti a me.</p><p>�Ti pago per questo?� lo sentii dire.</p><p>�Non proprio.� Chiusi rumorosamente il giornale e abbassai i piedi. �Comunque stavo leggendo le sue eroiche imprese.�</p><p>�Vorrai dire le tue imprese, non le mie.�</p><p>�Mie? In che senso?�</p><p>�Nel caso della vergine spagnola, il killer� era proprio come hai detto tu: un�interfaccia. Esisteva pur non essendo reale.�</p><p>Risi e arrossii contemporaneamente. �D�accordo, d�accordo, mettiamoci una pietra sopra.�</p><p>�No, sono serio, penso che cambier� l�insegna sulla porta: INDAGINI ACCURATE MEDIANTE NONSENSE FILOSOFICI.�</p><p>�Lavoro, condivido la vita del gruppo, cerco di dare un contributo, e che cosa ricevo in cambio?�</p><p>�INVESTIGATORI SEMPRE AL VOSTRO SERVIZIO, CHE CI SIANO O CHE NON CI SIANO.�</p><p>�Niente altro che derisione e mancanza di rispetto.�</p><p>Weiss era in piedi accanto a me con le mani in tasca, visibilmente divertito. Dopo pochi secondi indic� il giornale con il mento e disse: �Allora, che ne pensi?�</p><p>�Di che cosa?� replicai. �Del caso Spender? Proprio non lo so.�</p><p>�Dai, sei tu il pensatore qui dentro. Si tratta di una di quelle stronzate psicologiche? Si sentiva in colpa per via delle fantasie? Voleva punirsi?�</p><p>Feci una smorfia. �Forse. Ma a me sembra semplicemente che preferisse la morte alla realt�. Sono in molti a pensarla cos�, ma in pochi riescono a rendersene conto.�</p><p>Fui gratificato dall�espressione pensosa di Weiss. Stava allontanandosi, ma all�ultimo istante si gir� e disse: �A proposito, ti affianco a Sissy nel processo Strawberry�.</p><p>Non capii subito, o almeno non credetti a quello che avevo sentito. Poi l�eccitazione crebbe. �Vuol dire che�?�</p><p>�Ha bisogno di un assistente per seguire un paio di testimoni.�</p><p>L�aveva detto sul serio, mi aveva assegnato un caso vero. Era la prima volta ed era un bel passo in avanti per me. �Grazie, grazie mille�, dissi. �� fantastico, davvero, grazie ancora.�</p><p>�� la ricompensa per aver risolto il caso della vergine.�</p><p>�Bene, perfetto! � fantastico!�</p><p>�Ora mi giro, d�accordo? Non scomparire.�</p><p>�Oh, basta!�</p><p>Raggiunse il suo ufficio e lasci� la porta aperta. Sentii che faceva un sospiro profondo e si calava pesantemente sulla sedia. Iniziai a organizzare il lavoro sulla scrivania, sorridendo. Intanto sentii che aveva acceso il computer e stava controllando la posta. Il caratteristico suono annunci� l�arrivo di un messaggio. Bishop, pensai.</p><p>Ci fu una pausa di silenzio, in cui probabilmente Weiss lesse la posta. Io presi il ricevitore per chiamare Sissy Truitt e annunciarle che aveva un nuovo assistente.</p><p>In quel momento fui raggiunto da un grugnito di Weiss.</p><p>�Ma che cazzo mi combina?� lo sentii esclamare, e udii il rumore della sua mano che picchiava sulla scrivania.</p><empty-line/><p>Qui la situazione � molto instabile. Chris Wannamaker sta per essere messo da parte. Abbiamo avuto un confronto e Hirschorn sicuramente l�ha saputo. Molte incognite: quando Kathleen ceder� e dir� tutto al marito, come lui reagir�, quale decisione prender� Hirschorn. Non vedo per� altro modo per procedere. Parlando con Kathleen ho avuto la sensazione che neanche Chris sappia che cosa sta accadendo. Solo Hirschorn ne � al corrente e devo cercare di stargli addosso. Qualsiasi cosa stiano organizzando, accadr� presto. C�� poco tempo, far� del mio meglio. JB.</p></section><section><title><p>27</p></title><p>Quel mattino Driscoll era avvolta in una luce pallida e tersa. Era presto e la calura non era ancora salita. Il quartiere era tranquillo, gli uomini stavano andando al lavoro e anche qualche donna, i bambini erano ai campeggi estivi. Un cane abbaiava e, qua e l�, si sentiva il ronzio degli irrigatori. Una tortora appollaiata sui fili del telefono cantava la sua lamentosa canzone.</p><p>Bishop era seduto davanti alla finestra della camera da letto e guardava Chris che picchiava Kathleen. Erano di sotto, in soggiorno, e stavano litigando da dieci minuti quando Chris l�aveva colpita con uno schiaffo sulla guancia.</p><p>�Ah, maledetto!� url� la donna, cercando di colpirlo in faccia con un pugno. Ma Chris schiv� il colpo e, pi� furente che mai, la picchi� ancora, cos� forte che Kathleen cadde al suolo, sul fianco. La fronte sbatt� sullo spigolo imbottito del divano.</p><p>Bishop contrasse l�angolo della bocca quando la vide cadere: per uno come lui era la massima espressione di disagio. Tuttavia non si mosse, rimase a guardare, seduto alla scrivania, fumando nell�ombra. Le luci della stanza non erano accese e la finestra era appena aperta; poteva per� vedere bene i Wannamaker e udirne anche le voci, quando gridavano.</p><p>�Voglio quella testa di cazzo fuori da quella casa, subito!� grid� Chris alla moglie, a terra.</p><p>Lei gli rispose urlando, fra le lacrime: �� casa mia e l�affitto a chi cazzo mi pare!�</p><p>Gli occhi di Chris esprimevano tutto il suo furore. Camminava avanti e indietro incombendo su di lei e, anche da una certa distanza, Bishop poteva vedere i segni che gli aveva lasciato due sere prima, al Clover Leaf. Un ematoma rosso-violaceo copriva un�intera guancia; era l� che gli aveva assestato la gomitata. Con quel livido in faccia, Chris sembrava un mostro, soprattutto mentre camminava in quel modo, come un animale in gabbia, agitando il dito davanti alla moglie, urlando e digrignando i denti.</p><p>Aveva abbassato la voce, ma alcune parole arrivavano ancora a Bishop: �� ti ronza intorno��</p><p>Kathleen rispose. Bishop non sent� le sue parole, ma intu� che fossero altri insulti, perch� Chris la colp� con un calcio dietro la coscia. La donna url�, strisciando via sul pavimento, e rimase piegata su un fianco, ansimante, tenendosi la gamba. Chris continuava a camminare avanti e indietro, sovrastandola. �Puttana!� url� a un certo punto. Bishop vide il corpo della donna scosso dal pianto.</p><p>Aspir� un�altra boccata di Marlboro. Gli occhi chiari, freddi e privi di espressione, si strinsero a fessura mentre il fumo saliva.</p><p>All�improvviso il telefono squill� rumorosamente. Bishop afferr� il ricevitore, spense la sigaretta e rispose. �S�?�</p><p>�Parlo con Frank Kennedy?�</p><p>Bishop si distese sulla sedia. Non riconobbe la voce sottile e affettata che proveniva dall�altro capo del filo, tuttavia intu� di chi potesse trattarsi. Si gir� per non farsi distrarre dalla scena nella casa vicina. �S�, sono Kennedy.�</p><p>�Bene, signor Kennedy, mi chiamo Alex Wellman e sono l�assistente personale di Bernard Hirschorn.�</p><p>�Ho capito. Che cosa posso fare per lei?�</p><p>�Il signor Hirschorn mi ha detto di combinare un incontro fra voi, se possibile.�</p><p>Bishop sorrise a denti stretti e rispose con distacco: �Certamente. Quando vuole che ci incontriamo?�</p><p>�Oggi a mezzogiorno, il suo ufficio � alla fondazione Driscoll.�</p><p>�Ci sar�.�</p><p>�Perfetto, grazie.� La comunicazione fu interrotta.</p><p>Bishop ripose la cornetta e appoggi� i gomiti sulle ginocchia. A pensarci bene, la situazione era positiva. Hirschorn voleva vederlo e ci� significava che, probabilmente, il suo piano aveva avuto successo. Forse, quando gli era giunta notizia del diverbio al Clover Leaf, Hirschorn aveva gi� dei dubbi sull�opportunit� di impiegare Chris come pilota. Forse stava addirittura considerando di assumere Bishop per sostituirlo. Bene, pens�, potrebbe essere un�ottima cosa.</p><p>Bishop si alz� e torn� alla finestra, a osservare quanto accadeva nella casa a fianco.</p><p>Non si udivano pi� le grida e Chris era in ginocchio. Kathleen era ancora a terra, sdraiata sul dorso, con le gambe piegate come per difendersi. Chris le parlava gentilmente, con l�espressione contrita, e Bishop pens� che stesse piangendo. Muoveva le mani avanti e indietro come se volesse spiegarle qualcosa, o farsi perdonare. Poi le mise una mano sul polpaccio, ma Kathleen si ritrasse. Lui continu�, facendo salire la mano verso la coscia e poi pi� su, cercando di costringerla con il corpo ad aprire le ginocchia. Si chin� su di lei.</p><p>Kathleen gli mise la mano sul petto per allontanarlo e volt� la faccia. Ma lui insistette con dolcezza, parlando con calma, cercando di spiegare. Le braccia di lei si rilassarono, gli appoggi� le mani sulle spalle. Teneva il viso sempre girato, ma lui le accarezz� i capelli finch� lei non si volt� e non si lasci� baciare sulle labbra, alzando una mano a sfiorargli la guancia ferita in un gesto quasi tenero. Non fece resistenza quando lui le sfil� i pantaloni.</p><p>Bishop continu� a guardarli, e pens� a che cosa ne sarebbe stato di Chris se Hirschorn avesse deciso di sostituirlo. Forse l�avrebbero ammazzato per chiudergli la bocca. In effetti, era plausibile. Probabilmente Hirschorn avrebbe ucciso Chris, perch� l�operazione doveva essere di tale portata da non poter rischiare che lui parlasse.</p><p>Kathleen era ancora immobile sul pavimento e Chris era dentro di lei. Erano abbracciati, stretti uno all�altro, ma Kathleen era girata verso la finestra e sembrava guardar fuori distrattamente, sembrava pensare ad altro. Era come se il suo sguardo fosse rivolto verso la finestra di Bishop, mentre Chris si muoveva dentro di lei. Con le luci spente e il sole che batteva in quella direzione, sicuramente lei non lo vedeva, ma Bishop cap� che probabilmente pensava a lui.</p><p>Continu� a guardare. Pensava alla telefonata appena ricevuta, a come Hirschorn avrebbe ucciso Chris se lui l�avesse sostituito. Guardava Kathleen che, a sua volta, lo guardava. Chris emise un ultimo gemito e si adagi� sopra di lei.</p><p>Bishop chin� il capo e si chiese se Hirschorn avesse intenzione di uccidere anche lei.</p></section><section><title><p>28</p></title><p>La motocicletta sobbalzava sotto di lui mentre percorreva la lunga strada sterrata. In quel tratto, le querce creavano una piacevole e fresca penombra. Quando gli alberi finirono, il caldo divenne soffocante, ma la propriet� si manifest� in tutta la sua ampiezza. C�erano prati ondulati in ogni direzione e irrigatori in ogni angolo. I giardinieri�� otto o dieci che fossero�� si muovevano fra aiuole di fiori viola o erano inginocchiati a curare il prato. Qua e l� c�erano piccoli stagni dalle acque immobili dove si riflettevano il sole, il cielo e le montagne circostanti. Il luogo era incorniciato da una catena di monti scuri che sembravano raggiungere le nuvole candide. Il ranch di Hirschorn�� ovvero della fondazione�� era stato costruito ai piedi delle alture, al riparo degli alberi. Quella non era, pens� Bishop, semplicemente il rifugio di un boss locale. Piuttosto la residenza rispettabile di un pezzo grosso della malavita organizzata.</p><p>La strada pieg� a destra e la Harley di Bishop segu� la curva, dirigendosi verso la casa, che apparve imponente e grandiosa. Era gialla con le rifiniture bianche e il tetto spiovente, su cui si aprivano tre lucernari. Una serie di porte finestre davano sul portico che girava tutto intorno all�edificio, sostenuto da pilastri e collegato alla strada da una scala di mattoni.</p><p>Bishop and� a fermarsi davanti alla scala; mentre spegneva il motore, la porta d�ingresso si apr�. Apparve un uomo piccolo e magro, dal portamento rigido e altezzoso come quello della casa, anche se le dimensioni non erano in proporzione. Le labbra erano strette, il naso arricciato come se sentisse un cattivo odore. L�assistente personale, pens� Bishop, Alex Wellman.</p><p>Scese dalla moto, si tolse il casco e lo appese al manubrio. Poi sal� le scale andando incontro a Wellman, che introdusse Bishop nella stanza principale della casa. Le numerose porte finestre rendevano l�ambiente molto luminoso. C�erano tappeti in stile spagnolo e pesanti mobili in quercia, piccole statuine in bronzo di cavalli e bisonti sui tavolini e sugli scaffali. Una domestica messicana era indaffarata a pulire l�enorme camino di pietra. I pesanti stivali da motociclista di Bishop pestarono rumorosamente sul pavimento nel passare accanto alla donna.</p><p>I due uomini raggiunsero la porta della biblioteca.</p><p>�Signor Hirschorn, il signor Kennedy � qui per l�appuntamento�, disse Wellman, molto formale.</p><p>Hirschorn stava girando intorno alla sua immane scrivania, con la mano protesa e il sorriso sul volto abbronzato. Era in maniche di camicia. Doveva avere circa sessant�anni, ma l�aspetto era quello di un uomo forte e solido.</p><p>�Signor Kennedy�, disse, stringendo energicamente la mano del pilota. Lo squadr� e annu�, come se trovasse in lui qualcosa che gli piaceva. �Venga, venga, si accomodi.�</p><p>Bishop entr� e vide i due gorilla, appoggiati uno accanto all�altro a una parete. Uno era il primate dalla faccia ebete del Clover Leaf; l�altro era un tipo piccolo e vagamente isterico, tutto nervi e occhi.</p><p>Hirschorn indic� il pi� grosso. �Ha gi� conosciuto il mio autista, il signor Goldmunsen.� Spost� poi il braccio verso il pi� piccolo, che si sollevava sulle punte incapace di stare fermo, come se dovesse partire a razzo verso il soffitto, e aggiunse: �Questo � il suo collega, il signor Flake�.</p><p>Wellman, intanto, indietreggiava quasi invisibile, nascosto nell�ombra, lui stesso un�ombra che si dissolse nell�aria accompagnata dal rumore della porta che si chiudeva.</p><p>Hirschorn raggiunse il lato della scrivania dove si trovava una poltrona di pelle, e vi si sedette come se fosse il suo trono. Non chiese a Bishop di accomodarsi e il pilota rimase in piedi, nel centro della stanza, osservato dai due gorilla.</p><p>�La far� sedere tra poco�, disse il vecchio. �Ma prima, il signor Goldmunsen le dar� un pugno nello stomaco. Lei probabilmente cadr� piegato dal dolore e rester� senza fiato per qualche minuto.�</p><p>Bishop sorrise appena, in modo forzato. Guard� Goldmunsen, poi Hirschorn, e disse, senza scomporsi: �Ne � certo?�</p><p>�Oh, s�.� L�uomo dai capelli d�argento emise una breve risata. �Lo sono perch�, se non glielo permetter�, chieder� al signor Flake di estrarre la pistola e di spararle nei testicoli. Sono certo che preferisce il pugno.�</p><p>Bishop smise di sorridere. Goldmunsen si fece avanti, mentre il pilota scrutava Flake. Non aveva estratto la pistola, ma Bishop credette sulla parola che ne aveva una e che l�avrebbe usata se Hirschorn glielo avesse chiesto. Goldmunsen era davanti a lui, sogghignante.</p><p>Bishop dovette fare un grande sforzo per controllarsi e non opporre resistenza. Indur� i muscoli addominali, ma non serv� a molto. Il pugno del gorilla si rivel� molto potente e il pilota croll� sul pavimento piegato in due, come Hirschorn aveva predetto.</p><p>�Grazie signori, � tutto�, disse il boss ai gorilla.</p><p>Pass� qualche istante e Bishop si rese conto che i due se ne erano andati.</p><p>Pochi minuti dopo, Hirschorn disse: �Ora pu� sedersi, signor Kennedy�.</p><p>Bishop si trascin� fino al divano e si tir� su. Era di pelle come la poltrona di Hirschorn, ma morbido, e ci si sprofondava dentro. Appoggiato a un bracciolo, le mani strette allo stomaco, dovette allungare il collo per vedere in faccia il vecchio che lo scrutava dal suo trono.</p><p>�A proposito di quell�incidente al Clover Leaf, l�altra sera�, disse Hirschorn, �lei deve capire che Wannamaker � un mio impiegato e, oltretutto, il figlio di un mio compagno di scuola, che ha lavorato con me finch� � morto, l�anno scorso.� Teneva la mano alzata come per prevenire qualsiasi intervento del suo interlocutore. Ma Bishop non era ancora in grado di parlare. �Mi rendo conto che di tanto in tanto insorgano questioni personali e che sia necessario affrontarle. Siamo uomini e conosciamo le regole.� Sorrise e gli occhi azzurri furono attraversati da un lampo. Ma il messaggio non era che la vita � un�allegra cavalcata in cui ci si pu� prendere delle libert�; il messaggio era che, se lo avesse voluto, quell�uomo poteva far spazzare via Bishop dalla faccia della terra come una macchia di merda dalla biancheria. Per il pilota, ancora senza fiato e privo di forze, quell�occhiata fu come un essere strisciante e appiccicoso che gli fosse salito su per la spina dorsale.</p><p>�Comunque�, prosegu� Hirschorn, �in questa cittࠗ la mia cittࠗ le cose vengono affrontate in un certo modo� il mio modo. E se lei ha una questione aperta con un mio impiegato, personale o non, deve chiarirla prima con me. Perch�, come spero la lezione le abbia insegnato, ci sono cose peggiori di un pugno nello stomaco. E se lei mi disturba, signor Kennedy, quelle cose potrebbero accaderle senza che lei quasi se ne accorga. Ci siamo capiti?�</p><p>Bishop si asciug� il sudore dalla fronte con il dorso della mano, riusc� a raddrizzarsi un poco e annu�. �S�, sussurr�.</p><p>�Bene.� Hirschorn si alz� per continuare in un tono pi� colloquiale. Era passato al lavoro, adesso. �Vediamo ora che cosa possiamo fare uno per l�altro.�</p><p>And� alla finestra dietro la scrivania e si piant� davanti ai vetri, con le gambe leggermente divaricate e le mani dietro la schiena. Osservava le sue montagne, le sue valli, il suo potere. Dava le spalle a Bishop per fargli una volta di pi� capire il messaggio: il pilota era in suo potere, ma non valeva la pena di avere paura. Bishop tuttavia non aveva bisogno di altre precisazioni; sapeva di non dover temere un pericolo� almeno per il momento. Aspett� appoggiato allo schienale, con gli occhi inespressivi, il fiato ancora corto, lo stomaco dolorante.</p><p>Hirschorn infine si gir�. L�espressione del volto, in ombra per la forte luce del sole che lo colpiva alle spalle, era indecifrabile. Fu una sagoma circondata da un alone luminoso che disse: �Qualche settimana fa, ho ricevuto un incarico da� un mio socio. Si tratta di un incarico molto importante, cos� come � molto importante il mio socio; � richiesta la presenza di un pilota esperto�.</p><p>�Chris�, gracchi� Bishop, cercando di scandire ogni lettera con il maggior disgusto possibile.</p><p>Hirschorn abbass� il mento, forse per sorridere. �Gi�, Chris. Il pilota doveva essere lui. Avevo poco tempo e, come ho detto, lui � il figlio di un mio vecchio amico che, per giunta, aveva bisogno di una mano. Perci� l�ho coinvolto.� Comp� un gesto di rassegnazione. �Si cerca di essere generosi, di essere leali con gli amici e� non sempre funziona. Come lei ha sicuramente notato, Chris non � molto attento nei suoi rapporti con il prossimo, soprattutto quando � ubriaco. Cosa che, sembra, accada alquanto spesso. Quindi la situazione � questa: ho bisogno di un pilota, adesso.� Avanz�, uscendo dal raggio di luce. Guard� Bishop dall�alto in basso e aggiunse: �Lei diceva di volere un lavoro��</p><p>�Esatto�, rispose Bishop, tirando il fiato.</p><p>�Molto bene, anche perch� il suo curriculum sembra perfetto per l�occasione.� Hirschorn torn� a sedersi alla scrivania e apr� una cartellina appoggiata sul piano. �Frank Kennedy, nato a Santa Maria, California, da Steve e Marcy. Una sorella minore, Susan. Arruolato nell�esercito� molte le assegnazioni� Texas, Louisiana eccetera eccetera� Perfetto, ha volato con la Compagnia Bravo in Medio Oriente ed � anche stato insignito della stella d�argento oltre che della medaglia al valore� Da allora si � dato da fare, a quanto vedo. Qualche guaio con la legge, arrestato per violenza aggravata a� Seattle� no, a Phoenix. Le accuse sono cadute. A Seattle si � trattato di aggressione con uso di un�arma letale, ridotta poi a un�accusa per semplice atto di violenza. Tre mesi di condanna. � fuori in libert� vigilata. Il suo garante sar� alquanto spazientito di non averla vista in giro, recentemente.� Bishop lo guard�, per coglierne il sorriso soddisfatto. �Spero che sia impressionato dalla nostra abilit� nell�ottenere tutte le informazioni che vogliamo.�</p><p>�Certo�, rispose Bishop in tono anonimo. In realt�, ci� che veramente lo impressionava era l�abilit� di Weiss. Era in quei momenti che si sentiva veramente ammirato e fiero del suo datore di lavoro. Weiss era un genio nel creare false identit�, nell�adattarle perfettamente alle situazioni, nel concepirle esattamente come dovevano essere. Il modo in cui poi riusciva a far credere ai vari investigatori di essere stati loro a scoprirle era geniale. Cos�, in quel momento, il ricco e potente Hirschorn, che aveva a sua disposizione infinite risorse per rintracciare il passato di una persona, si vantava in realt�, a sua insaputa, di essere stato fregato da Weiss. Bishop lo fiss�, pensando a che razza di topo di fogna arrogante fosse e a come lui l�avrebbe incastrato, per poi portare la sua testa a Weiss come trofeo. �Certo�, ripet�. �Sono molto impressionato.�</p><p>�Bene�, disse Hirschorn chiudendo la cartelletta. �Molto bene.� Si scost� dalla scrivania e si alz� per aggiungere: �Spero si sia ormai reso conto che l�operazione che sto organizzando � alquanto rischiosa�. Gir� intorno alla poltrona di pelle e si sedette ancora in modo da poter dominare Bishop dall�alto. �Perch� le sto chiedendo di unirsi a noi in un�impresa che potrebbe costarle la vita.�</p><p>Lo disse in modo melodrammatico, ma Bishop sollev� appena il sopracciglio e rispose: �La mia vita ha un grande valore per me�.</p><p>�Diciamo, centomila dollari?�</p><p>�Diciamo che potrebbe andare.�</p><p>�Per un giorno di lavoro.�</p><p>Bishop annu�. �Perfetto.�</p><p>�Fortunatamente, la fase preliminare � ormai conclusa. Tutto il materiale da trasportare � gi� stato trasferito. Quindi ho bisogno di lei per un unico volo, l�ultimo volo, che dovr� avvenire fra due giorni. Ci sta?�</p><p>�Pu� darmi qualche dettaglio in pi�?� chiese Bishop.</p><p>�No, mi spiace.�</p><p>�Va bene lo stesso, per centomila dollari posso accontentarmi.�</p><p>Hirschorn annu�. Non aveva pi� il sorriso benigno sotto i baffi argentei. I suoi occhi non erano pi� amichevoli. Guardava Bishop con calcolata attenzione, come per studiarne le reazioni mentre proseguiva. �Ecco che cosa deve fare. Ci vediamo all�aeroporto domani alle sei. Voleremo fino a una certa destinazione e, una volta l�, le diremo ci� che � necessario che sappia, niente di pi�. Da quel momento, non potr� lasciare il luogo o comunicare con qualcuno all�esterno per nessuna ragione, finch� l�operazione non sar� conclusa. Mi dispiace dover prendere tutte queste precauzioni ma, lei capisce� sono certo della sua buona fede, ma non si sa mai. Questo mio socio� be�, � un tipo� alquanto esigente� estremamente esigente�, ripet� in un filo di voce. E qualcosa nel tono, nel modo in cui pronunci� queste ultime parole, fece capire a Bishop che Hirschorn aveva paura; ne era quasi certo, l�uomo aveva paura del suo socio. Gli ritorn� in mente l�e-mail di Weiss: �Sembra esserci un legame fra queste persone e un sicario professionista che la polizia chiama Shadowman��</p><p>�Diciamo che non sono lieto di aver dovuto modificare i piani all�ultimo minuto, soprattutto per un�operazione cos� complessa�, continu� Hirschorn. �Per adesso quello che deve sapere � che si tratta di un buon affare, ma dal momento in cui lei ne entra a far parte, devo essere sicuro che terr� la bocca chiusa. Questo � tutto.�</p><p>Bishop annu�, riflettendo sulla trappola in cui si stava cacciando. Perch� di una trappola si trattava, non vi erano dubbi. Doveva farsi portare in un luogo segreto, non essere reperibile fino alla fine del lavoro e poi� che cosa diavolo pensavano di farne di lui, una volta che il lavoro fosse finito? Pagarlo e semplicemente salutarlo con una stretta di mano? Uno che non sapevano quasi chi fosse, di cui non sapevano se fidarsi o meno? Stronzate. Centomila dollari per un giorno di lavoro erano veramente troppi; una bella pallottola in testa era sicuramente pi� economica, e soprattutto pi� sicura.</p><p>Weiss andr� sicuramente su tutte le furie, quando lo sapr�, si ritrov� a pensare: lo avrebbe tolto dal caso non appena fosse stato informato.</p><p>E dunque doveva solo accertarsi che Weiss non lo venisse a sapere finch� non fosse stato troppo tardi.</p><p>�C�� un�ultima cosa�, aggiunse Hirschorn, immobile sulla poltrona con le mani in grembo, le dita intrecciate. Anche se il vecchio sembrava rilassato, Bishop ne intuiva la tensione, sentiva�� quasi fisicamente�� i nervi vibrare. �Se non se la sente di farlo, la capir�. Non ci saranno problemi, nessuna minaccia. Ma deve decidere adesso. Una volta che � dentro, non ci sar� pi� possibilit� di uscirne, nessuna possibilit�.�</p><p>Bishop era ancora sprofondato nel divano, la mano sullo stomaco, gli occhi cupi nel viso pallido. Una trappola, continuava a pensare. Una trappola, in piena regola.</p><p>�Se salir� con me su quell�aeroplano domani�, gli ripet� Hirschorn, �torner� a casa con centomila dollari in tasca� oppure non torner�. Non so se mi spiego.�</p><p>Bishop annu� ancora. Pens�: Cristo; ma disse: �Certo, capisco�.</p><p>�Allora, ci sta?�</p><p>�D�accordo.�</p></section><section><title><p>29</p></title><p>Quel pomeriggio Weiss guid� fino a Half Moon Bay, lungo la costa. Dall�oceano spirava una brezza piacevole e l�aria era tersa. Le colline circostanti erano coperte di alti pini verde scuro e nuvole perlacee s�inseguivano sul mare, che s�intravedeva fra le piante. Nella sua vecchia Taurus grigia, Weiss ignorava il panorama e rimuginava tra s� ripensando all�ultima e-mail di Bishop, cosa che, come sempre, gli rovinava la digestione.</p><p>�Qui la situazione � molto instabile. Chris Wannamaker sta per essere messo da parte. Abbiamo avuto un confronto e Hirschorn ha ormai scelto��</p><p>Tutte stronzate. Ogni singola parola era una stronzata. Weiss gli aveva espressamente chiesto, senza possibilit� di essere frainteso, di �non farsi ulteriormente coinvolgere nell�operazione finch� non scopriva qualcos�altro�. Ma fra le righe di quest�ultimo messaggio Weiss poteva leggere che questo era esattamente ci� che quel cane sciolto di Bishop stava per fare. Perch� si sarebbe scontrato con Chris Wannamaker, se non per svilirlo agli occhi di Hirschorn e mettersi in luce come un possibile sostituto? E per ottenere cosa? �Molte incognite: quando Kathleen ceder� e dir� tutto al marito, come lui reagir�, quale decisione prender� Hirschorn�� In parole povere, la situazione poteva esplodere da un momento all�altro. Se Kathleen si fosse fatta prendere dai sensi di colpa, o se avesse deciso di usare la sua storia con Bishop per chiudere con il marito. E se Chris avesse scoperto che lei dava informazioni a Bishop, oppure l�avesse scoperto Hirschorn�</p><p>In quel momento, Weiss non sapeva se ci� che lo faceva stare peggio era la collera o il senso di colpa. La collera nei confronti di Bishop, che metteva in pericolo la sua vita e quella delle altre persone coinvolte; o il senso di colpa per il fatto che lui, Weiss, non aveva intenzione di fermarlo.</p><p>�C�� poco tempo.� Cos� aveva scritto Bishop. Ed era la verit�. Il tempo era veramente poco. Qualsiasi cosa stesse per accadere, Weiss sentiva che sarebbe accaduta presto. Non aveva idea di che cosa fosse, ma c�erano altri pezzi del puzzle che stavano iniziando a trovare il loro posto. E pi� ne scorgeva i contorni, meno gli piaceva.</p><p>Weiss aveva uno strano modo di procedere, basato sull�intuito. Ho spesso pensato a lui come a un artista in questo campo. Aveva l�abilit� di riuscire a pensare con la testa degli altri, anche se erano degli sconosciuti, se non li aveva mai incontrati. Riusciva a immaginarsi che cosa avrebbero fatto e, senza che lui sapesse come, gli si presentava alla mente lo scenario di ci� che era accaduto o che doveva accadere.</p><p>Anche in quel momento stava per succedere. La morte di un ricco criminale, Cameron Moncrieff, il suicidio del suo giardiniere, Harry Ridder, il possibile suicidio della sua assistente, Julie Wyant, l�incarcerazione del suo amante, Whip Pomeroy, che patteggiava con i federali in cambio di protezione contro il fantomatico Shadowman. Tutto ci� iniziava ad avere un senso nella testa di Weiss; i comportamenti delle singole persone iniziavano a formare un unico quadro.</p><p>E insieme alla comprensione arrivava anche la sensazione di urgenza, di paura, di cui era solo vagamente consapevole. In un modo che non sapeva definire, questa sensazione era legata al nome di Julie Wyant. Anche se, presumibilmente, la ragazza era morta, anche se la polizia era sicura della sua dipartita e anche se lui stesso pensava che fosse deceduta, non riusciva a togliersela dalla mente. L�immagine di lei non lo abbandonava, accompagnata da una fantasia in cui lui saliva delle scale di corsa, con i minuti contati, fino a una porta chiusa a chiave dall�interno. L�abbatteva con un calcio e la trovava, giusto in tempo per salvarla, sdraiata sul letto con i bei capelli rosso oro intorno al volto angelico. Lei lo guardava con gratitudine, con quegli occhi eterei, protendeva le braccia�</p><p>Insomma, era cos� che si sentiva, proprio come in quel sogno a occhi aperti: sentiva che doveva fare in fretta, che ogni secondo era importante. Ecco perch� non si azzardava a fermare Bishop, perch� avrebbe convissuto con la collera e il senso di colpa, per non parlare del mal di stomaco. E anche perch� stava dirigendosi a Half Moon Bay.</p><p>Era stata dura, ma infine aveva rintracciato l�avvocato di Cameron Moncrieff, Peter Crouch. Si diceva che fosse andato in pensione dopo la morte del suo assistito, ma nessuno sapeva dove e, cosa ancor pi� sorprendente, nessuno sembrava darsene pena. Il vecchio Crouch non aveva amici, non era mai piaciuto a nessuno. Un individuo grassoccio, dall�aspetto anonimo e dalla voce monotona, con l�espressione viscida e servile, sopportato solo da quegli spacciatori, magnaccia, strozzini e delinquenti di vario calibro che aveva difeso nella sua carriera e che lo frequentavano solo quando ne avevano bisogno. Nessuno era andato a salutarlo quando aveva fatto fagotto e lasciato la citt�, nessuno aveva versato una lacrima o tirato un sospiro di sollievo. Intorno a lui c�era solo indifferenza.</p><p>Ma per Weiss Crouch aveva importanza: era presente quando Moncrieff era morto, insieme a Harry Kidder e a Julie Wyant. Crouch era l�unico dei tre ancora vivo, per quel che si sapeva. Perci� Weiss doveva trovarlo e, essendo Weiss, lo trov�.</p><p>La casa era una modesta fattoria ristrutturata, situata ai margini della citt�, non lontano dalla strada principale. Isolata in fondo a una strada tortuosa, sorgeva su un fazzoletto d�erba confinante con un campo dove un tempo si coltivavano zucche. Era un tradizionale edificio a due piani, con un portico e un dondolo dove sedersi in estate. Il dondolo scricchiolava dolcemente, mosso dalla brezza, mentre Weiss saliva i gradini del portico fino alla porta d�ingresso.</p><p>Buss� e rimase in attesa. Aveva cercato di telefonare, ma nessuno aveva risposto. Un poliziotto del posto gli aveva detto che la fattoria era disabitata ma che una persona si occupava del giardino e delle piccole riparazioni all�esterno. Quell�uomo gli aveva detto che era Crouch a pagarlo, tramite bonifico, regolarmente, e che finch� riceveva i soldi, lui avrebbe svolto il lavoro.</p><p>Non venne nessuno ad aprire e Weiss cerc� di girare la maniglia. Come immaginava, la porta era chiusa a chiave. Estrasse un astuccio di pelle dalla tasca interna della giacca, scelse l�utensile adatto e forz� la serratura.</p><p>Una volta dentro, si ritrov� in un soggiorno fresco, in penombra. I mobili erano ordinati e semplici: poltrone ricoperte di stoffa a fiori, divanetti, un tappeto di stoffa, un�ottomana accanto al caminetto vuoto.</p><p>Le finestre erano socchiuse e lasciavano filtrare una leggera brezza, che sollev� un po� di polvere dal pavimento facendo pizzicare il naso di Weiss. Si udivano scricchiolii e altri piccoli suoni: forse topi nei muri.</p><p>Il vecchio istinto del poliziotto si risvegli� in Weiss, che avanz� nella casa con la massima circospezione.</p><p>Al pianterreno trov� una stanza per gli ospiti, una sala da pranzo, un salottino, una cucina con la finestra rivolta a sud, da cui entrava una luce dorata che colpiva il linoleum verde del pavimento. Agli angoli si vedevano i danni provocati dai topi, che avevano anche rosicchiato le gambe del tavolo. Apr� i mobiletti, ma non trov� cibo o altro. Ud� un ronzio: si trattava del frigorifero in funzione, segno che le bollette dell�elettricit� erano state pagate. Anche il frigo, per�, era completamente vuoto.</p><p>Non c�era anima viva di sotto e neppure di sopra. In camera da letto le lenzuola erano pulite e in ordine, nello studio i libri erano coperti di polvere, come il computer e la scrivania. Weiss prosegu� la sua ispezione con i passi felpati di un fantasma che si aggirava furtivo.</p><p>Weiss avrebbe dovuto andarsene, per la verit�, se non fosse stato per quello stato d�animo risvegliato dentro di lui. Il vecchio istinto dello sbirro. Gli suggeriva di cercare ancora e cos� ripass� di nuovo tutte le stanze. Fu cos� che si accorse della botola. Si trovava nel salottino a piano terra, sotto un tappeto, e scricchiol� quando Weiss ci pass� sopra. Il detective scost� il tappeto e tir� l�anello di metallo. I cardini cigolarono.</p><p>Una scala scura conduceva a una porta, che si apr� a fatica, lasciando sfuggire un refolo d�aria.</p><p>Il corpulento detective fu costretto a piegare la testa per passare. La stanza dove si ritrov� era fresca e asciutta, soprattutto molto asciutta. Scov� un interruttore e, quando le luci si accesero, cap�. Le rastrelliere, le bottiglie, il termostato indicavano che si trattava di una cantina.</p><p>Ci� che spiegava lo stato di conservazione del corpo.</p><p>Dopo tutti quei mesi, l�aria asciutta di quella stanza sigillata lo aveva mummificato. Peter Crouch era uno scheletro con la pelle incartapecorita. Era incatenato, nudo e con gli arti divaricali, a una delle rastrelliere. Le costole avevano trapassato il sottile strato di pelle simile a cuoio ed era possibile distinguere anche le ossa delle mani. Ma il volto era ancora stranamente intatto, riconoscibile: gli occhi senza vita, neri e duri come sempre, la testa a pera, i pochi capelli pettinati in un brutto riporto. Solo le guance, un tempo flaccide e bianchicce, erano ora tirate e scure. Weiss pens� che fosse quella rigidit� delle guance ad aver aperto le labbra di Crouch, mettendo in mostra i denti bianchi in una sorta di smorfia amara.</p><p>Ma no. Pi� osservava le condizioni del cadavere, pi� si rendeva conto che Crouch si era conservato esattamente com�era nel momento in cui era morto: con la bocca aperta per urlare.</p></section></section><section><title><p>PARTE TERZA</p><p>WHIP POMEROY</p></title><section><title><p>30</p></title><p>Lo scotch aveva un buon sapore e la puttana era bella, ma Weiss si sentiva malinconico, turbato, nervoso.</p><p>Sedeva vicino alla finestra che dava sul mare, rivolto verso la stanza, con le spalle girate alla notte. Guardava la ragazza e, per qualche motivo, perfino la sua bellezza lo metteva a disagio.</p><p>Aveva i capelli rossi, come aveva chiesto, ma non del colore particolare di quelli di Julie Wyant, anche se Casey aveva fatto del suo meglio per trovargliene, in breve tempo, una dalla chioma che si avvicinasse a quella tonalit�. Ma aveva il viso dolce come piaceva a lui, un sorriso gentile, zigomi delicati, il mento appuntito. Weiss sorseggi� il drink e la guard� mentre si svestiva. La osservava con la sua solita espressione greve, senza riuscire a scacciare il nervosismo, il turbamento. La paura.</p><p>Paura, quella era la parola giusta; era stata la scoperta del corpo dell�avvocato a provocarla. Quel corpo appeso in cantina, e il primo parere del medico legale, secondo il quale era stato torturato. La polizia non era per niente contenta e neanche Weiss. Lo avevano interrogato per ore, trattenuto come se fosse un sospetto, mentre in lui cresceva ancora di pi� il senso di urgenza. Crouch era morto. Ridder era morto. Julie Wyant�</p><p>Si rivide mentre saliva quella scala, abbatteva la porta, la portava in salvo appena in tempo. Non riusciva a non pensarci� e aveva paura.</p><p>La ragazza si abbass� una spallina, ammiccando. Si lecc� le labbra ma Weiss, invece di piacere, prov� un senso di rifiuto. Non gli erano mai piaciuti gli approcci troppo espliciti, da film porno di bassa lega; le ragazze avrebbero dovuto saperlo.</p><p>Lei inizi� ad ansimare, accarezzandosi il seno.</p><p>Weiss fece un gesto impaziente, per interromperla. �Non devi fare cos�, disse.</p><p>La ragazza smise subito. �Certo, me l�avevano detto, me ne sono dimenticata.�</p><p>�Non preoccuparti�, la rassicur� Weiss. �Spogliati e basta.�</p><p>Lo fece, svelta e senza provocazioni, come se lui non ci fosse, appoggiando i vestiti sul divano. Poi, in mutandine e reggiseno, tese le braccia verso di lui, come per dire: �Sono pronta!�</p><p>�Va bene cos�?� chiese.</p><p>�Perfetto�, rispose Weiss. �Perfetto.�</p><p>La ragazza scosse la testa. �Dovresti sposarti, saresti pi� felice.�</p><p>Il ghiaccio nel bicchiere dell�uomo tintinn�, mentre cambiava posizione in poltrona. Non avrebbe dovuto chiedere una rossa, pens�, era stata un�idea stupida, puerile. Era chiaro che sarebbe stato deluso, non si poteva imitare quel colore, neanche con una tintura.</p><p>�Lo ero�, spieg�. �Intendo dire, sposato. E non ero pi� felice.�</p><p>�Be�, provaci ancora�, replic� la puttana. �Trovati una brava ragazza e basta. Un tipo come te, che problemi pu� avere?�</p><p>�Forse hai ragione, non so.�</p><p>�Tutte le ragazze dicono che sei bravo, davvero. Hai un�ottima reputazione.�</p><p>Weiss sorrise. �Be�, mi fa piacere sentirlo.�</p><p>�Sei romantico, scommetto che � cos�, uno di quelli che amano di pi� i loro sogni della vita reale.�</p><p>�Accidenti�, disse Weiss. �Avevo detto a Casey di non mandarmi pi� psicologhe.�</p><p>La ragazza rise in modo aperto. �Davvero divertente.�</p><p>Si slacci� il reggiseno. Aveva dei bei seni, di prima qualit�, rotondi, sodi, alti. Quando Weiss li vide il suo respiro si alter�, eppure parte della sua mente restava fissa sulla scala, sulla porta chiusa, sui minuti contati�</p><p>La ragazza si avvicin�, a seno nudo, e si pieg� su di lui, mettendo un ginocchio fra le sue gambe. Gli scompigli� i capelli e lo baci� con delicatezza. Weiss appoggi� il bicchiere e accarezz� la sua pelle morbida e liscia. Quel contatto lo turb� sin nel profondo, ma subito la sent� sussurrare: �Ehi, dove sei con la testa?� La ragazza gli sollev� il mento con un dito fino a incontrare i suoi occhi. �Ti voglio qui con me.�</p><p>Weiss la fece sedere in grembo, pos� la faccia sul suo busto e si lasci� accarezzare, affondando il viso in quella morbida oscurit�.</p><p>�Ecco, adesso ci sei�, disse la ragazza, senza smettere di toccarlo.</p><p>Si stacc� per un attimo e, in piedi di fronte a lui, si sfil� le mutandine. Weiss guardava il ciuffo di peli ricciuti fra le gambe, peli neri, nessuna traccia di rosso.</p><p>E pens�: avrebbe dovuto comprarsi una parrucca.</p><p>Improvvisamente, il suo cuore indurito inizi� a battere pi� forte. Quella era esattamente la prima cosa che una donna faceva quando voleva nascondersi: cambiava forma e colore ai capelli. Ma Julie Wyant non avrebbe voluto tagliare i suoi, o tingerli. Se avesse voluto nascondersi, se voleva far credere di essere morta e poi scappare, la prima cosa che avrebbe fatto sarebbe stato comprare una parrucca.</p><p>I suoi occhi stanchi scintillarono mentre guardava i peli scuri della prostituta. Qualcuno doveva pur ricordarsi di una donna dai capelli cos� belli che comprava una parrucca, anche ora, dopo mesi. Era una traccia.</p><p>La ragazza gli tese una mano; lui la prese, si alz� pesantemente dalla poltrona e vide se stesso correre su per le scale, aprire la porta con un calcio�</p><p>La prostituta lo condusse in camera da letto.</p></section><section><title><p>31</p></title><p>Finora ho cercato di rimanere ai margini di questa storia, perch� so che le mie disavventure giovanili non possono competere con la vicenda che sto narrando. Ma, per ragioni che diventeranno chiare fra poche pagine, devo fare una breve interruzione e raccontarvi l�istruttiva storia del mio primo �caso�.</p><p>Avevo ottenuto l�incarico di assistente di Sissy Truitt come ricompensa per il mio contributo alla �soluzione� del caso della vergine spagnola. Quello di cui dovevo occuparmi con Sissy era il processo di Theodore Strawberry, un ventiseienne che non ispirava alcuna simpatia, anzi. La foto segnaletica rimandava l�immagine di un individuo dallo sguardo malevolo, la fronte piatta, una massa di capelli unti e diritti. Il nostro cliente ammetteva di essere un drogato e aveva precedenti per furto. Questa volta, per�, era stato accusato di aver sparato nella schiena a uno studente di Stanford mentre cercava di derubarlo vicino a un bancomat. Bill Mars, questo il nome dello studente, un apprezzato giocatore di football, era rimasto su una sedia a rotelle. I genitori di Theodore avevano richiesto l�intervento legale della Jaffe Jaffe, lo studio sopra l�Agenzia, e quindi il caso era arrivato a noi. Dovevamo controllare i testimoni e confermarne la deposizione. E in questo io dovevo dare una mano.</p><p>Eccitato all�idea della nuova esperienza, quella mattina passeggiavo davanti alla porta di Sissy in sua attesa. Quando arriv�, rise in quel modo materno che solo lei sapeva avere. Le presi di mano i libri e le pratiche che portava per permetterle di aprire la porta e, mentre si chinava a inserire la chiave, indietreggiai per godermi lo spettacolo.</p><p>Come ho gi� detto, Weiss andava matto per Sissy, che di certo era fantastica, ma secondo me c�era anche qualcosa di strano in lei. Quel vestirsi da scolaretta, con le gonne a pieghe e i cardigan. E poi quel calore, quella gentilezza, quell�atteggiamento materno, a volte sdolcinati e quasi soffocanti. Ero pronto a scommettere che poteva rivelarsi una nevrotica, a tu per tu, eppure devo confessare che la trovavo assai attraente. Aveva dieci anni pi� di me, forse di pi�, ma aveva i capelli biondi e i lineamenti delicati, gli occhi azzurri e pieni di comprensione, la voce suadente� Ero un bambino a cinquemila chilometri da casa e�� che posso dire?�� la desideravo disperatamente.</p><p>Cos�, mentre eravamo chini sui dossier aperti sulla scrivania, con le teste vicine, respiravo a fondo il suo profumo. E, tutte le volte che i nostri sguardi si incrociavano, cercavo in ogni modo di farle capire quanto disponibile fossi a diventare il suo giocattolo in cambio di una telefonata e, al limite, del costo del taxi per tornare a casa.</p><p>�A parte la vittima, il testimone oculare � uno solo�, stava dicendo Sissy in un sussurro provocante. �Ma � molto attendibile. Si tratta di un sacerdote cattolico, il reverendo Reginald O�Mara.�</p><p>Risi, veramente divertito. �<emphasis>Quel </emphasis>Reginald O�Mara? Il fratello del governatore?�</p><p>�Proprio lui. Dirige un centro per adolescenti da quelle parti e stava tornando a piedi in parrocchia, quella sera, e dice di aver visto tutto. � lui che ha chiamato la polizia con il cellulare.�</p><p>La guardai negli occhi, incredibilmente belli e comprensivi.</p><p>�Un prete�, ripetei, �il fratello del governatore, uno che ha ricevuto una serie di riconoscimenti per il suo impegno con i ragazzi in difficolt�, � testimone contro il nostro cliente, ladruncolo drogato, che avrebbe sparato a un universitario inchiodandolo a una sedia a rotelle� scusa, ma cosa ci rimane da fare?�</p><p>�Cercare elementi per screditare il testimone, caro il mio sciocchino�, fu la risposta di Sissy.</p><p>Risi ancora, poi mi fermai di colpo. �Me lo stai chiedendo seriamente?�</p><p>�Anche un prete pu� mentire, mio caro, di chiunque sia fratello. E pu� anche commettere errori. Il nostro lavoro consiste nell�assicurarci che la giustizia faccia il suo corso in modo corretto, svelando eventuali imbrogli e false testimonianze.�</p><p>Non seguii molto di quello che disse dopo �mio caro�, che, pronunciato dalla voce calda di Sissy, stava penetrando nel mio essere pi� profondo e insinuandosi sempre pi� in basso. Tornai quasi volando al mio computer, per iniziare le ricerche che noi investigatori definiamo �preliminari�.</p><p>Esse portarono esattamente a ci� che si poteva presumere: niente. Nessuna accusa, nessun arresto o bancarotta, nessun contatto sospetto. Nessun problema con le banche, la polizia o altre istituzioni. Il fratello del governatore si era laureato a pieni voti a Yale e poi era entrato in seminario. Il suo lavoro con i diseredati aveva ottenuto riconoscimenti in citt�, in tutto lo stato e oltre: era stato persino a stringere la mano al presidente. Era fonte di orgoglio e popolarit� riflessa per il fratello governatore, a cui dava consigli per quanto riguardava i poveri e i rapporti con la Chiesa. Quel prete sembrava il braccio destro di Dio, soprattutto se paragonato al nostro cliente, conclamato esponente di quella che in gergo legale chiamiamo feccia umana.</p><p>Ritornai da Sissy verso l�ora di pranzo, con lo sguardo del cane che aspetta paziente un osso dal padrone.</p><p>�Puoi dire al nostro cliente di farsi portare il pigiama di ricambio�, le dissi. �Non credo che torner� a casa molto presto.�</p><p>Pieg� la testa e rise in modo amabile; poi mi sfior� la guancia con la mano fresca. �Da bravo, controlla la sua testimonianza sui fatti�, disse, �poi scrivi un rapporto per gli avvocati.�</p><p>Tornai, con tutta la disinvoltura che riuscii a trovare, alla mia scrivania.</p><p>La testimonianza del reverendo O�Mara era�� come previsto�� un modello di semplicit� e chiarezza. Aveva guidato gli allenamenti di pallacanestro al suo centro fino alle 21.30 e si era poi avviato per tornare in parrocchia a piedi, una lunga passeggiata che rientrava nelle sue abitudini. Intorno alle 22.30 si trovava in Pine Street, vicino a Nob Hill. L� aveva assistito alla rapina. Si trovava sull�altro lato della strada, ma aveva visto perfettamente il nostro Strawberry alla luce di sicurezza del bancomat. Lo descriveva come un tipo alto e di carnagione chiara, in giacca mimetica, con il naso rotto, una chiazza pelata e un�andatura claudicante. Mars, che dava la schiena al suo assalitore, gli aveva passato il portafoglio da sopra la spalla. Strawberry l�aveva esaminato, aveva imprecato e sparato due colpi nella schiena del ragazzo, per poi scappare via e svanire nel buio. Il reverendo O�Mara l�aveva riconosciuto senza esitazione tra i sospetti che gli erano stati mostrati alla centrale. Era venuto fuori che il nostro cliente era gi� stato arrestato due volte per rapina a mano armata ma aveva patteggiato, riuscendo a farsi ridurre l�imputazione a un reato minore. Questa era la terza volta, per�, e aveva sparato: era destinato a invecchiare in galera, se gli avvocati non trovavano una scappatoia. E, in cuor mio, speravo proprio che non la trovassero.</p><p>Eppure Sissy mi aveva chiamato �mio caro� e aveva detto qualcosa sul sistema giudiziario e� ho gi� detto che mi aveva chiamato �mio caro�? Insomma, presumevo che fosse mio dovere aiutare gli avvocati nel tentativo di salvare il ragazzo.</p><p>Perci� nel primo pomeriggio mi recai a Pine Street, sulla scena del crimine. Mi divertivo un mondo nei panni del vero detective, sfoggiando addirittura un sorrisetto sardonico e uno sguardo sospettoso a cui nulla doveva sfuggire. Mi misi sul marciapiede opposto al bancomat a osservare i passanti. Li vedevo senza difficolt� e non c�era dubbio che fosse possibile riconoscere qualcuno anche in un secondo momento, avendolo visto a quella distanza. Dunque non c�era dubbio�� almeno per me�� che il reverendo O�Mara avesse detto la verit�.</p><p>Stavo per riprendere la via dell�ufficio quando, per�, mi colse un sospetto. Mi fermai ancora un momento a osservare pi� attentamente i passanti al di l� della strada, e mi tornarono in mente le foto segnaletiche di Strawberry. La sua faccia, ripresa dal davanti e di profilo, era incorniciata da una massa di capelli; la chiazza pelata, se mai ci fosse stata, non si sarebbe potuta vedere se non da dietro. Ora, padre O�Mara aveva detto che non lo aveva mai visto di spalle� e l�aggressore, per fuggire, era scappato diritto in avanti, svanendo nel buio dopo aver sparato. Quindi come aveva fatto il testimone a vedere la chiazza pelata?</p><p>Alzai lo sguardo verso le finestre delle case dietro di me e pensai che avrebbe potuto notarla solo se l�avesse visto dall�alto.</p><p>Le caselle della posta indicavano dieci nomi, fra cui un Murphy, al primo piano: forse un irlandese cattolico, come il reverendo O�Mara. Suonai il campanello e mi rispose una voce maschile; dissi che dovevo consegnare dei fiori. La porta si apr� e mi sentii un grande investigatore.</p><p>Brad Murphy mi aspettava sulla porta. Era un giovane carino che stava in piedi con la mano appoggiata sul fianco un po� sporgente, in un atteggiamento effeminato.</p><p>�Signor Murphy�, dissi, �sono della Weiss Investigations, un�agenzia privata. Conosce un sacerdote di nome Reginald O�Mara?�</p><p>Il volto aggraziato del ragazzo mi fiss�., con uno sguardo assente, ancora per un secondo. Poi Murphy scoppi� in un pianto dirotto.</p><p>�Glielo avevo detto�, esclam� con la voce acuta rotta dai singhiozzi. �Glielo avevo detto che non saremmo mai riusciti a mantenere il segreto!�</p></section><section><title><p>32</p></title><p>Bishop era in camera sua, seduto alla scrivania, che batteva sulla piccola tastiera del portatile.</p><empty-line/><p>Weiss, ha funzionato. Wannamaker � fuori, io sono in gioco. Stasera alle sei sar� in volo verso una destinazione ignota. Quando sar� l�, mi daranno le istruzioni sul mio incarico e ti far� sapere. Se abbiamo fortuna, possiamo portare a termine la missione senza comprometterci�</p><empty-line/><p>�Voltati.�</p><p>Al suono di quella voce alle sue spalle, le mani di Bishop si fermarono a met� della frase, ma lui non si volt�. Guardava fuori dalla finestra, dove il caldo sole pomeridiano incendiava l�aria fra i rami.</p><p>�Voltati�, ripete la voce.</p><p>Con un gesto fulmineo, salv� l�e-mail e spense il computer. Solo allora spost� appena la sedia per vederla in viso.</p><p>Kathleen era gi� nella stanza, a pochi passi da lui. Da l� era improbabile che avesse letto il messaggio, ma Bishop non ne era del tutto sicuro.</p><p>�Come va, Kathleen?� disse con un tono di voce pacato, anche se era stupefatto di trovarsela alle spalle, e stupefatto di vederla l�. Dopo la storia al Clover Leaf, Chris l�aveva controllata come un cane da guardia e lei non era potuta pi� venire ai loro abituali incontri. L�ultima volta che l�aveva vista, quella mattina, stava uscendo con Chris per andare al lavoro.</p><p>Invece adesso era l�, in carne e ossa, con le braccia conserte e incazzata a morte, a giudicare dall�aspetto.</p><p>�Come cazzo pensi che vada, Frank?� disse. �Che ti prende? Non hai sentito quanto urla Chris? Sei l�unico in tutto il quartiere a non essertene accorto?�</p><p>�Chris�?�</p><p>�Che cosa cazzo avevi nella testa quando sei andato al bar ad azzuffarti in quel modo?�</p><p>Bishop si sent� sollevato. Non aveva letto il messaggio. �� successo e basta�, le rispose.</p><p>�Stronzate, Frank, mi ha detto come � andata. Lo hai provocato. Che cosa credevi di fare?�</p><p>�Non� non so.�</p><p>�Te l�ho gi� detto, tu non sei il mio salvatore, nessuno ti ha chiesto di esserlo.�</p><p>�Non l�ho fatto per questo, � successo e basta�, ribad� Bishop.</p><p>�Adesso non mi molla un secondo, dice che devi andartene, che devo buttarti fuori, altrimenti� Mi fa sorvegliare da tutti, e a ogni cosa che dico da fuori da matto. Se viene a sapere che sono stata qui mentre lui era in volo, finisce che mi ammazza. Ma cosa cazzo ti � venuto in mente?�</p><p>Bishop rimase seduto, guardandola con i suoi occhi chiari. Gli era venuto in mente che era ora di sbarazzarsi di lei, ecco tutto. Aveva ottenuto quel che voleva ed era entrato nel giro di Hirschorn. Lei non gli serviva pi�. Era giunto il momento di premere il pulsante EJECT.</p><p>Invece esit�, non ancora sicuro di volerle dire tutto. Tra un paio d�ore sarebbe stato in volo e poi� qualsiasi cosa fosse successa, non sarebbe tornato. Lei se ne sarebbe resa conto senza che lui dovesse sopportare lacrime o rimostranze.</p><p>Ci pens� ancora per qualche istante; poi, forse per un moto della coscienza o in nome di un suo particolare codice d�onore, sent� che le doveva qualcosa. Kathleen era in pericolo e lui doveva avvertirla. Se Hirschorn avesse scoperto che lei gli aveva passato delle informazioni, l�avrebbe sicuramente uccisa. Doveva darle la possibilit� di salvarsi, forse perch� la sua presenza in quelle notti d�estate gli aveva fatto molto piacere. Qualunque cosa fosse, non poteva abbandonarla in quel frangente pericoloso.</p><p>�Senti, Kathleen�� accenn� lentamente.</p><p>Ma lei lo interruppe subito. �No, merda� Oh, no!�</p><p>�Ascoltami.�</p><p>�Te ne vai? Merda. Lo sapevo�� Batt� un piede sul pavimento. �Che idiota che sono. Oddio, avrei dovuto saperlo che saresti andato via. � cos�, vero?�</p><p>Bishop guard� in basso e annu�. Desiderava non doverle dire di Hirschorn e tutto il resto. Avrebbe voluto semplicemente andarsene, senza complicazioni. �S�, disse. �Devo andare.�</p><p>Kathleen cerc� di ricacciare indietro le lacrime arricciando il naso, il mento tremante. Tenne le braccia ostinatamente incrociate sotto il seno, mentre aggiungeva: �Bene, � naturale, ovvio. Che idiota sono stata, una perfetta idiota�.</p><p>�Devi ascoltarmi�� tent� nuovamente Bishop.</p><p>�Che cos�� stato tutto questo per te, Frank?� chiese. �Un lavoro estivo con annessa casa estiva e scopata estiva. Io ero giusto a portata di mano e��</p><p>Bishop imprec� tra s�. Che cosa voleva da lui? Che cosa doveva dirle? Che era il suo lavoro? �Ascoltami, adesso!�</p><p>�Be�, si d� il caso che per me sia stato qualcosa di pi��, continu� lei. �Pi� di�� Non riusc� a proseguire perch� stava per piangere. Strinse gli occhi e premette la base del naso fra il pollice e l�indice. Un�unica lacrima riusc� a passare e le cadde sulla mano. �Merda.�</p><p>Bishop si alz� in piedi, riluttante. �Kathleen��</p><p>La donna si era coperta gli occhi con una mano e le labbra le tremavano.</p><p>�Sono cos� incasinata�, disse. �Tutta la mia vita � un casino. Non posso tornare indietro�, sospir� con amarezza, �non posso tornare da lui. Non posso e basta.�</p><p>Tolse la mano dagli occhi e mostr� il volto arrossato dal pianto. Poi lo preg� senza pudore. �Perch� devi andare via? Perch� non puoi restare? Perch�?�</p><p>Bishop imprec� di nuovo tra s�. Si avvicin� alla donna e le pos� le mani sulle spalle guardandola negli occhi, da cui colava a rivoli il mascara.</p><p>�Kathleen, anche tu te ne devi andare�, disse.</p><p>�Potrei farti felice�, incalz� la donna. �Siamo stati bene insieme.�</p><p>�Ascoltami!� ripet� Bishop, in modo pi� deciso. �Ti uccider�. Hirschorn ti uccider�. Sta gi� pensando di far fuori Chris. Uccider� lui e poi verr� da te.�</p><p>Lei lo fiss� con uno sguardo interrogativo.</p><p>�Hai capito che cosa ti ho detto?� chiese Bishop. �Devi lasciare la citt� finch� tutta questa faccenda non sar� finita, finch� Hirschorn non sar� stato beccato, fino allora.�</p><p>Kathleen lo guard� ancora per qualche istante, poi rielabor� nella mente le parole di Bishop, cap� che era finita. La collera si impossess� di lei e la fece indietreggiare.</p><p>�Non voglio ascoltarti�, disse. �Non voglio i tuoi bei consigli mentre stai per lasciarmi. Vaffanculo, Frank! Chi cazzo sei tu per preoccuparti di quello che mi succeder�?�</p><p>Chin� la testa e si mise a piangere, respingendo Bishop che si stava avvicinando. �Non toccarmi, stai lontano.�</p><p>Bishop si ferm� a guardarla. Aveva fatto il possibile per lei, almeno cos� pensava. La sua coscienza, il suo codice d�onore, i suoi sentimenti erano soddisfatti. L�aveva avvertita, per quanto aveva potuto. Che cos�altro poteva dire? si chiese. Era la sua vita. Che cosa diavolo doveva ancora fare?</p><p>Kathleen alz� lo sguardo e lo vide immobile, mentre la fissava. Emise una malinconica risata, prima di tornare a piangere, scuotendo la testa. �Non potevi innamorarti di me e basta?� chiese con un filo di voce.</p><p>Bishop non rispose. Era in piedi e la guardava. Per un momento avrebbe anche potuto� ma no, non l�amava. Lui non amava nessuno.</p><p>Era ancora in quella posizione, lo sguardo su di lei, quando Kathleen usc� dalla stanza.</p></section><section><title><p>33</p></title><p>Quanto a Kathleen, torn� lentamente verso casa e sal�, altrettanto lentamente, le scale fino alla camera. Rest� sdraiata sul letto, a guardare il soffitto, per un tempo indefinito. A tratti piangeva, e la luce del soffitto le appariva sfumata e luccicante attraverso le lacrime.</p><p>Era furiosa, furiosa con se stessa, e, cosa ancora peggiore, si sentiva una stupida, spogliata di ogni dignit�, esposta al ridicolo e alla vergogna. Provava anche un feroce rancore per l�uomo che conosceva come Frank Kennedy. Desiderava che morisse, che fosse investito da un camion e dimenticato da tutti. Ma al tempo stesso lo amava. Voleva che fosse morto, ma anche che bussasse alla porta per dirle che si era sbagliato, che la portava con s�. Era cos� bello stare con lui, nel suo letto, tra le sue braccia� si era sentita bella, perch� lui la desiderava. Sdraiata al suo fianco, aveva pensato che la sua vita potesse cambiare. Proprio lui le aveva fatto capire quanto fosse brutto stare con Chris; le era gi� successo, ma non in modo cos� forte e chiaro. Proprio perch� Frank�� colui che conosceva come Frank�� era cos� gentile e sicuro, lei comprendeva meglio quanto fosse terribile che Chris si ubriacasse, la picchiasse e se la intendesse con un criminale come Hirschorn. Fra le braccia di Frank capiva tutto questo e sentiva che tutto poteva essere diverso. Ora per� aveva capito, invece, che tutto sarebbe stato come prima. O forse poteva cambiare le cose senza l�aiuto di Frank, poteva lasciare Chris e iniziare una nuova vita da sola? Ma no, sapeva che era impossibile. Pi� ci pensava e pi� si vedeva intrappolata nuovamente nella sua vita di sempre, con Chris, giorno dopo giorno.</p><p>Piangeva sempre pi� forte e le lacrime le colavano ai lati del volto, bagnando il cuscino. Prese un fazzoletto dal comodino e si asciug� il naso, pensando all�uomo che aveva conosciuto come Frank, alle volte che erano stati insieme. I singhiozzi le scossero il petto. Dannazione, dannazione, pens�, e lo malediceva per come lui l�aveva trattata poco prima, senza emozione, senza sentimento, cos� diverso da com�era quando avevano fatto l�amore e avevano parlato nel buio della stanza.</p><p>Il pianto si calm�, ma Kathleen continu� a prendere dalla scatola un fazzoletto dopo l�altro per asciugarsi il naso. Alla fine, c�era una collezione di fazzoletti stropicciati intorno a lei. Sempre fissando il soffitto, ripens� ancora a come fosse stato bello con lui, alle cose che si erano detti, alla dolcezza, all�abbandono. Erano tutte bugie? Le aveva fatto tante domande su di lei e la sua vita, come se gliene importasse qualcosa. Era tutta una messinscena? La preoccupazione per quanto le accadeva, l�interesse per ci� che faceva Chris� glielo chiedeva sempre, chiedeva sempre di Chris e dei suoi incontri segreti con Bernie Hirschorn. In effetti, tutte le volte che erano stati insieme erano capitati sull�argomento. Tutte le volte.</p><p>Kathleen si soffi� il naso. I suoi pensieri avevano preso, senza volerlo, un�altra direzione. C�era qualcosa di� stonato in quel momento. Era come se una sorta di veleno fosse penetrato nel suo corpo, un insinuante veleno che si diffondeva in lei rendendo tutto confuso e <emphasis>sbagliato. </emphasis>Tutte le volte che era stata con Bishop avevano finito per parlare di Chris e Hirschorn, senza eccezioni. Frank l�aveva spinta ad ascoltare le loro conversazioni per �sapere cosa sta succedendo e proteggerti�, diceva lui. Se lo ricordava perfettamente. E lei aveva fatto esattamente ci� che lui le aveva detto. Ascoltava di nascosto il marito e, non appena vedeva Frank, gli riferiva ci� che aveva udito; se non lo faceva, era lui a chiederglielo. Sempre. Kathleen pensava che Frank la stesse aiutando, si preoccupasse per lei e delle conseguenze delle azioni di Chris, la volesse <emphasis>proteggere. </emphasis>Almeno cos� diceva.</p><p>Gli occhi della donna si spostavano da sinistra a destra come se stesse leggendo i suoi stessi pensieri. Iniziava a vedere le cose diversamente, ed era furiosa. Frank la lasciava, lei era arrabbiata con lui e ci� che le aveva detto sembrava ora avere tutto un altro senso. Il torbido veleno del sospetto si impossess� di lei, penetrando sempre pi� in profondit�, finch� non pens�: �Un momento, e se�?�</p><p>Il suo cuore sembr� cambiare: almeno questa fu la sensazione. Divent� scuro, amaro, come se le si fosse incenerito nel petto.</p><p>Si alz� a sedere sul letto, con le ginocchia piegate e le labbra leggermente aperte. Gli occhi gonfi, che non smettevano di muoversi, rivelavano un�espressione di stupore e confusione riflessa su tutto il volto. Troppi pensieri, troppe immagini e ricordi che si sommavano. La tempestivit� con cui Frank era arrivato a Driscoll, il modo in cui Ray gli aveva trovato la sistemazione nella casa di fianco alla sua, la rapidit� con cui Frank le aveva fatto la corte� le era sembrato cos� bello, si era sentita lusingata e desiderata. Ma ora, improvvisamente, la rabbia e il sospetto le facevano pensare� e inizi� a ricordare alcune cose che lui aveva detto. �Sono preoccupato per te, Kathleen. Per quello che succede in casa tua.� Sembrava cos� dolce e romantico. �Devi cercare di scoprire che cosa si dicono, per proteggerti.� Sembrava davvero che gliene importasse, che volesse metterla al riparo dai pericoli, come accade fra un uomo e una donna� in tutti i film, almeno. Ma adesso�</p><p>Adesso, tutto ci� che aveva detto suonava sbagliato, sembrava una massa di balle. Ora che ci pensava pi� attentamente, con la mente resa pi� vigile dalla rabbia, le parole di Frank non erano altro che quel genere di stronzate che gli uomini dicono per abbindolare le donne, quelle stronzate in cui lei era rimasta invischiata per tutta la vita.</p><p>Ancora seduta in mezzo ai fazzolettini di carta bagnati, Kathleen si port� una mano allo stomaco perch� era stata assalita da una terribile nausea. La mente era ancora troppo confusa per riuscire a trovare un senso in tutti quei pensieri.</p><p>Poi, improvvisamente, eccolo.</p><p>�E se fosse un poliziotto?� Questo pens�. Un poliziotto sulle tracce di Hirschorn e, quindi, di Chris�</p><p>Emise una sorta di grido strozzato, come se le avessero dato un pugno nello stomaco. Sentiva esattamente quella sensazione di dolore e nausea di chi ha ricevuto un pugno.</p><p>Pos� velocemente i piedi a terra, incurante dei fazzoletti sparsi sul pavimento, guardando fisso davanti a s�.</p><p>�Mio Dio, mio Dio!� Le parole le uscirono come un urlo soffocato. �Che cosa ho fatto?�</p><p>Poi ud� dei passi e si volt�.</p><p>Chris era sulla porta.</p></section><section><title><p>34</p></title><p>Chris le lanci� una lunga occhiata torva, stupito nel trovare la moglie seduta sul letto a piangere. �Che cosa c��?� chiese.</p><p>�Mio Dio, Chris�, sbott� lei. �Non uccidermi, ma credo di aver fatto una cosa veramente stupida.� Si copr� la bocca con entrambe le mani. Sapeva di non dover parlare cos� in fretta, che doveva prima ragionare su che cosa fosse meglio, considerare la soluzione migliore. Ma non riusciva a pensare. Provava troppa nausea, vergogna e rabbia, vera rabbia, ora che capiva quanto fosse stata usata e tradita. E adesso era arrivato suo marito, che poteva essere veramente nei guai�� anche per causa sua�� e lei doveva aiutarlo. Abbass� le braccia. �Ti giuro che non l�ho fatto apposta�, disse. �Mi ha ingannata. Quel bastardo. Che bastardo!�</p><p>Anche la mente di Chris, intanto, si era messa in moto, con tutte le cose preoccupanti che stavano succedendo. Aveva ricevuto una telefonata dall�ufficio di Hirschorn, quella mattina. Non da lui personalmente, ma dal segretario, il viscido Wellman o come diavolo si chiamava.</p><p>�C�� un ritardo�, gli aveva detto. �Il signor Hirschorn vuole che aspetti la sua chiamata.�</p><p>Quale ritardo? Quale chiamata? Che cosa succedeva? Wellman non gli aveva detto di pi� e quando Chris aveva cercato di ritelefonare, gli aveva risposto la voce metallica di una segreteria: �Lasciate un messaggio. Sarete richiamati�.</p><p>Ecco perch� Chris era preoccupato e la sua testa non smetteva di rimuginare. Quando poi era entrato in camera e aveva trovato la moglie in quelle condizioni, quando aveva visto i fazzoletti sporchi, si era allarmato ancora di pi�. La prima cosa che gli venne in mente fu che il pianto di sua moglie fosse in qualche modo legato a ci� che stava accadendo.</p><p>�Che cosa?� chiese. �Che cosa hai fatto?�</p><p>�Mio Dio, Chris�, piagnucol� Kathleen. �Ti prego, non uccidermi. Pensavo fosse una cosa normale, sai, che mi facesse delle domande. Pensavo che volesse essere gentile.� Doveva presentargli le cose in modo diverso, naturalmente; non poteva mica spiattellargli che lei e Frank erano stati a letto insieme. �� proprio come avevi detto, Chris. Avevi ragione. Mi ronzava intorno, ma non perch� gli piacevo, non voleva ci� che tu pensavi. Dio mio, Chris, come mi dispiace. Ero preoccupata per te, non mi dicevi mai niente del tuo lavoro e io ero preoccupata��</p><p>Chris si mise le mani sui fianchi, stringendo i pugni. Il livido sulla guancia era diventato giallognolo, ma in quel momento il rosso violaceo di qualche tempo prima sembrava riaffiorare. Era pi� che preoccupato, ora, era spaventato, molto spaventato. Ma di che cosa? Che cosa stava dicendo sua moglie? �Dannazione, Kathleen, dimmi che cosa � successo: che cosa hai fatto?�</p><p>E cos� lei parl�, tralasciando solo la parte della storia in cui era andata a letto con Frank. Gli disse di come avesse ascoltato le sue conversazioni con Hirschorn e le avesse riferite a Frank, dei nomi che aveva sentito, degli indizi che gli aveva fornito, tutto.</p><p>�E adesso penso che lui sia un poliziotto, Chris�, disse, alla fine. �Mi dispiace tanto.�</p><p>Chris era rimasto a bocca aperta, incredulo. �Cosa?� sussurr� appena.</p><p>Kathleen pest� il pugno sul ginocchio. �Che sia maledetto! Penso proprio che possa essere un fottuto poliziotto.�</p><p>Il marito inizi� a tremare, avvolto da un alone di paura che gli penetrava fin nelle ossa. Gli sembrava di soffocare. �Uno sbirro?� riusc� a malapena a dire. Un poliziotto. Se era vero, se Hirschorn lo veniva a sapere�</p><p>And� rapido alla finestra e guard� fra gli alberi, verso la casa vicina. Dietro di lui, Kathleen piangeva, rumorosamente, soffiandosi il naso.</p><p>�� in casa adesso?� le chiese. �Kennedy � in casa?�</p><p>Lei annu�. �S� almeno penso di s�, vedi la moto?�</p><p>�S�.�</p><p>�Quindi probabilmente c��.�</p><p>Chris continu� a fissare fuori dalla finestra. Poi gli venne in mente una cosa e spost� lo sguardo sulla strada. Riusciva a vederne solo un piccolo tratto, fra le due abitazioni, ma lo osservava nervosamente. Si chiese se Hirschorn sapesse, se fosse gi� al corrente, se i suoi sgherri stessero gi� venendo l�, a prenderlo.</p><p>Si pass� la mano sopra la bocca secca. No, era improbabile che gi� lo sapesse. Come avrebbe potuto? Guard� ancora verso la casa di Bishop e la finestra della camera da letto. Aveva la nausea e respirava male per la paura, ma la sua voce rimase ferma e quasi impassibile, come se fosse un altro a parlare.</p><p>�Devo andare a vedere�, disse. �Bisogna stanare quel figlio di puttana, cos� posso entrare e scoprire che cosa diavolo sta succedendo.�</p></section><section><title><p>35</p></title><p>Proprio in quel momento, Weiss aveva trovato il negozio che stava cercando e bussava alla porta a vetri, tentando di sbirciare all�interno. PROPRIO PER TE, l�insegna recitava, PARRUCCHE E TUP�. L�orario indicava la chiusura per il pranzo fino alle due, ma Weiss, dal suo appostamento nel bar di fronte, aveva visto un uomo entrare.</p><p>Il negozio era ai margini di Haight Ashbury, incastrato fra una botteguccia di articoli da fumo che serviva gli ultimi hippy della zona e un grande magazzino che aveva per clientela la nuova borghesia. Un altro investigatore sarebbe stato ben pi� riluttante ad andarci; avrebbe pensato a un ennesimo buco nell�acqua nella faticosa perlustrazione dei negozi della citt�. Ma Weiss sapeva che il suo bizzarro istinto, specializzato nel capire la mente altrui, raramente sbagliava. E ora lo faceva sentire vicino alla meta.</p><p>Quando buss� di nuovo sul vetro, un volto rotondo e pallido apparve nella penombra del negozio. L�uomo inscen� una specie di pantomima battendo sull�orologio da polso, per far capire che non era aperto. Ma Weiss insistette finch� l�altro non venne ad aprire, alzando gli occhi al cielo.</p><p>Si trattava del proprietario, Patrick Fandler, che per Weiss incarnava tutte le caratteristiche del tipico omosessuale di citt�: belloccio, capelli cortissimi, il corpo senza fianchi inguainato in pantaloni e maglioncino aderenti.</p><p>�Che cosa ci dice il cartellino sulla porta?� chiese, infastidito, socchiudendo appena la porta. �Pausa pranzo. � solo un negozio di parrucche, penso che qualunque cosa lei voglia possa attendere.� Poi, guardando meglio i capelli brizzolati di Weiss, aggiunse: �O forse no? In effetti non vorrei chiudere la porta in faccia a un caso di vera emergenza�.</p><p>Weiss introdusse il suo biglietto da visita nell�apertura. �Mi chiamo Weiss e sono un investigatore privato.�</p><p>�Davvero? Come nei film?�</p><p>�Pi� o meno. Posso entrare a farle un paio di domande?�</p><p>Fandler osserv� il biglietto ancora per un momento, poi disse: �<emphasis>Mi casa es tu casa</emphasis>� e si fece da parte per far entrare Weiss.</p><p>Il detective lo segu� fino al bancone, in fondo al negozio, dove i resti di un tramezzino all�insalata di tonno giacevano sopra una distesa di parrucche e capelli artificiali. Le ciocche bionde e castane sottovetro sembravano code di animali, trofei di caccia. Weiss vi pos� sopra la fotografia di JulieWyant.</p><p>Patrick Fandler la guard� solo una volta. �S�, disse. �Non potr� mai dimenticare quei capelli.�</p><p>Weiss annu�: ci aveva sperato davvero. Nessuno, secondo lui, avrebbe potuto scordarseli. L�espressione del volto non mut�, ma internamente tutto in lui si mosse: era agitato.</p><p>�E quel viso!� stava continuando Fandler. �Era cos� bella da farmi quasi desiderare di essere una lesbica.�</p><p>Weiss abbass� il mento per far capire di aver inteso la battuta. �� stata qui circa tre mesi fa?� Voleva esserne certo.</p><p>�Direi di s�.�</p><p>�E ha comprato qualcosa?�</p><p>�Be�, certo, ecco perch� me ne ricordo: ha comprato una parrucca.�</p><p>Weiss riusc� a rimanere ancora impassibile, ma dovette respirare a fondo. �Una parrucca?�</p><p>�S�, una parrucca, e io mi sono chiesto perch� una ragazza con simili capelli sentisse la necessit� di coprirli.�</p><p>�Bene�, disse Weiss, e pens�: � viva. Ne era certo ormai, se lo sentiva. Julie Wyant era viva. Aveva finto di suicidarsi, si era travestita ed era scappata.</p><p>�Ora che ci penso, ne ha comprate tre�, aggiunse Fandler. �Una bionda e due brune, una con qualche colpo di sole color mogano. Le ha provate proprio qui�, e cos� dicendo scost� una tenda lasciando vedere un piccolo spogliatoio con uno sgabello, un tavolino, uno specchio illuminato. Weiss osserv� tutti gli oggetti e il cuore gli balz� in petto: lei si era seduta l�, si era guardata in quello specchio� ed era ancora viva.</p><p>�Ha detto una cosa veramente divertente�, aggiunse Fandler.</p><p>Weiss lo guard�. �Cio�?�</p><p>�Stava provando la parrucca bionda e io gliela pettinavo, per vedere come andava. Lei studiava l�insieme, girando la testa da una parte e dall�altra. A un certo punto le ho chiesto: �Va tutto bene?� perch� sembrava cos� triste, terribilmente triste, come se stesse per piangere. E lei mi ha risposto�� lo ricordo chiaramente�� guardandomi nello specchio: �Sono sempre io, comunque�.�</p><p>Weiss diede un�ultima occhiata al camerino ripensando a Julie, con il cuore in gola.</p><p>��Sono sempre io��, stava ripetendo Fandler, a bassa voce.</p><p>Il cellulare di Weiss cominci� a suonare, riportandolo alla realt�. Lo prese e disse: �Weiss�.</p><p>�Sono Ketchum.� La voce dell�ispettore all�altro capo era chiara e decisa. �Vieni pi� presto che puoi al comando. Ti porto dal nostro uomo.�</p><p>Weiss si limit� ad annuire, poi ripose il telefono. Si ferm� a guardare un�ultima volta il tavolino e lo specchio.</p><p>Sono sempre io, pens�.</p><p>Julie Wyant era viva.</p></section><section><title><p>36</p></title><p>Solo due ore pi� tardi, Weiss guardava fuori dal finestrino di un bimotore de Havilland che stava attraversando un sottile strato di nebbia prima di atterrare. Sotto di lui c�erano solo foreste a perdita d�occhio, una sconfinata macchia di un verde azzurrognolo che si perdeva nel mare.</p><p>�Spero che apprezzerai quello che sto facendo per te, Weiss�, mormor� fra i denti Ketchum. �Ho dovuto promettere favori che neanche ti immagini. Mi sono quasi messo in ginocchio davanti a quei fottuti federali� e tu sai quanto li odio.�</p><p>Le lamentele dell�ispettore erano poco pi� di un brontolio sommesso. Nessun problema. Weiss comunque non lo ascoltava. Continuava a guardare fuori dal finestrino, con il mento appoggiato sul pugno. La nebbia era scomparsa e il campo d�atterraggio si stendeva davanti a loro, due piste incrociate in riva all�oceano.</p><p><emphasis>Shadowman. </emphasis>Anche la nebbia nella mente di Weiss�� un misto di impressioni, fatti, deduzioni�� stava iniziando a dissiparsi e la vicenda acquistava contorni sempre pi� nitidi. Il senso di urgenza rasentava ormai la frenesia, tutta la frenesia che la sua natura solida gli permetteva di provare. Come il video in cui la ripresa di Julie Wyant che ammiccava allo spettatore si ripeteva ad anello, cos� il sogno a occhi aperti si ripeteva ossessivamente. Lui che saliva le scale e abbatteva la porta, la ragazza sul letto. I minuti contati.</p><p><emphasis>Shadowman.</emphasis></p><p>�Merda, come odio tutto questo�, riprese Ketchum un momento dopo, una volta scesi a terra, mentre Weiss guidava l�auto noleggiata lungo la strada costiera. �Guarda�, disse, indicando il panorama. La distesa azzurra del mare si confondeva con quella del cielo e appariva e scompariva secondo l�andamento delle curve. �Sto peggio su queste strade secondarie che su quel dannato aeroplano.�</p><p><emphasis>Shadowman. </emphasis>Weiss era stato uno dei primi poliziotti ad arrivare sulla scena del cosiddetto massacro di South Bay. Era presente quando i sommozzatori avevano riportato a riva i corpi dei bambini. Se ne ricordava in particolare una, con il volto in parte sfigurato dagli spari, il corpo divorato dai pesci, ma un profilo ancora intatto, dolce, come se stesse dormendo.</p><p>Mi aveva detto che i giornali avevano creato la figura dello spietato assassino, che Jeff Bloom del <emphasis>Chronicle </emphasis>aveva parlato di un misterioso informatore. Quel personaggio, quel mostro dal nome melodrammatico, sarebbe stato un killer senza scrupoli, temuto dai suoi stessi mandanti, un uomo al quale non si poteva sfuggire, perch� avrebbe inseguito la sua preda in capo al mondo, pur di concludere il lavoro. Questa era la versione di Weiss.</p><p>Ci� che non mi aveva detto�� ma di cui avevo avuto notizia nei corridoi dell�Agenzia�� era chi fosse l�informatore segreto di Bloom, il vero creatore del diabolico personaggio: un detective di polizia in contrasto con il suo dipartimento, che fingeva di non voler vedere. Un uomo che, alla fine, non sapeva pi� bene lui stesso se avesse inventato la figura di Shadowman o se ne avesse tracciato l�immagine traendola dai fatti.</p><p>E adesso Harry Eidder era morto, suicida. Peter Crouch era morto, ucciso nella sua cantina. E Julie Wyant era scomparsa.</p><p>L�uomo ombra, Shadowman, esisteva, che fosse reale oppure no.</p><p>�Ecco, iniziano i boschi�, disse Ketchum, con evidente disapprovazione.</p><p>La strada piegava verso l�interno, allontanandosi dalla costa. Da l� in poi il paesaggio sarebbe stato sconfinato e selvaggio, completamente disabitato.</p><p>�Che posto di merda!� continu� Ketchum.</p><p>Weiss osservava la strada. Dopo qualche chilometro, gli alberi che la costeggiavano iniziarono a diradarsi e apparve una barriera di filo spinato. Poco dopo si stagliarono sul cielo le torri del carcere, al cui interno si distingueva l�ombra di uomini armati. Sul terreno al di sotto delle torri si vedevano le gabbie di cemento incastrate una nell�altra. Non c�era segno di vita, nessun movimento. Non un essere vivente.</p><p>�� il buco del culo del mondo�, grugn� Ketchum, sconsolato. �Mi hai trascinato dritto in culo al mondo.�</p></section><section><title><p>37</p></title><p>Superarono una serie di controlli sia al cancello sia all�entrata dell�edificio. Guardie dall�aspetto truce li passarono al setaccio con metal detector cos� sensibili da rilevare quasi il ferro presente nel sangue. Poi un agente dal volto squadrato, grande come una montagna, li scort� fino alla prima barriera.</p><p>L�uomo rest� fermo mentre un apparecchio analizzava l�iride del suo occhio destro. Si ud� un forte ronzio e la pesante porta scorrevole si apr�. L�agente li fece passare e si ritrasse. Weiss e Ketchum si ritrovarono soli nel corridoio di uno dei blocchi, mentre la porta si richiudeva alle loro spalle, intrappolandoli.</p><p>Percorsero lo squallido passaggio in silenzio. Anche se abituato alla desolazione di quei posti, Weiss si sentiva sempre pi� oppresso a ogni passo, come se stesse abbandonando la luce e l�aria per scendere in una soffocante oscurit�.</p><p>Anche Ketchum provava una simile sensazione e scuoteva la testa lamentandosi: �Mio Dio, credo che non ci sia niente di pi� sconfortante di questo posto�.</p><p>Le telecamere li seguivano passo dopo passo, ma i due non incontrarono altre guardie finch� non raggiunsero la porta di ferro del parlatorio. Qui, in una cabina dai vetri corazzati, c�era una guardia che li salut� con un cenno, senza sorridere. Poi si ud� un altro assordante ronzio, e Weiss pot� aprire la porta.</p><p>La stanza era piccola, con i muri di cemento e una parete, quella di fronte a loro, trasparente e, ovviamente, corazzata. Sui lati vi erano alcune sedie di plastica. Weiss e Ketchum ne presero due e si sedettero.</p><p>Rimasero a guardare, in silenzio e immobili, la sedia di metallo inchiodata al pavimento al di l� del vetro. Entrarono due gu�rdie che trascinavano un uomo ammanettato. Lo fecero sedere e lo incatenarono ai ganci fissati sul pavimento; poi si ritirarono. La porta si chiuse. Weiss e Ketchum si sedettero di fronte all�uomo incatenato, Lenny �Whip� Pomeroy.</p><p>Non aveva l�aspetto di un galeotto comune. Era magro, con i lineamenti delicati e dita lunghe, delicate e nervose. Gli occhi avevano un�espressione di scusa e le labbra sottili continuavano a muoversi. Sembrava impegnato in un monologo con se stesso che si manifestava come un impercettibile sussurro.</p><p>Erano due mesi che mercanteggiava con i federali, rivelando identit� nascoste in cambio di quella protezione. Praticamente era da allora che non vedeva il sole e il suo pallore era cadaverico.</p><p>�Dunque, Pomeroy�, inizi� Ketchum. �Sono l�ispettore Ketchum del dipartimento di polizia di San Francisco. Questo � il detective Weiss, della Weiss Investigations, un�agenzia privata. Deve farti un paio di domande.�</p><p>Gli occhi del poveretto si mossero da uno all�altro fino a scegliere Weiss, senza per� fissarlo, piuttosto ronzandogli intorno come un insetto irrequieto. Scosse appena la testa. �No, no. Avevamo detto tre mesi.� La voce era come un nervoso singulto che il microfono rendeva metallico e spezzato. Le catene cigolarono, mentre muoveva le mani. �Non vi dir� niente per almeno tre mesi.�</p><p>�Non sono qui per questo�, disse Weiss, in tono pacato.</p><p>�Tre mesi, questo era l�accordo.� Non riusciva a tener ferme le mani.</p><p>�Non voglio nessuna informazione sui tuoi clienti.�</p><p>�Avevamo un accordo, mi avevate detto��</p><p>Weiss tagli� corto: �Stiamo cercando Julie Wyant�.</p><p>L�effetto fu immediato e drammatico. Weiss non avrebbe creduto che il giovanotto potesse ulteriormente impallidire, ma anche l�ultimo, impercettibile colore vitale scomparve dalle sue guance. Sulla sedia in quel momento c�era un essere trasparente, tranne gli occhi, enormi e terrorizzati.</p><p>Weiss non riusciva a capire se stava scuotendo la testa o se era in preda a una crisi isterica. Parl� comunque, sempre con voce calma. �Non lavoro per Shadowman�, disse. �Sto cercando di fermarlo.�</p><p>Gli occhi non smettevano di roteare. �S� be�� Per forza dite cos�, no? Io� Come faccio a saperlo? Capite quel che dico? Come faccio�?� La voce venne meno. Le labbra continuarono a muoversi ma non usc� pi� un suono.</p><p>Weiss ignor� la domanda. �Io la vedo cos�, continu�, ancora pi� calmo. �� accaduto qualcosa mentre Cameron Moncrieff stava morendo nel suo letto. Forse ha detto o fatto qualcosa che riguardava Shadowman e per cui il killer si � sentito minacciato. Julie Wyant era presente, cos� come il legale di Moncrieff, Peter Crouch; anche Harry Eidder, il giardiniere, ha sentito, forse dalla finestra, forse perch� passava di l� o stava origliando.�</p><p>�Si occupava delle rose.� La frase si distinse nel mormorio senza senso dell�uomo, come un improvviso bagliore nella notte buia. �Le prime rose Heart of Gold della stagione, fiorite proprio sotto la finestra della camera da letto. Ha sentito per caso, solo per caso.�</p><p>Weiss annu�, incoraggiandolo con uno sguardo profondo e comprensivo. Era piegato in avanti, con le mani sulle ginocchia. �Che cosa vi ha detto, Pomeroy? Che cosa � accaduto quel giorno? Devo saperlo, per Julie.�</p><p>Weiss e Pomeroy si guardarono attraverso la parete trasparente. Pi� tardi, Ketchum avrebbe detto che gli era sembrato di assistere a un esorcismo, come se il nome della ragazza, trasformato in una formula rituale, avesse obbligato il giovanotto a liberarsi dell�ossessione.</p><p>Le labbra su quel volto cadaverico sussurravano sempre pi� forte. �Non potete capire� Non potete, non la conoscete.�</p><p>�Spiegami, allora. Che cosa � successo?� continu� Weiss. �Moncrieff le ha detto qualcosa? Qualcosa che Shadowman non voleva che sapesse? O le ha dato qualcosa che non doveva avere��</p><p>�No!� sibil� Pomeroy. �No, no, no. Non capite. Pensate che si tratti� si tratti di cose� di <emphasis>cose. </emphasis>Ma voi non la conoscete, non conoscete Julie.� Scand� le sillabe del nome con dolcezza, con una specie di esaltazione.</p><p>A Weiss non piacque quel tono, lo faceva sentire insicuro, come se improvvisamente la sua ricostruzione avesse meno valore, o lui stesso non volesse pi� sapere la verit�.</p><p>�� lei che ha cambiato le cose�, continuava Whip, senza mutare il modo di esprimersi: melenso, esagitato. �Ha cambiato� tutto. Tutti. Era� una creatura irreale, come la figura di un quadro, un sogno diventato realt�. Era come le persone non sono mai. Non potete capire.�</p><p>Weiss, sempre pi� oppresso e a disagio, fiss� l�uomo che stava dall�altra parte del vetro, incatenato. Dall�espressione sembrava che stesse per entrare in una sorta di trance, provocata dal desiderio della donna scomparsa.</p><p>Il detective scosse sconsolato la testa, come se non comprendesse; in realt�, temeva proprio di cominciare a capire.</p><p>�Ti faceva sentire come se tu fossi l�unica persona al mondo�, stava sussurrando Pomeroy, estasiato. �E quando ti toccava� ecco� le cose cambiavano. Tutti cambiavano.�</p><p>�Moncrieff, � di Moncrieff che stiamo parlando.� Weiss cerc� di farlo ritornare in s�. �Intendi dire che ha cambiato Moncrieff.�</p><p>�Cam l�adorava, come me, come tutti� E dopo che Cam l�ebbe assunta, il modo in cui lei ebbe cura di lui durante la malattia, il modo in cui si comportava con lui� � cambiato, ecco tutto. Voleva� fare qualcosa, non so se mi spiego.�</p><p>Weiss cercava di liberarsi del malessere che lo aveva colto e di mettere a fuoco la logica emotiva dello scenario che Pomeroy stava descrivendo. Moncrieff, un consumato trafficante di droga e pappone, sul letto di morte. Il peso dei suoi peccati lo schiaccia e sente gi� le fiamme dell�inferno sul deretano. �Vuoi dire che voleva fare qualcosa di buono prima di morire?�</p><p>La testa di Pomeroy andava su e gi�, le mani si torturavano a vicenda, facendo muovere le catene. �Qualcosa per lei�, disse. �Qualcosa per� salvarla.�</p><p>�Per salvarla.� Dalla prostituzione, pens� Weiss. �Voleva salvarla. Perci� le diede� che cosa? Del denaro?�</p><p>�S�, del denaro. Cam per� non aveva poi cos� tanti soldi. Le diede ci� che aveva di pi� utile a sua disposizione� cio� io� insomma, una nuova identit�.�</p><p>�Moncrieff ti ha chiesto di fornirle una nuova identit�?�</p><p>Gli occhi di Pomeroy vagarono per la stanza, come se inseguissero una mosca. Stava sussurrando ora, e non si capiva pi� che cosa stesse dicendo. Poi: �Era quello che potevo fare per lei. Cam lo sapeva. Nessuno ha mai rintracciato uno dei miei clienti. Nessuno, se io non ho parlato�.</p><p>�D�accordo�, lo incalz� Weiss. �Questo l�ho capito. Moncrieff voleva dare a Julie del denaro e una nuova identit� per rifarsi una vita. Ma adesso ti chiedo: che cosa c�entra Shadowman? Che cosa vuole da voi? Perch� la deve trovare? Che cosa sa Julie? Che cosa le ha detto Moncrieff prima di morire�?�</p><p>�Aaaah�� Il suono usc� improvviso dalle labbra di Pomeroy. Sembr� che fosse ritornato di colpo sulla terra e lo sguardo, il nuovo sguardo, era quello di un uomo che ha appena ricevuto una scossa elettrica sui testicoli. La bocca era semiaperta, gli occhi strabuzzati, i lineamenti contratti. Era come se le congetture di Weiss gli provocassero un dolore fisico. �Dite cos� perch� ve l�ho gi� detto: non la conoscete. Perci� pensate sempre che si tratti di <emphasis>cose. </emphasis>Denaro o informazioni� Non riuscite a immaginare che ci possa essere��</p><p>Le labbra continuarono a muoversi, ma la voce era scomparsa. Weiss non riusciva ancora a capire, era ancora seduto con quel sospetto sospeso nell�aria, a cui non riusciva a dare forma.</p><p>�Calmati, ora, vediamo di ricapitolare�, riprese, lentamente. �Moncrieff � sul letto e sta morendo e si pente della sua vita, dei suoi errori. Vuole fare qualcosa di buono per una persona e decide di dare a Julie del denaro e una nuova identit�.�</p><p>�Esatto, proprio cos�.�</p><p>�Anche l�avvocato, Peter Crouch, � presente.�</p><p>�S�.�</p><p>�E il giardiniere, Harry Ridder, � fuori dalla finestra a curare le rose, e per caso sente la conversazione.�</p><p>�S�.�</p><p>�E tu� c�eri anche tu, vero?�</p><p>�S�, c�ero anch�io, ma me ne sono andato non appena Cam � morto, cos� nessun altro lo avrebbe saputo.�</p><p>Weiss annu� molto lentamente. �Bene, perfetto. Perch� tu eri l�unico a sapere quale sarebbe stata la nuova identit�, giusto?�</p><p>�S�.�</p><p>�E questo � tutto. � tutta la storia.�</p><p>Ketchum premette la base del naso con il pollice e l�indice, scuotendo la testa. �Incredibile�, mormor�.</p><p>Ma Weiss insistette, cercando di immaginarsi la scena. �Bene, vorrei essere sicuro di aver capito. Moncrieff si rende conto che il giardiniere, Ridder, ha sentito.�</p><p>Gli occhi nervosi di Pomeroy si mossero rapidamente. �� Crouch che se ne � accorto.�</p><p>�Okay, e poi? Dopo che Moncrieff � morto, il vecchio Crouch dice al ragazzo: �Sei nei guai; se qualcuno scopre che hai sentito, sei un uomo morto. E meglio che te la svigni, prima che Shadowman ti trovi�, dico bene? Qualcosa del genere?�</p><p>�S�.�</p><p>�E aggiunge qualche dettaglio sul nostro inquietante personaggio che spaventa a morte Ridder, tanto che finisce per spararsi un colpo in testa.�</p><p>Pomeroy annu�, senza smettere di muovere le labbra e gli occhi.</p><p>�Ma Shadowman appare davvero, e comincia a dare la caccia a Crouch. Lo tortura a morte per farsi raccontare tutta la storia e� viene il tuo turno di avere paura. Potevi nasconderti in qualche periferia, sotto nuova identit�, ma preferisci farti arrestare e chiudere in questa gabbia, in questo buco dimenticato da Dio.�</p><p>Pomeroy sembrava non ascoltare pi�; studiava il soffitto, sussurrava frasi sconnesse, ma annuiva.</p><p>Weiss sospir�. �E tutto questo perch酻 Non sapeva come avrebbe terminato la frase, che cosa avrebbe detto, ma mentre le parole gli uscivano, cedette anche la sua resistenza interiore. Improvvisamente seppe che cosa aveva capito, seppe il perch� del malessere. Deglut� e disse: �� per lei, vero? Ecco cosa cerca Shadowman? Sta cercando lei�.</p><p>Sembr� che il cervello di Whip ci mettesse uno o due secondi a registrare il messaggio ricevuto. Poi, come folgorato, guard� Weiss, Ketchum, e ancora Weiss. �Ma s�. Naturalmente��</p><p>�Ci siamo. Solo lei. Non soldi, non informazioni� Solo��</p><p>Ketchum scoppi� a ridere, una sorta di latrato che sconvolse Pomeroy come un colpo di fucile. Weiss stava pensando che tutto ci� non aveva senso, era pura follia.</p><p>�Shadowman � innamorato di lei�, disse lentamente.</p><p>Pomeroy era immobile, con un�espressione vuota, quasi sognante. Le mani si erano fermate, le labbra non sussurravano pi�, la faccia pallida era come senza volto. I grandi occhi fissavano un punto nel vuoto. Weiss aspett� finch�, dopo quello che gli parve un secolo, il prigioniero ricominci� a tremare. Pass� qualche istante ancora, poi disse: �� l�uomo peggiore del mondo, forse anche di tutti i tempi. L�avevo detto a Cam, gliel�ho ripetuto mille volte. Ma Cam diceva che a volte gli era utile, per i suoi affari. Doveva servirsi di lui.� Ricominci� a muovere la testa e le mani. �E un giorno, lui la vide. Lui� non ho mai saputo il suo nome. Il suo vero nome, intendo. Tutte le volte ne aveva uno diverso. Shadowman, cos� lo chiamano i giornali. Ed � cos� che abbiamo iniziato a chiamarlo anche io e Cam. E un giorno� lui l�ha vista. Le ha messo gli occhi addosso ed � stata la fine. Continuava a venire per vederla. E lei gli diceva che� che non� lo voleva intorno, ma lui non l�ascoltava. Niente lo poteva tenere lontano. E un giorno��</p><p>Pomeroy tacque. Anche Weiss non parl�. Rivedeva la ragazza del video, i magnifici capelli, la faccia d�angelo, <emphasis>sono sempre io.</emphasis></p><p>�Le ha fatto male�, sussurr� Pomeroy. �Le ha fatto del male e io ho sentito tutto. Ero nella stanza accanto e ho sentito tutto. Voleva che lei andasse a letto con lui, lei non voleva e lui le ha fatto male. E poi� quando tutto � finito, ha iniziato a dirle delle cose� cose che nessuna persona direbbe, nessun essere umano. Le ha detto che cosa le avrebbe fatto se lei non fosse stata con lui. Voleva che fosse solo sua. Io lo sentivo, dalla stanza accanto. Diceva che aveva bisogno di lei. Ha detto che era l�unica cosa di cui aveva bisogno, di cui mai aveva avuto bisogno in tutta la sua vita. E che avrebbe fatto qualsiasi cosa� qualsiasi� pur di averla. L�avrebbe avuta, in un modo o nell�altro. E dopo averla minacciata in quel modo, si � messo a piangere. Piangeva e la supplicava.�</p><p>Mio Dio, pens� Weiss. �E tu hai sentito��</p><p>�Ero nella mia stanza, l� accanto.�</p><p>E perch� non l�hai fermato, brutto pezzo di merda, pens�, e quasi lo disse a voce alta. Ma ricacci� le parole in gola, insieme alla rabbia. �E ora tu sei l�unico a sapere dove si trova�, disse invece. �L�unico.�</p><p>�Sono l�unico�, sussurr� Pomeroy.</p><p>Ketchum era stato ad ascoltare fino a quel momento, ma ora ne aveva abbastanza. Era sempre pi� nervoso e disse: �Stai cercando di dirci che ti sei fatto rinchiudere in questa succursale dell�inferno, che hai addirittura contrattato per ottenere questa magnifica sistemazione, perch� sei l�unico a conoscere la nuova identit� della ragazza e temi che questo fantomatico Shadowman possa rintracciarti ed estorcerti l�informazione?�</p><p>�Lui verr�, rispose Pomeroy. �Non lo conoscete, lui verr�. Ha torturato Crouch e verr� anche qua. Quando si � reso conto che Julie se ne era andata, e che Crouch sapeva qualcosa, l�ha torturato finch� non ha spifferato tutto. Crouch gli ha detto di me, della falsa identit�, perci� lui sa. Sa che sono l�unico che pu� aiutarlo.�</p><p>�D�accordo, verr�, incalz� Ketchum. �Ma allora perch� tu non dovresti parlare? Dannazione, non ti sei mai fatto molti scrupoli. Perch� semplicemente non gli dici quello che vuole sapere? Che cosa te ne frega di quello che succeder� alla ragazza?�</p><p>Pomeroy alz� il mento, come in un moto di orgoglio. Ma fu Weiss a rispondere: �Perch� Shadowman lo uccider� comunque�. E Pomeroy lasci� cadere nuovamente la testa. �Lo deve uccidere, in un modo o nell�altro, perch� sa che Whip l�ha sentito� supplicare, l�ha sentito piangere e dire alla ragazza che aveva bisogno di lei. � cos�, Pomeroy?�</p><p>�No, non perch� ho sentito lui.�</p><p>Weiss chiuse gli occhi per un istante. Poi cap�, tutto gli apparve chiaro. �Ti vuole uccidere perch� hai sentito <emphasis>lei. </emphasis>Perch� hai sentito la risposta che Julie gli ha dato.�</p><p>Pomeroy annu� rassegnato. �Mi deve uccidere a tutti i costi�, sussurr�, quasi cantilenando, �perch� l�ho sentita ridere.�</p><p>Nella stanza blindata era sceso nuovamente il silenzio. Si sentiva solo il rumore delle catene leggermente scosse dal tremore del prigioniero. I tre uomini erano ancora l�, immobili e zitti, con quella strana storia che aleggiava nell�aria fra loro. L�uomo peggiore del mondo si era innamorato. L�uomo peggiore del mondo si era innamorato di Julie Wyant.</p><p>�Hai una possibilit�, Pomeroy�, riprese Weiss dopo un po�. �Una sola. Devi dirci subito dove si trova Julie. Dirci qual � la sua nuova identit�, cos� possiamo trovarla. Vi proteggeremo entrambi, io e la polizia, vi proteggeremo tutti e due, te lo prometto.�</p><p>�Proteggerci?� La testa di Whip era improvvisamente balzata in avanti e persino Weiss si ritrasse davanti a quegli occhi sempre pi� grandi che lo fissavano dal volto trasparente, mentre le labbra esangui si piegavano in grottesco, doloroso sorriso. �Non potete proteggerci, n� me n� lei. Non potete proteggere nessuno. Non da lui. Niente pu� fermarlo, niente. Arriva ovunque, raggiunge chiunque. E anche questa volta lo far�, per lei.� Pomeroy torn� ad appoggiarsi allo schienale e parve scomparire. �Non si pu� fermarlo. Niente pu� fermarlo. Mai.�</p></section><section><title><p>38</p></title><p>Dopo che le guardie ebbero recuperato Pomeroy per riportarlo in cella, Weiss rimase seduto dov�era ancora per un po�. Teneva le mani sulle gambe e fissava la barriera trasparente dietro la quale, ormai, non c�era pi� nessuno. Ketchum gli era accanto e, stranamente, non parlava.</p><p>�Dannazione�, sospir� finalmente Weiss.</p><p>�Be�, almeno una cosa positiva c��, disse Ketchum. �Non ci ha detto il nome, ma finch� si trova qui, il nostro amico, Shadowman, non pu� certo raggiungerlo.�</p><p>Weiss annu�, poco convinto. Ketchum poteva anche aver ragione, ma c�era qualcosa� quel senso di urgenza che non lo abbandonava, quella visione di lui che saliva le scale, con i minuti contati.</p><p>Comunque, in quel momento, non c�era altro da fare. Si alz� pesantemente e avanz� verso la porta, seguito da Ketchum. Suon� e apr� il battente.</p><p>Prima di imboccare il corridoio, si volt� un�ultima volta a guardare la sedia vuota al di l� del vetro. �Forse hai ragione�, disse. �Penso che qui sia al sicuro.�</p><p>Uscirono e, per un po�, la stanza, il parlatorio numero tre del carcere di massima sicurezza di North Wilderness, rimase vuoto. Vuoto e deserto per mezz�ora, quaranta minuti, non di pi�. Poi la porta ronz� e si apr� di nuovo per lasciar passare un uomo magro con il vestito grigio scuro. Teneva le mani unite davanti a s�, i gomiti stretti ai fianchi. Sembrava una persona pignola e sprezzante.</p><p>L�assistente di Bernard Hirschorn, Alex Wellman, si sedette su una delle sedie di plastica e aspett�. Dopo qualche minuto, la porta al di l� del vetro si apr� ed entrarono due guardie, con un prigioniero incatenato. Era l�uomo chiamato Ben Fry.</p></section><section><title><p>39</p></title><p>Sono ora costretto a ritornare, brevemente, sulle mie meno avvincenti avventure.</p><p>Avevamo lasciato l�eroe�� cio� io�� in preda a un dilemma morale. La mia brillante investigazione mi aveva fatto scoprire lo scomodo segreto del reverendo Reginald O�Mara. Per dirla tutta, nel momento m cui aveva presumibilmente visto il nostro cliente derubare e menomare per la vita un ragazzo dell�universit�, era intento a pratiche ben poco ortodosse con un parrocchiano del suo stesso sesso. Ora, io non sono cattolico, e neanche un moralista. Non mi importa certo di chi si inchiappetta chi, a patto che entrambi siano consenzienti e adulti. Ma mi rendevo conto che non tutta l�opinione pubblica o, peggio, i parrocchiani del reverendo la potevano pensare come me. Ci� mi port� alla conclusione che padre O�Mara fosse, per dirla con i teologi, nella merda fino al collo. Se avessi fatto rapporto a Sissy, come mi aveva chiesto, avrei distrutto la carriera di un uomo giusto, che aiutava i poveri e i disperati, per salvare il nostro cliente, cio�, come ho gi� detto, un delinquentello che non meritava altro che di finire in carcere, dove la testimonianza del sacerdote l�avrebbe spedito senza alcuna difficolt�, purch� si ignorasse la faccenda dell�inchiappettamento.</p><p>Per�, se avessi fatto finta di niente, sarei venuto meno al mio dovere professionale. Ecco perch� ero in un bel dilemma. Da un lato c�erano tutte le belle parole sulla giustizia, Sissy che mi chiamava �mio caro�, il fatto che, almeno nella mia testa, questo caso mi dava la possibilit� di diventare un eroe come quelli dei romanzi che leggevo da piccolo e di avere nuovi incarichi assieme a Sissy e quindi, cos� speravo, di andare a letto con lei. Argomentazione che per un uomo ha un�indubbia validit�. Ma, d�altro canto, la prospettiva di diventare un rovina-preti per liberare un delinquente non mi piaceva proprio. Cos� mi arrovellai finch� non mi venne in mente che, quando si ha un problema morale, ci si rivolge a un prete.</p><p>Brad Murphy�� l�inchiappettato�� mi combin� un incontro con il reverendo O�Mara davanti al palazzo della Legione d�Onore, proprio sotto la statua del <emphasis>Pensatore</emphasis>, ci� che mi sembr� opportuno, visto quanto avrei dovuto pensare ancora prima di riuscire a stendere un qualsiasi rapporto.</p><p>Il palazzo, per chi non l�ha mai visto, � una costruzione maestosa, con un arco neoclassico fiancheggiato da imponenti colonnati. Davanti c�� un tempietto con una piccola piramide di vetro e al di l� dell�ampia corte c�� una vasca d�acqua, che in quel momento rifletteva in modo molto scenografico il cielo divenuto basso e grigio come metallo. Ancora pi� in l� svettavano esotici eucalipti, oltre i quali si stendevano le acque immense del Pacifico. Tutta questa maestosa grandezza mi faceva sentire ancora peggio. La figura del detective alla Marlowe che impersonavo un paio d�ore prima era in quel momento offuscata da quella di un viscido guardone che scava senza piet� nei segreti pi� reconditi degli altri.</p><p>Mentre ero intento a questi pensieri, ecco arrivare il reverendo O�Mara, con la faccia pi� plumbea del cielo di quel pomeriggio. Aveva circa cinquant�anni ed era abbastanza alto, con le spalle larghe e la vita sottile. Il volto era regolare, incorniciato da capelli che iniziavano a tingersi di grigio. Non indossava l�abito, n� aveva il collarino bianco; solo un dolcevita grigio e dei pantaloni anonimi. Gli tesi la mano, ma lui l�ignor�, e ci� peggior� la mia sensazione di essere un individuo meschino e piccolo, molto, molto piccolo.</p><p>C�era un gruppo di giapponesi che fotografavano la statua, perci� ci spostammo verso la corte. Eravamo affiancati, ma il reverendo non mi guardava. Teneva lo sguardo davanti a s�, parlando come se si stesse confidando con l�aria.</p><p>�Presumo che voglia del denaro�, disse.</p><p>Sgranai gli occhi. �Non voglio soldi, santo cielo, no. Sono qui per aiutarla.�</p><p>Sbuff� in un modo che mi fece vergognare ulteriormente. Stavamo passando sotto l�arco e i nostri passi rimbombavano.</p><p>�Mi vuole aiutare?� disse.</p><p>�Esatto. Non credevo certo di imbattermi in una situazione del genere, durante le indagini.� Entrammo nella corte e le nostre voci non riecheggiarono pi�. �Stavo solo controllando la testimonianza, questo era il mio compito, e cos� ho scoperto�� Mi sentivo come in confessionale.</p><p>Procedemmo fino alla vasca e ci fermammo a fissare l�acqua. Finalmente lui si gir� a guardarmi. Lo vedevo solo di scorcio, ma mi sembr� che stesse cercando di valutarmi.</p><p>�Che sorpresa�, disse in tono pi� mite. �Un investigatore privato con una coscienza.�</p><p>�In effetti� sono nuovo del mestiere�, risposi.</p><p>�Capisco. Comunque, siamo davanti a un bel problema.�</p><p>�Mi ascolti, lei sembra una persona per bene, padre. Io non voglio distruggerle l�esistenza, ma non posso neanche far andare in prigione il mio cliente.�</p><p>�E perch�? Ha sparato a una persona.�</p><p>�Lo so, ma� � un cliente�, dissi quasi dispiaciuto.</p><p>�Capisco.�</p><p>Una folata di vento freddo ci raggiunse e io mi infilai le mani in tasca, incurvando le spalle. Lo guardai. Teneva gli occhi rivolti lontano, come se stesse contemplando l�arrivo della catastrofe. Aveva un aspetto nobile, in quel momento. Nobile e triste.</p><p>�Non ha preso in considerazione l�idea di ritrattare?� riuscii finalmente a dire.</p><p>�Che cosa significa?�</p><p>�Be�, forse non ha visto quello che dice di aver visto. Forse non ne � cos� sicuro, non pu� testimoniare.�</p><p>Aveva capito, naturalmente. Alz� il mento e sorrise. �Vuole che menta per salvarmi. Che lasci andare quel delinquente per salvare me stesso.�</p><p>�Senza offesa, reverendo, ma lei ha gi� mentito.�</p><p>Mi guard�, sempre sorridendo. Penso che dopotutto, se non mi sono sbagliato, avesse piet� di me. Un giovanotto invischiato in una faccenda pi� grande di lui. �Qualche volta pu� essere necessario variare leggermente la verit�. In ogni caso, non l�ho fatto per proteggere me stesso, anche se non mi aspetto che lei mi creda. Ci sono tante persone che dipendono da me, dal lavoro che faccio. E molte altre che sarebbero danneggiate dallo scandalo, anche se non c�entrano.�</p><p>�Capisco�, dissi. Avevo davanti agli occhi i bambini poveri che aiutava, e suo fratello, il governatore: sarebbero affondati tutti, insieme a lui. Non c�erano speranze.</p><p>Colse l�espressione che probabilmente avevo sul volto e rise mentre mi diceva: �Che cosa vuole che le dica? Penso che sia lei a dover decidere�.</p><p>�Fantastico, bell�aiuto, da un prete.�</p><p>�Lei � cattolico?�</p><p>�No.�</p><p>�Oh, allora � in un bel guaio.�</p><p>Risi anch�io, pur senza convinzione. Spinsi le mani pi� a fondo nelle tasche, guardando le nuvole riflesse sulla superficie dell�acqua.</p><p>�Quanti anni ha?� mi domand�.</p><p>�Ventidue�, risposi.</p><p>�Poco pi� di un bambino.�</p><p>Non ebbi il coraggio di protestare; ero solo contento che n� Weiss, n� Bishop mi vedessero in quel momento.</p><p>Il prete allung� un braccio e mi afferr� la spalla. �Questo per� posso dirglielo: lei � migliore di quel che crede. Una soluzione la trover�.�</p><p>Lo vidi dirigersi a lunghi passi verso il parcheggio, sotto quel cielo sempre pi� scuro.</p><p>Grandioso, pensai. �Merda�, dissi.</p></section><section><title><p>40</p></title><p>Erano le cinque del pomeriggio e Jim Bishop�� l�uomo che Chris e Kathleen Wannamaker conoscevano come Frank Kennedy�� era ancora in casa. L�attesa aveva fiaccato i nervi di Chris, che non si sentiva per niente bene.</p><p>�Dannazione�, imprec� guardando fuori dalla finestra per scorgere qualche movimento di Bishop. �Dobbiamo farlo uscire. Se � un poliziotto, devo scoprirlo.�</p><p>Kathleen, seduta sul letto dietro di lui, non rispose. Ma, dopo aver riflettuto un attimo, prese il telefono e compose un numero. Chris sent� il telefono squillare nella casa accanto.</p><p>�Sono Kathleen�, sent� che la moglie diceva. �Devo parlarti.�</p><p>Chris si ritrasse. La figura di Kennedy era apparsa nel vano della finestra dell�altra casa, con il telefono in mano, lo sguardo rivolto verso di loro.</p><p>�No�, stava dicendo Kathleen. �Ti devo parlare di Hirschorn, di Chris e Hirschorn. � importante, non posso dirtelo per telefono. Ci vediamo fra dieci minuti davanti al K-mart, al centro commerciale River. Fai in fretta, ti prego.�</p><p>Riattacc� la cornetta e si alz� per raggiungere Chris, ma lui le fece segno di stare indietro. �Non avvicinarti, sta guardando da questa parte�, disse.</p><p>Kennedy aveva messo gi� il telefono ma era ancora alla finestra. �Vedr� il furgone�, sussurr� Chris, molto piano, come se l�altro potesse sentirlo. �Vedr� il furgone e capir� che sei qui.�</p><p>Kathleen parl� con voce pi� alta. �Sa che prendo l�autobus, quando non ci sei. A volte ci vado addirittura a piedi, al centro commerciale.�</p><p>�Sta facendo qualcosa.�</p><p>Kennedy si era ritratto dalla finestra ed era sparito nella stanza buia. Pass� un lungo minuto, poi Chris, eccitato, disse: �Guarda! Sta funzionando. Ecco che se ne va�.</p><p>Kathleen era seduta sul letto e guardava il pavimento, ancora coperto di fazzoletti bagnati del suo pianto. Ora per� non aveva pi� lacrime, solo amarezza e rabbia. Kennedy, umiliandola, l�aveva resa cos�. Voleva fargli del male, come lui ne aveva fatto a lei.</p><p>�Se ne va, se ne va�, sussurr� Chris, con aria di trionfo.</p><p>Kathleen ud� Kennedy che avviava la motocicletta e partiva. Il rombo del motore divent� sempre pi� debole a mano a mano che si allontanava. Poi scomparve.</p><p>�Vai�, disse a voce alta al marito. �Torner� in fretta, quando si accorger� che non ci sono. Perquisisci la casa, le chiavi sono nella mia borsa in cucina.�</p><p>Chris le obbed�, affrettandosi. Kathleen sent� che scendeva le scale e si sedette, nella penombra, con lo sguardo fisso sul pavimento, sui fazzoletti.</p><p>Vaffanculo, Frank, pens�.</p></section><section><title><p>41</p></title><p>Era pomeriggio inoltrato, ma il caldo era opprimente. Nonostante avesse solo attraversato il prato fino alla porta della casa a fianco, Chris era completamente sudato. Aveva il volto lucido e la maglietta grigia gli si era appiccicata al petto e alla schiena.</p><p>Entr� con le chiavi di Kathleen e sal� subito le scale, superando i gradini a due per volta. Quando entr� nella camera da letto ansimava e colava sudore.</p><p>Il condizionatore era ancora acceso; ci� significava che Kennedy sarebbe rientrato presto. Il cigolio dell�apparecchio rendeva Chris nervoso e gli prosciugava la gola. Non lo avrebbe mai ammesso, neanche con se stesso, ma l�idea di affrontare un�altra volta Kennedy lo faceva letteralmente tremare. Doveva fare in fretta, prima che tornasse.</p><p>Esamin� la stanza con lo sguardo. Era abbastanza buio, ma adesso un raggio di sole entrava dalla finestra e formava un disegno sul pavimento. Cos�, Chris vide la borsa da viaggio di Kennedy sul letto, chiaramente piena. Quindi, pens�, stava per andarsene.</p><p>Chris si avvicin� e apr� la cerniera lampo. Gli sembrava che mancasse l�aria, gli pareva di soffocare, forse per la paura, ma si sforz� di continuare. Gocce di sudore caddero sui vestiti di Kennedy. Cerc� fra gli indumenti, raggiunse il fondo della borsa con la mano e non gli ci volle molto per trovare il computer palmare.</p><p>Non aveva dimestichezza con simili aggeggi, ma non gli fu difficile accenderlo. Dopotutto era un pilota e conosceva gli strumenti computerizzati di bordo. Lo appoggi� sulla scrivania e si asciug� il sudore dalla fronte. Teneva le orecchie aperte, per sentire l�eventuale rombo della moto di Kennedy, e guardava di tanto in tanto fuori dalla finestra. Inizi� a sfogliare i file: note, rubrica, e-mail�</p><p>Chris respirava a bocca aperta mentre leggeva su quello schermo minuscolo. L� dentro gli sembrava di soffocare, come se una mano fosse serrata sulla sua gola. Ma la mente era comunque vigile. Se questo Kennedy era davvero un poliziotto, pens�, se davvero aveva usato Kathleen per arrivare a Hirschorn� be�, l�avrebbe pagata cara. Hirschorn non aveva mezze misure, la sua vendetta sarebbe stata rapida e definitiva. Su Kennedy, certo, ma anche su lui e Kathleen� A meno che non fossero proprio loro ad avvisare Hirschorn, a fargli sapere di Kennedy, a metterlo in guardia. Forse allora sarebbero stati risparmiati, perdonati. Hirschorn si sarebbe comunque arrabbiato, ma forse non cos� tanto, forse gli avrebbe solo detto di controllare meglio sua moglie.</p><p>Le guance di Chris avvamparono. Sua moglie. Sent� una rabbia pungente stringergli lo stomaco. In quell�ultima ora aveva cominciato a farsi l�idea che Kathleen non gli avesse detto tutta la verit�. Lui si era cos� preoccupato del fatto che Kennedy fosse un poliziotto, si era cos� spaventato all�idea di che cosa potesse fare Hirschorn, da trascurare gli altri particolari della vicenda. Ma dentro di lui, comunque, era nato il sospetto che Kathleen stesse in parte mentendo su Kennedy. Era stata a letto con lui, ecco la verit�. Aveva origliato le sue conversazioni con Hirschorn e le aveva riferite a Kennedy, ma non in ufficio. No. Gliele aveva confidate a letto.</p><p>Chris ne era ormai certo e il suo stomaco ribolliva, in fiamme. Doveva per� ricacciare il pensiero e concentrarsi su quello che stava facendo.</p><p>Imprec�. �Maledizione.� Non c�era niente, non trovava niente. Nomi, indirizzi non significavano niente. Come diavolo poteva sapere chi fossero quelle persone?</p><p>Ma non c�era altro, quindi continu� a leggere, e arriv� ad aprire la cartella della posta elettronica.</p><p>C�era un unico messaggio non inviato, uno solo. Bishop era sempre attento a queste cose, ma quella volta era stato interrotto da Kathleen e quindi l�aveva salvato, dimenticandosene subito. Non l�aveva finito e non l�aveva spedito. Chris l�apr�.</p><empty-line/><p>Weiss, ha funzionato. Wannamaker � fuori, io sono in gioco. Stasera alle sei sar� in volo verso una destinazione ignota. Quando sar� l�, mi daranno le istruzioni sul mio incarico e ti far� sapere. Se abbiamo fortuna, possiamo portare a termine la missione senza comprometterci�</p><empty-line/><p>Chris smise di pensare, smise quasi di respirare. Era ammutolito e il cuore sembrava volergli uscire dal petto, tanto batteva forte, riempiendogli la testa di un rumore pulsante.</p><p>�Wannamaker � fuori, io sono in gioco.�</p><p>Cristo, era ancora peggio di quanto avesse pensato. Era la cosa peggiore che potesse accadere. C�era un solo modo per essere <emphasis>fuori </emphasis>con Bernie Hirschorn. I suoi uomini potevano arrivare da un momento all�altro. Doveva affrettarsi, avvisare Hirschorn di Kennedy, doveva risolvere lui la situazione, in modo che Hirschorn non lo uccidesse.</p><p>I suoi occhi scorsero disperatamente il messaggio, cercando di memorizzarne le parole. Weiss� aveva gi� visto quel nome, nella rubrica del computer.</p><p>Sforzandosi di non tremare, digit� le lettere sulla tastiera e l�informazione apparve. Solo �Weiss� e un numero con il prefisso di San Francisco.</p><p>Chris alz� il telefono e lo compose.</p><p>Suonava libero. Aspett� cercando di respirare, ma il suo respiro pesante era quasi soffocato dal battito del cuore.</p><p><emphasis>Wannamaker � fuori.</emphasis></p><p>Un altro squillo. Forza, pens�. Poi una voce femminile rispose: �Weiss Investigations�.</p><p>Chris non riusciva a parlare, gli sembrava di avere la gola chiusa.</p><p>All�altro capo, la donna continuava: �Weiss Investigations, pronto?�</p><p>�Siete un�agenzia di investigatori privati?�</p><p>�S�, l�agenzia di investigazioni private Weiss.�</p><p>La mente di Chris vorticava, i pensieri si accavallavano. Kennedy era un investigatore privato, uno spione. Aveva usato Kathleen e ora stava per volare con Hirschorn. Mio Dio�</p><p>�Posso esserle utile?� stava chiedendo la donna all�apparecchio.</p><p>Ma proprio in quel momento, mentre era ancora con l�apparecchio in mano, Chris sent� un rumore all�esterno. Un motore. Kennedy era di ritorno, pens�. Ma non si trattava di una moto, sembrava invece un�auto. La vide dalla finestra, fra gli alberi.</p><p>Il sudore che gli colava dalle tempie si raggel�. Tutto il suo sangue si raggel�. Lentamente, come in trance, abbass� il ricevitore.</p><p>�Signore, come posso�� Sent� la voce della centralinista, lontana, e poi agganci�.</p><p>Rimase immobile, con la mascella abbassata, senza forze, paralizzato, annientato dalla paura. La BMW nera era una delle auto di Hirschorn, ne era certo. E si stava fermando proprio davanti a casa sua.</p><p>Chris guard�, senza fiatare, sudando. La testa gli ronzava, la stanza lo soffocava. Due uomini stavano scendendo dall�auto, dalle portiere anteriori. Non appena li vide, Chris emise un rauco lamento.</p><p>Erano gli uomini di Hirschorn, Goldmunsen, il gorilla, e Flake, l�isterico. Chris aveva sentito delle storie su quest�ultimo. Si diceva che Goldmunsen usava le armi da fuoco, mentre Flake era uno specialista del coltello. Gli piaceva tagliuzzare la gente.</p><p>I due uomini stavano percorrendo il vialetto che portava alla casa di Chris. Erano venuti a prenderlo.</p><p>Lui era immobile, raggelato, con gli occhi fissi su di loro e le gambe molli. Goldmunsen stava suonando il campanello.</p><p>�Non rispondere�, sussurr� Chris, come se Kathleen potesse sentirlo.</p><p>Ma con la coda dell�occhio vide Kathleen, all�interno della casa, che si avvicinava alla porta. Gli venne in mente che anche Kennedy aveva potuto osservarla dalla finestra, anzi, osservarli tutti e due, vedere tutto quello che facevano. Doveva aver assistito alle visite di Hirschorn. Torn� a ribollire di rabbia, e una visione di sua moglie e quell�investigatore a letto insieme, a parlare di lui, gli attravers� la mente�</p><p>Kathleen apr� la porta e Chris vide che Goldmunsen le parlava. Flake non riusciva a stare fermo. Il gorilla sembrava gentile, calmo, sorrideva anche; ma l�altro non era in grado di contenersi. Cercava di sbirciare fra Kathleen e lo stipite, o sopra la sua spalla, per vedere se Chris era in casa.</p><p>Il volto di Chris era coperto di sudore che gli faceva bruciare gli occhi. Non riusciva quasi pi� a respirare, stava soffocando. Se Kathleen si fosse girata� se avesse indicato loro la casa a fianco� se avesse detto che lui era l�, sarebbe finita. Sarebbero venuti a prenderlo, e l�avrebbero portato via.</p><p>Chris emise un lamento, un suono che non aveva mai sentito uscire dalla sua bocca, un suono terribile. Era paralizzato dalla paura, torturato da una rabbia impotente. Odiava sua moglie con tutte le forze, perch� aveva scopato con Kennedy e perch� ora aveva la sua vita nelle mani. Tutto quello che poteva fare era rimanere l� fermo a guardare, ad aspettare tremando.</p><p>Ma Kathleen non lo trad�. Non si volt� verso di lui e si limit� a scuotere la testa, probabilmente dicendo ai due uomini che non sapeva dove fosse suo marito. Aveva capito. Aveva intuito che cosa stava succedendo e perch� erano venuti a cercarlo. Mentiva per proteggerlo, per salvargli la vita.</p><p>Chris vide Goldmunsen annuire, crederle. Flake si agitava. Kathleen continu� a parlare; stava dicendo loro qualcosa� qualche balla. Forse che Chris era al bar, o all�aeroporto o qualcos�altro.</p><p>E poi, sollevato, Chris vide che i due se ne andavano, ritornavano alla macchina. Si sent� quasi sospeso in quell�aria stantia mentre aspettava che salissero e che accendessero il motore. Poi l�auto part�, si allontan� dal marciapiede, scomparve. Chris ebbe la sensazione di cadere fuori dal nulla, ritornando nel suo corpo. Improvvisamente era di nuovo in grado di respirare, pur ansimando, e sentiva di nuovo il battito cardiaco pulsargli nelle orecchie.</p><p>La macchina se n�era andata. Kathleen rimase per un attimo sulla porta, poi fece un passo fuori di casa e guard� verso la finestra dove era Chris. Aveva uno sguardo atterrito.</p><p>Chris le rivolse un sorriso tirato. In quel momento avrebbe voluto metterle le mani al collo.</p><p>Ritorn� in s� e si diede un�occhiata intorno. Spense il computer e, per un attimo, pens� di portarselo via, di mostrarlo a Hirschorn, per metterlo in guardia e in cambio salvarsi la vita. Forse avrebbe anche potuto recuperare il suo lavoro di pilota. Sarebbe stato in gioco e non fuori�</p><p>Ma si accorse subito che il piano non era buono. Se avesse rubato il portatile, Kennedy se ne sarebbe accorto, si sarebbe sentito scoperto, avrebbe chiamato la polizia, quella vera, e rovinato tutto.</p><p>No. Doveva fermarsi un attimo e ragionare, anche se era molto spaventato. Non aveva bisogno del computer. Il messaggio non provava niente. Avrebbe anche potuto scriverlo lui stesso, per incastrare Kennedy. Hirschorn non era sciocco. Chris gli avrebbe parlato e poi lui avrebbe fatto i suoi controlli, avrebbe scoperto che era tutto vero. Doveva solo andare da lui il pi� presto possibile. Subito.</p><p>Sempre sudando, col respiro affannoso, Chris ripose il computer nella borsa, dove lo aveva trovato. Guard� l�orologio e si accorse che erano quasi le cinque e mezzo. Kennedy sarebbe partito alle sei, dall�aeroporto, con Hirschorn. Se si affrettava, poteva anticiparli, dire tutto a Hirschorn e fare il salvatore della patria. Allora gli scagnozzi sarebbero andati a cercare Kennedy per portarlo via. In macchina.</p><p>Si ferm� un istante, mentre il sudore gli colava a rivoli sulle guance, e in quell�istante i suoi occhi s�illuminarono come quelli di un bambino che stia per compiere una marachella. Kennedy gli aveva preso la moglie, il lavoro, il rispetto degli amici e, praticamente, la vita. Kennedy gli aveva tolto tutto quello che faceva di lui un uomo. E ora, proprio quando Kennedy pensava di essere in vantaggio, era tempo di rendergli la pariglia. Chris avrebbe detto a Hirschorn la verit� e le cose avrebbero preso un�altra piega.</p><p>Doveva affrettarsi, perch� Hirschorn non rispondeva pi� alle sue telefonate. Doveva andare di persona all�aeroporto e arrivarci prima del decollo.</p><p>Si diresse verso la porta.</p></section><section><title><p>42</p></title><p>Il furgone di Chris si allontan� dal quartiere proprio nel momento in cui la moto di Bishop imboccava la strada dall�altro capo.</p><p>Dopo aver parcheggiato accanto alla casa, Bishop smont� e raggiunse la porta di corsa. Non perse tempo a guardare verso l�altra abitazione, quella di Kathleen. Non si chiese nemmeno perch� lei non fosse venuta all�appuntamento. Ci era andato solo perch� lei gli aveva parlato di Hirschorn, per non rischiare di perdersi qualcosa di importante. Ma in effetti non ci aveva creduto molto; pensava invece che si trattasse di una manovra di Kathleen per cercare di farlo ritornare da lei. Quando non l�aveva vista, non si era molto preoccupato, e di certo ora non aveva tempo di pensarci. Doveva andare subito all�aeroporto, per scoprire che cosa stava macchinando Hirschorn.</p><p>Sal� le scale rapidamente, due gradini alla volta, come aveva fatto Chris. Entr� in camera e si avvicin� alla borsa ancora posata, aperta, sul letto. Chiuse la cerniera, afferr� i manici e si ferm� a dare un�ultima occhiata alla stanza.</p><p>Ma aveva troppa fretta: non not� che qualcuno aveva frugato tra le sue cose, e non gli venne in mente che non aveva inviato l�ultimo messaggio per Weiss.</p><p>Si mise la borsa in spalla e nell�avviarsi alla porta spense il condizionatore.</p><p>Un minuto dopo, la motocicletta rombava sulla strada.</p></section><section><title><p>43</p></title><p>Chris arriv� per primo: ferm� bruscamente il furgone davanti all�ingresso dell�hangar e salt� gi�. Le suole dei suoi stivali risuonarono pesanti sul cemento mentre raggiungeva a lunghi passi il bimotore parcheggiato all�interno.</p><p>Ray Gambling stava vicino all�aereo, in tuta da lavoro e chino sulla cappottatura aperta, una chiave inglese in mano. Un altro meccanico, Wilson Tubbs, era sdraiato dentro la cabina di pilotaggio, con i piedi che spuntavano dalla portiera.</p><p>Chris li raggiunse in fretta e afferr� Ray prima che questi avesse il tempo di alzare gli occhi e riconoscerlo. Lo spinse indietro contro la cassettiera porta-attrezzi, le cui ruote erano bloccate. Ray gemette nell�urtare con la spina dorsale un cassetto aperto, e indietreggi� inciampando mentre il cassetto si chiudeva. Chris gli tolse la chiave inglese dalle mani e lo minacci�, urlando. �Dov�� Hirschorn?�</p><p>�Oddio, Chris� Oh Ges���</p><p>�Non fare la commedia con me, pezzo di merda. Sei tu che l�hai chiamato, Kennedy. L�hai messo dietro a mia moglie. Dovrei ammazzarti subito!� Chris alz� l�attrezzo come per colpire.</p><p>�Io non��</p><p>�Kennedy l�hai chiamato tu, vero? � tutta opera tua.�</p><p>Tubbs, il meccanico, si era accorto solo in quel momento di quello che stava accadendo e stava cercando di uscire dall�aereo.</p><p>Ray si mise una mano sul petto. �Te lo giuro su Dio, Chris�, balbettava. �Te lo giuro��</p><p>�Dannazione, dov��?� url� Chris. �Dov�� Hirschorn? Che aereo deve prendere?�</p><p>�Ti prego, Chris, te lo giuro��</p><p>�Ehi!� Era Tubbs, un ragazzo di circa trent�anni, basso ma svelto e reattivo. Era riuscito a svincolarsi dall�aereo e si trovava alle spalle di Chris. Gli afferr� il polso e cerc� di fargli mollare la chiave inglese. �Che cosa diavolo stai��</p><p>Chris liber� il braccio dalla presa e assest� una gomitata sul naso a Tubbs, che venne spinto contro l�aeroplano. Cadde seduto sul cemento e poi si sdrai� sul fianco, le mani sul viso insanguinato.</p><p>Chris brandiva ancora la chiave inglese sopra la testa di Ray. �Dimmi dov�� o ti spacco la testa in due.�</p><p>�Chris, io��</p><p>Dietro di loro si ud� uno stridore di pneumatici. Chris si gir� per guardare fuori dall�hangar.</p><p>E questa volta furono i suoi occhi a riempirsi di terrore. Sul piazzale c�era la BMW nera degli uomini di Hirschorn, che probabilmente lo avevano seguito fin l�, dopo essersi appostati vicino a casa. Goldmunsen e Flake si stavano affrettando a scendere dalla macchina. L�espressione minacciosa sul volto di Chris si era tramutata in sgomento. Il suo urlo divenne un lamento e gli si secc� in gola.</p><p>�Oddio�, esclam�.</p><p>Lasci� andare Ray, che torn� a urtare la cassettiera. La chiave inglese cadde rumorosamente a terra. E in un secondo Chris era scomparso, schizzato via. Stava correndo verso il suo furgone.</p><p>Nel piazzale Goldmunsen, il gorilla, lo vide e cacci� un urlo. Flake, il piccoletto, assunse l�espressione di un segugio che punta la preda e inizi� a correre.</p><p>Chris aveva ormai la mano sulla portiera del passeggero quando, attraverso il finestrino, vide Flake che correva verso di lui, seguito da Goldmunsen. Erano a cinque passi. Stavano cercando la pistola sotto la giacca.</p><p>Non c�era il tempo per salire in macchina. Chris si blocc�, ruot� sui talloni e torn� a correre verso l�hangar.</p><p>Ray non si era mosso, paralizzato dalla paura. Quando vide Chris venirgli addosso come un treno in corsa, si appiatt� contro l�aereo.</p><p>Chris lo super� guardandosi alle spalle per vedere dov�erano i suoi inseguitori, e per tale ragione si accorse troppo tardi della cassettiera degli attrezzi. Vi and� a sbattere con violenza e uno spigolo lo colp� allo stomaco, togliendogli il respiro. Nonostante le ruote fossero bloccate, la cassettiera s�inclin� e si rovesci�, rovinando fragorosamente a terra mentre Chris, senza fiato, barcollava nella direzione opposta e cadeva battendo malamente una spalla sul cemento.</p><p>Da quella posizione, vide Flake precipitarsi verso di lui. Lanci� un grido acuto, come quello di una donna, e annasp� finch� non riusc� ad alzarsi, riprendendo la corsa frenetica verso la porticina dall�altra parte dell�hangar.</p><p>Era chiusa, ma aveva una finestrella di vetro. Da l�, Chris pot� vedere la pista di volo, il cielo azzurro e il calore dell�estate che scioglieva l�asfalto.</p><p>Chris sapeva che la porta non era chiusa a chiave e vi si butt� contro. Per un istante, la sua faccia si appoggi� al vetro: Chris vide la pista, il cielo, il calore ruotare in una gran confusione nella sua mente sconvolta. E, in quello stesso istante, not� il particolare che poteva cambiare tutto, che gli avrebbe salvato la vita.</p><p>Vide H�rschorn. Attraverso il tremolio dell�aria calda scorse Hirschorn in piedi vicino al 504, il Cessna bimotore. Tranquillo, con le mani in tasca, che guardava senza particolare interesse le ville sulle colline.</p><p>Pur spaventato, Chris riusc� a rincuorarsi. Ce l�aveva fatta, aveva trovato Hirschorn: gli avrebbe detto di Kennedy, del fatto che era un detective. Avrebbe salvato la missione e sarebbe rimasto vivo, al contrario di Kennedy.</p><p>Chris non si volt�, non c�era tempo. Ma sapeva che Flake non era ancora troppo vicino, che non lo avrebbe preso. Diede una spinta alla porta dell�hangar, che cominci� ad aprirsi verso l�esterno.</p><p>Poi il finestrino si anner�, perch� Goldmunsen era apparso dall�altra parte e aveva sbattuto l�uscio in faccia a Chris.</p><p>Quando riapr� gli occhi, il pilota vide la faccia del gorilla che lo fissava, con una smorfia di soddisfazione. In quel momento fu raggiunto anche da Flake, che gli punt� alla gola la fredda canna di una Glock mentre, con il poco fiato rimasto, gli sussurrava nell�orecchio: �Ti ho beccato, figlio di puttana�. Lo scost� dalla porta per permettere a Goldmunsen di entrare. Ray Gambling era immobile, ammutolito.</p><p>�Aspettate�, url� Chris, senza fiato. �Devo parlare con Hirschorn, devo dirgli��</p><p>Non riusc� a terminare la frase. Goldmunsen lo colp� allo stomaco con uno dei suoi pugni duri come magli e il rantolo di Chris risuon� per tutto l�hangar, fino a giungere alle orecchie di Ray. Il pilota cadde in ginocchio.</p><p>Goldmunsen osserv� la sua vittima con un gran sorriso, poi alz� gli occhi su Ray e gli rivolse lo stesso grottesco sorriso. Il vecchio distolse subito lo sguardo.</p><p>Chris, in ginocchio, cercava di parlare, di dir loro ci� che aveva scoperto, ma riusciva solo a rantolare.</p><p>Il gorilla alz� nuovamente il pugno, lo fece roteare in alto come un�enorme mazza e poi colp� la testa di Chris, che cadde in avanti perdendo i sensi.</p><p>Goldmunsen lo prese per un braccio, all�altezza del tatuaggio NATO PER SCATENARE L�INFERNO. Flake lo afferr� per l�altro. Lo trascinarono via cos�, lasciando strisciare i suoi piedi sul cemento dell�hangar.</p><p>Ray Gambling continu� a tenere gli occhi bassi. Wilson Tubbs, che si era tirato su appoggiandosi a un gomito, quando si rese conto di cosa stava accadendo abbass� a sua volta il capo, fissando il suo stesso sangue che dal naso colava sul pavimento.</p><p>N� Tubbs n� Gambling osarono sollevare lo sguardo mentre Goldmunsen e Flake trascinavano Chris nel parcheggio. Nessuno dei due os� farlo finch� i due gorilla non ebbero portato via Chris nella loro lucida vettura nera.</p></section><section><title><p>44</p></title><p>Circa due minuti dopo, l�Harley di Jim Bishop faceva il suo ingresso nel parcheggio. La moto s�arrest� scivolando leggermente sulla ghiaia che schizz� via da sotto le ruote. Bishop smont� e si diresse velocemente verso l�hangar, con la borsa da volo sulla spalla sinistra e il bagaglio nella mano destra.</p><p>Ray Gambling stava aiutando Tubbs ad alzarsi e a tamponarsi il naso. �Cazzo!� stava dicendo il giovane, forse per la quinta volta. �Hai visto che roba?�</p><p>Ray vide Bishop arrivare da sopra la spalla del ragazzo. �Tubbs�� cerc� di dire, ma la voce gli tremava.</p><p>�Cazzo! Ma hai visto?�</p><p>�Tubbs!� Il ragazzo lo guard� da sopra lo straccio che si premeva sul naso. �Vai a farti vedere, dammi retta. Di� al dottore che hai battuto contro l�ala di un aeroplano. Hai capito?�</p><p>�Ray, ma cosa��</p><p>�Vai, Tubbs, non � successo niente, sei solo inciampato. Ora vattene e tieni la bocca chiusa. Vai.�</p><p>Tubbs annu�, confuso. Il tono di Ray non ammetteva repliche. Quando Bishop raggiunse Ray Gambling, il ragazzo era ormai quasi fuori dall�hangar.</p><p>Bishop lo guard�, poi si rivolse a Ray. �Che cosa � successo?�</p><p>�Hanno preso Chris�, rispose Ray in un sussurro, la voce tremante, e deglut� a fatica. Bishop indossava gli occhiali da aviatore e Ray, non vedendo i suoi occhi, non riusc� a capire quale fosse la sua reazione alla notizia che gli aveva appena dato. Si affrett� a proseguire. �Lo sa, figliolo. Chris sa che sei un detective e che sono stato io a chiamarti. � entrato qui come una furia, chiedendo di Hirschorn, per spifferargli tutto; ma poi sono arrivati i due scagnozzi, l�hanno riempito di botte e l�hanno portato via, senza dargli il tempo di parlare. Sono entrati, l�hanno stordito e se ne sono andati.�</p><p>Bishop non disse niente per un lungo istante. Poi annu� lentamente. �L�hanno stordito.�</p><p>�S�, ma se si sveglia, se si sveglia e spiffera tutto, sono un uomo morto. Mi uccideranno, ammazzeranno tutta la mia famiglia. Se Hirschorn lo viene a sapere� non avrei mai dovuto immischiarmi. Dannazione, non avrei dovuto. Che cosa facciamo, Bishop? Come dobbiamo comportarci?�</p><p>Bishop era immobile, in piedi, con gli occhi chiari nascosti dagli occhiali, e non diceva niente. Ray aveva ragione; se Chris si svegliava e convinceva i due tipi a credergli, Hirschorn avrebbe ucciso Ray e poi anche lui.</p><p>�Che si fa?� ripet� Ray. �Non possiamo chiamare la polizia, non in questa citt�. Hirschorn lo saprebbe dopo due secondi. Non avrei mai dovuto farlo. Uccideranno me, mia moglie, i miei figli. Uccideranno te e poi tutti quanti. Che facciamo?�</p><p>�Niente�, rispose Bishop calmo. �Non possiamo fare niente, dobbiamo correre il rischio.�</p><p>�Ma se si sveglia? Che succede se si sveglia?�</p><p>�Cerca di capire questo�, Bishop replic�. �Non si sveglier�. Mi senti? L�hanno stordito per questo. Prima che possa svegliarsi, sar� gi� morto.�</p><p>Ray Gambling sembr� voler replicare nuovamente, ma Bishop non lo ascolt�. Pass� oltre e si diresse verso l�aereo che lo aspettava.</p></section><section><title><p>45</p></title><p>Le foreste che si stendevano tremila piedi pi� sotto erano di un verde scuro alla luce del tramonto. Il Cessna s�inclin� mentre Bishop lo portava verso nord, attraversando il crepuscolo.</p><p>La voce di Hirschorn si fece sentire nelle cuffie. �C�� un bel mucchio di niente l� sotto, vero?�</p><p>Bishop annu� mentre riportava l�aereo in assetto orizzontale, come Hirschorn gli aveva raccomandato di fare.</p><p>�Nessun modo per entrare, nessuno per uscire�, continu� Hirschorn. �Niente strade, n� telefoni.�</p><p>�Neanche piste d�atterraggio, per quel che posso vedere�, replic� Bishop.</p><p>Sent� l�altro fare una risatina che suon� fredda e meccanica in cuffia. �Nervoso?�</p><p>Bishop accenn� un sorriso.</p><p>Il sole era sceso dietro le montagne, a ovest, ma il cielo era ancora di un azzurro intenso. Bishop si sfil� gli occhiali e li mise in tasca. Fu allora, con l�ultima luce diurna, che intravide qualcosa in basso, un�impercettibile linea tortuosa fra gli alberi, troppo marrone per essere un fiume, troppo stretta per essere una strada.</p><p>Hirschorn se ne accorse. �S�, � quella�, disse. �� una strada mineraria, ai tempi della corsa all�oro la usavano per trasportare la dinamite dal deposito alla miniera. Adesso non serve pi� a niente, una via della dinamite a cinquanta chilometri di montagne impervie da qualsiasi abitazione. Ma dall�aria� seguila, e inizia a scendere.�</p><p>Bishop gli lanci� uno sguardo interrogativo che significava: inizia a scendere <emphasis>dove</emphasis>? Ma Hirschorn si limit� a mostrare i denti fra i baffi argentei. Bisognava riconoscere che quel vecchio aveva un gran sangue freddo.</p><p>Bishop inizi� la manovra e sent� l�aereo abbassarsi dolcemente. Inclin� l�apparecchio in virata per seguire la via della dinamite durante la discesa.</p><p>�Al massimo atterriamo sugli alberi; sei capace, no?� stava dicendo Hirschorn, mentre rideva.</p><p>E per lunghi istanti parve proprio che cos� avrebbero fatto. Il Cessna scese sempre pi�, fino a sfiorare le cime delle querce e dei pini, ma l�unica interruzione nel verde sconfinato era la linea marrone, poco pi� di un sentiero, sulla destra dell�aeroplano. E anche quella divenne difficile da seguire, man mano che calava la sera. Le foglie degli alberi vennero inghiottite da ombre incolori e l�azzurro del cielo si fece violetto. La via della dinamite era appena un filo grigio.</p><p>�L�, disse Hirschorn.</p><p>Dove? pens� Bishop, strizzando gli occhi per cercare di vedere. Ma niente, non c�era niente. Poi, s�, in un istante, ecco la pista d�atterraggio a ore una� ma era gi� scomparsa, l�avevano superata.</p><p>Bishop sporse le labbra in una smorfia di disappunto. Hirschorn rise ancora. �Non c�� molto spazio per atterrare.�</p><p>Questo era poco ma sicuro. Poco pi� di seicento metri di terra battuta, circondata da pini e querce che rischiavano di colpire le ali. Sarebbe stato difficile beccarla con un elicottero, figuriamoci con un aeroplano.</p><p>�Pensi di farcela?� domand� Hirschorn.</p><p>Bishop non rispose neanche. Vir� per tornare indietro e rallent� mentre si avvicinava. La ripercorse tutta dall�alto, misurandola mentalmente. Non era facile. E anche la pista stava per sparire nel buio.</p><p>�Chris ha fatto scoppiare uno pneumatico la prima volta che ci ha provato. Siamo quasi andati a sbattere contro un albero.� Hirschorn parlava in tono allegro. �Ora capisci perch� avevo bisogno di un pilota molto esperto.�</p><p>Bishop impegn� l�aereo nell�avvicinamento finale. Abbass� il carrello e credette di sentire le ruote che urtavano i rami. I fasci delle luci di atterraggio si perdevano nella nebbiolina che saliva dalla foresta, e davanti a s� il pilota non vedeva quasi pi� niente; distingueva a malapena la pista nel crepuscolo. I flap, la velocit� che rallentava, il ronzio uniforme, l�ombra della pista sempre pi� vicina erano parte della sua coscienza. Scelse il punto esatto, un metro o due oltre la linea degli alberi. Passata l�ultima quercia, alz� il muso dell�aereo, e il Cessna si abbass� bruscamente, come un mattone, quasi in verticale. Tutto l�abitacolo fu scosso dalla vibrazione quando le ruote toccarono il terreno. Bishop intanto combatteva per tenere su il muso, per impedire il pi� a lungo possibile alla ruota anteriore di toccare terra. Quando poi, diminuita la velocit�, non ci fu pi� pericolo di sbandare o ribaltarsi, port� gi� il muso e abbass� con sicurezza il piede sui freni.</p><p>Tra gli alberi era quasi completamente buio. Mentre l�aereo rollava, Bishop cerc� di guardare oltre il parabrezza, per vedere dove finiva la pista. Improvvisamente si trov� davanti un muro di tronchi, ma ormai il Cessna era sotto controllo. La notte parve rallentare attorno a loro, fino a fermarsi. L�aereo stazionava immobile sulla pista, i motori al minimo. Erano atterrati.</p><p>Bishop si concesse un sospiro di sollievo e guard� Hirschorn con la coda dell�occhio. Scorse il suo profilo.</p><p>�Ti sei divertito?� disse il vecchio, ma Bishop non rispose. Hirschorn rise, una risata gioviale. Sporse il braccio sopra il pilota e prese le chiavi dell�apparecchio. �Vedrai il prossimo volo!� aggiunse.</p></section><section><title><p>46</p></title><p>Quando scese dall�aereo, Bishop not� delle luci che si avvicinavano dalla foresta e colse un rumore di passi sulle foglie cadute. Dopo un istante apparvero due uomini, in tuta mimetica e cappellino. Entrambi portavano una mitraglietta in spalla.</p><p>Bishop pens� che era un discreto armamentario per quel posto sperduto nel bel mezzo del niente. Anche lui, che non era abituato ad avere paura, si sent� improvvisamente solo e abbandonato, incredibilmente lontano da qualsiasi possibilit� di fuga o di aiuto.</p><p>�Andiamo�, ordin� Hirschorn.</p><p>Bishop prese la sua borsa dal sedile posteriore dell�aereo e, a un cenno del capo, segu� uno dei due uomini che si avviava verso gli alberi. L�altro si mise in coda al gruppo.</p><p>Non c�era un sentiero, ma solo radici intricate, foglie, alberi e una nebbiolina inquietante. A un certo punto apparvero delle piccole luci confuse, che non aiutavano per� a orientarsi. Non si poteva far altro che seguire l�uomo, senza perderlo di vista.</p><p>Nella foresta l�aria era pi� fresca che in citt�, ma molto pi� umida. La maglietta di Bishop si intrise di sudore in pochi minuti e il viso si fece appiccicoso. Arrivarono le zanzare, a stormi ben visibili nel raggio delle torce. Bishop ud� l�odioso ronzio che annunciava l�attacco e le maledisse con tutte le sue forze. Cominci� a schiaffeggiarsi il collo e le guance, sporcandosi del proprio sangue mentre si schiacciava gli insetti addosso.</p><p>Il tragitto per� non fu lungo, circa dieci minuti. Il primo segno che la meta era vicina fu il rumore di un generatore, poi i rami contorti degli alberi e dei rampicanti cominciarono a stagliarsi contro un riverbero bianco e spettrale, una luce lontana filtrata dalla foschia.</p><p>A dispetto di quelle avvisaglie, l�arrivo al campo base costituiva una sorpresa. Non c�era nessuna radura, solo un paio di prefabbricati incuneati fra gli alberi. Uno era una baracca a due piani, composta da due container di metallo messi uno sull�altro, con una finestra per ogni parete di entrambi i blocchi e una scala appoggiata a un lato corto. Dalle finestre oscurate sfuggiva solo quella pallida luce spettrale che si diffondeva tra i vapori del bosco, trasportata dal loro lento moto a spirale.</p><p>L�altra costruzione, pi� grande, era una specie di capannone completamente buio.</p><p>Mentre si avvicinava senza rompere la fila, Bishop guard� istintivamente in alto e vide una stella in un rettangolino di cielo. Tutto il resto era coperto dalle chiome degli alberi. Sopra il capannone, poi, c�era una specie di rete, simile a quella delle zanzariere, che serviva a mimetizzare ulteriormente il posto, se mai ce ne fosse stato bisogno. Si poteva sorvolarlo a duecento piedi per centinaia di volte senza mai vederlo, pens�. Soprattutto al buio. Non aveva dubbi: se non fosse riuscito a tirarsi fuori di l� da solo, nessuno lo avrebbe mai trovato.</p><p>Il capofila si ferm� e cos� tutti i suoi compagni. Si percepivano il rumore del generatore e il canto dei grilli, qualche rana e i misteriosi suoni della foresta.</p><p>Hirschorn si deterse il sudore dalla faccia con un fazzoletto bianco, che Bishop intravide nell�oscurit�. Il vecchio sembrava non aver perso la sua compostezza, nonostante l�umidit� e le zanzare.</p><p>Con il fazzoletto indic� a Bishop il capannone. �Ti lascer� andare a lavarti e sistemarti fra pochissimo�, disse, �ma prima devi dare un�occhiata al mio gioiello.�</p><p>Alz� il mento per indicare all�uomo davanti a loro di andare al capannone. A un altro gesto di Hirschorn, Bishop lo segu�.</p><p>L�uomo armeggi� con la catena che chiudeva la porta, tenendo la torcia sotto il braccio. Quindi apr� i battenti, uno alla volta.</p><p>Bishop, accostatosi all�ingresso, vide solo la luce della torcia che si muoveva nel buio. Poi, con un crescente disagio, inizi� a distinguere una massa pi� nera dell�oscurit� circostante.</p><p>L�uomo che aveva aperto gir� un interruttore e le luci al neon inondarono lo spazio coperto, accendendosi a una a una, lentamente. E Bishop vide che cosa Hirschorn vi teneva nascosto.</p><p>Fischi�, e Hirschorn rise, contento della sua reazione.</p><p>Il pilota cerc� di dire qualcosa, ma non pot�. Riusc� solo a emettere un altro fischio di sorpresa e poi a sussurrare: �Santo cielo�.</p></section><section><title><p>47</p></title><p>Tutto ci� che Weiss desiderava in quel momento era uno scotch. Stava guidando verso casa dall�aeroporto, dopo la visita a Whip Pomeroy nella prigione su al Nord.</p><p>Durante la sua assenza il tempo era cambiato e il cielo, sopra lo stadio del baseball e sul mare, appariva fitto di nubi. Non si era visto il tramonto: l�oscurit� era scesa all�improvviso e le luci di Oakland, dall�altra parte della baia, si confondevano in una nebbia sempre pi� fitta. Weiss le osserv� pigramente. Il traffico era lento. Le auto lungo la superstrada davanti a lui emettevano rossi baluginii, poi tornavano scure per lampeggiare nuovamente a ogni colpo di freno.</p><p>Era il momento della giornata in cui il bevitore dice: �� ora�. Gli sembrava quasi di sentire il sapore dello scotch in bocca, di percepirne il profumo nelle narici. La sua mente stava quasi implorando la sua porzione di tranquillit�. Sarebbe stata sempre meglio di quest�agitazione, di questo ossessivo fantasticare: la scala, la porta chiusa, la ragazza dal viso angelico nell�aureola dei capelli rosso-dorati e cos� via. <emphasis>Oh, grazie di avermi salvato, grazie, grazie.</emphasis></p><p>�Ma fammi il piacere�, mormor� mentre guidava.</p><p>Avrebbe dovuto sentirsi meglio, adesso. Julie Wyant era riuscita a fuggire con la sua parrucca, e una nuova identit�. Nessuno l�avrebbe pi� trovata. L�unica persona che ne conosceva il segreto, Whip Pomeroy, era rinchiusa in un buco fuori dal mondo, sorvegliato da centinaia di guardie, dove era improbabile che l�inarrestabile Shadowman, come lo descrivevano i giornali, riuscisse ad arrivare. Perci� Julie era salva, almeno per il momento; non c�era urgenza, n� scale, n� una porta sbarrata. Nemmeno i minuti contati. Perch� quindi era cos� preoccupato?</p><p>I fari degli stop del fuoristrada davanti a lui si accesero e Weiss fu costretto a frenare. I clacson delle auto immobilizzate nel traffico sembravano oche starnazzanti. Weiss tamburellava sul volante, con impazienza.</p><p>Mio Dio, pens�, chi era in fondo quella donna? Quella Julie Wyant? Era davvero speciale? Era davvero qualcuno? Non si sapeva neanche da dove venisse. Per quanto la polizia e lui stesso avessero cercato, non si era trovato niente: nessun passato, nessuna famiglia, nessuno che sapesse dove fosse stata prima di fare la sua comparsa fra le ragazze di Moncrieff. Era stata come un lampo di luce venuto dal nulla e ritornato al nulla senza lasciare traccia. Tranne un video che ne rimandava la figura ammiccante e una schiera di uomini innamorati. Ossessionati. Moncrieff� Shadowman.</p><p>Weiss si sent� avvampare mentre ci pensava. Provava imbarazzo, vergogna. Lui non era diverso dagli altri, con i suoi sogni a occhi aperti, quel desiderio struggente e febbrile. Per non parlare della prostituta con la parrucca rossa. Se questa non era ossessione�</p><p>La colonna di auto riprese a muoversi e le luci degli stop si spensero in successione, come pedine del domino che cadevano una dopo l�altra. Poco pi� avanti, dei lampeggianti ai lati della strada segnalavano la presenza della polizia. Due auto si erano tamponate. Ecco quindi l�incidente, la strozzatura, la coda. Weiss super� il punto e pot� riprendere un�andatura normale, nel traffico che si andava diradando. Alla sua sinistra apparvero infine le incerte luci gialle della citt�, velate dalla foschia. Sulle labbra aveva gi� il gusto del primo sorso di scotch, ne percepiva gi� il calore dentro di s�. Era ora.</p><p>Ma proprio in quell�istante gli venne in mente una cosa. Gli venne in mente nel senso weissiano del termine, proprio come l�arrivo di una presenza separata all�interno dei suoi pensieri, la logica di un�altra personalit�. Era questo il metodo di Weiss. I sentimenti, i percorsi emotivi delle persone venivano a lui spontaneamente, si insediavano nel suo profondo permettendogli di comprendere all�improvviso che cosa quelle persone avrebbero pensato, che cosa avrebbero fatto. Eppure non sapeva come e perch� ci� avvenisse.</p><p>Aveva pensato a Julie Wyant. Poi a Shadowman. E poi ancora a se stesso e� Ecco, era accaduto. Quella mente avvelenata, la logica di una mente avvelenata era dentro di lui. E con essa un tremendo furore�� terrificante, corrosivo��, un furore che, come una seconda anima, imponeva la sua volont� su un uomo, finch� ogni sua azione non era altro che una manifestazione di furore.</p><p>Era un pensiero pazzesco, spaventoso. Perch� non era concepibile che una personalit� come quella potesse provare amore. S�, Weiss aveva conosciuto picchiatori che trattavano bene la moglie, boss della mala tenerissimi con i figli, persino un serial killer gentilissimo con la vecchietta della porta accanto. In questi casi, per�, lo spirito violento e quello gentile erano due entit� separate. Amavano chi volevano amare e uccidevano chi dovevano uccidere e non si trattava mai della stessa cosa.</p><p>Ma in un qualche modo, senza sapere come, mentre era seduto nell�auto, Weiss era entrato nell�animo di Shadowman e aveva compreso che l� questa separazione non esisteva. La mente avvelenata che aveva ucciso i bambini a China Beach era la stessa che desiderava Julie Wyant, che la bramava. Pomeroy aveva frainteso: Shadowman non aveva prima picchiato Julie e poi implorato la ragazza di essere sua. Era stata un�unica cosa. Picchiarla era il suo modo di corteggiarla e dimostrarle il suo amore� Il suo amore altro non era che un atto distruttivo e la distruzione di Julie era il sommo atto d�amore. Era come se il Furore si fosse fatto persona per adorare qualcuno, come fosse stato l�Omicidio, o il diavolo stesso� Weiss sbuff� rendendosi conto di quanto fosse melodrammatico quel pensiero. Eppure era inquietante. Il diavolo innamorato� Come si sarebbe comportato il diavolo, nella sua prima notte di nozze? E che cosa non avrebbe fatto per reclamare la sua donna?</p><p>Weiss imprec�. L�auto imbocc� la rampa di uscita, scendendo verso la nebbia, ai piedi della citt�. Sterz� con rabbia, facendo stridere gli pneumatici.</p><p>Prese Market Street, ma non in direzione del suo appartamento, e del bicchiere di scotch che tanto anelava. Era diretto verso l�ufficio, verso il computer e il telefono.</p><p>Perch�, ora, finalmente, lentamente, cominciava a capire. Cominciava a capire cosa stava per succedere.</p></section></section><section><title><p>PARTE QUARTA</p><p>FIAMME DELL�INFERNO</p></title><section><title><p>48</p></title><p>Era buio ormai quando giunsero al luogo dell�esecuzione. Avevano guidato a lungo.</p><p>Chris Wannamaker, abbandonato sul sedile posteriore della BMW, solo allora stava iniziando a percepire il movimento dell�auto. Gli occhi si aprirono e si richiusero lentamente. Tutto il suo corpo grosso e muscoloso sembrava cascante, senza forza. Non riusciva a muovere la testa appoggiata contro il finestrino, e neanche a chiudere la mascella che penzolava aperta. Apr� di nuovo lentamente gli occhi e vide che fuori era notte.</p><p>Flake era davanti, al volante, mentre Goldmunsen era dietro, al suo fianco, un braccio da gorilla appoggiato sulla pancia. All�estremit� del braccio da gorilla c�era una mano da gorilla serrata su una pistola, una Glock, puntata nel vuoto. Quando Chris si mosse, Goldmunsen sorrise, come si fa quando qualcuno si sveglia. Poi spost� la mano con la Glock e la punt� verso Chris.</p><p>Questi si mosse ancora e lasci� sfuggire un lamento. La testa gli girava e aveva la sensazione che stesse per accadergli qualcosa di terribile. Voleva che quel tormento finisse, voleva chiudere gli occhi e ritrovarsi nel suo letto quando li avesse riaperti. Ci prov�: nessun risultato. Era sempre in macchina e la macchina continuava a viaggiare, a macinare chilometri, avvolta nella notte.</p><p>Cerc� di mettere a fuoco il paesaggio, ma non si vedeva molto. C�erano degli alberi e la strada tortuosa, qualche squarcio di cielo scuro fra i rami. Erano da qualche parte nella foresta, e lui cominciava ad avere paura, molta paura. In quel bosco gli sarebbe successo qualcosa di terribile. Doveva cercare di impedirlo. Doveva pur esserci qualcosa da fare in quel breve intervallo di tempo.</p><p>Ma il tempo a sua disposizione era terminato. Flake stava lasciando la strada e Chris sent� lo sterrato sotto le ruote. Fu sballottato sul sedile e, ancora confuso, cerc� di alzare la testa. Vide Flake che guidava. Vide che Goldmunsen, al suo fianco, gli sorrideva. E vide l�arma che teneva in mano.</p><p>�No�, disse con la voce impastata. �Non��</p><p>Improvvisamente si ricord� tutto: cap� che stavano andando alla sua esecuzione, e il terrore gli fiacc� ulteriormente le forze.</p><p>�No, no�, balbett�. �Dovete��</p><p>�Fermati qui, mi pare che vada bene�, stava dicendo Goldmunsen a Flake.</p><p>�Fammi allontanare ancora un po� dalla strada. Qualche poliziotto stronzo ci potrebbe vedere�, replic� Flake.</p><p>�Va bene�, ribatt� l�altro, �andiamo avanti ancora un po�.�</p><p>Chris cerc� di portarsi la mano alla fronte dolorante. Per un momento sembr� che l�interno della macchina fosse immerso nella nebbia. Poi tutto torn� orribilmente a fuoco.</p><p>�Mio Dio, no��</p><p>�Fallo tacere, per favore�, sbott� Flake.</p><p>�No, aspettate. Ascoltate�, diceva Chris, tenendosi la testa. �C�� una cosa� dovete ascoltarmi.�</p><p>�Su, non prendertela�, disse Goldmunsen in tono cordiale. �Sar� finita in un paio di minuti.�</p><p>�Ma voi dovete ascoltarmi� dovete.� Chris si teneva la testa, cercando di pensare a che cosa doveva dire, sfruttando l�ultimo momento disponibile. Ma le tempie gli pulsavano e il dolore e la paura non lo lasciavano riflettere. �Ascoltate, vi prego.�</p><p>�Non servir� a molto, amico. Abbiamo degli ordini�, disse Goldmunsen. �Sai come vanno queste cose. Cerca di stare calmo e noi renderemo tutto pi� facile.�</p><p>Chris fiss� sbattendo gli occhi la faccia sorridente del gorilla. �Goldmunsen, ascoltami�, disse. �Ti prego.�</p><p>�Ehi�, si intromise Flake con un tono duro, guardando Chris nello specchietto retrovisore. �Non hai sentito che cosa ti ha appena detto? Chiudi quella bocca.�</p><p>Goldmunsen si strinse nelle spalle. �Lo senti? Non vorrai fare arrabbiare Flake� Sai che cosa succede quando si arrabbia. Inizia con il coltello, e viene fuori un casino.�</p><p>�Oddio, per favore��</p><p>�Dico davvero, non ti piacerebbe, credimi. Dunque, sii uomo e ci penser� io a te. Non sentirai niente.�</p><p>Una nuova ondata di paura e debolezza attravers� il corpo di Chris. Deglut� per cercare di non pensarci. �Voi non capite�, disse.</p><p>Goldmunsen rise. �Oh, s� che capiamo.�</p><p>�No, no, � che� Mio Dio, dovete ascoltarmi, non voglio morire!�</p><p>�Mi dispiace, ma non vedo alternative�, disse Flake. �Perci� comportati da uomo e taci una volta per tutte.� Poi rivolgendosi a Goldmunsen borbott�: �Dagli un altro pugno e fallo tacere, sbrigati�.</p><p>�S�, cos� poi dobbiamo trascinarlo per tutta la strada. Non ci penso neanche.�</p><p>L�auto si ferm� e Chris sgran� gli occhi. Guard� disperatamente intorno, nell�oscurit�. Poi quello che doveva dire gli torn� tutto in mente, come frammenti di un puzzle che si ricomponeva lentamente dentro di lui. �Aspettate, vi prego�, piagnucol�. �� stato Kennedy. Ecco che cosa dovevo dirvi. � tutta colpa di Kennedy.�</p><p>�Adesso lo taglio davvero. Fa� qualcosa!� disse Flake.</p><p>�D�accordo, d�accordo�, rispose Goldmunsen. �Cerchiamo di stare tutti calmi e di procedere in modo professionale. Sblocca la portiera dietro, forza.�</p><p>Flake fece scattare il blocco delle serrature e Goldmunsen fece segno a Chris con la pistola.</p><p>�Scendi dalla mia parte�, gli disse.</p><p>�� stato Kennedy, lo giuro!�</p><p>Ma il gorilla lo ignorava. Apr� lo sportello e scese senza smettere di puntare la pistola sul prigioniero. Anche Flake scese.</p><p>�Ascoltate�, insisteva Chris. �Kennedy, � lui che ha combinato tutto. � lui che�� Si teneva la testa fra le mani, cercando di rimettere insieme i pezzi di quel rompicapo.</p><p>Goldmunsen gli indic� l�uscita con la pistola. �Forza, vieni gi�.�</p><p>�Porta le chiappe fuori di l�. Non costringermi a venire a prenderti�, lo incalz� Flake. �Dico sul serio, sbrigati!�</p><p>Chris fissava angosciato la canna della pistola. La paura gli impediva qualsiasi movimento; non riusciva neanche pi� a parlare. Quasi senza accorgersene, inizi� a scivolare sul sedile verso la pistola, come un serpente incantato dal flauto.</p><p>All�esterno, l�aria fresca della montagna lo fece tremare ancora di pi�. Si sentiva debole, perduto.</p><p>�Non � giusto�, mormorava. �Questa cosa� non � giusta. � un errore��</p><p>Erano in una radura di un fitto bosco eppure c�era qualcosa di strano. Alla luce della luna Chris vide qualcosa che lo disorient� ulteriormente. Case. C�era una fila di quelli che sembravano vecchi edifici di mattoni, come in una cittadina del vecchio Far West. La maggior parte delle case era a due piani, con in cima un timpano arrotondato o addirittura un bordo di merli. In realt�, delle costruzioni rimaneva solo la facciata: le finestre, buie e scure come i fori degli occhi in uno scheletro, si aprivano direttamente sul bosco. Si trattava dei resti di una citt� abbandonata dopo la corsa all�oro di fine Ottocento, conservati per i turisti, ma per Chris era come trovarsi in un paesaggio da incubo, completamente irreale. La stranezza del posto, unita alla confusione mentale e al terrore, gli impediva di riordinare le idee.</p><p>�Andiamo�, disse Goldmunsen.</p><p>�Aspettate�, rispose Chris. �Sentite, Kennedy��</p><p>Goldmunsen, indifferente, lo colp� con il calcio della pistola. Chris barcoll�, poi cadde sulle ginocchia. Il cielo, gli alberi, le case roteavano intorno a lui e i suoi pensieri si erano nuovamente dispersi in mille direzioni.</p><p>�Questo ragazzo�, comment� Goldmunsen, �non sembra prestare attenzione a quello che gli stiamo dicendo.� Scuotendo bonariamente la testa si avvicin� a Chris, lo prese per i capelli e lo tir� in piedi. Poi gli punt� la pistola nelle costole intimandogli di muoversi.</p><p>Nella mente del pilota erano rimasti solo confusione e terrore. Cominci� ad avanzare inciampando verso le case, e insieme ricominci� a supplicare. �Vi prego. Ascoltatemi. State facendo un errore. Dovete ascoltarmi�� La voce era debole, quasi impercettibile. Supplicava e mormorava come se recitasse una preghiera. �� stato Kennedy, � stata tutta colpa sua, di lui e di Kathleen.�</p><p>�Che cosa ne pensi?� disse Goldmunsen alle sue spalle. �Riusciremo a ritornare prima che Lucky chiuda?�</p><p>�Non lo so�, rispose Flake. �Non mi riesce di pensare, con questo che blatera continuamente. Mi d� sui nervi. Mi sta venendo voglia di divertirmi un po� con il coltello, di prendermela comoda.�</p><p>�Ci spiava�, continuava Chris, con un filo di voce. �Qualcuno deve credermi. Per tutto il tempo, lui e Kathleen. Dobbiamo dirlo al signor Hirschorn.�</p><p>�Ma dai, quale coltello? Che cosa dici?� sbott� Goldmunsen. �Lascia perdere quel coltello del cazzo. Io ho fame; vediamo di finire qui e andare da Lucky a farci una bella costata. Lo puoi usare l�, il coltello.�</p><p>�Dicevo per dire�� si difese Flake.</p><p>�So che cosa volevi dire. Sei un sadico. Dovresti farti curare.�</p><p>Intanto, un altro pezzo del puzzle riemerse nella mente di Chris. Rammentava tutto�� il computer, il messaggio�� e trov� le parole per dirlo. �� un investigatore. Ecco che cos��, disse, con un filo di voce. �Kennedy � un investigatore privato.�</p><p>Cerc� di guardarsi intorno, ma Goldmunsen lo spinse ancora con la canna della pistola. �Non ti fermare.�</p><p>Chris avanz� inciampando. �Non mi fermo, ma ascoltatemi. Goldmunsen, Flake, sentite che cos�ho da dirvi. Kennedy � un investigatore privato, � questo che stavo cercando di dire.�</p><p>�Per Dio, che qualcuno gli chiuda definitivamente la bocca�, disse Flake.</p><p>�Dai, lascialo stare�, gli rispose Goldmunsen. �Cerca di metterti nei suoi panni.�</p><p>�Non � proprio possibile. Che cosa sta dicendo adesso?�</p><p>�Sta dicendo che Kennedy � un investigatore privato.�</p><p>�Perfetto. Per chi ci ha preso, per degli idioti?�</p><p>�Deve pur dire qualcosa, lascialo perdere.�</p><p>Le facciate delle case fantasma si chiusero intorno a loro. Una civetta emetteva il suo richiamo. I grilli e le cicale frinivano con insistenza, la stessa insistenza con cui Chris aveva ripreso a lamentarsi.</p><p>�� la verit�, vi dico! Kennedy � un investigatore privato. Per favore. � uno dell�agenzia� Weiss. La Weiss Investigations di San Francisco. L�ho visto sul suo coso, il portatile� il computer. C�era un�e-mail per questa agenzia.�</p><p>Avevano raggiunto un�apertura nella fila di edifici finti, una breccia irregolare tra i mattoni: Chris vi si infil�, spinto dalla pressione della pistola sulla spina dorsale, e i due scagnozzi lo seguirono.</p><p>�Ma senti che stronzata�, mormor� Flake. �Di che parli, cazzone? Quale e-mail?�</p><p>�Senti, Flake, lascialo perdere, d�accordo�, disse Goldmunsen. �Lo stai solo tormentando.�</p><p>�No, no, questa la voglio sentire�, continu� Flake. �Vediamo fino a che punto ci crede stupidi. Kennedy ha mandato un�e-mail?�</p><p>Chris riusc� a parlare un po� pi� forte. �Alla sua agenzia, l�agenzia Weiss. Lo giuro su Dio.�</p><p>�Ah s�, lo giuri su Dio?� continu� Flake, ironico. �Te l�ha fatta vedere lui? L�hai vista con i tuoi occhi?�</p><p>�Sul suo portatile.�</p><p>�Sul portatile. Bene, e dov�� questo portatile? Su, faccelo vedere.�</p><p>Il terrore di Chris divenne ancora pi� profondo, i suoi muscoli si trasformarono in gelatina. Perch� non l�aveva preso? Come aveva potuto lasciarlo l�? Che cosa credeva di fare? �Non ce l�ho, ma vedete, ho pensato che non��</p><p>�Oh, hai pensato, vero? Hai pensato�� Flake rise. �Che cosa hai pensato? Hai pensato di poterci fare fessi con queste stronzate. Ma senti questo cretino. Non ci posso credere.�</p><p>�A che ora chiuder� la cucina da Lucky?� si stava chiedendo Goldmunsen a voce alta.</p><p>�Come?� disse Flake, distratto. �Non lo so, alle dieci forse. Come cazzo faccio a saperlo. Lascia perdere Lucky, smettila di pensare con lo stomaco.�</p><p>�Adesso penso con lo stomaco�, ribatt� Goldmunsen. �Dammi da mangiare e riprendo a pensare col cervello.�</p><p>Superate le case, percorsero i pochi metri che li separavano dagli alberi. Passo dopo passo, Chris si avvicinava alla sua tomba, un sepolcro vastissimo, che lo aspettava per inghiottirlo. Continuava a blaterare la sua storia, ma non sapeva pi� che cosa stesse dicendo. Nessuno lo ascoltava. La situazione continuava a precipitare, non riusciva a fermarla. Il suo sguardo saettava qua e l�, e ovunque si posasse tutto appariva stranamente limpido e definito: gli alberi, i tronchi, i singoli rami. Il color indaco del cielo stellato. L�erba e i suoi stessi piedi. E poi, sotto una pallida luna argentea, un varco che si apriva nel bosco, in attesa di ingoiare lui. L�attacco di un sentiero. Il sentiero che portava sul luogo dell�esecuzione.</p><p>Arrivato l�, Chris avrebbe voluto fermarsi, girarsi a combattere, cercare di scappare. Invece imbocc� il sentiero senza fare resistenza, e la foresta parve richiudersi buia e fredda intorno a lui. La situazione continuava a precipitare, non riusciva a fermarla.</p><p>�� stata Kathleen�, diceva in tono amaro, con voce rotta, con un rivolo di bava all�angolo della bocca e le lacrime agli occhi. �� stata mia moglie, proprio lei. Mi spiava, dovete credermi. Gli ha detto tutto. Ecco come lo ha saputo.�</p><p>�Qui va bene�, disse Goldmunsen dopo un po�. �D�accordo, puoi fermarti.�</p><p>Chris obbed�, come ipnotizzato. Si ferm�, in lacrime, con le possenti spalle abbassate, le braccia molli lungo i fianchi. Fra le lacrime vide il bosco, che gli sembrava cos� bello, cos� bello e vero� L�aria era fresca e tersa e la notte scura. Tutto ci� che desiderava dalla vita, in quel momento, era un po� di vita in pi�. Le lacrime gli colavano sul volto, mentre aspettava il colpo nella nuca. �� andata a letto con lui, ecco cos�� successo. Capite, lui se l�� scopata e lei gli ha detto tutto, ecco come ha saputo, come si � intromesso. Per favore, vi prego�� Cominci� a blaterare senza pi� articolare le parole.</p><p>Ud� lo scatto della Glock quando Goldmunsen mise il proiettile in canna. Chris si pisci� addosso, inzuppando i jeans. Tremante, singhiozzava: �Per favore, per favore, ve lo giuro su Dio��</p><p>�Aspetta un attimo, che cosa�?� mormor� Flake.</p><p>Goldmunsen punt� la pistola alla nuca di Chris.</p><p>�Oh, oh, oh! Aspetta un momento. Hai sentito?�</p><p>�Sentito cosa?�</p><p>�Quello che ha appena detto. Ho sentito bene?�</p><p>�Non lo so, che cosa ha detto?� chiese Goldmunsen spazientito. �Ha detto: �Per favore, per favore�. Che cos�altro doveva dire?�</p><p>�No, no, no, aspetta un attimo�, continu� Flake. �Kennedy si scopava sua moglie? � questo che ha detto?�</p><p>�Non lo so. Che cosa me ne frega? Posso andare avanti, adesso?�</p><p>�Aspetta un minuto.� Flake alz� una mano per impedire a Goldmunsen di sparare.</p><p>Il gorilla sgran� gli occhi. �Merda�, imprec�, scrollando la pistola. �Sto morendo di fame.�</p><p>�Ehi�, disse Flake, alle spalle di Chris. �Tu, pezzo di merda, hai detto che Kennedy si scopava tua moglie? � questo che hai detto?�</p><p>Chris fece un gran sospiro e inizi� a piangere pi� forte, la bocca spalancata. Aspettando il colpo di grazia, fissava tra le lacrime il bosco, incantato dalla sua bellezza. I secondi gli sembravano lunghissimi e sper� che ciascuno di essi diventasse infinito. �Si scopava mia moglie�, mormor� con distacco, rispondendo a Flake senza neanche saperlo. �Ecco come ha saputo tutto. Cos� ha fatto.�</p><p>�Allora Kennedy � un investigatore privato e si scopa tua moglie, e lei gli spiffera tutto quello che vi dite tu e il signor Hirschorn! � questo che stai cercando di dirci?� chiese Flake piegandosi in avanti per ascoltare meglio. �Stai cercando di dirci questo?�</p><p>�Possiamo ancora salvare l�operazione�, Chris continuava a balbettare. �Possiamo� e il signor Hirschorn sarebbe contento��</p><p>�Ehi!� esclam� Flake, colpendo Chris con una botta sulla nuca.</p><p>Lui pens� che fosse partito il colpo e url� con quanto fiato aveva in gola, cadendo in avanti, sulle ginocchia, in lacrime. Si sorprese di non essere ancora morto e pens� che gli avrebbero sparato ancora, finch� tutto non fosse finito. Si augur� che facessero in fretta, prima di iniziare a provare dolore.</p><p>�Ehi�, ripet� Flake. Prese Chris per un orecchio e gli gir� la faccia fino a incontrare il suo sguardo con quegli occhi da psicopatico. �Sto parlando con te, pezzo di merda. Ti sto facendo una domanda. Che cosa vuoi dire esattamente?�</p><p>Con la bocca aperta e la faccia imbambolata, bagnata dalle lacrime, Chris fiss� il volto contorto del killer e, dopo qualche istante, cap�. Flake lo stava ascoltando! Lo ascoltava e lui era ancora vivo! Lo guard� con la riconoscenza di un bambino verso la mamma.</p><p>�S�, � vero�, url� fra le lacrime, fino a coprire il canto delle cicale. �Kathleen e Kennedy� Lui � un investigatore privato.�</p><p>�E se la fa con tua moglie?�</p><p>�Se la faceva, e lei mi spiava quando parlavo con Hirschorn e gli riferiva tutto. Ho visto un�e-mail, sul suo computer. Era indirizzata alla Weiss Investigations di San Francisco. C�era scritto che io ero fuori e che adesso lui era entrato nel gioco, e che avrebbe scoperto tutto sull�operazione.�</p><p>Flake ci mise qualche secondo ad assimilare l�informazione. Poi, con uno spintone, mand� Chris lungo disteso per terra, e il pilota si copr� il capo con le braccia. �Vi prego, non fatelo, non fatelo�, disse. �Posso darvi una mano, giuro. Posso salvare l�operazione. Per favore.�</p><p>Flake lo guardava, irritato ma attento. Poi, in uno scatto d�ira, gli diede un calcio nella coscia.</p><p>�Merda!� url�.</p><p>Goldmunsen abbass� l�arma, esasperato, battendo la canna sulla gamba. �Non mi dirai che adesso credi a tutte queste stronzate?� chiese.</p><p>Flake aveva lo sguardo fisso a terra e le mani sui fianchi. �Merda, merda, merda.�</p><p>�Il signor Hirschorn ha fatto controllare Kennedy�, insisteva Goldmunsen. �Si � assicurato che fosse pulito.�</p><p>�Hai sentito questo qui? Dice che Kennedy si scopava sua moglie�, ribatt� Flake.</p><p>�E allora? Che cosa significa? Che senso ha tutto questo? Avrebbe detto qualsiasi cosa per salvarsi.�</p><p>�Ma non quello, non che qualcuno si scopava sua moglie. Uno non dice queste cose. Tu lo diresti?�</p><p>�Ma dai!� Goldmunsen indic� il povero Chris, piangente a terra. �Guardalo!�</p><p>Flake gli lanci� un�occhiata di disgusto. �Non lo avrebbe comunque detto, che un altro gli scopava la moglie. Non � nella natura umana. Non te la inventi, una cosa cos�.�</p><p>Goldmunsen alz� le braccia al cielo. �Cristo, e adesso che cosa cazzo facciamo?�</p><p>Flake dava calci al terreno con la punta della scarpa. �Be��, disse. �Di sicuro puoi scordarti di andare da Lucky, stasera.�</p></section><section><title><p>49</p></title><p>�Santo cielo�, ripet� Bishop.</p><p>Avanz� a passi lenti nel capannone e perlustr� ogni centimetro dell�apparecchio che stazionava minaccioso sotto le luci al neon.</p><p>�� bellissimo o no?� disse Hirschorn alle sue spalle, sorridendo.</p><p>Bishop non rispose, ma �bellissimo� non era la parola pi� adatta. In quel punto sperduto di una sconfinata distesa di foreste, a Bishop sembrava di trovarsi davanti a un�enorme locusta, un insetto venuto dallo spazio, cattivo almeno quanto era grosso. Il parabrezza, come un occhio incupito dal riflesso della notte, sembrava scrutare con diffidenza l�uomo che si avvicinava. I grandi rotori spioventi e le corte ali, bench� immobili, parevano pronti a un attacco feroce e fulmineo.</p><p>Era da molto che Bishop non ne vedeva uno da vicino: un Apache Longbow AH-64D, un elicottero da guerra in dotazione all�esercito. Questo era completo di missili, e che missili: i missili terra-aria conosciuti con il nome Hellfire, fiamme dell�inferno. Ce n�erano quattro (su una capacit� di otto) sotto ognuna delle ali. Per non parlare delle mitragliatrici da 30 mm che sbucavano da sotto la fusoliera.</p><p>Bishop si accost� al muso dell�elicottero. Nella mano sinistra teneva ancora la borsa da viaggio, e quindi alz� la destra per passarla sulla fredda armatura metallica. Scosse lievemente la testa: Hirschorn doveva aver speso milioni di dollari per procurarselo, e di sicuro c�erano volute settimane per farlo arrivare di nascosto fin l�. Guard�, senza celare una certa ammirazione, il vecchio dai capelli argentei rimasto nell�ombra, fuori del raggio delle luci.</p><p>�Chi � lei, Hirschorn, una specie di terrorista?� chiese con voce pacata.</p><p>L�altro si irrigid�. �Ehi, attento a come parli, sono americano al cento per cento.�</p><p>�D�accordo, ma, se mi � permesso chiederlo, che cosa cazzo vuole farci con questo aggeggio?�</p><p>Hirschorn si rilass� e rise. �Sii paziente, amico. Ti sar� spiegato tutto. � una missione semplice: si va e si torna. E io sar� con te per tutto il tempo.�</p><p>�Semplice�� gli fece eco Bishop. Guard� di nuovo l�elicottero, e sul suo viso torn� la caratteristica espressione maliziosa. �Posso dare un�occhiata alla cabina?�</p><p>�Certo�, rispose Hirschorn in tono cordiale. �Fai pure. Voglio che ti senta a tuo agio.�</p><p>Bishop non lasci� a terra la borsa ma la iss� sopra una delle piccole ali del velivolo prima di salire a sua volta. Apr� il portellone, butt� la borsa sul pavimento e si abbass� per prendere posto sul sedile del pilota. Attraverso il parabrezza, le persone nel capannone erano solo delle sagome ritagliate nella luce al neon.</p><p>�Dio onnipotente�, disse a voce alta.</p><p>Un altro uomo, al suo posto, avrebbe forse perso la testa, chiedendosi in che diavolo di storia era andato a cacciarsi, per di pi� in un posto cos� sperduto. Ma Bishop era calmo; in quell�istante provava persino una sensazione di sicurezza. Qualunque fosse la missione che intendevano compiere con quella macchina da guerra, lui l�aveva gi� mandata a monte, almeno per quella notte. Perch� era l�unico pilota che avevano a disposizione, e di certo avrebbe preferito farsi sparare piuttosto che far volare quella roba nei cieli di casa sua. Il problema era che, se si fosse rifiutato, quelli gli avrebbero sparato sul serio. Dunque la prima cosa da fare era levare il culo di l� e comunicare a qualcuno il nascondiglio di quel mostro.</p><p>Non sarebbe stata un�impresa facile, con i due uomini armati all�interno del capannone e altri, probabilmente, fuori. Cos�, senza scomporsi, per precauzione Bishop abbass� la mano�� che era fuori dalla vista degli scagnozzi�� fino alla cerniera della borsa da viaggio e cominci� ad aprirla. Intanto, controll� i vari sistemi operativi del mezzo. Not� che erano incompleti. Dovunque avessero comprato o rubato quel velivolo, non erano riusciti a ottenere la strumentazione da guerra completa, per esempio i sistemi antiradar. Ma il GPS e i sistemi di puntamento computerizzati erano a posto: sembrava proprio che avessero intenzione di usarli, quei missili Hellfire.</p><p>�Dio onnipotente�, ripet� Bishop.</p><p>Estrasse il computer dalla borsa, se lo mise in grembo e lo accese. Mentre lo faceva, continuava a girare la testa in ogni direzione e a mettere le mani sui vari comandi, per far vedere, se stavano osservandolo, che stava davvero esaminando l�apparecchio. Pens� che Hirschorn, essendo cos� orgoglioso del suo gioiello, gli avrebbe dato il tempo di ispezionarlo per bene.</p><p>Non appena il computer si fu avviato, Bishop apr� il programma di posta e si accorse, finalmente, di non aver spedito l�ultimo messaggio che aveva scritto. Questo fatto lo turb� per un istante e gli fece maledire Kathleen, che l�aveva distratto dal suo lavoro. Cos�, Weiss non sapeva che era partito con Hirschorn.</p><p>D�altro canto, avere un messaggio pronto ora gli permetteva di agire pi� velocemente. Lo apr�.</p><empty-line/><p>Weiss, ha funzionato. Wannamaker � fuori, io sono in gioco. Stasera alle sei sar� in volo verso una destinazione ignota. Quando sar� l�, mi daranno le istruzioni sul mio incarico e ti far� sapere. Se abbiamo fortuna, possiamo portare a termine la missione senza comprometterci�</p><empty-line/><p>Muovendo le dita nel modo pi� impercettibile che gli riusc�, aggiunse: �c150kmnoah-64d�.</p><p>Non ci fu il tempo di scrivere altro, perch� Hirschorn gli stava facendo segno di scendere.</p><p>�Dai, Kennedy! Avrai tutto il tempo per giocarci. Ora dobbiamo metterci al lavoro.�</p><p>Bishop premette il comando di invio e attese per alcuni secondi che gli sembrarono secoli, perch� Hirschorn lo aspettava l� fuori. Il computer stava ancora aspettando il collegamento e Bishop pens� che avrebbe potuto aspettare all�infinito, in quella zona sperduta. Avrebbe provato a inviare l�e-mail fino all�ultimo impulso di vita delle batterie.</p><p>Mise il palmare sul pavimento dell�elicottero e lo spinse sotto il sedile, ben nascosto. Il tentativo di invio era ancora in corso.</p><p>Un attimo dopo scese dal velivolo con la sua borsa in mano e si avvi� verso Hirschorn.</p><p>�Volevo cominciare a fare conoscenza�, disse.</p><p>�Oh, non mancher� l�occasione�, rispose il vecchio, e gli diede una pacca sulla spalla sorridendo con i suoi denti bianchissimi. �Credimi. Chase, mostra a Kennedy i suoi alloggi.�</p><p>Chase era uno dei due uomini che li avevano scortati. Fece segno a Bishop di seguirlo con la torcia che teneva nella mano destra, mentre l�altra non abbandonava la mitraglietta.</p><p>�Dopo di te�, disse con voce rauca.</p><p>Bishop and� con lui mentre Hirschorn e l�altro uomo armato rimanevano nel capannone per spegnere le luci e chiudere la porta.</p><p>Avanzarono lentamente fra gli alberi, alla luce della torcia che illuminava il cammino di Bishop da dietro. Chase non era uno sprovveduto e si teneva a una giusta distanza, in modo da non farsi cogliere di sorpresa. In effetti, Bishop aveva pensato di stordirlo, prendergli l�arma e scappare tra gli alberi. Se fosse riuscito a tornare al Cessna e a farlo partire, sarebbe potuto tornare in citt� per raccontare dell�elicottero alla polizia. Ma Chase era prudente, e a Bishop non rimase che aspettare.</p><p>Cos� raggiunsero la baracca a due piani con una scala su un lato. Bishop era ancora abbastanza tranquillo, pronto ad aspettare un�occasione migliore per filarsela, certo di avere ancora un po� di tempo.</p><p>Sempre che Chris fosse morto, e che gli avessero sparato prima che tornasse in s� e raccontasse tutto. In questo caso, Bishop calcolava di avere tutto il tempo necessario.</p></section><section><title><p>50</p></title><p>In quel momento Weiss entr� in ufficio, e si accorse subito che qualcosa non andava. I pensieri che gli affollavano la mente si zittirono, lasciando il posto alla cautela. Si ferm� sulla soglia, gli occhi fissi nel buio.</p><p>L�Agenzia era chiusa, erano passate le otto. Le luci erano spente e dalle stanze non proveniva alcun rumore. Eppure l�istinto, il suo istinto da poliziotto, gli diceva che non era solo.</p><p>Il corpulento detective, che sapeva muoversi con la massima leggerezza, quando voleva, percorse il corridoio nel pi� assoluto silenzio. Arrivato allo stanzino della posta, distinse grazie alle luci notturne della citt� le sagome della fotocopiatrice e del fax. Contro la parete c�era la mia scrivania e, abbandonato su di essa, c�ero io.</p><p>Nel vedermi Weiss si calm�, cerc� l�interruttore e accese la luce. Gli si present� lo spettacolo della mia persona seduta in posizione scomposta, incosciente, la testa tra le braccia sul piano della scrivania. Negli occhi dell�investigatore pass� un lampo di stizza. Avevo interrotto il filo dei suoi pensieri, i suoi tentativi di prevedere le mosse di Shadowman. Con un sospiro afferr� la bottiglia di whisky posata accanto al mio gomito. La prese e si accorse che ce n�era ancora pi� della met�. Perci� ritenne che non fossi ancora morto e mi scosse senza molti riguardi.</p><p>�� pulito!� urlai, raddrizzandomi di botto, con la luce che mi feriva gli occhi.</p><p>Weiss mi fece oscillare la bottiglia di J B davanti alla faccia. �Ti ho insegnato a bere qualcosa di meglio di questa robaccia.�</p><p>Strabuzzai gli occhi. Weiss? C�era Weiss l� con me? �Weiss!� dissi con la voce impastata, guardando la bottiglia con gli occhi stretti a fessura. �No, no, va tutto bene. Ho finito.�</p><p>�S�, hai finito di sbronzarti, direi.�</p><p>�Ho fatto tutto, ho solo pensato di�� Cercai di ricordare che cos�avevo pensato di fare.</p><p>�Svenire sulla scrivania?� sugger� Weiss. �Va bene, io sono favorevole a queste cose, danno all�Agenzia un certo fascino.�</p><p>Risi come un idiota, con la testa che mi girava come un mulino a vento. Che grand�uomo era Weiss, veramente un grand�uomo. Ma che cazzo stava cercando di dirmi?</p><p>�Ho controllato�, cercai di spiegargli, sempre stringendo gli occhi irritati dalla luce. �Ho scritto il rapporto. Lui � pulito, a posto.�</p><p>Weiss depose nuovamente la bottiglia sulla scrivania. �� del caso Strawberry che stiamo parlando?�</p><p>�Certo.� Mi passai le mani sul viso cercando di chiarirmi le idee. �Il prete, il fratello del governatore.�</p><p>Weiss alz� il mento; stava iniziando a capire. �� lui che � pulito? La sua testimonianza � corretta, � questo che vuoi dire?�</p><p>�S�, proprio questo�, risposi, gesticolando in modo cos� plateale che quasi caddi dalla sedia. �S�, tutto a posto, tutto controllato.�</p><p>�Benissimo.� Weiss annu� e prese un plico di carte dalla scrivania. �Ed � tutto qui nel tuo rapporto, vero?�</p><p>�Assolutamente, tutto l�, nel rapporto, non manca niente�� Le parole mi uscivano sempre pi� ingarbugliate.</p><p>Weiss guard� l�orologio e si accigli�. �D�accordo, ragazzo, ti restano venti minuti prima di iniziare a vomitare l�anima. Che ne dici di risparmiare la donna delle pulizie e cercare di arrivare a casa prima?�</p><p>Decisi di provare ad alzarmi, ma non fu cos� semplice. Neanche allontanarmi dalla scrivania fu facile. Weiss rest� in corridoio a osservarmi mentre avanzavo barcollando verso la porta. Andavo piano, ma oscillavo pericolosamente da una parete all�altra e infine dovetti fermarmi un attimo per aspettare che il mondo ritornasse diritto.</p><p>Weiss mi tenne d�occhio fino all�uscita. Aveva il rapporto in mano e sorrideva con l�angolo della bocca. Sospir�. Era un po� deluso di me; gli ero sembrato pi� acuto, pi� promettente. Aveva creduto che mi sarei accorto dell�incongnienza sul particolare della calvizie, e avrei scoperto dove si trovava veramente il prete al momento della rapina. Secondo lui era probabile che il reverendo fosse a casa di una ragazza, o anche di un ragazzo, perch� no, dopotutto eravamo a San Francisco. Ora, invece, doveva dire a Sissy che nel mio primo caso avevo fatto cilecca. Doveva controllare il testimone lei stessa, scoprire la verit�.</p><p>Riuscii ad aprire la porta, a superarla e a raggiungere l�ascensore. Scesi con la testa appoggiata a una delle pareti e gli occhi che si chiudevano, per poi spalancarsi quando la testa ricominciava a girare. L�ascensore arriv� al piano terra e io mi proiettai nell�atrio. Mi buttai di testa contro il portone, come uno che lotti contro un forte vento, e dopo un�ultima spinta mi ritrovai nelle nebbiose vie della citt�.</p><p>Con le mani in tasca e la testa bassa, attraversai a passo malfermo Market Street. La luce dei fari delle auto faceva intravedere una fitta pioggerellina. Il fracasso di un tram copr� per un attimo il sussurro ininterrotto del traffico. Lasciai la via affollata alle mie spalle e imboccai una laterale, pi� buia e tranquilla. L�oscurit� sembrava aver avvolto anche le mie budella, il whisky aveva offuscato le mie sensazioni, ma non abbastanza. Non credo di avere veramente percepito la delusione di Weiss, ma non ce n�era bisogno. Ero io stesso a essere deluso di me. Anzi, ero disgustato del mio comportamento, della mia debolezza, della mia falsa moralit�. L�aiuto fornito al reverendo O�Mara, il fatto di mentire per lui, avevano siglato il mio fallimento come investigatore. Avevo sperato, iniziando a bere, di scacciare la vergogna che provavo, ma non era stato cos�. Non mi sarei mai perdonato.</p><p>Con questo amaro sentimento di autocommiserazione nel cuore, mi girai per dare quello che pensavo sarebbe stato un ultimo saluto all�Agenzia, al settimo piano della torre di cemento con il tetto rosso. Mi ricordo ancora che cosa vidi, anzi, credo che non lo dimenticher� mai. Era Weiss, la sua massiccia figura inquadrata nel grande arco della finestra, che con le mani in tasca contemplava la citt�, il traffico, i pedoni sotto di lui, le persone, la fretta con cui si allontanavano sparendo nella sera e nel mistero della loro vita. Il computer doveva essere acceso, perch� nell�oscurit� della stanza si vedeva una debole luce bianca che delineava la sua sagoma. Nel mio stato confusionale, mi immaginai di poter distinguere i suoi lineamenti, l�espressione compassionevole del suo viso segnato. Credetti di scorgere il bagliore dei suoi occhi e lo sguardo intenso che cercava di scrutare oltre la nebbia.</p><p>Mi fermai a guardarlo, a fissare la sua immobilit�. Sebbene cos� deluso di me stesso, provai un moto di vera ammirazione per lui e sentii riaccendersi in me il barlume di una nuova ispirazione, un ricordo vago di quell�idea di uomo che avevo pensato di poter incarnare.</p><p>Rimasi a fissarlo per un lungo istante, poi mi girai e andai via, nel buio.</p><p>Con questo, finisce la mia apparizione in quella storia. Ma mentre caracollavo fino a casa per poi vomitare l�anima e abbattermi sul pavimento del bagno, quel forte senso di ammirazione rimase in me e mi scald� il cuore. Non potevo saperlo, allora, ma nel voltarmi indietro avevo intuitivamente capito che Weiss, proprio in quel luogo e in quel momento, mentre stava perfettamente immobile alla finestra, era in uno dei suoi momenti di massima azione e di massimo, inarrestabile impegno. Stava dando il meglio di s� proprio in quel luogo e in quel momento, perfettamente immobile eppure, come venni a sapere in seguito, scatenato sulle tracce di Shadowman.</p></section><section><title><p>51</p></title><p>Arrivarono da Kathleen non molto pi� tardi, verso le nove di sera. Era nella stanza sul retro della casa, sdraiata sul divano, a guardare la televisione. In verit� la fissava e basta, ed erano due ore che non si muoveva di l�, sgranocchiando patatine e bevendo birra dalla bottiglia. Accendeva una sigaretta dopo l�altra per poi spegnerle dopo averle fumate a met�, e non avrebbe saputo dire qual era il programma in onda in quel momento.</p><p>La verit� era che, nella sua testa, c�era troppa spazzatura e nel suo cuore un�opprimente oscurit�. Kennedy e il suo inganno, Chris e i tizi che lo cercavano, Hirschorn. Era disgustata da tutti. Come era possibile che la sua vita fosse una schifezza del genere? Era disgustata da tutta quella dannata storia.</p><p>Il disgusto, per�, non aveva ancora lasciato il posto alla paura. Kennedy l�aveva avvisata, ma lei non gli credeva pi�. I due scagnozzi di Hirschorn se n�erano andati, cercavano Chris, non lei. Pens� che se lo sarebbero lavorato per un po�, perch� beveva troppo e aveva la lingua lunga. Ben gli stava. Era Kennedy quello che doveva avere paura. Quando Hirschorn avrebbe scoperto chi era in realt�� be�, peggio per lui. Che andasse all�inferno, con tutti gli altri. A lei non importava.</p><p>Continu� a fissare il televisore, a bere birra e ad accendere sigarette per poi spegnerle quasi subito. Adesso c�era una specie di gioco, uno di quelli in cui la gente, per denaro, fa cose strane. C�era una donna che veniva ricoperta di serpenti e, se resisteva per un certo periodo, avrebbe vinto. Be�, che c�era di difficile? pens� Kathleen. Quella troia avrebbe messo la testa in un secchio di merda, se le avessero dato denaro sufficiente. Una puttana idiota che avrebbe fatto qualsiasi cosa per denaro.</p><p>Pens� di cambiare canale, ma la pigrizia prevalse e continu� a guardare il gioco a premi. Dal punto in cui era, sul retro, non vide l�auto nera accostare al marciapiede davanti a casa. Non sent� aprire la porta d�ingresso e fino all�ultimo istante non ud� neanche i passi. Solo allora si volt�, e vide suo marito sulla porta.</p><p>Impressionata, si raddrizz� sul divano. Ges�, com�era conciato. Era proprio messo male. La faccia plumbea, gli occhi spiritati e sui pantaloni una macchia scura che stava cominciando ad asciugare� e puzzava di urina.</p><p>Spense la sigaretta che si era appena accesa, prese il telecomando e premette il pulsante per togliere l�audio.</p><p>�Ehi, Chris�, disse, con tono esitante.</p><p>Le finestre erano aperte per lasciar uscire il fumo e far entrare l�aria della sera. Con il televisore senza audio�� adesso sullo schermo c�era un grassone flaccido con un gran sorriso�� si sentivano i rumori del giardino e del vicinato. I grilli, il chihuahua simile a un topo degli O�Connor che abbaiava, il rumore del coperchio di un cassonetto di plastica presso la casa dei Paynter.</p><p>Chris non si mosse per qualche istante; sembrava malfermo sulle gambe e il sorriso vacuo sul suo volto era simile a quello di chi ha perso la ragione.</p><p>�Tutto bene?� chiese Kathleen.</p><p>�S�, rispose l�uomo, ma anche il tono della voce era vacuo. �Sto bene, ma dobbiamo andare, Kathleen.�</p><p>�Andare, dove diavolo dobbiamo andare?� Guard� l�orologio. �Sono le nove di sera��</p><p>�Lo so�, disse lui, senza cambiare tono. �Ma dobbiamo andare comunque. � signor Hirschorn dice che qui non siamo al sicuro. Ha mandato i suoi scagnozzi. Ci porteranno loro in un posto sicuro.�</p><p>�Chris� di che cosa stai parlando? Non riesco a��</p><p>Fu allora che comprese che l�avrebbero uccisa.</p><p>I personaggi nel televisore continuavano il loro spettacolo e i grilli non smettevano di cantare, e quel cazzo di chihuahua continuava ad abbaiare. Forse ud� uno scalpiccio sull�erba, o magari fu semplicemente il tono di Chris a farglielo intuire, ma Kathleen si rese improvvisamente conto che i due uomini della BMW nera erano tornati. Cap� che erano venuti per lei, per portarla nel bosco, da qualche parte. Quando l�avessero trovata, i suoi capelli sarebbero stati intrisi di sangue intorno al foro del proiettile, e il volto premuto a terra, con foglie e rametti che aderivano alla pelle.</p><p>E l� c�era Chris, era questa la cosa pi� schifosa. Era venuto per consegnarla a loro, il suo caro maritino, era venuto a blandirla per farla uscire senza resistenza, per non far sapere ai vicini che cosa stava succedendo, per non far casino. Aveva pensato che niente potesse pi� ferirla, ma quel comportamento di Chris la feriva eccome. La faceva star male da morire. Era sua moglie, ma a lui non importava un accidente. L�avrebbe consegnata a loro per soldi, come nel gioco alla televisione. Si fa qualsiasi cosa per denaro, anche alla propria moglie.</p><p>Si alz�, lentamente, anche se tutto dentro di lei sembrava sprofondare.</p><p>�Mio Dio, Chris�, disse.</p><p>�Dobbiamo andare�, continu� Chris in tono assente. �Il signor Hirschorn ha mandato i suoi uomini a prenderci.�</p><p>Le vennero le lacrime agli occhi. �Chris, che cosa stai facendo?�</p><p>�Forza, Kathleen�, disse. �Va tutto bene, nessuno ti far� del male. Dobbiamo andare.�</p><p>Si gett� contro di lui, pianse e url� di rabbia e disperazione, cerc� di colpirlo con entrambi i pugni. Quando lui le prese i polsi, cerc� di graffiarlo, di lacerargli le guance. Singhiozzava e le lacrime le bruciavano gli occhi, come acido. La disperazione e la rabbia le rendevano infuocate.</p><p>Chris la prese tra le braccia robuste e la tenne stretta, in modo che non potesse muoversi. Lei cerc� di divincolarsi, mentre sentiva il puzzo del suo sudore rancido, dell�urina, di qualcos�altro che non sapeva definire, ma era orribile. Lott� e, alla fine, si arrese. Appoggi� il volto sul suo petto e pianse, mentre lui cercava di consolarla, le baciava i capelli.</p><p>�Va tutto bene�, disse, sempre in quello strano tono di voce. �Dobbiamo solo andare via per un po�, non ci sono problemi. Nessuno ti far� del male. � solo finch� tutto non sar� finito.�</p><p>Kathleen stava ancora piangendo. �Chris�, disse. �Perch�?�</p><p>�Su, andiamo�, rispose lui. �� tutto a posto. Davvero.� Si avviarono verso la porta.</p><p>Dietro di loro erano iniziate le pubblicit�. Un pap� era a tavola e una mamma gli serviva una minestra calda, sorridendo a lui e ai due frugoletti, un maschio e una femmina. Non c�era audio, solo il canto dei grilli, il cane che abbaiava, e i singhiozzi di Kathleen stretta al petto del marito.</p><p>Chris la port� nell�ingresso dove c�erano i due uomini. Flake era entrato dal retro, Goldmunsen dal davanti. In quel modo avrebbero bloccato qualsiasi tentativo di fuga.</p><p>Ma Kathleen non tent� di fuggire. Non gliene importava pi� nulla. Perch� doveva affannarsi a tentare? Si lasci� portare fuori, nella sera calda, verso la macchina nera. Esit� un attimo quando la vide, quando venne il momento di lasciare il vialetto di casa sua. Era tutto orribile, l�auto e Chris che la spingeva verso la morte. Tent� di fermarsi, ma lui la teneva stretta.</p><p>�Va tutto bene, Kathleen�, ripet� l�uomo, assente.</p><p>I tre la fecero salire e partirono. A lei non importava pi� niente di che cosa sarebbe successo.</p></section><section><title><p>52</p></title><p>Bishop stava aspettando il momento propizio per attaccare l�uomo che lo scortava. Erano nella baracca, nella stanza al primo piano, una lunga stanza quasi completamente vuota. C�erano un paio di materassi, un tavolino quadrato, alcune sedie. Dal soffitto pendeva una lampadina nuda.</p><p>Chase si sedette al tavolino e inclin� la sedia all�indietro. La lampadina, direttamente sopra di lui, lo racchiudeva in un cerchio di bruschi contrasti luce-ombra. Era un uomo possente, con il torso come una piramide rovesciata e la testa come un masso appoggiato sulla base. Non toglieva mai le mani dall�arma che aveva a tracolla, e non toglieva mai gli occhi di dosso a Bishop.</p><p>Bishop era di fronte a lui, appoggiato alla parete opposta, con una gamba piegata all�indietro e la pianta del piede sul muro. Aveva un braccio posato all�altezza della vita, e dalla sigaretta che teneva in quella mano saliva lentamente un filo di fumo. Stava riflettendo su un certo numero di interrogativi: si chiedeva che cosa uno come Hirschorn stesse meditando di fare con un elicottero da guerra. Si chiedeva se sarebbe riuscito ad andarsene in tempo per fermarlo, e se al momento dell�azione avrebbe dovuto uccidere questo Chase.</p><p>Dopo un po�, si mosse e and� verso una delle finestre. Scost� leggermente la veneziana per sbirciare fuori. Il secondo uomo della scorta, un nero altissimo, era di guardia all�ingresso del piano terra. Si stava svolgendo una specie di riunione, di sotto, se ne sentiva il rumore. Bishop udiva le voci, quella di Hirschorn e almeno altre due. Ci� voleva dire che gli uomini armati erano probabilmente quattro. Qualsiasi cosa avesse deciso di fare, doveva essere veloce e silenzioso per non metterli tutti in allarme.</p><p>Lasci� ricadere la tenda e fece vagare lo sguardo per lo stanzone. C�era solo una porta, che dava sulla scala esterna. In fondo alla scala c�era il nero di guardia. Non c�era modo di evitarlo: un bel rompicapo.</p><p>Si rivolse a Chase.</p><p>�Che ne dici se esco sulle scale a prendere una boccata d�aria?� chiese.</p><p>�Che ne dici di restare qua?� disse Chase con una voce inespressiva. �Di aria qui dentro ce n�� abbastanza.� Oscillava avanti e indietro sulle gambe posteriori della sedia, senza perdere di vista Bishop.</p><p>Bishop gli si avvicin� con passo rilassato e Chase lo guard� con un sorriso di pietra sulla faccia di pietra. Lo divertiva l�idea che l�altro potesse tentare qualcosa.</p><p>�Che cosa significa?� insistette Bishop. �Sono prigioniero?�</p><p>�Solo nel senso che se cerchi di uscire io ti uccido.�</p><p>�Capisco�, disse Bishop. �Per un attimo, ho creduto di dovermi preoccupare.�</p><p>Gir� prima di essere troppo vicino a Chase; non c�era modo di sorprenderlo, era troppo vigile. Si mosse verso l�altro lato del tavolino, sempre seguito dagli occhi di Chase e dalla canna della sua mitragliatrice.</p><p>�Non penso che uccidermi sarebbe una buona idea�, prosegu� Bishop.</p><p>�Ehi, amico, non criticare le mie idee�, replic� Chase. �Abbatte la mia autostima.�</p><p>Bishop mise le mani sullo schienale della sedia che stava di fronte all�energumeno. Si domand� se era abbastanza veloce per alzarla e arrivare a rompergliela sulla testa. Probabilmente s�, ma comunque Chase avrebbe sparato ammazzandolo. E questo era un bell�inconveniente per il piano.</p><p>�Voglio dire che sarebbe un po� difficile per il nostro Hirschorn trovare un altro pilota cos� in fretta.�</p><p>�Certo�, replic� Chase. �Ma sarebbe un po� difficile anche per te ritornare in vita.�</p><p>�Capisco il tuo punto di vista.� Invece di alzare la sedia per colpire, Bishop vi si sedette. Prese il pacchetto di sigarette dalla tasca della camicia e lo butt� sul tavolo. �Serviti pure�, disse. Pens� che se l�altro si fosse sporto in avanti, forse sarebbe riuscito a spezzargli prima il braccio e poi il collo.</p><p>Ma Chase non si avvicin�. Il sorriso di pietra si fece pi� ampio. �Ehi, sai cosa penso?� disse.</p><p>Bishop riflett� un momento. �No�, rispose. �Che cosa pensi?�</p><p>�Penso che stai cercando di fregarmi.�</p><p>�Davvero?�</p><p>�Davvero.�</p><p>�� incredibile. E perch� dovrei?�</p><p>�Ah, non chiederlo a me�, continu� Chase. �Se sei furbo, stai seduto l� e fumati le tue sigarette. Ti verr� il cancro, ma vivrai pi� a lungo.�</p><p>Bishop sorrise appena, si port� alle labbra la sigaretta�� ormai consumata fino al filtro�� e tir� un�ultima lunga boccata. Poi gett� il mozzicone a terra e lo schiacci� sotto il tacco. Tutto sommato, pens�, era davvero meglio ucciderlo, quello l�. Era troppo abile per correre rischi.</p><p>Gli occhi dei due uomini si incrociarono. Chase sapeva che cosa Bishop stava pensando. Lo sapeva, eppure non smetteva di sorridere. Il che probabilmente non era un buon segno.</p><p>Non importava. Qualsiasi cosa Bishop stesse progettando, non l�avrebbe messa in atto in quel momento, perch� proprio allora si ud� un suono dall�esterno, un ritmico battito nell�aria. Un elicottero, un piccolo Jet Ranger o qualcosa di simile, che si avvicinava a bassa quota. Era molto vicino e molto basso: probabilmente doveva atterrare sulla vicina pista.</p><p>�Aspettate qualcuno?� chiese Bishop.</p><p>Chase non rispose: non ce n�era bisogno. Bishop gli leggeva in faccia la sorpresa.</p><p>La mente di Bishop inizi� a correre. Chi pu� arrivare qui senza essere atteso? Non sembrava il rumore di un elicottero della polizia. Ma nessun altro avrebbe potuto trovare quel posto senza conoscerlo e ci� significava che doveva essere qualcuno della banda di Hirschorn, qualcuno che con tutta probabilit� portava delle notizie, notizie inattese e molto urgenti.</p><p>Ci� a sua volta significava che Chris doveva essersi svegliato in tempo per rivelare chi era Frank Kennedy, chi era e che cosa stava combinando.</p><p>E ci� significava, infine, che il tempo a disposizione di Bishop era appena finito.</p></section><section><title><p>53</p></title><p>Weiss era sempre immobile davanti alla finestra, con gli occhi fissi sulla citt� e la nebbia, le mani in tasca, il mento abbassato sul petto. Seguiva l�avanzare lento di una motocicletta che si faceva strada in un incrocio fitto di macchine.</p><p>Una luce pallida e bianca proveniva dalla scrivania, dal computer acceso dietro di lui. Non erano arrivati messaggi di Bishop, e questo lungo silenzio non faceva che alimentare il fuoco del senso d�urgenza che lo invadeva. Conoscendo Bishop, voleva dire che si trovava in un posto dal quale non poteva comunicare. Il che significava che, contravvenendo alle precise istruzioni di Weiss, era riuscito a conquistarsi la fiducia di Hirschorn e si stava avvicinando al cuore della sua attivit� criminale. <emphasis>Qualsiasi cosa stiano organizzando, accadr� presto. C�� poco tempo, far� del mio meglio. JB.</emphasis></p><p><emphasis>Poco tempo. </emphasis>Ma quanto poco? Cos�era che stavano organizzando? � che cosa c�entrava con Whip Pomeroy, Julie Wyant, Shadowman?</p><p>Weiss stava alla finestra, immobile a guardare gi�. Vide un uomo in impermeabile nero che camminava velocemente sul marciapiede. Quando pass� sotto la luce di un lampione, la sua figura si deline� per un istante, curva per difendersi dalla pioggia, poi scomparve nell�oscurit� e nella nebbia. Weiss non si mosse, continu� a fissare il punto in cui l�uomo era apparso.</p><p>La sua mente torn� a quando, poche ore prima, in auto, aveva capito qualcosa di Shadowman, del suo veleno, della logica del suo mostruoso furore. Ricord� che Bishop aveva parlato di una lunga scia di morti dietro la scalata al potere di Hirschorn. Che fosse stato proprio Shadowman l�artefice materiale di tutti quegli omicidi? Forse allora Hirschorn era in debito con Shadowman, o addirittura gli doveva tutto. E aveva paura di lui, come chiunque. E se Shadowman avesse di colpo preteso il saldo del suo credito? Poteva diventare l�incubo della vita di Hirschorn, che di certo avrebbe fatto qualsiasi cosa per liberarsi di lui.</p><p>Ma che cosa poteva avergli chiesto Shadowman?</p><p>Weiss lasci� correre i pensieri. Pomeroy. Whip Pomeroy era la chiave. Pomeroy e il suo segreto, l�identit� nuova di Julie, il nome che aveva attualmente. Pomeroy che aveva assistito all�umiliazione di Shadowman. Weiss sapeva che l�assassino doveva uccidere Whip per quel motivo. Torturarlo per estorcergli il nome di Julie e poi ucciderlo, perch� aveva sentito. Pomeroy lo sapeva ed era cos� terrorizzato da arrivare a barattare i segreti del suo lavoro in cambio della segregazione nel carcere pi� sicuro del paese� eppure, aveva ancora una paura folle. �Non potete proteggerci, n� me n� lei. Non potete proteggere nessuno. Niente pu� fermarlo, niente�, aveva detto.</p><p>Weiss mosse leggermente la testa e alz� lo sguardo dalla strada alla cortina di pioggia e nebbiolina davanti a lui. <emphasis>Nessuno pu� fermarlo. </emphasis>Ridicolo, pens�. Il carcere di North Wilderness era impenetrabile. Se Shadowman, o chiunque altro, poteva arrivare abbastanza vicino a Pomeroy da fargli confessare il suo segreto, allora Weiss era il re di Romania.</p><p>Eppure� eppure continuava a sentire quel furore, quel veleno, quell�irrefrenabile odio. Il furore personificato, trascinato dall�amore. Che cosa non avrebbe potuto fare? Weiss guard� gi� nella nebbia e pens�: il Furore. Il Furore innamorato.</p><p>Prosegu� in quella direzione. Se era possibile, come sarebbe avvenuto? Se il furore e l�amore ti obbligavano ad agire, se Julie doveva essere trovata per forza, se Pomeroy doveva morire a tutti i costi. Era una cosa complessa. Non si poteva certo corrompere una guardia o un altro prigioniero per far parlare Pomeroy. No. Bisognava entrare, stargli vicino, avere il tempo di estorcergli il segreto. Bisognava guardare quell�uomo negli occhi per capire se diceva la verit�.</p><p>Weiss si accigli�, con lo sguardo sempre fisso nella notte, ma senza vedere pi� nulla. Il modo pi� facile sarebbe stato minacciare la famiglia di Pomeroy, i suoi amici, fargli sapere che avresti fatto loro del male se non cedeva. Ma era inutile, perch� Weiss si ricordava delle parole di Ketchum: Pomeroy non aveva amici, e Moncrieff era stato la sua unica famiglia.</p><p>Il possente torace di Weiss fu scosso da un sospiro. Quindi la soluzione era una sola. Shadowman doveva introdursi nella prigione. Doveva ottenere un lavoro come guardia o qualcosa del genere. Ma nell�esaminare questa possibilit�, Weiss scosse la testa. Si ricord� di aver letto che le guardie di North Wilderness erano accuratamente selezionate; dovevano avere anni di esperienza, mesi di addestramento. Non si potevano falsificare le credenziali a tal punto.</p><p>�No�, disse a voce alta; la cosa era impossibile, quella di Pomeroy era paranoia.</p><p>Eppure c�era quel furore. Il veleno che era arrivato a percepire prima, in macchina. La logica di quel furore. Weiss rimase immobile, le mani in tasca. Riport� lo sguardo a fuoco, sulla nebbia e i suoi movimenti sinuosi, vorticosi. Vide le sagome che passavano veloci in basso, e le luci che trapassavano la foschia, circondate di aloni e arcobaleni.</p><p>Gli torn� in mente Julie, i suoi occhi sognanti e lontani, quel gesto con cui lo chiamava dallo schermo del computer. Per un attimo fu accanto a lei al Golden Gate, gli parve di vederla mentre abbandonava l�auto, si metteva la parrucca e prendeva possesso della nuova macchina e dei nuovi documenti che Pomeroy doveva averle fornito.</p><p>Poi si sent� vicino a Pomeroy, in cella, in attesa, terrorizzato.</p><p>Poi fu con Shadowman. E quel furore�</p><p>C�era solo un altro modo per entrare in prigione, pens�. Il modo pi� facile, il modo in cui ci vanno tutti.</p><p>Allora Weiss alz� gli occhi, li alz� finch� non vide pi� quel che c�era fuori, ma solo il proprio riflesso.</p><p>�Oh, cazzo�, sussurr�.</p><p>Poi lasci� rapidamente la finestra e si avvicin� alla luce bianca dello schermo.</p></section><section><title><p>54</p></title><p>Dall�esterno cominciavano a giungere dei rumori: voci che chiamavano, una risposta soffocata. Bishop si alz� in piedi.</p><p>Chase, sempre inclinato all�indietro sulla sedia, impugn� pi� saldamente l�arma. �Non muoverti�, gracchi�.</p><p>Bishop lo ignor�, torn� alla finestra e guard� tra le stecche delle veneziane.</p><p>Eccoli: avanzavano fra gli alberi in direzione della baracca. Chris e Kathleen, l�assistente di Hirschorn, Alex Wellman, e i due scagnozzi, Goldmunsen e Flake, a chiudere la fila.</p><p>L�uomo di colore era in attesa vicino alla porta e in quel momento usc� anche Hirschorn. Altri due uomini armati, in tuta mimetica, lo seguirono. A un comando di Hirschorn, si mossero in direzioni opposte e scomparvero alla vista di Bishop.</p><p>Chris stava gi� gesticolando, parlando a Hirschorn mentre si avvicinava. La sua voce arrivava chiara nella stanza superiore e Bishop sent� quasi subito il suo falso nome, Kennedy. Ecco, era fatta. Quella certezza parve scendergli nella pancia come un sasso: era finita. L�avevano scoperto.</p><p>Bishop pens� che Chris ci avrebbe messo due minuti a convincere Hirschorn, poco pi�. Poi sarebbero arrivati per spaccargli la faccia e farlo parlare. Oppure l�avrebbero semplicemente ucciso, chi poteva dirlo? In ogni caso, era giunto il momento di andarsene.</p><p>In quell�istante il suo sangue freddo gli fu prezioso. Riusc� a girarsi senza scatti e a recitare la sua parte con disinvoltura.</p><p>�Pare che arrivino i rinforzi�, disse con tono tranquillo. �Che diavolo avete in programma stanotte, un�invasione?�</p><p>�Siediti e basta�, rispose Chase a voce bassa, con il mitra sempre puntato sul petto di Bishop, che si strinse nelle spalle.</p><p>L� fuori, Chris stava raccontando tutto. Che Bishop aveva sedotto Kathleen, che lei aveva cominciato a spiarli, e chiss� che altro. Proprio in quegli istanti, Hirschorn stava cominciando a intravedere la verit�, a capire cos�era successo. Bishop lo sapeva, eppure torn� verso la sedia senza fretta, seguito passo dopo passo dal mitra di Chase.</p><p>Raggiunse la sedia. Aveva forse ancora un minuto, quarantacinque secondi. Magari anche meno. Si sedette con un sospiro pigro. Da un momento all�altro avrebbe sentito i passi sulla scala, la porta si sarebbe spalancata� Rivolse a Chase un mezzo sorriso. �Mi sembri teso, amico�, disse calmo. �Dovresti��</p><p>E mentre Chase aspettava di sentire quale stronzata Bishop volesse dirgli, quest�ultimo gli rovesci� il tavolino addosso. Chase vol� all�indietro, con le gambe in aria, insieme alla sedia e al tavolo. Bishop doveva spostarli per raggiungerlo: in quel momento Chase riusc� a rimettere le mani sul mitra e apr� la bocca in un ruggito.</p><p>Bishop gli cal� pesantemente addosso, gli spinse l�arma contro il petto con il ginocchio e gli afferr� la gola con la mano. Chase emise un unico, debole suono strangolato e poi tutto fu finito. La stretta di Bishop si chiuse come una morsa, il suo braccio scatt� all�indietro con brutale rapidit�, strappando via una porzione sanguinante della gola e dell�esofago dell�uomo.</p><p>Il corpo di Chase si inarc� e poi ricadde con uno spasmo. Bishop lo tenne gi� con le ginocchia durante le convulsioni. Ci volle solo un momento prima che il gorilla si afflosciasse a terra, cadavere. Con una smorfia di disgusto, Bishop gli gett� accanto quel che gli era rimasto in mano.</p><p>Bishop lo scavalc� per sfilargli l�arma dalla spalla. C�era solo un caricatore da quindici colpi. Pass� le mani sul corpo immobile per cercarne uno di ricambio, ma non lo trov�.</p><p>Si alz� con la mitraglietta in mano. Rimase in ascolto: nessun suono, niente passi sulle scale. Non ancora. L�operazione Chase gli aveva preso circa dieci secondi; a parte quel poco trambusto provocato dal tavolino e dalla sedia che cadevano, non vi erano stati rumori.</p><p>Ritorn� rapidamente alla finestra, appiattito contro il muro. Muovendosi da una parte all�altra, sbirciando fra la tenda e la parete, si fece un�idea della scena in atto di sotto. Chris era finito in ginocchio, a testa bassa. Kathleen era trattenuta dalle braccia di Goldmunsen, e Hirschorn� Nonostante la distanza e il buio della foresta, Bishop gli vide in faccia un pallore mortale. Ormai sapeva.</p><p>�Avete mandato tutto a puttane, a puttane!� sent� Hirschorn imprecare, mentre si passava una mano fra i capelli. I suoi bei lineamenti fini sembravano disfatti, privi di vita. Era pieno di rabbia per quello che Chris gli aveva detto. Pieno di rabbia� e di paura.</p><p>Improvvisamente guard� su, verso la finestra. Bishop si ritrasse subito, si appiatt� contro la parete, con l�arma in mano. Gir� la testa per vedere la porta. Di l� non c�era scampo, sarebbe entrato direttamente nella linea di fuoco. Tenendo la testa contro il muro, cerc� di sbirciare ancora dalla fessura della tenda.</p><p>Hirschorn stava guardando Chris, sempre inginocchiato. Il suo volto pallido stava diventando rosso di collera. Con una smorfia schiaffeggi� brutalmente Chris, che si pieg� alzando timidamente le mani per proteggersi.</p><p>�Pare che alla fine avrai la tua occasione di volare, testa di cazzo�, sibil�.</p><p>Bishop ud� Chris rispondere fra le lacrime: �Lo far�, lo giuro��</p><p>Hirschorn lo colp� ancora. �Taci.� Il petto era scosso da un respiro affannato. Si rivolse al suo assistente, Wellman. �Portalo dentro.�</p><p>La figura magra del factotum si chin� e prese Chris per un braccio. Non sarebbe riuscito a sollevarlo con la forza, ma fu sufficiente che lo toccasse e Chris si alz�, instabile, con la testa bassa. I due uomini si avviarono verso l�edificio.</p><p>Hirschorn sput�, disgustato, passandosi ancora la mano tra i capelli. Bishop, che lo guardava dall�alto, ne percepiva la paura. �Il mio socio � un tipo esigente�, aveva detto. Qualsiasi fosse la missione che quel socio gli aveva affidato, non contemplava la possibilit� di fallimenti o ritardi.</p><p>Hirschorn guard� Goldmunsen, poi Flake. Prese un respiro, cercando di ricomporsi, e disse: �Bene, portate questa puttanella alla palude. Fatela fuori e basta, senza perdere tempo, capito? Tornate pi� in fretta che potete. Tu, dagli la torcia�.</p><p>L�ultimo ordine era diretto all�uomo di colore, che pass� la torcia a Flake. Goldmunsen, intanto, diede una spinta a Kathleen per farla camminare. La donna si muoveva lentamente e il gorilla dovette spingerla pi� volte per farla proseguire. Flake li seguiva, illuminando il cammino.</p><p>Bishop non pot� far altro che restare immobile, schiacciato contro il muro, a guardare Kathleen che veniva portata nella foresta, finch� non scomparve nel buio.</p><p>Hirschorn intanto si era rivolto all�altro uomo. �Vai a occuparti di quel figlio di puttana di sopra. E fa� in fretta. Dobbiamo cominciare a muoverci.�</p><p>Il nero si avvicin� alla scala. Bishop si appiatt� ancora di pi� sulla parete.</p><p>�Cristo�, sent� Hirschorn imprecare. �Che dannato casino.�</p><p>Poi dei passi pesanti risuonarono sui gradini, e il nero spalanc� la porta.</p></section><section><title><p>55</p></title><p>Il nero spalanc� la porta e Bishop gli spar�. Tir� il grilletto due volte, e l�uomo si accasci� contro lo stipite, morto.</p><p>Non era ancora caduto, che gi� Bishop lo stava scavalcando per scendere le scale.</p><p>Fuori la situazione era difficile. Gli spari si erano sentiti e gli altri due uomini armati stavano correndo verso di lui. Uno arrivava dal lato del capannone, a sinistra, l�altro dal folto della foresta a destra. Erano veloci e decisi, pronti a colpire.</p><p>Bishop si aggrapp� alla ringhiera della scala e, quando aprirono il fuoco, con un volteggio si butt� fuori. Gli spari dei mitra tagliarono l�aria mentre lui cadeva nel buio. Tocc� terra e rotol� via alla cieca. I proiettili colpirono rumorosamente la lamiera della baracca, alle sue spalle. Bishop salt� in piedi, spar� verso i suoi assalitori e si mise a correre.</p><p>In un attimo gir� l�angolo dell�edificio e si ritrov� fra gli alberi. Correva a zig-zag, cercando di trovare riparo dietro i tronchi degli alberi. La luna non si vedeva pi�, il buio era quasi totale, a parte le luci delle torce che balenavano qua e l�. Si udirono le grida degli uomini, poi una raffica di mitra. Dei pezzi di corteccia lo colpirono in volto, staccati da un proiettile, e sent� che altri avevano colpito il terreno accanto ai suoi piedi. Si gett� di nuovo a terra, rotol� su se stesso e rimase appiattito al suolo. Ventre a terra, spar� ancora, poi scorse la sagoma di uno degli uomini chinarsi tra le ombre della foresta. Improvvisamente una luce lo colp� negli occhi. Fece fuoco in quella direzione e il raggio di luce si mosse scompostamente, diretto verso l�alto.</p><p>Cerc� di approfittare del momento di confusione. Si alz� e corse via nel buio. Tent� di sparare un colpo per coprirsi le spalle, ma i proiettili erano finiti. Imprecando, si sbarazz� dell�arma e continu� a correre, alzando bene i piedi per non correre il rischio di inciampare e cadere.</p><p>Ud� ancora delle grida dietro di lui, ma sempre pi� lontane. Non sapevano che non aveva pi� proiettili e nessuno quindi aveva molta fretta di seguirlo nella foresta. Con un po� di fortuna, sarebbe potuto arrivare prima di loro all�aereo, andare via e far sapere dell�elicottero.</p><p>Mentre correva, per�, non riusciva a liberarsi da un pensiero. Kathleen. L� intorno, da qualche parte, Goldmunsen e Flake la stavano portando a una palude, per piantarle un proiettile nella nuca. Bishop non era dotato di una grande fantasia, ma non aveva difficolt� a immaginarla distesa a faccia in gi�, con il sangue che si perdeva nell�acqua fangosa.</p><p>Ma lui che cosa poteva fare? L�aveva avvertita. Le aveva detto che le cose potevano precipitare, le aveva detto di mettersi in salvo. La sua coscienza era a posto. Aveva seguito le regole. Non poteva certo fare dietrofront e andare a salvarla. Non era suo dovere, comunque. Doveva arrivare al Cessna. Questa era la sua missione. Kathleen non faceva parte della missione.</p><p>E poi, pens�, era probabile che fosse gi� morta, che il suo corpo fosse gi� a faccia in gi� nella palude.</p><p>Se lo vide davanti agli occhi, quel corpo che aveva abbracciato, e continu� a correre, schivando come poteva gli ostacoli nel bosco buio.</p></section><section><title><p>56</p></title><p>Weiss a quel punto aveva quasi trovato ci� che stava cercando, seduto al computer del suo ufficio, al buio. Aveva davanti a s� tutte le informazioni che gli servivano.</p><p>Il motore di ricerca Endgame, riservato agli investigatori professionisti, conteneva circa cinquecento database, compresi i documenti di tutti i dipartimenti di polizia e delle carceri, le fedine penali di tutti i criminali, le sentenze dei tribunali. Elabor� in breve tempo una lista di uomini che erano stati trasferiti a North Wilderness negli ultimi tre mesi, da quando Pomeroy vi era entrato in custodia. Erano circa centocinquanta nomi. Molti di questi, per�, erano in prigione da mesi, alcuni da anni, e solo dodici erano fuori quando Julie Wyant era scomparsa.</p><p>Tutti e dodici erano assassini, naturalmente. Per arrivare a North Wilderness, l�assassinio era il primo passo da fare. Weiss cerc� i particolari dei loro crimini. Vendette tra bande, sparatorie in luoghi pubblici, uno di Los Angeles che aveva fatto a pezzi la fidanzata� Analizz� tutti i casi, non solo attraverso le pratiche di polizia, ma anche leggendo gli articoli di giornale. In verit� sarebbe potuto arrivare alla risposta molto pi� in fretta, ma non si fidava completamente del proprio istinto, delle illuminazioni. Era molto scrupoloso in quel senso. Procedeva adagio, come una persona che si fa strada in una stanza sconosciuta di notte, a tentoni. Voleva che ogni elemento avesse un senso logico.</p><p>Le grosse dita battevano sulla tastiera e gli occhi scrutavano lo schermo, che spandeva la sua luce bianca sui lineamenti pesanti di Weiss. Eliminava i nomi e i fatti con misurata lentezza. Per esempio, prima di ritornare in cella Pomeroy aveva vagamente descritto Shadowman, cos� Weiss sapeva che l�individuo che cercava era bianco; per� era riluttante a escludere latinoamericani, perch� temeva che l�assassino usasse qualche travestimento. Cancell� invece i neri. Sapeva anche che Shadowman aveva fretta di entrare in prigione, perci� elimin� quelli che avevano permesso al loro caso di arrivare al processo, quelli che erano stati arrestati dopo lunghe indagini e quelli arrestati dopo pi� di due o tre giorni dal crimine.</p><p>Di certo era un procedimento scientifico, ma era anche una perdita di tempo. Se solo avesse ascoltato il suo istinto, invece della logica, avrebbe saputo chi era il suo uomo. Perch� Weiss aveva quel talento particolare per seguire il pensiero del killer e addirittura prevederne le mosse. Sapeva esattamente qual era il tipo di delitto pi� adatto a lui. L�assassino, secondo lui, doveva aver scelto la vittima a caso. Perch� no? Avrebbe ottenuto lo stesso risultato uccidendo chiunque. Ma doveva esserci qualcosa in pi�: doveva aver lasciato involontariamente una firma, il marchio della sua personalit� omicida, come un�impronta lasciata per distrazione. Doveva averci messo un po� di sadismo, un�efficienza esasperata, una maniacale ricerca di perfezione, ma anche, senza volere, una perversa ironia. La vittima doveva essere giovane, una donna probabilmente, bella, intelligente, sicura di s�. Una giovane mamma o, meglio ancora, una giovane fidanzata. Una persona che fosse amata, con un futuro davanti, che sarebbe stata rimpianta. Doveva essere una donna con un lavoro di prestigio, entro certi limiti, perch� il killer non voleva certo una persona troppo intelligente o furba. Doveva aver scelto una creatura dolce e felice, all�alba della vita, cos� nell�ucciderla avrebbe provato un�insana soddisfazione per il suo grottesco incontro con la morte.</p><p>Weiss sapeva queste cose, ma non ne era neppure del tutto cosciente, perch� non avevano la solidit� della logica. Erano impressioni troppo simili alla superstizione. Impiegava dunque preziosi minuti ad analizzare i delitti commessi dagli assassini della lista. Questo lavoro, per�, fin dall�inizio, continuava a riportarlo a un unico caso.</p><p>Richiam� sullo schermo un articolo sulla morte di Penny Morgan. La ragazza, una ventitreenne di San Francisco, era stata uccisa durante una rapina nel suo appartamento. Si era appena fidanzata, asseriva l�articolo. Era descritta come simpatica, allegra, disponibile. Le avevano sparato in faccia, a distanza ravvicinata. Subito dopo aver udito i colpi di pistola i vicini avevano chiamato la polizia, che era arrivata giusto in tempo per vedere l�assassino che cercava di scappare con un magro bottino di denaro e gioielli. Aveva confessato un�ora dopo l�arresto.</p><p>Weiss si appoggi� allo schienale, allontanandosi dalla luce dello schermo. Il suo viso svan� nel buio della stanza mentre leggeva ancora l�articolo da cima a fondo. Sarebbe andato avanti a controllare gli altri casi fino a essere del tutto sicuro, ma gi� ora la sua voce si lev� nel buio, in un sussurro.</p><p>�Ben Fry�, fu tutto quel che disse.</p></section><section><title><p>57</p></title><p>Nel bosco Kathleen inciamp� in un ramo. Goldmunsen, il pi� grosso dei gorilla, camminava subito dietro di lei, con la pistola. Flake si spost� al fianco della donna per illuminare meglio con la torcia il loro cammino.</p><p>Kathleen non guardava i suoi assassini. Riprese semplicemente il cammino con lo sguardo basso, rassegnata. Non le importava pi� di niente e piangeva solo perch� si era resa conto di quanto squallida fosse stata la sua vita, e sempre per colpa di uomini. Gli uomini erano dei vigliacchi, degli esseri meschini. Rivedeva Chris che strisciava verso Hirschorn, Frank Kennedy con lo sguardo sprezzante. E lei non aveva mai desiderato altro che l�amore di uno di quei bastardi. Che cos�era, un delitto?</p><p>Si pass� il polso sotto il naso colante e continu� ad avanzare, a fatica, cercando di districare i piedi dal sottobosco. Il terreno, irregolare, era in discesa. Stavano camminando da un po� e la palude non doveva essere lontana. Kathleen ne percepiva l�odore, ne sentiva i rumori: un vero e proprio frastuono di rane e insetti. Procedeva passo dopo passo, rallentando ogni tanto per asciugarsi il viso con le mani. Goldmunsen la spinse in avanti con la pistola e la fece inciampare, forse su una radice. Dovette fermarsi un attimo per ritrovare l�equilibrio, appoggiandosi col braccio a un tronco.</p><p>�Non ti fermare�, blater� Goldmunsen.</p><p>�Vaffanculo�, rispose lei.</p><p>A quelle parole, Flake ridacchi� sadicamente.</p><p>�Vaffanculo anche tu, bastardo di uno psicopatico�, continu� Kathleen.</p><p>�Ehi, puttana, stai attenta a quello che dici.� Flake cerc� di colpirla in faccia con un manrovescio, ma lei lo blocc� con entrambe le braccia, spostandosi di lato. �Ehi�, ripet� l�uomo, mentre quasi perdeva l�equilibrio.</p><p>�Tieni le tue sporche mani lontano da me�, url� Kathleen, e che andassero tutti all�inferno. Potevano ucciderla anche subito, ma non gliene importava. Nessuno, neanche uno di questi figli di puttana, le avrebbe pi� messo le mani addosso. �Stammi lontano!�</p><p>Precedendoli entrambi si affrett� gi� per la discesa, piangendo.</p><p>Flake rimase fermo per qualche istante, stupito, imbambolato.</p><p>�Forza, ci siamo quasi�, disse Goldmunsen. �E questa volta speriamo di poter fare quello per cui siamo venuti, senza complicazioni. Maledette zanzare, mi stanno uccidendo.�</p><p>�Hai visto?� stava dicendo Flake. �Hai visto che cosa ha fatto quella puttana?�</p><p>La insegu�, e quando la raggiunse le si par� davanti, puntandole la torcia negli occhi, per avere la sua attenzione. Kathleen la spost� come se fosse un fastidioso insetto, senza guardare l�uomo.</p><p>�Pensi che non user� il coltello su di te?� disse.</p><p>�Vai a farti fottere�, rispose Kathleen.</p><p>Flake non riusciva a credere alle sue orecchie. Rimase a bocca aperta.</p><p>�Forza, andiamo�, disse Goldmunsen superandolo.</p><p>�Ma��</p><p>�Forza!�</p><p>Che cosa poteva fare Flake? Si rassegn� a seguirli, illuminando la strada.</p><p>Kathleen sent� che il terreno sotto i piedi diventava pi� umido, spugnoso. Le zanzare erano sempre di pi� e le rane gracidavano vicine. Poi ci fu una scintilla nel buio, un barbaglio lucido: il raggio della torcia aveva sfiorato l�acqua.</p><p>Kathleen ebbe un moto di paura. Erano arrivati, ecco la palude. Deglut�, sperando che tutto finisse presto.</p><p>Un altro passo e il piede fu a mollo. L�acqua fredda entr� nelle sue scarpe da tennis e le bagn� le calze. Si ferm�, non c�era nessun altro posto in cui andare. Era la fine.</p><p>Venne percorsa da un brivido e incroci� le braccia sotto il seno, rassegnata. Mosche e zanzare le ronzavano intorno ma lei non ci faceva caso. Perch� prendersela? Tra poco sarebbe morta.</p><p>Guard� la distesa d�acqua. Sopra di loro si vedeva il cielo, e anche la luna, ancora bassa sull�orizzonte. Distingueva alcuni gruppi di canne e giunchi e il riflesso delle stelle. Tutto questo, attraverso il velo delle sue lacrime.</p><p>Scosse la testa davanti a quella scena notturna, con una smorfia amara. A che serviva tutto questo, se nessuno ti amava? Forse avrebbe dovuto chiedere agli uomini di abbandonarla come aveva fatto suo padre, a suo marito di picchiarla, al suo amante di mentire. Forse, allora, sarebbero stati affidabili, gentili e sinceri solo per farle dispetto, per spiazzarla. Chi cazzo poteva saperlo? Ma chi ci capiva niente, poi, della vita?</p><p>Rabbrivid� ancora, di freddo. Ges�, perch� non si sbrigavano?</p><p>Si volt� per affrontare quei bastardi, ma si accorse che era arrivata l� cos� velocemente da lasciarli indietro. Goldmunsen stava ancora scendendo il pendio, appesantito dalla sua mole, agitando un braccio per non perdere l�equilibrio mentre con l�altro teneva la pistola. Per lui, l�omicidio doveva essere un�abitudine. Flake la stava raggiungendo da sinistra, tenendosi fuori dall�acqua per non bagnarsi le scarpe. Continuava a saltellare, come se l�energia da psicopatico che aveva dentro minacciasse di farlo esplodere. Aveva il volto eccitato, di chi pregusta qualcosa, la bocca contorta in un ghigno di piacere all�idea di quello che stava per succederle.</p><p>Anche quei due, Kathleen pens�, erano due vigliacchi figli di puttana, nulla di pi�. Le facevano schifo.</p><p>�Maledetti bastardi�, url�. Detestava che la vedessero piangere, ma non riusciva a smettere. Era troppo terrorizzata e infelice. �Ma guardatevi!�</p><p>I due, stranamente, obbedirono e si fissarono come idioti. Lei avrebbe riso, se ci fosse riuscita.</p><p>�Se fossi in voi mi vergognerei di respirare, di sprecare l�aria degli altri�, disse, e i due uomini la guardarono visibilmente stupiti. Kathleen aveva il volto alterato dalla rabbia. �Forza, bastardi, sparate. Che cosa state aspettando? Non ne posso pi� di avervi davanti.�</p><p>Flake non credeva alle sue orecchie. Guardava la donna e guardava Goldmunsen, con la bocca aperta, sconvolto.</p><p>�Bene, l�hai voluto tu�, disse infine. Spost� la torcia dalla mano destra in quella sinistra, per poter estrarre il coltello a serramanico. Lo apr� e cominci� a balbettare: �Io� io la faccio a pezzi�. Non riusciva quasi a parlare.</p><p>Kathleen lo guard� sprezzante. �Forza, grand�uomo�, disse.</p><p>Flake si mosse verso di lei, ma Goldmunsen era stufo di lui. Era stata una giornata lunga, e aveva gi� assistito alla stessa scena con il marito di quella puttana. Due passeggiate come quelle nello stesso giorno, e ancora non era morto nessuno. Non ne poteva pi�, di Flake e di tutta quella storia.</p><p>�Piantala, Flake, dacci un taglio!� disse.</p><p>Il tono della voce costrinse l�altro a fermarsi. Era vicino all�acqua e guardava la donna con un odio profondo.</p><p>�Stai fermo, cazzo�, continu� Goldmunsen. �E tieni ferma la torcia finch� non ho finito.�</p><p>Flake esit�, tremando di rabbia.</p><p>�Fai come ti ho detto�, url� Goldmunsen. �Ricordati che il signor Hirschorn ci ha detto di sbrigarci.�</p><p>Il nome del capo fece desistere Flake, che emise un sospiro. �Va bene, va bene�, mormor�. �Merda.� Alz� la torcia fino a illuminare Kathleen in piena faccia. Lei alz� la mano per proteggersi gli occhi, ma poi riprese a guardarli dritto in faccia, con una smorfia di disprezzo nonostante le lacrime. Flake non capiva, come faceva Goldmunsen a non prendersela? Come poteva ucciderla con un semplice colpo di pistola, senza spazzarle via quel ghigno dalla faccia e farle chiedere piet�?</p><p>Ma a Goldmunsen non importava proprio niente della donna, della faccia che aveva o di sentirla chiedere piet�. Voleva eliminarla e chiudere la storia. Anzi, arriv� addirittura a fare un mezzo sorriso di ammirazione.</p><p>�Hai pi� palle tu di tuo marito, bisogna ammetterlo�, le disse.</p><p>Poi, con un gesto fluido, sollev� la pistola e mir� al petto.</p><p>E Jim Bishop gli salt� addosso, sbucando dalle tenebre come una pantera.</p></section><section><title><p>58</p></title><p>Era arrivato tardi. Anche correndo pi� forte che poteva in quel buio, aveva trovato la palude solo in quel momento, all�ultimo istante. Non c�era modo di preparare un agguato, doveva attaccare subito. Spicc� un salto, sperando di arrivare addosso al gorilla prima che premesse il grilletto.</p><p>Lo raggiunse proprio all�ultimo secondo, deviando il colpo della pistola che si perse nell�oscurit�. I due uomini crollarono avvinghiati nel fango.</p><p>Per un istante Flake rimase di sasso, completamente sorpreso, con il coltello in una mano e la torcia nell�altra. Vide i due che combattevano, rotolandosi uno sull�altro, ma non riusciva a capire che cosa fosse successo.</p><p>Poi se ne rese conto e corse verso di loro, cercando di chiudere il coltello. Non ci riusc� e lo butt� per terra, per affrettarsi a estrarre la pistola dalla fondina.</p><p>Era quasi su di loro quando Bishop si sollev� al di sopra della sagoma del gorilla, un perfetto bersaglio per Flake che, da un metro di distanza, gli punt� la pistola alla fronte.</p><p>Ma fu Bishop che gli spar�. Lo colp� con la pistola di Goldmunsen, di cui si era impadronito proprio per cercare l�altro scagnozzo. E alzando lo sguardo se l�era trovato davanti: Flake stava ancora prendendo la mira quando Bishop apr� il fuoco. Si udirono tre esplosioni, e tre proiettili raggiunsero il petto dello psicopatico, che barcoll� e allent� la presa sull�arma prima di poter rispondere. Ma in un attimo si riprese, e fu pronto a premere il grilletto.</p><p>Bishop alz� la mira e spar� di nuovo, questa volta in faccia. I lineamenti di Flake esplosero e il corpo croll� a terra. Era morto, sdraiato nel fango. La torcia che teneva nella sinistra gli era caduta sul petto e l� rimase, a illuminare lo squarcio rimasto al posto del volto.</p><p>Ma ora Goldmunsen, sempre a terra sotto Bishop, riusc� a muoversi e a scrollarselo di dosso.</p><p>Bishop rotol� sul terreno morbido e si rialz� di scatto. Cerc� di prendere la mira nonostante il buio, ma Goldmunsen fu pi� rapido. Gli assest� un calcio al polso, e la pistola fu sbalzata via.</p><p>E Goldmunsen tornava all�attacco. Colp� Bishop di destro alla mascella, senza che questi potesse neppure tentare di parare o evitare il colpo. Lo prese in pieno e fu scaraventato indietro, istupidito dal pugno. Prima che potesse capire, prima ancora che potesse anche solo pensare di reagire, Goldmunsen lo colp� ancora con tutta la forza del suo braccio scimmiesco, un sinistro violentissimo al plesso solare.</p><p>Bishop grugn�, sentendosi soffocare. Piegato in due, non riusciva pi� a pensare, in quel momento di rabbia impotente e frustrazione. Poi Goldmunsen alz� il pugno destro in aria e colp� Bishop sulla nuca.</p><p>Il cervello del detective si oscur�. Sent� che cadeva in ginocchio e poi su un fianco, ma niente altro.</p><p>Rimase l�, tra le foglie e il fango. Vide Goldmunsen andare verso Flake, cercare la sua pistola. Si rese vagamente conto che era finita, che se non si fosse alzato sarebbe morto.</p><p>Ma ad alzarsi non riusciva. La mente non riusciva a pensare con chiarezza, si sentiva svuotato e senza forze. Eppure, facendo ricorso a tutta la sua forza di volont�, ci prov�. Appoggi� una mano al terreno e spinse, piegando un ginocchio per tirarsi su.</p><p>Non riusc� ad andare oltre. Fu sorpreso cos�, appoggiato a una mano e a un ginocchio, dalla pistola che Goldmunsen aveva finalmente trovato e puntato fra gli occhi di Bishop.</p><p>Non c�era pi� speranza, era morto. Cos� diceva la canna nera di quella pistola.</p><p>Merda, pens�.</p><p>Poi sent� il colpo. Anzi, due colpi sordi che squarciarono la notte.</p><p>Guard� Goldmunsen e il gigante ricambi� lo sguardo, con il petto che ansimava. Nei suoi occhi c�era un misto di confusione e stupore, l�espressione di chi non ha capito che cosa sia successo.</p><p>Poi fece un passo avanti e cadde pesantemente, sollevando un nugolo di foglie.</p><p>Bishop guard� oltre il corpo senza vita del gorilla e vide Kathleen. Aveva trovato la pistola che lui aveva perso e la teneva davanti a s�, stringendola con ambedue le mani tremanti. Gli occhi erano pieni di rabbia, il volto segnato dalle lacrime e contratto in una smorfia d�ira.</p><p>Bishop guard� ancora l�uomo a terra, poi Kathleen, e pian piano cap� che lei lo aveva ucciso. Annu�. Era andata bene. Meglio di quanto si fosse aspettato, comunque.</p><p>Cominci� di nuovo a tentare di alzarsi.</p><p>�Non provare a muoverti, figlio di puttana�, disse Kathleen, puntandogli la pistola contro. �Tu sei il prossimo.�</p></section><section><title><p>59</p></title><p>�Aspetti un attimo�, stava dicendo l�uomo all�altro capo del telefono. �Mi faccia capire.�</p><p>Weiss si stava stropicciando gli occhi. Era tardi, sicuramente erano da un pezzo passate le dieci. L�ufficio era ancora buio e il computer sempre acceso. Sullo schermo adesso c�era la figura di Julie Wyant, che ammiccava allo spettatore nello spot montato ad anello. Weiss lo faceva girare nel computer e non riusciva a smettere di guardarlo, con una stretta al cuore ogni volta. Lei era chiss� dove, e Shadowman la stava cercando. Ogni minuto era prezioso.</p><p>�Lei mi chiama a casa di sera per dirmi che c�� un assassino rinchiuso nel mio carcere di massima sicurezza�, disse la voce al telefono. Era Roger Nelson, il direttore del carcere di North Wilderness. Aveva una voce asciutta, diretta, di uno che ne ha viste tante. E non sembrava molto felice di sentire Weiss. �Forse la cosa la sorprender�, ma ce ne sono molti l� dentro. In genere l�assassinio � una delle caratteristiche richieste per essere rinchiusi nella mia prigione.�</p><p>�La differenza � che questo assassino, Ben Fry, si � fatto rinchiudere apposta�, replic� Weiss. �Ha progettato il suo arresto per arrivare a un altro detenuto, Lenny Pomeroy. Ha intenzione di torturarlo per estorcergli un�informazione, per poi ucciderlo ed evadere.�</p><p>La ragazza sullo schermo si protese in avanti, una mano dietro la schiena. L�indice dell�altra mano si pieg� in un gesto che pareva rivolto proprio a Weiss. L�investigatore si sciolse in quello sguardo angelico. Pens� che aveva gli occhi pi� profondi che avesse mai visto.</p><p>Nelson, nel frattempo, rideva. �Questo sarebbe il piano pi� diabolico di cui abbia mai sentito parlare, Weiss. Ha solo un difetto, � completamente impossibile. Ha idea di quali sistemi di sicurezza ci siano in quella prigione? Anche se questa storia fosse vera, cosa di cui dubito, quell�uomo non ci riuscirebbe mai.�</p><p>�Le dico che pu� farcela�, disse Weiss con voce frustrata. �E ce la far�.�</p><p>�Ah s�? E lei come fa a saperlo?�</p><p>Weiss alz� gli occhi al cielo in cerca di aiuto, ma l�aiuto non arriv�. Questa era la domanda che temeva, quella per cui non aveva risposta. Come lo sapeva? Intuito, esperienza? Non lo sapeva neppure lui.</p><p>�Ho una fonte sicura�, ment� infine.</p><p>�Chi?�</p><p>�Non posso rivelarlo.�</p><p>�Buonanotte, Weiss�, disse Nelson.</p><p>�Direttore��</p><p>�Senta, Weiss�, replic� Nelson con tono stanco. �Glielo ripeto solo una volta prima di riattaccare: sia lei, sia ogni altro contribuente dello stato della California potete dormire sonni tranquilli perch� l�amministrazione penitenziaria sta facendo tutto ci� che � in suo potere per proteggervi contro i malfattori gi� sotto custodia. D�accordo?�</p><p>Weiss tent� di replicare, ma non ne ebbe la possibilit�. Il ricevitore fu appeso e la linea interrotta.</p><p>Anche Weiss ripose la cornetta e si pass� le dita sulle labbra secche, riflettendo.</p><p>La ragazza ammiccava dallo schermo, con i capelli rossi lucenti.</p><p>Weiss allung� di nuovo la mano verso il telefono.</p></section><section><title><p>60</p></title><p>Kathleen url� di nuovo: �Tu sei il prossimo, te lo giuro!�</p><p>Bishop, ancora inebetito dai colpi, si alz� in piedi, oscillando come l�albero di una barca col mare mosso.</p><p>�Non muoverti! Non muoverti!� La voce di Kathleen era rauca e stentorea. A quel suono gli uccelli notturni si alzarono in volo dall�acqua. Anche gli insetti parvero zittirsi.</p><p>La donna fece un passo verso Bishop, puntandogli la pistola contro. Aveva i denti scoperti in una smorfia furiosa e allo stesso tempo era scossa da singhiozzi che sembravano soffocarla.</p><p>Bishop la osserv� con distacco. Osserv� la pistola. Vide la donna fare un altro passo verso di lui e guard� il suo volto, considerandolo con attenzione. Poi si guard� intorno, come in trance.</p><p>Bizzarra� era davvero una scena bizzarra. Flake morto, sdraiato sulla schiena, con la torcia che illuminava la maschera insanguinata del suo volto. La sagoma di Goldmunsen, morto, appena visibile nell�oscurit�. Poi c�era la notte, improvvisamente silenziosa, gli alberi stagliati sul cielo e Kathleen, che alla luce delle stelle avanzava verso di lui con una pistola in mano. Ancora per qualche istante Bishop rimase troppo stordito per rendersi conto che quella donna avrebbe potuto sparargli davvero. Poi, pian piano, si sforz� di chiarirsi le idee. Gli torn� in mente come l�aveva trattata, quanto l�aveva offesa. E cominci� a capire che, in effetti, avrebbe potuto sparargli davvero.</p><p>Anche Kathleen pensava la stessa cosa, pensava che avrebbe potuto sparare sul serio anche a lui. Di certo ne aveva una gran voglia. Aveva gi� sparato all�altro, a Goldmunsen, e si era sentita proprio bene. Se avesse sparato a Bishop, sarebbe stata ancora meglio. Sparare alla gente sembrava farle bene. Anzi, era stufa marcia di non sparare mai a nessuno.</p><p>Strinse forte la pistola, tanto che le tremarono violentemente le mani. Vedeva Bishop attraverso le lacrime.</p><p>�Sei uno stronzo!� disse. �Lo sai?� La voce fu quasi soffocata dai singhiozzi. �Io ti avrei amato. Io ero disposta a darti il mio amore e tu� mi dicevi solo bugie. Erano tutte bugie, bastardo!�</p><p>Bishop guard� la pistola, poi guard� Kathleen, e annu�. Gli sembrava la cosa pi� giusta da fare.</p><p>E invece no. �Stai zitto!� url� la donna. �Non dirmi di s�! Sei capace solo di dire bugie, stronzo!�</p><p>�Senti�, tent� di intervenire Bishop. �Hai ragione, ho mentito��</p><p>�Non dirmi che ho ragione, figlio di puttana! Io ti avrei amato.� Continuava ad avanzare, con la pistola puntata su di lui, stringendola cos� forte che le nocche erano bianche. Il dito sul grilletto era bianco. �Tu invece eri tutto bugie! Come puoi essere cos�, come puoi far questo alle persone? Che cosa diresti se qualcuno lo facesse a te? Se ti uccidessi, ti dispiacerebbe, vero? Dovrei ammazzarti subito, brutto figlio di puttana.�</p><p>Bishop fece una smorfia di dolore. Questa faccenda cominciava a fargli venire il mal di testa. O forse era colpa della faccia, dove l�aveva colpito Goldmunsen: la guancia si era gonfiata e pulsava, irradiando delle fitte insopportabili in tutto il cranio. In pi� c�erano le urla di Kathleen, una cosa che proprio non sopportava. Odiava quel momento in cui le donne scoprivano la verit� e diventavano matte, iniziavano a urlare. Qui poi c�era anche una pistola, che sarebbe bastata da sola a far venire il mal di testa a chiunque.</p><p>E adesso� Santo cielo, si sentiva un rumore diverso provenire dalla foresta, in direzione del campo. Una specie di sordo e ritmico colpo di tosse che spostava l�aria. Bishop si gir� a guardare.</p><p>Dio mio, pens�.</p><p>�Guardami! Non voltarti, bastardo, devi guardarmi!� url� ancora Kathleen.</p><p>Era l�elicottero, Bishop lo cap� subito. Quel rumore, quello spostamento d�aria: era l�Apache. Avevano acceso i motori.</p><p>Kathleen fece un altro passo avanti arrivandogli davvero vicino, tanto che Bishop vide chiaramente il suo volto nell�oscurit�, percep� la rabbia e l�offesa nei suoi occhi. Era tanto vicina che avrebbe potuto prenderle la pistola, se fosse stato veloce, se non fosse stato troppo intontito e fosse riuscito a battere in velocit� il dito di lei, gi� stretto cos� nervosamente attorno al grilletto.</p><p>In quel momento, Bishop era alquanto sicuro di non essere all�altezza.</p><p>Kathleen scosse la testa, tristemente. �Scommetto che non ti chiami neanche Frank�, disse. �Merda, mi stavo innamorando di uno di cui non conosco neanche il nome.�</p><p>Un�altra fitta di dolore gli trapass� il cranio. Si massaggi� la tempia sospirando. Odiava veramente quella parte della storia. �Bishop�, disse. �Jim Bishop.�</p><p>Il rumore dell�elicottero cambi�, divenne pi� intenso e pi� forte. L�Apache si alzava in volo.</p><p>�E non mi hai amato per niente, vero?� chiese Kathleen.</p><p>Bishop scosse la testa, sobbalzando per il dolore causato da quel gesto. �No�, rispose.</p><p>L�elicottero tuonava sempre pi� forte.</p><p>�Che tu sia maledetto�, disse Kathleen.</p><p>Emise un rauco gemito di rabbia. Lo afferr� per i capelli e attir� il volto di lui vicino al suo, premendo la pistola contro la pancia di Bishop e le labbra sulle sue. Lo baci�. La testa di Bishop puls� di dolore, con delle fitte acute dove lei gli tirava i capelli. Sent� la sua Lingua in bocca, e la canna della Glock affondargli nella carne. Si chiese se Kathleen l�avrebbe ucciso, se sarebbe morto cos�, baciandola. Poi alz� una mano a toccarle i capelli durante il bacio. Intorno a loro, intorno alla palude illuminata dalle stelle, sopra i cadaveri dei due uomini che giacevano a terra nel riverbero della torcia, l�aria trem� al fragore dell�Apache che si alzava in volo.</p><p>Poi, con un brusco movimento della mano, Kathleen allontan� Bishop, lasciando andare i capelli come se li stesse buttando via. La pistola per� era ancora puntata su di lui. Lo guard� negli occhi.</p><p>�Perch� sei tornato indietro?� chiese. Dovette alzare la voce, perch� il rumore dell�elicottero era sempre pi� forte. �Perch� sei venuto a salvarmi?�</p><p>Bishop pos� lo sguardo su di lei. L�elicottero percuoteva l�aria e il dolore batteva forte in testa. Cerc� di sorriderle con un angolo della bocca. �Mi venga un colpo se lo so.�</p><p>Persino Kathleen rimase sorpresa della risata che le usc� dalla gola. Che cosa si doveva fare con uomini come quello? Che cos�era a renderli cos� maledettamente attraenti? Scosse la testa. �Sei un autentico bastardo, lo sai.� Abbass� la pistola e rise di nuovo. �Te lo dico in tutta sincerit�, Bishop. Ce ne sono tanti che ci provano, ma tu lo sei veramente!�</p><p>Un istante dopo alzarono lo sguardo: l�elicottero stava passando sopra di loro. Stazion� per un momento nell�aria color indaco sopra la palude, una sagoma scura alla luce delle stelle e della luna bassa sull�orizzonte. Con le pale rotanti e i missili Hellfire appesi sotto le tozze ali, sembrava davvero un malefico insetto emerso dalle canne e dalle acque torbide.</p><p>Era a circa sessanta metri di altezza, non di pi�, e il suo ritmico battito copriva ogni altro rumore. I due sentirono lo spostamento d�aria sul viso.</p><p>�Pensi che sia Chris?� domand� Kathleen gridando per farsi udire, lo sguardo rivolto all�apparecchio.</p><p>�Penso di s�, grid� Bishop di rimando. �Non pu� che essere lui.�</p><p>�Pensi che lo rivedr�?�</p><p>�Non credo proprio. Comunque vada, � un uomo morto.�</p><p>�Credo che di questa non avr� pi� bisogno, allora�, disse Kathleen, gettando la pistola al suolo.</p><p>Restarono cos�, fianco a fianco, osservando il mostro nel cielo. Al suo interno, sotto il sedile di guida, il computer di Bishop stava sempre cercando il segnale per spedire il messaggio.</p><p>E salire un po� di altitudine, pens� Bishop, era proprio quello che gli serviva.</p><p>Proprio in quel momento, l�Apache si alz� verso il cielo e spar� nella notte.</p></section><section><title><p>61</p></title><p>L�uomo chiamato Ben Fry apr� improvvisamente gli occhi.</p><p>Era sulla branda della cella, sotto la coperta, completamente vestito. Si era addormentato per un minuto, forse cinque, non lo sapeva. Aveva avuto un incubo: era in casa di sua madre, aveva aperto un armadio e l�aveva trovato pieno di corpi macellati. Si era svegliato con il cuore in gola, con il fiato corto. Si era ripreso subito, aveva capito dov�era e si era tranquillizzato. Era giunto infine il momento.</p><p>Gli sembrava di ritornare se stesso, infine. La meticolosa, fredda precisione dei suoi pensieri sembr� riprendere il suo corso senza problemi. Immagini come quella dell�incubo�� e molte altre molto pi� spaventose di tutta la sua vita�� sembravano essere state ricacciate nel profondo. Poteva risalire nella torre, al sicuro, per seguire il suo piano.</p><p>La prima cosa era recuperare la capsula.</p><p>L�uomo chiamato Ben Fry guard� l�orologio di plastica che teneva agganciato alla branda. L�aveva usato per cronometrare le immagini sui monitor della cabina di controllo. Quarantotto celle, ognuna mostrata per dieci secondi. Un ciclo di otto minuti. In uno dei suoi passaggi verso il parlatorio, aveva visto la sua cella e aveva iniziato a contare. Aspett� il momento in cui era il turno della sua cella di apparire sul monitor, poi cont� i dieci secondi e qualcuno in pi�, per sicurezza, e si gir� verso la parete.</p><p>La coperta copriva le sue mani infilate dentro la cintura dei pantaloni. Le dita trovarono il punto delicato della cicatrice. Trattenne il fiato, concentrandosi sul muro bianco davanti a lui. Poi si pizzic� la carne fra pollice e indice e inizi� a premere.</p><p>Schiacci� con forza e vide accendersi nei suoi occhi dei lampi bianchi, un�esplosione di dolore bianco, e scintille che ricadevano come in un fuoco d�artificio. L�uomo chiamato Ben Fry continu� a guardare la parete, con le mascelle serrate, gli occhi strabuzzati. La sacca di pus che si era formata intorno alla capsula sal� verso l�esterno, e la sua gamba avvert� con dolore il bordo tagliente dell�oggetto che si spostava. Le dita premettero pi� forte e la capsula sal� in superficie assieme al pus. L�agonia nei suoi occhi divenne rossa, rossa con lampi bianchi. Persino l�uomo chiamato Ben Fry era stupefatto di quanto facesse male.</p><p>Improvvisamente, con un suono quasi ridicolo, la pelle si squarci�, cos�, come quando si schiaccia un foruncolo. Spost� la coperta per vedere e scorse il pus, giallo, che gli colava lungo la gamba, bagnando i pantaloni. Con un sordo grugnito affond� ancora di pi� le dita. Finalmente riusc� a toccare la capsula, man mano che il pus usciva. Non riusciva a credere che ce ne fosse tanto. Poi venne il sangue, acquoso, pallido. E in quel misto di umori rossi e gialli apparve la punta scura della capsula.</p><p>La prese con l�altra mano, fra il pollice e l�indice. Le lacrime gli scendevano dagli occhi mentre la recuperava.</p><p>La capsula era scivolosa e sporca. La pul� nel lenzuolo per riuscire ad afferrarla, poi la spezz� a met�. Era stata progettata per aprirsi senza difficolt� e ognuna delle due parti, una rossa e una azzurra, aveva un�estremit� piatta e una a punta. Con la parte appuntita di una buc� quella piatta dell�altra e ripet� l�operazione sulla seconda.</p><p>Aveva circa sei minuti prima che la telecamera riprendesse nuovamente la sua cella. C�era tutto il tempo.</p><p>Ignorando il dolore, and� alla porta della cella e us� la capsula azzurra per prima. Ne depose il liquido in quattro punti, dove la porta scorreva e dove era collegata al meccanismo di apertura computerizzata. Lasci� in ogni punto un po� del liquido viscoso e poi fece lo stesso con la capsula rossa. I fluidi si mischiarono.</p><p>L�uomo chiamato Ben Fry torn� dall�altra parte della cella e si accovacci� con la testa bassa e le mani dietro il collo. In quella posizione vedeva la macchia scura allargarsi lentamente sulla gamba dei pantaloni. Sent� una leggera agitazione pervaderlo in quel momento di attesa, ma non aveva paura. Aveva calcolato tutto, ogni passo. Il suo piano era perfetto, come sempre. Bisognava solo attuarlo.</p><p>Pass� un secondo, poi un altro. Il liquido azzurro si mescol� con quello rosso e infine, con un sibilo leggero, un�esplosione silenziosa liber� la porta dalla chiusura automatizzata.</p><p>Non appena ud� il rumore, l�uomo chiamato Ben Fry balz� verso la porta, afferr� la grata e spinse. La porta non si mosse. Per un istante l�uomo rimase come inebetito. Non doveva succedere, non era nel piano. Poi diede un�altra spinta e questa volta la porta si scost� come doveva, solo un poco, il necessario.</p><p>L�uomo chiamato Ben Fry scivol� nell�apertura e si incammin� nel corridoio.</p><p>Era fuori.</p></section><section><title><p>62</p></title><p>Weiss era al telefono con Ketchum, in quel momento. Il basso mormorio dell�ispettore si era trasformato in una sorta di furioso ruggito.</p><p>�Che cosa diavolo vuoi che faccia, Weiss? Che cosa pensi che io possa fare?�</p><p>�Cerca almeno di far scattare un allarme generale nella prigione.�</p><p>�Ci ho gi� parlato. Non lo fanno perch� il carcere � sempre in stato di allarme. Hai visto il posto. Quale altra precauzione devono prendere?�</p><p>�Non hanno una specie di allarme in caso di fuga?�</p><p>�S�, certo. Porte d�acciaio che si chiudono automaticamente, allarmi sonori, tutte quelle stronzate. Ma devono mettere tutto in moto perch� il mio amico investigatore dice che sospetta qualcosa?�</p><p>Weiss sospir�; aveva gli occhi ancora fissi sulla ragazza del video, che ammiccava dallo schermo del computer. �Almeno potrebbero sorvegliare a vista Ben Fry�, tent� infine.</p><p>�Ben Fry � gi� sorvegliato a vista�, rispose Ketchum. �Come ogni detenuto. � una prigione di massima sicurezza, cazzo.�</p><p>La testa di Weiss premeva pesantemente sulla cornetta del telefono. Non sentendolo rispondere, Ketchum continu� in tono pi� gentile, per quanto potesse.</p><p>�Senti, hanno problemi di personale come tutti. Che cosa dovrei dir loro? Forse con un po� pi� di tempo potrei convincerli a tenerlo d�occhio ventiquattr�ore su ventiquattro. Non so. Ma adesso� Non sai neanche che cosa dovrebbe accadere.�</p><p>Weiss annu�, senza staccare gli occhi da Julie, senza rispondere con la voce. Era vero, non lo sapeva. Sapeva solo che aveva perso il contatto con Bishop e che tutto sarebbe accaduto presto.</p><p>Sent� Ketchum sbuffare all�altro capo. �Il problema � che il direttore ti crede pazzo. Ecco che cosa pensa��</p><p>Ma Weiss lo ascoltava appena. Guardava Julie sullo schermo, con il suo sguardo mogio. Aveva appoggiato il gomito al bracciolo, la testa alla cornetta. La stretta al cuore che la vista di lei gli dava era diventata una dol�a permanente, che esprimeva impotenza e frustrazione. Era bloccato l�, in quella citt�, al telefono, mentre a circa cinquecento chilometri di distanza l�uomo che dava la caccia alla ragazza stava per scoprire dove si trovava, e Weiss non riusciva a farlo credere a nessuno�</p><p>Ketchum stava continuando a blaterare, come un sussurro in lontananza. Weiss non smetteva di guardare il video e la sua mente vagava nel sogno di incontrarla, di perdersi in quegli occhi misteriosi. Improvvisamente sent� il motivo sonoro che annunciava l�arrivo di un�e-mail.</p><p>Raddrizz� la schiena e sgran� gli occhi, sorpreso.</p><p>�� perch� tutto il sistema � pensato per non far succedere cose simili�� continuava Ketchum dall�altra parte.</p><p>�Fermati�, disse Weiss, con rinnovata energia. Clicc� sull�icona dei messaggi e l�immagine di Julie Wyant scomparve. Lesse.</p><p>�Allora�, sent� Ketchum chiedere. �Novit�?�</p><p>�C�� qualcosa da Bishop.�</p><p>�Bishop? Che cosa vuole?�</p><empty-line/><cite><p>Weiss, ha funzionato. Wannamaker � fuori, io sono in gioco. Stasera alle sei sar� in volo verso una destinazione ignota. Quando sar� l�, mi daranno le istruzioni sul mio incarico e ti far� sapere. Se abbiamo fortuna, possiamo portare a termine la missione senza comprometterci� c150kmnoah-64d</p></cite><empty-line/><p>�Ebbene?�, chiese Ketchum dopo qualche secondo.</p><p>Weiss non rispose. Stava leggendo, pensando. <emphasis>Alle sei. </emphasis>Bishop doveva essere gi� partito. <emphasis>c150kmnoah-64d. </emphasis>Doveva essere sorvegliato, non poteva scrivere altro. Che cosa voleva dire? <emphasis>c150kmno</emphasis>, circa 150 chilometri a nord-ovest�</p><p>�Che cosa diavolo pu� essere AH-64D?�, chiese a voce alta.</p><p>�Che cosa?� disse Ketchum. �AH-64D? Di che cosa stai parlando?�</p><p>Weiss scosse la testa. E Ketchum continu�: �Weiss? Di che cosa parli? AH-64D?�</p><p>Weiss avvi� un motore di ricerca. Apparve un sito su cui lesse: �Tecnologia militare. AH-64D� � un elicottero da guerra�.</p><p>�Mi prendi in giro�, sussurr� Weiss, deglutendo. Qualcosa dentro di lui si stava lacerando.</p><p>Allora cap�. Tutto gli fu chiaro infine, tutto il quadro; troppo tardi, per�.</p><p>�Weiss, che succede, sei ancora l�?�</p><p>�Ketchum�, disse. �Penso che gli manderanno un elicottero.�</p><p>�Che cosa?�</p><p>�Penso��</p><p>Ketchum rugg�. �Ma va�� Un elicottero? Impossibile. Il carcere � coperto di cavi antielicottero. Non c�� modo di atterrare��</p><p>�Non devono atterrare�, continu� Weiss. �� un elicottero da guerra, dev�essere armato. Quel figlio di puttana, ecco come scapper�. Far� saltare tutto.�</p><p>Ketchum tacque per qualche istante. �Weiss�, disse infine. �Adesso anch�io ti credo pazzo.��</p><p>Weiss guardava lo schermo e premeva la cornetta contro l�orecchio cos� forte da farsi male. Sent� un sudore freddo sulla nuca. Era troppo tardi.</p><p>�Weiss. Weiss!� riprese Ketchum.</p><p>Weiss grugn�. �S�.�</p><p>�Non posso dir loro che sta arrivando un elicottero a bombardarli. Non posso andare a raccontare che quel tizio uscir� dalla cella, cosa impossibile, e andr� da un certo Pomeroy a torturarlo, altra cosa impossibile, per poi dare l�assalto al carcere con un elicottero da guerra. Questo non lo posso fare.�</p><p>Weiss si inumid� le labbra secche e cerc� di deglutire. �No�, mormor� rauco.</p><p>Dopo una pausa, Ketchum chiese: �Quand�� che dovrebbe attaccare, questo elicottero?�</p><p>Weiss fece una risata silenziosa e amarissima. Se Bishop era disperso nella foresta, non era possibile che il palmare avesse inviato il messaggio da terra. E se Bishop fosse stato sul velivolo, avrebbe chiamato la polizia via radio. Weiss cap� anche quello. Aveva lasciato il computer sull�elicottero e, non appena quello era decollato�</p><p>�� gi� in volo�, disse.</p><p>�Che cosa?� url� Ketchum.</p><p>Ma Weiss, come in sogno, aveva lentamente riattaccato il telefono. Troppo tardi, era arrivato troppo tardi. Tutto quello che aveva scoperto era stato inutile.</p><p>Rest� seduto fissando il vuoto, sconfitto.</p></section><section><title><p>63</p></title><p>Quanto a Chris, questo era il suo momento. Il passato era scivolato via e lui si sentiva di nuovo in sella. La luna lo accompagnava in quel volo e il suo potere della cloche che stava manovrando si estendeva su tutto l�orizzonte. I rotori, il battito delle pale, l�immagine familiare del mondo verde sotto di loro nel monocolo di inquadramento bersaglio del casco� Tutto era come aveva sempre voluto. Lui avrebbe dovuto essere un pilotai dell�esercito e l�, in quel cielo, si sentiva tale.</p><p>Seduto al posto di controllo delle mitragliatrici, davanti a lui, un po� pi� in basso, c�era Hirschorn. Chris vedeva i suoi lineamenti delicati riflessi nel parabrezza. In cuffia sentiva la sua voce, che ogni tanto gli dava un�indicazione nuova, e tutte le volte che lo guardava sentiva un�ondata di devozione salirgli in petto.</p><p>Gli era veramente grato di averlo reintegrato nell�operazione. Solo poche ore prima stavano per sparargli. Solo quarantacinque minuti prima era in ginocchio mentre Hirschorn lo schiaffeggiava, mentre ordinava di portare via sua moglie.</p><p>Da quando era stato cacciato dall�esercito, le cose erano andate male. Ma ora, grazie a quell�uomo, aveva un�altra possibilit�. Era lui il pilota. Sarebbe morto per il suo capo. Lo amava.</p><p>L�Apache sorvol� le cime degli alberi a una velocit� opportuna per l�oscurit�, circa settantacinque nodi. Chris osservava il paesaggio monotono sul GPS.</p><p>�Dovremmo essere a circa trentacinque miglia a nord-est�, disse Hirschorn.</p><p>Chris annu�. �Roger.�</p><p>Erano a mezz�ora dal bersaglio.</p></section><section><title><p>64</p></title><p>Nel carcere, nessuno sospettava niente. Nessun allarme era scattato quando l�uomo chiamato Ben Fry aveva fatto saltare la porta. Non esisteva un allarme per questo evento, perch� non era ritenuto possibile. Ci fu solo una luce rossa che si illumin� in una delle cabine di controllo per segnalare che una porta era aperta. Sfortunatamente, in quel momento nessuno stava guardando.</p><p>L�agente di turno, Mike O�Brien, aveva un volto amichevole, capelli rossi, penetranti occhi irlandesi. Era basso e muscoloso, con un po� di pancetta. Aveva trentaquattro anni.</p><p>Era entrato nelle guardie carcerarie dopo essersi congedato dall�esercito. In un primo tempo non aveva avuto problemi a passare da un�occupazione all�altra, ma poi si era sposato e aveva cercato un posto fisso. Il lavoro di secondino si era rivelato adatto allo scopo. Certo non era il pi� bello al mondo, ma era sicuro e regolare. I turni rendevano possibile programmare la propria vita e passare del tempo con la moglie e la figlia, cosa che per lui era la pi� importante. Sua moglie Maura era un�esile donna che guidava la vita del marito con polso fermo. Caitlin, la bambina, aveva due anni ed era adorata dai genitori.</p><p>Quando la luce di segnalazione si era accesa, Mike stava tenendo d�occhio i monitor e pensando a un locale di nome McGill. Era il locale frequentato dalle guardie carcerarie sposate, al contrario di Blinky Mae, dove i suoi colleghi scapoli andavano in cerca di avventura. Da McGill c�era una bella sala con tavolini per cenare, il biliardo e dei videogiochi per distrarsi. C�era anche il karaoke, che piaceva tanto a Mike. A volte anche lui, quando l�atmosfera si scaldava un po�, si lasciava convincere a cantare. Aveva una bella voce tenorile e, nonostante la sua predilezione per le vecchie ballate irlandesi che gli aveva insegnato il padre, al bisogno diventava bravissimo nel rock-blues. Con due birre in corpo e un paio di voci femminili ai cori, era pronto per dare il meglio di s�. Alcuni suoi colleghi di colore lo prendevano in giro. �A vederti sei un pallido bastardo irlandese�, dicevano, �ma dentro sei un vero fratello.� Mike adorava tutto ci�.</p><p>Dunque stava pensando a McGill, stava controllando i monitor e sorrideva tra s�, intonando le prime battute di <emphasis>Danny Boy. </emphasis>Quando la luce rossa si accese, lui non la vide. Poi, con un�esplosione quasi silenziosa, la porta a sbarre del corridoio B salt�.</p><p>L�uomo chiamato Ben Fry, tenendo d�occhio Mike, aveva atteso, addossato al muro, il momento opportuno per sgattaiolare lungo il corridoio. Aveva poi applicato i suoi composti chimici sulla porta a sbarre e aspettato in un punto buio che facessero il loro effetto.</p><p>Mike non ud� il sibilo delle sostanze che si combinavano, n� la porta che si apriva. Ma quando essa si richiuse, ne percep� il movimento con la coda dell�occhio. Butt� uno sguardo oltre la finestra della cabina di controllo. La porta era chiusa e nel corridoio, oltre le sbarre, non c�era nessuno. (L�uomo chiamato Ben Fry a questo punto era gi� contro la parete della cabina, al di sotto del vetro e quindi invisibile a Mike.) Mike non not� niente di anomalo.</p><p>Si volt� di nuovo e fu allora che, finalmente, si accorse della lucina rossa. La porta di una cella risultava aperta e� ora anche quella del corridoio B.</p><p>Che cosa stava succedendo? Mike socchiuse gli occhi azzurri nel guardare le due luci rosse, e pens� a un contatto. Non poteva essere altro. Sent� il cuore saltare un battito, all�idea di essere stato lui a toccare qualcosa e aprire le porte. Ma, ripensandoci, cap� che non era possibile. Doveva essere un contatto.</p><p>Guard� di nuovo la porta del corridoio B. Aveva l�aspetto di sempre. E come poteva essere diversamente?</p><p>Poi un dubbio si fece spaventosamente strada dentro di lui e Mike guard� meglio. Non era possibile che la porta fosse solo socchiusa, vero? Eppure a Mike sembrava quasi che fosse cos�.</p><p>Mike guard� di nuovo le spie rosse e poi la porta del corridoio, al di l� dello spesso vetro antiproiettile.</p><p>Poi fu la porta della stessa cabina di controllo ad aprirsi violentemente verso l�esterno. Sorpreso, o piuttosto sbalordito, Mike si gir� in fretta sulla sedia. Persino in quel momento non riusciva a capire che cosa stesse succedendo. In piedi davanti a lui c�era il detenuto noto come Ben Fry.</p><p>Mike non pens�, ma si slanci� verso il pulsante delle emergenze, allungando il braccio per schiacciare il disco rosso che avrebbe fatto suonare l�allarme. Ma era troppo tardi. L�uomo chiamato Ben Fry gli fu addosso in un attimo, troppo velocemente perch� Mike potesse reagire. Come da lontano, lo vide afferrargli la mano, scostarla dal pulsante e spezzargli il polso. Non ebbe neanche il tempo di sentire il dolore. Non riusc� neppure a urlare, vide solo il volto senza espressione di quell�uomo, gli occhi opachi di chi sta solo svolgendo un lavoro. Poi Mike mor�.</p><p>L�uomo chiamato Ben Fry deposit� il cadavere della guardia sul pavimento e si acquatt�, per non essere visto. Spogli� velocemente il corpo e si tolse di dosso la casacca e i pantaloni da detenuto. Gli indumenti di Mike erano un po� larghi, ma non tanto da costituire un problema. Bast� stringere bene la cintura per tenere a posto i pantaloni.</p><p>Poi, l�uomo chiamato Ben Fry si chin� sulla testa di Mike. I Lineamenti cordiali della guardia irlandese erano sfigurati e c�era un buco rosso al centro, nel punto in cui l�assassino gli aveva spinto la cartilagine del naso nel cervello. Ma gli occhi erano ancora intatti, aperti e fissi. L�uomo chiamato Ben Fry inser� il pollice nell�angolo del destro. Ne aveva bisogno per il controllo automatico della retina.</p><p>Quando ebbe fatto anche questo si pul� le mani nei vestiti da detenuto, si alz� in piedi e osserv� il pannello centrale della cabina di controllo. Si concesse qualche istante per orientarsi, sebbene avesse studiato le piantine e sapesse gi� che cosa fare. Era tutto perfettamente pianificato, come al solito. L�uomo chiamato Ben Fry sapeva esattamente che cosa fare, e ora niente poteva fermarlo.</p></section><section><title><p>65</p></title><p>Weiss, nella solita poltrona, si sporse improvvisamente in avanti, di scatto. Mentre era immerso nella sua frustrazione, in attesa di avere le notizie sul disastro, gli era caduto lo sguardo su una cosa appoggiata ai margini della luce proiettata dal computer. Ora la prese in mano. Era il mio rapporto, le pagine del mio rapporto sul reverendo O�Mara. Non gli aveva prestato molta attenzione fino a quel momento, perch� troppo impegnato con Shadowman. Ma ora una catena di collegamenti si form� all�improvviso nel suo cervello. Il fatto che avessi deluso le sue aspettative, che non avessi notato le incongruenze che secondo lui avrei dovuto vedere� Il fatto che mi ero ubriacato, e continuavo a insistere che il prete era pulito� In un attimo ebbe una visione chiara di tutta la faccenda, come spesso succede. Si rese conto che avevo risposto pienamente alle sue aspettative, e non mi ero ubriacato perch� non avevo scoperto nulla, ma perch� avevo scoperto tutto e nascosto la verit�.</p><p>Nel momento stesso in cui cap� queste cose, gli venne anche un�idea. Non era ancora ben delineata, ma lui non poteva aspettare. Non c�era tempo. Afferr� il telefono e compose in fretta il numero che appariva in alto sulla pratica.</p><p>L�uomo che rispose sembrava stanco, come se non fosse abituato a ricevere telefonate di sera e si aspettasse brutte notizie.</p><p>�Pronto?�</p><p>�Reverendo Reginald O�Mara?�</p><p>�Sono io, chi parla?�</p><p>Weiss si sporse ancora pi� avanti, e i suoi lineamenti pesanti furono illuminati dalla luce del computer. Il resto della sua figura curva e tesa era in ombra.</p><p>�Mi chiamo Weiss, dirigo un�agenzia di investigazioni.�</p><p>Ci fu un lungo silenzio. �S�, disse il prete infine. �Ho parlato con uno dei suoi, nel pomeriggio.�</p><p>�Davvero?�</p><p>�S�.�</p><p>Weiss trattenne un attimo il respiro. Stava bluffando, ma doveva tentare. �Volevo dirle che abbiamo deciso di tenere per noi il suo piccolo segreto�, disse, e attese una risposta che non venne. Lo stomaco di Weiss si contrasse. Si stava sbagliando? �Il mio cliente andr� in prigione, dove merita di andare, e le persone che lei vuole proteggere, compreso suo fratello, saranno al sicuro. Mi sente?�</p><p>�S�.� Il reverendo O�Mara era ancora diffidente; non era sicuro che si trattasse solo di buone notizie. �E che cosa volete in cambio?�</p><p>�Un favore�, disse Weiss, svelto. �E non mi fraintenda, non si tratta di un ricatto.�</p><p>�No?�</p><p>�No. So che lei non ci cascherebbe. Qualsiasi cosa lei decida di fare, il suo segreto � al sicuro. La consideri un�opera buona.�</p><p>�Bene�, disse il reverendo. �Che cosa vuole, allora?�</p><p>�Voglio che lei mi ascolti�, disse Weiss con lo stesso tono tranquillo. �Voglio che ascolti quello che le devo dire, e poi mi faccia arrivare al governatore.�</p></section><section><title><p>66</p></title><p>Qualche tempo dopo, l�amministrazione penitenziaria della California convoc� una commissione d�inchiesta per tentare di ricostruire che cosa fosse successo in seguito, ma neppure dopo quasi tre mesi di indagini si arriv� a saperlo per certo. L�uomo chiamato Ben Fry aveva dovuto superare altri due punti di controllo per arrivare alla cella di Whip Pomeroy. Secondo quanto risult� da un successivo controllo interno, ci aveva messo poco pi� di mezz�ora, eppure l�agente del controllo quattro dichiar� di non averlo visto. Per di pi�, al punto di guardia principale non ci si poteva neppure avvicinare senza un complesso sistema di controllo della retina e di doppie chiavi. Non c�erano segni di effrazione, ma entrambi gli agenti di guardia furono trovati morti. Era chiaro che l�uomo chiamato Ben Fry aveva utilizzato la retina di Mike O�Brien. Ma come si fosse impossessato delle chiavi rimase un mistero, come la sua abilit� di percorrere i corridoi senza essere visto. Quali che fossero le conclusioni della commissione, non furono rivelate per motivi di sicurezza. N� si seppe con precisione quale fosse l�esplosivo usato dall�assassino per aprire le porte. Anche quello rimase top secret. Pareva si trattasse di una miscela di sostanze piuttosto comuni e le autorit� non vollero che l�informazione trapelasse.</p><p>Ma su un punto tutti furono d�accordo: una volta che l�uomo chiamato Ben Fry aveva superato il punto di guardia principale, niente lo separava pi� dall�uomo che cercava. Whip Pomeroy forse non lo avrebbe neanche visto entrare, se non fosse stato svegliato dal rumore della porta che si apriva. Quando ci� accadde, Whip si alz� a sedere sulla branda. Le sue dita delicate cominciarono subito a tremare, le labbra a balbettare. Gli occhi umidi di Pomeroy saettarono qua e l�, mentre il suo cuore batteva all�impazzata e la sua mente cercava una spiegazione. Terrorizzato, si alz� a fatica sulle gambe malferme.</p><p>E all�improvviso eccolo, l�uomo chiamato Ben Fry, come se fosse una cosa naturale, come se non ci fosse niente di strano. Aveva un�espressione calma, impassibile, un�espressione che terrorizz� Pomeroy pi� di tutto. L�uomo di nome Ben Fry era l� per fare quello che aveva promesso, e non c�erano possibilit� di scampo.</p><p>Preso dal panico, Whip emise un singhiozzo e si precipit� in un angolo della cella lasciandosi cadere lungo il muro, fino a crollare sul pavimento. Le sue labbra si mossero sempre pi� velocemente nel solito sussurro inudibile, finch� Whip non singhiozz� di nuovo ed esclam�: �Non te lo dico, non te lo dico!�</p><p>�S� invece�, ribatt� l�altro, senza affanno. �S� che me lo dirai.�</p><p>Comp� un passo in avanti verso la sua vittima.</p><p>E in quel momento, grazie a un ordine improrogabile del governatore dello stato, il responsabile notturno della prigione fece scattare l�allarme di emergenza antievasione e l�urlo assordante delle sirene invase l�edificio.</p><p>Weiss ce l�aveva fatta.</p></section><section><title><p>67</p></title><p>Fu in quel momento che l�Apache arriv� sopra il carcere. Chris controll� il radar e vide la sagoma cruciforme della prigione arrivare al centro dello schermo. Gett� un�occhiata al GPS. Erano a pochi chilometri dal bersaglio. Poco dopo, ecco il contatto visivo. Meno di un chilometro. Le luci del carcere proiettavano un alone bianco dai boschi neri verso il cielo nero.</p><p>Manovrando per tenere l�elicottero in assetto, Chris rallent� fino alla posizione di stallo. Il grande insetto rimase sospeso nell�aria, alto quanto la luna al di sopra della foresta.</p><p>Hirschorn controll� l�orologio. �Abbiamo ancora due minuti.�</p><p>�Ne approfitto per acquisire il bersaglio�, rispose Chris.</p><p>Hirschorn annu�. Era al posto del mitragliere ma non era quello il suo compito. Non doveva fare niente, solo assistere all�operazione secondo gli ordini dell�uomo chiamato Ben Fry, per essere sicuro che rimanesse segreta fino all�ultimo e che venisse eseguita come programmato.</p><p>Ma quando venne il momento di impostare l�attacco con i missili, Chris dovette fare da solo. Fu un po� faticoso protendersi nel pozzetto dell�artigliere per attivare gli Hellfire, e programmarli per la ricerca bersaglio prima del lancio. Ma, fatto questo, non gli restava che guardare attraverso il monocolo incorporato nel casco. Il casco�� dotato di un sistema di puntamento automatico�� era la parte dell�elicottero che Chris prediligeva. Si era allenato molto, pi� di diciotto ore, per imparare a usarlo, ma, una volta capito come funzionava, l�aveva trovato esaltante. Il casco era direttamente collegato ai sistemi di puntamento dell�elicottero, quindi era sufficiente inquadrare nel mirino del casco ci� che si voleva distruggere per programmare la traiettoria degli Hellfire. Bombardare diventava quasi una funzione corporale. E Chris si sentiva come la testa di una qualche creatura mitologica, un drago volante pronto a seminare distruzione con i suoi artigli di fuoco.</p><p>C�era una espressione per definire quello che sentiva, ma non gli veniva in mente. Era una specie di bagliore interno. Non si sentiva cos� da quando non era pi� nell�esercito. No, per la verit�, non si era mai sentito cos�. Mai. Non fino a quel momento.</p><p>Chris alz� la testa e vide la prigione nel mirino. Mise a fuoco la torre di guardia di nord-est.</p><p>�Bersaglio acquisito�, disse un attimo dopo.</p><p>�Un minuto�, rispose Hirschorn.</p><p>Aspettarono, alla distanza convenuta. Il rumore dei motori impediva loro di sentire le sirene di allarme, ma qualcosa videro. La luce intorno alla prigione divenne pi� forte, sempre pi� forte e l�occhio di un riflettore inizi� a scrutare il cielo.</p><p>Hirschorn parl� nel microfono. �Luci di intercettazione.�</p><p>Ecco che cos�erano. Si stavano accendendo tutto intorno al perimetro della prigione, con fasci potentissimi che spazzavano il cielo coprendo tutta l�area intorno agli edifici.</p><p>�Che cosa significa?� chiese Chris.</p><p>Hirschorn non rispose. Non lo sapeva. Le luci coprivano quello che accadeva al suolo e cos� non videro le guardie allertate che raggiungevano i posti di combattimento. Non le videro arrivare alle armerie e preparare i missili antiaereo, che intendevano usare adesso che erano al corrente della presenza dell�elicottero. Chris e Hirschorn non sapevano nulla di tutto ci�.</p><p>Nervosamente, il vecchio guard� l�orologio. �Trenta secondi�, disse.</p><p>�Cristo, sembra che stiano cercando��</p><p>�Fuoco! Fuoco!� url� Hirschorn. �Spara!�</p><p>Chris esit� un istante, perch� era troppo presto. Poi l�ordine penetr� nel suo cervello. Rapidamente sollev� il copri-pulsante e premette il pollice sul grilletto. L�Apache sussult� alla partenza del missile. Un attimo dopo Chris lanci� anche il secondo Hellfire.</p><p>Le esplosioni si susseguirono vicinissime. Le fiamme salirono simili a piume arancione dalla torre di guardia, poi un�altra palla di fuoco si accese appena oltre la prima, sfondando il recinto pi� interno. Chris si dimentic� di tutto il resto, a quella vista. Alla luce della seconda esplosione vide la sagoma della torre di guardia afflosciarsi e crollare. Lanci� un terzo missile e un quarto. Ne aveva ancora altrettanti. Sentiva il cuore pieno di elettricit� e rise, urlando di piacere. Era il pi� bel momento della sua vita.</p><p>�Che cosa diavolo�� sent� esclamare Hirschorn.</p><p>La bocca di Chris era ancora aperta quando una palla di luce di stacc� dall�incendio sotto di loro e si diresse verso l�elicottero, superando gli alberi.</p></section><section><title><p>68</p></title><p>�Signor Weiss?�</p><p>�S�, mormor� rauco il detective al telefono.</p><p>�Sono Norman Kamen, dell�ufficio del governatore.�</p><p>�S�, rispose Weiss, trattenendo il respiro.</p><p>�Il governatore voleva farle sapere che gli allarmi di emergenza della prigione sono stati attivati. Sembra essere stata confermata la presenza di un velivolo da guerra non identificato. Le guardie della prigione si stanno armando di conseguenza.�</p><p>Gli occhi di Weiss brillarono alla luce del computer. La mano strinse pi� forte il ricevitore. �La prigione � stata chiusa?�</p><p>�Completamente. Non ci sar� nessuna evasione stanotte, mi creda.�</p><p>Weiss annu�, fissando il nulla. Fissando, invisibile a tutti, la ragazza sullo schermo.</p><p>�Signor Weiss�, ripet� la voce di Norman Kamen. �Il governatore desidera esprimerle il suo ringraziamento per l�informazione.�</p><p>Weiss continuava ad annuire, senza ascoltare. Dopo aver riattaccato, rimase seduto sul bordo della poltrona. La mano sudata si chiuse a pugno. Un lieve sorriso gli apparve sulla bocca triste.</p><p>�Ti ho beccato, figlio di puttana�, mormor�.</p></section><section><title><p>69</p></title><p>Pass� ancora un lungo momento prima che l�uomo chiamato Ben Fry si rendesse conto della catastrofe. Era inconcepibile per lui pensare che il suo piano fosse fallito, che l�unica cosa al mondo che aveva veramente voluto gli sfuggisse dalle mani all�ultimo istante.</p><p>Guardava con occhi di fuoco il prigioniero davanti a lui, nell�angolo, Whip Pomeroy, l�unico che poteva condurlo da Julie Wyant. Lo guard� come se una cortina di nebbia fosse salita fra loro; non c�era pi� la sua faccia, ma quella della ragazza, della ragazza che rideva.</p><p>Non sapeva come definire i suoi sentimenti, quello che lei gli aveva fatto, come si era sentito diverso nel momento in cui l�aveva vista. Lo ricordava, quel momento. Era stato come se un sogno che non aveva mai osato sognare si fosse manifestato a lui vivo e reale. Si era reso conto, con un�unica occhiata, che l�immagine di lei era cresciuta in lui per tutti quegli anni, come una sua creazione, e che adesso era l�, una donna vera, ma al tempo stesso una parte di lui. Ed era la parte di se stesso che amava di pi� e anche quella che pi� desiderava devastare brutalmente. In un certo senso erano un�unica cosa, l�amore e la brutalit�.</p><p>Non avrebbe saputo trovare le parole per tutto questo. Non c�erano parole, solo le cose che la sua carne era spinta a farle. Le urla che lui aveva necessit� di estorcerle, le lacrime che voleva vedere. Quando le aveva fatto male, quando l�aveva costretta a urlare, avrebbe voluto chiudere le lacrime in una bottiglia per poi iniettarsele nelle vene, avrebbe voluto vagare sulle montagne e vivere del dolore e delle lacrime di lei fino alla fine del tempo.</p><p>Aveva cercato, quella volta, quell�unica volta in cui non era riuscito a controllarsi, di spiegarle tutto questo. Ma non c�erano parole adatte� e lei aveva riso. Con quel viso d�angelo che lui aveva cos� spesso sognato e le labbra rosse. Anche se piangeva, anche se sanguinava, anche se era nuda e pesta ai suoi piedi, rideva. E questo era male, perch� lo aveva indotto a farle ancora pi� male, ad amarla di pi�. Si era messo davanti a lei, si era spogliato, umiliato e, nonostante questo, lei aveva riso.</p><p>Pomeroy l�aveva sentita. Pomeroy era nella stanza accanto.</p><p>Ed eccolo qui, Pomeroy. Rintanato come un coniglio in fondo alla cella. L�uomo chiamato Ben Fry sapeva che gli bastavano trenta secondi. Non pi� di trenta secondi per avere l�informazione. Per sapere quello che voleva e distruggere dalla memoria di quell�uomo il ricordo della risata di Julie. Poi l�uomo chiamato Ben Fry se ne sarebbe andato, l�avrebbe cercata e trovata, l�avrebbe avuta ancora. Questa volta l�avrebbe portata via, in qualche posto, da qualche parte. Questa volta l�avrebbe tenuta con s� finch� avesse voluto, finch� si fosse saziato del suo dolore. Poi tutto sarebbe finito. Lei sarebbe ritornata a essere una parte di lui e quel ricordo dell�umiliazione sarebbe scomparso. Trenta secondi. Trenta secondi e avrebbe avuto ci� per cui era venuto.</p><p>Ma mentre le sirene suonavano in tutta la prigione, tutt�intorno a lui, l�uomo chiamato Ben Fry si rese conto che trenta secondi erano pi� del tempo che aveva a disposizione per portare a termine ci� per cui era venuto.</p><p>Le porte di sicurezza stavano iniziando a chiudersi, precludendogli la fuga. Le guardie si stavano armando e il perimetro veniva bloccato. Sapeva che probabilmente l�avevano scoperto, che gli sarebbero stati addosso da un momento all�altro. Se non si muoveva subito, esattamente in quel momento, avrebbe perso l�appuntamento con l�elicottero, avrebbe mancato le corde che dovevano lanciargli, avrebbe abbandonato l�occasione di fuga e sarebbe rimasto in quel posto, quel posto nel mezzo del nulla, per sempre. Per sempre e da solo, con l�immagine di un volto che rideva di lui negli occhi.</p><p>Spost� l�attenzione da Pomeroy e cominci� a correre.</p><p>Le sirene erano incredibilmente forti. Il rumore dilagava nella sua testa, scuoteva i suoi pensieri e li frantumava. Super� in un lampo il punto di controllo principale, scavalcando il corpo delle guardie uccise. Gir� l�angolo.</p><p>Ed eccole, a pochi metri da lui, in fondo al corridoio. Porte d�acciaio che si chiudevano automaticamente una verso l�altra.</p><p>Quanto spazio c�era, fra loro? Un metro e mezzo? Uno solo? Sempre meno ogni secondo che passava. Le sirene gli martellavano il cervello e la mente correva. Ma sentiva anche il rumore delle esplosioni, i missili Hellfire che colpivano. Sapeva che erano loro, che erano la sua speranza. Se riusciva a infilarsi in quella fessura aveva una possibilit�. Se quelle porte si chiudevano� Si immaginava come sarebbe stato restare bloccato l�, con la mente ferma, vulnerabile, a cercare disperatamente di visualizzare la torre della calma mentre, giorno dopo giorno, gli orrori che se n�erano andati da lui come topi tornavano a divorarlo.</p><p>Le porte d�acciaio erano sempre pi� vicine. L�uomo chiamato Ben Fry scatt� come un atleta. Le sirene� il suo respiro affannoso� il suo cuore che pulsava. E poi il passaggio, schiacciato fra i due battenti, prima un braccio, poi una gamba e tutto il corpo, a terra, ma in salvo, mentre le porte si chiudevano definitivamente.</p><p>L�esplosione successiva fece tremare il corridoio. Persino con il suono assordante delle sirene, l�uomo chiamato Ben Fry fu in grado di udire il crollo delle macerie. Era di nuovo in piedi, correva, girava un altro angolo.</p><p>Ed ecco, davanti a lui, come previsto, la parete in pezzi. Un foro aperto sulla notte, sul cortile, sul mondo libero al di fuori.</p><p>L�uomo chiamato Ben Fry inciamp� sulle macerie, sent� l�aria colpirgli il viso, vide il fuoco, e la pazzia, intorno a lui. Luci accecanti, sirene assordanti. Una torre in frantumi. Fiamme rosse al cielo. Uomini armati che prendevano posizione, tagliandogli la fuga. Mitragliatrici ancora in funzione su quelle torri, che spazzavano il cortile, in cerca di un fuggitivo, sulle sue tracce.</p><p>Come era potuto succedere? Come avevano fatto a sapere? Nessun essere vivente aveva il coraggio di tradirlo. Qualcuno doveva avere immaginato tutto, doveva essergli entrato nel cervello. Era impossibile. Non gli era mai successo prima di allora.</p><p>L�uomo chiamato Ben Fry era in piedi sulle macerie, a guardare il cielo notturno, in cerca della sua unica speranza.</p><p>La vide. Vide l�elicottero, l�Apache. Ne vide le luci, sospese sulla foresta, a neanche un chilometro.</p><p>�Forza! Forza!� gracchi�.</p><p>Era ancora presto per l�appuntamento, tutto era stato precisamente pianificato. Lui per� non poteva stare l�, esposto in quel modo. Inizi� a correre nel cortile, verso i riflettori, rischiando di farsi colpire dalla mitragliatrice.</p><p>Le luci lo rendevano inquieto, le sirene gli foravano il cervello, le fiamme dei missili erano da ogni parte, intorno a lui. Ma l�uomo chiamato Ben Fry correva, con gli occhi rivolti in alto, verso l�Apache. Voleva che l�apparecchio si avvicinasse, che lo portassero via.</p><p>Il primo missile part� dal suolo mentre stava correndo. Lo osserv� sconvolto, mentre procedeva diritto verso la sagoma nera sopra gli alberi, illuminando la foresta. Non colp� l�elicottero e si perse nel cielo. Il secondo segu� le tracce del primo e fall�.</p><p>L�uomo chiamato Ben Fry si affrett�. Vedeva l�elicottero che si girava, pronto ad allontanarsi. Lo lasciavano l�? Terrorizzato, vide un terzo missile partire e colpire i rotori del velivolo. Nella luce dell�esplosione, vide le pale che si accartocciavano, come le ali piegate di un insetto. Poi l�intero apparecchio esplose.</p><p>�Noooo!� url�, con la voce coperta dalle sirene.</p><p>Era pietrificato, senza pi� risorse. L�Apache s�inclin� come un animale ferito e croll� al suolo con il muso in avanti, ma non si sent� il fragore dell�impatto. Le lingue di fuoco che salirono dagli alberi mutarono il colore del cielo da nero a rosso.</p><p>L�uomo chiamato Ben Fry rimase a bocca aperta, mentre l�elicottero moriva. Le luci dei riflettori s�incrociavano sopra di lui, le sirene gli perforavano la mente. Da tutte le direzioni arrivavano uomini armati. Eppure tutto per lui era ormai immobile, come se si trovasse sull�orlo di una valle sconfinata in cui niente viveva, si muoveva o cambiava, ma tutto continuava a esistere per sempre.</p></section><section><title><p>70</p></title><p>A circa cinquecento chilometri di distanza, al settimo piano di un edificio con il tetto rosso, nell�ufficio con la grande finestra ad arco sopra il traffico di mezzanotte in Market Street, Weiss si mosse appena nella penombra. Quando il telefono suon�, lo afferr� al volo.</p><p>�� finita�, brontol� Ketchum.</p><p>�L�hanno preso? L�hanno preso?� A Weiss sembr� che la risposta non arrivasse mai, che il silenzio dall�altra parte lo uccidesse.</p><p>�C�� ancora confusione�, disse infine Ketchum. �Non sono certi di che cosa sia successo. � molto difficile avere informazioni.�</p><p>�Vuoi dirmi che � fuggito? Come cazzo � potuto fuggire?�</p><p>�Sto dicendo che non lo so, Weiss. D�accordo, nessuno lo sa.�</p><p>�Merda.�</p><p>�Indossava un�uniforme delle guardie�, continu� Ketchum. �Ha ucciso un sorvegliante per prendergliela. C�� una remota possibilit� che si sia mischiato a loro, nella confusione. Potrebbe essere scivolato fuori.� Weiss non diceva niente e Ketchum aggiunse, con voce irritata: �Anche se cos� fosse, non andrebbe in nessun posto. Ci sono delle guardie morte e non vogliono lasciarselo sfuggire. Hanno cani ed elicotteri che setacciano la zona. Hai visto il posto. Ci sono solo alberi, rocce e merda. Dove cazzo potrebbe andare?�</p><p>�Che cosa mi dici di Pomeroy?� chiese Weiss.</p><p>�L�hai salvato, Weiss. � pi� morto che vivo dalla paura, ma Fry non ha fatto in tempo a toccarlo.�</p><p>�Non ha parlato?�</p><p>�No, Whip giura di non aver parlato. L�allarme � scattato appena in tempo.�</p><p>Il corpo di Weiss fu scosso da un sospiro di sollievo. Almeno quello era andato bene. Forse la cosa pi� importante. Ovunque l�uomo di nome Ben Fry fosse, non sapeva pi� di quanto sapesse prima. Non pi� di quello che sapeva Weiss.</p><p>�La cercher� ancora�, disse piano, come a se stesso. �Non smetter� di cercarla finch� non la trova.�</p><p>Per un momento non si sentirono altri rumori se non quelli provenienti dalla strada.</p><p>Poi Ketchum rispose: �Sai che cosa ti dico, Weiss? Scommetto che la trovi prima tu�.</p><p>Weiss sbuff� e depose il ricevitore. Si appoggi� allo schienale. Guardava lo schermo del computer, che era ancora l�unica luce nella stanza. Il volto della ragazza dai capelli rosso oro lo guardava, ammiccando, ripetendo i gesti all�infinito, con la camicetta di pizzo, casta e sexy al tempo stesso. Weiss la guard�, scrut� nei suoi occhi senza fondo, nell�espressione distante. Lentamente si avvicin� sempre pi� a lei e la luce dello schermo scolp� linee profonde nel suo volto brutto e pesante. Rest� a guardarla a lungo.</p><p>La troverai prima tu, pens�.</p><p>Protese una mano e tocc� l�immagine, con tenerezza.</p></section></section><section><title><p>EPILOGO</p></title><p>WEISS era ancora alla scrivania quando entrai, la mattina dopo. Fissava sempre il computer, ma stava leggendo un�e-mail. Bishop l�aveva inviata dal piccolo aeroporto di Driscoll.</p><empty-line/><cite><p>Weiss. Felice di sapere che il messaggio ti � arrivato in tempo. Mi sono dovuto attardare nel bosco per salvare Kathleen. Dovr� rispondere a qualche domanda dei poliziotti per via di certi cadaveri. Ci vediamo fra uno o due giorni. JB.</p></cite><empty-line/><p>Mentre Weiss leggeva, le sue labbra s�incurvarono in un sorriso incredibilmente sciocco. Bishop aveva rischiato di far saltare una missione per tornare a prenderla. Weiss non era certo di capire perch�, ma questa parte della notizia gli sembr� incredibilmente gratificante.</p><p>In effetti, Bishop non aveva solo salvato la vita a Kathleen alla palude, ma l�aveva anche riportata a casa con l�aereo. Gli ultimi due uomini di Hirschorn rimasti erano restati di guardia alla pista per un po�, come era stato loro ordinato. Ma quando a notte avanzata, ormai stanchi, erano ritornati al campo base, dove Alex Wellman aspettava ansioso il ritorno del capo, Bishop e Kathleen, nascosti tra gli alberi, erano potuti salire sull�aereo e decollare, arrivando a Driscoll nelle primissime ore del mattino.</p><p>In quel momento, le notizie sull�attacco a North Wilderness stavano arrivando ai telegiornali. Cos�, quando Bishop si era presentato al comando elicotteri della polizia della California vicino al campo di volo, erano stati molto interessati ad ascoltare quanto aveva da dire. Bishop aveva individuato la via della dinamite sulla cartina della zona e aveva indirizzato la polizia. Wellman e i due uomini erano stati arrestati prima del sorgere del sole.</p><p>Bishop aveva ucciso tre uomini e Kathleen un altro. Questo aveva causato qualche problema con la polizia, che aveva voluto trattenerli per qualche giorno in citt� per poterli interrogare. Kathleen e Bishop avevano passato la maggior parte di questo tempo al piano di sopra della casa affittata dal detective. Man mano che la vicenda si chiariva, era apparso evidente che avevano agito per legittima difesa. Era stato detto loro che erano liberi di andare dove volevano, senza accuse.</p><p>Bishop aveva salutato Kathleen senza lacrime, all�aeroporto. Poi era salito sulla Harley e si era dileguato nel tramonto.</p><p>Le notizie sull�attacco continuarono ad arrivare per diverse settimane. Le guardie uccise erano state cinque, insieme a un prigioniero colpito durante lo scontro. L�uomo chiamato Ben Fry era sospettato di tre di questi omicidi. Gli altri tre decessi, compreso quello del prigioniero, erano stati provocati dai missili Hellfire.</p><p>Altre due persone avevano perso la vita quella notte: il pilota dell�Apache e un passeggero. Dopo pochi giorni furono identificati come Chris Wannamaker e Bernard Hirschorn.</p><p>Con la morte del boss, a poco a poco venne alla luce tutta la rete criminale che gestiva. Il controllo della citt� di Driscoll era solo una minima parte. Era invischiato in traffico di droga, armi, esseri umani su tutta la costa del Pacifico nordoccidentale. Era un�organizzazione costruita sugli omicidi, almeno venticinque, alcuni di delinquenti che avevano cercato di fare le scarpe a Hirschorn. Weiss rimase convinto che Shadowman fosse stato pi� volte assoldato per compiere quegli assassini e che per questo motivo era diventato la persona che avrebbe potuto distruggere Hirschorn. Sapeva dove aveva nascosto i cadaveri e avrebbe potuto parlare. Weiss era convinto che si fosse servito di tale leva per costringere Hirschorn a collaborare.</p><p>Sulla base della testimonianza di Alex Wellman, i federali riuscirono a chiudere molte delle attivit� illegali di Hirschorn, da Driscoll fino al confine canadese. Ci� che, senza volerlo, fece di Ray Gambling un eroe, l�onesto proprietario di un piccolo aeroporto che aveva chiamato degli investigatori privati per scoprire che cosa Hirschorn facesse con i suoi aeroplani. Nessuno di questi investigatori accett� di essere intervistato e la stampa perse presto interesse nei loro confronti.</p><p>Whip Pomeroy si uccise. Weiss, con il suo intuito, aveva capito che l�avrebbe fatto. Aveva cercato di farlo sorvegliare, ma i dirigenti di North Wilderness erano furiosi per essere stati scavalcati dall�intervento del governatore. Il fatto poi che avesse avuto ragione dava loro ancora pi� fastidio. Cos� non lo ascoltarono e, dopo circa dieci giorni dall�attacco, Pomeroy si apr� a morsi le vene dei polsi e si lasci� morire. Non poteva pi� reggere la tensione. Sapeva che, se fosse restato in vita, prima o poi l�assassino sarebbe tornato.</p><p>Quanto a lui, all�uomo chiamato Ben Fry, svan� senza lasciare traccia. Nella foresta furono organizzate ricerche con cani ed elicotteri per due settimane, ma di lui nessuna traccia. Il suo volto apparve sui giornali e alla televisione, ma nessuno disse di averlo visto. Dopo un po�, le autorit� iniziarono a pensare che probabilmente era morto nella foresta o annegato in mare. Ci� che trascurarono di dire era il fatto che, pi� studiavano il suo dossier, pi� capivano che non c�era mai stato un uomo chiamato Ben Fry. La sua identit�, le impronte digitali, persino il suo volto a un esame pi� attento si rivelarono costruiti, falsi. Comunque, la notizia della sua morte divenne pi� o meno ufficiale e i giornalisti sembrarono soddisfatti.</p><p>Con un�unica eccezione: Jeff Bloom, quello del <emphasis>Chronicle </emphasis>che aveva scritto i primi articoli su Shadowman dopo il massacro di South Bay. Jeff disse di avere un informatore segreto che gli aveva rivelato che Shadowman era Ben Fry, o almeno cos� credevano quelli che l�avevano conosciuto. Scrisse un articolo sull�intera vicenda della prigione dipingendola come una perversa storia d�amore, il tentativo di un assassino di ritrovare la donna che aveva conquistato il suo turpe cuore.</p><p>Il direttore del <emphasis>Chronicle </emphasis>non ci credette neanche per un secondo e l�articolo non fu mai pubblicato.</p><empty-line/><p>La storia dunque sembr� finire cos�. Ma ci fu un altro fatto che mi sembra utile descrivere. Lascio al lettore decidere se faccia parte della vicenda oppure no.</p><p>Qualche settimana dopo l�attacco alla prigione, San Francisco fu colpita da un�ondata di caldo. Le temperature salirono fin sopra i 40 gradi per tre giorni. Gli uomini che andavano al lavoro camminavano cos� curvi che sembravano sprofondare nel marciapiede e le donne giravano con abiti sempre pi� ridotti e la pelle scintillante di sudore.</p><p>Poi, una notte in cui il caldo sembrava opprimerci come il corpo in putrefazione di un grosso cetaceo, quando sembrava che non ci sarebbe mai stato un momento di sollievo, arriv� la sospirata nebbia. Invase la citt� strada per strada, come una cavalleria che alza una polvere fresca con gli zoccoli silenziosi. Mentre i lampioni e le facciate venivano inghiottiti, la temperatura croll� di venti gradi, in meno di un�ora.</p><p>�Grazie a Dio�, disse la prostituta nell�appartamento di Weiss. Era davanti alla finestra aperta e indossava solo la biancheria. Si lasci� accarezzare il corpo dall�aria ormai fredda e sollev� i capelli della parrucca rossa con entrambe le mani per assaporare la frescura. �Grazie a Dio.�</p><p>Weiss era seduto vicino alla finestra, con il bicchiere di scotch in mano. Sorrideva appena alla ragazza, senza entusiasmo. Desiderava che se ne andasse.</p><p>Poi, quando fu uscita, fu colto da una profonda tristezza, come spesso gli accadeva dopo questi incontri. Prese la bottiglia di Macallan dal pavimento e si riemp� il bicchiere. Un�altra ragazza con un�altra parrucca. Si sentiva meschino e sporco.</p><p>Era solo, con il suo scotch, seduto alla finestra. La nebbia premeva sui vetri e le persone in strada erano poco pi� che ombre. Le auto passavano spandendo una luce gialla e opaca.</p><p>Weiss stava portando il bicchiere alla bocca, quando si ferm�, scosso da un violento tremito. Improvvisamente, un sudore gelato inizi� a colargli sul collo. Aveva freddo, come se gli fosse venuta la febbre.</p><p>Non si trattava di febbre, ma di qualcos�altro, qualcosa di strano. Weiss aveva paura, vera paura e non sapeva il perch�. Quel sentimento freddo e viscido gli stava penetrando nelle ossa e nelle vene e lo indeboliva. Qualcosa�� una cosa situata ai margini del suo campo visivo�� aveva portato una presenza simile alla morte nella stanza. Spost� lo sguardo, lentamente, con riluttanza, come se fosse terrorizzato da quello che avrebbe potuto vedere.</p><p>All�angolo della strada, nel raggio giallognolo del lampione offuscato dalla nebbia, distinse la figura di un uomo in impermeabile scuro, quasi immobile. L�uomo guardava verso la finestra di Weiss, lo osservava.</p><p>Il respiro di Weiss si arrest� per un istante. Guardava la figura senza riuscire a staccare gli occhi. La bocca gli si prosciug�. Lui si umett� lentamente le labbra con la lingua e deglut� quella che gli pareva, tutto a un tratto, cenere. Fece per posare il bicchiere dello scotch sul bracciolo della poltrona, ma quello s�inclin� e gli scivol� dalle mani. Cadde sul tappeto con un suono tintinnante e il prezioso nettare si trasform� in una macchia marroncina.</p><p>L�uomo nella nebbia lo guardava senza interruzione e Weiss ricambiava lo sguardo, quasi ipnotizzato. Pens� alla pistola, la vecchia arma di ordinanza che teneva nel cassetto. Ma non riusciva ad alzarsi, non trovava la forza di fare tre passi nella stanza e andare a prenderla. Era come un uomo prigioniero di un incubo, che vuole urlare e fuggire ma si sente i muscoli mutati in fango. Rest� seduto, prigioniero dello sguardo fosco di quella figura, e sent� il gelido alito del terrore che saliva dentro di lui, sempre di pi� fino a diventare insopportabile finch�</p><p>Finch� squill� il telefono. Il trillo acuto scosse Weiss e ruppe l�incantesimo, almeno per un istante, ma lui colse quell�istante e si alz� svelto.</p><p>Raggiunse la scrivania, alz� il ricevitore con una mano e apr� uno dei cassetti con l�altra. Mentre parlava, estrasse la pistola.</p><p>�Parla Weiss.�</p><p>�Salve, signor Weiss.� La voce di donna era bassa e calda. Non l�aveva mai sentita.</p><p>Weiss si guard� intorno, confuso, puntando la pistola sulla stanza con un movimento incerto. Il sudore era ancora freddo sulla nuca, ma la paura stava andandosene, veloce e misteriosa com�era venuta. Era stordito, come se avesse davvero avuto un incubo, come se si fosse appena svegliato. Si chiese in effetti se non fosse stato cos�, se non si fosse appisolato in poltrona e non avesse fatto un brutto sogno.</p><p>�Chi parla?� chiese rauco.</p><p>�Volevo solo ringraziarla, signor Weiss�, rispose la donna, con voce vellutata. C�era qualcosa di irreale nel modo in cui parlava, una sensazione di distacco. �Forse un giorno potr� ringraziarla di persona.�</p><p>Weiss scosse la testa cercando di chiarirsi le idee. �Chi� chi � lei?�</p><p>�Non posso venire a trovarla adesso, mi capisce? � ancora troppo pericoloso. E neanche lei pu� venire da me. Se ne rende conto, vero?�</p><p>�No, io non��</p><p>�Se lo porterebbe dietro, perch� lui di certo la sorveglia ora, in ogni istante. E se lei venisse a cercarmi, lo porterebbe da me.�</p><p>Il respiro di Weiss si era fatto veloce e pesante. All�improvviso, quello che la donna diceva aveva un senso. �Forse posso aiutarla�, sbott� con una voce dolce, quasi lamentosa. �Forse potrei��</p><p>�La prego�, disse la donna. �La prego, mi ascolti. Non venga. Non deve cercarmi. Lui la seguirebbe, mi troverebbe.�</p><p>�Ma��</p><p>�E sia prudente, d�accordo? Per favore. Sia molto, molto prudente, signor Weiss.�</p><p>La linea fu interrotta. Dopo un attimo il telefono ricominci� a dare il suono di libero. Con un movimento malfermo, Weiss rimise a posto la cornetta. Si guard� intorno e pens� che doveva essersi addormentato. Non poteva che essere cos�. Si era addormentato e aveva sognato, ecco tutto. Anzi, probabilmente stava ancora sognando.</p><p>Stava per riporre la pistola nel cassetto, ma esit�. Torn� a fissare la finestra e, con la pistola in mano, attravers� la stanza fino a raggiungerla. Guard� gi�, in direzione del lampione.</p><p>Non c�era pi� nessuno. Niente. Solo le ombre. Solo la nebbia.</p></section><section><title><p>RINGRAZIAMENTI</p></title><p>Devo dedicare qualche riga a ringraziare le persone che mi hanno aiutato a scrivere questo libro. Alcuni loro nomi si sono persi nella memoria di un computer che � saltato, ma la maggior parte si � salvata. Mi scuso fin d�ora per le dimenticanze, nonch� per eventuali errori nella grafia dei nomi o nell�attribuzione di cariche e titoli.</p><empty-line/><p>L�investigatore privato Lynn McLaren � stato senza dubbio il pi� paziente nell�ascoltare le mie domande e il pi� generoso nel rispondere. Raymond McGrath, dell�Institute for International Criminal Investigations, ha sopportato una lunga intervista e le successive telefonate. Audrey Schutte e tutto il personale della Hillside Aviation di Redding, in California, mi hanno introdotto ai segreti del loro mestiere. Andrea Read della Spitfire Aviation di Santa Barbara mi ha detto tutto sugli aerei e sul volo. Ty Blasingame, pilota nell�Army National Guard, mi ha insegnato tutti i segreti di un elicottero da assalto. Sono stato anche aiutato da Christopher Miller, aviere scelto dall�Air National Guard, e dal tenente colonnello Robert �Nash� Cooper, dell�Air Guard�s Office presso il comando della guardia nazionale della California. David Brunk mi ha fatto fare un eccellente�� e terrificante�� giro della prigione federale di Lompoc; mi raccomando, David, stai attento. Anche il tenente Rawland Swift, responsabile amministrativo delle guardie nella prigione statale di Pelican Bay, mi � stato molto utile, cos� come Tom Hansen, del Department of Corrections della California, e il colonnello Dennis Sarkeijian, dell�ufficio del comandante in capo della guardia nazionale. Fred Gardner, della procura del distretto di San Francisco, e Sherman Ackerson, del dipartimento di polizia di San Francisco, si sono resi disponibili per spiegarmi le procedure, cos� come il tenente Nick Katzenstein, ex poliziotto del dipartimento di Santa Barbara. Il dottor Lesley Wallis, vicepatologo di Miami, mi ha assistito nel descrivere le azioni pi� sanguinarie di Shadowman. I miei ringraziamenti vanno anche a Larry Mousouris per avermi insegnato come trattare la motocicletta di Bishop.</p><empty-line/><p>Sul piano personale, intendo ringraziare Robert Gottlieb del Trident Media Group; Brian Lipson dell�Endeavor Agency; Tom Doherty, Robert Gleason e Brian Callaghan di Tor/Forge; e la mia eccellente ricercatrice Wendy Miller. Su un piano ancora pi� personale, tutti i ringraziamenti che le parole non possono esprimere a Ellen, la miglior moglie che un uomo possa desiderare.</p><empty-line/><subtitle>FINE</subtitle></section></body><binary id="cover" content-type="image/jpeg">/9j/2wBDAAUDBAQEAwUEBAQFBQUGBwwIBwcHBw8LCwkMEQ8SEhEPERETFhwXExQaFRERGCEYGh0dHx8fExciJCIeJBweHx7/2wBDAQUFBQcGBw4ICA4eFBEUHh4eHh4eHh4eHh4eHh4eHh4eHh4eHh4eHh4eHh4eHh4eHh4eHh4eHh4eHh4eHh4eHh7/wAARCAEuAMQDASIAAhEBAxEB/8QAHQAAAgIDAQEBAAAAAAAAAAAABQYEBwACAwEICf/EAEwQAAEDAgMFBAYGBgkCBQUAAAECAwQFEQASIQYTIjFBBxRRYSMyQnGBkRVSYqGx8AgzcoLB0RYkNENTkqKy4SXxF2Nzg5MnRFRks//EABsBAAIDAQEBAAAAAAAAAAAAAAMEAAECBQYH/8QALxEAAgIBAwQCAQIFBQEAAAAAAAECEQMEEiETIjFRBUEUMmEGQnGBoRUjM1LB8P/aAAwDAQACEQMRAD8AS6HAfkJehA/2YJ38f1UI+A8vPi525YYey6oxtn50p2oJbaBbKW0u5gH1Zstz5BVvfcAeBAxb0tjvrL9yhtO7+qVZr8evqdDre3mAcRXZhqMiPEkhprNJsoG4KVXvcZfZNz7rgjTQ8PS6jpZF+4pCXJfmz3a09H2aQiub599XoWu6+jQ2hPrKzfx8NbYG9k21EdiNUacq86AZd40T+8X7PtW4fWuDySnnio6uyEAEKfADu73Thz/vfHkPnytiZTqpJpk6NKpcgpckgF8rctmSRYpSo2N8tr6db2scNfnTl+pDXVr6LjrNdjypvdo6X48dn9W5xL3i0+wrh9bIrTS3ib4r7tBkRqdtFBrTG/YgqcW1Kvx3R7Phm8Ba1vDHCq7VxWKD3WmTxKnNWD4bcc4FE6gk2Fs2a+vW1rHCLtltcut7OfRT0EuthHo3HPYv9W3IA8r64UyLq0bnqL+gvWafs0z2nw2XSFwDFjyd05wex7XL1Pvza4a6ftzAp+zUiDSYIiy7pQ27Hj7rLlt01zW5a88UHEamqLclaXBISshZWs2CSE6A9bYYKNV5CS45vmxYkHMjXeEp4gOumHYamWGCjE5uTvZY1Gqdc2/dEZVc7jCBQ3K3TXHHQrhT4c+vLFo7DxRsxKq0SRasRwO8b2V/l8vhe/lYY+auyfa4Ufbkzp7N4chz0vn4fnzxfNE7T9jHq6/NiR7w+7WIP+Lm9/QaW+OH8eeOO9wLJjsns1Zl3aWJHhOR4tKbloVmaOSyic2bNyHywd2y2gpH9Mmok6qJYilnPuWvVfANySeQJ92uKR2u22TNqkl2nwo8CIXwltA1UEgaqI8/uxXO3+1DbtRYLT70h1KClxVyLE8tetsLxy1/xgI6bd5HPte7XPpetmlUre9yiLdYaX6v5187Yq81525ufSfz6AeGF9+S465nJOYqzEnrjUFBcUcGUxyGDb9jDFr0hpzR3hUrD1Su0ufHjBgTv1XGN57H/fn5YqeMU59Rok42PpDgTZp4bPqDs07dWU14CrMjdNt594236/56YvCFtpT1xRPdI3MyRuBrwsft/tdenTH5+B8iPvmPzbz8b/LDZsvttVaXGdBkF4btPo3D8fyPHXDuDUd22bFsmm9M+66mqJVqW/CTK7wlScqrdFJ54pzZLbahwHFpkvWfUS3Gbd9fdL1/HkT064QezvtdqzEZ8Lf9Ef7I2XP1P8wRphZ2gM/aXaUy3W2U7tAWkn1ko8MTVZZSuEeDOFUfRez22An0ysvPMBoHJvN59bNwq1/5w4bDV6FMq86M/Ka3jPd40cIXmK86Sq+n2sw+GKR7GJUDaak1TZ99l1JccCEbr1kgdcOnZpQIND2p7vUCpqVAnZ+8No9dPspV5E6+WuB4813wNQ0u77Lf2npsR+MVSkrcQgZgnxOIVFgUTaGnsTzGbccjqyJUf7u3ux52lvVONTwaQ6ygka77VNhz+OELsk2oNONUYnf2VEhS95n9pVueuOrj02XJheSK8CWSSxZS3W9n42QYzBVl1K2ULHJSQfnjMc7qT9nWtH5ySqkYj+5duW3Efq/W5jEp6K8zGbfUhwxrpLakJuthwmwUD/DEZ8sh1RURnHqn62JKpoRR17/RHsJ8D/x0x5fd2iXnIydnmv1GIy9E3zsfLvEZOIp/Y6eJ538sPdNYi1Hdx6tCDLUyMtmFHcXlItqk3t7Sion93w1pum14s1H0pLMtv0wd9/3i/wAcS6i6/Pealh6UuXnCnXi969hbQchY3GmL1K3x2/QTcOMaRSqexIjiDDdLjDrCHBm3vnzOXl4DTxJwEkTac4A4htbbirb3eerlCQnX5X+OFtUks97ZMgk8PqI+z7r6cufLlblhXqZkvaXLvy/N/wDnG8OGr5MtbhhrFSQndGMo+mcI1VcFJtxAe7AJ+e8xJs3bc2Oa41JxxY7x6LMnPpz8Mcqtcbu6s+vq4bxxo3CNGseS6hQyoy3Vf4YK0atJivOpUm7ZvYDxwIisrdDSivXKSRjVuPeUVBVr8hhicYzRuXIWm7SyVLO6Tkavr44ETXS4tt9xfMkn3Y8qaUJKQlwXT64GOEqQlxWRCeFKRriQwxUSRVHu8vbTTHNRIXw48zK3YFsetBKDmUeeGYIK2dGwTc4kIObKMd6U800n0jW8/bunEh4NyVHdNZP2LqxewG2cmE6FJIynXHEOZEqT1PLHpQ4wSlSFeWCNJ2fqFTWUsx1FQNxpbngLLoG09cxxbarlChx3Hvw30mpSG0KRJBQLZg5464nbNbPdzkud8dbaecbuGzoCk87HmrXlb7sFu0HZuS1GivmO41CdY/qi7WJA52HMa87/AHYKuQcZ2Hdi619By2Z0d9ReW82p7JoCAnXD/s/V59V7Q5S49UWqG+guuIcNhcjFQdm8eTOdTFjt7x5tQWvenRKQLjB+exInCoGBvWHlpUUZFWVcW0+PTGsWFSyVMfxZNvgv3tF25MKhxoNXjSEPuJSlDzJvm6C/vHPFYbFbSsTvp2hOsbsPupeSvrlzWIwdrpFScp0Vchq7EBKkozXUs5Bmv5XxXRSqnbWBxptZLzawu3I2GmXzGPSY9kVsicTUxvLuZ90RFJMVopIKcgsfhjMfLkLtt23VEaTHoqd2hASP6upXLztjMcDdD2M9V+j5mqMh5lbl3N5kUbeYv0xyTKkPSApC05LekQORT/PHJbDsqc4gumyQRk+sfHHIpyPKQ25lyjQ+J8Mcx44tEcaJUtMZ6TkZWlKkAlS1esB9XGInLjlbLo9HbhX54Hm4Sp5xKu85zckaHyx2lNqkNLCsyTcH9k254EsUWyJHgdWiWpTRK13IUT7QOPYr4QovSFWKVWA6DTEND6mJCy8QVAW062xz7yiS2tBRwlV/uxpQqVhFEIKbjhpxCXvRg5k26nEUsIdZdddNzmKR7jiLHadShBzXukqF8ePOvIQ6hPEPxOIl3WW1wevktuKykt8PLHNpwiTYG5KdMa1N1RZ3bygHQBmxzjJIcQoKsMvM4ZUVtIlybP3zqzJsojUnHB1sJCbEXI1xJmWVYlWIz2UgKAOLi1RtGFQy2OMyjS+NFJHTHqc2YDBUQktXWdL4eNgo8duQtcxCi4oaIBtbCjQ3d1ItbU/vYtjsn2VdmVPvNbIYZabUWt57fDm4vedBjOSe0wx9ovYq1XqGzMk7uM8+lJjKWs5nLkKB00v1+OLT2Z2QpGy9Gp7UdveSGlKbkPONhKAogZrEcxYXHmMLmw211TYazOyUOsJd3YYyi6EgHl4C/wDDD9UK1TEbJ1KVEabbWpABSklSg6L30Ootpfw1wWGTdA28HoqPtvpsCm192rLAlNDdWsLZP3Tp8sVpXNszUH2U1JnvfeH7Kjt8Nk/LkrxGnPDHO2lkbWGZAqunq2+svxV7764Q4+ztUpdVqDTTLZdaRf8Ac+t4j7tb4xG35MqEY+AxJio2YnQ904625Lb1QhXqk+ycWXsNS4JkCfVCQ6M6GUjm4u2p/dGB/Y9Rdn9sK3MrdYeDq4baSw1fRohNitQ/HDhtg/HozaWW44cDDudh5A0CCm3yOCyTjPfItZagV/tWr6PqaJLKnE1GnOq3qfZcjq5W93PDPs5QaNUW4sqPIL62Fqc4Va2Ounv6YC1PutdqiEpc4kpQXT7Sx1H8MWDsbSaJGhS0QUZXEtLUG72LY6p+HPHZ+O1GOcjm6xuULReNHiwPoyPuYzOTIP7v/jGYRNi+0HZ5Gz0dp6aGlNXQEuOcVhjMLS000/BamfBdRSWpYcaJUVA3F8R474ezBTRTlPxOJk5KUvpUElbdjqDywPXn79dvKVNpuB438ccJUN0ztvVLcCDdbKL2vzx2mNg+liLUOHK4lR0I8RiBGeUzJs+gKCioacxf+GCkgNrhoShxIcaPrX0CcRqJlpoAS1DeC4JPLHjBDRLZSR1JPXHWQ04HAsWy88byo5KgorBVltpi67Q0JHNE1tlSSEFawrKB0AxKgoRKfdSpPivTAttol/Irh4dcGNmXe61AKSAtNyni8MDkqVm/IOqjLrkkuLZLXETy8NMbLhuJjtLQq/CcP8oJkJZktAMgye5o9tCMv5sBzPTDuvszYqGxsOpRw8S86e7BoZ94n7StctuLrY5dPDDcIbsXUJXNFAPMulPPGbhzddMH9oKRIpKzHfYLVj/h/wA+v4YxMBswd7Y8/wCWBpUZuhatbniTChqlPBpKrE+WGdOzCnNCW8qhdOYX536/DEql7MOI3Cl7zMStwFs39VaenxwwoGeocqHQmYVQiP8A9rdP+VHMYtDYajsVDaENVeU5uYqUuhlbqt0tPhe/kR8cCC3ToNPLIhPqVvjYrTkzEAEgX94wQ2Sqsh51TRjOqClJJDYuUp8L29x94thfLluVmXCy2dk6DBgvSJSGMm4bQUJFwm2utvLQeZ1xtPqFZqcZCGGI7RcUtSgCAUozHMpRHlzPW4GAFV7QJjc3uzrSI0K4ZFlDW1gAfGxP34Uq5tC7Aqb0WK93cJQW3yElIcBAUUgHTW9/hjcYVAaw5dvkE1kCPJbfQQpYXujb+8Hn5YaYkFD20IfnvhqROa9J9gJ+2fHi8uWuK5q9RK0NvxjmSBcX9s+XljnU9pX7RN8f7v0iPwvr9+MZeaKTGyhz4ezO18ybSi600456Dw8c3O3ll5YObZ7YM1emtCazvXuH+sR+DP8AhlAPTW+uoxSTu0by85R+qJsnBiDUFuRWwg8LWq8KzdmUh/2brsGDX01Ob+pugOfbt+JHO+mLKqNXgR9q3H6fIBafatp7eKHo730kbOxN38/HDfT1rjTG23EFSkrtc+xh/TZdkdoDLjsT9uUuSNonnmFFttWqQgm3M/hy+GMwz7QUCJLlNSXy2lbrCVZRySNbAeVrYzDnTy+xekU+mWLZ1KsgnVIGiQbjl78Y6206lTe7eBUOJQ1Chaww0VKitoYSXkhtzVKja2cA5gMCUKKnywhCQBqcp5HoMcdZLlIJusAuNrZWFPBWugNr6DkD54mNNx1sZsiEpWLLRfkb8wcTp6FFLB9YE5VW6m17HG6I6GQlZCFpUbWtyxuM+1E3OwG4hRSAkHKBYnEuBFQ80pSgEpBASevU49khSN+kOAjMoBCRoOWIyFBAcUlxVweJKOQ0viOUgiaPHWEpeUlY9X2sSIKQt1mygkoTbOeZ0OJTDjMbKXQHd+zYKT0NwNcalI3bMhEa6t6pCVpwOW6RW5Ic9mY7Hqz4z9UhzGtAPU3jaf1v7g58vC+PprsWtRtgJEes0wqm07JJTE9soUlOVXx6n+OPmTs7rNMjVyCzXYrr8ZD6VqDbmVWUXukajnp8sfV8aqQKps7DFEn/AET3ZA4lt50uN/4alKJ8tcdTSyU8aS+gsHyxdq/ZvTdt6o8qsQnKcXjZKFEKUL2PrDoDoMVxtP2ftQtmH9+26w5HazLJQSrMSQDYW+ePoOi1JqVdyQ4wxPTHGZsHMCSb5grqQSdMLO2X01S4E1yb3KaxLSW0habrGhN9etrHDGbBDKtwPURlHwfOpp8WJOQg92W5IjOOhtwZlotYAgDkCCcS4aWQwiM3uFMtSihaXNVIISmyso6G5HwwPrb5lVGXV5W7irsEMMItxhBI69NAcQqLtZGiQNwll1LiZZKnVm5I6aed/uwNxjjhdi8YuXk8r0eowKu87W1rDSWytDjemZRUoBIPlYDW9sSIcRNLkVOU1UnmsqkoZTbm0U3t8yR7zfyweqsOfXKW6/JUkNqdUtCxxZE5rkpT+8DpzxYWy2xoq7ZD74ditJzlG7ydLotcEHTwN79MJah9loehGykZkuXU+5SiwpwsLKENnVeXwJ8Lj7sL1ZnT35zjUhDjSAS5u7nLy0I+fu1xfcvs6W00lyBISw4llSHctySq46eYI+/CRtFsLVI01G+dW+0ppRS22UgOa2NleRwrGO2PKDyxVHgqCbKdWVpbdWG8oITfRJxEdkLKEkLKlE2N8NtYocQpebSwqOpvKACr1jgLVqG7BbbWqykr5EdDgiB8glxSlNi+gvriXFmLYb3i9EhQKTjmmM5bIBmPQY8eiOGPmSq5CbqR4YvbZTLp2No9OmUhqrtPtNnJ+r3mIAeqjtdDLTDzg3nAj3+/l54Fdk0CVKm01txuS5G4s25XlsrTLf78PG2ZRFWy9Hkhx5rjc+x9n59cMafBvjdiuXL44I+1tbYj1UMNxd+ltpKc3h5YzFd7SVqZLqzj9r3AxmOvYHYGK8gPtgTVrSoJztkc06DhthVkxH2ZZebGbNrmT/HD1tGmI/lkOqUlKUklSeZPgfLAhhqO4wJAKik3AHQ48h1drkZUqF5yFLeQytLaEpXZd0q4Vnkfdjm2HFyTTw6hHDfMoa8+Qw2tUF4Rm6tTmy61vMqoizZWpvdI8MKqQw5MlzFKsCpIAtxpy3JAGLw5t8Ub3o8VTymqLYcSouIfU2lSjzKemO1ZpkaNVUtF0BCkpWtKDolfhiYzHp7El9uO8tctpyxU8b3Sr1Ve/ECSy68rM6tou5ilQSeSv5YOpcl3ZHmMocp7q1rzRm3ci031ufaHljkWSzFkJ1K0qSpGvQ9cT4sMR44deQlWU6JvoR1vjnHQ33WURzzZhc9B0xqUiAlt1+FLbcKvScOuPq39FeruyWJcCSWXwRpHP1vlY6eYx8qToxkLQoKsnTF5fo7KkQXQwL7on9Y2jj6366W54f0nM6Nt8H1TVNjqY7FW+w26xJKMre5Jsk+NsVztnsq6jZ6KxFr7riWGFKeWq+ZZbF1ZidAT6tsWBXNoahTqcooQhDYSgZlLAUBchXLryOEmZNS9SZNFnSzvF74pzg6trNyoAc1WOOli0spvYwktVFLkoTbXYGoGE3IpZ70VxN4/ZQSUXtqgnnrioZrkqlTtzIjrYdSpTqgpJzK6any6Y+hove1PPvvIl9zZbMCOH9c+UXzhPTQ3vitO0OjR6ot9bC1tZ5GRhTicw66E9Dcg4mv0WHHjpsFiy7pWgZE2snCABv8ATccke7x6Hz/ni7OzHa9qZDmQZbTLPd2mnFuOFX9Yz5rpGVQ9VIV/mx8xN94YUuM8ChbYyKBGGyg7SGOA78Px8McN5tg8fXsCuQjFakxEm62uJfCAHM5AzJPPmeXlhB7bKxQBCYo9DA+kkL3hdSCkNt3BIued9eWmKqRtkFUN9cq6SBZG7uLEEc/E2Hu0wn7UbROVKZHkx33983otShbMAbgYN1XkjwjUclR5LDqUOjvUtiRugp19sFwFWqVYWZcPPSyEthTSHCAg6knEltRVRm5ZkNrWpAytJOt8RoS5cuGtLaMuRZJ8jgUYFTkn4FFFNDdVU24ru6io2SjHSqU5UGlFxxPCUmynMOMeh/Slais7l3fOBK/R/W/jp4XxG2gpk3aNttijw5E3cXS8lR4mlJ5g9APDXX36YJBbnQKUaO3Z3P8AouhtMl/c73/D9tPPpbQ+VyOXnjjVYcSbIL7Ki66eNDm8zeXUnXBv+jDTKIm4dbbltN+kbz+i8P8ASefK2F2oqepU9MSoQ+6KSkpsFXQb9QQBb42xMLqxRqxOqCy3McRc6W/AYzE2pwXH5i3YcfeMq9VV+eMx09xux3rsIspLrrp9H0+1y8NRjps48uPCDi4rTgs25Zf1Qqx+I8OvS+JVQfmMuqYes67n9Gj1/wB3+GIWz76q3s+e6ul+dTW/60kNexvVfhl520Gp1tjxuftc5+qFEroZe0OK9FpW/pLii04+VskaJUlJCst+qhbLfzwlvx4SkonwQh5iSpO7bUTmaNuJFvaIN9cXNVnY6NhIe7gJjutrSpyMrRV1Xukk30J/G+E2p7KmmbOfSdkF2PPD4QDyQSTlI00N+nhhbBn2KgeOXsQHYlonfGUoS60godN7ocym6L+dhiIwlc2M62lCbKzKWT0GUCw+/DalceVAqSozIGSy0tk6HNc2xDrbCYMJp2jH0TTdzcgXJuVA352JNsdLFl3eRiM7B9UgyJNKjzXw4N4CpIbRlSclk5veeuALSWGobjamxvep9+C1DnmTTZcEznbx+n2dLc9fI66mx6YhvQu8QFrS2QWvXPuwbdRaA0pSO8JQnkDfTli1OxGpqj1g7larqjq0T5X/ACMVW06htYOULJI+WG3Y2o/RUgTGrBQURZP1dPww3hm4s3Lg+q4klitSGp8m5yscvqIc9J6vll+HM4C1Suxhs5SzFsWnHS1f1C2vi4VJ/wAygoG+Kv2O2yrL9UP/AFTu6bPa8PpP/Kzc/IXsPHHm0O17P0EY7O5d3hztvt+OnEq4HM8PQ8JNrY9Bj1mLK6sE4slf0hfdioemuh1QfVn8E2JTr4DU6YTdra7Tnoq2G28rjDySnxVYHn4p0GmFCv7WP/R5YZ3TTrn6zd5vK3Xn1woqnvlZUCbqOpJ54vW6y14LxY6+wvtpJjSpfeIl2g4gXAv00zW8PLAuBIWynKrUHlfDtstSae9Q1Sp7Z3yNCoXsQT4nriJtJQW0treit+jQrhUBpY/dhTJo5ajGpDUcibBESQpKHADoVEpSnnYnBiC2wiKlwR0PuoF9eV+t8LLkGUwlSwSmxAPjrjVM+QhORBXcc8cuWPJhYS0ywqXKS/Fbi7kMNp1Ukcr36YLbG0puRPd744Wo3EElfMXOmE3ZiU49GSlempurriytlCy7TlIlEKQysZT1PhfGFk/3bZHKkcYdJmPvOwYTzzclpKlsP8SVE25pI5H3dcMdSps7YPaVU+lb1FHrdPbccUOQcAC1A+BBPP7ziTsS84ztlR3Xhullzj83M3rZhcZUnn06YsTteahktsSJJZcSlRShkeucp0/PjgkOcLfsFKdiDs5tDSZVTq1PCG3kzH0Nl18WLDwIuT4Ag+t9xwldssB3+krrzzAii2QNtuZ+L8+ODUBwiS7v4iWFJbNk+2kWOv58MA9q1d81U/ut43/V23HM2RP46+F7DDuOcceBNildwgyKGlSkuAnjSFdcZicKlIQMqVAAdMZi+70H2DVU4zUWnCWwS60cw3v1utvHpoTa+vljj2RqkbG7WTnJ04GCuR3dyT66NMuZWX+8VxZeVgfHBylz6epcihyENOqcZcbWq9kZ9UJsellGwHK4NydMCOy+DNXNkU6Utl1EOatLo5IKEXWbX5XJvfnYG4OmPLSfY4v7ArmMo+iwtsJL1S2FamqhvxH4UpKJLBUCXEj1VIB5i1/ngXtdHlCmwGIk4SmN2ua0SMylNkJ6jmNSLHlbButV+nRqK9S36fJSA8swS6j0imSRlUCeaeYGK4mz3tmacGnG0SpBaeS01lKVMqvmCSeWW2pGEcEOeQW2wPs1KZnsZGM7C5Tiwo5QSlTYBToOYsCDhirEiJIoDXdKKYiQgrkq3d0Baz61ze6bHNYcr4Uo9ZbZqBXEKWyH1lLgskOoI1OXmBcED3YZYtUZTstLakzEFC3RlZucthzWm/IG9sdBwrwbXAqTIkLvZlNpWwsoQle7URy5H3WKfiTgDVprsWO7GaObM+vOv6ydL4KojiZKZdW6p2ntM7orCAM6x/C5+YGFyuthRUAct+PJ9W+GsauaDx8MgUuWE1Ftl0gixN08ra4ZqeQyGnLFQWlQIH3YTohUzNCikHkPhg6h13ctKU8WwHeQPs4ddIJKNko1Z+CXrXDX5v8AD+OI0mvXjbn9/wDe5fO2Mr26+jWiz6XdufywDdS6uy/HGsX2XGNnjzqnHc/jjtEaW48G/E44e3bBnZ4NGQNPyMO4l1JUaaosCiJSKfMjtpSJAbSi6gSLW525X88MbEZp3ZpLjjJcISA8FWJPn4YV6BMiRmqi66o7xB4U3ISlPK1uow1xtqKanZaK+8gCcw/lSlAAbU34Zevvx6VPDhxqInUm+BMrTLKpLyW2sudOYkjQEYSAhTktaEEEAm58MOm3m0UapMrEFkMJWrMrKNSANb4QnZIbWVR18QslWmOHq8+OcqQ5BcEmI5JYzFlakjNyGLD2FmLdgPJWSvKEqUfDCFQnVBtxSyFqUoJ188OexDDaqi4yXyyy6SnKed7aWwh+NujuRJMdITlUXX6TAhMOSJLckemSvKhDebNa3Ic+V+mL3nUtNZkNUeYl8LaQp3vJ9U3T6viDpqb9cVPsHDZXUbuBaSk5kIzWJWB1HPp4dcWNWJ1UgUeoP0x5MuQFNrSGzd1BvlKSeXXXTpjGzcB3CVtrs0zQNnZi/TEyWExd56+Titl+XwxR+0FWMpZU4UqLdwkFN/U5c8fT+39QhnZKW829xSmkZA43xW9r5eOPlLa2VGipCmipT6eYcTf38sTUa2LraDhEF5+9+nvu7+zjMQRMeGieXP56/wAcZg/UHaLd2B2aqUna8sVDcsQmoveT7fdEJSpSc3TN4nlfpj3ZAmdtfPo9EY77NE9M4vew2htsfipVrc+tzpg92VbYUaO2t+rsccxhxcg+aWtU/aSR9+BWwndaNHqVSqQes/lbmOxfXbb/AFy/O5XwDTl1x5OWSTbtCDHKoCNtZJZkSKkHn1gh0epZY6fHmnn4HXCPtrRCim0qTHYIZcbXvTvc/eL8KvE6pze4J8cMPZq1GeffcktoZYaO8SgO3Up4KSC4hXKyVKUi3nfW2I3aK+zA2epDcV9xU0jdstpbuCt5ThVdXK/Eo2+z0thaFwfAFfr2lY7WSxALCQkb2SjfIc+onokDwKdfHkCMOmz8SJL2ceL1mxkO+Sb9VAgg308fhzHLFc7YlTUuFElAx46MyEvp9Vd7JzD35cNArj8XZz6NDLH/AFfIHD7MfL7Xx5KHX78dmWK4qhiULYqzx3esVSLHBVFYfJjjoteY6+7+WBdTC3RmA5E5j48OD8dp3fyRwuJYytJUPaIOp/PhgI+tCVLSo8Nwfjg8XQVMDMZlyLEZSCLYISXt8whvJnUFEA+B1J+7GkRptUwrBJBN0jE19DLclB5ZFErA/PhgvUNy5Mqc1t6nFAWq6soB92AxUcgBN8Sai8hxQShGRoFVtPliGoK0A5A4LhXbZceD1R8tfHBvZxtwKCm1HUEnTAI5rmxFsEaZMdj2CF2GXUXwzhn03ZpqywkiJu5rcgJkKUyFhRT1tgC9WR3TIyhKSkm4KeltMAvpKS446d4q6hpY6Y9pseTOTu0ocXlNl5fC2HcmrUsdRQPbTNJctcpOUck9cQFodCLKbJ88PU/ZcU2Eh18pCnbEJGID1OCWUoXqFAWthHLjajufBpSF2EsoTl1GUhWG7Zd11VZjyEfq21BwgcsCFwm0JAUND1wS2dZkNVFAFglSdAOWCYnOUCNJsubZuooj1ZmWw0tXEEuX+ri06dNECoTJ6lNpShpILSU3u5b1v+cVHs6wpDUh+K4CEN71zP0tzsDz54sOkzjvn2ZAst+CgqctwuJy2Kh54U12V40pi8lXIg7U7WOVCRNpSC2G4zinE7zq2oa2PjikdponeXkNBTZUlZyrCdAkG51+WHba1mj04S0lqQIwKiold1HwIxXrcp+ShqDdx1Td7m/ERfw66Y5Mf5sns1iX8x1pFAmPQ86WFkZiLnGYseisFuCEkLuFHpbGY1+WzfVEeqsLhKRCjJyrdds2EH9a3bjv5EXv4+/FibMyaftDQJvcIxhMyozMIxQ7xkoy/rnPZQeI8gQNdcV7IcaiSV1tt/eNwzuAFn9bw2Xb7QKh/wB8ddja4+auIFIjli8dV/SfrPScCle5CrXNyeWgxeXHujwYyKyxq9Afp9UpzCUpjQZM3esFV21oIbzBJKTob5gR9XnfC72iVJifWKSJwQ2ncKMpK3eakkgE+agb6czr0wZ7TYc9+jQHqalRejyg8rd2QhTO7sl5JUeEWzJPs5uV8V99CVLaGW9UYNOIZZaU4XHZP9o4vWT008hYHUm+mFdPBfqbAxhyc6tFkVCppktKW7TjmS0p1fNKgmyz7ybachr0xAktpRTpbExDj0mO6iNECFc1pILjivrA2Tg2l7fBxI3rvqsbtf1ef3H77eOAe08hTtadLTaGVsNNRgEH1soBUryJsMdDG93AeM+DlFqqYcYJQVHO6GyT9W2p/PjgY+/vXVpTpmGl/wAcbVNlQgNKKdVi4A6oPI/nxxCadBUreJtpYHDEYJhoxsnyFpYiNlNgpKRcjqf+2C0GKhVNS8twKcSm6ieuAynGnY6EBPG2kADx5j8MSIUgCEc17a3HywPp7TMonKe82/LeLKPRpAtriM8kBBUDY+GN4LTpUpZaKQpRtceGNV2J4tL4Pi44LicASo2SMdmkgX+GmNQlKFKObpjrF3ZJUoG2GI0+DdBelQWVAKnSe7sqBIVl6jBqLtG3QvQUgJebcbyqdU3fUYUH5DzjSWis5E3yjHSnyG2FFDuqMma1/tYZyaiGNUkYYen1t5cAqedU6U3sSeWIcKqy0pyCzpJJBPTAqUrfD0RshZ9XBeiU/OyHVXSfDCOTJNR2y5LpWTpE1Ao7rLgIkO6oNst08viNCMM9JpCjTmKpv2t13hgLb3fGjp0564EzaPKmvQY7Me+8aupQF8ic/M+A1Jw72lUeGY9SU0Cy8hsHN6qEqHF5kgXJw9pcdY7BylyNO4ZhKdQtvkkpyeBvgfWdqTSmadFXLWtYiLbUHRokE8Jv7sZP2hjvPvTZK0DfKJWlvUA20titp65tWkfTD0rKpK0stskXJSAfZ8LYQ+YnFYWgSV9pz29QqQt0MnePKzKcUlWim7Ag/PC1BbRAqUZIS2s5g4Fi4IsMOyVDcpc3KHOAgG3T3e/CrMWiS+wpCXQFaKDiLE5VaW8BhHRYuvkhj9hMT8xPoTs/2Tj1bZeNUJAbS49dRGumMxpsROlDZ9pEW+RCik2d0v1t5YzH01fw1jr6OdcSoKLsoy7SJriL1J3Ilx5K28+VZF+DzKuuNtqKaqjVpATTjCap9MG9sEoWd9mVlV5HkdeWmlycM3ZZVYezk15asshuSgoIccCciU63+GOEh9x7bjaGFvQ4AtKGlu8eVRTa3nw6/dj5Djzyk+fAzKXez2vqWmryKdHK3WKlCbMu3FkQCla0+Njom3LXxxxqkiPJiGdTZSUMJbUlWY2QpJGtknVIJI05a4XdlahIiPzS62XEy5y48iSterZIUUgAc7WzeNwMFGlhqquMSmw42y43kLaczbiutx093PQY3mhse0px2i3R6kymS/KcZyoYDijf1FpN78XmbD4nACG8gsIKl+kkSF7zwSk2ub+RsPiMPXaIaX/R6kUeCwBMnF4y/wDykJX7z43/AHcIUqLqwmn39A0pw/VXxX93mQTyTfD+CSkrGsaD9MW3HjT3FWdCY2ULeIKNFWyg+FwL9eHw1wkrbLcwoXpf7H8MOsZ1uZA3wGRmM3lzAkjeE23hNudlG/mfDTCfXyFS94j/AH/xwfDPyahLuRu1GSqNJSkXtZWfXn+b43gMvJWhKtW3AbH8+7EqilKnlsoF0ZApY19344lS4L6BAcY9R1xRQjXlzH3A4qUjU5UR5J3J3P8A5Cf3LYHPFIXprjrKBU+pzU5v9P2fhjjwBeuDwjxZDmu6nLnHRqwGuOe7XYk88bx0KUk5uWDRRuzo4olAy8sYlAUsZeeOjTWCGz1LMp4sJ4lrWnKnNa/PEkjF0H+zzY6TtC6plxwMji47qHqp8P48sW1QeyyLTmSh6SJt8unEn1k/W9v3DXGnY2WIKZsKcyyDlVnQ5wLGXTgtzKvdfnzw6TaqE7Ps78sO7ko04Vlv0frJ6a+I0J6g6Y62n0mDCu4A7Yk0Kgs0KqVF1+dvD6Vge0kJHqpzDS9uh88DdupzcxtluKsd5hnK+9lFnB7/AJ/PHXbCux1VWc+g7hgxfSbzx9n55VeGunLFWVWqKWw4lhfCeFzhOh93y+eF83EGEUeTrV6q8l9URl1N96ourHtnkNcSospyCzEZeUgOmQkqF/XTbxwsMqSFPPOp4Qor1Ol7+GOEmYZUyNmJs0pIHuvji6zGsrs1KFFh159xiM1IgFRYejqPBoAoKIPuwr05omc0pxSyFuhmy9SCb2Pl8MMgLf8ARNK3c62WnlsIBGhzXUCB7vHAvZOCItYiPyFuLYLxUkqOYkZSUWPvw5/C+HfMHF0iztmKtPi0sMoZCkhatUosMZgzs01GXTApbV1FatVrscZj64onKsqfY6kw57iHtoEGQpCkIDazbQ8+FNuXTxBANr4Hro78aK3UopvLDsn0XeuNagpWZX7IRyOhJVfwx1gzEQ0RXQoryX3gBsf3T1xwiHcs1SMqT3My3mRGuf1bLyvSK6/H/jHwfHJqTR06O2x9NrFU2UnPxXyyh+ch5uMlGUOLGhXc+qEpsPEk3wYgQWXFR0OSP6zICW3mA5ctqCwMyh9kgG/M3OH2gw3aTs89ASgOtIbU1HyDMAkW41HkFHNcdMVHtfDfotbRU4TalrlFYUu90ZlJOumhNzcDlcYFDL19S4mYvqROsOod62ufdqDG+DTb0Fr7a1Ztf44ETFbivToDGg7t3PeepZLfrfPmPPrbTDh2ZQWItRbhymN6c5VJePFw/wB4n+fyvrivtpXmpOV+MFlLzrheeIsHSVXKR7gRh+DqVBsfgk7PVGoPwzR48ffMbzeX/Pj8bnC7VEvZiLdcMez0emxqUe8SKp3h7+y7rgZz5va/yq5dcAaml7N53w7HHTDqB3ix5CojajmDS3cgIVlOnW+nhhhaWXmmXnH3XG0O2UCLk2sb6HyxIhUyLKoiZaZri5wF3WbqsgW4Tm0GuBDQSGXC+462kLKHGgdEpNze9/LGJYrZiUbZBmOqemuvsx3cjizlABuOWtgbY4MJcS8rfpyqsdCNeeCNJmyYDe/TlfQpwo3a0m3Im9wR0xOp88VWf3GY0hgKBCF3KgpQBtzucFjxwbrgX1qW6s7pta/JKDjoUvgBJiyQdL5miB88SqEgu1VTWZWYqsga6Hw/JwferFXWO6vbPsNJBUFukOBQA5G6lFJ+WNWXtFxtYKglKFlR6AH/ALYK0SY7BkOOiNLK0kKACSf4WwOqaVxpqciSgK4kBKiM2brbDLTp1SjRW1NUViWgpPpXCo5ra24SMXuopI70zaVxiUJMpuY4XbJPHax1sbkX5HpiVWNrXyyr0bqVrQG1WuCcuihbrpcYVqvVFyZomiOzGdaJNkKJQRob2JvzBx5XFPuzYqg4lSHFXBb1Avx+OmtxhiOpyVTJtTCFZnlp/hbW2lTRBUQbk3uk6iwsNMBHVvriKWUOFJAA0I1udfMcsS62xIShpgze9eqc4BJTmGoufA6Y5VOSSlLDS0hIRltrqOfz0wvJW7ZHEgh8PS1pIsbekT5kYl05LTa3lCOXFlGniBbA3c5nFE3ClD7sEKXvmWlqQSpSQcqul+QGFsquNmRtdq8T+gLVPjuo3y1JfA+ta+p+1rifsjSnEhpbi+8MKKNPZRfn9+FCmxT3Z1AdYzthSjf2rW1HnrizdiGGhQXHEOZXmcvCTwLvy+/Hr/4T0uLHlU5/QtnuKpDwmo0pgBp6K3nHP82xmKn2grheqjq97Jb+yMZj2T1uFvyc/wDDfsWmVK3bMkjVK9FeWOe1noZ0CQL745N4Pr7v2vHX8MDKdJmJq0emvDRC9U+WD20c6lP/AEmHwWlpgoQkEFKwreX0/wBJ8LY+KuFTZ1ZR5LIq+0VQpVEEMKQ69KeDTTYBDh0PEVXsbE66aeY1wlbW1Co1mDTKMzHj3QHpps4rfISlKt2pz/doTfMOQwCoNRqjkiNUTP3imEIabT6+7vqtOvU9fLEtcmVR6XInrf3jtRbeC1+re+iE66WHXyxiGm6c1OzKx7fsK7PtvyUxRtK2sR3mE7rd3SlYKCeK+pJFsKtYESRGg06IleZAK1hZIU2q5umx6XtjaHXqnNWykTXENNtFCWzxA201+63uxoA5SWm6iialE50rVvFtFSjn4bjhNgDrhmENr3ewsMfNhimydh0RIorcmcJcfKs93h7wJTfx3g664XtpRHdk95j7wsqcIb0y8I4gdL2ty+ON3S/UH3X5FVjPldm1KUgJ4QLdEi/XG1TrtT7u3ThUy9GYSgoShpJS2AbgerfDa7VQdu0H6LGbAXJCyossAONeKOoy+atcRKu5ISHfQFQNi4m3t9eHzGmJOzW0D0yTFkzJI7wypCyrdpzXF72IA5i2DFNrdQrkWZPmvjurKye77tOZ1WtrkgcjbHPWfZ9AXIRIbExcBcUMX1Kxa+pv/LBGk0qWhxypyMsdCUkWy8za+o92IrdcqKpDqY87uyAoqCVNJV188d59RkzE/wBcqxdCgSLIyXPKwt5Yej3dxuyJSJBYrBVHevZu7en+r7XwODRr02uVZtt5MJl5IVlU2wlNwOVz1OnPC9AlTI61dym93zWzejSrN88SVTZDEtyWzUH+9hSsylsAAkix/HXwxvySzhVBKNQUmSVuu6ZlG1xY2udNBYdOeGJNZ2laYVHiNxhAWOEd3a0+Yvhfdq8xx5D65Ki8yngVYdfx54mxKvUHW0rNdkZT6w7uggfMXxCLghzWHRIPeEoaz3UhCLJCP+MSoT7hhpQWEE+qhwW4R43xwrkl9c4iTL3iQdVqbSCAemnTE6jr3UERzWnW29Tu+7JN/jzxVksjMPWWsOBTg5A35YiTEpW+SggA25nlgiqYGlutxpWbeABWZi18B5akKkFO/SkE+tbEa3FeT1xAQ6i7iXbAgWHLU64mFFkLUmQptaQLg9ddTjVFNSlQccnhV1A2SnwOv440ffbyFsq4iSB54zHEn5Kkje+9jxSx/wC59i/P4dcNex4qveocfdb2FKNr/a14vLxthVoEdCGC+qWbC+8ayerblY4vfZWjQf8AwqFQ7vq0USI59b2vW6fxx6b4PFGUmnKqFdTNxSHSkdlNFagNpfRv12uV66/djMWTs5WYT+z9PXGWHU92RmV9opBP44zDryTvwcLrS9n5/wBTdUhaZ7YKXCrOpSTqonUfDniXMqqavKkNiNkcnlpK1D2Up5j8PlgKtTrjaYyW/UcKsxP3Y2ozu6qKHl2SloKWTfmbaDHidnJ6rZ9jLRZcWKy9HU45ZUwgBPI2Fjb78RKjIcq9RbhDfMRWDkHhboPfywPo70hTOcJaI3hWbnXU30wyuIMiAZba2WW0dOq1Hr8MbaKqzUMQoTESEyHSd5fg9bL+RjntWHXi464EtEMpS2ygcIQL2Pv5H44O7Jnve0Bkd3YP0fS+7uea835ucDttnmn920mKpkMMJDi0812vc/gPhhDLlrOo+ge7lC9QmHvo110/quL+H88D1tqEsg6JxIpLriYZcS3kbYQrN53/AO2OL6HnxZJsrHRyStJhEdY1SMB5xpktq3iCglSb6YZ6lVnaZs3T2RbeltX+X6qrcz5nCQR6dRI8MSqg+SBe7f8Ah/VwrPHvml7MuNo7UNtD3eZTzYsF3VZJtbwAPng9JYgy2pEiE2opYTmUhXMaW0t54GQnm41IQGlKacF86w5m0vexvy1xlIk7yc62peZlWqk8un88N2l2l0Q1uBqU2ppsWSbkEc8Ga0tiZBbkISkKProAGAtRQlE0pzhbZTpYHE+h2VD3akIIFwoa3tjMeCUBpKzYjw5WwbabbjU9CMqd4sBSkkDlgahkCpBBRmQlV1C19Md5ilmQVmxBNgPAY02Ro3rrKPpRMWO2Ei4KgF4mMOwm2XQto94IyoGYfywNpgQJTkp5RKAbAnnjJkptUv0Y0HI2xULiQ6Tc7DiHNBpxA4grAK0rNrKPLE6oDfoSpQJOXUAi+BbbqSBoRY9cSvstIbWYAdjb5yRkKUjhA56jTA5VIdlzEtNupbISSFL0GNajJUlsHeOJNzlt1PQ47GVvYyFlV1qsn7ziZLfgryQoaVofKcwuPWOflbncYtrZztC7lsOihaaw0sI/PLninkJ3anUu9cSUNZEtqaOC/kzwfpBZMMcn6iwqR2lzI0BDIjb3Lpmv4afwxmK0fLdm+FA4eXxOMxj83L7K/Gx+jlWwlMkltRSNDdPTTECOQtxKBfiwfmxwtqZKZtHZSFBWfW5wvxsxkJAIGa4J8NMBTGrCdLRZb9rkDl5YJ1GWTBjPOotu9AT10x7SYUFqnrVKqASq9xpzB8cDKmGXpbbDMvvMdvUW6G2LkjAVoNZXT5LcyIlQUSUkAHW/xx32tnpmTH3mVKUHGwVZvaPhiBHjobSS48ltFxfQ6Y2qiIRh3Zn3XlIVz5DTwxhwjOTa8mdhAoiSpLzanEJTk53+Nsc3pYakkKuoA2FsF6QxT46HEiqsE3SeLNxfdiQuqUxalFyTGVmWASnNr92DT3OKS8m9vAqpu5KUlsqCVG4TmuME5B37seM4hLO6uSkDX3nXDBGn0dQuZDSSfUSUm/4Y4IbpLE5x1chJdWkEpUkqIv46HGWq7imd6XJp8NhLDkpJcUdEFoqB9+PZ82jJQpPeG0kp1SWlgn/TharKmhPzwS2pvmVZLa/LEJxl91zeKUHAo89MVu/mLQXrTPo0ZUhOU628MQ6c8qPK3YFkuaXwV/6auKEyqilLlvA88CUspzoLricras28seWNXyUMDSGowdkhaFPKGUpIHLACpSAmUtI55cE3EU1xCb1FAzcSlWPLAlxqLIn7pb6Q2Dcu2OqcalwrIkEqO000yhyUpbYVrewUPuwU79Q0rAVVE38O7r/lgZNTT0s52Kq0vSyGQlf8RgGpKlLzKSR7hi3JF0MU92I7JKobofGW1whQH3jC/JGR7KoDMDc2xNo3dVFe/lKYCdRoTf5Y3qjNNckMuRpSi2vRat0s/wAMZsvwZUF8aE2GouNcbNrT6LXQdMb1RdOeYaDIVvWeAnLiC0tBOh4h0xU5EomVPludx6T/ABPaXy+7HaAtCQlK9DlOO/8AVVpZMiSStDZbI3SlDPcgJBSCL6YGynEIltpjek4FYxPuK2kbqcZj3e/nTGYzQWjrUZwVT21g8Tg4h7sQqeAiYwT7/niGpRJ1PCRpjqXC3uHL+qdfhgiiYot2i9mT9b2LgSINRSiTMmLEpp/i7szuHXY6uEcO83L4FxzyYnyewSqNJZbg16KJJWW3t6w4hpCu8pjthKyNcy1AqNhYXPTFTo2gqzKkZazUQMqeUhz2PV69OQ8Byxg2jrDqUf8AW6l6yv8A7lz2+fXryPiOeKSIiya/2XTaNQ5lUmbU0goiISHGUpdCw8Y6ZG64kBJJaVmBBIOVWumJNZ7LItK7NpG0U2S8qqx4hkuBp4bhKD3FSbcB3lkSdbKAJ5K04qnk1ae4HUKlSCHwlL+Z5RzpT6qTrqB0BvbHNVZq5jd0+lJ3dbZdzv1ZMvha9rYtRohc83sbMmhQFUeamNObpbMiexLUp0uSHGEPqS3kTwoQl1joo5nLXtgdN7B6rFcUlzaOkKSUOPR1NqU53lhpKXXHGwkG/rWSPatfTFVvV6quPb1dRnLc5bxclZVY8xe/Wyb+JF/C0mi7XV2jTnZ9NqEhiWsWDmfPlHDrZV+LhTxc9OeIlRui0pP6P1ejOyFr2kp/dYq1JffyKSlGRUgL1VYcPdnOuvD449i9iFflRGZsbaGM/GJQp9Xd3AQV5QjKLZlKJcZAFhl3qb8jaol7QVZbxdNSnFZc3hXvzmzc81/G5Ub/AGj440ZrdTa0amykg6Gzyvd4+Fh7gBi6I0Wd2k9lE3Z2ok0N5ciE5Uu505vMC8EuBSkEqskOHIlOe2id4m9zfB1fYkmQ0y5StoIyIf0bDmIkrj5y+44w4p0N5PYzN5Rc83Ea8WKVEmeXm1plSEWBOryj+f4+Jx0eqk9xhptyVIXZVtHlD8/w8Dimiqst17sLqsdl9UuuRGiw64FkwHCkNBL6krv5iPqOhcQNb4InsHXAo9dRUKs2qoRQFslmMsoQ2lT5XnBTda1IjOgISfWU3dQvpSCqhLIt3ySf/fX+fzzONDUZl/7ZK/8AmV/PEouqLDldlUyPWdqYDldjNI2cUhp9xxDic7is2UZb5kpunLcgaqSLa4JbJ9nVIr2yEOS046zVlkiYJKiyyjvGbub6NDmA3bmdIvfhxU6n5KcxLi072+Y3JUQeen4/PmMad5kGw3qyE5bcVzYcvz0xopKy0Nreyd/Z3ZF7aBddjPbllqQYqY6wtbbi20cRubLSpagU9C2sX0w5RewRv6JYjmoK+mt8tp6S2laYrY3zLSVfaCD3kqOgUlNwfrfP70p5aspdcIOmqj11xu7Okbu+/dsRe2c9dMUiqLFm9laRUtlIdP2tiylbTSIwiqZjqQEMPKyB1XOygoao5/EEBmh9g1Tlehb2giMyVlvcNSIakZs249Y3OW3eWweeptiju8uDKd4vh5G/LG5myCf17pP7ZxV2W1RaqOyCU5taKMirLUyqhtVgPimqzZXFJQhGXNzKlJHPS+trG0yodiS6ZTn6i9tTEEKMlxyRKjQVOshtLedKkquM18zaOllLt7JIq2BXqpDiTYrM19DU9pLUsJXbeoSQoJPkCkG3K4GmmIJkPlJSHnMp6Zzb7Xu+FvW8MVRC+o3Yg1Fo1Zbm1ht4x7Nx3WwBxo4nHd36y2y025k+spPPFU9ouzitktqZNAXJElUYIK3QjLmUpAUrqeSiU6aaXHPC5vn18W/cFvtkfn8nrjRbinjZaio+J/P55dcTaQ9GmmMxyK9cZiyEewQLKBtjdhC3lJQkZ0k2CcYl2wuU5z4Y6054xpaJFtAoHL8cGhGLlUipeC6oPZJs5SaNFf252tTS5r4uGUZU7u/s8Xr25HSwPXCd2lbGUXZl2nuULaRisxJpUBu8p3VrcylRve/3YuCv03ZfteobT1PqaWagwlSwFGy0ZvWQpPteRT9+KJ222PrWxlcap9WaBSpd2XmyS26kG1031+YGO3qsEMSWxKjkaPNPM3Gbe70//Bj7WuzqLsXQqVUmqo7LXNcyFDjaQBZAVe4Pnj2idm0ep9kkzbU1R5l1kPKDAbSU8Cwm1yet8XF2lbGJ2w2do0J+qRqapgBYXJTcHgFxYkYhyqGjZjsLrdHRPZnpaZdVvWk2ScyhyFzg8vjak/VCuP5S8MP+24+ZKTBeqNQYhR0KW8+4ltCQNVEm2LS7Uux6Psls2azCqb0wNyENOpLYTlCkkhXM9QB8cD/0eqF9L9o8ZxxJLNPQqUo/aTYJ+SiD8MW5R5yNvdm9uqIkKdK5jqoZI9kps197WAaHRwy43Kf34G9brZ4sijD9r/uz517PaGnafbOBQ3pCozctZSpaE3Isknl8MW+rsT2XTUfolW2YYqK/1cdzdZl39X2hzwgdh12e1qhoUNRIWD/kVg5+kDJkQu1ZL7SsrjceOpB8xgemxwjh3SVuwmonlnlUYS2qhW7S9hqnsRWUw5a0yIzwvHkI0Dg66dCMPGy/ZXs9F2Sa2h24qrtNZkJCmWmxfKD6tyQbkjWwGmGzt3Y+kNkdmXZGrjkxpK/3ki+IH6VajHgUOEwfQ7142HikISPkP44YlpIYXKT58f5FYazJmUIR4bbTf9BT7Tuy6HRKK3tHs5Unp9IeUEKcc1KL6pWVADQnS5GIu2XZ3TaV2W0naqFLfeembnfJ9lOdtRP+oWxYXZ8k1X9HGsxXR6KPHlgDyTxgfA6/LETZa20X6NtSp6ipLlLLgynnwOJcH+lZGI9HCfKXlWVHV5l23dSoT6B2Vpn9kj+2BnSW5jbTzyI51SttHX42V8sRuyzs8g7U7O12rVKbJis09ALa2gmyrJUpV7jpYfPF7bONMUwULYV5Y9Js+pToPUkpSdP/AJMITcdzY39HyupdOV+dNcYt71hs/cheLloccEmvXJcNdmlNxv8AoJ/Yz2Z0rblmou1CfLjd1cbab3ATrmzXJv4WHzwtUXY6ZM7RG9j3AoPJmGO6rwbSbKV/lBOLS/R8f+jOzDaytp/WR1BYH1siL4b6pR4dK2r2g7SGbJZXQ0uMK8HlgJJ/D/NjENDDLjjJf3Llrp4pyi/Fcf1KX7bez6mbFSKX3CZJfamJczB0DhKbcre8YhdjexMfbWvyo0yQ5GhRY6nnXm7XAGgGvmRiw/0pUBVG2Wk3KlFpep6kpbJxw7J4ruzfYTtJtAU5H5wLDBA4iAMotb7Sj8sDlpMX5bilwjePWZvwo5L7pcCF2wbGNbE7TNU2O86/Dfjh5l50DMdbEaeYPzwZ7Duzqm7cw6zJnTZMcwihLSWgOIqCjrf3Yd+3aInaPsnoG1aAFLiNoS+bajMAk8/tgfPET9GV1UPZfa2QhRC0NoUgjoUtOEf7cWtNi/LUJLhmZavM9JKd90eCsYOxjo7UI2x9YUWs01MV9bXQE8x7xy+GM7V9mI2yO2kmgw5Dr7DLba0LdAzHMkGxt78XjU6ZA2n2g2N7R6ZZOaZHZntoHJWbmf2Twn4Yq39Jg/8A1XkH/wDWjf8A8xgWq0ccWFyYfT6vrZFD/wCsq9R1xmNFniOMxxdh1LNQTl8DjaO26+4ltrVaiBjTITrfHWMVpXwHKR1xuNXTIy1GOyPtFpFWjuwo7e9QpKkSGJQAQrnrcgp+IGG79JCQfoKhU2XIYNYBMh/dH7KU5vs3Xy8fhioqf2hbZwGdxF2lqjbfq23+bh8NQcBKhVajUqguXNmyJktXrPPLKlD3E64635WGGJ48SfPs57008mVZJy8fsX7+kwq2w9CKSQd4NR/6ace7DlJ/RtqJVcksSef7acUNUa1Wqmy1Gn1mbLbZ/VtPPKUlPuB0xjVbrLNNNMaqs5EJXrxg+rdH929sR/IXLdRhfH7cPT3fd+C8uwNtOznZvXdr3kguLK8hP1WgSR+8pVvhiV2RdqUjaDbJNHqFOp0JEllzKqK0UqLgSbXvz0zfPFCCu1kU36KFWninf/i94Vu9dTw8tTryxFiTZUOUiVCfcjvtqK0ONqIUknqDiY/k3jUY4/C8kfxkZzlkm7b8fsXUmjfQn6TMdhDeRiRLVJZ80uIUo/I3Hwwy9qfZbWtrdvk1Jp9hmmhltK3b8XDzATa9/M2Hnj55lVysSpyZ8ipzHJiU5Q+p9RcA8lXuOuO7u1e0rujm0FVc/blKONQ1+JJxnHhuzU9FNyUoSpr9i4v0j9p6e3JpmztOWFOwHTIcI1yWSEpT/uv4YY+0WmP9p2w1Hq+zZYkSEKzlocBG8/WJ/aCvu5Y+ZFLUtWZaionqTgtRK/W6TvPoirTafvAA4I76kBfhfKRfGY/IxnKTzK0zL+OlGEFCXK5tl+bSW7OOwI0KS8x9LzG1IUgOXOdxXF8kc+gOmAf6Mk9mbH2hoUw3akttP7v6/NC/9yRimaxV6jVHRJqNTlz3PUzyHFL/ABxrSKvUKW8ZNOqUqC7bLnYdUg2+GJ/qG3LGajxHii38fuxTg5cy5ui8KptQB+k1CJWdy06mnW8lIKf96jjv+lHLbh0Sj0Ng5UyJT8twD9oj/cpeKBcqEpdUVUVSX1SlLDheLhK8/wBbNzvfXEio1epVR1LtQmypriBlQp90rUBe9rnEl8g5RlGvJUdAozxzv9P+S7Oyiyf0dtr3CQDvHhb9xGE6rdqM2pdnUbY4w93kSht2TvblxCDoMttOSevTCG1U6ixDdityn2o6vXaDhsfhiKOhws9fJRUY8UHhpFulJvyfQn6R0Fa9itkFpN7r3TY8czTZH4YPdoVde7L9gdnKVAaiuyiEtqbkIC0kpbBJt+0Tj5qfqtQlstsyZ8l1tkhTSVOEhFuVvDHOfU5c8tLnzJUooJCd86V2Hlf4YYn8ry5xXMhbH8VWOONvtjyfTmw1ee7VuzGt0+ooity8pZS3HQEJF0Z0m37VsK36OcdaNjttmHiAoNoSoX5Wbev+GKMptRmwHViFOkxQ4QFbl0ovrzNvK+PWJ9QjtvbmbJaEgWcCXCM415+PM/PEXyd1OS5RH8XcJY0+2XJcX6Ne1yYNVc2WqBBjTlB6IV8m30nl+9+IHjgD+kyoK7UZBCAf6sxcj/08Vsy48wEutOltSTdKwqxGN35jz6nXXnlPKcSAVKXmOF566U8PSaGcejUM/Vv6IJOMx5rjMIjh66LY70tpp6U0l42bWsJuPWFzbTp8/uxzeGN4S1NKCkKsUnMDlSdfiDjJZafaV2QL2WryqVT6z35TDU5+Wt6PutyxGcKN7wqUFJXbRIJUDoQOZE/+EG1+5qbylUxpNLelMzN5Jy7tTDG/V01zI1SBcnqBgdVu0jbWsPJdq1eemFG+yhxlvKd+RvQoZdUq6p5Yhp282rQKglFdnFNRWtcvOpJLqlpKVEm3Mhaxfpm0ticEJFJ7PdoalIojDSI7TldhuyqfvXMod3eb0fk4rLwp650cs2kqP2YbSyC42y9T1yU1RmkpjZ3EurkukhCQFIA6FRuQQkXI5XCydsNoJMFuE9OzMtlZQMieErQhCsunDdLaBpa2UEWOuJUjbzauSy80/WpSw5OVUCrhzd4UtCy5mtcKzNoOhHqjF8FAzaOgy6GYBkux5DNQi97ivx1EodbzrbJFwCCFtrTYgerfkRgNnwUq9Um1Z1p6oSXXnWmg0lRIASkEmwAFgLkmw6knmSSMyYo0bZrjGtrnHoTYY9TzxCGpQb49KSBjoOePVAWxCjmb41N8dsox5kGIUaIScPEDZJl7sjf2rafkqnNVtFPEcI4MioynyvxuN3Y9La4UG0jBqnbW7RUimOUum1WTGhOrUtbSFWuooKCr35FKTf6pI5HF8fZBnidkm0SZ0SI7MpjS5T7sUKdfshMlEZMjc3t6ykLSAeVzYkYgVrYCtRKfPlvDL3Qvo3e4dzFcfdh8KGX0eRTqUcdrq06i4KRtNW30JS/U5bqUsFhIW5eyFIyK+aQlP7KQOQFuydqa/KizEPVietuok97Sp6+9UbXJ065EX6nIm54RiiBmB2YbQyKxTqUp+E3IqlJTUqeCpX9ZCtEsJ4dHioKSEm1ynzF9ldmkv6GiVJVapraJVQVAb3hWlIWl7dXUrLwj2rkDTT1uHARza/aZwJDtbmqyLUUektYLc3iz7ysJVfxF+euNE7ZbSojoZRWpoSh5b6QXL5XCsLzA8wd4kLJvqQPDEpFhXaXs9qmzsOpP1N0Nrp8iKw60G1Zj3htxxtWotl9GoX6805hrg7QeyyVVeyiVtkJSkSWX1buOpSEJ7um3pjmIJQpQebCtLONhACivhR5u09cmU12A9UXzHfU2t1nN6NSm0lLZy8hlSSEgaDpbE2lbZbV0in9wpW0lWhRQ262G2JSkDI566dPZNhccri/PFcEJmyezDFV2Z2n2hlyZCY1CisO7pgJSp5x59LSBexAAzXVp0tpzwB2iiQo1amIgomiNvP6uZSMjmXpmTyvb+eNKXW6pSnHXKZUJUVbqd24UL0Wj6qvrDQaG44RpoLbyqnU5cRMWZUZchhL7kkNOvKW2HnLbxyyieJQSi5+zjRAZdXhjMdtPDGYso//Z</binary>
</FictionBook>