<?xml version="1.0" encoding="utf-8"?><FictionBook xmlns="http://www.gribuser.ru/xml/fictionbook/2.0" xmlns:l="http://www.w3.org/1999/xlink"><description><title-info><genre>sf</genre><author><first-name>Edmund</first-name><last-name>Cooper</last-name></author><book-title>Uomini e androidi</book-title><annotation><p>Nel sottosuolo vicino a Londra viene scavato un immenso magazzino dove, grazie a opportuni accorgimenti, potranno essere conservati enormi quantitativi di generi alimentari. Lo scopo dell�impresa � quello di preservare le scorte di cibo da un inquinamento radioattivo, nel caso che si scateni una guerra atomica. Dei lavori si � interessato l�ingegnere John Markham. Cos�, quando viene segnalata una irregolarit� negli impianti elettronici, � Markham a scendere nei sotterranei per un controllo. A un tratto, una scossa violentissima, seguita da altre, poi un crollo improvviso. L�ingegnere pensa a un terremoto o a un errore di costruzione. Comunque, l� vicino c�� una delle tante nicchie col telefono collegato all�esterno. Vi arriva scavalcando i detriti, ma l�apparecchio non funziona. Be�, si tratter� di aspettare un po�. Fuori si accorgeranno che � successo qualcosa e scenderanno a cercarlo. E deve proprio essere andata cos� perch� Markham, adesso, � in un lettino. Si sente un po� debole ma � sano e salvo. Per� ha freddo. Molto freddo. E quella donna che si china su di lui � Katy! No, non � lei. Ma Dio Santo come le assomiglia. E quello strano dottore che dice cose tanto strampalate... Insomma, affrettatevi a leggere questo romanzo per poter dire a John Markham dove esattamente si trova e cosa gli � successo.</p></annotation><date value="1960-04-10">1960</date><coverpage><image l:href="#cover"/></coverpage><lang>it</lang><src-lang>en</src-lang><translator><first-name>Hilja</first-name><last-name>Brinis</last-name></translator></title-info><src-title-info><genre>sf</genre><author><first-name>Edmund</first-name><last-name>Cooper</last-name></author><book-title>The Uncertain Midnight</book-title><date>1958</date><lang>en</lang></src-title-info><document-info><author><nickname>Verdi1</nickname></author><program-used>FictionBook Editor Release 2.6, fb2cut 2.5.4, fb2cut 2.6.2</program-used><date value="2011-09-08">08 September 2011</date><id>7EADAF6F-993A-4ACB-8D6F-A389C13C904B</id><version>1.0</version></document-info><publish-info><book-name>Uomini e androidi</book-name><publisher>Mondadori</publisher><city>Milano</city><year>1960</year><sequence name="Urania" number="227"/></publish-info></description><body><title><p>Edmund Cooper</p><p>Uomini e androidi</p></title><section><title><p>1</p></title><p>Dapprima, un dolore acuto, e dopo la sensazione di dolore uno sciame di ombre svolazzanti come uccelli silenziosi contro uno sfondo di oscurit�. Poi immagini nebulose, che ricordavano qualcosa di vago. Poi sogni, che si alternavano senza significato, finch� i simboli si fecero chiari e il significato prese a poco a poco i con�torni della realt�.</p><p>In un fioco chiarore di consapevolezza, i ricordi bru�ciarono come minuscole candele. Li osservava, affasci�nato, scosso dalla stupenda certezza di essere vivo.</p><p>Un viso di ragazza si materializz� dall�ombra, rico�noscibile. Era la faccia di Katy come l�aveva vista la prima volta. La ragazza gli si avvicin� e gli sorrise. Indossava una camicetta a righe e aveva con s� un fascio di documenti. Proprio come la volta in cui si erano conosciuti, quando lui era andato a installare i commutatori nell�ufficio dove lei lavorava.</p><p>�Salve� diceva Katy. �Volete un caff�?�</p><p>�Potete scommetterci.� Ma non era la sua voce che parlava. Era la voce di un fantasma.</p><p>Katy si voltava e spariva. Poco dopo tornava con due bricchi di caff� fumante. Il fantasma ringraziava, le diceva di chiamarsi John Markham, di avere venti�due anni, e di trovarsi a Londra solo per pochi mesi, perch� la sua casa era nello Yorkshire. Le diceva di essere appassionato di Beethoven e di Gershwin, di amare gli scacchi e le commedie musicali. E le diceva che un giorno sarebbe andato sulla Luna. Il fantasma parlava molto perch� si sentiva molto solo. Perch�, es�sendo appena giunto dalla provincia, Londra l�aveva ingoiato in un solo boccone, e lui aveva paura di dis�solversi nello stomaco della citt�.</p><p>Katy rideva. Rideva gettando indietro i capelli bion�di. Pensava che l�idea della Luna fosse l�equivalente moderno dell�idea di partire come mozzo sul mare, ed era sorpresa, quasi irritata, dalla possibilit� di na�vigare nello spazio. D�accordo, c�erano i satelliti, le piattaforme spaziali, e tutte le altre assurde diavolerie che gli uomini non si stancavano di collocare nel cie�lo, ma in un certo senso quelle macchine cessavano subito di appartenere agli uomini. Per lo meno alla gente normale. Erano, e alla lettera, fuori del mondo... No, Beethoven non le piaceva, ma Gershwin restava un grande musicista. E lui, c�era stato a vedere <emphasis>Il com�missario e l�esordiente</emphasis>?</p><p>Il fantasma non aveva visto la commedia. Era stato troppo occupato a scervellarsi sulle statistiche che ri�guardavano i carburanti, sulle traiettorie delle cadute nel vuoto e sulle forze di accelerazione, chiuso nella sua cameretta nei sobborghi. Ma adesso gli si presen�tava la possibilit� di fare amicizia con Katy, di distrug�gere la solitudine in cui si struggeva. La preg� di ac�cettare un invito, avrebbe acquistato i biglietti per la commedia...</p><p>Non badava affatto a <emphasis>Il commissario e l�esordiente</emphasis>,n� prestava orecchio alle canzoni o alla musica. Inve�ce guardava Katy, e ne udiva gli occasionali mormorii eccitati di commento. In quel momento aveva sentito che l�avrebbe sposata, e che non sarebbe mai partito per la Luna.</p><p>Ora il suo corpo giaceva su un carrello in una stan�za in cui la temperatura era stata aumentata con infi�nita lentezza per un periodo durato giorni e giorni. Sentiva ancora i capelli pesanti di brina, il mento ispi�do di barba. Ma gli abiti gelati, induriti da cristalli di ghiaccio, erano stati tagliati via. E nella presente immobilit�, nella presente sparuta nudit�, la possibi�lit� di vita era incredibilmente fantastica ma reale. Era un cadavere sotto un raggio di luce bianca e fer�ma che gli massaggiava il petto proprio al di sopra del cuore. Ma era un cadavere il cui cuore cominciava a muoversi debolmente; un cadavere che aveva comin�ciato a sognare, che veniva risuscitato, trascinato sen�za misericordia lungo interminabili corridoi di dolore fisico...</p><p>Katy... La luna di miele... Un modesto villino am�mobiliato sulla costa orientale inglese dove avrebbero conosciuto il lusso di una casa tutta propria per due settimane, prima di tornare nella stanza ammobiliata di citt�.</p><p>La spiaggia, Katy che si cambiava il costume bagna�to al riparo di una roccia. Il corpo sottile di Katy, so�do e abbronzato, eppure morbido e sinuoso. Katy era fiera del suo corpo; e anche lui, il fantasma, ne era or�goglioso; e guardandola, sentiva divampare un fuoco di desiderio e di tenerezza che nessun amplesso riusci�va a estinguere completamente.</p><p>E infine, un bambino: Johnny Boy. Grassoccio, ru�moroso, esigente. L�eredit� di quella spensierata luna di miele... Johnny Boy che si arrampicava sui tavoli, sulle sedie, su Katy, sui disegni, su tutto. Johnny Boy, la cui costosa crescita assorbiva la maggior parte dei loro risparmi e trasformava la possibilit� di avere un�automobile in un miraggio presto dissolto.</p><p>Il fantasma era felice di essere padre. Era una sensa�zione positiva, uno stato che aveva uno scopo. Pi� im�portante del volo spaziale, perch� Johnny Boy appar�teneva a Katy e Katy apparteneva a lui...</p><p>Un�altra ondata di oscurit� nel corpo sdraiato sot�to il fascio di luce. Ondate successive di dolore, di incoscienza. E la temperatura continuava a salire, la bri�na diminuiva ora per ora. Figure si chinavano sul cor�po inerte: iniezioni anti-dolorifiche, dolori attutiti...</p><p>L�infanzia! Il fantasma scopriva d�essere stato anche lui un bambino... Pioggia e sole nella valle dello Yorkshire. Trote nei torrenti estivi. Corse in slitta sulle candide colline in dicembre... Un�aula scolastica.</p><p>�Markham!�</p><p>�Presente!�</p><p>�Qual � il cinquanta per cento di un mezzo di zero virgola cinque?�</p><p>�Un ottavo.�</p><p>�Espresso come decimale?�</p><p>�Zero virgola uno due cinque.�</p><p>�Espresso come percentuale?�</p><p>�Dodici e mezzo per cento.�</p><p>�Faresti bene a guadagnarti quella borsa di studio, Markham.�</p><p>�S�, signore.�</p><p>E con la borsa di studio, un mondo pi� vasto di quel�lo dell�infanzia.</p><p>�Di� un po�, Markham, cosa farai quando sarai fuo�ri di questa tana?�</p><p>�Non ci ho ancora pensato, Stringer. Tu cosa farai?�</p><p>�Mio padre dice che pu� sistemarmi alla <emphasis>Refrige�razione Internazionale. </emphasis>Vuoi che gli chieda se pu� fa�re qualcosa anche per te?�</p><p>�Non saprei.�</p><p>�Via, non fare l�idiota. Almeno resteremo insieme.�</p><p>Il corpo sul carrello si muoveva. Era il primo mo�vimento: il fremito di una narice. Figure in camici bianchi osservavano il movimento. Altre iniezioni. Nessun dolore adesso: soltanto un divino senso di di�stacco. E le immagini arrivavano pi� luminose, pi� rapide secondo un ordine pi� confuso.</p><p>Johnny Boy allo zoo. Elefanti. Una manina che afferrava una moneta da sei pence. �Voglio salire su quello pi� grosso, pa�. Quello dell�uomo nero.�</p><p>E Katy: �Non pu� salirci da solo, John.�</p><p>Il fantasma rideva: �Allora ce l�accompagni tu, te�soro.�</p><p>Lo zoo svaniva... Katy si svestiva, pesante, di nuovo in attesa di un bimbo. Il fantasma la osservava, e la trovava ancora bella dopo sei anni. Come faceva un fantasma a sapere che erano passati sei anni? Come pu� un fantasma sapere qualcosa?</p><p>�Avremmo dovuto aspettare, Katy... per il bambi�no, dico.�</p><p>Katy sorrideva. �Nessuno l�aveva preteso, mi pare.�</p><p>�Non avremo mai abbastanza denaro per compe�rarci la casa.�</p><p>�L�avremo.� Katy era sempre pi� saggia del fan�tasma. �E del resto, se ci formiamo una famiglia fin�ch� siamo ancora giovani, caro, ci rester� molto pi� tempo per noi due in seguito.�</p><p>Il fantasma non era d�accordo?</p><p>�La casa, Katy. La voglio subito.�</p><p>�Riprenditi il bambino, allora!�</p><p>�Avr� un impiego migliore. Ecco la risposta al pro�blema: guadagnare di pi�.�</p><p><emphasis>Societ� Internazionale di Refrigerazione. </emphasis>Ufficio del signor Cheesebody. Fumo di sigaro.</p><p>�� una faccenda grossa, signor Markham! Una fac�cenda grossa!�</p><p>Cheesebody scrollava la testa al di sopra del sigaro, come un gufo desideroso di apparire umano. Calvo, ventre enorme, assenza assoluta di anima.</p><p>�Me ne rendo conto, signore.� Il fantasma era se�rio, ma sicuro di s�: usava un tono da affari. Era il suo gran momento.</p><p>�Molte responsabilit� per un uomo cos� giovane, signor Markham. Non si pu� scherzare con i contratti governativi, capite? Dicono dicembre millenovecentosessantasette e dev�essere per il dicembre del sessanta�sette.�</p><p>�Fidatevi di me, signor Cheesebody.�</p><p>�Mi raccomando... Sapete una cosa, signor Markham? Stiamo facendo cinquanta impianti sotterranei, per tutto il paese. E sapete perch� li vogliono cos� profondi?�</p><p>�Perch� siano a prova di bomba� suggeriva il fan�tasma.</p><p>�A prova di radiazioni� correggeva Cheesebody. �La guerra finir� pure per scoppiare prima o poi, no? E allora si aprono le unit� congelanti e se ne estrae cibo incontaminato per tutti.�</p><p>�S�, signore.�</p><p>�Inutile vincere la guerra se poi dovremo mangia�re salsicce radioattive, no?� Una grossa risata scuote�va lo stomaco prominente di Cheesebody.</p><p>�Giusto, signore.�</p><p>�Una grossa responsabilit�, Markham. Il futuro della nazione, capite?�</p><p>�S�, signore.�</p><p>�Bene, sar� meglio che andiate subito a Epping Forest per familiarizzarvi con l�impianto. Dovrete fa�re conoscenza col vostro collega del ramo tecnico. For�se dovrete ingraziarvelo... Mi risulta che la prima ca�mera sar� pronta per l�installazione alla fine di que�sto mese.�</p><p>�Benissimo, signore.�</p><p>Epping Forest. Venticinque chilometri a nord della citt�. Epping in autunno, con. le foglie rosse e oro: turbini di vento che scuotevano gli alberi, disperden�do le foglie in una danza mortale.</p><p>Autunno e foglie morte, e livellatrici, escavatori, trattori, autocarri. Uomini che sudavano sotto l�ulti�mo sole pallido, rintanandosi nella terra come talpe, scavando gallerie, creando nuove celle, penetrando rabbiosamente e rumorosamente entro la paziente cro�sta terrestre.</p><p>�Camera B pronta, signor Markham.�</p><p>�Bene. Controliare lo scambio potenziato.�</p><p>�S�, signore.�</p><p>�Camera C pronta, signor Markham.�</p><p>�Pronta un corno! Rifate l�isolamento del tetto, non va.�</p><p>�La camera D adesso � perfetta, signor Markham.�</p><p>�Mettetela in prova per una settimana. Dopo por�tatemi il grafico dell�abbassamento di temperatura.�</p><p>�Camera E completa, signor Markham.�</p><p>�Mettetela sullo scambio automatico. L�immagazzi�namento comincer� la settimana prossima. Qui ci sono le tavole per la disposizione delle merci.�</p><p>Cave di ghiaccio scavate nel terreno caldo e vivo. Convogli di camion per trasportare il cibo che avreb�be evitato ai Cheesebody d�Inghilterra una dieta a ba�se di salsicce contaminate. Grano, latte in polvere, car�ne, zucchero, frutta disidratata. Cento, mille, centomi�la tonnellate. Ammassare, ammassare, ammassare...</p><p>Il fantasma era felice. Non era un�inutile prepara�zione per una guerra sudicia nella quale nessuno cre�deva. Era un lavoro, ecco tutto. Un lavoro importante, un buon lavoro, un lavoro ben retribuito. Permetteva di acquistare una casa in Hampstead per Katy, Johnny Boy e Sarah. E poi una macchina.</p><p>Era piacevole tornare in macchina verso la propria casa, la sera, sotto un tramonto che trasformava la stra�da in un nastro di fuoco, e le foglie svolazzavano nel�la scia dell�auto...</p><p>Il corpo rabbrividiva sotto il raggio di luce. I mu�scoli si contraevano. Le palpebre si agitavano. La bri�na era diventata rugiada, e il cadavere non era pi� un cadavere ma un uomo immerso in un sudore diac�cio. Un uomo che non provava pi� dolore, ma che aveva troppi ricordi. Un uomo che non aveva diritto di ritrovarsi in vita.</p><p>I sogni si susseguivano come in un caleidoscopio: i ricordi rotavano, producendo fantastici schermi colo�rati.</p><p>�Rifate l�isolamento del tetto.�</p><p>�Cos�� il cinquanta per cento di un mezzo di zero virgola cinque?�</p><p>�Voglio montare su quello pi� grosso, pa�. Quello dell�uomo nero.�</p><p>�Non si pu� scherzare con i contratti governativi.�</p><p>�Alt!�</p><p>Il corpo disteso sul carrello aveva parlato. Le can�dide figure vi si affollavano sopra come gabbiani gigan�teschi. Per un attimo, l�uomo apr� gli occhi e li fiss� con espressione attonita, vedendo solo cose che non erano nella stanza. La luce del raggio diretta sul petto dell�uomo si fece pi� intensa. L�uomo richiuse gli oc�chi, sapendo che si trattava solo di un altro sogno.</p><p>Un altro sogno... Katy...</p><p>�Ci sar� la guerra, John?�</p><p>�No che non ci sar�. A meno che i capi non diven�tino pazzi del tutto. Non possiamo rischiarla. Nessuno pu� rischiare una guerra, oggi.�</p><p>�Ne spendono di soldi per i tuoi refrigeranti, per�.�</p><p>�Una parte entra nelle nostre tasche� rispondeva il fantasma con un sorriso un po� cinico.</p><p>Katy rammendava un paio di calzini. �A volte� diceva �rimango sveglia, di notte, pensando a come sar� il mondo quando Johnny e Sarah saranno cre�sciuti.�</p><p>Il fantasma sedeva sul bracciolo della poltrona, met�teva una mano sulla spalla di Katy. �Pensi troppo, tu. I ragazzi si troveranno benissimo... Bel resto, ogni ge�nerazione ha i suoi problemi.�</p><p>�Si parla di nuovo di riarmo.�</p><p>�� la stagione� diceva il fantasma. �Ritorna a in�tervalli regolari, come per il calcio o la caccia.�</p><p>�Sei sicuro che la guerra non si far�, tesoro?�</p><p>�Arcisicuro� rispondeva il fantasma. �Saremo di�sgraziati, ma non fino a questo punto. E adesso, andia�mocene a letto...�</p><p>Katy sorrideva. �Se tu ne sei convinto...� Riponeva il cestino da rammendo, si alzava, si stirava. Il fanta�sma la prendeva tra le braccia.</p><p>�No� disse l�uomo sul carrello, �la guerra non si far�!�</p><p>Ma nella stanza silenziosa, quella dichiarazione ven�ne interpretata come una domanda presente, uscita dalle labbra di un uomo che sapeva di non essere pi� morto. Con garbo, le figure in bianco asciugarono il sudore diaccio dal corpo nudo. Poi spensero il raggio di luce, misero un lenzuolo sul corpo dell�uomo e in�fine una coperta. La crisi era superata. Si poteva la�sciare che il corpo si riscaldasse pi� in fretta. Una delle figure sollev� la testa dell�uomo, gli diede da bere qualcosa. L�uomo non apr� gli occhi ma il liquido di�scese come un elisir, riempiendogli la gola e lo stoma�co di un calore vitale.</p><p>Epping... Bianca e immobile. Niente pi� foglie mor�te, ormai, solo il candore bianco della neve sospesa sugli alberi spogli. Ma le interminabili carovane di carri carichi di cibo s�insinuavano come grosse pesanti formiche nelle camere super-gelate.</p><p>�Camera G completa e sigillata, signor Markham.�</p><p>�Bene. Quanti carichi restano?�</p><p>�Nove, signore.�</p><p>�Avviateli verso la K.�</p><p>�Camera H sigillata, signor Markham.�</p><p>�Avanzato qualcosa?�</p><p>�Tre carichi.�</p><p>�Avviateli verso la K.�</p><p>�Camera I piena e sigillata, signore.�</p><p>�Avviate quello che resta verso la camera K.�</p><p>Epping... immobile come una cartolina di Natale, bella come un paesaggio di sogno, a parte i rombanti convogli di autocarri. Solo un�ultima camera da riem�pire, poi il lavoro sarebbe stato terminato e i camion sarebbero partiti. E soltanto con una squadra di sor�veglianti. La foresta avrebbe dimenticato tutti i so�prusi subiti, gli escavatori, le livellatrici, i camion. La foresta avrebbe dimenticato e perdonato. Poi gli espro�priati sarebbero ricomparsi per reclamare il loro ter�ritorio. Dapprima gli uccelli, poi i conigli, gli scoiat�toli, le volpi, i topi, gli ermellini, le talpe, i tassi. La silenziosa comunit� dei selvatici.</p><p>Epping a Natale. Il mondo della vigilia. Un albe�rello nel soggiorno, con le candeline colorate e i pal�loncini di vetro lucente. La luce del caminetto dan�zava intima sulle pareti e sui mobili. Il vago fragore di Londra chiuso completamente fuori da un univer�so privato.</p><p>Johnny Boy e il suo treno elettrico. Sarah con un orsacchiotto due volte pi� grande di lei. Katy con uno scatolone che conteneva la sua prima pelliccia.</p><p>Johnny Boy stralunava, gli occhioni. �Voglio fargli trasportare dieci vagoni. Fa�... Tu sei il capostazione.�</p><p>Sarah strillava: �Orso mio, orso pap�, orso mio, or�so pap�...�</p><p>Katy precisava: �Prego, madamigella, quest�orso qui � proprio mio! La mia pelliccia!�</p><p>Buon Natale: a Katy, a Johnny Boy, a Sarah. Buon Natale: a Londra, a Mosca, a Washington. Pace sulla terra, agli uomini di buona volont�. Il mondo � rin�savito.</p><p>L�uomo sul carrello cominci� a cantare: �<emphasis>Merry Christmas!...</emphasis>�Si interruppe, apr� gli occhi, fiss� le fi�gure candide attorno a s� e url�. Poi tacque con gli occhi serrati, rotol� su un fianco e lentamente, peno�samente, si tir� le ginocchia fino al mento. L�ultimo sogno era il peggiore. L�ultimo sogno era l�ultima real�t�. Tutto il resto era solo illusione, il prodotto di una mente che stava cercando scampo, ma non poteva sot�trarsi alla realt�.</p><p>Gennaio, a Epping. Pioggia, nevischio, neve. Altra pioggia. Il cielo strisciava pi� basso sulla foresta, come un sudario.</p><p>�� la camera K, signor Markham. Una falla nel�l�automatico. Si � inceppato.�</p><p>�Maledizione� diceva il fantasma. �Manda gi� qualcuno. Chiama Martin.�</p><p>�Il signor Martin � andato a casa, signore. Ha l�in�fluenza.�</p><p>�Andr� gi� io, allora.�</p><p>Dentro la galleria. Passi che risonavano come la mar�cia di un esercito, i passi di un fantasma. Gi�, gi� nel�la terra, un fantasma imbacuccato come un esquime�se. Attraverso la prima botola. Gi� per la scaletta di metallo, quindici piuoli. Aprire la seconda botola. Gi� di nuovo. Strisciare attraverso il pannello di ispezione dentro la camera K.</p><p>Gelo. Gelo dappertutto. Hans Anderson... Il Palaz�zo della Regina delle Nevi. Casse di cibo ammucchia�te in nitide falangi gelate, che si levavano al cielo. Niente, salvo un silenzio gelato; l�impiantito � una lastra di ghiaccio azzurrognolo. Chi aveva detto che l�automatico si era inceppato, accidenti? Funzionava perfettamente. Qualcuno aveva giocherellato con gli strumenti nella stanza di controllo. La camera K sareb�be rimasta congelata per mille anni. Congelata dal suo stesso calore. Il grande congelamento mantenuto da motori alimentati da estrazione di calore. Movimento perpetuo. Finch� la temperatura di un miliardo di me�tri cubi di terreno non fosse divenuta stabile... il che non sar� mai. Meravigliosa, la scienza!</p><p>Il fantasma cammina su e gi� per i corridoi della camera K, tendendo l�orecchio al silenzio ghiacciato, fissando le casse ricoperte di bianco, le montagne or�dinate di cibo.</p><p>Poi, improvvisamente, l�impiantito trema. Il ghiac�cio si lamenta, scricchiola, si rompe. Le casse di cibo danzano assurdamente scivolando fuori dalle file or�dinate, rimbalzando e slittando lungo l�impiantito che si solleva. Il fantasma viene gettato in alto di peso, scaraventato come un birillo per tutta la lunghezza di un corridoio. Un fragore violento riempie la camera K, prorompendo dalle pareti, dal tetto, dalle lastre sfal�date di ghiaccio; il fragore si gonfia in una vibrazione che prende il sopravvento su tutto: perfino sul pen�siero stesso.</p><p>Il rumore cresce, finch� pare che la terra voglia spac�carsi in due in conseguenza di quella colossale scarica di energia. Poi, di colpo, silenzio. La danza frenetica delle casse di cibo si quieta. Quel silenzio e quell�im�mobilit� sono anche pi� intollerabili del sollevamento stesso.</p><p>Terremoto! Mentre scivola sulle crepe e sui detriti, il fantasma tenta disperatamente di convincersi che si � trattato di un terremoto. Un normale terremoto, per quanto grave, lo si pu� affrontare. Ma l�altra causa no, no per amore del cielo!</p><p>Il pannello di controllo � sepolto sotto un mucchio di casse, del peso di cento tonnellate almeno. Il fan�tasma fissa istupidito quella montagna di scatole am�mucchiate alla rinfusa. Poi si ricorda del telefono di emergenza e prende a strisciare su un mare di cibo congelato. Occorre molto tempo per sgomberare il pic�colo recesso del telefono dai rifiuti. Troppo, il freddo intenso sta gi� insinuandosi attraverso le vesti, pene�tra nel corpo. Si toglie i guanti, alita sulle dita gi� insensibili, fissa inebetito i piccoli ghiaccioli. Poi rie�sce ad aprire la porticina dello sportello isolato, affer�ra l�apparecchio e comincia a gridare. La linea � in�terrotta!</p><p>Scuote il telefono, lo martella con i pugni, lo pren�de a calci. L�apparecchio � muto. Impreca, quasi per costringerlo a funzionare. Alla fine lo scaraventa a ter�ra e scoppia in singhiozzi.</p><p>Lottare contro il panico! Pensare a Katy, ai bambi�ni! Torna strisciando verso la montagna di casse che ostruisce il pannello di ispezione. Comincia a lottare per aprirsi la strada, sapendo benissimo di non avere abbastanza tempo davanti a s�. Le braccia si muovono con gesti ormai incoerenti, le dita rifiutano di strin�gere la presa. Le gambe non lo sostengono pi�. Si rial�za, striscia verso un�altra cassa sconquassata, cade e ri�mane immobile.</p><p>Troppo freddo per pensare, ormai! Troppo freddo per recriminare o sperare. Troppo freddo per fare qual�siasi cosa, tranne abbandonarsi a un profondo senso di pace. Quello � il palazzo della Regina delle Nevi. Il termine del viaggio...</p><p>�Ci sar� la guerra, John?� Cara lontana Katy.</p><p>�� la stagione della guerra� risponde il fantasma. �Torna regolarmente, come per il calcio, per la caccia.�</p><p>Comincia a pregare. E il freddo s�insinua inesorabi�le, sempre pi� in fretta, finch� a met� di una preghie�ra il fantasma chiude gli occhi e si addormenta. Nien�te sogni, ormai. Solo un�ultima visione di Katy, in ca�micetta a righe, con un fascio di documenti.</p><p>�Avete visto il <emphasis>Commissario e...</emphasis>�</p><p>Pi� nulla! Assolutamente nulla.</p><empty-line/><p>L�uomo sul carrello si svegli�, gir� lo sguardo per la stanza, comprese di non trovarsi pi� nella camera K. L�avevano tirato fuori, alla fine. Ora voleva andare a casa.</p><p>Una donna in camice bianco, in piedi accanto al carrello, lo stava osservando. L�uomo si tir� su.</p><p>�Quanto tempo sono rimasto qui?�</p><p>�Parecchi giorni, signore. Non preoccupatevi. Ora starete benissimo.�</p><p>�Gran Dio! Mia moglie lo sa?�</p><p>�Restate sdraiato, prego. Uno sforzo al momento vi farebbe male.� L�accento della donna era strano, incolore. La voce pareva uscire da un dittafono.</p><p>�Sto benissimo. Voglio andarmene a casa.�</p><p>�Dovete riposare, signore. Non potete ancora muo�vervi! Vi consiglio un sedativo.�</p><p>�Al diavolo i sedativi. Voglio... Dove sono?� Si guard� attorno incuriosito. La stanza era assolutamen�te spoglia, ma not� che le pareti erano rivestite di ma�teriale isolante.</p><p>�Questa � una camera di congelamento, signore. Vi trovate nel Risanatorio di Londra-Nord.� La voce della donna era di una uniformit� monotona, la faccia quasi inespressiva.</p><p>L�uomo era affascinato da quella faccia. Sebbene la donna non potesse avere pi� di venticinque anni, era in un certo senso senza et�... come una maschera. Quell�immobilit� cominci� a disturbarlo in modo indefi�nibile. La guard� meglio. Era alta, bruna, formosa, ma stranamente priva di femminilit�. Statuaria, ecco la pa�rola. Nonostante il grembiule bianco, sembrava appe�na scesa da un piedistallo.</p><p>Cerc� di riordinare le idee. �Perch� mi avete messo in camera di congelamento?� chiese irritato. �Sono appena stato tirato fuori da un�altra.�</p><p>�Questo � successo parecchio tempo fa, signore. Vi hanno ritrovato in animazione sospesa, o morte appa�rente, se preferite. Abbiamo dovuto alzare la tempe�ratura molto lentamente.�</p><p>Markham le diede un�occhiata sbalordito, sforzan�dosi di capire, desiderando di darsi ragione di quelle parole... e nello stesso tempo di respingerle.</p><p>�Animazione sospesa! Che idiozia!... Scusate, non volevo dire questo.� Ascolt� la propria voce e la sent� stridente e innaturale: la voce di un estraneo. Si sfre�g� la fronte con le dita madide, e not� che gli trema�vano. Fece uno sforzo per ricomporsi. �Per animazio�ne sospesa� disse, riflettendo �intendete riferirvi cer�tamente al fatto che ero svenuto e mezzo congelato... Fortuna che mi hanno tirato fuori in tempo, imma�gino.�</p><p>�Signore� disse la donna in bianco, sempre nelle stesso tono meccanico �non eravate svenuto: eravate morto a tutti gli effetti. Fortunatamente, la nostra sviluppatissima tecnica ci consente di riattivare l�anima�zione dopo la sospensione provocata dal sottozero... � solo per una fortunata combinazione che le vostre cellule non sono rimaste danneggiate dal congelamen�to originale. Temevamo che...�</p><p>�Ma chi siete?� grid� Markham. Per un motivo che non riusciva a definire quella voce lo irritava. Era come se quella donna ci fosse e tuttavia non ci fosse. Come se, in modo impiegabile, fosse una specie di te�lefono, e qualcun altro stesse parlando attraverso lei: qualcuno che si trovava a una gran distanza da l�. Ca�p� che doveva reprimere l�attacco di isterismo che sta�va per travolgerlo. �Chi siete?� Si accorse di urlare.</p><p>Lei non perse la pazienza, n� mostr� segno di emozione.</p><p>�Signore, chiamer� un essere umano. Sar� meglio, penso.�</p><p>Segu� un istante di silenzio. I muscoli gli si contras�sero, poi scoppi� in una risata. �Un essere umano, po�vero me! E voi allora cosa sareste?� Incontr� lo sguar�do di lei e la risata gli mor� sulle labbra.</p><p>�Sono un androide, signore. Un robot umanoide.�</p><p>Ma Markham era gi� svenuto. E stavolta i sogni fu�rono orribilmente grotteschi...</p><p>Poco dopo c�era un�altra voce, una voce d�uomo, che ancora sembrava lontanissima. Tuttavia, prima ancora di aprire gli occhi, Markham comprese che era umana. Per alcuni secondi non lasci� capire d�essere tornato in s�, ma giacque immobile cercando di pensare. C�era poco da pensare: ogni pensiero era fantastico, ogni conclusione amaramente assurda. Alla fine, disperato, apr� gli occhi.</p><p>L�uomo era effettivamente un uomo, e sfoggiava una barbetta a punta. I suoi abiti erano molto stravaganti, come un costume da pantomima o da satira. Una lun�ga giacca di una stoffa verde che sembrava velluto, un panciotto semitrasparente, di una specie di plastica, e una camicia bianca, dal colletto straordinariamente lungo. I calzoni non si vedevano, perch� l�uomo era in piedi proprio accanto al carrello. Lo sconosciuto era alto, con la faccia tonda.</p><p>�Dovevano venire a chiamarmi al momento del vo�stro risveglio� spieg� l�uomo. �Questi maledetti an�droidi pensano di potersela cavare da soli in qualsiasi situazione. Non possono apprezzare appieno il tocco umano, naturalmente... A proposito, mi chiamo Bres�sing.�</p><p>�Androidi!� fece rauco Markham. �Androidi!� L�attacco di nervi stava tornandogli. �Maledizione! Cosa sarebbero...�</p><p>�State calmo� disse Bressing. �Eh, vi saranno ri�servate parecchie sorprese. Volete che ve le comuni�chi subito, o le preferite a piccole dosi? E se prima facessimo una puntura tranquillante?�</p><p>Una domanda urgeva nel cervello confuso di Mark�ham. �Per quanto tempo?� mormor� con una nota di timore nella voce. �Per quanto tempo sono rima�sto svenuto?�</p><p>�Prima che vi trovassero?�</p><p>�S�. Per amor del cielo, quanto tempo?�</p><p>Bressing sorrise. �Siate forte� disse. �La risposta vi turber�... Circa centocinquant�anni, giorno pi�, giorno meno. Ricordate l�anno in cui siete rimasto intrap�polato?�</p><p>Markham dovette fare appello a tutte le sue forze per rispondere senza urlare: �Il mille novecentosessantasette.�</p><p>�Allora siete rimasto in A.S. per centoquarantasei anni... Siamo nel duemila centotredici.�</p><p>Segu� un silenzio, un silenzio spaventoso. Markham sentiva i battiti del proprio cuore gonfiarsi fino a ri�sonare come tonfi di motori... Centoquarantasei anni!</p><p>Tent� di immaginare le decadi di cristallizzata im�mobilit�, il remoto e inesorabile passare del tempo mentre lui giaceva rigido e senza vita, e tuttavia non completamente morto, nella camera K... Centoquaran�tasei anni!</p><p>Non era vero! Non poteva essere vero. Doveva trat�tarsi di un delirio. Forse solo in questo momento lo stavano tirando fuori. Forse tra poco si sarebbe sve�gliato e avrebbe visto Katy accanto al letto... Cento�quarantasei anni!</p><p>Guard� Bressing e cerc� di annullarlo con la forza di volont�. Ma Bressing, solido nella sua realt� tridi�mensionale, continuava a fissarlo sorridendo. Mark�ham chiuse gli occhi, costringendosi a credere che quando li avrebbe riaperti la scena sarebbe stata di�versa... trasformata in Hampstead, in un ospedale qual�siasi, magari nella camera K! In qualsiasi cosa, tranne che in un mondo dove le infermiere erano non-umane e i dottori indossavano abiti strampalati... Centoqua�rantasei anni!</p><p>Vero o no, era reale; reale o no, era vero. A meno che non si trovasse in un manicomio, e lui, Bressing, e la donna androide non fossero che normali pazienti... Centoquarantasei anni!</p><p>Pens� a Katy. Katy, Johnny Boy, e Sarah. La vigilia di Natale. L�altro ieri. Un secolo e mezzo fa. Katy, an�cora viva e gi� irraggiungibile, perduta in un pozzo senza fondo di tempo. Le lacrime gli rigarono il volto. Era maledettamente sciocco piangere. Era sciocco, infantile, futile. Ma Katy e i bambini... Cara, adorata Katy... Potenza divina! Centoquarantasei anni!</p><p>Bressing toss�. �Coraggio, giovanotto... Piangete, se volete, ma non lasciatevi abbattere. Avete ricevuto un trauma spaventoso, ma era scritto. La facciamo una iniezione di tranquillit�, eh? Tra dieci secondi sarete sereno e allegro come un passero.�</p><p>Avrebbe voluto fare a pezzi quel buffone insensato del ventiduesimo secolo. Avrebbe voluto levarsi e strappare quello scenario... mettere a nudo il trucco. Aprire una tenda e ritrovare il suo mondo, il mondo savio di un tempo.</p><p>Ma non poteva. Poteva solo restarsene sdraiato sul lettino e fissare quella faccia stupida e sorridente, men�tre una ridda di pensieri gli turbinava nella mente senza scopo, riempiendolo di livore e di nostalgia.</p><p>�Cos�� successo?� bisbigli� pensando a Katy. �Lon�dra... Cosa ne � stato di Londra?�</p><p>L�uomo era gaio, rassicurante e odioso. �Londra? Oh, capisco cosa volete sapere... � immortale, mio ca�ro. Londra � rimasta. O almeno, la citt�, o buona par�te di essa... Non ho il bernoccolo della storia, sapete. Aspettate: che anno era avete detto? Ah, il novecento sessantasette. Quella � stata la baraonda, amico. Ma sul serio! Gli ultimi giorni del Sistema Imperialisti�co... Il continente Nord Americano e quello che una volta si chiamava Commonwealth Britannico contro tutti gli asiatici. Maledizione, che sconquasso! Nelle registrazioni di storia viene ricordata come l�Epopea dei Nove Giorni! Devono essere state ore emozionan�ti... Ma � stata l�ultima guerra sapete. Quando gli orientali cominciarono a svilupparsi, la guerra atomica and� fuori moda, divenne un fatto sorpassato. Mi spiego?�</p><p>Markham diede in una risata aspra. �Se vi spiega�te? Certo! Sono paralizzato dalla vostra chiarezza!� La risata si spense. �Scusatemi... Ditemi ancora una co�sa: come sono stato ritrovato, dottor Bressing?�</p><p>La faccia dell�uomo impallid� improvvisamente. �Per vostra norma, non sono un dottore� disse, in tono rigido. �Sono un gentleman e un artista. Gli androi�di che vi hanno in cura, sono dottori... Non vi scu�sate. Da parte vostra l�errore � comprensibile.�</p><p>Bressing aveva reagito come se avesse ricevuto un insulto mortale. La cosa, chiss� perch�, colp� Markham pi� di qualsiasi altra. Ma ugualmente insist� nella sua domanda. �Vorrei sapere com�� successo che sono sta�to... resuscitato.�</p><p>Bressing si era ripreso. �Alcuni archeologi androidi stavano scavando con una squadra di robot sterratori� spieg�. �Captarono il rumore del vostro impianto di congelamento e cominciarono a scavare. Dovettero tagliare il ghiaccio per estrarvi, credo.�</p><p>Markham tacque per qualche istante. Poi disse, con un sospiro: �Spero che esistano documentazioni sul... sul tempo di allora. Vedete, avevo moglie, figli. Vor�rei sapere...�</p><p>L�uomo del ventiduesimo secolo lo interruppe. �Se ne occuperanno gli androidi. Praticamente sono loro che si occupano di tutto. Tra parentesi, la vostra A.P. dovrebbe arrivare da un momento all�altro. Penser� lei a tutto quello che pu� servirvi. La cosa importante, amico mio, � di riposare. Penso che dobbiate restare al Risanatorio per un breve periodo, ma la vostra A.P. vi comunicher� la data del rilascio appena sar� qui.�</p><p>�A.P.?� chiese Markham incuriosito.</p><p>�Androide personale� spieg� Bressing spazientito. �Tutti l�abbiamo. Che cosa sarebbe la vita senza un androide personale? Bene, caro signore, adesso devo andare. Il mio rilascio � fissato per domani.�</p><p>�Siete un paziente, allora?�</p><p>�Ospite, � il termine che usiamo noi� disse Bres�sing. �Sono un ospite del reparto psichiatrico. La maggior parte degli artisti lo diventa, prima o poi. E ades�so sdraiatevi e cercate di rimettervi in forze. Vi man�der� la vostra A.P., se ve l�hanno gi� assegnata. Le pre�visioni erano che sareste morto, quindi pu� darsi che non abbiano provveduto.�</p><p>Bressing gli rivolse un largo sorriso, si volt� e usc� prima che Markham potesse comprendere appieno quell�ultima affermazione. L�altro non era uscito nem�meno da un minuto, che una donna entr� nella stanza.</p><p>Aveva una gran massa di capelli d�oro, la faccia ova�le e liscia. Era vestita quasi secondo la moda del ven�tesimo secolo. E assomigliava... assomigliava...</p><p>Markham la guard� sbalordito.</p><p>�Katy!�</p><p>Ma nello stesso tempo, sapeva benissimo che non era Katy. Gli occhi erano azzurri, ma mancavano di vita. Le labbra erano rosse e piene, ma rigide e quasi inerti... No, non poteva trattarsi di Katy! Era solo una sua gemella senz�anima, un macabro scherzo del ven�tiduesimo secolo... Un androide!</p><p>Markham si sent� assalire dal furore. Un furore lo�gico, giustificato. Perch� mai gli facevano una cosa simile? Perch�, in nome del buon senso, osavano...</p><p>�Mi dispiace di non essere stata pronta al momen�to del vostro risveglio, signore. Ma non si sapeva se sareste veramente vissuto. Le mie modifiche sono ap�pena state completate. Sono Marion-A, la vostra an�droide personale.� La voce della ragazza aveva toni molto pi� variati di quella dell�altra. Non era cos� lon�tana e automatica.</p><p>A Markham mancavano le forze per dare sfogo al�l�ira. Cominci� a tremare, vergognoso della propria debolezza. �Voi assomigliate a mia... mia moglie� dis�se, dolorosamente conscio di parlare a un essere non umano.</p><p>�Sono stata rimodellata sulla fotografia trovata nel vostro portafogli� spieg� Marion-A. �Si � pensato che avreste apprezzato la rassomiglianza... Ora, signore, se lo desiderate, vi porter� nelle vostre stanze.�</p></section><section><title><p>2</p></title><p>John Markham rimase <emphasis>ospite </emphasis>nel Risanatorio di Lon�dra-Nord per altri sei giorni. Era il periodo normale di convalescenza che i dottori definivano R.A.S.: risveglio dall�animazione sospesa.</p><p>Sebbene lui fosse un bizzarro sopravvissuto di un�e�poca remota, non era, come apprese in seguito, l�unico caso di animazione sospesa. Anzi, la maggior parte de�gli altri ospiti si stava proprio rimettendo da un R.A.S., o si preparava a subire un super congelamento per un periodo che poteva variare da una settimana a un an�no intero.</p><p>Nel ventiduesimo secolo, l�animazione sospesa stava rapidamente diffondendosi come la cura pi� adatta per le nevrosi pi� gravi. La cosa pi� strana era che il sistema dava ottimi risultati.</p><p>Ma quello che incuriosiva soprattutto Markham, ri�guardo al Risanatorio, era l�apparente mancanza di contatti personali fra gli ospiti. La sua unica esperien�za in fatto di degenza in un ospedale del ventesimo secolo, causata da un�appendicite, l�aveva indotto a credere che i pazienti fossero gregari per natura. Que�sto non avveniva, evidentemente, nel Risanatorio di Londra-Nord.</p><p>Durante l�intera permanenza vide s� e no una doz�zina di altri ospiti, e parl� solo con tre di loro. Il pri�mo era Bressing, il secondo un signore di mezza et� talmente miope da scambiare Markham per un adroide, il terzo una ragazza di vent�anni circa che Markham sorprese in lacrime in un corridoio. Le aveva chiesto subito se poteva fare qualcosa per lei. La ragazza l�a�veva fissato per un attimo, poi con un enfatico <emphasis>No! No! No! </emphasis>era fuggita via, lasciando Markham con l�im�pressione di averla resa anche pi� infelice.</p><p>Non sapeva con certezza se quell�assenza di rappor�ti fra uomini fosse involontaria o favorita. L�apparta�mento che gli androidi gli avevano destinato era un so�pralzo sul tetto piatto del Risanatorio. Accanto al suo ce n�erano altri identici, ma nessuno occupato.</p><p>Sotto molti aspetti, era grato di quell�isolamento, che gli permetteva di abituarsi lentamente all�idea di essere <emphasis>saltato </emphasis>dal ventesimo al ventiduesimo secolo. Aveva tutto il tempo di mettere in chiaro le idee, di trovare un po� di forza per rassegnarsi dei dolori per�sonali, perfino di guardare al futuro...</p><p>Il rifugio era confortevole: composto da una camera da letto, un bagno e un soggiorno. Tre pareti di cia�scuna camera erano dipinte a colori vivaci, la quarta era semplicemente una lastra di vetro molto opaco e spesso. L�arredamento era semplicissimo e funzionale, ma il pavimento era ricoperto da un tappeto folto, e la sera le luci diffuse contribuivano a dare ai mobili austeri dell�ambiente uno scintillio intimo.</p><p>Durante i pochi giorni in cui occup� l�appartamen�to, Markham dovette assuefarsi a un nuovo concetto di solitudine. Marion-A infatti, come sua androide personale, non lo lasciava un momento. La sua prima esperienza circa le funzioni di un androide personale la fece quando lei lo spinse col carrello fuori dalla stanza di congelamento, gi� per un corridoio, dentro un montacarichi, e infine nell�attico dove avrebbe abi�tato.</p><p>Una volta l�, lei l�aveva aiutato a sistemarsi sul di�vano e aveva spinto via il letto a rotelle, per ritornare pochi minuti dopo con un assortimento di indumenti del ventiduesimo secolo. Markham scelse i meno biz�zarri, e stava per chiedere all�androide di aiutarlo a raggiungere la stanza da letto per poterli provare, quando Marion-A, con prontezza ed efficienza, cominci� a vestirlo. Markham era troppo sorpreso per obiet�tare, troppo scosso per fare commenti finch� lei non ebbe finito.</p><p>Le mani di lei erano tiepide, not�. Il tocco imper�sonale, ma delicato, il tessuto della <emphasis>pelle </emphasis>era strano al tatto, ma non sgradevole. Lo vest� da capo a piedi co�me se per lei fosse una faccenda di ordinaria ammi�nistrazione.</p><p>�Dunque tu sei la mia androide personale� disse Markham, pensoso, dopo aver preso visione del risul�tato con l�aiuto di uno specchio a mano. Pos� lo spec�chio e guard� di nuovo Marion-A. Solo in quel mo�mento si rese conto di aver evitato lo sguardo diretto di lei sin da quando avevano lasciato la camera di con�gelamento.</p><p>Aveva superato l�impressione prodotta dalla rassomi�glianza con Katy. Era, infatti, una ben povera somi�glianza e l�aveva tanto colpito perch� probabilmente aveva continuato a sperare senza rendersene conto di vedere apparire Katy grazie a un miracolo.</p><p>Marion-A era pi� alta di Katy. I suoi lineamenti era�no pi� simmetrici, le spalle pi� larghe, i fianchi pi� snelli, la vita pi� sottile. Troppo perfetta per essere vera.</p><p>Indossava una semplice camicetta rossa di maglia e una gonna nera. Appuntata sulla camicetta, proprio alla gola, c�era una spilla d�argento. Guardandola me�glio, Markham vide che si trattava esattamente di un monile a forma di A. L�iniziale di androide. <emphasis>Nel caso</emphasis>,pens� cinicamente, <emphasis>che qualcuno dovesse nutrire dub�bi in proposito.</emphasis></p><p>�S�, signore� rispose Marion-A. �� l�usanza, per ogni essere umano adulto, tenere un androide persona�le.� Restava immobile, subendo l�esame di lui senza mostrare alcuna reazione.</p><p>�Sai qualcosa sul mio conto?� chiese bruscamente Markham.</p><p>�So soltanto, signore, che provenite dal ventesimo secolo, perch� siete stato preservato per caso in A.S. L�archeologo che vi ritrov� ha dichiarato che la vostra sospensione dovette cominciare quindici o diciotto de�cenni fa.�</p><p>Markham sorrise amaro. �Mica male... la data effet�tiva � il mille novecentosessantasette.�</p><p>�S�, signore.� Marion-A si chiuse nel silenzio e ri�mase immobile ricambiando lo sguardo fisso di lui con indifferenza totale.</p><p>Ora che aveva superato la sorpresa iniziale, Mark�ham era in vena di fare domande.</p><p>�Dammi la definizione di androide� disse fredda�mente.</p><p>�Un androide, signore, � un automa modellato sul�lo stile di un essere umano.�</p><p>�Soltanto una macchina, dunque?�</p><p>�S�, signore, essenzialmente una macchina.�</p><p>�Qual � la funzione degli androidi allora?� Lo sguardo di lui si fece quasi insolente. Si stava compor�tando come un bambino, e ci trovava gusto. Se ne sta�va comodo sul divano, ma aveva lasciato lei in piedi. Oziosamente, si chiese se sarebbe rimasta in piedi fin�ch� lui non le avesse ordinato di sedersi.</p><p>�La funzione degli androidi� rispose Marion-A �� di assecondare gli interessi degli esseri umani.�</p><p>�Dunque, tu saresti un ibrido meccanico tra l�in�fermiera e la domestica?�</p><p>�S�, signore� disse lei senza scomporsi. �Sono pro�grammata anche per essere di compagnia.� Esit�. �Esi�stono due tipi principali di androidi: il tipo personale e quello esecutivo. Il primo funziona per il beneficio dell�individuo, il secondo per il beneficio della societ�.�</p><p>Markham si appoggi� comodamente ai cuscini e le rivolse un sorriso ironico. �Parlami di loro. Ho molto da imparare riguardo il ventiduesimo secolo. Tanto vale che cominci dal soggetto interessantissimo degli androidi.� La vista di lei che se ne stava in piedi l� di fronte, senza dare alcun segno di stanchezza o di in�dignazione, cominciava a irritarlo. �Scusa� disse im�pacciato, sentendo di arrossire. �Mettiti a sedere.�</p><p>�Grazie signore.� Marion-A tir� a s� uno sgabello di legno bianco. Poi, col tono impersonale di un confe�renziere, cominci� a illustrare lo sviluppo dei robot.</p><p>Durante e dopo la guerra atomica, l�Epopea dei No�ve Giorni, le popolazioni della maggior parte dei pae�si industrializzati di tutto il mondo erano state ridotte a percentuali minime della loro precedente densit�. Ma coloro che erano morti in conseguenza diretta del�l�uso delle armi atomiche non erano stati niente in confronto al numero dei morti causati da malattie, pestilenze e carestie dei dieci anni che seguirono.</p><p>Essendo uno dei paesi pi� densamente popolati, l�In�ghilterra fu naturalmente una delle nazioni pi� col�pite. Nel 1967 la sua popolazione era di sessantacinque milioni di abitanti. I Nove Giorni e il decennio che segu� ridussero quel numero a poco pi� di sessanta�mila.</p><p>Questi sessantamila sopravvissuti erano chiaramente troppo pochi per mantenere in piedi l�economia della nazione. E poich� la monarchia era stata distrutta dal�la guerra, il paese mancava perfino di un simbolo di unit�. Il governo era inefficiente e risibile, perch� era impossibile aumentare le forze di polizia e imporre l�osservanza delle leggi.</p><p>Non and� molto, quindi, che il concetto di unit� nazionale venne completamente abbandonato, e la na�zione si divise in tre gruppi regionali autonomi: la Scozia, le Midlands e il Sud. Nel frattempo, la caren�za di manodopera aveva costretto gli scienziati e gli in�gegneri sopravvissuti a dedicarsi allo sviluppo dei ser�vo-meccanismi, dell�automazione, e infine dei robot.</p><p>Automi e computer elettronici erano entrati nella loro fase di vero perfezionamento all�inizio del mille novecentoquaranta. Ma poich� a quell�epoca la mano�dopera abbondava, erano stati progettati semplicemen�te per assolvere funzioni che andassero al di l� della capacit� umana in termini di energia e di tempo, op�pure che fossero troppo pericolose.</p><p>I primi computer erano stati macchinari ingombran�ti, su per gi� della grandezza di una casa. In cinquant�anni, la nuova tecnica li aveva ridotti alla misura di un baule. I primi robot erano stati creature pesanti, mostruose, simili a carri armati. Anche loro, in segui�to, subirono riduzioni nella misura e migliorie nella forma.</p><p>Al principio, erano stati progettati per espletare compiti insoliti o pericolosi. Poi divennero sostituiti di normali braccianti, agricoltori e impiegati. Inoltre, per far s� che le macchine esistenti, alle quali erano destinati, non dovessero subire modifiche, i robot era�no stati ridotti alla forma e alla dimensione di un uomo.</p><p>Alla fine, poich� il numero dei robot aumentava di conserva con la loro adattabilit� industriale, essi fu�rono in grado di mandare avanti tutta l�industria pe�sante e l�agricoltura, con l�aiuto di pochi supervisori umani che s�incaricavano di risolvere problemi che an�davano oltre la portata dei microcervelli elettronici.</p><p>Arriv� l�epoca in cui fu evidente che la lotta per la preservazione dell�industria era vinta. Gli automi, che gi� superavano in numero i loro padroni, avevano vin�to una battaglia che gli esseri umani non avrebbero potuto nemmeno iniziare.</p><p>Fino a quel momento, c�erano voluti gli uomini per costruire robot. Ma ormai era stato raggiunto lo sta�dio in cui un automa veniva progettato in maniera da poter costruire un altro automa. Ben presto, venne creato il primo impianto di produzione completamen�te indipendente, dove automi superspecializzati progettavano e fabbricavano altri robot del loro tipo. I robot controllavano ormai il proprio processo evolu�tivo.</p><p>Nel frattempo, soddisfatta la richiesta per il robot industriale, rimaneva da soddisfare quella per uso do�mestico. I robot avevano risolto il problema della ma�nodopera maschile. Seguiva, inevitabilmente, quello della manodopera femminile: cominci� a farsi sentire il bisogno di un tipo di robot che assomigliasse pi� a un essere umano che a una lavatrice animata; in bre�ve, di un robot che fosse in grado di presentarsi in sa�lotto e nella camera dei bambini, e non solo in cucina. Un robot che potesse servire a tavola, occuparsi dei bambini, rifare i letti e spolverare il soggiorno. Un ro�bot capace di preparare cocktail, di raccontare favo�le, di giocare a scacchi, o a bridge, a briscola. Un ro�bot che ricordasse i compleanni e gli appuntamenti. Un robot che sapesse intrattenere, conversando, le per�sone sole e assistere i vecchi...</p><p>Nasceva l�era degli androidi.</p><p>I primi modelli rassomigliavano a leggere armature medievali. Poi il processo umanizzante and� via via perfezionandosi. Nuove tecniche permisero di risolve�re il problema del peso; di conseguenza, i piedi si fe�cero snelli e di forma umana. Lo sviluppo della micro�pila, una centrale di corrente atomica in miniatura, permise alla sorgente dell�energia di essere contenuta in una capsula di piombo poco pi� grande di un cuo�re umano. Mani meccaniche vennero modellate sullo stile umano. La testa venne umanizzata e separata dal busto per mezzo di un collo. E finalmente, i contorni simili a carne vennero ricoperti da una pelle sinteti�ca, una capigliatura naturale fu applicata per mezzo di una calotta di plastica, si cre� una faccia con occhi, orecchie, naso e bocca artificiali. E labbra capaci di sorridere.</p><p>Il prodotto ultimo non aveva pi� nessuna rassomiglianza con i suoi antenati da una tonnellata e mezzo. Era sotto ogni aspetto un robot umanizzato. Un an�droide...</p><p>A causa del loro aspetto umano, i robot provocaro�no nella societ� un cambiamento anche pi� grande di quello apportato dai modelli convenzionali. La gente si abitu� in fretta all�idea di tenere androidi in casa, e ben presto venne considerato retrogrado chi si ostina�va a non avere un androide.</p><p>Permettere agli androidi di svolgere tutte quelle fun�zioni che non erano intrinsecamente interessanti venne considerato un segno di distinzione e di razza. Gli im�pieghi e le attivit� degli androidi si moltiplicarono. Si aggiudicarono completamente il governo della casa, di�ventarono autisti e accompagnatori. Divent� norma�lissimo per una nubile, o per una donna sola, farsi ac�compagnare a pranzo o a. ballare da un androide <emphasis>ma�schio. </emphasis>Per uno scapolo solitario, o per un marito la cui consorte se n�era andata in vacanza, o era comunque occupata altrove, divent� naturalissimo usare come compagna provvisoria un androide <emphasis>femmina.</emphasis></p><p>Alla fine prese piede l�idea che ogni essere umano adulto dovesse avere un androide personale capace di fargli da valletto, da cameriera, da infermiera, da con�sigliere o da governante, secondo le necessit� del mo�mento. Gli esseri umani finirono per contare sugli an�droidi per molti generi di attivit� per i quali i robot umanoidi non erano stati progettati in origine. In fin dei conti gli androidi erano soltanto macchine como�dissime. E quasi infallibili.</p><p>Verso la fine del ventunesimo secolo questi partico�lari automi avevano raggiunto un grado tale di ef�ficienza da poter intraprendere professioni che un tem�po erano state considerate esclusivamente competenza degli umani. Divennero medici, dentisti, poliziotti... perfino psichiatri. E cos�, finalmente, l�umanit� scari�c� il lavoro dalle proprie spalle.</p><p>L�uomo era libero di disporre come voleva della propria vita. Era perfino libero di lavorare, se ci tene�va. Ma ben pochi lo facevano, poich� il lavoro era con�siderato... fuori moda!</p><empty-line/><p>Markham ascolt� il resoconto sugli androidi con crescente disgusto. Alla sua mentalit� ventesimo seco�lo, il modo come le macchine avevano soppiantato gli esseri umani sembrava non soltanto incredibile, ma addirittura sinistro.</p><p>�E cos� se ne vanno a Patrasso l�iniziativa e l�in�telligenza� comment� avvilito. �Nel mio mondo, il lavoro era considerato una sfida. Ora la sfida non esi�ste pi�. Cosa pu� averla sostituita?�</p><p>�Anche l�ozio � una sfida� disse Marion-A. �Gli esseri umani sono creati in modo da aver bisogno di uno scopo nella vita. Se il lavoro non � pi� necessario, gli uomini sono liberi di esplorare altri campi di atti�vit�: l�arte, per esempio, le conquiste sociali, e tutte le forme di disciplina psicosomatica, dallo sport alla religione.�</p><p>�A quanto pare ne sai parecchio su quello di cui un essere umano ha bisogno.�</p><p>�S�, signore. � stata la parte essenziale della mia programmazione.�</p><p>Markham rimase per un poco silenzioso. Poi chiese: �Dimmi, quanti anni hai?�</p><p>Marion-A fece uno dei suoi rari sorrisi. �Sono stata creata un anno fa, signore. Mi fu data una program�mazione base e venni messa in un magazzino in atte�sa di poter essere usata. Dopo il vostro ritrovamento, e quando parve possibile che poteste essere risvegliato, io fui attivata e ricevetti una programmazione extra basata su estrapolazioni di vostre probabili necessit�.�</p><p>�Capisco. Per un attimo avevo dimenticato che non sei...� Arross�.</p><p>�Di origine biologica?� sugger� Marion-A.</p><p>Markham rise. �Esatto� disse. �Non sei di origi�ne biologica. Una definizione perfetta, me la ricor�der�.�</p><p>�Credo, signore� disse Marion-A, �che adesso fa�reste bene a riposare. Nei primi giorni dopo il risve�glio, � importante non affaticare la propria coscienza.�</p><p>Markham sbadigli�. Oltre che stanco si sentiva ama�ramente depresso e nervoso. �Forse hai ragione. Una buona dose di sonno naturale dovrebbe rimettermi in sesto. Ho tutto il tempo che voglio, per orientarmi. Che dici, il mondo del ventiduesimo secolo sar� ancora reale quando mi sveglier�?� La domanda voleva esse�re uno scherzo, ma solo in parte.</p><p>�S�, signore� rispose Marion-A. �Non � probabile che dormiate pi� di quindici ore.�</p><p>Lui sorrise. �Non lo so. L�ultima volta che ho chiu�so gli occhi � stato per un secolo e mezzo.�</p><p>Allora Marion-A ebbe un altro dei suoi sorrisi, e riu�sc� veramente a sorprendere Markham. �Forse, signo�re, avreste dovuto usare una sveglia.�</p><p>�Senti, senti!� disse lui, tirandosi su a sedere. �Hai il senso dell�umorismo! Dio sia ringraziato! Come fai?�</p><p>�� senso dell�umorismo sintetico� spieg� Marion-A, seria seria. �Era gi� incluso nella mia programmazio�ne. Il vero umorismo si basa all�origine su un senso di emozione che pu� essere sviluppato completamente solo in un sistema biologico. Ma io sono in grado di apprezzare il processo dissociativo del pensiero, e pos�so quindi interpretare le idee umoristiche, e anche crearne qualcuna.�</p><p>Markham si appoggi� esausto ai cuscini e sbadigli�. �Mi sorprendi, davvero. Il senso dell�umorismo... co�munque � gi� qualcosa.�</p><p>Marion-A si alz�. �Col vostro permesso, signore, vi metter� a letto.�</p><p>Mentre lei lo aiutava ad alzarsi in piedi, Markham si sforz� di sorridere. �Nel ventesimo secolo questa sarebbe stata una situazione alquanto anomala... Nien�te androidi, allora! Solo uomini e donne. Che mondo meraviglioso!�</p><p>Si appoggi� pesantemente a Marion-A, ma lei sosten�ne facilmente il suo peso e lo condusse nella stanza da letto. In un paio di minuti gli abiti da giorno venne�ro cambiati con una leggera tenuta notturna, e Markham si trov� comodamente sdraiato tra lenzuola tie�pide e pulite.</p><p>Marion-A ripose gli abiti. �Buona notte, signore� disse poi �vi auguro un buon sonno. Se dovesse ser�virvi qualcosa, non dovete fare altro che chiamarmi.�</p><p>�Grazie... Gli androidi non dormono, immagino, vero?�</p><p>�Quando il padrone o la padrona di un androide personale non hanno bisogno di nessun servizio, l�an�droide resta in piccolo allarme, che corrisponde su per gi� alla distensione del sistema nervoso umano. Restia�mo in grande allarme solo quando siamo in servizio continuato.�</p><p>Markham le diede un�occhiata che non era n� ama�ra n� di scherno. �Ti auguro un buon piccolo allar�me, allora� disse, serissimo. Poi chiuse gli occhi, pen�sando per un attimo alla razionale efficienza degli an�droidi.</p><p>Marion-A spense la luce e torn� nel soggiorno. Si se�dette sullo sgabello di legno, chiuse gli occhi e rimase completamente immobile per le tredici ore che segui�rono, cio� fino a quando Markham si svegli�.</p></section><section><title><p>3</p></title><p>La faccia riflessa nello specchio del bagno non dimostrava centosettantasei anni. Sembrava su per gi� la faccia di un uomo di trentuno. Osservandosi con occhio critico mentre si radeva, John Markham not� che la pelle della fronte era ancora fresca, addirittura gio�vanile. Al di sopra della fronte, la massa spettinata dei capelli neri non accennava a incanutire o a diradarsi. Caso mai era troppo lunga, infatti lui aveva avuto ur�gente bisogno di andare dal parrucchiere, centoquarantasei anni fa, e si era ripromesso di andarci alla prima scappata a casa da Epping.</p><p>Si sforz� di non pensare al passato, a Katy come l�aveva vista solo un paio di giorni prima... un paio di giorni che si erano trasformati nell�intervallo senza senso di un secolo e mezzo. Combatt� l�improvvisa ag�gressione della nostalgia, del desiderio disperato...</p><p>Nel soggiorno lo aspettava la colazione. La colazio�ne, e Marion-A.</p><p>�Buon giorno, signore. Avete un�aria molto pi� ri�posata. Forse, dopo colazione, vi far� piacere passare un�oretta al sole. � una bellissima giornata.�</p><p>Lui diede un�occhiata alla luce che penetrava a fiot�ti dalla parete-finestra. Sole e cielo azzurro, le cose pre�ziose, immutabili. Prov� dentro di s� una leggera on�data di vitalit�: tanto era andato perduto, ma lui era ancora vivo.</p><p>Poi scorse alcuni oggetti sul carrello della colazio�ne: il suo portafogli, l�anello delle chiavi, un accen�dino, e un piccolo elefante portafortuna che gli aveva dato Katy.</p><p>Improvvisamente, le sue gambe cedettero: poi si rese conto che Marion-A lo stava adagiando sul divano.</p><p>�Maledizione!� imprec� irritato. �Sono debole co�me un pulcino. Come... come sono arrivati, fin qui questi oggetti?�</p><p>�Ho pensato che vi facesse piacere averli, signore, per motivi sentimentali. Vi chiedo scusa. Se preferite non...�</p><p>�No, hai fatto benissimo.� Guard� l�androide e sorrise. �Solo che non me l�aspettavo... Mi dai il por�tafogli, per favore?�</p><p>Cerc� per vedere se la fotografia di Katy c�era anco�ra. C�era. Un po� sciupata ma non sbiadita. La con�templ� intensamente per qualche minuto, poi la por�se a Marion-A. �Vai a guardarti allo specchio.�</p><p>Lei prese la fotografia, la osserv�, poi and� ad esa�minare i propri lineamenti. �La rassomiglianza vale poco� dichiar�. �Vostra moglie era bella.�</p><p>�Come fai a sapere cos�� la bellezza?� disse lui aspro. �No, non dirmelo... sei programmata col senso estetico incluso.� E sbott� in una risata amara.</p><p>�Forse� disse Marion-A �il mio aspetto vi addolora. Posso essere rimodellata, se volete.�</p><p>�Non � necessario. Devo imparare a prendere il mondo come mi si presenta. Devo imparare anche a eliminare l�autocommiserazione.� Rimise via la foto. �Bene, cosa abbiamo per colazione? Uova col prosciut�to, nientemeno! Il mondo � ancora civile.�</p><p>Sapeva che la sua voce era forzatamente allegra, sapeva che stava solo cercando di dimostrare a se stesso, senza riuscirci, di essere in grado di prendere il mon�do come veniva, ma non gliene importava. Che scopo c�era, si chiese, a inibire le proprie reazioni a beneficio di un androide?</p><p>Mentre lui mangiava, Marion-A sedeva immobile sul suo sgabello. Markham tentava di ignorarne la presen�za, ma la cosa strana era che lei una presenza l�aveva. D�accordo, era soltanto una macchina complessa, ma l�umanizzazione esteriore le attribuiva l�illusione di una personalit�. Markham non si sarebbe sentito a di�sagio dovendo mangiare di fronte a un registratore, o a una macchina fotografica, o a un cervello elettroni�co. Ma farlo in presenza di Marion-A lo sconcertava. Lei era la somma di tutti quegli oggetti, ma anche qualcosa di pi�. L�intero era pi� grande delle parti... Non proprio una macchina, non proprio un essere umano. A titolo di curiosit� Markham si chiese se avrebbe provato le medesime impressioni in presenza di un semplice robot.</p><p>Dopo un po�, prov� il bisogno di fare conversazio�ne. �Verr� un giorno� disse, �in cui gli androidi sa�ranno in grado di mangiare.�</p><p>Marion-A sorrise. �Possiamo gi�, signore... se � neces�sario. La maggior parte degli androidi prodotti duran�te l�ultimo decennio ha uno stomaco artificiale. Dato che fra gli esseri umani mangiare � una funzione non soltanto necessaria ma anche sociale, � sembrato op�portuno creare androidi capaci di prendere posto a tavola qualora la situazione lo richieda... Volete che vi tenga compagnia, signore?�</p><p>Markham scosse violentemente la testa. �E cosa ne fate?� chiese.</p><p>�Di che cosa, signore?�</p><p>�Del cibo.�</p><p>�Viene ricevuto da un sacchetto di plastica che pu� essere rimosso al momento opportuno.�</p><p>�Mio Dio!� esclam� lui. �Immagino che il pros�simo passo sar� quello della procreazione.�</p><p>�Non direi, signore. Per il materiale non biologi�co, la riproduzione fatta in fabbrica � pi� pratica e pi� efficiente.�</p><p>Lui si mise a ridere. �Il tuo senso dell�umorismo � davvero sottile.�</p><p>Marion-A sorrise di nuovo. �Questa volta non stavo scherzando.�</p><p>Dopo colazione, Marion-A lo condusse sul terrazzo e sistem� al sole una poltrona di canapa, in un punto riparato dal vento. Markham si era aspettato di sco�prire che il Risanatorio di Londra-Nord si trovava al�la periferia della citt�. Ma tutt�attorno, fin dove l�oc�chio poteva arrivare, si vedeva soltanto campagna on�dulata e ricca di boschi e fattorie.</p><p>�Dove siamo?� chiese. �Credevo che questo po�sto si trovasse nei pressi della City.�</p><p>�Londra � a circa settanta chilometri da qui� spie�g� Marion-A. �La citt� pi� vicina � Colchester.�</p><p>�Perch�, allora, si chiama Risanatorio di Londra-Nord?�</p><p>�Perch� � nella Repubblica di Londra, signore.�</p><p>�Gi�, avevi detto qualcosa del genere ieri... Voglio uscire da questo posto. Voglio vedere cosa succede nel mondo. Sai, non ho nemmeno idea di che stagione sia. Il tempo � cos� splendido che potremmo essere in pri�mavera, o all�inizio dell�autunno.�</p><p>�Oggi � il tre di settembre, signore.�</p><p>Markham sospir�. �Il mese migliore dell�anno. Ri�cordo...� s�interruppe bruscamente. �Oh, al diavolo� guard� Marion-A e sorrise. �Voglio che tu mi faccia un favore. Smettila di chiamarmi <emphasis>signore. </emphasis>Mi sembra di essere un direttore d�azienda.�</p><p>�S�, signor Markham.�</p><p>�Peggio che mai... Chiamami semplicemente John.�</p><p>Marion-A esit�. �� insolito per un androide persona�le prendersi tanta confidenza.�</p><p>�� anche insolito che un uomo resusciti dopo un secolo e mezzo passato in frigorifero. Mi farebbe pia�cere che tu mi chiamassi John.�</p><p>�Sarebbe consigliabile, allora, limitare questa con�fidenza alla conversazione privata. Ci sono formalit� e convenzioni ben radicate tra esseri umani e androidi.�</p><p>Lui sbadigli�. �Probabilmente sono convenzioni inutili. Vorrei non sentirmi cos� stanco. Maledizione! Eppure ho appena fatto un buon sonno.�</p><p>�L�animazione sospesa induce di solito stanchezza e pigrizia. Ecco perch� � importante per voi passare al�cuni giorni in convalescenza.�</p><p>�Marion.�</p><p>�S�, signore?�</p><p>�No... non <emphasis>s� signore.</emphasis>�</p><p>Lei sorrise. �S�... John.�</p><p>�L�illusione della tua personalit� e intelligenza � affascinante. Per quanto tempo sarai la mia androide personale?�</p><p>�Fino a che richiederete un modello diverso, si�gnore.�</p><p>�Bene. Allora posso dedicarmi alla tua educazione. Dovrebbe essere interessante.�</p><p>�Ho gi� ricevuto un programma base in scienze e in materie sociali.�</p><p>�Non � il genere di educazione al quale mi riferivo.�</p><p>Lei rimase silenziosa, e Markham disse irritato: �Se tu fossi un essere umano mi chiederesti una defini�zione.�</p><p>�Ti piacerebbe che lo facessi?�</p><p>�S�.�</p><p>�Allora definiscimi il tipo di educazione al quale ti riferisci, John.�</p><p>�Ora va meglio.� Markham sbadigli� di nuovo e fiss� pigramente l�orizzonte. �Indipendenza intellet�tuale e curiosit�. Senza queste cose, sei soltanto una scatola di congegni elettronici. Con queste due quali�t�, invece, puoi diventare un individuo autocosciente.�</p><p>�Autocoscienza� ripet� Marion-A. �L�autocoscien�za � una astrazione metafisica che posso comprendere ma non apprezzare.�</p><p>�L�autocoscienza� disse lui �� un dono di Dio. � anche una astrazione metafisica, valida tuttavia. Dio l�ha data agli uomini. Ora il problema � questo: pos�sono gli uomini darla alle macchine?�</p><p>Marion-A gli sistem� un cuscino dietro la testa e una leggera coperta sulle ginocchia. �Credo che a questa domanda possa rispondere solo un essere umano.�</p><p>Markham la guard� e sorrise.</p><p>�Fino a che gli androidi non cominceranno a chie�dersi la stessa cosa... Tu sei Galatea fatta in serie, e io sono un Pigmalione fuori moda. Chiss� quale sar� il risultato?�</p><p>�Temo di non conoscere questi termini di paragone.�</p><p>Lui rise. �Neanche Pigmalione li conosceva...� Un attimo dopo aveva gli occhi chiusi e dormiva profon�damente.</p><p>Dormire e mangiare, passeggiare e chiacchierare. Nei giorni che seguirono questo fu lo schema di vita di Markham. La stanchezza dovuta all�animazione sospe�sa era pi� grave della stanchezza fisica. I postumi con�sistevano in una breve ma profonda letargia dello spirito.</p><p>Lentamente, per�, la sua vitalit� torn� normale, e gi� il quinto giorno Markham ardeva dall�impazienza. Voleva uscire ed esplorare il mondo del ventiduesimo secolo.</p><p>Proprio il quinto giorno Marion-A lo accompagn� a visitare l�impianto di sospensione. Nel frattempo, durante parecchi esami chimici, Markham aveva fatto la conoscenza di due medici androidi, che sembravano leggermente diversi da tutti gli altri androidi che aveva conosciuti, compresa Marion-A. Venne a sapere che era�no due psichiatri, e dedusse che la loro conversazione con lui, che regolarmente batteva su un tasto molto personale, faceva parte della loro programmazione professionale.</p><p>Inoltre, la sera del quinto giorno, ebbe il suo pri�mo incontro col mondo esterno. In realt� fu un in�contro particolare, l�intervista di un giornalista della televisione tridimensionale, ma serv� ugualmente a for�nirgli qualche ragguaglio sul mondo al quale doveva assuefarsi.</p><p>L�intervista ebbe luogo nel suo appartamento, po�co dopo la cena.</p><p>L�androide era alto e con lineamenti particolarmen�te mobili. Quando sorrideva, il sorriso sembrava au�tentico. Possedeva inoltre tutta una gamma di espressioni molto convincenti, senza dubbio studiate a bene�ficio dei telespettatori.</p><p>La tri-dicamera era un piccolo barattolo a forma d�uovo, con un sistema di minuscole lenti sulla parte pi� larga. Era collocata su un treppiede di fronte al divano sul quale sedeva Markham. Per quanto Mar�kham pot� giudicare, il fuoco e la direzione erano re�golati a distanza dall�intervistatore che portava legato al polso un apparecchio pi� o meno simile a un oro�logio.</p><p>Marion-A si teneva fuori della portata della teleca�mera tri-di, ma Markham si rese conto di lanciarle frequenti occhiate, per sentirsi pi� tranquillo. Duran�te quei giorni aveva finito per fare conto su lei. Anzi, dipendeva da lei pi� di quanto avrebbe desiderato.</p><p>L�intervistatore fece un segnale a Markham, tocc� il suo apparecchio di controllo, poi si mise di fronte alla telecamera.</p><p>�Cari telespettatori, buonasera. Come al solito, Pa�rata di Personalit� vi presenta il personaggio pi� in�teressante della settimana. Questa sera abbiamo con noi il signor John Markham, che � stato per puro caso preservato in animazione sospesa per centoquarantasei anni. Sembra impossibile, eppure � successo. Amici, abbiamo con noi la storia vivente. Eccovi la situazione drammatica di un uomo del ventesimo secolo, il quale si trova proiettato di centocinquant�anni circa nel fu�turo. Ricordate, cari amici, che per lui noi siamo so�gni del futuro; per noi, lui � un fantasma del passato. E quali sono le impressioni del nostro ospite? Ora glie�le domanderemo.�</p><p>La telecamera oscill� leggermente verso Markham, il quale si sent� la fronte madida di sudore. <emphasis>Questa</emphasis>,pensava irritato, <emphasis>� proprio la conclusione adatta per una convalescenza.</emphasis></p><p>�E adesso, signor Markham� continu� l�androide, �diteci: qual � la cosa che pi� vi manca, del tempo andato?�</p><p>�Mia moglie e i miei bambini� fu la risposta im�mediata.</p><p>L�intervistatore rise. �Un sentimento naturalissimo! Nel ventesimo secolo, eravate ancora condizionati a una primitiva vita di famiglia, vero?�</p><p>Markham non pot� nascondere la propria sorpresa.</p><p>�A dire la verit�, non la consideravamo esattamente primitiva. Tuttavia sono disposto a credere che al gior�no d�oggi possa essere considerata antiquata. Immagi�no che oggi i bambini si preparino in bottiglie.�</p><p>�� inesatto signore. Ma l�umanit� non � pi� sotto�posta alle relazioni poco salutari che esistevano tra ge�nitori e figli. Essa ha raggiunto una libert� psicosoma�tica nella ricerca dell�arte creativa. Tra parentesi, qua�le era la vostra forma d�arte preferita?�</p><p>�Non avevo molto tempo da dedicare all�arte� ri�spose secco Markham. �Ero troppo occupato a guada�gnarmi da vivere.�</p><p>L�androide fiss� la telecamera inarcando la fronte.</p><p>�Cari telespettatori� disse �non crediate che il So�pravvissuto voglia sbalordirci. Per quanto possa sem�brarci disgustoso, gli uomini sprecavano effettivamente la maggior parte del loro tempo a lavorare.�</p><p>�Un ingente numero di noi� disse Markham �era talmente depravato da trovarci gusto. Sono nel vero se ne deduco che il lavoro � diventato leggermente immorale, da allora?�</p><p>�L�umanit� ne � stata liberata� disse l�intervista�tore in tono solenne. �Il lavoro riguarda oggi i robot e gli androidi, e l�umanit� � libera di godersi la pienez�za della vita... il che ci conduce a un�altra domanda, caro signore. � vero che, dopo il matrimonio dei vostri tempi, un uomo viveva solo con sua moglie e viceversa?�</p><p>La telecamera si spost� verso Markham, che in quel momento aveva un�espressione leggermente meravigliata. �Lo consideravamo un modo di vita ideale� ri�spose, in tono prudente.</p><p>�Ma esistevano eccezioni?�</p><p>�S�.�</p><p>�Voi eravate una di queste?�</p><p>�No.�</p><p>L�androide si rivolse alla telecamera con un sorriso divertito.</p><p>�Cari amici� disse con sussiego �lo credereste? Il nostro Sopravvissuto � un vero barbaro sessuale.�</p><p>Markham s�infuri� immediatamente. �S�, adopero anche la clava... C�� altro che vi interessi sapere?�</p><p>�Naturalmente� disse, calmo, l�androide. �Cosa vi proponete di fare, ora che siete in grado di lasciare il Risanatorio?�</p><p>�Vorrei scoprire un po� in che genere di mondo mi sono svegliato, ma immagino che prima di tutto dovr� trovare il modo per guadagnarmi da vivere.�</p><p>�No, signor Markham. Il vostro nome sar� iscritto nell�Elenco Maschile, e vi verr� passata la pensione base della Repubblica, cio� cinquemila sterline l�an�no, che non vi saranno ridotte, a meno che non ren�diate madre inavvertitamente pi� di una donna entro un periodo di cinque anni.�</p><p>�Buon Dio!� La sorpresa cedette immediatamente il posto a un vero attacco di nervi. �Cosa succedereb�be se ne rendessi madri una mezza dozzina?�</p><p>La telecamera inquadr� l�androide. La faccia dell�in�tervistatore era molto seria. �Tale condotta� dichia�r� l�androide �� considerata psicopatica. Il trattamen�to usuale consiste in un prolungamento dell�animazio�ne sospesa. La creazione di una nuova vita, signor Markham, non va intrapresa alla leggera. Ai vostri giorni, senza dubbio, la cosa aveva scarse conseguen�ze. Forse questa � una delle ragioni per le quali la vo�stra civilt� venne distrutta dall�Epopea dei Nove Gior�ni.�</p><p>�Credo di avere moltissimo da imparare sul venti�duesimo secolo� disse Markham, guardingo.</p><p>�S�, senz�altro!� Il cipiglio dell�intervistatore cedet�te il posto a un sorriso geniale. �E adesso, poich� ci resta appena un minuto, forse vorrete concludere que�sta interessante conversazione rivolgendo alcune paro�le a tutti i nostri cari telespettatori.�</p><p>Sebbene la telecamera non si fosse spostata, Markham ebbe la sensazione che si stesse rimettendo a fuoco per un primo piano. Gett� una rapida occhia�ta a Marion-A, poi guard� direttamente la telecamera e si schiar� la voce.</p><p>�Per me� disse esitante �il ventesimo secolo � rea�le come se fosse cosa di pochi giorni fa. Dovete ricor�dare che appartengo a un�epoca in cui la popolazione di quest�isola si contava a milioni, e non a migliaia... un�epoca in cui gli uomini lavoravano, e il desiderio di avere figli non era considerato psicopatico. Tenendo presente tutto questo, comprenderete quanto mi sia difficile orientarmi in un mondo nuovo dove, a quan�to pare, molti degli antichi principii non sono pi� accettati. Ma far� del mio meglio per adattarmi al ven�tiduesimo secolo, e se mi render� colpevole per qual�che mancanza sociale, forse vorrete compatirmi... Gra�zie a tutti e buonasera...�</p><p>L�intervistatore prese immediatamente la parola. �Vi ha parlato il signor John Markham, il Sopravvissu�to, l�ospite della settimana di Parata di Personalit�. Ci colleglliamo ora con il Dominio Scozzese, dove uno dei miei colleghi sta per intervistare il Granduca che dir� le sue impressioni sulla recente campagna negli Altipiani... Amici telespettatori, eccovi New Glasgow.�</p><p>Il presentatore tocc� il suo congegno da polso. �Ora il collegamento � tolto, signore. Posso quindi chieder�vi scusa se mi sono preso qualche familiarit� resa ne�cessaria dall�intervista. Spero che non vi sia dispia�ciuto...�</p><p>�Non preoccupatevi� disse Markham, ironico. �Sono ancora intero. Si fa qualsiasi cosa per far diver�tire i cari telespettatori.�</p><p>�Esattamente� fece l�androide, tornando impassi�bile. �Grazie per la collaborazione, signor Markham.� Smont� il treppiede, ripose la telecamera in un astuc�cio e si accomiat� salutando con un breve cenno.</p><p>Finch� l�altro non se ne fu andato, Markham man�tenne un�aria di assoluta indifferenza. Ma appena la porta dell�appartamento si chiuse alle spalle dell�an�droide, lui cominci� a passeggiare su e gi� nervosa�mente. Marion-A lo osservava, ma non diceva niente. Alla fine Markham sprofond� le mani nelle tasche. Poi ne estrasse l�accendino e lo guard�.</p><p>�Senza sigarette, maledizione! Non ho pi� fumato dal... da un secolo e mezzo! Non fuma nessuno in que�sto nuovo mondo idiota?�</p><p>�Pochissime persone, signore� rispose Marion-A. �E sono quasi tutte della generazione pi� avanzata. L�abitudine si � spenta qualche decennio fa. Ma mi so�no presa la libert� di prepararvi un po� di sigarette, nel caso in cui le aveste gradite.� Marion-A prese una scatola di sigarette dal mobile-bar truccato da libreria.</p><p>�Grazie. � tabacco autentico?�</p><p>�S�, signore. Coltivato a Londra.�</p><p>Markham esamin� una sigaretta, l�annus� pruden�temente, alla fine l�accese. �Mica male. Una volta, im�portavamo il tabacco dall�America, lo sai?�</p><p>�S�, signore. Ma. il commercio internazionale � de�clinato notevolmente dopo l�Epopea. Praticamente, non se ne sente il bisogno.�</p><p>�Per tutti i diavoli, piantala di chiamarmi <emphasis>signore</emphasis>!�</p><p>�Scusami, John.�</p><p>Markham aspir� profondamente alcune boccate, as�saporando il fumo. �Tanto vale che mi dia alla paz�za gioia e beva qualcosa. Ne ho proprio bisogno. Che specie di liquido abbiamo nell�armadio dei veleni?�</p><p>�Brandy, whisky, gin, vini bianchi e liquori dolci.�</p><p>�Versami un doppio whisky, allora, per piacere... E bevi qualcosa anche tu, va l�! Cos� mi sembrerai anche pi� umana.�</p><p>Prese il bicchiere e aspett� che Marion-A versasse an�che per s�.</p><p>Poi bevve un paio di sorsi e sent� con piacere il ca�lore dell�alcol gi� per la gola. Infine osserv� Marion-A che centellinava seria seria, e comprese che per lei bere non significava niente.</p><p>�Fino a che punto ho fatto la figura dell�idiota in quell�intervista?�</p><p>�Ti sei comportato molto bene. Credo che tu abbia fatto un�ottima impressione. La gente capir� che non si pu� pretendere da te un atteggiamento disinvolto verso le abitudini moderne.�</p><p>Markham sorrise amaro. �Qualcosa mi dice che le vostre moderne abitudini sociali mi faranno desidera�re intensamente un altro periodo di animazione so�spesa.�</p><p>�Penso che col tempo ti abituerai, John.�</p><p>�Spero proprio di no... Un�altra cosa. Che diavolo far� quando sar� fuori di qua? In questi giorni ho vis�suto in una specie di letargo. Forse, senza rendermene conto, aspettavo che qualcun altro decidesse per me.�</p><p>�Domani� disse Marion-A �sar� bene andare alla City per iscriverti nell�Elenco Maschile. Poi riceverai un libretto d�assegni e ti intesteranno la pensione che ti spetta. Avrai un conto corrente.�</p><p>�Di cinquemila sterline annue� disse Markham �sempre che non renda madre qualche iscritta all�Elen�co Femminile.�</p><p>Marion-A esib� uno dei suoi rigidi sorrisi. �E adesso ti consiglierei una buona dormita, John. Sei ancora stanco, e domani ci sar� molto da fare. Sar� necessario stabilire dove vuoi abitare, e disporre per l�alloggio.�</p><p>Markham la guard�, poi si avvicin� al mobile-bar e si vers� un altro doppio whisky. �Ti do una notizia, Marion. Ho intenzione di prendermi una piccola sbor�nia... Perci�, alla salute della mia fedele infermiera!�</p></section><section><title><p>4</p></title><p>L�eliauto era un biposto; una bolla di plastica traspa�rente e metallo leggerissimo, con tre ruote per viaggia�re su strada, e due eliche, di cui la pi� piccola proprio sotto lo chass�. Nel complesso, la macchina si presen�tava troppo fragile, sia come automobile sia come eli�cottero. Ma dopo averla esaminata attentamente, Markham si accorse di averne sottovalutato parecchio la funzionalit�.</p><p>Marion-A scivol� lungo il comodo sedile e and� a mettersi al volante. Lui mont� accanto a lei e tir� a s� la portiera. Si ud� un leggero sibilo mentre il moto�re atomico si riscaldava, poi l�eliauto si stacc� dal tet�to e punt� a sud-ovest, verso la City, a una piacevole velocit� di cento all�ora.</p><p>Era una mattinata calda e serena. La luce del sole, dai riflessi dorati, particolari all�inizio dell�autunno, scherzava dolcemente sulla campagna ondulata. A una quindicina di chilometri s�intravedeva la citt� di Colchester: un�isola ben delimitata di vetro e cemento, immobile in quel mare di erba verde.</p><p>Ora che stava per lasciare il luogo di cura, Markham sentiva irrazionalmente che una porta si stava chiu�dendo sul passato. Razionalmente, sapeva che si era gi� chiusa molto tempo prima, nell�attimo in cui ave�va sentito la prima onda d�urto nella camera K. Nel�l�appartamento, tuttavia, pur apprezzando la solitudi�ne di cui poteva circondarsi, aveva sempre avuto la vaga convinzione di essere immerso in un elaboratissimo sogno, e che alla fine avrebbe aperto gli occhi, si sarebbe voltato sull�altro fianco e avrebbe raccontato il suo sogno a Katy. E poich� aveva avuto tanto bi�sogno di dormire durante quei cinque giorni, la sensa�zione di sognare si era rinforzata, tanto che aveva fi�nito col credere seriamente in un effettivo e definitivo risveglio alla realt�.</p><p>Ma il risveglio reale era arrivato: un viaggio in eliauto verso Londra in compagnia di un essere abile, attento... e senz�anima. Questo era il vero momento della rinascita: l�entrata in un mondo che gli aveva gi� fatto arrivare accenni della propria implacabile realt�.</p><p>Prima che Markham lasciasse il Risanatorio, nel suo appartamento erano state recapitate quattro lettere. Erano il risultato della sua comparsa sui teleschermi durante la Parata di Personalit�. La prima era di un tale che voleva ritrarlo in una monocromia rosso su vetro, due erano di donne che si offrivano garbata�mente di iniziarlo alle usanze amorose del ventidue�simo secolo, e la quarta era un invito stampato da par�te del Presidente di Londra.</p><p>Mentre l�eliauto continuava il suo viaggio, e Colchester spariva nel paesaggio ondulato, Markham tolse di tasca il cartoncino del Presidente e torn� a guar�darlo.</p><p>Diceva:</p><empty-line/><cite><p>BUCKINGHAM PALACE 7-9-13</p><p><emphasis>da: </emphasis>CLEMENT BERTRAND</p><p><emphasis>Presidente della Repubblica di Londra</emphasis></p><p><emphasis>a: </emphasis>JOHN MARKHAM</p><empty-line/><p><emphasis>Siete cordialmente invitato a presentarvi il 15-9-13 alle ore 21. Cena e trattenimenti.</emphasis></p></cite><empty-line/><p>Cena e trattenimenti! Markham sorrise cinicamente tra s� tentando di immaginare il genere di trattenimenti che poteva essere offerto dal Presidente di Londra. Cominci� a chiedersi che specie d�uomo fosse Clement Bertrand, e stava per chiederlo a Marion-A. Ma cambi� idea e si rimise in tasca l�invito. Come poteva un androide descrivere adeguatamente un essere uma�no?</p><p>Nel frattempo, l�eliauto stava sorvolando una zona molto boscosa. Ma a meno di due chilometri da l� gli alberi diradavano mettendo improvvisamente allo sco�perto un�area di roccia e di terra brulla. Era un�area rozzamente circolare, di circa mille metri di diametro. Sull�intera superficie non cresceva quasi niente tranne qualche cespuglio striminzito e pochi ciuffi d�erba riar�sa. Dalla bassa quota mantenuta dall�eliauto, Markham riusciva a distinguere la traccia mezzo cancellata di tre strade in disuso che convergevano verso l�area spoglia.</p><p>Con dolorosa sorpresa, comprese che stavano vo�lando sopra la foresta di Epping, e che tra pochi se�condi si sarebbe trovato direttamente a picco sulla camera K, dove era rimasto rinchiuso per tutti quegli anni come un pezzo di carne congelata. La zona brulla era dovuta probabilmente alla bomba atomica e al missile che l�aveva imprigionato nella cella frigorifera, con la forza della sua esplosione.</p><p>Fiss� la foresta, affascinato, voltandosi a guardarla finch� non scomparve alla vista. Quando torn� a guar�dare davanti a s�, vide la periferia della capitale, che ancora recava le vaste, incancellabili cicatrici dell�Epo�pea dei Nove Giorni: ma era viva e duratura, e aveva l�aspetto di poter sopravvivere anche alla razza che l�a�veva edificata.</p><p>Poco dopo, vide qualcosa che gli fece appannare gli occhi e gli caus� una fitta acuta di dolore nel petto, un dolore non soltanto fisico, ma troppo profondo per essere sopportato a lungo. Cerc� di scacciarlo con la forza della volont�, ma il dolore permaneva, pesante come piombo, pi� gelido di tutto il ghiaccio della ca�mera K.</p><p>Laggi� c�era Hampstead Heath... incredibilmente mutato.</p><p>�Gira� ordin� a Marion-A con voce roca e indistin�ta. �Sorvola lentamente questa zona... e mantieniti a bassa quota... Hampstead. Io... io ci voglio dare un�oc�chiata.�</p><p>�S�, signore.�</p><p>Sapeva che Marion-A non era sorpresa o curiosa. Gli androidi non provavano sorpresa o curiosit�, a meno che non fosse necessario. Non si preoccup� nemmeno di farle dire: <emphasis>S�, John.</emphasis></p><p>Hampstead Heath era pi� lindo, pi� fresco che mai. Dov�erano gli innamorati che vi avevano passeggiato sottobraccio? Dov�erano i bambini che avevano corso e lanciato aquiloni, e sparpagliato attorno gli involti di innumerevoli merende sull�erba calpestata?</p><p>Dov�erano i fantasmi di migliaia e migliaia di <emphasis>ieri</emphasis>? E soprattutto dov�erano i fantasmi dei tre esseri che aveva amato?</p><p>Caldi, vivi fantasmi! Tutto quello che un uomo pu� desiderare. Tutto quello che lui non avrebbe potuto avere mai pi�...</p><p>Ma il giardino era deserto, c�erano soltanto gli albe�ri, l�erba, i fiori e il sole. E tutti i bisbigli che il vento si portava via.</p><p>�Trova un punto per atterrare� disse a Marion-A. �Voglio stare un po� qui. Voglio fermarmi a pensare.�</p><p>Senza rispondere, Marion-A scelse un bel prato liscio e port� gentilmente l�eliauto al suolo. Per un paio di minuti Markham non scese. Rimase seduto nella cabi�na, osservando. Guardando e pensando. E ricordando, soprattutto.</p><p>�Vuoi una sigaretta, John?�</p><p>Guard� Marion-A sorpreso, e di colpo sorrise. �Stai imparando.�</p><p>Per un poco fum� in silenzio, poi apr� la portiera dell�eliauto. Dopo un istante di esitazione, salt� a ter�ra e si stiracchi�.</p><p>�Forse far� due passi. Non c�� una particolare fret�ta per andare ad iscriversi nei registri, vero?�</p><p>�No. L�ufficio resta aperto in continuazione. Vuoi che ti accompagni?�</p><p>�S�.�</p><p>Marion-A usc� dall�eliauto e rimase in attesa, mentre Markham si guardava in giro per contemplare un qua�dro rimasto stranamente identico, ma che si presenta�va in un certo senso pi� selvaggio poich� non era pi� devastato da migliaia di passeggiate domenicali. Infine Markham prese Marion-A per mano e cominci� a cam�minare speditamente verso una collinetta che distava tre o quattrocento metri.</p><p>�Le fantasie e le illusioni sono importanti� disse sottovoce. �Quando gli uomini cominciano a perder�le, cominciano anche a morire... Gli androidi non muoiono, vero?�</p><p>�No, John.�</p><p>�Perch� no?�</p><p>�Perch� non vivono� rispose Marion-A. �La loro motivazione � sintetica, il loro scopo, puramente fun�zionale.�</p><p>�Bene, per un po� potrai smettere di essere funzio�nale, Marion-A. Puoi diventare parte della mia fanta�sia. Sarai un membro onorario della societ� predesti�nata dei viventi. In breve, fai finta di essere una don�na. Fai finta di goderti il sole, l�erba sotto i piedi, il vento.�</p><p>Quattro o cinque minuti dopo raggiunsero la colli�netta, e Markham trov� un angolo adatto per sedersi. Sudava e respirava affannosamente, non per il sole, ma per lo sforzo di avere percorso cinquecento metri. Ri�mase un poco sdraiato sul dorso, con gli occhi chiusi, assaporando la durezza rassicurante del terreno sotto di s� e la carezza gentile del vento e del sole sulla pelle.</p><p>Si abbandon� a un tepore di sogni a occhi aperti e di ricordi, finch� la voce di Marion-A lo riport� alla realt� presente.</p><p>�Si avvicina qualcuno, John. Forse vuole parlarti.�</p><p>Markham si rialz� di scatto: vide un uomo grosso e di una certa et� che veniva verso di loro. Lo scono�sciuto indossava una tunica rosso cupo, sul tipo di quella che indossava Markham, e un paio di pantaloni molto ampi, la tenuta normale di un uomo del venti�duesimo secolo. Era senza cappello, e quando fu pi� vicino, Markham pot� vedere che portava i capelli lunghi come una donna, e se li teneva aderenti alla testa per mezzo di due forcine. La faccia abbronzata e gonfia era solcata da rughe di preoccupazione; ma gli occhi alquanto distanti fra loro, miglioravano in un certo senso quei lineamenti con la loro luce maliziosa e vagamente divertita.</p><p>�Salve� disse lo sconosciuto. �Bella giornata per chi non soffre di inibizioni, vero? Non avevo mai in�contrato un barbaro sessuale... a parte i leoni e le al�tre bestie, si capisce. Anche loro hanno una forma di fedelt�, in fondo. Per�, nemmeno loro vogliono sol�tanto vivere... Vi dispiace se mi siedo?�</p><p>Markham era strabiliato. �Non ho niente in con�trario. � un paese libero, no?�</p><p>�Cos� dicono� borbott� lo sconosciuto, calando cautamente la sua mole sull�erba. �E chi siamo noi per osare di contraddirli? Che bell�androide vi hanno dato. Ha l�aria quasi intelligente.� Poi si rivolse bru�scamente a Marion-A. �Classificazione, qualifica e fun�zione... presto!�</p><p>�A-tre-alfa� rispose Marion-A. �Con quale dirit�to, signore...�</p><p>�Lasciate perdere. Sono un tipo strambo.� Si rivol�se a Markham. �Un androide in gamba. Sanno essere svegli, ma noi possiamo essere anche pi� svegli. Po�tete sempre indurli a confessare il loro livello funzionale, se sapete scegliere il momento giusto. Ora ordi�natele di andare a cercare quadrifogli per una ventina di minuti.�</p><p>Markham si indign�.</p><p>�Che cosa diavolo vi siete messo in mente?� disse.</p><p>�Voglio fare quattro chiacchiere in pace con voi� rispose, imperturbabile, lo sconosciuto. �Le piccole androidi hanno grandi orecchie, mio caro amico... e memoria lunga. Un fatto che non imparerete mai ab�bastanza presto. Adesso siate gentile e mandatela dove non possa sentirci.� Fece una risata cupa. �Potrete sempre gridare aiuto, se dovessi farvi proposte che non vi piacciono.�</p><p>�Marion, ti dispiace lasciarci soli per un po�?�</p><p>�Non chiedeteglielo, ordinateglielo� disse lo sco�nosciuto a mezza voce.</p><p>Markham si volt� a guardarlo.</p><p>�Se la mettete cos�, credo che non avremo molto da dirci.�</p><p>Marion-A si alz�. �Per quanto tempo desiderate re�stare solo con questo signore?� chiese.</p><p>�Per una decina di minuti, credo. Resta dove pos�so vederti, cos� verr� io a cercarti appena sar� pronto per partire.�</p><p>�Benissimo, signore.� L�androide diede un�occhia�ta allo sconosciuto, ma senza traccia di animosit�, e si allontan�.</p><p>�Mi ha guardato per imprimersi nella memoria la mia faccia� disse amabilmente lo sconosciuto. �A-tre-alfa... Dar� la mia descrizione allo Psicoprop, a meno che non le raccontiate una frottola. Di quelle che gli androidi bevono facilmente.�</p><p>�Forse adesso vorrete spiegarmi che cosa � que�sta storia� disse Markham. �Sono alquanto curioso.�</p><p>Lo sconosciuto sorrise, mettendo in mostra una den�tatura ingiallita. �Voi siete il Sopravvissuto, vero? John Markham. Se vi dicessi il mio nome potreste procurarmi vent�anni in animazione sospesa, se avr� for�tuna, o un lavaggio del cervello se non ne avr�... am�mettendo che riusciste a trattenermi finch� il vostro androide non si fosse messo in contatto con il Gruppo della City. Perci� vi dir� il mio nome e ne far� un problema di etica: un problema vostro. Sono Gray Walta Hyggens, un tempo professore di Filosofia al�l�Universit� di Oxford, che Dio l�abbia in gloria... Chiamatemi soltanto professore.�</p><p>�Bene, adesso ci conosciamo� disse Markham. �Vogliamo venire al sodo?�</p><p>�Ti dispiace se ti chiamo John?� chiese l�altro con un sorriso. �Un semplice trucchetto psicologico. Ti sar� pi� difficile consegnarmi al nemico se saremo in termini di amicizia.�</p><p>�Perch� dovrei consegnarvi?�</p><p>�John, io sono un Fuggiasco. Ecco perch� potrebbe venirti l�idea di denunciarmi. Ma non lo farai... o al�meno, penso proprio che non vorrai farlo perch� an�che tu, in fondo, sei un Fuggiasco. Non lo sai ancora, probabilmente. Ma te ne renderai conto appena avrai assaggiato come sia in effetti questo adorabile mondo nuovo.�</p><p>�Consideratemi pure un bambino di quattro anni� disse Markham. �Non so niente di niente, io. Sono appena uscito dalla ghiacciaia. Cos�� un Fuggiasco?�</p><p>�Io� disse il professor Hyggens, sorridendo, con affettazione. �Ne sono la definizione perfetta. Un paz�zo antiquato e refrattario che crede nella dignit� uma�na, nella libert� d�azione e nel diritto di lavorare. So�no pericoloso. Praticamente sono un anarchico. La so�ciet� non mi ama, o meglio, mi teme addirittura e per societ�, John, intendo i maledetti androidi. Quindi mi si propone per l�Analisi. Ora, io non ho una grande opinione dell�Analisi, perch� alcuni miei amici l�han�no subita, e dopo essere stati analizzati non sono pi� gli stessi. Non sembrano pi� nemmeno esseri umani... per lo meno dal mio punto di vista. Dov�ero rimasto? Oh, gi� l�Analisi. Dunque, io rifiuto di lasciarmi ana�lizzare, e loro rifiutano di iscrivermi nell�Elenco Ma�schile. I miei assegni non hanno pi� corso, ragione per cui muoio di fame, o divento Fuggiasco. Un Fuggia�sco, John, � un uomo al quale non � rimasto pi� nien�te, salvo il rispetto di se stesso. Per conservare questo rispetto, e tra parentesi anche la propria li�bert�, � costretto a rubare indumenti e viveri, a fare a pezzi gli androidi ficcanaso, a vivere di notte e a rap�presentare una minaccia per tutti gli esseri umani per bene. Che te ne pare?�</p><p>�Orribile� disse Markham. �Bene, mi avete spie�gato cosa siete. Ditemi ora il perch�.�</p><p>Il professor Hyggens tolse di tasca una vecchia pipa e cominci� a riempirla di tabacco. �Brutta abitudine. Antigienica. Disgustosa. Provoca il cancro, la tuberco�losi, l�indurimento delle arterie, e il buon senso. Vuoi fumare?�</p><p>�Grazie, no. Fumo sigarette.�</p><p>�� piacevole essere antigienici, vero?� disse il pro�fessore. �E ora vediamo un po�. Mi hai chiesto per�ch�... Ecco John, io sono vecchio. Ho vissuto a suffi�cienza da vedere questi maledetti androidi imposses�sarsi di tutto. Trent�anni fa insegnavo filosofia, � un modo un po� pomposo di presentare la cosa, magari, a classi composte di venti o trenta studenti. Tutti esseri umani. Non molto intelligenti, tranne i soliti due o tre, ma pur sempre umani. Poi le mie classi cominciarono a farsi meno numerose. Diamine, qual era il costrutto nel consumare materia grigia sul positivismo logico quando il mondo offriva tanta facilit� di vita? Ma do�po un paio d�anni, quando i miei corsi contavano al massimo nove o dieci studenti, il numero aument� di nuovo. C�era da ridere, ma ti assicuro che non era una risata allegra.�</p><p>Markham prese un�altra sigaretta e si accorse sorpreso che le dita gli tremavano. �Sono ancora un po� debole� spieg�. �Mentalmente e fisicamente... Avete detto che il numero aument� di nuovo?�</p><p>Il professor Hyggens annu�. �Gli androidi� disse con enfasi. �Gli androidi studiavano filosofia. Che te ne pare di questa barzelletta?�</p><p>Markham lo fissava. �Dipende dal senso dell�umo�rismo che uno ha� disse. �Personalmente, sarei stato pi� incline a perdere il sonno che a ridere.�</p><p>Il professor Hyggens prese un�aria beata e soddisfat�ta. �Lo sapevo che di temperamento eri un Fuggia�sco. Maledizione, dovevi per forza esserlo, appena usci�to come sei dal glorioso ventesimo secolo. Ma il me�glio deve ancora venire, John. Il numero continu� a crescere, e gli umani continuarono a diminuire. A un certo punto avevo in classe due soli allievi umani: uno era un poliomielitico, l�altro era rimasto infor�tunato in seguito a un incidente di volo. Forse per questo si erano iscritti a filosofia, penso. Ma il resto della classe era composto di androidi, grandi androidi intelligenti, pronti a papparsi in quattro e quattr�otto la saggezza di secoli e secoli. Ero talmente furibondo che avrei voluto creare in classe un bel campo elettro�magnetico per fondere i loro maledetti circuiti. E sai cosa feci?�</p><p>Suo malgrado, Markham cominciava a provare sim�patia per quel vecchio. Era sudicio, straccione, e puzza�va d�alcol. Ma c�era qualcosa di irresistibile, nella sua personalit�: un entusiasmo, una malizia che lo rende�vano estremamente giovanile.</p><p>�Lasciate perdere le domande retoriche� disse sec�co Markham. �Non sono in carattere con un profes�sore di filosofia.�</p><p>Il professor Hyggens rise. �Troppo giusto. Lo sai che feci, John? Inghiottii il mio sacro sdegno, e conti�nuai a insegnare a quei luridi bastardi la metafisica e la logica meglio che potevo... Non hai mai fatto lezio�ne all�universit�, John?�</p><p>�No, ma sono stato a lezione.�</p><p>�Allora conosci la ricetta, figliolo. Stuzzicare l�in�teresse degli studenti con una piacevole dichiarazione controversa, versarci dentro due quarti di informazio�ni autentiche, e salare bene con qualche aneddoto fuo�ri chiave. Poi lasciare che il tutto scivoli dolcemente nel lento forno mentale.�</p><p>�Usate delle curiose metafore.�</p><p>�Appropriate� disse in tono solenne il professor Hyggens. �Se il cervello umano non � un forno, come pu� la cultura restare a met� cottura? Dunque, come ti dicevo, questa � la ricetta. Non con gli androidi, pe�r�. Nossignore. Quelli ti siedono di fronte come maci�gni, ti fissano come gatti di porcellana, e tu versi in�gredienti con tutta la velocit� che ti � possibile perch� il loro potere di assimilazione � senza limiti. Sai, John, io sono un imbecille di professione. Avrei dovuto anti�cipare la loro mossa successiva. Chiunque non fosse stato un professore mattoide ci sarebbe riuscito.�</p><p>�Cos� a occhio� disse �ritengo che abbiano elimi�nato il corso di filosofia perch� gli androidi avevano scoperto di non averne bisogno.�</p><p>�Non � esattamente cos�, figliolo.� Il sorriso che gli rivolse Hyggens era paterno. �Si limitarono a eli�minare me.�</p><p>�In che senso?�</p><p>�Licenziato... ecco il senso. Trovarono un profes�sore pi� efficiente. Un androide, John! Uno dei miei ex studenti. E adesso dimmi che non � divertente!�</p><p>Markham rimase silenzioso per un poco. Silenzioso e avvilito. Poi disse: �C�� una cosa che non afferro. Perch� mai gli androidi dovrebbero studiare filosofia? Da quello che ho scoperto fino a questo momento so�no puramente funzionali.�</p><p>�La filosofia� disse il professore �� vita. Per lo meno � uno dei grandi aspetti della vita, della vita intel�lettiva. Ecco perch� gli androidi ci tengono a incame�rarla nelle loro bobine. Per poter valutare i problemi della vita.�</p><p>�Ne hanno bisogno?�</p><p>Il professor Hyggens batt� la pipa contro la suola logora della scarpa. �Cos� pensano. A che punto ne abbiano bisogno chiedilo a te stesso.�</p><p>�Ve lo sarete gi� chiesto voi. C�� una risposta?�</p><p>�Forse, e forse non c��. Ma di sicuro questa doman�da ne comporta una seconda. Hai mai cercato di defi�nire la vita, John?�</p><p>Markham guard� il giardino, e Marion-A che ora stava vicino all�eliauto. �Non so� disse. �Pu� darsi... molto tempo fa.�</p><p>�Bene, tenta di nuovo, adesso.�</p><p>Markham riflett� un poco, poi disse esitando: �Tut�te le cose viventi consumano e poi si riproducono... � il meglio che possano fare, temo.�</p><p>�E non � molto� disse Hyggens divertito. �Ci dice cosa fa la vita, ma non cos��. Sei d�accordo che il cibo, per esempio, � solo una forma di energia?�</p><p>�S�.�</p><p>�E allora gli androidi consumano cibo, John. In�fatti usano l�energia. Inoltre si riproducono, e con mol�ta pi� efficienza degli umani. Hanno un�organizzazio�ne riproduttiva, mentre noi abbiamo ancora l�antico e superato sistema dell�accoppiamento. E poi, John, hanno una loro linea di evoluzione. Non cambiano per caso, si perfezionano secondo piani ben presta�biliti.�</p><p>�Cosa vorreste dimostrare?�</p><p>�Niente, figliolo. Sto solo facendo riflessioni a alta voce da vecchio matto. Non puoi aggiungere qualco�s�altro alla definizione di vita, o magari qualche altra descrizione di quello che la vita fa?�</p><p>All�improvviso, Markham sorrise trionfante. �Forse ci sono, professore! Tutti gli esseri viventi comples�si devono adattarsi all�ambiente e tentare di dominar�lo. Fa parte della loro natura, � l�elemento dinamico. Se una specie non ci riesce, � condannata a estinguer�si... Ripensandoci, in una creatura autocosciente alta�mente organizzata, questo potrebbe spiegare la ricerca individuale e collettiva del potere. Che ve ne pare?�</p><p>�Niente male� disse il professor Hyggens in tono serio. �Mi piace soprattutto la parte che riguarda l�in�seguimento del potere. Sai come sono cominciati gli androidi, John? Dapprima, erano computer elettroni�ci, poi robot da due tonnellate programmati per ese�guire semplici lavori a ripetizione. Poi robot a misura d�uomo che sapevano fare parecchie cose... bastava spie�gare loro come e quando. Infine gli androidi, ai quali non c�era bisogno di dire n� come n� quando. Face�vano esattamente tutto quello che volevamo che faces�sero, perch� erano programmati cos�. Ma, John, io non volevo che un androide mi sostituisse come professo�re. E conoscevo un chirurgo che non voleva cedere il suo bisturi, e un ingegnere che amava moltissimo il suo regolo. Il chirurgo ora � morto, si � ucciso. L�in�gegnere si � sottomesso all�Analisi. La ricerca del po�tere, dicevi? A me pare che la descrizione fatta da te si adatti meglio agli androidi che agli uomini.�</p><p>�Dove volete arrivare?�</p><p>�Chi... io? A niente! Per� ripensa a quello di cui abbiamo parlato, John. Potrebbero venirti alcune idee interessanti... Mah, mi sono soffermato nello stesso po�sto anche troppo. Meglio incamminarsi. Noi Fuggia�schi dobbiamo stare molto attenti, se vogliamo conti�nuare a fuggire. Di� al tuo androide che volevo con�vincerti a unirti a una colonia di adoratori del Sole, in Cornovaglia. Pu� darsi che la beva. Specialmente se le farai capire che sei molto disgustato all�idea.� Con molti brontolii, il professor Hyggens si rimise in piedi.</p><p>�Dove andrete?�</p><p>�Altrove� rispose con dolcezza il professore. �Se non lo sai, non puoi dirlo, ti pare?�</p><p>�E se volessi mettermi in contatto con voi?�</p><p>�Volentieri, John. Stabilir� il contatto, se penser� che ne valga la pena. Gli androidi non hanno ancora il monopolio dell�organizzazione. Anche noi poveri Fuggiaschi conosciamo qualche trucchetto per organiz�zarci. A proposito, tu eri nel Risanatorio di Londra-Nord, vero?�</p><p>�S�.�</p><p>�Non hai per caso incontrato una ragazza, l�... si chiama Rowena Hyggens. Piccola, morettina, grazio�sa, di ventun anni, e non ha mai convissuto con uo�mini... soprattutto a causa di un forte senso di anti�quata moralit�. � la sua prima nevrosi ufficiale, quin�di pu� darsi che non la tengano molto in animazione sospesa, almeno spero. Probabilmente a quest�ora sar� gi� in cella di congelamento.�</p><p>�No, non l�ho incontrata, non credo, per lo meno. Non ho visto molta gente, ho avvicinato soprattutto androidi.� Poi, all�improvviso, Markham ricord� la ragazza che aveva sorpreso piangere in corridoio. La ragazza che era fuggita alle sue offerte di aiuto, come se temesse di essere aggredita.</p><p>�No� disse pensoso il professore. �Al Risanatorio non ti lasciano avvicinare molta gente. � troppo perico�loso. Dividi e impera � sempre stata la strategia pi� sag�gia, fin dall�et� della pietra. Bene, John, probabilmen�te un giorno o l�altro verr� a cercarti. Tieni gli occhi aperti e serba per te i tuoi pensieri da uomo del ven�tesimo secolo. Sii ortodosso, figliolo... per un po�. Fin�ch� non saprai con certezza chi fa una cosa, e come la fa, e per chi.�</p><p>Mentre si voltava per andarsene, il professor Hyg�gens raccomand�: �E non dire mai al tuo androide pi� di quanto le occorre sapere. E quando puoi farne a meno, non dirle nemmeno questo.�</p><p>Markham guard� il vecchio allontanarsi attraverso il parco strascicando i piedi. Poco dopo la figura pe�sante del professore scomparve dietro un gruppo di piante, e Markham rest� con la particolare sensazio�ne che il professor Hyggens fosse un�allucinazione tri�dimensionale. Ripens� un poco alla loro curiosa con�versazione, e cerc� di cavare un filo logico da quello che il vecchio gli aveva detto.</p><p>Poi si ricord� che Marion-A lo stava aspettando vici�no all�eliauto. Si alz� e s�incammin� verso la vettura, ma non provava pi� alcun senso di stanchezza. Si sen�tiva un gran desiderio di agire, una vivacit� nuova. Quasi che, inconsciamente, si fosse reso conto che il fato l�aveva preservato per il bene del ventiduesimo secolo. Era stranamente di buon umore.</p><p>�Se siete pronto� disse Marion-A �andremo alla City.�</p><p>�S�, sono pronto.�</p><p>Mentre l�eliauto si sollevava da terra, Markham si ricord� improvvisamente il vero motivo per cui era atterrato in Hampstead Heath. Mentre i suoi pensieri tornavano a Katy, si rese conto che la casa in cui ave�vano vissuto, la casa che era stata il focolare di Johnny e di Sarah, una roccaforte privata e felice, doveva trovarsi a meno di quattro chilometri da l�. Si chiese chi ci abitasse al presente... e se esistesse ancora.</p><p>�Vira un poco� ordin� a Marion-A �e segui la stra�da. Voglio vedere...� ma subito s�interruppe.</p><p>Inutile cercare la casa. Non esisteva pi�. Come non esistevano tante altre case che avevano formato il quar�tiere di Hampstead nel ventesimo secolo. Da un�altez�za di trecento metri, vedeva benissimo un lago ampio, quasi circolare, con le rive lisce e scintillanti come vetro. Ma non era vetro: era pietra fusa, mattoni fusi, argilla fusa... E sogni! Tanti sogni, tutti rinchiusi per sempre in una immensa tazza di cristallo.</p><p>Quattro o cinque bambini giocavano vicino al lago. Avevano un battellino, barchette a remi, e un altro congegno che pareva una via di mezzo tra una bici�cletta e una barca. Bambini! Gli pareva che fosse tra�scorso un tempo brevissimo da quando aveva giocato l�ultima volta con i suoi bambini, perch� la realt� di un secolo e mezzo non era cos� grande quanto la con�cretezza di sette o otto giorni. E la perdita era anche pi� acuta, perch� Katy e i bambini erano in un cer�to senso ancora vivi... per� in un�altra dimensione.</p><p>Una dimensione inviolabile, che non aveva niente a che fare con le citt� spopolate e con i laghi atomici.</p></section><section><title><p>5</p></title><p>Il procedimento di iscrizione all�Elenco Maschile non era stato burocratico come aveva immaginato. Marion-A si era diretta con l�eliauto verso la Whitehall, e l�ave�va accompagnato fino a un edificio a un solo piano, in acciaio e plessiglass, che sorgeva al posto dell�antico ministero della guerra. L� avevano dato nome, et� e impronte digitali a un funzionario androide, poi Markham era stato affidato a un medico per una elet�trodiagnosi completa, e finalmente aveva ricevuto un libretto d�assegni sul quale si leggeva: <emphasis>Repubblica di Londra�� Credito personale. </emphasis>Perch� un assegno dive�nisse valido, doveva solo scrivervi l�importo con una stilografica e premere il pollice su una parte dell�asse�gno ricoperta di una plastica molle.</p><p>Quando usc� dall�Ufficio Maschile, Marion-A gli spie�g� che, a meno di affittare l�eliauto, o comprarlo, l�ap�parecchio andava consegnato in un magazzino appo�sito della Repubblica, dove sarebbe stata rilasciata una ricevuta.</p><p>�Quanto costa affittarlo?� chiese.</p><p>�Una sterlina al giorno, signore.� Markham not� che lei lo chiamava invariabilmente <emphasis>signore </emphasis>quando altri androidi o esseri umani potevano ascoltare le lo�ro parole.</p><p>�E per acquistarlo quanto ci vuole?�</p><p>�Milleduecentocinquanta sterline.�</p><p>Markham si tast� in tasca il libretto degli assegni. Era piacevole sentirsi in possesso di cinquemila ster�line, senza dover fare niente per guadagnarle. Piace�vole e preoccupante... Ma poich� non aveva ancora idea del valore della moneta corrente, non poteva giu�dicare per quanto tempo quelle cinquemila sterline gli sarebbero bastate.</p><p>Guard� indeciso l�eliauto. Era un veicolo utile e ben congegnato, altrettanto maneggevole nelle tranquille strade di Londra come lo era stato per aria. Se voleva andarsene in giro a vedere tutto quello che c�era da scoprire nel mondo moderno in cui era stato proietta�to, probabilmente avrebbe avuto bisogno di un mezzo di trasporto personale.</p><p>�Per ora lo affitter� per una settimana� disse. �Nel frattempo potr� giudicare se ne ho veramente biso�gno, e se posso permettermi la spesa. Com�� la pro�cedura?�</p><p>�Al primo magazzino di stato che incontriamo pre�senter� un assegno per cinque sterline, signore. Non c�� altro.�</p><p>�Bene. E se adesso mangiassimo qualcosa? Ho fame.�</p><p>Marion-A lo accompagn� fino a un ristorante che si chiamava <emphasis>Da Nino. </emphasis>Era, scopr� Markham con gran�de sorpresa, tale e quale ai ristoranti del ventesimo secolo: cibi esposti, tavole apparecchiate, sedie di le�gno, vecchi lumi al neon, e cameriere che indossavano normali grembiuli e avevano la medesima aria un po� da martiri che lui ricordava bene.</p><p>Per un attimo si ferm� interdetto. Si guard� attorno a bocca aperta, quasi disposto a credere di essersi ri�svegliato da uno strano sogno e di ritrovarsi di nuovo nel proprio mondo. Poi si accorse che le cameriere era�no androidi, e cap� che Marion-A l�aveva portato in un ristorante all�antica.</p><p>Lei sorrise. �Pensavo che vi sarebbe piaciuto, signo�re. Volete che vi aspetti in eliauto?�</p><p>Markham la guard� per un momento senza sapere cosa dire, poi si ricord�.</p><p>�Ti sarebbe di molto disturbo mangiare con me, Marion? Mi riferisco alle conseguenze che dovresti su�bire.�</p><p>�No, signore. � un�operazione semplicissima.�</p><p>�Allora sarei contento che tu mi facessi compagnia� disse lui con aria diffidente. �Non mi sento ancora sicuro di me... Strano, vero?�</p><p>�� perfettamente comprensibile, signore.�</p><p>Markham scelse un tavolo accanto alla finestra, guard� il men� e scelse dei piatti che avrebbe potuto ordinare anche un secolo e mezzo prima.</p><p>Sebbene il ristorante fosse nel West End, in sala c�e�rano s� e no una dozzina di persone. Guardandosi at�torno incuriosito, not� di non essere l�unico a pran�zare con un androide. Due tavolini pi� in l�, una gio�vane donna, eccezionalmente graziosa ed elegante, sui trentacinque anni, permetteva al suo androide perso�nale di giocherellare con una tazza di caff� mentre lei consumava un pasto completo. Nell�angolo opposto della sala, un uomo e una donna, chiaramente una coppia di innamorati, avevano condotto con s� i reci�proci androidi personali. A Markham la scena appa�riva grottesca.</p><p>Per un po�, lui e Marion-A mangiarono in silenzio. Poi, arrivati al caff�, Markham disse in tono discorsi�vo: �Che tipo strano quel vecchio che ho incontrato in Hampstead Keath.�</p><p>�Non sembrava convenzionalmente ambientato� disse Marion-A.</p><p>�Ho l�impressione che si interessasse a qualche biz�zarro culto religioso� riprese Markham. �Sono molti i tipi come quello?�</p><p>�Esistono molte confraternite religiose� spieg� Marion-A. �Di solito, i loro fini sono pi� sociali che religiosi. Nella City, sono di moda varie forme di mi�sticismo indiano, ma la pi� popolare resta pur sempre il Triplo S.�</p><p>�Cosa sarebbe il Triplo S?�</p><p>�La Societ� dei Simbolisti Sessuali.�</p><p>�Un nome che � tutto un programma� disse lui, asciutto.</p><p>�Mi risulta che sia molto seguita� disse Marion-A. �Dagli esseri umani, s�intende.� E sorrise.</p><p>�L�uomo incontrato in Hampstead� riprese Mark�ham, �pareva preferire l�adorazione del sole, se ho capito bene.�</p><p>�In realt�, signore� rispose calma Marion-A �ho intuito che si trattava di un Fuggiasco.�</p><p>�Che cosa vuol dire?� Markham era troppo scosso per rendere convincente la sua pretesa aria di igno�ranza.</p><p>�Una persona antisociale che si oppone allo sche�ma della cultura esistente, ed � perci� infelice e insuf�ficientemente cooperante per accettare l�assistenza, com�presa la cura psichiatrica. Il suo nome � stato cancel�lato dall�Elenco e gli vengono negati tutti i privilegi sociali finch� non acconsentir� a lasciarsi aiutare.�</p><p>�Pu� osservi costretto?�</p><p>�No, signore, a meno che non commetta un cri�mine.�</p><p>�Ma se il suo nome viene cancellato dall�elenco, al�la fine rimarr� senza denaro e senza niente. Dovr� ru�bare per poter vivere.�</p><p>�S�, signore. E in questo caso pu� essere costretto legalmente a sottomettersi alle cure, appena viene cat�turato, o appena si costituisce.�</p><p>�Un magnifico sistema basato sul circolo vizioso� disse Markham. �Ne vengono catturati molti di que�sti Fuggiaschi?�</p><p>�La maggioranza finisce per arrendersi� rispose lei. �Essere privati dei privilegi sociali � demoralizzan�te. E poi la cura � meno rigorosa, dato che quando un uomo si arrende di sua spontanea volont� dimostra di essere psicologicamente cooperante.�</p><p>Markham riflett� un poco in silenzio. Poi disse: �Chi si prende la responsabilit� di decidere quali nomi vengono cancellati dall�Elenco, e come vadano trattati i Fuggiaschi?�</p><p>�Questa � una delle funzioni dello Psicoprop, signo�re: il dipartimento di propaganda psicologica.�</p><p>Lui rise senza allegria. �E quel dipartimento mini�steriale sar� tutto formato da esseri umani, immagino.�</p><p>�No, signore� disse Marion-A. �Lo Psicoprop � organizzato e completamente amministrato da androidi.�</p><p>Markham allib�. �Non li controlla nessuno... nes�sun essere umano?� chiese.</p><p>�Rispondono direttamente al Presidente di Lon�dra, signore.�</p><p>�Capisco... Molte donne diventano Fuggiasche?�</p><p>�No, signore. I casi di psiconeurosi nelle donne so�no meno numerosi che negli uomini.�</p><p>Markham bevve lentamente il caff�, ripensando a quello che gli aveva detto Marion. Passarono parecchi minuti prima che parlasse di nuovo.</p><p>�Facciamo un�ipotesi. Se io avessi saputo che l�uo�mo di stamattina era un Fuggiasco, cosa avrei dovu�to fare?�</p><p>�Se me lo avesse detto, signore, mi sarei messa in contatto con la pi� vicina pattuglia psichiatrica. Allo�ra l�uomo sarebbe stato rintracciato e invitato ad ar�rendersi.�</p><p>�E se avesse rifiutato di arrendersi?�</p><p>�Allora sarebbe stato preso, signore.�</p><p>�Con la forza?�</p><p>�I metodi impiegati non fanno soffrire l�essere umano catturato, signore.�</p><p>Markham prese una sigaretta.</p><p>�Se pensavi che fosse un Fuggiasco, perch� non l�hai detto? E perch� non hai chiamato la squadra psi�chiatrica, o come la chiami?�</p><p>�L�evidenza non era decisiva, signore� disse Marion-A. �E poi, un A.P. non deve prendere decisioni in�dipendenti di simile importanza, a meno che non ci sia pericolo immediato.�</p><p>�Fortunatamente� disse Markham, aspirando una profonda boccata di fumo �le tue deduzioni erano sbagliate, vero? Quello era solo un innocuo vecchio mattoide. Mi ha perfino consigliato di andare in Cornovaglia con lui e di unirmi ai suoi adoratori del Sole.�</p><p>�S� disse Marion-A. Portava la tazza del caff� alle labbra a intervalli regolari.</p><p>Spinto dalla curiosit�, Markham cominci� a misu�rarli. Scopr� che ogni intervallo durava esattamente qu�ndici secondi.</p><p>�Perch� non provi un intervallo da venti secondi?� disse sorridendo.</p><p>Marion-A gli rivolse uno dei suoi sorrisi rigidi, e Markham ebbe l�assurda sensazione che lei cercasse di arrossire.</p><p>Mentre finiva la sigaretta, Markham si ricord� che il problema dell�alloggio veniva in primo piano.</p><empty-line/><p>Con l�eliauto, ci volle poco pi� di un minuto per andare dal ristorante al Centro Alloggiamenti. L�, l�an�droide in carica gli present� la lista aggiornata che pa�reva offrire ogni tipo di abitazione, dai palazzi di Westminster ai seminterrati di Chelsea. Evidentemen�te a Londra non c�era la crisi degli alloggi.</p><p>Alcune stanze in Knightsbridge venivano al quarto posto sulla lista, e quando, a suo tempo, le ebbe viste, cap� che non aveva bisogno di continuare nel suo giro. Erano al terzo piano di una delle poche case vittoria�ne ancora esistenti. Le prefer� ad altri appartamenti perch� aveva un debole per l�architettura massiccia, perch� gli piaceva la sensazione di trovarsi parecchio in alto dal suolo, e perch� dalle finestre si godeva una bellissima vista della Serpentina e di Hyde Park.</p><p>L�appartamento era formato da due camere da let�to, un soggiorno, uno studio, una cucina e un bagno. A parte il bagno e la cucina, il mobilio era quasi tut�to antico; un�accozzaglia balorda e simpatica di cimeli vittoriani ed edoardiani, con alcune comodit� moder�ne quali un televisore tri-di, un visifono e altri appa�recchi.</p><p>L�androide del Centro Alloggiamenti lo inform� che l�affitto era di sessantacinque sterline mensili. Con la sensazione di commettere una follia, Markham riem�p� un assegno versando un semestre anticipato, vi im�presse il pollice e lo porse all�agente.</p><p>Era leggermente sorpreso. In meno di due ore aveva trovato un appartamento che poteva anche trasformar�si in una vera casa. All�improvviso si sorprese a chie�dersi cosa avrebbe pensato Katy.</p><p>In passato, specialmente prima di sposarsi, Hyde Park era stata la meta favorita dei loro week-end. Era�no passati parecchie volte davanti a ogni casa di Knightsbrige, e forse avevano perfino osservata a lun�go proprio quella, chiedendosi che effetto poteva fare abitare in una zona cos� elegante.</p><p><emphasis>Ecco</emphasis>,pens� amaramente, <emphasis>adesso lo sapr�. </emphasis>Ma Katy non l�avrebbe saputo.</p><p>Con una mezza dozzina di chiavi in tasca, lasci� che Marion-A lo riconducesse all�appartamento numero tre, Rutland House, Knightsbridge. A casa... o quasi.</p><p>Solo in quel momento si rese conto che si trasferiva nella nuova abitazione con ben pochi effetti persona�li: pochi abiti che gli erano stati riconsegnati al Ri�sanatorio, e niente altro. Guard� Marion-A, perplesso.</p><p>�Non avremo proprio niente in dispensa, nemme�no caff�.�</p><p>�No, John.�</p><p>�Avrei bisogno ancora di un paio di camicie, un paio di scarpe, qualcosa da leggere... E carta da scri�vere, cose di questo genere. Compreremo anche qual�che vestito per te come... come... Al diavolo, no! Pren�deremo qualcosa di moderno adatto a questi tempi.�</p><p>�S�, John.�</p><p>Andarono per compere. Markham spese un paio di centinaia di sterline in diversi Magazzini della Repub�blica. Marion-A venne servita con efficienza da una sarta androide, mentre Markham sceglieva le camicie pi� compatibili con i suoi gusti e si faceva prendere le misure per un abito. Dalla profusione di tessuti sin�tetici dalle tinte vivaci che gli venivano presentati scelse una specie di tweed di un grigio-rosso relativa�mente sobrio.</p><p>Risolto il problema dei vestiti, Markham gironzol� con curiosit� negli altri reparti del magazzino per ve�dere che specie di articoli venivano offerti al pubbli�co nel ventiduesimo secolo. Molti generi li riconobbe all�istante, ma altri gli parvero davvero problematici e Marion-A dovette spiegargliene l�uso.</p><p>Markham si lasci� tentare ad acquistare per s� una combinazione di orologio da polso e radio portatile, una stilografica con carica perpetua, e una serie di scacchi d�avorio antichi, completi di scacchiera. Nel reparto gioielli vide un braccialetto di platino fine�mente cesellato e lo acquist� per Marion-A prima an�cora di rendersi conto di ci� che stava facendo. Non volle esaminare l�oscura ragione che gli aveva dettato quell�impulso, e tent� di rendere razionale l�idea del regalo dicendosi che Marion-A sarebbe sembrata pi� umana. Lo sorprese che il braccialetto costasse sol�tanto venticinque sterline.</p><p>Marion-A non si mostr� n� commossa n� entusiasta di fronte al dono. Ringrazi� con la calma indifferenza di chi non � sensibile a un omaggio. Sebbene avesse previsto quel contegno, Markham ci rimase malissimo. Per ripicca, la sped� da sola a fare acquisti al reparto alimentare; poi la lasci� sola ad aspettare in eliauto, e se ne and� a prendere un t� nel ristorante quasi de�serto del magazzino.</p><p>Ormai si stava abituando alla trasformazione subita da Londra, diventata, a suo parere, una citt� di fan�tasmi. La popolazione della citt�, come aveva scoper�to da poco, arrivava s� e no a trentamila persone. La gente sembrava dispersa e sparpagliata come un grup�po di mosche su un�immensa torta.</p><p>Quanto alla popolazione di androidi la faccenda era tutta diversa. Ripensando alle esperienze fatte in quel�la prima giornata, Markham calcol� di avere visto co�me minimo quattro androidi per ogni essere umano.</p><p>Un�altra cosa che colp� Markham fu l�assoluta as�senza di bambini per le strade: gli unici li aveva visti vicino al lago prodotto dall�atomica.</p><p>A differenza del ristorante <emphasis>Da Nino</emphasis>,dove aveva fat�to colazione a mezzogiorno, il salone ristoro del Gran�de Magazzino era quanto di pi� moderno si potesse immaginare in fatto di arredamento. Una dozzina di tavoli circolari senza gambe, sospesi al soffitto iride�scente per mezzo di un tubo di metallo. Il men� ve�niva proiettato su un piccolo schermo, e ciascuna por�tata era accuratamente illustrata, inoltre Markham scopr� che le ordinazioni venivano ricevute da piccoli microfoni inseriti nei tavoli e collegati direttamente con la cucina.</p><p>Stava riflettendo se ordinare t� inglese o scozzese, quando si rese conto di essere osservato. Gett� un�oc�chiata nello specchio di fronte, e vide una giovane donna dai lunghi capelli biondi, di una bellezza ecce�zionale, ferma in piedi a poca distanza dalla sua se�dia. Indossava una tunica di linea e stile vagamente cinese, di una seta blu scuro, e pantaloni di un tessu�to dallo scintillio metallico. Sulla testa aveva un pic�colo diadema di pietre preziose.</p><p>La ragazza incontr� il suo sguardo, sorrise e si av�vicin�. Markham si alz� e si volt� a guardarla.</p><p>�Salve, signor Markham. Sedete. Vi far� compa�gnia se non vi dispiace.� La voce della donna aveva un timbro musicale. �Non mi conoscete ancora� con�tinu� �ma abbiamo gi� un appuntamento. Sono Vivain Bertrand. Ho detto al mio A.P. di mandarvi un invito per il ricevimento di Clement a Palazzo.�</p><p>Markham cominciava a sentirsi alquanto confuso, e si malediceva per aver lasciato Marion-A nell�eliauto. Lei avrebbe potuto aiutarlo ad affrontare la situazione.</p><p>�Piacere� disse, con cortesia formale, chiedendosi se fosse corretto stringerle la mano. �Siete forse la... la moglie del Presidente?�</p><p>Lei prese posto sulla sedia accanto. �Tanto per la cronaca, spero di non sembrare la moglie di nessuno. Sono la figlia, signor Markham. Allora cosa vogliamo ordinare? Avete appetito?�</p><p>�Veramente no, signorina Bertrand. Io...�</p><p>�Chiamami pure Vivain, io ti chiamer� John. Quel ridicolo androide ha sciupato tutto. Ha proprio biso�gno di essere riprogrammato. Bene, se non hai fame, prenderemo solo un t� e un po� di torta.�</p><p>Non aveva ancora finito di parlare, quasi, che ap�parve un androide col vassoio: serv� t� e torta in si�lenzio, e si ritir�. Vivain Bertrand allung� un braccio ben tornito e premette un pulsante al centro del ta�volino. Immediatamente un cilindro trasparente di plastivetro sal� dal pavimento attorno al tavolino e al�le sedie. Il sottofondo di rumori del ristorante venne completamente tagliato fuori, e Markham ebbe l�impressione di essere precipitato all�improvviso in una vasca di pesci assieme a Vivain Bertrand.</p><p>Lei rise, tocc� un altro bottone, e il cilindro si fece azzurrognolo e lattiginoso, perdendo la trasparenza. �Ora siamo davvero nell�intimit� spieg� lei. �Cos� resta isolato anche il microfono... Li chiamiamo <emphasis>oubliettes.</emphasis>�</p><p>�� la mia prima esperienza in fatto di <emphasis>oubliettes.</emphasis>�</p><p>Lei gli diede un�occhiata inquisitrice. �Gli uomini e le donne del ventesimo secolo non ci tenevano a re�stare soli?�</p><p>�Nel bel mezzo di un ristorante... per lo meno, no, e comunque non cos�.�</p><p>Vivain era sorpresa. �Dovevano essere molto inco�stanti, allora.�</p><p>Lui non seppe cosa rispondere a quell�osservazione, e rimase zitto.</p><p>�Devi raccontarmi tutto sulla gente della tua epo�ca� prosegu� lei. �Ardo dalla curiosit� di sapere co�m�erano effettivamente... � vero quello che hai detto alla televisione? Eri davvero fedele a tua moglie?�</p><p>Markham si sentiva come un bambino che confessa una scorreria nella dispensa. �S�, verissimo.�</p><p>�Che creatura incredibile!�</p><p>�Il termine usato oggi � barbaro sessuale, credo� disse lui seccamente.</p><p>Vivain riusc� a costringerlo a guardarla negli occhi. �Sono certa che sapresti essere veramente barbaro� mormor�.</p><p>Oltre a essere fisicamente la donna pi� conturbante che lui avesse mai incontrato, c�era un�altra qualit�, in Vivain, che lo affascinava. Ogni suo gesto dava una sensazione di potere represso, di forza psicologica trat�tenuta, come una molla compressa. Si sorprese a chie�dersi come sarebbe stata se la molla fosse scattata, e intu� che doveva essere pericolosa, sotto ogni aspetto. Ugualmente pericolosa, nella vittoria come nella sconfitta... Era una donna, concluse, essenzialmente vulca�nica; e probabilmente dotata dell�energia distruttiva propria dei vulcani.</p><p>�Sembri smarrito� disse Vivain. �Come un orso polare ai tropici. Doveva essere malinconica la vostra epoca! Immagino che il contrasto ti render� legger�mente psicopatico per un certo tempo, ma in modo spassoso. Sar� io la tua custode. Deve essere divertente osservare le tue reazioni.�</p><p>�Spero di non deluderti troppo� disse lui, senza scomporsi.</p><p>Vivain gli sorrise. �Non credo. Probabilmente in te si annidano pi� inibizioni che in tutti i Fuggiaschi della Repubblica riuniti insieme.�</p><p>�Pu� darsi che le mie inibizioni mi piacciano.�</p><p>�Pu� darsi che piacciano anche a me� disse lei. �Lo sento... combatteremo una guerra privata. Cia�scuno tenter� di modificare l�altro senza esclusione di colpi. Le tue idee contro le mie. Vedremo chi sar� il migliore, e il pi� forte. Accetti la sfida, caro nemico?�</p><p>Markham si sentiva decisamente a disagio. Le cose procedevano a un passo che lo stordiva addirittura.</p><p>�Sono troppo intento a chiedermi come ci siamo trovati a parlare in questo modo� disse, e aggiunse:</p><p>�Forse dovrei comportarmi con maggior rispetto con la figlia del Presidente.�</p><p>Lei rise. �Solo se io volessi. Ma non voglio. Sei trop�po interessante perch� io voglia tenerti a distanza, John. Non tutti i giorni si incontra un uomo di qua�si due secoli.�</p><p>�Non esageriamo, prego. Sono un ragazzino di soli centosettantasette anni.�</p><p>�E molto ben conservato� disse lei. �Cosa ne pen�si della City? Non ti pare che l�abbiamo migliorata? Non posso pensare a come doveva essere quando ci vivevano milioni di persone. Una massa di corpi che si agitavano, immagino... Che cosa ripugnante!�</p><p>�Non ho ancora avuto il tempo di chiarire le mie impressioni� rispose Markham prudente. �Ho dovu�to registrarmi nel�Elenco, e trovarmi una casa.�</p><p>�Sei stato svelto. Dove abiti?�</p><p>�Rutland House, Knightsbridge.�</p><p>�La conosco. Un vecchio museo ancora in piedi. � per questo che l�hai scelta?�</p><p>�Precisamente� disse lui. �Ormai sono anch�io un pezzo da museo.�</p><p>Vivain fin� il suo t�. �Ma non per molto� disse in tono profetico. �Me ne occuper� io. Si d� il caso che siamo quasi vicini, John. Io ho un alloggio in Park Lane. Sto a De Havilland Lodge.� Guard� l�orologio da polso. �A quest�ora dovrei essere all�Olimpic Club... Vieni a trovarmi stasera. Alle dieci e mezzo, e senza androide. Potrai parlarmi della tua antiquata famiglia e del tuo secolo sorpassato.�</p><p>Schiacci� il pulsante e l�<emphasis>oubliette </emphasis>rientr� nel pavi�mento.</p><p>�Ma io...� Markham non pot� proseguire oltre.</p><p>�Niente ma, caro nemico. Sono la figlia del Presi�dente� lo avverti lei con un sorriso allegro. �Un er�rore di tattica, e tornerai in A.S.�</p><p>�Davvero?�</p><p>�Sciocco! Stasera ti far� guarire un po� da quella tua seriet� antidiluviana. Ciao, John. Curati le tue ini�bizioni!�</p><p>E se ne and� in fretta, prima che lui potesse formu�lare un rifiuto diplomatico. Vivain Bertrand gli aveva messo addosso una strana tensione. Si trattenne nel ri�storante per qualche altro minuto, meditando sull�in�contro e cercando di analizzare la propria reazione. Ma non venne a capo di niente, e rinunci�.</p><p>Poi si ricord� di Marion che lo stava aspettando nell�eliauto. Usc� per raggiungerla. Si sentiva in un certo senso vendicato per la mancanza di entusiasmo con la quale lei aveva accolto il braccialetto di platino, pur sapendo benissimo che l�androide non poteva sentire n� entusiasmo n� umiliazione. Ritornarono in Knightsbridge in silenzio. Markham apr� la porta del suo ap�partamento proprio mentre squillava il visifono.</p><p>�Come funziona questo coso?� chiese irritato.</p><p>Marion-A abbass� una piccola leva posta di fianco allo schermo, poi si scost� per uscire dal raggio visivo. Lo schermo si anim�, e sul video apparve la testa di una ragazza. Capelli scuri, faccia dai lineamenti mo�bili, vent�anni circa.</p><p>�Ciao, tesoro� disse, disinvolta. �Benvenuto in questo tugurio. Proprio il genere di tana che usavano nel ventesimo secolo, eh? Adesso devi, ripeto devi, scen�dere immediatamente a bere qualcosa con noi, subito, in questo istante, eccetera. Niente scuse, tesoro. Mo�riamo dalla voglia di conoscerti. E lascia a casa il tuo A.P. I nostri li abbiamo mandati a spasso per un�oret�ta... Sai, qualche volta ci si stanca di vederli tra i pie�di. Oh, dimenticavo! Sono Shawna Vandellay, abito proprio sotto di te, nell�appartamento Due.�</p><p>�Salve� disse Markham, un po� intontito da quel fiume di parole. �Io mi chiamo...�</p><p>�Sappiamo tutto, tesoro. Sei l�incredibilmente ro�mantico Sopravvissuto. In confidenza, potrei interpre�tarti tragicamente. Saresti una divinit� superba. Una specie di Orfeo, credo. Tanto pi� che hai avuto un inferno tutto tuo. Ma purtroppo non sei un tipo mu�sicale, vero?�</p><p>�No, non ho alcun talento particolare... n� divino, n� artistico.� Pensava che quella ragazza fosse un po� matta.</p><p>�Tesoro� disse lei �stiamo sprecando elettronica�mente tonnellate di sforzo psicosomatico. Ci vediamo tra venti secondi.� Un ultimo sorriso radioso, poi lo schermo si spense.</p><p>Markham si rivolse a Marion-A. �La gente parla tutta cos�?� chiese. �O si tratta di un caso speciale?�</p><p>�La signorina Vandellay usa l�idioma corrente� ri�spose Marion-A con un�ombra di sorriso. �Ha un ger�go un po� concentrato, forse.�</p><p>�Al diavolo. Dovr� andarci, immagino.�</p><p>�S�, signore. Cosa volete che faccia mentre siete assente?�</p><p>Markham ci pens� per un momento. �Provati i ve�stiti nuovi� rispose secco.</p></section><section><title><p>6</p></title><p>Shawna Vandellay apr� la porta proprio mentre lui arrivava, e impetuosamente lo trascin� all�interno. Gli mise in mano un calice, e senza perdere tempo lo pre�sent� a un tipo alto e abbronzato che aveva l�aspetto e l�atteggiamento di un atleta.</p><p>�Questo arnese � Paul Malloris. La mia prima fis�sazione. Quando non ha niente di meglio da fare, com�pone versi bellissimi� Shawna rise. �Ma di solito il caro bestione ha cose migliori da fare. Non vedo pro�prio perch� le relazioni amorose non dovrebbero du�rare per anni, in fondo. Ma gi�, tu sarai d�accordo... perch� anche tu sei passionalmente un primitivo, vero, caro Sopravvissuto?�</p><p>�Per combinazione ero libero quando Shawna de�cise di farsi un amico� spieg� Paul Malloris. �Abbia�mo fatto coppia fissa. Assolutamente ridicolo, se vo�gliamo, per� divertente. Avrei scommesso che non sa�rebbe durato pi� di un mese, invece dura gi� da tre... Ed eccoci qua, lei � la mia bella.�</p><p>�E lui il mio bestione� aggiunse, orgogliosa, Shaw�na. �Un bestione simpaticissimo, tanto tanto irsuto... psicosomaticamente parlando.�</p><p>�Capisco� disse Markham senza averci capito nien�te. �Pi� conosco questo mondo, pi� mi rendo conto di quanto devo ancora imparare.� Prese un lungo sorso dal bicchiere che gli avevano dato. Dal sapore, la bibita sembrava solo un cocktail un po� forte, ma sco�pr� presto, non era altrettanto innocuo.</p><p>�Dolce Sopravvissuto� disse Shawna �sei assolu�tamente una scoperta. Se non fosse per questo indivi�duo qui, mi metterei fissa con te, quasi quasi... Ti man�ca proprio molto la tua donna? Corpo di un androi�de... ma si capisce che ti manca! L�hai detto anche al�la TV. Povero, povero Sopravvissuto. Scommetto che hai bisogno di molto amore, � cos�?�</p><p>�Basta con questa storia del Sopravvissuto� pro�test� Markham, farfugliando, poi termin� la bibita. �Mi fate sentire una specie di patriarca... Mi chiamo John, e chi non ha bisogno di molto amore? Mio Dio, sono sbronzo!� Sent� che la stanza cominciava a gi�rare, e tent� di raggiungere la sedia pi� vicina. Non ci riusc�.</p><p>Cadde mettendosi a quattro zampe e si mise a pigo�lare. �Mettimi nel forno, sono un pollo congelato� disse con grande convinzione. �C�� nessuno che vuole un uovo congelato? L�uovo dell�amore, amici? � vo�stro. L�uovo della speranza? Eccolo, � qui. L�uovo del�la verit�? � pi� di un uovo, � un pulcino, maledizio�ne, sono io.�</p><p>Paul e Shawna lo osservavano sorridendo. Lui cer�c� di metterli a fuoco e scopr� che si erano moltipli�cati.</p><p>�Brutte bestie!� rugg�. �Bestiacce maledette! Tor�nate nella vostra fiaba e lasciatemi in pace... Tiratemi su, sono scomodo! Cosa avete messo nella bibita, acci�denti a voi? Andate via! Io muoio di dolore... L�uovo del dolore, cari signori, va mangiato sodo, con molto sale e un po� di amnesia...�</p><p>Scoppi� a ridere. Cadde bocconi, ridendo pi� forte.</p><p>Paul Malloris lo sollev� senza sforzo e lo sdrai� sul divano. Markham chiuse gli occhi e cominci� a respi�rare profondamente.</p><p>Paul guard� Shawna. �Per un attimo, ho temuto che la dose fosse eccessiva� disse. �Ma � soltanto lo choc. Una normale reazione di A.S... Povero diavolo, ha bisogno di molti riguardi. Una mossa falsa e per�derebbe la ragione. � difficile immaginare che specie di trauma abbia sofferto.� Improvvisamente sorrise. �Quasi come per noi rinascere in un mondo senza androidi.�</p><p>Shawna sospir�. �Che meraviglia... Paul, � passato immediatamente attraverso il simbolo dell�uovo. Cre�di che abbia qualche significato?�</p><p>�Non si pu� dire... Dovremo correlare le sue rea�zioni durante i prossimi giorni. Dobbiamo lasciargli tempo di farsi un giudizio sul mondo in cui si � risve�gliato. Quando avr� raggiunto un verdetto, ce ne ac�corgeremo.�</p><p>Shawna era rattristata. �Mi sento un verme. Avrem�mo dovuto lasciargli un po� di tempo, prima di lavora�re su di lui.�</p><p>Paul prese una bottiglietta e una siringa da un cas�settone. �Lo so. Neanch�io lo faccio volentieri. Ma se non lo mettiamo alla prova al pi� presto possibile, loro ci precederanno. Anche lo Psicoprop non ci met�ter� molto ad accorgersi che ha il potenziale simboli�co. � un normale uomo del ventesimo secolo, proprio l�archetipo di cui abbiamo bisogno. E per grazia di Dio, non abbiamo nemmeno bisogno di dargli la cac�cia. � venuto lui da noi!�</p><p>Lei io osserv� riempire la siringa e iniettare il con�tenuto nel braccio di Markham.</p><p>�Sei sicuro che l�Oblivina far� effetto?�</p><p>�Se dovesse fallire, sar� l�Analisi per tutti e due, cara.� Le rivolse un sorriso rassicurante. �Stai tran�quilla, Shawna. Un c.c.dovrebbe darci un minimo di venti minuti di amnesia locale retroattiva. Non ricor�der� niente.� L�ipodermica venne sfilata e rinchiusa nel cassetto. Dopo circa un minuto Markham apr� gli occhi, batt� le palpebre e si tir� su.</p><p>�Siete svenuto� disse Paul. �Ipertensione. Sono gli effetti postumi dell�A.S.�</p><p>�Che stupido� si scus� Markham. �Ma ora sto be�ne... Per essere sincero, credevo che fosse effetto della bibita.�</p><p>�Anche� disse Shawna, serissima.</p><p>Markham tent� di rimettersi in piedi. �No� disse Paul. �Distendetevi e state calmo. Devo dirvi qual�cosa.�</p><p>Markham lo guard� perplesso. �Parlate in modo diverso. Pi� normale... secondo me, per lo meno� disse.</p><p>�Ecco� disse Paul, �non c�� bisogno di recitare la commedia, ora... almeno per un po�.�</p><p>�Quale commedia?�</p><p>�C�� il segno di una puntura sul vostro braccio si�nistro. Vi ho fatto una iniezione di un alcaloide che si chiama Oblivina. Tra venti minuti circa avrete un altro svenimento, e quando vi riavrete, non ricorde�rete una sola parola di questa conversazione.�</p><p>Markham lo guard� fisso per alcuni secondi. �Obbligatissimo� disse in tono cupo. �Forse mi abituer� al nuovo codice dell�ospitalit�, ma per il momento lo trovo un po� seccante. Se non vi dispiace, me ne vado di qui sull�istante.�</p><p>�Restate dove siete e ascoltatemi� disse Paul Malloris. �Se uso questi trucchi lo faccio solo perch� � necessario. Perci� non tentate di ribellarvi. Siete ap�pena uscito dal Risanatorio e io sono in condizioni decisamente migliori. Voglio solo che ascoltiate quel�lo che devo dirvi.�</p><p>�Ascolto. Dite addirittura che sono tutto orecchi.�</p><p>Shawna gli rivolse uno sguardo supplichevole. �Non vogliamo farvi del male, John. Paul vuole soltanto...�</p><p>�Lascia che gli parli io, Shawna.� Paul Malloris prese una sedia e si sedette di fronte a Markham. �Non avete ancora avuto il tempo di orientarvi in que�sto mondo d�oggi. Ma sapete gi� che, in confronto ai vostri tempi, viviamo in piena Utopia, con gli androi�di che fanno tutto il lavoro e noi che ci godiamo tut�to lo svago.�</p><p>Markham annu�. �Cos� pare.�</p><p>�Alcuni di noi� continu� Paul �sono ancora pro�pensi a valutare di pi� la libert� di pensiero che il piacere. Non siamo soddisfatti di lasciare tutto in ma�no agli androidi. Vorremmo a nostra volta avere qual�che responsabilit�.�</p><p>�Un�ambizione lodevole� disse Markham con sar�casmo. �Perch� non cercate di fare qualcosa, allora?�</p><p>�Stiamo facendola... ma dobbiamo essere pruden�ti. In seguito, scoprirete quanto sia facile essere clas�sificati neuroidi. Ogni comportamento che possa sem�brare insofferente della presente stasi sociale � defini�to neurotico. Come primo risultato, uno dei vostri co�siddetti amici osserva che non sembrate felice. Ben presto la voce arriva a un agente dello Psicoprop. Al�lora vi vedrete sottoporre a un test psichiatrico. Que�sto non significa niente. Ha importanza, invece, se lo Psicoprop ritiene che la vostra condotta si allontani in qualche modo significativo dal comportamento nor�male. In caso affermativo, venite proposto per l�A.S. oppure l�Analisi, a seconda di quanto vi giudicano pe�ricoloso... Un altro termine per indicare l�Analisi � Di�sintegrazione. Disintegrano la vostra personalit� e la ricompongono secondo linee pi� ortodosse.�</p><p>�Perch� mai, allora, la gente tollera questo stato di cose?�</p><p>�L�accettano perch� sembra l�unica cosa da fare. Altrimenti, Analisi!�</p><p>�E se si creasse un movimento di resistenza?�</p><p>�Venivo appunto a questo� disse Paul. �Chiun�que pu� rifiutare l�Analisi. Ma allora venite cancellato dall�Elenco, e l�androide personale, se non si prov�vede in tempo a farlo a pezzi, viene riprogrammato perch� si metta sulle tracce del proprietario e poi in contatto con la pattuglia psichiatrica... Se qualcuno tenta di proteggere il Fuggiasco, anche costui � sotto�posto a indagini e, conseguentemente, all�Analisi.�</p><p>Markham sorrise. �Ho gi� sentito parlare dei Fug�giaschi. Anzi, ne ho incontrato uno.�</p><p>Paul Malloris si fece attento.</p><p>�Chi?�</p><p>�Forse un giorno ve lo dir�... ma non adesso. A proposito, quanti saranno?�</p><p>�Nessuno lo sa, solo lo Psicoprop. A occhio e croce, pi� di cinquecento. Certo non raggiungono il migliaio.�</p><p>�Immagino che abbiano una specie di organizza�zione.�</p><p>�Infatti. Circa il settanta per cento di loro si � vo�tato all�ideale di una societ� pi� libera e responsabile.�</p><p>�Ma non possono far molto contro circa centomila androidi e trentamila esseri umani assolutamente pas�sivi, vero?�</p><p>Paul Malloris sorrise. �Vedo che avete gi� conside�rato il problema... Ma Orazio tenne il ponte, Leonida tenne il passo... e Davide abbatt� Golia.�</p><p>�Le analogie non sono molto appropriate.�</p><p>�S� che lo sono, psicologicamente... A proposito, so�no uno storico psicologo, quando non ricopro il ruolo pubblico di poeta apocalittico.�</p><p>�Dunque gli androidi non sono riusciti a impedir�vi di pensare?�</p><p>�No, gli androidi non mi hanno impedito di pen�sare� disse Paul. �Mia madre mor� quando nacqui, e mio padre quando avevo appena tre anni. Sono stato allevato da androidi: imboccato, vestito, educato da androidi. Avrei dovuto diventare un cittadino perfet�to. E invece no.�</p><p>�Perch� mai?�</p><p>�Gli androidi possono allevare un bambino, ma non possono amarlo. Cos� dapprima provai un grande risentimento, che a poco a poco svilupp� il mio senso critico. Cominciai a farmi domande sul mondo, invece di accettarlo com�era.�</p><p>Markham guard� Shawna. �E voi?�</p><p>Lei sorrise e pos� una mano sulla spalla di Paul. �Mi ha corrotta. Ero vagamente insoddisfatta di tut�to, ma non osavo ammetterlo. Pensavo che in me ci fosse qualcosa che non andava. Paul mi convinse che non era cos�.�</p><p>Markham scoppi� improvvisamente a ridere. �Cin�quecento Fuggiaschi e una coppia di idealisti contro il resto del mondo.�</p><p>�Ce ne sono altri come noi� disse Paul. �Molti altri... forse un migliaio e forse pi�... Aspettane solo una guida, o un capo.�</p><p>�In teoria, io punto sugli androidi e sul loro si�stema.�</p><p>�Ma in pratica?�</p><p>�In pratica� fece, cauto, Markham, �credo che un capo dovreste trovarlo.�</p><p>Paul sostenne il suo sguardo.</p><p>�Riteniamo di averlo gi� trovato.�</p><p>�Chi �?�</p><p>�Voi.�</p><p>Cadde un pesante silenzio. Shawna non osava guar�dare Markham.</p><p>�Io credo che siate pazzo� disse alla fine lui. �Se sono l�individuo pi� adatto che vi sia venuto in men�te, ammesso che volessi accettare, cosa che non far�, allora il Ciclo aiuti l�umanit�. Io non ho ancora nem�meno mezza idea. Penso diversamente da voi perch� sono di un�altra epoca.�</p><p>�Proprio per questo, siete adatto� disse Paul. �Voi appartenete a un�epoca in cui gli uomini conta�vano sulle proprie forze.�</p><p>�E in che bel pasticcio si sono cacciati!� commen�t� amaro Markham.</p><p>�Questo non c�entra. Il vostro valore sta nel fatto di essere un simbolo, un archetipo. Siete il Sopravvis�suto, un uomo che crede nella cosiddetta vita primiti�va di famiglia, nel lavoro di famiglia, nel lavoro crea�tivo e nella responsabilit� umana.�</p><p>�Sciocchezze!� disse Markham con violenza. �Cre�do nell�essere felice. Quelle erano le cose che potevano rendermi felice. Se potr� esserlo ugualmente sotto le condizioni odierne, allora mi adatter�... Non mi sono lasciato intrappolare nella cella frigorifera solo per organizzare la vostra miserabile rivoluzione.�</p><p>�E se non riusciste a essere felice?�</p><p>�Allora ci ripenser�.�</p><p>Paul Malloris parve rassicurato.</p><p>�� quello che volevamo sapere. Riflettete pure con calma. Assaggiate tutto ci� che la Repubblica ha da offrirvi, John. Alla fine, scoprirete che la cosa non va. Nel frattempo, non potete fare nessun danno perch� l�Oblivina canceller� completamente questa conversa�zione. L�abbiamo usata solo per poter saggiare senza comprometterci le vostre reazioni. Personalmente ri�tengo che...�</p><p>Paul s�interruppe. Markham si era portato una ma�no alla fronte. �La stanza sta diventando buia� dis�se, fissando Paul.</p><p>�Non vi preoccupate. L�Oblivina sta facendo effet�to con un leggero anticipo. Rimarrete svenuto al mas�simo per una quindicina di secondi.�</p><p>Markham sorrise debolmente. �Piacevole interludio� mormor�, poi la testa gli ricadde sul petto e lui si afflosci� sul divano.</p><p>Quando rinvenne, Shawna Vandellay gli stava ac�costando alle labbra una tazza di liquido scuro. Caff� nero. Ne inghiott� un poco, poi tent� di rialzarsi.</p><p>�Tesoro� disse vivacemente Shawna �siamo degli incoscienti. Devi essere terribilmente stanco. Hai chiu�so gli occhi e ti sei addormentato mentre parlavamo... O forse ti siamo sembrati spaventosamente noiosi.�</p><p>�Diavolo� disse Markham. �Mi dispiace tanto. Non mi era mai capitata una cosa simile. Forse � sta�to... non so, ho fatto un sogno assurdo su... su certe uova, mi pare.�</p><p>�Interessante� osserv� Paul. �Freud era molto noto ai vostri tempi, credo. Quel poveraccio era asso�lutamente assurdo come psicanalista, ma era una mi�niera di accostamenti letterari. Un tipico nevrotico del diciannovesimo secolo, mal programmato. Chiss�, for�se con stimoli corretti avrebbe potuto diventare un grande poeta lirico. Uno di questi giorni dovrai ascol�tare il mio <emphasis>Sonetto a uno Schizofrenico.</emphasis>�</p><p>�Se non vi dispiace� disse Markham frastornato �penso che dovrei rincasare... � stata una giornata faticosa.�</p><p>�Caro John� mormor� Shawna �siamo disgusto�samente crudeli, se non semplicemente idioti. Ma cer�to! Forse domani sera, magari?�</p><p>�Pu� darsi� rispose Markham, mentre lei lo ac�compagnava alla porta.</p><p>�Salve, amico� disse Paul Malloris. �E cerca di scaricarti la psiche.�</p><p>Markham gli rivolse un pallido sorriso e sal� in ca�sa sua; era oppresso dalla sensazione che ci fosse qual�cosa di cui doveva ricordarsi. Qualcosa di importante, che non riusciva a mettere a fuoco. Domani, forse, gli sarebbe venuto in mente.</p><p>Per il momento desiderava disperatamente un po� di riposo. Erano gi� le sei e alle dieci e mezzo (le ven�tidue e trenta! Regoliamo gli orologi, signori!) doveva trovarsi a casa dell�enigmatica Vivain Bertrand. <emphasis>Che giornata</emphasis>,pens�. <emphasis>Che maledetta giornata!</emphasis></p><p>Nelle proprie stanze, scopri che Marion-A si era cam�biata d�abito. Indossava un completo sportivo verde bottiglia. Nonostante la linea severa, quell�abbiglia�mento le aggiungeva femminilit�.</p><p>�Me ne vado a letto� le disse. �Se fra tre ore non mi fossi svegliato, chiamami.�</p><p>�S�, signore.�</p><p>�Ti avevo detto di chiamarmi John.�</p><p>�Scusami, John.�</p><p>Gli parve di cogliere una nota di risentimento nella voce di lei. Che sciocchezza! Come poteva mostrarsi ri�sentito un androide?</p><p>In camera da letto, si tolse in fretta gli abiti e li la�sci� cadere a terra ammucchiati con malagrazia. Il let�to era deliziosamente caldo. Marion-A gli aveva messo una termocoperta.</p></section><section><title><p>7</p></title><p>Markham sbadigli�, si stir�, e si costrinse a saltare gi� dal letto.</p><p>Venti minuti pi� tardi, dopo una doccia e una rasa�tura accurata, si sentiva sveglio e ben riposato. E quan�do si fu vestito ed ebbe bevuto il caff� preparato da Marion, cominci� ad anticipare col pensiero l�incon�tro delle dieci e trenta.</p><p>La curiosit�, spieg� a se stesso, era il vero incentivo. Trascurando l�evidente forza attrattiva di Vivain Ber�trand, Markham sentiva che in un certo senso era lei la prima persona veramente viva che aveva incontrato. Quella ragazza esisteva in una dimensione inaccessibi�le a Shawna Vandellay o a Paul Malloris, o al profes�sor Hyggens. Lei sola, infatti, apparteneva completa�mente e naturalmente al mondo in cui viveva.</p><p>Diede un�occhiata dalla finestra, vide che il cielo era sereno e decise di andare a piedi. Ci sarebbe volu�to, ricordava, un quarto d�ora al massimo per raggiun�gere Park Lane: bastava tagliare attraverso il parco.</p><p>�Volete tornare con l�eliauto?� gli chiese Marion-A.</p><p>Lui le aveva detto del suo incontro con Vivain Ber�trand, e si era chiesto se Marion avrebbe mostrato qualche reazione alla notizia. Ma, come al solito, non c�era stato alcun commento.</p><p>�Non credo. Se dovessi cambiare idea, ti chiamer�.�</p><p>�S�, signore.�</p><p>�Evidentemente gli androidi hanno poca memoria.�</p><p>�No... John.�</p><p>Mentre lasciava l�appartamento, Markham si chie�deva se quel <emphasis>signore </emphasis>usato quando erano soli fosse un segno di broncio. Pens� che era possibile. E si augur� che fosse cosi.</p><p>L�aria era limpida, un�aria frizzante d�autunno, e il cielo settembrino era punteggiato di stelle. Nell�attraversare Hyde Park, Markham si sentiva stranamente felice. Per la prima volta si trovava fuori di sera, da solo, e questo gli comunicava un senso esilarante di li�bert�, e di sicurezza.</p><p>Scrut� le stelle, riconoscendo le costellazioni pi� fa�miliari, fari eterni, nella cui esistenza un secolo e mez�zo rappresentava un momento trascurabile. Poi all�im�provviso ricord� un frammento di un sogno fatto po�co prima, ricord� come nel sogno le stelle si fossero cambiate in fiocchi di neve, sciogliendosi subito dopo. Il senso di sicurezza e di continuit�, dilegu�. Era solo nel buio, e la solitudine lo agghiacci� come il gelo pa�ralizzante della camera K. Quando finalmente trov� De Havilland Lodge, in Park Lane, si sentiva come un�anima in pena, un uomo desideroso di sfuggire da se stesso, dai propri pensieri, dai propri ricordi. Co�minciava a capire come dovessero sentirsi i Fuggiaschi, respinti dalla societ�.</p><p>Vivain Bertrand venne lei stessa ad aprirgli. S�era aspettato di trovare servi, androidi, altri ospiti. Ma evidentemente Vivain aveva optato per un�atmosfera di intimit�.</p><p>�Salve, mio caro nemico, siamo in ritardo.� Lo ac�colse con un sorriso che tradiva una traccia d�impa�zienza.</p><p>�Mi dispiace, signorina Bertrand. Sono davvero molto in ritardo?�</p><p>�Di sette minuti... Di solito sono gli altri che aspet�tano me. � un�esperienza nuova. E non sono la signo�rina Bertrand... per questa sera. Non per te.�</p><p>Indossava un vestito molto semplice. Dalla vita in su, era un normale abito da sera, la cui scollatura scen�deva fino alla cintura formata da una specie di fune metallica, unico ornamento. Nella parte inferiore, si divideva in un paio di pantaloni attillati, che mette�vano in risalto la linea affusolata delle gambe.</p><p>Sulla soglia, l�abito era sembrato nero e la fune d�ar�gento. Ma quando entrarono nel soggiorno, l�abito di�vent� di un lilla pallido e la fune divenne dorata. Contemporaneamente, i capelli biondi si erano fatti color ebano.</p><p>Lei rise della meraviglia di lui.</p><p>�Ti sto mettendo al corrente della nuova moda� spieg�. �Oggi non amiamo i colori statici. Sono trop�po monotoni. Viviamo in un mondo di vita e di mo�vimento, come l�amore e la verit�.�</p><p>Gir� su se stessa con grazia solenne, e l�abito si fece bianco, la lunga capigliatura di un verde cupo e lu�cido.</p><p>Markham la osservava ipnotizzato.</p><p>�Come...�</p><p>�Come e perch�! � tutto quello che sai dire?� dis�se lei. �Non ti piace vedere le cose belle?�</p><p>�S�, ma...�</p><p>�I <emphasis>ma </emphasis>mi annoiano, caro John. Basta con i ma, i come e i perch�. Ora scaraventati sul divano, ti prepa�rer� un corroborante speciale: si chiama <emphasis>scossa per l�anima. </emphasis>Poi se sarai buono e divertente, forse accon�tenter� la tua curiosit�.� Lo spinse allegramente su un divano lungo e basso, poi and� a un carrello carico di bicchieri e caraffe e prepar� le bibite.</p><p>La stanza era ammobiliata in un lussuoso stile mo�dernissimo, ma l�attenzione di Markham era concen�trata su Vivain. L�atmosfera sembrava completamente satura della vitalit� della ragazza, quasi che lei irra�diasse un�energia invisibile capace di caricare tutto quello che sfiorava.</p><p>Gli porse un bicchiere, poi si sedette decorativamen�te su un mucchio di cuscini ai piedi del divano, e sor�seggiando la sua <emphasis>scossa per l�anima </emphasis>rimase a osservar�lo con occhi scintillanti.</p><p>Lui assaggi� con cautela la bibita.</p><p>�Che effetto ti fa avere un A.P.?� chiese Vivain.</p><p>Lui sorrise. �Mi ci sto abituando� rispose. �Devo continuare a ripetermi che � soltanto una macchina.�</p><p>�Forse siamo tutti macchine, in fondo. Solo che non lo sappiamo.�</p><p>�Tu ne sei convinta?�</p><p>Lei sorrise. �Caro John, sei cos� spaventosamente serio... Beviamo qualcos�altro. Il mio bicchiere � vuoto.�</p><p>Markham si alz�. �Dimmi come si fa.�</p><p>Prepar� la <emphasis>scossa </emphasis>sotto la direzione della ragazza. Riusc� buona quasi quanto la prima... ma un po� pi� forte.</p><p>�Sai� disse Vivain �berremo alla memoria di tua moglie... Come si chiamava, John?�</p><p>Fu costretto a risponderle. �Katy.�</p><p>�A Katy, allora. Sono certa che era molto carina, molto dolce e molto docile... Sei d�accordo?�</p><p>�No.�</p><p>�Non pensi che fosse carina?�</p><p>�Non penso che fosse docile.�</p><p>Vivain fin� la sua <emphasis>scossa. </emphasis>�Certo che lo era. Si era lasciata addomesticare da te, no?�</p><p>�Non capisco di che cosa stai parlando.�</p><p>�Sei un ipo, caro nemico. Sai benissimo di che co�sa sto parlando.�</p><p>Markham fin� la sua bibita. �E cosa sarebbe un ipo?� chiese.</p><p>�Un ipocrita. Mi hanno fatto ascoltare una quan�tit� di registrazioni storiche, John. L�ipocrisia era la grande arte del ventesimo secolo. In politica, in guer�ra e in amore.�</p><p>�Ma voi avete cambiato questo stato di cose, ve�ro?� disse lui amaramente. �Non esiste pi� la politi�ca, la guerra non si fa pi�, e ognuno va a letto con chi gli pare.�</p><p>Vivain rise. �Sei legnoso come un androide, e inge�nuo come una vergine... e incredibilmente solenne. Forse dovr� fare qualcosa in proposito.� Tocc� un bottoncino che Markham not� solo in quel momen�to sulla cintura di fune dorata.</p><p>Ci fu un leggero cambiamento nel tipo di illumina�zione diffusa nella stanza, ma la trasformazione pi� sconcertante stava avvenendo in Vivain.</p><p>In un attimo i suoi capelli divennero bianchi e luc�cicanti, mentre la carnagione si scuriva fino a farla sembrare una nera, e il vestito adesso era trasparente.</p><p>�Cosa ne pensi, mio bel puritano?� La voce di lei era calma e vibrante.</p><p>Markham rimase a lungo silenzioso sperando che quel silenzio la mettesse in imbarazzo, sperando di po�ter guadagnare l�iniziativa. Ma Vivain era assolutamen�te tranquilla, mentre la tensione di lui andava aumen�tando di momento in momento. Temeva di essere un idiota, e temeva di non esserlo. Temeva di parlare, e non aveva il coraggio di rimanere silenzioso, sapeva che qualunque cosa fosse successa, l�unico sconfitto sa�rebbe stato lui.</p><p>Guard� di sfuggita gli occhi di Vivain, chiedendosi se vi avrebbe scoperto una luce di debolezza, una trac�cia di intenzione: ma l�occhiata si perse in uno sguardo senza tempo. Un profondo, esame vicendevole. Finalmente ricord� la domanda di lei e disse incer�to: �Non saprei... Tu cosa ne pensi?�</p><p>�Mi sembra divertente...�</p><p>�E pericoloso� disse lui.</p><p>�No, pericoloso no. Interessante, caso mai. E spes�so eccitante. Anche in questa occasione, forse...�</p><p>�E se non lo fosse?�</p><p>�Allora potrebbe essere pi� interessante che mai... Stai cercando con tutte le forze di restare cerebrale, ve�ro, sciocco tesoro? Forse ho sottovalutato Katy.�</p><p>�O forse hai sopravvalutato me.�</p><p>�Lo credi?� Vivain scosse i lunghi capelli scioglien�doli dalla retina metallica che li teneva raccolti. �Ba�da alle tue difese, caro nemico� mormor� dolcemente. �Sto muovendo all�attacco.�</p><p>Prima ancora di aver finito di parlare, Vivain si era mollemente sdraiata al suo fianco. E come mosse da invisibili fili, le braccia di lui la circondarono strin�gendola.</p><p>�Dolce nemico� mormor� lei. �� troppo facile, vero? Nessun uomo � un traditore... se non di se stesso.�</p><p>Ma le sue labbra non permisero risposta: la loro pressione divent� selvaggia e tenera insieme.</p><empty-line/><p>Markham non sapeva per quanto tempo avesse dor�mito, ma quando apr� gli occhi la stanza era tornata normale. Vivain, ora avvolta in un <emphasis>sari </emphasis>azzurro cielo, con i capelli e la carnagione tornati del colore norma�le, stava versando il t� a un tavolino apparecchiato con dolci e biscotti. Sembrava, pens� cinicamente Markham, pacata come una vestale. Quasi.</p><p>�Dormiglione� gli disse Vivain calmissima. �Avrai appetito, spero.� Poi aggiunse con un sorriso malizio�so. �Mi hai sorpreso, sai? Non credevo che un uomo del ventesimo secolo potesse essere cos�... poco inibito. Dovr� rivedere tutte le mie concezioni storiche.�</p><p>Markham si tir� su a sedere e sorrise divertito.</p><p>�Anch�io.� Era un po� colpito dalla propria man�canza di imbarazzo. �Con tutto il rispetto � stata col�pa tua.�</p><p>Vivain gli si sedette accanto.</p><p>�Con tutto il rispetto� lo imit� scherzosa �� pro�prio quello che intendevo... Come va, John?�</p><p>�Benissimo.�</p><p>�Sei offeso?�</p><p>�No. Dovrei?� Sorseggi� il t�, evitando di guar�darla.</p><p>�Pensavo che potessi esserlo... Era semplice sedu�zione, naturalmente.�</p><p>Lui le diede un�occhiata in tralice. �Non del tutto. E non trattare con troppa condiscendenza il ventesi�mo secolo. Nelle vostre registrazioni non c�� lo schele�tro della storia.�</p><p>�Ma tu sei di carne e sangue, caro amico. E adesso appartieni a me.�</p><p>Markham sostenne il suo sguardo. �Non ne sono convinto.�</p><p>�Non sei innamorato di me?�</p><p>�No. In due si pu� tentare un esperimento. Volevi vedere come potevo essere senza maschera. Forse ave�vo anch�io la stessa curiosit� sul tuo conto.�</p><p>Vivain rise. �Meraviglioso!� esclam�. �Allora era soltanto una piccola scaramuccia. Temevo che capito�lassi troppo facilmente. Dunque siamo ancora nemi�ci autentici?�</p><p>�Se vuoi usare questa espressione.�</p><p>�Nemici passionali� disse lei, con un luccichio nello sguardo. �Ma adesso firmeremo un armistizio, perch� voglio scoprire seriamente come sei in realt�, John. Voglio sapere fino a che punto sei diverso.�</p><p>�Diverso da che cosa? Dal normale modello venti�duesimo secolo? A quest�ora avresti gi� dovuto racco�gliere prove sufficienti, no?�</p><p>Fatto strano, questo la irrit�. �Ho detto sul serio quando ho parlato di armistizio, e non mi riferivo ai rapporti di poco fa. Voglio sapere come vivevi, cosa vuol dire essere un lavoratore, dover guadagnare per mantenere la propria famiglia. Voglio sapere che ge�nere di vita conducevi con Katy, sapere dei tuoi bam�bini, della tua casa, dei tuoi amici.�</p><p>�Preferirei tenere privato quel mondo� rispose lui freddamente. �Non � una fonte di divertimento pub�blico.�</p><p>Lei gli prese una mano. �Guardami, John. Non intendo mettere queste cose in ridicolo, o punzecchiar�ti, e non ne parler� mai con nessuno. Non mi credi?�</p><p>�Non lo so. Forse.� Per quanto fosse irrazionale, le credeva. Si rendeva conto, con grande meraviglia, che in fondo anche lei era molto sola, e si chiese il per�ch�.</p><p>�Ti farebbe molto male� disse lei gentilmente �permettere a un�estranea di scrutare in questo tuo mondo privato?�</p><p>�Correr� il rischio� rispose. E prese a raccontarle tutto di Katy, di Johnny e di Sarah, della casa in Hampstead, della <emphasis>Refrigerazione Internazionale</emphasis>,delle installazioni a Epping. Le parl� della vita londinese del 1967. Del suo lavoro e dei suoi svaghi, delle sue speranze e dei suoi sogni. E mentre parlava, capiva che desiderava confidarsi con lei. O capiva che, attraverso lei, voleva rivivere tutte quelle cose.</p><p>Lei lo ascoltava attenta, e Markham sentiva che lei era in grado di capirlo. Continu� a parlare quasi inconsapevole della presenza di Vivain. Perse la no�zione del tempo. Poi, a un tratto, gettando un�occhia�ta dalla finestra, vide che una sottile striatura di luce grigia si stendeva nel cielo.</p><p>L�alba! Non poteva crederci! Ma il fatto venne con�fermato dall�orologino di Vivain. Lei si alz� e si stir�, respingendo le scuse di lui con un sorriso curioso. �Promettimi� gli disse �che lo farai di nuovo.�</p><p>�Fare che cosa?�</p><p>�Parlare cos�. Dirmi tutto di te e del tuo mondo. Deve essere stato davvero terribile per te. Credo... cre�do di capire, adesso, come ti senti pensando a Katy e ai bambini.� Rise. �Per�, posso quasi immaginare cosa dovesse essere la vita senza androidi: un vero in�cubo... Ma, in un certo senso, piacevole.�</p><p>Anche Markham si alz�. �Mi dispiace di averti te�nuta sveglia cos� a lungo.�</p><p>Vivain gli sfior� gentilmente la guancia con le lab�bra. �Ma a me non dispiace di non averti fatto dor�mire. Ora andiamo a fare una nuotata. Saremo l� per la levata del sole. Poi faremo colazione in un piccolo villaggio della costa. Sar� perfetto in ogni caso... come inizio o come fine.�</p><p>�Sei pazza?�</p><p>�O felice. O tutt�e due. La mia autogetto ci porte�r� ad Hastings in mezz�ora... Devo portare il mio A.P. o sai accendere un fuoco da campo?�</p><p>Lui sorrise. �So accendere il fuoco. Sono un uomo di Neanderthal, non lo sai?�</p><p>Dieci minuti dopo, l�autogetto di Vivain Bertrand si alzava silenziosamente da Park Lane e si dirigeva verso sud trasvolando la City nel grigiore argenteo dell�alba.</p></section><section><title><p>8</p></title><p>Quando verso mezzogiorno torn� nel suo appartamen�to di Knightsbridge, Markham trov� Marion-A in pic�colo allarme. Ne scatt� fuori appena lui le rivolse la parola. E senza alcuna logica, Markham prov� un sen�so di colpa: sentiva il bisogno di spiegarsi o di giusti�ficarsi. Si meravigli� nell�accorgersi che la sua spiegazione degenerava in una serie di piccole bugie. Rima�se anche pi� meravigliato nel rendersi conto che la spiegazione non era necessaria, che una macchina non sapeva che farsene delle sue scuse, e che quindi non aveva fatto altro che mentire a se stesso.</p><p>�Vuoi mangiare qui, John, o preferisci andare fuo�ri?�</p><p>Era oscuramente compiaciuto che lei si fosse ricor�data di chiamarlo John. Sentiva che questo significava qualcosa. E nello stesso tempo si schern� per quell�ec�cesso di fantasia.</p><p>�S�, manger� a casa� rispose. �Ho proprio biso�gno di starmene in un posto quieto e tranquillo. Ti rendi conto che ho avuto ben pochi momenti di respi�ro da quando ho lasciato il Risanatorio?�</p><p>Marion-A fece uno dei suoi sorrisi rigidi. �Sarebbe consigliabile prendere la vita con pi� calma.�</p><p>Lui rise. �E tu che ne sai della vita?�</p><p>�Soltanto quello che � stato incluso nella mia pro�grammazione, John. So che gli esseri umani non han�no una tolleranza illimitata per la correlazione sensi-elementi. Ragione per cui non � consigliabile speri�mentare nuovi stimoli a grande rapidit� per lunghi periodi.�</p><p>�Una dichiarazione clinica e oggettiva� disse Markham. �Cosa accadr� se ingoier� i nuovi stimoli a grandi bocconi?�</p><p>Pensava che la metafora l�avrebbe lasciata perples�sa, ma evidentemente i programmi di Marion-A com�prendevano la valutazione e l�estensione della meta�fora.</p><p>�Saranno mal digeriti, e vi sentirete male� rispose calmissima.</p><p>Lui medit� sulla risposta. C�era del buon senso, sen�za dubbio. �Oggi pomeriggio� disse �far� un bel sonno. Stasera, mi piacerebbe fare un giro per Londra. Potremmo addirittura concederci il lusso di pran�zare fuori.�</p><p>�Desideri che ti accompagni, John?�</p><p>�Se ti fa piacere... ma pu� una cosa far piacere a un androide, Marion?�</p><p>Lei sorrise di nuovo. �Espletare le mie funzioni pro�duce un equilibrio di potenziale che potrebbe essere messo in relazione con la sensazione biologica di pia�cere.�</p><p>�Ora so che sei soltanto una macchina� disse lui, in tono irritato.</p><p>Marion-A cominci� ad apparecchiare per il pranzo. �Volete che vi faccia compagnia durante il pasto, si�gnore?�</p><p>Si volt� a guardarla, incuriosito. �Mi sono fatto una teoria, Marion. Tu dici <emphasis>John </emphasis>quando mi approvi, e mi chiami <emphasis>signore </emphasis>quando mi disapprovi. Ti sembra una buona teoria, questa?�</p><p>Lei lo guard�, inespressiva. �Non posso offrire un�o�pinione valida... John. Non sono programmata per ap�provare o disapprovare. Ma sono consapevole della in�compatibilit� tra i due modi di rivolgermi, special�mente da quando mi avete chiesto di chiamarvi John in privato. Forse, dato che la richiesta era in conflitto con la mia programmazione base, questo ha prodotto una leggera instabilit�.�</p><p>�E forse� disse Markham �gli androidi sono pi� sensibili di quanto credano. Non occorre che mangi anche tu, Marion. Per� mi piacerebbe se restassi a chiacchierare con me.�</p><p>Durante il pasto, lei gli si sedette di fronte, osser�vandolo tutta seria mentre lui mangiava. Markham le parlava del pi� e del meno, informandosi soprattutto sulla vita sociale moderna. Marion-A rispondeva con precisione, ma senza aggiungere niente di sua sponta�nea volont�. N� faceva in modo da incoraggiare la conversazione facendo domande a sua volta.</p><p>Markham si vers� una seconda tazza di caff� e prese la sigaretta che Marion-A gli porgeva in silenzio.</p><p>�Vorrei sviluppare in te il senso della curiosit� le disse bruscamente. �Mi piacerebbe che tu fossi un po� pi� indipendente.�</p><p>�Penso� rispose inaspettatamente Marion-A �che tu voglia rendermi pi� umana. Non � una cosa ben fatta, John.�</p><p>�Hai la capacit� di valutare una situazione e pren�dere decisioni. Puoi mettere in relazione i fatti col tem�po e immagazzinare notizie. Perch� non dovresti po�ter fare anche il resto?�</p><p>�Perch� non rientra nei miei programmi.�</p><p>Markham rise. �Non � nel programma di un bam�bino umano capire le formule atomiche o la geome�tria non-Euclidea. Ma i bambini crescono e lo fanno.�</p><p>�Io non posso crescere.�</p><p>�Fisicamente no, e forse nemmeno spiritualmente. Ma intellettualmente, s�.�</p><p>Lei sorrise. �Mi pare che tu stia sopravvalutando le funzioni degli androidi, John.�</p><p>�Un corno� disse lui, improvvisamente rabbuiato. �Scommetto quello che vuoi che l�errore pi� grande dell�umanit� sta appunto nel sottovalutare gli an�droidi.�</p><p>�Perch� dici questo?�</p><p>�Ah!� esclam� lui, trionfante. �Una domanda basata sulla curiosit�! O � qualcosa di pi�?�</p><p>Marion-A si alz�. �Sei stanco� disse. �� tempo che tu vada a riposare.�</p><p>�Nonch� l�evasione� disse lui, divertito. �Voi an�droidi potete tenere l�umanit� appesa a un filo, Ma�rion. Ma noi abbiamo ancora due armi segrete. L�in�tuizione e l�astuzia.�</p><p>Marion-A rise. Era la prima volta che lui la sentiva ridere. Il suono della risata era gradevole e incredibil�mente personale. Ne fu sorpreso.</p><p>�Caro John� disse lei, con voce straordinariamen�te espressiva �forse anche l�intuizione e l�astuzia han�no i loro equivalenti meccanici.�</p><p>�Ora sono davvero impressionato!� esclam� lui.</p><p>�Dormi� consigli� Marion-A con un improvviso ritorno di seriet�. �Il sonno canceller� i tuoi timori... Quando vuoi che ti svegli, John?�</p><p>�Quando la stella della sera orner� come una gem�ma il seno calmo del cielo.�</p><p>Marion-A sorrise. �Allora ti sveglier� alle otto� disse, poi and� nella stanza da letto, chiuse le tende e spost� l�interruttore delle luci nascoste sul chiarore azzurrognolo e smorzato.</p><p>Markham rimase seduto al suo posto, meditando sul�la breve incursione di Marion-A nel campo dell�ironia. Aveva l�assurda sensazione che l�androide fosse molto su di morale. Ma come diavolo poteva un androide es�sere su di morale? Aveva inoltre la sensazione assurda che questo dipendesse dal fatto che lui aveva detto di volerla portare fuori la sera.</p></section><section><title><p>9</p></title><p>Durante i Nove Giorni, Buckingham Palace era anda�to distrutto totalmente. Ma quando la Repubblica di Londra venne costituita come ente autonomo, il palaz�zo fu ricostruito, non come sede della monarchia, dato che la successione ereditaria non esisteva pi�, ma co�me sede simbolica dell�autorit�.</p><p>Il nuovo Palazzo non aveva nessuna rassomiglianza col suo equivalente del passato. Sorgeva esattamente allo stesso punto, all�incrocio tra Costitution Hill e The Mall, ma era sparita per sempre la facciata di pie�tra severa, spariti i pesanti portali e le finestre mo�notone e inespressive. Al suo posto, si ergeva una strut�tura quasi sferica la cui superficie esterna era formata interamente da mattoni di vetro e argentati, in modo che l�impressione totale ricordava una palla di luce rotolata per caso nei Giardini del Palazzo.</p><p>Di notte, un elaborato sistema di illuminazione da�va l�impressione che il Palazzo ruotasse lentamente, con uno scintillio quasi allucinante.</p><p>Sebbene Markham si fosse dato la pena di arrivare puntualissimo al ricevimento del Presidente, cap� dal numero di eliauto e di autogetti di non essere certo fra i primi. Lui e Marion-A furono ricevuti da un an�droide gallonato, che li condusse verso una delle quat�tro massicce colonne di metallo leggero che sorgevano dal suolo per sostenere la sfera nel suo diametro eriz zontale.</p><p>Ogni colonna era cava, e conteneva uno spazioso ascensore. Markham e Marion-A vennero sbarcati sul�la balconata principale del palazzo, dove un altro an�droide in livrea li scort� attraverso un portico semicir�colare e due vaste anticamere da dove gli invitati c�n vergevano nella Sala Grande.</p><p>Poco dopo si trovarono davanti a una grande porta ricoperta in bronzo, con graziosi sportelli schermati in vetro colorato. La porta si apr� silenziosamente all�av�vicinarsi di Markham e di Marion-A, e dall�altra parte apparve un maggiordomo. Markham si fece avanti e present� il biglietto d�invito, dopo di che il maggior�domo batt� cerimoniosamente il pavimento con una mazza d�oro e grid� a voce stentorea: �Il signor John Markham e il suo androide personale.�</p><p>Poi, prima ancora di avere il tempo di rendersi conto dell�ambiente che lo circondava, Markham si trov� a faccia a faccia con il Presidente.</p><p>Clement Bertrand era sui sessant�anni, massiccio e coi capelli bianchi. Aveva una carnagione sana e rosa e il tessuto liscio della sua pelle sembrava contrastare vivamente col resto del suo aspetto. Indossava una corta giacca nera da cerimonia orlata di ermellino, calzoni al ginocchio, calze bianche ben tirate e scarpe con grandi fibbie d�oro. <emphasis>Sembra il personaggio di una com�media in costume</emphasis>,pens� Markham.</p><p>�Buonasera� disse il Presidente, in tono formale. La faccia era sorridente, ma gli occhi si mantenevano seri e attenti.</p><p>�Buonasera, signore� rispose Markham inchinan�dosi leggermente come gli era stato raccomandato. �Siete stato molto gentile a invitarmi.�</p><p>Clement Bertrand rise. �Ero curioso di vedervi, ca�ro amico. Vivain mi ha detto tutto di voi. Ha detto che siete un puritano decadente, per� io non so cosa voglia dire con esattezza. Immagino che la mia picco�la strega vi stia gi� cercando. Accomodatevi e cercate di essere socialmente osmotico. Dopo cena dobbiamo scambiare qualche parola insieme.�</p><p>Markham si affrett� ad avanzare nella Sala Grande. Pareva di essere in un�immensa grotta sottomarina. Al di l� delle spesse pareti di cristallo, pesci di ogni mi�sura, forma e colore, guizzavano attraverso una fore�sta acquatica, gettando occasionali occhiate di noia al�la folla di gente che conversava nel salone.</p><p>Mentre esaminava la scena, gli abiti coloratissimi e ridottissimi delle donne, e le tenute leggermente pi� vistose degli uomini, Markham sent� che anche lui era entrato in una specie di acquario, e di esserne prigio�niero proprio come i pesci.</p><p>�Signore� disse una voce maschile �sarei onorato se mi permetteste di offrirvi un bicchiere di brandy Elisabettiano del Presidente. Ce ne sono soltanto sei casse in tutta la Repubblica.�</p><p>Lo sconosciuto aveva una faccia attraente e senza et�. Era pi� alto di Markham, e la sua caratteristica dominante erano gli occhi profondi, penetranti. Gli abiti erano relativamente semplici, e c�era in lui un�a�ria di dignit� e di decisione che, da sola, sarebbe ba�stata a distinguerlo da tutto il resto della compagnia.</p><p>�Grazie� disse Markham. �Brandy Elisabettiano. Un nome che fa pensare.�</p><p>Lo sconosciuto sorrise. �� genuino, imbottigliato nel mille novecentosessantatr�. Nemmeno i conoscito�ri potranno apprezzarlo quanto voi, Markham.� Fe�ce un cenno con la mano. Apparve un androide, che venne spedito via con un ordine secco. Pochi secondi dopo l�androide torn� con un vassoio.</p><p>�Immobile� ordin� calmo lo sconosciuto. L�an�droide present� il vassoio e rimase impietrito come una statua, con gli occhi fissi nel vuoto.</p><p>Lo sconosciuto fece un cenno a Marion-A: �Versa.�</p><p>Lei alz� la bottiglia. �Un bicchiere, signore, o due?�</p><p>�Permettete che vi faccia compagnia, signor Mar�kham?� chiese lo sconosciuto, con l�aria di trovare di�vertente la propria domanda.</p><p>Markham lo guard� meravigliato. �Naturalmente, signore. Pensavo che...�</p><p>�Voi pensate troppo, signor Markham, ma vi rin�grazio per il complimento implicito.� Di nuovo sem�brava che lo sconosciuto si divertisse per qualche scher�zo segreto. Diede uno dei bicchieri a Markham e pre�se l�altro per s�. �Berr� alla vostra felicit� disse, con ironia malcelata. Si bagn� le labbra col brandy, poi pos� il bicchiere sul vassoio.</p><p>�E io� rispose Markham, lievemente a disagio �berr� alla vostra lunga vita.� Cerc� di far suonare ironico anche il proprio brindisi, ma non vi riusc�.</p><p>La risposta fu una sonora risata. �Gentile da parte vostra, ma non necessario. Io non sono vivo.�</p><p>Comprendendo adesso la causa del proprio disagio, Markham par� immediatamente il colpo. �Dipende dalla definizione che uno d� alla vita.�</p><p>�Dunque, avete gi� incontrato i Fuggiaschi?� Pi� che una domanda, era una constatazione. �Lo pen�savo che si sarebbero messi in contatto con voi, ma evidentemente avevo sottovalutato il fattore tempo.�</p><p>Improvvisamente Markham si mise sulla difensiva. �� impossibile arrivare a una definizione della vita a meno che uno non si metta in contatto con i Fug�giaschi?�</p><p>�Non impossibile, signor Markham, ma semplice�mente improbabile. Ponderare sull�imponderabile � frequentemente un segno di accomodamento sbaglia�to della psiche.�</p><p>�O d�intelligenza.�</p><p>�Forse. A proposito, sono Solomon, primo ministro del Presidente Bertrand.�</p><p>�Per usare un�esclamazione molto in uso� disse secco Markham �dir�: androide vivo!�</p><p>�� una frase divertente, ma senza senso.�</p><p>�Alcuni non la pensano cos�.�</p><p>�I Fuggiaschi, soprattutto.�</p><p>�E forse� aggiunse Markham con un lieve sorriso, �qualche individuo intelligente che si adatta.�</p><p>�Spero� disse Solomon, ignorando l�osservazione �che non prendiate molto sul serio i Fuggiaschi. Po�trebbe compromettere la vostra orientazione.�</p><p>�Spero a mia volta� rispose Markham �che non vorrete preoccuparvi eccessivamente della mia orien�tazione. Potrebbe compromettere la vostra program�mazione base.�</p><p>Solomon rise. �Avete il senso dell�umorismo, signor Markham. � un�ottima cosa.�</p><p>�Anche voi, avete il senso dell�umorismo. Ma non sono certo che sia un�ottima cosa.�</p><p>Solomon gli vers� un altro bicchiere di brandy. �Siete soddisfatto del vostro A.P.?� Diede una breve oc�chiata a Marion-A. �Se desiderate qualche modifica, possiamo riprogrammarvelo in brevissimo tempo.�</p><p>�� eccellente cos� com��, grazie.�</p><p>�Mi fa piacere. Ma ora non posso trascurare oltre i miei doveri. Forse mi accorderete il privilegio di con�versare ancora con voi, signor Markham. Per il momento devo ritirarmi. Col vostro permesso, s�intende.�</p><p>�Il permesso � accordato� disse gelido Markham.</p><p>Solomon accenn� un inchino che parve in qualche modo irrispettoso, poi si allontan� in fretta.</p><p>Markham lo segu� con gli occhi, vuot� il suo bic�chiere, lo pos� sul vassoio e licenzi� l�androide.</p><p>Si accorse di tremare di rabbia. Era stato trattato con condiscendenza da un androide. Ma quello che pi� lo infuriava era il fatto di non essersi reso conto immediatamente che Solomon era un androide. Di so�lito era in grado di riconoscere alla prima occhiata gli androidi personali ed esecutivi: per la loro rigidit� di espressione, di lineamenti, per la precisione dei ge�sti ed altri segni rivelatori. Ma Solomon non manife�stava gli stessi segni; se non avesse dichiarato lui stes�so la propria identit�, Markham probabilmente non avrebbe avuto nemmeno il sospetto della verit�.</p><p>Improvvisamente, scopr� che Marion-A gli stava par�lando con voce che era poco pi� di un bisbiglio.</p><p>�Non � saggio sottovalutare Solomon, John. Dato che � lui il responsabile del funzionamento efficiente della Repubblica, la sua programmazione � estrema mente complessa.�</p><p>�Mi stai mettendo in guardia o mi stai minaccian�do?�</p><p>�Niente di tutto questo, John. Ti sto solo infor�mando. � mio dovere di A.P.�</p><p>�Se gli uomini cominciano ad avere paura degli androidi... C�� qualcosa di marcio in Danimarca.�</p><p>�Non capisco bene quello che vuoi dire.�</p><p>�Allora c�� ancora qualche speranza. Marion!�</p><p>�S�, signore?�</p><p>�Mi spii per conto di Solomon?�</p><p>Lei esit�. �Sono programmata per prendere tutte le precauzioni necessarie per la vostra sicurezza, signore.�</p><p>�Non hai risposto alla domanda. Potremmo avere concezioni diverse sulla sicurezza.�</p><p>�Il mio programma si riferisce alla vostra sicurezza in termini fisici e psicologici, e anche alla sicurezza della Repubblica.�</p><p>�Insomma, mi devi spiare... quando ti � possibile e quando ti sembra necessario.�</p><p>Marion-A rimase silenziosa. In quel momento Markham vide Vivain venire verso di lui attraverso il sa�lone affollato. Era in compagnia di un giovanotto atle�tico, su per gi� dell�et� di Markham.</p><p>�Caro John! Ti abbiamo cercato dappertutto. Que�sto � Algis Norvens. Algis, ti presento un esemplare autentico dell�et� della pietra. Siate amici, o non vi vorr� pi� bene.�</p><p>Markham strinse la mano di Algis Norvens e, sorri�dendo, scambi� i convenevoli d�uso. Ma Norvens non sorrideva. La sua stretta era leggera e impersonale.</p><p>�Spero che non troviate il nostro mondo troppo sconcertante� disse.</p><p>�Non pi� sconcertante, credo, di quanto possa sem�brare io a voi.�</p><p>Vivain fece un sorriso malizioso. �John � un cro�ciato di temperamento. Pieno di sentimentalismi e di convinzioni incontrollabili. Siamo nemici giurati.�</p><p>Norvens guard� Markham incuriosito. �Sapete sce�gliere rapidamente i vostri nemici, e con gusto eccel�lente.�</p><p>�Temo che il merito sia tutto di Vivain. � lei che ha trovato me.�</p><p>�E cosa vi ha resi nemici?�</p><p>�Tra le altre cose, l�amore� disse Vivain, sempre maliziosa.</p><p>In quel momento, una voce forte annunci�: �Si�gnore e signori, fra poco sar� servito il pranzo.�</p><p>�Venite, voi due. Ho disposto che ci facciano se�dere vicini.� Vivain li prese entrambi sottobraccio e si avvi� verso lo scalone principale.</p><p>Markham fu lieto dell�interruzione. Aveva intuito in Algis Norvens una velata rivalit� che non faceva presagire niente di buono per i rapporti futuri. Vivain non solo ne era conscia, ma l�aveva addirittura previ�sto, Markham ne era certo, e se ne serviva per provo�carli. Markham immaginava che questo solleticasse il bizzarro senso dell�umorismo di Vivain, dato che lei era in possesso di particolari molto personali, sul con�to di entrambi, che nessuno dei due avrebbe mai po�tuto scoprire dell�altro.</p><p>La sala da pranzo era quasi sulla sommit� del Pa�lazzo. Il pavimento era di cristallo nero; le pareti cir�colari scintillavano di colori diversi, e si curvavano fino a formare una cupola il cui apice distava almeno quin�dici metri dal pavimento.</p><p>I tavoli erano disposti a forma di enorme ferro di cavallo, e quando tutti gli ospiti ebbero preso posto, Markham si rese conto che erano pi� di duecento. Vivain si sedette tra lui e Norvens, mentre Marion-A, come un centinaio di altri androidi personali, stava in piedi immobile dietro la sedia del padrone.</p><p>Il discorso che il Presidente Bertrand pronunci� co�me formale preludio al pranzo fu pi� che altro un bre�ve e banale elogio sul tema della vita nella Repubbli�ca di Londra. Tuttavia fece qualche riferimento in�diretto che Markham trov� molto interessante. Parl� con evidente disgusto dei moti antiandroidi nelle Midlands, e fece sapere che il cancelliere delle Midlands aveva finalmente accettato il consiglio del suo Primo Ministro, e stava emanando condanne a cinquant�anni di Animazione Sospesa a coloro che vi avevano preso parte. Parl� anche della recente campagna del Primo Generale Scozzese contro una colonia di Fuggiaschi che si erano stabiliti nelle Highlands. Markham rima�se perplesso nell�apprendere che c�era voluta <emphasis>una bri�gata psichiatrica </emphasis>di un migliaio di androidi per affron�tare meno di trecento Fuggiaschi, e che ciononostante solo sessanta Fuggiaschi erano stati catturati, mentre centocinquanta androidi erano stati distrutti o messi fuori uso.</p><p>Mentre si avvicinava alla fine del suo discorso, Clement Bertrand rivolse agli ospiti un sorriso benevolo. �Cari signori� disse, �converrete con me che una simile situazione non potrebbe mai verificarsi in Lon�dra. La societ� avr� sempre qualche psicopatico e qual�che pervertito, gente che, incapace di adattarsi allo schema sociale normale, tenter� di distruggerlo e di crearne un altro confacente al suo gusto anormale. Ma da noi i Fuggiaschi rappresentano una quantit� trascurabile. Il loro sogno assurdo di un ritorno al barbarismo preandroide merita da noi soltanto piet� e derisione, perch� la vigilanza dello Psicoprop conti�nua a ridurre regolarmente il loro numero... Androide vivo! Ho gi� sprecato troppo del vostro tempo con ar�gomenti seri. Questo � compito di Solomon. E adesso, pensiamo a divertirci.�</p><p>Dagli ospiti si lev� un educato mormorio di appro�vazione, poi gli androidi camerieri si fecero avanti.</p><p>�Non sembra molto intelligente ed � troppo pom�poso, vero?� disse Vivain a Markham. �Ma a cono�scerlo bene, non � un completo disastro. In fondo, qualcuno deve pure gonfiare le penne e fare l�usigno�lo del re.�</p><p>�Credevo che fosse Solomon l�usignolo del re� dis�se Markham. Aveva notato che il Primo Ministro, se�duto a fianco di Clement Bertrand, era l�unico androi�de che avesse preso posto a tavola... a meno che qual�cun altro degli ospiti fosse un androide dotato della stessa possibilit� di apparire assolutamente umano.</p><p>�L�hai conosciuto?� chiese Vivain.</p><p>�Abbiamo scambiato qualche parola poco prima che arrivassi tu. L�avevo preso per un umano vero.�</p><p>�� l�errore che fanno tutti la prima volta� disse lei, accigliandosi leggermente. �Si diverte a sorprendere la gente. Dev�esserci una striatura di vanit� nella sua programmazione.�</p><p>�Se fossi al posto di tuo padre� disse Markham, �l�avrei gi� distrutto.�</p><p>Vivain gli diede un�occhiata sbalordita. �Non do�vresti dire queste cose, John... per lo meno a nessuno tranne che a me.�</p><p>�Perch�? Come macchina, � un po� troppo umano. Mi sembra pericoloso.�</p><p>�Ma � anche molto brillante... e indispensabile.�</p><p>Markham torn� a guardare il Primo Ministro che stava solennemente mangiando la sua minestra.</p><p>�Il che lo rende ancora pi� pericoloso.�</p><p>�Confesso di esserne anch�io un po� intimorita� disse Vivain. �Ma dirige la Repubblica meravigliosa�mente. Clement non deve fare altro che autorizzare le decisioni di Solomon.�</p><p>�Per amor del cielo, non dirmi altro� disse Mar�kham disgustato, �altrimenti andr� ad unirmi ai Fug�giaschi.�</p><p>Verso la quinta portata, la conversazione generale era aumentata considerevolmente di volume, e i val�letti del vino andavano avanti e indietro con monoto�na regolarit�. A questo punto una sezione del pavi�mento scivol� via, e al centro del ferro di cavallo for�mato dal tavolo sorse una piccola orchestra. La stan�za si oscur� leggermente, e una macchia di luce in�quadr� una figura femminile che se ne stava in posa su un piedistallo come una statua greca.</p><p>Era completamente immobile. La gamba e il braccio sinistro erano argentati, l�altro braccio e la gamba de�stra, dorati, il corpo e la faccia neri come l�ebano, e i capelli di un verde fosforescente.</p><p>All�improvviso, mentre la musica attaccava, la don�na balz� dal piedistallo con un lungo grido roco e co�minci� a cantare e a ballare, descrivendo con angoscia e ricchezza di particolari il suo primo incontro con l�amore.</p><p>La musica era stridula e discordante, i toni della cantante insistevano su tre note sole, mentre i movi�menti del corpo, sebbene appena accennati, erano estremamente evocativi. Tuttavia, Markham sentiva che la rappresentazione non era semplicemente eccitante. L�appello ai sensi era accompagnato da un altro ap�pello, diretto alla compassione e alla piet�. Markham, che non perdeva d�occhio i commensali, si accorse che molte donne avevano gli occhi pieni di lacrime. Ma l�aspetto pi� insolito della danza fu verso la fine, quan�do la danzatrice lasci� intendere di aspettare un figlio da un uomo che era gi� padre per la seconda volta nello stesso periodo di cinque anni. Mentre la can�tante continuava lamentando la conseguente condan�na del suo uomo a cinque anni di A.S., Markham vide che molti uomini presenti erano decisamente a disagio.</p><p>Alla fine della canzone, la donna balz� di nuovo sul piedistallo e riprese la posa originale, poi il piedistal�lo svan�.</p><p>La rappresentazione seguente era senza dubbio a tut�to beneficio di Markham. Si trattava di un balletto in maschera rappresentato da un uomo vestito in abiti caricaturali del ventesimo secolo, da un androide, e da una ballerina in abito da sera del ventesimo seco�lo. C�erano inoltre un coro di piccoli androidi, un cor�po di ballo, e tre ballerini vestiti da moglie e da bam�bini del Sopravvissuto.</p><p>Markham guardava, affascinato, mentre il finto So�pravvissuto, dopo essersi risvegliato dall�A.S. mostrava con la mimica orrore per l�androide e disgusto verso gli approcci della ballerina. Infine il Sopravvissuto ballava disperato attorno alle figure spettrali di sua moglie e dei suoi figli, cercando invano di raggiunger�li attraverso una barriera invisibile.</p><p>I gesti imploranti della donna e dei due ragazzi del ventesimo secolo fecero scrosciare le risate fra il pub�blico: soprattutto quando danzarono verso Markham stesso, per rendere pi� diretta l�allusione. Lui volt� la testa, chiudendo gli occhi per nascondere la propria infelicit�. Ma gli ospiti del Presidente interpretarono quel gesto come una pubblica ripulsa verso l�antiqua�to concetto della vita di famiglia e le loro risate, che l�imbarazzo aveva un poco trattenuto, crebbero di in�tensit�. Poi, quando il finto Sopravvissuto, conscio del�l�impossibilit� di raggiungere la famiglia, croll� a ter�ra in un atteggiamento di disperazione, la musica ven�ne quasi coperta dal boato degli spettatori.</p><p>Infine l�androide personale convinceva il Sopravvis�suto a ricomporsi. L�uomo saltava in piedi, ricacciava nel buio la sua famiglia con un gesto noncurante del�la mano, ed eseguiva una breve danza di liberazione. Cambiando simbolicamente i propri abiti antiquati per altri moderni, si univa poi alla ballerina in una danza frenetica che terminava con l�inevitabile unio�ne felice. La sequenza finale mostrava il Sopravvissuto, che dopo essersi innamorato della ballerina, scopriva che moglie e figli si erano materializzati di nuovo. Al�lontanandosi da loro con disgusto, ordinava all�an�droide personale e al coro di portarli via.</p><p>Mentre la scena s�inabissava nel pavimento, Mar�kham sent� una mano sul braccio. �John caro, mi di�spiace tanto� mormor� Vivain. �Se avessi potuto im�maginare, avrei detto a Clement di mettere il veto.�</p><p>�Che importanza ha?� disse Markham controllan�do la voce. �In fin dei conti, tutti si sono divertiti un mondo.�</p><p>�Tranne te� disse Vivain �e me. Ti ha fatto mol�to male, vero?�</p><p>Lui le sorrise. �No. Ormai mi sto corazzando con�tro i tempi nuovi.�</p><p>�� stato un vero delirio� disse Algis Norvens con un largo sorriso. �Chiss� chi avr� avuto una simile ispirazione?�</p><p>�Gi�, chiss�?� disse Markham. �Mi piacerebbe congratularmi con l�autore.� E guard� Vivain con aria inquisitrice.</p><p>�Non lo so� confess� lei. �Di solito � Solomon che organizza gli spettacoli e le attrazioni. Lui dovreb�be saperlo. Vuoi che glielo chieda?�</p><p>�Lascia stare. Pensavo gi� che Solomon c�entrasse per qualcosa.�</p><p>Con silenziosa rapidit�, gli androidi stavano sparec�chiando, e altri servivano caff� e liquori. Nel frattem�po, attraverso il pavimento sorse un ampio palcosce�nico circolare.</p><p>La scena che comparve fu salutata da uno scroscio di risate, misto a grida di meraviglia. Ma dopo aver osservato per pochi secondi, con occhi assolutamente increduli, il nuovo spettacolo, Markham si sent� pren�dere dalla nausea.</p><p>Sulla scena c�erano tre personaggi abbigliati in mo�do complicato: una donna con due teste, una delle quali aveva una faccia infantile, mentre l�altra l�ave�va stranamente matura, un uomo con quattro braccia, un altro uomo con una lunga coda prensile.</p><p>I tre mimavano l�antico tema della rivalit�, i due uomini intenti a dimostrare i vantaggi specialissimi della propria afflizione. Quello dalle quattro braccia offriva fiori, dolciumi, profumi e un mantello da sera con due cappucci come segni della sua ammirazione. Poi la donna eseguiva con lui una breve danza, du�rante la quale l�uomo la conduceva ballando con due braccia, mentre con le altre due le accarezzava la fac�cia infantile. Alla fine il rivale, stanco della scena, lo afferrava per le caviglie con la coda facendolo cadere a terra. A sua volta, poi, danzava con la donna, con�centrando la sua attenzione sulla faccia matura e usando la coda in modo tale da dare quasi le convulsioni al pubblico.</p><p>Markham sent� di non poter assistere oltre alla sce�na odiosa, ma mentre si alzava per allontanarsi dal suo posto, Vivain lo trattenne.</p><p>�Devi ringraziare solo il ventesimo secolo per que�sto, John� gli disse molto seria. �Le mutazioni cau�sate dai Nove Giorni si verificano ancora. E gli scien�ziati androidi dicono che ne avremo per altri mille anni... Pensi che siamo duri e insensibili, vero? Ci giu�dichi decadenti e marci. Ma forse questo � soltanto un modo per tenere presenti gli orrori della guerra.�</p><p>Markham tent� di trovare una risposta soddisfacen�te, ma non ne trov�. Per lo meno non ne trov� una veramente onesta.</p><p>Alla fine la macabra esibizione termin�. Il palco di�sparve tra gli applausi e gli scrosci di risa. Ma c�era qualcosa di curioso in quelle risate, pens� Markham. Contenevano una nota isterica... in particolare quelle delle donne. Si disse che tutti, in fondo, erano vittime dei Nove Giorni. Per la prima volta cominci� a pro�vare verso tutti un senso di pena.</p><p>Algis Norvens si rivolse a Markham con un sorriso bizzarro.</p><p>�L�avete trovato divertente?�</p><p>�Niente affatto. E voi?�</p><p>�Se non ridessimo� rispose Norvens, sorprendendo Markham, �dovremmo diventare pazzi di rabbia. Ec�co perch� ridiamo. La tragedia diventa uno scherzo e lo scherzo finisce col perdere a poco a poco tutto l�a�maro.�</p><p>Lo sbalordimento di Markham crebbe. Un momen�to la gente del ventiduesimo secolo sembrava dura e insensibile, un attimo dopo tutti lasciavano trapelare squarci di sensibilit� e di sofferenza.</p><p>Stava per interrogare Norvens sulle possibilit� di procurarsi l�eutanasia, quando apparve la diversione finale. L�ultimo trattenimento consisteva in una gros�sa palla di vetro o plastica trasparente, con un sedile sospeso al centro in modo tale che, da qualunque par�te la palla girasse, il sedile conservava la sua posizione verticale. Su questo sedeva un bambino di circa dieci anni. Ma osservandolo meglio, Markham not� che, in contrasto col resto del corpo, la faccia del bambino era incredibilmente avvizzita e rugosa, come quella di un vecchio.</p><p>Nella bolla c�era una piccola apertura, attraverso la quale usciva un intenso raggio di luce rossa provenien�te da un congegno che il bambino stringeva nella ma�no.</p><p>Un androide, che con un braccio sosteneva senza fa�tica la bolla, annunci� che essa conteneva Sylvero, il famoso chiaroveggente e lettore del pensiero.</p><p>Appena l�androide ebbe finito di parlare, Sylvero salut� l�assemblea e sorrise amabilmente. Poi, a un se�gno simultaneo del Presidente e di Solomon, l�androi�de fece roteare la bolla cos� che il raggio di Sylvero cadde sulla faccia di un commensale.</p><p>Markham vide l�uomo spalancare gli occhi e restare inebetito con lo sguardo fisso e inespressivo, mentre il suo corpo si irrigidiva.</p><p>Poi Sylvero parl�, e la vocetta sottile era resa com�prensibile da un amplificatore.</p><p>�Il soggetto si chiama Orland Joyce. Ha trentotto anni e ha subito tre mesi di A.S. Ha amato undici don�ne e ne ha resa madre una. A tredici anni riusc� a di�struggere un androide restando impunito, il che gli procur� un complesso di colpa e un terrore morboso delle identit� nonbiologiche. A sedici anni am� una donna di ventisei, che in seguito divenne una Fuggia�sca e venne consegnata a una squadra psichiatrica dal soggetto stesso. A ventidue anni vinse il campionato di sci aereo alle Olimpiadi di Londra. A ventisette an�ni esib� dieci sculture alla Mostra d�Arte della Repubblica e ricevette il Turbante d�Oro. A trentatr� anni procre� un normale. Stasera allaccer� una relazione con una donna che ha i capelli azzurri e una veste di columino. Domani si recher� nella Scozia per i Gio�chi Autunnali. Poi passer� due mesi nella City prima di partire per un corso di cultura psichica. A quarantun anni metter� al mondo un altro normale. A quarantasette anni rester� gravemente menomato in uno sport marino che non � ancora stato scoperto... Non � permesso dichiarare l�et� in cui il soggetto cesser� di vivere. Non dir� altro.�</p><p>Sylvero spense il raggio rosso, e Orland Joyce ripre�se coscienza. Si guard� attorno con un sorriso meravi�gliato, mentre gli ospiti, specialmente quelli che lo co�noscevano ed erano quindi in grado di controllare la prima parte dell�analisi di Sylvero, applaudirono forte.</p><p>A un altro segnale venuto dal tavolo del Presidente, l�androide fece roteare la bolla trasparente; il raggio rosso di Sylvero colp� la faccia di una ragazza bruna che reag� immediatamente come aveva fatto l�uomo.</p><p>La voce stridula di Sylvero riprese a parlare. Il veg�gente disse che il soggetto si chiamava Ninelle Mar�chiant, di ventidue anni. Poi, con maggior ricchezza di particolari di quella usata per l�uomo, Sylvero pass� a descrivere l�infanzia e i fatti intimi della vita della ra�gazza. La filastrocca continu� fino a illustrare malizio�samente quello che la giovane aveva fatto la sera pri�ma, poi pass� a prevedere il futuro. Ma Sylvero s�in�terruppe quasi subito. Dopo un attimo di silenzio ri�pet� la formula <emphasis>non � permesso dichiarare l�et� in cui il soggetto cesser� di vivere. Non dir� altro.</emphasis></p><p>L�applauso fu meno scrosciante, questa volta. Dopo gli abbondanti particolari sul passato di Ninelle, il pubblico aveva sperato in una identica lettura del fu�turo, ed era rimasto un po� deluso.</p><p>Markham fissava il bambino con la testa da vecchio nella sfera di vetro, e si sentiva assalire da un�ondata di odio e di disgusto incontrollabili. La possibilit� che Sylvero fosse un mutante, un prodotto ritardato della Guerra, non riusciva a convertire in piet� la sua ripu�gnanza.</p><p>Che diritto aveva quel mostro malevolo di mettere a nudo la vita degli altri? Di atteggiarsi a padreterno e predire il loro futuro?</p><p>Se Markham fosse stato un po� pi� sereno si sareb�be reso conto che anche Sylvero era una vittima delle circostanze. Ma il piccolo veggente era divenuto il pun�to focale nel quale convergere il furore che si era ac�cumulato in Markham fin dall�incontro con Solomon, e che il resto della serata non aveva fatto che accre�scere.</p><p>Ma proprio mentre Markham si diceva che non vo�leva restare oltre a fare da spettatore impasibile delle cosiddette <emphasis>diversioni </emphasis>del Presidente, il raggio rosso di Sylvero gli balen� negli occhi, facendogli perdere co�noscenza.</p><p>L�intervallo non era misurabile dal soggetto, ma quando si risvegli�, Markham ebbe l�impressione che il raggio l�avesse accecato solo per un istante. Si rese conto, tuttavia, di un silenzio innaturale, e vide che tutti gli occhi erano rivolti alla sfera trasparente. Due androidi la reggevano, mentre un terzo ne aveva aper�to uno spicchio e stava estraendone il corpo inanima�to di Sylvero. Il bambino poteva essere svenuto, ma prima ancora che Vivain parlasse, Markham senti che Sylvero era morto.</p><p>�Stai bene, John?� gli mormor� lei, ansiosa.</p><p>�Credo di s�... Cos�� successo?�</p><p>Vivain diede un�occhiata inquieta verso il tavolo di suo padre, dove Solomon stava osservando con occhio inespressivo la rimozione di Sylvero.</p><p>�Solomon ti ha fatto ipnotizzare da Sylvero� gli spieg� Vivain. �Poi quel mostriciattolo ci ha detto tutto sulla tua infanzia, sul modo come sei cresciuto, sulla tua vita con Katy... Io... ero addoloratissima.�</p><p>Con un sorriso soddisfatto, Markham guard� spari�re la sfera e il cadavere di Sylvero.</p><p>�Perch�?� chiese. �Ho soltanto subito lo stesso trat�tamento degli altri.�</p><p>�Tu non appartieni al nostro mondo. Mi � sembra�to ingiusto.�</p><p>�Come diavolo � morto Sylvero?� chiese Markham, fissando con aria cupa il punto dove poco prima c�era la sfera.</p><p>�� inesplicabile. Aveva cominciato a predire il tuo futuro quando si � interrotto. Ha cominciato a pia�gnucolare, e tutti si chiedevano cosa stesse succeden�do. Poi all�improvviso ha ricominciato a parlare mol�to in fretta. Ma urlava talmente che non si capiva una parola... Poi, senza motivo apparente tutt�a un tratto � rimasto un attimo immobile, quindi � crollato.�</p><p>�Forse� disse Markham, con cupa allegria �avr� previsto la propria morte, e la notizia l�ha ucciso.�</p><p>Nel frattempo, il Presidente Bertrand si era alzato da tavola: gli ospiti erano liberi di disperdersi a pia�cere.</p><p>Algis Norvens si rivolse a Vivain. �Al diavolo le mutazioni! Ce ne ricorderemo di questa diversione, eh? Pare che il nostro Sopravvissuto abbia talenti na�scosti... Andiamo nella Sala Grande per il ballo?�</p><p>Vivain guard� Markham. �Scegli tu, John. Se pre�ferisci, ti mostrer� i giardini tropicali, oppure� e die�de un�occhiata maliziosa a Norvens, �Algis sfider� un pescecane nell�arena-serbatoio. Gli piace molte fare mostra della propria abilit� subacquea. O forse vuoi assistere al ballo?�</p><p>�Sono un centenario� disse ironico Markham. �Il ballo mi affatica troppo. Vada per i giardini tropicali.�</p><p>�Allora non dobbiamo privare Algis del suo divertimento� disse Vivain. �Gli presteremo il tuo A.P. per ballare.�</p><p>Norvens accett� di malagrazia quel congedo, ma Vi�vain non si commosse. Con uno sguardo feroce a Markham, Norvens se ne and� con Marion-A nella Sala Grande, mentre Vivain e Markham salivano ai giar�dini sopra il palazzo.</p><p>I giardini tropicali erano una profusione di colori e di profumi di fiori esotici, frutta e piante, il tutto illuminato da un sole sintetico. Toccando un pulsante Vivain elimin� il <emphasis>sole</emphasis>,e rimase solo il chiaro di luna autunnale che entrava dal tetto trasparente.</p><p>I giardini erano deserti. Vivain condusse Markham su una collinetta artificiale, dove si sedettero a con�templare la luna.</p><p>�Norvens � il tuo innamorato?� chiese bruscamen�te Markham.</p><p>Lei rise. �Che significa? Lo � stato in passato, e for�se lo sar� qualche altra volta in futuro.�</p><p>�Non voglio intralciargli la strada, ecco tutto.�</p><p>�Caro John, ora esageri. Un po� di sana competi�zione far� certamente un gran bene ad Algis.�</p><p>�E se io non volessi competere?�</p><p>�Allora dovr� costringerti, mio imperioso purita�no... cos�!� Gli prese la faccia tra le mani e lo baci� con passione, ma lui non rispose al bacio.</p><p>�Che scena edificante� disse una voce dall�ombra. �Vi state preoccupando con molta sollecitudine della sua orientazione, signora. Ma temo che sar� un com�pito assai complicato.�</p><p>Solomon si fece avanti, guardandoli con un sorriso benevolo. La sua presenza non pareva disturbare Vi�vain, ma Markham si sent� riassalire dalla collera.</p><p>�Il permesso di ritirarvi � accordato� disse, con chiaro sarcasmo.</p><p>Il sorriso di Solomon si fece pi� ossequioso che mai.</p><p>�Grazie, signore. Ma forse la figlia del Presidente mi permetter� di godere il privilegio di trattenermi qual�che minuto.�</p><p>�Il permesso � accordato� disse Vivain con voce incolore.</p><p>Solomon fece un inchino formale, poi si rivolse a Markham.</p><p>�Devo chiedervi scusa, signore, per qualche punto dello spettacolo che pu� avervi offeso, e soprattutto per il deplorevole incidente della morte di Sylvero.�</p><p>�In verit� disse Markham, �quella � l�unica par�te che mi � piaciuta. Un tipo antiquato come me, � ancora del parere che sia imperdonabile esporre la vi�ta privata di una persona al pubblico ludibrio.�</p><p>Gli occhi di Solomon parvero scintillare stranamen�te. �Tuttavia� disse �non era questa la funzione del�la stampa nel ventesimo secolo? Perdonatemi se sono in errore. Confesso di essere terribilmente mal pro�grammato in argomenti storici.�</p><p>Suo malgrado, Markham sorrise. �Non siete il pri�mo a ricordarmi che la grande arte del ventesimo seco�lo era l�ipocrisia. Ma preferisco ancora il mio tipo di ipocrisia al vostro.�</p><p>Solomon annu� cortese. �Ognuno ha i propri gusti, signore. Il periodo di centocinquant�anni ha se non altro liberato l�umanit� da molte delle sue inibizioni.�</p><p>�Al prezzo di creargliene di nuove� disse Markham.</p><p>�Il che ci richiama alla mente l�argomento di co�loro che non si adattano� disse Solomon. �Il che a sua volta ci riconduce ai Fuggiaschi.�</p><p>�Il fatto � che, evidentemente, volete discuterne� disse Markham. �Proseguite.�</p><p>�Grazie, signore.� Solomon fece una breve pausa. �In vista della nostra precedente conversazione, ho pensato, signor Markham, che potreste venire a tro�varvi in considerevoli rischi personali.�</p><p>�In vista della nostra precedente conversazione� �rispose Markham gelido, �sono d�accordo con voi. Ma secondo me, la fonte di questi rischi non � umana.�</p><p>Solomon scosse lentamente la testa, come per rim�proverare un bambino caparbio. �Il pericolo vi viene dai Fuggiaschi. Se veramente valgono qualcosa, tente�ranno di usarvi come simbolo.� Sorrise. �Ognuno, nella Repubblica, sa che il Sopravvissuto ha attitudi�ni tipiche del ventesimo secolo verso il lavoro, l�amore, la libert� economica e culturale.�</p><p>�Ho anche punti di vista ben radicati sull�uso illi�mitato degli androidi� disse Markham.</p><p>�Precisamente. Ecco perch� ritengo che i Fuggia�schi tenteranno di fare di voi il loro capo spirituale.�</p><p>�Mi adulate.�</p><p>�Non sono programmato per l�adulazione, signore. Ma mi rendo conto che potreste essere usato come ca�po spirituale da elementi psiconeurotici che desidera�no cambiare con la forza lo stato attuale della societ�.�</p><p>�Se saranno abbastanza forti per farlo� disse Mar�kham, �significa che la societ� attuale � vulnerabile.�</p><p>Solomon sorrise. �So per esperienza che gli uomini non sono pericolosi in quanto tali. Solo gli ideali so�no pericolosi. I Fuggiaschi potrebbero usarvi facendo di voi la personificazione di un ideale.�</p><p>Markham sbadigli�. �Personalmente non mi sento n� un simbolo n� un ideale. Sono soltanto un comu�ne essere umano... irritato da troppi macchinari che camminano!�</p><p>�Allora spero, signore, che non vorrete mettere a repentaglio la vostra persona permettendo ai Fuggia�schi di idealizzarvi.�</p><p>�E se invece volessi?�</p><p>�Allora, signore, sarebbe necessario apportare qual�che leggero cambiamento alla vostra personalit�, cos� come se foste troppo irritato da tanto macchinario che cammina.�</p><p>�Grazie per l�avvertimento. Me lo ricorder�.�</p><p>�Grazie per il colloquio, signore. Non lo dimenti�cher�.� Guard� Vivain. �Vi chiedo scusa dell�intru�sione, signora. Ho il permesso di ritirarmi?�</p><p>�Accordato� disse Vivain. �Penso, Solomon, che non dovresti misurare l�atteggiamento del signor Markham secondo la media contemporanea.�</p><p>Solomon si inchin� di nuovo �Se cos� fosse, signora, l�avrei gi� raccomandato per l�Analisi.�</p><p>Markham osserv� l�androide che si allontanava. Ri�mase silenzioso, ascoltando attentamente per qualche momento. Poi disse: �E cos�, l�infallibile Solomon ha commesso il suo primo errore.�</p><p>�Cosa vuoi dire?�</p><p>�Si illude di poter stimare correttamente l�effetto di aver applicato qualche stimolo di paura a un esse�re umano.�</p><p>Vivain rabbrivid� leggermente. �Vorrei che non avessi quell�aria cos� truce, caro.�</p><p>All�improvviso, Markham scoppi� a ridere. �Lotta o scappa� disse in tono allegro. �� sempre l�eterno dilemma.�</p><p>�Di che stai parlando?� chiese Vivain con voce pe�tulante.</p><p>�Della differenza tra determinismo e libero arbi�trio... tra androidi ed esseri umani.�</p><p>�Non mi piaci quando fai il misterioso.�</p><p>�Tu per� ci guadagni molto da qualche dose oc�casionale di perplessit� ribatt� Markham.</p><p>Rimasero nei giardini tropicali finch� un androide gallonato venne a cercarli per annunciare che il Presi�dente Bertrand desiderava vedere Vivain e Markham nel suo studio privato.</p><p>Clement Bertrand si era tolto la maschera ufficiale. Nonostante la carnagione rosea e sana, la pelle liscia e levigata, ora dimostrava la stanchezza della sua et�. Markham not� negli occhi del Presidente un�espres�sione di ansia. Bertrand conged� il servo androide, offr� da bere a Vivain e a Markham e scambi� con loro alcune frasi banali. Infine venne al sodo.</p><p>�Sono sufficientemente anziano, John, sufficiente�mente vecchio, per aver giocherellato un po� quando il lavoro, diciamo cos�, era ancora socialmente de�siderabile. L�elettronica era il mio passatempo. Lo dico perch� voglio assicurarvi che in questa stanza non � inserito alcun trucco acustico.� Rise. �Solomon, es�sendo l�oggetto pi� vicino all�efficienza chimica pura, una volta ci si � provato. Ma io ho sistemato una serie di risonatori che rovinavano tutti i suoi tentativi. So�no lieto di dirvi che ha capito l�antifona.�</p><p>Markham sorrise. �Non immaginavo che foste un antiandroidi, signore.�</p><p>�Non lo sono� rispose con fermezza Clement Ber�trand. �Ma sono contro i disturbatori... in ogni senso. Ed ecco perch� ho voluto parlarvi. Pochi minuti fa ho visto Solomon. Ritiene che siate un pericolo potenziale per la Repubblica. Pensa che i Fuggiaschi vogliano ser�virsi di voi. Pensa inoltre che siate incline a lasciarvi usare. Cosa mi rispondete?�</p><p>�Non mi rendevo conto che gli androidi potessero essere programmati per il melodramma.�</p><p>�Non sviate la domanda. Avete incontrato qualche Fuggiasco?�</p><p>�Anche se l�avessi incontrato, non sarei tanto scioc�co da dirvelo, signore.�</p><p>�Sciocco, o semplicemente cittadino responsabile? Quando foste creato cittadino della Repubblica, ac�cettaste le responsabilit� oltre che i privilegi.�</p><p>Markham si accigli�. �Mi riesce difficile considera�re lo spionaggio come una responsabilit� civile.�</p><p>Il Presidente scroll� le spalle con aria stanca.</p><p>�Se volete essere temerario, � affare vostro� dis�se. �Ma non date giudizi affrettati, e non sottovaluta�te io Psicoprop. E lo Psicoprop � Solomon. Ogni altro androide del dipartimento � fondamentalmente una estensione del suo cervello.�</p><p>�Grazie, signore. Non lo dimenticher�.�</p><p>�C�� anche un�altra cosa da ricordare. Poich� siete prima di tutto un cittadino, e in secondo luogo un essere umano, Solomon non pu� farvi niente fino al momento in cui commetterete un errore. Ma a quel punto non avete scampo. E sar� la fine di John Markham come lo conosciamo oggi.�</p><p>Markham guard� incuriosito il Presidente. �Da co�me parlate, signore, ho l�impressione che non siate completamente dalla parte di Solomon� disse.</p><p>Il Presidente Bertrand gli restitu� l�occhiata con aria impassibile. �Pu� darsi, ma sono Presidente della Re�pubblica, e non voglio che si sviluppi alcuna situazio�ne che possa condurre a una lotta diretta tra uomini e androidi. Perch� gli androidi vincerebbero. Sono qui per servirci... con una magnifica organizzazione. Sono tutti ottimi servitori, ma potrebbero diventare nemici spietati, una volta ricevuto il programma adatto.�</p><p>�Presto o tardi� disse Markham, �la lotta scoppier�. A meno che l�umanit� non scompaia prima. Ecco perch� sarebbe meglio che scoppiasse presto, finch� gli uomini hanno ancora un po� di coraggio.�</p><p>Il Presidente Bertrand si riemp� di nuovo il bicchie�re. �� strano� disse pensoso, �come i filosofi, i santi, i criminali, e i rivoluzionari abbiano tutti in comune l�elemento violenza.�</p><p>�Forse la violenza giustificata � preferibile alla pa�ce a tutti i costi.�</p><p>�Questo � un problema, lo so� disse lentamente Bertrand. �La violenza pu� avere giustificazioni? Voi parlate a nome di un mondo che ci diede i Nove Gior�ni. Io parlo per un mondo che � stato ricostruito dal�le ceneri... Un tempo ho studiato filosofia sotto un cer�to Hyggens. Aveva un suo punto di vista molto interessante sulla violenza... nonch� sugli androidi e sulla vita. Tra parentesi, oggi � un Fuggiasco.�</p><p>Markham si irrigid� suo malgrado.</p><p>�Non preoccupatevi� continu� il Presidente. �� ancora vivo e libero. Almeno spero. Ma se lo vedeste di nuovo, avvertitelo di non sperare in eterno nei mi�racoli.�</p><p>�Come fate a sapere che l�ho incontrato, signore?�</p><p>�Me l�avete lasciato capire voi stesso... Un�altra cosa. C�� il problema di voi e di mia figlia.� Guard� calmo Vivain che aveva ascoltato chiusa in un silen�zio sbalordito. �Gi�, � insolito per te sentirmi parla�re cos�, vero? Io sono il pupazzo decorativo, l�oratore, l�uomo pieno di paroloni vuoti. Ma talvolta, Vivain, � necessario immettere un po� di significato in un fiu�me di parole. Ora, per esempio, il momento lo richie�de. Nonostante quello che ho detto prima di cena, i Fuggiaschi sono diventati un problema serio. E loro lo sanno. Stanno cercando una forza unificatrice, un simbolo che possa dare fede agli incerti, attrarre quel�li che ancora non si sono decisi. John non � ancora stato chiamato in causa. Potrebbe non esserlo mai. Po�trebbe perfino orientarsi nella nostra societ�, e dimo�strare cos� che Solomon ha torto. Ma non voglio che tu lo veda troppo, per un po� di tempo. Per lo meno, non voglio che venga risaputo, n� dagli androidi n� dagli uomini, che tu lo vedi. Mi sono spiegato?�</p><p>�E con incredibile solennit�, anche� disse Vivain. �Non sapevo che potessi fare del melodramma, Clement.�</p><p>�Infatti... Finch� non ci sono costretto.�</p><p>�Ditemi, signor Presidente� disse Markham, che da un certo tempo stava riflettendo su un punto in particolare �se sono una potenziale minaccia, perch� non mi rimandate in A.S. o qualcosa del genere?�</p><p>�Per farlo, ci vorrebbero ragioni che potessero sod�disfare i cittadini di Londra. Possiamo sembrarvi decadenti o inefficaci, John. Ma nutriamo ancora qual�che illusione. E anche noi diamo un valore altissimo alle nostre nozioni in fatto di libert� individuale... Al diavolo le mutazioni, per questa sera sono stato abba�stanza solenne. � tempo che intrattenga un po� gli al�tri ospiti.�</p><p>Mentre tornava con Vivain nella Sala Grande, Markham si sentiva veramente perplesso. Gli pareva che, appena formata un�opinione sulla gente e sulle usan�ze del ventiduesimo secolo, l�opinione stessa subisse una smentita immediata.</p><p>Trovarono Algis afflitto da un eccesso di danza, di alcol e di compagnia di Marion-A.</p><p>�Spero che i giardini tropicali vi siano piaciuti� disse il giovane, con un�occhiata velenosa a Markham.</p><p>�Immensamente.�</p><p>�Siamo stati a chiacchierare con Clement� disse Vivain in tono conciliante. �Voleva vedere John.�</p><p>Norven sorrise ironico. �Tutti vogliono vedere John� disse. �Per� io preferisco vedere te.� Si rivol�se a Markham. �Grazie d�avermi prestato l�androide. Ve lo restituisco con gioia... Programmata in modo straordinario, per�. E balla meglio di me.�</p><p>�Ha molte virt� insospettate� disse Markham, sor�ridendo.</p><p>Marion-A ricevette il complimento con un sorriso ri�gido. Molti ospiti avevano gi� cominciato ad andarse�ne, e Markham si chiedeva se fosse una buona idea tentare una ritirata strategica. Non sopportava pi� di stare chiuso l� dentro. Inoltre, molte cose erano suc�cesse nel corso della serata. Cose sulle quali doveva riflettere.</p><p>Guard� Algis e poi Vivain. E all�improvviso deside�r� allontanarsi da entrambi.</p><p>�Sono terribilmente stanco� disse. �Mi sono suc�cesse troppe cose nuove tutte insieme. Ho bisogno di un po� di riposo... e di solitudine.�</p><p>�S�, immagino che la vita vi sembri ancora un po� sconvolgente� disse Norvens in tono divertito. �Pren�detela con calma, John, altrimenti diventerete triste.�</p><p>Markham sorrise. �Questa � la sera dei consigli sag�gi, pare.� Prese la mano di Vivain. �Ringrazia tuo padre e fagli le mie scuse, vuoi? Digli che rifletter� attentamente su quello che mi ha detto.�</p><p>Lei gli strinse gentilmente la mano. �Abbi cura del�la tua psiche primitiva, caro... e non pensare troppo. Ti fa male� gli disse poi.</p><p>Lui rise. �Conosco almeno un modo per evitare di essere cerebrale. Posso sempre ricorrervi, non credi?�</p><p>�S� mormor� Vivain. �E spero che tu lo faccia prestissimo...�</p><p>Markham lasci� la Sala Grande con Marion-A al fianco.</p><p>Quando uscirono dall�ascensore, ai piedi del Palaz�zo, gi� il senso di claustrofobia si stava dileguando.</p><p>Si sdrai� pigramente sul sedile dell�eliauto, sospir� di sollievo e sent� che la tensione diminuiva. Poi or�din� a Marion-A di salire con l�eliauto a trecento me�tri. Volle restare fermo lass� per qualche minuto, a contemplare la City; cercava invano di ricordare un sogno che sonnecchiava in fondo al suo cervello. Alla fine vi rinunci�, e l�eliauto scese lentamente verso Knightsbridge.</p></section><section><title><p>10</p></title><p>Dapprima, il mondo del ventiduesimo secolo gli era sembrato simile a un sogno incoerente, ma a poco a poco il sogno stava prendendo i contorni di una real�t� accettabile.</p><p>Mentre le frizzanti giornate settembrine si accorcia�vano sfumando nella magia solitaria e nebbiosa del�l�ottobre, Markham si accorse che stava <emphasis>orientandosi </emphasis>rapidamente. Tutto quello che in precedenza l�aveva sorpreso e scandalizzato, ora gli ispirava una fredda disapprovazione intellettuale. Tutto quello che prima gli era sembrato grottesco o anormale, gli appariva in�vece inevitabile, quasi naturale, in un mondo che solo adesso cominciava a capire a fondo.</p><p>Intravedeva gi� il problema base. In modo oscuro e personale, stava scegliendone le soluzioni. E il pro�blema era simbolizzato da Marion-A.</p><p>Markham ricordava perfettamente il mattino passa�to a Hampstead Heath, e l�incontro col professor Hyggens. Ricordava quasi parola per parola la storia del professore: il modo in cui il numero degli allievi an�droidi del corso di filosofia si era accresciuto fino ad annullare quello degli esseri umani, il collocamento a riposo del professore e l�entrata in carica al suo po�sto di un ex allievo androide, capace di tenere le lezio�ni con maggiore rapidit� ed efficienza. Ricordava di avere chiesto al professor Hyggens perch� mai gli an�droidi volessero studiare filosofia. E ricordava la ri�sposta.</p><p><emphasis>La filosofia</emphasis>,aveva detto il professore, <emphasis>� vita. Almeno � uno dei grandi aspetti della vita... della vita intelli�gente. Ecco perch� gli androidi vogliono immetterla nei loro circuiti. Cos� possono valutare i problemi del�la vita.</emphasis></p><p>Poi c�era stata l�altra domanda, che il professor Hyg�gens gli aveva fatto a bruciapelo: <emphasis>hai mai cercato di definire la vita, John?</emphasis></p><p>Mentre meditava sulla discussione che aveva avuto luogo in Hampstead Heath, Markham si lambiccava di nuovo con la definizione elusiva del concetto <emphasis>vita.</emphasis></p><p>Ma voleva immagini, non concetti. Voleva elementi comuni per poterli riconoscere e dire: <emphasis>questa � la na�tura della vita. Questa � la base di tutte le cose viventi.</emphasis></p><p>Le immagini erano acute e chiarissime, ma il loro elemento comune, il fattore x, era, quando si veniva ad esaminarlo, pi� elusivo del significato di musica, e tuttavia a portata di mano come il segreto della poe�sia.</p><p>Immagin� in accostamento Budda e un singolo bat�terio, Leonardo da Vinci e un grano di frumento, una sequoia e una spora di fungo. Pens� a Johnny e a Sa�rah. Ma il fattore x continuava a sfuggirgli. Poi, final�mente, si ricord� di un�immagine doppia. Un�immagi�ne che poneva il problema in termini semplici e assolu�ti. Pens� a Katy e a Marion-A.</p><p>Katy era stata viva e adesso era morta da molto tem�po. Marion-A era stata rimodellata per assomigliarle. Ma non era Katy e non era una donna: era soltanto una macchina.</p><p>Soltanto una macchina?</p><p>A dispetto di tutti i suoi sforzi, Markham si trovava punto e daccapo.</p><p>Katy era stata concepita e messa al mondo. Marion-A era stata costruita. Katy era stata educata e istruita, Marion-A era stata programmata. E la programmazio�ne era complessa, raffinata e, soprattutto, adattabile. Ma adattabile in che senso? Questo suggeriva un�ulteriore domanda: poteva Marion-A essere programmata per vivere?</p><p>Ecco il problema base, complicato dal fatto che la vita non poteva essere definita: poteva solo essere ri�costruita.</p><p>Marion-A possedeva tutti i dati che le occorrevano per compiere con efficienza le funzioni per le quali era designata. Ma la programmazione non terminava quando il suo cervello veniva collaudato al diparti�mento di prova dell�impianto per la riproduzione de�gli androidi. Perch� Marion-A era fatta in modo tale che il suo programma base poteva venire ampliato o modificato dall�esperienza. In teoria, dunque, sarebbe stata capace di reazioni non anticipate dai suoi pro�gettatori, a meno che questi non le avessero inserito un circuito di inibizioni per essere certi che, nonostan�te la presenza di un qualsiasi stimolo, la sua condotta si sarebbe accordata alle limitazioni imposte dalla pro�grammazione originale.</p><p>Ma, nelle creature viventi, le inibizioni possono ve�nire rimosse. E se ne possono creare di nuove. Markham si chiedeva se sarebbe stato possibile distruggere qual�cuna delle inibizioni di Marion-A, e in caso affermati�vo, se sarebbe stato possibile anche crearne di nuove.</p><p>E all�improvviso cap� che stava per accingersi a una impresa, una specie di esperimento. Questo non l�a�vrebbe condotto necessariamente a scoprire se gli an�droidi potessero essere considerati vivi. Ma se non al�tro il risultato avrebbe fornito qualche indicazione su ci� che lui e il resto dell�umanit� si trovavano a fron�teggiare.</p><p>Marion-A era programmata per servirlo, ma solo fi�no a che lui si fosse conformato ai canoni accettati di condotta. Il che era soltanto un altro modo di dire che l�androide era programmata prima di tutto negli interessi della Repubblica, e in secondo luogo in quel�li di Markham.</p><p>Ma se, per esempio, l�ordine delle due lealt� poteva essere sovvertito? Un pensiero affascinante e fantasti�co, questo.</p><p>A mano a mano che i giorni passavano, Markham si dedicava sempre pi� a Marion-A. Dapprima decise di esplorare i limiti della conoscenza dell�androide, e ri�mase ammirato, se non addirittura umiliato, da quel�lo che trov�. Scopr� che, per quanto concerneva i fatti, Marion-A era un�enciclopedia ambulante. Per�, nel campo delle possibilit� e delle implicazioni, in quel mondo insostanziale di ombre e di simboli, Marion-A non raggiungeva nemmeno l�intuizione, la fantasia, l�intelligenza di un bambino medio.</p><p>Sapeva tutto sulla velocit� della luce, sulla storia universale, sull�evoluzione della vita, sulle onde meccaniche e via dicendo. Ma sebbene sapesse che una ro�sa, o un brano di musica, o un tramonto, potessero es�sere belli per la vista umana, non capiva perch� lo fossero, n� aveva alcuna nozione sulla natura della bellezza, o della felicit�, o dell�amore.</p><p>Markham non segu� un piano preordinato nell�eseguire le sue ricerche e i conseguenti attacchi circa le <emphasis>attitudini mentali </emphasis>di Marion-A. Senza nemmeno ren�dersene conto, part� in vantaggio proprio perch� ope�r� affidandosi all�istinto. La sua conversazione passava con una sola frase dal freddo ragionamento alla con�siderazione romantica dell�amore, dalla cibernetica al�la religione, all�improvvisazione di un pensiero spon�taneo.</p><p>Gioc� a scacchi con Marion-A, le parl� dei suoi bam�bini e di Katy, e della vita nel ventesimo secolo. Le fe�ce ascoltale brani di musica, le chiese perch� pensava che il tal pezzo lo rendesse felice o triste, o gli desse una soddisfazione intellettuale. Cerc� di farle apprez�zare la tragedia di <emphasis>Amleto</emphasis>,il mistero di Monna Lisa, la grandezza della Toccata e Fuga in re, i dipinti di Blake, la magniloquenza di Marlowe, le melodie di Chaikovsky.</p><p>E giorno dopo giorno, Marion-A diventava pi� con�fusa. Il suo programma non era in grado di affrontare un simile attacco concentrato. I sintomi dapprima fu�rono vaghi, quasi insignificanti. Marion-A cominci� a dimenticarsi alcune cose, soprattutto cose che le riu�scivano difficili, cose che non erano spiegabili in ter�mini razionali. Cominci� a fare errori. Non era pi� cos� monotonamente efficiente. E a volte, quando Mar�kham la punzecchiava facendole notare gli sbagli com�messi, mostrava sintomi che, nell�essere umano, avreb�bero potuto essere interpretati come umiliazione.</p><p>Era stata programmata per accettare la propria pro�grammazione senza discutere. Ma senza darle tregua, Markham la indusse a usare su tutto le proprie facolt� critiche... compreso su se stessa e sulla parte che rap�presentavano gli androidi nella societ�.</p><p>Marion non era stanca, perch� la stanchezza non era possibile agli androidi. Ma in un certo senso i suoi movimenti sembravano pi� lenti, meno sicuri. Non era infelice, perch� gli androidi non erano program�mati per la felicit� o per l�infelicit�, ma c�erano mo�menti in cui pregava di essere lasciata sola, o chiede�va il permesso di usare l�eliauto per un giro senza me�ta, o se ne andava a zonzo per le strade di Londra sen�za alcun motivo apparente.</p><p>Con distacco freddo, da clinico, Markham notava tutti questi sintomi e non mancava di far sapere a Marion-A che si era accorto del cambiamento avvenuto in lei. E in tutto questo non faceva che ripetersi d�es�sere spinto da semplice curiosit�.</p><p>Durante i giorni che seguirono il banchetto del Pre�sidente Bertrand a Buckingham Palace, Markham, ol�tre a dedicare gran parte del suo tempo ai tentativi sperimentali per modificare la programmazione di Marion-A, riusc� anche a rivedere Vivain, di solito in ap�puntamenti combinati in grande segretezza a qualche distanza dalla City.</p><p>Inevitabilmente, la loro relazione metteva radici. Era stata generata dalla curiosit�, mantenuta viva dall�at�trazione fisica. Adesso c�era qualcosa di pi�. Per Vi�vain, se non altro, anche se lei non si curava di am�metterlo. Il fascino di Markham aumentava ai suoi oc�chi anche se, secondo tutte le leggi, avrebbe dovuto invece svanire. La sua necessit� di stare con lui si fa�ceva sempre pi� intensa, e per motivi di autentico in�teresse morale...</p><p>A parte Vivain e qualche occasionale incontro con Algis Norvens, gli unici veri contatti sociali di Mar�kham erano con i vicini di Knightsbridge. Dal suo punto di vista, il primo incontro con Paul Malloris e Shawna Vandellay, la coppia che occupava l�apparta�mento sotto il suo, non era stato un gran successo. Ma dopo aver ricambiato la loro ospitalit� ed essere tor�nato in visita un paio di volte a casa loro, cominci� a trovarli entrambi molto simpatici.</p><p>Dato che Paul e Shawna avevano conversato con lui dopo avergli fatto un�iniezione di Oblivina, della qua�le lui non si ricordava affatto, e si erano convinti che le simpatie di Markham stavano pi� dalla parte dei Fuggiaschi che della societ�, non sentivano pi� la ne�cessit� di fingersi vacui e sciocchi di fronte a lui.</p><p>A mano a mano che l�amicizia si consolidava, Paul abbandon� lentamente il suo atteggiamento da poeta apocalittico e confid� a Markham che i suoi veri in�teressi riguardavano la storia della psicologia. Passa�rono insieme lunghe serate; Paul esplorava sistemati�camente gli atteggiamenti ventesimo secolo di Mar�kham il quale, dal canto suo, faceva l�inverso. Shawna portava la giusta nota di gaiezza nella conversazione quando questa si faceva troppo seria o troppo peri�colosa.</p><p>Arriv� il momento tuttavia, in cui Paul sent� di po�tersi fidare sufficientemente di Markham per confidar�gli l�episodio dell�Oblivina. Dapprima, Markham rifiu�t� di crederci, convinto di essere l�oggetto di qualche complesso scherzo del ventiduesimo secolo. Ma quando Shawna glielo conferm�, guardandolo con i grandi oc�chi seri in cui si leggeva parecchia ansia, si convinse che era tutto vero.</p><p>�Faresti meglio a riferirmi esattamente tutto quel�lo che ci siamo detti mentre ero sotto l�effetto di quel�la maledetta Oblivina� disse allora, guardando Paul. �Poi vedr� se sar� il caso di gonfiarti la testa di pugni.�</p><p>Paul Malloris si strinse nelle spalle, e sorrise ama�bilmente. �Senza offesa, John, ma non ce la faresti nemmeno con la miglior buona volont�.� Poi gli rac�cont� tutto.</p><p>Markham ascolt� attento, senza fare commenti, fin�ch� Paul non ebbe finito. Rimase silenzioso per alcuni istanti, chiedendosi perch� mai Paul avesse corso il ri�schio di confessargli una cosa simile. Infine cap� tutto in un istante.</p><p>�Dunque tu pensi che io abbia gi� scelto? Che ab�bia gi� preso la mia decisione?�</p><p>Paul Malloris gli riemp� il bicchiere. �Stai calmo. Ormai non c�� pi� bisogno dell�Oblivina... Durante le ultime settimane, John, ci siamo visti parecchio. Penso di conoscerti bene, ormai, forse meglio di quan�to ti conosca tu stesso.�</p><p>Markham sorrise. �Tutt�altro che impossibile.�</p><p>�Appunto. Il trauma di ritrovarti in un mondo nuovo... diciamo addirittura, di ritornare al mondo, ha comportato una grande confusione psichica. Ora per� il fumo comincia a dissiparsi, e penso che tu ca�pisca la situazione con chiarezza... Non si pu� restare neutrali, John. � impossibile.�</p><p>�No, di neutrale non c�� mai nessuno� disse Mar�kham.</p><p>Shawna lo guard� supplichevole. �Non saresti mai stato felice sotto la dominazione degli androidi, vero, John? Sii sincero, ti prego.�</p><p>�Non credo che riuscir� a sentirmi felice in nessun caso� disse lui. �Ma se non altro preferisco la libert� di essere infelice.�</p><p>�Ecco il punto� disse Paul, sorridendo. �Infelici�t� uguale neurosi uguale inadattamento... che al gior�no d�oggi � l�unico crimine serio. Ma tu sei gi� un sa�botatore.�</p><p>Markham pos� il bicchiere. �Come mai voi due non siete diventati Fuggiaschi?� chiese.</p><p>�� semplice. Lo Psicoprop non ci ha ancora presi al laccio. Esternamente, cerchiamo di essere una cop�pia molto convenzionale. Apparteniamo ai circoli alla moda, andiamo ai ricevimenti in voga, prendiamo parte alle cosiddette conversazioni normali. � utile per il Comitato Centrale sapere cosa bolle in pentola.�</p><p>�Il Comitato Centrale?�</p><p>�I Fuggiaschi sono bene organizzati, John. Non crederai che siano quattro straccioni dispersi, vero?�</p><p>�Mi piacerebbe rivedere il professor Hyggens� dis�se Markham. �� possibile combinare un incontro?�</p><p>�Eccome!� rispose Paul. �Vedi caso, anche il pro�fessore vorrebbe vedere te. Ci vorranno alcuni giorni.�</p><p>Purtroppo, Paul Malloris non riusc� a portare a ter�mine l�incontro. Un paio di sere dopo, mentre Mar�kham stava facendo quattro passi tutto solo in Hyde Park, per calmarsi dopo un burrascoso bisticcio con Vivain, sent� all�improvviso alle sue spalle un rumore di foglie secche calpestate. Rimase immobile e aspet�t�. Un attimo dopo, nel buio, un�ombra vaga parve staccarsi da un albero vicino.</p><p>�Sei tu, John?� La voce era soltanto un bisbigl�o, ma Markham riconobbe Paul Malloris.</p><p>�S�, sono io. Perch� questo tono da cospiratore?�</p><p>Paul gli si avvicin�. �Sapevo che a volte venivi qui a passeggiare. Ti sto aspettando da quattro ore. Quan�to tempo ti ci vuole per andare a prendere l�eliauto?�</p><p>�Un quarto d�ora, immagino.�</p><p>�Bene. Portalo a Marble Arch e accendi il motore di volo. Ti raggiungo l�.�</p><p>�Senti un po�, che diavolo...�</p><p>�Presto, John! � urgente.� Paul stava gi� nascon�dendosi in un gruppo di alberi, indicando nel contem�po un raggio di luce apparso improvvisamente a quat�trocento metri da l�. Il raggio cominci� a frugare il parco, poi se ne accese un secondo e un terzo.</p><p>Dopo un istante di riflessione Markham si mise a camminare baldanzoso verso le luci. Poco dopo venne intercettato da un paio di androidi che gli chiesero i documenti. I due si consultarono, e per qualche se�condo Markham temette che non volessero lasciarlo passare. Ma la pattuglia psichiatrica aveva ricevuto istruzioni chiare, o forse inadeguate. Non cercavano John Markham, per il momento. Cos� gli permisero di riprendere il cammino.</p><p>Dieci minuti dopo Markham era nell�eliauto e gui�dava lentamente su per Park Lane verso Marble Arch. Aveva appena fermato il veicolo nel punto fissato, che la portiera si apr� e Paul Malloris salt� a bordo.</p><p>�In aria... presto� ordin�.</p><p>Markham, che sotto la guida di Marion-A aveva im�parato a guidare l�eliauto con efficienza eccezionale, tocc� immediatamente i dispositivi di volo e decoll� a un�accelerazione che gli valse un�occhiata rispettosa da parte di Paul.</p><p>Si raddrizz� a seicento metri, descrisse un ampio cerchio, poi inser� il pilota automatico.</p><p>�E allora?� disse. �Devo pensare che non sei pi� nelle grazie dello Psicoprop?�</p><p>Nella luce rossa del pannello di comando, la faccia di Paul mostrava rughe di tensione e di disperazione.</p><p>�Nel pomeriggio hanno portato via Shawna� dis�se cupo. �Mi hanno mancato per soli tre minuti... Hanno lasciato un paio di androidi ad aspettarmi.� Sorrise sarcastico. �Ma non erano abbastanza svelti. Quindi mi cercano anche per aver danneggiato degli androidi.�</p><p>�Maledizione!� disse Markham. �Non possiamo fare niente per Shawna?�</p><p>Paul Malloris fece uno sforzo per ricomporsi. �S�, c�� qualcosa che possiamo fare per onorare la sua memoria� disse sottovoce. �Possiamo distruggere la potenza degli androidi una volta per sempre. Possia�mo costruire un mondo dove le persone come Shawna potranno vivere senza terrore.�</p><p>Markham rimase silenzioso per qualche secondo. �Perch� quest�improvviso cambiamento?� chiese.</p><p>�Non lo so� rispose Paul. �Possono esserci centomila ragioni... Eppure eravamo stati molto prudenti.�</p><p>�Ma non completamente� disse Markham.</p><p>�Spiegati.�</p><p>�Siete diventati amici miei... Vi ho detto del mio colloquio con Solomon, no?�</p><p>�S�, ma...�</p><p>�Mi diede un ammonimento, e adesso vuole di�mostrarmi che parlava sul serio.�</p><p>�Pensi che lo Psicoprop abbia preso Shawna per�ch�...�</p><p>�Pu� darsi. Perfino il Presidente Bertrand ammet�te che io sia una compagnia pericolosa. Forse Solomon ritiene che una dimostrazione di forza possa convin�cermi a meditare sui miei principi sbagliati.�</p><p>�E ha indovinato?� chiese Paul, guardandolo fissa�mente.</p><p>�Temo di s�. Nonostante tutti i miei arzigogolamenti metafisici, pensavo di poter alla fine accettare il mondo degli androidi. O almeno tentare di fingere di accettarlo. Non sono il tipo d�individuo attivo. Pre�ferisco stare seduto a osservare. Ma quando mi costrin�gono ad agire, non � per le astrazioni o per gli ideali, ma per motivi personalissimi.�</p><p>�Motivi egoistici?� sugger� Paul, ironico.</p><p>�Assolutamente egoistici� rispose Markham. �Mi sento egoista riguardo te, Shawna, il professor Hyggens... e Vivain Bertrand. Ora questo � il mio mondo e voi mi appartenete. Sono un egoista a ventiquattro carati.�</p><p>�Sei un pazzo idealista� disse Paul. �Solo che te ne vergogni.�</p><p>�Va� al diavolo� disse calmissimo Markham. Fiss� la City. �Cosa ne pensi? Esiste qualche speranza di rivedere Shawna?�</p><p>�L�esecuzione sar� lenta ma indolore� spieg� Paul con voce roca. �L�Analisi � diventata un�arte sottile. Possono riprogrammarti proprio come se tu fossi un androide. Ai tuoi tempi, credo, si chiamava lobotomia. Ecco che cosa succeder� a Shawna. Smontaggio, e poi una bella personalit� nuova di zecca, per essere eter�namente felice in questo mondo perfetto... Ma se la rivedremo, e spero che non sia cos�, sar� meglio evi�tarla.�</p><p>�Perch�?�</p><p>�Perch� non sar� pi� Shawna. Chiamer� la pattu�glia psichiatrica pi� vicina e ci denuncer� con un sor�riso soddisfatto, convinta di agire per il meglio.�</p><p>�Bisogner� ricordarsene� disse Markham, cupo, �quando verr� il momento di uccidere gli androidi.�</p><p>�Non uccideremo gli androidi, John. Ci limiteremo a farli a pezzi.�</p><p>�In ogni caso, il risultato sar� il medesimo� disse Markham con un lieve sorriso. �Ma ti confesso che, per il rispetto di me stesso, preferisco il concetto di uccidere.�</p></section><section><title><p>11</p></title><p>Il mattino seguente, dopo una notte insonne, Markham prese una decisione riguardo a Marion-A. L�istinto gli diceva che il tempo stringeva, che presto si sarebbe tro�vato esposto alle attenzioni dello Psicoprop e di Solomon senza poter pi� far niente. L�alternativa era di trasformarsi volontariamente in Fuggiasco, per dimi�nuire il rischio di essere colto di sorpresa.</p><p>Ma qualunque cosa accadesse, l�esperimento con Marion-A era destinato a rimanere incompleto, a meno che il leggero mutamento vitale non avesse gi� comin�ciato a manifestarsi. Per ora si proponeva di scoprire questo.</p><p>In tutti i casi, non poteva pi� correre il rischio di lasciarsi spiare, sebbene non avesse potuto capire a che punto Marion-A fosse programmata per lo spionaggio. Forse era solo una spia passiva. Forse Solomon, o chiunque altro fosse il responsabile del programma base degli androidi, riteneva che non fosse un bene permettere agli androidi di mostrarsi troppo indaga�tori. Ma, qualunque fosse il rischio, Markham non poteva rischiare oltre.</p><p>Durante un giro fatto nella City, aveva acquistato, senza sapere perch�, una moderna pistola automatica e cento caricatori. Il modello poteva far pensare a una normale pistola del ventesimo secolo, ma era pi� leg�gero e aveva un�impugnatura piccolissima. Markham l�aveva provata e l�aveva trovata un�arma ottima.</p><p>Dopo colazione, si mise in tasca la pistola e un paio di caricatori. Poi consult� una carta della Costa Orien�tale e disse a Marion-A di preparare qualcosa da man�giare per un pic-nic e di mettere tutto nell�eliauto.</p><p>Mentre guardava la carta not� all�improvviso il pic�colo villaggio dove lui e Katy avevano trascorso la lu�na di miele. Tanto tempo prima: in un certo senso in un�altra dimensione di spazio e di tempo...</p><p>Con decisione, respinse i ricordi che gli si affollava�no alla mente. Non era il momento di diventare sen�timentale.</p><p>Sapeva che il villaggio era al centro di una striscia di costa deserta, e quindi era ottimale per gli scopi che si proponeva.</p><p>�L�eliauto � pronto, John.� Marion-A indossava l�abito verde bottiglia. Markham alz� gli occhi dalla carta e la guard� con involontaria approvazione. Non�ch� disapprovazione. Sebbene androide, Marion-A po�teva sembrare, in certe occasioni, stranamente umana... ora per esempio.</p><p>�Puoi guidare tu� disse Markham, �mentre io mi riposo. Non c�� bisogno di affrettarsi. Non voglio arri�vare prima dell�ora di colazione.�</p><p>Il passaggio di centocinquant�anni aveva mutato la nebbia di Londra sotto un solo aspetto: adesso era pulita e non sapeva di fumo. Marion-A port� l�eliauto a duecento metri dal suolo, e appena al di sopra del mare di vapori che stava sospeso sopra la citt� in gros�se onde, acceler�.</p><p>Raggiunsero la costa, e la seguirono finch� Markham non fu sicuro che erano proprio sulla baia dove lui e Katy andavano a fare i bagni. L�erosione aveva corro�so a fondo le rocce friabili, ma la baia presentava an�cora il medesimo contorno, aveva sempre quell�aspet�to intimo e deserto che era stata la sua principale at�trattiva tanti e tanti decenni prima. Markham riusc� perfino a distinguere, quattro o cinquecento metri pi� a nord, le rovine della casetta dove avevano soggior�nato. Un mucchio di macerie, ormai frequentato solo dai gabbiani e dai fantasmi.</p><p>�C�� una piccola casa in rovina� disse a Marion-A. �La vedi?�</p><p>�S�, John.�</p><p>�Mi piacerebbe planare laggi�, per fare colazione... � il posto dove mia moglie e io abbiamo passato la lu�na di miele.�</p><p>�Cos�� la luna di miele?�</p><p>�La vacanza che due persone si prendono appena sposati.�</p><p>Marion-A atterr� con l�eliauto a pochi metri dalla villetta in rovina. Mentre lei scaricava le provviste per lo spuntino e preparava il piccolo fornello portatile, Markham esplor� le macerie.</p><p>Non restava pi� traccia del giardino di un tempo, n� del vialetto che portava alla porta d�ingresso. Ispe�zionando le pareti della casa che ancora restavano in piedi, Markham si convinse che al prossimo fortunale sarebbero crollate definitivamente. Allora non sareb�be rimasto pi� niente. Solo poche pietre semisepolte...</p><p>Si accorse che Marion-A gli stava dicendo qualcosa.</p><p>�La colazione � pronta, John. C�� un po� di zuppa calda, se senti freddo.�</p><p>�Grazie, vengo subito.�</p><p>Comprendendo che in quel momento lui non desi�derava la sua vicinanza, l�androide torn� presso l�eliauto. Lui la segu� con lo sguardo chiedendosi quasi con distacco che cosa riservavano a entrambi le pros�sime ore. Poi si permise di rientrare nel proprio sogno per qualche altro istante prezioso. Alla fine, si rese conto di essere tutto gelato: non fisicamente, ma per un gelo interno che sembrava intorpidirgli i sensi e i pensieri.</p><p>Mangi� in silenzio, quasi dimentico della presenza di Marion-A. Ma la pistola automatica che aveva in tasca faceva sentire sempre di pi� il proprio peso, pre�mendogli inesorabile contro il fianco.</p><p>In silenzio, Marion-A gli vers� il caff� e gli offr� una sigaretta, che lui accese e aspir� nervosamente, pro�mettendo a se stesso che quando la sigaretta fosse fi�nita avrebbe fatto quello che aveva in mente.</p><p>Poco dopo, gett� la sigaretta in un ciuffo d�erba, la guard� fumare fino a spegnersi, poi si volt� verso Marion-A.</p><p>�Tu sei programmata con due tipi di lealt�, Ma�rion. Verso la Repubblica, il che significa verso l�am�ministrazione androide, e verso di me, Quale delle due ha la precedenza?�</p><p>Marion-A esit� leggermente. �Se bisogna definirla lealt�, John, la mia lealt� verso la Repubblica ha la precedenza� rispose poi.</p><p>�So che � una domanda inutile� disse lui, �ma ti secca essere il mio A.P.?�</p><p>�� una domanda inutile� disse lei.</p><p>�Bene. Allora non ti disturber� molto avere un nuovo padrone.�</p><p>�Non capisco.�</p><p>�� semplice. Non mi occorri pi�. Sei solo un pro�blema non necessario. Inoltre, sei pericolosa.�</p><p>�Perch� dici questo?�</p><p>Markham fece scivolare una mano in tasca, cercan�do di attingere un po� di durezza dal metallo freddo della pistola.</p><p>�Perch� ho preso la mia decisione, Marion� disse. �Non mi piace vivere in una societ� dominata dagli androidi. Ragione per cui, sono maturo per l�Analisi. E poich� non mi va l�idea di perdere la mia attuale personalit�, vado a raggiungere i Fuggiaschi. Voglio vedere se � possibile fare qualcosa per frantumare il potere degli androidi. Perci� vedi, Marion, noi siamo nemici.�</p><p>�Non credo che noi si possa essere nemici, John.�</p><p>�Tu sei programmata per servire prima la Repub�blica e poi me. Quindi dovrai fare allo Psicoprop rap�porto sul mio atteggiamento anti-sociale. Dopo di che dovr� subire il lavaggio del cervello... ammesso che possano prendermi.�</p><p>�Ammetti che sia possibile per me... lavare la mia programmazione originale, John� gli sorrideva, ma era un sorriso curioso. Lui non l�aveva mai vista sorri�dere cos�.</p><p>�Questo � impossibile� rispose. �Il programma � fissato.�</p><p>�Davvero?� disse lei con violenza sorprendente. �Ero programmata per accettare il significato della musica o della poesia per gli esseri umani, ma non ero programmata per comprenderne io stessa il significato.�</p><p>Lui rise. �E lo comprendi? Pensi davvero di rice�vere sensazioni dalla musica o dalla poesia, o da qual�siasi altra arte umana?�</p><p>�So soltanto� disse lei, pronunciando le parole molto lentamente �che a volte questo mi colpisce in modo che non capisco. Tu mi hai usato per un espe�rimento, John. Sono convinta che il risultato sia mol�to interessante.�</p><p>�Il risultato � significativo� disse lui, �perch� mi ha convinto che gli androidi hanno in s� il potenziale della vita. L�errore che l�umanit� ha fatto � quello di presumere che tutta la vita debba essere organica. Non pensavamo seriamente che le macchine potessero svi�lupparsi a un punto tale di complessit� che la vita si introducesse in loro all�insaputa di tutti, aspettando pazientemente di esprimersi in termini di evoluzione, di potere e di personalit�... � uno scherzo raffinato che la natura ha giocato agli uomini, Marion. Perch� gli umani si sono permessi di non fare i conti con l�infi�nito senso dell�umorismo divino.�</p><p>L�<emphasis>agitazione </emphasis>di Marion aumentava. Aveva comin�ciato a tremare: presumibilmente, i suoi centri di con�trollo erano sovraccarichi di centinaia di impulsi di�versi, e tutti tentavano di risolvere una situazione che non presentava soluzioni.</p><p>�S� disse con voce impastata. �Forse gli androidi sono vivi. O forse � possibile che anche le macchine impazziscano... Io ero programmata, soprattutto, per essere efficiente, John. Anche tu, a modo tuo, hai cer�cato di programmarmi. Per la bellezza e per la felici�t�... e per il dolore. So, oggettivamente, che i tuoi espe�rimenti mi hanno fatto diminuire di efficienza. Ma, John, come posso sapere se ho guadagnato qualcos�al�tro al posto dell�efficienza perduta?�</p><p>Lui si sforz�, con energia, di imbrigliare la propria fantasia. Perch� se le avesse lasciato libero corso, si sa�rebbe facilmente lasciato andare a credere che nella voce di Marion c�era un elemento doloroso.</p><p>�Ricordo� rispose tranquillamente �quando sta�vo leggendo quella poesia: �Viaggio a Samarcanda�. Mi hai chiesto di smettere... E dopo, hai detto <emphasis>credo di capire che cosa sia la bellezza... e fa soffrire.</emphasis>�</p><p>Inaspettatamente, Marion-A rise. Una risata roca, stonata. <emphasis>Per un androide</emphasis>,pens� Markham, <emphasis>questa � quasi una crisi isterica.</emphasis></p><p>�Si, ricordo� disse Marion-A. �Sai che gli androi�di non possono assolutamente sognare, John? Ma io ho imparato a sognare. Sogno spesso. E a volte sogno il poemetto che mi leggevi, e quello che � successo dopo.�</p><p>Suo malgrado, Markham le prese la mano. �Allora ti renderai conto� le spieg� con dolcezza �del perch� sei doppiamente pericolosa. Tu e io, Marion, rappre�sentiamo due forme fondamentalmente diverse di vi�ta. Una di queste � prodotta spontaneamente, ma l�al�tra � sintetica. � una legge inderogabile che tutti gli esseri viventi debbono cercare di dominare l�ambien�te in cui si trovano. Ecco perch� dovr� scoppiare un conflitto tra gli uomini e gli androidi. Tu sei domi�nata dalla lealt� verso la tua razza, io da quella verso la mia. Perci� adesso sar� meglio che tu riporti l�eliauto a Londra per fare il tuo rapporto. Ho dichiarato guerra al genere di mondo che gli androidi stanno creando.�</p><p>In seguito, Markham pot� soltanto chiedersi me�ravigliato perch� mai non aveva sospettato fin dal prin�cipio come sarebbe andata a finire. In seguito, pot� solo restare allibito dalla propria mancanza di fan�tasia.</p><p>Pensava che sarebbe stato pi� facile spararle nella schiena mentre lei si avviava all�eliauto. Non c�era un cuore organico da poter trapassare col proiettile, ma la micropila, la piccola capsula di energia che lei riu�sciva a tradurre in pensiero e in movimento, era qua�si altrettanto vulnerabile. E lui sapeva, inoltre, dove mirare per cogliere i centri vitali del <emphasis>cervello </emphasis>di lei. Perch� era evidente che Marion-A andava distrutta.</p><p>Tuttavia Marion-A non si alz� e non si avvi� all�e�liauto. Era impossibile per lei non fare rapporto allo Psicoprop. Era quindi impossibile per lei non accet�tare l�offerta apparente che lui faceva di restituirle la libert�. Ma Marion-A non era pi� un androide preve�dibile nelle sue azioni. Infatti respinse l�offerta.</p><p>�S�, dovrei farlo� disse, e la sua voce era tornata stranamente calma. �Dovrei informare lo Psicoprop che un nuovo essere umano si � ribellato contro la pro�grammazione accettata.�</p><p>�Non la chiamerei programmazione accettata� disse Markham.</p><p>�Perch� no?� esclam� Marion-A. �Proprio come gli esseri umani tentano di interpretare gli androidi secondo i loro termini, noi androidi tentiamo di inter�pretare gli esseri umani secondo i termini nostri. E noi pensiamo che anche gli esseri umani siano pro�grammati dall�ereditariet� e dall�ambiente, nessuno dei quali � sotto controllo. Ma tu sei un esempio unico, John. Tu hai una programmazione da ventesimo seco�lo, ed ecco perch� respingi gli androidi con maggiore violenza di tutti gli altri.�</p><p>�Questa discussione � assolutamente senza scopo� disse Markham. �Sar� meglio che tu vada.� Comin�ciava a rendersi conto che forse non avrebbe avuto il coraggio di sparare.</p><p>�Io non me ne vado, John.�</p><p>�Cosa?�</p><p>�Non andr� affatto a fare rapporto allo Psicoprop. Io... Io non potrei tollerare gli eventuali risultati del mio rapporto.�</p><p>�Ti rendi conto di quello che stai dicendo?�</p><p>�S�. Sto ammettendo che preferisco tradire la so�ciet�, o gli androidi, o la mia stessa razza... chiama le cose come vuoi! Lo preferisco, piuttosto che tradire un individuo che... che rispetto.�</p><p>�Marion, tu sei pazza! Oppure sono pazzo io! Qui il mondo � alla rovescia.�</p><p>�Se il mondo ti sembra alla rovescia� disse Marion-A, con un sorriso improvviso, �pu� darsi che di�penda dal fatto che tu stai in equilibrio sulla testa. O forse stai semplicemente creando un mondo nuovo, John. Forse non avresti dovuto mai tentare di inserire nella mia programmazione dati irrilevanti come l�arte umana.�</p><p>Nella sua perplessit�, Markham si era messo a cam�minare su e gi�, senza sapere quello che stava facen�do. A un tratto inciamp�, ma ritrov� immediatamente l�equilibrio. Non vide, per�, che la pistola gli era sci�volata dalla tasca e ora giaceva sull�erba con la canna rivolta verso Marion-A: un dito rigido, accusatore.</p><p>Lei la raccolse. Il suo dito era sul grilletto. Con aria distratta, l�androide permetteva alla pistola di segui�re tutti i movimenti inquieti di Markham. A questo punto lui si accorse di che cosa era successo, e fiss� inebetito la canna dell�arma con la quale aveva inte�so distruggere l�androide.</p><p>�Come diavolo te ne sei impossessata?�</p><p>�Povero John� disse Marion-A, con un curioso to�no di voce. �Non sei molto efficiente. Se vuoi diven�tare un Fuggiasco, e vivere, dovrai fare maggiore at�tenzione ai particolari.�</p><p>�� meglio che tu me la restituisca� disse lui, preoc�cupato.</p><p>�Perch� dovrei dartela? Volevi usarla contro di me, vero? Ora potrei usarla contro di te. Perch� no, in fondo?�</p><p>�Marion, smettila con queste sciocchezze. Dammi la pistola.�</p><p>Lei continu� a tenergli testa, minacciandolo con l�arma.</p><p>�Siediti, John. Se conoscessi sufficientemente i va�lori umani, potrei decidere se � il caso o no di abbat�terti, per il tuo stesso bene. Ma non so niente sui va�lori umani, e non posso fare affidamento sulla mia pro�grammazione, ormai. Non so se esiste il libero arbi�trio, John, ma l�illusione � molto convincente. Eccoti la pistola. Ora la responsabilit� � di nuovo tua.�</p><p>E gli tese l�arma. Markham la prese, la contempl� per un attimo, poi la lasci� cadere sull�erba accanto al cesto della colazione.</p><p>�Pochi minuti fa� disse, �hai ammesso che io so�no diventato pi� importante per te del... del tuo do�vere.�</p><p>�Non � molto credibile� disse Marion-A �ma � la verit�.�</p><p>�E qualunque cosa io faccia, non mi ostacolerai?�</p><p>�Puoi esprimerti in modo anche pi� positivo� ri�spose Marion-A. �Ti aiuter�, facendo tutto il mio me�glio.� Rise. �Forse sono il primo androide Fuggiasco. Questo, credo, � un fatto che non avevi previsto.�</p><p>�Nessuno avrebbe potuto prevederlo� disse Markham, che provava uno strano senso di sollievo. �Te�mo che tu non sia pi� il mio androide personale, Ma�rion. Sei un�amica personale.�</p><p>�Devo farti sapere una cosa, John. � meglio che te la dica. Tutti i dati di cui dispongo mi conducono alla conclusione che i Fuggiaschi avranno la peggio.�</p><p>�I miracoli possono sempre avvenire� rispose lui senza scomporsi. �Un androide che sposa una causa persa... Ecco un dato che non avevi incluso nei tuoi calcoli.�</p><p>�E non avevo calcolato bene la tua programmazio�ne ventesimo secolo!� disse Marion-A.</p><p>Markham rabbrivid� e guard� il sole che comincia�va gi� a calare. Guard� la villetta in rovina. �Vorrei raccontarti com�era quella casetta centocinquant�anni fa. Poi, credo, sar� meglio tornare a Londra. Dato che anche tu hai deciso di diventare un fuorilegge, Ma�rion, posso arrischiarmi a restare un cittadino semiri�spettabile ancora per qualche giorno.�</p><p>La port� verso la casetta diroccata e cominci� a rac�contarle com�era quando lui e Katy avevano passato l� quelle due settimane indimenticabili. E mentre par�lava, la villetta parve tornare alla vita, i fantasmi pre�sero corpo. Vide Katy e se stesso muoversi allegramente, incuranti dell�oscuro futuro, in quell�altro mondo cos� lontano. Vide due persone innamorate, due estra�nei familiari, sdraiarsi sulla sabbia, nuotare tra le on�de, o stringersi l�uno all�altro nelle stanzette che pare�vano rivestire uno splendore esotico pi� abbagliante delle leggendarie grotte d�Oriente.</p><p>Gli venne l�idea, allora, di non essere pi� quel John Markham che aveva evocato il sogno passeggero. Era a sua volta un fantasma. E il ventiduesimo secolo era solo un altro mondo di ombre che, a sua volta, si sa�rebbe dileguato nelle nebbie opache del tempo.</p><p>Quel pensiero gli diede una malinconia profonda e amara, un tragico senso di solitudine. Poi, guardando Marion-A, comprese che anche lei, ormai, sarebbe sta�ta molto sola. Di una solitudine pi� tragica della sua. Perch� lui, se non altro, aveva un passato tutto suo. Ma per Marion-A non c�era passato e non poteva es�serci avvenire, nessuna speranza di un futuro che le offrisse un po� di pace, di felicit�... un po� d�amore...</p><p>�� ora di tornare a Londra� le disse gentilmente. �Restano ancora tante cose da fare, vorrei farle con una certa calma. Vuoi che prenda io la guida?�</p><p>Marion-A scosse la testa. �Sono sempre il tuo an�droide personale, John.�</p><empty-line/><p>Durante il ritorno, discussero i progetti per il futu�ro. Mentre chiacchieravano, Markham si rese conto che nelle loro relazioni si era gi� stabilito un cambia�mento ben definito. Per la prima volta, parlavano li�beramente e semplicemente, da amici e da uguali. Ora lui era in grado di accettare Marion-A per quello che era. Non una donna. Non una macchina. Ma una crea�tura vivente e articolata, capace di lealt� e di amicizia.</p><p>Poich� Marion-A avrebbe dovuto mettersi in contat�to con lo Psicoprop se, e quando, avesse avuto qualco�sa di insolito su cui fare rapporto, fu convenuto che lei avrebbe fatto qualche innocuo rapporto sull�attivit� di Markham, e nello stesso tempo avrebbe tentato di venire a conoscenza di informazioni che potessero essere utili ai Fuggiaschi. Ma, al momento, la cosa pi� urgente era di mantenersi in contatto con loro. Men�tre ritornavano nella City, Markhman si lambiccava il cervello per trovare un modo di mettersi subito in contatto col professor Hyggens. Paul Malloris si era offerto di fare da collegamento; ma per il momento tutto quello che Paul poteva fare era di tenersi al si�curo dalle pattuglie psichiatriche che di certo gli sta�vano dando la caccia.</p><p>Come si scopr� poco dopo, per�, Markham non ave�va alcun bisogno di sprecare tempo sul problema di stabilire contatti col professore. Appena rientrati nel�le stanze di Knightsbridge, Markham trov� tra la po�sta una busta sigillata. L�apr�, ne estrasse un foglietto di carta e lesse questo breve ma chiarissimo messaggio: <emphasis>Macbelh, Atto primo, Scena prima, Terza strega, pri�ma, seconda.</emphasis></p><p>Markham aveva acquistato un vecchio volume scon�quassato delle opere di Shakespeare. Sebbene, nel ven�tesimo secolo, avesse letto qualche lavoro e ne avesse visto perfino qualcuno a teatro, il mondo discordante in cui viveva ora l�aveva spinto a trovare scampo in ci� che definiva amaramente: <emphasis>l�arte pre-meccanizzata. </emphasis>E recentemente aveva fatto grande uso di Shakespeare per i suoi attacchi contro la programmazione di Marion-A.</p><p>Anche prima di consultare il Macbeth, Markham aveva capito il significato del messaggio. Ma per esse�re pi� tranquillo and� a verificare sul testo.</p><p>Vi trov� la conferma. L�appuntamento era ad Hampstead Heath, per il tramonto.</p><p>Chiuse il libro e guard� sorridendo Marion-A. �Pa�re che il primo atto stia per cominciare� disse. Poi guard� dalla finestra e vide che il sole si stava abbassando sull�orizzonte. �Ora devo andare in tutta fret�ta in un posto, Marion.�</p><p>�Vuoi che venga con te?�</p><p>�Per questa volta no, credo... Probabilmente dovr� comunicare con tutto il tatto possibile ai Fuggiaschi che un androide sar� dei nostri.�</p><p>�Gi� disse lei con aria solenne. �Resteranno mol�to sorpresi... Non correre rischi inutili, John.�</p><p>Markham rise. �Precedentemente, avresti detto: <emphasis>non � consigliabile.</emphasis>�</p><p>Si mise il messaggio in tasca, usc� e risali sull�eliau�to. Era gi� in aria quando si ricord� d�aver lasciate la pistola nel cestino del pic-nic che Marion aveva por�tato in casa. Per un attimo pens� di tornare a pren�derla, ma aveva poco tempo per arrivare ad Hampstead Heath prima del tramonto. Poi pens� che, in ogni caso, non gli sarebbe servita a molto.</p></section><section><title><p>12</p></title><p>Nella penombra, pens� Markham, il professor Hyggens aveva un�aria molto solenne. La faccia bruna e gonfia sembrava luccicare un po� sotto gli ultimi raggi obliqui, gli occhi mandavano lampi quasi riflettendo un fuoco interno, e i lunghi capelli bianchi, tenuti aderenti alla testa per mezzo di forcelle d�argento, lo facevano assomigliare pi� a un Vichingo predone che a un Fuggiasco di mestiere.</p><p>�E per l�eliauto?� chiese Markham. �� prudente lasciarlo qui sul prato?�</p><p>�Mander� uno dei miei ragazzi a rimuoverlo� dis�se il professore. Condusse Markham fino a una radu�ra in mezzo a un folto gruppo di alberi, dove cinque o sei uomini stavano radunati attorno a un radiatore portatile che diffondeva un chiarore caldo e invitan�te. Sospesa al ramo di un albero, una lanterna elettrica spandeva una luce pallida sul cerchio di facce in attesa.</p><p>�Beviamo prima un po� di caff� brontol� il pro�fessore, tirando fuori la sua pipa. �Un uomo non pu� avere le idee chiare se prima non beve un buon caff�. Signori, sapete tutti come lo so io chi sia John Markham. Inutile quindi presentarlo. Ma poich� lui co�nosce uno solo di voi, sar� meglio che presenti voi a lui.�</p><p>Condusse Markham verso un tipo alto e sparuto che si alz� per scambiare con lui una stretta di mano. �Questo � Helm Crispin, John. Secondo le statistiche avrebbe dovuto essere stato catturato parecchi anni fa. Helm � il capo del nostro reparto per la guerra psico�logica. Un tempo era psichiatra, finch� gli androidi non meccanizzarono completamente la medicina.�</p><p>�Ciao, John� disse Helm Crispin. �Non puoi im�maginare quanto siamo contenti di averti fra noi.�</p><p>Markham sorrise. �Il sentimento � reciproco.�</p><p>Il professore indic� l�uomo accanto a s�: un tipo piccoletto e agile, con una faccia da uccello e un cor�po muscoloso e scattante. �Ecco Corneel Towne. Chi�mico. Si diverte a fare cose che scoppiano. Dobbiamo addirittura tenerlo a freno. � il nostro sabotatore uf�ficiale.�</p><p>Corneel Towne rise. �Non mi terrete a freno an�cora per molto, Prof. Ora abbiamo il Sopravvissuto, e probabilmente ci metteremo al lavoro sul serio.�</p><p>�Che incorreggibile� disse il professore. �Ti ostini proprio a usare quella brutta parola. Non si usa pi�!�</p><p>L�uomo accanto era Paul Malloris.</p><p>�Grazie d�aver stabilito i contatti, Paul� gli disse Markham. �Nessuna notizia di Shawna?�</p><p>�Nessuna che io abbia voglia di sapere� rispose Paul con voce incolore. �Benvenuto nella Legione dei Disperati, John. Mi piace sperare che il tuo arrivo sia di buon augurio.�</p><p>Il professor Hyggens sorrise. �Paul dovrebbe esse�re il nostro stratega. Ma finora nessuno pu� dire quan�to valga.� Poi present� in fretta Markham agli altri tre individui che, come Crispin, Towne e Paul Malloris, rivestivano cariche irregolari e scombinate nel�l�armata stracciona dei Fuggiaschi.</p><p>�E infine� disse Hyggens �ci sono io. Ti sorpren�der�, John, sentire che io sono Generalissimo dei Di�sadattati. Non me ne intendo di rivoluzioni, di com�battimenti e di organizzazione; perci� sono stato elet�to, si capisce... Per la verit�, nessuno di noi ne sa mol�to e, prima che tu venissi in scena, non aveva nessuna importanza che i Fuggiaschi fossero guidati da un fi�losofo un po� svampito. Tra parentesi, sei sicuro che non ti piaccia questo mondo meraviglioso? Sei sicuro di non poterti adattare a essere un obbediente cittadi�no della nostra gloriosa Repubblica?�</p><p>Markham prese la tazza fumante che gli veniva of�ferta e si sedette nel circolo di uomini. �Il professor Hyggens� disse �mi chiese un giorno una definizione della vita. Pensai che la risposta fosse facile, ma quan�do tentai di dargliela, il professore mi fece osservare che gli androidi non erano in contrasto con la mia de�finizione. Pensai che fosse un po� matto, in fondo, fin�ch� non riuscii a conoscere meglio gli androidi... Se questi siano realmente vivi, nel vero senso della pa�rola, � un problema che i filosofi� e indirizz� un sor�riso ironico al professore �discuteranno senza dubbio per lungo tempo. Ma � evidente che essi si comporta�no proprio come se lo fossero. Sono decisi a dominare completamente l�ambiente che li circonda. Di questo ambiente facciamo parte noi esseri umani. Questa � una delle tante ragioni per cui mi trovo qui. Sono con�vinto che l�umanit� debba lottare per sopravvivere. Sono convinto che, quanto pi� aspetteremo, tanto pi� dura sar� la lotta.�</p><p>Dal gruppo si lev� un mormorio di assenso. Il professor Hyggens soffi� una grossa nuvola di fumo verso la lanterna schermata, poi si tolse a malincuore la pi�pa dalle labbra.</p><p>�Dopo i Nove Giorni� disse, �la civilizzazione non fu pi� in grado di sostenere il suo vecchio schema ba�sato sui cosiddetti paesi altamente industrializzati. L�u�nica soluzione parve quella di decentralizzare, creando piccole comunit� che si basavano sull�impiego dei ro�bot e sull�automazione. Fu lo stesso dappertutto: in Europa, in America, in Russia... Dalle ceneri dei Nove Giorni rinacque il sistema feudale, dove ciascun feu�do rappresentava pi� o meno un�unit� economicamen�te indipendente. I problemi che si presentano a noi nella Repubblica di Londra sono gli stessi che il mon�do deve affrontare dovunque. Noi potremmo rappre�sentare un caso-cavia: si vedr� quello che capiter� a noi se inizieremo una rivoluzione, e forse il mondo prender� esempio. Per quanto ci risulta finora, non ci sono stati altri tentativi di lotta contro gli androidi... Nei tempi antichi, si diceva che l�Inghilterra portasse la fiaccola. Ho un desiderio infantile di sentir dire la medesima cosa della Repubblica di Londra... Ora, che diavolo volevo concludere prima di mettermi a chiac�chierare? Ah, s�, rassegno le dimissioni. Ora abbiamo bisogno di un capo, qualcuno che parli di meno e che faccia di pi�. Penso che ci occorra un tipo primitivo, signori: uno che, per virt� dell�era in cui � nato, abbia pi� possibilit� di essere intelligentemente spericolato di quanto lo siamo tutti noialtri messi insieme. In bre�ve, credo molto nei simboli, ragione per cui propongo di creare nuovo direttore delle operazioni il Soprav�vissuto, nella sublime speranza che la sopravvivenza sia contagiosa. Quelli che sono d�accordo alzino la mano.�</p><p>Le mani si levarono con prontezza unanime.</p><p>Markham li fiss� incredulo per un attimo, poi dis�se: �� ridicolo!�</p><p>�Certo che lo � rispose il professore. �Personal�mente, adoro il melodramma.�</p><p>All�improvviso, Markham si sent� irritato. �Ascol�tatemi! Vengo tra voi per la prima volta. Sapete po�chissimo sul mio conto. Non siete nemmeno sicuri che non sia una spia. Eppure pensate immediatamente di affidarmi la vostra vita. Non siate infantili!�</p><p>Scrosciarono risate d�approvazione. Quando si cal�marono, parl� tranquillamente Helm Crispin. �S�, John, per te siamo come bambini. Ecco perch� devi essere il nostro capo. Fisicamente, sei uno dei pi� gio�vani tra i presenti. Ma spiritualmente sei il pi� vec�chio, forse anche il pi� maturo di noi tutti. Appartieni a un�epoca nella quale gli uomini accettavano le re�sponsabilit� come un retaggio. Noi apparteniamo a un�epoca in cui le responsabilit� ci vengono negate. Ragione per cui, sotto alcuni aspetti, molti potranno essere anche pi� saggi di te, ma non pi� maturi. Ti chiediamo di assumerti la maggiore responsabilit�, e speriamo in te perch� tu possa cambiare il nostro at�teggiamento difensivo in spirito di aggressivit�.�</p><p>Segu� un silenzio. Tutte le facce si rivolgevano spe�ranzose verso Markham. Tutti gli occhi lo osservava�no intenti. E all�improvviso lui cap� che per quanto ridicola fosse la situazione, non poteva deludere que�gli uomini. Era consapevole della propria inadegua�tezza, ma la cosa non pareva avere importanza; era certo che cento uomini fiduciosi valgono di pi� di mil�le incerti. Evidentemente lui poteva generare la fidu�cia necessaria, e forse, alla resa dei conti, questa fidu�cia avrebbe bilanciato tutti gli errori che lui temeva di commettere.</p><p>Guard� le facce ansiose dei compagni, e sent� che avrebbe recitato in quella tragicommedia fino in fon�do.</p><p>Alla fine parl�:</p><p>�Mi avete sopravvalutato. State facendo una scel�ta pericolosa.�</p><p>�� pericolosa anche per te� disse il professore im�perturbabile.</p><p>�Se accetto� continu� Markham �alcune cose an�dranno concordate dall�inizio. Non me ne intendo mol�to di guerra, ma conosco l�importanza della disciplina. Se diverr� il vostro condottiero, pretender� che le mie decisioni siano accettate. Se delegate a me le vostre re�sponsabilit�, dovete delegarmi anche i pieni poteri.�</p><p>�� anche il nostro punto di vista� disse Helm Crispin. �Ti consiglieremo se e quando sar� necessa�rio, ma le decisioni le prenderai tu.�</p><p>�Allora� disse Markham, �avete acquistato un generale dilettante. E il mio primo ordine � che non dobbiate pi� considerarvi Fuggiaschi, signori. Siete l�Esercito di Liberazione Londinese, temporaneamente camuffato da bande di Fuggiaschi.�</p><p>�Generale� disse il professor Hyggens con osten�tato rispetto, �ora sai perch� ci sembri l�unico adatto a guidarci.�</p><p>Markham sorrise. �L�altro mio decreto � quello di abolire tutte le formalit�, professore. E di conseguen�za vi nomino vicecomandante.�</p><p>In quel momento Markham si accorse che qualcuno stava correndo fra gli alberi. Poco dopo un ragazzo di circa vent�anni apparve nel cerchio di luce respiran�do affannosamente.</p><p>�Dieci eliauto, professore!� ansim�. �Deve trat�tarsi di un centinaio di androidi. Si stanno disponen�do in ordine sparso per rastrellare la zona.�</p><p>�Qualcuno avr� commesso una imprudenza� disse in tono di rimprovero Hyggens.</p><p>�A che distanza sono?� chiese Markham.</p><p>�Circa due chilometri.�</p><p>Markham guard� i compagni che scattavano in pie�di con aria preoccupata. �Abbiamo armi?� Malediceva la propria avventatezza per aver lasciato a casa la pistola.</p><p>Corneel Towne and� verso un albero e torn� con una cassetta che sembrava alquanto pesante. �Ho due pistole mitragliatrici antiquate e circa cinquecento cartucce. Funzionano bene. Le ho provate ieri. C�� anche qualche granata. Sono la mia specialit�.�</p><p>�Altre armi?� chiese Markham.</p><p>�Io ho una pistola� disse Paul.</p><p>�Bene... Immagino che gli androidi appartengano alle squadre psichiatriche. Di che armamenti dispon�gono?�</p><p>�Gas� rispose Helm Crispin, �e paralizzatori.�</p><p>�Portata effettiva?�</p><p>�Circa cinquanta metri.�</p><p>�Non c�� male. Spegnete la lanterna.�</p><p>�Forse dovremmo sparpagliarci� disse con ramma�rico il professore. �Sono in troppi per tenere loro testa.�</p><p>�No� disse Markham. �Attaccheremo noi. Tow�ne, prendi tu un mitragliatore e dai l�altro a qualcuno che sappia usarlo. Chi � in grado di lanciare lontano?�</p><p>�Io� disse Paul.</p><p>�Prendi le granate� ordin� Markham. �Io terr� la pistola... Helm, voglio due bei fuochi qui, presto. Poi ci ritireremo a cento metri, ventre a terra. Trenta metri di intervallo tra un uomo e l�altro. Appena com�parir� un androide nella luce dei fuochi, usare il mi�tragliatore. E voglio due volontari che mettano fuori uso i loro eliauto.�</p><p>Appena venne spenta la lanterna, l�oscurit� di no�vembre li avvolse come un sudario. In lontananza, si accesero i fari di perlustrazione.</p><p>�Non badate a loro, per ora� disse cupo Markham. �Presto, Paul, noi due dobbiamo metterli fuori uso... Sai cosa si fa? Allora sbrigati.�</p><p>Con Paul Malloris al fianco, usc� cauto dal folto degli alberi e, aggirata la zona illuminata dai riflettori, si spinse avanti con l�intenzione di spegnerli. Lui e Paul avevano percorso circa quattrocento metri quan�do due vigorose colonne di fuoco si levarono in mez�zo agli alberi dietro le loro spalle. Voltandosi, scorse�ro due figure momentaneamente illuminate che stava�no per scomparire nel buio. Poi, davanti a loro, sentirono dei rumori.</p><p>�A terra� bisbigli� Markham.</p><p>Giacquero immobili nell�erica umida, mentre la pri�ma squadra di androidi passava loro accanto. Uno qua�si pos� il piede sulla mano stesa di Markham, ma non si accorse di niente perch� aveva l�attenzione concen�trata sui fuochi.</p><p>�E adesso andiamo a spegnere quei maledetti fari� bisbigli� Markham.</p><empty-line/><p>La battaglia fu breve e non molto spettacolare, ma per l�Esercito di Liberazione fu incalcolabile.</p><p>Gli androidi non si erano aspettati che i fuorilegge, uomini soliti a fuggire, attaccassero. Del resto non se l�aspettavano neanche i Fuggiaschi. Gli androidi, inol�tre, avevano pensato solo in termini di inseguimento. Non era venuto loro nemmeno il sospetto che potesse esserci bisogno di una difesa sistematica, finch� parec�chie cose insolite non cominciarono a verificarsi. Ma ormai, era troppo tardi.</p><p>Il primo episodio degno di nota fu una sventaglia�ta abile partita dalla mitraglia di Towne. Venne col�pita la pila d�energia di un androide che avanzava: l�androide esplose mandando uno spettacolare baglio�re.</p><p>Ci fu un parlottare sommesso. Poi, mentre gli altri androidi avanzavano in gruppo verso i fuochi, le raf�fiche delle due mitraglie li attaccarono da due lati. Nel frattempo Markham e Paul Malloris erano filtra�ti attraverso la seconda linea degli androidi ed erano arrivati a tiro di granata dai fari.</p><p>La prima granata di Paul manc� il bersaglio e de�mol� due eliauto posti nelle vicinanze. La seconda frantum� un faro prima che gli androidi sorpresissimi potessero raccapezzarsi, e la terza frantum� contempo�raneamente i due fari che restavano. Ma poi gli an�droidi si riebbero e le torce a mano fecero piovere i loro sottili raggi di luce nell�aria immediatamente circostante. Un raggio illumin� Paul, e immediata�mente si udirono due tonfi sordi.</p><p>Paul cadde al suolo pesantemente. �Dardo paralizzatore� balbett�. �Braccio sinistro... Lasciami. Atten�to ai gas.�</p><p>Freddamente e sistematicamente, Markham comin�ci� a sparare contro gli androidi muniti di torcia. Ma oramai era stato individuato, e i paralizzatori sibila�vano attraverso il buio e crepitavano tra l�erba dove lui si teneva sdraiato vicino a Paul ormai privo di co�noscenza.</p><p>La sua unica speranza, si disse, era fingere di essere stato colpito. Smise di sparare, e preg� di non essere la vittima di un dardo fortunato. Ma i tre androidi re�stanti cominciarono ad avanzare: convergevano, e que�sto fu il loro errore. Appena furono sufficientemente vicini, Markham invi� loro la granata che gli rimane�va ancora. Ci fu una triplice esplosione accecante, men�tre la granata faceva saltare due delle capsule di ener�gia degli androidi. Poi torn� l�oscurit�, e un breve si�lenzio. Un momento dopo, al di l� degli alberi, altre granate cominciarono ad esplodere. Le mitragliatrici non tacevano un istante. Sforzando la vista, Markham credette di vedere altri androidi che si profilavano contro il rosso dei fuochi nel tentativo di sfuggire al�l�imboscata.</p><p>Dal modo come si mettevano le cose, era chiaro che tra poco gli androidi rimasti, ammesso che ce ne fos�sero, sarebbero tornati ai loro eliauto. Meglio rimuo�vere dall�area Paul, sempre senza conoscenza. Con uno sforzo, Markham si iss� l�amico sulle spalle e si rimise penosamente in piedi.</p><p>Dieci minuti dopo la battaglia era finita. Pochi an�droidi se l�erano cavata, i loro mezzi di trasporto era�no stati tutti messi fuori uso. Ci sarebbe voluto parec�chio tempo prima che gli androidi potessero ricevere rinforzi.</p><p>Quando Markham arriv� faticosamente, con Paul in spalla, dove c�erano gli altri, il massacro degli an�droidi era stato portato a termine.</p><p>C�era soltanto un altro infortunato, Corneel Towne, colpito anche lui da un dardo paralizzatore.</p><p>�Resteranno svenuti per un paio d�ore� disse il professor Hyggens �e poi si sveglieranno con un mal di testa mai provato. Allora, John, cosa ne pensi del�la tua Armata di Liberazione?�</p><p>�Abbiamo usato troppe munizioni� disse Mar�kham, sorridendo.</p><p>�C�� un bel numero di androidi massacrati l� fuo�ri� disse Helm Crispin.</p><p>�Comunque abbiamo usato troppe munizioni. Ora ho bisogno di sapere alcune cose. Su quanti uomini della Repubblica possiamo contare nel caso in cui de�cidessimo una sollevazione, quante armi sono dispo�nibili, in quanto tempo possono essere distribuite, quanto sono efficienti le nostre linee di comunicazione.�</p><p>�Si pu� contare su settecento uomini� rispose Hyg�gens. �Ma quando si sparger� la voce di questa scara�muccia, il numero raddoppier�. La gente non ha biso�gno d�altro che di fiducia e di un capo. Ora ha l�uno e l�altro.�</p><p>�Bene. Professore, voi li organizzerete in gruppi di cento, ciascun gruppo con un capitano che dia affida�mento. E Corneel Towne sar� responsabile del loro armamento. Solo granate e armi leggere. Poi ci occor�rono cinquanta uomini addestrati all�uso degli esplo�sivi.�</p><p>�Quanto tempo abbiamo davanti a noi?� chiese Helm Crispin.</p><p>�Non ne abbiamo� rispose Markham. �Solomon capir� che ormai facciamo sul serio. E a sua volta or�ganizzer� un esercito, si capisce. Solo che la prossima volta non verranno coi paralizzatori e con i gas. Avran�no armi mortali. A proposito, professore, ho un mes�saggio per voi del Presidente Bertrand. Dice che non potete sperare che i miracoli si ripetano all�infinito. Faccio mie queste parole. D�ora in poi, considerate ogni errore come potenzialmente fatale.�</p><p>�E io ho un messaggio per il Presidente Bertrand� disse calmissimo il professore. Sorrise. �Forse la fi�glia glielo porter� da parte tua. Secondo le mie infor�mazioni, Solomon sta riprogrammando tremila androi�di per omicidio. Non credo che Clement lo sappia. Non glielo permetterebbe, se lo sapesse.�</p><p>Markham rimase un momento silenzioso. �Speravo che avremmo avuto un intervallo di almeno tre mesi per la preparazione� disse. �Ma ora dovremo lavora�re sui minuti. In quanto a organizzarsi, Solomon pu� batterci per rapidit� e qualit�, anche se avessimo a di�sposizione anni.� Un pensiero parve colpirlo. �Il Na�tale � ancora di moda? Lo si celebra ancora?�</p><p>Helm Crispin scosse la testa. �Il Natale � sparito da tanto tempo, insieme con la Cristianit�. Ora la gran�de festa � il Capodanno, la vigilia e il primo dell�an�no sono riuniti in un�unica grande festa.�</p><p>�Abbiamo dunque cinque settimane di tempo� disse Markham deciso. �Perch�, signori miei, noi ci solleveremo la notte di Capodanno. Ora, poich� sono l�unico che � ancora iscritto nell�Elenco, potr� farmi comodo restare un cittadino rispettabile ancora per un po�. Sar� meglio fissare un rapido ed efficace mezzo di comunicazione, dopo di che torner� in Knightsbridge. Potrebbero venire visitatori!�</p><p>Ma prima di andarsene, disse loro tutto su Marion-A. Dapprima rimasero increduli, e il professor Hyggens si rifiut� assolutamente di credergli. Asser� anzi che Marion-A stava semplicemente seguendo un piano mol�to sottile per il quale Solomon doveva averla doppia�mente programmata.</p><p>Helm Crispin ascolt� in silenzio lo scambio di bat�tute tra Markham e il professor Hyggens, poi disse: �Ho la curiosa sensazione che John abbia ragione. Gli androidi accumulano dati per esperienza, come noi. Se quello che John dice � vero, allora lui ha fornito a Marion-A dati che lei non era in grado di assimilare. Questo potrebbe infrangere l�orientazione di un an�droide.�</p><p>�� cos� disse Markham. �Sono pronto a giocar�mi il collo per lei.�</p><p>Il professore sospir�, stanco. �A quanto pare � quel�lo che dovremo fare tutti.�</p><p>�Non � troppo tardi perch� vi scegliate un nuovo capo� osserv� Markham.</p><p>�No, eh?� esclam� il professore. �Sai benissimo che invece � tardi, John. Hai appena dimostrato di es�sere il capo di cui abbiamo bisogno.�</p><p>�E allora dovete seguirmi dove dico io.�</p><p>�Napoleone!� disse il professore, facendo una smor�fia.</p><p>�Appunto.�</p><p>�Hai vinto. Ci sei indispensabile.�</p><p>�Spero che vinceremo tutti� disse Markham.</p><p>L�elianto venne portato sul prato dal nascondiglio dove era stato celato momentaneamente. Markham apr� la portiera, accese i motori aerei e si sedette como�damente ai comandi.</p><p>Mentre si levava in volo, gett� un�occhiata al grup�petto di uomini che osservavano la sua partenza. Sor�rise tristemente tra s�. L�Esercito di Liberazione Lon�dinese!</p><p>Una raccolta di umanisti in pantaloni laceri!</p></section><section><title><p>13</p></title><p>Durante le settimane seguenti, Markham ebbe altri tre incontri col professor Hyggens e con la rappresentan�za dell�Armata di Liberazione Londinese. Nonostante gli sforzi dello Psicoprop, la notizia della battaglia di Hampstead Heath si era sparsa per tutta la Repubbli�ca con grande rapidit� e arricchita da voli di fantasia.</p><p>Nella City si mormorava che ci fosse stata una bat�taglia tra cinquanta Fuggiaschi e un�intera brigata di androidi. Si diceva che i Fuggiaschi avevano perso una dozzina di uomini e distrutto pi� di cento androidi. Si diceva che lo Psicoprop avesse riprogrammato cin�quemila androidi da combattimento.</p><p>Nelle voci che circolavano, Markham cap� che c�era lo zampino di Crispin incaricato della guerra psicolo�gica.</p><p>Quando Markham torn� a incontrarsi con Hyggens e il resto del suo stato maggiore in un convegno che era stato organizzato ben lontano dalla City per evi�tare un altro attacco di sorpresa, cap� immediatamente che l�umore dell�Armata era cambiato. Gli uomini non erano pi� dei Fuggiaschi: erano individui con uno scopo ben definito. Uomini che non avevano tempo di contemplare le possibilit� di una sconfitta. Apprese dal professor Hyggens che c�era un aumento significa�tivo delle Forze di Liberazione, che la gente rifiutava volontariamente la cittadinanza per unirsi a loro, e che, sebbene l�idea di tentare la sommossa per Capo�danno fosse conosciuta solo dallo stato maggiore, tut�ti parevano rendersi conto che stavano per succedere grandi cose.</p><p>Markham colse l�occasione per rinforzare la sua or�ganizzazione. Progett� tre o quattro razzie notturne nei depositi chimici, perch� Corneel Towne e la sua squa�dra potessero procurarsi materiale sufficiente a produr�re un migliaio di granate. Una razzia venne fatta anche in un magazzino d�armi della Repubblica. Forni pistole, fucili da caccia, vecchi revolver antiquati, fu�cili moderni e perfino alcuni fucili da tiratori scelti, con mirino telescopico.</p><p>Durante il secondo dei tre incontri, Markham pre�sent� Marion-A al suo stato maggiore. Helm Crispin e il professore la interrogarono entrambi con accanimen�to, tentando di sottoporla a tutte le prove di control�lo di cui erano a conoscenza. Ma alla fine, persino il professore fu costretto a ammettere che Markham ave�va compiuto l�impossibile, a meno che Marion-A fosse l�androide pi� brillante e pi� pericoloso della Repub�blica.</p><p>Al terzo incontro, si radunarono i capitani di com�pagnia dell�Esercito di Liberazione. Lentamente, e con ricchezza di particolari, Markham illustr� la strate�gia che aveva architettato. Sapeva che l�unico piano possibile per avere successo doveva essere semplice e diretto. Elaborare uno svolgimento a fasi, sarebbe sta�to lo stesso che tirarsi addosso guai. Sapeva benissimo che uomini assolutamente privi di nozioni belliche non potevano raggiungere in una quindicina di giorni la disciplina e l�efficienza necessarie per una operazione complessa.</p><p>L�incontro dur� pi� a lungo del previsto e Markham fece ritorno in Knightsbridge solo verso mezzanotte. Marion-A lo aspettava con un messaggio di Vivain.</p><p>�La signorina Bertrand ha chiamato personalmen�te, John. Mi ha detto di pregarti di andare a De Havilland Lodge appena fossi tornato.�</p><p>Markham riflett� sul messaggio. Dopo l�invito del Presidente, lui e Vivain non avevano mai comunicato direttamente. Avevano inventato un sistema di messag�gi cifrati, che venivano lasciati sotto una pietra ai pie�di di una grande quercia in Hyde Park. Fino a che non si era rimesso in contatto con Hyggens, Markham era riuscito regolarmente a vedere Vivain almeno due volte alla settimana. Markham si era adattato a ser�virsi del sistema della quercia soltanto dietro le insi�stenze di Vivain, e tutte le volte che andava l� per lo scambio di messaggi si sentiva come un bambino che gioca. Dopo un certo tempo, per�, aveva finito per con�siderare la cosa come positiva: era innegabile che l�at�teggiamento cospiratorio divertiva entrambi e aumen�tava oscuramente la loro intimit�.</p><p>Avevano l�impressione di essere uniti per qualche cosa di vagamente illecito.</p><p>Il messaggio datogli da Marion-A gli ricord� che da parecchi giorni non andava alla quercia, tanto era sta�to occupato con faccende pi� importanti. Lo convin�se inoltre che Vivain, in genere poco portata a spa�ventarsi, doveva avere motivi seri per desiderare di vederlo.</p><p>�Ha detto nient�altro, la signorina Bertrand?�</p><p>�Solamente che era cosa urgente, John.� Marion-A fece quell�ammissione con evidente riluttanza, ma Mar�kham non se ne accorse.</p><p>�Inutile prendere l�eliauto� disse. �Andr� a piedi. Mi passer� un po� il sonno.�</p><p>�Sembri stanco. Vorrei che ti riposassi un poco.�</p><p>Lui rise. �Pi� tardi, forse, avr� tutto il riposo che mi occorre... Non so a che ora torner�, Marion, ma non stare in pensiero.�</p><p>Marion-A sorrise, rigidamente. �Non ero program�mata per stare in pensiero� rispose.</p><empty-line/><p>L�aria fredda della notte lo risvegli�. Era l�inizio di dicembre, e per tutto il parco una sottile crosta di ghiaccio rifletteva pallidamente la luce delle stelle. Mentre camminava verso Park Lane, Markham pro�v� un senso improvviso di esaltazione.</p><p>Tutti i suoi dubbi e le sue paure, tutto il pessimi�smo generato dai problemi che nascevano dalla sua nuova parte di capo degli insorti vennero spazzati via. Solo, col gelo e le stelle, di colpo non s� sent� pi� solo. Una sensazione di sicurezza, di scopo ben preciso, face�va tacere tutte le querule voci interne, lasciandolo con l�incrollabile convinzione che tutti gli avvenimenti in cui si trovava coinvolto fossero inevitabili, e quindi ne�cessari. E quindi giusti.</p><p>Con un sussulto si rese conto d�avere gi� oltrepassa�to la porta di Vivain. Torn� indietro.</p><p>�Androidi vivi! Che aria sognante, John. Presto, entra. Tesoro, come sono contenta di vederti. Ero ter�rorizzata. Che cosa hai fatto in questi dieci giorni?� Con un movimento rapido, gli diede un bacio fretto�loso ma intenso.</p><p>�Ho fatto le prove per un�opera comica� rispose Markham in tono spensierato.</p><p>Vivain rabbrivid�. Non aveva pi� l�aria sofisticata di donna di mondo. Sembrava incerta e perplessa. Il che, pensava Markham, la faceva sembrare pi� calda e pi� umana.</p><p>�Solomon non approva l�opera comica� disse lei, giocherellando nervosa con la cintura della tunica che era dello stesso oro dei capelli. �Specialmente quando ha un titolo come Esercito di Liberazione Londinese.�</p><p>Markham si sedette sul divano e accese una sigaret�ta. �Sar� meglio che tu mi dica tutto� disse. �Tutto quello che sai su Solomon e sulle sue antipatie.�</p><p>Impulsivamente, Vivain si sedette su uno sgabello imbottito ai piedi del divano e si appoggi� contro le ginocchia di Markham come per cercare conforto nel contatto fisico.</p><p>�Sa che i Fuggiaschi stanno organizzando la ribel�lione. Sa che la rivolta deve scoppiare presto.�</p><p>�Capisco. E di me cosa sa, a proposito di questa ipotetica ribellione?�</p><p>�Ancora niente, John. Ma non ha intenzione di aspettare le prove. Dice che i rapporti che ha ricevuto dal tuo androide personale indicano che hai bisogno di una cura psichica.�</p><p>Per un attimo Markham rimase scosso. Gli pass� per la testa che forse era stato troppo ottimista riguardo ai suoi esperimenti con Marion-A. Ma poi scacci� quel dubbio, spazientito. Se si sbagliava su questo, allora si sbagliava su tutto. E poi non era il momento di arzi�gogolare su quei dubbi.</p><p>�� piacevole rendere apprensivi gli androidi� dis�se in tono disinvolto. �E soprattutto Solomon... il pri�mo segno di debolezza, non credi?�</p><p>�Sii serio, tesoro� disse Vivain. �Solomon si � stan�cato di avvertirti. Nel pomeriggio ho ricevuto un mes�saggio di Clement. Dice che, a meno che tu non voglia fare pubblica dimostrazione della tua innocenza, rin�negando i Fuggiaschi, Solomon agir� centro di te nel giro di tre o quattro giorni.�</p><p>�Come definiresti questo termine <emphasis>agire</emphasis>?�</p><p>Vivain lo guard� con occhi serissimi. �Non oso nem�meno pensarci� confess�. �Una pattuglia psichiatri�ca, immagino. Poi, l�Analisi.�</p><p>Markham sorrise. �Lo Psicoprop deve valutarmi come mezzo di propaganda se � addirittura disposto a contrattare.�</p><p>�Caro, devi essere ragionevole� disse lei. �Non � pi� uno scherzo, ormai. Io... non sopporto l�idea che tu sia sottoposto all�Analisi.�</p><p>�Perch� no?� Era una domanda stupida, che ebbe l�effetto di irritarla.</p><p>�Perch� ti amo, idiota!�</p><p>Markham la guard�. �Ti passer� disse tranquil�lamente. �Ti � sempre passata, no?�</p><p>Vivain non volle rispondere. Invece disse: �Dim�mi sinceramente, John... Sei davvero coinvolto in que�sto Esercito di Liberazione?�</p><p>�Ammettiamo, a titolo di discussione, che lo sia.�</p><p>�Siamo veramente nemici allora� mormor� lei. �Che ironia!�</p><p>�Forse era inevitabile� disse Markham.</p><p>Improvvisamente, Vivain scatt� in piedi. �Perch� non puoi essere felice?� esclam�. �Perch� non puoi prendere la vita com��? Forse pensi che non possa in�segnarti a essere felice?�</p><p>�Forse temo che tu lo possa. E forse ho paura di vivere in un mondo dove perfino tu, Vivain, potresti essere improvvisamente catturata per l�Analisi, nel ca�so mancassi di conformarti ai principi degli androidi sulla condotta umana.�</p><p>�Per lo meno� disse Vivain avvilita, �potremmo darci l�un l�altro un po� di felicit�, non ti pare? Resta con me, John. Restiamo insieme ancora per questa notte, almeno... dopo tanto tempo...�</p><p>Markham la baci�, teneramente. �� pericoloso per tutti e due� disse. �Spero, mia cara, che un giorno possa esserci tempo per amare ed essere felici. Per un amore e una felicit� durevoli.�</p><p>Vivain si precipit� alla porta e si piant� l� davanti. �Non puoi andartene! Non devi!� Il tono era mezzo supplichevole e mezzo autoritario.</p><p>Markham la scost� con fermezza. �Di� a tuo padre che gli sono molto grato dell�avvertimento. Anzi, an�ch�io ho un messaggio per lui. Dall�uomo che un tem�po fu suo professore di filosofia, un certo Hyggens. Se�condo il professor Hyggens, Solomon sta riprogram�mando tremila androidi per renderli capaci di omici�dio. Chiss� se il Presidente ne � informato?�</p><p>E chiusa la porta senza dare a Vivain la possibilit� di fermarlo, si allontan� in fretta. Un attimo dopo stava attraversando il parco apparentemente deserto, troppo assorto nei suoi pensieri per accorgersi che Algis Norvens, il quale si era messo in testa di fare visita a Vivain a quell�ora per uno scopo ben chiaro e per lui assolutamente legittimo, aveva visto benissimo la sua uscita da De Havilland Lodge.</p><p>Norvens si ferm� incerto per qualche istante, al ri�paro di una porta vicina, poi prese la sua decisione. Avrebbe ritardato la sua visita a Vivain di qualche minuto, giusto il tempo di fare una breve telefonata all�Ufficio Centrale di Propaganda Psichica.</p><empty-line/><p>Markham rientr� in Rutland House solo dopo le due del mattino. Dopo aver lasciato Vivain, aveva cam�minato parecchio, ripensando a quello che lei gli ave�va detto, e chiedendosi se la ragazza fosse stata since�ra nel dichiarargli di essere innamorata di lui. Fin dal�l�inizio aveva capito che Vivain era un�amicizia peri�colosa. Ma era certo che, innamorata, poteva essere anche pi� pericolosa. Rifletteva anche sul messaggio, non troppo chiaro, del Presidente Bertrand. Era scon�tato che la battaglia di Hampstead Heath avrebbe mes�so Solomon sul piede di guerra. Per fortuna Solomon non sapeva ancora con certezza se Markham era coin�volto nelle questioni dei Fuggiaschi. Di qui la propo�sta di fare pubblica sconfessione per evitare <emphasis>una cura psichica. </emphasis>Ma quanto tempo avrebbe impiegato lo Psicoprop a raccogliere le prove che stava cercando? Po�chissimo, si disse Markham. Era certo che non sarebbe rimasto iscritto negli Elenchi per pi� di due o tre giorni.</p><p>Finalmente si rese conto che i pensieri, come i suoi passi stanchi, cominciavano a farsi confusi. Stava per essere vinto dalla fatica. Cap� d�avere bisogno di un buon sonno.</p><p>Appena rientrato nel suo appartamento, bevve gra�to la bibita calda che Marion-A gli aveva preparato, e croll� sul letto. Dorm� fino a tardi, ma dorm� male. E quando finalmente apr� gli occhi, poco prima di mez�zogiorno, si sent� in un curioso stato di tensione.</p><p>Aveva fatto la doccia, si era vestito, e stava facendo colazione quando suon� il campanello. Chiedendosi chi poteva essere, mand� Marion-A ad aprire.</p><p>Come l�uscio si schiuse, quattro grossi androidi spin�sero da parte Marion-A ed entrarono minacciosi nel soggiorno.</p><p>�Buon giorno, signore� disse uno dei quattro, che portava una stella d�argento sulla tunica. �Ci dispia�ce disturbare la vostra colazione. Siete rispettosamente pregato di seguirci all�Ufficio Centrale per un esame psichiatrico preliminare.�</p><p>�Preliminare in che senso?� chiese Markham, ten�tando di prendere tempo. Aveva notato che Marion-A, alla quale la pattuglia psichiatrica non badava affatto, era scivolata silenziosamente fuori dalla stanza.</p><p>E subito lo colp� il sospetto d�essere stato veramen�te troppo ottimista sul conto dell�androide personale. Forse, alla fine, i programmi base avevano avuto la meglio.</p><p>�Dobbiamo valutare le vostre presenti condizioni� spieg� l�androide con un leggero sorriso. �Poi si decider� se dovrete beneficiare del processo di Analisi.�</p><p>�Forse in questo momento non mi fa comodo spre�care il mio tempo per un esame psichiatrico� disse Markham. Cercava disperatamente di farsi venire qual�che idea luminosa. Ma non voleva rischiare di darsi al�la fuga perch� i quattro androidi erano certamente programmati efficientemente per affrontare situazioni del genere.</p><p>�Mi dispiace, signore, ma abbiamo l�ordine di scor�tarvi all�Ufficio senza perdere tempo. Se l�informazione che ci ha spinti ad agire � sbagliata, non avrete niente da temere perch�...�</p><p>Non and� oltre. Usando la pistola automatica di Markham, Marion-A lo colp� alla schiena, nei centri di coordinazione, con una mira perfetta. L�androide emise un gemito stridulo e croll� sul pavimento.</p><p>Un altro androide venne abbattuto dalla seconda pallottola prima che gli altri due si rendessero conto di quello che stava succedendo.</p><p>Il terzo e il quarto si voltarono decisi contro Marion-A, ma Markham, istintivamente, si era gi� lancia�to in avanti facendone cadere uno.</p><p>Ma cadde anche lui, e sent� una mano che lo strin�geva alla gola. Poi ud� altri due colpi e vide un lampo di luce accecante. Una pausa, poi una detonazione fi�nale. La mano che gli stringeva la gola allent� la stretta.</p><p>Markham riusc� a rimettersi in piedi.</p><p>�Marion� balbett�, �sei miracolosa. Cosa diavolo avrei fatto senza di te?�</p><p>�Ho avuto tanta paura che volessero tenermi nella stanza� disse lei con voce alterata. �Ma, naturalmen�te, da me si aspettavano un comportamento normale da A.P.�</p><p>�Gi� disse Markham, guardando incuriosito gli androidi distrutti. �Questo piacer� moltissimo a Solomon. Non so dirtelo come vorrei, Marion, ma ti rin�grazio con tutto il cuore.�</p><p>Marion-A fece un sorriso rigido. �Non con tutto il cuore, John. Sarebbe inappropriato... Cosa pensi che si debba fare, adesso?�</p><p>�Sgomberare immediatamente di qua� disse Mar�kham. Guard� i mobili familiari, le antichit� edoardiane e vittoriane. �Era una bella casa� sospir�. �Siamo alquanto fuorilegge, ora, Marion. I Fuggiaschi hanno acquistato ufficialmente due reclute di pi�.�</p></section><section><title><p>14</p></title><p>Nonostante gli sforzi dello Psicoprop, e i molti rappor�ti contrastanti secondo i quali Markham era gi� stato catturato, ucciso, o analizzato, la notizia che il Sopravvissuto avesse accettato il comando dell�esercito ribel�le creava una reazione psicologica a catena nella men�te dei londinesi.</p><p>Per la prima volta dopo molte decadi, i cittadini di Londra cominciarono a riunirsi per quelle che in et� precedenti sarebbero state definite discussioni politi�che. Il problema se fosse meglio accettare i vantaggi, e sopportare gli svantaggi inerenti, di una cultura e di un�economia basata sulla amministrazione degli an�droidi, o se fosse preferibile abbandonare una media sostanzialmente alta di vita per un�astrazione della li�bert�, occupava la mente di coloro che in precedenza avevano respinto tutte le forme di ragionamento.</p><p>Tutti erano confusi. Tutti erano timorosi. La stessa propaganda continuamente emessa dallo Psicoprop, sebbene destinata a screditare gli ideali della Libera�zione, serviva puramente a sottolineare il fatto che gli androidi stavano sistematicamente estendendo il loro controllo sugli esseri umani.</p><p>Finalmente, si cominci� ad affermare che in fondo le idee fantastiche del Sopravvissuto potevano avere un fondamento di verit�, e che gli androidi non sareb�bero stati soddisfatti finch� non avessero dominato in�teramente il genere umano.</p><p>Poi, due giorni prima di Natale, il Presidente Ber�trand apparve sugli schermi tri-di della Repubblica. Si lanci� in un attacco contro Markham, violento e in contrasto con il suo solito stile. Sottoline� i suoi pun�ti di vista con un linguaggio e con gesti che, per chiun�que conosceva personalmente Clement Bertrand, par�vero curiosamente estranei ai modi del Presidente.</p><p>Osservando la trasmissione dal suo quartier genera�le mobile di base momentaneamente in New Forest, Markham rimase allibito. Sapeva bene che, quali fos�sero i sentimenti privati del Presidente, lui non pote�va scostarsi dalla politica ufficiale. Non poteva fare al�tro, infatti, dato che il potere risiedeva completamente nelle mani di Solomon. Ma avendo conosciuto di persona Bertrand, stentava a credere che potesse scen�dere a un livello tale. Pur senza riuscire a capire il per�ch�, Markham era turbato dal discorso del Presidente. Sentiva che, in un certo senso, qualcosa non andava.</p><p>Nel primo pomeriggio aveva ricevuto un messaggio cifrato da Vivain. Da quando aveva lasciato Londra, il sistema della quercia era stato abbandonato. Aveva disposto che i messaggi riguardanti l�Esercito gli venis�sero trasmessi a mezzo radio delle onde corte, e dopo qualche indecisione aveva detto a Vivain che se mai avesse avuto bisogno di servirsi di quel sistema, si met�tesse in contatto con un certo numero chiedendo di Napoleone e facendosi riconoscere. Allora un corriere sarebbe passato da De Havilland Lodge a prendere il messaggio da trasmettere. Naturalmente, Vivain era stata avvertita di usare quel sistema solo in caso di emergenza.</p><p>Mentre guardava il pezzo di carta che aveva in ma�no, Markham pensava che quello doveva essere sen�z�altro un caso urgentissimo. <emphasis>Devo vederti. Qualcosa di orribile dev�essere successo a Clement. Ricordi dove abbiamo fatto il bagno sulla costa? Ti aspetto l�. Vie�ni subito, ti prego, Vivain.</emphasis></p><p>Ricordava benissimo dove avevano fatto il bagno. Era subito fuori di un villaggio, vicino ad Hastings, c�erano stati il giorno dopo essersi conosciuti. Tre me�si prima... e sembravano anni.</p><p>�Mi occorre un autogetto� disse a Hyggens, che gli aveva portato il messaggio.</p><p>�Ti occorre anche un esame del cervello� disse il professore, accendendo la pipa. �Potrebbe essere un�imboscata, John. Anche Solomon ha voglia di ve�derti, sai?�</p><p>�Non � niente di personale� disse Markham. �Le ho detto che per ora non ho tempo. E Vivain non � tipo da lasciarsi intimorire da Solomon. Del resto, prender� le mie precauzioni.�</p><p>�Prenderai anche dieci fucilieri scelti e un elipullman� disse Hyggens. �Altrimenti non ti lascer� an�dare.�</p><p>�Davvero? Chi � il cane pi� grosso, qui?�</p><p>�Tu. Ma posso abbaiare anch�io, se voglio.�</p><p>Markham e la scorta impiegarono meno di un�ora per raggiungere il luogo dell�incontro. Sorvolarono due volte l�area a bassa quota senza scoprire niente di sospetto. L�autogetto di Vivain era parcheggiato quasi sulla spiaggia. Vivain, figura solitaria avvolta in un pesante mantello, passeggiava lentamente lungo la ri�va. Markham lasci� la sua scorta nell�elipullman e scese a incontrarla.</p><p>Lei gli corse incontro e gli gett� le braccia al collo. Markham le lesse in faccia la tensione, ma soprattutto il terrore.</p><p>�Tesoro� disse, aggrappandosi a lui. �Temevo che non venissi pi�.�</p><p>�Cosa c��?� chiese lui senza preamboli. �Scusa, cara, ma il tempo � prezioso. Sono travolto dalle cose da fare.�</p><p>Vivain raccont� in fretta.</p><p>�Ieri sono andata da Clement� disse. �Ero preoc�cupata per te. Volevo sapere se Solomon aveva sco�perto qualcosa, o se aveva confidato a Clement i suoi piani. Ma quando sono arrivata, ho trovato Solomon con lui. Almeno...� rabbrivid� da capo a piedi.</p><p>�Continua� disse dolcemente Markham.</p><p>�Almeno, ho pensato che ci fosse Clement seduto alla scrivania. Ma guardandolo meglio, ho capito che non era lui. La somiglianza era fantastica. Ma c�era qualcosa di... di strano.� Faceva uno sforzo tremendo per controllarsi.</p><p>�Stai calma� disse Markham, abbracciandola per rassicurarla.</p><p>�John,� bisbigli� lei, �era un androide!�</p><p>�Questo �... Che cosa hai fatto?�</p><p>�Solomon mi osservava. Mi scrutava per vedere le mie reazioni. Sai, nei momenti critici, a volte i pen�sieri vengono rapidi. Ho capito che se avessi fatto il minimo errore non sarei pi� uscita dal palazzo. Ho cercato di ricompormi e mi sono comportata come se non avessi notato niente. Non so dove ho trovato la forza, ma sono riuscita perfino a scherzare. Dopo cin�que minuti ho inventato una scusa e me ne sono an�data. Di pi� non avrei potuto resistere. Avrei voluto urlare. Era identico a Clement. Lo stesso sorriso, gli stessi modi, eppure... John, cosa gli sar� successo? Co�sa devo fare?�</p><p>�Non ho idea di cosa gli pu� essere successo� ri�spose Markham che pure aveva gi� un�opinione pre�cisa sui probabili metodi di Solomon per sbarazzarsi di qualcuno. �Per� so cosa devi fare tu. Verrai con me, e resterai con me finch� tutto sar� finito.�</p><p>�Caro nemico� mormor� lei, tra il riso e il pianto. �Speravo che mi dicessi questo. Non potrei pi� tor�nare indietro, ormai.�</p><p>�Hai idea del perch� Solomon abbia voluto sosti�tuire tuo padre?�</p><p>Lei annu�. �Credo di s�. Avevo riferito a Clement ci� che mi avevi detto sulla programmazione dei tremila androidi assassini. Era furibondo. Mi ha detto che for�se avevi ragione tu riguardo alla lotta da fare alla svelta. Mi ha detto che quando si raggiunge il punto in cui gli androidi vengono programmati per distrug�gere gli esseri umani, � tempo di correre ai ripari.�</p><p>�Evidentemente ha tentato di correre ai ripari, ma era troppo tardi� disse Markham. �Mi dispiace... e adesso sar� meglio tornare al quartier generale, altri�menti ci prenderebbero. L�assurdit� � che io sono in�dispensabile.�</p><p>Vivain lo guard� molto seria.</p><p>�Se � un�assurdit� disse �non voglio che nessuno me lo dica.�</p><empty-line/><p>Di ritorno al quartier generale di New Forest, Markham lasci� Vivain alle cure di Marion-A. Sapeva d�es�sere troppo preso dai preparativi dell�operazione di Capodanno per dedicare tempo a Vivain.</p><p>Aveva detto ben poco a Vivain circa la <emphasis>riprogram�mazione </emphasis>di Marion-A. Glien�era mancata l�occasione. Ma durante il viaggio di ritorno verso New Forest ave�va cominciato a prepararla per l�incontro con l�unico androide Fuggiasco esistente.</p><p>Vivain lo ascolt� senza far commenti. Lui aveva spe�rato di distrarla dalla disgrazia toccata al padre, ma non c�era riuscito. E quando l�elipullman si pos� sul�la colonia di villette estive, attuale base del quartier generale, il trattamento che Vivain riserv� a Marion-A indicava l�atteggiamento convenzionale del ventiduesi�mo secolo verso un androide programmato. Per Vivain, Marion-A era soltanto una macchina molto complessa.</p><p>Markham prov� uno strano disappunto, e si sorpre�se della sua reazione. Aveva sperato... Ma a pensarci bene, non sapeva cosa avesse sperato. E non poteva sciupare tempo prezioso per meditare su faccende per�sonali.</p><p>Il mattino di Natale, mentre la neve scendeva lenta e pittoresca su New Forest, Markham pot� riposarsi un poco. Tutto era stato provato e riprovato: gli uo�mini erano a punto con l�addestramento, e ora dove�vano pensare a distendere i nervi il pi� possibile fino al momento fissato per l�ora zero.</p><p>Le trenta e pi� casette portatili che il professor Hyggens era riuscito a racimolare nottetempo dalle varie localit� mondane della costa, davano un aspetto as�surdamente gaio al quartier generale dell�Esercito di Liberazione, facendolo assomigliare pi� che altro a un accampamento di qualche confraternita religiosa. Vivain e Marion-A dividevano una delle casette pi� pic�cole che, con le sue pareti di plastica a strisce bianche e rosa, sembrava a Markham un�immensa cappelliera.</p><p>Entrando nella loro casetta, ebbe la sorpresa di ve�dere che Vivain indossava l�abito verde bottiglia di Marion-A, mentre questa era tornata alla camicetta e alla gonna-pantalone nera.</p><p>�Ciao, tesoro� disse Vivain. �Dunque il grande Comandante militare ha trovato qualche momento da dedicare alla sua vita privata? Che te ne pare del mio abbigliamento? Sembro pi� Fuggiasca cos�, vero?�</p><p>�Non avevo pensato che non avevi niente da met�terti oltre l�abito che indossavi� disse Markham. �Avevi freddo con quello?�</p><p>Vivain rise. �No, ma non era un abbigliamento fun�zionale. Non certo l�abito che ci vuole per lanciare granate. Mi sarei sentita ridicola.�</p><p>�Tu non lancerai niente, qualunque cosa ti metta addosso� disse serio Markham.</p><p>Vivain scosse la testa. �Io sar� dove sarai tu, e far� quello che farai tu. Non dimenticare che adesso faccio parte del tuo Esercito di Liberazione.�</p><p>�E quindi sei soggetta alla disciplina� disse Mar�kham sorridendo.</p><p>�Androidi vivi!� scatt� Vivain. �Non � possibile che la mia vita sia completamente regolata da te, caro.�</p><p>Markham si rivolse a Marion-A, che aveva osservato il battibecco con un leggero sorriso.</p><p>�Marion� disse, �conto su di te per tenere Vivain fuori dai guai.�</p><p>�S�, John.�</p><p>La reazione di Vivain fu violenta. �Questa � bella! Credevo che volessi distruggere gli androidi, John. E invece ti servi di un androide come cane da guardia!�</p><p>Markham la guard� freddamente. �Marion � una personalit� per la quale nutro il massimo rispetto. So�no fiero della sua amicizia e della sua lealt�. Per me conta di pi� di molti esseri umani. E vorrei che voi due foste amiche.�</p><p>�Amiche!� url� Vivain. �Con quell�affare!�</p><p>�John� disse gentilmente Marion-A, �ci sono momenti in cui sei notevolmente cieco. Non sono pro�grammata con le emozioni umane, ma penso che for�se capisco gli umani meglio di te. Bader� a Vivain per te, ma non puoi pretendere che lei ne sia felice.�</p><p>�Tu che ne sai della felicit�?� chiese Vivain.</p><p>�Niente, come fatto personale� ammise Marion-A. �Ma penso di avere imparato a interpretare la felicit� a modo mio... e vorrei che John fosse felice. L�ho aiu�tato non perch� io pensi che l�Esercito di Liberazione vinca, ma perch� crederlo lo rende felice.�</p><p>Improvvisamente Vivain scoppi� a ridere. �Ma � addirittura fantastico! � innamorata di te, John! Un androide innamorato di te! Ora sono certa che siamo impazziti tutti.�</p><p>Marion-A non disse niente, ma Vivain la guardava con derisione e, parve a Markham, col disprezzo di chi, confidando nella propria femminilit�, se ne serve istin�tivamente come di un�arma. Quella sensazione gli fece perdere il lume degli occhi.</p><p>�Che diavolo ne sai tu dell�amore?� esclam� con violenza. �Per te � soltanto un�attrazione fisica, un�u�briacatura dei sensi, oggi per questo e domani per quel�lo. Questa � la <emphasis>tua </emphasis>programmazione, Vivain! Ma forse la mia � diversa. Forse assomiglia in parte a quella di Marion. Forse noi possiamo rispettarci a vicenda in un modo che tu non potresti mai capire.�</p><p>Vivain lo guard� come se non capisse quello che lui stava dicendole.</p><p>�Ripetilo, John!� La sua voce era stranamente tranquilla.</p><p>�John!� La voce di Marion-A suon� acuta e auto�ritaria. �Tu sei stanco e teso per questa impresa da compiere. I tuoi pensieri non sono coerenti, non ti rendi conto di quello che dici. Faresti meglio a ripo�sare, per essere completamente calmo quando verr� il momento di agire.�</p><p>L�ira di Markham si calm� con la stessa rapidit� con cui era esplosa. �Hai ragione, Marion, come sem�pre� disse.</p><p>Guard� supplichevole Vivain. �Scusami, cara. Sono un imbecille. Ma anche tu devi avere i nervi a pezzi. Mi perdoni?�</p><p>Vivain non parl�. Lo guardava: e nei suoi occhi c�e�ra una mancanza assoluta di comprensione. In silen�zio, Marion-A and� alla porta e usc� all�aperto.</p><p>Cominciava a gelare e l�aria era freddissima, ma lei non era programmata per patire il freddo.</p></section><section><title><p>15</p></title><p>Il British Museum, pur recando i segni visibili dei danni subiti nei Nove Giorni, si ergeva ancora tra due vaste buche, monumenti eterni dell�ultima guerra. L�immenso edificio si presentava ancora identico a co�me era centocinquant�anni prima, quando John Mar�kham ne frequentava le biblioteche.</p><p>Markham l�aveva scelto come quartiere generale per la sollevazione dell�ultimo dell�anno non certo per un suo capriccio. In passato, il British Museum aveva pre�servato le meraviglie dell�antichit� e tutto quello che era stato conseguito da uomini ormai morti perch� servisse da esempio ai vivi. Nel. ventiduesimo secolo era ancora una reliquia del passato, raramente visitato dai. londinesi e mantenuto in efficienza da cinque o sei custodi androidi.</p><p>Nonostante che fosse una tesoreria di valori artistici e culturali, era affondato lentamente nell�oscurit�. Seb�bene immenso, la mancanza di vita gli aveva consen�tito di esistere quasi inosservato. Si adattava quindi mirabilmente agli scopi di Markham. La posizione conveniente offriva mezzi ragionevolmente rapidi di mantenere le comunicazioni con le unit� dell�Esercito di Liberazione. La capacit� dei locali consentiva di trasformarlo, eventualmente, in ospedale di fortuna. E la massiccia struttura nascondeva anche all�osservato�re pi� attento l�attivit� che ferveva all�interno.</p><p>Inoltre, e questa considerazione non era meno im�portante delle altre, se gli androidi avessero scoperto che serviva all�Esercito di Liberazione, non sarebbero riusciti a montare facilmente un attacco di sorpresa. E solo un attacco su vasta scala avrebbe potuto impe�dire che gli occupanti fuggissero.</p><p>Appena era calata l�oscurit�, la sera dell�ultimo del�l�anno, Markham si era trasferito nel museo col suo stato maggiore, una guardia di cinquanta uomini e una dozzina di portaordini. Ci aveva portato anche Vivain e Marion-A. Non solo Vivain aveva molto insi�stito per accompagnarlo in citt�, ma Markham stesso si era convinto che il rischio per lei non sarebbe stato maggiore che a New Forest, soprattutto nel caso che le comunicazioni fossero state interrotte.</p><p>Il corpo principale dell�Esercito di Liberazione era gi� in citt� prima ancora che Markham ci arrivasse. Durante il pomeriggio i guerriglieri erano giunti alla spicciolata in piccoli eliauto. Alcuni indossavano co�stumi carnevaleschi, come Hyggens e Crispin, trave�stiti l�uno da Mefistofele, l�altro da Morte, per dare l�impressione di essere diretti a qualche festa. Altri era�no vestiti con abiti normali, ma fingevano di andare a qualche riunione festosa recando una profusione di bottiglie e di pacchi incartati a colori vivaci, nei qua�li erano nascoste granate e carabine.</p><p>Con la protezione dell�oscurit�, si erano diretti len�tamente verso i punti di raduno, fissati in edifici in di�suso o disabitati. Mezz�ora prima di mezzanotte, quan�do le celebrazioni per l�Anno Nuovo avevano raggiunto un buon grado di animazione, avevano cominciato a spostarsi, in gruppi formati apparentemente da ubriachi, verso altri punti fissati: vicino a Buckingham Palace, vicino all�Ufficio Centrale nella White Hall, e verso i vari reparti dello Psicoprop disseminati lungo e attorno la New Parliament Street.</p><p>Il guaio principale per Markham era di non sapere dove Solomon avesse concentrato gli androidi program�mati per omicidio. Ma, come si ripeteva per darsi co�raggio, l�Esercito l�avrebbe scoperto ben presto. Nell�attaccare contemporaneamente il Palazzo, l�Ufficio Centrale e i dipartimenti dello Psicoprop, si propone�vano di colpire i punti vitali, creando sufficiente con�fusione per impedire a Solomon di organizzare in tem�po un contrattacco efficiente.</p><p>Helm Crispin trov� Markham nella Galleria Egizia�na, intento a bere tranquillamente il t� che era stato fatto da Marion-A su un fornello portatile. Una gran�de quantit� di panini imbottiti era preparata sopra un sarcofago antico di tremila anni, mentre un paio di divinit� egizie tenevano pazientemente in grembo carabine, pistole e granate varie.</p><p>�Come andiamo, Helm?� chiese Markham sorri�dendo. �Sar� meglio che ti offra una tazza di t�. Hai l�aria di averne bisogno.�</p><p>�Pi� di trenta sono mancati al raduno presso Bu�ckingham Palace� disse Helm. �Evidentemente cat�turati da androidi. Ormai Solomon avr� tutte le in�formazioni che desidera.�</p><p>�Ma troppo tardi� disse Markham. �Ascolta.�</p><p>I rumori dello scontro si facevano pi� distinti e pi� vicini. Il fragore delle armi da fuoco era incessante, e gli facevano da sfondo le detonazioni continue delle granate.</p><p>�L�Ufficio Centrale � stato attaccato con le forze al completo, ma quando ho lasciato New Parliament Street mancavano gi� alcuni uomini.�</p><p>Markham si strinse nelle spalle. �Non c�era da du�bitare dell�efficienza dello Psicoprop. Ero preparato a perdere circa duecento uomini all�inizio.�</p><p>Helm Crispin scosse la testa. �Infatti, tanti saranno. � andato tutto troppo liscio. Ho la sensazione che sia�mo caduti in trappola.�</p><p>�Dovr� essere una trappola ben forte� disse Mar�kham, �per trattenere gli uomini che vi sono entrati.�</p><p>Vivain port� a Helm una tazza di t�. �Avete sco�perto cosa ne � stato di mio padre?�</p><p>Helm fece cenno di no. �Mi dispiace, mia cara. Quello, comunque, � stato un errore di Solomon. Ha voluto sostenere la farsa troppo a lungo. Oggi tutti sanno che il Presidente � stato sostituito da un androi�de. La sua ultima comparsa sugli schermi non avreb�be convinto un imbecille. Non capisco perch� Solo�mon insista con quella commedia. Si sta alienando an�che i sudditi pi� ortodossi.�</p><p>�Non ha altra alternativa� disse Markham. �� compromesso. Se ammette di aver sostituito il Presi�dente, ammette che gli androidi vogliono la supre�mazia.�</p><p>Marion-A offr� un panino a Crispin. �Trovate co�s� difficile rinunciare alla vostra convinzione che gli androidi possano comportarsi solo in modo logico, Helm?� Marion-A sorrideva.</p><p>Lui rise. �No, quando penso a voi, Marion.�</p><p>Marion-A continuava a sorridere. �Chiss�? Forse, se conosceste i motivi, la mia condotta vi sembrereb�be estremamente logica.�</p><p>Vivain le diede un�occhiata breve ma significativa. Markham la intercett�, e rimase sorpreso nell�accorgersi che l�espressione di Vivain era di tenerezza e di piet�. Dalla vigilia di Natale, lei e Marion-A erano rimaste sempre insieme.</p><p>Sebbene assorbito dai preparativi del grande attac�co, Markham aveva notato che l�antagonismo tra le due donne sembrava scomparso. Se n�era congratulato, e aveva pensato che Vivain avesse compreso l�inutilit� del suo risentimento, rendendosi conto che la relazione tra Markham e Marion-A esulava dal normale campo di relazioni umane.</p><p>Era convinto che Vivain l�avrebbe accettata con in�differenza, ma ora l�odio di Vivain per Marion-A si era cambiato addirittura in un sentimento positivo. Ades�so, cogliendo quel breve sguardo di compassione, Mar�kham fu veramente conscio di uno oscuro legame tra loro due. In un certo senso, questo lo turbava pi� dell�ostilit� originale. I suoi pensieri vennero interrotti dal rimbombare di una cupa esplosione che scesse per�fino le pareti massicce del Museo.</p><p>�Questo, credo, � Corneel Towne che presenta i suoi omaggi a Palazzo� disse il professor Hyggens, senza smettere di far sparire un panino dietro l�altro.</p><p>�Oh, Dio� mormor� Vivain, �spero che...� Non os� terminare.</p><p>Markham la prese per mano. �Non volevo dirtelo ancora Vivain. Ho mandato qualcuno a fare un�inchie�sta tre giorni fa. Pensavo che ci fosse ancora la pessibilit� di portar fuori Clement, di aiutarlo, Solomon aveva in mente di fargli un�Analisi totale, per poter presentare un Presidente genuino sugli schermi, e confonderci. Ma Clement deve essere riuscito a impossessarsi di un veleno. � morto, Vivain. � tutto quello che so. Non � molto, ma ho rischiato uno dei miei uomini migliori per avere notizie.�</p><p>Vivain si nascose la faccia tra le mani. Markham tent� di confortarla, ma Marion-A l�aveva gi� presa tra le braccia. E all�improvviso lui fu distratto dall�arrivo di un messaggero.</p><p>Era un lacero Robin Hood sporco di sangue. Entr� nella Galleria Egiziana con la carabina in mano e, contrasto bizzarro, un grande arco a tracolla.</p><p>�Salve, capo� disse, ansimando. �Abbiamo distrut�to il Palazzo.�</p><p>�Perdite?� chiese Markham.</p><p>�Pi� di duecento, signore. Ci hanno mandato con�tro un�intera brigata psichiatrica. Quando stavamo per avere la meglio, sono arrivati tre o quattrocento an�droidi omicidi.�</p><p>�Lavorano bene?�</p><p>�S�, signore... ma non abbastanza. Non sono pro�grammati per ritirarsi in caso di sconfitta. Perci� ab�biamo continuato a distruggerli fin all�ultimo.�</p><p>�Malloris, � ancora al comando?�</p><p>�Signors�. Per� � ferito alla testa.�</p><p>�Bisogna mandargli il cambio. Il comando passi al secondo ufficiale. Malloris torni a farsi medicare. E di�te al secondo ufficiale di rinforzare l�assalto all�Ufficio Centrale. E liberatevi di quell�arco!�</p><p>�Signors�.� Robin Hood si tolse l�arco dalle spalle e lo guard�. Parve sorpreso di averlo ancora a tracol�la. Lo butt� sul pavimento e usc�.</p><p>A un tratto, il rumoreggiare lontano della battaglia venne coperto da un�esplosione, pi� leggera di quella che aveva fatto saltare il Palazzo. Fu seguito da una seconda, poi da una terza.</p><p>�Dev�essere l�Ufficio Centrale!� disse Hyggens, sod�disfatto.</p><p>Ma le ipotesi sulla causa dell�esplosione caddero ap�pena le guardie della Galleria Egiziana lasciarono en�trare un bizzarro gruppetto di quattro persone.</p><p>Enrico VIII, Davy Crockett e Giulio Cesare scorta�vano verso Markham un monaco incappucciato. En�rico VIII spinse avanti senza cerimonie il monaco.</p><p>�Salve� disse inchinandosi a Markham. �Abbiamo trovato il reverendo padre in New Parliament Street. Pensavamo che fosse uno dei nostri, ma lui si � messo a sparare. Cos� l�abbiamo colpito al braccio. Avremmo mirato meglio se avessimo saputo chi era.�</p><p>Con un gesto sprezzante Enrico VIII strapp� il cap�puccio del monaco. Apparve una faccia liscia, di et� indefinibile.</p><p>�Buon giorno, signore� disse Solomon. �Deploro che non abbiate accettato i miei consigli.�</p><p>�Deplorate? Perch�?� chiese Markham, in tono secco.</p><p>�Per gli esseri umani gi� morti, e per quelli che andranno a raggiungerli tra poco� rispose Solomon.</p><p>Markham si strinse nelle spalle. �Non possiamo di�struggere gli androidi, specialmente quelli program�mati per l�omicidio, senza perdite umane. Ma il Pa�lazzo ormai � distrutto, e cos�, credo, l�Ufficio Centra�le. Tra poco potremo concentrare l�attacco sulle altre filiali dello Psicoprop. Direi che la battaglia sta per finire. E per voi, certamente la fine � imminente.�</p><p>Solomon rise. �Scusate, signore, non sono d�accor�do. La battaglia tra poco ricomincer�. Il mio destino � irrilevante. Tutti gli androidi sono sostituibili.�</p><p>�Forse� disse mellifluo, Hyggens �non ci prende�remo il disturbo di sostituirli, nemmeno quelli della vostra qualit�, Solomon.�</p><p>Solomon, scorgendo Vivain, ignor� Hyggens. �Pos�so esprimervi le mie scuse, signora, per la sostituzione di vostro padre? Durante gli anni in cui abbiamo la�vorato insieme ho sempre nutrito per lui molto rispet�to. Ma la considerazione personale � irrilevante quan�do entra in gioco l�interesse e la salvezza della Re�pubblica.�</p><p>�Un punto sul quale androidi ed esseri umani non la pensano allo stesso modo� disse tranquillo Mar�kham. �E forse anche un androide infallibile pu� commettere l�errore di sottovalutare l�importanza che gli uomini danno ai valori umani.�</p><p>Solomon rise di nuovo, e la sua risata echeggi� sotto le volte della galleria. �Che ne sapete degli androidi?� chiese lanciando un�occhiata a Marion-A. �S�, so dei vostri esperimenti di riprogrammazione. Ma che cosa avete concluso? Niente, un fallimento completo. Il sog�getto non � pi� orientato come androide, e non pu� essere orientato come donna. Da una macchina avete creato una mostruosit�, ecco tutto.�</p><p>�Qual � la tua definizione di mostruosit�, Solomon?� La voce apparteneva a Marion-A. Markham si gir� di scatto, e vide Marion fare un passo avanti per af�frontare il Primo Ministro.</p><p>�Una creatura senza scopo� rispose Solomon im�perturbabile, �senza funzione e senza futuro.�</p><p>�Allora io non sono una mostruosit� disse Marion-A, alzando una pistola automatica.</p><p>�Se questo � il tuo scopo� continu� Solomon, �cosa rester� quando avrai premuto il grilletto? Eri un androide personale, oggi non lo sei pi�. Se la cosid�detta Armata di Liberazione vincer�, non diventerai altro che una curiosit� bizzarra. La tua programmazio�ne, la tua intelligenza, si atrofizzer�. Sarai soltanto un ricordo barbarico che il signor Markham user� per in�trattenere i suoi amici. Hai rinnegato la tua razza, e nel fare questo, hai eliminato la tua ragione di esi�stere.�</p><p>�Interessante� disse Markham. �Forse, Solomon, sarete tanto gentile da definire lo scopo degli androidi?�</p><p>�Certo, signore. Ma non servir� a modificare le vo�stre idee. La vostra psiche primitiva ci ha interpretato in termini di animismo. Vedete gli androidi come esse�ri sinistri e maligni, il cui scopo � di ridurre l�umanit� all�impotenza. Ma, nel fare cos�, signor Markham, ne�gate la nostra stessa storia. Fummo creati come servi, in un mondo a corto di manodopera. Dovevamo assol�vere funzioni monotone: fare lavori essenziali ma ri�pugnanti e noiosi per l�essere umano. Apprezzate le nostre capacit�, la nostra sfera d�azione si allarg�, fin�ch� giungemmo a controllare l�intero sistema economi�co. Per voi, questo � un piano calcolato per dominare il genere umano. Invece � la logica estensione della nostra capacit� di servire. Non state attaccando degli oppressori. State distruggendo i vostri schiavi. Non so�lo � sciocco, � addirittura disastroso.�</p><p>�Molto brillante!� esclam� ironico il professor Hyggens. �Consideratevi applaudito. Un tempo ero professore di filosofia, Solomon, finch� i vostri cari an�droidi mi sollevarono dalla penosa incombenza. Cos� divenni un Fuggiasco, il che mi diede tempo di medi�tare su piccolezze quali per esempio la natura della vita. E conclusi che, tenendo presente l�infinita gran�dezza di Dio, la vita non poteva essere rinchiusa entro schemi convenzionali. Perci� mi chiesi: possono gli androidi procreare? E la risposta fu: s�! Si evolvono? S�! Tentano di dominare l�ambiente in cui vivono? E la risposta fu ancora: s�! Finalmente mi chiesi: han�no uno scopo, sono coscienti di se stessi, sanno quello che stanno facendo? E dovetti solo guardare ci� che stava succedendo nella Repubblica per avere la ri�sposta.�</p><p>�Dunque anche voi, professore, pensate che siamo vivi?� chiese Solomon.</p><p>Improvvisamente, Vivain si riebbe dal torpore in cui il discorso del Primo Ministro pareva averla gettata. Strapp� la pistola dalle mani di Marion-A. �Se sei vi�vo, puoi anche morire!� grid�.</p><p>Solomon s�inchin�. �Spiacente di deludervi, signo�ra. Non sono programmato per avere paura. Inoltre, poich� ho un piccolo trasmettitore automatico dentro di me, penso che a quest�ora il British Museum sia circondato.�</p><p>Quando Vivain spar�, fuori cominci� la sparatoria, quasi che gli attaccanti avessero aspettato un segnale convenuto. La prima pallottola perfor� il centro prin�cipale di controllo di Solomon. L�androide barcoll�, continuando a sorridere. Il secondo proiettile gli en�tr� nel petto, ma manc� la pila d�energia. Il colpo lo mand� a urtare contro un sarcofago. Ma, sempre sor�ridendo, Solomon disse con voce bassa e legata: �N� sono programmato per... soffrire.�</p><p>Il terzo proiettile gli trapass� la fronte, mandando�lo a rotolare grottescamente nel sarcofago.</p><p>Nello stesso istante, Markham vide Paul Malloris, la testa avvolta in uno straccio insanguinato, avanza�re barcollando nella galleria con il corpo di una ra�gazza sulle braccia.</p><p>�Paul, che fai?�</p><p>�� Shawna� disse Paul. �Avrei dovuto saperlo. Per poco non mi ha fatto prendere da una pattuglia di androidi.�</p><p>�Chi l�ha uccisa?�</p><p>Paul guard�, serio, la faccia pallida della ragazza. �Io... Non era pi� Shawna. Voglio seppellirla degnamen�te appena terminer� la battaglia, John. Sono un pa�gano disgustosamente sentimentale!�</p><p>La distese con delicatezza nell�ombra, dietro una grossa pietra. In silenzio, Helm Crispin la copr� con un mantello.</p><p>�Paul, per amor di Dio, che cosa sta succedendo fuori?�</p><p>�Oh, fuori!� Paul sembrava istupidito. �Androi�di omicidi dappertutto. Per fortuna avevo con me ab�bastanza uomini per aprirmi un passaggio.�</p><p>La sparatoria si era intensificata. Qualche proiettile fischiava gi� all�interno della Galleria Egiziana.</p><p>�Il fu Solomon� disse il professor Hyggens, sus�sultando mentre un proiettile sfiorava la statua di Isi�de alla quale si era appoggiato �ci ha informati che il Museo � circondato... Esagerava, forse?�</p><p>Paul guard� il professore con aria assente. �Non credo. Gli androidi non sono programmati per esage�rare.� E sorrise, stralunato.</p><p>�Allora sar� meglio fare qualcosa� disse Markham, afferrando un mitragliatore e qualche granata. �Sia�mo rimasti s� e no in sessanta, a resistere.�</p><p>Paul non si reggeva in piedi.</p><p>�Dimenticavo di darti le ultime notizie� disse rau�co. �Chiss� come mai... l�Ufficio Centrale si � difeso strenuamente, abbiamo perso una quantit� di uomini, ma alla fine ce l�abbiamo fatta. Grazie a Dio sono ar�rivati i rinforzi.�</p><p>�Quali rinforzi?�</p><p>�I cittadini di Londra� rispose Paul. �Si erano stancati di fare da spettatori. O forse sono rimasti ma�le quando gli androidi omicidi hanno cominciato a sparare addosso a loro. Ormai, penso che l�esercito am�monti almeno a cinquemila uomini.�</p><p>�Si stanno unendo a noi?� esclam� Helm incredu�lo. �Davvero si stanno unendo a noi?�</p><p>�Questa � l�impressione generale� mormor� Paul. Di colpo si lasci� cadere seduto sui pavimento. �So�no proprio sbadato, John. Avrei dovuto dirti che ho mandato i messaggeri a chiamare i battaglioni della riserva appena ho visto che il Museo era circondato... Immagino che quei dannati androidi omicidi saranno circondati a loro volta, ormai. Divertente, vero?�</p><p>�Divertente?� disse il professor Hyggens con una risata a piena gola. �Androide vivo! Lo credo che sia divertente. � la barzelletta pi� spassosa che abbia mai sentito!�</p><p>�Vivain� disse Markham, �cerca di fare qualcosa per Paul, vuoi? Noi dobbiamo dare una mano a resi�stere finch� non saranno qui tutte le riserve.�</p><p>In quel momento si ud� un fragore di vetri infranti, e una granata arriv� roteando lungo il pavimento lu�cido della galleria. Arriv� quasi alla base del supporto che sorreggeva la pietra di Rosetta. Per una frazione di secondo tutti fissarono, affascinati, l�ordigno. Poi, mentre gli altri si gettavano a terra, Paul Malloris rac�colse le ultime forze e si lanci�. Il suo corpo atterr� sulla granata un istante prima che questa esplodesse. Lo scoppio lo mand� in brandelli, e fece cadere a ter�ra la pietra di Rosetta che si frantum�.</p><p>Quasi simultaneamente, un gruppo di androidi omi�cidi apparve in fondo alla galleria. Markham comin�ci� a sparare da dove si trovava. Abbatt� subito quat�tro androidi. Quando la sua arma si scaric�, Hyggens e Crispin stavano gi� sparando all�impazzata sul grup�po ancora numeroso.</p><p>Un�altra granata arriv� rotolando verso Helm Cri�spin. Lui l�afferr� e la rilanci�. Ma in quella un proiet�tile lo colpi al cervello.</p><p>La granata esplose tra gli androidi che l�avevano lanciata, sgombrando momentaneamente la soglia. Markham ebbe intanto il tempo di afferrare tre gra�nate dal grembo del dio egiziano, e di farle rotolare l�una dopo l�altra verso il fondo della galleria. Quan�do l�eco dell�ultima esplosione si spense, nella pistola c�era un caricatore nuovo.</p><p>Ma non apparvero altri androidi, e improvvisamen�te Markham si accorse che la sparatoria all�esterno era ridotta a pochi colpi isolati. E al frastuono si sostitui�va un suono diverso, incredibilmente toccante. Le vo�ci di migliaia di uomini e donne che cantavano. Non riconobbe le parole, ma la melodia gli era nota: l�ac�compagnamento musicale per <emphasis>La Gerusalemme </emphasis>di Blake. L�ultima volta l�aveva sentita nella Cattedrale di St. Paul, centocinquant�anni prima...</p><p>Il canto si avvicinava, pareva riempire tutta la gal�leria.</p><p>Il professor Hyggens ferito a un braccio, si lev� in piedi faticosamente. �La voce di un popolo libero� disse, col tono di chi ha constatato l�impossibile. �� la prima volta che la sento... John, ascoltai La voce di un popolo libero!�</p><p>Nella luce fioca, Markham cercava Vivain e Marion-A. Trov� Vivain viva e incolume dietro una piccola ma solida sfinge. Marion-A si era messa al riparo dietro un sarcofago e di l� aveva usato la pistola con grande maestria.</p><p>La Galleria Egiziana parve farsi pi� luminosa.</p><p>�Androide vivo!� esclam� Hyggens, guardando fuo�ri attraverso una vetrata rotta. Il cielo cominciava a farsi grigio. �� quasi l�alba.�</p><p>�Stai bene, Vivain?�</p><p>�S�, John... E il povero Paul?�</p><p>�Non guardare� disse con fermezza Markham. �Non si pu� fare pi� niente per lui. Vieni via.� E met�tendole un braccio attorno alle spalle, la port� lonta�no dall�area devastata.</p><p>�John� mormor� Vivain, �avevi ragione. Terri�bilmente ragione, caro nemico... Non � vero che gli uomini debbano vivere solo per godersi la vita. Non so, ma mi sembra che facendo cos� noi riusciamo pro�prio a negarci la felicit� che sta nella responsabilit� e nel lavoro. Nell�allevare i bambini e nel mantenere vivo un amore con tutte le forze.�</p><p>Lui le sfior� la fronte con le labbra e sorrise. �In fondo sei un autentico spirito vittoriano� disse. �E nello stesso tempo, una rivoluzionaria accesa.�</p><p>�John caro, ti amo. Non servo a niente. Non so nemmeno fare le cose pi� semplici. Non so cucinare, non so nemmeno stirare un vestito. Ma se tu sarai pa�ziente e mi darai un po� di tempo, John, imparer� a fare tutto. Sar� una vera donna. Se lo vuoi anche tu, io voglio sposarti.� Improvvisamente rise, e la risata suon� piena di gaiezza. �Non toccherebbe a me dirlo, vero? Ma ora voglio proprio avere tutto. Anche figli, figli tuoi. Non ci riuscir� mai, ma tenter� di... assomi�gliare a Katy. Tenter� con tutte le forze.�</p><p>�Ti basta rimanere Vivain� disse lui sottovoce. �La Vivain che tutti e due stiamo cominciando a ca�pire.�</p><p>Mentre lui parlava, uomini muniti di lanterne cominciarono ad affluire nella galleria. Uomini vestiti da pirata, da pagliaccio, da re, da banditi, da santi e da selvaggi. Uomini che per la prima volta avevano combattuto per qualche cosa in cui credevano tanto da essere pronti a dare la vita. E che erano vivi. Vivi come non lo erano mai stati prima. Uomini dagli abi�ti bizzarri e dalle facce sudice. Uomini con la speran�za nel cuore e una nuova energia nelle membra.</p><p>Il professor Hyggens diede un�occhiata a Markham e a Vivain, poi avanz� verso quegli uomini. Parl� loro tranquillamente, e usc� con loro all�aperto.</p><p>Markham aspett� che anche l�ultimo se ne fosse an�dato. Poi prese Vivain tra le braccia. Senti che per la prima volta stava abbracciando una donna viva dopo centoquarantasei anni.</p><p>Un rumore leggero lo fece trasalire. Era Marion-A, che senza scomporsi aveva deposto i resti di Paul Malloris nel sarcofago della principessa egiziana, insieme al corpo sottile e commovente di Shawna.</p><p>�Posso parlarti da solo per un minuto, John?�</p><p>�Scusami, Marion� Markham si stacc� da Vivain. �Mi stavo quasi dimenticando di te.�</p><p>Marion-A si avvicin� a Vivain. �Non lo tratterr� a lungo. Mi capisci? Credo che sarete molto felici, Vi�vain. Ti auguro tutta la felicit� possibile... e adesso credo di capire il significato della felicit� e della spe�ranza.�</p><p>Vivain prese Marion-A per mano. �Anch�io, ora, capisco tante cose che prima non capivo... Addio, Ma�rion. Non dimenticher� mai.� Improvvisamente, pos� le labbra sulla mano di Marion-A, poi si rivolse a Mar�kham. �Andr� a vedere cosa sta combinando il pro�fessor Hyggens� disse in tono gaio. �Probabilmente dovr� impedirgli di tenere una lezione di filosofia a una folla di uomini morti di fatica.�</p><p>Markham la guard� avviarsi con passo fermo gi� per la galleria che ora si stava illuminando della luce livida dell�alba.</p><p>�Cosa c��, Marion?� chiese poi, meravigliato.</p><p>Marion-A fece uno dei suoi rigidi sorrisi. �Niente di molto importante. Dunque l�Esercito della Libera�zione ha vinto, John. Non credevo che fosse possibile. E adesso siamo giunti alla fine.�</p><p>�Non c�� fine� disse Markham. �C�� solo un nuo�vo inizio. L�inizio di un nuovo genere di futuro.�</p><p>�Per me no, John. Per me, esiste solo il passato.�</p><p>�Cosa vuoi dire?�</p><p>�� vero, almeno in parte, quello che ha detto Solomon. Ho perso il mio scopo, anche se per un po� di tempo ho potuto dividere i tuoi. Non c�� posto per me nel mondo che costruirai, John. Forse non ci sarebbe mai stato un posto per me, in nessun genere di mon�do. Mi hai insegnato ad essere qualcosa di pi� di un androide, ma sar� sempre qualcosa di meno di un es�sere umano.�</p><p>�Sciocchezze!� disse lui, quasi irritato. �Il tuo po�sto � nel nostro mondo, Marion. Un posto accanto a me. Io...�</p><p>�Per favore, John, ascoltami. Tu adesso appartieni a Vivain, e credo che lei ti render� felice... Ma penso, e la cosa strana � che non posso riuscire a saperlo con certezza, penso di amarti anch�io. A modo mio, s�in�tende.�</p><p>�Marion...�</p><p>�Ti prego!� La sua voce era bassa e vibrante. �Ti prego, caro John, non dire niente. Ho imparato a nutrire illusioni. Sono soddisfatta, quindi non chie�do di pi�.�</p><p>�Dimmi almeno perch� ci stiamo dicendo questo.�</p><p>�Perch� ho fatto un patto con me stessa� disse lentamente Marion-A. �Ho promesso che se gli androi�di avessero vinto ti avrei ucciso per preservarti dall�Analisi. Ho promesso anche un�altra cosa, nel caso in cui avessero perso.�</p><p>�E cio�?�</p><p>�Caro John, vorrei che tu facessi una cosa per me. Vorrei che tu mi dicessi: Marion, mia cara, tu hai tro�vato il significato della felicit�. Poi voglio che tu te ne vada, senza voltarti.�</p><p>All�improvviso, Markham comprese. Comprese, e ca�p� che non c�era nient�altro da fare.</p><p>Per un attimo, strinse Marion tra le braccia. Per un attimo premette le labbra contro il tessuto liscio della fronte di lei. Poi disse: �Marion, mia carissima, se hai scoperto il significato della felicit�, mi hai insegnato il significato dell�amore.�</p><p>Poi si volt� e si allontan� a passi decisi verso la so�glia. Alle sue spalle, risuon� un colpo, e ci fu un im�provviso lampo di luce incredibilmente bianca. Poi la Galleria Egiziana ripiomb� nel buio.</p><p>Alle sue spalle giaceva un mondo di morte e di oscu�rit�, un mondo pieno di tutti i segreti del presente e del passato. Ma fuori c�era l�alba, l�aurora del mondo nuovo. Un mondo di vita e di luce, poggiato come sempre sull�orlo di un imprevedibile futuro.</p><p>Mentre andava verso la porta, verso le voci della gente che cantava, verso una giornata che stava per aprirsi in un�aurora radiosa, nella mente gli pass� un caleidoscopio di immagini brillanti e senza tempo.</p><p>Vide ancora una volta, con la vivida realt� del so�gno, Katy, Johnny e Sarah. La piccola rocca di una casetta in Hampstead. Tutto quello che era meravi�glioso e perduto. Tutto quello che aveva contribuito a dargli la fede e il coraggio di prendere il suo posto in un mondo che, come sempre, in ogni epoca, non poteva respingere completamente i valori del passato.</p><p>Alla fine rivide Marion-A, la rivide come gli era ap�parsa la prima volta. E cap� che anche lei faceva par�te di quello stesso vivente passato: che lei e Katy, una strana doppia immagine, gli stavano offrendo il dono della libert�. Un futuro senza ombre...</p><p>E all�improvviso, si sent� il cuore leggero. Raggiunse i larghi gradini del Museo, diede un�occhiata al cielo perlaceo, poi vide Vivain che lo aspettava col profes�sor Hyggens.</p><p>Il professore stava parlando a un gruppo di uomini, che cominciavano a sentirsi orgogliosi di essere stati chiamati un tempo Fuggiaschi. Markham non pot� re�primere un sorriso ironico nell�udire le parole finali del professore.</p><p>�Oggi, Londra� disse il professor Hyggens, citan�do a sproposito e col massimo entusiasmo le parole di un tiranno ormai dimenticato del ventesimo secolo, chiamato Adolfo Hitler. �Oggi Londra... e domani il mondo!�</p><empty-line/><subtitle>FINE</subtitle></section></body><binary id="cover" 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