<?xml version="1.0" encoding="utf-8"?><FictionBook xmlns="http://www.gribuser.ru/xml/fictionbook/2.0" xmlns:l="http://www.w3.org/1999/xlink"><description><title-info><genre>thriller</genre><author><first-name>Marco</first-name><last-name>Buticchi</last-name></author><book-title>Profezia</book-title><date value="2000-06-01">2000</date><coverpage><image l:href="#cover"/></coverpage><lang>it</lang></title-info><document-info><author><nickname>Verdi1</nickname></author><program-used>Fiction Book Designer, FictionBook Editor Release 2.6, fb2cut 2.5.4, fb2cut 2.6.2</program-used><date value="2011-08-07">07.08.2011</date><id>FBD-00B07D-F552-4C4E-2499-A50C-3B70-61BA4A</id><version>1.0</version></document-info><publish-info><book-name>Profezia</book-name><publisher>Longanesi</publisher><city>Milano</city><year>2000</year><isbn>978-88-304-1651-2</isbn></publish-info></description><body><title><p>Marco Buticchi</p><p>Profezia</p></title><section><p><emphasis>Per un amico</emphasis></p><empty-line/><p>�Nessuna profezia venne mai dalla volont�</p><p>dell�uomo, ma dagli uomini che parlarono per parte di Dio.�</p><p><emphasis>Seconda Lettera di Pietro</emphasis></p></section><section><title><p>PROLOGO</p></title><p><strong>Ekaterinburg. Russia. 16 luglio 1918</strong></p><empty-line/><p>Il giovane sergente delle Guardie Rosse Igor Drostin si svegli� di soprassalto al rumore di una vettura entrata nel cortile. Si avvi� verso la grande sala e osserv� la pendola a parete: mancavano dodici minuti a mezzanotte. Poco dopo sarebbe cominciato il suo turno di guardia.</p><p>Dalla stanza attigua, usata come dormitorio, Igor sentiva distintamente arrivare i rumori dei suoi soldati che si stavano vestendo. E dall�esterno, attraverso le finestre socchiuse, gli arrivava a tratti anche la voce del comandante. Era un�estate molto calda, ma a Casa Ipat�ev, per motivi di sicurezza, negli appartamenti riservati alla famiglia imperiale era severamente proibito aprirle completamente.</p><p>I nuovi venuti dovevano essere personaggi importanti, almeno a giudicare dal tono deferente e al tempo stesso marziale con cui si rivolgeva loro il comandante. Igor Drostin sbirci� nell�oscurit� del cortile, e la sua supposizione fu confermata dalle bandierine rosse: la vettura appena arrivata aveva portato l� un potente del Soviet degli Urali.</p><p>Quando entr� nella dimora, il comandante Jurovskij aveva un�espressione cupa, la stessa a cui era atteggiato il suo viso dal tardo pomeriggio, quando aveva chiesto a Igor e a Medvedev di ritirare tutte le rivoltelle d�ordinanza Nagant in dotazione alle guardie.</p><p>�Sergente Drostin�, ordin�, �svegliate la famiglia di Nikolaj Romanov e radunatela in una stanza.�</p><p>Igor non era abituato a fare domande, ma questa volta non riusc� a trattenersi: �Che cosa succede, comandante? Si teme un attacco dei Bianchi?� I cannoni tuonavano infatti in lontananza da un paio di giorni, e i boati si andavano sempre pi� avvicinando.</p><p>�Gi�, replic� l�ufficiale, come se la domanda del suo sottoposto lo avesse illuminato. �S�, sar� questa la spiegazione che dovrete dare allo� allo zar. Ma sappiate che mi � stato appena confermato l�ordine di eseguire la sentenza di morte dei Romanov.�</p><p>�Dovranno morire anche i ragazzi?�</p><p>�Forza, forza�, ribatt� il comandante. �Spicciatevi, Drostin, e basta domande.�</p><p>Tutti gli undici prigionieri, tra membri della famiglia imperiale e servit�, furono condotti in un locale del seminterrato, una camera con soffitto a volta e carta da parati a righe, a cui si accedeva attraverso un�anticamera. Sulla destra c�era una finestra sbarrata da un�inferriata; una porta dava su un magazzino cieco.</p><p>La notizia che le truppe controrivoluzionarie minacciavano un attacco aveva riacceso un filo di speranza nello zar, duramente provato da diciotto mesi di prigionia.</p><p>Il comandante Jurovskij lasci� gli ignari prigionieri in custodia a Drostin e usc�, seguito da alcune guardie. Quando furono nell�anticamera, rimosse un drappo militare che copriva le venti pistole ritirate in precedenza.</p><p>�Alcune sono caricate a salve, in modo che non sappiate chi ha colpito e in futuro non vi sentiate perseguitare dal rimorso di aver ucciso donne e bambini�, spieg�. �Drostin!� chiam� poi: �Andate ad avvertire il corpo di guardia di non preoccuparsi per gli spari�.</p><p>Quindi Jurovskij rientr� nel seminterrato, e, a occhi bassi, annunci�: �Il Soviet degli Urali ha decretato la condanna a morte per voi e per i vostri familiari, Nikolaj Romanov. Avete un ultimo desiderio?� Soltanto allora alz� lo sguardo sull�espressione fiera dello zar di tutte le Russie.</p><p>Nicola pareva non temere la morte, ma un velo di angoscia apparve nel suo sguardo quando lo fece scorrere sui figli e sulla zarina, Alessandra d�Assia.</p><p>�Non ci porterete dunque via da qui?� chiese semplicemente. E senza aspettare la risposta si strinse ai suoi, mentre gli uomini del plotone prendevano posizione.</p><p>Igor Drostin usc� all�aperto, e l�aria gli sembr� pi� pura per il sollievo che l�ordine del comandante lo avesse risparmiato dall�assistere, o peggio partecipare, all�esecuzione. S�incammin� con passo rapido verso i nidi di mitragliatrici posti a protezione di Casa Ipat�ev, a ridosso della palizzata eretta per difenderla. Stava per raggiungere il corpo di guardia nella vicina Casa Popov, quando sent� distintamente gli spari.</p><p>Le Nagant 7.62 avevano fatto fuoco tutte insieme all�abbassarsi della mano del comandante. I proiettili avevano continuato a piovere sui membri della famiglia imperiale e sui loro fedeli servitori fino a quando l�ultimo di essi non si era accasciato a terra.</p><p>Jurovskij, con la pistola d�ordinanza ancora fumante, si fece largo tra i corpi, imbrattandosi di sangue gli stivali. Alcuni erano ancora vivi, e fu costretto a finirli con un colpo alla nuca.</p><p>Il camion Fiat giunse nel cortile della casa poco dopo. I corpi, sfigurati dai colpi d�arma da fuoco e dalle baionette, furono avvolti in coperte militari e caricati sul cassone.</p><p>Vladimir Nareev, un caporale che aveva partecipato all�esecuzione, scost� un lembo della coperta, scoprendo il volto austero e cereo dello zar giustiziato; dalla bocca spalancata colava un rivolo di sangue rappreso.</p><p>Nareev gli sput� in faccia, maledicendolo. Drostin lo trascin� via. �Abbi almeno rispetto per i morti, caporale.�</p><p>�Certo, compagno Drostin�, ribatt� l�altro in tono beffardo. �Lo stesso rispetto che hanno avuto loro per il popolo russo. Di che cosa ti impicci?�</p><p>La voce del comandante blocc� sul nascere la possibile disputa. �Voi due, salite su quel camion. Raggiungerete il luogo stabilito per la sepoltura e monterete la guardia fino a nuove istruzioni.�</p><p>�Montare la guardia a undici cadaveri?� si chiese Igor Drostin.</p><p>Soltanto quando superarono il passaggio a livello numero 184, si rese conto che erano diretti alla zona mineraria abbandonata detta dei Quattro Fratelli.</p><empty-line/><p>Nel chiuso della miniera, Igor Drostin fu di nuovo svegliato di soprassalto da un rumore. Aperti gli occhi, si vide davanti il viso di Nareev, torvamente illuminato dalla fiammella di una lanterna. L�espressione omicida del suo camerata lo gel�.</p><p>Lo sgomento dur� soltanto l�ombra di un istante, poi l�istinto di sopravvivenza prevalse. Igor si gett� di lato alla disperata, sfuggendo alla baionetta, e, stretto fulmineamente il pugnale, rote� su se stesso e rispose all�assalto. Mentre era ancora in movimento, tagli� la gola all�aggressore con un solo fendente. Nareev croll� a terra in una pozza di sangue, mentre il fiato gli fuggiva dalla gola con un gorgoglio.</p><p>Ancora ansante di sgomento, Igor si lasci� cadere sul pagliericcio e chiuse gli occhi. Perch� il suo camerata aveva agito in quel modo da pazzo? Possibile che il loro breve scontro verbale di qualche ora prima gli avesse fatto perdere la testa fino a quel punto?</p><p>Ormai le sue domande non avrebbero pi� avuto risposta. Tiratosi a sedere e rimasto qualche lungo istante a guardare come inebetito il corpo senza vita di Nareev e la pozza di sangue che si allargava sempre pi�, Igor si riscosse. Si alz� e si avvi� verso lo slargo della galleria dov�erano stati gettati i cadaveri dei giustiziati.</p><p>Il corpo di una delle donne era stato denudato. In un primo momento Igor pens� che Nareev, veramente impazzito, avesse abusato del cadavere, ma poi, visti gli abiti stracciati gettati intorno alla rinfusa, cap� tutto. E, soprattutto, perch� Nareev avesse cercato di ucciderlo.</p><p>Gli abiti dei Romanov erano letteralmente foderati di pietre preziose, cadute a terra dagli squarci aperti dalla lama del suo camerata.</p><empty-line/><p><strong>Siberia orientale. 1972</strong></p><empty-line/><p>Il sole era sorto soltanto da due ore, ma sarebbe tramontato da l� a poco. La luce radente, intensa ma priva di calore, si rifrangeva contro una coltre lattea di nebbia. La fredda e lunga notte siberiana sarebbe scesa molto presto, e i predatori sarebbero usciti dalle loro tane.</p><p>Come un predatore, Iosif Drostin si affacci� alla porta della sua casa in legno, poco pi� di una capanna in un deserto di gelo e nebbia, strizzando gli occhi per adattarli alla luce e riducendoli a due fessure da cui riluceva lo stesso colore del ghiaccio che tutto attorno si perdeva all�infinito.</p><p>�Non posso pi� vivere qui�, mormor�. �Costi quello che costi.�</p><p>Iosif Drostin aveva capelli color paglia e mascella squadrata. Il suo corpo era temprato dalle estenuanti battute di caccia nella steppa. L�espressione del viso era dura, ostile, molto pi� matura di quella di un ragazzo di ventun anni.</p><p>Se li aveva vissuti in parte in quel deserto lattiginoso, lo doveva al fatto che suo padre era stato deportato l� da un tribunale di Iosif Visarionovi&#x10D; Dzuga�vili, molto pi� noto come Stalin. Iosif, come lui.</p><p>La condanna era stata dura, anche se basata su sospetti sommari: da dodici anni di Siberia era difficile uscire vivi. Infatti ormai il padre di Iosif Drostin era morto.</p><p>Il compito di prendersi cura di lui era toccato al nonno paterno, Igor Drostin. La madre di Iosif, infatti, pochi mesi dopo la deportazione del marito in Siberia, aveva deciso di sparire anche lei, non facendosi pi� vedere.</p><p>I modi militareschi di nonno Igor, ex soldato ed eroe della Rivoluzione d�Ottobre, non erano forse i pi� adatti per allevare un bambino di soli tre anni, ma il vecchio aveva una riserva apparentemente inesauribile di storie da raccontare. Una, in particolare, misteriosa e affascinante.</p><empty-line/><p>Il mattino seguente Iosif Drostin si svegli� molto prima del sole malato di Siberia. Raccolse poche cose in una bisaccia militare, vi infil� i quaderni logori su cui nonno Igor lo aveva tenuto chino per ore e si chiuse dietro le spalle la porta della capanna.</p><p>L�unica vera ricchezza che portava con s� era il ricordo dei racconti di nonno Igor. E quei quaderni. Forse.</p><p>Avviatosi a passo veloce sulla strada sconnessa, si lasci� dietro per sempre la notte siberiana.</p><empty-line/><p><strong>Citt� del Vaticano. 11 agosto 1999</strong></p><empty-line/><p>Era davvero singolare che una persona come Patrick Silver fosse al cospetto del papa.</p><p>Ma in quella torrida mattina d�agosto, alla fine dell�abituale udienza del mercoled�, Sua Santit� lo aveva ricevuto privatamente con un gruppetto di altre persone.</p><p>�Il vostro comportamento ha consentito di sventare una grave minaccia per l�umanit� intera�, disse il papa, rivolto a tutti loro. �Prego, signor Silver�, continu�, �sono curioso di sentirmi raccontare nei dettagli la vostra vicenda.�</p><p>�La Terza Profezia, Santit��� stava per sbottare Pat Silver, obbedendo al suo spirito sempre scanzonato, ma una volta tanto seppe trattenersi, e la sua espressione si fece intensa, concentrata. S�, era arrivato il momento di essere seri, molto seri. Alla possibilit� che quanto stava per dire fosse in qualche modo legato alla Terza Profezia avrebbe accennato, ma in modo molto vago, soltanto alla fine.</p><p>E le parole gli si riversarono dalle labbra come un fiume incontenibile.</p></section><section><title><p>PARTE PRIMA</p><p>LA GASSA D�AMANTE</p></title><section><title><p>1</p></title><image l:href="#0"/><subtitle>Gassa d�amante</subtitle><empty-line/><p><strong>New York. Campus della Columbia University.</strong></p><p><strong>Maggio 1978</strong></p><empty-line/><p>Pat Silver non era mai stato un allievo modello, n� lo sarebbe mai diventato. A consentirgli di frequentare una delle universit� pi� prestigiose degli Stati Uniti erano esclusivamente i successi sportivi: era il playmaker della squadra di basket. Venti centimetri in pi� di statura, e sarebbe potuto diventare uno dei professionisti pi� pagati d�America.</p><p>Se questo non sarebbe mai successo, non dipendeva soltanto dal suo metro e ottantacinque, ma soprattutto dalla disinvolta e personalissima visione che aveva della vita.</p><p>Il suo compagno di stanza lo stava osservando con un misto di timore e ammirazione stendere i fili sotto il tappeto fino a collegarli al piccolo compressore elettrico nascosto dietro la tenda. Il marchingegno sarebbe entrato in funzione al momento giusto, comandato da un interruttore altrettanto nascosto, facendo �levitare� il tavolo tondo a tre gambe.</p><p>La messinscena per la seduta spiritica era pronta. Adesso dovevano soltanto aspettare che arrivassero Maggie Erriot e Annie Ferguson, nella speranza che il trucco escogitato dallo scanzonato campioncino di basket riuscisse a spaventarle. E a quel punto sarebbero stati ben felici di prestare loro tutto il conforto del caso, comprese due affettuose e salde braccia in cui rifugiarsi. Invece non fu cos�.</p><empty-line/><p><strong>Ekaterinburg. 1978</strong></p><empty-line/><p>Iosif Drostin s�incammin� lungo il lato orientale del lago Verch-Iseck e attravers� via Glavnaja all�altezza dei cancelli della fabbrica Uralyzhmash. Nella leggera nebbia mattutina s�intravedevano le figure degli operai. Infagottati nella tuta grigia, tenevano la testa bassa e si battevano le mani sui fianchi per scaldarsi.</p><p>Con un ennesimo moto d�insofferenza, Iosif abbass� lo sguardo sulla sua tuta: era troppo lunga e strusciava a terra a ogni passo. Non aveva radici, ma Ekaterinburg era il solo luogo a cui si sentisse in qualche modo legato. Gli anni vissuti l� con nonno Igor erano stati belli. Quindi vi era tornato, come un uccello migratore che torna al nido.</p><p>�Troverai il tuo avvenire all�incontro delle diagonali, Iosif.� Cos� diceva sempre nonno Igor. Ma quale avvenire? L�Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche gli offriva una tuta grigia e un grigio senso di vuoto.</p><p>�L�incontro delle diagonali�� ripet� Iosif tra s�. Chiss� che cosa aveva voluto dire nonno Igor con quelle parole. Vi si arrovellava ormai da anni, ma senza venirne a capo.</p><p>A pochi isolati di distanza, fino a poco tempo prima c�era Casa Ipat�ev, dove, durante la Rivoluzione d�Ottobre, avevano trascorso i loro ultimi settantotto giorni lo zar e la sua famiglia. E con loro c�era un giovanissimo soldato di nome Igor Drostin. Anche questo, nonno Igor lo aveva raccontato mille volte, facendoglielo scrivere sotto dettatura sul primo dei quadernetti che Iosif conservava come un tesoro. Perch� imparasse a scrivere e leggere, diceva il nonno. Su quei quadernetti, insisteva, suo nipote avrebbe costruito il proprio futuro.</p><p>Il futuro? Iosif Drostin continu� a camminare a passo svelto: la fabbrica lo stava aspettando per il suo primo giorno di lavoro. Lavoro, bah! Ormai se n�era fatto un�idea precisa: non faceva per lui. La sua indole violenta lo portava a frequenti risse. E poi, vivere di miserie, sapendo che in Oc cidente tutto era tanto diverso�</p><p>Non aveva il minimo dubbio, un giorno sarebbe andato in Occidente.</p><empty-line/><p><strong>Campus della Columbia University. Maggio 1978</strong></p><empty-line/><p>Maggie Erriot e Annie Ferguson erano arrivate puntuali. La pelle da mulatta della prima contrastava con il candore latteo dell�altra. Il braccio automatico del giradischi continuava da circa mezz�ora a posare sul piatto i quarantacinque giri pi� popolari. La musica si diffondeva nella stanza.</p><p>�Perfetto�, pens� Silver. E finalmente sbott�: �E se organizzassimo una seduta spiritica?�</p><p>Senza aspettare risposta, si accost� al tavolino. Vi presero posto tutti e quattro, obbedendo scrupolosamente ai suoi comandi: sembrava saperla lunga.</p><p>�Concentriamoci�, ordin�. �Adesso uniamo le mani.�</p><p>Un breve impulso al comando, e il compressore entr� in funzione. Una musica mistica, sapientemente scelta, copr� il ronzio del marchingegno. Il tavolo cominci� a sollevarsi con un movimento quasi impercettibile.</p><p>E Maggie cadde in trance.</p><p>I suoi occhi rotearono, la pelle assunse tonalit� ceree, la testa si reclin� all�indietro.</p><p>Derrick Grant, Annie e lo stesso Pat si scambiarono uno sguardo impaurito, ma Silver fu il primo a riprendersi, ordinando: �Non interrompiamo la catena, potrebbe essere pericoloso�.</p><p>Maggie cominci� a parlare. La sua voce usciva a fatica, con le tonalit� di un bambino. E soprattutto� parlava una lingua incomprensibile. Scand� soltanto poche parole, poi si accasci� sul tavolo, esausta.</p><p>�Maggie!� la chiam� Pat, porgendole un bicchiere d�acqua.</p><p>La giovane era confusa: �Che cosa mi � successo?� chiese con un filo di voce.</p><p>�Boh, hai farfugliato qualche parola in spagnolo�, rispose Silver, quasi altrettanto confuso.</p><p>�Portoghese�, lo corresse Grant che, in quanto figlio di un diplomatico di stanza in Brasile, aveva una certa dimestichezza con quella lingua.</p><p>�Che cosa ho detto?�</p><p>�Pi� o meno: �La Profezia incombe, voi potrete salvare il mondo�.�</p><p>Rimasero l� a lungo a guardarsi stupefatti, chiedendosi quale potesse mai essere il significato di quelle strane parole.</p><empty-line/><p><strong>Ekaterinburg. 1978</strong></p><empty-line/><p>Iosif Drostin percorreva ogni mattina la stessa strada. La fabbrica era a pochi isolati dal suo alloggio. Scapolo e senza famiglia, non aveva diritto a un appartamento in un casermone popolare.</p><p>Per quanto spoglia, comunque, la stanza assegnatagli era senza dubbio pi� accogliente della capanna siberiana in cui aveva visto morire suo padre.</p><p>Alla morte di nonno Igor, Iosif aveva affrontato il viaggio da Ekaterinburg fino alla Siberia orientale per ricongiungersi con il padre che, scontata la condanna, aveva deciso di rimanere in quella terra gelida e inospitale.</p><p>Nella rara corrispondenza che si erano scambiati in quegli anni, il padre gli aveva scritto di avere trovato una nuova compagna: aveva quindi deciso di vivere l� con i proventi della caccia agli animali da pelliccia.</p><p>Quando l�omelia funebre era stata pronunciata dal pope sulla bara di nonno Igor, Iosif aveva diciotto anni. Il sacerdote aveva esaltato la figura del combattente, definendolo un Eroe della Rivoluzione. Iosif sapeva quanto gli sarebbe mancato il nonno, ma non era riuscito a piangere.</p><p>Un mese pi� tardi aveva bussato alla porta di una baracca nella steppa siberiana. L�uomo che gli aveva aperto era per lui un perfetto estraneo che esalava un odore di vodka.</p><p>�Sono Iosif�, aveva detto, �tuo figlio.�</p><empty-line/><p><strong>Roma. Una villa sull�Appia Antica. Ottobre 1978</strong></p><empty-line/><p>I tredici ospiti raggiunsero la villa alla spicciolata, e la riunione ebbe inizio al sorgere della prima stella.</p><p>Gli adepti del singolare rituale, in piedi attorno a un tavolo intarsiato, vestivano una tunica bianca adorna di una croce rossa. Sul petto erano ricamati misteriosi segni astrali. Un cappuccio, anch�esso bianco, lasciava scoperti soltanto gli occhi. La stanza sotterranea dov�erano riuniti sembrava una cripta, dominata da un crocifisso eretto tra due eleganti colonne.</p><p>Al centro del tavolo ovale era posata una fune rossa, annodata alle estremit� con un nodo particolare. Ciascuno dei tredici partecipanti al rito estrasse un cordoncino dello stesso colore, impreziosito da un filo d�oro intrecciato.</p><p>Con movimenti rituali ognuno di essi fece compiere al suo cordoncino un giro attorno alla fune e, con mani esperte, ve lo assicur� con il medesimo nodo che univa le due estremit� della fune: una gassa d�amante.</p><p>�<emphasis>Non nobis, Domine, non nobis, sed Nomini Tuo da gloriam. Nos perituri mortem salutamus</emphasis>�, salmodiarono all�unisono.</p><p>Soltanto a questo punto inizi� a parlare il Gran Maestro.</p><p>�Che cosa vi ha spinto qui, Poveri Cavalieri di Cristo?�</p><p>�L�urgenza di conoscere, Maestro�, risposero gli altri dodici incappucciati.</p><p>�Ma siete pronti alla Conoscenza?�</p><p>�Pronti ad affrontare tutto, Maestro, anche la morte.�</p><p>�L�avverarsi della Profezia non � lontano, fratelli, ma persino tra noi c�� chi, per interesse personale, ostacola il nostro cammino e compie mosse azzardate, tentando di confonderle con il fine del nostro Ordine.</p><p>�Abbiamo bisogno di tempo, non di traditori�, continu� il Maestro. �� infatti il tempo che ci ha permesso di rafforzarci: oggi un migliaio di Cavalieri � pronto all�estremo sacrificio per la Causa. Come sapete, sono tutte persone insospettabili, che occupano posti di rilievo in ogni angolo del mondo. Non siamo lontani dal raggiungere il nostro Fine: scacciare Satana dal Trono di Pietro e far s� che la vendetta si compia. Soltanto cos� il mondo potr� ricominciare a vivere nel nome di Dio. Ma per questo, ripeto, abbiamo bisogno di tempo e non di mosse avventate.�</p><p>Gli occhi del Maestro incrociarono minacciosi a uno a uno gli sguardi dei convenuti, i dodici Apostoli del Consiglio Supremo.</p><p>�Uno dei nostri fratelli ha sbagliato�, riprese in tono grave. �Non abbiamo bisogno di omicidi spettacolari, almeno per il momento. E invece, per appagare la sua brama di ricchezza, uno di noi � ricorso a un assassinio fuori tempo e fuori luogo.�</p><p>Uno degli incappucciati prese ad agitarsi, mentre il Maestro continuava: �Non possiamo permetterci errori, n� ci � consentito perdonarli. Ripeto: sar� il tempo a darci ragione, quindi non dobbiamo ricorrere a mosse avventate. Mosse che rischiano di attirare l�attenzione su di noi. Nessuno dovr� scoprire i Poveri Cavalieri di Cristo fino al momento in cui potranno rivelarsi al mondo per ci� che sono: i suoi salvatori�.</p><p>Due uomini entrarono nella stanza; vestivano abiti normali, ma avevano anch�essi la testa nascosta da un cappuccio. Puntarono risoluti verso il membro del Consiglio Supremo che da qualche minuto manifestava profondi segni d�inquietudine e lo afferrarono sotto le braccia con una presa ferrea.</p><p>�Ho agito per il bene di tutti i fratelli, Maestro�, cerc� di discolparsi il malcapitato. �Il nostro sistema di finanziamento stava per essere scoperto. Ho agito nell�interesse comune. Le finanze del Vaticano� E i sospetti del Pontefice��</p><p>�Hai agito per il <emphasis>tuo </emphasis>interesse�, ribatt� seccamente il Maestro. �Erano <emphasis>tue </emphasis>le trame finanziarie che stavano per essere svelate, e ti hanno consentito di arricchirti smodatamente. Non sei degno dell�abito che porti, cardinale Vittorio Febi.�</p><p>Il fatto che il Gran Maestro avesse pronunciato un nome equivaleva alla condanna a morte.</p><p>Il cardinale cerc� disperatamente di far valere le sue ragioni, ma le sue parole si trasformarono in un urlo di terrore, mentre i due lo sollevavano di peso e la porta della stanza si chiudeva dietro le loro spalle.</p><p>L�incidente sembr� non turbare la riunione: dopo pochi istanti il Maestro riprese la parola.</p><p>�Bisogna ristabilire il numero dei Santi Apostoli nel Gran Consiglio. Vi chiedo pertanto di accogliervi un giovane fratello.�</p><p>Una delle tre porte si apr�, e una figura snella si stagli� in controluce sotto la lunga veste bianca. Il nuovo adepto era bendato e portava al collo una fune rossa legata con lo stesso nodo rituale. Il Gran Maestro si port� al suo fianco e, tenendo la corda rossa come un guinzaglio, lo guid� al grande tavolo ovale.</p><p>L�uomo prese allora a recitare, con voce solenne ma con un pesante accento americano, l�antica formula del giuramento: �<emphasis>Ego, Miles de Ordine Templi, promitto Domino Meo Jesu Christo perpetuam obedientiam et fidem servendam in perpetuo�</emphasis>�</p><p>Una formula che rimandava a tempi remoti, quando un Ordine di Cavalieri era divenuto una delle pi� grandi potenze del Medio Evo.</p><empty-line/><p><strong>New York. Ottobre 1980</strong></p><empty-line/><p>Magdalene Erriot, ormai chiamata da tutti Maggie, stava ripensando di nuovo alla festa di laurea. Le sembrava di sentire ancora tra le dita il profumo di Pat Silver, il celebre playmaker della squadra di basket.</p><p>Fu scossa da un leggero fremito. Com�era stata stupida. Eppure Dio sapeva quanto lo avrebbe voluto. Invece� Un ballo lento, tenendosi stretti, l�uscita sul terrazzo con la vecchia scusa di ammirare le stelle, un bacio appena sfiorato, con le dita tra i capelli di Pat� Ma a quel punto si era materializzato l�onnipresente Derrick Grant. Maledizione!</p><p>Si stiracchi� nel letto. Finalmente si alz�, apr� la porta di casa e, ancora assonnata, rientr� con una bottiglia di latte fresco e il giornale.</p><p>Bast� un�occhiata distratta alla notizia che riempiva la prima pagina per darle un intenso brivido: quella scena l�aveva gi� vista alcuni giorni <emphasis>prima </emphasis>che accadesse. Un�autobomba era esplosa di fronte alla sede di un�ambasciata americana in Medio Oriente.</p><p>Cominci� a leggere avidamente l�articolo, che rimandava a una pagina interna, ma prima di proseguire fu attratta da un trafiletto: �Roma. Solenni celebrazioni per la ricorrenza della morte del cardinale Vittorio Febi. L�indiscusso sovrano delle finanze vaticane degli anni �70, stroncato da un infarto due anni fa, � stato commemorato��</p><p>Maggie torn� alla notizia principale, fermandosi spesso a scrutare le fotografie: le aveva tutte nitide nella mente come un film visto tante volte da conoscerlo ormai a memoria. Era la prima volta che vedeva <emphasis>materialmente </emphasis>quelle immagini, ma sapeva di averle gi� <emphasis>viste </emphasis>durante uno di quegli strani attimi di buio in cui non riusciva a controllare la mente.</p><p>Situazioni strane, inspiegabili, come quando era caduta in trance nella stanza di Pat e Derrick. Ma n� lei n� gli amici presenti alla seduta spiritica ne avevano pi� parlato. Scorse ancora una volta il titolo: �Grave atto terroristico. Dodici cittadini degli Stati Uniti uccisi in un attentato�.</p><empty-line/><p>Pat Silver si svegli� che era ormai pomeriggio inoltrato. Il suo primo pensiero fu, anche per lui, la bella bocca di Maggie Erriot. Si alz�, massaggiandosi le tempie e faticando un po� a mantenere l�equilibrio.</p><p>Il suo compagno di stanza, Derrick Grant, era davanti al televisore, sul cui schermo scorrevano le drammatiche immagini dell�attentato.</p><p>�Che figli di puttana�, disse. �E come al solito resteranno impuniti.�</p><p>In quel momento suon� il telefono.</p><p>�Pat�, esclam� la voce di Maggie, sensibilmente turbata, �ho visto le immagini dell�attentato.�</p><p>�Certo, le stiamo guardando anche noi. Una cosa terribile.�</p><p>�No, Pat� volevo dire� non le sto vedendo adesso. Le ho gi� viste� <emphasis>prima</emphasis>, almeno� almeno una decina di giorni fa.�</p><p>�Maggie, Maggie, sei sicura che non ti abbiano giocato un brutto scherzo i cocktail di ieri sera?�</p><p>�Sono sicurissima, Pat�, ribatt� lei senza un attimo di esitazione. �E continuo a sentirmi� non so come spiegarti� collegata a quell�avvenimento.�</p><p>�<emphasis>Collegata? </emphasis>Boh. Comunque, che cosa posso fare per te?�</p><p>�Niente, temo, Pat. Ma tu, Derrick e Annie siete i miei amici pi� cari. Volevo soltanto comunicarvi una sensazione strana, senza essere presa per visionaria.�</p><p>�Anche tu mi sei molto cara, Maggie, e lo sai�, rispose Pat d�un fiato. Avrebbe anche voluto aggiungere altre cose, ma si trattenne.</p><p>�Che cosa dice la nostra Venere Nera?� chiese Derrick, non appena Silver ebbe posato il ricevitore.</p><p>L�altro lo inform� rapidamente delle strane visioni premonitrici dell�amica.</p><p>�Potremmo chiedere aiuto a mio padre�, ribatt� prontamente Derrick. �Conosce un sacco di gente importante.�</p><p>�Credo sia meglio lasciar perdere. Se per� queste visioni dovessero ripetersi, sar� il caso di pensarci pi� a fondo.�</p><empty-line/><p><strong>Ekaterinburg. 1980</strong></p><empty-line/><p>Quasi due anni in quella maledetta fabbrica, a ripetere movimenti sempre identici. Ai tempi dello zar, Ekaterinburg era la sede della zecca. Prima di vedere la fine dei Romanov, per decenni aveva riprodotto le effigi degli zar su monete e banconote. E la fabbrica dove lavorava Iosif Drostin, ora convertita alla produzione di bulloneria, era proprio l�edificio in cui un tempo venivano coniate le monete.</p><p>Appena concluso il turno di lavoro, Drostin torn� nella sua stanza, dove cerc� di fare un po� di ordine tra le sue poche cose. Gli vennero tra le mani i suoi vecchi quaderni, quelli su cui nonno Igor gli aveva pazientemente insegnato a leggere e scrivere. Gli aveva raccomandato infinite volte di tenerli sempre con s�. �L� dentro c�� il tuo avvenire�� diceva.</p><p>Commosso dal ricordo, Iosif prese a leggere per l�ennesima volta ci� che gli aveva dettato il nonno tanti anni prima.</p><p>�<emphasis>Lo zar e la zarina giunsero a Ekaterinburg il 30 aprile 1918. Io facevo parte del servizio d�ordine alla stazione. Si viveva in un clima di profonda inquietudine: in gennaio il Soviet degli Urali aveva addirittura condannato a morte un cugino di Lenin, Viktor Ardasev. Quando in maggio fui comandato come sottufficiale addetto alla sorveglianza della famiglia imperiale, mi stupii non poco: gli uomini che sorvegliavano i Romanov erano tutti legati alla Ceka, il servizio segreto, con cui non avevo mai avuto rapporti. Per loro non avevo nemmeno alcuna simpatia.</emphasis></p><p>�<emphasis>I motivi della scelta risiedevano sicuramente nel fatto che nessuno di loro conosceva l�inglese, mentre io ne avevo qualche nozione a causa di un mio passato impiego. Era infatti in quella lingua che comunicavano abitualmente tra loro lo zar e la sua famiglia. Fui subito molto colpito dall�atteggiamento dei miei commilitoni nei confronti della famiglia imperiale. Ero un rivoluzionario come loro, ma mai mi avrebbe sfiorato l�idea di schernire i prigionieri o disegnare sulle pareti frasi oscene circa la zarina e i suoi presunti rapporti carnali con il monaco Rasputin. Quanto allo zar, era un uomo mite e molto attaccato alla famiglia. Nei miei confronti ha sempre manifestato rispetto e umanit�.</emphasis></p><p>�<emphasis>Quando Jurovskij venne a sostituire Avdeev al comando di Casa Ipat�ev, si port� dietro un drappello di fedelissimi, tra cui diversi lettoni. Come il loro comandante erano uomini integerrimi, ma spietati. Con il suo arrivo, comunque, molti dei miei compagni furono allontanati, e i prigionieri cominciarono a essere trattati con maggiore rispetto.</emphasis></p><p>�<emphasis>Io invece rimasi, credo per lo stesso motivo che aveva indotto i miei superiori a mandarmi l�: allo zar e ai suoi era vietato esprimersi in una lingua diversa dal russo, ma nessuno sarebbe stato in grado di capirli se si fossero parlati in inglese. Non posso negare che mi affezionai a quelle giovani donne e allo zarevic Alessio, cos� indifeso, sempre a letto per la grave malattia che lo minava.</emphasis>�</p><empty-line/><p><strong>New York. 1980</strong></p><empty-line/><p>La <emphasis>sensazione. </emphasis>Ormai Maggie Erriot chiamava cos� il misto di eccitazione e paura che accompagnava le sue visioni. Non riusciva a dominarlo, era un fenomeno troppo nuovo e inspiegabile, ma a questo punto aveva capito che doveva imparare a conviverci. Quando la <emphasis>sensazione </emphasis>s�impadron� ancora una volta di lei, la giovane era perfettamente sveglia e cosciente.</p><p>La finestra che <emphasis>vide </emphasis>era al terzo piano di un malandato stabile di periferia, affacciato su un incrocio. A destra un caff� con un�insegna rossa, a sinistra un negozio di toeletta per animali. <emphasis>Vedeva </emphasis>perfettamente la scena, distinguendo tanti altri piccoli particolari. Nella stanza c�erano due uomini di carnagione scura, intenti ad armeggiare con un materiale gelatinoso e alcuni timer. <emphasis>Sapeva </emphasis>che erano implicati nell�attentato di quaranta giorni prima.</p><p>Quando la <emphasis>sensazione </emphasis>cess�, ancora ansante e confusa alz� la cornetta e compose il numero di Derrick Grant.</p><p>Pochi minuti pi� tardi Derrick Grant chiam� il padre a Rio de Janeiro, dov�era tuttora di stanza. Lo tranquillizz� per quella chiamata fuori orario e venne subito al dunque, cercando di esporlo nella maniera pi� logica, anche se era proprio la logica il punto debole della situazione. Infatti il tono di suo padre non fece niente per nascondere la perplessit�.</p><p>�Mi chiami nel cuore della notte, e da cos� lontano, per dirmi che una tua amica � una visionaria?�</p><p>�Pap�, Maggie Erriot � una ragazza con la testa molto sulle spalle.�</p><p>�E anche una gran bella ragazza, a quanto ricordo�, lo interruppe il padre. �Non vorrei che la cotta ti facesse stravedere.�</p><p>�Macch� stravedere, pap�. Persino l�FBI fa spesso ricorso a medium o sensitivi per risolvere casi particolarmente intricati.�</p><p>�L�FBI, eh� No, non mi convincerai mai. Ma prova a vedere se riesci a convincere un mio amico, l� a New York. � Timothy Hassler, lavora non so bene in quale branca federale che si occupa di terrorismo. Ti do il suo numero di telefono.�</p><empty-line/><p>Pat Silver era tornato a New York dopo una lunga �vacanza�. Nato nel Michigan, era vissuto l� soltanto per il periodo universitario, ma amava considerarla la sua citt� perch� era l�unico posto al mondo in cui gli riusciva facile vivere come piaceva a lui.</p><p>Vivere alla grande. E di truffe. La sua tecnica consisteva nel raggirare molte persone per piccoli importi�� al massimo qualche centinaio di dollari��, astuto stratagemma che lo metteva largamente al riparo da un ricorso dei truffati alla giustizia.</p><p>Trov� lo spunto che cercava da qualche giorno in una pagina interna del <emphasis>New York Times</emphasis>: la Saving Corporation stava per avviare con una vasta campagna porta a porta la raccolta di sottoscrizioni per certi fondi d�investimento.</p><p>Non perse tempo: apr� in una banca del vicino New Jersey un conto intestato a un puro frutto della sua fantasia, la Saving Ltd, e si fece fare timbri e carta intestata.</p><p>Il primo giorno di raccolta gli frutt� settecento dollari, carpiti a ingenui risparmiatori convinti di trovarsi di fronte un bravo venditore del colosso finanziario che consegnava loro un contratto in piena regola, con tanto di firme e timbri. Non certo della Saving Corporation, per�, ma della quasi omonima Saving Ltd.</p><p>Quando una settimana pi� tardi estinse il conto nella banca del New Jersey, Pat Silver disponeva di seimiladuecento dollari.</p><empty-line/><p>Timothy Hassler, un bell�uomo dai capelli castano chiari, era sui trent�anni. Aveva dato appuntamento a Derrick e Maggie in un piccolo ristorante all�angolo tra la Cinquantunesima e Lexington Avenue.</p><p>Terminato il suo racconto, la bella giovane di colore abbass� gli occhi scuri.</p><p>�Negozi di toeletta per animali negli Stati Uniti ce ne sono a migliaia, per non parlare dei bar d�angolo con insegne rosse�, comment� Hassler con non velata ironia. �Da quale pensa sia meglio partire per dare un fondo di verit� alle sue visioni?�</p><p>�Ho <emphasis>visto </emphasis>anche altri particolari, signor Hassler�, tenne duro Maggie, e Timothy parve avvertire che gli sarebbe stato molto difficile sottrarsi all�intensit� del suo sguardo. �A quell�incrocio c�era� c�era un cartello stradale: indicava Washington a nove miglia.�</p><p>�Il campo di ricerca si restringe molto�, ribatt� Hassler senza abbandonare il tono ironico. �Posso per� sapere verso quale punto cardinale sono orientate di solito le sue <emphasis>sensazioni</emphasis>? Se non altro, per avere idea da dove cominciare a sguinzagliare un esercito di uomini addestrati alla caccia ai terroristi.�</p><p>Fu Derrick a replicare: �Potrebbero bastare una cartina topografica e un compasso per tracciare un cerchio di nove miglia intorno alla capitale. Ridurremmo di molto il campo della ricerca. Una volta individuato il luogo, lei potrebbe mandare un paio di agenti al terzo piano del palazzo da dove si vedono il caff� e il negozio di animali. Certo� sempre ammesso che quel palazzo esista�.</p><p>�Io non so quanto le mie <emphasis>sensazioni </emphasis>corrispondano alla verit�, insistette Maggie, �ma penso che un tentativo si debba fare, non crede, signor Hassler?�</p><p>Hassler aveva molti dubbi sulle <emphasis>sensazioni </emphasis>della giovane, ma nessunissimo su quella che provava lui: non poteva dirle di no.</p><empty-line/><p><strong>Ekaterinburg. 1980</strong></p><empty-line/><p>In fabbrica si diceva che Dmitrij Kaplan, il capo reparto, fosse il referente del KGB, e tutti lo temevano. Tutti tranne Iosif.</p><p>�Drostin!� ordin� la voce di Kaplan attraverso gli altoparlanti del grande capannone. �Nel mio ufficio appena finisci il turno.�</p><p>Iosif non alz� nemmeno lo sguardo dalla sua monotona occupazione, limitandosi ad annuire.</p><p>Kaplan era molto pi� alto della media e di corporatura massiccia, seppure con un anello di adipe alla vita. Bastavano i suoi occhi torvi a suscitare timore.</p><p>�Dove si posa il mio sguardo�, era solito vantarsi, �la produzione migliora.�</p><p>Drostin entr� nello sgabuzzino ricavato in un angolo del capannone principale. Kaplan era seduto su una sedia sgangherata davanti a una scrivania colma di carte.</p><p>�Non sono soddisfatto del tuo rendimento, Drostin�, dichiar�, trapassandolo con il famoso sguardo. Ma Iosif, in piedi davanti a lui, non apparve per niente intimorito.</p><p>�Sta� attento, Drostin, ti tengo d�occhio�, concluse Kaplan fissandolo in tono minaccioso.</p><p>Iosif usc� dalla stanza lasciando volutamente lo sgabuzzino aperto. Incurante di ci� che Kaplan gli urlava dietro, sent� la porta sbattere alle sue spalle.</p><p>Tornato a casa, si sent� svuotato e inutile. Le minacce del capo reparto non lo avevano intimorito, ma quel genere di vita lo stava logorando. Le uniche cose che riuscissero a distrarlo erano il ricordo di nonno Igor e la storia che gli aveva dettato. Sedette sul letto e prese uno dei quaderni. Sentito improvvisamente bussare alla porta, lo pos� sul letto e and� ad aprire.</p><p>Chalva Tanzic, georgiano, passava per duro e violento. Lui e Iosif si erano sempre tenuti a distanza, forse per l�istintiva sensazione che uno scontro si sarebbe risolto in maniera molto grave.</p><p>�Che cosa ti ha detto quel figlio di puttana?� chiese, con due occhi venati di odio.</p><p>Iosif sapeva che poco tempo prima Chalva e Kaplan avevano avuto un diverbio. �La solita roba: non gli piace il mio rendimento.�</p><p>�Sei un ragazzo in gamba, Drostin. Questo trattamento nei tuoi confronti non � giusto. Kaplan merita una lezione per quello che sta facendo a tutti noi.�</p><p>�Cos� ci tiriamo contro la polizia segreta�, prov� a ribattere Iosif.</p><p>�Credi davvero a quella storia? Kaplan � troppo stupido persino per essere del KGB. No, Drostin, le cose stanno cambiando. Parole come <emphasis>glasnost </emphasis>circolano con sempre maggior insistenza, e un amico mi ha detto che a Mosca��</p><p>�Lo sai che non mi interesso di politica.�</p><p>�Ma quale politica, Drostin, qui si tratta del nostro avvenire. Se davvero dovesse esserci una rivoluzione economica, conosco almeno cento modi per diventare ricco in fretta�, replic� il georgiano. �Conta pure su di me�, concluse congedandosi. �Per qualsiasi cosa.�</p><p>Iosif scroll� le spalle e, rimasto di nuovo solo, riprese il quaderno.</p><p>�<emphasis>Jemmi, il cocker della granduchessa Tatiana, mi si era affezionato e durante le lunghe ore di guardia mi stava sempre attorno. Mi seguiva passo passo per tutto il perimetro esterno di Casa Ipat�ev. Una sera di giugno mi fermai per giocare con lui, quando qualcuno lanci� una bomba all�interno della palizzata: era molto poco potente, ma sarebbe bastata a farmi a pezzi se la mia provvidenziale pausa per giocare con il cane non mi avesse fatto fermare a una certa distanza dal punto dell�esplosione.</emphasis></p><p>�<emphasis>Dopo l�attentato il comandante Jurovskij ordin� d�intensificare i turni e la vigilanza. Venne vietato il transito dei pedoni sul marciapiede di via Voznesenskij su cui dava la casa. Alla famiglia imperiale fu vietato uscire in giardino.</emphasis>�</p><empty-line/><p>Una settimana dopo l�incontro con Kaplan, Iosif Drostin fu destinato alle fornaci, un lavoro che tutti temevano e a cui di solito si veniva comandati per punizione.</p><p>Crogioli e forni risalivano ancora ai tempi zaristi, e il lavoro per alimentarli era duro e faticoso. Drostin non pot� fare altro che impugnare la vanga a testa bassa e buttare carbone nella bocca del forno, maledicendo tra s� quella sorta di cella di rigore.</p><empty-line/><p><strong>New York. 1980</strong></p><empty-line/><p>Timothy Hassler fu svegliato dal telefono. Assonnato, prese la cornetta dando un�occhiata alla sveglia sul comodino. Erano quasi le due. Chi lo aveva svegliato nel cuore della notte doveva avere un motivo molto, molto valido.</p><p>�Agente Leigh, signore�, si sent� dire dall�altro capo della linea. �Mi scusi per l�ora, ma il suo informatore aveva ragione. L�incrocio che ha descritto corrisponde precisamente al luogo dove sono adesso.�</p><p>�Ha verificato le generalit� degli abitanti del palazzo d�angolo?�</p><p>�S�, signore. Al terzo piano abita da diversi anni una famiglia su cui non possiamo nutrire sospetti, ma al secondo� be��� rispose l�agente, �vivono Kalid Moktar e Mohammed Bruni, entrambi libanesi: hanno affittato la casa un mese fa. Nel quartiere mi hanno riferito che fanno vita ritirata e sono gentili. Lavorano in un autolavaggio della zona.�</p><p>�Ci siamo�, esclam� Hassler. �Li tenga d�occhio. Intanto io allerto le squadre speciali.�</p><p>Le <emphasis>sensazioni </emphasis>della bella Maggie si erano rivelate sbalorditivamente precise, almeno fino a quel momento.</p><empty-line/><p>Il sole della Florida era caldo. Pat se lo stava godendo su un lettino da spiaggia, quando vide arrivare il valletto dell�albergo.</p><p>�� desiderato al telefono, signor Silver�, gli disse il giovane di colore, abbozzando un inchino.</p><p>Pat si chiese chi potesse averlo scovato in quell�albergo della Florida, dove si stava godendo una delle sue piccole �vacanze� dopo l�ultimo colpo.</p><p>�Pat, sono Derrick Grant�, disse la voce del suo ex compagno di campus.</p><p>�Derrick, che cosa succede? E, soprattutto, come hai fatto a trovarmi qui?�</p><p>�Sapevo che lasci sempre il tuo recapito alla mamma per ogni evenienza�, rispose Derrick. �Quanto poi a che cosa succede, la nostra Venere Nera ne ha fatta un�altra delle sue.�</p><p>�Maggie?� Pat non aveva pi� avuto contatti con lei dalla sera della festa di laurea e serbava ancora il ricordo delle sue labbra appena sfiorate.</p><p>�Certo. Sembra incredibile, ma ha descritto nei minimi particolari a un amico di mio padre, che si occupa di terrorismo, un crocevia della periferia di Washington. E non era <emphasis>mai </emphasis>stata da quelle parti.�</p><p>�Incredibile. Ma io che cosa c�entro?�</p><p>�Niente. Volevo soltanto informarti. Quando torni a New York, dobbiamo vederci.�</p><p>�S�. S� certo�, replic� Pat con scarsa convinzione, �per� tieni presente che non ho nessuna intenzione di correre dietro alle visioni di Maggie.�</p><p>�D�accordo. Volevo soltanto informarti. Scusa.�</p><p>Posata la cornetta, Pat Silver torn� verso la spiaggia. Gli spiaceva essere stato scortese con l�amico, ma aveva detto la verit�: i seimila dollari della Saving Ltd stavano finendo, e aveva ben altro a cui pensare.</p><empty-line/><p>L�agente dei corpi speciali era travestito da lattaio. Le scale pullulavano di uomini con casco e giubbotto antiproiettile. Sul tetto del palazzo di fronte erano appostati quattro tiratori scelti.</p><p>�Chi �?� chiese una voce dal marcato accento straniero, non appena il falso lattaio ebbe bussato alla porta.</p><p>�Il lattaio. Le ho portato il conto, signore.�</p><p>�Il conto?� chiese di nuovo il libanese da dietro la porta. �Ma siamo soltanto al sette del mese.�</p><p>�Il capo mi ha chiesto di riscuotere settimanalmente, signore.�</p><p>Kalid Moktar prese la Smith Wesson 38 e la nascose dietro la schiena. Una rapida occhiata al suo compagno bast� perch� quello si appostasse dietro il divano.</p><p>Moktar apr� la porta lentamente, inserendo il catenaccio.</p><p>Ma gli uomini delle squadre speciali lo scardinarono, facendo irruzione nell�appartamento. La porta divelta travolse il primo terrorista, mentre il secondo apriva il fuoco.</p><p>Si scaten� l�inferno. Gli agenti risposero con le mitragliette. Il fuoco dur� pochi istanti, intenso e letale. Alla fine i due libanesi giacevano riversi nel loro sangue.</p><p>In un angolo della stanza c�era un ordigno confezionato con dodici chilogrammi di esplosivo ad alto potenziale: una carica sufficiente per far saltare in aria buona parte di Capitol Hill. L�obiettivo dell�attentato, come scoprirono in seguito gli agenti dell�antiterrorismo, era proprio la sede del Congresso degli Stati Uniti.</p><empty-line/><p><strong>Ekaterinburg. 1980</strong></p><empty-line/><p>�<emphasis>Non scorder� mai la notte tra il 16 e il 17 luglio 1918</emphasis>�, gli aveva dettato ancora nonno Igor. �<emphasis>Per mia fortuna non fui scelto per il plotone d�esecuzione, ma mi sentii ugualmente responsabile della morte di tante persone, tra cui un ragazzo malato di emofilia.</emphasis></p><p>�<emphasis>Fu un massacro. Alcune delle ragazze furono finite a colpi di baionetta. Fu ucciso persino il cane Jemmi. Un camerata mi disse che il comandante Jurovskij aveva finito Alessio a colpi di rivoltella. Tutti i cadaveri, ad eccezione di quello dello zar, erano in uno stato pietoso, irriconoscibili a causa dei proiettili e del modo in cui le guardie avevano infierito su di loro. Furono trasportati nella zona mineraria dei Quattro Fratelli.</emphasis></p><p>�<emphasis>Quando i cadaveri furono allineati nel pozzo numero sette, un mio camerata, Nareev, scopr� che gli abiti dei familiari dello zar erano foderati di una grossa quantit� di pietre preziose, tante da consentire a tutti un esilio dorato. Per questa sua scoperta cerc� di uccidermi. Voleva tenere tutto per s�.</emphasis></p><p>�<emphasis>Vincendo la mia riluttanza, spogliai quei poveri corpi e recuperai un tesoro. Pensai soltanto che un giorno avrei avuto una famiglia, figli, nipoti.</emphasis></p><p>�<emphasis>Jurovskij arriv� con un camion militare alle prime luci dell�alba, per farmi dare il cambio dai suoi fedeli lettoni. Un secondo camion trasportava numerosi fusti di benzina e acido.</emphasis></p><p>�<emphasis>Gli raccontai brevemente ci� che era successo quella notte e gli consegnai la mia bisaccia colma di pietre preziose.</emphasis></p><p>��<emphasis>Compagni�, annunci�, �Drostin � un eroe della Rivoluzione. Ha consegnato al Soviet un tesoro. Proporr� che tu sia decorato, Igor.�</emphasis></p><p>�<emphasis>Cos� divenni un eroe. Un giorno le cose cambieranno, nipote Iosif, e su queste mie righe costruirai il tuo futuro. Troverai il tuo avvenire all�incontro delle diagonali.</emphasis>�</p><p>Il <emphasis>futuro� </emphasis>Iosif scosse la testa. Batt� le mani sulla tuta grigia e fu avvolto da una nuvola di carbone. Era stanco: quel primo giorno alle fornaci lo aveva prostrato nel fisico e nella mente.</p><p>�Mi auguro che il caldo ti faccia venire voglia di lavorare, Drostin�, grid� Kaplan quando lui gli pass� davanti, scoppiando in una risata rauca.</p><p>Iosif non replic�, uscendo dalla fabbrica.</p><p>�Non doveva farlo�, disse una voce alle sue spalle, �non doveva metterti alle fornaci.�</p><p>Iosif si gir�, incontrando lo sguardo torvo di Chalva Tanzic.</p><p>Quella sera Kaplan usc� dalla fabbrica fischiettando. Presa la bicicletta dalla rastrelliera, si avvi� nelle strade semideserte di Ekaterinburg. Pass� davanti alla chiesa, tenendosi sulla sinistra per imboccare la strada di Omsk.</p><p>Una figura sbuc� dall�oscurit� brandendo il manico di un piccone. Il colpo si abbatt� sul suo volto all�altezza dello zigomo. A salvargli la vita fu un istintivo movimento di difesa: se il manico lo avesse colpito in piena faccia, Kaplan sarebbe morto all�istante.</p><p>Iosif Drostin non riusciva a prendere sonno, quando qualcuno buss� alla sua porta.</p><p>�Kaplan non ti dar� pi� fastidio�, gli disse Tanzic con il solito lampo torvo negli occhi.</p><empty-line/><p><strong>New York. 1980</strong></p><empty-line/><p>I due uomini che aveva davanti erano molto gentili, ma la stavano sottoponendo a un vero e proprio interrogatorio, mentre Hassler rimaneva in silenzio in un angolo.</p><p>�� proprio sicura di non essere mai stata in quella localit�, signorina Erriot?� le chiese uno dei due.</p><p>�E a Washington?� incalz� l�altro al diniego di Maggie.</p><p>�Naturale che ci sono stata: almeno due volte, di cui una in gita scolastica. Ma se vuole sapere se avevo gi� visto quel crocevia, la risposta � ancora una volta no.�</p><p>�La prego di capire, signorina. Noi siamo qui per verificare il singolare fatto che una sua visione premonitrice ci abbia permesso di sventare un attentato al Congresso degli Stati Uniti.�</p><p>�Cos� �, tenente, che lei mi creda o no�, ribatt� Maggie in tono seccato.</p><p>�Le crediamo, signorina�, continu� imperturbabile il tenente, mentre Hassler annuiva, �ma abbiamo bisogno di verificare quanto potrebbero esserci utili queste sue� <emphasis>sensazioni.</emphasis>�</p><p>�Oppure�, intervenne l�altro, �se le sue premonizioni possano essere soltanto effetto di casualit�, o� o di qualcos�altro. Lei conosceva Kalid Moktar?�</p><p>�� stato mio padrino alla cresima�, ribatt� Maggie in tono canzonatorio, ma ne assunse subito uno di profonda irritazione. �Ascoltatemi bene, signori, e in particolare lei, Hassler. Io non ho idea di quali siano le mie potenzialit�, n� quanto possa corrispondere a verit� ci� che riesco a <emphasis>vedere </emphasis>in certi momenti. Ma in questo caso, la corrispondenza c�era. O no?</p><p>�Non so se sono una sensitiva, o se una sbalorditiva serie di casualit� mi ha permesso d�indicare un particolare incrocio stradale tra i milioni che ci sono negli Stati Uniti, facendo sventare un�azione terroristica. � per� certo che, se mai dovesse succedermi di nuovo, mi guarder� bene dall�informarvi.�</p><p>�Signorina Erriot�, intervenne in tono pacato Hassler. �Cerchi di capirci. Non � facile credere che una persona possa aver visto come su uno schermo panoramico un evento destinato a verificarsi di l� a qualche giorno. Avendo seguito questa vicenda dall�inizio, posso confermare che le cose si sono svolte come dice lei. Ma deve consentire anche che qualcuno nutra dubbi su un fatto� perlomeno� diciamo� singolare.�</p><p>�Sono io la prima a nutrire dubbi, signor Hassler, ma si tratta di situazioni che sfuggono completamente al mio controllo.�</p><p>Cos� detto, Maggie alz� gli occhi neri e incontr� lo sguardo di Hassler. Lo trov� carino, elegante, con bei lineamenti. Insomma, del tutto all�altezza della situazione. Chiss� perch�, per�, il suo pensiero corse subito a Pat Silver.</p><p>�Comunque non posso fare niente per sedare i vostri dubbi, se non ripetere all�infinito come sono andate le cose.�</p><p>I due uomini dell�FBI si scambiarono un cenno e strinsero entrambi calorosamente la mano a Hassler. Quindi, formulata qualche imbarazzata espressione di scusa a Maggie, se ne andarono.</p><p>�Posso accompagnarla a casa, signorina Erriot? Anzi, posso chiamarla Maggie?� chiese Timothy, fissandola negli occhi.</p><empty-line/><p>Derrick Grant si aggirava con aria indaffarata nel tribunale, e Pat Silver lo seguiva con un�aria stranamente preoccupata. Derrick si gir� verso di lui: �Sta� tranquillo, Pat, andr� tutto benissimo�.</p><p>Era una cosa di poco conto e, per un avvocato con la determinazione e la voglia di emergere che animavano Derrick, tirarlo fuori dai guai sarebbe stato abbastanza facile.</p><p>Un incauto imprenditore edile aveva acquistato da Silver un terreno per costruirvi un centro commerciale. Appena versata la sostanziosa caparra, aveva per� scoperto che l�indice di edificabilit� gli avrebbe consentito di costruire al massimo un capannone. Per questo aveva denunciato Pat e richiesto un risarcimento astronomico.</p><p>Derrick Grant dimostr� che non c�era stato raggiro, e che era caso mai stato il querelante a effettuare un incauto acquisto.</p><p>�Pranziamo insieme?� chiese Pat quando furono fuori dell�aula.</p><p>�Molto volentieri, ho giusto il tempo per un <emphasis>brunch</emphasis>: nel pomeriggio devo studiare a fondo un�altra causa.�</p><p>Andarono nel primo fast food che trovarono. Avevano molte cose da dirsi, ma gli anni di amicizia inseparabile al campus rendevano difficile parlare. Si studiavano, quasi volessero verificare i cambiamenti prodotti in loro dal tempo.</p><p>A rompere finalmente il ghiaccio fu Pat. �Sei proprio in gamba, Derrick, farai strada.�</p><p>�A proposito di fare strada, di che cosa ti occuperesti con precisione?�</p><p>�Hai visto. Intermediazioni, affari.�</p><p>�Chiamali affari. Cerca di non metterti ancora nei guai. I giudici non saranno indulgenti una seconda volta. Non sei cambiato, Pat. La laurea in ingegneria elettronica ti consentirebbe di trovare un lavoro onesto e ben remunerato, ma tu preferisci ballare sul filo. Pensaci. Nell�elettronica si pu� fare fortuna. Il computer � l�avvenire delle comunicazioni.�</p><p>Negli occhi verdi di Silver comparve un lampo: l�elettronica, gi�. Un mondo molto interessante, ma in un senso completamente diverso da quello che gli stava consigliando Derrick.</p><p>�Dove sono finite le vecchie amicizie del campus?� chiese per cambiare discorso.</p><p>Derrick cap� dove voleva arrivare: conosceva bene la sua passione per Maggie, anche se Pat non lo aveva mai ammesso.</p><p>�Intendi Maggie, eh?�</p><p>�Be���</p><p>�Annie � tornata in Nuova Scozia e, a parte un paio di cartoline, non ho notizie di lei. Con Maggie, invece, mi sento con una certa regolarit�.� E Derrick fece una pausa studiata, da vero avvocato.</p><p>�Come sta?� chiese Pat, non riuscendo a dissimulare una certa emozione.</p><p>�Non male. Frequenta un funzionario federale che si occupa di terrorismo. Te ne avevo parlato: � un conoscente di mio padre.�</p><empty-line/><p>Hassler guidava con sicurezza. Aveva mani lunghe e affusolate. Nelle tre sere in cui si erano frequentati era stato estremamente gentile. Maggie ne osserv� il profilo: la fronte era alta e il naso leggermente aquilino. Gli occhi, intelligenti e acuti, in certi momenti riuscivano a metterla a disagio.</p><p>Il ristorante Chez Napol�on di Manhattan era molto raffinato ed elegante, il vino rosso che Timothy le serviva con generosit� le stava dando alla testa. Quando uscirono, il braccio energico con cui lui la cinse alla vita le fece piacere. Si gir�, e le loro bocche si unirono in un bacio appassionato. I loro corpi rimasero stretti a lungo.</p><p>Era una calda sera d�estate. Timothy parcheggi� in una piazzola a poca distanza da Queens Bridge Park.</p><p>Maggie sent� la sua mano insinuarsi sotto la camicetta. I suoi capezzoli si ersero, e rabbrivid� di piacere. Rimase ferma anche quando lui si mise ad armeggiare per reclinare il sedile. Poi spost� il busto per aiutarlo a spogliarla.</p><p>Quando lo sent� dentro di s�, si convinse che lo amava.</p><empty-line/><p><strong>Ekaterinburg. Aprile 1981</strong></p><empty-line/><p>A circa un anno di distanza da quello che la polizia locale aveva archiviato come incidente, dopo aver lottato a lungo con la morte, subito varie operazioni chirurgiche e trascorso un lungo periodo di convalescenza, Kaplan torn� al lavoro. La parte destra del suo volto era sfigurata e lo rendeva ancor pi� cupo e terrificante. La mascella si chiudeva a stento con un sinistro scricchiolio, udibile anche a qualche distanza.</p><p>�Drostin, nel mio ufficio�, ordin�, piantato sul cancello della fabbrica con le mani sui fianchi.</p><p>L�unica differenza nel solito sgabuzzino era la scrivania sgombra: in assenza del capo reparto, qualcuno aveva provveduto a mettere ordine.</p><p>�Mi vedi, Drostin?� tuon� Kaplan, coprendo il rumore delle macchine. E cos� dicendo espose alla luce della lampada da tavolo il profilo destro del viso. �Vedi come mi ha ridotto un maledetto figlio di puttana?�</p><p>Lo zigomo destro sembrava risucchiato nella guancia. Sotto la pelle, devastata dalle cicatrici, si vedeva l�innaturale movimento articolare della mascella.</p><p>Iosif rimase impassibile, limitandosi ad annuire.</p><p>�E sono convinto che quel gran figlio di troia giri ancora per questa fabbrica con la faccia in ordine�, continu� Kaplan, guardandolo come se volesse incenerirlo. �Magari un po� sporca di carbone, ma sempre una faccia normale, regolare.�</p><p>Iosif sapeva che cosa stava per dirgli, ma continu� a rimanere zitto, guardandolo dritto negli occhi.</p><p>�Sono sicuro che tu e quel figlio di puttana siete molto legati, Drostin. Anzi, magari siete la stessa persona. Non appena ne avr� la certezza, non ti denuncer� di sicuro alla polizia, ma ti spezzer� l�osso del collo con queste mani.�</p><p>Iosif abbass� lo sguardo su quelle manacce minacciose, a poca distanza dalla sua faccia.</p><p>�Lavoro qui per mangiare. Non c�entro con quello che ti � successo.�</p><p>�Ti spezzer� l�osso del collo�, ripet� Kaplan con uno sguardo omicida.</p><p>Iosif gli volt� le spalle e usc�.</p><p>Durante la pausa gli si avvicin� Tanzic. �Che cosa ti ha detto quel bastardo?�</p><p>�� convinto che sia stato io a ridurlo in quello stato.�</p><p>�Tu invece sai chi � stato, ma non lo dirai a nessuno. Vero, vecchio mio?� replic� Tanzic a voce bassissima, facendo vagare gli occhi tra gli operai in cerca di qualche possibile spia di Kaplan.</p><p>Iosif scosse la testa.</p><p>�Mai?� incalz� l�altro, tendendogli la mano.</p><p>�Mai�, rispose lui, stringendola.</p><empty-line/><p><strong>Maggio 1981</strong></p><empty-line/><p>Quando le tredici persone attorno al tavolo ovale ebbero pronunciato la formula di rito: �<emphasis>Non nobis, Domine, non nobis, sed Nomini Tuo da gloriam. Nos perituri mortem salutamus</emphasis>�, il Maestro chiese loro che cosa li avesse portati l�.</p><p>�Il desiderio di conoscenza e giustizia�, fu la risposta pronunciata in coro.</p><p>�Il momento non pu� essere lontano, Cavalieri di Cristo�, annu� il Maestro. �Come � stato predetto, il mondo corre verso la fine. Chi lo traghetter� verso il suo inesorabile destino? Le forze del Male che lo hanno governato sino a oggi? O i credenti, pronti all�estremo sacrificio? Sar� Satana o saranno i Cavalieri di Cristo? Fratelli: la Profezia di Hugues de Payns, primo Gran Maestro dell�Ordine Templare, non � lontana dall�avverarsi.�</p><empty-line/><p>Timothy Hassler viveva in un appartamento da scapolo al terzo piano di St Mark�s Place, al Greenwich Village. Maggie si svegli� di soprassalto al suo fianco.</p><p>�Timothy, svegliati, ti prego!�</p><p>Hassler fatic� ad aprire gli occhi. �Che ore sono?�</p><p>�Quasi le nove. Ascoltami, ti prego. Ho avuto una visione orribile.�</p><p>�Ho ancora i fusi orari sballati�� ribatt� lui sfregandosi gli occhi. Era infatti appena rientrato da un viaggio di lavoro in Italia e aveva preso alcuni giorni di vacanza. Ci volle un po� prima che fosse completamente sveglio.</p><p>�Ho visto un uomo vestito di bianco su un�auto in uno dei luoghi pi� famosi del mondo: piazza San Pietro, a Roma�, gli spieg� Maggie, agitatissima. �Era il papa, ed era gravemente ferito. Sono convinta che attenteranno alla sua vita.�</p><p>�� stato soltanto un brutto sogno, Maggie�, cerc� di tranquillizzarla lui. �Perch� non provi a riaddormentarti? Vedrai che quando ti sveglierai sarai pi� tranquilla.�</p><p>�Ho visto il papa ferito�, tenne duro Maggie, in tono ormai quasi disperato.</p><p>�E che cosa vorresti che facessi? Che alzassi il telefono e chiedessi al centralino di passarmi il Santo Padre perch� la mia fidanzata lo ha sognato?�</p><p>�No, per� potresti muovere qualche tua conoscenza.�</p><p>�Va bene, ma calmati. Mi metter� al pi� presto in contatto con il mio ufficio.� E cos� dicendo l�abbracci�, facendo scorrere le mani sulla sua pelle ambrata. Lei non seppe opporgli resistenza.</p><p>Quando, tre ore pi� tardi, Timothy chiam� finalmente il suo ufficio, era troppo tardi: a Roma, un�ambulanza stava trasportando Giovanni Paolo II al Policlinico Gemelli. Era in serio pericolo di vita.</p><p>�Non avremmo potuto fare niente, Maggie�, disse Hassler con aria sconsolata. �Dal momento in cui hai avuto la tua <emphasis>sensazione </emphasis>a quando il papa � stato colpito � intercorso poco tempo: troppo poco per avvertire il Vaticano. Non ci sarebbe riuscito nemmeno il presidente degli Stati Uniti. Figuriamoci io. Ma come � successo questa volta?�</p><p>�Un ragazzino mi � apparso in sogno�, spieg� Maggie, �e mi ha detto: �La Signora Lucente lo salver��. Poi mi sono svegliata di soprassalto e ho avuto la visione dell�attentato.�</p><p>�La Signora Lucente?� replic� Hassler in tono scettico.</p></section><section><title><p>2</p></title><p><strong>Ekaterinburg. Marzo 1986</strong></p><empty-line/><p>La giovane bibliotecaria seduta dietro il bancone di legno osserv� con attenzione il tesserino e lesse il nome. Era bionda e di figura slanciata. Gli indumenti non riuscivano a dissimulare un seno prosperoso. Gli occhi azzurri brillavano sotto una frangetta tagliata con cura e sopracciglia appena accennate.</p><p>�Come mai � interessato al destino dei Romanov, compagno Drostin?� chiese, scoccando un�ulteriore occhiata al tesserino. Ma il suo sorriso era franco e cordiale.</p><p>�Mio nonno faceva parte del corpo di guardia di Casa Ipat�ev, signorina� signorina?�</p><p>�Nadja Vessirova�, rispose immediatamente lei.</p><p>�Come le dicevo, Nadja�, continu� Iosif sfoderando il suo migliore sorriso, �vorrei riuscire a ricostruire una parte della storia della mia famiglia, che vanta un Eroe della Rivoluzione: appunto mio nonno Igor.� E istintivamente nascose sotto il bancone le mani callose.</p><p>La vita in fabbrica si faceva sempre pi� dura: Kaplan sembrava avere occhi soltanto per lui e rimproveri soltanto per il suo scadente modo di rendersi utile alla collettivit�.</p><p>�Ecco, questo � tutto ci� di cui la biblioteca dispone sui Romanov. Almeno per quanto concerne le pubblicazioni <emphasis>ufficiali</emphasis>�, rispose Nadja indicandogli un ripiano di uno scaffale. Ma aveva marcato l�ultima parola in un modo singolare, quasi volesse spingerlo a chiedere di pi�.</p><p>�<emphasis>Ufficiali?</emphasis>�</p><p>�Be�, i testi sui Romanov sono molti di pi� di ci� che ci autorizzano a tenere in biblioteca.�</p><p>Iosif cap� che la giovane doveva sapere parecchio su questi testi <emphasis>non ufficiali.</emphasis></p><p>�Potrei cominciare con questa roba e poi passare al resto, casomai riuscissi a trovare qualcosa d�interessante sul mercato nero.�</p><p>La giovane lo lasci� con un sorriso, facendo dietrofront e tornando al suo bancone.</p><p>Iosif ebbe la netta sensazione che avvertisse il suo sguardo puntato su di lei e ne provasse piacere.</p><p>Presi alcuni volumi, si accomod� a uno dei tavoli da lettura e cominci� a consultarli.</p><p>Rientr� al suo alloggio che era ormai tardi. Aveva due libri sotto braccio e la testa piena di slogan antizaristi. Ma le notizie storiche sicure erano ben poche.</p><p>Come capitava sempre pi� spesso, Chalva Tanzic arriv� da lui poco dopo che era rientrato.</p><p>�Quei libri ti serviranno a poco, vecchio mio�, disse subito.</p><p>�In che senso?� chiese Iosif, chiudendo il libro e respingendo la fiaschetta di vodka scadente che l�altro gli offriva.</p><p>�Nel senso che la Russia sta cambiando, e la cultura non ti servir� a molto. Bisogna agire. E agire subito pu� significare arrivare prima degli altri a godere i frutti del nuovo corso di Gorba&#x10D;�v.�</p><p>Iosif lo scrut� con aria interrogativa, e Tanzic continu�: �Ho chiesto di essere trasferito a Mosca, e credo che Kaplan dar� il suo assenso, pur di togliermi dai piedi�.</p><p>E lo sguardo torvo del georgiano parve cercare un suo cenno di consenso. Iosif si dichiar� dispiaciuto che se ne andasse. Tanzic era un tipo pericoloso, ma anche l�unica persona con cui riuscisse a scambiare qualche parola.</p><empty-line/><p><strong>New York. Aprile 1986</strong></p><empty-line/><p>�Studio Grant e Associati�, rispose la voce coltivata di una segretaria.</p><p>�Sono Maggie Erriot. Vorrei parlare con l�avvocato Grant.�</p><p>�A che cosa devo il piacere della chiamata?� esord� subito Derrick non appena fu in linea. �Spero che non sia dovuta a motivi professionali. Non mi piacerebbe affatto saperti nei guai.�</p><p>�No, sta� tranquillo. Timothy e io ci sposiamo.�</p><p>�Che bella notizia�, esclam� Grant con finto entusiasmo. In realt� non provava quasi nessuna simpatia per Timothy. �Avvertir� subito qualcuno dei vecchi compagni di scuola.�</p><p>Maggie sapeva a chi si riferiva. Inevitabilmente pens� a Pat Silver, alla sera in cui erano stati finalmente sul punto di confessarsi la loro passione. Se solo si fosse lasciata andare un po� prima� Ma ormai l�uomo della sua vita era Timothy, o almeno cercava di convincersene.</p><empty-line/><p>Patrick Silver portava un abito di estrema eleganza, fatto in Italia. Al solerte impiegato della Investments Bonds Bank si era presentato come Jeremy Grunmann, commerciante di preziosi, appena trasferito a New York. Per meglio marcare il suo personaggio�� quello di uno dei tanti uomini di affari ebrei ortodossi della metropoli americana��, indossava il classico copricapo ebraico e un paio di occhiali con la montatura spessa e nera. Si era anche lasciato crescere basette e barba.</p><p>Pos� con disinvoltura sulla scrivania la valigetta che nascondeva la microcamera, posizionandola in modo che inquadrasse la tastiera dell�impiegato.</p><p>�In che cosa possiamo esserle utile, signor Grunmann?�</p><p>�Il mio lavoro mi costringe a continui spostamenti, lasciandomi molto poco tempo. Quindi vorrei aprire uno di quei nuovi conti telematici, su cui � consentito operare via computer, in modo da risparmiare tempo per le operazioni bancarie.�</p><p>Il conto telematico era un fiore all�occhiello di quella banca. Tramite un computer e un modem, il correntista poteva collegarsi via linea telefonica ed effettuare le operazioni bancarie che escludevano il maneggio di somme reali.</p><p>Da quando Derrick Grant gli aveva suggerito di buttarsi nel mondo della telematica, Pat aveva seguito il consiglio alla lettera, diventando un grande esperto di computer.</p><p>E una settimana prima, con il cognome Denver, aveva gi� aperto un conto, non telematico ma ordinario, presso un�altra filiale della stessa banca.</p><p>L�impiegato digit� la sua parola d�ordine per accedere al sistema, avendo riguardo di coprire con le spalle eventuali sguardi indiscreti del cliente, ma non si cur� della valigetta posata sulla scrivania, che invece stava riprendendo ogni suo movimento.</p><p>Espletate le formalit�, consegn� a Silver un floppy disk: �Questo � il programma che le permetter� di accedere al sistema ed effettuare le operazioni consentite. Per qualsiasi problema, non esiti a contattare il numero stampato sul dischetto. Il nostro servizio clienti � a sua disposizione, signor Grunmann�.</p><p>Quando torn� a casa dopo aver versato tremila dollari sul conto del commerciante di preziosi Grunmann, Pat Silver disponeva di un programma per effettuare le operazioni, di un numero d�identit� personale e di una chiave di accesso per operare sul suo conto corrente. Ma, soprattutto, la telecamera aveva ripreso fedelmente i movimenti delle dita dell�impiegato sulla tastiera.</p><p>Nell�appartamento che aveva affittato in Flatbush Avenue, a Brooklyn, il telefono squill� dopo pochi istanti.</p><p>�Per fortuna tua madre sa sempre dove ti nascondi�, disse allegramente Derrick. �Che cos�� tutto questo mistero? Stai architettando uno dei tuoi �affari�?�</p><p>�Ho soltanto seguito i tuoi consigli e studiato bene i computer�, ribatt� Pat.</p><p>�Ah, bravo. Ma sar� meglio non indagare a quali fini. Comunque, ti chiamo per darti una bella notizia: Maggie si sposa.�</p><p>�Davvero?� chiese Patrick, sorpreso di provare una strana sensazione di disagio. �Be�, sono ormai diversi anni che frequenta quel funzionario federale� Come si chiama? Che tipo �?�</p><p>�S�, stanno insieme da sei anni. Lui si chiama Timothy Hassler. Non lo conosco molto bene, ma mi ha sempre dato l�idea di essere un tipo molto attento. Non so se alla carriera o a tutto ci� che lo circonda. Collabora con tutti i servizi segreti del mondo. Va spessissimo in Europa, soprattutto in Italia. Ma non mi pare esattamente che vada pazzo per il rischio. � un burocrate, finito per caso nell�antiterrorismo. Insomma, non mi � mai stato un granch� simpatico. Comunque, contenta Maggie��</p><p>Gi�� Contenta Maggie� �Ma lo sar� davvero?� si scopr� a pensare Pat, e il pensiero pass� inevitabilmente a che cosa sarebbe successo se l�avesse avuta accanto a s�. La sua vita sarebbe probabilmente stata diversa. Molto diversa.</p><p>�Che silenzio, Pat. A che cosa pensi?�</p><p>�A niente di particolare, Derrick. Cio�, un po�, magari, ai bei tempi. Ma mi hai dato proprio una bella notizia.�</p><p>Conclusa la conversazione, Pat si sedette al computer. �Forza, al lavoro�, si disse, muovendo sveltamente le dita sui tasti.</p><empty-line/><p><strong>Ekaterinburg. Aprile 1986</strong></p><empty-line/><p>Iosif Drostin si stava avviando verso la biblioteca con due libri sotto il braccio. I volumi <emphasis>ufficiali </emphasis>non gli erano serviti a niente. Pi� li leggeva, pi� capiva che erano testi di regime, privi di attendibilit� storica.</p><p>Quando appoggi� i due volumi sul bancone, Nadja gli sorrise.</p><p>�Trovato niente, Iosif?�</p><p>�Niente d�interessante�, rispose lui scuotendo la testa. �Da questa roba non viene la minima luce sulla vicenda dell�eccidio.�</p><p>�Credo che avresti bisogno di letture pi� approfondite�, replic� Nadja con un sorriso tra lo sbarazzino e il misterioso.</p><p>�Cio�?�</p><p>�Be�, in quanto bibliotecaria ho accesso a canali particolari.�</p><p>�Il mercato nero, intendi?�</p><p>�Non soltanto. Spesso ci viene inviato in visione qualche volume prima che la macchina della censura si metta in moto. Alcuni li ho nascosti in una stanza, e quando sono stati ufficialmente <emphasis>sconsigliati </emphasis>ho fatto finta di essermene dimenticata. Ehi, non mi farai la spia, vero, compagno?�</p><p>�Fossi matto. I libri <emphasis>sconsigliati </emphasis>mi interessano moltissimo.�</p><p>�Appunto, mi pareva. L�istinto non mi inganna mai. Be�, credo che nella mia stanza segreta potrai trovare letture pi� interessanti. Ma che cosa stai cercando di preciso?�</p><p>�Ti sembrer� strano, Nadja, ma non lo so nemmeno io.� E dopo una pausa assorta, Iosif riprese: �Come ti ho detto, mio nonno � stato testimone delle ultime ore dei Romanov. E, visto che ti sei aperta con me, ti sveler� anch�io un piccolo segreto. Mi interessa capire che cosa significa una frase che mi ha dettato quand�ero bambino: �<emphasis>Troverai il tuo avvenire all�incontro delle diagonali�. </emphasis>Che cosa diavolo avr� voluto dire?�</p><p>E Iosif si rese conto che, per la prima volta in vita sua, si stava confidando con una persona. Ma con una persona molto, molto particolare.</p><p>Mentre la giovane lo accompagnava al piano superiore, avvert� il suo profumo fresco. Prov� una strana emozione, sconosciuta.</p><p>Finalmente Nadja si ferm�, scelse una chiave dal mazzo e apr� una porta chiusa a doppia mandata: �Ecco il mio tesoro�, disse, indicando il contenuto della stanza.</p><p>Su diversi scaffali, nello stesso meticoloso ordine della sala principale, c�erano alcune centinaia di volumi.</p><p>�Non vorrai dirmi che li hai letti tutti�, esclam� Iosif.</p><p>�Non precisamente, per� ho letto con attenzione proprio quelli che riguardano l�argomento di tuo interesse. Sono nata e cresciuta a Ekaterinburg, e la vicenda della prigionia dei Romanov fa parte della nostra storia locale. Non crederai di essere il solo ad avere avuto nonni che raccontavano favole e leggende.�</p><p>Il suo sorriso era talmente aperto e cordiale che, d�istinto, lui la abbracci�. Segu� un attimo d�imbarazzo, nel quale tuttavia non riuscirono a scostarsi. Quando finalmente si staccarono, Nadja dovette rischiararsi la voce.</p><p>�Be�� credo� credo che potresti cominciare da questo� E poi questo� E questo�, disse precipitosamente, prendendo i volumi dagli scaffali e appoggiandoli sulle braccia tese di Iosif, che ne lesse ad alta voce i titoli con pronuncia esitante.</p><p>�Winston Churchill, <emphasis>The World�s Crisis</emphasis>; Anthony Summers e Tom Mangold, <emphasis>The File on the Tsar</emphasis>, Guy Richards, <emphasis>Imperial Agent </emphasis>e <emphasis>The Rescue of the Romanovs</emphasis>; Jean Jacoby, <emphasis>Le Tsar Nicolas II et la R�volution� </emphasis>Ma sono tutti in inglese o in francese?�</p><p>�Non conosci nessuna di queste due lingue?�</p><p>�Be�, qualche parola d�inglese che mi ha detto mio nonno, ma aveva gi� abbastanza da fare per insegnarmi a scrivere e leggere in russo. Non dimenticare che sono un operaio.�</p><p>�Be�, io invece sono laureata in lingue, quindi potrei darti una mano nelle giornate di riposo, e utilizzare il tempo libero, qui in biblioteca, per leggere quei libri e farti un riassunto. Se troverai qualche punto di particolare interesse, te lo posso tradurre.�</p><p>�Mio Dio, non posso chiederti un simile impegno�, replic� Iosif con una voce strozzata che fatic� a riconoscere.</p><p>�Non preoccuparti. Lo faccio volentieri. Qui non sono impegnatissima, e passo ore e ore a leggere. Ripeto, <emphasis>per te </emphasis>lo faccio <emphasis>molto </emphasis>volentieri.�</p><empty-line/><p><strong>New York. Giugno 1986</strong></p><empty-line/><p>La sposa era raggiante. Il contrasto tra il bianco dell�abito e il colore della pelle la rendeva ancora pi� bella. Derrick Grant, impacciato in un tight a noleggio, aveva preso posto in una delle ultime panche della cattedrale di San Patrizio, sulla Quinta Avenue, e continuava a voltarsi come se aspettasse qualcuno. In effetti era proprio cos�, ma di Pat Silver non si vedeva traccia.</p><p>La cerimonia termin� con il classico lancio del riso. Quando Derrick si avvicin� alla sposa per baciarla, Maggie gli chiese sottovoce: �E Pat?�</p><p>�Nessuna notizia. Eppure mi aveva assicurato che sarebbe venuto.�</p><p>In quel preciso momento, senza giacca e con la cravatta da cerimonia slacciata, Patrick Silver era seduto al computer con un�espressione persino pi� raggiante della sposa: era riuscito a scardinare i sistemi di sicurezza telematici della Investments Bonds Bank.</p><p>La scelta non era stata fatta a caso: la IBB non utilizzava un sistema telematico di tipo Home Banking, un sistema cio� che lavorava a compartimenti stagni, distinguendo gli utenti a seconda che fossero clienti od operatori interni.</p><p>Il sistema della banca era programmato per consentire due livelli diversi, a cui per� si accedeva attraverso la medesima porta: uno per i correntisti e l�altro per gli addetti della banca, dotati di propri codici segreti d�identificazione. Nel primo ogni correntista poteva operare soltanto sul suo conto; il secondo, invece, era il vero forziere telematico, dove gli operatori interni potevano effettuare bonifici, eseguire pagamenti, spostare somme di denaro e agire su ciascun conto.</p><p>E i fotogrammi delle operazioni del commesso di banca nel digitare la propria parola d�ordine segreta, proiettati al rallentatore, avevano dato a Pat Silver libero accesso al forziere della Investments Bonds Bank.</p><p>Il secondo motivo per cui aveva scelto quella banca era che vantava clienti tra i pi� grossi gruppi industriali degli Stati Uniti. Quindi il flusso dei bonifici era, giornalmente, molto elevato. I movimenti contabili da lui effettuati si sarebbero persi tra i meandri delle statistiche giornaliere, non destando sospetti negli addetti al controllo della quadratura contabile quotidiana.</p><p>Gli occhi verdi di Pat fissi sullo schermo mandavano veri e propri lampi, riflettendo il chiarore proveniente dallo schermo. Con mani quasi tremanti stava facendo scorrere l�elenco dei correntisti, le loro disponibilit�, i movimenti contabili, violandone i segreti.</p><p>Sapeva che un prelievo di somme consistenti non sarebbe passato inosservato. Ogni cliente della banca ricordava il saldo approssimativo del proprio estratto conto e le ultime operazioni effettuate. Se si fosse accorto di un prelievo mai effettuato, avrebbe immediatamente avvisato il personale e, nel giro di pochi giorni, lui si sarebbe trovato la polizia alla porta.</p><p>Quindi, secondo un�abitudine ormai vecchia, avrebbe prelevato al massimo un paio di dollari da ogni deposito. Una cifra irrisoria. Ma i conti correnti della Investments Bonds Bank erano oltre ventimila, per cui le sue potenzialit� di prelievo si aggiravano attorno ai trenta-quarantamila dollari al giorno. E prima che qualcuno potesse accorgersi del giochetto sarebbe trascorsa qualche settimana.</p><p>Intanto tutti gli spiccioli racimolati con quella rapina telematica sarebbero stati bonificati sul conto del signor Denver presso l�altra filiale della Investments Bonds, da dove lui li avrebbe immediatamente prelevati in contanti.</p><p>Bonifico per bonifico, aveva gi� quasi raggiunto la bella somma di diecimila dollari, quando si batt� la mano sulla fronte.</p><p>�Il matrimonio di Maggie!� esclam�. Ma a quel punto era troppo tardi anche per presentarsi al pranzo di nozze.</p><empty-line/><p>Timothy Hassler si aggirava tra gli invitati con un sorriso smagliante. Troppo. Osservandolo, Maggie si sent� scuotere da un tremito. Una specie di lampo accecante, in cui vide qualcosa di molto diverso da ci� che aveva davanti. Non suo marito, ma un altro uomo. Si ripromise che non ne avrebbe mai parlato con nessuno.</p><p>Derrick le si avvicin�. �Non riesco proprio a spiegarmi il comportamento di Pat. Non vorrei che c�entrassero le vecchie storie. Proprio in un momento come questo.�</p><p>�Quali vecchie storie?� chiese Maggie.</p><p>�Su, non far finta di niente. So benissimo che all�universit� eravate pazzamente innamorati, sebbene nessuno di voi due lo abbia mai ammesso. Anche se� certamente� tra voi non c�� mai stato niente che��</p><p>�Ma che cosa stai dicendo?� ribatt� Maggie ridendo. �D�altra parte, se non c�� mai stato niente, la colpa � proprio tua, caro Derrick. Sempre tra i piedi. Sei comparso di punto in bianco anche nell�unico momento d�intimit� che Pat e io abbiamo avuto. E l� ci siamo dovuti fermare.�</p><p>Scoppi� a ridere anche Derrick.</p><p>Non poteva sapere che, in quella sola prima giornata di �lavoro�, Pat aveva gi� racimolato pi� di ventimilasettecento dollari.</p><empty-line/><p><strong>Ekaterinburg. Giugno 1986</strong></p><empty-line/><p>L�estate aveva cominciato timidamente a preannunciarsi, sebbene gli ultimi acquazzoni primaverili sembrassero non voler lasciare campo al bel tempo. Iosif usc� dalla fabbrica che era gi� sera. Kaplan non si recava quasi mai ai forni, quell�ambiente angusto e torrido non gli piaceva. E per Iosif era l�unico aspetto positivo del suo lavoro.</p><p>Fuori del cancello gli apparve la figura di Nadja, sotto un ombrello troppo piccolo per ripararla dalla pioggia. Vederla l� lo mise quasi in allarme.</p><p>�Come mai qui, Nadja?� le chiese.</p><p>�Un amico che traffica sul mercato clandestino mi ha fatto avere questo�, rispose lei, mostrandogli un plico. �Se mi porti in un posto asciutto te lo mostro.�</p><p>Non visto da loro, intanto, Kaplan, li teneva d�occhio attraverso i vetri del suo ufficio.</p><p>Non appena raggiunsero una pensilina dell�autobus, Nadja estrasse un volume dal plico e lo porse a Iosif.</p><p>Il titolo, in russo, diceva: <emphasis>Rapporto Sokolov.</emphasis></p><p>Iosif sapeva bene chi fosse Nikolaj Sokolov, il procuratore che, non appena i Bianchi avevano ripreso Ekaterinburg il 25 luglio 1918, era stato incaricato di far luce sulla fine dei Romanov.</p><p>�Ti ho anche preparato il riassunto di alcuni testi inglesi e francesi�, continu� Nadja. �Ci sono parecchie cose interessanti sulla romanzesca diceria secondo cui alcuni dei Romanov sarebbero sfuggiti alla strage. Si dice che in Occidente vivano almeno un paio di donne che sostengono di essere la granduchessa Anastasia. In alcuni testi si afferma che le donne furono risparmiate e condotte a Perm, dove esisterebbero tuttora alcuni testimoni oculari.�</p><p>�Non mi sembra verosimile: mio nonno vegli� tutta notte gli undici cadaveri e poi li spogli� degli abiti in cui era cucita una fortuna in pietre preziose.�</p><p>�Certo, per� tuo nonno parla di cadaveri sfigurati e irriconoscibili, a eccezione di quello dello zar. Non potrebbe essere stata una messinscena? Invece delle donne della famiglia imperiale, ai Quattro Fratelli potrebbero esser state portate alcune recluse comuni, giustiziate nel carcere di Ekaterinburg.�</p><p>�Di chiunque fossero, quei cadaveri vestivano gli abiti della famiglia imperiale, che erano foderati di gemme. Ho sempre sospettato che mio nonno non abbia restituito tutto il tesoro al Soviet, ma l�abbia parzialmente nascosto in un posto segreto.�</p><p>�Se vuoi, andiamo a casa mia�, disse Nadja. �Non possiamo di sicuro esaminare il <emphasis>Rapporto Sokolov </emphasis>sotto questa pensilina. E dobbiamo anche stare attenti: � tuttora un volume vietato, sebbene la polizia abbia ben altro a cui pensare.�</p><p>�Gi�, pare proprio che questo nuovo corso abbia scatenato tutte le potenzialit� criminali del popolo russo�, convenne Iosif, stringendosi a lei sotto l�ombrello e avviandosi.</p><p>L�appartamento di Nadja era caldo e confortevole, una vera isola felice in quel maltempo. Lei si sfil� il soprabito di fibre sintetiche, poi guard� il suo compagno. La tuta grigia era piena di fuliggine. Tutte le zone scoperte della pelle erano chiazzate di polvere di carbone. La pioggia aveva tracciato autentici rivoli sulle sue guance, dandogli l�aria di un clown.</p><p>�� forse meglio che ti faccia una doccia�, comment�. �Poi posso prestarti una tuta da ginnastica che mi � grande.�</p><p>Quando usc� dalla doccia, nudo, Iosif si trov� davanti Nadja che gli porgeva un accappatoio. La abbracci�. Le sue mani forti la strinsero, mentre lei gli si abbandonava.</p><p>�Non sai quanto ho desiderato baciarti�, sussurr� Nadja, guidandolo verso la camera da letto. Fecero l�amore con infinita dolcezza, scambiandosi le parole che ognuno dei due serbava in cuore da tempo.</p><empty-line/><p><strong>New York. Agosto 1986</strong></p><empty-line/><p>Derrick stava uscendo dal tribunale quando vide una Mercedes accostata al marciapiede. Non riconobbe subito la persona che, dall�abitacolo, si sbracciava per salutarlo, ma poi cap� che era Patrick Silver.</p><p>�Capperi, Pat, ti tratti bene. Una Mercedes 500 Coup� Un gingillo da centomila dollari.�</p><p>�Qualche cosa di pi�, se nuova, ma io l�ho presa usata per quarantacinquemila.�</p><p>Derrick lo scrut�, invidiandone la splendida forma fisica. �Vedo che ti mantieni bgne sotto ogni punto di vista. A quanto pare il lavoro ti d� grosse soddisfazioni, ma ti lascia anche tempo da dedicare alla cura del look.</p><p>�Ma che fine avevi fatto?� continu�. �Guarda che la tua assenza al matrimonio di Maggie � stata notata, e la sposa era molto dispiaciuta.�</p><p>�Non ci crederai, ma ero gi� vestito di tutto punto quando mi si � presentato un impegno <emphasis>inderogabile.</emphasis>�</p><p>�Di <emphasis>lavoro</emphasis>, naturalmente�, e Derrick sorrise, strizzandogli l�occhio.</p><p>�Uffa. Com�� stata la cerimonia? Maggie era contenta?�</p><p>�Non saprei, per� ho avuto una strana impressione, come dire� Pareva poco convinta.�</p><p>Il volto di Pat Silver si apr� in un sorriso malizioso. L�idea che Maggie potesse avere una punta di rimpianto non gli dispiaceva affatto.</p><empty-line/><p>Da quando era diventata la signora Hassler, qualcosa era cambiato. Qualcosa d�importante. Ma, se non altro, il tempo che trascorreva in casa nel ruolo della brava casalinga le consentiva di documentarsi su ci� che voleva arrivare a dominare: lo strano, misterioso risvolto oscuro della sua personalit�.</p><p>Maggie speriment� per mesi diversi metodi di concentrazione, e a poco a poco riusc� a controllare uno stato di trance leggera, fino a rendersi conto che le sue <emphasis>sensazioni </emphasis>potevano essere guidate e imbrigliate: in certi particolari momenti riusciva a <emphasis>vedere </emphasis>ci� che desiderava.</p><p>E a quel punto decise che il suo avvenire sarebbe stato quello: si sarebbe messa al servizio degli altri, offrendo la sua singolare dote a chiunque fosse in difficolt�.</p><p>Quella sera Timothy torn� a casa alle otto in punto, come ogni volta. Si mise subito a tavola, dopo averla baciata sulla guancia, e come ogni sera apr� il giornale.</p><p>Maggie lo osserv� sconfortata per qualche istante, poi torn� in cucina. Non riusciva ad ammettere di avere sbagliato, ed era comunque troppo tardi per ripensarci.</p><p>�Timothy�, chiese a bruciapelo mentre metteva in tavola il primo, �ricordi quando le mie <emphasis>sensazioni </emphasis>hanno contribuito a sventare l�attentato di quei terroristi islamici?�</p><p>�Come potrei dimenticarlo?� rispose lui senza distogliere lo sguardo dal giornale.</p><p>�Vorrei che diventasse un�attivit� professionale.�</p><p>�Vorresti trasformare questa casa nell�antro di una sibilla?� ribatt� suo marito, alzando finalmente lo sguardo.</p><p>�No, vorrei soltanto mettermi a disposizione di chi ne ha bisogno. Non certo ricevere clienti e scrutare nella sfera di cristallo.�</p><p>�E che cosa avresti intenzione di fare?�</p><p>�Tu hai molte amicizie nell�FBI, alla CIA e in chiss� quanti altri servizi governativi. So che spesso utilizzano un medium per risolvere i casi pi� difficili. Fammi provare, Timothy, ti prego.�</p><p>�Ma la cura della casa�� prov� a ribattere lui.</p><p>�Posso benissimo occuparmi di tutto, e intanto eviterei la noia di stare qui ad aspettarti.�</p><p>�Vedr� che cosa posso fare, ma non ti garantisco niente�, tagli� corto lui.</p><empty-line/><p><strong>Ekaterinburg. Settembre 1986</strong></p><empty-line/><p>Il <emphasis>Rapporto Sokolov </emphasis>era un resoconto meticoloso, stilato da un giudice di grande esperienza pochi giorni dopo la scomparsa dei Romanov. Sokolov escludeva subito che l�epilogo della vicenda potesse essere diverso da quello ufficiale: lo zar e la sua famiglia erano stati giustiziati nel seminterrato. Quindi le memorie di nonno Igor trovavano un�importante conferma.</p><p>Iosif lesse e rilesse con la massima cura tutte le testimonianze raccolte da Sokolov e i verbali dei sopralluoghi ai Quattro Fratelli. Sentiva di essere a un passo dalla soluzione, ma non riusciva a raggiungerla. Inoltre, visto che gli incaricati di Sokolov avevano scandagliato tutta la zona mineraria, poteva essere che qualcuno avesse trovato quanto Igor vi aveva nascosto.</p><p>Aveva trascorso un�altra notte insonne a rileggere ancora una volta il <emphasis>Rapporto</emphasis>, quando al sorgere del sole arriv� da lui Nadja.</p><p>�Sei stato sveglio tutta notte?�</p><p>�Devo venirne a capo. Devo, capisci?�</p><p>�� diventata un�ossessione.�</p><p>�<emphasis>Devo </emphasis>farlo. Per me, ma soprattutto per il nostro avvenire. Non voglio passare tutta la vita a spalare carbone nelle fornaci.�</p><p>Quel mattino Iosif arriv� in fabbrica molto presto. Il capannone per raggiungere le fornaci era deserto. Kaplan non si vedeva, rintanato nel suo ufficio. Iosif cerc� di passargli davanti senza farsi notare, ma stava per imboccare la scala quando sent� la voce biascicata del capo reparto, accompagnata dagli sgradevoli scricchiolii della mascella.</p><p>�Io non dimentico, Drostin. Non dimentico.�</p><p>Fece finta di non averlo sentito e cominci� a scendere.</p><p>�Le notti che passi con quella puttana di bibliotecaria ti hanno fatto diventare sordo?� insistette la voce.</p><p>Iosif scatt�. In un lampo percorse a ritroso i pochi scalini. Si precipit� come una furia su Kaplan e lo colp� alla bocca dello stomaco con tutta la forza del pugno chiuso. L�uomo cadde a terra senza respiro, e lui rimase l�, in preda a un furore glaciale, agitandogli il pugno davanti alla faccia.</p><p>�Adesso basta, Kaplan. Augurati che alle persone che mi sono care non capiti mai niente, altrimenti ti ammazzo. E non permetterti mai pi� di nominare la mia donna, chiaro?�</p><p>Kaplan parve capire che la sua era la determinazione di un uomo disposto a uccidere e non pronunci� una sola parola.</p><empty-line/><p><strong>New York. 20 dicembre 1986</strong></p><empty-line/><p>Manhattan sembrava vestita a festa. Le decorazioni natalizie allietavano ogni angolo. Maggie Erriot camminava in fretta: non poteva fallire quel primo incarico.</p><p>Timothy l�aveva aiutata. L�FBI non riusciva a scoprire dove fosse scomparso un ricco finanziere della City. C�era chi parlava di rapimento, chi di fuga con la cassa e chi di omicidio.</p><p>All�indirizzo dell�FBI datole da Timothy�� 26, Federal Plaza��, trov� ad aspettarla un uomo sulla sessantina, che si present� come il detective Lorens. Aveva i capelli grigi e portava sottili occhiali dorati. I tratti del viso tradivano un carattere bonario. All�FBI da trent�anni, ne aveva viste di tutti i colori, ma era la prima volta che si serviva di una medium.</p><p>Nonostante la gentilezza, non si perit� quindi di manifestare immediatamente la sua opinione in merito.</p><p>�Suo marito ha insistito perch� facessimo questo <emphasis>esperimento</emphasis>, ma non le nascondo le mie perplessit�. Noi siamo abituati a lavorare con indizi certi e prove concrete, non su suggestioni. Comunque proviamo, e vedremo i risultati. Ecco quanto sappiamo di Greg Fassion, scomparso da almeno tre mesi senza lasciare traccia.�</p><p>E le descrisse minuziosamente il personaggio, le sue attivit�, i suoi interessi. Quindi estrasse da una busta un paio di guanti di pecari chiaro, elegante, molto morbido al tatto.</p><p>�Come da sua richiesta le consegno un indumento di Fassion. Chiss� che lei non riesca a fornirci qualche indizio: lo scomparso � un uomo importante, e i nostri superiori premono.�</p><p>Maggie torn� a infilare i guanti nella busta e la mise nella borsetta.</p><p>�Mi metter� in contatto con lei entro una settimana, Lorens, comunque vadano le cose. Intanto la ringrazio per la sua cortesia e spero di guadagnare la sua fiducia.�</p><p>Lorens si alz� e le strinse la mano. Dietro la sua scrivania, appeso al muro, Maggie not� un gagliardetto dei New York Knicks firmato da diversi campioni di basket.</p><p>Il suo pensiero corse inevitabilmente a Pat e alle tante partite che lo aveva visto giocare, esultando dei suoi successi.</p><p>Ma chiss� dov�era Pat Silver in quel momento.</p><empty-line/><p>Patrick Silver era precisamente a pochi isolati di distanza, nel piccolo appartamento affittato all�angolo tra la 50<sup>a</sup> Strada e la Avenue of Americas. Sistematosi davanti allo specchio, si guard� un�ultima volta e usc�. L�appuntamento galante di quella sera lo riteneva molto importante.</p><p>Quando lei sal� sulla Mercedes, si sent� avvolgere dal suo profumo. Si congratul� con se stesso: era uscito di rado con una donna cos� bella. Ma lei, indicando gli interni lussuosi dell�auto, esplose in un risolino idiota. Lui decise di non farci caso, ma a mano a mano che procedevano verso il ristorante, non pot� fare a meno di concludere che un�oca sarebbe forse stata pi� intelligente.</p><empty-line/><p>A non molta distanza dalle sue irritate riflessioni, Maggie avrebbe voluto mettersi al lavoro appena tornata a casa, ma Timothy arriv� poco dopo di lei.</p><p>�Che cosa hai preparato di buono?� le chiese non appena ebbe appeso il soprabito nell�armadio.</p><p>�Ancora niente, Timothy: sono stata tutto il pomeriggio con Lorens.�</p><p>�Be�, poco male, era parecchio tempo che avevo intenzione di portarti in un bel ristorante. Che cosa ne dici di Le Cirque, nella 65<sup>a</sup>?�</p><p>�Ti hanno aumentato lo stipendio?� chiese lei, sorpresa.</p><empty-line/><p>Patrick entr� in quello che molti consideravano il ristorante pi� elegante di New York. La sua splendida accompagnatrice non poteva passare inosservata, e infatti diversi clienti si girarono a guardarla. Tra di loro, Pat vide una faccia nota. Piant� immediatamente in asso la bellissima oca e punt� verso un tavolo, esclamando: �Maggie!�</p><p>Maggie si alz� e lo abbracci�.</p><p>�Pat, da quanto tempo non ci vediamo! Ti presento mio marito, Timothy Hassler.�</p><p>Patrick gli tese la mano con il suo sorriso pi� smagliante, ma si vide rispondere da una fredda espressione di circostanza.</p><p>Parlarono per qualche attimo dei bei tempi, finch� Maggie non lo interruppe: �Stai trascurando la bella signora con cui sei arrivato�.</p><p>�Nessuna bella signora pu� essere bella e signora come te�, replic� galantemente lui, baciandola sulle guance e accomiatandosi.</p><p>Fra i due scocc� ancora la scintilla di un tempo. Un fremito, una vibrazione che nessuno all�infuori di loro poteva cogliere, ma che comunicava molte cose.</p><p>Per tutta la cena Pat non riusc� a evitare di guardarla pi� volte, provando un inesplicabile fremito di gelosia quando vide le mani di Maggie accarezzare quelle del marito.</p><p>Quanto a lei, continu� a sentire sulle guance per tutta la sera il profumo maschile di Patrick, anche quando fu tornata a casa. Ma s�impose di non pensarci.</p><p>Doveva mettersi al lavoro, studiare tutto ci� che le aveva detto e consegnato il detective Lorens.</p><empty-line/><p><strong>Ekaterinburg. 21 dicembre 1986</strong></p><empty-line/><p>Iosif si era trasferito ormai da qualche tempo a vivere con Nadja. Essendo domenica, potevano dedicarsi completamente alla loro ricerca.</p><p>�Ricapitoliamo�, disse. �La prima testimonianza raccolta da Sokolov � quella di Pavel Medvedev, il capo delle guardie esterne, un uomo che mio nonno conosceva bene, e infatti lo nomina nelle sue memorie.</p><p>�Un altro testimone importante � il custode del passaggio a livello 184, che ha affermato di aver notato, nel luglio 1918, un camioncino carico e scortato da soldati che si dirigeva verso la miniera dei Quattro Fratelli. Ricordava bene l�avvenimento, ma non la data precisa. Sapeva soltanto che il giorno dopo tutta la zona mineraria era stata chiusa da cordoni di soldati. Altri testimoni hanno poi detto che, poco prima del 17 luglio, Jurovskij si era informato se la strada per i pozzi minerari fosse percorribile con un autocarro pesante.</p><p>�Infine c�� la conclusione di Sokolov, in cui si parla per la prima volta di gioielli cuciti negli abiti e scoperti prima che i corpi fossero bruciati con �acido e benzina�. E di acido e benzina parla anche mio nonno. Ma tutte queste conferme non ci aiutano a capire che cosa abbia voluto dire il nonno con la frase: <emphasis>Troverai il tuo avvenire all�incontro delle diagonali.</emphasis>�</p><p>�Penso che sarebbe il caso di effettuare una ricognizione nella zona. Magari � rimasto qualche indizio, e��</p><p>�Un momento�, la interruppe lui come se avesse avuto un�illuminazione improvvisa. �Perch� si chiama Quattro Fratelli?�</p><p>�Perch� una volta c�erano quattro grandi pini, che per� credo non esistano pi�. Tutta la zona � in stato di abbandono.�</p><p>�Credo di essere sulla strada giusta, Nadja�, esclam� Iosif. �Sono convinto che tra poco saremo ricchi, molto ricchi.�</p><empty-line/><p><strong>New York. 21 dicembre 1986</strong></p><empty-line/><p>Timothy si era coricato da mezz�ora, e nella casa regnava il silenzio pi� assoluto. Maggie cominci� finalmente a concentrarsi e a regolare la respirazione, stringendo nella destra uno dei guanti appartenuti allo scomparso. Dopo circa venticinque minuti cadde in uno stato di trance leggera e <emphasis>vide </emphasis>distintamente alcuni particolari. Se non fossero state le tre del mattino, avrebbe telefonato immediatamente a Lorens.</p><p>Stremata, rimase sveglia buona parte della notte, come sempre le succedeva dopo una delle sue <emphasis>sensazioni</emphasis>, e alle nove chiam� il detective.</p><p>�Mi aveva detto che si sarebbe fatta viva entro una settimana, signora Hassler, e invece non sono trascorse che poche ore�, comment� Lorens, stupito.</p><p>�Credo di sapere dove si trova Fassion. Posso venire da lei?�</p><p>�Benissimo, signora, la aspetto.�</p><p>Quando arriv� da lui, Lorens non abbandon� i suoi toni gentili, ma nemmeno il sorriso scettico.</p><p>�Ho visto distintamente, in lontananza, le luci di un aeroporto�, gli disse subito Maggie senza alcuna esitazione, �credo il La Guardia e, pi� vicino ma sempre al di l� dell�East River, College Point. Sopra di me passava una grande strada. In una discarica di rifiuti ho visto un barile di metallo, blu. Il corpo di Fassion � l� dentro.�</p><p>Lorens si alz� e si piazz� davanti alla pianta della citt� appesa al muro.</p><p>�Quindi lei sarebbe dovuta essere in questa zona�, disse, indicando il sud del Bronx.</p><p>�S�, e la strada che ho visto potrebbe essere la 628.� Poi Maggie indic� una zona colorata in verde, chiedendo: �Che cos��?�</p><p>�Ferry Point Park.�</p><p>�Non vorrei sembrare invadente, Lorens, ma penso proprio che bisognerebbe mandarci una squadra di agenti.�</p><p>Il corpo di un uomo in stato di decomposizione fu trovato tre ore pi� tardi dentro un barile blu in una discarica, esattamente come aveva indicato Maggie. Soltanto l�autopsia avrebbe potuto stabilirne l�identit�, ma diversi particolari facevano pensare che si trattasse proprio di Fassion. Vestiva abiti eleganti e le sue mani erano protette da un paio di guanti di pecari.</p><p>Come logico la notizia trapel�, e la stampa si occup� a lungo della donna che con i suoi inspiegabili poteri contribuiva a risolvere casi apparentemente insolubili. L�inevitabile pubblicit� la port� a ricevere richieste di aiuto da ogni parte del Paese.</p><empty-line/><p><strong>Ekaterinburg. 28 dicembre 1986</strong></p><empty-line/><p>Sebbene fosse domenica, Iosif Drostin usc� molto presto. Raggiunta in autobus Koptijakj, scese nei pressi della zona mineraria abbandonata dei Quattro Fratelli, addentrandosi in quella che un tempo doveva essere la strada d�accesso, ormai ridotta a poco pi� di un tratturo fangoso tra un sottobosco inestricabile.</p><p>Alcuni giorni prima era caduta la neve, e se ne vedevano ancora le tracce. Il freddo era intenso, seppure nemmeno paragonabile alle temperature siberiane. Iosif stentava ad avanzare e vagava ormai da circa un�ora tra i pozzi abbandonati, quando vide il primo pino. Si ergeva maestoso e sembrava in ottima salute. Iosif non ebbe pi� dubbi: doveva concentrare gli sforzi in quella zona.</p><p>Mancava poco al buio, quando finalmente scopr� il secondo pino, caduto nel sottobosco a un centinaio di metri circa dal primo. Le radici, scoperte, sembravano braccia scheletriche protese al cielo. Era stato probabilmente abbattuto da un fulmine o dal vento, e nessuno si era mai dato la pena di tagliarlo a pezzi e rimuoverlo. Iosif segn� il punto preciso su una piantina che aveva con s�.</p><p>Ma se non voleva passare la notte in quella zona spettrale doveva sbrigarsi. Torn� in tutta fretta sui suoi passi e poco manc� che perdesse l�autobus.</p><p>�Ci siamo�, disse esultante a Nadja non appena fu entrato in casa. �Ho individuato due dei quattro pini. Domenica prossima spero di riuscire a individuare gli altri due: alberi di quelle dimensioni, anche se abbattuti o recisi, devono pur lasciare qualche traccia. Poi, una volta individuati i quattro punti cardinali, avr� bisogno di un rotolo di spago per tracciare le diagonali e di una pala per scavare nel punto del loro incrocio.�</p><p>Nadja aveva un�espressione raggiante, ma sembrava senza parole, e cos� rimase qualche istante. �Ti amo, Iosif�, riusc� finalmente a dire con un soffio di voce.</p><p>Il mattino seguente Drostin si present� puntuale in fabbrica. Da quando aveva risposto con violenza alle sue provocazioni, sembrava che Kaplan avesse deciso di lasciarlo in pace.</p><empty-line/><p><strong>New York. 31 dicembre 1986</strong></p><empty-line/><p>In quei dieci giorni il telefono di Maggie non aveva mai cessato di squillare. Molti erano perditempo, alcuni la insultavano addirittura, ma c�era davvero chi aveva bisogno d�aiuto. Lei rispondeva a tutti, sebbene suo marito esprimesse il suo disappunto sbuffando e facendole ampi gesti di fastidio.</p><p>La popolarit� a cui era assurta in cos� poco tempo era davvero incredibile. Venne persino intervistata da alcune emittenti televisive. Ma fu in particolare una telefonata a colpirla. �Vorrei complimentarmi con l�eroina del giorno e anche augurarti buon anno, Maggie�, si sent� dire. Ci mise qualche istante a riconoscere la voce, poi il suo bel viso bruno si apr� in un largo sorriso.</p><p>�Pat! Che piacere.�</p><p>�Sai che riesci molto bene in fotografia e anche in televisione?�</p><p>�Ti ringrazio, ma non sono abituata a questa popolarit� e mi sento spesso in imbarazzo.�</p><p>�Ne hai fatta di strada da quella famosa seduta spiritica. E pensare che era soltanto un trucco.�</p><p>�Un trucco?�</p><p>�Be�, ormai posso confessartelo. Lo avevo architettato per farvi paura, nella speranza che tu e Annie vi rifugiaste tra le nostre braccia.�</p><p>�Non posso credere che Derrick si sia prestato al gioco�, ribatt� lei tra il divertito e il piccato.</p><p>�� stato complice fin dall�inizio. Ma devi ammettere che avevo preparato una messinscena perfetta. Sono sempre stato un ottimo regista.�</p><p>�Un ottimo imbroglione, direi. Ah, a proposito di registi, sai che mi hanno proposto di condurre una trasmissione televisiva?�</p><p>�Su spettri e spiriti?�</p><p>�No, una trasmissione seria, con discussione in studio di casi ai limiti della scienza. Il produttore e il regista mi hanno proposto un talk show con ospiti illustri da intervistare. Timothy e io stiamo decidendo se � il caso o no di accettare.�</p><p>Sentendola nominare il marito, Patrick s�irrigid� un po�. Aveva telefonato con ben altre intenzioni. Avrebbe voluto dirle che non l�aveva mai vista cos� bella come al ristorante, che rimpiangeva i momenti del college e ricordava quell�unico abbraccio e quel bacio appena sfiorato. Ma riusc� a controllarsi.</p><p>�Se fossi in te non ci penserei due volte.�</p><p>�Ho ancora qualche perplessit�. Che fine far� la mia privacy?�</p><p>�Io non la vedrei sotto quel punto di vista. Un conduttore televisivo � una persona che lavora come tutte le altre. Soltanto pi� celebre. Sei sempre stata brava di fronte al pubblico: anche agli esami, sembrava che recitassi.�</p><p>�A proposito, Pat, non mi hai mai detto di che cosa ti occupi.�</p><p>�Affari, intermediazioni, consulenze.�</p><p>�A giudicare dai locali che frequenti, pare che te la stia cavando piuttosto bene.�</p><p>�Non mi lamento. Tu, piuttosto: a parte il successo come sensitiva, come va la vita matrimoniale?�</p><p>�Non mi lamento nemmeno io.� Ma Maggie non riusc� a trattenersi dal gettare un�occhiata a Timothy, seduto in poltrona, ed ebbe la netta sensazione che la stesse ascoltando, per cui decise di chiudere l� la conversazione.</p><p>I due vecchi amici si salutarono, promettendosi che si sarebbero tenuti in contatto, anche se sapevano entrambi che era una promessa difficile da mantenere.</p><p>Non appena Maggie pos� la cornetta, Timothy pieg� il giornale e chiese: �Chi era?�</p><p>�Patrick Silver, quel mio vecchio compagno di universit� che abbiamo incontrato al ristorante. Ricordi?�</p><p>�Ah, s�, Patrick Silver. Accidenti, gli hai fatto un sacco di feste. Mi sa che tra voi, ai tempi dell�universit�, c�� stato qualcosa.�</p><p>�Stai diventando geloso, Timothy? No, non c�� mai stato niente.� Se avesse potuto essere sincera sino in fondo, Maggie avrebbe aggiunto �purtroppo�, ma si limit� a sfiorare con un bacio le labbra del marito.</p><empty-line/><p><strong>Ekaterinburg. 4 gennaio 1987</strong></p><empty-line/><p>Iosif prese il primo autobus per Koptijakj, uscendo di casa ancora a notte fonda. Portava con s�, in una borsa, una pala pieghevole e un grosso rotolo di filo.</p><p>Nadja rimase in dubbio se alzarsi o no, finch� non decise che le faccende di casa potevano aspettare e ricadde in un sonno leggero. Dopo un po�, tuttavia, fu svegliata dal campanello della porta. Si mise addosso una vestaglia e, ancora assonnata, and� ad aprire.</p><p>Si trov� davanti un uomo massiccio, con un sorriso inquietante. Il lato destro del viso era sfigurato. Nadja rimase un attimo incerta, prima che la diffidenza le suggerisse di riaccostare la porta, ma il piede dell�uomo s�infil� tra stipite e battente. Kaplan non dovette fare molta fatica per aprire di nuovo l�uscio ed entrare.</p><p>Aveva una pistola nella destra. Le ingiunse di stare zitta.</p><p>�Vedo che Drostin si tratta bene�, comment� sardonicamente, mettendo in mostra la difficolt� che aveva nel parlare.</p><p>�Chi � lei?� chiese Nadja, impaurita dalla pistola.</p><p>�Un amico di Iosif. Ho un debito con lui e sono qui per saldarlo.�</p><p>�Se ne vada, Iosif torner� a minuti e se la trova qui��, cerc� di mentire Nadja.</p><p>�Il tuo bello � molto lontano, cara puttanella. Ha preso un autobus ed � andato nella zona dei Quattro Fratelli. L�ho seguito, come avevo gi� fatto domenica scorsa. E adesso tu, da brava, mi dici che cosa va a cercare in quella miniera abbandonata.�</p><p>�Non saprei proprio. Penso che vada a fare un po� di moto, per respirare aria buona. Adesso, per�, la prego di andarsene.�</p><p>La mano aperta di Kaplan la colp� in faccia come una mazza. Nadja barcoll� e si precipit� verso la cucina. Ma sapeva di non avere scampo.</p><p>Le mani dell�uomo l�afferrarono per i capelli, provocandole un intenso dolore.</p><p>Kaplan la butt� a terra e, sempre puntandole addosso l�arma, continu� il suo interrogatorio.</p><p>�Che cosa va a fare il tuo uomo ai Quattro Fratelli?�</p><p>�Le ho detto che non lo so�, ripet� Nadja, sentendo in bocca un brutto sapore di sangue.</p><p>Kaplan le sferr� un calcio sul fianco destro, che la lasci� senza respiro.</p><p>�Ti ho chiesto una cosa e voglio una risposta.�</p><p>�Non lo so, glielo giuro.�</p><p>�Allora cambier� tecnica.�</p><p>Nadja era talmente atterrita che non sarebbe nemmeno riuscita a urlare. Sent� le sue mani afferrarle la camicia da notte e strapparla via, si trov� nuda sul pavimento. Le mani di Kaplan immobilizzarono le sue come due morse. Se lo sent� sopra. Le gambe dell�uomo premettero contro le sue, divaricandole. Avvert� un dolore atroce. Lo sconosciuto la stava violentando.</p><empty-line/><p>Iosif raggiunse il primo pino, individu� subito quello abbattuto e, guardandosi attorno, cominci� a cercare tracce degli altri due. Non era facile. Servendosi soltanto di un ramo secco doveva aprirsi un varco tra la vegetazione in cerca di un grosso ceppo reciso o di una buca profonda, dove una volta potevano essere state alloggiate le radici dell�albero.</p><p>Ma aveva lo spirito leggero, sentiva che qualcosa nella sua vita stava cambiando, che la fortuna si era finalmente messa dalla sua parte, e tenne duro. Dopo circa un�ora inciamp� quasi in un grosso ceppo, tagliato da chiss� quanti anni ma ancora solidamente ancorato al terreno. Si trattenne a stento dall�esplodere in un urlo di trionfo. Adesso disponeva di tre punti cardinali. Trovare il quarto, supponendo che i quattro alberi fossero stati piantati a formare un rombo o un quadrato, sarebbe stato pi� facile.</p><p>Dopo quasi quattro ore sent� aprirsi sotto i piedi una grossa buca. Il tempo e le piogge avevano rimarginato la ferita, addolcendone i contorni, ma era evidente che in quel punto un tempo doveva esserci stato un grosso albero.</p><empty-line/><p>La supplica usc� dalle labbra di Nadja come un rantolo soffocato. �Basta. Per piet�.�</p><p>�Basta, certo. Basta che tu mi dica che cosa va a fare Iosif ai Quattro Fratelli�, incalz� Kaplan con il respiro affannoso.</p><p>Nadja prov� ribrezzo nel sentire il suo alito sul viso. Si sentiva violata e umiliata in ogni parte del corpo, della mente. Ma perch�? Perch�?</p><p>�Non te lo dir� mai, maledetto. Mai.� E cerc� per l�ennesima volta di divincolarsi, ma l�uomo steso sopra di lei le impediva ogni movimento. Come in un incubo orribile lo sent� irrigidirsi, il respiro di Kaplan divenne un rantolo.</p><p>La sua smorfia di piacere si trasform� in un ghigno sadico, mentre le stringeva entrambe le mani sulla gola come una morsa. Raggiunse il piacere accasciandosi su un corpo ormai senza vita.</p><empty-line/><p>Iosif leg� un capo dello spago al pino, poi lo stese con cura finch� non raggiunse il ceppo, quindi ripet� la stessa operazione tra la buca delle radici e la base dell�albero abbattuto. A quel punto aveva formato una croce, al cui centro era convinto si trovasse il tesoro di nonno Igor. Quando, servendosi della pala e delle mani, cominci� a estirpare la vegetazione alla convergenza delle diagonali tra i quattro alberi, non sentiva pi� n� freddo n� fatica.</p><p>Sgombr� dagli sterpi tutta la zona e stava per cominciare a vangare nel quadrato di terra brulla, quando l�istinto lo paralizz�.</p><p>Gli sembr� di essere tornato indietro nel tempo, alle battute di caccia in Siberia. Cerc� riparo, acquattandosi tra la vegetazione bassa, ma il rumore si ripet�: uno scricchiolio smorzato. Non un rumore di rami spezzati, ma un altro suono che conosceva bene e che gli fece paura.</p><p>Kaplan sbuc� dalla boscaglia puntando la pistola.</p><p>�Puoi smettere di cercare, Drostin. Continuer� io.�</p><p>Iosif non tent� nessuna reazione, rialzandosi.</p><p>�Ti troveranno qui con una pistola, suicida dopo il terribile reato di cui ti sei macchiato.�</p><p>�Che cosa stai dicendo, Kaplan? Quale reato?� replic� Iosif, tentando di prendere tempo. Ma la luce di follia negli occhi di Kaplan faceva chiaramente intendere che presto avrebbe premuto il grilletto.</p><p>�Te lo avevo detto che ti avrei presentato il conto, Drostin.�</p><p>�Non sono stato io.�</p><p>�Ah, no, eh? Mentire non servir� a salvarti la pelle�, url� Kaplan, adesso con uno sguardo veramente folle. �Cos� come non � servito a quella puttana della tua compagna. Le � piaciuto, sai? Peccato che sia l�ultimo ricordo che si � portata dietro.�</p><p>Iosif scatt� come una molla, incurante della pistola, e in un baleno gli fu addosso come una tigre inferocita.</p><p>Kaplan spar� due volte. Il primo proiettile colp� Iosif di striscio alla spalla sinistra, il secondo lo manc�.</p><p>Lui lo colp� a sua volta con un calcio alla mano, facendo volare lontano la pistola. Poi tempest� il volto sfigurato con i pugni chiusi. Era accecato dal furore, e soprattutto dalle ultime parole di Kaplan. Continu� a martellarlo finch� l�altro non cess� ogni accenno di reazione.</p><p>�Che cosa le hai fatto, maledetto?� grid�, disperato, quando lo vide cadere ai suoi piedi.</p><p>Kaplan era una maschera di sangue, e il ghigno dei suoi denti apparve ancora pi� sinistro. �L�ho violentata e le ho spezzato il collo�, rispose, scoppiando in un riso gorgogliante. La follia era ormai padrona della sua mente.</p><p>Drostin avvert� un brivido lungo la schiena, poi strinse forte le mani finch� non sent� le cartilagini della carotide cedere. Dalla bocca di Kaplan usc� l�ultimo rantolo.</p><p>Iosif si accasci� sulla terra spoglia, annichilito dalla disperazione. Ci vollero parecchi minuti prima che riuscisse a imporsi di tornare lucido.</p><p>Tamponata come poteva la ferita alla spalla sinistra, che cap� non essere grave, trascin� il corpo di Kaplan in un anfratto e lo nascose tra la vegetazione pi� fitta.</p><p>Quando torn� alla strada maestra, stava arrivando l�ultimo autobus. Davanti alla casa di Nadja vide due auto della polizia. Dissimulatosi tra la folla dei curiosi, chiese: �Che cosa � successo?�</p><p>�Hanno ammazzato una ragazza. Pare che sia stato il suo fidanzato, un poco di buono che lavora, alla fabbrica gi� al lago.�</p><p>Drostin si strinse nelle spalle e si allontan�. Era completamente svuotato, senza pi� nessuna voglia di vivere. A governare la sua mente era ormai solamente l�odio. Un odio in forma di gelida ragione.</p><p>Se non voleva finire i suoi giorni in carcere per un crimine non commesso, doveva scappare. Ma dove?</p></section><section><title><p>3</p></title><p><strong>New York. Maggio 1991</strong></p><empty-line/><p>�Casa Hassler. Chi parla?� chiese Maggie.</p><p>�Sono Mark Dooley. Vorrei parlare con la signora.�</p><p>�Sono io.�</p><p>�Non so se si ricorda di me, ma circa cinque anni fa le avevo proposto di condurre una trasmissione televisiva.�</p><p>Maggie rimase un attimo interdetta. Dopo essersi consultata a lungo con Timothy, aveva declinato l�offerta. Lo aveva fatto con molto rimpianto, ma per la pace in famiglia aveva deciso che sarebbe stato meglio cos�. Nel corso di quei cinque anni, per�, le sue <emphasis>sensazioni </emphasis>avevano contribuito a risolvere almeno una trentina di casi. E adesso�</p><p>�Certo che mi ricordo di lei�, riusc� a rispondere.</p><p>�Lo speravo. In una riunione editoriale di ieri abbiamo deciso che l�idea andrebbe rispolverata, visti i suoi successi. La storia di quella bambina ha tenuto gli Stati Uniti con il fiato sospeso per tre giorni.�</p><p>Dooley si riferiva all�ultimo caso risolto, una bambina di dodici anni scomparsa nel Nevada. Maggie l�aveva <emphasis>vista </emphasis>in fondo a un pozzo asciutto e aveva contribuito a farla ritrovare ancora in vita.</p><p>�Come sa, rinunciare mi � dispiaciuto, ma��</p><p>�Mi permetta d�insistere, signora Hassler. Abbiamo in mente una trasmissione da lanciare tra sei o sette mesi. E per condurla vogliamo lei.�</p><p>�Non so� Devo riparlarne con mio marito.�</p><p>�Lo faccia, signora Hassler. Ci auguriamo tutti che questa volta decida di accettare.�</p><empty-line/><p>Derrick Grant arriv� puntuale. L�invito a cena era per le otto e mezzo, e a quell�ora in punto suon� alla porta della villetta a due piani nel quartiere residenziale di Wards Island. Aveva con s� un regalino e un mazzo di fiori per Maggie. Ormai il suo studio si stava avviando a divenire uno dei pi� rinomati di New York.</p><p>La conversazione procedeva piacevole, e circa a met� della cena la padrona di casa disse: �Oggi mi ha chiamato di nuovo Dooley�.</p><p>�Dooley chi?� chiese Timothy.</p><p>�Il produttore televisivo che mi aveva proposto di condurre una trasmissione. Si � rifatto vivo con la stessa proposta.�</p><p>�Mi sembra che ne abbiamo gi� discusso allora, no?�</p><p>Derrick seguiva con un certo imbarazzo quello che aveva tutta l�aria di voler degenerare in un litigio tra coniugi.</p><p>�Questa volta, per�, vorrei provare�, tenne duro Maggie.</p><p>�Ti ho gi� detto come la penso e non vorrei tornarci sopra. Comunque puoi fare quello che vuoi. Derrick, ti prego di scusarmi, ma mi � venuto un terribile mal di testa.� E Hassler si alz� di scatto, dirigendosi verso il piano superiore.</p><p>Maggie cerc� di dissipare il gelo calato nella sala. �Per lui � una cosa inconcepibile�, disse in un tono che non era per nulla lieve come avrebbe voluto.</p><p>�A me invece non sembra affatto una cattiva idea, tanto pi� che ormai sei un personaggio pubblico: i giornali sono pieni di tue foto. Se hai bisogno di me, considerami a tua disposizione. Non so, per il contratto, o qualsiasi altra cosa.�</p><p>Maggie lo ringrazi� con uno sguardo velato di malinconia che lo fece sbottare: �Non voglio intromettermi nella tua vita, e se vuoi non rispondere. Ma sei felice?�</p><p>�Certo, Derrick, sono felice�, rispose lei dopo una breve esitazione. Ma ancora una volta il suo tono suon� falso.</p><empty-line/><p><strong>Mosca. Agosto 1991</strong></p><empty-line/><p>La mente di Iosif Drostin era annebbiata dalla vodka. Si aggirava per la citt� in abiti lisi e luridi e con passo malfermo, rovistando nei bidoni dei rifiuti. Passando davanti a una vetrina, si piant� a gambe larghe di fronte alla propria immagine e scoppi� a ridere sguaiatamente: ecco com�era ridotto il depositario del segreto di un tesoro. Ma la risata si trasform� in un singulto alcolico.</p><p>Gli anni erano passati, ma la ferita aperta dalla morte di Nadja non si sarebbe mai rimarginata. Aveva abbandonato precipitosamente Ekaterinburg con il primo treno per Mosca, lasciandosi dietro quasi tutto. La grande metropoli era il solo posto che potesse nasconderlo. Ma ci aveva messo poco a capire che, senza lavoro e addirittura senza una vera identit�, gli sarebbe stato difficile vivere.</p><p>Aveva provato con il mercato nero, con lavoretti saltuari, ma a poco a poco si era rassegnato a vivere ai margini di una societ� gi� in s� misera. Aveva trascorso inverni di gelo, dividendo con altri diseredati magri fal� di cartacce e poche briciole di cibo. Non appena riusciva a racimolare qualche spicciolo correva a comprare una bottiglia di vodka scadente: l�unico rimedio al freddo, ma soprattutto all�angoscia che aveva dentro.</p><p>Due ragazze uscirono dall�Hotel Belgrad sorridendo. Quasi certamente prostitute per i turisti e gli uomini d�affari che affollavano l�albergo. Una delle due mostr� all�altra un fascio di banconote. Drostin, seduto sul marciapiede, segu� la scena: erano almeno duecento dollari americani. Una cifra per lui enorme.</p><p>Scatt� come un lupo famelico, raggiunse le due ragazze e con un violento strattone strapp� la borsetta dove aveva visto riporre i dollari. Poi scapp�.</p><p>Corse a perdifiato per molto tempo, finch� non svolt� in una stradina buia e senza uscita. Doveva prendere i soldi e disfarsi della borsetta.</p><p>Una Mercedes nera piomb� nel vicolo con uno stridio di gomme. I tre uomini che ne scesero erano armati, e lui troppo debole per tentare una reazione. Lo presero. Mentre due lo tenevano da dietro, il terzo gli rovesci� una gragnola di pugni allo stomaco, finch� uno di loro disse: �Basta, facciamolo fuori. Questi miserabili devono imparare che le nostre ragazze non si toccano�. E gli punt� la pistola alla tempia, facendo scattare la molla del percussore.</p><p>Iosif si prepar� a morire.</p><p>�Aspetta�, disse un altro. �Sai che il capo non vuole che prendiamo certe iniziative.�</p><p>�Gi�, il diritto di condannare a morte lo vuole tutto per s�.�</p><p>�Insomma, sai com�� fatto, non vorrei che s�incazzasse.�</p><p>Iosif fu caricato sull�auto, ridotto a una maschera di sangue.</p><p>Alcuni minuti pi� tardi, in una zona a nord-est di Mosca, la Mercedes nera s�infil� in un pesante cancello automatizzato e imbocc� il vialetto di una villa.</p><p>Due uomini sorressero per le ascelle Iosif, che nel corso del breve tragitto aveva perso i sensi diverse volte e ciondolava in avanti, trascinandolo in una cantina scarsamente illuminata. La voce che sent� gli sembr� lontana, ovattata.</p><p>�Sarebbe questo il bastardo che ha scippato una delle nostre ragazze? C�era bisogno di portarlo qui? Fatelo fuori.�</p><p>Iosif alz� la testa, farfugliando un tentativo di scusa. Il capo dei malviventi lo vide per la prima volta in faccia ed ebbe un attimo di esitazione. Poi si avvicin� e lo guard� meglio, con un�espressione indecifrabile.</p><p>�Drostin! Iosif Drostin! Fratello!� sbrait� finalmente. E gli gett� le braccia al collo.</p><p>Con la vista ancora annebbiata, Iosif cerc� confusamente di capire che cosa stesse succedendo. Ma abbinare quel viso a Chalva Tanzic, il suo vecchio compagno di lavoro, fu un�operazione che richiese alcuni secondi.</p><p>�Liberatelo, imbecilli!� url� Tanzic ai suoi, allibiti. �Iosif Drostin � un vecchio amico.�</p><empty-line/><p>Una donna si prese cura di lui, gli pul� e medic� le ferite e lo fece stendere su un letto al piano superiore.</p><p>Iosif dorm� a lungo, finalmente con la testa su un guanciale. Quando si svegli�, trovandosi nudo tra le lenzuola, doveva essere sera. Su un attaccapanni in un angolo vide degli abiti. Si alz� ancora dolorante e punt� verso il bagno, attiguo alla camera.</p><p>L�arredamento della casa gli parve di un lusso sbalorditivo, anche se in realt� era soprattutto di pessimo gusto. Tende e drappeggi di colori sgargianti pendevano un po� dappertutto. Il bagno era in marmo, e ovunque girasse lo sguardo vedeva la sua figura emaciata riflessa in uno specchio. Stent� a riconoscersi. Dov�era finito il corpo agile e robusto di un tempo?</p><p>Si immerse nella vasca da bagno, provando uno straordinario piacere nel sentirsi l�acqua sul corpo. A mano a mano che si raschiava dalla pelle la sporcizia accumulata in quegli anni di miseria, il suo spirito cominci� a sollevarsi.</p><p>Quando rientr� nella stanza, trov� un�altra donna ad aspettarlo.</p><p>�Finalmente ti sei svegliato. Hai dormito una notte e un giorno filati�, disse la giovane, sfoderando un bel sorriso. Era alta, formosa e vestita all�occidentale, con una minigonna molto corta. �Mi chiamo Xenia e sono qui per soddisfare qualsiasi tua necessit�. Intanto Chalva ti aspetta a cena gi� in sala da pranzo.�</p><p>Iosif indoss� gli abiti nuovi e scese al piano inferiore. Trov� Chalva Tanzic a capo di una tavola magnificamente imbandita, da cui si alz� per andargli incontro.</p><p>�Oh, adesso ti riconosco meglio, fratello�, tuon�. �Ma che cosa diavolo ti � successo? Come hai fatto a ridurti cos�?� gli chiese, scrutandolo con due occhi a cui gli anni e la fin troppo evidente opulenza non avevano tolto l�espressione torva. �Ma no, abbiamo tempo per raccontarci tutto. Adesso penso che avrai fame.�</p><p>Chalva picchi� una manata su un campanello d�argento, e immediatamente entrarono due domestici con vassoi fumanti.</p><p>Iosif si avvent� letteralmente sul cibo. Da quanto tempo non consumava un pasto caldo? Ci vollero parecchi minuti prima che riuscisse a parlare.</p><p>�Quel bastardo di Kaplan mi ha rovinato, Chalva�, disse con voce cupa. �Non ha mai smesso di perseguitarmi, e un mattino, mentre ero fuori, ha violentato e ammazzato la donna con cui vivevo.</p><p>�L�ho strangolato con queste e lo farei ancora�, continu� dopo una breve pausa, picchiando le mani sul tavolo. �Ecco che cosa mi � successo, Chalva. Sono ricercato per almeno un omicidio, quello di Nadja, la mia donna, e probabilmente anche per quello di Kaplan, se il suo cadavere � stato scoperto.�</p><p>�Ben fatto, perdiana�, esplose Tanzic, chinandosi a dargli una pacca su una spalla. �E in casa mia sei al sicuro, Iosif. Nessuno verr� mai a cercarti qui. Ti procurer� dei documenti falsi, in modo che tu possa andare in giro liberamente per la citt�. Come vedi, me la passo bene. I miei affari rendono. Se avessi seguito i miei consigli e piantato in asso quella fogna di Ekaterinburg con me, tutto questo non sarebbe successo. Comunque adesso sei qui, e per te avr� sempre un po� di lavoro. Mi sento responsabile delle disgrazie che ti sono capitate.�</p><p>Quindi, versatagli una colossale dose di vodka, Chalva spieg� di essere diventato il capo di un�organizzazione che si spartiva il mercato della prostituzione nella citt�. Sotto la spinta di quello che lui continuava a chiamare �nuovo corso�, Mosca brulicava di turisti e uomini d�affari stranieri affamati della compagnia di una bella russa.</p><p>�Giovanissime, le vogliono, quei porci, che a casa loro passano met� della vita a lavarsi la bocca con l�acquasanta. Pagano bene, in bei dollari verdi e crocchianti, e io gliele procuro: le migliori.�</p><empty-line/><p><strong>New York. Ottobre 1991</strong></p><empty-line/><p>La serata a casa del produttore Dooley scorreva molto piacevolmente. La cucina era disinvoltamente esotica, la conversazione brillante. A Maggie, dopo tanti anni di noia con il marito, pareva di rinascere. Anche perch� suo marito non c�era, trattenuto da uno dei suoi soliti impegni di lavoro.</p><p>Le erano stati presentati noti attori, conduttori, registi, opinionisti, giornalisti. �Ah�, si trov� spesso a pensare, �se avessi accettato l�altra volta.� Ma adesso <emphasis>aveva accettato</emphasis>, e avrebbe cercato di fare del suo meglio. I responsabili della programmazione stavano gi� cercando un tema per la trasmissione di debutto, ed era stato chiesto anche a lei di proporre qualcosa. Era dal giorno prima, ovvero dalla fatidica firma apposta al contratto con l�assistenza di Derrick Grant, che ci stava pensando.</p><p>Tra gli invitati seduti attorno al grande tavolo oblungo stava riscuotendo un grande successo un bell�uomo sui cinquanta o poco pi�, vestito in maniera molto disinvolta come quasi tutti, ma di una signorilit� del tutto particolare e dal ricercato accento londinese che ne nascondeva un altro, pi� musicale.</p><p>A Maggie era stato spiegato che si trattava di un nobile italiano, Gerardo di Valnure, grande viaggiatore e studioso dilettante di questioni medievali. Discendeva da un�antichissima famiglia che vantava un papa, due cardinali e un ragguardevole numero di capitani di ventura. Dal padre, straordinario bon vivant e capo scarico, aveva ereditato quanto rimaneva delle propriet� di famiglia: un castello e diversi appezzamenti di terreno, che per� non producevano alcun reddito. Insomma, il conte di Valnure si era trovato senza il becco di un quattrino. Ma, diversamente da una lunga serie di antenati, aveva la testa sulle spalle, per cui aveva oculatamente venduto tutto ci� che gli era stato possibile e aperto il castello avito al pubblico, in modo da ammortizzarne i costi.</p><p>Una volta sistemate le propriet�, aveva potuto dedicarsi alla sua passione: seguire le tracce dei nobili avi, cercando di risalire il pi� possibile indietro nel tempo. Quando non era in viaggio per le sue ricerche, viveva in un�ala del suo castello, nel Nord Italia.</p><p>Da diversi minuti Gerardo di Valnure stava incantando i commensali con i suoi racconti su localit� esotiche e oscure vicende del passato remoto.</p><p>�Da qualche tempo�, disse a un certo punto con la sua voce profonda e dai toni bassi, �le mie ricerche mi hanno portato ad affrontare una questione affascinante quanto tenebrosa.</p><p>�Quella dei Cavalieri del Tempio di Gerusalemme�, continu�, rispondendo alla domanda di una nota giornalista che sembrava volerselo divorare con gli occhi e non soltanto.</p><p>�Che magnifico argomento, signor conte�, esclam� la donna. �Dunque lei sa tutto dei <emphasis>misteriosi </emphasis>Templari. Di quello che si dice e mormora di loro, quanto � leggenda e quanto realt�?�</p><p>�Mio Dio�, rispose Gerardo, �sono ben lungi dal sapere tutto. Come ha detto lei stessa, si tratta di una vicenda avvolta nel mistero, almeno per la sua conclusione.�</p><p>�Ma noi americani ne sappiamo poco o niente�, intervenne il padrone di casa. �Ci illumini, per favore.�</p><p>Gerardo di Valnure sorrise e cominci� la sua rapida lezione.</p><p>�L�Ordine Templare�, disse, �fu fondato a Gerusalemme attorno al 1120 da un nobile francese originario della Champagne, Hugues de Payns. Arrivato l� con altri otto cavalieri, godette a lungo dell�ospitalit� di re Baldovino II in un�ala del palazzo reale. Un edificio costruito nientemeno che sulle rovine del Tempio di Salomone.</p><p>�I Templari si assunsero essenzialmente il compito di proteggere i pellegrini in viaggio per la Terrasanta. Costituivano dunque un Ordine militare, ma i suoi appartenenti prestavano i voti monastici di povert�, castit� e obbedienza.</p><p>�Agli inizi vissero di donazioni dei nobili europei, ma in seguito arrivarono ad accumulare ricchezze tali da far invidia a un potente dell�epoca come Filippo IV re di Francia, detto il Bello. E questo signific� la loro rovina e il fitto mistero che la circonda.�</p><p>�Un autentico mistero�, intervenne la giornalista rivolta agli altri commensali. �State a sentire.�</p><p>�Sar� opportuno procedere con ordine�, sorrise Gerardo di Valnure. �Nel 1128 l�Ordine Templare ottenne il riconoscimento di papa Onorio II e, sotto la guida spirituale del potente abate di Chiaravalle�� il futuro san Bernardo��, si diede una �Regola�, sancita dal Consiglio di Troyes. In realt� consentiva diverse interpretazioni a seconda delle lingue in cui veniva tradotta.</p><p>�La lingua in uso tra i Cavalieri dell�Ordine Templare era infatti il francese, essendo quella dei fondatori. Ma in seguito Hugues de Payns e i suoi reclutarono proseliti nella pi� ampia nobilt� europea, soprattutto tra gli ultimogeniti, che erano destinati alla vita religiosa.</p><p>�I Cavalieri veri e propri, ovvero quelli che combattevano, vestivano una tunica con una croce rossa sul petto e sulla schiena, mentre gli <emphasis>ecclesiastici </emphasis>portavano una veste verde, anch�essa con la croce rossa.�</p><p>�Ma il mistero?� incalz� il padrone di casa.</p><p>�Le leggende sui Templari sono molteplici, anche se in genere puramente fantasiose. C�� chi dice che siano entrati in possesso di antichissimi documenti rinvenuti sotto il Tempio di Gerusalemme e risalenti all�epoca di Mos�, chi sostiene che abbiano nascosto sacre reliquie chiss� dove. E cos� via.</p><p>�Il vero problema, invece, consisteva nella loro potenza e ricchezza, che stavano per diventare una minaccia per i potenti del tempo. Con il risultato che Filippo IV il Bello, le cui finanze rischiavano la bancarotta, il 13 ottobre 1307 fece arrestare tutti i Templari di Francia, confiscando i loro beni e consegnandoli all�Inquisizione. Era un venerd�, e da l� discende la superstizione che sconsiglia d�intraprendere attivit� a rischio di venerd� 13. E anche quella che, qui in America, vieta i piani e le camere numero 13.</p><p>�Sotto le torture dell�Inquisizione molti Cavalieri confessarono colpe che andavano dall�eresia alla cospirazione, dalla stregoneria alla sodomia, e chi pi� ne ha pi� ne metta. Finch� nel marzo del 1314 fu arso vivo a Parigi l�ultimo Gran Maestro, Jacques de Molay: l�Ordine dei Templari era distrutto. Ma c�� chi pensa che cos� non sia.�</p><p>�Cio�?� chiese ancora la giornalista.</p><p>�Be�, per esempio, in certi rituali d�iniziazione massonica sopravvivono simbologie templari. E un�associazione che prende il nome dagli antichi Cavalieri esiste ancora oggi, ma esercita prevalentemente fini assistenziali e filantropici. A riti templari facevano riferimento certe sette che di recente hanno fatto molto scalpore con i loro suicidi di massa. E altre sette ancora, pi� o meno potenti od oscure. Ma non esistono documenti tali da far supporre che gli eredi dei Templari siano ancora tra noi.�</p><p>�Se invece vi fossero, secondo lei che cosa farebbero?� non riusc� a trattenersi dal chiedere Maggie.</p><p>�La prima cosa che mi viene in mente � che cercherebbero una rivincita nei confronti del papa, il discendente di quel Clemente V che, cedendo alle pressioni di Filippo il Bello, autorizz� i processi, le torture e i roghi dell�Inquisizione.�</p><p>�Crede che i Templari siano davvero depositari di qualche segreto?� chiese ancora Maggie, sgranando gli occhi bruni.</p><p>�Chi pu� dirlo, signora Hassler? Posso soltanto rispondere che il mistero che avvolge la loro fine riporterebbe addirittura ad antiche profezie, agli albori della Bibbia, alle origini delle nostre tre religioni monoteiste. S�, un vero, straordinario e affascinante mistero.�</p><empty-line/><p><strong>Mosca. Dicembre 1991</strong></p><empty-line/><p>�Credo che dovresti diversificare il lavoro, Chalva�, disse un giorno Iosif, che in pochi mesi era diventato il braccio destro di Tanzic. �In che senso?�</p><p>�Esistono altre attivit� oltre alle puttane.�</p><p>�Cio�?�</p><p>�La droga, per esempio. O le armi, se vuoi mantenerti ai limiti della legalit�. Nessuno verr� mai a sindacare a chi vendi armi.�</p><p>�Gi�, ma quelle che chiami puttane non richiedono i grossi investimenti necessari per la droga o le armi. Tutto quello che guadagno lo uso per vivere bene, quindi non ho la liquidit� necessaria per comprare eroina o mitragliatori. E soprattutto non bisogna sottovalutare il fatto che i gruppi attivi a Mosca sono ormai assestati, specializzati per settori, e non ammettono la concorrenza. Se dovessimo invadere un campo altrui, scateneremmo una guerra.�</p><p>�Non dirmi che hai paura.�</p><p>�Mi conosci, Drostin. Ti sembro uno che pu� avere paura?� ribatt� Tanzic con gli occhi ridotti a una fessura. �Ma dove li trovo i soldi per buttarmi in attivit� del genere?�</p><p>�Potrei forse esserti utile io, ricambiando quello che hai fatto per me.�</p><p>E all�espressione incuriosita dell�altro, Iosif continu�: �Non ho prove certe, visto che Kaplan mi ha sorpreso proprio mentre stavo per disseppellirlo, ma sono convinto di conoscere il nascondiglio di una parte del tesoro dei Romanov. Se cos� dovesse essere, e se mi aiuterai, il cinquanta per cento di ci� che troveremo sar� tuo�.</p><p>Quindi prosegu� ripercorrendo per sommi capi le tappe che lo avevano portato alla sua scoperta. Sapeva che senza l�aiuto di Tanzic gli sarebbe stato impossibile tornare a Ekaterinburg per completare la ricerca.</p><p>Tanzic lo ascolt� con attenzione, annuendo pi� volte. Decisero che il giorno dopo sarebbero andati da soli alla miniera dei Quattro Fratelli.</p><empty-line/><p>Le gomme chiodate dell�auto facevano buona presa sul ghiaccio. Avevano scelto un�utilitaria per non dare nell�occhio, e raggiungere Ekaterinburg richiese pi� di sette ore. Parcheggiata l�auto all�inizio del sentiero, smontarono e presero le pale.</p><p>La radura dei Quattro Fratelli non era molto cambiata. Un manto bianco di neve si stendeva sulla vegetazione, quasi volesse celare i punti di riferimento. Ma Iosif li ricordava fin troppo bene.</p><p>Trovare l�anfratto dove aveva nascosto il corpo di Kaplan richiese pochi minuti. Vide subito il teschio con la menomazione allo zigomo: nessuno aveva violato la tomba del suo aguzzino.</p><p>�Il bastardo ha avuto quello che si meritava�, comment� Tanzic.</p><p>Iosif stese ancora una volta lo spago sulla neve e gli indic� l�incontro delle diagonali.</p><p>�Dobbiamo scavare in questo punto�, disse, passandogli una delle due pale.</p><p>Quando abbandonarono la ricerca era ormai sera. Tornarono all�auto. Tanzic avvi� il motore e accese il riscaldamento. Avrebbero dormito fino all�alba.</p><p>Nell�eseguire lo scavo avevano usato una tecnica �a spirale�, partendo cio� dal centro e procedendo verso l�esterno.</p><p>Nonno Igor non poteva aver avuto il tempo di scavare una buca molto profonda, per cui non erano scesi pi� gi� di novanta centimetri, sperando che gli anni non avessero fatto depositare grosse quantit� di terra sulla zona.</p><p>Alle prime luci erano gi� al lavoro, e a mezza mattina Tanzic url�: �Qui, fratello, qui! Sento qualcosa!�</p><p>Iosif si avvicin� e cominci� a rimuovere con cautela la terra che imprigionava l�oggetto. Riconobbe ci� che restava di una bisaccia militare in pelle, ancora chiusa con il suo laccio, che per� cedette subito, facendo apparire un involucro di stoffa ormai corrosa. Iosif la tocc� con mani quasi tremanti, e la stoffa si sbriciol� al solo contatto.</p><p>I due uomini rimasero qualche istante con gli occhi sbarrati, il respiro affannoso, incapaci di parlare. Dai frammenti di stoffa era emerso un tesoro in pietre preziose, da cui un gelido raggio di sole evocava fulgidi lampi di luce.</p><p>Ancora in silenzio, Tanzic allung� la destra quasi con timore, contando mentalmente. Tra la terra smossa c�erano una trentina tra diamanti e rubini di grossa caratura, pi� sei zaffiri.</p><p>�Siamo ricchi, Iosif�, url� finalmente. �Ricchi!�</p><empty-line/><p><strong>New York. Febbraio 1992</strong></p><empty-line/><p>�Ricordi la nostra famosa seduta spiritica?� chiese Maggie, seduta davanti alla scrivania di Derrick Grant.</p><p>�Come potrei dimenticarla? Mi hai fatto prendere uno spavento terribile.�</p><p>�Be�, sono diverse notti che ho un sogno ricorrente. Non si tratta di una delle mie solite <emphasis>sensazioni</emphasis>, ma di un sogno vero e proprio, in cui mi appaiono tre bambini, due femmine e un maschio. Il maschio mi si fa incontro, � molto piccolo e mi ripete la frase: �La Profezia incombe, voi potrete salvare il mondo�.�</p><p>�Accidenti. Le stesse parole che hai pronunciato durante quella seduta spiritica.�</p><p>�Cos� mi hai detto allora, ma non capisco che cosa significhino, e a quale profezia possano riferirsi.�</p><p>�La letteratura religiosa � piena di profezie�, comment� Grant in tono meditabondo.</p><p>�E chi sarebbero le persone in grado di salvare il mondo?�</p><p>�Se fossi in te non darei un gran peso alla cosa, Maggie. Hai detto tu stessa che non si tratta di una delle solite <emphasis>sensazioni</emphasis>, ma di un sogno.�</p><p>�No, Derrick. Devo saperne di pi�. Capire.�</p><p>�Non so che cosa potrei fare, ma considerami ancora una volta a tua disposizione.�</p><p>�Sapevo di poter contare su di te. Sei l�unica persona con cui possa confidarmi.�</p><p>E Maggie si alz�. Il suo corpo slanciato sembrava disegnato per indossare quel tailleur chiaro. I denti candidi sfavillavano nel bruno del viso. Derrick la accompagn� alla porta. Lei lo baci� con affetto sulla guancia e usc�.</p><empty-line/><p>L�ultimo colpo di Patrick Silver era stato un autentico capolavoro: una truffa ai danni di una compagnia assicurativa. Infiltrandosi nella corrispondenza telematica tra la sede centrale e una grossa agenzia, era riuscito a farsi rimborsare un danno per invalidit� permanente a seguito di un incidente d�auto mai accaduto.</p><p>Quel giorno il sole del Messico era troppo caldo anche per il suo corpo abbronzato, per cui decise di lasciare la spiaggia per mezz�ora di relax nella sua stanza all�Hotel Playa del Sol, a Cancun. Fatta una doccia rinfrescante, sintonizz� il televisore su un canale satellitare degli Stati Uniti. Sbalordito, vide una faccia nota. Molto nota. Quella di Maggie Erriot.</p><p>Segu� con estremo interesse tutta la puntata, che aveva per tema le <emphasis>regressioni</emphasis>, ovvero i ricordi di vite o esperienze precedenti, emersi da alcuni soggetti in stato d�ipnosi.</p><empty-line/><p><strong>Mosca. Febbraio 1992</strong></p><empty-line/><p>Iosif e Tanzic dovevano affrontare una nuova difficolt�. La pi� grossa: come tradurre in valuta pregiata quella fortuna in pietre preziose?</p><p>Ne stavano discutendo per l�ennesima volta, quando Chalva parve avere un�illuminazione: �Le portiamo all�estero�, esclam�, dandosi una pacca sulla fronte.</p><p>�S�, ci stavo pensando anch�io. Ma dobbiamo trovare qualcuno che possa portarle fuori clandestinamente.�</p><p>�Appunto. Conosco l�armatore di una flotta di rompighiaccio del mare di Barents, che fanno la spola tra Arhangelsk e Bergen, in Norvegia. � un nostro buon cliente: proprio in questo momento sta godendo la compagnia di due nostre ragazze, qui in citt�. Tu e le pietre potreste imbarcarvi su una delle sue navi e raggiungere la Norvegia. Da l� andrai ad Amsterdam, dove opera un amico di un amico, un grosso commerciante di pietre preziose.�</p><p>�E come faccio a tornare sul rompighiaccio? Immagino che soster� al massimo un paio giorni in Norvegia. Pensi che riuscir� a fare tutto in cos� poco tempo?�</p><p>�La nave ripartir� senza di te, e ti imbarcherai al viaggio successivo. Se la nostra polizia di frontiera dovesse fare domande, il comandante spiegher� che sei in ospedale con una forte forma influenzale.�</p><p>�E tu credi che la nostra polizia accetter� una spiegazione cos� banale?�</p><p>�Ci penser� un�adeguata mazzetta di dollari.�</p><p>�Non temi che io possa sparire con tutto il malloppo?�</p><p>�Ti conosco troppo bene, Drostin. Non credo che mi faresti un torto del genere.� E Chalva tese all�amico una mano che sembrava un maglio.</p><p>La mattina seguente Tanzic parl� con l�armatore, che a sua volta contatt� subito il comandante del rompighiaccio <emphasis>Dvinskaja Guba</emphasis>, ordinandogli d�imbarcare Iosif e placando ogni sua riserva con la promessa di cinquemila dollari.</p><empty-line/><p><strong>New York. Febbraio 1992</strong></p><empty-line/><p>Derrick era rientrato da poco e stava ripensando all�incontro con Maggie. Improvvisamente si batt� la mano sulla fronte. Come aveva fatto a non pensarci prima?</p><p>Tre bambini� Maggie che aveva parlato portoghese� Poteva trattarsi solamente della Profezia di Fatima. Prese alcuni volumi dalla libreria a parete e, dopo averli consultati rapidamente, si attacc� al telefono. Erano le otto e mezzo di sera. Rispose Timothy, che dopo un breve scambio di convenevoli gli pass� Maggie.</p><p>�� la Profezia di Fatima�, disse Derrick d�un fiato.</p><p>�Fatima?�</p><p>�S�, in Portogallo.�</p><p>�Le apparizioni della Vergine durante la Grande Guerra?��</p><p>�Proprio, dal 13 maggio al 13 ottobre 1917.�</p><p>�Grazie, Derrick. Mi documenter�.�</p><p>Quando Maggie decise di abbandonare i volumi che stava consultando, era ormai notte fonda. Come aveva fatto a non pensarci prima?</p><p>Il mattino dopo si svegli� presto e chiam� Grant in ufficio. Concordarono di pranzare insieme in un ristorante della City.</p><p>�Mi spiace rubarti tempo�, esord� Maggie, �ma sei davvero l�unica persona con cui possa parlare di queste cose. Se appena accenno alle mie <emphasis>sensazioni</emphasis>, Timothy si rifiuta di ascoltarmi.�</p><p>�Il piacere d�invitare a colazione una bella donna non pu� mai essere considerato una perdita di tempo. Inoltre devo confessarti che questa tua vicenda comincia a coinvolgermi molto. Dimmi, dimmi, sono curioso.�</p><p>�Vediamo prima le notizie storiche�, attacc� Maggie, �dopo di che ti spiegher� alcune delle mie conclusioni. Il 13 maggio 1917, nelle campagne di Fatima, tre pastorelli sono testimoni di un fenomeno inspiegabile: pare che sia loro apparsa la Santa Vergine, che nel corso delle successive apparizioni rivela alcune sconvolgenti profezie.</p><p>�Le prime due le conosciamo. La terza, invece, non fu mai rivelata: una delle due bambine, Lucia, la mise per iscritto e la chiuse in una busta sigillata, che consegn� al vescovo di Leiria, dicendo che non doveva essere aperta prima del 1960. La busta sigillata giunse in Vaticano, dove nel 1960 fu aperta da papa Giovanni XXIII, che per� si rifiut� di renderla di dominio pubblico. Da allora sono state fatte le pi� svariate congetture: chi parla di una catastrofe nucleare, chi di un conflitto scatenato dalla Russia.</p><p>�Pare che, proprio a proposito di questo Terzo Segreto, Giovanni Paolo II, nel corso di una visita in Germania nel 1980, abbia detto ad alcuni prelati: �Se foste a conoscenza che una terribile catastrofe si abbatter� sull�umanit� e che milioni di persone potrebbero venire sepolte sotto onde gigantesche, lo rivelereste mai al mondo?� Insomma, intorno alla Terza Profezia di Fatima si � creato un vero alone di mistero, alimentato dal rifiuto del Vaticano di renderla pubblica. Pare ne siano a conoscenza soltanto il pontefice, alcuni alti prelati e i capi di Stato delle nazioni pi� importanti.�</p><p>�E le tue conclusioni?�</p><p>�Ci arrivo. Cominciamo con le date: il 13 maggio � una data che ricorre nella vita dell�attuale papa. Prima l�attentato in piazza San Pietro nel 1981, poi un secondo attentatore solitario, che lo stesso giorno dell�anno seguente voleva colpirlo con una baionetta, mentre il papa era in pellegrinaggio proprio a Fatima per rendere grazie alla Vergine di avergli salvato la vita.�</p><p>�E allora?� chiese Grant.</p><p>�Ascolta. Il giorno dell�attentato del 1981 ho avuto una delle mie <emphasis>sensazioni</emphasis>, nel cui corso ho <emphasis>visto </emphasis>con qualche ora di anticipo ci� che sarebbe avvenuto di l� a poco a Roma. Ne ho parlato subito con Timothy, ma mi ha replicato che non c�era il tempo di avvertire il Vaticano. E d�altra parte non ci credevamo neanche noi. Ma il fatto � successo, e precisamente come l�avevo <emphasis>visto. </emphasis>Da allora ho studiato con attenzione quella vicenda. Sai bene che permangono ancora oggi molte perplessit� sui mandanti di quell�attentato, cos� come rimane piuttosto misterioso l�esecutore turco. Ma seri dubbi permangono anche su Juan Fern�ndez Krohn, il sacerdote che esattamente un anno dopo tent� di uccidere Giovanni Paolo II con una baionetta. Aveva in tasca un delirante messaggio in cui affermava di aver giustiziato il papa in quanto �usurpatore della Cattedra di San Pietro�. Si parl� di un fanatico integralista cattolico, ma a mio parere era tutt�altro. Anzitutto era una persona di profonda cultura: laureato in diritto e scienze economiche in Svizzera, ordinato sacerdote nel 1978 da monsignor Lefebvre. Per divergenze teologiche rifiut� di riconoscere l�autorit� papale, aderendo alle comunit� integraliste sedevacantiste di Rouen, che, come dice il loro nome, considerano vacante la Santa Sede romana. Insomma, anche questo attentatore che parte da Parigi per recarsi a Fatima e uccidere �il papa che serve gli interessi del regime comunista�, come dichiar� lui stesso, � una figura piuttosto singolare.�</p><p>�Spero che non ti voglia impegolare nei fumettoni romanzati che vengono sempre fuori dopo fatti cos� gravi.�</p><p>�Non sono fumettoni. Io sto ai fatti, e c�� molto altro da dire sulle banche internazionali e vaticane coinvolte nella vicenda, sul ruolo dei servizi segreti delle grandi potenze e su certi <emphasis>brasseurs d�affaires </emphasis>legati a quelli italiani, che molto sapevano o perlomeno dicevano di sapere sul primo dei due attentati. Ci sono poi le diverse sette religiose che si rifanno ai riti dei Templari, guarda caso arrestati in massa proprio il 13 ottobre 1307, data del fenomeno del sole danzante. Tutti questi sono <emphasis>fatti. </emphasis>Vuoi che ti dica come la penso? Sono convinta che i due attentati siano legati tra loro e strettamente connessi con la Terza Profezia di Fatima. Ricordi che cosa dissi quando caddi in trance quella volta?�</p><p>�Certo. �La Profezia incombe, voi potrete salvare il mondo.��</p><p>�Noi siamo collegati a quegli avvenimenti, o meglio, vi sono collegata io. Stammi vicino, Derrick. Ho paura che stiamo per vivere avvenimenti terribili.�</p><empty-line/><p><strong>Arhangelsk. Mar Bianco. Russia settentrionale.</strong></p><p><strong>Febbraio 1992</strong></p><empty-line/><p>La nave rompighiaccio <emphasis>Dvinskaja Guba </emphasis>era ormeggiata al molo principale. Con le sue sovrastrutture alte nella parte prodiera, era del tutto simile a un rimorchiatore oceanico, e con la sua capacit� di mantenere una velocit� di crociera sui sei nodi non si sarebbe arrestata neanche in un oceano coperto da dieci centimetri di ghiaccio. Iosif Drostin la guard� a lungo dalla banchina. Vestiva una giacca foderata da marinaio, fatta per resistere alle rigide temperature che avrebbe incontrato.</p><p>Il comandante Govaleck lo accolse come un normale membro dell�equipaggio, e lui si mise subito all�opera come il pi� diligente dei marinai. Aveva sistemato le pietre nel doppiofondo di una cintura che non si toglieva mai, nemmeno quando andava a letto.</p><p>Il rompighiaccio prese il largo poche ore pi� tardi in un mare che sembrava un deserto bianco. Ma la prora si apriva la strada senza fatica, sollevando due baffi di acqua mista a grossi frammenti di ghiaccio. Lo seguiva un convoglio di otto navi.</p><p>Nel corso della quarta giornata di navigazione il comandante Govaleck mand� a chiamare Drostin.</p><p>�Lei sbarcher� nel porto di Bergen, dove la imbarcher� di nuovo quindici giorni pi� tardi. L�armatore mi ha detto che deve andare ad Amsterdam, e ha gi� provveduto per i biglietti aerei: le verranno consegnati non appena arriveremo in porto. Buona fortuna, signor Bykov�, concluse il comandante, chiamandolo con il cognome che figurava sui suoi nuovi documenti d�identit�.</p><p>Giunsero a Bergen tre giorni pi� tardi, accolti da una tormenta di neve, e, non appena ormeggiarono in banchina, il comandante lo chiam� in plancia, porgendogli un appunto. �Scenda a terra subito, Bykov, e vada a questo indirizzo. Vi trover� i biglietti per Amsterdam.�</p><p>Giunto in quella citt�, Iosif prese alloggio all�Hotel Owl, in Roemer Visscherstrass, e non appena fu in camera telefon� al numero scritto sul biglietto consegnatogli dal comandante.</p><p>�Ditta Karnapolsky�, rispose la voce gentile di un�impiegata.</p><p>�Sono Bykov, il signor Karnapolsky sta aspettando una mia chiamata�, spieg� Iosif nel poco inglese imparato da Nadja, e dopo pochi istanti di attesa una voce anziana gli disse in perfetto russo: �Benvenuto, signor Bykov�.</p><p>�Parla la mia lingua, signor Karnapolsky?�</p><p>�Sono russo, come si pu� facilmente capire dal mio cognome. Amici comuni mi hanno riferito che lei ha cose interessanti da propormi.�</p><p>�Credo sia opportuno incontrarci, in modo che lei possa valutarle.�</p><p>�Le andrebbe bene domattina verso le nove?�</p><p>�A domani mattina.�</p><p>Il giorno dopo il commerciante di pietre lo accolse con grande cordialit�. Era un uomo di oltre settant�anni, camminava curvo e gesticolava animatamente. Sembrava contento di poter finalmente parlare un po� nella sua lingua madre.</p><p>Iosif estrasse dalla cintura tre sole pietre�� un diamante, un rubino e uno degli zaffiri blu�� e le appoggi� sul tavolo.</p><p>Kamapolsky non parve affatto impressionato e inforc� la lente monoculare, esaminandole con estrema attenzione.</p><p>�Sono tre belle pietre, signor Bykov. Dobbiamo verificarne la caratura, le impurit� al microscopio elettronico e la eventuale fluorescenza con la macchina a raggi ultravioletti, ma mi sembra che siano veramente buone.�</p><p>�Ne ho altre trenta simili, signor Karnapolsky, e intendo vendere tutto in un solo lotto.�</p><p>�Naturalmente non devo chiederle la provenienza della merce.�</p><p>�Se teme che sia roba rubata, si sbaglia. Diciamo che ho scoperto un tesoro. E non � un modo di dire.�</p><p>L�esame e la valutazione delle gemme richiesero tre giorni, durante i quali Iosif non le abbandon� mai in mani sconosciute.</p><p>�Sono pietre d�incredibile purezza�, conferm� Karnapolsky, �fatta eccezione per due diamanti che presentano un�alta fluorescenza. Una bella partita di merce. Quanto alla valutazione�, continu� dopo una breve pausa, �il loro valore commerciale si aggira attorno ai sedici, forse diciassette milioni di dollari. Ripeto: valore <emphasis>commerciale</emphasis>, ovvero quanto si potrebbe ricavare mettendo in vendita una o due pietre per volta, ammesso di avere una clientela in grado di potersele permettere. Quindi l�acquisto di questa partita costituisce un impegno economico pesante.�</p><p>E Karnapolsky si cal� gli occhiali sulla punta del naso, fissando il suo interlocutore con due occhi penetranti, prima di riprendere. �Le offro dieci milioni di dollari. E tenga presente che per raccogliere una somma simile mi occorre almeno una settimana.�</p><p>�Tra sette giorni le consegner� le pietre�, rispose Iosif, �in cambio di dieci milioni di dollari in contanti.�</p><p>�Non preferisce che li faccia versare su un conto corrente in una banca svizzera?�</p><p>�Dimentica che vivo e opero in Russia, signor Karnapolsky. Preferisco i contanti.�</p><p>�Un�ultima domanda, signor Bykov, ma se vuole pu� non rispondere. I tagli di quelle pietre, seppure perfetti, non sono opera di strumenti odierni. E sapendo che provengono dal nostro Paese, mi chiedo� Insomma, gli unici che potevano permettersi gioielli del genere erano i Romanov. Mi sbaglio?�</p><p>�Le risponder� con la stessa franchezza. Ci sono buone possibilit� che le cose stiano cos�.�</p><empty-line/><p><strong>New York. Marzo 1992</strong></p><empty-line/><p>Timothy Hassler era partito per uno dei sempre pi� frequenti viaggi in Italia e Medio Oriente. La sua carriera nell�antiterrorismo stava procedendo a passi da gigante. Ma a Maggie non dispiaceva affatto essere sola: aveva moltissime cose da fare e bisogno di tranquillit�.</p><p>Erano diverse sere che provava a concentrarsi, ma senza riuscire ad andare in trance. Nel corso di questi suoi esercizi aveva preso la buona abitudine di tenere acceso un registratore. Una sera, infatti, era caduta in uno stato di trance profonda e al risveglio non ricordava pi� niente. Lo stato di spossatezza in cui la lasciavano questi esperimenti non le consentiva di farne a vuoto.</p><p>Questa volta per�, finalmente, la trance era venuta, e al risveglio riavvolse il nastro registrato. Sent� scandire dalla voce di un bambino: �Sono Francisco, voi siete i Prescelti. Guarda indietro nel tempo e scoprirai il motivo. Il regno di Satana vuole impossessarsi del Seggio degli Apostoli. Per farlo non si fermer� davanti a niente, nemmeno ad avvenimenti che potrebbero distruggere il mondo. Dovete fermare il Maligno. Guarda indietro nel tempo�.</p><p>Il nastro era appena terminato, quando squill� il telefono.</p><p>�Non so se si ricorda di me�, le disse una voce che non riusc� a inquadrare. �Ci siamo conosciuti a casa di Mark Dooley. Sono Gerardo di Valnure.�</p><p>�Ah, s�, certo che mi ricordo di lei, signor conte�, rispose Maggie. �� un piacere saperla di nuovo a New York.�</p><p>�In realt� sono venuto proprio per lei. Ovvero, meglio, per l�aiuto che posso forse ricevere da una straordinaria sensitiva come lei. Non riesco a decifrare un�iscrizione che ho scoperto nel corso di certi lavori su una pietra d�angolo nel mio castello di Piacenza, e chiss� che� Possiamo vederci, signora Hassler?�</p><p>�Con piacere. Vuole venire a colazione da me domani? Non sono una gran cuoca, ma le dedicher� volentieri tutto il tempo che riterr� necessario.�</p><p>Il signorile italiano arriv� con un mazzo di rose rosse. Non era cambiato molto da quando Maggie lo aveva conosciuto, aveva soltanto i capelli e la barba pi� in ordine. Vestiva un paio di pantaloni di velluto e un maglione di cachemire a girocollo. Un elegante foulard di seta spuntava dal colletto aperto della camicia.</p><p>A tavola parlarono del pi� e del meno, ma non appena passarono in salotto, Gerardo di Valnure venne al dunque. �Come le ho detto, nel corso di certi lavori di restauro nel mio castello gli operai hanno involontariamente fatto crollare un muro molto antico. E nel ripulire le pietre per ricostruirlo esattamente com�era, � venuta alla luce questa.�</p><p>Cos� detto apr� una busta, posando sul tavolino diverse fotografie ingrandite. Al centro di un riquadro si vedeva la croce templare, sottesa dalla figura stilizzata di un pesce e da un motto latino.</p><p>�Non si sforzi di leggerlo, signora Hassler. C�� scritto: <emphasis>Non nobis, Domine, non nobis, sed Nomini Tuo da gloriam. Nos perituri mortem salutamus.</emphasis>�</p><p>�Che cosa significa?�</p><p>��Non a noi, Signore, non a noi, ma al Tuo nome d� gloria. Noi destinati a morire salutiamo la morte.� La prima frase viene dai Salmi ed �, tra l�altro, diventata l�antico motto dei Templari, ma la seconda non l�ho mai sentita. Il primo dei simboli rappresenta una croce templare, del tutto simile a quelle scolpite nella roccia viva che adornano la galleria che porta alla Cappella della Vera Croce, sotto il Santo Sepolcro di Gerusalemme. Il secondo simbolo rappresenta invece un pesce stilizzato, un ideogramma che molti fanno risalire ai primi cristiani. Il termine arabo <emphasis>nasrani</emphasis>, che assomiglia molto a �nazareni�, ovvero �di Nazareth�, significa infatti �piccoli pesci�. Ma la singolarit� di questa figura non risiede tanto nei significati quanto nella forma. Come vede, � costituita da due archi che combaciano a formare la testa del pesce e s�intersecano nel formare la coda. Guardi bene l�.�</p><p>�Sembra� sembra che i due archi compongano un nodo.�</p><p>�Bravissima. Ed � proprio il nodo a rappresentare la singolarit� di questa figura. Un antico nodo marinaio detto, in italiano, <emphasis>gassa d�amante</emphasis>, il nodo pi� usato nella marineria: solido, indissolubile, resistente alla pi� forte delle trazioni ma allo stesso tempo facile da sciogliere per mani esperte, anche sotto sforzo.�</p><p>�Interessante, signor conte. Ma come posso aiutarla io, che di navigazione non so niente?�</p><p>�La pregherei di concentrarsi su queste fotografie e di aiutarmi a scoprire il mistero che sono convinto si celi dietro quella iscrizione. Ah, dimenticavo, tre dei Vangeli danno grande importanza alla �pietra d�angolo�: quelli di Matteo, Luca e Marco. In quest�ultimo si legge: �La pietra che i costruttori hanno scartata � diventata testata d�angolo: dal Signore � stato fatto questo ed � mirabile agli occhi nostri�.�</p><p>Gerardo di Valnure cit� il versetto in italiano, poi guard� Maggie in tono di scusa, traducendolo alla meglio in inglese.</p><p>�Allora, mi aiuter�, Maggie?�</p><p>Lei era gi� convinta che pochi avvenimenti fossero affidati al caso, ma adesso ne aveva una conferma definitiva. Ancora una volta la sua strada s�incrociava con quella dei Cavalieri del Tempio. Per niente al mondo avrebbe rinunciato a cercare la luce anche per questo mistero.</p><empty-line/><p><strong>Bergen. Norvegia. Marzo 1992</strong></p><empty-line/><p>Dopo quindici giorni esatti il rompighiaccio era ancorato in rada al centro della baia. Appena salito a bordo, Iosif and� dal comandante Govaleck, che lo accolse con il consueto distacco.</p><p>�Si metta al lavoro, Bykov. Mi auguro che si sia <emphasis>ristabilito </emphasis>completamente. Domattina salpiamo molto presto. Si metta a rapporto con il nostromo per i suoi turni di guardia.�</p><p>Iosif scese nella sua cabina e chiuse nell�armadietto la borsa, quindi and� dal nostromo, da cui ricevette gli ordini che lo riguardavano.</p><p>Come compagno di turno gli fu dato Sojesk, e cap� che il viaggio sarebbe stato tutt�altro che facile.</p><p>Era inquieto e scendeva spesso in cabina a controllare la borsa. Mentre ne usciva, al terzo giorno di navigazione, Sojesk gli si par� davanti.</p><p>�Soffri il mare, Bykov, o hai problemi d�intestino? Perch� diavolo continui a scendere sotto coperta?�</p><p>�Quello che faccio non ti riguarda�, rispose impulsivamente Iosif, piantandogli il pugno chiuso sotto il naso.</p><p>�Ehil�, Bykov, che cosa ti prende? Ah, ah, mi sa che in quella cabina nascondi qualcosa. Eh? Anche il tuo sbarco a Bergen non � chiaro. E poi non sei un marinaio. Che cosa fai su questa nave?�</p><p>�Ti ho detto di farti gli affari tuoi, Sojesk�, esclam� Iosif, tirandosi dietro la porta e chiudendola a chiave.</p><p>Qualche notte pi� tardi, mentre montava di guardia in plancia, il suo sostituto lo raggiunse con una quindicina di minuti di anticipo. �Non riuscivo a dormire. Mi restituirai il favore�, disse.</p><p>Lui lo ringrazi� e scese verso la sua cabina, accorgendosi subito che la porta era socchiusa. Entr� senza fare rumore. Sojesk era accovacciato, dandogli le spalle, con le mani affondate nel suo borsone da viaggio.</p><p>Iosif lo colp� con tutta la forza che aveva, prima che il marinaio potesse girarsi. Sojesk stringeva tra le mani tre mazzette di banconote. Il pugno lo centr� alla base della nuca, facendolo stramazzare sul pavimento.</p><p>Iosif gli tolse le banconote di mano, mettendole di nuovo nel doppiofondo, quindi si occup� di lui. Cap� subito che era morto.</p><p>La scomparsa di Sojesk fu notata soltanto il mattino dopo. Fatta effettuare una minuziosa ispezione a bordo, il comandante concluse che doveva essere caduto in mare durante il turno notturno di guardia.</p><empty-line/><p><strong>Roma. Una villa sull�Appia Antica. Marzo 1992</strong></p><empty-line/><p>La morte di Danilo Greci, magnate dell�industria molto legato agli ambienti vaticani, aveva suscitato il cordoglio di prammatica ma scarso stupore, visto che il defunto aveva settantotto anni.</p><p>Attorno alla tavola ovale, per�, adesso c�erano soltanto dodici dei tredici componenti il Gran Consiglio. Mancava il Gran Maestro.</p><p>Salmodiata all�unisono la formula rituale, fu il Cavaliere Anziano a prendere la parola. �Purtroppo il Gran Maestro non � riuscito a portare a termine la sua opera, e la sua morte prematura ci lascia senza guida. Come prevede la nostra Regola, si proceder� a una nuova elezione a voto segreto tra i membri del Consiglio.�</p><p>E al termine dello spoglio fu ancora lui ad annunciare con grande solennit� il nome del nuovo Gran Maestro.</p><p>Questi si and� a porre a capotavola e annunci�: �Spetta a me l�onore di ridare dignit� alla Cattedra di San Pietro. Io, ultimo tra gli eletti, accolgo questo incarico con grande onore e mi inchino dinanzi alla fiducia che i fratelli ripongono in me. La luce di Dio � con noi�.</p><p>Ciascuno dei presenti estrasse il suo cordoncino e lo leg� alla fune rossa disposta sul tavolo. Il nodo era lo stesso delle volte precedenti: una gassa d�amante.</p><empty-line/><p><strong>Mosca. Marzo 1992</strong></p><empty-line/><p>Senza profferire parola, Iosif sorrise e rovesci� il contenuto del doppiofondo sul tavolo ancora imbandito.</p><p>Gli occhi di Tanzic parvero infiammarsi: �Ma� quanti sono, fratello?�</p><p>�Dieci milioni di dollari.�</p><p>�Dieci milioni di dollari?� gracchi� l�altro, alzandosi di scatto come morso da una tarantola. �Sfido chiunque a trovare un russo pi� ricco di noi in questo momento.�</p><p>�Non so come userai la tua parte, Chalva�, continu� Iosif, �ma la mia intendo farla fruttare.�</p><p>�Parla, fratello, e ti seguir� ovunque.�</p><p>�Armi, Chalva, armi. Basta con puttanelle e affari meschini. Voglio entrare nel giro grosso.�</p><p>�Mmm� Ti ho gi� detto che pu� essere pericoloso, ma se pensi che sia la cosa giusta��</p><p>�Soci?� tagli� corto Iosif.</p><p>�Soci.�</p><empty-line/><p><strong>New York. Giugno 1992</strong></p><empty-line/><p>Maggie si era documentata a fondo sui riti e sulle imprese dei Cavalieri del Tempio. E aveva provato diverse volte a concentrarsi per cedere alla <emphasis>sensazione </emphasis>in modo da poterla controllare, ma con risultati confusi.</p><p>Le immagini che <emphasis>vedeva </emphasis>non sembravano appartenere al passato, ma piuttosto, in modo arcano, al presente. Una di esse, per�, si ripeteva stranamente: una fune rossa disposta in modo da raffigurare un pesce stilizzato. <emphasis>Vedeva </emphasis>chiaramente il nodo che assicurava le due estremit� della corda, ma niente di pi�.</p><p>Timothy era sempre pi� infastidito e una sera, a tavola, le chiese seccamente: �Non ti sembra di esagerare?�</p><p>�In che senso?�</p><p>�Nel senso che, tra gli impegni televisivi e queste tue strampalate ricerche, mi trovo praticamente senza moglie.�</p><p>�Cerco di fare tutto durante le tue assenze, Timothy, proprio per non turbare il nostro equilibrio domestico. Anche se non posso negare che mi sembra sempre pi� incerto.�</p><p>�Incerto? E non dipende da te?�</p><p>�No.�</p><p>�Vuoi dire che � colpa mia?�</p><p>�Voglio dire che se facessimo entrambi un esame di coscienza e ne parlassimo un po�� Invece tu arrivi e ti nascondi dietro il giornale.�</p><p>�Adesso basta!� sbott� suo marito. �Lavoro dieci ore al giorno e non torno a casa per sentirmi dire queste cose. Ti ricordo che � il mio lavoro��</p><p>�Che cosa vuoi dire? Che sarebbe il tuo lavoro a concederci questo tenore di vita? Se permetti, d� il suo contributo anche quella che tu continui a chiamare la mia <emphasis>occupazione saltuaria.</emphasis>�</p><p>�S�, certo, finch� il mondo dell�occulto andr� di moda. Ma poi?�</p><p>�Poi torner� a lucidare argenti, a sbattere tappeti e a farmi bella ogni sera per il maritino che torna a casa esausto a chiedere la sua cena.�</p><p>Timothy si alz� di scatto, tir� un pugno al centro della tavola facendo cadere alcuni piatti e bicchieri, che andarono in frantumi sul pavimento, e si chiuse in camera da letto al piano di sopra.</p><p>Maggie rimase impassibile. Raccolse i cocci da terra e si prepar� un letto sul divano del salotto. L�indomani mattina avrebbe chiamato Gerardo di Valnure, in Italia, per riferirgli l�insuccesso delle sue attivit� paranormali.</p><empty-line/><p>Quando scese per la prima colazione, Timothy aveva un�espressione cupa.</p><p>�Ti ho preparato uova e pancetta�, disse lei, cercando di sfoderare un sorriso rappacificatore.</p><p>�Grazie�, rispose semplicemente lui, senza guardarla.</p><p>�Non voglio vivere in questo clima, Timothy. Ti prego, cerchiamo di dimenticare quello che � successo ieri sera.� Quindi, visto che il marito non rispondeva, continu�: �Non credi che alla nostra famiglia manchi qualcosa?�</p><p>�Certo: una moglie che faccia la moglie e non rincorra i fantasmi.�</p><p>�Non rincorro i fantasmi, cerco soltanto di tenere sotto controllo queste sensazioni inspiegabili, che per� in molti casi sono state utili. Anche a te, non dimenticartelo. Comunque mi riferivo a un figlio. Non pensi che un figlio darebbe nuova vita al nostro rapporto?�</p><p>�Un figlio?� chiese Timothy, sbalordito. �Abbiamo tempo per pensarci.�</p><p>�E quando? Quando l�impegnatissimo Timothy Hassler trover� il tempo di valutare questa <emphasis>opportunit�</emphasis>? Ho trentasei anni, ricordi? Non posso aspettare ancora molto.�</p><p>Maggie sapeva che la discussione si stava mettendo sui binari della sera prima, ma non era riuscita a trattenersi. S�, il loro rapporto era drasticamente cambiato. Piant� in asso il marito e si tapp� in cucina, sbattendo la porta.</p><p>Quel pomeriggio chiam� Gerardo di Valnure in Italia, sperando che non fosse in giro per il mondo.</p><empty-line/><p>La costruzione del castello di Valnure risaliva alla prima met� dell�XI secolo, ma in seguito si erano succeduti diversi interventi di modifica. Gerardo occupava il piano superiore di quelle che un tempo erano le scuderie.</p><p>Rispose personalmente al telefono.</p><p>�Sono Maggie Hassler, conte di Valnure.�</p><p>�Maggie, che piacere.�</p><p>�Purtroppo non ho buone notizie. Temo che non riuscir� a esserle d�aiuto. Ho provato diverse volte a concentrarmi, ma con scarsi risultati.�</p><p>�� un vero peccato, Maggie, lei costituiva la mia ultima speranza di riuscire a venire a capo di questo mistero. Sto effettuando altre ricerche, ma non cavo un ragno dal buco. Quindi siamo pari.�</p><p>�In realt�� io <emphasis>vedo </emphasis>qualcosa. E sento uno strano legame con quelle vicende antiche, come se le avesse vissute un mio avo o� o un mio altro io, in un altro tempo. Ma le immagini che mi appaiono sembrano attuali, riferite ai nostri giorni.�</p><p>�Ha provato con la regressione? Sa che cos��?�</p><p>�Certo, le ho dedicato due puntate della mia trasmissione. Gli esperti intervenuti hanno spiegato che, sotto trattamento ipnotico, spesso il soggetto rivive situazioni avvenute anni e addirittura secoli prima. Buona idea, Gerardo. Contatter� uno degli esperti, che vive nel New Jersey, e prover� con questo metodo.�</p><p>�Non vorrei esserle di peso, Maggie.�</p><p>�No, lo faccio volentieri. Come le ho detto, ho la singolare impressione che queste vicende siano in qualche modo legate ad altre che mi riguardano di persona.�</p><p>Maggie per� non parl� delle apparizioni del pastorello di Fatima. Non ci pens� nemmeno. Non riteneva che avessero attinenza con la storia dei Templari.</p><empty-line/><p><strong>Mosca. Settembre 1992</strong></p><empty-line/><p>In quei pochi mesi Iosif Drostin e Chalva Tanzic avevano compiuto un forte salto di qualit� nelle gerarchie della malavita organizzata russa. L�enorme disponibilit� di contante in dollari aveva loro consentito di comperare a ottimo prezzo grosse quantit� di armi messe sul mercato nero in seguito allo sfacelo dell�Armata Rossa. Avevano poi trovato con facilit� i canali clandestini per rivenderle con nuovi, colossali profitti.</p><p>�Sei un genio, Iosif�, disse Chalva. �E ho fatto bene a darti retta. Vendere armi � molto pi� facile che gestire ragazze isteriche, e i guadagni non sono neppure paragonabili. Ce l�abbiamo fatta. Boris Sem�nov vuole parlare con noi.�</p><p>�Boris Sem�nov?�</p><p>�Esattamente. Il capo della pi� grossa organizzazione russa per il traffico di armi. Ci ha invitato a cena.�</p><p>�Dove?�</p><p>�Nel miglior ristorante di Mosca. Al Fyodor, in Lubyanski Proezd. Fra tre giorni.�</p><p>�Uhm. Questa storia mi piace poco.�</p><p>�Sta� tranquillo, ho preso le mie precauzioni. Otto uomini ci accompagneranno all�entrata del ristorante e resteranno l� ad aspettarci. L�accordo con Sem�nov � che nessuno di noi sia armato. Secondo me ha capito chi siamo e vuole scendere a patti.�</p><p>Quella sera stessa Iosif invit� una delle ragazze a cena nel ristorante dove si sarebbe tenuto l�incontro con Sem�nov, una ragazza nuova, bellissima e vistosa. Fece di tutto perch� i clienti del ristorante guardassero soltanto quella splendida figlia del Don e non lui, e ci riusc�. Fingendo di andare in bagno, nascose una pistola in un vaso antico che aveva l�aria di non essere mai stato pulito.</p><empty-line/><p>Un�auto con tre uomini precedeva quella in cui viaggiavano Tanzic e Drostin, un�altra li seguiva a breve distanza. Arrivati davanti al ristorante, gli uomini li circondarono facendo loro scudo.</p><p>Poco dopo arriv� una Mercedes blindata, da cui smont� Sem�nov. Sembrava molto meno preoccupato di loro: viaggiava con due sole guardie del corpo.</p><p>Furono fatti accomodare in un salottino privato, e prima di entrarvi Iosif controll� la posizione del vaso dove aveva nascosto la pistola. L�aveva scelta molto bene.</p><p>Sem�nov sorrise: �Prima di sederci a tavola e parlare di affari, voglio vedere se avete prestato fede ai patti. Posso perquisirvi? Potete fare altrettanto con me.</p><p>�Ho assistito alla vostra irrefrenabile ascesa�, continu� non appena si furono seduti. �E devo ammettere che il vostro modo di operare mi piace molto, mi ricorda i miei inizi. Penso che ci sia spazio per tutti, ma credo anche che sia il caso di trovare un modo per dividerci il mercato senza pestarci i piedi a vicenda. No, Chalva?�</p><p>Tanzic sembrava affascinato. �Parole sacrosante, Sem�nov. Trovare un accordo con te interessa anche a noi.�</p><p>Nel corso della cena, aiutati dal vino francese e dalle grosse ciotole d�argento colme di caviale, i tre uomini raggiunsero l�accordo auspicato, dividendosi il territorio, i tipi di armi e i fornitori. Festeggiarono con una nuova bottiglia di vino, ordinata personalmente da Sem�nov.</p><p>�Questo Saran Nature�, disse, �scende come l�acqua, ma come l�acqua stimola certi bisogni. Vi prego di scusarmi un solo istante.�</p><p>Mentre si alzava, Iosif lo scrut� con gli occhi socchiusi: era un omino di scarsa statura, ma aveva lo sguardo di un cobra. No, di lui non ci si poteva fidare.</p><p>Pochi istanti dopo che Boris Sem�nov si era allontanato, nel salottino entrarono i due camerieri con piatti coperti da coprivivande d�argento.</p><p>Iosif avvert� immediatamente il pericolo. Si gett� sul pi� vicino, travolgendolo, e si butt� fuori dal salottino proprio mentre il secondo cameriere scoperchiava il piatto. Fece appena in tempo a urlare: �Buttati gi�, Chalva, gi�!� che la pistola con silenziatore del falso cameriere, estratta dal coprivivande, fece fuoco centrando Tanzic.</p><p>Tenendosi piegato in due, Iosif si precipit� verso il vaso dove aveva nascosto la pistola, letteralmente pregando che non l�avesse trovata qualche inserviente. Intanto i due assalitori si erano precipitati alla porta del salottino e brandivano l�arma spalla contro spalla, scrutando in ogni direzione.</p><p>�Eccolo!� grid� uno di essi, indicando Iosif che cercava riparo dietro un mobile della sala centrale.</p><p>Drostin sent� i colpi secchi e vide le schegge di legno saltare a poca distanza dal suo volto. Il vaso con la pistola nascosta era a poca distanza. Coperto dal mobile, allung� il braccio e, toccando l�acciaio, si sent� letteralmente sciogliere dal sollievo. Impugn� la pistola.</p><p>Nella sala regnava il caos. Gli altri clienti stavano cercando riparo ovunque, rovesciando tavoli e sedie, le donne strillavano.</p><p>Iosif rimase immobile dietro il suo riparo, mentre i due falsi camerieri, convinti che lui e Tanzic non fossero armati, avanzavano allo scoperto. Li centr� in pieno.</p><p>Quando torn� a precipizio nel salottino, Chalva giaceva riverso sul fianco sinistro; al centro della sua fronte si vedeva un foro rosso dai contorni bruciacchiati. Era morto.</p><p>Iosif senti sparare anche in strada. I loro uomini erano sicuramente stati attaccati: Sem�nov aveva organizzato tutto alla perfezione. Ma non poteva rimanere l� dentro. Usc� all�esterno.</p><p>Quattro dei suoi giacevano a terra, gli altri si erano nascosti dietro la loro auto e cercavano di rispondere al fuoco che li stava bersagliando. Iosif riusc� a raggiungerli.</p><p>�Presto, dobbiamo andarcene prima che ci ammazzino tutti!� grid� aprendo la portiera dell�auto e buttandosi sul sedile di guida.</p><p>La pioggia di proiettili invest� la fiancata opposta, ma il motore rispose docilmente al comando. L�auto part� con un tremendo stridore di gomme.</p><p>�Dov�� Chalva?� chiese infine uno degli uomini.</p><p>�Lo hanno ammazzato�, rispose seccamente Iosif. Non aggiunse che Sem�nov l�avrebbe pagata cara. Non ce n�era bisogno. Quegli uomini lo conoscevano bene.</p></section></section><section><title><p>PARTE SECONDA</p><p>GLI UOMINI VESTITI DI FERRO</p></title><section><title><p>4</p></title><image l:href="#1"/><subtitle>Ricostruzione del bassorilievo su pietra rinvenuto a Westford (Massachussets)</subtitle><empty-line/><p><strong>San Giovanni d�Acri. 5 aprile 1291</strong></p><empty-line/><p>IL nuovo sultano d�Egitto al-Ashraf Khalil, figlio del defunto Qalawun, stava disponendo l�accampamento sotto le mura dell�ultimo baluardo cristiano in Terrasanta. Tra pochi giorni avrebbe sferrato il primo di una lunga serie di attacchi. Ogni ponte levatoio di San Giovanni d�Acri era stato alzato, anche quelli verso il porto, unica via di scampo per i cristiani. A parte i civili, le milizie assediate ammontavano a diecimila uomini, compresi ottocento Cavalieri, tra Templari, Ospedalieri e Teutoni, mentre al-Ashraf disponeva di centomila guerrieri.</p><p>Guillaume de Beaujeu, Gran Maestro del Tempio, osservava le manovre dei mori dall�alto delle mura. Sembrava quasi che non avessero fretta. Ma Guillaume sapeva che dietro quella lentezza si nascondeva una strategia. Lo avevano infatti informato che al-Ashraf stava facendo affluire molte macchine da guerra, di cui per� non si vedeva ancora traccia.</p><p>�Sono almeno dieci volte pi� numerosi di noi�, comment� al suo fianco Bertrand de Rochebrune, giovane e valente Cavaliere.</p><p>�Il Signore ci aiuter�.�</p><p>Guillaume era convinto che il papa non li avrebbe abbandonati alla loro sorte, vista l�importanza di quella roccaforte cristiana in Terrasanta. Ma, dopo la caduta di Tripoli, i possedimenti cristiani si erano ridotti a San Giovanni d�Acri e a due castelli fortificati sulla costa. E papa Niccol� IV sarebbe forse stato costretto a rinunciarvi.</p><p>Il ventenne Bertrand de Rochebrune era Cavaliere Templare da un anno. Vestiva con orgoglio la tunica crociata ed era pronto a sacrificare la vita. I capelli corvini spuntavano dall�elmo sopra una barba ancora rada. Era alto, atletico e abilissimo con la spada.</p><p>�Bertrand, provvedete che donne e bambini siano pronti per evacuare in qualsiasi momento�, gli ordin� il Gran Maestro. �Poi scegliete cinquanta fanti e quattro sergenti. Proteggerete un primo contingente di civili, qualora si riesca a farli fuggire dalla citt�.�</p><p>�Permettete, signore, preferirei rimanere al vostro fianco e combattere fino all�ultimo.�</p><p>Sul viso di Guillaume de Beaujeu comparve un�espressione contrariata. �Oltre alle donne e ai bambini, abbiamo molte cose da mettere in salvo. Saranno affidate a voi, per una missione che reputo della massima importanza�, tagli� corto in un tono che non ammetteva repliche.</p><empty-line/><p><strong>Piacenza. Castello di Valnure. Ottobre 1998</strong></p><empty-line/><p>Le prime foschie autunnali nascondevano le antiche dimore padronali tra i campi perfettamente coltivati. Il castello dei conti di Valnure sembrava un miraggio dai contorni ovattati.</p><p>La torre principale proteggeva il lato orientale, l�unico un tempo esposto agli assalti, essendo gli altri tre lambiti dal corso di un fiume. All�interno della prima cinta di mura c�era l�antico borgo che, totalmente ristrutturato, adesso ospitava due ristoranti, un�enoteca e diversi appartamenti concessi in affitto. Il castello vero e proprio era protetto da un�ulteriore cinta muraria alta pi� di dieci metri. Il tutto in uno stato di conservazione ammirevole. Aiuole ben curate circondavano le basi di alberi secolari. Le visite guidate si susseguivano all�interno del villaggio medievale come nel castello. Nelle sei ore giornaliere di apertura, tre guide gestivano un flusso pressoch� costante di visitatori.</p><p>L�abitazione di Gerardo di Valnure era di grande signorilit�, e vi regnava una sorta di caos organizzato, in cui sembrava che soltanto il proprietario sapesse orientarsi. Il salotto era letteralmente invaso dai libri. In un angolo c�era un computer di ultima generazione con collegamento a Internet.</p><p>Gerardo aveva posato sul letto a baldacchino due borse da viaggio e si aggirava in cerca del necessario per il suo viaggio in Terrasanta.</p><p>�Sei anni�, borbott�. Sei anni alla ricerca di un indizio mai trovato. Il mistero del nodo rimaneva tale, e l�antica iscrizione gli rodeva la mente come un tarlo.</p><p>�Posso essere d�aiuto, signore?�, chiese con deferenza Giacomo, l�anziano maggiordomo.</p><p>�No, grazie. Ho molta fretta: l�aereo parte da Milano fra tre ore. Devo sbrigarmi, se non voglio perderlo.�</p><p>�Posso chiedere per quanto tempo il signor conte sar� assente?�</p><p>�Non lo so, forse un mese, forse pochi giorni. Chiss�.� E Gerardo sorrise. Giacomo era con la sua famiglia da sempre, lo conosceva fin da bambino. Tra loro si era sviluppata una profonda confidenza.</p><p>Il maggiordomo prefer� non insistere: sapeva che, quando il conte rispondeva in quel modo evasivo, era inutile farlo. Sapeva delle sue ricerche e, finch� l�et� glielo aveva consentito, lo aveva accompagnato pi� volte.</p><p>�Dove potr� rintracciarla in caso di necessit�?�</p><p>�Nei primi giorni il mio indirizzo sar� quello che ti ho dato, e a ogni spostamento mi far� vivo io per telefono.�</p><p>Il mattino dopo Gerardo di Valnure si svegli� al Palm Beach Hotel, affacciato su un Mediterraneo battuto da un sole ancora caldo. Poco lontano si scorgeva la citt� che oggi porta il nome di Akko, ma che un tempo era San Giovanni d�Acri.</p><empty-line/><p><strong>San Giovanni d�Acri. 18 maggio 1291</strong></p><empty-line/><p>Gli uomini schierati da al-Ashraf Khalil avanzavano ordinatamente disposti su tre linee. La prima era schierata a imitazione della testuggine romana, e i soldati si proteggevano con grossi scudi. La seconda era seminascosta dal fumo di vasi di pece infuocata e petrolio. L�ultima era formata dagli arcieri. La citt� stava per cadere.</p><p>Sulle torri gi� fortemente danneggiate dalle catapulte, Guillaume de Beaujeu chiese a Bertrand de Rochebrune: �Avete radunato tutte le donne e i bambini che possono trovare riparo su una delle nostre galee?�</p><p>�S�, signore, sono circa duecento e mi aspettano all�inizio della seconda galleria che conduce al porto.�</p><p>In quel momento gli assalitori si divisero in due tronconi, il pi� consistente dei quali punt� verso Porta Sant�Antonio.</p><p>Il Gran Maestro li osserv� qualche istante, poi ordin�: �Andate, Bertrand, presto. Stanno dirigendosi verso il lato opposto rispetto al porto. Correte a portare in salvo i vostri protetti. Noi cercheremo di tenerli impegnati.�</p><p>�Il Signore sia con voi, Gran Maestro.�</p><p>Bertrand s�inchin� e le mani di Guillaume tracciarono una croce nell�aria.</p><p>�Ci rivedremo, Bertrand, qui o in Cielo. Dio vi protegga.�</p><empty-line/><p>Gli attacchi dei mori erano stranamente concentrati sulla cittadella e non sul porto, che, protetto da un baluardo fragile, sarebbe stato pi� facile da conquistare. Nell�insenatura naturale erano alla fonda quattro galee, con gli equipaggi pronti a salpare.</p><p>Il cunicolo che correva sotto le mura verso il. porto era angusto e maleodorante. Le donne e i bambini, in lacrime, si tenevano per mano. La catena umana avanzava incerta nel buio illuminato da poche torce, e Bertrand e i suoi la incitavano ad affrettarsi.</p><p>Quando finalmente fu tutta raccolta a ridosso delle mura del porto, i soldati condussero donne e bambini a bordo della galea pronta a salpare.</p><p>I mori si accorsero di loro quando gli argani erano gi� in tensione e la galea stava per lasciare gli ormeggi. Preoccupato, Bertrand li vide girare la catapulta puntata contro la Torre Nuova, mirando su di loro. Il primo dei grossi proiettili part� quando i remi della murata di dritta della galea stavano lambendo le acque. Altri massi sollevarono alti spruzzi d�acqua, ma si persero a poppa, sempre pi� lontani.</p><p>Quello stesso giorno Guillaume de Beaujeu mor� con molti dei suoi nella strenua difesa di Porta Sant�Antonio, e dieci giorni dopo, luned� 28 maggio 1291, San Giovanni d�Acri cadde. Nessuno dei Cavalieri del Tempio rimasti abbandon� la postazione: morirono tutti, come avevano giurato.</p><empty-line/><p>La fusta dell�emiro Ibn ben Mostoufi era in grave difficolt�. Da due giorni e due notti gli uomini si affannavano senza tregua alle pompe, ma sembrava che l�acqua del mare in tempesta penetrasse da ogni parte. Il vessillo dei mori sventolava a poppavia, teso nel vento impetuoso.</p><p>All�improvviso, tra le paurose onde apparve la galea cristiana. Era pi� veloce, e quasi certamente aveva a bordo il doppio, se non il triplo degli uomini dell�imbarcazione moresca. L�unica via di scampo sembrava la fuga.</p><p>�Nave a dritta!� grid� la vedetta della galea, superando il frastuono delle onde. �Reca il vessillo degli infedeli.�</p><p>�Abbiamo a bordo duecento donne e bambini, non possiamo ingaggiare battaglia�, disse Bertrand al comandante, un veneziano esperto e scrupoloso.</p><p>�� vero, signore. Li incroceremo, e sarebbe facile avere ragione di loro, ma dobbiamo anzitutto pensare a questa povera gente.�</p><p>Tutt�altro clima regnava a bordo della piccola fusta di Ibn ben Mostoufi. �Virate di bordo, allontanatevi dalla loro rotta, proveremo a fuggire�, grid� l�emiro.</p><p>�Ma cos� offriremo il fianco alla tempesta, effendi�, obiett� uno dei marinai. �La nave si capovolger�.�</p><p>�Se non viriamo finiremo in bocca agli infedeli, e sapete bene come riducono i prigionieri.�</p><p>Tra i cristiani era infatti diffusa la leggenda che, prima di lanciarsi all�attacco, i mori ingoiassero gioielli e oro. Quindi ogni saraceno catturato veniva sbudellato in cerca di quelle ricchezze.</p><p>A Ibn ben Mostoufi stavano a cuore due cose: le preziose stoffe di cui aveva stipato le stive, ma soprattutto una bambina di soli sette anni, l�unica figlia concessagli da Allah misericordioso prima che una grave setticemia lo rendesse sterile.</p><p>La navicella moresca vir� improvvisamente, resistendo a una prima serie di onde, ma improvvisamente si capovolse.</p><p>�Non c�� alcuna speranza che sopravvivano�, comment� Bertrand, affacciato alla battagliola di prora tra il ribollire degli spruzzi, indicando al comandante alcuni naufraghi che cercavano disperatamente di tenersi a galla sul mare in tempesta.</p><p>Quando raggiunsero il punto del naufragio, non si vedevano pi� tracce di vita. Soltanto cadaveri e relitti alla deriva. Ma l�attenzione di Bertrand fu attirata da un pezzo del cassero di poppa della fusta, che rimaneva miracolosamente eretto tra il tumulto delle onde. Il giovane aguzz� lo sguardo, e ci� che vide lo fece rabbrividire.</p><p>Rannicchiata in un angolo del relitto c�era una bambina di pochi anni, nera come la notte. Anche da quella distanza si vedeva che i suoi occhi bruni erano sbarrati e pieni di paura. Quel rifugio di fortuna avrebbe potuto reggerla ancora pochi istanti, prima di capovolgersi.</p><p>Bertrand non poteva rimanere inerte: ben altro gli ordinava la piet� cristiana che, come ogni Templare, aveva giurato di perseguire a ogni costo. Si spogli� e si gett� nel mare in tempesta.</p><p>Con la testa sanguinante, aggrappato a un relitto poco lontano, fu l�ultima cosa che gli occhi appannati dell�emiro poterono vedere. Poi Ibn ben Mostoufi perse i sensi.</p><p>Bertrand era un buon nuotatore, ma stava affrontando un�impresa ai limiti delle possibilit� umane. Riusc� comunque a raggiungere il relitto, mentre la galea arrestava la sua corsa, mettendosi con la prora al mare e al vento. Il comandante manovr� in modo che la nave facesse da scudo al soccorritore, mettendosi sopravvento.</p><p>Bertrand sent� il fasciame del cassero scricchiolare e fece appena in tempo ad afferrare la bambina per i capelli, mentre il relitto si sfasciava. Le tenne la testa fuori dall�acqua, cercando faticosamente di riguadagnare la nave, la cui murata sembrava invece allontanarsi.</p><p>Era esausto, le forze stavano per abbandonarlo, e cominciava a disperare, quando si sent� afferrare da una mano forte. Incroci� lo sguardo del comandante della galea, sporto dalla murata su una scala di corda. Accanto a lui, un marinaio era gi� riuscito a sollevare dal mare la piccola.</p><p>Quando si iss� a bordo, Bertrand fu accolto da un�acclamazione. Tutti avevano seguito con ansia la sua impresa, commossi dal coraggio del Cavaliere del Tempio che metteva a repentaglio la sua vita per salvare quella di una giovane infedele.</p><p>�Come ti chiami?� chiese Bertrand non appena ebbe ripreso un po� di fiato, cercando di spremere tutto ci� che poteva da una lingua che conosceva appena.</p><p>�Shirinaze, signore�, rispose la piccola con una voce rotta dai singhiozzi.</p><empty-line/><p><strong>Akko. Israele. 20 ottobre 1998</strong></p><empty-line/><p>Erano trascorsi quindici giorni da quando Gerardo si era trovato a passeggiare in un mercatino d�antiquariato nei pressi di Recanati, in Italia. Era andato a Loreto per visitare il celebre santuario della Vergine, dove si dice che i Crociati in fuga da San Giovanni d�Acri abbiano trasportato, tra altre sacre reliquie, la Santa Casa di Nazareth.</p><p>La sua attenzione era stata richiamata da un medaglione poco pi� grande di una moneta, esposto in un banco di numismatica. Lo aveva preso per osservarlo pi� da vicino.</p><p>Era in argento massiccio, coniato in maniera artigianale, consunto e scarsamente leggibile per un occhio non addestrato. Su un lato portava inciso il classico simbolo templare: due crociati in sella allo stesso destriero. E sul retro Gerardo aveva immediatamente riconosciuto il nodo stilizzato: una gassa d�amante.</p><p>�Le interessa, signore?� gli aveva chiesto l�antiquario, un omino curvo sull�ottantina.</p><p>�S�, bella, bella�, aveva commentato in tono fintamente distratto, cercando di dissimulare il suo profondo interesse per la medaglia, in modo che l�antiquario non ne aumentasse il prezzo.</p><p>�� uno degli ultimi pezzi che mi sono rimasti della collezione di antiche medaglie dei marchesi di Recanati.�</p><p>�Ce n�erano altri con lo stesso soggetto?�</p><p>�No, quello � il solo che raffiguri due Templari�, aveva risposto l�anziano numismatico, dando l�impressione di sapere bene quale fosse il soggetto dell�iscrizione e, di conseguenza, quale ne fosse il valore.</p><p>�L�attuale Porto Recanati era un crocevia importante per i traffici dell�Adriatico�, aveva continuato, �una tappa quasi obbligata per le navi che rientravano dalla Terrasanta. Per questo sono arrivate qui le pietre della Casa della Santa Vergine, ora a Loreto.�</p><p>�Ah�, aveva commentato Gerardo di Valnure, continuando a fingere scarso interesse. �Quanto costa?�</p><p>Si era sentito chiedere una piccola fortuna, ma, dopo un�estenuante trattativa, la medaglia era finalmente stata sua.</p><p>Cos� era iniziata la sua nuova ricerca. E adesso, sulla costa nei pressi di Akko, la medaglia, opportunamente pulita e trattata, rifletteva il sole caldo del Mediterraneo meridionale.</p><empty-line/><p><strong>Mediterraneo meridionale. 25 maggio 1291</strong></p><empty-line/><p>La galea aveva fatto una breve sosta a Cipro per poi proseguire verso Venezia, suo porto di destinazione. In quei sette giorni Bertrand aveva stretto una cordiale amicizia con il comandante, un veterano che aveva solcato tante volte quei mari trasportando i crociati. Di nome Alvise Magri, navigava da molto tempo per un nobile veneziano che aveva donato quella galea all�Ordine del Tempio.</p><p>Patron Magri e lui trascorrevano lunghe ore sul ponte a discorrere di vicende marinare, a cui Bertrand de Rochebrune, ultimogenito di una nobile famiglia delle Alpi Marittime, sembrava molto interessato. Il comandante gli indicava le caratteristiche pi� importanti di quella nave agile e veloce e gli spiegava i segreti della navigazione.</p><p>�Questo nodo mi riesce con particolare facilit�, comment� un giorno Bertrand.</p><p>�� un nodo importante per ogni marinaio�, replic� patron Magri, �saldo e facile da sciogliere.�</p><p>�In ricordo di questa avventura, voglio che una figura simile a questa adorni il mio sigillo personale�, disse d�impulso Bertrand, indicando la gassa d�amante che aveva appena annodato. �Una volta tornato a casa cercher� un bravo incisore.�</p><p>�Non avete bisogno di aspettare fino ad allora. Il nostro fabbro lavorava per la zecca del Doge. Pu� realizzarvi un sigillo o addirittura un conio.�</p><empty-line/><p>Nel frattempo la piccola Shirinaze si era ammalata, per cui Bertrand le aveva concesso di dormire in un angolo del suo alloggio, situato nel padiglione a poppa della nave.</p><p>Il giovane Cavaliere s�interrogava spesso con ansia sulla sorte dei suoi compagni rimasti nella citt� assediata, ma non nutriva speranze. Avevano sicuramente capitolato ed erano morti. Per vincere il senso di angoscia e impotenza, spostava subito il pensiero al cofanetto nascosto nel suo alloggio, provando un intenso sollievo: era vivo e avrebbe potuto adempiere al giuramento fatto al Gran Maestro Guillaume de Beaujeu.</p><p>Quando Bertrand rientr� nel suo alloggio, era notte fonda. Si accorse che Shirinaze era scossa da brividi di febbre e la copr� con il suo mantello crociato, inginocchiandosi accanto a lei e pregando che il buon Dio non la portasse via. Si sentiva profondamente legato a quella piccola dai grandi occhi bruni e dalla carnagione scura. Le aveva praticamente ridato la vita, la considerava quasi una figlia.</p><p>Il mattino seguente incontr� come sempre sul ponte il comandante, che gli chiese subito notizie della piccola.</p><p>�Non sta bene�, rispose, �ha le convulsioni per la febbre alta. Temo che si stia aggravando.�</p><p>�Se riusciremo a mantenere questa velocit�, fra tre o quattro giorni dovremmo raggiungere un porto dell�Adriatico, dove conosco un convento di monaci che potranno Drestarle le cure necessarie. Vi siete affezionato, eh, Bertrand?�</p><p>�� tanto piccola e innocente. Che colpa ha di tutto questo? Sono sicuro che diventer� un�ottima cristiana. Ormai mi sento responsabile del suo futuro. E prego Dio di concederglielo.�</p><empty-line/><p><strong>Akko. 20 ottobre 1998</strong></p><empty-line/><p>Le origini della citt� si perdono in tempi remoti. La sua prima descrizione appare in antichi testi egizi del XVI secolo avanti Cristo. S�incunea nel mare come uno sperone di roccia, costituendo uno dei porti naturali pi� sicuri del Mediterraneo e per certo il pi� sicuro della Terrasanta.</p><p>Per conquistare quel baluardo sul mare erano state combattute tante aspre battaglie. Vi erano entrati gli eserciti di Giulio Cesare e gli Omayyadi di Damasco. Gli arabi l�avevano presa nel 636, convertendola all�Islam. I crociati se ne erano impossessati nel 1104, facendone il porto principale in Terrasanta e la residenza dei loro re. A parte una piccola parentesi, la citt� era poi rimasta sotto il dominio cristiano sino al 1291.</p><p>Vicende storiche che Gerardo di Valnure conosceva a memoria. Si stava aggirando per le cosiddette Sale dei Crociati, studiando con estrema attenzione le colonne nella speranza di trovare qualche iscrizione utile, incisa come d�uso da un crociato durante l�ansiosa attesa dell�ordine d�attacco.</p><p>La citt� crociata era stata riportata alla luce soltanto di recente. Attraversando la parte pi� antica degli scavi, Gerardo raggiunse lo stretto cunicolo che portava al refettorio e permetteva di arrivare al porto passando sotto i bastioni. Se chi gli interessava era riuscito a fuggire da San Giovanni d�Acri assediata, lo aveva fatto passando di l�.</p><p>Quando, concluso il percorso sotterraneo, Gerardo si trov� di nuovo all�aperto, fu costretto a socchiudere gli occhi. Nel porticciolo stazionavano alcune imbarcazioni da diporto, e pi� lontano, verso il mare aperto, vide alcune barche da pesca. Si figur� la scena di settecento anni prima. Le galee alla fonda, le macchine da guerra, i fuochi dei bivacchi e, chiuse tra le solide mura, migliaia di persone in sgomenta attesa dell�attacco di al-Ashraf. Gli sembrava di averla l�, davanti agli occhi.</p><p>Invece, per quanti sforzi imponesse alla sua immaginazione, non riusciva a venire a capo del mistero che lo interessava. Punt� a passo risoluto verso il museo, a poca distanza dalla citt� antica. Poteva esservi celato qualche indizio.</p><p>La direttrice, l�archeologa francese Estelle Dufraisne, gli fece fare una decina di minuti di anticamera, prima di riceverlo con un atteggiamento chiaramente infastidito.</p><p>�In che cosa posso esserle utile, signor di Valnure?�</p><p>�Sto effettuando una ricerca.�</p><p>�Sul Sacro Graal? Sull�Arca dell�Alleanza? Sappia che sono letteralmente assediata da questo genere di �ricercatori�. Ma io mi occupo solamente di ricerche storiche serie, non di fantastoria�, replic� bruscamente la donna.</p><p>�Egregia signora Dufraisne�, ribatt� Gerardo in tono risentito, �ho all�attivo alcuni testi sul Medio Evo, e una ventina d�anni di ricerche storiche pi� che serie. E non mi sono mai fatto incantare dalle fantastorie sul Sacro Graal o sull�Arca Perduta. Mi baso su ci� che vedo, e ci� che vedo � questo.�</p><p>La direttrice prese la medaglia d�argento che aveva posato sul tavolo e la studi�.</p><p>�Sembrerebbe autentica. Una medaglia templare. Ne sono state scoperte diverse.�</p><p>�S�, ma questa ha sul retro un sigillo singolare.�</p><p>�Questo?� chiese la donna. �Sembrerebbe un pesce stilizzato. No, qui ad Akko non ho mai visto niente di simile.�</p><p>�Gi�, un pesce con la coda annodata in quello che sembra un nodo marinaro.�</p><p>�Ripeto, non ho mai visto niente del genere. Conosco il simbolo stilizzato del pesce: si dice che fosse in uso tra i primi cristiani. Ma non ho notizia di nodi marinari.�</p><p>Gerardo si accorse che la donna stava per congedarlo e si affrett� a prevenirla: �Signora Dufraisne, allogger� ancora per qualche giorno al Palm Beach Hotel. Se le venisse in mente qualcosa, le sarei veramente grato se volesse contattarmi�.</p><p>Non appena Gerardo di Valnure fu uscito dalla sua stanza, Estelle Dufraisne si attacc� al telefono.</p><empty-line/><p><strong>Adriatico. 26 maggio 1291</strong></p><empty-line/><p>La nave sbandava paurosamente. Le onde erano meno alte di quelle che li avevano investiti durante la fuga da San Giovanni d�Acri, ma non per questo meno insidiose.</p><p>La costa era ormai in vista, e patron Magri si era piazzato accanto al timone, pronto a correggere la rotta in caso di bisogno, anche se sapeva di poter contare sull�esperienza dei suoi uomini.</p><p>Fu il calafato a comunicargli che stavano imbarcando acqua e che la parte immersa aveva subito danni.</p><p>Lo scafo della nave era costituito da un lungo telaio orizzontale, detto �posticcio�, due �correnti� longitudinali e due �gioghi� trasversali. E una delle �correnti� aveva ceduto nella parte prodiera. Non era un danno che per il momento potesse pregiudicare la navigazione, ma avrebbe richiesto lunghi lavori, impedendo per parecchio tempo alla galea di riprendere il viaggio verso Venezia.</p><p>Alle prime luci del mattino seguente, mentre il mare si andava calmando, la nave esegu� le manovre di ormeggio nel porto di Recanati.</p><p>Bertrand aveva trascorso l�intera notte accanto a Shirinaze, che non riprendeva conoscenza. Il suo corpicino era scosso da brividi di febbre; dalla bocca le uscivano parole incomprensibili.</p><p>Aveva visto uomini morire�� ne aveva anche uccisi molti��, ma questa era una cosa diversa. Quella bimba gli era ormai entrata nel cuore.</p><p>�Lo scafo ha riportato seri danni�, gli spieg� quel mattino il comandante. �La nave dovr� rimanere in cantiere a lungo. Credo che una volta a terra ci dovremo separare.�</p><p>�Mi spiace davvero, patron Magri. Ho potuto apprezzare la vostra abilit�, e il viaggio via terra sar� senza dubbio molto pi� faticoso.�</p><p>�Vedrete che al convento che vi ho indicato presteranno le cure necessarie alla piccola.� Quindi il comandante lo fiss� con uno sguardo carico di simpatia. �Prima che ci congediamo, avrei piacere che accettaste un modesto ricordo, Bertrand.�</p><p>Pos� una piccola borsa di pelle sul tavolato e ne estrasse tre medaglie d�argento. Su un lato era impressa l�effigie dei templari: due cavalieri sullo stesso cavallo. Sull�altro si vedeva un pesce stilizzato, la cui coda era costituita dai due capi di una fune serrata dal nodo che Bertrand conosceva bene.</p><p>�Le ha coniate il nostro fabbro. Spero che vi piacciano.�</p><p>Bertrand le prese e le osserv� a lungo. �Non so come ringraziarvi, patron Magri. Ci avete portato in salvo e mi fate dono di quello che d�ora in avanti desidero sia il mio sigillo.�</p><p>�Non ringraziatemi, Bertrand. In tanti anni di navigazione, ho incontrato di rado una persona del vostro altruismo. Sono fiero di avervi conosciuto.�</p><p>La piccola Shirinaze, caricata su una lettiga, fu la prima a sbarcare per essere ricoverata nel vicino convento. Bertrand de Rochebrune sbarc� invece con i suoi militari, tenendo gelosamente stretto il cofanetto consegnatogli dal Gran Maestro dell�Ordine.</p><empty-line/><p><strong>Akko. 23 ottobre 1998</strong></p><empty-line/><p>Gerardo di Valnure accese il suo computer portatile, apprestandosi come ogni sera a inserirvi con metodo tutti i nuovi particolari della ricerca e le sue impressioni. Digit� le tre password necessarie per l�accesso e cominci� a scrivere.</p><p>�FINO A QUESTO MOMENTO IL MIO VIAGGIO IN TERRASANTA � STATO DEL TUTTO INUTILE. HO VISTO SOLTANTO LE ROVINE DI UN�ANTICA CITT� CROCIATA E UNA DIRETTRICE DI MUSEO FURIOSA CON INDIANA JONES COMPANY. EPPURE CONTINUO AD AVERE LA NETTA SENSAZIONE CHE LA STORIA CHE MI INTERESSA COMINCI DA QUI, ANCHE SE PER IL MOMENTO NIENTE ME LO CONFERMA. TRANNE, OVVIAMENTE, LA MEDAGLIA�</p><p>Scosse la testa, rassegnato. Aveva ormai deciso di trattenersi soltanto qualche altro giorno, concludendo l� il suo viaggio e tornando in Italia. Scrisse ancora alcuni appunti, quindi spense il computer e and� a letto.</p><p>Intanto, al museo di Akko, Estelle Dufraisne stava parlando con un uomo dai lineamenti duri, che per� le si rivolgeva nel tono di rispetto di un subalterno.</p><p>La donna pos� sulla scrivania un cordoncino rosso intessuto con un filo d�oro, annodandone le estremit�. L�altro fece passare nell�asola un capo di un cordoncino identico e ne annod� le estremit� come aveva fatto lei, in modo che le corde fossero unite da due nodi identici: due gasse d�amante.</p><p>�Che cosa ti ha chiesto?� le chiese.</p><p>�Aveva una medaglia con il simbolo del nostro Ordine.�</p><p>�Sar� uno dei soliti cacciatori di miti. Stanno diventando un�epidemia.�</p><p>�No. Sapeva il fatto suo e mi � parso molto risoluto. Per questo mi sono rivolta al Gran Maestro, che ha subito contattato te�, ribatt� Estelle.</p><p>�Non dubitare, lo terremo d�occhio.�</p><empty-line/><p>Il mattino dopo Gerardo di Valnure si rec� di buon�ora nella zona nord della citt� antica. Erano ancora in corso alcuni scavi, ma, come ogni sabato, la zona era deserta. Gerardo super� le transenne che delimitavano gli scavi e, attraverso una ripida scaletta in ferro, s�introdusse in un cunicolo che conduceva nel luogo dove un tempo c�era Porta Sant�Antonio.</p><p>Immerso nel buio di quella specie di cripta, trov� a tentoni l�interruttore generale, e la scena s�illumin�. A poca distanza da lui era stato riportato alla luce l�antico muro di cinta. Il terreno era scavato in pi� punti e coperto da un reticolo in filo di ferro. Osserv� a una a una le grosse pietre delle mura e prese da terra un pennello usato dagli archeologi per rimuovere gli strati di polvere.</p><p>Lavorando con cautela e metodo, a poco a poco arriv� a ripulire una zona dove la pietra era stata incisa utilizzando una punta sottile, forse di chiodo o di pugnale. Tolse da una delle tasche della giacca multifunzionale una piccola torcia, accostandola alla zona, che intanto continuava a ripulire. E davanti al suo sguardo eccitato vide comparire un�iscrizione che sulle prime gli parve incomprensibile.</p><p>La studi� con attenzione spasmodica per qualche istante, e a poco a poco i caratteri gotici gli svelarono il loro mistero. Si accorse che, sebbene l�ambiente fosse quasi gelido, era madido di sudore.</p><p>Con dita tremanti tolse da un�altra tasca il taccuino e vi copi� le parole scritte in francese antico, traducendole mentalmente in italiano: �<emphasis>La citt� sta per cadere nelle mani degli infedeli. Nessuno di noi si salver�. Ma Bertrand de Rochebrune ha raggiunto il mare, portando con s� il Testamento. Dio vegli su di noi. G.d.B</emphasis>�<emphasis>.</emphasis></p><p>�Guillaume de Beaujeu!� esclam� Gerardo, lasciandosi andare a sedere su una grossa pietra: il Gran Maestro caduto nella difesa di San Giovanni d�Acri. Il cerchio si stava chiudendo.</p><p>Ma che cosa poteva essere quel �Testamento�? Quanto importante era per ridurre Guillaume de Beaujeu a far fuggire uno dei suoi Cavalieri proprio quando ne avrebbe avuto pi� bisogno? Che fossero le sue ultime volont�? E chi era Bertrand de Rochebrune?</p><empty-line/><p><strong>Costa adriatica. 30 maggio 1291</strong></p><empty-line/><p>Bertrand aveva trovato alloggio con i suoi nella rocca dei marchesi di Recanati, a poca distanza dal convento dov�era ricoverata la piccola Shirinaze, di cui si recava spesso a controllare le condizioni.</p><p>�Si � ulteriormente aggravata�, gli disse un mattino il Priore. �Soltanto un miracolo potrebbe salvarla.�</p><p>Shirinaze aveva il viso imperlato di sudore. Bertrand s�inginocchi� accanto al giaciglio e preg� a lungo, stringendole la mano che sentiva ardere di febbre. Rimase l� diverso tempo, ma che cosa poteva fare lui, uomo d�armi? Quando lasci� il convento era gonfio d�angoscia.</p><p>Mentre tornava verso il castello dei marchesi di Recanati, si vide venire incontro a precipizio Paul, il suo giovane scudiero. Un ragazzo dai capelli rossi che gli era profondamente affezionato.</p><p>�Con licenza, signore�, lo sent� dire in tono concitato, �devo parlarvi. Tra i nostri soldati comincia a serpeggiare il malcontento.�</p><p>�E perch� mai?�</p><p>�Molti di loro sono lontani dalla Francia da anni, e non vedono l�ora di rientrare in patria. Li irrita l�idea che ci attardiamo qui a causa di una giovane infedele.�</p><p>�Il viaggio � stato lungo, e ci resta molta strada da fare per raggiungere la Francia. Alcuni giorni di riposo non possono che giovarci. Comunque non devo rendere conto a loro delle mie decisioni.�</p><p>�Perdonatemi ancora, signore, ma se fossi in voi non sottovaluterei questo malumore. Molti di loro sono veterani, e mal sopportano il comando di un Cavaliere cos� giovane.�</p><p>�Che cosa potrebbero fare? Tentare una diserzione? Saprei bene come reagire. Non preoccuparti. Ogni malumore cesser� non appena ci saremo rimessi in viaggio. Quanto alla bambina a cui ho salvato la vita, i monaci dicono che questa notte sar� determinante. Se riuscir� a superarla, ci sono buone probabilit� che tra una ventina di giorni sia in grado di ripartire con noi.�</p><p>Ma Bertrand scosse la testa. Non ci credeva lui stesso. Dubitava fortemente che Shirinaze riuscisse a vincere la malattia.</p><p>Invece quella notte avvenne il miracolo: la febbre cominci� a calare e i momenti d�incoscienza della bambina cominciarono a lasciare il posto a sprazzi sempre pi� ampi di lucidit�. I decotti di corteccia di salice erano riusciti ad abbattere la febbre.</p><p>Appresa la confortante notizia, Bertrand radun� i suoi uomini nella corte del castello. �Soldati, capisco il vostro desiderio di rientrare al pi� presto in Francia. � anche il mio. La casa chiama anche me. E tra poco ci rimetteremo in viaggio. Vi chiedo soltanto qualche giorno�, concluse. Ma l�urlo di gioia che si aspettava dai militari non arriv�.</p><p>�Perdonate, signore�, intervenne invece il veterano B�ranger, �non vogliatemene, ma ci� che sto per dirvi rispecchia l�opinione di molti di noi. Se fossimo partiti non appena sbarcati, a quest�ora potremmo essere molto vicini a questa �casa� cui anelate tanto. Ma voi ci chiedete di aspettare ancora. Quanto?�</p><p>�Dio ha voluto che la nostra vita fosse salva, mentre possiamo avere pochi dubbi sulla sorte dei nostri confratelli rimasti a San Giovanni. Questa attesa non dovrebbe rendervi impazienti, ma piuttosto indurvi a ringraziare il Signore per la sua benevolenza.�</p><p>�E sia reso grazie a Dio�, ribatt� il veterano. �Ma non ci piace rimanere qui ad aspettare i comodi di una piccola infedele.�</p><p>�Comodi?� replic� Bertrand con tutta l�autorit� di cui era capace. �Chiami cos� la grave malattia di un giovanissimo essere umano? � questo il tuo timore di Dio? � cos� che Lo ringrazi? Basta, partiremo quando decider� io.�</p><p>E Bertrand fece scorrere uno sguardo di fuoco sui militari. Not� alcune espressioni di disappunto, ma nel complesso gli parve che avessero accettato il suo ordine.</p><p>Invece quella stessa notte B�ranger e altri ventuno soldati disertarono, abbandonando l�accampamento dopo aver rubato cavalli e viveri.</p><empty-line/><p><strong>Akko. 24 ottobre 1998</strong></p><empty-line/><p>Quando Estelle Dufraisne sent� bussare e apr� la porta di casa sua, era gi� molto tardi.</p><p>�Gerardo di Valnure si � messo a curiosare tra gli scavi di Porta Sant�Antonio�, la inform� subito l�uomo dai lineamenti duri.</p><p>�Credi che abbia visto l�iscrizione?�</p><p>�Temo proprio di s�. Quando se n�� andato, e mi sono potuto avvicinare, l�iscrizione era stata ripulita, e l� accanto c�era il pennello con cui era stato rimosso lo strato di polvere.�</p><p>�Se riesce a capire a che cosa si riferiscono quelle parole, potremmo trovarcelo alle calcagna.�</p><p>�Te l�avevo detto che quell�iscrizione era pericolosa, e che doveva essere rimossa.�</p><p>�Pensi che sarebbe stato facile, davanti a tutti quegli archeologi?�</p><p>�Fatto sta che adesso Gerardo di Valnure si star� chiedendo che cosa sia questo �Testamento�. Il testamento di Hugues de Payns, capisci? Il primo Gran Maestro dei Cavalieri del Tempio, il documento su cui si fonda il nostro Ordine. Guai se di Valnure dovesse scoprirlo. Dobbiamo fermarlo. Con qualsiasi mezzo.�</p><empty-line/><p>Gerardo era nella sua stanza al Palm Beach Hotel, immerso in profonde riflessioni. Com�era possibile che l�esistenza di quell�incisione non fosse mai stata divulgata? Non era infatti pensabile che l�avesse vista soltanto lui.</p><p>Ed era altrettanto impossibile che esperti archeologi avessero sottovalutato un reperto tanto importante. Decise che il mattino dopo sarebbe andato di nuovo dalla direttrice del museo. Che, oltre a tutto, dirigeva anche gli scavi nella citt� vecchia. Quella donna non soltanto non lo convinceva, ma gli piaceva molto poco.</p><p>Bertrand de Rochebrune, probabilmente uno dei pochi Templari messisi in salvo da San Giovanni assediata, era fuggito recando con s� un �Testamento�. Un documento talmente importante da indurre il Gran Maestro Guillaume de Beaujeu a sottrarre un uomo alla difesa della citt� perch� lo mettesse in salvo.</p><p>Gerardo si lasci� cadere di schianto sul letto, chiudendo gli occhi e riflettendo vorticosamente. Rimase qualche istante cos�, poi li riapr� e si tir� a sedere di scatto. Che l�antico proprietario della medaglia fosse proprio Bertrand de Rochebrune, sbarcato nei pressi di Recanati dopo essere fuggito da Acri?</p><p>Il giorno dopo avrebbe gettato in faccia alla direttrice del museo la sua scoperta, e dalla reazione avrebbe capito se era al corrente o no dell�esistenza dell�iscrizione.</p><p>Ma il mattino seguente, mentre correva con la Land Rover presa a nolo sulla strada in discesa che portava alla citt�, si vide venire incontro un camion. Immerso com�era nelle sue riflessioni, lo not� appena. Fu una sorta di sesto senso ad avvertirlo che all�improvviso il veicolo sbandava, invadendo la sua corsia.</p><p>Pigi� istintivamente con tutte le forze sul freno, ma non successe niente: il pedale scese sino a fondo corsa senza che l�auto rallentasse. Gir� disperatamente il volante.</p></section><section><title><p>5</p></title><p><strong>Porto Recanati. 20 giugno 1291</strong></p><empty-line/><p>Una folla era accorsa per salutare i crociati in partenza per la Francia. Bertrand era alla guida dei trenta soldati rimastigli fedeli. Shirinaze montava un mulo offerto dal marchese.</p><p>Accomiatandosi dal giovane Cavaliere con commosse parole di augurio, il gentiluomo italiano gli tese le braccia, stringendolo a s�.</p><p>Bertrand corrispose di cuore all�abbraccio, quindi, liberatosi dalla stretta, prese la borsa di cuoio che teneva legata alla cintura e ne tolse una delle tre medaglie d�argento realizzate dall�incisore di patron Magri. �Vi prego�, disse, �accettate questo modesto segno di riconoscenza per tutto ci� che avete fatto per noi.�</p><p>Il marchese di Recanati strinse la medaglia nella sinistra, alzando la destra nell�ultimo saluto. �Il Signore sia con voi.� Bertrand si fece il segno della croce e spron� il destriero che lo stesso nobiluomo gli aveva venduto.</p><p>Il percorso si sarebbe mantenuto quasi pianeggiante fino a Piacenza, dove si sarebbero avviati per la Via Francigena: i sentieri di montagna percorsi dai pellegrini in viaggio dalla Francia per Roma e la Terrasanta. A Piacenza vivevano certi cugini di Bertrand, che avrebbero sicuramente offerto loro cibo e ospitalit�.</p><p>Qualche giorno pi� tardi, si erano appena addentrati in un fitto bosco di querce secolari e vegetazione bassa, tra gole profonde. Bertrand guidava il drappello d�avanguardia, l�altra met� dei crociati chiudeva il corteo. Al centro c�erano le donne e i bambini che avevano preferito aspettare di mettersi in viaggio sotto la loro protezione.</p><p>Improvvise come il lampo le frecce cominciarono ad abbattersi su di loro. Nell�istante di smarrimento che segu� l�attacco, non fu facile capire da dove arrivassero.</p><p>Bertrand vide alcuni dei suoi cadere, prima di essere lui stesso raggiunto da una freccia alla spalla sinistra. La punta del dardo si conficc� nel muscolo provocando una ferita non grave, ma molto dolorosa. Il giovane afferr� il legno della freccia e lo spezz� in prossimit� della punta, chiudendo gli occhi in una smorfia di dolore. Avrebbe pensato pi� tardi a estrarla, adesso doveva soltanto vendere cara la pelle.</p><p>Riaperti gli occhi, vide spuntare sul sentiero B�ranger in groppa a uno dei cavalli rubati al momento della diserzione. Portava ancora la divisa da crociato, con parte del corpo protetta dalla maglia metallica e dalla corazza. L�elmo era di foggia saracena, sottratto a un nemico ucciso in battaglia. Se lo vide venire addosso, seguito dai venti disertori che urlavano e mulinavano le armi.</p><p>Bertrand sguain� la pesante spada, facendola roteare sopra la testa, e colp� con gli speroni il fianco del suo destriero. I due cavalli si scontrarono in piena velocit�, e la foresta fu scossa dal clangore delle armi che cozzavano. Il giovane Cavaliere fu disarcionato e rimase a terra qualche istante, confuso, mentre il veterano si apprestava a caricarlo di nuovo. Dalle fessure del suo elmo traspariva uno sguardo assassino.</p><p>De Rochebrune riusc� a mettersi in ginocchio e a schivare abilmente l�assalto, quindi men� un fendente tenendo la spada sopra la testa. Il colpo centr� l�avversario da dietro, tra le scapole, dove la pettorina della corazza attut� l�impatto, ma anche B�ranger fu disarcionato. Si fronteggiarono in piedi, mulinando le spade.</p><p>Bertrand cerc� di controllare la respirazione e di mantenere lucida la mente, quindi si butt� in un affondo. Sent� la lama penetrare nella carne del nemico, che, colpito alla gamba, barcoll� aprendo la guardia. Era il momento di sferrare l�attacco finale. Il giovane par� un colpo di punta, poi comp� una rotazione del busto, stringendo la spada con entrambe le mani. La lama sibil� nell�aria e colp� B�ranger sul collo, protetto soltanto dalla maglia di ferro. La testa del disertore rotol� lontana, mentre il suo corpo si afflosciava a terra come un sacco vuoto.</p><p>Bertrand lo osserv� soltanto un istante, poi si gett� nuovamente nella mischia, ma i disertori, visto cadere il loro comandante, avevano ormai perso lo slancio iniziale e batterono in ritirata, lasciando una decina di morti sul campo.</p><p>�Siete ferito, signore?� chiese ansiosamente Paul, lo scudiero, arrivando di corsa con la spada ancora lorda di sangue.</p><p>�Niente di grave. Dovremo estrarre la punta della freccia e cauterizzare la ferita.�</p><p>Paul arrovent� un coltello affilato ed estrasse la punta, incidendo la ferita per allargarla e penetrando a fondo con la lama. Bertrand aveva la fronte imperlata di sudore, ma non emise che pochi sommessi lamenti. Quando per� la lama rovente gli venne premuta sulla ferita per cauterizzarla, perse i sensi.</p><p>Il castello dei cugini di Piacenza distava ormai un solo giorno, e l� il giovane Cavaliere avrebbe potuto trascorrere un tranquillo periodo di convalescenza.</p><empty-line/><p><strong>Aeroporto di Haifa. Israele. 27 ottobre 1998</strong></p><empty-line/><p>Appena smontato dal volo di linea, il maggiordomo del conte di Valnure fu costretto ad asciugarsi il sudore che colava dalla fronte stempiata. Aveva con s� soltanto una borsa a tracolla e, superati finalmente i lunghi controlli di polizia, usc� dall�aerostazione precipitandosi verso il primo taxi libero.</p><p>�Mi porti all�ospedale�, ordin� in un inglese perfetto.</p><p>Quando finalmente arriv� nella camera di Gerardo, tir� un sospiro di sollievo: era mal ridotto, con una gamba fratturata e il viso pieno di escoriazioni, ma grazie al cielo era vivo.</p><p>�Giacomo!� riusc� soltanto a esclamare Gerardo.</p><p>�Non affaticatevi, signor conte. Avrete tempo e modo di spiegarmi tutto.�</p><p>�Uno stupido incidente, Giacomo. Cos� almeno ha detto la polizia. Uno scontro frontale tra un�auto senza freni e un ignoto pirata della strada, scomparso subito.�</p><empty-line/><p>In quello stesso momento, a Roma, nella villa sull�Appia Antica, era in corso una nuova riunione segreta.</p><p>�Un uomo stava facendo domande sconvenienti su gravi questioni che riguardano le nostre origini�, disse il Gran Maestro. �Abbiamo cercato subito di mettere freno alla sua curiosit�, ma non � morto. Comunque le sue condizioni lo terranno alla larga da noi per un po�. Forse quanto basta perch� la Vendetta si compia.�</p><empty-line/><p><strong>Piacenza. 26 giugno 1291</strong></p><empty-line/><p>�Chi siete?� chiese la guardia dalla torre, sporgendo la torcia per fare luce.</p><p>�Bertrand de Rochebrune, cugino dei signori di Valnure. Sono ferito e ho con me alcuni valorosi crociati e pellegrini sfuggiti all�assedio di San Giovanni d�Acri. Chiedo ospitalit�.�</p><p>Pochi istanti pi� tardi Bertrand era nella corte del castello e si vide correre incontro il conte Lorenzo di Valnure.</p><p>�Cugino�, esclam� il castellano, abbracciandolo con affetto. �Ti abbiamo pianto tra i caduti di Acri.�</p><p>�San Giovanni � dunque caduta�, prese mestamente atto Bertrand.</p><p>�S�, non ci sono stati superstiti, tranne poche persone che hanno potuto mettersi in salvo via mare. L�ho saputo da un amico, un mercante milanese che commercia con il Levante. Ma non avrei mai sperato che tra questi scampati ci fossi proprio tu.�</p><p>�� una storia lunga, ma se la tua benevolenza ci conceder� qualche giorno di ospitalit�, avr� modo di ragguagliarti.�</p><p>�La mia casa � tua�, replic� Lorenzo di Valnure, stringendo il cugino in un nuovo abbraccio.</p><p>Un fanciullo elegante e delicato, sui nove anni, si teneva timidamente in disparte, divorando con lo sguardo il Cavaliere crociato, il cui leggendario mantello bianco frusciava nell�aria. Il conte lo chiam� a s�. �Ecco Luigi�, lo present�, �il mio secondogenito. Lo ricordi? Ai tempi della tua ultima visita aveva poco pi� di quattro anni, ma ormai � quasi pronto per affrontare la vita.�</p><p>Bertrand fece un cordiale cenno di saluto al ragazzino, commentando: �Ha un fisico snello e forte. Tra qualche anno potrebbe diventare uno degli <emphasis>Hospites Templi </emphasis>e poi, se ne sar� degno, Cavaliere�.</p><p>�Dite davvero, Bertrand?� chiese il fanciullo con gli occhi sgranati.</p><p>�Vedremo, vedremo�, tagli� corto il padrone di casa. �Immagino che sarai stanco e affamato. Vieni nella mia casa, dove saremo felici di accudirti. E non preoccuparti per la gente che � con te. Ci penser� la servit�. Una volta riposato potrai raccontarmi le tue vicende.</p><p>�Ho visto che hai con te una piccola mora�, continu�. �E il tuo bottino di guerra? Un po� misero, direi, visto ci� che si mormora sulle ricchezze dei Templari.�</p><p>�No, Lorenzo, � una bambina che ho salvato da una tempesta in mare, e ho deciso di tenerla con me. Visto che la sorte ha voluto affidarmela, sento il dovere di provvedere al suo futuro.�</p><p>I due cugini erano figli di sorelle e si assomigliavano, sebbene il conte di Valnure fosse di diversi anni pi� anziano.</p><p>�Dicevi sul serio quando parlavi di ammettere mio figlio nell�Ordine?� chiese quest�ultimo quando si furono accomodati a tavola.</p><p>�Perch� no? Non appena Luigi avr� raggiunto l�et�, potr� venire con me e imparare l�arte della cavalleria. Sembra forte e intelligente.�</p><p>�Infatti, e non sai quanto poco mi sorrida l�idea di chiuderlo in un convento, come sarebbe destinato dalla legge ereditaria. Sembra molto pi� interessato alla vita avventurosa che a quella monastica. Ma suo fratello maggiore erediter� il titolo, e lui dovr� scegliere tra diventare un prelato o un Cavaliere del Tempio.�</p><p>�Come del resto ho dovuto fare io a sedici anni. Sono a tua disposizione, cugino.�</p><empty-line/><p>La sera seguente, dopo un lunghissimo sonno ristoratore, Bertrand fu sollecitato a raccontare gli ultimi giorni di San Giovanni d�Acri e la sua fuga. Prima di essere spedito affettuosamente ma perentoriamente a dormire, il piccolo Luigi lo ascolt� con una luce quasi febbricitante nello sguardo.</p><p>�Il Gran Maestro�, si concluse la narrazione di Bertrand, �mi ha affidato un cofanetto, raccomandandomi, qualora fosse morto nell�assedio, di consegnarlo al suo successore.� �Un cofanetto? Che cosa contiene?� �Ho la chiave, ma non ho mai pensato di aprirlo.� �Su, apriamolo. Guillaume de Beaujeu � morto, e credo sia giusto tu sappia che cos�hai messo in salvo per il suo successore. Potrai difenderlo con maggior cognizione di causa.�</p><p>Bertrand rimase qualche istante meditabondo. Il Gran Maestro non gli aveva detto di non aprire il cofanetto, ma soltanto di consegnarlo integro al suo successore. Annuendo con espressione intenta, si alz� e and� a prenderlo.</p><p>Lo aprirono in preda a un�intensa curiosit�. Non vi trovarono ricchezze o gioie, ma una cartellina in pelle con tre fogli di pergamena manoscritti. Recavano il sigillo di Hugues de Payns, fondatore dell�Ordine, morto il 24 maggio 1136.</p><empty-line/><p><strong>Haifa. 3 novembre 1998</strong></p><empty-line/><p>�Ti prego, Giacomo�, disse Gerardo di Valnure dal suo letto d�ospedale, �ho bisogno che tu svolga alcune indagini per me. Credo di avere scoperto qualcosa d�importante, ma il quadro non mi � ancora chiaro.�</p><p>�Certo, signore, compatibilmente con le mie possibilit�.�</p><p>�Niente di eccezionale, Giacomo. Soltanto alcune ricerche nella biblioteca del museo di Akko. Dovresti scoprire quale testamento di persona influente ci fosse nella citt� antica, anche se dei documenti originari non esiste ormai quasi pi� niente. Ma non si sa mai.�</p><p>�Cercher� di fare del mio meglio, signore.�</p><p>�Bravo. Tra tre giorni mi dimetteranno, e partiremo. Dopo di che potr� fare ricerche pi� approfondite.�</p><p>Poche ore pi� tardi Estelle Dufraisne era nel suo ufficio al museo con l�uomo dai lineamenti duri.</p><p>�Quindi il nostro conte italiano non si � dato per vinto�, disse questi.</p><p>�No, ha mandato una persona di sua fiducia a cercare qualcosa circa un non meglio identificato �Testamento�.�</p><p>�E sei sicura che da queste parti non ci sia niente al riguardo?�</p><p>�Niente, tranne l�iscrizione che Gerardo di Valnure ha gi� visto.�</p><p>�� un osso duro. Sebbene abbia rischiato la pelle, continua a ficcare il naso.�</p><p>�Te l�avevo detto. � l�impressione che mi ha dato quando � venuto qui.�</p><p>�Comunque fra un paio di giorni lo dimetteranno, e torner� in Italia. Speriamo che si metta tranquillo, altrimenti dovremo agire, e questa volta il Gran Maestro non ci conceder� di sbagliare.�</p><p>�Non credo che quell�uomo moller� la presa tanto facilmente.�</p><p>�Be�, chi � causa del suo mal��</p><p>�� pianga se stesso�, concluse freddamente Estelle Dufraisne.</p><empty-line/><p><strong>Castello di Valnure. 27 giugno 1291</strong></p><empty-line/><p>�<emphasis>Io, Hugues de Payns, Gran Maestro dell�Ordine dei Poveri Cavalieri di Cristo, sento avvicinarsi l�ora di ricongiungermi al Signore e pertanto ho deciso di vergare questo documento. Non gi� per lasciare ad altri ricchezze terrene, di cui noi Templari ci spogliamo come vuole la Regola, ma per indirizzare sulla retta via chi si assumer� dopo di me questo arduo compito e per prevenire errori che potrebbero annullare ogni nostra fatica.</emphasis>�</p><p>Bertrand pronunci� ad alta voce queste parole, traducendole dal latino. Gli tremavano le mani: stava leggendo le ultime volont� del fondatore dell�Ordine. �Hugues de Payns rimase in Terrasanta fino a poco prima della morte�, spieg� dopo aver appoggiato sullo scrigno le pagine consunte. �Si dice�, prosegu�, �che nei primi nove anni della loro permanenza presso il re di Gerusalemme, lui e i suoi Cavalieri abbiano effettuato molti scavi. Secondo una leggenda, infatti, la reggia sarebbe stata edificata sopra il Tempio di Salomone. Nessuno sa per� con precisione che cosa cercassero, e sono sorte molte voci.�</p><p>Ripreso il manoscritto, Bertrand continu� a leggere: �<emphasis>Il mio massimo timore riguarda le possibili evoluzioni del nostro Ordine. Sapranno i futuri Cavalieri mantenere gli impegni di castit�, povert� e obbedienza previsti dalla Regola che ci siamo imposti? Oppure cederanno a vizio e corruzione? Ma, quand�anche rettitudine e onest� cristiana permanessero, vedo altri possibili pericoli. L�Ordine dei Poveri Cavalieri di Cristo si rafforzer� e trarr� sostentamento e potenza dalle sue stesse fondamenta, diventando una pedina indispensabile per chi ha il potere. E quando Satana s�impossesser� del Trono di Pietro, i sacri simboli cadranno nella polvere e l�influenza del Maligno schiaccer� la potenza dei Cavalieri del Tempio. State in guardia, fratelli. Mos� ha fatto uccidere migliaia di ebrei senza consultare Aronne, cui spettava pronunciare la sentenza. Cos� dicono le Sacre Scritture. Chi verr� dopo di me dovr� lottare per strappare il Trono di Pietro a Satana, e chi ha peccato perir� fra atroci tormenti. Chi verr� dopo di me dovr� lottare sino alla morte per avere salva la vita eterna</emphasis>�. Bertrand fece una breve pausa, poi scand� le parole con cui si chiudeva il testamento spirituale del primo Gran Maestro: �<emphasis>Nos perituri mortem salutamus</emphasis>�.</p><p>Lorenzo di Valnure prese il documento e lo esamin� con attenzione, soffermandosi in particolare sul suo precario stato di conservazione.</p><p>�Un documento cos� importante non pu� andare perduto�, disse. �� opportuno effettuarne alcune copie, caso mai l�originale dovesse subire un ulteriore degrado. Conosco un ottimo amanuense, al vicino convento. Perch� ti rimetta dalle ferite occorreranno almeno dieci giorni. Quanto basta perch� il monaco possa fare diverse copie.�</p><p>�Sono d�accordo. Ne basterebbero due, delle quali vorrei che una fosse custodita da te. Il viaggio per la Francia � insidioso. Se dovesse accadermi qualcosa, la consegnerai al Gran Maestro dei Templari, come ho giurato a Guillaume de Beaujeu.�</p><p>�Cos� sar�, Bertrand. Hai la mia parola.�</p><p>Nel castello di Valnure i giorni trascorrevano sereni, e Bertrand dedicava buona parte del suo tempo a insegnare il francese a Shirinaze. La ferita alla spalla stava guarendo, e il momento di riprendere il viaggio si avvicinava rapidamente.</p><p>Finalmente, una calda mattina di luglio, la carovana si ricompose nella corte del castello. Il conte di Valnure abbracci� Bertrand.</p><p>�Dio ti accompagni, cugino.�</p><p>�Ti sono grato per tutto ci� che hai fatto per noi, Lorenzo.�</p><p>L�amanuense era riuscito a effettuare tre copie del manoscritto originale. Come avevano deciso, Bertrand ne consegn� una al cugino, e tenne per s� le altre due con l�originale.</p><empty-line/><p><strong>Lo stesso castello. Novembre 1998</strong></p><empty-line/><p>Gerardo di Valnure cominciava a muovere i primi passi con l�aiuto di due stampelle. Si aggirava nella sua dimora come una tigre in gabbia.</p><p>�Bertrand de Rochebrune�, continuava a ripetersi, �Bertrand de Rochebrune�� Un nome che gli risultava stranamente familiare.</p><p>Aveva consultato inutilmente tutti i volumi sui Cavalieri del Tempio raccolti negli anni, ma Bertrand de Rochebrune sembrava non aver lasciato tracce nella complessa storia dell�Ordine.</p><p>L�immobilit� forzata lo faceva sentire impotente, e il tarlo rodeva sempre pi� la sua mente. Qual era il �Testamento� che il Gran Maestro aveva affidato al Cavaliere, e, soprattutto, che cosa ne era stato di Bertrand de Rochebrune?</p><p>Era di nuovo a un punto morto. Eppure. Eppure� Dove aveva gi� sentito il nome de Rochebrune? Per quanto si arrovellasse, non riusciva a ricordare. Ma continuava a sperare: era sicuro che, tenendo duro, prima o poi sarebbe arrivato alla soluzione dell�enigma.</p><p>�Dunque�, ripet� per l�ennesima volta ad alta voce. �A vestire l�abito di Cavaliere del Tempio erano giovani di nobile casata, prevalentemente francesi. Di norma secondo o terzogeniti, che non ereditavano il titolo ma tutt�al pi� una dote che avevano l�obbligo di conferire all�Ordine. Spesso era loro affidata la cura dei beni conferiti, podere o castello che fosse, e ancor pi� spesso il loro nome derivava dalla localit� di cui avevano la signoria.�</p><p>Gli venne in mente un�ultima risorsa. Non nutriva grandi speranze, ma non si poteva mai sapere. Si sedette al computer e si connesse con quello che amava definire �il sapere universale�: Internet.</p><p>Scelto uno dei migliori motori di ricerca, digit� l�espressione �DE ROCHEBRUNE� nella finestra di ricerca. La macchina gli rispose che compariva in tre siti.</p><p>Due di essi illustravano un maestoso picco delle Alpi Marittime, in Francia. Offrivano magnifiche <emphasis>randonn�es </emphasis>su neve fresca e stupendi scenari di ghiacciaio. Ma il terzo�</p><p>�Il castello di Rochebrune�, lesse, �forse un�antica dimora dei Templari, ha subito diverse ristrutturazioni nei secoli, e oggi � un albergo di gran lusso.�</p><p>�Dimora <emphasis>dei Templari</emphasis>!� grid� Gerardo, facendo scorrere il testo sullo schermo con dita impazienti. Il castello era a qualche chilometro da Brian�on.</p><p>Nella sua mente scatt� un vaghissimo ricordo. Corse in biblioteca e prese da uno scaffale un antico volume.</p><p>Lo aveva puntigliosamente redatto il bisnonno, raccontandovi la storia della famiglia di Valnure fino alla sua epoca.</p><p>Lo sfogli� febbrilmente e finalmente trov� quel che cercava.</p><p>�Le due sorelle�, lesse, �sposarono rispettivamente il conte Filiberto di Valnure e il marchese Gerard de Serre, signore di Brian�on. Dalla prima unione nacque Lorenzo, dalla seconda due figli: Fran�ois e Bertrand, cui fu assegnato in dote il castello di Rochebrune.�</p><empty-line/><p><strong>Isola di Ruad. 14 aprile 1302</strong></p><empty-line/><p>Il bel viso bruno di Shirinaze era incorniciato da capelli neri come la notte, che le scendevano fin sulle spalle con riccioli ribelli. Era alta per i suoi diciassette anni, e gli abiti non riuscivano pi� a dissimulare le curve del suo corpo. Bertrand aveva ottenuto che rimanesse al suo fianco anche quando era stato comandato in una delle ultime roccaforti cristiane della Terrasanta.</p><p>Otto anni prima era diventato Gran Maestro dell�Ordine Jacques de Molay, che era vissuto a lungo a Cipro e conosceva bene le coste dominate dai mori. L�isola di Ruad era una rocca imprendibile, da dove i Templari, su navi veloci, compivano scorrerie nelle terre musulmane. Nel 1301 era stata donata all�Ordine da Bonifacio VIII proprio per farne una spina nel fianco dei mori.</p><p>Dopo aver trascorso alcuni anni a Cipro, Bertrand de Rochebrune era stato inviato al seguito di de Molay. Nel frattempo aveva mantenuto una fitta corrispondenza con il cugino Lorenzo di Valnure, tenendo anche fede alla promessa fattagli.</p><p>Il secondogenito di Lorenzo, infatti, il giovane Luigi, aveva iniziato da alcuni mesi il tirocinio per diventare sergente agli ordini di Bertrand e poi Cavaliere. Era un giovane focoso, e a Bertrand non era sfuggito lo sguardo con cui aveva osservato Shirinaze la prima volta che l�aveva vista.</p><p>Le quattro navi avanzavano in formazione. Quando gli uomini cominciarono a calare le scialuppe, la costa, nella parte meridionale di quella che un tempo si chiamava contea di Tripoli, era ancora distante. Una luna velata illuminava il bianco dei mantelli crociati.</p><p>Bertrand comandava un plotone di ottanta uomini. Non appena toccarono terra si avviarono in silenzio. Il nemico poteva essere vicino.</p><p>Le variopinte tende dei mori, illuminate dai fuochi, erano infatti a poche migliaia di passi. I Cavalieri del Tempio li colsero di sorpresa. Neutralizzate le sentinelle, scesero in massa dalle alture: erano pi� di seicento contro trecento mori. Quando l�allarme si diffuse nell�accampamento, era ormai troppo tardi. I cavalieri crociati ebbero rapidamente ragione del nemico, e alle prime luci dell�alba erano gi� di ritorno alle scialuppe.</p><p>Luigi di Valnure era ancora troppo giovane per prendere parte a un�azione militare, sebbene negli addestramenti avesse mostrato una notevole maestria. Era rimasto sulla galea e adesso, affacciato alla battagliola, osservava le operazioni di reimbarco.</p><p>Non appena Bertrand fu di nuovo a bordo, gli si avvicin�: �Cugino, quando mi consentirete finalmente di seguirvi in un�azione militare?�</p><p>�Frena l�impazienza, Luigi, ogni cosa a suo tempo. Ho promesso a tuo padre di vegliare su di te e d�insegnarti l�arte della cavalleria, non di lanciarti nella mischia ancora inesperto. Hai tutte le doti per diventare Cavaliere, ma � ancora presto.�</p><p>Qualche giorno pi� tardi Bertrand fu chiamato al cospetto del Gran Maestro.</p><p>�Bertrand�, gli disse Jacques de Molay, �circolano voci inquietanti sull�Ordine. Maldicenze, dicerie infamanti. Fino a oggi la benevolenza del Santo Padre non le ha volute ascoltare, ma Bonifacio VIII � sempre pi� lontano dalle cose terrene. Che cosa ne sar� di noi quando gli succeder� un nuovo papa, soprattutto se cedesse alle pretese di Filippo il Bello?�</p><p>�Il Testamento di Hugues de Payns!� esclam� Bertrand. �<emphasis>Strappare il Trono di Pietro a Satana.</emphasis>�</p><p>�Non siamo a questo punto, Bertrand, la profezia del mio predecessore � ancor lontana dall�avverarsi. Credo tuttavia che tu possa essere pi� utile al Tempio di Parigi che qui.�</p><p>Bertrand de Rochebrune fece per ribattere, ma un imperioso gesto lo fece desistere, mentre il Gran Maestro continuava: �Sei il Cavaliere in cui ripongo pi� fiducia. Partirai con la prima nave per la Francia, dove agirai nel solo interesse del Tempio, riferendo direttamente a me qualsiasi situazione di pericolo per l�Ordine�.</p><p>Quando rientr� nei suoi alloggiamenti, Luigi, che stava lustrando le armi, not� subito la sua aria corrucciata.</p><p>�Che cosa vi angustia?� chiese, abbandonando la sua occupazione.</p><p>�Dovrai rinviare il tuo battesimo in battaglia, Luigi. Sono richiamato a Parigi. E naturalmente tu verrai con me.�</p></section><section><title><p>6</p></title><p><strong>Parigi. 4 ottobre 1303</strong></p><empty-line/><p>Il Tempio di Parigi era una costruzione alta e austera, con quattro torri ai vertici e altre due, pi� basse, sul lato orientale. Il tetto, a forma di tronco di cono, sembrava una settima torre, altissima.</p><p>L�edificio era stato eretto nel corso del XII secolo e successivamente ampliato. Alla chiesa, di pianta circolare, era stato recentemente aggiunto un ampio coro. Si diceva che fosse molto pi� lussuoso della residenza dello stesso Filippo IV, re di Francia.</p><p>Bertrand de Rochebrune era stato accolto con grande cordialit� dal Precettore. Il suo salvacondotto recava il sigillo del Gran Maestro de Molay e ordinava di riceverlo con tutti gli onori. Quindi gli era stata assegnata una delle stanze sul fronte, mentre Luigi e Paul erano stati sistemati in una stanzetta nell�ala orientale. Shirinaze era stata accolta in una sede attigua, destinata alle donne incaricate delle cucine e delle pulizie, che non entravano mai nel Tempio vero e proprio.</p><p>Nel corso del primo anno della sua permanenza a Parigi, Bertrand si dedic� con grande impegno alle sottili arti di diplomazia e politica, onde poter stilare periodici rendiconti da inviare al Gran Maestro.</p><p>De Molay era sopravvissuto miracolosamente alla capitolazione dell�isola di Ruad, presa dal Sultano d�Egitto dopo un lungo assedio. Nella battaglia erano morti duecentocinquanta Templari, e quasi la met� erano stati fatti prigionieri. Ma il Gran Maestro era riuscito a rifugiarsi a Cipro.</p><p>Ancora una volta un ordine di un Gran Maestro aveva salvato la vita a Bertrand, ma quel genere di esistenza non faceva per lui.</p><p>�<emphasis>Signore</emphasis>�, scrisse un giorno, �<emphasis>non so se quanto accaduto ad Anagni � giunto ai vostri orecchi, quindi ve ne ragguaglio per sommi capi, gonfio di apprensione. Sciarra Colonna e Guglielmo de Nogaret, emissari del Re di Francia, sono entrati nella sede del Papa con le loro soldataglie e hanno imprigionato il Pontefice. � un affronto che sconvolge la Cristianit� e pone le basi di una prevaricazione del potere temporale su quello ecclesiastico.</emphasis></p><p>�<emphasis>Pare che Bonifacio VIII versi in cattiva salute, e si teme che la sua fine sia prossima. Gi� s�indicano molti pretendenti alla successione, in grande maggioranza legati a Filippo IV. Che cosa ne sar� di noi? A Parigi circolano insistenti voci circa l�intenzione del Re di Francia di sopprimere l�Ordine e confiscare tutti i nostri averi. Sono soltanto voci, ma potete ben immaginare quale sia lo stato d�animo di noi tutti qui al Tempio. Temo che il fronte della Guerra Santa si stia spostando, e che ben altre battaglie dovremo combattere. Mi permetto pertanto di suggerire la necessit� della Vostra presenza qui a Parigi.</emphasis></p><p>�<emphasis>Nutro il forte timore che quanto scritto nel Testamento stia per avverarsi. E credetemi, signore, quanto riferisco non � che una piccola parte dei veleni che si respirano a Parigi. La considerazione in cui i Cavalieri di Cristo sono tenuti dagli uomini del Re � cambiata: lo si capisce da mille piccoli segni: sguardi, comportamenti, voci.</emphasis>�</p><p>Bertrand de Rochebrune arrotol� con cura la pergamena, la sigill� e poi, introdottala in un cilindro di pelle, vi appose un secondo sigillo di ceralacca raffigurante una fune annodata con un nodo marinaro a formare il simbolo di un pesce stilizzato.</p><empty-line/><p><strong>Lione. Giugno 1305</strong></p><empty-line/><p>La citt� era addobbata a festa. I drappi e gli stendardi con gli stemmi pontifici erano affissi a ogni angolo: Clemente V, papa voluto dal re di Francia, l�aveva scelta per salirvi sul Trono di Pietro.</p><p>Bertrand de Rochebrune era nel seguito del pontefice, accoltovi con tutti gli onori come alto esponente del Tempio, sebbene le accuse contro l�Ordine si fossero andate sempre pi� intensificando. Si parlava di sordidi riti, addirittura denunciati da un presunto testimone oculare, l�ex templare Esquieu de Floyran.</p><p>La cattedrale di Saint Just era su un�altura. Sul percorso per raggiungerla si assiepava una folla festante.</p><p>Improvvisamente si ud� un rumore sordo. Un muro di pietre, su cui avevano trovato posto centinaia di fedeli, oscill� paurosamente e rovin� sul corteo papale. Lo stesso Clemente V fu disarcionato, e la sua tiara rotol� nella polvere. Dodici persone rimasero uccise, e molti furono i feriti travolti dalla folla in preda al panico.</p><p>Carlo di Valois, fratello del re, si chin�, raccolse il copricapo papale con le tre corone sovrapposte, simbolo dell�integrit� della Chiesa, e, inginocchiatosi, lo porse al pontefice.</p><p>Profondamente scosso, Bertrand de Rochebrune non pot� non ripensare alle ultime parole di Hugues de Payns: �<emphasis>Quando Satana s�impossesser� del Trono di Pietro, i sacri simboli cadranno nella polvere e l�influenza del Maligno schiaccer� la potenza dei Cavalieri del Tempio. State in guardia, fratelli</emphasis>�<emphasis>.</emphasis></p><empty-line/><p>Nel frattempo, al Tempio di Parigi, in assenza del suo protettore, Luigi di Valnure soffriva d�inedia. Quell�inattivit� gli pesava come una cappa di ferro.</p><p>Mentre girovagava incupito nelle viuzze all�esterno del Tempio, incontr� Shirinaze, che gli sorrise con la sua bella chiostra di denti candidi, sfavillanti nella pelle bruna. I due giovani non si vedevano da qualche tempo.</p><p>�Sono stanco di questo ozio�, sbuff� Luigi. �Verr� mai il giorno in cui potr� impegnarmi in battaglia?�</p><p>�In modo che possiamo piangere un altro morto?� ribatt� la giovane mora in tono carico di apprensione.</p><p>�Mai vorrei vedere i tuoi occhi piangere�, replic� lui con profonda tenerezza, sorridendole. Gli occhi neri della ragazza riflettevano la luce di un sole pallido.</p><p>�Devo andare a portare questi panni nelle lavanderie�, disse Shirinaze. �Perch� non scendi con me? Puoi rientrare al Tempio attraverso i sotterranei.� E senza aspettare risposta, prese il cesto con gli indumenti e si avvi�.</p><p>Luigi la segu� senza dire niente, ma, non appena furono nei sotterranei, la super� e le si par� davanti, fermandola.</p><p>�Shirinaze�, esclam� in tono quasi implorante, �non sai che cosa darei per indossare una delle tuniche da templare che hai nella cesta.�</p><p>�Non � possibile�, replic� la giovane in tono severo. �Verremo puniti.�</p><p>�Chi potrebbe scoprirci? Non lo diremo a nessuno. Ti prego, amica mia.�</p><p>Shirinaze abbass� lo sguardo al pavimento, con un�espressione di profonda inquietudine. Oltre a quel giovane, non aveva praticamente amici. Non parlava quasi mai con nessuno.</p><p>�Ti prego�, insistette Luigi a voce bassissima. �Ti ripeto: non lo sapr� nessuno.�</p><p>La giovane mora, schivatolo con un�abile mossa, scapp� via senza dire niente: nemmeno di no.</p><p>Con il cuore in gola, Luigi vide che per� non entrava nelle lavanderie ma in un locale di servizio.</p><p>La segui d�impulso e, non appena ebbe varcato la soglia della stanzetta oscura e angusta, vide che Shirinaze gli stava porgendo il mantello da Cavaliere del Tempio.</p><p>Presolo con mani reverenti, Luigi se lo lasci� cadere sulle spalle.</p><p>�Sei il pi� bel Cavaliere che io abbia mai visto�, sbott� Shirinaze.</p><p>Lui la guard�, stupito, e per la prima volta la vide veramente per ci� che era diventata: una giovane donna molto bella e in fiore. Si sent� bruciare da un fuoco sconosciuto, che non riusc� a reprimere.</p><p>Senza dire niente, le si accost�, la cinse alle spalle e premette la bocca contro la sua.</p><p>�ȅ � peccato�, esclam� lei, imbarazzata, ritraendosi di scatto.</p><p>�No, Shirinaze, lo sar� quando avr� preso i voti, ma fino a quel momento sono un uomo libero. E� ti amo.�</p><p>�Non dire cos�, Luigi. � male� io��</p><p>Ma Shirinaze non aggiunse altro, stringendosi a lui e rispondendo con ardore al bacio. A ragionare per entrambi era l�istinto della giovent� sana e forte.</p><p>�Lo desideravo da quando ti ho visto�, mormor� Luigi.</p><p>La risposta di Shirinaze si spense in un altro bacio.</p><empty-line/><p><strong>Novembre 1998</strong></p><empty-line/><p>Gerardo era seduto in poltrona, con la gamba ingessata appoggiata su uno sgabello, devotamente accudito da Giacomo.</p><p>Aveva in mano la medaglia d�argento trovata a Recanati. Gli era venuta in mente una cosa su cui doveva indagare, e cio� da dove provenisse tutto il metallo prezioso di cui disponevano i Cavalieri del Tempio. Sul finire del XIII secolo, infatti, le miniere tedesche e russe non erano ancora in funzione. Eppure il Tempio possedeva enormi forzieri colmi d�argento, oro e altri metalli preziosi. Certo, i Templari erano stati gli antesignani dei moderni banchieri: aprivano lettere di credito, prestavano denaro persino a sovrani. Ma l�accumulo di una simile ricchezza in soli duecento anni, tanto grande da suscitare le mire persino del re di Francia, era un fatto singolare. Da dove veniva?</p><p>Chiss� che nel vecchio castello di Rochebrune, o nei pressi, non si potesse scoprire qualcosa?</p><p>Quale attivit� di riabilitazione migliore, una volta tolto il gesso, che passeggiare tra i boschi ai piedi delle Alpi Marittime, resi balsamici dalla vicinanza del Mediterraneo?</p><empty-line/><p>Un paio di settimane pi� tardi, un sole incredibilmente luminoso rendeva trionfale la giornata al Grand Hotel de Rochebrune.</p><p>Le dita di Gerardo di Valnure correvano veloci sulla tastiera del computer portatile che teneva sulle ginocchia. Stava raccogliendo i suoi appunti davanti a una vetrata da cui si vedeva in tutta la sua magnificenza il Pic de Rochebrune, quando si sent� rivolgere la parola da una voce sensuale: �Mi hanno detto che � italiano anche lei�.</p><p>Giratosi, Gerardo vide una donna in pantaloni attillati e giacca trapuntata nera, con collo di pelliccia. I capelli neri erano tagliati alla maschietta, e gli occhi azzurri sembravano capaci di perforare qualsiasi difesa.</p><p>�Certo, sono italiano�, rispose, alzandosi con qualche fatica e porgendo la destra. �Gerardo di Valnure.�</p><p>�Piacere. Sono Paola Lari, che per� � soltanto un nome d�arte. Il mio vero cognome � Larizza. Sono cantante, e questa sera mi esibir� a Brian�on. Posso sedermi qui? Sempre che non la disturbi.�</p><p>�No di sicuro�, rispose Gerardo, spegnendo il computer. �Stavo soltanto prendendo qualche appunto ispirato dalla tranquillit� di questo luogo.�</p><p>La conversazione si rivel� estremamente piacevole, tanto che alla fine i due si davano del tu, e Gerardo assicur� la sua presenza allo spettacolo di quella sera, dove arriv� puntuale.</p><p>Paola Lari era una cantante veramente notevole, e con un repertorio tale da consentirle, con i numerosi bis richiesti, d�intrattenere il pubblico fin quasi a mezzanotte.</p><p>Lasciato finalmente il palco, lo raggiunse al suo tavolo.</p><p>�Un tuo parere, signor conte?�</p><p>�Hai una voce magnifica, mi hai fatto letteralmente venire i brividi. Ma come fai a sapere che sono conte?�</p><p>�Intuito femminile?� rispose la bellissima donna, fissandolo con due occhi di fuoco.</p><p>Quando finalmente riusc� a lasciare la cantante e a tornare in camera sua, Gerardo ebbe la peggiore delle sorprese. Tutto era in un disordine spaventevole, e il computer era sparito.</p><empty-line/><p>Poche ore pi� tardi lo stesso computer era in una villa dell�Appia Antica, posato su un tavolo.</p><p>�Abbiamo provato a violare le tre password di protezione�, disse in tono inquieto l�uomo che lo aveva portato l�, �ma non c�� stato niente da fare: i segreti che nasconde restano l� dentro.�</p><p>�Non so di quali segreti possa essere in possesso questo Gerardo di Valnure�, replic� il Gran Maestro, storpiando il nome con un brutto accento americano, �ma � molto improbabile che lo portino a noi. In ogni caso aveva ragione Sonia: � un vero osso duro.�</p><p>�Provochiamo un altro incidente?�</p><p>�No. Se ha scoperto qualcosa, avr� di sicuro informato qualcuno, e un secondo incidente potrebbe alimentare troppi sospetti. Vediamo che cosa fa ancora e continuiamo a tenerlo sotto stretta sorveglianza.�</p><empty-line/><p><strong>Parigi. 1306</strong></p><empty-line/><p>Era scoppiata improvvisa una rivolta contro il re Filippo IV, provocata dalle sue inique gabelle, per le quali tutti ormai lo chiamavano il �re falsario�. Il sovrano aveva trovato rifugio nel Tempio, la fortezza pi� sicura di Parigi.</p><p>Nel corso di questo suo soggiorno forzato, Filippo IV si aggir� ovunque, manifestando quella che poteva sembrare soltanto un�innocua curiosit�. Ma cos� facendo ebbe modo di vedere il tesoro del Tempio, custodito in una grande stanza blindata al centro dell�edificio.</p><p>Bertrand de Rochebrune aveva per� notato con quanto interesse Filippo osservasse ogni particolare, quasi volesse imprimerselo nella memoria, e, sapendo ci� che sapeva, il comportamento gli era apparso altamente sospetto. Si affrett� pertanto a inviare un messaggio al Gran Maestro, a Cipro.</p><p>�<emphasis>Signore</emphasis>�, scrisse, �<emphasis>mentre vi scrivo queste righe il Re di Francia � ospite del Tempio, dove manifesta una curiosit� che mi inquieta, cos� come mi irrita il suo tono quasi da padrone di casa. Mentre la Regola impone che le uniche autorit� che dobbiamo riconoscere sono la Vostra e quella del Papa.</emphasis></p><p>�<emphasis>Purtroppo il Tesoriere ha commesso l�imprudenza di mostrargli le stanze del tesoro, e ho personalmente visto il suo sguardo illuminarsi di un lampo di cupidigia. Temo che l�oro lo abbia abbagliato: i suoi esausti forzieri ne trarrebbero immenso vantaggio. Contrariamente a quanto vi ho scritto in precedenza, credo dunque che non sia opportuna una Vostra venuta a Parigi. Sono convinto che Filippo stia architettando qualcosa per impadronirsi dei nostri beni, e la Vostra presenza qui potrebbe essere pericolosa per Voi. Fortunatamente mi sono fatto buoni amici nella cerchia del Re e ho ricevuto la solenne promessa che qualsiasi eventuale atto contrario al Tempio mi sar� tempestivamente segnalato. Devotamente Vi saluto e rimango in attesa di Vostre istruzioni.</emphasis>�</p><p>Il breve soggiorno del sovrano gli aveva infatti permesso di stringere una solida amicizia con Jean Marie de Serrault, un giovane nobile la cui famiglia era molto vicina a Filippo, ma che non ne condivideva le idee, al punto che nel suo palazzo si svolgevano frequenti riunioni che molto poco sarebbero piaciute al re e ai suoi lacch�.</p><p>Il giovane conte aveva perso da tempo il padre, e alla gestione dei beni di famiglia provvedeva l�energica e coraggiosa madre. De Serrault aveva un fisico fragile, a cui corrispondeva forse un equilibrio instabile della mente. Ma in lui Bertrand trov� una delle poche persone di cui potersi fidare.</p><p>Alla fine di luglio, per�, un altro evento inquietante lo indusse a scrivere una nuova lettera al Gran Maestro.</p><p>�<emphasis>Ancora una volta, signore, sono costretto a riferirvi un fatto che suscita in me apprensione e sgomento. La mattina del 22 luglio gli sgherri di Filippo IV hanno incarcerato in un solo giorno tutti gli ebrei stanziati sul territorio francese, confiscando ogni loro bene onde rimpinguare le magre casse del sovrano. Vi scongiuro, signore, non tornate. Ho la netta sensazione che presto toccher� ai Cavalieri del Tempio. Qualsiasi cosa accada a Parigi, Cipro � un luogo sicuro per riorganizzarsi. Dal canto nostro, sapremo vendere cara la pelle.</emphasis>�</p><p>La riposta arriv� due mesi pi� tardi. Nonostante le raccomandazioni di Bertrand, Jacques de Molay aveva deciso di aderire all�invito di Clemente V e si apprestava a partire per Parigi. Era convinto che Filippo IV avesse aderito al suo progetto di fusione tra l�Ordine del Tempio e quello dei Cavalieri dell�Ospedale di San Giovanni. E comunque, aggiungeva nella sua lettera, era pronto ad affrontare qualsiasi traversia e accusa.</p><p>Non poteva purtroppo sapere che dietro l�invito del pontefice c�era l�abile regia di Guillaume de Nogaret, astuto mestatore del re di Francia. Quello stesso Nogaret che era entrato ad Anagni e aveva preso in ostaggio Bonifacio VIII.</p><p>Jacques de Molay sbarc� in Francia con un seguito di sessanta Cavalieri e un tesoro di centocinquantamila fiorini d�oro. Assai pi� di quanto sarebbe servito per rimettere in sesto le finanze del re.</p><empty-line/><p><strong>Castello di Valnure. 21 dicembre 1998</strong></p><empty-line/><p>�Residenza del conte di Valnure�, rispose impeccabile Giacomo.</p><p>�Sono Paola Lari. Vorrei parlare con il signor conte.�</p><p>Pochi istanti pi� tardi Gerardo era in linea con la cantante.</p><p>�Che piacere sentirti, Paola.�</p><p>�Mi avevi detto di chiamarti non appena fossi tornata dalla Francia. Mi � spiaciuto molto per quello che ti � successo in albergo. Hai avuto notizie della roba sparita dalla tua camera?�</p><p>�Era soltanto un computer portatile con una parte dei miei appunti. Comunque il ladro non sapr� che cosa farsene, visto che � protetto da una serie di password insuperabili.�</p><p>�Spero che il tuo lavoro non sia andato perduto.�</p><p>�No, soltanto qualche riflessione. I miei dati importanti sono nascosti in un posto molto pi� sicuro.�</p><p>�Meno male. Comunque sar� a Milano per un paio di giorni da domani. Che cosa ne diresti d�invitarmi a cena?�</p><p>�Con vero piacere. Se hai modo di raggiungermi a Piacenza, sar� molto onorato di averti mia ospite domani sera, sempre che tu possa.�</p><p>�Potr� senz�altro. A domani.�</p><p>Quando Paola arriv� al castello con un�auto di piccola cilindrata, era gi� buio, e i fari sapientemente disposti dagli architetti illuminavano l�edificio in tutto il suo splendore. Lui la aspettava nei pressi del cancello.</p><p>�E hai il coraggio di chiamare �casa� questa magnificenza?� gli chiese lei, ridendo e abbracciandolo.</p><p>Saliti all�appartamento di Gerardo, trovarono ad attenderli sulla porta Giacomo, in giacca bianca con i bottoni dorati.</p><p>�Vuole affidarmi il soprabito, signora?� chiese quest�ultimo con un leggero inchino.</p><p>�Giacomo � un cuoco insuperabile, come scoprirai�, spieg� Gerardo. �Posso intanto offrirti un aperitivo?�</p><p>Paola continuava a guardarsi attorno come abbagliata. Non le era mai capitato di trovarsi in un edificio cos� bello, oltre che cos� ricco di storia.</p><p>�Ecco il mio buon ritiro�, continu� Gerardo. �E qui che mi rifugio quando torno dai miei viaggi.�</p><p>Quando finalmente ebbero finito di cenare e furono rimasti soli, Paola si mise comoda sul divano, accavallando le lunghe gambe fino a lasciar intravedere il confine tra la seta delle calze nere e la pelle.</p><p>Senza una sola parola, attir� a s� Gerardo e lo baci� sul collo, risalendo fino alla bocca. Lui la strinse, infilando le mani sotto la camicetta di seta bianca.</p><p>Sapeva che sarebbe stata l�avventura di una notte. Si era lasciato raramente coinvolgere in relazioni durature.</p><empty-line/><p><strong>Parigi. Mattino del 2 ottobre 1307</strong></p><empty-line/><p>Un militare raggiunse Bertrand mentre si trovava a colloquio con il Gran Maestro de Molay.</p><p>�Chiedo perdono, Cavalieri, ma un mendicante chiede di conferire con Bertrand de Rochebrune. � logoro e sudicio e si rifiuta di fornire le sue generalit�, ma adduce motivi della massima importanza.�</p><p>�Ricevetelo, Bertrand�, disse Jacques de Molay. �Possiamo senz�altro rimandare la nostra conversazione.�</p><p>Arrivato al cospetto del Templare, il mendicante si tolse il cappuccio del mantello, e, con un tuffo al cuore, Bertrand riconobbe Jean Marie de Serrault.</p><p>�Presto, Bertrand, dovete fuggire tutti�, gli disse senza indugio il giovane, cereo in volto e con le mani scosse da un tremito. �Il re intende farvi imprigionare.�</p><p>�Spiegatevi meglio, vi prego.�</p><p>�Lo scorso 14 settembre il re ha deliberato il vostro arresto in massa, e il 22 gli ordini di cattura sono stati diramati in tutta la Francia, anche se dovranno essere aperti soltanto il 13 di ottobre. Dovete mettervi in salvo.�</p><p>�E di che cosa saremmo accusati?�</p><p>�Eresia, adorazione di idoli satanici come Bafometto, insulto ai sacri simboli religiosi, baci indecenti, sodomia. E sono soltanto i pi� gravi degli oltre cento capi d�accusa. Ma avete ancora il tempo di fuggire.�</p><p>�Sareste disposto a ripetere al nostro Gran Maestro quanto mi avete riferito?�</p><p>�A chiunque. Tanto ormai � in pericolo anche la mia vita. Il Tempio di Parigi e molte altre sedi templari sono sotto stretta sorveglianza da diversi giorni, ed � probabile che uno degli sgherri del re mi abbia riconosciuto.�</p><p>Dopo qualche tempo, ascoltatolo attentamente, Jacques de Molay riflett� qualche istante con espressione cupa e poi sbott�: �Non abbiamo niente da temere. Sono accuse prive di qualsiasi fondamento, e a fronte di esse sta il nostro operato al servizio della Cristianit�. Nessun tribunale potr� mai credere a simili infamie�.</p><p>�Permettetemi d�insistere�, grid� quasi de Serrault. �� una congiura architettata dalla mente diabolica del Nogaret. Vi arresteranno e tortureranno, e molti di voi cederanno. Le loro ammissioni, per quanto estorte, basteranno per condannare l�intero Ordine del Tempio.�</p><p>�Vi ringrazio per quello che avete fatto per noi, conte de Serrault. Sapremo tenerne conto. Ma adesso vi prego di lasciarmi conferire con il Cavaliere de Rochebrune�, tagli� corto de Molay.</p><p>�� ormai troppo tardi per mettere in salvo l�intero Ordine�, continu� non appena rimasero soli. �E in ogni caso non posso fuggire davanti ad accuse cos� infamanti. Devo difendere me stesso e tutti voi. Quindi ti chiedo ancora una volta di mettere in salvo ci� che ci � sacro. � un ordine. La nostra flotta � pronta a salpare da La Rochelle. Raggiungila.�</p><p>�E dove andremo, signore? De Serrault ci ha detto che le accuse di Filippo IV sono state inviate a tutti i sovrani d�Europa. Nessun luogo sar� pi� sicuro per noi Templari.�</p><p>�Esistono terre ancora inesplorate, e vi rifugerete l�. � un viaggio lungo e difficile, ma non impossibile. I comandanti della nostra flotta conoscono bene la rotta. Si tratta di terre ricche d�oro e d�argento, popolate da indigeni ospitali, convinti che siamo la reincarnazione di una loro divinit�.�</p><p>�Sono dunque ancora una volta costretto a fuggire davanti al pericolo? Mi ripugna, ma non posso che inchinarmi al vostro ordine. Consentitemi tuttavia una promessa solenne: torner�. Torner� per difendere i miei confratelli. Lo giuro sulla Croce.�</p><p>De Molay parve non sentirlo nemmeno e continu�: �A La Rochelle sono alla fonda diciassette navi. Non possiamo farle cadere nelle mani di Filippo IV. Dobbiamo portarle in salvo assieme al nostro tesoro�.</p><p>�Ma ci vorranno diversi giorni, e come potremo trasportare tutto di nascosto?�</p><p>�Non sto parlando del Tesoro dell�Ordine, Bertrand, ma soltanto di alcuni oggetti sacri che custodiamo da quando li scoprirono i fondatori nei sotterranei del Tempio di Gerusalemme. Io vi coprir� per quanto mi sar� possibile. Se necessario, arriver� fino ad ammettere le colpe che mi verranno contestate. La mia vita vale molto poco al confronto con l�importanza di quegli oggetti.</p><p>�Basta cos�. Tra due giorni partirai per La Rochelle sotto mentite spoglie. Sarai preceduto da una staffetta con i miei ordini. In quella citt� portuale ti si uniranno altri fratelli. Prenderai il comando della flotta, che successivamente dividerai. Dieci navi si fermeranno in Scozia, il cui sovrano non potr� mai mostrarci alcuna ostilit�. Si terranno pronte a tornare in Francia, qualora altri Cavalieri dovessero trovarsi nelle condizioni di lasciare questo Paese. Con le altre sette, le pi� solide e veloci, tu farai invece rotta per quelle terre lontane. Dio ti assista.�</p><empty-line/><p>�Debbo parlarvi� disse Bertrand a Luigi e Shirinaze, convocati con la massima urgenza nel suo alloggio. �Il re sta per imprigionare tutti i Templari di Francia. E io sono stato destinato a una missione della massima segretezza e importanza. Credo sia meglio che voi due vi rifugiate in Italia, nel castello di Valnure.�</p><p>Luigi alz� su di lui uno sguardo intimidito, e ci volle qualche istante perch� potesse parlare.</p><p>�� da tempo che voglio dirvi una cosa, Bertrand�, sbott� finalmente, �ma non ho mai trovato il coraggio. Adesso� adesso� per� e di nuovo s�interruppe, arrossendo intensamente. �Shirinaze e io ci amiamo�, disse infine tutto d�un fiato. �Quindi� quindi devo rinunciare a diventare Cavaliere. Ma palesare il nostro amore a mio padre e ai miei parenti sarebbe molto difficile. Shirinaze � devota alla nostra religione, ma le sue origini� persino il colore della sua pelle� Non avremmo vita facile in nessun luogo cristiano. Portateci con voi.�</p><p>Bertrand sorrise e annu�.</p><p>Aveva occhi acuti, la confessione del suo protetto non lo aveva colto di sorpresa. Rimase qualche istante in silenzio, quindi annunci� in tono solenne: �Mi siete stati affidati dal destino o dalla famiglia. � giusto che rimaniate con me�.</p><empty-line/><p><strong>Castello di Valnure. 10 gennaio 1999</strong></p><empty-line/><p>Era quasi l�una di notte, e Gerardo di Valnure stava cercando con scarso successo di canticchiare un�aria della <emphasis>Camera di un libertino </emphasis>di Stravinsky, a cui aveva appena assistito al teatro di Reggio Emilia. Il cancello si apr� automaticamente, illuminato dai fari dell�auto. Per una strana associazione d�idee gli venne in mente Paola, ferma in quello stesso punto una ventina di giorni prima. Da allora si erano sentiti un paio di volte, ma non si erano visti. Per fortuna, anche lei sembrava poco propensa ai legami duraturi.</p><p>Scese dall�auto e, sotto una pioggia sottile, apr� il portoncino della sua abitazione, apprestandosi a salire le scale. Un forte colpo alla nuca gli fece perdere i sensi. Rimase svenuto diversi minuti, consentendo agli assalitori di scappare.</p><p>Quando si riprese, stent� a ricordarsi dove fosse. Si massaggi� la testa, che sembrava volesse esplodere. Poi ricord� tutto, e in particolare che Giacomo aveva preso un giorno di libert� per andare a trovare una parente malata. Sal� le scale reggendosi al corrimano. Entr� in casa.</p><p>I ladri avevano frugato ovunque con metodo, e la casa era nel caos totale. Fatto un sommario controllo, Gerardo constat� che mancavano soltanto alcuni pezzi d�argenteria: per fortuna la cassaforte a muro, dov�erano custoditi i gioielli di famiglia, documenti e contanti, non aveva ceduto.</p><p>Lasciatosi cadere su una poltroncina dello studio, ancora confuso, Gerardo fece vagare lo sguardo nel locale in cerca di eventuali altri danni. E fu allora che not� il computer: i ladri lo avevano acceso. Erano davvero <emphasis>ladri</emphasis>? Che cosa stavano cercando?</p><empty-line/><p><strong>Parigi. Notte del 4 ottobre 1307</strong></p><empty-line/><p>I quattro carri carichi di fieno non uscirono dal portone principale del Tempio, ma da uno secondario, e si allontanarono rapidamente con il favore della notte. Sul primo carro c�erano Bertrand e Paul, sul secondo Luigi e Shirinaze, e sul terzo Jean Marie de Serrault, che aveva deciso di rifugiarsi in Scozia, dove aveva parenti. Con loro erano partiti una dozzina tra Cavalieri e sergenti.</p><p>Gli otto giorni di viaggio per La Rochelle trascorsero senza intoppi, e finalmente davanti al piccolo convoglio comparve la citt�, vagamente simile a San Giovanni d�Acri per l�alto muro di cinta turrito da cui era protetta. Alcune navi erano ormeggiate in banchina, altre dondolavano pigramente all�ancora in rada.</p><p>Era notte, e le porte erano sprangate.</p><p>�Sono Bertrand de Rochebrune, Cavaliere del Tempio: reco un salvacondotto e ordini del Gran Maestro Jacques de Molay per il comandante della flotta�, annunci� Bertrand all�alt della sentinella.</p><p>�Una staffetta ci ha preannunciato il vostro arrivo, Cavaliere�, gli fu risposto. �Il comandante della flotta vi sta aspettando. Vi condurr� da lui.�</p><p>Le sagome delle navi si stagliavano nella notte. Erano strane, molto diverse dalle galee e cocche su cui Bertrand era abituato a viaggiare nel Mediterraneo. Avevano i bordi pi� alti, una prua ancora pi� sollevata e vele diverse.</p><p>Bertrand le stava ancora osservando con interesse, quando si sent� salutare da una voce familiare. Con un trasalimento riconobbe il comandante che l�aveva portato in salvo da San Giovanni d�Acri.</p><p>Patron Magri si sporgeva con un largo sorriso dal parapetto della nave pi� grossa. �Sono lieto d�incontrarvi di nuovo, Bertrand.</p><p>�Cos� travestito, ho stentato a riconoscervi�, continu� quando lo ebbe davanti a s� sul ponte. �Sono ai vostri ordini, secondo il dispaccio inviatomi dal Gran Maestro. La flotta � pronta a salpare.�</p><p>Quindi spieg� che l�armatore veneziano per il quale navigava nel Mediterraneo era morto, e lui aveva deciso di rimanere al servizio del Tempio, ricevendo il comando di quella flotta.</p><p>�Come vedete�, spieg�, �queste cocche nordiche sono diverse dalle nostre, dovendo affrontare mari ben pi� difficili.�</p><p>Concluse con la massima celerit� le operazioni di carico; il convoglio di diciassette navi mise la prora al mare e cominci� il lungo viaggio.</p><p>�Ho ormai percorso diverse volte la rotta verso le terre sconosciute, Bertrand�, spieg� patron Magri quando ebbe terminato di dirigere le manovre. �Sono luoghi mirabili, dove frutti e verdure crescono spontanei. Intratteniamo buone relazioni con gli indigeni, che sono gente pacifica e ingenua.�</p><p>�Come fate a seguire la rotta?� chiese Bertrand.</p><p>�Basta dirigere a occidente e seguire una stella che chiamiamo Merika. Il viaggio pu� durare anche qualche mese, ma in questa stagione i venti sono favorevoli.�</p><empty-line/><p><strong>Castello di Valnure. 15 gennaio 1999</strong></p><empty-line/><p>Gerardo scosse ancora una volta la testa. No, c�era di sicuro qualcos�altro. <emphasis>Doveva </emphasis>esserci.</p><p>Nelle sue ricerche si era sempre limitato ai testi seri, rifuggendo da quelli fantasiosi, che romanzavano la vicenda dei Templari. Ma a un certo punto non gli erano pi� bastati, e si era visto praticamente costretto ad affrontare le teorie pi� fantasiose, che volevano addirittura i Cavalieri del Tempio protagonisti di spedizioni oltre Oceano e quindi precursori di Colombo sulle rotte del Nuovo Mondo.</p><p>D�altra parte, dov�erano finite le loro diciassette navi alla fonda nel porto di La Rochelle, scomparse senza lasciare traccia il 13 ottobre 1307? E, di nuovo, da dove veniva l�immensa ricchezza in oro e argento accumulata dall�Ordine in un continente pressoch� privo di minerali preziosi?</p><p>Era immerso ormai da diversi giorni in queste nuove ricerche, che per� gli avevano concesso soltanto dati labili e fantasiosi: apparenti croci latine e celtiche in diverse iscrizioni Maya, assonanze di vocaboli tra la lingua degli indigeni messicani con alcune parole di vari idiomi europei, antiche leggende che parlavano di uomini di pelle chiara venuti dal mare e venerati come dei. Una stella che indicava la rotta da seguire, a cui certi testi facevano risalire il vocabolo America. Troppo poco.</p><empty-line/><p><strong>Al largo delle coste scozzesi. 20 ottobre 1307</strong></p><empty-line/><p>L�autunno si preannunciava clemente. I venti favorevoli li spingevano verso occidente con velocit� costante. La nave di patron Magri solcava il mare maestosa e inarrestabile, le altre sedici navi la seguivano in formazione sparsa. Di l� a poco la flotta si sarebbe divisa.</p><p>Mentre Jean Marie de Serrault cercava di avvistare la terraferma dal ponte, Bertrand de Rochebrune gli si fece vicino. �� quasi giunto il momento di separaci, amico mio�, disse.</p><p>�S�. Non posso abbandonare mia madre al suo destino. Trover� rifugio presso i miei cugini St Clair, a Roslin, fino a quando le acque non si saranno calmate. Dopo di che torner� senz�altro in Francia.�</p><p>�Ho giurato anch�io che torner�. Il pensiero che tanti miei fratelli languiscano in catene mi toglie il sonno.�</p><p>�Dubito che una sola persona possa bastare a liberarli.�</p><p>�Non importa, torner� ugualmente. Un singolare destino sembra assistermi� o condannarmi. Cos� � stato a San Giovanni d�Acri, cos� � stato nell�isola di Ruad. E ancora una volta un ordine mi salva, ma al tempo stesso mi allontana dal campo di battaglia. Non avrei di sicuro accettato se non mi fossero stati affidati i segreti del Tempio da portare in salvo.�</p><p>�Ah. Ecco che cosa contengono quei cofani pesantissimi e sigillati�, esclam� de Serrault.</p><p>�Non lo deve sapere nessuno, amico mio. Se ve l�ho rivelato � soltanto perch� sto per chiedervi una cosa di vitale importanza.� Bertrand fece una pausa, fissandolo negli occhi, quindi continu�: �Ritengo sia pi� prudente affidare quelle casse a voi piuttosto che tenerle sulla mia nave, esposte a ogni pericolo. Le custodirete fino al mio ritorno. E a quel punto speriamo che le infami persecuzioni contro i Cavalieri del Tempio siano soltanto un terribile ricordo�.</p><p>�Non temete, Bertrand, quelle casse rimarranno in un luogo sicuro finch� non tornerete. Mio cugino St Clair non violer� mai il vostro segreto.�</p><p>Come sempre succedeva di fronte a un avvenimento importante o pericoloso, le mani di Jean Marie presero a tremare, e il giovane fu costretto ad abbassare lo sguardo. Eppure, riflett� Bertrand, quelle mani incerte e quella mente debole erano pi� sicure della sua nave in balia di mari quasi ignoti.</p><p>Bertrand si conged� da Jean Marie con un caldo abbraccio, ma prima che scendesse nella scialuppa gli porse un involucro di pelle con una pergamena.</p><p>�Vi prego di custodire anche questo documento. Sono le ultime parole scritte dal primo Gran Maestro dell�Ordine, Hugues de Payns. Le ho tratte in salvo da San Giovanni d�Acri alcuni anni fa. Non � l�originale, che ho restituito al Gran Maestro de Molay, ma una copia che ho fatto eseguire in Italia. E comunque un documento prezioso, parole che, alla luce degli ultimi avvenimenti, ardono come fuoco.�</p><empty-line/><p><strong>Roma. Una villa sull�Appia Antica. 20 gennaio 1999</strong></p><empty-line/><p>�Che cosa siamo riusciti a scoprire di nuovo su Gerardo di Valnure?� chiese il Gran Maestro.</p><p>�Per il momento molto poco�, rispose la donna, i cui occhi, visibili tra le fessure del cappuccio bianco, non tradivano il minimo senso di sottomissione. �Ma le sue ricerche procedono con metodo, e sono convinta che continuare a tenerlo d�occhio senza interferire nel suo lavoro possa portarci a buoni risultati.�</p><p>�Sono d�accordo. Dobbiamo assolutamente trovare i documenti scomparsi dal Tempio di Parigi in quello sciagurato ottobre del 1307. E a portarci a essi potrebbero essere proprio le ricerche di Gerardo di Valnure.�</p></section><section><title><p>7</p></title><p><strong>Nuovo Mondo. Maggio 1311</strong></p><empty-line/><p>Quattro anni erano volati come il vento. Il figlio di Luigi e Shirinaze giocava felice nel chiuso della palizzata che circondava le abitazioni come un baluardo. La sola struttura in pietra era una torre al centro del borgo. Un simbolo di potenza pi� che uno strumento di difesa: la convivenza con gli indigeni proseguiva infatti pacifica. Trattavano gli uomini dalla pelle chiara, vestiti di ferro, come divinit�, e mai si sarebbero rivoltati contro di loro.</p><p>Bertrand de Rochebrune chiam� Luigi nella sua casa, costruita con robusti tronchi di legno.</p><p>�� ora che io torni in Europa�, gli annunci�.</p><p>�Credete sia conveniente? La persecuzione sar� terminata? La Francia sar� tornata una terra sicura per un Cavaliere del Tempio?�</p><p>�Comunque stiano le cose, sento il dovere di tornare. Andr� prima in Scozia, dai parenti di Jean Marie de Serrault. Sapranno certamente che cosa ne � stato del Gran Maestro de Molay e dell�Ordine. Salper� tra dieci giorni.�</p><p>�Che cosa ti rattrista, Luigi?� chiese Shirinaze al marito, non appena lo vide arrivare a casa.</p><p>�Bertrand ha deciso di partire per l�Europa. La sua guida ci mancher� molto. L�unica cosa che mi consola � che potr� finalmente far avere notizie a mio padre. Probabilmente mi crede morto.�</p><p>E quella sera stessa Luigi scrisse una lettera.</p><p>�<emphasis>Padte, vi prego di perdonarmi per le lunghe ansie che vi ho procurato, ma prima di oggi non mi � stato possibile cercare di farvi avere mie notizie. Mi trovo in una terra remota, un avamposto segreto dei Cavalieri del Tempio, che non posso svelare. Ma sono libero e godo di ottima salute, come spero ardentemente di tutti voi.</emphasis></p><p>�<emphasis>Sono ormai padre di un piccolo di quattro anni a cui, con mia moglie, ho voluto dare il vostro nome. La sorte ha voluto che riuscissimo a fuggire la stessa notte in cui iniziarono le persecuzioni contro i Cavalieri del Tempio.</emphasis></p><p>�<emphasis>Dubito che potr� mai tornare a Piacenza: il viaggio � lungo e pieno d�insidie, e non posso farlo intraprendere a un bimbo di pochi anni. Ma, credetemi, voi e mio fratello mi mancate non poco. Consegner� questa lettera al cugino Bertrand, che sapr� trovare il modo di farvela pervenire. Vi scongiuro per� di custodirla lontano da occhi indiscreti e di mantenere il pi� assoluto riserbo sul suo contenuto. Non so se avr� mai occasione di farvi avere altre mie notizie.</emphasis></p><p>�<emphasis>Avrete sempre il mio pi� profondo rispetto e amore. Luigi.</emphasis>�</p><p>Il giovane arrotol� il foglio e lo chiuse in un astuccio di pelle scura. Quindi fece sciogliere due terzi di cera d�api, un terzo di pece bianca e un pizzico di verderame, aggiungendovi qualche crine di cavallo per aumentarne la solidit�. Infine prese il sigillo del suo protettore, Bertrand de Rochebrune, e lo impresse nell�impasto caldo.</p><empty-line/><p><strong>Castello di Valnure. 30 gennaio 1999</strong></p><empty-line/><p>Gerardo si lasci� cadere sul divano del salone. Aveva trascorso molte ore a sovrintendere ai nuovi lavori di ristrutturazione nell�ala pi� antica ed era stanco. Fece appena a tempo a chiudere gli occhi per godere di un attimo di relax, quando si sent� chiamare a gran voce dalla corte.</p><p>�Signor conte, presto, venga gi� nelle cantine. Abbiamo scoperto una nicchia murata, e c�� dentro qualcosa�, grid� uno dei muratori.</p><p>Gerardo fece i gradini a tre a tre. Le luci illuminavano una nicchia poco pi� alta di un metro, all�altezza della vita di un uomo. Infil� con cautela la destra nella fessura e tast� l�incavo. Con un sussulto di emozione sent� sotto le dita la forma cilindrica di un astuccio in pelle. Poi di un altro. Li estrasse entrambi con grande cautela, meravigliandosi del loro ottimo stato di conservazione, senza dubbio dovuto all�assenza di aria nel loro nascondiglio. Cap� subito che si trattava di due custodie per pergamene.</p><p>Studi� il sigillo spezzato di una delle due, ed ebbe un nuovo sussulto di emozione. La cera si era scurita, ma vi si leggeva ancora il motto <emphasis>Nos perituri mortem salutamus. </emphasis>E si distingueva anche la gassa d�amante. Si augur� con fervore che i documenti fossero nello stesso stato di conservazione delle custodie. Ma non poteva cedere alla curiosit�, compiendo una mossa avventata. Avrebbe potuto compromettere per sempre l�integrit� dei documenti. Sapeva per� a chi rivolgersi per non danneggiare quella scoperta straordinaria.</p><empty-line/><p><strong>Luglio 1311</strong></p><empty-line/><p>Il viaggio di ritorno era stato lungo e faticoso, complicato da venti poco favorevoli che avevano costretto le tre imbarcazioni templari a lunghi bordeggi. Ma dopo oltre sessanta giorni di navigazione avevano finalmente avvistato la terraferma. Le tre navi si erano ancorate in una rada riparata.</p><p>Bertrand de Rochebrune scese a terra con una scialuppa, accompagnato dallo scudiero e da cinque uomini. Non sapeva quale destino fosse toccato ai Templari, per cui non aveva indossato il candido mantello crociato.</p><p>Raggiunse il castello dei St Clair al calare della sera. Il ponte levatoio era ancora ammainato. Una sentinella gli sbarr� il passo.</p><p>�Sono Bertrand de Rochebrune, amico di Jean Marie de Serrault, cugino del tuo signore.�</p><p>�Con chi volete parlare?�</p><p>�Con il signor de Serrault o con il barone St Clair.�</p><p>Dopo pochi istanti fu raggiunto nella corte da Jean Marie, che apr� il viso in un sorriso di gioia, esclamando: �Amico mio. Non sapete quanto io sia felice di rivedervi dopo cos� tanto tempo�.</p><p>Bertrand si accorse subito che le sue condizioni erano ulteriormente peggiorate. Il tremito alle mani era ormai costante e lo sguardo sfuggente, se non addirittura vacuo.</p><empty-line/><p>�Come temevo, da quando Bertrand � partito le cose sono cambiate�, disse Luigi a Shirinaze, preoccupato. Si era appena incontrato con Raymond de Ceillac, il nuovo capo della comunit�. �Quell�uomo non mi piace�, continu�. �E ancora meno mi piacciono il modo in cui tratta gli indigeni e la sua bramosia di oro e argento. Spero che Bertrand torni presto, altrimenti rischiamo il peggio.�</p><p>�Ma no. De Ceillac � un combattente, e forse hai interpretato male i suoi modi rudi. � il Cavaliere pi� anziano, e il comando gli spettava di diritto.�</p><p>�Conosco bene i suoi modi, e proprio per questo sono preoccupato. Ha istituito una sorta di giustizia sommaria, che colpisce tutti, ma soprattutto gli indigeni. Oggi ne ha fatto impiccare due, rei, secondo lui, di aver sottratto una pepita d�oro durante l�estrazione. Sta instaurando un regime di terrore. E alla fine non potr� che danneggiare la nostra pacifica convivenza con i locali.�</p><p>�Anche l�atteggiamento degli indigeni � cambiato, per�. E credo di sapere perch�.�</p><p>�Le donne, intendi?�</p><p>�Proprio. Al momento della partenza dall�Europa ce n�erano con noi soltanto cinque, oltre a me. Troppo poche per quasi settecento uomini, esclusi i Cavalieri del Tempio e gli ecclesiastici, votati alla castit�. Era inevitabile che gli uomini si accompagnassero con le indigene, ma questo ha suscitato un malumore crescente.�</p><p>�� vero. Si dice addirittura che Raymond, violando i voti, abbia una relazione segreta con la figlia del capo del villaggio.�</p><empty-line/><p>Al grande tavolo sedevano Bertrand, St Clair e Jean Marie de Serrault. Le donne si erano educatamente allontanate dopo aver gustato con loro un ottimo pranzo a base di cacciagione.</p><p>St Clair era sui trent�anni e, come il cugino Jean Marie, non era di grande prestanza fisica. I capelli biondi tendenti al rosso gli davano un aspetto quasi fanciullesco. Portava una barba rada e poco curata. Dai suoi occhi traspariva per� una forte energia.</p><p>�Da quella notte del 1307�, disse Jean Marie, �la situazione � peggiorata sempre pi�, anche se i sovrani a cui Filippo IV aveva rivolto l�invito a comportarsi come lui, sono stati molto pi� moderati. Qui in Scozia, per esempio, l�invito � stato ignorato.</p><p>�Il giorno seguente alla cattura, Nogaret ha trasmesso i capi di accusa alla Facolt� di Teologia della Sorbona per farli esaminare da una commissione. Pochi giorni dopo ha deposto lo stesso Gran Maestro de Molay, riuscendo ad accattivarsi la benevolenza di alcuni componenti della stessa commissione di luminari. Ma il piano architettato da Filippo con Nogaret e l�Inquisitore Imbert non poteva certamente trovare un ostacolo in loro.�</p><p>�Tuttavia il papa di Roma, per il quale siamo sempre stati pronti al sacrificio�� obiett� Bertrand.</p><p>�Dal marzo del 1309, Clemente V ha stabilito la sua residenza ad Avignone, e non � che un fantoccio prigioniero del re di Francia, anche se all�inizio ha cercato di far valere la sua autorit� per quanto concerne l�Ordine. Molti Templari sono stati torturati durante gli interrogatori dell�Inquisizione, e alcuni di loro hanno confessato colpe ignobili. Tanto � bastato a far prevalere le accuse di Filippo.�</p><p>�Che sarebbero?�</p><p>�Alleanza dei Cavalieri del Tempio con i saraceni per impadronirsi della Cristianit�, adorazione di idoli infernali, ripudio della croce, pratiche di sodomia, magia nera e altro ancora.�</p><p>�Ma � assurdo�, comment� Bertrand con un filo di voce.</p><p>�Veramente assurdo�, convenne il barone St Clair, sdegnato. �Ma, sotto tortura, lo stesso Gran Maestro de Molay ha ammesso colpe ignobili.�</p><p>�� morto?�</p><p>�No, ma se le accuse verranno confermate, rischia il rogo.�</p><p>�Ha rivelato anche la mia missione?�</p><p>�Ho raccolto le confidenze dei parenti di Geoffroy de Charney, a cui � stato concesso di curare le gravi ferite di de Molay e di un congiunto imprigionato con il Gran Maestro�, rispose lo scozzese. �Sembra che de Molay sia stato crocifisso, e che gli siano state inferte tutte le ferite di Ges�. I boia dell�Inquisizione sono maestri nel mantenere l�imputato cosciente sin sulla soglia della morte. Ma nessuno dei Templari prigionieri ha mai parlato di voi o dei cofani che custodiamo in questo castello.�</p><p>�Credo addirittura che il Gran Maestro abbia deciso di ammettere quelle infamanti accuse proprio per difendere il vostro segreto�, intervenne Jean Marie de Serrault.</p><p>�Si � dunque davvero sacrificato per questo�, mormor� Bertrand.</p><p>�� un soldato, temprato dalle sofferenze. Ma il suo sacrificio � stato premiato. Una volta ottenuta la sua confessione, i giudici dell�Inquisizione non hanno indagato sulla destinazione della vostra flotta�, convenne de Serrault.</p><p>�Da quello sciagurato giorno le cose sono precipitate, e il pontefice non fa niente per salvare i Cavalieri. Anzi, sembra addirittura che due cardinali abbiano interrogato il Gran Maestro a Chinon, confermando le accuse e rinviandolo a deporre davanti a una commissione creata <emphasis>ad hoc </emphasis>per non urtare la suscettibilit� del re di Francia. Ma tra il 1309 e il 1310 questa commissione si � riunita soltanto tre volte. Intanto il vescovato di Sens ha condannato a morte cinquantaquattro Templari, arsi vivi nelle vicinanze di Parigi. Nel prossimo ottobre, poi, si aprir� a Vienne il Concilio, che senza dubbio sancir� la fine dell�Ordine.�</p><p>�Dobbiamo difendere i miei confratelli da questa infamia, salvarli�, esclam� Bertrand con voce rotta dall�angoscia. Quindi, ritrovata la calma, continu�: �Quanti Cavalieri ancora liberi pensate che si possano radunare?�</p><p>�Quelli rifugiati in Scozia e Portogallo sono poco pi� di duemila, ma non � detto che intendano unirsi tutti a voi. E comunque sono troppo pochi per fronteggiare l�esercito del re di Francia.�</p><p>�Sia come sia, non possiamo rimanere inerti di fronte a una simile ingiustizia�, concluse Bertrand de Rochebrune in tono di sfida.</p><empty-line/><p><strong>Roma. Un palazzo all�Eur. Febbraio 1999</strong></p><empty-line/><p>Sara Terracini si stava godendo qualche attimo di relax abbandonata sullo schienale della sedia, con le lunghe gambe appoggiate al primo cassetto della scrivania. Era esausta ma soddisfatta. Il laboratorio scientifico che dirigeva, uno dei pi� all�avanguardia nel mondo, aveva appena finito di catalogare il carico di una nave oneraria romana, recentemente riportato in superficie. La sua non comune bellezza era appena velata dal tono affaticato. La testa reclinata all�indietro lasciava cadere i capelli corvini sulle spalle come una cascata.</p><p>Il suo attimo di tregua fu interrotto dal trillo dell�interfono. �Il signor Gerardo di Valnure chiede di poterla vedere, dottoressa�, le disse la segretaria. �Ma non ha un appuntamento�, continu� in tono severo.</p><p>�Lo faccia passare subito, per favore.�</p><p>Sara si diede una rapida riassettata guardandosi nello specchietto preso dalla borsetta. Studiosa o non studiosa, non scordava mai di essere una <emphasis>donna.</emphasis></p><p>Quando il nobile piacentino apparve sulla porta, si alz� immediatamente, schiudendo il viso in un caldo sorriso e andandogli incontro con le braccia aperte.</p><p>�Che magnifica sorpresa, Gerardo. Qual buon vento?�</p><p>�Ho bisogno delle tue splendide doti di scopritrice di misteri.�</p><p>Misteri? Sara avvert� un fin troppo noto campanello d�allarme. Non sarebbe mai riuscita a godersi <emphasis>cinque </emphasis>minuti consecutivi di tranquillit�?</p><p>Si vide posare davanti una scatola di polistirolo, da cui Gerardo estrasse due antichi astucci cilindrici in pelle, attraverso la cui apertura si vedevano altrettante pergamene.</p><p>�Ecco il motivo della mia visita.�</p><p>A Sara bast� un rapidissimo esame per esclamare: �Custodie di et� tardo-medievale, in ottimo stato di conservazione. Per� temo che non si possa dire altrettanto delle pergamene. Che cosa raffigura quel sigillo?�</p><p>�Credo che troveremo una risposta proprio nelle pergamene, sempre che si riesca a estrarle integre. Il sigillo � quello di un Templare, che penso possa essere stato testimone degli ultimi travagliati momenti dell�Ordine. Sono entrato in possesso per puro caso della medaglia da cui il sigillo � stato ricavato, e poi l�ho ritrovato l�, rispose Gerardo posando sulla scrivania il disco d�argento. �Non puoi non aiutarmi, Sara. Che cosa sai dei Templari?�</p><p>�Non un granch�, ma la loro storia mi affascina da quando il loro cammino si � intrecciato con una vicenda a cui ho avuto occasione di lavorare. Anche allora per un <emphasis>amico. </emphasis>Begli amici ho.�</p><p>�Quale vicenda?�</p><p>�Rennes-le-Ch�teau, un paesino della Linguadoca, che pare sia depositario di molti segreti e tesori nascosti, tra i quali, forse, anche quello dei Templari, oltre a quello del Tempio di Gerusalemme.�</p><p>�� una storia che conosco bene: sono ormai mesi che mi documento sulle ipotesi pi� fantasiose circa la fine dei Templari. E quel parroco di Rennes-le-Ch�teau, che sul finire del secolo scorso sembr� colpito da una improvvisa quanto misteriosa ricchezza, le voci sulla sua scoperta di un tesoro� Ma la vicenda che sta a cuore a me � un�altra.�</p><empty-line/><p><strong>Agosto 1311</strong></p><empty-line/><p>La palizzata che circondava la cittadina non bastava a contenere gli assalti degli indigeni. Le frecce infuocate piovevano da ogni parte, incendiando i tetti delle case di legno.</p><p>Lasciato il compito della difesa ai suoi, Raymond de Ceillac si era rifugiato con un manipolo di fedelissimi nell�unica costruzione in pietra del villaggio: un�alta torre squadrata simile al �maschio� di un castello templare.</p><p>Luigi di Valnure aveva resistito in prima linea fino a quando non aveva capito che ogni difesa era inutile, dopo di che si era precipitato alla sua abitazione, una delle poche a non essere ancora in fiamme, e aveva preso con s� Shirinaze e il piccolo Lorenzo.</p><p>Usciti da una breccia della palizzata durante un attimo di tregua, erano scappati nell�erba alta fino a sfinirsi, fermandosi finalmente su una rupe da dove potevano osservare senza pericolo gli sviluppi della battaglia.</p><p>Videro gli indigeni dilagare nel villaggio e trucidare chiunque si parasse loro davanti. Osservarono in un silenzio inorridito le case che si riducevano a mucchi di cenere. Finch� non fu assaltata anche la torre. Ne videro uscire un centinaio di armati, che riuscirono a farsi largo, a raggiungere la spiaggia, dove erano in secca diverse scialuppe, e a prendere il mare verso l�unica delle quattro navi che si era salvata dall�incendio perch� ancorata in rada.</p><p>La seguirono con lo sguardo finch� non scomparve oltre lo sperone di roccia che delimitava la baia. Nessuno dei due aveva detto una sola parola. Gonfi di angoscia, si stavano chiedendo entrambi che cosa ne sarebbe stato di loro e, soprattutto, di loro figlio.</p><p>Ma non si persero d�animo. Dopo essersi concessi un brevissimo riposo, ripartirono verso la costa, dove si accinsero a costruire una zattera per raggiungere una vicina isola. Luigi sapeva che, circondata da un�insidiosa barriera corallina, per gli indigeni era una zona severamente vietata, popolata dagli spiriti degli antenati.</p><p>Infaticabilmente aiutato dalla moglie, us� la spada per recidere alcuni tronchi, che leg� tra loro con foglie di palma intrecciate. Dopo due estenuanti giornate di lavoro, la zattera fu finalmente sulla battigia di spiaggia corallina.</p><p>Luigi la spinse verso il largo e finalmente vi si iss� anche lui, spiegando la vela quadra ricavata dalla mantella di Shirinaze. Diede di piglio ai due lunghi remi modellati con la spada in due tronchi pressoch� identici, e la zattera cominci� ad allontanarsi lentamente dalla spiaggia.</p><empty-line/><p>Le staffette del barone St Clair fecero ritorno a una a una. Erano state inviate in cerca dei Cavalieri sfuggiti alla persecuzione, ma le notizie che portavano non erano rincuoranti: la maggioranza di essi riteneva sciolto il voto, e soltanto sette od ottocento si erano dichiarati disposti a seguire Bertrand nell�improbo tentativo di liberare il Gran Maestro e gli altri confratelli.</p><p>Dispacci riservati di Bertrand de Rochebrune li avevano convocati in una localit� segreta presso Vienne, dove stava per aprirsi il Concilio incaricato di giudicare l�Ordine. Dovevano raggiungerla alla spicciolata senza dare nell�occhio, armati e, se possibile, a cavallo.</p><empty-line/><p><strong>Roma. Febbraio 1999</strong></p><empty-line/><p>I due astucci e il loro contenuto erano stati sottoposti a una serie di esami e poi immersi in una soluzione per separare le pergamene dalle custodie, a cui il tempo le aveva fuse. Quindi era iniziata la paziente opera per recuperare al meglio i documenti, dopo averli asciugati in uno speciale forno. Le tracce d�inchiostro erano cancellate in pi� punti.</p><p>Gerardo di Valnure manifest� le sue perplessit� a Sara Terracini, che per tutta risposta gli indic� un�apparecchiatura simile a una macchina per raggi X.</p><p>�� uno spettroscopio di fluorescenza: serve a vedere le tracce lasciate dall�inchiostro�, gli spieg�. Quindi prese con tutta la cautela dovuta i documenti e li inser� in una specie di fotocopiatrice.</p><p>�� un sofisticato scanner che combina raggi laser e infrarossi a betaradiografia. Ci� che riesce a leggere dovrebbe comparire presto sul mio monitor.�</p><p>L�attesa si rivel� pi� lunga del previsto, ma alla fine la macchina diede il suo responso. Sara digit� con mani esperte sulla tastiera, finch� i caratteri gotici non apparvero nitidi sullo schermo.</p><p>�Ci siamo�, esclam�, mentre Gerardo cominciava a tradurre a voce alta il francese antico del testo.</p><p>�<emphasis>Io, Hugues de Payns, Gran Maestro dell�Ordine dei Poveri Cavalieri di Cristo, sento avvicinarsi l�ora di ricongiungermi al Signore e pertanto ho deciso di vergare questo documento. Non gi� per lasciare ad altri ricchezze terrene, di cui noi Templari ci spogliamo come vuole la Regola, ma per indirizzare sulla retta via chi si assumer� dopo di me questo arduo compito e per prevenire errori che potrebbero annullare ogni nostra fatica.</emphasis></p><p>�<emphasis>Il mio massimo timore riguarda le possibili evoluzioni del nostro Ordine. Sapranno i futuri cavalieri mantenere gli impegni di castit�, povert� e obbedienza previsti dalla regola che ci siamo imposti? Oppure cederanno a vizio e corruzione? Ma, quand�anche rettitudine e onest� cristiana permanessero, vedo altri possibili pericoli. L�Ordine dei Poveri Cavalieri di Cristo si rafforzer� e trarr� sostentamento e potenza dalle sue stesse fondamenta, diventando una pedina indispensabile per chi ha il potere. E quando Satana s�impossesser� del Trono di Pietro, i sacri simboli cadranno nella polvere e l�influenza del Maligno schiaccer� la potenza dei Cavalieri del Tempio. State in guardia, fratelli. Mos� ha fatto uccidere migliaia di ebrei senza consultare Aronne, cui spettava pronunciare la sentenza. Cos� dicono le Sacre Scritture. Chi verr� dopo di me dovr� lottare per strappare il Trono di Pietro a Satana, e chi ha peccato perir� fra atroci tormenti. Chi verr� dopo di me dovr� lottare sino alla morte per avere salva la vita eterna.</emphasis>�</p><p>E finalmente Gerardo scand� le parole con cui si concludeva quello che sembrava essere l�ultimo saluto del primo Gran Maestro del Tempio: �<emphasis>Nos perituri mortem salutamus</emphasis>�.</p><p>�Stupefacente�, esclam� Sara.</p><p>La decifrazione della seconda pergamena risult� pi� difficile: l�apparecchio non riusciva a riconoscere molti caratteri, e per avere un risultato soddisfacente fu necessaria una serie di approssimazioni.</p><p>�Mi tremano quasi le mani�, disse Gerardo scorrendo le parole, questa volta vergate nell�italiano volgare del Medio Evo. �Questo � un messaggio scritto da un mio antenato secoli fa.�</p><p>�Gi�, ma che cosa avr� inteso dire scrivendo: �<emphasis>Mi trovo in una terra remota, un avamposto segreto dei Cavalieri del Tempio, che non posso svelare�</emphasis>?�</p><p>�Non sono sicuro, ma mi sto convincendo che i Templari in fuga dalla Francia nel 1307 abbiano raggiunto il continente americano.�</p><p>�Una teoria fantasiosa, che ho letto anch�io non ricordo dove. Hai qualche prova?�</p><p>�Nessuna tangibile, soltanto una serie d�indizi, e per di pi� labili.�</p><p>�Vediamo che cosa ne dice la nostra enciclopedia vivente�, replic� Sara, sollevando la cornetta del telefono interno.</p><p>�Toni�, disse poi, �ti dispiacerebbe fare un salto da me?�</p><p>Toni Marradesi arriv� subito e, concluse le presentazioni, Sara gli chiese: �Che cosa ti dice l�ipotesi di una possibile fuga di Templari verso il continente americano quasi due secoli prima di Cristoforo Colombo?�</p><p>Il suo collaboratore riflett� qualche istante con espressione assorta, quasi stesse selezionando informazioni nella sua mente come in un computer, quindi rispose: �� una teoria che discende da quella dei Vichinghi come scopritori dell�America. Si basa su quattro importanti indizi. Nei pressi di Westdorf, nel Massachusetts, � stata scoperta una pietra scolpita in maniera rudimentale, con la figura di un cavaliere in armatura medievale. Regge uno scudo su cui si vede una nave che segue la rotta indicata da una stella�.</p><p>�La stella Merika�, esclam� Gerardo.</p><p>�Precisamente, un astro gi� noto agli antichi greci. Indica l�Ovest.� E Marradesi continu�: �Il secondo indizio � la singolare presenza di una torre in pietra a Newport, Rhode Island. La singolarit� sta nel fatto che � descritta nei termini di �villa normanna� nella carta geografica di Giovanni da Verrazzano, datata 1524. Terzo indizio: il nobile scozzese William St Clair, che vantava un antenato templare, complet� attorno al 1480 una singolare cappella di famiglia nei pressi di Roslin, in Scozia. In alcuni bassorilievi sulle pareti si vedono pannocchie di mais e piante di aloe, allora sconosciute in Europa. Badate bene: la costruzione risale ad almeno dodici anni prima della scoperta di Colombo.</p><p>�Quarto e ultimo indizio: nelle nazioni iberiche la persecuzione contro i Templari non venne quasi messa in atto. In Portogallo, addirittura, venne loro consentito di rifondarsi sotto il nome di Cavalieri di Cristo, e se ne hanno tracce certe sino al XVI secolo. E sapete chi spos� la figlia di un Gran Maestro dei Cavalieri di Cristo? Precisamente Cristoforo Colombo. La sua ricerca potrebbe aver trovato origine nei racconti del suocero.</p><p>�L�ipotesi dei Vichinghi arrivati per primi in America partendo dalla Groenlandia � ormai quasi universalmente accettata. Sulla presenza dei Templari, invece, esiste soltanto una serie di tracce, di cui ho citato le pi� note.�</p><p>�Interessante, ma come mai non si � sviluppata una loro civilt�?� chiese Sara.</p><p>�La risposta � logica�, intervenne Gerardo. �La flotta � fuggita da La Rochelle in tutta fretta sotto l�incalzare degli eventi, quindi a bordo non potevano esserci molte donne. Aggiungi che i Templari erano monaci guerrieri, impegnati a sacri voti, tra cui quello di castit�.</p><p>�Le sono veramente grato per il contributo che ha dato alla mia ricerca�, continu� rivolto a Marradesi. �Mi farebbe molto piacere se desse un�occhiata ai manoscritti che la dottoressa Terracini � riuscita a mettere in chiaro con le sue apparecchiature.�</p><p>Marradesi prese gli stampati di computer e li lesse senza alcuna difficolt�, annuendo pensosamente.</p><p>�Se il luogo indicato in questa lettera � l�America, saremmo davanti a una scoperta sensazionale�, comment� Sara.</p><p>�Proprio�, convenne Gerardo, �ma vi prego calorosamente di non divulgarla. Questo documento potrebbe portarci a qualcosa di molto, molto importante.�</p><p>�Oh, siamo fin troppo abituati a trovarci impegolati in questioni riservate e spinose�, replic� Sara con una lieve smorfia. �� diventata una sorta di nostra malaugurata specialit�. Ma possiamo sapere che cosa sarebbe questo qualcosa?�</p><p>�Chiss�, forse addirittura il favoloso tesoro dei Templari, anche se � un�ipotesi a cui credo poco: secondo me ha rimpolpato le casse di Filippo il Bello, e amen. No, penso piuttosto a importanti documenti, tipo quelli che si dice i primi Cavalieri abbiano scoperto in Terrasanta. Non sono mai venuti alla luce, e qualcuno pensa che l�ultimo Gran Maestro, Jacques de Molay, li abbia fatti mettere in salvo dal Tempio di Parigi poco prima del famigerato 13 ottobre 1307.�</p><p>�Gerardo, il mio laboratorio � a tua disposizione�, esclam� Sara in tono entusiastico.</p><empty-line/><p><strong>Agosto 1311</strong></p><empty-line/><p>Il piccolo atollo era circondato da una barriera corallina che lo proteggeva dalla furia delle tempeste. Al suo centro si levava un monolito granitico alto almeno centocinquanta passi. La vegetazione era rigogliosa, acqua potabile e fresca sgorgava in un laghetto ai piedi della rocca di granito. Vi abbondavano volatili di ogni genere, verdura e frutta crescevano spontanee.</p><p>Gi� nel primo mese Luigi era riuscito a costruire una casa di legno a ridosso del monolito, sollevata da terra quanto bastava per eliminare il pericolo d�incursioni notturne di animali. Il sole implacabile aveva conferito toni bronzei alla carnagione gi� scura del piccolo Lorenzo.</p><p>Ma che cosa ne sarebbe stato di lui, un giorno? Sarebbe stato costretto a vivere l� in solitudine?</p><p>Era questa la massima angustia dei suoi genitori, che per� si confortavano nella speranza che un giorno Bertrand de Rochebrune tornasse dal suo viaggio.</p><empty-line/><p>Bertrand stava invece apprestandosi a un altro viaggio, persino pi� pericoloso di quelli appena compiuti sull�Oceano.</p><p>�Barone St Clair�, disse, �vi chiedo di non seguirci in questa impresa, ma di rimanere qui a custodire i documenti del Tempio.�</p><p>�No, Bertrand, non posso rimanere inerte. Voglio venire con voi.�</p><p>�Io stesso, da giovane, sono stato destinato a missioni che mi hanno allontanato dai campi di battaglia. Allora il mio rammarico � stato quasi intollerabile, ma dopo tanti anni devo riconoscere che chi mi ha dato quegli ordini aveva ragione. Sono serviti a salvare preziosissime cose. Quindi vi chiedo di fare altrettanto.�</p><p>�Siete uno dei Cavalieri pi� eminenti, e gli uomini ancora devoti all�Ordine vi tributano lo stesso rispetto riservato un tempo al Gran Maestro�, replic� St Clair chinando la testa in segno di sottomissione. �Obbedir� al vostro ordine. Ma vi chiedo una cosa.�</p><p>�Dite.�</p><p>�Non sappiamo quale sorte riservi il futuro per l�Ordine, qui in Scozia. Fino a quando si potr� dichiarare apertamente di esserne membri? Ritengo di vitale importanza costituire una fratellanza votata a conservare i sacri oggetti, con il fine di annientare i nostri nemici.�</p><p>�Una setta segreta, quindi.�</p><p>�Esattamente.�</p><p>�Nemici, avete detto, al plurale. Chi sono?�</p><p>�Non vi sembri una bestemmia, ma anzitutto l�usurpatore del Trono di Pietro, a cui abbiamo giurato obbedienza e che invece ha lasciando languire i nostri fratelli nelle carceri o sotto i ferri dell�Inquisizione.�</p><p>�Vorreste ribellarvi al potere pontificio?� chiese Bertrand in un tono tra l�inorridito e l�incredulo.</p><p>�No, Bertrand, a un potere che viene esercitato in nome di Dio, ma in favore del Maligno.�</p><p>�Lasciatemi almeno tentare di liberare i nostri compagni. User� la ragione, nella speranza di non dover ricorrere alla forza.�</p><p>�Quale forza, Bertrand? A Vienne troverete meno di un migliaio di Cavalieri, e ben diversi da come li ricordate. Sar� un�accozzaglia di sbandati, di uomini impoveriti e terrorizzati.�</p><p>�Senza contare che il re di Francia sta ammassando le sue truppe a Lione e conta di raggiungerle proprio nella prima quindicina di ottobre. Immaginatevi dunque quanto potr� essere indipendente il Concilio nella vicina Vienne�, intervenne amaramente Jean Marie de Serrault, incalzando: �Concedeteci di agire in vostro nome, Bertrand. Se sarete voi a chiamare i confratelli al nuovo Ordine, il nostro scopo potr� essere raggiunto�.</p><p>�Datemi il tempo di pensarci�, tagli� corto Bertrand.</p><empty-line/><p>La nave apparve all�orizzonte nelle prime ore del mattino. Sull�albero di maestra sventolava la bandiera di battaglia dei Cavalieri del Tempio: un teschio su due tibie incrociate, bianchi su fondo nero.</p><p>Luigi la osserv� dalla rupe finch� non super� un varco della barriera corallina, dando fondo nell�unica baia dell�isola. Poi corse verso la sua capanna.</p><p>�Stanno per sbarcare gli uomini di Raymond de Ceillac�, disse a Shirinaze. �Dobbiamo decidere se rimanere qui per sempre o unirci a quanto rimane della nostra comunit�, con lui.�</p><p>Shirinaze riflett� alcuni istanti, poi rispose: �Faremo come decidi tu, Luigi, ma personalmente preferirei allevare mio figlio qui piuttosto che tra quella gente�.</p><p>�Hai ragione, rimaniamo. Dobbiamo mimetizzare la capanna con foglie di palma e restare nascosti finch� la nave non se ne andr�. Penso siano venuti a fare rifornimento di acqua e viveri. Tra pochi giorni salperanno di nuovo.�</p><empty-line/><p><strong>Febbraio 1999</strong></p><empty-line/><p>Appena fu rientrato nella sua casa di Piacenza, Gerardo di Valnure tolse dalla ventiquattrore il floppy e lo inser� nel lettore. Verificato che quanto registratovi da Sara Terracini fosse intatto, lo copi� sul disco fisso del suo computer, in un file protetto da ulteriori tre parole d�accesso. Quindi chiuse dischetto e originali dei documenti nella cassaforte a muro. I singolari incidenti che gli erano capitati gli avevano insegnato che la prudenza non � mai troppa.</p><p>Poco dopo squill� il telefono e, sentendo la voce di Paola, le sue labbra si schiusero in un sorriso.</p><empty-line/><p>Sara Terracini era assorta nel pensiero di quella scoperta sensazionale. Sarebbe stato magnifico poter dimostrare che i Templari in fuga avevano varcato l�Oceano e raggiunto il continente americano.</p><p>A riscuoterla dalle sue riflessioni fu il campanello del computer, che prese a suonare con insistenza. Letto il codice di chi la stava chiamando da molto lontano, si precipit� ad aprire la finestra della videoconferenza.</p><p>Sullo schermo comparve un viso amico, il cui saluto usc� chiaro dagli altoparlanti del computer, anche se le parole arrivavano in leggero ritardo rispetto all�immagine.</p><p>�Oswald, vecchio mio, <emphasis>shalom. </emphasis>Ti credevo impegnato nella campagna elettorale�, rispose Sara.</p><p>�S�, certo, i miei consiglieri stanno facendo di tutto per addomesticarmi alla vita politica. E da quando a Tel Aviv si � cominciato a respirare aria di elezioni, i miei impegni si sono moltiplicati.�</p><p>�Sembri destinato a incarichi importanti. Addirittura la poltrona di ministro della Difesa, ho letto. Chiss� se troverai ancora il tempo di��</p><p>Sara s�interruppe l�, vedendo che nel video si era aperta una finestra di testo dove scorrevano le parole: �UTILIZZIAMO IL TESTO E CRIPTIAMOLO. NON VOGLIO CHE ORECCHI INDISCRETI CI ASCOLTINO�.</p><p>�OK�, digit� immediatamente Sara sulla tastiera, dopo aver azionato il programma per comunicare in linguaggio criptato.</p><p>Oswald Breil era un uomo di bassissima statura�� poco pi� che un nano��, ma di straordinario ingegno. Nonostante l�infelice aspetto fisico, i suoi meriti lo avevano fatto salire rapidamente alle pi� alte gerarchie israeliane, fino a essere candidato alla carica di ministro.</p><p>I meriti se li era conquistati sul campo, prima come ufficiale del Mossad e poi, passando per il comando dello Shin-Beth, il servizio di sicurezza interno, come capo dello stesso Mossad. Il pi� potente e organizzato servizio segreto del mondo: l��Istituto�, come lo chiamavano gli addetti ai lavori.</p><p>Con la sua straordinaria esperienza di restauro e decifrazione di antichi reperti, Sara Terracini aveva contribuito a diverse sue importanti indagini. Un gioco pericoloso, che l�aveva messa pi� di una volta in pericolo di vita, ma che la eccitava. Quando Oswald le chiedeva qualcosa, non riusciva a dirgli di no.</p><p>�A CHE COSA STAI LAVORANDO, SARA?� chiese la finestra nel monitor.</p><p>�A NIENTE DI SPECIALE, LE SOLITE ANTICAGLIE. PER҅�</p><p>�PER�?�</p><p>�BE�, HO PROMESSO DI NON FARNE PAROLA CON NESSUNO, MA SE NON MI CONFIDO NEMMENO CON TE��</p><p>�SONO TUTTO ORECCHI. ANZI, OCCHI.�</p><p>�CREDO DI ESSERE SULLE TRACCE DI UNA GROSSA SCOPERTA, NIENTEMENO CHE UNO SBARCO IN AMERICA CIRCA DUECENTO ANNI PRIMA DI CRISTOFORO COLOMBO.�</p><p>�NON MI SEMBRA UNA GRAN NOVIT�. NON SONO STATI I VICHINGHI?�</p><p>�NO, STO PARLANDO DEI TEMPLARI SFUGGITI ALLA CATTURA NEL 1307.�</p><p>�TEMPLARI? S�, � VERO, MI SEMBRA DI AVER LETTO QUALCOSA. MA TU CHE COSA C�ENTRI?�</p><p>�BE�, SI TRATTA DI DUE DOCUMENTI CHE HO APPENA FINITO DI RESTAURARE.�</p><p>�CHE COSA DICONO?�</p><p>�IL PRIMO SEMBREREBBE IL TESTAMENTO SPIRITUALE DI HUGUES DE PAYNS. IL SECONDO INVECE � UNA LETTERA SCRITTA DA UN GIOVANE DI NOME LUIGI AL PADRE, IL CONTE LORENZO DI VALNURE, VERSO IL 1310. VI SI FA RIFERIMENTO A UN LUOGO REMOTO, UNA SEDE SEGRETA DEI CAVALIERI DEL TEMPIO.�</p><p>�COME NE SEI ENTRATA IN POSSESSO?�</p><p>�UN VECCHIO AMICO, APPASSIONATO DI MEDIEVALISTICA, LI HA SCOPERTI IN UNA NICCHIA SEGRETA NEL SUO CASTELLO. � PROPRONIPOTE DI QUESTO LORENZO DI VALNURE. HA TROVATO ANCHE UNA MEDAGLIA CON LO STESSO SIGILLO DI UNO DEI DUE ASTUCCI IN CUI ERANO CUSTODITI I DOCUMENTI.�</p><p>�CHE COSA C�� IMPRESSO? I TEMPLARI SI SERVIVANO DI SINGOLARI FIGURE.�</p><p>�SU UNA FACCIA C�� L�EFFIGIE CLASSICA DEI DUE CAVALIERI IN SELLA ALLO STESSO DESTRIERO, SULL�ALTRA INVECE SI VEDE LA RIPRODUZIONE DI UN NODO MARINARO. SECONDO GERARDO DI VALNURE, IL MIO AMICO, SI TRATTEREBBE DI UNA GASSA D�AMANTE, UN NODO IN USO DA TEMPI REMOTI NELLA MARINERIA.�</p><p>�UNA GASSA D�AMANTE? MI RICORDA QUALCOSA. LASCIAMI UN PO� DI TEMPO. TI RICHIAMO IO. CIAO.�</p><p>Quando ebbe finito di digitare queste parole, Oswald Breil lasci� la tastiera e sollev� la cornetta del telefono, componendo un numero riservato. Quello del dottor Erma, l�uomo che lo aveva sostituito alla guida del Mossad.</p><empty-line/><p><strong>Settembre 1311</strong></p><empty-line/><p>La nave se ne and� dopo tre giorni, senza che gli uomini di de Ceillac li avessero scoperti.</p><p>Luigi e Shirinaze ricominciarono la loro abituale vita, fatta quasi di niente ma felice.</p><p>Quei tre giorni trascorsi alla macchia erano sembrati interminabili, ma avevano permesso loro di capire molte cose. Avevano sentito de Ceillac e i suoi schiamazzare da ubriachi, convincendosi di aver preso la decisione migliore. La ciurmaglia di de Ceillac sembrava quella di una nave pirata. Non aveva pi� niente a che fare con gli ideali del Tempio.</p><empty-line/><p>�L�Ordine del Tempio � finito, Bertrand�, esclam� Jean Marie de Serrault. �Almeno nella Francia di Filippo IV. Vi prego di tornare sulla vostra decisione. Facciamo ancora in tempo ad avvertire chi ha aderito alla vostra iniziativa. Non partite. Ho un terribile presentimento.�</p><p>�Devo cercare con ogni mezzo di liberare i miei confratelli, Jean Marie. Ormai � deciso: tra quattro giorni partir�.</p><p>�Guardate�, continu�, indicando le tappe del viaggio su una mappa. �Approderemo in Portogallo, l�unico Paese dove non siamo ancora perseguitati. L� ci divideremo, per arrivare all�appuntamento nel bosco di Vienne il giorno in cui si aprir� il Concilio. Verificher� di persona se il papa ha davvero perso ogni dignit� e si � piegato al re di Francia.�</p><p>�Non vi sembra gi� evidente? Di quale altra prova avete bisogno?� intervenne St Clair. �Non bastano tutti i Templari arsi sul rogo, le torture? Insisto, Bertrand, dobbiamo ricominciare da capo, con i medesimi ideali ma con un primo nemico da sconfiggere, molto pi� insidioso dei mori: Clemente v.�</p><p>�Avete quasi certamente ragione, ma, prima di prendere decisioni contrarie alla Regola del Tempio, vi chiedo di poter verificare di persona.�</p><p>�Il mio timore � che non facciate mai ritorno.�</p><p>�Se cos� fosse, vi autorizzo a costituire un nucleo di Cavalieri che si prefiggano l�abbattimento dell�usurpatore del Trono di Pietro. Potrete farlo in mio nome utilizzando questo sigillo, che ogni Templare conosce.�</p><p>E Bertrand pos� sulla mappa una delle tre medaglie d�argento coniate tanto tempo prima.</p><empty-line/><p>La mente di Luigi di Valnure era rosa da un timore. Anche gli uomini di de Ceillac sapevano che quell�isola era considerata inviolabile dagli indigeni. Avrebbero quindi potuto eleggerla anch�essi a loro sede, e a quel punto loro tre non avrebbero potuto fare a meno di rivelarsi.</p><p>Ma dopo pi� di un mese il timore si era attenuato, cedendo alla serenit� della loro vita.</p><p>�Vado al lago a bagnarmi con Lorenzo�, disse Shirinaze un mattino.</p><p>E Luigi rimase solo a intrecciare foglie per riparare la tettoia danneggiata dal forte vento di quella notte.</p><p>Aveva quasi terminato, quando ebbe un sinistro presentimento, che lo fece precipitare verso il promontorio che chiudeva la baia. Quando giunse sulla sommit�, il presentimento si fece realt�: nell�acqua cristallina dondolava la nave di de Ceillac. Sulla spiaggia vide una scialuppa: qualcuno era sceso a terra.</p><p>Corse a perdifiato, incurante delle sferzate degli arbusti che lo ferivano in tutto il corpo. Stringeva in mano l�arco che si era costruito, pregando in cuor suo che gli uomini di de Ceillac non fossero andati alla fonte di acqua potabile.</p><empty-line/><p>Shirinaze si spogli� e abbandon� gli abiti ormai logori vicino a un cespuglio. Preso per mano il piccolo Lorenzo, s�immerse lentamente nell�acqua cristallina.</p><p>Mentre reggeva con entrambe le mani il bambino che cercava d�imparare a nuotare, vide qualcosa che la terrorizz�.</p><p>Soffoc� il grido. Sulla sponda del laghetto sette uomini avevano posato a terra le botti e la stavano guardando come un branco di lupi famelici.</p><p>Le furono addosso in un baleno. Due la presero per le braccia, mentre un terzo si occupava di Lorenzo.</p><p>La trascinarono alla riva e la depositarono nuda di fronte a quello che sembrava il loro capo.</p><p>�Guarda chi si rivede�, esclam� questi. �La moglie saracena del nobile Luigi.�</p><p>Il suo sguardo lussurioso scorse per alcuni istanti sul bel corpo brunito, poi l�uomo riprese: �Purtroppo a bordo non ci sono donne, e i miei uomini ne sentono molto la mancanza. Da alcuni mesi, ormai��</p><p>La presa ai polsi si fece ancor pi� forte. Shirinaze cerc� di divincolarsi, sapendo che cosa l�aspettava, ma era immobilizzata.</p><p>�Potrei sapere dov�� tuo marito?� continu� l�uomo.</p><p>�E� � morto�, riusc� a rispondere lei, mentre gi� uno dei marinai la afferrava alle caviglie.</p><empty-line/><p>Luigi seppe mantenere tutta la sua freddezza. Nascosto tra i cespugli, incocc� la prima freccia e prese la mira senza che la fermezza della mano tradisse ci� che provava. Due uomini gli davano la schiena. Sotto di loro Shirinaze cercava invano di opporsi al supplizio.</p><p>Il dardo part� con un rumore secco, conficcandosi nella schiena di uno dei due marinai. E prima che gli uomini potessero capire da dove proveniva l�attacco, una seconda freccia ne colp� a morte un altro.</p><p>I cinque rimasti si guardarono attorno impauriti, con le mani sulle spade. Finalmente videro Luigi tra i cespugli e gli si precipitarono addosso con un urlo agghiacciante. Il giovane ebbe soltanto il tempo di scoccare una terza freccia, che per� si perse nella boscaglia. In un baleno si trov� una lama alla gola, e due degli uomini di de Ceillac lo immobilizzarono.</p><p>Luigi tent� un�ultima reazione disperata quando sent� il piccolo Lorenzo piangere, ma una salva di calci al ventre gli tolse il respiro. Gli fu passata una robusta corda attorno ai polsi, e poco dopo lo stesso trattamento tocc� a Shirinaze e al piccolo.</p><p>�Adesso che cosa ne facciamo, Denis?� chiese uno degli uomini al capo.</p><p>�Uccidiamoli subito. Prima che possano rivelare a de Ceillac quello che stavamo per fare alla negra�, intervenne un altro.</p><p>�No�, replic� l�uomo chiamato Denis. �Li porteremo con noi. La loro parola varr� la nostra, tanto pi� che la donna non reca tracce di violenza. De Ceillac non ci punir� di sicuro per aver catturato l�assassino di due dei nostri e per aver condotto con noi questo bel fiorellino bruno.�</p><empty-line/><p>I tre prigionieri erano stati condotti a bordo e chiusi in una stiva dall�aria irrespirabile. Quando sent� che il boccaporto veniva sollevato, Luigi non sapeva quanto tempo potesse essere trascorso. La luce di una lanterna squarci� il buio, illuminando l�espressione minacciosa di Denis.</p><p>�Conte di Valnure�, disse con un ghigno ironico. �Il Gran Maestro de Ceillac chiede di conferire con Vostra Signoria.�</p><p>Luigi sal� la ripida scaletta in legno e, uscito all�aperto, respir� a pieni polmoni l�aria fresca. Ma due uomini armati lo spinsero subito verso l�alloggio di colui che si era proclamato Gran Maestro.</p><p>�Dunque siete diventato un assassino, nobile Luigi�, disse Raymond de Ceillac dopo averlo scrutato per alcuni istanti con occhi di ghiaccio. �Non credevo davvero che un giovane tanto leale fosse capace di uccidere due suoi confratelli aggredendoli alle spalle. Ma dovevo forse immaginare che quella� quella donna� quella infedele��</p><p>�Stavano cercando di usare violenza a mia moglie�, lo interruppe coraggiosamente Luigi.</p><p>�Sapevo che sareste ricorso a questa falsit�. Me lo avevano preannunciato i miei uomini. Stavano soltanto cercando di parlare con quella che voi chiamate moglie.�</p><p>�Shirinaze ha ricevuto i sacramenti da bambina, quando si � convertita alla nostra religione.�</p><p>�Una conversione di comodo, certo. Mi sono sforzato a lungo di trattare da cristiana quella� quella negra. Ma adesso sar� trattata alla stregua di un�indigena ribelle, e come lei il figlio avuto da voi nel peccato.�</p><p>Luigi cerc� di replicare che erano stati sposati da un ecclesiastico del Tempio, ma cap� che era inutile, mentre l�altro continuava: �Quanto a voi, sarete tenuto in segregazione, e soltanto se il vostro comportamento sar� ineccepibile potr� decidere di farvi grazia della pena che meritate: la morte�.</p><empty-line/><p>La nave di Bertrand de Rochebrune part� il giorno stabilito, lasciando al sicuro in Scozia le altre due.</p><p>Aveva a bordo circa trecento marinai e poco pi� di cento tra Cavalieri e sergenti. Sarebbero sbarcati sulle amiche coste portoghesi e avrebbero proseguito per la Francia via terra dopo essersi divisi in piccoli gruppi. L�appuntamento era fissato per i primi d�ottobre presso un santuario sconsacrato nei boschi attorno a Vienne.</p><p>Ma raggiungere la Francia fu un�impresa molto pi� ardua del previsto.</p><empty-line/><p><strong>Febbraio 1999</strong></p><empty-line/><p>Sara Terracini aveva davanti a s� una tela di piccole dimensioni ma di enorme valore. Il suo laboratorio aveva appena terminato di restaurarla, e di l� a poco sarebbe stata riconsegnata al museo di provenienza. Erano trascorsi soltanto quattro giorni da quando Oswald Breil si era messo in contatto con lei.</p><p>Sent� lo scampanellio del computer, e pochi istanti pi� tardi in una finestra del monitor comparve la faccia del suo minuscolo amico, che le rivolse soltanto un rapido saluto prima che si aprisse una seconda finestra con la scritta:</p><p>�ENCRYPT�.</p><p>Sara azion� subito i comandi per comunicare in linguaggio criptato, digitando senza preamboli: �HAI NOVIT�?�</p><p>�S�, QUALCOSA. MA SOLTANTO PICCOLI INDIZI, AVUTI DA CERTI AMICL�</p><p>Dio ti benedica, Oswald, sei sempre prezioso, pens� Sara, mettendosi in una posizione pi� comoda.</p><p>�RICORDI IL CARDINALE FEBI?� lesse sul video.</p><p>�S�, QUALCOSA� IL CUSTODE DELLE FINANZE VATICANE NEGLI ANNI 70, NO?�</p><p>�ESATTO. MOR� D�INFARTO ALL�INIZIO DI OTTOBRE DEL 78, POCHI GIORNI DOPO LA SCOMPARSA DI PAPA ALBINO LUCIANI. ANCHE PER QUESTO LA NOTIZIA PASS� QUASI INOSSERVATA. SI DISSE CHE ERA MORTO PER UN ATTACCO CARDIACO, MA FU TROVATO IN UNA POSIZIONE PERLOMENO SINGOLARE: CON LA DESTRA IN TASCA, MENTRE I COLPITI DA INFARTO PORTANO ISTINTIVAMENTE LE MANI AL PETTO, O TUTT�AL PI� LE ABBANDONANO LUNGO IL CORPO. INVECE LUI STRINGEVA IN MANO UN CORDONCINO ROSSO IMPREZIOSITO DA UN FILO D�ORO E ANNODATO CON UNA GASSA D�AMANTE.�</p><p>�UNA GASSA D�AMANTE? CHE COSA PENSI POSSA SIGNIFICARE?�</p><p>�UN MOMENTO, NON HO ANCORA FINITO. RICORDI QUANDO UN MISTERIOSO ROGO MAND� IN CENERE BUONA PARTE DELLA CAPPELLA DEL GUARINI A TORINO, E LA SINDONE FU SALVATA <emphasis>IN EXTREMIS? </emphasis>ERA L�11 APRILE 1997. NEI PRESSI DEL PRESUNTO FOCOLAIO DELL�INCENDIO � STATO TROVATO UN CORDONCINO DEL TUTTO SIMILE.�</p><p>�SINGOLARE COINCIDENZA.�</p><p>�E DI GRANDE RILIEVO PER LE TUE RICERCHE.�</p><p>�I TEMPLARI?�</p><p>�ESATTAMENTE. ALCUNE IPOTESI RICONDUCONO LA SINDONE A JACQUES DE MOLAY, L�ULTIMO GRAN MAESTRO TEMPLARE. A SEGUITO DELLE TORTURE SUBITE, FU COLPITO DA QUELLA CHE IN MEDICINA VIENE CHIAMATA ACIDOSI METABOLICA, IN ALTRE PAROLE UN ECCESSO DI PRODUZIONE DI ACIDO LATTICO DOVUTA A TRAUMI FISICI. QUESTO ECCESSO DI SOSTANZE ACIDE AVREBBE INTRISO IN MANIERA INDELEBILE IL SUDARIO IN CUI L�INQUISITORE IMBERT AVEVA ORDINATO DI AVVOLGERLO ANCORA IN VITA. QUESTO SPIEGHEREBBE ANCHE LA DATAZIONE MEDIEVALE�� PER L�ESATTEZZA TRA IL 1260 E IL 1390�� DELLA SINDONE, RILEVATA DALLE ANALISI CON IL CARBONIO 14.�</p><p>�NON FARMI STARE SULLE SPINE. CONCLUSIONI?�</p><p>�MAH, A DIRE IL VERO, PI� CHE DI CONCLUSIONI SI TRATTA DI CONGETTURE. O SONO DAVVERO SEMPLICI COINCIDENZE, O DIETRO QUEL NODO MARINARO C�� QUALCOSA. �</p><p>�CHE COSA?�</p><p>�CHISS�, FORSE L�ESISTENZA DI UNA SETTA TANTO POTENTE DA AVER ACCESSO ALLE PI� ALTE SFERE VATICANE, E TALMENTE SEGRETA CHE NEMMENO I PI� EFFICIENTI SERVIZI SEGRETI DEL MONDO NE SONO A CONOSCENZA. �</p><empty-line/><p>In quello stesso momento, sulla Via Appia, era in pieno svolgimento una riunione.</p><p>�Siamo pronti, Fratelli�, disse l�incappucciato a capo del tavolo, rivolto ai dodici convenuti, anch�essi incappucciati. �Siamo pronti a scacciare il Maligno dal Trono che ci spetta. Siamo pronti a punire chi ha rinnegato il Cristo. Milioni di peccatori moriranno, e potremo ricostruire il mondo nel nome del Giusto.�</p><p>La volta della sala era dipinta di blu e ornata da alcune stelle dorate, una delle quali brillava pi� delle altre: quella che indicava l�Occidente, e che gli antichi chiamavano Merika.</p><empty-line/><p><strong>Ottobre 1311</strong></p><empty-line/><p>Il soffitto della stiva era talmente basso che n� Luigi n� Shirinaze riuscivano a stare in piedi. Il rollio della nave provocava loro un costante stato di malessere. Ogni giorno venivano calati dal boccaporto una ciotola di minestra e pochi sorsi d�acqua, che destinavano quasi completamente al figlio.</p><p>Nel tenebroso fetore risuon� improvvisa la voce di Denis, seguita da un riso sguaiato: �Tu, conte, resterai qui con il tuo piccolo bastardo a meditare, mentre la donna � richiesta sul ponte�.</p><p>Spinte dalla disperazione, le braccia di Luigi scattarono verso il volto dell�aguzzino; le mani si strinsero con violenza sul collo. Il giovane avvert� distintamente le cartilagini cedere sotto le sue dita.</p><p>Ma subito dopo sent� un violento colpo alla nuca, e tutto fu buio. Shirinaze fu trascinata nell�alloggio di de Ceillac.</p><p>�Penso che la salute del tuo uomo e di tuo figlio ti stiano a cuore, donna�, le disse lui, fissandola biecamente.</p><p>Shirinaze si sent� prendere da una profonda disperazione: �Vi supplico, in nome di Dio�� implor�.</p><p>�Quale Dio? Il nostro o quello degli infedeli come te? Comunque, le implorazioni non servono a niente. Se vuoi salvare la vita dei tuoi cari, dovrai essere molto, molto accondiscendente�, ribatt� de Ceillac con un lampo perverso negli occhi.</p><p>Incrociando lo sguardo di lui con il suo, da cui tralucevano tutto il ribrezzo e l�odio che provava, ma senza una sola parola, Shirinaze lasci� cadere a terra i pochi indumenti logori e rimase nuda, mentre il respiro di de Ceillac si faceva affannoso.</p><p>Disgustata dall�umiliazione e impotente, sent� le mani sfiorarle la pelle, le rozze dita violarla. Quando il peso dell�uomo le fu sopra, riusc� a rivolgere un ultimo pensiero al marito e al figlio e non seppe pi� nulla.</p><empty-line/><p>Clemente V diede inizio con solennit� al Concilio di Vienne, a cui non presenziava per� alcun sovrano. La presenza delle truppe francesi ammassate a Lione gravava minacciosa sui lavori. Filippo il Bello sembrava volerne sorvegliare l�andamento, pronto a intervenire se le decisioni degli ecclesiastici si fossero rivelate difformi dalla sua volont�: l�annientamento dell�Ordine del Tempio. E Clemente V sembrava chiaramente orientato ad assecondarlo.</p><p>Bertrand de Rochebrune non tard� a rendersi conto che St Clair aveva visto giusto: poteva infatti contare soltanto su seicento uomini, ridotti allo spettro dei Cavalieri che ricordava. Erano miseri, sbandati, impauriti. Con loro non sarebbe mai stato possibile assaltare la citt�, per cui decise di tentare un�altra strada.</p><empty-line/><p>Le volte della cattedrale di Saint Maurice erano alte. L�assemblea plenaria del Concilio sedeva sotto la grandiosa vetrata di fronte all�ingresso principale. Nell�elencare i capi di accusa contro l�Ordine, il relatore ebbe un attimo di smarrimento. I sette Templari apparvero tra il silenzio generale.</p><p>�Chiedo sia resa giustizia ai miei confratelli, imprigionati e infamati da accuse prive di fondamento�, si lev� improvvisa dalla folla la voce di Bertrand de Rochebrune. �In nome di Dio e dei giusti, siano ascoltati da una giuria, e le loro confessioni non vengano estorte con la tortura. Lo chiedo all�Apostolo di Cristo a cui abbiamo giurato fede imperitura e per il quale molte delle nostre vite sono state sacrificate.�</p><p>Segu� un istante di silenzio stupefatto. Molti dei vescovi presenti dissentivano con la decisione di sopprimere l�Ordine. Ma, ripresisi dallo stupore, i prelati fedeli a Clemente V invocarono a gran voce le guardie: �Catturateli. Hanno osato interrompere il Sacro Concilio ed entrare in una chiesa con le armi in pugno�.</p><p>�Nei boschi attorno alla citt� sono appostati duemila Cavalieri del Tempio�, ment� Bertrand mentre le guardie li accerchiavano. �Non vogliamo lo scontro. Veniamo in pace a chiedere che sia fatta giustizia.�</p><p>Lo strepito dagli scranni dei prelati si alz� ancor pi� forte, isterico: �Disarmateli e imprigionateli�.</p><p>Bertrand sapeva che ogni resistenza sarebbe stata inutile. Fece un solo cenno, e i suoi seguaci deposero le armi senza opporre resistenza.</p><empty-line/><p>Il ritmo di voga scandito dal tamburo in coperta si andava facendo sempre pi� veloce. Gli occhi di Luigi furono feriti dallo spiraglio di luce che filtrava attraverso il boccaporto. Evidentemente distratto dall�approssimarsi di un attacco, Denis si era scordato di chiudere dall�esterno la botola.</p><p>Luigi tent� di liberarsi dalle catene che gli cingevano le caviglie. Gi� da tempo aveva notato sul fondo della stiva una barra di ferro dimenticata e, strisciando sulla schiena, riusc� a prenderla. Inseritala nel cavallotto, si provoc� profonde ferite alle gambe e dovette stringere la lingua tra i denti per non gridare, ma finalmente riusc� a scalzarlo. Era libero. Sent� rinascere in s� forza e determinazione.</p><p>Afferr� il piccolo per la vita e si appost� vicino al boccaporto, in attesa che lo scontro avesse inizio. Non appena sent� le grida di battaglia, spalanc� il pertugio. La luce accecante lo fer� agli occhi, costringendolo a chiuderli qualche istante, ma quando riusc� a riaprirli, vide che la nave era accerchiata da decine di piroghe cariche d�indigeni armati di arco e frecce.</p><p>�Il prigioniero sta fuggendo�, sent� gridare alle sue spalle, ma era troppo tardi: superata la murata con un balzo, scomparve sott�acqua con il figlio.</p><p>Quando riemersero, furono bersagliati da un lancio di frecce, ma non molto nutrito. Sulla nave erano troppo impegnati nella battaglia. Luigi continu� a nuotare furiosamente e, quando cap� di essere fuori tiro, si volt� verso la nave, tenendo la testa del bambino fuori dall�acqua e nuotando a ritroso con le gambe per tenerla d�occhio. Con profondo sollievo vide che nessuno si metteva al suo inseguimento.</p><p>Sulla nave, Shirinaze era stata lasciata sola nell�alloggio del comandante e, sentendo le grida degli assalitori, era riuscita ad affacciarsi cautamente sulla porta dell�alloggio. Aveva visto Luigi gettarsi oltre la murata con il bambino e pregato fervidamente che riuscisse nella sua impresa.</p><p>Non poteva vederlo in mare, ma aveva sentito de Ceillac urlare: �Lasciateli perdere, imbecilli, ormai sono fuori tiro. Ciascuno al suo posto di battaglia. A quei due bastardi penseranno gli squali�.</p><empty-line/><p><strong>Marzo 1999</strong></p><empty-line/><p>Paola era in vestaglia di raso, ma ancora allungata sul letto. Una pausa nelle sue tourn�e le aveva consentito di venire qualche giorno al castello di Valnure. Il telefono squill� mentre il padrone di casa si stava radendo.</p><p>�Puoi rispondere tu, per favore?� le grid� Gerardo dal bagno.</p><p>�� una certa Sara Terracini. Le dico di richiamare?� lo inform� dopo qualche istante la donna.</p><p>�No, no, vengo subito�, disse lui, pulendosi con un asciugamano il viso insaponato.</p><p>�Spero di non disturbarti�, si sent� dire in tono ironico dalla giovane romana.</p><p>�Che cosa dici? Non potresti mai disturbarmi.�</p><p>�Sar�, sar�. Magari un giorno o l�altro mi spieghi a chi appartiene la voce da pantera che mi ha risposto. Comunque, volevo informarti di alcune cose che ho appena saputo su quella famosa questione.�</p><p>�Di gi�? Dimmi.�</p><p>�Non credo che sia opportuno parlarne a voce. Ti mando un messaggio criptato via posta elettronica, e contemporaneamente ti spedisco via corriere un dischetto con la chiave per decifrarlo.�</p><p>�Quante precauzioni, Sara.�</p><p>�Credo siano opportune.�</p><p>Sara chiuse la comunicazione con un rapido saluto.</p><p>Dopo qualche istante Gerardo sent� bussare, e sulla porta si affacci� Giacomo che reggeva sulle braccia uno smoking perfettamente stirato e una camicia candida.</p><p>�A che punto sei, Paola?� chiese lui.</p><p>�Ancora un attimo�, rispose la cantante.</p><p>Quella sera il conte di Valnure era invitato a una cena di beneficenza a Milano.</p><empty-line/><p>�Chi mi conosce�, disse con voce sicura Oswald Breil, �sa bene che non amo stare seduto dietro una scrivania. Sono un uomo d�azione. Quindi, in tutta sincerit�, non so se sar� all�altezza di una responsabilit� di governo. Ma vi assicuro che, come sempre, ci metter� tutta la mia onest� e tutto il mio impegno.�</p><p>La platea della riunione elettorale, organizzata nella sala conferenze del Carlton di Tel Aviv, si alz� e applaud� calorosamente. E finalmente Breil parve tradire un attimo d�imbarazzo. Ma il suo sguardo acuto aveva gi� valutato il numero dei presenti: gli elettori favorevoli alla sua candidatura stavano aumentando.</p><p>Quando la cena per raccogliere fondi si concluse, lasci� la sala dopo avere stretto decine di mani. Raggiunta la sua camera, si abbandon� sul letto. Era stanco, ma sapeva che la tensione della serata gli avrebbe reso difficile prendere sonno.</p><p>Quindi torn� ad alzarsi, prese il computer portatile dalla sua custodia e, dopo averlo collegato al telefono, apr� il programma di videoconferenza, nella speranza di trovare Sara Terracini ancora in ufficio. Ci passava praticamente la vita, povera ragazza.</p><p>Proprio allora Sara aveva appena terminato di spedire a Gerardo il messaggio criptato e stava per spegnere il computer. Lo scampanellio della macchina la blocc�.</p><p>Vide comparire sul monitor la figura sorridente di Oswald Breil.</p><p>�Benedetta e santa donna. Ero quasi sicuro di trovarti, ma, perdiana� Dalle tue parti dovrebbero essere le due di notte.�</p><p>�Uffa, Oswald, ho avuto da fare. Non ti succede mai? Caspita, sei vestito da pinguino. Dove diavolo sei?�</p><p>�In un albergo di Tel Aviv. Ho appena concluso una riunione elettorale e sono distrutto. Ti ho chiamato per farmi confortare.�</p><p>�Carino, il duro politico che ha bisogno di conforto.�</p><p>�Carino lo sono senz�altro, bella mia, ma ci vorranno mesi perch� impari a muovermi nelle sabbie mobili della politica.�</p><p>�Ma va�. Basteranno pochi giorni e nessuno riuscir� a tenerti dietro. I terreni insidiosi sono quelli che ti piacciono di pi�.�</p><p>�Be�, prima di tutto devo essere eletto, e non � facile. Comunque mi hai gi� confortato. E le tue ricerche? Procedono?�</p><p>�Ho appena finito d�informare il mio amico delle tue congetture.�</p><p>�Mi raccomando, usa la massima precauzione, e dillo anche a lui. Se quello che immagino � vero, su un terreno davvero insidioso ci siete voi.�</p><p>�Ho seguito a puntino i tuoi insegnamenti.�</p><p>�Brava. Sei la migliore delle mie allieve.� E il volto dell�omino si apr� in un caldo sorriso.</p><empty-line/><p>Gerardo di Valnure guidava con mano sicura, e la vecchia Maserati Mistral restaurata rispondeva docilmente ai suoi comandi.</p><p>Seduta accanto a lui, Paola tese la sinistra ad accarezzargli la nuca. Con un vago senso di panico, lui consider� che le si stava affezionando. Prefer� pensare alla notte che li aspettava.</p><p>Raggiunsero il castello in poco pi� di quaranta minuti, e Paola gli si strinse mentre salivano le scale. Non appena furono entrati, Gerardo not� con stupore che la luce del suo studio era accesa. Liberatosi con delicatezza dalla stretta di Paola, vi si diresse rapidamente.</p><p>Giacomo era sulla poltroncina di fronte al computer. Sulla sua fronte si stagliava netto il foro di entrata di un proiettile. Dalla ferita usciva un rivolo di sangue rappreso, il viso contratto in una smorfia di terrore.</p><empty-line/><p><strong>Ottobre 1311</strong></p><empty-line/><p>Proprio quando le forze stavano per abbandonarlo, Luigi avvert� finalmente la sabbia soffice sotto i piedi. Il poco fiato rimasto gli bast� a stento per l�ultimo sforzo; sentendosi addirittura mordere i muscoli dalla stanchezza, si trascin� sulla spiaggia bianca e la super�, portando il piccolo al sicuro tra la vegetazione. Poi gli si lasci� cadere accanto, esausto, ansimando penosamente.</p><p>Ormai lontana sul mare, Shirinaze era rientrata nell�alloggio del comandante e si era buttata sul letto. Ma i suoi occhi erano asciutti. Il modo in cui de Ceillac aveva abusato di lei l�aveva riempita di un sordo furore che vietava le lacrime.</p><p>Dalle urla di rabbia dei suoi carcerieri aveva capito che Luigi e il bambino si erano salvati. Tanto le bastava, adesso poteva anche morire. Ma non subito. C�era un debito che qualcuno doveva saldare.</p><p>Intanto Luigi aveva adagiato il bambino sotto una mangrovia e si era seduto accanto a lui per riprendere fiato. Da quando aveva raggiunto la salvezza, non aveva pi� prestato attenzione alla battaglia.</p><p>Gli indigeni furono loro addosso quasi senza che se ne accorgesse.</p><p>Luigi riusc� a gettarsi sul corpo del figlio per proteggerlo, sentendo la punta di una lancia contro il costato. Chiusi gli occhi, attese il colpo di grazia, pregando Dio che almeno il piccolo fosse risparmiato.</p><p>Ma all�improvviso sent� un indigeno gridare qualcosa, e immediatamente la pressione della punta della lancia venne meno.</p><empty-line/><p>Bertrand era solo in una maleodorante segreta nei pressi della cattedrale di Vienne. Non era prostrato tanto dalla prigionia, quanto dal senso d�impotenza da cui si sentiva bruciare sempre pi� con il passare dei giorni. A poca distanza da l� i suoi confratelli stavano per subire una condanna ingiusta, e non poteva fare niente per impedirlo.</p><p>Le guardie lo sorvegliavano a vista, ma ai turni di notte erano state assegnate le pi� giovani, con cui riusciva a scambiare qualche parola. Con una, in particolare. Sui vent�anni, era stata arruolata nella guardia del papa da soli sei mesi. Trattava Bertrand con un singolare tono di deferenza. Si avvicinava spesso allo spioncino e, attraverso l�inferriata, lo informava sull�andamento del processo.</p><p>�Sembra quasi che papa Clemente temporeggi, che aspetti qualcosa prima di decretare la fine dei Cavalieri del Tempio�, gli disse una sera.</p><p>�Dov�� il re di Francia?�</p><p>�Si trasferir� da Lione a Vienne in primavera.�</p><p>�Ecco che cosa sta aspettando il papa. L�arrivo del suo <emphasis>prediletto figliolo. </emphasis>Soltanto allora sapremo quale destino ci attende.�</p><p>�So che non ne parlerete mai con nessuno�, sbott� inopinatamente il ragazzo, parlando a voce bassissima e premendo la faccia contro l�inferriata.</p><p>E Bertrand, sbalordito, lo sent� aggiungere: �Quasi ogni racconto che ho sentito da bambino aveva come protagonista un Templare. Non creder� mai che uno solo di voi abbia potuto rinnegare la Croce e macchiarsi delle terribili colpe di cui vi accusano�.</p><empty-line/><p><strong>Piacenza. Marzo 1999</strong></p><empty-line/><p>Il funerale di Giacomo fu mesto e breve. Per volont� di Gerardo, in riconoscimento per il suo fedele servizio, l�anziano maggiordomo fu sepolto nella cappella dei conti di Valnure, nel cimiterino adiacente al castello.</p><p>Mentre Paola gli si stringeva, il nobile piacentino ebbe un moto di commozione vedendo la pesante lastra di marmo nascondere per sempre la bara nella tomba. Quindi si segn�, giurando a se stesso che avrebbe fatto tutto il possibile per scoprire chi avesse ucciso Giacomo.</p><p>�Mi spiace doverti lasciare solo in una giornata come questa�, disse Paola quando furono a casa, �ma ho un impegno imprescindibile in sala registrazione, a Roma.�</p><p>Gerardo la guard� negli occhi e credette di vedervi qualcosa. Chiss�, forse quel sentimento di cui lui aveva paura. Le fu grato per il semplice motivo che fosse l�. Senza di lei, quell�evento sarebbe stato ancora pi� sconvolgente. La accompagn� fino all�auto e la segu� con lo sguardo finch� non scomparve oltre il cancello. A quel punto sent� tutto il peso della solitudine.</p><p>Era rientrato in casa da pochi attimi, quando la portineria lo avvert� che un corriere aveva appena consegnato una busta per lui.</p><p>Chiese che gliela portassero. Sapeva che si trattava del dischetto con la chiave per decifrare le informazioni inviate da Sara Terracini.</p></section><section><title><p>8</p></title><p><strong>Roma. Marzo 1999</strong></p><empty-line/><p>Sara Terracini pos� il giornale sulla scrivania e diede di piglio alla cornetta del telefono. In prima pagina, su quattro colonne, campeggiava il titolo: �Misterioso omicidio di un domestico nel castello di Valnure�.</p><p>Pochi istanti pi� tardi era in linea con Gerardo.</p><p>�Non voglio parlare della tragedia per telefono�, gli disse subito. �Hai ricevuto il pacchetto del corriere?�</p><p>�Ah� s�, sto cercando di far funzionare il� marchingegno.�</p><p>�Non appena ci sarai riuscito, richiamami via computer.�</p><p>Circa mezz�ora pi� tardi uno scampanellio le segnal� che qualcuno stava cercando di contattarla. Non appena ebbe la certezza che si trattava di Gerardo, digit�: �COM�� SUCCESSO?�</p><p>�HO TROVATO GIACOMO SEDUTO DAVANTI AL COMPUTER. QUALCUNO GLI AVEVA SPARATO IN PIENA FRONTE. CREDO CHE L�ASSASSINO SI SIA FATTO SVELARE LE PASSWORD D�ACCESSO E ABBIA ESEGUITO UNA COPIA DI TUTTO IL DISCO FISSO. HO TROVATO IL PROGRAMMA DI BACKUP INSERITO. MA PER FORTUNA NON AVEVO ANCORA DECODIFICATO IL TUO MESSAGGIO.�</p><p>�NEL DISCO C�ERANO INFORMAZIONI IMPORTANTI?�</p><p>�TUTTI I RISULTATI DELLE MIE RICERCHE SUL SIGILLO, ANCHE SE NON ERANO UN GRANCH�.�</p><p>�QUINDI ADESSO SANNO QUELLO CHE HAI SCOPERTO.�</p><p>�TEMO PROPRIO DI S�, SEMPRE AMMESSO CHE DIETRO QUESTA SERIE D�INCIDENTI CI SIA DAVVERO UN�ORGANIZZAZIONE. � COMINCIATO TUTTO AD AKKO.�</p><p>�DIMMI OGNI COSA DETTAGLIATAMENTE. CONOSCO PERSONE CHE POSSONO DARCI UNA MANO.�</p><p>�AD AKKO LA MIA AUTO � STATA INVESTITA DA UN CAMION PIRATA.�</p><p>�CHI ERA A CONOSCENZA DEL TUO SOGGIORNO?�</p><p>�QUASI NESSUNO, ESCLUSI IL MIO MAGGIORDOMO E LA DIRETTRICE DEL MUSEO DI AKKO, L�UNICA PERSONA CON CUI HO AVUTO UN CONTATTO L�.�</p><empty-line/><p>Quasi contemporaneamente, nella villa sull�Appia Antica si stava svolgendo un�altra riunione del Gran Consiglio. In piedi davanti al grande tavolo in noce c�era l�uomo che aveva provocato l�incidente di Akko. Apr� un astuccio e ne estrasse quattro dischi luccicanti.</p><p>�In questi CD-Rom � copiato tutto il disco fisso del computer di Gerardo di Valnure. Il loro esame mi ha convinto che non abbia ancora scoperto molto su di noi. Per� c�� un messaggio di posta elettronica in codice, che nessuno dei miei programmi di decodifica � riuscito a decifrare. � stato spedito da un centro studi e ricerche di qui. Ho raccolto informazioni: pare che sia in rapporti con i servizi segreti israeliani.�</p><p>�Israele? Pessima gatta da pelare. Dobbiamo saperne di pi�. Subito. Comunque hai fatto un ottimo lavoro, Hans. Per quel messaggio proveremo a utilizzare i nostri codici�, disse il Gran Maestro.</p><p>�Non sar� facile. � una chiave molto complicata.�</p><p>�E tra le cose di Gerardo di Valnure immagino non ci fosse.�</p><p>�No, non � stata trovata. Dev�essere su un dischetto che probabilmente aveva con s�.�</p><empty-line/><p><strong>Dicembre 1311</strong></p><empty-line/><p>�La Commissione Papale sta per emettere il giudizio�, disse la giovane guardia attraverso lo spioncino.</p><p>�Non credo che tutti i vescovi si siano lasciati condizionare dal papa�, rispose Bertrand de Rochebrune.</p><p>�Corrono molte voci sullo strano modo con cui devono votare.�</p><p>�Cio�?�</p><p>�Vengono convocati a uno a uno nella residenza di Clemente V, e l� devono esprimere un voto palese.�</p><p>�Quindi non sono liberi di agire secondo coscienza�, concluse Bertrand con apprensione.</p><p>�Ho anche sentito dire che il re di Francia raggiunger� presto Vienne. Se il processo andr� come temo, non appena Filippo giunger� qui, sarete consegnato ai suoi sgherri.�</p><empty-line/><p>Durante la battaglia, de Ceillac era stato ferito da una freccia. Era rimasto qualche tempo tra la vita e la morte, ma adesso stava riprendendo le forze. E di pari passo cresceva in lui la sete di vendetta nei confronti degli indigeni.</p><p>La sua ferita aveva concesso un periodo di tregua a Shirinaze, ma la sventurata sapeva che, quand�anche de Ceillac fosse morto, molti pretendenti si sarebbero disputati l�ambita preda del suo corpo.</p><p>Gli ex Templari avevano occupato una delle tante isole dell�arcipelago. La pi� distante dalla costa e non scelta a caso: nell�ipotesi di un nuovo attacco degli indigeni, avrebbero avvistato con molto anticipo le loro piroghe. La costruzione di un forte si era protratta per due mesi. La cerchia esterna, costituita da una doppia fila di robusti tronchi dalle punte acuminate, era stata ultimata da tempo, e si stavano completando alloggi e scuderie.</p><p>Il periplo dell�isola era di poco superiore alle tre miglia e la costa era quasi completamente circondata da un�insidiosa barriera corallina. Durante la bassa marea, tra le rocce emerse si apriva soltanto un varco in corrispondenza di un�ampia baia dov�era all�ancora la nave.</p><p>Incuneato nel taglio di uno sperone di roccia vulcanica, il forte dominava la scena dall�alto. Raymond de Ceillac si fece aiutare a salire la ripida scala a pioli per la torre di avvistamento, che dava sul mare. Voleva accertarsi che da quella postazione fossero ben visibili le altre due torri, costruite sui rilievi dell�isola.</p><p>�Quei pagani seminudi troveranno pane per i loro denti�, ringhi�, massaggiandosi la ferita ancora dolorante.</p><empty-line/><p><strong>Akko. Aprile 1999</strong></p><empty-line/><p>Estelle Dufraisne aveva un�aria stanca. Spense il computer e fece scorrere lo sguardo sul suo ufficio, al secondo piano del museo. Come al solito si era attardata molto oltre l�orario di chiusura. Data un�occhiata all�orologio, prese la borsetta e s�infil� il soprabito.</p><p>Stava avviandosi verso la porta, quando sent� una voce maschile alle sue spalle chiedere: �Possiamo aiutarla a preparare le sue cose, dottoressa?�</p><p>Sonia trasal�: non era nessuno dei suoi collaboratori. Si volt� di scatto.</p><p>I due uomini che vide mostravano modi cortesi ma risoluti.</p><p>�Chi siete? A quest�ora il museo � chiuso. Come avete fatto a entrare?�</p><p>�Dobbiamo accompagnarla in una missione archeologica, dottoressa.�</p><p>�Non ho in programma nessun tipo di missione.�</p><p>�Comincia precisamente adesso.�</p><p>L�altro uomo le apr� davanti agli occhi un foglietto, che poi pos� sulla scrivania della segretaria. Le poche righe, scritte in una calligrafia identica alla sua, informavano i collaboratori che la direttrice era dovuta partire senza preavviso.</p><p>�Che cosa significa? � un vero e proprio sequestro. Le autorit� sapranno reagire.�</p><p>�Qui dentro, le persone pi� vicine alle autorit� siamo noi, signora�, tagli� corto il primo uomo.</p><empty-line/><p>L�ennesima cena elettorale stava ormai volgendo al termine. Oswald Breil interruppe la conversazione con il suo vicino di tavola e, scusatosi, si tolse di tasca il cellulare che stava ronzando con insistenza.</p><p>�L�arrosto � in forno, signor vice ministro�, gli disse Erma, il capo del Mossad.</p><p>�Grazie. A presto�, rispose semplicemente Oswald, chiudendo il telefonino e riprendendo la conversazione.</p><empty-line/><p><strong>Dicembre 1311</strong></p><empty-line/><p>�Il Concilio ha sospeso il dibattito�, annunci� il giovane in tono concitato.</p><p>�Che cosa pu� significare?�</p><p>�Pare che, nonostante le intimidazioni, non tutti i prelati siano disposti a negare ai Cavalieri il diritto alla difesa, come vorrebbero il papa e il re�, rispose la guardia. �Ma si dice anche che Clemente V aspetterebbe soltanto che le truppe di Filippo siano vicine a Vienne per proclamare <emphasis>ex autoritate </emphasis>la soppressione dell�Ordine.�</p><empty-line/><p>Il villaggio dei Tequesta era a poca distanza dall�estuario di un fiume che si gettava nell�oceano. Era composto di piccole capanne di tronchi, con un tetto spiovente in foglie di palma intrecciate. Soltanto quella del capo trib� era pi� grande, con un lato di una ventina di passi. Gli uomini erano di notevole statura, molto pi� alti degli europei, e coperti soltanto da un perizoma di pelle legato a una cintura sui fianchi. Le donne erano di grande bellezza, con seni prosperosi che esibivano senza vergogna.</p><p>La popolazione complessiva era di circa tremila persone, ma gli uomini validi poco pi� di ottocento. L�abitato era circondato da una palizzata che lo proteggeva dagli assalti dei nemici e degli animali feroci.</p><p>Ogni giorno Luigi e suo figlio potevano trascorrere un po� di tempo fuori dalla capanna dov�erano tenuti prigionieri per sgranchirsi le gambe e avevano la possibilit� di lavarsi nel fiume, sia pure sotto scorta.</p><p>�Cavaliere Luigi�, risuon� improvvisa una voce tra il vivace brusio del villaggio.</p><p>Lui si gir�, incontrando lo sguardo nero come la notte di un vecchio dalla pelle bruna. Lo riconobbe subito: era Tucla, un indigeno che Shirinaze aveva curato da una brutta febbre, riuscendo anche a insegnargli qualche rudimento di francese.</p><p>�Mio figlio ha riconosciuto in te l�uomo della gentile donna che mi ha salvato la vita�, disse stentatamente l�anziano Tequesta. �Per questo tu e tuo figlio siete ancora vivi.�</p><p>�Ringrazio tuo figlio e te. Ma purtroppo mia moglie � prigioniera dei malvagi contro cui siete in guerra.�</p><empty-line/><p>�Una schiava�, disse de Ceillac con un ghigno diabolico. �Sei la mia schiava. E lo sarai per tutta la vita.�</p><p>Shirinaze rimase impassibile, fissandolo con uno sguardo carico d�odio. Ma gi� de Ceillac si stava rivolgendo ai luogotenenti convocati nel suo alloggio.</p><p>�Non ho nessuna intenzione di finire i miei giorni in queste terre selvagge�, disse. �Presto ci rimetteremo in viaggio per l�Europa, ma prima voglio che le stive della nostra nave siano ben colme di oro e argento. Torneremo a casa straordinariamente ricchi, fratelli.�</p><p>Mentre gli altri si scambiavano occhiate gonfie di avidit�, Denis obiett�: �Come faremo, adesso che gli indigeni sono in guerra con noi? Ci sono venuti meno non soltanto l�accesso alle miniere, ma anche la mano d�opera per l�estrazione e il trasporto�.</p><p>�Proprio di questo voglio parlarvi. Dobbiamo assoggettare di nuovo i Tequesta, a qualunque costo�, ribatt� de Ceillac con una luce sinistra negli occhi. �Anche se dovessimo decimarli.�</p><p>�Il rapporto � di quasi dieci a uno, e i Tequesta sono buoni combattenti�, insistette Denis. �Dovremmo cercare di sfruttare la rivalit� tra loro e i Calusa.�</p><p>�Ci avevo gi� pensato, ma non sar� facile. I Calusa ci sono sempre stati ostili.�</p><empty-line/><p><strong>Aprile 1999</strong></p><empty-line/><p>Oswald Breil ed Erma, protetti da un falso specchio, seguivano un interrogatorio nella sede del Mossad. La voce di Estelle Dufraisne giungeva loro nitida attraverso i due altoparlanti sui lati dello specchio.</p><p>�Che cosa sa dirci di questa setta segreta, signora Dufraisne?� chiese in tono duro uno degli agenti.</p><p>La donna rispose con altrettanta durezza: �Non appartengo a nessuna setta e protesto per questa procedura illegale�.</p><p>�Avr� modo di esporre le sue rimostranze nelle debite sedi�, replic� un altro degli agenti. �Intanto per� vorremmo sapere che cosa sa dirci di questo.�</p><p>E le mostr� il cordoncino rosso trovato nella sua borsetta.</p><p>�� un pezzo di corda�, rispose la donna senza tradire alcuna emozione.</p><p>�Temo che dovremo cambiare metodo, dottoressa.�</p><p>�Intendereste torturarmi?�</p><p>�Credo che una dose di Pentotal le schiarir� la memoria.�</p><p>I due agenti si scambiarono un cenno d�intesa e uno di loro usc� dalla stanza.</p><p>Senza che nessuno riuscisse a intervenire, la donna s�infil� qualcosa in bocca con un gesto repentino e deglut�.</p><p>La sua fronte s�imperl� subito di sudore, e il suo colorito si fece cereo.</p><p>�Non riuscirete mai a sopraffare il nostro potere�, furono le sue ultime parole.</p><empty-line/><p>Un sole caldo illuminava la primavera; Roma si stava svegliando dal torpore invernale. Il computer di Sara fece sentire il suo scampanellio.</p><p>Quasi fosse in costante contatto telepatico con il suo minuscolo amico, la giovane digit� qualcosa nella finestra del messaggio prima ancora di aver verificato chi la stesse chiamando: �OSWALD?�</p><p>�COME FACEVI A SAPERE CHE ERO IO?�</p><p>�INTUITO FEMMINILE, CI SONO NOVIT�?�</p><p>La risposta fu una parola sola: �ENCRYPT�.</p><p>Sara azion� il programma, dopo di che vide scorrere nella finestra: �PURTROPPO NON HO BUONE NOTIZIE, LA PEDINA CON CUI SPERAVO DI PARTECIPARE AL GIOCO SI � SACRIFICATA IN NOME DELLA CAUSA�.</p><p>�CIO�?�</p><p>�DOMANI APPARIR� LA NOTIZIA CHE ESTELLE DUFRAISNE, DIRETTRICE DEL MUSEO DI AKKO, � MORTA PER UN MALORE IMPROVVISO MENTRE STAVA ORGANIZZANDO UNA SPEDIZIONE ARCHEOLOGICA, IL MONDO SCIENTIFICO PIANGE LA SUA SCOMPARSA ECCETERA ECCETERA.�</p><p>�UN�ALTRA MORTE� AGEVOLATA?�</p><p>�NO. SI � UCCISA PER NON RIVELARCI NIENTE. L�UNICA COSA DI CUI SIAMO ENTRATI IN POSSESSO � UN CORDONCINO ROSSO IMPREZIOSITO DA UN FILAMENTO D�ORO ZECCHINO.�</p><empty-line/><p><strong>Gennaio 1312</strong></p><empty-line/><p>L�urlo di terrore squarci� la notte, mentre le grida degli assalitori si levavano alte. Diversi aggressori erano gi� riusciti a superare la palizzata e correvano per il villaggio brandendo lance e torce.</p><p>Luigi si svegli� di soprassalto, stringendo istintivamente a s� il figlio, mentre un fumo acre e denso invadeva la capanna. La torcia scagliata da un guerriero Calusa aveva incendiato le foglie di palma del tetto.</p><p>Immediatamente lucido, copr� la bocca e il naso del bimbo con una mano e si gett� in un angolo, mentre il tetto della capanna crollava. Il crollo aveva per� aperto un varco nella parete di tronchi, attraverso cui si lanci� all�esterno.</p><p>Il villaggio era in preda al caos. A terra si vedevano molti corpi, in maggioranza di donne e bambini. Luigi cap� che per salvare se stesso e il figlio doveva combattere.</p><p>I bagliori delle fiamme illuminavano alcune canoe tirate in secca. Adagi� Lorenzo sotto una di esse, capovolta, raccomandandogli di non muoversi per nessun motivo, quindi torn� indietro, raccogliendo una lancia posata a terra accanto al corpo senza vita di un guerriero.</p><p>Tutto attorno, smarriti, i Tequesta correvano senza ordine in ogni direzione, incapaci di organizzare una difesa.</p><p>Luigi si butt� tra i nemici con la lancia in pugno, e la sua improvvisa apparizione, se da un lato disorient� i Calusa, dall�altro sembr� infondere nuovo vigore nei guerrieri Tequesta, che serrarono finalmente i ranghi e si lanciarono all�assalto.</p><p>Una donna stava correndo al centro del villaggio con un bimbo tra le braccia, urlando di terrore. Uno dei nemici la inseguiva brandendo una mazza. Rapido come un fulmine, Luigi gli fu addosso. Schivato un colpo, caric� con la lancia. La punta d�osso si conficc� nell�addome dell�avversario con un rumore orribile. Il Calusa strabuzz� gli occhi, poi la sua bocca si arross� di sangue. La donna e il bambino erano salvi, e molti guerrieri Tequesta avevano visto tutto.</p><empty-line/><p>Appostati su un�altura poco distante, Raymond de Ceillac e i suoi seguivano gli alterni sviluppi della battaglia.</p><p>�Guardate l�, grid� improvvisamente Denis. �L�uomo che guida gli indigeni. � un bianco. Non lo riconoscete?�</p><p>�Luigi di Valnure!� esclam� de Ceillac in tono di esecrazione.</p><p>�I Calusa stanno battendo in ritirata verso il fiume�, disse ancora Denis con aria inquieta. �Non mi pare il caso di scendere in campo. Le sorti della battaglia mi sembrano decise.�</p><p>�Hai ragione. Torniamo alla nave. Provvederemo ai Tequesta in un altro momento.�</p><empty-line/><p>Luigi aveva il viso madido di sudore e il corpo lordo del suo stesso sangue, mescolato a quello dei nemici uccisi. Combatteva con tenacia, guidando con il suo esempio una schiera di guerrieri.</p><p>Quando anche l�ultimo degli assalitori fu respinto, le urla di vittoria dei Tequesta si levarono alte.</p><p>L�alba illumin� una scena di desolazione: molte capanne del villaggio erano ridotte ad ammassi di legna fumigante. Almeno cento guerrieri e duecento tra donne, vecchi e bambini giacevano a terra privi di vita.</p><p>Il vecchio Tucla raggiunse Luigi mentre si aggirava tra le rovine cercando di portare aiuto.</p><p>�Joti, il capo del villaggio, vuole parlarti�, disse.</p><p>Quando entrarono nella sua capanna, videro in un angolo la donna salvata da Luigi.</p><p>�Il tuo valore�, disse Joti tradotto da Tucla, �ha salvato la vita alla mia donna e a mio figlio. Da oggi non sarai pi� un prigioniero, ma un uomo libero, un guerriero valoroso, un amico.�</p><empty-line/><p>�Sono giunti in citt� gli emissari del re�, disse la giovane guardia. �Dovete fuggire, Bertrand. E io vi aiuter�. Di notte la sorveglianza � molto allentata. Colpitemi sulla testa. Colpitemi, vi dico�, ripet� concitatamente, vedendo l�espressione confusa del Cavaliere.</p><p>�Dir� che ero entrato nella cella perch� sembrava che foste morto, mentre si trattava di un tranello. Insomma, siete riuscito a evadere. Vi ho portato indumenti per travestirvi, e prendete anche la mia spada, potrebbe esservi utile.�</p><p>Poco dopo Bertrand percorreva furtivamente i sotterranei del castello di Vienne. Come aveva detto il giovane, la sorveglianza era quasi nulla. Anche nel corpo di guardia, presso il ponte levatoio abbassato, i soldati sonnecchiavano.</p><p>Tenendosi rasente ai muri, Bertrand de Rochebrune riusc� a guadagnare la libert�.</p><p>Ma quale direzione prendere? Di l� a poco le guardie avrebbero dato l�allarme, e le strade sarebbero state perlustrate.</p><p>Tuttavia le ricerche sarebbero quasi sicuramente state concentrate su quelle che portavano al Portogallo o al braccio di mare tra la Francia e l�Inghilterra, Paesi dove l�Ordine non era ancora stato messo al bando.</p><p>Punt� quindi risolutamente a sud, verso l�Italia. Suo cugino Lorenzo di Valnure gli avrebbe sicuramente offerto un rifugio.</p><empty-line/><p><strong>Aprile 1999</strong></p><empty-line/><p>Sara Terracini non perse tempo. Non appena si fu accertata della presenza di Gerardo al castello, prese il primo treno per Piacenza. Doveva assolutamente parlare con lui faccia a faccia, lontano da orecchi indiscreti. Lo trov� ad attenderla in stazione.</p><p>�Spero di non aver guastato qualche tuo programma�, gli disse, �ma avevo assolutamente bisogno di vederti.�</p><p>�Averti qui � soltanto un piacere.�</p><p>Non appena furono al castello, Sara venne subito al dunque. �� un pezzo che volevo chiederti una cosa, ma non ci sono mai riuscita. Conosci le connessioni tra la Sindone e i Templari?�</p><p>�Certo, una serie di strane coincidenze sembrerebbe collegarla a Jacques de Molay. C�� addirittura chi sostiene che l�immagine impressavi sia la sua. Dopo aver sub�to nel Tempio di Parigi le stesse torture riservate a Ges� Cristo, sarebbe stato avvolto in un lenzuolo funebre e affidato alle cure di parenti del suo compagno di prigionia Geoffroy de Charney. Non era ancora morto, e il suo corpo avrebbe subito un procedimento chimico, di cui per�</p><p>�Acidosi metabolica�, lo interruppe Sara.</p><p>�Ah, vedo che conosci questa ipotesi.�</p><p>�Fino a questo punto, ma mi manca il seguito. Come si arriva da l� a Torino?�</p><p>�La prima ostensione della Sindone risale alla seconda met� del XIV secolo, nella localit� di Lirey. E, guarda caso, proprietaria del Santo lenzuolo era Jeanne de Charney, vedova di Geoffroy, pronipote e omonimo del Precettore di Normandia imprigionato con de Molay. La Chiesa s�interess� subito al sudario, diffidando i fedeli dal venerarlo come reliquia cristiana. Ma le sue rimostranze si placarono quando nel 1378 Jeanne de Charney, risposatasi con un membro di una famiglia potente in campo ecclesiastico, divenne zia del nuovo papa, Clemente VII. In seguito il sudario fu acquistato dai Savoia. Come mai questo interesse?�</p><p>�La Sindone sembra in qualche modo connessa con la setta del nodo. Un cordoncino rosso annodato � stato trovato nella Cappella del Guarini, a Torino, e un altro � saltato fuori dalla borsetta di Estelle Dufraisne. Soprattutto di quest�ultimo ti vorrei parlare.�</p><p>�Sono tutt�orecchi.�</p><p>�Ti scongiuro per� di non dire a nessuno quello che ti dir�. Bada bene: la direttrice del museo di Akko ha preferito suicidarsi piuttosto che fornire informazioni sulla setta.�</p><p>Gerardo la guard� sbalordito, mentre lei continuava.</p><p>�S�, ho ormai la netta convinzione che si tratti di una setta segreta, con affiliati fanatici fino al suicidio. Sei alle prese con gente pericolosa, Gerardo. Sta� in guardia.�</p><p>�Da chi hai avuto queste informazioni?�</p><p>�Ho amici influenti in Israele, e forse un giorno ti parler� di loro. Per adesso sappi che sono a nostra disposizione per qualsiasi necessit�.�</p><p>�Il Mossad?�</p><p>�Anche, ma non soltanto.�</p><p>Si interruppero, avendo sentito che davanti al cancello si era fermata un�auto di piccola cilindrata.</p><p>Ne smont� Paola Lari, e Gerardo procedette alle presentazioni. Ma Sara rimase l� ancora poco. Preso il primo treno possibile, torn� a Roma.</p><empty-line/><p><strong>Febbraio 1312</strong></p><empty-line/><p>Shirinaze si svegli� di soprassalto nel cuore della notte, trovandosi davanti il ghigno di Denis torto in un�espressione di scherno. �La contessa negra � desiderata dal Gran Maestro�, si sent� dire.</p><p>Era il momento che attendeva con ansia da giorni, rosa dal timore che non arrivasse mai, che de Ceillac si fosse stancato di lei. Per questo momento teneva nascosto tra le vesti un pugnale affilato che la sorte benigna le aveva fatto trovare nell�alloggio del suo seviziatore.</p><p>Senza dire niente, si alz� e segu� a testa china lo scherano.</p><p>�Sai chi guidava quei selvaggi nella difesa?� le chiese de Ceillac con una luce torva nello sguardo. �Il tuo amato Luigi�, continu�, con gli occhi ridotti a due fessure gonfie d�odio. �Ma la pagher�. E ti giuro che assisterai alla scena.�</p><p>Rafforzata nella sua determinazione dalla notizia che suo marito e probabilmente anche suo figlio erano vivi, Shirinaze allung� la mano verso il pugnale. Ma non riusc� a raggiungerlo.</p><p>Ne fu impedita dalla destra di de Ceillac, che le si era insinuata sotto le vesti. Forte come il ferro, la costrinse a inginocchiarsi, mentre con l�altra mano l�uomo si calava le brache. Shirinaze chiuse gli occhi. Aveva un solo pensiero: rivedere Luigi e suo figlio.</p><empty-line/><p>Tucla era il solo a conoscere la lingua dei bianchi quanto bastava per fungere da traduttore, quindi era costantemente al fianco di Luigi.</p><p>Gli indigeni trattavano ormai con profondo rispetto l�amico ritrovato e seguivano con attenzione i suoi insegnamenti, anche se avevano difficolt� ad apprendere le tecniche militari degli europei. Ma Luigi sapeva quanto fosse importante che vi si addestrassero, certo com�era dell�incombere di un nuovo scontro con gli uomini di de Ceillac.</p><p>Soltanto loro, inoltre, potevano aiutarlo nel tentativo di liberare Shirinaze.</p><empty-line/><p><strong>Roma. Maggio 1999</strong></p><empty-line/><p>Nei giorni seguiti al rapido incontro con Sara Terracini, Gerardo di Valnure era stato tutto preso nella gestione delle sue propriet�. Intanto la presenza di Paola Lari al castello si era fatta sempre pi� frequente: quando era libera da impegni di lavoro, veniva l�. Ma Gerardo non aveva mai fatto parola nemmeno con lei delle conclusioni a cui era pervenuto con la studiosa romana.</p><p>Era quasi sera, ma sapeva che con ogni probabilit� avrebbe trovato Sara ancora in laboratorio, con il computer collegato in rete.</p><p>Pochi istanti pi� tardi era infatti in linea con lei, protetto dal programma di crittografia.</p><p>�HO AVUTO DIVERSE COSE DA SBRIGARE QUI, MA ADESSO SONO PRONTO A RIPRENDERE LE RICERCHE�, digit�.</p><p>�SEI SICURO? TE L�HO DETTO: DEVI STARE IN GUARDIA. CONOSCI FIN TROPPO BENE LA PERICOLOSIT� DI QUELLA GENTE.�</p><p>�NON MI FANNO PAURA.�</p><p>�DA DOVE RICOMINCERESTI?�</p><p>�TI HO CHIAMATO PROPRIO PER QUESTO. HO BISOGNO DELL�AIUTO DEI TUOI AMICI. VORREI RIDARE UN�OCCHIATA ALLA CAPPELLA DEI ST CLAIR A ROSLIN. L�HO GI� VISITATA ALCUNI ANNI FA, MA NON POTEVO IMMAGINARE GLI SVILUPPI DI QUESTA VICENDA.�</p><p>�GIUSTO. TANTO PI� CONSIDERATI GLI STRANI BASSORILIEVI DI CUI CI HA PARLATO TONI. RICORDI? IMMAGINI DI VEGETALI SCONOSCIUTI PRIMA DELLA SCOPERTA UFFICIALE DELL�AMERICA. MA CHE COSA POSSONO FARE PER TE I MIEI AMICI?�</p><p>�HO BISOGNO DI UNA NUOVA IDENTTT�.�</p><empty-line/><p>Oswald Breil era appena rientrato in albergo, letteralmente esausto. I festeggiamenti per la sua elezione al parlamento israeliano si erano protratti a lungo, e aveva soltanto voglia di riposare. Fedele alle sue abitudini, tuttavia, prima di coricarsi colleg� il computer portatile alla presa telefonica.</p><p>Nella sua casella di posta elettronica trov� una sequela di messaggi d�auguri: per lo pi� vecchi collaboratori e amici. Tra gli altri, per�, gli balz� subito agli occhi quello di Sara Terracini. Lo apr� e lesse: �COMPLIMENTI!!! CHIAMAMI APPENA PUOI�.</p><p>L�agognato riposo poteva aspettare ancora qualche minuto. Oswald si connesse con Roma.</p><p>�SONO EMOZIONATA�, lesse dopo qualche istante. �UAU! HO UN AMICO MINISTRO D�ISRAELE.�</p><p>�NON CORRERE TROPPO. PER IL MOMENTO SONO SOLTANTO UNO DEI CENTOVENTI MEMBRI DELLA KNESSET. IL NUOVO PREMIER AVR� QUARANTACINQUE GIORNI PER FORMARE UN GOVERNO, E PUOI IMMAGINARTI QUANTI COMPROMESSI DOVR� ACCETTARE. NON SO ANCORA SE RICOPRIR� UN INCARICO DI GOVERNO. COMUNQUE SONO MOLTO SODDISFATO.�</p><p>�SONO SICURA CHE CE LA FARAI. MA TI HO CHIESTO DI CHIAMARMI ANCHE PER UN ALTRO MOTIVO.�</p><p>Quattro giorni pi� tardi, dopo aver rinunciato all�amata barba e ai capelli lunghi e inforcato un paio di occhiali dalla montatura spessa, Gerardo di Valnure part� per Edimburgo.</p><p>Dai documenti risultava essere Flavio Tomasetti, biologo milanese.</p><empty-line/><p><strong>Aprile 1312</strong></p><empty-line/><p>Lorenzo di Valnure chiam� suo cugino Bertrand nel salone del castello, davanti al grande camino acceso.</p><p>�Ho ricevuto da poco un dispaccio da Vienne�, disse senza preamboli. E si mise subito a leggere ad alta voce la parte della bolla papale <emphasis>Vox in Excelso </emphasis>riguardante la sorte dell�Ordine Templare.</p><p>�<emphasis>In considerazione della cattiva reputazione dei Templari, del sospetto e delle accuse che gravano su di loro; in considerazione della cerimonia segreta di ammissione, della condotta perversa e irreligiosa di molti dei suoi membri; in considerazione dello scandalo, ormai non pi� sanabile; in considerazione dell�eresia, dei terribili misfatti; in considerazione del fatto che la Santa Romana Chiesa soppresse in passato, per motivi ben pi� lievi, altri celebrati Ordini, Noi, non contravvenendo alle regole della Cavalleria, e non senza intima sofferenza, non in virt� di una sentenza giudiziaria, ma </emphasis>ex autoritate <emphasis>apostolica, sopprimiamo l�Ordine suddetto con tutte le sue istituzioni.</emphasis></p><p>�<emphasis>Clemente Pontefice della Santa Romana Chiesa, a Vienne il 3 aprile 1312.</emphasis>�</p><p>Bertrand rimase in un silenzio assorto: sapeva che quel momento sarebbe arrivato, ma aveva continuato a sperare.</p><p>�I miei fratelli avevano ragione. Quello che la Cristianit� acclama come il suo Pastore non � che un nemico della comunit� di Cristo e dell�intera umanit�. E avevano anche ragione di chiedere a noi sopravvissuti di costituirci in una societ� segreta per combatterlo. Fino alla morte, per il trionfo della verit�.�</p><p>�Che espressioni aspre. Mi stupisci, Bertrand.�</p><p>�Mi sono stupito io stesso nel pronunciarle, ma, credimi, non c�� alternativa. Dovr� rientrare al pi� presto in Scozia per preparare i miei fratelli a una lunga battaglia contro il Maligno.�</p><p>�Sia come vuoi, Bertrand. Qui avrai sempre un amico e alleato fedele. Ma, ti prego, parlami ancora di mio figlio Luigi, della sua sposa, del mio nipotino. Se tornassero, li accoglierei a braccia aperte.�</p><empty-line/><p>La nave veleggiava maestosa seguendo la costa. Avvistatala, Luigi si precipit� al coperto tra la vegetazione. Quel mattino si era allontanato dal villaggio dicendo che andava a pesca. In realt� voleva cercare d�individuare la base di de Ceillac, impresa che fino ad allora non gli era riuscita. I guerrieri Calusa erano costantemente in agguato e avevano gi� ucciso quasi trenta Tequesta in una serie d�imboscate.</p><p>La nave vir� improvvisamente, puntando verso il largo. Luigi la segu� con lo sguardo sino a quando, al tramonto, non la vide raggiungere l�isola pi� lontana e scomparire.</p><p>�Adesso so dove ti nascondi, de Ceillac�, esclam�.</p><empty-line/><p><strong>Maggio 1999</strong></p><empty-line/><p>Sotto le mentite spoglie del biologo Tomasetti, Gerardo di Valnure si era unito a una delle tante visite guidate ai laboratori di Roslin, circa sedici chilometri a sud di Edimburgo, luogo assurto a grande fama da quando vi era stato effettuato un importante esperimento di clonazione.</p><p>Il viaggio organizzato prevedeva una settimana di soggiorno nel paesino scozzese, inclusa un�escursione alla cappella.</p><p>La prima caratteristica singolare consisteva proprio nel nome della localit� e in quello della cappella; la pronuncia era uguale, ma si scrivevano in maniera diversa: Roslin e Rosslyn. Facendo ricerche sull�origine gaelica, Gerardo aveva scoperto che Roslin significa �antico sapere che si tramanda nel tempo�.</p><p>Finse un grande interesse quando gli venne illustrato lo straordinario procedimento scientifico che aveva portato a clonare la celeberrima pecora Dolly, ma il suo vero interesse era rivolto in ben altra direzione.</p><empty-line/><p>Sara Terracini compose il numero telefonico del suo insostituibile collaboratore, Toni Marradesi, pregandolo di andare da lei.</p><p>I preziosi volumi di cui si accingeva a esaminare le procedure di restauro erano di straordinaria importanza, ma ormai non riusciva pi� a togliersi dalla mente le vicende dei Templari.</p><p>Quando Toni comparve sulla porta con la sua perenne aria indaffarata, gli scocc� subito un sorriso angelico, ma cap� che la tecnica non funzionava pi�.</p><p>�Forza, sputa il rospo�, sbott� infatti lui. �In quale pasticcio vuoi ficcarci, questa volta?�</p><p>�Niente, Toni� Solo che tu sei l�unico��</p><p>�L�unico pazzo capace di seguirti nelle tue follie. Lasciamo perdere. Di che cosa mi devo occupare?�</p><p>�Ricordi quando ci hai detto che esiste la possibilit� che i Templari siano sbarcati in America prima di Colombo?�</p><p>Marradesi annu�, e lei continu�.</p><p>�Hai nominato un paese presso Edimburgo e una cappella della famiglia St Clair. Be�, devo saperne tutto il possibile.�</p><p>�Quanto tempo mi dai?�</p><p>�Gerardo di Valnure � a Roslin e ci rester� tre giorni. Ho la sensazione che potrebbe avere bisogno di noi.�</p><empty-line/><p>Il pullman della visita guidata svolt� in una stradina quasi al centro del paese, infilandosi tra due antiche locande. Appena oltre l�angolo comparve la cappella di Rosslyn, protetta da un tetto in lamiera. Vi si entrava attraverso un piccolo cottage zeppo di souvenir e fotografie in vendita.</p><p>L�imponente parete ovest stonava con la perfezione architettonica dell�insieme: diroccata, sembrava che i costruttori non fossero riusciti a completarla.</p><p>La guida si sofferm� soltanto brevemente a descrivere i bassorilievi sui montanti del portale d�accesso, ma quanto bastava perch� Gerardo vi riconoscesse le pannocchie di mais. Come poteva, l�anonimo scalpellino che le aveva scolpite con incredibile precisione, conoscere quel vegetale almeno dodici anni prima che Cristoforo Colombo scoprisse l�America?</p><p>Gerardo si stacc� dal gruppo, fermandosi a osservare un�iscrizione in latino sopra un portale.</p><empty-line/><subtitle>PI� FORTE DEL VINO � IL RE,</subtitle><subtitle>PI� FORTE DEL RE � UNA DONNA,</subtitle><subtitle>MA SU TUTTI TRIONFA LA VERIT�.</subtitle><empty-line/><p>Grazie a una e-mail speditagli dal prezioso Marradesi e ricevuta collegandosi in rete con Piacenza, Gerardo sapeva quale ne fosse la fonte: le <emphasis>Antichit� giudaiche </emphasis>di Flavio Giuseppe, dove si legge che Zorobabele, trovandosi con altri due ebrei alla reggia di Dario come sua guardia del corpo, rispose con queste parole all�indovinello: �� pi� forte il vino, il re o una donna?�</p><p>Compiaciuto della risposta, Dario gli disse che d�ora in avanti lo avrebbe fatto sedere al suo fianco e chiamato �cugino�: gli chiedesse pure ci� che desiderava. Allora Zorobabele gli ricord� l�impegno preso quando era divenuto re: ricostruire Gerusalemme e il suo Tempio e restituire i vasi sottratti e portati a Babilonia da Nabucodonosor. Cos� Dario ordin� che fosse fatto.</p><p>Ecco dunque un primo indizio che rinviava al Tempio.</p><p>Quindi Gerardo cont� il numero dei pilastri: erano dodici. Ma nella zona orientale della cappella c�era un�altra coppia di colonne gemelle, di pi� pregevole fattura: una seconda analogia con l�interno del Tempio di Gerusalemme, di cui ricordava bene la struttura.</p><p>E due colonne gemelle, denominate Jachim e Boaz, risalenti ai rituali d�iniziazione dei Templari, costituivano tuttora una componente importante nell�arredo delle sedi della massoneria, che molti consideravano un�erede dei Cavalieri del Tempio.</p><p>Il terzo indizio, gli aveva detto l�e-mail, lo avrebbe trovato sulla parete esterna. Fu infatti esaminando con attenzione quei bassorilievi che scopr� due figure: un uomo bendato, inginocchiato e coperto da una tunica, tenuto come al guinzaglio da un secondo personaggio.</p><p>Reggeva un libro, probabilmente una Bibbia o un altro testo sacro, visto che sulla copertina era scolpita una croce quasi cancellata dal tempo. L�altro invece teneva la corda stretta attorno alla sua testa. Il soggetto in secondo piano aveva la barba e capelli fluenti sulle spalle. Avvicinatosi di pi�, Gerardo vide ci� che cercava: la croce incisa sulla tunica del secondo personaggio. Una croce <emphasis>templare.</emphasis></p><p>Ma dalla bolla papale <emphasis>Vox in Excelso</emphasis>, che aveva bandito l�Ordine, al completamento della cappella erano trascorsi centosessantotto anni. Ecco dunque la prova che i rituali d�iniziazione dei Cavalieri erano sopravvissuti alla loro scomparsa.</p><p>Purtroppo il tempo aveva cancellato il nodo che serrava la corda al collo dell�uomo, ma Gerardo era convinto di sapere che cosa fosse: una gassa d�amante.</p><empty-line/><p><strong>Giugno 1312</strong></p><empty-line/><p>Bertrand de Rochebrune porse al cugino Lorenzo di Valnure il foglio su cui aveva disegnato il motto e l�emblema di quello che sperava sarebbe stato il Nuovo Ordine. Era un disegno molto semplice: un pesce stilizzato, simbolo dei primi cristiani. Le estremit� che costituivano la coda erano annodate con un nodo marinaro. Una gassa d�amante, aveva spiegato il Templare al cugino. Sotto la figura stilizzata si leggeva il motto del Nuovo Ordine: <emphasis>Non nobis, Domine, non nobis, sed Nomini Tuo da gloriam. Nos perituri mortem salutamus.</emphasis></p><p>�Sono ormai depositario di molti segreti�, disse Lorenzo. �Dalla segreta terra dove vive Luigi alla tua volont� di ricostituire l�Ordine, seppure in clandestinit�. Ti chiedo pertanto di concedermi l�onore di farne parte. Accetta inoltre alcuni uomini della mia guardia, una quindicina. Ti scorteranno nel viaggio verso la Scozia.�</p><p>�L�onore di accoglierti tra i Cavalieri del Nuovo Ordine � mio. Non ho ancora pensato alla Regola, ma non appena avr� provveduto te la far� pervenire. Per� devi prestare un solenne giuramento di segretezza.�</p><p>E Lorenzo di Valnure pronunci� la formula rituale del giuramento dei Templari: �<emphasis>Ego, Miles de Ordine Templi, promitto Domino Meo�</emphasis>�</p><p>Quindi aggiunse solennemente: �Far� scolpire il simbolo e il motto del nostro Ordine su una pietra, che verr� collocata nel punto pi� importante di ogni costruzione: la <emphasis>pietra d�angolo</emphasis>, come sta scritto nei Vangeli�.</p><p>�Ti ringrazio di tutto ci� che hai fatto per me, Lorenzo. Un�intera vita non baster� per sdebitarmi.�</p><p>�Devo chiederti ancora una cosa, Bertrand. Se dovessi andare di nuovo al di l� dell�Oceano, di� a Luigi che questa � la sua casa. Sua, di sua moglie e di mio nipote.�</p><p>�Ci andr� senza dubbio: le navi e gli uomini che abbiamo lasciato l� ci sono indispensabili per combattere gli usurpatori del Trono di Pietro.�</p><empty-line/><p>Luigi di Valnure sapeva di poter contare su ciascuno di quei guerrieri fedeli e indomiti. Ma si accingevano ad affrontare un�impresa veramente ardua. Le difese erette da de Ceillac sembravano insuperabili.</p><p>Dopo aver visto la nave scomparire in prossimit� di quell�isola, vi si era spinto con la canoa, trovando conferma a ci� che pensava: era il rifugio degli ex Templari. Ne aveva valutato le difese, osservando attentamente la baia con la nave alla fonda e il minaccioso forte.</p><p>Aveva capito che un attacco in forze non avrebbe sortito il risultato che si prefiggeva. Soltanto l�azione di pochi uomini ben addestrati avrebbe potuto tentare di liberare Shirinaze.</p><p>Ricord� quanto gli aveva insegnato Bertrand de Rochebrune: �Un buon ufficiale non si limita a pianificare le fasi dell�attacco. Egli sa bene che la ricerca di vie di fuga � altrettanto importante, se non di pi��.</p><p>Tutto dipendeva dallo stato della nave: se gli uomini di de Ceillac avessero avuto difficolt� a manovrare, con ogni probabilit� non sarebbero riusciti a raggiungere la canoa in fuga. Contare su quell�eventualit� era un rischio, ma sapeva di doverlo correre se voleva salvare Shirinaze.</p></section><section><title><p>9</p></title><p><strong>Giugno 1999</strong></p><empty-line/><p>�POSSO COMPLIMENTARMI CON SUA ECCELLENZA IL VICE MINISTRO DELLA DIFESA?� digit� Sara Terracini.</p><p>�MI FAI FELICE�, rispose Oswald Breil.</p><p>�HO PER� PAURA CHE I NUOVI IMPEGNI TI RENDERANNO INAVVICINABILE.�</p><p>�CI SIAMO SEMPRE TENUTI IN CONTATTO, E HO SEMPRE OCCUPATO POSIZIONI DI UN CERTO RILIEVO, NO?�</p><p>�NON SPARIRAI, VERO? PROMETTIMELO.�</p><p>�NON CE N�� BISOGNO. ADESSO PER� DIMMI A CHE PUNTO SONO LE RICERCHE DEL TUO AMICO. INTERESSANO MOLTO ANCHE NOI.�</p><p>�LO VEDR� TRA POCO, E FAREMO IL PUNTO DELLA SITUAZIONE.�</p><p>�TIENIMI INFORMATO.�</p><p>�PUOI STARNE CERTO. ANCORA AUGURI, SIGNOR MINISTRO. <emphasis>SHALOM!�</emphasis></p><p><emphasis>�VICE </emphasis>MINISTRO!�</p><empty-line/><p>Faceva molto caldo, ma nel laboratorio di Sara umidit� e temperatura erano costantemente sotto controllo, per cui Gerardo di Valnure, appena entrato, trasse un sospiro di sollievo.</p><p>�Ogni volta che vengo a Roma mi chiedo come facciate a sopportare questo forno.�</p><p>�Qui invece ci chiediamo come facciate voi con la nebbia�, ribatt� Sara, abbracciandolo. �Che notizie ci porti da Roslin?�</p><p>Quando fu l� anche Toni Marradesi, Gerardo apr� la sua voluminosa borsa e ne estrasse un fascio di fogli e fotografie, mettendosi subito a illustrarle.</p><p>�Questa � la cosiddetta �Cappella� di Rosslyn. Grazie ai vostri suggerimenti sono riuscito a orientarmi molto bene. Ho verificato a uno a uno gli indizi che mi avete segnalato, ma ho scoperto anche altre cose.�</p><p>�Per esempio?� chiese Marradesi.</p><p>�La disposizione delle colonne interne forma una tripla <emphasis>tau. </emphasis>Una tripla T, insomma. Un simmetria architettonica che si riscontra nelle pi� antiche costruzioni templari e pare tragga origine dal Tempio di Gerusalemme. Ma compare anche nei moderni templi massonici.�</p><p>�Una T? Credi che abbia un significato?� lo incalz� Sara.</p><p>�Molti. Ma per brevit� ne indicher� soltanto tre. <emphasis>Theca ubi res pretiosa deponitur</emphasis>, �teca ove � riposta una cosa preziosa�. <emphasis>Clavis ad Thesaurus</emphasis>, �chiave che porta al tesoro�. O, pi� semplicemente, <emphasis>Templum Hierosolymae</emphasis>, il �Tempio di Gerusalemme�.�</p><p>�Molto interessante. Ha notato altri particolari?� chiese ancora Toni Marradesi, stringendosi il mento tra il pollice e l�indice della destra.</p><p>�Ho esaminato tutti i bassorilievi. Vi compaiono figure inquietanti, dense di significati. E, soprattutto, ciascuna di esse ha tratti somatici ben definiti, come se chi le ha realizzate conoscesse bene i personaggi che raffigurava. Una sola scultura � priva di testa, quasi che qualcuno avesse voluto cancellare un volto ben noto. � sulla parete sud, a circa due metri d�altezza�, e Gerardo mostr� uno schizzo che aveva tracciato sulla sua agendina. �Questa figura �decapitata� sembra reggere un grande telo su cui compare il volto di un uomo barbuto.�</p><p>�La Sindone�� esclam� Sara, ma Gerardo la interruppe subito.</p><p>�Piano, non correre troppo. � vero, ci sono alcuni indizi, ma troppo semplici per le enormi possibilit� che prospettano. Dobbiamo anche riconoscere che queste tracce sono state identificate da persone che volevano trovarle a tutti i costi.�</p><p>�In che senso?� chiese Marradesi in tono piccato.</p><p>�Nel senso che, se in un luogo cos� enigmatico si fossero cercate tracce di Confucianesimo, probabilmente si sarebbero trovate anche quelle.�</p><p>�Hai tratto qualche conclusione, Gerardo?�</p><p>�� presto per chiamarle conclusioni. Rischio di ripetermi, ma � d�obbligo la pi� assoluta cautela. Per adesso mi sento di dire che si tratta certamente di una costruzione singolare, edificata da gente che, pressata da persecuzioni, ha cercato di trasmettere un messaggio celato in una possibile riproduzione del Tempio di Gerusalemme. Tra l�altro ultimata pi� di un secolo e mezzo dopo la scomparsa dell�ultimo Templare.�</p><p>�Be�, almeno in questo ti ho prevenuto�, esclam� Sara.</p><p>�Cio�?�</p><p>�Non crederete che sia rimasta con le mani in mano?� rispose lei, rivolta a entrambi. �Ho scoperto anch�io qualcosa.�</p><p>�Che cosa?�</p><p>�A partire dal febbraio 1867, il luogotenente Warren del Genio militare britannico inizi� una campagna di scavi a Gerusalemme, basandosi sulla topografia rilevata dal suo predecessore Wilson. Ci ha lasciato una discreta mole di documenti e anche alcune sommarie ricostruzioni grafiche. In una di queste, in particolare, compare un pozzo che scende a perpendicolo per circa ottanta piedi sottoterra, proseguendo poi con una galleria orizzontale. Qui si vedono alcuni uomini intenti a compiere scavi attorno a un grande muro. Si pensa che si possa trattare dei resti della struttura del Tempio. Ma pare anche che, esplorando il dedalo di gallerie sotto l�antica Gerusalemme, Warren si sia imbattuto in una serie di reperti, tipo else di spade eccetera, che nessuno potrebbe mai far risalire agli abitanti precristiani. Cose lasciate l� dai Crociati, insomma.�</p><p>�Hugues de Payns e i primi Cavalieri del Tempio?� chiese Gerardo.</p><p>�Esattamente, sempre fatte salve tutte le cautele. � dimostrato che i fondatori dell�Ordine Templare, istituito per difendere i pellegrini che si recavano in Terrasanta, in realt� si occupavano di ben altro.</p><p>�I nove Cavalieri originari, infatti, iniziarono una campagna di scavi sotto le rovine del Tempio di Salomone, che si protrasse per circa dieci anni. Nessuno sa che cosa abbiano trovato.</p><p>�Ma ho riscontrato un fatto secondo me singolare in quello che, nella Regola stilata da Bernardo di Chiaravalle, sarebbe diventato il voto di povert� dei Templari. Be�, la formula � molto diversa dal patto che legava i nove fondatori. I quali giurarono soltanto di mettere in comunione ogni loro ricchezza. Una cosa piuttosto diversa da un voto monastico di povert�. D� l�idea che fossero impegnati nella ricerca di qualcosa di molto prezioso, da mettere in comune.�</p><p>Nel laboratorio cal� un silenzio profondo, rotto soltanto dal ronzio delle apparecchiature elettroniche. Ma dopo qualche istante Sara riprese:</p><p>�Quindi ho cercato qualche analogia tra il Tempio di Gerusalemme e la costruzione pi� emblematica della potenza dei Cavalieri: il Tempio di Parigi. Esaminando le testimonianze rese dai Templari, ho scoperto che tale Giovanni da Foligno ammise che le cerimonie avevano luogo nella cappelletta sita nella torre principale.</p><p>�Non esistono documenti certi che la descrivano, ma era vicina al forziere del tesoro dell�Ordine, ed � interessante vedere come la immaginano molti importanti studiosi: una stanza priva di finestre, con un pavimento a scacchi bianchi e neri e un soffitto simile alla volta celeste, con a ovest una stella pi� luminosa delle altre.</p><p>�Probabilmente c�erano anche i quattro simboli usati nelle varie fasi del rituale: un teschio umano, due femori, e soprattutto un lenzuolo funebre. Semplici analogie? Strane coincidenze? La prudenza � sempre d�obbligo, ma l�ultimo Gran Maestro fu torturato nel Tempio di Parigi e, dopo aver subito gli stessi supplizi inferti a Ges� Cristo, fu adagiato in un telo funebre.</p><p>�Il Grande Inquisitore di Francia potrebbe aver utilizzato il telo rituale dei Templari, un lenzuolo antico e proveniente dalla Terrasanta come la maggior parte degli oggetti sacri dell�Ordine. Si potrebbe quindi spiegare cos� la presenza sulla Sindone di pollini rinvenibili soltanto in alcune zone del Medio Oriente, come hanno evidenziato recenti analisi. Pollini di due piante particolari, per la precisione, rintracciabili in una sola zona del mondo: la Palestina.</p><p>�Lo <emphasis>Zygofillum domosum</emphasis>, una pianta simile al cappero, e la <emphasis>Gundelia turneforti</emphasis>, un cespuglio tipico della zona di Gerusalemme, con cui la tradizione vuole fosse intrecciata la corona di spine di Ges� Cristo�.</p><p>A quel punto Sara cerc� di prendere fiato, ma l�evidente curiosit� dei due uomini la costrinse a continuare.</p><p>�Studiando i documenti della Prima Crociata, ho scoperto che Henry St Clair, antenato del costruttore della Cappella di Rosslyn, torn� da Gerusalemme con un amico, a cui diede in sposa la nipote. E sapete chi era costui? Hugues de Payns, fondatore dei Templari e comandante di coloro che scavarono per anni sotto il Tempio di Salomone.�</p><p>Toni Marradesi si pass� la mano dove un tempo c�era forse qualche capello, e decise che era arrivato il momento di dire la sua.</p><p>�Capisco la vostra prudenza. Capisco tutte le cautele. Ma non vi sembra di esagerare? Non abbiamo raccolto un numero sufficiente d�indizi per puntare in una sola direzione? Siamo scienziati, e come tali soggetti all�errore nel corso delle approssimazioni necessarie per raggiungere una scoperta. Non dobbiamo aver paura di rimanere delusi.</p><p>�Sapete a che cosa credo si debba puntare? A un segreto, tanto arcano e potente da essere rimasto inviolato per tutti questi secoli, nascosto chiss� dove da coloro che si addentrarono per primi nei sotterranei�� in senso figurato e reale�� delle origini della religione. E quando parlo di religione non mi limito alla Cristianit�, ma a tutto ci� che la Citt� Santa di Gerusalemme, crocevia delle fedi, custodiva.�</p><empty-line/><p><strong>Luglio 1312</strong></p><empty-line/><p>Il castello di Roslin era immerso nel silenzio. I festeggiamenti per il ritorno di Bertrand de Rochebrune si erano protratti per un giorno e una notte, dopo di che il Cavaliere aveva cercato la quiete necessaria per redigere la Regola del Nuovo Ordine che stava per fondare.</p><p>Quindi aveva convocato attorno a un grande tavolo ovale undici Cavalieri, tutti con la testa coperta da un cappuccio e con la mantella bianca crociata del soppresso Ordine a cui erano appartenuti.</p><p>Quando ebbero tutti pronunciato solennemente la formula del giuramento, prese la parola il barone di St Clair, appena insignito della nomina di Precettore del Nuovo Tempio.</p><p>�Nobili Cavalieri, conoscete bene i motivi che ci hanno indotto a costituirci in societ� segreta. A ispirarci in questa nuova e ardua battaglia saranno gli stessi principi che ci hanno indotto un tempo ad aderire all�originario Ordine Templare. Vi ricordo pertanto l�Ottava Regola dello Statuto Templare, che dice: �Al Maestro � dovuta la stessa obbedienza cieca che si deve a Dio�. Quindi mi inchino a te, Bertrand de Rochebrune, nostro Gran Maestro, e a te giuro fedelt� sino all�estremo sacrificio.�</p><p>�Grazie, nobile St Clair: senza di te non saremmo qui. E ringrazio anche questa terra di Scozia e il suo re, che non ha piegato la testa davanti ai poteri che hanno voluto la rovina dell�Ordine del Tempio. Purtroppo, a causa dell�assenza di Lorenzo di Valnure, in questa prima riunione il numero dei Santi Apostoli non � completo, ma mio cugino ha prestato personalmente a me il suo giuramento.</p><p>�Vi conosco uno per uno da molto tempo. Con molti di voi sono stato in battaglia. Mi � noto il vostro valore di uomini e di Cavalieri. Credo sia inutile rammentare ancora la segretezza della nostra missione, che proseguir� finch� il nostro scopo non sar� raggiunto: da noi stessi o da chi verr� dopo. La prima pietra � stata posata oggi: sta in chi veste e vestir� questi abiti edificarvi sopra una chiesa: quella di Dio e degli uomini giusti. Dobbiamo combattere, fratelli. Incontreremo ostacoli persino superiori a quelli che ognuno di noi ha trovato in Terrasanta. Dobbiamo porre freno in ogni modo al progresso del Maligno e rigettarlo nel suo regno di fuoco. Soltanto cos� riusciremo a salvare il mondo.�</p><p>�Ma come faremo a combattere Clemente e Filippo, con le loro grandissime disponibilit� di uomini e mezzi?� chiese uno dei Cavalieri.</p><p>�Con azioni rapide, prevalentemente in mare, dove possiamo contare su una flotta veloce e potente. Presto torner� oltre l�Oceano a prendere le navi e gli uomini che vi ho lasciato. Se riusciremo a radunare tutte e diciassette le navi partite da La Rochelle, potremo affrontare qualsiasi flotta. Le quattro che ho lasciato nelle Terre d�Occidente erano in ottimo stato, e mi auguro che de Ceillac le abbia mantenute cos�. Quando far� ritorno dal mio viaggio, Filippo di Francia e il suo pavido servo Clemente conosceranno la bandiera di battaglia dei Templari: il teschio bianco in campo nero, sotteso da due femori incrociati.�</p><empty-line/><p>Accompagnato da sette guerrieri e con l�aiuto delle tenebre, Luigi era approdato nell�isola di de Ceillac, raggiungendola con una piroga sul lato opposto alla baia, e l� aveva nascosto l�imbarcazione tra la fitta vegetazione. I Tequesta, con i volti decorati dai colori di guerra, procedevano con cautela e in silenzio, ma decisi.</p><p>Risaliti i rilievi al centro dell�isola, avevano studiato dall�alto la fortificazione edificata nella gola di roccia: sembrava inespugnabile. Da una torre sul lato destro una sentinella in costante stato di allerta dominava con lo sguardo la sconfinata distesa dell�Oceano. Due pareti del forte erano costituite dalle rupi rocciose. All�interno della palizzata si vedevano alcune case di legno.</p><p>Luigi individu� prima l�alloggio di soldati e marinai, un edificio basso e lungo, e poi, a poca distanza, quello dei sergenti, entrambi a ridosso dell�imponente rupe di roccia vulcanica. La dimora di de Ceillac era probabilmente sul lato opposto. Forse una delle tre pi� piccole, a pochi passi dalla palizzata.</p><p>Quando, illuminata dai bagliori dei fuochi, apparve la figura di una donna che usciva da una delle case, tenuta per un braccio da un uomo, si sent� prendere dall�angoscia. Nonostante l�oscurit� e la distanza, aveva riconosciuto il malvagio Denis, e la pelle della donna era bruna. La poveretta camminava a testa china, come oppressa dal greve peso della sua situazione. All�angoscia si sostitu� il furore: era probabilmente condotta all�alloggio di de Ceillac per essere strumento del suo piacere.</p><p>Ma Luigi vide anche verso quale casa erano diretti i due. Il rumore sordo del catenaccio che serrava l�uscio alle spalle della prigioniera arriv� distinto sino a l�.</p><p>Doveva agire, prima che fosse troppo tardi.</p><empty-line/><p>Patron Magri, comandante della nave ammiraglia, era accanto al navigatore, cui impartiva ordini con voce ferma. Il marinaio aveva due braccia scultoree, temprate dalla barra del timone. Al collo, dentro un sacchetto di pelle, portava un frammento di magnetite contro cui strofinare l�ago della bussola nel caso che si fosse demagnetizzato.</p><p>La Scozia era ormai lontana. Non la vedevano pi� da quarantadue giorni, e ormai le scorte di viveri e acqua cominciavano a scarseggiare. L�Oceano era increspato da una leggera brezza. Le vele erano spiegate, e la nave avanzava maestosa e agile, leggermente sbandata a dritta.</p><p>Il nuovo Gran Maestro si era chiesto a lungo se fosse opportuno partire per un viaggio cos� rischioso con due sole navi. Ma aveva finito con il preferire quella soluzione a un convoglio: era meglio che l�esigua forza navale di cui disponeva restasse al sicuro nei porti della Scozia.</p><p>Recuperare la flotta e gli uomini affidati a de Ceillac non era un�impresa difficile, al di l� dei rischi della traversata.</p><p>Ma la tempesta cominci� a montare nella notte, per scatenarsi terribile alle prime luci dell�alba.</p><empty-line/><p><strong>Roma. Giugno 1999</strong></p><empty-line/><p>�Non si pu� darle torto, dottor Marradesi�, disse Gerardo di Valnure, interrompendo il silenzio meditabondo che era calato nel laboratorio. �Ma ci troviamo comunque a un nuovo punto morto.�</p><p>�Niente affatto�, obiett� Sara. �Dobbiamo scoprire chi si attribuisce ancora il ruolo di custode del segreto di cui parlava Toni. Non dimentichiamo che cos�� successo al povero Giacomo e sarebbe potuto capitare anche a te ad Akko. Le tue, anzi le <emphasis>nostre</emphasis>, ricerche hanno infastidito qualcuno. Non c�� pi� dubbio. Qualcuno molto potente, capace di uccidere e talmente fanatico da uccidersi perch� il segreto rimanga tale. Il legame tra l�antichit� medievale e questi misteriosi personaggi sembrerebbe il cordoncino rosso con il filamento d�oro e quel singolare nodo marinaro. E uno simile � stato trovato anche vicino al rogo che quasi distruggeva la Sindone. Un segnale, forse.�</p><p>�� vero. Se la Sindone fosse davvero l�effigie del Gran Maestro de Molay, potrebbe rappresentare il simbolo della vergogna dell�Ordine Templare. Una reliquia da distruggere per cancellare l�infamia e riportare il Tempio agli antichi splendori�, convenne Gerardo.</p><empty-line/><p>A pochi chilometri di distanza, nella villa sull�Appia Antica, era nuovamente riunito il Gran Consiglio dell�Ordine.</p><p>Il Gran Maestro lev� le braccia al cielo. Dalle fessure del cappuccio s�intravedevano due occhi gelidi e gonfi di odio.</p><p>�Siamo finalmente pronti, fratelli. Il segnale � stato dato da tempo, anche se la sorte ha voluto che l�ultimo simbolo del nostro disonore non fosse distrutto dalle fiamme. � ora di uscire dalla secolare clandestinit� per impadronirci del mondo.�</p><empty-line/><p><strong>Agosto 1312</strong></p><empty-line/><p>Alvise Magri corse verso poppa con un�ascia. La nave rollava paurosamente e le onde superavano la murata, frangendosi sui ponti e abbattendosi con violenza sui marinai. Di notte le due navi procedevano assicurate l�una all�altra da una robusta cima, perch� l�oscurit� non facesse loro perdere il contatto.</p><p>Ma adesso la tremenda tensione del cavo rendeva quasi impossibile governare. Magri abbass� con violenza l�ascia, e lo schiocco sordo del cavo che si tranciava super� il frastuono della tempesta. Immediatamente le due navi recuperarono la governabilit� e tornarono a fendere le onde con la prora.</p><p>Patron Magri tenne la sua tutto il giorno alla cappa, manovrando il minimo necessario per non esporre il fianco alla tempesta. Ma finalmente scese la notte, e il vento e il mare andarono progressivamente calando. Tuttavia, quando il sole sorse di nuovo su una distesa piatta di acqua, dell�altra nave non c�era pi� traccia.</p><empty-line/><p>Luigi aveva radunato i fedeli Tequesta sulla cima dello sperone di roccia. Conosceva i rischi cui li esponeva, ma se voleva salvare la sua compagna non aveva alternative.</p><p>La corda, intrecciata dalle donne del villaggio con fibre vegetali, era abbastanza lunga perch� potesse calarsi da l� sino al forte. Se ne leg� un�estremit� alla vita, e i guerrieri cominciarono a svolgerla nel buio.</p><p>La roccia della parete era scura, e i bagliori dei fuochi del forte non la raggiungevano. I nemici avrebbero potuto vederlo soltanto quando avesse raggiunto l�ampio piazzale in terra battuta al centro del fortilizio, che per� a quell�ora era deserto.</p><p>Sentendo un rumore improvviso, Luigi si ferm�, acquattandosi contro la parete e scrutando verso il basso.</p><p>Vide Denis uscire dall�alloggio di de Ceillac spingendo davanti a s� Shirinaze, che avanzava con passo incerto. Luigi preg� che l�uomo non alzasse lo sguardo.</p><p>�Buonanotte, contessa�, disse lo scherano in tono canzonatorio, spingendo bruscamente Shirinaze nella sua prigione. �Dalla faccia del Gran Maestro, direi che vi siete meritata ampiamente un po� di riposo.�</p><empty-line/><p>Rimasta sola, Shirinaze si lasci� cadere sul letto singhiozzando. Ma dopo qualche istante impugn� il pugnale che si era procurata di nascosto. Non aveva mai trovato il coraggio di usarlo contro il suo aguzzino.</p><p>Asciugatasi le lacrime, benedisse il figlio perduto e augur� a Lorenzo una vita migliore di quella toccata a lei. Quindi, chiesto perdono a lui e a Dio, alz� su di s� la mano per immergersi l�arma nel cuore.</p><p>A pochi metri da lei, non appena ebbe toccato il suolo, le mani di Luigi corsero a liberare i nodi che lo assicuravano alla fune.</p><p>Ma la sent� afflosciarsi e se la vide quasi cadere addosso. Mentre si buttava a corpo morto dietro un riparo, dalla rupe dove aveva lasciato i Tequesta si lev� un grido di allarme.</p><p>�All�erta. Abbiamo catturato alcuni selvaggi. Siamo attaccati.�</p><p>Dal suo nascondiglio, Luigi vide con sgomento lo spiazzo del forte riempirsi in pochi istanti di uomini che brandivano spade e archi. Poi sent� risuonare la voce sinistra di de Ceillac.</p><p>�I Tequesta non possono aver elaborato da soli il piano di questa incursione. Non sono abbastanza intelligenti�, disse, facendo guizzare lo sguardo in ogni zona d�ombra. �Ah�, url� poi. �Ecco l� una fune piovuta dal cielo. Il nostro amico Luigi dev�essere qui. Portatemelo.�</p><p>�Eccolo!� grid� poco dopo uno dei suoi uomini.</p><p>Luigi non pot� fare altro che brandire la spada, un�arma corta e leggera, del tutto insufficiente per quello scontro impari. Ma era pronto a morire.</p><empty-line/><p>L�urlo nella notte ferm� la mano di Shirinaze, che si accost� lestamente alla porta, tendendo gli orecchi in attesa di altri rumori. Sentite le parole di de Ceillac, il suo cuore cominci� a battere tumultuosamente.</p><p>Qualche istante pi� tardi la porta della sua prigione si spalanc�, facendo stagliare sulla soglia la figura odiosa di Denis, che stringeva in una mano la spada e nell�altra una torcia.</p><p>�Seguimi, negra�, le intim� con il solito sorriso malvagio. �Vieni a vedere che cosa faremo al tuo valoroso condottiero di selvaggi nudi.�</p><p>Luigi era arroccato oltre una strettoia tra le due rupi, in modo che gli assalitori potessero attaccarlo soltanto uno alla volta. Aveva gi� avuto ragione di tre di essi, quando sopra i rumori si lev� la voce di de Ceillac.</p><p>�Credo ti convenga arrenderti, Luigi. O preferisci che affondi la lama in questa morbida pelle nera?�</p><p>Luigi vide la lama del pugnale di de Ceillac incidere leggermente la gola di Shirinaze, facendo sgorgare una goccia di sangue. Non pot� fare altro che lasciar cadere la spada.</p><p>I guerrieri Tequesta erano stati allineati sullo spiazzo con mani e piedi legati. Conoscevano il loro destino, ma nessuna espressione di paura velava il loro sguardo fiero.</p><p>�Ci occuperemo anche di te, Luigi, ma prima voglio che guardi bene che cosa faremo a questi selvaggi, cos� stupidi da seguirti in questa folle impresa�, sghignazz� de Ceillac, indicando ai suoi di procedere.</p><p>Una fila di rudimentali croci di legno fu eretta al centro del piazzale, e su ognuna di esse fu crocifisso un Tequesta.</p><p>Quindi de Ceillac fece un cenno d�intesa al suo perfido scherano, e Denis si avvicin� con un pugnale affilato a uno degli indigeni. La sua mano scorse con lentezza esasperante ma con forza sul ventre del prigioniero, aprendovi una ferita non letale, ma sufficiente perch� ne fuoriuscissero le viscere.</p><p>�Sii maledetto, de Ceillac�, url� Luigi, cercando invano di divincolarsi dalla stretta dei suoi carcerieri.</p><empty-line/><p><strong>Roma. Giugno 1999</strong></p><empty-line/><p>Il familiare scampanellio distolse Sara Terracini dalle sue occupazioni. Azionato immediatamente il programma di criptaggio, vide comparire nella finestra una sola parola:</p><p>�NOVIT�?�</p><p>�UN EDUCATO BUONGIORNO COSTEREBBE TROPPO?� rispose. �VA BE�, LASCIAMO PERDERE. ABBIAMO APPENA FINITO UNA RIUNIONE A TRE.�</p><p>�BUONGIORNO, DOTTORESSA. RAGGIUNTA QUALCHE CONCLUSIONE?�</p><p>�BRANCOLIAMO NEL BUIO PI� ASSOLUTO. SIAMO SOLTANTO ALL�INIZIO DI UN�AVVENTURA, SOPRATTUTTO PER QUANTO CONCERNE I RISVOLTI CONTEMPORANEI.�</p><p>�DECODIFICHlAMO, PER FAVORE?�</p><p>�LO SCENARIO STORICO DELL�ANTICO ORDINE STA ASSUMENDO CONTORNI ABBASTANZA DEFINITI, PUR CON TUTTI I SUOI LATI OSCURI. MA CI SIAMO CONVINTI CHE QUALCOSA PORTI DALLA NOTTE DI QUEI TEMPI FINO AI GIORNI NOSTRI. LA DOMANDA �: CHE COSA? CI MANCA QUALCHE ANELLO DELLA CATENA. ME LO TROVI TU?�</p><p>�CHE AMICO SAREI SE NON LO FACESSI? ANZI, QUALCOSA HO GI� FATTO.�</p><p>�EH? DANNAZIONE. SPUTA IMMEDIATAMENTE IL ROSPO.�</p><p>�I MIEI UOMINI HANNO SCOPERTO CHE ESTELLE DUFRAISNE HA RICEVUTO DIVERSE VISITE DI UN TIPO MOLTO POCO RACCOMANDABILE. TALE HANS HOLOFF, EX AGENTE DEI SERVIZI SEGRETI DELLA GERMANIA EST, CHE DOPO LA CADUTA DEL MURO DI BERLINO SEMBRAVA SVANITO NEL NULLA.�</p><p>�CREDI CHE POSSA ESSERE UNO DI QUEGLI ANELLI MANCANTI?�</p><p>�CHISS�. � UN UOMO SCALTRO E SENZA SCRUPOLI, PERFETTAMENTE ADDESTRATO PER QUALSIASI SITUAZIONE. LO STANNO CERCANDO MET� DEI SERVIZI DI SICUREZZA DEL MONDO. MA L�ORDINE � DI SEGNALARE SOLTANTO DOVE SI TROVA E TENERLO D�OCCHIO.�</p><p>Quando Sara e Oswald interruppero il loro scambio di messaggi, Hans Holoff stava percorrendo a piedi Avenue de la Paix, a Losanna. La persona che aveva appena incontrato in un Istituto di credito gli aveva assicurato la sua totale disponibilit�, come preannunciato dal Gran Maestro. S�, i �fratelli� erano tutti pronti ad agire.</p><empty-line/><p><strong>Agosto 1312</strong></p><empty-line/><p>Luigi, sempre guardato a vista da due uomini armati, era chiuso in una cella angusta, ricavata sotto la torre d�avvistamento del forte, e quasi sospeso in aria. La trazione delle funi sui polsi legati dietro la schiena gli provocava un dolore intollerabile. Attendeva con rassegnazione il momento in cui la porta si sarebbe aperta e i suoi carcerieri lo avrebbero trascinato fuori. Quale orribile morte gli aveva riservato de Ceillac?</p><p>Ma non era la morte a fargli paura, quanto piuttosto il destino a cui aveva condannato Shirinaze con l�insuccesso della sua incursione, e l�avvenire di Lorenzo, affidato a una trib� d�indigeni.</p><p>Il silenzio fu rotto dal grido di una sentinella: �Nave all�orizzonte. Dirige verso di noi�.</p><p>De Ceillac si precipit� per la ripida scala a pioli che portava alla torre di avvistamento. Riconobbe subito l�ammiraglia di Bertrand de Rochebrune.</p><p>�Presto, Denis, nascondi il prigioniero e la negra nelle grotte. Voglio che siano sempre sorvegliati da quattro uomini armati. Nel frattempo io preparer� il comitato di ricevimento per il nostro ex Gran Maestro. Dobbiamo convertire a nostro vantaggio questo suo inatteso ritorno. Se uno qualsiasi di voi si lascer� sfuggire una sola parola su quanto � accaduto, lo decapiter� con le mie mani.�</p><p>Il tono di de Ceillac lasciava intendere che la sua mente diabolica aveva gi� elaborato un piano.</p><p>La scialuppa con Bertrand approd� sul far della sera. De Ceillac lo aspettava in piedi sulla striscia di sabbia bianca che costeggiava la baia.</p><p>�Quale insperata gioia abbracciarti di nuovo�, esclam�, muovendogli incontro non appena fu sbarcato.</p><p>�Sono diversi giorni che vi cerchiamo, e, visto il nostro villaggio distrutto, avevamo quasi perso le speranze di trovarvi�, rispose Bertrand.</p><p>�Una sventura terribile. Sono stati i Tequesta. Ci hanno aggredito di sorpresa, infierendo sugli sventurati che hanno catturato. Per fortuna io e pochi altri siamo riusciti a forzare l�assedio.�</p><p>Bertrand sent� la morte nel cuore. �� morta anche Shirinaze?�</p><p>�So quanto tenevi a lei, Bertrand�, rispose spudoratamente de Ceillac. �Preferisco quindi risparmiarti il supplizio inflitto a lei, a Luigi e al piccolo Lorenzo. Li hanno massacrati sotto i nostri occhi.�</p><p>Bertrand chin� lo sguardo a terra, preso da un terribile senso di vuoto. Quella che ormai considerava la sua famiglia non esisteva pi�.</p><p>Ma la pena cedette subito al furore. �Quegli assassini avranno ci� che meritano�, esclam� con occhi di fuoco. �Ma che ne � stato delle altre navi?� si riprese subito.</p><p>�Gli indigeni le hanno date alle fiamme. Siamo riusciti a portare in salvo solamente quella che hai visto alla fonda nella baia�, rispose de Ceillac senza battere ciglio.</p><p>�Dobbiamo elaborare un piano. Prima di ripartire per l�Europa, faremo pagare tutto ai Tequesta�, concluse seccamente Bertrand.</p><empty-line/><p>La grotta era umida e maleodorante. Luigi aveva polsi e caviglie assicurati da una solida fune. La posizione in cui era stato legato, con le mani poco distanti dai piedi, non gli consentiva quasi di respirare. Ogni volta che aveva provato a rivolgere una parola a Shirinaze, aveva ricevuto una tempesta di pugni e calci dai loro carcerieri. Non vedeva via di scampo, ma a dargli ancora forza era la vicinanza della sua compagna.</p><empty-line/><p><strong>Castello di Valnure. Giugno 1999</strong></p><empty-line/><p>Vedendo l�auto di Paola nel parcheggio, Gerardo prov� un forte piacere, che, seppure ancora un po� a malincuore, fu costretto a connettere con l�idea di �ritorno a casa�. Non sapeva ancora se quello che provava per la donna fosse davvero amore, ma certamente la cantante costituiva ormai per lui un punto di riferimento.</p><p>La trov� in cucina. Vestiva una camicia leggera di foggia maschile che le lasciava scoperte le gambe abbronzate. Paola non distrasse la sua attenzione dalla pentola fumante dove stava indorando un soffritto, ma lo salut� con grande calore, girando la testa verso la porta.</p><p>�Gerardo, che gioia�, esclam�. �Scusa l�improvvisata, ma avevo una giornata libera dalle registrazioni televisive e ho pensato di venire qui. Visto che non c�eri, mi sono messa a preparare la cena. Spero di non disturbare.�</p><p>�La prossima volta avvertimi�, finse di protestare lui. �Quando ho visto la tua auto in giardino, ho dovuto scacciare un corteo di concubine.� Quindi la strinse a s� e la baci� delicatamente sulla bocca, sentendosi avvolgere dal suo profumo. �Adesso per�, concluse, �ti lascio un attimo alle tue leccornie. Sistemo alcuni documenti e torno.�</p><p>Per una vecchia abitudine, ulteriormente rafforzata dalla tragedia di Giacomo, mise al sicuro nella poderosa cassaforte il dischetto con gli appunti sulla Cappella di Rosslyn, cancellandoli con cura dal disco fisso del suo computer. Dopo pochi minuti era di nuovo con Paola.</p><p>Le si accost� da dietro, fingendo di annusare gli aromi che salivano dai fornelli. Lei lo sent� premere e non fece niente per sottrarsi al contatto. Anzi, si volt� e lo baci� con ardore sulla bocca.</p><p>Le braccia di Gerardo la sollevarono, e si trov� quasi seduta sul ripiano della cucina. Divaric� immediatamente le gambe, stringendogli le caviglie dietro la schiena. Sent� per un attimo le sue mani accarezzarla sopra lo slip, poi le dita di Gerardo lo scostarono. Lo sent� pulsare dentro di s�.</p><empty-line/><p>�Posso esserti d�aiuto?� gli chiese Paola quando ebbero finito di cenare.</p><p>�In che cosa?�</p><p>�Per le tue ricerche.�</p><p>�No, grazie. Ho le idee pochissimo chiare io stesso, e non saprei come approfittare della tua offerta. No, davvero.�</p><p>�Capisco. D�altra parte che cosa potrei fare? Non ne so niente. Voglio dire, stai facendo un ricerca sui Templari, no?�</p><p>�Be�, � uno dei tanti argomenti che mi affascinano da sempre�, tagli� corto lui, sollevandola ancora di peso dalla seggiola e portandola verso il letto.</p><p>Gli era parsa la scusa migliore per chiudere li una conversazione che cominciava a farsi imbarazzante. Non aveva nessuna intenzione di mettere Paola al corrente di segreti che avrebbero potuto rappresentare un pericolo anche per lei.</p><p>Ma la notte che segu� gli fece riconoscere con soddisfazione che era stata <emphasis>un�ottima </emphasis>scusa.</p><empty-line/><p><strong>Agosto 1312</strong></p><empty-line/><p>�Uccidili non appena saremo salpati�, ordin� de Ceillac a Denis.</p><p>Lo scherano annu� e, cercando di non farsi vedere dagli uomini di Bertrand, si avvi� a passo spedito verso la grotta nella montagna.</p><p>Arrivatovi, ordin� alle quattro guardie di rientrare al campo e, non appena fu solo con i prigionieri, apr� le labbra nel sorriso di un cobra.</p><p>�Mi spiace, ma � giunto il vostro ultimo istante. Rivolgete pure una preghiera a Dio, ma fate in fretta�, concluse, estraendo dalla cintola lo stesso pugnale con cui aveva sconciato gli indigeni sulla croce.</p><p>Luigi cerc� per l�ennesima volta di fare forza sulle corde, con il solo effetto di far sanguinare le piaghe ai polsi e alle caviglie.</p><p>�Non so da quale di voi due cominciare�, sibil� Denis. �A chi provocher� il dolore di vedere la persona amata morire? Desidero comunque informarvi che anche il vostro piccolo bastardo tra poco subir� la stessa sorte, anche se non dalle mie mani. Tra qualche giorno de Ceillac e Bertrand de Rochebrune attaccheranno il villaggio dei pagani nudi. Non intendono lasciare superstiti.�</p><p>Shirinaze preg� Dio che suo marito capisse che cosa intendeva fare. Quindi fiss� lo sguardo su Denis, muovendo le gambe in maniera provocante. �Ti prego�, mormor� con voce roca. �Sono pronta a tutto per non morire.�</p><p>Nello sguardo dell�uomo si accese un lampo di lussuria. De Ceillac si era trastullato a suo piacimento con quel magnifico corpo, mentre lui non ricordava quasi come fosse fatta una donna. Inoltre, al forte non lo aspettavano: quando lo aveva lasciato, una delle due navi stava per salpare verso il territorio dei Calusa, con cui Bertrand e Raymond intendevano stringere un accordo per distruggere i Tequesta.</p><p>Con una risata bestiale si slacci� il cinturone di cuoio e tagli� le corde alle caviglie della donna. Le sue mani sudice le sollevarono la gonna di pelle. Quando si butt� su di lei, Luigi chiuse gli occhi per non vedere, sentendosi prendere da un odio incontenibile.</p><p>Mentre Denis si dimenava grugnendo e armeggiando con i suoi indumenti, Shirinaze gli accost� le labbra al collo. Sentendo l�umidore della sua lingua, l�uomo si abbandon� su di lei con un gemito animalesco. Ma la lingua di lei si ritrasse fulminea, lasciando il posto ai denti. Mossi dalla forza della disperazione, affondarono nel collo di Denis.</p><p>L�uomo strabuzz� gli occhi, scattando in piedi e portando istintivamente le mani alla ferita. Il sangue della giugulare recisa zampillava come una fontana.</p><p>�Maledetta puttana�, url� il malfattore. Aveva capito che stava morendo. Con gli occhi velati dal terrore cerc� il pugnale lasciato cadere prima di abbandonarsi alla prospettiva del piacere.</p><p>�Morirai con me�, continu� con la voce ridotta a un gorgoglio, brandendolo. Ma gi� aveva la vista confusa, le gambe molli.</p><p>Luigi si lasci� rotolare sulla terra battuta, buttandosi fra lui e Shirinaze. Denis incespic� sul suo corpo e cadde, perdendo la presa sul pugnale. Tent� di rialzarsi, ma l�emorragia gli stava togliendo le forze.</p><p>Chiamate a raccolta le ultime energie, Shirinaze si tese in tutto il corpo finch� non riusc� a raggiungere e stringere tra i piedi il pugnale caduto. A poco a poco riusc� a portarselo sotto il corpo e, con uno sforzo disperato, recise la fune che le serrava i polsi.</p><p>Impugnata l�arma, si tir� in ginocchio di scatto per fronteggiare il nemico, ma non ce n�era pi� bisogno. Denis giaceva senza vita in una pozza di sangue.</p><p>Singhiozzando di sollievo, Shirinaze si butt� su Luigi, tagliando anche le sue funi. Rimasero stretti a lungo senza dire niente, mescolando le loro lacrime di felicit�.</p><p>Recuperate le forze, Luigi la condusse cautamente verso il luogo dove aveva nascosto la piroga dopo lo sbarco. Con nuovo, intenso sollievo scopr� che per fortuna gli uomini di de Ceillac non l�avevano trovata. Poco dopo vogavano entrambi di lena, cercando di mantenersi fuori del campo visivo delle sentinelle del forte. Sull�orizzonte videro la sagoma di una nave che si allontanava.</p><empty-line/><p>Bertrand de Rochebrune teneva lo sguardo fisso sull�isola che si allontanava a poppa, immerso in cupi pensieri. C�erano troppe cose che non capiva. Sapeva che i Calusa erano feroci e sanguinari, nemici mortali dei Tequesta, che erano invece un popolo cordiale e gentile, assolutamente non violento se non provocato. Com�era possibile che durante la sua assenza fossero cos� drasticamente cambiati? Che cos�era successo?</p><p>Era ancora immerso in simili pensieri quando sbarcarono, raggiungendo il villaggio dei nuovi alleati.</p><p>La lingua dei Calusa consisteva in pochi suoni gutturali, accompagnati da un violento gesticolare, per cui riusc� a capire almeno il senso di ci� che Raymond de Ceillac stava dicendo al loro capo. Ma chiarissima era, da parte di entrambi, la violenza dei toni. Il suo senso di disagio, lungi dal placarsi, si and� addirittura intensificando. E divamp� letteralmente quando Raymond de Ceillac lo inform� che doveva appartarsi qualche minuto con il capo Calusa.</p><empty-line/><p>Il primo ad avvistare la piroga che risaliva l�ansa del fiume fu Tucla, l�anziano Tequesta a cui Luigi aveva affidato il figlio. Riconoscendoli, il buon indigeno lanci� un grido di gioia, che per� gli si spense in gola quando si rese conto che i guerrieri partiti con Luigi non lo seguivano.</p><p>Fatta accostare con le ultime forze la leggera imbarcazione alla riva, i due si lasciarono cadere sulla sabbia, stremati. Ma la stanchezza scomparve come per incanto non appena sentirono la voce di Tucla, che videro venire verso di loro tenendo per mano Lorenzo. Riconosciuto il padre, il bambino si liber� dalla presa per corrergli incontro.</p><p>La vista della donna, invece, provoc� in lui un attimo di esitazione: era troppo tempo che non vedeva la madre. Finalmente per� cap�, e con un grido di esultanza si lanci� verso i genitori.</p><p>Poco pi� tardi Luigi sedeva al cospetto del capo del villaggio, con Tucla che lo aiutava a riferire il terribile esito della spedizione al forte di de Ceillac.</p><p>�Una nuova minaccia sta per abbattersi su di noi�, spieg� concitatamente. �Il villaggio sta per essere attaccato. Il tuo amico Bertrand de Rochebrune � finalmente tornato, ma il traditore de Ceillac � riuscito a ingannarlo, facendogli credere che vi siete ribellati. Dobbiamo preparare subito la difesa.�</p><empty-line/><p>Le due navi procedevano appaiate verso la terraferma. Il viso di de Ceillac era torto in un sorriso di perfidia. Con l�ausilio degli uomini di Bertrand avrebbe sicuramente distrutto i Tequesta, e nel caos dell�assalto nessuno avrebbe riconosciuto il piccolo Lorenzo, che aveva una pelle bruna come quella dei selvaggi. Nessuno avrebbe mai saputo che fine avessero fatto Luigi e la sua famiglia, e lui sarebbe potuto tornare in Europa carico di tutto l�oro e l�argento razziati.</p><p>Sebbene fosse sempre in preda ai suoi dubbi, Bertrand de Rochebrune stava intanto ripassando mentalmente il piano di attacco. Il fiume era abbastanza profondo per le due navi. Arrivati a distanza di tiro dal villaggio, avrebbero cominciato a bombardarlo con le catapulte. Poi sarebbero sbarcati e, di concerto con i Calusa, avrebbero sferrato l�assalto finale. Nessuno dei Tequesta ribelli sarebbe potuto scampare.</p><p>A distoglierlo dalle sue riflessioni si lev� il grido di una vedetta: �Piroga dritta a prora. Punta verso la nostra nave. A bordo c�� un uomo solo�.</p><p>Eretto sul castello di prora dell�altra nave, de Ceillac ordin� immediatamente di bloccarla. Non poteva correre rischi, e la temerariet� di quell�uomo solitario era sospetta. Meglio non lasciarlo accostare alla nave di Bertrand.</p><empty-line/><p>�Pare che de Ceillac abbia una gran fretta di raggiungere quella piroga prima di noi�, disse patron Magri, perplesso, rivolto a Bertrand. �Considerato il nostro vantaggio, non credo che possa farcela, ma non capisco perch� agisca cos�. Quell�uomo vuole chiaramente parlare con noi, non con lui. Oltre a tutto, il comandante della spedizione siete voi. Gli segnaler� di farsi da parte.�</p><p>Bertrand de Rochebrune rispose semplicemente con un grido di gioia. La figura sulla piroga si era andata facendo sempre pi� familiare. E, sebbene non osasse sperarlo, finalmente l�aveva riconosciuta.</p><p>Sembrando obbedire alle segnalazioni di patron Magri, la nave di de Ceillac vir� bruscamente, cedendo il passo alla piroga.</p><p>La minuscola imbarcazione era ormai a distanza di voce dall�ammiraglia, quando in prossimit� di essa si alz� una colonna d�acqua, e la catapulta sulla prora della nave di de Ceillac era gi� pronta a un secondo lancio.</p><p>�Bertrand, guardatevi da de Ceillac�, grid� Luigi con tutto il fiato che aveva, prima di buttarsi nel fiume. �� un traditore!�</p><p>L�altra nave vir�, scostandosi. Gli occupanti di quella di Bertrand non poterono sentire il grido di de Ceillac, simile a quello di un leone ferito. Ma lo videro distintamente picchiare il pugno sulla battagliola.</p><p>Luigi fu issato a bordo e, seppure quasi senza fiato, stava cominciando a raccontare a Bertrand ci� che avevano patito lui, Shirinaze e il piccolo, quando lo sguardo esperto di patron Magri, appostato presso la timoneria, not� le strane manovre dell�altra nave.</p><p>�All�erta�, grid�, sbalordito. �Sembra che abbiano intenzione di usare la catapulta contro di noi.�</p><p>Non avendo sentito il racconto del giovane, non riusciva a capacitarsi di un simile comportamento. Ma Bertrand ormai sapeva tutto.</p><p>�Vi conviene arrendervi, de Ceillac�, grid�, sporgendosi dalla murata e unendo le mani a cono davanti alla bocca. �Non commettete altre follie.�</p><p>�Perch� mai?� replic� l�altro. �Le nostre navi sono identiche, ma l�equipaggio della mia � molto meno stanco e provato del vostro. E non dimenticate i Calusa. Sapete che usano evirare i loro prigionieri prima di ucciderli. Abbiate buon senso. Sono io a chiedervi la resa.�</p><p>Come sempre gli accadeva nell�imminenza di una battaglia, Bertrand si sent� pervadere da una bruciante sferzata di energia. Quante volte gli era successo. La salut� con gioia, sguainando la spada. La sua voce si lev� sopra ogni altro suono.</p><p>�Patron Magri, pronti all�abbordaggio.�</p><p>Le due navi si affiancarono minacciose come due lottatori in guardia.</p><p>Bertrand vide la terza soltanto quando era ormai vicina. Esultante, la riconobbe: era quella partita con loro dalla Scozia e dispersa nella tempesta.</p><p>�Patron Magri�, ordin�, �dobbiamo portare indietro con noi la nave di de Ceillac. Ne abbiamo troppo bisogno, non possiamo perderla. Comandate di evitare lo scontro.�</p><p>Ma era tardi. Le due navi avevano raggiunto il punto di non ritorno. Le due fiancate si urtarono, facendo cadere in acqua grossi frammenti di fasciame spezzati come fuscelli. Ma, obbedendo all�ordine di patron Magri, i suoi abili marinai riuscirono subito a districarsi dall�ingaggio. Le due navi rimasero vicinissime, ma libere.</p><p>�Arrendetevi, de Ceillac�, grid� di nuovo Bertrand. �Non ve lo chieder� una terza volta. Dovr� ordinare alle mie navi di affondarvi.�</p><p>L�inseguimento dur� alcune ore, ma finalmente le due navi di Bertrand de Rochebrune intrappolarono la terza in una baia.</p><empty-line/><p>Lontano da l�, i Calusa erano appostati nella vegetazione fitta attorno al villaggio dei Tequesta. Per sferrare l�attacco finale, aspettavano soltanto che gli uomini vestiti di ferro li raggiungessero. Non capivano perch� non arrivassero. Inquieti ma disciplinatamente immobili, tenevano gli occhi puntati sul loro bersaglio: non temevano sorprese alle spalle. Fu invece proprio da quella parte che i Tequesta, ammaestrati da Luigi, balzarono loro addosso all�improvviso.</p></section></section><section><title><p>PARTE TERZA</p><p>LA REGINA DEGLI OCEANI</p></title><image l:href="#3"/><section><title><p>10</p></title><p><strong>Helsinki. Cantieri navali Kvaerner Masa. Marzo 1998</strong></p><empty-line/><p>Il presidente delle Maritime Cruise Lines, la pi� grande compagnia di navigazione del mondo, tagli� il nastro con i tre colori della bandiera statunitense, mentre la madrina lanciava la consueta bottiglia di champagne. Il vetro colp� la murata della nave, ma non si ruppe. Un cattivo presagio tristemente noto agli uomini di mare.</p><p>Quindi l�acqua prese ad affluire nel bacino fino a sollevare la nave dall�invaso. La poppa scivol� verso il mare aperto. I cavi che assicuravano la <emphasis>Queen of Atlantis </emphasis>a quattro rimorchiatori si tesero. La nave passeggeri pi� grande del mondo prese il mare con il gran pavese che sbatteva sotto un vento gelido di primavera. Le sirene delle altre navi del porto suonarono all�unisono, mentre gli idranti dei rimorchiatori gettavano immense fontane d�acqua: era il saluto del popolo dei naviganti a quella perfetta macchina tecnologica, capace di trasportare tremilaseicento passeggeri e milleduecento uomini d�equipaggio.</p><p>Poco pi� tardi il presidente della compagnia di navigazione entr� in una hall alta cinque piani, dove si muovevano come in altalena quattro ascensori panoramici in cristallo. Rivolto alle autorit�, disse semplicemente: �Vi presento la �Regina di Atlantide��. Quindi alz� lo sguardo al cielo e mormor�: �Regina di un mondo leggendario. Nel nostro mondo sarai regina degli Oceani.</p><p>�La prego, comandante Di Bono, vuole illustrare la nave ai nostri ospiti?� concluse.</p><p>Arthur Di Bono aveva i capelli grigi ma portava molto bene i suoi sessantatr� anni, di cui oltre trentacinque vissuti sui mari. Era il comandante pi� anziano ed esperto delle Maritime Cruise Lines. L�elegante divisa, tagliata su misura da un sarto di Bond Street, riusciva a dissimulare un accenno di pancia, inevitabile conseguenza dell�et�. La barba bianca, ben curata, conferiva a Di Bono un aspetto bonario. Ma bastava osservare i suoi movimenti, le spalle larghe, i piedi ben piantati a terra, per capire che era un lupo di mare a cui nessuna tempesta poteva incutere timore.</p><p>La <emphasis>Queen of Atlantis </emphasis>era un grattacielo viaggiante di quattordici piani dotato di ogni comfort, con 1352 cabine passeggeri, due teatri, un centro termale e quattro piscine, di cui la pi� grande circondata da sabbia candida proveniente dai paradisi caraibici.</p><p>Di Bono ne pass� in rassegna a una a una le caratteristiche, soffermandosi in particolare su quelle tecniche: �In pratica questo colosso da centoventimila tonnellate potrebbe essere governato da un uomo solo�, disse illustrando la plancia di comando, zeppa di congegni elettronici. �Ecco il cuore della nave�, aggiunse, indicando un grosso computer. �Da qui � possibile controllarne ogni funzione, dall�inceneritore dei rifiuti alle tende della sala da pranzo.�</p><p>Il comandante della <emphasis>Queen of Atlantis </emphasis>era fiero di quella che considerava una sua creatura, ma non poteva sapere quale ruolo essa avrebbe avuto di l� a qualche mese nella sua vita.</p><empty-line/><p><strong>New York. Giugno 1999</strong></p><empty-line/><p>La libreria in noce alle spalle di Derrick Grant, principale socio dell�ormai importante studio Grant Associates, era zeppa di testi legali.</p><p>�La ringrazio, avvocato�, disse Charles Thomas, presidente delle Maritime Cruise Lines, stringendogli con calore la mano. �I suoi suggerimenti si sono rivelati come sempre preziosi. Quando avr� intenzione di prendersi un periodo di riposo, consideri le nostre navi a sua disposizione.�</p><p>Grant lo accompagn� alla porta, quindi torn� alla scrivania, allungandosi sullo schienale della poltrona ad ammirare il panorama di Manhattan fuori della grande vetrata. S�, una vacanza, pens�. Quando? E si rimise subito al lavoro.</p><p>In quel momento la sua amica Maggie Erriot sorrideva, guardando la luce rossa della telecamera e dicendo: �Cari telespettatori, anche questa sera abbiamo cercato di risolvere un mistero. Purtroppo, per�, il nostro � soltanto un tentativo, e i vostri dubbi sono gli stessi che abbiamo noi. D�altra parte, se i misteri fossero di facile soluzione, non sarebbero misteri�.</p><p>Le note della sigla riempirono lo studio tra gli applausi del pubblico. Quando quest�ultimo fu sfollato, Maggie rimase ancora un po� con i suoi collaboratori per discutere eventuali dubbi e suggerimenti. Il successo di <emphasis>Labyrinth </emphasis>era in gran parte dovuto al loro spirito di corpo.</p><p>L�autista degli studi televisivi la stava aspettando. Non appena fu montata sull�auto, Maggie diede una rapida occhiata agli indici di ascolto: erano ormai otto anni che <emphasis>Labyrinth </emphasis>continuava a soddisfare i gusti degli ascoltatori. Un successo veramente straordinario.</p><p>Posati finalmente i fogli sul sedile, la bella donna di colore accavall� le gambe e si lasci� andare contro lo schienale. Suo marito sarebbe rientrato da uno dei suoi viaggi di lavoro proprio quella sera. Si vedevano ormai di rado, e con un moto di malinconia le torn� in mente ci� che le aveva chiesto tanti anni prima il suo vecchio compagno di studi Derrick Grant: �Sei felice, Maggie?�</p><p>In quel momento avrebbe dovuto rispondere: �No�.</p><p>Lei e il marito si erano praticamente separati di fatto un anno prima, quando Timothy era diventato presidente della <emphasis>Task Force on Terror�sm Unconventional Warfare </emphasis>e si era trasferito a Washington. Le aveva proposto di andare l� a vivere con lui, ma lei si era tassativamente rifiutata di lasciare New York e la sua attivit�. Ne era seguito uno dei loro dolorosi litigi. E Maggie aveva capito che il suo matrimonio stava per naufragare. Ma non lo avrebbe mai ammesso con nessuno, forse nemmeno con s� stessa.</p><empty-line/><p>Pat Silver sorrise alla bella segretaria della US Gambling Lotteries, una delle tante ditte con sede a New York specializzate in gioco d�azzardo e lotterie. Indossava una tuta bianca come gli altri sette tecnici della societ� di software dove lavorava da due mesi, l� con lui nella sala di attesa della US Gambling Lotteries.</p><p>Dovevano rendere operativo il sistema di trasmissione, controllo e spoglio delle giocate appena installato. Un sofisticato sistema costato centinaia di milioni di dollari, che avrebbe reso pi� semplici, sicure e celeri le operazioni di una delle lotterie pi� ricche d�America. La forza della US Gambling risiedeva nella capillarit�: pi� di centomila terminali dislocati in tutto il territorio nazionale, che convogliavano settimanalmente seicento milioni di giocate al centro operativo.</p><p>I dati erano trasmessi via modem dai terminali attraverso le normali linee telefoniche, e il computer centrale era in grado d�immagazzinarli in pochi secondi, gestendo simultaneamente trentaseimila trasmissioni. L�intera massa delle giocate veniva scaricata in poco pi� di venti minuti. Dopo di che i cinquanta giga di memoria operativa del computer centrale procedevano allo spoglio e all�individuazione delle schede vincenti.</p><p>I giocatori dovevano indovinare sette numeri su settanta, con un indice di probabilit� di uno su circa un miliardo e duecento milioni. E le vincite potevano essere colossali: poche settimane prima, in California, un manovale messicano si era infatti visto piovere addosso trentuno milioni di dollari.</p><p>Pat Silver si era lasciato crescere i capelli e due vistosi baffi alla tartara che gli nascondevano buona parte della zona inferiore del viso. Sembrava la reincarnazione di un hippy anni �60. Ricevuto finalmente il permesso, entr� con gli altri tecnici nella sala dove l�apparecchiatura stava eseguendo alcune operazioni di prova.</p><p>Aperta la valigetta in metallo, si mise a lavorare alacremente. La posta in gioco era altissima. Pochi giorni dopo, definitivamente lasciata la sede della US Gambling Lotteries, sarebbe potuto essere milionario. O ricercato dalla polizia.</p><empty-line/><p><strong>Stoccolma. Giugno 1999</strong></p><empty-line/><p>La temperatura era mite. Un sole caldo illuminava il fine primavera svedese. La <emphasis>Queen of Atlantis </emphasis>era affiancata al molo passeggeri. Molto pi� alta di tutti i palazzi circostanti, sembrava un grattacielo capitato per caso in un porto del mare del Nord. Il comandante Di Bono sorrise tra s� compiaciuto, come sempre gli accadeva quando guardava la sua nave.</p><p>Sembrava quasi che fosse la terraferma a tenersi ancorata a quel colosso di quattordici piani. Sulla banchina c�era un andirivieni di automezzi che imbarcavano i viveri e i materiali necessari a un simile colosso. Di Bono si considerava fortunato: nel corso della crociera inaugurale attorno al mondo non aveva quasi mai incontrato maltempo, nemmeno durante la traversata atlantica.</p><p>Pochi ospiti potevano permettersi di rimanere a bordo tutti i centoventi giorni dell�intera crociera. La maggioranza raggiungeva la nave nel corso di una delle dieci tappe, com�era avvenuto a Stoccolma.</p><p>Lionel Goose era ancora stupito di essersi potuto permettere quel genere di vacanza. Non perch�, a sessantadue anni, non disponesse dei centomila dollari per pagarsi la crociera completa attorno al mondo, ma perch� aveva sempre creduto che non sarebbe mai riuscito a smettere di occuparsi del supermercato che aveva fondato nella Back Bay di Boston.</p><p>Sua moglie non la pensava diversamente: l�azienda poteva funzionare soltanto con la loro presenza; i figli erano ancora troppo inesperti. Lisa era una signora bionda e tonda, di forme che un tempo dovevano essere state piacenti. Aveva un viso gioviale dal sorriso spontaneo.</p><p>Lionel non aveva mai avuto paura di morire; non in Vietnam, per esempio. Ma quando gli avevano diagnosticato un cancro, era stato preso dal terrore. Erano seguiti due anni di cure estenuanti e traumatiche, al punto che si era pi� volte chiesto se non fosse meglio rinunciare e cedere al male.</p><p>�Se mai dovessi uscirne�, aveva detto un giorno alla moglie, �ti porto a fare il giro del mondo su un transatlantico di lusso.�</p><p>E ne era uscito. Non completamente, ma i medici gli avevano assicurato che il suo male si era ridotto. Insomma, gli avevano garantito ancora qualche anno di vita.</p><p>Cos�, trentun giorni prima i Goose si erano imbarcati sulla <emphasis>Queen of Atlantis </emphasis>a New York, dove sarebbero dovuti tornare esattamente quattro mesi pi� tardi.</p><p>In quel momento nessuno dei due si sarebbe mai potuto immaginare l�incredibile avventura che avrebbero vissuto.</p><empty-line/><p><strong>Aeroporto internazionale Costa Smeralda. Giugno 1999</strong></p><empty-line/><p>Didier Fosh scese la scaletta del Lear Jet e fu costretto a portare la mano ai pochi capelli per ripararsi dal torrido vento di maestrale.</p><p>Il forte aroma di mirto e dell�estate ormai prossima si mescolava a quello acre del carburante. C�era un�auto ad attenderlo. Si sistem� sul sedile posteriore, godendo il sollievo dell�aria condizionata.</p><p>Le ginestre in fiore coloravano di un giallo intenso un paesaggio per il resto quasi monocromo. L�auto si avvi� per una strada tortuosa, tra rocce granitiche quasi da paesaggio lunare. Si vedevano baie incantevoli su un mare turchese.</p><p>Fosh non ricordava nemmeno pi� quante volte fosse venuto l� per conto del suo Institut Bancaire de Lausanne. Aveva seguito tutte quelle che definiva �colonizzazioni� di quell�esclusiva zona di vacanze. Prima per curare gli interessi dei potenti italiani, molto attenti a nascondere al fisco i propri affari. E la sua piccola banca era una maestra nel settore. Erano poi venuti gli arabi, che con i loro petroldollari avevano acquistato a peso d�oro dagli italiani le sontuose ville della Costa Smeralda. Chi avrebbe potuto mettere a profitto il loro immenso potere economico meglio dell�Institut Bancaire de Lausanne?</p><p>Infine era stata la volta dei nuovi ricchi dell�Est, con i loro interessi al limite tra l�illegalit� e le sconfinate possibilit� in un�economia in tumultuoso sviluppo. Ed era proprio nella casa di vacanze di un russo che Fosh si stava recando, per concludere l�affare pi� importante e rischioso della sua carriera.</p><p>Aspettandolo, Iosif Bykov usc� nel patio della villa che dava sul golfo di Cala di Volpe, portando con s� un bicchiere di Martini e vodka. Il trascorrere degli anni non aveva addolcito il suo sguardo.</p><p>Godendo lo splendido panorama, sorrise pensando alla baracca nella steppa siberiana. Un ricordo ormai lontano. Ne aveva fatta di strada, da allora. Aveva distrutto a colpi di Kalashnikov ogni ostacolo e vendicato ogni torto subito. Tra di essi, l�omicidio del suo unico amico e socio, Chalva Tanzic.</p><empty-line/><p><strong>Delta del Nilo. 1313</strong></p><empty-line/><p>Ibn ben Mostoufi scrut� il mare aperto oltre il braccio del Grande Fiume. Cominciava a sentire il peso degli anni e della solitudine impostagli dall�impossibilit� di avere figli. Maledisse ancora una volta il mare in tempesta che gli aveva portato via la sua Shirinaze, morta tra i flutti o, peggio, venduta come schiava.</p><p>L�emiro era un uomo molto ricco: poteva permettersi quattro mogli e almeno trenta concubine. Quando i medici gli avevano detto che la terribile setticemia aveva leso le sue capacit� di riproduzione, non si era dato per vinto. Aveva provato e riprovato, nella speranza che una donna del suo harem potesse dargli un figlio. Ma si era dovuto rassegnare alla triste realt�. Alla sua vita sarebbe mancato il vero motivo per essere vissuta; il suo percorso terreno non avrebbe avuto la naturale continuazione di un figlio.</p><p>Per Shirinaze aveva pianto, come non ricordava di aver mai fatto in vita sua, e ogni volta che pensava a lei i suoi occhi s�inumidivano ancora.</p><p>Mille volte aveva sfidato temerariamente il mare, sperando che riuscisse a dargli l�ultima pace. Ma il malvagio non aveva voluto: lo aveva soltanto reso sempre pi� ricco.</p><empty-line/><p><strong>Stoccolma. Giugno 1999</strong></p><empty-line/><p>Lionel Goose era sul terrazzino della sua suite al quattordicesimo piano della <emphasis>Queen of Atlantis. </emphasis>Aveva sempre pensato che il sole del mare del Nord fosse freddo e malinconico, invece lo stava riempiendo di un confortante calore. Quante cose non sapeva, quando era chiuso nel suo supermercato a verificare prezzi e codici a barre.</p><p>Voltatosi, torn� nella camera da letto. Seduta alla toilette per il trucco, sua moglie si stava preparando per quella serata speciale. Lionel la guard�: e la trov� ancora bella. La lunga vita in comune impediva loro di vedere i segni del tempo. L�amava come il primo giorno, niente al mondo sarebbe riuscito a separarli. Tranne quell�inesorabile male.�</p><p>Lionel scacci� il pensiero e si lasci� andare sul letto, guardandosi attorno compiaciuto: i pannelli in ciliegio riscaldavano l�atmosfera della stanza. Il letto king size era parallelo alla parete di vetro aperta sull�Oceano. Le luci erano distribuite con sapienza nel soffitto, anch�esso in ciliegio chiaro.</p><p>In ogni stanza c�era una tastiera simile a quella di un computer, collegata allo schermo del televisore con un sistema a raggi infrarossi. Attraverso quella meraviglia tecnologica ci si poteva connettere con un servizio centrale in grado di fornire le pi� disparate informazioni: si poteva far comparire sullo schermo l�estratto conto aggiornato della propria cabina, ricevere notizie sulla crociera, effettuare prenotazioni di servizi particolari.</p><p>Il bagno era vasto, interamente rivestito in marmo e dotato di doppio lavabo e doppia vasca per idromassaggio. I servizi igienici erano separati da una sottile parete, anch�essa rivestita di marmo bianco di Carrara.</p><p>Il salotto attiguo dava sul terrazzino e aveva una zona divani attorno a un tavolo, dove, nei rari casi di maltempo, veniva servita la prima colazione. Altrimenti la facevano a quello sul terrazzino, un angolo rivestito in teak a strapiombo sul mare, oltre trenta metri sotto di loro.</p><p>Lisa si stava truccando con cura. Secondo tradizione, il comandante invitava al suo tavolo i croceristi in gruppi di quattro-sei. E quella sera sarebbe toccato a loro, gli ospiti della suite <emphasis>Minothaurus </emphasis>sul ponte numero quattordici.</p><p>Come negli hotel, le cabine erano infatti contrassegnate da numeri progressivi, le cui prime cifre rappresentavano il ponte. Le trenta suite avevano invece nomi presi dalla mitologia. Ma, come negli alberghi, il rispetto di eventuali suscettibilit� superstiziose aveva eliminato il numero tredici.</p><empty-line/><p>Arthur Di Bono rimase in plancia sin quasi all�ora di cena. In quel tratto di mare del Nord il traffico era molto intenso, e lui preferiva rimanere a fianco del nocchiere. Di notte, diceva sempre, � difficile avere la percezione precisa della velocit� e delle dimensioni di una nave che si sta incrociando, nonostante tutti gli strumenti di bordo. Il mare � sconfinato, ma la collisione � sempre in agguato.</p><p>La sala comando, a forma di ellisse appuntita alle estremit� e protetta da un�ampia vetrata polarizzata, era in un�ala soprelevata rispetto al ponte pi� alto della nave. L�antica ruota del timone aveva lasciato il posto a una cloche di tipo aeronautico, e due joystick sostituivano le scampanellanti manette di un tempo. Sui due lati del posto di guida c�erano postazioni dotate delle tecnologie pi� sofisticate per la navigazione. Al centro i cinque schermi radar, sulla sinistra i video collegati al computer centrale, con informazioni aggiornate in tempo reale su apparato motore, stabilizzatori e allarmi di macchina. Sulla destra un�altra serie di monitor teneva sotto controllo il funzionamento dei servizi: dal livello dell�acqua nelle piscine allo stato dell�impianto di desalinizzazione, capace di potabilizzare duemilacinquecento tonnellate di acqua al giorno.</p><p>Le due cuspidi della sala comando sporgevano di qualche metro dalle fiancate per favorire la visibilit� nella manovra di accosto. �I nostri specchietti retrovisori�, li definiva Di Bono. Due postazioni di guida identiche a quella centrale erano fissate su ognuna delle soprelevazioni laterali della sala comando. Venivano utilizzate alternativamente nel corso della manovra in porto, a seconda che la nave ormeggiasse sul lato di dritta o su quello di sinistra. Davanti a ogni stazione di guida una fila di monitor ripeteva le immagini delle oltre ottanta telecamere a circuito chiuso collocate nei punti strategici della nave.</p><p>L�anima computerizzata della <emphasis>Queen of Atlantis </emphasis>era in una stanza subito a ridosso della plancia, un ambiente con tasso di umidit� e temperatura tenuti sotto costante controllo per non provocare danni al parallelepipedo di circa due metri per uno, per un�altezza di oltre un metro e mezzo, che costituiva il cervello della nave.</p><empty-line/><p>Lisa Goose aveva indossato un abito lungo di taglio italiano, acquistato proprio per la crociera. Lionel, invece, si era strizzato a forza in uno smoking fatto quasi venti anni prima. Usciti dal loro appartamento, presero uno dei quattro ascensori panoramici per scendere nella sala ristorante, sette ponti pi� in basso.</p><p>Il comandante Di Bono attendeva gli ospiti accanto al suo tavolo, a ridosso della parete di fondo del ristorante di prora. Oltre ai buffet nei pressi della piscina, utilizzati prevalentemente per la seconda colazione e per gli spuntini notturni, a bordo c�erano infatti due ristoranti pressoch� identici, uno a prora e l�altro a poppa, capaci di ospitare gli oltre tremila passeggeri in due turni successivi.</p><p>Al tavolo del comandante, quella sera, con i coniugi Goose avrebbero pranzato il pi� anziano dei tre medici di bordo, il secondo ufficiale e una coppia di giovani coniugi di Baltimora.</p><empty-line/><p><strong>New York. Giugno 1999</strong></p><empty-line/><p>Maggie aveva preparato un�ottima cena per festeggiare il ritorno del marito, che per� la pilucc� distrattamente. E poco prima del dolce le chiese a bruciapelo: �Quando pensi che finir� la tua trasmissione?�</p><p>�Tra circa un mese. Faremo la solita pausa estiva.�</p><p>�Non intendevo questo�, ribatt� nervosamente Timothy. �Quando la smetterai, per trasferirti finalmente a Washington con me?�</p><p>�Finch� lo <emphasis>share </emphasis>sar� cos� alto, non credo che interromperanno la trasmissione. Ancora oggi <emphasis>Labyrinth </emphasis>� uno dei talk show pi� seguiti.�</p><p>�D�accordo, ma chi segue il nostro matrimonio?�</p><p>�In che senso?�</p><p>�Non te ne accorgi? Viviamo di fatto separati. Per colpa del tuo maledetto <emphasis>Labyrinth </emphasis>ci vediamo soltanto nei week-end, e non sempre. Se tu vivessi a Washington con me��</p><p>�Sar� il caso di precisare che a Washington non <emphasis>vivrei con te</emphasis>, ma <emphasis>aspettando te. </emphasis>Ci vedremmo con la stessa frequenza di adesso, con la sola differenza che passerei le giornate chiusa in casa. Al massimo potrei fare un po� di shopping con la moglie di qualche tuo collega. Sai la noia. � un genere di vita che non fa per me.�</p><p>�Quando mi hai sposato, sapevi che assumevi degli obblighi nei miei confronti.�</p><p>�Sapevo che c�erano obblighi reciproci. Non hai comperato una donna al mercato degli schiavi, Timothy: l�hai sposata. Una donna fedele ma innamorata del suo lavoro.� I toni della discussione stavano per� salendo troppo, per cui Maggie cerc� di assumere un atteggiamento pi� pacato. �Forse non � colpa del lavoro se il nostro matrimonio � in crisi. Dipende da altro�, continu� guardandolo fisso negli occhi, mentre lui manteneva la sua aria dura e scostante.</p><p>�E da che cosa?�</p><p>�Oh, accidenti, lo sai. Un figlio, Timothy. Voglio un figlio prima di diventare troppo vecchia.�</p><p>Lui la scrut� con uno sguardo mai visto prima, in cui alla freddezza si mescolava un velo di supponenza.</p><p>�E che cosa ti fa credere che io abbia intenzione di mettere al mondo un figlio negro?�</p><p>Maggie non replic�. Non c�era niente da dire: il suo matrimonio era finito.</p><p>Quando poco dopo Timothy si ritir� in camera da letto, rimase nel soggiorno. Per non scoppiare a piangere, cerc� conforto nell�unico vero amico che aveva. Era tardi, ma sapeva che Derrick Grant rimaneva spesso in ufficio fino a ore impossibili. Sollev� la cornetta del telefono e compose il numero.</p><p>�Maggie! Che piacere scoprire che anche le celebrit� non scordano gli amici�, esclam� Derrick non appena la segretaria gli ebbe passato la comunicazione. Ma dal tono di Maggie aveva capito che qualcosa non andava: sembrava sul punto di scoppiare in lacrime. �Come va?� si affrett� a chiederle.</p><p>�Sono stanca, Derrick. Ho bisogno di staccare. Da tutto e da tutti.�</p><p>�Capisco benissimo, Maggie. � un pezzo che non mi parli dei tuoi fenomeni medianici. Continuano a estenuarti come un tempo?�</p><p>�La trasmissione e la famiglia non mi lasciano tempo per cercare la giusta concentrazione, quindi ho messo un po� da parte le mie <emphasis>sensazioni. </emphasis>Anche per questo vorrei ricaricarmi, prendere un periodo di vacanza.�</p><p>�A proposito di famiglia, come va con Timothy?�</p><p>�Peggio non potrebbe andare. Temo che questa sera abbiamo avuto l�ultima discussione.�</p><p>�Oh, su, a caldo si dice sempre cos�. Poi si fa la pace.�</p><p>�Questa volta temo sia difficile. E sento terribilmente la mancanza di qualcuno con cui parlare. Quanto vorrei non aver perso il contatto con gli amici di un tempo.�</p><p>�Senti�, rispose Derrick dopo un attimo di silenzio intento. �A proposito di vacanze e vecchi amici, uno dei miei clienti � Charles Thomas, presidente delle Maritime Cruise Lines. Proprio questo pomeriggio mi ha offerto una crociera su una delle sue navi. Verresti con me? Pare che la <emphasis>Queen of Atlantis </emphasis>sia la pi� bella nave mai costruita.�</p><p>�� un�ottima idea, Derrick, ma ho bisogno di pensarci un po�. La mia trasmissione sar� sospesa per tutto luglio, ma in agosto dovr� rientrare a New York per preparare la nuova serie.�</p><p>Quando pos� il ricevitore, Maggie si vide davanti Timothy.</p><p>�Chi era?� le chiese con l�aria di non essere affatto turbato dall�enormit� detta pochissimo tempo prima.</p><p>�Derrick Grant. Mi ha proposto una crociera sulla <emphasis>Queen of Atlantis</emphasis>, la nave che fa un viaggio intorno al mondo�, rispose Maggie, ormai decisa a non inasprire inutilmente la situazione.</p><p>Timothy parve illuminarsi di colpo.</p><p>�Ho� ho detto una cosa che non penso�, riprese in un tono completamente diverso. �Ti prego di scusarmi. � colpa dello stress, del troppo lavoro. Una crociera farebbe benissimo anche a me. Posso chiederti di accompagnarti?�</p><p>Gli occhi neri di Maggie lo fissarono. Ci� che il marito le aveva detto era orribile, ma sapeva bene che in un momento di rabbia pu� capitare di lanciare gli insulti pi� tremendi, per pentirsene non appena tornata la calma.</p><p>Aveva comunque tempo per prendere una decisione: anzitutto Derrick doveva verificare la disponibilit� di posti su una nave che i media indicavano come completamente prenotata per mesi. In secondo luogo non era detto che l�eventuale disponibilit� di posti coincidesse con la pausa della sua trasmissione.</p><p>Aveva tempo� Tempo�</p><p>Intanto, ancora chiuso nel suo studio, Derrick Grant aveva gi� chiamato il numero privato di Charles Thomas, chiedendogli quali fossero le disponibilit� per lui, e forse qualche amico, sulla <emphasis>Queen of Atlantis.</emphasis></p><empty-line/><p>Dopo una settimana trascorsa con gli altri tecnici a mettere a punto il sistema, Pat Silver era ormai di casa alla US Gambling Lotteries, dov�era riuscito a conquistarsi la fiducia di tutti. Nonostante la sua anacronistica aria da hippy, sembrava il pi� preparato di tutta la squadra di tecnici.</p><p>Aveva organizzato ogni cosa con la massima cura sin da quando aveva letto che la celebre lotteria intendeva cambiare le modalit� di trasmissione dei dati. Si era informato su quale ditta avesse ottenuto l�appalto e, forte delle sue capacit� nel campo e di un curriculum creato sui due piedi, si era fatto assumere con il nome di Phil Darren.</p><p>Il piano escogitato dalla sua fervida mente era abbastanza semplice. Doveva soltanto riuscire a mettere le mani sul computer centrale della US Gambling Lotteries. Aspettava l�occasione.</p><empty-line/><p><strong>Porto Cervo. Giugno 1999</strong></p><empty-line/><p>Comodamente seduto nel patio della villa, Iosif Bykov scorreva con apparente scarso interesse i documenti che Didier Fosh gli posava davanti. Aspettava che l�altro venisse al dunque. Il presidente dell�Institut Bancaire de Lausanne non era di sicuro venuto fino a l� soltanto per mostrargli i saldi dei conti correnti.</p><p>E finalmente Fosh si decise. �Ho un affare molto interessante da proporle, signor Bykov.�</p><p>�Mi dica, sono sempre molto interessato a un buon affare.�</p><p>�Un governo che mi consentir� di non rivelarle, conoscendo i rapporti di affari che ho in tutto il mondo, mi ha chiesto se posso reperire armi di fabbricazione russa. Mi � subito venuto in mente lei. Sono diversi anni che le sue societ� lavorano con la nostra banca, e� diciamo� non � difficile capire che lei non commercia in caviale o icone antiche.�</p><p>�Continui�, disse Iosif, a cui non era piaciuto il tono untuoso del suo interlocutore.</p><p>�Non si tratterebbe di un cliente, per cos� dire, �ufficiale�, lei mi capisce, ma le farebbe guadagnare qualche decina di milioni di dollari con una sola operazione.� E Fosh fece una pausa studiata, in attesa di una reazione davanti alla cifra, che per� non venne affatto.</p><p>�Che cosa sta cercando questo suo cliente?� rispose invece seccamente Bykov.</p><p>�RSM 52, ovvero SS 20 Sturgeon. Le dice niente?�</p><p>�Missili balistici transcontinentali�, rispose subito Iosif. �Un�arma relativamente vecchia, non pi� prodotta dal 1982.�</p><p>�Non avevo dubbi sulla sua esperienza in materia�, riprese l�altro, di nuovo con il suo sorriso untuoso. �Quindi lei sa anche che ne erano dotati i sottomarini nucleari sovietici. Insomma, servono al mio cliente.�</p><p>�L�esperienza mi ha anche insegnato che per un buon commerciante � meglio stare alla larga dal nucleare�, ribatt� Iosif scuotendo la testa. �Non per falsi scrupoli, ma perch� con quella roba ci s�infila inevitabilmente nel verminaio dei servizi segreti e ci si fotte. Come si trasporta un gingillo del genere? Dove lo si consegna? No, Fosh, la sua proposta non mi interessa.�</p><p>�Ripeto: il mio cliente � disposto a pagare molto, molto bene. E non � interessato al vettore, ma soltanto alle dieci testate nucleari. Quindi il problema del trasporto e della consegna��</p><p>�Mi spiace, Fosh.�</p><p>�Mi permetta d�insistere. Questo cliente mi sta molto a cuore.�</p><p>�Non so che cosa farci�, rispose Bykov in tono infastidito. �Non tratto il nucleare. Ci sono decine di persone che trafficano con i residuati nucleari dell�ex Unione Sovietica. Il suo innominabile cliente pu� rivolgersi a loro. Le consiglierei dunque di bere il suo drink e godersi questo meraviglioso panorama.�</p><p>Il viso di Fosh assunse un tono che Bykov non aveva mai visto. La sua espressione molliccia si trasform� in una maschera di durezza. Gli occhi si fecero fessure.</p><p>�Invece le conviene darmi retta, <emphasis>Drostin.</emphasis>�</p><p>Iosif sent� suonare un tremendo campanello d�allarme. Era molto tempo che nessuno lo chiamava con il suo cognome vero. Quali leve poteva manovrare Fosh per essere riuscito a scoprire la sua identit�?</p><p>�Come vede�, continu� Fosh tornando al suo aspetto inoffensivo, �so molte cose di lei. Cose che potrebbero interessare alla giustizia, visto che Iosif Drostin � ricercato da anni per un efferato omicidio e per la misteriosa scomparsa del capo reparto della fabbrica dove lavorava a Ekaterinburg.</p><p>�Oh, non mi guardi cos�. So che cosa sta pensando, ma, vede, se questa sera non far� ritorno a Losanna, qualcuno consegner� un interessante dossier all�ambasciata del suo Paese. Che cosa ne dice di venire incontro al mio cliente?�</p></section><section><title><p>11</p></title><p><strong>Roslin. Castello St Clair. 1313</strong></p><empty-line/><p>Bertrand De Rochebrune era tornato con le tre navi. Raymond de Ceillac e i suoi accoliti erano stati chiusi nelle segrete.</p><p>Era in corso una riunione del Gran Consiglio del nuovo Ordine, che lo stesso Bertrand presiedeva da capotavola, la testa coperta dal cappuccio. La croce templare, rossa in campo bianco, risaltava sulla tunica di ciascuno dei presenti. Sul tavolo era posata la grande fune rossa con i due capi uniti da una gassa d�amante.</p><p>�La mia missione non � stata fruttuosa. A seguito del comportamento infame di de Ceillac, gli indigeni nostri amici hanno incendiato la flotta. Quindi ho riportato in Europa una sola delle navi lasciate l�. La nostra forza � troppo esigua per dare battaglia ai nemici della Cristianit�.�</p><p>�Potremmo chiedere rinforzi a qualche amico potente�, sugger� St Clair.</p><p>�Temo che ne troveremo ben pochi, anche se dobbiamo tentare tutto il possibile. I Cavalieri del Tempio sono trattati ovunque come appestati, e nessuno dei nostri presunti vecchi amici sarebbe disposto a darci nemmeno una piroga. Altro che una flotta.�</p><p>Il silenzio angosciato dei presenti fu improvvisamente rotto dalle grida delle guardie, che rimbombarono sotto le alte volte del castello: �De Ceillac e una decina dei suoi sono fuggiti�.</p><p>Le ricerche ebbero inizio immediatamente e proseguirono ininterrotte per due giorni e due notti. Ma i fuggiaschi avevano un vantaggio incolmabile. Le guardie si erano accorte della fuga soltanto al cambio del turno, quando avevano trovato i loro colleghi in una pozza di sangue.</p><p>Bertrand e Luigi dovettero rassegnarsi all�idea che de Ceillac era riuscito a evitare la giusta punizione.</p><empty-line/><p>L�aria dell�Europa aveva risvegliato in Luigi la nostalgia del padre. Per questo chiese che la missione all�isola di Rodi per chiedere aiuto all�ammiraglio dei Cavalieri dell�Ospedale di San Giovanni�� vecchio amico di Bertrand�� fosse affidata a lui. Sarebbe partito con i primi venti della bella stagione passando per l�Italia, dove avrebbe sostato brevemente per recarsi a Piacenza a riabbracciare il padre.</p><p>Avrebbe condotto con s� la moglie e il figlio per affidarglieli, come lo stesso Lorenzo di Valnure aveva chiesto a Bertrand di dirgli. Durante il viaggio di ritorno avrebbe poi fatto di nuovo sosta a Piacenza per riportarli con s� a Roslin.</p><p>Bertrand de Rochebrune sarebbe invece partito di l� a poco per la Francia, dove riteneva di avere ancora diversi amici potenti.</p><empty-line/><p><strong>New York. Giugno 1999</strong></p><empty-line/><p>Tutto era cominciato quando Pat Silver aveva visto in una ricevitoria un terminale della US Gambling. Un�apparecchiatura estremamente semplice. Un lettore ottico leggeva le schedine giocate e immagazzinava i dati. A intervalli regolari, il terminale si metteva in contatto con il computer centrale e vi scaricava i dati protetti da un codice.</p><p>Ed era proprio a questo computer che Pat stava lavorando ormai da diversi giorni. Alla chiusura delle giocate, pochi minuti prima dell�estrazione, i dati giunti da tutte le ricevitorie venivano trasferiti su alcuni dischi ottici, poi inseriti nei computer addetti allo spoglio onde individuare le schede vincenti.</p><p>Silver entr� nell�appartamento affittato per l�occasione: un anonimo monolocale di periferia. Sul tavolo, vicino alla presa telefonica, c�era un terminale identico a quelli delle ricevitorie.</p><p>Silver si sarebbe inserito nel cervellone centrale durante le operazioni di raccolta dei dati, servendosi del codice di un negozio di liquori di Little Italy. Avrebbe inserito nel lettore ottico una sola schedina, ma con tutte le combinazioni possibili, ovvero con tutti i settanta numeri coperti da un pallino nero a penna. Se giocata davvero, quella schedina sarebbe costata quanto l�intero monte premi, ma aveva la matematica certezza di risultare vincente.</p><p>Era a quel punto che le cose cominciavano a complicarsi. Ammesso che qualcuno avesse davvero commesso la follia di giocare tutte le combinazioni, sarebbe bastato un controllo nella ricevitoria per scoprire che non esisteva un�entrata corrispondente alla colossale giocata, e che quella giocata non risultava nella memoria del terminale. Quindi la vincita sarebbe stata catalogata come irregolare, sempre che i responsabili della US Gambling Lotteries non avessero deciso di denunciare il fatto alla magistratura.</p><p>La scelta del negozio di liquori non era stata fatta a caso: Silver aveva lavorato alcune ore proprio al nuovo terminale che sarebbe stato collocato in quella ricevitoria, copiandone tutti i dati identificativi in un secondo terminale identico.</p><p>A questo punto aveva bisogno di due cose: accesso al computer centrale e tempo. Soprattutto tempo.</p><empty-line/><p>Nella tarda mattinata Derrick Grant ricevette una telefonata dal presidente delle Maritime Cruise Lines. �Siamo fortunati, avvocato. La <emphasis>Queen of Atlantis </emphasis>era completa, ma ieri una compagnia automobilistica giapponese ha dovuto disdire una vacanza premio per alcuni suoi dirigenti. Quindi si sono liberate quattro suite per una tappa nel Mediterraneo. Imbarco a Venezia il 15 luglio e sbarco a Genova il 30. Mi aveva detto che avete bisogno di quattro stanze, no?�</p><p>�Magnifica notizia, grazie. Quanto tempo ho per dare una risposta? Mi metto immediatamente in cerca dei miei compagni di universit�. Credo che basteranno tre giorni.�</p><p>�Faccia pure con calma, avvocato. Non dovremmo avere problemi a collocare comunque quelle suite.�</p><p>�Un�ultima cosa, Thomas. Se vuole posso parlarne con i suoi collaboratori, ma avrei bisogno di sapere il costo della crociera e l�itinerario. Sa, i miei amici��</p><p>�Quando ne abbiamo parlato nel suo studio, le ho offerto un <emphasis>premio </emphasis>per i magnifici risultati che ha ottenuto, non uno <emphasis>sconto. </emphasis>Tra l�altro, la penale pagata dai giapponesi per la disdetta me l�ha fatta ottenere lei con i contratti tipo che ci ha elaborato.�</p><p>�Ma��</p><p>�Nessun ma. Pensi a ricambiarmi con la prossima parcella. Per quanto riguarda l�itinerario� Ha carta e penna per prendere nota? Poi le mander� un fattorino con il materiale illustrativo.�</p><empty-line/><p>Nei giorni seguiti al litigio, Timothy si era mostrato particolarmente premuroso nei confronti di Maggie. Aveva persino ritardato il rientro a Washington per rimanerle accanto. Sembrava entusiasta dell�idea della crociera. Ma ormai Maggie temeva che nessun collante potesse pi� rimettere insieme i cocci del loro matrimonio.</p><p>Quando sent� squillare il telefono, pens� che si trattasse di una chiamata di lavoro per il marito. Invece sent� la voce di Derrick, che non le diede nemmeno il tempo di salutarlo, enunciandole d�un sol fiato le famose localit� che avrebbe toccato la <emphasis>Queen of Atlantis.</emphasis></p><p>�Venezia, imbarco alle 14 del 15 luglio. Sosta tecnica a Bari e poi: Katakolon, Santorini, Mykonos, Rodi, Haifa, Ashod, Alessandria, Napoli. Rientro a Genova il 30 luglio. Vuoi maggiori particolari? Olimpia, piramidi egizie, Gerusalemme, Capri?�</p><p>�No, no, Derrick, che meraviglia. Timothy mi ha detto che sarebbe venuto volentieri anche lui in crociera e, se non ha cambiato idea��</p><p>�Non ho affatto cambiato idea�, disse Hassler, comparso improvvisamente sulla soglia del salotto. �Ho soltanto bisogno di sapere quando si parte. E il prezzo, naturalmente.�</p><p>�Niente!� grid� Derrick quando Maggie gli rifer� la domanda. �Un omaggio al mio studio di quel volpone di Charles Thomas. Comincio a credere davvero di averlo assistito molto bene.�</p><p>�Oh, no, Derrick, non posso accettare.�</p><p>�Il mio cliente si offenderebbe. Ormai ha gi� avvertito il suo ufficio pubbliche relazioni che avranno a bordo una star della tiv� americana. Di solito le paga profumatamente. Per lui sei un affare.�</p><p>�E tu sei un demonio, Derrick.�</p><p>�Non ho fatto niente. Non lo avrei mai immaginato neanch�io. Ma a caval donato� Eh?�</p><p>�S�, certo, per� hai detto quattro suite. Chi sono gli altri?�</p><p>�Il nostro vecchio quartetto della Columbia, Maggie. Annie ha gi� detto di s�, e devo soltanto riuscire a contattare Pat. � difficile scovarlo, ma lascia fare a me.�</p><empty-line/><p>Per i primi due mesi dopo l�installazione, la US Gambling Lotteries aveva contrattato la presenza della squadra di tecnici, specialmente durante le operazioni di spoglio, momenti di grande delicatezza, trasmessi in diretta da diverse televisioni. Un qualsiasi intoppo avrebbe fatto perdere credibilit� a tutto il sistema.</p><p>L�estrazione avveniva ogni sabato sera. Il turno di servizio di Pat Silver era fissato per il 3 luglio. Avrebbe finalmente potuto verificare se la sua trappola funzionava.</p><p>Il luned� prima sarebbe andato nel negozio di liquori di Little Italy e avrebbe effettuato una giocata normale. Poi si sarebbe servito del suo terminale �clonato� per trasmettere la scheda con tutte le combinazioni, utilizzando gli stessi numeri identificativi del tagliando rilasciatogli dalla ricevitoria.</p><p>Dopo di che avrebbe avuto tutto il tempo di cancellare la giocata �legale� dalla memoria del computer della US Gambling, sostituendola con quella falsa. Avrebbe poi creato alcuni errori <emphasis>ad hoc </emphasis>nella trasmissione, in modo da non permettere al computer dello spoglio di leggere immediatamente la schedina. Quindi l�apparecchiatura avrebbe riconosciuto una combinazione vincente, ma senza riuscire a �vedere� la giocata.</p><p>A quel punto gli addetti federali presenti a ogni estrazione avrebbero richiesto l�intervento di un tecnico dei computer. E a lui, per vincere una fortuna, sarebbe bastato inserire un dischetto gi� preparato con i numeri appena estratti e i dati della schedina giocata nel negozio di liquori.</p><p>Il programma che aveva elaborato avrebbe addomesticato i dati sul disco ottico dello spoglio come quelli nella memoria del computer centrale. Infine avrebbe falsificato il tagliando servendosi del terminale �clonato� nella sua abitazione e, tramite una semplice connessione telefonica, avrebbe modificato la giocata effettuata nella ricevitoria, facendola risultare del tutto identica alla schedina vincente.</p><p>Sentendo squillare il telefono, Pat trasal�. Nessuno conosceva il suo attuale domicilio, tranne l�azienda per cui lavorava e, come sempre, sua madre.</p><p>�Ti ho beccato anche questa volta�, si sent� dire da Derrick Grant. �Tua madre � veramente preziosa. Come va? � tanto che non ci sentiamo.�</p><p>�Me la cavo, Derrick. Ma a che cosa devo��</p><p>�Ti propongo una rimpatriata tra vecchi amici. Una splendida crociera nel Mediterraneo con la <emphasis>Queen of Atlantis</emphasis>, hai in mente? Vengono anche Maggie, suo marito e Annie. Pi� il sottoscritto, ovviamente. Ti va l�idea?�</p><p>Pat rimase un attimo in silenzio. L�idea gli andava, eccome. Se il suo piano funzionava, era meglio togliersi dai piedi per un po�. Quanto all�eventualit� che <emphasis>non </emphasis>funzionasse� be�, preferiva non pensarci.</p><empty-line/><p><strong>Castello di Valnure. Giugno 1999</strong></p><empty-line/><p>Paola sarebbe arrivata quella sera, e Gerardo pregustava con impazienza il piacere della sua presenza.</p><p>Sapeva di essere buffo, cos� indaffarato in cucina, con un grembiule di Giacomo, ma da quando il suo sfortunato maggiordomo era stato ucciso, non aveva pi� voluto personale fisso in casa, accorgendosi presto che riusciva a farcela lo stesso. Gli bastava la moglie del portiere, che saliva ogni mattina a fare le pulizie, lavare e stirare.</p><p>Il rumore dell�auto nel vialetto lo fece affacciare alla finestra. Paola portava un abito leggero color corda che esaltava le sue forme.</p><p>A met� della cena lo mise al corrente di un suo progetto. �Mi hanno offerto un ingaggio su una nave da crociera.�</p><p>�Ti sembra opportuno, adesso che ti vogliono diverse televisioni?�</p><p>�Be�, Gerardo, � la <emphasis>Queen of Atlantis</emphasis>, la nave passeggeri pi� grande e lussuosa del mondo. E dovrei esibirmi poche volte durante una magnifica crociera di quindici giorni nel Mediterraneo. Mi pagano benissimo.�</p><p>�<emphasis>Queen of Atlantis� </emphasis>Ah, s�, ne ho letto qualcosa�, replic� Gerardo, facendo una breve pausa, pensoso, e poi continuando: �S�, forse, non � una cattiva idea�.</p><p>�Non ho ancora deciso niente. Ho preso tempo. Dovrei imbarcarmi a Venezia e sbarcherei quindici giorni dopo a Genova.�</p><p>�Fammi sapere. Una breve vacanza non mi farebbe male.�</p><p>�Vuoi dire che verresti anche tu?� chiese Paola sgranando gli occhi. Quindi si alz� di scatto dalla tavola e gli gett� le braccia al collo.</p><p>�Se non ti dispiace. Penso che qualche giorno di relax mi farebbe staccare dal peso dell�amministrazione di ristoranti.�</p><p>�Dispiacermi? Stai scherzando?� esclam� Paola, accarezzandogli la nuca con dolcezza. �Ne sarei felice. Ti far� sapere entro pochi giorni che cosa ho deciso. Devo soltanto avere conferma dello spostamento di alcune registrazioni per una televisione.�</p><empty-line/><p><strong>Mediterraneo. Maggio 1313</strong></p><empty-line/><p>Luigi di Valnure era salpato con una tozza imbarcazione da carico, lunga poco meno di trenta passi e larga dodici, con un albero massiccio e una vela sudicia, rammendata in pi� punti.</p><p>La comandava Aniello, un abile marinaio-mercante di Amalfi rimasto fedele all�Ordine, unitosi alla flotta fuggita da La Rochelle e restato in Scozia. Un uomo fidato, gli aveva detto Bertrand. Aniello era infatti il suo occhio discreto sugli avvenimenti del mondo: aveva continuato a raggiungere il Mediterraneo per i suoi commerci e portava in Scozia tutte le notizie che riusciva a raccogliere.</p><p>La nave diede finalmente fondo alla foce di un fiume, che l�amalfitano spieg� a Luigi essere il Magra. Valicando le montagne che si vedevano in lontananza, il giovane avrebbe raggiunto con la sua famiglia la pianura tra Parma e Piacenza.</p><p>Aniello e la sua nave, intanto, avrebbero effettuato qualche operazione di piccolo cabotaggio costiero, tornando nel luogo dello sbarco esattamente dopo trenta giorni. Luigi avrebbe avuto cos� il tempo di raggiungere il castello di famiglia con Shirinaze e Lorenzo e, dopo averli affidati al padre, ripartire per la sua missione a Rodi.</p><p>Prima di spronare il cavallo, Luigi guard� Shirinaze. La terribile esperienza vissuta l�aveva indurita, ma il suo spirito era molto migliorato dalle prime notti di libert�, quando passava lunghe ore a piangere. Davanti a lei sulla sella c�era Lorenzo, con il suo visino incorniciato da riccioli neri. Luigi si chiese come avrebbe fatto a vivere senza di loro.</p><p>I due cavalli si avviarono lentamente sulla Via Francigena dei pellegrini.</p><p>Al sesto giorno di viaggio, vedendo il castello comparire finalmente nella bruma mattutina, Luigi si sent� invadere da un�intensa euforia. Istintivamente spron� il cavallo che, dopo giorni al passo o al trotto lento, sembrava non aspettare altro.</p><p>Il ponte levatoio era abbassato. Le guardie che presidiavano l�ingresso li fermarono. �Chi siete e che cosa volete?� chiese il loro capo, scrutando quasi con sdegno il colore della donna e del bambino.</p><p>�Sono Luigi di Valnure, e questa � la mia famiglia. Chiama mio padre.�</p><p>Pochi istanti pi� tardi si ud� un gran trambusto, e la voce ancora tonante del conte di Valnure che gridava: �Mio figlio Luigi? Dov��? Che io lo abbracci!�</p><p>Subito dopo Lorenzo di Valnure usc� nella corte, correndo verso il figlio, che cinse in un abbraccio carico di affetto paterno. Quindi si rivolse alla donna e al piccolo, senza manifestare alcuna emozione per il colore della loro pelle.</p><p>�Ecco dunque tua moglie e il mio nipotino, che porta il mio nome. Capisci la mia lingua, Shirinaze?�</p><p>�Certo, signore, la parlo, anche se meno bene del francese�, rispose la bella giovane mora, ancora timorosa delle reazioni del suocero e in preda a un forte tremore.</p><p>Al punto che, quando lo vide dirigersi verso di lei, strinse istintivamente a s� il bambino. Invece il conte spalanc� le braccia con un�espressione carica di affetto.</p><p>�Dio sia lodato�, esclam� Lorenzo con voce rotta dall�emozione, prendendo dalle sue braccia il piccolo e stringendolo a s�. �Quanto ho atteso questo momento. Siate i benvenuti nella nostra famiglia.�</p><empty-line/><p><strong>Porto Cervo. Sardegna. Giugno 1999</strong></p><empty-line/><p>Seduto al tavolo della veranda, Iosif Bykov teneva lo sguardo fisso sulla bottiglia di champagne. Erano trascorsi cinque giorni dalla visita del banchiere, ma non era ancora riuscito a placare il furore. Non sopportava di subire un ricatto, ma purtroppo Fosh aveva il coltello dalla parte del manico. Era costretto ad assecondarlo. Infatti lo stava aspettando.</p><p>Fosh arriv� puntuale. Sedutosi sotto il grande ombrellone bianco, accett� un <emphasis>fl�te </emphasis>di champagne, asciugandosi il sudore dalla fronte.</p><p>�La consegna del materiale dovr� essere effettuata a bordo della <emphasis>Queen of Atlantis </emphasis>tra il 15 e il 25 luglio. Le dieci testate verranno ritirate da alcuni incaricati del mio cliente. Stabilisca lei il prezzo. Come le ho detto, non ci sono problemi.�</p><p>�Invece qualche problema c��, ribatt� con durezza Iosif. �Devo procurarmi un missile nucleare transcontinentale, rimuovere le dieci testate e imbarcarle su una nave da crociera in meno di un mese. Pensa che sia un giochetto? Cercher� di fare il possibile. Quanto al prezzo, faccia accreditare cento milioni di dollari sul conto della mia societ�.�</p><p>�Via, via, <emphasis>Drostin</emphasis>, la conosco bene e so che i problemi che continua a fingere di avere in realt� non esistono. Sono convinto che dopo il nostro incontro lei non � rimasto inattivo. Ricordi comunque che il mio cliente non ammette ritardi. Il pagamento, ovviamente, avverr� alla consegna, <emphasis>Drostin.</emphasis>� E Fosh ripet� il vero cognome di Iosif sottolineandolo con uno sguardo minaccioso.</p><p>Iosif rimase impassibile, ma dentro di s� ribolliva.</p><p>�Chi si occuper� della consegna?� continu� Fosh.</p><p>�Io personalmente, con alcuni uomini fidati. � un�operazione troppo importante per delegarla ad altri.�</p><p>�Molto giusto. Infatti il mio cliente si � gi� premurato di prenotarle uno dei due appartamenti di lusso della <emphasis>Queen of Atlantis.</emphasis>�</p><empty-line/><p><strong>Acque territoriali portoghesi. Giugno 1999</strong></p><empty-line/><p>La <emphasis>Queen of Atlantis </emphasis>aveva appena lasciato il porto di Lisbona, riempiendo l�aria con tre alti squilli della sirena in segno di saluto.</p><p>Lionel Goose stava effettuando come sempre la sua passeggiata serale sul ponte numero quattro, dove c�era una pista da jogging in materiale sintetico.</p><p>Stava osservando, oltre la barriera di protezione, alcuni croceristi che si esercitavano nel tiro al piattello, dicendosi che prima della fine della crociera avrebbe provato anche lui quello sport, quando fu costretto ad appoggiarsi alla balaustra, piegandosi in avanti. Il dolore era cominciato nella parte bassa della schiena, salendo fino al centro delle scapole. Un dolore non molto forte, ma acuto, costante. Come se una mano gli premesse sui polmoni. Gli fece paura.</p><p>Lionel si chiese a quale sforzo avesse sottoposto la colonna vertebrale in quegli ultimi giorni. Forse si era esposto inavvertitamente a uno spiffero maligno di aria condizionata.</p><p>Ma finalmente, con una calma che lo meravigli�, cap� la verit�: era il suo Male.</p><empty-line/><p>Arthur Di Bono radun� in plancia gli ufficiali e gli otto addetti alla sicurezza della nave.</p><p>�Tra poco entreremo nel Mediterraneo, e in seguito ci dirigeremo verso le coste mediorientali. � dunque indispensabile la massima sorveglianza: una nave come la nostra potrebbe costituire un ottimo obiettivo per un gruppo terroristico in cerca di un�azione spettacolare. Vi ricordo quindi le procedure per il reimbarco dei passeggeri dopo le escursioni: scrupolosa verifica dei documenti, obbligo di controllo personale con il metal detector e dei bagagli a mano con i raggi X. Per gli imbarchi delle prossime tappe, inoltre, non bisogner� mai fidarsi dei controlli a terra, ma sar� obbligatoria una seconda ispezione a bordo. Speriamo che sia una precauzione eccessiva, ma ciascuno di voi dispone di una copia delle chiavi dell�armeria.�</p><empty-line/><p><strong>New York. Giugno 1999</strong></p><empty-line/><p>Timothy era ripartito per Washington, e Maggie si trov� finalmente sola con i suoi pensieri, con le sue amarezze e con lo spettro di avere sbagliato una buona parte della vita.</p><p>Per scacciare pensieri tanto spiacevoli, cominci� senza precisamente volerlo gli esercizi di respirazione e rilassamento che preludevano alle sue <emphasis>sensazioni. </emphasis>Non lo faceva da molto tempo, e si stup� della prontezza con cui il suo corpo e la sua mente risposero. Cominci� subito a sentirsi pi� leggera, sebbene con le palpebre pi� pesanti. Ancora una volta le parve che il corpo si sollevasse dal letto. Cadde in trance vigile.</p><p>Il volto del bambino le apparve con i contorni sfumati di un sogno. Le parole che pronunci� le si scolpirono invece nella mente come incise da uno scalpello sulla pietra.</p><p>�<emphasis>L�Anticristo � qui, il suo demoniaco volere mira al Trono di Pietro. La Signora Lucente lo aveva predetto: nella sua brama di sangue il Maligno cercher� di distruggere il mondo, affinch� l�umanit� disorientata e impaurita lo adori come il nuovo Dio. Satana regna sui potenti e mira a impossessarsi dei vertici della Chiesa. I suoi adepti dispongono di armi capaci di distruggere gran parte dell� umanit�. Se gli uomini non reagiranno alla minaccia, verr� il tempo di tutti i tempi e la fine di tutte le fini. Onde alte come montagne sconvolgeranno gli Oceani e invaderanno le citt�. Milioni di uomini moriranno, e chi rimarr� in vita invidier� chi � morto. Il Maligno s�impossesser� del potere del Sole e lo utilizzer� ai suoi sordidi fini. Voi potete impedire che questo avvenga. Siete i prescelti dalla Signora Lucente. Voi potete salvare la Terra.</emphasis>�</p><empty-line/><p><strong>Porto Cervo. Giugno 1999</strong></p><empty-line/><p>Il <emphasis>Blue Sapphire </emphasis>era pigramente all�ancora nella baia dell�isolotto di Mortorio. Costruito cinque anni prima dai cantieri De Vries di Aalsmeer, in Olanda, era interamente in acciaio per una lunghezza fuori tutto di 49,99 metri. I tre motori Caterpillar da 2400 cavalli ciascuno potevano spingerlo alla velocit� di ventiquattro nodi. Non un�imbarcazione velocissima, dunque, ma a chi l�aveva ordinata e progettata interessava soprattutto il comfort. Le sue quattro cabine, infatti, ricordavano pi� un lussuoso appartamento che lo spartano alloggio di una barca.</p><p>Iosif Bykov lo aveva comperato da un magnate arabo, dandogli subito un nuovo nome: quello della pietra, lo zaffiro blu, che lo zar Nikolaj Romanov era solito regalare alle figlie a ogni compleanno. Assieme alle altre, quella pietra era alla base della sua fortuna.</p><p>Come il banchiere Fosh non aveva faticato a capire, Iosif era abituato a trattare questioni che era un eufemismo definire �riservate�. Ogni apparecchio telefonico che utilizzava era dunque protetto da uno strumento che ne impediva l�intercettazione. E gli apparecchi del <emphasis>Blue Sapphire</emphasis>, collegati al sistema satellitare, non facevano eccezione.</p><p>�Ho trovato quello che cerchi�, gli disse il suo braccio destro dall�altro capo della linea.</p><p>�Fissami un appuntamento con il venditore. Arrivo a Mosca.�</p></section><section><title><p>12</p></title><p><strong>Stretto di Gibilterra. Luglio 1999</strong></p><empty-line/><p>La rocca si stagliava sulla sinistra, alta e minacciosa. Il comandante Di Bono la osserv� per qualche istante, senza per� perdere mai di vista l�intenso traffico marittimo tra la costa africana sulla dritta e quella europea a sinistra. Tra quelle scogliere e nel Mediterraneo si sentiva quasi a casa.</p><p>La <emphasis>Queen of Atlantis </emphasis>navigava sicura verso Malaga, e nessun incidente aveva turbato la vita di bordo. Le mani forti del comandante accarezzarono i piani in legno della plancia, quasi in un ringraziamento per la nave, che si comportava da vera regina degli Oceani.</p><p>Poco lontano da lui Lionel Goose si alz� dal letto e rimase a lungo a osservare Gibilterra scorrere oltre l�ampia vetrata della sua cabina. Sembrava quasi che un costruttore celeste si fosse divertito a versare migliaia di tonnellate di cemento dall�alto, tanto la parete era levigata.</p><p>Un colpo di tosse gli provoc� un nuovo leggero dolore. Senza dire niente a Lisa, ancora a letto, and� in bagno.</p><p>Rientr� nella stanza poco dopo e si rimise a letto. A Lisa fu sufficiente uno sguardo per capire che qualcosa non andava.</p><p>�Che cosa c��, Lionel?�</p><p>�Niente, stavo soltanto pensando a come se la staranno cavando i ragazzi.�</p><p>Lei fece finta di credergli, ma lo conosceva troppo bene per non sapere che il problema non era quello. �Stanno di sicuro meglio adesso che non con il tuo fiato sul collo.� Quindi rise e lo accarezz�. Ma lui non rispose alla carezza: un pensiero lo rodeva come un tarlo.</p><empty-line/><p>Il dottor Redjia era alla sua scrivania, dove spiccava la statuetta in metallo dorato di una divinit� ind�. Quel giorno aveva effettuato l�unico intervento chirurgico di tutta la crociera: un bambino particolarmente vivace era caduto facendosi un taglio sotto il mento, per il quale erano bastati due punti.</p><p>Ma l�esperienza gli diceva che il pericolo era sempre in agguato, pronto a colpire quando meno ci si pensa. E l�anziano medico di origine indiana non si sarebbe mai fatto cogliere impreparato.</p><p>Stava passando mentalmente in rassegna le attrezzature del suo piccolo ma funzionale ospedale, quando bussarono alla porta.</p><empty-line/><p><strong>Mediterraneo. Giugno 1313</strong></p><empty-line/><p>Il giardinetto di poppa era molto angusto e scomodo. Spesso Luigi si trovava a consumare il pasto seduto sui grossi barili di acqua e di carni salate.</p><p>�Tra quanto credi che arriveremo, Aniello?� chiese.</p><p>�Due o tre giorni al massimo. Conosci l�isola di Rodi?�</p><p>�No. Parlamene.�</p><p>�� sempre stata un importante crocevia per tutti i traffici del Mediterraneo meridionale, e qualche anno fa il feudatario genovese Vignolo de� Vignoli l�ha venduta all�Ordine dei Cavalieri dell�Ospedale di San Giovanni. La loro organizzazione � molto simile a quella dei Templari: hanno anche loro un Gran Maestro, attualmente Folco de Villaret, che ha provveduto a colonizzare l�isola. Da quando sono arrivati a Rodi, poco pi� di quattro anni fa, sono in corso imponenti lavori per edificare la cinta e le torri.</p><p>�I Cavalieri di San Giovanni sono stati fondati da noi amalfitani, provengono anch�essi da nobili famiglie d�Europa e sono suddivisi secondo la loro lingua. Tu devi incontrare Corneliano de� Scalzi, l�<emphasis>admiratus�</emphasis>� ovvero l�ammiraglio�� che comanda sia la loro potente flotta sia la <emphasis>lingua d�Italia. </emphasis>Bertrand de Rochebrune lo considera un amico, ma sta� in guardia. Da quando il re di Francia ha deciso di perseguitare l�Ordine del Tempio, ho visto troppi voltafaccia e reticenze. E ricordati che la mia nave � troppo lenta per consentirci una fuga.�</p><empty-line/><p><strong>Penisola di Kola. Russia. Giugno 1999</strong></p><empty-line/><p>Il sommergibile nucleare <emphasis>Lenin</emphasis>, della classe Oscar, era stato un fiore all�occhiello della flotta dell�Unione Sovietica. Ma adesso, come buona parte degli armamenti dell�ex impero comunista, era quasi dimenticato in un porto militare con decine di altre navi quasi prive di manutenzione.</p><p>Lungo centocinquantaquattro metri e con una larghezza massima superiore ai diciotto, era munito di due reattori nucleari capaci di una potenza di novantottomila cavalli e quindi di spingere le sue diciottomila tonnellate alla velocit� di trentatr� nodi in immersione. Ma a Iosif Bykov interessava soltanto il fatto che aveva a bordo alcuni missili intercontinentali SS 20.</p><p>Il comandante, Leonid Uradov, portava una divisa da lavoro piuttosto logora con i gradi di alto ufficiale della marina russa. Accolse Bykov con un atteggiamento che intendeva essere marziale, ma che sembrava piuttosto quello di un nobile decaduto e costretto a vendere le propriet�.</p><p>�Venga con me, signor Bykov. Dentro saremo pi� tranquilli.�</p><p>Iosif lo segu� per la ripida scaletta che conduceva nei visceri di quel mostro marino. Gli ambienti erano angusti ma funzionali.</p><p>Si stava meravigliando di non vedere nemmeno un marinaio, quando Uradov parve leggergli nel pensiero.</p><p>�Questa meraviglia della tecnica si sta riducendo a un ammasso di ferraglia�, disse mestamente. �A bordo siamo rimasti soltanto io e otto uomini, che oggi ho mandato in libera uscita per qualche ora. E pensi che l�equipaggio standard era di centotrenta uomini. Avevamo tre turni di guardia di quaranta persone. Mentre oggi mi sono rimasti sei fanti di marina e due sottufficiali dell�esercito esperti di armamenti nucleari. Gente di citt�, che ha forse visto il mare per la prima volta in questo cimitero dove la mia nave � stata mandata a morire.�</p><p>In plancia, davanti ai monitor di controllo c�erano diverse sedie ergonomiche con la stoffa dei braccioli lisa. Il timone sembrava la cloche di un aereo, con la possibilit� di dirigere nelle quattro direzioni cardinali.</p><p>Uradov fece accomodare l�ospite nella sala da carteggio e ci mise poco a venire al dunque.</p><p>�Mi � stato detto che cosa cerca, e penso di poterle essere d�aiuto. A bordo ci sono ancora otto SS 20 perfettamente armati. Se il ritmo del disarmo continuer� a essere lo stesso, ci vorr� una quarantina di anni perch� si accorgano che mancano dieci testate. Se pure se ne accorgeranno mai. Posso venderle quello che cerca, ma si tratta di roba molto pregiata, per cui anche il prezzo��</p><p>�Quanto?� tagli� corto Iosif.</p><p>�Dieci milioni di dollari per me su un conto cifrato all�estero e altrettanti per il silenzio del mio equipaggio, che si occuper� anche di smontare le testate e sbarcarle.�</p><empty-line/><p><strong>Mediterraneo. Luglio 1999</strong></p><empty-line/><p>�Avanti�, disse il dottor Redjia, riscuotendosi dai suoi pensieri.</p><p>�Si ricorda di me, dottore?� chiese l�uomo entrato nel suo studio.</p><p>�S�, certo, abbiamo cenato insieme poche sere fa al tavolo del comandante. Il signor Goose, se non ricordo male. Si accomodi.�</p><p>Redjia indic� con un sorriso la sedia di fronte alla scrivania, convinto di essere alle prese con la solita indigestione, un raffreddore provocato dall�aria condizionata.</p><p>�Quattro anni fa mi � stato diagnosticato un carcinoma infiltrante di tipo anaplastico. Insomma, un tumore maligno alla vescica. Mi sono sottoposto a due operazioni chirurgiche e a diversi cicli di chemioterapia, e il male sembrava essere regredito. Ho detto �sembrava�, perch� da alcuni giorni ho una serie di disturbi ai polmoni, e questa mattina ho emesso sangue tossendo.�</p><p>�Si sdrai, signor Goose�, disse il dottor Redjia, fattosi subito serio, �e si scopra schiena e torace.�</p><p>Pochi minuti pi� tardi, eseguita una visita minuziosa, pos� gli strumenti.</p><p>�Sono necessari alcuni test, signor Goose�, sentenzi�. �Analisi sofisticate, che qui a bordo non possiamo fare. � opportuno che lei sbarchi.�</p><p>Lionel scosse la testa con decisione: �Mi avevano avvertito che c�era la possibilit� di recrudescenza del tumore, connessa con l�esistenza di metastasi. Se � cos�, non mi rimane molto da vivere, ma non voglio essere sottoposto a nuove torture. � una lotta impari. Preferisco restare qui e godere quanto rimane della mia vita. Contro il destino non si pu� nulla�.</p><p>�� una decisione che non mi sento di biasimare, signor Goose. Ma se vuole, e per quanto possa servire, potrei farle una radiografia al torace e rilevare l�eventuale esistenza di anomalie polmonari.�</p><p>�D�accordo, dottor Redjia. Ma vorrei una promessa: qualunque sia l�esito del suo esame, non dica niente a mia moglie. � la prima vera vacanza che ci concediamo, non voglio rovinargliela.�</p><empty-line/><p><strong>Rodi. Giugno 1313</strong></p><empty-line/><p>Virato a dritta dopo aver bordeggiato le frastagliate coste dell�Anatolia, la nave amalfitana affront� finalmente il braccio di mare che la separava da Rodi, spinta da un forte vento del nord.</p><p>�Guarda bene�, disse Aniello a Luigi. �Vedrai una cosa che credo tu non abbia mai visto. I Cavalieri proteggono l�imboccatura del porto tenendo tesa una grossa catena tra le due estremit�. Al nostro arrivo, dopo aver ben controllato dalle torri di vedetta chi siamo, la ammaineranno sul fondo.�</p><p>Luigi si port� a prua, curioso di vedere questa novit�. A Ruad aveva sentito alcuni Cavalieri nordici�� transitati per Costantinopoli durante il loro lungo viaggio, dopo aver raggiunto il mar Nero navigando sul Danubio�� dire che anche quella mirabile citt� era protetta da una catena tesa tra le due estremit� dell�imbocco del Corno d�Oro, ed era molto curioso di vedere come ci� avvenisse.</p><p>Poco fuori dal porto, la nave di Aniello fece una complicata serie di bordeggi in attesa di essere riconosciuta. All�imboccatura si vedevano chiaramente le onde frangersi contro le grosse maglie della catena, che fendeva la superficie.</p><p>Ma finalmente il rauco stridore degli argani si lev� alto, avvertendoli che l�accesso al porto era consentito e la catena veniva abbassata.</p><p>Mentre la nave entrava nella stretta insenatura, Luigi di Valnure osserv� incantato le mura che salivano direttamente dallo specchio circolare d�acqua. Sulla sinistra una sorta di lungo pennello di terra s�inoltrava nel mare per oltre cinquecento passi. Sopra quella sottile striscia di terreno, conclusa da una fortificazione, erano stati costruiti tredici mulini a vento.</p><p>All�estremit� opposta dell�imboccatura del porto, invece, vedeva uomini e macchine edili intenti a edificare una torre di sagoma piuttosto singolare, simile a un fungo contornato da quattro torrioni.</p><p>La nave ormeggi� nei pressi dei mulini, e quasi immediatamente ebbero inizio le operazioni di sbarco delle merci. Luigi scese a terra mescolandosi alla folla e si avvi� verso la citt�, dove entr� per la Porta di Santa Caterina tra un fitto via vai.</p><p>Per raggiungere le �case� dei Cavalieri di San Giovanni non dovette camminare molto. Cap� subito che erano divise a seconda della <emphasis>lingua </emphasis>d�appartenenza. La �casa� d�Italia era quasi a met� della via che attraversava la citt�.</p><p>Era un edificio di pregevole fattura, a due piani, in grosse pietre vulcaniche a incastro. Sul frontale spiccava il blasone della <emphasis>lingua </emphasis>d�Italia scolpito in marmo bianco. La porta era guardata da due cavalieri armati.</p><p>�Chiedo di conferire con l�ammiraglio Corneliano de� Scalzi�, spieg�. �Ho un dispaccio per lui.�</p><p>�Chi siete?�</p><p>�Il mio nome ha poca importanza. Ditegli che gli porto un messaggio riservato di un amico.�</p><p>Fu introdotto in una sala dalle volte alte e malamente illuminata, sebbene vi ardessero alcune torce anche a quell�ora avanzata.</p><p>Attorno a un tavolo erano riuniti alcuni Cavalieri, uno dei quali gli chiese con una voce profonda, in cui alle tonalit� liguri si mescolava ormai la lingua franca dei cristiani del Levante: �Chi siete, e quale messaggio recate?�</p><p>�Sono Luigi di Valnure, ma il mio nome poco importa. � invece importante che io consegni al pi� presto un messaggio per il quale ho navigato giorni e giorni. Posso avere l�onore di sapere con chi sto parlando?�</p><p>�Con la persona che cercate. Sono Corneliano de� Scalzi.�</p><p>Il Cavaliere prese dalle sue mani l�astuccio di pelle e lo osserv� con un�espressione che, non appena vide il sigillo, si trasform� immediatamente da distratta in seria.</p><p>�Lasciateci soli�, ordin� agli altri.</p><p>Quando furono usciti, Corneliano de� Scalzi indic� il nodo marinaro che spiccava sul sigillo.</p><p>�Rechi dunque un messaggio di Bertrand de Rochebrune?�</p><p>�S�, signore. � una richiesta d�aiuto. Bertrand � ingiustamente perseguitato dalle forze possedute dal Maligno.�</p><p>Corneliano lesse con grande attenzione la pergamena, quindi scosse la testa.</p><p>�Accorrere in aiuto del Tempio, eh? Non � una decisione che possa prendere io. Sulla testa di Bertrand e dei suoi pende una grossa taglia di re Filippo�, disse. Quindi, posato il messaggio, continu�: �Ma la vecchia amicizia che mi lega a Bertrand� Aspettatemi qui�.</p><p>Dopo una lunga attesa, Luigi lo vide tornare in compagnia di un altro Cavaliere dal viso scarno e dalle tonalit� ieratiche.</p><p>Sul corpetto dell�armatura spiccavano il blasone di una casata nobiliare�� tre torrioni vermigli con sopra appollaiati tre merli neri�� e la croce bianca in campo rosso dei Cavalieri di San Giovanni.</p><p>Il tono di deferenza con cui gli si rivolgeva l�<emphasis>admiratus </emphasis>fece capire subito a Luigi chi fosse, prima ancora che il nuovo venuto dicesse:</p><p>�Sono il Gran Maestro Folco de Villaret, e sono lieto di accogliervi in questa nostra fortezza. Corneliano de� Scalzi mi ha mostrato il messaggio di cui siete latore�, continu�, sedendosi sullo scranno pi� alto e indicando agli altri due di accomodarsi.</p><p>�Abbiamo molto sofferto per le notizie riguardanti il Tempio arrivate dalla Francia. Il nostro cuore ha sanguinato per quei Cavalieri al cui fianco abbiamo vissuto tante vicissitudini. Siamo anche stati divisi da profondi contrasti, ma abbiamo sempre lottato per lo stesso fine. Non ho mai incontrato Bertrand de Rochebrune, ma ho sentito molte volte parlare di lui. Ne conosco il valore e la dedizione all�Ordine�.</p><p>E il Gran Maestro degli Ospedalieri fece una lunga pausa, passandosi nervosamente le dita nella barba rada.</p><p>�Ma, accorrere in aiuto del Tempio�, riprese con voce bassa ma ferma. �Ahim�, giovane amico, come possiamo? Siamo troppo lontani e stiamo vivendo anche noi tempi calamitosi. L�aver trovato una nuova sede in questa isola non significa che abbiamo raggiunto la sicurezza. D�altra parte, gi� da tempo ho ritenuto di lasciar cadere la proposta dello sfortunato Gran Maestro de Molay di realizzare un�unione dei nostri due Ordini onde rafforzarli di fronte alle mire dei comuni nemici: sapete bene chi intendo.</p><p>�No, giovanotto�, concluse in tono amaro ma secco, alzandosi e facendo capire che l�udienza era terminata. �Riferite a Bertrand de Rochebrune che, seppure profondamente angosciati, non possiamo fare niente. Leveremo le pi� fervide preghiere al Signore perch� protegga il Tempio.�</p><empty-line/><p><strong>Mosca. 1� luglio 1999</strong></p><empty-line/><p>Iosif non riusciva a dimenticare il ricatto: l�avrebbe fatta pagare cara a Fosh. Ma intanto aveva la sgradevole sensazione che le pretese del suo banchiere non sarebbero finite l�.</p><p>Aveva effettuato consegne in Bosnia, in Cecenia, nel Corno d�Africa e in Kosovo. I suoi aerei erano atterrati su impossibili piste in terra battuta per scaricare mezzi cingolati. Aveva rifornito ogni genere di guerriglia in buona parte del globo terrestre, ma non gli era mai capitato di fare una consegna su una lussuosa nave da crociera. Era un fatto perlomeno singolare, come del resto la merce richiesta.</p><p>Ciascuna delle dieci testate appena acquistate dal comandante russo aveva una capacit� dirompente cinque volte maggiore di quella della bomba di Hiroshima.</p><p>Iosif si concesse un sorriso pensando a Leonid Uradov e al suo equipaggio, che in quel momento se la stavano probabilmente spassando in qualche paradiso dei Caraibi, sperperando i venti milioni di dollari che la banca svizzera aveva versato sui loro conti cifrati.</p><p>Ma bast� l�idea di banca a rendergli livido il sorriso. Gli venne in mente lo sguardo viscido di Fosh.</p><p>Neanche per un attimo pens� al suo enorme guadagno personale. Quei soldi non gli interessavano, ma sarebbero serviti per farla pagare a chi lo aveva ricattato.</p><empty-line/><p><strong>New York. 3 luglio 1999</strong></p><empty-line/><p>Come ogni sabato le telecamere delle quattro maggiori emittenti televisive erano state ammesse nel luogo pi� protetto della US Gambling Lotteries, una stanza blindata di dieci metri per dieci, senza alcuna apertura esterna oltre alla porta corazzata, il cui unico mobilio era costituito dai due enormi computer piazzati al centro e da qualche poltroncina.</p><p>Le macchine stavano immagazzinando i dati e procedendo in diretta all�estrazione dei sette numeri vincenti. L�eventuale vincitore si sarebbe aggiudicato otto milioni e duecentomila dollari.</p><p>La voce meccanica del computer cominci� a scandire i numeri estratti, che contemporaneamente apparivano in un maxischermo su una delle pareti bianche: �2� 5� 7� 11� 17� 31� 63�.</p><p>La tensione era alta tra i presenti come tra i milioni di telespettatori con lo sguardo fisso sul tagliando della giocata. Nessuno poteva accorgersi che Pat Silver, in un angolo, stava digitando i numeri vincenti sulla tastiera del suo portatile.</p><p>Le operazioni di spoglio iniziarono immediatamente, e i due maxicomputer cominciarono a esaminare a una a una tutte le combinazioni giocate.</p><p>Fu verso met� dello spoglio che una delle due macchine si blocc�. Sul monitor comparve la scritta <emphasis>Bad Cluster. </emphasis>un dato era illeggibile.</p><p>�Autorizziamo l�intervento del tecnico�, dichiar� subito il responsabile federale.</p><p>Impassibile, Pat si sedette alla tastiera, digitando con sicurezza alcuni comandi, ma scosse la testa.</p><p>�Devo collegare il computer centrale con il mio portatile�, disse, �e sperare che i miei programmi di correzione riescano a superare il blocco.�</p><p>Quindi colleg� con mosse esperte il cavo e inser� un CD-Rom nel lettore del suo portatile. Un�icona sul monitor lo inform� che i due computer erano in comunicazione.</p><p>Nessuno poteva sospettare che stesse modificando su tutte le memorie fisse e mobili del sistema l�unica schedina vincente, inserendovi i numeri appena sorteggiati.</p><p>�Fatto�, disse finalmente in tono neutro, alzandosi, mentre la macchina principale riprendeva il suo sordo ronzio.</p><p>Poco pi� tardi, con tutta la solennit� richiesta dal momento, il responsabile federale si port� davanti alle telecamere.</p><p>�Lo spoglio ha evidenziato una sola vincita di prima categoria. Espletati i dovuti controlli, il vincitore ricever� otto milioni e duecentomila dollari.�</p><p>Pochi minuti dopo, la sede della US Gambling Lotteries era deserta. Pat era stato uno dei primi ad andarsene: per consentire l�espletamento dei �dovuti controlli�, doveva precipitarsi a stampare con il suo terminale la schedina vincente.</p><empty-line/><p>Ventiquattro ore pi� tardi la sera colse di nuovo Derrick Grant nel suo ufficio, ancora al lavoro.</p><p>�C�� l�ingegner Silver in linea, avvocato. Glielo passo?� gli chiese la segretaria.</p><p>�Ehi, Pat, qual buon vento?�</p><p>�Vento di poppa, Derrick. Se rimani in ufficio ancora un po�, vengo l�. Ho da dirti una cosa molto importante.�</p><p>Esattamente diciotto minuti pi� tardi i due ex compagni di campus si stringevano la mano con calore.</p><p>Derrick not� che l�amico si era appena rasato. Anzi, da certe zone chiare della faccia si sarebbe detto che per qualche tempo avesse portato i baffi. Anche i capelli sembravano tagliati di fresco.</p><p>Pat Silver prese dal portafogli una schedina di lotteria e gliela porse.</p><p>�Che cos��?� chiese Derrick, guardandola.</p><p>�Un assegno al portatore di otto milioni, duecentomila dollari e spiccioli. E ti chiedo d�incassarlo.�</p><p>�Vuoi dire che hai vinto alla lotteria?�</p><p>�Esatto, Derrick. Ho vinto il primo premio dell�estrazione di ieri sera. Era un sacco di tempo che giocavo una serie di sistemi elaborati da me stesso. E adesso mi occorre un legale che si occupi dell�incasso, garantendomi l�anonimato. Non voglio trovarmi addosso tutti i parenti fino al ventesimo grado.�</p><p>Derrick stava girando e rigirando il tagliando tra le dita. �Sei proprio sicuro che sia la schedina vincente? L�hai giocata di persona? Non vorrei che si trattasse di una contraffazione.�</p><p>�<emphasis>� </emphasis>la giocata vincente, Derrick, autentica al cento per cento. E in ogni caso non rischi niente: sei un legale che assiste un cliente.�</p><p>�Sar�.�</p><p>�Che cosa mi tocca sentire. Un avvocato esita a riscuotere una vincita alla lotteria, e poi magari non si pone nessun problema ad assistere un assassino.�</p><p>�Una cosa � il diritto alla difesa e un�altra il favoreggiamento di un reato. Comunque non voglio e non devo sapere altro: domattina far� presentare il tagliando vincente all�incasso.�</p><p>�Grazie, avvocato.�</p><p>�L�inattesa ricchezza non ti far� cambiare idea circa la crociera?�</p><p>�Neanche per idea. Al contrario. Ma, mi raccomando: acqua in bocca con tutti.�</p><p>�Segreto professionale�, replic� Derrick, strizzandogli l�occhio.</p><empty-line/><p><strong>Mediterraneo. Giugno 1313</strong></p><empty-line/><p>La nave di Aniello aveva lasciato ormai da molte ore il porto e, dopo aver costeggiato la costa settentrionale dell�isola fino alla sua estrema punta occidentale, aveva virato a sinistra verso il Mediterraneo aperto, diretta a Malta per proseguire nel suo viaggio e nelle sue attivit� commerciali.</p><p>Ancora oppresso dal rifiuto ricevuto dai Cavalieri di San Giovanni, Luigi di Valnure era appoggiato alla murata di dritta, con lo sguardo perso nell�immensit� del mare, da cui il sole faceva levare violenti barbagli.</p><p>Il mercante amalfitano gli si avvicin� e gli pos� affettuosamente una mano sulla spalla destra, stringendogliela. Di pi�, per dargli conforto, non avrebbe potuto fare.</p><p>�Non crucciarti, Luigi�, disse. �Hai fatto il tuo dovere. Avevo avvertito Bertrand che si trattava di un tentativo disperato, ma era giusto farlo. Il rifiuto dei Cavalieri di San Giovanni lo amaregger�, ma non poteva andare diversamente. Checch� possa averti detto Folco de Villaret, gli Ospedalieri aspirano all�assegnazione dei beni rimasti del Tempio, come ha suggerito a Filippo il Bello il suo giurista Pierre Dubois. Dovrete cercare aiuto altrove.</p><p>�Adesso, per�, continu� Aniello, �dovremo tenere gli occhi molto aperti. Come vedi, il forte vento che scende dal Peloponneso ci sta mettendo a dura prova. E non � raro che i mori arrivino fino a qui con le loro navi nei loro commerci con i correligionari turchi Mentesce, che dominano molte zone costiere dell�Anatolia sottratte a Costantinopoli. Siamo in una stagione in cui di solito evitano questa canicola, ma non si sa mai.�</p><empty-line/><p><strong>Castello di Valnure. 4 luglio 1999</strong></p><empty-line/><p>�Si parte il 15 da Venezia�, annunci� allegramente la voce di Paola Lari nella cornetta. �E le Maritime Cruise Lines hanno mostrato una grande signorilit�: ci � stato assegnato un appartamento extra lusso. Pensa, sono soltanto due su pi� di milletrecento cabine.�</p><p>�Magnifico, ma voglio contribuire per la mia quota. Che tu sia ospite della compagnia � logico, ma io��</p><p>�Non pensarci nemmeno. L�ufficio pubbliche relazioni delle Maritime Cruise Lines mi ha spontaneamente offerto ospitalit� per un accompagnatore.�</p><p>Non appena conclusa la telefonata, Gerardo torn� alle ricerche che stava facendo su Internet, finch� dal computer sent� arrivare uno scampanellio. Lo stava chiamando Sara Terracini.</p><p>Chiusa la pagina che stava consultando in rete, apr� immediatamente il programma di linguaggio criptato. �TROVATO QUALCOSA DI NUOVO?� vide scorrere nella finestra in basso sul suo monitor.</p><p>�NIENTE D�INTERESSANTE. E TU?�</p><p>�RICORDI QUEL MIO AMICO IMPORTANTE?�</p><p>�QUELLO CHE MI HA PROCURATO I DOCUMENTI PER ANDARMENE ALLA CHETICHELLA A ROSLIN?�</p><p>�ESATTAMENTE. DOPODOMANI SAR� A ROMA PER UNA VISITA UFFICIALE. � UN PERSONAGGIO �MOLTO� IMPORTANTE. MI HA CHIESTO SE POSSIAMO VEDERCI TUTTI E TRE PER PARLARE DEL FAMOSO NODO MARINARO. PUOI?�</p><p>�NON POTREI MAI MANCARE. A CHE ORA E DOVE?�</p><p>�IL MIO AMICO VERR� DA ME NEL PRIMO POMERIGGIO.�</p><p>�ARRIVO ALLE DUE E MEZZO.�</p><p>Quando si furono salutati, Gerardo torn� ai motori di ricerca di Internet, ma con suo profondo disappunto fu nuovamente interrotto dal telefono.</p><p>�Scusami se ti disturbo di nuovo�, gli disse Paola. �Presa com�ero dalla notizia della crociera, mi sono scordata di chiederti ospitalit� per dopodomani.�</p><p>�La mia casa � sempre aperta per te. Hai le chiavi. Io per� rientrer� piuttosto tardi. Ho da fare a Roma nel primo pomeriggio.�</p><p>�Un incontro galante?�</p><p>�Magari. Macch�, un incontro con una grossa organizzazione turistica, per il castello�, rispose Gerardo, preferendo ancora una volta la prudenza. Ma era lusingato dalla velata nota di gelosia nascosta nelle parole di Paola.</p><empty-line/><p><strong>Mediterraneo. Giugno 1313</strong></p><empty-line/><p>I timori di Aniello trovarono purtroppo conferma al tramonto. La sua nave da carico era ormai da tempo in mare aperto, quando nella sua scia apparve un vascello dall�inconfondibile sagoma moresca. Era una nave da guerra. In lontananza si vedeva una lunga fila di vele pi� piccole, sicuramente una flotta di commercianti a cui la nave pi� grossa faceva da scorta.</p><p>Si avvicinava a vista d�occhio, era impossibile sfuggirle. Aniello ordin� di prepararsi allo scontro. Le armi apparvero come d�incanto, prese dai nascondigli, e ogni uomo occup� la sua postazione. Non era il primo arrembaggio da cui si difendevano. I mori avrebbero trovato un filo molto duro da torcere.</p><p>Quando furono a poca distanza, Luigi not� un febbrile movimento intorno alla catapulta a prora della nave nemica. Alcuni mori in caftano bianco e turbante erano alle prese con i verricelli che armavano il lungo palo con l�estremit� a forma di cucchiaio. Sin da quella distanza si sentiva il gemito delle grosse funi su cui ruotava l�asse del palo, tese al massimo. Due uomini deposero un proiettile nel cucchiaio.</p><p>Ne aveva sentito parlare tante volte: erano i <emphasis>naffatin</emphasis>, i pirotecnici. Avevano appena preparato per il lancio una giara d�argilla colma del liquido detto �fuoco greco�, una micidiale soluzione in grado di far divampare a bordo in pochi istanti un incendio indomabile. Prima di aggiustare l�alzo di tiro, ponendo tra l�asse verticale dell�arco e il palo una serie di spessori di stoffa imbottita, i due pirotecnici diedero fuoco ad alcuni stracci inseriti nella giara, e dalla prora della nave dei mori si lev� una densa nube di fumo nero.</p><p>Il �fuoco greco� si basava su una formula attribuita a un alchimista siriano del IX secolo, di nome Callinicos. La terribile miscela si otteneva mescolando zolfo, pece, lardo, salnitro e calce viva con un petrolio particolarmente leggero, detto �nafta�.</p><p>�Al riparo, presto, copriti con una di quelle pelli umide�, grid� Aniello a Luigi.</p><p>Lo schianto del palo che sbatteva con violenza contro l�asse orizzontale dell�arco della catapulta fece calare un silenzio assoluto sulla nave amalfitana. Subito dopo si sent� il sibilo del proiettile incendiario, che piomb� in mare a poca distanza dalla fiancata.</p><p>�Maledetti. Sono straordinariamente precisi. Non vogliono darci la soddisfazione di morire con le armi in pugno�, ringhi� Aniello.</p><p>Pochi attimi pi� tardi, infatti, si scaten� l�inferno: la nave amalfitana, colpita da una serie di proiettili incendiari, prese fuoco come legna secca in un camino.</p><p>�Abbandonate la nave�, ordin� Aniello, avvolto da una nuvola fiammeggiante di fumo.</p><p>La nave s�inclin� di lato, facendo rotolare fuori bordo uno dei barili della carne salata, principale nutrimento dell�equipaggio.</p><p>Visto che galleggiava, Luigi cap� che era almeno parzialmente vuoto. Si tuff� e lo raggiunse con poche bracciate. Chiamate a raccolta le forze, vi si iss� e, sollevato il coperchio, si lasci� cadere all�interno con una capriola.</p><empty-line/><p>Il comandante della nave da guerra saracena ordin� di raggiungere la zona dove era appena affondata quella cristiana. Il vento, rinforzatosi, aveva spinto lontano i relitti che offrivano una maggiore superficie alle raffiche. Ma l�acqua era comunque cosparsa di pezzi di fasciame, pelli, balle di tessuto, barili, tra cui nuotavano almeno cento naufraghi, molti dei quali feriti.</p><p>Il moro fece versare in mare grandi quantit� di �fuoco greco�, che si stese come una pellicola in tutta la zona. Quindi ordin� al timoniere di portare la nave a distanza di sicurezza. Dal mare, Aniello e i suoi valorosi marinai videro i <emphasis>naffatin </emphasis>caricare l�ultimo proiettile, letale.</p><p>Ormai lontano dalla macchia scura e oleosa, Luigi sollev� il coperchio della botte spinta dal vento, e l�orrore lo lasci� senza fiato. Il proiettile tracci� un arco di fuoco nelle ombre seguite al tramonto. Non appena tocc� il mare, le fiamme si levarono, diffondendosi lente ma inesorabili sulla superficie increspata.</p><empty-line/><p>�Presto, presto�, ordin� il comandante moro ai suoi marinai. �Abbiamo ancora un po� di luce. Raggiungiamo la flottiglia. La fusta in ritardo dovr� cavarsela da sola. Non possiamo pi� cercarla. Ma ormai siamo in acque abbastanza tranquille. Maledizione, quando ho visto le vele di questi infedeli ero proprio convinto che fossero quelle dell�emiro. Ci hanno fatto soltanto perdere tempo.�</p><empty-line/><p><strong>Roma. Una villa sull�Appia Antica. 5 luglio 1999</strong></p><empty-line/><p>�� incredibile�, esclam� Hans Holoff, seduto davanti al Gran Maestro. �O questo maledetto Gerardo di Valnure � un genio dei computer, o siamo noi a sbagliare qualcosa.</p><p>�Teniamo sotto stretto controllo da mesi ogni sua comunicazione, comprese quelle fatte con i telefoni cellulari. Ma non captiamo altro che conversazioni di lavoro. Abbiamo bobine e bobine di registrazioni, ma prive del minimo interesse. � ormai evidente che quello che ci interessa pu� essere soltanto nascosto nei suoi scambi telematici con questa Sara Terracini. Ma comunicano in un linguaggio criptato che sembra impossibile scardinare.�</p><p>�Mi pare assurdo che nessuno dei nostri tecnici abbia scoperto la chiave. Che cosa fanno? Dormono?�</p><p>�Macch� dormire. Sono i migliori. Ma dicono che il sistema di crittografia assomiglierebbe addirittura a quello del Mossad, che nessuno ha mai violato.�</p><p>�Abbiamo provato a intercettare anche le comunicazioni di questa Terracini?�</p><p>�Tutte le linee del suo laboratorio sono protette: qualsiasi tentativo di manomissione o intrusione verrebbe immediatamente scoperto. E comunque, se usa un linguaggio indecifrabile con Gerardo di Valnure, lo far� con tutti.�</p><p>�Abbiamo provato con le intercettazioni ambientali interne e a distanza?� chiese ancora il Gran Maestro, esibendo una singolare conoscenza delle tecniche spionistiche.</p><p>�� impossibile infiltrarsi nel laboratorio, quindi non ci si pu� piazzare nessuna �cimice�. E i vetri schermati sono a prova di microfoni laser esterni.�</p><p>�Quindi non si pu� fare altro che ricorrere ai vecchi metodi del pedinamento e dell�osservazione costante, nella speranza di un loro passo falso.�</p><p>Holoff annu�, mentre il Gran Maestro concludeva: �Organizza un controllo assiduo di Sara Terracini, attimo per attimo, e occupati personalmente di Gerardo di Valnure. Non possiamo rischiare che tutto vada in fumo per questi due rompiscatole�.</p><empty-line/><p><strong>Roma. 6 luglio 1999</strong></p><empty-line/><p>Oswald Breil non voleva far correre rischi a Sara. Conosceva personalmente da quando dirigeva il Mossad i due agenti messi a sua disposizione dall�ambasciata per la visita romana, ma che dire dell�auto di scorta con i quattro poliziotti italiani?</p><p>�Al prossimo semaforo rosso fa� in modo di frapporre qualche auto tra la nostra e quella della scorta�, disse all�agente che guidava l�anonima berlina scura dell�ambasciata.</p><p>L�uomo esegu� abilmente l�ordine, e non appena l�auto fu ferma, Oswald sgattaiol� fuori dalla portiera di destra tenendosi piegato in due, dopo aver detto ai suoi sbigottiti angeli custodi: �Fate un bel giro turistico per la citt� portando a spasso i poliziotti. Con questi vetri schermati non possono capire che non ci sono. Ci vediamo qui tra un�ora e mezzo precisa�.</p><p>Pochi minuti pi� tardi era su un taxi diretto all�Eur.</p><empty-line/><p>L�Intercity arriv� alla stazione Termini in perfetto orario, e Gerardo si mise in coda sotto la pensilina dei taxi, leggendo un giornale. Se anche avesse avuto qualche sospetto, non avrebbe mai potuto notare l�uomo che, a distanza di sicurezza, non lo perdeva d�occhio.</p><p>Sara lo aveva appena abbracciato con il solito calore, quando nel suo ufficio entr� un omino. Macch� omino, trasal� Gerardo. Un <emphasis>nano. </emphasis>Gli arrivava poco sopra la cintura. Chi diavolo�</p><p>�Ti presento il mio amico Oswald Breil, vice ministro della Difesa di Israele�, gli disse Sara Terracini, lasciandolo di stucco.</p><p>�Ah, s�, certo�, borbott�. �Ho letto un articolo sulla sua nomina.� Ma si riprese immediatamente. �Sono davvero onorato di conoscerla, signor vice ministro.�</p><p>�Ho chiesto d�incontrarla�, venne subito al dunque Oswald, �perch� sono convinto che le sue ricerche abbiano scoperchiato un nido di vespe sempre pronte a colpire. Insomma: ho validi motivi di ritenere che la setta medievale che faceva riferimento al nodo marinaro esista tuttora e sia straordinariamente organizzata, ramificata e potente.�</p><empty-line/><p>Hans Holoff aveva seguito il taxi di Gerardo di Valnure fino al laboratorio di Sara Terracini. Parcheggiata l�auto all�ombra di un grosso pino, si era preparato ad aspettare.</p><p>Ma erano trascorsi soltanto pochi minuti quando davanti al palazzo si era fermato un secondo taxi. Ne aveva visto smontare un omino, un vero e proprio <emphasis>nano</emphasis>, scomparso in un lampo oltre il portone. Holoff aveva lavorato troppo tempo in uno dei pi� efficienti servizi segreti per non riconoscere Oswald Breil. Un nome sinonimo di guai.</p><empty-line/><p>�Si � fatto tardi�, disse Oswald dopo tre quarti d�ora. �Ho un appuntamento con il mio parigrado italiano. Ma da questo momento dobbiamo agire in stretto contatto e sempre usando le massime cautele per ogni nostra comunicazione. Se i miei sospetti sono giusti, vi stanno sicuramente tenendo sotto controllo. E forse anche me. Sara, mi fai chiamare un taxi, per cortesia?�</p><p>�Se non disturbo, Oswald�, disse Gerardo, �verrei con lei fino a dove deve andare, per poi farmi portare in stazione. Il prossimo treno per Piacenza parte tra circa un�ora, e non vorrei perderlo.�</p><p>Il taxi arriv� dopo qualche minuto. Mentre montavano, notarono appena un jogger che si stava avvicinando di corsa sul marciapiede.</p><p>Nonostante il caldo torrido, portava una pesante tuta completa. La fronte era nascosta da una spugna anti sudore, e gli occhi da grossi occhiali scuri. Parte del viso era coperta da un asciugamano di spugna infilato nel colletto della tuta.</p><p>Arrivato di fianco al taxi, il jogger sembr� mettere un piede in fallo sul marciapiede sconnesso e si appoggi� alla vettura per non cadere.</p><p>Senza rendersi subito conto di che cosa fosse, Gerardo vide un involto scivolare sulle gambe di Oswald dal finestrino aperto. Ma si sent� gelare il sangue non appena si accorse che sprigionava un fumo denso e acre.</p><p>Stupefatto, vide Breil, sempre impassibile, aprire di scatto la portiera, proprio mentre il taxi partiva, e gettare fuori l�ordigno. Avevano fatto pochi metri quando si sent� il tonfo sordo di un�esplosione.</p><p>Sempre impassibile, Oswald indic� all�autista del taxi dove voleva essere portato: un sottopassaggio a una traversa di distanza dal semaforo dove l�aveva lasciato l�auto dell�ambasciata.</p></section><section><title><p>13</p></title><p><strong>Giugno 1313</strong></p><empty-line/><p>La fusta dell�emiro Ibn ben Mostoufi navigava sulla rotta di casa provenendo dalle terre dei Mentesce. Aveva ancora davanti a s� molti giorni di mare. Il carico l�appesantiva, riducendone di molto la velocit�. Per questo aveva perduto il contatto con il resto della flottiglia.</p><p>�Relitto a prora�, grid� improvvisamente una vedetta. �All�erta, mi sembra che trasporti un naufrago.�</p><p>Ibn ben Mostoufi diede ordine di accostare.</p><p>�� un <emphasis>ferengi</emphasis>, effendi, un infedele�, gli disse il comandante non appena ebbero il barile sotto bordo. �Sembra moribondo. Abbandoniamolo al suo destino.�</p><p>Gli occhi di Ibn ben Mostoufi divennero due fessure. Come in un lampo gli torn� alla memoria il cristiano che si gettava nel mare in tempesta per soccorrere sua figlia Shirinaze.</p><p>�Lasceresti che i gabbiani cavino gli occhi e strappino le carni a un uomo vivo quando potremmo salvarlo, anche se si tratta di un cristiano? � questa la carit� che hai appreso dal Corano? Siamo tutti figli del Libro�, grid� con voce sdegnata. �Issatelo immediatamente a bordo e fate tutto il necessario per salvarlo.�</p><p>Dopo tre giorni e tre notti passati in balia delle onde, Luigi di Valnure era completamente anchilosato e alternava sprazzi di lucidit� a lunghi periodi d�incoscienza. Si era cibato della poca carne salata rimasta attaccata al fondo della botte e aveva combattuto la disidratazione lambendo il liquido trasudato dalla carne. Ma anche quelle misere scorte alimentari erano finite: la morte era ormai prossima.</p><p>Quando nel riverbero infiammato del sole, che gli impediva di vedere, avvert� uno sciabordio seguito da voci in una lingua sconosciuta, pens� che fosse il delirio finale.</p><p>Invece si sent� afferrare da braccia robuste e issare fuori dal barile.</p><empty-line/><p>Filippo IV, re di Francia, aveva adibito a sala del trono l�ampio salone del Tempio di Parigi dove, fino a pochi anni prima, concedeva udienza il Gran Maestro dei Templari.</p><p>Raymond de Ceillac entr� nella stanza e gli s�inginocchi� davanti, piegando la testa in segno di sottomissione.</p><p>�Quale impellente urgenza pu� mai aver spinto un Templare a chiedere udienza al re di Francia?� gli chiese Filippo, facendogli magnanimamente cenno di alzarsi. La diserzione di un ex Cavaliere del Tempio non poteva che fargli piacere.</p><p>�Il desiderio di ottenere perdono e giustizia, Maest�, rispose de Ceillac con uno sguardo gonfio di perfidia. Ma non sarebbe mai arrivato a rivelare l�esistenza delle terre al di l� dell�Oceano, dove, sistemati i conti con Bertrand de Rochebrune e Luigi di Valnure, avrebbe fatto ritorno per impossessarsi di sconfinate ricchezze.</p><p>�So dove si nasconde il traditore che pi� di tutti state cercando. E conosco anche l�identit� del suo pi� fedele collaboratore.�</p><p>Filippo IV manifest� subito un vivo interesse: �Chi sarebbero costoro?�</p><p>�Anzitutto Bertrand de Rochebrune, che, sappiate, sta cercando di riorganizzare l�Ordine del Tempio. Poi Luigi, discendente dei Valnure, una famiglia di Piacenza, in Italia. Sono entrambi in Scozia, ospiti dei St Clair di Roslin.�</p><p>�Credi che i miei informatori non sappiano dov�� una persona cos� pericolosa? Intrattengo da tempo una fitta corrispondenza con il re d�Inghilterra al fine di convincerlo che la presenza di molti Cavalieri del Tempio in Scozia costituisce un pericolo anche per la sua augusta persona. La Francia non ha alcun interesse a invadere la Scozia per stanare un traditore.�</p><p>�Non avrei mai potuto nutrire dubbi sull�efficienza dei Vostri informatori, Vostra Maest�. Ma avete pensato al dopo? I Templari potrebbero trovare un altro rifugio. E precisamente a Piacenza, nelle propriet� di Lorenzo di Valnure, cugino di Bertrand de Rochebrune e padre di Luigi. Un giovane che, pur non avendo preso i voti, ha appreso fin troppo bene le costumanze sacrileghe dell�Ordine�, continu� de Ceillac abbassando subdolamente la voce quasi non volesse che altri sentissero l�orribile segreto. �L�infame ha l�ardire di accoppiarsi con una infedele, una mora che si dice sia addirittura figlia del demonio Bafometto.�</p><p>�Che cosa proponi? Che il mio esercito oltrepassi le Alpi, scontrandosi con i Savoia-Acaia, con i Visconti di Milano e con tutti coloro che vedranno i loro territori minacciati?� Filippo IV scosse la testa e concluse: �No, non � possibile�.</p><p>�Non occorre un esercito, signore. Basta agire con la stessa subdola astuzia dei Vostri nemici.�</p><p>�Cio�?�</p><p>�La Vostra augusta persona non dovr� essere assolutamente coinvolta in questa vicenda. E la Vostra incommensurabile generosit� sapr� ricompensare chi Vi si � mostrato fedele.�</p><p>�Non farmi perdere la pazienza. Che cosa vuoi?�</p><p>�Cinquanta uomini che raggiungano l�Italia alla spicciolata, radunandosi ai miei ordini nei pressi di Piacenza.�</p><p>�E per te personalmente?�</p><p>�Il Vostro magnanimo perdono, Vostra Maest�, rispose de Ceillac posando nuovamente il ginocchio destro a terra. �E che la Vostra augusta autorit� si adoperi affinch� venga concessa a me la contea degli ignobili di Valnure quando li avr� annientati.�</p><empty-line/><p><strong>Palermo. 7 luglio 1999</strong></p><empty-line/><p>La <emphasis>festa italiana </emphasis>a bordo della <emphasis>Queen of Atlantis </emphasis>era splendida, seppure con tonalit� troppo folcloristiche. Sul palco del teatro l�orchestra eseguiva pezzi siciliani. Tutti i ristoranti e i ventuno bar servivano tranci di pizza e spaghetti, naturalmente scotti. Il clima era di grande allegria.</p><p>Ma a bordo c�erano almeno due persone che non si stavano divertendo. Il comandante Arthur Di Bono era troppo legato alle origini italiane per apprezzare che il suo Paese fosse ridotto a un concentrato di arie popolari e spaghetti scotti.</p><p>L�altro, e per un motivo ben pi� grave, era Lionel Goose.</p><p>L�ansia che lo divorava era ulteriormente acuita dalla decisione di non rivelare niente a sua moglie.</p><p>Le radiografie effettuate dal medico di bordo avevano rivelato una infiammazione ai polmoni che di per s� non avrebbe significato molto. Ma Lionel non aveva dubbi: era una nuova manifestazione del suo male.</p><p>Osserv� a lungo dal parapetto il magnifico spettacolo delle luci del porto e della citt�. Aveva deciso che era meglio non pensarci e godere la crociera, e cos� doveva fare.</p><p>Si gir� verso Lisa, le sorrise, canticchiando senza parole la popolarissima aria dalla <emphasis>Cavalleria rusticana </emphasis>appena eseguita in sgangherata versione popolare dall�orchestra, e la invit� a ballare.</p><empty-line/><p><strong>Mediterraneo. Giugno 1313</strong></p><empty-line/><p>Erano ormai nove giorni che Luigi di Valnure giaceva nel giaciglio concessogli dal comandante per ordine dell�emiro. Le sue condizioni andavano migliorando, ma non le angustie per il destino che lo aspettava. Sapeva di essere su una nave di mori, che quasi certamente, non appena raggiunto un porto, lo avrebbero trascinato in catene al primo mercato di schiavi.</p><p>Era ancora molto debole e cadeva in frequenti sonni profondi, popolati da incubi. Fu proprio durante uno di essi che due mani lo afferrarono per le spalle, scuotendolo e svegliandolo di botto.</p><p>Aperti gli occhi, vide il volto barbuto dell�emiro a poca distanza dal suo.</p><p>�Ripeti il nome! Ripeti quel nome!� si sent� ingiungere in un francese stentato.</p><p>�Quale nome?� chiese.</p><p>�Hai detto Shirinaze. Il nome di mia figlia, scomparsa in mare da molti anni e sicuramente morta. Se fosse ancora viva, avrebbe infatti trovato il modo di farmi avere sue notizie.�</p><p>Allibito, Luigi vide l�espressione di profondo dolore dell�emiro velarsi di lacrime. Era mai possibile che la <emphasis>sua </emphasis>Shirinaze�</p><p>�Devo dirti una cosa, Ibn ben Mostoufi�, replic�, balzando a sedere sul letto. �Una storia straordinaria.�</p><p>Raccont� quanto sapeva sul salvataggio di Shirinaze da parte di Bertrand de Rochebrune, ventidue anni prima. E spieg� allo stupefatto emiro quale amore lo legasse a lei, e tutto ci� che avevano dovuto soffrire, e come avessero rischiato di perdersi per sempre. Parl� del piccolo Lorenzo.</p><p>Ibn ben Mostoufi lo ascolt� in un silenzio rapito, bevendo ogni particolare. Ma alla descrizione del nipote maschio, la vita che avrebbe prolungato la sua, cedette di schianto alla commozione, scoppiando in singhiozzi e abbracciandolo.</p><p>�Allah � grande!� esclam� tra le lacrime. E levati gli occhi al cielo, aggiunse con profonda solennit�: �Nello stesso mare dove credevo di aver perduto mia figlia, oggi Tu, il Clemente, il Misericordioso, mi hai fatto ritrovare la luce della vita. Ti ringrazio, mio Dio�.</p><p>�Se in tutti questi anni tua figlia non ti ha fatto avere sue notizie�, gli spieg� Luigi, �� soprattutto perch� la terribile febbre che l�ha colpita dopo il naufragio le ha fatto perdere quasi completamente la memoria.�</p><p>�Siamo ormai a destinazione, padre del mio nipote. Ci fermeremo il tempo necessario per sbarcare le merci, rinnovare le provviste di bordo e imbarcare alcuni uomini di scorta. Poi ripartiremo subito per la tua terra.</p><p>�Allah, Allah�, concluse, genuflettendosi sul pavimento e battendosi il petto, �mi hai gi� molto beneficato, ma, Ti prego, concedimi ancora la grazia di abbracciare Shirinaze e mio nipote.�</p><empty-line/><p><strong>New York. 10 luglio 1999</strong></p><empty-line/><p>Maggie doveva sbrigarsi a preparare tutto. Tra meno di una settimana avrebbero preso l�aereo per l�Italia, dove, dopo una breve sosta a Venezia, si sarebbero imbarcati sulla nave passeggeri pi� grande del mondo.</p><p>Gli ingredienti per cercare di rimettere in sesto il rapporto con suo marito c�erano tutti, ma, nonostante le continue attenzioni di Timothy, non riusciva a dimenticare la terribile frase circa l�eventualit� di avere un figlio.</p><p>�Arrivati in Italia dovrai concedermi una sosta di poche ore a Roma, prima di ripartire per Venezia�, le disse Timothy. �Ho un appuntamento con la direzione dell�antiterrorismo italiano. Sar� una cosa rapida, ma mi costringer� a prendere il volo per Venezia successivo al vostro. Ti raggiunger� all�Hotel Danieli.�</p><p>Cominciamo bene, pens� mestamente Maggie, limitandosi ad annuire.</p><empty-line/><p>Pat Silver entr� nell�ufficio di Grant con stampato in faccia un sorriso radioso. Derrick gli fece cenno di sedersi mentre terminava una telefonata.</p><p>�Devo chiederti scusa per i miei dubbi�, gli disse non appena ebbe posato la cornetta. �Quella schedina � autentica e perfettamente valida. Dopodomani la US Gambling Lotteries accrediter� sul conto del mio studio gli otto milioni e duecentomila dollari. Devi soltanto farmi sapere gli estremi del conto sul quale girarli.�</p><p>�Li ho scritti qui�, rispose Pat, porgendogli un foglietto con le coordinate di un conto bancario cifrato presso una banca di Innsbruck. �Deduci pure il tuo onorario.�</p><p>�Non parlarne nemmeno. � un favore che ti ho fatto volentieri. Piuttosto, sei pronto ad affrontare la tua prima vacanza da Paperone?�</p><p>�La prima di una lunga serie, mi auguro.�</p><empty-line/><p><strong>Roma. 10 luglio 1999</strong></p><empty-line/><p>Dopo aver bussato con forza, Toni Marradesi fece letteralmente irruzione nell�ufficio di Sara Terracini senza aspettare risposta.</p><p>�Ti vedo sempre con immenso piacere, Toni�, lo accolse ironicamente Sara. �Quindi, la prossima volta, butta pur gi� direttamente la porta, invece di perdere tempo a bussare. Sospetto che tu abbia qualcosa d�importante da dirmi.�</p><p>�Guarda qui�, sbott� Toni, porgendole un volume molto vecchio. �Ma fai attenzione, ne esistono pochissime copie.�</p><p>�Ho una certa abitudine a maneggiare anticaglie, non credi?�</p><p>�Gi�, � vero, scusa, ma sono molto agitato. Insomma, l�anticaglia che hai in mano � una pubblicazione privata di un autore che ha preferito rimanere anonimo: un misterioso esperto di sette segrete. Guarda il titolo: <emphasis>Secret Societies of the Middle Ages. </emphasis>� stato edito nel 1846. Leggi il punto dove ho messo il segnalibro.�</p><p>Aperto il volume alla pagina indicata, Sara lesse: �<emphasis>Con ogni probabilit� i Templari sfuggiti alla cattura si riunirono in sette segrete allo scopo prevalente di destabilizzare i poteri che avevano agito contro di loro, distruggendo per sempre l�Ordine dei Poveri Cavalieri di Cristo e del Tempio di Gerusalemme. Si pu� pensare che alcune di queste sette segrete operino ancora oggi</emphasis>�<emphasis>.</emphasis></p><p>�Accidenti�, esclam�. �Il tuo anonimo conferma le nostre tesi. Ma che cos�� quel sorriso sornione? Che cos�altro hai in pentola?�</p><p>�Sto documentandomi ulteriormente sulla Sindone di Torino, e mi sto facendo una certa teoria. Anzitutto, esaminata bene l�impronta, ho concluso che il corpo impresso nel telo non doveva essere adagiato su una pietra funebre, ma su un giaciglio morbido, con almeno un paio di cuscini dietro la schiena. Se il corpo fosse stato steso su una superficie rigida, le braccia non si sarebbero potute distendere in quella posizione, ma sarebbero rimaste molto pi� in alto rispetto al bacino. E la parte dorsale avrebbe lasciato impresse soltanto le zone sporgenti, natiche e spalle, e non tutto il tronco, come si vede nella Sindone. Inoltre, con la testa appoggiata su una pietra piatta, i capelli tenderebbero a cadere verso il basso e non a incorniciare il viso, come invece succede se la testa � posata su un cuscino. E i capelli della Sindone circondano il viso. E sai perch� quel corpo era stato adagiato su cuscini? Perch� era quello di Jacques de Molay, stremato dalle torture dell�inquisitore ma ancora vivo.�</p><p>Sara lo ascolt� in silenzio con la massima attenzione. Sapeva bene quanto il suo collaboratore fosse restio a parlare se non era pi� che sicuro di quello che diceva.</p><p>�A rinforzare questa mia tesi�, incalz� Toni, �c�� il fatto che la Chiesa non ha mai voluto considerarla una reliquia sacra. Ci sono lettere a papa Clemente VII da parte d�illustri prelati, dove, tra l�altro, si legge: �<emphasis>Sono convinto di non poter esprimere a sufficienza la deplorevole natura dello scandalo della Sindone, prodotto dell�ingegno umano e non di qualcosa di miracoloso�. </emphasis>Lo ha scritto il vescovo d�Arcis sul finire del XIV secolo. Insomma, la Sindone diventa reliquia cristiana soltanto in tempi recenti, ma senza il placet ufficiale della Chiesa. E vuoi che ti ripeta come la penso sul cordoncino rosso trovato nella Cappella del Guarini mentre il fuoco attaccava la teca della Sindone?�</p><p>Sara annu� intenta, e Toni prosegu�: �Sono sempre pi� convinto che quel rogo misterioso fosse un segnale per i componenti della setta�.</p><p>�Dove hai messo la tua proverbiale prudenza, Toni? Abbiamo gi� discusso questa ipotesi, concludendo che, se dovesse rispondere al vero, ci sarebbe da avere una gran fifa. Mi sembra che tu stia fantasticando troppo su trame segrete e minacce incombenti�, ribatt� Sara, alzandosi dalla scrivania e avvicinandosi al vetro schermato della finestra. A pochi metri dal portone vide alcuni operai intenti a sistemare il marciapiede.</p><p>Stavano evidentemente riparando i danni del presunto attentato mafioso fallito di cui avevano parlato i giornali. Ma Oswald le aveva spiegato bene che cosa era in realt� successo.</p><p>Non vide per� l�auto con i due agenti israeliani che lo stesso Oswald aveva ordinato la tenessero sotto controllo giorno e notte.</p><empty-line/><p><strong>Luglio 1313</strong></p><empty-line/><p>Luigi si era completamente rimesso, ma quelle interminabili peregrinazioni per mare lo stavano estenuando. Trovava per� intenso sollievo nella prospettiva che tra pochi giorni avrebbe riabbracciato i suoi cari.</p><p>L�emiro non si stancava mai di sentirlo parlare di Shirinaze e Lorenzo, esplodendo sonore esclamazioni e battendo le mani felice come un bambino quando gli raccontava del profondo affetto che legava il piccolo alla madre.</p><p>Lasciatasi a poppa le coste della Sicilia, la nave stava ormai risalendo la penisola italiana.</p><p>Prima di sbarcare, l�emiro abbandon� i lussuosi abiti moreschi per abbigliarsi da mercante cristiano del Levante, e altrettanto fecero i sette uomini che li avrebbero scortati fino a Piacenza.</p><p>Per la Cristianit� Ibn ben Mostoufi rimaneva un nemico, ed era in territorio ostile. Ma il desiderio di riabbracciare la figlia e conoscere il nipotino cancellava ogni timore: avrebbe infilato la testa anche nella tana di un lupo.</p><empty-line/><p>Raymond de Ceillac aveva esaminato a uno a uno i cinquanta uomini concessigli dal re di Francia. Quindi aveva comandato loro di lasciare Parigi a gruppi di due, tre al massimo, per riunirsi con lui in una zona boschiva nei pressi del castello di Valnure.</p><p>Soltanto a quel punto li avrebbe messi al corrente dell�astuto piano che aveva in mente. Non era infatti pensabile cingere d�assedio il maniero dei Valnure: per avere ragione di quelle mura non sarebbero bastati tremila uomini e qualche anno. Bisognava agire d�astuzia.</p><p>Non appena furono finalmente tutti riuniti, spieg�: �Mi servir� dell�affetto che lega Lorenzo a suo cugino Bertrand de Rochebrune per introdurmi con tre di voi nel castello. Dir� che porto sue notizie. Nottetempo, dopo aver avvelenato il conte, metteremo fuori causa gli uomini di guardia al ponte levatoio. Al che farete irruzione nel castello, cogliendo di sorpresa i soldati�.</p><p>Poche ore pi� tardi il conte Lorenzo di Valnure stava giocando allegramente con il nipote, quando una guardia entr� nella sala dicendogli: �Un uomo chiede di conferire con voi, signore�.</p><p>�Digli che concedo udienza soltanto di mattina�, replic� il conte, continuando a giocare e fingendosi gravemente ferito dal fendente infertogli dal bambino con una spada di legno.</p><p>�Chiedo perdono�, insistette la guardia, �ma ha detto di riferirvi che viene a nome di vostro cugino Bertrand.�</p><p>�Perch� non me l�hai detto subito? Portalo qui. Perdonami, Lorenzo, ma adesso il nonno deve occuparsi di una cosa importante.�</p><p>Lorenzo accolse lo straniero da amico. Dopo che lo ebbe fatto parlare a lungo, si convinse che sapeva molte cose di suo cugino Bertrand, compresa l�esistenza della leggendaria terra di cui gli avevano tanto parlato Luigi e Shirinaze.</p><p>Mentre conversavano, per�, trasse distrattamente dalla cintura un cordoncino rosso, impreziosito con un filo d�oro zecchino. Sembrava che ci stesse giocherellando come con un rompicapo, ma in realt� le sue dita stavano componendo un nodo. Se lo straniero conosceva davvero bene Bertrand, non poteva non sapere di che cosa si trattava.</p><p>Invece l�ospite non mostr� la minima reazione, nemmeno quando lui gli pos� davanti il cordoncino annodato. La procedura di riconoscimento tra �fratelli� avrebbe voluto che estraesse un cordone identico, assicurandolo a quello di Lorenzo con il medesimo nodo.</p><p>Da tutto ci� che mi ha detto, riflett� perplesso l�anziano conte, quest�uomo � senza dubbio un Templare. Come mai, allora� Evidentemente non si � ancora affiliato al nuovo Ordine.</p><p>Era comunque il caso di agire con prudenza. Quindi non rivel� all�ospite che Shirinaze e il piccolo erano al castello, n� che si sperava Luigi li raggiungesse entro qualche giorno.</p><p>�Sarete stanco, cavaliere�, concluse. �Vi ho fatto preparare una stanza, e i vostri uomini troveranno alloggio nelle scuderie. Riposate qualche ora. Ceneremo al calar del sole.�</p><p>Raymond de Ceillac torn� per� nel salone con notevole anticipo. Controllato attentamente che fosse deserto, si accost� furtivamente al tavolo dove avrebbero pranzato, su cui erano gi� state sistemate alcune brocche in peltro. Presa quella del vino, vi vers� una pozione mortale preparata da un alchimista. Rimessala precisamente dove l�aveva trovata, prese ad aggirarsi per la sala con aria innocente, fingendo un grande interesse per i trofei di caccia appesi alle pareti.</p><p>E quando poco dopo Lorenzo di Valnure lo raggiunse, dopo un breve scambio di battute, esclam� con falso calore: �� d�uopo un brindisi a vostro cugino, il mio indimenticabile maestro e comandante Bertrand de Rochebrune�.</p><p>�Molto giusto�, convenne immediatamente Lorenzo, prendendo la brocca piena di ottimo rosso proveniente dai suoi poderi, riempiendo due calici e portandosi il suo alla bocca.</p><p>In quel momento la porta del salone si apr�, e Shirinaze scrut� incredula l�uomo che stava brindando con suo suocero. Si ferm� cos� soltanto qualche istante, poi esplose in un urlo.</p><p>Lorenzo di Valnure rimase come impietrito, con il calice sollevato nella mano destra e un�espressione interrogativa. Ma gi� il traditore aveva estratto uno stiletto dalla cintura e gli si era fatto addosso. La lama si conficc� nel fianco di Lorenzo, che si accasci� a terra, mentre Shirinaze afferrava una delle spade appese alla parete.</p><p>De Ceillac schiv� un primo fendente. La donna sollev� a fatica la spada, pronta a vibrare un secondo colpo, ma il suo avversario si mosse veloce e letale come un aspide.</p><p>La lama dello stiletto balen� nell�aria e penetr� nel costato della giovane fino all�elsa. Con l�ultima forza che le rimaneva, Shirinaze riusc� ugualmente a vibrare il colpo prima di accasciarsi senza vedere pi� niente.</p><empty-line/><p>Stava calando il buio, ma Luigi e Ibn Ben Mostoufi decisero di raggiungere ugualmente il castello, a cui mancavano ormai soltanto poche miglia.</p><p>La torre comparve finalmente, svettando sopra gli alberi, e Luigi la indic� all�emozionato padre della sua sposa: tra poco avrebbe potuto riabbracciare la figlia creduta morta. Spronarono i cavalli al galoppo, frementi per il desiderio di raggiungere il maniero.</p><p>Le urla di disperazione che provenivano dagli appartamenti li raggiunsero quando erano ormai a poca distanza dal ponte levatoio.</p><p>Luigi lo super� di slancio e balz� subito a terra, precipitandosi verso la scala che conduceva nel castello. Ibn ben Mostoufi lo raggiunse nel salone, trovandolo inginocchiato accanto a Shirinaze morente.</p><p>�Me ne vado, amore mio�, gli disse la sventurata con l�ultimo filo di voce. �Promettimi che avrai cura di nostro figlio.�</p><p>�Rimani con noi, Shirinaze�, grid� Luigi disperato, con gli occhi pieni di lacrime. �Guarda chi ti ho portato.�</p><p>Ibn ben Mostoufi si chin� sulla figlia che amava come la sua stessa vita e che la sorte malvagia gli stava per rapire una seconda volta, e questa volta per sempre. Le sfior� il viso con intensa dolcezza.</p><p>Gli occhi di Shirinaze lo fissarono qualche istante, annebbiati. Ma improvvisamente s�illuminarono dell�ultima lucidit� che precede la morte. I recessi pi� oscuri della sua memoria parvero colpiti da un raggio di luce.</p><p>�Padre! Padre!�</p><p>Ibn ben Mostoufi scoppi� in singhiozzi, portandosi la sua mano alla guancia in una stretta disperata.</p><p>�Come sta il conte Lorenzo?� riusc� ancora a chiedere la morente a Luigi.</p><p>�Ha una ferita grave, ma i suoi domestici lo stanno curando. Stai tranquilla, amore mio, non agitarti. Se � ancora vivo lo deve a te.�</p><p>�� stato molto buono con noi.� E improvvisamente gli occhi della poveretta si riempirono di nuovo terrore.</p><p>�E� de Ceillac?�</p><p>Inorridito, Luigi guard� per la prima volta il corpo steso sul pavimento. Non lo aveva riconosciuto. La testa era spaccata da una fenditura che la divideva in due parti quasi uguali. La faccia era lorda di sangue coagulato, che colava fino a terra.</p><p>�� morto�, mormor�.</p><p>�Lo maledico�, disse Shirinaze con un ultimo, straziante sforzo. �Lo maledico per tutto il male che ci ha fatto. Abbraccia per me Bertrand, marito mio: devo a lui questi anni di vita bellissima con te. Maledico invece ancora chi ha disonorato gli ideali dei Cavalieri del Tempio. Ti supplico, Luigi, sii vigile e coraggioso, impedisci che altri, usurpando il nome dei Templari, possano in futuro utilizzarlo per i loro turpi fini. Porta a nostro figlio l�ultimo bacio della sua mamma. E Dio mi perdoni�, concluse con un filo di voce divenuto ormai quasi impercettibile.</p><p>E i suoi occhi si chiusero per sempre.</p><empty-line/><p><strong>New York. 13 luglio 1999</strong></p><empty-line/><p>Maggie Erriot pensava che la difficolt� ad addormentarsi fosse dovuta all�eccitazione per la partenza, l�indomani mattina. Ma poi cap� che stava arrivando la <emphasis>sensazione.</emphasis></p><p>Vide una donna morente. Aveva la pelle scura come la sua e un viso giovane e dolce, ma profondamente segnato dal dolore. Stava morendo tra le braccia di due uomini, in una sala dalle pareti di pietra, illuminata da torce e bracieri. Le sue ultime parole le s�impressero nella mente: �<emphasis>Impedisci che altri, usurpando il nome dei Templari, possano in futuro utilizzarlo per i loro turpi fini</emphasis>�<emphasis>.</emphasis></p><empty-line/><p>Pat Silver, in splendida forma, spingeva con passo atletico il carrello portabagagli nella sala partenze internazionali dell�aeroporto Kennedy di New York. Tra i viaggiatori diretti a Roma vide il volto amico di Derrick Grant. I due vecchi amici si salutarono con calore.</p><p>Completato il check-in, si accomodarono nella zona riservata ai viaggiatori di prima classe, entrambi con lo sguardo fisso sull�entrata.</p><p>�Sono passati vent�anni�, disse Pat con espressione quasi sognante. �Come vola il tempo. Ma eccoci di nuovo qui ad aspettare che ci raggiungano Annie e la nostra Venere Nera. Mancano soltanto un tavolino a tre gambe e un compressore elettrico, e si potrebbe organizzare un�altra seduta spiritica.�</p><p>�Ah, no. Ci mancherebbe altro. La prima � stata pi� che sufficiente.�</p><p>Dalle porte scorrevoli videro finalmente entrare Maggie, in pantaloni leggeri e comodi. La camicia bianca metteva ancor pi� in risalto il suo colore ambrato. Si era vestita in modo casual per il volo transcontinentale, ma le sue curve risaltavano ugualmente sotto gli indumenti larghi.</p><p>Al suo fianco, Timothy avanzava con piglio quasi militaresco, da bravo agente federale. Visti Derrick e Pat, li salut� con la mano e si diresse verso di loro.</p><p>Pat sfior� le guance di Maggie con un bacio, gustandone il profumo fresco.</p><p>Annie Ferguson li raggiunse poco dopo. Pur non essendo mai stata una gran bellezza, ai tempi dell�universit� aveva un certo successo. Ma dei quattro era quella che aveva sofferto di pi� il trascorrere degli anni. Portava occhiali da vista con la montatura in tartaruga e non era molto elegante. Tuttavia i suoi occhi azzurri, ancora molto belli, sprizzavano felicit�. Aveva manifestato tutto il suo entusiasmo fin da quando Derrick le aveva proposto la vacanza. Ed era felice di poter riabbracciare i suoi amici pi� cari, lontana finalmente dalla routine del laboratorio.</p><p>Il volo part� in perfetto orario. Maggie, stanca per la notte insonne, trov� subito la posizione giusta nella comodissima poltrona di prima classe e sprofond� in un sonno pesante.</p><empty-line/><p><strong>Castello di Valnure. Settembre 1313</strong></p><empty-line/><p>Lorenzo di Valnure mor� quindici giorni dopo Shirinaze. Per diritto ereditario il castello sarebbe passato ad Alessandro, il primogenito, per cui Luigi decise di lasciare quel luogo che per lui significava soltanto ricordi di morte.</p><p>Nei giorni difficili in cui, gi� oppresso dal dolore per la morte di Shirinaze, aveva assistito il padre morente, era arrivato a benedire la presenza di Ibn ben Mostoufi. L�anziano emiro lo aveva riempito di affettuose attenzioni e aveva addirittura conquistato il piccolo Lorenzo.</p><p>Una settimana prima della data fissata per la partenza, Ibn ben Mostoufi disse a Luigi che voleva parlargli.</p><p>�Vorrei pregarti di affidarmi Lorenzo�, disse a Luigi, il quale lo guard� sulle prime stupefatto, ma poi, ascoltando le sue sagge parole, and� via via convincendosi che aveva ragione.</p><p>�Vuoi che tuo figlio cresca tra continue peregrinazioni, fughe, rischi? Ricordati che sei un fedele di Bertrand de Rochebrune, il ricercato numero uno del re di Francia. E prima o poi gli inglesi potrebbero conquistare la Scozia. Vuoi che quel piccolo innocente senza madre soffra ogni tua vicissitudine?� concluse Ibn ben Mostoufi con voce rotta dall�emozione.</p><p>�Vorrei che mio figlio crescesse nella Cristianit�, mormor� Luigi.</p><p>�E per un Dio diverso soltanto nel nome dal mio, sacrificheresti la vita di tuo figlio? Ebrei, cristiani, musulmani, siamo tutti figli del Libro che voi chiamate Bibbia, discendenti di Abramo-Ibrahim. Dio � Grande e Uno. No, Luigi sono l�unico che possa prendersi cura di Lorenzo e garantirgli l�esistenza serena a cui la sua innocenza gli d� diritto.</p><p>�� tutta la vita che viaggio, e sono stanco. E tu hai addirittura percorso rotte sconosciute. Potremmo trovarci di quando in quando qui in questo stesso castello, e riusciresti probabilmente a vedere tuo figlio pi� spesso che se lo portassi con te in Scozia. Ovviamente le porte della mia casa ti saranno sempre aperte.�</p><p>Luigi rimase zitto, ma sapeva che il saggio emiro aveva ragione.</p><empty-line/><p><strong>Italia. 14 luglio 1999</strong></p><empty-line/><p>�Le dieci testate ci verranno consegnate alla data stabilita�, conferm� Hans Holoff al Consiglio riunito nella villa sulla Via Appia.</p><p>�Benissimo. Il piano pu� scattare�, disse il Gran Maestro. �Tu ti imbarcherai domani pomeriggio sulla <emphasis>Queen of Atlantis </emphasis>come un qualsiasi crocerista. Con i fratelli che ti raggiungeranno sulla nave controllerai la consegna e provvederai a eliminare il pericoloso testimone che sai.� Quindi, rivolto al Consiglio, concluse: �Ognuno di voi ha un compito preciso e molti adepti da guidare e controllare. � arrivato il momento�.</p><empty-line/><p>L�Hotel Danieli � a pochi passi da piazza San Marco, e l�edificio originale in cui si trova viene fatto risalire alla fine del XIV secolo, costruito da una potente famiglia veneziana. Divenuto poi sede dei Dogi Dandolo, � da tempo stato trasformato in uno degli alberghi pi� famosi e suggestivi del mondo. Nelle sue nove suite e oltre duecento stanze si sono consumati amori celebri: George Sand e Alfred de Musset, Gabriele D�Annunzio ed Eleonora Duse�</p><p>Maggie sbarc� con gli altri dal motoscafo sul piccolo ingresso laterale. Il fatto che Timothy la raggiungesse soltanto in tarda serata non le dispiaceva per nulla: avrebbe cenato con i suoi compagni di universit�, tra i quali suo marito sarebbe stato un pesce fuor d�acqua, con tutti i ricordi che avrebbero fatalmente evocato.</p><p>Lei invece aveva una gran voglia di fare una lunga chiacchierata con i suoi amici di un tempo felice. Dal poco che si erano detti durante il viaggio, aveva capito che se la cavavano egregiamente, ma voleva saperne di pi�. Di Derrick sapeva quasi tutto, ma degli altri no. Annie dirigeva uno dei laboratori di ricerca virologica d�avanguardia negli Stati Uniti. Ma ancora una volta le era sfuggito che cosa facesse veramente Pat Silver. Poteva soltanto dire che non era cambiato molto; anzi era persino pi� attraente che ai tempi del college.</p><p>Aperta la valigia lasciata dal facchino sull�apposito sgabello, scelse con grande cura il vestito per la cena. Ridacchiando, si chiese se ancora una volta, dopo tanti anni, voleva farsi bella per l�inafferrabile Pat.</p><p>Derrick fu il primo a scendere nella hall, rimanendo quasi in estasi a osservare l�architettura interna dell�antico palazzo, i preziosi arredi, lo scalone che saliva dalla sala centrale.</p><p>Dopo circa dieci minuti il quartetto usc� sul lungomare affollato di turisti incantati dal tramonto. Davanti a loro, sullo sfondo di San Giorgio e della Giudecca, scorrevano veloci vaporetti e solenni navi. Derrick prese Maggie sottobraccio e Pat fece lo stesso con Annie. L�Harry�s Bar, dove si erano fatti prenotare la cena, non era molto lontano dall�albergo, ma le continue deviazioni e soste affascinate davanti a questa o quella meraviglia di Venezia lo trasformarono in un lungo tragitto.</p><p>Rientrati in albergo quando era ormai tardi, Maggie fu quasi sollevata dal messaggio che trov� alla reception: Timothy era stato trattenuto a Roma e l�avrebbe raggiunta soltanto il mattino dopo.</p><p>Pat and� subito a letto, ma scopr� che faceva molta fatica a prendere sonno. Il jet lag, ment� a se stesso, agitandosi tra le lenzuola: in realt� non riusciva a togliersi dalla mente la bella Maggie, il suo sorriso, la sua pelle di seta color ambra.</p><empty-line/><p><strong>Tel Aviv. 15 luglio 1999</strong></p><empty-line/><p>Se Erma, il responsabile del Mossad, lo aveva pregato di raggiungerlo nel suo ufficio, significava che aveva notizie importanti e molto riservate. Per gli uomini dell��Istituto� nessun luogo era sicuro, tranne i locali protetti dalle impenetrabili pareti della loro sede.</p><p>Superate le tre barriere d�identificazione e adempiuto a tutte le procedure di sicurezza, Oswald Breil sal� finalmente con l�ascensore all�ultimo piano. Erma lo stava aspettando sulla porta di quello che fino a poco tempo prima era stato il suo ufficio.</p><p>Si salutarono con grande cordialit�, e il nuovo capo del Mossad venne subito al dunque.</p><p>�Lo abbiamo trovato, Oswald�, disse con aria soddisfatta. �I servizi italiani ci hanno comunicato la presenza di Hans Holoff a Roma nei giorni scorsi, e questa mattina ci hanno segnalato il suo sbarco all�aeroporto Marco Polo di Venezia. I nostri agenti l�hanno gi� sotto controllo e aspettano ordini.�</p><p>�Cerchiamo di capire che cosa lo ha portato a Venezia, e non perdiamolo <emphasis>mai </emphasis>di vista�, replic� Oswald, dopo essersi complimentato. �Quando avremo scoperto quello che ci interessa, sar� opportuno prelevarlo con tutte le dovute cautele per portarlo qui. Ha il suo dossier?�</p><p>�Certo, l�ho studiato con la massima attenzione. Holoff � un personaggio persino pi� pericoloso di quanto pensassi.�</p><p>Oswald annu�, facendogli cenno di proseguire.</p><p>�� opportuno cominciare da una storia relativamente recente�, riprese Erma, �e precisamente dal maggio �98, quando Alois Estermann, appena nominato comandante delle Guardie Svizzere in Vaticano, fu assassinato con sua moglie. Come sicuramente ricorda, con i cadaveri dei due coniugi ne fu trovato un terzo, quello di Cedric Tornay, un caporale delle Guardie Papali, a cui fu imputato il duplice omicidio. Dopo di che si sarebbe suicidato. Ma le conclusioni della magistratura vaticana non hanno mai convinto nessuno, e soprattutto noi.�</p><p>�Ricordo benissimo�, comment� Breil. �Nella ricostruzione ufficiale dei fatti c�erano diverse incongruenze.�</p><p>�Infatti. Il corpo del caporale Tornay�� descritto come un ragazzo serio ed emotivamente stabile�� era riverso sul braccio piegato che impugnava ancora la Sig Sauer calibro nove d�ordinanza. Ma � difficile credere che un uomo che si spara in bocca con un�arma da guerra possa poi cadere in avanti e non all�indietro per effetto del proiettile. Inoltre il braccio armato avrebbe dovuto subire anch�esso una spinta verso l�esterno per effetto del rinculo, e non finire sotto il corpo. C�� poi il mistero di un colpo mancante: i bossoli rinvenuti sono cinque, ma i proiettili esplosi sulla scena del delitto soltanto quattro. Qualcuno ha ipotizzato la presenza di un quarto uomo: un killer esperto e freddo che, dopo aver ucciso la coppia, avrebbe inscenato il suicidio del caporale per rendere verosimile un raptus di follia del poveraccio, scatenato da una serie di rimproveri di Estermann.�</p><p>�C�entra Holoff?� esclam� subito Oswald.</p><p>�Poco dopo, George Tenet, direttore della CIA, rilascia dichiarazioni in cui prospetta la concreta possibilit� di nuovi attentati contro il pontefice. Contemporaneamente Hans Holoff viene segnalato in una pensioncina di Roma, a pochi passi dalla Citt� del Vaticano.�</p><p>�Una traccia piuttosto labile per potergli attribuire un triplice omicidio e addirittura una possibile cospirazione contro il papa�, ribatt� Oswald. �Ma se me ne parla, � perch� di sicuro ha dell�altro.�</p><p>�Infatti. Nei giorni immediatamente successivi, un personaggio che conosciamo tutti molto bene, Markus �Misha� Wolff, per anni capo della Stasi�, riprese subito Erma, �ha rilasciato un�intervista al quotidiano polacco <emphasis>Super Express</emphasis>, dove si legge testualmente: �Eravamo molto fieri di essere riusciti ad arruolare Alois Estermann nella Stasi, nel 1979, prima che entrasse a far parte della Guardia Svizzera�. Come prevedibile, questa dichiarazione ha suscitato una miriade d�ipotesi, anche se poi, come sempre succede, i mass media si sono stufati. La notizia non �tirava� pi�? Era forse arrivata qualche delicata ma ferma pressione? Comunque, dalle indagini sui documenti del ministero della Sicurezza dell�ex Germania Est, effettuata da un cronista del <emphasis>Berlin Kurier</emphasis>, � emerso che Estermann, il 1� maggio 1980, in Svizzera, aveva effettivamente firmato un impegno di arruolamento nella Stasi. Oltre a concordare il compenso e le modalit� operative, gli era stato assegnato il nome in codice Werder. Nome con cui, alla met� degli anni �80, avrebbe spedito ai servizi segreti dell�ex Germania Orientale almeno sette dossier riservati tramite una buca delle lettere in disuso sul treno notturno Roma-Innsbruck. L�accordo � stato siglato davanti a tre ufficiali di collegamento della Stasi. Il pi� alto in grado era Hans Holoff.�</p><empty-line/><p><strong>Venezia. 15 luglio 1999</strong></p><empty-line/><p>La sagoma filante del <emphasis>Blue Sapphire </emphasis>scivolava lenta nel Canale della Giudecca. Affacciato al parapetto, Iosif Bykov sembrava ammirare lo splendido panorama. In realt� era troppo concentrato sulle istruzioni ricevute per lasciarsi conquistare dalle bellezze di Venezia: di l� a pochi minuti avrebbe lasciato il suo panfilo per imbarcarsi sulla <emphasis>Queen of Atlantis</emphasis>, dove doveva effettuare la sua inquietante consegna.</p><p>Pur essendo molto voluminose, le cinque casse in legno erano perfettamente dissimulate tra le tonnellate di merci varie e viveri che l�enorme ventre della <emphasis>Queen of Atlantis </emphasis>si apprestava ad accogliere. In quindici giorni di crociera la citt� galleggiante poteva infatti consumare tre tonnellate di bistecche e altrettante di filetto, una tonnellata di aragoste, centoventimila uova, mille chili di pasta, quaranta tonnellate di farina, seimila litri di vino e settemila di birra.</p><p>Nella dicitura stampigliata sulle cinque casse, oltre alle usuali raccomandazioni per il maneggio si vedeva il marchio di una nota azienda di elettrodomestici industriali: ufficialmente contenevano frigoriferi. L�addetto allo stivaggio ordin� di verificarne il contenuto schiodando un lato: la parete in acciaio del frigorifero industriale riflett� il sole dell�estate italiana. Tracciato un segno sul manifesto di bordo, l�ufficiale pass� a ispezionare altre merci.</p><empty-line/><p>La coppia sembrava studiare il bric-�-brac esposto in una delle tante bancarelle di souvenir a Rialto. La donna era sui venticinque anni, l�uomo sulla trentina. Apparentemente, una coppia qualsiasi nella fiumana di turisti che affolla perennemente il ponte pi� suggestivo del mondo. Nessuno avrebbe potuto riconoscere in loro due agenti del pi� temuto servizio segreto del mondo. Nessuno tranne una vecchia volpe come Hans Holoff.</p><p>La donna stava fingendo di guardare una gondola in vetro soffiato, quando perse di vista il vero oggetto della sua attenzione. Il suo sguardo corse immediatamente tra la folla nella direzione in cui, fino a pochi attimi prima, aveva tenuto sotto controllo Holoff. Non lo vide pi�.</p><p>Bast� un impercettibile cenno d�intesa perch� i due agenti israeliani si facessero largo tra la calca che affollava il ponte, infilandosi nel dedalo di calli strette e buie.</p><p>Stavano ormai correndo, quando Holoff sbuc� davanti a loro da un angusto sottopasso. I due agenti non fecero nemmeno in tempo a impugnare le armi: la Smith Wesson �Body Guard� con silenziatore di Holoff esplose due tonfi sordi. I due corpi si accasciarono nella calle deserta. Holoff ripose la pistola nella fondina e torn� con assoluta calma verso il ponte di Rialto.</p><empty-line/><p>Gerardo di Valnure era abituato a vivere in un castello, ma il lusso dell�appartamento sulla <emphasis>Queen of Atlantis </emphasis>lo metteva quasi a disagio. Era stata messa a loro disposizione una vastissima camera matrimoniale all�estremit� di poppa della nave, con un balcone che si affacciava sul mare. Alla camera si accedeva attraverso un breve corridoio dove, sulla sinistra, si apriva la porta del bagno, dotato di vasca idromassaggio per due persone e angolo doccia-sauna. Sulla destra, invece, c�era una seconda stanza con due letti gemelli, destinata a rimanere inutilizzata per tutta la crociera. Il corridoio portava in un salotto arredato con ottimo gusto. Dava anch�esso sulla balconata lunga quasi otto metri, a strapiombo sul mare.</p><p>Paola era andata subito dal responsabile delle manifestazioni a bordo per concordare i suoi spettacoli, e Gerardo, dopo aver curiosato in ogni angolo dell�appartamento, decise di guardare dal ponte esterno lo spettacolo dell�uscita da Venezia.</p><p>Lasciato l�appartamento, contraddistinto dal nome <emphasis>Olympus</emphasis>, si scontr� quasi con l�occupante del contiguo appartamento gemello. Lo osserv�, scusandosi urbanamente. Era un uomo tarchiato e massiccio, dallo sguardo freddo e distaccato. Vestiva in maniera elegante e portava al polso un vistoso orologio d�oro. Non sembrava americano n� europeo. Uno dei nuovi ricchi dell�Est, probabilmente.</p><p>Rinnovate le sue scuse, Gerardo si allontan� per il corridoio.</p><p>Seguitolo qualche istante con lo sguardo, Iosif Bykov apr� la porta del suo appartamento. No, concluse, il suo vicino non aveva l�aria dell�emissario di un governo determinato a entrare in possesso di una potenza distruttiva tale da creare gravi preoccupazioni persino al Pentagono.</p><p>Eppure il fatto che a quell�uomo fosse stato assegnato uno dei due unici appartamenti di lusso della nave era sospetto. Quale modo migliore per fargli tenere sotto controllo proprio lui? Non c�era niente da fare: quella storia continuava a non piacergli.</p><p>Ma Iosif aveva preso ogni precauzione, e il <emphasis>Blue Sapphire </emphasis>avrebbe seguito con discrezione la nave per tutto il suo tragitto. A bordo, oltre ai dieci fidati membri dell�equipaggio, c�erano i suoi cinque uomini pi� esperti.</p><empty-line/><p>�Conte di Valnure!� sent� esclamare in americano alle sue spalle da una voce femminile.</p><p>Gerardo si gir�, e il viso di Maggie Hassler si apr� in un largo sorriso.</p><p>�Maggie, che piacere. Che magnifica sorpresa mi ha riservato il destino�, disse con galanteria, prendendole la mano e baciandola.</p><p>�Oh, il destino. Non lascia mai niente al caso. Permette che le presenti mio marito Timothy e i miei amici?� replic� Maggie, indicando il tavolo da dove si era alzata per salutarlo.</p><p>A pochi metri da loro, Lionel Goose la indic� alla moglie.</p><p>�Non � Maggie Erriot? Quella di <emphasis>Labyrinth</emphasis>?�</p><p>Erano entrambi fedeli ascoltatori della trasmissione, ed ecco che avevano la possibilit� di fare conoscenza con la loro conduttrice televisiva preferita.</p><empty-line/><p><strong>Roslin. Scozia. Castello dei conti St Clair. Gennaio 1314</strong></p><empty-line/><p>Il tempo � l�unica medicina che possa curare certe ferite. Ma ne era trascorso troppo poco da quando Shirinaze e suo padre erano morti. Bertrand de Rochebrune aveva offerto a Luigi tutto il suo affetto, ma non poteva bastare.</p><p>Il giovane aveva prestato giuramento qualche giorno prima, entrando nel Gran Consiglio del Nuovo Ordine, e adesso era un Cavaliere del Tempio a tutti gli effetti. Con gli altri componenti del Consiglio si era assunto il non facile compito di restituire all�antico Ordine l�onore distrutto.</p><p>Bertrand lo convoc� una sera. Luigi sapeva che de Rochebrune sarebbe presto andato in Francia a cercare aiuti e adesioni da parte dei Cavalieri sopravvissuti, e aveva sempre covato in cuore la speranza che lo portasse con s� in quella missione rischiosa.</p><p>�Vorrei che venissi con me in Francia�, si sent� dire, provando un tuffo al cuore. �Capisco che il tuo dolore � ancora grande, ma credo che questo viaggio possa essere un modo per pensare ad altro.�</p><p>�Non osavo chiederlo, Bertrand. Verr� con entusiasmo. Sono stanco di questa vita sedentaria e delle brume scozzesi, che sanno soltanto riempirmi di malinconia.�</p><empty-line/><p><strong>Tel Aviv. 16 luglio 1999</strong></p><empty-line/><p>L�<emphasis>Ha�aretz </emphasis>� il quotidiano di riferimento per politici e intellettuali di Israele e vanta antiche tradizioni, essendo stato il primo giornale pubblicato in ebraico ancora sotto il mandato britannico.</p><p>�Morte a Venezia per una giovane coppia d�israeliani�, diceva il titolo a caratteri cubitali.</p><p>�Abbiamo provveduto che non comparissero riferimenti all��Istituto� o al vero lavoro dei due ragazzi�, disse Erma, posando il giornale sul tavolo e guardando Oswald.</p><p>�Comunque due nostri ottimi agenti sono stati assassinati mentre tenevano d�occhio Hans Holoff. Un lavoro da professionista, e sono convinto che sia stato lo stesso Holoff�, replic� Breil.</p><p>�S�, soltanto un professionista come lui poteva volatilizzarsi in quel modo. � scomparso senza lasciare traccia. Stiamo esaminando tutti i filmati delle telecamere a circuito chiuso dell�aeroporto, della stazione e dei caselli autostradali, ma finora niente. Mi sembra per� inverosimile che Holoff sia rimasto a Venezia dopo aver capito che lo avevamo scoperto.�</p><p>Oswald studi� le fotografie scattate dalla coppia di agenti prima di essere uccisi. Splendide immagini di Venezia, ma sempre, magari in un angolo e fuori fuoco, con la figura di Holoff.</p><p>Una di esse lo colp� in particolare. I fumaioli di una nave svettavano sopra i tetti delle case. Le iniziali della compagnia di crociera erano in blu con bordi d�oro.</p><p>�MCL�, mormor�. �Sappiamo che nave �, Erma?�</p><p>�Maritime Cruise Lines, una compagnia statunitense, e quello � il loro ultimo gioiello, la <emphasis>Queen of Atlantis</emphasis>, la nave passeggeri pi� grande del mondo. � salpata da Venezia nelle prime ore del pomeriggio di ieri con circa tremila croceristi a bordo.�</p><p>�Gli italiani ci hanno inviato qualche filmato dell�imbarco?�</p><p>�Pare che le telecamere a circuito chiuso della stazione marittima abbiano subito un blackout proprio ieri.�</p><p>�Che combinazione. Abbiamo qualche �amico� a bordo?�</p><p>�Quasi tutti gli addetti alla sicurezza delle Maritime Cruise Lines vengono dai nostri corpi speciali. Basta contattare chi � di servizio sulla <emphasis>Queen of Atlantis.</emphasis>�</p><p>�Si faccia mandare subito per e-mail sicura e criptata le istantanee scattate dal fotografo di bordo all�imbarco. � una vecchia tradizione delle navi da crociera.�</p><empty-line/><p>Un paio d�ore pi� tardi, a Roma, Sara Terracini stava pensando proprio al suo inafferrabile e minuscolo amico.</p><p>�Chiss� dov�� in questo momento�, si chiese. �Preferisce le piante fiorite ai fiori recisi ed � l�animo pi� sensibile che io conosca. Eppure � stato capo del Mossad e adesso � vice ministro della Difesa di una nazione in perenne stato di guerra. Per� non manca mai di darmi una mano. Chiss� se ha fatto qualche passo avanti sui misteri del Tempio.�</p><p>Sara allung� le gambe, sistemandosi davanti al monitor del computer. Aperto il programma criptato di posta elettronica, sped� due messaggi, uno per Oswald Breil e l�altro per Gerardo di Valnure, sollecitandoli a mettersi in contatto con lei.</p></section><section><title><p>14</p></title><p><strong>Parigi. Marzo 1314</strong></p><empty-line/><p>La tunica da frate mal si adattava al fisico possente di Bertrand e Luigi: erano uomini temprati dalle vicissitudini, e i loro muscoli gonfiavano la grezza lana del saio. Erano arrivati da pochi giorni, trovando una Parigi cupa. Dopo un inverno molto rigido, marzo non sembrava voler essere da meno.</p><p>La bramosia di Filippo IV d�impossessarsi delle ricchezze dei Templari si era ormai placata: il tesoro del Tempio era bastato a pagare soltanto una piccola parte dei debiti del re detto �il falsario�. Le casse del regno di Francia erano dunque di nuovo vuote, e questo gravava inevitabilmente sulle condizioni di vita della popolazione.</p><p>�Non � cambiato un granch� da quando ce ne siamo andati�, comment� Luigi.</p><p>�Gi�, escluso il numero di mendicanti, che mi pare parecchio cresciuto.�</p><p>Le case, prevalentemente in legno, erano basse e addossate le une alle altre. Nelle strade anguste e sudice giocavano bambini in abiti lisi e a piedi nudi nonostante il freddo. Nelle case, soltanto pochi fortunati potevano permettersi il lusso di un fuoco.</p><p>�Il prossimo 18 marzo�, scand� stentorea la voce di un banditore, �al cospetto dell�arcivescovo di Sens e dei tre Commissari pontifici, verr� pronunciata davanti alla cittadinanza la sentenza di condanna per Jacques de Molay, Geoffroy de Charney e altri. E ci� affinch� vengano cancellati per sempre dubbi e incertezze. Firmato: Filippo, re di Francia.�</p><empty-line/><p><strong>Mar Ionio. 16 luglio 1999</strong></p><empty-line/><p>Lionel Goose prese il coraggio a due mani e si avvicin� alla bella conduttrice di colore.</p><p>�Chiedo perdono, signora, ma credo di essere uno dei suoi pi� affezionati ammiratori, se lei � Maggie Erriot.�</p><p>La bocca dell�uomo si apr� in un sorriso cordiale, ma Maggie vi pos� sopra l�indice.</p><p>�Sst�, gli intim� per scherzo. �Sono qui in incognito.�</p><p>�Sono Lionel Goose, e questa � mia moglie Lisa. � un autentico piacere conoscerla di persona, signora Erriot.�</p><p>Non appena ebbe stretto la mano di Lionel, Maggie avvert� con un soprassalto che la <emphasis>sensazione </emphasis>le si diffondeva in tutto il corpo. Avvert� l�angoscia che attanagliava quel simpatico signore dallo spiccato accento del Massachusetts. Al tempo stesso sent� una vibrazione sprigionarsi da lui. No, decise, nemmeno questo incontro era dovuto al caso.</p><empty-line/><p>Arthur Di Bono abbandon� la plancia non appena la nave si fu lasciata alle spalle l�estrema punta sudorientale dell�Italia. A cena avrebbe ospitato al suo tavolo Paola Lari, la cantante italiana che la sera dopo si sarebbe esibita per gli ospiti della nave, e il suo accompagnatore, uno studioso di storia medievale discendente da una nobile famiglia del Norditalia. Non voleva arrivare in ritardo.</p><p>� incredibile, pens�, come il tam-tam di bordo sappia diffondere le notizie in un lampo. Paola Lari si era appena imbarcata, e gi� lui sapeva molte cose non soltanto di lei, ma anche del suo accompagnatore. D�altra parte, cogliere i mormorii di bordo rientrava nei suoi compiti: era un metodo per tastare il polso agli ospiti. Non doveva soltanto condurre un colosso da centoventimila tonnellate: gli spettava anche la responsabilit� di dispensare spensierate vacanze a migliaia di croceristi.</p><empty-line/><p>La pericolosa consegna che doveva effettuare non consentiva a Iosif Bykov di godere la gaia atmosfera di bordo. Trascorreva gran parte del suo tempo in cabina, in preda a una sensazione di disagio e impotenza che andava crescendo con il passare delle ore. Affacciato alla balconata del suo appartamento, stava osservando senza veramente vederla la scia della nave, quando sent� squillare il telefono.</p><p>�Benvenuto a bordo, signor Bykov�, disse in buon russo la voce all�altro capo della linea. �Sono l�incaricato del ritiro. Mi rifar� vivo quanto prima. Buona crociera.�</p><empty-line/><p>Il comandante assegn� i posti alla sua tavola, facendo accomodare Paola Lari al suo fianco e Gerardo di Valnure vicino al primo ufficiale, un giovane italiano dai modi simpatici. Poi, come sempre, si dilung� a descrivere le caratteristiche salienti della nave.</p><p>Quando si mise a parlare fittamente con Paola, il giovane ufficiale italiano si pieg� verso Gerardo, dicendogli sottovoce: �Lei dev�essere un ottimo cliente per l�Institut Bancaire de Lausanne�.</p><p>�Institut Bancaire?� chiese Gerardo, perplesso.</p><p>�Be�, i due appartamenti di lusso sono stati prenotati da quella banca svizzera, e credevo� Insomma, ho immaginato che fossero destinati a clienti a cui tengono molto. L�altro infatti � occupato da un ricco uomo d�affari russo, che pare stare moltissimo a cuore a quella banca, almeno a giudicare dalle raccomandazioni che abbiamo ricevuto noi di bordo.�</p><p>�Ah�, comment� Gerardo in tono neutro, osservando Paola. Era tutta presa nella sua conversazione con il comandante e non sembrava aver sentito il suo dialogo con il giovane ufficiale italiano.</p><p>Mentre lui, alcuni giorni prima, l�aveva sentita <emphasis>benissimo </emphasis>spiegare che sarebbero stati ospiti della compagnia di navigazione, non di una banca svizzera. Mah.</p><empty-line/><p><strong>Parigi. 18 marzo 1314</strong></p><empty-line/><p>Bertrand e Luigi erano rimasti defilati rispetto alla calca che si ammassava davanti alla tribuna allestita per l�occasione. Avevano comunque riconosciuto i prigionieri condotti al cospetto del vescovo di Sens e dei tre messi papali.</p><p>Il Gran Maestro Jacques de Molay precedeva il Precettore di Normandia Geoffroy de Charney e altri due Cavalieri. Tutti e quattro apparivano profondamente provati dagli anni di carcere duro, torture, isolamento e privazioni.</p><p>Circondati da uno stuolo di guardie del re e cercando comunque di mantenere un�andatura dignitosa, arrivarono davanti agli ecclesiastici. L�unico scopo della messinscena era notificare pubblicamente al Gran Maestro e agli altri la sentenza. Un�ulteriore umiliazione voluta da Filippo IV.</p><p>I Cavalieri non avrebbero avuto diritto di replica, tanto pi� che, se avessero ritrattato le accuse estorte con la tortura, sarebbero stati tacciati di eresia e condannati a morte.</p><p>�Nel nome di Dio�, tuon� l�arcivescovo di Sens zittendo ogni mormorio, �e per espressa delega di Sua Santit� Clemente V e di Filippo IV re di Francia. Voi tutti siete rei confessi dei reati che qui elenco per sommi capi: rinnegamento del Cristo e profanazione della Croce, adorazione di un idolo satanico, celebrazione di sacramenti distorti, omicidi e baci rituali, utilizzo di simboli eretici, alto tradimento. Per tutto questo io vi condanno, Jacques de Molay, Geoffroy de Charney, Hugues de Pairaud e Geoffroy de Gondeville, al carcere a vita��</p><p>A questo punto il Gran Maestro de Molay si alz� e chiese di parlare. La parola gli venne negata pi� volte, e la folla riprese a tumultuare. Consultatosi con i messi papali, l�arcivescovo di Sens decise allora di concedergliela, anche se non era previsto. Era sicuro che de Molay avrebbe confermato le confessioni gi� rese: a un reo confesso non era permesso ritrattare, pena il rogo.</p><p>Sulla piazza cal� di nuovo il silenzio, e il Gran Maestro prese a parlare, facendo fremere Bertrand, che ricordava la sua voce ferma e profonda e invece adesso la sentiva flebile e malata.</p><p>�Prover� onta e vergogna per l�eternit�, disse de Molay, �perch� ho commesso il pi� grave dei crimini.� E cos� detto fece una pausa.</p><p>�Il mio crimine�, riprese, gettando tutti nello sconcerto, �� stato aver confessato quanto mi � stato estorto con la tortura. Ma l�ho fatto soltanto per porre fine a indicibili sofferenze e sevizie. Perfettamente conscio della pena a cui vado incontro ritrattando, posso ora gridare al mondo intero che l�Ordine � innocente.�</p><p>La voce di Geoffroy de Charney, che si associava alla denuncia del Gran Maestro, fu coperta dal trambusto esploso sulla tribuna, quindi le guardie ridussero al silenzio i due prigionieri. Il processo fu immediatamente sospeso, e i giudici si ritirarono in gran fretta tra il vociare sempre pi� alto della piazza.</p><empty-line/><p><strong>Roma. 17 luglio 1999</strong></p><empty-line/><p>Sebbene fosse sabato, Sara Terracini era andata al laboratorio molto presto. Aveva parecchie cose da fare, trascurate per dedicarsi alle vicende del Tempio. Comunque la perfetta climatizzazione del suo laboratorio era un modo per sfuggire al caldo soffocante che opprimeva Roma.</p><p>�Mi ci vorrebbe proprio una bella vacanza�, pens�, scostando i capelli corvini dalle guance che avevano bisogno di un�abbronzatura. �Tipo quella che si sta godendo Gerardo di Valnure: su una nave da crociera sotto il bel sole del Mediterraneo.�</p><p>Il pensiero le fece illuminare la faccia da un bel sorriso, mentre controllava meccanicamente la sua casella di posta elettronica. Il messaggio che vi trov� veniva proprio da Gerardo. Poche parole, scritte da chi in quel momento aveva per la testa ben altro che le vicende dei Cavalieri del Tempio. Dalle quali, invece, Sara non riusciva proprio a distogliere la mente.</p><p>Dopo pochi minuti, infatti, nonostante tutti i buoni propositi di dedicarsi alle questioni del suo laboratorio, stava studiando per l�ennesima volta la copia del singolare sigillo.</p><p>Lasciata la scrivania, si avvi� verso la fornitissima biblioteca del suo centro di ricerche. Scelse a colpo sicuro da uno scaffale un libro sui nodi e, tornata nel suo ufficio, vi cerc� notizie sulla gassa d�amante. Oltre alle caratteristiche e alla modalit� di esecuzione, trov� una breve descrizione in forma di fiaba: �<emphasis>Si costruisce la tana, si fa entrare il serpente. Il serpente esce e gira intorno alla radice dell�albero, ma, spaventato, rientra nella tana</emphasis>�.</p><p>Perplessa, prese un pezzo di corda e prov� a seguire queste singolari istruzioni. Al terzo tentativo ci riusc�.</p><empty-line/><p><strong>Mar Ionio. 17 luglio 1999</strong></p><empty-line/><p>La donna estrasse il cordoncino rosso da una tasca dei pantaloni attillati. Composto il nodo quasi senza guardare la corda, lo lasci� penzolare davanti all�uomo. Questi infil� il suo cordoncino nell�anello, assicurando le due estremit� con una gassa d�amante. Soltanto allora Hans Holoff disse qualcosa.</p><p>Intanto Gerardo di Valnure aveva deciso di fare un po� di moto, anche per smaltire la magnifica cucina di bordo. Messosi in tuta e scarpe da ginnastica, era quindi sceso alla pista da jogging. Quando usc� sul ponte ebbe l�impressione che Paola avesse appena finito di parlare con un uomo dall�espressione stranamente dura. Ma fu soltanto una sensazione fugace, niente di pi�. Eppure la faccia del possibile interlocutore di Paola gli aveva dato un senso di disagio, come se lo avesse gi� incontrato in una situazione imbarazzante.</p><p>A un altro piano della nave, Iosif Bykov era seduto nel salotto del suo appartamento. Guardava oltre l�ampia vetrata il mare, che sembrava stesse montando. Una nave come la <emphasis>Queen of Atlantis </emphasis>non poteva certo temere qualche onda, ma le attivit� di bordo avrebbero probabilmente risentito delle condizioni climatiche.</p><p>�Poco male�, pens�. �Non sono qui per divertirmi, ma per farla finita con questa brutta storia.�</p><p>Un�espressione minacciosa brill� nei suoi occhi di ghiaccio. Conosceva soltanto lui il gran finale che aveva riservato a quell�avventura, una volta sfuggito al ricatto di Fosh e del suo ignoto cliente. Nessuno doveva permettersi di sbarrargli il passo.</p><p>Il telefono suon� proprio mentre riesaminava il piano della sua vendetta, elaborato fin da quando era stato messo con le spalle al muro da Fosh.</p><p>Si sent� salutare cortesemente in russo dal suo sconosciuto contatto a bordo.</p><p>�Ma adesso veniamo agli affari, Bykov. � ora che lei ci comunichi dov�� la merce�, aggiunse subito la voce all�altro capo del filo.</p><p>�Corre un po� troppo, amico. Anzitutto non tratterei mai una consegna cos� delicata per telefono, per cui ritengo sia pi� sicuro incontrarci. In secondo luogo c�� il problema del pagamento. Non ho notizia che l�accredito sia stato effettuato.�</p><p>�Pu� telefonare all�Institut Bancaire de Lausanne. Le daranno conferma dell�avvenuta rimessa sul suo conto corrente. La richiamo tra pochi minuti per fissare un incontro.�</p><p>Gi�, pens� Iosif, la banca di Fosh avrebbe potuto garantire qualsiasi cosa. Ma personalmente aveva parecchi sospetti sulla sorte a lui destinata quando avesse svelato il nascondiglio delle dieci testate nucleari. Era quasi sicuro che avrebbero cercato di eliminarlo.</p><empty-line/><p>Maggie rientr� nella sua cabina: il sole del Mediterraneo le aveva reso ancor pi� lucente la pelle. Dopo diverse ore trascorse sul bordo della piscina, aveva bisogno di rilassarsi un po�. S�infil� nella vasca idromassaggio e si abbandon� ai getti d�acqua. Da quando era arrivata a Venezia aveva un solo pensiero: Patrick Silver.</p><p>Dal bagno sent� la porta della cabina che si apriva. Nel locale fece capolino Timothy, che rimase l� a guardarla nuda nella vasca senza far niente per nascondere la sua eccitazione. Non facevano l�amore da prima del famoso litigio, ma lei non aveva nessuna intenzione di concedersi a un uomo che temeva di non amare pi�.</p><p>Timothy si sedette sul bordo della vasca, sfilandosi i pantaloncini da bagno ed esibendole il suo palese stato di eccitazione. Ma inutilmente: a lei non interessava.</p><p>Ignaro del suo stato d�animo, suo marito immerse le mani nell�acqua e prese ad accarezzarla.</p><p>�Non adesso, ti prego�, prov� lei, sperando di farlo desistere.</p><p>Le mani scesero invece insistenti fino al pube.</p><p>Maggie le afferr� e scost� bruscamente, stringendo di scatto le gambe.</p><p>�Mi respingi, Maggie? Mi ecciti ancora di pi�.�</p><p>La destra del marito la afferr� per la nuca, trascinandola a forza verso il pene eretto.</p><p>Lei cerc� di opporre resistenza, ma, sdraiata com�era in una vasca da bagno, poteva fare poco contro le forti braccia del marito. Ma non accondiscese, costringendolo a masturbarsi l� dov�era, a poca distanza dal suo viso. Constat� con disgusto che la cosa sembrava averlo eccitato ancora di pi�.</p><p>�Non � mai successo che ti rifiutassi�, le disse finalmente lui, tornato lucido ma ancora ansante. �E non ammetto questo comportamento da parte di mia moglie�, concluse con una luce malvagia negli occhi, mai vista prima.</p><empty-line/><p>Patrick Silver nuotava con grande eleganza. L�acqua della piscina, prelevata dal mare, gli massaggiava piacevolmente i muscoli, ma non era soddisfatto.</p><p>No, quella vita non faceva per lui. Quei giorni d�inattivit� li considerava semplicemente un premio per il suo successo �professionale�. A quel punto era ricco e avrebbe potuto ritirarsi pi� che onorevolmente, ma sapeva benissimo che la mancanza di rischio e avventura gli provocava una vera e propria crisi di astinenza. Usc� dall�acqua con un volteggio, sotto lo sguardo interessato di alcune donne sdraiate sul bordo della piscina. No, la vita sedentaria non faceva proprio per lui.</p><p>In un�altra zona, Gerardo di Valnure stava correndo sulla pista da jogging da diversi minuti, quando un colpo di mare pi� forte fece sbandare leggermente la nave.</p><p>Un crocerista che lo stava incrociando perse l�equilibrio e gli and� quasi addosso. Dopo essersi scusato riprese la sua corsa, allontanandosi. Voltatosi, Gerardo lo segu� qualche istante con lo sguardo, perplesso. Come in un lampo gli venne in mente il pericolo cui era scampato grazie a Oswald Breil.</p><p>Rivide il jogger che avanzava verso il taxi, inciampando e rischiando di cadere, e inconsciamente associ� il volto dell�attentatore a quello dell�uomo che poco prima gli pareva di aver visto parlare con Paola. Si sent� correre un brivido lungo la schiena. Erano la stessa persona.</p><p>Abbandon� subito la pista da jogging e si precipit� all�interno della nave. Doveva contattare Sara Terracini al pi� presto, perch� mettesse all�erta i suoi influenti amici. Corse verso il suo appartamento, sperando vivamente che Paola non fosse ancora rientrata.</p><empty-line/><p><strong>Tel Aviv. 17 luglio 1999</strong></p><empty-line/><p>Breil ed Erma, seduti da ore davanti allo schermo di un computer all�ultimo piano dell��Istituto�, stavano violando lo <emphasis>shabbath</emphasis>, ma lo facevano a fin di bene.</p><p>Avevano gi� passato in rassegna tutti gli scatti del fotografo della <emphasis>Queen of Atlantis</emphasis>, digitalizzati e inviati per via telematica dall�uomo che avevano a bordo.</p><p>�Non diamoci per vinti�, sbott� Oswald. �Se Holoff non ha lasciato Venezia con mezzi convenzionali, penso proprio che sia sulla <emphasis>Queen of Atlantis. </emphasis>Comunque escludiamo questi gruppi di famiglia: non credo che Holoff si sia portato dietro donne o bambini. Cos� la nostra scelta si riduce di molto.�</p><p>Invece fu proprio osservando la foto di gruppo appena fatta comparire da Erma sullo schermo, che l�omino trasal�. Il volto duro di Holoff si distingueva appena, quasi coperto dal cartello con il marchio di una grossa agenzia di viaggi, ma era lui.</p><p>�Centro�, esclam� Erma, indicandolo. �Adesso dobbiamo soltanto valutare se convenga farlo arrestare al prossimo scalo.�</p><p>�Calma, Erma�, ribatt� Oswald, scuotendo il testone fuori misura per il suo piccolo corpo. �Non abbiamo prove per spiccare un mandato internazionale. Potremmo farlo fermare per i nostri sospetti, ma entro pochi giorni sarebbe di nuovo libero. � meglio tenerlo sotto controllo e agire quando la nave arriver� a Haifa.�</p><p>�Ma chi pu� tenere sotto controllo un tipo come Holoff? Gli addetti alla sicurezza della nave sono personale altamente addestrato, ma��</p><p>�No, Erma, non loro. Anzitutto perch� Holoff se ne accorgerebbe subito, e poi perch� non credo sia a questo punto opportuno diffondere la notizia che � l�. Ma su quella nave dovrebbe esserci anche un amico di Sara Terracini. Un tipo in gamba, anche lui impegnato nella famosa faccenda. Chieder� alla mia amica di metterlo all�erta.�</p><empty-line/><p><strong>Parigi. 19 marzo 1314</strong></p><empty-line/><p>Appena informato, Filippo il Bello prese una decisione fulminea. Senza attendere il benestare del papa, emise seduta stante la sentenza di morte per de Molay e de Charney. L�esecuzione avrebbe avuto luogo quello stesso giorno sull�<emphasis>Ile des Javiaux</emphasis>, con la pena prevista per gli eretici: il rogo a fuoco lento.</p><p>Una gran folla si assiep� sull�argine della Senna all�altezza dell�isoletta. Quando Jacques de Molay fu condotto per primo al rogo, le due pire emettevano soltanto un sottile filo di fumo. Tra la folla si erano confusi Bertrand e Luigi, sempre travestiti da frati.</p><p>De Molay fu legato al palo, mentre il boia ravvivava il fuoco in punti lontani dal suo corpo. L�ordine del re era che i due eretici ardessero a fuoco lento, sentendo il calore insopportabile divorar loro i piedi per poi salire verso i genitali e diffondersi finalmente a tutto il corpo, provocando una morte a quel punto sospirata.</p><p>I due condannati chiesero di poter rivolgere il viso verso Notre-Dame e gridarono ancora una volta la loro innocenza, profetizzando a Clemente V e Filippo il Bello che sarebbero comparsi davanti al tribunale di Dio entro la fine dell�anno.</p><p>Lo sguardo di de Molay era indomito. Vag� tra la folla finch� non incontr� quello di Bertrand de Rochebrune. Fu soltanto un attimo, ma bast� a far capire al Gran Maestro del Nuovo Tempio che lo aveva riconosciuto.</p><empty-line/><p><strong>17 luglio 1999</strong></p><empty-line/><p>Sara Terracini scosse la testa, irritata. Non ne veniva a capo. Non ne veniva a capo! Ma s�impose la calma.</p><p>Ripercorse mentalmente, punto per punto, tutto il lavoro fatto, cercando ogni possibile errore. Per esempio, aveva studiato tutto con sufficiente scrupolo?</p><p>Le torn� in mente la misteriosa costruzione di Roslin. Forse la chiave del mistero era nascosta proprio in quella singolare Cappella. Ecco che cosa doveva chiedere a Oswald, capace di arrivare dove altri non potevano: un permesso per visitarla con licenza di ficcare il naso <emphasis>ovunque.</emphasis></p><p>Come sempre succedeva, bast� il pensiero del suo minuscolo amico per ridarle il sorriso. Diede un�occhiata all�orologio: poteva ancora concedersi qualche ora di sole sulla spiaggia di Fregene. Stava per spegnere il computer, quando uno scampanellio le tolse persino l�idea di andare al mare.</p><p>Pochi minuti pi� tardi aveva gi� finito di comunicare con Oswald. Ma quei pochi minuti erano bastati a riempirla di un�eccitazione febbrile.</p><p>L�idea che un personaggio pericoloso come Hans Holoff fosse sulla stessa nave di Gerardo di Valnure la riempiva di angoscia. Compresse il file ricevuto da Oswald, con la foto di Holoff e alcune sommarie informazioni, e lo invi� per posta elettronica a Gerardo, nella speranza che avesse la buona abitudine di controllare la sua casella anche quando era in vacanza.</p><empty-line/><p>Entrato nel suo appartamento e tratto un sospiro di sollievo nel trovarlo deserto, Gerardo di Valnure constat� tuttavia con disappunto l�assenza di campo nel suo telefono cellulare: le coste italiane si stavano allontanando, e sarebbero occorse diverse ore prima che entrassero nel campo di un altro gestore.</p><p>Sapeva che sarebbe stato molto pericoloso utilizzare la linea telefonica di bordo per contattare Sara. Se le sue supposizioni erano esatte, aveva a che fare con gente che aveva occhi e orecchi ovunque.</p><p>Ma non poteva fare altrimenti. Verific� che la presa di almeno uno dei cinque apparecchi telefonici del suo appartamento fosse compatibile con il collegamento del suo computer portatile, e vide con sollievo che cos� era.</p><p>Inserito il plug nella presa e acceso il computer, prov� a connettersi. Il fischio del modem gli disse che era in linea. Adesso doveva soltanto aprire il programma di linguaggio criptato e scrivere un messaggio.</p><p>In quello stesso momento Sara stava per inviargli il suo messaggio, quando un nuovo scampanellio nel computer la interruppe. �SARA, � SUCCESSA UNA COSA GRAVE�, lesse nella finestrella. �TEMO CHE L�UOMO CHE HA LASCIATO CADERE LA BOMBA NEL TAXI SIA QUI A BORDO.�</p><p>�GUARDA SE � QUESTO�, rispose immediatamente lei, digitando i comandi per inviargli il file compresso.</p><p>Qualche istante pi� tardi l�ingrandimento del particolare della foto con Holoff si materializz� sullo schermo del portatile di Gerardo.</p><p>�� LUI!� rispose immediatamente. �COME HAI FATTO?�</p><p>�HO APPENA RICEVUTO QUESTA FOTO DAL MIO AMICO DI TEL AVIV. DICE CHE � UN TIPO MOLTO PERICOLOSO. SI CHIAMA HANS HOLOFF, � UN EX AGENTE DEI SERVIZI DELL�EST. CHIEDE SE PUOI TENERLO D�OCCHIO CON DISCREZIONE, ALMENO FINCH� LA NAVE NON ENTRER� NELLE ACQUE TERRITORIALI ISRAELIANE. TI RACCOMANDA DI NON COMMETTERE IMPRUDENZE. SE LE COSE SI COMPLICANO, DICE DI LASCIAR PERDERE.�</p><p>�VA BENE, LO TERR� D�OCCHIO E CERCHER� DI TENERTI INFORMATA. �</p><empty-line/><p><strong>Mar Ionio. 17 luglio 1999</strong></p><empty-line/><p>Il teatro della <emphasis>Queen of Atlantis </emphasis>era gremito. Alla fine del concerto di Paola Lari, durato oltre un�ora, tutti gli spettatori applaudirono entusiasticamente.</p><p>Gerardo di Valnure, per�, non lo aveva seguito con grande attenzione. Era interessato a ben altro: uno spettatore solitario, seduto poche file pi� avanti. Non appena vide Holoff alzarsi, lasci� anche lui il teatro.</p><p>A poca distanza da loro, Derrick Grant rimase galantemente in piedi fin quando Maggie non si fu accomodata a un tavolo abbastanza defilato del Dioniso, il bar principale.</p><p>�Molto brava quella cantante�, comment�.</p><p>�Davvero, proprio una voce magnifica�, convenne Maggie. �Ma ho bisogno di parlarti di una cosa.�</p><p>�Sono a tua completa disposizione.�</p><p>�Se siamo su questa nave� � perch� abbiamo una missione�, continu� lei con aria trasognata.</p><p>�Che cosa dici, Maggie?�</p><p>�Non lo so di preciso, ma sento che la nostra presenza qui non � dovuta al caso� Abbiamo un compito molto importante.�</p><p>�Mio Dio!� esclam� Derrick, sorridendo. �E io che pensavo volessi dirmi <emphasis>tutta </emphasis>un�altra cosa.� Ma smise subito di scherzare, facendosi sollecito. �Sei tesa, Maggie. O, meglio, lo sono i rapporti con tuo marito, e sempre pi�. L�ho capito da un pezzo.�</p><p>�� vero. Credo che ormai il nostro matrimonio sia definitivamente andato a rotoli.�</p><p>Ma Maggie non aveva voglia di confidarsi nemmeno con il suo migliore amico. Per fortuna vide tra i frequentatori del bar Lionel Goose con la moglie.</p><p>Salutatili allegramente con la mano, li invit�: �Volete bere qualcosa con noi, signori Goose?�</p><p>A pochi tavoli di distanza, Gerardo stava sorseggiando un ottimo Margarita, facendo scorrere lo sguardo sugli arredi del salone. Sembrava avere un fortissimo interesse per la specchiera che rivestiva una delle pareti. Era l�unico modo per tenere d�occhio di nascosto Hans Holoff.</p><p>Anche Iosif Bykov era seduto a un tavolo del bar Dioniso, quando si sent� chiedere in buon russo da uno sconosciuto se poteva sedersi con lui. Riconobbe immediatamente la voce.</p><p>�Ha avuto conferma del bonifico?� gli chiese l�uomo non appena si fu seduto.</p><p>�Posso sapere con chi ho il piacere di parlare?�</p><p>�Pu� chiamarmi Hans. Sono la persona con cui si doveva incontrare.�</p><p>Iosif lo valut� con attenzione. Aveva un�espressione dura e minacciosa. Gli occhi erano gelidi, quelli di un uomo abituato a uccidere. Ma non gli faceva paura.</p><p>�S�, ho ricevuto un fax dall�Institut Bancaire de Lausanne.�</p><p>�Quindi � ora che mi comunichi la collocazione della merce.�</p><p>�No. Sar� io a decidere quando farlo.�</p><p>�Le ricordo che i miei datori di lavoro sono a conoscenza di alcune cose del suo passato.�</p><p>�Non c�� bisogno che mi ricordi niente. Ricordi casomai lei che l�esatta collocazione di ci� che le interessa la conosco soltanto io.�</p><p>Gerardo di Valnure vide Holoff alzarsi con un gesto di stizza, represso, ma chiarissimo. L�altro, invece, l�uomo che aveva incontrato nel corridoio accanto alla sua porta e che poi aveva saputo essere un ricco uomo d�affari russo, rimase seduto imperturbabile.</p><p>Holoff usc� velocemente dal bar, e Gerardo pens� che sarebbe stato molto imprudente seguirlo ancora.</p><empty-line/><p>Sebastian Chalag era nato a Manila ventisette anni prima. Da quasi tre era imbarcato sulle navi delle Maritime Cruise Lines come aiuto-cuoco. Faceva parte di una squadra di otto addetti a preparare le decorazioni che ornavano le portate dei buffet e quasi ogni piatto dei commensali nei vari ristoranti.</p><p>Non si sentiva bene dalla notte prima, ma ci sarebbe voluto ben altro per tenere il coscienzioso filippino lontano dal suo posto di lavoro. Stava infatti passando uno straccio umido sul collo di un cigno di ghiaccio che aveva appena finito di scolpire con maestria, quando si sent� ardere nei visceri una vampata di calore. Poi gli si annebbi� la vista, e le emorragie cominciarono a devastare i suoi organi interni.</p><empty-line/><p>Pat Silver aveva applaudito Paola Lari, poi era sgattaiolato al casin�, a poppa dello stesso ponte del teatro. Aveva puntato distrattamente alcuni gettoni alla roulette, ma la sua attenzione era stata presto attirata dai tavoli dove i croupier distribuivano le carte ai giocatori. Pochi istanti dopo era seduto a un tavolo di Caribbean Poker, una variante del poker americano con cinquantadue carte, le cui regole mettono ancora di pi� in vantaggio il banco.</p><p>Al bar Dioniso, intanto, Lionel Goose aveva insistito perch� le consumazioni venissero addebitate sulla sua carta di credito di bordo e poi aveva lanciato un�idea.</p><p>�Perch� non andiamo a dare un�occhiata al casin�?�</p><p>Lisa Goose alz� gli occhi al cielo e spieg� a Maggie e Derrick che il marito puntava ogni sera cinque dollari sul ventitr� rosso. Se vinceva, continuava.</p><p>�Ma purtroppo�, concluse con un sorriso, �non � mai successo.�</p><p>Nella sala da gioco la loro attenzione fu subito attratta da un folto gruppo di passeggeri assiepato al tavolo del Caribbean Poker.</p><p>Pat Silver giocava da solo contro il croupier: tutti gli altri giocatori avevano abbandonato la partita e seguivano la sfida, che sembrava pendere in una sola direzione. Pat aveva davanti a s� diverse pile di gettoni, e la sua concentrazione sul gioco appariva evidente, almeno a giudicare dalle mani costantemente appoggiate alle tempie, sopra un paio di occhiali dalla spessa montatura nera.</p><p>�Che strano�, comment� Maggie rivolta a Derrick, �non avevo mai visto Pat con gli occhiali.�</p><empty-line/><p><strong>Parigi. 19 marzo 1314</strong></p><empty-line/><p>Auguste d�Auberge era un personaggio che Bertrand de Rochebrune conosceva molto bene dai tempi del suo soggiorno al Tempio di Parigi. Era il crudele comandante della guardia personale di re Filippo e, a poca distanza da loro, stava impartendo ai suoi sgherri l�ordine di mantenere la calma tra i curiosi ancora assiepati di fronte al macabro scenario dove la sera prima Jacques de Molay e Geoffroy de Charney avevano esalato l�ultimo respiro.</p><p>Sia Bertrand sia Luigi tenevano il cappuccio calato sulla testa per nascondere il viso. Ma una voce tonante alle loro spalle li fece gelare.</p><p>�Voi due siete di sicuro i frati incaricati di dare gli ultimi sacramenti alle spoglie di questi eretici�, disse Auguste d�Auberge, avvicinandosi con passo tracotante. Quando fu a breve distanza, per�, not� il loro fisico possente e li scrut� con attenzione.</p><p>�Avete un corpo da guerrieri e non da fraticelli di campagna. Qual � il vostro convento?� chiese con tono dubbioso, portando la mano alla spada.</p><p>�Veniamo da Assisi, patria del nostro fondatore Francesco�, rispose pronto Luigi, marcando il suo accento italiano. Intanto Auguste aveva estratto la spada, facendo cenno a due sgherri di avvicinarsi.</p><p>�Due buoni fraticelli d�Assisi, sicuro. Ma vorrei che il Signore mi illuminasse facendomi vedere��� e d�Auberge infil� repentinamente la punta della spada nel cappuccio di Bertrand�� �le vostre pie facce.�</p><p>Sgran� istantaneamente gli occhi, esclamando in tono incredulo: �Bertrand de Rochebrune! Il traditore�� Ma le sue parole si spensero in un gorgoglio di sangue.</p><p>Il pugno di Bertrand lo aveva colpito in pieno volto con una forza tale da frantumargli l�osso del naso e fargli perdere i sensi. Nello stesso istante Luigi si era gettato sui due sgherri, cogliendoli di sorpresa. Estratto il pugnale che portava sotto il saio, ne aveva avuto ragione in pochi attimi.</p><p>Adesso per� avevano il problema della fuga. Alle loro spalle scorreva la Senna e, se vi si fossero gettati, la temperatura gelida li avrebbe sicuramente uccisi in breve tempo. Davanti a loro, invece, cercando di sfondare l�argine creato dai corpi dei soldati di Filippo, ondeggiava il muro umano degli spettatori del rogo.</p><p>Si lanciarono senza esitazione da quella parte, pronti ad aprirsi un varco anche con le armi. Come per miracolo, la marea umana si apr� davanti a loro, richiudendosi subito sugli inseguitori.</p><p>Mentre scappavano, Bertrand si sfil� il saio e Luigi lo imit�. Ormai erano stati scoperti: il travestimento non sarebbe servito ad altro che a impacciarli.</p><p>�Presto, signori, di qua�, sentirono gridare mentre correvano in una via stretta e buia.</p><p>Una megera in abiti logori e sudici li chiamava dall�uscio di una cadente casa di legno. I capelli le scendevano grigi e unti sulla faccia. Si precipitarono da quella parte e, non appena furono dentro, la vecchia li spinse in un antro sotto una botola di legno.</p><p>Dalla strada si sentirono arrivare lo scalpiccio dei cavalli e le voci concitate dei soldati, quindi Bertrand e Luigi udirono bussare con violenza alla porta, mentre una voce stentorea ingiungeva: �Aprite, in nome del re!�</p><p>�Hai per caso visto due fuggiaschi, due pericolosi assassini, vecchia?� chiese ancora la stessa voce, pi� distinta, mentre nella casa risuonavano i passi di alcuni soldati che avevano fatto irruzione con il loro comandante.</p><p>�Qui c�� soltanto una grande miseria, ufficiale e, se va bene, qualche famiglia di ratti�, ment� spavaldamente la donna.</p><p>Poco dopo i soldati abbandonarono la casa, e la vecchia apr� il nascondiglio. Sebbene fosse giorno, la luce che filtrava a stento nella casa non bastava a illuminarla.</p><p>�Mi riconoscete finalmente, de Rochebrune?� chiese la donna.</p><p>�Mio Dio�� esclam� Bertrand, dopo averla scrutata attentamente. �Voi siete� siete la contessa de Serrault.�</p><p>�Proprio, sono la madre di Jean Marie, e per questa orribile colpa il re mi ha fatto privare di tutto. Ma, ditemi, che ne � di mio figlio?�</p><p>�Sta bene ed � al sicuro in Scozia presso i vostri cugini, i conti di St Clair. Mi ha detto che nessuno dei messaggeri che vi ha inviato � mai riuscito a trovarvi.�</p><p>�Oh, chi potrebbe mai trovarmi in questo laido antro?� disse amaramente la megera a cui era ridotta una delle donne un tempo pi� belle e influenti di Parigi. Ma il sollievo per la notizia che suo figlio stava bene era evidente. �Adesso veniamo a voi�, continu� in tono pensoso. �Bisogna trovare il modo di farvi tornare in tutta fretta alla costa atlantica a cercare un imbarco per la Scozia.�</p></section></section><section><title><p>PARTE QUARTA</p><p>IL DISEGNO DEL MALE</p></title><section><title><p>15</p></title><image l:href="#2"/><subtitle>Riproduzione di Bafometto. Idolo infernale venerato, secondo l�accusa, dai Cavalieri del Tempio</subtitle><empty-line/><p><strong>Mediterraneo. 18 luglio 1999</strong></p><empty-line/><p>Quella notte il dottor Redjia aveva dormito poco e male. Ma di buonora era gi� ugualmente nello studio adiacente all�ospedale di bordo. Lo angustiavano le condizioni di un membro dell�equipaggio. In tutta la sua carriera non aveva mai visto niente di cos� inquietante. I sintomi manifestati da Sebastian Chalag non corrispondevano a nessuna delle malattie che capitasse normalmente di diagnosticare. E la sua esperienza andava indubbiamente al di l� del normale.</p><p>Anche quel giorno, come faceva sempre prima di un�esercitazione di abbandono nave, Arthur Di Bono riun� gli ufficiali. Conosceva troppo bene il mare per non sapere che nessuna nave poteva considerarsi totalmente sicura. Tempestivit� e addestramento potevano salvare migliaia di vite umane. Per questo le esercitazioni di sicurezza non venivano svolte come noiosa routine ma con grande impegno.</p><p>Verso la fine della riunione, Di Bono si rivolse al giovane ufficiale italiano addetto ai servizi, tra cui quello di sicurezza.</p><p>�Mantenga i suoi uomini in stato di allerta, signor Vassalle. Siamo sempre in zone a rischio per una nave che batte bandiera americana, e tra pochi giorni arriveremo in Israele.�</p><p>�Stiamo eseguendo controlli scrupolosi sui passeggeri a ogni imbarco, signore, e tutti i bagagli vengono passati ai raggi X. Siamo perfettamente consapevoli del pericolo di atti terroristici in queste regioni.�</p><p>I sette fischi di sirena diedero inizio all�esercitazione di abbandono nave, e tutti gli ufficiali si avviarono verso la postazione assegnata.</p><p>L�ordine impartito per altoparlante di recarsi ai punti di raccolta per l�esercitazione costrinse invece Pat Silver a lasciare il tavolo del Caribbean Poker, dove, contrariamente al giorno prima, stava perdendo. Giocava in un modo stranamente distratto.</p><empty-line/><p>�Che cos�hai intenzione di fare, Maggie?� chiese Timothy a sua moglie, quando altri sette fischi di sirena segnalarono che l�esercitazione era conclusa, aggiungendo senza aspettare risposta: �Nella sala cinema stanno per dare un vecchio film che mi interessa. Che cosa ne diresti di vederci tra un paio d�ore direttamente al buffet della piscina?�</p><p>Maggie annu�. Da quando si era abbandonato a quella disgustosa scena di violenza, qualsiasi cosa lo tenesse lontano da lei le dava sollievo. Da quel momento si sentiva sporca. Aveva continuamente necessit� di sentirsi scorrere acqua sul corpo.</p><p>Torn� in cabina e si allung� qualche istante sul letto, giusto il tempo che la vasca per l�idromassaggio si riempisse. Poi s�immerse, ma non serv� a niente: l�orribile scena vissuta con il marito non le usciva di mente.</p><p>Anche Pat Silver stava facendo una doccia. Il ponte dove aveva dovuto stare pazientemente inquadrato con gli altri passeggeri, infagottato in un ingombrante giubbotto salvagente, era caldissimo. Rimase sotto il potente getto d�acqua per diversi minuti, quando la sua attenzione fu richiamata dai rumori che venivano dal bagno confinante. Quello di Maggie.</p><p>La parete che separava i due locali, sebbene rivestita di marmo, doveva essere troppo sottile, o non abbastanza insonorizzata. Sper� che si trattasse proprio di Maggie, e la sua fantasia si mise a galoppare.</p><p>Avvoltosi nell�accappatoio bianco, usc� sul balconcino panoramico, sporgendosi a guardare un branco di delfini che giocavano con la scia della nave. Ma dopo qualche minuto un nuovo lieve rumore lo fece girare verso il terrazzino della cabina di Maggie.</p><p>La vide seduta sulla <emphasis>chaise longue</emphasis>, con il viso tra le mani. Evidentemente non si era accorta di lui. Si raschi� rumorosamente la gola, e lei allontan� di scatto le mani dagli occhi. Erano arrossati e lucidi. Stava piangendo.</p><p>�Che cosa succede, Maggie?�, esclam� Pat, allarmato.</p><p>�Niente�, rispose lei con voce rotta. �Ordinarie questioni di famiglia. Cose che non conosci. Beato te.�</p><p>�Nessuno e niente deve mai far piangere la mia Venere Nera. Lo proibisco�, prov� a scherzare lui, ma lo sfogo di Maggie lo aveva riempito di una sconosciuta voglia di sincerit�.</p><p>�Ogni volta che penso a una mia possibile famiglia, mi vieni in mente tu, Maggie. Sei l�unica cosa veramente pulita che io abbia mai avuto.�</p><p>I loro sguardi s�incrociarono, e lei si sent� pervadere da un fremito. Oh, pens� in un lampo, se quelle poche parole me le avessi dette allora. Quante cose sarebbero potute andare diversamente per entrambi.</p><p>Si alz� come un automa dalla sdraio e raggiunse il divisorio da cui si sporgeva Pat. Senza dire una parola, lo prese per la nuca e lo attir� a s�, baciandolo.</p><p>Pat si sporse ancora di pi� e la strinse a s�. Rimasero cos�, abbracciati fuori del parapetto, per alcuni lunghi istanti, finch� Pat non scavalc� agilmente la balaustra del suo terrazzino e, reggendosi su una sporgenza, salt� in quello di Maggie.</p><p>Si strinsero in un abbraccio quasi disperato, baciati dal sole.</p><p>�Ti ho sempre desiderato, Maggie. Sei la cosa pi� bella che io conosca.�</p><p>I lembi dei due accappatoi si erano scostati, e lei sent� sul ventre l�eccitazione di Pat. Le parve di fuoco. Si lasci� adagiare sulla sdraio e si apr� per accoglierlo.</p><empty-line/><p>Iosif Bykov aveva deciso che durante la navigazione tra Santorini e Rodi avrebbe finalmente rivelato all�emissario del cliente dov�erano le dieci testate: nei cinque involucri di frigorifero imbarcati a Venezia. Ma era sempre convinto che da allora la sua vita sarebbe stata in pericolo. Doveva quindi essere pronto a far scattare il piano che aveva predisposto, e a farlo funzionare.</p><p>Vedendo le effusioni di due giovani a pochi passi da lui sul ponte, probabilmente sposini in viaggio di nozze, fu preso da un�intensa malinconia. Come sarebbe stata diversa la sua vita se Nadja fosse rimasta al suo fianco.</p><p>Non si era mai posto il problema di come venissero utilizzate le armi che lui vendeva a chiunque potesse pagarle. Ma il pensiero di Nadja, il ricordo della sua fresca e pulita onest�, lo spinse per la prima volta a chiedersi che cosa potesse mai farsene delle dieci testate nucleari quell�ignoto cliente.</p><p>La spiegazione datagli da Fosh�� che si trattava di un Paese mediorientale che voleva incrementare il suo arsenale atomico�� lo aveva soltanto fatto sorridere. C�era sotto ben altro. Un simile potere di distruzione costituiva un pericolo per l�umanit� intera.</p><empty-line/><p>Intanto, un altro inquietante e sfuggente pericolo incombeva sulla piccola umanit� chiusa in quella nave.</p><p>�Chalag � addirittura peggiorato�, disse al dottor Redjia uno dei collaboratori. �� anche subentrata una fortissima febbre, che assolutamente non riusciamo a far recedere. I momenti di lucidit� sono sempre pi� rari. Non ho mai visto niente di cos� aggressivo.�</p><empty-line/><p><strong>Isola di Santorini. Grecia. 19 luglio 1999</strong></p><empty-line/><p>Attraverso la vetrata panoramica accanto al suo letto, Lionel Goose stava vedendo uno spettacolo senza uguali. La nave aveva dato fondo quasi al centro di un grandissimo cratere vulcanico invaso da un�acqua cristallina. Ringrazi� Dio di avergli regalato ancora quella giornata.</p><p>La prevista escursione fu di particolare interesse: la visita ai resti di un�antica citt� che alcuni sostenevano essere addirittura la leggendaria Atlantide. I croceristi visitarono poi la citt� moderna e ridiscesero all�imbarcadero in parte a dorso di mulo e in parte con una teleferica.</p><p>Maggie dedic� tutto il suo interesse ai reperti millenari illustrati dalla guida e non incroci� mai lo sguardo di Pat. Se lo avesse fatto, sapeva che sarebbe stata costretta ad abbassare gli occhi. E non capiva perch�. Non la sfiorava nemmeno l�ombra di un rimorso, eppure aveva paura di arrossire come una adolescente colta in fallo.</p><p>Be�, si disse con un sorriso amaro: come sarebbe arrossita la studentessa che era quando aveva conosciuto Pat. E da allora�� decise finalmente di ammetterlo�� non aveva mai smesso di amarlo.</p><p>Avevano optato tutti e cinque per la discesa al porto a dorso di mulo e risero per tutto l�impervio tragitto, gridandosi incitamenti e battute.</p><p>Raggiunto il livello del mare dopo circa quaranta minuti di perigliosa cavalcata, si meravigliarono per la severit� dei controlli, cominciati ancora prima dell�imbarco sulle lance e conclusi sulla <emphasis>Queen of Atlantis </emphasis>da un�ispezione personale con il metal detector e un passaggio ai raggi X di ogni bagaglio a mano.</p><empty-line/><p>Arthur Di Bono pigi� tre volte sul pulsante della sirena, e i fischi di saluto echeggiarono amplificati dalle pareti del cono vulcanico.</p><p>Quindi il comandante si affrett� a raggiungere il suo ufficio, da dove chiam� il primo medico di bordo. In tanti anni di navigazione con il dottor Redjia non gli era mai capitato che gli inviasse un rapporto scritto sulle condizioni di un paziente. Anzi, aveva avuto pi� volte modo di constatare come il medico di origine indiana sapesse cavarsela egregiamente anche in circostanze critiche.</p><p>Se gli aveva mandato quel rapporto e poi telefonato diverse volte in tono preoccupato, doveva essere una cosa davvero grave.</p><p>Intanto Redjia stava occupandosi di Sebastian Chalag, che non aveva mai ripreso conoscenza. La febbre era altissima e nessun farmaco riusciva a debellarla. In pi� il paziente presentava vomito, diarrea e difficolt� respiratorie. I muscoli della mascella erano serrati in una morsa che soltanto gli strumenti medici riuscivano ad aprire.</p><p>Il telefono sulla sua scrivania squill�, e alla preoccupata richiesta del comandante rispose: �Capisco che l�incolumit� dei nostri croceristi le stia a cuore, ma sta a cuore anche a me. E, ripeto, non ritengo sia opportuno sbarcare il malato, sempre ammesso che sopravviva fino a Rodi. Il nostro ospedale di bordo � sicuramente meglio equipaggiato di quelli di queste isole. Oltre a tutto, se si dovesse trattare di una malattia di origine virale�� speriamo di no��, le autorit� portuali non consentirebbero lo sbarco del malato per il timore di un�epidemia.�</p><p>�Le leggi della navigazione�, obiett� Di Bono, �ci impongono di denunciare il caso.�</p><p>�Lo so, comandante. Ma le cause della malattia mi sono ancora ignote. Potrebbe trattarsi soltanto di un gravissimo avvelenamento alimentare, o di un altro malanno non causato da virus patogeni. Metteremmo in allarme senza un giustificato motivo tutti i porti che abbiamo toccato. D�altra parte, se si trattasse d�infezione virale epidemica, mi dispiace ammettere che il contagio potrebbe gi� essere iniziato. Quindi � meglio che rimanga circoscritto alla nostra nave.�</p><empty-line/><p><strong>Canale d�Inghilterra. Marzo 1314</strong></p><empty-line/><p>Nella zona malfamata dove si era dovuta ridurre a vivere la contessa de Serrault si poteva acquistare di tutto. Quindi, pagandole a caro prezzo con il denaro datole da Bertrand, la coraggiosa signora non aveva faticato a procurarsi due divise da sottufficiale della guardia del re e tre cavalli sellati.</p><p>Dopo di che era stato messo in atto il piano che avevano studiato con grande cura. Travestiti da guardie del re, Bertrand e Luigi erano partiti verso la costa atlantica fingendosi incaricati di scortarvi una prigioniera.</p><p>E tutto era andato benissimo. Avevano incontrato molte pattuglie di soldati, che per�, vedendo le divise della guardia personale del re, li avevano lasciati proseguire senza problemi.</p><p>Arrivati a Calais, Bertrand aveva saputo che proprio quella sera sarebbe salpata una nave per la Scozia. Si precipitarono al porto.</p><p>Vi trovarono una piccola imbarcazione da carico, tozza e alta di bordo, poco pi� lunga di trenta passi, collegata alla terraferma da una passerella volante formata da due tavole appoggiate l�una all�altra.</p><p>�Sono un sottufficiale della guardia del re e devo scortare una prigioniera sino in Scozia�, disse Bertrand dalla banchina. �Chiedo il permesso di salire a bordo per parlare con il comandante.�</p><p>Il quale comandante, un figuro a met� tra il pirata e il brigante di strada, s�infil� avidamente in tasca alcune monete d�oro, dichiarandosi molto onorato di rendere un servigio al re di Francia.</p><p>La piccola nave aveva appena raggiunto il largo, quando nel porto irruppero alcune guardie del re. E il loro capo, fatte un po� di domande ansiose sul molo, esplose in una sequela di bestemmie.</p><empty-line/><p><strong>21 luglio 1999</strong></p><empty-line/><p>Quando l�ultimo dei pullman riport� al molo gli escursionisti era ormai sera. Effettuate le meticolose operazioni di controllo per il reimbarco, la <emphasis>Queen of Atlantis </emphasis>era pronta a salpare per percorrere in poco meno di venti ore le quattrocento miglia da Rodi a Haifa.</p><p>All�escursione, l�unica da quando si era imbarcato, aveva partecipato anche Iosif Bykov. Poche ore prima dell�arrivo a Rodi aveva ricevuto una telefonata dall�emissario del cliente, a cui aveva rivelato dov�erano le testate nucleari.</p><p>Adesso la sua vita era in pericolo, e per questo aveva preferito confondersi tra la carovana dei turisti. Ma sapeva che qualcuno lo avrebbe comunque tenuto sotto stretto controllo.</p><p>Tra i partecipanti all�escursione c�erano anche Gerardo di Valnure e Paola Lari. Avevano visitato la citt� medievale e sentito cose di grande interesse sulla storia dell�isola. Gerardo aveva preso molti appunti, ma in diverse occasioni non aveva potuto fare a meno di gettare un�occhiata di sguincio al suo vicino d�appartamento, che sembrava invece avere scarsissimo interesse per quanto spiegava la guida, limitandosi a seguire il gruppo con aria pensierosa e assente. Una persona strana.</p><empty-line/><p>Poco prima d�impartire l�ordine di salpare, Arthur Di Bono telefon� al dottor Redjia. �Ci sono novit�?�</p><p>�Il paziente ha mostrato un leggero miglioramento, ma le sue condizioni continuano a essere gravissime�, rispose il medico.</p><p>Posato il ricevitore, Di Bono and� in plancia, e, poco dopo, la <emphasis>Queen of Atlantis </emphasis>si stacc� dal molo del porto antico di Rodi.</p><p>Intanto, appena rientrata nel suo appartamento, Paola Lari aveva cominciato a esercitare la voce in vista del secondo spettacolo, previsto per quella sera.</p><p>Gerardo, invece, aveva aperto la sua inseparabile agenda tascabile e riportato sul computer portatile alcune interessanti notizie sui Cavalieri di San Giovanni apprese durante la visita a Rodi.</p><p>Nonostante la passione per la tecnologia, trattava la sua fida <emphasis>Muleskin </emphasis>come una reliquia: alcuni antenati di quel libriccino erano stati usati da scrittori come Hemingway. Terminato di riportare gli appunti nel computer, se la mise in una delle tasche dello smoking estivo che avrebbe indossato per la serata di gala.</p><p>La cena fu come sempre squisita, ma gli ospiti si affrettarono a lasciare il ristorante per trasferirsi nella sala teatro, dove Paola Lari avrebbe tenuto il suo attesissimo spettacolo.</p><p>Prima di salire sul palcoscenico, gli aveva spiegato Paola, preferiva non mangiare, per cui lui aveva cenato da solo. E adesso si stava inoltrando nell�ampio corridoio verso il teatro, quando avvert� una presenza al suo fianco. Hans Holoff, che sembrava avere una gran fretta, lo urt�, facendosi largo tra gli spettatori. Gerardo sent� un colpo secco all�altezza della tasca destra della giacca, ma non gli diede peso.</p><p>Si preoccupava soprattutto di non perdere di vista Holoff.</p><p>A Pat Silver, invece, il concerto non interessava assolutamente e, come capitava spesso, aveva fatto perdere le sue tracce al gruppo di amici, filandosela al casin�.</p><p>Inforcati gli occhiali, stava giocando da circa un�ora con alterna fortuna al tavolo del Caribbean Poker, quando un signore dai modi gentili ma fermi si qualific� come direttore della sala da gioco e gli chiese di seguirlo nell�ufficio del comandante.</p><empty-line/><p>Dana Pettersson era una signora di mezza et�, leggermente sovrappeso. Una qualsiasi degli oltre tremila croceristi della <emphasis>Queen of Atlantis. </emphasis>Cominci� a sentirsi male durante lo spettacolo di Paola Lari. L�amica che l�accompagnava nella crociera la condusse fuori dal teatro, sorreggendola per un braccio. Mentre entravano nell�ascensore per salire verso la loro cabina, Dana stramazz� a terra in preda a convulsioni.</p><p>Quasi nello stesso istante, altri due uomini dell�equipaggio accusarono i sintomi del contagio.</p><empty-line/><p>Redjia era chino sul paziente. Il sangue nelle urine era comparso subito dopo la partenza da Rodi. Quasi contemporaneamente il corpo del filippino si era coperto di ematomi. Un preciso indizio dell�aumentare delle emorragie interne e quindi di ulteriore peggioramento del quadro clinico. Sebastian Chalang era morto per un sopravvenuto blocco renale.</p><p>Il medico indiano scosse la testa, angosciato. Il sospetto che nutriva da quando i sintomi avevano assunto una certa configurazione era purtroppo confermato. Alle sue labbra affior� quasi inconsciamente una parola.</p><p>Una sola, ma tale da far venire i brividi anche a un medico anziano ed esperto come lui: �Ebola�.</p><empty-line/><p>Pat era seduto davanti ad Arthur Di Bono, mentre il direttore del casin� armeggiava con un videoregistratore.</p><p>�Le sue cospicue vincite hanno allarmato il personale della casa da gioco, signor Silver�, disse il comandante.</p><p>�Be�, non � detto che un giocatore debba perdere per forza. Non crede?� ribatt� prontamente Pat.</p><p>�Ci sono modi e modi di vincere�, replic� imperturbabile il comandante. �E ci siamo accorti che il suo d� adito a molte perplessit�.�</p><p>Sullo schermo a parete cominciarono a scorrere le immagini riprese da una telecamera nascosta.</p><p>�Come certo sapr�, signor Silver, ogni sala da gioco � controllata da telecamere a circuito chiuso. Per un problema d�illuminazione, abbiamo dovuto sostituire alcune delle nostre tradizionali con altre a raggi infrarossi. Il risultato lo pu� vedere lei stesso.�</p><p>Il direttore della sala da gioco cominci� a ingrandire il fermo immagine di alcune carte tenute in mano da Pat: sul dorso apparivano distintamente diverse impronte di dita visibili soltanto agli infrarossi.</p><p>�Lei ha impresso con materiale sensibile segni di riconoscimento sulle carte da gioco, signor Silver, dopo di che, nel corso delle mani successive, con i suoi occhiali a infrarosso riusciva a leggere il punto del croupier�, lo accus� senza mezzi termini il direttore del casin�.</p><p>�Posso vedere quegli occhiali, signor Silver?� incalz� con calma il comandante.</p><p>Pat glieli porse. Era inutile traccheggiare: lo avevano beccato.</p><p>�Questa nave batte bandiera americana, signor Silver, e le nostre leggi prevedono pene molto severe per bari e truffatori�, concluse Di Bono, facendogli dondolare davanti gli occhiali. �Ma la nostra compagnia preferisce non rendere pubblici eventi cos� incresciosi. Se restituir� quanto indebitamente sottratto e si atterr� al divieto di frequentare il casin�, nessuno sapr� niente.�</p><p>Proprio in quel momento squill� il telefono. Da grave, l�espressione del comandante si fece livida.</p><empty-line/><p>�CHI SAREBBE QUESTO IOSIF BYKOV?� digit� Sara Terracini.</p><p>�L�UOMO DI CUI CI HA INFORMATO GERARDO DI VALNURE NEL SUO ULTIMO MESSAGGIO, DICENDO CHE LO HA VISTO PARLARE CON HANS HOLOFF. SIAMO RIUSCITI A IDENTIFICARLO. � UN MERCANTE D�ARMI RUSSO�, rispose Oswald Breil.</p><p>�CHE RAZZA DI FAUNA HANNO IMBARCATO SULLA <emphasis>QUEEN OF ATLANTIS</emphasis>? INFORMO SUBITO GERARDO. A CHE PUNTO SONO I MIEI LASCIAPASSARE PER ROSSLYN?�</p><p>�A BUON PUNTO. ARRIVERANNO FRA QUALCHE GIORNO.�</p><p>Lasciata la tastiera del computer, Oswald torn� a parlare con Erma.</p><p>�Vediamo di riassumere. Un uomo degli ex servizi dell�Est, assoldato da una pericolosa setta segreta, s�incontra con un grosso mercante d�armi. Si pu� supporre che stiano trattando una partita di merce. Ma perch� su una nave da crociera?�</p><p>�Tra poche ore la nave arriver� a Haifa, e sar� lo stesso Holoff a spiegarci tutto.�</p><empty-line/><p><strong>22 luglio 1999</strong></p><empty-line/><p>Arthur Di Bono aveva appena comunicato il pericolo di epidemia alle autorit� sanitarie israeliane, ma adesso doveva informare anche i croceristi. Bisognava agire con tatto, se non voleva scatenare una pericolosa crisi di panico. Tirato un respiro profondo e aperto il sistema interfonico di bordo, annunci� che un pericolo di contagio imponeva di adottare misure igieniche eccezionali.</p><p>Intanto il dottor Redjia aveva appena terminato di trasformare una delle due camere operatorie in stanza sterile, ricoverandovi i tre nuovi malati. Ma sapeva che da un momento all�altro sarebbero arrivate altre persone infettate dal virus.</p><p>Ci siamo, si disse infatti quando bussarono alla porta, ma ebbe il sollievo di trovarsi davanti una simpatica americana che, oltre ad avere un tono di grande efficienza, sembrava il ritratto della salute.</p><p>�Sono Annie Ferguson�, gli spieg� subito la donna. �Dirigo un laboratorio d�immunologia e virologia in Nuova Scozia. Ho appena sentito il messaggio del comandante e sono venuta subito a mettermi a sua disposizione, sempre che la mia esperienza possa esserle utile.�</p><p>Prima di rispondere, Redjia la scrut� qualche istante attraverso le lenti. �Se la situazione dovesse evolversi come temo�, disse finalmente, �avremo bisogno non soltanto di tanta esperienza, ma anche di moltissima fortuna. E una virologa non pu� che esserci utile. Purtroppo per� non disponiamo di strumenti di analisi adeguati.�</p><p>�Quale pensa possa essere il virus responsabile dell�epidemia?�</p><p>�Con ogni probabilit� si tratta di virus Eboia o Marburg. A giudicare dai sintomi, sembrerebbe proprio un filovirus ad alto tasso di mortalit�.�</p><p>�Allora non c�� tempo da perdere. Mi dica soltanto dove posso mettermi a lavorare e mi mostri le attrezzature di cui dispone.�</p><empty-line/><p>Alle due di notte Iosif Bykov si mise in azione nel suo appartamento. Estrasse dal bagaglio la zattera autogonfiabile, un parallelepipedo di poco pi� di trenta centimetri per lato, e prese dall�armadio il giubbotto salvagente. Quindi, verificato il funzionamento del trasmettitore satellitare, indoss� sotto gli abiti normali una muta galleggiante. Si sarebbe calato a poppavia, dal ponte pi� vicino al mare, quello dove venivano manovrati i cavi d�ormeggio.</p><p>Nel corridoio fuori dell�appartamento di Bykov, intanto, Holoff stava spingendo un carrello del servizio alle cabine. Giunto davanti alla porta, si accert� che il corridoio fosse deserto, poi pos� sul pavimento la bomboletta e apr� la valvola, cos� che il gas soporifero entrasse nella stanza attraverso un tubicino infilato nella fessura sotto la porta.</p><p>Iosif aveva sentito il rumore del carrello, e non appena cap� che si era fermato davanti alla sua porta, spense la luce. Aveva gi� sistemato i cuscini sotto le lenzuola, in modo che sembrassero un corpo addormentato. Il sibilo del gas che penetrava nella stanza lo costrinse ad anticipare i tempi. Si precipit� sul balcone e, legata con una sagola di una ventina di metri l�attrezzatura che aveva preparato, si lanci� in mare cercando di saltare il pi� lontano possibile dai vortici creati dalle eliche.</p><p>Quando la bombola ebbe finito di emettere il gas, Hans Holoff indoss� una mascherina e impugn� una strana pistola. Quindi inser� una chiave magnetica nella serratura dell�appartamento. La pistola ad aria compressa che impugnava poteva sparare ad alcuni metri di distanza sottili proiettili di ghiaccio collocati in un apposito caricatore all�azoto liquido. Era un�arma utilizzata spesso dagli agenti segreti per eliminare pericolosi avversari senza lasciare traccia. L�ago di ghiaccio penetrava infatti nel corpo lasciando soltanto un minuscolo forellino e poi si scioglieva completamente. Se poi l�organo colpito fosse stato il cuore, anche il pi� esperto medico legale avrebbe diagnosticato un infarto.</p><p>Senza accendere la luce, Holoff scaric� un proiettile contro quello che credeva fosse il corpo di Iosif Bykov.</p><empty-line/><p>�Mi scusi se la disturbo a quest�ora della notte, Breil�, disse Erma al telefono, �ma il comandante della <emphasis>Queen of Atlantis </emphasis>si � appena messo in contatto con le nostre autorit� sanitarie per denunciare il pericolo di un�epidemia virale a bordo. La nave sta incrociando al traverso di Cipro, diretta a Haifa. Si sospetta che un membro dell�equipaggio sia morto per infezione da virus Eboia, e si sono gi� verificati altri tre casi.�</p><p>�Ci mancava anche questa. Bisogna cambiare tutto. Quali misure dovr� adottare la nostra autorit� sanitaria?�</p><p>�I protocolli internazionali non prevedono l�obbligatoriet� di messa in quarantena del mezzo dov�� scoppiata l�epidemia. La consigliano solamente.�</p><p>�Allora provveder� affinch� le nostre autorit� sanitarie adottino la procedura consigliata e non facciano sbarcare nessuno. La nave verr� fatta fermare in una zona del porto di Haifa evacuata e messa sotto stretta sorveglianza. I cordoni sanitari impediranno che l�infezione virale si diffonda.�</p><p>�Benissimo. Cos� potremo interrogare con calma chi ci interessa.�</p><p>�Ha finalmente ricevuto il manifesto di carico della nave?�</p><p>�S�, ma l�esame sar� lungo. Lei non ha idea di quanta roba venga imbarcata a ogni scalo su una nave come quella.�</p><p>�Quando la <emphasis>Queen of Atlantis </emphasis>arriver� a Haifa, avremo modo di verificare direttamente che cosa contengono le stive.�</p><p>�D�accordo. Intanto la informo che siamo riusciti a far accettare all�ente di gestione della Cappella di Rosslyn che una scienziata italiana compia alcune ricerche in totale libert�.�</p><p>�Bene, riferir� a Sara che pu� partire, e aspettiamo la nave�, concluse Oswald facendo un rapido calcolo. �Dovrebbe metterci poco pi� di dieci ore ad arrivare a Haifa.�</p><empty-line/><p>Fatta sistemare nella seconda camera operatoria l�attrezzatura da analisi disponibile, Annie chiese di esaminare il cadavere di Sebastian Chalag.</p><p>La pelle era costellata di ecchimosi, indice delle violente emorragie interne che lo avevano ucciso. L�attenzione della virologa si concentr� in particolare su una, all�altezza della coscia destra, di dimensione almeno tripla rispetto alle altre.</p><p>Al centro si vedeva un forellino rosso, ma Annie non gli diede particolare peso. Doveva ancora visitare i tre ammalati per valutare con attenzione i sintomi e poi prelevare campioni di tessuto e sangue dal cadavere, anche se sapeva benissimo di non aver alcuna possibilit� di eseguire la maggior parte degli esami di laboratorio necessari per attribuire con assoluta certezza le cause del decesso a un filovirus.</p><p>Nel suo ufficio, intanto, Arthur Di Bono stava ricevendo una chiamata dalla terraferma.</p><p>�Sono Farek, il responsabile dell�Organizzazione Mondiale della Sanit� nell�area mediorientale�, si sent� dire. �La chiamo su segnalazione del ministero della Sanit� di Israele. Le comunico che una task-force elitrasportata sta per raggiungere la sua nave. Le raccomando di fornirle la massima assistenza. Sono circa venti persone, tra medici e personale paramedico, e dispongono di tutta l�attrezzatura necessaria per scongiurare il diffondersi di epidemie.�</p><empty-line/><p>Preparandosi per andare a letto, Gerardo di Valnure tolse dalla tasca dello smoking il libriccino per appunti e rimase un attimo interdetto. Proprio al centro della copertina della <emphasis>Muleskin </emphasis>c�era un forellino, che poi attraversava tutte le pagine fin quasi all�ultima. Attorno a ogni foro si vedeva un alone bruno.</p><p>�Hanno cercato di bucarmi con un ago�, esclam�. Quando poteva essere successo? In un lampo gli torn� in mente l�urto con Hans Holoff.</p><p>Non poteva parlarne con Paola: se i suoi sospetti erano fondati, lei e quell�uomo si conoscevano.</p><p>Usc� precipitosamente, e vicino al bar centrale incontr� Maggie Erriot, che gli chiese in tono preoccupato: �Che cosa ne pensa del pericolo di epidemia, signor conte?�</p><p>�Su questa nave ne succedono di tutti i colori�, sbott�. E si tolse di tasca l�agenda, indicando il liquido bruno ormai seccato sulle pagine. �Sembra che qualcuno abbia tentato d�inocularmi qualcosa con un ago, che per�, per fortuna, � stato fermato da questo ostacolo.�</p><p>Proprio in quel momento una cameriera stava entrando nell�appartamento contiguo al suo, dopo aver bussato due volte. Sperava che quel russo sempre con il muso fosse finalmente uscito, consentendole di mettere in ordine. La mandava sempre via.</p><p>Quando vide la sagoma sotto il lenzuolo, spense subito la luce e scapp� precipitosamente, sperando di non aver svegliato quello scorbutico signore. Avrebbe potuto ricevere un rimprovero.</p><p>Naturalmente non vide la macchiolina circolare bruna sul lenzuolo. L�unica traccia lasciata da Hans Holoff.</p><empty-line/><p>Bykov sapeva che il <emphasis>Blue Sapphire </emphasis>stava tallonando la <emphasis>Queen of Atlantis </emphasis>da una distanza di sicurezza, secondo i suoi ordini.</p><p>L�impatto con l�acqua scura, circa trenta metri sotto di lui, era stato violento. Era sprofondato diversi metri sotto, e i vortici provocati dalle eliche si erano impadroniti del suo corpo, impedendogli a lungo di tornare in superficie. La mancanza d�aria stava facendogli scoppiare i polmoni, sottoponendolo a un autentico supplizio, quando finalmente la sua testa riemerse. L�aria gli gonfi� i polmoni con un sibilo.</p><p>Recuper� immediatamente la cima che si era legato alla caviglia e si iss� faticosamente sulla zattera gonfiabile, seguendo con lo sguardo la <emphasis>Queen of Atlantis</emphasis>, ormai lontana. Sembrava un grattacielo illuminato in un deserto ondulato e buio.</p><p>Attiv� il segnalatore satellitare. I suoi uomini avrebbero dovuto recuperarlo nel giro di un�ora.</p><empty-line/><p>�Purtroppo�, disse Annie Ferguson al dottor Redjia, �non posso eseguire n� un isolamento virale in coltura cellulare, n� test Elisa o Western Blot o d�immunofluorescenza che possano confermare con assoluta certezza la diagnosi di un virus Eboia o Marburg. Anche se i sintomi sembrano evidenti, ho ancora qualche dubbio che si tratti davvero di un filovirus.�</p><p>�Per esempio, dottoressa?� chiese il medico.</p><p>�La febbre, che nel cuoco filippino � stata riscontrata diverse ore dopo la comparsa dei sintomi, mentre negli altri tre ricoverati non si sono ancora rilevate temperature fuori della norma. Nelle infezioni virali che sospettiamo compare una febbre altissima come primo sintomo, e non come estrema conseguenza di emorragie e infezioni.�</p><p>�A quali conclusioni sarebbe giunta?�</p><p>�Senza i miei strumenti di laboratorio non posso azzardarne. Comunque, analizzando i soli effetti neurotossicologici, mi sembra che potremmo trovarci di fronte a un avvelenamento piuttosto che al virus Eboia.�</p><p>�Di qualsiasi cosa si tratti, stiamo per scoprirlo: il comandante mi ha appena informato che una squadra dell�Organizzazione Mondiale della Sanit� sta per raggiungere la nave con tre elicotteri. La loro attrezzatura ci consentir� la certezza. Terremo fra poco la prima riunione con loro: dovrebbero atterrare tra una decina di minuti.� E Redjia si alz�, sfilandosi il camice e indossando la giacca della divisa.</p><p>Uscirono assieme, e Redjia si diresse immediatamente alla riunione.</p><p>Annie, invece, and� verso il ponte. Aveva bisogno di una boccata d�aria fresca. Appoggiatasi al parapetto, si strinse le tempie fra le mani. C�era qualcosa che non la convinceva, e, se non fosse stato per la limitata attrezzatura della <emphasis>Queen of Atlantis</emphasis>, ne sarebbe sicuramente venuta a capo.</p><p>Sent� una mano su una spalla e si volt�.</p><p>�Abbiamo bisogno di te�, le disse Maggie in tono agitato. Con lei c�era il nobile italiano che le aveva presentato all�inizio della crociera.</p><empty-line/><p>I tre elicotteri si avvicinarono alla nave in formazione. All�ultimo era appeso un container metallico, assicurato con solidi cavi di acciaio.</p><p>Le operazioni di avvicinamento alla piattaforma di atterraggio, esattamente sopra la plancia comando, furono ostacolate da un leggero vento al traverso. I primi due elicotteri si rialzarono non appena ebbero terminato di scaricare. Come nella sequenza di un film di fantascienza, ne erano smontati alcuni uomini in tuta stagna bianca, con un cappuccio dall�ampia visiera trasparente.</p><p>A differenza degli altri due, il terzo elicottero non atterr�, limitandosi a depositare il container metallico nel quale evidentemente c�era il materiale per quel tipo di emergenza.</p><p>L�ufficiale addetto ai servizi accompagn� immediatamente la task-force sanitaria dal comandante.</p><p>Intanto, nella camera operatoria attrezzata a laboratorio, Annie aveva prelevato un campione da una pagina dell�agenda datale da Gerardo di Valnure e l�aveva esaminato al microscopio convenzionale che aveva a disposizione.</p><p>Era rimasta diversi minuti con l�occhio incollato allo strumento, staccandolo di quando in quando dall�oculare per consultare alcuni libri.</p><p>Ma finalmente si rialz� con un�espressione di trionfo e lasci� precipitosamente il laboratorio. Il dottor Redjia doveva essere ancora nell�ufficio del comandante con gli uomini dell�Organizzazione Mondiale della Sanit�. Doveva avvertirli subito di ci� che aveva scoperto.</p><empty-line/><p>Il responsabile della task-force entr� nell�ufficio del comandante con due dei suoi, senza che si fossero mai tolti la tuta stagna. Tesa la mano guantata a Di Bono, si present� come colonnello medico Mills.</p><p>Il dottor Redjia aveva preparato una relazione esauriente sui casi osservati, ma con suo stupore Mills non la degn� neppure di uno sguardo, rivolgendosi nuovamente a Di Bono in tono perentorio.</p><p>�Da questo momento assumo il comando della nave, comandante�, disse con una voce che usc� distorta e metallica dai filtri per la respirazione inseriti nel cappuccio.</p><p>�Mi scusi, colonnello, ma le leggi internazionali non prevedono questa eventualit�, a meno che io stesso non presenti sintomi di��</p><p>Mills infil� la destra nella grossa borsa portadocumenti che aveva con s�, e i due pensarono che ne volesse estrarre un verbale di sequestro della nave, o qualcosa che legittimasse la sua intenzione.</p><p>Quando invece la destra del colonnello Mills ricomparve, stringeva una mitraglietta Skorpion.</p><p>�Assumo il comando della nave con i miei uomini, Di Bono�, ripet� in tono minaccioso.</p><empty-line/><p>Annie non attese che dall�interno della stanza arrivasse una risposta: ci� che aveva scoperto era troppo importante per non comunicarlo immediatamente al comandante, al medico di bordo e al personale dell�Organizzazione Mondiale della Sanit� appena sbarcato.</p><p>Quando fu entrata, non si accorse che gli uomini in tuta stagna avevano nascosto precipitosamente qualcosa dietro la schiena, attribuendo alla sua improvvisa intrusione il tono d�imbarazzo che regnava nella stanza.</p><p>�Chiedo scusa se interrompo la vostra riunione�, si precipit� a dire, �ma ho scoperto una cosa che modifica radicalmente la prassi da seguire. Non si tratta di filovirus n� di epidemia, ma di un veleno che provoca intossicazione e spesso morte con sintomi simili a quelli dei virus Eboia e Marburg.</p><p>�� un veleno che viene usato anche in anestesiologia e proviene da un serpente molto comune in Birmania e Laos: la vipera di Russell. Qualcuno lo ha iniettato nel morto e nei tre malati con una siringa, o con chiss� quale altro sistema.</p><p>�Dobbiamo quindi cercare un omicida, non un agente virale.�</p><p>E Annie stava per esibire l�agenda di Gerardo di Valnure, quando uno degli uomini in tuta bianca la interruppe.</p><p>�Brava�, esclam� la voce del colonnello Mills, senza che la sonorit� metallica riuscisse a nascondere il tono ironico.</p><p>Soltanto allora Annie si accorse delle armi che la tenevano sotto tiro.</p><p>�Che cosa succede? Non capisco�� mormor�.</p><p>�Pare che questi signori non siano ci� che credevamo, signorina Ferguson�, le spieg� il comandante Di Bono in tono di assoluta calma. �Sono semplicemente criminali che vogliono impadronirsi della mia nave.�</p><empty-line/><p>Gerardo e Maggie avevano atteso fuori dell�improvvisato laboratorio che Annie ricomparisse con l�esito delle sue analisi.</p><p>Poi l�avevano vista uscire di corsa con un�espressione di trionfo. Dopo aver semplicemente spiegato che non c�era nessun pericolo di epidemia, era corsa via dicendo che doveva immediatamente riferire la notizia al comandante, al medico di bordo e agli uomini dell�Organizzazione Mondiale della Sanit�.</p><p>Quindi erano tornati sui ponti superiori ad aspettare che Annie li raggiungesse e desse loro qualche altra spiegazione.</p><p>Erano circa a met� del corridoio per gli ascensori, quando da dietro un angolo sentirono arrivare le voci di due uomini che parlavano in russo.</p><p>�Che cosa ne debbo fare dei malati?� chiese uno di essi.</p><p>�La dose di veleno che ho loro iniettato non lascia scampo, ma � inutile perdere tempo. Falli fuori�, rispose l�altro in tono gelido.</p><p>Con un trasalimento, a Gerardo parve di riconoscere la voce di Holoff. Senza dire niente, prese Maggie per un braccio e la tir� con s� in uno sgabuzzino usato dal personale.</p><p>Quando i due uomini ebbero svoltato l�angolo del corridoio, li vide attraverso uno spiraglio della porta: uno indossava la tuta stagna bianca della task-force, l�altro invece era Holoff.</p><p>L�uomo in tuta bianca entr� nell�ospedale, e pochi istanti pi� tardi i colpi di una mitraglietta, pur attutiti dal silenziatore, arrivarono fino al ripostiglio.</p><empty-line/><p>I passeggeri e tutto l�equipaggio, a esclusione del turno in plancia�� annunci� la voce del comandante attraverso gli altoparlanti��, dovevano riunirsi nella sala teatro e in quella del bar principale.</p><p>Che noia questa epidemia, pens� Pat Silver, girandosi dall�altra parte nel letto. S�, sarebbe senz�altro andato in uno dei due punti di ritrovo, ma pi� tardi. Adesso voleva dormire.</p><p>In quello stesso momento, dal ponte superiore del <emphasis>Blue Sapphire </emphasis>si stava alzando un elicottero a due posti. Accanto al pilota sedeva Iosif Bykov con la sua solita espressione di gelo.</p></section><section><title><p>16</p></title><p><strong>Roslin. Marzo 1314</strong></p><empty-line/><p>�Andate pure avanti, Cavalieri�, disse la contessa de Serrault con voce affaticata. �Io vi raggiunger� con calma. Non voglio che il mio povero cuore ceda proprio adesso che sto per riabbracciare mio figlio. Andate, andate, e ditegli di venirmi incontro al pi� presto. Sono ansiosa di vederlo.�</p><p>Era un�esortazione strana da rivolgere a due Cavalieri del Tempio, il cui Ordine era stato fondato proprio per accompagnare e difendere i viandanti sulle strade pericolose dei pellegrinaggi. Ma il castello dei St Clair era ormai in vista, imponente. Bertrand e Luigi spronarono quindi i cavalli alla sua volta.</p><p>Dai torrioni del castello pendevano stendardi con lo stemma del re di Scozia, Robert the Bruce. Un leone dalla lunga coda, iscritto in un anello formato da una correggia, troneggiava sopra il portale.</p><p>Bertrand de Rochebrune chiese ad alcune persone incontrate lungo la via quale fosse il motivo di quell�aria festosa, e gli fu risposto che il re di Scozia era l� onde arruolare uomini per lo scontro con Edoardo d�Inghilterra, ormai imminente, oltre che risolutivo per l�indipendenza della Scozia.</p><p>Non appena varcarono il portale del castello, Jean Marie de Serrault fu tra i primi a correre loro incontro. Era pi� pallido e tremante del solito. Bertrand non gli diede il tempo di aprire bocca, dandogli subito la bellissima notizia.</p><p>�Ti abbiamo portato una sorpresa dalla Francia, amico mio�, gli disse. �Tua madre � partita con noi e sta per raggiungere il castello. Ti chiede di correrle incontro.�</p><p>Pazzo di felicit�, Jean Marie inforc� immediatamente un cavallo e lo spron� verso la strada per Edimburgo.</p><p>Raggiunta l�ala principale del palazzo, Bertrand e Luigi si videro venire incontro il barone St Clair.</p><p>�Fraterni amici�, esclam� il nobile scozzese. �Non sapete quale gioia sia rivedervi. Per darvi il benvenuto ho interrotto una riunione con Robert the Bruce, il re di Scozia. Presto, venite, il re mi ha chiesto di condurvi da lui.�</p><empty-line/><p>Ebbro di felicit�, Jean Marie de Serrault galoppava a spron battuto sulla strada per Edimburgo. Sua madre era l�unica persona cara che gli fosse rimasta. Aveva temuto per la sua vita: ogni messaggio che aveva tentato di farle avere non era mai arrivato a destinazione.</p><p>Da alcuni amici di Parigi aveva poi saputo che era caduta in disgrazia, e che i suoi beni erano stati requisiti da Filippo il Bello. Ma adesso sua madre era a poche miglia di distanza. I tacchi degli stivali spronarono di nuovo i fianchi del cavallo in un tratto di foresta rigogliosa.</p><p>Uscendo da una curva del sentiero, vide un fagotto in mezzo alla carreggiata. Sulle prime pens� a un mucchio di stracci. Poi capi che si trattava di un corpo, prono. Fren� bruscamente il cavallo e smont�.</p><p>Quando lo gir�, non riusc� a trattenere un grido di disperazione. Era sua madre. Un fendente le aveva spaccato il cranio fin quasi alle sopracciglia.</p><p>Jean Marie si sent� gelare in tutto il corpo, e le gambe gli cedettero di schianto. Non si accorse nemmeno che dodici soldati inglesi lo avevano circondato.</p><empty-line/><p><strong>Mediterraneo meridionale. 22 luglio 1999</strong></p><empty-line/><p>Pietro Vassalle era imbarcato sulle navi delle Maritime Cruise Lines da sette anni. Era sempre stato con il comandante Di Bono, salendo via via di grado. Parlava l�inglese con un accento ricco d�inflessioni della regione italiana dov�era nato, la Liguria.</p><p>Quando ud� il messaggio attraverso gli altoparlanti di bordo era in plancia e, mentre si chiedeva che cosa potesse mai essere successo, ricevette una telefonata del comandante.</p><p>�Dia l�ordine di fermare le macchine, signor Vassalle. Da questo momento il colonnello Mills e i suoi uomini prendono il comando della nave�, si sent� dire. �Le raccomando di eseguire ogni loro ordine. Ne va della sicurezza della nave e dei passeggeri. La raggiunger� in plancia tra pochi minuti.�</p><p>Pietro Vassalle cap� subito che stava succedendo qualcosa di molto grave. Prese immediatamente la chiave dell�armeria dal mazzo che portava sempre alla cintura e, entrato nella sala ufficiali, rimosse un grande quadro e la inser� nella serratura che esso nascondeva.</p><p>Le dieci Beretta bifilari 7.65 erano allineate su altrettante sagome di legno. Poco pi� in alto c�erano quattro fucili a pompa Winchester. Vassalle limit� la sua scelta a tre armi corte e ad alcune scatole di colpi. Quindi fece sparire i tre scalmi di legno dove erano alloggiate le pistole.</p><p>Probabilmente i suoi timori erano eccessivi, e il comportamento del comandante dovuto a un aggravarsi dell�epidemia. Ma, conoscendo bene Di Bono, sapeva che non avrebbe mai abbandonato il comando della sua nave prima che fosse affondata fino �all�albero dell�apparato radio�. Era una frase che aveva imparato da suo padre, per lungo tempo comandante dei transatlantici italiani.</p><empty-line/><p>Maggie e Gerardo rimasero nel loro nascondiglio finch� l�uomo con la tuta bianca non fu passato loro davanti una seconda volta.</p><p>�Dobbiamo rimanere nascosti, Maggie, almeno fino a quando non riusciremo a capire che cosa sta succedendo�, le mormor� lui.</p><empty-line/><p>Appena sentito il messaggio del comandante, Lionel Goose prese disciplinatamente la moglie sottobraccio e si avvi� con lei verso il luogo di riunione.</p><p>Si era messo in colonna con gli altri passeggeri, quando vide un primo uomo in tuta bianca. Si stup� non poco che un membro dell�Organizzazione Mondiale della Sanit� impugnasse una mitraglietta. C�era qualcosa che non andava. Pochi istanti pi� tardi ebbe conferma del suo sospetto.</p><empty-line/><p>Pat Silver fu svegliato di soprassalto dal rumore di una porta che sbatteva con violenza. Un secondo schianto lo indusse ad alzarsi e ad affacciarsi nel corridoio. Vide due uomini armati, in tuta bianca, che stavano spalancando tutte le porte, quasi volessero accertarsi che le cabine fossero state evacuate. La cosa non gli piacque per niente.</p><p>Richiuse silenziosamente la porta e rimase immobile. I rumori si facevano sempre pi� vicini, fra poco sarebbe toccato alla sua cabina. Attese che i due uomini fossero entrati nell�appartamento di Maggie e, quando sent� che ne uscivano di nuovo, si precipit� sul balcone e scavalc� la balaustra che lo aveva portato tra le braccia della donna che amava. Un attimo dopo i due uomini entrarono nella sua cabina, trovandola deserta.</p><empty-line/><p>Pietro Vassalle decise di non aspettare Di Bono in plancia, come gli era stato ordinato. Conosceva quella nave in ogni suo recesso. Non gli sarebbe stato difficile sparire finch� la situazione non si fosse chiarita.</p><p>Ordinato al timoniere di fermare le macchine, lasci� la plancia e scomparve nel ventre della nave. Aveva con s�, in una borsa, due delle tre pistole e le munizioni. La terza Beretta la teneva infilata nella cintura dei pantaloni, nascosta dalla giacca.</p><empty-line/><p><strong>Haifa. 22 luglio 1999</strong></p><empty-line/><p>L�elicottero militare israeliano impieg� meno di mezz�ora per percorrere i novantacinque chilometri che separano Tel Aviv da Haifa. A bordo, Oswald riesamin� punto per punto le ultime, tragiche notizie. Era profondamente perplesso: non riusciva a capire le mosse del nemico.</p><p>Erma gli aveva telefonato circa due ore prima per dirgli che il Mossad aveva captato una conversazione tra il comandante della nave e una persona che si era qualificata come il responsabile dell�Organizzazione Mondiale della Sanit� per l�area mediorientale. Ma era bastata una telefonata dello stesso Erma al vero alto funzionario dell�Organizzazione, perch� questi precisasse di non sapere niente della <emphasis>Queen of Atlantis. </emphasis>N� aveva avuto alcun contatto con il ministero della Sanit� di Israele.</p><p>L�elicottero si stava gi� abbassando verso la corvetta lanciamissili <emphasis>Sa�ar 5 </emphasis>della marina israeliana, sul cui ponte sarebbe atterrato.</p><empty-line/><p><strong>Losanna. 22 luglio 1999</strong></p><empty-line/><p>Didier Fosh stava scendendo dal centro verso il Beau Rivage, il quartiere residenziale sul lago Lemano dov�era la sua villa. Gli piaceva molto guidare e quindi faceva spesso a meno dell�autista e della guardia del corpo, che utilizzava solamente per gli spostamenti lunghi.</p><p>Considerava Losanna un luogo del tutto sicuro anche per persone come lui, abituate a trattare affari molto azzardati.</p><p>A un semaforo nei pressi della stazione un taxi si affianc� alla sua city car giapponese. Attraverso il finestrino gli apparve il viso di una splendida donna, che gli scocc� un caldo sorriso.</p><p>Si raddrizz� istintivamente la cravatta, mentre i clacson delle auto in coda dietro di lui gli segnalavano nervosamente di ripartire, visto che il verde era scattato.</p><p>Ancora un semaforo, e di nuovo il taxi accanto alla sua auto. Fosh lanci� alla donna uno sguardo che esprimeva tutta la sua ammirazione. Lei rispose con un cenno della mano, ammiccando.</p><p>Il centro caotico della citt� si stava allontanando, e sul lungolago il traffico era sporadico. Accertatosi che il taxi lo seguisse ancora, Fosh azion� la freccia a destra e accost� in una piazzola.</p><p>Con soddisfazione mascolina, vide nello specchietto che il taxi eseguiva la stessa manovra. La donna scese e si avvi� verso la sua auto. Era alta, bionda e formosa, con tratti somatici slavi.</p><p>Sal� in auto senza dire niente, e il movimento delle sue gambe fece sollevare leggermente la gonna. Lo sguardo di Fosh diede una sbirciata libidinosa alla carne giovane e vellutata che gli veniva esposta, preparandosi a gustarla. Fu il suo ultimo pensiero. La sostanza soporifera spruzzatagli in faccia dalla bellissima sconosciuta ebbe un effetto fulmineo.</p><p>Si svegli� dopo qualche ora. Non riusciva a capire se l�insistente ronzio che sentiva venisse dall�esterno o dal suo cervello. Ci volle un po� perch� riuscisse a connettere. Ma finalmente la vista gli si schiar� e cap� di essere su un jet privato. Davanti a lui, seduto in un comodo divanetto, c�era Iosif Bykov.</p><empty-line/><p><strong>Roma. Aeroporto Leonardo da Vinci. 22 luglio 1999</strong></p><empty-line/><p>Sara Terracini aveva imparato molte cose dal suo minuscolo amico ex capo del Mossad, ma non a stare in guardia contro possibili pedinamenti. Non le era mai capitato, non ci pensava nemmeno.</p><p>Quindi, quando era montata sul taxi davanti al portone di casa sua, non aveva assolutamente notato l�auto che sporgeva dall�incrocio di una stretta traversa. E ancora meno aveva notato la donna in austeri abiti grigi seduta sul sedile posteriore.</p><p>Circa un�ora pi� tardi era con Toni Marradesi, che si aggirava nella zona partenze dell�aeroporto come un animale in gabbia, brontolando: �Lo sai che odio volare. Perch� devo infilarmi su quella scatola di ferro? Io vado dove vanno le mucche, non a diecimila metri di altezza. Lasciami qui, e vedrai che ti sar� utile come se fossi al tuo fianco in quella Cappella� come diavolo si chiama�.</p><p>�Si chiama Rosslyn, a Roslin�, replic� lei, ridacchiando. �Adesso per� cerca di piantarla. Non c�� niente da temere.�</p><p>Le due persone che stavano aspettando e che li avrebbero contattati con complicate formule di riconoscimento non erano infatti appassionati dell�Ordine del Tempio e delle sue misteriose ramificazioni, ma angeli custodi imposti da Oswald Breil. La lungimiranza del suo minuscolo amico le aveva gi� salvato la vita diverse volte.</p><p>Karin era paffuta e rotonda, sebbene di andatura imprevedibilmente agile. Portava spessi occhiali in tartaruga sopra due guance rosse che le davano un�aria da sciatrice agonistica. Bertold parlava un buon italiano, sebbene con una cadenza del tutto particolare. Ufficialmente, due archeologi dell�Universit� di Bonn.</p><p>Espletata con cautela la procedura di riconoscimento, il quartetto si avvi� verso il check-in in due gruppi. La procedura prevedeva infatti un diversivo: mentre Sara e Toni si accodavano alla lunga fila di un volo per Nairobi, Karin e Bertold fecero quella pi� corta del volo per Edimburgo.</p><p>Quando i due giovani agenti del Mossad ebbero effettuato il check-in per tutti e quattro, Sara e Toni, fingendo di avere dimenticato qualcosa, lasciarono la loro fila, seguendoli con un giro tortuoso.</p><p>Nonostante tutta la loro cautela, per�, nessuno dei quattro aveva notato un�austera suora seduta in una poltroncina dell�atrio partenze.</p><p>Non appena ebbero attraversato il cancello di sicurezza verso l�uscita del loro vero volo, la suora fece comparire un cellulare e digit� un numero, dicendo semplicemente: �Vanno a Edimburgo�.</p><empty-line/><p><strong>Roslin. Marzo 1314</strong></p><empty-line/><p>Jean Marie de Serrault era nella tenda dei soldati inglesi, di fronte a Auguste d�Auberge, il comandante delle Guardie di Filippo IV. Il suo sguardo vacuo era venato di follia.</p><p>�Quei due malfattori si sono fatti scudo di vostra madre per lasciare la Francia�, disse lo sgherro francese. �Hanno raggiunto Calais e credevano di averla fatta franca, ma ai miei informatori era arrivata notizia di quello strano drappello.</p><p>�Speravamo di bloccarli prima che trovassero un imbarco, ma purtroppo non ci siamo riusciti. Ho quindi requisito una nave veloce e ho raggiunto l�Inghilterra con una lettera personale del nostro re per Edoardo, che mi ha messo a disposizione questo drappello di soldati. Abbiamo spronato i cavalli giorno e notte per arrivare in tempo a salvare vostra madre, ma ahim�</p><p>�Quando siamo arrivati qui, i due assassini avevano gi� ucciso la povera donna, divenuta ormai un ostaggio inutile. Dovete vendicarvi, signor conte.�</p><empty-line/><p>Robert the Bruce sedeva a capo della lunga tavola in legno massiccio. Con lui c�erano i due luogotenenti, Sir James Douglas e Sir Thomas Randolph, con altri nobili scozzesi. Entrato nella sala con Bertrand e Luigi, St Clair li present� al re di Scozia con espressioni lusinghiere.</p><p>�Conosco il valore dei Cavalieri del Tempio e la loro devozione�, rispose Robert. �Proprio per questo mi sono rifiutato di credere a una sola delle infami accuse che vi sono state rivolte. Nel mio Paese i Templari saranno sempre bene accolti. La vostra esperienza ci pu� essere di grande aiuto per lo scontro con gli inglesi. Le nostre forze sono molto inferiori a quelle di cui pu� disporre re Edoardo. Ma la Scozia rimarr� un Paese libero.�</p><p>L�assemblea fu finalmente sciolta, e Robert the Bruce part� per la foresta di Torwood, dove stava raccogliendo truppe da ogni angolo della Scozia. Ma si trattava perlopi� di uomini scarsamente addestrati e armati alla bell�e meglio, seppure ricchi di coraggio e determinazione.</p><p>Uscito dalla sala, Bertrand chiese subito notizie dei conti de Serrault al comandante della guardia e, apprendendo che la signora non era arrivata e nemmeno Jean Marie era tornato, fu preso da una profonda apprensione.</p><p>Le ricerche cominciarono subito e si protrassero diversi giorni, ma Jean Marie de Serrault e sua madre sembravano scomparsi nel nulla.</p><empty-line/><p><strong>Mediterraneo meridionale. 22 luglio 1999</strong></p><empty-line/><p>Il comandante Di Bono arriv� in plancia scortato da alcuni terroristi in tuta bianca e da un uomo in cui molti riconobbero un passeggero. Dal modo come quest�ultimo trattava il sedicente colonnello Mills, si capiva benissimo chi fosse il vero capo della sporca operazione.</p><p>�Ci dica dov�� l�armeria e ci consegni la chiave, comandante�, ordin� infatti Hans Holoff.</p><p>�Non ce l�ho�, ment� Di Bono, accortosi subito che il primo ufficiale non era rimasto ad aspettarlo l� come gli aveva ordinato.</p><p>�Ci consegni la chiave dell�armeria�, ripet� il capo dei terroristi, puntando una pistola alla tempia del timoniere e facendo scattare il cane.</p><p>Di Bono se la tolse di tasca e la gett� sul tavolo da carteggio, indicando il pannello dietro cui erano custodite le armi. In quello stesso istante Hans Holoff premette il grilletto. Gli schizzi di sangue lordarono le vetrate del ponte di comando, mentre il corpo del timoniere si accasciava al suolo senza vita.</p><p>�Non serviva pi�. Adesso saranno i miei uomini a condurre la nave�, disse gelidamente Holoff, prendendo la chiave e aprendo l�armadietto.</p><p>Di Bono vide immediatamente che tre pistole non c�erano pi�.</p><p>�Adesso�, gli ordin� ancora Holoff, �comunichi via radio alle autorit� statunitensi e a quelle israeliane che la sua nave � in nostro possesso, e che da questo momento sar� instaurato il silenzio radio.�.</p><empty-line/><p>Gli otto agenti addetti alla sicurezza della <emphasis>Queen of Atlantis </emphasis>erano sistemati in prossimit� dell�ospedale, in una sala controllo che riceveva le immagini da un centinaio di telecamere collocate nei punti strategici della nave. Alcuni di loro, concluso il turno di guardia, stavano riposando in cabina, quando furono svegliati dal messaggio del comandante. Si precipitarono a rivestirsi. Due di loro erano invece davanti ai monitor di controllo.</p><p>Pietro Vassalle doveva allertarli il pi� presto possibile. La sua perfetta conoscenza della nave gli consent� di non servirsi degli ascensori per scendere verso i ponti inferiori. I passaggi erano deserti: croceristi ed equipaggio avevano gi� raggiunto i punti di riunione indicati dal comandante.</p><p>Gerardo di Valnure e Maggie Erriot erano invece rimasti in silenzio nel loro nascondiglio. Dalla fessura della porta videro quattro uomini armati dirigersi verso i locali degli addetti alla sicurezza, a poca distanza dal loro sgabuzzino.</p><p>Poco dopo, vedendo l�ufficiale che avanzava cautamente nel corridoio con la pistola spianata, Gerardo riconobbe subito il simpatico italiano con cui aveva conversato al tavolo del comandante. Andava nella stessa direzione dei quattro terroristi.</p><p>Gerardo apr� la porta e lo attir� nello sgabuzzino, spiegandogli a gesti il pericolo che stava correndo. In quello stesso istante risuonarono sinistri i tonfi delle mitragliette silenziate. E poco dopo i quattro uomini in tuta bianca passarono di nuovo davanti al nascondiglio.</p><p>A quel punto i tre si azzardarono a uscire, precipitandosi ai locali degli addetti alla sicurezza. Erano tutti morti. Colti di sorpresa, erano stati falciati dalle mitragliette dei terroristi.</p><p>Intanto il teatro era gremito da passeggeri e membri dell�equipaggio, che si assiepavano anche nei corridoi e nel salone del bar Dioniso. Il comandante Di Bono sal� sul palcoscenico con il microfono in mano, esattamente come aveva fatto alcuni giorni prima durante la cerimonia di benvenuto. Ma questa volta l�atmosfera era del tutto diversa.</p><p>�Il colonnello Mills e i suoi uomini�, disse, cercando di non far trasparire la preoccupazione, �hanno assunto con la forza il comando della nave. Vi invito ad attenervi scrupolosamente a ogni loro ordine per evitare inutili spargimenti di sangue.�</p><p>Il panico cominci� a serpeggiare tra i passeggeri. Alcune donne urlarono, ma i colpi esplosi in aria da uno degli uomini in tuta bianca ristabilirono immediatamente un ordine carico di apprensione. Il sedicente colonnello Mills strapp� il microfono dalle mani del comandante, intimando in modo perentorio: �Se non si verificheranno incidenti, non dovrete rimanere chiusi qui dentro per pi� di ventiquattro ore. Non tentate gesti estremi. Sarebbero stupidi e, soprattutto, inutili. I miei uomini hanno l�ordine di uccidere a vista�.</p><p>In quello stesso istante, nei punti strategici del teatro e del bar comparve una decina di uomini in tuta bianca con le armi spianate.</p><p>�Tra non molto saremo vicini alla costa israeliana. Le comunicazioni con la terraferma sono rigorosamente vietate, per cui vi ordino di consegnare immediatamente telefoni cellulari e apparecchi radio ai miei uomini. Le linee interne della nave sono gi� state disattivate. Attenetevi a questi ordini, e non vi succeder� niente.�</p><p>Molti passeggeri e membri dell�equipaggio si avviarono nella direzione indicata da Mills, e il tavolo presidiato da uno dei terroristi in tuta bianca si copr� di telefoni cellulari e apparecchi radio portatili.</p><p>Poco dopo altri terroristi si aggiunsero al gruppo iniziale. Erano quelli che avevano perquisito a fondo la nave.</p><p>�Sono tutti qui, colonnello�, disse uno di loro. �Il resto della nave � deserto. Agli uomini della sicurezza � stato provveduto secondo gli ordini.�</p><p>La nave passeggeri pi� grande del mondo si era trasformata in un lager in viaggio verso la morte.</p><empty-line/><p><strong>Roslin. 23 luglio 1999</strong></p><empty-line/><p>L�accoglienza riservata al gruppo di studiosi dal sovrintendente della Cappella di Rosslyn fu cortese.</p><p>�Influenti funzionari del nostro governo mi hanno esortato a fornirvi la massima collaborazione, e sono lieto di farlo.</p><p>�Consentitemi dunque di accompagnarvi in un primo sopralluogo. Quando vi sarete orientati� potrete operare fuori del normale orario di visita, anche se ovviamente non vi � consentito manomettere in alcun modo le strutture, n� prelevare campioni o eseguire analisi che possano in qualsiasi modo danneggiare il sito. A questo proposito � tassativo che lasciate la porta della Cappella aperta, per un eventuale nostro controllo.�</p><p>La struttura principale era protetta da un tetto in lamiera e da un percorso in ferrotubi che consentiva di esaminare anche le sculture e i fregi nella parte alta della Cappella.</p><p>Il sovrintendente fu prodigo d�informazioni storiche, ma non sfior� uno solo dei dubbi che la singolare costruzione poteva far sorgere. Sara finse educatamente la massima attenzione, ma sia lei sia Toni sapevano gi� a memoria quanto andava spiegando.</p><p>�William St Clair, terzo e ultimo principe di Orkney, cominci� la costruzione della Cappella di Rosslyn nel 1446, e alla sua morte, avvenuta nel 1484, fu tumulato nella parte occidentale della struttura, che non venne praticamente mai completata�, disse il sovrintendente.</p><p>�Tra il 1589 e il 1590, per�, continu�, �la Cappella fu duramente censurata dalle autorit� ecclesiastiche, che la definirono �edificio e monumento d�idolatria, in nessun modo adeguato per insegnarvi la Parola e amministrarvi i Sacramenti�. Oliver St Clair, discendente di William, fu pi� volte invitato a demolire gli altari, e nel 1592 fu convocato presso l�Assemblea Generale, che lo minacci� di scomunica se non avesse prontamente provveduto. La demolizione venne certificata il 31 agosto di quell�anno, e da allora Rosslyn and� progressivamente in rovina. Comunque, tra alterne vicende, � sopravvissuta fino ai nostri giorni, e purtroppo c�� chi si ostina a voler scoprire misteriosi simbolismi celati nelle raffigurazioni statuarie e nella stessa architettura.�</p><p>La visita dur� poco meno di cinquanta minuti, dopo di che i quattro visitatori si congedarono dal cortese sovrintendente, ringraziandolo e dicendogli che avrebbero cominciato le loro ricerche quella sera stessa.</p><p>Si stavano inoltrando nelle anguste vie di Roslin, quando Toni diede di gomito a Sara, indicandole la prima pagina di un giornale in un�edicola.</p><p>�Dirottata la <emphasis>Queen of Atlantis</emphasis>�, vi si leggeva a caratteri cubitali. �Quasi cinquemila persone nelle mani dei terroristi.�</p><p>Si precipitarono ad acquistarne due copie. Un uomo, fermo davanti a un portoncino sull�altro lato della viuzza, si frug� nelle tasche in cerca della chiave fin quando non li vide allontanarsi ed entrare nel loro albergo. Disinteressatosi di chiave e portoncino, entr� in un pub, sedendosi davanti a una vetrinetta da cui poteva tenere d�occhio precisamente quell�albergo.</p><empty-line/><p><strong>Mediterraneo meridionale. 23 luglio 1999</strong></p><empty-line/><p>L�ordine impartito da Oswald Breil al comandante della <emphasis>Sa�ar 5 </emphasis>era di tenersi sulla scia della <emphasis>Queen of Atlantis</emphasis>, senza per� rendersi visibile.</p><p>Intanto si era fatto raggiungere da due persone: il direttore del Mossad, Erma, e il capitano Bernstein, una sua vecchia conoscenza, un uomo prezioso per l��Istituto�, capace di scardinare ogni segreto di qualsiasi computer.</p><p>�Non riesco a capire che cos�abbiano in testa questi terroristi�, disse l�omino. �Non c�� stata nessuna richiesta, e la nave continua a procedere al minimo verso Haifa.�</p><p>In quel momento un ufficiale della corvetta israeliana, dopo aver educatamente bussato, entr� nella sala comando.</p><p>�Chiedo scusa, signor vice ministro�, spieg� mettendosi sull�attenti: �ci � appena arrivato un messaggio da uno yacht che naviga a poca distanza da noi. Il proprietario, Iosif Bykov, chiede di poter parlare con lei. Sostiene di avere informazioni di vitale importanza.�</p><empty-line/><p>I passeggeri avevano trascorso una prima notte insonne e angosciata. Di Bono era riuscito a ottenere dai terroristi che una piccola �quipe di cuochi preparasse una prima colazione, servita con le attrezzature mobili usate per i buffet.</p><p>Il terrore serpeggiava evidente, ma il comportamento di tutti era esemplare.</p><p>Di Bono stim� che le coste israeliane non dovevano distare pi� di una quarantina di miglia. La <emphasis>Queen of Atlantis </emphasis>continuava a procedere a bassa forza sulla rotta per Haifa.</p><p>Lionel Goose si era trovato vicino a Sam e Debbie Ride, i due coniugi del Maryland con cui aveva cenato al tavolo del comandante. Agitatissima, la giovane signora sembrava non rendersi conto della situazione e continuava a protestare con il marito, ordinandogli in tono petulante di fare qualcosa.</p><p>�Guardi�, si lament� con Lisa Goose come una bimbetta viziata, �mi si � spiegazzato tutto il vestito. Ed � costato un occhio della testa, nientemeno che�� Ma s�interruppe di colpo, in preda al panico.</p><p>Il telefono cellulare che non aveva voluto consegnare ai dirottatori si era messo a trillare. Nel silenzio teso della sala, lo squillo risuon� come la campana di una cattedrale. Immediatamente due dei terroristi le furono addosso, strappandole la borsa e prendendo l�apparecchio.</p><p>Debbie Ride fu trascinata sul palcoscenico, dove il colonnello Mills le punt� freddamente la pistola alla tempia.</p><p>�Fermati, assassino!� grid� Lionel Goose, gettandosi verso la terribile scena e travolgendo l�uomo che dal palcoscenico puntava il fucile mitragliatore sugli ostaggi.</p><p>Il colpo della pistola di Mills part� prima che Lionel gli fosse addosso. Il cranio di Debbie Ride esplose come una zucca matura.</p><p>Ma gli altri terroristi sparsi per la sala non potevano aprire il fuoco per il timore di colpire Mills e il loro compagno.</p><p>Le mani di Goose calarono su Mills come due magli. Gli anni non gli avevano fatto dimenticare il durissimo addestramento ai tempi dei Berretti Verdi: il suo furore ne fece un�arma letale. Con un sinistro scricchiolio di ossa, il collo di Mills si pieg� in una posizione innaturale.</p><p>Gli ostaggi cominciarono a tumultuare, e i terroristi esplosero alcune raffiche di mitra in aria per ristabilire la calma.</p><p>Lionel si sent� afferrare per l�avambraccio. �Presto, di qui�, gli grid� il comandante Di Bono, trascinandolo lontano dai due corpi senza vita.</p><p>Buttatisi oltre le quinte, i due salirono la ripida scaletta che portava alla passerella sopra il palcoscenico, dov�erano appese le luci e le attrezzature di scena. Di Bono fece cenno a Lionel di chinarsi, spingendolo verso la porticina in fondo alla passerella. Si trovarono in un�intercapedine sopra il teatro. Gli spari si stavano rarefacendo. I terroristi erano evidentemente riusciti a ristabilire l�ordine.</p><p>�Grazie, comandante�, disse Lionel con voce affannata.</p><p>�Sono io che devo ringraziarla per aver creato questo diversivo con il suo coraggio. Saremo molto pi� utili da liberi che da prigionieri dei terroristi.�</p><p>Guidati da Pietro Vassalle, Maggie e Gerardo avevano intanto raggiunto il ventre della nave nella zona di poppa, sul ponte pi� basso, quello dell�inceneritore dei rifiuti, dei contenitori di combustibile e delle acque di scarico. Erano tutti e tre armati di pistola. L�inceneritore produceva un fetore nauseabondo, ma non sembrava quasi loro vero di essere sfuggiti ai dirottatori.</p><p>�Qui non dovrebbe trovarci nessuno�, disse l�ufficiale italiano. �E comunque penso che i terroristi abbiano ben altro da fare.�</p><p>Cos� infatti era. Non appena ristabilito l�ordine nel teatro, Hans Holoff aveva ordinato ai suoi di riprendere le operazioni secondo i piani prestabiliti. Tre uomini furono sguinzagliati in caccia dei due fuggiaschi.</p><p>Altri raggiunsero il ponte superiore, cominciando a scaricare il container depositato dal terzo elicottero. Altri ancora si portarono nella stiva numero quattordici, mettendosi ad armeggiare attorno alle cinque casse perfettamente allineate.</p><empty-line/><p>Di Bono e Goose si muovevano con estrema cautela, ma quando Lionel gir� per primo l�angolo di un corridoio, un pugno lo colp� con violenza in piena faccia. Il comandante lo vide cadere a terra, mentre da dietro l�angolo sbucava Pat Silver in posizione di attacco.</p><p>�Accidenti�, esclam� immediatamente, aiutando Lionel ad alzarsi. �Pensavo di aver a che fare con i terroristi.�</p><p>�Presto, signor Silver�, tagli� corto Di Bono. �Dobbiamo cercare di metterci in contatto con la terraferma.�</p><p>�Come facciamo?� chiese Pat. �Ho provato alcuni telefoni, ma sono tutti muti. Inoltre ho visto i terroristi che portavano via dalle cabine i telefoni portatili dei passeggeri. E siamo soltanto in tre, disarmati, mentre loro sono una ventina o pi�, armati fino ai denti.�</p><p>�Sono convinto�, replic� Di Bono, �che uno dei miei ufficiali sia sfuggito alla cattura, e penso che abbia prelevato alcune pistole dall�armeria. Credo anche di sapere dove si sta nascondendo.�</p><empty-line/><p>Il <emphasis>Blue Sapphire </emphasis>si accost� alla nave militare israeliana e cal� uno dei due motoscafi di servizio. Iosif Bykov sal� a bordo della <emphasis>Sa�ar 5 </emphasis>dallo scalandrone laterale, venendo immediatamente condotto nella sala comando. Vistosi davanti uno sgraziato omino, non pot� fare a meno di dubitare che fosse in grado di padroneggiare quella drammatica situazione.</p><p>�Sono il vice ministro della Difesa di Israele�, si sent� dire in un tono che fug� immediatamente ogni suo dubbio.</p><p>�Lei � dunque il famoso Oswald Breil. � un onore conoscerla. Sono Iosif Bykov. Se quanto si dice sui vostri servizi d�informazione � vero, credo sia inutile spiegarle di che cosa mi occupo.�</p><p>Oswald annu�, invitandolo a proseguire.</p><p>�Quella nave trasporta le dieci testate nucleari di un missile intercontinentale balistico SS 20�, riprese Iosif in tono concitato. �Che cosa c�entri, pu� ben capirlo. Ma sappia che l�unica persona in grado di svelarci il piano dei terroristi � nelle mie mani. Sono pronto a consegnarvela, purch� il mio ruolo in questa vicenda venga dimenticato.�</p><empty-line/><p><strong>Rosslyn. 23 luglio 1999</strong></p><empty-line/><p>Sara Terracini continuava a studiare le quattordici colonne, apparentemente disposte tenendo unicamente conto del peso che dovevano reggere. Era invece convinta che in quella disposizione ci fosse una logica dettata da leggi misteriose.</p><p>��Teca dov�� riposta una cosa preziosa�� �Tempio di Gerusalemme�� �Chiave che conduce al Tesoro��, continuava a ripetere, indicando a Toni Marradesi il punto dove le linee che congiungevano le colonne della parte orientale formavano una tripla <emphasis>tau</emphasis>, e poi facendo correre lo sguardo in altre direzioni.</p><p>Se le sue supposizioni erano esatte, tra il Tempio di Gerusalemme e Rosslyn ci doveva essere un�ulteriore analogia. Improvvisamente il suo volto s�illumin�.</p><p>�� ora di tornare in albergo�, disse di botto. �Devo esaminare alcuni documenti e vedere se un certo nostro amico ha risposto al mio ultimo messaggio.�</p><p>Nessuno dei quattro, uscendo, not� che uno sguardo seguiva ogni loro mossa.</p><p>Rientrata in albergo, Sara colleg� alla rete il computer portatile che aveva con s�, aprendo la casella dei messaggi in arrivo. Letta la notizia del dirottamento, aveva mandato infatti subito un messaggio a Oswald Breil, che per� non aveva ancora risposto. Anche questa volta la casella era vuota. Evidentemente il suo minuscolo amico aveva cose pi� gravi di cui occuparsi, pens� con disappunto.</p></section><section><title><p>17</p></title><p><strong>Mediterraneo meridionale. 23 luglio 1999</strong></p><empty-line/><p>Didier Fosh avanzava a testa bassa sullo scalandrone della corvetta israeliana, scortato da due uomini di Bykov armati. Sul ponte lo aspettavano Breil con i suoi collaboratori e lo stesso Bykov.</p><p>Sull�ultimo scalino Fosh sembr� inciampare, e uno dei due guardiani si chin� per aiutarlo. L�incauto movimento bast� perch� Fosh gli strappasse con una mossa fulminea la pistola.</p><p>�Non scoprirete mai i segreti dei miei fratelli�, esclam�, puntando l�arma verso Bykov e facendo fuoco. Poi si punt� la pistola alla tempia.</p><p>Oswald gli fu addosso come il fulmine, caricandolo con la spalla destra. Il colpo, inferto all�altezza del bacino, fu sufficiente perch� l�arma di Fosh si alzasse. Invece di entrare nella tempia, il proiettile si conficc� nella parte alta della testa, uscendo dalla calotta cranica.</p><p>Bykov era steso sul ponte. Da un angolo della bocca gli colava un rivolo di sangue. Rosso come i rubini dei Romanov.</p><p>�Va bene cos�, riusc� a mormorare prima di morire. �� troppo tempo che Nadja mi aspetta con nonno Igor.�</p><p>Il referto comunicato poco dopo a Oswald Breil dal personale medico della <emphasis>Sa�ar 5 </emphasis>diceva che Fosh era grave, ma poteva cavarsela. Sarebbero comunque trascorse diverse ore prima che potesse essere sottoposto a interrogatorio.</p><p>A Oswald fu anche consegnato ci� che era stato trovato addosso al banchiere. Tra l�altro, un cordoncino rosso impreziosito da un filo d�oro zecchino.</p><empty-line/><p>Pat Silver e Lionel Goose seguirono il comandante per i passaggi e le scale normalmente usati dall�equipaggio, dove potevano sperare di non imbattersi nei terroristi. Scesero diversi piani, fino al ponte sotto cui c�era soltanto lo scafo della <emphasis>Queen of Atlantis.</emphasis></p><p>Raggiunto il reparto dell�inceneritore, l�odore sgradevole dei rifiuti li colp� come una mazzata, ma Di Bono chiam� sottovoce il suo subalterno.</p><p>Vassalle sbuc� subito da dietro uno dei forni, impugnando la pistola. Dietro di lui fecero capolino poco dopo anche Maggie e Gerardo. Con un grido soffocato, la giovane gett� le braccia al collo di Pat, stringendosi disperatamente a lui.</p><p>�Presto, presto�, li interruppe concitatamente Di Bono. �Dobbiamo riuscire a tornare sui ponti superiori. Forse troveremo un modo per metterci in contatto con il mondo esterno e comunque, rimanendo qui nascosti, non saremo di nessun aiuto.�</p><p>Quindi ordin� al sestetto di dividersi in tre gruppi, ognuno con una pistola, incaricando Maggie e Pat Silver di cercare un sistema di comunicazione funzionante. Gli altri intanto avrebbero studiato le mosse dei terroristi. Si sarebbero ritrovati tutti l� dopo un�ora.</p><empty-line/><p>Sul corridoio si apriva una lunga fila di porte. Pat consegn� la pistola a Maggie, dicendole in un soffio: �Vedi se riesci a trovare un telefono che funzioni, o un cellulare sfuggito ai terroristi. Io intanto cerco di raggiungere la sala radio. Ci troviamo qui tra dieci minuti�.</p><p>Quindi si dilegu�, mentre Maggie cominciava a ispezionare le cabine.</p><p>La sua ricerca apparve subito infruttuosa: le perquisizioni erano state fatte con grande cura. Per scrupolo prov� comunque tutti i telefoni di ogni stanza, ma sempre con la stessa delusione.</p><p>Era appena entrata nella decima cabina, quando un fruscio la costrinse a voltarsi. Si vide davanti Hans Holoff con un livido sorriso di trionfo, affiancato da due uomini armati. Le sfil� la pistola di mano, dicendole con il suo duro accento tedesco: �Lei � molto bella, signora, ma altrettanto ingenua. Il computer di bordo ci ha segnalato ogni suo movimento a mano a mano che sollevava le cornette. Forza, venga con noi�.</p><p>Maggie fu bruscamente portata nel teatro con gli altri ostaggi, e dopo qualche istante sent� una mano sfiorarle affettuosamente una spalla. Voltatasi, vide suo marito, che cercava di tranquillizzarla.</p><p>Sentendo che il coraggio stava per abbandonarla, gli si strinse.</p><p>Hans Holoff sal� sul palcoscenico e impugn� il microfono.</p><p>�Tra poco pi� di un�ora sarete liberi: stiamo per andarcene. Avete visto che cosa significa non attenersi rigorosamente ai nostri ordini, quindi badate bene a ci� che fate. Per evitare sorprese, porteremo con noi due ostaggi, e precisamente due signore�, disse, indicando le prescelte tra la folla. �Vi consiglio di seguirci con le buone e di non costringerci a usare di nuovo armi. Gli altri devono soltanto aspettare che vengano aperte le porte antincendio, che chiuderemo. Addio.�</p><p>La prima donna indicata da Holoff era Paola Lari. La seconda, Maggie.</p><p>�Un momento, signore�, sbott� Timothy. �Sono un dirigente dell�antiterrorismo americano. Credo che come ostaggio possa esservi pi� utile io di mia moglie. Prendete me.�</p><p>Holoff rimase un attimo pensoso, con un sorriso strano, poi rispose: �Un dirigente dell�antiterrorismo yankee, eh? Niente meno. Mi ha convinto. Sua moglie pu� rimanere qui. Venga lei con noi�.</p><p>Maggie torn� a stringersi al marito e scoppi� in singhiozzi: si stava sacrificando per lei, e soltanto poco tempo prima lei lo aveva tradito. Ma due uomini in tuta bianca la strapparono dalle braccia di Timothy, spingendolo via con le armi puntate alla schiena.</p><empty-line/><p>Pat arriv� all�appuntamento con un leggero ritardo. Per raggiungere la sala radio e constatare che i terroristi l�avevano messa fuori uso c�erano voluti molto di pi� dei dieci minuti previsti. Atteso invano che Maggie lo raggiungesse, dopo mezz�ora decise di andarsene, oppresso da un sinistro presentimento.</p><p>Tornato nel locale dell�inceneritore, dovette aspettare un po� in preda a una profonda ansia prima che arrivassero gli altri. Quando finalmente li vide, la fiammella di speranza che si era concesso si spense. Maggie non era con loro.</p><p>Pat spieg� rapidamente quanto era accaduto, assumendosi la colpa di averla lasciata sola.</p><p>�Devo ritrovarla�, concluse. �A ogni costo. Potete darmi una delle vostre pistole, visto che io ho dato la mia a Maggie?�</p><p>�� meglio che venga con lei�, replic� Pietro Vassalle. �Per cercare la signora Hassler le occorre qualcuno che conosca bene la nave.�</p><p>Nel teatro, intanto, Derrick Grant era stato il primo ad avvicinarsi alla pesante porta in acciaio, capace di resistere due ore al fuoco.</p><p>Raggiunto da altri, incoraggiati dal suo atteggiamento deciso, cercarono tutti insieme di forzarla, ma inutilmente: quella barriera in acciaio non avrebbe mai ceduto.</p><empty-line/><p>�La <emphasis>Queen of Atlantis </emphasis>si � fermata�, annunci� l�ufficiale addetto al radar.</p><p>L�omino riflett� qualche istante, quindi chiese al comandante della <emphasis>Sa�ar 5</emphasis>: �Pu� far venire l�ufficiale medico?�</p><p>Il giovane medico si present� subito nella sala comando.</p><p>�Come sta il banchiere?� gli chiese Oswald.</p><p>�Migliora, signor vice ministro. Credo di poter azzardare che se la caver�.�</p><p>�Tra quanto pensa che potremo interrogarlo?�</p><p>�Se tutto continua cos�, fra due, tre giorni al massimo.�</p><p>�No, non possiamo aspettare tanto a lungo. Con ogni probabilit� quell�individuo fa parte di una setta di assassini pronti a tutto, anche a uccidersi, come ha visto. Si sono impadroniti di una nave con circa cinquemila persone. E su quella nave ci sono anche tante testate nucleari da distruggere mezzo mondo. Non crede che basti per sottoporre quell�individuo a una terapia intensiva per sciogliergli la lingua?�</p><p>�Se intende Pentotal o simili, devo ricordarle le condizioni di quell�uomo: non credo possa reggerli. Comunque, signor vice ministro, se si assume la responsabilit�, posso provare.�</p><empty-line/><p><strong>Rosslyn. 23 luglio 1999</strong></p><empty-line/><p>Sara buss� e poi apr� di slancio la porta della camera di Toni Marradesi senza aspettare una risposta.</p><p>Il suo collaboratore era chino sul computer portatile, perso in chiss� quale ricerca. Gir� appena lo sguardo nella sua direzione.</p><p>�Potevo essere nudo, o in compagnia di una bella cameriera�, borbott�.</p><p>�Sarebbe pi� facile trovarti tramutato nel rospo delle fiabe�, ribatt� scherzosamente Sara.</p><p>�Eh, gi�. Ha parlato la famosa Mangia Uomini. Quel rospo, caso mai, sputalo tu. Quale sensazionale scoperta ti ha indotto a violare la mia privacy?�</p><p>�Guarda qui�, tagli� corto Sara, posando sul tavolo due planimetrie che erano appena uscite dalla sua stampante portatile.</p><p>�Questa � una ricostruzione del Tempio di Gerusalemme, e quest�altra la pianta della Cappella di Rosslyn. Come vedi, sono molto simili. Ma c�� un�altra cosa: come sai, il <emphasis>Sancta Sanctorum </emphasis>del Tempio�� ovvero il luogo dov�erano custoditi gli oggetti pi� sacri dell�ebraismo, come l�Arca dell�Alleanza, la Menorah eccetera�� era esattamente al centro di un simbolo ebraico: una Stella di Davide tracciata tra elementi architettonici disposti con apparente casualit�. Gli antichi progettisti del Tempio non lasciavano niente al caso. Basta sovrapporre la planimetria del Tempio di Gerusalemme a quella di Rosslyn, <emphasis>et voil�. </emphasis>Guarda.�</p><p>E Sara sovrappose i due fogli, accostandoli a una lampada.</p><p>Non appena li vide, Toni Marradesi sollev� lo sguardo con aria piena di ammirazione. Quindi diede un�occhiata all�orologio.</p><p>�Forza, dobbiamo sbrigarci�, disse. �L�orario di visita sta per finire, e Rosslyn sar� tutta nostra per l�intera notte. Dai, andiamo.�</p><empty-line/><p><strong>Mediterraneo meridionale. 23 luglio 1999</strong></p><empty-line/><p>Sulla corvetta, Breil era chino sul letto di Didier Fosh, dalla cui bocca le parole uscivano come flebili lamenti. Il narcotico stava facendo effetto.</p><p>�Di quale organizzazione fa parte, Fosh?� chiese.</p><p>�Sono uno dei dodici membri, oltre al Gran Maestro, del Consiglio Supremo del Nuovo Ordine dei Poveri Cavalieri di Cristo�, rispose il banchiere con voce appena udibile, ma scandendo ogni sillaba come un automa.</p><p>�Qual � il vostro piano? Volete far esplodere il carico nucleare della <emphasis>Queen of Atlantis</emphasis>?�</p><p>Fosh non rispose. Sembrava aver perso conoscenza. Oswald ripet� immediatamente la domanda, rendendosi conto che a Fosh restavano ormai soltanto pochi istanti di lucidit�. Il banchiere annu�.</p><p>�Dove si riunisce il Nuovo Ordine? Chi � il Gran Maestro? Qual � il vostro obiettivo? Avete intenzione di compiere altri attentati?�</p><p>Le ultime parole di Fosh furono molto confuse. �Spodestare Satana� La diga che alimenta il vizio� L�onda purificher� i peccati, e sulle rovine ricostruiremo il Regno di Cristo� L�antica strada della Citt� Eterna� La villa��</p><p>Poi il corpo del banchiere ebbe un ultimo sussulto, e, scuotendo la testa, il medico di bordo gli copr� gli occhi con il lenzuolo. Didier Fosh non avrebbe pi� detto niente a nessuno.</p><empty-line/><p>Sentendo le voci farsi vicine, Pietro Vassalle e Pat Silver si nascosero sotto uno dei tavoli della roulette, da dove non potevano scorgere molto pi� dei piedi e delle gambe di chi passava.</p><p>I primi furono una donna e un uomo. Li seguivano altri due uomini, uno con la tuta bianca dei terroristi.</p><p>Muovendosi con grande cautela, Pietro Vassalle usc� dal suo nascondiglio non appena furono passati. Presa attentamente la mira impugnando con entrambe le mani la Beretta, fece fuoco, colpendo alla nuca il terrorista in tuta.</p><p>Hans Holoff si gir� di scatto, ma non ebbe il tempo di fare fuoco.</p><p>Pietro Vassalle aveva gi� premuto una seconda volta il grilletto con grande freddezza. Sulla camicia dell�ex agente della Stasi si apr� una rosa rossa, mentre il suo corpo veniva scaraventato all�indietro. Ma prima ancora che cadesse, Vassalle fece fuoco un�altra volta, colpendolo alla testa.</p><p>Anche Pat stava per uscire allo scoperto, mentre Vassalle diceva ai due ostaggi: �Presto, seguitemi, prima che ne arrivino altri�, quando nel pugno di Paola Lari comparve una Dillinger 6,35 a quattro canne sovrapposte che sembrava un giocattolo. La donna premette il grilletto a pochi passi da Vassalle. L�ufficiale si accasci� a terra, centrato in pieno petto, ma in un ultimo lampo di lucidit� riusc� a gettare la pistola sotto il tavolo della roulette.</p><p>Silver la raccolse e si butt� fuori del nascondiglio. Esplose in rapida successione sette colpi contro Paola Lari, centrandola pi� volte.</p><p>Appena la sparatoria era cominciata, Timothy Hassler era riuscito a rifugiarsi tra due slot machine, ma un colpo vagante lo aveva raggiunto di striscio alla spalla sinistra. Pat lo prese per un braccio e lo port� via.</p><empty-line/><p>La cisterna, un contenitore stagno delle dimensioni di una piscina olimpionica, era in un ambiente attiguo a quello dell�inceneritore. Raccoglieva le acque di scarico quando la <emphasis>Queen of Atlantis </emphasis>era in porto o in prossimit� della costa, per poi scaricarle in mare aperto al fine di evitare pericoli d�inquinamento.</p><p>I rumori che Di Bono sentiva venivano proprio da l�, ed egli si avventur� sino alla porta, chinandosi a sbirciare attraverso la grossa serratura.</p><p>Lungo il bordo della cisterna vide allineati una ventina di terroristi in attrezzatura subacquea, accanto ad alcune capsule stagne. I due grossi tombini d�ispezione erano aperti.</p><p>Di Bono sent� perfettamente uno dei terroristi che, sfilato il boccaglio, chiedeva al vicino: �Ma quando arrivano gli altri?�</p><p>�L�ordine � di non aspettare nessuno�, rispose l�altro nello stesso modo, consultando l�orologio subacqueo. �Se tra due minuti non saranno qui, dobbiamo abbandonare ugualmente la nave. Il computer di bordo � stato programmato per entrare in funzione tra quattro minuti esatti. E quando questo colosso si rimetter� in moto, sar� meglio essere a distanza di sicurezza dalle eliche.�</p><p>Di Bono vide gli uomini calarsi a due a due nei tombini d�ispezione della cisterna, immergendosi nel liquame maleodorante e portando con s� le voluminose capsule. Sarebbero sbucati sotto il ventre della nave attraverso il grande tubo d�acciaio per lo scarico in mare delle acque nere.</p><p>Nessuno sarebbe mai andato a cercarli sotto la chiglia della nave, e con ogni probabilit�, vista la loro perfetta organizzazione, c�era ad aspettarli un sottomarino. Stavano per farla franca.</p><p>Di Bono s�impose la calma: era inutile ingaggiare battaglia con i pochi terroristi ancora in attesa d�immergersi. Non ce l�avrebbe mai fatta. Meglio darsi da fare per mettere in salvo la nave e i passeggeri. Da quanto avevano detto i terroristi, la costa doveva ormai essere vicina.</p><empty-line/><p>Da qualche anno la US Submarines costruiva anche sottomarini da diporto, autentiche meraviglie della tecnica dotate dei comfort di uno yacht e capaci di navigare sott�acqua con prestazioni di poco inferiori a quelle di un mezzo militare. La gamma dei modelli andava da un piccolo sottomarino di dieci metri per sei persone a uno di sessantacinque metri con quattro ponti.</p><p>Il Nomad 1000, lungo poco meno di venti, poteva trasportare fino a trenta persone e raggiungere una profondit� di trecentocinque metri. Era equipaggiato con due motori diesel di superficie da 250 cavalli e con due propulsori elettrici capaci di sviluppare una potenza di oltre cento cavalli ciascuno. La sua velocit� massima era di dieci nodi in superficie e cinque in immersione.</p><p>Il fondale nella zona prospiciente il porto di Haifa � una distesa di sabbia fine a una profondit� pressoch� costante di circa settanta metri.</p><p>Il punto era stato scelto con estrema precisione. Il Nomad 1000 vi si era adagiato sollevando una fitta nube di sabbia e rimanendo immobile diverse ore. A bordo regnava il pi� assoluto silenzio: ogni rumore poteva essere captato dalle navi militari israeliane che certamente incrociavano nei pressi della <emphasis>Queen of Atlantis.</emphasis></p><p>Emersi dal tubo di scarico della grande nave, i terroristi scesero a perpendicolo nell�acqua cristallina con il loro carico. Il sottomarino era l� ad aspettarli, con il portale della camera di decompressione gi� aperto.</p><p>�Dove sono il capo e gli altri?� chiese il comandante del sommergibile, a operazioni di recupero ultimate. �� successo qualcosa?�</p><p>�Li abbiamo aspettati finch� abbiamo potuto�, rispose il responsabile del commando. �Ma avevamo l�ordine di non mancare per nessun motivo all�appuntamento con voi.�</p><p>�Certo. Il capo e la donna sono capaci di cavarsela in qualsiasi situazione. E ho anch�io i miei ordini. Tra un�ora, quando la <emphasis>Queen of Atlantis </emphasis>avr� portato lontano la scorta militare che la tallona come un�ombra, tagliamo la corda.�</p><empty-line/><p><strong>Foresta di Torwood. Scozia. Giugno 1314</strong></p><empty-line/><p>Le esercitazioni al quartier generale di Robert the Bruce duravano ininterrottamente da due mesi, ed era ormai tempo di muoversi: il re di Scozia non voleva lasciare all�esercito di Edoardo II la scelta del campo di battaglia.</p><p>Le staffette avevano confermato che gli inglesi erano molto pi� numerosi dei seimila scozzesi: si aggiravano sulle ventimila unit�, con una cavalleria pesante di duemilacinquecento uomini. Vi erano poi diversi contingenti scelti, tra cui i leggendari arcieri gallesi, ritenuti capaci d�incoccare le frecce a una velocit� tale da lanciare almeno altri cinque dardi prima che il primo raggiungesse il bersaglio.</p><p>Al contrario, gli scozzesi erano per lo pi� armati soltanto di un grande coraggio. La cavalleria era composta da cinquecento unit�, e fra la truppa serpeggiavano problemi di disciplina connessi con il carattere irrequieto degli Highlander.</p><p>Gli scozzesi sapevano dunque di dover combattere in uno stato d�inferiorit� di uno a quattro. Ma avevano dalla loro uno spirito di corpo sconosciuto alle truppe inglesi, oltre al particolare concetto di mobilit� sul campo propria di Robert the Bruce: niente doveva essere statico; ogni arma, anche quelle classicamente difensive, doveva avere una funzione di attacco.</p><p>Questo valeva anche per gli <emphasis>schiltron</emphasis>, i pali di legno appuntiti, lunghi quasi quattro metri, che negli schemi tradizionali di battaglia venivano piantati a terra davanti alle avanguardie per respingere il primo attacco di cavalleria. Gli uomini di Robert erano invece addestrati a trasportarli come tutte le altre armi e, una volta ricevuto l�ordine, assumevano uno schieramento circolare tenendoli puntati verso l�esterno.</p><empty-line/><p><strong>Mediterraneo meridionale. 23 luglio 1999</strong></p><empty-line/><p>Tutti si ritrovarono puntualmente in plancia, e ciascuno rifer� sull�esito della propria missione. Timothy Hassler, ferito in maniera non grave, era stato medicato e lasciato in una cabina.</p><p>Arthur Di Bono era furente. Ci� che aveva sentito dire dai terroristi aveva avuto conferma non appena era arrivato in plancia: i comandi manuali della nave erano stati disattivati. A condurre la <emphasis>Queen of Atlantis</emphasis>, secondo un programma messo a punto dai terroristi, era il computer centrale.</p><p>Sedutosi davanti a uno dei terminali, cerc� di digitare una serie d�istruzioni, ma invano.</p><p>�Non c�� niente da fare. Non riesco ad accedere al computer centrale. Evidentemente le istruzioni impartite alla nave sono in qualche modo protette. Non soltanto non � possibile governare la <emphasis>Queen of Atlantis</emphasis>, ma nemmeno dare un comando elementare come aprire le porte antincendio, dietro cui sono prigionieri i passeggeri e l�equipaggio. Anche le comunicazioni sono impedite.�</p><p>In quello stesso istante lo schermo del terminale si oscur�. Vi apparve una serie di numeri e lettere in sequenza del tutto casuale, poi si spense.</p><p>�Un virus�, esclam� Pat Silver.</p><p>�Un virus?� chiese il comandante in tono sconfortato.</p><p>�S�, e temo che siano stati contagiati tutti i terminali. Non appena si tenta di manipolarne uno, o anche soltanto di accedere all�unit� centrale, il virus si attiva e neutralizza il computer utilizzato.�</p><p>�Vedo che se ne intende, Silver. Pu� tentare di trovare un rimedio?�</p><p>�Provo, comandante, ma non sar� facile.�</p><p>In quel momento Pat avvert� una spinta all�indietro: obbedendo a chiss� quale comando programmato, la <emphasis>Queen of Atlantis </emphasis>aveva fatto un balzo in avanti e a poco a poco aument� la velocit� fino a raggiungere quella massima.</p><empty-line/><p>A bordo della <emphasis>Sa�ar 5 </emphasis>l�ufficiale israeliano indic� la traccia sul radar: �Hanno aumentato l�andatura, signor vice ministro. Adesso stanno navigando alla velocit� massima, circa ventiquattro nodi. Continuando cos� s�infileranno di precisione nell�imboccatura del porto di Haifa�.</p><p>Ecco il disegno dei terroristi, pens� Breil, inorridito: centoventimila tonnellate di ferro, cariche di testate nucleari, lanciate contro una citt� a circa cinquanta chilometri l�ora.</p><p>�Evacuazione immediata della zona portuale di Haifa�, ordin� all�istante. Ma sapeva che era inutile: dieci testate nucleari potevano distruggere quasi tutto il territorio di Israele.</p><p>�Pensa che si tratti di una missione suicida?� chiese Erma.</p><p>�� possibile. A meno che non siano invisibili, i terroristi devono essere ancora a bordo.�</p><p>�Potremmo tentare di mandare a fondo la <emphasis>Queen of Atlantis </emphasis>prima che raggiunga il porto�, intervenne Erma.</p><p>�Non � possibile�, ribatt� Oswald. �Condanneremmo con assoluta certezza gli ostaggi, senza averne nessuna per quanto concerne l�affondamento della nave. La <emphasis>Queen of Atlantis </emphasis>ha una compartimentazione stagna che la rende praticamente inaffondabile. Inoltre, anche ammesso che riuscissimo a farla colare a picco, non limiteremmo di molto l�esplosione nucleare.�</p><p>�� vero�, conferm� mestamente il comandante della corvetta. �Il fondale � piatto per trenta miglia dall�imboccatura del porto, con una profondit� massima sui settanta metri. Troppo pochi.�</p><p>Le sirene non suonavano a Haifa dai terribili giorni della guerra del Golfo. Non appena il loro lugubre suono si diffuse, la citt� si paralizz�. Mentre auto militari munite di altoparlante diffondevano l�ordine di evacuazione della zona del porto, tutti corsero ordinatamente verso i rifugi.</p><empty-line/><p>La torre della Facolt� di Medicina �Bruce Rappaport� sulla penisola di Bat Galim, a destra dell�imboccatura del porto, era ormai visibile a occhio nudo. Di Bono pos� il binocolo con un�aria preoccupata.</p><p>�Se non riusciamo a fare qualcosa, la <emphasis>Queen of Atlantis </emphasis>entrer� a tutta velocit� nel porto, infilando la prora nei pressi del museo ferroviario.�</p><p>Pat era seduto di fronte a un terminale. Ne aveva gi� verificati quattro, e il risultato era sempre stato lo stesso: un virus rendeva impossibile ogni comunicazione con il sistema centrale di controllo.</p><p>Scosse la testa. �Sto perdendo ogni speranza, comandante. Tutti i terminali sono infettati. Non appena tento di collegarmi con il computer centrale, il virus danneggia irreparabilmente il terminale a cui sto lavorando. E anche se dovessi riuscire a superare il virus, chiss� quali diavolerie hanno inventato quei terroristi per proteggere le istruzioni che hanno programmato.�</p><p>�Se i terroristi non lo hanno preso, nella mia stanza dovrebbe esserci ancora il mio computer portatile�, disse improvvisamente Gerardo di Valnure. �Potremmo provare con quello.�</p><p>�Non credo che il problema risieda esclusivamente nell�unit� periferica�, obiett� Pat. �Il virus s�innesca quando si cerca di entrare nel computer centrale. Il programma riconosce i terminali collegati ed � stato predisposto per disattivarli. A meno che�� E Pat si rivolse di scatto a Di Bono. �Vengono gestiti dal computer centrale anche i servizi nelle stanze? Voglio dire, quelli a cui si pu� accedere attraverso la tastiera che c�� in ogni cabina?�</p><p>�Certo�, rispose immediatamente Di Bono.</p><p>�Non ci resta che tentare quest�ultima possibilit�. Presto, Gerardo, andiamo nella sua cabina�, concluse Silver.</p><empty-line/><p><strong>Bannockburn. Scozia. 23 giugno 1314</strong></p><empty-line/><p>Gli uomini di Robert the Bruce si mossero alle prime luci dell�alba e, raggiunta la postazione, posarono a terra i lunghi pali appuntiti, mimetizzandoli con foglie e sterpi.</p><p>La prima carica della cavalleria inglese sembrava un�onda inarrestabile, ma quando li ebbero a pochi passi, gli scozzesi sollevarono le punte acuminate degli <emphasis>schiltron.</emphasis></p><p>Molti degli animali e dei Cavalieri furono trafitti, e la prima carica fu respinta senza che gli scozzesi arretrassero di un solo passo. Le successive servirono soltanto a decimare le forze inglesi.</p><p>Rinfrancati, gli scozzesi caricarono a loro volta. I rumori della battaglia divennero assordanti. Al contrario del re d�Inghilterra, quello di Scozia dava l�esempio ai suoi, spronando il cavallo contro il nemico a spada sguainata.</p><p>Ma gli inglesi erano troppo superiori numericamente, e il valore dei soldati di Robert non avrebbe mai potuto compensare la differenza.</p><p>Gli scozzesi cominciarono a indietreggiare verso le colline, mentre gli inglesi si raccoglievano per sferrare una nuova carica.</p><p>Proprio allora Bertrand de Rochebrune ordin� la carica. Portava il bianco mantello crociato sopra l�armatura lucente, come i quattrocento Cavalieri che lo seguivano. Il rumore del galoppo copr� il fragore della battaglia, facendo tremare la terra. Gli uomini di Bertrand piombarono sugli inglesi disorientati, seminando panico e morte.</p><p>Contro ogni previsione, la battaglia si volse a favore degli scozzesi. Robert the Bruce conserv� il trono di Scozia e la sua terra rimase libera.</p><empty-line/><p><strong>Mediterraneo meridionale. 23 luglio 1999</strong></p><empty-line/><p>�Fatto!� esclam� Pat Silver con la fronte imperlata di sudore. Aveva appena finito di collegare con grande pazienza la matassa di fili colorati del cavo del televisore ad altrettanti fili che uscivano da una porta del computer portatile di Gerardo di Valnure.</p><p>�Adesso incrociate le dita e pregate che funzioni�, continu�.</p><p>Quindi cominci� a digitare i comandi sulla tastiera del portatile, finch� non esclam� in tono di trionfo: �Siamo nel computer centrale. Adesso vediamo se trasmette il virus anche a questo sistema periferico�.</p><p>Segu� qualche momento di silenzio carico di tensione, poi Silver riprese: �I terroristi non hanno pensato ai servizi del sistema televideo di bordo. Erano probabilmente convinti che la tastiera del televisore fosse troppo debole per modificare i programmi della memoria centrale, e avevano ragione. Non potevano prevedere questo nostro collegamento volante con un computer portatile. Adesso vediamo quali difese hanno escogitato per proteggere i comandi che hanno impartito alla macchina�.</p><p>E s�immerse di nuovo con la massima concentrazione nel labirinto di chip e microprocessori.</p><p>�Eccoli qui!� esclam� finalmente, indicando il video del computer portatile di Gerardo. �Ci sono tre gruppi di programmi, protetti da altrettante password. Se avessimo un programma di ricerca delle password e il tempo di farlo girare, non sarebbe difficile superare lo scudo protettivo dei terroristi, ma purtroppo non abbiamo n� l�uno n� l�altro.�</p><p>�E tra poco pi� di cinque minuti�, comment� tetramente Di Bono, �la mia nave si schianter� contro Haifa.�</p><empty-line/><p>�Cinque minuti alla collisione, signor vice ministro�, annunci� l�ufficiale della <emphasis>Sa�ar 5</emphasis>: la traccia sul radar si stava avvicinando a grande velocit� alla terraferma.</p><p>Quasi paralizzato dal senso d�impotenza, Breil cerc� di farsi forza e di non rassegnarsi. Ma a questo punto soltanto un miracolo avrebbe potuto evitare il disastro.</p><p>�Quattro minuti all�impatto�, scand� l�ufficiale.</p><p>Sulla corvetta regnava il silenzio pi� assoluto. L�impatto avrebbe costituito soltanto l�inizio della catastrofe, ma nessuno poteva sapere dopo quanto tempo sarebbero esplose le testate nucleari.</p><empty-line/><p>Pat Silver non riusciva a darsi per vinto. Aveva provato con una serie di parole d�ordine intuitive, in base alle poche informazioni carpite ai terroristi. Prov� di nuovo, inserendo nelle tre caselle delle password la parola �MILLS�. Ma ancora una volta la macchina gli neg� l�accesso.</p><p>Gerardo di Valnure ebbe un�illuminazione improvvisa: �Provi con �gassa d�amante��.</p><p>Silver inser� l�espressione nella prima casella, e la macchina rispose di nuovo che era una password non valida. Stesso risultato per la seconda casella. Angosciato, Pat prov� con la terza casella, e finalmente, quasi fosse Sesamo, il computer si apr�, consentendo l�accesso ad almeno una parte dei suoi segreti.</p><p>�Adesso tocca a lei, Di Bono�, esult� Pat. �Guardi l�. Il comando che abbiamo appena sbloccato � quello che controlla la rotazione dell�elica di sinistra, delle porte antincendio e delle comunicazioni. Per� non so ancora quale parola d�ordine protegga il controllo della velocit�, del motore di destra e delle barriere stagne.�</p><p>Di Bono non lo ascoltava gi� pi�: era corso verso la plancia.</p><empty-line/><p>�Un minuto all�ingresso in porto. Un minuto e venti secondi all�impatto.�</p><p>Oswald seguiva la traccia sul radar in silenzio, impugnando nervosamente il microfono della radio con cui aveva tentato pi� volte di mettersi in contatto con la nave, senza esito.</p><p>Attraverso un obl� della sala comando vedeva la <emphasis>Queen of Atlantis </emphasis>procedere ad alta velocit� verso il porto.</p><p>In quel preciso istante accadde ci� che nessuno osava pi� sperare.</p><empty-line/><p>Quando Arthur Di Bono raggiunse la plancia, la prora della nave era a poche centinaia di metri dall�imbocco del porto.</p><p>Non potendo controllare la velocit�, ag� sul joystick di comando dell�elica di sinistra, invertendone il senso di marcia. La nave cominci� a vibrare in modo pauroso, rallent� la sua corsa suicida e poi, inclinandosi pericolosamente a sinistra, cominci� a virare facendo perno su se stessa.</p><p>Su un raggio di duecento metri la <emphasis>Queen of Atlantis </emphasis>invert� la rotta. Di Bono ag� nuovamente sul comando dell�elica e finalmente punt� la prora verso il mare aperto, facendo esplodere un urlo di gioia agli altri tre, che lo avevano raggiunto.</p><p>Ma sulla <emphasis>Queen of Atlantis </emphasis>incombeva un�altra minaccia, ancora pi� terribile.</p><empty-line/><p><strong>Terre dei mori. Giugno 1314</strong></p><empty-line/><p>L�emiro Ibn ben Mostoufi guardava con affetto il piccolo Lorenzo, armato di una spada di legno, combattere un�immaginaria battaglia con altri bambini nel cortile del palazzo.</p><p>Il suo nipotino cresceva bene, dando un grande sollievo al dolore per la morte di Shirinaze. Aveva imparato rapidamente l�arabo, e la pelle scura non lasciava capire che nelle sue vene scorreva sangue europeo.</p><p>Lorenzo corse verso il nonno con aria stanca ma trionfante. �Ho vinto!�</p><p>L�emiro lo strinse tra le braccia con commozione. �Bravo, piccolo mio�, disse, accarezzandogli la testa. �Ti chiamer� <emphasis>Muqatil</emphasis>, il Guerriero.�</p><p>Ma gli occhi bruni del bambino si riempirono di malinconia.</p><p>�Quando rivedr� mio padre, nonno? Lui s� che � un vero guerriero: ha una grande spada affilata.�</p><p>�Presto, molto presto, <emphasis>Muqatil. </emphasis>Tra qualche mese andremo a Piacenza e lo vedremo.�</p><empty-line/><p><strong>Mediterraneo meridionale. 23 luglio 1999</strong></p><empty-line/><p>�Siamo rfusciti a stabilire un contatto, signor vice ministro�, disse l�ufficiale, e Oswald calz� immediatamente la cuffia, accostandosi il microfono alla bocca.</p><p>�Qui Arthur Di Bono, comandante della <emphasis>Queen of Atlantis</emphasis>�, si sent� dire. �I terroristi hanno abbandonato la nave, e ne abbiamo ripreso da poco il controllo, anche se non completamente.�</p><p>�Qui Oswald Breil, vice ministro della Difesa di Israele. Magnifica manovra, comandante. � sicuro che i terroristi non siano pi� a bordo? E pu� rassicurarci sulla salute degli ostaggi?�</p><p>�Affermativo, signor vice ministro. Ho visto io stesso il commando abbandonare la nave utilizzando il tubo di scarico delle acque reflue. Quanto agli ostaggi, abbiamo avuto qualche perdita, ma gli altri dovrebbero star bene: non abbiamo ancora avuto modo di verificare. Soltanto pochi istanti fa siamo riusciti a rimuovere i blocchi elettronici che impedivano al computer di bordo di funzionare. Ma soltanto in parte. Comunque adesso sono in grado di aprire le porte antincendio dietro cui sono chiusi passeggeri ed equipaggio.�</p><p>�In caso di abbandono nave, siete in grado di cavarvela da soli? Io dispongo soltanto di una quindicina di guastatori, e ho intenzione di utilizzarli in un altro modo. E per di pi� la vostra piattaforma di atterraggio � ingombrata dal container scaricato dall�elicottero dei terroristi. I miei uomini si dovrebbero quindi calare con le funi, limitando di molto le attrezzature.�</p><p>�La prego di confermare, signor vice ministro. Ha detto: �abbandono nave�? Non capisco il motivo, visto che il pericolo � ormai scongiurato. Basta riuscire a riprendere il pieno controllo del computer di bordo e��</p><p>�Purtroppo non � cos�, comandante. La manovra per scagliare la <emphasis>Queen of Atlantis </emphasis>sulle banchine del porto di Haifa era soltanto l�inizio del piano dei terroristi. Ma c�� sotto molto di pi�. Lei deve allontanare il pi� possibile la sua nave dalla terraferma e mettere in salvo i passeggeri. Ho motivo di ritenere che abbiate a bordo dieci testate nucleari pronte a esplodere.�</p><p>Di Bono mantenne una calma straordinaria. �Ricevuto, signor vice ministro. Attiver� il piano di abbandono nave. Il mio equipaggio � perfettamente addestrato, anche se non � facile calare le scialuppe in mare da una nave lanciata a venti nodi.�</p><empty-line/><p>Durante la conversazione radio tra Di Bono e il vice ministro, Lionel Goose era rimasto in silenzio, rievocando nell�intimo il ricordo delle giungle asiatiche e degli ordigni inesplosi che vi erano disseminati.</p><p>Come artificiere dei Berretti Verdi, aveva dovuto occuparsi di spolette convenzionali e mine di fabbricazione sovietica, e conosceva bene quel genere di rischio.</p><p>Con l�aiuto di Pat Silver e della sua dimestichezza con l�elettronica, decise, sarebbe probabilmente riuscito a cavarsela anche con la spoletta di una testata nucleare moderna. Sempre ammesso che fossero riusciti a trovarle.</p><p>�Penso di poter fare qualcosa�, disse finalmente.</p><empty-line/><p><strong>Foresta di Torwood. 27 giugno 1314</strong></p><empty-line/><p>Un vento leggero dalle colline rinfrescava i partecipanti al banchetto con cui re Robert aveva voluto festeggiare la vittoria. Aveva personalmente chiesto a Bertrand de Rochebrune di sedere al suo fianco.</p><p>Il primo brindisi fu proprio per lui.</p><p>�Questa vittoria � stata favorita dal tuo valore e da quello dei tuoi Cavalieri. Brindo a te, Gran Maestro Bertrand de Rochebrune�, esclam� Robert the Bruce levando il calice.</p><p>�Brindo a te�, gridarono all�unisono gli alti ufficiali riuniti attorno alla tavola.</p><p>Ma nel silenzio in cui tutti portavano il calice alla bocca, dal fondo della tenda si lev� una nuova voce che fece girare i commensali in quella direzione.</p><p>�Brindo a te anch�io.�</p><p>Jean Marie de Serrault, pallido ed esangue, teneva la destra alzata in segno di amicizia. Ma il suo sguardo era vacuo.</p><p>Bertrand gli corse subito incontro, abbracciandolo.</p><p>�Amico mio�, esclam�. �Che cosa ti era successo?�</p><p>Poi si rivolse al re di Scozia: �Permettete, Sire. Devo al nobile Jean Marie de Serrault la vita e quanto ancora sopravvive dell�Ordine del Tempio. Chiedo il permesso di farlo sedere alla Vostra tavola�.</p><p>Robert espresse il suo consenso con un cenno, e Bertrand prese sottobraccio l�amico, quasi sorreggendolo, per guidarlo verso la tavola imbandita.</p><p>�Ma tua madre?� chiese. �Dov��?�</p><p>La luce di follia nello sguardo di Jean Marie si fece ancora pi� livida. �Assassino!� grid�. La sua lama brill� fulminea alla luce dei fuochi e si conficc� nella gola di Bertrand de Rochebrune.</p><p>Tutti rimasero qualche istante impietriti, quindi si scagliarono sull�attentatore, disarmandolo. Ma era tardi: il Gran Maestro del Nuovo Ordine del Tempio giaceva a terra senza vita.</p></section><section><title><p>18</p></title><p><strong>Mediterraneo meridionale. 23 luglio 1999</strong></p><empty-line/><p>�Uno dei passeggeri si � offerto volontario per tentare di disinnescare le testate, signor vice ministro�, disse il comandante Di Bono nel microfono.</p><p>�I nostri esperti ci hanno detto che, una volta attivate le procedure, � pressoch� impossibile disinnescare una testata sovietica del tipo di quelle che avete a bordo�, rispose Oswald. �Per� continu�. �Mi viene in mente� Certo! Il vostro passeggero potrebbe cercare di prolungare il tempo programmato per la detonazione. Fatelo provare. Le testate dovrebbero essere nella stiva quattordici, nascoste in contenitori per frigoriferi professionali.�</p><p>Di Bono indic� immediatamente sulla pianta della nave la stiva quattordici e, fermando Pat, Gerardo e Lionel Goose che gi� si stavano precipitando in quella direzione, disse: �Cercate di darmi quanto pi� tempo potete per organizzare le operazioni di abbandono nave. Prendete con voi una radio portatile per tenervi in contatto con Oswald Breil. Potrebbe esservi d�aiuto. In bocca al lupo�.</p><empty-line/><p>�Adesso tocca a lei, Bernstein�, stava dicendo in quel momento Oswald.</p><p>�Grazie, maggiore�, rispose il capitano, che non sarebbe mai riuscito a smettere di rivolgersi a Oswald con il suo vecchio grado del Mossad. Non ci era riuscito quando l�omino era stato messo a capo dell��Istituto� e non ci riusciva adesso.</p><p>Bernstein poteva essere considerato una vera e propria simbiosi di computer e cervello umano. Conosceva ogni particolare di qualsiasi programma, nessun marchingegno elettronico aveva segreti per lui.</p><p>Oswald si congratul� con se stesso per averlo fatto venire l�. Non era un vero e proprio artificiere, ma le sue capacit� sarebbero di sicuro state preziose per il tentativo di manomettere le spolette delle testate nucleari.</p><empty-line/><p>La stiva quattordici era lunga circa quaranta metri e larga quanto tutta la nave. Il materiale vi era disposto in perfetto ordine e assicurato con cinghie per impedirne lo sbandamento in caso di rollio. Le cinque casse di frigoriferi erano in un angolo. Videro subito che erano state aperte.</p><p>Gerardo premette il pulsante laterale della radio.</p><p>�Sono Gerardo di Valnure, signor vice ministro. Abbiamo un problema.�</p><p>�Gerardo, che piacere saperla salvo. Qual � il problema?�</p><p>�Abbiamo aperto le porte dei frigoriferi. Sono tutti e cinque vuoti, ma in un angolo abbiamo rinvenuto un solo ordigno di fabbricazione sovietica. I terroristi, prima di abbandonare la <emphasis>Queen of Atlantis</emphasis>, hanno provveduto a saldare il contenitore della bomba alle strutture portanti della nave. Non sembra possibile rimuoverla: ci vorrebbe troppo tempo. Secondo il timer mancano nove minuti e dieci secondi allo scoppio.�</p><p>�Per adesso occupatevi soltanto di quel timer. Se le altre testate sono ancora a bordo, � possibile che non siano state innescate, ma che debbano esplodere per �simpatia� dopo la prima.�</p><p>Ma nella mente di Oswald lampeggi� immediatamente un nuovo pensiero. I terroristi potevano aver nascosto le altre testate in una zona diversa della nave dopo averle innescate. Oppure�</p><p>Oppure ne avevano ancora nove con s�, e a questo punto chiss� dov�erano nascosti.</p><empty-line/><p>Sebbene esausto, l�equipaggio rispose prontamente agli ordini del comandante diffusi dagli altoparlanti nel teatro: prima ancora che le pesanti porte antincendio fossero aperte, avevano gi� incanalato i passeggeri per risparmiare tempo ed evitare il panico durante l�abbandono della nave.</p><p>Lasciata la plancia, Di Bono si port� verso la fiumana di persone che si dirigeva con calma verso i punti di raccolta.</p><p>Tenendo l�orecchio costantemente accostato alla radio portatile, diede un�occhiata all�orologio. Erano gi� trascorsi quasi dieci minuti da quando gli altri tre erano andati a cercare gli ordigni.</p><empty-line/><p>�Mancano due minuti e dodici secondi allo scoppio, capitano Bernstein�, comunic� via radio Gerardo di Valnure.</p><p>�Dica agli altri di ritentare la procedura. Secondo le informazioni appena pervenute dall�ente nucleare russo, bisogna ruotare il timer di mezzo giro a sinistra. Il movimento dovrebbe rendere possibile una parziale estrazione del congegno. Sul cilindro in acciaio ci sono tre pulsanti. Vanno premuti nell�ordine che vi abbiamo appena comunicato. A quel punto dovrebbe essere possibile modificare il timer e prolungare il tempo sino a tre ore.�</p><empty-line/><p>La prima delle venti scialuppe brandeggi� fuori bordo per alcuni istanti. Per precauzione Di Bono aveva preferito che non vi fossero passeggeri: nessuno poteva sapere quali reazioni avrebbe avuto a quella velocit� lo scafo al contatto con l�acqua.</p><p>Sulla scialuppa, il marinaio incaricato di manovrare i cavi degli argani commise un errore, lascando per prima la cima di prora. Non appena tocc� l�acqua, l�imbarcazione comp� una piroetta, impennandosi e capovolgendosi.</p><p>�Accendete il motore prima di toccare l�acqua e mettete le manette avanti tutta. Una volta raggiunto il mare, mollate per primi i cavi di poppa e girate il timone verso il largo. Soltanto allora liberate la prora della scialuppa. Il motore al massimo dei giri dovrebbe essere sufficiente a ridurre l�impatto�, ordin� Di Bono.</p><empty-line/><p>�Dio sia lodato! Siamo riusciti a reimpostare il timer�, grid� Gerardo nel microfono. �Quindi abbiamo tre ore di tempo, sempre che le altre testate non siano a bordo e innescate.�</p><p>�Possiamo soltanto aspettare. Dovrebbero mancare poco meno di quarantacinque secondi allo scoppio.�</p><p>�Come procedono le operazioni di sbarco dei passeggeri?� chiese Gerardo.</p><p>�Vediamo alcune scialuppe di salvataggio sospese lungo il fianco della nave. Mi sembra che tutto proceda con ordine. Intanto stanno arrivando tre navi per raccogliere i passeggeri. Certo� sempre che non si verifichi l�irreparabile.� E Oswald si zitt�, mentre Bernstein scandiva i secondi.</p><p>�Cinque� quattro� tre� due� uno� zero!�</p><p>I due uomini lanciarono un grido di esultanza. La <emphasis>Queen of Atlantis </emphasis>non era saltata in aria e continuava a navigare verso il mare aperto.</p><p>�Tutto bene, Gerardo�, disse poi Breil nel microfono. �Avete il tempo di condurre la nave verso il punto che vi indicheremo. Poi dovrete abbandonarla anche voi.�</p><empty-line/><p>Era stata sbarcata quasi la met� dei passeggeri, quando Di Bono vide Maggie.</p><p>�Signora Hassler�, la chiam�.</p><p>Maggie usc� dalle due file ordinate che aspettavano di prendere posto sulle scialuppe e si diresse verso di lui. Da quando Timothy si era sacrificato per lei, era piombata in uno stato di prostrazione e angoscia.</p><p>�Grazie al coraggio di Pat Silver, che lo ha liberato dai terroristi, suo marito � salvo�, le spieg� Di Bono. �� leggermente ferito e lo abbiamo messo in una cabina, ma due infermieri sono andati a prenderlo. Tra qualche minuto lo potr� riabbracciare.�</p><p>Maggie chiuse gli occhi, in preda a un tumulto di sensazioni contrastanti: i terroristi non erano riusciti a sequestrare Timothy grazie all�uomo con cui lei lo aveva tradito. Si sent� prendere di nuovo dal rimorso per ci� che aveva fatto. Non avrebbe mai potuto dimenticare gli screzi che l�avevano indotta a considerare finito il suo matrimonio, ma, nel vero momento del bisogno, suo marito si era comportato da eroe.</p><p>�Non lo far� mai pi��, si disse, cedendo alla commozione. S�, sarebbe sempre stata al fianco di Timothy Hassler.</p><empty-line/><p>�Estendete l�ordine di evacuazione della costa sino a Jaffa e avvertite le autorit� di Siria, Libano, Palestina, Cipro, Turchia, Grecia ed Egitto�, ordin� Oswald. �Se le dieci testate sono ancora a bordo, la morfologia della costa mediterranea sudorientale verr� semplicemente sconvolta.�</p><p>�Ma neanche la nostra nave e quelle che stanno recuperando i naufraghi resisterebbero all�onda d�urto�, obiett� il comandante della corvetta.</p><p>�Meglio non pensarci. Se ci distraiamo anche un solo istante, rischiamo davvero di assistere a una catastrofe nucleare�, replic� Oswald prima di tornare al microfono.</p><p>�Comandante Di Bono�, disse poi in tono di massima gravit�, �comunque vadano le cose, abbiamo una sola certezza: una testata nucleare � regolata per esplodere tra poco meno di tre ore. Ma potrebbero essercene altre nove, destinate a esplodere per �simpatia�. Dobbiamo affondare la nave prima di un possibile disastro nucleare.�</p><p>Di Bono non rispose subito. La sua meravigliosa nave stava per essere condannata a morte. Ma dalla sua decisione dipendeva la vita di migliaia, forse milioni di esseri umani.</p><p>�Esistono alternative?� chiese finalmente.</p><p>�Negativo, comandante. Allo stato attuale, nessuna.�</p><p>�Mi atterr� alle sue istruzioni, signor vice ministro�, disse disciplinatamente Di Bono.</p><p>�Proseguendo per altre quindici miglia sulla rotta attuale, il fondo marino si apre in una depressione che raggiunge gradualmente la profondit� di millesettecento metri. Calcolando che impiegherete circa quarantacinque minuti per raggiungerla, e che la nave andr� a fondo molto rapidamente, al momento dello scoppio la <emphasis>Queen of Atlantis </emphasis>dovrebbe essere almeno un migliaio di metri sott�acqua e la struttura d�acciaio delle paratie contribuir� in modo considerevole a ridurre la forza d�urto. Quanto basta per scongiurare gli effetti di un�esplosione nucleare di medie proporzioni. Il discorso � invece del tutto diverso se a bordo ci sono ancora tutte le dieci testate. Ma non credo. Comunque � nostro dovere cercare di salvaguardare le popolazioni costiere.�</p><p>�Come far� a mandare a picco una nave considerata inaffondabile?�</p><p>�Anche il <emphasis>Titanic </emphasis>era considerato inaffondabile�, ribatt� Oswald.</p><empty-line/><p><strong>Roslin. 29 giugno 1314</strong></p><empty-line/><p>�Bertrand de Rochebrune � stato per me un amico, un padre, un maestro�, disse Luigi di Valnure con gli occhi pieni di lacrime, davanti al corpo di Bertrand, composto come voleva la tradizione templare: con la lunga spada impugnata all�altezza del torace, le gambe incrociate e la tunica bianca con la croce rossa sopra la cotta di maglia che lo copriva fino alla testa, celando la ferita infertagli al collo da Jean Marie de Serrault.</p><p>Le sue mani estrassero un cordoncino rosso, impreziosito da un filamento d�oro. Le dita si mossero rapide ed esperte come a tracciare un disegno.</p><p>�Noi continueremo, Bertrand. Non abbandoneremo mai gli insegnamenti che ci hai lasciato.� E Luigi dovette aprire a forza le mani di Bertrand per infilarvi il cordoncino. La gassa d�amante risalt� tra le dita bianchissime.</p><p>Bertrand de Rochebrune fu seppellito provvisoriamente nel cimitero poco fuori le mura del castello dei St Clair. I nobili scozzesi avevano prestato un solenne giuramento che li avrebbe vincolati per generazioni, almeno finch� Bertrand de Rochebrune, primo Gran Maestro del Nuovo Ordine, non fosse stato tumulato in un sepolcro degno di lui, accanto agli oggetti sacri del Tempio. Quelli che dai tempi di Hugues de Payns erano fonte di venerazione, invidie e calunnie nei confronti dei Cavalieri.</p><empty-line/><p><strong>Rosslyn. 23 luglio 1999</strong></p><empty-line/><p>Sara Terracini aveva appena finito di disporre un sottile spago tra le colonne. Con un senso di trionfo vide che disegnavano una Stella di Davide, perfettamente simmetrica. Si port� al centro della figura geometrica e punt� un dito verso il pavimento.</p><p>�� qui che dobbiamo scavare.�</p><p>Karin prese dalla borsa degli attrezzi uno scalpello e cominci� a scalzare con grande cautela la pietra dal pavimento. Bastarono pochi minuti perch� si staccasse dalla sua sede senza alcun danno.</p><p>A quel punto Bertold attacc� con un piccone da archeologo la sabbia compatta su cui posava la parte di pavimento appena rimossa. La punta s�imbatt� in uno strato solido, provocando un rumore sordo. Tutti e quattro insieme rimossero febbrilmente la sabbia con le mani, finch� non ebbero scoperto completamente una botola di legno.</p><p>Sara fece forza con tutto il suo peso sul palanchino, e la botola si apr� con un forte scricchiolio, amplificato dalle alte volte della Cappella.</p><p>Fu sempre Sara ad affrontare per prima la scala di pietra e a scendere. La sua torcia illumin� un ambiente di sei metri per sei, con al centro una colonna e, a poca distanza dalla scala, una cassa molto antica.</p><p>Sul lato opposto Sara scorse un parallelepipedo in pietra, probabilmente un sarcofago. Si accorse che le tremavano le gambe: forse i crociati avevano combattuto anche per salvare quegli oggetti.</p><p>Si accost� al sarcofago, seguita in silenzio dai tre compagni. Sul coperchio si vedeva un bassorilievo nitido.</p><p>La torcia illumin� il volto di un cavaliere scolpito nella pietra scura, la spada stretta tra le mani e un�epigrafe:</p><empty-line/><subtitle>BERTRAND DE ROCHEBRUNE. PRIMO GRAN MAESTRO</subtitle><subtitle>DEI NUOVI POVERI CAVALIERI DI CRISTO.</subtitle><empty-line/><p><strong>Mediterraneo meridionale. 23 luglio 1999</strong></p><empty-line/><p>Sulla corvetta, Oswald indic� uno dei disegni strutturali della <emphasis>Queen of Atlantis </emphasis>posati sul tavolo da carteggio.</p><p>�Ogni nave moderna � dotata di compartimentazioni stagne allo scopo di garantirne la galleggiabilit� in caso di falle. La <emphasis>Queen of Atlantis </emphasis>ne ha sei, regolate dal computer di bordo. Come abbiamo saputo dal comandante, i terroristi le hanno chiuse elettronicamente, rendendo la nave praticamente inaffondabile.�</p><p>�E allora come facciamo ad affondarla?� chiese Erma.</p><p>Oswald non gli rispose, rivolgendosi al comandante della <emphasis>Sa�ar 5.</emphasis></p><p>�Quanti uomini della <emphasis>Flottiglia Tredici </emphasis>abbiamo a bordo?�</p><p>�Quindici.�</p><p>La <emphasis>flottiglia Tredici </emphasis>era un gruppo di guastatori tra i meglio addestrati nelle azioni di guerriglia, protagonisti d�innumerevoli operazioni e dotati di armi e attrezzature di avanguardia.</p><p>�Devo parlare subito con loro�, continu� Oswald.</p><p>Poco dopo li raggiunse nell�aula dei briefing, facendo loro cenno di rimanere seduti. Erano in tenuta da combattimento: una tuta nera con molte tasche per le attrezzature individuali. Per loro quell�omino era una leggenda vivente: erano stati pi� volte da lui utilizzati in situazioni di emergenza. Lo ascoltarono in un silenzio elettrico.</p><p>�Molte navi giudicate inaffondabili�, disse Oswald, indicando sul disegno della <emphasis>Queen of Atlantis </emphasis>alcuni punti sotto la linea di galleggiamento, �colano a picco perch� la falla interessa diversi compartimenti stagni, e noi dobbiamo riuscire a provocare qualcosa di analogo su entrambe le fiancate. � un vero peccato dover mandare a fondo una meraviglia come la <emphasis>Queen of Atlantis</emphasis>, ma non abbiamo altra scelta. Nonostante tutti i tentativi, sembra che la saldatura con cui la bomba � stata fissata alle strutture della nave sia stata fatta con materiali speciali, capaci di resistere a qualsiasi smeriglio. Avete qualche suggerimento?�</p><p>Il sergente che comandava il plotone di guastatori aveva un naso da pugile e un collo taurino piantato su due spalle gigantesche. �Se quella nave fosse ferma�, disse in tono riflessivo, �sarebbe un gioco da ragazzi aprirla come una scatoletta. Ma fila a pi� di venti nodi, quindi le cose si complicano. Per�</p><empty-line/><p>Le operazioni di abbandono nave erano state lunghe e laboriose, ma l�ultima lancia, con gli ufficiali e gli ultimi membri dell�equipaggio, era finalmente stata calata.</p><p>Quando anche l�ultimo dei suoi uomini ebbe abbandonato la nave lanciata a tutta velocit� verso l�ignoto, il comandante Di Bono si sent� riempire di sollievo.</p><p>�Adesso tocca a voi�, disse, rivolto a Lionel, Pat e Gerardo. �Non trover� mai le parole per ringraziarvi. � rimasta una lancia. Mettetevi in salvo.�</p><p>Fu Pat a replicare per tutti: �No, comandante, non abbiamo alcuna intenzione di lasciarla qui solo. Siamo convinti che la nostra presenza possa servire a qualcosa�.</p><p>�Ho il dovere�� cerc� di ribattere Di Bono, ma senza eccessiva convinzione. Forse era la risposta che si aspettava.</p><p>�Abbiamo anche noi il dovere di salvaguardare la vita dei nostri simili�, tagli� corto Gerardo. �E di vite in gioco ce ne sono molte.�</p><empty-line/><p>I due gommoni dei guastatori filavano veloci, spinti da una coppia di fuoribordo da duecento cavalli ciascuno. Si erano disposti uno per lato, e i due piloti stavano cercando di mantenere la stessa velocit� della nave. Sarebbero dovuti arrivare a toccare con il tubolare la sua fiancata, dando il tempo agli altri guastatori di disporre le mine magnetiche lungo la linea di galleggiamento. Una manovra da ripetere venti volte per lato.</p><p>�Come una scatoletta di sardine�, aveva confermato il loro sergente a Oswald, imbarcandosi sul gommone.</p><p>Le mine magnetiche, che i guastatori stavano innescando secondo un disegno preciso, erano di costruzione tedesca e avevano una capacit� dirompente altissima: ciascuna di esse poteva aprire una falla di tre metri di raggio in uno scafo d�acciaio spesso cinque centimetri.</p><p>Dalla plancia di comando della corvetta israeliana, dato di piglio al binocolo, Oswald Breil stava seguendo le operazioni.</p><p>�A che punto � il recupero dei naufraghi?� chiese al comandante.</p><p>�L�ultima lancia � stata issata poco fa da una delle navi di soccorso.�</p><p>�Ordinate che si mettano su una rotta nord-ovest, in modo da ridurre l�impatto dell�onda.�</p><p>�Crede che si scatener� una serie di maremoti, Breil?� chiese Erma con aria visibilmente angosciata.</p><p>�Dipende da quante testate esploderanno. Se a bordo c�� solamente l�ordigno trovato, l�impatto non dovrebbe essere catastrofico. Ripeto: l�esplosione dovrebbe avvenire quando la <emphasis>Queen of Atlantis </emphasis>si sar� ormai inabissata di ottocento-mille metri. L�onda generata dovrebbe equivalere a una forte mareggiata, e anche i danni per contaminazione radioattiva dovrebbero essere limitati.</p><p>�Potrebbe invece preoccupare di pi� il fenomeno di riscaldamento dovuto alle altissime temperature sviluppate dalle esplosioni nucleari, ma anch�esso dovrebbe ridursi entro pochi giorni senza provocare danni irreparabili. Se invece tutte e dieci le testate dovessero esplodere simultaneamente�</p><p>�Per darle un�idea, Erma, un potenziale simile fu generato nel corso dell�esplosione vulcanica dell�isola di Krakatoa, nell�oceano Indiano, sul finire del secolo scorso. L�onda d�urto ha circumnavigato diverse volte la circonferenza della Terra. Quindi pu� immaginare che cosa potrebbe succedere in un bacino chiuso come il Mediterraneo. Sarebbe una catastrofe di proporzioni bibliche. Le coste verrebbero spazzate via da un maremoto senza precedenti. Non ci resta che pregare e sperare.�</p><empty-line/><p><strong>Roslin. Castello St Clair. Luglio 1314</strong></p><empty-line/><p>Luigi di Valnure chin� la testa, mentre il barone St Clair gli posava la spada sulla spalla.</p><p>�In ottemperanza alla volont� unanime del Consiglio, ti nomino Gran Maestro del Nuovo Ordine dei Poveri Cavalieri di Cristo, Luigi di Valnure. Il giuramento che hai prestato ti vincola alla segretezza e al perseguimento del fine dell�Ordine con qualunque mezzo, anche di fronte alla morte. Sei altres� tenuto a una scrupolosa osservanza della Regola. Dio ti protegga.�</p><p>Il Consiglio fu sciolto poco dopo, e, rimasto solo, Luigi osserv� con sguardo commosso il mantello bianco crociato che indossava. Era fiero dell�incarico ricevuto. Avrebbe proseguito l�opera di Bertrand e lottato sino alla morte contro chi si serviva della Parola di Dio per i suoi turpi scopi.</p><p>Ma era felice anche per un secondo motivo: tra pochi giorni sarebbe partito per Piacenza, dove avrebbe potuto riabbracciare suo figlio.</p><empty-line/><p><strong>Mediterraneo meridionale. 23 luglio 1999</strong></p><empty-line/><p>Nella prima oscurit� la sagoma bianca della <emphasis>Queen of Atlantis </emphasis>si distingueva ancora perfettamente.</p><p>�� sopra il punto pi� profondo della depressione�, disse il comandante della corvetta a Breil. �Secondo i miei calcoli dovrebbe mancare pi� di un�ora e mezzo all�esplosione. Speriamo che la nave ci metta poco a inabissarsi, e che la deflagrazione avvenga in profondit�.�</p><p>�� arrivato il momento di abbandonare la nave�, stava intanto dicendo Arthur Di Bono ai suoi compagni di avventura.</p><p>I quattro uomini corsero all�ultima lancia, e il comandante esegu� le manovre per calarla in mare.</p><p>Erano ormai a diverse centinaia di metri, quando videro la fiancata della <emphasis>Queen of Atlantis </emphasis>illuminarsi di una fila di bagliori rossi. Un attimo dopo il fragore dello scoppio delle quaranta mine magnetiche arriv� talmente forte da far dolere loro gli orecchi.</p><p>La nave ridusse la velocit�, s�inclin� leggermente sulla sinistra e cominci� ad affondare. Di Bono si alz�, immediatamente imitato dagli altri tre. La pi� grande nave mai costruita dagli uomini stava lentamente scomparendo.</p><p>La corvetta israeliana si affianc� alla scialuppa e i quattro vennero tratti a bordo.</p><p>Venti minuti pi� tardi le potenti fotoelettriche della <emphasis>Sa�ar 5 </emphasis>illuminavano le antenne satellitari della <emphasis>Queen of Atlantis </emphasis>che stava scomparendo velocemente nel mare.</p><p>Nella zona dell�affondamento l�acqua ribolliva, e tutto attorno i relitti erano sparsi in un raggio di trecento metri.</p><p>Quando la massa scura si chiuse sopra la sua nave, gli occhi del comandante Di Bono s�inumidirono.</p><p>�Adesso non ci resta che portarci a distanza di sicurezza e aspettare. Anche se, purtroppo, nessun mezzo marino potrebbe essere abbastanza rapido da condurci in salvo se dovessero esplodere tutte le testate�, concluse Oswald Breil.</p><empty-line/><p><strong>Rosslyn. 23 luglio 1999</strong></p><empty-line/><p>Sara Terracini teneva la torcia tra i denti, dirigendo il fascio di luce verso la colonna di pietra al centro dell�ambiente. Era divisa in cinque segmenti di misura identica, ma il sezionamento appariva chiaramente fatto in un�epoca successiva alla realizzazione, forse per facilitarne il trasporto da parte dei crociati.</p><p>�La colonna di Enoch!� esclam� in tono emozionato, facendo scorrere le dita sui caratteri dell�antica lingua scolpiti qualche millennio prima.</p><p>�Colonna di Enoch?� chiese Bertold.</p><p>Senza distogliere l�attenzione dal tentativo di aprire il grosso baule di legno massiccio, fu Toni Marradesi a rispondergli: �Secondo un�antica leggenda, molto prima dei tempi di Abramo, il profeta Enoch predisse un avvenimento apocalittico che avrebbe disseminato la morte sulla terra, devastata da inondazioni e incendi. Il profeta volle per� che il livello di conoscenza fino ad allora raggiunto non andasse perduto. Quindi incise su due colonne, una in mattoni e l�altra in pietra, rispettivamente i segreti dell�edilizia e della scienza�.</p><p>�Inoltre le due colonne avrebbero ornato i lati del <emphasis>Sancta Sanctorum </emphasis>del Tempio di Gerusalemme�, aggiunse Sara.</p><p>Il cofano era in legno massiccio e aveva resistito integro ai secoli e alle vicissitudini. La tradizione della famiglia St Clair tramandava che un antenato, lo stesso William cui era dovuta la costruzione del Tempio di Rosslyn, in occasione di un incendio divampato nel castello, prima ancora che dell�incolumit� degli abitanti si fosse preoccupato di certi cofani.</p><p>Era una vicenda che Toni conosceva bene, e proprio per questo stava dedicando ogni suo sforzo ad aprirlo: era convinto che potessero esservi celati i segreti del Tempio e della Cristianit� stessa. Rimuovere il coperchio non fu facile, ma finalmente, con uno scricchiolio, ruot� sui cardini che l�aria asciutta della cripta aveva protetto dalla ruggine. Le mani esperte di Toni Marradesi scostarono con delicatezza i panni di lana che proteggevano il contenuto.</p><p>I rotoli di rame erano in discrete condizioni, e Toni si sent� prendere da un tremito vedendo le iscrizioni in ebraico. Erano lunghi circa trentacinque centimetri e sembravano avvolti su di s� almeno quattro volte. Dovevano essere una quindicina.</p><p>�Che cosa hai trovato, Toni?� chiese Sara, che fremeva.</p><p>�Forse abbiamo scoperto addirittura il segreto su cui si fonda il Cristianesimo�, sbott� lui, visibilmente emozionato. �Credo per� che sia meglio rimettere questo tesoro nello scrigno che lo ha salvato nei secoli. Per svolgere i rotoli di rame e decifrarli dobbiamo portarli nel nostro laboratorio o in una struttura adeguatamente attrezzata.�</p><p>�Gi�, ma come facciamo a portarli via sotto il naso del sovrintendente?�</p><p>�Il problema non si pone�, echeggi� una voce dura dagli ultimi scalini. �Voi rimarrete per sempre accanto a ci� che avete scoperto. Quei documenti potranno servire soltanto al Nuovo Ordine per dimostrare chi davvero � a conoscenza della Parola di Dio. Presto, a terra in quell�angolo.�</p><p>E la pistola impugnata dallo sconosciuto emise sinistri bagliori alla luce delle torce elettriche.</p><p>�Addio per sempre�, concluse l�uomo, strappando la sicura di una bomba a mano e lanciandola verso di loro.</p><p>Bertold si gett� su di lui con un guizzo. Lo sconosciuto segu� il suo movimento con la pistola e spar� un paio di colpi, ma senza colpirlo. L�arma di Bertold, invece, non lo manc�, centrandolo con due colpi.</p><p>La bomba a mano era caduta a poca distanza dai piedi di Karin, e la giovane agente la raccolse, gridando: �Presto, tutti a terra!�</p><p>Ma sapeva bene che, se l�ordigno fosse esploso in quell�ambiente angusto, nessuno di loro avrebbe avuto scampo. Il grosso cofano con i rotoli di rame era ancora aperto. Senza la minima esitazione, Karin vi pos� la bomba, conficcandola nello spesso strato di panni di lana. Quindi, chiuso di schianto il pesante coperchio, si butt� anche lei a terra il pi� lontano possibile.</p><p>Il cofano esplose, disseminando schegge e frammenti per tutta la cripta, ma smorzando di molto la potenza della bomba.</p><empty-line/><p><strong>Mediterraneo meridionale. 23 luglio 1999</strong></p><empty-line/><p>La <emphasis>Sa�ar 5 </emphasis>si era mantenuta a circa venti miglia dal punto dove si era inabissata la <emphasis>Queen of Atlantis. </emphasis>Non appena l�orizzonte in quella direzione si color� di una luce bianca, l�interfono scand� i precipitosi ordini del comandante.</p><p>�Macchine avanti al minimo per rotta nord-ovest. Personale ai posti di combattimento. Attivare gli schermi antiradiazione. Prepariamoci a fronteggiare un maremoto.�</p><p>�� il momento della verit�, comment� Oswald, mettendosi l�elmetto da combattimento e stringendo i legacci di un giubbotto salvagente troppo grande per lui. �Tra poco dovrebbe raggiungerci l�onda d�urto dell�esplosione. Se quella luce � stata prodotta dallo scoppio di tutte le testate, non potremo mai raccontare questa avventura.�</p><empty-line/><p><strong>Rosslyn. 23 luglio 1999</strong></p><empty-line/><p>Il terribile dolore ai timpani fece capire a Sara che era ancora viva. Ma si tast� tutto il corpo, aspettandosi di trovarlo coperto di chiazze di sangue. Non avendone trovata nessuna, apr� finalmente gli occhi e si tir� a sedere.</p><p>La polvere da cui era invaso l�ambiente la fece tossire. Il buio era assoluto e, anche se avesse ancora avuto la torcia, la sua luce non sarebbe stata sufficiente a perforare la fitta nube.</p><p>Chiam� gli altri tre compagni. Toni le rispose subito, informandola di essere ferito, ma lievemente. Bertold non aveva subito danni, mentre Karin temeva di avere la gamba destra fratturata.</p><p>Attesero in silenzio che la polvere si depositasse, finch� Bertold non trov� a tentoni la sua torcia, e un fascio di luce illumin� il sotterraneo. Tergendosi il sangue che gli colava dalla fronte, Toni guard� verso la cassa dei documenti, ma vide soltanto alcuni brandelli di legno fumante.</p><p>Scuotendo amaramente la testa, si chin� accanto alla giovane israeliana ferita e cerc� di tranquillizzarla, mentre Bertold le prestava le prime cure.</p><p>�� la prima volta che non mi sento di condannare una persona che ha distrutto un documento cos� prezioso�, disse, sfiorandole con dolcezza il volto sofferente. �Ti dobbiamo la vita, Karin. Grazie.�</p><p>�Mi spiace, Toni, ma era l�unica cosa che potevo fare�, rispose la giovane agente del Mossad, stringendo i denti per il dolore.</p><empty-line/><p><strong>Mediterraneo meridionale. 23 luglio 1999</strong></p><empty-line/><p>L�onda si stagliava come una muraglia crestata di bianco sulla linea chiara dell�orizzonte. Avanzava minacciosa verso la corvetta, dove ci si preparava a fronteggiarla.</p><p>�Motori pari avanti tutta. Mantenete la prora all�onda.�</p><p>La massa d�acqua colp� come uno schiaffo violento; la prora della corvetta s�incune� nell�enorme ricciolo dell�onda e la nave rimase sommersa per diversi secondi, ma finalmente la <emphasis>Sa�ar 5 </emphasis>riemerse, pronta a fronteggiare le ondate minori che sarebbero seguite.</p><p>�Mi dica la sua opinione, comandante. Vediamo se concorda con la mia�, disse Oswald, non appena si accorse che il peggio era passato.</p><p>�Un�onda degna di una tempesta forza otto-nove. Violenta, ma perfettamente affrontabile dalla mia nave come da quelle che hanno portato soccorso ai naufraghi. Non credo che la violenza del maremoto possa essere tale da impensierire le strutture costiere o le popolazioni. Lei sa gi� come la penso, signor vice ministro. A bordo della <emphasis>Queen of Atlantis </emphasis>era rimasta una sola testata e, come previsto, � esplosa quando la nave era mille metri sotto la superficie dell�acqua.�</p><p>�Proprio cos�, si limit� a commentare Oswald, ma la gioia di aver evitato una catastrofe era velata dall�angoscia per il potenziale nucleare ancora in mano ai terroristi.</p><p>Doveva contattare subito Sara per sapere a che punto fossero le sue ricerche. Ma, soprattutto, chi meglio di lei poteva forse spiegargli le ultime parole di Fosh circa una �antica strada della Citt� Eterna�?</p><p>Era sicuro che dietro di esse si celasse il luogo dove si riuniva il Gran Consiglio della setta.</p><empty-line/><p><strong>Notte del 23 luglio 1999</strong></p><empty-line/><p>I lampeggianti della polizia illuminavano la facciata della Cappella con lampi intermittenti. Gli indumenti dei quattro sopravvissuti erano a brandelli. Per questo, oltre che per i brividi da cui erano squassati sebbene facesse caldo, il personale medico li aveva forniti di coperte. Mentre Toni Marradesi e Karin venivano trasportati in ospedale, Sara e Bertold risposero alle domande dell�ispettore di polizia.</p><p>�Dovrete seguirmi alla centrale, signori, e i vostri amici saranno piantonati in ospedale. Qui c�� un morto. E le vostre fantasiose spiegazioni non mi convincono affatto.�</p><p>�Le ripeto, ispettore�, replic� pazientemente Sara, �contatti il sovrintendente di Rosslyn. Lui sa perch� eravamo qui.�</p><p>�Lo faremo dalla centrale�, ribatt� testardamente il poliziotto.</p><p>�Allora�, riprese non appena furono nel suo ufficio, �volete finalmente spiegarmi che cosa facevate nella Cappella di Rosslyn di notte?�</p><p>�Gliel�ho gi� detto almeno cinque volte�, sbuff� Sara, irritata. �Perch� non si decide a chiamare il sovrintendente?�</p><p>�Lo abbiamo fatto, egregia signorina, ma per il momento � irrintracciabile. Comunque, abbiamo informato le nostre autorit� centrali. Adesso per� la invito a rispondere alla mia domanda. E questa volta dandomi una risposta seria.�</p><p>In quel momento un agente fece letteralmente irruzione nell�ufficio con un fonogramma in mano.</p><p>Leggendolo, l�ispettore sbianc�. E i suoi toni si fecero immediatamente diversi.</p><p>�Ho ricevuto l�ordine di lasciarvi liberi, signorina Terracini, e di garantirvi una scorta�, disse con malcelato imbarazzo. �Il fonogramma dice di raccomandarle di contattare al pi� presto il suo �amico importante�.�</p><empty-line/><p>Appena rientrata in albergo, Sara accese il computer, aggiunse al numero telefonico di rete il prefisso internazionale dell�Italia e si colleg� con il suo server di Roma. Sent� subito squillare imperiosamente il campanello. Qualcuno stava gi� cercando di comunicare con lei.</p><empty-line/><p>La <emphasis>Sa�ar 5 </emphasis>era ormai in vista del porto di Haifa. Nel frattempo le altre navi avevano comunicato via radio di aver ben tollerato l�onda anomala provocata dall�esplosione nucleare. Stavano scaricando i naufraghi sulle banchine, dov�erano assistiti da personale medico e smistati in alberghi, ospizi e caserme.</p><p>Oswald era profondamente inquieto per ci� che gli era appena stato riferito in merito a quanto accaduto a Rosslyn. Ma non aveva ancora avuto tempo di collegarsi con Sara.</p><p>�COME STAI?� digit� finalmente, utilizzando il solito programma di scrittura criptata.</p><p>�QUASI A PEZZI, E NON � UN MODO DI DIRE�, lesse con profondo sollievo sul suo monitor. Se era in grado di rispondere, voleva dire che Sara stava bene.</p><p>�SPIEGAMI BENE CHE COS�� SUCCESSO.�</p><p>�UNO SCONOSCIUTO ADERENTE ALLA SETTA CI HA LANCIATO CONTRO UNA BOMBA A MANO. MA PER FORTUNA NON MI HA BECCATO.�</p><p>�E GLI ALTRI TRE? AVETE SCOPERTO QUALCOSA?�</p><p>�UNA DOMANDA ALLA VOLTA. SONO ANCORA STORDITA, E OLTRE A TUTTO PUZZO DI POLVERE DA SPARO. TONI STA BENE, ANCHE SE HA DIVERSE FERITE SUPERFICIALI. BERTOLD � ILLESO. QUELLA CHE STA PEGGIO � KARIN: HA UNA FRATTURA A UNA GAMBA. ABBIAMO SCOPERTO ROBA DI ENORME INTERESSE, MA IN BUONA PARTE � PURTROPPO ANDATA PERDUTA NELL�ESPLOSIONE. NIENTE COMUNQUE CHE POSSA ESSERTI D�AIUTO NELLA RICERCA DELLA REALT� ATTUALE DELLA SETTA. ADESSO, PER�, AVREI PROPRIO BISOGNO DI UN BEL BAGNO.�</p><p>�ANCORA UN ATTIMO, SARA. CHE COSA PU� VOLER DIRE �ANTICA STRADA DELLA CITT� ETERNA�?�</p><p>�DOMANDA DA UN MILIONE DI DOLLARI, CAPO. A ROMA TUTTO � ANTICO, E CI SONO ALMENO UNA VENTINA DI STRADE NEL CUI NOME COMPARE L�AGGETTIVO �ANTICO�. LA VIA ANTICA PER ANTONOMASIA, PER�, � L�APPIA. PERCH�?�</p><p>�TE LO SPIEGHER� UN�ALTRA VOLTA. ADESSO HO COSE MOLTO IMPORTANTI DA SBRIGARE. <emphasis>SHALOM.�</emphasis></p><empty-line/><p><strong>24 luglio 1999</strong></p><empty-line/><p>Sulla nave che li aveva imbarcati, Timothy Hassler era sempre rimasto al fianco di Maggie, tenendola stretta e confortandola. Dopo lo sbarco la sua ferita superficiale alla spalla sinistra era stata sollecitamente medicata, e non appena tornato dalla moglie le aveva detto: �Devo mettermi a disposizione dell�ambasciata degli Stati Uniti qui in Israele. Ho appena telefonato. Quindi bisogna che vada a Tel Aviv. C�� gi� un�auto che mi aspetta, ma sar� di ritorno domani. Cerca di essere forte�.</p><p>�Ma, Timothy� sei ferito�, cerc� di obiettare lei. �Capisco il tuo senso del dovere, ma puoi anche concederti un po� di riposo.�</p><p>�Non posso, Maggie. Un funzionario degli Stati Uniti che � stato testimone di un evento come questo non pu� sfuggire ai suoi doveri. E ancora meno posso rischiare che il tempo mi faccia dimenticare qualche particolare importante.�</p><p>Timothy baci� la moglie, poi si rivolse a Grant: �Ti prego, Derrick, abbi cura di lei fino al mio ritorno�.</p><p>Nel trambusto generale, quasi nessuno prest� attenzione a un elicottero militare che passava sopra le loro teste.</p><empty-line/><p>Oswald Breil sbirci� gi� dal finestrino del velivolo e vide che la macchina dei soccorsi era in piena attivit�. Ma non poteva ancora tirare un sospiro di sollievo. La terribile minaccia continuava a incombere.</p><p>Quando aveva bisogno degli organi di giustizia in Italia, Oswald Breil non poteva che ricorrere a un vecchio amico: Alberto Vite, il magistrato a capo della Divisione Investigativa Antimafia. Avevano collaborato con successo in diverse missioni.</p><p>Il suo executive jet atterr� sulla pista di Ciampino poco prima dell�alba, e Vite era l�, accanto a un�auto blindata. Si limitarono a una franca stretta di mano, senza troppe chiacchiere: sapevano entrambi che non c�era tempo da perdere.</p><p>�Abbiamo individuato la villa circa un�ora fa e la stiamo tenendo sotto stretta sorveglianza�, disse Alberto Vite non appena furono saliti sull�auto che, preceduta e seguita dalla scorta, part� a tutta velocit�.</p><p>�Poco fa sono arrivate alcune persone. Le abbiamo fotografate tutte con i raggi infrarossi, e i nostri esperti sono all�opera per identificarle. Nessuno pu� entrare o uscire senza essere visto. Non appena arriveremo, le squadre speciali si prepareranno all�irruzione.�</p><empty-line/><p>Per quella particolarissima riunione il Gran Maestro aveva ridotto il cerimoniale al minimo. Seduto a capotavola con il mantello crociato, aveva con s� soltanto undici membri del Consiglio.</p><p>�Ho convocato questa riunione d�urgenza, fratelli, per comunicarvi che il primo degli eventi che ci metteranno in condizione di governare il mondo � riuscito soltanto in parte per l�intervento di persone legate al Maligno. Ma abbiamo ancora molte carte da giocare, e la luce della Verit� ci illumina la strada. Alla fine la nostra idea trionfer�. Adesso vi esporr� nei dettagli i prossimi��</p><p>In quell�istante la sala fu devastata dallo scoppio di due fumogeni, e dai piani superiori arriv� una voce amplificata.</p><p>�La casa � circondata. Avete due minuti per uscire con le mani alzate e disarmati, altrimenti faremo irruzione.�</p><p>Il Gran Maestro rimase impassibile. Il suo sguardo si fece di gelo, scrutando da sotto il cappuccio ciascuno dei componenti del Consiglio.</p><p>�Sapete che cosa vi impone di fare la Regola, fratelli�, disse semplicemente, prima di lasciare la stanza.</p><empty-line/><p>I carabinieri dei gruppi speciali entrarono nella sala riunioni esattamente dopo due minuti e trenta secondi. I corpi erano ordinatamente seduti attorno al tavolo di noce. Nessuno degli undici Apostoli del Consiglio era sopravvissuto al veleno.</p><p>Alberto Vite aveva appena spiegato a Oswald che, secondo quanto appena saputo dalla centrale, tra loro c�erano personalit� della finanza internazionale, uomini di governo e persino un cardinale.</p><p>�I conti non tornano�, disse Breil scuotendo la testa.</p><p>�In che senso?� chiese l�alto magistrato italiano.</p><p>�Nel senso che uno di questi personaggi, morendo, mi ha rivelato che il Consiglio del Nuovo Ordine � composto da dodici membri. Pi� il Gran Maestro, fa tredici. Probabilmente il consigliere morto davanti a me non � stato sostituito, e quindi si torna a dodici. Ma questi cadaveri sono soltanto undici.�</p><p>Il colonnello responsabile operativo dell�operazione si raschi� la gola. �Chiedo scusa se vi interrompo, signori, ma uno dei miei uomini ha trovato questo. Era posato a un capo del tavolo.�</p><p>Sul foglio si leggeva una sola parola: Hoover.</p><empty-line/><p>Gli inquirenti italiani riuscirono a dare conferma ai sospetti di Breil soltanto in tarda mattinata: grazie a sofisticate apparecchiature a risonanza magnetica, gli uomini di Vite erano riusciti a scoprire un passaggio segreto che sbucava nelle fogne.</p><p>Oswald Breil era per� gi� lontano da Roma.</p><p>Da quante ore non dormo? si stava chiedendo mentre accendeva il computer. Chiss� quando avrebbe potuto farlo. Il capo della setta era ancora libero e in grado di nuocere, quindi non poteva perdere tempo.</p><p>La sua mente, adesso, era tutta concentrata su una sola parola: Hoover. La parola scritta sul foglietto trovato nella villa romana. Che cosa poteva mai significare?</p><p>Digitate tutte le password necessarie ed espletate tutte le procedure di sicurezza, si colleg� attraverso una linea sicura con l�archivio del Mossad, cercandovi ogni possibile occorrenza della parola.</p><p>Ottenute le risposte, dovette scartarne diverse decine, connesse con la notissima marca di aspirapolvere, ma finalmente la sua attenzione si sofferm� sulle parole chiave di una delle schede. Accanto a Hoover si leggeva: �diga�.</p><p>�Diga�, mormor�, intento. �Diga�, ripet�. Poi il suo sguardo s�illumin�. �Chiss��� Gli era venuta in mente una delle espressioni biascicate da Didier Fosh prima di morire.</p><p>Apr� la scheda del Mossad e la studi� attentamente, accigliandosi. Esponeva nei minimi dettagli le caratteristiche di una delle dighe pi� grandi degli Stati Uniti.</p><p>�La diga Hoover�, lesse, �� stata ultimata nel maggio 1935 sul fiume Colorado, a valle del lago Mead. Per realizzare le opere strutturali del bacino e degli impianti sono stati utilizzati cinque milioni e settecentomila metri cubi di calcestruzzo: quanto basterebbe per pavimentare un�autostrada da New York a San Francisco. Rifornisce di energia idroelettrica decine di citt� in California, Arizona e Nevada. Tra di esse Las Vegas, capitale mondiale del gioco d�azzardo.�</p><p>Il <emphasis>gioco d�azzardo. </emphasis>Un terribile <emphasis>vizio.</emphasis></p><p>�La <emphasis>diga </emphasis>che alimenta il <emphasis>vizio</emphasis>�, mormor� Oswald.</p><empty-line/><p>Per i soliti problemi di sicurezza, non appena Oswald ebbe raggiunto Tel Aviv, non fu Erma ad andare da lui al ministero, ma lo ricevette nel suo ufficio all��Istituto�.</p><p>Nonostante le lunghe ore insonni, i due uomini non mostravano segni di stanchezza. La tensione nervosa e l�alto tasso di adrenalina nel sangue fungevano da stimolanti.</p><p>�Ho gi� allertato i nostri negli Stati Uniti�, disse subito Erma, �e in questo momento ci sono nove uomini che stanno sorvegliando ogni movimento attorno al bacino. Inoltre un nostro satellite spia � stato posizionato in linea con le coordinate della diga Hoover. Crede sia opportuno informare le autorit� americane?�</p><p>�No, questi personaggi hanno dimostrato di essere molto potenti e capaci d�infiltrarsi ovunque, quindi un nostro avvertimento agli americani potrebbe arrivare anche a loro. Di conseguenza, per adesso lasciamo fuori CIA, FBI eccetera. Cercheremo di consegnare loro i terroristi gi� impacchettati. In questo momento mi fido soltanto dei nostri uomini�, replic� Oswald. �Qui all��Istituto� � ancora possibile avere un caff�?�</p><p>Poco pi� tardi, con la tazza fumante in mano, indicando una cartina degli Stati Uniti, riprese: �Torniamo al punto. Il bacino che alimenta la diga, il lago Mead, contiene quasi ventinove milioni di <emphasis>acre-feet. </emphasis>Per intenderci, l�<emphasis>acre-foot </emphasis>corrisponde alla quantit� d�acqua necessaria per coprire la superficie di un acro con un piede d�acqua. Una cifra, fatti i debiti calcoli, vicina a trentacinquemila miliardi di litri: quanto basta per allagare tutto il Nevada sotto una quindicina di centimetri d�acqua�.</p><p>E Oswald si concesse un sorso di caff�, prima di continuare: �Quella del lago Mead � una zona ad alta frequentazione turistica: ogni anno vi affluiscono autentiche folle da tutto il mondo per visitare il Grand Canyon e il Parco Nazionale. Pertanto non sar� facile individuare i terroristi. Ma questa volta non possiamo assolutamente concedere loro altri vantaggi. Dobbiamo fermarli prima che usino le bombe.</p><p>�Abbiamo visto che cosa � riuscita a combinare una sola testata in un bacino relativamente vasto come quello del Mediterraneo, a mille metri di profondit� e all�interno di una robustissima struttura d�acciaio. Immaginiamoci che cosa succederebbe se un fatto analogo, anzi, forse moltiplicato per nove, dovesse succedere in un lago. Ma non penso che i terroristi sprecheranno i loro ordigni nucleari soltanto per lasciare al buio un paio di milioni di americani. Certo, creeranno enormi disagi per moltissime persone, e l�evento far� scalpore. Ma secondo me il loro vero obiettivo � un altro�.</p><p>Allo sguardo interrogativo di Erma, prosegu�: �Non so se ricorda una sciagura naturale avvenuta in Italia negli anni �60, quando una montagna precipit� nel bacino di una diga alpina. Vajont, mi pare, o qualcosa di simile. Milioni di metri cubi d�acqua tracimarono dalla diga, travolgendo i paesi a valle. Ci furono migliaia di morti. Adesso guardi questa piantina, e ripensi bene a tutto ci� che ha detto Fosh sotto narcotico poco prima di morire�.</p><p>Nella mappa si distinguevano perfettamente il lago Mead, azzurro, e la natura rocciosa della zona, evidenziata da macchie di chiaroscuro. Un ampio canalone scendeva sino alla citt� di Las Vegas.</p><p>�<emphasis>La diga che alimenta il vizio</emphasis>�, esclam� Erma. �Vogliono colpire Las Vegas!�</p><p>�Proprio cos�. Non c�� un minuto da perdere. Uno solo di quegli ordigni collocato nel punto giusto potrebbe sommergere Las Vegas sotto una fiumana di acqua e fango. Il nostro contingente nei pressi della diga dev�essere triplicato. Non dovranno lasciarsi sfuggire nemmeno una mosca. � di nuovo in gioco la vita di milioni di esseri umani.�</p><empty-line/><p><strong>25 luglio 1999</strong></p><empty-line/><p>Il porticciolo turistico poteva ospitare almeno trecento imbarcazioni di medie dimensioni. L�<emphasis>Hatteras</emphasis>, ormeggiato al molo 19, uno yacht da pesca lungo pi� di quindici metri, si mosse alle sei e trenta del mattino. Era tutta notte che gli agenti israeliani lo tenevano d�occhio, insospettiti dal febbrile movimento che lo circondava. E le istruzioni arrivate da Tel Aviv erano di non trascurare niente. Niente!</p><p>Un�imbarcazione con le insegne della sorveglianza del parco si accost� all�<emphasis>Hatteras </emphasis>mentre era ancorato nella zona nordoccidentale del lago. L�ufficiale al timone si port� alla bocca il megafono.</p><p>�Sono il tenente Desly dei Servizi di Sicurezza del Parco del Grand Canyon. Avete problemi?�</p><p>�No, tenente�, rispose uno degli occupanti della lussuosa imbarcazione. �Ci siamo fermati qui per vedere se riusciamo a prendere qualche pesce.�</p><p>�In questa zona la pesca � vietata, e dovreste saperlo. Saliremo a bordo per un controllo.�</p><p>Prima ancora che sullo yacht avessero messo mano alle armi, dalla motovedetta si sprigion� un impressionante volume di fuoco. Non appena avevano visto uno degli occupanti dello yacht imbracciare una mitraglietta, gli agenti dei servizi israeliani, travestiti da ranger del Parco e nascosti nella tuga, avevano aperto il fuoco.</p><p>Sullo yacht da pesca, crivellato di colpi, cal� un silenzio di morte. Gli agenti del Mossad abbordarono l�<emphasis>Hatteras </emphasis>e salirono a bordo.</p><empty-line/><p>Oswald aveva finalmente potuto dormire un paio d�ore, steso su un divano nell�ufficio di Erma. Ma aveva ordinato di svegliarlo per qualsiasi novit�.</p><p>Fu infatti riscosso di soprassalto da una mano che gli scuoteva la spalla. Si stropicci� gli occhi e vide Erma.</p><p>�Li abbiamo presi�, esclam� in tono di trionfo il nuovo capo del Mossad, spiegando succintamente quanto era avvenuto al lago Mead. �Per�, concluse in tono tetro, �i nostri agenti hanno recuperato una sola testata nucleare, non ancora innescata.�</p><p>La gioia iniziale di Oswald fu sommersa dall�inquietudine. �Una sola? Quindi dobbiamo aspettarci altri otto attentati. E la buona sorte non pu� assisterci all�infinito.�</p><empty-line/><p><strong>Castello di Valnure. Dicembre 1314</strong></p><empty-line/><p>Luigi pos� sul tavolo il dispaccio appena arrivato da Parigi, lasciando vagare lo sguardo nel salone dove aveva visto morire suo padre e sua moglie.</p><p>Gli risuonavano ancora nella mente le ultime, solenni parole pronunciate da Jacques de Molay per ammonire i suoi grandi nemici e giustizieri che si sarebbero presto trovati al cospetto di Dio.</p><p>Clemente V era morto dopo soltanto un mese, e�� diceva il dispaccio�� Filippo IV lo aveva seguito il 29 di novembre. Una Giustizia, dunque, esisteva.</p><p>Luigi sarebbe dovuto essere contento, ma quale bene poteva trarre dalle sventure altrui? Niente avrebbe mai potuto porre riparo al male che gli avevano fatto quei due potenti, ora tornati polvere.</p><p>Al contrario, il suo cuore era pieno di angoscia, seppure per un altro motivo.</p><p>�Devi partire, Lorenzo. Un <emphasis>Muqatil </emphasis>non piange mai�, disse al bambino che si era precipitato nella sala piangendo e aggrappandosi a lui.</p><p>�Per� stai piangendo anche tu.�</p><p>�� vero, figlio mio. Perch� ti voglio bene pi� che alla mia stessa vita. E stare lontano da te � un grandissimo dolore anche per me. Ma il nonno si occuper� di te come ha sempre fatto, e vedrai che presto ci rivedremo.�</p><p>�Io sto bene con il nonno, ma tu mi mancherai.�</p><p>�Mi mancherai anche tu, Lorenzo, ma per adesso � molto meglio che tu stia con il nonno. Quando sarai pi� grande, ti prender� con me e ti insegner� tutte le arti di un vero guerriero.�</p><p>Queste parole ebbero il magico potere di far cessare i singhiozzi.</p><p>�Dici davvero, padre?� E gli occhi color cobalto di Lorenzo s�illuminarono.</p><p>�Ti ho forse mai mentito?�</p><p>�Vedrai, mi eserciter� moltissimo, e l�anno prossimo sar� gi� in grado di combattere.�</p><p>�Certo, esercitati, mio piccolo <emphasis>Muqatil. </emphasis>Quando il prossimo anno ci rivedremo, ti regaler� una spada vera.�</p><p>Lorenzo era ormai raggiante, e soltanto qualche lacrima gli rigava ancora le guance quando il nonno lo prese per mano, portandolo via.</p><p>Il bambino avrebbe atteso con ansia ogni opportunit� di tornare accanto al padre per apprendere i segreti di un�arte nobile e antica. Ma avrebbe anche imparato che la lealt� della cavalleria � spesso macchiata da interessi personali e da scopi tutt�altro che nobili.</p><p>Questo avrebbe imparato a poco a poco quel bambino dalla carnagione scura e dagli occhi color cobalto, fino a quando non fosse diventato un vero <emphasis>Muqatil.</emphasis></p></section></section><section><title><p>EPILOGO</p></title><p><strong>30 luglio 1999</strong></p><empty-line/><p>Intorno alla americana Amundsen Scott Station, nella sconfinata superficie ghiacciata dell�Antartide, la temperatura era scesa a oltre quaranta gradi sotto zero.</p><p>David Cohen stava per terminare il suo turno. Era uno dei quattro geologi, e quella destinazione in una stazione scientifica nel cuore della terra pi� inospitale del mondo era dovuta a un suo atto di ribellione nei confronti del padre, un pio ebreo di New York, che lo avrebbe voluto studioso della Legge rabbinica e non di rocce e terremoti.</p><p>Cos� David si era offerto volontario per quella missione al polo Sud: due anni lontano da casa non potevano che fare bene sia a lui sia al suo testardo padre.</p><p>Nei giorni precedenti aveva gi� notato alcune volte una leggera attivit� sismica, con epicentro a poche miglia dalla base. Decise che alla fine del suo turno nella stazione sarebbe uscito a verificare.</p><empty-line/><p>A Key Largo l�acqua formava un�interminabile serie di variazioni sul verde e sul blu. Il veloce motoscafo d�altura solcava il mare ad alta velocit�, con Pat Silver ai comandi. Erano bastati quei pochi giorni per fargli dimenticare quasi del tutto la brutta avventura vissuta, e si stava godendo il sole della Florida in compagnia di una nuova, splendida oca.</p><p><emphasis>Quasi tutto </emphasis>aveva dimenticato, ma non Maggie. Gli pesava ancora molto l�indifferenza con cui lei lo aveva trattato nelle ultime ore sulla nave e poi a Haifa.</p><p>Non gli era mai successo, ma doveva ammettere che quell�atteggiamento lo aveva fatto soffrire. Ma, certo, il marito di Maggie si era comportato da eroe, offrendosi come ostaggio al suo posto. Li aveva visti abbracciati come due sposini in viaggio di nozze.</p><p>Bah, doveva cercare di non pensarci pi�. Ma nonostante gli sforzi, e nonostante la magnifica ragazza che aveva con s�, non riusciva a togliersi dalla mente il ricordo di Maggie e dei momenti d�intimit� vissuti con lei.</p><empty-line/><p>A New York, Timothy strinse a s� la moglie con affetto. I suoi ritmi di lavoro non erano cambiati, tra soggiorni a Washington e viaggi. Ma il loro rapporto sembrava aver trovato un nuovo vigore.</p><p>Fu lei, scioltasi con dolcezza dalla stretta del marito, a rispondere al telefono. �Sono Gerardo�, si sent� dire. �Come state voi due?�</p><p>�Tutto bene. E tu?�</p><p>�Qui in Italia fa un caldo insopportabile, ma ti ho chiamato per darti una splendida notizia.�</p><p>�Dimmi tutto.�</p><p>�Dovete venire di nuovo tutti a Roma. Ho ricevuto una telefonata dal Segretario di Stato vaticano. Il papa ha espresso il desiderio di conoscere coloro che hanno contribuito a sventare il dirottamento e a salvare le popolazioni costiere del Mediterraneo. Penso addirittura che voglia conferirci un�onorificenza. Ha fissato un�udienza privata per l�11 agosto.�</p><p>�Vuoi dire� il papa� quello vero?� chiese incredula la donna.</p><p>�Certo, quanti ne conosci? Fammi sapere quando arriverete, in modo che possa organizzarmi per venirvi a prendere. Ho gi� provveduto io a Lionel Goose e Arthur Di Bono, ma puoi avvertire tu Derrick, Annie e Pat?�</p><p>�Certo, ne parler� con Grant, che come sai � un magnifico organizzatore. Penser� lui a tutto.�</p><empty-line/><p>Seduto nell�anticamera dello studio dello specialista che lo aveva in cura, Lionel Goose non riusciva a dissimulare la sua profonda ansia. Altrettanto ansiosa era la stretta alla mano con cui di quando in quando Lisa cercava di confortarlo.</p><p>Quando finalmente venne il suo turno, Lionel si alz� e si avvi� con un passo che voleva essere spavaldo, ma in realt� era rigido come quello di un condannato a morte.</p><p>Del tutto diverso era invece quello con cui, diversi minuti pi� tardi, usc� dallo studio. La fronte era imperlata di sudore per l�emozione, ma lo sguardo bastava a esprimere tutta la sua gioia.</p><p>�Non � niente�, disse, lasciandosi cadere sulla poltroncina accanto alla moglie. �Cio� il male � sempre l�, ma sotto controllo come prima. Il resto � soltanto una forte infiammazione ai polmoni, probabilmente provocata dagli sbalzi di temperatura e umidit� sulla nave, pi� tutta quell�aria condizionata.�</p><p>E Lionel si lasci� sfuggire un sonoro sospiro di sollievo, mentre Lisa gli gettava le braccia al collo.</p><p>�C�� una novit�, gli disse poi, quando furono entrambi riusciti a padroneggiare l�emozione, mostrandogli il cellulare su cui da casa loro le era appena stata trasferita la chiamata di Gerardo di Valnure dall�Italia.</p><empty-line/><p>David Cohen indoss� la tuta termica e programm� il GPS in modo da individuare con precisione il punto dove i suoi sismografi avevano registrato la leggera attivit� tellurica nella calotta polare antartica.</p><p>Quindi usc� attraverso la porta, che era dotata di un meccanismo di pressurizzazione simile a quello dei mezzi sottomarini, per evitare che la gelida aria esterna riuscisse a filtrare nella stazione di ricerca. Il suo viso era coperto da una maschera, e nessun lembo di pelle era esposto all�aria.</p><p>Il giovane sismologo sal� sulla motoslitta e part� nella direzione che si era prefissato: lungo il 60� meridiano, in direzione del Polo dell�Inaccessibilit�, a circa quindici miglia dal rifugio. Il sole si manteneva poco sopra l�orizzonte.</p><p>La motoslitta super� grandi distese bianche, s�inerpic� su picchi che sembravano sculture, aggir� montagne di ghiaccio ma, dopo circa un�ora, David fu costretto ad abbandonarla per proseguire a piedi: un costone di ghiaccio gli sbarrava la strada e gli precludeva la vista.</p><p>L�aria gelata, sebbene filtrata dalla maschera, gli faceva mancare il respiro. Arranc� lungo le pareti del costone, su un ghiaccio duro e compatto che i chiodi degli scarponi riuscivano ad aggredire soltanto a costo di grandi sforzi.</p><p>Ma finalmente arriv� ad adagiarsi sulla cresta ed estrasse il binocolo: ci� che vide gli tagli� il fiato molto pi� dell�aria gelata.</p><p>Una trivella per prospezioni petrolifere o carotaggi nel ghiaccio era piazzata al centro di una radura bianca, in una zona dove il ghiaccio raggiungeva uno spessore di circa tremila metri.</p><p>Nei pressi della grossa trivella operavano alcuni mezzi pesanti, e a poca distanza dalla perforazione in corso c�erano almeno altri quattro grossi fori, disposti a semicerchio. Tutta la zona era presidiata da sentinelle armate, e tre uomini erano alle prese con un rivelatore radar, probabilmente bloccato dal ghiaccio.</p><p>Era certamente questo il motivo per cui lo strumento non aveva rilevato l�avvicinamento del giovane sismologo. Tutti gli uomini erano in divisa militare, ma nessun segno identificativo ne indicava la nazione. Uno dei gatti delle nevi si avvicin� al foro, e ne smontarono due uomini, che aprirono il portello posteriore. La cassa che prelevarono era costellata di scritte in cirillico, tra le quali si vedeva perfettamente il simbolo giallo e nero del pericolo di contaminazione radioattiva.</p><p>David si lasci� scivolare con la massima cautela sul costone di ghiaccio. Poteva soltanto sperare che la riparazione del radar durasse quanto bastava perch� lui potesse portarsi al sicuro.</p><p>Ma era partito da pochi minuti quando si accorse di essere seguito. Due motoslitte e un mezzo cingolato avevano fatto capolino sulla sommit� che aveva appena lasciato.</p><p>In quello stesso momento prese a soffiare un fortissimo vento che David conosceva molto bene: era il gelido <emphasis>blizzard</emphasis>, che spazza la calotta ghiacciata e spesso assume l�intensit� dei pi� violenti uragani.</p><p>Se non avesse trovato un buon riparo, David sapeva di avere poche probabilit� di cavarsela. Ma era altrettanto vero che quell�improvvisa minaccia gli dava l�unica possibilit� di sfuggire agli inseguitori, e un anno di ghiacci polari gli aveva dato un�esperienza senza dubbio maggiore di quella dei misteriosi uomini armati.</p><p>Si rannicchi� dietro il parabrezza della motoslitta e la spinse alla massima velocit� possibile, compatibilmente con la visibilit� che si andava progressivamente riducendo con il montare della tormenta. Per orientarsi poteva contare soltanto sulla bussola.</p><p>Per fortuna la tempesta non era delle pi� violente, altrimenti, nonostante l�esperienza, non ne sarebbe uscito vivo. Riusc� a trovare la pista battuta dell�andata: poco pi� che un sentiero nel ghiaccio, tracciato dai mezzi del centro nelle loro sortite, ma poteva appena vedere pochi centimetri oltre il muso della motoslitta. Quanto bastava, per�, a indicargli la strada.</p><p>David stava pensando a quale motivo potesse aver spinto quegli uomini a depositare materiale radioattivo nei fori aperti dalla trivella. �rano quasi certamente contrabbandieri di scorie radioattive, che avevano trovato il posto ideale per nascondere il pericoloso prodotto, ricavandone enormi profitti illeciti. S�, doveva proprio essere cos�.</p><p>Queste poche riflessioni bastarono a fargli perdere la concentrazione. La slitta urt� contro uno sperone di ghiaccio, poi si mise di traverso e cappott� pi� volte. David atterr� su una montagnola di neve soffice, senza riportare alcun danno. Si alz� e torn� di corsa verso la slitta cappottata. Vide la benzina uscire dal serbatoio, mentre il motore, rimasto accelerato, era imballato a un altissimo numero di giri. Le fiamme divamparono improvvise, spargendosi tutto intorno per un raggio di diversi metri.</p><p>David si lasci� sfuggire un�imprecazione smorzata. Mancavano soltanto poche miglia alla salvezza.</p><p>Gli inseguitori raggiunsero la slitta rovesciata pochi minuti pi� tardi. Il rogo aveva assunto dimensioni ancor pi� vaste.</p><p>Due uomini scesero dal gatto delle nevi, cercando di distinguere un corpo umano tra le fiamme.</p><p>�Qui non si riesce a vedere niente� grid� uno di essi, tentando di superare il fragore del vento.</p><p>�Non credo che se la sia cavata. E, se per caso fosse ancora vivo, sar� quasi certamente ferito. Ci penser� la tempesta. Tanto pi� che non sappiamo che cosa sia riuscito a vedere. Magari era soltanto uno dei ricercatori che passano spesso nelle vicinanze della nostra base.�</p><p>�Hai ragione. Andiamo.�</p><p>David era appiattato nello strato di neve, a poca distanza, e sentiva tutto. Mosse le dita dei piedi. Il principio di assideramento gliele stava facendo formicolare. Doveva mettersi in movimento, prima che il gelo gli attaccasse gli organi vitali.</p><p>Dopo due ore and� quasi a sbattere contro uno degli edifici della base. Aveva camminato alla cieca nella tormenta, e spesso aveva temuto di non farcela.</p><p>Trov� ad aspettarlo alcuni dei colleghi. �Dove ti eri cacciato?� gli chiesero. �Stavamo per uscire a cercarti, anche se con questa tempesta��</p><p>�Sono uscito a fare qualche prelievo, e mi ha sorpreso il <emphasis>blizzard. </emphasis>La mia motoslitta � andata distrutta in un incidente�, ment�. Per il momento preferiva non rivelare a nessuno la sua scoperta.</p><p>Aveva dimenticato molte parole di suo padre, ma non queste: �L�Intelligence � l�unica vera arma di difesa di Israele. Ogni situazione fuori della norma deve essere segnalata. Magari a te potranno sembrare dettagli di scarso interesse, ma loro sanno come custodire ogni informazione ricevuta e utilizarla in caso di bisogno�.</p><p>Quando raggiunse la sua stanza, benedisse la grande rete telematica e la possibilit� d�inviare messaggi a chiunque in qualsiasi parte del mondo. Sapeva bene chi doveva contattare: un caro amico, ufficialmente impiegato presso un�azienda commerciale di New York.</p><p>Due ore pi� tardi, sul tavolo di Oswald Breil arriv� un rapporto dettagliato.</p><empty-line/><p>�Penso che abbiamo scoperto il disegno finale di quei pazzi assassini�, disse Oswald a Erma. �L�Antartide ha una superficie di quattordici milioni di chilometri quadrati, quasi una volta e mezzo quella dell�Europa. La terraferma � quasi completamente coperta da una calotta di ghiaccio spessa fino a quattromila metri. Sa che cosa significherebbe far esplodere quegli ordigni l� sotto? Buona parte dell�Antartide si scioglierebbe negli oceani, portando a un innalzamento del livello del mare tra i quaranta e i sessanta metri. Ricorda che cos�ha detto ancora Fosh? �<emphasis>L�onda purificher� i peccati, e sulle rovine ricostruiremo il Regno di Cristo.� </emphasis>Eccola qui l�onda che dovrebbe purificare il mondo, un evento talmente catastrofico che nemmeno i pi� pessimisti tra gli scienziati vogliono ipotizzarlo.�</p><p>�Dobbiamo intervenire immediatamente, ma come possiamo operare al polo Sud?�</p><p>Oswald riflett� soltanto qualche istante, poi sollev� la cornetta del telefono.</p><p>�Mi chiami il presidente degli Stati Uniti sulla linea riservata. Voglio parlare personalmente con lui.�</p><p>Pochi istanti pi� tardi si sent� rispondere con molta cortesia dall�uomo pi� potente del mondo.</p><p>�Sono Oswald Breil, signor presidente, il vice ministro della Difesa di Israele.�</p><p>�Sono stato informato, signor vice ministro. A che cosa devo questa chiamata?�</p><p>�Lei ha sicuramente seguito la recente vicenda dei terroristi legati a una setta segreta, che stanno disseminando il globo terrestre di ordigni nucleari.�</p><p>�Naturalmente, e so anche che dobbiamo a lei l�insuccesso di due azioni di quegli assassini. I nostri servizi stanno seguendo la vicenda con la dovuta attenzione, ma per il momento non siamo in possesso di alcun indizio.�</p><p>�Scusi la franchezza, signor presidente. Il motivo della mia chiamata non � chiederle a che punto sono i vostri servizi, ma un altro, ben pi� grave. Abbiamo fondate ragioni di ritenere che il prossimo obiettivo dei terroristi sia la calotta polare antartica, e lei sa bene che cosa significherebbe per l�umanit� un improvviso scioglimento dei ghiacci dovuto a un�esplosione nucleare.�</p><empty-line/><p><strong>31 luglio 1999</strong></p><empty-line/><p>Il satellite spia americano sorvol� il punto esatto del polo Sud geomagnetico mantenendosi a un�altezza di trentaseimila metri. In quello stesso istante tutte le comunicazioni nel campo dei terroristi subirono un improvviso blackout.</p><p>I due Hercules dotati di sci d�acciaio si posarono sulla spianata ghiacciata soltanto quando ebbero ricevuto conferma che i radar del bersaglio erano fuori uso. Gli uomini dei corpi speciali, in tuta termica bianca, salirono sui tre mezzi corazzati da trasporto scaricati dal ventre degli aerei.</p><p>I mezzi furono abbandonati a circa un miglio dall�obiettivo, e gli uomini proseguirono a piedi sino al costone di ghiaccio da dove David Cohen aveva osservato le incomprensibili manovre di quel manipolo di uomini armati.</p><p>Uno dei terroristi era salito sul ricevitore radar e stava dicendo all�altro, rimasto di sotto: �Qui non c�� traccia di ghiaccio. Chiss� perch� questo arnese non funziona�.</p><p>Furono le ultime parole che pronunci�: il colpo di un tiratore scelto lo fulmin� in piena fronte. E pochi istanti dopo si scaten� l�inferno.</p><empty-line/><p>Oswald Breil non riusciva a nascondere l�agitazione: per un uomo come lui, abituato a gestire le situazioni difficili dalla prima linea, aspettare l�esito di un�operazione era un vero tormento. Quando sent� il telefono della linea riservata trillare, sollev� la cornetta con mani quasi tremanti. Era il presidente degli Stati Uniti.</p><p>�L�umanit� deve esserle ulteriormente grata, signor vice ministro. Grazie alle sue informazioni siamo riusciti a scongiurare la catastrofe. I terroristi sono stati annientati.�</p><p>Oswald si lasci� andare contro lo schienale della poltrona. �Avete recuperato le testate, signor presidente?�</p><p>�Naturalmente.�</p><p>�Quante sono?�</p><p>�Otto.�</p><p>Per la prima volta dopo molti giorni, le labbra di Oswald Breil si aprirono in un largo sorriso. Adesso era davvero finita. Per questa volta, almeno.</p><empty-line/><p><strong>Citt� del Vaticano. 11 agosto 1999</strong></p><empty-line/><p>�Cos�, Santit�, siamo riusciti a fare inabissare la nave in un punto molto profondo, scongiurando i pericoli dell�esplosione nucleare. Per quanto riguarda l�altro scenario della vicenda, penso che possa chiarirlo molto meglio di me la signorina Terracini, che l�ha vissuto di persona.�</p><p>Pat Silver concluse cos� la sua serrata relazione, che il Santo Padre aveva ascoltato con profonda attenzione. E finalmente tocc� a Sara spiegare tutta la vicenda che aveva portato alla scoperta di Rosslyn.</p><p>Lo fece con molto ordine, concludendo: �Il vostro amore per l�umanit� vi rende un grande uomo, al di l� di ogni fede. Vi sono grata, Santo Padre, per le vostre azioni tese ad affratellare gli uomini. Tra i detriti, dopo l�esplosione nella cripta, ho raccolto un frammento degli antichi rotoli custoditi per secoli dai Templari. Purtroppo temo che si tratti dell�unico pezzo rimasto�.</p><p>E Sara esib� un astuccio di pelle. Il prezioso frammento di rame era chiuso in una piccola teca di cristallo. �Su questo frammento si legge una sola parola nella lingua dei miei padri: <emphasis>Mashiah</emphasis>, il Messia. Credo sia giusto farvene dono, Santo Padre.�</p><p>Il papa le strinse con calore la mano, come aveva gi� fatto con gli altri, e finalmente parl�, con una voce che risult� forte nonostante il fisico provato dagli anni e dalle vicissitudini.</p><p>�Il mondo � pieno di ordigni nucleari e di potenti senza scrupoli. Ma per fortuna esistono persone come voi, capaci di non ritrarsi di fronte a niente perch� la luce trionfi. Pregher� Dio perch� vegli su di voi. Ma il vostro prezioso operato merita un premio. Ciascuno di voi verr� insignito del Sigillo di Luce della Terrasanta.�</p><p>E il papa li chiam� a s� a uno a uno, passando loro attorno al collo la fettuccia di raso con la pesante onorificenza in oro smaltato. Un tondo circondato da una cerchia acuminata e sfavillante di raggi.</p><p>Il rigoroso protocollo era ormai terminato. Le labbra del papa si aprirono in un sorriso pieno di bonariet� e saggezza. �Quanto alla Terza Profezia, signor Silver, ricordi quanto scrive San Pietro nella Seconda Lettera: �Nessuna profezia venne mai dalla volont� dell�uomo, ma dagli uomini che parlarono per parte di Dio�. Consenta dunque che a parlare di profezie, e a cercare di interpretarle, siano gli uomini di Dio.�</p><p>Mentre Pat chinava la testa, confuso, il papa non fece niente per nascondere che gettava un�occhiata all�orologio.</p><p>�Vi chiedo scusa se controllo l�ora�, aggiunse sorridendo ancora, �ma per niente al mondo perderei l�ultima eclissi del millennio. Credo che la mia passione per questo genere di fenomeni sia ormai nota a tutti.�</p><p>Maggie Erriot rimase immobile, a testa china. Le stavano risuonando sinistre nella mente le parole dell�antica profezia: <emphasis>Il papa verr� da Oriente nel corso di un�eclissi.</emphasis></p><p>Proprio durante un�eclissi parziale il Sinodo aveva eletto l�attuale pontefice. La <emphasis>sensazione </emphasis>cominci� a farsi strada nel suo intimo, prepotente e incontrollabile, come non accadeva da tempo. Maggie divenne pallida, la sua testa prese a muoversi e la bocca si apr�.</p><p>�<emphasis>E proprio il giorno di un�eclissi sar� quello scelto dal Maligno per attentare nuovamente alla vita del papa.</emphasis>�</p><p>Nella sala cadde un silenzio sgomento. Timothy si fece vicino alla moglie e la cinse con il braccio destro: la ferita si era riaperta ed era stato necessario immobilizzare una seconda volta quello sinistro. Maggie parve riprendere conoscenza.</p><p>I suoi occhi scrutarono per qualche istante l�onorificenza al collo del marito. Limpida le apparve di nuovo la visione che aveva avuto il giorno delle nozze. Non vide pi� suo marito, ma un altro uomo.</p><p>Avvolto nella lunga tunica crociata, con il cappuccio calato sulla testa.</p><p>�Io, Shirinaze, torner�, disse la sua voce, sorda, in un francese antico e spigoloso. �Torner� per punire coloro che ho maledetto. Coloro che si servono della parola di Dio per i loro torbidi fini. Io ti maledico, assassino�, grid� puntando il dito contro il marito. �Ti maledico, Gran Maestro dei Nuovi Cavalieri di Cristo.�</p><p>Il gelo cal� nella stanza, mentre Timothy estraeva fulmineamente dalla fasciatura al braccio una pistola con silenziatore, piazzandosi al centro della sala con l�arma puntata contro il papa.</p><p>�Vi consiglio di non muovervi�, ordin� con uno sguardo venato di follia. �Siete riusciti a intralciare ogni mio piano, ma non riuscirete a compromettere anche il compimento del volere di Dio. Pertiene a me il dovere, tramandato nei secoli, di spodestare l�usurpatore del Trono di Pietro. <emphasis>Nos perituri mortem salutamus. </emphasis>Muori, fantoccio del Male!�</p><p>Lionel Goose ag� in una frazione di secondo, gettandosi contro l�arma con un balzo disperato. Il proiettile part� per� prima che la raggiungesse, colpendo lui invece del pontefice.</p><p>Ai tempi dell�universit�, Pat Silver era sempre stato il pi� bravo a smistare la palla. La sua destra corse all�onorificenza.</p><p>Il pesante cerchio d�oro sibil� nell�aria. Timothy Hassler strabuzz� gli occhi: uno dei raggi gli si era conficcato nella fronte. Adesso tutto era veramente finito.</p><p>Oswald Breil si butt� verso Lionel Goose per verificare le sue condizioni, ma l�anziano Berretto Verde si stava gi� rialzando, stringendosi il braccio destro con la sinistra. La manica della giacca era insanguinata appena sopra il gomito.</p><p>�Mi ha beccato, il delinquente�, disse, �ma ho la pelle dura. E mi ha fatto soltanto un graffio.�</p><p>Maggie, inginocchiata sul pavimento, scoppi� in un pianto sommesso. Le forti braccia di Pat Silver corsero a stringerla: avevano trascorso la vita a fingere di non amarsi. Dovevano recuperare il tempo perduto.</p><empty-line/><p><strong>Mediterraneo. Maggio 1326</strong></p><empty-line/><p>Gli occhi di cobalto del <emphasis>Muqatil </emphasis>scrutavano la distesa sconfinata. La nave da combattimento aveva un disegno leggero e filante. Scivolava veloce sull�acqua, spinta dalle vele e dai rematori.</p><p>Sulla poppa sventolava la bandiera da guerra dell�antico Ordine del Tempio: un teschio bianco in campo nero sopra due tibie incrociate.</p><p>Lo scontro era imminente, ma il comandante della nave non aveva paura. Un <emphasis>Muqatil </emphasis>non pu� avere paura.</p><p>Ma questa � un�altra storia�</p></section><section><title><p>RINGRAZIAMENTI</p></title><p>Ringrazio come sempre le nostre piccole Andrea e Beatrice e mia moglie Consuelo: questa volta non si � limitata al ruolo di �prima e attenta lettrice�, ma ha contribuito a illustrare le pagine di questo romanzo.</p><p>Ringrazio anche chi, assalito dalle mie domande spesso bizzarre, mi ha dato risposte esaurienti, contribuendo in maniera sostanziale alla stesura della <emphasis>Terza Profezia. </emphasis>Un cenno particolare al personale della Costa Crociere, ai progettisti della P O Grand Princess e agli esperti informatici.</p><p>Un grazie inoltre a tutti quelli che hanno scritto sulle epoche trattate e che mi sono stati di enorme aiuto. In particolare vorrei citare:</p><p>Malcom Barber, <emphasis>La storia dei Templari</emphasis>, Milano, Piemme, 1997.</p><p>Georges Bordonove, <emphasis>I Templari</emphasis>, Milano, SugarCo, 1989.</p><p>Franco Cardini, <emphasis>I Poveri Cavalieri del Cristo</emphasis>, Rimini, Il Cerchio, 1992.</p><p>Edward Carr, <emphasis>Storia della Russia sovietica</emphasis>, Torino, Einaudi, 1972-1978.</p><p>Alain Decaux, <emphasis>L�Enigme Anastasia</emphasis>, Paris-Gen�ve, La Palatine, 1961.</p><p>Jacques de Mahieu, <emphasis>I Templari in America</emphasis>, Milano, Piemme, 1998.</p><p>Alain Demurger, <emphasis>Vita e morte dell�Ordine dei Templari</emphasis>, Milano, Garzanti, 1987.</p><p>Loredana Imperio, <emphasis>Il tramonto dei Templari</emphasis>, Latina, Penne Papiri, 1992.</p><p>Christopher Knight-Robert Lomas, <emphasis>La chiave di Hiram</emphasis>, Milano, Mondadori, 1997.</p><p>Christopher Knight-Robert Lomas, <emphasis>Il secondo Messia</emphasis>, Milano, Mondadori, 1998.</p><p>Carlo Palermo, <emphasis>Il quarto livello</emphasis>, Roma, Editori Riuniti, 1996.</p><p>Peter Partner, <emphasis>I Templari</emphasis>, Torino, Einaudi, 1993.</p><p>Nicolas Sokoloff, <emphasis>Enqu�te judiciaire sur l�assassinat de la famille imperiale russe</emphasis>, Paris, Payot, 1924.</p><p>Anthony Summers-Tom Mangold, <emphasis>La fine degli zar</emphasis>, Milano, Rizzoli, 1979.</p><empty-line/><p>Un ringraziamento particolare e un abbraccio a chi ha creduto in me sin dall�inizio, accogliendomi nell�esclusiva cerchia dei �Maestri dell�Avventura�.</p><empty-line/><subtitle>FINE</subtitle></section></body><binary id="cover" 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