<?xml version="1.0" encoding="utf-8"?><FictionBook xmlns="http://www.gribuser.ru/xml/fictionbook/2.0" xmlns:l="http://www.w3.org/1999/xlink"><description><title-info><genre>det_history</genre><author><first-name>Boris</first-name><last-name>Akunin</last-name></author><book-title>La Regina d'Inverno</book-title><annotation><p>Mosca, 1876: in un parco affollato, un giovane si spara davanti agli occhi di una ragazza che poco prima gli aveva rifiutato un bacio. &#x418; solo il primo di un'inquietante catena di suicidi apparentemente inspiegabili. Dietro quei gesti tanto assurdi si nasconde forse un intrigo internazionale, ordito al di fuori della madre Russia? A indagare sul caso &#x438; Erast Fandorin, investigatore alle prime armi pieno di entusiasmo e acume. La pista che segue lo condurr&#x430; ai quattro angoli della Terra, in una serie di avventure rocambolesche che approderanno a una verit&#x430; sconvolgente e imprevedibile. Con Fandorin nasce una indimenticabile figura di detective in grado di rivaleggiare con �classici� quali Poirot, Sherlock Holmes e Montalbano.</p></annotation><date value="2000-06-01">2000</date><coverpage><image l:href="#cover"/></coverpage><lang>it</lang><src-lang>ru</src-lang><translator><first-name>Pia</first-name><last-name>Pera</last-name></translator><sequence name="Erast Fandorin (it)" number="01"/></title-info><src-title-info><genre>det_history</genre><author><first-name>&#x411;&#x43E;&#x440;&#x438;&#x441;</first-name><last-name>&#x410;&#x43A;&#x443;&#x43D;&#x438;&#x43D;</last-name></author><book-title>&#x410;&#x437;&#x430;&#x437;&#x435;&#x43B;&#x44C;</book-title><date>1998</date><lang>ru</lang><sequence name="&#x42D;&#x440;&#x430;&#x441;&#x442; &#x424;&#x430;&#x43D;&#x434;&#x43E;&#x440;&#x438;&#x43D;" number="01"/></src-title-info><document-info><author><nickname>Verdi1</nickname></author><program-used>Fiction Book Designer, FictionBook Editor Release 2.6, fb2cut 2.5.4, fb2cut 2.6.2</program-used><date value="2011-11-02">02.11.2011</date><id>FBD-A7F4DE-B734-FF4A-EEB2-E27B-8218-D72DCD</id><version>1.0</version></document-info><publish-info><book-name>La Regina d'Inverno</book-name><publisher>Frassinelli</publisher><city>Milano</city><year>2000</year><isbn>88-7684-621-2</isbn></publish-info></description><body><title><p>Boris Akunin</p><p>La Regina d�Inverno</p></title><section><title><p>PRIMO CAPITOLO</p><p>in cui si racconta una cinica sortita</p></title><p>Luned� 13 maggio 1876, alle tre del pomeriggio, in una giornata di freschezza primaverile e tepore estivo, nei giardini di Sant�Alessandro, davanti agli occhi di diversi testimoni, si verific� un evento tanto increscioso quanto inclassificabile.</p><p>Lungo i viali, fra i cespugli in fiore di lill� e le aiuole fiammeggianti di tulipani vermigli, passeggiava la migliore societ�: signore con gli ombrellini di pizzo (al fine di evitare le lentiggini), governanti con bambini vestiti alla marinara, giovani dall�aria annoiata con finanziere di <emphasis>cheviot </emphasis>all�ultima moda oppure giacchette corte all�inglese. Nulla lasciava presagire spiacevolezze di sorta, in quell�aria intrisa degli aromi di una primavera ormai avanzata e matura in cui si diffondevano una pigra allegria e una gradevole noia. Il sole scottava per davvero, e le panchine all�ombra erano tutte occupate.</p><p>Su una di queste, situata non lontana dalla grotta e rivolta alla cancellata al di l� della quale iniziava via Neglijnnaja e si scorgeva il muro giallo del Maneggio, sedevano due signore. Una, giovanissima (chiss�, forse nemmeno una signora, ma una signorina), leggeva un libro rilegato in marocchino e intanto si guardava intorno con curiosit� svagata. L�altra, assai pi� anziana, con un vestito di ottimo taglio in seta azzurro scuro e comode soprascarpe allacciate, sferruzzava ritmicamente tutta concentrata nella lavorazione a maglia di una cosuccia color rosa veleno. Questo non le impediva di voltare la testa ora a destra ora a manca, e il suo sguardo veloce era tanto penetrante da rendere oltremodo improbabile potesse sfuggirle qualsiasi cosa di interesse anche minimo.</p><empty-line/><p>La signora rivolse immediatamente la sua attenzione al giovanotto dai pantaloni attillati a quadretti con la finanziera incurantemente sbottonata a mostrare un candido gilet e un tondo cappello svizzero; troppo era strano il suo modo di incedere lungo il viale: a tratti si fermava per esaminare un passante, ora muoveva dei passi affrettati, ora si fermava di nuovo. D�improvviso lo squilibrato soggetto guard� le nostre signore e, come se avesse preso una decisione, a lunghe falcate si diresse verso di loro. Si ferm� davanti alla panchina e, rivolgendosi alla giovane signorina, esclam� con un ridicolo falsetto: �Madamigella! Ve lo ha mai detto nessuno finora che voi siete di una bellezza insostenibile?�</p><p>La signorina, che in effetti era incredibilmente bella, fiss� lo sfacciato con i labbruzzi rosa fragola appena socchiusi per lo spavento. Perfino la sua matura accompagnatrice rest� di stucco di fronte a tanta inaudita disinvoltura.</p><p>�Mi avete folgorato alla prima occhiata!� continu� con un mucchio di smorfie lo sconosciuto il quale, del resto, era un giovane di aspetto assolutamente presentabile (capelli tagliati alle tempie secondo la moda, fronte alta e pallida, occhi bruni accesi dall�eccitazione).</p><p>�Consentitemi di stampare sul vostro ciglio innocente un bacio ancora pi� innocente, fraterno!�</p><p>�Signore, ma foi siete completamente upriaco!� disse tornando in s� la signora che lavorava a maglia, e cos� dicendo rivel� un forte accento tedesco.</p><p>�Ubriaco lo sono, ma esclusivamente d�amore�, l�assicur� lo sfacciato, per poi, con quello stesso tono di voce innaturale, strillato, esigere: �Un bacio soltanto, senn� mi uccido all�istante con le mie stesse mani!�</p><p>La signorina si rannicchi� contro lo schienale della panchina e rivolse il bel visino alla sua ausiliatrice. La quale, per parte sua, malgrado tutta la pericolosit� della situazione, manifest� la pi� completa presenza di spirito: �Andatevene supito! Foi siete pazzo!� disse alzando la voce e brandendo il lavoro a maglia coi ferri che ne fuoriuscivano bellicosi. �Chiamo la guardia!�</p><p>A questo punto avvenne una cosa del tutto folle.</p><p>�Ah, dunque � cos�! Vengo respinto!� strill� affettando disperazione il giovanotto, dopodich� si copr� teatralmente gli occhi con una mano e di colpo estrasse da una tasca interna una minuscola rivoltella di nero acciaio lucente. �Merita forse continuare a vivere, dopo una cosa del genere? Una vostra sola parola, e io vivr�! Una vostra sola parola, e io cadr� morto!� dichiar� alla signorina, che stava l� seduta n� morta n� viva. �Tacete? Allora addio!�</p><p>Lo spettacolo di un signore impegnato ad agitare un�arma non poteva non attirare l�attenzione dei passanti. Alcune persone che si trovavano poco lontano�� una robusta signora col ventaglio, un signore distinto con la croce di Sant�Anna, due collegiali dallo stesso identico abitino marrone con tanto di mantellina�� si fermarono l�, e perfino dall�altra parte della cancellata, sul marciapiede, si ferm� uno studente. In una parola, c�era solo da sperare che la scena incresciosa si concludesse al pi� presto.</p><p>Ma quanto segue avvenne con una rapidit� tale che nessuno fece in tempo a intervenire.</p><p>�Alla ventura!� grid� l�ubriaco (o, chiss�, il pazzo), dopodich� alz� la mano con la rivoltella in alto sopra la testa, diede un giro al tamburo e si poggi� la canna alla tempia.</p><p>�Pagliaccio! Fillano calzato e festito!� sibil� la coraggiosa tedesca, rivelando una conoscenza discreta del russo colloquiale.</p><p>La faccia del giovanotto, pallida gi� di suo, cominci� a ingrigire e a inverdire, finch� quello si morse il labbro inferiore e strinse gli occhi. La signorina, a ogni buon conto, aveva chiuso gli occhi pure lei.</p><p>E fece bene: in quel modo si liber� da una visione da incubo: nell�attimo in cui echeggi� lo sparo, la testa del suicida scatt� bruscamente da un lato, e dal foro che la trapassava da parte a parte, appena sopra l�orecchio sinistro, sgorg� uno zampillo bianco e rosso.</p><p>A quel punto ebbe inizio qualcosa di indescrivibile. La tedesca si guard� intorno agitatissima, quasi volesse chiamare gli astanti tutti a testimoni di un episodio di tanta inaudita follia, dopodich� prese a gridare a squarciagola, unendo la sua voce allo strillo delle collegiali e della signora robusta, che gi� da alcuni secondi stavano emettendo urla penetranti. La signorina giaceva priva di sensi: aveva, s�, aperto gli occhi un istante, ma poi si era afflosciata immediatamente. Accorreva gente da ogni dove, mentre lo studente vicino alla cancellata, una natura sensibile, si era lanciato nella direzione opposta, attraversando la strada in direzione di via Mochovaja.</p><empty-line/><p>Ksaverij Feofilaktovi&#x10D; Gru�in, commissario inquirente dell�Ufficio Investigativo del comando supremo della polizia di Mosca, fece un sospiro di sollievo e spost� a sinistra, sulla pila di carte gi� �esaminate�, il bollettino dei delitti importanti del giorno innanzi. Nella giornata appena trascorsa, 13 maggio, non era successo nulla di rimarchevole, tale da richiedere l�intervento dell�Ufficio Investigativo, nemmeno in uno dei ventiquattro distretti di polizia di una citt� che contava seicentomila anime. Un omicidio in seguito a una rissa fra artigiani ubriachi (l�assassino era stato arrestato sul posto), due fattorini rapinati (ma di questo potevano benissimo occuparsi le stazioni di polizia), la scomparsa di settemilaottocentocinquantatr� rubli e quarantasette copechi dalla cassa della Banca Russo-Asiatica (questa poi era decisamente di competenza di Anton Semenovi&#x10D; del reparto malversazioni commerciali). Grazie a Dio, avevano smesso di rifilare all�Investigativo tutte quelle sciocchezze tipo borsaioli, cameriere impiccatesi e neonati abbandonati; a questo fine esisteva adesso il <emphasis>Bollettino di polizia degli eventi cittadini, </emphasis>che tutti i pomeriggi veniva inviato a ogni reparto.</p><p>Ksaverij Feofilaktovi&#x10D; sbadigli� con tutta calma e guard� al di sopra del suo pince-nez in tartaruga il segretario, funzionario di 14<sup>a</sup> classe, Erast Petrovi&#x10D; Fandorin, che stava copiando per la terza volta il rapporto settimanale per il capo della polizia. Fa niente, pens� Gru�in, meglio che impari fin dai primi passi a essere preciso, poi sar� lui a dirmi grazie. Eh gi�, adesso � venuta la moda di scarabocchiare del pi� e del meno con il pennino d�acciaio, e questo rivolgendosi ai superiori. No davvero, colombello mio, tu procederai senza fretta, all�antica, con la penna d�oca, con tutti gli svolazzi e le ciambelle del caso. Sua eccellenza il capo della polizia era cresciuto al tempo dell�Imperatore Nicola I, era di quelli che l�ordine e il rispetto per il rango li capiscono.</p><p>Ksaverij Feofilaktovi&#x10D; augurava sinceramente ogni bene al ragazzo, per il quale provava una compassione paterna. C�� anche da dire che la sorte aveva avuto ben pochi riguardi nei confronti del nostro scribacchino fresco di nomina. A diciannove anni era rimasto orfano di entrambi i genitori: la madre non l�aveva mai conosciuta, il padre invece, una testa calda, aveva investito il patrimonio in progetti senza costrutto, dopodich� aveva dato a tutti l�ultimo saluto. Si era arricchito durante la febbre delle ferrovie, per poi rovinarsi durante la febbre bancaria. Non appena, l�anno prima, le banche commerciali avevano preso a crollare una dopo l�altra, quante degnissime persone si erano ritrovate a spasso per il mondo. Titoli fruttiferi dei pi� promettenti erano diventati niente, spazzatura. Pertanto anche il signor Fandorin, tenente a riposo, deceduto in quattro e quattr�otto per un colpo, non aveva lasciato altro che cambiali al suo unico figlio. Il ragazzo avrebbe dovuto terminare il ginnasio, iscriversi poi all�universit�, ed ecco invece che dalle mura natali si era ritrovato sulla strada, a cercar di guadagnarsi almeno un tozzo di pane. Ksaverij Feofilaktovi&#x10D; grugn� per la compassione. Comunque l�esame da registratore di collegio l�orfano l�aveva superato, non presentava nulla di insormontabile per un giovane tanto istruito, ma perch� mai era finito alla polizia? Almeno l�avessero impiegato alla statistica o al settore giudiziario. Abbiamo tutti la testa piena di romanticherie, sogniamo tutti di agguantare un qualche misterioso Cadoudal. Ma qui da noi, colombello mio, di Cadoudal non se ne incontrano proprio (Ksaverij Feofilaktovi&#x10D; scosse la testa con disapprovazione), da noi pi� che altro ci si consuma i pantaloni a scrivere protocolli su come, in stato di ubriachezza, Golopuzov, di ceto borghese, ha finito a colpi d�accetta la sua legittima consorte e i tre figli minori.</p><p>Quel bravo giovane di Fandorin era alla terza settimana di servizio, e gi� Ksaverij Feofilaktovi&#x10D;, investigatore scafato, vecchia volpe, dava per scontato che il ragazzino fosse un buono a nulla. Troppo tenero, troppo bene educato. Gru�in se lo era portato dietro una volta, subito alla prima settimana, sul luogo del delitto (quella volta che avevano sgozzato la signora Krupnova, ceto mercantile), e alla prima occhiata all�uccisa Fandorin era diventato tutto verde, si era retto al muro, e sempre reggendosi al muro si era trascinato in cortile. L�aspetto della signora, a dire il vero, non era dei pi� appetitosi: le avevano squarciato la gola da un orecchio all�altro, aveva gli occhi di fuori, e di sangue, si capisce, ce n�era una bella pozzanghera. Cos� era toccato a Ksaverij Feofilaktovi&#x10D; sia eseguire l�istruttoria sia redigere il protocollo. La vicenda, in verit�, si rivel� semplice. Lo spazzino Kuzykin aveva degli occhietti talmente evasivi che Ksaverij Feofilaktovi&#x10D; ordin� subito alla guardia di agguantarlo per la collottola, e via in gattabuia. Kuzykin se ne sta da due settimane chiuso in prigione, si ostina; ma fa niente, alla fine confesser�; e poi non c�era nessun altro che potesse sgozzare la mercantessa: per casi del genere in trent�anni di servizio il commissario aveva sviluppato un suo certo qual fiuto. Quanto a Fandorin, torner� utile anche in cancelleria. Servizievole, scrive senza errori, conosce la lingua, sveglio, di modi piacevoli, mica come quell�ubriacone di Trofimov, che il mese scorso � stato trasferito da segretario ad aiutante in seconda del caposezione nella zona del Chitrovskij, per mettere ordine al mercato delle pulci. Se ne vada pure laggi� a ubriacarsi e a risponder male ai superiori.</p><p>Gru�in prese a tamburellare irosamente sul tavolo rivestito del solito telo verde, estrasse l�orologio dal taschino interno (oh, ne manca all�ora di pranzo!) e tir� a s� con decisione l�ultimo numero delle <emphasis>Notizie di Mosca.</emphasis></p><p>�Allora, cosa avranno trovato di nuovo per stupirci�, proffer� aprendo il foglio; al che il giovane segretario ripose con prontezza l�odiata penna d�oca, ben sapendo che adesso il suo superiore avrebbe cominciato a scandire bene i titoli e ogni genere di notizia, accompagnando la lettura coi suoi commenti�� giacch� era questa l�abitudine di Ksaverij Feofilaktovi&#x10D;.</p><p>�Ma guardate un po�, Erast Petrovi&#x10D;, in prima pagina, nel punto pi� in vista!</p><empty-line/><cite><subtitle>Nuovissimo busto americano �Lord Byron�</subtitle><subtitle><emphasis>in solidissima stecca di balena per uomini</emphasis></subtitle><subtitle><emphasis>desiderosi di apparire snelli.</emphasis></subtitle><subtitle><emphasis>Fianchi stretti, spalle da guerriero!</emphasis></subtitle></cite><empty-line/><p>�E i caratteri, i caratteri! Enormi! E subito sotto, piccino piccino:</p><empty-line/><cite><p><strong>Il Sovrano parte per le terme di Ems</strong></p></cite><empty-line/><p>�Certo, pensa un po�, come se il sovrano non fosse un grande personaggio, tutt�altra cosa da quel �Lord Byron�!�</p><p>Il brontolio del buon Ksaverij Feofilaktovi&#x10D; fece al segretario un certo effetto. Per un qualche motivo si confuse, le guance gli avvamparono, e le lunghe ciglia da ragazza sbatterono colpevolmente. Visto che il discorso � finito sulle sue ciglia, non sar� fuori luogo descrivere pi� dettagliatamente l�aspetto di Erast Petrovi&#x10D;, giacch� gli toccher� svolgere un ruolo cruciale negli eventi straordinari e spaventosi che seguirono poco dopo. Era un giovane d�aspetto assai gradevole, con capelli neri (di cui era segretamente fiero) e occhi azzurri (ahim�, fossero stati neri anche quelli!), di statura considerevole, pelle chiara e un maledetto, incancellabile rossore sulle guance. A questo punto riveleremo anche il motivo per cui il nostro giovane si era tanto turbato. Il fatto � che due giorni prima aveva speso un terzo del suo primo stipendio mensile per il busto cos� appetitosamente descritto, e andava cos� a spasso con il �Lord Byron� gi� da due giorni, sopportando i tormenti dell�inferno in nome della bellezza, e adesso sospettava (senza fondamento alcuno) che il perspicace Ksaverij Feofilaktovi&#x10D; avesse indovinato l�origine del portamento regale del suo sottoposto e desiderasse prendersene gioco. Intanto il commissario continuava a leggere:</p><empty-line/><cite><p><strong>Atrocit� dei bashibosuq turchi in Bulgaria</strong></p></cite><empty-line/><p>�Ma, questo non va proprio per una lettura preprandriale�</p><empty-line/><cite><p><strong>Esplosione nel quartiere di via Ligovka</strong></p><p>Il nostro corrispondente da San Pietroburgo riferisce che ieri alle 6. 30 del mattino, in via Znamenka, nel palazzo appartenente alla Societ� immobiliare del consulente commerciale Vartanov, si � verificata un�esplosione che ha ridotto in macerie l�appartamento del terzo piano. Giunta sul posto, la polizia ha scoperto i resti, sfigurati fino a risultare irriconoscibili, di un giovane. L�appartamento era affittato a un certo signor P., libero docente, cui appartiene, verosimilmente, il cadavere l� rinvenuto. A giudicare dall�aspetto dell�abitazione vi era stato installato una sorta di laboratorio chimico clandestino. Il responsabile dell�inchiesta, consigliere di Stato Brilling, ritiene che nell�appartamento stessero approntando macchine infernali per l�organizzazione terroristica dei nichilisti. L�inchiesta � tuttora in corso.</p></cite><empty-line/><p>�Gi�, sia resa gloria all�Altissimo, che da noi non � come a San Pietroburgo.� Il giovane Fandorin, a giudicare dal luccichio degli occhi, a questo proposito era di tutt�altro avviso. L�intero suo aspetto affermava eloquentemente: ecco, nella capitale la gente conclude qualcosa, cercano i bombaioli, non se ne stanno a copiare per la decima volta carte in cui, a dire il vero, non c�� niente di interessante.</p><p>�Allora,� disse Ksaverij Feofilaktovi&#x10D; facendo frusciare le pagine del giornale, �vediamo cosa abbiamo nella cronaca cittadina.</p><empty-line/><cite><p><strong>Il primo esthernato moscovita</strong></p><p>La baronessa Esther, nota benefattrice inglese, grazie alla cui premura sono stati istituiti in diversi paesi i cosiddetti �esthernati�, centri d�accoglienza modello per orfanelli, ha dichiarato al nostro corrispondente che finalmente anche nella nostra citt� dalle cupole d�oro sono state aperte le porte della prima istituzione del genere. Lady Esther, che ha iniziato l�anno scorso la sua attivit� in Russia ed � gi� riuscita ad aprire un esthernato a Pietroburgo, ha deciso di fare del bene anche agli orfani moscoviti�</p></cite><empty-line/><p>�Mmm�</p><empty-line/><cite><p>I moscoviti le sono tutti grati di cuore� Ma dove saranno mai gli Owen e le Esther nostrani?</p></cite><empty-line/><p>�� Va be�, che li assista Dio, gli orfani. E qui che c��?</p><empty-line/><cite><p><strong>Una cinica sortita</strong></p></cite><empty-line/><p>�Mmm, davvero curioso.</p><empty-line/><cite><p>Ieri, nei giardini di Sant�Alessandro, si � verificato un doloroso evento completamente nello spirito dei cinici costumi della giovent� contemporanea. Di fronte agli occhi dei passanti si � sparato il signor N***, aitante giovanotto di 23 anni, studente all�Universit� di M***, unico erede di un patrimonio da nababbi.</p></cite><empty-line/><p>�Perbacco!</p><empty-line/><cite><p>Prima di mettere in atto questo irragionevole gesto, N***, secondo la testimonianza dei presenti, ha fatto lo spavaldo in pubblico agitando la rivoltella. Sulle prime i testimoni hanno considerato il suo comportamento la bravata di un ubriaco, tuttavia N*** non scherzava, si � sparato alla testa ed � morto sul posto. In tasca al suicida � stato ritrovato un biglietto di contenuto ateo e sovversivo dal quale emerge che il gesto di N*** non era lo sfogo di un momento o la conseguenza del delirium tremens. Cos� la moda dei suicidi immotivati, una vera epidemia, rimasta sinora il flagello della Citt� di Pietro, si � spinta fino alle mura di Mosca, della nostra citt� madre. <emphasis>O tempora, o mores! </emphasis>Possibile che la nostra <emphasis>jeunesse dor�e </emphasis>si sia spinta a un livello tale di disperazione e nichilismo, da trasformare perfino la propria morte in una sceneggiata? Se � questo l�atteggiamento dei nostri Bruti verso la loro stessa vita, c�� forse da stupirsi che considerino un soldo bucato la vita di altre persone, tanto pi� degne di loro? Come cadono qui a proposito le parole dell�illustrissimo F�dor Michajlovi&#x10D; Dostoevskij nel fascicolo di maggio del <emphasis>Diario di uno scrittore </emphasis>fresco di stampa: �Cari, buoni, bravi� (voi tutto questo lo siete!) �dove mai ve ne state andando, perch� mai vi � diventata tanto cara questa cupa e sorda tomba? Guardate come splende in cielo il sole di primavera, gli alberi tutti coperti di foglie, mentre voi vi siete gi� stancati di vivere senza neppure aver vissuto�.</p></cite><empty-line/><p>Ksaverij Feofilaktovi&#x10D;, commosso, tir� su col naso e sbirci� severamente il suo giovante aiutante�� se ne sar� mica accorto?�� dopodich� continu� in tono assai pi� sobrio.</p><p>�E cos� via, cos� via. Ma con questo i tempi non c�entrano niente. Questa bravata � vecchia come il mondo. Da noi in Russia a proposito della gente di questo genere si � sempre detto: �Il troppo grasso gli ha dato alla testa�. Un patrimonio ingentissimo? Ma chi era? Figurati. Quegli imbecilli di commissari di distretto riferiscono ogni sciocchezza, ma quello nel rapporto non ce l�hanno messo. Non resta che aspettare la cronaca degli eventi cittadini! Anche se questo � un caso facile, si � sparato davanti a testimoni� eppure � curioso. I giardini di Sant�Alessandro� se ne occuper� la sezione cittadina, seconda circoscrizione. Sentite un po�, Erast Petrovi&#x10D;, ve lo chiedo in amicizia, fatemi un salto laggi� in via Mochovaja. Certo, a mo� di supervisione e cos� via. Informatevi un po� chi era questo N***. E soprattutto, colombello mio, copiatemi subito il biglietto d�addio, cos� questa sera lo faccio vedere alla mia Evdokija Andreevna: a lei piacciono tanto tutte queste storie strappalacrime. E non fatemi penare, tornate al pi� presto.�</p><p>Le ultime parole furono ormai rivolte alle spalle dell�impiegato subalterno, il quale si era talmente sbrigato ad abbandonare la sua triste scrivania ricoperta d�incerata, che per poco non si dimentic� il berretto a visiera.</p><p>Al comando di polizia il giovane funzionario dell�Investigativo fu condotto direttamente dal commissario, che tuttavia, nel vedere che non gli avevano certo mandato Dio sa chi, non si dilung� in spiegazioni e chiam� subito il suo aiutante.</p><p>�Ecco, rivolgetevi a Ivan Prokofevic�, disse gentilmente il commissario al nostro sbarbatello (sar� stato anche un pesce piccolo, ma veniva pur sempre dalla Direzione). �Vi mostrer� e vi racconter� tutto lui. E poi nell�appartamento del defunto c�� stato proprio ieri. Presentate a Ksaverij Feofilaktovi&#x10D; i miei rispetti umilissimi.�</p><p>Fecero accomodare Fandorin allo scrittoio alto e gli portarono una sottile cartelletta con dentro tutta la pratica. Erast Petrovi&#x10D; lesse l�intestazione:</p><empty-line/><cite><p><strong>Pratica relativa al suicidio</strong></p><p>del cittadino onorario ereditario Petr del fu Aleksandr KOKORIN di anni 23, studente alla facolt� di giurisprudenza dell�Universit� Imperiale di Mosca.</p><p>Aperta il 13 maggio 1876.</p><p>Chiusa il giorno� mese� anno.</p></cite><empty-line/><p>E con dita frementi di trepidazione sleg� i cordoncini di spago.</p><p>�Il figliolo di Aleksandr Artamonovi&#x10D; Kokorin�, chiar� Ivan Prokof'evi&#x10D;, un vecchio questurino smunto e allampanato dal viso tutto sformato, quasi l�avesse ruminato una mucca. �Era un uomo ricchissimo. Un industriale. Saranno tre anni che � morto. Ha lasciato tutto al figlio. Poteva darsi alla bella vita, lo studentello. Che diavolo gli mancher� mai, a sta gente?�</p><p>Erast Petrovi&#x10D; annu�, perch� non sapeva cosa rispondere, e si sprofond� nella lettura delle deposizioni dei testimoni. I protocolli erano parecchi, una decina, il pi� dettagliato riportava le parole della figlia di un consigliere segreto effettivo, Elizaveta von Evert-Kolokolzev, anni 17, e della sua governante signorina Emma Pful, anni 48, con le quali il suicida aveva conversato poco prima di spararsi. Tuttavia da quei protocolli Erast Petrovi&#x10D; non ricav� altre informazioni oltre a quelle gi� note al lettore�� tutti i testimoni ripetevano pi� o meno le stesse cose, e si distinguevano l�uno dall�altro solo per il grado di acutezza: alcuni affermavano che l�aspetto del giovane aveva subito suscitato in loro un presentimento inquieto (�Non appena ebbi guardato in quegli occhi folli, mi sentii raggelare tutta dentro�, aveva deposto la signora Chochrjakova, moglie di un consigliere titolare, la quale, tuttavia, pi� avanti testimoniava di aver visto il giovane soltanto di spalle); invece altri testimoni parlavano di fulmine a ciel sereno.</p><p>Da buon ultimo nella pratica si trovava un biglietto in carta azzurra gualcita sormontato da monogramma. Erast Petrovi&#x10D; divor� subito con gli occhi le righe irregolari (probabilmente per l�agitazione).</p><empty-line/><cite><p>Signori che vivrete dopo di me!</p><p>Il fatto che stiate leggendo questa mia letterina significa che io vi ho gi� abbandonati e ho appreso il mistero della morte, che a voi resta ancora celato da sette sigilli. Io sono libero, mentre a voi tocca ancora vivere e tormentarvi in ogni genere di paura. Scommetto tuttavia che l� dove mi trovo adesso, e da dove, come ebbe a esprimersi il principe di Danimarca, non ha ancora fatto ritorno nessun viandante, non c�� assolutamente nulla di nulla. A chi non � d�accordo con me propongo di venire gentilmente a controllare.</p><p>Del resto, non ho niente a che fare con nessuno di voi, e questo biglietto lo scrivo perch� non vi salti in testa che mi sarei ucciso per una qualche lacrimevole sciocchezza. Mi d� la nausea il vostro mondo e, davvero, questo � un motivo pi� che sufficiente. Quanto al fatto che non sono del tutto una bestia, ne d� testimonianza il taccuino in cuoio.</p><text-author>Petr Kokorin</text-author></cite><empty-line/><p>Non si direbbe che fosse particolarmente agitato, ecco il primo pensiero occorso a Erast Petrovi&#x10D;.</p><p>�In che senso dice qui del taccuino in cuoio?� chiese.</p><p>L�aiutante del commissario si strinse nelle spalle: �Non aveva addosso nessun taccuino in cuoio. Che volete, del resto era fuori di s�. Magari si accingeva a fare qualcosa del genere, poi ci avr� ripensato oppure se lo sar� dimenticato. A giudicare da ogni cosa, era uno stravagante. Avete letto come ha girato il tamburo? A proposito, nel tamburo un solo alveo conteneva la cartuccia. Io, per parte mia, sono di questo avviso: che non intendeva affatto spararsi, ma voleva solo stuzzicarsi i nervi� come dire, perch� le sensazioni vitali gli si acuissero. Perch� dopo ci fosse pi� gusto a mangiare e fosse pi� piccante fare bisboccia�.</p><p>�Solo una cartuccia su sei? Certo, non ha avuto fortuna�, si dolse per il defunto Erast Petrovi&#x10D;, che continuava a stare in pensiero per il taccuino in cuoio.</p><p>�Dove abita? Voglio dire, abitava��</p><p>�In un appartamento di otto stanze nel palazzo nuovo in via Osto�enka, di gran lusso�, rispose Ivan Prokofevi&#x10D; riferendo con piacere le sue impressioni. �Dal padre aveva ereditato la casa natale nell�oltremoscova, un�intera tenuta con tanto di d�pendance, per� non aveva voluto abitare l�, ha preferito trasferirsi un po� pi� lontano dal ceto mercantile.�</p><p>�E l� non l�avete trovato, quel taccuino in cuoio?�</p><p>L�aiuto del commissario si stup�: �Perch�, secondo voi avremmo dovuto fare una perquisizione? Ve l�ho detto, quello � un appartamento da non mandarci gli agenti per non indurli in tentazione�� non li avesse a confondere il diavolo. E a che scopo, poi? Egor Nikiforovic, istruttore della procuratura distrettuale, ha lasciato un quarto d�ora al cameriere del morto per raccattare le sue cose�� e sotto la sorveglianza della guardia, Dio non volesse portasse via qualcosa del suo padrone�� e mi ha dato ordine di sigillare la porta. Fino all�annuncio degli eredi�.</p><p>�E chi sono gli eredi?� chiese incuriosito Erast Petrovi&#x10D;.</p><p>�Qui c�� una complicazione. Il cameriere dice che Kokorin non ha fratelli n� sorelle. Ha solo dei lontani cugini, ma quelli non li lasciava nemmeno entrare in casa. E a chi mai andr� quel bel gruzzolo?� sospir� con invidia Ivan Prokofevic. �Questo fa paura solo a pensarci� Ma, non � affar nostro. L�avvocato o l�esecutore testamentario saranno annunciati se non oggi domani. Non sono passate nemmeno ventiquattr�ore. E il cadavere sta ancora in ghiacciaia. Magari domani Egor Nikiforovi&#x10D; chiude la pratica, allora si comincia.�</p><p>�Per� � strano�, osserv� il giovane segretario aggrottando la fronte. �Se una persona in una lettera d�addio accenna appositamente a un qualche taccuino, non lo fa a casaccio. Anche in quell�espressione �del tutto una bestia� c�� qualcosa di poco chiaro. E se in quel taccuino ci fosse qualcosa di importante? Voi fate pure come vi pare, ma io andrei subito a cercarlo nell�appartamento. A me pare che la lettera � stata scritta tutta per via di questo taccuino. L� c�� un qualche mistero, dico sul serio.�</p><p>Erast Petrovi&#x10D; arross�, nel timore di essersi espresso un po� troppo infantilmente con quel mistero, ma l�aiuto del commissario non trov� nulla di strano nella sua supposizione.</p><p>�Allora bisognava se non altro guardare le carte nello studio�, riconobbe. �Egor Nikiforovi&#x10D; va sempre di fretta. Tiene famiglia, e numerosa, cos� cerca sempre di svignarsela dalle ispezioni o dall�istruttoria per filarsela a casa il pi� velocemente possibile. � vecchio, gli manca solo un anno alla pensione, cosa volete� Ma vediamo, signor Fandorin. Non vi andrebbe di andarci voi stesso? Potremmo darci un�occhiata insieme. Poi ci affiggo un sigillo nuovo, non � gran cosa. Egor Nikiforovi&#x10D; sar� indulgente. Che gliene importa, ci dir� grazie, che non lo abbiamo disturbato una volta di troppo. Gli dir� che la richiesta � arrivata dal comando investigativo, d�accordo?�</p><p>Erast Petrovi&#x10D; ebbe l�impressione che lo smunto aiutante del commissario avesse semplicemente voglia di guardarlo meglio, quell�appartamento �di gran lusso�, e se anche l�affissione di un nuovo sigillo non era proprio per la quale, era difficile resistere: l� effettivamente c�era sentore di mistero.</p><empty-line/><p>Gli arredi nell�appartamento del defunto Petr Kokorin (il piano nobile di un ricco palazzo in affitto vicino a porta Precistenkaja) non fecero una grande impressione a Fandorin: all�epoca della primaticcia ricchezza del suo paparino aveva abitato anche lui in una magione di livello non inferiore. Perci� una volta che fu nell�ingresso marmoreo con l�immenso specchio veneziano e la stuccatura dorata sul soffitto, non manifest� nessuno stupore ma pass� direttamente in salotto, che era grande, con sei finestre, secondo l�ultimissima moda alla russa: con bauli dipinti, boiserie in quercia lungo le pareti e un�elegante stufa di mattonelle smaltate.</p><p>�Ve lo dicevo, alloggiavano secondo ogni regola del <emphasis>bon ton�, </emphasis>gli alit� nella nuca, chiss� perch� con un sussurro, il suo accompagnatore.</p><p>In quel momento Erast Petrovi&#x10D; era sorprendentemente simile a un giovane setter appena sguinzagliato per la prima volta nel bosco e stordito dall�odore pungente e allettante della selvaggina a un passo da lui. Voltando la testa a destra e a sinistra, stabil� senza fallo: �Quella porta laggi� � forse lo studio?�</p><p>�Proprio cos�.�</p><p>�Allora andiamoci!�</p><p>Il taccuino in cuoio non si fece cercare a lungo: si trovava sulla massiccia scrivania, fra il set di calamai in malachite e il portacenere a conchiglia in madreperla. Ma prima che le mani impazienti di Fandorin toccassero lo scricchiolante cuoio marrone, il suo sguardo cadde sul ritratto in cornice d�argento, piazzato sul tavolo nel punto pi� in vista. Il viso fotografato era cos� straordinario che Erast Petrovi&#x10D; si dimentic� perfino del taccuino: lo stava guardando di mezzo profilo una Cleopatra dalle folte chiome con enormi occhi nero cupo, una inclinazione superba del lungo collo e una crudelt� appena accennata nella linea caparbia del labbro. Pi� di tutto aveva incantato il giovane investigatore quell�espressione di tranquilla e sicura imperiosit�, talmente inaspettata in un viso di fanciulla (per un suo qualche motivo Fandorin ci teneva che si trattasse assolutamente di una signorina, e non di una signora).</p><p>�Una vera bellezza�, fischiett� Ivan Prokofevi&#x10D; che si trovava l� accanto. �Ma chi sar� mai? Permettete��</p><p>E senza la minima trepidazione, estrasse con mano blasfema il magico sembiante dalla cornice e rigir� la foto. Sul retro, scritto in caratteri ampi, inclinati, si leggeva:</p><empty-line/><cite><p><emphasis>A Petr K.</emphasis></p><p><emphasis>E Pietro usc� e pianse amaramente. Dopo avere amato, non rinnegate!</emphasis></p><text-author><emphasis>A. B.</emphasis></text-author></cite><empty-line/><p>�Se lo paragona all�apostolo Pietro, vuol dire che paragona se stessa a Ges� Cristo? Com�� ambiziosa, per�!� sbuff� l�aiutante del commissario. �Non sar� mica per via di questo personaggino che il nostro studente si � dato la morte con le sue mani, eh? Ah, ma ecco qui il taccuino in cuoio, non siamo venuti per niente.�</p><p>Aperta la copertina di cuoio, Ivan Prokofevi&#x10D; ne estrasse un unico foglietto, scritto su quella carta azzurra gi� nota a Erast Petrovi&#x10D;, questa volta per� con timbro notarile e alcune firme apposte sotto.</p><p>�Magnificamente�, annu� soddisfatto il poliziotto. �� venuto fuori anche il testamento. Ma guarda un po�; curioso.�</p><p>In un attimo diede una scorsa al documento, ma a Erast Petrovi&#x10D; questo attimo parve un�eternit�, anche se riteneva indegno di s� sbirciare da dietro la spalla.</p><p>�Eccoteli qui belli e sistemati! Proprio un bel regalino per quei lontani cugini!� esclam� Ivan Prokofevi&#x10D; con indecifrabile gioia maligna. �Questo Kokorin ha menato tutti per il naso. Proprio come si fa da noi, da noi russi! Per� non � mica tanto patriottico. Ecco qui come si spiega la �bestia�.�</p><p>Persa per l�impazienza ogni considerazione di convenienza e deferenza ai ranghi, Erast Petrovi&#x10D; strapp� al funzionario pi� anziano il foglietto e lesse quanto segue:</p><empty-line/><cite><p><strong>Testamento</strong></p><p>Io sottoscritto Petr Aleksandrovi&#x10D; Kokorin, trovandomi nel pieno possesso delle mie facolt� mentali, di fronte ai seguenti testimoni rendo pubblico il mio testamento per quanto riguarda i beni di mia propriet�.</p><p>L�intero guadagno realizzato dalla vendita delle mie propriet�, il cui elenco completo si trova presso il mio fiduciario Semen Efimovi&#x10D; Berenson, lo lascio in eredit� alla signora baronessa Margaret Esther, suddita britannica, perch� faccia uso di tutti questi mezzi a suo insindacabile giudizio secondo le necessit� dell�educazione e della formazione degli orfani. Sono convinto che la signora Esther disporr� di questi mezzi in modo assai pi� accorto e onorevole dei nostri generali della beneficenza.</p><p>Questo mio testamento � l�ultimo e il definitivo, ha valore legale e annulla il mio testamento precedente.</p><p>Come esecutori testamentari nomino l�avvocato Semen Efimovi&#x10D; Berenson e lo studente dell�Universit� di Mosca Nikolaj Stepanovi&#x10D; Achtyrzev.</p><p>Il presente testamento � stato redatto in due copie, uno dei quali resta in mio possesso, mentre l�altro � stato affidato in custodia allo studio d�avvocato del signor Berenson.</p><empty-line/><p>Mosca, 12 maggio 1876.</p><text-author>Petr Kokorin</text-author></cite></section><section><title><p>SECONDO CAPITOLO</p></title><subtitle><emphasis>in cui, a parte certe conversazioni, non c�� proprio niente</emphasis></subtitle><empty-line/><p>�Come volete, Ksaverij Feofilaktovi&#x10D;, per� � ben strano!� ripet� accalorato Fandorin. �L� un qualche mistero c��, parola d�onore!� E sottoline� ostinato: �S�, proprio un mistero! Giudicate voi. Tanto per cominciare, si � sparato in un modo assurdo, �alla ventura�, con una sola pallottola nel tamburo, quasi non intendesse spararsi. Che scalogna fatale! Anche il tono del suo biglietto estremo, ne converrete, ha qualcosa di strano, come se l�avesse scritto in fretta e furia, tra una faccenda e l�altra, ma intanto qui si tocca un problema della massima importanza. Un problema che non � per niente uno scherzo!� disse Erast Petrovi&#x10D; con voce addirittura squillante dal sentimento. �Ma su questo problema ci torno dopo, adesso parliamo del testamento. Non vi sembra sospetto?�</p><p>�E cosa mai ci sarebbe l� da parervi sospetto, colombello mio?� gli chiese con voce carezzevole Gru�in, che stava sfogliando con aria annoiata il <emphasis>Bollettino di polizia degli eventi cittadini </emphasis>per la giornata appena trascorsa. Questa lettura non priva di interesse conoscitivo avveniva solitamente nella seconda met� della giornata, giacch� in quel documento eventi di importanza particolare non se ne trovavano�� fondamentalmente, si trattava dei fatterelli pi� meschini, le pi� totali sciocchezze, sebbene di tanto in tanto ci si imbattesse anche in qualche storiella curiosa. C�era anche la comunicazione del suicidio avvenuto il giorno prima ai giardini di Sant�Alessandro, ma, come aveva previsto il molto esperto Ksaverij Feofilaktovi&#x10D;, senza il bench� minimo dettaglio e, naturalmente, senza il testo del biglietto vergato in punto di morte.</p><p>�Ma � questo il problema! Kokorin � come se non si fosse sparato sul serio, eppure il testamento, nonostante il tono di sfida, � stato redatto nel pieno rispetto delle regole, con tanto di notaio, firme dei testimoni, e l�indicazione degli esecutori testamentari�, continu� Fandorin tormentandosi le dita. �Bisogna anche dire che si tratta di un patrimonio immenso. Mi sono informato: due manifatture, tre stabilimenti, palazzi in varie citt�, cantieri navali sul Baltico, di soli titoli fruttiferi mezzo miliardo!�</p><p>�Mezzo miliardo?� chiese stupefatto Ksaverij Feofilaktovi&#x10D;, staccandosi dalle sue carte. �Ha avuto una bella fortuna quell�inglese, una bella fortuna davvero.�</p><p>�Fra l�altro vorrei che qualcuno mi spiegasse cosa c�entra qui lady Esther. Perch� mai il testamento � proprio in favore di lei, e non di qualcun altro? Che genere di legame c�era fra lei e Kokorin? Ecco cosa ci sarebbe da spiegare!�</p><p>�Ma l�ha scritto lui stesso, che non si fida dei nostri malversatori, mentre quell�inglese, quanti mesi ormai che la portano alle stelle su tutti i giornali. No, caro mio, spiegatemi questo piuttosto. Com�� successo che la vostra generazione attribuisce un valore cos� misero alla vita? Basta un nulla, e voi subito piff paff, e per giunta con quel tono solenne, con pathos, ostentando disprezzo per il mondo intero. E in base a quali vostri meriti provate tanto disprezzo, vorrei proprio saperlo�, prese ad adirarsi Gru�in, che nel frattempo si era ricordato del tono aspro e irrispettoso con cui gli si era rivolta la sera prima la sua adorata figlia, Sasenka, una liceale di sedici anni. Comunque la domanda era del tutto retorica: che opinione avesse in proposito il segretario interessava assai poco il rispettabile commissario, motivo per cui torn� a immergersi nel bollettino.</p><p>In compenso Erast Petrovi&#x10D; si scald� ancora di pi�.</p><p>�� proprio questo il problema su cui volevo fermarmi. Considerate un uomo come Kokorin. Ha avuto tutto dalla sorte: ricchezza, libert�, educazione, bellezza (la bellezza Fandorin la nomin� cos�, nella foga del discorso, sebbene non avesse la minima idea dell�aspetto del defunto). Ma lui gioca con la morte e alla fine si uccide. Vorreste sapere perch�? A noi giovani il vostro mondo d� la nausea. Kokorin ha scritto proprio questo, senza per� sviluppare il concetto. Tutti i vostri ideali�� la carriera, il denaro, le onorificenze -per molti di noi non contano proprio nulla. Non si sogna questo al giorno d�oggi. Cosa pensate, che lo scrivano cos� senza pensarci, �epidemia di suicidi�? I migliori fra i giovani colti se ne vanno, soffocati dalla mancanza di ossigeno spirituale, mentre voi, i padri della societ�, non ne traete nessuna lezione per voi!�</p><p>L�effetto fu che tutto il pathos accusatorio fin� per rivolgersi allo stesso Ksaverij Feofilaktovi&#x10D;, visto che altri �padri della societ� l� vicino non se ne vedevano; tuttavia Gru�in non se la prese affatto, anzi, annu� con palese soddisfazione.</p><p>�A proposito�, soggiunse beffardamente guardando il bollettino, �per quanto riguarda la mancanza di ossigeno spirituale. �Nel vicolo Ciche&#x10D;evskij, terzo distretto della sezione Mescanskaja, alle dieci del mattino � stato rinvenuto il cadavere impiccato del calzolaio di 27 anni Ivan Eremeev Buldygin. Secondo la testimonianza dello spazzino Petr Silin, il movente del suicidio era la mancanza dei mezzi necessari a smaltire la sbornia.� E cos� se ne vanno i migliori. Restiamo solo noi, vecchi imbecilli.�</p><p>�Voi ridete�, disse con amarezza Erast Petrovi&#x10D;. �Mentre a Pietroburgo e a Varsavia non passa giorno senza che degli studenti, delle studentesse, perfino dei liceali si avvelenino, si sparino, si anneghino. Ci trovate da ridere, voi��</p><p>Ve ne pentirete, Ksaverij Feofilaktovi&#x10D;, ma quando sar� troppo tardi, pens� vendicativo, sebbene fino a quel momento il pensiero di uccidersi non gli fosse ancora mai balenato alla mente: aveva una natura troppo vivace, il nostro giovane. Segu� un silenzio: Fandorin si immagin� una tomba modesta, fuori dalla terra consacrata e priva di croce, mentre Gru�in ora seguiva col dito le righe, ora voltava pagina con un fruscio.</p><p>�Ma comunque � davvero una scemenza�, brontol� infine. �Cosa gli sar� preso, sono usciti di senno? Ecco qui due rapporti, uno dalla terza stazione di polizia della sezione Mjasnizkaja, a pagina otto, l�altro dalla prima stazione di polizia della sezione Rogozskaja, a pagina nove. Ecco qui. �Alle ore 12 e 35 minuti nel vicolo Podkolokolnyj, nel palazzo della Societ� assicuratrice antincendi di Mosca hanno convocato l�agente responsabile del quartiere della stazione di polizia Fedoruk su richiesta di Avdotja Filippovna Spizyna, proprietaria terriera residente a Kaluga, che alloggia temporaneamente alla pensione <emphasis>Ai boiari. </emphasis>La signora Spizyna ha dichiarato che accanto all�ingresso della libreria, davanti ai suoi occhi, un signore decorosamente vestito, sui 25 anni, ha tentato di spararsi�� ha portato la rivoltella alla tempia, ma evidentemente ha fatto cilecca, e il mancato suicida si � nascosto. La signora Spizyna ha fatto richiesta che la polizia cerchi il giovane e lo affidi alle autorit� spirituali perch� gli prescrivano la penitenza ecclesiastica. Non sono state compiute ricerche per la mancata attuazione del delitto�.�</p><p>�Vedete, e io cosa dicevo!� esult� Erast Petrovi&#x10D;, sentendosi del tutto vendicato.</p><p>�Calma, giovane, non � ancora tutto�, lo trattenne il commissario. �Sentite questa. Pagina nove. �Fa rapporto la guardia Semenov� (quello della Rogozskaja). �Verso le undici lo ha chiamato Nikolaj Kukin, commesso alla drogheria <emphasis>Brykin e figli, </emphasis>di fronte al ponte Malyj Jauzskij. Kukin gli ha comunicato che alcuni minuti prima uno studente, salito sul pilone in pietra del ponte, si era puntato la rivoltella alla testa, esprimendo chiaramente il desiderio di spararsi. Kukin ha udito lo scatto metallico, cui non ha per� fatto seguito lo sparo. Dopo lo scatto lo studente � saltato via sul selciato e se ne � andato velocemente in direzione di via Jauzskaja. Non si sono trovati altri testimoni. Kukin ha fatto richiesta affinch� sul ponte venga istituito un posto di polizia, visto che l�anno prima l� si era gi� annegata una signorina di facili costumi, e il commercio ne aveva risentito. ��</p><p>�Non ci capisco niente�, Fandorin spalanc� le braccia. �Che razza di rituale � mai questo? Sar� mica una societ� segreta di suicidi?�</p><p>�Macch� societ�, scand� lentamente Ksaverij Feofilaktovi&#x10D;, dopodich�, animandosi a poco a poco, prese a parlare con velocit� crescente. �Qui non c�� nessuna societ�, signor mio, � tutto tremendamente molto pi� semplice. Adesso si capisce anche la storia del tamburo, mentre prima non m�era venuto in mente! � sempre lui, � il nostro studente Kokorin che imperversa. Guardate un po� qui.�Si alz� e si avvicin� agilmente alla carta di Mosca, che stava appesa al muro accanto alla porta. �Ecco qui il ponte Malyj Jauzskij. Da qui ha imboccato la via Jauzskaja, se n�� andato a spasso un�oretta finch� si � ritrovato nel Podkolokolnyj, vicino alla societ� delle assicurazioni. Ha messo paura alla signora Spizyna dopodich� ha proceduto oltre, in direzione del Cremlino. Finch� alle tre � arrivato fino ai giardini di Sant�Alessandro, dove il suo viaggio � finito alla maniera a noi nota.�</p><p>�Ma a che scopo? E cosa significa tutto questo?� chiese Erast Petrovi&#x10D; esaminando la carta.</p><p>�Cosa significa non tocca a me dirlo. Ma come � andata, lo posso indovinare. Il nostro studente, un vero dandy, <emphasis>jeunesse dor�e, </emphasis>ha deciso di dare a tutti il suo <emphasis>adieu. </emphasis>Ma prima di morire gli � venuta voglia di solleticarsi ancora un po� i nervi. Ho letto da qualche parte che questo gioco si chiama �roulette americana�. L�hanno inventata in America, alle miniere d�oro. Carichi il tamburo con una sola cartuccia, lo fai girare, dopodich� babach! Se hai fortuna, vinci il banco, se invece ti va male� tanti saluti e addio. Cos� il nostro studente � partito in viaggio per Mosca, a tentare la sorte. � possibilissimo che non si sia sparato tre volte, ma di pi�, solo che non tutti i testimoni chiamano la polizia. Questa proprietaria terriera salvatrice di anime e Kukin coi suoi occhi da negoziante sono stati vigili, ma quanti tentativi abbia fatto Kokorin, lo sa Dio. A meno che non avesse concluso un patto con se stesso; potrebbe essersi detto: gioco con la morte un certo numero di volte, e poi basta. Se la scampo, allora cos� sia. Del resto, sono solo mie fantasie. Non c�� stata nessuna scalogna fatale ai giardini di Sant�Alessandro, semplicemente alle tre lo studente aveva gi� esaurito tutta la sua fortuna.�</p><empty-line/><p>�Ksaverij Feofilaktovi&#x10D;, voi siete un autentico talento analitico�, si entusiasm� sinceramente Fandorin. �Mi pare di vedermelo davanti, com�� andata.�</p><p>La lode meritata, non importa se pronunciata da uno sbarbatello, riemp� Gru�in di piacere.</p><p>�Gi� gi�. Anche da vecchi imbecilli come noi si pu� sempre imparare qualcosa�, disse con tono edificante. �Se aveste prestato servizio al reparto inquirente come ho fatto io, e non adesso nei tempi buoni, ma all�epoca dell�Imperatore Nicola I. Allora non facevano differenza fra investigativo e non, e poi a Mosca non esistevano ancora la nostra direzione, e nemmeno la speciale omicidi. Ci toccava un giorno cercare degli assassini, l�indomani vigilare a un mercato tenendo buono il popolino, e il giorno dopo ripulire le bettole dai barboni. Cos� maturava lo spirito d�osservazione, la conoscenza del mondo, e uno si conciava ben bene la pelle: senza questo, nelle nostre faccende di polizia, � del tutto impossibile farcela�, concluse con un accenno il commissario, e tutto a un tratto si accorse che il segretario non lo stava ascoltando con attenzione, ma aveva aggrottato la fronte in un suo qualche pensiero, a giudicare dalle apparenze non proprio confortevole.</p><p>�E adesso che altro avete? Riferite.�</p><p>�Ecco, c�� questo che non capisco��disse Fandorin muovendo nervosamente le belle sopracciglia simili a due mezzelune. �Kukin dice che sul ponte c�era uno studente��</p><p>�Certo, uno studente, e chi altri?�</p><p>�Ma Kukin come faceva a sapere che Kokorin era uno studente? Era in finanziera e cappello, ai giardini Sant�Alessandro nessuno dei testimoni l�ha preso per uno studente� Nei protocolli dicono solo �giovane� oppure �quel signore�. � un enigma ben strano!�</p><p>�Avete soltanto enigmi per la testa!� Gru�in agit� la mano. �� un sempliciotto il vostro Kukin, ecco tutto. Vede un signore giovane giovane, in borghese, e cos� si immagina che sia uno studente; dopotutto ha a che fare con i clienti dalla mattina alla sera.�</p><p>�Kukin nella sua drogheria da quattro soldi un acquirente come Kokorin non l�ha mai avuto davanti agli occhi�, obiett� ragionevolmente Erast Petrovi&#x10D;.</p><p>�E cosa ne dovremmo dedurre?�</p><p>�Questo, che non sarebbe una cattiva idea interrogare meglio la signora Spizyna e il commesso Kukin. A voi, Ksaverij Feofilaktovi&#x10D;, non si addice certo occuparvi di minuzie di questo genere, ma, se me lo consentite, io stesso��Erast Petrovi&#x10D; si alz� perfino dalla sua scrivania, tanta era la voglia che Gru�in glielo consentisse.</p><p>Ksaverij Feofilaktovi&#x10D; si riproponeva di mostrarsi severo, ma ci ripens�. Ci vada pure, il ragazzino, ad annusare il lavoro vivo, a imparare come si parla coi testimoni. Magari comincia a capire qualcosa. Disse autorevolmente: �Non lo vieto�. E, anticipando l�esclamazione di gioia, gi� l� l� per strapparsi dalle labbra del suo giovane subalterno, aggiunse: �Ma prima terminate il rapporto per sua eccellenza. Ed ecco cosa, colombello mio. Sono gi� le quattro. Magari me ne torno a casa. E voi domani mi racconterete come mai il commesso ha deciso che si trattava di uno studente�.</p></section><section><title><p>TERZO CAPITOLO</p></title><subtitle><emphasis>in cui compare lo �studente curvo�</emphasis></subtitle><empty-line/><p>Da via Mjasnizkaja, dove si trovava la Direzione investigativa, fino alla pensione <emphasis>Ai boiari </emphasis>dove, a giudicare dal bollettino, �alloggiava temporaneamente� la signora Spizyna, c�erano una ventina di minuti di cammino, e Fandorin, seppur divorato dall�impazienza, decise di percorrerli a piedi. Quell�aguzzino di un �Lord Byron�, che gli stringeva tanto spietatamente i fianchi, aveva scavato una breccia talmente sostanziosa nel suo bilancio, che il costo di una carrozza avrebbe potuto riflettersi nel pi� sostanziale dei modi sotto la voce �alimentazione�. Masticando un pasticcino allo storione, da lui acquistato all�angolo col vicolo Gusjatnikov (non bisogna dimenticare che, in preda ad agitazione investigativa, Erast Petrovi&#x10D; aveva saltato il pranzo), misurava a passi veloci il boulevard &#x10C;istoprudnyj, dove vecchiette antidiluviane in cuffietta e mantellina distribuivano briciole di pane a piccioni grassi e poco cerimoniosi. Sull�acciottolato sfrecciavano carrozzelle e phaeton cui Fandorin non riusciva assolutamente a tener dietro, col risultato che i suoi pensieri presero una piega risentita. In sostanza, non si pu� fare l�investigatore senza disporre di una carrozza con un bel tiro di cavalli al trotto. Pazienza per la pensione <emphasis>Ai boiari </emphasis>in via Pokrovka, ma poi da l� bisognava ancora scarpinare fino al fiume Jauza, dal commesso Kukin� un�altra mezz�ora almeno. Una perdita di tempo fatale, si affliggeva Erast Petrovi&#x10D; (e diciamolo subito: esagerando non poco), eppure il signor commissario preferisce far risparmiare quindici copechi allo Stato. Ma per lui, guarda caso, per il suo vetturino personale, la direzione stanzia ogni mese ottanta rubli d�argento. Eccoli qui, i privilegi dei capi: uno se ne torna a casa col suo vetturino personale, mentre a un altro tocca scarpinare sulle sue due gambe per una necessit� di servizio.</p><p>Ma ecco che a sinistra, sopra il tetto del caff� <emphasis>Souchet, </emphasis>gi� occhieggiava il campanile della chiesa della Trinit�, accanto a cui si trovava la pensione <emphasis>Ai boiari, </emphasis>e Fandorin acceler� il passo, pregustando importanti scoperte.</p><empty-line/><p>Mezz�ora dopo, con andatura avvilita e sconfitta, si trascinava per il boulevard Pokrovskij dove a nutrire i colombi, altrettanto ben pasciuti e insolenti di quelli del boulevard &#x10C;istoprudnyj, non c�erano pi� signore della buona societ�, ma delle bottegaie.</p><p>La conversazione con la testimone non fu delle pi� consolanti. Erast Petrovi&#x10D; aveva trovato la signora proprio per un pelo, mentre gi� si accingeva a montare su un calesse stracarico di bauli e involti per trasferirsi dalla vecchia capitale nelle terre avite del governatorato di Kaluga. Per economizzare la Spyzyna viaggiava all�antica, non in treno, ma con certi suoi cavallucci.</p><p>In questo Fandorin ebbe indubbiamente fortuna, perch� se la signora avesse avuto fretta di raggiungere la stazione, addio conversazione. Ma il succo della chiacchierata con la loquace testimone, che Erast Petrovi&#x10D; affront� da un verso e dall�altro, si riduceva a questo soltanto: Ksaverij Feof�laktovi&#x10D; aveva ragione, la Spizyna aveva visto proprio Kokorin; si ricordava della finanziera, e anche del cappello tondo, e perfino delle scarpe di pelle lucida con i bottoni, di cui nessuno dei testimoni dei giardini di Sant�Alessandro aveva fatto menzione.</p><p>Non restava che sperare in Kukin, in relazione al quale Gru�in, molto probabilmente, si sarebbe dimostrato ancora una volta nel giusto. Il commesso aveva cianciato senza pensare, e adesso per colpa sua gli toccava attraversare tutta Mosca, esponendosi alle risate del commissario.</p><p>La drogheria <emphasis>Brykin e figli </emphasis>affacciava direttamente sul lungofiume con una porta di vetro su cui era raffigurato un pan di zucchero; da l� il ponte si vedeva come ad averlo sul palmo di mano, questo Fandorin lo not� subito. Not� anche che le finestre del negozio erano spalancate (evidentemente per il caldo soffocante), e magari Kukin aveva potuto udire anche lo �scatto metallico�, dopotutto da l� fino al pi� vicino pilone in pietra non c�erano pi� di quindici passi. Dalla porta si affacci� con aria incuriosita un uomo sulla quarantina con una camicia rossa, un gilet nero di panno, pantaloni di fustagno e stivali a collo di bottiglia.</p><p>�Vi serve qualcosa, eccellenza?� gli chiese. �Non avr� mica perso la strada?�</p><p>�Kukin�, gli domand� severamente Erast Petrovi&#x10D;, che dalle spiegazioni imminenti non si aspettava niente di confortante.</p><p>�Ai vostri ordini�, gli rispose guardingo il commesso sollevando le folte sopracciglia, ma indovin� subito. �Voi, eccellenza, magari siete della polizia? Ve ne sono molto riconoscente. Non mi aspettavo di ricevere da voi un�attenzione cos� tempestiva. Il signor poliziotto alla stazione di polizia ha detto che i superiori avrebbero preso in esame la faccenda, ma non me l�aspettavo, non me l�aspettavo davvero. Ma cosa stiamo qui sull�ingresso! Vogliate favorire in negozio. Le sono cos� grato, ma cos� grato.�</p><p>Fece un inchino, e apr� la porta, e fece anche un gesto di invito col braccio, pregandolo di entrare, ma Fandorin non si mosse dal suo posto. Disse in modo autorevole: �Io, Kukin, non vengo dalla stazione di polizia, ma dalla polizia investigativa. Ho l�incarico di cercare lo stu� l�uomo di cui avete informato il sorvegliante della stazione�.</p><p>�Lo studente?� sugger� con prontezza il commesso. �Come no, me lo ricordo benissimo. Mi ha fatto una paura, lo perdoni il Signore. Non appena l�ho visto in piedi sul pilone, con l�arma puntata alla testa, mi sono sentito gelare il sangue. Ecco fatto, ho pensato, risiamo all�anno scorso, qui non ci verr� pi� nessuno nemmeno per tutto l�oro del mondo. E che colpa ne ho io? Cosa ci trovano l�, da venire ad ammazzarcisi, neppure ci avessero spalmato il miele. Se ne fosse almeno andato sulla Moscova, l� � pi� profondo, e anche il ponte � pi� alto, e poi��</p><p>�Chetatevi, Kukin�, lo interruppe Erast Petrovi&#x10D;. �Descrivetemi piuttosto lo studente. Cosa indossava, che aspetto aveva e in base a cosa avete deciso che si trattava proprio di uno studente.�</p><p>�E come faceva a non essere uno studente, tutto il suo aspetto, vostra eccellenza�, disse stupito il commesso. �Aveva l�uniforme, e i bottoni, e le lenti sul naso.�</p><p>�Come sarebbe a dire l�uniforme?� salt� su Fandorin. �Indossava forse l�uniforme?�</p><p>�E come poteva essere altrimenti?� disse Kukin guardando con commiserazione l�inconcludente funzionario. �Senn� come facevo a capire che era uno studente? Cosa crede, che non sappia distinguere dall�uniforme uno studente da un piccolo ufficiale?�</p><p>A questa giusta osservazione Erast Petrovi&#x10D; non aveva nulla da obiettare, cos� prese di tasca il suo bel bloc-notes con la matita per annotare la testimonianza. Il bloc-notes Fandorin lo aveva acquistato prima di entrare in servizio all�Investigativo, se lo era portato dietro per tre settimane senza mai usarlo, ed ecco che adesso finalmente gli tornava utile: in una sola mattina aveva gi� riempito alcune paginette con la sua calligrafia minuta.</p><p>�Raccontatemi che aspetto aveva l�uomo.�</p><p>�Un uomo come tanti. Nulla di rimarchevole, un po� brufoloso in faccia. Quelle lenti, ripeto��</p><p>�Che genere di lenti, occhiali o pince-nez?�</p><p>�Quelle col nastrino.�</p><p>�Pince-nez, allora�, sfreg� con la matita Fandorin. �Altri segni particolari?�</p><p>�Era piuttosto curvo. Le spalle manca poco gli arrivavano sopra il cocuzzolo� Per il resto, ve l�ho detto, era uno studente come tanti��</p><p>Kukin guard� perplesso il �piccolo ufficiale�, che rimase a lungo in silenzio, socchiudeva gli occhi, muoveva le labbra, faceva frusciare le pagine del suo quadernetto. Il tipo doveva avere qualcosa in mente.</p><p>�L�uniforme, brufoloso, il pince-nez, piuttosto curvo�, aveva scritto nel bloc-notes. �Be�, un po� brufoloso; questa � una sciocchezza. Nell�elenco degli effetti personali di Kokorin non viene nominato nessun pince-nez. Che gli sia caduto? Possibile. Nemmeno i testimoni parlano di pince-nez, ma non li hanno interrogati specificamente sull�aspetto del suicida; e a che scopo poi? Curvo? Mmmm. Nelle <emphasis>Notizie di Mosca, </emphasis>a quanto ricordo, si parla di un �giovane aitante�, per� il reporter non ha presenziato agli eventi, Kokorin non l�ha visto, cos� potrebbe essersi inventato il �baldo giovane� per l�effetto. Resta l�uniforme da studente, questa � inconfutabile. Se quello sul ponte era davvero Kokorin, viene fuori che nell�intervallo di tempo fra le undici e mezzogiorno e mezzo si � messo la finanziera per un suo qual che motivo. E cosa c�� da notare? Che dalla Jauza fino alla via Osto�enka e poi di nuovo alla �Societ� assicuratrice antincendi di Mosca� il cammino non � breve, in mezz�ora non ce la si fa.�</p><p>A quel punto Fandorin comprese, non senza un crampo allo stomaco, che gli restava una sola via d�uscita: prendere il commesso Kukin per la collottola, trascinarlo al comando di polizia di via Mochovaja, all�obitorio, dove, sotto ghiaccio, giaceva tuttora il cadavere del suicida, e richiederne l�identificazione. Erast Petrovi&#x10D; si raffigur� il cranio disfatto con la crosta di sangue e cervello secco, e per una associazione di idee del tutto naturale si ricord� della Krupnova, la moglie di un commerciante che era stata assassinata e continuava a visitarlo nei suoi incubi. No, non aveva proprio nessuna voglia di andare nella �ghiacciaia�. Ma fra lo studente del ponte Malyj Jayzskij e il suicida dei giardini di Sant�Alessandro un legame c�era, e andava chiarito al pi� presto. Chi avrebbe potuto dirgli se Kokorin era brufoloso e gobbo, se portava il pince-nez?</p><p>Tanto per cominciare la signora Spizyna, che per�, con tutta probabilit�, doveva avere gi� raggiunto la regione di Kaluga. Poi il cameriere del defunto, come diavolo si chiamava? Non importa, l�investigatore lo aveva comunque tirato fuori dall�appartamento, e adesso vallo a cercare� Restavano i testimoni dei giardini di Sant�Alessandro, e prima di tutto quelle due signore con cui Kokorin aveva parlato negli ultimi istanti della sua vita, loro molto probabilmente lo avevano esaminato in ogni particolare. Ecco cosa aveva annotato nel bloc-notes: �Eliz. Aleksandrna von Evert-Kolokolzev, anni 17, figlia di consigliere titolare, signorina Emma Gottlibovna Pful, anni 48. Via Malaja Nikitskaja, casa privata�.</p><empty-line/><p>Senza spendere per il vetturino non c�era proprio modo di farcela.</p><empty-line/><subtitle>* * *</subtitle><empty-line/><p>Fu una lunga giornata. Uno splendente sole di maggio, per nulla stanco di illuminare la citt� dalle cupole d�oro, stava calando svogliatamente sull�orizzonte dei tetti, quando Erast Petrovi&#x10D;, che aveva pranzato con un paio di monetine da dieci copechi, scese dalla vettura davanti a un�elegante magione dalle colonne doriche, la facciata con gli stucchi e il portico in marmo. Vedendo che il suo passeggero si era fermato in preda all�incertezza, il vetturino gli disse: �� proprio questa la casa del generale, non dubitatene. Mica � il primo anno che portiamo la carrozza a Mosca�.</p><p>E se ora non mi fanno entrare? si chiese con un sussulto Erast Petrovi&#x10D; spaventato all�idea che lo potessero mortificare. Impugn� il lucido martelletto di bronzo e batt� due volte, Il massiccio portone dai due bronzei musi leonini si apr� subito, e mostr� un portiere dalla ricca livrea coi galloni d�oro.</p><p>�Venite per il signor barone? Dall�ufficio?� gli chiese sbrigativamente. �Devo riferire o solo trasmettergli delle carte? Ma entrate pure.�</p><p>Nello spazioso ingresso, illuminato in abbondanza sia dal lampadario sia dalle bocchette a gas, il visitatore s�intimid� del tutto.</p><p>�Veramente cercavo Elizaveta Aleksandrovna�, spieg�. �Erast Petrovi&#x10D; Fandorin, polizia investigativa. Per necessit� urgente.�</p><p>�Dell�investigativa?� chiese con cipiglio il guardiano. �Sar� mica per il fatto di ieri? Non ci pensate nemmeno. Sappiate che la signorina ha singhiozzato manca poco tutto il giorno e questa notte ha dormito malissimo. Non vi lascer� entrare e non ho nessuna intenzione di annunciarvi.</p><p>Sua eccellenza ha gi� minacciato quelli della stazione di polizia di staccargli la testa, dopo che ieri hanno tormentato Elisaveta Aleksandrovna coi loro interrogatori. Tornatevene in strada, in strada.�E quel mascalzone prese pure a spingerlo col suo pancione verso l�uscita.</p><p>�E la signorina Pful?� grid� disperato Erast Petrovi&#x10D;. �Emma Gottlibovna, anni 48? Mi basterebbe scambiare due parole almeno con lei. � una faccenda di Stato!�</p><p>Il guardaportone schiocc� con aria importante le labbra.</p><p>�Da lei la posso anche lasciare andare, sia pure. Da quella parte, andate l� sotto la scala. Lungo il corridoio la terza porta a destra. La signora governante abita l�.�</p><empty-line/><p>Buss� e gli apr� una signora alta e ossuta che appunt� sul visitatore tondi occhi castani.</p><p>�Dalla polizia, Fandorin. Siete la signora Pful?� chiese con una certa insicurezza Erast Petrovi&#x10D;, e a ogni buon conto lo ripet� in tedesco. <emphasis>�Polizeiamt. Sind sie Fr�ulein Pful? Guten Abend!�</emphasis></p><p>�Buona sera�, gli rispose severamente l�ossuta signora. �S�, sono Emma Pful. Entrate. Sedetevi laggi� su quella sedia.�</p><p>Fandorin si mise a sedere dove gli era stato indicato; su una sedia viennese dallo schienale ricurvo, accanto alla scrivania su cui stavano appoggiati con grande precisione alcuni manuali e intere pile di carta da lettere. Era una bella stanza, chiara ma assai noiosa, priva com�era di vita. Solo sul davanzale c�erano tre vasi di rigogliosi gerani, l�unica macchia luminosa nell�intera stanza.</p><p>�Siete fenuto per quello stupido giovane che si � sparato ieri?� chiese la signorina Pful. �Ieri ho risposto a tutte le domante del signor poliziotto, ma se volete farmene delle altre, chiedete pure. Mi rendo ben conto che il laforo tella polizia � importantissimo. Mio zio G�nter prestava servizio nella polizia sassone col grado di <emphasis>Oberwachtmeister.�</emphasis></p><p>�Io sono registratore di collegio�, spieg� Erast Petrovi&#x10D;, che non desiderava venire preso anche lui per un caporale, �ho il quattordicesimo rango.�</p><p>�Certo, conosco i ranghi�, annu� la tedesca, indicando col dito il nastrino della divisa. �Allora, signor registratore di collegio, vi ascolto.�</p><p>In quel momento la porta si apr� senza che nessuno avesse bussato, e nella stanza vol� una signorina bionda dall�incantevole visino acceso.</p><p><emphasis>�Fr�ulein Pful! Morgen fahren wir nach Kuncevo! </emphasis>Parola d�onore. Pap� ha dato il permesso�, comunic� lei dalla soglia, ma, alla vista dell�estraneo, si arrest� e tacque confusa, senza che questo impedisse ai suoi occhi grigi di guardare intentamente e con la pi� viva curiosit� il giovane funzionario.</p><p>�Le paronesse educate non corrono, camminano�, l�ammon� la governante con severit� simulata. �Soprattutto se hanno ci� diciassette anni belli e compiuti. Se invece di correre camminaste, avreste avuto il tempo di federe che c�era uno sconosciuto e di salutarlo come si defe.�</p><p>�Buongiorno, signore�, bisbigli� la miracolosa visione.</p><p>Fandorin si alz� in piedi e fece un inchino, sentendosi in grandissimo imbarazzo. La ragazza gli piaceva terribilmente, e il povero giovane si spavent� al pensiero che all�improvviso avrebbe potuto innamorarsene a prima vista, cosa assolutamente da non farsi. Perfino ai vecchi prosperosi tempi del suo pap� una simile principessa non sarebbe stata minimamente alla sua portata, e men che mai adesso.</p><p>�Buongiorno�, disse molto seccamente, aggrottando severamente le sopracciglia e aggiungendo mentalmente: �Pensavate di mettermi in una situazione penosa? Lui era un consigliere titolare, lei qualcosa come la figlia di un ge nerale! No davvero, signorina, non contateci! Ho ancora un bel po� di carriera da fare, io, prima di raggiungere il rango di vostro padre!�</p><p>�Registratore di collegio Fandorin Erast Petrovi&#x10D;, direzione della polizia investigativa�, disse presentandosi con tono ufficiale. �Conduco l�inchiesta sul caso dello sfortunato evento ai giardini di Sant�Alessandro. � insorta la necessit� di fare ancora alcune domande. Ma se vi dispiace�� capisco benissimo che il fatto vi ha sconvolta�� mi accontenter� di una conversazione con la sola signora Pful.�</p><p>�S�, � stato orribile.�Gli occhi della giovane, gi� di per s� notevolissimi, si allargarono ancora di pi�. �� vero che ho chiuso gli occhi e non ho visto quasi nulla, e poi sono rimasta priva di sensi� Ma mi interessa talmente! Fr�ulein Pful, posso restare anch�io? Vi prego! Dopotutto, sono anch�io una testimone alla pari di voi!�</p><p>�Per parte mia, nell�interesse dell�indagine, preferirei anch�io che la signora baronessa assistesse�, dichiar� timidamente Fandorin.</p><p>�L�ordine � sempre l�ordine�, assent� Emma Gottlibovna. �Io, Lizchen, ve lo ripeto sempre: <emphasis>Ordnung muss sein. </emphasis>Bisogna obbedire alla legge. Potete restare.�</p><p>Lizanka (perch� in cuor suo Fandorin, avviato a precipitosa rovina, gi� chiamava cos� Elizaveta Aleksandrovna) si mise prontamente a sedere sul divano di cuoio, guardando il nostro eroe a occhi spalancati. Lui riprese il controllo di s� e, rivolgendosi a Fr�ulein Pful, chiese: �Siate cos� gentile da farmi il ritratto di questo signore�.</p><p>�Del signore che si � sparato?� precis� lei. <emphasis>�Na ja. </emphasis>Occhi marroni, capelli castani, piuttosto alto di statura, senza baffi o barba, nemmeno i favoriti, fiso giovanissimo ma non molto pello. Adesso l�abbigliamento��</p><p>�L�abbigliamento dopo�, la interruppe Erast Petrovi&#x10D;.</p><p>�Avete detto che il viso non era bello. Perch�? Per via dei brufoli?�</p><p><emphasis>�Pickeln�, </emphasis>tradusse arrossendo Lizanka.</p><p>�A s�, i brufoli�, disse la governante ripetendo con gusto la parola che non aveva capito subito. �No, il signore non aveva brufoli. Aveva una bella pelle sana. Ma il viso non era molto bello.�</p><p>�Come mai?�</p><p>�Malvagio. Guardava come se non volesse uccidere se stesso, ma qualcun altro di completamente diferso. Oh, � stato un incubo!� si eccit� al ricordo Emma Gottlibovna. �La primavera, il bel tempo, il sole, le signore e i signori a passeggio, un giardino meraviglioso tutto in fiore!�</p><p>A queste parole Erast Petrovi&#x10D; avvamp� e guard� in tralice Lizanka che per�, si vede, era abituata da tempo al curioso modo di esprimersi della sua duenna, e guardava alle cose in modo altrettanto fiducioso e radioso.</p><p>�E il pince-nez l�aveva? Magari non sul naso, gli spuntava dal taschino? Con un nastrino di seta?� chiese Fandorin incalzando di domande. �E non avete avuto l�impressione che fosse un po� gobbo? Ancora una cosa. So che portava la finanziera, ma non c�era nulla nel suo aspetto che tradisse lo studente�� i calzoni dell�uniforme, per esempio? Non li avete notati?�</p><p>�Io noto sempre tutto�, rispose con sussiego la tedesca. �I calzoni erano pantaloni a quadretti di ottima lana. Il pince-nez non l�afeva affatto. Non era affatto gobbo. Quel signore aveva un bel portamento.�S�impensier� e poi chiese inaspettatamente a sua volta: �Un po� gobbo, pince-nez e studente? Perch� dite cos�?�</p><p>�Perch� me lo chiedete?� domand� guardingo Erast Petrovi&#x10D;.</p><p>�Strano. L� c�era un signore. Uno studente gobbo col pince-nez.�</p><p>�Come! Dove!?� esclam� Erast Petrovi&#x10D;.</p><p>�Un signore cos� io l�ho visto� <emphasis>jenseits� </emphasis>dall�altra parte della cancellata, sulla strada. Stafa l� e ci guartava. Ho anche pensato che a quel punto il signor studente ci avrebbe aiutate a mandar via quell�uomo orribile. Ed era molto gobbo. Questo l�ho visto dopo, dopo che l�altro signore si era gi� ucciso. Lo studente si � voltato e se ne � andato via velocissimo. In quel momento ho visto quanto era gobbo. Questo succede quando non si insegna ai bambini a star seduti composti fin da piccoli. Stare seduti nella posizione ciusta � molto importante. Le mie allieve stanno sempre sedute nel modo giusto. Guardate la <emphasis>Fr�ulein </emphasis>baronessa. Vedete come tiene la spina dorsale? � molto pello!�</p><p>A questo punto Elizaveta Aleksandrovna arross�, ma con tanta grazia che Fandorin perse per un attimo il filo, sebbene le informazioni della signorina Pful fossero indubbiamente di un�importanza eccezionale.</p></section><section><title><p>QUARTO CAPITOLO</p></title><subtitle><emphasis>ove si narra della forza rovinosa della bellezza</emphasis></subtitle><empty-line/><p>L�indomani alle undici del mattino Erast Petrovi&#x10D;, accompagnato dalla benedizione del suo superiore e perfino provvisto di tre rubli per le spese straordinarie, si rec� all�edificio giallo dell�Universit� in via Mochovaja. Il compito non si presentava difficile, ma tale da richiedere una certa fortuna: individuare uno studente gobbo, di nessuna eminenza e un po� brufoloso con il pince-nez legato a un nastrino di seta. Era pienamente verosimile che questo dubbio signore non studiasse affatto in via Mochovaja, ma all�Istituto tecnico superiore, all�Accademia forestale oppure in un qualsiasi altro istituto per geometri, tuttavia Ksaverij Feofilaktovi&#x10D; (che aveva preso a considerare il suo giovane aiutante con un certo stupore non privo di gioia) concordava completamente con la supposizione di Fandorin: la cosa pi� verosimile era che �il gobbo�, non diversamente dal defunto Kokorin, studiasse all�universit� e molto probabilmente alla stessa facolt�, giurisprudenza.</p><p>Vestito in borghese, Erast Petrovi&#x10D; vol� a rotta di collo su per i consunti scalini in ghisa dell�ingresso principale, oltrepass� un custode barbuto in livrea verde e occup� una comoda postazione nel vano semicircolare di una finestra da cui poteva sorvegliare benissimo sia l�atrio e il guardaroba sia la porta e perfino gli ingressi di entrambi gli annessi. Per la prima volta da quando gli era morto il padre e la sua giovane vita aveva deviato da un percorso chiaro e diritto, Erast Petrovi&#x10D; guardava le sacre mura gialle dell�universit� senza provare in cuore la nostalgia di quanto avrebbe potuto realizzarsi, ma non si era tuttavia realizzato. Non sappiamo ancora quale esistenza sia la pi� utile e interessante per la societ�, se l�apprendimento meccanico dello studente oppure la vita severa di un investigatore impegnato in un�inchiesta importante e pericolosa. (D�accordo, magari non pericolosa, ma comunque di una responsabilit� straordinaria e segreta. )</p><p>All�incirca uno ogni quattro studenti entrati nella visuale del nostro attentissimo osservatore portava il pince-nez, molti per di pi� proprio con il nastrino di seta. All�incirca uno ogni cinque aveva un certo numero di brufoli in faccia. E non mancavano quelli un po� gobbi. Eppure non c�era verso che tutti e tre questi segni particolari si degnassero di combinarsi in un unico studente.</p><p>Alle due Fandorin, che cominciava ad avvertire i morsi della fame, si tolse di tasca un panino al salame e si rifocill� senza lasciare il suo posto di guardia. Nel frattempo si era stabilito un rapporto davvero benevolo fra Erast Petrovi&#x10D; e il custode barbuto, che gli aveva detto di chiamarsi Mitric ed era riuscito a dargli alcuni consigli preziosissimi a proposito dell�iscrizione all�Universit�. Fandorin, che si era spacciato con il loquace vecchietto per un provinciale aspirante ai mitici bottoni con lo stemma universitario, si stava gi� chiedendo se non fosse ora di mutare versione e interrogare direttamente Mitric a proposito del �gobbo� brufoloso, quando il custode riprese ad affaccendarsi, si tolse il berretto a visiera e spalanc� il portone. Mitric metteva in pratica tale procedura al passaggio di un professore o di uno degli studenti pi� ricchi, ricevendone in cambio di tanto in tanto ora un copeco, ora addirittura cinque. Erast Petrovi&#x10D; si gir� e vide avvicinarsi all�uscita uno studente che aveva appena ritirato dal guardaroba un sontuoso soprabito di velluto con gli alamari a forma di zampa di leone. Sul naso dell�elegantone luccicava il pince-nez, e sulla fronte gli rosseggiava una galassia di brufoli. Fandorin si sporse pure nel tentativo di vedere bene quale fosse il portamento dello studente, ma la maledetta mantellina del soprabito e il colletto alzato impedivano di pronunciare una diagnosi.</p><p>�Buona sera, Nikolaj Stepany&#x10D;. Vi chiamo il vetturino?� propose il custode con un inchino.</p><p>�Ebbene, Mitric, non ha ancora smesso di piovigginare?� chiese il brufoloso con una vocetta sottile. �Allora vado a piedi, seduto ci sono stato anche troppo.�E con due dita biancoguantate lasci� cadere una monetina nella mano tesa.</p><p>�E quello chi �?� chiese con un sussurro Erast Petrovi&#x10D; guardando con attenzione spasmodica la schiena del bellimbusto. Non � un po� gobbo?</p><p>�Achtyrzev Nikolaj Stepany&#x10D;. Un riccone di prima classe, di sangue principesco�, gli comunic� deferentemente Mitric. �Non mi getta mai meno di quindici copechi.�</p><p>Notizia che rese Fandorin febbricitante. Achtyrzev! Non sar� mica quello indicato nelle ultime volont� come esecutore testamentario!</p><p>Mitric si inchin� all�ennesimo insegnante, un docente di fisica coi capelli lunghi, e quando si rigir�, lo attendeva una sorpresa: il rispettoso provinciale era sparito come se l�avesse inghiottito la terra.</p><p>Il nero soprabito di velluto era visibile da lontano, e Fandorin raggiunse in due secondi il suo sospetto, senza decidersi per� a chiamarlo: che pretese avrebbe mai potuto avanzare verso questo Achtyrzev? Mettiamo pure che lo riconoscessero il commesso Kukin, e anche la signorina Pful (qui Erast Petrovi&#x10D; sospir� gravemente ricordandosi, per l�ennesima volta, di Lizanka). E con questo? Non sarebbe stato meglio, in base alla teoria del grande Fouch�, imbattibile corifeo degli investigatori, attuare il pedinamento dell�oggetto in questione?</p><p>Detto fatto. Tanto pi� che pedinarlo si rivel� tutt�altro che difficile: senza la minima fretta Achtyrzev, a passo di diporto, procedeva in direzione di via Tverskaja senza mai voltarsi indietro, solo di tanto in tanto accompagnava con lo sguardo certe graziose midinette. Alcune volte Erast Petrovi&#x10D;, imbaldanzitosi, si era fatto inavvertitamente cos� vicino allo studente da sentirlo fischiettare l�aria di Smith da <emphasis>La bella di Perth. </emphasis>A quanto pareva il mancato suicida (se davvero era lui) si trovava nel pi� allegro degli umori. Vicino alla tabaccheria Korf lo studente si ferm� ed esamin� a lungo la vetrina con le scatole di sigari, senza per� entrare. In Fandorin cominci� a farsi strada la convinzione che il suo �oggetto� volesse ammazzare il tempo fino a una certa ora. Convinzione che si rafforz� allorch� Achtyrzev estrasse l�orologio d�oro, ne apr� il coperchio con uno scatto e, accelerando sensibilmente il passo, sal� sul marciapiede passando all�esecuzione del pi� deciso �Coro dei fanciulli� della <emphasis>Carmen, </emphasis>opera allora di moda.</p><p>Dopo avere svoltato nel vicolo Kamergerskij, lo studente smise di fischiettare e prese a camminare con passo cos� veloce che Erast Petrovi&#x10D; si vide costretto a restargli indietro per non avere un�aria troppo sospetta. Per fortuna, senza arrivare fino al salone di mode per signora <emphasis>D�Arzance, </emphasis>il suo �oggetto� rallent� il passo, e ben presto si ferm� del tutto. Fandorin attravers� la strada e occup� la postazione accanto alla panetteria, fragrante degli aromi della pasta fresca.</p><p>Per una quindicina di minuti, forse anche venti, Achtyrzev, manifestando un nervosismo vieppi� evidente, passeggi� davanti alle porte di quercia intagliata in cui entravano di continuo signore affaccendate e da cui i fattorini uscivano portando eleganti pacchi e scatole. Lungo il marciapiede sostava in attesa un certo numero di carrozze, alcune perfino munite di stemmi sugli sportelli laccati. Alle due e diciassette minuti in punto (Erast Petrovi&#x10D; lo not� sull�orologio della vetrina) lo studente ebbe un fremito e si lanci� incontro a una signora snella con la veletta che stava uscendo dal negozio. Toltosi il berretto, prese a dire qualcosa agitando le braccia. Ostentando un�aria annoiata Fandorin attravers� il marciapiede, perch� no, magari poteva interessare anche a lui dare un�occhiata a <emphasis>D�Arzance.</emphasis></p><p>�Adesso non ho tempo per voi�, furono le parole che ud� pronunciare dalla voce cristallina della signora, vestita all�ultima moda parigina, con un abito di moire lilla e lo strascico. �Pi� tardi. Venite alle otto, come al solito, decideremo tutto l�.�</p><p>Senza pi� degnare di un�occhiata l�emozionato Achtyrzev, lei si diresse verso il suo phaeton scoperto a due posti.</p><p>�Ma Amalia! Amalia Kazimirovna, scusate!� le grid� dietro lo studente. �Io in un certo senso avevo contato su una spiegazione in privato!�</p><p>�Dopo, dopo!� butt� l� la signora. �Adesso ho fretta!�</p><p>Una lieve brezza le sollev� dal viso la leggerissima veletta, e Erast Petrovi&#x10D; impietr�. Quei languidi occhi notturni, quell�ovale egizio, la piega capricciosa delle labbra, li aveva gi� visti, e un viso del genere, una volta notato, non si dimentica pi�. Ecco chi era, quella misteriosa A. B., che aveva proibito allo sventurato Kokorin di rinnegare il suo amore! La faccenda, a quanto pareva, stava prendendo tutt�altro senso e colore.</p><p>In preda allo smarrimento, Achtyrzev rest� fermo sul marciapiede incassando sgraziatamente la testa fra le spalle (� curvo, decisamente curvo, si convinse Erast Petrovi&#x10D;), e nel frattempo il phaeton si port� via senza fretta la regina egizia in direzione di via Petrovka. Bisognava prendere una decisione, e Fandorin, ritenendo che a questo punto lo studente non gli sarebbe comunque sfuggito, lo lasci� perdere, e and� di corsa verso l�incrocio con via Bol�aja Dmitrovka, dove era parcheggiata una fila di carrozze a nolo.</p><p>�Polizia�, sussurr� al vetturino assonnato con berretto e caffettano imbottito. �Su, svelto, dietro a quella carrozza! Ma muoviti! E non temere, sarai ben pagato.�</p><p>Il vetturino mont� in serpa, si rimbocc� le maniche con zelo esagerato, scosse le redini, e pure grid�, al che il cavallo pezzato prese a battere rumorosamente gli zoccoli sull�acciottolato.</p><p>All�angolo di via Ro�destvenka si imbatterono in un barrocciaio stracarico di tavole che, trascinandosi nel bel mezzo della strada, sbarrava l�intero passaggio. Erast Petrovi&#x10D;, in preda a un�agitazione estrema, salt� su e si mise perfino in punta di piedi per inseguire con lo sguardo il phaeton che invece era riuscito a passare. Se non altro lo vide svoltare in via Bol�aja Lubjanka.</p><p>Niente di grave, Dio � clemente, e il phaeton fu raggiunto all�altezza di via Sretenka giusto in tempo, proprio nel momento in cui stava per eclissarsi in un vicolo stretto e curvo. Le ruote tremavano per le buche. Fandorin vide che il phaeton stava per fermarsi e diede un colpo nella schiena al vetturino: su, sorpassalo, non tradirmi. Si volt� apposta dall�altra parte, ma con la coda dell�occhio vide, davanti a una linda palazzina in muratura, un uomo in livrea che, inchinandosi, veniva incontro alla signora in lilla. Alla prima svolta Erast Petrovi&#x10D; licenzi� il vetturino e lentamente, facendo vista di fare due passi, torn� nella direzione opposta. Ecco la palazzina: adesso poteva esaminarla come si deve: un mezzanino dal tetto verde, tendine alle finestre, la scossalina all�ingresso principale. Ma non era dato vedere nessuna targhetta di bronzo sulla porta.</p><p>In compenso su una panchina vicino al muro stava seduto con aria annoiata uno spazzino col grembiule e il berretto gualcito. Erast Petrovi&#x10D; gli si avvicin�. �E dimmi un po�, fratello�, prese a dirgli come <emphasis>en passant, </emphasis>togliendosi di tasca una delle monetine da venti copechi del suo fondo spese. �Di chi � questa casa?�</p><p>�Lo sanno tutti di chi �, gli rispose oscuramente lo spazzino guardando con interesse le dita di Fandorin.</p><p>�Tieni. Chi � quella signora che � entrata poco fa?�</p><p>Presa la moneta, lo spazzino rispose gravemente: �La casa appartiene alla generalessa Maslova, solo che non ci abita, la d� in affitto. E quella che � arrivata � l�inquilina, la signora Be�ezkaja, Amalia Kazimirovna�.</p><p>�E chi sarebbe?� insistette Erast Petrovi&#x10D;. �Ci abita da tanto? Ci viene molta gente?�</p><p>Lo spazzino lo guard� in silenzio masticando qualcosa. Il suo cervello era impegnato in un qualche incomprensibile lavorio.</p><p>�Sai che ti dico, signore�, disse lui alzandosi, e all�improvviso agguant� fermamente Fandorin per la manica. �Vieni un po� qui.�</p><p>Trascin� verso l�ingresso Erast Petrovi&#x10D; che opponeva resistenza e tir� la linguetta del campanellino di bronzo.</p><p>�Ma che stai facendo?� chiese inorridito l�investigatore cercando invano di liberarsi. �Ma io a te� Ma lo sai almeno chi � che hai davanti?!�</p><p>La porta si spalanc�, e sulla soglia comparve uno spilungone in livrea con enormi favoriti brizzolati e il mento rasato: si vedeva subito che di sangue non era russo.</p><p>�Cos� se ne vengono qui a chiedere di Amalia Kazimirovna�, rifer� con voce melliflua l�infame spazzino. �E offrono pure denaro. Non ho preso nulla. Cos� io, John Karly&#x10D;, ho pensato��</p><p>Il maggiordomo (doveva essere per forza un maggiordomo, visto che era inglese) squadr� l�arrestato con lo sguardo impassibile dei suoi occhietti pungenti, porse in silenzio a quel Giuda mezzo rublo d�argento e si fece un po� da parte.</p><p>�Ma qui c�� il pi� totale malinteso!� disse Fandorin che non sapeva pi� che pesci prendere. <emphasis>�It�s ridiculous! A complete misunderstanding!� </emphasis>aggiunse passando all�inglese.</p><p>�Eh no, vogliate favorire, prego�, gli ulul� dietro lo spazzino e, agguantato Fandorin anche per la seconda manica per essere pi� convincente, lo spinse dentro.</p><p>Erast Petrovi&#x10D; si ritrov� in un ingresso piuttosto spazioso, direttamente di fronte a un orso impagliato che reggeva un vassoio d�argento per metterci i biglietti da visita. Gli occhietti vitrei del bestione peloso guardavano il giovane, piombato nella pi� grande confusione, senza la bench� minima partecipazione.</p><p>�Nome? Motivo?� chiese laconicamente, con un forte accento, il maggiordomo, senza badare affatto all�inglese perfettamente rispettabile di Fandorin.</p><p>Erast Petrovi&#x10D; taceva, fermamente intenzionato a non svelare il suo incognito.</p><p><emphasis>�What�s the matter, John?� </emphasis>echeggi� la voce cristallina gi� nota a Fandorin. Sulla scala rivestita di moquette, che probabilmente portava al mezzanino, si trovava la padrona di casa, che nel frattempo si era tolta cappello e veletta.</p><p>�Aha, quel giovane bruno�, disse lei in tono beffardo rivolgendosi a Fandorin che la divorava con gli occhi. �Vi avevo gi� notato nel vicolo Kamergerskij. Sta forse bene piantare gli occhi addosso a delle signore sconosciute? Furbo lui, non dice nulla. Mi ha seguita! Chi siete, uno studente o uno sfaccendato?�</p><p>�Fandorin, Erast Petrovi&#x10D;�, si present� lui senza sapere che altro dire, ma quella Cleopatra aveva gi� interpretato a suo piacimento la comparsa del nuovo venuto.</p><p>�Ho un debole per gli audaci�, disse ridendo. �Specie se sono cos� carini. Per� spiare non sta bene. Se la mia persona vi interessa a tal punto, venite stasera; ne viene di gente da me. Cos� potrete soddisfare appieno la vostra curiosit�. Ma mettetevi il frac, da me ci si comporta con disinvoltura, ma chi non � militare deve venire assolutamente in frac, questa � la regola.</p><empty-line/><p>Verso sera, Erast Petrovi&#x10D; era armato di tutto punto. � vero che il frac paterno gli andava un po� largo di spalle, ma l�ottima Agrafena Kondratevna, la moglie di un piccolo funzionario che gli affittava la cameretta, glielo aveva ristretto lungo la cucitura con delle spille di sicurezza, e il risultato era perfettamente presentabile, soprattutto se Fandorin non lo abbottonava. Il vasto guardaroba, dove di soli guanti bianchi ce n�erano cinque paia, era l�unico bene ereditato dal figlio del malcapitato investitore bancario. I pezzi pi� belli di tutti erano il gilet in seta (ditta Bourges) e le scarpe di vernice (Piron). Non era niente male nemmeno il cilindro Blanc seminuovo, a parte il fatto che un po� gli scendeva sugli occhi. Ma si trattava di un�inezia; gli serviva solo per darlo al guardaportone, e con questo la faccenda era risolta. La canna da passeggio Erast Petrovi&#x10D; decise di non prenderla, a volte facesse <emphasis>mauvais ton. </emphasis>Si rigir� nel buio ingresso davanti allo specchio chiazzato e rest� soddisfatto di s�, soprattutto dei fianchi, cinti magnificamente dal severo busto �Lord Byron�. Nel taschino del gilet posava il rublo d�argento datogli da Ksaverij Feofilaktovi&#x10D; per il bouquet (�elegante ma senza strafare�). Come se si potesse strafare con un rublo, pens� sospirando Fandorin, e decise di aggiungervene un altro mezzo del suo, cos� gli sarebbe bastato per le violette di Parma.</p><p>Per via del bouquet gli tocc� fare a meno della vettura, e al palazzo di Cleopatra (soprannome calzante per Amalia Kazimirovna Be�ezkaja pi� di qualsiasi altro) Erast Petrovi&#x10D; si present� solo alle otto e un quarto.</p><empty-line/><p>Gli altri ospiti c�erano gi� tutti. Accolto dalla cameriera, gi� dall�ingresso il giovane ud� il boato di numerose voci maschili, di tanto in tanto gli arrivava tuttavia anche <emphasis>quella, </emphasis>intessuta d�argento e cristallo, magica. Erast Petrovi&#x10D; rallent� impercettibilmente il passo sulla soglia, poi si fece coraggio ed entr� con una certa disinvoltura, nella speranza di produrre l�impressione di un consumato uomo di mondo. Sforzo inutile: nessuno si gir� a guardare il nuovo venuto.</p><p>Fandorin vide un salotto con comodi divani in marocchino, poltroncine di velluto, tavolinetti eleganti, il tutto con molto stile e secondo il gusto contemporaneo. Al centro, su una pelliccia di tigre stesa ai suoi piedi, c�era la padrona di casa, con un abito di foggia spagnola, con un vestito vermiglio a corpetto e una camelia scarlatta nei capelli. Era talmente bella che Erast Petrovi&#x10D; si sent� mancare il respiro. Non esamin� subito gli ospiti, not� soltanto che erano tutti uomini, e che c�era anche Achtyrzev, seduto poco distante e assai pallido in viso.</p><p>�Ecco qui la mia nuova conquista�, annunci� la Be�ezkaja guardando con aria beffarda Fandorin. �Adesso ne ho esattamente tredici, uno di pi� degli apostoli. Non vi presenter� tutti, prenderebbe troppo tempo, ditemi per� il vostro nome. Ricordo che siete uno studente, ma il cognome l�ho dimenticato.�</p><p>�Fandorin�, squitt� Erast Petrovi&#x10D;, e la voce gli trem� a tradimento, lo ripet� quindi ancora una volta, con tono pi� fermo. �Fandorin.�</p><p>Si voltarono tutti a guardarlo, ma in un lampo: lo sbarbatello nuovo arrivato non poteva interessare a nessuno. Ben presto fu chiaro che in quella societ� il centro di ogni interesse era uno soltanto. Gli ospiti quasi non conversavano l�uno con l�altro, si rivolgevano principalmente alla padrona di casa, e tutti, perfino un vecchietto dall�aria importante con la croce di brillanti, si interrompevano a vicenda cercando di ottenere una sola cosa�� di attirare su di s� la sua attenzione e oscurare sia pure per un istante gli altri. Solo due si comportavano altrimenti�� il taciturno Achtyrzev, che non faceva che sorseggiare champagne da una coppa, e un ufficiale degli ussari, un giovane rubicondo dagli occhi forsennati, un poco sporgenti e un sorrisone denti bianchi e baffi neri. Costui aveva l�aria di annoiarsi tremendamente e quasi non guardava Amalia Kazimirovna, mentre esaminava con un sorrisetto sprezzante gli altri ospiti. Cleopatra non nascondeva di aver riguardi speciali per quel bellimbusto, che chiamava semplicemente Ippolit, e un paio di volte scagli� in sua direzione una tale occhiata, che il cuore si strinse dolorosamente in petto a Erast Petrovi&#x10D;.</p><p>All�improvviso trasal�. Un certo signore glabro con la croce di diamanti sulla cravatta aveva appena detto, approfittando di una pausa: �Amalia Kazimirovna, l�altro giorno ci avete proibito di spettegolare a proposito di Kokorin, io per� ieri ho saputo una cosa curiosa�.</p><p>Tacque, soddisfatto dell�effetto suscitato: si erano voltati tutti dalla sua parte.</p><p>�Non fateci penare, Anton Ivanovi&#x10D;, parlate�, proruppe un ciccione dalla fronte bombata, a giudicare dall�aspetto un avvocato di successo.</p><p>�Davvero, non fateci penare�, ripeterono gli altri.</p><p>�Non si � sparato cos� alla buona, ma l�ha fatto con �la roulette americana�; me lo hanno sussurrato oggi nella cancelleria del governatore generale�, comunic� con aria grave il glabro. �Sapete cos��?�</p><p>�Lo sanno tutti�, disse Ippolit alzando le spalle. �Prendi la rivoltella, ci metti una sola cartuccia. � una stupidaggine, per� eccita. Peccato ci abbiano pensato gli americani, e non i nostri.�</p><p>�E cosa c�entra la roulette, conte?� chiese il vecchietto con la stella che non aveva capito.</p><p>�Pari o dispari, rosso o nero, purch� non sia grigio!� strill� Achtyrzev ridendo in modo innaturale, guardando Amalia Kazimirovna con aria di sfida (cos� almeno sembr� a Fandorin).</p><p>�Vi ho avvertiti: chi si mette a parlare di questo lo butto fuori!� disse la padrona di casa arrabbiandosi di brutto. �E gli sar� vietato l�ingresso in casa mia una volta per tutte! L�avete trovato l�argomento per spettegolare!�</p><p>Si cre� un silenzio penoso.</p><p>�Non oserete per� chiuderla a me, la vostra casa�, disse con quello stesso tono sfacciato Achtyrzev. �Mi pare di essermelo guadagnato, io, il diritto di dirvi tutto quello che penso.�</p><p>�E in che modo: se si pu� sapere?� chiese di scatto un capitano tarchiato con l�uniforme delle guardie.</p><p>�In questo modo: sbronzandosi, il lattante�, disse provocando decisamente uno scandalo quell�Ippolit che il vecchietto chiamava �conte�. �Se permettete, Amelie, lo accompagno a prendere una boccata d�aria fresca.�</p><p>�Non appena avr� bisogno del vostro intervento, Ippolit Aleksandrovi&#x10D;, ve ne informer� all�istante�, gli rispose Cleopatra non senza un certo veleno, cos� che il confronto fu stroncato sul nascere. �Meglio che facciamo cos�, signori. Se proprio non c�� verso di avere con voi una conversazione interessante, meglio che giochiamo ai pegni. L�ultima volta � stato molto divertente, quando Frol Luki&#x10D;, dopo avere perso, ha ricamato dei fiorellini sul tamburello, e si � punto ogni dito con l�ago!�</p><p>Si misero tutti a ridere allegramente eccetto il signore barbuto con i capelli tagliati alla buona, che indossava assai goffamente il frac.</p><p>�E cos�, mammina mia Amalia Kazimirovna, vi fa ridere quel gaglioffo di un bottegaio. E io, imbecille che sono, me lo sono meritato�, concluse mitemente con il suo accento siberiano. �Ma tenga conto che fra commercianti onesti il debito viene onorato dal pagamento. Poco fa abbiamo rischiato davanti a voi, adesso non sarebbe male se anche voi rischiaste un poco.�</p><p>�Ha proprio ragione il signor commerciante!� esclam� l�avvocato. �Che testa! Una volta tanto la dia anche Amalia Kazimirovna, una prova d�audacia! Signori, ecco qua una proposta! Chi fra noi estrarr� il pegno, potr� esigere dalla nostra luminosa� be�� qualcosa di particolare.�</p><p>�Giusto! Bravo!� echeggi� da ogni parte.</p><p>�Cos��? Una sommossa? La rivolta di Spartaco?� scoppi� a ridere la padrona d�accecante bellezza. �Ma cosa volete da me?�</p><p>�Lo so io!� intervenne Achtyrzev. �Una risposta sincera, non importa a quale domanda. Di non cavillare, di non giocare al gatto e al topo. E assolutamente a quattr�occhi.�</p><p>�Perch� poi a quattr�occhi?� protest� il capitano. �Saranno tutti curiosi di sentire.�</p><p>�Se lo facciamo davanti a tutti, non verr� fuori nulla di sincero�, disse la Be�ezkaja con gli occhi sfavillanti. �D�accordo, giochiamo alla sincerit�, come piace a voi. Spero soltanto che il fortunato non avr� paura di sentire da me la verit�. La verit� potrebbe anche non rivelarsi cos� appetitosa.�</p><p>Il conte aggiunse in tono beffardo, arrotando le erre in modo autenticamente parigino: <emphasis>�J�en ai le frisson que d�y penser. </emphasis>Quanto alla verit�, signori. Chi ne ha bisogno? Non sarebbe meglio giocare alla roulette americana? Come, non vi attira?�</p><p>�Ippolit, mi pareva di avervi avvertito!� gli si scagli� contro fulminea la dea. �Non star� a ripetermi! A proposito di <emphasis>quello </emphasis>nemmeno una parola!�</p><p>Ippolit tacque all�istante e lev� perfino le mani in alto dicendo che sarebbe rimasto muto come un pesce.</p><p>Nel frattempo il capitano, sveltissimo, aveva gi� messo tutti i pegni in un berretto. Erast Petrovi&#x10D; diede il fazzoletto di batista di suo padre col monogramma P. F.</p><p>Incaricarono delle estrazioni il glabro Anton Ivanovi&#x10D;.</p><p>Per primo tolse dal berretto il sigaro che vi aveva messo lui, e chiese furtivo: �Cosa va a questo pegno?�</p><p>�Il buco della ciambella�, rispose la Cleopatra che si era girata contro il muro, al che scoppiarono tutti a ridere a eccezione del glabro.</p><p>�E a questo?� chiese Anton Ivanovi&#x10D; estraendo con indifferenza la matita d�argento del capitano.</p><p>�La neve dell�anno scorso.�</p><p>Seguirono poi un orologio con medaglione (�orecchie di pesce�), una carta da gioco (<emphasis>�mes condol�ances�), </emphasis>degli zolfanelli (�l�occhio destro di Kutuzov�), un bocchino d�ambra (�un vano affaccendarsi�), un assegnato da cento rubli (�tre volte nulla�), un pettinino di tartaruga (�quattro volte nulla�), un chicco d�uva (�la capigliatura di Orest Kirillovi&#x10D;�: risa prolungate alle spese del signore con la croce di Vladimir che era completamente calvo), un garofano (�a questo qui mai e per nessuna ragione�). Nel berretto restavano soltanto due pegni: il fazzoletto di Erast Petrovi&#x10D; e l�anello d�oro di Achtyrzev. Quando fra le dita del banditore scintill� luminoso l�anello, lo studente si protese tutto in avanti, e Fandorin vide delle gocce di sudore imperlare la fronte del brufoloso.</p><p>�E a questo che gli diamo?� chiese strascicando la voce Amalia Kazimirovna a cui, a quanto pareva, era venuto a noia intrattenere il pubblico. Achtyrzev si alz� e, non credendo alla sua fortuna, si sfil� il pince-nez dal naso. �Ma no, magari non a lui, casomai all�ultimo�, concluse la tormentatrice.</p><p>Si voltarono tutti verso Erast Petrovi&#x10D;, rivolgendogli finalmente uno sguardo serio. Quanto a lui, in questi ultimi minuti, man mano che le sue chance crescevano, non aveva fatto che pensare sempre pi� febbrilmente come comportarsi in caso di successo. Ebbene, era sciolto ogni dubbio. Si vede che la sorte aveva voluto cos�.</p><p>A questo punto, alzandosi di colpo, Achtyrzev corse verso di lui, e sussurr� focosamente: �Cedetemelo, vi supplico. Cosa vi costa� siete qui per la prima volta, mentre per me ne va della vita� Vendetemelo, alla fin fine. Quanto? Cosa volete, cinquecento, mille? Di pi�?�</p><p>Con una decisione tranquilla che sorprese lui per primo, Erast Petrovi&#x10D; scost� il supplice, si alz�, si avvicin� alla padrona di casa e le chiese con un inchino: �Dove volete che andiamo?�</p><p>Lei guard� Fandorin con allegra curiosit�. Quello sguardo gli fece girare la testa.</p><p>�Va benissimo laggi�, in quell�angolo. Diversamente avrei paura a isolarmi con voi: siete cos� audace.�</p><p>Senza badare alle risate beffarde degli altri, Erast Petrovi&#x10D; la segu� nell�angolo pi� lontano del salotto e si mise a sedere sul divano dallo schienale intagliato. Amalia Kazimirovna infil� un sigarillo nel bocchino d�argento, accese da una candela e inspir� voluttuosamente.</p><p>�E quanto vi ha offerto per me Nikolaj Stepany&#x10D;? Lo so bene, cosa vi stava sussurrando.�</p><p>�Mille rubli�, rispose onestamente Fandorin. �Anche di pi�, ha detto.�</p><p>Gli occhi d�agata della Cleopatra sfavillarono cattivi.</p><p>�Oh, quanto � poco paziente. E voi cosa siete, un miliardario?�</p><p>�No, io non sono ricco�, disse modestamente Erast Petrovi&#x10D;. �Ma ritengo meschino fare commercio dei propri successi.�</p><p>Gli ospiti si erano stancati di origliare la conversazione -tanto non si sentiva niente lo stesso�� e cos�, divisisi in gruppi, passarono ai loro discorsi, sebbene ognuno lanciasse di tanto in tanto un�occhiatina in quell�angolino lontano.</p><p>Intanto la Cleopatra con espressione apertamente beffarda studiava il suo temporaneo dominatore.</p><p>�Cosa desiderate chiedermi?�</p><p>Erast Petrovi&#x10D; esit�.</p><p>�La risposta sar� onesta?�</p><p>�L�onest� non ve la posso promettere, ce n�� assai poca nei nostri giochi, ma sulla mia sincerit� potete contare�, rise la Be�ezkaja con un�amarezza appena percettibile. �Per� non deludetemi, non fatemi domande sciocche. Vi considero un esemplare curioso.�</p><p>Allora Fandorin attacc� all�impazzata.</p><p>�Cosa sapete a proposito della morte di Petr Aleksandrovi&#x10D; Kokorin?�</p><empty-line/><p>La padrona di casa non si spavent�, non trem�, tuttavia Erast Petrovi&#x10D; ebbe l�impressione che gli occhi le si fossero assottigliati un istante.</p><p>�E a voi a cosa serve saperlo?�</p><p>�Questo ve lo spiegher� dopo. Prima rispondetemi.�</p><p>�Va bene, ve lo dir�. Kokorin � stato ucciso da una signora assai spietata.�La Be�ezkaja abbass� un attimo le spesse ciglia nere e lo scott� da l� sotto con uno sguardo veloce come un colpo di fioretto. �E questa <emphasis>belle femme sans merci </emphasis>si chiama �passione�.�</p><p>�Passione per voi? Perch� lui vi frequentava, vero?�</p><p>�Mi frequentava. E a parte me qui, mi pare, non c�� nessuno di cui innamorarsi. A meno di considerare Orest Kirillovi&#x10D;.�Scoppi� a ridere.</p><p>�E a voi Kokorin non fa nessuna pena?� chiese Fandorin meravigliandosi di tanta durezza.</p><p>La regina egizia alz� con indifferenza le spalle.</p><p>�Ciascuno � padrone della sua sorte. Ma non vi pare di aver fatto abbastanza domande?�</p><p>�No!� si affrett� a dire Erast Petrovi&#x10D;. �E cosa c�entrava Achtyrzev? E cosa significa il testamento a favore di lady Esther?�</p><p>Il boato delle voci si fece pi� forte, e Fandorin si volt� con impazienza.</p><p>�Non vi piace il mio tono?� chiedeva a voce alta Ippolit, spingendo Achtyrzev ubriaco. �E questo ti piace, baccellone?� chiese picchiando col palmo la fronte dello studente, con poca forza, eppure quel mingherlino di Achtyrzev vol� verso la poltrona, ci casc� dentro e rest� seduto sbattendo gli occhi smarrito.</p><p>�Scusate, conte, cos� non si pu�!� Erast Petrovi&#x10D; si protese in avanti. �Anche se voi siete il pi� forte, questo non vi d� il diritto di��</p><p>Comunque le sue frasi sconnesse, a cui il conte non aveva quasi badato, furono sommerse dalla voce cristallina della padrona di casa: �Ippolit, esci fuori! E che i tuoi piedi non riappaiono pi� qui finch� non torni sobrio!�</p><p>Il conte, imprecando, rimbomb� verso l�uscita. I restanti ospiti si misero a guardare con curiosit� l�afflosciato Achtyrzev, che faceva proprio pena e nemmeno compiva il bench� minimo sforzo per risollevarsi.</p><p>�Qui siete voi l�unico che somigli a un essere umano�, sussurr� Amalia Kazimirovna a Fandorin, dirigendosi verso il corridoio. �Portatelo via. E non abbandonatelo.�</p><p>Quasi subito apparve John lo spilungone, che aveva cambiato la livrea con una finanziera nera dalla pettina inamidata, e aiut� a portare lo studente fino alla porta dove gli calc� il cilindro sul capo. La Be�ezkaja non usc� a salutare e, considerata la cupa fisionomia del maggiordomo, Erast Petrovi&#x10D; cap� che era ora di andarsene.</p></section><section><title><p>QUINTO CAPITOLO</p></title><subtitle><emphasis>in cui serie spiacevolezze attendono il protagonista</emphasis></subtitle><empty-line/><p>Sulla strada, respirando l�aria fresca, Achtyrzev si riprese un poco, riusciva a star fermo sulle gambe, senza barcollare, ed Erast Petrovi&#x10D;" credette di non doverlo pi� sostenere sotto il gomito.</p><p>�Andiamo fino a via Sretenka�, gli disse. �L� vi trover� un vetturino. C�� molto da qui fino a casa vostra?�</p><p>�Fino a casa?� Nella luce ineguale del fanale al cherosene il pallido viso dello studente sembrava una maschera. �No, a casa per nessuna ragione al mondo! Andiamocene insieme da qualche parte, che ne dite? Ho voglia di chiacchierare un po�. L�avete visto voi� come mi trattano quelli. Come vi chiamate? Me lo ricordo, Fandorin, buffo cognome. Io mi chiamo Achtyrzev. Nikolaj Achtyrzev.�</p><p>Erast Petrovi&#x10D; accenn� un inchino, e intanto cercava di risolvere un complesso problema morale: se non fosse eccessivamente scorretto approfittare dello stato di debolezza di Achtyrzev per farsi dare da lui le informazioni necessarie, visto che il �gobbo�, a quanto pareva, era in vena di confidenze.</p><p>Decise che non c�era nulla di male, si poteva. Non aveva certo la forza di opporsi a tanto fervore investigativo.</p><p>�Qui vicino c�� il <emphasis>Crimea�, </emphasis>consider� Achtyrzev. �E non c�� bisogno di prendere una vettura, possiamo arrivarci a piedi. Certo, � un postaccio, in compenso il vino � buono. Venite con me? Offro io.�</p><p>Fandorin non si mise a fare lo smorfioso, e lentamente (lo studente comunque non si teneva bene in piedi) si trascinarono per il vicolo buio in direzione delle luci di via Sretenka che brillavano lontane.</p><p>�Voi, Fandorin, probabilmente mi considerate un vigliacco, vero?� gli chiese Achtyrzev con la lingua impastata. �Perch� non ho sfidato a duello il conte, ho sopportato l�offesa e per di pi� mi sono finto ubriaco? Io non sono un vigliacco, potrei anche raccontarvi qualcosa da convincervene� Dopotutto lui faceva apposta a provocarmi. Magari � stata lei a incitarlo per sbarazzarsi di me e non pagare il suo debito� Oh, quella � una donna, voi non la conoscete!� E per Zurov ammazzare un uomo � lo stesso che schiacciare una mosca. Ogni mattina si esercita un�ora con la pistola. Dicono riesca a prendere una moneta da cinque copechi a venti passi di distanza. Sarebbe forse stato un duello? Lui non avrebbe rischiato nulla. Sarebbe stato un assassinio, per� con un bel nome. E, soprattutto, Zurov non ne avrebbe pagato le conseguenze, se la sarebbe cavata. Se l�� gi� cavata pi� di una volta. S�, passer� qualche mese fuori dalla Russia, far� una vacanza. E poi adesso io voglio vivere, me ne sono guadagnato il diritto.�</p><p>Svoltarono da via Sretenka in un altro vicolo, assai misero ma se non altro con i fanali a gas e non pi� a cherosene, e davanti a loro si disegn� un edificio a tre piani con le finestre bene illuminate. Doveva essere quello il <emphasis>Crimea, </emphasis>pens� con un tuffo al cuore Erast Petrovi&#x10D; che aveva sentito tanto parlare di quel nido del libertinaggio, famoso in tutta Mosca.</p><p>Nel vasto porticato brillante di lampade nessuno si fece loro incontro. Achtyrzev con gesto da habitu� spinse l�alta porta intarsiata, che gli cedette facilmente, e incontro a loro alit� un tepore di cucina e di alcolici, si lev� un boato di voci e uno stridere di violini.</p><p>Consegnati al guardaroba i cilindri, i giovani finirono nelle grinfie di un tipo baldanzoso in camicia rossa, il quale si rivolgeva ad Achtyrzev chiamandolo �eccellenza� e promise il tavolino migliore, tenuto apposta da parte.</p><p>Il tavolino era vicino al muro e, grazie a Dio, lontano dalla scena su cui un coro zigano vociava e scuoteva i tamburelli.</p><p>Erast Petrovi&#x10D;, che per la prima volta in vita sua si trovava in un vero covo di perdizione, cominci� a girare la testa da ogni parte. Il pubblico era dei pi� variopinti, ma gente sobria, a quanto pareva, non se ne vedeva proprio. Il tono lo davano dei giovani bottegai e operatori di borsa con la scriminatura impomatata�� si sa chi ha soldi al giorno d�oggi, ma ci capitavano anche signori dall�aspetto incontrovertibilmente nobiliare, qua e l� brillava perfino un monogramma in oro sulla spallina di un militare altolocato. Ma pi� di tutto suscitavano l�interesse del giovane le ragazze che andavano a sedersi ai tavoli al primo gesto d�invito. Avevano scollature tali da far arrossire Erast Petrovi&#x10D;, mentre le gonne con gli spacchi facevano intravedere impudicamente ginocchia rotonde fasciate da calze traforate.</p><p>�Che fate, guardate le ragazze?� sogghign� Achtyrzev, ordinando al cameriere del vino e due piatti del giorno. �Io invece, dopo Amalia, nemmeno le considero esseri di sesso femminile. Quanti anni avete, Fandorin?�</p><p>�Ventuno�, rispose Erast Petrovi&#x10D; aggiungendosi un annetto.</p><p>�Io ne ho ventitr�, e ne ho gi� viste di cose. Non statevene l� a bocca aperta davanti a quelle in vendita, non meritano n� denaro n� tempo. E subito dopo viene la nausea. Se proprio bisogna amare, che sia un�imperatrice! Sebbene, cosa sto a dirvi� Dopotutto non ci sarete finito per caso da Amalia? Vi ha stregato? Questo le piace molto, mettere insieme una collezione, e che i pezzi esposti si rinnovino di continuo. Come cantano all�operetta, <emphasis>elle ne pense qu�a exc�ter les hommes� </emphasis>Ma tutto ha un prezzo, e io il mio prezzo l�ho pagato. Volete che vi racconti una storia? Non so perch� ma mi piacete, sapete tacere cos� bene. E a voi risulter� utile sapere che donna � quella. Magari tornate in voi prima che vi risucchi del tutto come ha fatto con me. O vi ha gi� risucchiato, eh, Fandorin? Cosa stavate l� a sussurrarle?�</p><empty-line/><p>Erast Petrovi&#x10D; abbass� lo sguardo.</p><p>�Allora ascoltatemi�, prese a raccontare Achtyrzev. �Visto che poco fa mi avete preso per un vigliacco perch� ho ceduto a Ippolit, invece di sfidarlo a duello. Ma io un duello l�ho gi� fatto, di quelli che il vostro Ippolit nemmeno se lo sogna. Avete sentito quando ha detto di non parlare di Kokorin? Ci mancherebbe pure quello. Il suo sangue ce l�ha lei sulla coscienza, lei. E anch�io, naturalmente. Solo che io il mio peccato l�ho riscattato con un terrore mortale. Kokorin era un mio compagno di corso, ci veniva anche lui da Amalia. Una volta eravamo stati amici, ma poi eravamo diventati nemici per via di lei. Kokorin era pi� disinvolto di me, e aveva una bella faccia, ma, detto <emphasis>entre nous, </emphasis>un mercante � sempre un mercante, un plebeo, non importa se ha studiato all�universit�. Amalia si � divertita abbastanza con noi, coccolava ora uno, ora l�altro. Un giorno mi chiama �Nicolas�, mi d� del tu, divento io il favorito, poi basta un niente per cadere in disgrazia: mi tiene in quarantena per una settimana, mi d� di nuovo del voi, sono di nuovo Nikolaj Stepany&#x10D;. Ecco com�� la sua politica, chi abbocca al suo amo, non si libera pi�.�</p><p>�E questo Ippolit chi � per lei?� chiese cautamente Fandorin.</p><p>�Il conte Zurov? Di preciso non lo so, ma fra di loro c�� qualcosa di particolare� Non si capisce se � lui ad avere potere su di lei, o lei su di lui� Ma geloso lui non lo �, e poi non � la gelosia di Zurov che conta. Amalia � di quelle che non permette a nessuno di fare il geloso. In una parola: � un�imperatrice!�</p><p>Smise di parlare perch� al tavolino accanto si era messa a schiamazzare una compagnia di commercianti ubriachi�� stavano per andarsene e litigavano su chi doveva pagare il conto. I camerieri in quattro e quattr�otto portarono via la tovaglia sporca, ne misero una nuova, e tempo un minuto al tavolo liberatosi stava gi� seduto, reduce dalle sue gozzoviglie, un funzionario dagli occhi chiarissimi, quasi incolori (probabilmente per l�ubriachezza). A quello sfaccendato si avvicin� svolazzando un�appetitosa brunetta, lo prese per la spalla e accavall� pittorescamente una gamba sopra l�altra, col risultato che Erast Petrovi&#x10D; non distolse pi� lo sguardo dall�ipnotico ginocchio fasciato di fil de Perse rosso.</p><p>Lo studente invece, vuotato il boccale pieno di vino del Reno e infilzando con la forchetta una bistecca al sangue, riprese: �Voi credete che Pierre Kokorin si sia ucciso con le sue mani per un amore infelice? Ma non � stato cos�! L�ho ucciso io�.</p><p>�Cosa?!� esclam� Fandorin che non credeva alle sue orecchie.</p><p>�Avete sentito bene�, annu� orgogliosamente Achtyrzev. �Adesso vi racconto tutto, per� statevene seduto tranquillo e non interrompetemi con le vostre domande.</p><p>�Proprio cos�, l�ho ucciso, e non ne ho il minimo rimorso. L�ho ucciso in modo onorevole, in duello. S�, in modo onorevole! Perch� da che mondo � mondo non c�� stato un duello pi� onorevole del nostro. Quando due si mettono alla barriera, l� c�� quasi sempre un inganno�� uno spara meglio, l�altro peggio, oppure uno � grasso e colpirlo � pi� facile, oppure ha passato una notte insonne e gli tremano le mani. Mentre fra me e Pierre si � svolto tutto senza inganno. Amalia ci ha detto� questo avveniva a Sokolniki, nel parco, noi tre eravamo in carrozza�� e lei dice: �Mi sono stancata di tutti e due, siete dei ragazzini ricchi, viziati. Se almeno vi ammazzaste l�uno con l�altro, eh?� E quella bestia di Kokorin le fa: �Posso anche ammazzare, se in cambio ne ricever� da voi il premio�. E io dico: �Per il premio posso ammazzare anch�io. Questo � un premio�, dico, �che non si pu� dividere in due. Ne consegue, a uno la strada dritto filato nell�umida terra, a meno che non ci rinunci con le buone.� Ecco fino a che punto si erano messe le cose fra me e Kokorin. �Cos� voi mi amereste fino a quel punto?� chiede lei. Lui: �Pi� della vita�. E anch�io confermai lo stesso. �D�accordo�, dice lei, �negli uomini c�� solo l�audacia che apprezzo, tutto il resto si pu� simulare. Ascoltate la mia volont�. Se uno di voi uccide davvero l�altro, avr� in cambio della sua audacia un premio, quale lo sapete da voi.� E si mette a ridere. �Ma siete soltanto dei chiacchieroni, tutti e due. Non ammazzerete proprio nessuno�, dice. �Non avete nulla di interessante a parte i capitali dei vostri genitori.� Io presi fuoco. �Per Kokorin non posso garantire�, dissi, �ma quanto a me dichiaro che per un premio del genere non risparmierei n� la vita mia n� l�altrui.� Al che lei, arrabbiata: �Ma insomma, mi siete venuti a noia coi vostri chicchirich�. � deciso, vi sparerete, ma non in duello, altrimenti verr� coinvolta nello scandalo. Ed � poco sicuro, il duello. Ci mancherebbe, uno graffia il braccio all�altro, dopodich� viene da me a dichiararsi vincitore. No, meglio che uno vinca la morte, e l�altro l�amore. Come decider� il fato. Tirate a sorte. A chi tocca, quello si spara. E scrive un biglietto in modo tale che non si abbia a pensare che � stato a causa mia. Cosa v�� preso adesso, avete paura? Se avete paura, se non altro la smetterete di venire da me per la vergogna, il che sarebbe vantaggioso�. Pierre mi guarda e dice: �Non so quanto ad Achtyrzev, ma io non ho certo paura�� E cos� fu che decidemmo��</p><p>Lo studente tacque e abbass� la testa. Poi si riscosse, si riemp� la coppa fino all�orlo e mand� gi� tutto d�un fiato. Al tavolino accanto la ragazza dalle calze rosse faceva delle risate squillanti: l�uomo dagli occhi pallidi le stava sussurrando qualcosa all�orecchio.</p><p>�Ma che c�entra il testamento?� chiese Erast Petrovi&#x10D;, e si morse subito la lingua, visto che non gli si addiceva sapere anche questo. Tuttavia Achtyrzev, immerso com�era nei suoi ricordi, annu� fiaccamente: �Ah gi�, il testamento� Quella � stata una sua trovata. �Volevate comprarmi coi soldi?� dice. �Bene, che ci siano i soldi, ma non centomila, come aveva offerto Nikolaj Stepany&#x10D;� (era capitato una volta che glieli offrissi, per poco non mi sbatteva fuori di casa). �E nemmeno duecentomila. Ma tutto quel che avete. Quello a cui toccher� la morte, che se ne vada pure nudo all�altro mondo. Solo che a me i vostri soldi non servono, li regaler� io stessa a chi voglio. Che i soldi vadano almeno per qualcosa di buono e di utile, a un santo monastero o in qualche altro posto del genere. Per la remissione del peccato mortale. Che dici�, fa lei, �Petrosa, ci verr� pure un cero bello grosso col tuo milione di capitale, no?� E Kokorin era ateo, e pure militante. Cos� scatt�. �Basta che non vada ai pope�, dice. �Meglio lasciarlo alle ragazze cadute, cos� che ognuna abbia di che comprarsi una macchina da cucire e cambiare mestiere. A Mosca non rester� nemmeno una donna di strada, in questo modo conserveranno il ricordo di Petr Kokorin.� Al che Amalia ribatte: �Quelle che hanno preso il vizio, ormai non ci puoi fare nulla. Prima bisogna, nell�et� dell�innocenza�. Kokorin fa un gesto con la mano: �Allora ai bambini, agli orfani, a un orfanotrofio�. Lei si illumin� tutta: �Per questa idea, Petrusa, ti si potrebbe perdo nare molto. Vieni che ti do un bacio�. Mi prese la bile. �Li ruberanno i tuoi milioni all�orfanotrofio�, dico. �Non l�hai letto cosa scrivono dei ricoveri di Stato sui giornali? Gliene importa tanto a loro. Meglio darli a quell�inglese, alla baronessa Esther, lei non ruba.� Amalia baci� anche me: date un bel po� di punti ai nostri patrioti. Questo avveniva l�undici, di sabato. Domenica ci incontrammo con Kokorin e prendemmo tutti gli accordi. Fu una conversazione curiosa. Non faceva che fare lo spaccone, lo sbarazzino, io stavo pi� zitto, ma non ci guardammo negli occhi. Ero come inebetito� Mandammo a chiamare l�avvocato, redigemmo due testamenti nel pieno rispetto delle forme. Pierre faceva da testimone ed esecutore testamentario a me, e io a lui. All�avvocato demmo cinquemila a testa, perch� tenesse la lingua dietro ai denti. E poi nemmeno a lui conveniva chiacchierare. E con Pierre ci siamo messi d�accordo cos젗 fu lui a proporlo. Ci saremmo incontrati alle dieci del mattino da me nel quartiere Taganka (io abito in via Gon&#x10D;arnaja). Ciascuno si sarebbe messo in tasca una rivoltella a sei colpi con una sola cartuccia nel tamburo. Andiamo separatamente, ma in modo da vedersi l�un l�altro. Si tira a sorte a chi tocca per primo. Kokorin aveva letto non so dove della roulette americana, gli era piaciuto. Disse: Per via di noi due, Kolja, la ribattezzeranno roulette russa, vedrai. E dice anche: Che noia spararsi in casa, organizziamoci come finale un esercizio con numero speciale. Accettai, per me era indifferente. Devo riconoscere che mi sentivo un po� avvilito, al pensiero che avrei perso. E nel cervello mi martella: luned�, tredici, luned�, tredici. La notte non dormii affatto, volevo andarmene all�estero, ma al pensiero che lui sarebbe rimasto con lei e avrebbero riso insieme di me� E per via di questo pensiero restai.</p><empty-line/><p>�E al mattino and� cos�. Arriva Pierre, da vero dandy, con un gilet bianco, molto allegro. Era fortunato, si vede che sperava gli andasse bene anche quella volta. Lanciammo i dadi nel mio studio. A lui venne nove, a me tre. A questo ero gi� preparato. �Non andr� da nessuna parte�, dico. �Preferisco morire qui.� Feci ruotare il tamburo, poggiai la canna al cuore. �Fermati!� mi fa lui. �Non sparare al cuore. Se la pallottola ti attraversa di sbieco, ci metterai un bel po� a morire. Meglio alla tempia oppure in bocca.� �Grazie della sollecitudine�, gli dico io, e in quel momento lo odiai tanto, che avrei anche sparato senza duello. Ma ascoltai il suo consiglio. Non dimenticher� mai quello scatto, il primo. Mi fece un tale fracasso nell�orecchio, che��</p><p>Achtyrzev si contorse e si vers� ancora da bere. La cantante, una zingara robusta con lo scialle dorato, intonava con la sua voce bassa qualche cosa di cantilenato, che stregava l�anima.</p><p>�Sento la voce di Pierre: �Adesso � il mio turno. Andiamo fuori�. Solo in quel momento mi resi conto che ero ancora vivo. Andammo sulla collinetta Pulciosa, da l� si vede la citt�. Kokorin davanti, io una ventina di passi indietro. Si ferm� un po� sul burrone, non lo vedevo in faccia. Poi alz� la mano con la rivoltella, in modo che potessi vedere, fece girare il tamburo e velocemente alla tempia, uno scatto. E io lo sapevo, che non gli sarebbe successo nulla, e nemmeno ci speravo. Rilanciammo i dadi: di nuovo toccava a me. Scendemmo verso la Jauza, non c�era un�anima. Montai su un pilone del ponte, in modo da cadere poi in acqua� Di nuovo la scampai. Ce ne andammo in un�altra direzione, Pierre fa: �Comincia a diventare noioso. Perch� non spaventiamo i cittadini?� Faceva lo spavaldo, devo riconoscerlo. Sbucammo in un vicolo, l� c�era un po� di gente, passavano le carrozze. Io mi misi dall�altra parte. Kokorin si tolse il cappello, fece inchini a destra e a manca, alz� la mano, fece girare il tamburo, niente. Be�, da l� bisognava svignarsela al pi� presto. Grida, chiasso, le signore che strillano.</p><p>Svoltiamo in un portone, a quel punto eravamo in via Marosejka. Lanciammo i dadi, e cosa credete? Di nuovo a me! Lui aveva fatto sei sul primo dado e sei sul secondo, e io uno su ciascuno, parola d�onore! Ecco fatto, penso, � finita, pi� simbolico di cos�. A uno tutto, all�altro niente. La terza volta mi sparai accanto a Cosma e Damiano, dove mi hanno battezzato. Mi misi sul sagrato, dove ci sono i mendicanti, diedi un rublo a ciascuno, mi tolsi il berretto� Apro gli occhi�� sono ancora vivo. Intanto un folle in Cristo mi dice: �Nell�anima un dolore, vi perdona il Signore�. Nell�anima un dolore, vi perdona il Signore, me lo ricordo. Bene, ce ne andammo via anche da l�. Kokorin scelse un posto un po� pi� elegante, proprio accanto al Passage Galofteevskij. In via Neglinnaja entr� in una pasticceria, si mise a sedere, io rimasi fuori dietro alla vetrina. Disse qualcosa a una signora al tavolino accanto, lei sorrise. Prende la rivoltella, preme il grilletto. La signora si mette a ridere ancora di pi�. Mise via la rivoltella, chiacchier� ancora un po� con lei, fin� di bere il caff�. Io sono gi� intorpidito, non provo nulla. In testa ho una cosa sola: adesso bisogna tirare di nuovo a sorte.</p><p>�Rilanciammo i dadi nel pieno centro storico, quartiere Ochotnyj, di fronte al Cremlino, vicino al <emphasis>Grand Hotel Loskutnyj, </emphasis>e qui per la prima volta tocc� a lui per primo. A me venne sette, a lui sei. Sette contro sei, un punto di differenza in tutto. Arrivammo insieme fino al ristorante <emphasis>Da Gurov, </emphasis>e nel punto dove stanno costruendo il Museo Storico, ci separammo: lui entr� nei giardini di Sant�Alessandro, passando dal viale, io mi incamminai sul marciapiede, al di l� della cancellata. L�ultima cosa che mi ha detto: �Siamo degli imbecilli noi due, Kolja. Se questa volta ho fortuna, mando tutto al diavolo�. Avrei voluto fermarlo, per Dio se volevo, ma non lo fermai. Il perch� non lo so neppure io. Balle, d�accordo� Mi venne un pensieruccio meschino. Lasciamo che il tamburo giri ancora una volta, poi si vedr�. Magari smettiamo� Lo riconosco solo davanti a voi, Fandorin. Adesso vi sto parlando col cuore in mano��</p><p>Achtyrzev bevve ancora un po�, sotto il pince-nez aveva gli occhi torbidi e arrossati. Fandorin aspettava col fiato sospeso, per quanto a grandi linee gli eventi successivi gli fossero noti. Nikolaj Stepanovi&#x10D; prese un sigaro dal taschino e, con la mano che gli tremava, accese un fiammifero. Era straordinario vedere come quel lungo, spesso sigaro non si addicesse alla sua faccia di brutto ragazzo. Mandando via dagli occhi la nuvola di fumo, Achtyrzev si alz� bruscamente.</p><p>�Cameriere, il conto! Non posso restare pi� qui. C�� un tal chiasso, si soffoca.�Si strapp� dalla gola la <emphasis>cravatte </emphasis>di seta. �Andiamo da qualche altra parte. Oppure andiamocene semplicemente a spasso.�</p><empty-line/><p>Si fermarono sotto il porticato d�ingresso. Il vicolo era buio e deserto, le luci erano spente in tutti i palazzi a eccezione del <emphasis>Crimea. </emphasis>Nel vicino lampione baluginava e tremolava il gas.</p><p>�E se andassimo a casa mia?� propose Achtyrzev arrotando le erre col sigaro stretto fra i denti. �L� dietro l�angolo ci saranno dei vetturini di lusso.�</p><p>Si apr� la porta, e sul pianerottolo dell�ingresso usc� il loro recente vicino, il funzionario dagli occhi pallidi col berretto sulle ventitr�. Con un rumoroso singhiozzo, infil� la mano nel taschino dell�uniforme e prese un sigaro.</p><p>�Mi fareste accendere?� chiese avvicinandosi ai due giovani. Fandorin not� un leggero accento, non sapeva se baltico oppure finlandese.</p><p>Achtyrzev frug� prima in una tasca e poi nell�altra, finch� schioccarono i cerini nella scatoletta. Erast Petrovi&#x10D; aspetta va pazientemente. D�un tratto l�aspetto dell�uomo dagli occhi pallidi sub� un mutamento incomprensibile: divent� come pi� basso di statura e si pieg� leggermente da un lato. Un attimo dopo nella sua mano sinistra crebbe come per magia una larga lama corta, e il funzionario con un movimento economico, di guttaperca, infil� la lama nel fianco destro di Achtyrzev.</p><p>Gli eventi successivi si verificarono molto rapidamente, in due o tre secondi, ma Erast Petrovi&#x10D; ebbe la sensazione che il tempo si fosse arrestato. Riusc� a notare diverse cose, riusc� anche a pensarne tante altre, per� non c�era verso gli riuscisse di muoversi, come se l�avesse ipnotizzato il riflesso di luce sulla superficie d�acciaio.</p><p>All�inizio Erast Petrovi&#x10D; pens�: l�ha colpito al fegato, e chiss� come nella memoria salt� fuori una frase dal manuale di biologia del liceo: �Il fegato in un corpo animale � l�organo che separa il sangue dalla bile�. Poi vide che Achtyrzev moriva. Prima di allora Erast Petrovi&#x10D; non aveva mai visto morire nessuno, ma per un qualche motivo cap� subito che Achtyrzev era proprio morto. Gli occhi gli si erano fatti come di vetro, le labbra gli si erano gonfiate in modo convulso, e ne zampillava fuori un rivolo scuro di sangue color amarena. Molto lentamente e perfino, come sembr� a Fandorin, con eleganza, il funzionario estrasse la lama, che non brillava pi�, e si volt� piano piano verso Erast Petrovi&#x10D;, che si ritrov� a un passo dal suo viso: gli occhi chiari coi punti neri delle pupille, le sottili labbra esangui. Le labbra si mossero e pronunciarono distintamente: �Azazel�. E a questo punto la distorsione temporale termin�, il tempo si contrasse come una molla e, riestendendosi, diede un colpo talmente bruciante a Erast Petrovi&#x10D; sul fianco destro, e con tanta forza, che lui cadde supino e sent� male colpendo con la nuca il bordo della balaustra dell�ingresso. Cos�� questo? Chi � questo Azazel? pens� Fandorin. Dormo, o cosa? E poi pens� ancora: Ha centrato col coltello il Lord Byron. La stecca di balena. Fianchi stretti, spalle da guerriero!</p><p>Le porte si spalancarono con un botto e sul porticato fece irruzione ridendo una compagnia rumorosa.</p><p>�Oho, signori, ma qui abbiamo la battaglia della Moscova!� grid� allegramente la voce alticcia di un mercante. �Non hanno retto, i signorini! Non sanno bere!�</p><p>Erast Petrovi&#x10D; si alz� reggendosi con la mano il fianco caldo e bagnato, e fece per guardare l�uomo dagli occhi bianchi.</p><p>Ma, stranamente, non c�era nessun uomo dagli occhi bianchi. Achtyrzev giaceva l� dove era caduto, bocconi di traverso ai gradini; lontano rotolava il cilindro che gli era scivolato via, mentre il funzionario era scomparso senza lasciare traccia, si era come dissolto nell�aria. E in tutta la strada non si vedeva un�anima, solo i fanali con la loro luce smunta.</p><p>Di colpo i fanali si comportarono in un modo molto strano, presero a girare, a roteare, e all�inizio divent� tutto molto luminoso, dopodich� si fece buio totale.</p></section><section><title><p>SESTO CAPITOLO</p></title><subtitle><emphasis>in cui compare l�uomo del futuro</emphasis></subtitle><empty-line/><p>�Statevene sdraiato, colombello mio, statevene sdraiato�, disse dalla soglia Ksaverij Feofilaktovi&#x10D; quando tutto confuso Fandorin butt� gi� le gambe dal ruvido divano. �Cosa vi ha detto il dottore? So tutto, mi sono informato. Dopo le dimissioni dall�ospedale, due settimane di regime a letto, cos� la ferita si rimargina come si deve e il cervello scosso torna a posto, ma voi non sono nemmeno dieci giorni che siete a letto.�</p><p>Si mise a sedere e si nett� col fazzoletto a quadretti la paonazza calvizie.</p><p>�Uff, se scotta, il sole, eccome se scotta! Vi ho portato del marzapane e delle ciliegie, se volete favorire. Dove ve le metto?�</p><p>Il commissario diede un�occhiata alla cameretta, stretta come una trincea, in cui dimorava il registratore di collegio. Non c�era dove appoggiare l�involto con i doni: sul divano stava sdraiato il padrone di casa, sulla sedia si era seduto lui stesso, sul tavolo troneggiavano pile di libri. Nella camera non c�erano altri mobili, nemmeno un armadio, e i numerosi articoli del guardaroba erano appesi a dei chiodi sulle pareti.</p><p>�Allora, vi fa male?�</p><p>�Per niente�, ment� un tantino Erast Petrovi&#x10D;. �Per me i punti li possono togliere pure domani. Mi ha preso solo di striscio alle costole, per il resto nulla. E la testa � completamente a posto.�</p><p>�Ma no, riguardatevi un po�, tanto lo stipendio arriva lo stesso�, disse Ksaverij Feofilaktovi&#x10D; aggrottando la fronte con aria colpevole. �Non prendetevela, mio caro, se non sono venuto a trovarvi per cos� tanto tempo. Chiss� che brutte cose avrete pensato di questo vecchio, vi sarete detto, quando c�� da stendere il rapporto, corre subito all�ospedale, ma dopo, appena non gli servo pi�, nemmeno mostra il naso. Ho mandato a informarsi dal medico, ma non mi � assolutamente riuscito di venire a trovarvi. Da noi in direzione succedono tante di quelle cose, siamo indaffarati notte e giorno, parola d�onore.�Il commissario scosse il capo e abbass� confidenzialmente la voce. �Quel vostro Achtyrzev mica era uno qualsiasi, era nientemeno che il nipote prediletto di sua eccellenza il cancelliere Kor&#x10D;akov.�</p><p>�Cosa mi dite mai!� esclam� Fandorin.</p><p>�Suo padre � ambasciatore in Olanda, dove ha contratto seconde nozze, e a Mosca il vostro conoscente abitava dalla zia, la principessa Kor&#x10D;akova, nel palazzo di sua propriet� in via Goncarova. L�anno scorso la principessa ha reso l�anima, e gli ha lasciato in eredit� ogni suo bene, mentre lui gi� dalla sua defunta madre aveva ereditato moltissimo. Oh, e sapeste che trambusto � cominciato da noi, adesso ve lo racconto. Tanto per cominciare hanno chiesto di mettere la pratica sotto il controllo personale del governatore generale, del principe Dolgorukij in persona. Ma non c�� nessuna pratica, e non si sa dove andare a parare. L�assassino a parte voi non l�ha visto nessuno. Della Be�ezkaja si � persa ogni traccia, come vi avevo gi� detto l�altra volta. La casa � vuota. Non ci sono n� servi n� carte. Come cercare un ago nel pagliaio. Non si capisce chi �, non si sa da dove � arrivata. Dai documenti risulta una nobildonna di Wilna. Sono state richieste informazioni a Wilna, ma sotto quel nome non risulta nessuno. D�accordo. Mi convoca una settimana fa sua eminenza. �Non te la prendere, Ksaverij�, mi dice, �ti conosco da tanto tempo e rispetto la tua coscienziosit�, ma questa faccenda non � alla tua portata. Verr� un investigatore specializzato da Pietroburgo, un funzionario con mandato particolare presso il capo dei gendarmi e il responsabile della Terza sezione di sua eccellenza illustrissima aiutante generale Mizinov Lavrentij Arkadevi&#x10D;.� Capisci di che pesce si tratta? Uno dei nuovi, di quelli che non sono di estrazione nobile, un uomo del futuro. Fa tutto in modo scientifico. Un maestro per le questioni complesse, niente a che vedere con noi due�, spieg� Ksaverij Feofilaktovi&#x10D; con un risentito colpo di tosse. �Quindi lui sarebbe un uomo del futuro, mentre io, Gru�in, sono un uomo del passato. Benissimo. � arrivato di mattina, tre giorni fa. Sarebbe a dire mercoled�, il ventidue. Si chiama Ivan Franzevi&#x10D; Brilling, ha il rango di consigliere di Stato. A soli trent�anni! E cos� si comincia anche da noi. Oggi � sabato, e quello ci fa venire tutti in ufficio alle nove di mattina. E ieri fino alle undici di sera non abbiamo fatto che conferire, tracciare schemi. Vi ricordate il buffet, dove si beveva il t�? Adesso l� al posto del samovar c�� un�attrezzatura per il telegrafo e un telegrafista di servizio giorno e notte. Si pu� mandare un dispaccio fino a Vladivostok, anche fino a Berlino, e la risposta arriva subito. Ha liquidato met� degli agenti, si � portato dietro da Pietroburgo met� dei suoi, obbediscono solo a lui. Mi ha interrogato meticolosamente su ogni cosa e mi ha ascoltato con attenzione. Ho pensato: adesso mi manda in congedo, ma no, gli faceva ancora comodo il commissario Gru�in. Io, colombello mio, ma ecco per cosa sono venuto da voi�, si ricord� Ksaverij Feofilaktovi&#x10D;. �Vi voglio mettere sull�avviso. Aveva intenzione di venire oggi a trovarvi, intende interrogarvi di persona. Voi non confondetevi, non c�� nessuna accusa contro di voi. Siete perfino rimasto ferito nell�adempimento del dovere. E non fate sfigurare il vostro vecchio. Chi l�avrebbe mai detto, che la faccenda avrebbe preso una piega del genere?�</p><p>Erast Petrovi&#x10D; guard� con rammarico il suo misero abitacolo. Bella impressione avrebbe fatto al grand�uomo di Pietroburgo!</p><p>�Non sarebbe meglio se venissi io stesso in direzione? Ormai, parola d�onore, sono del tutto guarito.�</p><p>�Non ci pensate nemmeno!� rispose il commissario con un gesto del braccio. �Cos� capisce che vi sono venuto ad avvertire. Statevene l� buono sdraiato. Si � annotato il vostro indirizzo, verr� sicuramente oggi.�</p><empty-line/><p>L�uomo del futuro arriv� la sera, alle sette, ed Erast Petrovi&#x10D; ebbe tutto il tempo di prepararsi come si deve. Disse ad Agrafena Kondratevna che sarebbe venuto un generale, e che quindi Malaska lavasse almeno il pavimento vicino all�ingresso, levasse di torno quel baule marcio e soprattutto non le saltasse in mente di preparare la minestra di cavoli. In camera sua il ferito fece pulizia completa: appese i vestiti ai chiodi nel miglior modo possibile, spost� i libri sotto al letto, sul tavolo lasci� soltanto un romanzo francese, i <emphasis>Saggi filosofia </emphasis>di David Hume in inglese e il <emphasis>Diario di un investigatore parigino </emphasis>di Jean Debr�. Poi tolse il Debr� e al suo posto mise <emphasis>Istruzione sul corretto modo di respirare del vero bramino indiano signor Chandra Johnson, </emphasis>di cui si serviva ogni mattina per l�esecuzione di esercizi ginnici e per temprare lo spirito. Venga pure quel maestro di questioni complicate, venga a vedere come qui abita un uomo che, per quanto povero, non si � lasciato andare. Per sottolineare la gravit� della sua ferita, Erast Petrovi&#x10D; mise sulla sedia accanto al divano una boccetta contenente chiss� quale mistura (se la fece prestare da Agrafena Kondratevna), si sdrai� e si avvolse la testa in una sciarpa bianca. Gli sembr� di avere ottenuto quel che ci voleva: un insieme di dolore e coraggio.</p><p>Finalmente, quando ormai stare sdraiato gli era venuto spaventosamente a noia, bussarono piano piano alla porta, e subito, senza aspettare una risposta, entr� un signore energico, con una comoda giacca leggera, dei pantaloni chiari e il capo scoperto. I capelli biondicci pettinati con cura lasciavano libera la fronte alta, gli angoli della bocca volitiva erano segnati da due piccole rughe beffarde, e anche dal mento rasato, con la fossetta, spirava spigliatezza. I penetranti occhi grigi esaminarono in un attimo la camera e si fermarono su Fandorin.</p><p>�Vedo che non ho bisogno di presentarmi�, disse l�ospite con allegria. �L�essenziale su di me gi� lo sapete, sia pure in una luce sfavorevole. Gru�in si � gi� lamentato del telegrafo?�</p><p>Erast Petrovi&#x10D; sbatt� gli occhi e non disse nulla in risposta.</p><p>�Questo � il metodo deduttivo, carissimo Fandorin. La ricostruzione del quadro generale in base ad alcuni piccoli dettagli. In questo la cosa principale � non esagerare, non arrivare a una conclusione inesatta, qualora i dati a disposizione ne consentano pi� d�una. Ma di questo parleremo pi� avanti, ne avremo tutto il tempo. Quanto a Gru�in, � semplicissimo. La vostra padrona di casa mi si � inchinata quasi fino a terra e mi ha chiamato �eccellenza illustrissima��� e uno. Io, come potete vedere, non ho affatto l�aria di un�eccellenza illustrissima, e nemmeno lo sono per il momento, perch� il mio rango rientra soltanto nella categoria delle �vostre signorie��� e due. Non ho parlato a nessuno salvo a Gru�in della mia intenzione di venire a trovarvi�� e tre. � chiaro che a proposito della mia attivit� il signor commissario investigativo poteva esprimersi soltanto in un modo poco lusinghiero�� e quattro. Quanto al telegrafo, di cui, nelle indagini contemporanee, ne converrete, non si pu� assolutamente fare a meno, ha fatto in tutto il vostro dipartimento un�impressione davvero indelebile, e il nostro sonnolento Ksaverij Feofilaktovi&#x10D; non poteva proprio passarlo sotto silenzio�� e cinque. Non � forse cos�?�</p><p>�Proprio cos�, riconobbe uno stupefatto Fandorin tradendo vergognosamente il buon Ksaverij Feofilaktovi&#x10D;.</p><p>�E voi ancora cos� giovane gi� soffrite di emorroidi?� chiese senza tanti complimenti l�ospite, trasferendo la miscela sul tavolo per mettersi a sedere.</p><p>�No!� esclam� Erast Petrovi&#x10D; avvampando e rinnegando a un tempo anche Agrafena Kondratevna. �� la mia padrona di casa che ha fatto confusione. Quella l�, vostra signoria, confonde sempre tutto. � una donna senza il bench� minimo discernimento��</p><p>�Capito. Chiamatemi Ivan Franzevi&#x10D;, o meglio ancora, semplicemente �capo�, visto che lavoreremo insieme. Ho letto il vostro rapporto�, continu� Brilling senza la minima transizione. �Una cosa intelligente. Buona capacit� di osservazione. Si vedono i risultati. Sono piacevolmente sorpreso del vostro intuito: nel nostro lavoro questa � la cosa pi� preziosa di tutte. Ancora prima di sapere come si svilupper� la situazione, � il fiuto che ci suggerisce quali misure prendere. Come avete fatto a indovinare che la visita dalla Be�ezkaja avrebbe potuto rivelarsi pericolosa? Come mai avete ritenuto necessario indossare un giubbotto di sicurezza? Bravo!�</p><p>Erast Petrovi&#x10D; avvamp� ancora pi� di prima.</p><p>�S�, pensato proprio bene. Da una pallottola, certo, non protegge, ma con un�arma da taglio non � niente male. Dar� ordine che acquistino una partita di quei busti per gli agenti inviati in missioni pericolose. Che marca �?�</p><p>Fandorin rispose timidamente: �Lord Byron�.</p><p>�Lord Byron�, ripet� Brilling, prendendo nota su un libretto rilegato in cuoio. �E adesso ditemi, quando potreste tornare al lavoro? Ho mire particolari su di voi.�</p><p>�Oddio, anche domani!� esclam� con foga Fandorin, guardando con amore il suo nuovo superiore, o per meglio dire capo. �Domani faccio una corsa dal dottore, mi tolgo i punti, e potrete contare su di me.�</p><p>�Magnifico. La vostra descrizione della Be�ezkaja?�</p><p>Erast Petrovi&#x10D;, con un certo imbarazzo, prese a dire in modo piuttosto sconclusionato e aiutandosi con ampi gesti: �Quella � � una donna rarissima. Una Cleopatra. Una Carmen� Una bellezza indescrivibile, ma non � nemmeno una questione di bellezza� Ha uno sguardo magnetico. No, non � nemmeno lo sguardo� Ecco la cosa principale: in lei si avverte una forza immensa. Una forza tale, che � come giocasse con tutti. � un gioco con certe sue regole incomprensibili, per� crudele. Secondo me � una donna molto corrotta e al tempo stesso� del tutto innocente. Come se non l�avessero educata nell�infanzia. Non so come spiegarmi��Fandorin arross�, comprendendo che avrebbe detto una sciocchezza, ma concluse lo stesso: �Ho l�impressione che non sia cos� malvagia come vorrebbe far credere�.</p><p>Il consigliere di Stato scrut� il giovane e fischi� con fare sbarazzino: �Ecco cos�� Proprio come avevo pensato. Adesso vedo che Amalia Be�ezkaja � una persona davvero pericolosa� In particolare per giovani romantici nel periodo della maturazione sessuale�.</p><p>Soddisfatto dell�effetto che questo scherzo aveva prodotto sul suo interlocutore, Ivan Franzevi&#x10D; si alz� in piedi e si guard� intorno ancora una volta.</p><p>�Per questo buco pagate dieci rubli?�</p><p>�Dodici�, rispose con sussiego Erast Petrovi&#x10D;.</p><p>�Una scenografia nota. Anch�io vivevo cos� un tempo. Quando andavo al liceo nella gloriosa citt� di Charkov. Io, vedete, proprio come voi, ho perso i genitori in tenera et�. Ma, per la formazione della personalit� questo � addirittura utile. E di stipendio avete trentacinque rubli d�argento, in base al rango?� chiese, ancora una volta senza la minima transizione, il consigliere di Stato.</p><p>�Ricevo anche un supplemento trimestrale per gli straordinari.�</p><p>�Dar� ordine che vi diano cinquecento rubli premio dal fondo speciale. Per lo zelo e il pericolo corso. Allora, a domani. Passate da me, lavoreremo sulle ipotesi.�</p><p>Al che la porta si richiuse dietro lo stupefacente visitatore.</p><empty-line/><p>In effetti la direzione dell�investigativo era irriconoscibile. Per i corridoi trottavano con aria affaccendata signori sconosciuti con certe cartelle sottobraccio, e perfino i precedenti collaboratori camminavano non pi� ciondoloni, ma con un�aria sicura, tesa. Nella stanza da fumo�� meraviglia delle meraviglie�� non c�era un�anima. Erast Petrovi&#x10D; diede per curiosit� un�occhiata all�ex buffet, e proprio cos�, al posto del samovar e delle tazze sul tavolo c�era l�apparecchiatura Bodeau, mentre un telegrafista col giubbotto dell�uniforme guard� l�intruso con aria severa e interrogativa.</p><p>Lo Stato maggiore investigativo aveva preso posto nel gabinetto del capo della direzione, questo perch� a partire dal giorno prima il signor colonnello era stato destituito. Erast Petrovi&#x10D;, ancora piuttosto pallido dopo la dolorosa procedura dell�estrazione dei punti, buss� e si affacci� al l�interno. Anche il gabinetto era cambiato: le comode poltrone in cuoio erano scomparse, e al loro posto si vedevano tre file di semplici sedie, mentre al muro erano attaccate due lavagne scolastiche completamente ricoperte di schemi. A quanto pareva si era appena conclusa una riunione: Brilling si stava ripulendo con uno straccio le mani impolverate di gesso, mentre i funzionari e gli agenti, scambiandosi le loro opinioni con aria preoccupata, si dirigevano verso l�uscita.</p><p>�Entrate, Fandorin, entrate, non state a gingillarvi sulla soglia�, disse il nuovo padrone del gabinetto facendo fretta all�intimidito Erast Petrovi&#x10D;. �Vi siete fatti rammendare? Benissimo. Lavorerete direttamente con me. Non vi assegno nessun tavolo, tanto avrete ben poco da star seduto. Peccato che siete arrivato tardi, abbiamo avuto una discussione molto interessante a proposito dello �Azazel� del vostro rapporto.�</p><p>�Allora esiste davvero? Non ho sentito male?� chiese Erast Petrovi&#x10D; aguzzando le orecchie. �E dire che stavo gi� cominciando a temere di essermi sognato tutto.�</p><p>�Non ve lo siete sognato. Azazel � l�angelo caduto. Che voto vi hanno dato in catechismo? Ve lo ricordate il capro espiatorio? Allora, se ben ricordate, ce n�erano due. Uno veniva destinato a Dio per la remissione dei peccati, l�altro ad Azazel perch� non si adirasse. Nel libro di Enoch degli ebrei Azazel insegna agli uomini stupidaggini di ogni genere: ai maschi a guerreggiare e a fabbricare le armi, alle femmine a truccarsi il viso e a liberarsi di un feto. Per dirla in breve, un demonio sedizioso, lo spirito della cacciata.�</p><p>�Ma cosa pu� voler dire tutto questo?�</p><p>�Un assessore di collegio dei vostri di Mosca ha elaborato un�intera ipotesi. A proposito di un�organizzazione segreta giudaica. Ha parlato del Sinedrio ebraico, e del sangue dei fanciulli cristiani. A dar retta a lui la Be�ezkaja diventa una figlia di Israele, e Achtyrzev l�agnello offerto sull�altare sacrificale del dio ebraico. Tutto sommato, una fesseria. Questi deliri giudeofobi li conosco fin troppo bene da Pietroburgo. Se capita una disgrazia, e il motivo non � chiaro, subito chiamano in causa il Sinedrio.�</p><p>�E quale sarebbe la vostra supposizione� capo?� chiese Fandorin pronunciando non senza un fremito interiore l�insolito appellativo.</p><p>�Guardate qui�, disse Brilling avvicinandosi a una delle lavagne. �Questi quattro cerchietti in alto rappresentano quattro ipotesi. Il primo cerchietto, come vedete, ha un punto interrogativo. � l�ipotesi meno verosimile: l�assassino ha agito per conto suo, e lei e Achtyrzev siete stati le sue vittime casuali. Magari un maniaco con la fissazione del demonismo. Qui ci troviamo in un vicolo cieco, fintanto che non si verificheranno nuovi crimini analoghi. Ho spedito interrogazioni con il telegrafo in tutti i governatorati, per sapere se <emphasis>ci </emphasis>sono stati assassini analoghi. Dubito del successo�� se un maniaco di questo genere avesse gi� fatto parlare di s�, lo saprei. Il secondo cerchietto con le lettere AB�� � Amalia Be�ezkaja. Una donna indubbiamente sospetta. Da casa sua avrebbero potuto facilmente pedinare lei e Achtyrzev fino al <emphasis>Crimea. </emphasis>E poi c�� la fuga. Per� non si capisce il motivo dell�assassinio.�</p><p>�Se � scappata, vuol dire che � coinvolta�, disse con fervore Fandorin. �E vien fuori che l�uomo dagli occhi bianchi non ha agito da solo.�</p><p>�Questo non � un fatto, � lungi dall�essere un fatto. Sappiamo che Be�ezkaja era uno pseudonimo e che viveva sotto un passaporto falso. Probabilmente un�avventuriera. Probabilmente viveva a spese di ricchi protettori. Ma assassinare, e per mano di un signore cos� svelto? A giudicare dal vostro rapporto, non era un dilettante, ma un assassino professionista di tutto rispetto. Quel colpo al fegato � un lavo retto da gioielliere. Sono stato all�obitorio, ho visionato Achtyrzev. Non fosse stato per il busto, adesso l� ci sareste anche voi, e la polizia l�avrebbe considerata una rapina oppure una rissa fra ubriachi. Ma torniamo alla Be�ezkaja. Potrebbe avere appreso dell�accaduto da qualcuno della servit�. Il <emphasis>Crimea </emphasis>� a pochi minuti di cammino da casa sua. C�� stato molto chiasso: la polizia, il trambusto fra i passanti. Qualcuno della servit� oppure, mettiamo, il portinaio ha riconosciuto nell�ucciso l�ospite della Be�ezkaja e glielo ha detto. Lei, nel ragionevole timore di un�istruttoria di polizia e dell�inevitabile smascheramento, si � immediatamente nascosta. A questo fine, di tempo ne aveva pi� che a sufficienza: il vostro Ksaverij Feofilaktovi&#x10D; � arrivato col suo ordine di perquisizione solo l�indomani dopo mezzogiorno. So tutto: voi eravate sotto choc, non siete tornato subito in voi. Ora che dettavate il rapporto, ora che alla direzione si grattavano la nuca� Comunque ho ordinato un�inchiesta sulla Be�ezkaja. La cosa pi� probabile � che lei non sia pi� a Mosca. Penso che non sia nemmeno in Russia�� scherziamo, sono passati dieci giorni. Facciamo una lista di quelli che andavano da lei, ma questo per lo pi� sono persone molto solide, ci vuole la mano delicata. Solo uno mi ispira sospetti seri.�</p><p>Ivan Franzevi&#x10D; batt� con la bacchetta il terzo cerchietto, dove stava scritto CZ.</p><p>�Conte Zurov, Ippolit Aleksandrovi&#x10D;. Con ogni probabilit� l�amante della Be�ezkaja. Un uomo senza la bench� minima base morale, un giocatore, un duellista, uno strampalato. Tipo Tolstoj l�americano. Disponiamo di indizi indiretti. � uscito in uno stato di forte agitazione dopo il litigio con l�ucciso�� e uno. Aveva la possibilit� sia di appostarsi, sia di pedinare, sia di mandare l�assassino�� e due. Il portinaio ha testimoniato che a casa Zurov c�� tornato solo verso il mattino�� e tre. Ci sarebbe anche il movente, sia pure fragilino: la gelosia oppure una vendicativit� patologica. Magari c�era anche dell�altro. Il dubbio principale: Zurov non � tipo da uccidere per mano altrui. Del resto, secondo informazioni raccolte dagli agenti, gli girano sempre intorno tipi loschi d�ogni genere, cos� che questa ipotesi non � priva di prospettive. Voi, Fandorin, vi occuperete proprio di questa. C�� un intero gruppo di agenti che lavora su Zurov, ma voi agirete in proprio, a voi riesce bene. I particolari del vostro compito li discuteremo dopo, adesso passiamo all�ultimo cerchietto. Di questo mi occupo io stesso personalmente.�</p><p>Erast Petrovi&#x10D; aggrott� la fronte, nel tentativo di capire cosa significassero le lettere ON.</p><p>�Organizzazione nichilista�, spieg� il capo. �Qui ci sono alcuni elementi di un complotto, per� non ebraico, ma qualcosa di pi� serio. Ed � appunto per questo che sono stato inviato io. Naturalmente me lo ha chiesto anche il principe Kor&#x10D;akov. Come sapete, Nikolaj Achtyrzev era figlio di sua figlia defunta. Eppure qui potrebbe rivelarsi tutto assai complicato. I nostri rivoluzionari russi sono al limite della scissione. Ai pi� decisi e impazienti di questi Robespierre � venuto a noia illuminare i contadini; � una cosa lunga, laboriosa, una sola vita non basta. La bomba, il pugnale e la rivoltella sono di gran lunga pi� interessanti. Mi aspetto da un momento all�altro un grande spargimento di sangue. Tutto quanto � avvenuto finora sono solo rose e fiori. Il terrore contro la classe dirigente potrebbe assumere proporzioni di massa. Da un po� di tempo a questa parte mi occupo alla Terza sezione delle pratiche riguardanti i gruppi terroristici pi� sfrenati e cospiratori. Il mio patrono, Lavrentij Arkadevi&#x10D; Mizinov, che � a capo del corpo dei gendarmi della Terza sezione, mi ha incaricato di chiarire cosa mai si nasconda a Mosca sotto il nome di Azazel. Il demonio � un simbolo oltremodo rivoluzionario. Dopotutto qui, Fandorin, la sorte della Russia � appesa a un filo.�Della consueta aria beffarda di Brilling non era rimasta traccia, nella voce gli risuonava l�esasperazione. �Se non operiamo il tumore sul nascere, questi romantici tempo trent�anni, e magari anche prima, ci fanno scoppiare una rivoluzione tale, che al confronto la ghigliottina francese non parr� altro che un gioco di ragazzi. Non ci lasceranno invecchiare in pace a noi due, ricordatevi le mie parole. Avete letto il romanzo I <emphasis>demoni </emphasis>del signor Dostoevskij? Peccato. L� viene data una prognosi molto eloquente.�</p><p>�Quindi ci sarebbero quattro ipotesi?� chiese incerto Erast Petrovi&#x10D;.</p><p>�Vi sembrano poche? C�� forse qualcosa di cui non abbiamo tenuto conto? Parlate, parlate, sul lavoro io non bado ai ranghi�, lo incoraggi� il capo. �E non abbiate paura di apparire ridicolo, questo � perch� siete giovane. Meglio dire una stupidaggine che perdere di vista qualcosa di importante.�</p><p>Fandorin, all�inizio confuso, e poi con fervore vieppi� crescente cominci� a dire: �A me pare, vostra sign� volevo dire, capo, che sbagliate a non prendere in considerazione lady Esther. Certo, � una persona molto rispettabile e ragguardevole, ma� ma dopotutto si tratta di un testamento da nababbi! La Be�ezkaja non ne aveva nessun vantaggio, il conte Zurov nemmeno, i nichilisti, a meno di vederla dal punto di vista del bene sociale� Io non so cosa c�entri qui lady Esther, magari non c�entra per niente, ma nell�ordine delle cose bisognerebbe� Dopotutto � anche un principio investigativo: <emphasis>cui prodest, </emphasis>�cerca a chi conviene��.</p><p>�Grazie della traduzione�, disse Ivan Franzevi&#x10D; con un inchino, suscitando l�imbarazzo di Fandorin. �Un�osservazione giustissima, per� nel racconto di Achtyrzev cos� come lo riportate nel vostro rapporto, viene tutto spiegato nel pi� esauriente dei modi. Il nome della baronessa Esther � stato fatto per caso. Non l�ho inclusa nell�elenco dei sospetti, in primo luogo perch� il tempo costa, e in secondo luogo, anche per questo, che questa signora io un po� la conosco, ho avuto il piacere di incontrarla�, disse Brilling con un bel sorriso. �Del resto, Fandorin, avete perfettamente ragione. Non voglio imporvi le mie conclusioni. Pensate con la vostra testa, non credete a nessuno sulla parola. Andate a trovare la baronessa, chiedetele quanto riterrete necessario. Sono convinto che questa conoscenza, a parte tutto, sar� per voi anche un piacere. All�ufficio della guardia di turno vi sar� comunicato l�indirizzo moscovita di lady Esther. E fate anche questo: prima di uscire passate in sartoria, fatevi prendere le misure. Non fatevi pi� vedere al lavoro in uniforme. Un inchino alla baronessa da parte mia, e dopo che sarete tornato rinsavito, ci metteremo al lavoro, ovverosia ci occuperemo del conte Zurov.�</p></section><section><title><p>SETTIMO CAPITOLO</p></title><subtitle><emphasis>dove si afferma che la pedagogia � la pi� importante di tutte le scienze</emphasis></subtitle><empty-line/><p>Recatosi all�indirizzo datogli dalla guardia di turno, Erast Petrovi&#x10D; vide un imponente edificio a tre piani, a prima vista assai simile a una caserma, per� circondato da un giardino e col cancello accoglientemente spalancato. Si trattava dell�esthernato aperto di recente dalla baronessa inglese. Da una garitta a strisce spunt� un servo con un�elegante giacca azzurra dai galloni d�argento il quale spieg� di buona lena che milady non abitava l�, ma nell�annesso, con ingresso dal vicolo, svoltando dopo l�angolo a destra.</p><p>Fandorin vide correre fuori dalle porte dell�edificio una frotta di ragazzini con graziose uniformi azzurre i quali, urlando come dei forsennati, presero a sfrecciare qua e l� per il prato giocando a rincorrersi. Al servo nemmeno venne in mente di richiamare all�ordine quei monelli. Colto lo sguardo stupito di Fandorin, gli spieg�: �Non � proibito. Durante l�intervallo si pu� anche fare la ruota, basta che non si danneggi la propriet�. Il regolamento dice cos�.</p><p>Certo, a quanto pareva gli orfani erano liberissimi, mica come gli allievi di un ginnasio di Governatorato, fra i quali ancora di recente era annoverato il nostro registratore di collegio. Rallegrandosi per quei poveretti, Erast Petrovi&#x10D; si diresse oltre la cancellata, nella direzione indicatagli.</p><p>Svoltato l�angolo iniziava un vicolo ombreggiato, del genere di quelli di cui l�, nel quartiere Chamovniki, non si contava il numero: una strada assai polverosa, palazzetti sonnacchiosi dai giardinetti recintati, pioppi dall�ampia chioma, dai quali si sarebbe ben presto involata una lanugine bianca.</p><p>L�annesso a due piani, dove alloggiava lady Esther, era unito al corpo principale da una lunga galleria. Accanto alla targa in marmo con la scritta �Primo esthernato moscovita. Direzione� si scaldava al sole un guardaportone altezzoso dai luccicanti favoriti ben pettinati. Di portinai simili, imponenti, con le polpe bianche e il tricorno con la coccarda dorata Fandorin non ne aveva mai visti nemmeno davanti alla residenza del Governatore Generale.</p><p>�Adesso non ricevono�, disse quel giannizzero allungando il braccio a barriera. �Venite domani. Per questioni ufficiali dalle dieci a mezzogiorno, per questioni personali dalle due alle quattro.�</p><p>No, decisamente i rapporti di Erast Petrovi&#x10D; con la trib� dei portinai non volevano prendere la piega giusta. Sar� stato per via del suo aspetto poco solido, o per qualcosa in faccia che non convinceva.</p><p>�Polizia investigativa. Da lady Esther, d�urgenza�, disse a denti stretti, pregustando vendicativamente come quel babbeo coi galloni dorati avrebbe cambiato musica.</p><p>Ma il babbeo non batt� ciglio.</p><p>�A farvi annunciare a sua eccellenza non pensateci nemmeno. Se volete, posso annunciarvi a mister Cunningham.�</p><p>�Non ho nessun bisogno di Cunningham�, rispose stizzito Erast Petrovi&#x10D;. �Annunciami all�istante alla baronessa, bestione, se non vuoi passare la notte da me in galera! E dille cos�: dalla direzione investigativa per una questione urgente di Stato!�</p><p>Il portinaio squadr� l�adirato piccolo funzionario con un�occhiata piena di dubbio, ma a ogni buon conto fil� dietro la porta. Anche se, a dire il vero, la canaglia non lo invit� a seguirlo.</p><p>Ci fu da aspettare per un bel po�, Fandorin gi� si accingeva a fare irruzione non invitato, quando dalla porta si riaffacci� quel muso tetro coi favoriti.</p><p>�Per ricevervi vi ricevono, per� non parlano granch� la nostra lingua, e mister Cunningham non ha tempo di tradurre, � occupato. Se magari poteste spiegarvi in francese��Dalla voce si capiva che il portinaio credeva assai poco a questa possibilit�.</p><p>�Posso spiegarmi anche in inglese�, butt� l� seccamente Erast Petrovi&#x10D;. �Dove devo andare?�</p><p>�Vi accompagno. Seguitemi.�</p><p>Fandorin segu� il giannizzero attraverso un ingresso tutto pulito, rivestito di damasco, poi attraverso un luminoso corridoio inondato dal sole attraverso una successione di alte finestre olandesi fino a una porta dorata.</p><p>Erast Petrovi&#x10D; non era in apprensione per la conversazione in inglese. Era cresciuto sotto la tutela della sua <emphasis>nanny </emphasis>Lizabeth (nei momenti di severit�: Missis Jayson), una vera bambinaia inglese. Era una vecchia signorina molto affettuosa e premurosa, ma molto formale, che comunque voleva essere chiamata <emphasis>mistress </emphasis>e non <emphasis>miss, </emphasis>in segno di rispetto per la sua distinta professione. Lizabeth aveva insegnato al suo allievo a svegliarsi alle sei e mezza d�estate e alle sette e mezza d�inverno, a far ginnastica fino al primo sudore e poi lavarsi con l�acqua fredda, a spazzolarsi i denti finch� non aveva finito di contare fino a duecento, a non mangiare mai a saziet�, e anche una quantit� di altre cose categoricamente irrinunciabili in un gentiluomo.</p><p>Al colpo alla porta rispose una morbida voce femminile: <emphasis>�Come in! Entrez!�</emphasis></p><p>Erast Petrovi&#x10D; consegn� il berretto al portiere ed entr�.</p><p>Si ritrov� in una stanza spaziosa, riccamente arredata, in cui troneggiava una larghissima scrivania di mogano. Alla scrivania era seduta una signora canuta di aspetto non semplicemente piacevole, ma straordinariamente affettuoso. Gli occhietti, di un azzurro luminoso dietro il pince-nez dorato, splendevano di viva intelligenza e cordialit�. Il viso non bello, animato, col naso ad anatra e la bocca larga, sorridente, piacque subito a Fandorin.</p><p>Si present� in inglese, ma tacque per il momento lo scopo della sua visita.</p><p>�Avete una magnifica pronuncia, sir�, lo lod� lady Esther nella stessa lingua, pronunciando distintamente ogni suono. �Mi auguro che il nostro minaccioso Timothy� Timofej non vi avr� troppo spaventato? Devo riconoscere che fa paura anche a me, ma qui alla direzione vengono spesso pubblici ufficiali, e con loro Timofej � incomparabile, meglio di un servitore inglese. Ma sedetevi pure, giovanotto. Meglio laggi�, su quella poltrona, sarete pi� comodo. A quanto ho capito, siete della polizia criminale. Deve trattarsi di un�occupazione molto interessante. E vostro padre di cosa si occupa?�</p><p>�� morto.�</p><p>�Mi dispiace molto. E la vostra mamma?�</p><p>�� morta anche lei�, borbott� Fandorin, scontento della piega presa dalla conversazione.</p><p>�Povero ragazzo. So come vi sentite solo. Sono gi� quarant�anni che aiuto poveri ragazzi come voi a liberarsi dalla solitudine e a trovare la propria strada�.</p><p>�Trovare la propria strada, milady?� domand� Erast Petrovi&#x10D; che non aveva capito bene.</p><p>�Certo�, si infervor� lady Esther, che aveva tutta l�aria di essere balzata sul suo cavallo di battaglia. �Trovare la propria strada � la cosa pi� importante nella vita di un uomo. Sono profondamente convinta che ogni essere umano abbia un suo talento irripetibile, che in ciascuno di noi sia depositato il dono divino. La tragedia dell�umanit� consiste in questo, che non siamo capaci di scoprire questo dono nel bambino e di educarlo di conseguenza, e nemmeno ci proviamo. Fra di noi i geni sono una rarit� e perfino un prodigio, ma cos�� un genio, dopotutto? � semplicemente un essere umano che ha avuto fortuna. La sua sorte si � configurata in modo tale che le circostanze della vita lo hanno spinto da sole alla scelta della giusta via. Un esempio classico � Mozart. Nacque in una famiglia di musicisti e fin dalla prima infanzia si trov� in un ambiente adatto a nutrire nel migliore dei modi il talento depositato in lui dalla natura. E adesso provate a immaginare, caro sir, cosa sarebbe successo se Wolfgang Amadeus fosse nato in una famiglia di contadini. Ne sarebbe venuto fuori un pessimo pastore, avrebbe intrattenuto le mucche suonando prodigiosamente il piffero. E se fosse nato nella famiglia di un soldato, ne avrebbero fatto un ufficiale privo di talento, che per� andava pazzo per le marce militari. Oh, credetemi, giovanotto, ogni singolo bambino senza eccezione nasconde in s� un tesoro, soltanto che questo tesoro bisogna saperlo scavare da sotto la terra! C�� uno scrittore americano molto simpatico, si chiama Mark Twain. Gli ho suggerito l�idea di un racconto, una storia in cui la gente non viene apprezzata in base alle sue realizzazioni concrete, ma in base al suo potenziale, al talento conferito dalla natura. E cos� viene fuori che il pi� grande condottiero da che mondo � mondo � un anonimo sarto che non ha mai prestato servizio nell�esercito, e che il pi� grande fra gli artisti non ha mai preso in mano il pennello, perch� ha fatto il calzolaio per tutta la vita. Il mio sistema educativo � congegnato in modo tale da far s� che il grande condottiero finisca immancabilmente a prestare il servizio militare, e il grande artista ottenga in tempo l�accesso ai colori. I miei pedagoghi sondano con spirito indagatore e paziente la configurazione spirituale di ogni allievo, cercano in lui la scintilla divina, e in nove casi su dieci riescono a trovarla!�</p><p>�Ah, allora c�� in tutti!� esclam� trionfante Fandorin sollevando l�indice.</p><p>�In tutti, caro ragazzo, assolutamente in tutti, semplicemente noi, i pedagoghi, non siamo abbastanza bravi. Oppure succede che un bambino ha un talento di cui il mondo contemporaneo non sa come servirsi. Magari un essere del genere sarebbe stato indispensabile nella societ� primitiva oppure il suo genio potrebbe essere richiesto in un lontano futuro, in una sfera che al giorno d�oggi noi nemmeno ci possiamo immaginare.�</p><p>�Del futuro, bene, non ne giudicher�, si mise a discutere Fandorin, trascinato suo malgrado dalla conversazione. �Ma mi rimane poco chiaro quello che avete detto della societ� primitiva. Che genere di talenti avete in mente?�</p><p>�Non lo so nemmeno io, ragazzo mio�, rispose lady Esther con un sorriso disarmante. �Ma supponiamo, il dono di indovinare dove si trovano le acque sotterranee. Oppure il dono di avvertire in una foresta la presenza di un animale. Magari la capacit� di distinguere le radici commestibili da quelle non commestibili. So una cosa soltanto, che in quei tempi lontani proprio questo genere di persone erano i geni pi� stimati, mentre mister Darwin oppure Herr Schopenhauer, se fossero nati in una grotta, nella loro trib� sarebbero stati considerati null�altro che degli sciocchini. A proposito, quei bambini che oggi sono creduti intellettualmente sottosviluppati, hanno anche loro un talento. Non �, naturalmente, un talento di natura razionale, ma non per questo � meno prezioso. Nello Sheffield ho un esternato appositamente per chi � stato rifiutato dalla pedagogia tradizionale. Dio mio, che prodigi di genialit� rivelano questi ragazzi! C�� un bambino, laggi�, che ha a malapena imparato a parlare soltanto a tredici anni, eppure � in grado di curare qualsiasi emicrania col tocco delle mani. Un altro�� del tutto muto�� pu� trattenere il respiro per quattro minuti e mezzo. Un terzo � in grado di scaldare un bicchiere d�acqua col solo sguardo, vi rendete conto?�</p><p>�Non � possibile! Perch� soltanto ragazzi? E le ragazze?�</p><p>Lady Esther allarg� le braccia con un sospiro.</p><p>�Avete ragione, amico mio. Certo, bisognerebbe lavorare anche con le ragazze. Tuttavia l�esperienza mi dice che i talenti depositati nella natura femminile spesso hanno caratteristiche tali da renderli difficilmente apprezzabili alla giusta maniera dalla morale della societ� contemporanea. Viviamo nell�epoca dei maschi, e con questo dobbiamo fare i conti. In una societ� dove il comando � in mano agli uomini, una donna di talento, fuori del comune, suscita sospetto e ostilit�. Non vorrei che le mie allieve avessero a sentirsi infelici.�</p><p>�A ogni modo, com�� organizzato il vostro sistema? Come avviene la selezione dei bambini?� chiese Erast Petrovi&#x10D; con la pi� viva curiosit�.</p><p>�Davvero vi interessa?� si rallegr� la baronessa. �Andiamo nell�edificio della scuola e lo vedrete coi vostri occhi.�</p><p>Con un�agilit� sorprendente per la sua et� si alz�, pronta ad accompagnare e a fare da guida.</p><p>Fandorin fece un inchino, e milady condusse il giovane nell�edificio principale prima per un corridoio, poi per una lunga galleria.</p><p>Strada facendo gli raccont�: �L�istituzione che abbiamo qui � completamente nuova, � stata aperta tre settimane fa, e il lavoro � ancora all�inizio. Il mio personale ha preso dagli istituti, e a volte direttamente dalla strada, centoventi ragazzini orfani di et� fra i quattro e i dodici anni. Se il bambino ha un�et� maggiore, diventa pi� difficile farci qualcosa, perch� la personalit� si � gi� formata. All�inizio i ragazzi sono stati divisi per fasce di et�, ciascuna classe con il suo insegnante specializzato in una data et�. Il compito principale dell�insegnante � osservare i bambini e affidare loro a poco a poco alcuni compiti non troppo difficili. Questi compiti somigliano a un gioco, ma aiutano a comprendere l�orientamento generale di ogni natura. Alla prima tappa occorre indovinare quale parte di un bambino ha il talento pi� sviluppato: il corpo, la testa oppure l�intuizione. Dopodich� i bambini vengono divisi per gruppi non pi� in base all�et�, ma secondo il principio del loro indirizzo: intellettuali, artisti, bravi artigiani, leader, sportivi e cos� via. A poco a poco l�indirizzo si restringe, cos� che non � raro che ragazzi pi� grandi vengano preparati individualmente. Lavoro coi bambini da quarant�anni, e non potete avere idea della grande riuscita dei miei allievi, nelle sfere pi� diverse�.</p><p>�Ma questo � grandioso, milady!� si entusiasm� Erast Petrovi&#x10D;. �Ma dove li trovate tutti quegli abili pedagoghi?�</p><p>�I miei insegnanti io li pago molto bene, perch� la pedagogia � la pi� importante di tutte le scienze�, disse con convinzione profonda la baronessa. �Inoltre tanti dei miei ex allievi esprimono il desiderio di trattenersi all�esthernato come educatori. Questo � cos� naturale, dopotutto l�esthernato � l�unica famiglia che abbiano mai conosciuto.�</p><empty-line/><p>Entrarono in un�ampia sala ricreativa su cui davano alcune classi.</p><p>�In quale potrei portarvi?� si chiese lady Esther. �Magari in quella di fisica. L� adesso c�� il mio meraviglioso dottor Blank impegnato in una lezione dimostrativa, � un diplomato dell�esthernato di Lucerna, un fisico geniale. L�ho attirato a Mosca organizzandogli un laboratorio per gli esperimenti elettrici. E nel contempo lui deve mostrare ai bambini ogni genere di trucchi astuti, in modo da risvegliare in loro l�interesse per questa scienza.�</p><p>La baronessa buss� a una porta, e si affacciarono nella classe. Ai banchi erano seduti una quindicina di ragazzi di undici-dodici anni con uniformi azzurre e la lettera <emphasis>E </emphasis>ricamata in oro sul colletto. Tutti loro, trattenendo il respiro, guardavano un signore giovane e tetro con enormi favoriti, una giacca assai sciatta e una camicia non troppo fresca di bucato che stava facendo girare una ruota di vetro da cui sfrigolavano piccole scintille azzurre.</p><p><emphasis>�Ich bin sehr beschaftig, </emphasis>milady!� grid� irosamente il dottor Blank. <emphasis>�Sp�ter, sp�ter!� </emphasis>E, passando a un russo stentato, disse, rivolgendosi ai bambini: �Atesso, signori miei, voi vedere vero piccola arcobaleno! Chiamato <emphasis>Blank Regenbogen, </emphasis>�arcopaleno di Blank�. Questo io intentare, quando cos� piccolo, come foi.�</p><p>Dalla strana ruota posta sul tavolo ingombro di apparecchiature fisiche di ogni genere si disegn� all�improvviso un piccolo arcobaleno a sette colori insolitamente brillanti, e i ragazzi presero a vociare estasiati.</p><p>�Un po� pazzo, s�, ma un vero genio�, sussurr� lady Esther a Fandorin.</p><p>In quell�istante dalla classe accanto arriv� fortissimo lo strillo di un bambino.</p><p>�Dio mio!� disse milady portandosi le mani al cuore. �Viene dalla palestra! Andiamoci subito!�</p><p>Si precipit� nel corridoio, con Fandorin appresso. Insieme fecero irruzione in un�aula vuota, luminosa, col pavimento ricoperto quasi per intero di materassi di cuoio, mentre lungo le pareti erano disposte diverse attrezzature ginniche: spalliere svedesi, anelli, spesse funi, trampolini. Fioretti e maschere da scherma posavano accanto a guanti da box e pesi. Una frotta di ragazzetti di sette-otto anni si era ammucchiata intorno a uno dei materassi. Apertosi un varco fra i bambini, Erast Petrovi&#x10D; vide un ragazzo in preda alle convulsioni del dolore, e su di lui un giovane di una trentina d�anni con indosso una calzamaglia da ginnastica. Aveva riccioli rosso fuoco, occhi verdi e un viso volitivo, tutto lentiggini.</p><p>�Insomma, caro�, diceva in russo con un leggero accento. �Fammi vedere il piede, non aver paura. Non ti far� male. Sii un uomo, sopporta. <emphasis>Fell from the rings, milady�, </emphasis>spieg� alla baronessa. �<emphasis>Weak hands. I am afraid the ankle is broken, Would you please tell Mr. Izyumoff?�</emphasis></p><p>Milady annu� in silenzio, e, dopo aver fatto un cenno a Erast Petrovi&#x10D; di seguirla, usc� velocemente dalla classe.</p><p>�Vado dal dottor� da mister Izjumov�, gli disse parlando velocemente. �Spiacevolezze di questo genere ne accadono spesso: i ragazzi sono ragazzi� Quello era Gerald Cunningham, il mio braccio destro. Viene dall�esthernato di Londra. Un pedagogo fantastico. � a capo dell�intera filiale russa. In sei mesi si � impadronito della vostra difficile lingua, che a me non riesce assolutamente di imparare. L�autunno scorso Gerald ha aperto un esthernato a Pietroburgo, adesso � qui temporaneamente, aiuta ad avviare l�attivit�. Senza di lui � come non avessi le braccia.�</p><p>Si ferm� alla porta con la scritta �Medico�.</p><p>�Vi prego di scusarmi, sir, ma � necessario interrompere la nostra conversazione. Un�altra volta, d�accordo? Venite domani, e parleremo insieme. Perch� voi avevate una faccenda di cui volevate parlarmi, vero?�</p><p>�Nulla d�importante, milady�, arross� Fandorin. �Io in effetti� ve lo dir� poi. Vi auguro ogni successo nella vostra nobile impresa.�</p><p>Si pieg� in un goffo inchino e si allontan� a passo veloce. Erast Petrovi&#x10D; provava una grande vergogna.</p><empty-line/><subtitle>* * *</subtitle><empty-line/><p>�Allora, avete colto la malfattrice in flagrante?� chiese allegramente il capo, sollevando la testa da certi complicati diagrammi e salutando uno screditato Fandorin. Nello studio erano stati chiusi gli scuri, sul tavolo era accesa una lampada, visto che dietro la finestra gi� cominciava a far buio. �Lasciatemi indovinare. Milady non ha mai sentito nominare in vita sua mister Kokorin, tantomeno miss Be�ezkaja, la notizia del testamento del suicida l�ha spaventosamente sconvolta. � cos�?�</p><p>Erast Petrovi&#x10D; si limit� a sospirare.</p><p>�Io questa persona l�ho gi� incontrata a Pietroburgo. La sua domanda di attivit� pedagogica in Russia � attualmente in esame alla Terza sezione. Vi ha raccontato dei minorati di genio? Bene, al lavoro. Sedetevi alla scrivania�, disse il capo facendo un cenno a Fandorin. �Avete davanti a voi una notte avvincente.�</p><p>Erast Petrovi&#x10D; si sent� solleticare il petto da una piacevole aspettativa: era questo l�effetto che gli faceva avere a che fare con il signor consigliere di Stato.</p><p>�Il vostro bersaglio � Zurov. Lo avete gi� visto, ne avete una certa idea. Andare dal conte � facile, non c�� bisogno di raccomandazioni. A casa sua c�� una specie di covo di giocatori, non troppo cospiratorio. L� c�� un certo stile da bivacco militare d�alto rango, ma c�� anche gentaglia di ogni genere. Una casa cos� Zurov la teneva a Pietroburgo, ma dopo una visita della polizia si � trasferito a Mosca. � un signore libero, al reggimento sono gi� tre anni che lo considerano in congedo illimitato. Vi espongo il vostro compito. Cercate di avvicinarlo, studiate il suo ambiente. E se vi capitasse di incontrare l� il vostro conoscente dagli occhi bianchi? Per� senza nessuno spirito di iniziativa, tutto da solo, con uno come lui non ve la cavate. Del resto, � assai improbabile che si trovi l� Non escludo che sar� il conte stesso a interessarsi a voi, dopotutto vi siete incontrati dalla Be�ezkaja, verso la quale Zurov non � evidentemente indifferente. Agite come vi detta la situazione. Ma non andate in cerca di guai. Con questo signore non conviene scherzare. Gioca sporco, come dicono in questo genere di pubblico, �va sul sicuro�, e se lo beccano, lui con lo scandalo ci va a nozze. Ha a suo carico decine di duelli, e nemmeno siamo al corrente di tutti. E un cranio lo pu� benissimo spaccare anche senza duello. Per esempio, nel 1872, alla fiera di Ni�nij Novgorod, ha bisticciato giocando a carte con il mercante Svi�&#x10D;ov, e lo ha gettato barba e tutto il resto gi� dalla finestra. Dal secondo piano. Il mercantuccio si � tutto ammaccato, � rimasto un mese privo dell�uso della parola, muggiva e basta. E il conte, come se nulla fosse, se l�� cavata. Ha parenti influenti nelle alte sfere. E questo cos��?� chiese come al solito senza transizione Ivan Francevic, mettendo sul tavolo un mazzo di carte da gioco.</p><p>�Carte�, rispose stupito Fandorin.</p><p>�Giocate?�</p><p>�Non gioco affatto. Il mio pap� mi ha proibito di prenderle in mano; diceva di aver giocato abbastanza per s�, per me, e per tre generazioni successive di Fandorin.�</p><p>�Peccato�, si rabbui� Brilling. �Senza queste col conte non potrete combinarci nulla. Allora, prendete un foglio, scrivete��</p><p>Un quarto d�ora dopo Erast Petrovi&#x10D; sapeva gi� distinguere i semi senza la minima esitazione e sapeva quale carta conta di pi� e quale di meno; solo con le figure si confondeva un po�: continuava a non ricordarsi se conta di pi� la dama o il fante.</p><p>�Siete un caso disperato�, disse il capo a mo� di conclusione. �Ma non c�� di che preoccuparsi. Tanto dal conte nessuno gioca a bridge o ad altri intrattenimenti dell�intelligenza. Laggi� amano il gioco pi� primitivo, gli basta che giri veloce e faccia pi� soldi possibile. Gli agenti riferiscono che Zurov preferisce il baccar�, e pure semplificato. Il gioco si chiama stoss. Vi spiego le regole. Chi fa le carte, si chiama banchiere. Il secondo si chiama <emphasis>pointeur. </emphasis>Sia l�uno sia l�altro hanno il proprio mazzo. Il <emphasis>pointeur </emphasis>sceglie una carta dal suo mazzo, mettiamo un nove. La mette con la camicia in alto.�</p><p>�La camicia sarebbe il disegno sul retro?� precis� Fandorin.</p><p>�S�. Adesso il <emphasis>pointeur </emphasis>fa la sua puntata�� mettiamo dieci rubli. Il banchiere comincia a �fare le carte�: scopre la carta superiore del mazzo e la mette nel <emphasis>tableau </emphasis>di destra (si chiama �fronte�) e la seconda la mette a sinistra (quel <emphasis>tableau </emphasis>si chiama �libro dei sogni�).�</p><p>�Fronte a destra, libro dei sogni a sinistra.�Erast Petrovi&#x10D; annotava diligentemente nel suo taccuino.</p><p>�Adesso il <emphasis>pointeur </emphasis>scopre il suo nove. Se anche la fronte era un nove, non importa di quale seme, il banchiere si prende la puntata per s�. Questo si chiama �battere il nove�. Allora il banco, sarebbe a dire la somma delle poste intorno a cui si svolge il gioco, cresce. Se invece � il �libro dei sogni� che � un nove, sarebbe a dire la seconda carta, il guadagno va al <emphasis>pointeur, </emphasis>si dice che �ha rinvenuto il nove�.�</p><p>�E se in quella coppia di carte non ci sono nove?�</p><p>�Se nella prima coppia non ci sono nove, il banchiere distribuisce la coppia successiva di carte. E via di questo passo finch� non salta fuori un nove. Il gioco � tutto l�. Elementare, ma si pu� perdere fino a ridursi in polvere, specialmente se si � il <emphasis>pointeur </emphasis>e non si fa che giocare al raddoppio. Quindi ricordatevi questo, Fandorin: dovete azzardare solo nel ruolo di banchiere. � semplice: farete una carta a destra e una carta a sinistra; una carta a destra, una carta a sinistra. Il banchiere non perde mai pi� della prima puntata. Non mettetevi a fare il <emphasis>pointeur, </emphasis>e se vi tocca in sorte, dichiarate un gioco piccolo. A baccar� si possono fare non pi� di cinque mani, dopotutto il resto del banco se lo prende il banchiere. Adesso riceverete dalla cassa duecento rubli per le perdite.�</p><p>�Addirittura duecento?� chiese Fandorin sbigottito.</p><p>�Non �addirittura duecento�, ma �soltanto duecento�. Fate in modo che questa somma vi basti per tutta la notte. Se perdete in fretta, non siete obbligato ad andarvene subito, potete restare ancora un po� l� a bighellonare. Ma senza destare sospetti, chiaro? Giocherete ogni sera, finch� non otterrete il vostro risultato. Perfino se si dovesse chiarire che Zurov non � coinvolto, benissimo, anche questo � un risultato. Un�ipotesi in meno.�</p><p>Erast Petrovi&#x10D; mosse le labbra, guardando il suo foglietto di appunti.</p><p>�I rombi rossi si chiamano quadri?�</p><p>�S�. Oppure danari. I cuori rossi invece sono coppe, a volte li chiamano anche diavoli oppure �cori�, da <emphasis>coeur. </emphasis>Andate in sartoria. Vi hanno preparato un completo su misura, e domani per l�ora di pranzo vi avranno tagliato un intero guardaroba per ogni caso della vita. Marsch, marsch, Fandorin, ho abbastanza da fare anche senza di voi. Subito dopo Zurov venite qui. A qualsiasi ora. Oggi passo la notte in direzione.�</p><p>E Brilling immerse il naso nelle sue carte.</p></section><section><title><p>OTTAVO CAPITOLO</p></title><subtitle><emphasis>in cui esce a sproposito un fante di picche</emphasis></subtitle><empty-line/><p>Nella sala piena di fumo stavano giocando a sei diversi tavoli verdi: ai pi� affollati in quattro, agli altri in due. A ciascun tavolo inoltre facevano ressa gli spettatori: ai tavoli delle poste basse erano in meno, dove invece lo <emphasis>Spiel </emphasis>cresceva fin sopra le nuvole, la folla era pi� numerosa. Dal conte non offrivano vino e spuntini, chi ne desiderava poteva andare in salotto e spedire il servo alla trattoria, per� mandavano a prendere solo champagne, nel caso di una fortuna particolare. Da ogni parte risuonavano esclamazioni convulse, poco comprensibili a chi non fosse un giocatore.</p><p><emphasis>�Je coup�!�</emphasis></p><p><emphasis>�Je passe.�</emphasis></p><p>�Seconda levata.�</p><p><emphasis>�Retournez la carte!�</emphasis></p><p>�Per�, signori, il banchiere ha perso tutto!�</p><p>�Il vostro sei � battuto!� e cos� via.</p><p>Pi� di tutto c�era folla al tavolo dove c�erano due che giocavano forte. Faceva da banchiere il padrone stesso, da <emphasis>pointeur </emphasis>un signore sudato nella sua finanziera alla moda, strettissima. A quanto pareva il <emphasis>pointeur </emphasis>non aveva fortuna, si mordeva le labbra, si agitava, mentre il conte era il sangue freddo in persona e si limitava a dei sorrisini melliflui sotto i baffi neri, aspirando fumo dal cannello ricurvo di una pipa turca. Le forti dita curate strette in anelli luccicanti distribuivano abilmente le carte: una a destra, l�altra a sinistra.</p><p>Fra gli spettatori, mantenendosi modestamente appena dietro agli altri, si trovava un giovane dai capelli neri e con una fisionomia colorita, assai insolita in un giocatore. Un uomo di mondo avrebbe capito al volo che il giovane era di buona famiglia, si trovava per la prima volta davanti al banco, e in quel posto tutto gli faceva soggezione. Certi signori navigati con la scriminatura imbrillantinata gli proposero pi� volte di �farsi qualche mano�, ma restarono delusi: il giovane non puntava pi� di cinque rubli e non voleva assolutamente �scaldarsi�. L�esperto maestro di giochi Gromov, che conosceva tutta la Mosca giocante, diede perfino �l�esca� al ragazzo, gli lasci� vincere cento rubli, ma perse invano il suo denaro. Gli occhi del giovane colorito non si accesero e le mani non gli tremarono. Aveva tutta l�aria di un cliente per nulla promettente, un vero �invan si pesca�.</p><empty-line/><p>E intanto Fandorin (perch� di lui, naturalmente, si trattava) immaginava di scivolare per la sala come un�ombra invisibile, a carpire segreti senza attirare su di s� la bench� minima attenzione. Per il momento, a dire il vero, non aveva carpito un granch�. A un certo punto not� un signore dall�aria oltremodo rispettabile che quatto quatto si era preso da un tavolo una moneta d�oro da cinque rubli e con grande dignit� se l�era infilata in tasca. Due ufficialetti stavano bisticciando nel corridoio bisbigliando ad alta voce, ma Erast Petrovi&#x10D; non cap� nulla del loro litigio: il tenente dei dragoni sosteneva con molta foga di non essere un cabalone qualsiasi e di non essersi mai permesso di trattare gli amici da �moretti�, mentre il cornetto degli ussari gli rinfacciava un non meglio precisato <emphasis>�sicher�.</emphasis></p><p>Quanto a Zurov, accanto al quale Fandorin spuntava di tanto in tanto, era chiaro che in quell�ambiente si sentiva come un pesce nell�acqua, e magari nemmeno un pesciolino qualsiasi, ma proprio il Re Pesce. Una sua parola era sufficiente per spegnere sul nascere una rissa programmata, e una volta a un gesto del padrone due baldi servi presero sotto i gomiti un urlone che non voleva assolutamente calmarsi e in quattro e quattr�otto lo buttarono fuori dalla porta. Il conte decisamente non dimostrava di riconoscere Erast Petrovi&#x10D;, anche se Fandorin aveva colto ripetutamente su di s� il suo sguardo malevolo, veloce.</p><p>�Siamo alla quinta mano, signor mio�, annunci� Zurov, e questa comunicazione per un qualche motivo fece piombare il <emphasis>pointeur </emphasis>in un�agitazione estrema.</p><p>�La piega della bestia!� strill� quello con voce tremante, e fece due orecchie alla sua carta.</p><p>Fra gli spettatori corse un mormorio, mentre il signore sudato, scostandosi dalla fronte una ciocca di capelli, gett� sul tavolo un mucchio intero di banconote di tutti i colori dell�iride.</p><p>�Cos�� la bestia?� chiese timidamente Erast Petrovi&#x10D; a voce bassa a un vecchietto dal naso rosso, a quanto pareva il pi� inoffensivo.</p><p>�Vuol dir quadruplicare la puntata�, gli spieg� di buon grado il vicino. �Vuol dire sperare di prendersi una rivincita completa nell�ultima levata.�</p><p>Il conte esal� con aria indifferente una nuvoletta di fumo e gir� a destra un re, a sinistra un sei.</p><p>Il <emphasis>pointeur </emphasis>scopr� un asso di cuori.</p><p>Zurov annu� e immediatamente fece un asso nero a destra, un re rosso a sinistra.</p><p>Fandorin sent� qualcuno che sussurrava pieno d�ammirazione: �Che maestro!�</p><p>Faceva pena a guardarlo, quel signore sudato. Percorse con lo sguardo il mucchio di banconote, trasferitesi sotto il gomito del conte, e chiese timidamente: �Permette, continuo sulla parola d�onore?�</p><p>�Non permetto�, rispose pigramente Zurov. �Chi vuole ancora, signori?�</p><p>Inaspettatamente il suo sguardo si pos� su Erast Petrovi&#x10D;.</p><p>�Sbaglio o ci siamo gi� incontrati?� gli chiese il padrone di casa con un sorriso sgradevole. �Signor Fedorin, se non sbaglio?�</p><p>�Fandorin�, lo corresse Erast Petrovi&#x10D;, arrossendo penosamente.</p><p>�Pardon. Cosa state l� a scrutarci con l�occhialetto? Non siamo mica a teatro. Siete venuto, allora giocate. Prego�, disse indicando la sedia libera.</p><p>�Sceglietelo voi, il mazzo�, sussurr� all�orecchio di Fandorin il buon vecchietto.</p><p>Erast Petrovi&#x10D; si mise a sedere e, seguendo le istruzioni, disse con molta decisione: �Permettetemi soltanto, vostra eccellenza, di fare io da banchiere. Con diritto di principiante. E come mazzi preferirei� quello e quello�, e prese dal vassoio i due mazzi pi� in basso di carte ancora sigillate.</p><p>Zurov fece un sorriso ancora pi� sgradevole: �Ebbene, signor principiante, la condizione � accettata, ma a questo patto: dopo una vincita non si corre via. Dopodich� il banco lo lasciate tenere a me. Allora, la posta?�</p><p>Fandorin ebbe un�esitazione, tutta la sua decisione lo abbandon� con la stessa rapidit� con cui l�aveva colto.</p><p>�Cento rubli?� chiese timidamente.</p><p>�Scherzate? Mica siamo al caff�.�</p><p>�Allora trecento�, disse Erast Petrovi&#x10D; mettendo sul tavolo tutto il suo denaro, inclusi i cento rubli vinti prima.</p><p><emphasis>�Le jeu n�en vaut pas la chandelle�, </emphasis>disse il conte scrollando le spalle. �Ma tanto per cominciare pu� andare.�</p><p>Estrasse una carta dal suo mazzo, e con gesto incurante ci gett� sopra tre banconote da cento.</p><p>�Punto per l�intero banco.�</p><p>�Fronte� a destra, si ricord� Erast Petrovi&#x10D;, e mise accuratamente a destra una dama con i cuoricini rossi, e a sinistra un sette di picche.</p><p>Ippolit Aleksandrovi&#x10D; con due dita gir� la sua carta e aggrott� appena la fronte. Era una dama di quadri.</p><p>�Eh, il principiante�, fischiett� qualcuno. �L�ha spazzolata bene la sua dama.�</p><p>Fandorin mescol� goffamente il mazzo.</p><p>�L�intero banco�, disse il conte con aria beffarda, gettando sul tavolo sei banconote. �Eh, non correre rischi, se non vuoi prenderle.�</p><p>Come si chiamava la carta a sinistra? Erast Petrovi&#x10D; non riusciva a ricordarselo. Questa era la �fronte�, e l�altra� diavolo. Bel guaio. E come si fa a chiedere? Sbirciare il foglietto degli appunti era poco serio.</p><p>�Bravo!� esclamarono gli spettatori. �Conte, <emphasis>e�est un jeu int�ressant, </emphasis>non trovate?�</p><p>Erast Petrovi&#x10D; si accorse che aveva vinto di nuovo.</p><p>�Fatemi il piacere di non francesizzare! Che razza di abitudine imbecille sar� mai quella di lardellare la lingua russa di mezze frasette francesi�, disse con irritazione Zurov guardando chi aveva parlato, sebbene lui per primo infilasse modi di dire francesi a ogni pi� sospinto. �Fate le carte, Fandorin, fate le carte. La carta � birichina, la fortuna arriva di mattina. L�intero banco.�</p><p>A destra un fante, questo alla �fronte�, a sinistra un otto, questo�</p><p>Ippolit Aleksandrovi&#x10D; scopr� un dieci. Fandorin lo batt� alla quarta levata.</p><p>Il tavolo ormai era circondato da ogni lato, e il successo di Erast Petrovi&#x10D; veniva apprezzato come meritava.</p><p>�Fandorin, Fandorin�, borbottava distrattamente Ippolit Aleksandrovi&#x10D;, tamburellando con le dita sul mazzo. Finalmente estrasse la carta, cont� duemilaquattrocento rubli.</p><p>Un sei di picche stava alla �fronte� gi� dalla prima apertura.</p><p>�Ma che razza di cognome!� esclam� il conte, montando su tutte le furie. �Fandorin! Di origine greca, sarebbe? Fandoraki, Fandoropulo!�</p><p>�Che c�entrano i greci?� chiese offeso Erast Petrovi&#x10D;, che aveva ancora fresco il ricordo di come i suoi compagni di classe fannulloni si prendevano gioco del suo antico cognome (il nomignolo di Erast Petrovi&#x10D; al ginnasio era �Fandoria�). �La nostra stirpe, conte, � altrettanto russa della vostra. I Fandorin prestavano servizio gi� all�epoca di Aleksej Michajlovi&#x10D;�.</p><p>�Come no�, si ravviv� il gi� menzionato vecchietto dal naso rosso, sostenitore di Erast Petrovi&#x10D;. �Al tempo di Caterina la Grande c�era un Fandorin che ha lasciato delle memorie interessantissime.�</p><p>�Memorie, memorie, per me sono brutte storie�, rimeggi� cupo Zurov, componendo un�intera collinetta di banconote. �L�intero banco! Lanciate le carte, che v�agguanti il diavolo!�</p><p><emphasis>�Le dernier coup, messieurs!� </emphasis>si sent� dire nella folla.</p><p>Tutti guardavano avidamente i due identici mucchi di banconote gualcite: una davanti al banchiere, l�altra davanti al <emphasis>pointeur.</emphasis></p><p>Nel pi� totale silenzio Fandorin apr� due mazzi freschi, continuando nel frattempo a chiedersi come si chiamasse la carta a sinistra. Prontuario? Manuale?</p><p>A destra un asso, a sinistra pure. Zurov aveva un re. A destra una dama, a sinistra un dieci. A destra un fante, a sinistra una dama (ma quale contava di pi�, il fante o la dama?). A destra un sette, a sinistra un sei.</p><p>�Non soffiatemi sul collo!� url� furioso il conte, al che indietreggiarono tutti.</p><p>A destra un otto, a sinistra un nove. A destra un re, a sinistra un dieci. Re!</p><p>Tutt�intorno ululavano e sghignazzavano. Ippolit Aleksandrovi&#x10D; stava seduto stupefatto.</p><p>Libro dei sogni! Torn� in mente a Erast Petrovi&#x10D; che sorrise rallegrandosene. La carta a sinistra era il libro dei sogni. Che nome strano.</p><p>Tutto a un tratto Zurov si sporse attraverso il tavolo e con dita d�acciaio strinse le labbra di Fandorin a trombetta.</p><p>�Non permettetevi di sogghignare! Avete vinto un gruzzolo, abbiate se non altro la buona grazia di comportarvi civilmente!� sibil� il conte con voce imbestialita, venendogli addosso. I suoi occhi iniettati di sangue facevano spavento. Nell�istante successivo spinse Fandorin sul mento, si abbandon� allo schienale della sedia e incroci� le braccia sul petto.</p><p>�Conte, questo � troppo!� esclam� uno degli ufficiali.</p><p>�Non sto certo scappando�, pronunci� a denti stretti Zurov, senza levare gli occhi di dosso a Fandorin. �Se qualcuno si sente offeso, sono pronto a risponderne.�</p><p>Cal� un silenzio davvero di tomba.</p><p>A Erast Petrovi&#x10D; ronzavano spaventosamente le orecchie, e aveva paura di una cosa sola, in quel momento: di mancare di coraggio. Ma ce n�era un�altra ancora, di paura: che gli tremasse proditoriamente la voce.</p><p>�Siete un farabutto e un mascalzone. Vorreste semplicemente non pagare�, disse Fandorin, la voce gli trem� lo stesso, ma ormai non aveva importanza. �Vi sfido.�</p><p>�Fate l�eroe in pubblico?� disse Zurov digrignando i denti. �Vediamo che danza mi farete domani davanti alla canna della pistola. A venti passi, con le barriere. Ognuno spara quando vuole, dopo per� deve venire subito alla barriera. Non vi fa paura?�</p><p>Fa proprio paura, pens� Erast Petrovi&#x10D;. Achtyrzev gli aveva detto che a venti passi prende una monetina da cinque copechi, figuriamoci una fronte. O, a maggior ragione, una pancia. Fandorin rabbrivid�. Non aveva mai tenuto in mano una pistola da duelli. Una volta Ksaverij Feof�laktovi&#x10D; lo aveva fatto sparare con una colt al tiro a segno della polizia, ma quella era una cosa completamente diversa. Quello l� ammazza, ammazza per una pipa di tabacco. Eppure lavora pulito, non fa una grinza. C�� pieno di testimoni. Un litigio alle carte, ordinaria amministrazione. Il conte se ne sta un mesetto agli arresti e poi esce, ha relazioni influenti, mentre Erast Petrovi&#x10D; non ha nessuno. Metteranno il giovane investigatore in una bara di semplici tavole, lo seppelliranno sottoterra, e ai funerali non verr� nessuno. Magari soltanto Gru�in e Agrafena Kondratevna. E Lizanka lo legger� sul giornale e penser� distrattamente: peccato, un poliziotto cos� sensibile, e tanto giovane poi. Ma no, non legger� un bel niente, probabilmente Emma non le passa i giornali. Mentre il capo dir� di sicuro: Ho avuto fiducia in quell�imbecille, e lui c�� cascato come il pi� cretino dei polli. Gli � saltato in testa di spararsi, in preda a chiss� quali struggicuori nobiliari. E sputer� pure.</p><p>�Come mai tacete?� chiese Zurov con un sorriso crudele. �O vi � passata la voglia di sparare?�</p><p>Ma intanto a Erast Petrovi&#x10D; era venuto in mente come salvarsi. Spararsi non andava fatto subito, al pi� presto l�indomani mattina. Certo, correre a lamentarsi dal capo sarebbe stata una bassezza indegna. Ma Ivan Francevi&#x10D; aveva detto che anche altri agenti lavoravano su Zurov. Era perfino molto probabile che anche l�, in sala, ci fosse qualche uomo del capo. Poteva accettare la sfida, salvare l�onore e se, per esempio, l�indomani all�alba la polizia avesse fatto irruzione e arrestato il conte Zurov per tenuta di una bisca clandestina, di questo Fandorin non avrebbe avuto colpa. Non avrebbe nemmeno dovuto sapere nulla, Ivan Francevi&#x10D; lo avrebbe capito senza di lui come agire.</p><p>La salvezza era, si pu� ben dire, in tasca, ma di colpo la voce di Erast Petrovi&#x10D; acquis� una sua vita indipendente, su cui la volont� del padrone non influiva, port� avanti un discorso folle e, cosa stupefacente, non tremava pi�: �Non mi � passata la voglia. Solo, perch� mai domani? Meglio subito. Voi, conte, dicono vi esercitiate dal mattino alla sera con le monete da cinque copechi, e per l�appunto da venti passi?� (Zurov avvamp�). �Meglio allora che facciamo in un altro modo, se non avete paura.�Ecco che il racconto di Achtyrzev cadeva a proposito! E non c�era bisogno di inventare nulla. Tutto era gi� stato pensato. �Tiriamo a sorte, e quello a cui tocca, va in cortile e si spara. Senza nessuna barriera. E con il minimo di spiacevolezze dopo. Qualcuno perde, si spara una pallottola in testa, ordinaria amministrazione. E i signori qui presenti danno la loro parola d�onore che tutto rester� segreto. Vero, signori?�</p><empty-line/><p>I signori si misero a discutere, e nel contempo le loro opinioni si divisero: alcuni esprimevano una disponibilit� immediata a dare la loro parola d�onore, altri invece proponevano di consegnare il litigio all�oblio e brindare per fare la pace. Un maggiore dai baffi folti arriv� perfino a esclamare: �Che dritto per�, il ragazzino!� cosa che diede ancora pi� foga a Erast Petrovi&#x10D;.</p><p>�Allora, conte?� esclam� con audacia disperata, dandosi una volta per tutte briglia sciolta. �Possibile sia pi� facile colpire una monetina da cinque che non la propria fronte? O temete di mancare il colpo?�</p><p>Zurov taceva, e intanto guardava con curiosit� lo smargiasso con tutta l�aria di stare calcolando qualcosa.</p><p>�Ebbene�, disse infine con insolito sangue freddo. �Accetto le vostre condizioni. Jean!�</p><p>In un attimo un servo vol� svelto dal conte. Ippolit Aleksandrovi&#x10D; gli disse: �Una rivoltella, un mazzo nuovo e una bottiglia di champagne�. E gli sussurr� qualcos�altro all�orecchio.</p><p>Due minuti dopo Jean tornava con un vassoio. Gli tocc� aprirsi la strada, perch� adesso intorno al tavolo si erano radunati decisamente tutti i frequentatori del salone.</p><p>Con un movimento agile, fulmineo, Zurov estrasse il tamburo della Lefaucheux a dodici colpi, fece vedere che le pallottole erano tutte al loro posto.</p><p>�Ecco il mazzo.�Con uno scricchiolio soddisfatto le sue dita aprirono l�involucro sigillato. �Adesso � il mio turno di lanciare�, disse scoppiando a ridere, con l�aria di trovarsi nella migliore delle disposizioni di spirito. �Le regole sono semplici: chi tira fuori per primo una carta di seme nero, si ficca una pallottola nel cranio. D�accordo?�</p><p>Fandorin annu� silenziosamente, e intanto gi� cominciava a rendersi conto che lo stavano ingannando, che lo stavano menando mostruosamente per il naso e, lo si pu� ben dire, assassinando con certezza ancora maggior che a venti passi di distanza. Lo aveva battuto al suo stesso gioco, l�astuto Ippolit, lo aveva battuto completamente! Come poteva impedire a quel furbacchione di estrarre la carta che gli serviva, per giunta dal suo mazzo! Probabilmente quello aveva un�intera scorta di carte truccate.</p><p>Intanto Zurov, dopo essersi fatto un pittoresco segno della croce, lanci� la carta superiore. Venne la donna di quadri.</p><p>�Questa Venere�, disse il conte sorridendo sfacciatamente, �mi ha sempre salvato. Tocca a voi, Fandorin.�</p><p>Protestare e contrattare sarebbe stato umiliante, per chiedere un altro mazzo era ormai tardi e prender tempo sarebbe stato vergognoso.</p><p>Erast Petrovi&#x10D; allung� la mano e scopr� un fante di picche.</p></section><section><title><p>NONO CAPITOLO</p></title><subtitle><emphasis>nel quale si dischiudono buone prospettive di carriera per Fandorin</emphasis></subtitle><empty-line/><p>�Si chiama Momus, la carta pazza del mazzo�, spieg� Ippolit stiracchiandosi voluttuosamente. �� tardi, per�. Brindate con un po� di champagne all�audacia o subito in cortile?�</p><p>Erast Petrovi&#x10D; stava seduto tutto rosso. Lo soffocava la rabbia, non verso il conte, ma verso se stesso, un perfetto idiota. Di quelli che non vale la pena di tenere fra i vivi.</p><p>�Voglio farla finita subito�, borbott� stizzosamente, deciso a fare una carognata finale al padrone di casa. �Cos� dopo quel vostro furbacchione avr� da lavare il pavimento. E dallo champagne esoneratemi: mi fa venire il mal di testa.�</p><p>Sempre altrettanto rabbiosamente, cercando di non pensare a nulla, Fandorin afferr� la pesante rivoltella, alz� il cane e poi, dopo un attimo di esitazione�� dove sparare? ma, che differenza far� mai�� si infil� la canna in bocca, contando mentalmente �tre, due, uno�, dopodich� premette il grilletto con tanta di quella forza, che si schiacci� la lingua fino a farsi male. Non segu� tuttavia nessuno sparo�� ci fu solo uno schiocco secco. Senza capirci nulla, Erast Petrovi&#x10D; premette ancora una volta: di nuovo uno schiocco, solo che questa volta il metallo gli stridette sgradevolmente contro i denti.</p><p>�Basta cos�, basta cos�!� disse Zurov togliendogli di mano la rivoltella e dandogli una pacca sulla spalla. �Un vero dritto! E si � sparato senza la minima ostentazione, senza isteria. Sta venendo su una bella generazione, non � vero, signori? Jean, versaci lo champagne, il signor Fandorin e io berremo alla fratellanza, passeremo al tu.�</p><p>Erast Petrovi&#x10D;, in preda a una strana abulia, fece l�obbediente: bevve fiaccamente fino all�ultima goccia il liquido pieno di bollicine, sempre fiaccamente si baci� col conte, che gli disse d�ora innanzi di chiamarlo semplicemente Ippolit. Tutt�intorno schiamazzavano e ridevano, ma tutte quelle voci arrivavano a Fandorin in modo indistinto. Lo champagne gli aveva provocato delle fitte al naso, e gli erano venute le lacrime agli occhi.</p><empty-line/><p>�E di Jean cosa ne dite?� rideva il conte. �In un attimo ha ripulito la rivoltella di tutte le pallottole. Allora, non � furbo, Fandorin, tu che ne dici?�</p><p>�Furbo�, convenne con indifferenza Erast Petrovi&#x10D;.</p><p>�Gi� gi�. A te come ti chiamano?�</p><p>�Erast.�</p><p>�Andiamo. Erast di Rotterdam, andiamo un po� nel mio studio, beviamo un po� di cognac. Mi sono stufato di questi musi.�</p><p>�Erasm�, lo corresse meccanicamente Fandorin.</p><p>�Come?�</p><p>�Non Erast, Erasm.�</p><p>�Scusa, non avevo sentito bene. Andiamo, Erasm.�</p><p>Fandorin si alz� obbediente e segu� il padrone di casa. Attraversarono una buia infilata di stanze per ritrovarsi in un locale tondo in cui regnava un disordine straordinario�� vi si trovavano sparsi qua e l� cannelli e pipe turche, bottiglie vuote, sul tavolo facevano bella mostra di s� speroni d�argento, mentre in un angolo chiss� perch� era stata posata un�elegante sella inglese. Fandorin non capiva per quale motivo la stanza venisse chiamata �studio�: non c�erano libri, n� si osservavano da nessuna parte strumenti di scrittura.</p><p>�Una sella stupenda, vero?� si vant� Zurov. �L�ho vinta ieri con una scommessa.�</p><p>Vers� nei bicchieri un vino marroncino da una bottiglia panciuta, si sedette accanto a Erast Petrovi&#x10D; e gli disse con tono molto serio, perfino intimo: �Vorrai perdonarmi, bestia che sono, per lo scherzo. Mi annoio tanto, Erasm. Di gente intorno ne ho tanta, di uomini nemmeno uno. Ho ventotto anni, Fandorin, ma � come se ne avessi sessanta. Specialmente al mattino, quando mi sveglio. La sera, di notte, va ancora bene, faccio casino, faccio l�imbecille. Ma � uno schifo. Prima non era niente, ma adesso non so come mai mi fa sempre pi� schifo. Sai, poco fa, quando abbiamo tirato a sorte, di colpo ho pensato: e se mi sparassi sul serio? E l�idea mi attirava tanto� Perch� stai zitto? Dai, Fandorin, non ti arrabbiare. Vorrei tanto che non mi serbassi rancore. Ma cosa posso fare perch� tu mi perdoni, Erasm?�</p><p>E qui Erast Petrovi&#x10D;, con una voce stridula ma perfettamente distinta, disse: �Raccontami di lei. Della Be�ezkaja�.</p><p>Zurov si scosse una folta ciocca dalla fronte.</p><p>�Gi�, me l�ero dimenticato. Sei del suo �strascico�.�</p><p>�Di dove?�</p><p>�Io lo chiamo cos�. Amalia dopotutto � una regina, le serve uno strascico fatto di uomini. Quanto pi� � lungo, tanto meglio. Da� retta a un buon consiglio, levatela dalla testa, senn� sei perduto. Dimenticala.�</p><p>�Non posso�, rispose onestamente Erast Petrovi&#x10D;.</p><p>�Sei ancora un poppante, Amalia ti risucchier� per forza nel suo gorgo, come ne ha gi� risucchiati tanti. Si � molto attaccata a me probabilmente perch� non mi sono lasciato risucchiare nel gorgo per amor suo. Io non ne ho bisogno, di gorghi, ho gi� il mio. Non profondo come il suo, ma fa niente, mi basta per affogarci dentro con la testa.�</p><p>�Tu la ami?� chiese a bruciapelo Fandorin usufruendo dei suoi diritti di parte lesa.</p><p>�La temo�, rispose Ippolit ridendo cupamente. �Pi� di quanto la ami. E non si tratta affatto di amore. Hai mai provato a fumare l�oppio?�</p><p>Fandorin scosse la testa.</p><p>�Se lo provi una volta ti terr� in suo potere per tutta la vita. Lei � cos�. Non mi vuole mollare! Vedo che mi disprezza, non mi valuta tre copechi, eppure ha visto qualcosa in me. Per mia disgrazia! Sai, sono contento che se ne sia andata, per Dio. Una volta ho pensato di ucciderla, quella strega. Di strangolarla con le mie mani, perch� non mi tormentasse pi�. E lei questo lo ha avvertito molto bene. O, fratello mio, � intelligente! E io le ero caro per questo, che con me poteva giocare come col fuoco; ora mi attizza, ora mi soffoca, e tutto il tempo ha in mente che pu� divampare l�incendio, e allora non ne uscir� viva. A cosa le servirei, altrimenti?�</p><p>Erast Petrovi&#x10D; pens� con invidia che ce n�erano di motivi per amare quel bellone di Ippolit, testa spericolata, anche senza incendi. Un dritto del genere, probabilmente, di donne ne ha a bizzeffe. E com�� che certa gente ha tanta fortuna? Comunque queste considerazioni erano fuori tema. Bisognava chiedere a proposito.</p><p>�Chi �, da dove viene?�</p><p>�Non lo so. Non le piace parlare molto di s�. So soltanto che � cresciuta da qualche parte all�estero. A quanto pare in Svizzera, in un qualche collegio.�</p><p>�E dove si trova adesso?� chiese Erast Petrovi&#x10D;, senza del resto troppo contare sul successo.</p><p>Zurov a ogni buon conto tardava a rispondere, e Fandorin si sent� mancare.</p><p>�Ti interessa tanto?� chiese cupamente il conte, e una fugace smorfia malevola deform� il suo viso bello e capriccioso.</p><p>�S�!�</p><p>�Gi�, se una falena � attratta dalla candela, non potr� che bruciare��</p><p>Ippolit si mise a frugare sul tavolo fra mazzi di carte, fazzoletti gualciti e conti di bottega.</p><p>�Dove diavolo � finito? Ecco, adesso ricordo�, disse aprendo una scatoletta giapponese laccata con una farfalla di madreperla sul coperchio. �Tieni. � arrivato con la posta cittadina.�</p><p>Con le dita che gli tremavano Erast Petrovi&#x10D; prese la stretta busta sulla quale con una calligrafia inclinata, veloce, era scritto: �A sua eccellenza il conte Ippolit Zurov, vicolo dell�Apostolo Giacobbe, casa propria�. A giudicare dal timbro, la lettera era stata spedita il 16 maggio, lo stesso giorno che la Be�ezkaja era scomparsa.</p><p>Dentro trov� un breve biglietto in francese privo della firma:</p><empty-line/><cite><p>Mi sono trovata nella necessit� di partire senza salutarti. Scrivimi a Londra, Gray Street, hotel <emphasis>Winter Queen, </emphasis>c/o Miss Olsen. Aspetto. E non osare dimenticarmi.</p></cite><empty-line/><p>�E io invece oso�, minacci� nervosamente Ippolit, per abbassare subito dopo il tiro: �A ogni modo, ci sto provando� Tieni, Erasm. Fanne quel che ti pare� Dove vai?�</p><p>�Vado�, disse Fandorin, ficcandosi la busta in tasca. �Bisogna fare in fretta.�</p><p>�Oh oh�, disse il conte con compassione scuotendo il capo. �Fa� pure, vola nel fuoco. � la tua vita, mica la mia.�</p><p>Nel cortile Erast Petrovi&#x10D; fu raggiunto da Jean che teneva un pacchetto in mano.</p><p>�Ecco, signore, l�avete dimenticato.�</p><p>�Che cosa?� chiese seccato Fandorin che andava di fretta.</p><p>�Scherzate? La vostra vincita. Sua eccellenza mi ha ordinato di raggiungervi immediatamente e di mettervela in mano.�</p><empty-line/><p>Erast Petrovi&#x10D; fece un sogno stupefacente.</p><p>Era seduto al banco in classe, nel suo ginnasio di governatorato. Sogni del genere, solitamente ansiosi e spiacevoli, li faceva assai spesso: di essere di nuovo un ginnasiale e non sapere risolvere alla lavagna un problema di fisica oppure di algebra, ma questa volta non era solo pieno d�angoscia, era veramente atterrito. Fandorin non riusciva assolutamente a capire il motivo di questa paura. Non si trovava alla lavagna, ma al suo banco, intorno c�erano alcuni seduti come fossero i suoi compagni di scuola: Ivan Franzevi&#x10D;, Achtyrzev, un certo bel giovanotto con la fronte alta e pallida e arditi occhi castani (di lui Erast Petrovi&#x10D; sapeva che era Kokorin), due fanciulle con i grembiuli bianchi e ancora qualcun altro, voltato di spalle. Fandorin aveva paura di quello voltato di spalle e cercava di non guardare nella sua direzione, mentre non faceva che storcere il collo per vedere meglio le ragazze: brunetta una, biondina l�altra. Erano sedute a un banco, con le mani sottili poggiate diligentemente una sopra l�altra. Una era Amalia, l�altra Lizanka. La prima lanciava sguardi brucianti coi suoi occhioni neri e gli mostrava la lingua, mentre la seconda gli sorrideva timidamente e abbassava le folte ciglia. Qui Erast Petrovi&#x10D; vide che alla lavagna c�era lady Esther con la bacchetta in mano, e tutto divent� chiaro: si trattava dell�ultimissimo sistema di insegnamento inglese, in cui i ragazzi e le ragazze studiano insieme. E anche molto bene. Quasi avesse udito i suoi pensieri, lady Esther sorrise tristemente e disse: �Questo non � l�insegnamento in comune, questa � la mia classe di orfani. Siete tutti orfani, e io devo indirizzarvi sulla vostra strada�. �Scusate, milady�, disse stupito Fandorin, �per� io so per certo che Lizanka non � orfana, ma figlia di un consigliere segreto effettivo.��Ah, <emphasis>my sweet boy�, </emphasis>disse milady con un sorriso ancora pi� triste. �Lei � una vittima innocente, e questo � lo stesso che essere un�orfanella.�L�uomo spaventoso, che gli stava seduto davanti, si volt� lentamente e, guardando fissamente coi suoi occhi bianchicci, trasparenti, sussurr�: �Anch�io, Azazel, sono un orfano�. Fece l�occhiolino con aria cospiratoria e, perdendo ogni freno, disse imitando la voce di Ivan Franzevi&#x10D;: �E pertanto, mio giovane amico, mi tocca uccidervi, cosa di cui provo il pi� sincero rincrescimento� Ehi, Fandorin, cosa ve ne state l� seduto imbambolato. Fandorin!�</p><p>�Fandorin!� Qualcuno stava scuotendo per la spalla Erast Petrovi&#x10D; tormentato dall�incubo. �Ma svegliatevi, � gi� mattina!�</p><p>Fandorin si riscosse, si alz� di scatto, volt� la testa. Si accorse di essersi addormentato nell�ufficio del capo, era stato sopraffatto dal sonno direttamente alla scrivania. Dalla finestra attraverso gli scuri aperti si riversava la gioiosa luce mattutina, mentre accanto a lui c�era Ivan Franzevi&#x10D;, vestito chiss� perch� come uno del ceto borghese: aveva un berretto con la visiera di stoffa, un caffettano a pieghe e stivali a fisarmonica inzaccherati di fango.</p><p>�Allora, siete crollato, mi aspettavate con ansia?� chiese allegramente il capo. �Scusate la mascherata, ho dovuto assentarmi di notte per una questione urgente. Ma andate a lavarvi, basta sbattere gli occhi. Marsch, marsch!�</p><p>Mentre Fandorin andava a lavarsi, gli tornarono in mente gli eventi della notte appena trascorsa, gli torn� in mente di come se n�era andato a rotta di collo via da casa di Ippolit, era saltato su una carrozza leggera col vetturino addormentato e gli aveva ordinato di andare di corsa in via Mjasnizkaja. Tale era l�impazienza di raccontare al capo il suo successo, ma Brilling non era sul posto. Erast Petrovi&#x10D; prima aveva sbrigato una faccenda urgente, poi si era messo alla scrivania ad aspettarlo, e senza accorgersene era sprofondato nel sonno.</p><p>Quando torn� nell�ufficio, Ivan Franzevi&#x10D; si era gi� cambiato in un completo chiaro e beveva del t� al limone. Un altro bicchiere dentro il portabicchiere d�argento fumava davanti al suo, sul vassoio c�erano ciambelle e panini.</p><p>�Facciamo colazione�, gli propose il capo, �e intanto parliamo. Le vostre avventure notturne mi sono perfettamente note, ma ho qualche domanda da farvi.�</p><p>�Come fate a conoscerle?� chiese dispiaciuto Erast Petrovi&#x10D;, che aveva pregustato il piacere del racconto e, a dire il vero, intendeva sorvolare su alcuni dettagli.</p><p>�Da Zurov c�era un mio agente. Sono gi� tornato da un�ora, ma mi dispiaceva svegliarvi. Mi sono seduto qui, ho letto il rapporto. Una lettura avvincente, non ho nemmeno fatto in tempo a cambiarmi.�</p><p>Sbatt� la mano sui foglietti scritti con una grafia minuta.</p><p>�Un agente lucido, per� scrive in un modo spaventosamente pittoresco. Si immagina di avere un talento letterario, scrive sui giornaletti sotto la pseudonimo di �Maximus Perspicax�, sogna una carriera di censore. Ascoltate, vi interesser�. Dov�� Ah, ecco qui.</p><empty-line/><p>Descrizione dell�oggetto. Nome: Erasm von Dorn, o von Doren (stabilito a orecchio). Et�: non pi� di venti. Ritratto verbale: altezza un metro e settantacinque; costituzione corporea scarna; capelli neri e dritti; niente barba e baffi e non ha l�aria di radersi; occhi azzurro chiaro, ravvicinati, leggermente a mandorla sugli angoli; pelle bianca, pulita; naso sottile, dritto; orecchie schiacciate, piccole, a lobo corto. Segni particolari: non gli va mai via il rossore dalle guance. Impressioni personali: tipico rappresentante di una <emphasis>jeunesse dor�e </emphasis>viziata e sfrenata con capacit� fuori dall�ordinario di duellista. Dopo gli eventi summenzionati si � allontanato con il Giocatore nello studio di quest�ultimo. Hanno conversato per ventidue minuti. Parlavano a voce bassa, con pause. Da dietro la porta non si sentiva quasi nulla, ma ho colto distintamente la parola �oppio� e ancora qualcosa a proposito del fuoco. Ho ritenuto necessario pedinare von Doren, sennonch� questi, con tutta evidenza, mi ha scoperto, mi ha distanziato con grande abilit� e se ne � andato in carrozza. Propongo�</p><empty-line/><p>�Be�, il resto non � interessante�, concluse il capo guardando con curiosit� Erast Petrovi&#x10D;. �E cos� discutevate di oppio? Non tormentatemi, brucio dall�impazienza.�</p><p>Fandorin espose brevemente il succo della sua conversazione con Ippolit e gli mostr� la lettera. Brilling lo ascolt� con la massima attenzione, gli chiese di precisare alcuni punti, quindi, messosi alla finestra, tacque. La pausa dur� a lungo, un minuto buono. Erast Petrovi&#x10D; stava seduto in silenzio, temeva di disturbare il processo mentale, sebbene avesse anche lui le sue supposizioni.</p><p>�Sono molto contento di voi, Fandorin�, disse infine il capo, ritornando in vita. �Avete dato prova di una brillantissima efficienza. Tanto per cominciare, � del tutto chiaro che Zurov non ha partecipato all�assassinio e non sospetta nulla a proposito del vostro genere di attivit�. Vi avrebbe dato altrimenti l�indirizzo di Amalia? Questo ci libera dalla terza ipotesi. In secondo luogo, avete fatto grandi progressi sull�ipotesi della Be�ezkaja. Adesso sappiamo dove cercare questa signora. Bravo. Intendo assegnare tutti gli agenti liberatisi, fra cui anche voi, all�ipotesi quattro, che mi pare fondamentale�, disse puntando il dito in direzione della lavagna, dove nel quarto cerchietto biancheggiavano le lettere di gesso ON.�</p><p>�Sarebbe a dire?� chiese agitato Fandorin. �Ma scusate, capo��</p><p>�La notte scorsa sono riuscito a imbattermi in una traccia assai allettante, che conduce a una certa dacia nei dintorni di Mosca�, gli comunic� Ivan Franzevi&#x10D; con visibile soddisfazione (ecco come si spiegavano gli stivali imbrattati). �Laggi� si riuniscono dei rivoluzionari, per giunta oltremodo pericolosi. A quanto pare, il filo si allunga fino ad Achtyrzev. Ci sar� da lavorare. In questo mi servono tutti gli uomini. Mentre secondo me l�ipotesi Be�ezkaja � priva di prospettive. In ogni caso, per quella non c�� fretta. Manderemo un�interrogazione agli inglesi per i canali diplomatici, chiederemo di trattenere questa miss Olsen fino a chiarimento, e con questo abbiamo finito.�</p><p>�Ma � proprio quello che non bisogna assolutamente fare!� grid� Fandorin, e con tanta di quella foga, che Ivan Franzevi&#x10D; rest� perfino di stucco.</p><p>�E perch� mai?�</p><p>�Possibile che non vi rendiate conto che qui tutto si riduce alla stessa cosa!� Erast Petrovi&#x10D; si era messo a parlare in frettissima, per timore di venire interrotto. �Non so nulla dei nichilisti, pu� essere di tutto� capisco bene che sono importanti, ma anche qui c�� l�importanza, e anche qui di Stato! Guardate, Ivan Franzevi&#x10D;, che quadro ne viene fuori. La Be�ezkaja � andata a nascondersi a Londra, e uno (Erast Petrovi&#x10D; nemmeno si rendeva conto di quanto avesse mutuato dal capo la maniera di esprimersi). Ha il maggiordomo inglese, e un tipo molto sospetto, da sgozzarvi senza batter ciglio. E due. L�uomo dagli occhi bianchi, che ha uc ciso Achtyrzev, parlava con un accento e sembrava anche lui un inglese: e fa tre. Adesso quattro: lady Esther, certamente, � un essere nobilissimo, ma � un�inglese anche lei, mentre dopotutto l�eredit� di Kokorin, dite quel che vi pare, � toccata a lei! � evidente che la Be�ezkaja ha aizzato apposta i suoi ammiratori perch� facessero testamento a favore dell�inglese!�</p><p>�Calma, calma�, disse Brilling accigliato. �A cosa mirate, con questo? Allo spionaggio?�</p><p>�Ma � evidente!� disse Erast Petrovi&#x10D; battendo le mani. �Intrighi inglesi. Lo sapete anche voi che genere di relazioni intratteniamo adesso con l�Inghilterra. Non voglio insinuare nulla del genere su lady Esther: lei, probabilmente, nemmeno sa niente, ma il suo istituto potrebbe essere usato come copertura, come cavallo di Troia, per penetrare in Russia!�</p><p>�Come no�, disse il capo con un sorriso ironico. �Alla regina Vittoria e al signor Disraeli non bastano l�oro dell�Africa e i diamanti dell�India, bisogna dargli anche la fabbrica di tessuti di Petrusa Kokorin e i tremila e rotti ettari di Nikolen�ka Achtyrzev.�</p><p>A questo punto Fandorin scopr� la sua carta principale: �Non si tratta della fabbrica, e nemmeno del denaro! Vi ricordate l�inventario delle loro propriet�? Io ci ho fatto subito caso! Kokorin fra le altre imprese cantieristiche ha un cantiere navale sul Baltico, proprio dove piazzano le commesse militari: ho controllato�.</p><p>�E quando avete trovato il tempo di farlo?�</p><p>�Mentre vi aspettavo. Ho mandato un�interrogazione via telegrafo al ministero della Marina militare. Anche l� c�� sempre qualcuno al turno di notte.�</p><p>�Cos�, bene, bene. E chi altro?�</p><p>�Questo, che oltre a tutti quegli ettari, alle case e ai capitali, Achtyrzev aveva anche un pozzo di petrolio a Baku, ricevuto in eredit� dalla zia. E ho letto sui giornali che gli inglesi sognano di impadronirsi del petrolio del Caspio. E qui, prego, ci riuscirebbero addirittura nel pi� legittimo dei modi! Ed ecco come � stato pensato in modo imbattibile: che si tratti di una fabbrica nel Baltico, oppure del petrolio, in entrambi i casi qualcosa va agli inglesi! Voi fate come volete, Ivan Franzevi&#x10D;�, si infervor� Fandorin, �per� io questo non lo lascerei cos�. Eseguir� tutti i vostri incarichi, ma fuori dall�orario di servizio indagher� per conto mio. E arriver� a scoprire qualcosa!�</p><p>Il capo si mise di nuovo alla finestra, e questa volta tacque pi� a lungo di prima. Erast Petrovi&#x10D; aveva i nervi a fior di pelle, ma dimostr� carattere. Finalmente Brilling sospir� e disse, lentamente, inceppandosi, qualcosa che era ancora nel processo di pensare.</p><p>�In tutta probabilit� � una sciocchezza. Edgar Allan Poe, Eugene Sue. Vuote coincidenze. Tuttavia in una cosa avete ragione: non ci rivolgeremo agli inglesi� E nemmeno possiamo farlo attraverso la nostra rappresentanza all�ambasciata di Londra. Se vi sbagliate�� ed � quasi certo che vi sbagliate�� ci facciamo una figura da perfetti imbecilli. Supponiamo invece che abbiate ragione, l�ambasciata non potrebbe comunque farci nulla, gli inglesi nasconderebbero la Be�ezkaja oppure si inventerebbero qualcosa� E poi il personale della nostra ambasciata ha le mani legate, sono troppo esposti� Deciso!� disse Ivan Franzevi&#x10D; agitando energicamente il pugno. �Certo, Fandorin, voi mi servireste anche qui, ma, come dice il popolo, cavai forzato va a pi� zoppo. Bisogna sbrigliarvi. Ho letto la vostra pratica, so che padroneggiate non solo il francese e il tedesco, ma anche l�inglese. Che Dio v�assista, andate a Londra dalla vostra <emphasis>femme fatale! </emphasis>Non vi imporr� istruzioni, io credo nella vostra intuizione. Vi dar� un uomo all�ambasciata, di cognome Py�ov. Ha la mansione di modesto impiegato di segreteria, tipo voi, ma si occupa d�altro. Al ministero degli Affari esteri ha il rango di segretario di governatorato, ma secondo la nostra gerarchia riveste un�altra carica, di gran lunga superiore. � un signore dai molteplici talenti. Non appena sarete arrivato, recatevi subito da lui. � estremamente svelto. Del resto, sono sicuro che sar� un viaggio a vuoto. Ma, in fin dei conti, vi siete guadagnato il diritto di commettere un errore. Guardatevi l�Europa, fatevi un bel viaggetto a spese dello Stato. Anche se adesso, a quanto pare, godete di mezzi propri?� disse il capo sbirciando il pacchetto posato in bella vista sul tavolo.</p><p>Stordito per quanto aveva sentito, Erast Petrovi&#x10D; trasal�: �Perdonatemi, questa � la mia vincita. Novemilaseicento rubli, li ho contati. Volevo consegnarli alla cassa, ma era chiusa�.</p><p>�Ma andate al diavolo!� disse Brilling scacciando l�idea. �Siete fuori di testa? Cosa pensate che dovrebbe scrivere il cassiere nel libro delle entrate? Incasso dal gioco a stoss del registratore di collegio Fandorin?� Hmm, aspettate un momento. Non convince troppo un modesto registratore di collegio che parte in missione all�estero.�</p><p>Si sedette alla sua scrivania, intinse la penna nel calamaio e si mise a scrivere, profferendo a voce alta: �Allora. �Telegramma urgente. Al principe Michail Aleksandrovi&#x10D; Kor&#x10D;akov, personale. Copia al generale aiutante Lavrentij Arkadevi&#x10D; Mizinov. Vostra luminosa eccellenza, negli interessi della pratica a voi nota, e anche in segno di riconoscimento dei servizi eccezionali, vi prego al di fuori di ogni gerarchia e senza calcolo di anzianit� di servizio di promuovere il registratore di collegio Erast Petrovi&#x10D; Fandorin�� Eh, chi non s�avventura non ha ventura, �direttamente al rango di titolare.� Anche se, certo, non � un pesce grosso, ma fa lo stesso, �al rango di consigliere titolare. Chiedo anche di annoverare temporaneamente Fandorin al dipartimento del ministero degli Affari esteri con la carica di corriere diplomatico di prima categoria.� Questo perch� non vi trattengano alla frontiera�, spieg� Brilling. �Ecco fatto. Data, firma. A proposito, la posta diplomatica effettivamente la consegnerete strada facendo, a Berlino, Vienna, Parigi. Per badare alle apparenze, per non suscitare sospetti eccessivi. Obiezioni?� chiese Ivan Franzevi&#x10D; con gli occhi che gli brillavano birichini.</p><p>�Assolutamente no�, balbett� Erast Petrovi&#x10D;, che non riusciva pi� a tener dietro agli eventi col pensiero.</p><p>�E da Parigi, ormai in incognito, vi dirigerete a Londra. Com�� che si chiama l�albergo?�</p><p><emphasis>�Winter Queen, </emphasis>Regina d�Inverno.�</p><empty-line/></section><section><title><p>DECIMO CAPITOLO</p></title><subtitle><emphasis>in cui figura una cartella azzurra</emphasis></subtitle><empty-line/><p>Il 28 giugno secondo il calendario occidentale, ma il 16 secondo quello russo, verso sera, di fronte all�albergo <emphasis>Winter Queen </emphasis>in Gray Street, si ferm� una carrozza a nolo. Il cocchiere in cilindro e guanti bianchi salt� gi� di serpa, abbass� il predellino e con un inchino apr� lo sportello nero laccato con su scritto</p><empty-line/><subtitle>Dunster Dunster:</subtitle><subtitle>Since 1848.</subtitle><subtitle>London Regal Tours</subtitle><empty-line/><p>Dallo sportello si affacci� dapprima uno stivaletto da viaggio in marocchino ferrato di chiodini d�argento, dopodich� sul marciapiede salt� spedito un florido giovane gentiluomo con un paio di baffoni che stonavano da non credersi con la sua fisionomia fresca, un cappello tirolese con tanto di penna e un�ampia cappa alpina. Il giovane si guard� intorno, vide la stradina tranquilla, che in nulla si distingueva, e con emozione fiss� l�edificio dell�albergo. Era un palazzotto a quattro piani in stile georgiano d�aspetto assai scialbo, che aveva chiaramente conosciuto tempi migliori.</p><p>Il gentleman ebbe un momento di esitazione, ma poi mormor� fra s� in russo: �Chi non s�avventura non ha ventura�.</p><p>Dopo tale enigmatica frase sal� su per i gradini ed entr� nella hall.</p><p>Proprio un attimo dopo, dal pub di fronte usc� un tipo in impermeabile nero che, calato fin sopra gli occhi un alto berretto dalla visiera luccicante, prese a passeggiare davanti all�ingresso dell�albergo.</p><p>Tuttavia questa circostanza degna di nota sfugg� all�attenzione del signore appena arrivato, il quale gi� si trovava al banco e stava esaminando il ritratto scolorito di una qualche dama medioevale in sontuoso jabot, probabilmente la <emphasis>Winter Queen </emphasis>in persona. Il portiere che sonnecchiava dietro il banco accolse lo straniero con una certa indifferenza, vedendolo per� elargire un intero scellino al ragazzo che non aveva fatto altro che portargli la sacca da viaggio, lo salut� ancora una volta e con molta pi� cordialit�, per di pi� adesso prese a rivolgersi al viaggiatore chiamandolo non semplicemente <emphasis>sir, </emphasis>ma <emphasis>your honour.</emphasis></p><p>Il giovane si inform� se ci fossero camere libere, chiese la migliore, con l�acqua calda e i giornali, e si registr� nel libro degli ospiti sotto il nome di Erasmus von Dorn di Helsingfors. Dopodich� il portiere senza il bench� minimo motivo ricevette una mezza ghinea e prese a chiamare quello straniero tocco di testa <emphasis>your lordship.</emphasis></p><p>Nel frattempo il �signor von Dorn� si dibatteva in dubbi assai seri. Era difficile immaginare la splendida Amalia Kazimirovna in quella pensione di terz�ordine. Qui qualcosa evidentemente non tornava.</p><p>In preda allo smarrimento arriv� perfino a chiedere al portiere, tutto piegato in due dallo zelo, se a Londra non c�era per caso un altro albergo che portasse lo stesso nome, per averne l�assicurazione giurata che non solo non c�era, ma nemmeno c�era mai stato, a meno di considerare quella <emphasis>Winter Queen </emphasis>che si trovava nello stesso punto ma era bruciata fino alle fondamenta pi� di un secolo prima.</p><p>Possibile fosse tutto a vuoto; e il viaggio di venti giorni in giro per l�Europa, e i baffi posticci, e la lussuosa carrozza noleggiata alla stazione di Waterloo invece del solito cab, e, infine, la mezza ghinea buttata via per nulla?</p><p>Ma ora che la mancia te la sei presa, colombello mio, lavora, pens� Erast Petrovi&#x10D; (lo chiameremo cos�, nonostante l�incognito).</p><p>�Ditemi un po�, caro, non alloggia per caso da voi una certa Miss Olsen?� chiese con ostentata noncuranza appoggiando un gomito al banco.</p><p>La risposta, sebbene del tutto prevedibile, fece s� che il cuore di Fandorin si stringesse d�ansia: �No, milord, una lady con un nome del genere da noi non vive e non ha mai vissuto�.</p><p>Leggendo lo sgomento negli occhi dell�ospite, il portiere fece una pausa a effetto e gli comunic� candidamente: �Comunque il nome ricordato da vostra eccellenza non mi � del tutto sconosciuto�.</p><p>Erast Petrovi&#x10D; si pieg� leggermente ed estrasse di tasca un�altra moneta d�oro.</p><p>�Ditemi.�</p><p>Il portiere si sporse in avanti e, tutto olezzante di acqua di colonia scadente, sussurr�: �Riceviamo della posta a nome di questa persona. Ogni sera verso le dieci arriva un certo mister Morbid, a giudicare dall�aspetto un servo o un maggiordomo, e prende le lettere�.</p><p>�Di statura enorme, con grandi favoriti chiari e l�impressione che non abbia mai sorriso in vita sua?� chiese velocemente Erast Petrovi&#x10D;.</p><p>�S�, milord, lui.�</p><p>�E ne arrivano spesso, di lettere?�</p><p>�Spesso, milord, quasi ogni giorno, e capita che siano pi� di una. Oggi, per esempio�, disse il portiere guardando con aria molto significativa lo scaffale con le caselle, �ne sono arrivate tre.�</p><p>L�accenno fu inteso all�istante.</p><p>�Vorrei vedere le buste, cos�, per curiosit�, butt� l� Fandorin, facendo risuonare sul banco l�ennesima mezza ghinea.</p><p>Gli occhi del portiere si accesero di un luccichio febbrile: stava accadendo qualcosa di inverosimile, di incomprensibile alla ragione, ma tuttavia estremamente piacevole.</p><p>�A cose normali questo � severamente vietato, milord, ma� se si tratta soltanto di dare un�occhiata alle buste��</p><p>Erast Petrovi&#x10D; afferr� avidamente le buste, ma lo attendeva una delusione: le buste erano prive di mittente. A quanto pareva, la terza moneta d�oro era andata sprecata. Il capo, � vero, aveva dato il suo benestare non importa a quali spese, �nei limiti della ragionevolezza e negli interessi dell�inchiesta�� Ma cosa c�era sui timbri?</p><p>I timbri diedero da pensare a Fandorin: una lettera veniva da Stoccarda, un�altra da Washington, la terza da Rio de Janeiro. Per�!</p><p>�Ed � molto che miss Olsen riceve qui la sua corrispondenza?� chiese Erast Petrovi&#x10D;, calcolando mentalmente quanto ci potesse mettere una lettera ad attraversare l�oceano. E poi bisognava anche avere avuto il tempo di comunicare in Brasile l�indirizzo di qui! Era un po� strano. Dopotutto la Be�ezkaja non poteva essere arrivata in Inghilterra pi� di tre settimane prima.</p><p>La risposta fu inattesa: �Da molto tempo, milord. Quando ho cominciato a lavorare qui�� sono quattro anni�� le lettere arrivavano gi�.</p><p>�Come?! Siete sicuro di non confondervi?�</p><p>�Ve lo assicuro, milord. � vero che mister Morbid serve miss Olsen da poco, direi dall�inizio dell�estate. In ogni caso prima di lui per la corrispondenza veniva mister Moebius, e prima ancora mister� perdonatemi, non riesco a ricordarmi come si chiamava. Era un gentiluomo che non dava nell�occhio, e poco loquace anche lui.�</p><p>La voglia di aprire le buste era spaventosa. Erast Petrovi&#x10D; lanci� uno sguardo interrogativo al suo informatore. Probabilmente non avrebbe resistito a un�altra mancia. Tuttavia qui al consigliere titolare appena nominato e corriere diplomatico di prima categoria venne in mente un�idea migliore.</p><p>�Avete detto che questo mister Morbid arriva ogni sera alle dieci?�</p><p>�Preciso come un orologio, milord.�</p><p>Erast Petrovi&#x10D; mise sul banco la quarta mezza ghinea e, sporgendosi in avanti, sussurr� qualcosa all�orecchio del fortunato portiere.</p><empty-line/><p>Il tempo che restava da l� alle dieci fu utilizzato nel pi� produttivo dei modi.</p><p>Innanzitutto Erast Petrovi&#x10D; oli� e caric� la sua colt di corriere. Dopodich� and� nel bagno e, pigiando a turno i pedali dell�acqua fredda e calda, in una quindicina di minuti riemp� la vasca. Poltr� una mezz�oretta, e quando l�acqua si fredd�, il piano delle mosse successive era gi� definitivamente formato.</p><p>Dopo essersi nuovamente incollato i baffi ed essersi un poco ammirato allo specchio, Fandorin si vest� da inglese che non d� nell�occhio: bombetta nera, giacca nera, pantaloni neri, cravatta nera. A Mosca, probabilmente, lo avrebbero preso per un becchino, mentre a Londra era da credersi che sarebbe rimasto invisibile. E poi la notte sarebbe stato perfetto: si sarebbe chiusa la giacca davanti coprendo il bianco della pettina e tirando dentro i polsini, in modo da dissolversi completamente nell�abbraccio delle tenebre, cosa che per il suo piano era di capitale importanza.</p><p>Restava ancora un�ora e mezza per una passeggiata di ricognizione nel circondario. Erast Petrovi&#x10D; svolt� da Gray Street in una larga via, tutta piena di carrozze, e quasi subito si ritrov� al famoso teatro Old Vic, descritto dettagliatamente nella sua guida. Passeggi� ancora un po� e�� quale prodigio!�� vide i noti tratti della stazione di Waterloo, da dove la carrozza lo aveva portato al <emphasis>Winter Queen </emphasis>per quaranta minuti buoni�� il cocchiere, quel furbacchione, gli aveva preso cinque scellini. Dopodich� si mostr� anche il grigio Tamigi, assai poco accogliente nel crepuscolo serotino. Guardando le sue acque impure, Erast Petrovi&#x10D; si sent� intimidire, e per chiss� quale motivo lo prese un cupo presentimento. In questa citt� straniera era comunque a disagio. I passanti guardavano oltre, non uno che lo guardasse in faccia, cosa che, ne converrete, a Mosca sarebbe stata del tutto inconcepibile. In tutto questo non abbandonava Fandorin la strana sensazione di avere puntato sulla schiena un qualche sguardo malevolo. Pi� volte il giovane si guard� alle spalle e una volta gli parve di notare una figura in nero che si era messa di colpo dietro a una colonna di manifesti teatrali. Qui Erast Petrovi&#x10D; riprese il controllo di s�, si accus� di ipocondria e smise di voltarsi. I nervi sono davvero maledetti. Ebbe perfino un momento di esitazione�� non sarebbe stato meglio rimandare l�esecuzione del piano fino alla sera dell�indomani? In quel modo gli sarebbe stato possibile fare una visita al mattino in ambasciata e incontrare quel misterioso impiegato Py�ov di cui gli aveva parlato il capo. Ma la cautela codarda � un sentimento riprovevole, e poi non aveva voglia di perdere tempo. Perch� anche cos� erano gi� partite almeno tre settimane in sciocchezze.</p><p>Il viaggio in Europa era stato meno spassoso di quanto aveva inizialmente supposto Fandorin nel suo entusiasmo. Il territorio situato oltre Ver�bolov, appena passato il confine, l�aveva avvilito con la sua marcata dissomiglianza dalle modeste distese patrie. Erast Petrovi&#x10D; guardava dal finestrino del treno e non faceva che aspettare che i lindi paesini e le cittadine giocattolo finissero e iniziasse il paesaggio <emphasis>normale, </emphasis>ma quanto pi� il treno si allontanava dalla frontiera russa, tanto pi� le casette diventavano bianche e le cittadine pittoresche. Fandorin guardava tutto con severit� sempre maggiore, ma si proib� categoricamente di mettersi a rammaricare. In fin dei conti, non � tutto oro quel che luccica, ripeteva a se stesso, eppure gli si era sedimentato nell�anima un certo sconforto.</p><p>Poi niente, ci fece l�abitudine, e gi� gli pareva che a Mosca non fosse poi tanto pi� sporco che a Berlino, mentre il Cremlino e le cupole dorate delle chiese da noi erano una cosa che i tedeschi nemmeno si sognavano. Un altro pensiero lo tormentava: l�agente militare dell�ambasciata russa, a cui Fandorin aveva consegnato il pacchetto sigillato, gli aveva ordinato di non recarsi altrove e di aspettare una corrispondenza segreta per trasmetterla a Vienna. L�attesa si era protratta una settimana, e a Erast Petrovi&#x10D; era venuto a noia bighellonare per l�ombroso Unter den Linden, gli era venuto a noia estasiarsi davanti ai cigni ben pasciuti dei parchi berlinesi.</p><empty-line/><p>Lo stesso si ripet� a Vienna; solo che allora gli tocc� aspettare per cinque giorni un pacchetto destinato all�agente militare di Parigi. Erast Petrovi&#x10D; si innervosiva immaginando che �miss Olsen�, senza stare ad aspettare notizie dal suo Ippolit, se ne fosse andata dall�albergo, dopodich� non ci sarebbe pi� stato modo di trovarla. In preda ai nervi Fandorin passava le giornate in pasticceria, mandando gi� un�infinit� di dolcetti alle mandorle e cream soda a litri.</p><p>In compenso a Parigi prese l�iniziativa nelle sue mani: fece una visita di cinque minuti alla rappresentanza russa, consegn� al colonnello dell�ambasciata le carte e dichiar� senza possibilit� di appello che aveva una missione speciale e non poteva trattenersi un�ora di pi�. Come punizione per il tempo infruttuosamente perso non si mise nemmeno a guardare Parigi, si limit� a percorrere in fiacre i nuovi boulevard appena tracciati dal barone Hausmann e a passare dalla Gare du Nord. Dopo, sulla via del ritorno, avrebbe avuto ancora tempo.</p><empty-line/><p>Alle dieci meno un quarto, nascosto da un numero del <emphasis>Times </emphasis>in cui aveva fatto un buco per spiare, Erast Petrovi&#x10D; stava gi� seduto nella hall del <emphasis>Winter Queen. </emphasis>In strada lo aspettava un cab previdentemente noleggiato. In base alle istruzioni ricevute, il portiere ostentava di non guardare in direzione dell�ospite pesantemente abbigliato fuori stagione e cercava perfino di starsene girato nella direzione opposta.</p><p>Alle dieci e tre minuti tintinn� il campanello, la porta si apr� ed entr� un uomo di statura gigantesca in livrea grigia. Era proprio lui, �John Karly&#x10D;�! Fandorin incoll� l�occhio sulla pagina con la descrizione del ballo del principe di Galles.</p><p>Il portiere cerc� furtivamente di richiamare con lo sguardo l�attenzione di mister von Dorn che si era immerso nella lettura proprio al momento sbagliato e per di pi�, quella canaglia, alz� su e gi� le sopracciglia cespugliose, ma l�oggetto dei suoi ammiccamenti, per fortuna, non se ne accorse, o forse ritenne al di sotto della sua dignit� girarsi.</p><p>Il cab cadde a proposito. Si chiar� che il maggiordomo non era venuto a piedi, ma era arrivato con una �egoista�, una carrozza a un posto solo, cui era aggiogato un robusto cavalluccio nero come un corvo. Cadde a proposito anche la pioggerellina insistente: �John Karly&#x10D;� sollev� il tettuccio di pelle e adesso manco a volerlo avrebbe potuto scoprire che lo pedinavano.</p><p>Il <emphasis>cabman </emphasis>non si stup� minimamente dell�ordine di seguire l�uomo in livrea grigia, schiocc� la lunga frusta, e il piano entr� nella sua prima fase.</p><p>Imbruniva. Per le strade brillavano i fanali, ma Erast Petrovi&#x10D;, che non conosceva Londra, perse ben presto l�orientamento, confuso com�era dai quartieri in muratura tutti identici di una citt� estranea, minacciosamente silenziosa. Dopo un certo tempo le case si fecero pi� basse e rade, nelle tenebre era come se galleggiassero i profili degli alberi, e dopo un altro quarto d�ora cominci� la serie delle villette circondate dai giardini. L�egoista si ferm� davanti a una di queste, la gigantesca silhouette se ne stacc� e apr� l�alto cancello di ferro battuto. Affacciatosi dal cab, Fandorin vide entrare la carrozza nello spazio cintato, dopodich� il cancello si richiuse.</p><p>Il <emphasis>cabman, </emphasis>un tipo sveglio, aveva fermato da solo il cavallo, si era voltato e aveva chiesto: �Sir, devo informare la polizia di questo viaggio?�</p><p>�Eccovi una corona e decidete da solo la questione�, rispose Erast Petrovi&#x10D;, che aveva deciso di non chiedere al cocchiere di aspettarlo: era troppo sveglio. E poi non sapeva quando sarebbe tornato indietro. Lo attendeva la pi� totale incertezza.</p><empty-line/><p>Scavalcare il recinto non fu difficile, negli anni del ginnasio ne aveva scavalcati anche di pi� alti.</p><p>Il giardino incuteva timore con le sue ombre e ficcava poco ospitalmente i rami in faccia. Di fronte, attraverso gli alberi, biancheggiavano indistinti i tratti di una casa a due piani sotto a un tetto ricurvo. Fandorin, nel tentativo di scricchiolare meno, si spinse fino agli ultimi cespugli (che mandavano una fragranza di lill�; doveva trattarsi di un qualche lill� inglese) e diede un�occhiata di ricognizione. Non era una semplice casa, aveva tutta l�apparenza della villa. All�ingresso c�era un lampione. Al piano terra le finestre erano illuminate, ma l�, probabilmente, si trovavano le stanze di servizio. Di gran lunga pi� interessante la finestra illuminata al secondo piano (qui si ricord� che gli inglesi, chiss� perch�, lo chiamano primo), ma come arrivarci? Per fortuna, poco lontano c�era il tubo della grondaia, mentre il muro era ricoperto da un rampicante dall�aria assai prensile. Le abitudini ancora fresche dell�infanzia potevano tornare nuovamente utili.</p><p>Erast Petrovi&#x10D; si avvicin� come un�ombra nera al muro e scosse il tubo della grondaia. Pareva solido e non cigolava. Siccome era di importanza vitale non fare fracasso, la scalata avvenne in modo pi� lento di quanto avrebbe voluto. Infine il piede avvert� il cornicione che per fortuna cingeva l�intero primo piano, e Fandorin, aggrappandosi con grande cautela all�edera, o forse alla vite americana, o magari a delle liane�� lo sa il diavolo, come si chiamavano quegli steli serpentini�� cominci� ad avvicinarsi a piccoli passi alla misteriosa finestra.</p><p>In un primo tempo lo colse una delusione bruciante: nella stanza non c�era nessuno. La lampada schermata da un abat-jour rosa illuminava una scrivania elegante con sopra certe carte, in un angolo, a quanto pareva, c�era un letto bianco. Non si capiva se era uno studio o una camera da letto. Erast Petrovi&#x10D; aspett� cinque minuti senza che succedesse niente, a parte una grassa falena che si era posata sulla lampada sbattendo le ali vellutate. Possibile gli sarebbe davvero toccato ridiscendere gi�? A meno di rischiare e penetrare all�interno? Spinse appena l�infisso, che si apr�. Fandorin esit�, maledicendosi per la sua indecisione e l�indugio, ma venne fuori che aveva fatto bene a indugiare: la porta si apr� e nella stanza entrarono in due, un uomo e una donna.</p><p>La vista della donna per poco non strapp� un ululato di trionfo a Erast Petrovi&#x10D;: era la Be�ezkaja! Coi capelli neri pettinati lisci, legati da un nastro vermiglio, con la vestaglia di pizzo su cui era gettato un variopinto scialle zigano, gli sembr� di una bellezza accecante. Oh, a donne di questo genere si pu� perdonare qualsiasi peccato!</p><p>Rivolgendosi all�uomo�� il suo viso restava nell�ombra, ma a giudicare dalla statura si trattava di mister Morbid -Amalia Kazimirovna disse in un inglese impeccabile (era una spia, doveva proprio essere una spia!): �Cos� si tratta proprio di lui?�</p><p>�S�, m<emphasis>�lady. </emphasis>Senza ombra di dubbio.�</p><p>�Come mai ne siete cos� convinto? L�avete visto?�</p><p>�No, <emphasis>m�lady. </emphasis>Oggi era di turno Franz. Ha riferito che il ragazzino � arrivato un po� prima delle sette. La descrizione coincideva fino al minimo dettaglio, avete indovinato perfino i baffi.�</p><p>La Be�ezkaja proruppe in una risata squillante. �Comunque non lo possiamo sottovalutare, John. Il ragazzo appartiene alla razza dei fortunati, e io questo genere di persone lo conosco bene: sono imprevedibili e molto pericolose.�</p><p>Erast Petrovi&#x10D; ebbe un sussulto. Possibile stessero parlando di lui? Ma no, non era possibile.</p><p>�Sciocchezze, m�<emphasis>lady. </emphasis>Non avete che da prendere disposizioni� Ci vado io con Franz, e la finiamo una volta per tutte. Camera quindici al secondo piano.�</p><p>Ma allora era proprio cos�! Erast Petrovi&#x10D; alloggiava per l�appunto nella camera quindici, al terzo piano (il secondo in inglese). Ma come facevano a saperlo?! Chi glielo aveva detto?! Fandorin con uno strappo, senza badare al dolore, si stacc� quei baffi vergognosamente inutili.</p><p>Amalia Kazimirovna, se davvero si chiamava cos�, si accigli�, la sua voce risuon� metallica: �Non osate! La colpa � mia, il mio errore lo correggo io. Per una volta in vita mia che mi sono fidata di un uomo� Una sola cosa mi stupisce, perch� all�ambasciata non ci hanno fatto sapere del suo arrivo?�</p><p>Fandorin si fece tutto orecchie. Cos� avevano i loro all�ambasciata! Guarda guarda! E dire che Ivan Franzevi&#x10D; dubitava ancora! Dillo chi sono, dillo!</p><p>Senonch� la Be�ezkaja si mise a parlare d�altro: �Di lettere ne sono arrivate?�</p><p>�Oggi ne sono arrivate tre, <emphasis>m�lady�, </emphasis>disse il maggiordomo porgendo le buste con un inchino.</p><p>�Bene, John, andate pure a dormire. Per oggi non ho pi� bisogno di voi�, gli disse soffocando uno sbadiglio.</p><p>Dopo che la porta si fu richiusa dietro a mister Morbid, Amalia Kazimirovna con noncuranza gett� le lettere sulla scrivania e and� alla finestra. Fandorin arretr� sul cornicione, il cuore prese a battergli selvaggiamente. Guardandolo senza vederlo con gli occhi enormi persi nelle tenebre che si addensavano, la Be�ezkaja (non fosse stato per il vetro, avrebbe potuto toccarla allungando una mano) borbott� fra s� in russo: �Che seccatura, perdonami Signore. Starsene qui, a inacidire��</p><p>Dopodich� ag� in modo assai strano: si avvicin� a una frivola applique a parete a forma di Amorino e premette col dito l�ombelico di bronzo del libidinoso dio adolescente. La stampa appesa l� accanto (una qualche scena di caccia) scivol� in silenzio da una parte scoprendo uno sportellino di rame dalla maniglia rotonda. La Be�ezkaja allung� dalla manica eterea il sottile braccio nudo, gir� la manopola a destra e a sinistra, e lo sportellino, con uno stridio melodioso, si apr�. Erast Petrovi&#x10D; premette il naso contro il vetro nel timore di perdersi la cosa pi� importante.</p><p>Amalia Kazimirovna, che somigliava come non mai a una regina egizia, si sporse graziosamente, prese qualcosa dallo scaffale e si volt�. In mano teneva una cartella di velluto azzurro.</p><p>Si sedette alla scrivania, estrasse dalla cartella una grande busta gialla, e da l� un foglio scritto fitto fitto. Apr� con un coltello le lettere ricevute e copi� qualcosa sul foglio. Questo la tenne occupata per due minuti al massimo. Dopodich�, rimessi i foglietti e le lettere nella cartella, la Be�ezkaja si accese un sigarillo e fece alcune boccate guardando pensierosa un qualche punto nello spazio.</p><p>A Erast Petrovi&#x10D; si era intorpidito il braccio con cui si reggeva all�edera, su un fianco gli premeva dolorosamente il manico della colt, e poi avevano cominciato a dolergli anche i piedi che teneva girati in una posizione scomodissima. Non avrebbe potuto reggere a lungo cos�.</p><p>Finalmente Cleopatra spense il sigarillo, si alz� e si allontan� in un angolo lontano e poco illuminato della camera, dove una porta bassa si apr�, si richiuse e ne venne un rumore di acqua corrente. Evidentemente la stanza da bagno era l�.</p><p>Sulla scrivania ammiccava allettante la cartella azzurra, mentre le donne, come � noto, si occupano molto a lungo della loro toilette serale� Fandorin spinse l�anta della finestra, poggi� il ginocchio sul davanzale, e in men che non si dica si ritrov� dentro la stanza. Senza smettere di guardare in direzione del bagno, dove continuava a scorrere uniforme l�acqua, prese a svuotare la cartella.</p><p>Dentro trov� una grande pila di lettere e la gi� ricordata busta gialla. Sulla busta c�era questo indirizzo:</p><empty-line/><cite><p>Mr. Nicholas M. Croog, Poste restante, <emphasis>l�Hotel des Postes, </emphasis>S. Petersbourg, Russie.</p></cite><empty-line/><p>Anche cos�, niente male. Dentro c�erano dei foglietti divisi in caselle, vergati in inglese nella calligrafia inclinata ben nota a Erast Petrovi&#x10D;. Nella prima colonna c�era un numero, nella seconda il nome di un paese, nella terza un rango oppure una carica, nella quarta una data, nella quinta pure una data: diverse date del mese di giugno in ordine crescente. Per esempio, le ultime tre annotazioni, a giudicare dall�inchiostro, erano state appena prese, e recitavano cos�:</p><empty-line/><cite><p>N. 1053F�� Brasile�� Capo della guardia personale dell�imperatore�� inviato il 30 maggio�� ricevuto il 28 giugno 1876</p><p>N. 852F�� Stati Uniti d�America�� Vicepresidente del comitato al Senato�� inviato il 10 giugno�� ricevuto il 28 giugno 1876</p><p>N. 354F�� Germania�� Presidente di tribunale di distretto�� inviato il 25 giugno�� ricevuto il 28 giugno 1876</p></cite><empty-line/><p>Stop! Le lettere, arrivate quel giorno alla pensione a nome di miss Olsen, erano di Rio de Janeiro, Washington e Stoccarda. Erast Petrovi&#x10D; si immerse nella pila di lettere, alla ricerca di quella brasiliana. Dentro c�era un foglietto senza appellativo e senza firma, due sole righe in tutto:</p><empty-line/><cite><p>30 maggio, capo della guardia personale dell�imperatore, N. 1053F</p></cite><empty-line/><p>Cos� la Be�ezkaja per un qualche motivo copiava il contenuto delle lettere ricevute su dei fogli, che poi spediva a Pietroburgo a un certo Messieur Nicholas Croog. A che scopo? E perch� mai a Pietroburgo? E cosa voleva dire tutto questo?</p><p>Le domande facevano ressa, sorgevano una dietro l�altra, ma non c�era tempo di affrontarle: nel bagno l�acqua aveva smesso di scorrere. Fandorin ricacci� in un attimo le carte e le lettere nella cartella, ma non fece in tempo a ritirarsi dietro la finestra. Sulla soglia si ferm� una sottile figura bianca.</p><p>Erast Petrovi&#x10D; estrasse dalla cintura la rivoltella e ordin� con un sussurro sibilante: �Signora Be�ezkaja, una sola parola e vi sparo! Andate a sedervi! Svelta!�</p><p>Lei gli si avvicin� piano piano, guardandolo come incantata coi suoi occhi luccicanti, senza fondo, e si mise a sedere vicino alla scrivania.</p><p>�Com��, non mi aspettavate?� le chiese velenoso Erast Petrovi&#x10D;. �Mi consideravate un imbecille?�</p><p>Amalia Kazimirovna taceva, il suo sguardo era attento e un po� stupito, come se vedesse Fandorin per la prima volta.</p><p>�Cosa significano queste annotazioni?� chiese lui agitando la colt. �Che c�entra il Brasile? Chi si nasconde dietro questi numeri? Allora, rispondete.�</p><p>�� maturato�, disse di punto in bianco la Be�ezkaja con un tono di voce basso, pensieroso. �E ha tutta l�aria di essere diventato un uomo.�</p><p>Lasci� cadere una mano e la vestaglia scivol� dalla spalla tonda, cos� bianca, che Erast Petrovi&#x10D; inghiott�.</p><p>�Piccolo imbecille audace e pronto alle mani�, disse lei sempre con lo stesso tono di voce basso, e lo guard� direttamente negli occhi. �E molto, molto carino.�</p><p>�Se credete di sedurmi, perdete il vostro tempo per niente�, borbott� lui arrossendo. �Non sono cos� imbecille come credete.�</p><p>Amalia Kazimirovna disse tristemente: �Siete un povero ragazzo che nemmeno pu� immaginarsi in cosa si � invischiato. Un povero bel ragazzo. E ormai non vi posso pi� salvare��</p><p>�Fareste bene a pensare piuttosto alla vostra, di salvezza!� disse Erast Petrovi&#x10D; cercando di non guardare quella maledetta spalla bianca che si denudava sempre di pi�. Possibile esista una pelle cos� luminosa, fatta di latte e neve?</p><p>La Be�ezkaja si alz� di scatto, e lui indietreggi�, tenendo davanti a s� la canna.</p><p>�Sedetevi!�</p><p>�Non temete, sciocchino. Come siete colorito. Posso toccarvi?�</p><p>Allung� una mano e gli sfior� appena la guancia con le dita.</p><p>�Come brucia� Cosa ne posso fare di voi?�</p><p>La sua seconda mano gli si appoggi� teneramente sulle dita che teneva strette intorno alla rivoltella. Gli occhi opachi, immobili, erano cos� vicini che Fandorin vi vide dentro riflesse due piccole lampade rosa. Una strana passivit� si impossess� del giovane: si ricord� di come Ippolit lo aveva preavvisato a proposito della farfallina, ma se ne ricord� in un modo come estraniato, quasi non si trattasse di lui.</p><p>Dopodich� accadde questo. Con la mano sinistra la Be�ezkaja mise la colt da una parte, con la destra afferr� Erast Petrovi&#x10D; per il colletto e lo tir� verso di s�, colpendolo al tempo stesso nel naso con la fronte. Per il forte dolore Fandorin rest� accecato, e del resto non avrebbe visto nulla comunque, perch� la lampada era volata con un gran fragore per terra e si era instaurata una tenebra infernale. Per il colpo successivo�� una ginocchiata all�inguine�� il giovane si pieg� in due, le dita gli si strinsero convulse, e una vampata illumin� la camera, si ud� lo scoppio di uno sparo. Amalia inal� febbrilmente l�aria, cacci� mezzo singhiozzo, mezzo grido, e nessuno picchi� pi� Erast Petrovi&#x10D;, nessuno gli strinse pi� il polso. Echeggi� il rumore di un corpo che cadeva. Le orecchie gli ronzavano, lungo il mento gli scorrevano due rivoli di sangue, dagli occhi gli scendevano le la crime, e nella parte bassa dello stomaco gli faceva cos� male da volere una cosa sola: rannicchiarsi e aspettare che finisse, sopportare finch� non fosse passato, muggire finch� questo dolore insostenibile non fosse scomparso. Ma non c�era tempo di muggire, di sotto giungevano alte voci, un rimbombo di passi.</p><p>Fandorin agguant� la cartella dal tavolo, la gett� dalla finestra, mont� sul davanzale e per poco non cadde, perch� la sua mano stringeva ancora la rivoltella. Senza capire bene come, scese per la grondaia, aveva molta paura di non trovare pi� al buio la cartella, che tuttavia era ben visibile sul ghiaino bianco. Erast Petrovi&#x10D; la raggiunse e corse senza badare agli ostacoli attraverso i cespugli, borbottando fittamente sotto il naso: �Bravissimo questo corriere diplomatico� Ha ammazzato una donna� Signore, che fare, che fare� Se l�� comunque cercata� E io non volevo affatto� Adesso dove vado� La polizia mi cercher�� Oppure questi� Assassino� All�ambasciata non si pu� Fuggire dal paese al pi� presto� Neanche questo � possibile� Mi cercheranno, ai porti� Per la loro cartella rivolteranno tutta la terra� Nascondersi� Buon Dio, mio buon Ivan Franzevi&#x10D;, che fare, che fare?��Mentre correva Fandorin si volt� e vide una cosa che lo fece inciampare, per poco non cadde. Fra i cespugli stava immobile una figura nera in un lungo impermeabile. Al chiaro di luna biancheggiava un viso immobile, stranamente noto. Il conte Zurov!</p><p>Con un grido, ormai del tutto attonito, Erast Petrovi&#x10D; scavalc� il recinto, si lanci� a destra, a sinistra (da dove era arrivato il cab?), e dopo avere deciso che tanto era lo stesso corse verso destra.</p></section><section><title><p>UNDICESIMO CAPITOLO</p></title><subtitle><emphasis>dove si descrive una notte assai lunga</emphasis></subtitle><empty-line/><p>Sulla Dog Island, nelle strette viuzze dietro i docks di Millwall, la notte cala velocemente. In meno di un batter d�occhio, da grigio il crepuscolo si � gi� fatto marrone, e i rari fanali sono accesi uno s� e uno no. C�� sporco, triste, dal Tamigi spira un�aria umida, dagli immondezzai un sentore di marcio. E le vie sono deserte, solo nei pub dall�aria sospetta e nei meubl� da poco brulica una certa vita corrotta, pericolosa.</p><p>Nelle camere del Ferry road alloggiano marinai stabilitisi sulla terraferma, piccoli affaristi e vecchie battone di porto. Per sei penny al giorno si pu� avere una camera da letto separata senza che nessuno ficchi il naso nei propri affari. Ma i patti sono questi: in caso di danni al mobilio, di rissa e schiamazzi notturni, il padrone, Fatty Hugh, esige una multa di uno scellino, e chi rifiuti di pagare viene cacciato via in malo modo. Fatty Hugh sta dal mattino alla sera dietro il banco all�ingresso. Una postazione strategica: da l� pu� vedere chi entra, chi esce, se qualcuno porta qualcosa con s� o se, al contrario, vuole portarlo via. Il pubblico � variopinto, di quelli da cui ci si pu� aspettare di tutto.</p><p>Prendiamo per esempio quell�artista francese dai capelli rossi arruffati, che si � appena insinuato nell�ingresso passando davanti al padrone per poi sgattaiolare nella camera d�angolo. Di denaro quel mangiaranocchi ne ha: ha pagato senza obiezioni una settimana anticipata, non beve, se ne sta rintanato, � la prima volta da quando � venuto che � uscito. Hugh, va da s�, ha approfittato dell�occasione per dare un�occhiata nella sua camera, e cosa credete? Un pittore, ma in camera non tiene n� colori n� tele. Magari � un assassino, chi lo sa: altrimenti perch� mai dovrebbe nascondere gli occhi dietro le lenti scure? Andr� mica detto alla polizia? Tanto i soldi li ha pagati in anticipo�</p><p>Intanto il pittore rossocrinuto, ignaro della pericolosa direzione presa dai pensieri di Fatty Hugh, ha chiuso la porta a chiave e si � comportato, in effetti, in modo pi� che sospetto. Tanto per cominciare ha accostato ermeticamente le tendine. Dopodich� ha messo sul tavolo i suoi acquisti�� una pagnotta, del formaggio e una bottiglia di birra��, si � sfilato dalla cintura la rivoltella e l�ha messa sotto il cuscino. Con questo il disarmo dello strano francese non � ancora concluso. Ha estratto dal gambale degli stivali la sua <emphasis>derringer </emphasis>- una pistolettina a una sola cartuccia, di quelle che usano solitamente le signore e gli attentatori politici�� e ha sistemato quest�arma dall�aspetto di giocattolo accanto alla bottiglia di birra. Dalla manica l�inquilino ha estratto uno stiletto stretto e corto e lo ha conficcato nella pagnotta. Solo dopo tutte queste operazioni ha acceso la candela, si � sfilato gli occhiali azzurri e si � stropicciato stancamente gli occhi. Ha dato un�occhiata alla finestra�� casomai si fossero scostati gli scuri�� e, sfilatasi dalla testa la parrucca rossa, si � rivelato per nient�altri che Erast Petrovi&#x10D; Fandorin.</p><p>Il pasto fu concluso in cinque minuti: evidentemente il consigliere titolare nonch� assassino fuggiasco aveva cose pi� importanti da sbrigare. Spazzate via dal tavolo le briciole, Erast Petrovi&#x10D; si ripul� le mani con il lungo camicione boh�mien, si diresse verso la logora poltrona nell�angolo, frug� sotto il rivestimento e ne estrasse la cartella azzurra. Fandorin bruciava dall�impazienza di concludere il lavoro che lo aveva tenuto occupato tutto il giorno e lo aveva gi� portato a una scoperta molto importante.</p><empty-line/><p>Dopo i tragici eventi della notte precedente, Erast Petrovi&#x10D; si era visto costretto a passare dall�albergo per prendere se non altro il suo denaro e il passaporto. Provi pure ad andarci adesso il caro amico Ippolit, quella canaglia, quel Giuda, vada pure a cercare �Erasmus von Dorn� per stazioni e porti con i suoi scagnozzi. A chi mai avrebbe potuto interessare un povero pittore francese, alloggiato nella peggiore cloaca dei bassifondi londinesi? Be�, e se gli era toccato ugualmente rischiare e mettere in atto una sortita alla posta, per questo aveva un motivo speciale.</p><p>Ma Zurov! Il ruolo da lui svolto in questa storia non era del tutto chiaro, ma in ogni caso appariva riprovevole. Non era semplice sua eccellenza, non era affatto semplice! Che giri complicati aveva descritto il caro ussaro gagliardo, un�anima davvero aperta. Con quale abilit� gli aveva rifilato l�indirizzo, come aveva calcolato tutto! In due parole: un vero maestro del gioco. Sapeva che lo stupido pesciolino avrebbe abboccato, avrebbe inghiottito l�esca insieme all�amo. O forse non esattamente un pesciolino, visto che sua eccellenza aveva detto qualcosa di allegorico a proposito di una farfallina. La farfallina era volata sul fuoco, c�era volata buona buona. E manca poco ci si era bruciata. Se l�� proprio meritato, l�imbecille. Non era forse pi� che chiaro che la Be�ezkaja e Ippolit avevano chiss� quale interesse in comune? Solo un babbeo romantico, come il nostro consigliere titolare (promosso fra l�altro a questo titolo passando sopra ad altre pi� degne persone) poteva credere seriamente a una passione fatale in stile castigliano. E come se non bastasse, aveva confuso le idee anche a Ivan Franzevi&#x10D;! Che vergogna! Ha ha! Con che belle parole si era espresso il conte Ippolit Aleksandrovi&#x10D;: �L�amo e la temo, quella strega, la strangoler� con le mie mani!� Ecco come doveva essersi burlato di quel lattante! E con quale abilit� di cesellatore aveva curato ogni dettaglio, non peggio che in occasione del duello. Il calcolo era semplice e impeccabile: occupi la tua postazione all�albergo <emphasis>Winter Queen </emphasis>e te ne stai l� ad aspettare in tutta tranquillit� che la stupida farfallina �Erasm� venga a volare sulla candela. Qui non � mica Mosca, non ci sono n� l�investigativo, n� le guardie, non ci vuole niente ad acchiappare Erast Fandorin a mani nude. E tanti saluti. Non sar� poi Zurov quel �Franz� ricordato dal portiere? Uh, che schifosi cospiratori. E chi sar� il capo, Zurov o la Be�ezkaja? Tutto sommato sembrerebbe lei, il capo� Erast Petrovi&#x10D; si rannicchi� al ricordo degli eventi della notte passata e del grido lamentoso con cui era crollata Amalia ferita a morte. Magari non a morte? No, magari l�aveva solo ferita ma non uccisa. Eppure il brivido d�angoscia al cuore gli suggeriva che l�aveva uccisa, proprio uccisa la bella regina, e che a Fandorin sarebbe toccato vivere con quel pesante fardello fino alla fine dei suoi giorni.</p><p>� vero che era possibilissimo che questa fine fosse a un passo. Zurov sapeva chi era l�assassino, l�aveva visto. Probabilmente gli stavano gi� dando la caccia da un capo all�altro di Londra, dell�intera Inghilterra. Ma per quale motivo Zurov lo aveva lasciato andare quella notte, gli aveva dato la possibilit� di svignarsela? Che abbia avuto paura della pistola di Fandorin? Sembra inspiegabile�</p><p>Comunque c�era un enigma ancora pi� indecifrabile: il contenuto della cartella. Per un bel po� Fandorin non riusc� proprio a capire cosa significasse il misterioso elenco. Il confronto indicava che le annotazioni sul foglio riportavano puntuali lo stesso numero delle lettere, e i dati coincidevano uno per uno. Sennonch� oltre alla data indicata nella lettera, la Be�ezkaja aveva annotato anche la data del ricevimento.</p><p>Le annotazioni erano in tutto quarantacinque. La prima era datata 1� giugno, le ultime tre erano state prese mentre Erast Petrovi&#x10D; si trovava a Londra. I numeri progressivi delle lettere erano tutti diversi; il pi� basso era il N. 47F (Regno del Belgio, direttore di dipartimento, ricevuto il 15 giugno), il pi� alto era il N. 2347F (Italia, sottotenente dei dragoni, ricevuto il 9 giugno). Si contavano nove paesi di provenienza. I pi� frequenti erano l�Inghilterra e la Francia. La Russia compariva una volta sola (N. 994F, consigliere di Stato effettivo, ricevuto il 26 giugno, sulla busta timbro di Pietroburgo del 7 giugno. Uff, bisognava non fare confusione di calendari: il 7 giugno secondo il calendario europeo era il 19. Quindi sarebbe arrivato in una settimana). Le cariche e i ranghi ricordati erano per lo pi� elevati: generali, ufficiali superiori, un ammiraglio, un senatore, perfino un ministro portoghese, ma ci si imbatteva anche in pesci piccoli come il sottotenente italiano, un investigatore giudiziario francese oppure un capitano della guardia di frontiera dell�Austria-Ungheria.</p><p>Nel complesso si aveva l�impressione che la Be�ezkaja fosse un�intermediaria, un anello di congiunzione, una casella postale vivente, nei cui obblighi rientrava registrare le informazioni ricevute e indirizzarle altrove; a quanto pareva, a mister Nicholas Croog, a Pietroburgo. Era ragionevole supporre che gli elenchi venissero inviati una volta al mese. Era chiaro anche che prima della Be�ezkaja il ruolo di �miss Olsen� era stato ricoperto da chiss� quale altra persona, fatto che il portiere dell�albergo nemmeno sospettava.</p><p>Con questo le evidenze si esaurivano e insorgeva la neces sita bruciante del metodo deduttivo. Eh, ci fosse stato l� il capo, in un attimo avrebbe elencato ogni possibile ipotesi, e tutto si sarebbe classificato da solo. Ma il capo era lontano, mentre s�imponeva questa conclusione: Brilling aveva ragione, mille volte ragione. Si trattava evidentemente di un�organizzazione segreta ramificata con membri in numerosi paesi�� e uno. La Regina Vittoria e Disraeli non c�entravano niente (altrimenti a che scopo inviare i rapporti a Pietroburgo?)�� e due. Quanto alle spie inglesi, Erast Petrovi&#x10D; aveva fatto un buco nell�acqua, mentre qui c�era proprio sentore di nichilisti�� e tre. E i fili non tiravano in una qualche direzione ignota, ma proprio in Russia, dove si trovano i pi� terribili e irriducibili nichilisti�� e fa quattro. E fra loro quel vile camaleonte di Zurov.</p><p>Mettiamo pure che il capo avesse ragione, ma le spese di viaggio di Fandorin non erano certo state sostenute invano. Ivan Franzevi&#x10D; non se lo sarebbe sognato nemmeno nel peggiore degli incubi di trovarsi in guerra con un�idra di tale potenza. Qui non si trattava di studenti e di signorine isteriche con le loro piccole bombe e pistole, qui c�era tutto un ordinamento segreto, a cui partecipavano ministri, generali, procuratori, e perfino chiss� quale consigliere effettivo di Stato di Pietroburgo!</p><p>A questo punto su Erast Petrovi&#x10D; cadde l�illuminazione (avveniva gi� dopo mezzogiorno): Consigliere effettivo di Stato e nichilista? Chiss� perch� non voleva entrargli in testa. Finch� si trattava del capo della difesa dell�imperatore del Brasile, gli poteva ancora andare bene; Erast Petrovi&#x10D; non era mai stato in Brasile e non immaginava quali fossero gli ordinamenti locali, ma l�immaginazione rifiutava decisamente di figurarsi un generale di Stato russo con la bomba. Un effettivo di Stato Fandorin lo aveva conosciuto abbastanza da vicino: Fedor Trifonovi&#x10D; Sevrjugin, direttore del ginnasio di governatorato dove aveva studiato per ben sette anni. Che fosse un terrorista? Sciocchezze!</p><p>Ma di colpo a Fandorin si strinse il cuore. Non erano affatto terroristi, tutti questi signori solidi e rispettabili! Erano semmai le vittime del terrore! Si trattava dei nichilisti di vari paesi, cifrati ciascuno sotto il suo numero, che facevano rapporto allo Stato maggiore centrale rivoluzionario sugli atti terroristici da loro compiuti!</p><p>Eppure no, a giugno non era stato ucciso nessun ministro in Portogallo; ne avrebbero scritto tutti i giornali� Allora doveva trattarsi di vittime future, ecco! I �numeri� chiedevano al loro Stato maggiore l�autorizzazione a compiere un atto terroristico. Mentre i nomi non venivano indicati per via della congiura.</p><p>Cos� ogni cosa andava al suo posto, trovava una spiegazione. Dopotutto Ivan Franzevi&#x10D; aveva detto qualcosa a proposito di un filo che si estendeva da Achtyrzev fino a una certa dacia nei dintorni di Mosca, ma Fandorin non aveva dato retta al suo capo, infiammato com�era dai suoi deliri spionistici.</p><p>Ferma. E del sottotenente dei dragoni cosa se ne facevano? Dopotutto non era quel gran pezzo grosso. Ma si spiegava benissimo, si rispose subito Erast Petrovi&#x10D;. Si vede che lo sconosciuto italiano gli aveva messo i bastoni fra le ruote. Allo stesso modo a suo tempo aveva messo i bastoni fra le ruote a un assassino dagli occhi bianchi un giovane della polizia investigativa di Mosca.</p><p>Che fare? Mentre lui sta l�, quante degnissime persone si trovano in pericolo di morte! A Fandorin faceva pena soprattutto lo sconosciuto generale di Pietroburgo. Doveva trattarsi di una persona perbene, non pi� giovane, benemerito, con dei bambini piccoli� E a quanto pareva questi carbonari ogni mese spedivano le loro criminose relazioni. Cos� in Europa non sarebbe passato giorno senza che scorresse del sangue! E i fili portavano tutti non in un posto qualsiasi, ma a Pietroburgo. Qui a Erast Petrovi&#x10D; tornarono in mente le parole pronunciate una volta dal suo capo: �L� la sorte della Russia � appesa a un filo�. Eh, Ivan Franzevi&#x10D;, eh, signor consigliere di Stato, non la sorte della sola Russia, ma dell�intero mondo civilizzato.</p><p>Bisognava informare il segretario Py�ov, e in segreto, affinch� il traditore dell�ambasciata non fiutasse nulla. Ma come? Perch� il traditore poteva essere chiunque, e per Fandorin era pericoloso farsi vedere vicino all�ambasciata, sia pure in veste di francese dai capelli rossi con camicione da pittore� Non restava che rischiare. Spedire con la posta cittadina a nome del segretario di governatorato Py�ov e scrivere �s. p. m.�. Nulla di pi�, solo il suo indirizzo e un saluto da Ivan Franzevi&#x10D;. � un uomo intelligente, avrebbe capito tutto da solo. Mentre dicono che qui la posta cittadina consegna le lettere al destinatario entro un paio d�ore.</p><p>Cos� ag� Fandorin e adesso, la sera, eccolo che aspettava di sentire qualcuno bussare cautamente alla porta.</p><p>Non buss� nessuno. Avvenne tutto in un modo completamente diverso.</p><empty-line/><p>Tardi la sera, gi� passata la mezzanotte, Erast Petrovi&#x10D; era seduto sulla poltrona sdrucita dove teneva nascosta la cartella azzurra, e dormicchiava lasciando ciondolare la testa. La candela sul tavolo era bruciata quasi fino in fondo, negli angoli della camera si era addensata una tenebra malevola, dietro la finestra tuonava fragorosa la tempesta che si stava avvicinando. Nell�aria avvertiva qualcosa di angoscioso e di soffocante, come se un essere corpulento, invisibile, gli si fosse seduto sul petto ostacolandogli il respiro. Fandorin oscillava da qualche parte al confine incerto fra la veglia e il sonno. Pensieri importanti, concreti, si impantanavano all�improvviso in una qualche inutile scemenza, e allora il giovane, tornando in s�, scrollava la testa per non venire trascinato nel gorgo del sonno.</p><p>Durante una di queste schiarite avvenne un fatto strano. All�inizio echeggi� un incomprensibile, sottile pigolio. Poi, senza credere ai suoi occhi, Erast Petrovi&#x10D; vide che la chiave, infilata nella toppa, si era messa a girare da sola. La porta, con un cigolio assai ripugnante, scivol� lungo il cardine verso l�interno, e sulla soglia si manifest� una singolare visione: un signore basso e minuto di et� indefinita con un visino rasato, rotondo, e gli occhi sottili in una raggiera di piccole rughe.</p><p>Fandorin, con uno strattone, agguant� la sua <emphasis>derringer </emphasis>dal tavolo, mentre la visione, sorridendo soave e annuendo soddisfatta, prese a tubare con una vocetta di tenore molto piacevole e mielata: �Eccomi qui, caro fanciullo. Porfirij figlio del fu Martyn e di cognome faccio Py�ov, servo del Signore e segretario di governatorato. Sono volato al vostro primo cenno. Come il vento al richiamo di Eolo�.</p><p>�Come avete fatto ad aprire la porta?� chiese spaventato Erast Petrovi&#x10D;. �Mi ricordo che avevo chiuso a doppia mandata.�</p><p>�Ecco come, con un grimaldellino magnetico�, spieg� di buon grado l�ospite a lungo atteso, e mostr� un bastoncino allungato, che peraltro gli spar� subito in tasca. �Una cosetta utilissima. Me l�ha prestato un ladro del posto. Per il mio genere di occupazione mi capita di entrare in rapporto con soggetti spaventosi, abitanti del fondo pi� fondo della societ�. Dei perfetti miserabili, ve lo assicuro. Il signor Hugo gente del genere nemmeno se la sognava. Ma dopotutto sono anime umane anche quelle, e a loro ci si pu� avvicinare. Io quei mascalzoni pure li amo e in parte li colleziono. Come ha detto il poeta: ciascuno si diverte come pu�, ma tutti li impastoia la stessa morte. O, come dicono i tedeschi, <emphasis>�jedes Tierchen hat sein Plaisirchen�, </emphasis>ogni bestiolina ha i suoi giocattoli.�</p><p>A quanto pareva, quello strano personaggio era in grado di cianciare su qualsiasi argomento senza la bench� minima difficolt�, ma i suoi occhietti prensili non perdevano invano il loro tempo, rovistarono a fondo sia lo stesso Erast Petrovi&#x10D; sia gli arredi della modesta cameretta.</p><p>�Sono Erast Petrovi&#x10D; Fandorin, mi manda il signor Brilling. Per una faccenda molto importante�, disse il giovane, sebbene la prima e la seconda cosa fossero indicate nella lettera, quanto alla terza Py�ov senza dubbio l�aveva gi� indovinata da solo. �Per� non mi ha dato nessuna parola d�ordine. Probabilmente se ne � dimenticato.�</p><p>Erast Petrovi&#x10D; guard� ansiosamente Py�ov, dal quale adesso dipendeva la sua salvezza, ma quello si limit� ad alzare di scatto le manine dalle corte dita: �E non c�� bisogno di nessuna parola d�ordine. Sciocchezze e svaghi infantili. Forse che un russo non riconosce un altro russo? A me basta guardare nei vostri occhi limpidi (Porfirij Martynovi&#x10D; gli venne a un passo), e vedo tutto distintamente. Un giovane puro, audace, di nobili inclinazioni e un patriota. E come potrebbe essere altrimenti, nella nostra istituzione non ne tengono altri�.</p><p>Fandorin aggrott� la fronte; gli pareva che il segretario di governatorato facesse lo scemo, lo trattasse da insensato. Per questo Erast Petrovi&#x10D; espose il suo caso per sommi capi e seccamente, senza nessuna emozione. Qui si chiar� che Porfirij Martynovi&#x10D; era capace non solo di chiacchierare a vanvera, ma anche di ascoltare con attenzione, in questo aveva un vero talento. Py�ov si mise a sedere sul letto, intrecci� le mani sulla pancia, socchiuse del tutto gli occhi che gi� a cose normali erano una fessura, e fu come se non ci fosse. In altre parole, si mut� letteralmente in puro udito. Py�ov non lo interruppe una sola volta mentre parlava, non una sola volta si mosse. Tuttavia di tanto in tanto, nei momenti cruciali del racconto, sotto le palpebre socchiuse gli balenava una penetrante scintilla.</p><p>Erast Petrovi&#x10D; non si diede a esporre la sua ipotesi a proposito delle lettere�� se la tenne per Brilling, e per ultimo disse: �E cos�, Porfirij Martynovi&#x10D;, avete davanti un fuggiasco e un assassino involontario. Ho bisogno di passare al pi� presto sul continente. Devo andare a Mosca, da Ivan Franzevi&#x10D;�.</p><p>Py�ov rumin� con le labbra, aspett� per vedere se avrebbe detto ancora qualcosa, poi gli chiese a voce bassa: �E la cartellina? Non sarebbe meglio spedirla con la posta diplomatica? Cos� siamo pi� sicuri che arriva. Non si sa cosa aspettarsi� Si tratta di gente seria, a giudicare da tutto, si metteranno a cercarvi in Europa. Attraverso lo stretto, certo, angelo mio, vi far� passare, non � una cosa difficile. Se non disdegnate un fragile scafo da pesca, gi� domani potrete partirvene con Dio. Col vento Eolo in poppa�.</p><p>Cosa sta a parlare sempre del vento Eolo, pens� irritato Erast Petrovi&#x10D; che, a dire il vero, aveva una voglia terribile di non separarsi dalla cartella ottenuta a un prezzo cos� alto. Ma Porfirij Martynovi&#x10D;, quasi non avesse notato le esitazioni del suo interlocutore, continu� imperterrito: �Io non mi impiccio degli affari altrui. Perch� sono modesto e per niente curioso. Comunque vedo che ci sono tante cose che non mi avete raccontato fino in fondo. E fate bene, nettarino mio, la parola � d�argento ma il silenzio � d�oro. Brilling Ivan Franzevi&#x10D; � un uccello d�alto volo. Si pu� ben dire, un�aquila fierissima fra i tordi, non � certo uno da affidare una pratica importante al primo venuto. Cosa aspettate?�</p><p>�In che senso?�</p><p>�A proposito della cartellina? Io la sigillerei da ogni lato con la ceralacchina, l�affiderei a un corriere dei migliori, in un attimo arriverebbe a Mosca, come con una troika con i sonagli. E poi manderei anche un bel telegrammino cifrato: venite incontro al dono inestimabile del signore dei cieli, per esempio.�</p><p>Lo sa Dio, Erast Petrovi&#x10D; non aveva sete di onorificenze, di decorazioni e nemmeno di gloria. Avrebbe anche dato la cartella a Py�ov per il bene della causa, dopotutto era vero che con il corriere era pi� sicuro. Ma l�immaginazione gli aveva gi� disegnato tante volte il quadro del suo ritorno trionfale dal capo, con la consegna a effetto della preziosa cartella e il racconto avvincente delle peripezie incorse� Possibile che nulla di tutto questo sarebbe avvenuto?</p><p>E Fandorin ag� da pusillanime. Disse con cipiglio severo: �La cartella � nascosta in un posto sicuro. E la porter� io stesso. Ne rispondo con la testa. Voi, Porfirij Martynovi&#x10D;, non abbiatevene a male�.</p><p>�Va bene, va bene�, disse Py�ov senza insistere. �Come volete. Per me � un pensiero in meno. E i segreti degli altri, poi� a me bastano i miei. Se � nel nascondiglio, che ci resti.�Si alz�, scorse con lo sguardo le nude pareti della cameretta. �Voi riposate pure, amichetto. La giovinezza esige il sonno. Mentre io, che sono un vecchierello, l�insonnia ce l�ho comunque, allora vado a occuparmi intanto della barchetta. Domani (che poi � gi� oggi) non appena sar� un po� rischiarato verr� da voi. Vi porter� in riva al mare, vi abbraccer� per dirvi addio e vi benedir� col segno della croce. Mentre io rester� in terra straniera a vivere da orfano indifeso. Oh, se ne ho abbastanza poveretto di starmene in questo ostile distretto!�</p><p>Qui Porfirij Martynovi&#x10D;, a quanto pare, cap� da solo di essersi espresso in modo troppo sciropposo e allarg� le braccia a scusarsi: �Perdonatemi, parlo troppo. Ho nostalgia della viva lingua russa, cos� mi lascio tentare di continuo dalla retorica. I nostri sapientoni dell�ambasciata si esprimono pi� in francese che in russo, non ho con chi sfogarmi�.</p><p>Dietro la finestra tuonava ormai sul serio, e a quanto pareva era anche cominciato a piovere. Py�ov inizi� a muoversi, a prendere congedo.</p><p>�Vado. Oj oj oj, qui c�� un tempaccio, una buriana.�</p><p>Sulla soglia si volt�, accarezz� per un�ultima volta Fandorin con lo sguardo e, con un profondo inchino, si dissolse nel buio del corridoio.</p><p>Erast Petrovi&#x10D; chiuse la porta col catenaccio e scosse freddolosamente le spalle, il boato di un tuono colp� quasi in pieno il tetto.</p><empty-line/><p>C�era un buio da dare i brividi, in quella povera cameretta la cui unica finestra dava su un nudo cortile murato, con nemmeno un filo d�erba. C�era un tempaccio, vento e pioggia, eppure attraverso il cielo grigio e nero, fra le nubi stracciate vagava la luna. Un raggio giallo di traverso a una fessura nella tenda divideva il bugigattolo in due, fendendolo fino al letto su cui Fandorin, sopraffatto da un incubo, si dimenava in un freddo sudore. Era vestito di tutto punto, calzato e armato, solo la rivoltella era sempre sotto al guanciale. Appesantita dall�assassinio, la coscienza mand� al povero Erast Petrovi&#x10D; una visione spaventosa. Sul letto si china la morta Amalia. Ha gli occhi semichiusi, da sotto le palpebre le cola una gocciolina di sangue, con la mano nuda tiene una rosa nera.</p><p>�Che cosa ti avevo fatto?� recrimina lamentosamente l�uccisa. �Ero giovane e bella, ero infelice e sola. Mi hanno irretita, ingannata e corrotta. L�unico uomo da me amato mi ha tradita. Hai commesso un peccato terribile, Erast, hai ucciso la bellezza, e dopotutto la bellezza � un prodigio del Signore. Hai calpestato un prodigio del Signore. A che scopo, perch�?�</p><p>La goccia di sangue cola dalla sua guancia direttamente sulla fronte del tormentato Fandorin, che trema dal freddo e apre gli occhi. Vede che, grazie a Dio, non c�� nessuna Amalia. � un sogno, soltanto un sogno. Ma di nuovo gli cola in fronte qualcosa di ghiacciato.</p><p>Cos�� questo, rabbrivid� inorridito Erast Petrovi&#x10D;, svegliandosi del tutto, e ud� l�ululato del vento, il tamburellare della pioggia, il fragore sepolcrale del tuono. Che gocce saranno mai? Niente di sovrannaturale. � il soffitto che perde. Calmati, stupido cuore, datti pace.</p><p>Eppure da dietro la porta arrivava piano ma distinto un sussurro: �A che scopo? Perch�?�</p><p>E ancora una volta: �A che scopo? Perch�?�</p><p>� la mia coscienza sporca, si disse Fandorin. Ho le allucinazioni per via della coscienza sporca. Ma il buon senso razionale non bastava a liberarlo da una paura rivoltante e appiccicosa, che attraverso i pori gli invadeva il corpo.</p><p>Sembrava tutto tranquillo. Un lampo illumin� le nude pareti grigie e di nuovo torn� buio.</p><p>Ma un attimo dopo si ud� un leggero bussare alla finestra. Toc toc. E di nuovo: toc toc.</p><p>Calma! � il vento. L�albero. I rami contro il vetro. Una cosa normale.</p><p>Toc toc. Toc toc toc.</p><p>L�albero? Quale albero? Fandorin si mise a sedere di scatto. Non c�era nessun albero laggi� dietro la finestra! C�era un cortile vuoto. Signore, cos�� mai?</p><p>La fessura gialla fra le tapparelle si spense, ingrig�, segno che la luna era andata dietro alle nubi, ma un attimo dopo l� ondeggiava qualcosa di scuro, spaventoso, misterioso.</p><p>Qualsiasi cosa, pur di non restare sdraiato cos�, a sentire le radici dei capelli che si muovevano. Pur di non uscire di senno.</p><p>Erast Petrovi&#x10D; si alz� e si avvicin� alla finestra su gambe che non gli obbedivano, senza allontanare gli occhi dalla spaventosa chiazza buia. Nell�attimo in cui scost� le tende, il cielo venne illuminato dall�esplosione di un lampo, e Fandorin vide dietro il vetro, dritto davanti a s�, un viso di un pallore mortale con fosse nere al posto degli occhi. Una mano rilucente di una luce non terrestre con le dita distese a raggiera pass� indugiando sul vetro, e Erast Petrovi&#x10D; si comport� da stupido, da bambino: scoppi� in un singhiozzo convulso, si scost� e, gettatosi indietro, verso il letto, vi si lasci� cadere bocconi, chiudendosi la testa tra le mani.</p><p>Svegliarsi! Svegliarsi al pi� presto! Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome, venga il tuo regno�</p><p>Il battito alla finestra cess�. Erast stacc� il viso dal cuscino, diede un�occhiata di sbieco alla finestra, ma non vide nulla di spaventoso: la notte, la pioggia, le esplosioni frequenti dei lampi. Aveva avuto le traveggole. Decisamente le traveggole.</p><p>Per fortuna, Erast Petrovi&#x10D; si ricord� l�insegnamento del bramino indiano Chandra Johnson, che insegnava a respirare e a vivere correttamente. Il saggio libro recitava:</p><empty-line/><cite><p>Una respirazione corretta � alla base di una vita corretta. Ti sostiene nei momenti difficili dell�esistenza, in essa troverai salvezza, tranquillit� e illuminazione. Inspirando la forza vitale del <emphasis>prana, </emphasis>non avere fretta di espirarla, ma trattienila nei polmoni. Quanto pi� lenta e misurata la respirazione, tanto maggiore la forza vitale in te. Ha raggiunto l�illuminazione chi, dopo avere inspirato il <emphasis>prana </emphasis>alla sera, non lo espira fino all�alba.</p></cite><empty-line/><p>Be�, per ora Erast Petrovi&#x10D; era piuttosto lontano dall�illuminazione, ma grazie a esercizi quotidiani aveva gi� imparato a trattenere il respiro fino a cento secondi. Fece ricorso a questo mezzo affidabile anche adesso. Si riemp� il petto d�aria e rest� fermo, �si mut� in albero, in pietra, in erba�. E ci� gli fu d�aiuto; il battito del cuore a poco a poco torn� regolare, l�orrore dilegu�. Arrivato fino a cento, Fandorin espir� rumorosamente, tranquillizzato dalla vittoria dello spirito sulla superstizione.</p><p>E allora si ud� un suono che gli fece battere rumorosamente i denti. Qualcuno graffiava alla porta.</p><p>�Lasciami entrare�, sussurr� una voce. �Guardami. Ho freddo. Lasciami entrare��</p><p>Questo era troppo, pens� indignato Fandorin con quanto gli restava del suo orgoglio. Adesso apro la porta e mi sveglio. Altrimenti� Altrimenti vedr� che non si tratta di un sogno.</p><p>Con due balzi raggiunse la porta, tolse il paletto e tir� verso di s� il battente. Con questo il suo slancio disperato si esaur�.</p><p>Sulla soglia c�era Amalia. Indossava una bianca vestaglia di pizzo, come l�ultima volta, per� aveva i capelli spettinati per la pioggia, e sul petto le si allargava una macchia di sangue. La cosa pi� spaventosa di tutte era il viso che brillava di una luce non terrestre, con gli occhi immobili e spenti. Una mano bianca, luccicante di scintille, si allung� verso il viso di Erast Petrovi&#x10D; e gli tocc� la guancia, proprio come l�altra volta, solo che dalle dita promanava un tale freddo, un tale gelo, che l�infelice Fandorin, l� l� per uscire di senno, arretr� di un passo.</p><p>�Dov�� la cartella?� chiese il fantasma con un sibilo sussurrato. �Dov�� la mia cartella? Per lei ho venduto l�anima.�</p><p>�Non la do!� usc� dalle labbra secche di Erast Petrovi&#x10D;. Indietreggi� verso la poltrona, nelle cui viscere era nascosta la cartella rapita, si lasci� cadere sul sedile e per maggiore sicurezza la abbracci�.</p><p>La visione si avvicin� al tavolo. Sfregato un fiammifero, accese la candela e grid� di colpo con voce squillante: <emphasis>�Your turn now! He�s all yours!�</emphasis></p><p>Nella camera irruppero in due: l�altissimo Morbid, con la testa che gli arrivava fino al soffitto, e un altro piccoletto e agile.</p><p>Fandorin, ormai del tutto confuso, non si mosse nemmeno quando il maggiordomo gli mise un coltello alla gola, mentre il secondo gli frugava abilmente i fianchi e gli trov� la <emphasis>derringer </emphasis>nel gambale degli stivali.</p><p>�Cerca la rivoltella�, ordin� Morbid in inglese, e lo svelto non lo deluse: in un attimo scopr� la colt nascosta sotto il cuscino.</p><p>Per tutto il tempo Amalia era rimasta alla finestra, a pulirsi viso e mani con un fazzoletto.</p><p>�Allora, � tutto?� chiese con impazienza. �Che schifo questo fosforo. E, soprattutto, l�intera mascherata non aveva senso. Non ha nemmeno il cervello di nascondere la cartella come si deve. John, cercate nella poltrona.�</p><p>A Fandorin non rivolse nemmeno uno sguardo, come se di colpo si fosse trasformato in un oggetto inanimato.</p><p>Morbid tolse facilmente Erast Petrovi&#x10D; dalla poltrona, senza smettere di puntargli la lama alla gola, mentre lo svelto infilava un braccio nel sedile e ne estraeva la cartella azzurra.</p><p>�Datemela.�La Be�ezkaja si avvicin� al tavolo, controll� il contenuto. �Tutto a posto. Non ha fatto in tempo a spedirla. Grazie a Dio. Franz, portatemi l�impermeabile, sono tutta intirizzita.�</p><p>�Allora era tutta una messinscena?� pronunci� con voce incerta Fandorin che stava riprendendo coraggio. �Complimenti! Siete una grande attrice. Sono contento che la mia pallottola vi abbia mancata. Sarebbe stato un peccato perdere un talento simile��</p><p>�Non dimenticate il bavaglio�, disse Amalia al maggiordomo e, gettatosi sulle spalle l�impermeabile portato da Franz, usc� dalla camera senza nemmeno voltarsi a guarda re lo svergognato Erast Petrovi&#x10D;.</p><p>Il piccoletto svelto�� ecco chi sorvegliava l�albergo, non certo Zurov�� prese di tasca un gomitolo di cordicella sottile e leg� strettamente le braccia del prigioniero ai fianchi. Poi afferr� Fandorin con due dita per il naso e quando Erast Petrovi&#x10D;, che si sentiva soffocare, apr� la bocca, ci infil� una pera di gomma.</p><p>�Ordine�, dichiar� Franz con accento tedesco, soddisfatto del risultato. �Porto il sacco.�</p><p>Corse nel corridoio e torn� velocissimo. L�ultima cosa vista da Erast Petrovi&#x10D; prima che gli calassero sulle spalle una rozza tela di sacco che gli arrivava fino alle ginocchia, fu l�impassibile, assolutamente pietrificata fisionomia di John Morbid. Peccato, certo, che il mondo sublunare mostrasse proprio questo come addio a Erast Petrovi&#x10D;, non il pi� allettante dei visi, tuttavia nel buio polveroso del sacco le cose andarono ancora peggio.</p><p>�Dammi qua che lo lego ancora di sopra con una corda�, giunse la voce di Franz. �Non c�� da portarlo troppo lontano, ma cos� � pi� sicuro.�</p><p>�Ma dove vuoi che vada?� gli rispose Morbid con voce di basso. �Provi solo a muoversi, e gli ficco il coltello in pancia.�</p><p>�Ma noi leghiamolo lo stesso�, cantilen� Franz, e strinse cos� forte il sacco con la corda che Erast Petrovi&#x10D; cominci� a respirare a fatica.</p><p>�Parti girando!� disse il maggiordomo dando uno spintone al prigioniero, e Fandorin si mosse in avanti alla cieca, senza che gli fosse chiaro perch� non lo potessero sgozzare direttamente l�, in camera.</p><p>Inciamp� due volte, sulla soglia della pensione per poco non cadde, ma la zampa di John lo agguant� in tempo per una spalla.</p><p>C�era odore di pioggia, i cavalli nitrivano.</p><p>�Voi due, appena avete finito, tornate qui e riordinate�, si ud� la voce della Be�ezkaja. �Io torno a casa.�</p><p>�State tranquilla, <emphasis>m�lady�, </emphasis>rugg� il maggiordomo. �Avete fatto il vostro lavoro, noi facciamo il nostro.�</p><p>Oh, che voglia aveva Erast Petrovi&#x10D;" di dire ad Amalia per l�ultima volta qualcosa di unico, di speciale, perch� si ricordasse di lui non come di un insulso ragazzino impaurito, ma di un audace caduto valorosamente nella lotta impari contro un intero esercito di nichilisti. Ma la maledetta pera lo privava perfino di quell�ultima soddisfazione.</p><p>Mentre a questo punto tocc� al povero giovane un trauma ulteriore, sebbene c�era da chiedersi, dopo tutto quello che gi� gli era capitato, che altri traumi potevano ancora esserci.</p><p>�Anima mia Amalia Kazimirovna�, disse in russo la nota, affettuosa voce tenorile. �Permettete a questo vecchierello di venire in carrozza con voi. Chiacchiereremo del pi� e del meno, e star� pi� all�asciutto, lo vedete da sola che sono bagnato fradicio. E il vostro Patrick vada pure con la mia carrozzella. Non avete nulla in contrario, amorino?�</p><p>�Sedetevi�, rispose seccamente la Be�ezkaja. �Ma quanto a chiamarmi anima vostra e amorino, Py�ov, scordatevelo.�</p><p>Erast Petrovi&#x10D; mugg� sordamente, perch� mettersi a singultire con la pera in bocca non era proprio possibile. Il mondo intero s�era alleato contro l�infelice Fandorin. Dove trovare forza bastante per sgominare in battaglia una tale turba di malfattori? Intorno aveva solo traditori, aspidi velenose (pfui, si era lasciato contagiare dalla verbosit� di quel maledetto Porfirij Martynovi&#x10D;!). E la Be�ezkaja coi suoi tagliateste, e Zurov, e perfino Py�ov, voltagabbana, tutti nemici. Non aveva nessuna voglia di vivere in quel momento Erast Petrovi&#x10D;, provava un tale disgusto, una tale stanchezza.</p><p>Del resto, nessuno stava cercando con troppa insistenza di convincerlo a vivere. A quanto pareva i suoi accompagnatori avevano tutt�altri progetti sul suo conto.</p><p>Forti mani agguantarono il prigioniero e lo misero sul sedile. Alla sua sinistra s�era piazzato il pesante Morbid, alla sua destra il leggero Franz che schiocc� la frusta, e Erast Petrovi&#x10D; ricadde all�indietro.</p><p>�Dove?� chiese il maggiordomo.</p><p>�Hanno detto al sesto molo. L� � pi� profondo e c�� la corrente. Cosa ne pensi?�</p><p>�Per me � tutto uguale. Hanno detto al sesto; allora al sesto.�</p><p>E cos� la sorte che attendeva Erast Petrovi&#x10D; pareva assai chiara. Lo portavano a un qualche ancoraggio profondo, gli legavano una pietra e lo spedivano sul fondale del Tamigi, a marcire fra catene d�ancora arrugginite e cocci di bottiglia. Scomparir� senza lasciare traccia il consigliere titolare Fandorin, perch� risulta che non l�ha visto anima viva dopo l�agente militare di Parigi. Ivan Franzevi&#x10D; capir� che il suo pupillo � inciampato da qualche parte, ma la verit� non la sapr� mai� E non verr� mai loro in mente, a Mosca o Pietroburgo, che un rettile schifoso si � infiltrato nel loro servizio segreto. Ecco chi andrebbe smascherato.</p><p>Ma chiss�, magari si riesce ancora a smascherarlo.</p><p>Perfino cos� legato com�era e infilato in un sacco lungo e polveroso, Erast Petrovi&#x10D; si sentiva incomparabilmente meglio di venti minuti prima, quando alla finestra lo guardava fisso il fantasma fosforescente e lui si sentiva paralizzato dall�orrore.</p><p>Il fatto � che il prigioniero una possibilit� di salvezza l�aveva. Era furbo, Franz, ma non aveva pensato a tastargli la manica destra. In quella manica teneva uno stiletto, era quella tutta la sua speranza. Se solo gli fosse riuscito di arrivare con le dita fino all�impugnatura� Oh, non era semplice, con il braccio legato al fianco. Quanta strada c�era ancora fino al sesto molo? Avrebbe fatto in tempo?</p><p>�Sta� fermo�, disse Morbid allungando una gomitata al fianco del prigioniero che non faceva che dimenarsi (con tutta probabilit� per la paura).</p><p>�Tanto, amichetto, puoi rigirarti quanto ti pare e piace, fa tutto lo stesso�, osserv� Franz da filosofo.</p><p>L�uomo nel sacco si agit� ancora un po�, poi emise un sordo stridio dopodich� si chet�, probabilmente si era rassegnato con la sua sorte (quel maledetto stiletto prima di uscire gli aveva fatto male tagliandogli il polso).</p><p>�Siamo arrivati�, dichiar� John guardandosi intorno da ogni lato. �Non c�� nessuno.�</p><p>�E chi dovrebbe mai esserci con questo diluvio, di notte?� chiese Franz alzando le spalle. �Senti un po�, diamoci una mossa. Abbiamo ancora da tornare indietro.�</p><p>�Prendilo per i piedi.�</p><p>Afferrarono l�involto stretto dalla corda e lo posarono sulle assi di legno della banchina d�attracco, che sovrastava l�acqua nera come una freccia.</p><p>Erast Petrovi&#x10D; ud� un cigolio di tavole sotto ai piedi, lo sciabordio del fiume. La liberazione era vicina. Non appena le acque del Tamigi si fossero richiuse sulla sua testa, avrebbe squarciato con la lama i legacci, tagliato il sacco e quatto quatto sarebbe riemerso sotto al molo. Doveva restare l� un po� finch� quelli non se ne fossero andati, ed ecco fatto: la salvezza, la vita, la libert�. E questo sembrava cos� semplice e facile, che una voce interna sussurr� di colpo a Fandorin: no, Erast, nella vita non succede cos�, capiter� per forza una qualche schifezza che roviner� fino in fondo il tuo piano meraviglioso.</p><p>Ahim�, la voce interiore gli predisse veramente il male, gli port� addosso la sventura. La schifezza non tard� infatti a delinearsi, e non da parte di quell�incubo di mister Morbid, ma per iniziativa del buon Franz.</p><p>�Aspetta, John�, disse costui dopo che si erano fermati in fondo al molo e avevano deposto il loro carico sulla piattaforma. �Cos� non va bene, gettare un uomo vivo in acqua, come un cucciolo. Ti piacerebbe al suo posto?�</p><p>�No�, rispose John.</p><p>�Allora�, si rallegr� Franz. �Lo dico anch�io. Mandare di traverso quel liquido marcio, sporco. Brrr. Non lo augurerei a nessuno. Vediamo di comportarci da bravi cristiani: prima gli tagliamo la gola, perch� non soffra. Tzac, ed � fatta, eh?�</p><p>Questa filantropia fece star male Erast Petrovi&#x10D;, ma il caro, meraviglioso mister Morbid sbrait�: �S�, cos� mi sporco di sangue il coltello. E poi mi schizzo anche le maniche. Come se non ne avessimo gi� avuti abbastanza di pensieri per questo cagnolino. Che vuoi che sia, tanto deve morire lo stesso. Se sei cos� buono, strangolalo con la corda, in questo sei un maestro, intanto io vado a cercare un pezzo di ferro�.</p><p>I suoi passi pesanti si allontanarono, e Fandorin rest� solo con quel samaritano di Franz.</p><p>�Non bisognava legare il sacco di sopra�, disse quello pensieroso. �Si � usata tutta la corda.�</p><p>Erast Petrovi&#x10D; emise un muggito d�approvazione: come dire, fa niente, non prendertela, in qualche modo me la caver�.</p><p>�Eh, poveretto�, sospir� Franz. �Come si lamenta, spezza il cuore. D�accordo, ragazzo, non aver paura. Per te lo zio Franz non risparmier� la sua cinghia.�</p><p>Si udirono dei passi che si avvicinavano.</p><p>�Ecco un pezzo di binario. Far� alla bisogna�, tuon� il maggiordomo. �Infilalo sotto alla corda. Non torner� a galla prima di un mese.�</p><p>�Aspetta un attimo, solo il tempo di stringergli il cappio.�</p><p>�Ma piantala con le tue tenerezze! Il tempo non aspetta, presto sar� l�alba.�</p><p>�Scusa, ragazzo!� disse Franz pietoso. �Si vede che la tua sorte � questa. <emphasis>Das hast du dir selbst zu verdanken.�</emphasis></p><p>Risollevarono Erast Petrovi&#x10D;, cominciarono a farlo dondolare.</p><p>�Azazel!� esclam� Franz con voce severa, trionfante, e un attimo dopo il corpo fasciato piomb� con un tonfo nell�acqua putrida.</p><p>Fandorin non avvert� il freddo e nemmeno la pesantezza oleosa del suo scafandro mentre squarciava con lo stiletto la corda fradicia. Pi� di tutto gli diede daffare il braccio destro, ma appena l�ebbe liberato, tutto si svolse rapidamente: uno! e la mano sinistra prese ad aiutare la destra; due! e il sacco fu tagliato dall�alto in basso; tre! e il pesante spezzone di binario affond� nella soffice melma; quattro!</p><p>Adesso bisognava soltanto non venire a galla anzitempo. Erast Petrovi&#x10D; si spinse indietro con le gambe, mentre le mani le mise avanti per scivolare nella torbida oscurit�. L� da qualche parte, del tutto vicino, dovevano trovarsi i sostegni su cui poggiava il molo. Ecco che le dita toccarono del legno scivoloso, ricoperto di alghe. Piano, senza fretta, su per la colonna. Ma senza tonfi, senza far rumore.</p><p>Sotto le assi di legno del molo era buio pesto. Di colpo l�acqua nera sput� senza un suono dalle sue viscere una macchia tonda e bianca. Nel cerchio bianco subito se ne form� un altro, piccolo e nero: era il consigliere titolare Fandorin che inghiottiva con avidit� l�aria del fiume. Odorava di marcio e di cherosene. Era la magica fragranza della vita.</p><p>Frattanto di sopra, sul molo, si svolgeva una conversazione in tutta calma. Nascosto l� sotto ascoltava ogni parola. Capitava un tempo a Erast Petrovi&#x10D; di ridursi in lacrime di commozione immaginando con quali parole gli amici e i ne mici lo avrebbero ricordato, lui, l�eroe perito anzitempo, che discorsi sarebbero stati pronunciati sulla sua bara scoperta. Si pu� ben dire che tutta la sua giovinezza era passata in queste fantasticherie. Quale non fu l�indignazione del giovane all�udire di che sciocchezze stavano discorrendo coloro che si ritenevano i suoi assassini! E nemmeno una parola a proposito dell�essere su cui si erano richiuse le buie acque, del giovane dotato di una tale mente e di una tale intelligenza, di un�anima nobile e aspirazioni elevate!</p><p>�Ahi, questa passeggiatina mi coster� un bell�attacco di reumatismi�, sospir� Franz. �Spira un�umidit�. Ma cosa ci stiamo a fare qui? Andiamo, eh?�</p><p>�� ancora presto.�</p><p>�Senti, con tutta questa confusione io sono rimasto senza cena. Che dici, ci daranno qualcosa da mangiare o ci inventeranno qualche altro lavoretto?�</p><p>�Non sta a noi saperlo. Quello che diranno lo faremo.�</p><p>�Potessimo almeno prenderci un po� di vitello freddo. Mi brontola lo stomaco� Davvero ce ne andremo via dal solito posto? Mi ci ero appena sistemato, mi ci stavo abituando. A che scopo? Dopotutto si � risolta ogni cosa.�</p><p>�Lo sa la signora il perch�. Se ha ordinato cos�, vuol dire che bisogna.�</p><p>�Questo � esatto. La signora non fa errori. Per lei tutto quello che vuoi, non avrei piet� del mio pap�. Se l�avessi, naturalmente. Nemmeno la nostra vera madre avrebbe fatto per noi tutto quello che ha fatto per noi la signora.�</p><p>�Va da s� Basta, andiamo.�</p><p>Erast Petrovi&#x10D; aspett� che i passi si spegnessero in lontananza, per sicurezza cont� ancora fino a trecento e solo a quel punto si avvicin� a riva.</p><p>Quando con grande fatica, dopo essere caduto alcune volte, riusc� a salire sul parapetto del lungofiume, piuttosto basso ma quasi perpendicolare, le tenebre avevano gi� iniziato a dissolversi strette dall�assedio dell�alba. Il presunto annegato era percosso dai brividi, gli battevano i denti, e per giunta gli era venuto anche il singhiozzo; si vede che aveva inghiottito l�acqua putrida del fiume. Ma vivere era comunque straordinario. Erast Petrovi&#x10D; abbracci� con sguardo amorevole il grigio spazio fluviale (da quella parte brillavano carezzevolmente dei fuocherelli), si intener� della buona qualit� del tozzo magazzino, approv� il ritmico dondolio delle chiatte e delle lance attraccate lungo al molo. Un sorriso spensierato illuminava il viso bagnato, rigato di pece sulla fronte, del risorto dai morti. Si stir� con gusto, e raggel� in quella posizione assurda: dall�angolo del magazzino si era staccata una silhouette assai bassa, veloce, che gli muoveva svelta incontro.</p><p>�Che razza di erodi, che bestie�, lamentava cammin facendo la silhouette con una vocina sottile, udibile da lontano. �Non gli si pu� proprio affidare niente, per ogni cosa bisogna sorvegliarli. Ma dove andrebbe a finire questa gente senza Py�ov, dove? Sareste perduti come dei cagnolini ciechi, sareste perduti!�</p><p>In preda all�ira del giusto, Fandorin si lanci� in avanti. Il traditore aveva tutta l�aria di credere che la sua satanica apostasia non fosse stata scoperta.</p><p>Tuttavia in mano al segretario di provincia brill� con luccichio malaugurante qualcosa di metallico, e Erast Petrovi&#x10D; dapprima si ferm�, e poi arretr�.</p><p>�Avete calcolato bene, fragolino mio�, lo approv� Py�ov, lasciando vedere quanto fosse elastica e felina la sua andatura. �Siete un ragazzo intelligente, l�ho accertato subito. Lo sapete cosa ho qui?� disse brandendo il suo pezzo di ferro, al che Fandorin scorse una pistola a due canne di un calibro insolitamente grosso. �Un pezzo spaventoso. Nel gergo malavitoso di qui si chiama <emphasis>�smasher�. </emphasis>Qui, vogliate guardare, si infilano due pallottole esplosive�� le stesse che sono state proibite alla convenzione di Pietroburgo del �68. Ma dopotutto sono dei criminali, Erast, del malfattori. Gliene importa tanto a loro di una convenzione filantropica! Mentre la pallottolina esplosiva, non appena finisce nel tenero, sboccia tutta in tanti bei petali. La carne, le ossicine, le venuzze le trasforma tutte in ripieno tritato. E voi, mio caro, non complicatemi le cose, non muovetevi di scatto, altrimenti dallo spavento sparo, e poi non mi perdonerei una bestialit� del genere, mi pentirei. Fa molto male, se finisce nello stomaco o da qualche altra parte l� vicino.�</p><p>Singhiozzando, ormai non pi� per il freddo ma per la paura, Fandorin grid�: �Iscariota! Hai venduto la patria per trenta rubli d�argento!� e di nuovo si allontan� dalla canna minacciosa.</p><p>�Come ha detto il grande Derzavin, l�incostanza � il destino dei mortali. E mi offendete senza motivo, amichetto. Non mi sono lasciato lusingare da trenta denari, ma da una somma ben pi� seria, trasferita nel pi� accurato dei modi in una banca svizzera, per la vecchiaia, per non morire sotto i ponti. E voi, sciocchino, cosa vi ha portato qui? Contro chi pensavate di latrare? A scoccare una freccia contro un macigno si perde soltanto la freccia. Questa � una fortezza, la piramide di Cheope. � come battere la testa contro il muro.�</p><p>Nel frattempo Erast Petrovi&#x10D; era arretrato fino al bordo del lungofiume e fu costretto a fermarsi, sentendo che il basso bordo gli aveva toccato la caviglia. Era proprio quello che Py�ov, a quanto pareva, aveva voluto ottenere.</p><p>�Bene, ottimo�, canticchi� lui, fermandosi a dieci passi dalla sua vittima. �Altrimenti non era mica facile per me trascinare fino all�acqua un giovinetto tanto ben nutrito. Voi, prezioso mio, non agitatevi. Py�ov sa il fatto suo. Bang, ed ecco fatto. Invece del bel visino� una bella polentina. Se anche vi ripescano, nessuno vi riconoscer�. Mentre l�anima voler� subito agli angeli. Non ha ancora avuto il tempo di peccare, la giovane anima.�</p><p>Cos� dicendo sollev� la sua arma, socchiuse l�occhio sinistro e fece un sorriso goloso. Non aveva fretta di sparare, era chiaro che si godeva il momento. Fandorin lanci� uno sguardo disperato verso la riva deserta, debolmente illuminata dalla luce dell�alba. Non c�era nessuno, non una sola anima umana. Era proprio la fine. Accanto al magazzino not� del movimento, ma non ebbe il tempo di guardare bene; esplose uno sparo fragoroso da far spavento, pi� assordante del pi� reboante dei tuoni, cos� che Erast Petrovi&#x10D;, barcollando all�indietro, con un grido da strappare il cuore, riprecipit� nel fiume da cui era uscito con tanta fatica solo un attimo prima.</p></section><section><title><p>DODICESIMO CAPITOLO</p></title><subtitle><emphasis>in cui il nostro eroe apprende di avere un�aureola intorno alla testa</emphasis></subtitle><empty-line/><p>Nonostante gli avessero sparato, Erast Petrovi&#x10D; non perse tuttavia la coscienza, e poi chiss� perch� non provava nessun dolore. Senza capirci nulla, prese a martellare con le braccia sull�acqua. Cosa mai succedeva? Era vivo o l�avevano ucciso? Se l�avevano ucciso, perch� si sentiva cos� bagnato?</p><p>Sul bordo del lungofiume si affacci� la testa di Zurov. Fandorin non se ne stup� affatto: tanto per cominciare, in quel momento era difficile per lui stupirsi di qualcosa, e in secondo luogo, all�altro mondo (se era l� che si trovava) potevano succedere cose d�ogni genere.</p><p>�Erasm! Sei vivo? T�ho mica preso di striscio?� grid� con impeto la testa di Zurov. �Dammi la mano.�</p><p>Erast Petrovi&#x10D; estrasse dall�acqua la destra e con un unico potente strappo venne tirato fuori sulla terraferma. La prima cosa che vide non appena in piedi fu una figurina che giaceva rannicchiata, allungando in avanti il braccio che reggeva la pesante pistola. Attraverso la capigliatura scolorita e rada nereggiava nella nuca un buco, a terra si allargava una pozzanghera scura.</p><p>�Ti ho ferito?� chiese premuroso Zurov, rigirando e palpando Erast Petrovi&#x10D; che era tutto bagnato. �Non capisco come pu� essere avvenuto. Una vera e propria <emphasis>r�volution dans la balistique! </emphasis>Ma no, non pu� essere.�</p><p>�Zurov, siete voi?!� sibil� Fandorin, comprendendo finalmente di trovarsi ancora in questo mondo, e non nell�altro.</p><p>�Non �siete�, ma �sei�. Abbiamo bevuto alla fratellanza, te lo sei dimenticato?�</p><p>�Ma perch�?� chiese Erast Petrovi&#x10D; che aveva ricominciato a tremare. �Siete cos� deciso a finirmi voi stesso? Cosa ve ne viene, il vostro Azazel vi ha promesso in cambio un premio? Sparate, sparate, siate maledetto! Mi siete venuti a noia pi� del semolino!�</p><p>Questo semolino era spuntato non si capiva da dove, forse da qualche ricordo lungamente dimenticato dell�infanzia. Erast Petrovi&#x10D; voleva anche strapparsi la camicia dal petto: eccoti il mio petto, diceva, spara, ma Zurov lo scosse per le spalle senza tante cerimonie.</p><p>�Basta con questi deliri, Fandorin. Quale Azazel? Quale semolino? Vieni che ti faccio tornare in te�, e senza indugio schiocc� due sonori ceffoni allo sfinito Erast Petrovi&#x10D;. �Questo sono io, Ippolit Zurov. Non c�� niente di strano se dopo tutto quello che ti � capitato ti si � fuso il cervello. Appoggiati a me�, continu� afferrando il giovane per le spalle. �Adesso ti porto all�albergo. Ho un cavallo attaccato l�, e questo qua� (disse dando un calcio al corpo immobile di Py�ov) �ha lasciato qui vicino la sua vettura. Arriveremo veloci come il vento. Ti scaldi un po�, mandi gi� un grog, e mi spieghi che razza di circo mi state combinando.�</p><p>Fandorin respinse con forza il conte: �No, sei tu quello che mi deve delle spiegazioni! Tu da dove� (singhiozzo) �spunti? Perch� mi segui? Sei in combutta con loro?�</p><p>Zurov si torceva confuso un baffo nero.</p><p>�Questo non te lo posso spiegare in due parole.�</p><p>�Fa niente, ho tempo. Non� (singhiozzo) �mi muovo!�</p><p>�D�accordo, ascolta.�</p><p>Ed ecco cosa raccont� Ippolit.</p><empty-line/><p>�Credi che te lo abbia dato semplicemente cos�, l�indirizzo di Amalia? No, fratello mio Fandorin, qui c�� tutta una psicologia. Mi eri piaciuto, perbacco se mi eri piaciuto. C�� in te qualcosa� Non so, un certo stampo, qualcosa. Ho fiuto io per i tipi come te. � come se vedessi un�aureola sulla testa di uomini simili, non so quale leggera irradiazione. Sono speciali, hanno un�aureola, la sorte li protegge, li difende da ogni pericolo. Perch� siano protetti, questi uomini nemmeno lo sanno. Non puoi spararti con un uomo cos�, ti ucciderebbe. Non ci puoi giocare a carte, perderesti, non importa quali trucchi non tiri fuori dalla manica. Io ti ho visto l�aureola, quando mi hai ripulito allo stoss, e poi mi hai costretto a tirare a sorte per il suicidio. Si incontra di rado gente come te. Per esempio nel nostro reggimento, quando marciavamo nei deserti del Turkestan, c�era un luogotenente di nome Uli&#x10D;. Poteva infilarsi in qualsiasi inferno, e non era nulla per lui, digrignava i denti e basta. Ci crederai, una volta vicino a Chiva ho visto coi miei occhi le guardie del khan che gli sparavano. Nemmeno un graffio! E poi per avere bevuto un po� di latte fermentato inacidito, basta, seppellimmo Uli&#x10D; nella sabbia. Perch� mai Dio lo proteggeva in battaglia? Mistero! E cos�, Erasm, anche tu sei di quelli, mi puoi credere. Ti ho voluto bene, ti ho voluto bene in quello stesso istante che tu, senza la minima esitazione, ti sei puntato la pistola alla testa e hai premuto il grilletto. Sennonch� il mio amore, fratello mio Fandorin, � materia complessa. Io non posso amare chi sta pi� in basso di me, mentre chi sta pi� in alto lo invidio a morte. Io ti ho invidiato. Mi sono ingelosito della tua aureola, della tua inverosimile fortuna. Vedi tu, anche oggi sei uscito asciutto dall�acqua. Ha ha, nel senso, certo che sei uscito bagnato, ma in compenso vivo, e nemmeno un graffio. Eppure a vederti cos� sembri un ragazzino, un cucciolotto, niente di speciale.�</p><p>Fino a quel momento Erast Petrovi&#x10D; aveva ascoltato con vivo interesse ed era perfino arrossito un po� dal piacere, per un po� aveva anche smesso di tremare, ma alla parola �cucciolotto� si accigli� e per la rabbia singhiozz� due volte di seguito.</p><p>�Ma tu non ti offendere, � un�espressione amichevole�, gli disse Zurov battendogli sulla spalla. �Ecco cosa pensai quella volta: questo me lo manda la sorte. A uno cos� Amalia abbocca subito. Lo guarda un po� meglio e abbocca. E basta, mi libero di quell�allucinazione satanica una volta per tutte. Mi lascer� una buona volta in pace, la smetter� di tormentarmi, di tenermi alla catena, come un orso ammaestrato al mercato. Ma vada un po� a esasperare questo ragazzetto, coi suoi tormentoni egizi! Cos� ti ho dato il filo, sapendo che non ti saresti tirato indietro� Ma mettiti un po� questo mantello, e manda gi� qualcosa dalla mia borraccia. Stai tremando tutto.�</p><empty-line/><p>Mentre Fandorin, battendo i denti, inghiottiva il fondo di rum giamaicano che sguazzava nella grande fiasca piatta, Ippolit gli gett� sulle spalle il suo elegante mantello nero con la fodera di raso rosso, dopodich� con grande efficienza fece rotolare coi piedi il cadavere di Py�ov fino al bordo del lungofiume, lo spinse oltre e lo mand� gi� in acqua con un calcio. Un tonfo sordo, e dell�empio segretario di provincia rest� solo una pozza scura sulla lastra di pietra.</p><p>�Dona pace, o Signore, all�anima del tuo servo non so come lo chiamavano�, disse pietosamente Zurov.</p><p>�Py-Py�ov�, disse tuttora in preda al singhiozzo Erast Petrovi&#x10D;, che per�, grazie al rum, aveva smesso di battere i denti. �Porfirij Martynovi&#x10D; Py�ov.�</p><p>�Non me lo ricorderei comunque�, disse Ippolit alzando incurante una spalla. �Ma vada pure al diavolo. Era una porcheria di ometto, si vede da tutto. Puntare la pistola contro un uomo disarmato, pfui. Perch� sai, Erasm, ti voleva uccidere. Io, fra l�altro, ti ho salvato la vita, questo l�hai capito?� �L�ho capito benissimo. Raccontami il resto.��Ecco il resto. Ti ho dato l�indirizzo di Amalia, e subito l�indomani mi � venuta la malinconia, una malinconia, che non te la mandi il Signore. Bevevo, e andavo dalle ragazze, e giocando a carte ho sperperato quasi centomila rubli; ma quella non mi dava tregua. Non potevo dormire, non potevo mangiare. Bere, quello a dire il vero lo potevo fare. Non facevo che immaginare le tue tenerezze con Amalia, e come ridevate di me. Oppure, ancora peggio, non vi ricordavate affatto di me. Mi sono tormentato per dieci giorni, sentivo che potevo restarci tocco di cervello. Jean, il mio servo, te lo ricordi? � all�ospedale. Mi stava sempre addosso con le sue prediche, cos� gli ho girato il naso e gli ho spaccato due costole. Ora mi vergogno, fratello mio Fandorin. Ero come in preda a una febbre. L�undicesimo giorno crollai. Decisi, � tutto: vi ammazzo tutti e due, te e lei, e poi mi taglio la gola anch�io. Tanto peggio di cos� non pu� andare. In che modo ho viaggiato attraverso l�Europa; per Dio, non me lo ricordo. Ho bevuto come un cammello del deserto turkmeno. Quando ho attraversato la Germania, ho sbattuto due prussiani fuori dal vagone. Del resto, non me lo ricordo. Magari me lo sono immaginato. Tornai in me solo a Londra. Per prima cosa all�albergo. Non c�eravate n� lei n� tu. La pensione era un buco, da quando � nata Amalia in posti del genere non ha mai alloggiato. Il portiere, quella bestia, non sa una parola di francese, e io in inglese so dire solo <emphasis>�bottle whisky </emphasis>e <emphasis>�move your ass�: </emphasis>me l�ha insegnato un sottotenente di vascello. Vuol dire: prendimi una bottiglia di roba pi� forte, e muoviti. Io a questo portiere, gambero di un inglese, gli chiedo di miss Olsen, e lui farfuglia qualcosa nella sua lingua, scuote la zucca, e col dito indica qualcosa dietro di lui. Si vede che � partita, ma per dove non si sa. Allora chiedo di te: �Fandorin�, dico, �Fandorin, <emphasis>move your ass�. </emphasis>A questo punto lui�� tu per� non offenderti�� ha semplicemente strabuzzato gli occhi. Si vede che in inglese il tuo cognome suona osceno. Nel complesso, con quel lacch� non siamo arrivati a nessuna comprensione reciproca. Non c�era nulla da fare, mi sono stabilito in quella topaia, ho tirato a campare. La routine � questa: al mattino dal portinaio, chiedo: �Fandorin?� Lui si inchina, risponde: <emphasis>�Morning, sir�. </emphasis>Si vede che non � ancora arrivato, penso. Vado all�altro lato della strada, alla trattoria, quello � il mio punto di osservazione. Una noia, intorno dei musi angosciosi, l�unica cosa buona a venirmi in soccorso � <emphasis>�bottle whisky� </emphasis>e <emphasis>�move your ass�. </emphasis>L�oste all�inizio mi fissa, poi si abitua, mi viene incontro come a un parente. Per via di me gli affari gli vanno di gran lunga meglio: la gente si raduna per vedere come inghiotto l�alcol a bicchieri interi. Ma a venirmi vicino hanno paura, mi guardano da lontano. Ho imparato delle parole nuove: <emphasis>�gin� </emphasis>- che sarebbe al ginepro, <emphasis>�rhum� </emphasis>- che � il rum, <emphasis>�brandy </emphasis>- che � una schifezza di cognac. Nel complesso, sarei rimasto a questo punto di osservazione fino a farmi venire il delirium tremens, ma il quarto giorno, Allah sia lodato, ti sei annunciato. Sei arrivato cos� da dandy, con la carrozza laccata, coi baffi. Fra l�altro, hai fatto male a raderteli, ti davano un�aria pi� ganza. Uh, penso, che galletto, sta facendo la ruota. Adesso invece di miss Olsen ti beccherai un fico secco. Ma con te il gamberetto della pensione l�ha cantata diversa, non come con me, allora ho deciso di nascondermi, di aspettare finch� non mi avresti portato sulle sue tracce, e laggi� tutto sarebbe dipeso da quale carta arrivava. Ti sono venuto dietro furtivo per strada, come uno sbirro dell�investigativo. Pfui! Mi stava partendo la testa. Quando ho visto che ti accordavi col vetturino, ho preso le mie misure: ho acchiappato una cavallina alla stalla, le ho fasciato gli zoccoli con gli asciugamani dell�albergo, perch� non battessero. I ceceni fanno cos�, quando si preparano all�attacco. Be�, non che lo facciano con gli asciugamani degli alberghi, ma in questo senso, che ci mettono qualche straccio, hai capito, no?�</p><p>Erast Petrovi&#x10D; si ricord� di due notti prima. Non aveva avuto mai tanta paura di perdere di vista Morbid, che non aveva nemmeno pensato a guardarsi dietro, ma veniva fuori che il pedinamento era stato duplice.</p><p>�Quando tu ti arrampicasti sulla sua finestra, dentro di me cominci� proprio a ribollire un vulcano�, disse Ippolit proseguendo il suo racconto. �Mi morsi la mano a sangue. Guarda�, disse mettendo sotto il naso a Fandorin una mano forte e ben curata�� e proprio cos�, fra il pollice e l�indice si vedeva la mezzaluna perfetta del morso. �� fatta, mi dico, adesso in una volta sola volano via tre anime: una in cielo (la tua) e le altre due direttamente nelle regioni dell�Ade� Tu ti fermasti non so perch� alla finestra, poi prendesti coraggio, entrasti. Avevo un�ultima speranza: che ti cacciasse via. Non le piacciono gli attacchi improvvisi, preferisce comandare lei. Aspetto, intanto mi tremano le ginocchia. Di colpo la luce si � spenta, uno sparo e il suo grido! Oh, penso, le ha sparato quella testa calda di Erasm! Ha finito di svolazzare, di prenderci in giro! E cos�, fratello mio Fandorin, mi venne di colpo una tale angoscia, come a trovarmi completamente solo al mondo e non avere pi� nessun motivo di vivere� Lo sapevo che sarebbe finita male, la volevo ammazzare io stesso, eppure� Tu mi hai visto, quando mi sei corso davanti? E io ero rimasto immobile, come in preda a una paralisi, non ti ho nemmeno chiamato. Mi trovavo come in una nebbia� Poi cominci� il prodigio, e pi� si andava avanti, pi� era tutto prodigioso. Tanto per cominciare si chiar� che Amalia era viva. Si vede che al buio l�avevi mancata. Lei url� tanto e rimprover� tanto il servo, da far tremare le pareti. Ordina qualcosa in inglese, i suoi schiavi corrono, si danno da fare, frugano in giardino. Io ero fra i cespugli e mi nascondevo. In testa avevo la pi� totale confusione. Mi sento come il mediatore al whist. Gli altri sono tutti di mano, e a me tocca guardarli mentre giocano. Ma no, mi dico, non credano di avere a che fare con uno cos�. Zurov da che � nato non s�� mai lasciato buggerare. L� in giardino c�� un casotto chiuso con assi e chiodi, grande come due cucce di cane. Tolgo una tavola e mi metto l� appostato, non mi do pace. Tengo tutto sotto controllo, aguzzo gli occhi, ho le orecchie ben ritte. Il satiro che tende un agguato a Psiche. E fra di loro un�agitazione! Proprio come al corpo maggiore prima della rassegna dello zar. I servi ora escono di casa, ora entrano, Amalia urla, i postini portano telegrammi. Io non riesco a capire: che cosa avr� mai combinato il mio Erasm? Sembrava un ragazzino educato. Tu che cosa le hai fatto, eh? Le hai visto il giglio sulla spalla, o cosa? Non ha nessun giglio, n� sulla spalla, n� in nessun altro posto. Adesso raccontami, non mi tormentare.�</p><p>Erast Petrovi&#x10D; si limit� a fare un gesto impaziente con la mano, come a dirgli: continua, non � tempo per sciocchezze del genere.</p><p>�Insomma, avevi messo sottosopra il formicaio. Quel tuo defunto (Zurov fece un cenno in direzione del fiume, dove Porfirij Martynovi&#x10D; aveva trovato l�ultimo rifugio) venne due volte. La seconda volta gi� prima di sera��</p><p>�Sei stato l� tutta la notte e tutto il giorno?� si meravigli� Fandorin. �Senza mangiare, senza bere?�</p><p>�Be�, senza mangiare posso restarci a lungo, sempre che ci sia da bere. Ma da bere l�avevo�, disse Zurov battendo sulla fiasca. �Certo, ho dovuto razionarlo. Due sorsi all�ora.</p><p>� duro, ma durante l�assedio di Machram ho sopportato anche di peggio, te lo racconter� dopo. Per fare del moto un paio di volte sono uscito a salutare la cavalla. L�avevo legata alla cancellata di un parco l� vicino. Le strappo dell�erba, ci parlo un poco, perch� non si annoi, e torno indietro, nella cabina. Da noi una cavallina indifesa l�avrebbero portata via in un attimo, ma il popolo di qui � fiacco, lento. Non ci arrivano col pensiero. Di sera la mia cavalla falba mi � anche tornata utilissima. Mentre il defunto (di nuovo Zurov accenn� in direzione del fiume) veniva per la seconda volta, i tuoi avversari si sono messi in marcia. Immaginati la scena. Davanti, come un Bonaparte, Amalia in carrozza, sulla cassetta due baldi giovani. Dietro, in calesse, il defunto. Poi due servi in carrozzella. E pi� lontano nel buio della notte io in groppa alla mia cavalla falba, come Denis Davydov, e si vedono solo i quattro asciugamani che vanno in qua e in l� nel buio.�Ippolit ridacchi�, guard� un attimo la striscia rossa dell�alba che si allungava lungo il fiume. �Arriviamo a casa del diavolo, sembrava proprio via Ligovka: casupole pidocchiose, depositi, sporco. Il defunto sal� sulla carrozza di Amalia; a quanto pareva tenevano consiglio. Io legai la mia cavallina alla base di un cancello, guardo che altro succede. Il defunto entr� in una palazzina con una qualche insegna, si ferm� una mezz�oretta. A questo punto le condizioni climatiche sono peggiorate. In cielo come una cannonata, la pioggia scroscia. Mi bagno fino alle ossa, ma aspetto, mi interessa. Di nuovo sbuca il defunto, corre nella carrozza di Amalia. Di nuovo, a quanto pare, tengono consiglio. E a me la pioggia cola lungo il colletto, e la borraccia comincia a vuotarsi. Volevo gi� fargli l�apparizione di Cristo in riva al lago Genezareth, cacciare via tutta quell�accozzaglia di gentucola, esigere una spiegazione da Amalia, ma vidi cose, che ce ne scampi il Signore.��Un�apparizione?� chiese Fandorin. �Che luccicava?�</p><p>�Proprio cos�. Brrr, che brivido sulla pelle. Non ho capito subito che era Amalia. Si faceva di nuovo interessante. Ne ha fatte, di cose strambe. All�inizio � entrata in quella porta, poi � uscita per girare nel portone accanto, poi di nuovo si � cacciata nella porta. E i servi dietro. Poco dopo portano fuori non so che sacco ambulante. Questo io l�ho capito dopo, che ti avevano catturato, ma in quel momento non lo sapevo. Poi il loro esercito si � diviso cos�: Amalia e il defunto in carrozza, il calesse dietro a loro, mentre i servi col sacco, ovvero con te, andarono con la carrozzella nella direzione opposta. Bene, penso, il sacco non mi riguarda. Bisogna salvare Amalia, � finita in una brutta storia. Seguo con la mia cavalla la carrozza e il calesse, gli zoccoli tap tap, tap tap. Non andarono molto lontano�� stop. Smontai di sella, tengo la mia cavalla falba per il muso, perch� non nitrisca. Dalla carrozza scese il defunto, dice (la notte si era fatta calma, si sentiva da lontano): �No, anima mia, meglio che controlli. Ho un�inquietudine in cuore. � un dritto spaventoso il nostro ragazzo. E se avete bisogno di me, sapete dove cercarmi�. All�inizio mi agitai tutto: che �anima� e �anima� � mai lei per te, finocchio immondo. E poi ebbi un�illuminazione: non staranno mica parlando di Erasm?� disse Ippolit annuendo con la testa, chiaramente fiero della sua perspicacia. �Be�, il resto � semplice. Il cocchiere del calesse pass� in serpa alla carrozza. Io seguii il defunto. Mi misi dietro quell�angolo, volevo capire tutto, come mai lo avevi fatto imbestialire. Ma voi parlavate piano, non riuscivo a sentire niente. Non ho pensato a sparare, e poi era troppo buio per sparare bene, ma lui ti avrebbe proprio ucciso, l�ho visto dalla sua schiena. Io, fratello mio, per cose del genere ho occhio. E che mira! Dimmi, non � mica per nulla che Zurov buca le monetine da cinque! Da quaranta passi esattamente alla nuca, e considera pure l�illuminazione.�</p><p>�Proprio quaranta non erano�, disse Erast distratto, pensando ad altro.</p><p>�Come sarebbe a dire non erano quaranta?� si scald� Ippolit. �E tu conta!� E stava perfino per mettersi a contare i passi (forse un po� corti), ma Fandorin lo ferm�.</p><p>�Adesso dove vai?�</p><p>Zurov si stup�: �Come dove vado? Ti riporto a un aspetto umano, poi tu mi spieghi per bene che cavolo di casino � successo fra di voi, pranziamo, e poi vado da Amalia. Le sparo, a quel serpente, che vada al diavolo. Oppure me la porto via. Dimmi solo una cosa, siamo alleati o rivali?�</p><p>�Allora facciamo cos�, disse Erast Petrovi&#x10D; aggrottando la fronte, stropicciandosi stancamente gli occhi. �Di aiutarmi non ce n�� bisogno�� e uno. Spiegare non ti spiegher� nulla�� e due. Far fuori Amalia, andrebbe bene, ma non vorrei che laggi� facessero fuori te�� e tre. E non ti sono affatto rivale, quella l� mi disgusta dal pi� profondo dell�anima�� e fa quattro.�</p><p>�Allora magari la cosa migliore � spararle�, disse impensierito Zurov. �Addio, Erasm. Se Dio lo vorr�, ci rivedremo.�</p><empty-line/><p>Dopo gli sconvolgimenti notturni la giornata di Erast Petrovi&#x10D;, in tutta la sua intensit�, risult� in certo qual modo sgangherata, come composta di frammenti separati, male connessi gli uni agli altri. Come se Fandorin avesse riflettuto, e avesse preso decisioni meditate, e avesse perfino agito, ma tutto questo fosse accaduto come da s�, al di fuori di uno scenario comune. L�ultima giornata di giugno rest� impressa nella memoria del nostro eroe come una serie di quadri brillanti, fra i quali si aprivano dei vuoti.</p><p>Ecco la mattina, la riva del Tamigi nel quartiere dei docks. Un tempo calmo, c�� il sole, l�aria � fresca dopo la tempesta. Erast Petrovi&#x10D; � seduto sul tetto di latta del tozzo magazzino con indosso la sola biancheria. Accanto sono disposti i vestiti bagnati e gli stivali. Il gambale di uno stivale � scucito, al sole asciugano il passaporto aperto e le banconote. I pensieri dell�uomo uscito dalle acque si confondono, cambiano direzione, per tornare invariabilmente al binario principale.</p><p>Loro pensano che io sia morto, mentre invece sono vivo�� e uno. Loro pensano che nessuno al mondo sappia di loro, ma io lo so�� e due. La cartella � perduta�� e tre. Nessuno mi crederࠗ e quattro. Mi chiuderanno in manicomio�� e cinque�</p><p>No, ancora una volta. Loro non sanno che sono vivo�� e uno. Smettono di cercarmi�� e due. Prima che notino l�assenza di Py�ov, passer� del tempo�� e tre. Adesso mi � possibile passare dall�ambasciata e inviare un messaggio cifrato al capo- e quattro�</p><p>No. All�ambasciata non si pu�. Cosa succede se laggi� fra i Giuda non c�era solo Py�ov? Amalia viene a saperlo, e ricomincia tutto daccapo. Questa storia insomma non si pu� confidare a nessuno. Solo al capo. Qui non va bene nemmeno un telegramma. Ne trarrebbe la conclusione che impressionato dall�Europa Fandorin � rimasto tocco di mente. Spedire una lettera a Mosca? Questo sarebbe possibile, per� arriverebbe in ritardo.</p><empty-line/><p>Come fare? Come fare? Come fare?</p><p>Oggi secondo il calendario di qui � l�ultimo giorno di giugno. Oggi Amalia traccer� una linea sotto la sua contabilit� del mese di giugno, e partir� per Pietroburgo il pacchetto indirizzato a Nicholas Croog. Per primo cadr� il consigliere effettivo di Stato, benemerito, con bambini. Lui vive l�, a Pietroburgo, lo raggiungono in quattro e quattr�otto. Piuttosto stupido da parte loro, scrivere da Pietroburgo a Londra, per ricevere di nuovo la risposta a Pietroburgo. Costi di produzione della congiura. � evidente che le filiali dell�organizzazione segreta non sanno dove si trova lo Stato maggiore. A meno che lo Stato maggiore non si sposti da un paese all�altro� Adesso si trova a Pietroburgo, ma fra un mese sar� da qualche altra parte ancora. O magari non � uno Stato maggiore, ma una sola persona? Chi, Croog? Sarebbe troppo semplice, ma questo Croog bisogna arrestarlo con il pacchetto.</p><p>Come fermare il pacchetto?</p><p>Non c�� verso. � impossibile.</p><p>Alt. Fermarlo non si pu�, per� lo si pu� anticipare! Quanti giorni ci mette la posta fino a Pietroburgo?</p><empty-line/><p>La scena successiva accade alcune ore dopo, nello studio del direttore del distretto postale centro-orientale della citt� di Londra. Il direttore � lusingato�� Fandorin si � presentato come un principe russo�� e lui lo chiama <emphasis>prince </emphasis>e <emphasis>Your Highness, </emphasis>pronunciando il titolo con soddisfazione non celata. Erast Petrovi&#x10D; indossa un elegante soprabito da mattino e tiene in mano un sottile bastone, senza il quale un vero principe � impensabile.</p><p>�Mi dispiace molto, <emphasis>prince, </emphasis>ma la vostra scommessa sar� perduta�, spiega gi� per la terza volta il direttore postale al poco perspicace russo. �Il vostro paese � membro dell�Alleanza postale mondiale istituita due anni fa, che unisce 22 Stati con una popolazione di pi� di 350 milioni di persone. In questo spazio vigono gli stessi regolamenti e tariffe uniche. Se una lettera viene spedita da Londra oggi, 30 giugno, con la posta espressa, non c�� modo che voi possiate arrivare prima: esattamente sei giorni dopo, la mattina del 6 luglio, si trover� all�ufficio postale di Pietroburgo. Be�, non il 6, ma che giorno sarebbe secondo il vostro calendario?�</p><p>�Perch� la lettera ci sar� e io no?� chiede il �principe� che non riesce a farsene una ragione. �Non voler� mica sull�aria!�</p><p>Con espressione grave il direttore gli spiega: �Vedete, vostra altezza, i pacchetti con il timbro �espresso� vengono inviati senza un minuto di indugio. Supponiamo che voi saliate alla stazione di Waterloo sullo stesso treno col quale viene spedita una lettera espressa. A Dover prendete lo stesso vaporetto. A Parigi, alla Gare du Nord, anche l� arrivate insieme.�</p><p>�E allora cosa c�� che non va?�</p><p>�Questo non va�, dice trionfante il direttore, �che non esiste nulla di pi� veloce della posta espressa! Al vostro arrivo a Parigi, a voi tocca trasferirvi sul treno per Berlino. Bisogna comprare il biglietto, che non avete prenotato in anticipo. Bisogna trovare un cocchiere e attraversare l�intero centro fino all�altra stazione. Bisogna aspettare il treno per Berlino, che parte una volta al giorno. Adesso torniamo al nostro espresso. Dalla Gare du Nord, lungo la ferrovia circolare, raggiunge su uno speciale vagone postale a mano il primo treno che parte in direzione orientale. Potrebbe anche non essere un treno passeggeri, ma un merci con vagone postale.�</p><p>�Ma io potrei fare lo stesso!� esclama eccitato Erast Petrovi&#x10D;.</p><p>�Magari da voi in Russia � anche permesso, ma non in Europa. Mmm, supponiamo, un francese si pu� anche comprare, ma quando si tratter� di cambiare a Berlino non otterrete nulla: in Germania i funzionari postali e ferroviari sono noti per la loro incorruttibilit�.�</p><p>�Possibile sia tutto perduto?� esclama in russo Fandorin, finalmente giunto alla disperazione.</p><p>�Come avete detto, scusate?�</p><p>�Cos� ritenete che ho perso la mia scommessa?� chiede abbattuto il �principe�, tornando all�inglese.</p><p>�E a che ora � partita la lettera? Del resto, non ha importanza. Se anche voi vi precipitaste da qui direttamente alla stazione, sarebbe comunque tardi.�</p><p>Le parole dell�inglese ebbero un effetto magico sull�aristocratico russo.</p><p>�A che ora? Ma certo! Oggi � ancora giugno! Morbid prender� le lettere solo alle dieci di sera! Il tempo che lei ricopia� E dovr� pure cifrare! � chiaro che non le spedisce direttamente cos�, le lettere, con il testo normale. Per forza lo deve cifrare, come no! E questo vuol dire che il pacchetto partir� soltanto domani! E arriva non il sei, ma il sette! Secondo il nostro calendario, il 25 di giugno! Ho un giorno di vantaggio!�</p><p>�Non ci capisco niente, <emphasis>prince�, </emphasis>disse il direttore allargando le braccia, ma ormai Fandorin non era pi� nel suo ufficio; la porta gli si era appena richiusa alle spalle.</p><p>Lo inseguono queste parole: <emphasis>�Your Highness, </emphasis>il vostro bastone!� Oh, questi boiari russi!�</p><p>Eccoci, finalmente, alla sera di questa giornata piena di fatiche come di una nebbia fitta, eppure tanto importante. Le acque della Manica. Sul mare gli eccessi dell�ultimo tramonto di giugno. Il vaporetto <emphasis>Duke of Gloucester </emphasis>segue la rotta per Dunkerque. Fandorin sta in prua come un vero britannico: berretto, vestito a quadretti e mantella scozzese. Guarda sempre in avanti, verso la costa francese, che si avvicina tormentosamente piano. Erast Petrovi&#x10D; non si � voltato nemmeno una volta a guardare le gessose scogliere di Dover.</p><p>Le sue labbra borbottano: �Se solo avesse aspettato fino a domani con la spedizione. Se solo avesse aspettato��</p></section><section><title><p>TREDICESIMO CAPITOLO</p></title><subtitle><emphasis>in cui si descrivono gli eventi del 25 di giugno</emphasis></subtitle><empty-line/><p>Il vivido sole estivo disegnava a riquadri dorati il pavimento della sala operativa dell�Ufficio postale principale di San Pietroburgo. Verso sera uno di questi, trasformatosi nel frattempo in un lungo rettangolo, si allung� fino allo sportello �Corrispondenza fermoposta� riscaldandone in un attimo il ripiano. L�atmosfera s�era fatta soffocante e sonnolenta, una mosca ronzava tranquilla, e l�impiegato di servizio allo sportello era sfinito�� meno male che la fiumana dei visitatori si era a poco a poco esaurita. Ancora una mezz�oretta, e la porta dell�ufficio postale sarebbe stata chiusa, e non sarebbe rimasto che da consegnare il registro, dopodich� a casa. L�impiegato (ma s�, chiamiamolo per nome: Kondratij Kondratevi&#x10D; �tukin, diciassette anni di servizio alle poste, traiettoria gloriosa da semplice portalettere a rango di quattordicesima classe) consegn� a un�anziana finlandese dal buffo cognome di Pyrvu un plico arrivato da Revel e guard� se l�inglese era ancora l�.</p><p>Questo inglese stava l� e non se ne andava da nessuna parte. Proprio una nazione ostinata. L�inglese era comparso al mattino, non appena la posta aveva aperto, e come si era seduto col giornale accanto al muro, cos� era rimasto l� tutto il giorno, senza bere, senza mangiare e, scusate, senza nemmeno allontanarsi una volta per un bisognino. Come una statua. Si vede che gli avevano dato appuntamento l�, e poi non erano venuti�� da noi capita di continuo, ma a un britannico nemmeno verrebbe in mente, � un popolo disciplinato, puntuale. Ogni volta che qualcuno, specie se dall�aria straniera, veniva allo sportello, l�inglese si avvicinava furtivo e si abbassava perfino gli occhiali azzurri sulla punta del naso. Ma non era mai la persona che aspettava. Uno della nostra gente si sarebbe gi� agitato da tempo, avrebbe allargato le braccia, avrebbe cominciato a lamentarsi davanti a tutti, quello l� invece si sprofondava nel suo <emphasis>Times </emphasis>e non si muoveva.</p><p>A meno che l�uomo non avesse dove andare. Poteva essere arrivato direttamente dalla stazione�� dopotutto indossava un vestito da viaggio a quadretti, e aveva una borsa da viaggio�� pensava sarebbero venuti a prenderlo, invece no. Cosa gli restava da fare? Tornato dal pranzo, Kondratij Kondratevi&#x10D; si impietos� del figlio di Albione, gli mand� il cameriere Trifon a chiedere se aveva bisogno di qualche cosa, ma l�uomo a quadretti si limit� a scuotere irosamente la testa e diede a Trifon una moneta da venti copechi, come a dire che lo lasciassero in pace. Come vuoi, allora.</p><p>Allo sportello spunt� un omino, dall�aspetto un cocchiere, che esib� un passaporto gualcito.</p><p>�Guarda un po�, buon uomo, c�� mica qualcosa per Krug Nikola Mitrofany&#x10D;?�</p><p>�Da dove l�aspetti?� chiese severamente Kondratij Kondratevi&#x10D;, prendendo il passaporto.</p><p>La risposta fu inattesa: �Dall�Inghilterra, dalla citt� di Londra�.</p><p>La cosa pi� sorprendente fu che la lettera da Londra c�era, non alla <emphasis>K </emphasis>per�, ma alla <emphasis>C </emphasis>latina. Guarda un po� chi spuntava, �Mr. Nicholas M. Croog�! Cosa mai non si vede, allo sportello del fermoposta!</p><p>�Ma questo saresti proprio tu?� chiese �tukin pi� per curiosit� che per dubbio.</p><p>�Non dubitare, sono io�, rispose assai rudemente il cocchiere, infil� nello sportello la zampa e agguant� il pacchetto giallo con francobollo espresso.</p><p>Kondratij Kondratevi&#x10D; gli mise davanti il registro.</p><p>�Sai firmare?�</p><p>�Non peggio di altri�, rispose quel villano apponendo una specie di scarabocchio alla rubrica �ricevuto�.</p><p>Accompagnando lo sgradevole visitatore con sguardo irritato, �tukin come d�abitudine lanci� un�occhiata di sbieco all�inglese, ma quello era scomparso. Si vede che aveva perso ogni speranza.</p><empty-line/><p>Erast Petrovi&#x10D; con una stretta al cuore attese il corriere in strada. Guarda un po� questo Nicholas Croog! Pi� andava avanti, meno ci capiva. Ma la cosa pi� importante era che i sei giorni di marcia rapida per l�intera Europa non erano passati invano! Aveva anticipato, raggiunto, agguantato! Adesso avrebbe avuto cosa riferire al suo capo. Bastava solo non perdesse di vista questo Croog.</p><p>Accanto a un bornio sonnecchiava il suo vetturino ingaggiato per l�intera giornata. L�inattivit� forzata lo aveva fatto cadere in uno stato sonnacchioso, e gli rincresceva assai di avere chiesto a quello strano signore soltanto cinque rubli in tutto�� per un tormento simile, un vero martirio, poteva chiederne anche sei. Quando infine vide comparire il suo passeggero, il vetturino assunse un�aria dignitosa e tir� le redini, ma Erast Petrovi&#x10D; nemmeno guardava dalla sua parte.</p><p>Apparve l�oggetto. Scese alcuni gradini, si mise un berretto azzurro e si avvi� verso una carrozza l� vicino. Fandorin gli mosse dietro senza fretta. L�oggetto si ferm� alla carrozza, si ritolse il berretto e, con un inchino, porse il pacchetto giallo. Dalla finestra spunt� una mano maschile guantata di bianco che prese il pacchetto.</p><p>Fandorin affrett� il passo per riuscire a vedere il viso dello sconosciuto. E ci riusc�.</p><p>Nella carrozza, nell�atto di esaminare alla luce i sigilli di ceralacca, era seduto un signore dai capelli rossi con penetranti occhi verdi e uno sciame di lentiggini sulla faccia pallida. Erast Petrovi&#x10D; lo riconobbe subito, come no, era mister Gerald Cunningham in persona, il grande pedagogo, amico degli orfani e mano destra di lady Esther.</p><p>Venne fuori che il vetturino era stato tormentato invano: conoscere l�indirizzo di mister Cunningham non era difficile. Adesso c�era una faccenda pi� urgente.</p><empty-line/><p>A Kondratij Kondratevi&#x10D; era riservata una sorpresa: l�inglese era tornato. Adesso aveva una fretta tremenda. Corse all�accettazione telegrammi, infil� la testa nello sportello e prese a dettare a Michail Nikolaevi&#x10D; qualcosa di molto urgente. E Michail Nikolaevi&#x10D; si diede da fare, si sbrig�, cosa che in genere gli assomigliava ben poco.</p><p>�tukin era molto incuriosito. Si alz� (per fortuna non aveva nessuno al suo sportello) e facendo vista di sgranchirsi le gambe si diresse dall�altra parte della sala, verso l�apparecchio dei telegrammi. Si ferm� accanto a Michail Nikolaevi&#x10D; che stava lavorando concentrato a tutto vapore, si chin� un po� e lesse scarabocchiato di fretta:</p><empty-line/><cite><p>All�investigativo della polizia di Mosca. Urgentissimo. Al consigliere di Stato signor Brilling. Sono tornato. Chiedo di entrare in contatto immediato con me. Attendo risposta all�apparecchio. Fandorin.</p></cite><empty-line/><p>Ecco, adesso ci si capiva qualcosa. �tukin guard� �l�inglese� con occhi nuovi. Allora era un investigatore. Uno che acchiappava i malfattori. Ma guarda un po� che roba!</p><p>L�agente si era aggirato per la sala una decina di minuti, non di pi�, che gi� Michail Nikolaevic, che era rimasto in attesa all�apparecchio, gli faceva cenno con la mano e gli porgeva il nastro del telegramma di risposta.</p><p>Kondratij Kondratevi&#x10D; lesse subito, direttamente dal nastro:</p><empty-line/><cite><p>AL SIGNOR FANDORIN. IL SIGNOR BRILLING SI TROVA A PIETROBURGO. INDIRIZZO: VIA KATENIN, PALAZZO SIVERS. FUNZIONARIO DI TURNO LOMEJKO.</p></cite><empty-line/><p>Chiss� per quale motivo questa comunicazione riemp� di gioia indicibile l�uomo a quadretti. Batt� perfino le mani e chiese a �tukin che lo guardava con interesse: �Via Katenin dov��? Lontano?�</p><p>�Niente affatto�, gli rispose con deferenza Kondratij Kondratevi&#x10D;. �� molto semplice arrivarci. Prendete la carrozza con fermata a richiesta, scendete all�angolo della prospettiva Nevskij con la prospettiva Litejnaja, e poi��</p><p>�Non importa, ho il mio vetturino�, disse l�agente senza finire di ascoltarlo e, agitando la borsa da viaggio, corse verso l�uscita.</p><empty-line/><p>Via Katenin piacque molto a Erast Petrovi&#x10D;. Aveva punto per punto lo stesso aspetto delle vie pi� rispettabili di Berlino o di Vienna: asfaltata, fanali elettrici nuovi, palazzi vistosi a pi� piani. In una parola, l�Europa.</p><p>Palazzo Sivers, con quei cavalieri di pietra sul frontone e l�ingresso bene illuminato sebbene la sera fosse ancora chiara, era particolarmente bello. E in che altro posto poteva mai abitare un uomo come Ivan Franzevi&#x10D; Brilling? Era del tutto impossibile immaginarlo in una qualche decrepita palazzina dal cortile polveroso e il giardinetto di meli.</p><p>Un servizievole cameriere tranquillizz� Erast Petrovi&#x10D; dicendogli che il signor Brilling era a casa, �era arrivato cinque minuti prima�. Quel giorno a Fandorin andava tutto liscio, gli riusciva proprio tutto.</p><p>Salendo a due gradini per volta vol� al primo piano e suon� il campanello elettrico lucidato fino a brillare come oro.</p><p>La porta l�apr� Ivan Franzevi&#x10D; in persona. Non aveva ancora fatto in tempo a cambiarsi, si era tolto solo la giacca, ma sotto l�alto colletto inamidato riluceva come un arcobaleno di smalto una croce di San Vladimiro piuttosto recente.</p><p>�Capo, sono io!� dichiar� gioiosamente Fandorin, godendosi l�effetto.</p><p>L�effetto a dire il vero super� ogni aspettativa.</p><p>Ivan Franzevi&#x10D; rest� di stucco e agit� perfino le braccia, quasi a voler dire: �Santo, santo! <emphasis>Vade retro, </emphasis>Satana!�</p><p>Erast Petrovi&#x10D; scoppi� a ridere: �Che c��, non mi aspettavate?�</p><p>�Fandorin! Ma da dove mi spuntate?! Ormai avevo perso la speranza di vedervi fra i vivi!�</p><p>�E perch� mai?� chiese il viaggiatore non senza una certa civetteria.</p><p>�Ma come!� Siete scomparso senza lasciare traccia. L�ultima volta siete stato visto a Parigi il ventisei. A Londra non siete andato. Ho chiesto di Py�ov�� mi hanno risposto che � scomparso senza lasciare traccia, la polizia lo cerca!�</p><p>�Vi ho spedito da Londra una lettera dettagliata indirizzata all�investigativo di Mosca. L� vi dico di Py�ov, e di tutto il resto. Deve arrivare se non oggi domani. Non sapevo che eravate a Pietroburgo.�</p><p>Il capo si accigli� preoccupato: �Ma che faccia avete. Non vi sarete mica ammalato?�</p><p>�A dire il vero, ho una fame spaventosa. Sono stato di guardia tutto il giorno all�ufficio postale, non ho messo in bocca niente di niente.�</p><p>�Di guardia all�ufficio postale? Nonn�, non raccontatemi nulla. Facciamo cos�. Prima vi offro il t� con i pasticcini. Il mio Semen, quella canaglia, sono tre giorni che � ubriaco, cos� che in casa me la sbrigo da solo. Mi nutro soprattutto di cioccolatini e dei dolci di Filippov. A voi i dolci piacciono, vero?�</p><p>�Tantissimo�, conferm� calorosamente Erast Petrovi&#x10D;.</p><p>�Anche a me. Mi � rimasto dalla mia infanzia di orfano. Non fa nulla se andiamo in cucina, da scapoli?�</p><p>Mentre passavano dal corridoio, Fandorin fece in tempo a notare che l�appartamento di Brilling, sebbene non tanto grande, era arredato in modo molto pratico e ordinato�� il necessario c�era tutto, ma di superfluo nulla. Suscit� un grande interesse nel giovane soprattutto una scatoletta laccata con due tubi neri di metallo che era appesa al muro.</p><p>�Questo � un vero prodigio della scienza contemporanea�, spieg� Ivan Franzevi&#x10D;. �Si chiama �apparecchio di Bell�. L�hanno appena portato dall�America, dal nostro agente. L� c�� un inventore geniale, tale mister Bell, grazie al quale adesso � possibile conversare a una distanza considerevole, fino a un certo numero di chilometri. Il suono viene trasmesso attraverso dei cavi simili a quelli del telegrafo. Questo � un modello sperimentale, la produzione degli apparecchi non � ancora iniziata. Nell�intera Europa ci sono solo due linee: una va dal mio appartamento fino alla segreteria del direttore della Terza sezione, la seconda � stata impiantata a Berlino fra il gabinetto del Kaiser e la cancelleria di Bismarck. Cos� non ci facciamo lasciare indietro dal progresso.�</p><p>�Stupendo!� esclam� con entusiasmo Erast Petrovi&#x10D;. �E si sente bene?�</p><p>�Non troppo, ma si capisce. A volte nella cornetta c�� molto fruscio� E se invece del t� vi dessi un�aranciata? Io non me la cavo troppo bene col samovar.�</p><p>�Mi andrebbe bene eccome�, rispose Erast Petrovi&#x10D; tranquillizzando il capo, e Brilling, come un mago benefico, gli mise davanti sul tavolo di cucina una bottiglia di aranciata e un piatto pieno di bign�, cestini alla crema, meringhe e cornetti ricoperti di mandorle.</p><p>�Servitevi�, disse Ivan Franzevi&#x10D;, �intanto io vi aggiorno sui nostri affari. Poi sar� il vostro turno di confessare.�</p><p>Fandorin annu� a bocca piena, con il mento spolverato di zucchero a velo.</p><p>�Cos�, inizi� il capo, �a quanto ricordo, siete partito per Pietroburgo per prendere la posta diplomatica il ventisette di maggio? Subito dopo da noi sono iniziati degli eventi interessanti. Mi sono rammaricato di avervi lasciato partire; mi sarebbe tornato utile ogni singolo uomo. Attraverso i miei agenti sono riuscito a chiarire che un po� di tempo fa a Mosca si � formato un piccolo gruppo, per� molto attivo, di rivoluzionari radicali, completamente pazzi. Se i normali terroristi si pongono il compito di sterminare �chi ha le mani macchiate di sangue�, ovvero i maggiori funzionari di Stato, questi hanno deciso di darsi a coloro che �se la spassano e chiacchierano a vuoto�.�</p><p>�Chi?� chiese Fandorin che, distratto da un morbidissimo bign�, non aveva capito.</p><p>�Be�, c�� una poesiola di Nekrasov, �Dalla schiera di coloro che se la spassano chiacchierando a vuoto, le mani macchiate di sangue, portami in quella di coloro che muoiono per la grande causa dell�amore�. E cos�, i nostri �morituri per la grande causa dell�amore� si sono fatti una specialit�.</p><p>All�organizzazione principale sono toccate �le mani macchiate di sangue��� ministri, governatori, generali. Mentre la nostra frazione di Mosca ha deciso di occuparsi �di quelli che se la spassano�, che sono �grassi e sazi�. Come siamo riusciti a chiarire attraverso un agente infiltrato nel gruppo, la frazione ha preso il nome di �Azazel��� una loro smargiassata blasfema. � stata pianificata una intera serie di assassinii fra la <emphasis>jeunesse dor�e, </emphasis>i �parassiti� e i �libertini�. Ad Azazel � affiliata anche la Be�ezkaja, che a quanto pare � emissario di un�organizzazione anarchica internazionale. Il suicidio, di fatto l�omicidio di Petr Kokorin, da lei organizzato, � stata la prima azione di �Azazel�. Be�, della Be�ezkaja, suppongo, mi parlerete anche voi. La vittima successiva � stato Achtyrzev, che interessava ai congiurati ancora pi� di Kokorin, in quanto nipote del cancelliere principe Kor&#x10D;akov. Vedete, mio giovane amico, il progetto dei terroristi era folle, ma al tempo stesso diabolicamente ben calcolato. Hanno considerato che arrivare ai rampolli delle personalit� importanti � molto pi� semplice che non arrivare a queste stesse personalit�, mentre il colpo inferto alle gerarchie dello Stato non ne risulta per questo meno dirompente. Il principe Michail Aleksandrovi&#x10D;, per esempio, � talmente distrutto dalla morte del nipote, che ha quasi smesso di occuparsi delle sue faccende e sta pensando seriamente di ritirarsi. E questo � un uomo pi� che benemerito, che ha determinato non poco la fisionomia della Russia contemporanea.�</p><empty-line/><p>�Che scellerataggine!� disse indignato Erast Petrovi&#x10D;, e allontan� perfino una meringa che non aveva finito di mangiare.</p><p>�Quando sono riuscito a chiarire che fine ultimo dell�attivit� di �Azazel� era l�uccisione del principe ereditario��</p><p>�Non � possibile!�</p><p>�Ahim�, � possibile eccome. Cos�, quando si � chiarito questo, ho ricevuto l�ordine di prendere misure decisive. Mi sono visto costretto a ubbidire, anche se avrei preferito chiarire prima il quadro completo. Ma, lo capirete da soli, quando la vita stessa di sua altezza imperiale sembra appesa a un filo� Abbiamo condotto l�operazione, ma non � venuta molto ben congegnata. Il 1� giugno i terroristi hanno fissato una riunione in una dacia di Kuzminki. Ricordate, ve ne avevo gi� parlato� � vero che allora voi eravate preso dalla vostra idea. Allora? Avete scoperto qualcosa?�</p><p>Erast Petrovi&#x10D; mugg� a bocca piena, inghiott� un pezzetto di cornetto alla crema che non aveva finito di masticare, ma Brilling si fece scrupolo: �Va bene, dopo. Mangiate. Allora. Abbiamo circondato la dacia da ogni parte. Ci � toccato entrare in azione coi soli agenti di Pietroburgo, senza coinvolgere la gendarmeria di Mosca e la polizia: bisognava evitare a ogni costo la pubblicit�, disse Ivan Franzevi&#x10D; con un sospiro irato. �Questa � colpa mia, ho preso troppe precauzioni. Cos� per mancanza di uomini non abbiamo ottenuto una cattura adeguata. C�� stata una sparatoria. Due agenti feriti, uno ucciso. Non me lo perdoner� mai� Non siamo riusciti a prendere nessuno vivo, e noi ci siamo beccati quattro cadaveri. Uno secondo la descrizione somiglia al vostro uomo dagli occhi bianchi. Del resto, gli occhi in quanto tali non gli sono rimasti� con l�ultima pallottola il vostro conoscente si � portato via mezzo teschio. In cantina hanno rinvenuto un laboratorio per la produzione di macchine infernali, certe carte, ma, come ho gi� detto, molto nei piani e nei legami di �Azazel� � rimasto un enigma. Insolubile, temo� Ciononostante, il sovrano, il cancelliere e il capo del corpo dei gendarmi hanno molto apprezzato la nostra operazione moscovita. Ho raccontato a Lavrentij Arkadevi&#x10D; anche di voi. � vero che non avete partecipato al finale, per� ci avete aiutato molto lo stesso nel corso delle indagini. Se non avete obiezioni, continueremo a lavorare insieme anche in seguito. Prendo la vostra sorte nelle mie mani� Vi siete rifocillato? Adesso raccontatemi voi. Cosa c�� a Londra? Siete riuscito a seguire le tracce della Be�ezkaja? Che diavolo � successo con Py�ov? � stato ucciso? E tutto per ordine, per ordine, non omettete nulla.�</p><p>Pi� il racconto del capo si avvicinava alla fine, pi� lo sguardo di Erast Petrovi&#x10D; si accendeva d�invidia, e le sue peripezie, di cui soltanto un attimo prima andava tanto fiero, si offuscavano e si spegnevano ai suoi occhi. Attentato alla vita del principe ereditario! Una sparatoria! Una macchina infernale! La sorte aveva giocato un brutto tiro a Fandorin, allettandolo con la gloria e facendolo deviare dalla strada maestra per uno squallido viottolo secondario�</p><p>Tuttavia espose a Ivan Franzevi&#x10D; la sua epopea in ogni dettaglio. Solo quando si tratt� delle circostanze in cui era rimasto privo della cartella azzurra raccont� assai nebulosamente e arross� perfino un poco, fatto che, a quanto pare, non sfugg� all�attenzione di Brilling, il quale ascoltava il racconto in silenzio, cupo. Verso la conclusione Erast Petrovi&#x10D; si rianim� e non rinunci� all�effetto.</p><p>�Ma io quell�uomo l�ho visto!� esclam�, arrivando alla scena dell�ufficio postale di Pietroburgo. �So in mano a chi si trova il contenuto della cartella e tutti i fili dell�organizzazione! �Azazel� � ancora vivo, Ivan Franzevi&#x10D;, ma � nelle nostre mani!�</p><p>�Ma parlate, diavolo!� grid� il capo. �Basta con le idiozie! Chi � quest�uomo? Dove si trova?�</p><p>�Qui, a Pietroburgo!� disse Fandorin godendosi la sua vendetta. �Un certo Gerald Cunningham, aiutante principale di quella stessa lady Esther verso la quale ho indirizzato ripetutamente la vostra attenzione.�Qui Erast Petrovi&#x10D; tossicchi� per delicatezza. �E questo spiega il testamento di Kokorin. Adesso � chiaro perch� la Be�ezkaja spingeva i suoi ammiratori proprio verso gli esthernati. E come si � sistemato questo rossocrinuto! Che copertura, eh? Gli orfa nelli, filiali in tutto il mondo, una patronessa altruista, davanti alla quale si aprono tutte le porte. Abile, niente da dire.�</p><p>�Cunningham?� chiese conferma il capo molto agitato. �Gerald Cunningham? Ma questo signore io lo conosco benissimo, siamo membri dello stesso club�, disse allargando le braccia. �Un soggetto in effetti ben strano, tuttavia non potrei mai immaginarlo legato ai nichilisti o che abbia ucciso consiglieri effettivi di Stato.�</p><p>�Ma non ne ha uccisi, non ne ha uccisi!� esclam� Erast Petrovi&#x10D;. �Questo l�ho pensato all�inizio, che negli elenchi ci fossero i nomi delle vittime. L�ho detto per trasmettervi il corso dei miei pensieri. Quando si ha furia dopotutto non si capisce tutto subito. Ma poi, mentre venivo sballottato sui treni di mezza Europa, di colpo ho avuto l�illuminazione! Se questo fosse l�elenco delle vittime future, perch� mai vi sarebbero apposte le date? E sono tutte date passate! Non ha senso! No, Ivan Franzevi&#x10D;, qui si tratta di ben altro!�</p><p>Fandorin era perfino saltato su dal tavolo, da tanto quei pensieri lo rendevano febbrile.</p><p>�Altro? Che altro?� chiese Brilling socchiudendo gli occhi chiari.</p><p>�Penso si tratti dell�elenco dei membri di una potente organizzazione internazionale. Mentre i vostri terroristi di Mosca sono soltanto un piccolo anello, il pi� minuscolo.�A queste parole il capo fece una faccia tale che Erast Petrovi&#x10D; prov� una riprovevole gioia maligna, sentimento di cui si vergogn� immediatamente. �Il personaggio centrale nell�organizzazione, il cui scopo principale ci � tuttora ignoto�� � Gerald Cunningham. L�abbiamo visto tutti e due che � un signore molto fuori dall�ordinario. �Miss Olsen�, il cui ruolo a partire dal mese di giugno � stato ricoperto da Amalia Be�ezkaja, � il centro di registrazione dell�organizzazione, qualcosa sul genere di una direzione dei quadri. Laggi� affluiscono da tutto il mondo informazioni sul cambiamento della condizione di servizio dei membri della societ�. �Miss Olsen� regolarmente, una volta al mese, spedisce le nuove informazioni a Cunningham, il quale a partire dall�anno scorso si � insediato a Pietroburgo. Vi avevo detto che nella sua camera da letto la Be�ezkaja ha una cassaforte segreta. Probabilmente vi � custodito l�elenco completo dei membri di questo stesso �Azazel��� pare che l�organizzazione si chiami effettivamente cos�. A meno che non si tratti di un loro slogan, qualcosa sul genere di un esorcismo. Ho sentito due volte questa parola, ed entrambe le volte subito prima dell�esecuzione di un omicidio. Nel complesso tutto questo fa pensare a una societ� massonica, per� non si capisce cosa c�entri qui l�angelo caduto. Ma l�attivit� parrebbe ancora pi� intensa che fra i massoni. Immaginate soltanto�� quarantacinque lettere in un mese! E che genere di persone�� un senatore, un ministro, dei generali!�</p><p>Il capo guardava paziente Erast Petrovi&#x10D;, in attesa che continuasse, perch� il giovane non aveva evidentemente finito il suo discorso�� aggrottando la fronte, sembrava riflettere tutto concentrato in s� su qualcosa.</p><p>�Ivan Franzevi&#x10D;, io penso che Cunningham� � un cittadino britannico, da lui non si pu� andare semplicemente cos� per un�ispezione, vero?�</p><p>�Mettiamo che sia cos�, disse il capo incoraggiando Fandorin. �Continuate.�</p><p>�E intanto che voi aspettate il mandato, lui nasconde il pacchetto, cos� che noi non troviamo nulla e non possiamo dimostrare nulla. Ci � ancora ignoto che legami abbia nelle alte sfere e chi interverr� a suo favore. Qui, probabilmente, ci vogliono precauzioni speciali. Non sarebbe meglio agganciare prima la sua catena russa, tirarla fuori anello dopo anello, eh?�</p><p>�E come facciamo�, chiese Brilling con il pi� vivo interesse. �Attraverso un pedinamento segreto? Ragionevole.�</p><p>�Si pu� anche con un pedinamento, ma a me parrebbe che c�� un mezzo pi� sicuro.�</p><p>Ivan Franzevi&#x10D; ci pens� un po� e allarg� le braccia, come per arrendersi. Un lusingato Fandorin accenn� con tatto: �E il consigliere effettivo di Stato, promosso a questo rango il 7 giugno?�</p><p>�Controllare gli ordini supremi di promozione?� chiese Brilling dandosi un colpo sulla fronte. �Diciamo, a partire dalla prima decade di giugno? Bravo, Fandorin, bravo!�</p><p>�Certo, capo. Nemmeno per tutta la decade, ma soltanto da luned� a sabato, dal tre all�otto. � poco verosimile che un generale di nuova nomina si trattenga pi� a lungo dal comunicare la gioiosa notizia. Ne compaiono forse molti in una settimana nell�impero di consiglieri effettivi di Stato?�</p><p>�Due o tre, magari, se � una settimana ubertosa. Del resto, non me ne sono mai interessato.�</p><p>�Ecco allora, si ordina di tenerli tutti sotto osservazione, di controllare i curriculum di servizio, la cerchia di conoscenze e cos� via. Individueremo il nostro �Azazel� che sar� una meraviglia.�</p><p>�Cos� avete detto che tutte le informazioni da voi raccolte sono state inviate per posta all�investigativo di Mosca?� chiese Brilling per la sua solita abitudine di fare domande a sproposito.</p><p>�S�, capo. Se non oggi domani il pacchetto arriva a destinazione. Perch�, sospettate qualcuno dei ranghi della polizia di Mosca? Per maggiore importanza ho scritto sulla busta �A sua eccellenza illustrissima il consigliere di Stato Brilling sue proprie mani oppure, per assenza del medesimo, a sua eccellenza il signor comandante supremo di polizia�. Cos� che non oseranno dissigillare. Mentre il comandante supremo di polizia, dopo aver letto questo, probabilmente entrer� subito in contatto con voi.�</p><p>�Sensato�, approv� Ivan Franzevi&#x10D;, e tacque a lungo, guardando la parete. Il suo viso diventava sempre pi� cupo.</p><p>Erast Petrovi&#x10D; aspettava trattenendo il respiro: sapeva che il capo stava soppesando tutto quello che aveva sentito e ora gli avrebbe comunicato la sua decisione, a giudicare dall�espressione, questo gli costava fatica.</p><p>Brilling fece un pesante sospiro e si mise a ridere amareggiato di qualcosa.</p><p>�D�accordo, Fandorin, prendo tutto su di me. Ci sono malattie che si possono curare solo per via chirurgica. Faremo cos� anche noi. � una questione importante, di Stato, e in casi del genere � nel mio diritto non oberarmi di formalit�. Prenderemo Cunningham. All�istante, in flagrante�� ovvero con il pacchetto. Ritenete che il messaggio sar� cifrato?�</p><p>�Senza dubbio. Si tratta di informazioni troppo importanti. Tuttavia � stato spedito con la posta normale, sia pure espressa. Non si pu� mai escludere che finisca in altre mani o che vada semplicemente perso. No, Ivan Franzevi&#x10D;, a questi qui non piace per nulla rischiare.�</p><p>�A maggior ragione. Quindi Cunningham decifra, legge, trascrive nel suo archivio. Dovr� pure avere un archivio! Non vorrei che nella lettera di accompagnamento la Be�ezkaja gli riferisse le vostre imprese, e Cunningham � un uomo intelligente, in quattro e quattr�otto capisce che potreste benissimo avere inviato un rapporto a Mosca. No, bisogna prenderlo subito, senza indugio! E poi sarebbe interessante leggere la lettera di accompagnamento. Py�ov non mi d� pace. E se non avessero comprato lui solo? Con l�ambasciata inglese ci spiegheremo dopo. Ci diranno anche grazie. Perch� voi sostenete che nell�elenco figuravano anche dei sudditi della regina Vittoria?�</p><p>�S�, manca poco una dozzina�, annu� Erast Petrovi&#x10D;, guardando con occhi innamorati il suo superiore. �Certo, prendere adesso Cunningham � la cosa migliore, ma� E se ci dovesse succedere di arrivare all�improvviso senza trovare niente? Non me lo perdonerei mai se per colpa mia voi doveste avere dei problemi� Ovvero sono pronto a testimoniare in tutte le istanze��</p><p>�Piantatela di dire sciocchezze�, disse Brilling col mento che gli tremava per l�indignazione. �Non penserete davvero che in caso di fiasco io mi nasconderei dietro a un ragazzino? Io credo in voi, Fandorin, e questo � sufficiente.�</p><p>�Grazie�, disse piano Erast Petrovi&#x10D;.</p><p>Ivan Franzevi&#x10D; gli si inchin� con sarcasmo: �Non merita che mi ringraziate. Insomma, basta sdilinquimenti. All�opera. L�indirizzo di Cunningham lo conosco, vive all�isola Aptekarskaja, in un annesso dell�esthernato di Pietroburgo. Siete armato?�</p><p>�S�, ho comprato a Londra una rivoltella Smith Wesson. � nella mia borsa da viaggio.�</p><p>�Fatemela vedere.�</p><p>Fandorin port� velocemente dall�ingresso la pesante rivoltella, che gli piaceva spaventosamente per il suo peso e la sua solidit�.</p><p>�Un troiaio�, gli disse tagliente il capo, dopo avere soppesato la pistola sul palmo. �Va bene per i cowboy americani, per far fuoco da ubriachi in un saloon. Non va per un agente serio. Ve la sequestro. In cambio avrete qualcosa di meglio.�</p><p>Si allontan� un momento e torn� con una piccola rivoltella piatta, che gli stava quasi tutta nel palmo.</p><p>�Eccovi una Herstal belga a sette colpi. Una novit�, un�ordinazione speciale. Si porta dietro la schiena, sotto la giacca, in una piccola fondina. Un oggetto insostituibile nel nostro mestiere. Leggera, non colpisce lontano e non ha il tiro concentrato, per� in compenso ha la ricarica automatica, e questo assicura velocit� di sparo. Perch� per noi non importa prendere uno scoiattolo nell�occhio, vero? Per noi agenti, ricordiamo che resta vivo chi spara per primo e pi� di una volta. Al posto del grilletto c�� la sicura, questo bottoncino qui. Abbastanza duro, per non sparare a caso. Pigi qui, e fa fuoco anche con tutte e sette le cartucce di seguito. Chiaro?�</p><p>�Chiaro�, disse Erast Petrovi&#x10D; esaminando il bel giocattolino.</p><p>�L�ammirerete dopo, adesso non c�� tempo�, disse Brilling spingendolo verso l�uscita.</p><p>�Andremo in due ad arrestarlo?� chiese Fandorin eccitato.</p><p>�Non dite sciocchezze.�</p><p>Ivan Franzevi&#x10D; si ferm� accanto all��apparecchio di Bell�, stacc� il tubo a forma di corno, l�appoggi� all�orecchio e gir� una specie di leva. L�apparato grugn�, qualcosa vi squill� dentro. Brilling appoggi� l�orecchio all�altro tubo, che spuntava dalla cassetta laccata, e nel tubo si ud� un pigolio. A Fandorin sembr� di distinguere una vocettina sottile e buffa che diceva le parole �aiutante di turno� e anche �cancelleria�.</p><p>�Novgorodzev, siete voi?� url� Brilling nel tubo. �C�� sua eccellenza? No? Non sento! No, no, non importa. Ho detto che non importa!� Inspir� nei polmoni un po� pi� d�aria e grid� a voce ancora pi� alta: �Immediatamente la squadra speciale! Per un arresto! All�isola Aptekarskaja! Apte-kar-skaja! S�! L�annesso dell�esthernato! Es-ther-na-to! Non importa cosa vuol dire, lo capiranno loro! E che ci vada anche un�altra squadra per fare la perquisizione! Cosa? S�, ci sar� io in persona. Pi� veloce, maggiore, pi� veloce!�</p><p>Rimise al suo posto il tubo a forma di corno e si asciug� la fronte.</p><p>�Uff!! Spero che mister Bell perfezioni il disegno, altrimenti tutti i miei vicini saranno al corrente delle operazioni segrete della Terza sezione!�</p><p>Erast Petrovi&#x10D; aveva la sensazione che una qualche magia si fosse appena verificata davanti ai suoi occhi.</p><p>�Ma queste sono le <emphasis>Mille e una notte! </emphasis>Un vero prodigio! E dire che ci sono ancora delle persone che parlano male del progresso!�</p><p>�Del progresso parleremo strada facendo. Purtroppo ho mandato via la carrozza, cos� dobbiamo anche cercarci un vetturino. Ma lasciatela perdere, quella vostra borsa da viaggio! Marsch, marsch!�</p><empty-line/><p>Tuttavia non ci fu tempo per discutere del progresso�� viaggiarono alla volta dell�isola Aptekarskaja nel pi� totale silenzio. Erast Petrovi&#x10D; tremava dall�eccitazione, e prov� alcune volte a indurre il capo alla conversazione, ma invano: Brilling era di pessimo umore�� evidentemente, in fin dei conti, si assumeva un grosso rischio, intraprendendo l�operazione di sua iniziativa.</p><p>La pallida sera settentrionale si era appena delineata sulla distesa della Neva. Fandorin pens� che la luminosa notte estiva cadeva a proposito, tanto non era il momento di dormire. Ma nemmeno la notte scorsa, passata in treno, aveva chiuso occhio, non aveva fatto che agitarsi all�idea di mancare il pacchetto� Il vetturino incit� la cavalla trotina, guadagnandosi onestamente il rublo promesso, e raggiunsero velocemente destinazione.</p><p>L�esthernato di Pietroburgo, un bell�edificio giallo, che prima era appartenuto al corpo ingegneri, aveva dimensioni pi� piccole di quello di Mosca, ma in compenso era immerso nel verde. Un posticino paradisiaco, con intorno giardini e ricche dacie.</p><p>�Eh, cosa ne sar� dei bambini adesso�, sospir� Fandorin.</p><p>�Non gli succeder� assolutamente niente�, rispose ostilmente Ivan Franzevi&#x10D;. �Milady nominer� un altro direttore, e la faccenda sar� chiusa l�.�</p><p>L�ala dell�esthernato era un imponente palazzotto dell�epoca di Caterina, e dava su una piacevole strada ombreggiata. Erast Petrovi&#x10D; vide un olmo carbonizzato dal colpo di un fulmine che allungava i morti rami verso le finestre illuminate dell�alto primo piano. Nell�edificio tutto pareva tranquillo.</p><p>�Benissimo, i gendarmi non sono ancora arrivati�, disse il capo. �Non li aspetteremo, per noi la cosa pi� importante � non spaventare Cunningham. Parlo io, voi state zitto. E tenetevi pronto a qualsiasi imprevisto.�</p><p>Erast Petrovi&#x10D; infil� la mano sotto la falda della giacca, palp� il freddo tranquillizzante della Herstal. Il cuore gli si strinse in petto�� non per la paura, per�, perch� con Ivan Franzevi&#x10D; non c�era nulla da temere, ma per l�impazienza. Ancora un attimo e tutto si sarebbe risolto!</p><p>Brilling scosse energicamente la campanellina di bronzo, e si ud� un tintinnio modulato. Dalla finestra aperta del piano nobile si affacci� una testa rossa.</p><p>�Apritemi, Cunningham�, disse a voce alta il capo. �Ho una questione urgente con voi!�</p><p>�Brilling, siete voi?� si stup� l�inglese. �Che c��?�</p><p>�Un evento straordinario al club. Vi devo avvertire.�</p><p>�Un attimo, e scendo. Oggi � il giorno libero del servo�, al che la testa scomparve.</p><p>�Aha�, sussurr� Fandorin. �L�ha mandato via apposta il servo. Probabilmente � l� con le sue carte!�</p><p>Brilling tamburellava nervosamente con le nocche delle dita sulla porta, perch� Cunningham non si sbrigava.</p><p>�Non se la svigner�?� chiese preoccupato Erast Petrovi&#x10D;. �Attraverso un passaggio segreto, eh? Magari vado all�altro lato dell�edificio e mi piazzo dall�altra parte?�</p><p>Ma a questo punto dall�interno risuonarono dei passi, e la porta si apr�.</p><p>Sulla soglia c�era Cunningham con una lunga veste da camera con gli alamari. I suoi pungenti occhi verdi si fermarono un attimo sul viso di Fandorin, e sulle sue palpebre si percep� un lieve tremito. Lo aveva riconosciuto!</p><p><emphasis>�What�s happening?� </emphasis>chiese cautamente l�inglese.</p><p>�Andiamo nello studio�, gli rispose Brilling in russo. �� molto importante.�</p><p>Cunningham esit� un attimo, poi con un gesto li invit� a seguirlo.</p><p>Dopo essere saliti lungo la scala di quercia, il padrone e gli ospiti non invitati si ritrovarono in una stanza sontuosa ma evidentemente non inattiva. Lungo le pareti si allungavano scaffali con libri e molte cartelle d�archivio, alla finestra, accanto a un�immensa scrivania di palissandro, era visibile una colonna di cassetti su ognuno dei quali si notava un�etichetta d�oro.</p><p>Tuttavia a Erast Petrovi&#x10D; non interessavano affatto quei cassettini (Cunningham non avrebbe certo tenuto a vista dei documenti segreti) ma le carte sul tavolo che erano state coperte alla rinfusa con l�ultimo numero delle <emphasis>Notizie borsistiche.</emphasis></p><p>Ivan Franzevi&#x10D;, a quanto pareva, era dello stesso avviso�� attravers� lo studio e si mise accanto alla scrivania, dando le spalle alla finestra aperta dal basso davanzale. Un venticello vespertino faceva ondeggiare leggermente la tendina di tulle.</p><p>Comprendendo perfettamente la manovra del capo, Fandorin rest� vicino alla porta. Adesso Cunningham non poteva andare da nessuna parte.</p><p>L�inglese aveva tutta l�aria di sospettare che qualcosa non andava.</p><p>�Vi comportate in modo ben strano, Brilling�, disse in perfetto russo. �E che ci fa qui quest�uomo? L�ho gi� visto, � un poliziotto.�</p><p>Ivan Franzevi&#x10D; guard� Cunningham in tralice, tenendo le mani nelle tasche dell�ampio soprabito.</p><p>�S�, � un poliziotto. E da un momento all�altro qui ci saranno molti altri poliziotti, per questo non ho tempo per spiegazioni.�</p><p>La mano destra del capo usc� dalla tasca, Fandorin vide la sua Smith Wesson, ma non ebbe il tempo di meravigliarsi, perch� aveva preso anche lui la sua rivoltella; ecco, comincia!</p><p><emphasis>�Don�t� !� </emphasis>disse l�inglese alzando una mano, e in quello stesso istante echeggi� lo sparo.</p><p>Cunningham cadde riverso sulla schiena. Erast Petrovi&#x10D;, rimasto di sasso, vide gli occhi aperti spalancati, ancora vivi, e un preciso buco nero in mezzo alla fronte.</p><p>�Oddio, capo, per quale motivo��</p><p>Si volt� verso la finestra. Dritto in faccia lo stava puntando una canna nera.</p><p>�Lo avete ucciso voi�, disse Brilling con voce innaturale. �Siete un investigatore troppo bravo. E per questo, mio giovane amico, sono costretto a uccidervi, cosa che mi rincresce moltissimo.�</p></section><section><title><p>QUATTORDICESIMO CAPITOLO</p></title><subtitle><emphasis>in cui la narrazione imbocca tutt�altra direzione</emphasis></subtitle><empty-line/><p>Il povero Erast Petrovi&#x10D;, che non ci capiva pi� niente, fece alcuni passi in avanti.</p><p>�Fermo!� gli abbai� esasperato il capo. �E non agitate quella pistolettina, non � carica. Almeno aveste guardato il tamburo! Non si pu� essere cos� fiduciosi, vi prendesse il diavolo! Credere si pu� solo a se stessi!�</p><p>Brilling si tolse dalla tasca sinistra un�altra Herstal, identica, invece la fumante Smith Wesson la gett� sul pavimento, direttamente ai piedi di Fandorin.</p><p>�La mia rivoltella ha tutte le cartucce al completo, cosa di cui adesso vi convincerete�, prese a dire febbrilmente Ivan Franzevi&#x10D;, che a ogni parola si arrabbiava sempre di pi�. �Adesso la metto in mano allo sventurato Cunningham, cos� risulta che vi siete uccisi fra di voi nel corso di una sparatoria. Un funerale dignitoso e discorsi pieni di partecipazione vi sono garantiti� So bene quanto questo conti per voi. E non guardatemi a quel modo, cucciolo maledetto!�</p><p>Fandorin cap� con orrore che il suo capo era andato completamente fuori di cervello, e in un tentativo disperato di risvegliarne la ragione improvvisamente intorbidatasi gli grid�: �Ma capo, questo sono io, Fandorin! Ivan Franzevi&#x10D;! Signor consigliere di Stato!�</p><p>�Consigliere <emphasis>effettivo </emphasis>di Stato�, lo corresse Brilling con un sorriso di serpente. �Siete rimasto indietro sui fatti della vita, Fandorin. Sono stato promosso con decreto dell�autorit� suprema il sette di giugno, in seguito al successo dell�operazione per la neutralizzazione dell�organizzazione terroristica �Azazel�. Potete quindi chiamarmi �vostra eccellenza�.�</p><p>La silhouette scura di Brilling contro lo sfondo della finestra pareva come ritagliata con le forbici e incollata su carta grigia. I rami morti dell�olmo alle sue spalle si allargavano in tutte le direzioni come una ragnatela di malaugurio. In testa a Fandorin pass� come un lampo. �Un ragno, un ragno velenoso, ha intessuto la sua ragnatela, e io ci sono finito dentro.�</p><p>La faccia di Brilling si deform� penosamente, ed Erast Petrovi&#x10D; comprese che il capo si era gi� portato al livello necessario di esasperazione e adesso gli avrebbe sparato. Non si sa da dove gli sia venuto il seguente pensiero impetuoso, che subito si suddivise in una catenella di pensierini brevissimi: alla Herstal bisogna toglierci la linguetta, altrimenti non spara, la sicura � dura, questo richiede mezzo secondo o un quarto di secondo, non fa in tempo, non fa assolutamente in tempo�</p><p>Con un grido da strappare il cuore, socchiudendo gli occhi, Erast Petrovi&#x10D; si slanci� in avanti, mirando con la testa al mento del capo. Non li separavano pi� di cinque passi. Fandorin non ud� lo scatto della sicura, e lo sparo esplose verso il soffitto, perch� entrambi�� sia Brilling che Erast Petrovi&#x10D;��, volando attraverso il basso davanzale, sbatterono contro la finestra.</p><p>In tanto slancio Fandorin picchi� il petto contro il tronco dell�olmo secco e, spezzando rami e lacerandosi il viso, precipit� verso il basso. Colp� terra con un rimbombo tale da fargli venire voglia di perdere conoscenza, ma glielo imped� il vivido istinto di conservazione. Erast Petrovi&#x10D; si mise a quattro zampe e prese a guardarsi intorno inebetito.</p><p>Il capo non si vedeva da nessuna parte. In compenso la sua piccola Herstal nera poggiava contro il muro. Fandorin, cos� com�era a quattro zampe, ci balz� su come un gatto, l�afferr� e gir� la testa da ogni parte.</p><p>Ma Brilling era scomparso.</p><p>Erast Petrovi&#x10D; pens� a guardare in alto solo dopo avere udito un rantolo stentato.</p><p>Ivan Franzevi&#x10D;" stava sospeso per aria nel pi� assurdo e innaturale dei modi. Le sue scarpe lucide oscillavano appena sopra la testa di Fandorin. Da sotto la croce di San Vladimiro, da dove sulla camicia inamidata gli si allargava una macchia cremisi, spuntava l�aguzzo ramo rotto che aveva trapassato il generale di nuova nomina. La cosa pi� spaventosa di tutte era lo sguardo degli occhi chiari, puntato direttamente su Fandorin.</p><p>�Che schifo��pronunci� il capo distintamente, facendo smorfie non si capiva se di dolore o di ribrezzo. �Che schifo��E con voce roca, irriconoscibile, esal� l�ultimo respiro. �Azazel��</p><p>Un�onda di ghiaccio attravers� il corpo di Fandorin, intanto Brilling continu� a rantolare per un mezzo minuto ancora dopodich� tacque.</p><p>Quasi avessero atteso questo istante, da dietro l�angolo si ud� un battere di zoccoli, un cigolio di ruote. Stava arrivando la carrozza con i gendarmi.</p><empty-line/><p>L�aiutante generale Lavrentij Arkadevi&#x10D; Mizinov, capo della Terza sezione e capo del corpo dei gendarmi, si stropicci� gli occhi arrossati dalla stanchezza. Le cordelline dorate sull�uniforme da parata tintinnavano sordamente. Nelle ultime ventiquattr�ore non c�era stato il tempo di cambiarsi, quanto a dormire un po�, meno che mai. La sera prima un corriere aveva portato Lavrentij Arkadevi&#x10D; via dal ballo per l�onomastico del granduca Sergej Aleksandrovi&#x10D;. Ed era cominciato tutto�</p><p>Il generale lanci� un�occhiata poco amichevole al ragazzino seduto di sbieco, coi capelli arruffati e il naso graffiato ficcato in certe carte. Non aveva dormito per due notti, ma era fresco come un fringuello. E si comportava come se si trovasse da tutta una vita negli uffici supremi. Bene, pratichi pure le sue stregonerie. Certo quel Brilling! Di questo proprio non vuole farsene una ragione!</p><p>�Allora, Fandorin, ce n�� ancora per molto? O vi siete lasciati prendere ancora una volta da una delle vostre �idee�?� gli chiese severamente il generale, sentendo che dopo una notte insonne e una giornata sfinente lui non avrebbe pi� potuto avere nessuna idea nuova.</p><p>�Un momento, eccellenza illustrissima, un momento�, borbott� lo sbarbatello. �Ci sono altre cinque annotazioni. Vi avevo avvertito dopotutto che l�elenco poteva essere stato cifrato. Vedete, che codice astuto, met� delle lettere non si indovinano, e poi nemmeno riesco a ricordarmi di tutti quelli che erano l� Aha, questo � il direttore delle poste di Danimarca, ecco chi �. Bene, e qui chi abbiamo? La prima lettera non � decifrata�� una crocetta, la seconda una crocetta pure quella, la terza e la quarta�� due M poi ancora una crocetta, poi N, poi D con segno interrogativo, e le ultime due mancano. Viene fuori ++MM+ND(?)++.�</p><p>�Quante sciocchezze!� sospir� Lavrentij Arkadevi&#x10D;. �Fosse qui Brilling avrebbe risolto tutto in due secondi. Cos� siete convinto che non si sia trattato di un attacco di follia? � difficile immaginarsi che��</p><p>�Ne sono convinto senza ombra di dubbio, vostra eccellenza illustrissima�, ripet� per l�ennesima volta Erast Petrovi&#x10D;. �E l�ho udito pronunciare distintamente �Azazel�. Ferma! Mi sono ricordato! Nell�elenco della Be�ezkaja c�era un <emphasis>commander. </emphasis>Suppongo sia lui.�</p><p><emphasis>��Commander� </emphasis>� un rango delle flotte britannica e americana�, gli spieg� il generale. �Corrisponde al nostro capitano di secondo grado.�Prese a passeggiare irosamente in lungo e in largo per la stanza. �Azazel, Azazel, che vorr� mai dire questa storia di Azazel! Ora vien fuori che non ne sapevamo un bel niente! L�inchiesta moscovita di Brilling non vale un fico secco! Era una sciocchezza, una messinscena, un mucchio di balle�� sia i terroristi, che l�attentato al principe ereditario! E allora ci ha messi su una falsa strada? Ci ha rifilato qualche morto? O ci ha rifilato davvero qualche imbecille di nichilista? E anche questo � possibile, era un uomo molto, molto efficiente� Maledizione, ma dove sono i risultati della perquisizione? Ci hanno gi� messo pi� di ventiquattr�ore!�</p><p>La porta si apr� pian pianino, nell�apertura si affacci� una fisionomia smunta, emaciata, con gli occhiali d�oro. �Vostra eccellenza illustrissima, il capitano Belozerov.�</p><p>�Finalmente! <emphasis>Lupus in fabula! </emphasis>Fatelo entrare.�Nel gabinetto, socchiudendo stancamente gli occhi, entr� un ufficiale dei gendarmi non pi� giovane, che Erast Petrovi&#x10D; aveva gi� visto il giorno prima in casa di Cunningham.</p><p>�Ecco, vostra eccellenza illustrissima, l�abbiamo trovato�, rifer� a voce bassa. �Abbiamo suddiviso tutto il palazzo e il giardino in quadrati, abbiamo rovistato tutto, frugato dappertutto, niente. A quel punto l�agente Eilenson, investigatore d�ottimo fiuto, ha pensato di picchiettare ogni parete nella cantina dell�esthernato. E cosa credete, Lavrentij Arkadevi&#x10D;? � stata scoperta una nicchia segreta, una specie di laboratorio fotografico, e l� venti scatole, in ciascuna fino a duecento schede circa. Un codice strano, come dei geroglifici, del tutto diversi da quelli della lettera. Ho dato disposizioni affinch� le scatole siano portate qui. Ho messo in moto l�intero reparto decifrazioni, adesso si mettono al lavoro.�</p><p>�Bravo, Belozerov, bravo�, lo lod� soddisfatto il generale. �E questo, col fiuto, presentatelo per una decorazione. Allora, andiamo al reparto decifrazione. Andiamo, Fandorin, interesser� anche a voi. Finirete dopo, adesso non c�� fretta.�</p><p>Salirono di due piani, si infilarono svelti in una galleria che non finiva pi�. Voltarono a un angolo. Incontro a loro correva un funzionario agitando le braccia.</p><p>�Che guaio, vostra eccellenza illustrissima, che guaio! L�inchiostro impallidisce direttamente sotto ai nostri occhi, non riusciamo a capire perch�!�</p><p>Mizinov trott� in avanti, cosa che non si addiceva davvero alla sua figura corpulenta; i lambrecchini dorati sulle spalline gli sbattevano come le ali di una farfalla. Belozerov e Fandorin superarono poco rispettosamente il dirigente spilungone e irruppero per primi attraverso l�alta porta bianca.</p><p>La grande stanza, tutta occupata da tavoli, era in allarme. Una decina di funzionari si aggiravano su ammassi di ordinate schede bianche disposte a pile sui tavoli. Erast Petrovi&#x10D; ne prese uno, vide delle lettere appena distinguibili, simili a geroglifici cinesi. Proprio davanti ai suoi occhi i geroglifici scomparvero, e la scheda divent� bella pulita.</p><p>�Che diavoleria � mai questa!� esclam� il generale ansimando. �Degli inchiostri simpatici?�</p><p>�Temo, vostra eccellenza illustrissima, che sia molto peggio�, disse un signore dall�aria professorale, esaminando in controluce la scheda. �Capitano, avete detto che l�archivio era conservato in qualcosa di molto simile a una camera oscura?�</p><p>�Proprio cos�, conferm� con deferenza Belozerov.</p><p>�E non vi ricordate com�era l�illuminazione? Non c�era una luce rossa?�</p><p>�Proprio cos�, c�era per l�appunto una luce rossa.�</p><p>�� quello che pensavo. Ahim�, Lavrentij Arkadevi&#x10D;, l�archivio � perduto e ricostruirlo � impossibile.�</p><p>�Come?!� s�agit� il generale. �Non � pensabile, signor consigliere di collegio, dovete trovare una soluzione. Siete un maestro nel vostro campo, un luminare��</p><p>�Ma non un mago, vostra eccellenza illustrissima. Evidentemente le schede sono state trattate con una soluzione speciale e ci si pu� lavorare solo con un�illuminazione rossa. Ormai lo strato su cui erano riportate le lettere � stato esposto alla luce. Un metodo astuto, niente da dire. Mi ci imbatto per la prima volta.�</p><p>Il generale alz� le folte sopracciglia e sbuff� con aria minacciosa. La stanza piomb� nel silenzio�� stava per scoppiare un temporale. Tuttavia il tuono non rimbomb�.</p><p>�Andiamo, Fandorin�, disse il direttore della Terza sezione a voce bassa. �Bisogna che terminiate il vostro lavoro.�</p><empty-line/><p>Le due ultime annotazioni in codice non riusc� a decifrarle�� erano informazioni giunte l�ultimo giorno, il tredici di giugno, e Fandorin non poteva conoscerle. Era arrivato il momento di trarre delle conclusioni.</p><p>Passeggiando per il gabinetto, il vecchio generale Mizinov ragionava a voce alta: �Allora, mettiamo insieme quel poco che abbiamo. Esiste una certa organizzazione internazionale dalla denominazione convenuta di �Azazel�. A giudicare dal numero delle schede, che non potremo mai leggere, ne fanno parte 3854 membri. Di quarantasette di questi, o meglio quarantacinque, visto che due annotazioni non sono decifrate, sappiamo qualcosa. Tuttavia non molto, solo la nazionalit� e la posizione occupata. N� il nome, n� l�et�, n� l�indirizzo� Che altro sappiamo? I nomi di due Azazel morti: Cunningham e Brilling. Inoltre, in Inghilterra c�� Amalia Be�ezkaja. Sempre che il vostro Zurov non l�abbia uccisa, che si trovi tuttora in Inghilterra, e che si chiami realmente cos� �Azazel� opera in modo aggressivo, non arretra davanti all�assassinio, l� c�� evidentemente un qualche scopo globale. Ma quale? Non sono massoni, perch� io stesso sono membro di una loggia massonica, e non delle meno importanti. Mmmm. Fatemi la cortesia, Fandorin, questo non l�avete sentito.�</p><p>Erast Petrovi&#x10D; abbass� rispettosamente gli occhi.</p><p>�Nemmeno � l�Internazionale socialista�, continu� Mizinov, �perch� questo non � pane per i denti dei signori comunisti. E poi Brilling non poteva essere un rivoluzionario, questo lo escludo. Non importa di cosa si occupasse in segreto, ma i nichilisti il mio caro aiutante li catturava sul serio e con molto successo. Ma cosa mai si proponeva allora �Azazel�? � questa la cosa pi� importante! E non abbiamo nemmeno un appiglio. Cunningham � morto. Brilling pure. Nikolaj Krug era un semplice esecutore, una pedina. Quella canaglia di Py�ov � morto. Tutti gli agganci sono stati tagliati��disse Lavrentij Arkadevi&#x10D; allargando agitato le braccia. �No, non ci capisco assolutamente nulla! Conoscevo Brilling da pi� di dieci anni. Ero stato io stesso a fargli fare carriera! Lo avevo scoperto io! Giudicate voi stesso, Fandorin. Quando ero governatore generale di Charkov ho organizzato ogni genere di concorso fra i ginnasiali e gli studenti, al fine di stimolare nella giovane generazione i sentimenti patriottici e la tendenza alle riforme utili. Mi presentarono un giovinetto sgraziato, smunto, un ginnasiale dell�ultima classe, che aveva scritto un tema molto pratico e appassionato su questo argomento, �Il futuro della Russia�. Credetemi, per spirito e biografia era un autentico Lomonosov, privo di genitori o parenti, orfano, aveva studiato senza spendere un soldo, e aveva passato subito l�esame di ammissione alla settima ginnasiale. Un puro talento naturale! Lo presi sotto la mia protezione, gli assegnai una borsa di studio, lo iscrissi all�Universit� di Pietroburgo, dopodich� lo presi al mio servizio e non me ne sono pentito nemmeno una volta. Era il migliore dei miei aiutanti, il mio uomo di fiducia! Aveva fatto una carriera splendida, aveva aperte tutte le strade! Che mente lucida, paradossale, che spirito di iniziativa, che efficienza! Santo cielo, e io che pensavo di dargli in sposa mia figlia!� esclam� il generale prendendosi la testa fra le mani.</p><p>Erast Petrovi&#x10D;, rispettando i sentimenti dell�alto superiore, osserv� per delicatezza una pausa e tossicchi�.</p><p>�Vostra eccellenza illustrissima, stavo pensando� Certo, come appiglio � piccolo, per� qualcosa c�腻</p><p>Il generale scosse la testa, quasi a cacciar via inutili ricordi, e si sedette alla scrivania.</p><p>�Vi ascolto. Dite, Fandorin, dite. Nessuno conosce questa storia meglio di voi.�</p><p>�Io, ecco cosa��disse Erast Petrovi&#x10D; che guardava la lista e sottolineava qualcosa con la matita. �Qui abbiamo quarantaquattro persone: due non le abbiamo indovinate, mentre il consigliere effettivo di Stato, ossia Ivan Franzevi&#x10D;, non conta pi�. Di loro almeno otto non sono cos� difficili da calcolare. Pensate un po�, vostra eccellenza illustrissima. Quanti direttori della difesa pu� avere l�imperatore del Brasile? Oppure il numero 47F�� direttore di dipartimento belga, inviato l�11 giugno, ricevuto il 15. Accertare di chi si tratti sar� facile. E due. Terzo: il numero 549F�� viceammiraglio della flotta francese, inviato il 15 giugno, ricevuto il 17. Quarto: numero 1007F�� baronetto inglese di nuova nomina, inviato il 9 giugno, ricevuto il 10. Quinto: numero 694F, ministro portoghese, inviato il 29 maggio, ricevuto il 7 giugno.�</p><p>�Questo lasciamolo perdere�, lo interruppe il generale che lo stava ascoltando con grande attenzione. �In Portogallo a maggio hanno cambiato il governo, quindi i ministri del gabinetto sono tutti nuovi.�</p><p>�Davvero?� chiese contrariato Erast Petrovi&#x10D;. �Va bene, allora non ne abbiamo otto, ma sette. Allora il quinto � un americano: il numero 852F, sostituto del presidente del comitato al senato, inviato il 10 giugno, ricevuto il 28, per l�appunto quando mi trovavo l�. Sesto: numero 1042F, Turchia, segretario personale del principe Abdul Hamid, inviato il 1� giugno, ricevuto il 20.�</p><p>Questa informazione interess� molto Lavrentij Arkadevi&#x10D;.</p><p>�Ah s�? Oh, questo � molto importante. � proprio il 1� giugno? Cos�. Il 30 maggio c�� stato un rivolgimento in Turchia, hanno rovesciato il sultano Abdul Aziz, e il nuovo governante Midchat pasci� ha chiamato al trono Murad V. E il giorno dopo hanno gi� nominato per Abdul Hamid, che � il fratello minore di Murad, un nuovo segretario? Dite un po�, che fretta! Questa � una notizia di estrema importanza. Non sar� che Midchat pasci� sta gi� facendo i suoi piani per liberarsi anche di Murad, e insediare sul trono Abdul Hamid? Eh eh� Bene, Fandorin, questa non � una faccenda alla vostra portata. Il segretario lo individuiamo in un attimo. Adesso telegrafo subito a Nikolaj Pavlovi&#x10D; Gnatev, il nostro ambasciatore a Costantinopoli, siamo amici di vecchia data. Ma continuate.�</p><p>�E per ultimo, il settimo: numero 1508F, Svizzera, prefetto di polizia cantonale, inviato il 25 maggio, ricevuto il 1� giugno. Calcolare gli altri sar� assai difficile, per molti perfino impossibile. Ma se si riuscisse a individuare almeno questi sette e tenerli sotto osservazione segreta��</p><p>�Datemi qua l�elenco�, disse il generale allungando la mano. �Prender� subito disposizioni perch� inviino ordini cifrati nelle ambasciate corrispondenti. Evidentemente dob biamo collaborare con i servizi speciali di tutti questi paesi. A parte la Turchia, dove abbiamo una bella rete nostra� Sapete, Erast Petrovi&#x10D;, sono stato brusco con voi, non offendetevi. Apprezzo molto il vostro contributo e tutto quello� Solo che mi ha fatto male� Per via di Brilling� Be�, potete capire.�</p><p>�Capisco, vostra eccellenza illustrissima. Anch�io, in un certo senso, non meno di voi��</p><p>�Bene, ottimo. Lavorerete da me. Elaborerete �Azazel�. Creer� un gruppo speciale, vi destiner� gli uomini pi� esperti. Dobbiamo dipanare assolutamente questa matassa, a ogni costo.�</p><p>�Vostra eccellenza illustrissima, avrei bisogno di andare a Mosca��</p><p>�Perch�?�</p><p>�Vorrei fare due chiacchiere con lady Esther. Lei stessa, che � una persona non tanto terrestre, quanto celeste� (qui Fandorin sorrise) �non poteva certo essere al corrente della vera attivit� di Cunningham, ma conosce questo signore fin dall�infanzia e potrebbe farci sapere qualcosa di utile. Sarebbe meglio non avvicinarla ufficialmente, attraverso la gendarmeria, vero? Ho la gioia di conoscere un poco milady, di me non avr� paura, e poi io parlo inglese. Magari scopriamo qualche altro aggancio� Magari attraverso il passato di Cunningham arriviamo a qualcosa��</p><p>�Va bene, � un tentativo. Partite. Ma solo per un giorno. Adesso andate a dormire, il mio aiutante vi trover� una sistemazione. E domani vi recherete col treno della sera a Mosca. Se avremo fortuna, prima ancora della sua partenza cominceranno ad arrivare le prime risposte cifrate dalle ambasciate. La mattina del 28 siete a Mosca, parlate con lady Esther, la sera tornate qui, e subito a rapporto da me. A qualsiasi ora, chiaro?�</p><p>�Chiaro, vostra eccellenza illustrissima.�</p><empty-line/><subtitle>* * *</subtitle><empty-line/><p>Nel corridoio del vagone di prima classe del treno Pietroburgo-Mosca un signore anziano molto importante, con folti baffi spioventi e una spilla di brillanti nella cravatta, fumava un sigaro, intanto guardava con curiosit� non celata la porta chiusa dello scompartimento numero uno.</p><p>�Ehi, carissimo�, disse chiamando a s� col dito paffuto il conduttore del vagone-letto che era comparso a proposito.</p><p>Costui vol� all�istante verso il passeggero titolato e gli fece un inchino: �Comandi�.</p><p>Il signore lo prese con due dita per il colletto e soffocando le sue parole gli disse con tono di basso: �Quel giovanotto che viaggia nel numero uno, chi �? Lo conosci? � spaventosamente giovane�.</p><p>�Me ne stupisco anch�io�, rifer� con un sussurro il conduttore. �Perch� il numero uno, � noto, � riservato alle persone molto importanti, non tutti i generali possono capitare l�. Solo chi viaggia per una faccenda di Stato urgente e di responsabilit�.�</p><p>�Lo so�, disse il signore esalando un filo di fumo. �Ci ho viaggiato anch�io una volta, per un�ispezione segreta dalle parti di Odessa. Ma questo � proprio un ragazzino. Sar� il figlio di qualcuno? <emphasis>Jeunesse dor�e?�</emphasis></p><p>�Assolutamente no, i figli non li mandano nel primo, su questo c�� una regola severa. A meno che non siano figli dell�Imperatore. Questo ha incuriosito anche me, ho guardato l�elenco di viaggio del signor direttore del treno�, disse il conduttore abbassando ancora di pi� la voce.</p><p>�Ebbene?� chiese con impazienza il signore curioso.</p><p>Assaporando una lauta mancia, il conduttore si port� un dito alle labbra: �Terza sezione. Investigatore di faccende particolarmente importanti�.</p><p>�Capisco che sia �particolarmente�: quelle �semplicemente� importanti non le mandano nel primo.�Il signore tacque significativamente. �E cosa fa?�</p><p>�Mah! Non appena si � chiuso nel suo scompartimento, pensi, non � uscito nemmeno una volta. Gli ho offerto due volte il t�, neanche a pensarci. Lo trovo in uno stato! Immerso nelle sue carte, se ne sta l� seduto, senza alzare la testa. La partenza da Pietroburgo l�hanno ritardata di venticinque minuti, ricordate? Per via di lui. Aspettavano il suo arrivo.�</p><p>�Oho!� esclam� il passeggero. �Ma � una cosa inaudita!�</p><p>�Succede, ma molto di rado.�</p><p>�E il nome non � segnato sulla lista dei passeggeri?�</p><p>�Per niente. N� il nome, n� il rango.�</p><empty-line/><p>Intanto Erast Petrovi&#x10D; non faceva che cercare di afferrare il significato delle avare righe delle relazioni e si arruffava nervosamente i capelli. La gola gli s� stringeva sempre pi� per un orrore mistico.</p><p>Subito prima della sua partenza per la stazione, nell�appartamento di Stato dove Fandorin aveva dormito per quasi ventiquattr�ore di seguito senza mai svegliarsi, si era presentato l�aiutante di Mizinov per dirgli di aspettare: erano arrivati i primi dispacci dalle ambasciate, adesso li avrebbero decifrati e consegnati. Fu necessario attendere quasi un�ora intera, Erast Petrovi&#x10D; aveva paura di far tardi al treno, ma l�aiutante lo tranquillizz�.</p><p>Appena entrato nell�enorme scompartimento rivestito di velluto verde, con una scrivania, un morbido divano e due sedie di noce con le gambe avvitate al pavimento, Fandorin dissigill� il pacchetto e si immerse nella lettura.</p><p>Erano arrivati tre dispacci: da Washington, da Parigi e da Costantinopoli. Avevano tutti la stessa intestazione: �Urgente. A sua eccellenza illustrissima Lavrentij Arkadevi&#x10D; Mizinov in risposta al dispaccio N. 13476-8�del 26 giugno 1876�. I rapporti erano firmati dagli ambasciatori stessi. Qui la somiglianza finiva. I testi erano come segue:</p><empty-line/><cite><p>27 giugno (9 luglio) 1876, 12. 15. Washington. La persona che vi interessa � John Pratt Dobbs, nominato il 9 giugno sostituto del presidente del comitato al Senato per il budget. � persona molto nota in America, un riccone di quelli che qui chiamano <emphasis>self-made man. </emphasis>Et� anni 44. Il periodo iniziale della sua vita, luogo di nascita ed estrazione sono ignoti. Si suppone si sia arricchito all�epoca della corsa californiana all�oro. � considerato un genio dell�imprenditoria. All�epoca della guerra civile fra Nord e Sud � stato consigliere del presidente Lincoln per le questioni finanziarie. L�opinione corrente vuole che proprio per gli sforzi di Dobbs, e niente affatto per il valore dei generali federali il Nord capitalista abbia riportato la vittoria sul Sud conservatore. Nel 1872 eletto al Senato per lo Stato della Pennsylvania. Da fonti informate � noto che Dobbs � pronosticato ministro delle Finanze.</p></cite><empty-line/><cite><p>9 luglio (27 giugno) 1876, 16. 45. Parigi. Grazie all�agente a voi noto Coco siamo riusciti a chiarire attraverso il ministero della Guerra che il 15 giugno al rango di viceammiraglio � stato promosso il controammiraglio Jean Intrepid, recentemente destinato al comando dell�unit� navale del Siam. Si tratta di una delle figure pi� leggendarie della flotta francese. Venti anni fa una fregata francese scopr� in mare aperto, lungo la costa del Portogallo, un�imbarcazione con dentro un ragazzo evidentemente salvatosi dopo un naufragio. Per il trauma il ragazzo aveva completamente perso la memoria, non poteva dire n� il suo nome, e neppure la sua nazionalit�. Preso come mozzo, ricevette il cognome dal nome della fregata che lo aveva trovato. Ha fatto una brillante carriera. Ha partecipato a numerose spedizioni e guerre coloniali. Si � distinto particolarmente nel corso della guerra messicana. L�anno scorso Jean Intrepid ha fatto a Parigi una vera e propria sensazione, sposando la figlia maggiore del duca di Rohan. I dettagli del curriculum di servizio della persona di vostro interesse li invio nel rapporto allegato.</p></cite><empty-line/><cite><p>27 giugno 1876, 2 del pomeriggio. Costantinopoli.</p><p>Caro Lavrentij, la tua richiesta mi stupisce moltissimo. Il fatto � che Anvar efendi, verso il quale hai manifestato un interesse cos� pressante, da un certo tempo si trova anche al centro della mia attenzione. Questo soggetto, che fa parte del seguito di Midchat pasci� e Abdul Hamid, in base a informazioni in mio possesso � una delle figure centrali di un complotto che sta maturando a palazzo. C�� da aspettarsi presto il rovesciamento dell�attuale sultano e l�insediamento di Abdul Hamid. A quel punto Anvar efendi diventer� inevitabilmente una figura insolitamente influente. � molto intelligente, ha ricevuto un�educazione europea, conosce una quantit� innumerevole di lingue orientali e occidentali. Purtroppo non disponiamo di informazioni biografiche dettagliate su questo interessante signore. � noto che non ha pi� di 35 anni, non si sa se sia nato in Serbia o in Bosnia. � di origini oscure e non ha parenti, fatto questo foriero di molto bene per la Turchia, qualora Anvar diventasse un giorno visir. Immaginate soltanto: un visir privo della solita orda di avidi parenti! Da queste parti semplicemente non � mai successo. Anvar � una specie di eminenza grigia di Midchat pasci�. Membro attivo del partito dei Giovani Turchi. Ho soddisfatto la tua curiosit�? Adesso soddisfa tu la mia. Che bisogno hai del mio Anvar efendi? Cosa ti � noto di lui? Fammelo sapere subito, potrebbe rivelarsi importante.</p></cite><empty-line/><p>Erast Petrovi&#x10D; stava leggendo i dispacci per l�ennesima volta, sottoline� nel primo: �Il periodo iniziale della sua vita, luogo di nascita e l�estrazione sono ignoti�. Nel secondo: �Non poteva dire n� il suo nome, e neppure la sua nazionalit�; nel terzo: �� di origini oscure e non ha parenti�. La cosa si faceva piuttosto terrificante. Veniva fuori che tutti e tre erano spuntati come dal nulla! Di colpo in un certo momento erano affiorati dal non essere e immediatamente avevano preso ad arrampicarsi verso l�alto con un�ostinazione davvero disumana. Cos�erano mai, i membri di una qualche setta segreta? Oh, e se nemmeno si trattasse di uomini, se fossero venuti da un altro mondo? Mettiamo, inviati del pianeta Marte? Oppure qualcosa di peggio: una qualche diavoleria? Fandorin si rannicchi� al ricordo del suo incontro notturno con il �fantasma Amalia�. Un altro essere di provenienza ignota, questa Be�ezkaja. E per di pi� l�invocazione satanica, �Azazel�. Oh, qui c�� puzza di zolfo�</p><p>Bussarono furtivamente alla porta, ed Erast Petrovi&#x10D;, rabbrividendo, infil� la mano dietro la schiena, nella fondina segreta, e palp� l�impugnatura scanalata della Herstal.</p><p>Nell�apertura della porta si affacci� la fisionomia servile del conduttore.</p><p>�Vostra eccellenza, stiamo per raggiungere una stazione. Non vorreste sgranchirvi le gambe? C�� anche il buffet.�</p><p>Per via di questo �eccellenza� Erast Petrovi&#x10D; raddrizz� le spalle e si sbirci� furtivamente allo specchio. Possibile lo prendessero davvero per un generale? Allora, �sgranchire le gambe� non era male, e poi camminando si pensa meglio. Gli si aggirava per il capo una certa idea confusa, e non faceva che scivolare via, non voleva lasciarsi afferrare, ma gli dava speranza�� era come se gli dicesse: prendimi, prendimi.</p><p>�Magari. Quanto ci fermiamo?�</p><p>�Venti minuti. Ma non preoccupatevi, andate pure a spasso.�Il conduttore fece una risatina. �Senza di voi non si parte.�</p><empty-line/><p>Erast Petrovi&#x10D; salt� gi� dalla scaletta sulla piattaforma inondata di luce della stazione. In alcune finestre dello scompartimento l�illuminazione era gi� spenta: evidentemente, alcuni passeggeri erano andati a dormire. Fandorin si stir� con gusto e incroci� le mani dietro la schiena, preparandosi al moto destinato a promuovere una pi� intensa attivit� intellettuale. Sennonch� in quello stesso istante, dal medesimo vagone, era sceso il signore imponente, baffuto, col cilindro, che indirizz� verso il giovane uno sguardo pieno di curiosit� e allung� la mano verso la sua graziosa accompagnatrice. Nel vederne l�incantevole, fresco visino, Erast Petrovi&#x10D; si sent� raggelare, mentre la signorina si illumin� tutta ed esclam� con voce squillante: �Pap�, � lui, quel signore della polizia! Ti ricordi, te l�avevo raccontato? Ma quello che era venuto per me e la signorina Pful, a farci <emphasis>l�escussione!�</emphasis></p><p>L�ultima parola era stata pronunciata con evidente piacere, e i chiari occhi grigi guardarono Fandorin con vivo interesse. Bisogna riconoscere che gli eventi da capogiro delle ultime settimane avevano piuttosto messo a tacere i ricordi di colei che Erast Petrovi&#x10D; chiamava fra s� esclusivamente �Lizanka�, e a volte, in momenti particolarmente sognanti, perfino �tenero angelo�. Tuttavia di fronte a questo caro essere il fuocherello, che aveva gi� scottato a suo tempo il cuore del povero registratore di collegio, riprese a vampeggiare in un attimo facendogli ardere i polmoni di scintille di fuoco.</p><p>�Io, a dire il vero, non sono della polizia�, borbott� arrossendo Fandorin. �Fandorin, funzionario incaricato speciale presso��</p><p>�So tutto, Je <emphasis>vous le dis tout cru�, </emphasis>disse il baffuto con aria cospiratoria, col brillante che gli scintillava sulla cravatta. �Faccenda di Stato, potete non entrare in merito. <emphasis>Entre nous soit dit, </emphasis>io stesso ho avuto a che farci ripetutamente per la natura della mia attivit�, cos� che capisco tutto benissimo�, disse sollevando il cilindro. �Permettetemi tuttavia di presentarmi. Consigliere segreto effettivo Aleksandr Apollodorovi&#x10D; Evert-Kolokolzev, presidente della Camera di giustizia del governatorato di Mosca. Mia figlia, Liza.�</p><p>�Chiamatemi semplicemente �Lizzi�, �Liza� ha un suono che non mi piace�, gli chiese la signorina, e si dichiar� ingenuamente. �Ho pensato spesso a voi. Siete piaciuto a Emma. Mi ricordo anche come vi chiamate�� Erast Petrovi&#x10D;. Bel nome, Erast.�</p><p>Fandorin credette di essersi addormentato e di star facendo un sogno meraviglioso. Qui la cosa pi� importante era non muoversi, altrimenti, Dio non lo volesse, si sarebbe destato.</p><empty-line/></section><section><title><p>QUINDICESIMO CAPITOLO</p></title><subtitle><emphasis>in cui l�importanza di una respirazione corretta viene dimostrata in modo pi� che convincente</emphasis></subtitle><empty-line/><p>In compagnia di Lizanka (a quel �Lizzi� Erast Petrovi&#x10D; proprio non riusciva ad abituarsi) si stava altrettanto bene chiacchierando che tacendo.</p><p>Il vagone ondeggiava sulle giunzioni, di tanto in tanto si udivano i ruggiti della sirena del treno che avanzava a velocit� da capogiro attraverso boschi insonnoliti, avvolti nella nebbia che precede l�alba, mentre Lizanka ed Erast Petrovi&#x10D; stavano seduti sulle morbide sedie del primo scompartimento e tacevano. Il pi� del tempo guardavano alla finestra, ma di tanto in tanto si lanciavano occhiate, e se i loro sguardi si incrociavano senza volere, questo avveniva senza il minimo imbarazzo, anzi, in modo allegro e piacevole. Ormai Fandorin lo faceva apposta di voltarsi dalla finestra con la maggiore accortezza possibile, e ogni volta, quando riusciva a cogliere con il suo lo sguardo di lei, Lizanka scoppiava a ridere.</p><p>Non conveniva parlare anche perch� in quel modo si sarebbe svegliato il signor barone, il quale stava sonnecchiando tranquillo sul divano. Solo un attimo prima Aleksandr Apollodorovi&#x10D; aveva sostenuto con Erast Petrovi&#x10D; una discussione animata sulla questione balcanica, ma poi, quasi a met� frase, aveva preso di colpo a russare lasciandosi cadere la testa sul petto. Adesso la testa gli dondolava assecondando il battito delle ruote del vagone: ta-dam, ta-dam (l�-qua, l�-qua); ta-dam, ta-dam (l�-qua, l�-qua).</p><p>Lizanka rideva piano di chiss� quali suoi pensieri, e quando Fandorin la guard� con aria interrogativa gli spieg�: �Voi siete cos� intelligente, sapete ogni cosa. Prima avete spiegato tutto a pap� di Midchat pasci� e di Abdul Hamid. E io sono cos� stupida, non potete nemmeno immaginarlo�.</p><p>�� impossibile che voi siate stupida�, le sussurr� Fandorin con convinzione profonda.</p><p>�Io vi racconterei anche una cosa, per� mi vergogno� Ma ve la racconter� lo stesso. Non so perch� ho l�impressione che non riderete di me. Intendo dire, riderete insieme a me, ma non senza di me. Vero?�</p><p>�Verissimo!� esclam� Erast Petrovi&#x10D;, ma il barone mosse le sopracciglia nel sonno, e il giovane torn� a sussurrare. �Io non rider� mai di voi.�</p><p>�Guardate che me lo avete promesso. Io dopo quel vostro arrivo avevo immaginato di tutto� E avevo delle fantasie cos� belle. Per� molto tristi e con un finale tragico. Per via di <emphasis>Povera Liza. </emphasis>Liza ed Erast della novella di Karamzin, vi ricordate? A me � sempre piaciuto moltissimo il nome Erast. Immaginavo: giaccio bella e pallida in una tomba, tutta circondata da rose bianche, vuoi perch� sono affogata, o perch� sono morta di tisi, mentre voi singhiozzate, e anche il pap� e la mamma singhiozzano, mentre Emma si soffia il naso. � buffo, vero?�</p><p>�Buffo�, conferm� Fandorin.</p><p>�� proprio un miracolo che ci siamo incontrati cos� alla stazione. Eravamo andati ospiti da <emphasis>ma tante, </emphasis>e saremmo dovuti tornare ieri, ma pap� ha dovuto trattenersi per affari al ministero e abbiamo cambiato i biglietti. Non � un miracolo?�</p><p>�Quale miracolo?� si stup� Erast Petrovi&#x10D;. �� il destino.�La finestra incorniciava un cielo strano: tutto nero, ma bordato di scarlatto lungo l�orizzonte. Sul tavolo biancheggiavano i poveri dispacci dimenticati.</p><empty-line/><p>Il vetturino port� Fandorin attraverso tutta la Mosca mattutina, dal capolinea della linea ferroviaria Nicola Primo fino al quartiere residenziale di Chamovniki. Era una giornata pulita e gioiosa, mentre nelle orecchie di Erast Petrovi&#x10D; non si spegneva ancora il saluto d�addio di Lizanka: �Allora verrete immancabilmente oggi! Promesso?�</p><p>Aveva organizzato a meraviglia le ore della sua giornata. Prima di tutto sarebbe andato all�esthernato, da milady. Alla direzione dei gendarmi era meglio passarci dopo, per parlare col direttore, e se gli fosse riuscito di chiarire qualcosa di importante con lady Esther, allora avrebbe spedito un telegramma a Lavrentij Arkadevi&#x10D;. D�altra parte nel corso della notte potevano essere arrivati i dispacci mancanti� Fandorin estrasse dal nuovo portasigari d�argento un lungo sigarillo che accese con un certo impaccio. Non sarebbe stato meglio passare prima dalla gendarmeria? Ma il cavalluccio gi� trottava per via Osto�enka, e tornare indietro era stupido. Quindi: prima da milady, poi alla direzione, poi a casa, a prendere le sue cose e traslocare in una pensione come si deve, poi si sarebbe cambiato, avrebbe comprato dei fiori e per le sei si sarebbe trovato alla Malaja Nikitskaja, dagli Evert-Kolokolzev. Erast Petrovi&#x10D; sorrise beato e canticchi�: �Lui era un consigliere titola-are, lei la figlia di un genera-ale, lui le dichiar� timidamente il suo amo-ore, lei lo ca-a-acci� con orro-ore�.</p><p>Ed ecco il noto edificio con il cancello di ghisa, e il servo con l�uniforme azzurra vicino alla garitta dipinta a strisce come da regolamento di polizia.</p><p>�Dove posso trovare lady Esther?� grid� Fandorin, chinandosi dal suo sedile. �Nell�esthernato o nelle sue stanze?�</p><p>�A quest�ora di solito sta nelle sue stanze�, rifer� diligentemente il custode, e la carrozza rimbomb� oltre, nel vicolo silenzioso.</p><p>Giunto alla palazzina a due piani della direzione, Fandorin ordin� al vetturino di aspettarlo, preavvertendolo che l�attesa avrebbe potuto rivelarsi lunga.</p><p>Il solito portinaio arrogante, che milady chiamava Timofej, oziava vicino alla porta, solo che non si scaldava al sole, come la volta prima, ma si era messo all�ombra, perch� il sole di luglio arrostiva di un calore incomparabilmente pi� forte di quello di maggio.</p><p>Adesso Timofej si comport� in modo del tutto diverso: manifestando un talento psicologico fuori del comune, si tolse il berretto, fece un inchino e chiese con voce melliflua chi doveva riferire. Qualcosa, evidentemente, era mutato nell�aspetto esteriore di Erast Petrovi&#x10D; nel mese appena trascorso, cos� che non suscitava pi� nella razza dei portinai l�istinto tribale di �menare e scacciare�.</p><p>�Non c�� bisogno di annunciarmi, vado da solo.�</p><p>Timofej si pieg� ad arco e apr� la porta senza obiezioni, fece poi passare il visitatore in un ingresso rivestito di damasco, e da qui, per un corridoio molto illuminato dal sole, Erast Petrovi&#x10D; arriv� fino alla nota porta bianca e oro. Questa gli si apr� incontro, e un certo soggetto lungo e smilzo con la stessa uniforme azzurra di Timofej e le stesse calze bianche guard� con aria interrogativa il nuovo venuto.</p><p>�Fandorin, funzionario della Terza sezione, per una questione urgente�, disse severamente Erast Petrovi&#x10D;, tuttavia la fisionomia cavallina del servo si mantenne impenetrabile, e fu necessario passare all�inglese: <emphasis>�State polke, impector Fandorin, on urgent official business�.</emphasis></p><p>Anche questa volta, nemmeno un muscolo trem� su quel viso di pietra, tuttavia il senso di quanto aveva detto fu capito; il servo abbass� impettito la testa e scomparve dietro la porta, richiudendosi dietro le ante.</p><p>Poco dopo vennero riaperte. Sulla soglia c�era lady Esther in persona. Nel vedere quella sua vecchia conoscenza, sorrise contenta: �O, siete voi, ragazzo mio. Ma Andrew aveva detto un certo signore importante della polizia segreta. Venite, venite. Come state? Come mai avete un�aria cos� stanca?�</p><p>�Sono appena sceso dal treno di Pietroburgo, milady�, prese a spiegare Fandorin entrando nello studio. �Dalla stazione sono venuto direttamente da voi, per una questione molto urgente.�</p><p>�Davvero?� annu� addolorata la baronessa, mettendosi a sedere su una poltrona e invitando con un gesto il suo ospite a sederlesi davanti. �Voi, certo, volete parlare con me del caro Gerald Cunningham. � un incubo, non ci capisco nulla� Andrew, prendi il cappello del signor poliziotto� � al mio servizio da tempo, � appena arrivato dall�Inghilterra. Ottimo Andrew, mi mancava. Va� pure, Andrew, amico mio, per il momento non ho pi� bisogno di te.�</p><p>L�ossuto Andrew, che a Erast Petrovi&#x10D; non pareva affatto ottimo, si allontan� con un inchino, e Fandorin prese ad agitarsi nella dura poltrona, cercando di trovare una posizione pi� comoda�� la conversazione aveva l�aria di continuare per un po�.</p><p>�Milady, sono molto addolorato di quanto � successo, tuttavia il signor Cunningham, il vostro aiutante pi� vicino nel corso di molti anni, risulta coinvolto in una vicenda criminale delle pi� serie.�</p><p>�E adesso chiuderete i miei esthernati russi?� chiese piano milady. �Dio, cosa ne sar� dei bambini� Avevano appena cominciato ad abituarsi a una vita normale. E quanti talenti fra di loro! Rivolger� una petizione all�autorit� suprema� magari mi permetteranno di portare i miei allievi all�estero.�</p><p>�Vi preoccupate senza motivo�, le disse con gentilezza Erast Petrovi&#x10D;. �Ai vostri esthernati non succeder� nulla. Alla fin fine, sarebbe un delitto. Volevo solo farvi alcune domande su Cunningham.�</p><p>�Ma certo! Tutto quel che volete. Povero Gerald� Sapete, era di una famiglia molto buona, nipote di un baronetto, ma i suoi genitori erano affogati sulla via del ritorno dall�India, e il ragazzino era rimasto orfano a undici anni. Da noi in Inghilterra le leggi sull�eredit� sono molto dure, va tutto al primogenito, sia il titolo sia il patrimonio, mentre i pi� giovani spesso restano senza il becco di un quattrino. Gerald era il figlio minore di un figlio minore, senza mezzi, senza casa, i parenti non si interessavano a lui� Stavo scrivendo appunto le condoglianze a suo zio, un gentleman del tutto incapace, che non aveva il bench� minimo interesse per Gerald. Che ci volete fare, noi inglesi diamo un grande significato alle formalit�.�Lady Esther mostr� un foglio di carta vergato in una calligrafia grande, d�mod�, con tanti uncini e complicati tratti di penna. �Alla fine ho preso il bambino con me. Gerald manifest� straordinarie capacit� matematiche, e io pensavo che sarebbe diventato un professore, sennonch� la vivacit� dell�intelletto e l�amor proprio non sono di grande aiuto nella carriera scientifica. Ben presto notai che il ragazzo godeva di autorit� fra gli altri bambini, che gli piaceva essere il capo. Aveva innato il talento del leader: una rara forza di volont�, senso della disciplina, la capacit� di separare senza fallo in ogni uomo i lati forti da quelli deboli. All�esthernato di Manchester lo elessero capoclasse. Immaginavo che Gerald avrebbe voluto entrare nel servizio di Stato oppure occuparsi di politica; sarebbe potuto diventare un ottimo funzionario coloniale, e col tempo, magari, perfino un governatore generale. Quale non fu il mio stupore, quando espresse il desiderio di restare con me e occuparsi dell�insegnamento!�</p><p>�Come no�, annu� Fandorin. �In quel modo ebbe la possibilit� di sottomettere alla sua influenza menti infantili non ancora rafforzatesi, dopodich� restare in contatto con i diplomati��disse Erast Petrovi&#x10D; senza concludere la frase, colpito dall�improvvisa congettura. Dio, come � semplice! � stupefacente che non lo abbiano scoperto prima!</p><p>�Ben presto Gerald divent� il mio insostituibile aiutante�, continu� milady, senza badare a come era mutata l�espressione in faccia al suo interlocutore. �Era un lavoratore pieno di abnegazione, instancabile! E aveva un raro dono linguistico; senza di lui mi sarebbe stato semplicemente impossibile seguire il lavoro delle filiali in cos� tanti paesi. So che il suo nemico � sempre stata un�ambizione incontenibile. Per via del trauma psichico infantile, il desiderio di dimostrare ai parenti che poteva ottenere tutto anche senza il loro aiuto. Avvertivo di tanto in tanto che c�era una strana incongruenza: non era assolutamente possibile che con le sue grandi capacit� e ambizioni potesse accontentarsi del modesto ruolo di pedagogo, sia pure con uno stipendio non disprezzabile.�</p><p>Ma Erast Petrovi&#x10D; non la stava pi� ascoltando. Nella sua testa era come se si fosse accesa una lampadina elettrica, illuminando tutto quello che prima era immerso nel buio. Tornava ogni cosa! Il senatore Dobbs che non si sapeva da dove fosse spuntato, l�ammiraglio francese �che aveva perso la memoria�, l�efendi turco di origine ignota, e anche il defunto Brilling�� s� s�, anche lui! Non umani? Marziani? Inviati dell�altro mondo? Ma no! Erano tutti allievi degli esthernati, ecco cos�erano! Erano dei trovatelli, solo che non erano stati buttati alle porte dell�orfanotrofio, al contrario, era stato l�orfanotrofio a lanciarli nella societ�. Ciascuno era stato preparato in modo acconcio, ciascuno era in possesso di un talento abilmente scoperto e accuratamente coltivato! Non a caso Jean Intrepid era stato lanciato proprio sulla traiettoria della fregata francese: evidentemente il ragazzo aveva capacit� marinaresche fuori dell�ordinario. Ma non si capiva perch� c�era stato bisogno di nascondere da dove era venuto fuori un ragazzo cos� pieno di talento. E invece no, si capiva benissimo! Se il mondo avesse saputo quanti brillanti carrieristi uscivano dall�allevamento di lady Esther, allora sarebbe stato in guardia. Invece cos� era come se tutto avvenisse per conto suo. Una spintarella nella direzione giusta, e il talento si rivelava immancabilmente. Ecco perch� ogni membro della coorte degli �orfani� otteneva successi cos� sconvolgenti nella carriera! Ecco perch� era cos� importante per loro riferire a Cunningham dei loro avanzamenti di servizio: perch� cos� confermavano la loro forza, la correttezza della scelta fatta! Ed era perfettamente naturale che tutti questi geni non fossero dediti davvero a niente salvo alla loro congregazione� dopotutto era la loro unica famiglia, una famiglia che li aveva difesi da un mondo crudele, li aveva allevati, aveva dischiuso in ciascuno di loro un �io� irripetibile. E poi una famigliola di quasi quattromila geni sparsi per il mondo! Ah questo Cunningham, questo �talento di leader�! Anche se, ferma�</p><p>�Milady, ma quanti anni aveva Cunningham?� chiese Erast Petrovi&#x10D; aggrottando la fronte.</p><p>�Trentatr�, gli rispose di buon grado lady Esther. �Il 16 ottobre ne avrebbe compiuti trentaquattro. Il giorno del suo compleanno Gerald dava sempre una festa per i bambini, ma i regali non venivano dati a lui, era sempre lui a regalare qualcosa a ognuno. Secondo me spendeva cos� tutto il suo stipendio��</p><p>�Non torna!� grid� Fandorin disperato.</p><p>�Cos�� che non torna, ragazzo mio?� si stup� milady.</p><p>�Intrepid � stato trovato in mare venti anni fa! Allora Cunningham aveva solo tredici anni. Dobbs si � arricchito un quarto di secolo fa, quando Cunningham non era ancora orfano! No, non � lui!�</p><p>�Ma cosa state dicendo?� chiese l�inglese nel tentativo di capire, strizzando confusa i chiari occhietti azzurri.</p><p>Ma Erast Petrovi&#x10D; la fiss� in silenzio, colpito da una spaventosa congettura.</p><p>�Cos� non era Cunningham��sussurr� lui. �Eravate sempre voi� Voi stessa! Voi c�eravate venti, e venticinque, e quaranta anni fa! Ma certo, chi altri! Mentre Cunningham, in effetti, era soltanto il vostro braccio destro! Quattromila vostri allievi, di fatto i vostri figli! E per ciascuno di loro voi siete come una madre! Era di voi, e niente affatto di Amalia che parlavano Morbid e Franz! A ciascuno �la signora� aveva dato uno scopo nella vita, ciascuno lo aveva �indirizzato sulla sua strada�! Ma questo � spaventoso, spaventoso!� disse Erast Petrovi&#x10D; gemendo come dal dolore. �Intendevate servirvi fin dall�inizio della vostra teoria pedagogica per creare una congiura mondiale.�</p><p>�Be�, non proprio fin dall�inizio�, ribatt� tranquilla lady Esther, nella quale si era verificato un certo indefinibile ma del tutto evidente mutamento. Non pareva pi� la vecchietta pacifica e affettuosa, gli occhi le si erano accesi d�intelligenza, di autorit� e di una forza indomabile. �All�inizio volevo soltanto salvare dei poveri, diseredati cuccioli d�uomo. Li volevo rendere felici, tutti quelli che potevo. Che fossero cento o mille. Ma i miei sforzi erano una goccia nel mare. Io salvavo un bambino, ma il feroce Moloc della societ� ne macinava intanto altri mille, milioni di piccoli uomini, in ciascuno dei quali era brillata all�inizio la scintilla divina. Allora ho capito che la mia opera era insensata. Non si prosciuga il mare con un cucchiaino.�La voce di lady Esther aveva preso energia, le spalle curve si erano raddrizzate. �Inoltre ho capito che il Signore mi aveva dato le forze per fare di pi�. Potevo salvare non un pugno di orfani, potevo salvare l�umanit�. Magari non nel corso della mia vita, magari venti, trenta, cinquanta anni dopo la mia morte. Questa era la mia vocazione, la mia missione. Ciascuno dei miei bambini � qualcosa di prezioso, il coronamento dell�universo, il cavaliere di una nuova umanit�. Ciascuno porter� un vantaggio inestimabile, con la sua vita cambier� il mondo per il meglio. Scriver� sagge leggi, scoprir� i segreti della natura, creer� capolavori artistici. E di anno in anno ce ne saranno sempre di pi�, col passare del tempo trasfigureranno questo mondo infame, ingiusto, criminale!�</p><p>�Quali segreti della natura, quali capolavori dell�arte?� chiese amaramente Fandorin. �Dopotutto a voi interessa solo il potere. L�ho visto, avete tutti generali e futuri ministri.�</p><p>Milady fece un sorriso condiscendente: �Amico mio, Cunningham si occupava solo della categoria F, molto importante ma non certo l�unica. �F� sta per <emphasis>Force, </emphasis>ossia tutto quanto ha a che fare col meccanismo diretto del potere: la politica, l�apparato dello Stato, le forze armate, la polizia e cos� via. Ma c�� anche la categoria �S��� <emphasis>Science, </emphasis>la categoria �A��� <emphasis>Art, </emphasis>la categoria �B��� <emphasis>Business. </emphasis>E ce ne sono altre. In quarant�anni di attivit� pedagogica ho indirizzato sulla loro strada sedicimilaottocentonovantatr� persone. Forse non vi rendete conto con che impeto negli ultimi decenni si sono sviluppati la scienza, la tecnica, l�arte, la legislazione, l�industria? Davvero non vedete che nel nostro diciannovesimo secolo, a partire dalla sua met�, il mondo � diventato improvvisamente pi� buono, ragionevole, bello? Si sta verificando una vera e propria rivoluzione pacifica. Ed essa � del tutto necessaria, altrimenti l�ingiusta organizzazione della societ� porter� a una nuova sanguinaria rivoluzione, che getter� l�umanit� molti secoli indietro. I miei bambini salvano il mondo giorno per giorno. Aspettate soltanto e vedrete che altro avverr� negli anni a venire. A proposito, ricordo che mi avevate chiesto per quale motivo non prendo ragazze. Quella volta, perdonatemi, vi ho mentito. Prendo anche le ragazze. Assai poche, ma ne prendo. In Svizzera ho un esthernato speciale, dove vengono educate le mie care figliole. Si tratta di un materiale del tutto particolare, forse ancora pi� prezioso dei miei figli. Una delle mie allieve, mi pare, la conoscete�, disse milady ridendo maliziosa. �Adesso, � vero, si sta comportando in modo irragionevole e ha dimenticato momentaneamente il suo dovere. Questo alle donne giovani succede. Ma torner� immancabilmente da me, le conosco io le mie ragazze.�</p><p>Da queste parole fu chiaro a Erast Petrovi&#x10D; che Ippolit nonostante tutto non aveva ucciso Amalia, ma l�aveva portata da qualche parte, tuttavia la menzione della Be�ezkaja riapr� vecchie ferite e indebol� assai l�impressione (va riconosciuto, assai buona) fatta sul giovane dai ragionamenti della baronessa.</p><p>�La buona causa� questo certamente � notevole!� esclam� lui infervorandosi. �Ma cosa mi dite dei mezzi? A quanto pare per voi uccidere un uomo � come schiacciare una zanzara.�</p><p>�Questo non � vero!� ribatt� con ardore milady. �Mi rincresce sinceramente di ciascuna delle vite perdute. Ma � impossibile ripulire le stalle di Aug�a senza imbrattarsi. Ogni morto mi salva mille, un milione di altri esseri umani.�</p><p>�E chi sarebbe stato salvato da Kokorin?� chiese invelenito Erast Petrovi&#x10D;.</p><p>�Col denaro di questo inutile libertino io educher� per la Russia e per il mondo mille teste luminose. Non ci si pu� far niente, ragazzo mio, non l�ho creato io questo mondo crudele, in cui ogni cosa ha il suo prezzo. A mio parere in questo caso il prezzo � assolutamente ragionevole.�</p><p>�E la morte di Achtyrzev?�</p><p>�Tanto per cominciare, lui chiacchierava troppo. In secondo luogo, aveva troppo esasperato Amalia. E in terzo luogo, l�avete detto voi stesso a Brilling: il petrolio di Baku. Nessuno potr� impugnare il testamento scritto da Achtyrzev, � tuttora valido.�</p><p>�E il rischio di un�indagine di polizia?�</p><p>�Sciocchezze�, disse milady alzando le spalle. �Io lo sapevo che il mio caro Ivan avrebbe sistemato tutto. Fin dall�infanzia si � distinto per la sua brillante mente analitica e il talento di organizzatore. Che tragedia che non ci sia pi�� Brilling avrebbe sistemato tutto in modo ideale, se non ci si fosse messo di mezzo un giovane gentleman cocciuto da non dirsi. Noi tutti siamo stati davvero molto, molto sfortunati.�</p><p>�Un momento, milady�, la interruppe Erast Petrovi&#x10D; che cominciava finalmente a capire che sarebbe stato il caso di preoccuparsi. �E perch� siete cos� franca con me? Possibile crediate davvero di potermi attirare dalla vostra parte? Non fosse per il sangue versato, sarei tutto dalla vostra parte, per� i vostri sistemi��</p><p>Lady Esther, sorridendo imperturbabile, lo interruppe: �No, amico mio, non spero di fare propaganda con voi. Purtroppo ci siamo conosciuti troppo tardi�� la vostra mente, il vostro carattere, il sistema di valori morali hanno gi� avuto il tempo di formarsi, mutarli adesso � praticamente impossibile. Sono franca con voi per tre motivi. Prima di tutto, siete un giovane molto sensato e suscitate in me la pi� sincera simpatia. Non voglio che mi consideriate un mostro. In secondo luogo, avete compiuto un grosso passo falso, a venire direttamente qui dalla stazione senza informare prima i vostri superiori. E in terzo luogo, non � per caso che vi ho fatto sedere in quella scomodissima poltrona con lo schienale cos� stranamente ricurvo�.</p><p>Fece un movimento impercettibile con la mano e dagli alti braccioli uscirono due cerchioni d�acciaio che serrarono mortalmente Fandorin alla poltrona. Senza ancora rendersi conto di quanto gli era successo, si dimen� nel tentativo di alzarsi, ma non pot� compiere il bench� minimo movimento, mentre le gambe della poltrona era come se avessero messo radici nel pavimento.</p><p>Milady suon� il campanello, e nello stesso istante entr� Andrew, che doveva essere rimasto a sentire dietro la porta.</p><p>�Mio ottimo Andrew, per piacere, fa� venire al pi� presto il professor Blank�, ordin� lady Esther. �Strada facendo spiegagli la situazione. S�, digli anche di prendere il cloroformio. Il vetturino invece lascialo alle cure di Timofej.�Sospir� tristemente: �Non c�� altro da fare��</p><p>Andrew si inchin� senza una parola e usc�. Nello studio regnava il silenzio: Erast Petrovi&#x10D; ansimava, lottando con la trappola d�acciaio e cercando di trovare il modo di prendere da dietro la schiena la Herstal sua salvatrice, sennonch� quei maledetti cerchioni lo stringevano cos� forte che gli tocc� rinunciare all�idea. Milady osservava con partecipazione i movimenti corporei del giovane, scuotendo di tanto in tanto la testa.</p><p>Ben presto risuonarono nel corridoio dei passi veloci, ed entrarono in due: il genio di fisica professor Blank e il muto Andrew.</p><p>Guardando in un lampo il prigioniero, il professore chiese in inglese: �� una cosa seria, milady?�</p><p>�S�, piuttosto seria�, sospir� lei. �Ma rimediabile. Certo, dovremo darci un po� da fare. Non voglio ricorrere senza necessit� al mezzo estremo. Cos� mi sono ricordata che voi, ragazzo mio, sognavate da tempo di compiere un esperimento su materiale umano. A quanto pare se ne presenta l�occasione.�</p><p>�Per� non sono ancora del tutto pronto a lavorare con il cervello umano�, disse Blank incerto, guardando un ammutolito Fandorin. �D�altra parte, sarebbe uno spreco farsi sfuggire questa occasione��</p><p>�In ogni caso bisogna addormentarlo�, osserv� la baronessa. �Avete portato il cloroformio?�</p><p>�S�, subito.�Il professore ne estrasse una fiala dalla tasca capace e ne impregn� abbondantemente un fazzoletto da naso. Erast Petrovi&#x10D; avvert� un pungente odore di medicinale e fece per ribellarsi, ma con due balzi Andrew salt� sulla poltrona e con incredibile forza agguant� il prigioniero alla gola.</p><p>�Addio, povero ragazzo�, disse milady, e si volt�.</p><p>Blank si tolse dalla tasca del gilet l�orologio d�oro, lo guard� da sopra gli occhiali e serr� fermamente la faccia di Fandorin con il fragrante straccio bianco. Ecco in quale occasione torn� utile a Erast Perovi&#x10D; la dottrina salvifica dell�incomparabile Chandra Johnson! Il giovane non inal� l�aroma proditorio in cui non era evidentemente contenuto nessun <emphasis>prana. </emphasis>Era arrivato il momento di esercitarsi nel trattenimento del respiro.</p><p>�Un minuto sar� pi� che sufficiente�, dichiar� lo scienziato, premendo con forza il fazzoletto sulla bocca e il naso del condannato.</p><p>E otto e nove e dieci, prese a contare mentalmente Erast Petrovi&#x10D;, senza dimenticare di spalancare in maniera convulsa la bocca, strabuzzare gli occhi e simulare le convulsioni. A dire il vero, se anche avesse desiderato inspirare non sarebbe stato cos� semplice, visto che Andrew gli premeva la gola con una morsa di ferro.</p><p>Il conto era arrivato fino a ottanta, i polmoni lottavano con le loro ultime forze contro la sete d�aria, ma l�infame straccio continuava a raffreddare con il suo liquido il viso in fiamme. Ottanta, ottantasei, ottansette, continu� Fandorin passando a una disonesta abbreviazione, cercando con le sue ultime forze di imbrogliare quel contatore di secondi insopportabilmente lento. Di colpo si rese conto che doveva smetterla di agitarsi, era gi� un po� che avrebbe dovuto perdere conoscenza, e si ammorbid�, si arrest�, e per maggiore verosimiglianza allent� anche la mascella inferiore. Arrivato a novantatr� Blank tolse la mano.</p><p>�Perbacco�, constat�, �che organismo resistente. Quasi settantacinque secondi.�</p><p>Il �privo di sensi� lasci� cadere la testa su un fianco e finse di respirare in modo regolare e profondo, sebbene morisse dalla voglia di afferrare l�aria con la bocca affamata di ossigeno.</p><p>�E pronto, milady�, comunic� il professore. �Possiamo passare all�esperimento.�</p></section><section><title><p>SEDICESIMO CAPITOLO</p></title><subtitle><emphasis>in cui si pronostica un grande futuro per l�elettricit�</emphasis></subtitle><empty-line/><p>�Trasportatelo nel laboratorio�, disse milady. �Ma fate in fretta. Fra dodici minuti inizia l�intervallo. I bambini non devono vedere.�</p><p>In quel momento bussarono.</p><p>�T�mofej, sei tu?� chiese la baronessa in russo. <emphasis>�Come in!�</emphasis></p><p>Erast Petrovi&#x10D; non osava guardare nemmeno da sotto le ciglia, se solo qualcuno se ne fosse accorto sarebbe stata davvero la fine. Ud� i passi pesanti del guardaportone e una voce alta, quasi si rivolgesse a dei sordi: �Cos� tutto va nel migliore dei modi, vostra eccellenza. <emphasis>All right. </emphasis>Ho invitato il vetturino a bere il t� T�! <emphasis>Tea! Drink! </emphasis>C�� capitato un diavolaccio duro a morire. Beve, beve, e non gli fa nulla. <emphasis>Drink, drink� nothing. </emphasis>Ma alla fine niente, � svenuto. La carrozzella l�ho messa dietro casa. <emphasis>Behind </emphasis>nostra <emphasis>house. </emphasis>Nel cortile, dico, l�ho messa. Per ora sta l�, e poi me ne occuper� io, state senza pensiero�.</p><p>Blank tradusse alla baronessa quello che aveva detto.</p><p><emphasis>�Fine�, </emphasis>rispose lei, e aggiunse a mezza voce: <emphasis>�Andrew, just make sure that he doesn�t try to make a profit selling the borse and the carriage�.</emphasis></p><p>Fandorin non ud� la risposta: si vede che il taciturno Andrew aveva semplicemente annuito.</p><p>Allora, maledetti serpenti, cosa aspettate a slegarmi, pens� fra s� Erast Petrovi&#x10D; facendo mentalmente fretta ai malintenzionati. Fra un po� ci sar� l�intervallo. Adesso ve lo faccio io l�esperimento. Purch� non mi dimentichi della sicura.</p><p>Una grande delusione attendeva tuttavia Fandorin: nessuno prese l�iniziativa di slegarlo. Direttamente sopra al suo orecchio ud� un respiro graveolente di cipolla (Timofej, appur� senza fallo il prigioniero), qualcosa che piano piano stridette una volta, e poi una seconda, una terza, una quarta.</p><p>�Pronto. L�ho svitato�, rifer� il guardaportone. �Prendi, Andrej o come ti fai chiamare, portiamolo via.�</p><p>Sollevarono Erast Petrovi&#x10D; insieme alla poltrona e se lo presero. Aprendo appena appena gli occhi, vide la galleria e le finestre olandesi illuminate dal sole. Tutto chiaro: lo stavano trasferendo nel corpo principale, nel laboratorio.</p><p>Quando, cercando di non far rumore, i facchini entrarono nella sala della ricreazione, Erast Petrovi&#x10D; si chiese seriamente se non fosse il caso di rinvenire e interrompere il processo didattico con grida forsennate. Che lo vedano pure quei bimbetti di quali faccende si occupa la loro buona milady! Ma dalle classi arrivavano dei suoni talmente pacifici, familiari�� la regolare voce di basso di un insegnante, lo scroscio di una risata infantile, il ritornello di un coro�� che Fandorin non se la sent�. Fa niente, non � ancora il momento di scoprire le carte, si disse per giustificare la sua mancanza di spina dorsale.</p><p>Ma dopo era gi� tardi: il brusio scolastico era alle spalle. Erast Petrovi&#x10D; vide che lo trascinavano su per una scala, ud� il cigolio di una porta, una chiave che girava nella toppa.</p><p>Perfino attraverso le palpebre chiuse si poteva vedere con quanto fulgore brillasse la luce elettrica. Fandorin socchiudendo un occhio solo fece una rapida ricognizione. Riusc� a scorgere alcune apparecchiature di porcellana, dei cavi, delle bobine di metallo. Tutto questo gli spiacque oltremodo. In lontananza ud� il suono attutito della campanella�� segno che la lezione era finita�� e quasi subito gli arrivarono delle voci squillanti.</p><p>�Spero che tutto finisca bene�, sospir� lady Esther. �Mi dispiacerebbe se il ragazzo dovesse morire.�</p><p>�Lo spero anch�io, milady�, rispose il professore senza nascondere la sua agitazione, e fece risuonare un oggetto di ferro. �Ma purtroppo non si fa scienza senza vittime. Per ogni nuovo anche minimo passo del sapere ci tocca pagare un prezzo altissimo. Coi sentimenti non si va lontano. E se questo giovane vi era tanto caro, sarebbe stato meglio che quel vostro orso avesse dato del sonnifero al vetturino invece di avvelenarlo. Cos� avrei potuto cominciare dal vetturino, e lasciare per dopo questo giovane. In questo modo avrebbe avuto una chance in pi�.�</p><p>�Avete ragione, amico mio, perfettamente ragione. � stato un errore imperdonabile.�Nella voce di milady si avvertiva il pi� autentico dei rincrescimenti. �Ma voi tentate lo stesso. Spiegatemi ancora una volta, cos�� di preciso che intendete fare?�</p><p>Erast Petrovi&#x10D; aguzz� le orecchie: la domanda interessava molto anche lui.</p><p>�La mia idea generale vi � nota�, disse Blank con animazione e senza pi� battere la bacchetta di ferro. �Ritengo che la sottomissione dell�energia elettrica sia la chiave del secolo a venire. Proprio cos�, milady! Da qui al ventesimo secolo mancano ventiquattro anni, non � poi un periodo cos� lungo. Nel nuovo secolo il mondo si trasformer� fino a risultare irriconoscibile, e questo grande mutamento si compir� grazie all�elettricit�. L�elettricit� non � semplicemente un mezzo d�illuminazione, come suppongono i profani. � in grado di attuare miracoli grandi e piccoli. Immaginate una carrozza senza cavalli, veloce, pulita, silenziosa! Oppure dei potenti cannoni, capaci di sgominare il nemico con fulmini ben orientati! Oppure una diligenza cittadina senza tiro a cavalli!�</p><p>�Questo me lo avete detto gi� molte volte�, disse la baronessa interrompendo dolcemente il suo entusiasta. �Ma spiegatemi l�uso medico dell�elettricit�.�</p><p>�Oh, questa � la cosa pi� interessante�, disse il professore ancora pi� eccitato. �Intendo consacrare la mia vita proprio a questa sfera della scienza elettrica. La macroelettricitࠗ le turbine, i motori, le potenti macchine a dinamo�� cambieranno il mondo, mentre la microelettricit� muter� l�uomo stesso, corregger� le imperfezioni della costituzione naturale <emphasis>dell�homo sapiens. </emphasis>L�elettrofisiologia e la elettroterapia: ecco cosa salver� l�umanit�, non certo i vostri intelligentoni, che giocano a fare i grandi politici oppure, vien da ridere a dirlo, imbrattano tele.�</p><p>�Avete torto, ragazzo mio. Fanno anche loro qualcosa di molto importante e necessario. Ma continuate.�</p><p>�Vi dar� la possibilit� di rendere l�uomo, qualsiasi uomo, una creatura ideale, liberandolo dai difetti. Tutti i difetti che determinano la condotta umana si annidano qui, nella corteccia cerebrale.�Un dito durissimo batt� molto dolorosamente il cocuzzolo di Erast Petrovi&#x10D;. �Per spiegare in modo semplificato, nel cervello ci sono diverse sezioni, alcune controllano la logica, altre i piaceri, la paura, la crudelt�, l�impulso sessuale e cos� via discorrendo. L�uomo potrebbe avere una personalit� armonica se tutte le sue sezioni funzionassero in modo equilibrato, ma questo non avviene quasi mai. Un uomo ha straordinariamente sviluppata la sezione che risponde dell�istinto di sopravvivenza, ed � un vigliacco patologico. Un altro non sfrutta a sufficienza la zona della logica, ed � un imbecille incurabile. La mia teoria consiste in questo, che con l�aiuto della elettroforesi, ovvero di una carica esattamente dosata e indirizzata di corrente elettrica, sia possibile stimolare certe sezioni del cervello e reprimerne altre meno desiderabili.�</p><p>�Questo � molto, molto interessante�, disse la baronessa. �Sapete, caro Hebchardt, che fino a questo momento non ho posto limite ai vostri finanziamenti, ma come mai siete tanto convinto che una simile correzione della psiche sia, in linea di principio, possibile?�</p><p>�Possibile! Su questo non ho il bench� minimo dubbio! Sapete, milady, nelle tombe degli incas sono stati scoperti crani con aperture identiche in questo punto?� Il dito picchi� di nuovo due volte Erast Petrovi&#x10D; sulla testa. �L� si trova la sezione specializzata nella paura. Gli incas lo sapevano e con l�aiuto dei loro strumenti primitivi estraevano ai ragazzi della casta guerriera la codardia, rendendo intrepidi i loro soldati. E i topi? Vi ricordate?�</p><p>�S�, il vostro �topo impavido� che si gettava sui gatti mi ha fatto una certa impressione.�</p><p>�O, questo � solo l�inizio. Immaginatevi una societ� priva di criminali! Un feroce assassino, un maniaco, un ladro, dopo l�arresto non vengono puniti e nemmeno inviati ai lavori forzati; ci si limita a una piccola operazione, e lo sventurato, liberato per sempre da una crudelt� patologica, da una lussuria eccessiva o da un�avidit� incontrollabile, si trasforma in membro utile della societ�! Oppure immaginate di sottoporre uno qualsiasi dei vostri ragazzi, comunque gi� molto capace, alla mia elettroforesi, che pu� rafforzare ancora di pi� il suo talento?�</p><p>�Per� i miei ragazzi non ve li do�, tagli� corto la baronessa. �Potrebbero impazzire per eccesso di talento. Meglio che facciate i vostri esperimenti con i criminali. E cosa sarebbe questo �uomo purificato�?�</p><p>�Si tratta di un�operazione relativamente semplice. Credo di essere gi� pronto a eseguirla. Si pu� colpire la sezione dell�accumulo della memoria, e allora il cervello dell�uomo diventa un foglio pulito, come se vi avessero passato la gomma per cancellare. Si conservano tutte le capacit� intellettuali, ma scompaiono le conoscenze e le abilit� acquisite. Si ottiene un uomo tutto pulito, come fosse appena nato. Vi ricordate l�esperimento con la rana? Dopo l�operazione non sapeva pi� saltare, per� non aveva perso i riflessi motori. Aveva disimparato a prendere i moscerini, ma il riflesso della deglutizione era rimasto. In teoria le si potrebbe insegnare tutto daccapo. Prendiamo adesso il nostro paziente� E voi due, cosa ve ne state l� a occhi spalancati? Prendetelo, mettetelo sul tavolo. <emphasis>Mach schnell!�</emphasis></p><p>Ecco il momento, adesso! Fandorin si prepar�. Per� l�infame Andrew lo teneva cos� saldamente alle spalle, che non era nemmeno il caso di cercare di raggiungere la rivoltella. Timofej fece schioccare qualcosa, e i cerchioni d�acciaio, che opprimevano il petto del prigioniero, si staccarono.</p><p>�Uno-due, preso!� comand� Timofej, acchiappando Erast Petrovi&#x10D; per le gambe, mentre Andrew, che continuava a stringere altrettanto saldamente le spalle del prigioniero, lo sollev� con facilit� dalla poltrona.</p><p>Lo sperimentando fu trasferito sul tavolo e posato sulla schiena, intanto Andrew continuava a reggerlo per i gomiti, e il guardaportone per le caviglie. La fondina si ficc� senza piet� nella vita di Fandorin. Si udirono di nuovo i suoni della campanella: l�intervallo era terminato.</p><p>�Dopo l�elaborazione sincronica tramite carica elettrica delle due sezioni del cervello, il paziente si ripulisce fino in fondo della sua precedente esperienza di vita e, per cos� dire, si trasforma in neonato. Bisogner� insegnarli tutto daccapo: a camminare, a masticare, ad andare al gabinetto, e poi a leggere, a scrivere e cos� via. Suppongo questo interesser� ai vostri pedagoghi, tanto pi� che avete gi� una certa idea delle inclinazioni di questo individuo.�</p><p>�S�. Si distingue per l�ottima reattivit�, � audace, dotato di un pensiero logico ben sviluppato e di un�intuizione unica. Spero che sar� possibile ristabilire tutto questo.�</p><p>In circostanze diverse Erast Petrovi&#x10D; si sarebbe compiaciuto di una caratterizzazione cos� lusinghiera, ma adesso si sent� raccapricciare dall�orrore; si immagin� steso in una culletta rosa, a emettere suoni privi di senso con il ciuccio in bocca, mentre su di lui si chinava lady Esther e gli diceva con tono di rimprovero: �Uh, che cattivelli che siamo, ci siamo di nuovo bagnati!� No, meglio la morte!</p><p>�Ha le convulsioni, sir�, disse Andrew aprendo per la prima volta la bocca. �Non star� rinvenendo?�</p><p>�Impossibile�, tagli� corto il professore. �Il narcotico basta almeno per due ore. Leggeri movimenti convulsivi sono normali. Il pericolo, milady, � uno solo. Non ho avuto abbastanza tempo per calcolare esattamente la forza necessaria alla carica. A darne pi� del necessario si uccide il paziente o se ne fa un idiota permanente. Se non se ne d� abbastanza, nella corteccia si conservano vaghe immagini residuali, che sotto l�influenza di uno stimolante esterno potrebbero anche conformarsi in una reminiscenza precisa.�</p><p>Dopo un silenzio, la baronessa disse con chiaro rincrescimento: �Non possiamo correre rischi. Mandate la corrente pi� forte�.</p><p>Si ud� uno strano ronzio, e poi uno sfrigolio che mand� brividi per la pelle di Fandorin.</p><p>�Andrew, rasate due cerchietti�� uno qui e l�altro qui�, disse Blank, toccando i capelli del paziente. �Ne ho bisogno per attaccare gli elettrodi.�</p><p>�No, meglio che di questo si occupi Timofej�, dichiar� decisa lady Esther. �Io invece esco. Non voglio vedere, senn� di notte non dormo. Andrew, tu vieni con me. Devo scrivere dei dispacci urgenti, poi me li porti al telegrafo. Bisogna prendere misure precauzionali, perch� fra un po� noteranno l�assenza del nostro amico.�</p><p>�S� s�, milady, mi sareste solo d�impiccio�, rispose distrattamente il professore, occupato con le preparazioni. �Vi comunicher� subito il risultato.�</p><p>Le tenaglie d�acciaio che stringevano i gomiti di Erast Petrovi&#x10D; finalmente si allentarono.</p><p>Non appena dietro la porta il rumore dei passi che si allontanavano si fu attutito fino a spegnersi, Fandorin apr� gli occhi, con uno scatto liber� le gambe e, piegate di scatto le ginocchia, diede un calcio nel petto di Timofej, cos� forte, che lo fece volare in un angolo. Un attimo dopo Erast Petrovi&#x10D; dal tavolo era gi� saltato gi� per terra e, socchiudendo gli occhi per la luce, strapp� da sotto la falda la sua Herstal segreta.</p><p>�Non un passo! Vi uccido!� sibil� con piglio vendicativo il resuscitato, e in quell�attimo, in effetti, aveva voglia di sparare a entrambi, sia a Timofej che sbatteva ottusamente gli occhi, sia al professore pazzo, che per l�incredulit� era rimasto immobile con in mano due pinze d�acciaio. Da queste pinze partivano dei cavi sottili collegati a una macchina complicata, che baluginava di fiammelle. Nel laboratorio c�erano diverse cosette curiose, ma mancava il tempo di esaminarle.</p><p>Il guardaportone nemmeno cerc� di alzarsi da terra e si limit� a farsi ripetuti segni di croce, ma con Blank non and� cos� bene. A Erast Petrovi&#x10D; era sembrato che lo scienziato non si fosse affatto spaventato, ma fosse solo infuriato per l�ostacolo imprevisto che poteva interrompere l�esperimento. In testa gli sfrecci� questo pensiero: adesso mi si lancia addosso! E il desiderio di uccidere si rimpicciol�, si dissolse senza lasciare traccia.</p><p>�Poche sciocchezze! Restate dove siete!� esclam� Fandorin con voce appena tremante.</p><p>In quello stesso istante Blank rugg�: <emphasis>�Schweinhund! Du hast alles verdorben!� </emphasis>e si slanci� in avanti, picchiando col fianco il bordo del tavolo.</p><p>Erast Petrovi&#x10D; premette il grilletto. Nulla. La sicura! Fece scattare il bottone. Premette due volte di seguito. Dadach! Scoppi� un duplice scroscio, e il professore cadde bocconi, con la testa sotto i piedi di chi gli aveva sparato.</p><p>Temendo un attacco da dietro, Fandorin si gir� bruscamente, pronto a sparare ancora una volta, ma Timofej si era rannicchiato con la schiena contro al muro e con voce piagnucolosa prese a dire: �Vostra eccellenza, non uccidetemi! Non era la mia volont�! Nel nome di Cristo nostro Signore! Vostra eccellenza!�</p><p>�Alzati, canaglia!� url� imbestialito e assordato dal colpo Erast Petrovi&#x10D;. �Avanti, marsch!�</p><p>Spingendo il portinaio nella schiena con la canna, lo mand� nel corridoio, poi gi� per le scale. Timofej procedeva a passettini minuti, lamentandosi ogni volta che la pistola gli premeva la spina dorsale.</p><p>Passarono di corsa dalla sala della ricreazione, e Fandorin cerc� di non guardare nelle porte aperte delle classi con affacciati gli insegnanti e silenziosi bambini in uniformi azzurre che gli spuntavano dietro le schiene.</p><p>�Polizia!� grid� al vuoto Erast Petrovi&#x10D;. �Signori insegnanti, vietato far uscire i bambini di classe! Vietato uscire anche a voi!�</p><p>Attraverso la lunga galleria, sempre con quei passettini mezzi di corsa, raggiunsero l�annesso. Giunti alla porta bianca e dorata, Erast Petrovi&#x10D; spinse Timofej con tutte le sue forze; il guardaportone spalanc� le ante con la fronte reggendosi appena sulle gambe. Non c�era nessuno. Vuoto!</p><p>�Avanti, marsch! Apri ogni porta!� ordin� Fandorin. �E tieni conto di questo: prova solo a fare qualcosa, e ti ammazzo come un cane.�</p><p>Il portinaio batt� appena le mani e trotterell� indietro nel corridoio. In cinque minuti ispezionarono tutte le stanze del primo piano. Non c�era un�anima, salvo in cucina dove, buttato di peso col petto sul tavolo e col viso morto voltato da una parte, dormiva di un sonno eterno quel poveraccio del vetturino. Erast Petrovi&#x10D; guard� solo di sfuggita le briciole di zucchero sulla sua barba, la pozzanghera del t� versato, e ordin� a Timofej di procedere oltre.</p><p>Al secondo piano si trovavano i due dormitori, il guardaroba e la biblioteca. La baronessa e il suo servo non erano nemmeno l�. Ma dove diavolo erano finiti? Avevano sentito gli spari e si erano rimpiattati da qualche parte nell�esthernato? O si erano nascosti ed erano fuggiti?</p><p>Su tutte le furie, Erast Petrovi&#x10D; agit� la mano con cui teneva la rivoltella, e all�improvviso echeggi� uno sparo. La pallottola rimbalz� dal muro con un fischio e usc� dalla finestra, lasciando sul vetro una stellina ben disegnata coi raggi tutt�intorno. Diavolo, la linguetta era mollata, quindi lo scarico era facile, si ricord� Fandorin, e scosse la testa, per liberarsi dal suono nelle orecchie.</p><p>Su Timofej lo sparo inatteso produsse un effetto magico: il portinaio si butt� in ginocchio e prese a piagnucolare: �Vo� vostra ecce� vostra eccellenza illustrissima� Non toglietemi la vita! M�ha traviato il diavolo! Tutto, tutto, come dal confessore! Ho i bambini, la moglie malata! Vi ci porto! Quant�� vero che � santo Dio vi ci porto! Sono in cantina loro, nel sotterraneo segreto! Vi ci porto, solo non dannate un�anima!�</p><p>�In quale cantina?� chiese minaccioso Erast Petrovi&#x10D;, e sollev� la rivoltella, come se davvero stesse per attuare una resa dei conti.</p><p>�Seguitemi, vogliate seguirmi.�</p><p>Il guardaportone si rialz� sulle gambe e, guardatosi attorno un attimo, riaccompagn� Fandorin al primo piano, nello studio della baronessa.</p><p>�L�ho visto per caso una volta� Noi non avevamo il permesso di avvicinarci. Ci davano poca fiducia, a noi: gente russa, anime ortodosse, mica di fatta inglese�, disse Timofej facendosi il segno della croce. �Solo quel loro Andrej aveva accesso laggi�, mentre noi, niente.�</p><p>Corse dietro la scrivania, gir� una manopola sul <emphasis>secr�taire, </emphasis>e quello si spost� d�improvviso da una parte, scoprendo una piccola porta di rame.</p><p>�Apri!� ordin� Erast Petrovi&#x10D;.</p><p>Timofej si fece il segno della croce altre tre volte e spinse la porticina. Questa si apr� silenziosamente e mostr� una scala che portava in basso, nel buio.</p><p>Spingendo il guardaportone nella schiena, Fandorin cominci� a scendere facendo attenzione. La scala terminava contro una parete, ma dietro un angolo a destra iniziava un basso corridoio.</p><p>�Vai, vai!� disse Erast Petrovi&#x10D; incalzando Timofej che temporeggiava.</p><p>Svoltarono dietro l�angolo, in una tenebra fittissima. Si sarebbe dovuto prendere una candela, pens� Fandorin, e infil� la mano sinistra in tasca alla ricerca dei fiammiferi, ma davanti di colpo ci fu uno scoppio e un boato.</p><p>Il guardaportone si butt� a terra con un gemito, mentre Erast Petrovi&#x10D; sporse davanti a s� la sua Herstal e premette il grilletto fino a che il percussore non prese a schioccare sui bossoli vuoti. Cal� un sordo silenzio. Con dita tremanti Fandorin tir� fuori dalla tasca la scatola e sfreg� un fiammifero. Timofej s�era messo come un fagotto informe contro la parete e non si muoveva. Fatti alcuni passi avanti, Erast Petrovi&#x10D; vide Andrew che giaceva lungo disteso. La fiammella tremolante gioc� per un po� negli occhi vitrei dopodich� si spense.</p><p>Trovandosi al buio, insegna il grande Fouch�, bisogna socchiudere gli occhi, contare fino a trenta perch� si restringano le pupille, e solo a quel punto la vista potr� distinguere la minima fonte di luce. Erast Petrovi&#x10D; per sicurezza cont� fino a quaranta, apr� gli occhi, e difatti da un punto arrivava una striscia di luce. Allungando davanti a s� il braccio con l�ormai inutile Herstal, fece un passo, un altro, un terzo e vide davanti a s� una porta appena socchiusa, dalla cui fessura si spandeva una debole luce. La baronessa poteva trovarsi solo laggi�. Fandorin si diresse a passo deciso verso la striscia illuminata e spinse energicamente la porta.</p><p>Al suo sguardo si apr� una stanzetta modesta con degli scaffali lungo le pareti. In mezzo alla stanza c�era un tavolo con un candelabro di bronzo su cui ardeva una candela che illuminava il viso di lady Esther solcato di ombre.</p><p>�Entrate, ragazzo mio�, disse lei tranquillamente. �Vi stavo aspettando.�</p><p>Erast Petrovi&#x10D; varc� la soglia, e la porta gli si chiuse improvvisamente alle spalle. Rabbrivid�, si volt� e vide che la porta non aveva n� paletto n� maniglia.</p><p>�Avvicinatevi�, lo invit� piano milady. �Voglio guardare meglio il vostro viso, perch� � il viso del destino. Voi siete il ciottolo in cui ho inciampato nella mia strada. Un piccolo ciottolo, in cui era scritto che mi imbattessi.�</p><p>Offeso da questo paragone, Fandorin si avvicin� al tavolo su cui vide una liscia scatola di metallo posata davanti alla baronessa.</p><p>�Questo cos��?� chiese.</p><p>�Ne parleremo fra un po�. Cosa ne avete fatto di Hebchardt?�</p><p>�� morto. Colpa sua: non aveva nessun bisogno di finire sotto la pallottola�, rispose poco educatamente Erast Petrovi&#x10D;, cercando di non pensare che nello spazio di pochi minuti aveva ucciso due persone.</p><p>�� una grande perdita per l�umanit�. Era un uomo strano, posseduto, ma un grande scienziato. Abbiamo un Azazel di meno��</p><p>�Cosa vuol dire Azazel?� si eccit� Fandorin. �Che rapporto c�� fra questo Satana e i vostri orfani?�</p><p>�Azazel non � Satana, ragazzo mio. � un grande simbolo di salvatore e illuminatore dell�umanit�. Il Signore ha creato questo mondo, ha creato gli uomini e li ha lasciati a se stessi. Ma gli uomini sono cos� deboli e ciechi che avrebbero trasformato il mondo di Dio in un inferno. L�umanit� sarebbe scomparsa da tempo, non fosse stato per certe personalit� speciali che compaiono di tanto in tanto fra gli uomini. Non sono demoni e non sono dei, io li chiamo <emphasis>h�ros civilisateurs. </emphasis>Grazie a ciascuno di loro l�umanit� ha compiuto un salto in avanti. Prometeo ci ha dato il fuoco. Mos� ci ha dato il concetto di legge. Cristo ci ha dato un perno morale. Ma il pi� apprezzabile di tutti questi eroi � il giudaico Azazel, che ha insegnato all�umanit� il senso della sua dignit�. � detto nel libro di Enoch: �Si intrise di amore per gli uomini e svel� loro i segreti conosciuti nei cieli�. Ha regalato all�umanit� lo specchio, affinch� l�uomo potesse guardarsi alle spalle, ovverosia avesse memoria e comprendesse il suo passato. Grazie ad Azazel l�uomo pu� occuparsi dei suoi mestieri e difendere la sua casa. Grazie ad Azazel la donna da rassegnata femmina generatrice si � trasformata in un essere umano dotato di eguali diritti, di libert� di scelta, di essere brutta oppure bella, una madre oppure un�amazzone, di vivere per la famiglia oppure per l�umanit� tutta intera. Dio si � limitato a dare le carte agli uomini, mentre Azazel insegna loro come giocarle in modo da vincere. Ciascuno dei miei allievi � un Azazel, anche se non tutti lo sanno.�</p><p>�Come sarebbe a dire �non tutti�?� la interruppe Fandorin.</p><p>�Solo alcuni sono iniziati alla causa segreta, solo i pi� fedeli e inflessibili�, spieg� milady. �Questi si prendono sulle loro spalle tutto il lavoro sporco, affinch� gli altri miei bambini restino immacolati. �Azazel� � il mio reparto d�avanguardia, che deve gradualmente, a poco a poco, prendere in mano il timone della direzione mondiale. Oh, come fiorir� il nostro pianeta quando avr� a capo i miei Azazel! E questo potrebbe accadere molto presto, fra una ventina d�anni� Gli altri allievi dell�esthernato, quelli che non sono iniziati nel segreto di �Azazel�, entrano semplicemente nella vita seguendo la loro strada, portando all�umanit� un vantaggio inestimabile. E io mi limito a seguire i loro successi, mi rallegro delle loro conquiste e so che, in caso di necessit�, nessuno di loro negher� un aiuto alla loro madre. Ah, cosa ne sarebbe di loro senza di me? Cosa ne sarebbe del mondo? Ma fa niente, �Azazel� � vivo e porter� la mia missione fino in fondo.�</p><p>Erast Petrovi&#x10D; si agit�: �Li ho visti io i vostri Azazel, i vostri �fedeli e inflessibili�! Morbid e Franz, Andrew e quello con gli occhi di pesce, che ha ammazzato Achtyrzev! Sono loro la vostra guardia, milady? Sono loro i pi� degni?�</p><p>�Non solo loro. Ma anche loro. Ricordatevi, amico mio, vi ho detto che non a ciascuno dei miei bambini � dato trovare la propria strada nel mondo contemporaneo, perch� hanno un talento che appartiene a un remoto passato oppure che si riveler� necessario in un lontano futuro? Avviene questo, che da allievi del genere si ottengono i pi� fedeli e devoti esecutori. Alcuni dei miei bambini sono il cervello, altri le braccia. Mentre l�uomo che ha fatto fuori Achtyrzev, non era uno dei miei figli. Era un nostro alleato momentaneo.�</p><p>Le dita della baronessa accarezzarono distrattamente la superficie lucida della scatola, dopodich� premettero come per caso un piccolo bottone tondo.</p><p>�� tutto, caro giovane. Ci restano ancora due minuti. Daremo addio alla vita insieme. Purtroppo non posso lasciarvi fra i vivi. Danneggereste i miei figli.�</p><p>�Che cos�� questo?� grid� Fandorin, e afferr� la scatola, che risult� assai pesante. �Una bomba?�</p><p>�S�, gli sorrise partecipe lady Esther. �Un meccanismo a orologeria. L�invenzione di uno dei miei ragazzi di talento. Scatolette del genere ce ne sono a trenta secondi, a due ore, perfino a dodici ore. Non � possibile aprirle per arrestarne il meccanismo. Questa mina � calcolata a centoventi secondi. Io perir� insieme al mio archivio. La mia vita � finita, ma quanto sono riuscita a realizzare non � poi cos� poco. La mia missione continuer�, e si ricorderanno ancora di me con una buona parola.�</p><p>Erast Petrovi&#x10D; prov� a sollevare il bottone con le unghie, ma non ottenne nulla. Allora si gett� verso la porta e prese a palparla con le dita, a batterla coi pugni. Il sangue gli pulsava nelle orecchie mentre contava il battito del tempo.</p><p>�Lizanka!� gemette disperato Fandorin ormai perduto. �Milady! Non voglio morire! Sono giovane! Sono innamorato!�</p><p>Lady Esther lo guard� con compassione. In lei stava chiaramente avvenendo una lotta.</p><p>�Promettetemi che la caccia ai miei bambini non diventer� lo scopo della vostra vita�, gli disse a voce bassa, guardando Erast Petrovi&#x10D; negli occhi.</p><p>�Lo giuro!� esclam� lui, pronto in quel momento a promettere qualsiasi cosa.</p><p>Dopo una pausa tormentosa, infinitamente lunga, milady si rischiar� in un sorriso morbido, materno: �D�accordo. Vivete, ragazzo mio. Ma sbrigatevi, avete quaranta secondi�.</p><p>Infil� la mano sotto il tavolo, e la porta di rame si apr� dall�interno cigolando.</p><p>Lanciando un�ultima occhiata all�immobile donna canuta e facendo tremolare la fiamma della candela, Fandorin con un balzo enorme si gett� nel buio corridoio. Per lo slancio picchi� contro la parete, a quattro zampe sal� le scale, con uno scatto si raddrizz� e in due salti attravers� lo studio.</p><empty-line/><p>Dieci secondi dopo le porte di quercia dell�annesso per poco non schizzarono via dai cardini per la spinta potente mentre un giovane dal viso stravolto volava a rotta di collo per la gradinata. Attravers� la tranquilla strada ombrosa fino all�angolo e solo l� si ferm�, respirando a fatica. Si guard� alle spalle, rest� immobile.</p><p>I secondi passavano, ma non accadeva nulla. Il sole indorava benignamente le chiome dei pioppi, su una panchina sonnecchiava un gatto rosso, da qualche parte nel cortile chiocciavano delle galline.</p><p>Erast Petrovi&#x10D; si port� le mani al cuore che picchiava selvaggiamente. Lo aveva ingannato! Lo aveva menato per il naso come un ragazzino! Mentre lei era uscita dal passaggio segreto!</p><p>Url� di rabbia impotente, e dall�annesso, come a rispondergli, gli fece eco un identico ruggito. Le pareti tremarono, il tetto oscill� in modo appena percettibile, e da qualche parte da sotto terra si ud� il boato sotterraneo di un�esplosione.</p></section><section><title><p>ULTIMO CAPITOLO</p></title><subtitle><emphasis>in cui il nostro eroe dice addio alla giovinezza</emphasis></subtitle><empty-line/><p>Provate a chiedere a un residente qualsiasi dell�antica capitale russa quale sia il momento migliore per convolare a legittime nozze, e di sicuro vi sentirete rispondere che un uomo solido e serio, il quale desideri fin dall�inizio porre la sua vita di famiglia su solide basi, si sposa immancabilmente di settembre, verso la fine del mese, perch� questo periodo si addice nel pi� ideale dei modi a levare gli ormeggi per un viaggio lungo e tranquillo sulle onde del mare oceano della vita. Il settembre moscovita � sazio e pigro, ornato di broccato dorato e colorito del porporino degli aceri, come la moglie in ghingheri di un mercante d�oltremoscova. Se ci si sposa l�ultima domenica di settembre, il cielo sar� immancabilmente pulito, ceruleo, mentre il sole briller� con costanza e dolcezza; allo sposo non toccher� sudare nel duro colletto inamidato e l�attillato frac nero, n� alla sposa morire di freddo in quel biancume di tulle magico, aereo, che nemmeno ha un nome che gli si addica.</p><p>Scegliere la chiesa per la celebrazione del rito richiede tutta una scienza a s�. La scelta nella citt� dalle cupole d�oro � ampia, grazie a Dio, ma proprio per questo di re sponsabilit� ancora maggiore. Un vero moscovita sa che va bene sposarsi in via Sretenka, nella chiesa della Dormizione nel quartiere dei tipografi: gli sposi vivranno a lungo e moriranno lo stesso giorno. Per ottenere una figliolanza numerosa la pi� adatta di tutte � la chiesa di San Nicola alla Croce Grande, che a Kitajgorod forma un quartiere a s� stante. Chi tiene soprattutto a un rifugio tranquillo e alla vita domestica sceglier� la chiesa del Santo Pimen a Starye Vorotniki. Se lo sposo � un militare, ma preferisce porre fine ai suoi giorni non sul campo di battaglia, bens� vicino al focolare di famiglia, nella cerchia della prole e dei domestici, la cosa pi� sensata di tutte � che pronunci il voto nuziale nella chiesa di San Giorgio in Vspole. E, naturalmente, nessuna madre amorevole permetter� alla figlia di sposarsi alla Varvarka, nella chiesa di Santa Barbara grande martire, perch� poi la poveretta passerebbe tutta la vita nei tormenti e nelle sofferenze.</p><p>Ma le persone note e d�alto rango non hanno molta libert� di scelta, perch� la chiesa deve essere imponente e spaziosa, altrimenti non ci sar� posto per ospiti che rappresentano il fior fiore della societ� moscovita. E alle nozze, concluse nella cattedrale di San Giovanni Crisostomo, cerimoniosa e pomposa, si era infatti radunato il <emphasis>tout Moscou. </emphasis>I fannulloni che spingevano all�ingresso, dove si erano disposti in fila interminabile gli equipaggi, indicavano la carrozza del governatore generale in corpo e anima, il principe Vladimir Andreevi&#x10D; Dolgorukij, cosa questa che stava a indicare la celebrazione di una cerimonia ai massimi livelli.</p><p>In chiesa lasciavano entrare solo su invito personale, eppure vi si trovavano lo stesso duecento e pi� invitati. Si scorgevano numerose uniformi scintillanti, sia militari che civili, molti vestiti femminili sontuosi e acconciature alte, nastri, stelle, brillanti. Avevano acceso tutti i lampadari e le candele, la celebrazione del rito era iniziata da tempo, e gli invitati erano stanchi. Tutte le donne, indipendentemente dall�et� e dalla condizione familiare, si sentivano emozionate e commosse, mentre gli uomini si annoiavano notevolmente e chiacchieravano d�altro a voce bassa. Degli sposi avevano gi� finito di ciangottare. Il padre della sposa, il consigliere segreto effettivo Aleksandr Apollodorovi&#x10D; von Evert-Kolokolzev, lo conosceva tutta Mosca, la graziosa Elizaveta Aleksandrovna era stata vista ripetutamente ai balli: aveva debuttato gi� l�anno prima, per questo al centro della curiosit� generale c�era lo sposo, Erast Petrovi&#x10D; Fandorin. Di lui si sapeva poco: uno della capitale, passava da Mosca per brevi visite, per faccende importanti, un carrierista, si aggira vicino all�altare del potere sovrano. Il rango, a dire il vero, non l�ha poi tanto elevato, ma � ancora di primo pelo e far� presto a montare in vetta. Mica uno scherzo, a un�et� del genere avere gi� San Vladimiro all�occhiello. Il previdente Aleksandr Apollodorovi&#x10D; sa guardare lontano.</p><empty-line/><p>Le donne si intenerivano di pi� della verde et� e della bellezza dei due giovani. Lo sposo era emozionato in modo molto toccante, ora arrossiva, ora impallidiva, aveva confuso le parole del voto; in una parola, era un tesoro. E la sposa, Lizanka Evert-Kolokolzev, sembrava davvero una creatura non terrestre, stringeva il cuore a guardarla. E quel vestito bianco che pareva una nuvola, e quel velo incorporeo, e la coroncina di rose di Sassonia, ogni particolare era proprio come bisognava che fosse. Quando gli sposi bevvero il vino rosso dalla coppa e si scambiarono il bacio, la sposa non si confuse affatto, anzi, sorrise allegramente e sussurr� allo sposo qualcosa che fece sorridere anche lui.</p><p>Ed ecco cosa aveva sussurrato Lizanka a Erast Petrovi&#x10D;: �La povera Liza ha cambiato idea, invece di affogarsi si � sposata�.</p><p>Per tutto il giorno Erast Petrovi&#x10D; si era spaventosamente tormentato dell�attenzione generale e della sua completa dipendenza dagli altri. Si erano fatti vivi moltissimi compagni del ginnasio e �vecchi amici� di suo padre (i quali nel corso dell�ultimo periodo erano stati come inghiottiti dalla terra, e adesso se ne rispuntavano fuori). Prima portarono Fandorin al pranzo d�addio al celibato alla trattoria <emphasis>Praga </emphasis>sull�Arbat, dove non fecero che darsi gomitate, ammiccare e chiss� perch� esprimere le loro condoglianze. Poi lo riportarono in albergo, venne il parrucchiere Pierre che gli tir� i capelli fino a fargli male, arricciandoli in un ciuffo sontuoso. Non poteva vedere Lizanka fino alla cerimonia in chiesa, e anche questo era un tormento. Tre giorni dopo il suo arrivo da Pietroburgo, dove adesso lo sposo prestava servizio, quasi non aveva visto la fidanzata: Lizanka era sempre occupata con gli importanti preparativi nuziali.</p><p>Poi, paonazzo dopo il pranzo d�addio al celibato, Ksaverij Feofilaktovi&#x10D; Gru�in, in frac e con il nastro bianco del compare di matrimonio, aveva fatto sedere lo sposo nella carrozza scoperta e lo aveva portato in chiesa. Erast Petrovi&#x10D; aspettava la sposa sui gradini, intanto dalla folla gli gridarono qualcosa, una signorina gli gett� una rosa graffiandogli la guancia. Finalmente portarono Lizanka, che quasi non si vedeva da sotto le onde di tessuto trasparente. Si misero fianco a fianco di fronte al badalone, il coro cantava, il sacerdote diceva: �Dio tu che sei misericordioso e amante dell�uomo� e qualcos�altro ancora, si scambiarono gli anelli, calpestarono il tappetino rituale, e poi Lizanka disse della povera Liza, e allora Erast Petrovi&#x10D; tutto a un tratto si calm�, si guard� intorno, vide le facce, vide l�alta cupola della chiesa, e si sent� bene.</p><p>Si sent� bene anche dopo, quando vennero tutti a congratularsi, in modo molto sincero e sentito. Soprattutto gli piacque il governatore generale Vladimir Andreevi&#x10D; Dolgorukij, cos� grassottello, amabile, con quella bella faccia tonda e i baffi spioventi. Disse di aver udito cose molto lusinghiere sul conto di Erast Petrovi&#x10D; e gli augurava con tutta l�anima un matrimonio felice.</p><p>Uscirono sulla piazza, tutt�intorno gridavano, ma non si vedeva bene perch� il sole brillava molto luminoso.</p><p>Sal� con Lizanka sulla carrozza scoperta, c�era fragranza di fiori.</p><p>Lizanka si sfil� il lungo guanto bianco e strinse forte il braccio di Erast Petrovi&#x10D;. Furtivamente lui avvicin� il viso al velo di lei e inspir� velocemente l�aroma dei capelli, del profumo e della calda pelle. In quell�attimo (stavano attraversando la porta San Nikita) l�occhio di Fandorin cadde per caso sul sagrato della chiesa dell�Ascensione, e fu come se una fredda mano gli serrasse il cuore.</p><p>Fandorin vide due ragazzini di otto-nove anni in lacere uniformi azzurre. Stavano a sedere con aria smarrita fra i mendicanti e cantilenavano con vocine sottili qualcosa di lamentoso. Allungando il collo, i piccoli accattoni accompagnarono curiosi con lo sguardo il sontuoso corteo nuziale.</p><p>�Che ti succede, caro?� chiese spaventata Lizanka nel vedere come era impallidito il marito.</p><p>Fandorin non rispose.</p><empty-line/><p>La perquisizione nella cantina segreta dell�annesso dell�esthernato non diede risultato alcuno. La bomba, di costruzione ignota, aveva prodotto un�esplosione potente, compatta, che quasi non aveva danneggiato l�edificio, mentre aveva completamente distrutto i sotterranei. Dell�archivio non era rimasta traccia. Di lady Esther nemmeno, a meno di considerare un frammento del suo vestito di seta.</p><p>Rimasto privo della direttrice e della fonte di finanziamento, il sistema internazionale degli esthernati si sfasci�. In alcuni paesi gli orfanotrofi passarono all�amministrazione dello Stato o di societ� caritatevoli, ma la parte principale dell�istituzione smise semplicemente di esistere. In ogni caso, entrambi gli esthernati russi furono chiusi per disposizione del ministero dell�Educazione popolare in quanto semenzai di ateismo e idee perniciose. Gli insegnanti partirono, i bambini per lo pi� si dispersero.</p><p>In base all�elenco sequestrato in casa di Cunningham fu possibile identificare diciotto ex allievi dell�esthernato, ma non era poi molto, visto che era impossibile stabilire chi di loro facesse parte dell�organizzazione �Azazel�, e chi no. Ciononostante cinque rassegnarono le dimissioni (fra questi il ministro portoghese), due si uccisero, mentre uno (la guardia imperiale brasiliana) fu perfino giustiziato. Una vasta inchiesta internazionale scopr� una quantit� di persone tutte in vista e rispettabili, che avevano a loro tempo frequentato gli esthernati. Molti di loro non lo nascondevano affatto, fieri com�erano dell�educazione ricevutavi. � vero che alcuni dei �fanciulli di lady Esther� preferirono nascondersi, sottrarsi all�attenzione insistente della polizia e dei servizi segreti, ma la maggior parte rest� al suo posto, tanto non li si poteva accusare di nulla. Tuttavia a partire da quel momento l�accesso alle responsabilit� superiori dello Stato venne loro sbarrato, e al momento di nominare ai posti pi� elevati ripresero, come ai tempi feudali, a rivolgere una attenzione particolare all�estrazione e all�albero genealogico�� Dio non voglia che si arrampichi in vetta un qualche �trovatello� (con questo termine battezzarono negli ambienti competenti i pupilli di lady Esther). Del resto il vasto pubblico non si accorse che era stata compiuta una purga, in quanto erano state prese misure precauzionali e segrete scrupolosamente concordate fra i governi. Per un certo periodo circolarono voci circa un complotto internazionale vuoi di massoni, vuoi di ebrei, vuoi degli uni e degli altri messi insieme, e fu fatto il nome del signor Disraeli, ma poi in un qualche modo fu messo tutto a tacere, tanto pi� che nei Balcani era maturata una crisi da non prendersi alla leggera, che aveva reso febbrile l�intera Europa.</p><p>Fandorin per dovere di servizio si trov� costretto a partecipare all�indagine sulla �pratica Azazel�, tuttavia manifest� talmente poco zelo, che il generale Mizinov ritenne opportuno affidare al suo giovane, capace collaboratore un altro incarico, di cui Erast Petrovi&#x10D; prese a occuparsi con zelo di gran lunga maggiore. Sentiva di non avere la coscienza del tutto pulita nella vicenda Azazel, e che il suo ruolo era piuttosto ambiguo. Il giuramento dato alla baronessa (e involontariamente violato) gli aveva parecchio rovinato le felici settimane precedenti le nozze.</p><empty-line/><p>Ed ecco che doveva proprio succedere che il giorno stesso di queste sue nozze gli cadessero sotto gli occhi le vittime �dell�abnegazione, della prodezza e del lodevole zelo� da lui manifestati (cos� nel decreto imperiale che ne fissava la premiazione).</p><p>Fandorin si avvil�, s�abbatt�, ragion per cui all�arrivo nella casa avita di via Malaja Nikitskaja Lizanka prese con decisione ogni cosa nelle sue mani: si appart� col cupo marito nella stanza del guardaroba, disposta di fianco dell�anticamera, e con la massima severit� viet� di entrare senza permesso, visto che i familiari avevano abbastanza da fare con gli ospiti che arrivavano sempre pi� numerosi e andavano intrattenuti fino al banchetto. Dalla cucina emanava una fragranza di aromi divini, i cuochi del ristorante <emphasis>Bazar slavo </emphasis>si erano dati da fare senza un attimo di sosta fin dall�alba; dietro le porte sbarrate della sala da ballo l�orchestra riprovava per l�ultima volta i valzer viennesi; nel complesso, tutto procedeva per il suo verso. Non restava che riportare all�ordine lo sposo demoralizzato.</p><p>Accertatasi che il motivo dell�improvvisa malinconia non era affatto il ricordo di un qualche amore tornato in mente a sproposito, la sposa si tranquillizz� appieno e si mise con convinzione all�opera. Alle domande dirette Erast Petrovi&#x10D; rispondeva con un muggito e non faceva che cercare di cambiare argomento, quindi fu necessario mutare tattica. Lizanka carezz� il suo promesso sulla guancia, lo baci� prima sulla fronte, poi sulle labbra, poi sugli occhi, e lui si ammorbid�, si sciolse, torn� completamente sotto il suo controllo. Comunque i giovani sposi non avevano nessuna fretta di riunirsi agli ospiti. Il barone pi� di una volta era andato nell�anticamera e si era avvicinato alla porta chiusa, aveva perfino tossito con delicatezza, ma non si era deciso a bussare.</p><p>Bussare per� gli tocc�.</p><p>�Erast!� lo chiam� Aleksandr Apollodorovic, che subito quel giorno aveva cominciato a dare del tu al genero. �Scusami, amico mio, ma � arrivato per te un corriere militare da Pietroburgo. Per una questione urgente!�</p><p>Il barone diede un�occhiata al baldo ufficiale con elmo piumato fermo immobile nell�ingresso. Sottobraccio il corriere teneva un involto quadrato impacchettato con la solita carta grigia sigillata in ceralacca con impressa l�aquila bicipite.</p><p>Dalla porta si affacci� tutto rosso il giovane sposo.</p><p>�Cercate me, tenente?�</p><p>�Il signor Fandorin Erast Petrovi&#x10D;?� si sincer� l�ufficiale con voce chiara, con quel non so che tipico delle guardie.</p><p>�S�, sono io.�</p><p>�Un plico segreto urgente dalla Terza sezione. Dove lo metto?�</p><p>�Mettetelo pure qui�, disse Erast Petrovi&#x10D; facendosi da parte. �Scusate, Aleksandr Apollodorovic� (non gli riusciva ancora di chiamare il suocero per nome).</p><p>�Capisco. Il lavoro � lavoro�, disse il suocero con un inchino della testa, chiuse la porta alle spalle del corriere militare e ci si mise lui davanti per impedire che, Dio non voglia, entrasse un estraneo.</p><p>Ma il tenente pos� il plico su una sedia e tolse dal risvolto dell�uniforme un foglietto.</p><p>�Vogliate firmare la ricevuta.�</p><p>�Cosa c�� dentro?� chiese Fandorin apponendo la sua firma.</p><p>Lizanka guardava con curiosit� l�involto, e non mostrava il bench� minimo desiderio di lasciare il marito solo con il corriere.</p><p>�Non � notificato�, rispose l�ufficiale stringendosi nelle spalle. �Quattro libbre di peso. Da voi si celebra un lieto evento? Magari � legato a questo? In ogni caso, le mie congratulazioni personali. Qui c�� un altro pacchetto che, probabilmente, chiarir� tutto.�</p><p>Si tolse dal risvolto della manica una piccola busta priva di intestazione.</p><p>�Posso andare?�</p><p>Erast Petrovi&#x10D; annu�, dopo avere controllato il timbro sulla busta.</p><p>Eseguito il saluto, il corriere militare si volt� di scatto e usc�.</p><p>Nella stanza immersa nell�ombra c�era un gran buio, e Fandorin, nascondendo cammin facendo la busta, si avvicin� alla finestra che dava direttamente su via Malaja Nikitskaja. Lizanka abbracci� il marito alle spalle, gli respir� sull�orecchio.</p><p>�Allora, cos��? Congratulazioni?� chiese impaziente e, alla vista di una cartolina lucida con due anellini d�oro, esclam�: �Proprio cos�! Ohi, che carino!�</p><p>In quel momento Fandorin, attratto da un movimento veloce dietro la finestra, alz� gli occhi e si accorse che il corriere militare si stava comportando in un modo un po� strano. Era corso veloce per i gradini, era saltato di slancio sulla carrozza leggera che lo aspettava, e aveva gridato al cocchiere: �Andiamo! Nove! Otto! Sette!�</p><p>Il cocchiere agit� la frusta, si volt� un attimo. Era un cocchiere come tanti: cappello a cupola alta, barba brizzolata, solo gli occhi erano insoliti, molto chiari, quasi bianchi.</p><p>�Fermo!� gli grid� furioso Erast Petrovi&#x10D;, e senza pensarci sopra scavalc� il davanzale.</p><p><emphasis>Il </emphasis>cocchiere schiocc� la frusta, e la coppia di cavalli neri come corvi part� al trotto.</p><p>�Fermo o sparo!� grid� a squarciagola Fandorin mentre correva, anche se non aveva nulla con cui sparare: in occasione delle nozze la fedele Herstal era rimasta in albergo.</p><p>�Erast! Dove vai?�</p><p>Fandorin si volt� indietro di corsa. Lizanka si sporgeva dalla finestra, sul suo visino era dipinta la pi� completa perplessit�. Un attimo dopo dalla finestra si sprigionarono fuoco e fumo, si ruppero i vetri, ed Erast Petrovi&#x10D; venne scaraventato a terra.</p><p>Per un po� fu tutto silenzioso, buio e tranquillo, poi la brillante luce diurna lo colp� agli occhi, nelle orecchie sent� un rombo assordante, e Fandorin cap� di essere vivo. Vide l�acciottolato del marciapiede, ma non riusciva a capire perch� l�aveva proprio davanti agli occhi. Guardare la pietra grigia era ripugnante, allora spost� lo sguardo da un�altra parte. Ancora peggio: l� c�era una pallina di sterco equino e accanto qualcosa di sgradevolmente bianco, che luccicava con due cerchietti dorati. Erast Petrovi&#x10D; con un balzo si alz�, lesse una riga vergata con una calligrafia grande, d�mod�, con uncini e complicati tratti di penna:</p><empty-line/><cite><p><emphasis>My Sweet Boy, This is a Truly Glorious Day!</emphasis></p></cite><empty-line/><p>Il senso di queste parole non arriv� alla sua mente annebbiata, tanto pi� che l�attenzione del contuso fu attratta da un altro oggetto, posato davanti a lui sul marciapiede e che irraggiava allegre scintille.</p><p>Dapprima Erast Petrovi&#x10D; non cap� di cosa si trattava. Pens� solo che per <emphasis>questo </emphasis>non poteva esserci posto sulla terra. Poi vide meglio: il luccichio veniva dal cerchietto d�oro all�anulare di un sottile avambraccio di ragazza strappato al gomito.</p><empty-line/><p>Lungo la <emphasis>promenade </emphasis>di Tverskoj, a passi rapidi e incerti, senza vedere nessuno attorno a s�, stava passando un giovane molto elegante ma spaventosamente sciatto: un frac costoso ma gualcito, una cravatta bianca ma sporca, nel risvolto un polveroso garofano bianco. I passanti si facevano da parte e accompagnavano lo strano soggetto con occhiate curiose. E non per via del pallore mortale di quel dandy, come se non ce ne fossero abbastanza in giro di tisici, e nemmeno perch�, senza ombra di dubbio, era ubriaco da morire (barcollava da un lato all�altro): cose di questo genere se ne vedono di continuo. No, l�attenzione dei passanti, soprattutto delle signore, era attratta da una intrigante particolarit� della sua fisionomia: in tutta la sua evidente giovinezza quel libertino aveva le tempie completamente bianche, come gelate dalla brina.</p></section></body><binary id="cover" content-type="image/jpeg">/9j/2wBDAAUDBAQEAwUEBAQFBQUGBwwIBwcHBw8LCwkMEQ8SEhEPERETFhwXExQaFRERGCEYGh0dHx8fExciJCIeJBweHx7/2wBDAQUFBQcGBw4ICA4eFBEUHh4eHh4eHh4eHh4eHh4eHh4eHh4eHh4eHh4eHh4eHh4eHh4eHh4eHh4eHh4eHh4eHh7/wAARCAE8AMgDASIAAhEBAxEB/8QAHAAAAgIDAQEAAAAAAAAAAAAABAUDBgACBwEI/8QAVxAAAQMDAQQFBgcLBwkIAwAAAQIDBAAFERIGEyExBxQiMkEjQlFSYXEVM2KBkbLSFiQ0Q3KCkqGxwdE1U2Nzg5SiCCUmREVUdLPhFzZkhJOVo/B1wuL/xAAbAQACAwEBAQAAAAAAAAAAAAACAwEEBQYAB//EADYRAAICAQMCBQIDBgYDAAAAAAECAAMRBBIhMUEFEyIyUWFxBhRCFSNSgaGxM1ORweHwktHx/9oADAMBAAIRAxEAPwCuTnLfGahtfBNvXm1tNoPVkDSooT2u7x5cq8sjVhiSB1yHFd9T7yR++trRYZ+0D8bqLRdbQw0jX62G09r56luWzNysL5LzOXF9hGvzq6LJ64mVsl8EOzzLKCzZoHVW19v71a1Jz6ezUUW32ZWR8DwcD/wzf2aR2ObPfiswnC42zqCVNk6ckVazHEV5tKXG1kpCilKtQFXlIbqJXZdsLs1psJsl2KrFaMtKB/AmuCdKfk07hM2AOudYsNs3OtW7/wA3N93PuqpXAzY5lPR/waYhKH2/O1eChSuTcNrBGZDzJeA1eTbj+YVd32ZoWRe4zB25l5euXR83/s20f+3tfZrVFz6PljPwbaP/AG9v7NVyNtM7hpp7ZBfk+x+D1IdpV+Gyyv8A0f8ApXvLEDbHfwzsF/uFn/uCPs0PZLdZZ/XZLNhtRbVLJSTBa4jSnj3aSfD8rOfuWX/6X/SmljdvTtukuspaHXH1dvWlO5Ty0/NRpUnxPHMKvezNgMbPwBAd7aew3Ba9vyaSfcrZWj5LZSH/AHZCqt1qalNQ91KPcUVetRS6seUh7RPmsvSVOLsvZPO2ctg/8m39mi29m9nwf+79r/uTf2afrTkcKj0gHjmmhF+Iuy9m74ixNgsCRkWG1/3Jr7NbiyWQ8PgO1j/yTX2aZcAOFYltxXFOanavxEeY3zAmNn7ITxslq/uTX2aMRs/ZMfyHa/7m19mtmw6k8aLYfI4KpToPiMrugR2esQ/2Ha/7m19moXdnbEr/AGJa/wC5NfZp0XEnxFanCuWKWFHxLG6Ivuasmf5EtX9ya+zWw2bsg4myWoD/AINr7NPDS3aZ0t2ZzdYyezk+jxqcD4ngPViV+RH2YEjcs7P2+U6NS/JxEd39Gi7XaNmLh5VizW33dSa+zUYKbHa2ZHUN1LV5Nzz0flfvqReuJdYLrTTcSEeyEknUrPiRUgZ6x5VR0kl32dsjdrlYslt+JX2upteqfk1lN7w4g2iX28+QX9U1lVLfScQBOO7NSTE2fitImrY3cNpbyU/jV7umIn9asctmcS8WuOd52VK1d36KjEaJ8CWq55SyXITSCg+Ct3S7cTbX5USGUMz2/KY7Oj5Ks0otiXgN03SlZbGOKU4LSlHjx9NO7CoI0JcaKjw7QPKt9jtnjN3Ux/hFb7CPWd/6Vfo0RmKMMICU+irNNTHk8StdaEOInaZdWew0TRzMZ0DtNfVo9KDjs8qwI9FXcCUWuf4iCezcPh1vdfg+57eju6s0eyJHo7f5FMo6FBVHoBCaAnbPB90SaX88R2fdQs0SmWV9VHbzpQjgnxqxOYwaXSedEh3TzWbZE3JXpOtOk+xWa9L/ALKmRoLY7OPeKjWkeFGuPiV2Zmmmsq7uakS04oDNFxmU6EnFEaEgUDW7Z7ZBY0NSlp1etTZltLa+A82oWcJePo1VMhepwY9BqrazNDRcQNSAFK4eNRLbGD+dRjqRqPvqNxPbI9iqJXnisWupKSFVqh9QGKJkJ8kPfQDgKTwq0nqim9MI6yrRSe5v74PRN8XXXO2hGjsoSn+NGnOignmxu93vFo1+envUxawZBvK9ZXrrcVPW9mEzv2SDxb3etPdo9p1M+RGlJZcUWRqUtwnUrHgBRzwA3mYgkd1CEo7yk+2vQzw5brQvsK+T7ajrHm6eSnnfgeXl3ea2HPDGnsmsqO5fydK/qHPq1lK1FeWiVtOJzeJJMez29OrU11VvyXm9weFaokdbdZaYaQk57QQnvKzzrdbMYbIW56OSp3qrfHzu4PCtthmus39vzPKoT9Ks/urJf3ATod2VJnYI0bq8GPHb7jQSlPzVPUupIT3ai3qQo9mtUGY7NNmirVnFCy7/AGGLIVHlXWCy8nvIW+kKHzUU28nTnFUG/S24nTTFcXHfkNmyq1NMs71Su0fNoHJEdp60syJ0KK7FlMJfjOIdaWMpWhWUn56ICgE4zVI6HExUbIuJiykLDk154xhzialfEn2jH66uJB1YoYFi+WxHxIJz7EaM5JlPJZZbGpS1HAA9NaSEBKQoHIIyDVZ6R2n70iJsnEcU27PDjzqgeTTaeI+dSkCpeje6KvWxUUvHEmETEkJPeC0c8/TRhsHEM6cGrzDDbddrVMnOQo9xYckN95pJ7SfeKkavVnVIkx/hCOp2MFB9CSSpvHpxXPJF7VaOk7aSJHX1aRPcisIlKHk2Mt8VK/dXTbBaIdpgqjRgpZyouOOjLjiscVKV4k15rIL0LXjHeS2G8Wq7tLXbZ7MpDfeU0cgH31s1ebUu4rtqJqFTE8VMaVa0j0kVTegMD7k7j8i6SPqppjAAPS3cuA/kSN/zVUo9Yx6drFc9JbY8uLIekMMvoW7Gc3byAeKFYBwfpqO53y12vdfCUtEbfq0NagTrV6B7a5ZeDfrTtptJtXaCZMWHIaZnQR+ObDKMq/N/fVhvlzgbQ7O7OXO2vpUh6+w9PpaJX3Veg0JUYk/lyGGOZb7vfbNaW47l1uLEJD4AQt44Sfnre4T4saImVIfbYZUpKAtw6RlRwkfPVL/yiEj7lrbkDheGPqro7pkYRK2RMJZWlEiZGayjmMup415R3k+VuKDPuljkKCmcqPDHaxSa2XS3XIuCDJS+tkhLuM9lXo41W9l77OtNyGxm0vCU0fvGaeyJjfh+dR+xoAkbRYGP8+O/VRVqsyvfpmRTu7f1j1fPhQrneot3gONBZJcq2kzWnuSk1IklXhUasFVTggJ5VLcSBAbv/J8v+oc+rWVl3/k6X/UOfVrKU5hYlCteHNnLe3w/A2vqCt+jgNubZLHmZ1J+ZCqq9nlXR7Z+C0I5+IZ/Fq1adAq4dG1uuDV+Ep2IW29Ctaz2U6iOFYSMbHGBOntQKh5nVdPYxWqWs0ShILea01YrT3zIImqEJ9WqJdS/H6Yod26jNMJu3KYW+3GWtKVaifAVfgr0kVJqGKg8xlTeX26yg7I2+4Rtp9p9qBAkCNM7UaOpOh14pGSrSeWrwzVusk1c+0sTZNvegOuI1OMO99s+g0alWTzx6KxAxmoAxJezPaU202uJftqbxcL3alBpspjQhIYUjySU5UtOcd5VAbNQ39mOkO5wWYMw2Ge2l9txuOrdMu+rwroie0OA+mtVpUOHA/PQ8ExnnsFIHcTmPwKi7bY7Vouttlpt85LIZdU0UpWUp05SSPCmOxky/Wd82C9RJUtpv8EubaCpK2/BK8clVeVjKcA0IWnkL7nZ9OaZ7ol7sY4lN2GL2yE+72ifBuK4b8pcmJJZjKdSsKx2TozhVOdmI8uRtXdL+9FdiNSWG40dp4aVqShROtQ5pBzwHjTtEgp5BRrbfgH4vJPyqja0814Pq7xNsqhxvaLadb8Z9tmTNbdYW40QlxO60nGR6arF42KnW3au33PZwE2uRcoz0+Hng2tK/jUjwFdDVIJ4acfPUanXRx0DHvqAk8mpKnIErPTpAuF02biRrbBkzHW7k0+tLKc6UJSvJP01L0jh6bsoyITEyU8uYy+W221awlLuVVY966UcE8VVoQvTg4HvNeWvjrJOo9QbHSKNt7FbtqbcmM5vQ4BrjyEI0rZV6aT9HEO8W61XBu+8Zirgslz+dToQAv58VbVIcKgSQceio1tq1YV40ytADnMQbbGTy+0ieOrwofQQaM0BPA1EvAOTVlTKrLBVDtVtqGOJNeOq7XAV5z5UwjpFQe5Y+C5fD8Q59U1lbXLV8Fy+yPiHPqmspVnWWK/bPNlNH3NWrCR+AseHyE06aQFK5eFV/Y9X+jdq/wCCY+omrPHA50lQUQRzkMxkp5VE4tOOFSqoCbKjRQTKksRwrula0oT+ugWTObdMxfj7Q7HFh59kTLiGpO7eUlLqdTfZIBrprWAkJSMAchXHunS92o3rY9SLpEeTFuG/cS08lZCQpHHhV/Vtls+20VRpC5J3aljdsuHknPq+PhVKu5Bc/PxLDoWrT+crHS9tDdYl4iSbJl2Js0WbhdCP6VWjQfcgk/nV0+BLjz7bHuEVzWxIaS62cYylQyDXMNhbRY79shKuN4vc9h+5uuC8tmSplDbyuTSk6fBOkVt0FXcxI1z2OmPJeXaJC0RZI4tPtavNUOHClVWHfz3jLE9BI7ToG1rSXtmbmFDimG6tODjBCDiuR2uEFdATO0ybjcIu0DbSnmpTc53W47vClKdOcHPLTiup3uc0rZ66LQoOo6s+xhPa7ekjHvzXKtktm4Eroitn+cWtndo4ii7EkSyWVJeStWkK3lRq19ePpGaY5XM6xaW5UvZKGq+Ntie5ABlJ8d5p41yTolTspO2FWrai5j4QXIdbDi7o6lzTr7HDVVz2V6Qok6I5bdpDHtN+joLT7Dg0JdVjvNHzwfZVX6Ib1AsfR5Kt+0kO4RltvvOrZcgu6SkkeyoZg7KM9RCxjt/oJZOk3aC4MbSWDYu2SFwl3l0pkS28FbTQ5hOR3j6adfcXsw3H3KrYl0DvPyH3FOY8SV6s1SekoC6/c3t1s7drf1+AEr3Eh9CUvJPb3erlr8KsNn6StjL9D6q9KSzJWkhcCVHUVa/VCSCFj3UxbFBO8/aKevpiP9lLLFs8STCjy1yo7klTzYddU4ppKgBu9RJOOFU/oc7V721CyXur3hTLBUfikal9lPspZ0Hu27Z7Ziazflx7LMdnrcQiSQy6WsDkFccUZ0JzWJF+23ejqDkZ+8KeZUPxidS+0KhLdwQ/eGy7AywXam/bTWLpFv16tbPXbRAYhi4w9fa0KQcuIHpFWzaK5WTabouu11tMnrTYt7y0qGUraXoPPxBFQbOPsJ6U9pCpDiRNhRDGS6jTvygKDmPdn9VV3pA2OnWBF0vuwg3EebEWi6Wvmh/UMakDwPsoMum4Ke5z9IPD4z2xOgbJpaZ2Ttbq1aUpt7K1H2bsZNc7sm0t3i9IkW53LPwPtVragZ/F6FeR/SR2vz6b3G4KndHtqslkWqYue3HgSX2ApSYrRSkOnUOHKgel2xbNjY5yDCkdVu9u3ciAhc91xeUf0ZUfN9lHYx2jHaRWNufrOjup1nOuonB4aqSdH21cPa7Z9qXHUhMxpKUzGPFt3x4eg1YVpHM861anDjIlCxMMRIVt8OeahIweVFEk+iolJGafmI2QK6oPwbK/qXPqmsom6pHwbK/qXPqmspbNJ2QLY1H+jlp/4Jj6iatDIAFVrY5xKdnLTn/c2PqJp+XxjhShlgJabbuMI1pzjFU/pl3bnRftCnCciIePjzFWPfL1cqr/AEjw5t22CvFtt8TrMmSwW208BxPtPKk6iv8AdNBrs9QPwYs6PbNZpXRpYm5VugvNu29vUlcdJKvnxVe2e61sX0uo2ZgSpDtju7CnmmHXCerKGe4c8OVWDYdV2s+x1rs03Z249bhshpQQ4yUkD0Heca2smz1we2wd2rv4CJCWOrQYiF6kx0eKlL85RqsKyyJtHPB/lLDPh2MdzbbFtWylzjRh8axIfdUe844tKiVH28qqf+Tysf8AZRASQM9ZfyfHv1b78HFWeWhplbzy2VoQlPiSkiq10PWa5bPbCsWu7RCzKQ8tXBSVpIKsjBBp3lbLlH0ivM3VtKog7S7PXC97Y2NXwjbHLzMbutuPeCEOkbxHzVZdsb3bNrej+2T7Y+l2MbvBWD4gh0ApI8D2qbdHkO5xEXpFygiKqVeJMqOorCstuEEciaQbU9GrsXaGJdNlXtwxJmMrusHXpbcSlxK94kesNP66q+WyDA6fHxLC2b+T1knTjaZMyxp2lgpX8K2KQJTC094o1dpP76M2k2kdvmxFqRZVhMzaf73ZHNTKVDyyvzE66vCmA/qQv4tQIKT4g1R+jHYd/Zy+3Rcs72JFkOs2YFzVu2HCFrV85wPzaa6FXAHQxVd3ow55B4gXTba4tq6FpkCEjQxFajNNp9CUutgU12aucMosUJ/Z2e2/uhuJTkVLSUK3PgrVniKL6ZrHdb7sHItFnjpfkzNHFbgQlGlaVHJPuqTZ17aZMW229/ZjdaN02/IMxlSW0pT2lYB1HPhSyB5u4doRf0j65/tKt0iSoULpi2Klz1pbaRHk5U4MpTwVU+yseDc+k+8bUbNvMizpjpiSSwMJek8+XyR4012+s16ldKOzd6i2/VBtjTiH179KVFS0+aM0Pe9l7rbtp07U7JbgOSf5UgvOaG5KfWB8HKBA+4kjvG+YAqrF/SVZ5192ytQst1ctt2iW2Q/EcSeypQca7KvYaa7A7bJvchdjvsI23aSIdEqIrglwg41N+kVOIN4kdIlmu3wUUQmrc/HkZdRqSpaknwPHu0bt/sHA2oZZlNvOQLxEGYc1vvNK9o8acyFcsOsgPmVO23V7Zv8AyfjdYww9HZc3eOYUqQpAV81WDomgsQ9grVJaKnJU9gSpUlZ1OPuK5lSvH2VLsxs5IHR2jZvaQIecdZdalaFZCta1EkH580m2NtG1uxrJsfVhfLO2T1OQ3ISl9tPglSF4H0GoqUqy57j/AEkMd3TrEXTO0NmbrZdtLQOrT1ThHkhvgJKTx7Xp5Yrqxyo8eGQDVSuezM7ay922RfWBCtlsc37ULe61vu+svHAAerVwI41Y06BGYgdYmxsKF+JFpGa2KeFeqTx517g+irmcxGIHdUn4Ll/1C/qmsqW6p/zXL/qF/VNZS2aFiB7KlgbL2fdJysQI/a/sk06bb8+q9sYSNl7YcdoQGOH5iasLTnyOyql1jAk2e6agKBwOPrVIClI4jFaEKCsDj62Kk0LAyU4/KozFSMMak6s1HJKEJCeZqdsr1BJHOvHWErPFWCDUhpDQVCMoyRwr1pG9XpA4juipXgEoCU1LD7CS5gE+BombjMUFwZApttp8NjmPGt3ELUrnWyU7x5StPZB51I9gKATyoQ0Yq4WaobU23nXzNaEdvnwr0BRPjis06qkcTxXiTu6VQFFXaKHOzXkVJClq1ApUU5Ho41iEERyM5TzrRBaVBdDSiVqII+akYwCIzPAmshSVLxzyqopTay2COOokVOloakZ8E5PvqdYSloZ8KPdgyNuVMhjpUMHNFeHGh2Hmldw0QTQsYxPTI3EkDhQqwc8aLOTUTiRRq0huYMCQa9WoYrfR7Kgdo8wZ6CCK3bOqoU4JxU6E8MivHEMQS6/ybM/qHPqmsr26g/Bkzh/q7n1TWUppMA2GWkbO2zetZzCYIH9kmrIWWXUqLPYKQDp+mlsKMljZbZ6S0nQVW5hJP9kmjYBKVq8qC5pGf11TW9NgzwekdZSQWng4FOeOONGyX984lSRw0pH0UKtpSF6OdNrbFQqC6VjihJNNuZVAaV61ffsgSEDjkCh1tpW+APVyaZQWUrk4VxSUnhQzDZTIbzzIIIrwswxhMvEBjsBawVHKTRLLScEJ7orZaVNaUhGklwimtsgByPq55FDbftXMhK8mKXeVCHSlC1rOAnx9FMXWwF8vHFDFp2bclQcjQ4NJz5qdOeHtrL8U8UbRVgIMs/A+8v6TSi2z1HgRYi/xUP7sxllgpwo+eT6aOVulp30M7xvu+qpNVdUCWHCPxgKR9I4VcbJDbisFDrmpbmM+zFct4D4zqn1Dec3p689vtNjxPQ0pV6ZpCCVzEMq5HwoXS21LkMo7IS6QPdTlmMlF6aAHmGlF/jj4Xf0nSAQTj3V3tdqvcBOatTah+kkjuNl11CTkpIB99K7/ADXGYym0JOXFEZ9lMIMdDEUygrUVPYUfbRDsVBAcdQFAHINeNqnI+IG0lR9Ymt7xwIx4blelHrU4cUsKzyTXs6GzJg5Aw4O2hftqJ7MmDvMt6Bpd0K7qvHFeW304xJUEdJo3KQtzRxHhq83PozRFEFxk2bre4w2Ua9G700EyjToQtzWtpPeoRqAOsIrJxqCeVQ7ttfDR3u1U5Cs4oIfy9ut78Wyrse886G+41bcdzDVd3HxN0x0jiBUwbSnAxUzWBkYrNJJJq1uMjEX3YabXLGPxDn1TWVPdW9VvlD/w7n1TWUpnjAJqwWGujG1yZCSptm3RlpX/AGQqsbKr6/J62xfmnXfQhxOnTVmjr1dGFqilOps22OhSP7IUq2EtbES1tfeTTTmnv6EpUuuB8evdAjA468fB4wZvUbAjbevzLrGj763tPFj+083Vqo2EG3FraSOAFOFJa3DbJQN2Bp0ebUTEVhlaigcU8636rWC4Y5mc6L+kRUxbiwdWg++ljrLgeykdr21Z9Suuvds7sNpISfSaGXDZWsLBVrHh4U2rXZ9TD6RbUq0R9UfUnUpSSU8hT2zo0RkpUkaqkMGLpHezjl6K2ZIZ0oIUSnzvRQ3aveMDpDWgLEU+MBIzqGM5pLMO6uKknvp/eKb3taEyChCwSk9pKTwxSK8SR15T7aVKb0lZHncBXFfiPxVdTu04/TNbQ6Xa276SV/cNFKnUo1KORlOfAUWtrsAhacEcvRQKZDT8ZC3ENKSQk5zxBJFbIUgPrUVgpKSSAeRzXF0ao1Jt+ZYsViI2tiUJnslSvNOaJm2dEp6Q84ngUENk+ml8VzdvJV4CrSwretJWlSSn319Y0WsPk1OvBCgTBNaszKZXGrS+xb3zIYSFZSUk+itkpBZClJI0J51ZZDQXFcS4cpUPTSZKUo7I4oraqcuDnqYg1KoAEGWzpiOpxzbx/hpbZG29DPZ1JJwR6BT51GvIHJQ/dSmzQn2VJU/2FA50/Jpi2BT8ZEQUjRTaFMFtaNSMkY9maWRoyY6FNgAhKjgezNMjLa651XOF6dXzUKptoyFAukAqyDS1KuPnEMcRPennmLa9MZ//AJQnNc4j7Tli4OusiVKc89fBSq63e2M7Oz2P6BzzNXtrmVvtqGXSlJ73jp/K/hXKfiK1/NXJ6D+vYzV0G1UIIzOjWdkzLQzOwdb7QXjlimVqt2fjFUTYsdQjj1GR+ypmndB4orpq9Q3lDPXAlAhcxNeLdogzVeZuHfqmsptdxrtE0+HV3PqmspnnydsqtofQ10dRJTna3dpa1JHP4lNAbNTc2uIdwW3Nynsd6kFguamNhYpcOsuWpreIPL4lNP7FMTLgJ8jJawwlejQU/m8fGuH8dv3sg+/+009PxXmdRe3DUcvrBICdWM1DEmMPwjKKt0hPe1cMV5OUh7Z5brRSUBtPa+iq/ekOHYW5PNL0Lae1a3eJ5oNb9lwXTG1eSJWC7rAnzMkX1xU9U5hjXDUAhWeBGKeMvofaS+2rLS0kp4VzeEuSlkAytaFjJSOVXLZ2Sv4JQ0QkhJKU8KwfDtZ59hrOeeT9/pGXKqDMfxlIcVU+5SsKTw5UrWqRHIygDJyMVsJnbXJK8OhOAnwroySq4iA0orbU0z35khwErKikY7IoOW9omM6CCpwKR3ePLjTgqKm8FQOVEkegUBcGN5LhvtqSQ2talZVxAx4V8judmfceueZvaazLfygKZq0JbYb0DspUTjie3ijIrwXl5QQFkKOnTwIBPOo5C2t8lSQxqSlpJyOON5RjAQmE6kFoIG88eHEngaQ4HJllnXYJIuU2gpClZUoZwKnblhKQULWknwFL2GU6EydQUC2nFSDV4iuu0f4gSrZSRwABOfs0rAs0aNTXs/HLwfbRaHVaRkUjjvha90B2qcNOjWGyBqFd9obxYpbORM1gRgmGBzlQd2eW3aZchDiGlNZUFq8K2elbv8W3+VSfaaZvdm7lvGo6/I9hCu0mrF9gNTEfEgdRKgq+QU+XauoK+fYd86rvanHJDkN+Q9qDjKdftrmaGlJxhqFp59hjzfTXUNm0NGDE7GdLKdHtrn/B69thku2RPdsTJGzU0QXd04tKUJX6MqAP6s1z1Ma49g7xH/rK4/qq9bdPOsWbDTesvPBHuHFX7qoTDk5Sow0q4lW78unj+qs38RnfqAPgTQ0vtM6rsuveWqGs+LWDTBpvVnNLdnBubXHR6nCnbeDy4V1Wn/wU+0p9zALipSLRN4f6qv6prK9v60otE7/hnPqmsoysZOFKJa2AhLHPqTHY/MFXSyTmxchbyw8XG7e3K3n4s5GNPvqqQmRK2IhNHl1Jjt/mCt7vt1szs9GQifdVreS2MRWValf9K4LxTfdqQqDJmxpk/cY+s7JsxNFx6PlS90tnepUrdL7yffUV3Qlro3vDjh0oU1ryfcivnZH+UObemZHtOzW9Elvd65kxX6XAfvpDdOnzbabaX7UG7WxCea3SwIxUrHv1V0FFbtozURiJFRFwY9J3RqTF0JxJ74HgauOyvlreAz/Sdvu18mRumDa1kBTogOt45bjT+xVdG6OunGJPu0O1XWCm2h1YQJKXiU5J8RjgPnrN0Hh92ls3kZnrqsjmfQd04JyeGBqqrPbU2ZMUu9ZJO/3OjHa/K91PtrFlVoeVkfErAI91cdlxx1nOHc7xP4xWjTu/41c8U176YhF7iDpdMtuS3aXxoh1nKBwPI+zAoUuvbzd9Xa0l8tIVvOOCmvbUpXUGACcqQn6orC/Hwt5TZw28CcI87GK+alvWZp0rxBlbwMbxSS2pJCUlKc8lCjFfgsrDispSs8UeOaglqQUOJbUprq/BaVHHeUKIKglLqFyG8AKLiSrjjNCGwDGMNyYkDJcbgsKAydCSforVl99TmFtc14HEcBipGFJRFaTklKUhIOOdRrkMtlZUVeTOVcOVMXpK7ruaEREffayPWqC6XKJbXSHn927unJAR5yko9FeGc1HIdcQtvtcPbVV2kfNxn5DCJm7a4ewEmu80PiqJp12mZY0JsfDDvLF0abTW+6QE2uW82uY0VLXr72k1nSmlmHsJNXFeW2vKEp3Xe0lyuW3J56C0ZSYYQ82jCHBpVjKv/ooi8xZshduZudylOMyHSGWkPBKErTxAWkJwasU+IWeTgnpGazSBGIAwDINl5st2N5V6c4d97Vdk12PYqcBs9DffdUrSCnPuURXJDubEW42/eORvisMJVuk55+nnTa2HaVoFu2v72Lz0L0pT+vmaf4VqGGpYhc5Eq6pPQpl720uQkQokVllxRLpOr3INU63QjDYtBMJ50Qnd4jinVq+VwpwiaqVCtj7vNSlJOB52nFaIfK2Izmkp3/h6vDNUvG9Rt1GcdhB03thG1+1F42c2Een2K3mUpK1B1wjKYyfX9tc32L6Rtu5W3VnYul43cSU4n49tOjT+aM5PIV2mzWpm6bPO22WwZEaRqQ4gecD7qoGzGxEix9J0SB9z7zyWpKsSHArCmv5z0cK2NHqK/wAuhdsS/pqxdU+RyP6zpF+lLVAnHisCK6f8BrKk2rWxa7dIZfGguMPKz7NBrKLzx/mSgK/oZ8cXbpEv1xtMa2xXepQm4iGFIQe0rCcE6qqqiVHIJz45qCGMNN59RP1ano0qCcgYm3MWomsQnXzqJTwrUv8Aoo56FcAOdHWSBMvV1YtduaLkiQrSnB7o8SfYKTtrUqukf5PhaO3EiK6eMi3SGgfb2T+yq+ruNNRcdhI3ZOJ31ozU2uNBdlOHdMNo1JPxmEj9v7qT3F/G9Be/Ht6Ox5pxTmCymOjcHJCElKSeXCksyOlbkpe5JJebWhXhwrgxYW5MuV4c4EvcFZEBndjPkx7qEkSXOrS17twBElI1aU0fa0gW5n07sVheAQ4ot9xQHvrBD5P8pXXg9O8W3V9Ybug8oAhKVZwnNepdZ66PInrUhvX8X2dOmipjmW5aNwVKQkKzjveyp2RrQFYwcUWekebNuf8AvxBnX1otKS0heUEIA0p8DQNxeeabuYKSQAgpGlPM88emmhkZiuLS0shCgkjPjmh7lISlM5PVlKUwlHjzJPhUq+BFKvqiO/uBy6w2kqGEaiT70VHHZSA89qS13fHRoT6vGlO1Sii8KdUso06cI9/CoI9ubeGZai76/Hs8zW3QNtSmNsqyuIn2oaZ3lzMdQDWW+xnuqxxot25O/CSHiGSyIyt55Ts6tXZVy1UtvMNppr4pttwnufnU9Fuj6mgmE2UKQpSz+bwrVLqzliOsrapAqIp5xKftXJPw7JkCQ8XZLAYbRu+xpPDT6f1VdIl0SxFA34wAlHY7XlNPuoQwre0ltl1DanCjWsejhwodNvb6m/IisNPnTrSjkkq9NMFzhQFOJScrYAGHSPbdeEvWplEdsAMPq1g8M5T5uKL+F4YHFWPyhVVltKiwnUW90pkB9BSkcM5T4ZpjtoLi9Ah/BwG94LPdT2QPbVO5l1Tiz7r/AOP/ANhpSAAp7zq3RteogVFhHGZTit2SseaCT+yrjdpoh3COVO7tC2nNX82eVcZtkpmJc7PLfIS7Df1qx3e6eVXTaC9xbjJhlKhvW47p5/Kp2CQDLCIEGBKj01Xl+4bH7kc4pd6wfk6aylN+MeRGvLL0jI6u65u/lKbrKfX6VxNGnU+WgXE+atrIgat9ouLI4OMNoX+UEAiq6VnTXUjaBdtiI0ThvQwgoV8rTwrmr8R5h0tPp0lPBQ9BroqWwNomHpbDYCD2g+knma3QkemtilJ5GnuwVtg3C+GNPZLqVNK3fZxhfhTcy+KiTE9vjOy5bcdnvOK0pq+bMbF7XRbnEvuz0brQivZCypKQVDwIzxFR2PZx2Lc2X32t2tCTlvHI13To7jLasGt93W0tzyQ9A8azfFtQaaMgZh30iuvceDGyXFFlBlENPKT2kg5ANDPTIram0FzQVHGVHAJo2ShO/JWMnPAUqvsXrCooTDEjQ7qIK8YFcQorfDN2i9KAzgdJco0iOkx4gkJLymQ5oHPFaKl2l6JcXDJCmGVgPqHNCqBi2937o4s8NIDAihtSwrjn3UIixvx7NeoqYjeZzuoIC+/76zTVWD7v+5j0Ws/q+P8AmNlXC1sMMy1Sk7uSNDavWqdyXGRLRF36Q8pOpLfjiq1cLBLc2ctUBqMhTsResgrwE+40bLtk1W1EG5tsoKGkBDpKuI9wovy9Q53Q2pr/AIvn/iMQq2OwpW5fG7aKt/5Q97maCujlsRDeuT0kqYl4SpQ7px6KAh2meydo2RCQEzt4W848qo5xXnwZc/uVi274Nbcdbf7bOsadPGmijafd3kqEHeB36danXY6nysKX8UNPEil0eXCckPMID6lI74HgPdU8vZ+/yno7yosZO55KWrtJFZBsF9amvyFw4aluDgpLnaUPdWpUqquP94Nuz+KV28OxG4fWgHTHQe/8rVTZ+JM3sGYGushDf7U1v9yW0fUt0WYOvO8R2zp06qepiEONLJcy2FDQO6rIxxqyWCjgyhqrAcYlYNvMp7roZzvI5Rp9X5VCItsk2V62pRkLRjXnl7aum4R1fc+bp00B8ENCxG06l6FMJZ1+dgUYtlFbfpILHG378jfMLa0BGAr3U2faaON6zqyrhWzQ04FFO4bBydWpXYqtYd55gmwjpK7eFw/h22wJkFt2JK3q94vuoUhPd04pVtRYojc23mI7LhNlat8GH1aQnSfTW3Syl/7nRcocp2NIhvJWFtq0kJV2TXJZd92ofBe+HLg7utP49WrtVt+G0NfUGLdJoVMWXmdEUYVqt8xllUxsyW1cS2p1Pc7urj/i4VlLbNd/hbZlpjk7Fhu9Yc89atNZVm0mlyp5m1XoUdQ0W7NtqFniBSSlYjt5T6OyKS7WbLSpz3Wray466vTrZ85SvYK6hs7sg5Mt8SWiTguQ46tGj+iTVu2d2KNru0a5uy8lI16N37DT9Bb+ZfbWDx146f8Auchpxbp9UGH6j/SfJj9muEZamlw1BZOSFDiKsmxNtkxnnHJCFIBR2c19MbW7NWm4AS1Rmd6MBS0j2VzB+zIXcW4LalJLrgQlXhjNa1lPl+stwJ19dKe7PETIlLSoBS9XhxrtVjt7UayxYyhkpZAV7zzpZbditmYC0FcPfOHiFPLUrtemn5lR20nQRhB0muJ8V8Ur1RSuscZmbq9UL1AGeIJJQFSFdjUU/qrzJA1EDj4ACsF4tUWU+JEpo6kaQAdRJpYu825OTv0r9GlBrI2sVBz1leuqzgIplwjOoEJtRSEpA8agTcmluYDQAzgHNViXtXDVGajttPKKeZHDNAq2ibAy3DXw9ZdIXSuy8x40t7H2y+uPhtouE9nxoJFzaU5p0LA9NU2btXNej7pDLTY9JyaWubQXFOAHEJ9yKNPDnKcywuhunSJ0zcAaUhRPpqKBcd8stuJQF+aTwrmsu9XKTxdmOK9xxQgkyVHJeWfbrpq+H+nGeY9fDLP1GdQulzYjLDYdZSs94660ZvtsSjy9wYQR6FZrmTiioZUST6TWg5cEgUxNAgHU5hjwlSfU06avaWxAHM39FCv4Una2lsHlWnTI3neGhHm1SsEtYPOtGUxt8FL74p9WiRcyf2TU3uJMvTd7tIiaQy+XvE6fGsav9o6sUGPI3p7x0iqS+4EHCd8CrlxFSRn1BrKmXdROOaaI6fb37wP2VQe0srV9hqUrsyCR4aRXvw3EKsFt8n8mqyHwXVtojOhYHaOU1oXHwppJadSCeKsjlRfl++e8n9k0fEM6QbpCkbG3CMSoKUElOofLTXHoHlPhAD+aSrV7lD+NdRvloeuFneioUkOKAIKvyq5fYAeqXlxpkluPG1Ofpprf8KepasAytZploYKvQy4dHKI7jN3D8hDOiKVjV44Sayl3R8DMjXO5NfFIbcjdvvKVpzWVS8T0xt1BJaXqTlMz6J2JAGyto0D/AFCP/wApNWJJ4VX9if8AupaP/wAfH/5SafJNfSa0RF2oMCcM3PWeGM04kgt/l+bXN9pLO5aLg3cWl622V6x7K6Y2cczUT0Zl9stvNodbPNKhkGk36dL6yjd5d0+tspGF6fE5VIvNzLSG953e5pTS55T7jvNxVW3aPZcRwXoh8me+jzk+6qytBBxXzHXaGzRXFG6TrNFZRam6sCA6Faq30gJ58aJW2aicbT89IBmhmRZrRevmKmSn016rlgV7MKCLKuZrwtqWMpKM+ipHTq51EloqVw1mjXiFtmi0ngCAk1s6QlvVrxjwrW4xJLSUrU5pbPHBV+6gw8kq0stKWrxLi+z9FPVTs4OYYGRyJIqUc6f11vHeU6k6dZ8OQxUrLUpSAlSgkHjhKRpouJDZRlKnFNq55zwrxb0yTtAxBFNuBaSnJHnVstlGkvkEYot+K8wA4cFPirvCo3o5eT+EJSkjwH7qVkjvIC5OYFGlMPZS2FKKT+SKnL0gvpJZJa8QnwrI0VmOo5cyfaKnfUphou6wU/K7NG30E8RXmTtICF70jeDT4nKqyMuOtvUtDhOruHjS03VtGCtSHMjut1B8LOoIESOS4T5xoBUW7QTW3eWFh374V393pOmub9G7G+jbYn8UuOf166sb6pdzjuxFS3I2f9173044VHG2aJsvwXbH/gmI7+EubxKpD/66t0lUUjPXEz76zuAPaKujBv8A0JlJUHEhbjh1J9iKyrdAsAsOzEiNE3gZQhw6le1FZSjqN7EiBWPLULOobDuA7N2dHot7A/8AjTTh13T2aqWwMhR2ctivRCZH+BNWhpBUdS6+sAYE4Kz3SVpSiOPKpnX0sNAnlUGrCsUHPklTDax5upz6OA/XXmE8sB2jmhvEsHgjsL9XV4iqa9xukiP6vFK/ED00x2sVuo0a3Z+L1OOestSqRQ5W+mI8l3NKP8FYfjlQu0z1dwMibfhrbGDfMJW189RuIHooxaePCoVqwOAr5iDOvWCbsBBJoN9ShxTTFzinFRFkFPhRK2Y2DwYjstYxgae8fH5qnO4aWUNoxjgVHnWuFstlbSyCPRXkOUzKcCHuy5647vz0WS32h7f1SBcZMtwB0rI5ZzUht8VkaRHKh65OaLlSEML06e0OYUMUN8LrQsJQhlKVc+Go1KvYfSkMIzcqMwuIytbQDLLaQOGoJ4froKbqUFpdbRnOARihrjdHnshtxekcMqOB9FBxhKcdBCd4seATmm+UxHrlqvRWY3tgRq2+GUDUVBSe9nlWqrlCXkqQEn1xypfIaWkFMh9Iz5h4n6aGBhsjUlreq+UrgPmpq1A9DHrolK55P2hUqTMdBEBGts+chHOhmrdLWsGS5u2z31Oqzj5qnTLnqQN1hCBxCEdmvEtuz1FRVpc84r4CmcrxB8tk7Af3kSW7cwvKlKknxCRgUQjMhIRBittp8SsfvomJZNy5qfyv2nlTlBhxW8uvYR6gTSLNQB0lV2XtzFtot7TLyPJ79z1F8e17K0msDfYQh3Oe8kd2mqVNZy033P0qkmyfJYQnynoT51VxZ3lRt2/pFUlNxjQpm8QlQ3Dnj8msreQma9CmaW1HyDnP8msp9J4la33dpcdgk42ZtDg86BH+omrQ68GojjyxwQM1X+j5lR2Qs5HLqDH1E0/nN/5tkIIzlNfYM8CfODy0XNT988rH80pSf0a9gl0WxCjut5r0I9VCs940ngnczd2fP1IR8/hTbGbG2PxmvH6zXmMcFxOd3pch5JmPKUreuFKVH0ChbMczUj01YNvk7p9mK0pLbTaAEoA8RzpFYkZubQ9NYPiPFTfY/wBps6T1MPvH6m+1QziFhRo5YKc5qJo5JKuVfLg869BFa2VjvqVlHprVKWnSU68nxGKaFtSyVaOdRJawrugY9lN3/WO7CDbnKcA6UjwodcRCSdT2hB9NMXGXlNK3SU59JNIJDSC4VyJSnD6iaOrnvHUVeZnmbLuDSfvRrDurgFJ7yPdXqLNILZkEjdjiVuHtGsEtLSSYzLLavW09ofPQypa3HQZCnMeKm+9T/UJoV0Ov+Hx/ebvfB6Pivvlz5fZT9A4/rrV6W+9rQpWltXJpAwK2O5W/+La/pEI7K/mrcYYzDlDLTmle873aHnA0ecSwoB4PWLlqx3K2gNJDvaaW456M9mmaLBI3W9G73FMINseQ1lLaEq9GeFEbumJ67WUquFMEj2hl0tknDvcQ33k1PvAjyToHqI9ai0luKglQS494DmR89AFKnZHaSVFXm88VVQA9JlmxrPfPWdTStTSxoPAJUedFthDwJW32xy4cKjS00y2OsLOAMBKeJqZEsJSEx0hHt5moYbvbEsM9DMcgvqYykBI9c8MVgS0lSUhrfFPDjwGa2aeKyACpbY8EjiTRzSmFDDiSg0trAvDxTAr15ii/OuCA/vRlG5X2Ue6spjdoyeoP5GpG5c7SfdWUauYgsn0l06PY3+g9kI4EwGPqCn0qMTGWAOaTQWwKE/chY08sW5g//GmrOyyHWyCOB4V9ZN20CfN9vqnKpjKi2SB2hxFO9lliXEUwvvtq1/PXt7jpjT3m8dlKyBQdmyxckuIPZydQ9lPLbjvWO/RslX6QUpZmMhLmXOJUaSbPOJN1aTn56fdIbeZzi92c8QFeFVa1kNT4pHA70JKqx/FU3U2fUTS0TbSv3l1UjWaHeZ8fPX2UoRTdbLKF6hla/HT3aGW6649pYAQkc9NfJQ2Os6xbCfbINwW28uOIaHLieNRSp0BhrRGRvnhzJ8a8vkJ9ZGXkoUnmlXM0kUxKMlDYT1fw1KHep6KGG6wy9TXVZ6maZeLk/MAayRjkhPKgH4L7KQpxChnzRVqj2iK0tCtKi+OKlHkaMlpjrRoWktOp5E+NMTVgEqg5j11qVYWteJQ2k+VAKFfPRbluLjanY5eURzQOGPdTlEIEHK468+qrtD5qmSyzDKZD2X1o7iUnT9Ipragt0h2a9hynWJIEKMISt+VrUpRKQfNouCIkUHIQ4FJwUHxoO4XDc3NhsMtuNrGdWrtJ738KXOzkqZ33VipG5Q7lCs8FKxo99WPKLdBK7agNne0sT6m3VExHnGHMZUgq4L9xqMb517d8Vjz06/40qgzI5QhbwUnMpTC047SU6uCse3KaNjXM7h4TElptry44K0lOr/H/ABqNjJE+ei94UWYrLgCnUqWObaTWrzyUZU3qYbPiB++hzcCpjfBiMVo3a1o1drtKxgH1h41k2MS+EHIbTxSrTQkFY6i1bIRHadfZ3ydIbB4rX2RipEtxARmSl5R547IAr26hElbYThSeARoHMe6sdYY3YSoBspHPP7qDdntPKwbviFRXUIXqjraPHGgnHz0cJxUjQplBV4ZTjNJ8MjHV0nJOCvPCinXUaUglKiBjhxpLKSeIpkDHme3GWEW+V5EdqOsH9E1lB3DQu3y+J4srx+iayjVWizSvxK7sX09w02S22+dauqFqO0z1hDmtOkI54rr2xnSTs1eN1Fi7QQZEk8mTqaV9B4GuASege7CxQp9insyw7DafEd7sL7SM4zyqg3KxXmyy9xcbdKiODzig6fpFfS91gOMZE4fy6n9s+ydpXmXLnqX5AeeXeFZbWbdu1dWlR33NB+avkWBt5tbAOiPepe5H4h3to+heavfRX0j3mXtha7dMiQXRIfSha0I0q/VwqxXq1xgjEQ2n+s7B0jBYiJbZTntBSq5u4rQskcwrV89dku0ZElvCwCc9quRXVtKLg+hIwA4QKsapMoI3SnEvjD7bzKHyrCXEhX01tFK0uh9hATqOCo+ilmxzjM+2GK8sKW0SADw4HlViQhlgbsDISMAV8X1tH5bUOj/xTpE1O4ccwARWusFQK3CR2VqqWXpbYJeThKU8TW3XDvFIQ0AlPPNCz5rQyjcqWtQ7OBwqoUJMapctzAJE5ASpxKwoE9nJ5UKuey6MvlBPLOc16lkPKCkxnCdXaHDFbqtqtJKo5bSD3lYq8uAsvpsWBTHW9AU2pvdnxR3a1Ia0JCE75w+rypNYrm3cZlyYcKI4gvqZGF5K1A45Y/jU2zO0ovbD/Dq25xrQhepPa/8AvKrgpKw1uVsYhchLbMhLykaiTgpTxxU6riyEeST2+92G+1SqzX2Pcdn3rqljO6U4dzq7R0qUB+lioXdoI6tkxfo7ClkN5LKCpQ4KwfDPDx4U01NuK55h7kOCwzGyLm0gpQvUVL9neo2OtKgpSkEj9lU5277yLapbZbV1p1DerV3dXjTFnaBtraeNZFxvj2t5vd4fl5GPzP11L0kY5nrHUdusfx5CYqt1pWfxvL9tHfebyTvvJHzPV+Y+FVu2XgzdrbhaiyhDcLm4XDk8EnljHnenwpjaLszcES1bni1Kcj472tKTjV89V7KisUX3HM3+9U7x1zvjuI879Vav3Au7vtubzvdzve+k1qujsq1/Cq440kOu7nVkDSpR/dVitcyLc7XClOpQwp5hp86QcJOnNFZvrzgQvMXjIzmCdcCjqfJKT3Rnu0HcLlHaaKYmVuHxI5VJep8KM2UoUl5au8Anu0hdeaUNRHP0U+qjf6xNjSabdh2GBCTcOqwZOXes7xlzQj5vE1lAOK+85H9UrR+jWVfrUgdY3UaVWfOJ3/ZS3subLWZetX8nRv8AkpouTBbX30IV729VUjZTamenZuzJDMbAt0bwV/NJ+VTR7auf/u8T9FX2q76s8T4yx9UE2j2R2Tlfhez8BZ9jGj9lU6NsLsRD2hizGGnYEmO4l5HlylOoKyOdNtptq55Ln3tE/RV6fyqRq2gel2kPPwIKl9rjoX9qnEAyzXOpLSHJJScKCxq51zfbiGGLkXgkBKjjnTq27UztDKurRCd0PBf2qr/SBtDJct7SlRImd5zAX9qit5E9p/fA7JJ6ldGJB+KCtLnuNXe6POJZyz4+erlXIHLzI/mWPoV/GrivaicIDLvVoeotpPdV6v5VfP8A8UUgMto64m7ojyZYUulCVLOouHnxoeLNmOy9DUZ1SM4KljsiqzG2jmur1rZjHJ5aVY/bRUjaeenDSGIqEehKFD99cnniaRY7pYZ8pthHxSAtJydJNRuyg6jLSghKxlWScftqov3+UHWz1eKdQ45Sr+NbLu7ylHVHjkY5YVj9tGi5lqtQx5jS0WhmCmSG1lW+lLkkuISdKlnJSPZUGzezkW0tSmWJC1IfySFhJwfTyoFy/P8Aa+84nZ5cF/arUXV3r7CursZ/O+1VwORGKuZPb9lIdqtL9ujyZAS8c69faHZCf3UdC2biN2FcNEmQHVuKe6zkbzeFWrVjGnn4Yrb4accc7UGEfzVfaqKftBLh8I8eInKdXcPP6aE6h88RZIABnr1it8W3W5rQENQltuDXwJ0jPL2+NDT4loeujF2jx3xIQlIaP4spCVD/APegHr7JfUC9Gir4+KVfxoK53h1ss7uNGR2vBKv402pnJ6y5RTS+DgwpyE4xPl3GNJeT1hWp1nzCoISgfVqC023qE1+QiXJIeVqKdeMHOc1u/dHEsjEaNz9U/wAaFdvT4S597ReXqn+NXFsYcTRRKuPTC7JFbtUKRBZkPLjPpWjStWSnUT9qmsO4RItvjxQ88hlhtLYQACVaRj91Vp68PblI6vG5eqr+NL1XV0KT97R+foV/Gi2eZnMeulqfbxHsookSOtasoPMempdIquzbxIEZJDTP0K/jUNuvEgzUndM/Qr+NMUS5vwolpfbIiSuWlTavq1lAquTioMvLDHxKvBXo99ZUVtxMvUX5fpP/2Q==</binary>
</FictionBook>