<?xml version="1.0" encoding="utf-8"?><FictionBook xmlns="http://www.gribuser.ru/xml/fictionbook/2.0" xmlns:l="http://www.w3.org/1999/xlink"><description><title-info><genre>thriller</genre><author><first-name>James</first-name><last-name>Rollins</last-name></author><book-title>L'ordine del sole nero</book-title><annotation><p>IERI. Germania, 1945: in un bunker sotterraneo viene portato a termine un esperimento rivoluzionario�</p><p>OGGI. Nepal: in un remoto monastero un�ondata di follia si diffonde improvvisamente tra i monaci, che scrivono col sangue indecifrabili sequenze di rune celtiche e svastiche. Copenhagen: a un�asta di libri antichi ricompare la Bibbia appartenuta a Charles Darwin, un volume che cela la chiave di un mistero sconcertante. Sudafrica: l�ultimo segreto dei nazisti sta per riemergere dal profondo della giungla� Grayson Pierce e la Sigma Force sono di nuovo in azione.</p></annotation><date value="2007-01-01">2007</date><coverpage><image l:href="#cover"/></coverpage><lang>it</lang><src-lang>en</src-lang><translator><first-name>Paolo</first-name><last-name>Scopacasa</last-name></translator><sequence name="SIGMA Force (it)" number="03"/></title-info><src-title-info><genre>thriller</genre><author><first-name>James</first-name><last-name>Rollins</last-name></author><book-title>Black Order</book-title><date value="2006-07-01">2006</date><lang>en</lang></src-title-info><document-info><author><nickname>Verdi1</nickname></author><program-used>Fiction Book Designer, FictionBook Editor Release 2.6, fb2cut 2.5.4, fb2cut 2.6.2</program-used><date value="2011-09-24">24.09.2011</date><id>FBD-60BF1B-793D-3949-56A1-71AD-944E-BEFDD9</id><version>1.0</version></document-info><publish-info><book-name>L'ordine del sole nero</book-name><publisher>Nord</publisher><city>Milano</city><year>2007</year><isbn>978-88-42-91416-7</isbn></publish-info></description><body><title><p>James Rollins</p><p>L�ordine del sole nero</p></title><section><epigraph><p>�L�evoluzione � la spina dorsale della biologia e la biologia si trova dunque nella peculiare condizione di essere una scienza fondata su una teoria migliorata; perci� � una scienza o una fede?�</p><text-author>CHARLES DARWIN</text-author></epigraph><epigraph><empty-line/><p>�La scienza senza religione � zoppa, la religione senza la scienza � cieca.�</p><text-author>ALBERT EINSTEIN</text-author></epigraph><epigraph><empty-line/><p>�Chi dice che io non sono sotto la speciale protezione di Dio?�</p><text-author>ADOLF HITLER</text-author></epigraph><empty-line/><p><emphasis>A David,</emphasis></p><p><emphasis>per tutte le avventure.</emphasis></p></section><section><title><p>PROLOGO</p><p>1945</p></title><p><emphasis>Citt�-fortezza di Breslavia, Polonia,</emphasis></p><p><emphasis>4 maggio, ore 06.22</emphasis></p><empty-line/><p>Il corpo galleggiava nella melma che si riversava nelle fognature. Era il cadavere di un ragazzo, gonfio e rosicchiato dai topi, spogliato degli stivali, dei pantaloni e della camicia. Nella citt� sotto assedio, nulla andava sprecato.</p><p>Jakob Sporrenberg, <emphasis>Obergruppenf�hrer </emphasis>delle SS, scost� il cadavere, rimescolando quel sudiciume. Interiora ed escrementi. Sangue e bile. Il fazzoletto bagnato che gli copriva il naso e la bocca poteva ben poco contro il fetore. A quello si era ridotta la grande guerra. I potenti costretti a strisciare nelle fogne per fuggire. D�altro canto, lui aveva ordini da eseguire.</p><p>Sopra di loro, i colpi dell�artiglieria russa martellavano la citt�. A ogni esplosione, lui sentiva l�onda d�urto comprimergli le budella. I russi avevano sfondato le porte della citt� e bombardato l�aeroporto. Intanto i carri armati continuavano a macinare le strade e gli aerei da trasporto atterravano sulla Kaiserstrasse. La via era stata trasformata in una pista grazie a file parallele di fusti di olio combustibile in fiamme, che aggiungevano altro fumo ai cieli gi� asfittici di quella mattina, tenendo a bada l�alba. Gli scontri imperversavano in tutte le strade e in tutte le case, dalle soffitte alle cantine.</p><p><emphasis>Fare di ogni casa una fortezza. </emphasis>Era l�ultimo ordine impartito alle masse dal <emphasis>Gauleiter </emphasis>Hanke. La citt� doveva resistere il pi� a lungo possibile. Il futuro del Terzo Reich dipendeva da quello.</p><p>E da Jakob Sporrenberg.</p><p>�<emphasis>Mach schnell</emphasis>�, disse lui, esortando gli uomini alle sue spalle.</p><p>Era il suo reparto del <emphasis>Sicherheitsdienst</emphasis>, denominato Commando Speciale di Evacuazione. Quattordici uomini, immersi nella melma fino alle ginocchia: tutti armati, vestiti di nero e oberati da pesanti carichi. In mezzo al gruppo, quattro degli uomini pi� massicci, ex scaricatori di porto del mare del Nord, portavano in spalla lunghi bastoni sui quali erano poggiate casse enormi.</p><p>Se i russi avevano attaccato quella citt� isolata nel bel mezzo dei Sudeti, tra la Germania e la Polonia, un motivo c�era. Le fortificazioni di Breslavia difendevano l�accesso alle montagne circostanti. Nei due anni precedenti, i detenuti del campo di concentramento di Gross-Rosen erano stati costretti a scavare la sommit� di un monte vicino: cento chilometri di gallerie, aperte a forza di esplosioni e picconate, il tutto al servizio di un progetto segreto, da tenere nascosto agli occhi indiscreti degli Alleati.</p><p><emphasis>Der Riese. </emphasis>Il Gigante.</p><p>Eppure si era sparsa la voce. Forse un abitante del villaggio nei pressi della miniera di Wenceslas aveva spifferato qualcosa sulla malattia, sull�improvviso malessere che colpiva anche chi era ben distante dal complesso.</p><p>Se soltanto avessero avuto pi� tempo per completare la ricerca� Per� Jakob Sporrenberg sentiva una certa resistenza dentro di s�. Non era al corrente di tutte le implicazioni del progetto segreto; in effetti ne conosceva soltanto il nome in codice: Chronos. Ma era gi� abbastanza. Aveva visto i corpi utilizzati negli esperimenti, aveva sentito le urla.</p><p><emphasis>Abominio. </emphasis>Quella era l�unica parola che gli era venuta in mente. Gli si era gelato il sangue. Non aveva avuto difficolt� a eliminare gli scienziati, sessantadue tra uomini e donne. Portati all�aperto, si erano presi due colpi in testa per ciascuno. Nessuno doveva sapere che cosa era accaduto negli abissi della miniera di Wenceslas, n� i risultati degli esperimenti. Soltanto una ricercatrice era stata risparmiata. <emphasis>Frau Doktorin </emphasis>Tola Hirszfeld. Jakob la sentiva avanzare nella melma, coi polsi legati dietro la schiena, quasi trascinata da uno dei suoi uomini. Era alta, per essere una donna. Tra i venticinque e i trent�anni, aveva il seno piccolo, la vita ampia, un bel paio di gambe, una chioma nera fluente e la pelle bianca come il latte per i mesi trascorsi sottoterra. Avrebbero dovuto ucciderla assieme agli altri, ma suo padre, l�<emphasis>Oberarbeitsleiter </emphasis>Hugo Hirszfeld, supervisore del progetto, alla fine aveva rivelato quanto fosse corrotto il suo sangue, le sue origini per met� ebree. Aveva tentato di distruggere i documenti delle sue ricerche, ma una delle guardie gli aveva sparato, uccidendolo prima che riuscisse a far esplodere l�ufficio sotterraneo con una bomba incendiaria. Fortunatamente per sua figlia, c�era bisogno di qualcuno che conoscesse bene <emphasis>die Glocke </emphasis>e proseguisse il lavoro. La giovane era un genio come il padre e ne conosceva le ricerche meglio di qualunque altro scienziato. Per� bisognava blandirla. Ogni volta che Jakob la guardava, lei lo ricambiava con uno sguardo infuocato. L�odio della donna era palpabile, come il calore di un forno aperto. Ma avrebbe collaborato, proprio come suo padre prima di lei.</p><p>Jakob sapeva come trattare gli <emphasis>Juden</emphasis>, soprattutto quelli di sangue misto, i <emphasis>Mischlinge. </emphasis>Erano i peggiori. Ebrei a met�. Ce n�erano circa centomila che prestavano servizio militare per il Reich. Soldati ebrei. Deroghe eccezionali alle leggi razziali consentivano ai mezzosangue di prestare comunque servizio e avere cos� risparmiata la vita. Occorreva una dispensa speciale, ma quei <emphasis>Mischlinge </emphasis>solitamente si rivelavano soldati di grande ferocia, dovendo provare la loro fedelt� al Reich a dispetto della loro razza.</p><p>Comunque Jakob non si era mai davvero fidato di loro. E il padre di Tola aveva confermato la validit� dei suoi sospetti. Il tentativo di sabotaggio messo in atto dal medico non aveva sorpreso Jakob. Gli <emphasis>Juden </emphasis>non erano degni di fiducia; erano degni soltanto di essere sterminati. La dispensa di Hugo Hirszfeld, per�, era firmata dal F�hrer in persona e non solo risparmiava la vita a lui e alla figlia, ma anche a una coppia di anziani genitori, che vivevano da qualche parte nella Germania centrale. Anche se non si fidava dei <emphasis>Mischlinge</emphasis>, Jakob riponeva la massima fiducia nel F�hrer. Aveva ordini di una precisione letterale: evacuare dalla miniera le risorse necessarie per proseguire il lavoro e distruggere il resto. Ci� significava risparmiare la donna. E il bambino.</p><p>Il neonato era un fagotto di fasce, un bambino ebreo che non aveva pi� di un mese. Gli era stato somministrato un leggero sedativo, per farlo star quieto durante la fuga.</p><p>In quel bambino ardeva il cuore dell�abominio, la vera fonte della repulsione di Jakob. Tutte le speranze del Terzo Reich erano riposte in quelle manine: un neonato <emphasis>ebreo. </emphasis>Il solo pensiero gli faceva salire la bile. Sarebbe stato meglio impalare il bambino su una baionetta. Ma Jakob aveva degli ordini da eseguire. Inoltre aveva notato come Tola guardava il piccolo. Le brillava negli occhi un misto di ardore e di angoscia. Oltre ad assistere il padre nelle ricerche, Tola aveva fatto da madre adottiva al bambino, cullandolo e nutrendolo. Quel bimbo era l�unico motivo per cui la donna era disposta a collaborare. Proprio minacciando la vita del piccolo, Jakob era riuscito a piegare Tola alle sue richieste.</p><p>Una carica di mortaio esplose sopra di loro, facendoli cadere tutti in ginocchio e assordandoli. Si apr� una crepa nel cemento e una scia di polvere fin� nell�acqua puzzolente. Jakob si rimise in piedi, imprecando sottovoce.</p><p>Il suo secondo in comando, Oskar Heinrichs, lo raggiunse e gli indic� un ramo laterale della fognatura. �Prendiamo quella galleria, <emphasis>Obergruppenf�hrer. </emphasis>� un vecchio canale di scolo per la pioggia. Secondo la cartina del comune, il collettore principale s�immette nel fiume, non lontano dall�Isola della Cattedrale.�</p><p>Jakob annu�. Nascoste nei pressi dell�isola, c�erano ad attenderli un paio di cannoniere mimetizzate, il cui equipaggio era composto da un altro commando. Ormai non era molto distante. Continu� a fare strada con passo sostenuto, mentre i bombardamenti dei russi diventavano sempre pi� intensi. Il rinnovarsi degli attacchi non faceva che preannunciare l�offensiva finale. La resa della citt� era inevitabile.</p><p>Raggiunta la diramazione, Jakob emerse dal sudiciume e s�iss� sul bordo di cemento. I suoi stivali emettevano un suono fradicio a ogni passo. Per un certo periodo il tanfo di budella e melma aument� e peggior�, come se la fogna cercasse di cacciarlo dagli abissi. Jakob fece luce con la torcia lungo il canale di cemento. Forse l�aria aveva un odore pi� fresco? Segu� il fascio di luce con rinnovato vigore. Con la via di fuga cos� prossima, la missione era quasi finita. Il reparto avrebbe potuto attraversare mezza Slesia, prima che i russi raggiungessero i cunicoli sotterranei della miniera di Wenceslas. Per accoglierli calorosamente, Jakob aveva seminato trappole in tutti i corridoi dei laboratori. I russi e i loro alleati non avrebbero trovato nient�altro che la morte su quelle montagne.</p><p>Con quel pensiero appagante, Jakob prosegu� la fuga verso la promessa di aria fresca. La galleria di cemento scendeva con un�inclinazione graduale. Accelerarono il passo, allarmati dall�improvviso silenzio tra le salve di artiglieria. I russi stavano attaccando in massa.</p><p>Rimaneva poco tempo. Il fiume non sarebbe rimasto agibile a lungo. Come se intuisse l�urgenza, il neonato inizi� un pianto sommesso, un flebile lamento, mentre svaniva l�effetto del sedativo. Jakob aveva raccomandato al medico della squadra di andarci piano coi farmaci, perch� non osava mettere a rischio la vita del bambino. Forse era stato un errore�</p><p>I lamenti del piccolo assunsero un timbro sempre pi� stridente. Da qualche parte, a nord, esplose un solo colpo di mortaio. I lamenti divennero sonori vagiti, che echeggiavano nella gola di pietra della galleria.</p><p>�Fai tacere il bambino!� ordin� Jakob al soldato che lo portava.</p><p>Con una certa goffaggine, l�uomo, cinereo e magro come uno stecco, cerc� di togliersi il fagotto dalle spalle, perdendo il suo berretto nero. Si sforz� di liberare il piccolo, ma ne ricav� soltanto altri strilli infastiditi.</p><p>�Lasci fare a me�� intervenne Tola, cercando di divincolarsi dal soldato che la teneva per un braccio. �Ha bisogno di me.�</p><p>Il soldato che portava il bambino lanci� uno sguardo a Jakob. Il mondo sopra di loro era piombato in un inquietante silenzio. Sotto, gli strilli proseguivano. Con una smorfia, Jakob annu�. Tola fu liberata dai lacci che aveva ai polsi. Sfregandosi le mani per riattivare la circolazione, si avvicin� al bambino. Il soldato le cedette il fardello con piacere. La donna si sistem� il piccolo tra le braccia, tenendogli sollevata la testa e cullandolo gentilmente. Si chin� verso di lui, per essergli pi� vicina, e cominci� a emettere suoni dolci, senza parole, ma rassicuranti, sussurrati tra un vagito e l�altro. Avvolse il bambino con tutto il suo essere. Piano piano gli strilli scemarono, sostituiti da gemiti sommessi.</p><p>Soddisfatto, Jakob fece un cenno alla guardia della donna. L�uomo sollev� la sua Luger e la tenne premuta contro la schiena di Tola. In silenzio, proseguirono il viaggio attraverso i cunicoli sotterranei di Breslavia. Ben presto l�odore di bruciato rimpiazz� il tanfo delle fogne. La torcia di Jakob illumin� una cappa di fumo che contraddistingueva l�uscita dal canale di scolo. Il silenzio dell�artiglieria perdurava, ma, soprattutto a est, proseguiva uno scoppiettio quasi incessante di colpi d�arma da fuoco. Pi� vicino, si distingueva nettamente lo sciabordio dell�acqua.</p><p>Jakob fece cenno ai suoi uomini di mantenere la posizione nella galleria e indic� l�uscita al suo radiotelegrafista. �Manda un segnale alle barche.�</p><p>Il soldato fece un rapido cenno d�assenso e si avvi� di gran lena, scomparendo nell�oscurit� fumosa. Dopo qualche istante, pochi lampi di luce trasmisero un messaggio in codice all�isola vicina. Le barche avrebbero impiegato soltanto un minuto per attraversare il canale e raggiungerli.</p><p>Jakob si volt� verso Tola, che continuava a portare il bambino. Il piccolo si era acquietato e aveva gli occhi chiusi.</p><p>Tola incroci� il suo sguardo e lo fiss� impassibile. �Lei sa che mio padre aveva ragione�, disse, con pacata certezza. Lanci� un rapido sguardo alle casse sigillate, poi torn� a guardare lui. �Glielo vedo scritto in faccia. Quello che abbiamo fatto� Ci siamo spinti troppo in l�.�</p><p>�Queste sono decisioni che non spettano n� a lei n� a me�, rispose l�uomo.</p><p>�E a chi, allora?�</p><p>Jakob scosse la testa e fece per voltarsi. Heinrich Himmler in persona gli aveva dato quegli ordini, non spettava certo a lui metterli in dubbio. Ma sentiva ancora gli occhi della donna puntati su di s�.</p><p>�� una sfida a Dio e alla natura�, bisbigli� Tola.</p><p>Una voce gli risparmi� di rispondere.</p><p>�Arrivano le barche�, annunci� il radiotelegrafista, di ritorno dall�uscita del canale di scolo.</p><p>Jakob impart� gli ultimi ordini e fece mettere i suoi uomini in posizione. Li condusse alla fine della galleria, che dava sulla sponda scoscesa del fiume Oder. Stavano per perdere il vantaggio dell�oscurit�. A est l�alba infiammava gi� il cielo, ma dall�altra parte l�acqua era coperta da un�unica grande nuvola di fumo, trascinata e addensata dalle correnti d�aria che percorrevano il fiume. Quella cappa avrebbe contribuito a proteggerli. Ma per quanto tempo? Intanto continuava il chiacchiericcio stranamente allegro dei fucili, come petardi a festeggiare la distruzione di Breslavia.</p><p>Ormai libero dal puzzo di fogna, Jakob si tolse la maschera bagnata e inspir� a fondo l�aria pulita. Scrut� le acque, grigie come il piombo. Due imbarcazioni di sei metri solcavano il fiume, accompagnate dal gorgoglio dell�acqua e dal ronzio costante dei motori. Sulla prua di ciascuna, nascoste a malapena da tele cerate verdi, era stata montata una coppia di mitragliatrici MG-42.</p><p>Oltre le barche, si distingueva appena la massa scura di un�isola. In realt� l�Isola della Cattedrale non era un�isola, poich� gli abbondanti depositi di limo accumulatisi nel XIX secolo l�avevano fusa con la riva opposta. Un ponte in ghisa color verde smeraldo, che risaliva allo stesso periodo, la collegava alla riva del fiume su cui si trovava il reparto di Jakob. Le due imbarcazioni armate costeggiarono i moli di pietra sotto il ponte, preparandosi all�attracco.</p><p>Jakob alz� lo sguardo, attratto da un pungente raggio di sole che investiva le due guglie svettanti della Cattedrale, alla quale l�isola doveva il suo nome. Era una delle cinque o sei chiese ammassate sull�isola. L�uomo aveva ancora nelle orecchie l�eco delle parole di Tola Hirszfeld: <emphasis>� una sfida a Dio e alla natura.</emphasis></p><p>Il freddo mattutino gli s�insinu� nei vestiti bagnati, facendogli venire la pelle d�oca. Non vedeva l�ora di essere ben lontano da l� e di poter dimenticare completamente quei giorni.</p><p>La prima barca raggiunse la riva. Allietato dalla distrazione e ancora di pi� dalla possibilit� di muoversi, Jakob esort� i suoi uomini a caricare i due natanti. Tola rimase in disparte, col bimbo in braccio e con una guardia al suo fianco. Anche lei aveva trovato con lo sguardo le guglie raggianti nel cielo fumoso. Il rumore degli spari continuava e si avvicinava sempre di pi�. Si sentivano anche i carri armati che avanzavano con le marce ridotte. Il tutto punteggiato da grida e urla. Dov�era quel Dio che lei temeva di sfidare? Certamente non l�.</p><p>Quando le barche furono caricate, Jakob affianc� Tola. �Salga sulla barca.� Avrebbe voluto suonare austero, ma qualcosa sul volto di lei aveva ammorbidito le sue parole.</p><p>La donna obbed�, con lo sguardo ancora rivolto alla Cattedrale e i pensieri diretti ancora pi� in alto. In quel momento, Jakob vide quanto poteva essere bella� sebbene fosse una <emphasis>Mischling. </emphasis>Poi lei urt� qualcosa con la punta dello stivale, inciamp� e recuper� l�equilibrio, facendo attenzione al bambino. I suoi occhi si posarono nuovamente sulle acque grigie e sulla cappa di fumo. I suoi lineamenti tornarono a inasprirsi in un�espressione dura come la pietra. Anche lo sguardo si fece spietato, mentre cercava un posto per s� e il bambino. Si sedette su una panchina a dritta, e la guardia le rimase appiccicata.</p><p>Jakob si sedette di fronte a loro, poi fece cenno al pilota della barca di partire. �Non dobbiamo fare tardi.�</p><p>Scrut� il fiume. Erano diretti a ovest, lontano dal fronte orientale, lontano dal sole che sorgeva. Guard� l�orologio. A quell�ora ci doveva gi� essere un aereo da trasporto Junker Ju 52 pronto ad aspettarli, in un aeroporto abbandonato, a dieci chilometri da l�. Ci avevano dipinto sopra il logo della Croce Rossa tedesca, mimetizzandolo come trasporto medico: una piccola assicurazione aggiuntiva contro eventuali attacchi. Le barche navigarono in cerchio e s�immisero nel canale pi� profondo, coi motori che strillavano. Ormai i russi non potevano pi� fermarli. Era fatta.</p><p>Un movimento all�altra estremit� della barca richiam� l�attenzione di Jakob. Tola si chin� sul bambino e lo baci� teneramente sulla testa. Poi sollev� il viso, incrociando lo sguardo del militare.</p><p>Jakob non vide n� sfida n� rabbia. Soltanto determinazione. Cap� che cosa voleva fare. �No!�</p><p>Troppo tardi.</p><p>Sollevandosi, Tola si sporse oltre il basso parapetto dietro di lei. Stringendosi al petto il bambino, si lanci� all�indietro nell�acqua gelida. L�uomo che la sorvegliava, sorpreso dall�azione improvvisa, si volt� e spar� alla cieca nell�acqua.</p><p>Jakob gli si gett� addosso e gli sollev� il braccio con uno strattone. �Potresti colpire il bambino!�</p><p>Il comandante si sporse dalla barca e studi� l�acqua. Gli altri uomini si erano alzati in piedi.</p><p>Jakob vide soltanto il proprio riflesso nell�acqua. Fece cenno al pilota di girare l� attorno.</p><p>Nulla.</p><p>Cerc� qualche bolla rivelatrice, ma la scia della pesante imbarcazione rimestava le acque e non rimaneva altro che oscurit�. Batt� un pugno sul parapetto.</p><p>Tale padre, tale figlia�</p><p>Soltanto i <emphasis>Mischlinge </emphasis>potevano agire in modo cos� drastico. L�aveva gi� visto succedere altre volte: madri ebree che soffocavano i loro stessi figli per risparmiargli ulteriori sofferenze. Pensava che Tola fosse pi� forte. Ma, dopotutto, forse non aveva scelta.</p><p>La perlustrazione prosegu�. I suoi uomini cercarono su entrambe le rive. Era sparita. Il fischio di un colpo di mortaio sopra le loro teste li scoraggi� dall�indugiare oltre.</p><p>Jakob fece cenno ai suoi uomini di riprendere posto sulle barche. Punt� a ovest, verso l�aeroplano che li attendeva. Avevano ancora le casse e tutti i documenti. Era un imprevisto, ma vi si poteva rimediare. Dove c�era un bambino, poteva essercene anche un altro.</p><p>�Andiamo�, ordin�.</p><p>Le due barche partirono nuovamente, i motori spinti al massimo. Dopo qualche istante svanirono nella cappa di fumo, mentre Breslavia continuava a bruciare.</p><empty-line/><p>Tola sent� il suono delle barche scemare in lontananza. Si teneva a galla dietro uno dei grossi piloni di pietra che sostenevano l�antico ponte di ghisa della Cattedrale. Teneva una mano sulla bocca del bambino, costringendolo al silenzio, pregando che riuscisse a incamerare abbastanza aria dal naso. Ma il piccolo era debole. Proprio come lei.</p><p>Il proiettile le aveva perforato il collo. Il sangue scorreva abbondante, macchiando l�acqua di rosso cremisi. Le si stava annebbiando la vista, ma lei continuava a lottare per tenere il bambino fuori dall�acqua.</p><p>Quando si era gettata nel fiume, l�aveva fatto con l�intenzione di affogare assieme a lui. Ma poi si era sentita gelare, mentre il collo le bruciava, e qualcosa aveva fatto breccia nella sua determinazione. Si era ricordata del sole che illuminava le guglie. Quella non era la sua religione e nemmeno la sua cultura d�origine, ma in qualche modo le ricordava che oltre l�oscurit� di quel momento c�era la luce. Da qualche parte c�erano uomini che non dilaniavano i propri fratelli e madri che non annegavano i propri figli.</p><p>Si era spinta pi� in profondit� nel canale, lasciandosi trasportare dalla corrente, verso il ponte. Sott�acqua, aveva tenuto in vita il bambino chiudendogli le narici e insufflandogli attraverso le labbra l�ossigeno che le rimaneva nei polmoni. Anche se aveva programmato di morire, una volta innescata, la lotta per la vita era diventata sempre pi� intensa, come un fuoco nel petto.</p><p>Il bambino non aveva ancora un nome.</p><p>Nessuno doveva morire senza nome.</p><p>Aveva soffiato delicatamente in bocca al bambino, respiri leggeri, mentre batteva i piedi assecondando la corrente, procedendo alla cieca. Era stato per pura fortuna che era riemersa dietro uno dei piloni di pietra, trovando cos� un rifugio.</p><p>Ma, dopo che le barche erano partite, non poteva pi� aspettare.</p><p>Il sangue sgorgava copioso. Aveva l�impressione che fosse soltanto il freddo a tenerla in vita. Ma lo stesso freddo stava congelando a morte la fragile creatura.</p><p>Nuot� verso la riva, battendo l�acqua in modo frenetico e scoordinato, debole e intorpidita com�era. Cominci� ad affondare, trascinando il neonato con s�.</p><p>No.</p><p>Lott� per riemergere, ma all�improvviso l�acqua si fece pi� pesante, pi� difficile da contrastare.</p><p>Si rifiut� di soccombere.</p><p>Poi sbatt� con gli stivali contro il fondo di pietre scivolose. Grid�, dimenticando di essere ancora sott�acqua, rischiando di soffocare per quella bevuta di acqua di fiume. Affond� ancora un po�, poi diede un�ultima spinta coi piedi, contro le pietre fangose. La testa emerse dall�acqua e il corpo si scagli� verso la riva.</p><p>Sotto i piedi, la sponda risaliva scoscesa.</p><p>Carponi, la donna s�iss� fuori dal fiume, stringendosi il bambino al collo. Giunta finalmente a riva, cadde a faccia in gi� sulla ghiaia. Non aveva la forza di muovere un dito. Il bambino era intriso del suo sangue. Le ci volle uno sforzo estremo per concentrarsi sul piccolo.</p><p>Non si muoveva. Non respirava.</p><p>Chiuse gli occhi e preg�, mentre un�oscurit� eterna la inghiottiva. <emphasis>Piangi, maledetto, piangi�</emphasis></p><empty-line/><p>Padre Varick fu il primo a sentire i mugolii. Lui e i suoi confratelli si erano rifugiati nella cantina sotto la chiesa dei Santi Pietro e Paolo. Erano fuggiti all�inizio dei bombardamenti, la sera precedente. In ginocchio, avevano pregato che la loro isola fosse risparmiata. La chiesa, costruita nel XV secolo, era sopravvissuta all�avvicendarsi continuo di signori e padroni di quella citt� di confine. Loro chiedevano una protezione dal cielo per poter sopravvivere ancora.</p><p>Fu in quel devoto silenzio che i gemiti lamentosi giunsero alle orecchie dei monaci. Padre Varick si alz�, cosa che richiese un grande sforzo alle sue gambe decrepite.</p><p>�Dove vai?� chiese Franz.</p><p>�Sento che il mio gregge mi chiama�, rispose il frate. Negli ultimi due decenni aveva nutrito di avanzi i gatti che bazzicavano l� attorno e a volte anche qualche cane randagio che frequentava la chiesa lungo il fiume.</p><p>�Non � il momento, adesso�, lo ammon� un altro confratello, con la voce pregna di paura.</p><p>Padre Varick aveva vissuto troppo a lungo per temere la morte con tale fervore giovanile. Attravers� la cantina e si chin� per entrare nel breve corridoio che terminava con una porta sul fiume. In passato quel corridoio era servito a trasportare carbone, che veniva immagazzinato dove ormai, tra la polvere e il legno di quercia, erano custodite soltanto bottiglie di vino pregiato.</p><p>Il frate raggiunse la vecchia porta della carbonaia, sollev� il paletto e apr� il chiavistello.</p><p>Diede una spallata e, cigolando, la porta si apr�. Dapprima fu investito dal fumo pungente, poi i mugolii gli fecero abbassare lo sguardo. �<emphasis>Mein Gott im Himmel�</emphasis>�</p><p>A pochi passi dalla porta, una donna era crollata nei pressi del contrafforte su cui poggiava la chiesa. Non si muoveva. Si precipit� verso di lei, gettandosi un�altra volta in ginocchio, con una nuova preghiera sulle labbra.</p><p>Le tocc� il collo in cerca di segni di vita, ma trov� soltanto sangue e devastazione. Era fradicia dalla testa ai piedi e fredda come la pietra.</p><p>Morta.</p><p>Poi sent� ancora i gemiti, provenienti dall�altro fianco della donna.</p><p>La scost�, trovando un bambino, mezzo sepolto sotto di lei, coperto di sangue anche lui.</p><p>Sebbene fosse livido per il freddo e altrettanto fradicio, il piccolo era ancora vivo. Il frate liber� il neonato dal cadavere. Le fasce bagnate che lo avvolgevano caddero con tutto il carico d�acqua che le appesantiva.</p><p>Era un maschio.</p><p>Il frate sfreg� alacremente il corpicino e constat� che il sangue non apparteneva al neonato, ma soltanto alla madre.</p><p>Lanci� uno sguardo triste alla donna. Ancora morte. Scrut� la sponda opposta del fiume. La citt� era in fiamme, il fumo intorbidiva l�alba. Gli spari continuavano. Quella donna aveva attraversato il canale a nuoto? Per salvare suo figlio?</p><p>�Riposa�, le sussurr�. �Te lo sei meritato.�</p><p>Padre Varick torn� sui suoi passi, verso la porticina. Asciug� il bambino dall�acqua e dal sangue. Il piccolo aveva capelli morbidi e sottili, bianchi come la neve. Non poteva avere pi� di un mese.</p><p>Con le cure di Varick, i gemiti del bambino divennero pi� forti, il viso contratto dallo sforzo, ma rimaneva comunque debole e freddo, inerte.</p><p>�Piangi, piccolo, piangi.�</p><p>In risposta a quella voce, il neonato dischiuse le palpebre gonfie. Varick fu salutato da occhi di un blu brillante e puro. D�altra parte, quasi tutti i neonati avevano gli occhi blu. Tuttavia Varick aveva la sensazione che quegli occhi avrebbero mantenuto quel colore celeste cos� ricco.</p><p>Avvicin� il piccolo a s� per scaldarlo. Gli cadde l�occhio su una macchia di colore. <emphasis>Was ist das? </emphasis>Gir� il piede del bambino. Sul calcagno, qualcuno aveva disegnato un simbolo.</p><p>Anzi non era disegnato. Lo sfreg� per esserne sicuro.</p><p>Era tatuato con inchiostro cremisi. Lo studi�. Sembrava una zampa di corvo.</p><empty-line/><image l:href="#0"/><empty-line/><p>Ma padre Varick aveva trascorso buona parte della sua giovent� in Finlandia. Riconobbe il simbolo per ci� che era effettivamente: una runa norrena. Non aveva idea di quale runa fosse o di che cosa significasse. Scosse la testa. Chi aveva commesso una tale sciocchezza?</p><p>Lanci� uno sguardo alla madre, aggrottando le sopracciglia.</p><p>Non importava, i peccati dei genitori non devono gravare sui figli. Fin� di asciugare il sangue sulla sommit� della testolina e infil� il bambino sotto la sua veste calda.</p><p>�Povero piccolo, che brutta accoglienza ti ha riservato il mondo.�</p></section><section><title><p>PRIMO</p></title><section><title><p>1. IL TETTO DEL MONDO</p></title><p><emphasis>Himalaya,</emphasis></p><p><emphasis>campo base Everest, 5364 m,</emphasis></p><p><emphasis>ai giorni nostri,</emphasis></p><p><emphasis>16 maggio, ore 06.34</emphasis></p><empty-line/><p>La morte cavalcava il vento.</p><p>Taski, il capo degli sherpa, aveva pronunciato quel verdetto con tutta la solennit� e la certezza della sua professione. L�uomo, tarchiato, raggiungeva appena il metro e cinquanta col malandato cappello da cowboy, ma dal portamento si sarebbe detto che fosse pi� alto di chiunque altro, su quella montagna. I suoi occhi, nascosti dalle palpebre semichiuse, studiavano le bandierine di preghiera agitate dal vento.</p><p>La dottoressa Lisa Cummings lo inquadr� con la Nikon D-100 e scatt� una foto. Taski era la guida del gruppo, ma era anche il soggetto dei test psicometrici di Lisa, un candidato perfetto per le sue ricerche.</p><p>Era andata in Nepal grazie a una borsa di studio per osservare gli effetti fisiologici di un�ascensione dell�Everest senza riserve d�ossigeno. Prima del 1978, nessuno aveva mai raggiunto la cima dell�Everest senza servirsi di ossigeno supplementare: l�aria era troppo rarefatta. Persino gli alpinisti esperti, pur aiutandosi con le bombole d�ossigeno, mostravano sintomi di affaticamento estremo, problemi di coordinazione, diplopia, allucinazioni. Si riteneva impossibile raggiungere la vetta di una montagna alta ottomila metri senza una riserva d�aria.</p><p>Poi, nel 1978, due alpinisti tirolesi realizzarono l�impossibile e arrivarono in cima, contando soltanto sui loro affannati polmoni. Negli anni successivi il loro esempio fu seguito da circa sessanta persone, uomini e donne, che consacrarono la nuova meta dell��lite degli alpinisti.</p><p>La dottoressa Cummings non avrebbe potuto sperare in un migliore test di resistenza alla bassa pressione atmosferica.</p><p>Qualche tempo prima, sempre grazie a una borsa di studio, aveva concluso un�altra ricerca, durata cinque anni, riguardo agli effetti dei sistemi ad <emphasis>alta </emphasis>pressione sui processi fisiologici umani. In quel caso aveva studiato i sommozzatori, a bordo di una nave di ricerca, la <emphasis>Deep Fathom. </emphasis>Poi le circostanze le avevano imposto un cambiamento� sia nella vita professionale sia in quella personale. Perci� aveva accettato una borsa di studio dell�NSF, la fondazione nazionale per la scienza, per svolgere ricerche antitetiche: studiare gli effetti fisiologici dei sistemi a bassa pressione.</p><p>E cos� era finita sul tetto del mondo.</p><p>Lisa cambi� posizione per scattare un�altra foto a Taski Sherpa. Come molti altri fra la sua gente, Taski usava come cognome la denominazione del suo gruppo etnico.</p><p>L�uomo si allontan� dalle bandierine di preghiera, annu� vigorosamente e, con la sigaretta stretta fra due dita, indic� la cima svettante. �Brutta giornata. La morte cavalca il vento�, ripet�, poi si rimise in bocca la sigaretta e se ne and�. Per lui la faccenda era risolta.</p><p>Ma non per gli altri membri del gruppo.</p><p>Espressioni di disappunto si diffusero tra gli scalatori, che fissavano il cielo blu e sgombro sopra le loro teste. La squadra di alpinisti, composta da dieci persone, aspettava da nove giorni una situazione meteorologica favorevole. Prima di quel momento, nessuno aveva avuto nulla da ridire. Per una settimana, il buon senso aveva imposto loro di aspettare, mentre imperversava una tempesta, causata da un ciclone in arrivo dal golfo del Bengala. L�accampamento era stato spazzato da un vento selvaggio, che, sfiorando i centosessanta chilometri orari, aveva fatto volar via una delle tende della cucina ed era in grado di buttare letteralmente a terra le persone; poi erano arrivate le violente nevicate, che raschiavano qualsiasi lembo di pelle scoperta come carta vetrata.</p><p>Ma quella mattina l�alba era splendente quanto le loro speranze. Il ghiacciaio Khumbu e i seracchi brillavano dei riflessi del sole. Su tutto galleggiava un Everest incappucciato di neve e circondato dalle sue sorelle, come a una festa nuziale in bianco.</p><p>Lisa aveva scattato un centinaio di foto, riprendendo le variazioni della luce in tutta la sua bellezza cangiante. Capiva finalmente i nomi locali dell�Everest: Chomolungma, la Dea Madre del Mondo, in cinese, e Sagarmatha, la Dea del Cielo, in nepalese.</p><p>Sospesa tra le nuvole, la montagna era davvero una dea, fatta di ghiaccio e strapiombi, e tutti loro erano andati l� per adorarla, per dimostrarsi degni di baciare il cielo. Non era costato poco: sessantacinquemila dollari a testa. Perlomeno, quella cifra comprendeva l�attrezzatura da campo, i portatori, gli sherpa e, naturalmente, tutti gli yak possibili e immaginabili. Si sent� echeggiare nella vallata il muggito di una femmina di yak, una delle due dozzine che assistevano la squadra di alpinisti. Le loro tende ornavano l�accampamento come palloncini rossi e gialli. A condividere quella scarpata rocciosa c�erano altri cinque accampamenti: tutti arrampicatori in attesa che gli dei della tempesta voltassero le spalle.</p><p>Ma, secondo il loro capo sherpa, non era la giornata giusta.</p><p>�� solo una montagna di stronzate�, proclam� il manager di un�azienda di articoli sportivi di Boston. Se ne stava a braccia conserte accanto al suo animale da carico, con indosso una tuta di piumino d�oca all�ultimo grido, che ricordava un po� un piumone. �Pi� di seicento dollari al giorno per non muovere neanche le chiappe da qui. Ci stanno fregando. Non c�� neanche una nuvola in questo dannatissimo cielo�� Parlava sottovoce, come se volesse istigare una rivolta che non aveva nessuna intenzione di guidare in prima persona.</p><p>Lisa conosceva quel genere di individuo. Una personalit� di tipo S: S come stronzo. Col senno di poi, forse non ci sarebbe dovuta andare a letto. Il solo ricordo la mise a disagio. Il rendez-vous era avvenuto negli Stati Uniti, dopo una riunione organizzativa allo Hyatt di Seattle e qualche cocktail di troppo a base di whisky. Boston Bob era stato soltanto un porto cui approdare durante una tempesta� non il primo e probabilmente nemmeno l�ultimo. Ma una cosa era certa: era un porto in cui non avrebbe mai pi� gettato l�ancora.</p><p>Lisa sospettava che quello fosse il motivo principale della persistente belligeranza di lui.</p><p>Si allontan�, augurandosi che suo fratello minore avesse la forza di placare il fermento. Josh era un alpinista con dieci anni di esperienza e aveva fatto in modo che Lisa potesse partecipare a una delle sue ascensioni sull�Everest. Guidava spedizioni di alpinisti in tutto il mondo almeno due volte all�anno.</p><p>Josh Cummings alz� una mano. Biondo e snello come la sorella, indossava un paio di jeans neri, infilati nelle ghette dei suoi scarponi Millet One Sport, e una maglia termica da escursione grigia.</p><p>Si schiar� la voce. �Taski ha scalato l�Everest dodici volte. Conosce la montagna e i suoi umori. Se dice che il tempo � troppo imprevedibile per procedere, vuol dire che passeremo un�altra giornata qui ad acclimatarci e a fare pratica. Per chi lo desiderasse, posso anche organizzare un�escursione in giornata alla foresta di rododendri nella valle Khumbu inferiore, con un paio di guide.�</p><p>Si alz� una mano nel gruppo. �Che ne dite di un�escursione in giornata all�hotel Everest View? Siamo accampati in queste maledette tende da sei giorni. Non mi dispiacerebbe un bagno caldo.�</p><p>La richiesta fu accolta da mormorii di consenso.</p><p>�Non so se sia davvero una buona idea�, li ammon� Josh. �L�hotel � a una giornata intera di cammino e le stanze vengono riempite d�ossigeno, per evitare il mal d�altitudine. Potrebbe compromettere la vostra acclimatazione e ritardare l�ascensione.�</p><p>�Come se non fosse gi� abbastanza ritardata!� incalz� Boston Bob.</p><p>Josh lo ignor�. Lisa sapeva che suo fratello non si sarebbe lasciato indurre a fare una cosa cos� stupida, a rischiare un�ascensione in presenza di condizioni meteorologiche avverse. Anche se il cielo era sereno, sapeva che poteva cambiare da un momento all�altro. Era cresciuta sul mare, al largo della costa di Catalina, come Josh. Avevano imparato a leggere tutti i segnali, a prescindere dall�assenza di nuvole. Forse Josh non aveva un occhio da sherpa per leggere il tempo a quelle altitudini, ma certamente sapeva rispettare chi era in grado di farlo.</p><p>Lisa fiss� il pennacchio di neve che volava via dalla cima dell�Everest. Era un indicatore della corrente a getto, che in vetta poteva soffiare a oltre trecento chilometri orari. Il pennacchio si allungava all�infinito. Anche se la tempesta si era esaurita, sopra gli ottomila metri le variazioni di pressione atmosferica erano ancora impetuose. La corrente a getto avrebbe potuto catapultare su di loro una nuova tempesta in qualsiasi momento.</p><p>�Potremmo almeno arrivare al campo uno�, insistette Boston Bob. �Bivaccare l� e poi vedere come si mette il tempo.�</p><p>La voce del negoziante di articoli sportivi aveva assunto un irritante tono piagnucoloso, nel tentativo di ottenere qualche concessione con modi pi� blandi. Era rosso in viso per la frustrazione.</p><p>Lisa non riusciva a spiegarsi come potesse essere stata attratta da quell�uomo. Prima che suo fratello potesse rispondere a quel cafone, s�intromise un nuovo rumore, un tonfo sordo, come un tamburo. Tutti gli sguardi si rivolsero a est. Nella luce abbagliante dell�alba comparve un elicottero nero. Un B-2 Squirrel A-Star Ecuriel, dalla tipica forma di calabrone. Un elicottero di soccorso, progettato per raggiungere quelle altitudini.</p><p>Il gruppo piomb� in un silenzio assoluto.</p><p>La settimana precedente, appena prima che iniziasse l�ultima tempesta, una spedizione era salita sul versante nepalese. Secondo i contatti radio, erano al campo due, a oltre seimila e quattrocento metri di altitudine.</p><p>Lisa si scherm� gli occhi. Era forse successo qualcosa?</p><p>Aveva visitato la clinica della Himalayan Rescue Association, a Pheriche. Era l� che venivano smistati tutti i casi tipici di quelle parti: ossa rotte, edema polmonare e cerebrale, congelamento, malattie cardiovascolari, dissenteria, accecamento da neve e ogni genere di infezioni, comprese quelle veneree. Pareva che persino clamidia e gonorrea fossero determinate a conquistare la vetta dell�Everest.</p><p>Ma che cos�era successo stavolta? Non c�era stato nessun SOS sulla frequenza radio delle emergenze. Gli elicotteri potevano arrivare soltanto un po� pi� su del campo base, data la rarefazione dell�aria. Ci� significava che i salvataggi aerei spesso imponevano una discesa a piedi dalle altitudini pi� ostiche. Sopra i settemilacinquecento metri i morti venivano semplicemente lasciati dov�erano, tanto che i pendii pi� elevati dell�Everest si erano trasformati in un cimitero ghiacciato di attrezzature abbandonate, bombole d�ossigeno vuote e cadaveri mummificati dal gelo.</p><p>Il battito dei rotori cambi� tono.</p><p>�Vengono da questa parte�, disse Josh, facendo cenno a tutti quanti di spostarsi dove erano annidate le tende, sgombrando l�area pianeggiante che fungeva da eliporto per l�accampamento.</p><p>L�elicottero nero scese su di loro. Il vortice creato dall�elica sollev� sabbia e sassolini. Un incarto di Snickers pass� accanto alla faccia di Lisa. Le bandierine di preghiera danzavano e si contorcevano. Gli yak si dispersero. Dopo cos� tante giornate di silenzio sulle montagne, il rumore era assordante.</p><p>Il B-2 si pos� sui pattini con una grazia che ne contraddiceva le dimensioni. I portelloni si aprirono e ne scesero due uomini. Uno indossava un�uniforme mimetica verde e portava in spalla un fucile automatico: era un militare dell�esercito reale del Nepal. L�altro era pi� alto, portava una tunica rossa e un mantello, una fascia in vita, la testa rasata a zero: un monaco buddista.</p><p>I due si avvicinarono a un paio di sherpa e parlarono speditamente in un dialetto nepalese. Ci furono un po� di gesti, poi si sollev� un braccio, a indicare qualcuno.</p><p>Lisa.</p><p>Il monaco si avvi� verso di lei, affiancato dal militare. Dalle rughe che il sole gli aveva scavato attorno agli occhi, il monaco sembrava sui quarantacinque, la pelle color caffellatte, gli occhi color caramello.</p><p>Il militare aveva la pelle pi� scura e gli occhi semichiusi. Aveva lo sguardo fisso sulla scollatura della donna. Lisa aveva lasciato aperto lo zip della giacca e il reggiseno sportivo che indossava sotto il pile aveva catturato l�attenzione del soldato.</p><p>Il monaco buddista, per contro, mantenne uno sguardo rispettoso, inclinando leggermente il capo a mo� d�inchino. Parlava un inglese accurato, con un lieve accento britannico.</p><p>�Dottoressa Cummings, mi scuso per l�intrusione, ma c�� stata un�emergenza. Sono stato informato dalla clinica dell�HRA che lei � un medico.�</p><p>Lisa aggrott� le sopracciglia. �S�.�</p><p>�Un vicino monastero � stato colpito da un male misterioso, che affligge quasi tutti gli abitanti. Un unico messaggero, un uomo di un villaggio circostante, ha viaggiato a piedi per tre giorni fino all�ospedale di Khunde. Una volta avvisati, speravamo di inviare uno dei medici dell�HRA al monastero, ma il personale della clinica � gi� sovraccarico per via di una valanga. La dottoressa Sorenson ci ha informato della sua presenza, qui al campo base.�</p><p>Lisa rivide nella mente la minuta dottoressa canadese. Avevano diviso assieme una serata, una confezione di Carlsberg da sei e qualche tazza di t� zuccherato con latte. �Come posso esservi utile?�</p><p>�Sarebbe disposta ad accompagnarci lass�? Per quanto sia isolato, il monastero � raggiungibile in elicottero.�</p><p>�Quanto tempo�?� chiese, lanciando uno sguardo a Josh, che li aveva appena raggiunti.</p><p>Il monaco scosse la testa, con lo sguardo preoccupato e un leggero imbarazzo per l�imposizione nei confronti della donna. �Ci vogliono circa tre ore per arrivarci. Non so che cosa ci aspetti l�.� Scosse nuovamente il capo con preoccupazione.</p><p>Intervenne Josh. �Noi non ci muoveremo per tutta la giornata, in ogni caso.� Le tocc� un gomito e, avvicinandosi, aggiunse: �Ma � meglio che io venga con te�.</p><p>Lisa era perplessa. Sapeva cavarsela da sola, ma d�altra parte era informata sulle tensioni politiche in atto in Nepal dal 1996. I ribelli maoisti conducevano azioni di guerriglia sulle montagne, nel tentativo di rovesciare la monarchia costituzionale e rimpiazzarla con una repubblica socialista. Si sapeva che tranciavano gli arti alle loro vittime, a uno a uno, con falci da contadini. Anche se al momento c�era un cessate il fuoco, occasionalmente venivano ancora commesse atrocit�.</p><p>Lisa diede uno sguardo al fucile automatico ben oliato che il soldato aveva in mano. Se anche un sant�uomo aveva bisogno di una scorta armata, forse era il caso che lei riconsiderasse l�offerta del fratello.</p><p>�Io ho ben poco a disposizione, tranne un kit di pronto soccorso e qualche attrezzatura di monitoraggio�, disse in tono esitante al monaco. �Non sono equipaggiata per un�emergenza medica con un gran numero di pazienti.�</p><p>Il monaco annu� e indic� con un cenno l�elicottero, che li aspettava coi rotori ancora in movimento. �La dottoressa Sorenson ci ha dotato di tutto ci� che ci dovrebbe servire, nel breve termine. Non prevediamo di approfittare dei suoi servigi per pi� di una giornata. Il pilota ha un telefono satellitare per riferire quanto lei accerter�. Forse il problema � gi� stato risolto e potremo far ritorno addirittura entro mezzogiorno.�</p><p>Mentre pronunciava l�ultima frase, gli si adombr� il viso. Non ci credeva nemmeno lui. Le sue parole erano intrise di preoccupazione. E forse c�era anche una punta di paura.</p><p>Lisa inspir� a fondo l�aria rarefatta. Riusc� a malapena a riempire i polmoni. Aveva fatto un giuramento. E poi aveva gi� scattato abbastanza fotografie. Voleva ritornare a lavorare sul serio.</p><p>Il monaco not� che qualcosa era cambiato nella sua espressione. �Dunque verr�?�</p><p>�S�.�</p><p>�Lisa�� Josh l�ammon�.</p><p>�Me la caver�.� Gli strizz� il braccio. �Tu hai una squadra da tenere a bada, per evitare un ammutinamento.�</p><p>Josh lanci� un�occhiata rapida a Boston Bob e sospir�.</p><p>�Perci� difendi il forte sino al mio ritorno.�</p><p>Il fratello si volt� di nuovo verso di lei, non convinto, ma non si mise a discutere. Aveva un�espressione tesa. �Fai attenzione.�</p><p>�Ho il meglio dell�esercito reale del Nepal come scorta.�</p><p>Josh guard� l�arma oliata del militare solitario. �� proprio questo che mi preoccupa.� Sbuff�, per alleggerire la battuta, ma la fece suonare ancora pi� aspra.</p><p>Lisa sapeva che non avrebbe ottenuto di meglio dal fratello. Gli diede un rapido abbraccio, prese dalla tenda lo zaino con le attrezzature mediche e, dopo pochi istanti, china sotto la minaccia affilata dei rotori, si accingeva a prendere posto sul sedile posteriore dell�elicottero di soccorso.</p><p>Il pilota non le fece neanche un cenno. Il soldato prese il posto di copilota e il monaco, che si present� come Ang Gelu, la raggiunse sul sedile posteriore.</p><p>Lisa indoss� un paio di cuffie insonorizzanti, ma il rombo dei motori crebbe comunque, mentre le pale giravano sempre pi� veloci. Il velivolo sobbalz�, senza sollevarsi, mentre i rotori cercavano di aggrapparsi all�aria rarefatta. Il lamento dei motori raggiunse frequenze subsoniche e finalmente l�elicottero si stacc� dall�eliporto roccioso, sollevandosi rapidamente.</p><p>Quando il velivolo volteggi� sopra una vicina gola, Lisa si sent� lo stomaco piombare sotto l�ombelico. Guard� gi� dal finestrino, verso l�accozzaglia di tende e yak. Individu� suo fratello, che aveva alzato un braccio per salutarla� o forse soltanto per ripararsi dalla luce del sole? Accanto a lui c�era Taski Sherpa, facilmente identificabile grazie al cappello da cowboy.</p><p>La valutazione espressa poco prima dallo sherpa la segu� su nel cielo, ghiacciando i suoi pensieri e le sue preoccupazioni.</p><p><emphasis>La morte cavalca il vento.</emphasis></p><p>Non era un pensiero gradevole in quel momento.</p><p>Accanto a lei, le labbra del monaco si muovevano in una preghiera silenziosa. L�uomo era ancora teso: per il loro mezzo di trasporto o per paura di ci� che avrebbero potuto scoprire al monastero?</p><p>Lisa si appoggi� allo schienale, nella mente l�eco delle parole dello sherpa. Davvero una brutta giornata.</p><empty-line/><p><emphasis>Altitudine: 6775 m,</emphasis></p><p><emphasis>ore 09.13</emphasis></p><empty-line/><p>Si muoveva agevolmente sul fondo dell�abisso, a grandi passi, affondando i ramponi d�acciaio nella neve e nel ghiaccio. Su entrambi i lati si levavano pareti di roccia nuda, con pittogrammi di licheni marroni. La gola risaliva verso l�alto. Verso il suo obiettivo.</p><p>L�uomo indossava una tuta di piumino d�oca, con un disegno mimetico composto di sfumature di bianco e nero. Aveva la testa coperta da un passamontagna di pile e il viso nascosto da grossi occhiali da neve. Portava uno zaino da alpinista del peso di ventun chili, compresa la piccozza da ghiaccio affrancata da un lato e il rotolo di corda di poliestere dall�altro.</p><p>Aveva anche un fucile d�assalto Heckler Koch, un caricatore extra da venti colpi e una sacca con nove granate incendiarie.</p><p>Non aveva bisogno di ossigeno aggiuntivo, nemmeno a quell�altitudine. Le montagne erano la sua casa da quarantaquattro anni. Era ben ambientato in quegli altipiani, come gli sherpa, ma non parlava la loro lingua e nei suoi occhi brillavano altre origini: l�uno era di un blu glaciale, l�altro bianco puro. Quella disparit� lo contraddistingueva senza ombra di dubbio, come il tatuaggio che recava sulla spalla. Persino tra i <emphasis>Sonnenk�nige</emphasis>, i Cavalieri del Sole.</p><p>Sent� un ronzio nell�orecchio. Era la radio.</p><p>�Sei arrivato al monastero?�</p><p>Si tocc� la gola. �Quattordici minuti.�</p><p>�Non dovr� trapelare nulla dell�incidente.�</p><p>�La questione sar� risolta.� Manteneva un tono uniforme, respirando dal naso. Nella voce all�altro capo della radio non sentiva soltanto un tono di comando, ma anche paura. Una debolezza. Era uno dei motivi per cui visitava cos� raramente il <emphasis>Granitschlo�</emphasis>, il Castello di Granito, preferendo vivere ai margini, come era suo diritto.</p><p>Nessuno gli imponeva di avvicinarsi.</p><p>Gli chiedevano soltanto di usare la sua abilit� quando era necessaria.</p><p>L�auricolare crepit�. �Raggiungeranno il monastero fra poco.�</p><p>Non si prese nemmeno la briga di rispondere. Sentiva il tonfo sordo dei rotori in lontananza. Fece qualche calcolo. Non c�era fretta. Le montagne insegnavano la pazienza.</p><p>Regolarizz� il respiro e prosegu� in discesa, verso il gruppetto di costruzioni in pietra coi tetti di tegole rosse. Il monastero di Temp Och era abbarbicato sul bordo di una parete rocciosa, raggiungibile soltanto da un unico sentiero, proveniente dal basso. I monaci e gli studenti raramente dovevano preoccuparsi del resto del mondo.</p><p>Fino a tre giorni prima.</p><p>L�incidente.</p><p>Il suo compito era fare pulizia.</p><p>Il battito dell�elicottero divenne sempre pi� intenso. Risaliva dal basso. L�uomo mantenne un passo regolare. C�era tutto il tempo. Era importante che i nuovi arrivati entrassero nel monastero.</p><p>Sarebbe stato molto pi� facile uccidere tutti quanti.</p><empty-line/><p><emphasis>Ore 09.35</emphasis></p><empty-line/><p>Dall�elicottero, il mondo sottostante appariva come un negativo fotografico o uno studio sui contrasti: bianchi e neri, neve e roccia, cime avvolte dalla nebbia e gole nell�ombra. Le creste di ghiaccio e i gelidi strapiombi rilanciavano la luce del mattino in strali lancinanti, un riverbero aereo che costituiva una minaccia costante per gli occhi.</p><p>Lisa batteva le palpebre per proteggersi dal bagliore. Chi poteva vivere cos� lontano da tutto, in un ambiente tanto spietato? Perch� l�umanit� trovava sempre luoghi cos� inospitali da conquistare, quando aveva a disposizione modi di vivere molto pi� facili?</p><p>D�altra parte, quello era il genere di domande che le rivolgeva sua madre. Perch� cercare realt� cos� estreme? Cinque anni per mare su una nave di ricerca, poi un altro anno passato ad allenarsi e abituarsi ai rigori dell�alta montagna e infine in Nepal, a prepararsi per conquistare l�Everest. Perch� tutti quei rischi, quando c�era una vita pi� facile a portata di mano?</p><p>Lisa aveva sempre dato una risposta semplice: il gusto della sfida. Non aveva forse risposto in modo simile anche George Mallory, la leggenda dell�alpinismo, quando gli avevano chiesto perch� scalasse l�Everest? <emphasis>Perch� c��. </emphasis>Naturalmente, dietro quella celebre frase, c�era un�altra verit�: Mallory l�aveva pronunciata per esasperazione, rispondendo a un giornalista che lo tormentava. Anche la risposta di Lisa alle domande di sua madre era una reazione istintiva? Che cosa ci faceva davvero lass�? La vita quotidiana comportava gi� sfide a sufficienza: guadagnarsi da vivere, risparmiare per la pensione, trovare qualcuno da amare, sopravvivere alle perdite, crescere dei figli.</p><p>Lisa trasal� di fronte a quei pensieri, riconoscendovi una punta d�ansia e rendendosi conto di ci� che poteva significare. <emphasis>Pu� essere che io faccia una vita al limite per evitare di vivere una vita reale? � forse per questo che cos� tanti uomini hanno attraversato la mia vita senza mai rimanere?</emphasis></p><p>Ed eccola l�. Trentatreenne, sola, senza prospettive, soltanto la ricerca per compagna, e un sacco a pelo a una piazza per letto. Forse avrebbe dovuto semplicemente radersi la testa e trasferirsi in uno di quei monasteri in cima alle montagne.</p><p>L�elicottero sobbalz� e punt� verso l�alto.</p><p>Lisa si concentr� di nuovo sul presente.</p><p>Trattenne il fiato mentre l�elicottero volava radente sopra una cresta affilata, coi pattini che schivavano di un soffio la lingua di ghiaccio battuta dal vento, per poi tuffarsi nella gola successiva.</p><p>Lisa dovette forzare le sue dita a mollare la presa sul bracciolo del sedile. All�improvviso una villetta con tre stanze da letto e due bambini non suonava poi cos� noiosa.</p><p>Accanto a lei, Ang Gelu si sporse in avanti tra il pilota e il soldato e indic� un punto sotto di loro. Il rombo dei rotori inghiott� le sue parole.</p><p>Lisa premette la guancia contro il finestrino per guardare fuori. Sent� il bacio freddo della curva di plexiglas. Individu� la prima macchia di colore l� sotto: tetti di tegole rosse. Un piccolo agglomerato di otto casette di pietra, abbarbicate su un altopiano e incorniciate da cime di seimila metri su tre lati e da uno strapiombo verticale sul quarto.</p><p>Il monastero di Temp Och.</p><p>L�elicottero scese precipitosamente verso gli edifici. Lisa not� un campo di patate a terrazza, da un lato, e qualche recinto e granaio sparso, dall�altro. Nessun movimento. Nessuno usc� a salutare i rumorosi nuovi arrivati.</p><p>Cosa ancora pi� inquietante, Lisa vide un gruppo di capre e pecore bharal blu radunate in recinti chiusi. Nemmeno loro si muovevano. Invece di essere spaventate dall�elicottero che scendeva di quota, erano stese a terra scomposte, le zampe torte, il collo piegato in modo innaturale.</p><p>Anche Ang Gelu le not� e si afflosci� sul sedile. I loro sguardi s�incrociarono. Che cosa era successo? Intanto, sul sedile anteriore era in corso una discussione di qualche tipo. Era evidente che il pilota non voleva atterrare. Il soldato ebbe la meglio, gli bast� poggiare un palmo sul calcio del fucile. Il pilota aggrott� le sopracciglia e strinse ancora di pi� la maschera d�ossigeno che gli copriva naso e bocca. Non perch� gli servisse una fonte d�ossigeno aggiuntiva, ma per paura del contagio.</p><p>In ogni caso, obbed� agli ordini del militare. Stritol� i comandi e fece abbassare il velivolo verso terra. Punt� il pi� lontano possibile dai recinti degli animali, scendendo verso il margine dei campi di patate del monastero.</p><p>La piantagione era simile a un anfiteatro a pi� livelli, con file di minuscoli germogli verdi. La coltivazione di patate ad alta quota era stata introdotta dai britannici all�inizio del XIX secolo, diventando uno dei principali mezzi di sostentamento della zona.</p><p>Con un colpo stridente, i pattini dell�elicottero colpirono il suolo roccioso, schiacciando una fila di piantine. I germogli circostanti si dibattevano e ondeggiavano nel vortice d�aria creato dai rotori.</p><p>Nessuno si fece vivo in seguito al loro arrivo. Lisa rivide nella mente l�immagine delle bestie morte. C�era ancora qualcuno da salvare? Che cosa era successo? Pass� in rassegna diverse eziologie e varie modalit� di esposizione: ingestione, inalazione, contatto. O forse era qualcosa di contagioso? Le servivano maggiori informazioni.</p><p>�Forse lei dovrebbe restare qui�, le disse Ang Gelu, mentre si slacciava la cintura di sicurezza. �Noi andiamo a dare un�occhiata al monastero.�</p><p>Lisa afferr� lo zaino con l�attrezzatura medica, scuotendo la testa. �Non ho paura dei malati. E ci potrebbero essere domande cui solo io so rispondere.�</p><p>Ang Gelu annu�, parl� in modo concitato col militare e apr� il portellone posteriore. Scese e si volt� per porgere una mano a Lisa.</p><p>Nell�abitacolo riscaldato s�insinu� un vento gelido, facilitato anche dal movimento dei rotori. Mentre sollevava il cappuccio del parka, Lisa si rese conto che la corrente glaciale si portava via gli ultimi residui di ossigeno disponibili a quell�altitudine. O forse era la paura. Aveva pronunciato parole pi� coraggiose di lei.</p><p>Prese la mano del monaco, sentendone la forza e il calore anche attraverso gli spessi guanti di lana. Lui non si cur� neanche di coprirsi il capo rasato, sembrava che non si accorgesse nemmeno del freddo pungente.</p><p>Lisa scese a terra, ma rimase ferma, china sotto le pale rotanti dell�elicottero. Il militare fu l�ultimo a scendere. Il pilota rest� nell�abitacolo. Aveva fatto atterrare l�elicottero, come gli era stato ordinato, ma non si arrischiava certo ad abbandonare la cabina.</p><p>Ang Gelu chiuse il portellone con un colpo deciso e i tre attraversarono di gran lena il campo di patate, dirigendosi verso l�assembramento di costruzioni di pietra. Visti da terra, gli alloggi coi tetti rossi erano pi� alti di quanto sembrassero dall�alto. La struttura centrale era di tre piani, con in cima un tetto in stile pagoda. Tutti gli edifici avevano decorazioni elaborate Porte e finestre erano incorniciate da affreschi con le sfumature dell�arcobaleno e gli architravi erano illuminati da foglie d�oro, mentre dagli angoli dei tetti spuntavano gli sguardi maliziosi e i ghigni beffardi di draghi e uccelli mitici scolpiti nella pietra. Le varie costruzioni erano collegate da portici, che creavano piccoli cortili e spazi appartati. Sui pali dell�intera struttura erano montate ruote di preghiera in legno, con scritte intagliate in caratteri antichi, e dai tetti pendevano bandierine di preghiera multicolore, sferzate dalle folate intermittenti.</p><p>Sembrava un luogo da fiaba, una sorta di Shangri-La d�alta quota, eppure Lisa si accorse di aver rallentato il passo. Non si muoveva nulla. Quasi tutte le persiane erano chiuse. Il silenzio era pesante.</p><p>In pi� c�era quell�odore caratteristico nell�aria. Pur essendo prevalentemente una ricercatrice, Lisa aveva avuto la sua dose di morti durante il praticantato in ospedale. Il fetido miasma della putrefazione non si disperdeva tanto facilmente. Preg� che provenisse soltanto dalle bestie all�altra estremit� del padiglione. Tuttavia, data l�assenza di qualsiasi reazione al loro arrivo, non aveva grandi speranze.</p><p>Ang Gelu faceva strada, affiancato dal militare. Lisa fu costretta ad accelerare per seguirli. Passarono tra due edifici e si diressero verso l�imponente struttura centrale.</p><p>Nel cortile principale c�erano attrezzi agricoli sparsi a casaccio, come se fossero stati abbandonati in tutta fretta. Un carretto legato a uno yak era rovesciato su un lato. Anche la bestia era morta, riversa su un fianco, con la pancia gonfia e dilatata. L�animale aveva gli occhi fissi e lattiginosi, la lingua protesa e ingrossata tra le labbra nere e gonfie.</p><p>Lisa not� l�assenza di mosche o altri piccoli opportunisti. C�erano mosche a quella quota? Non ne era certa. Scrut� il cielo. Nemmeno un uccello, nessun rumore, a parte il sibilo sommesso del vento.</p><p>�Da questa parte�, disse Ang Gelu.</p><p>Il monaco si diresse verso una serie di alte porte che conducevano alla residenza centrale, che era evidentemente il tempio principale. Controll� il catenaccio. Non era chiuso a chiave. Lo apr�, facendo gemere i cardini.</p><p>Oltre la soglia brillava debolmente il primo segno di vita. A entrambi i lati della porta ardevano grandi lampade cilindriche, con una dozzina di stoppini accesi. Erano alimentate con burro di yak. All�interno, il fetore era peggio che fuori. Non era un buon presagio.</p><p>Persino il soldato esitava a superare la soglia, passando il fucile automatico da una spalla all�altra, come per rassicurarsi. Il monaco entr� con passo deciso e pronunci� a gran voce un saluto, che echeggi� nella sala.</p><p>Lisa entr� dopo di lui. Il soldato rimase di guardia sulla soglia.</p><p>L�interno del tempio era illuminato da qualche altra lampada. Lungo le due pareti laterali erano collocate imponenti ruote di preghiera. Accanto a una statua di Budda in teak, alta quasi due metri e mezzo, erano accese candele e bastoncini d�incenso al profumo di ginepro. Alle spalle del Budda erano allineate altre divinit� del pantheon.</p><p>Quando i suoi occhi cominciarono ad abituarsi all�oscurit� degli interni, Lisa not� i numerosi affreschi e gli intricati mandala intarsiati nel legno; in quella luce tremula, le scene che raffiguravano apparivano demoniache. Guard� in alto. C�erano diversi ordini di travi, alti due piani, che sostenevano un grappolo di lampade pensili, tutte fredde e buie.</p><p>Ang Gelu chiam� ancora.</p><p>Da qualche parte, sopra le loro teste, si sent� uno scricchiolio.</p><p>A quel rumore improvviso si bloccarono tutti quanti. Il soldato accese una torcia elettrica e la punt� verso l�alto, muovendola avanti e indietro. Ci fu un agitarsi e un sussultare di ombre, ma nient�altro.</p><p>Sentirono di nuovo lo scricchiolio dell�assito. Qualcuno si muoveva al piano superiore. Sebbene fosse un chiaro segnale di vita, a Lisa fece venire la pelle d�oca.</p><p>�Sopra il tempio c�� una stanza privata per la meditazione�, spieg� Ang Gelu. �Ci si arriva dalle scale sul retro. Vado a controllare, voi rimanete qui.�</p><p>Lisa voleva obbedire, ma sentiva il peso sia dello zaino sia della sua responsabilit�. Le bestie non erano morte per mano d�uomo, ne era certa. Se c�era un sopravvissuto, qualcuno che potesse raccontare che cosa era successo, lei era la persona pi� adatta per incontrarlo.</p><p>�Vengo anch�io�, annunci� con voce ferma, ma lasci� che fosse Ang Gelu a fare strada.</p><p>Il monaco attravers� la sala, gir� attorno alla statua del Budda e raggiunse una porta ad arco, verso il retro del tempio. Prosegu� scostando un drappeggio di broccato con ricami dorati. C�era un piccolo corridoio che si addentrava nella struttura. Le persiane alle finestre lasciavano trapelare soltanto qualche raggio di luce nell�oscurit� polverosa, illuminando una parete imbiancata. Le macchie e gli schizzi rosso cremisi non richiedevano ulteriori indagini.</p><p>Sangue.</p><p>A met� del corridoio, due gambe nude e inerti spuntavano da una porta, distese in una pozza nera. Ang Gelu fece cenno a Lisa di ritornare nel tempio. Lei scosse il capo e sorpass� il monaco. Non si aspettava di salvare quell�uomo, chiunque fosse. Era evidente che era gi� morto, ma l�istinto la spingeva a proseguire. Fatti cinque passi, raggiunse il cadavere.</p><p>Le ci volle un solo istante per registrare la scena.</p><p>Gambe. Non rimaneva nient�altro di quell�uomo. Solo un paio di arti recisi, spaccati a met� coscia. Lisa continu� a fissare il resto della stanza, anzi del macello. Braccia e gambe erano impilate al centro del locale, come cataste di legna da ardere.</p><p>E poi c�erano le teste, ben allineate lungo una parete. Sguardi fissi, occhi spalancati e pieni di orrore.</p><p>Ang Gelu l�aveva raggiunta. A quella vista s�irrigid� e borbott� qualcosa che sembrava per met� preghiera e per met� imprecazione.</p><p>Per tutta risposta, qualcosa si mosse nella stanza. Emerse dall�altro capo della catasta di arti. Un uomo nudo, con la testa rasata, imbevuto di sangue come un neonato. Era uno dei monaci del tempio.</p><p>Emise un sibilo gutturale. Brillava di madida follia. La luce scarsa si riflett� nei suoi occhi, come in quelli di un lupo nella notte.</p><p>Il mostro avanzava pesantemente verso di loro, trascinando una falce lunga novanta centimetri. Lisa fugg�, allontanandosi di diversi passi lungo il corridoio.</p><p>Ang Gelu parl� dolcemente, coi palmi delle mani sollevati a mo� di supplica, cercando evidentemente di placare quella creatura famelica. �Relu Na� Relu Na.�</p><p>Lisa cap� che il monaco conosceva il folle, probabilmente da una visita precedente al monastero. Il semplice atto di dargli un nome lo umanizzava, ma allo stesso tempo rendeva ancora pi� raccapricciante tutto quell�orrore.</p><p>Con un urlo stridente, il monaco si scagli� contro il confratello. Ang Gelu schiv� facilmente la falce. Il mostro aveva perso anche la coordinazione, oltre alla testa. Ang Gelu lo abbranc�, cingendolo in un abbraccio e bloccandolo contro uno stipite della porta.</p><p>Lisa ag� rapidamente. Lasci� cadere lo zaino, tir� gi� una cerniera ed estrasse una scatola di metallo, che apr� col pollice.</p><p>All�interno c�era una fila di siringhe di plastica, protette e gi� caricate con vari farmaci d�emergenza: morfina per il dolore, epinefrina per l�anafilassi, Lasix per l�edema polmonare. Sebbene le siringhe fossero etichettate, aveva memorizzato la posizione di ciascuna: nelle emergenze, ogni secondo era importante. Tir� fuori l�ultima siringa.</p><p>Midazolam, un sedativo iniettabile. Manie e allucinazioni non erano insolite alle altitudini elevate e a volte dovevano essere controllate chimicamente.</p><p>Tolse il cappuccio dell�ago coi denti e si precipit� verso i due monaci.</p><p>Ang Gelu teneva ancora intrappolato l�altro, che per� si dibatteva e cercava di divincolarsi dalla sua presa. Ang Gelu aveva il labbro tagliato e il collo graffiato.</p><p>�Lo tenga fermo!� url� Lisa.</p><p>Il monaco fece del suo meglio, ma in quel momento, presentendo forse l�intenzione della dottoressa, il folle si protese verso di lui e gli affond� un morso nella guancia.</p><p>Ang Gelu url�, mentre l�altro gli dilaniava la carne, ma mantenne salda la presa.</p><p>Lisa si prodig� per aiutarlo, conficcando l�ago nel collo del pazzo. Poi spinse con forza lo stantuffo. �Lo lasci andare!�</p><p>Ang Gelu lo spinse con forza contro lo stipite, facendogli sbattere la testa contro il legno. Sia lui sia la dottoressa fecero qualche passo indietro.</p><p>�Il sedativo far� effetto in meno di un minuto.� Avrebbe preferito uno stick endovenoso, ma era impossibile, con un uomo che si dimenava in quel modo. L�iniezione intramuscolare profonda doveva bastare. Una volta che si fosse calmato, Lisa avrebbe potuto intervenire in modo pi� raffinato e forse ottenere anche qualche risposta.</p><p>Il monaco nudo gemette, toccandosi il collo. Il sedativo gli dava bruciore. Si scagli� di nuovo verso di loro, barcollando, cercando la falce caduta a terra. Poi si raddrizz�.</p><p>Lisa trattenne Ang Gelu. �Aspetti��</p><p><emphasis>Bang!</emphasis></p><p>Il colpo di fucile, esploso nello stretto corridoio, fu assordante. La testa del monaco scoppi� in una pioggia di sangue e ossa. Il corpo cadde all�indietro per l�impatto, accartocciandosi sotto di lui.</p><p>Lisa e Ang Gelu fissavano scioccati il tiratore.</p><p>Il soldato nepalese imbracciava ancora l�arma. L�abbass� lentamente. Ang Gelu cominci� a rimproverarlo nella sua lingua madre. Ci mancava soltanto che gli togliesse il fucile.</p><p>Lisa si avvicin� al corpo e cerc� di sentirgli il polso. Niente. Fiss� il cadavere, cercando di trovare qualche risposta. Ci sarebbe voluto un obitorio con moderne attrezzature forensi per accertare la causa della follia. A giudicare dalla storia del messaggero, qualsiasi cosa fosse successa, non riguardava soltanto quell�uomo. Dovevano essere stati colpiti anche altri, in varia misura.</p><p>Ma da cosa? Erano stati esposti a metalli pesanti contenuti nell�acqua, a una fuga di gas velenosi dal sottosuolo o a qualche muffa tossica in cereali avariati? Poteva essere qualcosa di virale, come l�Ebola? O persino una nuova forma del morbo della mucca pazza? Cerc� di ricordare se gli yak fossero soggetti al contagio, ricordando la carcassa gonfia in cortile. Non lo sapeva.</p><p>Ang Gelu ritorn� accanto a lei. Aveva la guancia devastata, ma sembrava del tutto indifferente alla ferita. Tutto il suo dolore era concentrato sul cadavere. �Si chiamava Relu Na Havarshi.�</p><p>�Lo conosceva?�</p><p>�Era il cugino del marito di mia sorella. Veniva da un piccolo villaggio del Raise. Era finito nella sfera d�influenza dei ribelli maoisti, ma la loro ferocia inarrestabile non si conciliava con la sua natura, perci� era fuggito. Per i ribelli equivaleva a una sentenza di morte. Per nasconderlo, gli ho trovato un posto al monastero, dove i suoi ex compagni non l�avrebbero mai scovato. Qui aveva un luogo sereno per guarire� o almeno cos� pregavo che fosse. Ora dovr� trovare da s� la strada verso la pace.�</p><p>�Mi spiace.� Lisa si alz�. Ripens� alla catasta di arti nella stanza accanto. Forse la follia aveva fatto scattare una sorta di shock post-traumatico nella mente dell�uomo, facendogli mettere in atto ci� che pi� lo terrorizzava?</p><p>Si sent� un altro scricchiolio sopra le loro teste.</p><p>Tutti gli sguardi si rivolsero verso l�alto.</p><p>Lisa aveva dimenticato che cosa li aveva condotti l�. Ang Gelu indic� una scala stretta e ripida accanto alla porta drappeggiata che dava sul tempio. Le era sfuggita. Somigliava pi� a una scala a pioli che a una scala vera e propria.</p><p>�Ci vado io�, disse il monaco.</p><p>�� meglio non dividerci�, ribatt� lei. Ritorn� allo zaino e prepar� un�altra siringa di sedativo. La tenne in mano. �Si assicuri soltanto che Mr. Sparaprima Pensadopo tenga il dito lontano dal grilletto.�</p><p>Il soldato fu il primo a salire. Perlustr� le immediate vicinanze e fece loro cenno di raggiungerlo. Arrivata in cima, Lisa scopr� una stanza vuota. In un angolo erano ammassate pigne di cuscini sottili. La stanza odorava di resina e dell�incenso del tempio sottostante.</p><p>Il soldato puntava il fucile contro una porta di legno all�altra estremit�. Dalla fessura trapelava una luce tremula. Prima che potessero avvicinarsi, il fascio di luce fu attraversato da un�ombra.</p><p>C�era qualcuno l� dentro.</p><p>Ang Gelu raggiunse la porta e buss�.</p><p>Lo scricchiolio cess�.</p><p>Il monaco disse qualcosa, rivolgendosi alla persona oltre la porta. Lisa non cap� le sue parole, ma l�altro s�. Si sent� un suono di legno raschiato e di un catenaccio che si apriva. La porta si socchiuse di una fessura, non di pi�.</p><p>Ang Gelu poggi� il palmo sulla porta.</p><p>�Faccia attenzione�, sussurr� Lisa, stringendo forte la siringa, sua unica arma.</p><p>Accanto a lei, il militare fece la stessa cosa col fucile.</p><p>Ang Gelu spinse la porta, spalancandola. La stanza non era pi� grande di una cabina armadio. Nell�angolo c�era un letto sporco. Accanto, un tavolino con una lampada a olio. L�aria era pregna del fetore di urina e feci che esalava da un vaso da notte scoperto, ai piedi del letto. Chiunque si fosse chiuso l� dentro, non usciva ormai da giorni.</p><p>In un angolo c�era un uomo anziano, che volgeva loro le spalle. Indossava una tunica rossa come quella di Ang Gelu, ma la sua era logora e macchiata. Aveva legato le falde inferiori dell�abito attorno alle cosce, scoprendo interamente le gambe. Era intento a un progetto: scriveva sulla parete. Anzi dipingeva con le dita.</p><p>Intrise del suo stesso sangue.</p><p>Ancora follia.</p><p>Nell�altra mano teneva un pugnale corto. Le gambe nude erano segnate da tagli profondi, la fonte del suo inchiostro. Continu� a lavorare anche quando Ang Gelu entr�.</p><p>�Lama Khemsar�, disse il monaco, in tono preoccupato e prudente.</p><p>Lisa entr� dopo di lui, con la siringa pronta tra le dita. Fece un cenno di assenso ad Ang Gelu, quando questi si volt� a guardarla. Poi fece cenno al soldato di stare indietro. Non voleva che si ripetesse ci� che era successo di sotto.</p><p>Lama Khemsar si gir�. Aveva il viso molle e gli occhi vitrei e leggermente lattiginosi, ma la luce delle candele vi si rifletteva brillante, troppo brillante: febbrilmente brillante.</p><p>�Ang Gelu�, borbott� il vecchio, fissando inebetito le centinaia di righe di testo dipinto su tutt�e quattro le pareti. Teneva alzato un dito intriso di sangue, pronto a continuare la sua opera.</p><p>Ang Gelu fece qualche passo verso di lui, chiaramente sollevato. Il capo del monastero non era ancora andato del tutto. Forse poteva dare qualche risposta. Gli parl�, nella lingua madre di entrambi.</p><p>Lama Khemsar annu�, pur rifiutandosi di essere distratto dalla sua opera scritta col sangue. Mentre Ang Gelu blandiva l�anziano monaco, Lisa studiava la parete. Sebbene quella scrittura non le fosse familiare, capiva che si trattava di un solo gruppo di simboli ripetuti innumerevoli volte.</p><empty-line/><image l:href="#1"/><empty-line/><p>Intuendo che il tutto doveva avere un qualche significato, Lisa infil� la mano libera nella borsa e ne estrasse la macchina fotografica. La punt� verso la parete alla bell�e meglio e scatt� una foto. Si era dimenticata del flash.</p><p>Ci fu un�esplosione di luce nella stanza.</p><p>L�anziano url� e si volt�. Brandendo il pugnale, fendette l�aria. Ang Gelu, allarmato, si ritrasse. Ma non era lui il bersaglio. Lama Khemsar url� una serie di parole, in preda al panico, e si pass� la lama attraverso la gola. Un rivolo cremisi si trasform� ben presto in un fiotto torrenziale. Il pugnale aveva reciso profondamente la trachea. Gli ultimi respiri dell�anziano monaco furono tutto un ribollire di sangue.</p><p>Con uno scatto, Ang Gelu gett� via l�arma, prese Lama Khemsar e lo adagi� sul pavimento, cullandolo tra le braccia. Il sangue gli intrise la veste, le braccia, il grembo.</p><p>Lisa poggi� macchina fotografica e borsa e si precipit� accanto ai due. Ang Gelu cerc� di esercitare pressione sulla ferita, ma era inutile.</p><p>�Mi aiuti a metterlo a terra�, disse Lisa. �Devo aprire un passaggio per l�aria��</p><p>Ang Gelu scosse la testa. Sapeva che non c�era speranza. Non fece altro che cullare l�anziano Lama. Il respiro dell�uomo, indicato dalle bolle che emergevano dalla ferita, era gi� cessato. L�et�, la perdita di sangue e la disidratazione avevano gi� debilitato Lama Khemsar.</p><p>�Mi spiace.� Lisa indic� le pareti con un gesto del braccio. �Pensavo che potesse essere importante.�</p><p>Ang Gelu scosse la testa. �Non hanno nessun senso, sono gli scarabocchi di un folle.�</p><p>Non sapendo che altro fare, Lisa infil� lo stetoscopio sotto la veste dell�uomo. Cercava di mascherare il senso di colpa mostrandosi indaffarata. Rimase in ascolto, invano. Neanche un battito. Scopr� invece alcune strane croste sulle costole. Scost� delicatamente i lembi della veste, denudando il petto del monaco.</p><p>Ang Gelu vi pos� lo sguardo e sospir�. Evidentemente le pareti non erano l�unico mezzo che Lama Khemsar aveva scelto per esprimersi: sul petto del monaco era inciso un ultimo simbolo. A differenza degli strani simboli sulle pareti, per�, la croce uncinata era inconfondibile:</p><empty-line/><image l:href="#2"/><empty-line/><p>Una svastica.</p><p>Ancora prima che potessero reagire, un�esplosione fece tremare l�edificio.</p><empty-line/><p><emphasis>Ore 09.55</emphasis></p><empty-line/><p>Si svegli� in preda al panico. Il rombo del tuono lo liber� dall�oscurit� febbricitante che lo attanagliava. Anzi non era un tuono. Era un�esplosione. Dal soffitto basso colava una scia di polvere d�intonaco. Si mise a sedere, spaesato, cercando di orientarsi nel tempo e nello spazio. La stanza gli girava leggermente attorno. Guard� gi�, levandosi di dosso la coperta di lana macchiata. Era disteso su una strana branda, non aveva addosso nient�altro che un perizoma di lino. Sollev� un braccio. Tremava. Aveva la bocca impastata e, anche se le persiane riparavano la stanza dalla luce, gli facevano male gli occhi. Un attacco di brividi lo fece tremare tutto.</p><p>Non aveva idea n� del dove n� del <emphasis>quando.</emphasis></p><p>Facendo scivolare le gambe gi� dalla branda, tent� di alzarsi. Una pessima idea. Il mondo si oscur� di nuovo. Si accasci�, e sarebbe ripiombato nell�oblio, ma una raffica di colpi d�arma da fuoco lo ridest�. Era un�arma automatica. Vicina. La breve raffica scem�.</p><p>Prov� di nuovo, con maggiore determinazione. Cominci� a ritornargli la memoria, mentre barcollava verso l�unica porta, ci andava a sbattere, si sosteneva con le braccia e cercava di usare la maniglia. Era chiusa a chiave.</p><empty-line/><p><emphasis>ore 09.57</emphasis></p><empty-line/><p>�Era l�elicottero�, disse Ang Gelu. �� stato distrutto.�</p><p>Lisa era accanto alla finestra. Qualche attimo prima, mentre l�eco dell�esplosione si disperdeva, avevano sganciato i fermi e spalancato le persiane. Pensando di aver visto del movimento nel cortile sottostante, il soldato aveva sparato una raffica a casaccio.</p><p>Nessuno aveva risposto al fuoco.</p><p>�Pu� essere che sia stato il pilota?� chiese Lisa. �Forse c�era un problema al motore.�</p><p>Il soldato mantenne la sua postazione accanto alla finestra, col calcio del fucile poggiato sul davanzale e con un occhio nel mirino, scrutando il cortile.</p><p>Ang Gelu indic� la scia di fumo oleoso che si sollevava dai campi di patate, nel punto esatto in cui si era posato l�elicottero. �Non credo che sia stato un incidente.�</p><p>�E adesso che cosa facciamo?� chiese Lisa. Forse un altro dei monaci folli aveva fatto saltare l�elicottero? In tal caso, quanti altri maniaci in libert� c�erano nel monastero? Rivide nella mente l�immagine del folle che brandiva la falce, l�automutilazione del monaco� che diavolo stava succedendo?</p><p>�Dobbiamo andarcene�, sentenzi� Ang Gelu.</p><p>�E dove?�</p><p>�Ci sono piccoli villaggi e fattorie sparse a una giornata di cammino. Qualunque cosa sia accaduta qui, ci vorranno pi� di tre persone per capirlo.�</p><p>�E che ne sar� degli altri? Alcuni forse non sono irrecuperabili come il cugino di suo cognato. Non dovremmo cercare di aiutarli?�</p><p>�La mia prima preoccupazione deve essere la sua sicurezza, dottoressa Cummings. Inoltre bisogna che le autorit� siano informate.�</p><p>�E se l�agente che ha colpito queste persone fosse contagioso? Viaggiando potremmo diffonderlo.�</p><p>Il monaco si tast� la guancia ferita. �Ora che l�elicottero � distrutto, non abbiamo mezzi di comunicazione. Se rimaniamo qui, moriremo anche noi� e il resto del mondo non sapr� nulla.� Era una osservazione giusta. �Possiamo ridurre al minimo i contatti con altre persone finch� non ne sapremo di pi�. Chiedere aiuto, ma mantenere una distanza di sicurezza.�</p><p>�Nessun contatto fisico�, mormor� lei.</p><p>Il monaco annu�. �Le informazioni che abbiamo giustificano il rischio.�</p><p>Lisa espresse il suo assenso con un lento cenno del capo. Fiss� la colonna di fumo nero che si stagliava contro il cielo blu. Forse uno del loro gruppo era gi� morto ed era impossibile dire quale fosse il numero effettivo delle vittime nel monastero. L�esplosione aveva sicuramente messo in allarme anche qualcun altro. Se volevano fuggire, dovevano sbrigarsi.</p><p>�Andiamo�, disse infine.</p><p>Ang Gelu si rivolse al soldato, in tono asciutto. Il militare si drizz� in piedi con un cenno d�assenso e abbandon� la sua postazione alla finestra, tenendo sempre pronto il fucile.</p><p>Lisa diede un ultimo sguardo preoccupato alla stanza e al monaco, riflettendo sulle possibilit� di contagio. Erano gi� contaminati? Mentre seguiva gli altri fuori dalla stanza e gi� per la scala, valut� le proprie condizioni. Aveva la bocca asciutta, le facevano male le mascelle e sentiva il cuore pulsare in gola. Ma era soltanto la paura, giusto? Era una situazione del tipo �fuggi o combatti�, quelle reazioni involontarie erano normali. Si tocc� la fronte: era umida, ma non febbricitante. Poi fece un respiro profondo per riprendere il controllo e riconoscere quanto era stata sciocca. Anche se si fosse trattato di un agente contagioso, di sicuro il periodo di incubazione sarebbe stato superiore a un�ora.</p><p>Attraversarono la sala principale del tempio, col Budda in teak e con le altre divinit� al suo cospetto. Dalla porta penetrava una luce abbagliante. Il militare che faceva loro da scorta controll� il cortile per un intero minuto, poi diede un cenno di via libera. Lisa e Ang Gelu lo seguirono. Uscendo nel cortile, Lisa sond� gli angoli bui, alla ricerca di movimenti improvvisi. Sembrava che tutto fosse di nuovo tranquillo.</p><p>Ma non per molto�</p><p>Alle sue spalle, una seconda detonazione devast� l�edificio. L�onda d�urto la gett� a terra, carponi. Si chin� e rotol� su una spalla, per guardare indietro.</p><p>Le tegole erano decollate verso il cielo, tra le fiamme. Dalle finestre distrutte scaturirono un paio di meteore infuocate, mentre la porta d�ingresso esplodeva in una catastrofe di schegge, eruttando altro fumo e fuoco. Lisa fu investita da un calore paragonabile alle esalazioni di un altoforno.</p><p>Qualche passo pi� avanti, il soldato era finito a terra in seguito all�esplosione. Era riuscito a tenere il fucile soltanto perch� aveva intrecciato le dita nella cinghia di pelle. Si rialz� in fretta, mentre dal cielo cadeva una pioggia di tegole infrante.</p><p>Ang Gelu si alz� in piedi e porse la mano a Lisa.</p><p>Fu la sua rovina.</p><p>Dallo strepitio delle fiamme emerse un�altra detonazione, pi� secca. Un colpo di fucile. La parte superiore del viso del monaco scoppi� in una nuvola di sangue.</p><p>Ma questa volta non era opera della sua scorta.</p><p>Il soldato aveva ancora il fucile appeso in spalla, mentre fuggiva dalla pioggia di detriti. Sembrava che non avesse sentito il colpo, ma spalanc� gli occhi quando Ang Gelu si rovesci� al suolo. Reagendo puramente d�istinto, scart� a destra, lanciandosi nell�ombra dell�edificio vicino. Grid� a Lisa qualcosa di incomprensibile, in preda al panico.</p><p>Lisa batt� in ritirata a mo� di granchio, verso l�entrata del tempio. Un altro colpo rimbalz� sulla pietra del cortile, a un soffio dai suoi piedi. La dottoressa si lanci� attraverso la soglia, nell�oscurit� dell�interno.</p><p>Nascosta dietro un angolo, guard� il soldato camminare rasente il muro, attento a ripararsi dalla posizione in cui riteneva che fosse appostato il cecchino.</p><p>Lisa si dimentic� come respirare, lo sguardo fisso e gli occhi spalancati. Scrut� i tetti e le finestre. Chi aveva sparato ad Ang Gelu?</p><p>Poi lo vide.</p><p>Un�ombra corse veloce attraverso il fumo che scaturiva dall�edificio pi� lontano. Lisa intravide un riflesso di fiamme su una superficie di metallo, mentre l�uomo correva. Un�arma. Il cecchino aveva abbandonato la sua postazione originaria e cercava di guadagnare una posizione di vantaggio.</p><p>Lisa ritorn� all�aperto, pregando che l�ombra la nascondesse bene. Grid� e fece cenno al soldato. Questi si muoveva verso di lei, verso il tempio principale, con le spalle al muro, lo sguardo e l�arma puntati sui tetti sovrastanti. Non aveva visto il cecchino fuggire.</p><p>Lisa grid� ancora. �Via! Via!� Non parlava la lingua del soldato, ma il terrore nella sua voce era evidente. I loro sguardi s�incrociarono. Lei gli fece cenno di raggiungerla nel suo nascondiglio. Fece altri segni, cercando di illustrare il percorso di fuga del cecchino. Ma dov�era andato? Era gi� appostato? �Corri!�</p><p>Il soldato fece un passo verso di lei. Un bagliore alle spalle dell�uomo rivel� l�errore di Lisa. Il cecchino non correva verso una nuova posizione di vantaggio. Dietro una finestra dell�edificio vicino cominciarono a danzare le fiamme: un�altra bomba.</p><p>La detonazione colse di sprovvista il militare. La porta alle sue spalle esplose in migliaia di frammenti infuocati che lo trafissero mentre l�onda d�urto lo sollevava di peso e lo scaraventava in mezzo al cortile. Atterr� pesantemente a faccia in gi� e cominci� a scivolare. Una volta fermatosi, non si mosse pi�, anche quando i vestiti presero fuoco.</p><p>Lisa si ripar� all�interno del tempio principale, continuando a scrutare l�entrata. Batt� in ritirata verso l�uscita sul retro, verso quell�angusto corridoio. Non aveva nessun piano. Anzi riusciva a malapena a controllare i propri pensieri. Era certa soltanto di una cosa. Chiunque avesse assassinato Ang Gelu e il soldato non era un monaco folle. Quelle azioni erano troppo calcolate, erano esecuzioni programmate.</p><p>E ormai era rimasta sola.</p><p>Diede un�occhiata al corridoio e vide il corpo insanguinato di Relu Na. Il resto del corridoio sembrava sgombro. Forse poteva prendere la falce abbandonata dal morto: almeno avrebbe avuto un�arma di qualche tipo�</p><p>Entr� nel corridoio.</p><p>Prima ancora che potesse fare un secondo passo, dietro di lei si materializz� una presenza. Un braccio nudo le strinse il collo in una morsa e una voce rauca le risuon� nell�orecchio: �Non ti muovere�.</p><p>Non essendo mai stata incline all�obbedienza, Lisa assest� una gomitata nella pancia dell�aggressore.</p><p>Il braccio allent� la presa e l�uomo cadde, strappando i tendaggi di broccato ricamato che adornavano l�ingresso e finendo col fondoschiena per terra.</p><p>Lisa si gir� di scatto, con le ginocchia flesse, pronta a correre.</p><p>L�uomo indossava soltanto un perizoma. Aveva la pelle molto abbronzata, ma segnata qua e l� da vecchie cicatrici. I capelli neri lisci e disordinati gli coprivano parte del viso. A giudicare dalla sua statura, dalla muscolatura e dalle spalle larghe, sembrava pi� un nativo americano che un monaco tibetano.</p><p>Ma forse era solo l�effetto del perizoma.</p><p>Gemendo, alz� lo sguardo verso di lei. La luce della lampada si specchi� in un paio di occhi blu ghiaccio.</p><p>�Chi sei?� chiese Lisa.</p><p>�Painter�, rispose lui con un lamento. �Painter Crowe.�</p></section><section><title><p>2. LA BIBBIA DI DARWIN</p></title><p><emphasis>Copenhagen, Danimarca,</emphasis></p><p><emphasis>16 maggio, ore 06.05</emphasis></p><empty-line/><p>Che c�entravano i gatti con le librerie?</p><p>Il comandante Grayson Pierce sgranocchi� un�altra compressa di Claritin, mentre lasciava l�Hotel Nyhavn. Le ricerche del giorno precedente nella comunit� bibliofila di Copenhagen l�avevano condotto in una mezza dozzina delle istituzioni letterarie della citt�. Sembrava che in ogni libreria avessero preso dimora colonie di felini. Se ne stavano distesi sui banconi oppure vagavano furtivi in cima a scaffali traballanti pieni di polvere e cuoio sgretolato.</p><p>E lui ne subiva le conseguenze, come quello starnuto che cercava di soffocare. O forse era soltanto un principio di raffreddore. A Copenhagen, la primavera era umida e fredda come l�inverno nel New England.</p><p>Non si era portato abiti abbastanza pesanti. Indossava un maglione acquistato in una boutique dai prezzi esorbitanti, nei pressi del suo albergo. Era un dolcevita di lana merino a coste, non lavorata e non tinta. E dava prurito. Almeno per� teneva a bada il freddo del mattino.</p><p>Sebbene fosse gi� passata un�ora dall�alba, il sole smunto nel cielo grigio ardesia non lasciava nessuna speranza di una giornata pi� calda. Grattandosi il collo, si diresse verso la stazione centrale.</p><p>Il suo albergo era situato accanto a uno dei canali della citt�, fiancheggiato su entrambi i lati da villette a schiera dai colori allegri: una miscela di negozi, locande e abitazioni private. Gli ricordavano la citt� di Amsterdam. Lungo le banchine erano ormeggiate, l�una accanto all�altra, le imbarcazioni pi� disparate: basse corvette scolorite, scintillanti imbarcazioni da diporto, golette di legno maestose, yacht di un bianco splendente. Gray ne super� uno scuotendo la testa. Sembrava una torta nuziale galleggiante. Gi� a quell�ora del mattino, qualche turista munito di macchina fotografica vagava qua e l� o si appostava lungo il parapetto del ponte, scattando allegramente.</p><p>Gray attravers� il ponte di pietra e costeggi� il canale per mezzo isolato, poi si ferm� e si appoggi� al parapetto di mattoni. Gli apparve il suo riflesso, facendolo trasalire per un attimo. Nascosto per met� dall�ombra, il viso di suo padre lo fissava dalla superficie calma dell�acqua: i capelli neri come il carbone ricadevano lisci sugli occhi blu, una fossetta curva divideva il mento, il resto del viso era tutto angoli acuti, come pietra in cui erano scolpite le sue origini gallesi. Era tutto suo padre, cosa su cui Gray stava rimuginando un po� troppo, tanto da non dormire la notte.</p><p>Che altro aveva ereditato da suo padre?</p><p>Un paio di cigni neri gli scivolarono davanti, agitando l�acqua e facendo scomparire il riflesso. I cigni si diressero verso il ponte, con movimenti armoniosi dei colli allungati, lo sguardo curioso e un�aria di noncuranza.</p><p>Gray segu� il loro esempio. Drizzandosi, finse di voler fare una foto alla fila di imbarcazioni, mentre in realt� stava studiando il ponte che aveva appena attraversato. Cercava eventuali vagabondi, facce familiari o sospette. Era uno dei vantaggi dell�alloggiare vicino al canale: i ponti erano strettoie perfette da cui osservare chiunque lo volesse pedinare. Passando da una sponda all�altra su quelle lingue di pietra, avrebbe reso visibile qualunque coda si trascinasse dietro. Rimase a guardare per un intero minuto finch� non fu soddisfatto, memorizzando volti e andature, poi prosegu�.</p><p>In una missione minore come quella, era pi� un�abitudine dettata dalla paranoia che dalla necessit�, ma portava al collo un ricordo di quanto fosse importante la diligenza: una catenina con un pendente a forma di drago. Era un regalo di un�agente che stava dall�altra parte. La portava per ricordarsi di essere prudente.</p><p>Mentre si rimetteva in cammino, sent� una vibrazione familiare in tasca. Tir� fuori il cellulare e lo apr�. Chi lo chiamava a quell�ora del mattino?</p><p>�Pierce�, rispose.</p><p>�Gray, meno male che ti trovo.�</p><p>La voce suadente e familiare infuse calore alle sue membra infreddolite. I lineamenti duri si addolcirono con un sorriso. �Sara?� La preoccupazione rese incerti i suoi passi. �Qualcosa non va?�</p><p>Sara Veroni era il motivo principale per cui Gray aveva chiesto quell�incarico e attraversato l�Atlantico fino alla Danimarca. Qualsiasi assistente ricercatore della Sigma, anche di livello inferiore, avrebbe potuto gestire quell�indagine, ma la missione era un�occasione perfetta per rivedere la bellissima italiana dai capelli scuri, tenente dei carabinieri. I due si erano conosciuti lavorando allo stesso caso a Roma, l�anno precedente. Da allora avevano inventato ogni genere di scusa per potersi rincontrare. Ma era stato difficile. Sara era bloccata in Europa per via del suo lavoro e lui, data la sua posizione alla Sigma Force, poteva allontanarsi da Washington soltanto in misura limitata. Erano passate quasi otto settimane da quando si erano visti l�ultima volta.</p><p>Davvero troppo tempo.</p><p>Gray ripens� al loro ultimo incontro, in una villa a Venezia, alla sagoma di Sara che si stagliava contro la portafinestra del balcone, alla sua pelle illuminata dalla luce del tramonto. Avevano trascorso l�intera serata a letto. Si sent� inondare dai ricordi: il gusto di cioccolato e cannella sulle labbra di lei, l�intenso profumo dei suoi capelli umidi, il calore del suo respiro sul collo, i gemiti sommessi, il ritmo dei loro corpi intrecciati, la carezza della seta�</p><p>Preg� che lei si ricordasse di portare quel body nero.</p><p>�Il mio volo � stato posticipato�, lo inform� Sara, interrompendo le sue fantasticherie con la realt�.</p><p>�Cosa?� chiese lui, fermandosi in riva al canale, incapace di nascondere la delusione.</p><p>�Mi hanno dirottato su un volo KLM. Arriver� alle ventidue.�</p><p>Gray aggrott� le sopracciglia. Voleva dire cancellare la prenotazione al St. Gertruds Kloster, un ristorante a lume di candela, nei sotterranei del monastero medievale. Aveva dovuto prenotare il tavolo con una settimana d�anticipo.</p><p>�Mi spiace�, disse Sara, riempiendo il silenzio.</p><p>�No� non ti preoccupare. Basta che arrivi. � l�unica cosa che conta.�</p><p>�Lo so. Mi manchi tanto.�</p><p>�Anche tu.�</p><p>Gray scosse la testa per la goffaggine della sua risposta. Aveva ben altro nel cuore, ma le parole si rifiutavano di uscire. Perch� era sempre cos�? A ogni incontro, il primo giorno dovevano superare una certa formalit�, una goffa timidezza. Era facile fantasticare di ritrovarsi immediatamente l�una tra le braccia dell�altro, ma la realt� era diversa. Nelle prime ore erano soltanto estranei con un passato in comune. Certo, si sarebbero abbracciati, baciati, avrebbero detto le cose giuste, ma l�intimit� pi� profonda richiedeva qualche tempo, le ore necessarie per aggiornarsi a vicenda sulle loro vite al di l� e al di qua dell�Atlantico. Ma soprattutto cercavano di ritrovare il loro ritmo, quella cadenza e quel calore che avrebbero acceso le fiamme della passione.</p><p>E ogni volta Gray temeva che non l�avrebbero ritrovata.</p><p>�Come sta tuo padre?� chiese Sara, cominciando i primi passi di quella danza.</p><p>Lui fu contento della digressione, anche se non necessariamente dell�argomento scelto. Ma almeno aveva buone notizie. �Sta molto bene. Ultimamente i sintomi si sono stabilizzati, soltanto qualche momento di confusione ogni tanto. Mia madre � convinta che il miglioramento sia dovuto al curry.�</p><p>�Al curry?�</p><p>�Esatto. Ha letto in un articolo che il curcumino, il pigmento giallo del curry, ha propriet� antiossidanti e antinfiammatorie e forse contribuisce anche a sciogliere le placche amiloidi attribuibili al morbo di Alzheimer.�</p><p>�Suona davvero promettente.�</p><p>�Perci� ora mia madre mette il curry ovunque. Anche nelle uova strapazzate che mio padre mangia a colazione. La casa ha lo stesso odore di un ristorante indiano.�</p><p>La dolce risata di Sara illumin� quella mattina tetra. �Almeno adesso cucina.�</p><p>Gray non pot� trattenere un sorriso. Sua madre, professoressa di biologia alla George Washington University, non era mai stata nota per le sue doti di casalinga. Era sempre stata troppo impegnata a costruirsi una carriera, il che era diventato una necessit� dopo che il padre di Gray era rimasto invalido in un incidente industriale, quasi vent�anni prima. Di recente, la famiglia aveva dovuto affrontare un nuovo problema: lo stadio iniziale del morbo di Alzheimer che aveva colpito il padre. La madre di Gray si era presa un breve periodo di congedo dall�universit� per occuparsi del marito, ma sembrava che fosse sul punto di ritornare a insegnare. Dato che le cose andavano cos� bene, era un momento propizio per Gray per fuggire da Washington per quel breve viaggio.</p><p>Prima che potesse replicare a Sara, il cellulare gli segnal� un�altra chiamata in arrivo. Gray controll� l�ID del chiamante. <emphasis>Dannazione�</emphasis></p><p>�Sara, ho una chiamata in arrivo dal comando centrale. Devo rispondere, mi spiace.�</p><p>�Ah, va bene, allora ti lascio andare.�</p><p>�Aspetta, Sara. Il tuo nuovo numero di volo?�</p><p>�Volo KLM quattro zero tre.�</p><p>�Ricevuto. Ci vediamo questa sera.�</p><p>�A questa sera�, gli fece eco lei prima di riagganciare.</p><p>Gray premette il tasto rapido per attivare l�altra chiamata. �Pierce.�</p><p>�Comandante Pierce.� L�accento smozzicato del New England identific� subito la persona all�altro capo della linea come il vice direttore della Sigma Force, Logan Gregory, che rispondeva esclusivamente al direttore, Painter Crowe. Con le sue consuete maniere sbrigative, Logan non sprec� parole. �Ci sono nuove voci che potrebbero essere collegate alla sua ricerca a Copenhagen. L�Interpol riferisce di un improvviso aumento dell�interesse per l�asta di oggi.�</p><p>Gray aveva attraversato un altro ponte. Si ferm� di nuovo. Dieci giorni prima un database della National Security Agency aveva segnalato una serie di scambi sul mercato nero, tutti relativi a documenti storici appartenuti a scienziati dell�epoca vittoriana. Qualcuno stava raccogliendo manoscritti, trascrizioni, documenti legali, lettere e diari di quell�epoca, molti dei quali avevano seguito percorsi loschi da un proprietario all�altro. Normalmente, tutto ci� sarebbe stato poco interessante per la Sigma Force, che si concentrava su problematiche di sicurezza globale, ma il database della NSA collegava parecchie di quelle vendite a fazioni di organizzazioni terroristiche. E i flussi di denaro di quelle organizzazioni erano sempre esaminati a fondo.</p><p>Eppure non aveva senso. Se da una parte c�era una crescita del mercato di quei documenti storici, come investimenti speculativi, quella non era la sfera d�azione consueta della maggior parte delle organizzazioni terroristiche. Ma, d�altra parte, i tempi stavano cambiando.</p><p>In ogni caso, la Sigma era stata coinvolta per indagare sugli offerenti coinvolti. L�incarico di Gray consisteva nell�ottenere tutte le informazioni possibili sull�asta a inviti che si sarebbe tenuta nel pomeriggio. Ci� comportava, fra le altre cose, condurre ricerche sui diversi oggetti di particolare interesse messi all�asta da collezionisti locali e negozi di quella zona. Perci� aveva trascorso gli ultimi due giorni facendo visita alle librerie polverose e agli antiquari pi� affermati, nei vicoli di Copenhagen. L�aiuto maggiore l�aveva avuto in un negozio a H�jbro Plads, di propriet� di un ex avvocato della Georgia. Grazie all�aiuto del concittadino espatriato, Gray era pronto. Il suo piano quella mattina era di passare al vaglio la sede dell�asta e piazzare qualche microcamera vicino a tutte le entrate e le uscite. All�asta, Gray avrebbe semplicemente osservato gli acquirenti e, se possibile, ne avrebbe ripreso il volto. Un incarico minore, ma, se serviva ad ampliare il database dei pesci piccoli nella guerra al terrorismo, tanto di guadagnato.</p><p>�Che cosa ha agitato le acque?� chiese Gray.</p><p>�Un nuovo articolo. Ha attratto l�attenzione di numerosi degli offerenti su cui stiamo indagando. � una vecchia Bibbia, appena messa in vendita da un privato.�</p><p>�E che cos�ha di tanto entusiasmante?�</p><p>�Secondo la descrizione dell�articolo, la Bibbia in origine apparteneva a Darwin.�</p><p>�Charles Darwin, il padre dell�evoluzionismo?�</p><p>�Esatto.�</p><p>Gray picchiett� una nocca sul parapetto di mattoni. Un altro scienziato dell�epoca vittoriana. Mentre rifletteva su quel fatto, studiava il ponte vicino.</p><p>Il suo sguardo si pos� su un�adolescente che indossava un maglione blu scuro con la cerniera, col cappuccio in testa. Diciassette o diciotto anni, il viso pulito, la pelle color caramello. Indiana? Pakistana? Aveva lunghi capelli neri, almeno a giudicare da quell�unica treccia spessa che spuntava da un lato del cappuccio. Portava uno zaino verde sulla spalla sinistra, come molti altri studenti.</p><p>Ma Gray l�aveva gi� vista, quella ragazza: l�aveva vista attraversare il primo ponte. I loro occhi s�incrociarono per un attimo, a cinquanta metri di distanza. Lei distolse lo sguardo troppo in fretta. Una mossa poco accorta.</p><p>Lo stava seguendo.</p><p>Logan prosegu�: �Ho caricato l�indirizzo del venditore nel database del suo telefono. Dovrebbe avere abbastanza tempo per parlarci prima dell�asta�.</p><p>Gray diede un�occhiata all�indirizzo che compariva sullo schermo, localizzato in una cartina topografica. A otto isolati di distanza, appena fuori dalla Str�get, l�area pedonale che attraversava il cuore di Copenhagen. Non era molto lontano.</p><p>Ma prima di tutto�</p><p>Con la coda dell�occhio, Gray continu� a controllare il riflesso del ponte nelle acque placide del canale. In quello specchio tremolante, guard� la ragazza curvare la schiena, sollevando lo zaino nel vano tentativo di nascondere i propri lineamenti.</p><p>Si era accorta di essere stata scoperta?</p><p>�Comandante Pierce?� fece Logan.</p><p>La ragazza raggiunse l�estremit� del ponte, si allontan� a passo sostenuto e scomparve in una stradina laterale. Gray aspett� per verificare se ritornava sui propri passi.</p><p>�Comandante Pierce, ha ricevuto quell�indirizzo?�</p><p>�S�. Ci andr�.�</p><p>�Molto bene.� Logan riagganci�.</p><p>Dal parapetto del canale, Gray pass� al vaglio l�area circostante, attendendo il ritorno della ragazza o la comparsa di eventuali complici. Rimpianse di aver lasciato la Glock da 9 mm nella cassetta di sicurezza dell�hotel. Ma le istruzioni della casa d�aste avvisavano tutti gli invitati che sarebbero stati perquisiti all�entrata, passando anche attraverso un metal detector. L�unica arma che aveva era un coltello di plastica al carbonio, in un fodero nascosto negli stivali. Nient�altro.</p><p>Gray aspett�.</p><p>Intanto la citt� si stava risvegliando e un traffico di pedoni cominciava a fluire attorno a lui. Alle sue spalle, un negoziante dall�aspetto cadaverico stava riempiendo di ghiaccio una serie di cassette e gettandovi sopra una selezione di pesce fresco: sogliola di Dover, merluzzo, cicerello e l�onnipresente aringa.</p><p>Alla fine l�odore lo scacci� dalla sua postazione sul canale. Si allontan�, guardandosi le spalle con particolare cautela. Forse era troppo paranoico, ma nella sua professione una nevrosi di quel genere era salutare. Tast� il pendaglio a forma di drago che portava al collo e s�inoltr� nel centro cittadino.</p><p>Dopo alcuni isolati, si sent� abbastanza sicuro per tirar fuori un taccuino. Sulla prima pagina erano appuntati gli oggetti di particolare interesse che sarebbero stati messi all�asta quel pomeriggio.</p><empty-line/><cite><p>1. <emphasis>Una copia del trattato di genetica di Gregor Mendel del 1865.</emphasis></p><p>2. <emphasis>I libri di fisica di Max Planck: </emphasis>Thermodynamik <emphasis>del 1897 e </emphasis>Theorie der W�rmestrahlung <emphasis>del 1906, entrambi firmati dall�autore.</emphasis></p><p>3. <emphasis>Il diario del botanico Hugo De Vries sulle mutazioni vegetali, del 1901.</emphasis></p></cite><empty-line/><p>Gray aveva annotato tutte le informazioni possibili su quegli oggetti, grazie alle ricerche del giorno precedente. Appunt� l�ultimo articolo.</p><empty-line/><cite><p>4. <emphasis>La Bibbia di famiglia di Charles Darwin.</emphasis></p></cite><empty-line/><p>Mentre richiudeva il taccuino, si chiese per la centesima volta da quando era arrivato: <emphasis>Qual � il collegamento?</emphasis></p><p>Forse era meglio lasciar risolvere quell�enigma a qualche altro membro della Sigma. Pens� di chiedere a Logan di raccontare alcuni dei particolari ai suoi colleghi Monk Kokkalis e Kathryn Bryant. I due si erano rivelati esperti nel mettere assieme i dettagli e costruire schemi dove non ne esistevano. Ma, d�altra parte, forse non c�era davvero nessuno schema. Era troppo presto per dirlo. Gray doveva raccogliere qualche informazione in pi�, qualche fatto concreto, soprattutto su quell�ultimo articolo.</p><p>Fino ad allora, avrebbe lasciato in pace i due piccioncini.</p><empty-line/><p><emphasis>Washington, D.C.,</emphasis></p><p><emphasis>ore 21.32 (ora locale)</emphasis></p><empty-line/><p>�Davvero?� Monk appoggi� il palmo della mano sul ventre nudo della donna che amava. S�inginocchi� accanto al letto, con indosso i pantaloni della tuta Nike nera e arancione. La sua maglietta bagnata era sul parquet, dove l�aveva gettata dopo il jogging della sera. Nella speranzosa aspettativa, aveva inarcato le sopracciglia, gli unici peli rimasti sulla testa rasata.</p><p>�S�, conferm� Kat. Spost� delicatamente la mano di lui e si lasci� rotolare gi� dall�altro lato del letto.</p><p>Il sorriso di Monk si dilat�. Non riusciva a trattenersi. �Sei sicura?�</p><p>Kat si diresse verso il bagno, con indosso soltanto un paio di mutandine bianche e una maglietta Georgia Tech di taglia enorme. I capelli castano chiari, dai riflessi ramati, le ricadevano sciolti sulle spalle. �Avevo un ritardo di cinque giorni�, rispose imbronciata. �Ho fatto un test di gravidanza EPT ieri.�</p><p>Monk si alz�. �Ieri? Perch� non me l�hai detto?�</p><p>La donna scomparve in bagno, lasciando la porta socchiusa.</p><p>�Kat?�</p><p>La sent� aprire l�acqua della doccia. Gir� attorno al letto e raggiunse l�entrata del bagno. Voleva saperne di pi�. Kat gli aveva dato quella notizia esplosiva quando lui era tornato dal jogging. L�aveva trovata raggomitolata sul letto, con gli occhi e il viso gonfi. Aveva pianto. C�era voluta un po� di persua sione per scoprire che cosa l�avesse afflitta tutto il giorno.</p><p>Buss� alla porta. Suon� pi� forte e pi� pressante di quanto non intendesse. Guard� con cipiglio la mano incriminata. La protesi a cinque dita era l�ultimo ritrovato, pieno zeppo dei pi� moderni gadget della DARPA. Gli avevano dato quella mano dopo che aveva perso la sua in una missione, ma plastica e metallo non erano come la carne. Quando aveva bussato alla porta era sembrato che volesse abbatterla.</p><p>�Kat, parlami�, disse con gentilezza.</p><p>�Faccio solo una doccia rapida.�</p><p>Quelle parole erano appena sussurrate, ma Monk percep� la tensione nella voce di lei. Sbirci� nel bagno. Anche se si frequentavano da quasi un anno e ormai lui aveva un suo cassetto nell�appartamento di lei, c�erano dei limiti all�intimit�.</p><p>Kat era seduta sul water chiuso dal coperchio, con la testa tra le mani.</p><p>�Kathryn��</p><p>Lei alz� lo sguardo, evidentemente sorpresa dall�intrusione. �Monk!� Si sporse verso la porta, per chiuderla completamente.</p><p>Lui la blocc� col piede. �Non stavi davvero usando il gabinetto.�</p><p>�Aspettavo che si scaldasse l�acqua della doccia.�</p><p>Entrando, Monk not� lo specchio appannato. La stanza profumava di gelsomino, una fragranza che evocava e rimescolava un sacco di cose dentro di lui. Fece un passo avanti e s�inginocchi� ancora una volta di fronte a lei.</p><p>La donna si ritrasse.</p><p>Lui pos� le mani, una di carne, una sintetica, sulle sue ginocchia.</p><p>Lei evitava di guardarlo negli occhi, il capo ancora chino.</p><p>Lui le divaric� le ginocchia, si chin� tra di esse e fece scorrere le mani all�esterno delle cosce di lei, fino a prenderle i glutei. Poi la attir� verso di s�.</p><p>�Devo�� cominci� lei.</p><p>�Devi venire qui.� La sollev� e poi se l�adagi� in grembo, seduta a cavalcioni su di lui. I loro visi non distavano pi� di un respiro.</p><p>Finalmente lei lo guard� negli occhi. �Scusa� mi dispiace!�</p><p>Lui le si avvicin� ancora di pi�. �Per cosa?� Le loro labbra si sfiorarono.</p><p>�Avrei dovuto stare pi� attenta.�</p><p>�Non ricordo di essermi lamentato.�</p><p>�Ma questo genere di errori��</p><p>�Mai.� La baci� vigorosamente, non con rabbia, ma con rassicurante fermezza. Sussurr� tra le labbra di lei: �Non chiamarlo mai cos�.</p><p>Lei si sciolse nel suo abbraccio, cingendolo attorno al collo. Aveva i capelli profumati di gelsomino. �Che cosa facciamo?�</p><p>�Forse non so tutto, ma la risposta a questa domanda ce l�ho.�</p><p>Rotolando su un fianco, la adagi� sul tappetino su cui era seduto.</p><p>�Oh�� sospir� lei.</p><empty-line/><p><emphasis>Copenhagen, Danimarca,</emphasis></p><p><emphasis>ore 07.55</emphasis></p><empty-line/><p>Gray era seduto nel caff� di fronte alla piccola bottega di antiquariato e studiava l�edificio sul lato opposto della strada.</p><p>Sulla vetrina era impressa la scritta SJ�LDEN B�GER, LIBRI RARI. La bottega occupava il piano terra di una villetta a schiera a due livelli, col tetto di mattoni rossi. Sembrava una costruzione identica alle sue vicine, allineate l�urta accanto all�altra lungo la strada. E come le altre, in quel quartiere meno benestante della citt�, era in cattivo stato. Le finestre del piano superiore erano sbarrate con assi di legno e anche la vetrina del negozio era protetta da un�inferriata di acciaio a saracinesca.</p><p>Chiusa, per il momento.</p><p>Mentre Gray aspettava che la bottega aprisse, studiava l�edificio con occhio clinico, sorseggiando la versione danese della cioccolata calda, talmente densa che somigliava a una barretta di Mars sciolta. Scrut� dietro le assi di legno alle finestre. Pur essendo decrepita, la costruzione conservava il fascino del Vecchio Mondo: finestre dell�abbaino sporgenti come occhi di civetta, pesanti travi a vista che s�intersecavano al piano superiore e un tetto spiovente sempre pronto a scrollarsi di dosso le nevicate di un lungo inverno. Gray individu� persino vecchie cicatrici sotto le finestre, dove un tempo erano state avvitate le fioriere.</p><p>Riflett� sui possibili interventi di ristrutturazione, per riportare l�edificio agli antichi splendori, ricostruendolo mentalmente, un esercizio che combinava ingegneria ed estetica.</p><p>Gli sembrava quasi di sentire l�odore della segatura.</p><p>Quell�ultimo pensiero rovin� improvvisamente il sogno a occhi aperti. S�intromisero altri ricordi, non invitati e indesiderati: la falegnameria di suo padre in garage, dove lavorava con lui dopo la scuola. Ci� che iniziava come un semplice progetto di restauro, si concludeva spesso in scontri a base di urla e parole troppo dure da ritirare. Alla fine, le continue battaglie avevano spinto Gray a lasciare la scuola superiore e arruolarsi nell�esercito. Solo di recente padre e figlio avevano trovato nuovi modi di comunicare e un terreno comune, accettando le differenze.</p><p>Tuttavia, Gray era ancora ossessionato da un�osservazione estemporanea fatta dalla madre. Sosteneva che padre e figlio fossero pi� simili che dissimili. Perch� ultimamente quella frase lo disturbava cos� tanto? Gray cerc� di scacciare quei pensieri e scosse la testa.</p><p>Aveva perso la concentrazione. Guard� l�orologio, ansioso di proseguire quella giornata. Aveva gi� passato al vaglio la sede dell�asta e piazzato due telecamere ai punti d�accesso, sul davanti e sul retro. Non gli restava che parlare col proprietario di quella bottega, per indagare sulla Bibbia, e fare qualche fotografia dei partecipanti all�asta. Cos� il suo compito si sarebbe esaurito, lasciando spazio a un lungo fine settimana da trascorrere con Sara.</p><p>Il pensiero del sorriso di lei sciolse il nodo che gli si era formato tra le scapole. Finalmente, dall�altro lato della strada, suon� una campana. La porta della bottega si apr� e la saracinesca di sicurezza cominci� a salire.</p><p>Gray drizz� la schiena, sorpreso nel constatare chi aveva aperto il negozio. Una lunga treccia nera, carnagione caffellatte, grandi occhi a mandorla. Era la stessa ragazza che lo aveva seguito quella mattina. Portava anche la stessa felpa e lo zaino verde malconcio.</p><p>Gray tir� fuori una manciata di banconote e la lasci� sul tavolino del caff�. Attravers� a grandi passi la stradina, mentre la ragazza finiva di agganciare la saracinesca.</p><p>Lei gli lanci� un breve sguardo, per nulla sorpresa. �Vediamo se riesco a indovinare�, disse in un inglese asciutto, ma infarcito da un accento britannico, mentre lo scrutava da capo a piedi. �Americano.�</p><p>Quei modi bruschi lo infastidirono, per� mantenne un�espressione di mite curiosit�, non dando a intendere in nessun modo di sapere che lei lo aveva seguito. �Come fai a saperlo?�</p><p>�Il modo di camminare. Come se avessi un manico di scopa infilato dove puoi immaginare. Ti tradisce subito.�</p><p>�Davvero?�</p><p>Lei chiuse la serratura della saracinesca. Gray not� che portava diverse spille sulla felpa: una bandiera arcobaleno di Greenpeace, un simbolo celtico argentato, un ankh egiziano dorato e un variopinto assortimento di distintivi con slogan in danese, oltre a uno in inglese che diceva GO LEMMINGS GO. Indossava anche un braccialetto di gomma bianco con impressa la parola HOPE.</p><p>Gli fece cenno di togliersi dai piedi, ma, prima ancora che potesse scostarsi, lo urt� mentre gli passava davanti. Attravers� la strada camminando a ritroso. �Il negozio apre fra un�ora. Mi spiace, amico.�</p><p>Gray rimase sulla soglia, guardando alternativamente la porta del negozio e la ragazza. Era diretta al caff�. Passando accanto al tavolino che lui aveva appena lasciato, raccolse una delle banconote depositate da Gray ed entr�. Lui rest� in attesa. Attraverso la vetrina, la guard� ordinare due caff� e pagare con la banconota appena rubata.</p><p>Ritorn� con due grandi bicchieri di polistirolo. �Ancora qui?�</p><p>�Non so dove altro andare, al momento.�</p><p>�Peccato.� La ragazza indic� la porta chiusa con un cenno del capo e sollev� entrambe le mani. �Be�?�</p><p>�Ah.� Gray si volt� e le apr� la porta.</p><p>La ragazza entr� di volata. �Bertal!� grid�, poi si volt� a guardare Gray. �Hai intenzione di entrare o cosa?�</p><p>�Credevo che avessi detto��</p><p>�Basta con questa commedia�, disse, facendo roteare gli occhi. �Come se non mi avessi visto, prima.�</p><p>Gray s�irrigid�. Allora non era soltanto una coincidenza. La ragazza lo aveva seguito davvero.</p><p>Lei grid� ancora, rivolta verso l�interno del negozio: �Bertal! E muovi il� codone!�</p><p>Confuso e diffidente, Gray la segu� nel negozio. Rimase nei pressi della porta, pronto a ogni evenienza. La bottega era stretta come un vicolo. Su ogni lato si ergevano scaffalature alte fino al soffitto, piene zeppe di ogni genere di libri, volumi, testi e opuscoli. Qualche passo pi� avanti, il corridoio centrale era costeggiato da due vetrinette chiuse a chiave. All�interno c�erano libri di cuoio sgretolati e, a quanto sembrava, rotoli di pergamena conservati in provette bianche a prova di acidi.</p><p>Gray continu� a guardarsi attorno.</p><p>Nella luce obliqua del sole mattutino, l�aria pullulava di granellini di polvere sospesi e sapeva di vecchio. Sembrava che si sgretolasse come l�ammasso di carta custodito nella bottega.</p><p>Eppure, nonostante la decrepitezza dell�edificio, la bottega risplendeva di una grazia accogliente, dalle nicchie di vetro colorato nelle pareti alle scalette appoggiate agli scaffali. C�era anche un�invitante coppia di poltrone imbottite accanto alla vetrina, all�entrata.</p><p>E la cosa migliore�</p><p>Gray fece un respiro profondo.</p><p>Niente gatti.</p><p>Il motivo divenne ben presto evidente. Da dietro uno degli scaffali, comparve una grande forma irsuta, che avanzava pesantemente. Sembrava un incrocio di San Bernardo, un vecchio cagnone con gli occhi marroni cascanti. Si trascin� pigramente verso di loro, zoppicando sulla zampa anteriore sinistra, che era una protuberanza deforme.</p><p>�Ecco qua, Bertal.� La ragazza si chin� e vers� il contenuto di uno dei bicchieri di polistirolo in una ciotola di ceramica sul pavimento. �Questo beone rognoso � inservibile senza la sua tazza di caffellatte alla mattina.� L�ultima frase fu pronunciata con evidente affetto.</p><p>Il San Bernardo si avvicin� a loro e cominci� a lappare avidamente dalla ciotola.</p><p>�Penso che il caff� non faccia bene ai cani�, l�ammon� Gray.</p><p>La ragazza si raddrizz�, gettandosi la treccia dietro le spalle. �Nessun problema, � decaffeinato�, replic�, e continu� a addentrarsi nella bottega.</p><p>�Che ha fatto alla zampa?� chiese Gray, tanto per parlare, mentre si adeguava alla nuova situazione. Diede una pacca sul fianco al cane mentre passava, meritandosi in cambio un colpetto di coda.</p><p>�Congelamento. Mutti l�ha raccolto dalla strada molto tempo fa.�</p><p>�Mutti?�</p><p>�Mia nonna. Ti sta aspettando.�</p><p>Dal fondo del negozio giunse una voce. �Fiona?�</p><p>�C�� il compratore <emphasis>americano</emphasis>, nonna. Mutti ti ricever� nel suo ufficio.� La ragazza, Fiona, lo condusse verso il retro. Il cane, dopo aver finito il suo caff� mattutino, li segu�, a ridosso di Gray.</p><p>A met� del negozio, passarono davanti a una piccola scrivania attrezzata con un registratore di cassa, un computer e una stampante Sony. A quanto sembrava, l�era moderna aveva preso piede anche l�.</p><p>�Abbiamo un sito web tutto nostro�, spieg� Fiona, notando il suo sguardo.</p><p>Superata la cassa, entrarono in una stanza sul retro. Lo spazio era organizzato pi� come un salotto che come un ufficio. C�erano un divano, un tavolino e due sedie. Anche la scrivania nell�angolo sembrava servire soprattutto da appoggio per la piastra elettrica e il bollitore per il t� piuttosto che per funzioni impiegatizie. Contro una delle pareti, per�, era allineata una serie di casellari. Pi� su, una finestra con le sbarre lasciava passare la luce del mattino, a illuminare l�unica occupante dell�ufficio.</p><p>La donna si alz� e gli porse la mano. �Dottor Sawyer�, disse, usando il nome che Gray aveva assunto per la missione. Evidentemente aveva fatto qualche ricerca su di lui. �Sono Grette Neal.�</p><p>La donna aveva una presa ferma. Era magra come un chiodo e, sebbene molto pallida, sprizzava salute da tutti i pori. Indic� a Gray una delle sedie. Aveva modi informali quanto i suoi abiti: jeans blu scuro, una camicetta turchese e un paio di modeste scarpe da tennis nere. I lunghi capelli argentei erano pettinati lisci, ad accentuare un contegno serio, ma gli occhi le brillavano di arguzia e ironia.</p><p>�Ha gi� conosciuto mia nipote.� Grette Neal parlava un inglese scorrevole e spedito, ma l�accento danese era evidente. Ben diverso da quello della nipote.</p><p>Gray guard� alternativamente l�anziana diafana e la ragazza dalla pelle scura. Non c�era nessuna somiglianza, ma Gray non si pronunci� in proposito. Aveva questioni pi� importanti da chiarire. �S�, ci siamo conosciuti. In effetti, sembra che oggi io abbia gi� incontrato <emphasis>due volte </emphasis>sua nipote.�</p><p>�Ah, con la sua curiosit� uno di questi giorni Fiona si caccer� in un bel guaio.� Il rimprovero di Grette fu addolcito da un sorriso. �Le ha restituito il portafogli?�</p><p>Gray inarc� un sopracciglio. Si tast� la tasca posteriore. Vuota.</p><p>Fiona infil� una mano in uno scomparto dello zaino e gli porse il portafogli di cuoio marrone.</p><p>Gray lo agguant� subito. Si ricord� che la ragazza lo aveva urtato mentre andava dal negozio al caff�. Non erano state soltanto impazienza e maleducazione.</p><p>�Per favore non si offenda�, lo rassicur� Grette. �� il suo modo di dire buongiorno.�</p><p>�Ho gi� guardato tutti i suoi documenti�, disse Fiona con un�alzata di spalle.</p><p>�Allora, per favore, restituisci il passaporto a questo giovanotto, Fiona.�</p><p>Gray controll� l�altra tasca. Sparito. Per amor di Dio!</p><p>Fiona gli lanci� il documento blu con l�aquila degli USA sulla copertina.</p><p>�� tutto?� chiese Gray, perquisendosi.</p><p>Fiona scroll� le spalle.</p><p>�Di nuovo, perdoni l�esuberanza di mia nipote, per favore. A volte diventa troppo protettiva.�</p><p>Gray le fiss� entrambe. �Qualcuna di voi sarebbe cos� gentile da spiegarmi che cosa sta succedendo?�</p><p>�Lei � qui per indagare sulla <emphasis>Bijbel </emphasis>di Darwin, giusto?� domand� Grette.</p><p>�La Bibbia�, tradusse Fiona.</p><p>Grette annu�, rivolta alla nipote. Il lapsus rivelava un�evidente ansia riguardo all�oggetto.</p><p>�Rappresento un acquirente che potrebbe essere interessato�, rispose Gray.</p><p>�S�, lo sappiamo. E ieri ha passato tutta la giornata a fare domande ad altre persone, su altri oggetti in vendita all�asta Ergenschein.�</p><p>Gray inarc� le sopracciglia per la sorpresa.</p><p>�Noi bibliofili siamo una piccola comunit�, qui a Copenhagen. Le voci girano alla svelta.�</p><p>Gray si accigli�. Pensava di essere stato pi� discreto.</p><p>�Sono proprio le sue indagini che hanno contribuito alla mia decisione di mettere all�asta la mia Bibbia di Darwin. L�intera comunit� � in subbuglio a causa del crescente interesse per i trattati scientifici dell�epoca vittoriana.�</p><p>�Perci� � un buon momento per vendere�, aggiunse Fiona, con un po� troppa fermezza, come a voler concludere una recente discussione. �Siamo gi� in arretrato di un mese con l�affitto dell�appartamento��</p><p>Le sue parole furono interrotte da un cenno. �� stata una decisione difficile. La Bibbia fu acquistata da mio padre nel 1949. Custodiva gelosamente quel volume. C�erano scritti a mano i nomi della famiglia, fino a dieci generazioni prima dell�illustre Charles. Ma la Bibbia � anche d�interesse storico. Ha accompagnato Darwin durante il suo viaggio attorno al mondo a bordo della <emphasis>Beagle. </emphasis>Non so se lei ne � al corrente, ma Charles Darwin un tempo prese in considerazione di entrare in seminario. In questa Bibbia c�� l�uomo religioso a confronto con lo scienziato.�</p><p>Gray annu�. Evidentemente la donna stava tentando di suscitare il suo interesse. Era stato tutto uno stratagemma per coinvolgerlo ancora di pi� nell�asta e per ottenere il prezzo migliore? In un modo o nell�altro, Gray poteva usare la cosa a proprio vantaggio. �E qual � il motivo per cui Fiona mi ha seguito?�</p><p>Grette assunse un�aria stanca. �Le rinnovo le mie scuse per la sua invadenza. Come dicevo prima, ultimamente c�� stato molto interesse per alcuni oggetti dell�epoca vittoriana e questa � una piccola comunit�. Sappiamo tutti che alcune delle transazioni sono avvenute sul mercato� diciamo <emphasis>grigio</emphasis>, per non dire <emphasis>nero.</emphasis>�</p><p>�Ho sentito alcune voci in proposito�, replic� lui, lezioso, sperando di stuzzicarla a dargli qualche altra informazione.</p><p>�Alcuni acquirenti hanno ritrattato i prezzi offerti o pagato con proventi illeciti, assegni protestati, eccetera. Fiona cercava soltanto di proteggere i miei interessi. A volte si spinge un po� oltre, ricorrendo a talenti che farebbe meglio a lasciarsi alle spalle.� La donna inarc� un sopracciglio, a mo� di rimprovero alla nipote.</p><p>D�un tratto Fiona prese a interessarsi particolarmente delle assi del pavimento.</p><p>�Un anno fa ci fu un signore che trascorse un mese intero a fare ricerche nei miei schedari, sulla documentazione storica relativa ai proprietari�, prosegu� Grette, indicando con un cenno del capo la parete coi casellari. �Per poi pagare il privilegio con una carta di credito rubata. Mostr� particolare interesse per la Bibbia di Darwin.�</p><p>�Perci� dobbiamo essere particolarmente caute�, ribad� Fiona.</p><p>�Sa chi era quel signore?� chiese Gray.</p><p>�No, ma me lo ricorderei se lo rivedessi. Un tipo strano, pallido.�</p><p>Fiona si anim�. �La banca ha condotto un�indagine per frode e ha scoperto dei collegamenti con la Nigeria e il Sudafrica. Non sono riusciti ad andare oltre. Quel maledetto bastardo si � coperto le spalle.�</p><p>Grette aggrott� le sopracciglia. �Modera il tuo linguaggio, signorina.�</p><p>�Perch� un�indagine cos� accurata per un semplice insoluto?� chiese Gray.</p><p>Ancora una volta, Fiona fu affascinata dalle assi del pavimento.</p><p>Grette fiss� la nipote con aria severa. �Ha il diritto di sapere.�</p><p>�Mutti�� Fiona scosse la testa.</p><p>�Sapere cosa?�</p><p>Fiona gli lanci� un breve sguardo infuocato. �Lo dirai ad altri e otterremo soltanto met� del prezzo.�</p><p>Gray alz� una mano. �So essere discreto.�</p><p>Grette lo studi�, con un occhio semichiuso. �Ma sa essere sincero? � questo che mi chiedo, dottor Sawyer.�</p><p>Gray si sent� esaminato a fondo da entrambe le donne. La sua copertura era davvero sicura come sperava? Il peso di entrambi gli sguardi lo fece irrigidire.</p><p>Finalmente Grette parl�: �Lo deve sapere. Poco tempo dopo che quel signore pallido si era impadronito delle nostre informazioni ed era scomparso, c�� stata un�effrazione in negozio. Non � stato rubato nulla, ma la vetrina in cui normalmente teniamo la Bibbia di Darwin � stata scassinata. Per nostra fortuna, di notte la Bibbia e i nostri articoli pi� preziosi sono tenuti nascosti in un caveau sotterraneo. Inoltre, la polizia � intervenuta prontamente allo scattare dell�allarme, mettendo in fuga i ladri. Ma noi sappiamo chi era a caccia della Bibbia�.</p><p>�Quel lurido stronzo�� borbott� Fiona.</p><p>�Da quella notte, abbiamo tenuto la Bibbia in una cassetta di sicurezza in una banca qui vicino. Eppure abbiamo subito atti vandalici altre due volte, quest�anno. Il colpevole ha neutralizzato l�allarme e ogni volta ha rovistato per tutto il negozio.�</p><p>�Qualcuno cercava la Bibbia�, disse Gray.</p><p>�L�abbiamo pensato anche noi.�</p><p>Gray cominciava a capire. Il guadagno non era l�unico fattore decisivo che le induceva a disfarsi della Bibbia, era anche per liberarsi di un fardello. Qualcuno voleva quella Bibbia e, nel tentativo di impossessarsene, avrebbe potuto ricorrere a mezzi sempre pi� violenti. Minaccia che poteva trasmettersi anche al nuovo acquirente.</p><p>Con la coda dell�occhio, Gray studi� Fiona. Tutte le sue azioni erano volte a proteggere la nonna e la loro sicurezza finanziaria. Not� la fiamma ancora accesa negli occhi della ragazza. Evidentemente avrebbe voluto che la nonna fosse stata pi� discreta.</p><p>�Forse la Bibbia sarebbe pi� al sicuro in una collezione privata in America�, disse Grette. �Forse i guai non la seguiranno sull�altra sponda dell�oceano.�</p><p>�Avete scoperto per quale motivo quello sconosciuto fosse cos� ossessionato dalla Bibbia?� chiese Gray.</p><p>A quella domanda fu Grette a voltarsi dall�altra parte, come a cercare qualcosa, lontano.</p><p>�Informazioni come questa non possono che rendere la Bibbia pi� preziosa per il mio cliente�, insistette Gray.</p><p>Gli occhi di Grette guizzarono verso di lui. In qualche modo lei sapeva che dietro le sue parole si nascondeva una menzogna. Lo studi� nuovamente, ponderando qualcosa di pi� della veridicit� delle sue parole.</p><p>In quel momento, Bertal entr� a passo strascicato nell�ufficio, annus� con bramosia un assortimento di pasticcini da t�, accanto al bollitore sulla scrivania, poi and� verso Gray e si accasci� sull�assito con un sospiro, poggiando il muso sul suo scarpone. Evidentemente il cane era a proprio agio con quell�estraneo entrato in bottega.</p><p>Come se ci� fosse sufficiente, Grette sospir�, chiuse gli occhi e si addolc�. �Non lo so per certo. Posso solo fare qualche supposizione.�</p><p>�Mi accontenter�.�</p><p>�Lo straniero � venuto qui in cerca di informazioni su una biblioteca che era stata venduta pezzo per pezzo dopo la guerra. In effetti, quattro di quei pezzi saranno messi all�asta questo pomeriggio: il diario di De Vries, una copia del trattato di Mendel e due testi del fisico Max Planck.�</p><p>Gray conosceva bene quella lista, la stessa appuntata sul suo taccuino. Erano i testi che avevano suscitato uno speciale interesse tra i soggetti loschi. Chi li voleva comprare e perch�? �Mi sa dire qualcos�altro su questa collezione? C�� qualche provenienza significativa?�</p><p>Grette si alz� e si diresse verso gli schedari. �Ho la ricevuta originale dell�acquisto di mio padre nel 1949. Cita un villaggio e una piccola propriet�. Vediamo se riesco a trovarla.� Si spost� in un�area illuminata da un raggio di sole, sotto la finestra della parete posteriore, e apr� un cassetto di mezzo. �Non le posso dare l�originale, ma Fiona sar� lieta di fargliene una fotocopia.�</p><p>Mentre l�anziana signora frugava nei suoi documenti, Bertal sollev� il naso dal piede destro di Gray, lasciando cadere una scia di bava ed emettendo un sordo brontolio. Che per� non era diretto a lui.</p><p>�Ecco qua.� Grette si volt� e gli porse un foglio di carta ingiallita, in un fodero di plastica.</p><p>Gray ignor� il suo braccio proteso, concentrandosi sui suoi piedi. Un�ombra sottile attravers� la macchia di luce sul pavimento, ai piedi di Grette.</p><p>�A terra!� Gray balz� verso il divano, protendendosi verso la donna anziana. Dietro di lui, Bertal abbaiava forte, quasi mascherando il fragore dei vetri infranti. Gray arriv� troppo tardi. Non pot� fare altro che afferrare il corpo di Grette Neal, mentre il volto di lei veniva devastato dal colpo esploso da un cecchino, attraverso la finestra.</p><p>Gray la prese e l�adagi� sul divano.</p><p>Fiona url�.</p><p>Attraverso la finestra distrutta, si sentirono due schiocchi distinti, assieme al rumore del vetro che andava in frantumi. Due candelotti neri piombarono nell�ufficio, rimbalzarono contro la parete opposta e caddero a terra fragorosamente.</p><p>Gray balz� gi� dal divano, proiettandosi su Fiona. Con una spallata, la spinse fuori dall�ufficio e dietro l�angolo.</p><p>Il cane li segu� affannosamente.</p><p>Gray quasi trasport� di peso Fiona, per ripararla dietro uno scaffale, mentre due detonazioni sventravano l�ufficio, abbattendo la parete con un�esplosione incendiaria e una doccia di intonaco e schegge di legno.</p><p>Lo scaffale si ribalt�, schiantandosi su quello vicino e rimanendo in equilibrio precario. Gray protesse Fiona col suo stesso corpo.</p><p>Sopra di loro, i testi andavano a fuoco, con una pioggia di cenere ardente.</p><p>Gray vide il vecchio cane. Si era mosso troppo lentamente, incespicando per via della zampa malata. L�onda d�urto lo aveva scaraventato sulla parete opposta. Non si muoveva e aveva il pelo fumante.</p><p>Gray risparmi� quella vista a Fiona. �Dobbiamo svignarcela.�</p><p>Trascin� via la ragazza scioccata dallo scaffale in bilico. Fiamme e fumo gi� riempivano il retrobottega. Dagli sprinkler sul soffitto sgorg� una doccia tiepida. Troppo poco, troppo tardi. Soprattutto data la grande quantit� di materiale infiammabile.</p><p>�Usciamo in strada!� incalz�, e avanz� incespicando con lei.</p><p>Troppo lentamente.</p><p>Davanti a loro, la saracinesca di sicurezza era piombata gi�, sbarrando la porta e la vetrina. Gray not� alcune ombre che svanivano a entrambi i lati delle inferriate. Altri sicari.</p><p>Diede un�occhiata alle proprie spalle. Il retrobottega era un muro turbinoso di fiamme e fumo.</p><p>Erano in trappola.</p><empty-line/><p><emphasis>Washington, D.C.,</emphasis></p><p><emphasis>ore 23.57</emphasis></p><empty-line/><p>Monk sonnecchiava in quel luogo felice tra beatitudine e sonno. Lui e Kat si erano spostati dal pavimento del bagno al letto, mentre la passione si scioglieva in dolci sussurri e carezze ancora pi� dolci. Le lenzuola e il piumone erano ancora avviluppati attorno alle loro forme nude. Nessuno dei due era pronto a districarsi, n� fisicamente n� in nessun altro modo.</p><p>Con un dito, Monk accarezzava la curva del seno di Kat, pigramente, pi� per rassicurare che per eccitare. L�arco armonioso del piede di lei gli accarezzava gentilmente il polpaccio.</p><p>Un momento perfetto. Niente poteva rovinarlo�</p><p>La stanza fu pervasa da un trillo lacerante che fece irrigidire entrambi. Proveniva da un punto accanto al letto, dove Monk aveva gettato i pantaloni della tuta� o, meglio, dove gli erano stati strappati via. Il suo cercapersone era ancora agganciato all�elastico dei pantaloni. Sapeva di aver messo il dispositivo in modalit� vibrazione al ritorno dalla sua corsa serale. Soltanto un tipo di chiamata poteva interrompere quella modalit�.</p><p>Emergenza.</p><p>All�altro lato del letto, sul comodino, da un secondo cercapersone proruppe uno squillo identico.</p><p>Era quello di Kat.</p><p>Entrambi si sollevarono, scambiandosi uno sguardo preoccupato.</p><p>�Il comando centrale�, disse Kat.</p><p>Monk allung� la mano per prendere il suo cercapersone, trascinando su anche i pantaloni, poi si mise a sedere e prese il telefono. Kat si posizion� accanto a lui, tirando a s� le lenzuola per coprirsi il seno nudo, come se fosse necessaria una certa decenza per chiamare il comando centrale. Lui fece il numero della linea diretta della Sigma. La risposta fu immediata.</p><p>�Capitano Bryant?� disse Logan Gregory.</p><p>�Nossignore, sono Monk Kokkalis. Ma Kat� il capitano Bryant � qui con me.�</p><p>�Ho bisogno di entrambi al comando, immediatamente.�</p><p>Logan lo aggiorn� brevemente.</p><p>Monk ascolt�, annuendo. �Partiamo subito�, concluse.</p><p>Kat incroci� il suo sguardo, aggrottando le sopracciglia. �Che succede?�</p><p>�Guai.�</p><p>�Gray?�</p><p>�No, sono sicuro che sta bene.� Monk s�infil� i pantaloni della tuta. �Probabilmente se la sta spassando con Sara.�</p><p>�E allora?�</p><p>�� il direttore Crowe. � successo qualcosa in Nepal. I dettagli sono sommari. Una specie di epidemia.�</p><p>�Crowe ha fatto rapporto?�</p><p>�� proprio questo il problema. Il suo ultimo rapporto risale a tre giorni fa, ma una tempesta ha interrotto le comunicazioni. Perci� non c�era di che preoccuparsi. Oggi per� la tempesta � finita, ma ancora nessuna comunicazione. E adesso ci sono voci di un�epidemia, morti e rivolte da quelle parti. Forse un attacco dei ribelli.�</p><p>Kat sgran� gli occhi.</p><p>�Logan sta convocando tutti al comando.�</p><p>La donna scivol� gi� dal letto e prese i suoi vestiti. �Cosa potrebbe essere?�</p><p>�Niente di buono, questo � sicuro.�</p><empty-line/><p><emphasis>Copenhagen, Danimarca,</emphasis></p><p><emphasis>ore 09.22</emphasis></p><empty-line/><p>�C�� un accesso al piano superiore?� chiese Gray.</p><p>Fiona fissava la saracinesca chiusa, con gli occhi spalancati e un�espressione impassibile. Era chiaramente sotto shock.</p><p>�Fiona�� Gray le gir� attorno e le si avvicin�, naso contro naso, riempiendo il suo campo visivo. �Fiona, dobbiamo scappare.�</p><p>Dietro di lei, la tempesta di fuoco si diffondeva rapidamente, alimentata dalle cataste di libri e dagli scaffali di legno di pino. Le fiamme erano arrivate a lambire il soffitto. Il fumo si avviluppava e si dipanava lungo il tetto. Gli sprinkler continuavano a gocciolare acqua tiepida, aggiungendo vapore alla cappa tossica.</p><p>Il calore aumentava a ogni respiro. Eppure, quando Gray prese le mani di Fiona tra le sue, la sent� rabbrividire e tremare da capo a piedi. Ma perlomeno il contatto la costrinse a concentrare lo sguardo su di lui.</p><p>�C�� un accesso al piano superiore?�</p><p>Fiona guard� su. Una cappa di fumo oscurava le lamiere del soffitto. �Qualche vecchia stanza. Una soffitta��</p><p>�S�, perfetto. Possiamo arrivarci?�</p><p>Lei scosse la testa, dapprima lentamente, poi pi� vigorosamente, rianimata dal pericolo. �No, le uniche scale sono� � indic� vagamente il fuoco � �sul retro.�</p><p>�All�esterno?�</p><p>Lei annu�. Un turbinio di cenere infuocata li avvolse in una spirale, mentre il muro di fuoco avanzava. Gray imprec� tra s�. Sicuramente una volta c�era una scala interna, prima che l�edificio fosse suddiviso tra bottega al piano terra e stanze al piano di sopra. Adesso avrebbe dovuto improvvisare.</p><p>�Avete un�ascia?� chiese.</p><p>Fiona scosse la testa.</p><p>�E un piede di porco? Qualcosa che usate per aprire le casse o le scatole?�</p><p>Fiona si rincuor� e annu�. �Vicino al registratore di cassa.�</p><p>�Resta qui.� Gray avanz� appiattendosi contro la parete di sinistra, il percorso pi� sgombro verso la cassa. Il fuoco non era ancora arrivato l�.</p><p>Fiona lo segu�.</p><p>�Ti ho detto di restare indietro.�</p><p>�Io so dov�� quel piede di porco di merda�, ribatt� lei, brusca.</p><p>Gray riconobbe il terrore che si nascondeva dietro la rabbia. Era comunque un miglioramento rispetto allo shock e alla paralisi di qualche istante prima. E in pi� si accompagnava bene alla sua, di collera, quella verso se stesso. Prima si era fatto pedinare dalla ragazza, poi, come se non bastasse, si era fatto intrappolare da alcuni sicari. Si era lasciato distrarre troppo dal pensiero di Sara, aveva sottovalutato la missione e cos� non era soltanto la sua vita a essere in pericolo.</p><p>Fiona gli pass� davanti, con gli occhi arrossati e tossendo per il fumo. �� qui.� Si sporse sopra la scrivania, allung� la mano dietro di essa e sollev� una lunga sbarra d�acciaio verde.</p><p>�Andiamo.� Gray fece strada verso le fiamme che avanzavano. Si tolse il maglione di lana e lo scambi� col piede di porco. �Bagna il maglione. Inzuppalo per bene con quello Sprinkler. E bagnati anche tu.�</p><p>�Cosa hai intenzione di fare?�</p><p>�Costruirci una scala.�</p><p>Gray mont� su una delle scalette vicino agli scaffali e si arrampic�, guardando in alto, tra le spirali di fumo. Persino l�aria bruciava. Spinse una delle lamiere del soffitto col piede di porco. Fu facile smuoverla e spostarla da un lato. Come sperava, era un controsoffitto a sbalzo, che nascondeva il pavimento di travi e tavole del piano superiore.</p><p>Arrampicatosi in cima alla scaletta, Gray si appollai� sopra l�ultimo scaffale della libreria. Da quella posizione infil� tra due tavole il piede di porco, che penetr� a fondo. Spinse con la spalla e fece leva. La sbarra d�acciaio squarci� il legno decrepito. Tuttavia, dal varco che riusc� ad aprire sarebbe passato a malapena un topo.</p><p>Con gli occhi che gli lacrimavano e gli bruciavano, Gray chin� il capo. Gli venne un attacco di tosse devastante. Non andava bene. Sarebbe stata una gara tra il piede di porco e il fumo. Gray diede un�altra occhiata al fuoco, che divampava selvaggiamente, mentre il fumo sgorgava sempre pi� denso.</p><p>Di quel passo non ce l�avrebbe mai fatta.</p><p>Il suo sguardo fu attratto da un movimento sotto di lui. Fiona si era arrampicata sulla scaletta. Aveva trovato un fazzoletto, l�aveva imbevuto d�acqua e se l�era avvolto sul volto come un bandito, travestimento che le si addiceva molto.</p><p>Teneva sollevato il maglione di lana fradicio. Si era inzuppata anche lei e sembrava si fosse rimpicciolita, come un pulcino bagnato. Gray si rese conto che aveva meno dei diciassette anni che le aveva dato. Non poteva averne pi� di quindici. Aveva gli occhi arrossati dal panico, ma anche luccicanti di speranza: sembrava si fidasse ciecamente di lui.</p><p>Gray detestava che le persone riponessero in lui una fiducia del genere� perch� funzionava sempre.</p><p>Si leg� le maniche del maglione attorno al collo e si lasci� penzolare il resto sulla schiena. Sollev� un lembo di lana bagnata per coprirsi la bocca e il naso, isolandosi in qualche misura dall�aria satura di fuliggine.</p><p>Mentre l�acqua gli inzuppava la schiena, Gray s�inginocchi� di nuovo, pronto ad attaccare le cocciute tavole di legno. Percepiva la presenza di Fiona sotto di lui e quindi la propria responsabilit�.</p><p>Esamin� lo spazio fra il controsoffitto e le travi, alla ricerca di qualche altra via di fuga. Tutt�attorno, tubi e fili s�incrociavano a casaccio, evidentemente aggiunti un po� alla volta dopo che la casa su due livelli era stata sezionata in un negozio al piano terra e un appartamento al piano superiore. Gli ultimi interventi apparivano scadenti. Era chiara la differenza tra la perizia artigianale di un tempo e la trascurata edilizia moderna.</p><p>Guardando attentamente, Gray individu� un�interruzione nella sequenza uniforme di travi e tavole. Una sezione separata, di un metro per un metro, incorniciata da rinforzi pi� spessi. La riconobbe immediatamente. Ci aveva visto giusto, prima. Quella cornice indicava l�apertura dove un tempo passava la scala interna, poi demolita. Ma con quanta attenzione era stata sigillata?</p><p>C�era solo un modo per scoprirlo.</p><p>Gray si alz� in piedi sulla libreria e ci cammin� sopra, come su un�asse d�equilibrio, dirigendosi verso l�apertura. Era solo a qualche metro di distanza, ma bisognava addentrarsi ancora di pi� nel retrobottega, verso le fiamme.</p><p>�Dove vai?� gli chiese Fiona, dalla sua postazione in cima alla scaletta.</p><p>Gray non aveva abbastanza fiato per fornire spiegazioni. A ogni passo, il fumo diventava pi� soffocante, la temperatura era a livelli da altoforno. Finalmente raggiunse il punto sottostante la tromba delle scale murata.</p><p>Guardando gi�, vide che gli scaffali pi� bassi della libreria cominciavano a fumare. Aveva raggiunto il fronte dell�incendio.</p><p>Non c�era tempo da perdere.</p><p>Trovato un appoggio, scaravent� verso l�alto il piede di porco.</p><p>La punta penetr� facilmente tra le tavole di legno pi� sottili. Non c�era altro che truciolato e piastrelle di vinile. Un lavoro scadente, come sperava.</p><p>Gray si mise al lavoro col piede di porco, dandoci dentro come una macchina, nell�aria infuocata e nel calore rovente. Ben presto riusc� a creare un�apertura abbastanza ampia da poterci passare.</p><p>Ci gett� dentro il piede di porco, che atterr� al piano di sopra con fragore. Si volt� verso Fiona e le fece cenno di raggiungerlo.</p><p>�Riesci a salire sulla libreria e��</p><p>�Ho visto come ci sei arrivato tu�, replic� lei, arrampicandosi sulla libreria.</p><p>Uno schiocco pi� in basso attir� l�attenzione di Gray. La libreria trem� sotto di lui.</p><p>Il suo peso e il fuoco che mordeva gli scaffali pi� bassi stavano rapidamente indebolendo la struttura. Si protese verso il buco e si tir� su a met�, togliendo il peso dalla libreria.</p><p>�Sbrigati!� incalz�.</p><p>Tenendo le braccia distese per stare in equilibrio, Fiona procedeva con lentezza. Era a circa un metro da lui.</p><p>�Sbrigati!� ripet� Gray.</p><p>�Ti ho sentito la prima v��</p><p>Con un sonoro <emphasis>crac</emphasis>, la sezione di libreria su cui stava Gray croll�. Lui si aggrapp� con forza ai margini del buco, mentre gli scaffali si rovesciavano, schiantandosi tra le fiamme. Si sollev� una nuova vampata di calore, fuliggine e fiamme.</p><p>Fiona url� quando anche gli scaffali sotto di lei vacillarono: ma resistettero. Appeso per le braccia, Gray le grid�: �Fai un salto e aggrappati alle mie spalle�.</p><p>Fiona non ebbe bisogno di ulteriori incoraggiamenti. Salt� e gli piomb� addosso con grande slancio, agganciandogli le braccia attorno al collo e avvinghiandosi alla sua vita con le gambe. Lui oscill�, rischiando di perdere la presa.</p><p>�Riesci a usare il mio corpo per arrampicarti nel buco?� chiese, con la voce roca dallo sforzo.</p><p>�Credo di s�.�</p><p>La ragazza rimase appesa ancora per un momento, senza muoversi.</p><p>I bordi frastagliati del buco gli stavano lacerando le dita. �Fiona��</p><p>La sent� tremare, poi spostarsi attorno alla sua schiena. Una volta che si fu messa in movimento, si arrampic� rapidamente, piazzandogli un piede sulla cintura e poi appoggiandosi sulla sua spalla. In un attimo fu dall�altra parte, con l�agilit� di una scimmia ragno.</p><p>Sotto di loro divampava un fal� di libri e scaffali.</p><p>Gray non perse tempo: s�iss� su per il buco e rotol� sul pavimento. Si ritrov� al centro di un corridoio dal quale si dipartivano stanze in tutte le direzioni.</p><p>�Il fuoco � arrivato anche quass��, bisbigli� Fiona, come se temesse di attirare l�attenzione delle fiamme.</p><p>Alzandosi in piedi, Gray vide il tremolio dell�aria rovente nella parte posteriore dell�appartamento. Il fumo che soffocava quei locali era ancora pi� denso che al piano di sotto. �Andiamo.�</p><p>La corsa non era ancora finita.</p><p>Gray si precipit� in fondo al corridoio, lontano dal fuoco, e si ferm� davanti a una finestra sbarrata con assi di legno. Sbirci� tra due tavole. Si sentivano le sirene in lontananza. In strada si era formato un capannello di curiosi. E sicuramente c�era anche qualche sicario nascosto tra loro.</p><p>Se avessero cercato di uscire dalla finestra, Gray e la ragazza si sarebbero resi vulnerabili.</p><p>Anche Fiona osservava quel gruppetto. �Non ci lasceranno scappare, vero?�</p><p>�E allora ce ne andremo per conto nostro.� Gray fece dietrofront e cominci� a scrutare il soffitto. Gli torn� alla mente l�immagine delle finestre dell�abbaino che aveva visto prima, dalla strada. Dovevano raggiungere il tetto.</p><p>Fiona cap� le sue intenzioni. �C�� una scala a scomparsa nella stanza accanto.� Fece strada. �A volte venivo qui a leggere quando Mutti�� Le s�incrin� la voce e lasci� la frase a met�.</p><p>Gray sapeva che la morte della nonna l�avrebbe perseguitata a lungo. Le mise un braccio attorno al collo, ma lei se lo scroll� di dosso con rabbia e si allontan�.</p><p>�� qui�, disse la ragazza, entrando in quello che un tempo era probabilmente un soggiorno, ma che ormai conteneva soltanto qualche cassa e un divano sbiadito e lacero.</p><p>Fiona indic� una corda sfilacciata che pendeva dal soffitto, agganciata a una botola. Gray tir� la corda e una scala di legno pieghevole si estese fino a terra. La risal� per primo, seguito da Fiona.</p><p>Il sottotetto non era rifinito: soltanto materiale isolante, travi ed escrementi di topi. L�unica luce proveniva dalle due finestre. Una dava sulla strada dell�ingresso principale e l�altra sul retro. C�era un velo di fumo, ma per il momento niente fiamme.</p><p>Gray decise di provare la finestra sul retro. Era rivolta a ovest e quella parte del tetto era in ombra, a quell�ora. In pi�, era sul lato della casa avvolto dalle fiamme, che forse i loro aggressori avrebbero sorvegliato con minor attenzione.</p><p>Gray salt� da una trave all�altra. Sentiva il calore che risaliva dal basso. Una porzione dell�isolante cominciava gi� a fumare: la fibra di vetro si stava sciogliendo.</p><p>Raggiunta la finestra, Gray diede un�occhiata di sotto. L�inclinazione del tetto era tale da impedirgli di vedere il cortile dietro la bottega. E, se lui non vedeva loro, loro non potevano vedere lui. In pi�, dalle finestre rotte del piano inferiore salivano dense spirali di fumo: una copertura aggiuntiva.</p><p>Una volta tanto il fuoco era dalla loro parte.</p><p>Comunque Gray si scost� da un lato mentre sganciava il chiavistello della finestra e l�apriva con una spinta. Aspett�. Niente colpi d�arma da fuoco. Si sentivano le sirene convergere nella strada.</p><p>�Vado io per primo�, sussurr� Gray all�orecchio di Fiona. �Se la strada � sgombra��</p><p>Sentirono un rombo cupo alle loro spalle e si voltarono.</p><p>Una lingua di fuoco prorompeva dal cuore dell�isolante in fiamme, lambendo il tetto, strepitando e fumando. Non c�era pi� tempo.</p><p>�Seguimi�, esort� Gray.</p><p>Avanz� furtivamente fuori dalla finestra, stando basso. L� fuori, sul tetto, l�aria era meravigliosamente fresca e frizzante, dopo quell�interminabile senso di soffocamento.</p><p>Rianimato dalla possibilit� di fuga, Gray mise alla prova le tegole. Il tetto era molto spiovente, ma gli scarponi gli davano una buona presa. Con attenzione, ci si poteva camminare. Si allontan� dalla finestra e punt� verso il bordo del tetto, a nord. La distanza tra le villette a schiera era meno di un metro. L�avrebbero potuta superare con un salto.</p><p>Soddisfatto, si volt� nuovamente verso la finestra. �Okay, Fiona, fai attenzione.�</p><p>La ragazza sporse la testa, si guard� attorno, poi cominci� a strisciare sul tetto. Rimase accovacciata, procedendo gattoni.</p><p>Gray l�aspett�. �Te la stai cavando bene.�</p><p>Lei gli lanci� uno sguardo. Distratta, non si accorse di una tegola incrinata, che le si frantum� sotto il piede e si stacc�, facendole perdere l�equilibrio. La ragazza fin� a pancia in gi� e cominci� a scivolare, cercando invano una presa con mani e piedi.</p><p>Gray si protese per afferrarla, ma le sue dita trovarono solo aria.</p><p>Scivolando sulle tegole, la ragazza prendeva sempre pi� velocit�. Nel frenetico tentativo di arrestare quella corsa, ruppe altre tegole. Frammenti di coccio rimbalzavano fragorosamente sotto di lei, diventando una valanga.</p><p>Gray era disteso a pancia in gi�. Non poteva fare nulla per aiutarla.</p><p>�La grondaia!� le grid�, abbandonando ogni cautela. �Attaccati alla grondaia!�</p><p>Apparentemente sorda alle sue parole, lei continu� a cercare una presa con le dita e a far saltare tegole coi piedi. Sbatt� con un fianco e cominci� a rotolare, lasciandosi sfuggire un grido tremolante.</p><p>Le tegole rotte cominciarono a piovere dal bordo del tetto. Gray le sent� frantumarsi sul selciato del cortile, come una gragnola di petardi.</p><p>Poi Fiona le segu�. Ruzzol� gi� dal tetto agitando convulsamente le braccia.</p><p>E svan�.</p></section><section><title><p>3. UKUFA</p></title><p><emphasis>Riserva di Hluhluwe-Umfolozi,</emphasis></p><p><emphasis>Zululand, Sudafrica,</emphasis></p><p><emphasis>ore 10.20</emphasis></p><empty-line/><p>A novemila chilometri di distanza da Copenhagen, dall�altra parte del mondo, una Jeep scoperta avanzava faticosamente su un terreno accidentato, in un�area selvaggia del Sudafrica, dove non c�erano strade.</p><p>Il caldo opprimente attanagliava gi� la savana e creava miraggi scintillanti. Nello specchietto retrovisore, le pianure cuocevano brillanti sotto il sole, interrotte da macchie di arbusti spinosi e cespugli isolati di salice rosso. Pi� avanti sorgeva una collinetta bassa, costellata di fitte acacie nodose e scheletrici alberi di monzo.</p><p>�� questo il posto, dottoressa?� chiese Khamisi Taylor, sterzando per superare il letto di un ruscello asciutto, mentre la Jeep sollevava una nuvola di polvere che sembrava una coda di gallo. Diede un�occhiata alla donna seduta accanto a lui.</p><p>La dottoressa Marcia Fairfield stava quasi in piedi al posto del passeggero, una mano stretta al bordo del parabrezza per tenersi in equilibrio. Indic� con l�altra mano. �Andiamo verso ovest, c�� un avvallamento profondo.�</p><p>Khamisi scal� le marce e scart� a destra. In quanto guardacaccia in servizio alla riserva di Hluhluwe-Umfolozi, doveva seguire il protocollo. Il bracconaggio era un reato grave, ma anche una realt�. Soprattutto nelle aree pi� remote del parco.</p><p>Anche la sua gente, anche i membri della trib� zul�, a volte seguivano le pratiche tradizionali. Gli toccava multare pure i vecchi amici di suo nonno. Gli anziani gli avevano dato un soprannome, un termine zul� che si traduceva pi� o meno come �Fat Boy�. Lo dicevano senza deriderlo apertamente, ma Khamisi sapeva che sotto sotto c�era comunque una vena di disprezzo. Non lo stimavano granch�, perch� aveva accettato un lavoro da uomo bianco e si arricchiva alle spalle degli altri. In pi� era ancora una specie di estraneo da quelle parti. Il padre lo aveva portato in Australia a dodici anni, dopo la morte della madre. Aveva trascorso gran parte della sua vita nei pressi della citt� di Darwin, sulla costa settentrionale dell�Australia, e aveva anche fatto due anni di universit� nel Queensland. Era appena ritornato, a ventotto anni, dopo essersi assicurato un posto di lavoro come guardacaccia, sia grazie alla sua istruzione sia grazie ai suoi legami con le trib� locali.</p><p>Arricchirsi alle spalle degli altri.</p><p>�Non puoi andare pi� forte?� incalz� la sua passeggera.</p><p>La dottoressa Marcia Fairfield era un�anziana biologa di Cambridge, molto rispettata, membro del progetto originale Operation Rhino, spesso definita la Jane Goodall dei rinoceronti. A Khamisi piaceva lavorare con lei. Forse era solo perch� non era pretenziosa, a cominciare dalla giacca da safari, di un kaki sbiadito, fino ai capelli grigio-argento, raccolti in una semplice coda di cavallo.</p><p>O forse era la sua passione, come in quel momento.</p><p>�Se la femmina � morta partorendo, il piccolo potrebbe essere ancora vivo. Ma per quanto ancora?� Batt� un pugno sul bordo del parabrezza. �Non possiamo perdere entrambi.�</p><p>Khamisi comprendeva perfettamente la sua irritazione. Dal 1970 la popolazione di rinoceronti neri era diminuita del novantasei percento in Africa. La riserva di Hluhluwe-Umfolozi cercava di porvi rimedio, come aveva fatto per i rinoceronti bianchi. Era lo sforzo di conservazione principale del parco.</p><p>Ogni rinoceronte nero era importante.</p><p>�L�abbiamo trovata con l�elicottero solo perch� ha un rilevatore impiantato nel corpo�, prosegu� la dottoressa Fairfield. �Ma se ha gi� partorito non ci sar� modo di trovare il piccolo.�</p><p>�Non pensa che rester� vicino alla madre?� chiese Khamisi. Era stato testimone di un episodio simile. Due anni prima, due cuccioli di leone erano stati ritrovati rannicchiati contro la pancia fredda della madre, abbattuta da un bracconiere sportivo.</p><p>�Sai qual � il destino degli orfani. I predatori saranno attratti dalla carcassa. Se il piccolo � ancora nei paraggi, insanguinato com�� dopo il parto��</p><p>Khamisi annu�. Pigi� l�acceleratore, facendo sobbalzare la Jeep, su per il pendio roccioso. Sbandava di coda sulla ghiaia, ma lui and� avanti.</p><p>Superata la collina, il terreno si apriva in profonde gole solcate da ruscelli sottili. La vegetazione s�infoltiva: sicomori, trichilia emetica e xanthocercis. Era una delle poche aree umide del parco, anche una delle pi� remote, ben distante dalle solite piste dei cacciatori e dalle strade turistiche. Esclusivamente chi aveva un permesso poteva attraversare quella zona, sottostando a severe limitazioni: soltanto nelle ore diurne e senza poter pernottare. Il territorio si estendeva sino al confine occidentale del parco.</p><p>Khamisi scrut� l�orizzonte, mentre faceva scendere piano la Jeep dal pendio. A un chilometro e mezzo di distanza, il terreno era attraversato da un tratto di recinzione nera, alta tre metri, che divideva il parco da un�adiacente riserva privata. Spesso tali riserve condividevano i confini con un parco, offrendo ai turisti pi� ricchi un�esperienza pi� esclusiva. Ma quella non era una riserva privata normale.</p><p>Il parco di Hluhluwe-Umfolozi era stato fondato nel 1895 ed era la pi� antica riserva di tutta l�Africa. Quella confinante era la pi� antica riserva privata. Non solo, era ancora pi� antica del parco e apparteneva a una celebre dinastia del Sudafrica, il clan dei Waalenberg, una delle famiglie boere originarie, le cui prime generazioni risalivano al XVII secolo. La loro riserva era grande come un quarto del parco. Si diceva che pullulasse di animali selvatici. Non soltanto �i cinque grandi� � elefante, rinoceronte, leopardo, leone e bufalo cafro �, ma anche predatori e prede di ogni specie: coccodrillo del Nilo, ippopotamo, ghepardo, iena, gnu, sciacallo, giraffa, zebra, antilope d�acqua, cud�, impala, antilope reedbuck, facocero, babbuino. Si diceva che la riserva Waalenberg avesse inconsapevolmente dato protezione a un branco del raro okapi, ben prima che quel parente della giraffa fosse scoperto, nel 1901.</p><p>Ma c�erano sempre voci e storie legate alla riserva Waalenberg. Il parco era accessibile soltanto in elicottero o con un piccolo aeroplano. Le strade che un tempo vi conducevano erano state ormai riconquistate dalla natura. Gli unici visitatori, peraltro occasionali, erano importanti dignitari di ogni parte del mondo. Si diceva che Teddy Roosevelt vi fosse andato a caccia e persino che avesse modellato il sistema dei parchi nazionali degli Stati Uniti sulla riserva Waalenberg.</p><p>Khamisi avrebbe dato un occhio per trascorrervi una giornata. Ma quell�onore era riservato al capo guardacaccia di Hluhluwe. Un giro nella propriet� dei Waalenberg era uno dei vantaggi che si acquisivano rivestendo quell�incarico; e comunque richiedeva la firma di una dichiarazione di segretezza. Khamisi sperava di raggiungere quella vetta, un giorno.</p><p>Per� non si faceva troppe illusioni.</p><p>Non con la sua pelle nera.</p><p>La sua origine zul� e la sua istruzione lo avevano aiutato a ottenere quel lavoro, ma anche dopo l�apartheid c�erano comunque dei limiti. Le tradizioni sono dure a morire, sia per i neri sia per i bianchi. Tuttavia, la sua posizione apriva un varco. Una delle tristi eredit� dell�apartheid era che un�intera generazione di bambini della trib� era cresciuta con istruzione scarsa o nulla, subendo gli anni delle sanzioni, della segregazione e dei disordini. Una generazione perduta. Perci� lui faceva tutto ci� che era in suo potere: aprire qualche porta e tenerla aperta per chi sarebbe venuto dopo di lui.</p><p>Che lo chiamassero pure Fat Boy, se serviva a qualcosa.</p><p>Nel frattempo�</p><p>�Ecco!� grid� la dottoressa Fairfield, facendo trasalire Khamisi e riportando la sua attenzione al tormentoso viaggio in fuoristrada. �Gira a sinistra, attorno a quel baobab, ai piedi della collina.�</p><p>Khamisi vide il gigantesco albero preistorico. Grandi fiori bianchi ricadevano tristi dalle estremit� dei suoi rami. Alla sua sinistra, il terreno scompariva alla vista, digradando in una sorta di anfiteatro naturale. Khamisi vide il luccichio di uno specchio d�acqua, verso il fondo.</p><p>Un abbeveratoio.</p><p>Sorgenti di quel tipo costellavano il parco, alcune naturali, alcune artificiali. Erano i luoghi migliori per intravedere qualche animale selvatico e anche i pi� pericolosi da attraversare a piedi.</p><p>Khamisi ferm� il fuoristrada accanto all�albero. �Da qui in poi dovremo camminare.�</p><p>La dottoressa Fairfield annu�. Entrambi presero i fucili. Sebbene fossero ambientalisti, erano anche ben consapevoli degli onnipresenti pericoli del veldt.</p><p>Scendendo dall�auto, Khamisi si mise in spalla la sua doppietta di grosso calibro, una Nitro Holland Holland Royal 465, che poteva fermare la carica di un elefante. Nella boscaglia fitta, la preferiva a qualsiasi fucile a otturatore.</p><p>S�incamminarono gi� per il pendio costellato di arbusti spinosi. Davanti a loro, le chiome delle piante pi� alte li proteggevano dal sole, ma creavano anche ombre profonde. Mentre avanzava, Khamisi not� il pesante silenzio. Niente canto di uccelli, niente chiacchiericcio di scimmie. Soltanto il ronzio degli insetti. Quel silenzio lo faceva rabbrividire.</p><p>Accanto a lui, la dottoressa Fairfield controllava un rilevatore GPS portatile. Indic� un punto.</p><p>Khamisi si diresse da quella parte, evitando la pozza fangosa. Mentre incedeva cauto tra alcune canne, veniva guidato dal crescente fetore di carne putrescente. Non gli ci volle molto per immergersi in un folto di cespugli molto fitto e scoprirne la fonte.</p><p>Quella femmina di rinoceronte nero doveva pesare sui milletrecento chili, chilo pi� chilo meno. Un esemplare di taglia mostruosa.</p><p>�Buon Dio�, esclam� la dottoressa Fairfield, premendosi un fazzoletto sul naso e sulla bocca. �Quando Roberto mi ha indicato i resti dall�elicottero��</p><p>�� sempre peggio quando si � sul campo�, comment� Khamisi.</p><p>Avanz� fino alla carcassa gonfia. Era riversa sul fianco sinistro. Al loro avvicinarsi, si sollev� una nuvola nera di mosche. L�addome era stato squarciato, gli intestini fuoriuscivano, gonfi di gas. Sembrava impossibile che tutta quella roba avesse mai trovato posto nell�addome. Altri organi erano distesi a terra. Una scia di sangue segnava il percorso di qualche leccornia, trascinata nel folto dei cespugli circostanti.</p><p>Le mosche si posarono nuovamente.</p><p>Khamisi scavalc� un pezzo di fegato rosicchiato. La zampa posteriore sembrava quasi strappata all�altezza dell�anca. Per fare una cosa del genere ci sarebbero volute mascelle poderose: anche un leone adulto avrebbe fatto una gran fatica.</p><p>Khamisi gir� attorno al cadavere, fermandosi nei pressi della testa.</p><p>Una delle orecchie ispide del rinoceronte era stata strappata con un morso e la gola squarciata selvaggiamente. Gli occhi neri senza vita lo fissavano, troppo grandi, congelati dal terrore. Anche le labbra erano segnate di nero, per il terrore o per l�agonia. Ne sporgeva una grossa lingua, in una pozza di sangue. Ma nulla di tutto ci� era davvero importante.</p><p>Sapeva che cosa doveva verificare.</p><p>Sopra le narici chiazzate di schiuma c�era un lungo corno ricurvo, prominente e perfetto.</p><p>�Non � stato un bracconiere�, osserv� Khamisi.</p><p>In quel caso il corno sarebbe stato portato via. Era il motivo principale per cui le popolazioni di rinoceronti erano ancora in rapido declino. La polvere di corno di rinoceronte si vendeva sui mercati asiatici come presunta cura per la disfunzione erettile, un Viagra omeopatico. Bastava un solo corno per guadagnarsi una somma cospicua.</p><p>Khamisi si rialz�.</p><p>La dottoressa Fairfield si accovacci� all�altra estremit� del cadavere. Aveva indossato i guanti di gomma, appoggiando il fucile al corpo dell�animale. �Non sembra che abbia partorito.�</p><p>�Niente cucciolo orfano, quindi.�</p><p>La biologa gir� attorno alla carcassa, fermandosi di nuovo nei pressi dell�addome. Si chin� e, senza provare il bench� minimo ribrezzo, sollev� un lembo della pancia squartata e infil� dentro una mano.</p><p>Lui si volt� dall�altra parte.</p><p>�Perch� la carcassa non � stata ripulita dai mangiatori di carogne?� chiese la dottoressa Fairfield mentre lavorava.</p><p>�� un sacco di carne�, mormor� Khamisi. Gir� attorno alla bestia. Continuava a sentire la pressione del silenzio, che spremeva il calore su di loro.</p><p>La donna prosegu� il suo esame. �Non penso che sia questo il motivo. Il corpo � qui da ieri sera ed � vicino a una pozza d�acqua. Come minimo gli sciacalli avrebbero dovuto ripulire l�addome.�</p><p>Khamisi diede un�altra occhiata alla carcassa. Fiss� la zampa posteriore strappata, la gola squarciata. Ad abbattere quel rinoceronte era stato qualcosa di grosso e veloce.</p><p>Sent� un formicolio risalirgli fino alla nuca.</p><p>Dov�erano i mangiatori di carogne? Prima che potesse riflettere su quel mistero, la dottoressa Fairfield disse: �Il piccolo � sparito�.</p><p>�Cosa?� Si gir� verso di lei. �Credevo che avesse detto che non aveva partorito.�</p><p>La dottoressa Fairfield si alz�, sfilandosi i guanti e recuperando il fucile. Quindi si allontan� cauta dalla carcassa, con lo sguardo fisso a terra. Khamisi not� che stava seguendo la scia di sangue di qualcosa che era stato trascinato via dall�addome, per essere mangiato in privato.</p><p>La segu�.</p><p>Ai margini della boscaglia, la dottoressa us� l�estremit� del fucile per farsi strada fra i rami bassi, che rivelarono ci� che era stato trascinato via.</p><p>Il piccolo di rinoceronte.</p><p>Il corpicino ossuto era stato ridotto a brandelli, come se fosse stato oggetto di una lotta.</p><p>�Penso che fosse ancora vivo quando l�hanno squartato�, disse la dottoressa Fairfield, indicando uno spruzzo di sangue. �Povera creatura��</p><p>Khamisi fece un passo indietro, ricordando la domanda precedente della biologa. Perch� nessun mangiatore di carogne aveva sviscerato i resti? Avvoltoi, sciacalli, iene, persino leoni. La dottoressa Fairfield aveva ragione. Tutta quella carne non sarebbe stata lasciata a mosche e larve.</p><p>Non aveva senso. A meno che�</p><p>Il cuore di Khamisi si mise a battere forte.</p><p>A meno che il predatore non fosse ancora l�.</p><p>Khamisi sollev� il fucile. Nel fitto della boscaglia, not� ancora una volta il pesante silenzio. Era come se anche la foresta fosse intimidita dalla creatura misteriosa che aveva ucciso il rinoceronte.</p><p>Si ritrov� ad assaggiare l�aria, ascoltando, guardandosi attorno con la massima attenzione, completamente immobile. Attorno a lui, sembrava che le ombre diventassero pi� scure.</p><p>Essendo cresciuto in Sudafrica, Khamisi conosceva bene le superstizioni, le storie sussurrate sui mostri che infestavano la giungla: il <emphasis>ndalawo</emphasis>, un mangiauomini ululante della foresta ugandese; il <emphasis>mbilinto</emphasis>, un ippopotamo grande quanto un elefante delle zone umide del Congo; il <emphasis>mngwa</emphasis>, una creatura furtiva e pelosa dei boschi costieri di palme da cocco.</p><p>Ma a volte persino i miti prendevano vita in Africa. Come il <emphasis>nsui-fisi. </emphasis>Era un mostro mangiauomini a strisce, della Rhodesia, a lungo considerato una leggenda dai coloni bianchi� finch�, decenni dopo, non si scopr� che era una nuova forma di ghepardo, classificata tassonomicamente come <emphasis>Acinonyx rex.</emphasis></p><p>Mentre Khamisi studiava la giungla, si ricord� di un altro mostro leggendario, noto in tutta l�Africa. Era conosciuto con molti nomi: <emphasis>dubu</emphasis>,<emphasis> lumbwa</emphasis>,<emphasis> kerit</emphasis>,<emphasis> getet. </emphasis>La sola menzione del suo nome suscitava crisi di panico tra i nativi. Grande quanto un gorilla, era un vero e proprio demonio per rapidit�, astuzia e ferocia. Nell�arco dei secoli, cacciatori neri e bianchi avevano affermato di averlo intravisto. Tutti i bambini imparavano a riconoscerne il caratteristico ululato. Quella regione di Zululand non era un�eccezione.</p><p>�<emphasis>Ukufa�</emphasis>� borbott� Khamisi.</p><p>�Hai detto qualcosa?� chiese la dottoressa Fairfield, ancora chinata accanto al piccolo morto.</p><p>Era il nome zul� del mostro, un nome sussurrato attorno al fuoco degli accampamenti e alle capanne dei kraal.</p><p><emphasis>Ukufa.</emphasis></p><p>Morte.</p><p>Sapeva perch� in quel momento gli era venuta in mente una bestia del genere. Cinque mesi prima, un anziano della trib� aveva affermato di aver visto un <emphasis>ukufa </emphasis>in quei paraggi. <emphasis>Per met� bestia, per met� fantasma, con occhi di fuoco! </emphasis>aveva inveito l�uomo, con una certezza mortale. Soltanto i coetanei di quell�anziano dalla pelle coriacea lo avevano ascoltato. Gli altri, come Khamisi, avevano finto di prendersi gioco di lui.</p><p>Ma laggi�, tra le ombre oscure�</p><p>�� meglio che ce ne andiamo�, disse Khamisi.</p><p>�Ma non sappiamo ancora che cosa l�ha uccisa.�</p><p>�Non un bracconiere.� Khamisi non doveva o non voleva sapere nient�altro. Indic� la Jeep col fucile. Avrebbe avvisato il capo guardacaccia via radio e la questione sarebbe stata chiusa, risolta. L�attacco di un predatore, non un caso di bracconaggio. Avrebbero lasciato la carcassa ai mangiatori di carogne. Il ciclo della vita.</p><p>La dottoressa Fairfield si alz� con riluttanza.</p><p>Alla loro destra, un richiamo prolungato squarci� la giungla ombrosa: <emphasis>uuh-iiii-uuuuu</emphasis>, intercalato da un urlo stridulo e bestiale.</p><p>Khamisi si mise a tremare sul posto. Riconobbe l�urlo, non tanto con la testa, ma col midollo spinale. Recava in s� l�eco dei fal� di mezzanotte, di storie di terrore e sangue, e di qualcosa di ancora pi� primordiale, di un tempo prima della parola, quando la vita era solo istinto.</p><p><emphasis>Ukufa.</emphasis></p><p>Morte.</p><p>Mentre l�urlo scemava, il silenzio ripiomb� pesantemente su di loro.</p><p>Khamisi misur� mentalmente la distanza che li separava dalla Jeep. Dovevano battere in ritirata, ma non in preda al panico. Fuggendo impauriti non avrebbero fatto altro che stuzzicare la sete di sangue del predatore.</p><p>Nella giungla risuon� un altro urlo ringhiante.</p><p>Poi un altro.</p><p>E un altro ancora.</p><p>Tutti da direzioni diverse. Nell�improvviso silenzio che segu�, Khamisi sapeva che avevano soltanto una possibilit�.</p><p>�Via!�</p><empty-line/><p><emphasis>Copenhagen, Danimarca,</emphasis></p><p><emphasis>ore 09.31</emphasis></p><empty-line/><p>Gray era disteso prono sulle tegole del tetto, a testa in gi�, nel punto in cui non era riuscito ad afferrare Fiona. L�immagine della ragazza che ruzzolava oltre il bordo fumante del tetto gli si era impressa nella mente. Il cuore gli martellava nel petto.</p><p>Sentiva le sirene avvicinarsi dall�altro lato e svanire quando raggiungevano l�edificio in fiamme. Dietro di lui, una nuova lingua di fuoco esplose dalla finestra dell�abbaino, accompagnata da una vampata di calore e fumo. Nonostante l�angoscia, doveva muoversi.</p><p>Si costrinse ad appoggiarsi sui gomiti, poi sulle mani, sollevandosi. Accanto a lui, il fuoco si concesse un attimo di respiro, ritirandosi. Nella quiete momentanea sent� voci provenienti dal basso, urgenti, furtive. Ma anche pi� vicino� un gemito sommesso. Appena oltre il bordo del tetto.</p><p>Fiona?</p><p>Gray si distese nuovamente sulla pancia e, con una scivolata controllata, scese verso il bordo del tetto. Il fumo risaliva dalle finestre frantumate appena sotto. Sfrutt� quella cappa scura per nascondersi. Arrivato alla grondaia, guard� gi�.</p><p>Direttamente sotto di lui c�era un balcone in ferro battuto. Anzi no, non era un balcone, era il pianerottolo di una scala. Le scale esterne di cui parlava Fiona.</p><p>Distesa sul pianerottolo c�era la ragazza.</p><p>Con un secondo lamento impastato, Fiona rotol� su un fianco e cominci� a sollevarsi, aggrappandosi alla ringhiera.</p><p>Anche qualcun altro not� i suoi movimenti.</p><p>Gi� nel cortile, Gray individu� due sagome. Una era in piedi in mezzo al lastricato, imbracciava un fucile e stava cercando la giusta linea di tiro. Una nuvola di fumo nero proruppe dalla portafinestra infranta dell�appartamento, nascondendo Fiona alla sua vista. Il cecchino aspett� che la ragazza sollevasse la testa sopra la balaustra.</p><p>�Stai gi�!� sibil� Gray.</p><p>Lei alz� lo sguardo, un rivolo di sangue rosso brillante su un sopracciglio.</p><p>Il secondo sicario si muoveva in cerchio, brandendo una pistola con entrambe le mani. Mirava alle scale, deciso a bloccare qualsiasi tentativo di fuga.</p><p>Gray fece segno a Fiona di rimanere accovacciata, poi rotol� lungo il bordo del tetto finch� non fu sopra il secondo sicario. Le spirali di fumo continuavano a nasconderlo e l�assassino era concentrato soprattutto sulle scale. Giunto in posizione, Gray rimase in attesa. Teneva stretta nella mano destra una pesante tegola, una di quelle che Fiona aveva smosso durante il suo ruzzolone.</p><p>Aveva soltanto una possibilit�.</p><p>Di sotto, l�uomo piazz� un piede sul primo gradino della scala, tenendo sempre la pistola puntata.</p><p>Gray si sporse oltre il bordo, col braccio alzato.</p><p>Emise un fischio acuto.</p><p>Il sicario guard� su, puntando un�altra volta l�arma mentre si appoggiava su un ginocchio. Dannatamente veloce�</p><p>Ma la gravit� era pi� veloce di lui.</p><p>Gray moll� la tegola, che rote� in aria come un�ascia e colp� il sicario in volto. Dal naso dell�uomo sprizz� un fiotto di sangue. Stramazz� al suolo. La testa batt� sul lastricato, rimbalz�, poi rimase immobile.</p><p>Gray rotol� di nuovo, ritornando verso Fiona.</p><p>Il cecchino grid�.</p><p>Gray mantenne lo sguardo fisso su di lui. Sperava che mettendo fuori gioco il suo compagno l�avrebbe indotto a fuggire, ma non era stato cos� fortunato. Il cecchino corse dall�altro lato del cortile, trovando riparo accanto a un bidone dell�immondizia, che gli lasciava comunque libera la linea di tiro. La sua postazione era prossima al retrobottega in fiamme e sfruttava il vantaggio del fumo che scaturiva da una delle finestre vicine.</p><p>Gray raggiunse Fiona. Le fece cenno di stare gi�. Tentare di tirare su la ragazza avrebbe significato la morte di entrambi. Sarebbero stati vulnerabili per troppo tempo.</p><p>Rimaneva una sola opzione.</p><p>Afferrando la grondaia con una mano, Gray fece un balzo e si gir� su se stesso. Atterr� sul pianerottolo con un fragore di acciaio, poi si acquatt�.</p><p>Sopra la sua testa un mattone and� in frantumi.</p><p>Un colpo di fucile.</p><p>Gray estrasse il pugnale dal fodero che portava alla caviglia.</p><p>Fiona lo vide. �Che cosa facciamo?�</p><p>�<emphasis>Tu </emphasis>resti qui�, le ordin� lui. Allung� una mano verso la balaustra. Dalla sua aveva soltanto la sorpresa: niente giubbetto antiproiettile n� armi, a parte il pugnale. �Corri quando te lo dico io. Vai gi� dritta per le scale, poi scavalca il muro di cinta del vicino. Trova il primo poliziotto o vigile del fuoco. Pensi di farcela?�</p><p>Fiona incroci� il suo sguardo. Sembrava che stesse per mettersi a discutere, ma serr� le labbra e annu�.</p><p>Brava ragazza.</p><p>Gray si bilanci� il pugnale nella mano. Ancora una volta, una sola possibilit�. Facendo un respiro profondo, salt� su, fece perno sulla balaustra e la scavalc� con un volteggio. Mentre cadeva verso il lastricato, fece due cose allo stesso tempo.</p><p>�Corri!� grid�, e lanci� il pugnale verso il nascondiglio del cecchino. Non sperava di ucciderlo, soltanto di distrarlo a sufficienza per poterlo avvicinare. Un fucile era ingombrante negli scontri ravvicinati.</p><p>Atterrando, not� due cose.</p><p>Una buona e una cattiva.</p><p>Sent� echeggiare i passi di Fiona sulla scala di metallo.</p><p>Stava fuggendo.</p><p>Bene.</p><p>Allo stesso tempo, Gray guard� il suo pugnale volare nell�aria fumosa, colpire il bidone della spazzatura e rimbalzare a terra. Non ci era andato neanche vicino.</p><p>Male.</p><p>Il cecchino si alz� dalla sua postazione, per nulla turbato, puntando il fucile direttamente al petto di Gray.</p><p>�No!� url� Fiona, mentre arrivava in fondo alle scale.</p><p>Il cecchino non sorrise nemmeno quando premette il grilletto.</p><empty-line/><p><emphasis>Riserva di Hluhluwe-Umfolozi,</emphasis></p><p><emphasis>Zululand, Sudafrica</emphasis></p><empty-line/><p>�Via!� ripet� Khamisi.</p><p>La dottoressa Fairfield non ebbe bisogno di ulteriori incitamenti. Fuggirono verso la Jeep che li aspettava. Raggiunto l�abbeveratoio, Khamisi fece cenno alla dottoressa di passare avanti. Lei si fece largo a spallate tra le alte canne, ma non prima di incrociare il suo sguardo, in silenzio. Aveva il terrore negli occhi, proprio come lui.</p><p>Di qualunque cosa si trattasse, quelle creature urlanti nella foresta davano l�impressione di essere enormi e stuzzicate dalla recente uccisione. Khamisi si volt� a dare un�occhiata alla carcassa macerata del rinoceronte. Mostri o no, non aveva bisogno di altre informazioni su ci� che poteva nascondersi in quel labirinto fatto di fitte foreste, esili ruscelli e gole ombreggiate.</p><p>Girando nuovamente su se stesso, Khamisi segu� la biologa. Guardava spesso indietro, con le orecchie tese a captare qualsiasi suono di inseguimento. Ci fu un tonfo nell�acqua del vicino stagno. Khamisi lo ignor�, era qualcosa di piccolo. Troppo piccolo. Il suo cervello scartava i dettagli estranei, vagliando i suoni tra il ronzio degli insetti e il crepitio delle canne. Era concentrato sui veri segnali di pericolo. Suo padre gli aveva insegnato a cacciare quando aveva soltanto sei anni, inculcandogli i segni da cercare nell�inseguire le prede.</p><p>Questa volta, per�, la preda era lui.</p><p>Un frullio di ali in panico gli fece aprire gli occhi e le orecchie.</p><p>Un movimento appena percettibile. Sulla sinistra, in lontananza.</p><p>Nel cielo.</p><p>Un�averla che si era alzata in volo.</p><p>Qualcosa l�aveva spaventata. Qualcosa che stava arrivando.</p><p>Khamisi raggiunse la dottoressa al limitare delle canne. �Presto.�</p><p>La Fairfield allung� il collo, facendo oscillare il fucile. Era in affanno, pallida. Khamisi segu� il suo sguardo. La Jeep era pi� su, ai piedi della collina, parcheggiata all�ombra del baobab, ai margini della profonda conca. Il pendio sembrava pi� ripido e pi� lungo di quando lo avevano percorso in discesa.</p><p>�Non si fermi�, la incalz� lui.</p><p>Dando un�occhiata indietro, Khamisi vide una femmina di saltarupe, dal manto bruno fulvo, saltare fuori dalla foresta e risalire a grandi balzi il pendio opposto, sollevando una nuvola di polvere. Dopo un attimo era scomparsa.</p><p>Dovevano seguire il suo esempio.</p><p>La dottoressa Fairfield riprese a risalire il pendio. Khamisi la seguiva, camminando lateralmente, con la doppietta puntata verso la foresta alle loro spalle.</p><p>�Non hanno ucciso per mangiare�, disse ansimando la dottoressa, davanti a lui.</p><p>Khamisi studiava l�oscuro garbuglio della foresta. Perch� era certo che la Fairfield avesse ragione?</p><p>�Non � la fame che li ha istigati�, prosegu� la biologa, come se si sforzasse di placare il panico tramite la riflessione. �Non hanno mangiato quasi niente. � come se avessero ucciso per piacere, come un gatto domestico che caccia un topo.�</p><p>Khamisi era entrato in contatto con molti predatori. Quella situazione non rientrava nelle modalit� del mondo naturale. Dopo un pasto, i leoni raramente rappresentavano una minaccia. Solitamente se ne stavano sdraiati indolenti, si poteva persino avvicinarli, a una certa distanza. Un predatore sazio non avrebbe squartato una femmina di rinoceronte, strappandole il piccolo dalla pancia, per puro divertimento.</p><p>La dottoressa Fairfield proseguiva la sua litania, come se il pericolo imminente fosse un rebus da risolvere: �Nel mondo degli animali domestici, il gatto ben nutrito caccia <emphasis>di pi�</emphasis>, avendo il tempo e l�energia per quel tipo di gioco�.</p><p><emphasis>Gioco?</emphasis></p><p>Khamisi rabbrivid�. �L�importante � che lei continui a camminare�, disse, non volendo sentire altro.</p><p>La dottoressa Fairfield annu�, ma le sue parole rimasero impresse nella mente di Khamisi. Che tipo di predatore poteva uccidere per puro divertimento?</p><p>Una risposta ovvia c�era: l�uomo.</p><p>Ma quella non era opera di un essere umano.</p><p>Ancora una volta, un movimento cattur� lo sguardo di Khamisi. Solo per un attimo, una sagoma diafana comparve dietro la cortina della foresta oscura. La vide con la coda dell�occhio, ma spar� come una nuvola di vapore, quando lui si concentr� su quel punto.</p><p>Gli sovvennero le parole del vecchio zul� raggrinzito: <emphasis>Per met� bestia, per met� fantasma�</emphasis></p><p>Nonostante il caldo, si sent� raggelare. Acceler� il passo, quasi spingendo l�anziana biologa su per il pendio. Il terreno di sabbia e scisto era ingannevole: poco compatto, sfuggiva sotto i piedi. Ma erano quasi arrivati in cima. La Jeep era a soli trenta metri di distanza.</p><p>Poi la dottoressa scivol�. Sbatt� un ginocchio e cadde addosso a Khamisi. Lui incespic� all�indietro, perse l�appoggio e cadde pesantemente a terra. L�inclinazione del pendio e lo slancio lo fecero capitombolare. Ruzzol� per met� della scarpata, finch� non riusc� a frenare la caduta coi talloni e col calcio del fucile.</p><p>La dottoressa Fairfield era ancora seduta nel punto in cui era finita a terra, gli occhi spalancati per il terrore, lo sguardo fisso su un punto, pi� in basso.</p><p>Non guardava lui, ma la foresta.</p><p>Khamisi si volt�, poggiandosi sulle ginocchia. Un dolore lancinante gli martoriava la caviglia, distorta o forse rotta. Cerc� e non vide nulla, ma sollev� comunque il fucile. �Vada!� Aveva lasciato le chiavi nel quadro. �Vada!�</p><p>Sent� la dottoressa Fairfield alzarsi, tra lo sgretolio dello scisto.</p><p>Dal limitare della foresta emerse un altro ululato, una risata stridula inumana.</p><p>Khamisi punt� il fucile alla cieca e premette il grilletto. Il tuono del fucile squarci� la valle. Dietro di lui, la dottoressa Fairfield grid�, allarmata. Khamisi sper� che il rumore avesse spaventato anche quelle creature sconosciute che stavano in agguato.</p><p>�Vada alla Jeep! Non mi aspetti!� Si alz�, senza pesare sulla caviglia infortunata. Teneva pronto il fucile. Il silenzio era calato nuovamente sulla foresta.</p><p>Sent� la dottoressa Fairfield in cima al pendio: �Khamisi��</p><p>�Prenda la Jeep!� Si arrischi� a dare un�occhiata alle sue spalle.</p><p>Giunta sul crinale, la dottoressa Fairfield punt� verso il fuoristrada.</p><p>Sopra di lei, un movimento tra i rami del baobab attir� l�attenzione di Khamisi, una lieve oscillazione di qualche grappolo di fiori bianchi. Non c�era vento. �Presto! Non��</p><p>Dietro di lui si scaten� un urlo selvaggio, che soffoc� il resto del suo avvertimento. La dottoressa Fairfield fece mezzo passo verso di lui.</p><p>No�</p><p>Salt� gi� dalle ombre profonde dell�albero gigante. Era una massa chiara informe. Cadde sulla biologa ed entrambi scomparvero alla sua vista. Sent� l�urlo agghiacciante della donna, troncato sul nascere.</p><p>Ritorn� il silenzio.</p><p>Khamisi guard� la foresta ancora una volta.</p><p>La morte sopra e sotto di lui.</p><p>Aveva una sola possibilit�.</p><p>Ignorando il dolore alla caviglia, si mise a correre gi� per il pendio.</p><p>Lasci� che la gravit� prendesse il sopravvento. Pi� che uno scatto era una caduta libera. Corse ai piedi della collina, con le gambe che faticavano a tenerlo in piedi. Arrivato in fondo, punt� la doppietta verso la foresta ed esplose un secondo colpo.</p><p>Non s�illudeva di riuscire ad allontanare i predatori. Cercava soltanto di procurarsi una frazione supplementare di vita. Inoltre, il rinculo del fucile lo aiut� a mantenere l�equilibrio, mentre arrivava in fondo alla discesa. Continu� a correre, con la caviglia in fiamme e il cuore che batteva all�impazzata.</p><p>Vide, o forse intu� soltanto, qualcosa di grosso che si muoveva, proprio al limitare della foresta. Un�ombra leggermente pi� pallida.</p><p><emphasis>Per met� bestia, per met� fantasma�</emphasis></p><p>Pur senza averlo visto, sapeva qual era la verit�.</p><p><emphasis>Ukufa.</emphasis></p><p>Morte.</p><p><emphasis>Non oggi</emphasis>, preg�, <emphasis>non oggi�</emphasis></p><p>Cadde fragorosamente tra le canne e si tuff� a capofitto nell�abbeveratoio.</p><empty-line/><p><emphasis>Copenhagen, Danimarca,</emphasis></p><p><emphasis>ore 09.31</emphasis></p><empty-line/><p>Fiona sottoline� con un urlo il colpo di fucile del cecchino.</p><p>Gray gir� su se stesso, sperando di non essere colpito a morte. Mentre si voltava, tra i resti della finestra fumante del negozio vide emergere fragorosamente una grossa massa informe.</p><p>Il cecchino doveva aver visto quello stesso movimento una frazione di secondo prima di Gray, abbastanza da alterare di un soffio la sua mira.</p><p>Gray sent� il proiettile incandescente passargli sotto il braccio sinistro. Continu� a correre e piroettare, cercando di uscire dalla zona di tiro ravvicinato.</p><p>Dalla finestra, la sagoma gigantesca balz� in cima al bidone della spazzatura e ruzzol� sul cecchino.</p><p>�Bertal!� grid� Fiona.</p><p>Il San Bernardo, col lungo pelo fradicio, serr� le mascelle attorno all�avambraccio del cecchino. L�attacco improvviso e inatteso colse impreparato l�uomo, che cadde dietro il bidone della spazzatura. Il suo fucile si abbatt� fragorosamente sul lastricato.</p><p>Gray si precipit� ad agguantarlo.</p><p>A breve distanza, si ud� un guaito. Prima che Gray potesse reagire, il sicario salt� fuori. Sospeso a mezz�aria, piant� il tacco dello scarpone nella spalla di Gray, abbattendolo sul lastricato e inchiodandolo a terra.</p><p>Gray tent� uno scatto di lato, puntando il fucile che aveva afferrato, ma l�uomo si muoveva come una gazzella. Il suo impermeabile nero svolazz� mentre scavalcava agilmente un muretto di pietra e si metteva al sicuro.</p><p>Gray sent� i suoi passi allontanarsi nel vicolo. �Bastardo��</p><p>Fiona corse da lui. Aveva in mano una pistola. �L�altro uomo� penso che sia morto�, disse, indicando un punto alle sue spalle.</p><p>Gray si mise in spalla il fucile e le tolse di mano la pistola.</p><p>Lei non fece resistenza, assorbita da un�altra preoccupazione. �Bertal��</p><p>Il cane venne fuori barcollando, debole, con un fianco gravemente segnato dal fuoco.</p><p>Gray diede una rapida occhiata alla bottega in fiamme. Come aveva fatto quell�animale a sopravvivere? Gli ritorn� in mente l�ultima volta che aveva visto il cane, incosciente, steso dalle prime bombe incendiarie che avevano distrutto la parete posteriore.</p><p>Fiona abbracci� la bestia fradicia. Il cane doveva essere finito sotto uno Sprinkler. Sollev� il muso del San Bernardo e lo guard�, naso contro naso. �Bravo il mio cagnone.�</p><p>Gray era d�accordo. Era in debito con Bertal. �Tutti i caff� Starbucks che vuoi, amico�, gli promise sottovoce.</p><p>Le zampe di Bertal tremavano. Si accovacci�, poi si accasci� sul lastricato. L�adrenalina che aveva sostenuto la povera bestia fino a quel momento cominciava a venir meno.</p><p>Da sinistra, in lontananza, giungevano frasi concitate, pronunciate a voce alta, in danese. Un getto d�acqua si lev� alto. Alcuni vigili del fuoco si stavano dirigendo verso il retro del negozio.</p><p>Gray non poteva pi� rimanere. �Devo andare.�</p><p>Fiona si alz�. Guard� alternativamente Gray e il cane.</p><p>�Resta con Bertal�, disse lui, facendo un passo indietro. �Portalo da un veterinario.�</p><p>Lo sguardo di Fiona si fece severo. �E tu te ne vai cos셻</p><p>�Mi spiace.� Era una risposta inadeguata, dopo quegli orrori: l�assassinio della nonna, l�incendio della bottega, la fuga all�ultimo respiro. Ma non sapeva cosa dire e non aveva tempo per fornire altre spiegazioni.</p><p>Si volt� e si diresse verso il muro di cinta posteriore.</p><p>�Gi�, vai pure. Vaffanculo!� gli grid� dietro Fiona.</p><p>Gray scavalc� la recinzione.</p><p>�Aspetta!�</p><p>L�uomo si precipit� nel vicolo. Non voleva abbandonare la ragazza, ma non aveva scelta. Era meglio per lei. Nella cerchia dei soccorritori sarebbe stata protetta. Il luogo in cui era diretto Gray non era adatto a una quindicenne. Ma si sentiva ancora avvampare. Nel profondo, non poteva negare una motivazione pi� egoistica: era semplicemente contento di essersi sbarazzato di lei, di quella responsabilit�.</p><p>Non importava pi�, ormai era fatta.</p><p>Avanz� rapidamente lungo il vicolo. Infil� la pistola nella cinta dei pantaloni ed espulse tutte le cartucce dal fucile, poi lo nascose dietro una catasta di legna. Dava troppo nell�occhio per portarselo dietro.</p><p>Mentre camminava, si rimise il maglione. Doveva lasciare l�albergo e cambiare identit�. Ci sarebbero state indagini su quei decessi. Era il momento di far morire il personaggio del dottor Sawyer.</p><p>Ma prima doveva portare a termine un altro incarico.</p><p>Da una tasca posteriore estrasse il cellulare e premette il tasto rapido per collegarsi al comando centrale. Dopo qualche istante era in linea con Logan Gregory, il capo della sua missione operativa.</p><p>�Abbiamo un problema�, esord� Gray.</p><p>�Cosa c�� che non va?�</p><p>�Qualunque cosa stia succedendo, � una faccenda pi� grossa di quanto pensassimo. Abbastanza grossa da commettere qualche omicidio.� Gray fece rapporto sulla mattinata. Segu� un lungo intervallo di silenzio.</p><p>Alla fine Logan parl�, la tensione evidente nella voce. �Allora � meglio che annulliamo questa missione, finch� lei non avr� pi� risorse sul posto.�</p><p>�Se aspetto i rinforzi sar� troppo tardi. L�asta inizia fra poche ore.�</p><p>�La sua copertura � saltata, comandante Pierce.�</p><p>�Non ne sono sicuro. Per quanto ne sanno i partecipanti all�asta, io sono un acquirente americano che fa troppe domande. Non azzarderanno nulla in pubblico. Ci sar� un sacco di gente e le misure di sicurezza sono rigorose. Posso ancora passare al vaglio la sede e forse accertare qualche indizio su chi o cosa c�� davvero dietro tutto questo. Poi scomparir�, rester� in disparte finch� non avr� rinforzi.� Anche Gray voleva mettere le mani su quella Bibbia, se non altro per esaminarla.</p><p>�Non penso che sia un�idea saggia. Il potenziale rischio � superiore al potenziale guadagno. Soprattutto se agir� da solo.�</p><p>Gray s�infervor�. �Quei bastardi tentano di friggermi il culo, e adesso lei vuole che io mi metta seduto?�</p><p>�Comandante��</p><p>Gray stritol� il telefono. Evidentemente Logan aveva passato troppo tempo tra le scartoffie. Per una missione di ricerca era un capo adeguato, ma ormai quello non era pi� un semplice incarico di raccolta dati. Si stava trasformando in una operazione da Sigma Force in piena regola. E, in tal caso, Gray voleva avere alle spalle qualcuno capace di vera leadership. �Credo che dovremmo coinvolgere il direttore Crowe.�</p><p>Segu� un�altra lunga pausa. Forse aveva sbagliato a dirlo. Non voleva scavalcare Logan, ma a volte bisognava semplicemente sapere quando era il momento di farsi da parte.</p><p>�Temo che sia impossibile al momento, comandante Pierce.�</p><p>�Perch�?�</p><p>�Il direttore Crowe attualmente � in Nepal e non abbiamo sue notizie.�</p><p>Gray aggrott� le sopracciglia. �In Nepal? E che ci � andato a fare?�</p><p>�Comandante, ce l�ha mandato lei.�</p><p>�Cosa?�</p><p>All�improvviso Gray ricord�.</p><p>La chiamata era arrivata una settimana prima. Da un vecchio amico.</p><p>La mente di Gray ripiomb� nel passato, ai suoi primi giorni alla Sigma. Come tutti gli altri agenti, Gray aveva alle spalle un periodo nelle Forze Speciali. Era entrato nell�esercito a diciotto anni e nei Ranger a ventuno. Ma, dopo essere finito davanti alla corte marziale per aver colpito un superiore, Gray era stato reclutato dalla Sigma, appena uscito da Leavenworth. Tuttavia era rimasto sospettoso. Aveva colpito quel superiore per buoni motivi. L�incompetenza di quell�uomo aveva causato vittime superflue in Bosnia. Dei bambini erano morti. Ma la rabbia di Gray aveva radici pi� profonde. Un rapporto problematico con l�autorit�, che si poteva ricondurre a suo padre. E, anche se la questione non era ancora risolta completamente, c�era voluto un uomo saggio per mostrare la via a Gray.</p><p>Quell�uomo era Ang Gelu.</p><p>�Sta dicendo che il direttore Crowe � in Nepal per via del mio amico, il monaco buddista?�</p><p>�Crowe sa quanto � importante per lei quell�uomo.�</p><p>Gray smise di camminare e si ferm� nell�ombra. Aveva trascorso quattro mesi a studiare con quel monaco in Nepal, parallelamente all�addestramento per la Sigma. In effetti, era proprio grazie ad Ang Gelu che Gray aveva sviluppato il suo curriculum unico alla Sigma. Gli avevano fatto fare un doppio corso di laurea accelerato in biologia e fisica, ma Ang Gelu aveva potenziato ulteriormente gli studi di Gray, istruendolo su come cercare l�equilibrio tra tutte le cose. L�armonia degli opposti. Lo yin e lo yang del taoismo. L�uno e lo zero.</p><p>Quella consapevolezza lo aveva aiutato ad affrontare i demoni del passato. Crescendo, si era sempre trovato fra estremi opposti. Sebbene sua madre avesse insegnato in una scuola cattolica, infondendo una profonda spiritualit� alla vita di Gray, era anche una biologa affermata, una fervente seguace della ragione. Riponeva nel metodo scientifico una fede pari a quella religiosa.</p><p>E poi c�era il padre. Un gallese che viveva in Texas, un operaio del settore petrolifero, rimasto invalido durante la mezza et� e costretto ad assumere il ruolo di casalingo. Di conseguenza, la sua vita era dominata da un eccessivo atteggiamento compensatorio e dalla rabbia.</p><p>Tale padre, tale figlio.</p><p>Finch� Ang Gelu non aveva mostrato a Gray un�altra strada. Un percorso tra gli opposti. Non era un cammino breve. Si estendeva ugualmente nel passato e nel futuro. Gli dava ancora del filo da torcere.</p><p>Ma Ang Gelu lo aveva aiutato a fare i primi passi e Gray era in debito con lui. Perci�, quando una settimana prima l�aveva chiamato per chiedergli aiuto, Gray non aveva voluto ignorare la sua richiesta. Ang Gelu aveva riferito di strane scomparse e malesseri anomali in una certa regione nei pressi del confine con la Cina.</p><p>Il monaco non sapeva a chi rivolgersi. Il governo del Nepal era troppo concentrato sui ribelli maoisti ma Ang Gelu sapeva che Gray era coinvolto in una nebulosa catena di comando di operazioni sotto copertura. Perci� si era rivolto a lui per chiedere aiuto. Essendo gi� assegnato alla missione in Danimarca, per�, Gray aveva passato la questione a Painter Crowe. Scaricabarile�</p><p>�Mi aspettavo che Painter mandasse un agente di grado inferiore�, balbett� Gray, incredulo. �C�era certamente qualcun altro��</p><p>�La situazione era noiosa da queste parti�, lo interruppe Logan.</p><p>Gray trattenne un grugnito. Sapeva che cosa intendeva Logan. Era proprio la tregua delle minacce globali che l�aveva condotto in Danimarca. �Perci� ci � andato lui?�</p><p>�Conosce il direttore. Vuole sempre sporcarsi le mani.� Logan sospir�, esasperato. �E adesso c�� un problema. Una tempesta ha impedito le comunicazioni per qualche giorno, ma anche dopo che � finita non abbiamo avuto aggiornamenti. Invece abbiamo sentito voci tramite vari canali. Le stesse storie riferite dal suo amico. Malattie, epidemie, morte, anche possibili attacchi di ribelli nella regione. Solo che c�� un�escalation.�</p><p>Fu allora che Gray cap� il motivo della tensione nella voce di Logan. Sembrava che non fosse soltanto la sua missione che stava andando gambe all�aria.</p><p><emphasis>Piove sempre sul bagnato.</emphasis></p><p>�Posso mandarle Monk�, prosegu� Logan. �Lui e il capitano Bryant stanno venendo qui. Monk potr� raggiungerla sul campo entro dieci ore. Fino ad allora rimanga defilato.�</p><p>�Ma l�asta sar� finita��</p><p>�Comandante Pierce, ha ricevuto i suoi ordini.�</p><p>La risposta di Gray fu concitata, ancora una volta la voce tradiva la tensione: �Signore, ho gi� piazzato le microcamere ai punti di afflusso e deflusso attorno alla casa d�aste. Sarebbe uno spreco ignorarle�.</p><p>�D�accordo. Sorvegli le immagini da una postazione sicura e registri tutto quanto. Ma non faccia nient�altro. Siamo intesi, comandante?�</p><p>Gray fremeva, ma Logan aveva per le mani un sacco di guai. Tutto per un favore fatto a lui. Perci� c�era poco che potesse obiettare. �Molto bene, signore.�</p><p>�Faccia rapporto dopo l�asta.�</p><p>�Sissignore.�</p><p>La linea fu interrotta.</p><p>Gray si addentr� nei vicoli di Copenhagen, attento a tutto ci� che gli stava attorno. Ma la preoccupazione lo attanagliava. Per Painter, per Ang Gelu�</p><p>Che diavolo stava succedendo in Nepal?</p></section><section><title><p>4. LUCI SPETTRALI</p></title><p><emphasis>Himalaya,</emphasis></p><p><emphasis>ore 11.18</emphasis></p><empty-line/><p>�Ed � sicura che Ang Gelu sia stato ucciso?� chiese Painter, voltandosi di sfuggita.</p><p>Per risposta ebbe un cenno di assenso.</p><p>Lisa Cummings aveva finito il racconto di come era stata prelevata dalla squadra di alpinisti sull�Everest, per indagare su una malattia al monastero. Aveva riferito brevemente gli orrori che si erano succeduti: la follia, le esplosioni, il cecchino.</p><p>Painter pass� in rassegna la sua storia, mentre entrambi si addentravano nei sotterranei del monastero. L�angusto labirinto di pietra non era adatto a una persona della sua statura. Doveva avanzare chino e comunque non poteva fare a meno di sfiorare con la testa i fasci di rami di ginepro appesi a essiccare. I rametti aromatici venivano utilizzati per fare bastoncini cerimoniali d�incenso, per un tempio che ormai era ridotto a un unico grande bastone d�incenso, che bruciava esalando il suo fumo nel cielo di mezzogiorno.</p><p>Disarmati, i due si erano rifugiati nel seminterrato per sfuggire alle fiamme. Painter si era fermato soltanto il tempo necessario per prendere un pesante poncho e un paio di scarponi imbottiti di pelo da un guardaroba. Con quegli indumenti sembrava quasi un vero indiano Pequot, anche se era solo mezzosangue. Non ricordava affatto dove fossero stati portati i suoi vestiti e i suoi bagagli.</p><p>Tre giorni interi erano scomparsi dalla sua vita e con loro se n�erano andati anche cinque chili.</p><p>Indossando il mantello aveva notato le costole prominenti. Anche le spalle sembravano pi� ossute. Non aveva scampato del tutto la malattia. Ma perlomeno continuava a recuperare le forze.</p><p>Non poteva farne a meno. Soprattutto con un sicario ancora in libert�.</p><p>Mentre si rifugiavano nel seminterrato, Painter aveva sentito qualche colpo di arma da fuoco. Un cecchino stava uccidendo chiunque fuggisse dal monastero in fiamme. La dottoressa Cummings aveva descritto l�aggressore. Un uomo solo. Sicuramente ce n�erano degli altri. Erano ribelli maoisti? Non aveva senso. A che cosa poteva servire quel massacro?</p><p>Con una penna luminosa in mano, Painter faceva strada seguito dalla dottoressa Cummings. Painter sapeva solo che era una dottoressa americana e che faceva parte di una squadra che stava scalando l�Everest. La studiava con occhiate fugaci, cercando di farsi un�idea di lei. Aveva gambe lunghe e un fisico atletico, i capelli biondi raccolti in una coda di cavallo, le guance rosate e screpolate dal vento. In pi�, era terrorizzata. Gli stava vicino, trasalendo a ogni scoppio smorzato che li raggiungeva dalla tempesta di fuoco sovrastante. Tuttavia non si fermava, non piangeva, non si lamentava. Sembrava che riuscisse a differire lo shock grazie alla sola forza di volont�.</p><p>Ma per quanto ancora? Le tremarono le dita mentre scostava dal viso un mazzolino di citronella appeso a essiccare.</p><p>Proseguirono. Pi� si addentravano nel seminterrato, pi� l�aria traboccava delle fragranze di quei ramoscelli: rosmarino, artemisia, rododendro montano, khenpa. Tutti pronti per diventare bastoncini d�incenso.</p><p>Lama Khemsar, il capo del monastero, aveva insegnato a Painter gli usi delle centinaia di erbe: per la purificazione, per favorire le energie divine, per disperdere i pensieri non costruttivi, ma anche per curare l�asma e i semplici raffreddori. In quel momento, per�, Painter cercava di ricordare soltanto come raggiungere l�uscita posteriore del seminterrato, che collegava tutti gli edifici del monastero. Durante le copiose nevicate invernali, i monaci usavano gli scantinati per spostarsi sottoterra da una struttura all�altra, compreso il granaio ai margini dell�insediamento. Era ben distante dalle fiamme e non era in vista.</p><p>Se solo fossero riusciti ad arrivarci� per poi scappare fino al villaggio sottostante.</p><p>Doveva contattare il comando della Sigma.</p><p>Nella sua mente turbinavano le varie possibilit�.</p><p>Poi anche il corridoio si mise a girare.</p><p>Painter appoggi� una mano sulla parete, per restare in equilibrio. Aveva le vertigini.</p><p>�Tutto bene?� chiese la dottoressa, affiancandolo.</p><p>Lui fece un paio di respiri profondi prima di rispondere. Da quando si era svegliato, era tormentato da attacchi di disorientamento. Ma stavano diventando meno frequenti: o forse se ne illudeva soltanto?</p><p>�Che cosa � successo davvero lass�?� chiese la dottoressa. Gli sottrasse la penna luminosa, che in realt� faceva parte del suo kit medico, e gliela punt� negli occhi.</p><p>�Non� non ne sono sicuro� ma dobbiamo andare avanti.� Painter cerc� di allontanarsi dalla parete con una spinta, ma lei gli premette una mano sul petto, continuando a esaminargli gli occhi.</p><p>�Lei mostra un evidente nistagmo.�</p><p>�Cosa?�</p><p>Lisa gli pass� una borraccia di acqua fresca e gli fece cenno di sedersi su una balla di fieno. Lui non fece obiezioni. La balla era dura come il cemento.</p><p>�I suoi occhi mostrano segni di nistagmo orizzontale, uno spasmo orizzontale delle pupille. Ha preso un colpo in testa?�</p><p>�Non penso. � grave?�</p><p>�Difficile a dirsi. Pu� essere il risultato di un danno all�occhio o al cervello. Un ictus, la sclerosi multipla o un trauma cranico. Date le vertigini, direi che ha subito un trauma all�apparato vestibolare. Forse nell�orecchio interno, forse al sistema nervoso centrale. Molto probabilmente non � permanente.� L�ultima frase fu borbottata con un tono alquanto sconcertante.</p><p>�Che cosa intende per �molto probabilmente�, dottoressa Cummings?�</p><p>�Mi chiami Lisa�, replic� lei, come se cercasse di distrarlo.</p><p>�Va bene, Lisa. Allora, potrebbe essere permanente?�</p><p>�Ci vorranno altri esami. Magari potrebbe cominciare raccontandomi come � successo tutto questo.�</p><p>Lui bevve una sorsata d�acqua. Magari avesse potuto raccontarglielo� Cerc� di ricordare, ma gli venne un dolore lancinante dietro gli occhi. Gli ultimi giorni erano una macchia informe. �Ero in uno dei villaggi circostanti. Improvvisamente, durante la notte sono apparse strane luci sulle montagne. Ma io me li sono persi, i fuochi d�artificio. Quando mi sono svegliato erano gi� sparite. La mattina seguente, per�, tutti gli abitanti del villaggio lamentavano mal di testa e nausea, me compreso. Ho chiesto a uno degli anziani. Ha detto che le luci apparivano di quando in quando gi� da diverse generazioni. Luci spettrali, attribuite a spiriti maligni delle montagne.�</p><p>�Spiriti maligni?�</p><p>�Ha indicato il punto in cui erano state viste le luci, in una regione remota delle montagne, un�area di profonde gole e cascate di ghiaccio che si estende sino al confine con la Cina, difficile da attraversare. Il monastero � su una spalla della montagna che sovrasta quella terra di nessuno.�</p><p>�Perci� il monastero era pi� vicino a quelle luci?�</p><p>Painter annu�. �Le pecore sono morte tutte entro ventiquattro ore. Alcune sono rimaste stecchite sul posto, altre hanno sbattuto la testa a non finire contro i massi. Io sono ritornato il giorno dopo, in preda a dolori e conati di vomito. Lama Khemsar mi ha dato del t�. � l�ultima cosa che ricordo.� Bevve un altro sorso dalla borraccia e sospir�. �Era tre giorni fa. Poi mi sono svegliato chiuso a chiave in una stanza. Ho dovuto abbattere la porta per uscire.�</p><p>�� stato fortunato�, disse la donna, prendendo la borraccia.</p><p>�Perch�?�</p><p>Lei incroci� le braccia, come a schermarsi, proteggersi. �Fortunato a essere lontano dal monastero. Sembra che la prossimit� alle luci sia correlata alla gravit� dei sintomi.� Distolse lo sguardo, volgendo gli occhi al soffitto, come se cercasse di vedere attraverso le pareti. �Forse era una forma di radiazioni. Non ha detto che il confine con la Cina non � distante? Forse era un esperimento nucleare di qualche tipo.�</p><p>Painter si era fatto la stessa domanda qualche giorno prima.</p><p>�Perch� scuote la testa?� chiese Lisa.</p><p>Painter non se n�era nemmeno reso conto. Si port� una mano alla fronte.</p><p>Lisa aggrott� le sopracciglia. �Non mi ha ancora detto che cosa ci fa lei qui, signor Crowe.�</p><p>�Chiamami Painter�, disse con un sorriso beffardo. Non ottenne un grande effetto. Si chiedeva quanto altro dire. In quelle circostanze, essere onesto gli sembr� la cosa pi� prudente. O almeno essere onesto entro certi limiti. �Lavoro per il governo, una divisione che si chiama DARPA. Ci occupiamo��</p><p>Lisa lo interruppe con un cenno delle dita, tenendo sempre le braccia conserte. �Conosco la DARPA, la divisione di ricerca e sviluppo dell�esercito americano. Tempo fa mi ha dato una borsa di studio per condurre una ricerca. Di che cosa vi interessate, da queste parti?�</p><p>�Be�, sembra che tu non sia l�unica a essere stata reclutata da Ang Gelu. Ha contattato la nostra organizzazione una settimana fa, per indagare su voci di strane malattie da queste parti. Avevo giusto cominciato a studiare la situazione, determinare quali esperti convocare sul posto � medici, geologi, militari �, quando sono arrivate le tempeste. Non mi aspettavo di restare isolato per cos� tanto tempo.�</p><p>�Sei riuscito a escludere qualche possibilit�?�</p><p>�Dopo i primi colloqui, ero preoccupato che forse i ribelli maoisti della zona fossero entrati in possesso di qualche scoria nucleare e avessero preparato una bomba sporca. Un po� come quello che ipotizzavi tu sui cinesi. Perci� ho fatto qualche rilevamento di radioattivit�, mentre aspettavo che finissero le tempeste. Non ho riscontrato nulla di insolito.�</p><p>Lisa lo fissava, come se stesse studiando uno strano coleottero. �Se riuscissimo a raggiungere un laboratorio, forse potremmo avere qualche risposta.�</p><p>Quindi non lo considerava proprio un coleottero, ma piuttosto una cavia. Perlomeno stava risalendo la scala evolutiva.</p><p>�Prima dobbiamo sopravvivere�, disse Painter, ricordandole qual era la realt� del momento.</p><p>Lei guard� il soffitto del seminterrato. Non sentivano colpi d�arma da fuoco da qualche tempo. �Forse pensano che siano tutti morti. Se restiamo qui sotto��</p><p>Painter scost� la balla di fieno e si alz�. �Dalla tua descrizione, l�attacco � stato metodico, pianificato. Sicuramente conoscono questi tunnel e alla fine verranno a cercare anche qui. Possiamo soltanto sperare che aspettino che l�incendio si plachi.�</p><p>Lisa annu�. �Allora andiamo avanti.�</p><p>�E ci togliamo dai guai. Possiamo farcela�, la rassicur� lui. Poggi� una mano sulla parete per mantenere l�equilibrio. �Possiamo farcela�, ripet�, rivolto a se stesso pi� che a lei.</p><p>Si rimisero in cammino.</p><p>Dopo qualche passo, Painter si sent� pi� sicuro.</p><p>Bene.</p><p>L�uscita non poteva essere molto lontana.</p><p>Come a confermare quell�ipotesi, una brezza gelida sibil� lungo il corridoio, facendo oscillare i mazzetti di erbe con un suono secco. Painter sent� l�aria fredda sul viso. Si blocc� all�istante. L�istinto del cacciatore prese il sopravvento. Per met� era l�addestramento nelle Forze Speciali, per met� ce l�aveva nel sangue. Allung� una mano dietro di s�, prese Lisa per un braccio e le fece cenno di restare in silenzio.</p><p>Spense la penna luminosa.</p><p>Davanti a loro qualcosa di pesante atterr� sul pavimento e un�eco si diffuse nel corridoio. Scarponi. Una porta sbattuta. La brezza cess�.</p><p>Non erano pi� soli.</p><empty-line/><p>Il killer si chin� nell�angusto seminterrato. Sapeva che c�era qualcun altro l� sotto. Quanti? Si mise in spalla il fucile ed estrasse una pistola Heckler Koch MK23. Aveva gi� tolto il primo paio di guanti, rimanendo con quelli che gli lasciavano le dita scoperte. Rimase fermo ad ascoltare.</p><p>Un debolissimo strascichio di piedi.</p><p>Battevano in ritirata.</p><p>Almeno due persone, o forse tre.</p><p>Alz� una mano per chiudere la botola che conduceva al granaio sovrastante. La brezza gelida cess�, con un ultimo sibilo, mentre l�oscurit� si richiudeva sopra di lui. Si cal� sugli occhi un paio di occhiali per visione notturna e accese una lampada ultravioletta che portava legata a una spalla. Il corridoio cominci� a brillare di sfumature verde argenteo.</p><p>L� accanto, su uno scaffale, erano accatastati scatolame e file di vasetti di miele, sigillati con la ceralacca. Li super� muovendosi lentamente, in silenzio. Non c�era fretta. Le uniche altre uscite portavano a una catastrofe di fuoco e fiamme. Aveva gi� sparato ai monaci che avevano ancora abbastanza senno in quelle teste marce per sfuggire alle fiamme.</p><p>Uccisi per misericordia, tutti quanti.</p><p>Come lui sapeva fin troppo bene.</p><p>La Campana era stata suonata troppo forte.</p><p>Era stato un incidente, uno dei tanti accaduti negli ultimi tempi.</p><p>Nel mese precedente aveva percepito l�agitazione tra gli altri inquilini del <emphasis>Granitschlo�. </emphasis>Ancora prima dell�incidente. Qualcosa aveva messo in subbuglio il castello, un�agitazione che aveva percepito anche dai luoghi remoti in cui si trovava la sua appartata dimora. L�aveva ignorata. Non era un problema suo.</p><p>Poi c�era stato l�incidente, ed era diventato un problema suo.</p><p>Rimediare al loro errore.</p><p>Era suo dovere, essendo uno degli ultimi <emphasis>Sonnenk�nige </emphasis>sopravvissuti. A tanto era arrivato il declino dei Cavalieri del Sole, sia in termini numerici sia in termini di status: evitati come la peste, anacronistici, un motivo d�imbarazzo. Ben presto sarebbero scomparsi anche gli ultimi.</p><p>Che importava?</p><p>Ma perlomeno l�incarico di quel giorno era quasi portato a termine. Sarebbe potuto ritornare alla sua tana dopo aver ripulito quello scantinato. La tragedia al monastero sarebbe stata attribuita ai ribelli maoisti. Chi, se non i maoisti senza Dio, avrebbe attaccato un monastero senza nessuna importanza strategica?</p><p>Per garantire il successo dell�inganno, anche le sue munizioni corrispondevano a quelle usate dai ribelli. Persino la pistola.</p><p>Con l�arma alla mano, procedette accanto a una fila di barili di quercia aperti: grano, segale, farina, anche mele disidratate. Avanzava con circospezione, sospettando eventuali imboscate. I monaci potevano anche essere mentalmente disturbati, ma i matti a volte si rivelavano astuti quando erano in trappola.</p><p>Pi� avanti, il corridoio faceva una piega a sinistra. Si acquatt� contro la parete destra, fermandosi ad ascoltare, alla ricerca del minimo fruscio. Sollev� gli occhiali per la visione notturna.</p><p>Buio pesto.</p><p>Si rimise le lenti sugli occhi e il corridoio gli si dipinse davanti a tinte verdi. Se c�era qualcuno in agguato, l�avrebbe visto ben prima di essere notato a sua volta. Non avevano scampo. Gli sarebbero dovuti passare davanti per raggiungere l�unica via d�uscita sicura.</p><p>Gir� l�angolo, con passo furtivo.</p><p>C�era una balla di paglia di traverso nel corridoio, come se fosse stata scostata in tutta fretta. Scrut� il tratto di corridoio davanti a s�. Altri barili. Dalle travi del soffitto pendevano mazzi di ramoscelli appesi a essiccare.</p><p>Nessun movimento. Nessun suono.</p><p>Scavalc� con una gamba la balla che ostruiva il passaggio e poggi� il piede dalla parte opposta.</p><p>Un fragile rametto di ginepro si spezz� sotto il tacco dello scarpone. Guard� gi�. Il pavimento era cosparso di rami.</p><p>Una trappola.</p><p>�Ora!�</p><p>Alz� lo sguardo, mentre il mondo davanti a lui esplodeva di una luce stroboscopica. Amplificate dalla sensibilit� delle lenti, le supernove gli fulminarono il cervello, accecandolo.</p><p>Era il flash di una macchina fotografica.</p><p>Spar� d�istinto.</p><p>Le detonazioni erano assordanti nell�angusto seminterrato.</p><p>Dovevano essere rimasti sdraiati ad ascoltare al buio, in attesa che calpestasse il rametto crepitante, rivelando la sua vicinanza, per tendergli un�imboscata. Fece un passo indietro, incespicando sulla balla di fieno.</p><p>Mentre cadeva, esplose un altro colpo verso l�alto.</p><p>Un errore.</p><p>Approfittandone, qualcuno gli piomb� addosso, colpendolo alle gambe e facendolo cadere oltre la balla di fieno. Sbatt� di schiena sul pavimento di pietra. Qualcosa gli s�infilz� nella carne della coscia. Diede una ginocchiata, guadagnandosi un grugnito dall�aggressore che stava sopra di lui.</p><p>�Vai!� grid� l�aggressore, inchiodandogli a terra il braccio che teneva la pistola. �Scappa!�</p><p>L�uomo parlava inglese. Non era un monaco.</p><p>Una seconda sagoma scavalc� entrambi; ne vide l�ombra, mentre cominciava a recuperare la vista. Sent� i passi diretti verso la botola del granaio.</p><p>�<emphasis>Schei�e</emphasis>�, imprec�.</p><p>Si sollev�, sbarazzandosi dell�uomo sopra di lui come se fosse una bambola di pezza. I <emphasis>Sonnenk�nige </emphasis>non erano come gli altri uomini. Il suo aggressore sbatt� contro la parete, rimbalz� e tent� di raggiungere l�altro fuggitivo. Ma la vista dell�assassino ritorn� rapidamente. Vide la luce allontanarsi verso la botola. Furioso, agguant� la caviglia del suo aggressore e lo trascin� verso di s�.</p><p>L�uomo scalci� con l�altro piede, colpendolo sul gomito.</p><p>Ringhiando, affond� il pollice su un nervo sensibile dietro il tendine di Achille. L�uomo url�. Sapeva quanto poteva essere dolorosa quella presa. Era come spezzarsi la caviglia. Sollev� l�uomo per la gamba.</p><p>Mentre si alzava, la testa cominci� a girargli vorticosamente. All�improvviso si svuot� di tutte le sue forze, come un palloncino scoppiato. Gli bruciava la coscia, dove l�avevano pugnalato. Guard� gi�. Non era un pugnale. Aveva una siringa ancora conficcata nella coscia, con lo stantuffo spinto sino in fondo.</p><p>L�avevano drogato.</p><p>Il suo aggressore si divincol� dalla presa, ruzzolando e incespicando per fuggire.</p><p>Non poteva lasciarselo scappare.</p><p>Sollev� la pistola, che ormai pesava come un�incudine, e spar� verso di lui. Lo sparo rimbalz� sul pavimento. Mentre s�indeboliva rapidamente, esplose un secondo colpo, ma l�uomo era gi� scomparso.</p><p>Lo sent� fuggire.</p><p>Con le membra pesanti, croll� sulle ginocchia. Il cuore gli martellava in petto. Un cuore grande il doppio della media. Ma normale per un <emphasis>Sonnenk�nig.</emphasis></p><p>Fece diversi respiri profondi, mentre il suo metabolismo si adeguava.</p><p>I <emphasis>Sonnenk�nige </emphasis>non erano come gli altri uomini.</p><p>Lentamente si rimise in piedi.</p><p>Aveva un dovere da compiere.</p><p>Era il motivo per cui era nato.</p><p>Per prestare servizio.</p><empty-line/><p>Painter chiuse la botola, sbattendola. �Dammi una mano.� Si spost� da un lato, zoppicante. Il dolore gli formicolava su per la gamba. Indic� una pigna di casse. �Accatastale sulla botola.�</p><p>Poi afferr� la cassa che stava in cima. Troppo pesante da trasportare, si schiant� al suolo, con un fragore di metallo tintinnante. Allora la trascin� verso la botola. Non sapeva che cosa contenessero le casse, sapeva soltanto che erano pesanti, dannatamente pesanti.</p><p>Lisa si diede da fare con la seconda. Lui la raggiunse e ne prese una terza.</p><p>Assieme, trascinarono il carico sino alla botola.</p><p>�Un�altra ancora�, disse Painter.</p><p>Lisa fiss� la catasta di casse sulla botola. �Nessuno riuscir� a passare di qui.�</p><p>�Un�altra ancora�, insistette Painter, tra un respiro affannoso e una smorfia. �Fidati.�</p><p>Trascinarono l�ultima assieme. Ci volle la forza di entrambi per sollevarla sulle altre, gi� accatastate sulla botola.</p><p>�I farmaci lo metteranno fuori uso per ore�, disse Lisa.</p><p>Per tutta risposta, ci fu un colpo d�arma da fuoco. Una salva di fucile perfor� la botola, con tutto il suo carico di casse, e s�infil� in una delle travi del granaio.</p><p>�Penso che consulter� un altro medico�, replic� Painter, trascinandola via.</p><p>�Gli hai iniettato tutto il Midazolam?�</p><p>�Oh, s�!�</p><p>�Ma, allora, come��</p><p>�Non lo so, e al momento non m�interessa.�</p><p>Painter la condusse verso la porta aperta del granaio. Dopo aver controllato che non ci fossero altri sicari in giro, scapparono fuori. Alla loro sinistra, il mondo era una catastrofe di fiamme e fumo. Tizzoni ardenti turbinavano in un cielo greve.</p><p>Nuvole color granito oscuravano la cima sovrastante.</p><p>�Taski aveva ragione�, borbott� Lisa, sollevando il cappuccio del suo parka.</p><p>�Chi?�</p><p>�Una guida sherpa. Ci ha avvisato che un altro fronte temporalesco era in arrivo oggi.�</p><p>Painter seguiva le fiamme che si attorcigliavano verso le nuvole. Grossi fiocchi di neve bianchi cominciarono a calare, mescolandosi a una pioggia nera di fuliggine incandescente. Fuoco e ghiaccio. Era una commemorazione adeguata delle dozzine di monaci che avevano condiviso la fine di quel monastero.</p><p>Ricordando gli uomini gentili che l�avevano scelto come dimora, Painter sent� montare dentro di s� una rabbia oscura. Chi poteva massacrare i monaci con tale crudelt�?</p><p>In quanto a <emphasis>chi </emphasis>fosse stato, non aveva risposta, ma sapeva il <emphasis>perch�.</emphasis></p><p>La malattia.</p><p>Qualcosa era andato storto e quindi qualcuno cercava di nasconderlo.</p><p>Uno scoppio prevenne qualsiasi altra riflessione. Fiamme e fumo proruppero dalla porta del granaio e uno dei coperchi delle casse vol� fuori nel cortile.</p><p>Painter prese Lisa per un braccio.</p><p>�Si � fatto saltare in aria?� chiese la donna, guardando atterrita il granaio.</p><p>�No, ha fatto saltare la botola. Andiamo, il fuoco lo terr� a bada ancora per poco.�</p><p>Painter fece strada sul terreno ghiacciato, evitando le carcasse congelate delle capre e delle pecore, finch� non uscirono dal cancello dell�ovile.</p><p>La nevicata si fece pi� fitta. Era una benedizione, ma solo fino a un certo punto. Painter non portava altro che un mantello di lana pesante e stivali imbottiti di pelo. Non era granch� per proteggersi da una tormenta. Ma la neve fresca avrebbe aiutato a nascondere le loro tracce e ridurre leggermente la visibilit�.</p><p>Fece strada verso un sentiero che costeggiava uno strapiombo e scendeva al villaggio sottostante, dove era stato qualche giorno prima.</p><p>�Guarda!� esclam� Lisa.</p><p>Sotto di loro, una colonna di fumo saliva in cielo, una versione ridotta di quella che avevano alle spalle.</p><p>�Il villaggio�� Painter serr� un pugno.</p><p>Non stavano radendo al suolo soltanto il monastero. Anche le capanne sparse laggi� erano state messe a ferro e fuoco. Gli attentatori non volevano lasciare testimoni.</p><p>Painter abbandon� il sentiero. Era troppo esposto. Sicuramente sarebbe stato sorvegliato e laggi� ci potevano essere altri uomini. Batt� in ritirata verso le rovine in fiamme del monastero.</p><p>�Dove andiamo?� chiese Lisa.</p><p>Painter indic� un punto oltre le fiamme. �Nella terra di nessuno.�</p><p>�Ma non � l� che��</p><p>�Che sono state viste le luci l�ultima volta�, conferm� lui. �Per� � anche un posto in cui possiamo far perdere le nostre tracce e trovare riparo, per rintanarci e aspettare la fine della tormenta. Aspetteremo che arrivi qualcun altro a indagare sull�incendio e sul fumo.�</p><p>Painter guard� la densa colonna di fumo nero. Doveva essere visibile a chilometri di distanza. Ma c�era qualcuno a vederla? Il suo sguardo si spost� pi� in alto, alle nuvole. Cerc� di penetrare quella coltre, verso il cielo che stava oltre. Preg� che qualcuno riconoscesse il pericolo.</p><p>Fino ad allora, aveva soltanto una possibilit�.</p><p>�Andiamo.�</p><empty-line/><p><emphasis>Washington, D.C.,</emphasis></p><p><emphasis>ore 01.25</emphasis></p><empty-line/><p>Monk attravers� la buia piazza del Campidoglio, con Kat al fianco. Marciavano a passo sostenuto, ma oltre all�andatura condividevano anche una certa irritazione.</p><p>�Preferirei che aspettassimo�, disse Kat. �� troppo presto. Potrebbe succedere qualsiasi cosa.�</p><p>Monk sentiva il vago profumo di gelsomino che emanava da lei. Avevano fatto una rapida doccia assieme, dopo la telefonata di Logan Gregory, accarezzandosi a vicenda nel vapore, abbracciati mentre si sciacquavano, in un ultimo momento di intimit�. Ma poi, mentre si asciugavano e si vestivano ognuno per conto proprio, con le zip da chiudere e i bottoni da allacciare, cominciarono a intromettersi le questioni pratiche. La realt� prese il sopravvento, raffreddando la loro passione quanto il gelo notturno.</p><p>Monk le lanci� un breve sguardo. Kat indossava pantaloni blu, una camicetta bianca e una giacca a vento con lo stemma della marina statunitense. Professionale come sempre, tirata a lucido come le sue scarpe da ginnastica di cuoio nero. Monk indossava Reebok nere, jeans scuri, un maglione a collo alto color avena e, per finire, un berretto da baseball dei Chicago Cubs.</p><p>�Finch� non sono sicura�, prosegu� Kat, �preferirei che non parlassimo con nessuno della gravidanza.�</p><p>�Che vuoi dire con �finch� non sono sicura�? Finch� non sai per certo se vuoi il bambino? Finch� non sei sicura di noi due?�</p><p>Avevano discusso per tutta la strada, dall�appartamento di Kat, che confinava con Logan Circle, un ex bed breakfast vittoriano convertito in un complesso residenziale, raggiungibile a piedi dal Campidoglio. Quella notte, il breve tragitto sembr� interminabile.</p><p>�Monk��</p><p>Lui si ferm�. Protese una mano verso di lei, poi l�abbass� di nuovo. Ma anche lei si ferm�.</p><p>La guard� dritto negli occhi. �Dimmi, Kat.�</p><p>�Voglio essere sicura che la gravidanza� non so� <emphasis>che duri. </emphasis>Aspettare fino a gravidanza inoltrata prima di dirlo in giro.� Gli occhi le brillavano nel chiaro di luna. Era prossima alle lacrime.</p><p>�Piccola, � per questo che dobbiamo dirlo a tutti quanti.� Le si avvicin� e le pos� una mano sul ventre. �Per proteggere quello che sta crescendo qui dentro.�</p><p>Lei si volt� dall�altra parte. La mano di lui fin� sulla curva della schiena. �E poi forse avevi ragione. La mia carriera� Forse non � il momento giusto.�</p><p>Monk sospir�. �Se i bambini nascessero soltanto al momento giusto, il mondo sarebbe un luogo molto pi� vuoto.�</p><p>�Sei ingiusto. Non stiamo parlando della tua, di carriera.�</p><p>�Col cavolo! Credi davvero che un bambino non cambierebbe la mia vita e le mie scelte da questo momento in poi? Cambia tutto.�</p><p>�Esatto. � questo che mi spaventa di pi�.� Si lasci� andare contro il palmo della sua mano. Lui la cinse tra le braccia.</p><p>�Affronteremo tutto quanto assieme�, sussurr� lui. �Te lo prometto.�</p><p>�Comunque preferirei non dire niente, almeno per un altro paio di giorni. Non sono nemmeno stata da un medico. Magari il test di gravidanza � sbagliato.�</p><p>�Quanti test hai fatto?�</p><p>Kat si adagi� su di lui.</p><p>�Allora?�</p><p>�Cinque�, bisbigli� lei.</p><p>�Cinque?� Monk non riusc� a nascondere un tono divertito.</p><p>Kat gli moll� un pugno tra le costole. �Non mi prendere in giro.�</p><p>Monk sent� il sorriso nella voce di lei e la strinse ancora pi� forte. �Va bene. Sar� il nostro segreto, per adesso.�</p><p>Lei si gir� tra le sue braccia e lo baci�, non appassionatamente, solo per dire grazie. Si separarono, ma tennero le dita intrecciate mentre proseguivano lungo il viale.</p><p>Pi� avanti, illuminata a giorno, c�era la loro destinazione: lo Smithsonian Castle. I suoi bastioni di arenaria rossa, le torri e le guglie brillavano nel buio; un anacronistico punto di riferimento nella citt� ordinata che lo circondava. Mentre l�edificio principale ospitava il centro informatico della Smithsonian Institution, il vecchio bunker abbandonato sottostante era stato convertito nel comando centrale della Sigma. Cos� la schiera di scienziati militari sotto copertura che costituiva la DARPA era nascosta nel cuore dei musei e dei laboratori di ricerca dello Smithsonian.</p><p>Le dita di Kat si districarono da quelle di Monk mentre i due si avvicinavano al castello. Lui la osservava, ancora tormentato da una preoccupazione. Nonostante l�accordo raggiunto, sentiva che dentro di lei rimaneva un nocciolo di insicurezza. Era qualcosa che andava al di l� del bambino?</p><p><emphasis>Finch� non sono sicura.</emphasis></p><p>Sicura di cosa?</p><p>Quel dubbio torment� Monk per tutto il percorso, fino agli uffici sotterranei del comando Sigma. Ma, una volta arrivati, il resoconto di Logan Gregory, il direttore ad interim della Sigma, aggiunse tutta una nuova schiera di preoccupazioni.</p><p>�L�area � ancora investita da una perturbazione, con temporali che riguardano l�intero golfo del Bengala�, spieg� Logan, seduto dietro una scrivania ordinata. Una serie di schermi a cristalli liquidi occupava un�intera parete. Due si riempirono di dati. Uno mostrava una presa diretta da un satellite meteorologico puntato sull�Asia.</p><p>Monk pass� a Kat una foto satellitare.</p><p>�Speriamo di avere qualche altra notizia prima dell�alba�, prosegu� Logan. �Ang Gelu � partito in mattinata dal Nepal per portare del personale medico al monastero. Tentavano di volare tra una tempesta e l�altra. � ancora presto. Laggi� � soltanto mezzogiorno, adesso. Perci� speriamo di avere ulteriori notizie tra breve.�</p><p>Monk e Kat si scambiarono uno sguardo fugace. Erano stati informati dell�indagine del direttore. Da tre giorni si erano persi i contatti con Painter Crowe. A giudicare dalla sua faccia tirata, Logan Gregory era rimasto sveglio tutto il tempo. Indossava il solito abito blu, ma era leggermente stropicciato sui gomiti e sulle ginocchia, il che, per il secondo in comando alla Sigma, era come dire trasandato. I capelli color paglia e l�abbronzatura gli conferivano sempre un�aria giovanile, ma quella notte era evidente che aveva oltrepassato i quaranta: occhi gonfi, un leggero pallore e un paio di rughe tra gli occhi profonde quanto il Grand Canyon.</p><p>�E Gray?� chiese Kat.</p><p>Logan alline� i documenti nella cartellina con un colpo secco sulla scrivania, come a chiudere la questione precedente. Sempre efficiente, fece scivolare al centro del tavolo un�altra cartellina e l�apr�. �Un�ora fa hanno attentato alla vita del comandante Pierce.�</p><p>�Cosa?� Monk si sporse in avanti, un po� troppo repentinamente. �Allora che c�entrano tutti questi bollettini meteorologici?�</p><p>�Calma. � al sicuro e aspetta rinforzi.� Logan ricapitol� sommariamente gli eventi di Copenhagen. �Monk, ho disposto tutto affinch� lei raggiunga il comandante. C�� un jet che l�aspetta a Dulles, pronto a decollare tra novantadue minuti.�</p><p>Monk doveva riconoscere l�efficienza di quell�uomo. Non guard� neanche l�orologio.</p><p>�Capitano Bryant�, prosegu� Logan. �Nel frattempo, vorrei tenerla qui, mentre monitoriamo la situazione in Nepal. Devo chiamare la nostra ambasciata a Katmandu. Mi far� comodo la sua esperienza coi servizi di intelligence nazionali e internazionali.�</p><p>�Certamente, signore.�</p><p>Monk era improvvisamente felice che Kat avesse risalito le gerarchie dell�intelligence. Avrebbe fatto da braccio destro a Logan durante quella crisi. Lui preferiva che rimanesse l�, al sicuro, sotto lo Smithsonian Castle, piuttosto che in azione. Una preoccupazione in meno.</p><p>Si accorse che Kat lo fissava. Aveva uno sguardo adirato, come se gli avesse letto nel pensiero. Lui mantenne un�espressione impassibile.</p><p>Logan si alz�. �Adesso vi lascio ai vostri compiti.� Tenne aperta la porta dell�ufficio, congedandoli.</p><p>Non appena la porta si chiuse alle loro spalle, Kat lo prese per un braccio, stringendo forte sopra il gomito. �Parti per la Danimarca?�</p><p>�S�, e allora?�</p><p>�E�� Lo trascin� nel bagno delle donne, vuoto a quell�ora tarda. �E il bambino?�</p><p>�Non capisco. Che cosa��</p><p>�E se ti succedesse qualcosa?�</p><p>Monk sbatt� le palpebre. �Non succeder� nulla.�</p><p>Kat gli sollev� l�altro braccio, mostrando la protesi della mano. �Non sei indistruttibile.�</p><p>Lui abbass� il braccio, quasi nascondendo la mano dietro la schiena. Arross� in viso. �Vado a fare il babysitter. Appogger� Gray mentre finisce il suo lavoro laggi�. Voglio dire, persino Sara lo sta per raggiungere. Molto probabilmente finir� per fargli da chaperon. Poi torneremo qui col primo volo.�</p><p>�Se � cos� poco importante, lascia che ci vada qualcun altro. Posso dire a Logan che ho bisogno del tuo aiuto qui.�</p><p>�Non credo che ci crederebbe.�</p><p>�Monk��</p><p>�Parto, Kat. Sei tu quella che non vuole far sapere della gravidanza. Io vorrei gridarlo al mondo intero. In un modo o nell�altro, abbiamo dei doveri. Tu i tuoi e io i miei. E, fidati, sar� prudente.� Le pos� una mano sul ventre. �Mi parer� il culo per tutti e tre.�</p><p>�Be�, � un culo piuttosto carino.�</p><p>Quando Monk le sorrise, Kat fece altrettanto, ma lui vide anche lo sfinimento e la preoccupazione nei suoi occhi. Aveva soltanto una risposta.</p><p>Si avvicin�, posando le labbra su quelle di lei e sussurr�: �Lo prometto�.</p><p>�Prometti cosa?� chiese lei, retrocedendo leggermente.</p><p>�Tutto�, rispose lui, baciandola appassionatamente. Diceva sul serio.</p><p>�A Gray puoi dirlo�, disse lei quando sciolsero l�abbraccio. �Purch� ti giuri di mantenere il segreto.�</p><p>�Davvero?� I suoi occhi s�illuminarono, poi si socchiusero, sospettosi. �Perch�?�</p><p>Kat gli gir� attorno, andando verso lo specchio, ma non prima di avergli dato un buffetto sul sedere. �Voglio che ti guardi il culo anche lui.�</p><p>�D�accordo, ma non penso che sia passato all�altra sponda.�</p><p>Lei scosse la testa e si guard� allo specchio. �Che cosa devo fare con te?�</p><p>Monk la raggiunse da dietro e le cinse la vita. �Be�, secondo gli ordini di Gregory, ho ancora novantadue minuti.�</p><empty-line/><p><emphasis>Himalaya,</emphasis></p><p><emphasis>ore 12.15</emphasis></p><empty-line/><p>Lisa faceva fatica a stare dietro a Painter che, con l�abilit� di uno stambecco, faceva strada gi� per un ripido pendio, pieno di massi e passaggi scivolosi di scisto ghiacciato. La neve cadeva copiosa, come una nuvola fluttuante che riduceva la visibilit� a pochi metri, creando uno strano crepuscolo grigio. Ma perlomeno si erano lasciati alle spalle la parte pi� esposta ai venti gelidi. Stavano scendendo da un passo profondo tra le montagne, camminando controvento.</p><p>In ogni caso, non potevano sfuggire al freddo glaciale, mentre la temperatura precipitava. Nonostante il parka da tormenta e i guanti, Lisa aveva i brividi. Anche se erano in cammino da meno di un�ora, il calore del monastero in fiamme era un ricordo lontano. Quei pochi centimetri di pelle del viso che rimanevano esposti erano arsi e raschiati dal vento.</p><p>Painter doveva passarsela ancora peggio. Aveva indossato un paio di pantaloni pesanti e un paio di manopole di lana, sottraendoli a uno dei monaci morti. Ma non aveva un cappuccio per ripararsi la testa, soltanto una sciarpa legata sulla parte inferiore del viso. I suoi respiri erano nuvolette bianche nell�aria gelida.</p><p>Dovevano trovare un riparo.</p><p>Presto.</p><p>Painter porse una mano a Lisa, che, in un tratto particolarmente ripido, era finita col sedere per terra, scivolando fino a lui. Avevano raggiunto il fondo del passo. C�era una curva, incorniciata da pareti ripidissime.</p><p>Laggi� la neve fresca era gi� alta trenta centimetri.</p><p>Sarebbe stato difficile procedere senza racchette da neve.</p><p>Intuendo la sua preoccupazione, Painter indic� un punto su un lato dello stretto crepaccio. C�era una sporgenza rocciosa che offriva riparo dalle intemperie. Puntarono in quella direzione, avanzando a fatica tra i cumuli di neve.</p><p>Una volta raggiunto l�aggetto di pietra, fu pi� facile proseguire.</p><p>Lisa diede un�occhiata alle proprie spalle. Le loro orme si stavano gi� riempiendo di neve fresca. Entro qualche minuto sarebbero scomparse. Se da una parte ci� contribuiva sicuramente a nascondere le loro tracce a qualsiasi inseguitore, dall�altra la innervosiva. Era come se la loro stessa esistenza venisse cancellata.</p><p>�Hai idea di dove stiamo andando?� Si accorse di bisbigliare, non tanto per paura di rivelare la loro posizione, quanto perch� era intimidita dalla cappa di silenzio della tormenta.</p><p>�Vagamente�, rispose Painter. �Queste aree di confine sono un territorio inesplorato, in gran parte mai calpestato da un essere umano. Quando sono arrivato, ho studiato alcune immagini satellitari, ma non sono di grande utilit�. Il territorio � troppo contorto, rende i rilevamenti difficili.� Proseguirono in silenzio per qualche passo, poi Painter si volt� a guardarla. �Lo sapevi che nel 1999 hanno scoperto Shangri-La, quass�?�</p><p>Lisa non riusciva a capire se stesse sorridendo dietro la sciarpa, cercando di sdrammatizzare. �La Shangri-La di <emphasis>Orizzonti perduti</emphasis>?� Ricordava il film e il libro. Un utopistico paradiso perduto, sospeso nel tempo e nel ghiaccio dell�Himalaya.</p><p>Voltandosi nuovamente, lui continu� ad avanzare e a spiegare. �Due esploratori del <emphasis>National Geographic </emphasis>hanno scoperto una gola dalla profondit� mostruosa nella catena dell�Himalaya, a poche centinaia di chilometri da qui, nascosta sotto uno sperone roccioso: un luogo non indicato nelle mappe satellitari. In fondo c�era un paradiso subtropicale. Cascate, abeti e pini, prati pieni di rododendri, ruscelli che scorrevano tra abeti rossi e tsuga. Un giardino selvatico, che pullulava di vita, circondato da neve e ghiaccio in ogni direzione.�</p><p>�Shangri-La?�</p><p>Painter scroll� le spalle. �Dimostra soltanto che la scienza e i satelliti non sempre riescono a rivelare ci� che il mondo vuole nascondere.� Ormai batteva i denti. Anche parlare significava sprecare fiato e calore. Dovevano trovare la loro Shangri-La.</p><p>Proseguirono in silenzio. La neve divenne pi� fitta.</p><p>Dopo altri dieci minuti, il passo proseguiva con uno stretto tornante. Girato l�angolo, l�aggetto che li aveva riparati spariva. Si fermarono a guardare, disperati. Da quel punto il percorso era pi� ripido e pi� ampio. Davanti a loro, il mondo era una cortina di neve. Le occasionali folate di vento rivelavano scorci fluttuanti di una profonda vallata.</p><p>Non era una Shangri-La.</p><p>Avevano di fronte una serie di costoni frastagliati, ghiacciati e spazzati dalla neve, troppo ripidi da attraversare senza corde. Un ruscello ruzzolava gi� per quei precipizi, con una serie di imponenti cascate, ma il suo corso era puro ghiaccio, congelato nel tempo. Pi� in l�, velata dalla neve e da una nebbia di ghiaccio, c�era una profonda gola, che da dove si trovavano sembrava senza fondo. La fine del mondo.</p><p>�Troveremo un percorso per scendere�, balbett� Painter.</p><p>Punt� ancora una volta nelle fauci della tormenta. La neve super� rapidamente le caviglie, quindi i polpacci. Painter faceva da apripista.</p><p>�Aspetta�, disse Lisa. Sapeva che l�uomo non sarebbe potuto andare avanti ancora per molto. L�aveva condotta sin l�, ma non erano equipaggiati per andare oltre. �Da questa parte.�</p><p>Lo guid� verso la parete rocciosa sottovento, pi� riparata.</p><p>�Dove�� tent� di chiedere lui, ma fu interrotto dal battere dei suoi denti.</p><p>Lei indic� un punto in cui il ruscello ghiacciato superava il costone di fronte a loro. Taski Sherpa aveva insegnato a lei e ai suoi compagni qualche tecnica di sopravvivenza. Una delle sue lezioni pi� importanti riguardava come trovare riparo.</p><p>Lisa sapeva a memoria i cinque posti migliori in cui cercare.</p><p>Si diresse verso il punto in cui la cascata di ghiaccio raggiungeva il loro livello. Come le era stato insegnato, cerc� il punto d�incontro fra la roccia nera e il ghiaccio bianco-blu. Secondo la guida, il disgelo estivo trasformava le cascate dell�Himalaya in torrenti tumultuosi, capaci di scavare la roccia in profondit�. Alla fine dell�estate la loro portata diminuiva e l�acqua si ghiacciava, spesso lasciando uno spazio vuoto alle sue spalle.</p><p>Con sollievo, Lisa constat� che quella cascata non faceva eccezione. Mand� una preghiera di ringraziamento a Taski e a tutti i suoi antenati.</p><p>Col gomito infranse uno strato di brina e apr� un varco scuro tra il ghiaccio e la parete rocciosa. L� dietro c�era una piccola grotta.</p><p>Painter la raggiunse. �Lasciami controllare se � un posto sicuro.�</p><p>Attravers� la fessura di traverso e scomparve. Un istante dopo sbocci� una piccola luce tra il ghiaccio della cascata.</p><p>Lisa sbirci� attraverso la fessura.</p><p>Painter era a qualche passo di distanza, con la penna luminosa in mano. La punt� in ogni direzione, illuminando la piccola nicchia. �Sembra sicura. Penso che possiamo aspettare che la tormenta si plachi.�</p><p>Lisa s�infil� all�interno. Al riparo dal vento e dalla neve faceva gi� pi� caldo.</p><p>Painter spense la penna luminosa. Non avevano davvero bisogno di una fonte di luce. Sembrava che la parete di ghiaccio raccogliesse quel poco di luce diurna che la tormenta lasciava filtrare e l�amplificasse. La cascata ghiacciata scintillava e splendeva.</p><p>Quando si volt� verso di lei, gli occhi di Painter erano di un blu eccezionale, come il ghiaccio splendente. Lisa gli esamin� il volto, cercando eventuali segni di congelamento. Il vento gli aveva causato abrasioni di un rosso vivido. I lineamenti del viso rivelavano chiaramente le sue origini di nativo americano. Un abbinamento affascinante con quegli occhi blu.</p><p>�Grazie�, disse Painter. �Mi sa che hai appena salvato la vita a entrambi.�</p><p>Lei scroll� le spalle, distogliendo lo sguardo. �Ti dovevo questo favore.�</p><p>Per�, anche se minimizzava, una parte di lei si sent� riscaldare per il suo apprezzamento, pi� di quanto si sarebbe aspettata.</p><p>�Come sapevi come fare a trovare�� Le ultime parole di Painter furono soffocate da un potente starnuto. �Oh.�</p><p>Lisa si tolse lo zaino dalle spalle. �Basta con le domande. Dobbiamo riscaldarci.�</p><p>Estrasse dal suo kit medico una coperta isolante ingannevolmente sottile: il tessuto Astrolar tratteneva il novanta percento del calore prodotto dal corpo. Ma Lisa non contava soltanto su quello. Tir� fuori un radiatore catalitico, un�attrezzatura vitale nell�alpinismo.</p><p>�Siediti�, ordin� a Painter, stendendo la coperta sulla roccia gelata.</p><p>Esausto, lui non protest�.</p><p>Lei lo raggiunse e copr� entrambi con la coperta, formando una sorta di bozzolo. Rannicchiatasi per bene, premette l�accensione elettronica del suo radiatore Coleman Sport Cat. L�apparecchio non produceva fiamme, ma funzionava grazie a una piccola bombola di butano che durava quattordici ore. Usato con parsimonia e a intermittenza, assieme alla coperta termica, avrebbe permesso loro di sopravvivere per due o tre giorni.</p><p>Painter tremava accanto a lei, mentre il radiatore si riscaldava.</p><p>�Levati i guanti e gli stivali�, gli consigli� Lisa, facendo altrettanto. �Scaldati le mani sul radiatore e massaggiati le dita, il naso, le orecchie.�</p><p>�Contro il con� congelamento.�</p><p>Lei annu�. �Metti tutti i vestiti che puoi tra te e la roccia, per limitare la perdita di calore per conduzione.�</p><p>Si spogliarono, imbottendo il loro nido di piumino d�oca e lana. Ben presto quello spazio divenne quasi confortevole.</p><p>�Ho qualche barretta energetica�, disse Lisa. �E possiamo procurarci acqua sciogliendo la neve.�</p><p>�Una vera esperta della sopravvivenza�, constat� Painter, la voce un po� pi� salda e l�ottimismo che ritornava col calore.</p><p>�Ma niente di tutto questo fermer� un proiettile�, replic� lei. Lo guard�, quasi naso contro naso sotto la coperta.</p><p>Painter sospir� e annu�. Erano al riparo dal freddo, ma non fuori pericolo. La tormenta, che prima era una minaccia, rappresentava una protezione. Ma che sarebbe successo dopo? Non avevano mezzi di comunicazione e tantomeno armi.</p><p>�Rimarremo nascosti�, disse Painter. �Chi ha incendiato il monastero non sar� in grado di trovarci. I soccorritori verranno a cercarci quando la tormenta si placher�, possibilmente con gli elicotteri. Potremo mandare un segnale con quel razzo che ho visto nel tuo kit di pronto soccorso.�</p><p>�E sperare che i soccorritori ci raggiungano prima degli altri.�</p><p>Painter allung� una mano e le strizz� un ginocchio. Lei apprezz� che non le dicesse parole di falso incoraggiamento, che non cercasse di addolcire la pillola. Cerc� la mano di lui e la strinse forte. Era un incoraggiamento sufficiente.</p><p>Restarono in silenzio, ciascuno perso nei propri pensieri.</p><p>�Chi pensi che siano?� chiese infine Lisa, sottovoce.</p><p>�Non lo so. Ma ho sentito l�uomo imprecare quando l�ho colpito. In tedesco. � stato come colpire un carro armato.�</p><p>�Tedeschi? Sei sicuro?�</p><p>�Non sono sicuro di nulla. Probabilmente era un mercenario. Di certo aveva ricevuto un addestramento militare.�</p><p>�Aspetta.� Lisa si volt� verso lo zaino. �La macchina fotografica.�</p><p>Painter drizz� la schiena, sollevando un lembo della coperta. Subito la rimbocc�, chiudendo lo spiraglio. �Pensi di avere una sua foto?�</p><p>�Per far funzionare a ripetizione il flash, ho impostato la macchina sullo scatto continuo. Questa reflex digitale fa cinque scatti al secondo in quella modalit�. Non ho idea di che cosa abbia ripreso.� Azion� la macchina col pollice.</p><p>Spalla a spalla, guardarono assieme il piccolo schermo a cristalli liquidi sul retro della macchina. Lisa visualizz� le ultime foto. Erano quasi tutte sfocate, ma, mentre faceva scorrere rapidamente la serie, sembrava di rivedere la fuga al rallentatore: la reazione sorpresa del sicario, il braccio alzato nel tentativo di schermarsi gli occhi, il colpo esploso mentre si rintanava dietro il barile, la carica di Painter.</p><p>Alcuni scatti mostravano frammenti del volto dell�uomo. Mettendo assieme i pezzi del puzzle, composero un approssimativo identikit: capelli biondo platino, sopracciglia marcate, mascella prominente. L�ultima foto doveva essere stata scattata mentre Lisa scavalcava Painter e l�assassino. Gli occhiali per la visione notturna gli erano finiti su un orecchio, perci� era un ottimo primo piano degli occhi. Erano accesi di rabbia, di una ferocia accentuata dalle pupille rosse, causate dal flash.</p><p>Lisa ricord� Relu Na, il lontano parente di Ang Gelu che li aveva attaccati con una falce. Anche gli occhi del monaco folle erano incandescenti a quel modo.</p><p>La sua pelle nuda fu percorsa da un brivido che non aveva nulla a che fare col freddo.</p><p>Not� un�altra cosa riguardo agli occhi.</p><p>Erano spaiati.</p><p>Uno era di un blu artico brillante, l�altro di un bianco smunto. Forse era soltanto sbiadito per via del flash�</p><p>Lisa premette il tasto con la freccia all�indietro e ripercorse a ritroso l�intero ciclo di foto. Super� l�inizio della serie del seminterrato e visualizz� la foto precedente. Era l�immagine di una parete con scarabocchi di sangue. Se n�era dimenticata.</p><p>�Cos��?� chiese Painter.</p><p>Gli aveva gi� raccontato la triste storia del capo del monastero, Lama Khemsar. �� quello che il vecchio monaco aveva scritto sulla parete. Sembra la stessa serie di segni ripetuta all�infinito.�</p><p>Painter si avvicin�. �Puoi zoomare?�</p><p>Lisa ingrand� l�immagine, che si riemp� di pixel e perse un po� in nitidezza.</p><empty-line/><image l:href="#3"/><empty-line/><p>Painter aggrott� le sopracciglia. �Non � tibetano o nepalese. Guarda come sono spigolosi i caratteri. Sembrano pi� rune nordiche, o qualcosa del genere.�</p><p>�Credi davvero?�</p><p>�Forse.� Painter si scost�, con un gemito di stanchezza. �In un modo o nell�altro, viene da chiedersi se Lama Khemsar sapesse pi� di quanto non desse a vedere.�</p><p>Lisa ricord� una cosa che non gli aveva raccontato. �Dopo che il vecchio monaco si � tagliato la gola, gli abbiamo trovato un simbolo inciso sul petto. Non gli ho dato importanza, attribuendolo alla follia o a una coincidenza. Ma adesso non ne sono pi� cos� sicura.�</p><p>�Com�era? Riesci a disegnarlo?�</p><p>�Non ce n�� bisogno. Era una svastica.�</p><p>Painter inarc� un sopracciglio. �Una svastica?�</p><p>�Esatto. Forse la sua mente era ritornata al passato, forse stava esorcizzando qualcosa che lo aveva spaventato.� Lisa raccont� la storia del parente di Ang Gelu. Di come Relu Na era sfuggito ai ribelli maoisti, traumatizzato dalla loro crescente brutalit�, quando avevano massacrato con le falci gli agricoltori innocenti. Di come poi Relu Na aveva fatto la stessa cosa, quando la malattia aveva minato la sua salute mentale, inducendolo a rimettere in scena un trauma profondo.</p><p>Painter aveva un�espressione corrucciata quando lei concluse. �Lama Khemsar aveva pi� o meno settantacinque anni, il che significa che era adolescente durante la seconda guerra mondiale. Perci� � possibile. I nazisti avevano mandato spedizioni di ricerca sull�Himalaya.�</p><p>�Qui? E perch�?�</p><p>Painter scroll� le spalle. �Si racconta che Heinrich Himmler, il capo delle SS, avesse la fissazione dell�occulto. Studi� gli antichi testi vedici dell�India, che risalgono a migliaia di anni fa e si convinse che queste montagne avessero dato i natali alla razza ariana originaria. Perci� mand� spedizioni in cerca di prove. Naturalmente quel tipo aveva pi� sale nello stomaco che nella zucca.�</p><p>Lisa gli sorrise. �In ogni caso, forse il vecchio Lama si era imbattuto in una di quelle spedizioni. Magari aveva fatto da guida o qualcosa del genere.�</p><p>�Forse. Ma non lo sapremo mai. Se aveva dei segreti sono morti con lui.�</p><p>�Non � detto. Forse era proprio quello che stava cercando di fare nella sua stanza, liberarsi di qualcosa di orribile. Forse il suo subconscio cercava di assolversi rivelando ci� che sapeva.�</p><p>�Un sacco di �forse�.� Painter si strofin� la fronte, trasalendo. �E io ne ho un altro. <emphasis>Forse </emphasis>erano scritte senza senso.�</p><p>Lisa non aveva argomenti da opporre a quell�ipotesi. Sospir�, sopraffatta dalla stanchezza: l�adrenalina della fuga si stava esaurendo. �Fa caldo abbastanza per te?�</p><p>�S�, grazie.�</p><p>Spense il radiatore. �Dobbiamo conservare il butano.�</p><p>Painter annu�, poi non riusc� a trattenere uno sbadiglio madornale.</p><p>�Dovremmo cercare di dormire un po��, disse Lisa. �Fare i turni.�</p><empty-line/><p>Ore dopo, Painter si svegli� di soprassalto. Qualcuno gli stava scuotendo la spalla. Si stacc� dalla parete alla quale era appoggiato. Fuori era buio. La parete di ghiaccio davanti a lui era nera quanto le rocce. Perlomeno sembrava che la tormenta si fosse placata.</p><p>�Che c��?� chiese.</p><p>Lisa aveva fatto cadere una parte della coperta. Indic� qualcosa e sussurr�: �Aspetta�.</p><p>Lui si avvicin� di pi� a lei, scrollandosi di dosso il torpore. Aspett� mezzo minuto. Ancora nulla. Sembrava che la tormenta fosse davvero finita. Non si sentiva pi� l�ululato del vento. Oltre la loro grotta, una quiete cristallina era discesa sulla valle e sulle rocce. Tese le orecchie per sentire eventuali rumori sospetti.</p><p>Qualcosa aveva decisamente spaventato Lisa. Percepiva il terrore della donna, era come una vibrazione emessa dal suo corpo teso.</p><p>�Che cosa��</p><p>D�un tratto ci fu un barlume di luce nella parete di ghiaccio, come se nel cielo fossero esplosi dei fuochi d�artificio. Non c�era nessun rumore. Il fulgore scintillante risal� la cascata e scomparve. Il ghiaccio ritorn� buio.</p><p>�Le luci spettrali�� sussurr� Lisa, voltandosi verso di lui.</p><p>Painter ritorn� con la mente a tre notti prima, quando era cominciato tutto quanto. <emphasis>La malattia al villaggio, la follia al monastero. </emphasis>Ricord� la valutazione fatta da Lisa: la prossimit� alle strane luci era direttamente correlata alla gravit� dei sintomi.</p><p>E stavolta loro due erano proprio nei pasticci.</p><p>Pi� vicini che mai.</p><p>Ben presto la cascata ghiacciata assunse di nuovo una luminescenza brillante e mortale. Le luci spettrali erano tornate.</p></section><section><title><p>5. QUALCOSA DI MARCIO</p></title><p><emphasis>Copenhagen, Danimarca,</emphasis></p><p><emphasis>ore 18.12</emphasis></p><empty-line/><p>Possibile che nulla cominci in orario, in Europa?</p><p>Gray guard� l�orologio. L�inizio dell�asta era fissato per le cinque.</p><p>I treni e gli autobus erano talmente efficienti che potevi regolarci l�ora, ma l�effettivo inizio degli eventi programmati era alquanto aleatorio. Era ormai opinione condivisa che l�asta sarebbe iniziata attorno alle sei e mezzo, a causa di qualche ritardo negli arrivi, perch� un temporale sul mare del Nord stava rallentando il traffico aereo verso Copenhagen.</p><p>Al piano di sotto continuavano ad arrivare gli offerenti.</p><p>Mentre il sole tramontava, Gray si era appostato su un balcone al secondo piano dello Scandic Hotel Webers. Era sul lato opposto della strada, di fronte alla sede della casa d�aste Ergenschein, un moderno edificio a quattro piani che somigliava pi� a una galleria d�arte, col suo stile minimalista danese, tutto vetro e legno chiaro. L�asta si sarebbe tenuta nel seminterrato dell�edificio.</p><p>Presto, si sperava.</p><p>Gray sbadigli� e si stiracchi�.</p><p>Qualche ora prima era passato al suo albergo precedente, vicino Nyhavn. Aveva recuperato rapidamente le sue attrezzature di sorveglianza e aveva lasciato la camera. Usando un nuovo nome e una nuova carta di credito MasterCard, aveva prenotato una stanza nel nuovo hotel, che offriva una veduta panoramica della piazza centrale di Copenhagen. Dal balcone sentiva in lontananza la musica e gli schiamazzi di uno dei pi� antichi lunapark del mondo: i giardini di Tivoli.</p><p>Aveva davanti un laptop aperto, con accanto un hot dog mangiato per met�, che aveva acquistato da un venditore ambulante. A dispetto delle voci che giravano, la vita di un agente non era tutta casin� di Monte Carlo e ristoranti di lusso. Comunque l�hot dog era eccellente, anche se era costato quasi cinque dollari americani.</p><p>L�immagine sul monitor del laptop sfarfall� quando la microcamera a sensori scatt� in rapida successione. Gray aveva gi� immortalato due dozzine di partecipanti: banchieri impettiti, parvenu arricchiti con la puzza sotto il naso, un trio di signori dal fisico taurino in abiti splendenti, con scritto �mafioso� sulla fronte, una donna grassottella in tenuta professionale e un quartetto di signorotti vestiti di bianco, con berretti da marinai identici. Naturalmente questi ultimi parlavano americano. A voce alta.</p><p>Gray scosse la testa.</p><p>Non potevano mancare ancora in molti.</p><p>Una lunga limousine nera si ferm� davanti alla casa d�aste e ne scesero due sagome. Uomo e donna, entrambi alti e snelli, indossavano abiti Armani appaiati. Lui portava una cravatta color azzurro-verde, lei una camicetta di seta in tinta. Erano entrambi giovani, sui venticinque anni, ma dal contegno sembravano molto pi� anziani. Forse erano i capelli chiarissimi, di un platino smagliante, corti, come incollati sulla testa in un�acconciatura quasi identica: sembravano una coppia di star del cinema muto degli anni ruggenti. Tenevano un atteggiamento che conferiva loro una grazia senza et�. Non sorridevano, ma non erano nemmeno freddi. Come si notava anche nelle foto, avevano uno sguardo cordiale e divertito.</p><p>Il portiere apr� loro la porta. Entrambi fecero un cenno di ringraziamento, ancora una volta non eccessivamente caloroso, ma mostrando riconoscenza per il gesto dell�uomo. Poi scomparvero all�interno dell�edificio. Il portiere entr� dietro di loro, voltando un cartello. Evidentemente quei due erano gli ultimi, forse anche la causa principale del ritardo dell�asta.</p><p>Chi erano?</p><p>Gray mise da parte la curiosit�. Aveva ordini chiari da Logan Gregory.</p><p>Pass� in rassegna le fotografie, per assicurarsi di avere immagini nitide di tutti i partecipanti. Soddisfatto, fece una copia del file su una chiave USB e se la mise in tasca. A quel punto non gli restava altro da fare che attendere la fine dell�asta. Logan aveva fatto in modo di ottenere un elenco dei pezzi in vendita e dei nomi degli acquirenti. Sicuramente alcuni si sarebbero rivelati alias, ma le informazioni sarebbero state condivise con la task force antiterrorismo degli USA, l�Europol e l�Interpol. Forse Gray non avrebbe mai saputo che cosa fosse in gioco veramente.</p><p>Per esempio, perch� era stato aggredito? Perch� Grette Neal era stata uccisa?</p><p>Si sforz� di rilasciare il pugno chiuso. C�era voluto tutto il pomeriggio, ma, in uno stato d�animo pi� tranquillo, Gray aveva accettato i limiti impostigli da Logan. Non aveva idea di che cosa stesse veramente succedendo e agire alla cieca, in modo affrettato, avrebbe potuto causare soltanto altre vittime.</p><p>Tuttavia aveva passato la maggior parte del pomeriggio camminando avanti e indietro nella sua camera d�albergo, rivedendo nella mente infinite volte gli eventi degli ultimi giorni.</p><p>Se solo avesse fatto pi� attenzione e preso maggiori precauzioni�</p><p>Il cellulare gli vibr� in tasca. Mentre lo estraeva, guard� il numero sul display. <emphasis>Grazie a Dio. </emphasis>Apr� il telefonino, si alz� e si avvicin� alla balaustra del balcone. �Sara, sono felice che tu abbia richiamato.�</p><p>�Ho ricevuto il tuo messaggio. Tutto bene?�</p><p>La sua voce esprimeva sia la preoccupazione personale sia l�interesse professionale a un resoconto pi� dettagliato. Gray le aveva mandato soltanto un breve SMS, avvisandola che avrebbero dovuto cancellare il loro rendez-vous. Non era entrato nei dettagli. Sebbene avessero una relazione, c�erano di mezzo i nullaosta di sicurezza.</p><p>�Sto bene. Ma Monk sta per raggiungermi. Sar� qui poco dopo mezzanotte.�</p><p>�Io sono appena arrivata a Francoforte. Avevo una coincidenza per Copenhagen. Ho sentito il messaggio dopo che siamo atterrati.�</p><p>�Mi spiace, davvero��</p><p>�Perci� devo tornare indietro?�</p><p>Lui temeva di coinvolgerla in qualsiasi modo. �Sarebbe meglio. Dovremo rimandare. Forse, se le cose si calmano da queste parti, potr� fare un salto a Roma per venirti a trovare, prima di ritornare in America.�</p><p>�Mi piacerebbe.�</p><p>Gray percep� la delusione nella sua voce. �Rimedier�, Sperava veramente di poter mantenere la promessa.</p><p>Sara sospir�. Non c�era irritazione, soltanto comprensione. Nessuno dei due era ingenuo riguardo alla loro relazione a distanza. Due continenti, due carriere� Ma erano disposti a lavorarci, per vedere come sarebbe andata a finire. �Speravo che avessimo occasione di parlare.�</p><p>Gray sapeva che cosa intendeva, riusciva a leggere tra le righe. Ne avevano passate parecchie assieme, avevano visto i lati migliori e i lati peggiori l�uno dell�altra, eppure, nonostante la difficolt� di una relazione a distanza, nessuno dei due aveva voluto gettare la spugna. Anzi entrambi sapevano che era il momento di discutere del passo successivo.</p><p>Accorciare quella distanza.</p><p>Probabilmente era uno dei motivi per cui erano stati separati cos� a lungo dopo l�ultimo incontro: una specie di tacito accordo sul fatto che avevano bisogno di pensare. Era il momento di mettere le carte in tavola, decidere se andare avanti oppure no.</p><p>Ma lui ce l�aveva, una risposta? Amava Sara. Era pronto a trascorrere la vita con lei. Avevano parlato anche di avere figli. Eppure qualcosa lo turbava. Quasi gli procurava sollievo che l�appuntamento fosse rinviato. Non era una cosa banale, una semplice paura. Ma cos�era, allora?</p><p>Forse era meglio che parlassero davvero.</p><p>�Verr� a Roma, te lo prometto.�</p><p>�Ti prendo in parola. Terr� in caldo i vermicelli alla panna di zio Vittorio.� Gray sent� la tensione allentarsi nella sua voce. �Mi manchi. Noi��</p><p>La frase fu interrotta dal suono stridente di un clacson.</p><p>Gray guard� gi� in strada. Una persona stava attraversando di fretta due corsie, incurante del traffico: era una donna con una giacca di cachemire, un abito lungo fino alle caviglie e i capelli raccolti in uno chignon. Quasi non l�aveva riconosciuta, finch� non la vide inveire contro l�automobilista che aveva suonato il clacson.</p><p><emphasis>Fiona.</emphasis></p><p>Che diavolo ci faceva l�?</p><p>�Gray?� disse Sara all�altro capo del telefono.</p><p>�Scusami, devo andare.� Riagganci�, mettendo in tasca il cellulare.</p><p>Gi� in strada, Fiona corse verso la casa d�aste ed entr�. Gray si precipit� al computer. La microcamera riprese l�immagine della ragazza attraverso il vetro dell�ingresso. Stava discutendo col portiere. Infine, l�uomo in uniforme guard� un foglio che lei gli aveva cacciato in mano e, accigliato, le fece cenno di procedere.</p><p>Fiona gli pass� davanti come un treno e scomparve. La microcamera si oscur�.</p><p>Gray guard� alternativamente lo schermo e la strada.</p><p>Logan non sarebbe stato contento. Nessuna azione avventata. D�altra parte, che cosa avrebbe fatto Painter Crowe, al suo posto?</p><p>Gray torn� in camera e si tolse i vestiti informali. L�abito elegante era disteso sul letto, pronto per ogni evenienza.</p><p>Painter sicuramente non sarebbe stato seduto tranquillo senza fare nulla.</p><empty-line/><p><emphasis>Himalaya,</emphasis></p><p><emphasis>ore 22.22</emphasis></p><empty-line/><p>�Dobbiamo restare calmi�, disse Painter. �Resta seduta.�</p><p>Davanti a loro, le luci spettrali continuavano ad apparire e scomparire, fredde e silenziose, accendendo la cascata ghiacciata di una lucentezza sconvolgente. Nell�oscurit� che seguiva, la grotta sembrava pi� fredda e pi� nera.</p><p>Lisa si avvicin� a lui. Gli prese la mano e la strinse forte. �Non c�� da meravigliarsi che non si siano dati pena di seguirci�, sussurr�, ansimando per la paura. �Perch� darci la caccia nella tormenta, quando non devono fare altro che accendere quelle dannate luci e irradiarci? A quelle non possiamo sfuggire.�</p><p>Painter si rese conto che aveva ragione. Una volta impazziti sarebbero stati indifesi. In un simile stato di follia il territorio insidioso e il gelo li avrebbero uccisi con la stessa infallibilit� dei proiettili di un cecchino.</p><p>Ma lui si rifiutava di abbandonare la speranza.</p><p>Ci volevano diverse ore perch� subentrasse la follia. Non le avrebbe sprecate. Se fossero riusciti a trovare aiuto in tempo, forse ci sarebbe stato un modo per neutralizzare gli effetti.</p><p>�Ce la faremo�, replic� goffamente.</p><p>Non fece che irritarla di pi�. �Come?� chiese lei, guardandolo, mentre le luci esplodevano di nuovo, rivestendo la caverna della lucentezza di un diamante. Negli occhi di Lisa c�era meno terrore di quanto lui avesse immaginato. Aveva paura, giustamente, ma il suo sguardo conservava un certo splendore, anch�esso diamantino. �Non fare il paternalista con me.� Lisa sfil� la mano dalla sua. �� l�unica cosa che ti chiedo.�</p><p>Painter annu�. �Se per ucciderci contano sulle radiazioni, o qualsiasi cosa siano, forse non stanno sorvegliando molto bene le montagne. Ora che la tormenta � finita, possiamo��</p><p>Una raffica di colpi spezz� il silenzio. Painter e Lisa si guardarono negli occhi. Sembrava vicina. A confermarlo, una gragnola di proiettili incrin� la cascata di ghiaccio. Painter e Lisa strisciarono all�indietro, verso il fondo della piccola grotta, gettando la coperta. Non avevano scampo.</p><p>Nel frattempo, Painter aveva notato anche qualcos�altro.</p><p>La luce non era svanita come prima. La cascata di ghiaccio era rimasta illuminata di quello splendore mortale. La luce era fissa e li inchiodava sul posto.</p><p>Una voce tuon� da un megafono: �Painter Crowe! Sappiamo che tu e quella donna vi nascondete l�!� Oltre al tono perentorio, aveva un timbro femminile e un accento straniero. �Venite fuori con le mani in alto!�</p><p>Painter strinse una spalla a Lisa, infondendole tutta la rassicurazione possibile. �Resta qui.�</p><p>Indic� i vestiti a terra, facendo cenno a Lisa di indossarli. S�infil� gli stivali, poi raggiunse la fessura nel ghiaccio e sporse la testa.</p><p>Come era consueto a quelle altitudini, la tormenta si era dispersa con la stessa rapidit� con cui era arrivata. Il cielo nero era punteggiato di stelle. La Via Lattea sovrastava la vallata gelida, scolpita nella neve e nel ghiaccio e chiazzata da veli di nebbia ghiacciata.</p><p>Pi� vicino, un riflettore penetrava l�oscurit�, con un fascio di luce puntato sulla cascata di ghiaccio. A cinquanta metri di distanza, su un costone pi� basso, una figura indistinta nell�ombra sedeva cavalcioni su una motoslitta, controllando il riflettore. Era soltanto una normale lampada, forse allo xeno, a giudicare dall�intensit� e dalla colorazione bluastra.</p><p>Non era una misteriosa luce spettrale.</p><p>Painter prov� un grande sollievo. Era quella la luce che avevano visto per tutto quel tempo, mentre i veicoli si avvicinavano? Ne cont� cinque. Cont� anche una ventina di sagome sparpagliate l� attorno, abbigliate con parka bianchi. Erano tutte armate di fucile.</p><p>Non avendo altra scelta, ed essendo anche estremamente curioso, Painter alz� le mani e usc� dalla grotta. L�uomo pi� vicino, un bestione, mosse qualche passo verso di lui, col fucile puntato. Un piccolo raggio di luce trov� il petto di Painter: era un mirino laser.</p><p>Disarmato, Painter non poteva fare altro che tener duro. Valut� le sue chance di sottrarre il fucile a quell�uomo.</p><p>Molto scarse.</p><p>Lo guard� negli occhi.</p><p>Uno era di un blu glaciale, l�altro bianco come la neve.</p><p>Era l�assassino del monastero.</p><p>Ricord� la forza assurda di quell�uomo. In effetti, le sue possibilit� erano molto scarse. E poi, considerato il numero di uomini presenti, che cosa avrebbe fatto anche se ci fosse riuscito?</p><p>Da dietro le spalle dell�uomo emerse un�altra persona. Una donna. Forse era la stessa che aveva usato il megafono un attimo prima. Allung� una mano e, con un solo dito, abbass� il fucile dell�assassino. Painter si chiese se esistesse un uomo con una forza sufficiente per fare altrettanto.</p><p>Mentre la donna avanzava verso di lui sotto la luce del riflettore, Painter la studi�. Doveva avere fra i trentacinque e i quarant�anni. Capelli neri a caschetto, occhi verdi. Indossava un pesante parka bianco col cappuccio imbottito di pelliccia. I vestiti lasciavano intuire ben poco delle sue forme, ma sembrava slanciata e si muoveva in modo aggraziato e dinamico.</p><p>�Dottoressa Anna Sporrenberg�, disse, tendendo la mano.</p><p>Painter fiss� il guanto della donna. Se l�avesse trascinata verso di s�, stringendole un braccio attorno al collo, cercando di usarla come ostaggio�</p><p>Incrociando lo sguardo dell�assassino dietro di lei, Painter cambi� subito idea. Le strinse la mano. Dato che non gli avevano ancora sparato, poteva quantomeno essere gentile. Sarebbe stato al gioco quanto serviva per restare in vita. Doveva considerare anche Lisa.</p><p>�Direttore Crowe�, riprese la donna. �Sembra che nelle ultime ore nei canali dell�intelligence internazionale non si sia parlato che di lei.�</p><p>Painter rimase impassibile. Non vedeva motivi per negare la sua identit�. Forse poteva anche sfruttare la cosa a proprio vantaggio. �Dunque � consapevole di quanto quegli stessi canali si daranno da fare per trovarmi.�</p><p>�<emphasis>Nat�rlich</emphasis>�, assent� lei. �Ma non conterei sul loro successo. Nel frattempo, devo chiedere a lei e alla giovane donna di seguirmi.�</p><p>Painter fece un passo indietro, come per proteggere Lisa. �La dottoressa Cummings non ha nulla a che fare con tutto questo. � soltanto un medico che tentava di soccorrere alcuni ammalati. Non sa nulla.�</p><p>�Verificheremo ben presto se ci� corrisponde a verit�.�</p><p>E cos� glielo aveva detto chiaro e tondo. Erano ancora vivi, per il momento, soltanto per le loro presunte informazioni. Informazioni che sarebbero state estorte a forza di sangue e sofferenze. Painter riflett� se fosse meglio prendere l�iniziativa subito e farla finita. Una morte rapida invece che un�agonia. Era a conoscenza di troppi segreti per rischiare di essere torturato.</p><p>Ma non era solo. Pens� a Lisa che scaldava le mani tra le sue. Finch� c�era vita c�era speranza.</p><p>Furono raggiunti da altre guardie. Lisa fu costretta a uscire dalla grotta coi fucili puntati addosso. Furono condotti entrambi alle motoslitte.</p><p>Lui vide la paura trasparire dagli occhi di Lisa. Era deciso a proteggerla al meglio delle sue possibilit�.</p><p>Anna Sporrenberg li raggiunse mentre venivano legati. �Prima di partire, voglio parlarvi chiaro. Non possiamo lasciarvi andare. Penso che lo comprendiate. Non vi dar� questa falsa speranza. Ma posso promettervi una fine rapida e indolore.�</p><p>�Come i monaci�, ribatt� bruscamente Lisa. �Abbiamo assistito alla vostra misericordia.�</p><p>Painter cerc� di incrociare lo sguardo di Lisa. Non era il momento di inimicarsi i loro aguzzini. Ovviamente quei bastardi non avevano remore a uccidere su due piedi. Dovevano fare la parte dei prigionieri che collaborano.</p><p>Troppo tardi.</p><p>Anna parve vedere Lisa davvero per la prima volta, voltandosi verso di lei. La voce della donna lasci� trapelare una punta di collera: �� stata davvero misericordia, dottoressa Cummings�. Lanci� uno sguardo fugace all�assassino, che era rimasto di guardia. �Lei non sa nulla della malattia che ha colpito il monastero, degli orrori che attendevano i monaci. Noi s�. Non sono morti per omicidio, ma per <emphasis>eutanasia.</emphasis>�</p><p>�E chi vi ha dato quel diritto?� ribatt� la donna.</p><p>Painter le si avvicin�. �Lisa, forse��</p><p>�No, signor Crowe.� Anna fece un passo verso Lisa. �Con che diritto, mi chiede? Quello dell�esperienza, dottoressa Cummings. L�esperienza. Mi creda quando le dico che quelle uccisioni sono state una gentilezza, non una crudelt�.�</p><p>�E che mi dice degli uomini che mi hanno accompagnato lass� in elicottero? Anche quella � stata una gentilezza?�</p><p>Anna sospir�, stanca di quello scambio di battute. �Sono state necessarie scelte difficili. Il nostro lavoro qui � troppo importante.�</p><p>�E noi?� insistette Lisa, mentre la donna le volgeva le spalle. �Un�iniezione indolore se cooperiamo. E se invece non abbiamo voglia di cooperare?�</p><p>Anna si diresse verso la motoslitta di testa. �Non ci saranno strumenti di tortura, se � questo che intende. Soltanto farmaci. Noi non siamo barbari, dottoressa Cummings.�</p><p>�No, siete soltanto nazisti!� le url� dietro Lisa. �Abbiamo visto la svastica!�</p><p>�Non sia sciocca. Non siamo nazisti.� Anna rivolse loro uno sguardo tranquillo mentre scavalcava con una gamba il sedile della motoslitta. �Non pi�.�</p><empty-line/><p><emphasis>Copenhagen, Danimarca,</emphasis></p><p><emphasis>ore 18.38</emphasis></p><empty-line/><p>Gray attravers� di corsa la strada.</p><p>Com�era saltato in mente a Fiona di fare irruzione l� dentro, dopo quello che era successo?</p><p>L�ansia per la sicurezza della ragazza era notevole, ma doveva anche ammettere che quell�intrusione gli offriva la scusa giusta per presenziare all�asta di persona. Chiunque avesse attaccato il negozio, assassinato Grette Neal e cercato di uccidere anche lui aveva lasciato una traccia che conduceva l�.</p><p>Gray raggiunse il marciapiede e rallent�. I raggi obliqui del sole al tramonto trasformavano la porta a vetri della casa d�aste in uno specchio argentato. Diede un�occhiata al suo abbigliamento, avendo indossato quei capi d�alta sartoria in un battibaleno. L�abito, un Armani gessato blu marina, gli stava bene, ma la camicia bianca inamidata aveva il collo un po� stretto. Si aggiust� la cravatta giallina. Non era certo sotto tono, ma doveva fare la parte dell�acquirente incaricato da un ricco finanziere americano.</p><p>Apr� la porta. La lobby era in puro design scandinavo, ovvero totalmente anonima: legno chiaro, pareti di vetro e poco altro. L�unico arredamento era una scarna sedia scultorea, collocata accanto a un tavolino grande quanto un francobollo, su cui era posato un vaso con un�unica orchidea. Lo stelo esile come un giunco sosteneva un anemico fiore marrone e rosa.</p><p>Il portiere spense la sigaretta nel vaso e fece un passo verso Gray, con un�espressione arcigna.</p><p>Gray infil� una mano in tasca e tir� fuori il suo invito. Per averlo c�era voluto un deposito di un quarto di milione di dollari nel fondo della casa d�aste, come garanzia che l�acquirente avesse le carte in regola per accedere a un evento cos� esclusivo.</p><p>Il portiere controll� l�invito, annu� e si diresse a grandi passi verso un cordone di velluto che bloccava una grande rampa di scale verso il piano inferiore. Sganci� il cordone e fece cenno a Gray di passare.</p><p>In fondo alle scale, una coppia di porte a vento conduceva verso il parterre principale. Due guardie fiancheggiavano l�ingresso. Una aveva un metal detector portatile. Gray si lasci� perquisire, con le braccia distese. Not� le videocamere collocate su entrambi i lati della soglia. La sicurezza era rigorosa. Finito il controllo, l�altra guardia premette un bottone e la porta si apr�.</p><p>Ne fuoriusc� un mormorio in diverse lingue. Riconobbe l�italiano, l�olandese, il francese, l�arabo e l�inglese. Sembrava che il mondo intero fosse confluito a quell�asta.</p><p>Quando entr�, qualche sguardo si volse verso di lui, ma l�attenzione rimase concentrata soprattutto sulle teche di vetro disposte lungo le pareti. I funzionari della casa d�aste, tutti con abiti neri identici, erano in piedi dietro il bancone, come i commessi di una gioielleria. Indossavano guanti bianchi e aiutavano i clienti a esaminare gli oggetti in vendita.</p><p>Un quartetto d�archi suonava con discrezione in un angolo. Per la sala circolavano alcuni camerieri, che offrivano flute di champagne agli ospiti.</p><p>Gray si present� a un bancone vicino e ricevette una paletta numerata. Si addentr� nella sala. Alcuni clienti si erano gi� seduti. Individu� la coppia di ritardatari che aveva tenuto in sospeso l�asta, i giovani pallidi che sembravano star del cinema muto. Erano seduti in prima fila. La donna aveva una paletta posata in grembo. L�uomo le si accost� all�orecchio, bisbigliandole qualcosa. Era un gesto stranamente intimo, forse accentuato dal collo arcuato della donna, lungo e flessuoso, piegato come se attendesse un bacio.</p><p>La donna vide Gray che risaliva il corridoio centrale. Il suo sguardo pass� su di lui senza soffermarsi.</p><p>Nessun segno di riconoscimento.</p><p>Gray continu� a cercare, raggiungendo il palco e il podio in fondo alla sala, per poi ritornare indietro, descrivendo un ampio cerchio. Non vide nessuna minaccia esplicita alla sua presenza. E neanche una traccia di Fiona.</p><p>Dov�era?</p><p>Si diresse lentamente verso una delle teche e cominci� a percorrere l�altro lato della sala, ascoltando frammenti delle conversazioni attorno a lui. Pass� davanti a un addetto che stava sollevando e appoggiando delicatamente un ingombrante volume rilegato in pelle su un espositore, mostrandolo a un signore corpulento. L�interessato si chin� a esaminarlo, con un paio di occhialini poggiati sulla punta del naso.</p><p>Gray prese nota mentalmente di quel libro.</p><p>Un trattato sulle farfalle con tavole disegnate a mano, del 1884 circa.</p><p>Prosegu� lungo il corridoio. Giunto nuovamente nei pressi della porta, si trov� di fronte la donna poco elegante che aveva filmato qualche tempo prima. Gli stava porgendo una piccola busta bianca. Gray l�accett�, prima ancora di chiedersi che cosa potesse essere. La donna sembrava non essere interessata a null�altro e se ne and�.</p><p>Gray sent� un leggero profumo proveniente dalla busta.</p><p>Strano.</p><p>Con l�unghia del pollice l�apr� e ne estrasse un cartoncino, di quelli costosi, a giudicare dalla filigrana. Recava un breve messaggio in bella calligrafia.</p><empty-line/><cite><p><emphasis>Persino la Gilda non si azzarda ad avvicinarsi troppo a questa fiamma. Guardati le spalle. Baci.</emphasis></p></cite><empty-line/><p>Non era firmato, ma in fondo c�era un simbolo in inchiostro rosso cremisi: un piccolo drago raggomitolato. Gray si port� l�altra mano al collo, dove indossava un drago d�argento identico, il regalo di una concorrente.</p><p>Seichan.</p><p>Era un�agente della Gilda, un losco gruppo di cellule terroristiche che, in passato, aveva incrociato il cammino della Sigma. Gray si volt� e scrut� la sala. La donna che gli aveva consegnato il biglietto era scomparsa.</p><p>Guard� di nuovo il messaggio.</p><p>Un avvertimento.</p><p>Ma almeno la Gilda aveva deciso di restarne fuori. Sempre che ci si potesse fidare di Seichan�</p><p>In ogni caso, Gray era disposto a prenderla in parola.</p><p>Un certo scompiglio in fondo alla sala attir� la sua attenzione. Da una porta sul retro entr� un uomo alto, con uno smoking smagliante. Era lo stimato signor Ergenschein in persona, che avrebbe fatto da banditore. Si ravvi� i capelli neri e oleosi, evidentemente tinti, col palmo della mano. Tra i lineamenti cadaverici, aveva stampato in volto un sorriso che sembrava ritagliato da una foto.</p><p>La ragione del suo evidente disagio lo seguiva a breve distanza. O, meglio, era accompagnata da una guardia, che le teneva stretto il braccio.</p><p>Fiona.</p><p>Era rossa in viso, le labbra esangui e contratte in un�espressione spaventosa. Furente.</p><p>Gray punt� verso di loro.</p><p>Ergenschein aveva in mano un oggetto avvolto in un involucro di pelle di camoscio. Si ferm� presso la teca principale, vicino al palco. Un assistente apr� la teca, che era vuota. Ergenschein tolse delicatamente l�oggetto dall�involto e lo pos� all�interno.</p><p>Notando che Gray si avvicinava, il banditore si sfreg� le mani e si diresse verso di lui per salutarlo, congiungendo i palmi come se stesse pregando. Dietro di lui, la teca fu chiusa a chiave da un assistente.</p><p>Gray prese nota dell�oggetto riposto nella teca.</p><p>La Bibbia di Darwin.</p><p>Fiona sgran� gli occhi quando vide Gray.</p><p>Lui la ignor� e affront� Ergenschein. �C�� qualche problema?�</p><p>�Certo che no, signore. Stanno accompagnando fuori la signorina. Non � invitata a quest�asta.�</p><p>Gray tir� fuori il suo invito. �Credo di avere diritto a portare con me un ospite.� Porse la mano a Fiona. �Sono lieto di constatare che � gi� arrivata. Sono stato trattenuto in una conferenza telefonica col mio compratore. Avevo avvicinato la giovane signora Neal oggi, per concordare una vendita privata. Di un oggetto in particolare.� Gray indic� la Bibbia di Darwin con un cenno del capo.</p><p>Ergenschein divenne tutto sospiri e finto rammarico. �Una tragedia, quell�incendio. Ma temo che Grette Neal avesse firmato per la vendita all�incanto di questo lotto. Senza una revoca da parte dell�avvocato esecutore del suo testamento, temo che il lotto debba essere messo all�asta. � la legge.�</p><p>Fiona stratton� il braccio della guardia, lo sguardo furente.</p><p>Ergenschein sembrava ignorarla. �Temo che dovr� fare anche lei la sua offerta, signore. Le faccio le mie scuse, ma ho le mani legate.�</p><p>�In tal caso, certamente non le dispiacer� che la signora Neal rimanga al mio fianco. Per aiutarmi se decidessi di ispezionare il lotto.�</p><p>�Come desidera.� Il sorriso di Ergenschein si trasform� in un momentaneo cipiglio. Fece un cenno vago per licenziare la guardia. �Ma dovr� rimanere con lei in ogni momento. E, in quanto sua ospite, � sotto la sua responsabilit�.�</p><p>Fiona fu rilasciata. Mentre Gray l�accompagnava verso il fondo della sala, not� che la guardia li seguiva lungo la parete. Sembrava che si fossero guadagnati una guardia del corpo personale.</p><p>Gray condusse Fiona all�ultima fila. Si ud� il suono di una campana, a indicare che l�asta sarebbe iniziata di l� a un minuto. Gli ospiti cominciarono a prendere posto, soprattutto nelle prime file. Gray e Fiona avevano l�ultima fila tutta per loro.</p><p>�Che ci fai qui?� sussurr� lui.</p><p>�Mi riprendo la mia Bibbia�, rispose lei, con pronunciato sdegno. �O almeno ci provo.� Si accasci� sulla sedia, con le braccia conserte sulla borsetta di pelle.</p><p>All�altro capo della sala, Ergenschein sal� sul podio e fece qualche premessa formale. La seduta si sarebbe svolta in inglese, la lingua pi� conosciuta dalla clientela internazionale dell�asta. Ergenschein si sofferm� sulle regole della licitazione, sulla commissione e sui diritti della casa d�aste e persino su come tenere un contegno decoroso. E poi c�era la regola pi� importante: non era permesso offrire pi� di dieci volte la somma depositata in garanzia.</p><p>Gray ignor� gran parte di quelle istruzioni, continuando a parlare con Fiona e guadagnandosi qualche sguardo irritato dalle file antistanti. �Sei tornata per la Bibbia? Perch�?�</p><p>La ragazza non fece altro che stringere ancora di pi� le braccia al petto.</p><p>�Fiona��</p><p>�Perch� era di Mutti!� sbott� la ragazza, con le lacrime agli occhi. �L�hanno ammazzata per averla. Non lascer� che se la prendano.�</p><p>�Chi?�</p><p>Fiona sventol� una mano. �Gli stronzi che l�hanno assassinata. Prender� quella Bibbia e la brucer�.�</p><p>Gray sospir� e si appoggi� allo schienale. Fiona voleva vendetta, in qualunque forma possibile. Voleva far loro del male. Gray non poteva biasimarla, ma agire in modo avventato le sarebbe servito solo a farsi uccidere.</p><p>�La Bibbia � nostra, e io la rivoglio�, aggiunse Fiona, la voce rotta dall�emozione. Scosse la testa e si asciug� il naso.</p><p>Gray le mise un braccio attorno al collo. Lei trasal�, ma non si ritrasse.</p><p>Intanto l�asta era cominciata. Le palette si alzavano e si abbassavano, gli articoli entravano e uscivano. I migliori sarebbero stati venduti alla fine. Gray seguiva con attenzione le operazioni e, in particolare, prese nota di chi acquistava le voci della lista annotata sul suo taccuino, i tre oggetti di particolare interesse: i trattati di genetica di Mendel, i libri di fisica di Planck e il diario di De Vries sulle mutazioni.</p><p>Furono aggiudicati tutti alla coppia di star del cinema muto, la cui identit� rimaneva ignota.</p><p>Gray aveva sentito i mormorii degli altri partecipanti. Nessuno sapeva chi fossero, quei due. Conoscevano soltanto il numero della loro paletta, che si alzava di continuo. La 002.</p><p>Gray si chin� verso Fiona. �Riconosci quei compratori? Li hai mai visti?�</p><p>Fiona drizz� la schiena, li fiss� per un minuto intero, poi si accasci� di nuovo. �No.�</p><p>�Qualcun altro?�</p><p>Scroll� le spalle.</p><p>�Fiona, sei sicura?�</p><p>�S�, ribatt� brusca. �Sono sicurissima!�</p><p>Finalmente l�asta arriv� all�ultimo lotto. La Bibbia di Darwin fu estratta dalla sua teca e trasportata come una reliquia su un cavalletto collocato sotto uno speciale riflettore alogeno. Era un volume poco appariscente: cuoio nero squamato, logoro e macchiato, senza neanche una segnatura. Poteva sembrare un libro giornale qualsiasi.</p><p>Fiona si drizz� sulla sedia: evidentemente era quello il motivo per cui era rimasta l� seduta tutto quel tempo. Afferr� il polso di Gray. �Hai davvero intenzione di fare un�offerta?� chiese, con la speranza che le illuminava gli occhi.</p><p>Gray la guard� male, poi si rese conto che non era affatto una brutta idea. Se gli altri erano disposti a uccidere per avere la Bibbia, forse cos� si poteva trovare un indizio per capire tutto quel castello di carte. In pi�, non vedeva l�ora di dare un�occhiata a quel libro. E la Sigma aveva versato duecentocinquatamila euro sul conto della casa d�aste. Il che significava che lui poteva offrire fino a due milioni e mezzo, il doppio del valore massimo stimato della Bibbia. Se avesse vinto, avrebbe avuto la possibilit� di esaminare il suo acquisto.</p><p>Tuttavia, ricordava l�ammonimento di Logan Gregory. Aveva gi� disobbedito agli ordini per seguire Fiona fin l�. Non osava lasciarsi coinvolgere ancora di pi�.</p><p>Si sentiva addosso lo sguardo della ragazza. Se avesse cominciato a fare offerte, avrebbe messo in pericolo le loro vite. Era come dipingersi un bersaglio addosso. E se avesse perso? Sarebbe stato un rischio vano. Non era stato gi� abbastanza sconsiderato, quel giorno?</p><p>�Signore e signori, con quale cifra possiamo aprire le offerte per l�ultimo lotto di oggi?� declam� Ergenschein pomposamente. �Dovremmo forse cominciare da centomila? Ah, s�, ecco, centomila, e da un nuovo offerente, per giunta. Meraviglioso. Il numero 144.�</p><p>Gray abbass� la paletta, mentre tutti gli occhi erano puntati su di lui. Ormai si era impegnato.</p><p>Accanto a lui, Fiona sorrideva di gusto.</p><p>�E si raddoppia l�offerta�, annunci� Ergenschein. �Duecentomila, dal numero 002!�</p><p>Le star del cinema muto.</p><p>Gray sent� che tutta la sala attendeva una sua mossa, compresa la coppia nelle prime file. Era troppo tardi per tirarsi indietro. Alz� la paletta di nuovo.</p><p>Le offerte si succedettero per altri dieci minuti colmi di tensione. La sala era ancora gremita. Tutti restavano per vedere a quanto si sarebbe venduta la Bibbia di Darwin. C�era un tifo implicito per Gray. Troppe altre persone erano state battute dalla paletta numero 002. Quando la cifra super� la soglia dei due milioni, ben sopra la stima massima, un mormorio di sommessa eccitazione attravers� la sala.</p><p>Ci fu un�altra ondata di entusiasmo quando un offerente telefonico si gett� nella mischia, ma il numero 002 rilanci� e lui non offr� di pi�.</p><p>In compenso, lo fece Gray. <emphasis>Due milioni e trecentomila. </emphasis>Gli sudavano le mani.</p><p>�Due milioni e quattrocentomila dal numero 002! Signore e signori, per favore, rimanete seduti.�</p><p>Gray alz� la paletta un�altra volta. �Due milioni e cinquecentomila.�</p><p>Sapeva di essere sconfitto. Non pot� fare altro che guardare quando il numero 002 si alz� di nuovo, inarrestabile, implacabile, spietato.</p><p>�Tre milioni�, disse il giovane pallido, stanco di giocare. Si alz� e lanci� un�occhiata a Gray, come se lo sfidasse a rilanciare, se ne era capace.</p><p>Gray aveva raggiunto il limite. Anche volendo, non poteva offrire di pi�. Strizz� la paletta tra le mani e scosse la testa, ammettendo la sconfitta.</p><p>L�altro s�inchin� verso di lui, da avversario ad avversario. Mim� il gesto di levarsi il cappello. Gray not� una macchia blu sulla mano dell�uomo, tra pollice e indice. Era un tatuaggio. La sua compagna, che, Gray aveva ormai concluso, doveva essere sua sorella, forse addirittura gemella, aveva lo stesso marchio sulla mano sinistra.</p><p>Gray s�impresse nella mente il tatuaggio, che poteva essere un utile indizio per scoprire la loro identit�.</p><empty-line/><image l:href="#4"/><empty-line/><p>Fu distratto dal banditore.</p><p>�A quanto pare il numero 144 ha rinunciato�, constat� Ergenschein. �Altre offerte? E uno, e due, e tre.� Sollev� il martelletto, lo tenne sospeso per un istante mozzafiato, poi lo picchi� sul bordo del podio. �Aggiudicato!�</p><p>Un applauso composto suggell� l�offerta finale.</p><p>Gray sapeva che sarebbe stato molto pi� caloroso se avesse vinto lui. Ma era sorpreso di constatare chi applaudiva accanto a lui.</p><p>Fiona.</p><p>Gli fece un gran sorriso. �Andiamo via di qui.�</p><p>Si unirono al flusso di persone in fila all�uscita. Gray ricevette la solidariet� di alcuni partecipanti. Ben presto furono all�aperto e ognuno and� per la propria strada.</p><p>Fiona lo trascin� oltre qualche negozio e lo guid� a una vicina pasticceria, un locale francese con tendaggi di chintz e tavolini da caff� in ferro battuto. La ragazza scelse un posto accanto a una vetrina colma di sfogliatelle alla crema, petit-four, bign� al cioccolato e <emphasis>sm�rrebr�d</emphasis>, l�onnipresente panino danese aperto.</p><p>Ignor� le leccornie, raggiante di una strana allegria.</p><p>�Perch� sei cos� felice?� chiese finalmente Gray. �Abbiamo perso.� Sedeva rivolto verso la vetrina. Dovevano guardarsi le spalle. D�altro canto, visto che la Bibbia era stata venduta, sperava che il pericolo fosse svanito.</p><p>�Gliel�abbiamo messa in quel posto!� replic� Fiona. �L�abbiamo tirata fino a tre milioni. Grande!�</p><p>�Non penso che il denaro significhi molto per quella gente.�</p><p>Fiona tir� lo spillone dello chignon e si sciolse i capelli con un movimento del capo. Si lev� dieci anni di et� apparente. Lo sguardo era ancora raggiante e divertito, ma con una punta di malizioso compiacimento.</p><p>Gray improvvisamente si sent� gelare il sangue. �Fiona, che cosa hai fatto?� Lei sollev� la borsa sul tavolo, la inclin� verso Gray e la tenne aperta. �Oh, Dio��</p><p>Dentro c�era un tomo rilegato in cuoio, identico alla Bibbia che era appena stata venduta.</p><p>�� questa quella autentica?� chiese Gray.</p><p>�L�ho sgraffignata sotto il naso a quella mezza sega, l�, nella stanza sul retro.�</p><p>�Come?�</p><p>�Un po� di specchietto e un po� di allodola. Mi ci � voluto un giorno intero per trovare una Bibbia della giusta misura e della giusta forma. Poi ho dovuto sistemarla un po�, certo. Infine un sacco di lacrime e di urla, qualche movimento maldestro, e�� Scroll� le spalle. �Voil�! Tutto sistemato.�</p><p>�Ma, se avevi gi� la Bibbia, perch� mi hai fatto fare quelle offerte?� Gray d�un tratto cap�. �Mi hai fregato.�</p><p>�Cos� quei bastardi hanno sganciato tre milioni per un falso!�</p><p>�Scopriranno ben presto che non � autentica�, sentenzi� Gray, sentendo montare il terrore.</p><p>�Gi�, ma io sar� andata molto lontano, allora.�</p><p>�Dove?�</p><p>�Con te.� Fiona chiuse la borsa di scatto.</p><p>�Non penso.�</p><p>�Ricordi quando Mutti ti ha raccontato della biblioteca da cui proveniva la Bibbia di Darwin?�</p><p>Gray sapeva a cosa si riferiva. Grette Neal aveva accennato che qualcuno stava ricostruendo l�antica biblioteca di uno scienziato. Aveva intenzione di fargli fotocopiare la ricevuta originale della vendita, ma poi erano stati attaccati ed era andata perduta tra le fiamme.</p><p>Fiona si batt� una mano sulla fronte. �Ho l�indirizzo stampato qui dentro.� Poi gli porse una mano. �Allora?�</p><p>Aggrottando le sopracciglia, lui si accinse a stringergliela.</p><p>Lei ritrasse la mano sdegnata. �Gi�, proprio.� Poi tese ancora la mano, ma col palmo all�ins�. �Voglio vedere il tuo vero passaporto, mezza sega. Non penserai mica che non li riconosco, i passaporti falsi.�</p><p>Lui la fiss� intensamente e, alla fine, malvolentieri, tir� fuori il suo vero passaporto da una tasca nascosta del vestito.</p><p>�Grayson Pierce.� Fiona gett� il documento sul tavolo. �Piacere di conoscerti, <emphasis>finalmente.</emphasis>�</p><p>Lui si riprese il passaporto. �Torniamo alla Bibbia. Da dove veniva?�</p><p>�Te lo dico soltanto se mi porti con te.�</p><p>�Non essere ridicola. Non puoi venire con me, sei ancora una bambina.�</p><p>�Una bambina con la Bibbia di Darwin.�</p><p>Gray era stanco dei suoi ricatti. Avrebbe potuto sottrarle la Bibbia in qualsiasi momento, ma non poteva fare altrettanto con le informazioni che solo lei aveva. �Fiona, questo non � un gioco.�</p><p>Lo sguardo della ragazza si fece severo. Fu come vederla invecchiare all�istante. �E tu pensi che io non lo sappia?� chiese con una freddezza mortale. �Dov�eri quando hanno portato via Mutti dentro un sacco?�</p><p>Gray chiuse gli occhi. Aveva toccato un tasto dolente, ma lui non voleva lasciarsi intenerire. �Fiona, mi spiace, ma quello che mi chiedi � impossibile. Non posso portare��</p><p>L�esplosione scosse la pasticceria come un terremoto. La vetrina traball�, si frantumarono alcuni piatti. Fiona e Gray si alzarono e si avvicinarono al vetro. Dall�altro lato della strada, una colonna di fumo s�innalzava nel cielo crepuscolare. Da un edificio sventrato si levavano lingue di fuoco sinuose.</p><p>Fiona guard� Gray. �Vediamo se indovino��</p><p>�La mia camera d�albergo�, ammise lui.</p><p>�Possiamo scordarci il vantaggio.�</p><empty-line/><p><emphasis>Himalaya,</emphasis></p><p><emphasis>ore 23.47</emphasis></p><empty-line/><p>Prigionieri dei tedeschi, Painter e Lisa sedevano l�uno dietro l�altra su uno slittino trainato da una delle motoslitte. Viaggiavano da quasi un�ora, assicurati con cinghie di plastica e legati l�uno all�altra. Perlomeno lo slittino era riscaldato.</p><p>Comunque, lui era curvo su di lei, tentando di proteggerla meglio che poteva col corpo. Non poteva fare di pi�: avevano i polsi legati ai montanti laterali dello slittino.</p><p>Davanti a loro, il killer sedeva rivolto all�indietro sul sedile posteriore della motoslitta che li trainava, col fucile e con gli occhi spaiati incessantemente puntati su di loro. Anna Sporrenberg pilotava il veicolo, in testa al convoglio.</p><p>Un gruppo di ex nazisti.</p><p>O nazisti <emphasis>riformati.</emphasis></p><p>O chi diavolo erano.</p><p>Painter mise da parte la questione. Aveva un enigma pi� importante da risolvere.</p><p>Come sopravvivere.</p><p>Durante il tragitto, Painter aveva capito come era stato facile scoprire lui e Lisa, nascosti nella grotta. Con gli infrarossi. Nel paesaggio gelido, la traccia del calore corporeo era facile da rilevare e aveva svelato il loro nascondiglio. Per lo stesso motivo, fuggire sarebbe stato quasi impossibile. Continu� a riflettere, la mente concentrata su un solo obiettivo: la fuga.</p><p>Ma come?</p><p>Nell�ultima ora, il convoglio di motoslitte aveva attraversato la notte gelida. I veicoli erano dotati di motori elettrici e scivolavano quasi senza fare rumore. In silenzio, le cinque motoslitte avevano percorso quel labirinto con una disinvoltura conquistata con la pratica, scivolando sui crinali, tuffandosi in ripide vallate, percorrendo ponti di ghiaccio.</p><p>Painter aveva fatto del suo meglio per memorizzare il tragitto, ma lo sfinimento e la complessit� del percorso lo confondevano. Il dolore martellante alla testa non aiutava. La cefalea era ritornata, assieme alla perdita di orientamento e alle vertigini. Purtroppo i sintomi non stavano diminuendo. Doveva anche ammettere che non aveva idea di dove si trovassero.</p><p>Sporgendosi, guard� il cielo notturno: le stelle brillavano di una luce fredda. Forse poteva usarle come riferimento.</p><p>Mentre guardava in alto, i puntini di luce cominciarono a girare nel cielo. Distolse lo sguardo, con un dolore lancinante dietro gli occhi.</p><p>�Tutto bene?� sussurr� Lisa.</p><p>Painter borbott� qualcosa sottovoce. Aveva troppa nausea per provare a parlare.</p><p>�Ancora il nistagmo?� dedusse lei.</p><p>Un severo grugnito del sicario prevenne qualsiasi altra comunicazione. Painter gliene fu grato. Chiuse gli occhi e fece qualche respiro profondo, attendendo che il momento passasse.</p><p>Cosa che, finalmente, avvenne.</p><p>Quando apr� gli occhi il convoglio si port� su una cresta e rallent� sino a fermarsi. Painter si guard� in giro. Non c�era nulla. Sulla destra, una parete di ghiaccio interrompeva la cresta rocciosa. Ricominci� a nevicare.</p><p>Perch� si erano fermati?</p><p>Davanti a loro, il killer scese dalla motoslitta.</p><p>Anna fece altrettanto. Voltandogli in parte le spalle, il bestione parl� alla donna, in tedesco.</p><p>Painter si sforz� di ascoltare e riusc� a cogliere le ultime parole dell�uomo.</p><p>�� dovremmo ucciderli e basta.�</p><p>Non era detto con veemenza, solo con spaventosa praticit�.</p><p>Anna non era d�accordo. �Dobbiamo scoprire di pi�, Gunther.� La donna lanci� un�occhiata fugace a Painter. �Sai quanti problemi abbiamo ultimamente. Se � stato mandato qui� Se sa qualcosa che pu� fermarla��</p><p>Painter non aveva idea di cosa stessero parlando, ma era disposto a sfruttare quel malinteso. Soprattutto se serviva a tenerlo in vita.</p><p>Il sicario scosse la testa. �Quello puzza di guai lontano un chilometro.� Fece per andarsene, come se non avesse pi� importanza. Per lui la questione era chiusa.</p><p>Anna lo ferm�, toccandogli la guancia, teneramente, con gratitudine� e forse qualcos�altro. �<emphasis>Danke</emphasis>, Gunther.�</p><p>Lui si allontan�, ma non prima che Painter notasse un lampo di dolore nei suoi occhi. Gunther cammin� faticosamente sino alla parete di ghiaccio e scomparve attraverso una fessura. Un istante dopo comparvero una nuvola di vapore e una luce intensa, per poi svanire d�un tratto.</p><p>Una porta si era aperta e richiusa.</p><p>Alle spalle dell�uomo, una delle guardie emise un verso derisorio, brontolando una parola, un insulto, udibile soltanto nelle immediate vicinanze.</p><p><emphasis>Leprak�nig.</emphasis></p><p>Re lebbroso.</p><p>Painter not� che la guardia aveva aspettato che il bestione fosse troppo lontano per sentire. Non aveva osato dirglielo in faccia. Ma, a giudicare dalle spalle ricurve del sicario e dai suoi modi burberi, Painter sospett� che se lo fosse sentito dire altre volte.</p><p>Anna risal� sulla motoslitta. Un�altra guardia armata prese il posto del killer, con l�arma puntata. Ripartirono.</p><p>Girarono attorno a uno sperone roccioso e scesero per un passo ancora pi� ripido. Davanti a loro c�era solo un mare di nebbia ghiacciata che oscurava la vista, sovrastato da una pesante cresta della montagna, bassa e incurvata come un paio di mani in cerca di calore.</p><p>Scesero nel vasto banco di nebbia, trafiggendolo con le luci.</p><p>In pochi istanti, la visibilit� si ridusse a qualche decina di centimetri. Le stelle svanirono.</p><p>Poi, d�un tratto, l�oscurit� divenne pi� profonda, mentre si addentravano nell�ombra dell�aggetto di roccia. Ma, anzich� diventare pi� fredda, l�aria divenne notevolmente pi� calda. Mentre proseguivano la discesa, dalla neve cominciarono ad affiorare rocce e massi, attorno ai quali gocciolava neve sciolta.</p><p>Painter concluse che ci doveva essere una sacca di attivit� geotermica in quel punto. Rare sorgenti termali erano sparse qua e l� nella catena dell�Himalaya. Create dall�intensa pressione tra la piattaforma continentale indiana e l�Asia, erano note soprattutto alle popolazioni indigene. Quelle sorgenti geotermiche erano ritenute la fonte del mito di Shangri-La.</p><p>Via via che la neve si assottigliava, il convoglio fu costretto ad abbandonare le motoslitte. Quando furono parcheggiate, Painter e Lisa furono slegati dallo slittino. Lui le rest� vicino. Si scambiarono uno sguardo carico di preoccupazione.</p><p>Circondati da parka bianchi e fucili, furono condotti a piedi per il resto del tragitto. Sotto gli stivali, la neve lasci� il posto alla roccia bagnata. Comparvero scalini scolpiti nella pietra. Davanti a loro, la nebbia perpetua si assottigli� e si sfald�.</p><p>Dopo pochi passi, una parete di roccia emerse dall�oscurit�, riparata da una spalla della montagna. Era una grotta naturale. Ma non era un paradiso. C�era solo granito nero scosceso, che trasudava e gocciolava.</p><p>Somigliava pi� all�inferno che a Shangri-La.</p><p>Lisa inciamp� accanto a lui. Painter la sostenne come pot�, coi polsi legati, ma cap� il perch� di quel passo incerto.</p><p>Davanti a loro, un castello emergeva dalla foschia.</p><p>O, meglio, <emphasis>mezzo </emphasis>castello.</p><p>Avvicinandosi, Painter riconobbe in quella forma una facciata, scolpita sommariamente in fondo alla grotta. Due gigantesche torri merlate affiancavano un massiccio torrione centrale. Dietro spesse vetrate si vedevano luci accese.</p><p>�<emphasis>Granitschlo�</emphasis>�, annunci� Anna, facendo strada verso un�entrata ad arco, alta il doppio di Painter, fiancheggiata da giganteschi cavalieri di granito.</p><p>L�ingresso era sigillato da un pesante portone di legno di quercia, con borchie e sbarre di ferro nero; ma, mentre il gruppo si avvicinava, il portone si sollev�, aprendosi a saracinesca.</p><p>Anna prosegu� a grandi passi. �Venite. � stata una lunga nottata.�</p><p>Painter e Lisa furono condotti all�entrata, col fucile puntato contro. Lui studi� la facciata, i bastioni, i parapetti e le finestre ad arco. L�intera superficie di granito nero trasudava umidit�, gocciolava, lacrimava. L�acqua sembrava nera come petrolio, come se il castello si stesse dissolvendo davanti ai loro occhi, tornando a fondersi nella parete di roccia.</p><p>L�intensa illuminazione proveniente da alcune delle finestre conferiva alla facciata del castello una luminescenza infernale, ricordandogli un dipinto di Hieronymus Bosch. L�artista del XV secolo si era specializzato in rappresentazioni perverse dell�inferno. Se Bosch avesse mai scolpito le porte degli inferi, le avrebbe fatte come quel castello.</p><p>Non avendo altra scelta, Painter segu� Anna e attravers� l�entrata ad arco del castello. Guard� su, cercando le parole che, secondo Dante, erano scolpite all�ingresso dell�inferno: <emphasis>Lasciate ogni speranza, voi ch�entrate.</emphasis></p><p>Le parole non c�erano, ma era come se ci fossero.</p><p><emphasis>Lasciate ogni speranza�</emphasis></p><p>La frase riassumeva bene la situazione.</p><empty-line/><p><emphasis>Copenhagen, Danimarca,</emphasis></p><p><emphasis>ore 20.15</emphasis></p><empty-line/><p>Mentre l�eco dell�esplosione si disperdeva, Gray prese Fiona per un braccio e la trascin� fuori da una porta laterale della pasticceria francese. Punt� verso un vicolo l� vicino, facendosi largo tra i clienti radunati sul marciapiede.</p><p>In lontananza cominciarono a urlare le sirene. Ai vigili del fuoco di Copenhagen, quella dovette sembrare una giornata interminabile.</p><p>Gray raggiunse l�angolo del vicolo, lontano dal fumo e dal caos, con Fiona al seguito. Sent� un mattone spezzarsi accanto all�orecchio, seguito da un rimbalzo sibilante. Un proiettile. Girando su se stesso, spinse Fiona nel vicolo e si acquatt�, scrutando la strada alla ricerca del tiratore.</p><p>Anzi la tiratrice.</p><p>Era vicina. Mezzo isolato pi� indietro, sul lato opposto della strada.</p><p>Era la donna albina dell�asta. La differenza era che portava una tuta aderente nera e aveva anche acquisito un nuovo accessorio alla moda: una pistola col silenziatore. La teneva bassa, accanto al ginocchio, mentre avanzava a grandi passi verso la loro posizione. Si tocc� un orecchio, muovendo le labbra.</p><p>Aveva una radio.</p><p>Quando la donna pass� sotto un lampione, Gray si accorse dell�errore: non era la stessa donna dell�asta. Aveva i capelli pi� lunghi e il viso pi� scarno.</p><p>Doveva essere una sorella maggiore dei due gemelli.</p><p>Gray si rimise in movimento. Pensava che Fiona fosse gi� a met� del vicolo, ma la trov� a cinque metri da lui, in sella a una Vespa verdina arrugginita. �Che stai��</p><p>�Abbiamo trovato un passaggio�, lo interruppe, riponendo un cacciavite nella borsetta.</p><p>Gray le fu accanto in un istante. �Non c�� tempo di farla partire.�</p><p>Fiona gli lanci� un�occhiata fugace, mentre maneggiava un groviglio di fili dell�accensione. Ne intrecci� un paio e il motore si mise a tossire, e infine part�.</p><p>La ragazza era brava, ma c�erano limiti alla fiducia.</p><p>Gray le fece cenno di farsi indietro. �Guido io.�</p><p>Fiona scroll� le spalle e scivol� sul sellino posteriore.</p><p>Gray mont� in sella, abbass� il cavalletto e spar� il motore a manetta. Col fanale spento, si lanci� nel vicolo buio� o, meglio, avanz� trotterellando.</p><p>�Forza!� esclam�.</p><p>�Metti la seconda�, sugger� Fiona. �Evita la terza, bisogna tirargli il collo, a queste vecchie carrette.�</p><p>�Non ho bisogno di un secondo pilota.�</p><p>Comunque Gray obbed�. Lo scooter balz� in avanti come una puledra spaventata. Percorsero il vicolo a tutta velocit�, zigzagando tra decine di bidoni della spazzatura.</p><p>Mentre le sirene strillavano, Gray si volt� a dare un�occhiata. Un�autopompa sfrecci� davanti all�entrata del vicolo, coi lampeggianti accesi, diretta al luogo dell�esplosione. Prima che Gray si voltasse, comparve una figura scura, che si stagliava contro le luci della strada alle sue spalle.</p><p>La donna che aveva sparato.</p><p>Gray diede gas e aggir� sbandando un grosso cassone da cantiere, mettendolo tra s� e la donna. Da l�, procedendo radente al muro, potevano percorrere il resto del vicolo riparati e sbucare sulla traversa davanti a loro, che splendeva come un faro.</p><p>Era la loro unica opportunit�.</p><p>Gli occhi puntati sulla strada, Gray si vide parare davanti una seconda sagoma scura. Illuminati dai fari di un�auto di passaggio, i suoi capelli biondi si fecero argentati. Un altro fratello. L�uomo indossava un lungo spolverino nero. Aprendolo, scopr� un fucile a canne mozze.</p><p>La donna doveva averlo chiamato via radio, organizzando quell�imboscata.</p><p>�Tieniti forte!� url� Gray.</p><p>L�uomo sollev� il fucile con una mano e Gray not� che aveva l�altro braccio bendato dal polso al gomito e legato al collo. Sebbene il viso fosse in ombra, Gray cap� chi era.</p><p>L�assassino di Grette Neal. Le bende coprivano i segni dei morsi di Bertal.</p><p>L�uomo punt� il fucile.</p><p>Non c�era pi� tempo.</p><p>Gray sterz� bruscamente, facendo sbandare lo scooter di lato. Il fucile esplose un colpo smorzato, accompagnato dal fragore di una porta sfondata dai pallettoni.</p><p>Fiona gua� di paura.</p><p>Ma quello fu l�unico colpo che l�uomo riusc� a sparare, prima di tuffarsi per scansare la sbandata della Vespa. Una volta fuori dal vicolo buio, Gray diede un colpo d�acceleratore e, con un grande stridore di pneumatici, riprese il controllo dello scooter. S�intrufol� nel traffico, guadagnandosi la strombazzata di uno sdegnato automobilista alla guida di un�Audi.</p><p>Mentre procedevano, Fiona allent� la presa.</p><p>Gray faceva lo slalom tra le auto pi� lente, acquisendo velocit�, via via che la strada scendeva sempre pi� ripida. La discesa terminava in un incrocio a T con un viale alberato. Gray fren�, preparandosi alla curva stretta. Lo scooter si rifiut� di obbedire. Lui guard� gi� e vide qualcosa penzolare accanto alla ruota posteriore.</p><p>Il cavo dei freni.</p><p>Doveva essersi staccato durante la sbandata.</p><p>�Rallenta!� gli url� Fiona in un orecchio.</p><p>�Il freno � andato!� ribatt� lui. �Tieniti forte!�</p><p>Gray spense il motore, poi cerc� di ridurre lo slancio dello scooter scartando a destra e a sinistra, come uno slalomista. Trascin� la ruota posteriore contro un marciapiede, facendo fumare la gomma.</p><p>Raggiunsero l�incrocio, andando ancora troppo forte. Tagliarono la strada a un camion.</p><p>Gray rovesci� lo scooter su un lato prima di andare a sbattere contro il marciapiede opposto.</p><p>La Vespa si ribalt�, disarcionando Gray e Fiona. La collisione fu attutita da una siepe, ma i due finirono comunque per rotolare sul marciapiede, sino a fermarsi alla base di un muro di mattoni.</p><p>Dopo essersi rimesso in piedi, Gray raggiunse Fiona. �Tutto a posto?�</p><p>Lei si alz�, pi� arrabbiata che dolorante. �Ho speso duecento euro per questa gonna.� Il suo vestito aveva un lungo strappo su un lato. Lo tenne chiuso con una mano e si chin� per recuperare la borsa.</p><p>L�abito Armani di Gray era messo anche peggio. I pantaloni avevano uno strappo sul ginocchio e, in quanto alla giacca, sembrava che l�avesse strofinata con una spazzola di ferro. A parte qualche graffio ed escoriazione, per�, ne erano usciti indenni.</p><p>Il traffico continuava a fluire davanti al luogo del loro incidente.</p><p>Fiona s�incammin�. �Da queste parti gli incidenti in Vespa sono all�ordine del giorno. E i furti pure. Gli scooter, a Copenhagen, sono una specie di propriet� collettiva. Te ne serve uno? Prenditelo. Poi mollalo per il prossimo che passa. Non gliene frega niente a nessuno.�</p><p>Ma a qualcuno s�. Un nuovo stridore di pneumatici attir� la loro attenzione. Una berlina nera s�immise sulla strada, due isolati pi� indietro, e si diresse verso di loro a gran velocit�. Non c�erano n� edifici n� vicoli. Soltanto un alto muro di cinta, oltre il quale risuonavano allegre melodie di flauti e archi.</p><p>Dietro di loro, la berlina rallent� nei pressi della Vespa abbandonata. Senza dubbio la fuga in scooter era stata riferita via radio.</p><p>�Vieni�, disse Fiona.</p><p>Mettendosi la borsa a tracolla, lo condusse a una panchina ombreggiata e ci mont� su. Poi, usando lo schienale per darsi lo slancio, fece un salto e si aggrapp� a un ramo sopra di lei. Sollev� le gambe e le attorcigli� attorno al ramo.</p><p>�Che fai?�</p><p>�I ragazzi svegli lo fanno sempre. Entrata gratis.�</p><p>�Cosa?�</p><p>�Forza!�</p><p>Spostando una mano dopo l�altra lungo il grosso ramo, si port� oltre il muro di mattoni, poi si lasci� cadere dall�altro lato e scomparve.</p><p>La berlina ripart� lentamente.</p><p>Non avendo altra scelta, Gray segu� l�esempio di Fiona. Mont� sulla panchina e salt� su. La musica fluttuava nell�aria scintillante e magica della notte. Una volta appeso a testa in gi�, Gray si sporse oltre il muro di cinta. Dall�altra parte c�era un paese delle meraviglie, fatto di lanterne sfavillanti, palazzi in miniatura e passatempi funamboleschi.</p><p>Tivoli.</p><p>Il lunapark di fine secolo era situato nel cuore di Copenhagen. Dalla sua posizione sopraelevata, Gray vedeva il lago al centro del parco: uno specchio d�acqua che rifletteva migliaia di lanterne e luci. Da l� si dipartivano viali bordati di fiori, che conducevano a padiglioni illuminati, montagne russe di legno, giostre e ruote panoramiche. L�antico lunapark non era tanto una Disneyland meno tecnologica, quanto piuttosto un accogliente parco di quartiere.</p><p>Gray super� il muro di cinta muovendosi lungo il ramo.</p><p>Dall�altra parte, Fiona lo aspettava dietro un capanno degli attrezzi.</p><p>Gray sganci� le gambe e rimase appeso per le braccia. Un pezzo di corteccia esplose vicino alla sua mano destra. Spaventato, moll� la presa e cadde, facendo mulinare le braccia in cerca di equilibrio. Atterr� su un�aiuola, sbattendo un ginocchio, ma il terriccio morbido attut� la caduta. Dall�altra parte del muro si ud� il brontolio di un motore e una portiera sbattuta.</p><p>Li avevano visti.</p><p>Con una smorfia in volto, Gray raggiunse Fiona, che lo guardava con occhi sgranati. Aveva sentito anche lei lo sparo. Senza una parola, fuggirono assieme, nel cuore di Tivoli.</p></section><section><title><p>6. IL BRUTTO ANATROCCOLO</p></title><p><emphasis>Himalaya,</emphasis></p><p><emphasis>ore 01.22</emphasis></p><empty-line/><p>Lisa era immersa in un bagno fumante di acque termali. Poteva chiudere gli occhi e immaginarsi in un costoso stabilimento idroterapico europeo. Gli accessori di quella stanza erano decisamente raffinati: morbidi asciugamani e accappatoi di cotone egiziano, un enorme letto a baldacchino con una montagna di coperte, accatastate su una trapunta di piumino d�oca alta trenta centimetri. Alle pareti erano appesi arazzi medievali e i pavimenti di pietra erano ricoperti di tappeti turchi.</p><p>Painter era nella sala adiacente, impegnato a rattizzare il fuoco del piccolo camino.</p><p>Condividevano quella confortevole cella.</p><p>Painter aveva detto ad Anna Sporrenberg che loro due stavano assieme, in America. Uno stratagemma per evitare di essere separati.</p><p>Lisa non aveva avuto nulla da ridire. Non voleva restare sola.</p><p>Anche se la temperatura era al limite dell�ebollizione, la donna aveva i brividi. Da medico, riconosceva i segni dello shock: l�adrenalina che l�aveva sostenuta fino a quel momento cominciava a svanire. Si ricord� di come si era scagliata contro quella tedesca, quasi aggredendola. Che cosa le era saltato in mente? Aveva rischiato che li facessero fuori entrambi.</p><p>E per tutto quel tempo, invece, Painter era rimasto cos� calmo. Anche in quel momento la rassicurava sentirlo mentre aggiungeva un altro pezzo di legno al fuoco, un atto semplice per procurare sollievo e ristoro a tutti e due. Doveva essere esausto. Lui aveva gi� fatto il bagno, non tanto per motivi igienici, quanto come rimedio contro un principio di congelamento. Lisa aveva notato le chiazze bianche che aveva alle estremit� delle orecchie e aveva insistito perch� usasse la vasca per primo.</p><p>A lei era andata meglio, perch� aveva vestiti pi� pesanti. Comunque s�immerse completamente nella vasca, sprofondando sott�acqua anche con la testa. Il calore le pervase il corpo, riscaldando tutti i tessuti. Le si acuirono i sensi. Non doveva fare altro che inspirare, lasciarsi annegare. Un attimo di panico, poi sarebbe finito tutto: la paura, la tensione. Avrebbe ripreso il controllo del proprio destino, si sarebbe riappropriata di ci� che i suoi carcerieri tenevano in ostaggio.</p><p>Solo un respiro�</p><p>�Hai quasi finito?� Il suono di quelle parole, smorzato dall�acqua, le sembrava molto distante. �Ci hanno portato uno spuntino.�</p><p>Lisa riemerse dall�acqua e dal vapore, i capelli e il viso gocciolanti. �S� Esco tra un minuto.�</p><p>�Fai con comodo�, replic� Painter dall�altra stanza.</p><p>Lo sent� aggiungere altra legna al fuoco.</p><p>Dove trovava la forza di muoversi? Prima costretto a letto per tre giorni, poi la lotta nel seminterrato, infine quel viaggio al gelo� Eppure andava avanti imperterrito. Forse era soltanto la disperazione, ma percepiva in lui una sorgente di forza che andava oltre la resistenza fisica.</p><p>Mentre pensava a quell�uomo, smise finalmente di tremare. Usc� dalla vasca con la pelle fumante e si tampon� con un asciugamano. Appeso a un gancio c�era un morbido accappatoio. Lo lasci� l� ancora per un istante. Accanto a un antico lavabo c�era uno specchio che arrivava fino al pavimento. La superficie era appannata, ma rifletteva comunque la sua figura nuda. Ruot� una gamba, non per un vezzo narcisistico, ma per esaminare la mappa dei lividi sparpagliati sull�arto. I polpacci doloranti le ricordarono una cosa essenziale.</p><p>Era ancora viva.</p><p>Diede un�occhiata alla vasca.</p><p>Non avrebbe concesso loro quella soddisfazione. Sarebbe andata sino in fondo.</p><p>S�infil� l�accappatoio. Dopo aver stretto la cintura attorno alla vita, usc� dal bagno. L�altra stanza era pi� calda. Arrivando, avevano trovato una temperatura accettabile, grazie a una ventola di riscaldamento, ma il fuoco acceso nel camino l�aveva resa molto pi� accogliente. Il piccolo focolare crepitava allegramente, diffondendo una luce calda e tremolante. L�unica altra illuminazione, una serie di candele accese accanto al letto, contribuiva all�atmosfera intima.</p><p>Non c�era elettricit�.</p><p>Anna Sporrenberg aveva spiegato orgogliosamente che il castello era alimentato quasi interamente a energia geotermica, grazie a un progetto centenario di Rudolf Diesel, l�ingegnere tedesco dai natali francesi che avrebbe in seguito inventato il motore diesel. In ogni caso, l�elettricit� non doveva essere sprecata ed era quindi disponibile solo in alcune aree selezionate del castello, tra le quali non rientrava la loro stanza.</p><p>Painter si volt� a guardarla, quando entr�. Lei not� che, coi capelli arruffati, lui aveva un�aria sbarazzina. A piedi nudi e avvolto in un accappatoio identico al suo, riemp� due tazze di coccio con una bevanda fumante.</p><p>�T� al gelsomino�, spieg�, facendole cenno di accomodarsi su un piccolo divano davanti al fuoco. Su un tavolino era poggiato un vassoio con vari formaggi, un pane nero, roast beef a fette e una scodella di more con un piccolo bricco di panna.</p><p>�La nostra ultima cena?� chiese Lisa, cercando di suonare disinvolta, ma senza riuscirci.</p><p>Painter batt� con la mano il posto accanto a lui mentre si sedeva.</p><p>Lei lo raggiunse.</p><p>Mentre lui tagliava il pane, Lisa prese un pezzetto di cheddar stagionato. Lo annus� e lo rimise sul vassoio. Non aveva appetito.</p><p>�Dovresti mangiare�, le consigli� Painter.</p><p>�Perch�? Per essere pi� forte quando ci riempiranno di farmaci?�</p><p>Painter arrotol� una fetta di roast beef e se la infil� in bocca. Continu� a parlare mentre masticava: �Nulla � certo. Se c�� una cosa che ho imparato nella vita � proprio questa�.</p><p>Poco convinta, lei scosse la testa. �Che vuoi dire, quindi? Speriamo che tutto vada per il meglio?�</p><p>�Personalmente preferisco avere un piano.�</p><p>�Ce l�hai?�</p><p>�Uno molto semplice. Senza raffiche di mitra e pioggia di granate.�</p><p>�E allora?�</p><p>Lui ingoi� il roast beef e si volt� verso di lei. �Una cosa che, sorprendentemente, funziona un sacco di volte.�</p><p>Lei aspettava una risposta. �E cio�?�</p><p>�L�onest�.�</p><p>Lisa si accasci� sul divano, lasciando cascare le spalle. �Grandioso.�</p><p>Painter raccolse una fetta di pane, ci spalm� uno spesso strato di senape, aggiunse una fetta di roast beef e, per finire, un pezzo di cheddar. Poi porse il tutto a Lisa. �Mangia.�</p><p>Sospirando, lei prese la sua creazione, solo per fargli piacere.</p><p>Painter ne prepar� un�altra per s�. �Per esempio, io sono il direttore di una divisione della DARPA che si chiama Sigma. Siamo specializzati nelle indagini sulle minacce contro gli Stati Uniti. Insomma, siamo il braccio armato della DARPA.�</p><p>Lisa rosicchi� la crosta del pane, sentendo il sapore intenso della senape fresca. �Possiamo aspettarci un�azione di soccorso da parte dei tuoi colleghi?�</p><p>�Ne dubito. Non nei tempi che abbiamo a disposizione. Ci vorranno giorni perch� scoprano che il mio cadavere non � sepolto sotto le macerie del monastero.�</p><p>�Allora non capisco��</p><p>Painter sollev� una mano, sgranocchi� un boccone di panino e continu� a parlare con la bocca piena. �Sto parlando di onest�. Dire le cose come stanno, apertamente, e vedere che cosa succede. Qualcosa ha attirato l�attenzione della Sigma, da queste parti. Storie di strane malattie. Dopo cos� tanti anni di operazioni condotte nell�ombra, perch� tutti questi passi falsi negli ultimi mesi? Io non sono uno che crede molto alle coincidenze. Ho sentito Anna parlare col soldato assassino. Ha accennato a un problema, qualcosa che li lascia sconcertati. Forse i nostri obiettivi non sono tanto diversi. Forse c�� spazio per una cooperazione.�</p><p>�E ci lascerebbero in vita?� chiese lei, con un tono a met� tra lo scherno e la speranza. Poi morse il panino, per non sentirsi troppo sciocca.</p><p>�Non lo so�, rispose lui, onestamente. �Finch� ci dimostriamo utili, forse s�. E, se riuscissimo a guadagnare un paio di giorni, aumenterebbero le possibilit� di essere salvati oppure di un cambiamento delle circostanze.�</p><p>Lisa mastic� il cibo, riflettendo. Senza neanche rendersene conto, si ritrov� a mani vuote. E aveva ancora fame. Divisero la scodella di more, versandoci sopra la panna.</p><p>Guard� Painter da una nuova prospettiva. Non era soltanto forte e caparbio. Dietro quegli occhi blu si nascondevano anche una vivace intelligenza e una buona dose di buon senso. Sentendosi osservato, lui le lanci� un�occhiata. Lisa ritorn� immediatamente a studiare il vassoio.</p><p>Finirono di mangiare in silenzio, sorseggiando il t�. Con lo stomaco pieno, la stanchezza si fece sentire. Anche parlare era una fatica. In pi�, a Lisa piaceva stare seduta in silenzio accanto a lui. Sentiva il suo respiro e il profumo della sua pelle appena lavata.</p><p>Mentre finiva di bere il t� addolcito col miele, not� che Painter si sfregava la tempia destra, strabuzzando gli occhi. La cefalea stava ritornando. Non voleva giocare a fare la dottoressa e preoccuparlo con un atteggiamento clinico, ma lo osserv� con la coda dell�occhio. Gli tremavano le dita dell�altra mano. Not� la leggera vibrazione delle sue pupille, mentre guardava il fuoco che si spegneva lentamente.</p><p>Painter aveva parlato di onest�, ma voleva sapere la verit� sulle sue condizioni di salute? Gli attacchi sembravano pi� frequenti e una parte di lei era abbastanza egoista da aver paura, non per la salute di Painter, ma per la esigua speranza di sopravvivere che lui le aveva infuso. Aveva bisogno di lui.</p><p>Lisa si alz�. �Dobbiamo dormire un po�. Presto si far� giorno.�</p><p>Painter gemette, ma annu�. Si alz�. Vacill� e lei dovette sostenerlo per un braccio.</p><p>�Sto bene�, disse lui.</p><p>Alla faccia dell�onest�.</p><p>Lisa lo condusse fino al letto e tir� indietro le coperte.</p><p>�Posso dormire sul divano�, propose lui, opponendo resistenza.</p><p>�Non essere ridicolo e mettiti a letto. Non � il momento di preoccuparsi del pudore. Siamo in una roccaforte nazista.�</p><p>�<emphasis>Ex </emphasis>nazista.�</p><p>�Gi�, questo s� che � confortante.�</p><p>Painter sal� sul letto con un sospiro, con tanto di accappatoio addosso. Lei gir� dall�altro lato e fece altrettanto, spegnendo le candele. Le ombre s�ispessirono, ma il fuoco morente continuava a diffondere una luce piacevole nella stanza. Lisa non era certa di poter sostenere un�oscurit� completa.</p><p>Si sistem� sotto le coperte, tirandole su fino al mento. Lasci� uno spazio tra loro due, rivolgendo la schiena a Painter.</p><p>Lui percep� la sua paura e si volt� verso di lei. �Se moriremo, lo faremo assieme.�</p><p>Non erano esattamente le parole rassicuranti che si aspettava di sentire, ma allo stesso tempo le davano uno strano conforto. Nelle parole di Painter, nel suo tono di voce, c�era qualcosa: forse l�onest�, forse una promessa� In ogni caso, furono molto pi� efficaci di qualsiasi traballante rassicurazione sulla loro incolumit�.</p><p>Lei gli credeva.</p><p>Accoccolandosi vicino a lui, gli prese la mano. Le loro dita s�intrecciarono. Nulla a che vedere col sesso, era solo il bisogno di un contatto fisico. Lei gli prese un braccio e se lo avvolse attorno.</p><p>Lui le strinse forte la mano, rassicurante. Allora lei gli si avvicin� ancora di pi� e Painter si volt� per abbracciarla meglio.</p><p>Lisa chiuse gli occhi, senza aspettarsi di dormire. Eppure, stretta tra le braccia di lui, alla fine si addorment�.</p><empty-line/><p><emphasis>Copenhagen, Danimarca,</emphasis></p><p><emphasis>ore 22.39</emphasis></p><empty-line/><p>Gray guard� l�orologio.</p><p>Erano nascosti da oltre due ore. Lui e Fiona si erano intrufolati nel condotto della <emphasis>Minen</emphasis>, la miniera. Era una vecchia attrazione animatronica, con vetture che passavano davanti ad animali di cartone simili a talpe che, vestite da minatori, lavoravano in una stravagante cava sotterranea. Lo stesso ritornello musicale si ripeteva di continuo, in una versione uditiva della tortura cinese dell�acqua.</p><p>Poco dopo essersi mischiati alla folla di Tivoli, Gray e Fiona erano saltati su una vettura, fingendo di essere padre e figlia. Alla prima curva non sorvegliata, per�, erano scesi e si erano nascosti in una cabina di servizio, dietro una porta col simbolo di una scarica elettrica. Non essendo arrivato in fondo al percorso, Gray poteva soltanto immaginare come sarebbe andato a finire: con quelle creature simili a talpe felicemente ricoverate in ospedale, malate di antracosi.</p><p>O almeno cos� sperava.</p><p>Il brioso ritornello si ripet� per la millesima volta. Forse non era terribile quanto <emphasis>It�s a Small World </emphasis>di Disneyland, ma ci mancava poco.</p><p>Gray aveva la Bibbia di Darwin aperta in grembo. Ne stava esaminando le pagine con una penna luminosa, alla ricerca di indizi che ne giustificassero l�importanza. La testa gli pulsava di dolore a tempo di musica.</p><p>�Hai una pistola?� chiese Fiona, accovacciata in un angolino con le braccia conserte. �Se ce l�hai, sparami subito.�</p><p>Gray sospir�. �Manca solo un�altra ora.�</p><p>�Non ce la far� mai.�</p><p>Il piano era aspettare che il lunapark chiudesse. Gray era sicuro che ormai tutte le uscite fossero sotto sorveglianza, perci� la loro unica speranza era tentare la fuga durante l�esodo di massa dal parco, a mezzanotte. Aveva tentato di farsi confermare l�arrivo di Monk all�aeroporto di Copenhagen, ma il ferro e il rame del vecchio edificio disturbavano il campo del cellulare. Dovevano arrivare all�aeroporto.</p><p>�Hai scoperto qualcosa nella Bibbia?� chiese Fiona.</p><p>Gray scosse la testa. L�albero genealogico, o, meglio, evolutivo, della famiglia Darwin, raffigurato all�interno della copertina, era particolarmente affascinante. Ma per il resto, nelle pagine che aveva esaminato fino a quel momento, la carta fragile e delicata non conteneva nessun indizio. Aveva scoperto soltanto qualche scarabocchio. Lo stesso segno ripetuto all�infinito, in numerose posizioni diverse.</p><p>Gray diede un�occhiata al suo taccuino. Aveva annotato i simboli nell�ordine in cui li aveva trovati, scritti a margine della Bibbia. Non sapeva se li avesse fatti Darwin o il successivo proprietario del volume.</p><p>Spinse il taccuino verso Fiona.</p><p>�Ci vedi qualcosa di familiare?�</p><p>La ragazza sospir� e guard� di traverso i simboli.</p><empty-line/><image l:href="#5"/><empty-line/><p>�Impronte di uccellini�, comment�. �Non vale la pena di scervellarsi.�</p><p>Gray s�irrit�, ma tacque. L�umore di Fiona era peggiorato. Gli piaceva di pi� quando era vendicativa e compiaciuta, oppure pazza di rabbia. Da quando erano imprigionati l� dentro, sembrava che si fosse chiusa in se stessa. Gray sospettava che avesse incanalato tutto il dolore e le energie in quello stratagemma per impadronirsi della Bibbia, quella piccola vendetta contro gli assassini di sua nonna; ma, mentre erano chiusi l� al buio, la realt� stava tornando a galla.</p><p>Che cosa poteva fare? Prese carta e penna, cercando un sistema per farla concentrare sul presente. Disegn� un altro simbolo: il piccolo tatuaggio che aveva visto sul dorso della mano del compratore.</p><empty-line/><image l:href="#6"/><empty-line/><p>Le pass� il taccuino. �Che ne dici di questo?�</p><p>Con un sospiro ancora pi� accentuato, lei si sporse in avanti a guardare un�altra volta. Scosse la testa. �Un quadrifoglio? Non so. Che cosa dovrebbe� Aspetta.� Prese il taccuino e guard� meglio. Sgranando gli occhi, esclam�: �Ma questo l�ho gi� visto!�</p><p>�Dove?�</p><p>�Su un biglietto da visita. Ma non era proprio cos�, aveva solo i contorni.� Prese la penna e cominci� a disegnare.</p><p>�Di chi era il biglietto da visita?�</p><p>�Di quello stronzo che � venuto a scartabellare nei nostri archivi mesi fa. Il tipo che ci ha fregato con la carta di credito falsa.� Fiona continu� a disegnare. �E, tu, dove l�hai visto?�</p><p>�Era tatuato sulla mano dell�uomo che ha comprato la Bibbia.�</p><p>�Lo sapevo! C�� sempre lo stesso bastardo dietro tutta questa storia. Prima cerca di rubarla, poi copre le sue tracce uccidendo Mutti e incendiando il negozio.�</p><p>�Ti ricordi il nome sul biglietto da visita?�</p><p>Fiona scosse la testa. �Soltanto il simbolo, perch� l�avevo riconosciuto.�</p><p>Gli pass� lo schizzo che aveva fatto. Era un disegno pi� dettagliato, che, rispetto al tatuaggio, rivelava meglio l�intreccio del simbolo.</p><empty-line/><image l:href="#7"/><empty-line/><p>Gray picchiett� un dito sul foglio. �Hai riconosciuto questo simbolo?�</p><p>Fiona annu�. �Colleziono spille. Certo, con questi vestiti orribili non ho potuto metterne neanche una.�</p><p>Gray ricord� la felpa col cappuccio, quella che Fiona indossava quando l�aveva vista la prima volta, ornata di spille e distintivi di ogni forma e misura.</p><p>�Ho avuto una fase celtica. Ascoltavo solo quella musica e avevo un sacco di spille con disegni celtici.�</p><p>�E questo simbolo?�</p><p>�Si chiama Quadrato della Terra o Croce di San Giovanni. � una protezione, invoca i quattro angoli della terra per ottenere potere.� Indic� i cerchi simili a un quadrifoglio. �E per questo che a volte lo chiamano nodo-scudo. Serve a proteggerti.�</p><p>Gray si concentr�, ma non trov� nessun significato in quell�indizio.</p><p>�� per questo che ho detto a Mutti di fidarsi di quel tizio�, aggiunse Fiona, afflosciandosi contro la parete. La sua voce divenne un sussurro, come se avesse paura di parlare. �A lei non piaceva quell�uomo. Era una reazione di pelle. Ma, quando io ho visto quel simbolo sul suo bigliettino, ho pensato che doveva essere un tipo a posto.�</p><p>�Non potevi saperlo.�</p><p>�Mutti invece lo sapeva�, replic� lei, tagliente. �E adesso � morta. Per colpa mia.� Nelle sue parole risuonavano il senso di colpa e la rabbia.</p><p>�Sciocchezze.� Gray le si avvicin� e le mise un braccio attorno alle spalle. �Chiunque siano queste persone, erano molto determinate fin dall�inizio. Lo sai anche tu. Avrebbero trovato un modo per impadronirsi di quelle informazioni nel vostro negozio. Non avrebbero mai accettato un no. Se tu non avessi convinto tua nonna a lasciargli guardare gli archivi, avrebbero potuto farvi fuori tutt�e due all�istante.�</p><p>Fiona si appoggi� a lui.</p><p>�Tua nonna��</p><p>�Non era mia nonna�, lo interruppe lei, con la voce soffocata.</p><p>Gray se l�era immaginato, ma rimase in silenzio, lasciandola parlare.</p><p>�Mi ha sorpreso mentre tentavo di rubare un po� di roba dal suo negozio. Due anni fa. Ma non ha chiamato la polizia. Mi ha preparato una zuppa di pollo e orzo.�</p><p>Gray non aveva bisogno di vedere il viso di Fiona per sapere che aveva abbozzato un sorriso.</p><p>�Era fatta cos�. Ha sempre aiutato i ragazzi di strada. Raccattava i randagi.�</p><p>�Come Bertal.�</p><p>�E me.� Rest� in silenzio per un lungo istante. �I miei genitori sono morti in un incidente stradale. Erano immigrati pakistani, del Punjab. Avevamo una casetta a Waltham Forest, a Londra, c�era anche il giardino. Parlavamo di prendere un cane. Poi� sono morti.�</p><p>�Mi spiace, Fiona.�</p><p>�Mia zia e mio zio mi hanno preso con loro. Erano appena arrivati dal Punjab.� Un�altra lunga pausa. �Dopo un mese, lui ha cominciato a venire nella mia stanza di notte.�</p><p>Gray chiuse gli occhi.</p><p>�Perci� sono scappata. Ho vissuto per la strada a Londra, per un paio d�anni, ma mi sono cacciata in un guaio con le persone sbagliate. Dovevo scappare di nuovo. Perci� ho lasciato l�Inghilterra e sono andata in giro con lo zaino per l�Europa. Alla fine sono arrivata qui.�</p><p>�E Grette ti ha preso con s�.�</p><p>�Ma adesso � morta anche lei.� Ancora una volta l�eco del senso di colpa. �Forse porto sfortuna.�</p><p>Gray la strinse a s�. �Ho visto come ti guardava. Per lei averti con s� non � stata una sfortuna. Ti voleva bene.�</p><p>�Lo so�� Fiona si volt� dall�altra parte. Cominci� a sussultare e a singhiozzare sommessamente. Gray la tenne stretta. Alla fine lei si volt� e affond� il viso tra le sue braccia. A quel punto anche Gray dovette lottare col senso di colpa. Grette era una donna cos� generosa, amorevole e istintiva, gentile e comprensiva. E ormai era morta. Lui doveva fare i conti con le sue colpe. Se avesse proceduto con maggiore cautela, se fosse stato meno avventato in quell�indagine�</p><p>Quale prezzo per quella trascuratezza.</p><p>Fiona continu� a singhiozzare.</p><p>Anche ammesso che l�omicidio e l�incendio fossero gi� pianificati a prescindere dalle sue indagini grossolane, Gray giudic� le sue azioni successive. Era fuggito, abbandonando Fiona nel caos, lasciandola sola col suo dolore. Ricord� come l�aveva chiamato, prima arrabbiata, poi implorante.</p><p>Lui non si era fermato.</p><p>�Adesso non ho nessuno�, disse Fiona, piangendo sommessamente sull�abito di Gray.</p><p>�Hai me.�</p><p>Lei si tir� indietro, con gli occhi gonfi di lacrime. �Ma anche tu te ne andrai.�</p><p>�E tu verrai con me.�</p><p>�Ma hai detto��</p><p>�Lascia perdere quello che ho detto.� Gray sapeva che la ragazza non era pi� al sicuro. Sarebbe stata eliminata. Se non per impadronirsi della Bibbia, per metterla a tacere. Sapeva troppe cose. �Hai detto che sapevi l�indirizzo che c�era sulla ricevuta di vendita della Bibbia.�</p><p>Fiona lo guard� con evidente sospetto. Aveva smesso di singhiozzare. Si allontan�, valutando se la sua solidariet� fosse soltanto uno stratagemma per farle dire ci� che sapeva.</p><p>Gray cap� la sua diffidenza, imparata per strada, e sapeva che era meglio non insistere. �Ho un amico che sta per arrivare con un jet privato. Dovrebbe atterrare a mezzanotte. Possiamo metterci in contatto con lui e andare dove vogliamo, con l�aereo. Puoi dirmi dove dobbiamo andare quando siamo a bordo.� Gray le porse una mano, pronto a suggellare l�accordo.</p><p>Guardandolo di traverso, con un occhio semichiuso, Fiona gli strinse la mano. �Affare fatto.�</p><p>Era una piccola pezza rispetto agli errori del giorno precedente, ma era un inizio. Bisognava toglierla dai pericoli e, una volta sull�aeroplano, sarebbe stata al sicuro. Poteva rimanere a bordo, sorvegliata, mentre lui e Monk proseguivano l�indagine.</p><p>Fiona gli pass� il taccuino con tutti i simboli scarabocchiati. �Tanto perch� tu ti faccia un�idea, dobbiamo andare a Paderborn, in Germania. Ti riveler� l�indirizzo esatto quando saremo l�.�</p><p>Gray prese quella concessione come un piccolo indice di fiducia. �Bene.�</p><p>L�accordo era concluso.</p><p>�Ora, se solo tu potessi far smettere questa musica�� aggiunse la ragazza, gemendo per la stanchezza.</p><p>Per tutta risposta, l�incessante cantilena s�interruppe. Anche il ronzio costante delle macchine e il rumore secco delle vetture sui binari cessarono. Nell�improvviso silenzio, fuori dall�angusta porticina risuonarono i passi di qualcuno.</p><p>Gray si alz�. �Stai dietro di me.�</p><p>Fiona raccolse la Bibbia e la infil� nella borsa. Gray prese una spranga di ferro che aveva trovato poco prima.</p><p>La porta si apr� e una luce intensa li abbagli�.</p><p>Sorpreso, l�uomo sbrait� in danese: �Che ci fate qui?�</p><p>Gray abbass� la spranga. Era stato sul punto di colpire un tizio con la divisa da manutentore.</p><p>�La giostra � chiusa�, disse l�uomo, facendosi da parte. �Uscite di qui, prima che chiami la sicurezza.�</p><p>Gray obbed�. L�operaio lo guard� male mentre gli passava davanti. Cap� che impressione doveva fare la scena. Un uomo e un�adolescente nascosti nella cabina di un lunapark.</p><p>�Tutto a posto, signorina?� chiese l�operaio. Doveva aver notato gli occhi gonfi e i vestiti strappati.</p><p>�Stiamo bene�, rispose lei, prendendo sottobraccio Gray e ancheggiando un po�. �Ha pagato un extra per questo <emphasis>giro.</emphasis>�</p><p>L�uomo assunse un�espressione di disgusto. �L�uscita posteriore � da questa parte.� Indic� un�insegna luminosa. �Non fatevi pi� beccare qui dentro. � pericoloso gironzolare da queste parti.�</p><p>Mai pericoloso quanto fuori. Gray fece strada verso la porta e l�apr�. Guard� l�ora. Erano da poco passate le undici. Il parco era aperto ancora per un�ora. Forse era meglio provare a uscire subito. Girarono attorno all�edificio e videro che quell�area del lunapark era deserta. Non c�era da meravigliarsi che avessero chiuso quell�attrazione cos� presto.</p><p>Gray sent� musica e schiamazzi provenienti dal lago in mezzo al parco.</p><p>�Si stanno radunando tutti per la parata e per i fuochi d�artificio�, spieg� Fiona.</p><p>Gray preg� che lo spettacolo pirotecnico di quella sera non finisse con persone insanguinate e in preda al panico. Scrut� le immediate vicinanze. Le lanterne illuminavano la notte, le aiuole straripavano di tulipani. I viali di cemento e le piazzole erano poco popolati in quella zona. Erano troppo esposti.</p><p>Gray individu� un paio di agenti di sicurezza, un uomo e una donna, che camminavano un po� troppo decisi nella loro direzione. L�operaio della manutenzione aveva cambiato idea e aveva avvertito la sicurezza?</p><p>�� ora di svignarsela di nuovo�, disse Gray, trascinando Fiona nella direzione opposta. Si avvi� verso il punto in cui convergeva la folla. Camminavano a passo spedito, all�ombra degli alberi. Come due visitatori ansiosi di guardare la sfilata.</p><p>Si lasciarono alle spalle i sentieri tra le aiuole ed entrarono nella piazza centrale col grande lago, illuminato dalle luci e dalle lanterne dei padiglioni e dei palazzi circostanti. La folla acclam� il primo dei carri della parata, che entrava nella piazza in quel momento. Era alto tre piani e rappresentava una sirena su uno scoglio, decorata con luci colore verde smeraldo e celeste. Era seguito da altri carri sfavillanti, con fantocci animati alti cinque metri. Il tutto accompagnato da gioiose melodie di flauti e rulli di tamburi.</p><p>�� la sfilata di Hans Christian Andersen�, disse Fiona. �Celebra il duecentesimo anniversario dello scrittore, santo patrono della citt�.�</p><p>Gray avanz� con lei verso la folla assiepata ai lati del percorso dei carri, attorno al lago. Un gigantesco fiore infuocato esplose nel cielo, specchiandosi nell�acqua, accompagnato da una potente detonazione. Fantastiche cascate di lucenti stelle filanti dipinsero spirali, fischiando nel cielo notturno.</p><p>Mentre si avvicinavano alla folla che confluiva verso la parata, Gray manteneva una vigilanza costante, attento a individuare tutte le persone dalla carnagione chiara vestite di nero. Ma erano a Copenhagen. Una persona su cinque era bionda e il nero, a quanto sembrava, era l�ultimo grido in Danimarca.</p><p>Il cuore di Gray batteva a tempo coi tamburi. Una breve salva di fuochi d�artificio gli martell� il petto e i timpani. Ma finalmente avevano raggiunto le altre persone radunate per lo spettacolo.</p><p>Sopra di loro un altro fiore incandescente crepit� ed esplose, con una pioggia di fuoco.</p><p>Fiona inciamp�.</p><p>Gray l�afferr�, mentre sentiva fischiare le orecchie.</p><p>Quando l�eco dell�esplosione svan�, Fiona lo guard�, scioccata. Sollev� una mano da un fianco e gliela mostr�, mentre lui la trascinava in mezzo alla folla.</p><p>Fiona aveva il palmo della mano coperto di sangue.</p><empty-line/><p><emphasis>Himalaya,</emphasis></p><p><emphasis>ore 04.02</emphasis></p><empty-line/><p>Painter si svegli� nel buio: il fuoco era spento. Quanto aveva dormito? Senza finestre, erano fuori dal tempo. Ma intuiva che non ne era trascorso molto. Qualcosa l�aveva svegliato.</p><p>Si sollev� su un gomito.</p><p>All�altro capo del letto, anche Lisa era sveglia e guardava verso la porta. �Hai sentito?�</p><p>La stanza trem� violentemente. Furono raggiunti da un sonoro <emphasis>bum</emphasis>; era lontano, ma lo sentirono nelle viscere.</p><p>Painter gett� indietro le coperte. �Guai.�</p><p>Indic� la pigna di vestiti freschi forniti dai loro ospiti. Si vestirono rapidamente: calzamaglie e maglie a maniche lunghe, jeans pesanti e consunti e maglioni ingombranti.</p><p>Lisa accese le candele accanto al letto. Infil� i piedi in un paio di robusti stivali di cuoio, pi� adatti a un uomo. Attesero in silenzio per qualche tempo, forse venti minuti.</p><p>Entrambi si lasciarono cadere nuovamente sul letto.</p><p>�Secondo te che cosa � successo?� sussurr� Lisa.</p><p>Sentirono l�eco di una voce alterata.</p><p>�Non lo so, ma penso che lo scopriremo presto.�</p><p>Si ud� un rumore di stivali nel corridoio, oltre la pesante porta di legno di quercia.</p><p>Painter si alz�, tendendo un orecchio. �Vengono da questa parte.�</p><p>In effetti, qualcuno buss� forte alla porta. Sollevando un braccio, Painter tenne indietro Lisa e retrocedette a sua volta. Poi sentirono sfregare la sbarra di ferro che li teneva chiusi dentro.</p><p>La porta si apr� e quattro uomini irruppero nella stanza, puntando i fucili contro di loro. Poi ne entr� un quinto. Somigliava molto all�assassino di nome Gunther. Un gigante di uomo, dal collo taurino, coi capelli a spazzola, color argento o grigio chiaro. Indossava ampi pantaloni marroni, infilati in stivali alti fino alla coscia, e una camicia dello stesso colore. Gli mancavano soltanto la fascia nera al braccio e la svastica, per il resto era un perfetto soldato delle truppe d�assalto naziste.</p><p>O, meglio, <emphasis>ex </emphasis>naziste.</p><p>Aveva anche la stessa faccia pallida di Gunther, ma sembrava che avesse qualche problema. Il lato sinistro del volto era inerte, come se avesse subito un ictus.</p><p>Il braccio sinistro era mezzo paralizzato e tremava mentre indicava la porta. �<emphasis>Kommen Sie mit mir!</emphasis>�</p><p>Stava ordinando loro di uscire. Il corpulento caposquadra si gir� e s�incammin� a grandi passi, come se persino l�idea di disobbedire fosse semplicemente inconcepibile. D�altro canto, i fucili che i prigionieri avevano puntati nella schiena non potevano che consolidare la sua presunzione.</p><p>Painter fece un cenno col capo a Lisa. Lei lo affianc� mentre uscivano, seguiti dal quartetto di guardie. Il corridoio era angusto, scolpito nella roccia, largo a malapena per due persone. L�unica illuminazione proveniva dalle torce elettriche affrancate ai fucili delle guardie, che proiettavano ombre danzanti davanti a loro. Il corridoio era decisamente pi� freddo della loro stanza, ma non era gelido.</p><p>Non fecero molta strada. Secondo le stime di Painter, erano diretti verso la facciata del castello. Aveva ragione. Sent� persino il vento fischiare in lontananza. Fuori doveva essere ripresa la tempesta.</p><p>Davanti a loro, il corpulento caposquadra buss� a una porta di legno intagliato. Una risposta ovattata lo incoraggi� a entrare. Il corridoio s�illumin� di una luce calda, accompagnata da un�ondata di calore. La guardia entr� e tenne aperta la porta.</p><p>Anche Painter e Lisa entrarono nella stanza e si guardarono attorno. Sembrava una biblioteca, in stile rustico. Era su due piani, con scaffalature aperte su tutt�e quattro le pareti. Il livello superiore era cinto da una balconata di ferro, pesante e senza fronzoli. L�unica strada per salire era una scala a pioli.</p><p>La fonte di calore era un grande focolare di pietra, in cui bruciava un piccolo fal�. Da un dipinto a olio, un uomo con un�uniforme tedesca li guardava dall�alto in basso.</p><p>�Mio nonno�, spieg� Anna Sporrenberg, notando lo sguardo di Painter. Si alz� da una mostruosit� di scrivania intagliata. Anche lei indossava jeans scuri e un maglione. A quanto sembrava, era l�abbigliamento prescritto al castello. �Rilev� il castello dopo la guerra.�</p><p>La donna indic� loro alcune poltrone dallo schienale alto e avvolgente, disposte in cerchio di fronte al camino. Painter not� che aveva le occhiaie. Sembrava che non avesse dormito affatto. Inoltre, odorava di fumo, un odore simile alla cordite. Interessante. Incroci� il suo sguardo mentre si avvicinava alle poltrone. Sebbene fosse esausta, la donna aveva occhi accesi e penetranti: erano astuti, rapaci e calcolatori. Una persona da cui stare in guardia. Sembrava che anche lei lo stesse valutando con la stessa intensit�.</p><p>Che cosa stava succedendo?</p><p>�<emphasis>Setzen Sie sich, bitte</emphasis>�, disse la donna, indicando le sedie.</p><p>Painter e Lisa si sedettero l�uno accanto all�altra. Anna scelse una poltrona dalla parte opposta. La guardia rimase accanto alla porta chiusa, con le braccia conserte. Painter sapeva che le altre guardie aspettavano fuori. Esamin� la stanza in cerca di vie di fuga. L�unica altra uscita era una finestra infossata, che dava sull�oscurit�, sbarrata da una griglia di ferro. Impossibile fuggire di l�.</p><p>Painter rivolse nuovamente la sua attenzione ad Anna. Forse c�era un�altra via d�uscita. I modi della donna erano cauti, ma sicuramente li aveva convocati per un motivo. Lui aveva bisogno di tutte le informazioni possibili, ma avrebbe dovuto gestire la situazione con abilit�. Not� la somiglianza tra Anna e l�uomo del dipinto. Era un buon punto di partenza.</p><p>�Ha detto che suo nonno ha <emphasis>rilevato </emphasis>il castello�, esord�, cercando di estorcere qualche risposta, rimanendo su un terreno sicuro. �A chi apparteneva, prima?�</p><p>Anna si appoggi� allo schienale della poltrona, traendo evidente sollievo da quel momento di quiete davanti al camino. Tuttavia manteneva la concentrazione. Con le mani in grembo, lanci� un breve sguardo a Lisa e poi si rivolse di nuovo a lui. �Il <emphasis>Granitschlo� </emphasis>ha una storia lunga e oscura, signor Crowe. Ha sentito parlare di Heinrich Himmler?�</p><p>�Certo, il capo delle SS.�</p><p>�<emphasis>Ja. </emphasis>Era un macellaio e un pazzo.�</p><p>Painter fu sorpreso di sentire quei giudizi. Era forse un trucco? Intuiva che c�era sotto qualcosa, ma non conosceva le regole del gioco. Non ancora.</p><p>Anna prosegu�: �Himmler credeva di essere la reincarnazione di Enrico, un tedesco, re dei sassoni nel X secolo. Pensava anche di ricevere messaggi medianici da lui�.</p><p>Painter annu�. �Ho sentito che coltivava un interesse morboso per l�occulto.�</p><p>�Un�ossessione, in effetti.� Anna scroll� le spalle. �Era una passione di molti in Germania. Risaliva a Madame Blavatskij, che coni� il termine �ariano�. Sosteneva di avere acquisito conoscenze segrete studiando in un monastero buddista. A suo dire alcuni maestri le avevano insegnato che l�umanit� era regredita da una razza superiore e un giorno si sarebbe nuovamente evoluta. Un secolo dopo, Guido von List mescol� quelle credenze con la mitologia tedesca, dando un�origine nordica a quella mitica razza ariana.�</p><p>�E il popolo tedesco non solo abbocc�, ma s�ingoi� anche la lenza e il galleggiante�, aggiunse Painter, per stuzzicarla un po�.</p><p>�E perch� no? Dopo la sconfitta nella prima guerra mondiale, un�idea del genere compiaceva la nostra vanit�. Fu accolta in un fiorire di logge occulte in Germania. La societ� di Thule, la societ� di Vril, l�ordine dei Nuovi Templari.�</p><p>�A quanto ricordo, lo stesso Himmler apparteneva alla societ� di Thule.�</p><p>�S�, il <emphasis>Reichsf�hrer </emphasis>credeva appieno in questa mitologia e anche nella magia delle rune nordiche. � per questo che scelse le doppie rune <emphasis>sig</emphasis>, le due saette gemelle, per rappresentare il suo ordine di sacerdoti-guerrieri, la <emphasis>Schutzstaffel</emphasis>, o SS. Studiando l�opera di Madame Blavatskij, si convinse che la razza ariana fosse comparsa per la prima volta nella regione dell�Himalaya e che proprio qui sarebbe risorta.�</p><p>Lisa intervenne per la prima volta. �Perci� � vero che Himmler mand� spedizioni sull�Himalaya.� Scambi� uno sguardo con Painter. Ma l�uomo continuava a chiedersi che cosa significasse la frase criptica di Anna.</p><p><emphasis>Non siamo nazisti. Non pi�.</emphasis></p><p>Doveva incoraggiare la donna a parlare, fintanto che si dimostrava socievole. Intuiva una qualche trappola, ma non aveva idea di dove volesse andare a parare. Detestava brancolare nel buio, ma si rifiutava di darlo a vedere. �Allora, che cosa cercava Himmler quass�? Qualche trib� ariana perduta? Una Shangri-La a supremazia bianca?�</p><p>�Non esattamente. Con la scusa di fare ricerche antropologiche e zoologiche, Himmler invi� dei membri delle SS a cercare <emphasis>prove </emphasis>dell�esistenza di una razza scomparsa. E, sebbene non trovasse nulla, era sempre pi� determinato, sempre pi� immerso nella sua follia. Quando cominci� a costruire una roccaforte delle SS in Germania, un castello personale chiamato Wewelsburg, ne fece costruire una perfetta copia qui, trasportando in aereo mille schiavi dai campi di concentramento tedeschi. Mand� anche una tonnellata di lingotti d�oro per renderci autosufficienti. La cosa ha funzionato, grazie ad attenti investimenti.�</p><p>�Ma perch� costruire qui?� chiese Lisa.</p><p>Painter intu� il motivo. �Credeva che la razza ariana sarebbe risorta da queste montagne. Stava costruendo la loro prima fortezza.�</p><p>Anna annu�, come a concedergli un punto in una immaginaria partita. �Credeva pure che i maestri occulti che avevano istruito Madame Blavatskij fossero ancora vivi. Stava costruendo una roccaforte per loro, una sede in cui concentrare tutte quelle conoscenze e quelle esperienze.�</p><p>�E questi maestri occulti si fecero mai vivi?� chiese Painter, in tono canzonatorio.</p><p>�No, ma alla fine della guerra comparve mio nonno. E port� con s� qualcosa di miracoloso, qualcosa che poteva far diventare realt� il sogno di Himmler.�</p><p>�E che cos�era?� chiese Painter.</p><p>Anna scosse la testa. �Prima di continuare, le devo fare una domanda. E apprezzerei una risposta onesta.�</p><p>Painter si accigli� per l�improvviso cambio di tono. �Sa che non le posso promettere una cosa simile.�</p><p>Anna sorrise per la prima volta. �Apprezzo anche questo piccolo esempio di onest�, signor Crowe.�</p><p>�Allora, qual � la sua domanda?� chiese lui, curioso. Dovevano essere arrivati al nocciolo.</p><p>�Lei � malato? Faccio fatica a stabilirlo. Sembra molto lucido.�</p><p>Painter sgran� gli occhi. Non si aspettava quella domanda.</p><p>Prima che potesse rispondere, Lisa disse: �S�.</p><p>�Lisa�� l�ammon� Painter.</p><p>�Lo scoprirebbe comunque. Non ci vuole una laurea in medicina per accorgersene.� Lisa si volt� verso Anna. �Presenta sintomi vestibolari, nistagmo e disorientamento.�</p><p>�Emicranie e lampi nel campo visivo?�</p><p>Lisa annu�.</p><p>�Lo immaginavo.� Si appoggi� allo schienale. Sembrava che quell�informazione rassicurasse la donna. Painter era perplesso. Perch�?</p><p>Lisa insistette. �Di cosa soffre? Penso che abbia il diritto di saperlo.�</p><p>�Ci� richieder� qualche altra spiegazione, ma posso dirle qual � la prognosi.�</p><p>�E cio�?�</p><p>�Morir� fra tre giorni. In modo orribile.�</p><p>Painter si costrinse a non reagire.</p><p>Lisa rimase altrettanto imperturbabile, mantenendo un tono clinico. �C�� una cura?�</p><p>Anna guard� Painter, poi ancora Lisa. �No.�</p><empty-line/><p><emphasis>Copenhagen, Danimarca,</emphasis></p><p><emphasis>ore 23.18</emphasis></p><empty-line/><p>Doveva portare la ragazza al sicuro, da un medico. Gray sentiva il sangue che colava dalla ferita di Fiona, inzuppandole la camicetta, mentre la sosteneva, cingendola con un braccio.</p><p>Attorno a loro la folla premeva. I flash delle macchine fotografiche mettevano Gray in costante allerta. Dal lago arrivava l�eco di musica e canzoni, mentre la parata proseguiva. Giganteschi fantocci animati sfilavano dondolando e ciondolando sopra le teste degli astanti. I fuochi d�artificio continuavano a esplodere fragorosamente.</p><p>Gray ignorava tutto quanto. Stava basso, cercando il cecchino che aveva sparato a Fiona. Aveva dato una breve occhiata alla sua ferita. Era stata colpita di striscio, aveva soltanto un�escoriazione, che per� trasudava sangue. Aveva bisogno di assistenza medica. Era pallidissima per il dolore.</p><p>Il colpo l�aveva raggiunta da dietro. Il che significava che il cecchino doveva essere appostato tra gli alberi e i cespugli. Era una fortuna che si fossero mischiati alla gente. Ma erano stati individuati e probabilmente i loro inseguitori stavano gi� convergendo sul posto: sicuramente qualcuno di loro si era gi� mescolato alla folla.</p><p>Gray guard� l�orologio: mancavano quaranta minuti alla chiusura del parco.</p><p>Gli serviva un piano, un nuovo piano. Non potevano pi� aspettare mezzanotte per fuggire. Sarebbero stati scoperti prima. Dovevano andarsene subito, ma il tratto fra la zona della parata e l�uscita era quasi deserto, poich� quasi tutti i visitatori erano radunati attorno al lago. Se avessero tentato una corsa folle verso l�uscita sarebbero stati vulnerabili e sicuramente anche i cancelli erano sorvegliati.</p><p>Accanto a lui, Fiona teneva una mano premuta sul fianco. Il sangue le colava tra le dita. Lo guard�, in preda al panico e gli sussurr�: �Che cosa facciamo?�</p><p>Gray continu� a muoversi tra la folla. Aveva soltanto un�idea: era pericolosa, ma la prudenza non li avrebbe fatti uscire dal lunapark. �Devo insanguinarmi le mani.�</p><p>�Cosa?�</p><p>Indic� la camicetta della ragazza. Perplessa, lei ne sollev� un lembo. �Fai attenzione��</p><p>Lui raccolse delicatamente il sangue che gocciolava dalla ferita. Fiona trasal� ed emise un lieve gemito.</p><p>�Scusa�, disse lui.</p><p>�Hai le dita gelate�, borbott� lei.</p><p>�Tutto bene?�</p><p>�Sopravvivr�.�</p><p>Era proprio quello l�obiettivo.</p><p>�Tra un secondo dovr� prenderti in braccio�, annunci� Gray.</p><p>�Che cosa��</p><p>�Stai pronta a urlare quando te lo dico io.�</p><p>Lei arricci� il naso, confusa, ma annu�.</p><p>Gray aspett� il momento giusto. In lontananza cominciarono a suonare flauti e tamburi. Spinse Fiona nella direzione del cancello principale. Passato un gruppo di scolari, individu� una sagoma familiare con uno spolverino nero e il braccio al collo: l�assassino di Grette. Si faceva strada fra i gruppi di ragazzini, sondando la folla con gli occhi.</p><p>Gray batt� in ritirata, mescolandosi a una massa di tedeschi che cantavano una ballata, in armonia coi flauti e coi tamburi. La canzone si concluse con un�esplosione di fuochi d�artificio e una gragnola di scoppi, a mo� di timpani.</p><p>�Ecco�, disse Gray, chinandosi. Si spalm� il sangue in viso e prese in braccio Fiona. Sollevandola, si mise a gridare in danese: �Bomba!�</p><p>Gli scoppi si alternavano alle sue urla tonanti.</p><p>�Grida�, bisbigli� all�orecchio di Fiona, poi risollev� il volto cosparso di sangue. Tra le sue braccia, Fiona si mise a guaire e strillare in agonia.</p><p>�Bomba!� url� di nuovo Gray.</p><p>La gente cominci� a voltarsi verso di lui, mentre i fuochi d�artificio continuavano a esplodere. Il sangue fresco luccicava sulle guance di Gray. Dapprima nessuno si mosse. Poi, come quando cambia la marea, una persona arretr�, scontrandosi con un�altra. Si levarono grida e richiami confusi. Sempre pi� gente cominci� a scappare.</p><p>Gray si mescol� a quelli che scappavano in preda al panico.</p><p>Fiona piangeva, si dimenava e agitava un braccio, gocciolando sangue dalle dita.</p><p>La confusione si aliment� come un incendio. I fuochi d�artificio scemarono e sul percorso della parata si moltiplicarono le grida di terrore. Per ogni persona che scappava, altre due si mettevano in fuga sulla sua scia.</p><p>La crescita era esponenziale: quello che inizialmente era un esiguo deflusso divenne una fiumana di piedi che calpestavano il selciato, in fuga verso l�uscita.</p><p>Gray si lasci� trasportare, con Fiona tra le braccia. Preg� che nessuno fosse calpestato, ma fino a quel momento il panico non era eccessivo. Cessato il fragore dei fuochi d�artificio, regnava la confusione, pi� che il terrore. Tuttavia, il deflusso della folla verso il cancello principale stava accelerando.</p><p>Gray mise gi� Fiona, liberando le braccia. Si asciug� il viso con la manica della giacca Armani. Fiona rimase al suo fianco, tenendo stretta la sua cintura con una mano, per restare agganciata a lui in mezzo alla ressa. Gray indic� il cancello con un cenno del capo. �Se succedesse qualcosa, <emphasis>corri </emphasis>e non ti fermare.�</p><p>�Non so se ci riesco. Il fianco mi fa un male cane.�</p><p>Gray not� che Fiona zoppicava.</p><p>Pi� avanti, vide gli agenti di sicurezza che cercavano di controllare il deflusso della folla attraverso il cancello, evitando che qualcuno restasse schiacciato nella calca. Guardando meglio, vide un paio di guardie ferme a lato; era lampante che non stavano aiutando le altre a controllare la ressa. Un uomo e una donna, biondi come la neve. Erano i due compratori dell�asta. Travestiti da guardie, sorvegliavano il cancello, entrambi con una mano sul fodero della pistola.</p><p>Per un istante, gli occhi della donna si posarono sui suoi, in mezzo alla folla, ma passarono oltre. Poi tornarono a fissarlo.</p><p>L�aveva riconosciuto.</p><p>Gray cominci� a far marcia indietro nella calca, lottando contro la corrente.</p><p>�Cosa fai?� chiese Fiona, schiacciata tra lui e la massa di gente.</p><p>�Dobbiamo trovare un�altra uscita.�</p><p>�Come?�</p><p>Gray si spost� di lato, perch� era troppo difficile andare dritto controcorrente. Alla fine riusc� a liberarsi. A quel punto aveva attorno soltanto una manciata di persone.</p><p>Gli serviva una copertura migliore.</p><p>Erano arrivati ai margini del viale della parata, ormai deserto. I carri si erano fermati, con le luci ancora accese, ma senza musica. Evidentemente il panico aveva contagiato anche gli operatori dei carri, che erano fuggiti, abbandonando le loro vetture. Anche gli agenti di sicurezza se n�erano andati, diretti al cancello.</p><p>Gray vide che la cabina di uno dei carri aveva la portiera aperta. �Da questa parte.�</p><p>Sopra la cabina giganteggiava un fantoccio illuminato: Gray riconobbe il personaggio del brutto anatroccolo, della favola di Hans Christian Andersen.</p><p>Corsero sotto una delle ali sollevate e illuminate da luci gialle intermittenti. Evidentemente quelle ali erano fatte per muoversi. Gray aiut� Fiona a entrare nella cabina, aspettandosi uno sparo nella schiena da un momento all�altro. Sal� dopo di lei e chiuse la portiera, cercando di non fare rumore.</p><p>Guardando fuori dal parabrezza, not� che dalla folla era emerso un uomo vestito di nero: l�assassino di Grette. Non si curava nemmeno di nascondere il fucile a canne mozze, tanto l�attenzione delle persone era concentrata esclusivamente sull�uscita. L�uomo girava attorno alla folla in fuga, guardando verso il lago e il viale della parata.</p><p>Gray e Fiona si abbassarono.</p><p>L�uomo pass� a pochi metri di distanza e prosegu� lungo la fila di carri abbandonati.</p><p>�Per un pelo�, sussurr� Fiona. �Dovremmo��</p><p>�Zitta.� Gray le pos� un dito sulle labbra, urtando una leva col gomito. Si sent� uno scatto.</p><p>Gli altoparlanti nascosti dentro il fantoccio cominciarono a blaterare: <emphasis>Quack! Quack! Quack! Quack!</emphasis></p><p>Il brutto anatroccolo si era risvegliato. E tutti se ne accorsero.</p><p>Trenta metri pi� in l�, l�assassino si volt�.</p><p>Non potevano pi� nascondersi.</p><p>Improvvisamente il motore brontol�. Con la coda dell�occhio, Gray vide Fiona che si assestava sul sedile, premendo la frizione.</p><p>�Ho trovato la chiave nel quadro�, spieg� la ragazza, innestando la marcia.</p><p>Il carro si mise in moto, uscendo dalla fila.</p><p>�Fiona, � meglio che gui��</p><p>�Tu hai guidato l�ultima volta e guarda dove siamo finiti.� Punt� dritto verso l�uomo col fucile a canne mozze. �In pi�, ho un conto in sospeso con questo bastardo.�</p><p>L�aveva riconosciuto anche lei, quindi. L�uomo che aveva assassinato sua nonna non fece in tempo a sollevare il fucile, che lei aveva gi� messo la seconda. And� a tutta birra verso di lui, incurante della minaccia.</p><p>Gray cerc� di aiutare in qualche modo, guardandosi attorno. C�erano cos� tante leve�</p><p>L�assassino spar�.</p><p>Gray trasal�, ma Fiona aveva gi� sterzato, giocando d�anticipo. Il colpo fin� su un angolo del parabrezza, creando una raggiera di crepe. Fiona raddrizz� il volante, cercando di investire l�uomo.</p><p>La sterzata improvvisa sbilanci� il carro di lato, facendo staccare due ruote da terra.</p><p>�Tieniti forte!� lo avvert� Fiona.</p><p>Il carro ricadde pesantemente sulle quattro ruote, ma nel frattempo l�uomo era riuscito a scattare a sinistra e stava gi� preparando il fucile, per sparare a distanza ravvicinata al passaggio del carro.</p><p>Non avevano abbastanza tempo per evitarlo. Concentrandosi nuovamente sulla schiera di leve, Gray afferr� quella pi� a sinistra. Era logico. La tir� con forza, mettendo in moto una serie di ingranaggi. L�ala sinistra dell�anatroccolo, sollevata fino a un istante prima, scese di colpo. Fin� sul collo dell�assassino, stritolandolo e spezzandogli le vertebre. L�uomo fu sollevato di peso e poi gettato a terra.</p><p>�Vai al cancello!� sugger� Gray.</p><p>Il brutto anatroccolo aveva avuto la sua prima razione di sangue.</p><p><emphasis>Quack! Quack! Quack! Quack!</emphasis></p><p>Il richiamo apr� un varco tra la folla, che si disperse ai lati della traiettoria del carro. Le guardie, comprese quelle travestite, furono allontanate dalla calca. Il cancello di servizio accanto all�entrata principale era spalancato per facilitare il deflusso della gente in fuga.</p><p>Fiona punt� in quella direzione.</p><p>L�anatroccolo lo attravers� con un gran fragore, perdendo la mortale ala sinistra. La cabina sussult� e un istante dopo erano sulla strada. Fiona acceler�.</p><p>�Gira alla prossima�, disse Gray, indicando una strada.</p><p>Lei obbed�, scalando in curva come una professionista, e l�anatroccolo gir� in volata.</p><p>Dopo altre due svolte, Gray la invit� a rallentare. �Non possiamo andare avanti con questo coso. D� troppo nell�occhio.�</p><p>�Dici?� Fiona lo guard� di traverso e scosse la testa, esasperata.</p><p>Gray trov� una grossa chiave inglese in una cassetta degli attrezzi. Fece fermare Fiona in cima a una salita e le fece cenno di scendere. Passando al posto di guida, premette la frizione, incastr� la chiave contro l�acceleratore e salt� gi� sul marciapiede.</p><p>Il brutto anatroccolo part�, lampeggiando e sbattendo contro le auto parcheggiate mentre volava gi� per la discesa. Dovunque andasse ad appollaiarsi, l�incidente avrebbe distratto i loro eventuali inseguitori.</p><p>Gray s�incammin� nella direzione opposta. Dovevano essere al sicuro per un paio d�ore. Guard� l�orologio. C�era tutto il tempo di arrivare all�aeroporto e Monk sarebbe atterrato di l� a poco.</p><p>Fiona zoppicava accanto a lui, dando un�occhiata indietro ogni tanto.</p><p>Alle loro spalle, l�anatroccolo starnazzava nella notte.</p><p>�Mi mancher�, disse la ragazza.</p><p>�Anche a me.�</p><empty-line/><p><emphasis>Himalaya,</emphasis></p><p><emphasis>ore 04.35</emphasis></p><empty-line/><p>Painter era in piedi accanto al camino. Si era alzato dopo l�annuncio della sua sentenza di morte.</p><p>La corpulenta guardia aveva fatto tre passi avanti, ma Anna l�aveva fermata con un cenno della mano. �<emphasis>Nein, Klaus. Alles ist ganz recht.</emphasis>�</p><p>Painter aspett� che la guardia, Klaus, ritornasse al suo posto, accanto alla porta. �Non c�� cura?�</p><p>�� la verit�.�</p><p>�Allora perch� Painter non manifesta la stessa follia dei monaci?� chiese Lisa.</p><p>Anna guard� Painter. �Lei si era allontanato dal monastero, <emphasis>ja</emphasis>? Era nel villaggio vicino. La sua esposizione � stata inferiore. Invece della degenerazione neurologica rapida, sta subendo un deterioramento <emphasis>fisico</emphasis>, pi� lento e generalizzato. Ma � pur sempre una sentenza di morte.� Anna doveva avergli letto qualcosa in volto. �Anche se non c�� cura, c�� la speranza di rallentare il deterioramento. Negli anni, facendo esperimenti sugli animali, abbiamo ideato alcuni modelli promettenti. Possiamo prolungarle la vita. O almeno avremmo potuto��</p><p>�Che cosa intende?� chiese Lisa.</p><p>Anna si alz�. �� il motivo per cui vi ho fatto venire qui. Per mostrarvi una cosa.� Fece un cenno alla guardia, che apr� la porta. �Seguitemi. Forse troveremo un modo per aiutarci a vicenda.�</p><p>Painter porse una mano a Lisa, mentre Anna s�incamminava. Bruciava dalla curiosit�. Intuiva sia una trappola sia un minimo di speranza.</p><p>Non ci poteva essere esca migliore.</p><p>Lisa si chin� verso di lui mentre si alzava. �Che succede?�</p><p>�Non ne sono certo.� Painter guard� Anna che parlava con Klaus.</p><p><emphasis>Forse troveremo un modo per aiutarci a vicenda.</emphasis></p><p>Painter si era proposto di dire la stessa cosa ad Anna e ne aveva anche parlato con Lisa qualche tempo prima: contrattare le loro vite per guadagnare tempo. Qualcuno li aveva ascoltati di nascosto con delle microspie? Oppure le cose erano peggiorate al punto che quella gente aveva bisogno della loro collaborazione?</p><p>Era preoccupato.</p><p>�Deve avere a che fare con quell�esplosione che abbiamo sentito�, ipotizz� Lisa.</p><p>Painter annu�, per� aveva bisogno di altre informazioni. Fino a quel momento aveva messo da parte le preoccupazioni per la sua salute� anche se era difficile, mentre un�altra emicrania cominciava a farsi sentire dietro gli occhi e nei molari posteriori, ricordandogli la malattia.</p><p>Anna fece cenno di raggiungerla e Klaus si mise da parte. Non sembrava contento. D�altronde, Painter non lo aveva ancora visto contento e, per qualche motivo, sperava che non succedesse mai. Qualsiasi cosa facesse felice quell�uomo probabilmente implicava urla e spargimenti di sangue.</p><p>�Se non vi spiace, seguitemi�, disse Anna, con fredda cortesia, poi usc� dalla porta affiancata da due delle guardie rimaste fuori.</p><p>Klaus scort� Lisa e Painter, con gli altri due uomini armati al seguito.</p><p>Andarono in una direzione diversa rispetto alla loro confortevole cella. Dopo qualche svolta, nel cuore della montagna si estendeva un tunnel diritto, pi� largo di tutti gli altri. Era illuminato da una serie di lampadine elettriche, allineate in gabbiotti metallici lungo una parete. Era la prima traccia di modernit�.</p><p>Painter not� l�odore di fumo nell�aria, sempre pi� intenso via via che procedevano. Rivolse nuovamente la sua attenzione ad Anna. �Quindi lei sa che cosa ha causato la mia malattia.�</p><p>�� stato l�incidente, come ho detto prima.�</p><p>�Un incidente che ha riguardato <emphasis>che cosa</emphasis>, esattamente?� incalz� lui.</p><p>�La risposta non � facile, risale a un momento storico molto lontano.�</p><p>�Al tempo in cui eravate nazisti?�</p><p>Anna lo guard�. �All�origine della vita su questo pianeta.�</p><p>�Davvero? Ma allora quanto � lunga questa storia? Ricordi che mi restano soltanto tre giorni.�</p><p>Lei gli sorrise e scosse la testa. �In tal caso, passer� immediatamente al momento in cui mio padre arriv� al <emphasis>Granitschlo�</emphasis>, alla fine della guerra. Conosce quel periodo storico tumultuoso? Intendo il caos in Europa, dopo il crollo della Germania.�</p><p>�Una gara a chi si accaparrava di pi�.�</p><p>�E non soltanto la terra e le risorse della Germania, ma anche le nostre ricerche. Le forze alleate mandarono scienziati e soldati a razziare le campagne tedesche, in cerca di tecnologie segrete. Fu una� mischia.� Anna li guard� con un�espressione perplessa. �� la parola giusta?�</p><p>Entrambi annuirono.</p><p>�La sola Gran Bretagna mand� cinquemila persone, tra soldati e civili, col nome in codice di T-Force, Technology Force. Il loro obiettivo dichiarato era individuare le tecnologie tedesche e preservarle dal saccheggio e dalle razzie, ma in realt� <emphasis>il saccheggio e le razzie </emphasis>erano il loro vero obiettivo, in competizione con le controparti americane, francesi e russe. Sapete chi era il fondatore della T-Force britannica?�</p><p>Painter scosse la testa. Non pot� fare a meno di confrontare la Sigma a quelle organizzazioni della seconda guerra mondiale. Saccheggiatori di tecnologie. Gli sarebbe piaciuto parlarne col fondatore della Sigma, Sean McKnight. Sempre che sopravvivesse cos� a lungo.</p><p>�Chi era il capo?� chiese Lisa.</p><p>�Un signore che rispondeva al nome di comandante Ian Fleming.�</p><p>Lisa emise uno sbuffo incredulo. �Lo scrittore che ha creato James Bond?�</p><p>�Proprio lui. Si dice che si sia ispirato ad alcuni membri della sua squadra per creare il suo personaggio. Ci� vi d� un�idea della brutalit� e della noncurante esuberanza di quei ladri.�</p><p>�Il bottino di guerra va ai vincitori�, comment� Painter, con un�alzata di spalle.</p><p>�Forse. Ma mio nonno aveva il dovere di proteggere quelle tecnologie. Era un funzionario del <emphasis>Sicherheitsdienst.</emphasis>� Lanci� un�occhiata a Painter, come per metterlo alla prova.</p><p>La partita non era ancora finita e lui raccolse la sfida. �Il <emphasis>Sicherheitsdienst </emphasis>era il commando delle SS impegnato nell�evacuazione dei tesori della Germania: oro, opere d�arte, antichit� e tecnologie.�</p><p>La donna annu�. �Nei giorni conclusivi della guerra, mentre la Russia premeva sul fronte orientale, a mio nonno fu assegnata quella che voi americani chiamate una missione <emphasis>deep black</emphasis>, di massima segretezza. Riceveva ordini direttamente da Heinrich Himmler, prima che il <emphasis>Reichsf�hrer </emphasis>fosse catturato e si suicidasse.�</p><p>�E che ordini aveva?�</p><p>�Rimuovere, proteggere e distruggere tutte le prove di un progetto dal nome in codice Chronos. Il cuore del progetto era un dispositivo che si chiamava semplicemente <emphasis>die Glocke</emphasis>, la Campana. Il laboratorio di ricerca era nascosto sottoterra, in una miniera abbandonata nei Sudeti. Lui non aveva idea di quale fosse lo scopo del progetto, ma lo avrebbe scoperto in seguito. All�epoca rischi� di distruggere la Campana, ma aveva degli ordini da eseguire.�</p><p>�Perci� fugg� con la Campana. Come?�</p><p>�Furono messi in atto due piani contemporanei: una fuga a nord, attraverso la Norvegia, e un�altra a sud, attraverso l�Adriatico. C�erano agenti pronti ad assisterlo lungo entrambi i tragitti. Mio nonno scelse di andare a nord. Himmler gli aveva parlato del <emphasis>Granitschlo�. </emphasis>Si rifugi� qui con un gruppo di scienziati nazisti, alcuni dei quali avevano un passato nei campi di concentramento. Tutti avevano bisogno di un nascondiglio. In pi�, mio nonno li allett� con un progetto al quale pochi scienziati saprebbero resistere.�</p><p>�La Campana�, concluse Painter.</p><p>�Esatto. Offriva qualcosa che molti scienziati all�epoca cercavano con mezzi diversi.�</p><p>�E cio�?�</p><p>Anna sospir� e lanci� uno sguardo fugace a Klaus. �La perfezione.� Rimase in silenzio per qualche istante, persa in una tristezza privata.</p><p>Il corridoio terminava in corrispondenza di una gigantesca porta di legno massiccio a due battenti, entrambi aperti. Oltre la soglia, una rudimentale scala a chiocciola scompariva gi� nella montagna. La tromba era scavata nella roccia, ma la scala si avvolgeva attorno a un pilone centrale d�acciaio, spesso come un tronco d�albero.</p><p>Quando cominciarono a scendere, Painter guard� in alto. Il pilone d�acciaio attraversava il soffitto, forse innalzandosi oltre la spalla della montagna. Un parafulmine, pens�. Sentiva anche un vago odore di ozono, che aveva preso il posto del fumo.</p><p>Anna not� il suo sguardo. �Usiamo quel condotto per scaricare le energie in eccesso fuori dalla montagna.�</p><p>A Painter vennero in mente le luci spettrali di cui si riferiva nella zona. Era quella la fonte? Delle luci e, forse, della malattia? Reprimendo la rabbia, si concentr� sulle scale. Aveva un dolore martellante alla testa e la scala a chiocciola non faceva che peggiorare le vertigini, gi� in aumento. Nel tentativo di distrarsi, continu� la conversazione. �Ritornando alla storia della Campana, a che cosa serviva?�</p><p>�All�inizio nessuno lo sapeva. Era frutto delle ricerche su una nuova fonte di energia. Qualcuno pensava addirittura che potesse essere una rudimentale macchina del tempo, perci� ebbe il nome in codice Chronos.�</p><p>�Macchina del tempo?� le fece eco Painter.</p><p>�Non deve dimenticare che i nazisti erano avanti anni luce rispetto ad altre nazioni per determinate tecnologie. Ma mi lasci fare un passo indietro. All�inizio del secolo scorso, c�erano due sistemi teorici in competizione: la teoria della relativit� e quella dei quanti. E, sebbene non fossero necessariamente in contraddizione tra loro, anche Einstein, il padre della relativit�, descriveva le due teorie come incompatibili. La comunit� scientifica si divise in due, e sappiamo bene per quale parte propendeva quasi tutto il mondo occidentale.�</p><p>�La relativit� di Einstein.�</p><p>Anna annu�. �Il che condusse al progetto Manhattan e quindi alla scissione dell�atomo, alle bombe atomiche e all�energia nucleare. I nazisti presero una strada diversa, ma con altrettanto fervore. Avevano un loro equivalente del progetto Manhattan, basato per� sull�altra fazione, la teoria dei quanti.�</p><p>�Perch� scelsero quella strada?� chiese Lisa.</p><p>�Per un motivo molto semplice.� Anna si volt� verso di lei. �Perch� Einstein era ebreo.�</p><p>�Cosa?�</p><p>�Non dimentichi il contesto di allora. Einstein era ebreo e perci� le sue scoperte avevano meno valore agli occhi dei nazisti, che invece s�interessarono alle teorie dei fisici tedeschi puri, considerando pi� valido e importante il loro lavoro. I nazisti basarono il loro progetto Manhattan sull�opera di scienziati come Werner Heisenberg, Erwin Schr�dinger e, soprattutto, Max Planck, il padre della teoria dei quanti. Cos� i nazisti procedettero sulla strada delle applicazioni pratiche della meccanica quantistica, un lavoro considerato pionieristico ancora oggi. Gli scienziati nazisti credevano che si potesse attingere a una fonte di energia sulla base di esperimenti con modelli quantistici. Una cosa di cui si comincia a rendersi conto soltanto adesso. La scienza moderna la chiama energia del punto zero.�</p><p>�Punto zero?� ripet� Lisa, guardando Painter.</p><p>Lui annu�, conoscendo benissimo quel concetto scientifico. �Quando la materia viene raffreddata fino allo zero assoluto, cio� a quasi meno trecento gradi centigradi, il movimento atomico cessa del tutto. C�� completa immobilit�. � il punto zero della natura. Eppure, anche in quella condizione, l�energia permane; una radiazione di fondo che non ci dovrebbe essere. La presenza dell�energia non poteva essere spiegata con le teorie tradizionali.�</p><p>�Ma, con la teoria dei quanti, s�, aggiunse Anna, con tono deciso. �Essa ammette il movimento anche quando la materia � congelata nella totale immobilit�.�</p><p>�E com�� possibile?� chiese Lisa.</p><p>�Allo zero assoluto, le particelle non si possono muovere su, gi�, a destra o a sinistra, ma, secondo la meccanica quantistica, possono entrare e uscire dall�<emphasis>esistenza</emphasis>, producendo energia, chiamata energia del punto zero.�</p><p>�Entrare e uscire dall�esistenza?� Lisa sembrava poco convinta.</p><p>�La fisica dei quanti pu� diventare un po� bizzarra�, intervenne Painter. �Ma, anche se il concetto sembra folle, l�energia � reale, � stata registrata in laboratorio. Gli scienziati di tutto il mondo stanno cercando un modo per attingere a questa energia, che � al cuore di tutta l�esistenza e rappresenta una fonte di energia infinita, senza limiti.�</p><p>Anna annu�. �E i nazisti facevano esperimenti su questa energia con lo stesso fervore che voi dedicavate al progetto Manhattan.�</p><p>Lisa sgran� gli occhi. �Una fonte illimitata di energia! Se l�avessero scoperta, avrebbe cambiato le sorti della guerra.�</p><p>Anna sollev� una mano, correggendola. �Chi dice che non l�hanno scoperta? � documentato che negli ultimi mesi della guerra i nazisti avevano fatto progressi straordinari. Progetti chiamati <emphasis>Feuerball </emphasis>e <emphasis>Kugelblitz</emphasis>, dettagli dei quali si possono ritrovare negli archivi desecretati della T-Force britannica. Ma quelle scoperte giunsero troppo tardi. Le strutture furono bombardate, gli scienziati uccisi, le ricerche trafugate. Qualsiasi cosa fosse rimasta, conflu� nei progetti segretissimi delle nazioni vincitrici.�</p><p>�Ma non la Campana�, disse Painter, riportando la discussione all�argomento originario.</p><p>�Non la Campana�, convenne Anna. �Mio nonno riusc� a fuggire col cuore del progetto Chronos, nato dalla ricerca sull�energia del punto zero. Il progetto fu ribattezzato <emphasis>Schwarze Sonne </emphasis>da mio nonno, appunto.�</p><p>�Sole Nero�, tradusse Painter.</p><p>�<emphasis>Sehr gut.</emphasis>�</p><p>�Ma torniamo alla Campana�, riprese Painter. �Che cosa faceva?�</p><p>�� la Campana che l�ha fatta ammalare�, disse Anna. �L�ha danneggiata al livello dei quanti, dove pillole o altri rimedi non hanno nessun effetto.�</p><p>Painter rischi� di scivolare dalle scale. Gli ci volle un momento per digerire l�informazione. <emphasis>Danneggiato al livello dei quanti. </emphasis>Che cosa significava?</p><p>Gli ultimi gradini erano bloccati da travi di legno incrociate. Due uomini armati di fucile facevano la guardia. Per quanto stordito, Painter not� la roccia devastata sulla volta dell�ultima curva della tromba delle scale. Davanti a loro si apriva una cripta cavernosa. Painter non riusciva a vedere cosa si nascondeva in fondo a quell�antro, ma sentiva il calore che emanava. Tutte le superfici erano annerite. A terra c�era una fila di sagome avvolte in tela cerata: cadaveri.</p><p>Era il sito dell�esplosione che avevano sentito qualche tempo prima. Dalla scena della catastrofe emerse una persona annerita dalla fuliggine, ma ancora riconoscibile. Era Gunther, il bestione che aveva incendiato il monastero. A quanto sembrava, gli inquilini del castello avevano seminato vento e raccolto tempesta�</p><p>Gunther si avvicin� allo sbarramento. Anna e Klaus lo raggiunsero. Vedendo i due uomini fianco a fianco, Painter not� una somiglianza tra i due giganti; non tanto nei lineamenti, ma in una certa durezza, in un�aura di estraneit� che era difficile da definire.</p><p>Gunther salut� Klaus con un cenno del capo. L�altro not� a malapena la sua presenza.</p><p>Anna confer� con Gunther, parlando rapidamente in tedesco. Painter riusc� a distinguere una sola parola, identica in tedesco e in inglese: <emphasis>Sabotage.</emphasis></p><p>Quindi non tutto andava per il verso giusto nel Castello di Granito. C�era forse un traditore? Se s�, chi era? E qual era il suo obiettivo? Era un amico o un altro nemico?</p><p>Gli occhi di Gunther si posarono su Painter. Le sue labbra si muovevano, ma Painter non riusciva a discernere ci� che diceva. Anna scosse la testa, dissentendo. Gli occhi di Gunther si ridussero a fessure, ma l�uomo fece un cenno di assenso.</p><p>Painter sapeva di potersi sentire sollevato. Guardandolo di traverso un�ultima volta, Gunther si volt� e ritorn� tra le macerie annerite.</p><p>�Ecco quello che volevo mostrarvi.� Anna indic� quella devastazione con un ampio gesto del braccio.</p><p>�La Campana�, disse Painter.</p><p>�� stata distrutta. Un atto di sabotaggio.�</p><p>Lisa fiss� le macerie. �Ed � stata la Campana a far ammalare Painter.�</p><p>�Ed era l�unica possibilit� di cura.�</p><p>Painter studi� il disastro.</p><p>�Avete un duplicato della Campana?� chiese Lisa. �Oppure potete fabbricarne un�altra?�</p><p>Anna scosse la testa lentamente. �Uno dei componenti essenziali non pu� essere riprodotto: lo Xerum 525. Pur essendo passati sessant�anni, non siamo stati in grado di riformularlo.�</p><p>�Perci� niente Campana, niente cura�, sentenzi� Painter.</p><p>�Ma forse c�� una possibilit�, se ci aiutiamo a vicenda.� Anna gli porse la mano. �Le do la mia parola.�</p><p>Non senza una certa rigidit� ed esitazione, Painter strinse la mano della donna. Ci doveva essere qualche sotterfugio, qualcosa che Anna non aveva detto. Tutte quelle spiegazioni avevano il solo scopo di fuorviarlo. Perch� offrirgli quell�accordo?</p><p>D�un tratto cap�.</p><p>�L�incidente��</p><p>Sent� le dita di Anna contrarsi fra le sue.</p><p>�Non � stato un incidente, vero?� Painter ricord� la parola che aveva usato la donna. �� stato un sabotaggio.�</p><p>Anna annu�. �Inizialmente abbiamo pensato che si trattasse di un incidente. Altre volte avevamo avuto problemi di sovracorrente, che causavano improvvisi picchi della potenza di uscita della Campana. Niente di straordinario. Scaricando le energie in eccesso si erano verificati alcuni casi di malattia a livello locale e qualche decesso.�</p><p>Painter dovette trattenersi dallo scuotere la testa. <emphasis>Niente di straordinario</emphasis>, aveva detto Anna. Quelle malattie e quei decessi erano stati abbastanza <emphasis>straordinari </emphasis>da indurre Ang Gelu a inviare una richiesta d�aiuto dall�altra parte del mondo, facendo arrivare Painter fin l�.</p><p>Anna prosegu�: �Ma, qualche notte fa, qualcuno ha manomesso le regolazioni durante un test di routine della Campana, aumentando la potenza d�uscita in modo esponenziale�</p><p>�E cancellando il monastero e il villaggio.�</p><p>�Esatto.�</p><p>Painter strinse la presa. Lei era sul punto di ritrarre la mano, ma lui non aveva nessuna intenzione di permetterglielo. Quella donna era ancora elusiva, non aveva rivelato tutto quanto. Ma, come era certo dell�emicrania che lo straziava, Painter era ormai certo anche della verit�, che dava un senso a quell�offerta di cooperazione. �Ma non sono stati colpiti soltanto i monaci e gli abitanti del villaggio. Anche tutti voi. Siete <emphasis>tutti </emphasis>malati come me. Non � la rapida degenerazione neurologica riscontrata al monastero, ma il pi� graduale deterioramento fisico che sto subendo anch�io.�</p><p>Anna lo fiss� con gli occhi semichiusi, ponderando quanto rivelare, poi annu�. �Eravamo parzialmente schermati, protetti, in una certa misura. Abbiamo convogliato la parte peggiore delle radiazioni della Campana verso l�alto e poi all�esterno.�</p><p>Painter ricord� le luci spettrali avvistate in cima alle montagne. Per risparmiare se stessi, i tedeschi avevano sommerso di radiazioni le vicinanze, compreso il monastero. Ma gli scienziati del castello non erano rimasti del tutto incolumi.</p><p>Anna sostenne il suo sguardo, impassibile, decisa. �Ora siamo tutti condannati alla stessa sentenza di morte.�</p><p>Painter riflett� sulle sue possibilit� di scelta. Non ne aveva. Sebbene nessuna delle parti si fidasse dell�altra, erano tutti sulla stessa barca, perci� potevano pure stringersi un po�. Painter concluse la stretta di mano, suggellando il patto. La Sigma e i nazisti, assieme.</p></section></section><section><title><p>SECONDO</p></title><section><title><p>7. IL MAMBA NERO</p></title><p><emphasis>Riserva di Hluhluwe-Umfolozi,</emphasis></p><p><emphasis>Zululand, Sudafrica,</emphasis></p><p><emphasis>ore 05.45</emphasis></p><empty-line/><p>Khamisi Taylor era in piedi di fronte alla scrivania del capo guardacaccia. Rigido e impettito, aspettava che il sovrintendente Gerald Kellog finisse di leggere il suo rapporto preliminare sulla tragedia del giorno precedente.</p><p>L�unico suono era il cigolio di un ventilatore a pala che rimestava lentamente l�aria.</p><p>Khamisi indossava vestiti presi in prestito: pantaloni troppo lunghi, una camicia troppo stretta. Ma almeno erano asciutti. Dopo aver trascorso tutto il giorno e la notte nello stagno tiepido, immerso fino alle spalle in quella pozza fangosa, con le braccia doloranti per aver tenuto puntato il fucile tutto il tempo, apprezzava quei vestiti caldi e la terra sotto i piedi. Apprezzava anche la luce del giorno. Dalla finestra sul retro dell�ufficio, l�alba dipingeva vagamente il cielo di rosa. Il mondo riemergeva dall�oscurit�.</p><p>E lui era sopravvissuto.</p><p>Era vivo, ma non aveva ancora del tutto accettato quella realt�.</p><p>Le urla dell�<emphasis>ukufa </emphasis>gli echeggiavano ancora nella testa.</p><p>Gerald Kellog si lisciava distrattamente i folti baffi ramati, mentre continuava a leggere. Il sole del mattino luccicava sulla sua testa pelata, conferendole una lucentezza rosea e untuosa. Finalmente alz� lo sguardo, fissando Khamisi da sopra un paio di occhialini da lettura, due mezze lune sulla punta del naso.</p><p>�E questo � il rapporto che lei vorrebbe che io archiviassi, signor Taylor?� Il sovrintendente fece scorrere un dito lungo una riga del foglio giallo. ��Un grande predatore sconosciuto�: � tutto quello che � in grado di dire sull�animale che ha ucciso e trascinato via la dottoressa Fairfield?�</p><p>�Signore, non l�ho potuto guardare bene. Era grosso e aveva il pelo bianco, come ho riferito.�</p><p>�Una leonessa, forse�, propose Kellog.</p><p>�No, signore, non era una leonessa.�</p><p>�Come fa a esserne cos� sicuro? Non ha appena detto che non l�ha visto?�</p><p>�Sissignore. Quel che intendevo dire, signore� � che ci� che ho visto non corrispondeva a nessun predatore conosciuto del Lowveld.�</p><p>�E allora cos�era?�</p><p>Khamisi rest� zitto. Non era cos� sciocco da citare l�<emphasis>ukufa. </emphasis>Alla luce del giorno, sussurrare storie di mostri avrebbe provocato soltanto derisione.</p><p>�Perci� una qualche creatura ha attaccato e trascinato via la dottoressa Fairfield, una bestia che lei non ha visto abbastanza chiaramente per poterla identificare.�</p><p>Khamisi annu� lentamente.</p><p>�Tuttavia lei � scappato e si � nascosto nello stagno. Secondo lei, che idea d�, questo rapporto, del nostro servizio? Uno dei nostri guardacaccia lascia che una donna di sessant�anni venga uccisa, mentre lui scappa a nascondersi con la coda tra le gambe, senza nemmeno sapere che cosa li ha attaccati.�</p><p>�Signore, questa non � una giusta��</p><p>�Giusta?� tuon� il sovrintendente, gridando abbastanza da essere sentito nella stanza accanto, dove per l�emergenza era stato convocato l�intero staff. �� <emphasis>giusto </emphasis>che io debba chiamare i familiari della dottoressa Fairfield per informarli che la loro madre o nonna � stata aggredita e divorata mentre uno dei miei guardacaccia, uno dei miei guardacaccia <emphasis>armati</emphasis>, scappava a nascondersi?�</p><p>�Non c�era nulla che io potessi fare.�</p><p>�Tranne che salvare quella pellaccia��</p><p>Khamisi sent� la parola omessa di proposito: salvare quella pellaccia <emphasis>nera.</emphasis></p><p>Gerald Kellog non aveva assunto Khamisi con entusiasmo. La famiglia del sovrintendente era legata all�ex governo afrikander e lui aveva fatto carriera grazie a quelle conoscenze e a quei legami. Apparteneva ancora al vecchio country club Oldavi, esclusivamente bianco, il quale, anche dopo la fine dell�apartheid, era un importante centro di potere. Sebbene fossero state approvate nuove leggi, abbattute barriere e fossero stati costituiti sindacati, gli affari erano ancora affari in Sudafrica. I De Beers erano ancora proprietari delle miniere di diamanti e i Waalenberg possedevano quasi tutto il resto.</p><p>I cambiamenti sarebbero stati lenti.</p><p>Il posto di lavoro di Khamisi era un piccolo passo, una porta che lui voleva tenere aperta per la generazione successiva. Perci� mantenne la calma. �Sono sicuro che quando gli investigatori esamineranno il sito giustificheranno la mia linea di condotta.�</p><p>�Ah, davvero, signor Taylor? Ho mandato una dozzina di uomini, un�ora dopo che l�elicottero di soccorso l�aveva trovata a sguazzare nel fango, dopo la mezzanotte. Hanno fatto rapporto quindici minuti fa. Hanno trovato la carcassa del rinoceronte, ridotta quasi a uno scheletro da sciacalli e iene. Neanche una traccia del cucciolo che lei ha citato. E, soprattutto, neanche una traccia della dottoressa Fairfield.�</p><p>Khamisi scosse la testa, cercando una via d�uscita da quelle accuse. Ripens� alla lunga veglia nello stagno. Il giorno sembrava non finire mai, ma la notte era stata anche peggio. Dopo il tramonto, Khamisi si era aspettato di essere attaccato. Invece aveva sentito l�uggiolio delle iene e i latrati degli sciacalli che si riversavano nella valle, accompagnati da ringhi e guaiti dei vari spazzini che si contendevano i resti.</p><p>La presenza dei saprofagi aveva quasi indotto Khamisi a pensare di raggiungere la Jeep senza troppi rischi. Se erano ritornati le solite iene e i soliti sciacalli, forse l�<emphasis>ukufa </emphasis>se n�era andato.</p><p>Ma poi Khamisi non si era mosso.</p><p>Aveva ancora fresca nella memoria l�imboscata che aveva colto di sorpresa la dottoressa Fairfield.</p><p>�Sicuramente c�erano altre tracce�, disse al sovrintendente.</p><p>�C�erano.�</p><p>Khamisi s�illumin�. Se c�era una prova�</p><p>�Erano tracce di leonesse�, prosegu� Kellog. �Due femmine adulte, proprio come dicevo prima.�</p><p>�Leonesse?�</p><p>�S�. Credo che abbiamo qualche fotografia di quelle strane creature, da qualche parte. Forse � meglio che se le studi, cos� in futuro le sapr� identificare. Con tutto il tempo libero che avr���</p><p>�Signore?�</p><p>�Lei � sospeso.�</p><p>Khamisi non pot� nascondere lo stupore. Sapeva che se fosse capitato a un altro guardacaccia � a un qualsiasi guardacaccia <emphasis>bianco � </emphasis>ci sarebbe stata maggiore indulgenza, maggiore fiducia. Ma non per uno che aveva la pelle della trib�. Sapeva che era inutile discutere, avrebbe soltanto peggiorato le cose.</p><p>�Senza retribuzione, signor Taylor. Finch� non sar� completata un�indagine approfondita.�</p><p>Un�indagine approfondita. Khamisi sapeva come sarebbe andata a finire.</p><p>�E la polizia locale mi ha chiesto di riferirle che non deve lasciare la zona. Bisogna chiarire anche le eventuali responsabilit� penali.�</p><p>Khamisi chiuse gli occhi. Anche se il sole stava sorgendo, l�incubo non voleva saperne di terminare.</p><empty-line/><p>Dieci minuti dopo, Gerald Kellog era ancora seduto alla sua scrivania, da solo. Si pass� una mano sudata sulla testa, come se lustrasse una mela. Le labbra, serrate in un�espressione arcigna, si rifiutavano di distendersi. La notte era stata interminabile, aveva dovuto spegnere un incendio dopo l�altro; e c�erano ancora mille dettagli da gestire: parlare coi media, occuparsi della famiglia della biologa, compresa la compagna della dottoressa Fairfield.</p><p>Kellog scosse la testa pensando a quella questione. La dottoressa Paula Kane sarebbe stata l�osso pi� duro della giornata seguente. Sapeva che il rapporto tra le due donne non si limitava al lavoro di ricerca. Era stata Paula Kane a insistere per fare uscire l�elicottero, quella notte, quando la dottoressa Fairfield non era tornata dall�escursione.</p><p>Svegliato nel mezzo della notte, Kellog l�aveva invitata a mantenere la calma. A tirarlo gi� dal letto fu l�informazione sul <emphasis>luogo </emphasis>in cui la dottoressa Fairfield si era diretta, assieme a uno dei suoi guardacaccia: il confine nordoccidentale del parco, non lontano dalla riserva privata dei Waalenberg.</p><p>Una ricerca in quei paraggi richiedeva la sua immediata supervisione.</p><p>Era stata una notte frenetica, che aveva richiesto interventi rapidi e coordinamento, ma era quasi finita.</p><p>C�era soltanto un ultimo dettaglio di cui occuparsi.</p><p>Kellog sollev� la cornetta e compose il numero privato. Aspett� di prendere la linea, picchiettando una penna su un taccuino.</p><p>�Riferisca�, fu la risposta laconica a collegamento avvenuto.</p><p>�Ho appena concluso il colloquio.�</p><p>�E?�</p><p>�Non ha visto nulla� nulla di chiaro.�</p><p>�Che cosa significa?�</p><p>�Sostiene di avere intravisto qualcosa. Nulla che potesse identificare.�</p><p>Segu� un lungo silenzio.</p><p>Kellog divent� nervoso. �Il suo rapporto sar� modificato. Si � trattato di leonesse, sar� questa la conclusione. Ne abbatteremo qualcuna, tanto per andare sul sicuro, e la questione sar� chiusa tra un giorno o due. Nel frattempo l�ho sospeso.�</p><p>�Molto bene. Lei sa che cosa deve fare.�</p><p>Kellog protest�. �� stato sospeso, non oser� agitare le acque. L�ho spaventato per bene. Non penso��</p><p>�Esatto, non pensi. Ha ricevuto i suoi ordini. Lo faccia sembrare un incidente.�</p><p>La linea fu interrotta.</p><p>La stanza era un forno, a dispetto del ronzio dell�aria condizionata e delle pigre rotazioni del ventilatore. Niente poteva davvero contrastare il calore cocente della savana, con l�avanzare della giornata.</p><p>Ma non era per la temperatura che la fronte di Kellog era imperlata di sudore.</p><p><emphasis>Ha ricevuto i suoi ordini.</emphasis></p><p>E sapeva bene che non era il caso di disobbedire.</p><p>Guard� il taccuino, sulla scrivania. Parlando al telefono aveva fatto qualche scarabocchio distrattamente, segno di quanto lo mettesse a disagio l�uomo all�altro capo della linea.</p><empty-line/><image l:href="#8"/><empty-line/><p>Kellog si affrett� a cancellarlo con la penna, strapp� il foglio e lo fece a brandelli. Nessuna prova. Mai. Era la regola. E lui aveva i suoi ordini.</p><p><emphasis>Lo faccia sembrare un incidente.</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis>In volo sulla Germania,</emphasis></p><p><emphasis>ore 04.50</emphasis></p><empty-line/><p>�Atterreremo tra un�ora�, disse Monk. �Forse dovresti provare a fare un altro sonnellino.�</p><p>Gray si stiracchi�. Il cupo ronzio del jet Challenger 600 l�aveva cullato sino a farlo addormentare, ma la sua mente ritornava agli eventi della giornata, cercando di ricomporre il puzzle. Aveva la Bibbia di Darwin aperta davanti a s�. �Come sta Fiona?�</p><p>Con un cenno del capo, Monk indic� il divano in fondo. Fiona era distesa, con una coperta addosso. �� crollata, finalmente. C�� voluto qualche analgesico per metterla fuori gioco. Quella ragazzina non chiude mai la bocca.�</p><p>Non aveva smesso di parlare da quando erano arrivati all�aeroporto di Copenhagen. Gray aveva avvertito Monk per telefono e lui aveva organizzato un�auto privata per portarli rapidamente e senza pericolo all�aeroplano che faceva rifornimento. Logan aveva risolto tutte le questioni diplomatiche e di visti.</p><p>Tuttavia Gray aveva ripreso a respirare regolarmente soltanto quando il Challenger si era staccato dal suolo e aveva preso quota.</p><p>�La sua ferita?�</p><p>Monk scroll� le spalle e sprofond� nella poltrona di fronte. �Un graffio. Okay, un graffio brutto e profondo. Le far� un male cane nei prossimi giorni. Ma, con un po� di antisettico, un cicatrizzante liquido e un buon bendaggio, sar� in gran forma entro un paio di giorni. Pronta per rapinare un altro po� di gente.�</p><p>Monk si tast� la giacca, assicurandosi di avere ancora il portafogli.</p><p>�L�ha rubato soltanto per darti il buongiorno�, disse Gray, celando un sorriso stanco. Grette Neal gliel�aveva spiegato il giorno prima. Dio, era passato soltanto un giorno?</p><p>Mentre Monk si occupava di Fiona, Gray aveva fatto rapporto a Logan. Il direttore ad interim non era felice di sentire le sue avventure dopo l�asta� un�asta alla quale gli era stato vietato di partecipare. Ma il danno era fatto. Per fortuna aveva ancora la chiave USB con le foto di tutti i partecipanti, compresa la coppia dai capelli biondo platino. Aveva inviato tutto quanto a Logan, faxandogli anche alcune pagine della Bibbia e dei suoi appunti. Gli aveva mandato inoltre il disegno del tatuaggio a forma di quadrifoglio che aveva visto sulla mano degli aggressori, di quella specie di squadriglia di sconosciuti assassini biondi.</p><p>Logan e Kat si sarebbero dati da fare per scoprire chi ci fosse dietro. Logan aveva gi� avviato indagini presso le autorit� di Copenhagen. Non erano stati riferiti decessi al lunapark. A quanto sembrava, il corpo dell�assassino che avevano agganciato con l�ala dell�anatroccolo era scomparso. Perci� la loro fuga da Tivoli non aveva lasciato strascichi fra la gente strattonata, a parte qualche contusione e qualche graffio. Nessun ferito grave, tranne il carro della parata.</p><p>Gray guard� Monk che controllava le tasche dei jeans. �C�� ancora, l�anello?�</p><p>�Non c�era bisogno di rubare anche quello.�</p><p>Gray doveva riconoscere la destrezza di Fiona. �Allora, vuoi dirmi qualcosa di quel cofanetto per anelli?�</p><p>�Ti volevo fare una sorpresa��</p><p>�Monk, non sapevo che mi volessi cos� bene.�</p><p>�Ma piantala! Intendevo che te lo volevo dire io, senza che la signorina Copperfield decidesse di tirarlo fuori dal cilindro.�</p><p>Gray si appoggi� allo schienale, guardando in faccia Monk, con le braccia conserte. �Perci� hai intenzione di chiederglielo. Non so� La signora <emphasis>Kat </emphasis>Kokkalis. Non acconsentir� mai.�</p><p>�Non credo neanche io. Questo dannato coso l�ho comprato due mesi fa. Non ho mai trovato il momento buono per chiederglielo.�</p><p>�Vuoi dire che non hai mai trovato il <emphasis>coraggio.</emphasis>�</p><p>�Be�, forse anche quello.�</p><p>Gray si sporse in avanti e diede un buffetto sul ginocchio dell�amico. �Ti ama, Monk. Smettila di preoccuparti.�</p><p>Lui sorrise come un ragazzino. Non gli donava molto, ma Gray riconobbe dallo sguardo di Monk quanto erano profondi i suoi sentimenti� accompagnati da una punta di paura. Monk si sfreg� il punto in cui la protesi della mano si congiungeva col moncherino del polso. Nonostante la spavalderia che ostentava, era stato scosso profondamente dalla mutilazione dell�anno precedente. L�attenzione di Kat aveva contribuito alla sua guarigione molto pi� degli sforzi dei medici. Ma gli restava una vena profonda di insicurezza.</p><p>Monk apr� il cofanetto di velluto e guard� l�anello di fidanzamento da tre carati. �Forse avrei dovuto comprare un diamante pi� grande, soprattutto adesso.�</p><p>�Che vuoi dire?�</p><p>Monk lo guard�. Aveva una nuova espressione sul viso: una traballante speranza era il modo migliore di descriverla. �Kat � incinta.�</p><p>Gray si drizz� sul sedile, sorpreso. �Cosa? Come?�</p><p>�Penso che tu sappia <emphasis>come</emphasis>�, rispose Monk.</p><p>�Cristo! Congratulazioni�, farfugli�, mentre si riprendeva gradualmente. L�ultima frase suon� pi� come una domanda: �Voglio dire� lo tenete, il bambino�.</p><p>Monk inarc� un sopracciglio.</p><p>�Naturalmente�, disse Gray, scuotendo la testa per la sua stupidit�.</p><p>�� ancora presto�, replic� Monk. �Kat vuole che non lo sappia nessuno, ma ha detto che a te potevo dirlo.�</p><p>Gray annu�, dandosi tempo per assimilare la notizia. Cerc� di immaginarsi Monk padre e fu sorpreso di quanto fosse facile. �Mio Dio, � fantastico.�</p><p>Monk chiuse il cofanetto. �E tu?�</p><p>Gray lo guard� perplesso. �Io cosa?�</p><p>�Tu e Sara. Che ha detto quando le hai raccontato delle tue avventure a Tivoli?�</p><p>La fronte di Gray si corrug�.</p><p>Monk sgran� gli occhi. �Gray��</p><p>�Cosa?�</p><p>�Non l�hai ancora chiamata, vero?�</p><p>�Non pensavo��</p><p>�� nei carabinieri. Perci� sai benissimo che verrebbe a sapere di qualsiasi potenziale attentato terroristico a Copenhagen. Soprattutto se c�era un pazzoide che urlava �bomba� in un parco affollato e se ne andava in giro in un carro da parata. Non potr� fare a meno di pensare che ci sia in mezzo proprio <emphasis>tu.</emphasis>�</p><p>Monk aveva ragione. Avrebbe dovuto chiamarla subito.</p><p>�Grayson Pierce, che cosa devo fare con te?� Monk scosse la testa tristemente. �Quando lascerai in pace quella ragazza?�</p><p>�Di che stai parlando?�</p><p>�Sono felice che tu e Sara vi siate trovati, ma dove avete intenzione di andare?�</p><p>Gray s�innervos�. �Non che siano affari tuoi, ma era quello che avevamo intenzione di discutere, prima che scoppiasse l�inferno.�</p><p>�L�hai scampata.�</p><p>�Sai una cosa? Il fatto di avere in tasca da due mesi un anello di fidanzamento non ti fa diventare improvvisamente un esperto di relazioni.�</p><p>Monk alz� le mani. �Va bene, come non detto� Stavo soltanto dicendo��</p><p>Gray non aveva intenzione di fargliela passare liscia. �Che cosa?�</p><p>�Tu non vuoi davvero una relazione.�</p><p>Quell�attacco frontale lo lasci� di stucco. �Di che cosa stai parlando? Sara e io ci siamo fatti in quattro per far funzionare questa cosa. Io amo Sara, lo sai bene.�</p><p>�Lo so. Non ho mai detto il contrario. � solo che tu non vuoi avere una <emphasis>vera </emphasis>relazione con lei.� Monk cont� fino a tre con le dita: �Significa <emphasis>moglie</emphasis>,<emphasis> mutuo </emphasis>e <emphasis>figli</emphasis>�.</p><p>Gray si limit� a scuotere la testa.</p><p>�Quello che stai facendo con Sara � goderti un primo appuntamento prolungato.�</p><p>Gray cerc� di ribattere in qualche modo, ma Monk era andato troppo vicino al bersaglio. Gli venne in mente la goffaggine che doveva superare ogni volta che lui e Sara si rivedevano, quella barriera da sormontare prima di poter ristabilire un�intimit� pi� profonda. Come a un primo appuntamento.</p><p>�Da quanto tempo ti conosco?� chiese Monk.</p><p>Gray cancell� la domanda con la mano.</p><p>�E in tutto questo tempo quante storie serie hai avuto?� Monk form� un grande zero con la mano. �E guarda chi vai a pescare per la tua prima relazione seria.�</p><p>�Sara � meravigliosa.�</p><p>�� vero. E trovo fantastico che tu ti stia finalmente aprendo. Ma, ragazzi, quando si dice mettere in piedi barriere invalicabili!�</p><p>�Quali barriere?�</p><p>�Che ne dici dell�oceano Atlantico, tanto per cominciare? Quello che sta tra te e una vera relazione.� Monk agit� tre dita davanti a lui.</p><p><emphasis>Moglie, mutuo, figli.</emphasis></p><p>�Non sei pronto�, prosegu� Monk. �Avresti dovuto vedere la tua faccia quando ho detto che Kat � incinta. Ti � venuta la cacarella, anche se il bambino � <emphasis>mio.</emphasis>�</p><p>Gray aveva il cuore in gola. Si accorse di respirare affannosamente. Come se si fosse preso un pugno nello stomaco.</p><p>Monk sospir�. �Hai qualche problemino, amico mio. Forse hai qualcosa da risolvere coi tuoi vecchi. Non so.�</p><p>Gray fu salvato dal suono dell�interfono.</p><p>�Siamo a circa trenta minuti dalla destinazione�, rifer� il pilota. �Tra poco cominceremo la discesa.�</p><p>Gray guard� fuori dal finestrino. Il sole stava sorgendo. �Provo a fare un altro pisolino. Finch� non atterriamo.�</p><p>�Buona idea.�</p><p>Gray si volt� verso Monk. Apr� la bocca per rispondere in qualche modo alle sue parole, ma alla fine si limit� a dire la verit�. �Io amo davvero Sara.�</p><p>Monk reclin� lo schienale della poltrona e si mise su un fianco con un grugnito. �Lo so. Per questo � cos� difficile.�</p><empty-line/><p><emphasis>Riserva di Hluhluwe-Umfolozi,</emphasis></p><p><emphasis>ore 05.45</emphasis></p><empty-line/><p>Khamisi Taylor sorseggiava il t� nel piccolo salotto. Per quanto fosse un�ottima infusione, addolcita col miele, non ne sent� neanche il sapore.</p><p>�E non c�� nessuna possibilit� che Marcia sia ancora viva?� chiese Paula Kane.</p><p>Khamisi scosse la testa. Non cercava di eludere quella realt�. Non era il motivo per cui era andato l�, dopo la lavata di capo da parte del sovrintendente. Avrebbe voluto ritirarsi nella sua casetta ai margini della riserva, dove c�era una schiera di costruzioni basse, affittate ai guardacaccia. Si chiedeva per quanto ancora sarebbe potuto rimanere ad abitare l�, se la sospensione si trasformava in licenziamento.</p><p>Ma non era tornato direttamente a casa. Aveva attraversato in auto met� del parco, fino a un altro complesso di alloggi temporanei, una piccola enclave in cui risiedevano i ricercatori.</p><p>Khamisi era stato molte volte in quella casa coloniale bianca a due piani, coi suoi giganteschi e ombrosi alberi di acacia, col minuscolo giardino e col piccolo cortile in cui gironzolava qualche pollo. Sembrava che le due inquiline non rimanessero mai senza sovvenzioni. L�ultima volta che Khamisi ci era andato, era stato per festeggiare il decimo anniversario della permanenza delle due donne al parco. Ormai erano diventate un�istituzione, nella comunit� scientifica di Hluhluwe-Umfolozi, un po� come i cinque grandi animali da trofeo.</p><p>Ma ora ne rimaneva soltanto una.</p><p>La dottoressa Paula Kane era seduta su un divanetto, di fronte a Khamisi e al tavolino che li divideva. Aveva le lacrime agli occhi, ma le guance ancora asciutte. �Va bene�, disse, mentre il suo sguardo vagava verso una parete piena di foto, panorama di una vita felice. Khamisi sapeva che le due donne erano assieme da quando avevano frequentato l�universit� di Oxford, molti anni prima. �Ormai non ci speravo pi�.�</p><p>Era una donna minuta, coi capelli brizzolati, tagliati pari all�altezza delle spalle. Sebbene fosse prossima ai sessanta, mostrava dieci anni di meno. Aveva sempre conservato una bellezza adamantina e una grande sicurezza, che non si lasciava mimetizzare neanche dal trucco. Quella mattina, per�, sembrava appassita, sembrava l�ombra di se stessa, come se avesse perso qualcosa di vitale. Probabilmente aveva dormito vestita, con quei pantaloni kaki e quella camicetta bianca.</p><p>Khamisi non aveva parole per alleviare il dolore scolpito in ogni parte del corpo della donna, soltanto la sua partecipazione. �Mi dispiace.�</p><p>Paula lo guard�. �So che hai fatto tutto il possibile. Ho sentito le voci che cominciano a girare. Una donna bianca muore, ma il nero sopravvive. A certi elementi di qui non andr� gi�.�</p><p>Khamisi sapeva che la donna si riferiva al capo guardacaccia. Paula e Marcia si erano scontrate molte volte con quell�uomo. Lei conosceva i legami e le affiliazioni del sovrintendente come tutti gli altri. Forse l�apartheid era stato eliminato nelle citt� e nelle township, ma nella savana il mito del Grande Cacciatore Bianco continuava a regnare supremo.</p><p>�Tu non sei responsabile della morte di Marcia�, prosegu� Paula, leggendogli qualcosa in viso.</p><p>Lui distolse lo sguardo. Apprezzava la sua comprensione, ma le accuse del sovrintendente avevano rintuzzato un senso di colpa gi� latente. Razionalmente sapeva di aver fatto tutto il possibile per proteggere la dottoressa Fairfield. Ma lui ne era uscito vivo, e lei no. Quelli erano i fatti.</p><p>Khamisi si alz�. Non voleva disturbare oltre. Era andato l� per rendere i suoi omaggi e per dire di persona alla dottoressa Kane che cosa era accaduto. �Ora devo andare.�</p><p>Paula si alz� e lo accompagn� alla porta a zanzariera. Lo ferm� con una mano, prima che uscisse. �Secondo te, che cosa � stato?�</p><p>Lui si volt� verso di lei.</p><p>�Che cosa l�ha uccisa?� insistette Paula.</p><p>Khamisi guard� fuori: c�era troppa luce per parlare di mostri. In pi�, gli era stato vietato di riferire particolari della faccenda. C�era in ballo il suo lavoro.</p><p>Guard� Paula e le disse la verit�. �Non � stata una leonessa.�</p><p>�E allora che cosa?�</p><p>�Lo scoprir�.�</p><p>Spinse la porta e scese i gradini. Il suo piccolo pick-up arrugginito era parcheggiato sotto il sole. Lo raggiunse, sal� nell�abitacolo rovente e prese la strada di casa.</p><p>Per la centesima volta, rivisse il terrore della giornata precedente. Sentiva a fatica il rombo del motore, sovrastato dall�eco delle urla dell�<emphasis>ukufa </emphasis>nella sua testa. Non era una leonessa. Non ci avrebbe mai creduto.</p><p>Raggiunse gli alloggi destinati allo staff del parco, una schiera di costruzioni improvvisate su palafitte senza aria condizionata. Sollevando una nuvola di polvere rossa, parcheggi� di fronte al cancello di casa sua.</p><p>Esausto, aveva intenzione di riposare per qualche ora. Poi sarebbe andato in cerca della verit�.</p><p>Sapeva gi� <emphasis>dove </emphasis>cominciare le indagini.</p><p>Ma l�avrebbe fatto pi� tardi.</p><p>Mentre si avvicinava alla recinzione del cortile davanti alla casa, not� che il cancello era socchiuso. Si assicurava sempre di chiuderlo col paletto, quando usciva, ogni mattina. D�altra parte, dopo l�annuncio della loro scomparsa, la notte precedente, era possibile che qualcuno fosse andato a cercarlo a casa.</p><p>Ma i sensi di Khamisi erano ancora in allerta, fin dal momento in cui aveva sentito quel primo urlo nella giungla. Dubitava persino che quella condizione potesse mai cambiare.</p><p>S�infil� nel cortile. Not� che la porta d�ingresso sembrava chiusa e vide la posta che sporgeva dalla cassetta delle lettere: non era stata toccata. Sal� i gradini, uno alla volta.</p><p>Avrebbe voluto avere un pugnale o una pistola.</p><p>Sent� uno scricchiolio. Non proveniva dai gradini sotto i suoi piedi, ma dalle tavole del pavimento, dentro la casa.</p><p>I suoi sensi gli dicevano di fuggire.</p><p>No. Stavolta no.</p><p>Raggiunse il portico, si mise a lato della porta e controll� il catenaccio.</p><p>Non era chiuso a chiave.</p><p>Lo sganci� e spinse la porta. Sent� scricchiolare il pavimento un�altra volta, in fondo alla casa.</p><p>�Chi �?�</p><empty-line/><p><emphasis>Himalaya,</emphasis></p><p><emphasis>ore 08.25</emphasis></p><empty-line/><p>�Vieni a vedere.�</p><p>Painter si svegli� di soprassalto, subito vigile. Un dolore lancinante lo pugnalava tra gli occhi. Scivol� gi� dal letto, gi� vestito. Non si era reso conto di essersi addormentato. Lui e Lisa erano ritornati in camera qualche ora prima, scortati dalle guardie. Anna doveva sbrigare qualche faccenda e procurare alcune cose che Painter aveva richiesto.</p><p>�Quanto ho dormito?� chiese, sentendo svanire lentamente il mal di testa.</p><p>�Scusa, non sapevo che dormissi.� Lisa era seduta a gambe incrociate di fronte al focolare, accanto a un tavolino con fogli di carta sparsi sopra. �Non pu� essere pi� di quindici, venti minuti. Volevo che tu vedessi questo.�</p><p>Painter si alz�. La stanza vacill� per un istante, poi si riassest�. Per niente bene. Raggiunse Lisa e si lasci� cadere accanto a lei.</p><p>Not� la macchina fotografica appoggiata sui fogli.</p><p>Lisa aveva chiesto che le fosse restituita la sua Nikon, come primo atto di cooperazione da parte dei loro carcerieri. Fece scivolare un foglio di carta verso di lui. �Guarda.�</p><p>Ci aveva disegnato una serie di simboli: erano le rune che Lama Khemsar aveva scarabocchiato sulla parete. Lisa doveva averle copiate dalla foto digitale. Painter vide che sotto ogni simbolo era scritta una lettera corrispondente.</p><empty-line/><image l:href="#9"/><empty-line/><p>�Era un semplice codice a sostituzione. Ogni runa rappresenta una lettera dell�alfabeto. � bastato fare qualche tentativo.�</p><p>�<emphasis>Schwarze Sonne</emphasis>�, lesse lui ad alta voce.</p><p>�Sole Nero. Il nome del progetto nazista.�</p><p>�Perci� Lama Khemsar ne era al corrente.� Painter scosse la testa. �Il vecchio buddista aveva i suoi contatti, da queste parti.�</p><p>�Ed evidentemente ne � rimasto traumatizzato.� Lisa prese il foglietto. �La follia deve avere risvegliato antiche ferite.�</p><p>�O forse il Lama ha cooperato sin dall�inizio e il monastero era una sorta di avamposto di guardia del castello.�</p><p>�Se � andata cos�, guarda quanto gli � valsa, la cooperazione�, comment� Lisa con un tono pungente. �� forse indicativo della ricompensa che otterremo noi?�</p><p>�Non abbiamo scelta. � l�unico modo per restare in vita: essere necessari.�</p><p>�E poi? Quando non saremo pi� <emphasis>necessari</emphasis>?�</p><p>Painter non volle alimentare nessuna illusione. �Ci uccideranno. Cooperando guadagneremo soltanto un po� di tempo.�</p><p>Painter not� che Lisa non cercava di sfuggire alla realt�, anzi sembrava che ne traesse forza. Drizz� le spalle, mostrandosi risoluta. �Allora, che cosa facciamo per prima cosa?�</p><p>�Riconosciamo il primo passo di ogni conflitto.�</p><p>�E cio�?�</p><p>�Conosci il tuo nemico.�</p><p>�Penso di sapere gi� troppo di Anna e della sua ciurma.�</p><p>�No, parlavo di scoprire chi c�� dietro l�esplosione della notte scorsa. Il sabotatore, o chiunque l�abbia ingaggiato. Sta succedendo qualcosa, qui. Quei primi atti di sabotaggio, le manomissioni dei controlli di sicurezza della Campana, le prime malattie� avevano lo scopo di incuriosirci. Di sollevare un po� di fumo e attirarci qui, con quelle voci di strane malattie.�</p><p>�Ma perch� fare una cosa del genere?�</p><p>�Per assicurarsi che il gruppo di Anna fosse scoperto e smantellato. Non trovi strano che la Campana, il fulcro di questa tecnologia, sia stata distrutta soltanto dopo il nostro arrivo? Che cosa pu� far pensare, questo?�</p><p>�Che, se da una parte volevano che il progetto di Anna fosse smantellato, dall�altra non volevano che il fulcro della tecnologia cadesse nelle mani di qualcun altro.�</p><p>Painter annu�. �E forse qualcosa di ancora pi� terribile. Potrebbe essere tutto un diversivo, un trucco da prestigiatore: tu guarda qui, che intanto io, di nascosto, faccio il mio trucco da un�altra parte. Ma chi � il misterioso illusionista dietro le quinte? Qual � il suo scopo, il suo intento? � questo che dobbiamo scoprire.�</p><p>�E le apparecchiature elettroniche che hai chiesto ad Anna?�</p><p>�Forse ci aiuteranno a scovare la talpa. Se riusciamo a incastrare il sabotatore, scopriremo chi tira davvero le fila di tutto quanto.�</p><p>Un colpo alla porta li fece trasalire.</p><p>Painter si alz�, mentre la sbarra veniva sfilata e la porta si spalancava.</p><p>Entr� Anna, con Gunther al fianco. L�uomo si era ripulito dall�ultima volta che Painter l�aveva visto. Il fatto che nessun�altra guardia li seguisse nella stanza era un chiaro segno di quanto fosse pericoloso quel bestione. Non aveva nemmeno un�arma.</p><p>�Ho pensato che forse vi andava di fare colazione con noi�, disse Anna. �Quando avremo finito, probabilmente le apparecchiature che ha richiesto saranno gi� arrivate.�</p><p>�Tutte quante? Da dove?�</p><p>�Katmandu. Abbiamo un eliporto nascosto sull�altro versante della montagna.�</p><p>�Davvero? E non siete mai stati scoperti?�</p><p>Anna scroll� le spalle. �� semplicemente una questione di coordinare i nostri voli con le dozzine di giri turistici e di squadre di alpinisti che escono ogni giorno. Il pilota dovrebbe essere di ritorno entro un�ora.�</p><p>Painter annu�. Aveva intenzione di usare al meglio quell�ora, raccogliendo informazioni. Per ogni problema c�era una soluzione. O almeno cos� sperava.</p><p>Uscirono dalla stanza. I corridoi erano affollati: evidentemente si era sparsa la voce. Tutti sembravano indaffarati e arrabbiati oppure li guardavano di traverso, come se Painter e Lisa fossero in qualche modo responsabili del sabotaggio. Ma nessuno si avvicinava troppo. Il passo pesante di Gunther apriva loro un varco. Il carceriere era diventato il loro protettore.</p><p>Finalmente raggiunsero lo studio di Anna.</p><p>Un lungo tavolo era stato apparecchiato davanti al fuoco, con una gran quantit� di vassoi pieni di cibo: salsicce, pane nero, stufati fumanti, porridge, formaggi stagionati, un assortimento di frutti di bosco, prugne e meloni.</p><p>�Aspettiamo qualcuno?� chiese Painter.</p><p>�Un costante apporto di combustibile � fondamentale nei climi freddi, sia per la casa, sia per il cuore�, rispose Anna, da brava tedesca.</p><p>Si misero a tavola e condivisero il cibo, come una grande famiglia felice.</p><p>�Se c�� qualche speranza di trovare una cura, dovremo sapere di pi� della Campana�, disse Lisa. �La sua storia, come funziona��</p><p>Anna, che si era incupita durante il tragitto fin l�, s�illumin�. Esiste forse un ricercatore cui non piaccia parlare delle proprie scoperte? �� cominciato come esperimento per un generatore di energia: un nuovo motore. La Campana ha preso il nome dal suo contenitore esterno: un involucro di ceramica a forma di campana, appunto, grande come un fusto da quattrocento litri e rivestito di piombo. All�interno c�erano due cilindri di metallo, l�uno dentro l�altro, che giravano in direzioni opposte.� Anna riprodusse il movimento con le mani. �A lubrificare il tutto e a riempire la Campana c�era un metallo liquido simile a mercurio: lo Xerum 525.�</p><p>�� la sostanza che ha detto di non poter riprodurre�, puntualizz� Painter.</p><p>�Esatto. Ci abbiamo provato per decenni, cercando di ricostruire a ritroso la composizione del metallo liquido, ma presenta alcuni aspetti che � impossibile esaminare. Sappiamo che contiene perossidi di torio e di berillio, ma non molto altro. L�unica cosa che sappiamo per certo � che lo Xerum 525 era un sottoprodotto della ricerca nazista sull�energia del punto zero. � stato ottenuto in un altro laboratorio, distrutto subito dopo la guerra.�</p><p>�E voi non avete scoperto un modo per produrne dell�altro?� chiese Painter.</p><p>Anna scosse la testa.</p><p>�Ma che cosa faceva la Campana, esattamente?� chiese Lisa.</p><p>�Come dicevo prima, era semplicemente un esperimento. Molto probabilmente l�ennesimo tentativo di attingere all�infinita energia del punto zero. Ma, a un certo punto, i ricercatori nazisti hanno notato effetti strani quando la mettevano in funzione. La Campana emetteva una debole luminescenza. Andavano in corto circuito apparecchiature elettriche in un raggio di distanza enorme. Sono stati segnalati anche alcuni decessi. Durante una serie di esperimenti successivi, il dispositivo � stato affinato ed � stata costruita una schermatura. Sono stati eseguiti esperimenti in una miniera abbandonata, a grande profondit�. Non si sono verificate altre morti, ma gli abitanti dei villaggi a un chilometro di distanza dalla miniera hanno riferito insonnia, vertigini e crampi muscolari. La Campana emanava qualcosa e l�interesse aumentava.�</p><p>�Era ritenuta una potenziale arma?� ipotizz� Painter.</p><p>�Non saprei. Gran parte degli archivi � stata distrutta dal responsabile della ricerca. Ma sappiamo che la squadra originaria ha esposto ogni genere di forma biologica alla Campana: felci, muffe, uova, carne, latte; e un�intera gamma di specie animali, invertebrate e vertebrate: scarafaggi, lumache, camaleonti, rospi e, naturalmente, topi.�</p><p>�E il vertice della catena alimentare?� chiese Painter. �Esseri umani?�</p><p>�Temo di s�. L�etica spesso � la prima vittima del progresso.�</p><p>�E che cosa � successo durante quegli esperimenti?� chiese Lisa, che aveva smesso di mangiare, non per repulsione, ma per il grande interesse che l�argomento suscitava in lei.</p><p>Anna intu� che avevano qualcosa in comune e rivolse l�attenzione a Lisa. �Ancora una volta gli effetti erano inspiegabili. Nelle piante la clorofilla scompariva, facendole diventare bianche. Nel giro di poche ore si decomponevano, riducendosi a una poltiglia viscida. Negli animali, il sangue gelava nelle vene e nei tessuti si formava una sostanza cristallina, che distruggeva le cellule dall�interno.�</p><p>�Vediamo se indovino�, intervenne Painter. �Soltanto gli scarafaggi rimanevano indenni.�</p><p>Lisa lo guard� di traverso, poi si rivolse di nuovo ad Anna: �Avete qualche idea di che cosa causasse quegli effetti?�</p><p>�Possiamo solo fare congetture. Tuttora, riteniamo che la Campana, girando, crei un forte vortice elettromagnetico. Lo Xerum 525, un sottoprodotto delle ricerche precedenti sull�energia del punto zero, quando � esposto a questo vortice genera un�aura di strane energie quantiche.�</p><p>Painter mise assieme i pezzi mentalmente. �Perci� lo Xerum 525 � il <emphasis>combustibile </emphasis>e la Campana � il <emphasis>motore.</emphasis>�</p><p>Anna fece un cenno d�assenso.</p><p>�E la Campana diventa una specie di impastatrice�, brontol� una nuova voce.</p><p>Tutti si voltarono a guardare Gunther, che stava masticando della salsiccia. Era la prima volta che mostrava un qualche interesse alla conversazione.</p><p>�Una descrizione grezza, ma corretta�, convenne Anna. �Immaginate la natura onnipresente del punto zero come impasto per torte. Quando gira, la Campana � come la pala di un�impastatrice che ci s�immerge e provoca un risucchio dell�energia quantica verso l�esterno, verso la nostra esistenza, schizzando tutt�attorno strane particelle subatomiche di ogni genere. I primi esperimenti erano tentativi di manipolare la velocit� di questa impastatrice, per poter controllare quegli schizzi.�</p><p>�Per fare meno pasticci, insomma.�</p><p>�E anche per alleviare gli effetti collaterali degenerativi. Hanno avuto successo: gli effetti avversi sono diminuiti e qualcosa di straordinario ha preso il loro posto.�</p><p>Painter cap� che stavano arrivando al nocciolo della questione.</p><p>Arma si chin� verso di loro. �Al posto della <emphasis>degenerazione </emphasis>dei tessuti biologici, gli scienziati nazisti hanno cominciato a notare <emphasis>miglioramenti</emphasis>: crescita accelerata nelle muffe, gigantismo nelle felci, riflessi pi� rapidi nei rospi e intelligenza maggiore nei ratti. Data la loro coerenza, i risultati non potevano essere attribuiti soltanto a mutazioni casuali. E sembrava che negli animali di ordine pi� elevato i vantaggi dell�esposizione fossero maggiori.�</p><p>�Perci� sono passati agli esperimenti sugli esseri umani�, aggiunse Painter.</p><p>�Mantenga una prospettiva storica, signor Crowe. I nazisti erano convinti che avrebbero dato origine a una razza superiore e d�un tratto si sono ritrovati davanti uno strumento per farlo entro una sola generazione. L�etica non presentava vantaggi. C�era un imperativo maggiore.�</p><p>�Creare una razza che potesse dominare il mondo.�</p><p>�Cos� credevano i nazisti. A quello scopo, hanno dedicato molti sforzi per far progredire le ricerche sulla Campana, ma il tempo a loro disposizione termin�. La Germania capitol�. Tuttavia la Campana � stata evacuata, cos� da poter proseguire la ricerca in segreto. Era la grande speranza del Terzo Reich: l�opportunit�, per la razza ariana, di rinascere, di risorgere e dominare il mondo.�</p><p>�E Himmler ha scelto questo luogo�, disse Painter. �Nel bel mezzo dell�Himalaya. Che follia�� Scosse la testa.</p><p>�Molte volte � pi� la <emphasis>follia </emphasis>che il <emphasis>genio </emphasis>a far avanzare il mondo. Chi, se non i folli, si spingerebbe tanto in l�, puntando all�impossibile e, cos� facendo, provando che � possibile?�</p><p>�E a volte inventando semplicemente i pi� efficienti strumenti di genocidio.�</p><p>Anna sospir�.</p><p>Lisa riport� la discussione sul tema originario. �Che ne � stato degli studi sugli esseri umani?�</p><p>�Negli adulti gli effetti erano ancora nocivi, specialmente alle regolazioni pi� alte. Ma la ricerca non si � fermata l�: quando i <emphasis>feti </emphasis>venivano esposti mentre erano ancora nell�utero, tra i neonati esposti uno su sei mostrava notevoli miglioramenti: alterazioni del gene della miostatina generavano bambini con muscoli pi� sviluppati. Altri vantaggi erano una vista pi� acuta, una migliore coordinazione tra mano e occhio e uno straordinario quoziente intellettivo.�</p><p>�Superbambini�, comment� Painter.</p><p>�Purtroppo quei bambini raramente superavano i due anni�, prosegu� Anna. �Ben presto cominciavano a degenerare: diventavano pallidi, i tessuti si cristallizzavano, le dita delle mani e dei piedi diventavano necrotiche e si staccavano.�</p><p>�Interessante�, comment� Lisa. �Sembra che siano gli stessi effetti collaterali della prima serie di test.�</p><p>Painter le lanci� un�occhiata. Aveva davvero detto <emphasis>interessante</emphasis>? Lisa fissava Anna con uno sguardo affascinato. Come faceva a mantenere un atteggiamento esclusivamente clinico? Poi not� che il ginocchio sinistro di Lisa si muoveva nervosamente su e gi� sotto il tavolo. Vi pos� una mano per fermarlo. Lei trem� quando lui la tocc�, ma mantenne un�espressione impassibile. Painter cap� che quell�<emphasis>interessamento </emphasis>era simulato. Lisa stava reprimendo tutto l�orrore e la rabbia. Si mostrava conciliante con Anna per consentire a lui di fare qualche domanda utile a ottenere le risposte di cui avevano bisogno. Come in un interrogatorio, si erano divisi i ruoli di poliziotto buono e poliziotto cattivo.</p><p>Painter le diede una stretta al ginocchio, riconoscente per i suoi sforzi.</p><p>Lisa prosegu� la messa in scena. �Ha detto che un bambino su sei mostrava questi miglioramenti di breve durata. E gli altri cinque?�</p><p>�Nascevano morti o con mutazioni letali. Oppure morivano le madri.�</p><p>�E chi erano tutte queste madri?� chiese Painter, esprimendo lo sdegno di entrambi. �Non volontarie, presumo.�</p><p>�Non esprima giudizi troppo duri, signor Crowe. Conosce il livello di mortalit� infantile nel suo Paese? � peggiore di quello di alcuni Paesi del Terzo Mondo. Qual � il vantaggio che recano quelle morti?�</p><p>Oh, per amor di Dio, non poteva dire sul serio! Era un paragone ridicolo.</p><p>�I nazisti avevano un loro imperativo�, prosegu� Anna. �Quantomeno erano coerenti.�</p><p>Painter cerc� le parole adatte per maledirla, ma la rabbia gli blocc� la lingua.</p><p>Fu Lisa a intervenire, stringendo forte la mano che lui aveva appoggiato sul suo ginocchio. �Presumo che questi scienziati abbiano cercato modi per affinare la Campana, eliminando gli effetti collaterali.�</p><p>�Naturalmente, ma alla fine della guerra non c�erano ancora molti progressi. C�� soltanto un caso aneddotico di pieno successo. Un bambino ritenuto perfetto. Prima di lui, tutti i bambini nati sotto la Campana presentavano leggere imperfezioni: perdita di pigmentazione in alcune aree del corpo, asimmetria degli organi, occhi di colore diverso.� Anna lanci� uno sguardo fugace a Gunther. �Ma quel bambino sembrava senza difetti. Anche una rudimentale analisi del suo genoma conferm� che era impeccabile. Ma la tecnica impiegata per raggiungere quei risultati � sconosciuta: il responsabile della ricerca ha eseguito quell�ultimo esperimento in segreto. Quando mio nonno � andato a prelevare la Campana, lui si � opposto e ha distrutto tutti i suoi appunti personali di laboratorio. Il bambino � morto poco tempo dopo.�</p><p>�Per gli effetti collaterali?�</p><p>�No, la figlia del responsabile si � affogata assieme al bambino.�</p><p>�Perch�?�</p><p>Anna scosse il capo. �Mio nonno rifiutava di parlarne. Come dicevo, � un caso aneddotico.�</p><p>�Come si chiamava quel ricercatore?� chiese Painter.</p><p>�Non ricordo, ma posso andare a verificarlo, se vuole.�</p><p>Painter scroll� le spalle. Se solo avesse potuto accedere ai computer della Sigma� Intuiva che dietro la storia del nonno di Anna si nascondeva qualcos�altro.</p><p>�E dopo l�evacuazione?� chiese Lisa. �La ricerca � continuata qui?�</p><p>�S�. Per quanto isolati, abbiamo continuato a tenerci aggiornati sui progressi ottenuti nella comunit� scientifica. Dopo la guerra, gli scienziati nazisti si erano dispersi e molti erano impegnati in progetti segretissimi in ogni parte del mondo: Europa, Unione Sovietica, Sud America, Stati Uniti. Erano le nostre orecchie e i nostri occhi all�estero, ci fornivano informazioni selezionate. Alcuni credevano ancora nella causa, altri erano ricattati per il loro passato.�</p><p>�Insomma, vi siete tenuti aggiornati.�</p><p>�Nei due decenni successivi sono stati compiuti grandi passi avanti. Sono nati superbambini che sono vissuti pi� a lungo. Sono stati istruiti come principi, qui. Hanno avuto il titolo di <emphasis>Ritter des Sonnenk�nigs</emphasis>, Cavalieri del Re-Sole, in quanto nati dal progetto Sole Nero.�</p><p>�Molto wagneriano�, comment� Painter, in tono derisorio.</p><p>�Forse. A mio nonno piacevano le tradizioni. Ma le devo dire che tutti i soggetti sperimentali qui al <emphasis>Granitschlo� </emphasis>erano volontari.�</p><p>�S�, ma � stata una scelta morale oppure semplicemente non c�erano ebrei a portata di mano, sull�Himalaya?�</p><p>Anna non degn� il suo commento di una risposta e prosegu�: �Se da una parte i progressi erano assodati, dall�altra i <emphasis>Sonnenk�nige </emphasis>continuavano a essere afflitti da problemi degenerativi. I primi sintomi si presentavano ancora attorno ai due anni, ma in forma pi� lieve. Dalla degenerazione acuta si era passati a una forma cronica. Alla maggiore longevit�, per�, si � associato un nuovo sintomo: il deterioramento mentale, cio� paranoia acuta, schizofrenia e psicosi�.</p><p>�Questi ultimi sintomi ricordano quanto � avvenuto ai monaci, al monastero�, comment� Lisa.</p><p>�Dipende tutto dal grado dell�esposizione e dall�et�, spieg� Anna. �I bambini esposti nell�utero a un livello controllato di radiazioni quantiche presentavano miglioramenti, seguiti da una degenerazione cronica per tutta la vita. Mentre gli adulti, come Painter e me, esposti a dosi <emphasis>moderate </emphasis>di radiazioni incontrollate sono colpiti da una forma pi� acuta della stessa degenerazione, un declino pi� rapido. I monaci, invece, esposti a un livello <emphasis>elevato </emphasis>di radiazioni, sono passati immediatamente allo stato di degenerazione mentale.�</p><p>�E i <emphasis>Sonnenk�nige</emphasis>?� chiese Painter.</p><p>�Come nel nostro caso, non c�era cura per la loro malattia. In effetti, mentre noi possiamo sperare di avere un aiuto dalla Campana, i <emphasis>Sonnenk�nige </emphasis>sono immuni: sembra che, essendovi stati esposti in tenera et�, siano resistenti a qualsiasi altra manipolazione da parte della Campana, in meglio o in peggio.�</p><p>�Perci� quando sono impazziti�� Painter s�immagin� orde di superuomini impazziti che devastavano il castello.</p><p>�Una tale condizione era una minaccia per la nostra sicurezza. I test su soggetti umani sono stati interrotti.�</p><p>Painter non riusc� a nascondere la sorpresa. �Avete abbandonato la ricerca?�</p><p>�Non esattamente. I test su soggetti umani erano gi� uno strumento inefficiente per la sperimentazione. Ci voleva troppo tempo per valutare i risultati. Sono stati impiegati nuovi modelli: razze modificate di topi, tessuti fetali in vitro, cellule staminali. Grazie alla mappatura del genoma umano, i test del DNA sono diventati un metodo pi� rapido per valutare i progressi. Abbiamo accelerato i tempi. Ho il sospetto che, se riavviassimo il progetto <emphasis>Sonnenk�nige </emphasis>oggi, otterremmo risultati nettamente migliori.�</p><p>�Allora perch� non ci avete riprovato?�</p><p>Anna scroll� le spalle. �Continuiamo a riscontrare demenza nei nostri topi, il che � preoccupante; ma, soprattutto, abbiamo abbandonato gli studi sugli esseri umani perch� nell�ultimo decennio i nostri interessi hanno assunto una natura pi� clinica. Non ci consideriamo pi� i precursori di una razza superiore. Crediamo che il nostro lavoro possa apportare benefici all�umanit� nel suo complesso, una volta perfezionato.�</p><p>�Allora perch� non uscite allo scoperto, adesso?�</p><p>�Per essere vincolati dalle leggi delle nazioni e degli ignoranti? La scienza non � un processo democratico. I limiti morali non farebbero che rallentare di dieci volte i nostri progressi, il che non � accettabile.�</p><p>Painter dovette trattenersi. Sembrava che qualche atteggiamento nazista continuasse a fiorire, da quelle parti.</p><p>�Che ne � stato dei <emphasis>Sonnenk�nige</emphasis>?� chiese Lisa.</p><p>�� una storia tragica. Molti sono morti per patologie degenerative, ma ancora di pi� hanno dovuto subire l�eutanasia, quando le loro menti cominciavano a deteriorarsi. Alcuni, per�, sono sopravvissuti. Per esempio Klaus, che avete conosciuto.�</p><p>Painter ripens� al guardiano gigante e ricord� l�arto e il volto semiparalizzati dell�uomo, segni della degenerazione. Poi guard� Gunther. L�uomo sostenne il suo sguardo con espressione imperscrutabile. Un occhio blu, l�altro completamente bianco. Un altro <emphasis>Sonnenk�nig.</emphasis></p><p>�Gunther � l�ultimo a essere nato qui.�</p><p>Anna indic� la propria spalla e fece un cenno all�uomo.</p><p>Lui corrug� la fronte, ma poi si arrotol� la manica sino a mostrare la parte superiore del braccio, svelando un tatuaggio nero.</p><empty-line/><image l:href="#10"/><empty-line/><p>�Il simbolo dei <emphasis>Sonnenk�nige</emphasis>�, comment� Anna. �Un marchio di orgoglio, dovere e qualit�.�</p><p>Gunther abbass� la manica.</p><p>Painter ritorn� con la mente al viaggio della notte precedente sullo slittino, al commento sprezzante diretto a Gunther da una delle guardie. Com�era quella parola? <emphasis>Leprak�nig</emphasis>, re lebbroso. Evidentemente era rimasto ben poco rispetto per gli ex Cavalieri del Re-Sole. Quel bestione era l�ultimo della categoria, e stava lentamente degenerando sino all�oblio. Chi l�avrebbe ricordato?</p><p>Lo sguardo di Anna si sofferm� su Gunther, prima di rivolgersi nuovamente a loro.</p><p>Forse almeno una persona l�avrebbe pianto.</p><p>Lisa prese di nuovo la parola, continuando a tenere la mano di Painter. �Deve ancora chiarire una cosa. La Campana, come fa a causare queste mutazioni? Lei ha detto che erano troppo coerenti per essere casuali.�</p><p>�Esatto. Le nostre ricerche non si sono limitate agli <emphasis>effetti </emphasis>della Campana: gran parte dei nostri studi si � concentrata su <emphasis>come </emphasis>funziona.�</p><p>�Avete fatto molti progressi in questo senso?� chiese Painter.</p><p>�Naturalmente. Di fatto, siamo ormai certi di capire i principi essenziali del suo funzionamento.�</p><p>Painter batt� le palpebre per la sorpresa. �Davvero?�</p><p>Anna inarc� un sopracciglio. �Pensavo che fosse ovvio.� Guard� alternativamente Painter e Lisa. �La Campana controlla l�evoluzione.�</p><empty-line/><p><emphasis>Riserva di Hluhluwe-Umfolozi,</emphasis></p><p><emphasis>ore 05.45</emphasis></p><empty-line/><p>�Chi �?� ripet� Khamisi, fermo sulla soglia di casa. C�era qualcuno nascosto in camera da letto.</p><p>O forse era un animale. Le scimmie s�intrufolavano sempre nelle case, a volte anche animali pi� grossi.</p><p>Comunque lui non aveva nessuna intenzione di entrare. Si sforzava di vedere qualcosa, ma le tende erano tutte tirate. Dopo il viaggio in auto sotto il sole abbagliante, la penombra della casa era paragonabile all�oscurit� della giungla.</p><p>Sempre fermo sulla veranda, Khamisi allung� la mano attraverso la porta, in cerca dell�interruttore. A tentoni, lo trov� e lo fece scattare. Si accese un�unica lampada, illuminando l�ingresso e il cucinino. Ma quella luce non lo aiutava in nessun modo a scoprire chi o cosa l�aspettasse nella stanza da letto.</p><p>Sent� altri rumori provenire da laggi�.</p><p>�Chi��</p><p>Una dolorosa puntura al collo tronc� le sue parole. Spaventato, si lanci� in avanti, mentre con una mano cercava di colpire ci� che l�aveva morso. Sent� qualcosa di piumato sotto le dita, conficcato nel collo. Lo estrasse e lo fiss� incredulo per un istante.</p><p>Era una piccola freccia, di quelle che usava anche lui per sedare i grossi animali.</p><p>Ma era diversa.</p><p>Gli cadde dalle mani.</p><p>Quell�istante fu sufficiente alla tossina per raggiungere il suo cervello. Il mondo si rovesci�. Khamisi si sforz� di mantenere l�equilibrio, invano.</p><p>L�assito del pavimento cominci� a precipitare verso la sua faccia.</p><p>Riusc� a trattenersi leggermente, ma l�impatto fu comunque forte. Vide un diluvio di puntini di luce in un�oscurit� crescente. La testa si adagi� al suolo. Da quell�angolazione, vide un pezzo di corda sul pavimento. Cerc� di mettere a fuoco. <emphasis>Non � una corda.</emphasis></p><p>Era un serpente. Lungo tre metri.</p><p>Lo riconobbe immediatamente.</p><p>Mamba nero.</p><p>Era morto, tagliato a met�. L� accanto c�era un machete. Il <emphasis>suo </emphasis>machete.</p><p>Sent� gli arti intorpiditi e freddi, mentre gli appariva evidente l�amara verit�.</p><p>La freccia avvelenata.</p><p>Non era come quelle che usava lui: aveva <emphasis>due </emphasis>punte, come i denti di un serpente.</p><p>Il suo sguardo si blocc� sul rettile morto.</p><p>Una messa in scena: morto avvelenato per un morso di serpente.</p><p>Dalla camera da letto arriv� un altro scricchiolio di tavole. Gli restava a malapena la forza per voltarsi in quella direzione. Sulla porta c�era una sagoma scura, illuminata dalla lampada, che lo studiava, impassibile.</p><p>No.</p><p>Non aveva senso.</p><p>Perch�?</p><p>Non avrebbe mai saputo la risposta.</p><p>L�oscurit� lo avvolse, portandoselo via.</p></section><section><title><p>8. MEZZOSANGUE</p></title><p><emphasis>Paderborn, Germania,</emphasis></p><p><emphasis>ore 06.54</emphasis></p><empty-line/><p>�Tu resti qui�, disse Gray. Era in piedi in mezzo alla cabina del Challenger, coi pugni sui fianchi, e non si muoveva.</p><p>�Stronzate�, ribatt� Fiona. A un passo di distanza, difendeva la sua posizione.</p><p>Monk era appoggiato al portello aperto, con le braccia conserte, divertito.</p><p>�Non ti ho ancora detto l�indirizzo�, argoment� Fiona. �Puoi passare un mese intero a setacciare la citt� porta a porta, oppure io vengo con te e ti ci porto. A te la scelta, amico.�</p><p>Gray avvamp�. Perch� non le aveva estorto l�indirizzo quando era ancora debole e vulnerabile? Scosse la testa. <emphasis>Debole e vulnerabile </emphasis>erano parole che non si addicevano a Fiona.</p><p>�Allora, che hai deciso?�</p><p>�A quanto pare, avremo una compagna�, disse Monk.</p><p>Gray non voleva saperne di cedere. Forse poteva spaventarla, ricordandole il rischio che aveva corso a Copenhagen. �E la tua ferita?�</p><p>�La mia ferita cosa? Sono come nuova. Quella benda liquida mi ha rattoppato per bene.�</p><p>�Pu� anche nuotarci�, intervenne Monk. �� impermeabile.�</p><p>Gray lo fulmin� con lo sguardo. �Non � questo il punto.�</p><p>�E allora qual � il punto?� lo incalz� Fiona.</p><p>Gray si volt� di nuovo verso di lei. Non voleva pi� essere responsabile di quella ragazzina e di certo non aveva il tempo di farle da babysitter.</p><p>�Ha paura che tu ti faccia male di nuovo�, disse Monk con un�alzata di spalle.</p><p>Gray sospir�. �Fiona, dicci l�indirizzo e facciamola finita.�</p><p>�Quando saremo sull�auto�, rispose lei. �Allora te lo dir�. Non ho intenzione di rimanere rinchiusa qui dentro.�</p><p>�Il tempo passa�, disse Monk. �E a quanto pare rischiamo una bella doccia.�</p><p>Il cielo era blu e luminoso, ma a nord si stavano addensando le nuvole. Era in arrivo un temporale.</p><p>�E sia.� Gray fece cenno al compagno di uscire. Perlomeno avrebbe tenuto d�occhio Fiona.</p><p>Il trio scese la scaletta dell�aereo. Le formalit� doganali erano gi� sistemate e c�era una BMW presa a noleggio che li aspettava. Monk aveva in spalla uno zaino nero, Gray ne aveva uno identico. Guard� Fiona. Ne aveva uno anche lei. Dove�</p><p>�Ce n�era uno in pi��, gli spieg� Monk. �Non ti preoccupare. Non ci sono pistole o granate nel suo. Almeno non credo.�</p><p>Gray scosse la testa e prosegu� diretto al parcheggio. Oltre allo zaino nero, avevano anche vestiti simili: jeans neri, scarpe da ginnastica, maglioni. Alta moda da turisti. Perlomeno Fiona aveva personalizzato i suoi vestiti con qualche spilla. Una in particolare cattur� la sua attenzione. Diceva: GLI SCONOSCIUTI HANNO LE CARAMELLE MIGLIORI.</p><p>Entrando nel parcheggio, Gray controll� per l�ennesima volta le sue armi. Tast� la Glock da 9mm nella fondina sotto il maglione e il manico di un pugnale al carbonio, che portava in un fodero al polso sinistro. Nello zaino aveva armamenti aggiuntivi: granate, pacchetti di esplosivo C4, munizioni extra. Non aveva intenzione di farsi trovare impreparato un�altra volta.</p><p>Finalmente raggiunsero il loro mezzo: una BMW 525i, color blu notte. Fiona si diresse decisa verso il lato del conducente.</p><p>Gray la blocc�. �Divertente.�</p><p>Monk fece il giro dall�altra parte e grid�: �Un fucile!�</p><p>Fiona si abbass�, guardandosi attorno.</p><p>Gray la tranquilizz� e la condusse alla portiera posteriore. �Stava solo prenotando il sedile davanti.�</p><p>Fiona guard� di traverso Monk. �Mezza sega.�</p><p>�Scusa. Non essere cos� nervosa, ragazza.�</p><p>Salirono tutti e tre sulla berlina. Gray accese il motore e guard� Fiona, alle sue spalle. �Be�? Dove si va?�</p><p>Monk aveva gi� pronta una cartina.</p><p>Fiona si sporse verso il sedile anteriore e con un dito tracci� un percorso sulla mappa. �Fuori citt�, venti chilometri a sud-ovest. Dobbiamo andare al villaggio di B�ren, nella valle di Alme.�</p><p>�A quale indirizzo?�</p><p>Fiona si riappoggi� allo schienale. �Divertente�, disse, facendo il verso a Gray.</p><p>Lui la guard� nello specchietto retrovisore. Fiona aveva un�espressione disgustata per l�ennesimo, goffo tentativo di estorcerle quell�informazione.</p><p>Be�, che c�era di male? Ci aveva provato.</p><p>Lei gli fece cenno di partire.</p><p>Non avendo altra scelta, Gray obbed�.</p><empty-line/><p>All�altra estremit� del parcheggio, c�erano due persone sedute su un roadster Mercedes bianco. L�uomo abbass� il binocolo e indoss� un paio di occhiali da sole italiani. Fece un cenno alla sorella gemella accanto a lui, che sussurr� qualcosa in un telefono satellitare.</p><p>Con l�altra mano teneva quella di lui, che le massaggiava il tatuaggio col pollice.</p><p>Lei gli strinse le dita.</p><p>Guardando in basso, l�uomo vide che la sorella aveva un�unghia mangiucchiata, ridotta a una scheggia frastagliata. Era un�imperfezione evidente quanto un naso rotto.</p><p>Lei not� il suo sguardo e cerc� di nascondere l�unghia, imbarazzata.</p><p>Non c�era morivo di vergognarsi. Lui capiva la costernazione e la sofferenza che l�avevano indotta a farlo: avevano perso Hans, uno dei loro fratelli maggiori, la notte prima.</p><p>Ucciso dal conducente dell�automobile che era appena partita.</p><p>La rabbia gli obnubilava la vista, mentre guardava la BMW uscire dal parcheggio. Il trasmettitore satellitare che avevano piazzato gli avrebbe permesso di seguire quel veicolo.</p><p>�Capito�, disse sua sorella al telefono. �Come previsto, hanno seguito la traccia del libro fin qui. Indubbiamente sono diretti alla tenuta Hirszfeld, a B�ren. Lasceremo il jet sotto sorveglianza. � tutto pronto.�</p><p>Mentre ascoltava, guard� suo fratello.</p><p>�Certo�, disse, rivolta sia alla persona al telefono sia al fratello. �Non falliremo. La Bibbia di Darwin sar� nostra.�</p><p>L�uomo annu� convinto. Sfil� la mano da quella della sorella, gir� la chiave e accese il motore.</p><p>�Ciao, nonno�, concluse lei. Mentre riponeva il telefono, allung� una mano e scost� un�unica ciocca dei capelli biondi di lui che era finita fuori posto. La riaggiust� con le dita, poi la lisci�.</p><p>Perfetto.</p><p>Sempre perfetto.</p><p>Lui le baci� la punta delle dita mentre lei ritraeva la mano.</p><p>Amore e una promessa.</p><p>Avrebbero avuto la loro vendetta.</p><p>Il lutto poteva attendere.</p><p>La Mercedes bianco polare si mise in movimento. La caccia era aperta.</p><empty-line/><p><emphasis>Himalaya,</emphasis></p><p><emphasis>ore 11.08</emphasis></p><empty-line/><p>La punta della saldatrice s�infiamm� di rosso cremisi. Painter stabilizz� l�attrezzo: gli tremava la mano, ma non era la paura. Il dolore martellante dietro l�occhio destro non cessava. Aveva preso una manciata di Tylenol, oltre a due pastiglie di fenobarbital, un anticonvulsivo. Nessuno di quei farmaci poteva scongiurare la debilitazione e la follia incombenti, ma, secondo Anna, gli avrebbero consentito qualche ora di funzionalit� in pi�.</p><p>Quanto tempo gli rimaneva? Meno di tre giorni, a essere ottimisti.</p><p>Si sforz� di reprimere quella preoccupazione. Angoscia e disperazione potevano risultare invalidanti quanto la malattia. Come diceva suo nonno, con quei suoi modi da saggio indiano Pequot, <emphasis>torcersi le mani serve solo a impedire di rimboccarsi le maniche.</emphasis></p><p>Prendendolo in parola, Painter si concentr� sul connettore che stava saldando a un filo di messa a terra scoperto. C�erano cavi che percorrevano tutto il sotterraneo del castello, collegati alle varie antenne esterne, compresa quella parabolica per la trasmissione al satellite, nascosta da qualche parte, vicino alla sommit� della montagna.</p><p>Quando ebbe finito, Painter si tir� indietro e attese che la nuova saldatura si raffreddasse. Era seduto a un banco di lavoro, con una gamma di attrezzi e componenti ben allineati, come un chirurgo. La sua area di lavoro era fiancheggiata da due laptop aperti, entrambi forniti da Gunther. L�uomo che aveva massacrato i monaci e assassinato Ang Gelu. Painter sentiva ancora montargli dentro una furia infinita ogni volta che era vicino a lui.</p><p>Come in quel momento.</p><p>Il bestione era di guardia accanto a lui e sorvegliava ogni sua mossa. Erano soli in un locale per la manutenzione. Painter prese in considerazione la possibilit� di ficcargli la saldatrice in un occhio. E poi? Erano a chilometri di distanza dalla civilt� e sulla sua testa pendeva una sentenza di morte. La cooperazione era l�unico mezzo di cui disponevano per sopravvivere. A quello scopo, Lisa era rimasta con Anna, nel suo studio, continuando le indagini su una possibile cura.</p><p>Painter e Gunther seguivano un altro approccio: scoprire il sabotatore.</p><p>Secondo Gunther, la bomba che aveva distrutto la Campana era stata innescata a mano. E, poich� nessuno se n�era andato dopo l�esplosione, probabilmente il sabotatore era ancora nel castello. Catturandolo, forse sarebbero riusciti ad avere altre informazioni.</p><p>Perci� avevano messo in circolazione alcune voci, come esca.</p><p>Dovevano soltanto piazzare la trappola.</p><p>Un laptop era collegato ai sistemi di comunicazione del castello. Painter ci si era inserito utilizzando le password fornitegli da Gunther e aveva inviato una serie di pacchetti di codici compressi, che avevano lo scopo di monitorare tutte le comunicazioni in uscita dal sistema. Se il sabotatore avesse cercato di comunicare col mondo esterno, sarebbe stato scoperto, rivelando anche la sua posizione. Ma Painter non si aspettava che fosse cos� maldestro: quella persona era sopravvissuta operando in segreto molto a lungo, il che presupponeva una notevole astuzia e un mezzo di comunicazione indipendente dalla rete principale del castello.</p><p>Per quel motivo Painter aveva costruito qualcosa di nuovo.</p><p>Il sabotatore doveva essersi procurato un telefono satellitare portatile, per comunicare in segreto coi suoi superiori. Ma un telefono di quel tipo doveva essere utilizzato in un�area senza ostacoli frapposti tra l�antenna e il satellite in orbita geostazionaria. Purtroppo c�erano innumerevoli nicchie, finestre e botole di servizio che si prestavano allo scopo, troppe per poterle sorvegliare senza destare sospetti. Perci� ci voleva un�alternativa.</p><p>Painter controll� l�amplificatore di segnale che aveva collegato al filo di messa a terra. Era un dispositivo che aveva progettato lui stesso, alla Sigma. Prima di diventarne il direttore, le sua specialit� erano la sorveglianza e la microingegneria. Giocava in casa.</p><p>L�amplificatore collegava il filo di messa a terra al secondo laptop.</p><p>�Dovrebbe essere pronto�, disse Painter, mentre la sua emicrania cominciava finalmente a diminuire.</p><p>�Vediamo se funziona.�</p><p>Painter accese l�alimentazione a batteria, impost� l�ampiezza del segnale e regol� la velocit� degli impulsi. Il laptop avrebbe fatto il resto, monitorando eventuali trasmissioni. Era quantomeno rudimentale e non consentiva di ascoltare il contenuto delle comunicazioni: poteva soltanto individuare la posizione del segnale di una trasmissione illecita, con un margine d�errore di trenta metri. Probabilmente sarebbe stato sufficiente.</p><p>Painter ultim� le regolazioni dell�apparecchiatura. �Tutto a posto. Adesso non ci resta che aspettare che il bastardo faccia una chiamata.�</p><p>Gunther annu�.</p><p>�Sempre che abbocchi�, aggiunse Painter.</p><p>Mezz�ora prima, avevano sparso la voce che una scorta di Xerum 525 era sopravvissuta all�esplosione, chiusa in un caveau segreto rivestito di piombo. Era una speranza per tutta la popolazione del castello: se c�era ancora un po� dell�insostituibile sostanza, forse si poteva fabbricare una nuova Campana. Anna aveva persino ordinato ai ricercatori di assemblarne una nuova con pezzi di ricambio. Se non la cura per quella malattia progressiva, la Campana offriva quantomeno un po� di tempo in pi�. A tutti loro.</p><p>In ogni caso, lo scopo di quello stratagemma non era fomentare la speranza. La notizia doveva raggiungere il sabotatore, che si sarebbe convinto che il suo piano era fallito. Quindi avrebbe dovuto fare una chiamata, per chiedere istruzioni ai suoi superiori.</p><p>E, a quel punto, Painter sarebbe stato pronto. Si volt� verso Gunther. �Come ci si sente a essere un superuomo? Un Cavaliere del Re-Sole?�</p><p>Gunther scroll� le spalle. La sua parlantina non sembrava andare oltre grugniti, occhiatacce e qualche risposta monosillabica.</p><p>�Voglio dire, ti senti superiore? Pi� forte, pi� veloce, capace di scavalcare edifici con un balzo?�</p><p>Gunther si limit� a fissarlo.</p><p>Painter sospir�, provando un altro approccio per farlo parlare, per creare un qualche tipo di comunicazione. �Che cosa significa <emphasis>Leprak�nig</emphasis>? Ho sentito qualcuno usare quella parola, vedendoti.�</p><p>Painter sapeva dannatamente bene che cosa significava, ma ebbe la reazione che voleva. Gunther distolse lo sguardo, ma lui not� il lampo nei suoi occhi. Il silenzio si protrasse. Painter non era sicuro che l�uomo avrebbe parlato.</p><p>�Re lebbroso�, borbott� infine Gunther.</p><p>A quel punto toccava a Painter restare in silenzio. Lasci� che il peso di quelle parole gravasse sulla stanza.</p><p>Alla fine Gunther cedette. �Quando si cerca la perfezione, nessuno vuole assistere ai fallimenti. Se la follia non s�impadronisce di noi, la malattia � orribile a vedersi. Meglio essere chiusi da qualche parte, nascosti alla vista di tutti.�</p><p>�In esilio, come lebbrosi.�</p><p>Painter cerc� di immaginare come ci si potesse sentire a crescere cos�, <emphasis>ultimo </emphasis>dei <emphasis>Sonnenk�nige</emphasis>, sapendo fin da giovani di avere il destino segnato. Un tempo una riverita dinastia di principi, poi una dinastia di invalidi, evitati da tutti.</p><p>�Eppure tu continui a dare una mano, qui�, comment� Painter. �Sei ancora in servizio.�</p><p>�� per questo che sono nato. So qual � il mio dovere.�</p><p>Painter si chiese se era una cosa che era stata inculcata a tutti quanti in una specie di addestramento oppure trasmessa geneticamente. Ma intuiva pure che c�era di pi�. Che cosa, per�? �Perch� ti dovrebbe importare di ci� che succeder� a tutti noi?�</p><p>�Credo nel lavoro che facciamo. Le mie sofferenze risparmieranno ad altri di subire lo stesso destino.�</p><p>�E la ricerca di una cura, in questo momento? Non ha nulla a che vedere col prolungamento della tua vita.�</p><p>Ci fu un lampo negli occhi di Gunther. �<emphasis>Ich bin nicht krank.</emphasis>�</p><p>�In che senso non sei malato?�</p><p>�I <emphasis>Sonnenk�nige </emphasis>sono nati sotto la Campana�, rispose Gunther, stizzito.</p><p>D�un tratto Painter cap�. Si ricord� quanto aveva detto Anna dei superuomini del castello: erano resistenti a qualsiasi altra manipolazione tramite la Campana, <emphasis>in meglio o in peggio. </emphasis>�Tu sei immune.�</p><p>Gunther distolse lo sguardo.</p><p>Painter riflett� sulle implicazioni di quella situazione. Non era l�autoconservazione che spingeva Gunther a dare una mano.</p><p>E allora cosa?</p><p>Improvvisamente Painter ricord� il modo in cui Anna aveva guardato Gunther, a tavola. Con caloroso affetto. L�uomo non l�aveva scoraggiata. Evidentemente aveva un�altra ragione per continuare a cooperare, nonostante la mancanza di rispetto da parte degli altri.</p><p>�Tu ami Anna�, pens� Painter ad alta voce.</p><p>�Certo�, ribatt� lui brusco. �� mia sorella.�</p><empty-line/><p>Rintanata nello studio di Anna, Lisa era in piedi accanto a un visore a parete. Normalmente, quel tipo di apparecchio serviva a illuminare le radiografie dei pazienti, ma Lisa ci aveva inserito due fogli di acetato che riportavano alcune righe nere. Erano mappe di cromosomi prelevate dalla documentazione sulle mutazioni causate dalla Campana, immagini del DNA fetale prima e dopo l�esposizione, ottenute mediante amniocentesi. I cromosomi trasformati dalla Campana erano cerchiati e accanto c�erano annotazioni in tedesco.</p><p>Anna le aveva tradotte e poi era andata a prendere altri libri.</p><p>Accanto al visore, Lisa scorse con un dito le mutazioni, alla ricerca di uno schema comune. Aveva esaminato diversi casi, ma sembrava che non ci fosse nessun criterio.</p><p>Senza una risposta, ritorn� al tavolo da pranzo, sul quale erano ammassati libri e voluminosi fascicoli di dati scientifici: la ricostruzione di decenni di sperimentazioni su esseri umani.</p><p>Il fuoco del camino crepitava dietro di lei. Dovette trattenere l�impulso di gettare alle fiamme tutti quei documenti. Ma probabilmente non l�avrebbe fatto neanche se Anna non fosse mai tornata. Lisa era andata in Nepal per studiare gli effetti fisiologici delle altitudini elevate. Sebbene fosse un medico, aveva la vocazione della ricercatrice.</p><p>Come Anna.</p><p>No, non esattamente come Anna.</p><p>Scost� una monografia intitolata <emphasis>Teratogenesi nel blastoderma embrionico. </emphasis>La ricerca era legata ai mostruosi aborti prodotti dall�esposizione alle radiazioni della Campana. Ci� che le strisce nere sull�acetato delineavano con distacco clinico, era rivelato nei dettagli pi� orribili dalle fotografie del libro: embrioni privi di arti, feti ciclopici, bambini idrocefali nati morti.</p><p>No, Lisa decisamente non era come Anna.</p><p>Sent� la rabbia montarle nel petto.</p><p>Anna scese rumorosamente dalla scala di ferro che conduceva al secondo livello della biblioteca, con un�altra pila di libri sottobraccio. I tedeschi non si stavano risparmiando. E perch� avrebbero dovuto? Era loro interesse scoprire una cura per la patologia quantica. Anna credeva che fosse uno sforzo vano, certa com�era che tutte le possibilit� fossero gi� state esplorate nei decenni precedenti, ma non c�era voluto molto per persuaderla a cooperare.</p><p>Lisa aveva notato che le mani della donna presentavano un tremore appena percettibile. Anna si sfregava le mani di continuo, cercando di nasconderlo. Gli altri abitanti del castello manifestavano pi� apertamente la sofferenza. Fin dal mattino, nell�aria c�era una tensione palpabile. Lisa aveva assistito a qualche acceso scontro verbale e a una vera e propria zuffa. Aveva anche sentito di due suicidi avvenuti nelle ultime ore. Scomparsa la Campana e, con essa, la speranza di una cura, stava andando tutto quanto a pezzi. E se la follia avesse preso il sopravvento prima che lei e Painter potessero trovare una soluzione?</p><p>Mise da parte quel pensiero. Non avrebbe ceduto. Qualunque fosse il motivo di quella cooperazione, Lisa intendeva sfruttarlo a proprio vantaggio.</p><p>Fece un cenno ad Anna che si avvicinava. �Okay, penso di essermi fatta un�idea generale della situazione, da profana. Ma una cosa cui lei ha accennato prima mi tormenta.�</p><p>Lasciando cadere i libri sul tavolo, Anna si mise a sedere. �E cio�?�</p><p>�Ha detto che la Campana controlla l�<emphasis>evoluzione.</emphasis>� Lisa indic� i libri e i manoscritti sul tavolo con un ampio gesto del braccio. �Ma ci� che vedo qui � soltanto una radiazione mutagena che avete collegato a un programma di eugenetica: costruire un essere umano migliore tramite la manipolazione genetica. Quando lei ha usato il termine �evoluzione�, � stato soltanto per eccesso di enfasi?�</p><p>Anna scosse la testa, senza offendersi. �<emphasis>Lei </emphasis>come definisce l�evoluzione, dottoressa Cummings?�</p><p>�Nel consueto senso darwiniano del termine, direi.�</p><p>�E cio�?�</p><p>Lisa si mostr� perplessa. �Un graduale processo di mutazioni biologiche, in cui un organismo unicellulare si � diffuso e si � diversificato fino a raggiungere l�attuale gamma di organismi viventi.�</p><p>�E Dio non ha un ruolo in tutto ci�?�</p><p>Lisa fu sorpresa di quella domanda. �Come vuole il creazionismo?�</p><p>Anna scroll� le spalle, continuando a fissarla. �O un disegno intelligente.�</p><p>�Non dir� sul serio? Fra un attimo tirer� fuori che l�evoluzione � soltanto una teoria.�</p><p>�Non sia sciocca. Non sono un�incompetente, che per <emphasis>teoria </emphasis>intende �intuizione� o �congettura�. Nulla, nella scienza, arriva a essere una teoria senza una vasta base di fatti e ipotesi verificate.�</p><p>�Perci� lei accetta la teoria dell�evoluzione di Darwin?�</p><p>�Certamente, senza il minimo dubbio. Trova conferma in tutte le discipline scientifiche.�</p><p>�Allora perch� stava parlando di��</p><p>�Una cosa non esclude necessariamente l�altra.�</p><p>Lisa inarc� un sopracciglio. �Disegno intelligente <emphasis>ed </emphasis>evoluzione?�</p><p>Anna fece un cenno d�assenso. �Ma facciamo un passo indietro, cos� non mi fraintende. Mettiamo da parte innanzitutto i vaneggiamenti dei �creazionisti della terra piatta�, che mettono in dubbio persino che il mondo sia una sfera, o quelli che interpretano la Bibbia alla lettera e credono che il pianeta abbia al massimo diecimila anni. Passiamo direttamente alle argomentazioni principali dei sostenitori del disegno intelligente.�</p><p>Lisa scosse la testa: una ex nazista che faceva propaganda pseudoscientifica� Che cosa stava succedendo?</p><p>Anna si schiar� la voce. �Certo, sono la prima a sostenere che quasi tutte le argomentazioni addotte a sostegno del disegno intelligente sono fallaci: fraintendono la seconda legge della termodinamica, costruiscono modelli statistici che non sono a prova di errore, travisano le datazioni radiometriche dei minerali� Nulla di valido, ma tutto questo fumo � comunque fuorviante.�</p><p>Lisa annu�: quello era uno dei motivi principali per cui la preoccupavano le pressioni volte a introdurre, nelle lezioni di biologia delle scuole superiori, quella pseudoscienza accanto alla teoria dell�evoluzione. Era un pantano pluridisciplinare difficile da vagliare anche per un ricercatore universitario, figuriamoci per un liceale.</p><p>Anna, per�, non aveva ancora concluso la sua argomentazione. �Detto ci�, esiste una questione sollevata dai sostenitori del disegno intelligente che merita di essere presa in considerazione.�</p><p>�E cio�?�</p><p>�La casualit� delle mutazioni. Il puro caso non avrebbe potuto produrre cos� tante mutazioni vantaggiose nel tempo. Quante malformazioni alla nascita hanno prodotto cambiamenti vantaggiosi, che lei sappia?�</p><p>Lisa aveva gi� sentito quell�argomentazione: <emphasis>l�evoluzione delle specie � stata troppo rapida per essere frutto di un puro caso. </emphasis>Non ci cascava. �L�evoluzione non � dovuta solo al caso. La selezione naturale, o pressione ambientale, elimina le mutazioni nocive e consente soltanto agli organismi pi� efficienti di trasmettere i propri geni.�</p><p>�La sopravvivenza del pi� forte?�</p><p>�O di quelli forti <emphasis>a sufficienza. </emphasis>Le mutazioni non devono essere necessariamente perfette, purch� siano abbastanza positive da procurare un vantaggio. E, nell�arco lunghissimo di centinaia di milioni di anni, questi piccoli vantaggi o mutazioni si accumulano, fino a produrre la variet� che conosciamo oggi.�</p><p>�Centinaia di milioni di anni? Certo, � un intervallo di tempo molto lungo, ma � abbastanza per l�intera gamma delle mutazioni evolutive? E che dire di quegli improvvisi slanci evolutivi, durante i quali avvennero grandi mutamenti in breve tempo?�</p><p>�Presumo che si riferisca all�esplosione cambriana, giusto?� chiese Lisa. Era uno dei capisaldi dei sostenitori del disegno intelligente. Durato quindici milioni di anni, il periodo Cambriano era relativamente breve, ma in quell�arco di tempo c�era stata una sorta di esplosione di nuove forme di vita: spugne, chiocciole, meduse e trilobiti. Sembrava che fosse avvenuta tutto d�un tratto, con un ritmo troppo rapido, secondo gli antievoluzionisti.</p><p>�<emphasis>Nein. </emphasis>C�� un�abbondanza di prove fossili a testimoniare che quell�<emphasis>improvvisa comparsa </emphasis>di invertebrati non fu poi cos� improvvisa. Nel Precambriano c�erano spugne in abbondanza e metazoi simili a vermi. Anche la diversit� delle forme di quel periodo pu� essere giustificata dalla comparsa nel codice genetico dei geni Hox.�</p><p>�I geni Hox?�</p><p>�Una serie di quattro-sei geni di controllo � comparsa nel codice genetico appena prima del periodo Cambriano. Si � scoperto che erano una sorta di interruttori di controllo per lo sviluppo embrionale; definivano l�alto e il basso, la destra e la sinistra, insomma la forma corporea di base. I moscerini della frutta, le rane, gli esseri umani hanno tutti esattamente gli stessi geni Hox. Si pu� ritagliare un gene Hox da un moscerino e inserirlo nel DNA di una rana e funzioner� senza problemi. Poich� questi geni sono gli interruttori di comando fondamentali per lo sviluppo embrionale, basta una loro minuscola variazione per creare forme corporee completamente nuove.�</p><p>Sebbene non sapesse dove stessero andando a parare, Lisa si sorprese delle approfondite conoscenze di Anna in quell�ambito. Erano paragonabili alle sue. Se Anna fosse stata una collega, incontrata a una conferenza, forse a Lisa sarebbe piaciuta quella discussione. In effetti, doveva continuamente ricordare a se stessa con chi stava parlando.</p><p>�Perci� l�emergere dei geni Hox prima del periodo Cambriano potrebbe spiegare quella drammatica esplosione di forme di vita diverse. Tuttavia i geni Hox <emphasis>non </emphasis>spiegano altri momenti di evoluzione rapida, quasi <emphasis>intenzionale.</emphasis>�</p><p>�Per esempio?�</p><p>�Per esempio la farfalla punteggiata delle betulle, o <emphasis>Biston betularia. </emphasis>Conosce quella storia?�</p><p>Anna stava citando uno dei capisaldi di quella teoria. La farfalla punteggiata viveva sulle betulle e aveva le ali bianche screziate, per mimetizzarsi con la corteccia di quegli alberi ed evitare di essere mangiata dagli uccelli. Ma, quando, nella regione di Manchester, la fuliggine di una centrale a carbone cominci� a fare annerire gli alberi, le farfalle si ritrovarono vulnerabili, facili prede per gli uccelli. In poche generazioni, per�, il colore predominante della popolazione di <emphasis>Biston betularia </emphasis>divenne il nero, per mimetizzarsi sui tronchi coperti di fuliggine.</p><p>�Se le mutazioni fossero casuali�, argoment� Anna, �sembra una fortuna straordinaria che il <emphasis>nero </emphasis>sia comparso proprio in quel momento. Se era un evento puramente casuale, dov�erano allora le farfalle rosse, quelle verdi, quelle viola? O quelle a due teste?�</p><p>Lisa dovette trattenersi dallo strabuzzare gli occhi. �Potrei rispondere che anche le farfalle degli altri colori sono state mangiate e che quelle a due teste si sono estinte. Ma lei fraintende l�esempio: la variazione del colore di quelle farfalle <emphasis>non </emphasis>� stato l�effetto di una mutazione. Quella specie aveva gi� un gene nero. In ogni generazione nascevano alcune farfalle nere, ma venivano mangiate quasi tutte, quindi la popolazione si manteneva prevalentemente bianca. Quando per� gli alberi si sono anneriti, le poche farfalle nere sono risultate avvantaggiate e sono diventate prevalenti nella popolazione della specie. Questo era il senso dell�esempio: l�ambiente <emphasis>pu� </emphasis>influenzare una popolazione. Ma non si � trattato di un caso di mutazione. Il gene nero era gi� presente.�</p><p>Anna stava sorridendo.</p><p>Lisa si rese conto che la donna aveva messo alla prova le sue conoscenze. Si drizz� sulla sedia, irritata e, contemporaneamente, ancora pi� affascinata.</p><p>�Molto bene�, disse Anna. �Allora mi permetta di citarle un evento pi� recente, verificatosi in un ambiente controllato, in laboratorio. Un ricercatore ha prodotto una variet� di batteri E. coli che non erano in grado di digerire il lattosio. Poi ne ha sparsa una florida popolazione su una piastra di coltura, in cui l�unica fonte di cibo era il lattosio. Che cosa sarebbe dovuto accadere, secondo la scienza?�</p><p>Lisa scroll� le spalle. �Incapaci di digerire il lattosio, i batteri sarebbero morti di fame.�</p><p>�Ed � esattamente ci� che � successo al novantotto percento di quei batteri, ma il <emphasis>due </emphasis>percento ha continuato a prosperare. Quei batteri avevano spontaneamente mutato un gene, per digerire il lattosio. In una sola generazione. Io lo trovo sconcertante. Va contro ogni ipotesi di casualit�. Con tutti i geni presenti nel DNA di un E. coli e la rarit� della mutazione, perch� il due percento di quella popolazione ha mutato l�unico gene necessario per sopravvivere? � un evento inspiegabile alla luce della casualit�.�</p><p>Lisa doveva ammettere che era strano. �Forse c�� stata una contaminazione in laboratorio.�</p><p>�L�esperimento � stato ripetuto, con risultati analoghi.�</p><p>Lisa non era ancora convinta.</p><p>�Vedo il dubbio nei suoi occhi. Perci� andiamo a cercare altrove un esempio di come sia impossibile che le mutazioni genetiche siano casuali.�</p><p>�E cio� dove?�</p><p>�Ritorniamo all�inizio della vita, al brodo primordiale, dove il motore dell�evoluzione si � acceso per la prima volta.�</p><p>Lisa ricord� che Anna aveva gi� accennato in precedenza che la storia della Campana risaliva all�origine della vita. Era l� che voleva andare a parare? Lisa apr� bene le orecchie, pronta a sentire che piega avrebbe preso la discussione.</p><p>�Riportiamo indietro le lancette dell�orologio�, disse Anna, �a un momento precedente alla comparsa della prima cellula. Ricordi il principio di Darwin: ci� che esiste ha necessariamente avuto origine a partire da una forma pi� semplice, meno complessa. Perci� che cosa c�era prima degli organismi unicellulari? Fino a che punto possiamo ridurre la vita e chiamarla ancora vita? Il DNA � vivo? E un cromosoma? E una proteina o un enzima? Qual � la linea di demarcazione tra la chimica e la vita?�</p><p>�Okay, questa � davvero una domanda intrigante�, ammise Lisa.</p><p>�Allora gliene far� un�altra. In che modo la vita ha compiuto il salto da un brodo chimico primordiale alla prima cellula?�</p><p>Lisa conosceva la risposta. �L�atmosfera della Terra ai primordi era piena di idrogeno, metano e acqua. Aggiungendo qualche scarica di energia, per esempio un fulmine, quei gas possono formare semplici composti organici. Questi ultimi, cuocendo nel proverbiale brodo primordiale, hanno formato una molecola in grado di replicarsi.�</p><p>�Il che � stato provato in laboratorio�, conferm� Anna. �Una provetta piena di gas ha prodotto un impasto di aminoacidi, i mattoni delle proteine.�</p><p>�E cos� � cominciata la vita.�</p><p>�Ah, lei � impaziente, corre troppo�, la punzecchi� Anna. �Per il momento abbiamo soltanto <emphasis>aminoacidi</emphasis>, mattoni. Come passiamo da qualche aminoacido a quella prima proteina in grado di replicarsi completamente?�</p><p>�Basta mescolare una quantit� sufficiente di aminoacidi e alla fine si concateneranno nella combinazione giusta.�</p><p>�Per caso?�</p><p>Lisa annu�.</p><p>�� cos� che arriviamo alla radice del problema, dottoressa Cummings. Posso convenire con lei che l�evoluzione di Darwin ha svolto un ruolo significativo <emphasis>dopo </emphasis>la formazione della prima proteina in grado di autoreplicarsi. Ma sa quanti aminoacidi devono concatenarsi per formare quella prima proteina capace di replicarsi?�</p><p>�No.�</p><p>�Un minimo di trentadue. Tanti ne ha la pi� piccola proteina in grado di replicarsi. Le probabilit� che questa proteina si formi per caso sono astronomicamente esigue: dieci alla quarantunesima.�</p><p>Lisa scroll� le spalle di fronte a quella cifra. Nonostante la sua avversione per quella donna, cominciava a nutrire un riluttante rispetto nei suoi confronti.</p><p>�Mettiamo queste probabilit� in prospettiva�, prosegu� Anna. �Se prendessimo <emphasis>tutte </emphasis>le proteine presenti in <emphasis>tutte </emphasis>le foreste pluviali del mondo e le dissolvessimo <emphasis>tutte </emphasis>in un brodo di aminoacidi, sarebbe comunque ampiamente improbabile che si formasse una catena di trentadue aminoacidi. In effetti, ci vorrebbe una quantit� <emphasis>cinquemila volte superiore </emphasis>per formare una di quelle catene. Cinquemila foreste pluviali. Quindi, come passiamo da una poltiglia di aminoacidi a quel primo moltiplicatore, il primo pezzo di vita?�</p><p>Lisa scosse la testa.</p><p>Anna incroci� le braccia, soddisfatta. �C�� un vuoto evoluzionistico che anche Darwin fa fatica a colmare.�</p><p>�Tuttavia�, ribatt� Lisa, rifiutandosi di cedere, �colmare quel vuoto mettendo in mezzo Dio non � scienza. Il fatto che non abbiamo ancora una risposta per colmare quel vuoto non significa che ci sia una causa soprannaturale.�</p><p>�Non sto dicendo che � soprannaturale. E poi, chi dice che io non ho una risposta per colmare quel vuoto?�</p><p>Lisa la guard� a bocca aperta. �Quale risposta?�</p><p>�Una cosa che abbiamo scoperto decenni fa, grazie ai nostri studi sulla Campana. Una cosa che altri ricercatori stanno cominciando a esplorare seriamente soltanto adesso.�</p><p>�E che cos��?� Lisa si accorse di avere cambiato posizione sulla sedia, rinunciando a qualsiasi tentativo di nascondere il suo interesse per tutto ci� che aveva a che fare con la Campana.</p><p>�La chiamiamo evoluzione <emphasis>quantica.</emphasis>�</p><p>�Che cosa c�entrano i quanti con l�evoluzione?�</p><p>�Non solo questo nuovo campo dell�evoluzione quantica rappresenta il sostegno pi� forte alla tesi del disegno intelligente, ma risponde anche alla domanda fondamentale: chi � l�<emphasis>artefice.</emphasis>�</p><p>�Sta scherzando� E chi sarebbe? Dio?�</p><p>�<emphasis>Nein.</emphasis>� Anna la guard� dritto negli occhi. �Noi.�</p><p>Prima che la donna potesse proseguire nelle sue spiegazioni, da una vecchia radio appesa alla parete proruppe una raffica di crepit�i elettrostatici, dai quali emerse una voce familiare.</p><p>Era Gunther. �Abbiamo una traccia del sabotatore. Siamo pronti a intervenire.�</p><empty-line/><p><emphasis>B�ren, Germania,</emphasis></p><p><emphasis>ore 07.37</emphasis></p><empty-line/><p>Gray sorpass� un vecchio autocarro col pianale carico di fieno. Inser� la quinta e imbocc� a tutta velocit� l�ultimo tornante. Giunto in cima alla collina, dominava la vallata di fronte a lui.</p><p>�La valle di Alme�, disse Monk, aggrappandosi alla maniglia sopra la portiera.</p><p>Gray rallent�, scalando le marce.</p><p>Monk lo guardava in cagnesco. �Vedo che Sara ti ha dato lezioni di guida all�italiana.�</p><p>�Quando sei a Roma��</p><p>�Ma noi non siamo a Roma.�</p><p>Evidentemente no. Di fronte a loro si estendeva un�ampia valle fluviale, una grande conca verde coperta di prati, foreste e campi coltivati. Un tipico villaggio tedesco da cartolina era accoccolato in mezzo alla pianura, con le case di pietra incastonate in mezzo a strade anguste e tortuose.</p><p>Ma tutti gli sguardi erano fissi sul castello abbarbicato sulla cresta della collina, all�altra estremit� della valle. Circondato dalla foresta, dominava la cittadina dall�alto, con le sue torri protese verso il cielo e le bandiere che sventolavano in cima. Per quanto massiccio e imponente, come molte delle strutture fortificate lungo il fiume Reno, il castello aveva inoltre un che di fiabesco, evocava immagini di principesse incantate e cavalieri su stalloni bianchi.</p><p>�Se Dracula fosse stato gay, quel castello avrebbe fatto proprio al caso suo�, comment� Monk.</p><p>Gray cap� cosa intendeva. Quel posto aveva qualcosa di vagamente sinistro, ma forse era soltanto il cielo minaccioso a nord. Ci voleva una buona dose di fortuna per arrivare al villaggio prima del temporale. �Dove andiamo, adesso?�</p><p>Dal sedile posteriore si sent� un suono di carta spiegazzata. Fiona stava guardando la cartina che aveva sequestrato a Monk, assumendo il ruolo di navigatore, dato che ancora non aveva rivelato la destinazione finale. Si sporse in avanti e indic� il fiume. �Devi attraversare quel ponte.�</p><p>�Sei sicura?�</p><p>�S�, sono sicura, so leggere una cartina.�</p><p>Gray si addentr� nella valle, evitando una lunga fila di ciclisti abbigliati con una variopinta gamma di maglie da corridori. Spinse la BMW lungo la strada tortuosa che conduceva al fondovalle ed entr� nel villaggio.</p><p>Sembrava uscito da un altro secolo. C�erano vasi colmi di tulipani sui davanzali e tutte le case avevano tetti spioventi con timpani altissimi. Dalla strada principale si dipartivano vie acciottolate. Passarono per una piazza con caff� e birrerie all�aperto tutt�attorno e un palco d�orchestra al centro, dove, Gray ne era certo, un�orchestrina polk suonava ogni sera.</p><p>Poi attraversarono il ponte e ben presto si ritrovarono fra campi e piccole fattorie.</p><p>�A sinistra!� esclam� Fiona.</p><p>Gray dovette frenare di colpo e infilare la BMW in una curva stretta. �La prossima volta avvertimi con un po� di anticipo.�</p><p>La strada si stringeva, fiancheggiata da alte siepi. L�asfalto lasci� il posto all�acciottolato. La BMW sussultava su quella superficie irregolare. Ben presto tra i ciottoli videro spuntare erbacce e davanti a loro comparve un cancello di ferro, aperto.</p><p>Gray rallent�. �Dove siamo?�</p><p>�Dove volevi arrivare�, rispose Fiona. �La tenuta Hirszfeld.�</p><p>Gray super� il cancello. Il cielo divenne ancora pi� scuro e cominci� a gocciolare. Una pioggia leggera, che in un attimo divenne torrenziale.</p><p>�Giusto in tempo�, osserv� Monk.</p><p>Oltre il cancello si apriva un ampio cortile, incorniciato su due lati dalle ali di una piccola villa di campagna. La costruzione principale, di fronte a loro, era di due piani, ma il tetto di tegole di ardesia aveva diversi rialzi spioventi, che le conferivano una certa maestosit�.</p><p>Un fulmine squarci� fragorosamente la coltre nuvolosa, richiamando i loro sguardi al cielo. Il castello che avevano notato in precedenza si ergeva proprio in cima alla collina boscosa dietro la tenuta. Sembrava che incombesse minaccioso sulla villa.</p><p>�Ehi!� grid� qualcuno.</p><p>Gray si volt� a guardare. Un ciclista che stava cercando di ripararsi dalla pioggia con la sua bicicletta si era quasi fatto investire. Il giovane, che indossava una maglia da calcio gialla e pantaloncini da ciclista, colp� il cofano della BMW a mano aperta e apostrof� Gray: �Guarda dove vai, amico!�</p><p>Fiona aveva gi� abbassato il finestrino posteriore e cacciato fuori la testa. �Vaffanculo, stronzo! Perch� non stai attento tu a dove corri con quei pantaloncini da checca!�</p><p>Monk scosse la testa. �A quanto pare Fiona si � procurata un appuntamento per questa sera.�</p><p>Gray ferm� l�auto in un parcheggio vicino alla costruzione principale. C�era soltanto un�altra auto, ma not� una schiera di biciclette da corsa e mountain bike incatenate a rastrelliere. Sotto una tettoia c�era un gruppo di giovani scapigliati, con gli zaini appoggiati a terra. Li sent� parlare mentre spegneva il motore. Spagnoli. Quel posto doveva essere un ostello della giovent�. O almeno lo era diventato. Sentiva praticamente l�odore di patchouli e hashish.</p><p>Erano nel posto giusto? Anche se cos� fosse stato, Gray dubitava che avrebbero trovato qualcosa di utile, l�. Ma avevano fatto tanta strada. �Aspetta qui. Monk, resta con��</p><p>La portiera posteriore si apr� e Fiona scese dall�auto.</p><p>�La prossima volta, scegli il modello con la chiusura di sicurezza per i bambini�, ironizz� Monk, mentre apriva la portiera.</p><p>�E piantala!� Gray la segu�. Con lo zaino in spalla, Fiona avanzava a grandi passi verso la porta principale dell�edificio. Lui la raggiunse sui gradini della veranda e la prese per un braccio. �Rimaniamo uniti. Nessuno si deve allontanare da solo all�improvviso.�</p><p>Lei lo guard� in faccia, altrettanto arrabbiata. �Esatto, rimaniamo uniti. Nessuno si deve allontanare all�improvviso. Il che significa che non mi molli su un aeroplano o su un�auto.� Si liber� dalla sua presa e apr� la porta.</p><p>Uno scampanio annunci� il loro ingresso.</p><p>Un impiegato della reception alz� lo sguardo dal bancone di mogano appena dietro la porta. Nel camino ardeva ancora la brace di un fuoco acceso all�alba, per scacciare il freddo del mattino. L�atrio era di travi cave e mattonelle d�ardesia. Le pareti erano decorate con affreschi sbiaditi, che sembravano antichi di secoli. Nel complesso, per�, l�edificio non sembrava ben tenuto: l�intonaco era sgretolato, le travi erano impolverate, i tappeti sfilacciati e scoloriti. Di certo la villa aveva vissuto giorni migliori.</p><p>L�impiegato fece loro un cenno di saluto. Era un giovanotto sulla ventina, biondo, con una maglia da rugby e ampi pantaloni verdi. Sembrava una matricola universitaria. �<emphasis>Guten morgen.</emphasis>�</p><p>Monk diede un�occhiata in giro, mentre un tuono rimbombava nella valle. �Non � mica tanto <emphasis>gut </emphasis>questa mattina.�</p><p>�Ah, americani�, disse l�impiegato, che aveva sentito le lamentele di Monk. Aveva un tono leggermente freddo.</p><p>Gray si schiar� la voce. �Ci chiedevamo se questa fosse la vecchia tenuta Hirszfeld.�</p><p>L�impiegato sgran� gli occhi. �<emphasis>Ja, aber� </emphasis>� il Burgschlo� Hostel da quasi vent�anni, quando mio padre, Johann Hirszfeld, l�ha ereditata.�</p><p>Quindi erano nel posto giusto. Gray lanci� un�occhiata a Fiona, che inarc� le sopracciglia, come a chiedergli: <emphasis>Che c��? </emphasis>Era impegnata a frugare nel suo zaino. Lui preg� che, come aveva detto Monk, non contenesse granate. Poi si rivolse nuovamente all�impiegato: �� possibile parlare con suo padre?�</p><p>�A proposito di che cosa?� Era ritornato quel tono gelido, accompagnato da una certa diffidenza.</p><p>Fiona spinse da parte Gray. �A proposito di questo.� Sbatt� sul bancone un libro dall�aspetto familiare: la Bibbia di Darwin.</p><p>Gray l�aveva lasciato nel jet, ben custodito. Anzi non tanto bene, a quanto sembrava.</p><p>�Fiona�� l�ammon�.</p><p>�� mio�, replic� lei.</p><p>L�impiegato prese il libro e lo sfogli�, senza riconoscerlo. �Una Bibbia? Non consentiamo di fare proselitismo, qui all�ostello.� Chiuse il libro e lo fece scivolare verso Fiona. �Inoltre mio padre � ebreo.�</p><p>Visto che ormai avevano vuotato il sacco, Gray procedette in modo pi� diretto. �Questa Bibbia apparteneva a Charles Darwin. Crediamo che un tempo facesse parte della biblioteca della sua famiglia. Vorremmo fare a suo padre qualche domanda in proposito.�</p><p>Il giovane guard� la Bibbia con un atteggiamento pi� serio. �La collezione � stata venduta prima che mio padre rilevasse la tenuta. Io non l�ho mai vista. Ho sentito dire dai vicini che era appartenuta alla mia famiglia per secoli.�</p><p>Gir� attorno al bancone della reception e fece strada, passando davanti al camino e attraversando un arco per entrare in una sala adiacente. Una parete aveva una serie di finestre alte e sottili, che conferivano alla stanza un�atmosfera da chiostro. La parete opposta ospitava un camino abbastanza grande da poterci entrare in piedi. C�erano file di tavoli e panche nella sala, che era vuota, a parte la signora anziana col grembiule che stava spazzando il pavimento.</p><p>�Questa sala era l�antica biblioteca di famiglia, ora � il refettorio dell�ostello. Mio padre si � rifiutato di vendere la propriet�, ma c�erano tasse arretrate da pagare. Immagino che la biblioteca sia stata venduta per lo stesso motivo, mezzo secolo fa. Mio padre ha dovuto mettere all�asta gran parte dell�arredamento originario. Con ogni generazione scompare un frammento di storia.�</p><p>�Un peccato�, comment� Gray.</p><p>L�impiegato annu� e cominci� ad allontanarsi. �Vado a chiamare mio padre. Vediamo se � disposto a parlare con voi.�</p><p>Qualche minuto dopo, il giovanotto fece loro cenno di raggiungerlo presso una porta a due battenti, da cui si accedeva alla zona privata della tenuta.</p><p>Mentre li accompagnava nella parte posteriore della casa, si present� come Ryan Hirszfeld. Li condusse a una serra di vetro e bronzo, con felci in vaso e bromeliacee lungo le pareti. Su un lato della serra c�erano scaffali sfalsati carichi di campioni vegetali assortiti, alcuni dei quali sembravano erbacce. Contro il lato posteriore si ergeva una palma, con la chioma rasente il soffitto di vetro e qualche fronda ingiallita per mancanza di cure. L�intera serra dava l�idea di essere trascurata e lasciata a se stessa, sensazione acuita dall�acqua che gocciolava in un secchio, da una crepa in una delle finestre.</p><p>Al centro, un uomo malaticcio era seduto su una sedia a rotelle, con una coperta sulle gambe, e guardava fuori, verso il cortile sul retro. La pioggia scivolava lungo le superfici esterne, facendo apparire incorporeo e irreale il mondo al di l� dei vetri.</p><p>Ryan si avvicin� all�uomo con un atteggiamento quasi timido. �<emphasis>Vater. Hier sind die Leute mit der Bibel.</emphasis>�</p><p>�<emphasis>Auf Englisch, Ryan, auf Englisch.</emphasis>� L�uomo spinse la carrozzina, facendo perno su una ruota, per voltarsi verso di loro. Aveva una pelle sottilissima e un sibilo nella voce. Probabilmente soffriva di enfisema, pens� Gray.</p><p>Ryan, il figlio, aveva un�espressione addolorata. Gray si chiese se ne fosse consapevole.</p><p>�Sono Johann Hirszfeld�, disse il vecchio. �E cos� siete venuti a indagare sull�antica biblioteca. Certo che se ne stanno interessando in molti, ultimamente. Non una parola per decenni e adesso due volte in un anno.�</p><p>Gray ricord� ci� che gli aveva raccontato Fiona sul signore anziano che era andato alla libreria di Grette a consultare gli archivi. Doveva aver visto la ricevuta e seguito quella traccia sino a l�, come loro.</p><p>�Ryan dice che avete uno dei libri.�</p><p>�La Bibbia di Darwin�, disse Gray.</p><p>Il vecchio protese le mani. Fiona fece un passo avanti e gli consegn� il libro. Lui se lo mise in grembo. �Non la vedo da quando ero ragazzo.� Diede uno sguardo al figlio. �<emphasis>Danke</emphasis>, Ryan. � meglio che torni a occuparti della reception.�</p><p>Ryan annu� e, riluttante, fece un passo indietro; poi si gir� e se ne and�.</p><p>Johann attese che suo figlio chiudesse la porta della serra, quindi sospir�, guardando nuovamente la Bibbia. Apr� la copertina ed esamin� l�albero genealogico della famiglia Darwin. �Questo era uno dei beni cui mio padre teneva di pi�. La Bibbia � stata donata al mio bisnonno nel 1901 dalla British Royal Society. All�epoca mio bisnonno era un insigne botanico.�</p><p>Gray sent� una certa malinconia nella voce dell�uomo.</p><p>�La nostra famiglia ha una lunga tradizione di studi e scoperte in campo scientifico. Nulla di paragonabile a Herr Darwin, ma ci siamo guadagnati qualche nota a pi� di pagina.� Il suo sguardo vag� nuovamente verso l�esterno, sulla tenuta battuta dalla pioggia. �Ormai � tutto finito da un pezzo. Ora credo che dovremo accontentarci di essere noti come albergatori.�</p><p>�A proposito della Bibbia, ci pu� raccontare qualcos�altro? La collezione � sempre stata qui?�</p><p>�<emphasis>Nat�rlich. </emphasis>Quando qualcuno dei miei parenti andava all�estero per motivi di ricerca, a volte portava con s� alcuni dei libri. Ma questo libro ha lasciato la casa solo una volta. Lo so soltanto perch� ero presente quando � stato rispedito per posta da mio nonno. La cosa ha creato un gran clamore.�</p><p>�Perch�?�</p><p>�Immaginavo che me lo avrebbe chiesto. � per questo che ho fatto uscire Ryan: � meglio che non sappia.�</p><p>�Chiesto che cosa?�</p><p>�Mio nonno Hugo lavorava per i nazisti, cos� come mia zia Tola. Quei due erano inseparabili. In seguito ho scoperto, tramite voci sussurrate con indignazione tra i miei parenti, che erano coinvolti in un qualche progetto segreto di ricerca. Entrambi erano biologi illustri e rinomati.�</p><p>�Che tipo di ricerca?� chiese Monk.</p><p>�Nessuno lo ha mai saputo. Sia mio nonno sia zia Tola sono morti alla fine della guerra. Ma un mese prima � arrivata una cassa inviata da mio nonno. Conteneva la parte della biblioteca che aveva portato con s�. Forse sapeva che il suo destino era segnato e voleva preservare quei libri. Cinque libri, per la precisione.� L�uomo picchiett� la Bibbia. �Questo era uno di quei libri, anche se nessuno � stato in grado di spiegarmi che cosa se ne facesse della Bibbia come strumento di ricerca.�</p><p>�Forse era per sentirsi a casa�, disse Fiona, a bassa voce.</p><p>Johann sembr� accorgersi finalmente della ragazza. Annu� lentamente. �Forse. Magari rappresentava un legame con suo padre, una specie di approvazione simbolica per quello che stava facendo.� Il vecchio scosse la testa. �Lavorare per i nazisti, che mestiere orribile��</p><p>Gray ricord� ci� che aveva detto Ryan. �Un momento: ma lei � ebreo, vero?�</p><p>�S�, ma deve sapere che la famiglia della mia bisnonna, la madre di Hugo, era <emphasis>pura </emphasis>e aveva legami col partito nazista. Perci�, quando sono cominciate le persecuzioni di Hitler, la nostra famiglia � stata risparmiata. Eravamo <emphasis>Mischlinge</emphasis>, mezzosangue. Abbastanza tedeschi per evitare una sentenza di morte. Ma, per provare la propria fedelt�, mio nonno e mia zia finirono per essere reclutati dai nazisti, che stavano raccogliendo scienziati come scoiattoli in cerca di nocciole.�</p><p>�Perci� sono stati costretti a collaborare�, osserv� Gray.</p><p>Johann concentr� lo sguardo sul temporale. �Erano tempi complicati. Mio nonno aveva qualche credenza strana.�</p><p>�Per esempio?�</p><p>Johann parve non aver sentito la domanda, apr� la Bibbia e ne sfogli� le pagine. Gray not� gli appunti scritti a mano. Fece un passo avanti e indic� alcuni di quei segni confusi.</p><empty-line/><image l:href="#11"/><empty-line/><p>�Ci chiedevamo cosa fossero questi�, disse.</p><p>�Conoscete la societ� di Thule?� chiese il vecchio, come se non avesse sentito la domanda.</p><p>Gray scosse la testa.</p><p>�Era un gruppo estremista di nazionalisti tedeschi. Mio nonno ne era membro dall�et� di ventidue anni perch� la famiglia di sua madre aveva legami coi fondatori. Credevano profondamente nella filosofia dell�<emphasis>�bermensch.</emphasis>�</p><p>�Il superuomo.�</p><p>�Esatto. La societ� prese il nome dalla mitica terra di Thule, i resti del regno perduto di Atlantide, la terra di una razza superiore.�</p><p>Monk emise un verso di scherno.</p><p>�Come dicevo, mio nonno coltivava alcune strane credenze�, prosegu� ansimando Johann. �Ma non era il solo, all�epoca, soprattutto da queste parti. � stato in queste foreste che le antiche trib� tedesche dei teutoni resistettero alle legioni romane, definendo i confini tra la Germania e l�Impero Romano. La societ� di Thule credeva che questi guerrieri teutonici fossero discendenti di quella razza superiore scomparsa.�</p><p>Gray comprendeva quale fosse l�attrattiva di quel mito. Se quegli antichi guerrieri erano superuomini, i loro discendenti, i tedeschi dell�era moderna, ne conservavano ancora il patrimonio genetico. �Era la base della filosofia ariana.�</p><p>�Le loro credenze erano mescolate anche a misticismo e simbologia occulta. Non le ho mai capite del tutto. Comunque, secondo i miei familiari, mio nonno era insolitamente curioso. Alla ricerca di cose strane, indagava sui misteri storici. Nel tempo libero era sempre desideroso di affinare il suo ingegno, faceva esercizi di memorizzazione e puzzle. I suoi puzzle� Poi � venuto a conoscenza di alcune storie misteriose e si � messo a cercare la verit� che nascondevano. Alla fine era diventata un�ossessione.� Mentre parlava, il vecchio aveva ricominciato a guardare la Bibbia, frugandone le pagine. Raggiunta la fine, cerc� qualcosa sulla terza di copertina. �<emphasis>Das ist merkw�rdig.</emphasis>�</p><p><emphasis>Merkw�rdig. </emphasis>Strano.</p><p>Gray si avvicin�. �Che c��?�</p><p>Il vecchio fece scorrere un dito scarno sulla terza di copertina. Torn� alla prima pagina, poi di nuovo all�ultima. �L�albero genealogico della famiglia Darwin non era disegnato soltanto sulla seconda di copertina, ma anche sulla terza. All�epoca ero soltanto un ragazzo, ma lo ricordo chiaramente.� Johann sollev� il libro, mostrandone la parte posteriore. �L�albero genealogico che c�era qui � scomparso.�</p><p>�Mi faccia vedere�, disse Gray, riprendendo il libro. Esamin� la terza di copertina pi� attentamente. Fiona e Monk lo affiancarono.</p><p>Gray scorse la rilegatura con un dito, poi esamin� attentamente la copertina. �Guardate qui. Sembra che qualcuno abbia tagliato l�ultimo foglio e l�abbia incollato sulla terza di copertina. Sopra il risguardo originale.� Gray si volt� verso Fiona. �Pu� essere stata Grette?�</p><p>�Manco per idea. Piuttosto avrebbe strappato la Gioconda.�</p><p>Se non era stata Grette�</p><p>Gray guard� Johann.</p><p>�Sono certo che nessuno, nella mia famiglia, l�avrebbe fatto. La biblioteca � stata venduta solo qualche anno dopo la guerra. E dubito che in quel lasso di tempo qualcuno abbia toccato la Bibbia.�</p><p>Rimaneva soltanto Hugo Hirszfeld.</p><p>�Un coltello�, disse Gray, dirigendosi verso un tavolo da giardino.</p><p>Monk prese il coltellino svizzero dal suo zaino e lo porse a Gray. Con la punta del coltello, Gray incise i bordi del foglio incollato sulla terza di copertina, poi ne sollev� un angolo. Si stacc� facilmente, soltanto i bordi erano incollati.</p><p>Johann spinse la carrozzina per raggiungerli. Gray non nascose ci� che stava facendo: forse gli sarebbe servito l�aiuto dell�uomo per capire ci� che stava per svelare.</p><p>Stacc� il foglio e scopr� il risguardo originale. C�era l�altra met� dell�albero genealogico della famiglia Darwin, ben fatto e ordinato. Johann aveva ragione. Ma non c�era soltanto quello.</p><p>�Orribile�, comment� Johann. �Perch� mai il nonno avrebbe fatto una cosa del genere? Sfigurare cos� la Bibbia?�</p><p>Sopra l�albero genealogico era stato disegnato uno strano simbolo, grande quanto l�intera pagina, e sembrava fosse scolpito nel cartone della copertina.</p><empty-line/><image l:href="#12"/><empty-line/><p>Con lo stesso inchiostro nero, sotto il simbolo era stata scritta una riga in tedesco: <emphasis>Gott, verzeih mir.</emphasis></p><p><emphasis>Dio, perdonami.</emphasis></p><p>Monk indic� il simbolo. �Cos�� quello?�</p><p>�Una runa�, spieg� Johann, con un�espressione accigliata. �Un altro esempio della follia di mio nonno. La societ� di Thule credeva nella magia delle rune. A questi simboli nordici venivano associati antichi riti e poteri. Da Thule i nazisti non derivarono soltanto la filosofia del superuomo, ma assorbirono anche il misticismo legato alle rune.�</p><p>�Lei conosce il significato di questo simbolo in particolare?� chiese Gray.</p><p>�No. Non � un argomento interessante per un ebreo tedesco. Non dopo la guerra.� Johann gir� la sedia a rotelle e guard� fuori. Il temporale imperversava, col rombo di tuoni che sembravano lontani e vicini allo stesso tempo. �Ma so chi potrebbe essere in grado di aiutarvi. Un curatore del museo.�</p><p>Gray chiuse la Bibbia e raggiunse Johann. �Quale museo?�</p><p>La serra fu illuminata da un lampo. Johann indic� un punto, in alto. Gray allung� il collo. L�imponente castello era illuminato da una luce fievole e velato dalla pioggia.</p><p>�Historisches Museum des Hochstifts Paderborn�, disse Johann. �� aperto, oggi. All�interno del castello.� Il vecchio scrutava il vicino edificio con sguardo arcigno. �Sapranno certamente che cosa significa quel simbolo.�</p><p>�Perch�?�</p><p>Johann fiss� Gray come se fosse un idiota. �E chi meglio di loro? Quello � il castello di Wewelsburg.� Gray non reag� e il vecchio prosegu�, con un sospiro. �La Camelot nera di Himmler, la roccaforte delle SS.�</p><p>�Quindi era davvero il castello di Dracula�� borbott� Monk.</p><p>Johann prosegu�: �Nel XVII secolo vi si celebravano processi alle streghe: migliaia di donne sono state torturate e giustiziate. Himmler non fa fatto altro che incrementare il debito di sangue del castello. Durante la ristrutturazione da lui avviata vi sono morti milleduecento ebrei del campo di concentramento di Niederhagen. � un posto maledetto. Dovrebbe essere abbattuto�.</p><p>�Ma al museo ci sapranno spiegare la runa?� chiese Gray, distraendo Johann dalla crescente rabbia che lo faceva ansimare sempre di pi�.</p><p>Il vecchio annu�. �Heinrich Himmler era un membro della societ� di Thule, era affascinato dal mito delle rune. In effetti � cos� che mio nonno si � conquistato le sue attenzioni. Avevano in comune la stessa ossessione.�</p><p>Gray intuiva che c�era una convergenza di legami e di eventi, tutti incentrati sulla societ� occulta di Thule. Ma cosa, esattamente? Gli servivano altre informazioni. Era inevitabile una visita al museo del castello.</p><p>Johann si allontan� da Gray, come a chiudere il discorso. �� stato per quegli interessi che aveva in comune con mio nonno che Himmler concesse la grazia alla nostra famiglia, una famiglia di <emphasis>Mischlinge. </emphasis>Ci sono stati risparmiati i campi di concentramento.�</p><p><emphasis>Grazie a Himmler.</emphasis></p><p>Gray capiva l�origine della rabbia di quell�uomo e il motivo per cui aveva chiesto al figlio di uscire. Era un fardello familiare che era meglio non scoprire. Johann guardava il temporale.</p><p>Gray raccolse la Bibbia e fece cenno agli altri di uscire. �<emphasis>Danke.</emphasis>�</p><p>Johann non lo not� nemmeno, assorbito com�era dal passato.</p><p>Ben presto Gray e gli altri raggiunsero la veranda, all�ingresso principale. La pioggia continuava a cadere copiosa dal cielo minaccioso. Il cortile era deserto. Non ci sarebbero state escursioni, quel giorno, n� in bicicletta n� a piedi.</p><p>�Andiamo�, disse Gray, incamminandosi sotto la pioggia.</p><p>�Una giornata perfetta per assaltare un castello�, osserv� Monk, sarcastico.</p><p>Mentre attraversavano di gran lena il cortile, Gray not� un�altra auto parcheggiata accanto alla loro. Il cofano fumava sotto la pioggia. Doveva essere appena arrivata. Era una Mercedes bianca.</p></section><section><title><p>9. IL SABOTATORE</p></title><p><emphasis>Himalaya,</emphasis></p><p><emphasis>ore 12.32</emphasis></p><empty-line/><p>�Da dove proviene il segnale?� chiese Anna.</p><p>La donna si era precipitata nel locale manutenzione, rispondendo immediatamente alla chiamata di Gunther. Era arrivata da sola, sostenendo che Lisa preferiva fermarsi in biblioteca, per proseguire alcune ricerche. Painter ritenne pi� probabile che Anna volesse tenerli ancora separati. Meglio cos�, almeno Lisa era al sicuro, soprattutto se davvero erano sulle tracce del sabotatore.</p><p>Avvicinandosi allo schermo del laptop, Painter si massaggi� i polpastrelli. Sentiva un formicolio insistente sotto le unghie. Smise di sfregarsi le dita per il tempo necessario a indicare lo schema tridimensionale del castello. �La stima migliore � che provenga da questa zona�, disse, toccando un punto sullo schermo. Aveva constatato con sorpresa quanto il castello si estendesse nella montagna. Era scavato nella roccia fino alla vetta. Il segnale proveniva dal versante opposto. �Ma non � un punto preciso. Il sabotatore ha bisogno di un�esposizione diretta per usare il telefono satellitare.�</p><p>�C�� l�eliporto, laggi��, disse Anna.</p><p>Gunther annu�, con un grugnito. Sullo schermo, le righe lampeggianti svanirono all�improvviso. �Ha riagganciato�, disse Painter. �Dobbiamo muoverci alla svelta.�</p><p>Anna si rivolse a Gunther: �Contatta Klaus e digli che i suoi uomini devono chiudere gli accessi all�eliporto. Subito�.</p><p>Gunther si precipit� verso un telefono e diede inizio al blocco. Il piano era perquisire chiunque si trovasse nelle vicinanze del segnale e scoprire chi fosse in possesso di un telefono satellitare illecito.</p><p>Anna ritorn� da Painter. �Grazie per l�aiuto. Continueremo noi la ricerca.�</p><p>�Potrei esservi ancora utile�, replic� Painter, che non aveva smesso di battere sulla tastiera del laptop. Memorizz� il numero apparso sullo schermo, poi scolleg� l�amplificatore di segnale che aveva costruito. �Ma mi servir� uno dei vostri telefoni satellitari portatili.�</p><p>�Non posso lasciarla qui con un telefono�, ribatt� Anna, massaggiandosi le tempie e trasalendo per le fitte di emicrania.</p><p>�Non c�� bisogno che mi lasciate qui. Vengo con voi all�eliporto.�</p><p>Gunther fece un passo avanti, assumendo un�espressione ancora pi� accigliata del solito.</p><p>Anna lo allontan� con un cenno. �Non abbiamo tempo di discutere.� Ma tra il bestione e sua sorella ci fu una comunicazione silenziosa. La donna lo stava avvisando di tenere d�occhio Painter.</p><p>Lei fece strada.</p><p>Painter la segu�, continuando a massaggiarsi le dita. Le unghie avevano cominciato a bruciare. Le osserv� con attenzione per la prima volta, aspettandosi di trovarle infiammate, ma erano stranamente sbiancate, scolorite.</p><p>Un principio di congelamento?</p><p>Gunther gli pass� uno dei telefoni del castello, not� lo sguardo di Painter e scosse la testa. Allung� una mano. Dapprima Painter non cap�, ma poi si accorse che all�uomo mancavano le unghie delle ultime tre dita.</p><p>Gunther riabbass� il braccio e s�incammin� al seguito di Anna.</p><p>Painter chiuse le mani a pugno e le riapr�. Quel bruciore, quel formicolio, non erano dovuti al congelamento. La malattia quantica stava progredendo. Ricord� l�elenco degli effetti debilitanti riscontrati fra i soggetti degli esperimenti con la Campana: perdita delle dita delle mani, delle orecchie, delle dita dei piedi. Non molto diverso dalla lebbra.</p><p>Quanto tempo, ancora?</p><p>Mentre si dirigevano verso l�altro versante della montagna, Painter studi� Gunther. L�uomo aveva vissuto tutta la vita con una spada di Damocle sopra la testa: deperimento cronico e progressivo, seguito da follia. Painter stava andando incontro alla versione abbreviata della stessa malattia. Non poteva negare di esserne terrorizzato. Non tanto per il deperimento fisico, ma per la perdita delle facolt� mentali.</p><p>Quanto tempo gli rimaneva?</p><p>Gunther doveva aver intuito i suoi pensieri. �Non permetter� che tutto questo accada ad Anna. Far� qualsiasi cosa per impedirlo.�</p><p>In fondo erano fratello e sorella. Solo dopo averlo saputo, Painter aveva notato le elusive somiglianze nei lineamenti: la curvatura delle labbra, il mento scolpito allo stesso modo, un�identica espressione accigliata. Ma le somiglianze terminavano l�. I capelli scuri di Anna e i suoi occhi, di un profondo verde smeraldo, erano in netto contrasto coi colori sbiaditi del fratello. Soltanto Gunther era nato sotto la Campana: un figlio sacrificato, una decima versata col sangue, l�ultimo dei <emphasis>Sonnenk�nige.</emphasis></p><p>Mentre percorrevano corridoi e scendevano scale, Painter stacc� il coperchio posteriore dal telefono portatile. Estrasse la batteria e fece un collegamento di fortuna tra l�amplificatore e il filo dell�antenna, dietro la batteria. Avrebbe trasmesso un solo segnale, per qualche secondo, ma probabilmente sarebbe bastato.</p><p>�Che cos�� quello?� chiese Gunther.</p><p>�L�amplificatore ha registrato i dati del chip del telefono del sabotatore, durante la chiamata. Forse riesco a usarli per trovarlo, se � qui vicino.�</p><p>Gunther grugn�, bevendosi quella frottola.</p><p>Fin l� tutto bene.</p><p>Le scale terminavano in un�ampia galleria, abbastanza larga da poterci far passare un carro armato. Il pavimento era percorso da vecchi binari d�acciaio che s�inoltravano nel cuore della montagna. L�eliporto era situato all�altra estremit�. Montarono su una vettura col pianale piatto. Gunther rilasci� il freno a mano e azion� il motore elettrico spingendo un pedale.</p><p>Painter si tenne forte, mentre sfrecciavano nella galleria, illuminata da lampade intermittenti sul soffitto. �E cos� avete la vostra metropolitana personale.�</p><p>�Per trasportare merci�, rispose Anna, con la fronte corrugata per il dolore. Durante il tragitto aveva preso due pastiglie. Analgesici?</p><p>Superarono una serie di magazzini pieni di barili, scatoloni e casse, evidentemente trasportati l� per via aerea. Dopo un minuto raggiunsero la fine della galleria. L�aria era pi� calda, vaporosa, e c�era un vago odore di zolfo. Sceso dalla vettura, Painter sent� nelle gambe una vibrazione profonda e sonora che risaliva dal pavimento. Ricordava di aver visto nella piantina del castello che la centrale geotermica era situata nei sotterranei di quell�area.</p><p>Loro, comunque, non sarebbero scesi, ma risaliti in superficie lungo una rampa molto ampia. Giunsero in un locale in cui si riversava la luce proveniente da due portelloni d�acciaio aperti nel soffitto. Sembrava il magazzino di un aeroporto commerciale: casse, carrelli elevatori, macchinari pesanti e, al centro, un paio di elicotteri A-Star Ecuriel, uno nero e uno bianco, entrambi somiglianti a calabroni.</p><p>Klaus, il gigantesco <emphasis>Sonnenk�nig</emphasis>, li vide arrivare e marci� fino a loro. Ignor� tutti tranne Anna. �Tutto a posto.� Fece cenno a una fila di uomini e donne, l� accanto. Erano una dozzina, sotto gli occhi attenti di una falange di guardie armate.</p><p>�Non vi � sfuggito nessuno?� chiese Anna.</p><p>�<emphasis>Nein</emphasis>, eravamo pronti.�</p><p>Anna aveva piazzato quattro <emphasis>Sonnenk�nige </emphasis>in ognuno dei quadranti principali del castello, pronti a isolare qualsiasi regione Painter avesse individuato col suo apparecchio. E se avesse fatto un errore? Sicuramente il movimento avrebbe messo in allarme il sabotatore, che si sarebbe eclissato. Avevano una sola possibilit�.</p><p>Anna attravers� il piazzale, muovendosi con una certa rigidit�. �Avete trovato��</p><p>Inciamp�. Subito Gunther l�afferr� per un braccio, aiutandola a riprendere l�equilibrio, preoccupato.</p><p>�Sto bene�, gli sussurr� lei, proseguendo da sola.</p><p>�Abbiamo perquisito tutti quanti�, disse Klaus, facendo del suo meglio per ignorare il passo falso di Anna. �Non abbiamo trovato telefoni o apparecchi. Stavamo per cominciare a perquisire l�eliporto.�</p><p>Anna s�incup�. Era ci� che temevano: invece di portare con s� il telefono, il sabotatore avrebbe potuto facilmente nasconderlo da qualche parte dopo la telefonata.</p><p>O forse Painter aveva sbagliato i suoi calcoli. Nel qual caso avrebbe dovuto riscattarsi.</p><p>Painter affianc� Anna e sollev� il suo strumento improvvisato. �Forse posso accelerare la ricerca del telefono.�</p><p>Lei lo guard� con sospetto, ma avevano ben poca scelta. Annu�.</p><p>Gunther non lo perdeva d�occhio.</p><p>Painter accese il telefono satellitare e digit� le nove cifre del numero che aveva memorizzato. Non successe nulla. Tutti gli occhi erano puntati su di lui.</p><p>La sua espressione si fece ancora pi� corrucciata e concentrata, mentre schiacciava i tasti un�altra volta.</p><p>Ancora niente.</p><p>Aveva sbagliato numero?</p><p>�<emphasis>Was ist los?</emphasis>� chiese Anna.</p><p>Painter fiss� la serie di numeri sul piccolo display del telefono. Li rilesse un�altra volta e si accorse dell�errore. �Ho invertito le ultime due cifre.�</p><p>Scosse la testa e le digit� di nuovo, lentamente, concentrandosi il pi� possibile. Finalmente riusc� a inserire la sequenza corretta. Anna lo guard� negli occhi quando lui alz� lo sguardo. Quell�errore non era dovuto soltanto alla tensione. Lo sapeva anche lei. Digitare numeri su una tastiera era un comune metodo per verificare l�acuit� mentale.</p><p>E quello era un semplice numero di telefono. Ma era importante.</p><p>Painter premette il tasto d�invio.</p><p>Dopo un secondo, un telefono squill� forte l� vicino.</p><p>Tutti gli sguardi si orientarono verso l�origine di quel trillo.</p><p>Klaus.</p><p>Il <emphasis>Sonnenk�nig </emphasis>fece un passo indietro.</p><p>�Ecco il vostro sabotatore�� disse Painter.</p><p>Klaus apr� la bocca, pronto a negare, ma poi estrasse la pistola, assumendo un�espressione dura.</p><p>Gunther reag� pi� velocemente, la pistola MK23 alla mano.</p><p>L�arma sput� fuoco. Il proiettile rimbalz� con una scintilla sulla pistola di Klaus, che la lasci� cadere.</p><p>Gunther fece un balzo in avanti, premendo la canna fumante della sua arma sulla guancia del fratello. Ci fu uno sfrigolio di carne marchiata a fuoco. Klaus non fece una piega. Il sabotatore doveva restare in vita, per rispondere alle domande.</p><p>Gunther fece la prima. �<emphasis>Warum?</emphasis>� Perch�?</p><p>Klaus lo guard� torvo, dall�occhio buono. La palpebra dell�altro era cascante, come il resto della faccia semiparalizzata, il che gli conferiva un�espressione ancora pi� terrificante e beffarda. Sput� per terra. �Per porre fine all�umiliante regno dei <emphasis>Leprak�nige.</emphasis>�</p><p>Dal volto contorto emanava un odio a lungo compresso. Painter poteva soltanto immaginare la rabbia covata nel profondo, le derisioni subite per anni mentre il corpo dell�uomo si deteriorava. Da principe a lebbroso. Ma Painter intuiva pure che non era soltanto una vendetta. Qualcuno aveva fatto di quell�uomo una talpa.</p><p>Ma chi?</p><p>�Fratello�, riprese Klaus, �non deve per forza andare avanti cos�: una vita da morti viventi. C�� una cura.� C�era una punta di speranza nella sua voce, che assunse un tono implorante. �Possiamo tornare a essere re tra gli uomini.�</p><p>Ecco i trenta denari: la promessa di una cura.</p><p>�Non sono tuo fratello�, gli rispose Gunther, dal profondo del cuore. �E non sono mai stato un re.�</p><p>Painter capiva la differenza tra i due <emphasis>Sonnenk�nige. </emphasis>Klaus aveva dieci anni di pi�, quindi era cresciuto da principe, per poi vedersi sottrarre tutto quanto. Gunther, invece, era nato alla fine di quella serie di esperimenti, quando la debilitazione e la follia che comportavano erano ormai una realt� accettata. Era sempre stato un lebbroso, non aveva mai conosciuto una vita diversa.</p><p>In pi�, c�era anche un�altra differenza fondamentale tra i due.</p><p>�Col tuo tradimento hai condannato a morte Anna�, prosegu� Gunther. �Soffrirai per questo, tu e chiunque ti abbia aiutato.�</p><p>�Pu� essere curata anche lei. Si pu� sistemare tutto.�</p><p>Gunther lo squadr�, con gli occhi semichiusi.</p><p>Klaus percepiva l�esitazione, la speranza dell�avversario. Non per s�, ma per la sorella. �Non deve per forza morire.�</p><p>Painter ricord� le parole di Gunther: <emphasis>Non permetter� che tutto questo accada ad Anna. Far� qualsiasi cosa per impedirlo. </emphasis>Anche se avesse dovuto tradire tutti gli altri e contro la volont� di sua sorella?</p><p>�Chi ti ha promesso questa cura?� chiese Anna, in tono aspro.</p><p>Klaus proruppe in una risata gutturale. �Uomini molto pi� grandi dei mocciosi che siete diventati voialtri. � giusto che siate messi da parte. Avete svolto il vostro compito, ma ora non servite pi�.�</p><p>Ci fu uno scoppio fragoroso tra le mani di Painter. Il telefono satellitare che aveva utilizzato per localizzare il sabotatore and� in pezzi. La batteria era esplosa, per un corto circuito causato dall�improvvisato amplificatore. Si sent� avvampare le dita e lasci� cadere i resti fumanti del telefono, guardando in alto, verso i portelloni dell�eliporto. Preg� che l�amplificatore fosse durato abbastanza.</p><p>Non fu l�unico a distrarsi. Tutti gli sguardi si erano spostati su di lui, compreso quello di Gunther.</p><p>Sfruttando quella momentanea distrazione, Klaus estrasse un coltello da caccia e attacc� l�altro <emphasis>Sonnenk�nig. </emphasis>Gunther spar�, piantando un grosso proiettile nella pancia dell�aggressore. Ma, mentre cadeva, Klaus conficc� comunque la lama nella spalla di Gunther.</p><p>Ansimante, Gunther si gir� e gett� a terra Klaus. Questi sbatt� violentemente e fin� lungo disteso. Riusc� per� a rotolare su un fianco, comprimendosi il ventre col braccio buono. Il sangue sgorgava copioso dalla ferita. Klaus toss�. Altro sangue, rosso vivo: arterioso. Il proiettile esploso a casaccio da Gunther aveva colpito un punto vitale.</p><p>Anna si precipit� dal fratello per controllare la sua ferita. Lui la spinse via, tenendo la pistola puntata su Klaus. Dalla manica di Gunther colava sangue sul pavimento.</p><p>Klaus si limit� a fare una risata. Suon� come uno sfregare di sassi. �Morirete tutti! Strangolati, quando il nodo sar� stretto!�</p><p>Toss� di nuovo, in preda alle convulsioni. Era in una pozza di sangue. Con un ultimo sogghigno tremante, si accasci� al suolo, a faccia in gi�. Gunther abbass� la pistola.</p><p>Esalato un ultimo respiro, il bestione rimase immobile.</p><p>Morto.</p><p>Gunther lasci� che Anna usasse uno straccio, preso da una pigna l� accanto, per fermare l�emorragia, finch� non avessero potuto medicare meglio la ferita.</p><p>Painter gir� attorno al cadavere di Klaus, tormentato da un pensiero. Tutti i presenti si erano radunati attorno a loro, confabulando con toni tra lo spaventato e lo speranzoso. Avevano sentito parlare di una cura.</p><p>Anna raggiunse Painter. �Dir� a uno dei nostri tecnici di esaminare il suo telefono satellitare. Forse ci potr� condurre a chi ha orchestrato il sabotaggio.�</p><p>�Non c�� abbastanza tempo�, borbott� Painter, immerso nei suoi pensieri. Era come se cercasse di afferrare un filo appena fuori dalla sua portata.</p><p>Mentre camminava, ripercorse nella mente gli indizi forniti da Klaus: <emphasis>Possiamo tornare a essere re tra gli uomini� avete svolto il vostro compito, ma ora non servite pi��</emphasis></p><p>Ebbe una fitta di emicrania, mentre cercava di mettere assieme quei frammenti.</p><p>Probabilmente Klaus era stato reclutato per fare il doppio gioco per qualcuno che conduceva una ricerca parallela. Il lavoro svolto al castello era diventato superfluo e cos� erano stati fatti i primi passi per eliminare la concorrenza.</p><p>�Pu� essere che abbia detto la verit�?� chiese Gunther.</p><p>Forse assieme a Klaus era morta anche la possibilit� di una cura. Tuttavia loro non avrebbero ceduto.</p><p>Anna s�inginocchi� e prese un piccolo telefono dalla tasca di Klaus. �Dovremo lavorare alla svelta.�</p><p>�Pu� darci una mano?� chiese Gunther a Painter, indicando il telefono.</p><p>La loro unica speranza era scoprire chi aveva risposto alla chiamata.</p><p>�Se lei potesse rintracciare il destinatario della chiamata�� disse Anna, rialzandosi.</p><p>Painter scosse la testa, ma non in segno di diniego. Si premette i palmi delle mani sugli occhi. Aveva un dolore martellante alla testa, un�emicrania ormai conclamata. Ma non era nemmeno quello che gli faceva scuotere il capo.</p><p>C�era vicino� molto vicino�</p><p>Anna lo affianc� e gli tocc� un gomito. �� nell�interesse di tutti noi cercare di��</p><p>�Lo so�, la interruppe lui, brusco. �Adesso stia zitta e mi lasci pensare.�</p><p>Anna obbed�.</p><p>Lo sfogo di Painter aveva fatto piombare il silenzio nel locale. Si sforz� di ripescare ci� che si nascondeva nella sua mente. Era come quando aveva invertito le cifre del numero di telefono. Le sue capacit� intellettive erano come una lama sempre meno affilata.</p><p>�Il telefono satellitare� � qualcosa che c�entra col telefono satellitare�� bisbigli�, combattendo l�emicrania con tutta la sua forza di volont�. �Ma cosa?�</p><p>Anna gli parl� con un tono pi� dolce. �Che cosa intende?�</p><p>Finalmente ci arriv�. Come aveva fatto a essere cos� stupido?</p><p>Abbass� le braccia e apr� gli occhi. �Klaus sapeva che il castello era controllato elettronicamente. Allora perch� ha fatto quella chiamata? Perch� esporsi?�</p><p>Un gelido terrore lo attanagli�. Si volt� verso Anna. �La voce che abbiamo messo in giro, che ci fosse ancora una scorta di Xerum 525, eravamo gli unici a sapere che era falsa?�</p><p>Gli altri presenti trasalirono a quella rivelazione. Si levarono alcune proteste adirate. Quella notizia aveva seminato molte speranze, accendendo un certo ottimismo sulla possibilit� di costruire una seconda Campana. Speranze ormai infrante.</p><p>Ma certamente anche qualcun altro aveva creduto a quella voce.</p><p>�Soltanto Gunther conosceva la verit�, rispose Anna, confermando il peggior timore del direttore della Sigma.</p><p>Painter ripercorse mentalmente la piantina del castello. Adesso sapeva <emphasis>perch� </emphasis>Klaus aveva fatto quella telefonata e <emphasis>perch� </emphasis>l�aveva fatta da l�. Il bastardo pensava di potersi nascondere in bella vista, ne era talmente sicuro che non si era nemmeno sbarazzato del telefono. Aveva scelto quel punto con un intento specifico.</p><p>�Anna, quando ha messo in giro quell�indiscrezione, dove ha detto di custodire lo Xerum 525?�</p><p>�Ho detto che era chiuso in un caveau.�</p><p>�Quale caveau?�</p><p>�Lontano dal luogo dell�esplosione, nel mio studio. Perch�?�</p><p>Dalla parte opposta del castello.</p><p>�Si sono presi gioco di noi�, sentenzi� Painter. �Klaus ha fatto la telefonata da qui, sapendo che il castello era sotto controllo. Voleva distogliere la nostra attenzione dal caveau segreto e da quella presunta provvista di Xerum 525.�</p><p>Anna scosse la testa. Non aveva capito.</p><p>�La telefonata di Klaus era un <emphasis>depistaggio. </emphasis>Il vero obiettivo era quell�ultima, fantasiosa scorta di Xerum 525.�</p><p>Anna sgran� gli occhi.</p><p>Anche Gunther cap�. �Ci dev�essere un altro sabotatore.�</p><p>�Mentre noi siamo distratti, sta andando a cercare lo Xerum 525.�</p><p>�Nel mio studio!� esclam� Anna, voltandosi verso Painter.</p><p>Lui finalmente cap� che cosa lo tormentava di pi�, perch� sentiva quella stretta al cuore e quella sensazione di nausea. La verit� affior� d�un tratto, assieme a una fitta di dolore accecante: il sabotatore avrebbe incontrato qualcuno sul suo cammino.</p><empty-line/><p>Lisa stava perlustrando il piano superiore della biblioteca. Grazie alla scala di ferro battuto, aveva raggiunto la traballante balconata e stava girando attorno alla stanza, tenendosi alla balaustra.</p><p>Aveva trascorso l�ultima ora raccogliendo libri e documenti sulla meccanica quantistica. Aveva trovato anche il trattato originale di Max Planck, il padre della teoria dei quanti: una teoria che definiva un mondo sbalorditivo, composto di particelle elementari, in cui l�energia poteva essere frammentata in piccoli pacchetti, detti quanti, e dove la materia elementare si comportava sia come particelle sia come onde.</p><p>Tutto ci� le faceva venire il mal di testa. Che c�entrava con l�evoluzione?</p><p>Intuiva che, se una cura c�era, dipendeva dalla risposta a quella domanda.</p><p>Allung� una mano e inclin� un libro su uno scaffale, studiandone la rilegatura e strizzando gli occhi per leggere le lettere sbiadite.</p><p>Era quello il volume giusto?</p><p>Il trambusto nei pressi della porta attir� la sua attenzione. Sapeva che l�uscita era sorvegliata. Che stava succedendo? Anna era gi� di ritorno? Avevano trovato il sabotatore? Lisa si diresse verso la scala. Sperava che Painter fosse con Anna. Non le piaceva restare separata da lui. In pi�, forse lui sarebbe riuscito a cavare qualcosa da quelle strane teorie sulla materia e sull�energia.</p><p>Raggiunta la scala, si volt� per scendere sul primo piolo.</p><p>Un grido acuto, immediatamente interrotto, la fece bloccare di colpo.</p><p>Proveniva da dietro la porta.</p><p>Reagendo d�istinto, Lisa risal� e si distese sulla balconata. Il pavimento della struttura, una grata di ferro, la riparava ben poco. Scivol� verso gli scaffali, nell�ombra, lontano dalle lampade a muro.</p><p>Rimase distesa immobile, mentre la porta si apriva e si richiudeva. Una sagoma s�intrufol� nella stanza. Era una donna, con un parka bianco come la neve. Ma non era Anna. La donna si tolse il cappuccio e abbass� la sciarpa che le copriva il viso. Aveva capelli lunghi bianchi ed era pallida come un fantasma.</p><p>Amica o nemica?</p><p>Lisa rest� nascosta, in attesa di saperne di pi�.</p><p>Qualcosa conferiva a quella donna un�aria troppo sicura, forse il modo in cui si guardava attorno. Si gir�. Un lato della sua giacca era macchiato da uno spruzzo di sangue. In una mano teneva una katana, una corta sciabola giapponese ricurva. La lama grondava sangue.</p><p>La donna si muoveva quasi danzando, girando lentamente in cerchio.</p><p>Cacciando.</p><p>Lisa non osava respirare. Pregava che l�ombra la tenesse nascosta. Le poche lampade della biblioteca illuminavano il livello inferiore, cos� come il fuoco del camino, che crepitava e risplendeva di poche fiamme rade. Ma la balconata era in penombra.</p><p>Lisa guard� l�intrusa fare un altro giro, fermandosi al centro della stanza, con la katana insanguinata pronta all�uso. Con aria soddisfatta, la donna dai capelli chiari come il ghiaccio si diresse decisa verso la scrivania di Anna. Ignor� la confusione che regnava su quel grande tavolo e ci gir� attorno. Spost� un lembo di un arazzo appeso alla parete, esponendo una grande cassaforte di ghisa nera.</p><p>S�inginocchi� e la esamin�, soffermandosi sulla serratura a combinazione e sulla manopola.</p><p>Vedendo la donna cos� concentrata, Lisa si concesse di respirare. Qualsiasi furto fosse in atto, che procedesse pure, che quella donna s�impadronisse di ci� che era venuta a cercare e se ne andasse. Visto che aveva fatto fuori le guardie, forse Lisa poteva trarne vantaggio. Se solo avesse potuto raggiungere un telefono� Quell�intrusione poteva davvero rivelarsi proficua.</p><p>Un forte rumore metallico la fece sobbalzare.</p><p>A qualche metro di distanza, un pesante volume era caduto da uno scaffale, finendo aperto sulla balconata. Le pagine svolazzavano ancora per l�impatto. Lisa riconobbe il libro che aveva estratto parzialmente qualche istante prima. Se n�era dimenticata, ma la gravit� aveva fatto il resto, facendolo scivolare lentamente, finch� non era caduto.</p><p>Al piano inferiore, la donna era ritornata al centro della stanza. Nell�altra mano era comparsa, come dal nulla, una pistola, puntata verso l�alto.</p><p>Lisa non poteva pi� nascondersi.</p><empty-line/><p><emphasis>B�ren, Germania,</emphasis></p><p><emphasis>ore 09.18</emphasis></p><empty-line/><p>Gray apr� la portiera della BMW. Stava per salire a bordo, quando sent� un grido alle sue spalle. Si volt� verso l�ingresso dell�ostello. Ryan Hirszfeld correva verso di loro, rannicchiato sotto un ombrello. Fra un tuono e l�altro, la pioggia sferzava il parcheggio della villa.</p><p>�Salite�, ordin� Gray a Monk e Fiona, indicando la berlina.</p><p>Poi si volt� verso Ryan, che lo aveva raggiunto.</p><p>�State andando al castello� a Wewelsburg?� chiese il giovane, sollevando l�ombrello per riparare entrambi.</p><p>�S�, perch�?�</p><p>�Potete darmi un passaggio?�</p><p>�Non penso��</p><p>Ryan lo interruppe. �Prima chiedeva informazioni su mio bisnonno, Hugo. Forse posso dirvi qualcosa di interessante. Vi coster� soltanto un passaggio.�</p><p>Gray esit�. Il giovane doveva avere origliato la loro conversazione col padre. Che cosa poteva sapere Ryan che Johann ignorasse? Eppure lo fissava con uno sguardo serio.</p><p>Gray apr� la portiera posteriore per farlo salire.</p><p>�<emphasis>Danke.</emphasis>� Ryan chiuse l�ombrello e s�infil� nell�auto, accanto a Fiona.</p><p>Gray si mise al volante. Dopo un attimo, l�auto procedeva sobbalzando sul viale.</p><p>�Ma non dovresti occuparti dell�ostello?� chiese Monk.</p><p>�Alicia mi sostituisce alla reception�, rispose Ryan. �Col temporale staranno tutti attorno al camino.�</p><p>Gray studi� il giovane nello specchietto retrovisore. D�un tratto sembrava a disagio, sotto gli sguardi indagatori di Monk e Fiona. �Che cosa ci volevi dire?�</p><p>Ryan incroci� il suo sguardo nello specchietto. �Mio padre pensa che io non sappia nulla del bisnonno. Pensa che sia meglio seppellire il passato. Ma girano ancora voci su di lui e su zia Tola.�</p><p>Gray sapeva che i segreti di famiglia avevano la tendenza a riemergere, a prescindere da quanto ci si sforzasse di seppellirli. Era evidente che qualcosa aveva suscitato la curiosit� di Ryan riguardo ai suoi antenati e al loro ruolo durante la guerra.</p><p>�Ti sei messo a scavare nel passato per conto tuo?�</p><p>Ryan annu�. �Da tre anni, ormai. Ma tutto ha origine dalla caduta del muro di Berlino e dalla dissoluzione dell�Unione Sovietica.�</p><p>�Non capisco�, disse Gray.</p><p>�Ricorda quando la Russia ha desecretato alcuni archivi sovietici?�</p><p>�S�, ma a cosa ti riferisci, in particolare?�</p><p>�Be�, quando Wewelsburg fu ricostruito��</p><p>�Aspetta un secondo�, intervenne Fiona, agitandosi sul sedile. Fino a quel momento era rimasta seduta con le braccia conserte, come se fosse infastidita dall�intrusione dell�estraneo. Ma Gray l�aveva vista guardare di traverso il giovane, studiandolo. Si chiedeva se avesse ancora il portafogli. �Ricostruito? Hanno ricostruito quel posto orribile?�</p><p>Ryan annu�, mentre sulla cresta della collina appariva il castello. Gray mise la freccia e svolt� sulla Burgstrasse, la strada che conduceva alla fortezza. �Himmler l�aveva fatto saltare verso la fine della guerra. Soltanto la torre nord era rimasta intatta. Dopo la guerra � stato ricostruito. In parte museo, in parte ostello per la giovent�. Mio padre non si d� ancora pace.�</p><p>Gray capiva perfettamente il perch�.</p><p>�Fu ultimato nel 1979�, prosegu� Ryan. �Nel corso degli anni, i direttori del museo hanno chiesto ai governi degli ex Alleati tutti i documenti relativi al castello.�</p><p>�Compresa la Russia�, osserv� Monk.</p><p>�<emphasis>Nat�rlich. </emphasis>Quando i documenti furono resi pubblici, l�attuale direttore invi� alcuni archivisti in Russia. Tre anni fa, ritornarono con camion pieni di documenti relativi alla campagna russa in quest�area. Tra i nomi di particolare interesse che erano saltati fuori, c�era anche quello del mio bisnonno, Hugo Hirszfeld.�</p><p>�Perch� lui?�</p><p>�Era direttamente implicato nei rituali della societ� di Thule. Da queste parti era nota la sua conoscenza delle rune che decorano il castello. Intratteneva una corrispondenza persino con Karl Wiligut, l�astrologo personale di Himmler.�</p><p>Gray ripens� al simbolo a tre punte nella Bibbia, ma rest� in silenzio.</p><p>�Gli archivisti ritornarono con diverse scatole di documenti su mio bisnonno. Mio padre fu informato, ma rifiut� di lasciarsi coinvolgere in qualsiasi modo.�</p><p>�Ma tu ci sei andato di nascosto�, intervenne Monk.</p><p>�Volevo scoprire qualcosa di pi� su di lui�, replic� Ryan. �Capire perch� che cosa era successo�� Scosse la testa.</p><p>Il passato tende a fare presa sulle persone e a non mollarle pi�.</p><p>�E che cosa hai scoperto?� chiese Gray.</p><p>�Non molto. Una scatola conteneva documenti del laboratorio di ricerca in cui lavorava mio bisnonno. Gli venne conferito il grado di <emphasis>Oberarbeitsleiter</emphasis>, capo del progetto.� Ryan lo disse con un tono tra l�imbarazzato e l�insolente. �Ma, di qualsiasi progetto si trattasse, non � stato desecretato. La maggior parte di quei documenti erano corrispondenze personali, con amici e familiari.�</p><p>�E tu li hai letti tutti?�</p><p>�Abbastanza per concludere che mio bisnonno aveva cominciato a dubitare del suo lavoro, ma che non poteva andarsene.�</p><p>�O gli avrebbero sparato�, aggiunse Fiona.</p><p>Ryan scosse la testa e per un istante gli si dipinse in viso un�espressione di sgomento. �Penso che fosse pi� che altro il progetto in s� Non riusciva a separarsene. Non del tutto. Era come se provasse repulsione e attrazione contemporaneamente.�</p><p>Gray intuiva che analoghi sentimenti tormentavano anche le ricerche personali di Ryan.</p><p>Monk pieg� la testa da un lato e fece scrocchiare sonoramente il collo. �Che c�entra tutto questo con la Bibbia di Darwin?�</p><p>�Ho trovato un appunto indirizzato a Tola�, rispose Ryan. �Parla della cassa di libri che mio bisnonno risped� a casa. Me lo ricordo per le sue strane osservazioni in proposito.�</p><p>�Che cosa diceva?�</p><p>�La lettera � al museo. Pensavo che vi potesse interessare averne una copia.�</p><p>�Non ricordi cosa diceva?�</p><p>Ryan corrug� la fronte. �Solo qualche riga: <emphasis>La perfezione si trova nascosta nei miei libri, cara Tola. La verit� � troppo bella per lasciarla morire e troppo mostruosa per essere rivelata.</emphasis>�</p><p>Ci fu un improvviso silenzio nell�auto.</p><p>�Mor� due mesi dopo.�</p><p>Gray riflett� su quelle parole. <emphasis>Nascosta nei miei libri. </emphasis>I cinque libri che Hugo aveva spedito a casa prima di morire. L�aveva fatto per mettere al sicuro qualche segreto? Per preservare una cosa <emphasis>troppo bella per lasciarla morire e troppo mostruosa per essere rivelata?</emphasis></p><p>Gray fiss� Ryan nello specchietto retrovisore. �Hai raccontato a qualcuno quello che hai scoperto?�</p><p>�No, ma quel signore anziano e i suoi nipoti, quelli che erano venuti qui all�inizio dell�anno per parlare dei libri con mio padre� Loro erano gi� stati qui, avevano gi� cercato tra le carte del mio bisnonno negli archivi. Penso che abbiano letto lo stesso appunto e per questo siano venuti a fare altre indagini da mio padre.�</p><p>�Queste persone, com�erano?�</p><p>�Capelli bianchi. Alti, atletici. Una buona stirpe, come direbbe mio bisnonno.�</p><p>Gray e Monk si scambiarono un�occhiata.</p><p>Fiona si schiar� la voce e indic� il dorso della mano. �Avevano un segno, un tatuaggio, qui?�</p><p>Ryan annu� lentamente. �Penso di s�. Poco dopo il loro arrivo, mio padre mi mand� via. Come ha fatto quando siete arrivati voi, oggi. Non si parla davanti ai figli.� Il ragazzo cerc� di sorridere, ma evidentemente percepiva la tensione attorno a s�. Lanci� rapide occhiate a tutti gli occupanti dell�auto. �Li conoscete?�</p><p>�Sono concorrenti�, rispose Gray. �Collezionisti come noi.�</p><p>Ryan mantenne un�espressione guardinga e incredula, ma non fece altre domande.</p><p>Gray pens� nuovamente alla runa disegnata a mano sulla Bibbia. Anche gli altri quattro libri contenevano simboli criptici di quel tipo? Si ricollegava tutto alle ricerche fatte da Hugo coi nazisti? Di che cosa si trattava? Sembrava improbabile che d�un tratto quegli assassini si presentassero l� a frugare tra gli archivi, a meno che non stessero cercando qualcosa di specifico.</p><p>Ma cosa?</p><p>Monk era ancora voltato indietro. Si gir� e si risistem� sul sedile. Parl� a bassa voce. �Hai notato che abbiamo compagnia?�</p><p>Gray si limit� ad annuire.</p><p>A mezzo chilometro di distanza, risalendo lentamente i tornanti dietro di loro, un�auto li seguiva sotto la pioggia. La stessa che aveva gi� visto parcheggiata all�ostello. Una Mercedes bianca. Forse erano soltanto altri turisti che facevano un�escursione al castello.</p><p>Gi�, proprio.</p><empty-line/><p>�Forse non dovresti stargli cos� vicino, Isaak.�</p><p>�Ci hanno gi� visto, Ischke.� L�uomo indic� con un cenno del capo la BMW mezzo chilometro pi� avanti, oltre il parabrezza sferzato dalla pioggia. �Fai caso a come prende le curve: � pi� controllato, non le taglia come prima. Si � accorto di noi.�</p><p>�Ed � una cosa buona metterli in allarme?� Isaak pieg� la testa verso la sorella. �La caccia � sempre migliore quando la preda � spaventata.�</p><p>�Non penso che Hans sarebbe d�accordo.� Lui le tocc� il dorso della mano con un dito, segno che condivideva la sua tristezza e le chiedeva scusa. Sapeva quanto potesse essere sensibile. �Non ci sono altre strade per scendere dalla collina. Al castello tutto � pronto. Non dobbiamo fare altro che spingerli nella trappola. Se si voltano a guardare noi, � meno probabile che vedano ci� che hanno davanti.�</p><p>Lei inspir� a fondo, segno che aveva capito e che condivideva il piano.</p><p>�� ora di chiudere tutte queste faccende in sospeso. Poi potremo tornare a casa.�</p><p>�A casa�� gli fece eco lei, con un sospiro di contentezza.</p><p>�Abbiamo quasi finito. Non dobbiamo mai perdere di vista l�obiettivo, Ischke. Il sacrificio di Hans non sar� vano, il sangue che ha versato preannuncia la venuta di una nuova alba, di un mondo migliore.�</p><p>�Come dice il nonno.�</p><p>�E tu sai che � vero.� Pieg� la testa verso di lei. Le labbra della donna si assottigliarono, in un sorriso stanco. �Attenta al sangue, Ischke.�</p><p>Sua sorella guard� la lunga lama d�acciaio del pugnale. Lo stava asciugando distrattamente con una pelle di camoscio bianca. Una goccia color cremisi aveva rischiato di cadere sui suoi pantaloni immacolati.</p><p>Una questione era chiusa. Ce n�erano ancora alcune da sistemare.</p><p>�Grazie, Isaak.�</p><empty-line/><p><emphasis>Himalaya,</emphasis></p><p><emphasis>ore 13.22</emphasis></p><empty-line/><p>Lisa fissava la pistola.</p><p>�<emphasis>Wer ist dort? Zeigen Sie sich!</emphasis>� grid� la donna bionda, rivolgendosi a lei.</p><p>Pur non parlando tedesco, Lisa cap� il senso della frase. Lentamente, si fece vedere, con le mani alzate. �Non parlo tedesco.�</p><p>La donna la guard� con una concentrazione tale che a Lisa sembr� di sentirsi attraversare da un raggio laser. �Sei una degli americani� Scendi, lentamente.�</p><p>Senza nessun riparo, Lisa non aveva scelta. Raggiunse la scala, si volt� e cominci� a scendere. A ogni piolo si aspettava di sentire esplodere un colpo di pistola. Le s�irrigidirono le spalle. Ma arriv� a terra sana e salva.</p><p>Si volt�, tenendo sempre le braccia ben in vista.</p><p>L�altra avanz� verso di lei. Lisa indietreggi�, intuendo che il motivo per cui la donna non le aveva ancora sparato era perch� voleva evitare di far sentire l�esplosione del colpo. Con la spada aveva eliminato le guardie senza fare rumore, a parte un unico, breve grido.</p><p>Aveva ancora la katana insanguinata nell�altra mano.</p><p>Forse Lisa sarebbe stata pi� al sicuro in cima alla balconata, costringendo la donna a spararle, come al tiro al bersaglio. Forse i colpi d�arma da fuoco avrebbero attirato l�attenzione di qualcuno. Era stata stupida ad avvicinarsi cos� tanto all�intrusa e alla sua spada. Ma il panico aveva offuscato le sue capacit� di giudizio. Era difficile dire di no a qualcuno che ti puntava una pistola.</p><p>�Lo Xerum 525 � nella cassaforte?� chiese la donna.</p><p>Lisa ponder� la risposta per un istante. Dire la verit� o mentire? Non le sembr� di avere molta scelta. �L�ha preso Anna�, rispose, indicando vagamente la porta.</p><p>�Dove?�</p><p>Ricord� la lezione di Painter, dopo che erano stati catturati: essere necessari, essere utili. �Non conosco il castello abbastanza bene, ma so come arrivarci. Posso accompagnarla io.� Doveva essere pi� convincente. E cosa c�era di meglio che contrattare, come se la sua menzogna avesse un grande valore? �Ce la porter� soltanto se mi promette di aiutarmi a uscire di qui.�</p><p><emphasis>Il nemico del mio nemico � mio amico.</emphasis></p><p>Quella donna ci sarebbe cascata? Era di una bellezza sbalorditiva: figura slanciata, pelle perfetta, labbra generose, ma negli occhi blu glaciali brillavano freddo calcolo e intelligenza.</p><p>A Lisa faceva una paura assurda. Aveva un che di soprannaturale.</p><p>�Allora mi mostrer� la strada�, disse la donna, rinfoderando la pistola, ma con la katana sempre in mano.</p><p>Lisa avrebbe preferito che facesse il contrario.</p><p>La spada indic� la porta.</p><p>Lisa doveva andare per prima. Si avvicin� alla porta, mantenendo una certa distanza. Forse avrebbe potuto tentare la fuga nei corridoi. Era la sua unica speranza. Doveva aspettare il momento buono: una distrazione, un�esitazione, e poi correre come il vento.</p><p>Uno spostamento d�aria, un fremito delle fiamme nel camino furono il suo unico avvertimento. Lisa si volt� e la donna era gi� l�, a un passo di distanza. L�aveva raggiunta da dietro, silenziosa e furtiva. Con una velocit� impossibile. Si scambiarono uno sguardo. Fu un attimo. Prima che la spada si abbattesse su di lei, Lisa cap� che la donna non le aveva creduto neanche per un istante.</p><p>Era stata soltanto una trappola per farle abbassare la guardia.</p><p>Sarebbe stato il suo ultimo errore.</p><p>Il mondo si ferm�, catturato dal lampo di fine argento giapponese che puntava dritto al cuore di Lisa.</p><empty-line/><p><emphasis>Wewelsburg, Germania</emphasis></p><p><emphasis>ore 09.18</emphasis></p><empty-line/><p>Gray parcheggi� la BMW accanto a un pullman turistico blu, che cos� nascondeva la berlina dalla strada. L�arco da cui si accedeva al cortile del castello era esattamente l� di fronte.</p><p>�Rimanete in auto�, ordin� Gray agli altri. Poi si volt�. �Anche tu, signorina.�</p><p>Fiona fece un gesto non proprio gentile, ma rimase seduta con la cintura allacciata.</p><p>�Monk, mettiti al volante e tieni il motore acceso.�</p><p>�Ricevuto.�</p><p>Ryan lo fiss� con gli occhi sgranati. �<emphasis>Was ist los</emphasis>?�</p><p>�Non succede un bel niente�, rispose Monk. �Ma tieni la testa bassa, non si sa mai.�</p><p>Quando apr� la portiera, Gray fu investito da un rovescio di pioggia battente, che suonava come una raffica di mitra contro il fianco del pullman. Un tuono rumoreggi� in lontananza.</p><p>�Ryan, posso prendere in prestito il tuo ombrello?�</p><p>Il giovane annu� e glielo pass�.</p><p>Gray corse dall�altra parte del pullman e si accost� alla portiera posteriore. Sperava di sembrare un accompagnatore turistico. Si faceva scudo con l�ombrello, mentre guardava la strada.</p><p>Dalla penombra comparvero i fari di un�auto che percorreva l�ultimo tornante. Dopo un attimo sbuc� la Mercedes, che raggiunse il parcheggio e, senza rallentare, pass� oltre. Gray guard� le luci posteriori allontanarsi nella pioggia, mentre si dirigevano verso il piccolo villaggio di Wewelsburg, abbarbicato a fianco del castello. Infine l�auto scomparve dietro una curva.</p><p>Gray aspett� cinque minuti, poi gir� attorno al pullman e diede il via libera a Monk, che spense il motore. Ormai convinto che la Mercedes non sarebbe ritornata, Gray fece cenno agli altri di uscire.</p><p>�Siamo un tantino paranoici, eh?� comment� Fiona, mentre gli passava accanto, diretta verso l�arco.</p><p>�Non � paranoia se qualcuno ti sta addosso sul serio�, replic� Monk. Poi chiese a Gray: �Ci stanno davvero addosso?�</p><p>Gray fissava il cielo tumultuoso. Non gli piacevano le coincidenze, ma non poteva fermarsi soltanto perch� era spaventato. �Non perdere di vista Fiona e Ryan. Parliamo con questo direttore, ci facciamo dare una copia della lettera del vecchio Hugo alla figlia e ce ne andiamo fuori dalle scatole.�</p><p>Monk guard� la gigantesca massa di torri e torrette. La pioggia si riversava copiosa sulla pietra grigia e colava dalle grondaie verdi. Soltanto alcune delle finestre ai piani inferiori erano illuminate di segni di vita. Il resto del castello era scuro e opprimente.</p><p>�Tanto per mettere le cose in chiaro: se vedo un fottuto pipistrello nero, io taglio la corda.�</p><empty-line/><p><emphasis>Himalaya,</emphasis></p><p><emphasis>ore 13.31</emphasis></p><empty-line/><p>Lisa fissava la spada abbattersi contro il suo petto. Successe tutto in un istante. Il tempo rallent�. Dunque era cos� che sarebbe morta.</p><p>Poi un tintinnio di vetri infranse il silenzio, seguito dal colpo smorzato di un�arma da fuoco, che sembr� incredibilmente lontano. Dalla gola dell�assassina sgorg� un getto di sangue, mentre la testa si ribaltava all�indietro.</p><p>Tuttavia il colpo sferrato dalla donna complet� il suo arco. La spada colp� Lisa, lacer� la pelle e si scontr� con lo sterno. Ma non c�era forza: dita ormai inerti rilasciarono l�elsa della katana.</p><p>Lisa arretr� incespicando, liberata dall�incantesimo.</p><p>La lama giapponese fece una piroetta e fin� sul pavimento, producendo il suono di una campana perfettamente accordata. Il corpo dell�assassina la segu� a breve distanza, con un pesante tonfo.</p><p>Lisa era incredula, tramortita, insensibile.</p><p>Ancora il rumore di vetri infranti.</p><p>Poi parole, che la raggiunsero come sott�acqua.</p><p>�Stai bene? Lisa��</p><p>Alz� lo sguardo verso l�altro lato della biblioteca. L�unica finestra, smerigliata e colorata, era stata frantumata dal calcio di un fucile. Nell�apertura, incorniciato da schegge di vetro, comparve un volto.</p><p>Painter.</p><p>Alle sue spalle imperversava una tormenta, un turbine di neve e ghiaccio sciolto. Qualcosa di grosso, pesante e scuro scese dal cielo: un elicottero, dal quale pendevano una corda e un�imbracatura.</p><p>Tremando, Lisa cadde in ginocchio.</p><p>�Saremo subito da te�, le promise lui.</p><empty-line/><p>Cinque minuti dopo, Painter e Anna erano accanto al corpo dell�assassina. Lisa era seduta accanto al fuoco. Si era tolta il maglione e aveva aperto la camicetta, scoprendo il reggiseno e un taglio poco pi� in basso. Assistita da Gunther, Lisa aveva gi� pulito la ferita e stava applicando una serie di bende per sigillare lo squarcio, lungo qualche centimetro. Era stata fortunata. Il ferretto del reggiseno aveva impedito alla lama di penetrare pi� a fondo, salvandole la vita.</p><p>�Niente documenti d�identit�, disse Anna, voltandosi verso Painter e guardandolo male. �Ci serviva viva.�</p><p>Lui non aveva scuse. �Ho mirato alla spalla.� Scosse la testa, frustrato. Un debilitante attacco di vertigini l�aveva paralizzato dopo la discesa con l�imbracatura. Ma non avevano neanche un istante da perdere, erano arrivati appena in tempo dall�altro versante della montagna. Non ce l�avrebbero mai fatta attraversando il castello a piedi. L�elicottero era la loro unica speranza: scavalcare la spalla della montagna e calare qualcuno con un�imbracatura.</p><p>Anna non era una buona tiratrice e Gunther stava pilotando l�elicottero. Rimaneva soltanto Painter.</p><p>Perci�, sebbene avesse le vertigini e ci vedesse doppio, l�americano aveva mirato il meglio possibile attraverso la finestra. Aveva dovuto agire rapidamente, accorgendosi che la donna stava per uccidere Lisa. Perci� aveva premuto il grilletto.</p><p>Anche se forse avrebbero perso qualsiasi possibilit� di scoprire il vero burattinaio che manipolava i sabotatori, Painter non si pent� della sua scelta. Aveva visto l�orrore nel viso di Lisa. Al diavolo le vertigini: aveva sparato. La testa gli pulsava ancora dal dolore.</p><p>Emerse una nuova paura. E se avesse colpito Lisa? Quanto gli rimaneva prima di diventare una palla al piede anzich� una risorsa? Scacci� quel pensiero.</p><p><emphasis>Smettila di torcerti le mani e rimboccati le maniche.</emphasis></p><p>�Segni particolari?� chiese Painter.</p><p>�Soltanto questo.� Anna volt� il polso della donna, mostrando il dorso della mano. �Lo riconosce?�</p><p>Un tatuaggio nero segnava la pelle bianca e perfetta. Quattro asole intrecciate. �Si direbbe un simbolo celtico, ma non mi dice nulla.�</p><p>�Nemmeno a me�, disse Anna, lasciando cadere la mano del cadavere.</p><p>Painter not� qualcos�altro e si avvicin�, inginocchiandosi. Volt� di nuovo la mano dell�assassina, che era ancora calda. Mancava l�unghia del mignolo, al suo posto c�era una cicatrice. Una piccola, ma significativa imperfezione.</p><p>Anna prese la mano e sfreg� il letto dell�unghia. �Asciutto��</p><p>�Significa ci� che penso io?� domand� Painter.</p><p>Anna guard� la faccia della donna. �Per esserne certa, dovrei fare una scansione della retina per cercare tracce di emorragie attorno al nervo ottico.�</p><p>Painter non aveva bisogno di altre prove. Aveva visto con quale velocit� l�assassina aveva attraversato la stanza. �� una <emphasis>Sonnenk�nige.</emphasis>�</p><p>Lisa e Gunther li raggiunsero.</p><p>�Non una dei nostri�, replic� Anna. �� troppo giovane, troppo perfetta. Chiunque l�abbia creata ha usato le nostre tecniche pi� recenti, quelle che abbiamo affinato negli ultimi decenni, grazie agli studi in vitro. Qualcuno � passato alle applicazioni sui soggetti umani.�</p><p>�� possibile che qualcuno li abbia creati qui, a vostra insaputa?�</p><p>Anna scosse la testa. �Ci vogliono quantit� enormi di energia per attivare la Campana, ce ne saremmo accorti.�</p><p>�Allora pu� significare una sola cosa.�</p><p>�� stata creata da qualche altra parte.� Anna si alz�. �Qualcun altro ha una Campana funzionante.�</p><p>Painter rimase dov�era, continuando a esaminare l�unghia e il tatuaggio. �E quel qualcuno ha intenzione di farvi chiudere.�</p><p>Cal� il silenzio nella stanza.</p><p>In quella quiete, Painter sent� un <emphasis>bip </emphasis>appena udibile. Proveniva dalla donna. Si rese conto di averlo gi� sentito diverse volte, ma in mezzo a tutto quel trambusto e a tutte quelle speculazioni non ci aveva fatto caso.</p><p>Sollev� la manica del parka dell�assassina. Al polso portava un orologio digitale con un cinturino di pelle largo cinque centimetri. Painter studi� il quadrante rosso. Una lancetta olografica segnava i secondi e sul display c�era una scritta luminescente: 01:32.</p><p>A ogni giro della lancetta veniva sottratto un secondo.</p><p>Rimaneva poco pi� di un minuto.</p><p>Painter slacci� l�orologio e controll� l�interno del cinturino. C�erano due contatti d�argento: monitoravano il battito cardiaco. E da qualche parte, all�interno dell�orologio, doveva esserci una microtrasmittente.</p><p>�Che sta facendo?� chiese Anna.</p><p>�L�avete perquisita per vedere se aveva esplosivi?�</p><p>�� pulita�, rispose Anna. �Perch�?�</p><p>�Quando il cuore ha smesso di battere, deve essere stato inviato un impulso radio.� Diede un�occhiata all�orologio che aveva in mano. �Questo � soltanto un timer.�</p><p>Lo mostr� agli altri.</p><p>01:05</p><p>�Klaus e questa donna avevano pieno accesso alle vostre strutture e sicuramente il tempo necessario per mettere a punto un sistema infallibile.� Painter sollev� l�orologio. �Qualcosa mi dice che non dovremmo trovarci qui quando arriver� a zero.�</p><p>La lancetta dei secondi continuava a girare e si sent� un tenue <emphasis>bip </emphasis>quando il conto alla rovescia scese sotto il minuto.</p><p>0:59</p><p>�Dobbiamo andarcene. Adesso!�</p></section><section><title><p>10. LA CAMELOT NERA</p></title><p><emphasis>Wewelsburg, Germania,</emphasis></p><p><emphasis>ore 09.32</emphasis></p><empty-line/><p>�In origine le SS erano le guardie del corpo personali di Hitler�, spieg� la guida in francese, accompagnando un gruppo di turisti nel cuore del museo di Wewelsburg. �In effetti, il termine SS deriva dalla parola tedesca <emphasis>Schutzstaffel</emphasis>, che significa �distaccamento di guardie�. Solo in seguito divenne l�Ordine Nero di Himmler.�</p><p>Gray si fece da parte per lasciar passare il gruppo. Mentre aspettava il direttore del museo, aveva origliato a sufficienza per farsi un�idea della storia del castello: di come Himmler lo aveva affittato per un solo Reichsmark, spendendo poi un quarto di miliardo per ricostruirlo e trasformarlo nella sua personale Camelot. Un prezzo minimo rispetto al costo in termini di vite umane e sofferenza.</p><p>Gray era accanto a una vetrina contenente un�uniforme del campo di concentramento di Niederhagen. Fuori ci fu un rombo di tuono, che fece tremare le antiche finestre.</p><p>Mentre il gruppo di turisti si allontanava, la voce della guida si confuse alle chiacchiere dei pochi altri visitatori, tutti in cerca di un riparo dal temporale.</p><p>Monk era accanto a Fiona. Ryan era andato a chiamare il direttore. Monk si chin� per esaminare uno degli abominevoli <emphasis>Totenkopf Ring </emphasis>in mostra, gli anelli d�argento conferiti agli ufficiali delle SS. Vi erano incisi un teschio con le ossa incrociate e rune.</p><p>Nella piccola sala erano esposti anche altri oggetti: modellini, fotografie con scene di vita quotidiana, accessori delle SS, oltre a una piccola e strana teiera appartenuta a Himmler, decorata con una runa a forma di sole.</p><p>�Ecco il direttore.� Monk indic� con un cenno del capo un signore tarchiato, accompagnato da Ryan.</p><p>L�uomo dimostrava quasi sessant�anni, aveva i capelli brizzolati e portava un abito nero stropicciato. Mentre si avvicinava, si tolse un paio di occhiali da vista e allung� l�altra mano verso Gray. �Dottor Dieter Ulmstrom, direttore dello Historisches Museum des Hochstifts Paderborn. <emphasis>Willkommen.</emphasis>� L�espressione tormentata dell�uomo contraddiceva quel benvenuto. �Il nostro giovane Ryan mi ha spiegato che siete venuti a fare ricerche su alcune rune trovate in un libro antico. Davvero affascinante.�</p><p>Ancora una volta, sembrava pi� seccato che <emphasis>affascinato.</emphasis></p><p>�Non la tratterremo a lungo�, disse Gray. �Ci chiedevamo se ci potesse aiutare a identificare una particolare runa e il suo significato.�</p><p>�Certamente. Se c�� una cosa che il direttore del museo di Wewelsburg deve conoscere a menadito � la scienza delle rune.�</p><p>Gray fece cenno a Fiona di passargli la Bibbia di Darwin. Aprendo la copertina posteriore, Gray porse il libro all�uomo. Il dottor Ulmstrom si rimise gli occhiali e studi� la runa apposta a mano da Hugo Hirszfeld sulla terza di copertina.</p><empty-line/><image l:href="#13"/><empty-line/><p>�Posso esaminare il libro?�</p><p>Dopo una breve esitazione, Gray acconsent�.</p><p>Il direttore sfogli� rapidamente le pagine, soffermandosi su alcuni degli scarabocchi. �Una Bibbia� che strano��</p><p>�Il simbolo in fondo�, lo incalz� Gray.</p><p>�Naturalmente. � la <emphasis>Menschrune.</emphasis>�</p><p>�<emphasis>Mensch</emphasis>�, disse Gray. �Come �umanit�� in tedesco.�</p><p>�<emphasis>Ja. </emphasis>Noti la forma: una figura stilizzata senza testa.� Il direttore sfogli� le pagine all�indietro. �Il bisnonno di Ryan sembrava davvero fissato sui simboli associati al Padre di tutte le cose.�</p><p>�Che cosa intende?�</p><p>Ulmstrom indic� uno degli scarabocchi sulle pagine interne della Bibbia.</p><empty-line/><image l:href="#14"/><empty-line/><p>�Questa � la runa corrispondente alla K, detta anche <emphasis>cen </emphasis>in lingua anglosassone. � una runa antica che rappresentava l�uomo in modo rudimentale, con due sole braccia alzate. E qua c�� l�immagine speculare della stessa runa.� Sfogli� alcune pagine e indic� un altro simbolo.</p><empty-line/><image l:href="#15"/><empty-line/><p>�I due simboli sono come due facce della stessa medaglia. Yin e yang, maschio e femmina, luce e oscurit�.�</p><p>Gray ricordava le sue conversazioni con Ang Gelu, il monaco buddista, il quale sottolineava che tutte le societ� sembravano ossessionate da quel dualismo. Quei pensieri stuzzicarono la sua preoccupazione per Painter Crowe. Non c�erano ancora notizie dal Nepal.</p><p>Monk rimise in carreggiata la conversazione. �Cosa c�entrano queste rune con quel t�zio, il Padre delle cose?�</p><p>�Sono tutti e tre collegati, simbolicamente. Molti ritengono che la grande runa, la <emphasis>Menschrune</emphasis>, rappresenti il dio Thor, portatore di vita e di uno stato pi� elevato dell�essere, ci� che tutti noi aspiriamo a divenire.�</p><p>�E queste due rune precedenti, le rune K, formano le due met� della <emphasis>Menschrune</emphasis>�, osserv� Gray.</p><p>�Eh?� grugn� Monk.</p><p>�Cos�, disse Fiona, che aveva capito. Con un dito tracci� un disegno nella polvere, sul ripiano di una vetrina. �Metti assieme le rune con due braccia per formare la <emphasis>Menschrune</emphasis>, come in un puzzle.�</p><empty-line/><image l:href="#16"/><empty-line/><p>�<emphasis>Sehr gut</emphasis>�, disse il direttore, indicando con un dito le prime due rune. �Queste rappresentano l�uomo comune, incompleto, che si unisce per formare il Padre di tutte le cose, un essere supremo.� Ulmstrom restitu� la Bibbia a Gray e scosse la testa. �Sembra proprio che queste rune fossero diventate un�ossessione per il bisnonno di Ryan.�</p><p>Gray fissava il simbolo sulla terza di copertina. �Ryan, il tuo bisnonno era un biologo, giusto?�</p><p>Il ragazzo sembrava nervoso e spaventato da tutto ci�. �S�, come zia Tola.�</p><p>Gray sapeva che i nazisti erano sempre stati affascinati dal mito del superuomo, il Padre di tutte le cose dal quale presumevano che discendesse la razza ariana. Tutti quegli scarabocchi erano forse soltanto la dichiarazione della fede di Hugo in quel dogma nazista? Gray credeva di no. Ricordava come Ryan aveva descritto gli appunti del bisnonno, la crescente disillusione dello scienziato e poi il biglietto scritto alla figlia, l�accenno a un segreto, una verit� <emphasis>troppo bella per lasciarla morire e troppo mostruosa per essere rivelata.</emphasis></p><p>Da un biologo a un�altra biologa.</p><p>Gray intuiva che tutto era collegato: le rune, il Padre di tutte le cose, una ricerca abbandonata da tempo� Qualunque fosse il segreto, sembrava che qualcuno fosse disposto a uccidere per proteggerlo.</p><p>Ulmstrom continu�: �La <emphasis>Menschrune </emphasis>rivestiva particolare interesse anche per i nazisti, che la ribattezzarono <emphasis>Lebensrune</emphasis>�.</p><p>�La runa della vita?� chiese Gray, tornando a concentrarsi sul presente.</p><p>�Esatto. La usarono persino per rappresentare il programma <emphasis>Lebensborn.</emphasis>�</p><p>�E che cos��?� chiese Monk.</p><p>Fu Gray a rispondergli. �Un programma nazista per la riproduzione: vivai per generare bambini biondi e con gli occhi azzurri.�</p><p>Il direttore annu�. �Ma, come per il dualismo della runa K, anche la <emphasis>Lebensrune </emphasis>ha la sua immagine speculare.� Fece cenno a Gray di rovesciare la Bibbia, capovolgendo il simbolo. �Alla rovescia, la <emphasis>Lebensrune </emphasis>diventa il suo contrario: la <emphasis>Totenrune.</emphasis>�</p><p>Monk guard� perplesso Gray, che tradusse: �La runa della morte�.</p><empty-line/><p><emphasis>Himalaya,</emphasis></p><p><emphasis>ore 13.31</emphasis></p><empty-line/><p>La morte si avvicinava, secondo dopo secondo.</p><p>0:55</p><p>Painter si alz� con in mano il timer da polso dell�assassina. �Non c�� tempo per andarsene a piedi. Non usciremmo mai dall�area dell�esplosione.�</p><p>�E quindi?� chiese Anna.</p><p>�L�elicottero�, disse Painter, indicando la finestra. L�A-Star che avevano usato per arrivare l� era ancora fermo fuori dal castello, col motore acceso.</p><p>�Devo avvertire gli altri�, afferm� Anna, dirigendosi al telefono.</p><p>�<emphasis>Keine Zeit</emphasis>�, abbai� Gunther, fermandola. L�uomo prese il suo fucile d�assalto, un Bullpup A-91 russo. Con l�altra mano tir� fuori una cartuccia a granata dalla cintura e la caric� nel lanciarazzi da 40mm del fucile. �<emphasis>Hier!</emphasis>� Si diresse a grandi passi alla massiccia scrivania di Anna. �<emphasis>Schnell!</emphasis>�</p><p>Col braccio disteso, punt� il fucile verso la finestra sprangata della stanza.</p><p>Painter prese Lisa per mano e corse a ripararsi. Anna li segu�. Gunther fece fuoco e dall�arma esplose un getto di gas.</p><p>Si gettarono tutti dietro la scrivania.</p><p>Gunther prese sua sorella per la vita e la fece rotolare sotto di s�. La granata scoppi� con una detonazione assordante. L�onda d�urto spost� la scrivania di almeno trenta centimetri, mentre la parte anteriore fu tempestata di frammenti di pietra e vetro. I quattro furono sommersi dalla polvere e dal fumo.</p><p>Non sprecarono tempo. L�esplosione aveva aperto un varco nella parete della biblioteca. Brandelli incendiati di libri erano sparsi sul pavimento e fuori, nel cortile.</p><p>Corsero verso l�uscita.</p><p>L�elicottero era posato oltre l�aggetto di roccia, ad almeno quaranta metri.</p><p>Painter aveva ancora in mano il timer. Non lo guard� finch� non raggiunsero l�elicottero. Gunther ci era arrivato per primo e aveva aperto il portellone posteriore. Painter aiut� Anna e Lisa, poi salt� su.</p><p>Gunther era gi� sul seggiolino del pilota, con le cinture allacciate. Painter diede un�occhiata al timer. Non che servisse a qualcosa: o ce la facevano oppure no.</p><p>Fiss� il numero. Aveva un dolore martellante alla testa e fitte lancinanti agli occhi. Riusciva a malapena a leggere le cifre sul display.</p><p>00:09</p><p>Non c�era pi� tempo.</p><p>I rotori cominciarono a girare� lentamente, troppo lentamente. Painter diede un�occhiata dal finestrino. L�elicottero era abbarbicato in cima a un pendio innevato, un promontorio appena creato dall�ultima tormenta notturna. Il cielo era striato di nuvole e una nebbia ghiacciata avvolgeva le cime e le valli.</p><p>Sul sedile anteriore, Gunther imprec� sottovoce. Il velivolo si rifiutava di salire nell�aria rarefatta: bisognava spingere i rotori al massimo.</p><p>00:03</p><p>Non ce l�avrebbero mai fatta.</p><p>Painter prese la mano di Lisa e la strinse forte. Poi, d�un tratto, il mondo si sollev� e ripiomb� gi� fragorosamente. Un sordo rimbombo risuon� in lontananza. Trattennero tutti il fiato, pronti a essere sbalzati dalla montagna. Ma non successe nient�altro. Forse non sarebbe stato cos� terribile, dopotutto.</p><p>Poi il promontorio su cui erano appoggiati si stacc�. L�A-Star precipit� col muso all�ingi�. I rotori giravano inutilmente. L�intero pendio nevoso si stacc� in un blocco unico, scivolando via, come se la montagna se lo stesse scrollando di dosso.</p><p>Erano diretti verso il margine del precipizio. La neve scorreva come un torrente impetuoso.</p><p>La terra sussult� nuovamente: un�altra esplosione�</p><p>L�elicottero s�impenn�, ma continuava a rifiutarsi di prendere quota.</p><p>Gunther lottava coi comandi, stritolando l�acceleratore.</p><p>La parete di roccia correva verso di loro. La massa di neve in movimento era rumorosa come le cascate del Niagara, pi� forte del rombo dell�elicottero.</p><p>Lisa si schiacci� contro Painter, stringendogli la mano cos� forte da farsi venire le nocche bianche. Accanto a lei, Anna era seduta dritta come un fuso, con un�espressione vacua e lo sguardo fisso.</p><p>Gunther piomb� in un silenzio mortale, mentre venivano trascinati oltre l�orlo del precipizio.</p><p>Si rovesciarono di lato, con la neve che cadeva sotto e dietro di loro. Mentre precipitava veloce, il velivolo si dimenava nervosamente, s�imbardava avanti e indietro. Costoni di roccia spuntavano in tutte le direzioni.</p><p>Nessuno profer� parola. I rotori urlavano al loro posto.</p><p>Poi, improvvisamente, l�elicottero cominci� a prendere quota. Senza grossi strattoni, come un ascensore che si ferma al piano, l�A-Star si stabilizz� e, piano piano, cominci� a risalire.</p><p>Davanti a loro, il resto della valanga rotolava gi� dallo strapiombo.</p><p>L�elicottero si alz� abbastanza da consentire un esame dei danni subiti dal castello. Da tutte le finestre sulla facciata usciva fumo. Le porte erano saltate via. Oltre la spalla della montagna, una densa colonna nera si sollevava in cielo, proveniente dalla piattaforma di atterraggio.</p><p>Anna si accasci�, coi palmi delle mani sul finestrino. �Quasi centocinquanta tra uomini e donne.�</p><p>�Magari alcuni sono scappati�, osserv� Lisa, apatica, impassibile.</p><p>Non videro nessun movimento.</p><p>Soltanto fumo.</p><p>Anna indic� il castello. �<emphasis>Wir sollten suchen�</emphasis>�</p><p>Ma non ci sarebbe stato nessun salvataggio.</p><p>Mai.</p><p>Un lampo bianco proruppe da tutte le finestre. Oltre la cresta ci fu un�alba artificiale, silenziosa, come un fulmine senza tuono che s�impresse sulla retina, oscurando completamente la vista.</p><p>Accecato, Painter sent� che l�elicottero s�impennava, mentre Gunther tirava violentemente il collettivo. Sopraggiunse un rombo e un assordante stridere di rocce. Non era soltanto una valanga, sembrava un movimento tettonico.</p><p>Sospeso in aria, l�elicottero vibrava come una mosca in un miscelatore.</p><p>La vista ritorn� dolorosamente.</p><p>Painter si schiacci� contro il finestrino e guard� gi�. �Mio Dio��</p><p>La visuale era in gran parte bloccata dalla polvere, che non poteva per� nascondere la portata della devastazione. Un intero versante della cresta si era affossato. La spalla di granito che sporgeva sopra il castello era crollata, come se tutto ci� che c�era sotto di essa, il castello e una buona porzione della montagna, fosse semplicemente svanito.</p><p>�<emphasis>Unm�glich!</emphasis>� borbott� Anna, esterrefatta.</p><p>�Cosa?�</p><p>�Questa distruzione� Dev�essere una bomba ZPE.�</p><p>Painter aspett� che proseguisse.</p><p>Lei fece un altro respiro tremante, poi spieg�: �Zero Point Energy. Le formule di Einstein portarono alla prima bomba nucleare, attingendo alle energie di alcuni atomi di uranio. Ma ci� non � niente in confronto al potenziale nascosto nelle teorie dei quanti di Planck. Bombe di quel genere attingerebbero alle energie generate durante il big bang�.</p><p>Nell�abitacolo piomb� il silenzio.</p><p>Anna scosse la testa. �Gli esperimenti condotti col combustibile della Campana, lo Xerum 525, suggerivano un possibile utilizzo dell�energia del punto zero come arma. Ma noi non abbiamo mai perseguito seriamente quella strada.�</p><p>�Qualcun altro s�, per�, replic� Painter, ripensando alla donna dai capelli di ghiaccio.</p><p>Anna si volt� verso di lui, col volto scolpito dall�orrore e dall�indignazione. �Dobbiamo fermarli.�</p><p>�Ma chi? Chi sono?�</p><p>�Penso che stiamo per scoprirlo�, intervenne Lisa, indicando qualcosa fuori dal finestrino. Oltre la cima della montagna era comparso un trio di elicotteri bianchi, che si mimetizzavano con le vette ghiacciate. Si distanziarono tra loro e puntarono l�A-Star.</p><p>Painter sapeva perfettamente che quella era una formazione d�attacco.</p><empty-line/><p><emphasis>Wewelsburg, Germania,</emphasis></p><p><emphasis>ore 09.32</emphasis></p><empty-line/><p>�La torre nord � da questa parte�, disse il dottor Ulmstrom.</p><p>Il direttore del museo condusse Gray, Monk e Fiona oltre la porta sul retro del salone principale. Ryan si era allontanato un istante prima assieme a una donna snella con un abito di tweed, un�archivista del museo. Erano andati a fotocopiare la lettera di Hugo Hirszfeld e qualsiasi altra cosa che avesse a che fare con le ricerche del suo bisnonno.</p><p>Gray intuiva che era sul punto di avere qualche risposta, ma necessitava di altre informazioni. A quello scopo, aveva acconsentito al tour privato del castello di Himmler proposto dal direttore. Era in quel luogo che Hugo aveva avviato il suo legame coi nazisti. Gray intuiva che per fare un passo avanti doveva raccogliere tutte le informazioni possibili sul contesto storico e culturale: e chi, meglio del curatore del museo, poteva fornirgliele?</p><p>�Per capire davvero i nazisti�, esord� Ulmstrom, facendo strada, �bisogna smettere di considerarli un partito politico. Si definivano Nationalsozialistische Deutsche Arbeiterpartei, il partito dei lavoratori nazionalsocialisti tedeschi, ma in realt� erano un culto.�</p><p>�Un culto?� chiese Gray.</p><p>�Ne avevano tutte le caratteristiche. Un leader spirituale che non poteva essere messo in discussione, discepoli vestiti allo stesso modo, rituali e giuramenti di sangue svolti in segreto e, cosa pi� importante, la creazione di un potente totem da adorare: la <emphasis>Hakenkreuz</emphasis>, la croce spezzata, detta anche svastica. Un simbolo che doveva soppiantare il crocifisso e la stella di David.�</p><p>�Hari krishna strafatti di steroidi�, borbott� Monk.</p><p>�C�� poco da scherzare. I nazisti avevano capito il potere intrinseco delle idee. Un potere pi� grande di qualsiasi arma. Lo usarono per soggiogare un�intera nazione, facendole il lavaggio del cervello.�</p><p>Un fulmine illumin� la sala alle loro spalle, seguito ben presto da un rombo di tuono che rimescolava le viscere. Le luci tremolarono.</p><p>Si fermarono.</p><p>�Un solo squittio di pipistrello�, bisbigli� Monk. �Anche un pipistrello minuscolo��</p><p>Le luci brillarono pi� forte, poi si stabilizzarono. I quattro proseguirono. Il breve corridoio terminava con una porta a vetri sbarrata, oltre la quale c�era una sala pi� grande.</p><p>�La <emphasis>Obergruppenf�hrersaal.</emphasis>� Ulmstrom tir� fuori un pesante mazzo di chiavi e apr� la porta. �Il sancta sanctorum del castello. I normali visitatori non vi possono accedere, ma penso che voi possiate apprezzarla.�</p><p>Tenne la porta aperta, facendoli entrare l�uno dietro l�altro. La pioggia sferzava le finestre, disposte lungo la circonferenza della sala.</p><p>�Himmler costru� questa sala circolare per riprodurre quella di re Art� a Camelot. Fece persino piazzare un massiccio tavolo rotondo di quercia al centro. Era qui che radunava i dodici ufficiali principali del suo Ordine Nero, per assemblee e rituali.�</p><p>�Che cos�� quest�Ordine Nero?� chiese Monk.</p><p>�Era un altro nome delle SS. Per essere pi� precisi, <emphasis>der Schwarze Auftrag</emphasis>, l�Ordine Nero, era il nome dato alla cerchia ristretta dei seguaci di Himmler, un comitato segreto che aveva le proprie radici nella societ� occulta di Thule.�</p><p>Di nuovo la societ� di Thule. Himmler era membro di quel gruppo, come il bisnonno di Ryan. Gray riflett� su quel collegamento. Un gruppo segreto di occultisti e scienziati che credeva in una razza superiore che un tempo aveva dominato il mondo e che sarebbe tornata a farlo.</p><p>Il direttore prosegu�: �Himmler credeva che questa sala e la torre fossero il centro spirituale e geografico del nuovo mondo ariano�.</p><p>�Perch� qui?� chiese Gray.</p><p>Ulmstrom scroll� le spalle e si port� al centro della stanza. �In questa regione i teutoni sconfissero i romani in una battaglia cruciale per la storia germanica.�</p><p>Gray aveva sentito un racconto analogo dal padre di Ryan.</p><p>�Ma i motivi possono essere molti, da queste parti le leggende abbondano. Qui vicino c�� un gruppo di monoliti preistorici simili a Stonehenge, si chiama Externsteine. Alcuni sostengono che sorga sulle radici dell�albero del mondo norreno, lo Yggdrasil. E poi, naturalmente, c�erano le streghe.�</p><p>�Quelle che furono uccise proprio in questo castello�, aggiunse Gray.</p><p>�Himmler credeva, forse a ragione, che quelle donne fossero state massacrate perch� erano pagane e praticavano rituali nordici. Ai suoi occhi il fatto che il loro sangue fosse stato versato qui non faceva altro che consacrare questa terra.�</p><p>�� proprio vero quello che dicono gli agenti immobiliari, allora�, borbott� Monk. �Tutto dipende dalla posizione.�</p><p>�Qualunque sia il motivo, questo � lo scopo ultimo di Wewelsburg�, disse Ulmstrom, indicando il pavimento.</p><p>Nella semioscurit�, c�era un disegno realizzato con mattonelle verde scuro su sfondo bianco. Somigliava a un sole con dodici raggi a forma di saetta.</p><empty-line/><image l:href="#17"/><empty-line/><p>�<emphasis>Die schwarze Sonne</emphasis>, il Sole Nero.� Ulmstrom gir� attorno alla circonferenza. �Anche questo simbolo affonda le radici in numerosi miti, ma per i nazisti rappresentava la terra dalla quale discendeva il Padre di tutte le cose. Una terra chiamata con molti nomi diversi: Thule, Iperborea, Agartha. In ultima analisi, il simbolo rappresenta il sole sotto il quale sarebbe rinata la razza ariana.�</p><p>�Il ritorno al Padre di tutte le cose�, comment� Gray, ripensando alla <emphasis>Menschrune.</emphasis></p><p>�Quello era l�obiettivo ultimo dei nazisti, o almeno di Himmler e del suo Ordine Nero: far ritornare il popolo tedesco al proprio status divino. Perci� Himmler scelse questo simbolo per rappresentare l�ordine.�</p><p>Gray cominciava a intuire il tipo di ricerca in cui Hugo poteva essere stato coinvolto. Un biologo originario di Wewelsburg. Forse era implicato in una forma distorta del progetto <emphasis>Lebensborn</emphasis>, una specie di programma eugenetico? Ma perch� qualcuno avrebbe continuato a uccidere per un programma del genere? Qual era la scoperta di Hugo che secondo lui doveva rimanere segreta, nascosta in codice nei libri di famiglia?</p><p>Gray ripens� il passaggio della lettera scritta da Hugo alla figlia, poco prima di morire. Accennava a un segreto, una verit� <emphasis>troppo bella per lasciarla morire e troppo mostruosa per essere rivelata. </emphasis>Che cosa aveva scoperto? Che cosa voleva nascondere ai suoi superiori nazisti?</p><p>Un altro lampo filtr� attraverso le finestre. Il simbolo del Sole Nero brill�. Le luci elettriche tremolarono, mentre il riverbero del tuono scuoteva il castello abbarbicato sulla collina. Non era il posto migliore in cui stare durante un temporale.</p><p>Come a volerlo confermare, l�illuminazione divenne pi� intensa, poi si spense del tutto.</p><p>Ma la luce fievole che penetrava dalle finestre consentiva ancora di vedere qualcosa. Si sentirono alcune grida in lontananza. Pi� vicino, ci fu un forte clangore. Tutti gli sguardi si diressero verso l�origine di quel suono.</p><p>La porta della sala si era chiusa, sbattendo. Gray poggi� la mano sull�impugnatura della pistola, nella fondina sotto il maglione.</p><p>�Un blocco di sicurezza�, li rassicur� Ulmstrom. �Nulla da temere. I generatori di riserva dovrebbero��</p><p>Le lampade tremolarono, poi si riaccesero.</p><p>�Ah, ecco qua. <emphasis>Es tut mir leid</emphasis>�, si scus� il direttore. �Da questa parte.� Li condusse di nuovo alla porta di sicurezza, ma, anzich� dirigersi verso la sala principale, punt� verso una scalinata laterale. Evidentemente il tour non era finito. �Penso che potreste trovare particolarmente interessante anche un�altra sala, dato che vi � rappresentata la <emphasis>Menschrune </emphasis>che avete visto nella Bibbia.�</p><p>Sentirono un rumore di passi che si avvicinavano rapidamente.</p><p>Gray si volt�, rendendosi conto di avere ancora la mano sulla pistola. Ma non c�era motivo di sfoderarla. Ryan camminava di gran lena verso di loro, tenendo stretta una busta marrone imbottita. Lanci� una serie di occhiate rapide attorno a s�, evidentemente allarmato dal breve blackout. �<emphasis>Ich glaube�</emphasis>� Si schiar� la voce. �Ho tutte le carte, compresa la lettera indirizzata alla mia prozia, Tola.�</p><p>Monk prese la busta. �Ora possiamo levarci dalle scatole.�</p><p>Forse era il caso. Gray diede un�occhiata al dottor Ulmstrom, fermo in cima a una rampa di scale che scendeva a un livello inferiore.</p><p>Il curatore fece un passo verso di loro. �Se andate di fretta��</p><p>�Non si preoccupi. Che cosa stava dicendo della <emphasis>Menschrune</emphasis>?� Sarebbe stato sciocco andarsene senza esplorare appieno la questione.</p><p>Ulmstrom indic� le scale. �Gi� c�� l�unica stanza dell�intero castello in cui si trova la <emphasis>Menschrune. </emphasis>Naturalmente la presenza di questa runa ha senso soltanto considerando��</p><p>�Considerando cosa?�</p><p>Ulmstrom sospir�, guardando l�orologio. �Venite. Dovr� fare alla svelta, in ogni caso.� Si volt� e cominci� a scendere le scale.</p><p>Gray fece cenno a Fiona e Ryan di seguirlo.</p><p>Monk strizz� gli occhi quando pass� davanti a Gray. �� ora di andare��</p><p>Gray capiva l�impazienza dell�amico. Prima il falso allarme con la Mercedes, poi il blackout. Ma non era successo nulla e lui non voleva sprecare l�opportunit� di scoprire qualcosa di pi� sulla runa della Bibbia e sui collegamenti alla storia di quel luogo.</p><p>La voce di Ulmstrom lo raggiunse mentre scendeva le scale. Gli altri erano arrivati al pianerottolo inferiore. �Questa sala � direttamente sotto la <emphasis>Obergruppenf�hrersaal.</emphasis>�</p><p>Gray si un� agli altri nel momento in cui il curatore apriva una porta identica a quella del piano superiore, anch�essa sbarrata e sigillata da una spessa lastra di vetro. Ulmstrom tenne aperta la porta ed entr� dopo gli altri.</p><p>Anche quella stanza era circolare, ma non aveva finestre. Era illuminata dalla luce fioca di alcune lampade a muro. Dodici colonne di granito erano disposte lungo la circonferenza, a sostenere un soffitto a cupola. Al centro della cupola era stata dipinta una svastica rovesciata.</p><p>�Questa � la cripta del castello�, spieg� Ulmstrom. �Notate il pozzo al centro della stanza. � l� che veniva bruciato, con un cerimoniale, il blasone degli ufficiali delle SS caduti.�</p><p>Gray aveva individuato subito il pozzo di pietra, posto direttamente sotto la svastica sul soffitto.</p><p>�Stando vicino al pozzo e guardando le pareti, si vedono le <emphasis>Menschrunen </emphasis>che vi sono raffigurate.�</p><p>Gray si avvicin� e segu� le istruzioni. Le rune erano state incise nelle pareti di pietra, in corrispondenza dei punti cardinali. Gray cap� finalmente l�osservazione fatta da Ulmstrom poco prima: <emphasis>La presenza di questa runa ha senso soltanto considerando�</emphasis></p><p>Le rune erano tutte rovesciate.</p><p><emphasis>Totenrunen. </emphasis>Rune di morte.</p><p>Un forte clangore, identico a quello di poco prima, risuon� nella stanza. Ma, a differenza di prima, non c�era stato nessun blackout. Gray si gir�, rendendosi conto dell�errore. La curiosit� gli aveva fatto abbassare la guardia.</p><p>Il dottor Ulmstrom non si era mai allontanato dalla porta, poi era uscito e aveva fatto scattare la serratura. Parlando ad alta voce attraverso la spessa lastra di vetro, senza dubbio antiproiettile, disse: �Adesso capirete il vero significato della <emphasis>Totenrune</emphasis>�<emphasis>.</emphasis></p><p>Quindi ci fu uno schiocco sonoro. Le lampade si spensero. Senza finestre, la stanza piomb� nell�assoluta oscurit�.</p><p>Rimasero tutti in silenzio, scioccati. Poi sopraggiunse un nuovo suono: un sibilo feroce.</p><p>Ma non proveniva da un serpente.</p><p>Gray lo sent� sulla lingua.</p><p>Gas.</p><empty-line/><p><emphasis>Himalaya,</emphasis></p><p><emphasis>ore 13.38</emphasis></p><empty-line/><p>I tre elicotteri si allargarono a ventaglio per sferrare l�attacco.</p><p>Painter studiava i velivoli in avvicinamento con un binocolo. Si era slacciato la cintura di sicurezza ed era sgattaiolato sul sedile del copilota. Riconobbe i mezzi nemici: Eurocopter Tiger, elicotteri di peso medio, equipaggiati con <emphasis>gun pod </emphasis>e missili aria-aria.</p><p>�Avete qualche arma montata sull�elicottero?� chiese Painter.</p><p>�<emphasis>Nein.</emphasis>�</p><p>Azionando i pedali del timone, Gunther fece girare l�elicottero, allontanandosi dagli avversari. Poi pieg� il muso in avanti, accelerando. La loro unica contromisura era l�agilit�. L�A-Star, pi� leggero e non appesantito dagli armamenti, era pi� veloce e manovrabile. Ma anche quel vantaggio era limitato.</p><p>Painter sapeva dove stava andando Gunther. Aveva studiato a fondo le cartine della regione. Il confine con la Cina era a meno di cinquanta chilometri.</p><p>Se i loro aggressori non fossero riusciti a eliminarli, avrebbero fatto comunque la stessa fine per aver invaso lo spazio aereo cinese. Con le tensioni in corso tra il governo nepalese e i ribelli maoisti, il confine era sotto stretta sorveglianza. Erano tra l�incudine e il martello.</p><p>�Missile!� grid� Anna dal sedile posteriore, guardando indietro.</p><p>Ancora prima che finisse di parlare, una scia sibilante di fuoco e fumo li super� a sinistra, mancandoli di qualche metro appena. Il missile esplose contro un costone ghiacciato davanti a loro. Un grosso blocco di roccia si stacc� e scivol� via.</p><p>Gunther inclin� l�elicottero su un fianco e acceler�, scansando la pioggia di macerie. Punt� verso il basso e s�infil� a tutta velocit� tra due creste. Cos� erano temporaneamente fuori tiro.</p><p>�Proviamo ad atterrare e a scappare a piedi�, propose Anna.</p><p>Painter scosse la testa, gridando per farsi sentire sopra il rumore del motore: �Conosco quei Tiger. Hanno gli infrarossi, la traccia del nostro calore corporeo ci smaschererebbe. Dopodich� non potremmo sfuggire ai loro proiettili�.</p><p>�E allora che facciamo?�</p><p>Painter aveva ancora fitte terribili alla testa. Il suo campo visivo si era ridotto a un fascio sottilissimo.</p><p>Fu Lisa a rispondere, sporgendosi in avanti, con lo sguardo sulla bussola. �L�Everest.�</p><p>�Cosa?�</p><p>Indic� la bussola con un cenno del capo. �Stiamo puntando dritti sull�Everest. E se atterrassimo l� e ci perdessimo nella folla degli alpinisti?�</p><p>Painter riflett� su quel piano. <emphasis>Nascondersi in piena vista.</emphasis></p><p>�La tormenta ha fatto ritardare le ascensioni�, prosegu� Lisa. �Quando sono venuta via c�erano circa duecento persone in attesa di salire, tra cui anche alcuni soldati nepalesi. Forse ce ne saranno ancora di pi�, dopo l�incendio al monastero.�</p><p>Lisa lanci� un�occhiata ad Anna. Painter interpret� la sua espressione: stavano lottando per sopravvivere accanto al nemico che aveva incendiato quel monastero. Ma adesso c�era un avversario pi� pericoloso che li minacciava. Se da una parte Anna aveva compiuto azioni imperdonabili, l�altra fazione l�aveva costretta ad agire, mettendo in moto la catena di eventi che li aveva condotti fin l�.</p><p>Painter sapeva che non sarebbe finita. Era soltanto l�inizio, un attacco simulato allo scopo di fuorviarli. Cera qualcosa di mostruoso in corso. Le parole di Anna gli echeggiarono nella testa dolorante: <emphasis>Dobbiamo fermarli.</emphasis></p><p>�Con tutti i telefoni satellitari e le telecamere che trasmettono dal campo base, non oseranno attaccare�, concluse Lisa.</p><p>�Speriamo�, replic� Painter. �Altrimenti metteremo in pericolo molte vite.� Sapeva che il fratello di Lisa era al campo base.</p><p>Lei lo guard�. �Dobbiamo correre il rischio, � troppo importante.� Evidentemente era arrivata alla stessa conclusione cui era giunto anche lui un istante prima. �Bisogna che qualcuno sappia cosa sta succedendo.�</p><p>Painter si guard� attorno nell�abitacolo.</p><p>Anna indic� la parete che avevano di fronte. �Si fa prima a passare sopra la spalla dell�Everest per arrivare dall�altra parte, piuttosto che girarci attorno.�</p><p>�Perci� dirigiamo verso il campo base?� chiese Painter.</p><p>Erano tutti d�accordo.</p><p>Ma gli altri no.</p><p>Un elicottero super� la cresta rombando e pass� sopra di loro, sfiorando i loro rotori coi pattini d�atterraggio. L�intruso sembr� sorpreso di ritrovarseli l�. Con un�improvvisa piroetta, il Tiger prese quota.</p><p>In ogni caso, li avevano scovati.</p><p>Painter preg� che gli altri due elicotteri fossero andati a cercarli pi� lontano, ma d�altra parte un Tiger bastava e avanzava.</p><p>Il disarmato A-Star s�infil� in un canalone pi� ampio, una conca piena di neve e ghiaccio. Non c�era riparo. Il pilota del Tiger reag� rapidamente, tuffandosi all�inseguimento.</p><p>Gunther acceler� e aument� l�inclinazione delle pale, tentando uno sprint a tutta velocit�. Forse avrebbero distanziato il pi� pesante Tiger, ma non i suoi missili. Come a confermarlo, il Tiger lanciato in picchiata mise in azione i <emphasis>gun pod</emphasis>, sputando fuoco e bucherellando la neve.</p><p>�Cos� non riuscirai mai a seminare quel bastardo!� grid� Painter, puntando il pollice verso l�alto. �Cambia direzione!�</p><p>Gunther gli lanci� un�occhiata alquanto perplessa.</p><p>�Lui � pi� pesante�, spieg� Painter, gesticolando. �Noi possiamo salire a una quota pi� alta, dove non ci pu� seguire.�</p><p>Gunther annu� e tir� indietro il collettivo, trasformando il movimento da orizzontale a verticale. L�elicottero si scagli� verso il cielo.</p><p>Il Tiger fu sorpreso da quella manovra ed esit� un istante prima di seguirli, salendo a spirale.</p><p>Painter controll� l�altimetro. Il record mondiale di quota per un elicottero era stato raggiunto da un A-Star alleggerito, atterrato in cima all�Everest. Non c�era bisogno che salissero cos� in alto. Appesantito dagli armamenti, il Tiger cominci� a perdere colpi quando superarono la soglia dei seimila settecento metri. I rotori giravano inutilmente nell�aria rarefatta, rendendo difficile controllare imbardate e rollio e impossibile impostare una posizione d�attacco per lanciare i missili.</p><p>Nel frattempo, il loro velivolo continuava a salire, portandoli al sicuro.</p><p>Ma non potevano rimanere lass� per sempre.</p><p>Ci� che saliva doveva anche scendere, prima o poi. E l�aggressore li aspettava pi� gi�, facendo la ronda come uno squalo. Non doveva far altro che tenerli d�occhio. Painter vide gli altri due Tiger che si dirigevano verso di loro, convocati per la caccia: un branco che stringeva il cerchio attorno alla preda ferita.</p><p>�Sali sopra l�elicottero�, disse Painter.</p><p>Gunther aveva sempre la fronte corrugata, ma obbed�.</p><p>Painter si volt� verso Anna e Lisa. �Guardate fuori dai finestrini laterali. Fatemi sapere quando il Tiger � direttamente sotto di noi.�</p><p>Entrambe risposero con un cenno di assenso.</p><p>Painter concentr� l�attenzione sulla leva che aveva davanti.</p><p>�Ci siamo quasi!� grid� Lisa.</p><p>�Adesso!� esclam� Anna, un secondo dopo.</p><p>Painter tir� forte la leva che controllava l�argano nel carrello dell�elicottero. Painter aveva usato la corda e l�imbracatura poco prima. Ma in quel momento non stava calando l�imbracatura: la leva d�emergenza che aveva tirato serviva a scaricare il gruppo dell�argano, in caso s�incastrasse.</p><p>Gunther vir� per ottenere una visuale migliore e Painter si sporse per vedere se la manovra era riuscita.</p><p>L�argano colp� il Tiger, abbattendosi sui rotori. L�effetto fu devastante, quanto una bomba. Le pale si staccarono e l�elicottero si mise a girare come una trottola, rovesciandosi di lato e precipitando.</p><p>Non avendo tempo da perdere, Painter indic� la vetta bianca dell�Everest che s�innalzava di fronte a loro, velata dalle nuvole. Dovevano raggiungere il campo base, sui pendii pi� bassi, ma a quella quota il cielo non era pi� sicuro: erano inseguiti da altri due elicotteri e Painter aveva finito gli argani.</p><empty-line/><p>Lisa guardava gli elicotteri piombare su di loro, trasformandosi da moscerini in falchi. Era una corsa.</p><p>Gunther scese in picchiata, lasciando l�aria rarefatta. Puntava allo spazio tra l�Everest e la sua cima gemella, il Lhotse. I due monti erano collegati da una cresta nota anche come �sella sud�. Dovevano superarla e mettere la montagna tra s� e gli altri. Il campo base era dall�altra parte, ai piedi della sella.</p><p>Se l�avessero raggiunto�</p><p>Lisa pens� al fratello, al suo sorriso sciocco, al ciuffo ribelle che cercava sempre di appiattire. Come le era saltato in mente di portare quella guerra al campo base, da suo fratello?</p><p>Painter confabulava con Gunther, ma il rombo del motore si mangiava le loro parole. Doveva fidarsi di Painter. Lui non avrebbe messo in pericolo inutilmente la vita di nessuno.</p><p>La sella sorgeva davanti a loro. L�Everest occupava tutto lo spazio a destra, con un pennacchio di neve che sventolava sulla cima. Il Lhotse, la quarta vetta pi� alta del mondo, era una parete alla loro sinistra.</p><p>Gunther aument� l�angolo di discesa e Lisa si tenne alla cintura. Le sembrava di cadere fuori dal parabrezza. Il mondo divenne un�unica superficie di ghiaccio e neve.</p><p>Un urlo sibilante penetr� il rombo del motore.</p><p>�Missile!� grid� Anna.</p><p>Gunther tir� violentemente il collettivo. Il muso dell�elicottero s�impenn� e imbard� a destra. Il missile sfrecci� sotto i loro pattini e disegn� una traccia nella cresta orientale della sella. Le fiamme si alzarono verso il cielo. Gunther schiv� l�esplosione, poi scese nuovamente in picchiata.</p><p>Premendo una guancia contro il finestrino laterale, Lisa guard� indietro. I due elicotteri avevano ridotto le distanze, piegando verso di loro. Poi una parete di ghiaccio le ostru� la visuale.</p><p>�Siamo sopra la cresta!� avvert� Painter. �Tenetevi forte!�</p><p>L�elicottero si tuff� lungo il pendio della sella sud. Sotto di loro sfrecciavano neve e ghiaccio. Pi� avanti, comparve una cicatrice scura: il campo base.</p><p>Puntarono in quella direzione, come se volessero precipitare sulla tendopoli. Il campo diventava sempre pi� grande sotto di loro, crescendo di secondo in secondo, finch� non si cominciarono a distinguere le bandierine cerimoniali agitate dal vento e le singole tende.</p><p>�Cos� ci schianteremo!� grid� Painter.</p><p>Gunther non rallent�.</p><p>Lisa sent� una preghiera, o forse un mantra, uscire dalle sue labbra: �Oh, Dio� oh, Dio� oh, Dio��</p><p>All�ultimo momento, Gunther cambi� direzione, lottando coi comandi e col vento. L�elicottero continu� a scendere, mentre i rotori stridevano.</p><p>Sballottata di qua e di l�, Lisa si aggrapp� ai braccioli. Poi i pattini sbatterono forte a terra, leggermente inclinati verso il basso, sbalzandola in avanti. La cintura di sicurezza la trattenne. Il risucchio dei rotori sollev� un turbine di neve, ma alla fine l�elicottero si poggi� completamente sui pattini, in piano.</p><p>�Tutti fuori!� ordin� Painter, mentre Gunther riduceva la velocit� del motore.</p><p>I portelloni si aprirono e i passeggeri rotolarono fuori.</p><p>Painter fu subito accanto a Lisa e la prese sottobraccio. Anna e Gunther li seguirono. Una massa di persone convergeva verso di loro. Lisa guard� in alto, verso la cresta della montagna. Una colonna di fumo saliva da dietro la sella, nel punto dove era caduto il missile. Dovevano averlo sentito tutti, al campo. Le tende si erano svuotate.</p><p>Furono assaliti da una ridda di voci in un miscuglio di lingue diverse.</p><p>Lisa, quasi assordata dall�elicottero, si sentiva lontanissima da tutto quanto.</p><p>Poi fu raggiunta da una voce. �Lisa!�</p><p>Si volt�. Una figura familiare, con pantaloni da neve neri e una maglia termica grigia, si fece strada tra la folla, a gomitate e spintoni.</p><p>�Josh!�</p><p>Painter le consent� di deviare in quella direzione. Ben presto, Lisa fu tra le braccia del fratello. Si strinsero forte. Lui aveva un vago odore di yak. Lisa non aveva mai sentito un odore migliore di quello.</p><p>Gunther grugn� alle loro spalle. �<emphasis>Pass auf!</emphasis>�</p><p>Un avvertimento.</p><p>Attorno a loro si levarono urla allarmate. L�attenzione si spost� come un�onda verso un punto indicato da una serie di braccia alzate.</p><p>Lisa si liber� dall�abbraccio del fratello. Un paio di elicotteri d�assalto sorvolava la sella, agitando il fumo dell�esplosione del missile. Rimanevano sospesi sul posto, come predatori letali.</p><p><emphasis>Andate via</emphasis>, preg� Lisa, con tutta la sua volont�. <emphasis>Andate via e basta.</emphasis></p><p>�Chi sono quelli?� chiese un�altra voce.</p><p>Lisa non ebbe bisogno di voltarsi per riconoscere Boston Bob, un errore del passato. Il suo accento e il tono sempre lamentoso lo identificavano in modo univoco. Invadente come al solito, doveva aver seguito Josh. Lisa lo ignor�.</p><p>Ma Josh doveva averla sentita irrigidirsi quando erano comparsi gli elicotteri. �Lisa��</p><p>Lei scosse la testa, gli occhi fissi al cielo. Le serviva tutta la concentrazione possibile per scacciarli via.</p><p>Ma furono sforzi vani.</p><p>Entrambi gli elicotteri puntarono gi� per il pendio, verso di loro, sputando fuoco dal muso. Neve e ghiaccio saltavano in aria, in linee parallele di morte, che bucherellavano la roccia, puntando direttamente sul campo base.</p><p>�No�� gemette Lisa.</p><p>Boston Bob grid�, mentre arretrava: �Che diavolo avete fatto?�</p><p>La folla, esterrefatta e immobile per un istante, improvvisamente eruppe in grida e urla, disperdendosi in tutte le direzioni.</p><p>Painter prese l�altro braccio di Lisa e la trascin� via, portandosi dietro anche Josh. Ma non c�era nessun nascondiglio.</p><p>�Una radio!� grid� Painter a Josh. �Dove troviamo una radio?�</p><p>Il fratello di Lisa si limit� a guardare il cielo in silenzio.</p><p>Lei lo stratton�, attirando la sua attenzione. �Josh, dobbiamo trovare una radio.� Aveva capito a cosa pensava Painter. Perlomeno dovevano far sapere al resto del mondo quello che era successo.</p><p>Josh indic� una grande tenda rossa. �Da questa parte� Hanno allestito una rete di comunicazione d�emergenza, dopo l�attacco dei ribelli al monastero.�</p><p>Si precipitarono in quella direzione.</p><p>Lisa not� che Boston Bob li seguiva, guardandosi le spalle, percependo l�autorit� che emanava Paitner. O forse era il fucile d�assalto di Gunther. Il tedesco aveva caricato un�altra granata nel lanciarazzi. Era pronto a un ultimo atto di resistenza, mentre loro tentavano di inviare un appello via radio.</p><p>Ma, prima che potessero raggiungere la tenda, Painter grid�: �Gi�!� e gett� a terra Lisa.</p><p>Tutti seguirono il suo esempio, anche se Josh dovette afferrare Boston Bob per le gambe per farlo cadere.</p><p>Un nuovo, strano rumore echeggi� tra le montagne. Painter scandagli� il cielo.</p><p>�Che cosa�� chiese Lisa.</p><p>�Aspetta�, disse Painter, perplesso.</p><p>Poi, sopra la spalla del Lhotse, comparvero due jet militari, che solcavano il cielo a tutta velocit�, tracciando scie parallele. Sputavano fuoco da sotto le ali.</p><p>Missili.</p><p>Ma il loro obiettivo non era la base. I jet sfrecciarono sulle loro teste con un rombo assordante e salirono rapidamente di quota.</p><p>I due elicotteri d�assalto vennero colpiti dai missili termici, riversando sulla neve una pioggia di fuoco e rottami. Ma nemmeno una scheggia arriv� fino al campo.</p><p>Painter si rimise in piedi, poi aiut� Lisa ad alzarsi. Gli altri fecero altrettanto.</p><p>Boston Bob si fece avanti, facendo il prepotente con Lisa. �Che diavolo era quel casino? Che merda ci hai scaricato addosso?�</p><p>Lisa fece per andarsene. Come le era venuto in mente di andare a letto con quel tipo, a Seattle? Era come se fosse stata un�altra donna a farlo.</p><p>�E non mi voltare le spalle, puttana!�</p><p>Lisa si gir�, col pugno chiuso, ma non ce ne fu bisogno. Ci aveva gi� pensato Painter. Caric� il braccio e moll� un diretto in faccia a quell�uomo. Lisa sapeva che cos�era un colpo da KO, ma non ne aveva mai visto uno dal vivo. Boston Bob cadde all�indietro, dritto come un fuso, e si schiant� al suolo. Non si rialz�. Rimase lungo disteso, col naso rotto, privo di sensi.</p><p>Painter scroll� la mano, trasalendo.</p><p>Josh rest� a guardare a bocca aperta, poi sorrise. �Ragazzi, � da una settimana che non vedevo l�ora di farlo.�</p><p>Prima che qualcuno potesse aggiungere qualcosa, un uomo dai capelli biondo-rossicci usc� dalla tenda. Indossava un�uniforme militare. Degli Stati Uniti.</p><p>Si avvicin� al gruppetto, posando lo sguardo su Painter. �Direttore Crowe?� chiese, con l�accento strascicato della Georgia, tendendo una mano.</p><p>Painter accett� la stretta di mano, con una smorfia di dolore per la pressione sulle nocche contuse.</p><p>�Logan Gregory le manda i suoi saluti, signore.� Con un cenno del capo, l�uomo indic� i resti degli elicotteri esplosi.</p><p>�Meglio tardi che mai.�</p><p>�Lo abbiamo in linea. Se mi vuole seguire.�</p><empty-line/><p>Painter accompagn� l�ufficiale dell�Air Force, il maggiore Brooks, verso la tenda. Lisa cerc� di seguirli, assieme ad Anna e Gunther, ma il maggiore sollev� una mano per fermarli.</p><p>�Torno subito�, li rassicur� Painter, entrando nella tenda.</p><p>All�interno c�era un vasto assortimento di apparecchiature. Un radiotelegrafista si allontan� da una stazione per le telecomunicazioni satellitari e Painter prese il suo posto.</p><p>�Logan?�</p><p>La voce gli giunse chiara. �Direttore Crowe, � meraviglioso sentire che sta bene.�</p><p>�Penso di dover ringraziare lei per questo.�</p><p>�Abbiamo ricevuto il suo SOS.�</p><p>Perci� il suo messaggio era arrivato a destinazione. Per fortuna il segnale GPS era stato inviato prima che l�amplificatore sovraccarico esplodesse. Evidentemente era stato sufficiente per consentire la loro localizzazione.</p><p>�Abbiamo dovuto lavorare alla svelta per attivare la sorveglianza e coordinarci con l�esercito reale nepalese�, spieg� Logan. �E comunque ce l�abbiamo fatta per un soffio.�</p><p>Ovviamente Logan aveva monitorato l�intera situazione via satellite, forse gi� dal momento in cui erano fuggiti dal castello.</p><p>Ma i dettagli potevano attendere, Painter aveva preoccupazioni pi� importanti. �Logan, prima che faccia un rapporto completo, ho bisogno che lei avvii una ricerca. Le faxer� un simbolo, un tatuaggio.� Painter mim� il gesto di scrivere su un blocco, rivolgendosi al maggiore Brooks. Gli furono portati carta e penna. Disegn� rapidamente il simbolo che aveva visto sulla mano dell�assassina: era l�unico indizio che avevano. �Cominci immediatamente. Veda se riesce a scoprire se qualche organizzazione terroristica, partito politico, cartello del narcotraffico, o addirittura un reparto di Boy Scout ha qualche legame con questo simbolo.�</p><p>�Mi metto subito al lavoro.�</p><p>Completato uno schizzo approssimativo del tatuaggio a forma di quadrifoglio, Painter lo pass� al radiotelegrafista.</p><p>Mentre il fax veniva trasmesso, Painter rifer� in breve che cosa era accaduto. Fu grato a Logan perch� non lo interruppe per fare domande.</p><p>�Il fax � gi� arrivato?� chiese Painter dopo qualche minuto.</p><p>�Lo sto prendendo in mano in questo momento.�</p><p>�Perfetto. Questa ricerca ha la massima priorit�.�</p><p>Segu� una lunga pausa. Painter pens� che avessero perso il segnale, poi Logan ricominci� a parlare, esitante, confuso. �Signore��</p><p>�Che c��?�</p><p>�Conosco questo simbolo. Grayson Pierce me l�ha mandato otto ore fa.�</p><p>�Come?�</p><p>Logan rifer� gli eventi di Copenhagen. Painter faceva fatica a dare un senso a tutto quanto. Conclusa la fuga, l�adrenalina stava svanendo e il dolore martellante alla testa lo confondeva e lo deconcentrava. Si sforz� di mettere assieme i pezzi del puzzle. Gli stessi assassini erano alle costole di Gray, <emphasis>Sonnenk�nige </emphasis>nati sotto una Campana straniera. Ma che cosa ci facevano in Europa? Che cosa c�era di cos� importante in qualche libro? Gray era in Germania a proseguire le indagini, cercando di scoprire qualcosa di pi�.</p><p>Painter chiuse gli occhi. Il mal di testa peggior� ulteriormente. Gli attentati in Europa confermavano ancora una volta che era in atto qualcosa di grosso. E forse che il piano stava per arrivare a compimento.</p><p>Ma quale?</p><p>Avevano soltanto un punto di partenza, un unico indizio. �Quel simbolo deve essere importante. Dobbiamo scoprire a chi appartiene.�</p><p>Logan rispose, in tono asciutto: �Forse ho la risposta�.</p><p>�Come? Di gi�?�</p><p>�Ho avuto otto ore, signore.�</p><p>Giusto. Painter scosse la testa. Diede un�occhiata alla penna che aveva in mano, poi not� qualcosa di strano. Gir� la mano: l�unghia del mignolo era scomparsa, si era staccata, forse quando aveva preso a pugni lo stronzo, qualche minuto prima. Non c�era sangue, soltanto carne asciutta, pallida, insensibile e fredda.</p><p>Painter sapeva bene cosa significava.</p><p>Il tempo stringeva.</p><p>Logan spieg� ci� che aveva scoperto. Painter lo interruppe: �Ha gi� dato queste informazioni a Gray?�</p><p>�Non ancora, signore. Abbiamo difficolt� a raggiungerlo in questo momento.�</p><p>�Si metta in contatto con lui, subito. Gray non ha idea di chi ha di fronte.�</p><empty-line/><p><emphasis>Wewelsburg, Germania,</emphasis></p><p><emphasis>ore 09.50</emphasis></p><empty-line/><p>La cripta s�illumin�: Monk aveva acceso una torcia. Gray cerc� la propria nello zaino, l�accese e la punt� verso l�alto. Lungo il bordo della cupola c�erano piccole bocche di aerazione. Ne sgorgava un gas verdognolo, pi� pesante dell�aria, creando cascate di fumo. Le bocche di aerazione erano troppo in alto e troppo numerose per poterle bloccare.</p><p>Fiona gli si avvicin�. Ryan era dal lato opposto del pozzo, con le braccia strette al petto, incredulo.</p><p>Un movimento attir� l�attenzione di Gray. Monk aveva estratto la sua Glock da 9mm e l�aveva puntata alla porta a vetri.</p><p>�No!� grid� Gray.</p><p>Troppo tardi. Monk aveva gi� premuto il grilletto.</p><p>Il colpo di pistola echeggi� nella stanza, accompagnato da un acuto <emphasis>ping</emphasis>: il proiettile rimbalz� sul vetro e colp� una delle bocche di aerazione d�acciaio, facendo scoccare una scintilla. Perlomeno il gas non sembrava infiammabile. Quella scintilla avrebbe potuto farli fuori tutti.</p><p>Monk se ne rese conto. �Antiproiettile.�</p><p>�Abbiamo dovuto installare sistemi di sicurezza aggiuntivi�, conferm� il curatore. �Troppi neonazisti cercavano di intrufolarsi qui dentro.� Il riflesso delle torce sul vetro nascondeva la posizione dell�uomo.</p><p>�Bastardo�� borbott� Monk.</p><p>Il gas cominci� a riempire i livelli pi� bassi. Aveva un odore dolciastro e stantio, ma un sapore pungente. Non era cianuro, quantomeno. Quello profumava di mandorle.</p><p>�Restate in piedi�, disse Gray. �Tenete la testa alta e venite al centro della stanza, lontano dalle bocche di aerazione.�</p><p>Si raccolsero attorno al pozzo cerimoniale. Fiona gli prese la mano e la strinse forte. Poi sollev� l�altra mano: �Gli ho sgraffignato il portafogli, sempre che serva a qualcosa�.</p><p>�Fantastico�, ironizz� Monk. �Non potevi rubargli le chiavi?�</p><p>Ryan grid�, in tedesco: �Mio padre sa che siamo qui! Chiamer� la polizia!�</p><p>Gray dovette riconoscere che il giovane stava facendo del suo meglio.</p><p>Gli rispose una nuova voce, senza volto, dietro il riflesso nel vetro. �Temo che suo padre non chiamer� nessuno, mai pi�.� La frase non fu pronunciata in tono minaccioso, era una semplice constatazione.</p><p>Ryan fece un passo indietro, come se l�avessero colpito fisicamente. Lanci� un�occhiata a Gray, poi guard� di nuovo verso la porta.</p><p>Gray riconobbe quella voce. Anche Fiona. Gli strinse la mano ancora pi� forte. Era il compratore col tatuaggio, quello che avevano visto alla casa d�aste.</p><p>�Non potrete usare nessuno dei vostri trucchi questa volta�, disse l�uomo. �Non avete scampo.�</p><p>Gray cominciava a sentirsi intontito. Scosse il capo, cercando di schiarirsi le idee. Quell�uomo aveva ragione, non potevano fuggire. Ma ci� non significava che fossero indifesi.</p><p>Sapere � potere.</p><p>Gray si volt� verso Monk. �Prendi l�accendino.�</p><p>Mentre l�amico obbediva, Gray estrasse dallo zaino il taccuino e lo gett� nel pozzo. �Monk, butta le fotocopie di Ryan; Fiona, la Bibbia, per favore.�</p><p>Obbedirono entrambi.</p><p>�Accendi�, disse Gray.</p><p>Monk fece scattare l�accendino e appicc� il fuoco a una delle fotocopie appena fatte da Ryan, poi la gett� nel pozzo. In pochi secondi, si levarono fiamme e fumo. Sembrava persino che la colonna di fumo respingesse momentaneamente il gas, o almeno cos� Gray sperava. Gli girava la testa.</p><p>Sent� le persone al di l� della porta borbottare qualcosa, senza distinguere le parole.</p><p>Gray sollev� la Bibbia di Darwin. �Soltanto noi conosciamo il segreto nascosto in questo libro!�</p><p>L�assassino dai capelli biondo platino, ancora invisibile dietro il vetro, rispose, vagamente divertito: �Il dottor Ulmstrom ha visto tutto ci� che volevamo sapere: la <emphasis>Menschrune. </emphasis>Ormai la Bibbia non ha pi� nessun valore per noi�.</p><p>�Davvero?� Gray mostr� il libro, illuminandolo con la torcia. �Abbiamo mostrato a Ulmstrom soltanto ci� che Hugo Hirszfeld ha scritto sulla terza di copertina, ma non quello che ha scritto sul davanti!�</p><p>Ci fu un momento di silenzio, poi ancora qualche mormorio furtivo. A Gray sembr� di sentire la voce di una donna, forse la diafana gemella dell�uomo.</p><p>Ulmstrom pronunci� un chiaro <emphasis>nein </emphasis>ad alta voce, in tono difensivo.</p><p>Fiona incespic� accanto a Gray: le cedevano le ginocchia. Monk l�afferr�, tenendole la testa sollevata oltre il livello crescente del gas velenoso. Ma anche lui barcollava.</p><p>Gray non poteva pi� aspettare.</p><p>Spense la torcia per ottenere un effetto drammatico e lasci� cadere la Bibbia nel fuoco. Le vecchie pagine presero fuoco immediatamente, facendo divampare le fiamme. Un nuovo filo di fumo cominci� a fluire verso l�alto.</p><p>Gray fece un respiro profondo, mettendo tutta la convinzione possibile nella voce: doveva vendere bene quella menzogna. �Il segreto della Bibbia di Darwin morir� con noi!�</p><p>Aspett�, pregando che lo stratagemma funzionasse.</p><p>Un secondo� due�</p><p>Il gas continuava a salire. Ogni respiro era soffocato sul nascere.</p><p>Ryan croll� improvvisamente, come se qualcuno avesse tagliato i fili che lo tenevano in piedi. Monk cerc� di afferrargli un braccio, ma cadde in ginocchio, appesantito da Fiona. Non si rialz�, anzi si accasci�, trascinando con s� la ragazza.</p><p>Gray fissava la porta scura. La torcia gli scivol� dalle dita ormai inerti, rotolando via. C�era ancora qualcuno l� fuori?</p><p>Non l�avrebbe mai scoperto.</p><p>Il mondo scompariva lentamente, finch� Gray non fu avvolto dall�oscurit�.</p><empty-line/><p><emphasis>Riserva di Hluhluwe-Umfolozi,</emphasis></p><p><emphasis>ore 17.30</emphasis></p><empty-line/><p>A migliaia di chilometri di distanza, un altro uomo si risvegli�.</p><p>Il mondo ricomparve, in un marasma di dolore e di colori. Sbattendo le palpebre, apr� gli occhi, per ritrovarsi qualcosa che gli svolazzava sul viso: le ali di un uccello. Un canto gli riemp� le orecchie.</p><p>�Si sveglia�, disse qualcuno, in lingua zul�.</p><p>�Khamisi�� disse una voce di donna.</p><p>L�uomo impieg� qualche istante per collegare quel nome a se stesso. Sent� un lamento: era la sua voce.</p><p>�Aiutalo a mettersi seduto�, disse la donna. Parlava anche lei zul�, ma aveva un familiare accento britannico.</p><p>Khamisi si accorse che lo sollevavano e si ritrov� seduto, floscio, sostenuto da qualche cuscino. La vista si stabilizz�. La stanza, una casupola di mattoni di fango, era buia, ma dai bordi delle tende alle finestre e di un tappeto appeso alla porta penetravano dolorosi dardi di luce. Il soffitto era ornato con zucche colorate, trecce di cuoio e piume. La stanza era impregnata di odori strani e nauseanti. Gli fu sventolato sotto il naso qualcosa che puzzava di ammoniaca. Gett� la testa all�indietro e si agit� convulsamente. Si accorse che il braccio destro trascinava il tubo di una flebo. Aveva le braccia bloccate.</p><p>Da un lato, lo sciamano a torso nudo, con una corona di piume in testa, lo teneva fermo per una spalla. Era lui che cantava e che aveva sventolato un�ala essiccata di avvoltoio, per scacciare i mangiatori di morte.</p><p>Dall�altro lato, la dottoressa Paula Kane gli aveva preso il braccio e lo stava appoggiando sulla coperta.</p><p>Era nudo e il sudore gli aveva appiccicato la stoffa alla pelle. �Dove� cosa��</p><p>�Acqua�, ordin� Paula.</p><p>La terza persona nella stanza, un anziano zul� ingobbito, obbed�, passandole una borraccia ammaccata.</p><p>�Riesci a tenerla?� chiese la dottoressa.</p><p>Khamisi annu�, sentendo le forze ritornare piano piano. Prese la borraccia e sorseggi� l�acqua tiepida, che gli sciolse la lingua impastata e i ricordi. L�anziano che aveva portato la borraccia� l�aveva visto a casa sua!</p><p>Il cuore cominci� a battergli pi� forte. Trascinandosi dietro il tubicino dell�endovenosa, si port� l�altra mano al collo. C�era una benda. Ricordava tutto quanto. La freccia, il mamba nero, la simulazione dell�attacco di un serpente.</p><p>�Cos�� successo?�</p><p>Il vecchio colm� le lacune della sua memoria. Era l�anziano che per primo aveva riferito di aver visto un <emphasis>ukufa </emphasis>nel parco, cinque mesi prima. All�epoca, non era stato preso sul serio, nemmeno da Khamisi. �Ho sentito quello � successo a signora dottoressa�, disse, facendo un cenno di solidariet� e condoglianze a Paula. �E ho sentito quello tu hai visto. La gente parla. Io vado casa tua, per parlare con te. Ma tu non in casa. Cos� aspetto. Altri vengono, allora io nascondo. Tagliano un serpente. Mamba. Magia cattiva. Io resto nascosto.�</p><p>Khamisi chiuse gli occhi. Era arrivato a casa, era stato punto e dato per morto. Ma i suoi aggressori non sapevano dell�uomo nascosto sul retro.</p><p>�Io vengo fuori�, prosegu� l�anziano. �Chiamo altri. In segreto, noi portiamo te via.�</p><p>Paula concluse il racconto: �Ti abbiamo portato qui. Il veleno ti ha quasi ucciso, ma la medicina, quella moderna e quella antica, ti ha salvato. Per un soffio�.</p><p>Khamisi guard� la flebo e lo sciamano. �Grazie.�</p><p>�Ti senti abbastanza in forze per camminare? Dovresti mettere in movimento gli arti. Per la circolazione sanguigna il veleno � come un carico di mattoni.�</p><p>Assistito dallo sciamano, Khamisi si alz�, tenendosi pudicamente in vita la coperta fradicia. Fu accompagnato alla porta. Ai primi passi si sentiva debolissimo, ma ben presto una fragile forza gli si diffuse negli arti.</p><p>Scostarono il tappeto appeso alla porta, facendo affluire nella stanza una luce accecante e un caldo rovente. Doveva essere met� pomeriggio, pens� Khamisi. Il sole stava calando a ovest. Schermandosi gli occhi, usc�.</p><p>Riconobbe il piccolo villaggio zul�. Era ai margini della riserva di Hluhluwe-Umfolozi, non lontano da dove avevano trovato il rinocerente e la dottoressa Fairfield era stata attaccata.</p><p>Guard� Paula Kane. �� stato il sovrintendente.� Non aveva dubbi. �Voleva mettermi a tacere.�</p><p>�Perch� non raccontassi come � morta Marcia.�</p><p>Lui annu�.</p><p>�Che cosa hai��</p><p>La donna fu interrotta dal rumore di un elicottero bimotore che sfrecci� a bassa quota sopra le loro teste. Il turbinio dell�elica sferz� i cespugli e i rami degli alberi. I tappeti alle porte sventolavano, come se cercassero di scacciare l�intruso.</p><p>Il pesante velivolo sfrecci� via, volando radente alla savana.</p><p>Khamisi lo guard�. Non era un giro turistico.</p><p>Accanto a lui, Paula aveva impugnato un binocolo Bushneil e stava seguendo i movimenti dell�elicottero. Dopo essersi allontanato ancora un po�, si prepar� ad atterrare. Khamisi fece qualche passo per vedere meglio.</p><p>Paula gli pass� il binocolo. �� tutto il giorno che vanno e vengono.�</p><p>Khamisi vide il bimotore scendere dietro una recinzione nera alta tre metri. Segnava il confine della tenuta privata dei Waalenberg.</p><p>�Qualcosa li ha messi in agitazione�, comment� Paula.</p><p>Ma Khamisi aveva notato qualcosa. Mise a fuoco la recinzione e riconobbe l�antico emblema della famiglia, apposto sul cancello d�ingresso in filigrana d�argento: la corona e la croce dei Waalenberg.</p><empty-line/><image l:href="#18"/></section></section><section><title><p>TERZO</p></title><section><title><p>11. IL DEMONE DENTRO LA MACCHINA</p></title><p><emphasis>In volo sull�oceano Indiano,</emphasis></p><p><emphasis>ore 12.33</emphasis></p><empty-line/><p>�Il capitano Bryant e io faremo del nostro meglio per indagare sui Waalenberg qui a Washington�, disse Logan Gregory al telefono.</p><p>Painter stava usando un auricolare, perch� gli servivano le mani libere per vagliare la montagna di documenti che Logan aveva faxato a Katmandu. C�era di tutto sui Waalenberg: la storia della famiglia, i rendiconti finanziari, i legami internazionali, persino i pettegolezzi e le insinuazioni.</p><p>In cima alla pigna c�era una fotografia sgranata: un uomo e una donna che scendevano da una limousine. Gray Pierce l�aveva scattata dalla suite di un hotel dall�altra parte della strada, prima dell�inizio di un�asta. Il controllo digitale aveva confermato la valutazione di Logan. Il tatuaggio era legato al clan dei Waalenberg. I due nella foto erano i gemelli Isaak e Ischke Waalenberg, i due eredi pi� giovani della fortuna di famiglia, un patrimonio che poteva competere col prodotto interno lordo della maggior parte dei Paesi del mondo.</p><p>Cosa ancora pi� importante, Painter riconobbe l�incarnato pallido e i capelli bianchi. I due erano <emphasis>Sonnenk�nige. </emphasis>Come Gunther, come l�assassina al castello.</p><p>Painter diede un�occhiata alla parte anteriore della cabina del Gulfstream: Gunther dormiva disteso su un divano, con le gambe penzoloni; Anna invece era seduta su una poltrona l� accanto, di fronte a una catasta di documenti. I due erano guardati a vista dal maggiore Brooks e da due ranger armati. I ruoli si erano rovesciati. I carcerieri erano diventati prigionieri. Tuttavia, nonostante i nuovi rapporti di potere, tra loro non era cambiato nulla. Anna aveva bisogno dei contatti e del supporto logistico di Painter, il quale aveva bisogno delle conoscenze di Anna sulla Campana e su tutti gli aspetti scientifici connessi.</p><p>�Quando tutto questo sar� finito, ci occuperemo delle questioni legali e di responsabilit�, aveva detto Anna poco prima.</p><p>Logan interruppe i suoi pensieri. �Kat e io abbiamo fissato un appuntamento per domani mattina con l�ambasciata sudafricana. Vedremo se ci possono aiutare a fare un po� di luce su questa famiglia molto discreta.�</p><p>Definirla <emphasis>discreta </emphasis>era un eufemismo. I Waalenberg erano i Kennedy del Sudafrica: ricchi, spietati, con una propriet� delle dimensioni di Rhode Island. Sebbene la famiglia possedesse grandi terreni anche altrove, i Waalenberg si allontanavano di rado dalla loro tenuta principale.</p><p>Painter prese la foto digitale sgranata. Una famiglia di <emphasis>Sonnenk�nige.</emphasis></p><p>Il tempo stringeva e l�unico luogo in cui potesse essere nascosta una seconda Campana era quella tenuta.</p><p>�Un agente britannico vi verr� incontro quando atterrerete a Johannesburg. L�MI5 tiene d�occhio i Waalenberg da anni, seguendo le loro transazioni insolite, ma non � riuscito a penetrare il muro di riserbo e segretezza che li protegge.�</p><p>Non era tanto difficile, dato che i Waalenberg erano praticamente i proprietari dell�intero Paese, pens� Painter.</p><p>�Vi offriranno supporto e informazioni sul territorio�, concluse Logan. �Avr� altri dettagli quando atterrerete, fra tre ore.�</p><p>�Molto bene�, rispose Painter, fissando la fotografia. �E che mi dice di Gray e Monk?�</p><p>�Sono scomparsi. Abbiamo trovato la loro auto parcheggiata all�aeroporto di Francoforte.�</p><p>Francoforte? Non aveva senso. Era un importante hub internazionale, ma Gray aveva accesso a un jet del governo, pi� efficiente di qualsiasi linea aerea commerciale. �Nemmeno una parola?�</p><p>�Nossignore. Siamo in ascolto su tutti i canali.�</p><p>Quella notizia era sconcertante.</p><p>Massaggiandosi la testa, perforata da un�emicrania che nemmeno la codeina riusciva a scalfire, Painter si concentr� sul rombo dell�aeroplano che solcava i cieli bui. Che cosa era successo a Gray? C�erano poche possibilit�: si era nascosto, era stato catturato oppure era stato ucciso.</p><p>�Cerchi ovunque, Logan.�</p><p>�Lo stiamo facendo. Speriamo di avere altre notizie quando atterrerete a Johannesburg.�</p><p>�Ma lei ogni tanto dorme?�</p><p>�C�� un caff� Starbucks all�angolo, signore. Diciamo a <emphasis>ogni </emphasis>angolo.� Le sue parole erano stancamente divertite. �E lei, signore?�</p><p>Painter aveva fatto un sonnellino a Katmandu, mentre venivano fatti tutti i preparativi per il viaggio. �Me la cavo bene, Logan. Non si preoccupi.�</p><p><emphasis>Come no.</emphasis></p><p>Mentre riagganciava, Painter sfreg� distrattamente il pollice sulla carne esangue e zigrinata su cui un tempo appoggiava l�unghia del mignolo. Tutte le altre dita gli formicolavano, anche quelle dei piedi. Logan aveva tentato di convincerlo a ritornare a Washington, a farsi visitare al Johns Hopkins, ma Painter era convinto che il gruppo di Anna avesse competenze molto pi� avanzate su quella particolare malattia. <emphasis>Danneggiato a livello dei quanti. </emphasis>Nessun trattamento convenzionale l�avrebbe aiutato. Per rallentare la malattia, avevano bisogno di un�altra Campana funzionante. Secondo Anna, il trattamento periodico con le radiazioni della Campana, in situazioni controllate, poteva garantire anni, anzich� giorni, di sopravvivenza.</p><p>�E forse, pi� avanti, persino una guarigione completa�, aveva concluso Anna.</p><p>Ma prima dovevano trovare un�altra Campana e maggiori informazioni.</p><p>Una voce alle sue spalle lo fece sobbalzare.</p><p>�Penso che dovremmo parlare con Anna�, disse Lisa, come se gli avesse letto nel pensiero.</p><p>Painter si volt�. Pensava che Lisa stesse dormendo. Si era messa in ordine, aveva fatto una doccia e indossava ampi pantaloni kaki e una camicetta color crema. Appoggiata allo schienale del sedile di Painter, lo scrut� con occhio clinico, esaminandogli il viso. �Hai un aspetto di merda.�</p><p>�Che tono rassicurante per un paziente�, ribatt� lui, alzandosi e stiracchiandosi.</p><p>L�aereo vacill� e si oscur�. Lisa lo tenne per un braccio. Il mondo s�illumin� e si stabilizz�. Non era l�aereo, era solo la sua testa.</p><p>�Promettimi che dormirai ancora un po�, prima dell�atterraggio�, disse lei, stringendogli il gomito in una morsa.</p><p>�Se c�� tempo��</p><p>Lisa aveva una presa d�acciaio.</p><p>�Okay, lo prometto.�</p><p>Lei allent� la presa e indic� Anna con un cenno del capo. La donna era china su una pigna di fatture. Stava passando in rassegna le polizze di carico delle merci destinate alla tenuta Waalenberg. Cercava qualsiasi indizio utile a confermare che i Waalenberg avessero acquistato il materiale necessario al funzionamento di una Campana.</p><p>�Vorrei sapere qualcosa di pi� di come funziona questo aggeggio�, disse Lisa. �Le teorie fondamentali su cui � basata. Se la malattia danneggia i quanti, dobbiamo capire come e perch�. Lei e Gunther sono gli unici sopravvissuti del <emphasis>Granitschlo�. </emphasis>Dubito che Gunther sia stato istruito sugli aspetti teorici pi� sofisticati della Campana.�</p><p>Painter annu�. �Pi� cane da guardia che scienziato.�</p><p>Come a confermare la sua descrizione, l�uomo si mise a russare sonoramente.</p><p>�Tutte le conoscenze rimanenti riguardo alla Campana sono nella testa di Anna. Se dovesse perdere il senno��</p><p>Lo avrebbero perso tutti quanti.</p><p>�Dobbiamo ottenere quelle informazioni prima che ci� avvenga�, convenne Painter.</p><p>Lisa lo guard� negli occhi. Non nascose i suoi pensieri, le si leggevano in viso. Painter ripens� a quando era salita sull�aereo, a Katmandu. Esausta, coi nervi a pezzi, non aveva esitato ad andare con loro. Aveva capito. Come in quel momento.</p><p>Non erano a rischio soltanto la mente e la memoria di Anna, anche Painter era in pericolo. Soltanto una persona aveva seguito l�intera faccenda fin dall�inizio, una persona con le conoscenze mediche e scientifiche necessarie, e non minacciata dall�incombere della demenza. Al castello, Lisa e Anna avevano conversato a lungo da sole. Per conto suo, Lisa aveva esplorato a fondo la biblioteca di Anna. Chi poteva sapere quale dettaglio si sarebbe rivelato critico, facendo la differenza tra il successo e il fallimento?</p><p>Lisa aveva capito.</p><p>Non c�era stato bisogno di dire nulla, a Katmandu. Era semplicemente salita a bordo.</p><p>Fece scivolare la mano su quella di Painter. Gli strizz� le dita e indic� Anna con un cenno del capo. �Andiamo a spremerle le meningi.�</p><empty-line/><p>�Per capire come funziona la Campana, dovete innanzitutto comprendere la teoria dei quanti�, inizi� Anna.</p><p>Lisa osserv� la donna. Aveva le pupille dilatate per la codeina. Parlava troppo e le tremavano le dita, cos� stringeva forte gli occhiali da lettura con entrambe le mani, come se fossero un�ancora. Si erano appartati in coda al jet. Gunther continuava a dormire, sotto gli occhi dei militari, nella parte anteriore.</p><p>�Non penso che abbiamo tempo per un corso universitario�, replic� Painter.</p><p>�Certo. L�importante � capire tre principi.� Anna moll� gli occhiali abbastanza a lungo per sollevare un dito. �In primo luogo, dobbiamo capire che, una volta che la materia � scomposta al livello dei quanti, le leggi classiche dell�universo cominciano a erodersi. Max Planck scopr� che elettroni, protoni e neutroni si comportano sia come particelle sia come onde. Il che appare contraddittorio. Le particelle hanno orbite e tracciati distinti, mentre le onde sono pi� indefinite, mancano di coordinate specifiche.�</p><p>�E queste particelle subatomiche si comportano in tutti e due i modi?� chiese Lisa.</p><p>�Hanno il <emphasis>potenziale </emphasis>di essere o un�onda o una particella�, specific� Anna. �E questo ci conduce al prossimo punto: il Principio di indeterminazione di Heisenberg.�</p><p>Lisa ne aveva gi� sentito parlare e aveva approfondito l�argomento nel laboratorio di Anna. �Heisenberg sostiene che nulla � certo finch� non viene osservato. Ma non capisco cosa c�entri con elettroni, protoni e neutroni.�</p><p>�L�esempio migliore del principio di Heisenberg � il gatto di Schr�dinger�, rispose Anna. �Si mette un gatto in una scatola sigillata, collegata a un apparecchio che pu� avvelenare il gatto in qualsiasi momento oppure no, in modo del tutto casuale. Morto o vivo. Heisenberg ci dice che in quella situazione, con la scatola chiusa, il gatto � <emphasis>potenzialmente </emphasis>sia morto sia vivo. Soltanto quando qualcuno apre la scatola e ci guarda dentro, la realt� sceglie uno stato oppure l�altro. Morto <emphasis>o </emphasis>vivo.�</p><p>�Suona pi� filosofico che scientifico�, ribatt� Lisa.</p><p>�Forse finch� si parla di un gatto. Ma � stato dimostrato che � vero, a livello subatomico.�</p><p>�Dimostrato? Come?� chiese Painter. Era rimasto seduto in silenzio fino a quel momento, lasciando che fosse Lisa a fare le domande. Lui sapeva gi� molte di quelle cose, ma voleva consentirle di procurarsi tutte le informazioni che le servivano.</p><p>�Col classico test della doppia fessura�, rispose Anna. �Ed eccoci al punto numero tre.� Prese due pezzi di carta, disegn� due fessure su uno dei due e li appoggi� in verticale, l�uno dietro l�altro.</p><empty-line/><image l:href="#19"/><empty-line/><p>�Ci� che sto per dirvi sembrer� privo di senso� Immaginiamo che questo pezzo di carta sia una parete di cemento e le fessure siano due finestre. Se prendiamo un fucile e cominciamo a sparare alle fessure, sulla seconda parete otterremo un determinato schema. Come questo.�</p><p>Prese il secondo pezzo di carta e lo punzon�.</p><empty-line/><image l:href="#20"/><empty-line/><p>�Chiamiamo schema di diffrazione A il modo in cui i proiettili o le particelle passerebbero attraverso queste fessure.�</p><p>Lisa annu�. �Okay.�</p><p>�Poi, invece dei proiettili, puntiamo un grande riflettore sulla parete, facendo passare la luce attraverso le fessure. Poich� la luce viaggia sotto forma di onde, sulla seconda parete otterremo uno schema diverso.� Disegn� uno schema di fasci chiari e scuri su un altro pezzo di carta.</p><empty-line/><image l:href="#21"/><empty-line/><p>�Questo schema, che chiameremo B, deriva dal fatto che le onde di luce che attraversano la finestra di destra e quella di sinistra interferiscono l�una con l�altra.�</p><p>�Capito�, disse Lisa, anche se non era sicura di dove stessero andando a parare.</p><p>Anna mostr� i due schemi. �Ora prendiamo una pistola a elettroni e spariamo un unico fascio di elettroni sulle due fessure. Quale schema otterremo?�</p><p>�Siccome spariamo elettroni come se fossero pallottole, direi lo schema di diffrazione A�, rispose Lisa, indicando il primo disegno.</p><p>�In realt�, negli esperimenti di laboratorio si ottiene il secondo: lo schema di interferenza B.�</p><p>�Lo schema delle onde� Perci� gli elettroni escono dalla pistola non come pallottole, ma come la luce di una torcia, viaggiando sotto forma di onde e creando lo schema B?�</p><p>�Esatto.�</p><p>�Quindi gli elettroni si muovono come onde.�</p><p>�S�, ma soltanto quando nessuno assiste effettivamente al passaggio degli elettroni attraverso le fessure.�</p><p>�Non capisco.�</p><p>�In un altro esperimento, gli scienziati hanno collocato un piccolo contatore presso una delle fessure. Emetteva un <emphasis>bip </emphasis>ogni volta che un elettrone attraversava la fessura, misurando � in altre parole osservando � il passaggio di un elettrone davanti al sensore. Qual era lo schema sull�altra parete quando l�apparecchio era in funzione?�</p><p>�Be�, non dovrebbe cambiare, giusto?�</p><p>�Non nel mondo subatomico: non appena veniva acceso l�apparecchio, si otteneva subito lo schema di diffrazione A.�</p><p>�Quindi il semplice atto di misurare modificava lo schema?�</p><p>�Proprio come aveva previsto Heisenberg. Per quanto sembri impossibile, � vero. Verificato e riverificato. Gli elettroni esistono in uno stato costante di onda e particella, finch� qualcosa non li misura. La misurazione dell�elettrone ne <emphasis>forza </emphasis>la condensazione in una realt� o nell�altra.�</p><p>Lisa cerc� di immaginare un mondo subatomico in cui tutto era in uno stato di costante <emphasis>potenziale. </emphasis>Non aveva senso. �Se le particelle subatomiche compongono gli atomi, e gli atomi compongono il mondo che conosciamo, tocchiamo e percepiamo, dov�� la linea di demarcazione tra il mondo fantomatico della meccanica quantistica e il nostro mondo fatto di oggetti reali?�</p><p>�Ancora una volta, l�unico modo per <emphasis>condensare </emphasis>il potenziale � farlo misurare da qualcosa. Strumenti di misurazione di questo genere sono una presenza costante nell�ambiente. Pu� essere lo scontro con un�altra particella, un fotone che colpisce qualcosa. L�ambiente <emphasis>misura </emphasis>costantemente il mondo subatomico, condensando il potenziale in una realt� solida. Guardi le sue mani, per esempio. Le particelle subatomiche che costituiscono i suoi atomi operano in base alle regole indistinte del mondo dei quanti, ma all�esterno si espandono nel mondo di miliardi di atomi che costituisce la sua unghia. Quegli atomi si scontrano, si spintonano e interagiscono, misurandosi reciprocamente, forzando il potenziale in una realt� fissa.�</p><p>�Okay��</p><p>Anna percep� lo scetticismo nella voce di Lisa. �So che � bizzarro, ma ho soltanto sfiorato la superficie del mondo indistinto della teoria dei quanti. Sto sorvolando su concetti come nonlocalit�, tunnel temporale e universi multipli.�</p><p>Painter annu�. �Ci sono un bel po� di stramberie in questo campo.�</p><p>�Ma basta capire quei tre punti�, disse Anna, contando con le dita. �Le particelle subatomiche esistono, a livello di quanti, sotto forma di potenziale. Ci vuole uno strumento di misurazione per condensare quel potenziale. Ed � l�<emphasis>ambiente </emphasis>che esegue costantemente quelle misurazioni per fissare la nostra realt�.�</p><p>�Ma che cosa c�entra questo con la Campana?� chiese Lisa �Quando eravamo nella biblioteca del castello, lei ha parlato di �evoluzione quantica�.�</p><p>�� vero. Che cos�� il DNA? Non � nient�altro che una macchina delle proteine, giusto? Produce tutti i mattoni basilari delle cellule.�</p><p>�Detto in parole povere, s�.�</p><p>�Allora semplifichiamo ancora di pi�. Il DNA non � fatto forse di codici genetici bloccati in legami chimici? E che cosa spezza questi legami, accendendo e spegnendo i geni?�</p><p>�Il movimento degli elettroni e dei protoni.�</p><p>�E queste particelle subatomiche, a quali regole obbediscono: quelle classiche o quelle dei quanti?�</p><p>�Quelle dei quanti.�</p><p>�Perci�, se un protone ha il potenziale di trovarsi in due posti, A o B, accendendo o spegnendo un gene, in quale di quei posti si trover�?�</p><p>�Se ha il potenziale di trovarsi in entrambi i posti, allora <emphasis>� </emphasis>in entrambi i posti. Il gene � sia acceso sia spento. Finch� qualcosa non lo misura.�</p><p>�E che cosa lo misura?�</p><p>�L�ambiente.�</p><p>�E l�ambiente di un gene 腻</p><p>Lisa sgran� gli occhi. �La molecola di DNA stessa.�</p><p>Anna sorrise. �La cellula vivente funge da strumento di misurazione dei propri quanti. Ed � questa costante misurazione cellulare che rappresenta il vero motore dell�evoluzione. Ci� spiega perch� le mutazioni <emphasis>non </emphasis>sono casuali e perch� l�evoluzione avviene a un ritmo pi� veloce di quello che si potrebbe attribuire al caso.�</p><p>�Aspetti�, replic� Lisa. �Questa affermazione la deve ancora provare.�</p><p>�Facciamo un esempio, allora. Ricorda quei batteri che non erano in grado di digerire il lattosio? Che quando erano privati di altro nutrimento e avevano a disposizione soltanto il lattosio mutavano a un ritmo miracoloso per sviluppare un enzima in grado di digerirlo?� Anna inarc� un sopracciglio. �Ora riesce a spiegarselo usando i tre principi della teoria dei quanti? Soprattutto se le dico che la mutazione benefica richiedeva soltanto lo spostamento di un protone da un punto a un altro?�</p><p>Lisa era disposta a provarci. �Okay, se il protone poteva essere in entrambi i posti, allora per la teoria dei quanti <emphasis>era </emphasis>in entrambi i posti. Perci� il gene era mutato e non mutato. Era in uno stato potenziale che comprendeva tutt�e due le cose.�</p><p>�Continui�, la stimol� Anna.</p><p>�Quindi la cellula, fungendo da strumento di misurazione dei quanti, avrebbe forzato il DNA a condensarsi in un modo o nell�altro. A mutare o a non mutare. E, poich� la cellula � viva e influenzata dal suo ambiente, avrebbe fatto pendere il piatto della bilancia da una parte, sconfiggendo il caso, per produrre la mutazione benefica.�</p><p>�Ci� che gli scienziati chiamano �mutazione adattiva�. L�ambiente influenza la cellula, la cellula influenza il DNA e cos� avviene la mutazione che reca beneficio alla cellula. Il tutto azionato dalla meccanica quantistica.�</p><p>Lisa cominciava ad avere un�idea vaga di dove sarebbero andati a finire. Anna aveva usato l�espressione <emphasis>disegno intelligente </emphasis>in una delle loro conversazioni. Quando lei le aveva chiesto <emphasis>chi </emphasis>c�era dietro quell�intelligenza, la donna le aveva risposto: <emphasis>Noi.</emphasis></p><p>Lisa cap�. Sono le <emphasis>nostre </emphasis>cellule che dirigono l�evoluzione, reagendo all�ambiente e condensando il potenziale in DNA, per adattarvisi meglio. Poi entra in gioco la selezione naturale darwiniana, per preservare le mutazioni.</p><p>�Ma la cosa ancora pi� importante�, disse Anna, mentre la sua voce diventava un po� rauca, �� che la meccanica quantistica spiega com�� nata la <emphasis>prima </emphasis>scintilla della vita. Ricorda quanto era improbabile che quella prima proteina in grado di replicarsi si formasse dal brodo primordiale? Nel mondo dei quanti, la casualit� non fa parte dell�equazione. La prima proteina in grado di replicarsi si � formata perch� era l�ordine che emergeva dal caos. La sua capacit� di misurare e condensare il potenziale dei quanti ha superato la casualit� degli scontri che erano in atto nel brodo primordiale. La vita � cominciata perch� era un <emphasis>migliore </emphasis>strumento di misurazione dei quanti.�</p><p>�E Dio non ha nulla a che vedere con questo?� chiese Lisa, ripetendo una domanda che le aveva fatto Anna in precedenza� Ormai sembrava qualche decennio prima.</p><p>Anna si port� una mano alla fronte, con le dita tremanti. Strizz� gli occhi e guard� fuori dal finestrino con un�espressione dolorante. Parl� con una voce appena udibile. �Non ho detto questo� Lei guarda la faccenda nel modo sbagliato, nella direzione sbagliata.�</p><p>Lisa cap� che Anna era troppo stanca per continuare. Avevano tutti bisogno di dormire un po�. Ma c�era un�ultima domanda in sospeso. �Che cosa fa la Campana?�</p><p>Anna abbass� la mano e guard� prima Painter, poi Lisa. �La Campana � <emphasis>il primo e ultimo </emphasis>strumento di misurazione dei quanti.�</p><p>Lisa trattenne il fiato, ponderando quella risposta.</p><p>�Il campo che essa produce, se si riuscisse a controllarlo, ha la capacit� non soltanto di far evolvere il DNA in una forma perfetta, ma di condurre anche l�umanit� alla perfezione.�</p><p>�E noi?� chiese Painter. Dalla sua espressione era evidente che non era impressionato dall�ardore della donna. �Lei e io? In che modo ci� che ci sta accadendo somiglia alla perfezione?�</p><p>La luce negli occhi di Anna si spense, smorzata dalla stanchezza e dalla sconfitta. �Per quanto la Campana detenga il potenziale dell�evoluzione, nelle sue onde quantiche si nasconde anche il contrario.�</p><p>�Il contrario?�</p><p>�La malatt�a che ha colpito le nostre cellule�� Anna distolse lo sguardo. �Non � soltanto una degenerazione, � <emphasis>involuzione.</emphasis>�</p><p>Painter la fiss�, esterrefatto.</p><p>La voce della donna divenne un roco sussurro. �I nostri corpi stanno regredendo al brodo primordiale dal quale siamo provenuti.�</p><empty-line/><p><emphasis>Sudafrica,</emphasis></p><p><emphasis>ore 05.05</emphasis></p><empty-line/><p>Fu svegliato dalle scimmie.</p><p><emphasis>Scimmie?</emphasis></p><p>Quella stranezza fu sufficiente a liberarlo dalla sonnolenza. Gray si sollev� e, mentre cercava di dare un senso a ci� che lo circondava, i ricordi cominciarono ad affiorare.</p><p>Era vivo. In una cella.</p><p>Ricord� il gas, il museo di Wewelsburg, il suo bluff. Aveva bruciato la Bibbia di Darwin, sostenendo che conteneva un segreto di cui soltanto lui era a conoscenza. Sperava che la prudenza avrebbe avuto la meglio sulla vendetta. Evidentemente era andata cos�. Era vivo. Ma dov�erano Monk, Fiona e Ryan?</p><p>Gray scandagli� la cella: una branda, un gabinetto, un box doccia aperto, niente finestre. La porta, composta di sbarre di ferro, dava su un corridoio illuminato da lampade al neon.</p><p>Qualcuno lo aveva spogliato completamente, ma c�era una pigna ordinata di vestiti su una sedia avvitata ai piedi del letto.</p><p>Scost� la coperta e si alz�. Aveva una vaga sensazione di nausea e si sentiva i polmoni pesanti, raschiati. Erano i postumi dell�avvelenamento. Si accorse anche di un dolore profondo alla coscia. Aveva un livido grande quanto un pugno sul fianco. Tastandolo, sent� le croste di alcune punture di ago. Aveva anche un cerotto sul dorso della mano. Gli avevano applicato una flebo? Evidentemente qualcuno lo aveva curato, salvandogli la vita.</p><p>In lontananza sent� ancora una serie di grida e richiami: scimmie.</p><p>Non erano suoni provenienti da una gabbia. Sembrava il risveglio del mondo naturale.</p><p>Ma quale mondo? L�aria era pi� asciutta, pi� calda, e aveva un odore muschiato, selvatico. Si trovava in un clima molto pi� temperato. Forse da qualche parte in Africa. Per quanto tempo era rimasto incosciente? Non gli avevano lasciato un orologio per vedere l�ora, e tantomeno poteva sapere che giorno era. Aveva l�impressione che non fossero trascorse pi� di ventiquattr�ore, ma, a giudicare dalla peluria ispida che gli stava crescendo sul mento, non era stato nemmeno soltanto un breve sonnellino.</p><p>Si diresse verso la porta e fece per prendere i vestiti. I suoi movimenti attirarono l�attenzione di qualcuno.</p><p>Dalla parte opposta del corridoio, Monk si avvicin� alle sbarre della sua cella.</p><p>Gray prov� un moto di sollievo, vedendo che il suo compagno era vivo. �Grazie a Dio��</p><p>�Stai bene?�</p><p>�Un po� intontito, ma sta passando.�</p><p>Monk era gi� vestito. Indossava una tuta bianca, identica a quella che avevano lasciato per lui. Gray se la infil�.</p><p>Il suo amico alz� il braccio sinistro, mostrando il moncherino e i biocontatti di titanio che normalmente collegavano il braccio alla protesi. �I bastardi si sono presi anche la mia dannatissima mano.�</p><p>Ma la scomparsa della protesi di Monk era l�ultima delle loro preoccupazioni. Anzi poteva essere persino un vantaggio.</p><p>�Fiona e Ryan?�</p><p>�Non ne ho idea. Potrebbero essere qui, in un�altra cella, oppure in un posto completamente diverso.�</p><p><emphasis>Oppure morti</emphasis>, aggiunse Gray, tra s�.</p><p>�E ora che si fa, capo?� chiese Monk.</p><p>�Non abbiamo molta scelta. Aspettiamo che i nostri carcerieri facciano la prima mossa. Vogliono le informazioni di cui siamo in possesso. Vedremo che cosa riusciremo a ottenere in cambio.�</p><p>Monk annu�. Sapeva che Gray aveva bluffato, al castello, e che dovevano continuare il gioco. Era probabile che le celle fossero sorvegliate.</p><p>Il sospetto fu confermato dal rumore metallico di una porta che si apriva, in fondo al corridoio.</p><p>Il suono dei passi che si avvicinavano faceva pensare a un folto gruppo di persone.</p><p>Ben presto videro che si trattava di guardie con uniformi mimetiche verdi e nere, guidate dall�uomo alto dai capelli biondo platino e dalla carnagione chiara: il compratore dell�asta. Azzimato come al solito, portava pantaloni neri di twill e una camicia di lino ben stirata, anch�essa nera, mocassini bianchi di pelle e un cardigan di cachemire bianco. Sembrava abbigliato per una festa in giardino.</p><p>Le dieci guardie che lo accompagnavano si divisero in due gruppi, ciascuno diretto a una delle celle. Gray e Monk furono scortati fuori, a piedi nudi, le braccia legate dietro la schiena con lacci di plastica. Il capo si par� davanti a loro, puntando gli occhi di ghiaccio su Gray.</p><p>�Buongiorno�, disse con affettazione, come se fosse attento alle telecamere nei corridoi, consapevole di essere osservato. �Mio nonno desidera incontrarvi.�</p><p>Nonostante la cortesia con cui furono pronunciate, quelle parole erano scolpite in una rabbia estrema e celavano una promessa di sofferenza. L�uomo si era visto negare la sua preda e ora aspettava l�occasione propizia. Ma qual era la vera fonte della sua ira? La morte del fratello oppure il fatto che Gray fosse stato pi� furbo di lui, a Wewelsburg? In un modo o nell�altro, dietro i modi affettati e la cortesia si celava una furia selvaggia.</p><p>�Da questa parte.� Si volt� e fece strada lungo il corridoio, seguito dalla scorta, da Gray e da Monk. Mentre procedevano, Gray scrutava le celle: erano vuote, non c�era traccia di Fiona e Ryan. Erano ancora vivi?</p><p>Il corridoio terminava con tre gradini, che conducevano a una porta d�acciaio. Era aperta e sorvegliata.</p><p>Uscendo, Gray si ritrov� in una sorta di paese delle meraviglie, una giungla oscura e verdeggiante, con rampicanti spinose e orchidee in fiore. La fitta vegetazione nascondeva il cielo, ma Gray intuiva che non era ancora l�alba. Pi� avanti, lampioni neri in stile vittoriano incorniciavano i sentieri che s�inoltravano nella giungla selvaggia. I cinguett�i e i richiami degli uccelli si mescolavano al ronzio degli insetti. Una scimmia, nascosta in cima al tetto di foglie, annunci� il loro passaggio con un richiamo staccato, simile a una serie di colpi di tosse. L�allarme svegli� un uccello dalle piume rosso fuoco, che prese il volo tra i rami pi� bassi.</p><p>�Africa�, mormor� Monk. �Subsahariana, come minimo. Forse equatoriale.�</p><p>Gray presumeva che fosse la mattina del giorno seguente. Aveva perso dalle diciotto alle venti ore. Perci� potevano essere in qualsiasi parte dell�Africa. Ma dove, esattamente?</p><p>Le guardie li scortarono lungo un sentiero di ghiaia. Gray sentiva i passi morbidi e misurati di qualcosa di grosso che si faceva strada nella boscaglia, a qualche metro da loro. Sebbene fosse cos� vicino, per�, non se ne intravedeva nemmeno la forma. Se fossero riusciti a fuggire, la fitta vegetazione avrebbe rappresentato un ottimo nascondiglio.</p><p>Ma non ci fu nemmeno un�opportunit�. Il sentiero terminava a soltanto cinquanta metri di distanza.</p><p>Ancora qualche passo e la foresta scomparve attorno a loro, lasciando il posto a un prato ben curato e illuminato, un giardino con laghetti, ruscelli e cascate. L�acqua scorreva, gocciolava, gorgogliava, danzava. Un�antilope dalle lunghe corna alz� la testa al loro passaggio, si blocc� per un istante, poi si mise in fuga, scomparendo a grandi balzi nella foresta.</p><p>Sopra le loro teste, il cielo era punteggiato di stelle, ma verso est un bagliore rosa pallido accennava l�arrivo del mattino, forse a un�ora di distanza.</p><p>Ma un�altra vista attir� lo sguardo di Gray e assorb� interamente la sua attenzione. Al di l� del giardino si ergeva un palazzo di sei piani. Costruito in pietra e legname, gli ricordava la Ahwahnee Lodge di Yosemite, ma era molto pi� imponente, wagneriano, una sorta di Versailles della giungla. Doveva avere una superficie di quarantamila metri quadrati e abbondava di timpani, balconi e balaustrate. Sulla sinistra c�era una serra di vetro, illuminata dall�interno, che nell�oscurit� brillava come un sole nascente.</p><p>L�opulenza di quel luogo era sbalorditiva.</p><p>Si diressero verso il maniero percorrendo un sentiero di pietra che attraversava il giardino, oltrepassando alcuni stagni e ruscelli. Un serpente lungo due metri strisciava su uno dei ponti di pietra: quando sollev� la testa, apr� a ventaglio la sua corona.</p><p>Un cobra reale.</p><p>Il serpente fece la guardia al ponte, finch� l�uomo biondo platino non stacc� una lunga canna dal letto del ruscello e lo scacci� via, come se fosse un gatto indisciplinato. Il serpente sibil�, mostrando i denti, ma poi batt� in ritirata, scendendo dal ponte con movimenti sinuosi e scivolando nelle acque buie.</p><p>Proseguirono, per nulla turbati. Gray allung� lentamente il collo, mentre si avvicinavano al palazzo, notando un�altra stravaganza dell�edificio. Dai piani superiori si dipartivano ponti sospesi di legno, che conducevano alle cime degli alberi. Insomma, gli ospiti avevano un accesso diretto al tetto della giungla. Anch�essi muniti di lampade, quei sentieri sospesi creavano intere costellazioni nell�oscurit� della giungla. Gray gir� su se stesso mentre camminava. Le luci brillavano tutt�attorno.</p><p>�Attenzione�, mormor� Monk, accennando col capo un punto a sinistra.</p><p>Su uno dei ponti sospesi, la figura di una guardia con un fucile si stagli� contro la luce dei lampioni. Gray lanci� uno sguardo a Monk. Dovevano essercene delle altre. Poteva esserci un intero esercito nascosto tra le fronde. Una fuga sembrava sempre meno probabile.</p><p>Infine raggiunsero una scalinata che conduceva a una grande veranda, costruita con legno di albero-zebra lucidato. L� li attendeva una donna, la gemella del loro accompagnatore, abbigliata con pari eleganza. L�uomo si fece avanti e la baci� su entrambe le guance.</p><p>Le parl� in olandese. Gray non parlava correntemente quella lingua, ma la conosceva abbastanza per capire il senso delle loro parole.</p><p>�Sono pronti gli altri, Ischke?� chiese l�uomo.</p><p>�Aspettiamo soltanto le istruzioni di <emphasis>grootvader</emphasis>�, rispose lei, indicando la serra illuminata, all�altra estremit� della veranda. �Poi la caccia pu� cominciare.�</p><p>Gray si sforz� di dare un senso a quelle parole, ma non aveva neanche un indizio.</p><p>Con un pesante sospiro, l�uomo si volt� verso di loro, aggiustandosi una ciocca di capelli. �Mio nonno vi ricever� nella serra.� S�incammin� in quella direzione, attraverso la veranda. �Gli parlerete a modo e con rispetto, altrimenti mi occuper� personalmente di farvi pentire di ogni vostra irriverenza.�</p><p>�Isaak�� lo interpell� la donna.</p><p>Lui si ferm� e si volt�. �<emphasis>Ja</emphasis>, Ischke?�</p><p>Lei gli parl� nuovamente in olandese. �<emphasis>De jongen en het meisje? </emphasis>Dobbiamo portarli fuori adesso?�</p><p>Per risposta ebbe un cenno d�assenso, seguito da un ordine in olandese.</p><p>Mentre Gray traduceva tra s� l�ultima frase, dovettero trascinarlo a forza per smuoverlo. Lanci� uno sguardo alla donna, che stava scomparendo dentro la casa, alle sue spalle.</p><p><emphasis>De jongen en het meisje. </emphasis>Il ragazzo e la ragazza. Doveva trattarsi di Ryan e Fiona. Erano ancora vivi. Gray trov� confortante quella rivelazione, ma le ultime parole di Isaak lo avevano fatto raggelare.</p><p><emphasis>Insanguinateli, prima.</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis>In volo sull�Africa,</emphasis></p><p><emphasis>ore 05.18</emphasis></p><empty-line/><p>Painter era seduto con una penna in mano. L�unico rumore nell�aeroplano era il russare di Gunther. L�uomo sembrava non curarsi dei pericoli cui stavano andando incontro. D�altra parte, Gunther non aveva il loro limite di tempo: sebbene tutti e tre stessero viaggiando verso l�<emphasis>involuzione</emphasis>, Anna e Painter erano nella corsia di sorpasso.</p><p>Non riuscendo a chiudere occhio, Painter ne aveva approfittato per esaminare la storia del clan dei Waalenberg, raccogliendo tutte le informazioni possibili su quella famiglia.</p><p>Conoscere il nemico.</p><p>I primi Waalenberg che si erano stabiliti in Africa vi erano giunti via Algeri nel 1617. Con orgoglio, la famiglia faceva risalire la propria storia ai crudeli pirati della Barberia, lungo la costa nordafricana. Il primo Waalenberg era secondo capo timoniere del famoso pirata Sleyman Reis De Veenboer, che comandava un�intera flotta olandese di navi corsare al largo di Algeri.</p><p>Arricchitisi col commercio di schiavi, i Waalenberg si erano poi trasferiti a sud, stabilendosi nella grande colonia al capo di Buona Speranza. Ma non smisero di praticare la pirateria: la trasferirono semplicemente sulla terraferma. Si assicurarono il controllo della popolazione d�immigrati olandesi, cos�, quando fu scoperto l�oro in quegli insediamenti, erano stati i Waalenberg a trarne i maggiori vantaggi. E l�oro non era poco. Il Witwatersrand, una bassa catena montuosa nei pressi di Johannesburg, rappresentava il quaranta percento della produzione mondiale d�oro. Sebbene non fosse famoso quanto le famose miniere di diamanti dei De Beers, l�oro del �Rand� era uno dei tesori pi� preziosi del mondo.</p><p>Era stato su quella ricchezza che la famiglia aveva fondato una dinastia capace di superare indenne la prima e la seconda guerra boera, e tutte le macchinazioni politiche che avevano portato alla nascita della repubblica sudafricana. La famiglia Waalenberg era una delle pi� ricche del pianeta, anche se negli ultimi decenni si era appartata sempre di pi�, soprattutto sotto la guida dell�ultimo patriarca, Baldric Waaleneberg. Mentre le loro apparizioni in pubblico diminuivano, erano cominciate a diffondersi voci di atrocit�, perversioni, tossicodipendenza, matrimoni tra consanguinei. Tuttavia i Waalenberg avevano continuato ad arricchirsi, con interessi nel campo dei diamanti, del petrolio, della petrolchimica e della farmaceutica. Erano diventati una multinazionale.</p><p>Era possibile che ci fossero loro dietro gli eventi del <emphasis>Granitschlo�</emphasis>?</p><p>Avevano sicuramente il potere e le risorse necessari. E il tatuaggio che Painter aveva notato sull�assassina bionda assomigliava alla �Croce� dello stemma dei Waalenberg. E poi c�erano i gemelli, Isaak e Ischke. Qual era lo scopo del loro viaggio in Europa?</p><p>Molte domande senza risposta.</p><p>Painter gir� una pagina e picchiett� la penna sullo stemma di famiglia. C�era qualcosa in quel simbolo�</p><p>Logan non aveva fornito informazioni soltanto sulla storia dei Waalenberg, ma anche sul simbolo. Risaliva ai celti, altra trib� nordica. Il simbolo, un emblema del sole, ornava spesso gli scudi celtici e si era perci� conquistato l�appellativo di <emphasis>nodo dello scudo.</emphasis></p><p>Painter ferm� la mano.</p><p><emphasis>Nodo dello scudo.</emphasis></p><p>Gli sovvennero le parole pronunciate da Klaus in punto di morte, la maledizione che aveva lanciato contro tutti loro: <emphasis>Morirete tutti! Strangolati, quando il nodo sar� stretto!</emphasis></p><p>Painter aveva creduto che Klaus si riferisse a un cappio metaforico. E se invece avesse fatto riferimento a quel simbolo?</p><p><emphasis>Quando il nodo sar� stretto.</emphasis></p><p>Guardando lo stemma dei Waalenberg, Painter si mise a scarabocchiare sul retro di un fax. Ridisegn� il simbolo come se qualcuno avesse stretto il nodo, avvicinando le asole, come quando si allacciano le scarpe.</p><p>�Che fai?� chiese Lisa, materializzandosi alle sue spalle.</p><p>Preso di soprassalto, Painter strisci� la penna sul foglio, che quasi si strapp�. �Buon Dio, ragazza, la smetteresti di piombarmi addosso di soppiatto in questo modo, per favore?�</p><p>Sbadigliando, Lisa si appollai� sul bracciolo del sedile di Painter e gli diede una pacca sulla spalla. �Che indole delicata.� Lasci� la mano dov�era, chinandosi verso di lui. �Sul serio, che cosa stai disegnando?�</p><p>Painter non pot� fare a meno di notare che il seno della donna gli sfiorava la guancia. Si schiar� la voce e ritorn� al suo schizzo. �Stavo soltanto giocando un po� col simbolo che abbiamo trovato sulla mano dell�assassina. Un altro dei miei agenti l�ha visto su un paio di <emphasis>Sonnenk�nige </emphasis>in Europa. Due gemelli, nipoti di Baldric Waalenberg. Dev�essere importante, forse � un indizio che abbiamo trascurato.�</p><p>�O forse al vecchio bastardo piace marchiare a fuoco la sua progenie, come si fa col bestiame. A quanto pare, per lui � solo un altro tipo di allevamento e selezione.�</p><p>Painter annu�. �Mi sono ricordato di ci� che ha detto Klaus: ha parlato di un nodo che si stringe, come un segreto mai svelato.�</p><p>Fin� il disegno, poi mise il nodo originale e quello stretto l�uno accanto all�altro.</p><empty-line/><image l:href="#22"/><empty-line/><p>Studi� i disegni e si rese conto delle implicazioni.</p><p>Lisa evidentemente not� l�alterazione del suo respiro. �Che c��?�</p><p>Lui indic� il secondo disegno con la penna. �Non mi stupisce il fatto che Klaus fosse passato dalla loro parte. E forse questo spiega anche perch� i Waalenberg si sono isolati cos� tanto negli ultimi anni.�</p><p>�Non capisco.�</p><p>�Non abbiamo a che fare con un nuovo nemico. � sempre lo stesso.�</p><p>Painter ripass� il centro del nodo, rivelandone il cuore segreto.</p><empty-line/><image l:href="#23"/><empty-line/><p>Lisa trasal�. �Una svastica.�</p><p>Painter guard� il gigante assopito e sua sorella. Sospir�. �Altri nazisti.�</p><empty-line/><p><emphasis>Sudafrica,</emphasis></p><p><emphasis>ore 06.04</emphasis></p><empty-line/><p>La serra doveva essere antica quanto la casa. Aveva vetrate piombate deformate dal sole africano, con una cornice di ferro nera che ricordava una ragnatela. All�interno, la condensa offuscava la vista dell�impenetrabile giungla oscura che circondava la struttura.</p><p>Non appena entrato, Gray fu colpito dall�umidit�, che probabilmente era prossima al cento percento. La tuta di cotone leggero gli si appiccic� addosso. D�altra parte la serra non era pensata per il suo comfort: dava riparo a una profusione sfrenata di piante di tutti i tipi. L�aria profumava di centinaia di fiori. Al centro, una piccola fontana di pietra e bamb� gorgheggiava pacifica. Era un bel giardino, ma Gray si chiedeva chi, vivendo in Africa, potesse avere bisogno di una serra.</p><p>Ben presto si ritrov� di fronte la risposta.</p><p>In piedi su un livello rialzato, c�era un signore dai capelli bianchi, con un paio di forbici in una mano e una pinzetta in un�altra. Con l�abilit� di un chirurgo, si chin� su un bonsai, un piccolo prugno in fiore, e recise un rametto. Poi si raddrizz� con un sospiro di soddisfazione.</p><p>L�albero sembrava molto vecchio, ed era legato col filo di rame. Era carico di fiori, tutti perfettamente simmetrici, in equilibrio e armonia.</p><p>�Ha duecentoventidue anni�, disse il vecchio, ammirando il proprio operato. Aveva un accento molto forte, sembrava il nonno di Heidi, gli mancava solo il panciotto. �Era gi� vecchia quando l�imperatore Hirohito in persona me la don�, nel 1941.�</p><p>Pos� i suoi attrezzi e si gir�. Indossava un grembiule bianco sopra un abito blu marina, con una cravatta rossa. Tese una mano al nipote. �Isaak, <emphasis>tevreden�</emphasis>�</p><p>Il giovane si precipit� ad aiutare il vecchio a scendere, guadagnandosi una pacca sulla spalla. Il vecchio si tolse il grembiule, recuper� un bastone nero e vi si appoggi�. Gray not� lo stemma prominente sulla corona d�argento del bastone. Una W in filigrana sormontava il familiare simbolo a forma di quadrifoglio, la stessa icona che i gemelli, Ischke e Isaak, avevano tatuata sul polso.</p><p>�Sono Baldric Waalenberg�, si present� il patriarca, guardando Gray e Monk. �Se mi farete la cortesia di unirvi a me nel salone, avremo molto di cui parlare.�</p><p>Si gir� e si diresse ticchettando verso il fondo della serra. Portava appeso al collo un paio d�occhiali con una catena d�argento e un monocolo da gioielliere applicato su una lente.</p><p>Mentre avanzavano sul pavimento d�ardesia, Gray not� che la flora della serra era organizzata per sezioni: alberi e arbusti bonsai, un giardino di felci e, infine, una zona dedicata alle orchidee.</p><p>Il vecchio si accorse dell�interessamento di Gray. �Coltivo <emphasis>Phalenopsis </emphasis>da sessant�anni.� Si ferm� accanto a uno stelo molto alto, con fiori di una tonalit� di viola simile a un livido.</p><p>�Carina�, comment� Monk, con evidente sarcasmo.</p><p>Issak lo fulmin� con lo sguardo.</p><p>Il vecchio lo ignor�. �Ma l�orchidea <emphasis>nera </emphasis>mi sfugge. � il Santo Graal di chi seleziona orchidee. Io ci sono andato molto vicino, ma sotto la lente d�ingrandimento si vede ancora qualche striscia viola, invece che un color ebano compatto.�</p><p>Toccando distrattamente il monocolo da gioielliere, l�uomo prosegu�.</p><p>Gray cap� finalmente quale fosse la differenza tra la giungla e il vivaio: l� la natura non era una bellezza da godere, ma qualcosa da dominare. Sotto la volta della serra era tutto un recidere, reprimere e selezionare; la crescita era controllata col filo di rame per bonsai, l�impollinazione era orchestrata dalla mano dell�uomo.</p><p>Arrivati in fondo alla serra, attraversarono una porta a vetri colorati e raggiunsero un piccolo salottino con mobili di rattan e mogano, una nicchia scavata in un fianco della casa. Da l� si poteva accedere al palazzo passando per una porta a due battenti, insonorizzata con fasce di materiale isolante.</p><p>Baldric Waalenberg si accomod� su una poltrona antica, con lo schienale avvolgente.</p><p>Isaak si avvicin� a una scrivania sulla quale c�era un computer HP: lo schermo a cristalli liquidi era appeso alla parete. L� accanto c�era una lavagna, sulla quale era stata scritta col gesso una serie di simboli. Erano rune, constat� Gray, notando che l�ultima era la <emphasis>Menschrune </emphasis>della Bibbia di Darwin.</p><empty-line/><image l:href="#24"/><empty-line/><p>Senza darlo a vedere, Gray le cont� e le memorizz�. Cinque rune, cinque libri: era la serie completa delle rune di Hugo Hirszfeld. Ma che cosa significavano? Quale segreta verit� era <emphasis>troppo bella per lasciarla morire e troppo mostruosa per essere rivelata?</emphasis></p><p>Il vecchio pos� le mani in grembo e fece un cenno a Isaak, il quale premette un tasto del computer: sullo schermo comparve un�immagine ad alta definizione. Nella giungla c�era una grande gabbia sospesa, suddivisa in due parti, in ciascuna delle quali stava raggomitolata una minuscola figura.</p><p>Gray fece un passo avanti, ma una guardia lo ferm�, puntandogli contro il fucile. Una delle figure alz� la testa, mostrando il volto sotto la luce di un riflettore.</p><p>Era Fiona.</p><p>Nell�altra met� della gabbia c�era Ryan.</p><p>Fiona aveva la mano sinistra bendata, avvolta nel bordo della camicia. Il tessuto era macchiato di un colore scuro. Ryan teneva la mano destra premuta sotto l�ascella. <emphasis>Insanguinateli, prima. </emphasis>Quella stronza doveva aver tagliato loro le mani. Gray preg� che si fossero fermati l�. Sent� una furia cieca scavargli il petto. Il cuore gli batteva forte e gli si acu� la vista.</p><p>�Ora parliamo, va bene?� disse il vecchio, con un caldo sorriso. �Da bravi gentiluomini.�</p><p>Gray lo guard�, continuando per� a sbirciare lo schermo. Alla faccia della gentilezza. �Che cosa vuole sapere?�</p><p>�Cos�altro avete trovato nella Bibbia.�</p><p>�E li libererete?�</p><p>�E io voglio indietro la mia dannata mano!� sbott� Monk.</p><p>Gray guard� l�amico e poi ancora il vecchio.</p><p>Baldric si volt� verso Isaak, che a sua volta fece un cenno a una delle guardie e url� un ordine in olandese. La guardia gir� i tacchi ed entr� nel palazzo.</p><p>�Non c�� bisogno di ulteriori sgradevolezze. Sarete trattati tutti bene, se coopererete. Avete la mia parola.�</p><p>Gray non vedeva nessun vantaggio nel proseguire il braccio di ferro, soprattutto perch� non aveva nulla di buono da offrire, se non menzogne. Accenn� ai polsi legati. �Dovr� mostrarvi ci� che abbiamo trovato. Non sono in grado di descriverlo precisamente a parole. � un altro simbolo, come quelli l�.�</p><p>Un altro cenno del capo e, dopo un istante, Gray era libero. Si sfreg� i polsi e si avvicin� alla lavagna. Gli furono puntati contro diversi fucili.</p><p>Doveva disegnare qualcosa di convincente, ma non conosceva pi� di tanto le rune. Si ricord� della teiera di Himmler che aveva visto al museo. Era decorata con un simbolo runico. Pens� che fosse abbastanza criptico e, sperava, convincente. Magari avrebbe anche messo il bastone tra le ruote a quella gente, ritardando la soluzione del mistero.</p><p>Prese un gessetto e disegn� il simbolo.</p><empty-line/><image l:href="#25"/><empty-line/><p>Baldric si sporse in avanti, strizzando gli occhi. �Una ruota solare, interessante.�</p><p>Gray era rimasto accanto alla lavagna, col gesso in mano, come uno studente in attesa del verdetto dell�insegnante su un problema matematico.</p><p>�E questo � quanto avete trovato nella Bibbia di Darwin?� chiese Baldric.</p><p>Con la coda dell�occhio, Gray not� un sorriso accennato sul volto di Isaak.</p><p>Non stava andando per il verso giusto.</p><p>Baldric aspettava che Gray gli rispondesse.</p><p>�Lasciateli andare, prima�, pretese Gray, indicando il monitor con un cenno del capo.</p><p>Il vecchio lo fiss� negli occhi. Nonostante l�atteggiamento dissimulatorio, Gray riconobbe un�intelligenza sfrenata e un senso di crudelt�.</p><p>Il vecchio si stava divertendo un mondo. Poi pose fine allo stallo, rivolgendosi al nipote con un cenno.</p><p>�<emphasis>Wie eerst?</emphasis>� chiese Isaak. Chi per primo?</p><p>Gray s�irrigid�. Decisamente non stava andando per il verso giusto.</p><p>Baldric rispose in inglese, fissando ancora Gray, per godersi appieno lo spettacolo. �Il ragazzo, penso. La ragazza la teniamo in serbo per dopo.�</p><p>Isaak digit� un comando sulla tastiera.</p><p>Sullo schermo si vide una botola aprirsi sotto i piedi di Ryan. Il ragazzo cadde agitando le braccia e urlando, anche se loro non lo sentirono. Atterr� pesantemente tra l�erba alta e si alz� in fretta, guardandosi attorno terrorizzato. Evidentemente era consapevole di un pericolo che Gray ignorava, forse qualcosa che era attirato dal sangue che colava dalla ferita.</p><p>Gray sent� riecheggiare nella mente le parole di Ischke: <emphasis>Aspettiamo soltanto le istruzioni di </emphasis>grootvader� <emphasis>Poi la caccia pu� cominciare.</emphasis></p><p>Quale caccia?</p><p>Baldric fece un cenno a Isaak, mimando la rotazione di una manopola.</p><p>Isaak premette un tasto e dagli altoparlanti proruppero grida e urla.</p><p>Si sent� chiaramente la voce di Fiona. �Corri, Ryan! Sali su un albero!�</p><p>Il ragazzo gir� in tondo un�altra volta, poi si mise a correre, zoppicando, uscendo dall�inquadratura.</p><p>Gray sent� qualcuno ridere, probabilmente guardie non riprese dalla telecamera. Poi dagli altoparlanti provenne un urlo diverso, selvaggio e assetato di sangue.</p><p>Baldric mim� un taglio netto all�altezza della gola e l�audio fu azzerato.</p><p>�Non alleviamo soltanto orchidee, qui, comandante Pierce�, disse il vecchio, abbandonando ogni finta cortesia.</p><p>�Lei ci aveva dato la sua parola�, disse Gray.</p><p>�Se aveste cooperato!� ribatt� Baldric, alzandosi con disinvoltura. Indicando la lavagna, fece un gesto con la mano, come a cancellare il disegno. �Ci ha preso per degli idioti? Sapevamo gi� che non c�era nient�altro nella Bibbia di Darwin. Abbiamo gi� tutto ci� che ci serve. Questa era soltanto una prova, una dimostrazione. Vi abbiamo portato qui per altri motivi, altre domande che richiedono una risposta.�</p><p>Quella rivelazione lasci� sbalordito Gray, che finalmente cap�. �Il gas��</p><p>�Serviva solo per stordirvi, non per uccidervi. La sua piccola messa in scena � stata divertente, per�, lo devo ammettere. Adesso � ora di proseguire.�</p><p>Baldric si avvicin� allo schermo montato sulla parete. �Lei � protettivo con questa piccolina, vero? Questo fiorellino tutto pepe. <emphasis>Zeer goed. </emphasis>Le mostrer� che cosa l�attende nella foresta.�</p><p>Un cenno del capo, un tasto premuto e sul monitor comparve un riquadro con un�altra immagine. Gray sgran� gli occhi per il terrore.</p><p>Baldric prosegu�. �Vogliamo sapere qualcosa di pi� su un certo suo complice. Ma volevo essere sicuro che i giochetti fossero finiti. Oppure le serve un�altra dimostrazione?�</p><p>Gray continuava a fissare l�immagine sullo schermo, sconfitto. �Chi?�</p><p>Baldric gli si avvicin�. �Il suo capo: Painter Crowe.�</p></section><section><title><p>12. UKUFA</p></title><p><emphasis>Richards Bay, Sudafrica,</emphasis></p><p><emphasis>ore 06.19</emphasis></p><empty-line/><p>Lisa si accorse che a Painter tremavano le gambe, mentre saliva i gradini d�ingresso alla sede locale della British Telecom International. C�erano andati per incontrare un agente britannico, che li avrebbe aiutati dal punto di vista logistico in un eventuale attacco alla tenuta dei Waalenberg. Erano arrivati dopo un breve viaggio in taxi dall�aeroporto di Richards Bay, importante centro portuale lungo la costa sudafricana, a un�ora di automobile dalla tenuta dei Waalenberg.</p><p>Painter si aggrapp� alla balaustra, lasciando un�impronta umida. Lisa lo tenne per un braccio e lo aiut� a salire l�ultimo gradino.</p><p>�Ce la faccio da me�, disse lui, con tono seccato.</p><p>Lei non reag� a quell�espressione di rabbia, sapeva che era dovuta alla frustrazione. In pi�, Painter era in preda a dolori atroci e aveva continuato a ingoiare pastiglie di codeina come se fossero M M�s.</p><p>Lisa si era illusa che durante il viaggio in aereo Painter potesse recuperare in parte le forze, ma la mezza giornata di volo non aveva fatto altro che peggiorare la sua debilitazione, o <emphasis>involuzione</emphasis>, a dare retta ad Anna.</p><p>La donna tedesca e suo fratello erano rimasti all�aeroporto, sotto sorveglianza. Non che fosse davvero necessario. Anna aveva trascorso l�ultima ora del viaggio a vomitare nel bagno del jet. L�ultima volta che li avevano visti, la donna era distesa sul divano tra le braccia di Gunther, con un panno bagnato sulla fronte. Aveva l�occhio sinistro iniettato di sangue e un brutto livido sull�altro. Lisa le aveva dato un antiemetico per la nausea e le aveva fatto un�iniezione di morfina. Non l�aveva detto a nessuno, ma prevedeva che Anna e Painter avessero davanti al massimo un altro giorno, prima che svanisse ogni speranza di cura.</p><p>Il maggiore Brooks, che era il solo a scortarli, apr� loro la porta, tenendo sempre d�occhio la strada, ma c�era ben poco movimento a quell�ora del mattino.</p><p>Painter entr�, con movimenti rigidi e impacciati, sforzandosi di nascondere l�andatura claudicante. Lisa lo segu�. Dopo qualche minuto, furono accompagnati a una sala conferenze, passando per un grande labirinto grigio di cubicoli e uffici. La sala era vuota. Dalle finestre si vedeva la laguna di Richards Bay. A nord c�era un porto industriale, pieno di gru e navi mercantili. A sud, separata da una diga marittima, si estendeva una parte della laguna originaria, diventata una riserva naturale, che ospitava coccodrilli, squali, ippopotami, pellicani, cormorani e gli onnipresenti fenicotteri.</p><p>Lo specchio d�acqua si stava infiammando dei colori dell�alba.</p><p>Mentre aspettavano, furono serviti t� e <emphasis>scone</emphasis>, le classiche focaccine inglesi. Painter si era gi� messo a sedere, e Lisa fece altrettanto. Il maggiore Brooks rimase in piedi, non lontano dalla porta.</p><p>Painter lesse una domanda nell�espressione di Lisa. �Sto bene.�</p><p>�No, non stai bene�, ribatt� lei sottovoce.</p><p>Per qualche motivo, quella stanza vuota la intimidiva. Lui le sorrise, con uno scintillio negli occhi. Nonostante la degenerazione del suo organismo, era ancora in s�. Si era accorta che biascicava leggermente, ma poteva essere semplicemente l�effetto dei farmaci. Sarebbe rimasto lucido fino all�ultimo?</p><p>Con un gesto quasi automatico, la mano di lei cerc� la sua. Lisa non voleva che se ne andasse. Si sorprese dell�intensit� schiacciante di quell�emozione. Lo conosceva appena. Voleva sapere tutto di lui: qual era il suo cibo preferito, che cosa lo faceva sbellicare dalle risate, come ballava, che cosa le avrebbe sussurrato all�orecchio dandole la buonanotte. Non voleva che svanisse tutto quanto. Gli strinse forte la mano, come se la sua sola volont� bastasse a trattenerlo.</p><p>In quel momento, la porta della sala si apr� di nuovo. Finalmente era arrivato l�agente britannico.</p><p>Lisa si volt� a guardare e rimase sorpresa. Si aspettava una specie di clone di James Bond, una spia in piena regola, con tanto di abito Armani. Invece era una donna di mezza et�. Era vestita con una tenuta da safari kaki stropicciata e aveva in mano un cappello spiegazzato. Il viso era leggermente impolverato di terra rossa, tranne che attorno agli occhi: probabilmente aveva indossato un paio d�occhiali da sole fino a poco prima. Ne risultava un�espressione allarmata, che per� era in contrasto con le spalle cascanti e stanche e una certa tristezza nello sguardo�</p><p>�Sono la dottoressa Paula Kane�, si present�, salutando con un cenno del capo il maggiore Brooks e poi raggiungendo loro due al tavolo. �Non abbiamo molto tempo.�</p><empty-line/><p>Painter si era alzato in piedi per guardare la schiera di fotografie satellitari sparpagliate sul tavolo. �Quando sono state scattate?�</p><p>�Ieri sera, al crepuscolo�, rispose Paula.</p><p>La donna aveva gi� spiegato quale fosse il suo ruolo. Dopo il dottorato in biologia, era stata reclutata dall�intelligence britannica e dislocata in Sudafrica. Lei e una collega gestivano una serie di progetti di ricerca, ma allo stesso tempo monitoravano in segreto la tenuta dei Waalenberg. Spiavano quella famiglia da circa un decennio, finch�, un paio di giorni prima, non era avvenuta una tragedia. La sua collega era stata uccisa in circostanze poco chiare. <emphasis>Assalita da alcune leonesse</emphasis>, secondo la versione ufficiale. Ma lei non ne era per nulla convinta.</p><p>�Abbiamo fatto una ripresa agli infrarossi dopo mezzanotte�, prosegu� Paula, �ma c�� stato un malfunzionamento e abbiamo perso l�immagine.�</p><p>Painter fissava le foto, esterrefatto dall�enorme estensione della tenuta: oltre cinquantamila ettari. Si distingueva una piccola pista d�atterraggio, che apriva un varco nella giungla. Un paesaggio di altopiani boscosi, vaste savane e giungla fitta era cosparso di piccoli fabbricati. Al centro della parte pi� densa della foresta, si ergeva un castello di legno e pietra: la residenza dei Waalenberg.</p><p>�Non abbiamo una vista migliore dell�area attorno al palazzo?�</p><p>Paula scosse la testa. �� coperta da una densa vegetazione afromontana, una giungla secolare che ormai ha pochi equivalenti in Sudafrica. I Waalenberg hanno scelto questa posizione per la loro tenuta sia perch� era isolata sia per accaparrarsi questa enorme foresta, formata da alberi alti quaranta metri, con chiome fitte e stratificate a diverse altezze. All�ombra di quelle fronde c�� una biodiversit� maggiore che nella giungla congolese o in qualsiasi foresta pluviale.�</p><p>�Ed � una copertura perfetta�, comment� Painter.</p><p>�Ci� che succede l� sotto lo sanno soltanto i Waalenberg. Ma noi sappiamo che le tecnologie di cui pullula il palazzo sono soltanto la punta di un iceberg: sotto la tenuta c�� un vasto complesso sotterraneo.�</p><p>�A quale profondit�?� chiese Painter, scambiando una breve occhiata con Lisa. Se facevano esperimenti con la Campana, sicuramente l�avevano sepolta nelle viscere della terra.</p><p>�Non lo sappiamo con certezza. Ma i Waalenberg hanno fatto fortuna con le miniere d�oro.�</p><p>�A Witwatersrand.�</p><p>�Esatto. Vedo che si � documentato. Le conoscenze in campo minerario sono tornate utili per costruire un complesso sotterraneo sotto il palazzo. Sappiamo che l�ingegnere minerario Bertrand Culbert venne consultato per la costruzione delle <emphasis>fondamenta </emphasis>dell�edificio, ma mor� poco tempo dopo.�</p><p>�Vediamo se indovino: in circostanze misteriose.�</p><p>�Calpestato da un bufalo. Ma la sua non � stata n� la prima n� l�ultima morte associata ai Waalenberg.� Al ricordo della sua compagna, lo sguardo le si riemp� di dolore. �Abbondano le voci di misteriose scomparse nell�area.�</p><p>�Eppure nessuno ha ancora emesso un mandato per perquisire la tenuta.�</p><p>�Deve capire quanto sono fragili le istituzioni sudafricane. I regimi cambiano, ma quello che ha sempre dominato, qui, � l�oro. I Waalenberg sono intoccabili. L�oro li protegge meglio di qualsiasi fossato o esercito privato.�</p><p>�E voi?� chiese Painter. �Che interessi ha l�MI5, qui?�</p><p>�I nostri interessi hanno una storia molto lunga, temo. L�intelligence britannica tiene d�occhio i Waalenberg gi� dalla fine della seconda guerra mondiale.�</p><p>Painter si rimise a sedere, stanco. Aveva difficolt� a mettere a fuoco da un occhio. Se lo sfreg�, poi, consapevole dell�attenzione di Lisa, si rivolse di nuovo a Paula. Non le aveva ancora rivelato di aver scoperto il simbolo nazista nascosto al centro dello stemma dei Waalenberg, ma evidentemente l�MI5 conosceva gi� il collegamento.</p><p>�Sapevamo che i Waalenberg erano importanti sostenitori della Ahnenerbe Forschungss-und Lehrgemeinschaft, la societ� per la ricerca e la diffusione del patrimonio storico nazista. Ne ha mai sentito parlare?�</p><p>Painter scosse la testa, il che gli procur� una fitta di dolore. Ultimamente l�emicrania si era diffusa al collo e all�intera colonna vertebrale. Sopport� la sofferenza a denti stretti.</p><p>�La societ� per il patrimonio storico era un gruppo di ricerca guidato da Heinrich Himmler, che studiava le radici della razza ariana. � stato anche responsabile di alcune delle pi� efferate atrocit� commesse nei campi di concentramento e in altre strutture segrete. Praticamente erano scienziati pazzi e armati.�</p><p>Painter trasal�, ma non era pi� una questione di dolore fisico. Aveva sentito descrivere la Sigma in termini analoghi. <emphasis>Scienziati armati. </emphasis>Era quello il loro vero nemico? Una versione nazista della Sigma?</p><p>�Che interesse avevano i Waalenberg in quel tipo di ricerca?� chiese Lisa.</p><p>�Non ne siamo del tutto sicuri, ma c�erano molti simpatizzanti nazisti in Sudafrica durante la guerra. Sappiamo che l�attuale patriarca, Baldric Waalenberg, s�interessava anche di eugenetica e che ha partecipato a conferenze scientifiche in Germania e Austria prima che scoppiassero le ostilit�. Dopo la guerra, per�, si � ritirato dalla scena, portando con s� l�intera famiglia.�</p><p>�� andato a leccarsi le ferite?� chiese Painter.</p><p>�Non � quello che pensiamo noi. Dopo la guerra, le forze alleate hanno setacciato la campagna tedesca, alla ricerca delle tecnologie segrete dei nazisti.� Paula scroll� le spalle. �C�erano anche forze britanniche.�</p><p>Painter annu�. Pure Anna aveva citato quei saccheggi.</p><p>�Ma i nazisti erano stati bravi a far sparire gran parte delle loro tecnologie, facendo terra bruciata: hanno giustiziato scienziati, bombardato impianti e strutture. I nostri sono arrivati in uno di quei siti in Baviera qualche minuto troppo tardi. Hanno trovato uno scienziato in un fosso, con una pallottola nel cranio, ma ancora vivo. Prima di morire ha rivelato qualche indizio utile. I nazisti stavano facendo ricerche su una nuova fonte di energia, scoperta tramite esperimenti quantistici, e avevano fatto importanti progressi: avevano un combustibile di straordinaria potenza.�</p><p>Painter e Lisa si scambiarono uno sguardo, ricordando la conversazione fatta con Anna sull�energia del punto zero.</p><p>�Qualsiasi cosa avessero scoperto, quella tecnologia � stata trafugata tramite i percorsi segreti creati dai nazisti. Si sa ben poco, tranne il nome della sostanza in questione e il luogo in cui se ne sono perse le tracce.�</p><p>�Alla tenuta dei Waalenberg?� tir� a indovinare Lisa.</p><p>Paula annu�.</p><p>�E il nome della sostanza?� chiese Painter, anche se gi� conosceva la risposta, avendo messo assieme gli elementi in suo possesso. �Si chiamava Xerum 525?�</p><p>Paula gli lanci� un�occhiata penetrante, aggrottando le sopracciglia. �Come fa a saperlo?�</p><p>�Il combustibile della Campana�, mormor� Lisa, sorpresa.</p><p>Tutto tornava. Era il momento di parlare apertamente con la dottoressa Paula Kane.</p><p>Painter si alz�. �C�� qualcuno che lei deve conoscere.�</p><empty-line/><p>La reazione di Anna non fu meno intensa. �Perci� la formula segreta dello Xerum 525 non � andata perduta? <emphasis>Unglaublich!</emphasis>�</p><p>Si erano riuniti in un hangar dell�aeroporto di Richards Bay, mentre due Isuzu Trooper venivano caricati di armi e attrezzature.</p><p>Lisa controllava il suo kit medico, mentre ascoltava la discussione in corso tra Painter, Anna e Paula. Gunther era accanto a lei e guardava accigliato la sorella. Anna sembrava pi� stabile, dopo aver preso le medicine che Lisa le aveva dato. Ma per quanto tempo?</p><p>�Mentre la Campana veniva portata a nord da suo nonno, i segreti dello Xerum 525 devono essere stati trasferiti a sud�, spieg� Painter ad Anna. �Cos� sono state divise le due parti dell�esperimento. A un certo punto, i Waalenberg devono essere venuti a sapere che la Campana non era stata distrutta. In quanto finanziatore della societ� per il patrimonio storico, Baldric Waalenberg doveva essere a conoscenza del <emphasis>Granitschlo�.</emphasis>�</p><p>Paula era dello stesso parere. �La societ� era il gruppo che appoggiava le spedizioni di Himmler sull�Himalaya.�</p><p>�E, una volta che l�ebbe scoperto, per Baldric dev�essere stato facile infiltrare spie al <emphasis>Granitschlo�.</emphasis>�</p><p>Anna era impallidita, ma non a causa della malattia. �Il bastardo ci ha usato! Per tutto questo tempo!�</p><p>Painter annu�. Baldric Waalenberg aveva orchestrato tutto quanto, manovrando le cose a distanza. Aveva lasciato che gli scienziati del <emphasis>Granitschlo�</emphasis>, esperti della Campana, proseguissero le loro ricerche, ma allo stesso tempo le sue spie facevano filtrare le informazioni in Africa.</p><p>�In seguito, Baldric deve aver costruito la sua Campana�, disse Painter, �sperimentando in segreto, producendo i suoi <emphasis>Sonnenk�nige</emphasis>, affinandoli tramite le tecniche avanzate scoperte dai vostri scienziati. Era un�impostazione perfetta. Senza un�altra fonte di Xerum 525, il <emphasis>Granitschlo� </emphasis>era vulnerabile, controllato da Baldric Waalenberg a vostra insaputa. In qualsiasi momento, poteva togliervi la terra sotto i piedi.�</p><p>�Ed � proprio quello che ha fatto�, sbott� Anna.</p><p>�Ma perch�?� chiese Paula. �Questa manovra segreta funzionava bene.�</p><p>Painter scroll� le spalle. �Forse perch� il gruppo di Anna stava allontanandosi sempre pi� dall�ideale nazista di supremazia ariana.�</p><p>Anna si premette un palmo sulla fronte, come se cos� potesse proteggersi da ci� che stava scoprendo. �E alcuni nostri scienziati� davano a intendere di voler� uscire allo scoperto, unirsi alla comunit� scientifica e divulgare le nostre ricerche.�</p><p>�Non penso che questo sia l�unico�, replic� Painter. �C�� in ballo qualcosa di pi� grosso. Qualcosa che, d�un tratto, ha reso il <emphasis>Granitschlo� </emphasis>obsoleto.�</p><p>�Credo che lei abbia ragione�, convenne Paula. �Negli ultimi quattro mesi c�� stato un improvviso aumento delle attivit� alla tenuta. Qualcosa li ha messi in agitazione.�</p><p>�Devono aver fatto qualche importante progresso da soli�, disse Anna, con un�espressione preoccupata.</p><p>Gunther intervenne, con la voce rauca, come se avesse un macigno in gola. �<emphasis>Genug!</emphasis>� Ne aveva avuto abbastanza e per la frustrazione faceva fatica a parlare inglese. �Il bastardo ha Campana� ha Xerum� noi troviamo, usiamo.� Fece un gesto alla sorella. �Basta parlare!�</p><p>Lisa si trov� pienamente d�accordo col bestione. �Dobbiamo trovare un modo per entrare.� <emphasis>E presto</emphasis>, aggiunse tra s�.</p><p>�Ci vorrebbe un esercito per assaltare la tenuta.� Painter si volt� verso Paula. �Possiamo aspettarci un aiuto dal governo sudafricano?�</p><p>�� escluso. I Waalenberg hanno corrotto troppe persone. Dovremo trovare un modo per infiltrarci in segreto.�</p><p>�Le foto satellitari non sono di grande aiuto�, comment� Painter.</p><p>�Allora useremo tecnologie meno avanzate�, replic� Paula, conducendoli alle Isuzu Trooper che li aspettavano. �Ho gi� qualcuno pronto sul campo.�</p><empty-line/><p><emphasis>ore 06.28</emphasis></p><empty-line/><p>Khamisi era disteso a terra. Sebbene fosse arrivata l�alba, i primi raggi del sole non facevano che gettare ombre ancora pi� profonde sul terreno della giungla. Indossava una mimetica e aveva in spalla la doppietta 465 Nitro Holland Holland Royal. In mano portava una tradizionale lancia corta zul�, una specie di zagaglia.</p><p>Dietro di lui c�erano altri due esploratori della trib�: Tau, il nipote dell�anziano che aveva salvato Khamisi dall�aggressione, e il suo migliore amico, Njongo. Anche loro portavano armi da fuoco e lance. Il loro abbigliamento era pi� tradizionale: fasce di pelliccia di lontra. Inoltre, avevano la pelle impiastricciata di vernice.</p><p>I tre avevano trascorso la notte setacciando la foresta attorno al palazzo, in cerca di una via che evitasse i sentieri sospesi tra le fronde. Avevano usato le piste degli animali selvatici, che s�inoltravano nel folto del sottobosco, e si erano spostati assieme a una piccola mandria di impala, nascondendosi nella loro ombra. Khamisi si era fermato in diversi punti per piazzare qualche <emphasis>sorpresa </emphasis>accanto ai cavi che, camuffati da piante rampicanti, collegavano al suolo i sentieri sospesi.</p><p>Una volta fatto il proprio dovere, si erano incamminati verso un punto in cui un ruscello scorreva sotto la recinzione della tenuta.</p><p>Un attimo prima, Khamisi aveva sentito quell�urlo selvaggio.</p><p><emphasis>Uuh-iiii-uuuuu.</emphasis></p><p>Il guardacaccia era rimasto pietrificato. Il ricordo di quel richiamo gli era rimasto impresso nelle ossa.</p><p><emphasis>Ukufa.</emphasis></p><p>Paula Kane aveva ragione. Secondo lei, le creature provenivano dalla tenuta dei Waalenberg. Non sapeva se fossero fuggite oppure se fossero l� apposta per aggredire Khamisi e la dottoressa Fairfield. In un caso o nell�altro, erano in libert�, a caccia.</p><p>Ma di chi?</p><p>Il richiamo proveniva da lontano, alla loro sinistra.</p><p>Non erano loro le prede. Quelle creature erano cacciatrici troppo abili, non avrebbero rivelato la loro presenza cos� presto. Qualcos�altro le aveva attirate, stuzzicando la loro sete di sangue.</p><p>Khamisi sent� un urlo in tedesco, un grido d�aiuto, tra i singhiozzi. Era pi� vicino.</p><p>Ancora terrorizzato dal richiamo bestiale, il guardacaccia avrebbe voluto scappare lontano, veloce. Era una reazione primordiale.</p><p>Alle sue spalle, Tua lo incitava a fare proprio quello, borbottando in zul�.</p><p>Khamisi, invece, si diresse verso il punto da cui proveniva il grido d�aiuto. Aveva gi� lasciato Marcia in preda a quelle creature. Ricordava il suo terrore, quando aveva aspettato l�alba immerso fino al collo nell�abbeveratoio. Non poteva ignorare quelle urla.</p><p>Khamisi rotol� sino a Tau e gli pass� le mappe che aveva disegnato. �Torna all�accampamento e porta queste alla dottoressa Kane.�</p><p>�Fratello� no� vieni via.� Tau aveva gli occhi sgranati per il terrore. Suo nonno gli aveva raccontato dell�<emphasis>ukufa. </emphasis>Khamisi doveva riconoscere il coraggio di Tau e del suo amico: nessun altro si era offerto volontario per entrare nella tenuta. La superstizione era imperante.</p><p>Una volta di fronte alla realt�, Tau non aveva nessuna intenzione di rimanere e Khamisi non poteva biasimarlo. Ricordava il suo terrore, quando era con Marcia. Invece di resistere, era fuggito, era corso via, lasciando che la dottoressa fosse uccisa.</p><p>�Andate�, ordin� Khamisi, indicando la recinzione con un cenno del capo. Le mappe dovevano essere consegnate.</p><p>I due giovani esitarono per un istante, poi si mossero, stando bassi, e scomparvero nella giungla. Khamisi non sentiva nemmeno i loro passi.</p><p>Cal� un silenzio spaventoso, pesante e denso come la foresta stessa. Khamisi s�incammin� nella direzione da cui erano venute le urla, umane e non.</p><p>Dopo un minuto, proruppe un altro ululato, accompagnato da un volo di uccelli allarmati. Termin� in una serie di schiamazzi, simili a una risata stridula. Khamisi si ferm� a riflettere, colpito da qualcosa di familiare in quell�ultimo, inquietante verso. Prima che potesse pensarci oltre, un singhiozzo sommesso lo fece trasalire. Khamisi us� la canna della doppietta per aprirsi un varco tra le fronde. Davanti a lui si apriva una piccola radura, dove un albero era caduto di recente, sgombrando una parte della foresta. Dallo spiraglio che si era aperto tra le chiome degli alberi, penetrava un raggio di sole, che faceva sembrare ancora pi� oscuro il resto della giungla.</p><p>All�altra estremit� della radura, un movimento attir� la sua attenzione. Un ragazzo si stava sforzando di arrampicarsi da un ramo basso a uno pi� alto, ma non riusciva a trovare una buona presa con la mano destra. Anche da quella distanza, Khamisi vedeva la scia di sangue che colava lungo il braccio del ragazzo, inzuppandogli la manica, mentre tentava invano di aggrapparsi. D�un tratto, il giovane cadde in ginocchio, avvinghiandosi al tronco e cercando di nascondersi.</p><p>Poi anche il motivo dell�improvviso terrore del ragazzo divenne visibile.</p><p>Khamisi si paralizz� quando la creatura entr� furtivamente nella radura, sotto l�albero. A dispetto dei suoi movimenti silenziosi, era un essere imponente, pi� grande di un leone adulto, ma non era un leone. Il suo pelo irsuto era albino, gli occhi di un rosso iperriflettente. Le spalle erano alte e massicce, la parte terminale della schiena era pi� bassa. Il collo muscoloso sosteneva una testa enorme, col muso allungato e con un paio di grandi orecchie da pipistrello che si girarono verso l�albero. Sollevando la testa, l�animale annus� l�aria, attirato dal sangue. Le labbra si ritirarono, scoprendo fauci spaventose, con denti aguzzi. Ulul� nuovamente e ancora una volta concluse il richiamo con una serie di agghiaccianti risate. Poi cominci� ad arrampicarsi.</p><p>Khamisi sapeva che cosa aveva di fronte.</p><p><emphasis>Ukufa.</emphasis></p><p>Morte.</p><p>Ma, per quanto avesse un aspetto mostruoso, Khamisi ne conosceva il vero nome.</p><empty-line/><p><emphasis>ore 06.30</emphasis></p><empty-line/><p>�Specie <emphasis>Crocuta crocuta</emphasis>�, spieg� Baldric Waalenberg, avvicinandosi allo schermo del computer. Aveva notato che il suo prigioniero guardava la creatura nel riquadro accanto alle immagini di Fiona nella gabbia.</p><p>Gray studi� quella bestia massiccia come un orso, che, immobile davanti alla telecamera, ringhiava con la bocca aperta, scoprendo gengive bianche e zanne ingiallite. Doveva pesare centocinquanta chili. Stava sorvegliando i resti macerati di un�antilope.</p><p>�La iena maculata � il secondo pi� grande carnivoro dell�Africa�, prosegu� Baldric. �� capace di abbattere un maschio di gnu da sola.�</p><p>Gray era perplesso. La creatura sul monitor non era una normale iena. Era tre o quattro volte pi� grossa del solito, poi c�era il manto sbiadito� Una specie di combinazione di gigantismo e albinismo: una mostruosa mutazione.</p><p>�Cosa le avete fatto?� chiese, incapace di nascondere il disgusto nella sua voce. Voleva anche prendere tempo, facendo parlare il vecchio. Scambi� uno sguardo con Monk, poi torn� a fissare Baldric.</p><p>�Abbiamo reso quella creatura migliore, pi� forte. Non � vero, Isaak?�</p><p>�<emphasis>Ja, grootvader.</emphasis>�</p><p>�I graffiti preistorici di alcune caverne in Europa mostrano la grande antenata della iena moderna, la iena gigante. Noi abbiamo trovato un modo per riportare la <emphasis>Crocuta </emphasis>all�antica gloria.� Baldric parlava con lo stesso tono scientifico e spassionato di quando aveva descritto i suoi tentativi di selezionare orchidee nere. �Abbiamo persino migliorato l�intelligenza della specie, incorporando cellule staminali umane nella corteccia cerebrale, con risultati affascinanti.�</p><p>Gray aveva letto di esperimenti analoghi fatti coi topi. A Stanford, gli scienziati avevano generato alcuni topi con l�uno percento di cervello umano. Che diavolo stava succedendo?</p><p>Baldric si avvicin� alla lavagna coi cinque simboli runici. Li picchiett� con la bacchetta. �Abbiamo una serie di Supercomputer Cray XT3 che lavorano al codice di Hugo. Quando l�avremo risolto, saremo in grado di fare la stessa cosa con gli esseri umani, per avviare la prossima evoluzione dell�umanit�. La specie umana risorger� in Africa, mettendo fine al pantano della mescolanza razziale grazie a una nuova purezza, che aspetta soltanto di sganciarsi dal nostro codice genetico corrotto.�</p><p>Gray sent� echeggiare in quelle parole la filosofia nazista dell�<emphasis>�bermensch</emphasis>, il mito del superuomo. Il vecchio doveva essere pazzo. Ma not� anche la lucidit� del suo sguardo. E sullo schermo c�erano le prove dei primi mostruosi successi dei suoi progetti.</p><p>Gray si volt� verso Isaak, il quale aveva premuto un tasto, facendo scomparire la iena mutante. D�un tratto cap� il collegamento: l�albinismo della iena, Isaak e sua sorella gemella, gli altri assassini dai capelli biondo platino� Baldric non aveva fatto esperimenti soltanto con le orchidee e le iene.</p><p>�Ora ritorniamo alla questione di Painter Crowe�, disse il vecchio, indicando lo schermo con un ampio gesto della mano. �Credo che abbia capito ci� che attende la giovane <emphasis>meisje </emphasis>nella gabbia se lei non risponder� sinceramente alle nostre domande. Basta coi giochetti.�</p><p>Gray fissava lo schermo e la ragazzina in gabbia. Non poteva lasciare che succedesse qualcosa a Fiona. Doveva quantomeno guadagnare tempo per lei. La ragazza era stata trascinata in tutta quella faccenda per via della sua goffaggine durante le indagini a Copenhagen: si sentiva responsabile. E in pi� quella ragazzina gli piaceva, la rispettava, anche quando faceva la rompiscatole.</p><p>Gray sapeva che cosa doveva fare. Si volt� verso Baldric. �Che cosa vuole sapere?�</p><p>�A differenza di lei, Painter Crowe si � dimostrato un avversario pi� capace del previsto. E sfuggito alla nostra imboscata ed � scomparso nel nulla. Lei ci aiuter� a scoprire dov�� finito.�</p><p>�Come?�</p><p>�Contattando il comando della Sigma. Abbiamo una linea codificata, impossibile da rintracciare. Lei interromper� il silenzio e scoprir� fino a che punto la Sigma conosce il progetto Sole Nero e dove si � nascosto Painter Crowe. Ma se solo tenta qualche trucco�� Baldric indic� lo schermo con un cenno del capo.</p><p>Gray cap� il senso dell�aspra lezione che gli era stata impartita: volevano che capisse appieno che cosa c�era in gioco, stroncando qualsiasi tentativo di sotterfugio. Salvare Fiona o tradire la Sigma?</p><p>La decisione fu momentaneamente accantonata, quando una delle guardie ritorn� con un�altra delle richieste di Gray.</p><p>�La mia mano!� esclam� Monk. Con le braccia ancora legate dietro la schiena, cominci� a dibattersi.</p><p>Baldric fece cenno alla guardia di proseguire. �Dai la protesi a mio nipote.�</p><p>Isaak intervenne, in olandese. �Il laboratorio ha tolto eventuali armi nascoste?�</p><p>�<emphasis>Ja</emphasis>, signore. � pulita.�</p><p>Isaak la esamin� comunque. Era una meraviglia tecnologica della DARPA, con un controllo diretto dei nervi periferici incorporato nei contatti al titanio, all�altezza del polso. Era dotata di meccanica avanzata e attuatori che consentivano movimenti e input sensoriali precisi.</p><p>Monk guard� con insistenza Gray, il quale not� che, con le dita della mano sinistra, l�amico aveva appena finito di digitare un codice sui contatti del moncherino del polso destro. Gray annu� e gli si avvicin�.</p><p>La protesi elettronica aveva un�altra caratteristica: la tecnologia wireless. Dal braccio di Monk part� un segnale radio diretto alla protesi. La protesi artificiale rispose contraendosi tra le mani di Isaak. Le dita si chiusero a pugno, tranne il medio, che rest� sollevato.</p><p>�Vaffanculo�, mormor� Monk.</p><p>Gray lo prese per un braccio e lo spinse verso la porta che conduceva all�interno del palazzo.</p><p>L�esplosione non fu molto forte: era soltanto una granata accecante, un po� pi� brillante e rumorosa del solito. La carica era incorporata direttamente nell�involucro plastico esterno della mano, impossibile da individuare. Pur non essendo una grossa carica, fu una distrazione sufficiente. Le guardie proruppero in grida di sorpresa e di dolore.</p><p>Gray e Monk fecero irruzione nel palazzo, girarono un angolo e continuarono a correre sul pavimento in parquet lucido. Subito scattarono gli allarmi, assordanti. Dovevano trovare una via d�uscita al pi� presto.</p><p>Gray not� una scalinata che saliva a un livello superiore e guid� Monk in quella direzione.</p><p>�Dove stiamo andando?�</p><p>�Su�� rispose Gray, salendo due gradini alla volta. Probabilmente le guardie si aspettavano che cercassero di fuggire dalla prima porta o finestra disponibile, ma lui conosceva un�altra via d�uscita. Cerc� di visualizzare la pianta del palazzo. Si era guardato attorno con attenzione, quando le guardie li avevano scortati fino alla serra. Si concentr�, confidando nel proprio senso dell�orientamento. �Da questa parte.�</p><p>Trascin� Monk da un pianerottolo a un altro corridoio. Erano al sesto piano.</p><p>�Dove�� fece per chiedere di nuovo Monk.</p><p>�In quota�, rispose Gray, indicando la fine del corridoio, dove li aspettava una porta. �Al ponte sospeso tra gli alberi.�</p><p>Ma non sarebbe stato cos� facile. Come se qualcuno avesse origliato i loro piani, una saracinesca metallica interna cominci� a scendere davanti all�uscita. Una chiusura automatica.</p><p>�Presto!� grid� Gray.</p><p>La saracinesca era gi� chiusa per tre quarti. Gray acceler�, lasciando indietro Monk, poi prese al volo una sedia e la lanci� in avanti. La sedia atterr� sul parquet e cominci� a scivolare sulla superficie levigata. Gray la seguiva a breve distanza. La sedia and� a sbattere contro la porta e la discesa della saracinesca fu interrotta. Ci fu uno stridore di ingranaggi. Sopra la porta si accese una luce rossa. Gray era sicuro che da qualche parte nel palazzo, alla postazione della sicurezza, si era accesa una spia d�allarme.</p><p>Quando raggiunsero la porta, le gambe della sedia cominciavano a incrinarsi e scheggiarsi, schiacciate dal peso della saracinesca.</p><p>Monk arriv� ansimando, con le braccia ancora legate dietro la schiena.</p><p>Gray si chin� e, infilandosi sotto la sedia, cerc� di raggiungere la maniglia della porta. Alla fine riusc� ad afferrare il pomo e lo gir�.</p><p>La porta era chiusa a chiave.</p><p>�Dannazione!�</p><p>La sedia continuava a incrinarsi. Dietro di loro si sentiva l�eco degli scarponi che battevano pesantemente sui gradini delle scale.</p><p>Gray si volt�. �Tienimi!�</p><p>Doveva aprire la porta a calci. Appoggiato schiena contro schiena all�amico, raccolse le gambe al petto, pronto a colpire. Poi la porta gli si apr� semplicemente davanti, mostrando un paio di gambe avvolte da pantaloni mimetici kaki. Uno degli uomini di sentinella ai ponti doveva aver notato il guasto ed era andato a indagare. Gray punt� agli stinchi della guardia e scalci�.</p><p>Colto di sorpresa, l�uomo perse l�equilibrio e sbatt� fragorosamente la testa contro la saracinesca, cadendo pesantemente sull�assito. Gray si tuff� fuori e sferr� un altro colpo col tallone. La sentinella si afflosci�.</p><p>Monk rotol� fuori, seguendo l�amico, ma non prima di aver dato un calcio alla sedia, liberando la saracinesca, che prosegu� la sua discesa e si chiuse rumorosamente.</p><p>Gray allegger� la guardia delle sue armi. Us� un coltello per slegare Monk e gli pass� una pistola semiautomatica HK Mark 23, tenendo per s� il fucile.</p><p>Armi alla mano, fuggirono lungo il ponte sospeso. Nel punto in cui s�inoltrava nella giungla, c�era il primo bivio. Per il momento entrambe le direzioni erano sgombre.</p><p>�Dividiamoci, avremo pi� possibilit�, disse Gray. �Devi cercare aiuto, trova un telefono e contatta Logan.�</p><p>�E tu?�</p><p>Gray non rispose. Non ce n�era bisogno.</p><p>�Rifletti, potrebbe essere gi� morta.�</p><p>�Questo non lo sappiamo.�</p><p>Monk scrut� l�espressione dell�amico. Aveva visto il mostro sullo schermo del computer e sapeva che Gray non aveva scelta.</p><p>Senza proferire parola, corsero in due direzioni opposte.</p><empty-line/><p><emphasis>ore 06.34</emphasis></p><empty-line/><p>Khamisi raggiunse il ponte sospeso, salendo su un albero all�altra estremit� della radura, con movimenti rapidi e silenziosi.</p><p>Pi� gi�, l�<emphasis>ukufa </emphasis>continuava a girare attorno all�albero, sorvegliando la sua preda in trappola. Il rumore violento e improvviso di qualche istante prima aveva messo in allarme la bestia, che era scesa dall�albero, cauta e diffidente, e aveva ripreso a fare la ronda, con le orecchie dritte. Dal palazzo proveniva l�eco di allarmi e clacson.</p><p>Quel trambusto preoccupava anche Khamisi. Tau e Njongo erano stati scoperti? O forse era stato individuato il loro accampamento, appena fuori dalla tenuta? Avevano camuffato il loro punto di raccolta come se fosse uno dei numerosi accampamenti di cacciatori nomadi zul�. Qualcuno si era accorto che nascondeva qualcos�altro?</p><p>Qualunque fosse la causa dell�allarme, perlomeno il trambusto aveva reso pi� guardinga la mostruosa iena gigante, l�<emphasis>ukufa</emphasis>, e Khamisi aveva sfruttato la sua distrazione per raggiungere uno dei ponti sospesi. Rotol� sull�assito, tenendo pronto il fucile. L�ansia gli acuiva i sensi, ma il terrore l�aveva abbandonato. Khamisi aveva notato l�andatura della bestia, il ringhio sommesso e gracchiante, il crescendo di risate stridule e nervose, che diventavano ululati. Normale comportamento da iena. Nonostante le dimensioni mostruose, non era qualcosa di mitico o soprannaturale.</p><p>Khamisi percorse rapidamente il ponte, finch� non arriv� in prossimit� dell�albero del ragazzo, quindi prese una corda dallo zaino. Sporgendosi oltre il cavo d�acciaio che sosteneva la struttura, vide il giovane. Emise un fischio acuto, simile al richiamo di un uccello. Sebbene il ragazzo fosse concentrato sui movimenti della bestia sotto di lui, sentendo l�improvviso rumore trasal�, guard� in alto e vide Khamisi.</p><p>�Ti porter� fuori di qui�, disse lui a bassa voce, in inglese, sperando che l�altro capisse.</p><p>Ma il ragazzo non fu l�unico a sentire Khamisi. L�<emphasis>ukufa </emphasis>punt� i suoi occhi rossi su quelli dello zul�. Mentre studiava l�uomo sul ponte, socchiuse le palpebre e scopr� i denti. Khamisi scorse un�intelligenza calcolatrice in quello sguardo. Era quella la creatura che aveva aggredito Marcia?</p><p>Gli sarebbe piaciuto svuotare le canne del fucile su quel muso sorridente, ma il rumore di quell�arma di grosso calibro avrebbe attirato troppa attenzione. Alla tenuta erano gi� tutti in piena allerta. Perci� appoggi� il fucile accanto ai piedi: gli sarebbero servite entrambe le braccia.</p><p>�Ragazzo! Adesso ti getto una corda: avvolgitela attorno alla vita.� Mim� il movimento. �Ti tirer� su.�</p><p>Il giovane annu�, con gli occhi sgranati, il volto gonfio per le lacrime e la paura.</p><p>Sporgendosi oltre il bordo del ponte, Khamisi srotol� verso di lui un po� di corda, che si ferm� tra i rami pi� alti. �Dovrai arrampicarti fin l�!�</p><p>Il ragazzo non ebbe bisogno di essere spronato ulteriormente. Data la nuova possibilit� di fuga, i suoi sforzi divennero molto pi� determinati. Scalciando e inerpicandosi, raggiunse il ramo sopra di lui e si leg� la corda in vita, liberandola dalle fronde.</p><p>Khamisi tese la corda, fissandola attorno a uno dei cavi d�acciaio del ponte. �Adesso comincio a tirarti su, oscillerai un po�.�</p><p>�Presto!� grid� il ragazzo, troppo forte.</p><p>Khamisi si gir� su un fianco e not� che l�<emphasis>ukufa </emphasis>si era accorto dei movimenti del giovane e ne era attirato, come un gatto appresso a un topo. La bestia si stava arrampicando sull�albero, affondando gli artigli.</p><p>Non avendo tempo da perdere, Khamisi cominci� a tirare la corda, bracciata dopo bracciata. Sent� tutto il peso del ragazzo. Chinandosi, lo vide oscillare avanti e indietro come un pendolo.</p><p>Anche gli occhi dell�<emphasis>ukufa </emphasis>facevano altrettanto, mentre continuava ad arrampicarsi. Khamisi cap� le sue intenzioni: avrebbe spiccato un salto e preso al volo la sua preda, come un�esca sulla lenza.</p><p>Il guardacaccia iss� pi� velocemente.</p><p>�<emphasis>Wie zijn u?</emphasis>� abbai� all�improvviso qualcuno alle sue spalle.</p><p>Colto di sorpresa, Khamisi lasci� quasi andare la corda. Allung� il collo per guardare indietro.</p><p>Sul ponte c�era una donna alta e snella, vestita di nero, coi capelli biondi rasati e con lo sguardo ferino: una Waalenberg. Doveva averlo scoperto per caso. Aveva gi� in mano un coltello.</p><p>Khamisi non osava lasciar andare la corda.</p><p>Pi� gi�, il ragazzo grid�.</p><p>Khamisi e la donna guardarono di sotto.</p><p>L�<emphasis>ukufa </emphasis>aveva raggiunto la postazione precedente del ragazzo e si preparava a saltare. La donna fece una risata non tanto diversa da quella della bestia. Le assi scricchiolarono mentre si avvicinava alla schiena di Khamisi, col coltello in mano.</p><p>Erano in trappola.</p><empty-line/><p><emphasis>ore 06.38</emphasis></p><empty-line/><p>Gray s�inginocchi�. Il ponte si dipartiva in tre diverse direzioni: il ramo di sinistra conduceva al palazzo, quello centrale costeggiava il margine della foresta sovrastando i giardini della tenuta, quello di destra s�inoltrava nel cuore della giungla.</p><p>Da che parte?</p><p>Accovacciato, Gray studi� l�inclinazione delle ombre, confrontandola alle immagini che aveva osservato attentamente sul monitor del computer. La lunghezza e la direzione delle ombre gli avevano dato un�idea della posizione della gabbia di Fiona rispetto al sole che sorgeva. Ma rimaneva comunque un�ampia area di tenuta da percorrere.</p><p>Il ponte oscill� leggermente, scosso da un pesante calpestio.</p><p>Altre guardie.</p><p>Gray si era gi� imbattuto in altre due squadre. Mise in spalla il fucile, rotol� sino al bordo del ponte e si lasci� ciondolare. Appeso al cavo d�acciaio, si spost� fino al ramo di un albero per ripararsi. Un attimo dopo, tre guardie marciarono rumorosamente sul ponte, facendolo dondolare. Gray si tenne forte, poi, quando gli uomini furono passati oltre, us� il ramo come appoggio per ritornare sul ponte. Mentre si dava lo slancio e sollevava una gamba, not� la vibrazione ritmica del cavo tra le sue mani. Altre guardie?</p><p>Disteso sull�assito, appoggi� un orecchio al cavo d�acciaio, restando in ascolto, come un cacciatore indiano sulla pista di un animale. La vibrazione aveva un ritmo ben distinto e percepibile, come la corda metallica di una chitarra. Tre colpi veloci, tre lenti, ancora tre veloci. E si ripeteva.</p><p>Codice morse.</p><p>SOS.</p><p>Qualcuno stava mandando un segnale tramite il cavo.</p><p>Con movimenti cauti e furtivi, Gray ritorn� al bivio. Tocc� gli altri cavi: soltanto uno vibrava, quello che sosteneva la diramazione che s�inoltrava nella giungla. Era possibile che�</p><p>Non avendo altri indizi, Gray s�incammin� in quella direzione, cercando di non far oscillare il ponte.</p><p>Le diramazioni si susseguivano. Gray si fermava a ogni bivio per trovare il cavo che vibrava e seguirne la traccia. Era cos� concentrato sul percorso che, quando si abbass� per schivare le fronde di una palma, si trov� improvvisamente davanti una guardia, a soli quattro metri di distanza. Capelli castani, sui venticinque, sembrava un membro della giovent� hitleriana. Era appoggiato al corrimano d�acciaio, voltato verso di lui. Stava gi� sollevando il fucile, messo in allerta dal fruscio delle foglie.</p><p>Gray non aveva abbastanza tempo per usare il suo fucile. Mentre era ancora in movimento, si gett� di lato. Non era un tentativo di schivare la pallottola in arrivo, perch� l�altro non poteva mancarlo a quella distanza.</p><p>Ma, andando a sbattere sul cavo d�acciaio che fungeva da corrimano, Gray lo fece vibrare.</p><p>La guardia, che vi era appoggiata, perse l�equilibrio e la canna del suo fucile fin� puntata verso il cielo. L�agente Sigma gli fu addosso in un istante, pugnale alla mano.</p><p>Gray gli imped� di urlare, infilzandogli la lama nella trachea e lacerandogli la laringe. Bast� una torsione per far zampillare il sangue dalla carotide. Sarebbe morto in pochi secondi. Gray lo prese e lo gett� oltre il corrimano. Non prov� nessun rimorso, ricordando le guardie che ridevano quando Ryan era caduto nella tana del mostro. Quanti altri erano morti in quel modo? Il corpo cadde in un sussurro di foglie fruscianti, poi si schiant� nell�erba.</p><p>Accovacciato, Gray rimase in ascolto. Qualcuno aveva sentito la guardia cadere?</p><p>A sinistra, sorprendentemente vicino, una donna grid� in inglese, con accento straniero. �Smettila di dare calci alle sbarre o ti buttiamo gi� subito!�</p><p>Gray riconobbe quella voce: Ischke, la gemella di Isaak.</p><p>Una voce pi� familiare rispose alla donna. �Vaffanculo, brutta stronza!�</p><p>Fiona.</p><p>Nonostante il pericolo, Gray sorrise, orgoglioso di quella ragazzina.</p><p>Stando basso, raggiunse la fine del ponte, che sfociava in un anello sospeso, a incoronare una radura. L�aveva gi� visto sul monitor. La gabbia era appesa al passaggio sopraelevato.</p><p>Fiona continuava a prendere a calci le sbarre: tre colpi veloci, tre lenti, tre veloci. Il suo volto era il ritratto della determinazione. La vibrazione, trasmessa lungo i cavi di sostegno della gabbia, arrivava fino ai piedi di Gray.</p><p>Brava ragazza.</p><p>Doveva aver sentito gli allarmi del palazzo, e forse aveva immaginato che ci fosse di mezzo lui e aveva cercato di trasmettergli un segnale; oppure era solo infuriata e il messaggio in codice non era altro che una coincidenza.</p><p>Gray individu� tre guardie, posizionate a ore due, ore tre e ore nove. Ischke, sempre abbagliante nel suo completo bianco e nero, era dall�altra parte, a ore dodici: con entrambe le mani appoggiate sul corrimano interno, guardava in basso, verso Fiona.</p><p>�Forse una pallottola nel ginocchio ti calmer�, grid�, appoggiando la mano sulla fondina della pistola.</p><p>Fiona ferm� il piede a mezz�aria, borbott� qualcosa e poi lo appoggi�.</p><p>Gray calcol� le proprie possibilit�. Era solo, con un fucile, contro tre guardie, tutte armate, e Ischke, con la pistola.</p><p>Una scarica di disturbi elettrostatici risuon� nella radura, seguita da parole confuse. Ischke sganci� la radio e l�avvicin� alle labbra. �<emphasis>Ja?</emphasis>� Ascolt� per mezzo minuto, fece una domanda che Gray non riusc� a sentire, poi chiuse la comunicazione. Riponendo l�apparecchio, si rivolse alle guardie: �Abbiamo nuovi ordini. Uccidiamo la ragazza, subito!�</p><empty-line/><p><emphasis>ore 06.40</emphasis></p><empty-line/><p>L�<emphasis>ukufa </emphasis>emise una serie di guaiti striduli, pronto a saltare addosso al ragazzo ciondolante. Khamisi sentiva la donna avvicinarsi alle sue spalle. Avendo le mani impegnate a tenere la corda, non poteva usare le sue armi.</p><p>�Chi sei?� chiese di nuovo la donna, minacciandolo col pugnale.</p><p>Khamisi fece l�unica cosa possibile. Piegando le ginocchia, si gett� oltre il corrimano d�acciaio. Mentre ruzzolava gi�, si tenne forte alla corda, che fischiava attorno al palo d�acciaio. Mentre Khamisi cadeva, intravide il ragazzo che veniva proiettato verso l�alto, agitando le braccia e gridando per la sorpresa.</p><p>L�<emphasis>ukufa </emphasis>salt� verso la preda in fuga, ma il peso di Khamisi catapult� il ragazzo verso il ponte, finch� non vi and� a sbattere.</p><p>L�improvvisa battuta d�arresto fece perdere la presa al guardacaccia, il quale cadde di schiena nell�erba. Pi� su, il ragazzo si era aggrappato ai cavi del ponte, mentre la donna fissava Khamisi con gli occhi sgranati.</p><p>A pochi metri da lui, qualcosa di grosso atterr� pesantemente.</p><p>L�<emphasis>ukufa </emphasis>balz� in piedi, ringhiando furiosamente e lanciando filamenti di saliva. Il suo sguardo rosso si pos� sull�unica preda disponibile.</p><p>Khamisi non aveva il fucile, che era rimasto sul ponte. La creatura ulul�, infuriata e assetata di sangue, poi gli salt� addosso, con l�intenzione di squarciargli la gola.</p><p>Khamisi afferr� la sua unica arma: la zagaglia zul�, che portava ancora legata alla coscia. Mentre l�<emphasis>ukufa </emphasis>cadeva su di lui, Khamisi sollev� la lama. Suo padre gli aveva insegnato come usarla, prima che partissero per l�Australia. Come tutti i ragazzi zul�.</p><p>Con un istinto che affondava le radici nel passato dei suoi antenati, Khamisi infil� la lama sotto le costole della creatura � un animale in carne e ossa, non mitica � e la spinse a fondo, mentre il peso della iena si abbatteva su di lui.</p><p>L�<emphasis>ukufa </emphasis>url�. Il dolore e lo slancio lo trasportarono oltre Khamisi, che si vide strappare di mano la lancia. L�uomo rotol� via, libero e disarmato. L�<emphasis>ukufa </emphasis>si dimenava nell�erba e cos� la lama gli si avvitava sempre pi� in profondit� nella carne. Grid� un�ultima volta, con un sussulto violento, poi si afflosci�.</p><p>Morto.</p><p>Lo sguardo di Khamisi fu attirato da un urlo furioso sopra la sua testa. La donna sul ponte aveva trovato il suo fucile e glielo stava puntando contro. Il colpo suon� come la detonazione di una granata. Un cespuglio esplose ai piedi dell�uomo e schizzi di terra si propagarono tutt�attorno. Khamisi arretr�. La donna aggiust� la mira, centrando meglio il bersaglio nel mirino.</p><p>Stranamente, il secondo colpo suon� pi� acuto.</p><p>Khamisi gir� su se stesso, ma si accorse di essere illeso.</p><p>Guard� in alto appena in tempo per vedere la donna cadere dal ponte, il petto devastato e insanguinato.</p><p>Una nuova sagoma comparve sul ponte.</p><p>Un uomo muscoloso con la testa rasata. Teneva puntata una pistola, con un braccio teso appoggiato sul moncherino dell�altro. Si sporse oltre il cavo d�acciaio e vide il ragazzo, ancora appeso sotto il ponte.</p><p>�Ryan��</p><p>Il giovane singhiozz� di sollievo. �Mi porti via di qui.�</p><p>�� proprio quello che vorrei fare�� replic� l�uomo, che guard� Khamisi. �Sempre che il nostro amico laggi� conosca una via d�uscita. Io mi sono perso.�</p><empty-line/><p><emphasis>ore 06.44</emphasis></p><empty-line/><p>I due colpi d�arma da fuoco echeggiarono nella foresta.</p><p>Un piccolo stormo di pappagalli verdi si sollev� in volo, attraversando la radura con un gran fragore di ali e schiamazzi di protesta.</p><p>Gray si acquatt�. Avevano trovato Monk?</p><p>Ischke doveva aver pensato la stessa cosa, perch� si gir� nella direzione da cui provenivano i colpi e fece un cenno alle guardie. �Andate a vedere.�</p><p>Fucili alla mano, le guardie si lanciarono lungo il percorso circolare verso il punto in cui si trovava Gray, che, colto di sorpresa, si lasci� cadere dal ponte. Di l� a pochi secondi sarebbe stato nella visuale della prima guardia. Tent� di aggrapparsi al cavo d�acciaio, come aveva gi� fatto prima, ma nella fretta perse l�equilibrio e riusc� a malapena ad afferrarlo con una mano. Dondol� e il fucile gli scivol� dalla spalla. Contorcendosi e allungandosi, riusc� ad arpionare la cinghia di cuoio con un dito. Fece un silenzioso sospiro di sollievo.</p><p>Subito dopo le guardie passarono sopra di lui, facendo dondolare e sobbalzare il ponte.</p><p>La cinghia del fucile gli sfugg� dalle dita e l�arma cadde, infilandosi tra gli arbusti. Gray afferr� il cavo anche con l�altra mano e rimase l� appeso. Per fortuna il fucile non aveva sparato, cadendo a terra.</p><p>L�eco dei passi delle guardie si disperse in lontananza.</p><p>Gray sent� Ischke parlare alla radio.</p><p>Che fare?</p><p>Aveva solo un coltello, mentre la donna aveva una pistola.</p><p>Aveva soltanto il vantaggio della sorpresa, che era quasi sempre sopravvalutato.</p><p>Muovendo una mano dopo l�altra, Gray raggiunse il percorso circolare. Continu� a spostarsi lungo il bordo esterno, sempre aggrappato al cavo di sostegno, fuori dalla visuale della Waalenberg. Doveva muoversi lentamente, per evitare di far oscillare il ponte e allertare Ischke. Coordin� i movimenti alle occasionali folate di vento che arruffavano le chiome degli alberi.</p><p>Ma la sua presenza non pass� inosservata.</p><p>Fiona si accovacci� nella gabbia, mettendo tutte le sbarre possibili tra s� e Ischke. Evidentemente aveva capito ci� che la donna aveva detto in olandese: <emphasis>Uccidiamo la ragazza, subito! </emphasis>Anche se gli spari l�avevano momentaneamente distratta, prima o poi Ischke sarebbe tornata a occuparsi di lei.</p><p>Dalla posizione avvantaggiata in cui si trovava, Fiona vide Gray, un gorilla con la tuta bianca che dondolava sotto il ponte, seminascosto dalle fronde. Sobbalz� per la sorpresa e quasi si alz�, poi si costrinse a rimanere accovacciata. Lo segu� con lo sguardo e si scambiarono un�occhiata.</p><p>Nonostante la spavalderia che aveva dimostrato, Gray le lesse il terrore in volto. Sembrava molto pi� piccola, nella gabbia, con le braccia avvolte attorno al petto, come per proteggersi. Temprata dalla strada, la sua unica difesa contro il panico pi� completo era urlare insulti. Solo cos� era riuscita a non crollare, ma ci mancava poco.</p><p>Gli fece alcuni segnali, usando i movimenti del corpo. Spost� lo sguardo verso il basso e scosse leggermente il capo, gli occhi sgranati e pieni di paura, avvertendolo che l� sotto non sarebbe stato al sicuro.</p><p>Lui scrut� l�erba folta e gli arbusti nella radura. Non vide nulla tra le ombre fitte, ma si fid� del monito di Fiona: <emphasis>Non cadere.</emphasis></p><p>In quel momento era pi� o meno a ore otto lungo la circonferenza. Ischke si trovava a ore dodici. Gray aveva ancora una certa distanza da percorrere, ma aveva le braccia stanche e le dita doloranti. Doveva accelerare. Le continue soste e ripartenze erano sfiancanti. Tuttavia, muovendosi pi� rapido temeva di attirare l�attenzione di Ischke.</p><p>Evidentemente se ne rese conto anche Fiona. Si alz� e cominci� a prendere a calci le sbarre un�altra volta, scuotendo la gabbia e facendola ondeggiare.</p><p>Quell�oscillazione consent� a Gray di aumentare il ritmo. Purtroppo, per�, fece anche infuriare Ischke.</p><p>La donna mise via la radio e grid� a Fiona: �Basta con le tue stupidaggini, bambina!�</p><p>Aggrappata alle sbarre, Fiona continu� a sferrare calci.</p><p>Gray pass� rapidamente a ore nove.</p><p>Ischke si spost� verso il corrimano interno, da dove avrebbe potuto vederlo. Per fortuna era concentrata su Fiona.</p><p>La donna estrasse un apparecchio dalla tasca del maglione, allung� l�antenna coi denti e lo indirizz� verso Fiona. �� ora che tu conosca Skuld, che prende il nome dalla dea norrena del destino.�</p><p>Premette un bottone.</p><p>Quasi direttamente sotto i piedi di Gray, qualcosa ulul� di rabbia e di dolore, usc� dimenandosi dalle ombre della giungla ed entr� con passo furtivo nella radura. Era una delle iene mutanti. Doveva pesare almeno centocinquanta chili, tutti muscoli e denti. Emetteva un ringhio sommesso e aveva il pelo irto sulla schiena. Abbai� e morse l�aria, annusando la gabbia e scoprendo i denti.</p><p>Gray si rese conto che per tutto quel tempo il mostro doveva averlo tenuto d�occhio da laggi�. Sospettava gi� che cosa sarebbe successo.</p><p>Acceler�, superando le ore dieci.</p><p>Godendosi il terrore della ragazzina e prolungando la crudelt�, Ischke grid�: �Skuld ha un chip nel cervello che ci consente di stimolare la sua sete di sangue�.</p><p>Premette il bottone un�altra volta. La iena ulul� e salt� verso la gabbia, scagliando in aria filamenti di bava, in preda a un�incontrollabile furia assassina.</p><p>Era cos�, dunque, che i Waalenberg controllavano i propri mostri: innesti radiocomandati.</p><p>Ancora una volta, avevano soggiogato la natura per i propri scopi.</p><p>�� tempo di saziare l�appetito della povera Skuld�, ironizz� Ischke.</p><p>Gray non sarebbe mai arrivato in tempo, ma fece pi� presto che pot�.</p><p>Ore undici.</p><p>Mancava cos� poco�</p><p>Ma era troppo tardi.</p><p>Ischke premette un altro bottone. Gray sent� un secco rumore metallico: guard� la botola che si apriva sotto i piedi di Fiona e la ragazza che cadeva verso la bestia famelica.</p><p>L�uomo stava per lasciarsi andare, per raggiungerla e proteggerla.</p><p>Ma Fiona aveva imparato dall�errore di Ryan. Era pronta. Mentre cadeva si aggrapp� alle sbarre e rimase appesa. Skuld salt�, cercando di morderle le gambe. Fiona le sollev� e si tir� su con le braccia, cos� la bestia la manc� e ricadde tra gli arbusti, ululando per la frustrazione.</p><p>Arrampicandosi, Fiona si aggrapp� all�esterno della gabbia come una scimmia ragno.</p><p>Ischke rideva, godendosi il macabro spettacolo. �<emphasis>Zeer goed, meisje. </emphasis>Che intraprendenza! <emphasis>Grootvader </emphasis>avrebbe potuto prendere in considerazione i tuoi geni per il suo repertorio. Ma purtroppo dovrai soddisfare Skuld.�</p><p>Ischke sollev� la pistola.</p><p>Gray si spost� sotto di lei, guardando attraverso le assi di legno.</p><p>�E ora finiamola�� borbott� la donna, in olandese.</p><p><emphasis>Gi�, finiamola.</emphasis></p><p>Gray si sollev� con le braccia e slanci� le gambe all�indietro, poi oscill� in avanti sino a portare le gambe sopra il ponte, come un ginnasta alla sbarra. Colp� Ischke al ventre, mentre la donna si sporgeva e puntava la pistola verso Fiona.</p><p>Mentre i talloni dell�uomo la colpivano, la pistola esplose un colpo.</p><p>Gray sent� il proiettile rimbalzare sul ferro.</p><p>Mancata.</p><p>Ischke cadde all�indietro, mentre Gray atterrava sull�assito e si alzava con una piroetta, pugnale alla mano. La donna era appoggiata su un ginocchio. La sua pistola era tra loro due.</p><p>Entrambi si avventarono sull�arma.</p><p>Nonostante il colpo subito, Ischke si rivel� estremamente veloce, come un serpente all�attacco. Fu lei a raggiungere la pistola per prima e ad afferrarla.</p><p>Gray le trapass� il polso con la lama del pugnale, che si piant� nell�assito. Lei url� per la sorpresa, mentre le cadeva la pistola. Gray cerc� di afferrarla, ma l�impugnatura rimbalz� sul legno mentre Ischke si dimenava, e l�arma vol� gi�.</p><p>La momentanea distrazione bast� alla donna per liberarsi il polso. Fece perno sull�altra mano e sferr� un calcio alla testa di Gray.</p><p>Lui tent� di schivare il colpo, ma lo stinco della donna lo colp� forte sulla spalla, come il paraurti di un�auto lanciata a tutta velocit�. Gray si lasci� rotolare. Aveva preso una brutta botta. Quella donna era sorprendentemente forte.</p><p>Prima che potesse rialzarsi, lei gli si scagli� addosso, tentando di colpirlo e accecarlo con la punta della lama ancora infilata nel polso. Gray riusc� giusto in tempo a prenderle il braccio e torcerglielo; poi la trascin� verso il bordo del ponte e, senza fermarsi, rotol� gi� assieme a lei.</p><p>Ma Gray aveva agganciato il ginocchio sinistro attorno a uno dei pali di sostegno. Il suo corpo si ferm� di colpo, appeso per la gamba. Ischke si stacc� da lui e continu� a cadere.</p><p>Appeso a testa in gi�, Gray la vide precipitare, spezzando una serie di rami, per poi schiantarsi a terra.</p><p>Lui s�iss� nuovamente sul ponte e rimase disteso. Incredulo, vide Ischke rimettersi in piedi, zoppicando, con una caviglia slogata e dolorante.</p><p>Un rumore accanto a lui lo fece trasalire.</p><p>Fiona aveva raggiunto il ponte, arrampicandosi su uno dei cavi cui era appesa la gabbia. Aveva approfittato della lotta per salire fino a lass�. Corse verso di lui, scuotendo la mano sinistra: dalla ferita che le aveva procurato Ischke scorreva ancora il sangue.</p><p>Gray guard� di nuovo in basso.</p><p>La donna lo fissava con uno sguardo assassino.</p><p>Ma non era sola nella radura.</p><p>Skuld si avvent� su di lei da dietro, col muso basso nell�erba, come uno squalo, seguendo l�odore del sangue.</p><p>Le stava bene, pens� Gray.</p><p>Ma Ischke non fece altro che protendere il braccio sano verso la bestia. L�enorme iena si ferm� di colpo, sollev� il muso grondante di bava e lo sfreg� contro la mano della donna, come un pit bull feroce che salutava il suo violento padrone. Con gemiti e guaiti, si distese pancia a terra.</p><p>Ischke non aveva mai distolto lo sguardo da Gray.</p><p>Avanz� claudicante.</p><p>A qualche passo dalla donna, c�era la sua pistola in bella vista.</p><p>Gray prese Fiona per una spalla e la spinse in avanti. �Corri!�</p><p>La ragazzina non ebbe bisogno di essere incitata oltre: volava, spinta dalla paura e dall�adrenalina.</p><p>Fiona gir� l�angolo tenendosi a uno dei piloni di sostegno, per non perdere l�equilibrio. Gray segu� il suo esempio. Mentre si metteva in salvo, una scintilla e un rimbalzo metallico accompagnarono un colpo d�arma da fuoco.</p><p>Ischke aveva trovato la sua pistola.</p><p>Ulteriormente spronati, corsero pi� veloci lungo il ponte diritto, distanziando la loro inseguitrice zoppa. Gray sperava che sarebbero stati al sicuro entro pochi istanti, mentre si avvicinavano a un bivio. La cautela vinse il panico.</p><p>Fece rallentare Fiona nei pressi dello stesso incrocio al quale si era fermato prima. I sentieri si dipartivano in ogni direzione. Da che parte? A quel punto era pi� che probabile che Ischke avesse dato l�allarme, a meno che la caduta non avesse distrutto la radio, ma non si poteva far affidamento su quello. Bisognava presumere che le guardie stessero gi� confluendo l�.</p><p>E Monk? Che cosa lasciava presagire la sparatoria che aveva attirato le guardie di Ischke? Era vivo o morto? Era stato catturato? C�erano troppe incognite. Gray aveva bisogno di un posto in cui nascondersi, per far raffreddare la sua pista.</p><p>Ma dove?</p><p>Guard� il sentiero che conduceva al palazzo.</p><p>Nessuno li avrebbe cercati l�. Forse poteva raggiungere una linea telefonica esterna e magari scoprire anche qualcosa di utile�</p><p>Ma era una vana speranza. Il palazzo era chiuso, come una fortezza.</p><p>Fiona cap� cosa stava pensando. Lo tir� per un braccio ed estrasse qualcosa da una tasca. Sembravano due carte da gioco appese a una catenella. Gliele mostr�.</p><p>Non erano carte da gioco. Erano chiavi magnetiche.</p><p>�Le ho fregate a quella stronza glaciale�, spieg� Fiona. �Cos� impara a farmi a fette.�</p><p>Gray prese le carte magnetiche e le esamin�. Ricord� che Monk aveva sgridato Fiona per non aver rubato le chiavi al direttore del museo, quando erano intrappolati nella cripta di Flimmler. Sembrava che la ragazza avesse imparato la lezione.</p><p>Esamin� ancora una volta il palazzo, scrutandolo con gli occhi semichiusi.</p><p>Grazie alla sua piccola borseggiatrice, aveva le chiavi del castello.</p><p>Ma che cosa doveva fare?</p></section><section><title><p>13. XERUM 525</p></title><p><emphasis>Riserva di Hluhluwe-Umfolozi,</emphasis></p><p><emphasis>ore 10.34</emphasis></p><empty-line/><p>Painter era seduto a gambe incrociate nella capanna di mattoni di fango ed erba intrecciata, con una serie di mappe e schemi tutt�attorno. L�aria odorava di concime e polvere, ma il piccolo accampamento zul� era un perfetto punto di raccolta, ad appena dieci minuti dalla tenuta dei Waalenberg.</p><p>Di quando in quando gli elicotteri della sicurezza si levavano in volo dalla tenuta e sorvolavano l�accampamento, sorvegliando i confini, ma Paula Kane aveva orchestrato tutto quanto per bene. Dall�alto, il piccolo villaggio sembrava soltanto una stazione di sosta per le trib� nomadi di zul�. Nessuno avrebbe potuto sospettare che in una di quelle capanne primitive fosse in corso una riunione.</p><p>Si erano radunati per mettere assieme le proprie risorse e decidere una strategia.</p><p>Gunther e Anna erano seduti di fronte a Painter, mentre Lisa era al suo fianco, come sempre, dal loro arrivo in Africa, con un�espressione decisa, ma lo sguardo preoccupato. Il maggiore Brooks era in piedi accanto all�uscita, nell�ombra, sempre vigile, con la mano sulla fondina della pistola.</p><p>Ascoltavano tutti attentamente il resoconto di Khamisi. Con lui c�era un nuovo arrivato: Monk Kokkalis.</p><p>Con grande sorpresa di Painter, Monk era giunto all�accampamento con un giovane esausto e scioccato. L�agente aveva trascorso l�ultima ora a raccontare l�accaduto, rispondere alle domande e colmare i vuoti.</p><p>Anna fissava con occhi iniettati di sangue la serie di rune che Monk aveva appena disegnato. Allung� una mano tremante verso il foglio. �Queste sono tutte le rune contenute nei libri di Hugo Hirszfeld?�</p><p>Monk annu�. �E quel vecchio schifoso era convinto che fossero determinanti per una fase successiva del suo piano.�</p><p>Lo sguardo di Anna si spost� su Painter. �Il dottor Hirszfeld era il supervisore del progetto Sole Nero. Come le ho gi� detto, era convinto di aver risolto l�enigma della Campana e aveva completato un ultimo esperimento in segreto, da solo, che, a suo dire, aveva generato un bambino perfetto, non corrotto da tare o involuzioni. Un Cavaliere del Sole sano. Ma il suo metodo� come abbia fatto� nessuno lo sa.�</p><p>�E poi c�� la lettera che ha scritto a sua figlia�, aggiunse Painter. �Qualsiasi cosa abbia scoperto lo ha spaventato: <emphasis>Una verit� troppo bella per lasciarla morire e troppo mostruosa per essere rivelata. </emphasis>Perci� ha nascosto il suo segreto in questo codice di rune.�</p><p>Anna sospir�, stanca. �E Baldric Waalenberg era talmente sicuro di poter risolvere l�enigma e impadronirsi delle conoscenze perdute, che ha distrutto il <emphasis>Granitschlo�.</emphasis>�</p><p>�Credo che ci sia qualcos�altro, oltre al fatto che non servivate pi��, comment� Painter. �Penso che lei avesse ragione, prima. Il vostro gruppo era una minaccia crescente, perch� parlavate di uscire allo scoperto. Lui era a un passo dalla perfezione, dalla realizzazione del sogno ariano, e non poteva rischiare che voi rovinaste tutto.�</p><p>Anna avvicin� a s� il foglio con le rune. �Se Hugo aveva ragione, decifrare questo codice potrebbe rivelarsi essenziale per curare la nostra involuzione. La Campana ha gi� la capacit� di rallentare la nostra malattia, ma, se riuscissimo a risolvere questo enigma, potrebbe darci una guarigione completa.�</p><p>�Prima di tutto dobbiamo accedere alla Campana dei Waalenberg�, intervenne Lisa. �Poi potremo preoccuparci delle cure.�</p><p>�E Gray?� chiese Monk. �E la ragazza?�</p><p>Painter mantenne un�espressione impassibile. �Non sappiamo se � nascosto, se � stato catturato o se � morto. Per il momento, il comandante Pierce deve contare soltanto su se stesso.�</p><p>Il viso di Monk s�inaspr�. �Posso intrufolarmi di nuovo l� dentro, usando la mappa di Khamisi.�</p><p>�No, adesso dobbiamo rimanere uniti.� Painter si sfreg� la testa, dietro l�orecchio destro, in preda a un dolore lancinante. I suoni divennero echi lontani e sent� montare la nausea.</p><p>Monk lo fissava. Lui fece un gesto, come a cancellare la preoccupazione del collega. Ma qualcosa nello sguardo di Monk suggeriva che non fosse preoccupato soltanto dei disturbi <emphasis>fisici </emphasis>del suo capo.</p><p>Painter stava prendendo le giuste decisioni? Le sue facolt� mentali erano intatte? La mano di Lisa si appoggi� sul suo ginocchio, come se intuisse la sua costernazione.</p><p>�Sto bene�, borbott� lui, rivolto sia a se stesso sia a lei.</p><p>A prevenire qualsiasi ulteriore indagine, il tappeto appeso alla porta fu scostato, facendo penetrare la luce e il calore del sole. Chinandosi, Paula Kane entr� nella capanna buia, seguita da un anziano zul� in tenuta cerimoniale: penne, piume e una pelle di leopardo decorata con perline colorate. Anche se aveva circa sessantacinque anni, il suo viso era privo di rughe e sembrava scolpito nella pietra. Aveva la testa rasata e portava un bastone di legno guarnito di piume, ma anche un fucile antico, che sembrava pi� un paramento che un�arma funzionante.</p><p>Mentre si alzava, Painter lo riconobbe: era un vecchio fucile inglese a pietra focaia e anima liscia, un Brown Bess che risaliva alle guerre napoleoniche.</p><p>Paula present� l�ospite: �Mosi D�Gana, capo zul��.</p><p>L�anziano parlava un inglese chiarissimo. �� tutto pronto.�</p><p>�Grazie per la sua assistenza�, disse Painter, in tono formale.</p><p>Mosi annu� appena. �Ma non � per voi che prendiamo le lance. Abbiamo un credito coi voortrekker per Blood River.�</p><p>Paula spieg� di cosa si trattava. �Quando gli inglesi hanno scacciato i boeri olandesi da Citt� del Capo, questi si sono insediati nell�entroterra e sono entrati in contatto con le trib� indigene, xhosa, pondo, swazi e zul�. Nel 1838, lungo un affluente del Buffalo River, gli zul� furono traditi: fu un massacro. Il corso d�acqua � stato ribattezzato Blood River, fiume di sangue. Il voortrekker responsabile dell�assalto era Piet Waalenberg.�</p><p>Mosi sollev� la sua vecchia arma e la porse a Painter. �Noi non dimentichiamo.�</p><p>Painter non dubitava che quel fucile fosse stato usato in quella infame battaglia. Accett� l�arma, sapendo che il passaggio del vecchio fucile a pietra focaia suggellava un patto.</p><p>Con grande scioltezza, Mosi si mise a sedere a gambe incrociate. �Abbiamo molto da pianificare.�</p><p>Paula fece un cenno a Khamisi e tenne scostato il tappeto alla porta. �Il tuo furgone � pronto. Tau e Njongo stanno gi� aspettando.� Guard� l�orologio. �Dovrai sbrigarti.�</p><p>Il guardacaccia si alz�. Ognuno aveva un compito da svolgere prima che calasse la notte.</p><p>Painter incroci� lo sguardo di Monk. Ancora una volta, lesse la preoccupazione negli occhi del collega, ma non era per lui, era per Gray. Mancavano otto ore al tramonto, e non c�era nulla che potessero fare sino ad allora.</p><p>Gray era solo.</p><empty-line/><p><emphasis>ore 12.05</emphasis></p><empty-line/><p>�Tieni gi� la testa�, bisbigli� Gray a Fiona.</p><p>Avanzarono rapidamente verso la guardia in fondo al corridoio. Gray indossava un�uniforme mimetica, con tanto di stivali alla scudiera e berretto nero, con la visiera abbassata sugli occhi. La guardia che gli aveva prestato quella tenuta era priva di sensi, imbavagliata e legata, in un armadio delle camere da letto dei piani superiori.</p><p>Gray aveva preso anche la radio e l�auricolare. Le comunicazioni erano interamente in olandese, difficile da comprendere, ma quantomeno si facevano un�idea degli eventi.</p><p>Fiona era vestita da cameriera. L�uniforme era un po� larga, ma era meglio nascondere la sua sagoma e la sua et�. La maggior parte del personale della tenuta era costituita da indigeni, con la pelle pi� o meno scura, come era tipico nelle case degli afrikander. Le origini pakistane di Fiona e la sua carnagione si adattavano bene al contesto. Coi capelli nascosti in una cuffia, poteva essere scambiata per un�indigena. Per completare la messa in scena, camminava a passi piccoli, con atteggiamento remissivo, le spalle cascanti e la testa bassa.</p><p>Fino a quel momento i loro travestimenti non erano stati messi alla prova.</p><p>Si era diffusa la voce che Gray e Fiona erano stati avvistati nella giungla. Tutte le uscite del palazzo erano bloccate e la pattuglia era ridotta all�osso. Quasi tutte le forze di sicurezza erano impegnate a setacciare la foresta e i confini della tenuta.</p><p>Purtroppo, per�, la sicurezza non era cos� esigua da lasciare accessibile una linea telefonica esterna. Poco dopo aver utilizzato la chiave di Ischke per rientrare nel palazzo, Gray aveva provato alcuni telefoni, ma per accedere alla linea bisognava passare attraverso una rete codificata. Qualsiasi tentativo di telefonare li avrebbe smascherati.</p><p>Perci� avevano poche opzioni. Potevano nascondersi, ma a che scopo? Chi sapeva quando o se Monk avrebbe raggiunto il mondo civile? Quindi dovevano essere pi� intraprendenti. Il piano era procurarsi innanzitutto una piantina del palazzo, ma per farlo dovevano infiltrarsi nella postazione principale della sicurezza. Le loro uniche armi erano la pistola che portava Gray e un Taser che Fiona aveva in tasca.</p><p>Davanti a loro, alla fine del corridoio, una sentinella era appostata sulla balconata, di guardia all�entrata principale, con un fucile automatico. Gray si avvicin� all�uomo alto e corpulento, con palpebre pesanti che lo facevano apparire viscido e meschino. Gli fece un cenno e prosegu� verso le scale, tallonato da Fiona.</p><p>And� tutto bene.</p><p>Poi l�uomo disse qualcosa in olandese. Era oltre le capacit� di comprensione di Gray, ma quelle parole suonavano sconce e terminarono in una bassa risata gutturale.</p><p>Girandosi per met�, Gray vide la guardia dare un pizzicotto sul sedere a Fiona, mentre con l�altra mano la prendeva per un braccio.</p><p>Mossa sbagliata.</p><p>Fiona si volt� verso l�uomo. �Vaffanculo, segaiolo.�</p><p>La gonna della ragazza gli sfior� il ginocchio. Un lampo blu le attravers� la tasca e colp� la coscia dell�uomo. Il suo corpo s�inarc�, mentre emetteva un gorgoglio smorzato.</p><p>Gray lo afferr� prima che cadesse. Mentre era ancora in preda alle convulsioni tra le sue braccia, Gray lo trascin� dal pianerottolo a una delle stanze laterali. Lo lasci� cadere a terra, lo colp� in testa col calcio della pistola e cominci� a imbavagliarlo e legarlo. �Perch� l�hai fatto?�</p><p>Fiona gli gir� attorno e gli pizzic� il sedere, forte.</p><p>�Ehi!� esclam� lui, alzandosi e girandosi di scatto.</p><p>�Ti � piaciuto?� chiese Fiona.</p><p>Messaggio ricevuto. Comunque Gray l�avvert�: �Non posso continuare a legare questi bastardi�.</p><p>Fiona si alz� con le braccia conserte. Lo sguardo, per quanto furente, era anche impaurito.</p><p>Lui non poteva biasimarla per il suo nervosismo. Si asciug� il sudore dalla fronte. Forse era meglio che si nascondessero, sperando che qualcuno li venisse a salvare.</p><p>La radio di Gray gracchi�. Qualcuno aveva notato la loro aggressione vicino alle scale? Cerc� di dare un senso a quel garbuglio di suoni. �� <emphasis>ge�vangene� </emphasis>portare all�ingresso principale��</p><p>Di quello che segu�, Gray cap� ben poco, a parte la parola <emphasis>ge�vangene</emphasis>, prigioniero.</p><p>Poteva significare soltanto una cosa.</p><p>�Hanno catturato Monk�� bisbigli�, sentendosi raggelare. �Andiamo.� Dopo aver alleggerito la guardia del Taser, usc� dalla stanza.</p><p>Ritornarono verso le scale. Gray sussurr� il suo piano a Fiona mentre scendevano di corsa fino all�ingresso principale. L�atrio davanti a loro era sgombro.</p><p>Attraversarono il pavimento lucido, con l�eco dei loro passi che risuonava tutt�attorno. Le pareti erano ornate da trofei imbalsamati: la testa di un rinoceronte nero, specie in via d�estinzione, un imponente leone, con la criniera mangiata dalle falene, una fila di antilopi con corna di diverso tipo.</p><p>Quando raggiunsero l�ingresso, Fiona estrasse dalla tasca del grembiule uno spolverino di piume, che faceva parte del suo travestimento, e si port� a un lato della porta. Fucile alla mano, Gray si appost� dall�altra parte.</p><p>Non dovettero aspettare a lungo: fecero appena in tempo a mettersi in posizione.</p><p>Quante guardie avrebbero accompagnato Monk?</p><p>Almeno era vivo.</p><p>La saracinesca di metallo dell�entrata principale cominci� a sollevarsi rumorosamente. Gray si chin� per contare le gambe. Due guardie accompagnavano un prigioniero con la tuta bianca.</p><p>Gray si fece vedere, mentre la saracinesca finiva la sua corsa.</p><p>Le guardie lo scambiarono per una sentinella che sorvegliava la porta. Entrarono col prigioniero al seguito. Nessuno dei due not� che Gray aveva in mano un Taser, n� che Fiona si avvicinava dall�altro lato.</p><p>L�attacco si concluse in un attimo.</p><p>Le due guardie si contorcevano sul tappeto, coi talloni che battevano a terra. Gray diede un calcio in testa a ciascuno, forse pi� forte di quanto avrebbe dovuto, ma la rabbia aveva preso il sopravvento.</p><p>Il prigioniero non era Monk.</p><p>�Chi � lei?� chiese Gray, mentre trascinava rapidamente la prima guardia verso un ripostiglio l� vicino.</p><p>La donna canuta us� il braccio libero per aiutare Fiona con la seconda guardia. Era pi� forte di quanto non sembrasse. Aveva il braccio sinistro bendato e appeso al collo con una fascia. Il suo profilo sinistro era devastato da brutti graffi, suturati e non ancora cicatrizzati.</p><p>Nonostante le recenti ferite, si rivolse a Gray con uno sguardo intenso e determinato. �Sono la dottoressa Marcia Fairfield.�</p><empty-line/><p><emphasis>ore 12.25</emphasis></p><empty-line/><p>La Jeep procedeva lentamente lungo il sentiero.</p><p>Al volante, il sovrintendente Gerald Kellog si asciugava la fronte sudata. Teneva tra le gambe una bottiglia di Birkenhead Premium Lager.</p><p>Nonostante la mattinata frenetica, Kellog non voleva rinunciare alle sue abitudini. D�altro canto, non c�era molto che potesse fare. Gli addetti alla sicurezza della tenuta dei Waalenberg l�avevano informato sommariamente degli eventi: una fuga. Il sovrintendente aveva gi� avvisato i ranger del parco e appostato uomini a tutti i cancelli. Aveva distribuito fotografie, faxate dalla tenuta Waalenberg. Bracconieri, armati e pericolosi. Quella era la copertura.</p><p>Finch� non veniva comunicato un avvistamento, Kellog non aveva motivo per astenersi dalla sua consueta pausa pranzo di due ore, a casa. Il marted� era il giorno dell�arrosto di pernice con patate dolci. La Jeep attravers� la griglia di contenimento del bestiame ed entr� nel viale, fiancheggiato da basse siepi. In fondo c�era una casa a due piani, con modanature in stile coloniale, circondata da un terreno di propriet� di mezzo ettaro, una delle prerogative della posizione di sovrintendente. Uno staff di dieci persone si occupava della propriet� e del suo unico occupante. Il sovrintendente non aveva fretta di sposarsi.</p><p>Perch� comprare una vacca quando si pu� avere il latte gratis?</p><p>In pi�, lui preferiva i frutti non ancora maturi.</p><p>Aveva una nuova ragazza in casa, la piccola Aina, un�undicenne nigeriana, nera come la pece, giusto come piacevano a lui, perch� nascondevano meglio le botte. Non che dovesse rendere conto a qualcuno. Aveva un servitore swazi, Mxali, un bruto reclutato in prigione, che gestiva la casa con disciplina e terrore. Tutti i problemi venivano risolti rapidamente, quando era necessario. E i Waalenberg erano ben felici di aiutarlo a far scomparire eventuali seccatori. Che cosa ne fosse di loro dopo che venivano scaricati dall�elicottero alla tenuta Waalenberg, Gerald preferiva non saperlo. Ma aveva sentito qualche voce in proposito.</p><p>Sebbene fosse un caldo mezzogiorno, rabbrivid�.</p><p>Meglio non fare troppe domande.</p><p>Parcheggi� l�auto all�ombra di un�acacia, scese e percorse a grandi passi il sentiero inghiaiato che conduceva alla porta laterale, da cui si accedeva alla cucina. Un paio di giardinieri stavano zappando un�aiuola. Quando Gerald pass�, tennero gli occhi bassi, come era stato loro insegnato.</p><p>Il profumo dell�arrosto e dell�aglio gli stuzzicarono l�appetito, guidandolo su per i tre gradini di legno, fino alla porta a zanzariera aperta. Quando entr� in cucina, gli brontolava gi� lo stomaco.</p><p>Sulla sinistra, vide il cuoco inginocchiato sul pavimento, con la testa infilata nel forno. Kellog guard� perplesso quel quadretto.</p><p>Gli ci volle qualche istante per rendersi conto che non era il cuoco. �Mxali��</p><p>Kellog si accorse finalmente dell�odore di carne bruciata nascosto dal profumo dell�aglio. Qualcosa sporgeva dal braccio dell�uomo: una freccetta piumata. L�arma preferita di Mxali.</p><p>Qualcosa era andato terribilmente storto.</p><p>Kellog fece un passo indietro, voltandosi verso la porta.</p><p>I due giardinieri avevano lasciato cadere le zappe e tenevano ciascuno un fucile puntato al suo pancione enorme. Non era insolito che piccole bande di predoni, immondizia delle township nere, saccheggiassero le fattorie e le case pi� isolate. Kellog alz� le mani, mentre gli si accapponava la pelle dal terrore.</p><p>Lo scricchiolio di una tavola lo fece girare dall�altra parte.</p><p>Un�ombra emerse dall�oscurit� della stanza accanto.</p><p>Kellog rimase senza fiato quando riconobbe l�intruso.</p><p>Non era un predone, ma molto peggio: un fantasma.</p><p>�Khamisi��</p><empty-line/><p><emphasis>ore 12.30</emphasis></p><empty-line/><p>�Allora, che cos�ha esattamente?� chiese Monk, indicando col pollice una delle capanne vicine. Painter vi si era appartato col telefono satellitare della dottoressa Kane, per conferire con Logan Gregory.</p><p>Monk era seduto su un tronco assieme alla dottoressa Lisa Cummings, sotto la veranda di un�altra capanna. Per quanto fosse coperta di polvere e avesse un accenno di occhiaie, la dottoressa era una bella donna.</p><p>�Le sue cellule si stanno snaturando: si dissolvono dall�interno. Cos� dice Anna Sporrenberg, che ha studiato a lungo gli effetti deleteri delle radiazioni della Campana. Causa un arresto delle funzioni di molteplici organi. Anche suo fratello Gunther soffre di una patologia cronica di questo tipo, ma nel suo caso il tasso di degenerazione � rallentato da un sistema immunitario pi� potente. Anna e Painter, esposti da adulti a un�overdose di radiazioni, non hanno una simile protezione.� Entr� nei dettagli, sapendo che Monk aveva alle spalle una formazione medica. Riduzione delle piastrine, aumento dei livelli di bilirubina, edema, dolori muscolari con contratture del collo e delle spalle, infarti ossei, epatosplenomegalia, soffio al cuore e strane calcificazioni delle estremit� distali e dell�umor vitreo degli occhi.</p><p>Quel che contava, per�, era una sola domanda. �Quanto tempo gli rimane?�</p><p>Lisa sospir�, guardando la capanna in cui Painter era svanito. �Non pi� di un giorno. Anche se si trovasse una cura oggi, temo che ci potrebbero essere danni permanenti.�</p><p>�Ha notato come biascicava� come si mangiava le parole? Sono i farmaci, oppure��</p><p>Lisa si volt� brevemente verso di lui, con uno sguardo pi� sofferente. �Non sono soltanto i farmaci.�</p><p>Monk intu� che era la prima volta che la donna lo ammetteva, anche a se stessa. Lo disse con terrore e disperazione. Not� anche come ne soffriva. Non era soltanto la reazione di una dottoressa o di un�amica preoccupata. Quella donna amava Painter ed era evidente che si sforzava di tenere a bada le proprie emozioni.</p><p>Painter emerse dalla capanna. �Ho in linea Kat.�</p><p>Monk si alz� rapidamente, controll� che non ci fossero elicotteri in cielo, e raggiunse Painter. Prese il telefono satellitare, copr� il microfono con la mano, e indic� Lisa con un cenno del capo. �Capo, penso che alla dottoressa non dispiacerebbe un po� di compagnia.�</p><p>Riparandosi gli occhi doloranti, Painter raggiunse la donna.</p><p>Monk lo guard� allontanarsi e si port� il telefono all�orecchio. �Ehi, piccola.�</p><p>�Non mi chiamare piccola. Che diavolo ci fai in Africa?�</p><p>Monk sorrise. Il rimprovero di Kat era una benedizione, come una limonata nel deserto. In pi�, era una domanda retorica, sicuramente era gi� informata di tutto.</p><p>�Pensavo che fossi andato a fare il babysitter�, prosegu� lei. �Quando torni, ti chiudo a chiave�� Continu� per un intero, concitato minuto.</p><p>Alla fine, Monk riusc� a infilare di traverso qualche parola nella conversazione. �Mi manchi anche tu.�</p><p>Il tono infuriato si trasform� in un sussurro. �Ho sentito che Gray � ancora disperso.�</p><p>�Se la caver�, la rassicur� lui, sperando che andasse davvero cos�.</p><p>�Trovalo.�</p><p>Era proprio ci� che intendeva fare. Lei non gli chiese di prometterle di essere cauto, lo conosceva troppo bene. Ma Monk sent� le lacrime nelle parole che seguirono.</p><p>�Ti amo.�</p><p>Era abbastanza per rendere prudente chiunque.</p><p>�Anch�io.� Abbass� la voce e si volt� dall�altra parte. �Amo te e il nostro bambino.�</p><p>�Torna a casa.�</p><p>�Prova a fermarmi.�</p><p>Kat sospir� di nuovo. �Logan mi sta chiamando al cercapersone, devo andare. Abbiamo un appuntamento alle sette con un diplomatico dell�ambasciata sudafricana. Faremo tutto il possibile per esercitare pressioni da qui.�</p><p>�Sistemali per bene, piccola.�</p><p>�Lo faremo. Ciao, Monk.�</p><p>�Kat, ti�� ma era gi� caduta la linea. Dannazione.</p><p>Monk guard� Lisa e Painter. I due stavano parlando, ma lui intuiva che era pi� il bisogno di stare vicini che una vera e propria comunicazione. Almeno Kat era al sicuro.</p><empty-line/><p><emphasis>ore 12.37</emphasis></p><empty-line/><p>�Mi stavano portando in una cella sotterranea per altri interrogatori�, spieg� la dottoressa Fairfield. �Ci dev�essere qualcosa che li preoccupa.�</p><p>Erano ritornati tutti e tre nella stanza al primo piano. L�uomo che aveva palpeggiato Fiona era ancora a terra, privo di coscienza, col sangue che gli colava dalle narici.</p><p>Marcia Fairfield aveva raccontato in breve la sua storia: l�imboscata che le era stata tesa durante l�uscita nella riserva, l�attacco delle bestie dei Waalenberg, la sua cattura. I Waalenberg avevano appreso di un suo possibile ruolo nei servizi segreti britannici, perci� l�avevano rapita, mettendo in scena un attacco fatale a opera di una leonessa. Aveva ancora ferite gonfie e non cicatrizzate.</p><p>�Sono riuscita a convincerli che il mio accompagnatore, il guardacaccia, era rimasto ucciso. Non ho potuto fare altro. Spero che sia riuscito a salvarsi.�</p><p>�Ma cosa nascondono i Waalenberg?� chiese Gray. �Cosa stanno facendo?�</p><p>La donna scosse la testa. �Una specie di programma genetico. Sono in grado di dire soltanto questo, ma penso che ci sia in ballo anche qualche altro intrigo. Forse persino un attentato. Ho sentito una delle mie guardie parlare di un siero di qualche tipo. Siero 525. E nello stesso contesto hanno citato anche Washington.�</p><p>Gray aggrott� le sopracciglia. �Ha sentito qualcosa sui tempi?�</p><p>�Non esattamente. A giudicare dalle loro risate, per�, ho avuto l�impressione che, qualsiasi cosa debba succedere, succeder� presto. Molto presto.�</p><p>Gray fece qualche passo, massaggiandosi il mento. <emphasis>Questo siero forse � un agente per la guerra biologica� un patogeno� un virus. </emphasis>Scosse la testa. Gli servivano altre informazioni, alla svelta. �Dobbiamo entrare in quei laboratori sotterranei e scoprire che cosa stanno combinando.�</p><p>�Mi stavano portando proprio l�, sugger� Marcia.</p><p>�Se fingo di essere una delle sue guardie, forse riusciamo a entrare.�</p><p>�Dobbiamo sbrigarci. Probabilmente si stanno gi� chiedendo dove sia finita.�</p><p>Gray si volt� verso Fiona, pronto a una discussione. La soluzione pi� sicura sarebbe stata che lei rimanesse nascosta in quella stanza. Sarebbe stato difficile giustificare la sua presenza accanto a una prigioniera e a una guardia. Avrebbe soltanto attirato l�attenzione e provocato sospetti.</p><p>�Lo so, non � un posto adatto a una cameriera�, afferm� Fiona, sorprendendolo un�altra volta. Spinse la guardia con un piede. �Terr� compagnia al nostro Casanova, finch� non ritornate.�</p><p>Nonostante le parole coraggiose, aveva lo sguardo pieno di paura.</p><p>�Non staremo via molto�, promise lui.</p><p>�Meglio di no.�</p><p>Risolta la questione, Gray prese il fucile, indic� la porta alla dottoressa Fairfield e disse: �Andiamo�.</p><p>Puntandole contro il fucile, la scort� all�ascensore centrale. Nessuno li avvicin�. Per accedere ai livelli inferiori bisognava infilare una tessera in un lettore magnetico. Gray us� la seconda chiave di Ischke. I bottoni luminosi che indicavano i sotterranei passarono dal rosso al verde.</p><p>�Qualche idea su dove cominciare?� chiese Gray.</p><p>�Pi� grande � il tesoro, pi� � sepolto in profondit�.� Marcia premette il numero pi� in basso. Sette livelli sottoterra. L�ascensore cominci� la discesa.</p><p>Mentre Gray guardava il conto alla rovescia dei piani, le parole di Marcia lo tormentavano.</p><p><emphasis>Un attentato� Washington�</emphasis></p><p>Ma che tipo di attentato?</p><empty-line/><p><emphasis>Washington, D.C.,</emphasis></p><p><emphasis>ore 06.41</emphasis></p><empty-line/><p>Embassy Row era soltanto a tre chilometri da National Mall. L�autista svolt� sulla Massachusetts Avenue. Kat viaggiava sul sedile posteriore con Logan, confrontando gli appunti. Il sole era appena sorto e davanti a loro comparve l�ambasciata sudafricana.</p><p>I quattro piani di pietra calcarea dell�Indiana brillavano sotto il primo sole che illuminava i frontoni e le finestre dell�abbaino in tipico stile coloniale olandese. L�autista si ferm� presso l�ala residenziale dell�edificio. L�ambasciatore aveva acconsentito a incontrarli nel suo studio privato, a quell�ora del mattino. Evidentemente, era meglio che le questioni riguardanti i Waalenberg fossero sbrigate con discrezione.</p><p>A Kat andava benissimo cos�. Aveva una pistola nascosta in una fondina alla caviglia. Scese dall�auto e aspett� Logan.</p><p>Quattro colonne scanalate sostenevano un parapetto con lo stemma del Sudafrica. L� sotto c�era una porta a vetri, gi� aperta dall�usciere, che aveva notato il loro arrivo.</p><p>In quanto secondo in comando, Logan fece strada. Kat lo seguiva, qualche passo pi� indietro, controllando la strada, diffidente. Considerando le enormi ricchezze dei Waalenberg, non si fidava di nessuno che potesse essere al soldo di quella famiglia, compreso l�ambasciatore, John Hourigan.</p><p>Il grande atrio si estendeva attorno a loro. Un segretario, con un abito blu impeccabile, li raggiunse e li accompagn�. �L�ambasciatore Hourigan scender� a momenti. Mi ha incaricato di portarvi al suo studio. Posso offrirvi del t� o del caff�?�</p><p>Logan e Kat rifiutarono.</p><p>Furono fatti accomodare in una sala rivestita di pannelli di legno pregiato. L�arredamento � scrivanie, scaffali e comodini � era fabbricato con lo stesso legno. Era <emphasis>stinkwood</emphasis>, originario del Sudafrica, un legname cos� raro che non era pi� disponibile in commercio.</p><p>Logan si sedette accanto alla scrivania. Kat rimase in piedi.</p><p>Non dovettero attendere a lungo.</p><p>Le porte si aprirono nuovamente ed entr� un uomo alto e magro, dai capelli biondo-rossicci. Anche lui indossava un abito blu, ma portava la giacca appoggiata su un braccio. Kat sospettava che l�approccio informale fosse un puro artificio per apparire pi� amabile e disposto a collaborare. Come l�idea di incontrarsi nella sua residenza privata.</p><p>Mentre Logan si presentava, Kat esamin� la stanza. Avendo un passato nei servizi segreti, presumeva che la conversazione sarebbe stata registrata. Studi� il locale, immaginando dove potevano essere nascoste le apparecchiature di sorveglianza.</p><p>Finalmente l�ambasciatore Hourigan si mise a sedere. �Mi hanno detto che siete venuti per avere informazioni sulla tenuta dei Waalenberg� In cosa posso esservi utile?�</p><p>�Riteniamo che qualcuno alle dipendenze dei Waalenberg possa essere coinvolto in un rapimento in Germania.�</p><p>Hourigan sgran� gli occhi. Un gesto troppo perfetto. �Sono scioccato. Ma non ho saputo nulla in merito dalla BKA tedesca, dall�Interpol o dall�Europol.�</p><p>�Le nostre fonti sono affidabili�, insistette Logan. �Chiediamo soltanto la cooperazione dei vostri Scorpions per indagare sul posto.�</p><p>Kat guard� l�ambasciatore, che assumeva un�espressione artefatta, simulando un�intensa riflessione. Gli Scorpions erano l�equivalente sudafricano dell�FBI. Un aiuto sembrava improbabile, il massimo che Logan sperava di ottenere era che quelle organizzazioni non ostacolassero la Sigma. Non potevano negoziare una cooperazione contro un potere politico forte come quello dei Waalenberg, ma forse potevano esercitare una pressione sufficiente per impedire alle autorit� di polizia di aiutare la potente famiglia sudafricana. Una piccola, ma significativa concessione.</p><p>Kat rimase in piedi e osserv� la lenta danza messa in atto dai due uomini, ognuno dei quali cercava di ottenere il proprio scopo.</p><p>�Le assicuro che i Waalenberg portano il massimo rispetto alla comunit� internazionale e agli enti di governo. � una famiglia che ha sostenuto interventi umanitari, organizzazioni internazionali di beneficenza e fondazioni senza fini di lucro in tutto il mondo. Il loro pi� recente atto di generosit� � la donazione fatta alle ambasciate e alle cancellerie sudafricane di tutto il mondo di una campana d�oro, per celebrare il centenario della prima moneta d�oro coniata in Sudafrica.�</p><p>�Tutto ci� � encomiabile, ma non��</p><p>Kat interruppe Logan, intervenendo per la prima volta. �Ha detto �<emphasis>campana </emphasis>d�oro�?�</p><p>�Esatto, un dono di Baldric Waalenberg in persona. Cento campane placcate in oro, recanti lo stemma del Sudafrica. La nostra la stanno installando nella sala residenziale, al quarto piano.�</p><p>�� possibile vederla?� chiese Kat.</p><p>Quella strana piega della conversazione sconcert� l�ambasciatore, ma non gli venne in mente una buona ragione per rifiutare. Kat immagin� che l�uomo sperasse anche di sfruttare quell�occasione per prendere il sopravvento nel silenzioso scontro diplomatico in corso.</p><p>�Sar� un grande piacere mostrarvela.� Si alz� e guard� l�orologio. �Temo che dovremo accelerare i tempi. Ho un impegno a colazione al quale non posso tardare.�</p><p>Come Kat aveva immaginato, Hourigan stava usando il tour come scusa per porre termine alla conversazione, sottraendosi a qualsiasi impegno esplicito. Logan la fissava intensamente. Sper� di avere ragione.</p><p>Furono accompagnati a un ascensore che li port� all�ultimo piano. Attraversarono corridoi ornati con oggetti d�arte e d�artigianato indigeno sudafricano. Al termine si apriva un salone che somigliava pi� a un museo che a una stanza. Era arredato con vetrine, tavoli e cassettiere con finiture d�ottone lavorate a mano. Una parete di vetrate dava sui giardini, sul retro dell�edificio. In un angolo era appesa una gigantesca campana d�oro. A giudicare dai filamenti di paglia ancora sparsi sul pavimento, sembrava che fosse stata appena tolta dall�imballaggio. La campana, sulla quale era impresso lo stemma del Sudafrica, era alta un metro e larga un metro e mezzo alla base.</p><p>Kat si avvicin�. Uno spesso cavo elettrico passava dalla cima della campana ed era arrotolato a terra.</p><p>L�ambasciatore not� lo sguardo della donna. �� dotata di un congegno automatico per suonare a determinati orari del giorno. Davvero una meraviglia. Se guarda all�interno, vedr� degli stupendi ingranaggi, molto raffinati.�</p><p>Kat lanci� un�occhiata a Logan: era impallidito. Come Kat, anche lui aveva studiato i disegni della Campana originale, fatti da Anna Sporrenberg. Ne avevano davanti un esatto duplicato in oro. Entrambi avevano anche letto degli effetti deleteri provocati dalle radiazioni emesse dall�apparecchio. Follia e morte. Kat guard� fuori dalla finestra. Da quell�altezza, riusciva a intravedere il profilo della cupola del Campidoglio.</p><p>Le parole pronunciate qualche minuto prima dall�ambasciatore avevano un�eco terrificante: <emphasis>Cento campane� in tutto il mondo.</emphasis></p><p>�� venuto un tecnico specializzato a installarla�, prosegu� Hourigan, assumendo un tono leggermente annoiato, mentre l�incontro si avvicinava alla conclusione. �Credo che sia qui, da qualche parte.�</p><p>La porta della sala si apr� sonoramente alle loro spalle.</p><p>Tutti e tre si voltarono.</p><p>�Ah, eccolo�, disse Hourigan. La sua voce si spense quando not� il mitragliatore in mano al nuovo arrivato. L�uomo aveva i capelli color biondo platino. Sebbene fosse all�altro capo della sala, Kat not� il tatuaggio scuro sulla mano che teneva l�arma.</p><p>Cerc� in fretta la fondina agganciata alla caviglia.</p><p>Senza proferir parola, l�assassino apr� il fuoco, irrorando la sala di proiettili. Schegge di vetro e di legno esplosero ovunque.</p><p>Alle spalle di Kat, sotto i proiettili che rimbalzavano, la campana dorata non smetteva di suonare.</p><empty-line/><p><emphasis>Sudafrica,</emphasis></p><p><emphasis>ore 12.44</emphasis></p><empty-line/><p>Le porte dell�ascensore si aprirono al settimo livello sotterraneo. Gray usc�, fucile alla mano, e scrut� il corridoio grigio in entrambe le direzioni. A differenza del palazzo, che aveva finiture artigianali in legno pregiato, il piano sotterraneo era illuminato da lampade al neon e caratterizzato da una sterilit� inflessibile: pavimenti di linoleum bianco, pareti grigie e soffitti bassi. Su un lato del corridoio si susseguivano porte lisce d�acciaio, con serrature elettroniche scintillanti. Le altre porte sembravano pi� ordinarie.</p><p>Gray appoggi� il palmo della mano su una di quelle.</p><p>Il pannello vibrava. Sent� un ronzio ritmico.</p><p>Una centrale elettrica? Doveva essere enorme.</p><p>Marcia lo affianc�. �Penso che siamo scesi troppo in basso. Sembra pi� un�area di magazzini e impianti.�</p><p>Gray era d�accordo, ma�</p><p>Pass� sull�altro lato, avvicinandosi a una delle porte d�acciaio. �Ma cosa immagazzinano?�</p><p>L�insegna sulla porta diceva: EMBRYONAAL.</p><p>�Laboratorio embrionale�, tradusse Marcia.</p><p>Gray prese ancora una volta la tessera di Ischke e la infil� nel lettore magnetico. Si accese una luce verde e la serratura si sblocc�. Gray si era messo in spalla il fucile e aveva in mano la pistola.</p><p>Le lampade al neon al soffitto si accesero, sfarfallando brevemente.</p><p>La stanza era in realt� un lungo corridoio, che si estendeva almeno quaranta metri. Gray not� che l�aria era fredda, pi� frizzante, filtrata. Su un lato c�era una fila ininterrotta di congelatori d�acciaio inossidabile, alti dal pavimento al soffitto. I compressori ronzavano. Sull�altro lato c�erano carrelli d�acciaio, serbatoi d�azoto liquido e un grande tavolo con un microscopio, collegato a un banco per la microdissezione.</p><p>Sembrava una specie di laboratorio per ibernare cadaveri.</p><p>A una postazione di lavoro centrale c�era un computer con lo screensaver che girava sul monitor a cristalli liquidi: un simbolo argentato ruotava su uno sfondo nero.Gray l�aveva gi� visto sul pavimento del castello di Wewelsburg.</p><empty-line/><image l:href="#26"/><empty-line/><p>�Il Sole Nero� Il simbolo dell�Ordine Nero di Himmler, un gruppo di occultisti e scienziati della societ� di Thule, ossessionati dal mito del superuomo. Probabilmente anche Baldric ne � stato membro.� Gray intuiva che il cerchio si stava chiudendo. Dal bisnonno di Ryan a l�. Indic� il computer. �Cerchi una directory principale e veda cosa riesce a scoprire.�</p><p>Mentre Marcia si dirigeva alla postazione di lavoro, Gray raggiunse uno dei freezer e lo apr�. Ne usc� una ventata d�aria gelida. All�interno c�erano cassetti, contrassegnati e numerati. Dietro di lui, Marcia batteva sui tasti del computer. Gray apr� un cassetto. C�era una serie di piccole provette di vetro piene di un liquido giallo, ben ordinate in appositi raccoglitori.</p><p>�Embrioni congelati�, spieg� Marcia.</p><p>Lui chiuse il cassetto e diede un�occhiata alla fila di enormi freezer. Se Marcia aveva ragione, ci dovevano essere migliaia di embrioni immagazzinati l� dentro.</p><p>�Il computer contiene un database con genomi e genealogie�, prosegu� la donna. �Sia umani sia animali, in particolare mammiferi. Guardi qui.�</p><p>Lo schermo era pieno di strane notazioni.</p><empty-line/><cite><p>NUCLEOTIDE VERANDERING (DNA)</p><p><emphasis>[Crocuta crocuta]</emphasis></p><p>6 Nov 14.56.25 GMT</p><empty-line/><p>Schema V.1.16</p><empty-line/><p>VERANDERING CODE RANGSCHIKKEN </p><p>Loci A.0. Transversie </p><p>A.0.2. Dipyrimidine to Dithymidine ATGGTTACGCGCTCATG </p><p>(c[CT]&gt;TT) GAATTCTCGCTCATGGA </p><p>ATTCTCGCTCGTCAACT </p><p>Loci A.3. Gedeeltelijk </p><p>A.3.3.4. Dinucleotide (transcriptie) CTAGAAATTACGCTCTTA </p><p>CGCTTCTCGCTTGTTAC </p><p>GCGCTCA </p><p>Loci B.5. </p><p>B.5.1.3. Cryptische plaatsactivering GTTACGCGCTCGCGCTCA </p><p>TGGAATTCTCGC TCATG </p><p>Loci B.7. </p><p>B.7.5.1. Pentanucleotide (g[TACAGATTC] ATGGTTACGCGCTCCGC </p><p>verminderde stabiliteit) TGGAATTCTCGCTC ATG </p><p>GAATTCTCGCTC </p></cite><empty-line/><p>�Sembra una lista di mutazioni�, spieg� Marcia. �Definite a livello di polinucleotidi.�</p><p>Gray indic� il nome in cima alla lista. �<emphasis>Crocuta crocuta</emphasis>, la iena maculata. Ho visto il risultato finale di quella ricerca. Baldric Waalenberg ha accennato a come stava perfezionando la specie, incorporando anche cellule staminali umane nel cervello degli animali.�</p><p>Marcia s�illumin� e, premendo un tasto, ritorn� alla directory principale. �Ci� spiega il nome dell�intero database: <emphasis>Hersenschim. </emphasis>Significa �chimera�, un termine che si riferisce a un organismo con materiali genetici provenienti da pi� di una specie, che vengono innestati, come nelle piante, oppure inseriti in un embrione, tramite cellule estranee.� Continu� a digitare sulla tastiera con una mano, concentrata. �Ma a quale scopo?�</p><p>Gray diede un�occhiata all�estensione del laboratorio embrionale. Era forse diverso dalla manipolazione delle orchidee e dei bonsai che Baldric praticava nella serra? Era soltanto un altro modo di controllare la natura, di manipolarla e progettarla secondo la sua idea di perfezione.</p><p>�Strano�� mormor� Marcia.</p><p>Gray si volt� di nuovo verso di lei. �Che cosa?�</p><p>�Secondo la genealogia a riferimenti incrociati, tutti questi embrioni sono geneticamente legati ai Waalenberg.�</p><p>Non era una sorpresa. Gray aveva notato le somiglianze nella discendenza dei Waalenberg. Il patriarca cercava di perfezionare il lignaggio familiare da generazioni. Ma evidentemente non era quello l�aspetto pi� strano.</p><p>Marcia prosegu�: �Ognuno degli embrioni dei Waalenberg, a sua volta, fa riferimento a linee di cellule staminali che poi sono collegate al <emphasis>Crocuta crocuta</emphasis>�.</p><p>�Le iene?�</p><p>Marcia annu�.</p><p>�Sta dicendo che ha impiantato le cellule staminali dei suoi figli in quei mostri?� Non riusc� a nascondere lo shock. Sembrava che le atrocit� e la presunzione di quell�uomo non avessero limite.</p><p>�Non finisce qui�, disse Marcia.</p><p>Gray ebbe un colpo allo stomaco, sapendo che cosa stava per dire.</p><p>Marcia indic� una complicata tabella sullo schermo. �Secondo questo schema, le cellule staminali delle iene sono collegate alla generazione successiva di embrioni umani.�</p><p>�Oh, Dio�� Gray ripens� a Ischke che allungava la mano e fermava la iena inferocita. Non era soltanto il rapporto di una padrona col suo cane. Erano membri della stessa famiglia. Baldric aveva impiantato le cellule delle iene mutanti nei suoi figli, creando incroci, come con le orchidee.</p><p>�Ma c�� di peggio�� Marcia ricominci�, pallida e profondamente scossa. �I Waalenberg hanno��</p><p>�Dobbiamo muoverci�, la interruppe Gray. Aveva sentito abbastanza e dovevano proseguire le ricerche.</p><p>Marcia guard� il computer, riluttante, ma annu� e si alz�. Lasciarono il mostruoso laboratorio e proseguirono lungo il corridoio. La porta successiva diceva FOETUSSEN. Un laboratorio fetale. Gray prosegu� senza fermarsi. Non aveva nessuna voglia di scoprire gli orrori contenuti l� dentro.</p><p>�Come fanno a ottenere questi risultati?� chiese Marcia. �Le mutazioni, il successo con le chimere� Devono avere un qualche sistema per controllare le manipolazioni genetiche.�</p><p>�Pu� darsi�, borbott� lui. �Ma non � perfezionato, non ancora.�</p><p>Gray ricord� il lavoro di Hugo Hirszfeld e il codice nascosto nelle rune. Capiva perch� Baldric ne fosse ossessionato: era una promessa di perfezione.</p><p><emphasis>Troppo bella per lasciarla morire e troppo mostruosa per essere rivelata.</emphasis></p><p>Certamente la mostruosit� non spaventava Baldric. Anzi aveva inglobato i mostri nella sua stessa famiglia. Dopo essersi impadronito del codice di Hirszfeld, quale sarebbe stato il passo successivo? Soprattutto con la Sigma che gli soffiava sul collo� Non c�era da stupirsi che Baldric volesse disperatamente sapere di pi� su Painter Crowe.</p><p>Raggiunsero un�altra porta. La scritta identificativa era: XERUM 525.</p><p>Gray e Marcia si guardarono.</p><p>�Non siero�� sussurr� lui.</p><p>�Xerum�, lesse Marcia, scuotendo la testa, senza capire.</p><p>Gray us� la chiave magnetica rubata. La luce verde si accese, la serratura si sblocc� e lui apr� la porta. Nella stanza si accesero le luci. L�aria aveva un odore leggermente corrosivo, con una punta di ozono. Il pavimento e le pareti erano scuri.</p><p>�Piombo�, disse Marcia, toccando le pareti.</p><p>A Gray non piaceva l�idea, ma doveva scoprire qualcosa di pi�. Quello sembrava un sito di stoccaggio per rifiuti pericolosi. La stanza era piena di scaffali, sui quali erano impilati fusti gialli da quaranta litri, con sopra il numero 525.</p><p>Gray ripens� all�ipotesi di un agente per la guerra biologica. Oppure quei fusti contenevano qualche tipo di materiale fissile? Scorie nucleari, forse? Era per quello che il locale aveva le pareti di piombo?</p><p>Marcia non sembrava granch� preoccupata. Si avvicin� agli scaffali. In ogni postazione c�era un�etichetta, che contrassegnava uno dei fusti. �Albania� Argentina��</p><p>C�erano altri Paesi, tutti in ordine alfabetico. Ci dovevano essere almeno cento fusti.</p><p>Gray percorse rapidamente la stanza, fermandosi di quando in quando a leggere un�etichetta: Belgio� Finlandia� Grecia�</p><p>Continu� a correre e, alla fine, raggiunse il punto che cercava.</p><p>Stati Uniti.</p><p>Marcia aveva sentito di un possibile attentato a Washington. A giudicare da tutti i Paesi citati dalle etichette, non era soltanto l�America a essere minacciata. Non ancora, almeno. Gray ripens� alla preoccupazione di Baldric per Painter e la Sigma, la minaccia pi� immediata per i suoi piani. Per rimediare, il vecchio doveva aver cambiato il suo calendario.</p><p>Lo scaffale era vuoto.</p><p>Il fusto di Xerum 525 destinato agli Stati Uniti non c�era pi�.</p><empty-line/><p><emphasis>Clinica universitaria di Georgetown,</emphasis></p><p><emphasis>Washington, D.C.,</emphasis></p><p><emphasis>ore 07.45</emphasis></p><empty-line/><p>�Tempo d�arrivo stimato di MedSTAR?� chiese il centralinista, seduto davanti a uno schermo a sensibilit� tattile, con la cuffia senza fili.</p><p>Dalla radio dell�elicottero risposero: �In viaggio, a due minuti�.</p><p>�Il pronto soccorso chiede un aggiornamento.� Tutti avevano sentito della sparatoria sulla Embassy Row. Erano scattati i protocolli della Homeland Security, con chiamate e allarmi in tutta la citt�.</p><p>�Secondo il personale medico dell�ambasciata, due morti sul colpo. Nazionalit� sudafricana, tra cui l�ambasciatore. Ma anche due americani a terra.�</p><p>�Condizioni?�</p><p>�Uno deceduto, l�altro in condizioni critiche.�</p></section><section><title><p>14. IL SERRAGLIO</p></title><p><emphasis>Sudafrica,</emphasis></p><p><emphasis>ore 13.55</emphasis></p><empty-line/><p>Fiona era in ascolto sulla soglia, Taser alla mano. Sent� avvicinarsi delle voci, dal pianerottolo del primo piano. Il terrore l�attanagli�. Le riserve di adrenalina che l�avevano sostenuta nelle ultime ventiquattr�ore si stavano ormai esaurendo. Le tremavano le mani, il respiro era accelerato.</p><p>Il soldato legato e imbavagliato, quello che l�aveva importunata, era disteso dietro di lei. Aveva dovuto dargli un�altra scossa quando aveva cominciato a gemere.</p><p>Le voci erano sempre pi� vicine al suo nascondiglio.</p><p>Dov�era finito Gray? Era via da quasi un�ora.</p><p>Due persone si avvicinarono alla porta. Riconobbe una delle voci. Era quella stronza bionda che le aveva tagliato il palmo della mano: Ischke Waalenberg. Lei e il suo compagno parlavano in olandese, ma Fiona conosceva molto bene quella lingua.</p><p>�Le mie chiavi�, stava dicendo Ischke. �Devo averle perse quando sono caduta.�</p><p>�Be�, cara <emphasis>zuster</emphasis>, adesso sei a casa e sei al sicuro.�</p><p><emphasis>Zuster. </emphasis>Sorella. Quindi il suo compagno era il fratello.</p><p>�Cambieremo i codici, per precauzione�, aggiunse l�uomo.</p><p>�E nessuno ha ancora trovato i due americani o la ragazzina?�</p><p>�I confini della tenuta sono sotto stretta sorveglianza. Siamo sicuri che siano ancora qui. Li troveremo. E <emphasis>grootvader </emphasis>ha una sorpresa.�</p><p>�Che tipo di sorpresa?�</p><p>�Una specie di assicurazione: nessuno lascer� la tenuta vivo. Non dimenticare che ha prelevato campioni di DNA a tutti, quando sono arrivati.�</p><p>Ischke rise, facendo gelare il sangue nelle vene a Fiona. Poi le voci si allontanarono.</p><p>�Vieni.� La voce del fratello andava scemando, mentre scendevano le scale verso il piano terra. �<emphasis>Grootvader </emphasis>ci vuole vedere.�</p><p>Le voci si fermarono in fondo alla scalinata. Pur premendo l�orecchio sulla porta, Fiona non riusc� a distinguere neanche una parola, ma sembrava che discutessero animatamente di qualche faccenda. In ogni caso, aveva sentito abbastanza.</p><p><emphasis>Nessuno lascer� la tenuta vivo.</emphasis></p><p>Che cosa avevano in mente? Le echeggiava ancora in testa la risata glaciale di Ischke, cupa e soddisfatta. Qualsiasi cosa stessero tramando, sembravano certi del risultato. Ma che cosa c�entravano i campioni di DNA?</p><p>Fiona sapeva che c�era soltanto un modo per scoprirlo. Non aveva idea di quando Gray sarebbe ritornato e temeva che il tempo stringesse. Doveva scoprire qual era il pericolo per poterlo evitare.</p><p>Mise in tasca il Taser e tir� fuori lo spolverino di piuma. Per quella impresa, avrebbe dovuto ricorrere a tutta la destrezza acquisita sulla strada. Apr� la porta e scivol� fuori dalla stanza. Non si era mai sentita tanto sola e in preda a una paura cos� assoluta. Ripensandoci, poggi� la mano sulla manopola della porta. Chiuse gli occhi e cerc� di calmarsi, con una preghiera, non rivolta a Dio, ma a qualcuno che le aveva insegnato che il coraggio pu� assumere molte forme, compreso il sacrificio.</p><p>�Mutti�� implor�.</p><p>Le mancava la nonna adottiva, Grette Neal. I segreti del passato avevano ucciso la donna e nuovi segreti minacciavano lei e gli altri. Per avere anche la minima speranza di sopravvivere, doveva essere coraggiosa e altruista come Mutti.</p><p>Le voci al piano inferiore si allontanavano dalla scala.</p><p>Fiona cammin� quel tanto che bastava per vedere le teste biondo platino dei gemelli. Ritorn� a sentire le loro parole.</p><p>�Non far aspettare <emphasis>grootvader</emphasis>�, disse il fratello.</p><p>�Scender� tra un attimo. Voglio soltanto dare un�occhiata a Skuld, assicurarmi che sia tornata nella sua tana. Era piuttosto eccitata e temo che possa farsi del male da sola, per la frustrazione.�</p><p>�Si potrebbe dire la stessa cosa di te, mia dolce <emphasis>zuster.</emphasis>�</p><p>Fiona fece un altro passo. Il fratello accarezz� la sorella sulla guancia, con un�intimit� che faceva rabbrividire.</p><p>Ischke si arrese a quel tocco, poi si ritrasse. �Non ci metter� molto.�</p><p>L�uomo annu� e si diresse verso l�ascensore. �Avviso io <emphasis>grootvader.</emphasis>�</p><p>Ischke prese un�altra direzione, verso il retro del palazzo.</p><p>Fiona la segu�, tenendo stretto il Taser, nella tasca. Se fosse riuscita a sorprendere quella stronza da sola, a farla parlare�</p><p>Scese i gradini di volata, poi, giunta quasi in fondo alla scala, rallent�, riprendendo un passo pi� controllato. Ischke stava percorrendo un corridoio centrale, che s�inoltrava nel cuore del palazzo.</p><p>Fiona la seguiva a distanza, con la testa bassa, tenendo lo spolverino di piuma tra le braccia, come una monaca avrebbe portato una Bibbia. Camminava a passi piccoli, come una qualunque domestica ritrosa. Ischke scese cinque gradini, passando davanti a un paio di sentinelle, poi prese un corridoio sulla sinistra.</p><p>Fiona raggiunse le sentinelle. Acceler� il passo, come una domestica in ritardo per qualche ignota mansione. Ma rimase comunque china, semisepolta dall�uniforme troppo larga.</p><p>Raggiunse la breve scalinata.</p><p>Le guardie la ignorarono, sfoggiando un comportamento impeccabile subito dopo il passaggio della signora. Fiona scese salterellando i cinque gradini. Una volta raggiunto il corridoio inferiore, lo trov� vuoto.</p><p>Si ferm�.</p><p>Ischke era scomparsa.</p><p>Fu pervasa da una miscela di sollievo e terrore.</p><p>Forse sarebbe stato pi� saggio ritornare nel nascondiglio e aspettare�</p><p>Ricord� la risata glaciale di Ischke, poi sent� risuonare la voce della donna, acuta e vicina. Proveniva da una doppia porta ornamentale, in vetro e ferro, sulla destra.</p><p>Qualcosa aveva fatto arrabbiare Ischke.</p><p>Fiona si precipit� verso la porta e si mise in ascolto.</p><p>�La carne deve essere sanguinante! Fresca!� grid� Ischke. �Altrimenti ti metto l� dentro con lei.�</p><p>Seguirono scuse biascicate e passi che si allontanavano di fretta.</p><p>Fiona appoggi� l�orecchio al vetro.</p><p>Un errore.</p><p>La porta si apr� di colpo, sbattendole sulla testa. Ischke si precipit� fuori, andando a cozzare contro Fiona. Imprec�, spingendola via con una gomitata.</p><p>Fiona reag� d�istinto, affidandosi alle capacit� acquisite un tempo. Si distric� e si chiuse a palla, appoggiandosi su un ginocchio e facendosi piccina. Non ebbe nemmeno bisogno di recitare molto.</p><p>�E guarda dove vai!� sbott� Ischke.</p><p>�<emphasis>Ja, maitresse</emphasis>�, la adul� lei, chinandosi ancora di pi�.</p><p>�Fuori dai piedi!�</p><p>Fiona fu presa dal panico. Dove doveva andare? Ischke si sarebbe chiesta che ci facesse l�. I battenti erano ancora aperti, appoggiati al corpo della donna. Fiona si fece strada, avanzando china attraverso la soglia, per allontanarsi da Ischke.</p><p>Cerc� con la mano il Taser nascosto in tasca, ma le ci volle un istante per lasciar andare ci� che aveva appena rubato dalla tasca della giacca di Ischke. Non l�aveva fatto di proposito, era stato soltanto un riflesso condizionato. Quel ritardo le cost� caro. Prima che potesse liberare il Taser, Ischke imprec� e si allontan� a grandi passi. I pesanti battenti di ferro e vetro si chiusero, con un rumore metallico.</p><p>Fiona si rannicchi�, maledicendosi. E adesso? Avrebbe dovuto aspettare qualche istante prima di andarsene. Avrebbe destato troppi sospetti se si fosse fatta beccare alle costole di Ischke un�altra volta. In pi�, sapeva dove era diretta la donna: tornava all�ascensore. Purtroppo, Fiona non conosceva la casa abbastanza bene per raggiungere l�atrio tramite un percorso alternativo e tentare un�imboscata.</p><p>Aveva le lacrime agli occhi, per un misto di paura e frustrazione. Aveva fatto un gran casino.</p><p>Disperata, finalmente not� la sala che le stava di fronte. Era ben illuminata, irrorata dalla luce naturale del sole attraverso una cupola geodesica di vetro. Era una specie di cortile interno circolare. Dal centro del pavimento si ergevano palme giganti, con le chiome sotto la volta di vetro. Tutt�attorno, massicci colonnati sostenevano il soffitto e creavano una serie di chiostri profondi. Tre vestiboli col soffitto a volta, alti quanto il cortile centrale, si diramavano come cappelle dalla navata centrale di una chiesa, formando una croce.</p><p>Ma quello non era un luogo di culto.</p><p>La prima cosa che la colp� fu l�odore. Muschiato, fetido, come il puzzo di un ossario. Nello spazio cavernoso echeggiavano urla e ululati. La curiosit� la spinse a fare un passo avanti. Tre gradini portavano alla sala principale. Non c�era nessuno del personale. L�uomo che aveva sentito correr via dopo i rimproveri di Ischke era svanito nel nulla.</p><p>Fiona esamin� la sala. In ciascuno dei chiostri a margine del gigantesco cortile c�erano gabbie imponenti, sigillate da grate di ferro e vetro, simili alla porta d�ingresso. Dietro le sbarre vide forme gigantesche, alcune raggomitolate a dormire, altre che camminavano avanti e indietro, una accovacciata e intenta a rosicchiare un pezzo di femore. Erano le mostruose iene.</p><p>Ma non era tutto.</p><p>Un gorilla era seduto imbronciato vicino all�ingresso di una delle gabbie e guardava fisso Fiona, con un�intelligenza inquietante. E c�era di peggio: una mutazione aveva privato del pelo quella bestia, dal cui corpo penzolava una pelle rugosa simile a quella di un elefante.</p><p>In un�altra gabbia, un leone camminava avanti e indietro. Aveva il pelo, ma gli cresceva a chiazze, sbiadito, e al momento era imbrattato di feci e sangue rappreso. Aveva gli occhi orlati di rosso e ansimava, mostrando i denti a sciabola.</p><p>Tutt�attorno c�erano altre forme mostruose: un�antilope zebrata con corna a spirale, un paio di sciacalli alti e scheletrici, un facocero albino corazzato come un armadillo. Uno spettacolo macabro e triste allo stesso tempo. Gli sciacalli rinchiusi nella medesima gabbia guaivano e uggiolavano, impacciati nei movimenti, storpi.</p><p>Ma la piet� non bastava a frenare il terrore suscitato dalle gigantesche iene. Fiona fiss� lo sguardo su quella che stava rosicchiando il femore di qualche grosso animale, bufalo o gnu. C�era ancora un po� di carne da staccare dall�osso. Fiona non poteva fare a meno di immaginare che sarebbe potuta essere lei al suo posto. Se Gray non l�avesse salvata�</p><p>Rabbrivid�.</p><p>Serrando le massicce mandibole, la gigantesca iena addent� l�osso, che si spezz� col fragore di un colpo di fucile.</p><p>Fiona sussult�, di nuovo all�erta.</p><p>Ritorn� alla porta. Aveva aspettato abbastanza. La missione era fallita, perci� sarebbe ritornata al suo nascondiglio con la coda tra le gambe.</p><p>Spinse con forza la porta.</p><p>Era chiusa a chiave.</p><empty-line/><p><emphasis>ore 14.30</emphasis></p><empty-line/><p>Gray fissava la fila di massicce leve d�acciaio, col cuore in gola. Gli ci era voluto un bel po� per trovare gli interruttori principali della centralina elettrica. Percepiva l�energia che scorreva attraverso i giganteschi cavi del locale, una forza elettromagnetica che lo colpiva alla base del collo.</p><p>Aveva gi� sprecato troppo tempo.</p><p>Dopo aver scoperto che mancava uno dei fusti di Xerum 525, quello destinato agli Stati Uniti, sentiva l�ansia dell�urgenza. Aveva abbandonato ogni tentativo di perlustrare il resto del sotterraneo. La cosa pi� importante era mettere in allerta Washington.</p><p>Marcia aveva riferito di aver visto una radio d�emergenza a onde corte nella zona di sicurezza, quando era stata prelevata dalla sua cella. Sapeva chi chiamare: una sua collega, la dottoressa Paula Kane, che avrebbe potuto trasmettere l�allarme. Tuttavia entrambi sapevano che, con tutta probabilit�, cercare di impadronirsi della radio sarebbe stato una missione suicida. Ma che altro potevano fare?</p><p>Almeno Fiona era nascosta, al sicuro.</p><p>�Che aspetta?� chiese Marcia, che stava alle sue spalle, reggendo una torcia. Non aveva pi� il braccio legato al collo e indossava un camice da laboratorio, preso da uno degli armadietti. Al buio, poteva essere scambiata per una delle ricercatrici del laboratorio.</p><p>Gray sollev� una mano verso la prima leva.</p><p>Avevano gi� individuato le scale di emergenza, che portavano verso il palazzo. Ma, per uscire e raggiungere la zona di sicurezza, avevano bisogno di un diversivo.</p><p>La soluzione l�avevano trovata qualche istante prima. Appoggiato a una delle porte nel corridoio, Gray aveva notato la vibrazione e il ronzio dell�impianto elettrico che alimentava quel livello. Se fossero riusciti a far saltare la centralina principale, creando altro caos, forse accecando i loro carcerieri per un po�, avrebbero avuto una possibilit� in pi� di arrivare a quella radio.</p><p>�Pronta?� chiese Gray.</p><p>Marcia accese la torcia. Lo guard� negli occhi, fece un respiro profondo e annu�. �Procediamo.�</p><p>�Buio�, disse Gray, tirando la prima leva.</p><p>Poi un�altra, e un�altra ancora.</p><empty-line/><p><emphasis>ore 14.35</emphasis></p><empty-line/><p>Fiona vide le luci sfarfallare e spegnersi.</p><p>Era in piedi in mezzo al cortile, accanto a una piccola fontana. Qualche istante prima, era scivolata via dalla porta chiusa e aveva attraversato furtivamente il cortile in cerca di un�altra uscita. Doveva essercene un�altra per forzasi blocc� di colpo.</p><p>Nella sala cal� un silenzio irreale, come se gli animali avessero percepito un cambiamento fondamentale, la scomparsa del ronzio subsonico perpetuo dell�elettricit�. O forse intuivano semplicemente che ci� dava loro un nuovo potere. Una porta cigol� alle spalle di Fiona. Lei si volt� lentamente. Una delle gabbie di vetro e ferro in cui era chiusa una iena si era aperta. Il blackout aveva smagnetizzato le serrature. La bestia strisci� fuori dalla gabbia, grondando sangue dal muso. Era quella che stava rosicchiando l�osso. Emise un ringhio cupo.</p><p>Fiona sent� una risata sguaiata proveniente da qualche punto alle sue spalle. I predatori del serraglio si erano scambiati un messaggio silenzioso. Altre porte si aprirono cigolando sui cardini di ferro.</p><p>La ragazza rimase immobile accanto alla fontana. Anche la pompa idraulica si era fermata, mettendo a tacere l�acqua, come se temesse di attirare l�attenzione su di s�.</p><p>Da qualche parte, in una delle cappelle laterali, echeggi� un urlo acuto. Umano. Fiona immagin� che fosse l�inserviente rimproverato da Ischke. A quanto pareva, le bestie che gli erano state affidate avrebbero avuto la loro carne fresca. Sent� dei passi avvicinarsi, poi un nuovo urlo di dolore, mescolato a ululati, guaiti e latrati.</p><p>Fiona si tapp� le orecchie dopo quell�ultimo urlo, seguito dal suono delle creature che si nutrivano.</p><p>Era concentrata interamente sulla prima belva che era fuggita.</p><p>La iena col muso insanguinato si stava avvicinando. Fiona riconobbe la creatura dalle screziature appena accennate sul fianco, macchie di bianco su bianco. Era la stessa della giungla.</p><p>La preferita di Ischke.</p><p>Skuld.</p><p>Prima quello zuccherino chiuso in gabbia le era stato negato.</p><p>Stavolta nessuno l�avrebbe disturbata.</p><empty-line/><p><emphasis>ore 14.40</emphasis></p><empty-line/><p>�Aiuto� <emphasis>bitte</emphasis>!� Gunther si precipit� nella capanna, seguito dal maggiore Brooks.</p><p>Lisa si alz�, sollevando lo stetoscopio dal petto di Painter. Stava tenendo sotto controllo un soffio sistolico. Nell�arco di una sola mezza giornata, il picco era passato da precoce a ritardato, il che suggeriva una rapida degenerazione della stenosi della valvola aortica. Quella che prima era una modesta angina si era ormai trasformata in sincopi e mancamenti, ogni volta che l�uomo si sforzava troppo. Lisa non aveva mai visto una degenerazione cos� rapida. Sospettava una calcificazione della valvola cardiaca. Quegli strani depositi mineralizzati avevano cominciato a comparire in tutto il corpo di Painter, anche negli umori degli occhi.</p><p>Disteso supino, il direttore della Sigma si sollev� sui gomiti, trasalendo.</p><p>�Che succede?� chiese a Gunther.</p><p>Gli rispose il maggiore Brooks, col suo pesante accento strascicato del Sud. �� sua sorella, signore. Ha una specie di attacco� Convulsioni.�</p><p>Lisa prese il suo kit medico. Painter cerc� di alzarsi, ma al secondo tentativo dovette essere assistito da Lisa. �Resta qui�, lo ammon� lei.</p><p>�Ce la faccio�, replic� lui, palesemente irritato.</p><p>Lisa non aveva tempo di discutere e gli lasci� andare il braccio, poi si precipit� da Gunther. �Andiamo.�</p><p>Brooks aspett�, incerto se seguirli oppure se aiutare Painter. Questi lo allontan� con un cenno e si mise a zoppicare dietro di loro.</p><p>Lisa corse fuori dalla capanna e si diresse verso quella vicina. Fu investita dal caldo, come se fosse entrata in un forno. L�aria era immobile, incandescente, impossibile da respirare. Il sole era accecante. Ma, dopo un attimo, Lisa si stava gi� chinando per entrare nella pi� fresca oscurit� dell�altra capanna.</p><p>Anna era distesa su una stuoia d�erba, appoggiata per met� su un fianco, il corpo inarcato, i muscoli contratti. Lisa corse da lei. Le aveva gi� collocato un catetere intravenoso nell�avambraccio. Anche Painter ne aveva uno. Cos� era pi� facile somministrare a entrambi farmaci e flebo.</p><p>Lisa si appoggi� su un ginocchio e le somministr� una dose gi� misurata di diazepam. Nel giro di qualche secondo, Anna si rilass�, ricadendo a terra. Sbatt� le palpebre e apr� gli occhi, riprendendo coscienza, stordita, ma vigile.</p><p>Arriv� Painter, seguito da Monk. �Come sta?�</p><p>�Secondo te?� chiese Lisa, esasperata.</p><p>Gunther aiut� la sorella a mettersi seduta.</p><p>Aveva il viso cinereo, coperto da un velo di sudore. Painter era destinato a fare la stessa fine nel giro di un�ora. Sebbene fossero stati esposti in ugual misura alle radiazioni, la maggiore stazza e il maggior vigore fisico di Painter lo sostenevano un po� meglio. Ma a entrambi non rimaneva che qualche ora di vita.</p><p>Lisa guard� lo spiraglio di luce che entrava nella capanna da una finestra a fessura. Il crepuscolo era troppo lontano.</p><p>Monk interruppe quel silenzio gravoso. �Ho parlato con Khamisi. Dice che si sono appena spente tutte le luci in quel dannato palazzo.� Accenn� un sorriso, come se dubitasse che eventuali buone notizie fossero ben accette. �Immagino che sia opera di Gray.�</p><p>Painter aggrott� le sopracciglia. Era l�unica espressione di cui sembrava capace da qualche tempo. �Questo non lo sappiamo.�</p><p>�E non sappiamo neanche il contrario.� Monk si pass� una mano sulla testa rasata. �Signore, penso che dobbiamo considerare la possibilit� di anticipare l�intervento. Khamisi dice��</p><p>�Khamisi non comanda questa operazione�, lo interruppe Painter, tossendo forte.</p><p>Monk guard� Lisa. I due avevano parlato in privato venti minuti prima. Era uno dei motivi per cui l�agente aveva chiamato Khamisi. Bisognava verificare alcune opportunit�.</p><p>Monk fece un cenno col capo.</p><p>Lisa tir� fuori dalla tasca una seconda siringa e affianc� Painter. �Lascia che ti sciacqui il catetere. C�� rimasto del sangue.�</p><p>Painter sollev� il braccio tremante.</p><p>Lisa gli sostenne il polso e iniett� la dose. Monk si port� accanto a Painter e lo afferr�, mentre gli cedevano le gambe.</p><p>�Che�� La testa di Painter ciondol� all�indietro.</p><p>Monk lo sostenne con una spalla sotto l�ascella. �� per il suo bene, signore.�</p><p>Painter guard� di traverso Lisa e allung� l�altro braccio verso di lei. Se fosse per colpirla o per esprimere lo shock perch� lei l�aveva tradito probabilmente non lo sapeva nemmeno lui. Il sedativo gli fece perdere conoscenza.</p><p>Il maggiore Brooks rimase a guardare, con la bocca spalancata per lo stupore.</p><p>Monk alz� le spalle, rivolgendosi al militare dell�Air Force: �Mai visto un ammutinamento prima d�ora?�</p><p>Brooks si riprese. �Posso dire solo una cosa, signore: era ora!�</p><p>�Khamisi sta arrivando col pacchetto. Tempo d�arrivo previsto: tre minuti. Lui e la dottoressa Kane rileveranno il supporto logistico qui all�accampamento.�</p><p>Lisa si rivolse a Gunther: �Riesci a portare tua sorella?�</p><p>Come per dimostrarlo, la prese tra le braccia e la sollev�.</p><p>�Che state facendo?� chiese Anna, debole.</p><p>�Voi due non durerete fino a questa notte�, disse Lisa. �Proveremo a raggiungere la Campana.�</p><p>�Come?�</p><p>�Non si arrovelli quella bella testolina�, rispose Monk, e usc� arrancando, sostenendo Painter assieme al maggiore Brooks. �Ci pensiamo noi.�</p><p>Monk e Lisa si guardarono un�altra volta. Lei cap� la sua espressione.</p><p>Forse era gi� troppo tardi.</p><empty-line/><p><emphasis>ore 14.41</emphasis></p><empty-line/><p>Gray fece strada su per le scale, pistola alla mano. Lui e Marcia si muovevano il pi� silenziosamente possibile. Lei teneva la mano sulla torcia, riducendo l�illuminazione al minimo indispensabile, quanto bastava per vedere dove stavano andando. Con gli ascensori fuori uso, Gray temeva di imbattersi in qualche sentinella sulle scale. Sebbene fosse travestito da guardia a sua volta e fingesse di accompagnare una ricercatrice fuori dal seminterrato, preferiva evitare incontri superflui.</p><p>Passarono al sesto livello sotterraneo, buio come il precedente.</p><p>Gray prosegu�, accelerando il passo, compensando la cautela col timore che a un certo punto scattassero dei generatori secondari. Passato il pianerottolo successivo, videro una luce.</p><p>Sollevando una mano, Gray intim� a Marcia di fermarsi.</p><p>La luce non si muoveva. Era stazionaria.</p><p>Non era una guardia: probabilmente una lampada d�emergenza.</p><p>Eppure�</p><p>�Resti qui�, sussurr� a Marcia. Gray prosegu�, la pistola sollevata e pronta all�uso. Al pianerottolo successivo, la luce filtrava da una porta semichiusa. Avvicinandosi, sent� delle voci. Pi� su, le scale erano buie. Come mai c�erano luce e corrente, l�? Quel livello doveva essere servito da un circuito separato.</p><p>Le voci echeggiavano lungo il corridoio.</p><p>Erano voci familiari: Isaak e Baldric.</p><p>Non li vedeva, erano dentro la stanza. Guard� gi� e vide il volto di Marcia stagliarsi nella luce che si riversava dalle scale. Le fece cenno di raggiungerlo.</p><p>Anche lei sent� le voci.</p><p>Isaak e Baldric non sembravano preoccupati del blackout. Si erano accorti che nel resto del palazzo mancava l�elettricit�? Gray tenne a bada la sua curiosit�. Doveva avvisare Washington.</p><p>�La Campana li uccider� tutti�, disse Baldric.</p><p>Gray si ferm�. Stavano parlando di Washington? In tal caso, quali erano i loro piani? Se avesse scoperto qualcosa di pi��</p><p>Fece un altro cenno a Marcia, sollevando due dita. Due minuti. Se non fosse stato di ritorno, lei sarebbe dovuta andare avanti da sola. Le aveva lasciato la sua seconda pistola. Forse vedere quella Campana poteva fare la differenza tra salvare delle vite e perderle.</p><p>Sollev� le due dita un�altra volta.</p><p>Marcia annu�. Se lui fosse stato catturato, sarebbe dipeso tutto da lei.</p><p>Gray s�infil� nella fessura, senza nemmeno toccare la porta, temendo che anche il minimo cigolio dei cardini potesse allarmare i due all�interno. Davanti a lui si estendeva un corridoio grigio illuminato da lampade al neon, come quello del piano inferiore. Ma terminava a breve distanza, con una doppia porta d�acciaio, di fronte all�ascensore buio.</p><p>Uno dei due battenti d�acciaio era aperto.</p><p>Gray si mosse rapidamente, raggiunse la porta e si appiatt� contro la parete. Appoggi� un ginocchio a terra e sbirci� oltre lo stipite.</p><p>La sala aveva il soffitto basso e abbracciava quell�intero livello. Era il cuore del laboratorio. Lungo una parete era allineata una serie di computer. Sui monitor scorrevano cifre e codici. I computer probabilmente giustificavano il circuito separato, una fonte di alimentazione autonoma.</p><p>Gli occupanti della sala, concentrati com�erano sull�attivit� in corso, non avevano notato che era saltata la corrente nel resto del palazzo. Ma sicuramente sarebbero stati avvertiti da un momento all�altro.</p><p>Baldric e Isaak, nonno e nipote, erano chini su una stazione di lavoro. Su uno schermo piatto da trenta pollici appeso alla parete scorreva rapidamente una serie di rune, l�una dopo l�altra. Erano le cinque rune dei libri di Hugo.</p><p>�Il codice non � ancora decifrato�, disse Isaak. �� saggio avviare la fase globale del programma con la Campana, mentre l�enigma rimane irrisolto?�</p><p>�Sar� risolto!� Baldric batt� un pugno sul tavolo. �� soltanto questione di tempo. In pi�, siamo abbastanza vicini alla perfezione. Pensa a te e tua sorella, voi due vivrete a lungo. Cinquant�anni. La debilitazione non sopraggiunger� fino al vostro ultimo decennio di vita. � tempo di procedere.�</p><p>Isaak sembrava poco convinto.</p><p>Baldric si alz�, sollev� un braccio e fece un gesto ampio verso il soffitto. �Guarda che cosa hanno fatto i ritardi. Il nostro tentativo di dirottare l�attenzione internazionale sull�Himalaya ci si � rivoltato contro.�</p><p>�Perch� abbiamo sottovalutato Anna Sporrenberg.�</p><p>�E la Sigma�, aggiunse Baldric. �Ma non importa. Ora abbiamo i governi che ci soffiano sul collo. Con l�oro potremo comprarci soltanto un po� di protezione. Dobbiamo agire subito. Prima Washington, poi il mondo intero. E, in quel caos, ci sar� tutto il tempo necessario per decifrare il codice. La perfezione ci apparterr�.�</p><p>�E dall�Africa sorger� un nuovo mondo�, recit� Isaak a memoria, come se fosse una preghiera che gli era stata inculcata in giovane et�, cementata nel suo codice genetico.</p><p>�Puro e ripulito dalla corruzione�, aggiunse Baldric, concludendo la litania. Ma le sue parole erano altrettanto prive di passione. Era come se non fosse altro che l�ennesima fase del suo programma di riproduzione, un esercizio scientifico.</p><p>Baldric si drizz�, appoggiandosi al bastone. Senza altro pubblico all�infuori del nipote, Gray not� quanto sembrava debole. Si chiese se l�accelerazione dei tempi non fosse motivata soprattutto dall�incombente morte del vecchio, pi� che da una vera necessit�. Erano tutti quanti pedine inconsapevoli del desiderio di Baldric di attuare il suo piano? Forse aveva orchestrato l�intero scenario di proposito, consapevolmente o inconsapevolmente, per giustificare un�azione in quel momento, fintanto che era ancora in vita?</p><p>Isaak si era spostato a un�altra postazione di lavoro. �Abbiamo luce verde su tutta la linea. La Campana � accesa e pronta per l�attivazione. Ora potremo ripulire la tenuta dai fuggitivi.�</p><p>Gray s�irrigid�. Che diavolo stavano per fare?</p><p>Baldric volt� le spalle al codice runico e diresse la sua attenzione al centro della stanza. �Preparati all�attivazione.�</p><p>Gray si spost� per vedere una porzione pi� ampia del locale.</p><p>Al centro c�era un grosso contenitore, fatto di qualche tipo di composto ceramico o metallico. Aveva la forma di una campana rovesciata, alta quanto Gray. Dubitava di poterne abbracciare anche soltanto met� della circonferenza.</p><p>Si sent� uno scoppiettio e un�eco di motori e dal soffitto scese una camicia di metallo interna, rivestita di una serie di meccanismi. Cal� nel contenitore esterno. Allo stesso tempo, si apr� la guarnizione di un vicino serbatoio giallo, dal quale un liquido metallico violaceo deflu� nel cuore della Campana.</p><p>Lubrificante? Combustibile?</p><p>Gray non ne aveva idea, ma not� i numeri stampati sul lato del serbatoio: 525. Era il misterioso Xerum.</p><p>�Solleva lo schermo protettivo�, ordin� Baldric. Dovette gridare per sovrastare i rumori metallici del gruppo motore. Indic� il pavimento col bastone.</p><p>Anche quel piano era pavimentato con le stesse mattonelle grigie, a eccezione di una sezione circolare di un nero opaco, con un diametro di trenta metri, attorno alla Campana. L�intera circonferenza aveva un bordo alto una trentina di centimetri, come la pista di un circo. La parte di soffitto sovrastante rispecchiava il pavimento, ma invece del bordo c�era un solco circolare.</p><p>Era tutto quanto fatto di piombo.</p><p>Gray cap� che probabilmente l�anello esterno del pavimento si sollevava, spinto dai pistoni, e s�inseriva nel soffitto, formando un grande cilindro che avrebbe racchiuso la Campana.</p><p>�Che succede?� grid� Baldric, voltandosi verso il nipote.</p><p>Isaak premeva inutilmente un interruttore. �I motori dello schermo non hanno corrente!�</p><p>I motori dovevano essere al piano inferiore. Il livello <emphasis>oscurato. </emphasis>Squill� un telefono, un trillo stridente, che competeva col rumore dei motori. Gray immaginava chi fosse a chiamare: la sicurezza aveva finalmente scoperto dov�erano i padroni di casa.</p><p>Era ora di andare.</p><p>Gray si alz� e si volt�.</p><p>Un tubo gli colp� il polso, facendogli cadere di mano la pistola. Poi part� un altro fendente, diretto alla testa. Lo schiv� giusto in tempo.</p><p>Ischke gli si avvicin�. Dietro di lei, le porte dell�ascensore buio erano aperte, forzate con una leva. Evidentemente la donna era rimasta bloccata quando era mancata la corrente, poi era scesa fino a l�. Nel frastuono dei motori della Campana, Gray non l�aveva sentita forzare le porte dietro di lui.</p><p>Ischke sollev� il tubo.</p><p>Gray arretr� verso l�interno della sala della Campana, tenendo gli occhi fissi su di lei. Evit� di guardare le scale d�emergenza. Preg� che Marcia se ne fosse gi� andata, che fosse gi� diretta alla radio a onde corte, pronta a dare l�allarme a Washington.</p><p>Ischke, coi vestiti macchiati di grasso e col viso imbrattato, segu� Gray dentro il locale.</p><p>Gray sent� la voce di Baldric alle sue spalle. �<emphasis>Wat is dit? </emphasis>Sembra che la piccola Ischke abbia catturato il topolino che ha rosicchiato i fili.�</p><p>Gray era disarmato. Senza nessuna possibilit�.</p><p>�I generatori stanno ritornando in linea�, disse Isaak, con tono annoiato, per nulla colpito dall�intrusione.</p><p>Sotto i piedi di Gray ci furono un rombo e uno stridore di motori. Lo schermo cominci� a salire dal pavimento.</p><p>�E ora sterminiamo gli altri ratti�, disse Baldric.</p><empty-line/><p><emphasis>ore 14.45</emphasis></p><empty-line/><p>Monk grid� per farsi sentire nel frastuono dell�elicottero. Il vortice creato dai rotori faceva turbinare sabbia e polvere tutt�attorno. �Sai far volare questo uccellino?�</p><p>Gunther annu�, impugnando la leva dei comandi.</p><p>Monk gli diede una pacca sulla spalla. Doveva fidarsi del nazista. Non poteva pilotare con una mano sola. Comunque, dato che l�obiettivo del gigante in quel momento era la sopravvivenza della sorella, Monk ritenne di poter fare quella scommessa.</p><p>Anna era seduta dietro con Lisa. Painter era accasciato tra di loro, con la testa ciondoloni. Il sedativo era leggero. Ogni tanto borbottava qualcosa di insensato, a proposito di un�incombente tempesta di sabbia, perso in paure del passato.</p><p>Chinando la testa sotto le pale, Monk gir� attorno all�elicottero.</p><p>Dall�altra parte c�erano Khamisi e Mosi D�Gana, il capo zul�. Si strinsero reciprocamente gli avambracci. Mosi si era spogliato degli abiti cerimoniali: indossava una tuta kaki e un berretto, e portava in spalla un fucile automatico. A un cinturone nero era appesa una fondina, con una pistola. Inoltre, legata sulla schiena, portava una lancia corta con una lama spaventosa.</p><p>�Ora sei tu al comando�, disse a Khamisi in tono formale, mentre Monk si avvicinava.</p><p>�Ne sono onorato, signore.�</p><p>Mosi annu� e lasci� andare il braccio di Khamisi. �Ho sentito dire bene di te, Fat Boy.�</p><p>Monk li raggiunse. Fat Boy?</p><p>Khamisi sgran� gli occhi, nello sguardo una miscela di vergogna e onore. Annu� e si allontan�. Mosi sal� sull�elicottero. Avrebbe fatto parte della prima ondata d�attacco. Monk non aveva scelta, era in debito con lui.</p><p>Khamisi si avvicin� a Paula Kane. I due avrebbero coordinato l�attacco via terra.</p><p>Monk si guard� attorno, oltre il turbine di sabbia e polvere. Le forze si erano radunate in fretta, arrivando a piedi, a cavallo, su motociclette arrugginite e camioncini sconquassati. Mosi aveva fatto circolare la voce e, come il suo grande antenato Shaka Zulu, aveva radunato un esercito di uomini e donne, con indosso pelli tradizionali, tute mimetiche consunte, jeans Levi�s. E ne stavano arrivando ancora.</p><p>Sarebbe toccato a loro tenere occupate le guardie dei Waalenberg, per conquistare la tenuta, se possibile. Come se la sarebbero cavata gli zul� contro le forze di sicurezza, dotate di armi ed esperienza superiori? Sarebbe stata un�altra Blood River?</p><p>C�era soltanto un modo per scoprirlo.</p><p>Monk s�infil� nell�affollato scompartimento posteriore. Mosi si accomod� accanto al maggiore Brooks. Erano seduti di fronte ad Anna, Lisa e Painter. Sul sedile posteriore c�era anche un altro nuovo arrivato, un guerriero zul� mezzo nudo, di nome Tau, con la cintura allacciata. Era mezzo girato per tenere una lancia corta puntata in gola al copilota dell�elicottero: il sovrintendente capo Gerald Kellog era seduto accanto a Gunther, legato e imbavagliato. Aveva un occhio gonfio, che stava diventando viola.</p><p>Monk tocc� Gunther su una spalla e gli fece cenno col dito di far decollare il velivolo. Gunther rispose con un cenno del capo e azion� il collettivo. L�elicottero si sollev� con un gran rombo di motori.</p><p>Il suolo si allontanava sempre di pi� e davanti a loro si estendeva la tenuta. Monk era stato informato dei missili terra-aria di cui erano dotati i Waalenberg. Disarmato com�era, il lento elicottero commerciale sarebbe stato un facile bersaglio.</p><p>Non era una bella situazione.</p><p>Monk si sporse in avanti. �� ora di guadagnarsi la pelle, sovrintendente.�</p><p>Kellog sbianc�.</p><p>Soddisfatto, Monk prese il microfono della radio e lo accost� alle labbra del sovrintendente. �Colleghiamoci alla frequenza della sicurezza.�</p><p>Khamisi aveva gi� ottenuto i codici. Era quello il motivo dell�occhio nero di Kellog.</p><p>�Si attenga al copione�, lo ammon� Monk, facendogli un sorriso maligno.</p><p>Kellog si scost� ancora un po�.</p><p>Il suo sorriso era davvero cos� terribile?</p><p>Per ribadire la minaccia, Tau premette la punta della lancia nel collo morbido dell�uomo.</p><p>La radio emise qualche scarica elettrostatica e Kellog trasmise il messaggio secondo le istruzioni. �Abbiamo ricatturato uno dei vostri prigionieri. Monk Kokkalis. Lo abbiamo a bordo, atterreremo all�eliporto sul tetto.�</p><p>Gunther controllava la risposta della sicurezza tramite le cuffie.</p><p>�Ricevuto. Passo e chiudo�, disse ancora Kellog.</p><p>Gunther quasi grid�: �Ci hanno dato il via libera�.</p><p>Punt� verso il basso il muso del velivolo, accelerando verso la tenuta. Dall�alto, il palazzo sembrava ancora pi� imponente.</p><p>Monk si gir�, rimettendosi comodo sul sedile, di fronte a Lisa. Accanto a lei, Anna era appoggiata al finestrino, gli occhi strizzati per il dolore. Painter dondolava, tenuto dalle cinture, e gemeva. L�effetto del sedativo stava per finire.</p><p>Lisa lo fece appoggiare di nuovo allo schienale.</p><p>Monk not� che gli teneva la mano. Da tutto il viaggio.</p><p>Lisa e Monk si guardarono in faccia.</p><p>Lo sguardo di lei era pieno di paura, ma non per se stessa.</p><empty-line/><p><emphasis>ore 14.56</emphasis></p><empty-line/><p>�L�asta di trasmissione � sollevata?� chiese Baldric.</p><p>Isaak annu�, senza distogliere lo sguardo dalla console.</p><p>�Prepara la Campana per l�attivazione.� Baldric si rivolse a Gray: �Abbiamo inserito i codici del DNA dei suoi compagni nella Campana. Modificher� le emissioni per snaturare e distruggere selettivamente i DNA corrispondenti, rimanendo innocua per tutti gli altri. � la nostra versione della soluzione finale�.</p><p>Gray pens� a Fiona nascosta nella stanza e a Monk che stava arrivando proprio in quel momento. �Non c�� bisogno di ucciderli. Avete ricatturato il mio compagno. Lasciate stare il ragazzo e la ragazza.�</p><p>�Se c�� una cosa che ho imparato in questi ultimi giorni, � che � meglio non lasciare nulla in sospeso.� Baldric fece un cenno a Isaak. �Attiva la Campana.�</p><p>�Aspettate!� grid� Gray, facendosi avanti.</p><p>Ischke aveva raccolto la sua pistola e gliela punt� contro.</p><p>Baldric si diede una breve occhiata alle spalle, annoiato e impaziente.</p><p>Gray aveva soltanto una carta da giocare. �So come decodificare il codice di Hugo.�</p><p>La sorpresa ammorbid� l�espressione severa di Baldric. Sollev� una mano, facendo cenno a Isaak di aspettare. �Davvero? Lei � in grado di fare ci� che una serie di computer non � riuscita a fare?�</p><p>Gray sapeva di dover offrire qualcosa a Baldric, qualsiasi cosa, per impedirgli di attivare la Campana e irradiare i suoi amici. Indic� il monitor che mostrava ciclicamente le rune. Il computer le rimescolava, in cerca di una combinazione logica.</p><p>�Da soli fallirete�, afferm� Gray.</p><p>�E perch�?�</p><p>Gray si lecc� le labbra secche. Aveva paura, ma doveva restare concentrato. Sapeva con certezza che il computer avrebbe fallito, perch� lui aveva gi� risolto l�enigma delle rune. Non capiva la risposta, ma sapeva che era quella giusta, soprattutto considerando le origini ebree di Hugo Hirszfeld.</p><p>Ma quanto poteva rivelare? Doveva contrattare al meglio delle sue capacit�, cercando un equilibrio tra la verit� e la risposta.</p><p>�Avete preso la runa sbagliata dalla Bibbia di Darwin�, disse Gray. Era la verit�. �E ci sono <emphasis>sei </emphasis>rune, non solo cinque.�</p><p>Baldric sospir�. Le rughe attorno alla bocca gli si fecero ancora pi� profonde per lo scetticismo. �Come la ruota del sole che ha disegnato l�altra volta, immagino.� Si volt� di nuovo verso Isaak.</p><p>�No! Lasci che glielo dimostri!�</p><p>Si guard� attorno e individu� un pennarello vicino a uno dei computer. �Passatemi quello.�</p><p>Con la fronte corrugata, Baldric fece un cenno a Isaak, che lanci� il pennarello verso Gray. Lui s�inginocchi� e fece un disegno sul linoleum grigio. �Questa � la runa della Bibbia di Darwin.�</p><empty-line/><image l:href="#27"/><empty-line/><p>�La <emphasis>Menschrune</emphasis>�, disse Baldric.</p><p>Gray la picchiett� con un dito. �Rappresenta lo stato superiore dell�essere umano, il piano divino che si nasconde in tutti noi.�</p><p>�E allora?�</p><p>�Questo era l�obiettivo di Hugo Hirszfeld, il risultato finale cui mirava, giusto?�</p><p>Baldric annu� lentamente.</p><p>�Hirszfeld non avrebbe incorporato il <emphasis>risultato </emphasis>nel suo codice. Il codice conduce a questo.� Picchiett� pi� forte la runa. �Questo non pu� rientrare nel codice.�</p><p>A poco a poco si fece strada la comprensione e il vecchio cominci� a credergli. �Le altre rune nella Bibbia di Darwin��</p><p>Gray fece altri disegni sul pavimento, per illustrare la sua argomentazione.</p><empty-line/><image l:href="#28"/><empty-line/><p>�Queste due rune costituiscono la terza.� Disegn� un cerchio attorno alle due rune biforcute. �Rappresentano l�umanit� al suo livello pi� basilare, quello che conduce allo stato superiore. Perci� sono queste due che devono essere inserite nel codice.� Gray scrisse la serie originale di rune. �Questa � la sequenza sbagliata.�</p><empty-line/><image l:href="#29"/><empty-line/><p>Poi la cancell� e scrisse la serie corretta, dividendo l�ultima runa.</p><empty-line/><image l:href="#30"/><empty-line/><p>Baldric si avvicin�. �E questa � la serie corretta? Quella da decifrare?�</p><p>Gray disse la verit�. �S�.�</p><p>Baldric annu�, mentre rifletteva su quella rivelazione. �Credo che lei abbia ragione, comandante Pierce.�</p><p>Gray si alz�.</p><p>�<emphasis>Dank u</emphasis>�, disse Baldric, poi si rivolse a Isaak: �Attiva la Campana e fai fuori i suoi amici�.</p><empty-line/><p><emphasis>ore 15.07</emphasis></p><empty-line/><p>Lisa e Tau, il guerriero zul�, aiutarono Painter a scendere dall�elicottero. Il sedativo che gli avevano somministrato era di breve durata e l�effetto sarebbe finito di l� a qualche minuto.</p><p>Gunther sosteneva Anna, che aveva gli occhi velati. Si era iniettata un�altra dose di morfina contro il dolore, ma aveva cominciato a sputare sangue.</p><p>Davanti a loro c�erano Monk e Mosi D�Gana e ai loro piedi i cadaveri di tre sentinelle dell�eliporto. Gli agenti di sicurezza erano stati colti di sorpresa. Si aspettavano di ricevere un prigioniero. Era bastato qualche colpo esploso da un paio di pistole col silenziatore per assumere il controllo dell�area.</p><p>Monk fece cambio di posizione con Tau. �Resta qui, sorveglia l�elicottero e tieni d�occhio il prigioniero.�</p><p>Kellog era stato tirato fuori dal velivolo, ma era imbavagliato, aveva le mani ammanettate dietro la schiena e le caviglie legate. Non sarebbe andato da nessuna parte.</p><p>Monk fece cenno al maggiore Brooks e a Mosi D�Gana di fare strada. Avevano studiato tutti la mappa disegnata da Paula Kane e calcolato il percorso migliore per raggiungere il sotterraneo. Era piuttosto lontano.</p><p>Brooks e Mosi li guidarono fino all�accesso al palazzo, imbracciando i fucili d�assalto. I due si muovevano come se avessero gi� lavorato assieme, sincronizzati, efficienti. Anche Gunther aveva una pistola in mano e portava a tracolla un fucile a canne mozze. Armati fino ai denti, raggiunsero la porta.</p><p>Brooks scatt� in avanti. Le chiavi magnetiche sottratte alle guardie aprirono loro la strada. Il maggiore e Mosi scomparvero all�interno, in avanscoperta. Gli altri rimasero indietro ad aspettare.</p><p>Monk guard� l�orologio. Il tempismo era essenziale.</p><p>Un breve fischio li raggiunse da sotto.</p><p>�Andiamo!� ordin� Monk.</p><p>Entrarono rapidamente e trovarono una breve rampa di scale che conduceva al sesto piano. Brooks era sul pianerottolo. Un�altra guardia era distesa sulle scale, col collo squarciato. Mosi era accovacciato al pianerottolo successivo, col coltello insanguinato in mano.</p><p>Continuarono a scendere per la spirale di gradini. Non incontrarono altre guardie. Come speravano, molte sentinelle erano concentrate all�esterno. L�ammassarsi dei guerrieri zul� aveva inevitabilmente attirato la loro attenzione.</p><p>Monk guard� l�orologio un�altra volta.</p><p>Raggiunto il secondo piano, lasciarono la tromba delle scale ed entrarono in un corridoio di legno lucido. Era ombroso e scuro. La luce delle lampade a muro era intermittente, come se l�impianto elettrico fosse ancora in panne dopo il blackout� Oppure qualcosa stava assorbendo un sacco di energia.</p><p>Lisa not� anche un odore di rancido.</p><p>Il corridoio terminava in un passaggio trasversale. Brooks and� in avanscoperta sulla destra, la direzione in cui dovevano andare. Ricomparve di colpo, e si appiatt� contro la parete. �Indietro��</p><p>Da oltre l�angolo provenne un ringhio feroce, di sfida, seguito da una serie di risate e guaiti eccitati. Poi un unico urlo stridente sovrast� tutto quanto.</p><p>�<emphasis>Ukufa</emphasis>�, sussurr� Mosi, facendo cenno agli altri di tornare indietro.</p><p>�Via!� esort� Brooks. �Noi cercheremo di spaventarle, poi vi raggiungeremo.�</p><p>Monk trascin� via Lisa e Painter.</p><p>�Che cosa�� stava per chiedere Lisa, ma le parole le si spensero in gola.</p><p>�Qualcuno ci ha sguinzagliato dietro i cani�, rispose Monk.</p><p>Gunther incespicava, trasportando di peso la sorella, che strisciava i piedi sul pavimento.</p><p>Dietro di loro ci fu un�esplosione di colpi.</p><p>I guaiti e gli ululati si trasformarono in urla di dolore e rabbia.</p><p>Corsero pi� forte.</p><p>Altri colpi echeggiarono, suonando quasi frenetici.</p><p>�Dannazione!� imprec� Brooks.</p><p>Lisa si guard� brevemente alle spalle.</p><p>Brooks e Mosi avevano abbandonato le loro posizioni e si affrettavano lungo il corridoio, continuando a sparare verso le bestie.</p><p>�Via, via, via!� gridava Brooks. �Sono troppe!�</p><p>Tre massicce creature dal pelo bianco comparvero da dietro l�angolo, con la bava alla bocca e il pelo ritto sul collo. Artigliavano il pavimento di legno mentre correvano a zigzag, quasi anticipando i proiettili, schivando i colpi mortali. Tutt�e tre avevano ferite sanguinanti, ma sembravano spronate, pi� che indebolite.</p><p>Lisa torn� a guardare avanti giusto in tempo per vedere una coppia di bestie della stessa razza uscire da direzioni opposte, alla fine del corridoio, bloccando la via di fuga.</p><p>Un�imboscata.</p><p>La possente pistola di Gunther esplose come un cannone assordante. Manc� la prima delle creature, che schiv� il colpo con le movenze leggere di un�ombra.</p><p>Monk sollev� la sua arma, fermandosi.</p><p>Lisa prosegu�, trasportata dallo slancio. Fin� con un ginocchio a terra, trascinando con s� il corpo inerte di Painter.</p><p>Questi croll� al suolo, svegliandosi per l�impatto. �Dove��</p><p>Lisa lo spinse a terra, mentre nel corridoio imperversava la sparatoria.</p><p>Alle sue spalle ci fu un urlo acuto. Si volt� di scatto. Una sagoma pesante e muscolosa si lanci� fuori da una porta vicina e sbatt� Brooks contro il muro.</p><p>Lisa fugg� carponi, lanciando un grido.</p><p>Mosi intervenne, tuffandosi sulla bestia con la lancia in pugno e un ululato sulle labbra.</p><p>Lisa abbracci� Painter.</p><p>Quelle creature erano ovunque.</p><p>Un movimento attir� l�attenzione della donna. Un�altra bestia emerse da dietro una porta, sulla sinistra, facendo cigolare i cardini. Aveva il muso insanguinato. Gli occhi rossi brillavano nella stanza buia. Lisa ricord� l�immagine del primo monaco buddista che aveva visto, pazzo, famelico, ma ancora in grado di agire con astuzia e intelligenza.</p><p>Era la stessa cosa.</p><p>Mentre il mostro si avvicinava furtivo, scopr� i denti con un ringhio trionfante.</p></section><section><title><p>15. LE CORNA DEL TORO</p></title><p><emphasis>Sudafrica,</emphasis></p><p><emphasis>ore 15.10</emphasis></p><empty-line/><p>Khamisi era disteso in un fosso, coperto da un telo mimetico.</p><p>�Tre minuti�, disse Paula, accanto a lui.</p><p>I due studiavano la recinzione nera col binocolo.</p><p>Khamisi aveva distribuito le forze lungo i confini del parco. Alcuni dei suoi compagni zul� camminavano in bella vista, sorvegliando le vacche lungo vecchi sentieri. C�era un gruppo di anziani con coperte sulle spalle e ornamenti tradizionali. L�assembramento era mascherato da cerimonia nuziale.</p><p>Motociclette, ATV e furgoni erano stati parcheggiati a casaccio nella zona. Alcuni dei guerrieri pi� giovani, tra cui anche donne, si aggiravano attorno ai veicoli; c�erano coppie strette in abbracci amorosi, altri che sollevavano coppe di legno intagliato, gridando e fingendo di essere brilli. C�era un gruppo di uomini a torso nudo, dipinti per i festeggiamenti, intenti a saltare brandendo mazze, in una danza tradizionale. E, a parte le mazze, non c�erano altre armi in vista.</p><p>Khamisi mise a fuoco l�immagine nel binocolo. Si spost� leggermente, elevando il campo visivo sopra l�alta recinzione e i rotoli di filo spinato che la sovrastavano. Vide qualche movimento nel fogliame della giungla. Le forze dei Waalenberg si erano radunate sui sentieri sospesi per sorvegliare i confini.</p><p>�Un minuto�, inton� Paula. Aveva un fucile da cecchino posato su un treppiede sotto il telo mimetico, che era nascosto all�ombra di un albero di <emphasis>stinkwood.</emphasis></p><p>Con sua grande sorpresa, Khamisi aveva scoperto che la donna aveva vinto diverse medaglie d�oro nel tiro a segno olimpico. Abbass� il binocolo. La tradizionale strategia d�attacco zul� si chiamava il <emphasis>Bufalo. </emphasis>Il corpo principale, detto <emphasis>petto</emphasis>, avrebbe condotto un attacco frontale, mentre le <emphasis>corna del toro </emphasis>avrebbero colpito i fianchi, accerchiando il nemico e impedendo la ritirata. Ma Khamisi aveva previsto una leggera modifica, per compensare gli armamenti moderni. Era il motivo per cui aveva perlustrato il terreno tutta la notte, seminando le sue sorprese.</p><p>�Dieci secondi�, avvis� Paula, cominciando un conto alla rovescia a bassa voce. Appoggi� la guancia al fianco del fucile.</p><p>Khamisi sollev� la trasmittente, gir� la chiave e tenne il pollice sospeso sopra la fila di bottoni.</p><p>�Zero.�</p><p>Khamisi premette il primo bottone.</p><p>Oltre la recinzione, le cariche che aveva piazzato durante la notte esplosero con detonazioni fragorose, devastando le chiome degli alberi: scoppiavano in sequenza, in modo da creare il massimo caos. Pezzi di tavole e rami in fiamme si sollevarono in cielo, mentre uno stormo di uccelli prendeva il volo in preda al terrore, come un�esplosione di coriandoli di tutti i colori dell�arcobaleno.</p><p>Khamisi aveva piazzato pacchetti esplosivi C4, ottenuti tramite canali britannici, nei principali punti di supporto e di collegamento dei sentieri sospesi. Le esplosioni si diffusero, accerchiando il palazzo e facendo crollare i ponti, privando cos� le forze Waalenberg del vantaggio dell�altezza e suscitando panico e confusione.</p><p>Davanti a Khamisi, alcuni guerrieri zul� lasciarono cadere le coperte, rivelando i fucili che nascondevano, oppure s�inginocchiarono e, tirandoli per un lembo, dissotterrarono teli che celavano armi. Era il <emphasis>petto </emphasis>del Bufalo. Tutt�attorno, i motori rombavano e i guerrieri montavano sui veicoli, trasformando le motociclette e i camioncini nelle <emphasis>corna del toro.</emphasis></p><p>�Adesso�, disse Paula.</p><p>Khamisi premette gli altri bottoni, l�uno dopo l�altro.</p><p>Quasi un chilometro di recinzione esplose, con metallo e filo spinato che si contorceva tra le fiamme. Grossi frammenti caddero al suolo, scoprendo il ventre del nemico.</p><p>Khamisi si liber� del telo mimetico e si alz�. Una motocicletta arriv� a tutta velocit� da dietro, sollevando sabbia e polvere, mentre si fermava con una sgommata accanto a lui. Njongo gli fece cenno di montare in sella, ma Khamisi aveva un ultimo compito. Sollev� una sirena sopra la testa e premette il grilletto. Lo squillo di tromba echeggi� nella terra degli zul�, suonando ancora una volta la carica del Bufalo.</p><empty-line/><p><emphasis>ore 15.13</emphasis></p><empty-line/><p>L�eco delle detonazioni arriv� fin nel sotterraneo, facendo tremolare le luci nella stanza della Campana. Si fermarono di colpo: Baldric era accanto al nipote Isaak, presso la console, mentre Ischke sorvegliava Gray, a un passo di distanza, puntandogli la pistola al petto. Tutti guardarono il soffitto.</p><p>Tutti tranne Gray.</p><p>Lui mantenne lo sguardo fisso sul misuratore di potenza della console. Gli indicatori aumentavano lentamente, apprestandosi a raggiungere l�impulso massimo. Indifferente alle suppliche di Gray, Baldric aveva attivato la Campana. Un crescente ronzio pervadeva il cilindro di piombo attorno all�apparecchio. L�involucro esterno della Campana, mostrato in un monitor, emanava una luce blu chiara.</p><p>Una volta raggiunto il picco di potenza, un poderoso impulso sarebbe stato trasmesso nel raggio di otto chilometri, uccidendo Monk, Fiona e Ryan, ovunque fossero nascosti. Soltanto Gray era al sicuro, in quella stanza, sotto lo schermo.</p><p>�Scopri che sta succedendo�, ordin� Baldric al nipote, quando le esplosioni cessarono.</p><p>Isaak stava gi� prendendo il telefono rosso.</p><p>Il colpo di pistola li fece sobbalzare tutti. Subito dopo le esplosioni smorzate suon� fragoroso e vicino.</p><p>Gray si volt� e vide il pavimento macchiarsi di sangue.</p><p>Dalla spalla sinistra di Ischke sgorgava uno zampillo cremisi, mentre la donna, colpita da dietro, girava su se stessa per l�impatto. Purtroppo teneva la pistola con la mano destra. Mir� alla persona che le aveva sparato, accanto alla porta.</p><p>La dottoressa Marcia Fairfield era appoggiata su un ginocchio, in posizione di tiro, ma, avendo il braccio destro inservibile, aveva sparato con la sinistra, fallendo il colpo mortale.</p><p>Per quanto colta di sorpresa, Ischke non poteva sbagliare mira.</p><p>Finch� Gray non le si tuff� addosso.</p><p>Entrambe le pistole spararono con un fragore assordante. Nessuno dei colpi and� a segno.</p><p>Gray placc� Ischke da dietro, allontanandola da Marcia, ma la donna era forte e lott� selvaggiamente. Gray per� riusc� ad afferrarle la mano con cui impugnava la pistola.</p><p>Suo fratello corse verso di loro, con un lungo pugnale nella mano.</p><p>Marcia spar�, ma non aveva una linea di tiro sgombra neanche per colpire Isaak, perch� si frapponevano i corpi di Gray e Ischke, avvinghiati nella lotta.</p><p>Gray piant� il mento nella spalla sanguinante di Ischke. Forte. Lei boccheggi�, leggermente indebolita. Gray le sollev� il braccio e le strizz� le dita. La pistola spar� e lui sent� il rinculo nella propria spalla. Ma il colpo era troppo basso e fin� sul pavimento, ai piedi di Isaak. Rimbalzando, per�, il proiettile graffi� il polpaccio dell�uomo, facendolo incespicare.</p><p>Ischke, vedendo il gemello ferito, liber� furiosa il braccio e assest� una gomitata nelle costole a Gray. Gli manc� il fiato e sent� il dolore salirgli fino agli occhi.</p><p>Ischke si liber�. Dietro di lei, Isaak riprese a camminare regolarmente, in preda a una rabbia omicida. Gray non rimase ad aspettare. Lanciandosi in avanti, diede una spallata a Ischke da dietro. La donna, che non aveva ancora riguadagnato del tutto l�equilibrio dopo essersi liberata dalla presa di Gray, vol� addosso al fratello.</p><p>Sul suo pugnale.</p><p>La lama dentellata le affond� nel petto.</p><p>Dalle labbra di Ischke proruppe un grido di sorpresa e di dolore, al quale fece eco quello di suo fratello. Le cadde la pistola di mano, mentre si aggrappava al gemello, incredula.</p><p>Gray si tuff� e prese la pistola prima che toccasse terra. Scivolando sulla schiena, prese di mira Isaak.</p><p>L�uomo si sarebbe potuto muovere � si sarebbe <emphasis>dovuto </emphasis>muovere �, ma si limit� a tenere la sorella tra le braccia, il volto una maschera d�agonia.</p><p>Gray lo centr� in testa e pose fine alla sua pena.</p><p>I due gemelli crollarono al suolo assieme, abbracciati, mentre il loro sangue si mescolava.</p><p>Marcia corse nella stanza, puntando la pistola contro Baldric. Il vecchio fissava i nipoti morti. Ma non c�era dolore nei suoi occhi. Appoggiato al bastone, mostrava soltanto un certo distacco clinico, come una costernazione per risultati di laboratorio deludenti.</p><p>La colluttazione era durata meno di venti secondi.</p><p>Gray not� che il misuratore di potenza della Campana era nella zona rossa. Forse gli rimanevano due minuti, prima dell�impulso.</p><p>Premette la canna bollente della pistola sulla guancia del vecchio. �La spenga.�</p><p>Baldric lo guard� negli occhi. �No.�</p><empty-line/><p><emphasis>ore 15.13</emphasis></p><empty-line/><p>Mentre l�eco delle esplosioni si disperdeva, ai piani alti del palazzo il corridoio cominci� a rianimarsi. Quando avevano cominciato a tuonare le bombe, le mostruose iene si erano appiattite sul pavimento. Alcune se l�erano svignata, ma la maggior parte era rimasta accanto alle prede.</p><p>Quegli ammassi di ferocia e muscoli si stavano rimettendo in piedi.</p><p>�Non sparate�� intim� Monk, sussurrando. �Tutti dentro quella stanza.�</p><p>Indic� una porta laterale, dove potevano resistere meglio, limitando la loro esposizione. Gunther trascin� Anna. Mosi D�Gana si allontan� dalla bestia che aveva impalato con la lancia e aiut� il maggiore Brooks a rialzarsi. Il sangue gli colava a fiotti da un profondo morso sulla coscia.</p><p>Prima che potessero fare un altro passo, qualche metro pi� in l� si lev� un ringhio selvaggio d�avvertimento.</p><p>Qualcuno sussurr�: �Monk��</p><p>Lisa era accovacciata sulla sagoma di Painter, accasciato al suolo, accanto a un�altra porta. Una creatura imponente, di gran lunga pi� grande delle altre, comparve alle loro spalle, seminascosta dalla porta e riparata dietro Lisa e Painter.</p><p>Drizz� le spalle e assunse una postura decisa, sorvegliando la sua preda, poi scopr� i denti affilati come rasoi, ringhiando, il muso grondante di sangue e saliva. Negli occhi aveva un luccichio rosso vivo. Un avvertimento.</p><p>Monk intuiva che, se qualcuno avesse sollevato un�arma, la bestia si sarebbe scaraventata sulla coppia distesa a terra. Doveva correre il rischio, ma, prima ancora che si muovesse, un grido di comando risuon� nel corridoio.</p><p>�Skuld, no!�</p><p>Monk si volt�.</p><p>In fondo al corridoio comparve Fiona. Con incedere deciso, pass� davanti a due creature, ignorandole mentre si lasciavano cadere su un fianco, miagolando.</p><p>In una mano portava un Taser, che emanava lampi blu. Nell�altra aveva un altro apparecchio: l�antenna era puntata sulla bestia che minacciava Lisa e Painter. �Brutto cagnaccio!�</p><p>Con grande meraviglia di Monk, la creatura fece un passo indietro e smise di ringhiare. Come in preda a un incantesimo, ciondol� per un po� sulla soglia. Il fuoco le si spense negli occhi, mentre si lasciava cadere sul pavimento. Emise un mugghio sommesso, quasi estatico.</p><p>Monk guardava attonito in tutte le direzioni. Gli altri mostri erano caduti sotto lo stesso incantesimo.</p><p>�I Waalenberg hanno impiantato dei chip a queste bastarde�, spieg� Fiona, soppesando il dispositivo che aveva in mano. �Per controllare dolore e <emphasis>piacere.</emphasis>�</p><p>L�imponente mostro sulla porta miagol� di soddisfazione.</p><p>Monk guard� perplesso la trasmittente. �Come ti sei procurata��</p><p>Fiona lo fiss� e agit� l�apparecchio, facendo cenno di seguirla.</p><p>�L�hai rubato�, cap� Monk.</p><p>Lei scroll� le spalle e s�incammin� lungo il corridoio. �Diciamo che mi sono imbattuta in una vecchia amica e in qualche modo mi � finito in tasca. Lei non lo stava usando.�</p><p>Ischke, pens� Monk, mentre radunava gli altri. Aiut� Lisa a sollevare Painter. Gunther portava Anna sottobraccio, mentre Mosi e Brooks si sostenevano a vicenda. Nel complesso, erano una squadra d�assalto alquanto mal messa.</p><p>Ma erano arrivati i rinforzi.</p><p>Il branco li seguiva: una dozzina di esemplari, ma altre bestie si stavano unendo a loro, attratte dall�aura di piacere che emanava dalla ragazza, una specie di pifferaia magica dei mostri.</p><p>�Non riesco a sbarazzarmene�, spieg� Fiona, balbettando un po�. Monk not� che le tremavano le mani. Era terrorizzata. �Dopo che ho trovato il bottone giusto, hanno cominciato a seguirmi dalle loro gabbie. Mi sono nascosta nella stanza dove Gray mi aveva detto di aspettare, ma devono essere rimaste nei corridoi e nelle stanze qui attorno. Vi ho sentito gridare, poi le esplosioni e��</p><p>�Va bene�, la interruppe Monk. �Ma che mi dici di Gray? Dov��?�</p><p>�� sceso in ascensore pi� di un�ora fa.� Indic� un punto pi� avanti, dove il corridoio terminava in una balconata. �Vi faccio vedere.�</p><p>Acceler� il passo. Gli altri cercarono di starle dietro, incespicando e controllando di quando in quando il branco alle loro spalle. Fiona li condusse gi� per una rampa di scale, dove trovarono l�ascensore.</p><p>Zoppicando, il maggiore Brooks raggiunse la serratura elettronica e ci infil� diverse tessere magnetiche, prima di trovare quella che facesse accendere la luce verde. Si sent� un suono di motori. La cabina stava risalendo da qualche livello pi� basso.</p><p>Mentre aspettavano, le iene si beavano nel piacere emanato dal dispositivo di Fiona. Alcune camminavano a passi felpati nell�atrio, tra cui quella che Fiona aveva chiamato Skuld.</p><p>Nessuno parlava, tutti tenevano d�occhio i mostri.</p><p>In lontananza, attutiti dalla porta d�ingresso, arrivavano grida e colpi d�arma da fuoco. Khamisi era nel pieno della battaglia. Quanto tempo ci avrebbe messo per raggiungerli?</p><p>Come se qualcuno avesse letto nel pensiero di Monk, i due battenti si aprirono di colpo. Spari, scoppi ed esplosioni risuonarono acuti. Le urla si fecero pi� intense. Gli uomini si riversarono nel palazzo: le forze dei Waalenberg battevano in ritirata. Tra loro, Monk riconobbe le sagome vestite di nero dell��lite, i fratelli di un biondo glaciale. Una dozzina, ben poco turbati, come se fossero rientrati da una giornata rinfrescante sui campi da tennis.</p><p>Mentre all�esterno infuriava ancora la guerra, le due forze si fronteggiarono nell�atrio.</p><p>La squadra di Monk arretr�, costretta contro la parete, in svantaggio numerico.</p><p>Il rapporto era cinque contro uno.</p><empty-line/><p><emphasis>ore 15.15</emphasis></p><empty-line/><p>Gray si allontan� da Baldric Waalenberg. �Lo tenga d�occhio�, ordin� a Marcia.</p><p>Lui and� alla postazione di lavoro di Isaak, continuando a guardare il misuratore di potenza della Campana. Allung� la mano verso un interruttore che Isaak aveva usato poco prima: controllava lo schermo protettivo che circondava il dispositivo attivato.</p><p>�Che sta facendo?� chiese Baldric, il tono della voce improvvisamente preoccupato.</p><p>Allora c�era qualcosa che faceva pi� paura al vecchio di un proiettile. Buono a sapersi. Gray spinse indietro l�interruttore. Si ud� un rombo di motori da sotto il pavimento e lo schermo cominci� ad abbassarsi. Una luce blu penetrante filtr� dal bordo superiore, mentre il cilindro di piombo si allontanava dal soffitto.</p><p>�Lo fermi! Ci uccider� tutti!�</p><p>�E allora spenga quella dannata cosa.�</p><p>Baldric aveva lo sguardo fisso, tra lo schermo che scendeva e la console. �Non posso spegnerla, <emphasis>ezel</emphasis>! La Campana ormai � innescata. <emphasis>Deve </emphasis>scaricarsi.�</p><p>Gray alz� le spalle. �Allora la staremo a guardare mentre si scarica.�</p><p>L�anello di luce blu s�ispessiva.</p><p>Baldric imprec� e si diresse verso la console. �Ma posso neutralizzare la soluzione letale. Non recher� danno ai suoi amici.�</p><p>�Lo faccia.�</p><p>Baldric digit� rapidamente qualcosa sulla tastiera, con movimenti agili delle dita nodose. �Alzi quello schermo, per�!�</p><p>�Quando lei avr� finito.� Gray sbirciava oltre la spalla dell�uomo. Vide tutti i loro nomi comparire sul monitor, assieme a un codice alfanumerico contrassegnato come <emphasis>Genetisch profiel. </emphasis>L�uomo premette il tasto DELETE quattro volte e i profili genetici furono cancellati.</p><p>�Fatto!� esclam� Baldric, voltandosi verso Gray. �Ora chiuda lo schermo!�</p><p>Gray fece scattare l�interuttore.</p><p>Si ud� un cigolio dal basso, poi qualcosa si spacc�, facendo tremare il pavimento. Lo schermo di piombo si blocc� di colpo, ancora parzialmente abbassato.</p><p>Oltre il margine superiore, dal cuore della camera d�irradiazione, splendeva un sole blu. Attorno alla Campana l�aria s�increspava, mentre l�involucro esterno e quello interno giravano in direzioni opposte.</p><p>�Faccia qualcosa!� implor� Baldric.</p><p>�Il meccanismo idraulico si � inceppato�, replic� Gray.</p><p>Baldric si allontan�, gli occhi sempre pi� spaventati a ogni passo. �Ci ha condannato tutti! Quando raggiunger� il picco di potenza, l�impulso della Campana uccider� tutti nel raggio di otto chilometri, o peggio.�</p><p>Gray aveva paura di chiedere che cosa potesse essere <emphasis>peggio.</emphasis></p><empty-line/><p><emphasis>ore 15.16</emphasis></p><empty-line/><p>Monk guard� i fucili sollevarsi contro di loro.</p><p>Inferiorit� numerica.</p><p>L�ascensore non era ancora arrivato e, anche se le porte si fossero aperte in quel momento, ci sarebbe voluto troppo tempo per salire. Non c�era modo di evitare una sparatoria.</p><p>A meno che�</p><p>Monk si accost� a Fiona. �Che ne dici di un po� di dolore�� E indic� con un cenno del capo le iene che si erano ritirate sulle scale.</p><p>Fiona non esit� e premette un bottone.</p><p>L�effetto fu istantaneo. Fu come se qualcuno avesse appiccato il fuoco alle code delle iene. Un urlo possente proruppe da una ventina di gole. Alcune creature si gettarono dalla balconata, cadendo fragorosamente al suolo. Altre rotolarono gi� dalle scale, assalendo gli uomini. Artigli e denti attaccarono qualsiasi cosa che si muovesse, in preda a una furia cieca. Gli uomini urlavano e i fucili sparavano.</p><p>Alle spalle di Monk, finalmente si aprirono le porte dell�ascensore. Entr� nella cabina, trascinando con s� Fiona e guidando Lisa e Painter.</p><p>Ci fu una raffica di colpi nella loro direzione, ma per la maggior parte le forze dei Waalenberg erano concentrate sulle iene. Mosi e Brooks rispondevano al fuoco, battendo in ritirata verso l�ascensore.</p><p>Potevano farcela, ma poi? Allertate, le guardie dei Waalenberg avrebbero dato loro la caccia.</p><p>Monk premette a casaccio i bottoni dei piani sotterranei. Ci sarebbe stato abbastanza tempo per preoccuparsene in seguito.</p><p>Ma uno dei loro non era il tipo da procrastinare.</p><p>Gunther spinse Anna tra le braccia di Monk. �La prenda! Io li terr� a bada.�</p><p>Anna si protese verso il fratello, mentre le porte si chiudevano. Gunther si allontan� e si volt� dall�altra parte, pistola in una mano, fucile nell�altra, ma non prima di aver fissato Monk, suggellando un patto silenzioso.</p><p><emphasis>Proteggi Anna.</emphasis></p><p>Infine l�ascensore si chiuse.</p><empty-line/><p><emphasis>ore 15.16</emphasis></p><empty-line/><p>Khamisi attraversava la giungla a tutta velocit�, curvo sulla motocicletta. Paula Kane era seduta dietro di lui, col fucile in spalla. Un guerriero zul� e un�agente britannica. Strani compagni di lotta: gli episodi pi� sanguinosi della storia del Paese si erano verificati durante le guerre tra inglesi e zul� del XIX secolo.</p><p>In quel momento, per�, erano una squadra ben affiatata.</p><p>�Sinistra!� grid� Paula.</p><p>Khamisi sterz� di colpo. La canna del fucile della donna pass� dall�altro lato. Quando spar�, una sentinella Waalenberg cadde a terra.</p><p>Sparatorie ed esplosioni echeggiavano tutt�attorno.</p><p>D�un tratto, senza preavviso, la moto sbuc� in un giardino ben curato. Khamisi fren� bruscamente, fermandosi con una sgommata sotto i rami di un salice.</p><p>Davanti a loro, il palazzo occupava l�intera visuale.</p><p>Khamisi sollev� il binocolo che portava appeso al collo e scrut� il tetto. Individu� l�eliporto dove era atterrato l�elicottero del parco. Un movimento attir� la sua attenzione. Regol� il binocolo, mettendo a fuoco una sagoma familiare: Tau. Il suo amico zul� era vicino al bordo del tetto e osservava la battaglia in atto sotto di lui.</p><p>Poi, da sinistra, dietro Tau, un�altra sagoma entr� nel suo campo visivo, con una spranga sollevata sopra la sua testa: Gerald Kellog.</p><p>�Non ti muovere�, disse Paula. Poggi� il calcio del fucile sulla spalla di Khamisi e inquadr� l�uomo nel mirino di precisione. �Lo vedo.�</p><p>Khamisi aveva paura, ma rest� immobile, fissando l�immagine nel binocolo.</p><p>Paula premette il grilletto e il fucile esplose un colpo assordante, che gli riecheggi� nelle orecchie.</p><p>La testa del sovrintendente Kellog si pieg� all�indietro, di scatto. Tau rischi� di volare gi� per lo spavento, ma fin� disteso sul tetto, inconsapevole di avere appena avuto salva la vita.</p><p>Ma come se la stavano cavando gli altri, l� dentro?</p><empty-line/><p><emphasis>ore 15.17</emphasis></p><empty-line/><p>�Ci ha condannato!� ripet� Baldric.</p><p>Gray si rifiutava di arrendersi. �Pu� rallentare la Campana, abbastanza per darmi il tempo di scendere a riparare lo schermo?�</p><p>Il vecchio fissava lo schermo bloccato, con la corona di luce blu. Sul suo viso era dipinta la paura. �Forse c�� un modo, ma��</p><p>�Ma cosa?�</p><p>�Qualcuno deve entrare l� dentro.� Indic� la camera d�irradiazione col bastone tremante e scosse la testa, rifiutandosi di offrirsi volontario.</p><p>Una voce li raggiunse, mentre la porta si apriva. �Ci vado io.�</p><p>Gray e Marcia si girarono, sollevando le pistole.</p><p>Il malandato gruppetto che si present� ai loro occhi aveva dell�incredibile. Monk entr� per primo, sostenendo la donna dai capelli scuri che aveva appena parlato. Gli altri erano in gran parte estranei. Un uomo anziano di colore entr� zoppicando, con un giovane ben rasato, dal taglio di capelli militare. Erano seguiti da Fiona e da una donna bionda, alta e atletica, che dava l�impressione di avere appena finito una maratona. I due sostenevano un uomo pi� anziano, un peso morto, che si reggeva a fatica. Sembrava che fosse solo l�inerzia a tenerlo in piedi. Non appena la donna si ferm�, lui si afflosci�. Sollev� il viso, che fino a quel momento era rimasto abbassato, e guard� Gray con occhi blu familiari.</p><p>Lui lo riconobbe e rimase scioccato. �Direttore Crowe?�</p><p>Lo raggiunse di corsa.</p><p>�Non c�� tempo�, l�ammon� la donna dai capelli scuri, ancora sostenuta da Monk. Sembrava che stesse un po� meglio di Painter. I suoi occhi studiavano lo schermo e la Campana, come se fossero oggetti familiari. �Avr� bisogno d�aiuto per entrare. E lui verr� con me.� Sollev� un braccio tremante verso Baldric Waalenberg.</p><p>�No�� gemette il vecchio.</p><p>La donna lo fulmin� con lo sguardo. �Avremo bisogno di quattro mani sui condotti delle polarit�. E lei conosce la macchina.�</p><p>Monk fece un cenno all�uomo di colore. �Mosi, aiuta Anna a entrare. Avremo bisogno di una scala.� Quindi si volt� verso Gray e gli strinse brevemente la mano, poi gli sfior� la spalla, in un gesto pi� familiare.</p><p>�Non abbiamo molto tempo�, disse Gray all�orecchio di Monk, sorpreso di quanto fosse sollevato per il suo arrivo. Era pervaso da una nuova speranza.</p><p>�Non me ne parlare.� Monk si sganci� una radio e la pass� a Gray. �Fai muovere quell�affare. Io resto qui a occuparmi del resto.�</p><p>Gray prese la radio e usc�. Aveva mille domande, ma doveva rimandare a pi� tardi. Tenne aperto il canale radio. Udiva rumori e voci, discussioni e qualche urlo. Sent� dei passi veloci dietro di s� e diede un�occhiata alle sue spalle.</p><p>Era Fiona. �Vengo con te!� Fu al suo fianco ancora prima che raggiungesse le scale antincendio, poi sollev� una trasmittente. �In caso ti imbattessi in uno di quei mostri.�</p><p>�Pensa a starmi dietro�, rispose lui.</p><p>�Ma piantala!�</p><p>Corsero fino a raggiungere il corridoio e il locale macchine del livello inferiore.</p><p>Monk parl� alla radio. �Anna e il vecchio sono dentro la camera. Naturalmente lui non ne � entusiasta. Che peccato, stavamo diventando buoni amici.�</p><p>�Monk�� lo ammon� Gray, perch� si concentrasse sul compito da svolgere.</p><p>�Sto per passare la radio ad Anna, si coordiner� con te. Ah, a proposito, hai meno di un minuto. Ciao.�</p><p>Gray scosse la testa e fece per aprire con uno strattone la porta del locale.</p><p>Chiusa a chiave.</p><p>Fiona lo vide fare un secondo tentativo e sospir�. �Niente chiave?�</p><p>Gray aggrott� le sopracciglia, estrasse la pistola dalla cintura e mir� alla serratura. Il colpo echeggi� nel corridoio, aprendo un buco fumante nella porta. L�apr� con una spinta.</p><p>Fiona lo segu�. �Va bene lo stesso, immagino.�</p><p>Adesso Gray aveva davanti il gruppo motore che serviva a sollevare e abbassare lo schermo protettivo.</p><p>La radio emetteva strane scariche elettrostatiche, che andavano su e gi� come le onde su una spiaggia. Dovevano essere interferenze causate dalla Campana, pens� Gray. Evidentemente Monk aveva passato la radio ad Anna.</p><p>A conferma della sua supposizione, sent� la voce concitata della donna, fra un disturbo e l�altro. Era una discussione tecnica, in una furente miscela di tedesco e olandese. Gray la ignor� quasi del tutto, mentre girava attorno al gruppo motore.</p><p>Poi la voce della donna si fece pi� chiara, in inglese. �Comandante Pierce?�</p><p>�La sento.�</p><p>Lei aveva la voce rauca, estenuata. �Stiamo tamponando la falla, ma non terr� a lungo.�</p><p>�Tenete duro.� Gray individu� il problema. Era saltato il fusibile di uno dei pistoni. Con un lembo della camicia, lo tir� fuori. �Ci serve un altro di questi, Fiona. Cerca qua attorno.�</p><p>�Faccia presto, comandante.�</p><p>I disturbi elettrostatici divennero sempre pi� forti, ma non abbastanza da coprire le parole che Baldric sussurr� ad Anna, in tono insistente: �� si unisca a noi. Ci farebbe comodo un�altra esperta della Campana�.</p><p>Per quanto spaventato, Baldric le provava tutte.</p><p>Gray ascolt� con maggiore attenzione. La donna li avrebbe traditi? Fece un cenno a Fiona. �Gettami quella trasmittente.�</p><p>Lei gliela tir� e lui stacc� l�antenna di metallo. Non c�era tempo per trovare un fusibile di ricambio, ci voleva una soluzione di fortuna. Infil� l�antenna tra i contatti e si port� a una centralina di comando con una enorme leva manuale. Il funzionamento era intuitivo. In alto c�era scritto OP e in basso ONDER�AAN.</p><p>Su e gi�. Non ci voleva uno scienziato.</p><p>Gray parl� nella radio. �Anna, lei e Baldric potete uscire di l�.�</p><p>�No, comandante. Uno di noi deve continuare a tamponare la falla. Se entrambi molliamo la presa, la Campana partir� all�istante.�</p><p>Gray chiuse gli occhi. Non potevano fidarsi della cooperazione di Baldric.</p><p>I disturbi elettrostatici erano diventati un frastuono costante nell�orecchio.</p><p>�Sa ci� che deve fare, comandante.�</p><p>E lo fece.</p><p>Spinse la leva.</p><p>Sent� le ultime parole della donna, lontane: �Dica a mio fratello, che gli voglio bene��</p><p>Ma, mentre abbassava la radio, la donna aggiunse un�ultima affermazione. Poteva essere la risposta all�offerta di Baldric o un�ultima dichiarazione rivolta al mondo, oppure semplicemente una soddisfazione personale.</p><p>�Non sono una nazista.�</p><empty-line/><p><emphasis>ore 15.19</emphasis></p><empty-line/><p>Lisa s�inginocchi�, cullando Painter. Poi sent� il rombo di macchinari sotto le ginocchia. Il gigantesco schermo si sollev� verso il soffitto, imprigionando i raggi di luce blu.</p><p>Un urlo di terrore proruppe dall�interno. Era il vecchio.</p><p>Lisa vide le sue dita che arrancavano sul bordo dello schermo protettivo, cercando freneticamente di aggrapparsi. Troppo tardi. Lo schermo super� la sua portata e s�innest� perfettamente nella guarnizione ad anello sul soffitto.</p><p>Le urla dell�uomo si sentivano ancora, attutite, ma frenetiche.</p><p>Poi Lisa la sent� nello stomaco: una scarica potente di energia. Era indescrivibile. Come un terremoto senza movimento. Poi nulla. Silenzio assoluto.</p><p>Painter gemette, come se l�effetto fosse doloroso per lui. Gli occhi gli si erano rovesciati nelle orbite. Rantolava, come se avesse le vie respiratorie piene di liquidi.</p><p>Lisa lo scosse delicatamente. Nessuna reazione. Era in stato semicomatoso.</p><p>�Monk!�</p><empty-line/><p><emphasis>ore 15.23</emphasis></p><empty-line/><p>�Presto!� grid� Monk alla radio.</p><p>Gray risal� di corsa le scale, seguito da Fiona. Si era trattenuto di sotto soltanto per il tempo necessario a trovare un fusibile di ricambio e riparare lo schermo protettivo. Non capiva tutto ci� che Monk aveva riferito, ma colm� i vuoti con le conoscenze di cui era in possesso: Painter era affetto da una forma di avvelenamento da radiazioni e la Campana era l�unica possibilit� di guarigione.</p><p>Mentre si avvicinava al pianerottolo del quinto piano, sent� dei passi pesanti scendere verso di loro. Estrasse la pistola. E adesso?</p><p>Una sagoma imponente, le sopracciglia folte e la carnagione chiara, comparve sopra di loro, quasi cadendo gi� dalle scale. Aveva la camicia zuppa di sangue e un brutto graffio gli solcava il viso, dalla fronte alla gola. Si teneva un polso rotto contro il petto.</p><p>Gray sollev� l�arma.</p><p>Fiona lo super�. �No, � con noi.� E, a voce pi� bassa, aggiunse: �Il fratello di Anna��</p><p>Il gigante li raggiunse incespicando. Anche lui riconobbe Fiona. Guard� di traverso Gray, con stanca diffidenza, ma indic� le scale col fucile. �<emphasis>Blockiert.</emphasis>�</p><p>Bloccate.</p><p>Quindi quel bestione aveva guadagnato tempo per loro, pagando col sangue.</p><p>Corsero lungo il corridoio verso la stanza della Campana. Ma Gray sapeva che doveva preparare Gunther. Dopo il sacrificio di Anna, aveva quantomeno quel debito con suo fratello.</p><p>Gli pos� una mano sul braccio. �A proposito di Anna��</p><p>Gunther si volt�, irrigidendosi, un�espressione di dolore negli occhi, come se si aspettasse il peggio.</p><p>Gray affront� quella paura e spieg� tutto con parole chiare, senza risparmiare nulla, concludendo con la verit� fondamentale. �Ci ha salvato tutti quanti.�</p><p>Mentre ascoltava, il gigante aveva rallentato il passo. Ci� che non avevano potuto le ferite lo fece il dolore. Croll� in ginocchio nel corridoio.</p><p>Gray si ferm�. �Le sue ultime parole sono state un messaggio d�amore per te.�</p><p>L�uomo si copr� il viso e si accasci� al suolo.</p><p>�Mi spiace�� disse Gray.</p><p>Monk comparve sulla soglia. �Che diavolo stai�� Poi vide Gunther e la voce gli si spense in gola.</p><p>Ma, per loro, non era ancora finita.</p><empty-line/><p><emphasis>ore 15.23</emphasis></p><empty-line/><p>�Abbassa lo schermo!� ordin� Gray, entrando con Monk.</p><p>Lisa era di fronte alla console. Aveva passato gli ultimi minuti a prendere familiarit� col dispositivo. Durante il viaggio fino alla tenuta, Anna aveva spiegato in dettaglio come funzionava la Campana. La donna temeva di essere troppo debilitata per poterne supervisionare l�utilizzo, perci� qualcun altro doveva imparare. Il compito era ricaduto su di lei.</p><p>�Lo schermo!� grid� di nuovo Gray.</p><p>Lei annu� debolmente e fece scattare l�interruttore.</p><p>Ci fu un gran fracasso di ingranaggi sotto il pavimento. La Campana era tornata quiescente, perci� non fuoriusciva pi� nessuna luce dall�interno. Un passo pi� in l�, Painter era disteso sul pavimento, sopra un telo, assistito dalla dottoressa Fairfield. Sulla destra, Mosi e Brooks stavano coprendo con un altro telo i corpi dei gemelli.</p><p>Lo schermo continuava a scendere, era a un metro da terra. Al centro si ergeva la Campana, in attesa di essere riattivata. Lisa ricord� come l�aveva descritta Anna: il primo e ultimo strumento di misurazione dei quanti. Le faceva una paura tremenda.</p><p>Sulla sinistra, gridando per sovrastare il suono dei motori, Monk rifer� il messaggio ricevuto via radio da Khamisi. Le forze zul� avevano preso la tenuta, spingendo tutti gli uomini dei Waalenberg sopravvissuti nel palazzo, dove era in corso un assedio. Sopra le loro teste, proseguiva la sparatoria.</p><p>�Gunther ha bloccato le scale antincendio�, li inform� Gray. �Anche le porte dell�ascensore sono bloccate, aperte. Questo dovrebbe darci un po� di tempo.� Fece un cenno a Brooks e Mosi. �Tenete d�occhio il corridoio!�</p><p>I due presero le armi e uscirono.</p><p>Mentre lasciavano la stanza, Gunther entr�, claudicante. Dall�espressione del suo viso, Lisa cap� che aveva saputo di Anna. Si era sbarazzato di tutte le armi. Si diresse verso lo schermo che scendeva, con passi pesanti come piombo. Doveva essere testimone della conclusione: l�assoluzione finale per tutto il sangue di cui si era macchiato.</p><p>Lo schermo si ferm�.</p><p>Lisa temeva la vista dei danni, ma aveva un dovere da compiere. Si diresse verso la Campana.</p><p>Anna era distesa su un fianco, all�ombra del dispositivo, raggomitolata come una bambina. Aveva la pelle di un bianco cinereo, i capelli erano diventati bianchi come la neve, come se si fosse tramutata in una statua di marmo. Gunther scavalc� il bordo dello schermo protettivo e s�inginocchi� accanto alla sorella. Senza una parola, privo di espressione, la raccolse tra le braccia. La morta ciondol� inerte, poi il capo si pos� sulla spalla del fratello.</p><p>Gunther si alz�, volt� le spalle alla Campana e se ne and�.</p><p>Nessuno cerc� di fermarlo.</p><p>Svan� fuori dalla porta.</p><p>Lo sguardo di Lisa si pos� sull�altra sagoma, ancora distesa sul pavimento di piombo della camera d�irradiazione: Baldric Waalenberg. Come Anna, aveva la pelle di un bianco innaturale, quasi traslucido. Ma le radiazioni gli avevano bruciato anche tutti i capelli, lasciandolo calvo, senza nemmeno le sopracciglia o le ciglia. In pi�, la carne gli si era condensata sulle ossa, conferendogli l�aspetto di una mummia. E la sua struttura ossea aveva qualcosa di sbagliato�</p><p>Lisa si blocc�, troppo atterrita per procedere oltre.</p><p>Senza capelli e con la carne afflosciata, il teschio appariva chiaramente deforme, come se si fosse in parte sciolto e poi di nuovo indurito. Le mani erano contorte, le dita stranamente allungate, come quelle di una scimmia. Lisa non riusciva a pensare ad altro che alla parola <emphasis>involuzione.</emphasis></p><p>�Tiratelo fuori da l�, disse Gray, disgustato; poi si rivolse a Lisa. �Ti aiuter� a portare Painter l� dentro.�</p><p>Lisa scosse lentamente il capo, facendo un passo indietro. �Non possiamo�� Non riusciva a togliere gli occhi di dosso da quella sagoma deforme che un tempo era il patriarca dei Waalenberg. Non poteva permettere che succedesse anche a Painter.</p><p>�Che intendi dire?�</p><p>Lei deglut�, continuando a fissare quel mostro, mentre Monk, che evidentemente aveva paura di toccarlo, lo sollevava dalla manica della camicia. �Painter � andato troppo oltre. Con la Campana speravamo soltanto di differire o rallentare la debilitazione, non di invertirla. Vuoi che il tuo direttore rimanga sospeso per sempre nel suo stato attuale?�</p><p>�Finch� c�� vita c�� speranza.� Gray aveva pronunciato quelle parole con un tono dolce, gentile. Era quasi riuscito a distrarre la donna, mentre Monk trascinava la forma involuta del vecchio fuori dalla Campana.</p><p>Lisa apr� la bocca, preparandosi ad argomentare contro le false speranze.</p><p>Poi gli occhi di Baldric Waalenberg si aprirono, lattiginosi e ciechi, pi� simili a pietra che a carne. La bocca si spalanc� in un urlo prolungato e silenzioso. Le corde vocali erano scomparse. Non aveva lingua. Non c�era nulla dentro di lui, tranne che orrore e dolore.</p><p>Lisa diede voce all�uomo, gridando, retrocedendo fino a sbattere contro la console. Anche Monk riconobbe il vero orrore della situazione. Si allontan� con un balzo, lasciando cadere Baldric appena fuori dalla camera d�irradiazione.</p><p>La sagoma deforme croll�. Gli arti rimasero inerti, privi di muscoli. Ma la bocca si apriva e chiudeva, come quella di un pesce fuor d�acqua. Lo sguardo era vacuo, fisso.</p><p>Gray si frappose tra Lisa e quell�orrore. �Dottoressa Cummings� Lisa.� Lo sguardo di lei, che vagava in preda al panico, si pos� finalmente sui suoi occhi. �Il direttore Crowe ha bisogno di te.�</p><p>�Non c�� nulla che io possa fare.�</p><p>�S�, invece. Possiamo usare la Campana.�</p><p>�Non posso fare questo a Painter.� La sua voce divenne pi� acuta. �Non <emphasis>una cosa del genere</emphasis>!�</p><p>�Non succeder� nulla del genere. Monk mi ha raccontato delle istruzioni che Anna ti ha dato. Tu sai come impostare la Campana su un�emissione minima, su una radiazione palliativa. Ci� che � appena successo qui � diverso. Baldric aveva impostato la Campana al massimo della potenza, per uccidere. E alla fine� chi semina vento raccoglie tempesta.�</p><p>Lisa si copr� il viso con le mani, cercando di escludere tutto ci� che la circondava. �E noi, che cosa cerchiamo di raccogliere? Painter � in punto di morte, perch� farlo soffrire ancora?�</p><p>Gray le tolse le mani dal viso. Si chin�, per intercettare il suo sguardo. �Conosco Painter, e penso che lo conosca anche tu. Lotterebbe fino all�ultimo.�</p><p>Come medico, aveva gi� sentito argomentazioni simili in passato, ma era anche realista. Quando non c�era speranza, non si poteva offrire che una giusta dose di dignit�. �Se ci fosse una possibilit� di guarigione, anche minima, correrei il rischio. Se sapessimo che cosa Hugo Hirszfeld cercava di comunicare a sua figlia, il suo codice perfezionato�� Scosse la testa di nuovo.</p><p>Gray le prese il mento tra le dita. Lei cerc� di liberarsi, irritata, ma la presa era salda e irremovibile. �Io so che cosa ha nascosto Hugo in quei libri.�</p><p>Lei lo guard� perplessa, ma intu� la verit� nei suoi occhi.</p><p>�Io ce l�ho, la risposta�, aggiunse Gray.</p></section><section><title><p>16. L�ENIGMA DELLE RUNE</p></title><p><emphasis>Sudafrica,</emphasis></p><p><emphasis>ore 15.25</emphasis></p><empty-line/><p>�Non � un codice�, spieg� Gray. �Non � <emphasis>mai stato </emphasis>un codice.� S�inginocchi� con un pennarello in mano. Cerchi� la serie di rune che aveva disegnato per Baldric Waalenberg.</p><empty-line/><image l:href="#31"/><empty-line/><p>Gli altri gli si erano radunati attorno, ma lui mantenne l�attenzione su Lisa Cummings. La risposta cui era giunto non aveva senso, ma intuiva che era la <emphasis>serratura</emphasis>, e quella donna, che conosceva il dispositivo pi� di chiunque altro in quella stanza, forse aveva la <emphasis>chiave. </emphasis>Dovevano lavorare assieme.</p><p>�Ancora rune�, disse Lisa.</p><p>Gray la guard� perplesso, in attesa di una spiegazione.</p><p>Lei annu�, guardando il pavimento. �Ho visto un�altra serie di rune, una serie diversa, disegnata col sangue. Voleva dire <emphasis>Schwarze Sonne.</emphasis>�</p><p>�Sole Nero�, tradusse Gray.</p><p>�Era il nome del progetto di Anna in Nepal.�</p><p>Gray riflett� sull�importanza di quell�informazione. Ripens� al simbolo del Sole Nero al livello inferiore. Evidentemente, la setta originaria di Himmler era stata divisa dopo la guerra. Il gruppo di Anna a nord e quello di Baldric a sud. Una volta separate, le due fazioni avevano preso strade sempre pi� divergenti, finch� da alleate non erano diventate avversarie.</p><p>Lisa tamburell� con le dita sul pavimento, per indurre Gray a concentrarsi. �Le rune che ho decifrato io erano una semplice trasposizione di lettere al posto di simboli. � la stessa cosa anche in questo caso?�</p><p>Gray scosse il capo. �Baldric ha fatto la medesima supposizione, per questo aveva cos� tante difficolt� a decifrare le rune. Ma Hugo non avrebbe nascosto il suo segreto cos� in superficie.�</p><p>�Se non � un codice, allora che cos��?� chiese Monk.</p><p>�� un puzzle�, rispose Gray.</p><p>�Che cosa?�</p><p>�Ricordi la nostra conversazione col padre di Ryan?�</p><p>Monk annu�.</p><p>Gray ripens� all�incontro con Johann Hirszfel, e al piccolo, sporco segreto nazista della famiglia. �Ha raccontato di come fosse curioso suo nonno Hugo. Sempre alla ricerca di cose strane e impegnato a indagare sui misteri della storia.�</p><p>�� cos� che si � avvicinato ai nazisti�, aggiunse Fiona.</p><p>�E, nel tempo libero, Hugo teneva in allenamento la sua mente.� Le parole di Johann echeggiarono nella frase di Gray: <emphasis>Esercizi di memorizzazione e puzzle. I suoi puzzle. </emphasis>Indic� la serie di rune. �Questo era soltanto l�ennesimo esercizio mentale. Ma non era un codice: era un puzzle. Le rune erano forme da manipolare, riordinare, ricreando l�ordine dal caos.�</p><p>Gray aveva risolto mentalmente il puzzle il giorno precedente, rovesciando e ruotando le rune nella sua immaginazione, finch� non si era costituita una forma. Sapeva che era la risposta giusta, soprattutto conoscendo l�angoscia provata da Hugo in fin di vita: il rimpianto che aveva espresso per aver collaborato coi nazisti. Ma che cosa significava? Pos� lo sguardo su Lisa.</p><p>Disegn� nuovamente le sei rune sul pavimento, l�una dopo l�altra, riassemblandole nella sequenza corretta.</p><p>L�ordine dal caos.</p><p>L�assoluzione dalla collaborazione.</p><p>Il sacro dal profano.</p><p>Tramite le rune pagane, Hugo mostrava le sue vere origini.</p><empty-line/><image l:href="#32"/><empty-line/><p>�� una stella�, disse Monk.</p><p>Lisa sollev� lo sguardo. �Non una stella qualsiasi� � la stella di David.�</p><p>Gray annu�.</p><p>Fiona fece la domanda pi� importante. �Ma che significa?�</p><p>Gray sospir�. �Non lo so. Non ho idea di che cosa c�entri con la Campana, col perfezionamento del dispositivo. Forse era semplicemente un�ultima dichiarazione d�identit�, un messaggio segreto alla sua famiglia.� Ricord� le ultime parole di Anna: <emphasis>Non sono una nazista.</emphasis></p><p>Il codice runico di Hugo era soltanto un altro modo per dire la stessa cosa?</p><p>�No�, replic� Lisa, secca. �Se vogliamo risolvere l�enigma, dobbiamo comportarci come se questa fosse la risposta.�</p><p>Gray not� qualcosa nel suo sguardo, qualcosa che mancava un istante prima.</p><p>La speranza.</p><p>�Secondo Anna�, prosegu� Lisa, �Hugo entr� nella camera d�irradiazione della Campana con un neonato. Senza strumenti speciali: c�erano soltanto lui e il bambino. E, quando l�esperimento fu concluso, i test dimostrarono che aveva prodotto il primo vero e puro Cavaliere del Sole.�</p><p>�Che ha fatto l� dentro?� chiese Fiona.</p><p>Lisa indic� la stella di David. �Questa in qualche modo � collegata. Ma non conosco il significato del simbolo.�</p><p>Gray, invece, s�. �La stella ha molteplici significati. � un simbolo di preghiera e fede, e forse altro. Vedete che la stella a sei punte � in realt� la sovrapposizione di due triangoli, l�uno rivolto verso il basso e l�altro verso l�alto? Nella Cabala ebraica, i due triangoli sono l�equivalente dello yin e dello yang, della luce e dell�oscurit�, del corpo e dell�anima. Un triangolo rappresenta la materia e il corpo, l�altro la nostra anima, la nostra essenza spirituale, la nostra mente cosciente.�</p><p>�E, uniti, rappresentano <emphasis>entrambi</emphasis>�, osserv� Lisa. �Non soltanto una particella o un�onda, ma <emphasis>entrambi.</emphasis>�</p><p>Gray intravide una possibilit� di comprensione. �Che cosa?�</p><p>Lisa guard� la camera d�irradiazione. �Anna ha detto che la Campana di fatto � uno strumento per misurare i quanti, che manipola l�evoluzione. L�evoluzione quantica. Tutto si ricollega alla meccanica quantistica, dev�essere questa la chiave.�</p><p>Gray aggrott� le sopracciglia. �Che cosa intendi dire?�</p><p>Lisa spieg� ci� che Anna le aveva insegnato.</p><p>Gray, che aveva studiato in modo approfondito biologia e fisica alla Sigma, non ebbe bisogno di molte spiegazioni. Chiuse gli occhi e si mise a sedere, cercando di trovare un punto d�incontro fra la stella di David e la meccanica quantistica. C�era una risposta, nel mezzo? �Hai detto che Hugo � entrato nella camera d�irradiazione da solo?�</p><p>�Esatto�, rispose Lisa sottovoce, come se intuisse che doveva lasciarlo riflettere in pace.</p><p>Gray si concentr�. Hugo gli aveva dato la <emphasis>serratura</emphasis>, Lisa la <emphasis>chiave</emphasis>: ora toccava a lui. Senza lasciarsi distrarre dai limiti di tempo, consent� alla sua mente di lavorare con gli indizi e gli elementi a disposizione, provando e scartando le varie possibilit�.</p><p>Era un altro puzzle.</p><p>Come era avvenuto con la stella di David, la combinazione giusta si form� nella sua mente, pulita, perfetta. Avrebbe dovuto pensarci prima.</p><p>Gray apr� gli occhi.</p><p>�Che c��?� chiese Lisa.</p><p>�Attiva la Campana�, disse Gray, dirigendosi verso la console. �Adesso!�</p><p>Lisa lo segu� e cominci� la procedura. �Ci vorranno quattro minuti per raggiungere un impulso palliativo.� Lanci� un�occhiata a Gray mentre lavorava, con uno sguardo interrogativo. �Che cosa stiamo facendo?�</p><p>Lui si volt� verso la Campana. �Hugo non � entrato nella camera senza strumenti.�</p><p>�Ma Anna ha�� obiett� Lisa.</p><p>�No�, la interruppe lui. �� entrato con la stella di David. � entrato con la preghiera e la fede. Ma soprattutto � entrato col suo computer quantistico.�</p><p>�Cosa?�</p><p>Gray parlava velocemente, sicuro di avere ragione. �Da secoli la coscienza � un interrogativo che sconcerta gli scienziati, Darwin compreso. Che cos�� la coscienza? � soltanto il nostro cervello? Sono gli impulsi nervosi? Qual � il confine tra cervello e mente? Tra materia e spirito? Tra corpo e anima?� Indic� il simbolo. �La ricerca attuale dice che siamo entrambe le cose. Siamo l�onda <emphasis>e </emphasis>la particella. Il corpo <emphasis>e </emphasis>l�anima. La vita stessa � un fenomeno quantistico.�</p><p>�Adesso stai farfugliando, aspetta�, intervenne Monk, unendosi a lui e trascinando con s� Fiona.</p><p>Gray fece un respiro profondo, eccitato. �Gli scienziati rifiutano la spiritualit�, definendo il cervello un complesso computer. La coscienza insorge soltanto come sottoprodotto dell�attivazione di una rete di neuroni interconnessi, di fatto una rete neurale, che agisce al livello dei quanti.�</p><p>�Un computer quantistico�� disse Lisa. �Ma che diavolo �?�</p><p>�Hai visto i codici informatici scomposti al livello basilare, no? Sono pagine intere di zero e di uno. � cos� che pensa il computer moderno: lo zero o l�uno. Un teorico computer quantistico, se potesse essere costruito, offrirebbe una terza opzione. Ancora zero o uno, ma anche una terza possibilit�: zero <emphasis>e </emphasis>uno.�</p><p>�Come gli elettroni nel mondo dei quanti. Possono essere onde o particelle, oppure tutt�e due le cose allo stesso tempo.�</p><p>�Una terza possibilit�, ribad� Gray, annuendo. �Non sembra granch�, ma, aggiungendo questa opzione alle possibilit� di un computer, l�apparecchio sarebbe in grado di eseguire simultaneamente compiti algoritmici multipli.�</p><p>�Come camminare e masticare la gomma�, borbott� Monk.</p><p>�Compiti che richiederebbero anni per i computer attuali potrebbero essere svolti in poche frazioni di secondo.�</p><p>�E i nostri cervelli fanno tutto ci�?� chiese Lisa. �Funzionano come computer quantistici?�</p><p>�Secondo le teorie pi� recenti, s�. Il nostro cervello propaga un campo elettromagnetico misurabile, generato dalle complesse interconnessioni tra i neuroni. Alcuni scienziati ipotizzano che la coscienza risieda in questo campo, facendo da ponte tra la materia del cervello e il mondo dei quanti.�</p><p>�E la Campana � ipersensibile ai fenomeni quantistici�, aggiunse Lisa. �Perci�, entrando col bambino nella camera della Campana, Hugo ha influenzato il risultato.�</p><p>�Ci� che viene osservato � modificato dall�atto dell�osservazione. Ma penso che ci sia qualcosa di <emphasis>pi�.</emphasis>� Gray indic� la stella di David. �Perch� un simbolo di preghiera?�</p><p>Lisa scosse la testa.</p><p>�Che cos�� la preghiera se non la concentrazione della mente, la concentrazione della coscienza? E, se la coscienza � un fenomeno quantistico, allora anche la <emphasis>preghiera </emphasis>lo �.�</p><p>�E, come tutti i fenomeni quantistici, misura e influenza il risultato�� mormor� Lisa.</p><p>�In altre parole�� cominci� Gray, poi aspett�.</p><p>Lisa si alz�. �La preghiera funziona.�</p><p>�� ci� che ha scoperto Hugo, � questo che ha nascosto nei suoi libri. Una cosa inquietante e spaventosa, ma troppo bella per lasciarla morire.�</p><p>Monk si appoggi� alla console, accanto a Lisa. �Stai dicendo che ha fatto diventare perfetto quel bambino con la forza di volont�?�</p><p>Gray annu�. �Quando Hugo � entrato nella camera d�irradiazione col neonato, ha pregato per la perfezione. Un pensiero concentrato, altruista e puro. La coscienza umana, sotto forma di preghiera, funge da strumento di misurazione dei quanti. Sotto la Campana, il <emphasis>potenziale </emphasis>quantico puro del bambino � stato misurato, influenzato dalla concentrazione e dalla volont� di Hugo e, di conseguenza, tutte le variabili si sono ordinate: come un perfetto lancio dei dadi genetici.�</p><p>Lisa si volt�. �Allora forse possiamo fare la stessa cosa per invertire il danno quantico subito da Painter, per salvarlo prima che sia troppo tardi.�</p><p>S�intromise un�altra voce, quella di Marcia, che stava ancora assistendo Painter, riverso sul pavimento. �� meglio che vi sbrighiate.�</p><empty-line/><p><emphasis>ore 15.32</emphasis></p><empty-line/><p>Monk e Gray trasportarono velocemente Painter nella camera d�irradiazione, usando un telo.</p><p>�Posatelo accanto alla Campana�, ordin� Lisa.</p><p>La Campana era gi� in azione: i due involucri ruotavano in direzioni opposte. Lisa ricord� come l�aveva descritta Gunther: una specie di impastatrice. Corrispondeva pi� o meno alla realt�. L�involucro di ceramica emetteva una lieve luminescenza.</p><p>Lisa s�inginocchi� accanto a Painter, controllando le funzioni vitali.</p><p>�Posso restare con voi�, disse Gray, accanto a lei.</p><p>�No, penso che la presenza di un altro computer quantistico potrebbe interferire.�</p><p>�Troppi cuochi in cucina�, convenne Monk.</p><p>�Allora ci sto io, con lui�, afferm� Gray.</p><p>Lisa scosse la testa. �Avremo soltanto una possibilit�. Se ci vuole concentrazione e volont� di far guarire Painter, forse � meglio che sia la mente di un medico a farlo.�</p><p>Gray sospir�, non molto convinto.</p><p>�Hai gi� fatto il tuo lavoro: ci hai dato una speranza.� Lo fiss�. �Ora lasciami fare il mio.�</p><p>�Fa� attenzione ai desideri che esprimi�, le sussurr� Monk nell�orecchio, poi le diede un bacio sulla guancia.</p><p>Lui e Gray si allontanarono.</p><p>�Un minuto all�impulso�, disse Marcia dalla console.</p><p>�Sollevate lo schermo.�</p><p>Mentre gli ingranaggi si mettevano in moto, Lisa si chin� su Painter. La sua pelle aveva una tinta bluastra, ma forse era soltanto la luce della Campana. Stava per morire: aveva il respiro troppo leggero e il battito cardiaco ridotto a un soffio. E poi i capelli: le radici erano diventate bianche come la neve. Stava degenerando a un ritmo esponenziale.</p><p>Lo schermo protettivo si sollev� attorno a loro, separandoli dal resto del gruppo. Le voci degli altri, gi� sommesse, furono attutite e poi completamente tagliate fuori, quando lo schermo s�innest� nel soffitto.</p><p>Da sola, senza nessuno che la vedesse, Lisa si appoggi� a Painter, la fronte sul petto di lui. Non aveva bisogno di concentrare la sua volont� con una sorta di energia meditativa. Si diceva che non ci fossero atei in trincea: di certo era vero per lei, in quel momento. Non sapeva a quale Dio chiedere aiuto.</p><p>Lisa ricord� la discussione avuta con Anna sull�evoluzione e sul disegno intelligente. La donna insisteva che erano le misurazioni quantistiche a far condensare il potenziale in realt�. Gli aminoacidi avevano formato le prime proteine in grado di replicarsi perch� la vita era il migliore strumento di misurazione dei quanti. Estrapolando ulteriormente il concetto, la <emphasis>coscienza</emphasis>, che era uno strumento di misurazione dei quanti ancora pi� grande della vita di per s�, si era evoluta per lo stesso motivo. Un altro anello della catena evolutiva. Immagin� la sequenza.</p><empty-line/><cite><p>AMINOACIDI -� PRIMA PROTEINA -� PRIMA FORMA DI VITA -<emphasis>� </emphasis>COSCIENZA</p></cite><empty-line/><p>Ma che cosa c�era oltre la coscienza? Se il futuro determinava il passato tramite le misurazioni dei quanti, quale entit� aveva desiderato che si formasse la coscienza? Quale strumento di misurazione dei quanti ancora migliore c�era nel futuro, a determinare il presente? Fino a che punto, nel futuro, si estendeva quella catena? E che cosa c�era alla fine?</p><empty-line/><cite><p>AMINOACIDI -� PRIMA PROTEINA -� PRIMA FORMA DI VITA -� COSCIENZA -� ???</p></cite><empty-line/><p>Lisa ripens� a un�altra frase criptica pronunciata da Anna, quando lei le aveva chiesto quale fosse il ruolo di Dio in tutto ci�. Se, da una parte, sembrava che l�evoluzione quantica escludesse l�intervento divino dalle mutazioni benefiche improvvise, le ultime parole di Anna sulla questione erano state: <emphasis>Lei guarda la faccenda nel modo sbagliato, nella direzione sbagliata. </emphasis>Lisa aveva attribuito quell�affermazione criptica allo sfinimento della donna. Ma forse Anna aveva riflettuto a lungo su quella questione. Che cosa c�era alla fine dell�evoluzione? Soltanto uno strumento perfetto e incorruttibile per misurare i quanti?</p><p>E, in tal caso, era Dio?</p><p>Appoggiata sul corpo di Painter, non aveva risposta. Sapeva soltanto che voleva che lui vivesse. Forse era riuscita a nascondere agli altri quanto fossero profondi i suoi sentimenti per lui, probabilmente l�aveva nascosto anche a se stessa, ma non poteva pi� ignorarlo.</p><p>Apr� il cuore e lasci� brillare la sua vulnerabilit�.</p><p>Forse era quello che le era mancato per tutta la vita, il motivo per cui gli uomini sembravano svanire attorno a lei e per cui lei fuggiva sempre: perch� nessuno vedesse ci� che poteva essere ferito cos� facilmente. Nascondeva la sua vulnerabilit� dietro un�armatura di professionalit� e relazioni occasionali. Nascondeva il cuore. Non c�era da meravigliarsi che fosse da sola in cima a una montagna quando Painter era piombato nella sua vita.</p><p>Basta.</p><p>Sollev� la testa e baci� Painter sulle labbra, delicatamente, mettendo in atto ci� che aveva cercato di nascondere.</p><p>Chiuse gli occhi mentre il conto alla rovescia proseguiva. Apr� il cuore, desiderando un futuro per quell�uomo, desiderando che stesse bene, che ne uscisse incolume, ritornando in salute, e, soprattutto, pregando di poter trascorrere ancora del tempo con lui.</p><p>Era quella la vera funzione della Campana? Aprire un condotto quantico verso quel grande strumento di misurazione dei quanti che stava in fondo alla catena evolutiva, la volont�?</p><p>Lisa sapeva che cosa doveva fare. Il suo obiettivo era al di l� della coscienza, al di l� della preghiera.</p><p>Era semplicemente <emphasis>fede.</emphasis></p><p>Nella purezza di quel momento, la Campana esplose di una luce accecante, unendoli, trasformando la realt� in puro potenziale.</p><empty-line/><p><emphasis>ore 15.36</emphasis></p><empty-line/><p>Gray azion� l�interruttore e lo schermo protettivo cominci� a scendere. Che cosa avrebbero trovato? Si radunarono tutti attorno alla parete dello schermo.</p><p>Monk gli lanci� uno sguardo preoccupato.</p><p>Nel silenzio, si sent� un <emphasis>bip</emphasis>, sulla sinistra.</p><p>Poco alla volta, la camera d�irradiazione divenne visibile. La Campana, silenziosa e scura, era inerte, al centro. Poi comparve Lisa, accovacciata su Painter, la schiena rivolta verso di loro.</p><p>Nessuno parlava.</p><p>Lisa si gir� lentamente, alzandosi. Le lacrime che erano rimaste sospese sulle ciglia le colarono lungo le guance. Tenne Painter sottobraccio mentre si alzava. L�aspetto dell�uomo non era migliorato: pallido, debole, debilitato. Ma sollev� la testa.</p><p>Aveva uno sguardo acuto e vigile.</p><p>Gray si sent� pervadere dal sollievo.</p><p>Poi si ud� ancora quel <emphasis>bip.</emphasis></p><p>Gli occhi di Painter si mossero in quella direzione, quindi si posarono su Gray. Painter mosse le labbra, ma non ne usc� nemmeno una parola. Lui si avvicin�, per sentirlo.</p><p>Painter strizz� le palpebre e prov� di nuovo. La parola era appena percettibile. �Bomba��</p><p>Anche Lisa lo sent�. Segu� lo sguardo di Painter, che era puntato sul cadavere di Baldric Waalenberg. Spinse Painter verso Monk. �Prendilo.�</p><p>Lei si diresse verso la sagoma contorta del vecchio. Senza che nessuno lo notasse, senza nessuno a compiangerlo, a un certo punto Baldric era finalmente spirato.</p><p>Gray si un� a lei.</p><p>Lisa s�inginocchi� e sollev� la manica dell�uomo. Indossava un grosso orologio da polso. Lo volt�. Una lancetta girava velocemente su un display digitale.</p><p>�Come al castello�, disse Lisa. �Un rilevatore del battito cardiaco collegato a una microtrasmittente. Quando il suo cuore ha smesso di battere, � cominciato il conto alla rovescia.� Poi gir� il braccio dell�uomo, in modo che Gray potesse leggere il numero.</p></section><section><title><p>02:01</p></title><p>�Abbiamo due minuti per levarci di torno�, concluse Lisa.</p><p>�Tutti fuori! Monk, avvisa Khamisi per radio! Digli di allontanare i suoi uomini dal palazzo.�</p><p>Il suo compagno obbed�.</p><p>�Abbiamo un elicottero sul tetto�, disse Lisa.</p><p>Nel giro di pochi secondi, stavano tutti correndo. Gray sosteneva Painter, mentre Mosi aiutava Brooks. Lisa, Fiona e Marcia li seguivano.</p><p>�Dov�� Gunther?� chiese Fiona.</p><p>Le rispose Brooks: �Se n�� andato con sua sorella. Non voleva essere seguito da nessuno�.</p><p>Non c�era tempo di cercarlo. Gray indic� l�ascensore. Il gruppo di Monk aveva incastrato le porte con una sedia trovata in corridoio, per evitare che qualcuno potesse usarlo per seguirli.</p><p>Si accalcarono nella cabina.</p><p>Lisa premette il bottone del sesto piano. L�ascensore cominci� a salire lentamente.</p><p>�Ho avvisato il nostro uomo all�eliporto�, disse Monk. �Non sa pilotare, ma sa come girare una chiave. Scalder� i motori�.</p><p>�La bomba�, disse Gray, rivolgendosi a Lisa. �Che cosa ci dobbiamo aspettare?�</p><p>�Se � come quella dell�Himalaya, sar� una bella esplosione. Hanno sviluppato una specie di bomba quantica utilizzando lo Xerum 525.�</p><p>Gray ripens� ai fusti immagazzinati al piano inferiore�</p><p>L�ascensore continu� a salire, passando il piano terra, che era mortalmente silenzioso.</p><p>Painter si mosse. Non era ancora in grado di sostenersi da s�, ma guard� negli occhi Gray. �La prossima volta� ci vai tu, in Nepal� da solo.�</p><p>Gray sorrise: s�, Painter era tornato.</p><p>Ma per quanto tempo?</p><p>L�ascensore raggiunse il sesto piano e si apr�.</p><p>�Un minuto�, li inform� Marcia. Aveva la presenza mentale per tenere conto del tempo.</p><p>Salirono di corsa le scale del tetto e trovarono l�elicottero ad aspettarli, con le pale in movimento.</p><p>Una volta sotto i rotori, Gray pass� Painter a Monk. �Fai salire tutti a bordo.�</p><p>Lui corse dall�altro lato e si mise al posto di pilotaggio.</p><p>�Quindici secondi!� grid� Marcia.</p><p>Gray acceler� i motori. Le pale stridevano. Tir� il collettivo e il velivolo stacc� i pattini dal tetto.</p><p>A che quota dovevano portarsi?</p><p>Regol� l�inclinazione delle pale e spinse ancora di pi� i motori.</p><p>Mentre salivano rapidamente, Gray fece una leggera imbardata e studi� l�area circostante il palazzo. Vide Jeep e motociclette che si allontanavano a tutta velocit�, in ogni direzione.</p><p>Marcia cominci� un conto alla rovescia: �Cinque, quattro��</p><p>Non era del tutto preciso.</p><p>D�un tratto, una luce accecante esplose sotto di loro, come se si stessero sollevando dal sole. Ma l�effetto pi� fastidioso era il silenzio assoluto. Incapace di vedere, Gray si sforz� di mantenere in volo l�elicottero. Per� era come se l�aria fosse svanita. Sentiva che il velivolo stava perdendo quota.</p><p>Poi la luce scomparve, con un colpo fragoroso, cascando come un getto d�acqua.</p><p>All�improvviso, i rotori ritrovarono l�aria e l�elicottero sobbalz� per un lungo momento. Gray lo stabilizz� e si allontan�, virando, poi lanci� un�occhiata al punto in cui prima sorgeva il palazzo. C�era un gigantesco cratere, dalle pareti lisce, scavato di netto nella roccia e nel terreno. Era come se un possente Titano avesse sollevato il palazzo e gran parte dei giardini circostanti con un gigantesco cucchiaio da gelato.</p><p>Era scomparso tutto quanto. Non c�erano macerie, soltanto il vuoto.</p><p>I laghi e i ruscelli, tagliati a met�, riversavano cascate d�acqua oltre il bordo del cratere.</p><p>Pi� in l�, Gray not� i veicoli che si fermavano e persone che si guardavano indietro. L�esercito di Khamisi era al sicuro. Il popolo zul� si era radunato ai confini, per riprendersi ci� che aveva perso molto tempo prima.</p><p>Gray li sorvol� con l�elicottero, girando attorno al cratere. Si ricord� del fusto di Xerum 525 mancante, quello destinato agli Stati Uniti. Accese la radio e cominci� ad attraversare una lunga catena di codici di sicurezza per contattare il comando della Sigma.</p><p>Fu sorpreso di sentirsi rispondere da Sean McKnight, l�ex direttore della Sigma. Gray si sent� raggelare per la paura. Che cosa ci faceva l�? C�era qualcosa che non andava.</p><p>McKnight lo inform� brevemente di ci� che era accaduto. L�ultima notizia fu come un pugno nello stomaco.</p><p>Poi Gray chiuse la comunicazione, intontito e scioccato.</p><p>Monk si era sporto in avanti, notando la sua costernazione. �Che c��?�</p><p>Si volt�. Doveva guardare in faccia il suo compagno per dirglielo. �Monk� si tratta di Kat.�</p><empty-line/><p><emphasis>Washington, D.C.,</emphasis></p><p><emphasis>ore 18.47</emphasis></p><empty-line/><p>C�erano voluti tre giorni, tre <emphasis>lunghi </emphasis>giorni per sistemare tutto quanto in Sudafrica.</p><p>Finalmente, erano atterrati al Dulles International, dopo un volo da Johannesburg. Monk aveva piantato Gray e gli altri all�aeroporto. Aveva preso al volo un taxi e se n�era andato. Poi il taxi si era ritrovato bloccato nel traffico, nei pressi del parco. Monk si era dovuto trattenere dall�aprire la portiera e mettersi a correre, ma alla fine l�ingorgo si era risolto e si erano nuovamente messi in moto.</p><p>Monk si sporse in avanti. �Cinquanta dollari se mi ci porti in meno di cinque minuti.�</p><p>L�accelerazione lo appiatt� al sedile. Si cominciava a ragionare.</p><p>Entro due minuti comparve una serie di edifici di mattoni marroni. Sfrecciarono accanto a un cartello che segnalava il Georgetown University Hospital. Con grande stridore di pneumatici, entrarono nel parcheggio, rischiando di strisciare contro un�ambulanza.</p><p>Monk lanci� una manciata di banconote al tassista e salt� gi�.</p><p>S�infil� di traverso nella porta automatica, impaziente perch� ci metteva troppo ad aprirsi. Corse a capofitto lungo il corridoio, schivando pazienti e personale. Sapeva il numero della stanza nel reparto di terapia intensiva.</p><p>Pass� di corsa davanti a una postazione di infermieri, ignorando una voce che gli strillava di rallentare.</p><p><emphasis>Non oggi, dolcezza.</emphasis></p><p>Monk gir� l�angolo di volata e vide il letto. Continu� a correre, cadde mentre si avvicinava e scivol� sulle ginocchia fino alla fiancata del letto. Infine and� a sbattere piuttosto forte contro la sponda abbassata.</p><p>Kat lo fiss�, con una cucchiaiata di gelatina verdognola tremolante sospesa davanti alla bocca.</p><p>�Sono venuto il prima possibile��</p><p>�Ma neanche un�ora e mezzo fa abbiamo parlato al telefono satellitare.�</p><p>�Quello � solo parlare.�</p><p>Si alz�, si chin� sul letto e la baci� in bocca. Le bende erano avvolte attorno alla spalla sinistra e alla parte superiore del tronco, nascoste per met� da un camice blu da ospedale. Tre colpi d�arma da fuoco, un�emorragia copiosa, un polmone collassato, frattura della clavicola e milza lacerata.</p><p>Ma era viva.</p><p>E dannatamente fortunata.</p><p>Il funerale di Logan Gregory si sarebbe tenuto tre giorni dopo.</p><p>Comunque, i due avevano salvato Washington da un attentato terroristico, uccidendo il sicario dei Waalenberg e bloccando il piano prima che fosse messo in atto. La Campana dorata era sepolta nei laboratori di ricerca della Sigma. La partita di Xerum 525 era stata ritrovata presso uno spedizioniere nel New Jersey. Ma quando le agenzie di intelligence statunitensi l�avevano rintracciata � compito non facile, data la vasta rete di aziende, societ� fasulle e affiliate di propriet� dei Waalenberg � quell�ultima partita di Xerum era ormai deteriorata. Rimasta troppo a lungo al sole, la sostanza era diventata inerte, per mancanza di una refrigerazione adeguata. E, senza quel combustibile, le Campane, anche quelle recuperate presso le altre ambasciate, non avrebbero mai pi� suonato.</p><p>Per fortuna.</p><p>Monk preferiva l�evoluzione all�antica. Lasci� scivolare la mano sulla pancia di Kat. Aveva paura di chiedere.</p><p>Non ce ne fu bisogno. La mano di lei copr� la sua. �Il bambino sta bene. I medici dicono che non ci dovrebbero essere complicazioni.�</p><p>Monk cadde di nuovo in ginocchio, appoggiando la testa sul ventre di Kat. Chiuse gli occhi, la cinse attorno alla vita, delicatamente, facendo attenzione alle ferite, e la strinse forte. �Grazie a Dio.�</p><p>Kat gli accarezz� la guancia.</p><p>Ancora in ginocchio, Monk mise una mano in tasca e tir� fuori l�astuccio nero dell�anello. Glielo porse, gli occhi ancora chiusi, una preghiera sulle labbra. �Sposami.�</p><p>�Okay.�</p><p>Monk apr� gli occhi, guardando in faccia la donna che amava. �Cosa?�</p><p>�Ho detto �okay�.�</p><p>�Sei sicura?�</p><p>�Stai cercando di farmi cambiare idea?�</p><p>�Be�, sei sotto l�effetto dei farmaci. Forse te lo dovrei chiedere��</p><p>�Dammi l�anello e basta.� Prese l�astuccio e l�apr�. Lo fiss� in silenzio per un istante. �� vuoto.�</p><p>Monk controll�: l�anello era scomparso.</p><p>�Che � successo?� chiese Kat.</p><p>�Fiona�, grugn� Monk.</p><empty-line/><p><emphasis>ore 10.32</emphasis></p><empty-line/><p>Il mattino successivo, Painter era disteso supino in un�altra ala del Georgetown University Hospital. Il lettino riemerse dal cilindro della macchina per la TAC. L�esame era durato pi� di un�ora e lui si era quasi addormentato, visto che negli ultimi giorni aveva riposato ben poco. Ogni notte era tormentato dall�ansia.</p><p>Un�infermiera apr� la porta e Lisa entr� nella stanza.</p><p>Painter si mise a sedere. Faceva freddo e lui non indossava altro che un camice d�ospedale leggerissimo. Si sforz� di recuperare un minimo di dignit�, piegando e rimboccando quel velo, ma alla fine rinunci�.</p><p>Lisa gli si sedette accanto e, con un cenno del capo, indic� la sala di monitoraggio. C�era un gruppo di ricercatori del Johns Hopkins e della Sigma, intenti a discutere sulle sue condizioni di salute.</p><p>�I risultati sono buoni�, lo inform� la donna. �Tutti i segni di calcificazione interna sono in calo e i valori stanno ritornando nella norma. Potrebbe rimanere un residuo di cicatrizzazione della valvola aortica, ma forse nemmeno quello. Il tasso di recupero � straordinario. Miracoloso, oserei dire.�</p><p>�Puoi dirlo forte�, replic� Painter. �Ma che ne dici di questo?�</p><p>Fece scorrere le dita tra una ciocca di capelli bianchi, sopra un orecchio.</p><p>Lei ci mise anche le sue, di dita. �Mi piace. E tu starai bene.�</p><p>Lui le credette. Per la prima volta, era convinto che sarebbe guarito completamente. Gli sfugg� un sospiro. Aveva ancora una vita davanti.</p><p>Prese la mano di Lisa e le baci� il palmo, poi la pos�.</p><p>Lei arross� e diede un�occhiata al vetro della stanza di monitoraggio, ma non spost� la mano, mentre discuteva alcuni dettagli tecnici con l�infermiera.</p><p>Painter la osserv�. Era andato in Nepal per indagare sulle malattie riferite da Ang Gelu, ma anche per ritagliarsi un periodo di riflessione. Si era aspettato incensi, ore di meditazione, canti e preghiere, invece si era ritrovato coinvolto in un viaggio infernale per mezzo mondo. Alla fine, per�, ne era valsa la pena.</p><p>Strinse le dita attorno alla mano di Lisa.</p><p>Aveva trovato lei.</p><p>Tuttavia, anche se ne avevano passate cos� tante assieme in quei giorni, si conoscevano a malapena. Chi era, veramente? Qual era il suo cibo preferito, che cosa la faceva sbellicare dalle risate, come ballava, che cosa gli avrebbe sussurrato all�orecchio dandogli la buonanotte?</p><p>Painter sapeva soltanto una cosa con certezza, seduto quasi nudo accanto a lei, in un camice d�ospedale, esposto fino al DNA.</p><p>Voleva sapere tutto di lei.</p><empty-line/><p><emphasis>ore 14.22</emphasis></p><empty-line/><p>Due giorni dopo, i fucili esplosero gli ultimi colpi nel cielo blu, riecheggiando secchi tra i verdi pendii dell�Arlington National Cemetery. Era una giornata troppo assolata per un funerale.</p><p>Gray si fece da parte, mentre la cerimonia terminava. In lontananza, a sovrastare il gruppo dei partecipanti al lutto, sorgeva la tomba del milite ignoto: ottanta tonnellate di marmo Yule, estratto da una cava del Colorado. Rappresentava i caduti senza nome, le vite donate per servire la patria.</p><p>Logan Gregory era uno di loro, un altro sconosciuto. Pochi avrebbero saputo del suo eroismo, del sangue versato per proteggere gli Stati Uniti.</p><p>Ma qualcuno ne era a conoscenza.</p><p>Gray guard� il vicepresidente consegnare una bandiera piegata alla madre di Logan, sostenuta dal marito. Logan non aveva moglie n� figli. La Sigma era la sua vita� e la sua morte.</p><p>Un po� alla volta, dopo il viavai per le condoglianze e i commiati, la funzione termin�. Tutti si diressero verso le limousine nere e le Town Car.</p><p>Gray fece un cenno a Painter, che, convalescente, si appoggiava a un bastone, ancora zoppicante, ma sempre pi� in forze, giorno dopo giorno. Al suo fianco, la dottoressa Lisa Cummings lo teneva a braccetto, non per sostenerlo, ma soltanto per stargli vicino.</p><p>Monk li seguiva e tutti assieme si diressero verso la fila delle auto in attesa.</p><p>Kat era ancora in ospedale. E comunque il funerale sarebbe stato insostenibile per lei. Era ancora troppo presto.</p><p>Quando raggiunsero le auto, Gray si avvicin� a Painter. Avevano alcune questioni da discutere.</p><p>Lisa baci� il direttore sulla guancia. �Ci vediamo l�.� Poi fece un passo indietro, affiancandosi a Monk. Avrebbero preso un�altra macchina per raggiungere la casa dei Gregory, dove era previsto un piccolo rinfresco.</p><p>Gray aveva scoperto che i genitori di Logan vivevano soltanto a qualche isolato dai suoi genitori, a Takoma Park. Un�ulteriore dimostrazione di quanto poco conoscesse quell�uomo.</p><p>Painter raggiunse una Lincoln e sal� sul sedile posteriore. L�autista alz� il vetro divisorio, mentre faceva partire l�auto.</p><p>�Gray, ho letto il tuo rapporto�, disse finalmente il direttore. �� una prospettiva interessante. Continua pure a fare ricerche in merito. Ma dovrai andare nuovamente in Europa.�</p><p>�Ho gi� altre questioni personali da risolvere laggi�. E proprio di questo che le volevo parlare: volevo chiedere qualche giorno in pi�.�</p><p>Painter inarc� un sopracciglio, con un�espressione di stanca facezia. �Non so se il mondo � pronto per un�altra delle tue vacanze di lavoro.�</p><p>Gray dovette ammettere che il suo capo non aveva tutti i torti.</p><p>Painter si riassest� sul sedile, chiaramente dolorante. �E che mi dici del rapporto della dottoressa Fairfield? Credi che la stirpe dei Waalenberg�� Scosse la testa.</p><p>Anche Gray aveva letto quel rapporto. Ripens� a quando con la dottoressa inglese si era intrufolato nel laboratorio degli embrioni, sepolto ai livelli inferiori del palazzo. La dottoressa Fairfield aveva affermato che, pi� grande era un tesoro, pi� in profondit� era nascosto. Lo stesso valeva per i segreti, soprattutto quelli dei Waalenberg. Come i loro esperimenti chimerici, in cui mescolavano cellule staminali umane e animali nei cervelli delle creature.</p><p>Ma c�era anche di peggio.</p><p>�Abbiamo controllato gli archivi medici dell�azienda a partire dagli anni �50�, disse Gray. �� confermato: Baldric Waalenberg era sterile.�</p><p>�Non c�� da meravigliarsi che quel bastardo fosse cos� ossessionato dalla genetica e che combattesse la natura per piegarla al suo volere. Ma i suoi nuovi bambini� quelli che ha usato negli esperimenti? � vero?�</p><p>Gray scroll� le spalle. �Baldric era coinvolto nel programma nazista <emphasis>Lebensborn</emphasis>, il programma di riproduzione ariana, oltre che in altri progetti di eugenetica e nei primi tentativi di conservare ovuli e sperma. Alla fine della guerra, sembra che il programma Xerum 525 non fosse l�unico progetto segreto finito nelle mani di Baldric. Ce n�era anche un altro, di cui erano rimaste alcune provette congelate. Baldric ha scongelato quei campioni e li ha usati per inseminare la sua giovane moglie.�</p><p>�Ne sei sicuro?�</p><p>Gray annu�. Nel laboratorio sotterraneo, la dottoressa Fairfield aveva esaminato il vero albero genealogico del nuovo, perfezionato clan dei Waalenberg. Aveva visto il nome scritto accanto a quello della moglie di Baldric: Heinrich Himmler, il capo dell�Ordine Nero. Il gerarca nazista si era ucciso alla fine della guerra, ma aveva un piano per continuare a vivere dopo la morte, per dare i natali ai nuovi superuomini ariani, una nuova stirpe di re germanici, tramite il suo seme corrotto.</p><p>�E ora che il clan dei Waalenberg � stato sterminato�, rifer� Gray, �anche quel mostro � finalmente sepolto.�</p><p>�O almeno si spera�, replic� Painter.</p><p>�Sono in contatto con Khamisi, che ci tiene informati sulla <emphasis>pulizia </emphasis>della tenuta. Finora hanno preso alcune guardie. Teme che parte degli animali del serraglio sia fuggita nel folto della foresta, ma probabilmente sono in gran parte morti nell�esplosione. Le ricerche continuano, comunque.�</p><p>Khamisi era stato nominato sovrintendente capo ad interim della riserva di Hluhluwe-Umfolozi. Il governo sudafricano gli aveva attribuito poteri di polizia per l�emergenza e l�incarico di coordinare l�aiuto delle trib� locali col capo Mosi D�Gana. Anche la dottoressa Paula Kane e Marcia Fairfield gli fornivano supporto tecnico nella gestione delle reazioni dell�intelligence internazionale alla guerriglia e alla devastante esplosione.</p><p>Le due donne si erano reinsediate nella loro abitazione nella riserva, felici di essersi ritrovate entrambe vive e vegete, ma avevano anche accolto in casa loro Fiona. Le due spie avevano persino aiutato la ragazza ad accedere a un programma di studi preliminari a Oxford.</p><p>Gray aveva lo sguardo fisso sul paesaggio che sfrecciava oltre il finestrino. Sperava che a Oxford vigesse la massima sicurezza. Sospettava che il tasso di microcriminalit� attorno all�universit� stesse per subire un improvviso e significativo aumento.</p><p>Pensando a Fiona, Gray si ricord� che doveva sentire Ryan. Dopo l�assassinio del padre, il giovane aveva messo all�asta la tenuta di famiglia, deciso a sfuggire finalmente all�ombra di Wewelsburg.</p><p>Meglio cos�.</p><p>�Monk e Kat?� chiese Painter, richiamando la sua attenzione. Il tono di voce era pi� sereno. Aveva quantomeno messo da parte il dolore per la perdita dell�amico. �Ho sentito che ieri si sono fidanzati ufficialmente.�</p><p>Gray si rese conto di sorridere, per la prima volta, quel giorno. �Infatti.�</p><p>�Che il cielo ci aiuti.�</p><p>Condivisero quel breve lampo di felicit�: la vita continuava. Discussero qualche altro dettaglio, poi l�autista infil� l�auto nei viali alberati di Takoma Park, fermandosi davanti a una piccola casa vittoriana verde.</p><p>Painter scese.</p><p>Lisa era gi� l�.</p><p>�Abbiamo finito?� chiese Painter a Gray.</p><p>�Sissignore.�</p><p>�Fammi sapere che cosa scopri in Europa. E prenditi pure qualche giorno in pi�.�</p><p>�Grazie, signore.�</p><p>Painter porse il braccio a Lisa e la coppia si diresse verso la casa.</p><p>Mentre Gray scendeva dall�auto, Monk lo raggiunse e indic� la donna e il direttore con un cenno del capo. �Scommettiamo?�</p><p>Gray li guard� salire le scale della veranda. I due erano stati quasi inseparabili da quando avevano lasciato la tenuta dei Waalenberg. Morta Anna e scomparso Gunther, Lisa era l�unica persona che conoscesse il funzionamento della Campana. Era stata interrogata a lungo alla Sigma. Ma Gray sospettava che Painter e Lisa avessero usato quei colloqui come scusa per trascorrere altro tempo assieme.</p><p>Sembrava che la Campana non avesse soltanto guarito il corpo.</p><p>Gray sofferm� lo sguardo per un istante sulle loro mani intrecciate e riflett� sulla proposta di Monk. Ma era ancora troppo presto per fare previsioni. Se la vita e la coscienza erano un fenomeno quantistico, forse lo era anche l�amore.</p><p>Amare o non amare.</p><p>L�onda o la particella.</p><p>Forse per Painter e Lisa erano ancora <emphasis>entrambe </emphasis>le cose, un potenziale sospeso che soltanto il tempo avrebbe stabilizzato.</p><p>�Non so�, borbott� Gray.</p><p>Si avvi� verso la casa, pensando al proprio futuro.</p><p>Come tutti, anche lui aveva una sua realt� da misurare.</p></section></section><section><title><p>EPILOGO</p></title><p><emphasis>Wroclaw, Polonia,</emphasis></p><p><emphasis>ore 18.45</emphasis></p><empty-line/><p>Era in ritardo.</p><p>Mentre il sole calava all�orizzonte, Gray avanzava sul ponte verde di ghisa. La struttura attraversava il fiume Oder, una distesa piatta verde, lucente come uno specchio.</p><p>Gray guard� l�orologio. Sara sarebbe atterrata di l� a poco. Si erano dati appuntamento al caff� di fronte al loro albergo, nel centro storico. Ma prima lui aveva un altro capitolo da chiudere, un ultimo colloquio.</p><p>Una coppia di cigni neri solcava le acque sottostanti e nel cielo scorrazzavano alcuni gabbiani, che si riflettevano nel fiume. L�aria profumava di mare e dei lill� che crescevano lungo gli argini. Gray aveva iniziato la sua missione su un ponte di Copenhagen e lo terminava su un altro ponte.</p><p>Sollev� lo sguardo verso l�antica citt�, ornata di guglie nere, torrette con tetti di rame e campanili rinascimentali. La citt� di Wroclaw un tempo si chiamava Breslavia ed era una fortezza al confine tra la Germania e la Polonia. Interi quartieri erano stati rasi al suolo durante la seconda guerra mondiale, quando la Wehrmacht tedesca si era scontrata con l�Armata Rossa.</p><p>Era quello il motivo per cui Gray ci era andato.</p><p>Davanti a lui sorgeva l�Isola della Cattedrale. Le due torri gotiche della cattedrale di San Giovanni Battista, che dava il nome all�isola, fiammeggiavano nella luce del tramonto. Ma la cattedrale non era la destinazione di Gray. C�erano decine di chiese pi� piccole ammassate sull�isola, e quella cui era diretto si ergeva a pochi passi dal ponte.</p><p>La piccola e modesta chiesa dei Santi Pietro e Paolo era sulla sinistra, la parete posteriore che si fondeva con l�argine di mattoni del fiume. Gray vide la porticina di una carbonaia che conduceva dalla sponda rocciosa del corso d�acqua all�entrata posteriore della canonica.</p><p>Forse un certo bambino un tempo aveva giocato in quei paraggi?</p><p>Un bambino perfetto�</p><p>Gray aveva scoperto negli archivi russi desecretati di recente che il bambino era cresciuto all�orfanotrofio un tempo gestito dalla chiesa dei Santi Pietro e Paolo. Molti bambini erano rimasti orfani a causa della guerra, ma Gray aveva ristretto le possibilit� in base all�et�, al sesso e al colore dei capelli.</p><p>L�ultimo di quei parametri era sicuramente <emphasis>biondo-platino.</emphasis></p><p>Gray aveva anche trovato documenti relativi alla perlustrazione della citt� da parte dell�Armata Rossa � che aveva setacciato le montagne in cerca dei laboratori sotterranei dei nazisti � nonch� alla scoperta presso la Miniera di Wenceslas. I russi avevano quasi catturato l�<emphasis>Obergruppenf�hrer </emphasis>delle SS Jakob Sporrenberg, il nonno di Anna e Gunther, mentre metteva in salvo la Campana. Lisa aveva saputo da Anna che era proprio in quella citt�, proprio in quel fiume, che Tola, la figlia di Hugo, aveva affogato il bambino.</p><p>Ma l�aveva fatto davvero?</p><p>Era quell�incertezza che aveva spinto Gray e una manciata di ricercatori della Sigma a scavare in vecchi archivi, seguendo una pista ormai fredda da tempo, ricomponendo frammenti sparsi. Poi la scoperta: il diario del prete che gestiva l�orfanotrofio, che raccontava di un bambino ritrovato fra le braccia della madre morta. Lei era stata sepolta in una tomba anonima in un cimitero nelle vicinanze.</p><p>Ma il bambino era sopravvissuto. Era cresciuto l�, era entrato in seminario ed era stato istruito dallo stesso prete che l�aveva salvato, per poi diventare padre Piotr.</p><p>Gray raggiunse la porta della canonica. Aveva chiamato per fissare un appuntamento col prete sessantenne, fingendo di essere un giornalista che faceva ricerche sugli orfani di guerra per scrivere un libro. Sollev� il batacchio di ferro e lo sbatt� contro l�anonima porta di assi di legno.</p><p>Sentiva dei canti provenire dalla chiesa, dove era in corso una funzione.</p><p>Dopo qualche istante, la porta si apr�.</p><p>Gray riconobbe subito l�uomo che lo salut�, perch� aveva visto quel viso senza rughe e coi folti capelli bianchi con la riga in mezzo in alcune vecchie foto. Padre Piotr era vestito in modo informale, con jeans, una camicia nera, il collare bianco che ne indicava la professione e un maglione leggero abbottonato.</p><p>Parlava inglese con un forte accento polacco. �Lei dev�essere Nathan Sawyer.�</p><p>Gray annu�, sentendosi improvvisamente a disagio nel mentire a un prete. Si schiar� la voce. �Grazie per avermi concesso questa intervista.�</p><p>�Di nulla. Si accomodi, � il benvenuto.�</p><p>Padre Piotr condusse Gray lungo il corridoio della canonica, fino a una piccola stanza. Nell�angolo c�era una stufa a carbone accesa, con sopra una teiera. Il prete stava preparando il t�. Indic� una sedia a Gray che, una volta accomodatosi, tir� fuori un taccuino con una serie di domande.</p><p>Piotr vers� due tazze di t� e si sedette su una vecchia e logora poltrona, coi cuscini che avevano impressa l�impronta del suo corpo. Su un tavolino, accanto a una lampada col paralume di vetro, c�erano una Bibbia e alcuni romanzi gialli consunti.</p><p>�Lei � venuto per chiedere informazioni su padre Varick, vero?� chiese l�uomo, con un sorriso dolce e genuino. �Un grand�uomo.�</p><p>Gray annu�. �E anche sulla <emphasis>sua </emphasis>vita, qui all�orfanotrofio, padre Piotr.�</p><p>Il prete sorseggi� il suo t� e fece cenno a Gray di proseguire.</p><p>Le domande non erano molto importanti, servivano soprattutto a colmare alcuni vuoti. Gray sapeva gi� quasi tutto della vita dell�uomo. Lo zio di Sara, Vittorio, in quanto capo dell�intelligence vaticana, aveva fornito alla Sigma un dossier completo e dettagliato su quel sacerdote.</p><p>Compresa la sua cartella clinica.</p><p>Padre Piotr aveva vissuto una vita modesta. Non c�era nulla degno di nota nella sua carriera, tranne la costante devozione al suo gregge. La sua salute, per�, era eccezionale. La sua anamnesi era scarna. Da adolescente si era procurato una frattura, cadendo da un masso. Ma, a parte quello, gli esami di routine mostravano un individuo in perfetta forma. Non era imponente come Gunther o terribilmente agile come i Waalenberg. Era soltanto perfettamente sano.</p><p>Dall�intervista non emerse nulla di nuovo.</p><p>Gray chiuse il taccuino e ringrazi� il prete per il tempo che gli aveva dedicato. Per completezza, si sarebbe procurato campioni di sangue e DNA alla successiva visita medica del sacerdote, sempre tramite lo zio di Sara. Ma non si aspettava che venisse fuori nulla di particolare.</p><p>Il bambino perfetto di Hugo era semplicemente un uomo onesto e premuroso, con una salute eccezionale. Forse era sufficiente per parlare di perfezione.</p><p>Mentre stava uscendo, Gray vide un puzzle non ancora finito su un tavolo, nell�angolo della stanza. �Le piacciono i puzzle?�</p><p>Padre Piotr fece un sorriso colpevole, disarmante. �Solo un hobby, per allenare la mente.�</p><p>Gray annu� e usc�. Pens� a Hugo Hirszfeld, che condivideva lo stesso interesse. Forse un�essenza immateriale del ricercatore ebreo era stata trasmessa al bambino, tramite la Campana? Mentre Gray lasciava la chiesa e si apprestava ad attraversare nuovamente il fiume, riflett� su quei collegamenti. Padri e figli. Era soltanto genetica? O c�era qualcosa di pi�, al livello dei quanti?</p><p>La questione non era nuova per Gray. Lui e suo padre non erano mai andati d�accordo e soltanto di recente avevano cominciato a costruire un rapporto. E poi c�erano altre questioni, preoccupanti. Come Piotr aveva ereditato la passione per i puzzle, che cosa aveva ereditato lui dal padre? Di certo non poteva negare di temere l�Alzheimer, una possibilit� concreta dal punto di vista genetico, ma c�era anche qualcosa di pi� profondo, che riguardava il loro rapporto contrastato.</p><p>Che tipo di padre sarebbe stato, lui?</p><p>Sebbene fosse in ritardo, quell�interrogativo fece fermare di colpo Gray sul ponte.</p><p>Quell�unica domanda fu sufficiente a cambiare la sua percezione della realt�.</p><p>Ricord� le parole di Monk sull�aereo per la Germania, a proposito della sua relazione con Sara: <emphasis>Avresti dovuto vedere la tua faccia quando ho detto che Kat � incinta. Ti � venuta la cacarella, anche se il bambino � </emphasis>mio.</p><p>Era quello che lo spaventava a morte.</p><p>Che tipo di genitore sarebbe stato? Sarebbe stato uguale a suo padre?</p><p>Gray trov� la risposta nel luogo pi� improbabile. Una ragazza gli pass� accanto: camminava spedita, rannicchiata in un maglione col cappuccio per proteggersi dal vento che spirava lungo il fiume. Pens� a Fiona. Ricord� i giorni di terrore, la mano di lei che teneva stretta la sua perch� aveva bisogno di lui, anche se allo stesso tempo lo combatteva costantemente. Ricord� le sensazioni che ci� gli aveva suscitato.</p><p>Strinse forte il parapetto del ponte.</p><p>Erano state sensazioni meravigliose e voleva provarle ancora.</p><p>Quando se ne rese conto, gli sfugg� una breve risata. Non doveva per forza essere come suo padre. Se, da una parte, c�era il potenziale per seguire le sue orme, d�altra parte lui era dotato di libera volont�, di una coscienza che poteva condensare quel potenziale in una direzione o nell�altra.</p><p>Finalmente libero, attravers� il ponte, consentendo a quella realt� di far crollare lentamente altri potenziali, l�uno dopo l�altro, con un effetto domino, fino ad arrivare a un ultimo potenziale vacillante e irrisolto.</p><p>Sara.</p><p>Si diresse verso il luogo dell�appuntamento.</p><p>Lei lo stava aspettando davanti al caff�, ma non lo aveva ancora visto. Gray si ferm�, colpito dalla sua bellezza. Gli capitava ogni volta. Alta e snella, fianchi, petto e collo che disegnavano curve invitanti. Sara si volt� e si accorse di lui che la fissava. Le fior� in volto un sorriso e le brillarono gli occhi di un caldo color caramello. Si pass� una mano tra i capelli scuri, un gesto quasi timido.</p><p>Chi non avrebbe voluto trascorrere il resto della propria vita con quella ragazza?</p><p>Gray la raggiunse, allungando una mano verso le sue dita. In quell�istante, si ricord� nuovamente della provocazione di Monk. Sembrava fosse passato cos� tanto tempo�</p><p><emphasis>Moglie, mutuo, figli.</emphasis></p><p>In altre parole, <emphasis>realt�.</emphasis></p><p>Una relazione non poteva rimanere sospesa per sempre come puro <emphasis>potenziale. </emphasis>Amare e <emphasis>non </emphasis>amare allo stesso tempo. L�evoluzione non l�avrebbe sostenuta. Prima o poi doveva misurarsi con la realt�.</p><p>E cos� dovette fare anche Gray in quel momento.</p><p>Moglie, mutuo, figli.</p><p>Gray aveva la risposta. Era pronto per tutt�e tre le sfide. E, cos�, nel suo cuore cadde anche l�ultima pedina.</p><p>Amare o non amare.</p><p>L�onda o la particella.</p><p>Gray prese le dita di Sara. Lo vedeva con chiarezza, ma il risultato lo sorprese comunque. Accompagn� la donna al tavolino, notando che ad aspettarli c�erano gi� un piatto con alcune focaccine e due tazze fumanti di caffellatte.</p><p>La solita, premurosa Sara.</p><p>La fece accomodare e si sedette a sua volta.</p><p>La guard� negli occhi. Non riusc� a cancellare il dolore e le scuse nella sua voce, ma lasci� che risuonasse chiaramente anche la sua determinazione. �Sara, dobbiamo parlare.�</p><p>Poi vide che c�era qualcosa anche negli occhi di lei: la realt�. Due carriere, due continenti, due persone con percorsi diversi.</p><p>Lei gli strinse le dita. �Lo so.�</p><empty-line/><p>Padre Piotr aveva guardato il giovane attraversare il ponte. Era accanto alla porta della carbonaia, che conduceva alla cantina della canonica. Aveva aspettato che il visitatore svanisse in lontananza, poi aveva sospirato.</p><p>Un giovane simpatico, ma avvolto da fitte ombre.</p><p>Quel povero ragazzo aveva davanti a s� molto dolore. Ma cos� � il viaggio della vita.</p><p>Un miagolio sommesso ai suoi piedi attir� la sua attenzione. Un soriano pelle e ossa gli si strusci� contro le caviglie, con la coda dritta e gli occhi che lo guardavano colmi di attesa. Uno dei randagi di padre Varick, affidati alle sue cure. Piotr s�inginocchi� e appoggi� un piattino di avanzi su una pietra. Il gattino gli diede un�ultima strusciata, poi addent� il cibo.</p><p>Padre Piotr si accovacci� e guard� il fiume, infuocato dagli ultimi raggi del sole. Not� qualche piuma e un po� di lanugine vicino al tallone. Un passero marrone, col collo spezzato. Uno dei molti doni che i suoi orfani gli lasciavano sulla soglia.</p><p>Scosse la testa, raccolse l�uccellino inerte tra le mani e lo accost� alle labbra. Soffi� sulle piume, facendole agitare, sollevando un�ala, che cominci� a battere, sorpresa. Dal suo palmo, il passero si alz� in volo, danzando e librandosi su nel cielo.</p><p>Piotr lo guard� per un istante, cercando di leggere qualcosa nella traiettoria disegnata dal volatile. Poi si sfreg� le mani e si alz�, stiracchiandosi.</p><p>La vita rimaneva sempre un mistero meraviglioso.</p><p>Anche per lui.</p></section><section><title><p>NOTE DELL�AUTORE</p></title><section><title><p>VERIT� O FINZIONE</p></title><p>Vi ringrazio per avermi seguito anche in questo viaggio. Come sempre, vorrei approfittare ancora un po� della vostra attenzione per <emphasis>decostruire </emphasis>il romanzo, per svelare dove finisce la ricerca e dove inizia l�immaginazione.</p><p>Cominciamo da alcuni aspetti minori.</p><p>La DARPA ha davvero sviluppato protesi di arti utilizzando tecnologie rivoluzionarie (ma non penso che abbiano incorporato cariche esplosive nei loro composti plastici).</p><p>Analogamente all�<emphasis>ukufa </emphasis>del libro, la Stanford University ha effettivamente generato una variet� chimerica di topi, i cui cervelli contengono cellule neurali umane. Ora gli scienziati stanno prendendo in considerazione l�ipotesi di produrre topi composti al cento percento di cellule neurali umane.</p><p>Nel 2004, un bambino tedesco � nato con una mutazione del gene della miostatina, che ha dato luogo a una condizione detta �doppia muscolatura�. Di conseguenza, aveva una maggiore forza e un maggior tono muscolare. � il primo <emphasis>Sonnenk�nig </emphasis>nato spontaneamente?</p><p>Shangri-La fu scoperta nell�Himalaya nel 1998, un�oasi perduta fatta di acque fluenti e vegetazione lussureggiante, in mezzo alle vette ghiacciate. Che altro si potrebbe nascondere lass�?</p><p>Passando ai concetti pi� ampi: come accenner� nella <emphasis>Nota storica</emphasis>, l�esistenza della Campana � un dato di fatto, il che dimostra che spesso la realt� supera la fantasia. I nazisti avevano costruito uno strano dispositivo, azionato da un composto sconosciuto, di nome Xerum 525. Si sa ben poco del suo vero funzionamento, soltanto che, quando venne attivata, una strana malattia colp� gli scienziati coinvolti, raggiungendo anche i villaggi circostanti. Alla fine della guerra, la Campana scomparve, gli scienziati furono giustiziati e, ancora oggi, che cosa ne sia stato di quel dispositivo � un mistero. Se volete saperne di pi� su questo strano fatto storico, sulla corsa delle forze alleate per accaparrarsi le tecnologie naziste dopo la guerra, e sull�interesse dei tedeschi per la ricerca quantistica, vi suggerisco di consultare uno dei volumi che mi hanno fatto da Bibbia nelle ricerche per questo romanzo: <emphasis>The Hunt for Zero Point </emphasis>di Nick Cook.</p><p>Nel corso del romanzo, ho anche dedicato uno spazio consistente alla passione di Heinrich Himmler per le rune e l�occulto e alla sua ricerca delle origini ariane nell�Himalaya. Tutto ci� si basa su fatti reali, compresa la Camelot Nera di Himmler a Wewelsburg. Per maggiori informazioni su questi argomenti, vi consiglio di leggere <emphasis>La crociata di Himmler </emphasis>di Christopher Hale e <emphasis>Satana e la svastica </emphasis>di Peter Levenda.</p><p>Infine, un altro libro ha contribuito a formare il nocciolo di questo romanzo: <emphasis>Quantum Evolution </emphasis>di Johnjoe McFadden. � un affascinante trattato sulla meccanica quantistica e sul suo possibile ruolo nelle mutazioni e nell�evoluzione. Approfondisce anche il tema dell�evoluzione della coscienza, alla quale anche io accenno alla fine del romanzo. Per un�analisi pi� completa di questi argomenti, vi consiglio vivamente di procurarvene una copia.</p><p>Il che ci conduce al principio finale del libro: la contrapposizione del disegno intelligente e dell�evoluzione. Spero che questo romanzo non solo dia risposte, ma sollevi soprattutto domande. In definitiva, per�, credo fermamente che l�attuale dibattito sia in gran parte fuorviante. Concentrandoci cos� intensamente sulle nostre origini, rischiamo di dimenticare la domanda che merita tutta la nostra attenzione: <emphasis>dove siamo diretti?</emphasis></p><p>Rispondere a questa domanda, intraprendere questo cammino, comporta una dose sufficiente di mistero e di avventura per chiunque.</p></section><section><title><p>NOTA STORICA</p></title><p>Negli ultimi mesi della seconda guerra mondiale, inizi� una singolare competizione tra gli Alleati: quella per accaparrarsi le tecnologie degli scienziati nazisti. Una corsa tra britannici, americani, francesi e russi, ognuno per s�. Furono rubati brevetti di nuovi tubi a vuoto, di plastica e sostanze chimiche esotiche, persino di sistemi per la pastorizzazione del latte coi raggi UV. Ma molti dei brevetti pi� importanti scomparvero nell�abisso dei progetti supersegreti, come l�Operazione Paper Clip, nella quale centinaia di scienziati nazisti esperti di razzi V-2 furono reclutate in segreto e portate negli Stati Uniti.</p><p>I tedeschi, per�, non cedettero le loro tecnologie cos� facilmente. Lottarono per mettere al sicuro i loro segreti, nella speranza di una rinascita del Reich. Molti scienziati furono assassinati, laboratori di ricerca furono distrutti, i progetti furono nascosti o fatti sparire in fondo a laghi o sepolti in caveau sotterranei. Tutto perch� non cadessero in mano agli Alleati.</p><p>La caccia assunse proporzioni scoraggianti. Esistevano centinaia di laboratori nazisti, sia per ricerche di varia natura sia per progetti militari. Molti erano sotterranei, sparsi per la Germania, l�Austria, la Cecoslovacchia e la Polonia. Uno dei pi� misteriosi era una miniera riconvertita, nei pressi della cittadina montana di Breslavia. Le ricerche in corso in quella struttura avevano come nome in codice <emphasis>Die Glocke</emphasis>, cio� �la Campana�. Gli abitanti delle campagne circostanti riferirono di strane luci, misteriose malattie e decessi.</p><p>Le forze russe furono le prime a raggiungere la miniera. Era deserta. Tutti e sessantadue gli scienziati coinvolti nel progetto erano stati fucilati. In quanto al dispositivo, era svanito, Dio solo sa dove.</p><p>Soltanto una cosa si sa per certo: la Campana esisteva davvero.</p></section><section><title><p>NOTA SCIENTIFICA</p></title><p>La vita � pi� strana di qualsiasi opera di narrativa. Tutte le discussioni contenute in questo romanzo a proposito della meccanica quantistica, del disegno intelligente e dell�evoluzione sono basate su fatti reali.</p></section></section><section><title><p>RINGRAZIAMENTI</p></title><p>Scrivere romanzi, nonostante il tempo trascorso da soli davanti alle pagine bianche, � un processo di collaborazione. Ci sono decine di persone che hanno dato una speciale impronta a questo libro. Innanzitutto, un ringraziamento particolare va a Penny Hill, per i lunghi pranzi, i commenti ponderati, ma soprattutto per la sua amicizia. E lo stesso vale per Carolyn McCray, che mi prende ancora a calci nel sedere per spronarmi a fare meglio. Poi, naturalmente, � un onore per me ringraziare gli amici con cui ci ritroviamo ogni due settimane al Coco�s Restaurant: Steve e Judy Prey, Chris Crowe, Lee Garret, Michael Gallowglas, Dave Murray, Dennis Grayson, Dave Meek, Jane O�Riva, Dan Needles, Zach Watkins e Caroline Williams. Sono la cricca che c�� dietro questo scrittore. E una menzione speciale per l�autore Joe Konrath, per la sua energia, il suo appoggio e i dibattiti approfonditi su alcuni argomenti del libro; e per David Sylvian, per aver trascinato la macchina fotografica ovunque, anche in cima alla vetta pi� alta delle Sierras. In quanto all�ispirazione per questa storia, devo attribuirne il merito ai libri di Nick Cook e alle intriganti ricerche di Johnjoe McFadden. Infine, le quattro persone che danno un contributo fondamentale a tutti i livelli della produzione: la mia editor, Lyssa Keusch, la sua collega May Chen e i miei agenti, Russ Galen e Danny Baror. E, come sempre, devo sottolineare che gli eventuali errori nei fatti o nei dettagli ricadono direttamente e unicamente sulle mie spalle.</p><empty-line/><subtitle>FINE</subtitle></section></body><binary id="cover" 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