<?xml version="1.0" encoding="utf-8"?><FictionBook xmlns="http://www.gribuser.ru/xml/fictionbook/2.0" xmlns:l="http://www.w3.org/1999/xlink"><description><title-info><genre>thriller</genre><author><first-name>Jeff</first-name><last-name>Lindsay</last-name></author><book-title>Il nostro caro Dexter</book-title><annotation><p>Collaboratore della scientifica di Miami, oltre che uomo affascinante e spiritoso, Dexter sente continuamente l�istinto irrefrenabile a uccidere che sfoga soltanto su chi, a suo parere, se lo merita: assassini, pedofili, stupratori. Finora � giunto al quarantesimo omicidio senza destare alcun sospetto, per� adesso un collega sta iniziando a fiutare qualcosa. Per non farsi smascherare, Dexter decide di recitare per un po� la parte del bravo poliziotto e del fidanzato perfetto, dedicando molto tempo alla nuova fiamma e ai due bambini di lei. Per quanto tempo riuscir� a tenere a freno il suo alter ego? Mentre cerca di depistare il collega, viene coinvolto dalla sorellastra Debbie, agente della Omicidi, nel caso di un sadico serial killer che uccide secondo rituali affini ai suoi, mutilando con precisione chirurgica le proprie vittime, lasciandone alcune vive e spaventosamente traumatizzate. L�appetito di Dexter viene stuzzicato, ma deve essere tenuto sotto controllo finch� c�� in giro la sua nemesi, il tenace Doakes, che per� all�improvviso scompare. � ora di mettersi sulle tracce di quel misterioso chirurgo e di far agire il Passeggero, a meno che non sia la preda ora a braccare il cacciatore�</p></annotation><date>2007</date><coverpage><image l:href="#cover"/></coverpage><lang>it</lang><src-lang>en</src-lang><translator><first-name>Cristiana</first-name><last-name>Astori</last-name></translator><sequence name="Dexter (it)" number="02"/></title-info><src-title-info><genre>thriller</genre><author><first-name>Jeff</first-name><last-name>Lindsay</last-name></author><book-title>Dearly Devoted Dexter</book-title><date>2005</date><lang>en</lang></src-title-info><document-info><author><nickname>Xenophile</nickname></author><program-used>Fiction Book Designer, FictionBook Editor Release 2.6, fb2cut 2.5.4, fb2cut 2.6.2</program-used><date value="2012-03-08">08.03.2012</date><id>FBD-B7AB20-FBC1-0E45-BBB9-AA14-9E20-8545BC</id><version>1.0</version></document-info><publish-info><book-name>Il nostro caro Dexter</book-name><publisher>Sonzogno</publisher><city>Venezia</city><year>2007</year><isbn>978-88-454-1382-7</isbn></publish-info></description><body><title><p>Jeff Lindsay</p><p>Il nostro caro Dexter</p></title><section><p><emphasis>Per Tommie e Gus,</emphasis></p><p><emphasis>che di sicuro hanno aspettato abbastanza</emphasis></p></section><section><title><p>RINGRAZIAMENTI</p></title><p>Senza Hilary niente sarebbe possibile, nemmeno lontanamente.</p><p>Vorrei ringraziare anche Julio, i Broccoli, Deacon, Einstein e, come sempre, Bear, Pook e Tinky.</p><p>Sono inoltre grato a Jason Kaufman per la sua guida saggia e tenace e a Nick Ellison, che ha fatto la differenza.</p></section><section><title><p>1</p></title><p>C�� di nuovo quella luna, che galleggia bassa e paffuta nella notte tropicale. Il suo richiamo solca il cielo opaco fino alle orecchie frementi di quella cara vecchia presenza nell�ombra: il Passeggero Oscuro, rannicchiato comodo comodo sul sedile posteriore della Dodge dell�ipotetica anima di Dexter.</p><p>Quella luna canaglia e luciferina, tentatrice e sbruffona, la cui voce cala dal cielo deserto fino nel cuore cupo dei mostri notturni, richiamandoli dai loro gioiosi campi da gioco. Cerca proprio quel mostro, quello dietro l�oleandro, con il corpo striato dai raggi lunari che filtrano attraverso le foglie, quello che attende eccitato il momento propizio per balzare dalle tenebre. Ecco il Deviato Dexter, in ascolto dei temibili sibilanti sussurri che penetrano incessanti i miei luoghi oscuri.</p><p>Il mio caro divorante alter ego desidera vedermi balzare, ora, oltre la siepe, perch� affondi le zanne bianche di luna in quella carne oh-cos�-vulnerabile. Ma l�ora non � ancora giunta e dunque attendo, scrutando vigile mentre la mia vittima ignara mi striscia dinanzi, con gli occhi sbarrati, perch� sa che qualcosa la osserva ma non sa che sono <emphasis>qui</emphasis>, dietro la siepe, a tre silenziosi passi da lei. Potrei benissimo scattare in avanti come una lama di coltello e fare uso dei miei meravigliosi poteri� Invece attendo, intuito ma non visto.</p><p>Gli istanti si inseguono di soppiatto e io sono ancora qui che aspetto il momento propizio; pronto a balzare, la mano distesa, il freddo giubilo che mi invade alla vista del volto terrorizzato della vittima�</p><p>Invece no. C�� qualcosa che non va.</p><p>E ora tocca a Dexter provare la spiacevole sensazione di essere osservato, il panico che cresce insieme con la certezza che stavolta � <emphasis>a me </emphasis>che stanno dando la caccia. Un altro predatore notturno sta godendo della mia stessa acuta eccitazione a spiare <emphasis>me </emphasis>da chiss� dove� e il pensiero non mi piace.</p><p>E, come un piccolo tuono, la mano gioiosa compare dal nulla e si abbatte rapida su di me e io intravedo i denti lucenti di un ragazzino di nove anni. �Preso! Uno, due, tre per Dexter!� E con la selvatica prontezza tipica di quell�et� accorrono tutti gli altri, ridacchiando e urlando a me, che resto dietro il cespuglio, umiliato. � finita. Cody, sei anni, mi guarda con disappunto, come se Dexter il Dio Notturno avesse deluso il suo supremo sacerdote. Astor, la sorellina di nove anni, si unisce ai fischi degli altri bambini prima che corrano un�altra volta a nascondersi nel buio, in luoghi sempre nuovi e pi� complicati, e mi lascia tutto solo a vergognarmi.</p><p>Dexter non � riuscito ad arrivare a calciare la lattina. E ora <emphasis>ce l�ha lui. </emphasis>Di nuovo.</p><p>�Possibile?� vi domanderete. Come pu� Dexter, il predatore della notte, ridursi cos�? Prima erano altri cacciatori, crudeli e perversi, a meritare l�attenzione del crudele e perverso Dexter� e ora eccomi qui, a puntare una lattina vuota di ravioli Chef Boyardee, la cui unica colpa � quella di aver contenuto una pessima salsa. Eccomi qui, a perdere tempo prezioso facendomi battere a un gioco che non facevo da quando avevo dieci anni. E, peggio ancora, <emphasis>ce l�ho io.</emphasis></p><p>�Uno. Due. Tre�� conto a voce alta, come fanno i giocatori leali.</p><p>Possibile? Come pu� il Demone Dexter respirare l�influsso di quella luna senza precipitarsi da qualcuno che abbia urgente bisogno della sua affilata capacit� di giudizio? � forse possibile che in una notte del genere il Freddo Vendicatore si rifiuti di portare a spasso il Passeggero Oscuro?</p><p>�Quattro. Cinque. Sei.�</p><p>Harry, il mio saggio padre adottivo, mi aveva insegnato l�indispensabile equilibrio tra il Bisogno e la Lama. Harry si era trovato davanti un ragazzo dotato di un irrefrenabile impulso a uccidere e, non potendone cambiare la natura, l�aveva trasformato in un uomo che ammazza soltanto gli assassini; Dexter il Detective, che si cela dietro un volto apparentemente umano e sta alle costole dei serial killer cattivi sul serio, quelli che uccidono senza un codice. E io sarei diventato uno di loro, senza il Piano Harry. <emphasis>C�� un sacco di gente che se lo merita, Dexter</emphasis>, mi aveva detto il mio splendido padre poliziotto.</p><p>�Sette. Otto. Nove.�</p><p>Era stato lui a insegnarmi dove trovare quegli speciali compagni di gioco e come accertarmi che meritassero davvero l�intervento mio e del Passeggero Oscuro. Inoltre mi aveva spiegato come passarla liscia, cosa che nessuno meglio di un poliziotto ti pu� insegnare. Mi aveva aiutato a costruirmi una facciata di vita plausibile e instillato l�idea che mi ci dovevo adattare, sempre, ed essere implacabilmente normale in tutto.</p><p>Cos� avevo imparato a indossare abiti puliti, a sorridere e a lavarmi i denti. Ero diventato la perfetta imitazione di un essere umano, ripetendo le stupide e inutili frasi che gli uomini si dicono l�un l�altro tutto il giorno. Nessuno sospettava che cosa si nascondesse dietro l�apparenza del mio sorriso. Nessuno a parte la mia sorellastra Deborah, ovvio, ma lei stava cominciando ad accettare la mia vera natura. Dopotutto, sarei potuto diventare qualcosa di molto peggio. Per esempio un mostro pazzo e perverso che uccide e uccide lasciando cumuli di carne marcescente sulla sua strada. Invece, eccomi qua, dalla parte della verit�, della giustizia e dell�<emphasis>American way. </emphasis>Resto sempre un mostro, d�accordo, ma quando ho finito pulisco tutto per bene. Sono il <emphasis>nostro </emphasis>mostro, vestito di virt� a stelle e strisce, sintetica al cento per cento. E in quelle notti, quando la luna � pi� sgargiante, vado in cerca di quegli altri, quelli che seguono gli innocenti ma non le regole, e li faccio finire in tanti pezzi piccoli e ben impacchettati.</p><p>Questa elegante formula � stata decisamente efficace in anni di lieta inumanit�. Fra un giochetto e l�altro mantenevo il mio perfetto, normale stile di vita, abitando in un appartamento assolutamente anonimo. Non mi presentavo mai al lavoro in ritardo, facevo le battute giuste con i colleghi ed ero servizievole e riservato in tutto, proprio come mi aveva insegnato Harry. La mia vita da androide era asettica ed equilibrata, un autentico riscatto sociale.</p><p>Finora. Per qualche ragione, eccomi qui, in una di quelle notti, a giocare a nascondino con uno stuolo di bambini invece di fare il Macellaio Matto con pochi amici selezionati. E tra poco, quando il gioco sar� finito, porter� Cody e Astor dalla mamma, Rita, e lei mi offrir� una birra, dar� la buona notte ai figli e si sieder� accanto a me sul divano.</p><p>Com�� possibile? Il Passeggero Oscuro � andato in pensione anticipata? Dexter si � rammollito? Avevo percorso quel lungo tunnel oscuro e ne ero uscito dal lato sbagliato nei panni del Domestico Dexter? Avrei mai pi� lasciato cadere, come un tempo, una goccia di sangue sulla linda superficie del vetrino, quale trofeo della mia caccia?</p><p>�Dieci! Pronti o no, io sto arrivando!�</p><p>S�, certo. Sto arrivando.</p><p>Ma a che cosa?</p><empty-line/><p>Naturalmente, � cominciata con il sergente Doakes. Tutti i supereroi devono avere un nemico numero uno e lui era il mio. Non gli avevo fatto assolutamente nulla e, nonostante ci�, lui aveva deciso di prendersela con me e impedire che portassi a termine il mio importante lavoro. Io e la mia ombra. Ironia della sorte: sono uno zelante analista delle macchie di sangue impiegato presso il suo stesso dipartimento di polizia. Facciamo entrambi parte della stessa squadra. Non era bello da parte sua perseguitarmi cos�, soltanto perch� amavo divertirmi durante il plenilunio.</p><p>Conoscevo il sergente Doakes molto meglio di quanto avrei voluto, ben oltre il normale rapporto professionale. Scoprire informazioni su di lui era diventata una questione personale, e per un motivo molto semplice: non gli ero mai andato a genio, nonostante possa vantarmi di avere fascino e stile da vendere. Ma sembrava quasi che Doakes fosse in grado di capire che era tutta una finzione; la mia sincera cordialit� scivolava su di lui come gli insetti sul parabrezza.</p><p>La faccenda mi aveva incuriosito. Seriamente, chi pu� trovarmi sgradevole? Allora l�avevo studiato un po� e avevo capito. Il tipo di persona a cui poteva non piacere il Disinvolto Dexter aveva quarantotto anni, era afroamericano e deteneva il record del dipartimento per il sollevamento pesi. Secondo alcune voci, era un reduce dell�esercito e da quando si era trasferito nella polizia aveva ucciso diverse persone nel corso di scontri a fuoco, ma era stato prontamente assolto dall�Internal Affairs Division.</p><p>Tuttavia, la cosa pi� importante e che avevo notato per prima era che la collera che gli ardeva perennemente negli occhi riecheggiava il ghigno del mio Passeggero Oscuro. Si trattava di un�eco lontana, ma non avevo dubbi. C�era qualcosa che abitava dentro Doakes, proprio come succedeva a me. Non esattamente la stessa, ma molto simile, come una pantera rispetto alla mia tigre. Doakes era un poliziotto, e anche uno spietato assassino. Non avevo prove per� ne ero certo, anche se non l�avevo ancora visto azzannare al collo qualcuno che passava con il rosso.</p><p>In base al senso comune, io e lui avremmo potuto trovare un terreno d�intesa; confrontarci sui nostri Passeggeri Oscuri davanti a un buon caff�, scambiare impressioni sul nostro lavoro e spettegolare sulle varie tecniche di smembramento. Invece no: Doakes mi voleva morto. Convinzione, questa, che avevo difficolt� a condividere.</p><p>Doakes aveva lavorato a fianco della detective LaGuerta poco prima che lei morisse in circostanze piuttosto sospette; da allora i suoi sentimenti nei miei confronti erano andati ben oltre la semplice antipatia. Doakes si era messo in testa che io fossi implicato in qualche modo con la morte della detective. Insinuazione, questa, del tutto falsa e volgare. Io mi ero limitato a guardare� c�� forse qualcosa di male? Certo, avevo aiutato il vero assassino a farla franca, ma che cosa vi aspettavate? Quale individuo consegnerebbe alla polizia suo fratello? Soprattutto se ha fatto un lavoro cos� pulito.</p><p>Insomma, vivi e lascia vivere, dico sempre. O quasi. Il sergente Doakes poteva credere quello che voleva, per me era lo stesso. Non esistono molte leggi che condannano il pensiero, anche se sono certo che a Washington ci stiano lavorando.</p><p>Qualunque sospetto il buon sergente nutrisse nei miei confronti, erano fatti suoi. Ma era stato quando aveva deciso di mettere in atto i suoi pensieri impuri che mi aveva incasinato l�esistenza. Il Deragliato Dexter si stava velocemente mutando nel Demente Dexter.</p><p>Come mai? Come aveva avuto inizio tutto questo terribile guaio? L�unica mia colpa era che avevo tentato di essere me stesso.</p></section><section><title><p>2</p></title><p>Ci sono state e ci sono notti in cui il Passeggero Oscuro vuole a tutti i costi uscire a giocare. � come quando devi portare a spasso il cane. Per un bel po� puoi far finta di non sentirlo, mentre abbaia e gratta alla porta, poi per� sei costretto ad accontentarlo.</p><p>Non molto tempo dopo il funerale di LaGuerta, era arrivato il momento in cui poteva aver senso dare ascolto alla voce che sussurrava dal sedile posteriore e cominciare a progettare una piccola avventura.</p><p>Avevo individuato un compagno di giochi perfetto, un insospettabile agente immobiliare di nome MacGregor. Era un uomo allegro e sorridente che amava vendere alloggi a famiglie con bambini. Soprattutto maschietti� MacGregor aveva un debole per quelli tra i cinque e i sette anni. In almeno cinque casi la sua passione aveva avuto conseguenze letali, ma era probabile che le vittime fossero anche di pi�. Era un tipo sveglio e preciso e, se Dexter lo Scout Deviato non gli avesse fatto visita, forse la sua buona stella sarebbe durata ancora a lungo. Non si pu� dare la colpa alla polizia, almeno in questo caso. Dopotutto, quando un bambino scompare, non sono in molti a chiedersi: �Ah! Chi � stato a vendere la casa alla sua famiglia?�</p><p>Ma ovviamente, non tutti sono come Dexter. Di solito � un bene, anche se in questo caso era utile essere me. Quattro mesi dopo avere letto sul giornale di un ragazzino scomparso, trovai una storia simile. I bambini avevano la stessa et�; dettagli del genere mi fanno spesso sentire una vocina nella testa: <emphasis>Yu-huu.</emphasis></p><p>Allora scovai l�articolo precedente e li confrontai, notando che in entrambi i casi i giornali insistevano sul dolore dei famigliari e citavano il fatto che si erano recentemente trasferiti in una nuova casa; percepii una risatina nell�ombra e guardai con pi� attenzione.</p><p>I fatti non erano cos� evidenti. Dexter il Detective dovette scavare un po�, dato che a prima vista sembrava che non vi fosse un legame tra una scomparsa e l�altra. Le famiglie abitavano in quartieri differenti, il che escludeva alcune opzioni. Frequentavano chiese e scuole diverse e non avevano usato la stessa ditta di traslochi. Ma quando il Passeggero Oscuro si mette a ridere, significa che qualcuno ha combinato qualcosa di divertente. E alla fine scoprii il legame; entrambe le case avevano fatto parte del catalogo della stessa agenzia immobiliare, una piccola ditta di South Miami che aveva alle dipendenze un unico agente, un individuo sorridente e cordiale di nome Randy MacGregor.</p><p>Scavai ancora un po�. MacGregor era divorziato e viveva da solo in una villetta di calcestruzzo in Old Cutler Road a South Miami. Presso la Matheson Hammock Marina, non lontano da casa sua, teneva ormeggiato un cabinato lungo una decina di metri. La barca poteva anche tornargli estremamente utile per custodire gli amichetti in un luogo fuori mano, dove nessuno l�avrebbe visto n� sentito durante le sue esplorazioni da Cristoforo Colombo della tortura. Al riguardo, la zona gli forniva un�ottima chance per liberarsi degli scomodi resti: proprio a pochi chilometri da Miami, la Corrente del Golfo creava una discarica praticamente senza fondo. Non c�era da meravigliarsi se i corpi dei bambini non erano mai stati trovati.</p><p>La sua tecnica mi colpi a tal punto che arrivai a chiedermi come mai non fosse venuta in mente a me, quando dovevo liberarmi degli avanzi. E io che mi ero sempre limitato a usare la mia barchetta per pescare e fare qualche giro intorno alla baia. Che stupido!</p><p>Ed ecco invece MacGregor che se ne veniva fuori con una trovata completamente nuova per divertirsi al largo, la sera. Un�idea cos� brillante non poteva che farlo salire subito in cima alla mia lista. Dite pure che sono privo di logica o di raziocinio, dato che di solito non mi importa molto degli esseri umani, ma per qualche ragione mi preoccupo per i bambini. E quando scopro che qualcuno fa loro del male, � come se questi allungasse una mancia al Ma�tre Oscuro per farsi dare un tavolo in prima fila. Avrei steso volentieri un tappeto rosso per MacGregor, sempre a patto che i miei sospetti fossero fondati. Ovviamente, dovevo averne la pi� completa certezza. Ho sempre cercato di evitare di fare a pezzetti la persona sbagliata e sarebbe stato brutto cominciare adesso, per quanto fosse un agente immobiliare. Pensai che il modo migliore per assicurarmene sarebbe stato visitare la barca in questione.</p><p>Fortunatamente per me, proprio il giorno dopo si mise a piovere, come capita spesso in luglio. Stavolta per� aveva l�aria di essere un diluvio capace di durare l�intera giornata, proprio come aveva chiesto Dexter. Staccai in anticipo dal lavoro al laboratorio di polizia forense a Miami-Dade e, tagliando in direzione di LeJeune, mi portai verso Old Cutler Road. Svoltai a sinistra nella Matheson Hammock che, come avevo sperato, era deserta. Sapevo che cento metri pi� avanti c�era il gabbiotto del sorvegliante, dove qualcuno mi attendeva impaziente per spillarmi quattro dollari in cambio dell�indimenticabile privilegio di entrare nel parcheggio. Poteva essere una buona idea non attirare l�attenzione del custode. Naturalmente risparmiare i quattro dollari era importante, ma in un giorno di pioggia nel bel mezzo della settimana avrebbe dato vagamente nell�occhio, cosa che preferisco evitare, specie quando pratico il mio hobby.</p><p>Sul lato sinistro della strada c�era un piccolo parcheggio, quello della zona picnic. Una vecchia tettoia di roccia corallina si ergeva sulla destra, accanto al lago. Sceso dalla macchina, mi infilai una giacca a vento giallo squillante, per proteggermi dal maltempo. Faceva molto �regata�, il capo perfetto per fare irruzione sulla barca di un pedofilo omicida. Mi rendeva anche visibile, ma la cosa non mi preoccupava granch�. Avrei seguito la pista ciclabile parallela alla strada, al riparo delle mangrovie. Nella sventurata ipotesi in cui il sorvegliante avesse fatto capolino, fuori dal gabbiotto, avrebbe visto soltanto una macchia gialla in movimento. Nient�altro che un corridore tenace che si dedicava con qualsiasi tempo alla sua corsa pomeridiana.</p><p>E io correvo: percorsi almeno quattrocento metri lungo il sentiero. Come auspicato, dal gabbiotto non giungevano cenni di vita. Cos� arrivai al grande parcheggio sulla riva. L�ultima parte della banchina ospitava una distesa di barche un po� pi� piccole di quelle dei veri pescatori e dei giocattoloni dei miliardari ancorati vicino al sentiero. Il <emphasis>Falco Pescatore</emphasis>, cio� il modesto cabinato di MacGregor, lungo una decina di metri, si trovava verso il fondo.</p><p>Il porticciolo era deserto; oltrepassai con nonchalance il cancello che chiudeva la recinzione e un cartello che diceva:</p><empty-line/><cite><p>INGRESSO RISERVATO AI PROPRIETARI DELLE IMBARCAZIONI</p></cite><empty-line/><p>Provai a sentirmi in colpa per aver violato un cos� importante divieto, ma non ci riuscii. La parte inferiore del cartello diceva:</p><empty-line/><cite><p>DIVIETO DI PESCA SULLA BANCHINA E NELL�AREA PORTUALE</p></cite><empty-line/><p>e io promisi a me stesso che non avrei pescato lungo l�intera costa, cosa che mi risarc� dell�aver infranto la regola precedente.</p><p>Il <emphasis>Falco Pescatore </emphasis>aveva cinque o sei anni e non mostrava praticamente segni d�usura, a parte qualche traccia del maltempo della Florida. Il ponte e il parapetto erano tirati a lucido e mentre mi arrampicavo a bordo ebbi cura di non lasciare segni. Non so perch�, ma i chiavistelli delle barche non sono mai molto complicati. Forse la gente di mare � pi� onesta di chi sta a terra. In ogni caso, in pochi secondi forzai la serratura e penetrai all�interno del <emphasis>Falco Pescatore. </emphasis>La cabina non aveva il caratteristico odore di muffa delle barche che restano chiuse, anche per poche ore, sotto il sole tropicale. Nell�aria regnava invece un debole aroma di Pine-Sol, come se qualcuno avesse strofinato tutto con cura per far sparire germi o cattivi odori.</p><p>C�era un piccolo tavolo, un cucinino e un mobiletto tiv�/videoregistratore con le rotelle con accanto una pila di cassette: <emphasis>Spiderman</emphasis>,<emphasis> Koda fratello orso</emphasis>,<emphasis> Alla ricerca di Nemo. </emphasis>Mi domandai quanti bambini MacGregor avesse buttato in acqua a cercare Nemo. Raggiunsi la zona cucina e mi misi ad aprire i cassetti. Uno era pieno di caramelle, l�altro di pupazzetti di plastica. Il terzo era stracolmo di rotoli di nastro adesivo.</p><p>Il nastro adesivo � un�invenzione splendida e, lo so molto bene, pu� prestarsi a usi diversi e tutti degni di nota. Ritenni per� che averne una provvista di dieci rotoli stipata nel cassetto di una barca fosse un po� eccessivo. A meno che, ovviamente, non lo si usasse per uno scopo preciso che ne richiedeva grandi quantit�. Si trattava forse di un esperimento scientifico che coinvolgeva parecchi ragazzini? � solo un�ipotesi, chiaro, suggeritami dal modo in cui io stesso utilizzo quel nastro. Non sui bambini, chiaro, ma su cittadini modello come, per esempio� MacGregor. La sua colpevolezza cominciava a sembrarmi decisamente probabile: il Passeggero Oscuro schiocc� bramoso la lingua asciutta e biforcuta.</p><p>Scesi le scale e mi diressi nella piccola zona anteriore che il venditore poteva aver battezzato �sala di rappresentanza�. Il letto non era particolarmente elegante: un materassino di gommapiuma su un ripiano. A toccarlo scricchiolava. Lo rovesciai da una parte. Piantati nello scaffale c�erano quattro anelli di una catena, uno per angolo. Sollevai il portello sotto il materasso.</p><p>Ci si potrebbe aspettare di trovare un ragionevole numero di catene su una barca. Ma le manette accluse non mi diedero l�impressione di essere molto �nautiche�. Ci sar� stata una spiegazione plausibile, ovvio. Forse MacGregor le utilizzava contro i pesci pi� aggressivi.</p><p>Sotto le manette e le catene c�erano cinque ancore. Potevano essere fondamentali per uno yacht pronto per una crociera internazionale, per� sembravano un po� troppe per una barchetta da usare nel weekend. A che diavolo potevano servire? Immaginiamo che mi fossi allontanato al largo con la mia imbarcazione accompagnato da un mucchietto di ossicini di cui sbarazzarmi elegantemente e senza lasciar tracce, allora che cosa me ne sarei fatto di tutte quelle ancore? Se la mettiamo in questi termini, � facile pensare che dalla successiva crociera con il suo amichetto MacGregor avrebbe fatto ritorno con un�ancora in meno sotto il materasso.</p><p>Stavo raccogliendo dettagli a sufficienza per tracciare un quadretto davvero interessante. Natura morta senza bambini. Ma non avevo ancora trovato nulla che non si potesse spiegare come una semplice coincidenza, mentre io dovevo avere la certezza pi� assoluta. Mi mancava la prova decisiva e schiacciante, quella definitiva che avrebbe soddisfatto il Codice di Harry.</p><p>La scovai in un cassetto a destra della cuccetta.</p><p>C�erano tre cassettini inseriti in una paratia. L�interno del primo era di qualche centimetro pi� corto degli altri due. Probabilmente non c�era niente di strano ed era la curva dello scafo ad accorciarlo. Ma era da parecchi anni che studiavo gli esseri umani e la cosa mi insospett� non poco. Estrassi il cassetto con una certa sicurezza e sul fondo trovai un minuscolo comparto segreto. E dentro il comparto�</p><p>Dal momento che in realt� non sono un vero essere umano, di solito le mie risposte emotive sono limitate a quelle che ho imparato a simulare. Cos� non provai stupore, sdegno, rabbia o acre risentimento. Sono emozioni difficili da rendere in modo convincente e non c�era un pubblico per cui rappresentarle, dunque perch� sbattersi? Per� sentii provenire dal Sedile Posteriore un vento gelido che mi percorse la spina dorsale e sollev� mulinelli di foglie secche nel mio cervello da rettile.</p><p>Nel mucchio di fotografie identificai cinque diversi ragazzini, nudi e sistemati in posizioni differenti, come se MacGregor fosse alla ricerca di uno stile ben definito. Certo che con il nastro isolante non aveva badato a spese. In una delle foto sembrava che il bambino fosse stato chiuso in un bozzolo argentato, lasciando fuori soltanto alcune parti ben precise. Furono proprio quelle a farmi capire che tipo fosse l�agente immobiliare. Come avevo sospettato, non era esattamente la persona che molti genitori avrebbero voluto come capo scout.</p><p>Le foto erano di buona qualit� e scattate da differenti angolature. Un uomo nudo, flaccido, bianchiccio e con un cappuccio nero era in piedi accanto al ragazzino chiuso nel bozzolo, quasi fosse il suo trofeo di caccia. Dalla forma del corpo e dal colore della pelle ero quasi certo che quel tipo fosse MacGregor, anche se aveva il volto coperto. Mentre facevo passare le fotografie, mi vennero due interessanti pensieri. Il primo fu <emphasis>Aha! </emphasis>che ovviamente voleva dire che non c�erano dubbi su quello che aveva combinato MacGregor, che ora si era guadagnato il titolo di Fortunato Vincitore alla Lotteria del Passeggero Oscuro.</p><p>Il secondo pensiero, in un certo senso pi� inquietante, fu: <emphasis>Chi le ha scattate?</emphasis></p><p>Le inquadrature erano troppo diverse per essere state fatte con l�autoscatto. E quando le osservai una seconda volta notai, in due immagini prese dall�alto, la punta di quello che sembrava uno stivale rosso da cowboy.</p><p>MacGregor aveva un complice. Sembrava la frase di un magistrato in un programma tiv�, ma cos� era, e non riuscii a trovare un modo migliore per dirlo. Non aveva combinato tutto questo da solo. Qualcuno l�aveva accompagnato e, se non altro, aveva guardato e scattato foto.</p><p>Mi imbarazza dirlo. Ho una modesta conoscenza e un certo talento in materia di lesioni personali non proprio autorizzate, ma non ero mai incappato prima in niente del genere. Va bene i trofei di caccia� dopotutto avevo la mia scatoletta di vetrini, ognuno con sopra una goccia di sangue, per commemorare ogni mia impresa. Souvenir del genere rientrano perfettamente nella normalit�.</p><p>Invece la presenza di una seconda persona che guarda e fotografa trasforma un atto molto intimo in una sorta di esibizione. Era assolutamente immorale e quell�uomo era un pervertito. Se solo fossi stato in grado di provare sdegno, sono quasi certo che ne sarei stato colmo. Comunque fosse, fare conoscenza con il lato oscuro di MacGregor mi fece arrabbiare pi� del solito.</p><p>Sulla barca si soffocava dal caldo e il mio abbigliamento da regata, seppure molto chic, non aiutava. Mi sentivo come una bustina di t� giallo brillante. Presi alcune delle foto riuscite meglio e me le misi in tasca. Riposi le altre nel loro comparto, chiusi la cuccetta e tornai nella zona principale. Diedi un�occhiata veloce fuori dalla finestra (o forse dovrei dire obl�?) e non vidi nessuno appostato a osservarmi furtivo. Scivolai fuori dalla porta, accertandomi che si chiudesse alle mie spalle, e uscii nella pioggia.</p><p>Sapevo molto bene, da tutti i film che ho visto nel corso degli anni, che camminare sotto la pioggia � la situazione ideale per riflettere sull�umana perfidia, e cos� feci. <emphasis>Oh, quel cattivone di MacGregor e l�altro fotografo da strapazzo. Razza di ignobili farabutti. </emphasis>Era convincente ed era la cosa migliore che potesse uscirmi: sperai che bastasse a soddisfare il clich�. Perch� mi divertivo di pi� a riflettere sulla <emphasis>mia </emphasis>cattiveria e su come avrei potuto appagarla organizzando un appuntamento per giocare con MacGregor. Mi sentii sommergere da una crescente ondata di deviato diletto che affiorava dai pi� oscuri recessi del Maniero Dexter e si accumulava pronta a tracimare. E presto si sarebbe riversata sull�agente immobiliare.</p><p>Ovviamente non c�era pi� spazio per il dubbio. Harry stesso avrebbe riconosciuto che le foto erano una prova pi� che sufficiente. Un ghigno dal Sedile Oscuro santific� il progetto. MacGregor e io avremmo giocato insieme. E poi c�era il bonus speciale di scovare il suo amico con gli stivali da cowboy; doveva seguire MacGregor al pi� presto: non c�� pace per i malvagi. Due al prezzo di uno, da non perdere.</p><p>Immerso nelle mie allegre riflessioni, non mi accorsi neppure che pioveva mentre raggiungevo l�auto a passi rapidi e sicuri. Avevo un grande affare per le mani.</p></section><section><title><p>3</p></title><p>Essere abitudinari non � mai una buona cosa, soprattutto se sei un pedofilo omicida che ha attirato l�attenzione di Dexter il Vendicatore. Fortunatamente per me, nessuno aveva dato a MacGregor questa informazione vitale, cos� mi fu piuttosto facile trovarlo mentre lasciava l�ufficio alle sei e mezzo, come ogni giorno. Usc� dalla porta sul retro, la chiuse a chiave e sal� sulla sua spaziosa Ford SUV; l�auto ideale per accompagnare la gente a visitare case o trasportare ragazzini impacchettati gi� al porto. Part� in mezzo al traffico e lo seguii fino a casa, la modesta abitazione in calcestruzzo sulla South West 80<sup>th</sup> Street.</p><p>Le strade erano molto affollate. Svoltai in una parallela a mezzo isolato da l� e parcheggiai con discrezione in un punto da cui godevo di una buona visuale. Dall�altro lato della propriet� di MacGregor cresceva una siepe alta e fitta, perch� i vicini non vedessero nulla di ci� che capitava nel suo cortile. Restai in auto fingendo di studiare una cartina per circa dieci minuti, il tempo necessario per elaborare un piano e assicurarmi che il mio uomo non se ne andasse. Quando usc� e si mise ad aggirarsi per il cortile, a torso nudo e con un paio di calzoncini di madras stazzonati, capii come avrei agito. Andai a casa a prepararmi.</p><p>Anche se di solito sono una buona forchetta, ho sempre difficolt� a mangiare prima delle mie piccole avventure. Il mio intimo pregusta i brividi dell�attesa e, mentre la notte cala sulla citt� e la luna fa ribollire le mie vene, il pensiero del cibo mi sembra troppo prosaico.</p><p>Cos�, anzich� assaporare tranquillo un pasto altamente proteico, camminai su e gi� per il mio appartamento, ansioso di cominciare, ma ancora abbastanza calmo da poter attendere, lasciando che il Diurno Dexter scivolasse a poco a poco sullo sfondo. Man mano che il Passeggero Oscuro si sedeva al volante e prendeva il controllo, mi inebriavo dell�esaltante ondata di potere. � sempre stato eccitante farmi scaraventare sul sedile posteriore e lasciar guidare il Passeggero. Le ombre sembrano farsi pi� definite e l�oscurit� si anima di un grigio brillante che rende tutto pi� nitido. I rumori bassi diventano forti e chiari, la mia pelle freme, respiro a fondo, e anche l�aria mi sembra diversa, intrisa di aromi sconosciuti. Non mi sentivo mai cos� vivo come quando il Passeggero Oscuro era al volante.</p><p>Mi costrinsi a sedere in poltrona e a rimanere l�, mentre il Bisogno mi invadeva a fiotti e mi lasciava addosso i suoi effetti adrenalinici. Ogni respiro era come un�esplosione di aria fredda che mi attraversava e mi sollevava pi� in alto, mi illuminava, finch� non mi trasformai in un enorme e invincibile faro d�acciaio pronto a squarciare le tenebre cittadine. Allora la mia poltrona divenne piccola e inutile, un nascondiglio per topolini. Solo il buio era grande abbastanza.</p><p>Era giunto il momento.</p><p>Uscimmo nella notte sfavillante; la luce lunare non mi dava pace e la notte di Miami profumata di rose marce mi accarezzava la pelle.</p><p>Tempo un istante e io ero l�, all�ombra della siepe di MacGregor a spiare, attendere e ascoltare, almeno per ora. La cautela mi tratteneva il polso, suggerendomi <emphasis>pazienza. </emphasis>Mi dispiacque per quell�uomo che non poteva vedermi risplendere in tutto il mio fulgore e il pensiero mi rese ancora pi� forte. Indossai la maschera di seta bianca e fui pronto all�azione.</p><p>Sgusciai dal buio della siepe, lento e furtivo, e posai sotto la sua finestra una tastiera per bambini, sistemandola sotto un cespuglio di gladioli in modo che non si notasse subito. Era di un rosso e blu intensi, lunga meno di trenta centimetri, e aveva soltanto otto tasti, ma era in grado di ripetere le sue quattro canzoni all�infinito, finch� non si fossero scaricate le batterie. La accesi e tornai al mio posto dietro la siepe.</p><p>Suon� prima <emphasis>Jingle Bells </emphasis>e poi <emphasis>Old MacDonald. </emphasis>Per chiss� quale motivo, mancava una nota in ogni pezzo, ma il giocattolo prosegu� e attacc� <emphasis>London Bridge </emphasis>con lo stesso tono allegro e stralunato.</p><p>Ce n�era abbastanza da far ammattire chiunque, ma probabilmente su gente come MacGregor, che vive per i bambini, aveva un effetto ancora peggiore. Quantomeno, speravo davvero che fosse cos�. Per stanarlo avevo scelto apposta la tastiera: mi auguravo che lui si sentisse scoperto e pensasse che il giocattolo fosse arrivato direttamente dall�Inferno per punirlo. Dopotutto, perch� non unire l�utile al dilettevole?</p><p>Sembr� funzionare.</p><p>Eravamo solo alla terza replica di <emphasis>London Bridge </emphasis>quando lui caracoll� fuori casa con gli occhi sbarrati dal panico. Rimase l� per un istante, a bocca aperta, i capelli radi e rossicci scarmigliati come se avesse attraversato una tempesta, e il ventre pallido che ondeggiava lento sopra i pantaloni nerastri del pigiama. Ai miei occhi non sembr� cos� dannatamente pericoloso, ma non ero un bimbo di cinque anni, ovvio.</p><p>Dopo un istante, in cui era rimasto a grattarsi con la bocca spalancata, come se stesse posando per la statua del dio greco della Stupidit�, MacGregor localizz� la fonte del suono: ora ripeteva <emphasis>Jingle Bells. </emphasis>Fece qualche passo in avanti e si abbass� per toccare la tastierina di plastica, ma non fece in tempo a stupirsi perch� gli strinsi attorno alla gola un cappio fatto con un filo da pesca da venti chili. Si raddrizz� e per un attimo credette di poter lottare. Strinsi pi� forte e cambi� idea.</p><p>�Smettila di ribellarti�, dicemmo con la voce fredda e imperiosa del Passeggero. �Vivrai pi� a lungo.�</p><p>MacGregor lesse il proprio destino in quelle parole e si illuse di poterlo cambiare, allora strattonai il cappio e lo strinsi finch� lui si fece scuro in volto e cadde in ginocchio.</p><p>Lasciai la presa un attimo prima che potesse svenire. �Adesso fa� come ti viene detto�, gli ordinammo.</p><p>L�uomo non replic�; emise un gemito soffocato e straziante, cos� diedi un lieve strattone al filo da pesca.</p><p>�Hai capito?� domandammo, e lui annu�; lo lasciai respirare.</p><p>Quando lo trascinai in casa con le braccia legate dietro la schiena a prendere le chiavi della sua auto, non tent� pi� di reagire; poi uscimmo di nuovo per salire sulla sua spaziosa SUV.</p><p>Mi sedetti alle sue spalle e strinsi con forza; gli permettevo a malapena di respirare, quel poco che gli bastava per non morire, almeno per ora.</p><p>�Accendi il motore�, gli ordinammo e lui esit�.</p><p>�Che cosa vuoi?� chiese con voce roca.</p><p>�Tutto�, rispondemmo. �Accendi il motore.�</p><p>�Ho molti soldi�, mormor�.</p><p>Strinsi il laccio pi� forte. �In tal caso comprami un ragazzino.�</p><p>Lo tenni stretto per qualche secondo, cos� stretto da soffocarlo e per il tempo sufficiente perch� capisse che eravamo <emphasis>noi </emphasis>a comandare, che <emphasis>sapevamo </emphasis>quello che aveva fatto e che da quel momento lui avrebbe potuto respirare solo a <emphasis>nostra </emphasis>discrezione. Quando allentai nuovamente la stretta, non ebbe nulla da dire.</p><p>Si diresse dove gli indicammo, risal� la South West 80<sup>th </sup>Street verso la Old Cutler Road e prosegu� verso sud. Non c�era praticamente traffico, non a quell�ora di notte; svoltammo in una zona nuova che era stata edificata sul lato pi� lontano di Snapper Creek. I lavori erano stati interrotti perch� il proprietario era stato arrestato per riciclaggio di denaro sporco, dunque nessuno ci avrebbe disturbato.</p><p>Conducemmo MacGregor attraverso un gabbiotto in costruzione, intorno a una rotonda, quindi a est verso il mare. Ci fermammo accanto a una piccola roulotte, sede degli uffici temporanei del cantiere, ora meta di teenager amanti del brivido o di gente come me, che cercava semplicemente un po� di privacy.</p><p>Ci sedemmo un istante a contemplare il panorama: luna riflessa sull�acqua con pedofilo al guinzaglio in primo piano. Davvero impagabile.</p><p>Uscii trascinandomi dietro MacGregor, lo strattonai cos� forte che cadde in ginocchio, mentre tentava di afferrare il filo da pesca che gli stringeva il collo. Per un attimo lo vidi soffocare e strisciare nella polvere, la faccia di nuovo scura e gli occhi iniettati di rosso. Allora lo presi per i piedi e lo tirai su per i tre gradini in legno, fin dentro alla roulotte.</p><p>Prima che potesse rendersi conto di che cosa gli stava capitando, l�avevo legato a un tavolo, bloccandogli mani e piedi con il nastro adesivo.</p><p>MacGregor tent� di parlare, ma riusc� soltanto a tossire.</p><p>Aspettai. Non c�era fretta.</p><p>�Per favore�, implor� infine, con una voce stridente come un gesso sulla lavagna, �ti dar� tutto quello che vuoi.�</p><p>�S�, certo�, rispondemmo. Notai come l�effetto delle nostre parole lo mortificasse e, anche se non poteva vedere sotto la mia maschera di seta bianca, sorridemmo.</p><p>Tirai fuori le foto che avevo preso sulla barca e gliele mostrai.</p><p>Lui si immobilizz�, incredulo. �Quelle dove le hai trovate?� disse, con un fare piuttosto petulante per essere uno che presto sarebbe finito a pezzettini.</p><p>�Dimmi chi ha scattato queste fotografie.�</p><p>�Perch� dovrei?�</p><p>Presi un paio di cesoie e gli tranciai via le prime due dita della mano sinistra. MacGregor cominci� a dimenarsi e a urlare. Schizz� fuori un fiotto di sangue: tutte le volte che succede mi arrabbio. Cos� gli ficcai una pallina da tennis in bocca e gli tagliai anche le prime due dita della mano destra. �Per nessun motivo in particolare�, risposi e attesi che si calmasse un po�.</p><p>Quando lo fece, mi lanci� un�occhiata, sul volto la consapevolezza che raggiungi quando non pensi pi� al dolore, ma sai che le conseguenze saranno irreversibili. Gli tolsi la pallina da tennis dalla bocca.</p><p>�Chi ha scattato quelle fotografie?�</p><p>Lui sorrise. �Spero che uno di loro fosse tuo figlio�, dichiar�, rendendo i novanta minuti che seguirono ancora pi� appaganti.</p></section><section><title><p>4</p></title><p>Di solito, dopo una delle mie Uscite Notturne mi sento piacevolmente rilassato per parecchi giorni, ma la mattina successiva alla precipitosa uscita di scena di MacGregor fremevo ancora di inquietudine. Volevo trovare a tutti i costi il fotografo con gli stivali rossi da cowboy e fare pulizia. Io sono un mostro ordinato e amo finire le cose che comincio; per di pi� sapere che c�� qualcuno l� fuori che va in giro con scarpe orribili e con una macchina fotografica che ne ha viste troppe, mi faceva venire voglia di investigare e portare a compimento la seconda fase del progetto.</p><p>Forse avevo avuto troppa fretta con MacGregor; avrei dovuto concedergli un po� pi� di tempo, incoraggiarlo, e lui mi avrebbe detto tutto quanto. Ma mi era parsa una faccenda di cui mi sarei potuto occupare senza problemi: quando il Passeggero Oscuro � al volante, mi sento quasi onnipotente. Finora non mi ero sbagliato, per� questa storia mi aveva messo leggermente in imbarazzo e ora mi toccava scovare Mister Cowboy per conto mio. Sapevo dalle mie precedenti ricerche che MacGregor, a parte le occasionali crociere serali, non aveva vita sociale. Era membro di un paio di associazioni di categoria, com�era prevedibile essendo agente immobiliare, ma non avevo trovato nessuno con cui sembrasse aver stretto amicizia. Sapevo anche che era incensurato, quindi non potevo consultare nessuno schedario per informarmi su eventuali connessioni. Gli atti del processo relativo al suo divorzio riportavano semplicemente �per incompatibilit� di carattere� e lasciavano il resto all�immaginazione.</p><p>La cosa mi colp�; MacGregor era stato il classico asociale e in tutte le mie approfondite ricerche non avevo trovato un�indicazione relativa a colleghi, compagnie, appuntamenti o amici di sorta. Niente nottate da uomini passate a giocare a poker, e niente uomini, a parte i ragazzini. Nessun gruppo parrocchiale o circolo ricreativo, nessun bar del quartiere o serate danzanti (che avrebbero potuto giustificare il tipo con gli stivali)� niente di niente, eccetto la foto con quelle due scarpe rosse e appuntite.</p><p>Allora chi era Bob il Cowboy e come potevo rintracciarlo?</p><p>In realt� esisteva un unico luogo in cui avrei potuto trovare una risposta e avrei dovuto sbrigarmi, prima che qualcuno si accorgesse che MacGregor era scomparso. Sentii il rimbombo del tuono in lontananza e guardai sorpreso l�orologio alla parete. Erano le due e un quarto, sicuro, l�ora della bufera quotidiana. Invece di pranzare, avevo passato il tempo a riflettere: non mi riconoscevo pi�.</p><p>Ancora una volta il diluvio mi avrebbe fatto da copertura e avrei potuto fermarmi a mangiare qualcosa sulla via del ritorno. Cos�, dopo aver pianificato i prossimi istanti in modo piacevole e accurato, mi diressi al parcheggio, salii in auto e partii verso sud.</p><p>Quando arrivai alla Matheson Hammock cominciava a piovere. Indossai un�altra volta l�attrezzatura gialla da regata e corsi lungo il sentiero che portava alla barca di MacGregor.</p><p>Di nuovo non fu difficile aprire il chiavistello e scivolare nella cabina. La mia prima visita aveva avuto l�obiettivo di trovare le prove della pedofilia di MacGregor. Stavolta cercavo qualcosa di pi� sottile, piccoli indizi che mi conducessero all�identit� del suo amico fotografo.</p><p>Dato che da qualche parte dovevo pur cominciare, tornai nella zona notte. Aprii il cassetto con il doppio fondo e feci passare di nuovo le foto. Stavolta controllai il retro con la stessa attenzione. Il digitale ha complicato le indagini: sulle fotografie non c�erano segni di nessun tipo n� si poteva disporre delle confezioni dei rullini con numeri di serie rintracciabili. Qualunque idiota poteva scaricare le foto sul suo hard disk e stamparle a volont�, anche un individuo con pessimi gusti in fatto di scarpe. Non mi sembrava corretto: i computer non dovevano forse rendere le cose pi� semplici?</p><p>Chiusi il cassetto e cercai l� intorno, ma non vidi nulla che non avessi notato prima. Con un po� di delusione, salii nella zona principale. Anche l� c�erano parecchi cassetti e vi frugai dentro. Videocassette, pupazzetti, nastro adesivo� tutti oggetti che avevo gi� visto e nessuno mi diceva niente. Tirai fuori i mucchi di nastro: in fondo non aveva senso che andasse sprecato. Girai pigramente il rotolo pi� in basso.</p><p>Ed eccolo l�.</p><p>La fortuna � preferibile alla bravura. Non potevo sperare di meglio. Attaccato al rotolo c�era un pezzettino di carta con scritto REIKER e sotto un numero di telefono. Ovviamente non avevo garanzie che Reiker fosse il Ranger Rosso o comunque che fosse una persona. Poteva benissimo essere il nome di una ditta di forniture idrauliche. In ogni caso era quanto di pi� somigliante a un indizio avessi trovato. E poi dovevo andarmene di l� prima che smettesse di diluviare. Misi in tasca il biglietto, chiusi la giacca a vento, scesi di nascosto dalla barca e poi di nuovo di corsa lungo il sentiero.</p><p>Forse perch� mi sentivo cos� piacevolmente disteso dai postumi della serata con MacGregor, mentre guidavo verso casa mi sorpresi a canticchiare il motivetto di <emphasis>1000 Airplanes on the Roof di </emphasis>Philip Glass. Il segreto di una vita felice sta nell�essere fieri delle proprie conquiste e tesi verso nuovi obiettivi. E io al momento mi sentivo cos�. Che meraviglia essere me!</p><p>Il mio buonumore dur� fino alla rotonda in cui la Old Cutler si unisce alla LeJeune: un�occhiata di routine allo specchietto retrovisore e la musica mi si gel� sulle labbra.</p><p>Dietro di me, praticamente con il muso dentro il mio sedile posteriore, c�era una Ford Taurus marrone. Somigliava molto alle auto che il Dipartimento di Polizia di Miami-Dade mette a disposizione degli agenti in borghese.</p><p>Niente di buono. Una macchina della stradale poteva seguirmi senza un vero motivo, ma chi era al volante di quel veicolo doveva avere uno scopo. Per esempio, che mi accorgessi di essere pedinato. In tal caso, stava funzionando alla grande. Per colpa del riflesso sul parabrezza non riuscii a vedere chi guidasse l�auto, ma desiderai subito scoprire da quanto tempo mi stesse dietro, chi ci fosse al volante e che cosa avesse visto.</p><p>Svoltai in una stradina parallela, accostai e mi fermai; la Taurus parcheggi� proprio dietro di me. All�inizio non successe nulla: restammo entrambi in auto, in attesa. Stavano per arrestarmi? Se mi avevano seguito fin dal porto, sarebbe stata davvero tragica per il Defilato Dexter. Presto o tardi, la scomparsa di MacGregor sarebbe saltata all�occhio e anche il detective pi� tonto avrebbe scovato la sua barca. Qualcuno sarebbe andato a controllare se era l� e allora il solo fatto che Dexter ci fosse passato, anche di giorno, sarebbe stato significativo.</p><p>Sono indizi di poco conto come questo che determinano la riuscita del lavoro dei poliziotti. Loro non fanno altro che cercare queste coincidenze bizzarre e se le trovano possono diventare molto severi con chi, per pura combinazione, � passato in posti scottanti. Poco importa se l�individuo in questione ha un distintivo della polizia e un sorriso finto e accattivante.</p><p>Non mi restava molto da fare se non bluffare: scoprire chi mi stava alle calcagna e perch�, e infine convincerlo che stava sprecando stupidamente tempo prezioso.</p><p>Sfoggiai la versione migliore della mia faccia da Occasione Ufficiale, scesi dall�auto e mi fermai di botto davanti alla Taurus. Il finestrino si abbass� e comparve il volto perennemente incazzato del sergente Doakes. Sembrava l�effigie di un idolo feroce intagliata su un pezzo di legno scuro.</p><p>�Come mai sei uscito cos� presto dal lavoro?� mi chiese. La sua voce era del tutto inespressiva, ma qualunque cosa dicessi, lui tentava comunque di farmi passare per bugiardo. Gli piaceva l�idea di cogliermi in fallo.</p><p>�Sergente Doakes!� esclamai. �Che splendida coincidenza. Che cosa ci fai da queste parti?�</p><p>�Hai qualcosa da fare di pi� importante del tuo lavoro?� ribatt�. Non mi parve molto interessato a fare conversazione, cos� incassai. Quando hai a che fare con persone dalle capacit� comunicative piuttosto limitate e prive del desiderio di svilupparle, � sempre meglio passare oltre.</p><p>�Io, be�� avevo da sbrigare alcuni affari personali�, mi giustificai. Scusa piuttosto debole, d�accordo, ma Doakes aveva potenziato la seccante abitudine di porre le domande pi� imbarazzanti, per di pi� con un celato sottofondo di morbosit�. Trovai difficile non mettermi a balbettare, costretto com�ero a uscirne fuori con qualcosa di intelligente.</p><p>Mi fiss� per alcuni eterni secondi, come un pitbull famelico che punta un pezzo di carne cruda. �Affari personali�, disse senza abbassare lo sguardo. Ripetuto, suonava ancora pi� idiota.</p><p>�Esatto�, confermai.</p><p>�Il tuo dentista � su ai Gables�, fece.</p><p>�Be���</p><p>�E il tuo medico sta ad Alameda. L�avvocato non ce l�hai e tua sorella � ancora al lavoro�, continu�. �Quali <emphasis>affari personali </emphasis>ho tralasciato?�</p><p>�Per la verit�� io� io�� balbettai. La cosa mi stup�, ma non mi usc� nient�altro. Doakes mi guardava, quasi implorandomi di mettermi a correre per esercitarsi nel tiro al bersaglio.</p><p>�Curioso�, brontol� alla fine. �Anch�io ho <emphasis>affari personali </emphasis>qui intorno.�</p><p>�Davvero?� domandai, sollevato perch� la mia bocca era di nuovo in grado di articolare suoni umani. �E di che si tratta, sergente?�</p><p>Fu la prima volta che lo vidi sorridere e devo dire che avrei di gran lunga preferito che si fosse limitato a scendere dall�auto e aggredirmi. �<emphasis>Tenerti d�occhio</emphasis>�, dichiar�.</p><p>Rimase fermo un istante perch� potessi ammirare lo scintillio dei suoi denti, poi tir� su il finestrino e scomparve come lo Stregatto.</p></section><section><title><p>5</p></title><p>Con un po� di tempo, sono certo che sarei potuto venirmene fuori con un�intera lista di cose peggiori dell�avere Doakes alle calcagna. Ma, mentre me ne stavo l� nella mia giacca a vento all�ultima moda e il pensiero di Reiker con i suoi stivali rossi si allontanava, non riuscivo a immaginare nulla di pi� spaventoso del sergente. Salii in macchina, misi in moto e guidai nella pioggia verso casa. Di solito le tendenze omicide degli altri automobilisti avevano il potere di rilassarmi, mi facevano sentire a casa, ma non so perch� la Taurus marrone alle mie costole toglieva smalto a tutta la faccenda.</p><p>Conoscevo il sergente Doakes abbastanza bene da capire che il suo non era un semplice capriccio passeggero. Se mi stava tenendo d�occhio, avrebbe continuato a farlo finch� non mi avesse sorpreso a combinare qualcosa di brutto. O finch� qualcuno non l�avesse fatto smettere. Com�� naturale, mi vennero subito in mente alcuni modi interessanti per fargli passare la voglia. Ma erano tutti piuttosto definitivi e, per quanto non sia dotato di una vera coscienza, seguo un insieme di regole precise che ne fanno le veci.</p><p>Sapevo che presto o tardi Doakes avrebbe interferito con il mio hobby e avevo riflettuto a lungo su come agire. La cosa migliore con cui me ne ero venuto fuori era, ahim�, attendere e stare a guardare.</p><p>�Scusa?� potreste dire, e ne avreste tutto il diritto. �Dobbiamo davvero fingere di ignorare la risposta pi� ovvia?� Dopotutto, Doakes poteva essere forte e letale, ma il Passeggero Oscuro lo era ancora di pi� e quando era al volante nessuno poteva tenergli testa. Forse per stavolta si poteva fare un�eccezione�</p><p>No, mi sussurr� la voce all�orecchio.</p><p><emphasis>Salve, Harry. Perch� no? </emphasis>E mentre glielo domandavo, ripensai a quando me ne parl�.</p><p><emphasis>Esistono delle regole, Dexter</emphasis>, aveva detto Harry.</p><p><emphasis>Che regole, pap�?</emphasis></p><empty-line/><p>Era il mio sedicesimo compleanno. Non avevo mai fatto grandi feste, dal momento che non avevo ancora imparato a essere accattivante e a fare l�amicone. Prima, se non ero io a girare alla larga dai miei coetanei imbecilli, di solito ci pensavano loro. Trascorsi l�adolescenza come un cane da pastore in mezzo a un gregge di stupide e luride pecore. Da allora ho imparato grandi cose. Per esempio, che con il tempo le cose non erano cambiate (la gente � davvero senza speranza!), ma ora � inutile dilungarsi.</p><p>Dunque, il mio compleanno fu una faccenda per pochi. Doris, la mia matrigna, era morta da poco di cancro. Ma la mia sorellastra, Deborah, mi prepar� la torta, e Harry mi regal� una nuova canna da pesca. Dopo aver spento le candeline e mangiato la torta, Harry mi port� nel cortile sul retro della nostra modesta abitazione in Coconut Grove. Si sedette al tavolino rosso da picnic che aveva costruito accanto al barbecue in mattoni e mi fece cenno di imitarlo.</p><p>�Bene, Dex�, disse. �Sedici anni. Sei quasi un uomo.�</p><p>Non mi era chiaro a che cosa si riferisse. Io? Un uomo? Nel senso di essere umano? Non capivo che razza di risposta dovessi dargli. Ma sapevo che di solito era meglio non fare il furbo con Harry, cos� mi limitai ad annuire. I suoi occhi azzurri mi lanciarono uno sguardo a raggi X. �Ti interessano le ragazze?� mi domand�.</p><p>�Uhm� in che senso?�</p><p>�Baciarle. Uscirci insieme. Lo sai. Farci del sesso.�</p><p>Al solo pensiero mi sentii turbinare la testa come se un piede grigio e scuro mi stesse prendendo a calci dall�interno. �No, uh, no. Io� uhm�, risposi. Gi� allora avevo la parlantina facile. �Non in quel senso.�</p><p>Harry annu�, come se le mie fossero parole sensate. �E non ti interessano nemmeno i ragazzi�, aggiunse, e io mi limitai a scuotere il capo. Harry guard� il tavolino, poi di nuovo la casa. �Quando ho compiuto sedici anni mio padre mi ha portato da una puttana.� Scosse il capo e un sorrisetto gli attravers� il viso. �Ci ho messo dieci anni a superarlo.� Rimasi senza parole. Il pensiero del sesso mi era alieno, figuriamoci dover <emphasis>pagare </emphasis>per farlo, soprattutto quando si tratta di un ragazzino e quel ragazzino � Harry. Pazzesco. Era davvero troppo. Guardai mio padre con l�espressione pi� vicina al panico e lui sorrise.</p><p>�No�, fece Harry. �Non intendo proporti niente di simile. Mi aspetto che tu impari a usare meglio quella canna da pesca.� Scosse lentamente il capo e il suo sguardo corse dal tavolino al cortile fino in strada. �O un coltello da cucina.�</p><p>�Okay�, dissi, cercando di non mostrarmi troppo entusiasta.</p><p>�No�, ripet�, �sappiamo entrambi quello che vuoi. Ma non sei ancora pronto.�</p><p>Fin dalla prima volta che mi aveva parlato di ci� che ero, durante una memorabile gita in tenda un paio di anni prima, Harry mi aveva addestrato. Cio�, nel suo linguaggio, mi aveva insegnato a far quadrare le cose. Da giovane ignorante qual ero, non vedevo l�ora di dare il via alla mia felice carriera, ma il mio patrigno mi stava dando una disciplina, perch� lui sapeva sempre che cosa era giusto.</p><p>�Star� attento�, promisi.</p><p>�Non basta�, replic� Harry. �Esistono delle regole, Dexter. Devono esistere. Saranno loro a distinguerti dagli altri.�</p><p>�Passare inosservato�, dissi. �Far sparire le tracce, non correre rischi, uhm��</p><p>Harry scosse la testa. �Ci sono cose pi� importanti. Prima di cominciare devi essere sicuro che quella persona se lo meriti davvero. Non sto a dirti quante volte ho avuto a che fare con dei colpevoli e sono stato costretto a lasciarli andare. Il bastardo ti guarda e ti sorride, e tu sai e anche lui sa, eppure sei obbligato ad aprirgli la porta e a lasciarlo libero�� Serr� i denti e batt� il pugno sul tavolino. �A te non succeder�. <emphasis>Ma� </emphasis>devi esserne sicuro. Dannatamente sicuro, Dexter. E anche se lo sei al cento per cento�� Alz� la mano col palmo rivolto verso di me. �Procurati delle prove. Tanto non devi sostenerle in tribunale, grazie a Dio.� Gli usc� una risatina amara. �Altrimenti non reggerebbero. Per� ne hai bisogno, Dexter. Questa � la cosa pi� importante.� Batt� le nocche sul tavolo. �Devi avere le prove. E nonostante ci�</p><p>Si ferm�, in un atteggiamento insolito per lui e io attesi, immaginando che stesse per toccare un argomento critico. �A volte, anche se le hai, devi lasciarli andare. Non importa quanto se lo meritano. Se per esempio sono troppo� <emphasis>vistosi. </emphasis>Se rischi di attirare troppo l�attenzione, lascia perdere.�</p><empty-line/><p>Be�, questo era il punto.</p><p>Come sempre, Harry aveva la risposta pronta per me. Nei momenti di incertezza, lo sentivo sussurrare al mio orecchio. Ne ero sicuro, ma non avevo prove che Doakes non fosse soltanto un poliziotto incazzato e sospettoso. E un tutore dell�ordine fatto a pezzettini avrebbe senza dubbio scandalizzato l�opinione pubblica. Dopo la dipartita recente e prematura della detective LaGuerta, la categoria non sarebbe di certo rimasta insensibile dinanzi a un poliziotto che faceva la stessa fine.</p><p>A prescindere dal mio utile personale, Doakes mi era precluso. Potevo affacciarmi alla finestra e osservare finch� volevo la Taurus marrone che spuntava da sotto un albero, ma non potevo farci nulla, se non sperare in un inatteso e spontaneo colpo di fortuna. Per esempio, che un pianoforte gli cadesse sulla testa. Tristemente, fui lasciato a confidare nella buona sorte.</p><p>Quella per� non era una notte fortunata per il povero Disperato Dexter: nell�area di Miami si registr� una netta diminuzione dei pianoforti in caduta libera. Cos� eccomi l� nel mio tugurio. Andavo su e gi� per la stanza, nervoso, e ogni volta che lanciavo un�occhiata distratta fuori dalla finestra vedevo la Taurus parcheggiata dall�altro lato della strada. Il ricordo di ci� che mi era allegramente passato per la testa solo un�ora prima non mi dava pace. <emphasis>Dexter pu� uscire a giocare? </emphasis>Ahim�, no, mio caro Passeggero Oscuro. Dexter � in time-out.</p><p>Comunque, pur restando rinchiuso nel mio appartamento, qualcosa di costruttivo lo potevo fare. Estrassi dalla tasca il foglietto appallottolato che avevo trovato sulla barca di MacGregor e lo distesi. Mi appiccicai le dita con la parte di nastro adesivo che era rimasta attaccata al pezzo di carta. C�era scritto REIKER assieme a un numero di telefono. Erano pi� che sufficienti per fare una ricerca nel database di indirizzi che avevo sul PC.</p><p>In pochi minuti avevo finito.</p><p>Era un cellulare registrato a nome del signor Steve Reiker, abitante in Tigertail Avenue a Coconut Grove. Con un po� di ricerche incrociate scoprii che Reiker era un fotografo professionista. Poteva essere una coincidenza, ovvio. Sono certo che nel mondo esistono parecchi individui di nome Reiker che fanno i fotografi. Guardai sulle Pagine Gialle e scoprii che questo in particolare aveva una specialit�. Aveva messo un annuncio pubblicitario che teneva un quarto di pagina e diceva:</p><empty-line/><cite><p>RICORDATELI COME SONO ADESSO</p></cite><empty-line/><p>Reiker era specializzato in fotografie di bambini.</p><p>La teoria delle coincidenze poteva andare a farsi benedire.</p><p>Il Passeggero Oscuro si agit� inquieto e fece un sorrisetto impaziente; cominciai a progettare una visita in Tigertail Avenue per dare una rapida occhiata in giro. Dopotutto non era cos� distante. Potevo mettermi in viaggio subito e�</p><p>E trascinarmi dietro Doakes che si divertiva a giocare a rimpiattino con Dexter. <emphasis>Grande idea, vecchio mio. Cos� quando un bel giorno Reiker sparir�, risparmierai al sergente un bel po� di noioso lavoro investigativo. Potr� evitare la seccante routine e mettere subito le mani su di me.</emphasis></p><p>Di questo passo, quando sarebbe scomparso Reiker? � avvilente avere un obiettivo gratificante in vista ed essere controllati a questo modo. Ma dopo parecchie ore Doakes era ancora fermo in strada e io me ne restavo l�. Che fare? L�aspetto positivo era che, se si limitava a seguirmi, era perch� non aveva visto niente di compromettente. D�altra parte, se avesse continuato a pedinarmi, sarei stato costretto a indossare ventiquattro ore su ventiquattro la maschera del gentile topo da laboratorio. E l�impresa pi� rischiosa sarebbe stata affrontare l�ora di punta sulla Palmetto Expressway.</p><p>Non andava bene.</p><p>Mi sentivo sotto pressione, non per colpa del Passeggero Oscuro, ma dell�orologio. Prima che fosse troppo tardi, dovevo trovare le prove che fosse stato Reiker a scattare le foto di MacGregor; in caso affermativo, volevo dirgli due parole precise e taglienti. Se per� il fotografo avesse scoperto che il suo complice era stato fatto a fettine, sarebbe diventato uccel di bosco. Se poi ne fossero venuti a conoscenza i miei colleghi al dipartimento, le cose non si sarebbero messe molto bene per il Defilato Dexter.</p><p>Ma Doakes sembrava aver intenzione di restare l� ancora a lungo e al momento non ci potevo fare nulla. Era davvero frustrante il pensiero di Reiker che se ne andava in giro a piede libero e non si dibatteva avvolto nel nastro adesivo. <emphasis>Homicidium interruptum. </emphasis>Nella mia mente il Passeggero Oscuro emise un leggero lamento e digrign� i denti. Sapevo come si sentiva, e purtroppo non avevo un gran margine d�azione, a parte andare su e gi� per la stanza. E neanche questo mi fu di grande aiuto: ancora un po� e avrei consumato il tappeto e allora addio alla caparra.</p><p>L�istinto mi suggeriva di fare una mossa per depistare Doakes: lui per� non era un segugio come gli altri. C�era solo un modo per convincerlo a togliere il naso umido e bavoso dai fatti miei. Se mi fossi messo a temporeggiare, comportandomi da persona normale, forse l�avrei preso per sfinimento. Allora si sarebbe arreso e sarebbe tornato alla sua vera occupazione, ovvero dare la caccia ai criminali autentici, cio� il lato oscuro della nostra splendida citt�. Perch� anche adesso loro erano liberi, liberi di parcheggiare in doppia fila, di buttare le cartacce a terra e di votare per i democratici alle prossime elezioni. Come poteva Doakes perdere tempo con il caro vecchio Dexter e con il suo hobby cos� innocuo?</p><p>E va bene: mi sarei comportato da persona normale fino a infastidirlo sul serio.</p><p>Ci sarebbero voluti mesi, forse, comunque l�avrei fatto. Avrei vissuto pienamente la vita artificiale che mi ero creato per apparire un essere umano. E dato che di solito gli uomini sono governati dal sesso, avrei cominciato con il fare visita a Rita, la mia ragazza.</p><p>� strano dire �la mia ragazza�, soprattutto quando � un adulto che parla. Ed � ancora pi� strano pensare a che cosa si riferisce in realt�. Di solito si usa per indicare una donna, non una ragazza, disponibile al sesso, piuttosto che all�amicizia. Infatti, da quel che ho notato, una persona pu� non andare d�accordo con la sua ragazza, ma l�odio, quello vero, lo riserva alla moglie. Non sono mai stato in grado di capire che cosa una donna voglia dal suo uomo, eppure apparentemente quel qualcosa io l�avevo, almeno secondo Rita. Di certo non era il sesso, che per me aveva la stessa attrattiva del calcolo del deficit della bilancia commerciale estera.</p><p>Per fortuna, anche a Rita il sesso non interessava granch�. Era reduce da un disastroso matrimonio celebrato in giovane et� con un uomo i cui hobby erano farsi di crack e prenderla a botte. E, come se non bastasse, le aveva trasmesso diverse curiose malattie. Ma quando una notte lui se l�era presa con i bambini, Rita aveva mandato a farsi fottere la propria immagine di mogliettina devota e aveva sbattuto il porco fuori dalla sua vita e poi in prigione.</p><p>Dopo tutto questo scompiglio, si era messa alla ricerca di un gentiluomo interessato a conversare piacevolmente in sua compagnia e privo del bisogno impellente di sfogare istinti primordiali. In altre parole, un uomo che la apprezzasse per le sue qualit� interiori, non per la brama di sperimentare il kamasutra. <emphasis>Ecce Dexter. </emphasis>Per quasi due anni Rita era stata il mio travestimento ideale, un ingrediente chiave dell�immagine mondana di Dexter. In cambio, non l�ho mai picchiata, n� l�ho contagiata con strane malattie n� ho sfogato su di lei il mio desiderio animale. In verit�, sembrava che la mia compagnia le fosse gradita.</p><p>E come se non bastasse, mi ero piuttosto affezionato ai suoi ragazzi, Astor e Cody. Strano ma vero, ve lo garantisco. Se tutti gli altri esseri viventi scomparissero misteriosamente dalla faccia della terra, ci rimarrei male solo perch� non ci sarebbe pi� nessuno a farmi le ciambelle. I ragazzini ci tengono a me e per questo mi piacciono. I figli di Rita avevano avuto un�infanzia traumatica, proprio come me, e di conseguenza mi sentivo particolarmente legato a loro; il mio interesse andava al di l� del travestimento che mantenevo grazie alla loro madre.</p><p>A parte i figli, anche lei non si presentava poi cos� male. Aveva i capelli biondi, corti e ben ordinati, un fisico atletico e snello e di rado diceva cose stupide. Potevo presentarmi in pubblico accanto a lei con la certezza che fossimo due esseri umani ben assortiti, il che era fondamentale. Dicevano persino che eravamo una bella coppia, ma non capivo mai in che senso. Suppongo che Rita mi trovasse un bel tipo, per alcuni aspetti, anche se i suoi precedenti in fatto di uomini non erano molto lusinghieri. Comunque, � sempre carino sapere che c�� qualcuno che mi trova meraviglioso. � l�ennesima conferma della bassa stima che nutro verso la gente.</p><p>Guardai l�orologio sulla scrivania. Le cinque e trentadue: nel giro di un quarto d�ora Rita sarebbe stata di ritorno dalla Fairchild Title Agency, dove faceva un lavoro molto complicato in cui c�entravano frazioni e percentuali. Il tempo di arrivare a casa sua e l�avrei trovata l�.</p><p>Aprii la porta sfoggiando un allegro sorriso sintetico, salutai Doakes e partii verso la modesta abitazione di Rita a South Miami. Il traffico non era terribile, nel senso che non notai incidenti mortali o sparatorie, e in meno di venti minuti parcheggiai l�auto davanti al suo bungalow. Il sergente Doakes si spinse fino al fondo della via e, non appena mi vide bussare alla porta, si ferm� dall�altra parte della strada.</p><p>La porta si apr� di scatto e Rita apparve sulla soglia. �Oh!� esclam�. �Dexter.�</p><p>�In persona�, dissi. �Passavo da queste parti e mi domandavo se fossi gi� in casa.�</p><p>�Be�, s-sono appena entrata. Ci sar� un disordine� Uhm� entra. Vuoi una birra?�</p><p>Una birra? Che idea. Non tocco mai quella roba. D�altra parte, per�, era una cosa cos� sorprendentemente normale, cos� tanto �visita alla tua ragazza dopo il lavoro�, che anche Doakes ne sarebbe rimasto colpito. Era il tocco che ci voleva. �Muoio dalla voglia di una birra�, risposi e la seguii in salotto.</p><p>�Siediti�, mi invit�. �Vado un momento a rinfrescarmi.� Mi sorrise. �I ragazzi sono sul retro, ma di sicuro non appena si accorgeranno che sei arrivato li avrai tutti addosso.� Scomparve in corridoio e fu di ritorno poco dopo con una lattina di birra. �Torno subito�, fece, e si diresse verso la camera da letto dall�altra parte della casa.</p><p>Mi sedetti sul divano e fissai la birra che avevo tra le mani. Non sono un bevitore; in effetti, � sconsigliato ai predatori. Rallenta i riflessi, indebolisce le percezioni e confonde le carte in tavola (che non so cosa significhi, ma non dev�essere una bella cosa). Comunque eccomi l�, demone disoccupato, pronto a compiere l�estremo sacrificio e rinunciare ai miei poteri per diventare un essere umano. E la birra era proprio ci� che faceva al caso del Dipsofobico Dexter.</p><p>Ne bevvi un po�. Aveva un sapore amaro ed esangue, proprio come me se fossi stato costretto a tenere il Passeggero Oscuro inchiodato al sedile troppo a lungo. Tuttavia, immaginavo che la birra si apprezzasse con il tempo. Ne bevvi un altro sorso. La sentii gorgogliare in gola e rovesciarsi nello stomaco: mi accorsi che, distratto dai risvolti positivi e negativi della giornata, avevo saltato il pranzo. Diamine! Era solo una birretta; lo dichiarava orgogliosa la lattina: BIRRA LIGHT.</p><p>Ne buttai gi� ancora. Non era poi cos� male, quando ti ci abituavi. Perdiana, quello s� che si chiamava <emphasis>relax. </emphasis>In ogni caso, a ogni sorso mi sentivo sempre pi� calmo. Ancora uno, tanto per rinfrescarmi: non riuscivo a ricordare se al college mi avesse fatto questi ottimi effetti. Ovviamente allora ero solo un ragazzino, non ero ancora il lavoratore onesto e retto. Capovolsi la lattina. Non ne usc� una goccia.</p><p>Be�, non so come, era finita. E io avevo ancora sete. Potevo tollerare una situazione cos� spiacevole? Proprio no. Per niente. Infatti, non avevo intenzione di tollerarla. Mi alzai e mi diressi in cucina con passo sicuro e un po� rigido. In frigo c�erano diverse lattine di birra light: ne presi una e tornai al divano.</p><p>Mi sedetti. La aprii. Ne bevvi un sorso. Ora andava meglio. Maledizione a Doakes, comunque. <emphasis>Forse dovrei darne una anche a lui. Magari gli darebbe una calmata, si rilasserebbe e lascerebbe perdere la faccenda. Dopotutto, io e lui stiamo dalla stessa parte, no?</emphasis></p><p>Bevvi. Rita comparve con indosso un paio di pantaloncini scoloriti e un top bianco con un piccolo fiocco di raso intorno al collo. Dovevo ammettere che era davvero carina. Sapevo scegliere bene i miei travestimenti. �Sai��, esord�, scivolandomi accanto sul divano, �� bello vederti cos�, all�improvviso.�</p><p>�Sicuro�, dissi.</p><p>Reclin� la testa di lato e mi guard� con un�espressione buffa. �� stata dura al lavoro?�</p><p>�Una giornataccia�, risposi, e gi� un altro sorso. �Ho dovuto lasciar andare un cattivo elemento. Cattivo davvero.�</p><p>�Oh.� Si incup�. �Perch� non� voglio dire, non potevi��</p><p>�Avrei voluto�, replicai. �Ma non ho potuto.� Alzai la lattina alla sua salute. �Questioni politiche.� Ne mandai gi� ancora un po�.</p><p>Rita scosse il capo. �Non riesco proprio ad abituarmi all�idea che� voglio dire, dal di fuori sembra tutto cos� sbrigativo. Trovi il tipo che non va e lo mandi in prigione. Ma la politica cosa c�entra? Nel senso� che cosa ha fatto?�</p><p>�Ha dato una mano a uccidere dei ragazzini�, spiegai.</p><p>�Oh�, esclam� lei, scioccata. �Mio Dio, devi fare qualcosa.�</p><p>Le sorrisi. Perdiana, aveva visto giusto. Diavolo di una donna. Non avevo appena detto che sapevo scegliere bene? �Hai messo il dito nella piaga�, sospirai, e le presi la mano per guardare quel dito. �Qualcosa la posso fare. E anche piuttosto bene.� Le diedi un buffetto, rovesciando solo qualche goccia di birra. �Sapevo che avresti capito.�</p><p>Lei sembrava confusa. �Oh�, disse. �Che tipo di� Che cosa farai?�</p><p>Bevvi di nuovo. Perch� non dirglielo? Mi sembrava che si fosse gi� fatta una certa idea. Perch� no? Feci per aprire la bocca ma non riuscii a pronunciare neppure una sillaba sul Passeggero Oscuro e sul mio innocuo hobby: Cody e Astor si precipitarono di corsa nella stanza e, non appena mi videro, si bloccarono. Guardarono prima me, poi la loro madre.</p><p>�Ciao, Dexter�, fece Astor e diede una gomitata al fratello.</p><p>�Ciao�, disse lui, lento. Non era un chiacchierone. In effetti non aveva mai parlato granch�. Povero ragazzo. La storia di suo padre l�aveva sconvolto. �Sei ubriaco?� mi domand�. Per lui era gi� molto.</p><p>�Cody!� esclam� Rita. Le feci un cenno scherzoso e fissai il ragazzino.</p><p>�Ubriaco?� borbottai. �A me?�</p><p>Lui annu�. �Gi�.�</p><p>�Certo che no�, affermai con sicurezza, cercando di darmi un contegno. �Forse sar� un po� brillo, ma non � la stessa cosa.�</p><p>�Oh�, fece lui e la sorella si intromise: �Resti a cena?�</p><p>�Mi sa che devo andare�, risposi. Rita mi pos� con fermezza una mano sulla spalla.</p><p>�In questo stato non puoi andare da nessuna parte�, disse.</p><p>�In che stato?�</p><p>�Brillo�, rispose Cody.</p><p>�Non sono brillo�, insistetti.</p><p>�Hai detto di s�, ribatt� Cody. Non ricordavo l�ultima volta in cui l�avevo sentito pronunciare quattro parole di seguito, e ne fui orgoglioso.</p><p>�L�hai detto tu�, aggiunse Astor. �Hai detto che non eri ubriaco, solo un po� brillo.�</p><p>�Ho detto questo?� Entrambi annuirono. �Oh! Be�, allora��</p><p>�Be�, allora�, concluse Rita, �immagino che ti fermerai a cena.�</p><p>Be�, allora. Immagino di s�. Ne sono quasi certo, in effetti. So che a un certo punto andai al frigorifero a prendere un�altra birra light e mi accorsi che erano scomparse. Un po� pi� tardi ero di nuovo seduto sul divano. C�era la tiv� accesa e stavo cercando di capire che cosa dicessero gli attori e perch� una folla invisibile l�avesse scambiata per la battuta pi� spassosa di tutti i tempi.</p><p>Rita si lasci� cadere accanto a me sul divano. �I ragazzi dormono�, disse. �Come va?�</p><p>�Splendidamente�, risposi. �Se solo riuscissi a capire che cosa c�� di cos� divertente.�</p><p>Rita mi mise una mano sulla spalla. �Ci sei stato proprio male, vero? A lasciar andare quel cattivo elemento. I bambini�� Mi venne vicino e mi abbracci�, posando la testa sulla mia spalla. �Sei cos� buono, Dexter.�</p><p>�No, non � vero�, replicai, domandandomi perch� dicesse una cosa tanto insolita.</p><p>Rita si tir� su e mi guard� negli occhi. �Ma tu lo sei, e <emphasis>sai di esserlo.</emphasis>� Sorrise e mi rimise la testa sulla spalla. �Penso che� che � stato carino che tu sia venuto qui. A trovarmi. Quand�eri di cattivo umore.�</p><p>Stavo per spiegarle che non era proprio cos�, ma poi mi venne in mente: <emphasis>ero </emphasis>venuto qui perch� mi sentivo cattivo e basta. Chiaro, era solo per logorare Doakes e spingerlo ad andarsene, dopo la mia terribile frustrazione per non poter giocare con Reiker. Ma dopotutto era stata un�ottima idea, no? Cara vecchia Rita. Era molto calda e aveva un profumo delizioso. �Cara vecchia Rita�, dissi. La strinsi a me pi� forte che potei e posai la guancia sul suo viso.</p><p>Restammo in quella posizione per qualche minuto, poi Rita si alz� e mi afferr� la mano. �Dai�, sussurr�. �Andiamo a letto.�</p><p>Obbedii e quando mi accasciai sul lenzuolo, lei scivol� al mio fianco ed era cos� bella e calda, cos� accogliente e il suo profumo cos� buono che�</p><p>La birra � davvero stupefacente, non trovate?</p></section><section><title><p>6</p></title><p>Mi svegliai con l�emicrania e un profondo senso di nausea e di confusione. Avevo la testa appoggiata su un lenzuolo rosa. Le mie lenzuola, quelle in cui mi svegliavo ogni giorno nel mio letto, non avevano quel colore n� quel profumo. Il materasso sembrava troppo grande per essere quello del mio modesto lettino estraibile ed ero abbastanza certo che anche il mal di testa non fosse uno dei soliti.</p><p>�Buon giorno, tesoro�, disse una voce da qualche parte, al fondo del letto. Mi girai e vidi Rita in piedi che mi guardava con un sorrisetto appagato.</p><p>�Ung�, risposi gracchiando come un rospo e la testa mi fece ancora pi� male. Ma il mio dolore doveva avere qualcosa di divertente, perch� il sorriso di Rita si allarg�.</p><p>�Stavo pensando di farti prendere un�aspirina�, fece. Si pieg� in avanti e si strofin� sulla mia gamba. �Mmm�, sussurr�, poi and� in bagno.</p><p>Mi alzai. Doveva esserci stato un clamoroso equivoco, pensai, e la testa prese a pulsarmi pi� forte. Chiusi gli occhi, respirai profondamente e attesi la mia aspirina.</p><p>Mi ci sarebbe voluto un po� prima di abituarmi alla vita normale.</p><empty-line/><p>Invece, stranamente, non mi ci volle molto. Scoprii che se riuscivo a limitarmi a una o due birre, potevo rilassarmi quel tanto che bastava a confondermi con la fodera del divano. Dopo il lavoro non erano poche le sere della settimana in cui, sempre con il fedelissimo sergente Doakes alle costole, mi fermavo a casa di Rita, giocavo con Cody e Astor e, quando i ragazzi erano a letto, mi sedevo con lei sul divano. Quando arrivavano le dieci mi avviavo alla porta. Sembrava che Rita si aspettasse che la baciassi prima di andarmene; mi ero organizzato in modo da farlo proprio sulla soglia, sotto gli occhi di Doakes. Utilizzai tutte le tecniche che potei prendendo spunto dai tanti film che avevo visto, per la gioia di Rita.</p><p>A me piace la routine e aderii a tal punto ai nuovi ritmi che quasi cominciai a crederci anch�io. Erano cos� noiosi da mettere a dormire il mio vero io. Lontano, sul sedile posteriore dei pi� oscuri recessi di Dexterlandia, potevo ancora udire il Passeggero Oscuro russare dolcemente; agli inizi la cosa mi spaventava un po� e mi faceva sentire solo. Ma non cambiai linea e trasformai le mie visite a Rita in una specie di gioco, verificando ogni volta fino a che punto potevo spingermi; sapevo che Doakes mi stava guardando e speravo che cominciasse a stupirsi, almeno un po�. Le portai fiori, dolci, pizza. Ci baciavamo sempre pi� fuori dalla soglia, incorniciati dal vano della porta, per fornire al sergente il miglior quadretto possibile. Mi rendo conto di quanto la scenetta fosse ridicola, ma era l�unica arma di cui disponevo.</p><p>Per giorni e giorni Doakes fu la mia ombra. Compariva in modo imprevedibile e ci� lo rendeva ancora pi� minaccioso. Non sapevo mai quando o dove avrebbe potuto materializzarsi, quindi era come se fosse sempre presente. Se entravo dall�ortolano, Doakes era in attesa vicino ai broccoli. Se attraversavo in bicicletta Old Cutler Road, da qualche parte, per la strada, avrei visto la Taurus marrone parcheggiata sotto un albero. Potevo stare anche un giorno senza incontrarlo, ma mi sembrava sempre di sentirlo da qualche parte, l� fuori, aggirarsi sottovento e aspettare. Non osavo neppure sperare che si fosse arreso: se non lo vedevo, o era ben nascosto o attendeva di balzare fuori per cogliermi di sorpresa.</p><p>Ero costretto a interpretare a tempo pieno il Diurno Dexter, come un attore che, prigioniero in un film, sa che la realt� � appena al di l� dello schermo, ma irraggiungibile quanto la luna. E come a lei, anelavo a Reiker. Il pensiero di quell�individuo che ciondolava privo di preoccupazioni in quegli assurdi stivali rossi mi era quasi insopportabile.</p><p>Naturalmente sapevo che anche Doakes non avrebbe potuto continuare all�infinito. Dopotutto gli abitanti di Miami lo pagavano non poco perch� facesse il suo lavoro e lui doveva farlo. Ma il sergente aveva percepito il terremoto interiore che mi devastava e sapeva che, tenendomi a lungo sotto pressione, il mio travestimento avrebbe ceduto, <emphasis>doveva cedere</emphasis>, non appena i gelidi sussurri del Passeggero si fossero fatti pi� insistenti.</p><p>Quindi eccoci qui, sul filo di una lama che purtroppo era solo metaforica. Presto o tardi, sarei dovuto tornare a essere me stesso. Ma fino ad allora avrei visto Rita un sacco di volte. Lei non poteva reggere il moccolo alla mia vecchia fiamma, il Passeggero Oscuro, per� io avevo bisogno della mia identit� segreta. E finch� non fossi sfuggito a Doakes, Rita era il mio mantello, la mia calzamaglia rossa, il mio cinturone con le armi segrete� in pratica l�intero costume.</p><p>Molto bene: mi sarei seduto sul divano, birra alla mano, a guardare <emphasis>Survivor </emphasis>e a pensare a una sua simpatica variante che non avrebbero mai trasmesso in tiv�. Sarebbe bastato aggiungere Dexter agli altri naufraghi e intendere il titolo un po� pi� alla lettera�</p><p>Non era poi tutto cos� deprimente, squallido e triste. Parecchie volte alla settimana giocavo a nascondino con Cody, Astor e le altre pesti del quartiere. Con questo torniamo a dove siamo partiti: al Disarmato Dexter, sprovveduto nella quotidianit� e preso in ostaggio, assieme a una lattina di ravioli, da una banda di ragazzini schiamazzanti. Nelle sere di pioggia, ci sedevamo intorno al tavolo da pranzo mentre Rita faceva il bucato, lavava i piatti o nobilitava il suo piccolo nido con le gioie della vita domestica.</p><p>Non sono molti i giochi da tavolo che si possono fare con due ragazzini come Cody e Astor, a causa della loro giovane et� e dei traumi subiti. Gran parte dei giochi in scatola li trovano noiosi, oppure non li capiscono, e quelli di carte sembrano richiedere un�ingenuit� e una spensieratezza che nemmeno io riesco a simulare in modo credibile. Alla fine la scelta cadde sull�Impiccato; era un passatempo istruttivo, fantasioso e con una sfumatura omicida, il che accontentava tutti, Rita compresa.</p><p>Se nella fase pre-Doakes mi aveste chiesto che cosa pensassi di una vita trascorsa a giocare all�Impiccato e a bere Miller Light, avrei ammesso che il Deteinato Dexter predilige passatempi pi� oscuri. Per�, man mano che passavano i giorni e mi immedesimavo sempre pi� nella realt� del mio travestimento, mi domandai: non � che mi stavo trovando un po� troppo a mio agio nei panni del Capofamiglia Pantofolaio?</p><p>Nello stesso tempo giudicavo piuttosto confortante l�istinto predatore che animava Cody e Astor nel partecipare a un passatempo innocuo come l�Impiccato. Il loro slancio nel far finire appesa quella figurina mi faceva sentire un po� come se tutti e tre fossimo della stessa specie. Quando alla fine riuscivano ad ammazzarlo, provavo nei loro confronti una sorta di affinit�.</p><p>Astor aveva imparato a tracciare rapidamente la forca e le linee per le lettere. Lei ci sapeva fare con le parole. �Sette lettere�, diceva, poi mordendosi le labbra aggiungeva: �Aspettate. Sei�. Quando io e Cody sbagliavamo, lei saltava su ed esclamava: �Un braccio! Ah!� Cody la fissava inespressivo, poi abbassava lo sguardo sull�omino scarabocchiato con il cappio al collo. Quando toccava a lui e noi sbagliavamo, diceva con la sua voce bassa: �Gamba�. Poi ci fissava con una faccia che, se avesse potuto provare emozioni, sarebbe stata di trionfo. E quando i trattini sotto la forca erano stati finalmente riempiti con la parola, tutti e due guardavano soddisfatti l�uomo impiccato e ogni tanto Cody diceva anche: �Morto�, prima che Astor saltasse su a gridare: �Ancora, Dexter! Tocca a me!�</p><p>Era tutto cos� idilliaco. La nostra famigliola perfetta: Rita, i bambini e il Mostro. Ma non sarebbero bastati centinaia di impiccati a togliermi di testa la preoccupazione: il tempo stava volando, rapido, e presto sarei diventato un vecchio dai capelli bianchi, troppo debole per maneggiare un coltello. Mi sarei trascinato barcollante attraverso un�orrida quotidianit�, con un anziano sergente Doakes alle calcagna e la sensazione di aver perso delle occasioni.</p><p>Finch� non fossi riuscito a elaborare una via d�uscita, avevo il cappio al collo, non diversamente dagli omini di Cody e Astor. Era davvero deprimente e, mi vergogno ad ammetterlo, avevo quasi perso la speranza; non ce l�avrei mai fatta, se non mi fossi ricordato di un dettaglio importante.</p><p>Eravamo a Miami.</p></section><section><title><p>7</p></title><p>Chiaro che non poteva durare. Avrei dovuto immaginare che una situazione cos� anormale sarebbe dovuta finire, assoggettandosi al naturale ordine delle cose. Dopotutto, vivo in una citt� dove il panico � come un raggio di sole: sta sempre in agguato dietro la prossima nuvola. Tre settimane dopo il mio primo, traumatizzante incontro col sergente Doakes, le nubi finalmente si squarciarono.</p><p>Non si trattava proprio del colpo di fortuna che avevo sperato, cio� il pianoforte in caduta libera, ma fu lo stesso una lieta coincidenza. Ero a pranzo con mia sorella, Deborah. Pardon, volevo dire con il <emphasis>sergente </emphasis>Deborah. Come suo padre Harry, Debs era un poliziotto. Grazie ai felici sviluppi degli ultimi eventi, aveva avuto una promozione, si era tolta gli abiti da prostituta che era obbligata a indossare per l�incarico alla Buoncostume, era scappata dagli angoli dei vicoli e ora si fregiava del distintivo di sergente.</p><p>Questo avrebbe dovuto renderla molto felice. In fondo, era ci� che voleva: la fine del suo ruolo di finta puttana. Ogni poliziotta giovane e un po� carina assegnata alla Buoncostume prima o poi � destinata a partecipare a una retata anti-prostituzione, e Deborah era molto carina. Ma un fisico prosperoso e un bell�aspetto non facevano che imbarazzare la mia povera sorella. Odiava indossare qualunque capo che le mettesse minimamente in risalto le curve e per lei passeggiare in hot pants e top attillato era una vera e propria tortura. Aveva rischiato di riempirsi la fronte di rughe di espressione.</p><p>Proprio perch� sono un mostro disumano, tendo a usare la logica e avevo quindi pensato che la sua nuova mansione avesse posto termine al suo martirio nei panni di Nostra Signora dalla Rabbia Facile. Ahim�, neanche il trasferimento alla Squadra Omicidi era bastato a farla sorridere. A un tratto aveva stabilito che un tutore dell�ordine dovesse avere la faccia il pi� possibile somigliante a quella di un pesce grosso e cattivo: lei stava facendo di tutto per riuscirci.</p><p>Andammo insieme al ristorante sulla sua nuova macchina della polizia, un altro beneficio della promozione che avrebbe dovuto portare almeno un piccolo raggio di sole nella sua esistenza. Non sembrava. Mi chiesi se dovevo stare in pena per lei. La osservai mentre mi sedevo su una panca del Caf� Relampago, il nostro ristorante cubano preferito. Lei comunic� alla centrale la sua posizione, poi si sedette di fronte a me, ingrugnita.</p><p>�Allora, Sergente Pesce Gatto�� esordii, mentre prendevamo il men�.</p><p>�Credi che sia divertente, Dexter?�</p><p>�S�, risposi. �Molto divertente. E anche un po� triste. Come la vita, d�altronde. Soprattutto la tua, Deborah.�</p><p>��Fanculo, Charlie�, ribatt� lei. �La mia vita va bene.� E per dimostrarlo, ordin� un <emphasis>sandwich medianoche</emphasis>, il migliore di Miami, e un <emphasis>batido de mamey</emphasis>, un frullato a base di un singolare frutto tropicale che sa di pesca e anguria insieme.</p><p>La mia vita andava bene almeno quanto la sua, cos� ordinai la stessa cosa. Dato che eravamo clienti e frequentavamo il locale da una vita, il cameriere vecchio e mal rasato ci strapp� via i men� con una faccia che avrebbe potuto fare da modello a Deborah e si diresse a passo pesante verso la cucina. Sembrava Godzilla in viaggio per Tokio.</p><p>�Sono tutti cos� allegri e sorridenti�, notai.</p><p>�Dex, non � <emphasis>Friends</emphasis>, qui. Siamo a Miami. Solo i cattivi sorridono.� Mi squadr� senza espressione, un perfetto sguardo da poliziotto. �Come mai tu non ti metti a ridere o a cantare?�</p><p>�Sei acida, Deb. Davvero. Sono stato buono per mesi.�</p><p>Lei bevve un po� d�acqua. �Uh-huh. Ed � per questo che stai impazzendo.�</p><p>�Ancora peggio�, ammisi, alzando le spalle. �Sto diventando normale.�</p><p>�Chi vuoi fregare?�</p><p>�Triste ma vero. Sto diventando pantofolaio.� Esitai, poi spifferai tutto. In fondo, se non si parla dei propri problemi in famiglia, con chi ci si confida? �� colpa del sergente Doakes�, dissi.</p><p>Deb annu�. �Devi proprio farglielo venire duro�, comment�. �� meglio che ti tieni a distanza da lui.�</p><p>�� quello che vorrei�, replicai. �Ma � <emphasis>lui </emphasis>che non vuole stare a distanza da me.�</p><p>Il suo sguardo da poliziotta si fece pi� severo. �Che cosa vuoi fare allora?�</p><p>Aprii la bocca pronto a sconfessare tutti i miei piani, ma per fortuna, per la gioia della mia anima immortale, prima che fossi costretto a mentire a Deb, fummo interrotti dalla sua radio. Pieg� la testa da un lato e rispose che stava arrivando. �Avanti�, e con un balzo raggiunse la porta. La seguii obbediente, fermandomi soltanto per lasciare i soldi sul tavolo.</p><p>Stavo ancora uscendo dal Relampago e Deborah faceva gi� marcia indietro con la macchina. Mi affrettai, lanciandomi disperatamente verso l�auto. Prima che riuscissi a salire con entrambe le gambe, lei era gi� fuori dal parcheggio. �Deb, non ci crederai�, dissi, �ma ho rischiato di perdere una scarpa. Che cosa c�� di cos� importante?�</p><p>Deborah aggrott� le sopracciglia e, con una manovra tipica dei guidatori di Miami, si fiond� in un minuscolo spazio nel traffico. �Non so�, rispose, accendendo la sirena.</p><p>Io battei le palpebre e alzai la voce: �Il centralinista non te l�ha detto?�</p><p>�Dexter, hai mai sentito balbettare un centralinista?�</p><p>�No, Deb, mai. Perch�, questo lo faceva?�</p><p>Lei sterz� per evitare uno scuolabus e si lanci� sulla 836. �Gi�, disse. Svolt� all�improvviso per evitare una BMW piena di ragazzi che le fecero gestacci. �Credo si tratti di un omicidio.�</p><p>�Credi��</p><p>�Gi�, tagli� corto, poi si concentr� sulla guida e io la lasciai fare. L�alta velocit� riesce sempre a ricordarmi che anch�io sono mortale, specie per le strade di Miami. Riguardo al Caso del Centralinista Balbettante� il sergente Nancy Drew e io avremmo scoperto tutto al pi� presto, specialmente se filavamo di questo passo. Un po� di brivido � sempre gradito.</p><p>In pochissimi minuti Deb riusc� a portarci nella zona dell�Orange Bowl senza causare perdite umane rilevanti; percorremmo una strada e dopo qualche rapida svolta accostammo al marciapiede di una casupola sulla North West 4<sup>th</sup> Street. Costruzioni identiche fiancheggiavano la via, una vicina all�altra, ognuna col suo muro di cinta o con una recinzione metallica. Molte avevano colori luminosi e cortili lastricati.</p><p>Due auto della polizia erano gi� ferme accanto alla casa, con le luci accese. Un paio di poliziotti stava srotolando il nastro giallo per delimitare la scena del delitto e quando scendemmo dalla macchina ne vidi un terzo sul sedile davanti di una delle auto, con la testa tra le mani. Sotto il porticato ce n�era un quarto, in piedi, accanto a una signora anziana. Lei era seduta sul secondo scalino del portico e, quando non piangeva, vomitava. Da qualche parte, l� vicino, un cane ululava emettendo la stessa, identica nota.</p><p>Deborah si diresse a passo di marcia verso il poliziotto pi� vicino. Era un uomo bruno e squadrato, sulla cinquantina, e dallo sguardo si capiva che anche lui avrebbe voluto restarsene in macchina con la testa tra le mani.</p><p>�Che cosa � successo?� chiese Deb mostrando il distintivo.</p><p>Il poliziotto scosse la testa senza guardarci e gli sfugg�: �Io l� dentro non ci torno, dovesse costarmi la pensione�. E si allontan�, rischiando di finire contro un�autopattuglia; svolgeva davanti a s� il nastro giallo come se bastasse a proteggerlo da ci� che c�era all�interno.</p><p>Deborah rimase a fissare il poliziotto, poi alz� gli occhi verso di me. In tutta franchezza, non trovai nulla di davvero importante o intelligente da dire e per un po� restammo semplicemente a guardarci. Il vento faceva ondeggiare il nastro giallo, mentre il cane continuava a ululare in una specie di strano falsetto che non faceva nulla per aumentare il mio amore nei confronti della sua specie.</p><p>Deborah scosse la testa. �Qualcuno dovrebbe farlo smettere�, ringhi�, scavalcando il nastro e avviandosi verso l�ingresso. La seguii. Dopo qualche passo mi accorsi che il latrato era sempre pi� vicino; veniva dall�interno, forse era l�animale della vittima. Spesso reagiscono male alla morte del padrone.</p><p>Ci fermammo sui gradini e Deborah, dopo aver letto il nome sul cartellino, si rivolse al poliziotto: �Coronel. Questa signora � una testimone?�</p><p>L�uomo non alz� lo sguardo. �Gi�, disse. �Signora Medina. � stata lei a chiamarci.� La donna si pieg� in avanti e vomit�.</p><p>Deborah si accigli�. �Che cosa gli � preso a quel cane?� domand� al collega.</p><p>Coronel emise un suono a met� tra la risata e il conato di vomito, ma non rispose n� ci guard�.</p><p>Immaginai che Deborah ne avesse avuto abbastanza e non la biasimo. �Che cazzo sta succedendo?� esclam�.</p><p>Coronel si volt� a guardarci. Il suo viso era completamente inespressivo. �Lo scopra da sola�, rispose, poi si gir� dall�altra parte. Deborah stava per aggiungere qualcosa, ma cambi� idea e si rivolse a me alzando le spalle.</p><p>�Potremmo comunque dare un�occhiata�, le suggerii, sperando di non apparire troppo impaziente. A dire il vero, ero ansioso di vedere che cosa riuscisse a risvegliare una reazione del genere nei poliziotti di Miami. Il sergente Doakes poteva anche proibirmi di combinare qualcosa con le mie mani, non impedirmi di ammirare la creativit� altrui. Dopotutto, era il mio lavoro: perch� non unire l�utile al dilettevole?</p><p>Deborah, d�altro canto, sembrava stranamente riluttante. Fissava il poliziotto ancora seduto in macchina, immobile, con la testa tra le mani. Il suo sguardo vag� su Coronel e sull�anziana signora, infine sull�ingresso della casupola. Inspir� ed espir� a fondo, poi disse: �D�accordo. Andiamo a dare un�occhiata�. Ma non si mosse, cos� mi infilai davanti a lei e spinsi la porta.</p><p>L�ingresso era buio, le tende e gli scuri abbassati. C�era una poltrona che sembrava provenire da un robivecchi. La fodera era talmente sudicia che era impossibile stabilirne il colore. Di fronte, su un tavolino pieghevole, c�era un piccolo televisore. A parte quello, la stanza era vuota. Dalla porta di fronte all�ingresso si intravedeva una zona luminosa; sembrava che l�ululato venisse di l�, quindi mi diressi da quella parte, verso il retro della casa.</p><p>Io non piaccio agli animali e ci� dimostra che sono pi� intelligenti di quanto crediamo. Sembra che intuiscano la mia natura e la disapprovino, spesso esprimendo il loro punto di vista in modo piuttosto mirato. Per questo motivo ero un po� restio ad avvicinare un cane, specie se cos� agitato. Comunque varcai la soglia, lentamente, chiamando speranzoso: �Cagnolino!� Per essere sinceri ricordava pi� un pitbull rabbioso e decerebrato. In ogni caso mi impegno sempre per far buon viso a cattivo gioco, anche con i nostri amici a quattro zampe. Improvvisai una faccia da amante degli animali e mi diressi verso la porta a battenti che conduceva a quella che doveva essere la cucina.</p><p>Non appena sfiorai l�uscio, sentii il Passeggero Oscuro agitarsi e grattare piano. Mi fermai. <emphasis>Cosa? </emphasis>domandai. Non ebbi alcuna risposta. Chiusi gli occhi un istante. Nulla; nessun messaggio segreto comparve all�interno delle mie palpebre. Mi strinsi nelle spalle, aprii la porta ed entrai in cucina.</p><p>La parte superiore della stanza era dipinta di un giallo scolorito e unto, mentre quella pi� in basso era ricoperta di piastrelle bianche a righe blu. In un angolo c�era un piccolo frigorifero e sul bancone una piastra per cucinare. Uno scarafaggio lo attravers� per poi tuffarsi dietro al frigorifero. Avevano inchiodato un foglio di compensato contro l�unica finestra della stanza e dal soffitto pendeva una singola lampadina fioca.</p><p>Sotto la luce troneggiava un tavolo vecchio e pesante, di quelli con le gambe squadrate e le rifiniture in porcellana bianca. Sulla parete c�era un grande specchio appeso in modo da riflettere ci� che c�era sul tavolo. E attraverso il riflesso, proprio nel centro, si vedeva un� uhm�</p><p>Dunque. Suppongo che al principio fosse un essere umano di un qualche tipo, con ogni probabilit� un maschio ispanico. In quello stato era molto difficile stabilirlo e la cosa, ammetto, mi inquiet� leggermente. Tuttavia, invece di sorprendermi, dovetti ammirare l�abilit� e la pulizia del lavoro. Avrebbe fatto l�invidia di un chirurgo, anche se non credo che fosse il tipo di servizio che si pu� trovare in una clinica privata.</p><p>Per esempio, a me non sarebbe mai venuto in mente di tagliare via in quel modo labbra e palpebre. Inoltre, pur vantandomi della mia perizia sul lavoro, non sarei mai stato capace di farlo senza danneggiare gli occhi, che ora roteavano avanti e indietro, impossibilitati a chiudersi o a battere, e tornavano sempre a guardare nello specchio.</p><p>� solo un�idea, ma credo che le palpebre fossero state tolte per ultime, molto pi� tardi della rimozione, oh-cos�-precisa, del naso e delle orecchie. Non seppi stabilire, comunque, se io l�avrei fatto prima o dopo l�amputazione di braccia, gambe, genitali eccetera. Una serie di scelte difficili, che tuttavia, a prima vista, sembravano effettuate con cognizione di causa ed esperienza da qualcuno che la sapeva lunga. Spesso un lavoro cos� pulito lo definiamo �chirurgico�. Ma qui si trattava di vera e propria alta chirurgia. Non usciva una goccia di sangue, neppure dalla bocca, da cui erano state rimosse le labbra e la lingua, n� dai denti. Quell�incredibile meticolosit� era ammirevole. Ogni ferita era stata cucita professionalmente; sulle spalle, nel punto dove prima erano attaccate le braccia, era stato applicato un bendaggio bianco e gli altri tagli si erano gi� rimarginati, come vorresti che capitasse nei migliori ospedali.</p><p>Ogni parte del corpo era stata tagliata via, senza esclusione. Restava soltanto un cranio pelato e privo di connotati attaccato a un tronco. Non riuscii a immaginare come fosse stato possibile arrivare fino l� senza che il paziente morisse; era inoltre lungi da me capire perch� mai qualcuno volesse farlo. Rivelava una tale efferatezza da farti dubitare della bont� dell�universo. Perdonate se una tale affermazione suona vagamente ipocrita detta dal Deviato Dexter, ma so benissimo quello che sono e non assomiglia a nulla di tutto questo. Io eseguo ci� che il Passeggero Oscuro ritiene opportuno, nei confronti di chi se lo merita, e termino sempre con la morte del soggetto. Sono certo che la cosa sul tavolo avrebbe convenuto con me che non sarebbe stata poi un�idea cos� malvagia.</p><p>Eppure� tutta la cura e meticolosit� impiegate per lasciarlo vivo davanti a uno specchio� Sentii un senso di tenebrosa meraviglia vagare dentro di me, come se per la prima volta al Passeggero Oscuro fosse venuto un complesso di inferiorit�.</p><p>La cosa sul tavolo non sembrava essersi accorta della mia presenza. Continuava a ululare come un cane impazzito, senza sosta, emettendo tremolante la stessa orribile nota.</p><p>Sentii Deb arrestarsi alle mie spalle. �Oh, Ges��, mormor�. �Oddio� che cos��?�</p><p>�Non lo so�, risposi. �Ma sicuramente non � un cane.�</p></section><section><title><p>8</p></title><p>Sentii un leggero spostamento d�aria e guardai alle spalle di Deborah: era arrivato il sergente Doakes. Diede un�occhiata alla stanza quindi il suo sguardo corse sul tavolo. Ammetto di essere stato curioso di assistere alla sua reazione dinanzi a uno spettacolo cos� estremo. Ne valse la pena. Quando Doakes vide l�oggetto esposto in cucina, vi incoll� gli occhi addosso e rimase immobile, come una statua. Dopo un bel po� gli and� vicino, planando lento come se fosse tenuto da un filo. Ci scivol� accanto ignorando la nostra presenza e si ferm� davanti al tavolo.</p><p>Rest� qualche istante a fissare la cosa. Senza battere ciglio, infil� una mano nel giubbotto ed estrasse la pistola. Lentamente e senza scomporsi mir� all�occhio sbarrato dell�essere che ululava sul tavolo. Fece scattare il cane dell�arma.</p><p>�Doakes�, fece Deborah con voce rauca, poi si schiar� la gola e ripet�: �Doakes!�</p><p>Doakes non rispose n� distolse lo sguardo, ma neppure premette il grilletto, il che fu un peccato. In fondo, che ne avremmo fatto di quel bozzolo? Non poteva dirci chi era stato. E avevo l�impressione che il suo periodo di membro utile alla societ� si fosse concluso. Perch� non permettere al sergente di dare libero sfogo alla sua piet�? In seguito io e Deb saremmo stati obbligati, contro la nostra volont�, a riferire l�accaduto: Doakes sarebbe stato licenziato o messo dentro e i miei problemi sarebbero finiti. Mi era sembrata una soluzione davvero pulita, ma chiaramente Deborah non avrebbe mai approvato. Era sempre cos� pignola e attaccata alle formalit�.</p><p>�Metti via quell�arma, Doakes�, ordin�. L�uomo non si mosse quasi, ma si volt� a guardarla.</p><p>�Non c�� altro da fare�, replic� lui. �Dammi retta.�</p><p>Deborah scosse la testa. �Sai che non puoi�, aggiunse. Si fissarono per un po�, poi Doakes mi mise a fuoco. Fu davvero dura per me sostenere lo sguardo senza lasciarmi sfuggire un: �Che cosa aspetti� maledizione!� Ma, non so come, ci riuscii e il sergente alz� in aria la pistola.</p><p>Lanci� un�altra occhiata alla cosa, scosse il capo e ritir� l�arma. �Merda�, brontol�, �Dovevi lasciarmelo fare.� E si volt�, allontanandosi rapido fuori dalla stanza.</p><p>Nei minuti seguenti, il posto si riemp� di persone che cercavano disperatamente di lavorare senza guardare. Camilla Figg, un donnone con i capelli corti che faceva il tecnico di laboratorio e sembrava dotata di due sole espressioni, guardare e arrossire, raccoglieva le impronte piangendo in silenzio. Angel Batista, alias Angel Nessuna Parentela, come era solito dire quando si presentava, impallid� e serr� la mascella, anche se rimase nella stanza. Vince Masuoka, un collega che si fingeva anche lui un essere umano, fu percorso da un tremito cos� forte che dovette uscire a sedersi sul porticato.</p><p>Cominciai a domandarmi se dovessi mostrarmi anch�io impressionato, giusto per non dare nell�occhio. Forse sarei dovuto uscire e raggiungere Vince, sedermi accanto a lui. Di che cosa si parla in queste situazioni? Di baseball? Del tempo? Di certo non dell�essere da cui stavamo scappando, anche se mi sorpresi a notare che non mi sarebbe dispiaciuto chiacchierarne. Per la verit�, quella cosa stava cominciando a generare un lieve brivido di eccitazione in una certa parte del mio subconscio. Avevo fatto di tutto per non attirare l�attenzione, ed ecco invece qualcuno che faceva l�opposto. Chiaramente il mostro voleva mettersi in evidenza per qualche motivo, forse solo per un naturale spirito di competizione; eppure la faccenda mi sembr� un po� irritante, anche se mi spingeva a saperne di pi�. Chiunque fosse l�artefice, era diverso da tutti quelli che avevo incontrato. Dovevo inserire quell�anonimo predatore nella mia lista? O dovevo fingere di svenire dall�orrore e uscire a sedermi sotto il portico?</p><p>Mentre rimuginavo su questa difficile scelta, il sergente Doakes mi pass� vicino, sfiorandomi. Una volta tanto non mi guard� in cagnesco, ma mi ricord� che, per colpa sua, al momento la lista era sospesa. Fu piuttosto sconcertante, tuttavia mi aiut� a decidere. Tentai di elaborare un�espressione facciale adeguatamente sconvolta, anche se mi riusc� soltanto di alzare le sopracciglia. Due infermieri entrarono di corsa, determinati, ma, non appena scorsero la vittima, si arrestarono di colpo. Uno si precipit� veloce fuori dalla stanza. L�altro, una giovane donna di colore, si volt� verso di me e disse: �Che cazzo pensano che possiamo farci, <emphasis>noi</emphasis>?� Poi anche lei scoppi� a piangere.</p><p>Ammettetelo, aveva centrato il problema. La soluzione del sergente Doakes cominciava a sembrare la pi� pratica, addirittura elegante. Sembrava invece vagamente fuori tema caricare quella cosa su un�ambulanza e tuffarsi nel traffico di Miami per portarla in ospedale. Come la giovane signora aveva elegantemente osservato, che cosa cazzo ci potevano fare loro? Eppure qualcuno doveva pur fare qualcosa, ovvio. Se ci limitavamo a lasciarlo qui e a girarci intorno, probabilmente qualcuno si sarebbe lamentato dei poliziotti che vomitavano in cortile, il che non avrebbe giovato all�immagine del distretto.</p><p>Alla fine fu Deborah a trovare la soluzione. Convinse gli infermieri a somministrare un calmante alla vittima e a portarla via, il che permise ai tecnici di laboratorio, inspiegabilmente deboli di stomaco, di tornare dentro a lavorare. Non appena la droga fece effetto sulla cosa, una quiete quasi estatica avvolse la casupola. Gli infermieri coprirono l�essere e lo trasportarono sull�ambulanza, attenti a non farlo cadere, poi si allontanarono guidando nel tramonto.</p><p>Giusto in tempo; appena partita l�ambulanza, arriv� il furgone dei giornalisti. Un po� mi dispiacque: avrei voluto vedere la reazione di uno dei due reporter, in particolare di Rick Sangre. Era il fautore del motto: �Sbatti il sangue in prima pagina� e non l�avevo mai visto esprimere dolore o disgusto se non davanti alla telecamera o quando aveva i capelli in disordine. Ma stavolta nulla. Quando il cameraman di Rick fu pronto per le riprese, non era rimasto granch� da vedere, a parte la casupola recintata di nastro giallo e un gruppetto di poliziotti taciturni. Se gi� di solito non avevano molto da raccontare a Sangre, forse quel giorno non sarebbero stati neppure in grado di dirgli come si chiamavano.</p><p>Non avevo molto da fare. Ero arrivato con l�auto di Deborah e quindi ero senza il mio kit, e comunque non c�erano macchie di sangue visibili. Dato che era quella l�area di mia competenza, pensai di dover trovare qualche traccia, rendermi utile. Eppure il nostro amico chirurgo era stato troppo attento. Per sicurezza, guardai nelle altre zone della casa, che non erano molte. C�erano una minuscola camera da letto, un bagno ancora pi� piccolo e un ripostiglio. Sembravano vuoti, a eccezione di un materasso rotto sul pavimento della camera da letto. Pareva provenire dallo stesso robivecchi della poltrona del salotto ed era piatto come una bistecca. Non c�erano altri mobili o accessori, nemmeno una posata di plastica.</p><p>L�unico oggetto che aveva un tocco vagamente personale fu quello che Angel Nessuna Parentela scov� sotto il tavolo, mentre terminavo il mio rapido giro della casa. �<emphasis>Hola</emphasis>�, disse, e con le sue pinzette tir� su dal pavimento un pezzo di carta. Mi avvicinai per vedere di che cosa si trattava. Non valeva granch�: era solo una paginetta bianca, leggermente strappata in cima, da cui era stato staccato un piccolo rettangolo. Guardai sopra la testa di Angel, sicuro che su un lato del tavolo avrei trovato la parte mancante, attaccata a un pezzo di scotch. �<emphasis>Mira</emphasis>�, indicai e Angel alz� lo sguardo: �Aha�, fece.</p><p>Mentre esaminava con attenzione lo scotch (che mantiene meravigliosamente le impronte digitali), Angel pos� il biglietto sul pavimento e mi chinai a osservarlo. Sopra c�erano scritte alcune lettere con una grafia filiforme; mi avvicinai a leggerle:</p><empty-line/><cite><p>LEALT�</p></cite><empty-line/><p>�Lealt�?� ripetei.</p><p>�Chiaro. Non � una virt� fondamentale?�</p><p>�Chiediamolo a lui�, risposi, e Angel rabbrivid� rischiando di far cadere le pinzette.</p><p>�<emphasis>Me cago en diez </emphasis>con questa merda�, comment� e afferr� un sacchetto di plastica per infilarci il biglietto. Non era un bello spettacolo e poi non c�era altro da vedere, cos� mi diressi alla porta.</p><p>Sicuramente non sono un grande profiler, ma per via del mio oscuro hobby mi vengono spesso numerose intuizioni riguardo ad altri crimini che sembrano avere una certa parentela con i miei. Questo, comunque, andava ben oltre la mia esperienza e immaginazione. Non c�era la minima traccia riguardo la personalit� o le motivazioni dell�omicida, e la cosa mi intrigava e mi irritava insieme. Quale predatore avrebbe mai lasciato in giro un pezzo di carne ancora vivo che si dibatteva?</p><p>Uscii sul portico. Doakes si stava consultando con il capitano Matthews: gli stava dicendo qualcosa che sembrava impensierirlo. Deborah si era seduta accanto alla signora anziana e parlava con lei a bassa voce. Sentii che l�aria fredda era in arrivo, sotto forma delle raffiche di vento che precedono la tempesta pomeridiana; non appena alzai lo sguardo, la prima goccia di pioggia cadde sul marciapiede. Sangre era in piedi davanti al nastro giallo. Agitava il microfono tentando di attirare l�attenzione del capitano; anche lui vide le nuvole e, nel momento stesso in cui ud� il rombo del tuono, lanci� il microfono al produttore e corse sul camper.</p><p>Anche il mio stomaco tuon� e mi accorsi che nel caos generale avevo dimenticato di pranzare. Questo non andava bene: avevo bisogno di mantenermi in forze. Il mio metabolismo naturalmente elevato necessita di un�attenzione costante: niente dieta per Dexter. Ma per gli spostamenti in macchina dipendevo da Deborah e avevo la sensazione che non avrebbe approvato il mio bisogno di cibo in quel momento. La guardai un�altra volta. Stava consolando la signora Medina, che sembrava aver smesso di vomitare e ora si concentrava sul pianto.</p><p>Sospirai e, sotto la pioggia, mi diressi alla macchina. Non mi importava molto di bagnarmi. Avevo davanti una lunga attesa per tornare asciutto.</p><empty-line/><p>E in effetti fu piuttosto lunga, due ore abbondanti. Mi sedetti in auto, ascoltai la radio e cercai di immaginare, morso dopo morso, come poteva essere mangiare un sandwich <emphasis>medianoche</emphasis>: lo scricchiolio della crosta di pane cos� croccante e abbrustolita che mentre mordi ti graffia il palato. Poi il primo assaggio di senape seguito dal morbido formaggio e dalla carne salata. Morso successivo: un pezzo di cetriolo. Mastico per bene; lascio che si mescolino i sapori. Ingoio. Bevo una bella sorsata di Iron Beer (si pronuncia Iroan Beier, ed � una bibita analcolica). Sospiro. Estasi allo stato puro. Mangiare � in cima alle mie preferenze, a parte giocare con il Passeggero Oscuro. Che io non sia grasso � un vero miracolo della genetica.</p><p>Ero al terzo panino immaginario, quando finalmente Deborah torn� alla macchina. Scivol� al posto del guidatore, chiuse la portiera e rimase cos�, a fissare oltre il parabrezza rigato di pioggia. So benissimo che non era la cosa migliore da dire, ma non potevo farci niente. �Mi sembri sbattuta, Deb. Che ne dici di pranzare?�</p><p>Scosse la testa senza rispondere.</p><p>�Ti andrebbe un bel panino? O una macedonia� per aumentare gli zuccheri in circolo. Starai molto meglio.�</p><p>Stavolta mi guard�, ma i suoi occhi non contenevano alcuna speranza di cibo per il prossimo futuro. �� per questo che volevo diventare un poliziotto�, disse.</p><p>�Per la macedonia?�</p><p>�Quella cosa l� dentro�� aggiunse, e poi torn� a guardare fuori dal parabrezza. �Voglio incastrare quel� quel� insomma, qualunque cosa possa ridurre cos� un essere umano. Potessi, lo <emphasis>mangerei vivo.</emphasis>�</p><p>�Deb, non � proprio come ingoiare un buon panino��</p><p>Sbatt� forte i pugni contro il volante. Un�altra volta. �Bastardo�, grid�. �Fottuto bastardo!�</p><p>Sospirai. Chiaramente l�Estenuato Dexter stava per essere privato del suo tozzo di pane. E tutto perch� Deborah stava schizzando dopo aver visto un pezzo di carne tremolante. Certo, era davvero terribile e il mondo sarebbe stato un posto migliore senza qualcuno che combinava cose cos�, ma non per questo dovevamo saltare il pranzo. Non avevamo forse bisogno di mantenerci in forze per catturare quel tipo? Comunque non mi sembrava il momento adatto per spiegarlo a Deborah, perci� mi limitai a restarle seduto accanto, osservando la pioggia che picchiava contro il parabrezza e assaporando il mio quarto panino immaginario.</p><empty-line/><p>Il mattino dopo, al lavoro, mi ero appena sistemato nel mio cubicolo quando squill� il telefono. �Il capitano Matthews vuole vedere tutti i presenti di ieri�, disse Deborah.</p><p>�Buond�, sorellina. Bene, grazie, e tu?�</p><p>�Adesso�, fece e riattacc�.</p><p>Il mondo dei poliziotti � fatto di abitudini, ufficiali e non. Ed � uno dei motivi per cui mi piace. So sempre che cosa devo aspettarmi, quindi sono poche le reazioni umane da memorizzare e simulare all�occorrenza e poche le occasioni di essere colto impreparato e di reagire in modi che metterebbero in discussione la mia appartenenza alla specie.</p><p>A quanto ne sapevo, il capitano Matthews non aveva mai mandato a chiamare �tutti i presenti�. Anche quando un caso sollevava un gran polverone mediatico, la sua politica era quella di tenere personalmente i contatti con la stampa e con gli organi superiori di comando, lasciando che l�ufficio investigativo lavorasse sul caso. Non mi venne in mente nessun motivo che potesse spingerlo a violare quel protocollo, anche con un caso tanto insolito. E, soprattutto, cos� presto: aveva a malapena avuto il tempo di rendere pubblica la notizia.</p><p>Ma �adesso� voleva comunque dire <emphasis>adesso</emphasis>, per quanto ne sapevo, cos� trottai in corridoio diretto verso l�ufficio del capitano. La sua segretaria, Gwen, una delle donne pi� efficienti al mondo, era seduta alla scrivania. Era anche una delle pi� semplici e serie e non potevo fare a meno di stuzzicarla. �Gwendolyn! Quale adorabile visione! Fuggiamo insieme al laboratorio analisi!� esclamai, vedendola.</p><p>Lei indic� con un cenno la porta dal lato opposto della stanza. �Sono in sala conferenze�, disse senza battere ciglio.</p><p>�Devo prenderlo come un no?�</p><p>Lei spost� il viso di qualche centimetro sulla destra. �La porta l� in fondo�, precis�. �Ti stanno aspettando.�</p><p>In effetti aveva ragione. A capotavola era seduto il capitano Matthews con una tazza di caff� in mano e lo sguardo severo. Tutt�intorno c�erano Deborah, Doakes, Vince Masuoka, Camilla Figg e i quattro poliziotti in uniforme, di guardia quando eravamo arrivati alla casetta degli orrori. Matthews mi fece un cenno col capo e domand�: �Ci siamo tutti?�</p><p>Doakes smise di fissarmi e fece: �Gli infermieri�.</p><p>Matthews scosse la testa. �Non sono un problema nostro. Qualcuno parler� loro pi� tardi.� Si schiar� la gola e guard� in basso, come se consultasse un copione invisibile. �Okay�, disse e toss� un�altra volta. �Gli� uh� gli eventi di ieri che hanno avuto luogo in� uhm� in North West 4<sup>th</sup> Street sono stati messi sotto silenzio per ordini superiori.� Alz� lo sguardo e per un attimo pensai che la cosa gli facesse un certo effetto. �<emphasis>Molto </emphasis>superiori�, aggiunse. �Con questo vi intimo di tenere per voi ci� che potete aver visto, sentito o ipotizzato riguardo a quei luoghi ed eventi. Non voglio dichiarazioni di alcun tipo, pubbliche o private.� Squadr� Doakes, che annu�, e poi si rivolse a tutti noi, seduti intorno al tavolo. �Perci�, ah��</p><p>Il capitano Matthews fece una pausa e si incup�, perch� si era reso conto di non avere nessun �perci� da aggiungere. Fortunatamente per la sua reputazione di abile parlatore, la porta si apr�. Ci voltammo a guardare.</p><p>Un uomo molto grosso e ben vestito riemp� il vano della soglia. Non aveva la cravatta e i primi tre bottoni della camicia erano slacciati. Un diamante da mignolo brillava alla sua mano sinistra. Aveva i capelli mossi e spettinati ad arte. Doveva essere sulla quarantina, anche se il naso sembrava pi� vecchio. Aveva una cicatrice sul sopracciglio destro e un�altra da un lato del mento, ma l�impressione generale era quasi decorativa. Ci guard� tutti quanti con un sorriso allegro e luminoso e con occhi azzurri e vuoti; rimase immobile per un drammatico istante prima di rivolgersi al capotavola: �Capitano Matthews?�</p><p>Lui, che era un uomo piuttosto grosso e prestante, appariva piccolo e quasi effeminato a confronto con l�individuo appena comparso, e immagino che si sentisse tale. In ogni caso, spinse virilmente in avanti la mascella e rispose: �Sono io�.</p><p>L�omone si avvicin� a Matthews e gli porse la mano. �Piacere, capitano. Mi chiamo Kyle Chutsky. Ci siamo parlati al telefono.� Mentre si presentava osservava la tavolata, indugiando su Deborah per poi tornare a Matthews. Dopo neanche mezzo secondo si gir� di scatto e per un istante fiss� Doakes. Nessuno dei due parl�, si mosse, fece un cenno o si scambi� il biglietto da visita, ma ero certo che i due si conoscessero. Senza darlo a intendere in alcun modo, Doakes abbass� lo sguardo sul tavolo e Chutsky torn� a rivolgere la sua attenzione sul capitano. �Il vostro � un gran bel distretto, capitano Matthews. Di voi ho solo sentito parlare bene, ragazzi.�</p><p>�Grazie� signor Chutsky�, rispose l�uomo, freddamente. �Vuole sedersi?�</p><p>Chutsky gli rivolse un sorriso ampio e fascinoso. �S�, grazie�, rispose e scivol� nel posto vuoto accanto a Deborah.</p><p>Lei non si volt�, ma da dov�ero seduto notai che un rossore le saliva dal collo fino al viso ingrugnito.</p><p>A questo punto, dai recessi del cervello di Dexter sentii una vocina schiarirsi la gola e domandare: <emphasis>Pardon, solo un minuto� che cosa diavolo sta succedendo? </emphasis>Probabilmente qualcuno doveva avermi sciolto dell�LSD nel caff�, perch� l�intera giornata mi ricordava sempre pi� <emphasis>Dexter nel Paese delle Meraviglie.</emphasis></p><p>Perch� eravamo l�?</p><p>Chi era quell�omone con le cicatrici sul viso che faceva innervosire il capitano?</p><p>E come mai conosceva Doakes?</p><p>E ancora, per amore della verit� e della giustizia, per quale motivo Deborah era arrossita in quel modo cos� sconveniente?</p><p>Spesso mi vengo a trovare in situazioni in cui sembra che tutti gli altri abbiano letto il manuale delle istruzioni, mentre il Disgraziato Dexter brancola nel buio e non ne azzecca una.</p><p>Di solito succede quando ci sono di mezzo le emozioni umane, che sono universali. Purtroppo Dexter proviene da un altro universo e non le prova n� riesce a comprenderle. Non mi resta altro da fare che raccogliere indizi per capire che tipo di faccia esibire, mentre attendo che il materiale sconosciuto entri a far parte delle mie percezioni familiari.</p><p>Guardai Vince Masuoka. Di tutti i tecnici di laboratorio, � forse quello con cui ho legato di pi� e non solo perch� facciamo a turno a comprare le ciambelle. Ho sempre avuto l�impressione che anche lui simuli di vivere, come se avesse visto una serie di documentari che ti insegnano a sorridere e parlare alla gente. Non aveva il mio talento nella falsificazione e i risultati non erano sempre cos� convincenti, per� avvertivo nei suoi confronti una sorta di fratellanza.</p><p>In questo momento sembrava spaventato e confuso e cercava di deglutire, senza esito.</p><p>Fin qui nessun indizio.</p><p>Camilla Figg se ne stava seduta, concentrata su una macchia sul muro dinanzi a lei. Era pallida, ma con due chiazze rosse e rotonde sulle guance.</p><p>Deborah, come ho detto, stava scivolando dalla sedia e pareva molto occupata a diventare scarlatta.</p><p>Chutsky diede un colpetto sul tavolo con la mano, si guard� intorno con un gran sorriso felice e disse: �Grazie a tutti per la vostra collaborazione. � molto importante che questa storia resti sotto silenzio affinch� i miei uomini possano agire�.</p><p>Il capitano Matthews si schiar� la gola. �Eh. Io� uh� immagino che lei vorr� che proseguiamo con la nostra routine investigativa e� uh� a interrogare i testimoni eccetera.�</p><p>Chutsky scosse lentamente il capo. �No. Ho bisogno che i suoi escano di scena seduta stante. Voglio che l�intera faccenda si sgonfi e cessi di esistere, che scompaia� Per quanto riguarda il suo distretto, capitano, voglio che non sia successo nulla.�</p><p>�Ha intenzione di subentrare <emphasis>lei </emphasis>nelle indagini?� chiese Deborah.</p><p>Chutsky la guard� e il suo sorriso si allarg� ancora di pi�. �Esatto�, rispose. E forse avrebbe continuato a sorriderle all�infinito se non fosse stato per l�agente Coronel, il poliziotto che sedeva sul porticato accanto alla signora in preda al vomito e alle lacrime, il quale si intromise: �Okay, aspetti un attimo�, e nella sua voce si colse una certa dose di ostilit� che ne rese pi� evidente il lieve accento ispanico. Chutsky si volt� a guardarlo senza smettere di sorridere. Coronel sembrava intimorito, tuttavia non abbass� lo sguardo. �Sta per caso cercando di impedirci di fare il nostro lavoro?�</p><p>�Il vostro lavoro consiste nel proteggere e servire�, ribatt� Chutsky. �In questo caso, dunque, proteggete l�informazione e servite me.�</p><p>�Stronzate�, obiett� Coronel.</p><p>�Stronzate o no�, gli spieg� Chutsky, �� tuo dovere obbedire.�</p><p>�Chi cazzo sei tu per parlarmi cos�?�</p><p>Il capitano Matthews tamburell� sul tavolo con le dita. �Adesso basta, Coronel. Il signor Chutsky viene da Washington e ho avuto ordine di prestargli ogni genere di assistenza.�</p><p>L�agente scosse il capo. �Non � neanche un dannato federale�, comment�.</p><p>Chutsky si limit� a sorridere.</p><p>Il capitano Matthews inspir� profondamente come per dire qualcosa, ma Doakes gir� appena la testa verso Coronel e ordin�: �Chiudi il becco�.</p><p>Il poliziotto lo fiss� e gli pass� immediatamente la voglia di discutere.</p><p>�Non perdere tempo con le stronzate�, continu� Doakes. �Lascia che se ne occupino loro.�</p><p>�Non � giusto�, ribatt� Coronel.</p><p>�Lascia perdere�, insist�.</p><p>Il poliziotto era sul punto di aggiungere qualcosa, Doakes per� alz� le sopracciglia, e di riflesso, vista la faccia che ci stava sotto, Coronel decise davvero di lasciar perdere.</p><p>Il capitano Matthews si schiar� di nuovo la voce e tent� di riprendere il controllo della situazione. �Altre domande? Allora d�accordo� signor Chutsky. Se c�� altro che possiamo fare per lei��</p><p>�In effetti, capitano, le sarei grato se potessi prendere a prestito uno dei suoi detective come ufficiale di collegamento. Qualcuno che mi dia qualche dritta per orientarmi e metta i puntini sulle i, per esempio��</p><p>Tutte le facce intorno al tavolo si girarono all�unisono in direzione di Doakes, eccetto quella di Chutsky che si volt� al suo fianco, dalla parte di Deborah, e fece: �Che gliene pare, detective?�</p></section><section><title><p>9</p></title><p>Devo ammettere che il colpo di scena finale alla riunione col capitano Matthews mi colse di sprovvista, ma almeno ora avevo capito perch� tutti si comportavano come topolini chiusi nella gabbia del leone. Nessuno ama che i federali si intromettano nella risoluzione di un caso; quando lo fanno, l�unica rivincita possibile � complicare loro le cose. Ma Chutsky sembrava uno che andava gi� talmente duro da negarci persino questa piccola gioia.</p><p>Il mistero pi� grande rimaneva per me quello dell�incredibile rossore di Deborah, comunque non era un mio problema. Quello vero, invece, d�un tratto cominci� a chiarirsi. Penserete che Dexter non sia troppo sveglio dal momento che non era riuscito a mettere subito a fuoco la faccenda ma, quando si accese la lampadina, mi sarei dato una botta in testa. Forse erano state le birre a casa di Rita a rincoglionirmi.</p><p>Ovviamente la visita da Washington era stata evocata dalla nemesi personale di Dexter, il sergente Doakes. Si vociferava che il suo servizio nell�esercito non fosse stato troppo regolare e cominciavo a crederci. Dinanzi alla cosa sul tavolo le sue reazioni non erano state spavento, indignazione, rabbia o disgusto, ma qualcosa di molto pi� interessante: riconoscimento. Gi� sulla scena del delitto aveva spiegato al capitano Matthews di che cosa si trattava e con chi parlarne. E per questo era arrivato Chutsky. Dunque avevo ragione a pensare che Chutsky e Doakes si fossero riconosciuti durante la riunione; perch� tutto quello che sapeva Doakes in merito alla vicenda, lo sapeva anche Chutsky, se non molto di pi�, ed era venuto per mettere le cose a tacere. E se Doakes ne era al corrente, doveva esserci un modo per usare questa storia contro di lui, in modo da togliere le catene al povero Detenuto Dexter.</p><p>Era una brillante sequenza di pure deduzioni; accolsi con gioia il ritorno del mio straordinario cervello e immaginai di darmi un buffetto sulla testa. E bravo il nostro Dexter. <emphasis>Arf arf.</emphasis></p><p>Fa sempre piacere vedere che talvolta le sinapsi funzionano in modo da giustificare l�opinione che hai di te. Stavolta per� c�era in gioco qualcosa di pi� dell�autostima di Dexter. Se Doakes aveva qualcosa da nascondere, io ero sul punto di tornare in affari.</p><p>Il Defilato Dexter � bravo in molte cose; e alcune possono essere fatte legalmente, alla luce del giorno. Una di queste consiste nell�usare un computer per ricavare informazioni. � un�abilit� che ho sviluppato per togliermi ogni dubbio sui nuovi amichetti come MacGregor e Reiker. Per evitare la sgradevole sensazione di far fuori la persona sbagliata, amo mettere i miei compagni di gioco di fronte alle prove dei loro passati misfatti, prima di spedirli nel mondo dei sogni. Il computer e Internet sono i mezzi ideali per trovare quella roba.</p><p>Dunque se Doakes aveva qualcosa da nascondere, ero certo che l�avrei scovato, mi bastava anche un misero filo a cui attaccarmi e sarebbe venuto fuori il suo tenebroso passato. Conoscendolo, ero abbastanza certo che si sarebbe trattato di qualcosa di disturbato e dexteriano. Forse ero stato ingenuo a credere di poter usare queste ipotetiche informazioni per allontanarlo da me, ma pensai che potesse essere un�ottima occasione. Non l�avrei affrontato direttamente chiedendogli di lasciar stare tutto eccetera: con uno come Doakes non sarebbe stato molto saggio. Inoltre, si sarebbe trattato di un ricatto, e mi avevano spiegato che era una brutta cosa. Comunque l�informazione � potere e io avrei sicuramente trovato un modo per utilizzare ci� che avrei scoperto, un modo per dare al sergente qualcosa di cui occuparsi, smettendo di pedinare Dexter e interferire nella sua Crociata Morale. Un uomo che scopre che i suoi pantaloni vanno a fuoco non ha molto tempo per interessarsi dei fiammiferi altrui.</p><p>Uscii dall�ufficio del capitano con il sorriso sulle labbra, tornai al mio minuscolo cubicolo al laboratorio analisi e mi misi al lavoro.</p><p>Poche ore pi� tardi avevo in mano tutto quello che si poteva trovare. Il dossier sul sergente Doakes era stranamente poco dettagliato. Ma quel poco bast� a lasciarmi senza fiato: Doakes aveva un nome! Si chiamava Albert� Qualcuno si era mai rivolto a lui in quel modo? Incredibile. E io che pensavo si chiamasse Sergente. E c�era anche un luogo di nascita: Waycross, in Georgia. Non smettevo di stupirmi. Ma c�era di pi� e di meglio: prima di arrivare al distretto, il sergente Doakes era stato� il sergente Doakes! Nell�esercito, niente meno che nelle Special Forces!</p><p>L�ultima cosa che mi sarei immaginato era Doakes con uno di quei berretti verdi in testa che marciava fianco a fianco con John Wayne. Mi veniva da canticchiare una marcetta militare.</p><p>Erano elencati numerosi elogi e medaglie militari, ma non trovai nessun riferimento agli atti eroici con cui le avrebbe guadagnate. Comunque, il solo fatto di conoscerlo accrebbe il mio spirito patriottico. Il resto del dossier era privo di particolari significativi. Spiccava soltanto un periodo di diciotto mesi detto �servizio distaccato�. Doakes l�aveva passato nel Salvador come consigliere militare, poi era ritornato in patria per lavorare sei mesi al Pentagono, infine si era ritirato nella nostra fortunata citt�. Il Distretto di Polizia di Miami era stato lieto di accogliere un veterano decorato e offrirgli un impiego redditizio.</p><p>Non sono un patito di Storia, per� mi sembra di ricordare che il Salvador fosse una sorta di museo degli orrori. In quel periodo lungo Brickell Avenue c�erano stati cortei di protesta. Non mi veniva pi� in mente perch�, ma sapevo come scoprirlo. Mi rimisi al computer, mi connessi e, cari miei, lo trovai. Quando c�era Doakes, il Salvador era un circo a tre piste dedito a torture, stupri, omicidi e crimini di ogni genere. E nessuno aveva pensato di invitarmi.</p><p>Trovai un�infinit� di notizie inviate sulla rete da diversi gruppi per i diritti umani. Erano piuttosto serie, quasi insistenti, nel descrivere ci� che era successo laggi�. In ogni caso, per quanto potessi dire, delle loro proteste non era mai trapelato granch�. Dopotutto, si trattava solo di diritti umani. Doveva essere davvero frustrante; la Lega Anti Vivisezione era molto pi� considerata.</p><p>Questi poveri cristi avevano svolto le loro ricerche, pubblicato i loro resoconti su stupri e torture completi di documentazione fotografica, grafici e nomi di quegli oscuri mostri disumani che godevano nell�infliggere dolore alla gente. Intanto i mostri disumani in questione si ritiravano nel sud della Francia, mentre il resto del mondo boicottava i ristoranti che maltrattavano i polli.</p><p>La cosa mi dava una grande speranza. Se mai mi dovessero prendere, forse mi basterebbe manifestare contro i latticini e sarei messo in libert�.</p><p>I nomi salvadoregni che trovai, come pure i particolari storici, non mi dissero molto. Nemmeno le organizzazioni coinvolte. A prima vista in Salvador la lotta per il potere si configurava come una splendida competizione senza regole in cui non esistevano veri buoni, ma diversi gruppi di cattivi con i <emphasis>campesinos </emphasis>presi in mezzo. Comunque, gli Stati Uniti avevano appoggiato segretamente uno degli schieramenti, che non vedeva l�ora di fare a pezzi i sospetti avversari. Fu questo ad attirare la mia attenzione. Era successo qualcosa che aveva volto gli eventi in loro favore, una terribile minaccia non specificata, qualcosa dall�apparenza cos� spaventosa da far rimpiangere alla gente gli speroni nel culo.</p><p>Di qualunque cosa si trattasse, sembrava coincidere col �servizio distaccato� di Doakes.</p><p>Tornai a sedere sulla mia sgangherata sedia girevole. <emphasis>Bene, bene, bene</emphasis>, pensai. <emphasis>Quale interessante coincidenza. Praticamente nello stesso lasso di tempo abbiamo Doakes, orribili e innominabili torture e l�intervento segreto degli Stati Uniti, tutti insieme. Naturalmente non esistono prove di una relazione tra questi tre elementi, n� motivi per sospettare un qualche tipo di legame. </emphasis>Eppure ero certo che le tre cose fossero inscindibili. Perch� vent�anni dopo o gi� di l� erano tornati tutti a Miami per un�allegra rimpatriata: Doakes, Chutsky e l�artefice della cosa sul tavolo. Sembrava che i fatti cominciassero ad andare al loro posto.</p><p>Avevo scoperto la mia piccola pista. Se solo avessi trovato un modo per utilizzarla�</p><p><emphasis>Cuc�, Albert.</emphasis></p><empty-line/><p>Naturalmente, una faccenda � disporre di informazioni pronte all�uso, un�altra � capirne il significato e riuscire a usarle. In verit�, sapevo soltanto che, nel momento in cui in Salvador erano accaduti fatti terribili, Doakes c�era. Poteva non essere stato lui l�esecutore diretto, comunque erano stati autorizzati dal governo.</p><p>In segreto, ovviamente; e veniva da chiedersi come mai tutti lo sapessero.</p><p>D�altra parte, c�era ancora in giro qualcuno che voleva tenere la cosa sotto silenzio. E al momento quel qualcuno era Chutsky, al quale la mia cara sorella Deborah doveva fare da chaperon. Con la sua collaborazione, forse sarei riuscito a estorcere qualche dettaglio in pi� da quell�uomo. Cosa avrei fatto dopo era ancora da vedere, ma almeno potevo mettermi in azione.</p><p>Sembrava troppo facile. E lo fu, come no? Chiamai subito Deborah e trovai la segreteria telefonica. Provai al cellulare con lo stesso risultato. Per l�intera giornata mia sorella era �fuori ufficio, lasciate un messaggio, prego�. La sera, quando provai a casa sua, la situazione non cambi�. Mentre riattaccavo, guardai fuori dalla finestra del mio appartamento: il sergente Doakes era fermo nel suo posto preferito, dall�altro lato della strada.</p><p>Una mezza luna spunt� dai brandelli di una nube e mi sussurr� qualcosa. Fiato sprecato. Non contava quanto avrei desiderato uscire di soppiatto a giocare con Reiker, tanto non potevo, non con quella orribile Taurus marrone parcheggiata fuori come una coscienza da quattro soldi. Distolsi lo sguardo alla ricerca di qualcosa da prendere a calci. Ecco, era venerd� sera e mi impedivano di passeggiare nel buio con il mio Passeggero Oscuro� e adesso non riuscivo neanche a trovare mia sorella al telefono. La vita � tragica, a volte.</p><p>Camminai per un po� su e gi� per l�appartamento senza combinare nulla, a parte consumare le scarpe. Chiamai Deborah altre due volte: continuava a non essere a casa. Guardai di nuovo fuori dalla finestra. La luna si era mossa lentamente, Doakes no.</p><p><emphasis>E va bene. Passiamo al piano B.</emphasis></p><p>Mezz�ora dopo ero seduto sul divano di Rita con una lattina di birra in mano. Doakes mi aveva seguito e dovevo supporre che mi stesse aspettando fermo in macchina dall�altro lato della strada. Sperai che si stesse divertendo quanto me, quindi per niente. Vivevano cos� gli esseri umani? Erano cos� tristi e decerebrati da attendere con ansia il venerd� sera, istanti preziosi sottratti alla schiavit� del lavoro, per sedersi davanti alla tiv� con una birra? Era un passatempo da imbecilli e notai con orrore che mi ci stavo abituando.</p><p><emphasis>Dannato Doakes. Mi stai facendo diventare normale.</emphasis></p><p>�Ehi, mister�, fece Rita, accovacciandomisi addosso, �come mai sei cos� silenzioso?�</p><p>�Forse lavoro troppo�, risposi. �E mi diverto poco.�</p><p>Lei rest� un momento in silenzio, poi disse: �� ancora la storia del tipo che hai dovuto lasciar andare, non � vero? Quello che era� che uccideva i ragazzini?�</p><p>�In parte s�, ammisi. �Non amo i lavori lasciati a met�.�</p><p>Rita annu�, quasi come se avesse davvero capito a cosa mi riferivo. �� proprio� Voglio dire, ti vedo teso. Forse dovresti� non so. Di solito che cosa fai per rilassarti?�</p><p>Mi comparve alla mente qualche buffa scenetta con cui descriverle il mio hobby, ma probabilmente non era una grande idea. Allora feci: �Be�, mi piace uscire in barca. Andare a pescare�.</p><p>E una vocina dietro di me sussurr�: �Anche a me�.</p><p>Fu grazie ai miei collaudati nervi d�acciaio che non battei la testa contro le pale del ventilatore sul soffitto; � quasi impossibile cogliermi di sorpresa, eppure non mi ero accorto che ci fosse qualcun altro nella stanza. Mi voltai e alle mie spalle c�era Cody, che mi guardava con i suoi occhi grandi e spalancati. �Anche a te?� risposi. �Ti piace pescare?�</p><p>Annu�. Tre parole in una volta e aveva superato il limite massimo giornaliero.</p><p>�Allora�, continuai, �� deciso. Che ne dici di domani mattina?�</p><p>�Oh�, fece Rita, �non credo� voglio dire, lui non� Non devi disturbarti, Dexter.�</p><p>Cody mi guard�. Ovviamente non apr� bocca, ma non ne aveva bisogno. Glielo si leggeva negli occhi.</p><p>�Rita�, dichiarai, �ogni tanto gli uomini devono stare tra loro. Domani mattina io e Cody andremo a pescare.� Poi aggiunsi rivolto al ragazzino: �Presto, all�alba�.</p><p>�Perch�?�</p><p>�Non lo so�, risposi. �Di solito si va presto, e cos� faremo anche noi.�</p><p>Cody annu�, guard� sua madre, poi si volt� e si diresse in corridoio.</p><p>�Sul serio, Dexter�, intervenne Rita. �Non dovevi, davvero.�</p><p>Lo sapevo anch�io. Ma perch� no? La cosa non mi avrebbe comportato dolore fisico, e in pi� sarebbe stato simpatico allontanarmi per qualche ora. Soprattutto da Doakes. In ogni caso, di nuovo non saprei dire perch�, ci tengo ai ragazzini. Certo, non stravedo per le biciclette con le rotelline, tuttavia nel complesso trovo che i bambini siano molto pi� interessanti dei loro genitori.</p><empty-line/><p>Il mattino dopo, al sorgere del sole, io e Cody ci allontanavamo lentamente da casa mia costeggiando il canale sul mio Whaler lungo cinque metri. Lui indossava un giubbotto di salvataggio blu e giallo e sedeva immobile sulla borsa frigo. Il capo, chino, sembrava quasi scomparire nel giubbotto, rendendolo simile a una tartaruga multicolore.</p><p>Nel frigo c�erano le bibite e il pranzo preparato da Rita, uno spuntino leggero che avrebbe sfamato dieci o dodici persone. Avevo portato gamberetti surgelati da usare come esca, visto che era la prima uscita di Cody e non sapevo come avrebbe potuto reagire nel conficcare un amo metallico in un essere ancora vivo. A me piaceva, � ovvio: pi� � vivo, pi� mi diverto! Ma non ci si pu� aspettare gusti cos� raffinati da un bambino.</p><p>Entrammo poi nella Biscayne Bay e ci dirigemmo verso Cape Florida, virando verso il canale che passa dietro il faro. Cody non disse nulla finch� non fummo in vista di Stiltsville, quello strano gruppo di abitazioni su palafitte nel mezzo della baia. Allora mi tir� per la manica. Mi protesi verso di lui: la sua voce era coperta dal rumore del motore e dal vento.</p><p>�Case�, url�.</p><p>�Gi�, gridai. �A volte dentro ci sono anche delle persone.�</p><p>Il ragazzino segu� le palafitte con lo sguardo e, quando cominciarono a scomparire alla nostra vista, torn� a sedersi sul frigo. Si volt� a guardarle un�ultima volta quando ormai erano all�orizzonte. Non si mosse finch� non arrivammo a Fowey Rock e rallentai. Misi in folle, feci scivolare l�ancora oltre la prua e, prima di spegnere il motore, mi assicurai che facesse presa sul fondo.</p><p>�Bene, Cody�, dissi. �� ora di prendere qualche pesce.�</p><p>Lui, evento pi� che raro, sorrise. �Okay�, rispose.</p><p>Mi osserv� con attenzione mentre gli spiegavo come si infilava il gamberetto nell�amo. Poi ci prov� da solo, spingendo adagio e con pazienza il piccolo uncino per farne uscire la punta. Guard� l�amo e poi guard� me. Feci cenno di s� e lui torn� a occuparsi dell�esca, toccando il punto in cui il metallo usciva dal guscio.</p><p>�Perfetto�, feci. �Adesso lancialo in acqua.� Lui alz� lo sguardo verso di me. �� l� che ci sono i pesci�, continuai. Cody annu�, punt� la sua piccola canna da pesca oltre la sponda della barca e premette il pulsante sul mulinello per far finire l�esca nel mare. Anch�io feci la stessa cosa e ci sedemmo cullati lentamente dalle onde.</p><p>Guardai Cody pescare, fiero e assorto, impassibile. Forse fu la combinazione ragazzino-mare aperto che mi fece venire in mente Reiker. Anche se non avevo potuto procurarmi tutte le prove, ero certo che lui fosse colpevole. Che cosa avrebbe fatto, quando avesse saputo della scomparsa di MacGregor? Era probabile che si spaventasse e tentasse di sparire� pi� ci pensavo, pi� mi veniva da domandarmelo. Difficilmente un essere umano decide di mollare tutto e cominciare da un�altra parte. Forse si sarebbe limitato a essere prudente per un po�. In questo caso, potevo ingannare l�attesa con la <emphasis>new entry </emphasis>della mia lista di VIP: l�artefice del Vegetale Ululante sulla North West 4<sup>th</sup> Street. Il fatto che sembrasse il titolo di un libro di Sherlock Holmes non lo rendeva meno urgente. In qualche modo dovevo neutralizzare Doakes. Presto, molto presto, prestissimo dovevo�</p><p>�Vuoi diventare mio pap�?� domand� Cody all�improvviso.</p><p>Meno male che non avevo niente in bocca che potesse strozzarmi, anche se per un istante mi sembr� di sentire qualcosa in gola, grande quasi quanto un tacchino del Giorno del Ringraziamento. Quando riuscii di nuovo a respirare, farfugliai: �Perch� me lo chiedi?�</p><p>Il ragazzino non alzava gli occhi dalla canna da pesca. �Mami dice �forse�.�</p><p>�Ah, s�?� risposi e lui annu� senza guardarmi.</p><p>Mi girava la testa. Che cosa era venuto in mente a quella donna? Ero stato cos� preso a convincere Doakes del mio travestimento che non mi ero mai chiesto veramente che cosa avrebbe potuto pensare Rita. In realt�, avrei dovuto prevederlo. Davvero lei aveva potuto pensare che� che� Incredibile. Ma, per assurdo, trattandosi di un essere umano, un senso c�era. Grazie a Dio, io non lo sono e trovavo l�idea alquanto bizzarra. <emphasis>Marni dice �forse�? </emphasis>Sarei �forse� diventato il pap� di Cody? Il che significava, uhm�</p><p>�Be��, dissi, e fu un ottimo esordio, considerato che non avevo la minima idea di come proseguire. Per mia fortuna, non appena mi resi conto di non riuscire a mettere insieme una risposta coerente, la canna di Cody prese a strattonare con forza. �Hai preso un pesce!� esclamai, e nei minuti successivi il ragazzino non riusc� a fare altro che tenere ferma la canna mentre il filo si srotolava dal mulinello. Il pesce si dibatteva furiosamente, zigzagava sotto la barca per poi puntare al largo. Ma dopo aver corso su e gi�, Cody riusc� a tirarlo lentamente a s�. Gli insegnai a tenere in alto la canna, con la lenza al vento, in modo da farlo avvicinare, perch� io potessi sollevarlo a bordo. Cody lo vide cadere sul ponte, con la coda biforcuta che ancora si dibatteva.</p><p>�Una leccia�, spiegai. �� un osso duro.� Mi chinai per liberarlo, ma si agitava cos� tanto che non riuscii a prenderlo. Un rivoletto di sangue gli usciva dalla bocca e colava sul ponte lindo e pulito. La cosa mi sconcert� un po�. �Che schifo�, brontolai. �Deve aver ingoiato l�amo. Dobbiamo tirarglielo fuori.� Estrassi il mio coltello da carne dalla custodia di plastica nera e lo posai sul ponte. �Ci sar� parecchio sangue�, avvisai Cody. Non amo il sangue, e non lo voglio sulla mia barca, neanche quello di un pesce. Feci due passi in avanti per aprire l�armadietto e presi un vecchio asciugamano che tengo per pulire.</p><p>�Ah�, sentii dietro di me a bassa voce. Mi voltai.</p><p>Cody aveva preso il coltello e l�aveva piantato nel pesce. Lo guardava, mentre si dibatteva e poi glielo conficcava di nuovo dentro, con cura. La seconda volta affond� la lama nelle branchie, facendo schizzare un bel po� di sangue sul ponte.</p><p>�Cody�, dissi.</p><p>Lui mi guard� e, meraviglia delle meraviglie, sorrise. �Mi piace pescare, Dexter�, dichiar�.</p></section><section><title><p>10</p></title><p>Era da luned� mattina che non riuscivo a contattare Deborah. La chiamavo di continuo, tanto che avevo persino imparato a memoria la voce nella segreteria, lei per� non rispondeva. Era sempre pi� frustrante. Mi si prospettava una via d�uscita dall�asfissiante controllo di Doakes e non riuscivo a fare un passo pi� in l� del telefono. � terribile dover dipendere dagli altri.</p><p>Ma le mie virt� da boyscout contemplano anche la pazienza e la perseveranza. Lasciai dozzine di messaggi, tutti allegri e brillanti. E il mio ottimismo deve aver funzionato, perch� alla fine ricevetti una risposta.</p><p>Ero seduto alla scrivania, stavo terminando una relazione su un caso di duplice omicidio, piuttosto banale. Un�unica arma, forse un machete, e pochi istanti di follia. Le prime ferite erano state inferte sul letto, dove apparentemente le vittime erano state colte in flagrante. L�uomo era riuscito a sollevare un braccio, anche se un po� troppo tardi per proteggersi la gola. La donna stava correndo verso la porta quando era stata colpita alla parte superiore della spina dorsale, spruzzando fiotti di sangue sulla parete vicino allo stipite. La solita routine che caratterizzava gran parte del mio lavoro e lo rendeva estremamente spiacevole. Due esseri umani contengono cos� tanto sangue che, quando qualcuno decide di farglielo schizzare fuori tutto in una botta, crea un caos inimmaginabile, che offende il gusto. Classificarlo e analizzarlo mi fa sentire molto meglio e trovo che in quei momenti il mio lavoro possa riservare delle soddisfazioni.</p><p>Ma stavolta avevano davvero esagerato. Avevo trovato uno schizzo sul ventilatore da soffitto, forse proveniente dalla lama del machete mentre l�assassino alzava il braccio tra un colpo e l�altro. E siccome le pale giravano, c�erano macchie di sangue anche negli angoli pi� lontani della stanza.</p><p>Era stata una giornata dura per Dexter. Proprio mentre stavo componendo un paragrafo del rapporto teso a spiegare che si trattava del cosiddetto �delitto passionale�, squill� il telefono.</p><p>�Ehi, Dex�, disse la voce. Era cos� tranquilla, quasi addormentata, che mi ci volle un attimo prima di capire che si trattava di Deborah.</p><p>�Dunque�, osservai, �le dicerie sulla tua morte erano ingiustificate.�</p><p>La sua risata suonava distesa, non nevrotica come al solito. �S�, rispose, �sono ancora viva. Ma Kyle mi ha tenuto molto impegnata.�</p><p>�Rammentagli i diritti dei lavoratori, sorellina. Anche i sergenti hanno bisogno di riposo.�</p><p>�Mmm, non so�, replic�. �Anche senza sto davvero bene.� E scoppi� in una risatina roca che non era da lei; ci mancava solo che mi chiedesse qual era il modo migliore per fare a pezzi un essere umano.</p><p>Tentai di ricordare in quale altra occasione Deborah avesse dichiarato di stare �davvero bene� senza mentire. Non mi venne in mente nulla. �Sembri molto strana, Deb�, notai. �Che cosa diavolo ti � successo?�</p><p>Stavolta la sua risata fu un po� pi� lunga, ma sempre allegra. �Il solito�, rispose. Scoppi� di nuovo a ridere. �Comunque, cosa c��?�</p><p>�Oh, nulla�, risposi innocentemente. �La mia unica sorella scompare per giorni e notti senza dirmi una parola e finalmente ricompare come se fosse uscita da <emphasis>La sergente perfetta. </emphasis>Ammetterai che possa essere curioso di sapere che cosa diavolo sta succedendo, no?�</p><p>�Diamine�, ribatt� lei. �Sono commossa. Mi sembra quasi di avere per fratello un essere umano.�</p><p>�Spero che continui a restare un quasi.�</p><p>�Che ne dici se pranziamo insieme?�</p><p>�Ho gi� appetito�, dissi. �Relampago?�</p><p>�Mmm, no. Perch� non andiamo all�Azul?�</p><p>Immaginai che la scelta del ristorante desse un senso ulteriore al suo comportamento precedente, che di senso non ne aveva. A Deborah piaceva mangiare alla buona e l�Azul era il classico posto dove pranzava la famiglia reale saudita quando veniva in citt�. A prima vista, la sua trasformazione in aliena sembrava ormai completata.</p><p>�All�Azul, di sicuro. Vado a vendere la macchina per pagare il pranzo e ti raggiungo l�.�</p><p>�All�una�, aggiunse. �E non preoccuparti per i soldi. Paga Kyle.� Riattacc�. In verit� non saltai su con un �Aha!� ma mi si accese una lucina.</p><p>Avrebbe pagato Kyle, eh? Bene, bene. E pure all�Azul.</p><p>Se la scintillante e pacchiana South Beach era la zona di Miami riservata alle aspiranti celebrit�, l�Azul era il luogo adatto per gli amanti del glamour. I piccoli caff� che affollavano South Beach facevano a gara per attirare l�attenzione, strombazzando con insistenza felicit� a buon mercato. L�Azul al paragone era cos� discreto che ti veniva da chiederti se i proprietari avessero mai visto anche solo una puntata di <emphasis>Miami Vice.</emphasis></p><p>Affidai l�auto all�addetto al parcheggio in una piccola area lastricata di fronte al locale. Ci tengo alla mia macchina, ma ammetto che non faceva una gran figura davanti alla fila di Ferrari e Rolls-Royce. Comunque l�addetto non si rifiut� di parcheggiarla, anche se deve aver indovinato che non avrebbe ricevuto la mancia a cui era abituato. Suppongo che la mia camicia da bowling e i miei pantaloni color kaki testimoniassero senza ombra di dubbio che non avevo titoli al portatore o monete d�oro da rifilargli.</p><p>Il ristorante era cos� scuro e silenzioso che avresti potuto sentir cadere un�American Express Oro. Sulla parete opposta, in vetro fum�, una porta conduceva fuori in terrazza. E Deborah era l�, seduta a un tavolino d�angolo, che guardava il mare. Di fronte a lei, rivolto verso l�interno del locale, c�era Kyle Chutsky, l�uomo che avrebbe pagato il pranzo. Portava un paio di occhiali da sole molto costosi e quindi, forse, l�avrebbe fatto davvero. Mi avvicinai al tavolo e si materializz� un cameriere che mi tir� indietro una sedia, di certo troppo pesante per tutti quelli che potevano permettersi di mangiare l�. Di fatto il cameriere non fece un inchino, ma si vedeva che gli costava sforzo.</p><p>�Ehi, amico�, esord� Kyle mentre mi sedevo. Mi porse la mano attraverso la tavola. Dato che sembravo essere diventato il suo nuovo amico, mi protesi verso di lui e gliela strinsi. �Come va la storia delle macchie?�</p><p>�Ho sempre un sacco di lavoro�, risposi. �E come va la storia del misterioso visitatore da Washington?�</p><p>�Meglio di cos�, replic�. Mi tenne la mano nella sua per un po�. Abbassai lo sguardo; aveva le nocche appiattite, come se avesse passato troppo tempo ad allenarsi contro un muro di cemento. Batt� la mano sinistra sul tavolo e io lanciai un�occhiata al suo anello da mignolo. Era stranamente effeminato, sembrava quasi un anello da fidanzamento. Quando finalmente mi lasci� andare, sorrise e si gir� verso Deborah, anche se con quegli occhiali era impossibile dire se la stesse guardando.</p><p>Lei ricambi� il sorriso. �Dexter era in pena per me.�</p><p>�Naturale�, fece Chutsky, �altrimenti a cosa servono i fratelli?�</p><p>Deborah mi guard�. �� quello che mi chiedo, a volte.�</p><p>�Be�� lo sai che ti faccio da guardaspalle, Deborah�, replicai.</p><p>Kyle sghignazz�. �Ottimo. E io ti guardo il resto�, aggiunse, ed entrambi risero. Lei si allung� in avanti e gli prese la mano.</p><p>�Tutta questa gioia e questi ormoni mi fanno saltare i nervi�, dissi. �Raccontatemi un po�� qualcuno ha intenzione di catturare quel mostro disumano oppure dobbiamo continuare a starcene qui a fare battutine?�</p><p>Kyle si volt� verso di me e alz� un sopracciglio. �Amico, perch� ti interessa questa storia?�</p><p>�Dexter ha una passione per i mostri disumani�, intervenne Deborah. �Una specie di hobby.�</p><p>�Un hobby�, ripet� Kyle, senza staccarmi gli occhiali di dosso. Immagino intendesse spaventarmi, ma per quello che ne so poteva anche avere gli occhi chiusi. In ogni caso, riuscii a non tremare.</p><p>�� un profiler dilettante�, aggiunse Deborah.</p><p>Per un po� Kyle rimase immobile e mi domandai se si fosse addormentato dietro le lenti scure. �Uh�, borbott� infine, appoggiandosi allo schienale della sedia. �Allora, che cosa ne pensi di quel tipo, Dexter?�</p><p>�Per ora ho solo gli elementi base�, affermai. �Si tratta di qualcuno con una grande esperienza in campo medico e coinvolto in operazioni segrete. Ne esce schizzato e con il bisogno di dimostrare qualcosa, forse ha a che fare con l�America Centrale. Probabilmente programmer� la volta successiva non tanto perch� <emphasis>non pu� farne a meno</emphasis>, ma in modo da avere la massima risonanza. Dunque non abbiamo a che fare con il classico serial� Come?�</p><p>Kyle aveva smesso di sorridere e si era drizzato sulla sedia, stringendo i pugni. �Che cosa intendi per America Centrale?�</p><p>Ero piuttosto sicuro che entrambi sapessimo che cosa intendevo, ma pensai che dire �Salvador� sarebbe stato davvero troppo; non volevo perdere le mie credenziali di profiler dilettante. Tuttavia l�unico scopo della mia venuta era scoprire qualcosa su Doakes e quando ti accorgi di avere una possibilit�� Be�, ammetto che sarebbe stato un po� scontato, ma a prima vista funzionava. �Oh�, risposi. �Non ho detto bene?� Tutti gli anni di pratica nell�imitare gli esseri umani mi permisero di sfoggiare la mia migliore espressione di innocenza mista a curiosit�.</p><p>Apparentemente Kyle non riusciva a stabilire se avessi detto bene oppure no. Strinse la mascella e apr� i pugni.</p><p>�Avrei dovuto avvisarti�, osserv� Deborah. �Lui � in gamba in queste cose.�</p><p>Chutsky fece un lungo respiro e scosse il capo. �Gi�, osserv�. Con visibile sforzo torn� ad appoggiarsi allo schienale e riprese a sorridere. �Niente male, amico. Come ci sei arrivato?�</p><p>�Oh, non lo so�, risposi umile. �Mi sembrava naturale. Il difficile � capire in che modo vi sia coinvolto il sergente Doakes.�</p><p>�Ges� Cristo�, esclam�, e strinse i pugni ancora una volta.</p><p>Deborah mi guard� e si mise a ridere. Non era la stessa risata che aveva rivolto a Kyle, ma era comunque bello sapere che si ricordava che facevamo parte della stessa squadra. �Te l�avevo detto che era in gamba�, ribad�.</p><p>�Ges� Cristo�, ripet� Kyle. Mosse inconsciamente l�indice, come se premesse un grilletto invisibile, poi si gir� verso Deborah. �Hai detto bene�, fece e torn� a guardare nella mia direzione. Rest� a fissarmi per un po�, con durezza, forse voleva vedere se mi sarei precipitato alla porta o avrei cominciato a parlare arabo. Infine annu�. �Che cos�� questa storia del sergente Doakes?�</p><p>�Non � che vuoi solo sputtanarlo, vero?� mi domand� Deborah.</p><p>�Nella sala riunioni del capitano Matthews, quando Kyle ha visto Doakes per la prima volta, c�� stato un momento in cui ho pensato che si riconoscessero a vicenda.�</p><p>�Non me ne sono accorta�, ammise Deborah accigliata.</p><p>�Eri impegnata ad arrossire�, ribattei. Lei arross� un�altra volta, il che mi fece pensare che fosse un po� ripetitiva. �Per di pi�, Doakes � l�unico che, davanti alla scena del crimine, ha saputo chi chiamare.�</p><p>�Doakes � al corrente di alcune cose�, ammise Chutsky. �Per via del suo servizio nell�esercito.�</p><p>�Che tipo di cose?� mi incuriosii. Chutsky mi studi� a lungo, o almeno cos� fecero i suoi occhiali. Tamburell� sul tavolo con quello stupido anello da mignolo e l�enorme diamante incastonato nel centro brill� al sole. Quando alla fine parl�, sembrava che al nostro tavolo la temperatura fosse scesa di almeno cinque gradi.</p><p>�Amico�, esord�. �Non voglio metterti nei casini� lascia perdere questa storia. Fai marcia indietro. Cercati un altro hobby. Altrimenti finisci nella merda e qualcuno tirer� lo sciacquone.� Prima che potessi trovare qualcosa di memorabile con cui ribattere, il cameriere si rimaterializz� accanto a Kyle. Chutsky continu� a tenere gli occhiali rivolti nella mia direzione. Poi porse il men� al cameriere. �Qui fanno un�ottima <emphasis>bouillabaisse</emphasis>�, dichiar�.</p><empty-line/><p>Deborah spar� per il resto della settimana, il che non contribu� molto alla mia autostima: infatti fu terribile per me ammettere che senza il suo aiuto ero bloccato. Non mi veniva in mente nessun piano alternativo per sbarazzarmi di Doakes. Era sempre l�, fermo sotto l�albero di fronte al mio appartamento, o dietro di me fino a casa di Rita. Non sapevo che fare. Il mio cervello un tempo intrepido si mordeva la coda e batteva l�aria.</p><p>Sentivo il Passeggero Oscuro gemere e lamentarsi. Tentava di balzare fuori e afferrare il volante, ma c�era Doakes in agguato al di l� del parabrezza che mi obbligava a frenarmi e a prendere un�altra lattina di birra. Avevo lavorato sodo e a lungo per conquistarmi la mia piccola esistenza perfetta e non avevo intenzione di distruggerla ora. Il Passeggero e io potevamo attendere ancora un po�. Harry mi aveva dato una disciplina e ci� significava aspettare giorni migliori.</p><empty-line/><p>�La pazienza�, inizi� Harry. Si interruppe per tossire in un Kleenex. �La pazienza conta pi� dell�intelligenza, Dex. Tu intelligente lo sei gi�.�</p><p>�Grazie�, risposi. E lo dissi per educazione, sul serio, perch� sedere nella stanza d�ospedale di Harry non mi faceva sentire per niente a mio agio. L�odore di medicinali, disinfettante e urina uniti all�atmosfera di sofferenza e morte mi faceva desiderare di essere in qualunque altro posto. Naturalmente, da giovane mostro inesperto quale ero, non mi ero mai chiesto se Harry non desiderasse la stessa cosa.</p><p>�Nel tuo caso, devi essere <emphasis>ancora pi� paziente</emphasis>, perch� a un certo punto ti crederai cos� intelligente da poter farla franca�, continu�. �Ma tu non lo sei. Nessuno lo �.� Si interruppe e toss� un�altra volta, ora pi� a lungo e pi� forte. Era davvero troppo vedere Harry ridotto in quello stato, Harry l�indistruttibile, il superpoliziotto, il mio patrigno Harry che tremava, arrossiva e quasi piangeva per la fatica. Dovevo girarmi da un�altra parte. Quando poco dopo tornai a guardarlo, lui era di nuovo l� che mi osservava.</p><p>�Io ti conosco, Dexter. Meglio di quanto tu conosca te stesso.� E questo non era cos� incredibile rispetto a ci� che aggiunse dopo: �In fondo sei un bravo ragazzo�.</p><p>�Non � vero�, dissi, e mi vennero in mente le cose sublimi che allora non ero autorizzato a fare; anche solo pensarle non aveva molto a che vedere con la bont�. Senza contare che gli altri bravi ragazzi miei coetanei, pieni di brufoli e di ormoni, mi assomigliavano quanto io assomigliavo a uno scimpanz�. Harry per� non voleva darmi retta.</p><p>�Certo che lo sei�, insist�. �E devi crederci. Hai il cuore al posto giusto, Dex.� E scoppi� in un memorabile attacco di tosse, che dur� parecchi minuti. Poi Harry torn� ad appoggiarsi, sfinito, sul cuscino. Chiuse gli occhi per un istante, ma quando li riapr� erano sempre i suoi, azzurro acciaio, pi� luminosi che mai sul suo volto pallido e morente. �Pazienza�, ripet�. E la parola risuon� con forza, nonostante lui si sentisse debole e dolorante. �Il tuo cammino � ancora lungo, Dexter, e io non ho pi� molto tempo.�</p><p>�S�, lo so�, mormorai.</p><p>Lui chiuse gli occhi. �� questo che intendo�, fece. �Di solito si dice �No, non temere� hai ancora tempo�.�</p><p>�Tu non ne hai�, affermai, senza sapere dove volevo arrivare.</p><p>�No, non ne ho�, ammise, �ma gli altri fingono. Per farmi sentire meglio.�</p><p>�E ti senti meglio?�</p><p>�No�, mormor� e riapr� gli occhi. �Per� non puoi usare la logica per capire gli uomini. Devi avere pazienza, osservare, imparare. Altrimenti, mandi tutto all�aria. Ti fai catturare e� Questo � met� del mio testamento.� Richiuse gli occhi e sentii la sua voce tremare. �Tua sorella diventer� un bravo poliziotto. Tu�� sorrise lento e con un�ombra di tristezza, �tu sarai qualcos�altro. Pura giustizia. Ma solo se sarai paziente. Se non puoi fare qualcosa subito, Dexter, aspetta finch� non verr� il momento.�</p><p>Sembrava tutto cos� complicato per un aspirante mostro diciottenne. Volevo soltanto fare Quella Cosa, niente di pi�, danzare alla luce della luna agitando la lama luccicante � un gesto molto semplice, dolce e naturale � per dare un taglio a tutte le idiozie e penetrare nel cuore delle cose. Ma non potevo. Harry la faceva difficile.</p><p>�Non so che cosa far� dopo la tua morte�, confessai.</p><p>�Farai le cose per bene�, rispose lui.</p><p>�C�� cos� tanto da ricordare.�</p><p>Harry allung� la mano e premette il pulsante attaccato a un filo, accanto al letto. �Te ne ricorderai�, disse. Lasci� andare l�interruttore, che ricadde pesantemente lungo la sponda del letto, come se gli rubasse le ultime forze. �Te ne ricorderai.� Chiuse gli occhi e per un po� rimasi come solo nella stanza. Poi arriv� l�infermiera con una siringa e Harry apr� un occhio. �Non sempre � possibile fare ci� che dobbiamo. Quindi, quando non puoi fare altro, aspetta�, afferm�, distendendo il braccio per la puntura. �Non avere timore� della pressione� a cui potrebbero sottoporti.�</p><p>Lo osservai giacere, e ricevere l�ago senza battere ciglio; sapeva che il sollievo sarebbe stato temporaneo, che la sua fine si avvicinava e non poteva farci nulla� E sapeva anche che non aveva paura, che si sarebbe comportato nel modo giusto, come aveva sempre fatto durante la sua vita. E anch�io lo sapevo: Harry mi aveva capito. Nessuno ci era mai riuscito e nessuno ci riuscir� mai, ora e sempre. A parte Harry.</p><p>L�unico motivo per cui ho pensato di trasformarmi in essere umano era per diventare un po� pi� simile a lui.</p></section><section><title><p>11</p></title><p>E cos� portai pazienza. Non era una disciplina facile, ma era la disciplina di Harry. Lasciai che la mia lucente e intima molla d�acciaio restasse quieta, e intanto attendevo, osservavo. Tenevo quello sfogo tenero e rovente chiuso nella sua fredda scatoletta, finch� il saggio Harry non avesse dato il via libera per caracollare nella notte. Prima o poi ci sarebbe stato uno spiraglio e avremmo potuto approfittarne. Prima o poi avrei trovato un modo per neutralizzare Doakes.</p><p>Attesi.</p><p>Per qualcuno � pi� difficile che per altri, chiaro. Fu parecchi giorni pi� tardi, un sabato mattina, che squill� il telefono.</p><p>�Dannazione!� esclam� Deborah senza preamboli. Provai quasi un senso di sollievo nel sentirla incazzata come un tempo.</p><p>�Bene, grazie e tu?� risposi.</p><p>�Kyle mi sta facendo impazzire�, attacc�. �Ripete che dobbiamo soltanto aspettare, ma non mi dice cosa. Sparisce per dieci o dodici ore e non so dove vada. Poi dobbiamo continuare ad aspettare. Mi sono rotta le palle di aspettare.</p><p>�La pazienza � la virt� dei forti�, dichiarai.</p><p>�Mi sono stufata anche di fare la virtuosa�, protest� lei. �E mi d� il vomito il sorrisetto paternalistico di Kyle quando gli chiedo cosa possiamo fare per trovare il nostro uomo.�</p><p>�Be�, Debs, non so che fare, oltre a offrirti la mia solidariet�, dissi. �Mi dispiace.�</p><p>�Secondo me ci sarebbero un miliardo di altre cose che potresti fare, fratellino�, ribatt�.</p><p>Feci un sospirone, soprattutto per farla contenta. Vengono cos� bene, per telefono. �Ecco il guaio dell�avere una reputazione da pistolero, Debs�, continuai. �Tutti credono che sia in grado di centrare ogni volta il bersaglio a trenta passi di distanza.�</p><p>�Lo credo anch�io�, conferm� lei.</p><p>�La tua fiducia mi scalda il cuore, Deborah, ma di questa storia non capisco proprio nulla. Mi lascia completamente freddo.�</p><p>�Devo assolutamente trovare quel tipo, Dexter. E voglio smerdare Kyle.�</p><p>�Pensavo che lui ti piacesse.�</p><p>Lei sbuff�. �Ges�, Dexter. Tu le donne proprio non le capisci. Certo che lui mi piace. E <emphasis>per questo </emphasis>che voglio smerdarlo.�</p><p>�Oh, perfetto, <emphasis>adesso </emphasis>ha senso�, dissi.</p><p>Deborah si interruppe, poi aggiunse con nonchalance: �Kyle ha detto alcune cose interessanti su Doakes�.</p><p>Sentii il mio amico dalle lunghe zanne che si stirava un pochettino e faceva le fusa. �Deb, sei diventata perspicace tutto d�un colpo�, osservai. �Non hai che da chiedere.�</p><p>�Io ho chiesto e tu mi hai propinato una stronzata di motivo sul perch� non mi puoi aiutare�, brontol�. Riecco all�improvviso la vecchia Debs senza peli sulla lingua. �Allora com��? Hai scoperto qualcosa?�</p><p>�Per ora niente�, ammisi.</p><p>�Merda�, esclam� Deborah.</p><p>�Per� potrei scoprirlo.�</p><p>�Al pi� presto?�</p><p>Ammetto che il comportamento di Kyle nei miei confronti era stato piuttosto seccante. Che cosa aveva detto? Che sarei �finito nella merda e qualcuno avrebbe tirato lo sciacquone�? Siamo seri, chi ha scritto quella battuta? Non era riuscita a calmarmi nemmeno l�improvvisa perspicacia di Deb, che per una volta mi faceva concorrenza. Cos� lo dissi lo stesso, anche se non avrei dovuto. �Facciamo all�ora di pranzo?� proposi. �Diciamo che intorno all�una avr� qualcosa per le mani. Al Baleen, visto che paga Kyle.�</p><p>�Stiamo a vedere�, rispose Deb, quindi aggiunse: �La roba su Doakes� sembra piuttosto interessante�. Riattacc�.</p><p><emphasis>Bene, bene</emphasis>, mi dissi. All�improvviso, non mi dispiaceva dover lavorare un po� di sabato. Dopotutto, l�alternativa era passare da Rita e guardare il sergente Doakes che metteva le radici. Invece, se avessi trovato qualche indizio per Deborah, alla lunga avrei potuto approfittare della via d�uscita che cercavo. Dovevo semplicemente comportarmi come il ragazzo sveglio che tutti pensano che sia.</p><p>Da dove cominciare? C�era molto poco su cui lavorare, dal momento che Kyle aveva tolto la polizia dalla scena del crimine quando avevamo appena rilevato le impronte e poco pi�. Molte volte in passato avevo guadagnato qualche punto con i miei colleghi poliziotti, aiutandoli a scovare demoni malati e perversi che vivevano per uccidere. Ma solo perch� li capivo, visto che anch�io sono un demone malato e perverso. Ora per�, per scovare gli indizi, non potevo pi� affidarmi al Passeggero Oscuro, costretto a dormire sonni inquieti, povero amico. Potevo contare soltanto sul mio naturale ingegno, che finora era rimasto in un allarmante silenzio.</p><p>Forse, se avessi dato un po� di carburante al mio cervello, si sarebbe messo in moto. Andai in cucina e trovai una banana. Era buona, ma non so perch� non mi diede alcun input mentale.</p><p>Gettai la buccia nella spazzatura e guardai l�ora. <emphasis>Avanti, vecchio mio, sono passati cinque minuti buoni. Ottimo. E hai gi� scoperto che non scoprirai nulla. Bravo, Dexter.</emphasis></p><p>Per la verit�, i punti di partenza erano pochi. Di fatto, tutto ci� che avevo erano la vittima e la casa. Ero abbastanza certo che la vittima non avrebbe avuto molto da dire, anche se le avessero restituito la lingua, quindi restava la casa. Poteva anche essere appartenuta a lui, ovvio. Ma l�arredamento era cos� provvisorio che ero certo di no.</p><p>Strano che il padrone di casa fosse riuscito a scomparire in quel modo. Comunque lui ce l�aveva fatta, e senza nessuno che gli alitasse sul collo o lo costringesse a ritirarsi preso dal panico e dalla fretta� significava che l�aveva fatto volutamente, era parte del piano.</p><p>Voleva dire che aveva un altro posto dove rifugiarsi. Magari sempre nei dintorni di Miami, visto che Kyle era venuto a cercarlo qui. Era un punto di partenza e l�avevo trovato tutto da solo. Bentornato a casa, Mister Cervello.</p><p>Le propriet� immobiliari lasciano orme molto visibili, anche quando si tenta di cancellarle. Un quarto d�ora davanti al computer e avevo trovato qualcosa: se non era una vera e propria traccia, almeno ci assomigliava.</p><p>La casa sulla North West 4<sup>th</sup> Street era registrata a nome di Ramon Puntia. Non so quanto si aspettasse di farla franca a Miami, ma Ramon Puntia era un nome cubano che sapeva di fasullo. Eppure casa e tasse erano state pagate, una soluzione sensata per un amante della privacy come supponevo fosse il nostro nuovo amico. L�abitazione era stata acquistata con un unico pagamento in contanti, trasmesso da una banca del Guatemala. Il che mi sembr� piuttosto singolare; se le nostre tracce partivano dal Salvador e conducevano nei recessi di una misteriosa agenzia governativa a Washington, perch� svoltavano a sinistra, in Guatemala? Un breve studio online sul riciclaggio di denaro dimostr� che aveva senso. In apparenza la Svizzera e le isole Cayman erano passate di moda e se qualcuno era alla ricerca di una banca discreta nel mondo ispanico, il Guatemala era all�ultimo grido.</p><p>Questo sollev� l�interessante questione su quanti soldi avesse Dottor Smembra e da dove venisse. Ma era un interrogativo che per ora non portava a nulla. Adesso che aveva utilizzato la prima casa, dovevo supporre che avesse denaro sufficiente per acquistarne una nuova, magari una che rientrasse nella stessa fascia di prezzo.</p><p>Okay. Tornai al database immobiliare di Dade County e cercai altre propriet� che fossero state acquistate di recente nella stessa maniera, dalla stessa banca. Erano sette: quattro erano state vendute per pi� di un milione di dollari, che mi sembr� un po� troppo per una casa da sacrificare. Dovevano essere state acquistate da qualcuno non pi� sinistro dei soliti signori della droga o da qualche miliardario caduto in disgrazia.</p><p>Le tre propriet� rimaste mi sembravano le pi� probabili. Una si trovava in Liberty City, una zona degradata del centro storico di Miami a predominanza nera. Ma a un controllo pi� accurato risult� che si trattava di un condominio.</p><p>Una delle altre due propriet� era a Homestead, con vista sulla gigantesca discarica cittadina soprannominata Monte Pattumiera. L�ultima si trovava sempre a sud della citt�, proprio fuori Quail Roost Drive.</p><p>Due case: ero pronto a scommettere che in una di esse si era appena trasferito un nuovo inquilino. E che era capace di cose che avrebbero terrorizzato il comitato di benvenuto. Non ne ero certo, ovvio, ma poteva essere una possibilit� e, tra l�altro, era quasi ora di pranzo.</p><p>Il Baleen era un locale molto costoso che non mi sarei potuto permettere viste le mie modeste entrate. I pannelli in rovere gli conferivano quell�eleganza che ti faceva subito sentire il bisogno di indossare un foulard o un paio di ghette. Aveva anche la miglior vista della citt� su Biscayne Bay, se avevi la fortuna di capitare in certi tavoli.</p><p>O Kyle era fortunato o era riuscito a ipnotizzare il capocameriere, perch� lui e Deborah mi aspettavano proprio a uno di quei tavoli, davanti a una bottiglia di acqua minerale e a un piatto di crocchette di granchio. Ne presi una e le diedi un morso, sedendomi di fronte a Kyle.</p><p>�Gnam�, commentai. �Ecco dove vanno i granchi buoni quando muoiono.�</p><p>�Debbie dice che hai qualcosa per noi�, fece lui. Guardai mia sorella, che si era sempre chiamata Deborah o Debs, ma mai Debbie, sicuro. Comunque lei non apr� bocca, e sembrava disposta a concedergli quel gran privilegio, cos� tornai a rivolgere la mia attenzione a Kyle. Portava di nuovo gli occhiali firmati e quel ridicolo anello da mignolo che brillava tutte le volte che si tirava indietro i capelli con noncuranza.</p><p>�Me lo auguro�, dissi. �Ma star� attento a non finire gi� per lo sciacquone.�</p><p>Kyle mi squadr� a lungo, poi scosse la testa e schiuse le labbra di qualche millimetro in un sorriso riluttante.</p><p>�D�accordo�, borbott�. �Hai vinto. Eppure ti sorprenderebbe sapere quante volte funziona, quel tipo di battuta.�</p><p>�Rester� di sicuro senza fiato�, ribattei, passandogli la stampata del mio computer. �Per caso vuoi dargli un�occhiata, mentre tento di respirare?�</p><p>Kyle aggrott� le sopracciglia e apr� il foglio. �Che cos��?�</p><p>Deborah si avvicin�, col suo tipico entusiasmo da detective. �Hai trovato qualcosa! Sapevo che ce l�avresti fatta�, esclam�.</p><p>�Sono solo due indirizzi�, replic� Kyle.</p><p>�Uno dei due potrebbe corrispondere facilmente a un chirurgo dai metodi poco ortodossi con un passato in America Centrale�, dissi, e gli spiegai come avevo trovato gli indirizzi. Va a suo merito che sembr� impressionato, anche attraverso gli occhiali da sole.</p><p>�Avrei dovuto pensarci�, ammise. �Hai fatto bene.� Annu� e diede un colpetto al foglio col dito. �Segui il denaro. Funziona sempre.�</p><p>�Ovviamente non ne ho la certezza�, dissi.</p><p>�Be�, sono pronto a scommetterci�, dichiar� lui. �Credo che scoverai il dottor Danco.�</p><p>Guardai Deborah. Lei scosse il capo, tornai a fissare gli occhiali di Kyle. �Nome interessante. � polacco?�</p><p>Chutsky si schiar� la gola e guard� fuori, verso il mare. �Non eri ancora nato, credo. A quei tempi c�era una pubblicit�: Danco presenta il Tritatutto. Sa sminuzzare e tagliare a dadini�� Volt� le lenti scure verso di me. �Per questo l�abbiamo battezzato dottor Danco. Perch� fa i vegetali a pezzetti. � il genere di humour che ti viene quando sei lontano da casa e vedi cose orribili.�</p><p>�Com�� che ora le vediamo lo stesso anche vicino a casa?� domandai. �Che cosa ci fa qui?�</p><p>�� una lunga storia�, sospir� Kyle.</p><p>�Vuol dire che non gli va di raccontartela�, osserv� Deborah.</p><p>�Allora mangio un�altra crocchetta�, feci. Mi sporsi e presi l�ultima del piatto. Erano davvero squisite.</p><p>�Avanti, Chutsky�, lo incoraggi� Deborah. �Abbiamo buone probabilit� di sapere dove sta questo tipo. Che cosa intendi fare?�</p><p>Lui pos� una mano sulle sue e sorrise. �Pranzare�, rispose. E con la mano libera prese il men�.</p><p>Deborah rimase a scrutarlo per un minuto. Poi allontan� la mano. �Merda�, fu il suo commento.</p><p>Il cibo era davvero eccellente e Chutsky fece l�impossibile per apparire simpatico e cordiale; aveva deciso che, non potendo dire la verit�, doveva almeno mostrarsi piacevole.</p><p>Onestamente non potevo lamentarmi, dato che in genere per farla franca ricorro allo stesso stratagemma, Deborah per� non sembrava molto contenta. Esaminava imbronciata il contenuto del piatto mentre Kyle raccontava barzellette e mi chiedeva se secondo me i Miami Dolphins ce l�avrebbero fatta quest�anno. Per me potevano anche vincere il Nobel per la Letteratura, ma, da bravo essere umano artificiale quale sono, avevo pronte diverse osservazioni in materia che sembrarono soddisfare Chutsky, il quale ne discusse con la maggior cordialit� possibile.</p><p>Prendemmo anche il dessert ed ebbi la sensazione che l�espediente di usare il cibo come diversivo si stesse spingendo un po� troppo in l�, anche perch� n� io n� Deborah ci lasciavamo distrarre. Comunque la cucina era davvero deliziosa e lamentarsi sarebbe stato barbaro.</p><p>Ma Deborah aveva dedicato una vita intera a specializzarsi in barbarie. Il cameriere piazz� un�enorme roba di cioccolato davanti a Chutsky, che si volt� verso di lei con in mano due forchette dicendo: �Be���</p><p>Deb approfitt� dell�occasione per scagliare il cucchiaino in mezzo al tavolo. �No�, gli disse, �non voglio un�altra fottuta tazza di caff� n� quella cioccolata di merda. Voglio una fottuta risposta. Quando intendiamo darci una mossa e catturare quell�uomo?�</p><p>Lui la guard� con un misto di affetto e stupore. Anche se per uno del suo mestiere una donna lanciatrice di cucchiai poteva tornare utile e persino interessante, ritenne che avesse oltrepassato leggermente la misura. �Mi lasci prima finire il dessert?� domand�.</p></section><section><title><p>12</p></title><p>Deborah ci port� verso sud, sulla Dixie Highway. Ho detto giusto, �ci�. Con mio stupore, ero diventato un valoroso membro della Justice League e i due mi avevano informato che mi era stata concessa l�opportunit� di mettere a repentaglio la mia insostituibile persona. Anche se ero lungi dal saltare di gioia, un piccolo incidente rese la faccenda quasi interessante.</p><p>Eravamo fuori dal ristorante in attesa che l�addetto portasse a Deborah la sua auto, quando Chutsky borbott� sottovoce: �Che cazzo�?� e si allontan� lungo il vialetto. Lo vidi uscire dal cancello e fare un cenno a una Taurus marrone casualmente parcheggiata l�, accanto a una palma. Debs mi lanci� uno sguardo truce, neanche fosse colpa mia. Entrambi osservammo Chutsky agitare la mano all�indirizzo del finestrino, che si abbass� rivelando, ovviamente, il sempre vigile sergente Doakes. Chutsky si appoggi� al cancello e gli disse qualcosa; il sergente alz� lo sguardo nella mia direzione, scosse la testa, poi tir� su il finestrino e se ne and�.</p><p>Quando ci raggiunse, Chutsky non comment�. Per� prima di salire in macchina e sedersi davanti, mi guard� in modo diverso.</p><p>Ci vollero venti minuti per arrivare nel punto in cui il Quail Roost Drive corre a est e a ovest e incrocia la Dixie Highway, proprio accanto a un centro commerciale. Dopo aver passato due isolati, alcune vie laterali conducevano a un quartiere tranquillo. Le case erano piccole e in gran parte ben tenute, in genere con due auto nel vialetto e diverse bici parcheggiate sul prato.</p><p>Una di quelle vie svoltava a sinistra ed era senza uscita; la casa era proprio l�, al termine della strada. Era una costruzione stuccata in giallo pallido con un cortile pieno di erbacce. Nel vialetto c�era un vecchio furgone con scritto a lettere rosse: HERMANOS CRUZ LIMPIADORES, cio� �Impresa di Pulizia Fratelli Cruz�.</p><p>Debs fece il giro del vicolo cieco e torn� indietro di mezzo isolato, proprio sotto una casa con una mezza dozzina di auto parcheggiate davanti da cui usciva musica rap a tutto volume. Volt� la macchina in modo che ci trovassimo di fronte al nostro bersaglio e posteggi� sotto un albero. �Che ne pensate?� chiese.</p><p>Chutsky si limit� ad alzare le spalle. �Uh-uh. Pu� essere�, disse. �Diamoci un�occhiata.� E questo fu, per una buona mezz�ora, l�intero contenuto della nostra brillante conversazione. Troppo poco perch� la mia mente restasse con loro, e mi accorsi che il mio pensiero vagava verso il piccolo scaffale in casa mia, dove una scatoletta in palissandro custodiva numerosi vetrini, di quelli che si mettono sotto il microscopio. Ognuno conteneva un�unica goccia di sangue, ben secco, ovviamente. Altrimenti non avrei potuto conservare una schifezza simile. Quaranta finestrelle affacciate sulla mia met� oscura. Una goccia per ogni piccola impresa. C�era stata la Prima Infermiera, tanto tempo fa, che uccideva i pazienti tramite attente overdose, con il pretesto di alleviar loro il dolore. Mentre nella casella successiva, ecco il vetrino del professore di liceo che strangolava infermiere. Che sublime contrasto! Adoro l�ironia.</p><p>Quanti ricordi� passarli in rassegna mi fece venire voglia di riempire un altro vetrino, il quarantunesimo, anche se il numero quaranta, MacGregor, non era ancora del tutto secco. Dato che era legato al mio futuro progetto ed era dunque incompleto, ero ansioso di applicarmici. Non appena avessi potuto accertarmi di Reiker e trovare un modo�</p><p>Mi misi a sedere. Quel ricco dessert doveva avermi ostruito le arterie craniche, perch� mi ero momentaneamente dimenticato del compenso che mi spettava. �Deborah?� dissi.</p><p>Lei mi guard� assorta. �Dimmi.�</p><p>�Ci siamo�, feci.</p><p>�A quanto pare.�</p><p>�Infatti. Pare proprio� e tutto grazie all�ingente lavoro della mia materia grigia. Non avevi qualcosa da dirmi?�</p><p>Debs guard� Chutsky, che indossava sempre gli occhiali da sole, quindi non lo vidi battere ciglio. �Okay, va bene�, disse. �Doakes era nelle Special Forces.�</p><p>�Questo lo sapevo. C�era scritto nel suo dossier personale.�</p><p>�Quello che non sai, amico�, continu� Kyle senza scomporsi al posto di mia sorella, �� che esiste un lato oscuro delle Special Forces. Doakes stava da quella parte.� Un lieve sorriso gli attravers� il volto, cos� rapido che credetti di essermelo immaginato. �Se passi dal lato oscuro, � per sempre. Non puoi tornare indietro.�</p><p>Vidi Chutsky restare immobile, a lungo, poi guardai Debs. Lei aggiunse: �Doakes era un tiratore. L�esercito l�aveva prestato ai tipi in Salvador e lui uccideva la gente per loro�.</p><p>�Le pistole fanno girare il mondo�, osserv� Chutsky.</p><p>�Questo spiega il suo carattere�, dissi, e in realt� spiegava molto di pi�, per esempio le vibrazioni che il Passeggero Oscuro percepiva nel sergente.</p><p>�Cerca di capire�, prosegu� Chutsky. Era un po� inquietante sentire la sua voce uscire da una faccia del tutto immobile e asettica, come se qualcuno gli avesse messo in corpo un registratore. �Credevamo di salvare il mondo. Sacrificando le nostre vite e i nostri principi per la causa. Poi venne fuori che avevamo semplicemente venduto l�anima. Io, Doakes��</p><p>�E il dottor Danco�, conclusi per lui.</p><p>�E il dottor Danco.� Chutsky sospir�, fiss� Deborah per un istante, quindi riprese a guardare avanti. Dopo essere rimasto fermo, scosse la testa in modo cos� teatrale e conclamato che quasi mi strapp� un applauso. �Il dottor Danco cominci� da idealista, proprio come noi. Quando studiava medicina scopr� di essere vuoto dentro: poteva fare certe cose alle persone senza partecipazione emotiva. Niente emozioni. � meno diffuso di quanto penseresti.�</p><p>�Oh, ci credo�, feci e Debs mi fiss�.</p><p>�Danco amava la sua patria�, continu� Chutsky. �Cos� pass� dalla parte deviata mettendovi al servizio il suo talento. Che in Salvador� rifior�. Lui prendeva quelli che gli portavamo e li�� Si interruppe e prese fiato, lentamente. �Merda. Avete visto voi stessi che cosa faceva.�</p><p>�Davvero originale�, commentai. �Creativo.�</p><p>Chutsky se ne usc� in una risatina per nulla divertita. �Creativo. Gi�. Puoi dirlo forte.� Chutsky scuoteva adagio la testa a destra e a sinistra. �Come dicevo, non gli dispiaceva fare certe cose� e in Salvador cominci� a prenderci gusto. Partecipava agli interrogatori e faceva domande personali� Poi quando inizi� a� Chiamava la gente per nome, neanche fosse un dentista o cose cos�, e diceva: �Proviamo con il numero cinque� o con il sette eccetera. Quasi avesse una serie di schemi numerati.�</p><p>�Che tipo di schemi?� chiesi. Mi sembr� una domanda perfettamente naturale, adatta a mostrare un cortese interessamento e a tenere viva la conversazione. Ma Chutsky si rigir� sul sedile e mi guard� come fossi un escremento in mezzo alla stanza.</p><p>�A te sembra divertente�, disse.</p><p>�Non ancora�, risposi.</p><p>Rimase a fissarmi per un po�, poi scosse il capo e riprese a guardare davanti a s�. �Non so quale schema seguisse. Non gliel�ho mai chiesto. Spiacente. Forse dipendeva da quale cosa decideva di tagliare per prima. Giusto per divertirsi. E lui ci parlava, li chiamava per nome, spiegava loro quello che faceva.� Chutsky alz� le spalle. �Cos� era anche peggio. Avresti dovuto vedere che effetto aveva sul nemico.�</p><p>�E su di te che effetto aveva?� domand� Deborah.</p><p>Lui abbass� il capo, poi riprese a guardare avanti. �Era troppo anche per me�, ammise. �Comunque alla fine le cose cambiarono in patria, in politica, al Pentagono. Il nuovo governo non volle avere niente a che fare con quello che avevamo combinato l�. Cos�, poco per volta, gir� la voce che consegnando il dottor Danco avremmo potuto rappacificarci con il nemico.�</p><p>�Avete mandato a morire il vostro uomo?� domandai. Non mi sembr� una bella cosa� cio�, anche se sono privo di etica, se non altro sono una persona leale.</p><p>Kyle rimase a lungo in silenzio. �Ti avevo detto che avevamo venduto le nostre anime�, sospir� alla fine. Sorrise di nuovo, stavolta un po� di pi�. �Be�, noi l�abbiamo messo dentro e gli altri l�hanno fatto fuori.�</p><p>�Per� non � morto�, osserv� Deborah, pragmatica come sempre.</p><p>�Ci hanno imbrogliato�, spieg� Chutsky. �L�hanno preso i cubani.�</p><p>�Quali cubani?� chiese mia sorella. �Parlavi del Salvador.�</p><p>�Tempo fa, ogni volta che nelle Americhe veniva fuori un problema, c�erano in mezzo sempre i cubani. Loro sostenevano uno dei due schieramenti, quello opposto al nostro. E volevano il nostro dottore. Ve l�ho detto, era un tipo speciale. Cos� lo catturarono e tentarono di farlo passare dalla loro parte. Lo portarono all�isola di Pines.�</p><p>�Cos��, un posto di villeggiatura?� chiesi.</p><p>Chutsky fece una risatina. �Il pi� estremo. L�isola di Pines � una delle prigioni pi� dure del mondo. L� il dottor Danco si fece davvero una bella vacanza. Gli dissero che i suoi l�avevano tradito e gliene fecero passare di tutti i colori. Qualche anno dopo uno dei nostri uomini venne catturato e ridotto in quel modo. Senza braccia n� gambe e tutto il resto. Danco lavorava per loro. E ora�� Fece una pausa. �O l�hanno lasciato libero o � scappato. Poco importa. Lui sa chi l�ha incastrato� si � procurato una lista.�</p><p>�Sopra ci sei anche tu?� chiese Deborah.</p><p>�Pu� darsi�, rispose Chutsky.</p><p>�C�� anche Doakes?� domandai. Dopotutto, anch�io potevo fare il pragmatico.</p><p>�Pu� darsi�, ripet� Chutsky, senza essermi di grande aiuto. Tutta la storia di Danco era interessante, d�accordo, io per� ero l� per un motivo. �Comunque�, aggiunse, �questo � il nostro avversario.�</p><p>Nessuno sembrava avere molto da dire, me compreso. Ripensai in lungo e in largo a ci� che avevo sentito e a come quelle informazioni potessero tornarmi utili per liberarmi di Doakes. Devo ammettere che in quel momento non mi venne in mente nulla, ed era umiliante. Per� mi sembrava di conoscere un po� meglio il caro dottor Danco. Dunque anche lui era vuoto dentro, vero? Un lupo travestito da agnello. E anche lui aveva trovato il modo di utilizzare la sua abilit� per un fine pi� grande, proprio come il caro vecchio Dexter. Ma adesso era uscito dai binari e aveva cominciato ad assomigliare un po� troppo ai soliti predatori, a prescindere dalla direzione inquietante che stavano assumendo le sue tecniche.</p><p>E, cosa ancor pi� singolare, a quel pensiero se ne accompagnava un altro che si agitava nel gorgogliante calderone del cervello sotterraneo di Dexter. Prima poteva essere stata una fantasia passeggera� ora cominciava a sembrarmi un�ottima idea. Perch� non trovare da solo il dottor Danco e coinvolgerlo in qualche passo della Diabolica Danza? Era un predatore incattivito, proprio come gli altri della mia lista. Nessuno, neppure Doakes, avrebbe avuto da ridire sulla sua scomparsa. Se prima non mi ero impegnato pi� di tanto nella sua ricerca, ora iniziavo a provare un senso di urgenza che scacciava la mia frustrazione nei confronti di Reiker. Cos� lui mi assomigliava, vero? Era da vedere. Sentii una scossa gelida lungo la spina dorsale e capii che ero ansioso di incontrare il dottore e discutere approfonditamente del suo lavoro.</p><p>Si ud� il primo rombo di tuono in lontananza: il temporale pomeridiano era in arrivo. �Merda�, borbott� Chutsky. �Sta per mettersi a piovere?�</p><p>�Capita tutti i giorni a quest�ora�, risposi.</p><p>�Male�, disse. �Dobbiamo agire prima che cominci. Tocca a te, Dexter.�</p><p>�A me?� esclamai, strappato via dalle mie riflessioni su quelle pratiche mediche anticonformiste. Avevo accettato di fare un giro in macchina, ma il fatto di dover anche <emphasis>agire </emphasis>non rientrava nel contratto. Voglio dire, con due intrepidi guerrieri seduti con le mani in mano, perch� doveva essere mandato ad affrontare il pericolo proprio il Delicato Dilettante Dexter? Che senso aveva tutto questo?</p><p>�Proprio a te�, replic� Chutsky. �Io ho bisogno di stare a guardare da dietro le quinte. Se � lui, mi sar� pi� facile farlo fuori. Per quanto riguarda Debbie�� Le sorrise, anche se lei dava l�impressione di essere contrariata. �Debbie assomiglia troppo a un poliziotto. Si muove da poliziotto, ti guarda da poliziotto, sarebbe persino capace di fargli la multa. La riconoscerebbe a chilometri di distanza. Quindi tocca a te, Dexter.�</p><p>�Tocca a me fare cosa?� domandai, e ammetto che mi sentii legittimamente indignato.</p><p>�Vai una volta sola fino alla casa, avanti e indietro sulla strada senza uscita. Tieni occhi e orecchi aperti, senza farti notare troppo.�</p><p>�Non saprei come farmi notare�, osservai.</p><p>�Perfetto. Allora per te sar� una passeggiata.�</p><p>Era chiaro che non avrei ottenuto nulla, n� con la logica n� arrabbiandomi, se pur a ragione. Dunque aprii la portiera e scesi. Non potei per� risparmiarmi la sparata finale. Mi piegai verso il finestrino dal lato di Deborah e dichiarai: �Mi auguro che tu viva abbastanza per rimpiangerlo�. Gentilmente, il tuono rimbomb� sulle mie parole.</p><p>Mi incamminai sul marciapiede verso la casa. Calpestai mucchi di foglie e un paio di cartoni di succo di frutta buttati da qualche ragazzino. Al mio passaggio un gatto corse in un prato e si mise a leccarsi le zampe, fissandomi a distanza di sicurezza.</p><p>Nella casa con le auto parcheggiate davanti la musica era cambiata e un tipo gridava: �Yuuu!� Era bello sapere che qualcuno si stava divertendo mentre io andavo a rischiare la vita.</p><p>Svoltai a sinistra nella via senza uscita. Osservai la casa con il furgone davanti: ero davvero orgoglioso di come l�avevo scovata. L�erba del prato era alta e incolta, il vialetto pieno di giornali bagnati. Non mi sembr� di vedere mucchi di resti umani a pezzetti e nessuno corse fuori tentando di uccidermi. Ma, mentre passavo, sentii una tiv� a tutto volume che trasmetteva un gioco a quiz in spagnolo. Una voce maschile url� pi� forte di quella isterica della presentatrice e si sent� sbattere un piatto. Un soffio di vento port� le prime grosse gocce d�acqua assieme a un odore di ammoniaca che proveniva dalla casa.</p><p>Continuai a camminare tornando alla macchina. Le gocce aumentarono e si sent� un rombo di tuono, ma poi il temporale ci concesse una tregua. Salii sull�auto. �Niente di cos� macabro�, riferii. �Il prato ha bisogno di una sistemata e c�� odore di ammoniaca. Ho sentito delle voci. O parla da solo o c�� qualcuno con lui.�</p><p>�Ammoniaca�, ripet� Kyle.</p><p>�Cos� mi � sembrato�, feci. �Forse era una scorta di prodotti per la pulizia.�</p><p>Kyle scosse la testa. �Le imprese di pulizia non usano l�ammoniaca perch� ha un odore troppo forte. So io chi la usa.�</p><p>�Chi?� domand� mia sorella.</p><p>Lui ridacchi�. �Torno subito�, fu la sua risposta e scese dalla macchina.</p><p>�Kyle!� esclam� Deborah; lui si limit� a farle un cenno con la mano e and� dritto verso l�ingresso principale dell�abitazione. �Merda�, borbott� lei, quando lo vide bussare e restare in attesa, fissando il cielo in tempesta.</p><p>La porta si apr�. Apparve un individuo basso e robusto, di carnagione scura, con un ciuffo di capelli neri che gli copriva la fronte. Chutsky gli disse qualcosa e per un po� nessuno dei due si mosse. L�ometto guard� la strada e poi di nuovo Kyle. Questi si mise lentamente una mano in tasca e gli mostr� qualcosa: denaro? Lui osserv� quella roba, poi di nuovo Chutsky e tenne aperta la porta. Chutsky entr�. La porta si chiuse sbattendo.</p><p>�Merda�, ripet� lei. Si mangi� un�unghia, cosa che le avevo visto fare solo quando era ragazzina. Doveva essere buona, perch� dopo quella ne attacc� un�altra. Era impegnata con la terza quando la porta della casetta si apr� e ne usc� Chutsky, sorridendo e salutando. Quando si richiuse, le nuvole avevano finalmente deciso di sfogarsi e il nostro uomo scomparve in mezzo alla pioggia. Corse rumorosamente verso la macchina e salt� gocciolante sul sedile anteriore.</p><p>�Dannazione!� esclam�. �Mi sono bagnato!�</p><p>�Che cosa cazzo significa tutto questo?� domand� Deborah.</p><p>Chutsky mi guard� alzando un sopracciglio e si tir� indietro i capelli. �Non la trovi raffinata?� disse.</p><p>�Maledizione, Kyle�, fece lei.</p><p>�L�ammoniaca�, spieg� lui, �non viene usata per scopi chirurgici n� la adotterebbe un�impresa di pulizie.�</p><p>�Ne abbiamo gi� parlato�, salt� su Deborah.</p><p>Lui sorrise. �Invece <emphasis>viene usata </emphasis>per sintetizzare metanfetamine�, aggiunse. �Ed � quello che stavano facendo quelli l�.�</p><p>�Sei entrato in uno di quei laboratori?� si stup� Deb. �E che cosa diavolo ci sei andato a fare?�</p><p>Lui sorrise ed estrasse una bustina dalla tasca. �A comprare trenta grammi di <emphasis>meth</emphasis>�, rispose.</p></section><section><title><p>13</p></title><p>Deborah non parl� per quasi dieci minuti, si limit� a guidare e a fissare la strada con la mascella serrata. Riuscivo a vedere i suoi nervi tesi, dalla faccia fino alle spalle. Conoscendola, avrei quasi giurato che fosse pronta a esplodere. Non avrei per� saputo dire quando, dato che non immaginavo come avrebbe reagito da innamorata. Il bersaglio dell�imminente sfuriata era seduto davanti, al suo fianco. Anche lui taceva, e sembrava piuttosto contento di starsene tranquillo a osservare il paesaggio.</p><p>Eravamo quasi arrivati alla seconda abitazione, praticamente all�ombra del Monte Pattumiera, quando Debs alla fine scoppi�. �Dannazione, quella roba � illegale!� esclam�, sbattendo il palmo della mano sul volante a sottolineare il concetto.</p><p>Chutsky la guard� tiepido. �S�, lo so�, rispose.</p><p>�E io sono un tutore della legge, cazzo!� continu� Deborah. �Io ho promesso sotto giuramento di fermare questa merda� e tu�!� Si interruppe, balbettando.</p><p>�Dovevo avere una conferma�, disse lui tranquillo. �E questo mi � sembrato il modo migliore.�</p><p>�E a te che dovrei mettere le manette!� continu� Debs.</p><p>�Sarebbe divertente�, fece lui.</p><p>�Razza di <emphasis>figlio di puttana</emphasis>!�</p><p>�E dici poco.�</p><p>�Io non ci vengo nel tuo fottutissimo lato oscuro!�</p><p>�No, non lo farai�, ribatt� lui. �Non te lo permetter�, Deborah.�</p><p>Lei rimase senza fiato e si volt� a guardarlo. Chutsky ricambi� lo sguardo. Non avevo mai assistito a una conversazione silenziosa, e questa era davvero unica. Gli occhi di Debs saltavano ansiosamente da una parte all�altra del viso di lui. Lui si limitava a fissarla, con calma. Era tutto cos� raffinato e intrigante, quasi curioso, almeno quanto il fatto che Deborah sembrava essersi dimenticata di trovarsi al volante.</p><p>�Mi spiace interrompervi�, intervenni. �Ma mi sembra che davanti a noi ci sia un TIR pieno di birra.�</p><p>Debs si guard� intorno di colpo e fren�, appena prima che diventassimo l�adesivo sul paraurti del camion di Miller Light. �Trasmetter� quell�indirizzo all�Antidroga. Domani�, dichiar�.</p><p>�D�accordo�, fece Chutsky.</p><p>�E tu butterai via quella bustina.�</p><p>Lui la guard� piuttosto sorpreso. �L�ho pagata duemila dollari�, fece.</p><p>�Tu la butterai�, ripet� lei.</p><p>�D�accordo�, disse. Si guardarono di nuovo negli occhi, lasciando che fossi io a badare ai letali camion di birra. Tuttavia, era bello vedere che tutto si sistemava e l�armonia tornava a regnare nell�universo: finalmente avremmo potuto dedicarci a scovare il mostro disumano della settimana, certi che l�amore trionfa sempre. Dunque era davvero soddisfacente percorrere la South Dixie Highway al termine della tempesta.</p><p>Quando spunt� il sole, svoltammo in una strada che ci condusse in un labirinto di viuzze, tutte con la terrificante vista sulla gigantesca discarica soprannominata Monte Pattumiera.</p><p>L�indirizzo che cercavamo si trovava proprio in mezzo all�ultima fila di case, zona di confine tra la civilt� e il luogo in cui l�immondizia regnava suprema. Era all�altezza della curva di una strada tortuosa e ci passammo due volte prima di essere certi che fosse proprio quella. Era una modesta costruzione del tipo tripla stanza da letto/doppia ipoteca, dipinta di giallino con i bordi bianchi e il prato ben curato. Nel vialetto e sotto la tettoia non si vedevano macchine; sul davanti un cartello con la scritta VENDESI era stato coperto da un altro che diceva VENDUTO! a vistose lettere rosse.</p><p>�Forse non si � ancora trasferito qui�, prov� a ipotizzare Deborah.</p><p>�Potrebbe essere ovunque�, fece Chutsky. E contro quella sua logica non trovai nulla da obiettare. �Accosta. Hai un taccuino con una pinza?�</p><p>Deborah parcheggi� con una smorfia. �Sotto il sedile. Mi serve per lavoro.�</p><p>�Non te lo rovino�, promise. Armeggi� per un istante sotto il sedile, poi tir� fuori una cartelletta di metallo a cui erano attaccati diversi moduli da compilare. �Perfetto�, disse. �Dammi una penna.�</p><p>�Che cosa vuoi fare?� chiese lei, porgendogli una scadente biro bianca con il tappo blu.</p><p>�Nessuno ferma mai un uomo con la cartelletta�, dichiar� Chutsky ridacchiando.</p><p>Prima che noi due potessimo dire qualcosa, era sceso dall�auto e attraversava il vialetto col passo sicuro del burocrate. Si ferm� a met� strada a controllare la cartelletta, sfogli� e si mise a leggere alcune pagine, quindi guard� la casa scuotendo la testa.</p><p>�Sembra molto bravo in questo genere di cose�, dissi a Deborah.</p><p>�Sar� meglio per lui�, comment� lei. Si morsic� un�altra unghia. Presto sarebbe rimasta senza.</p><p>Chutsky continu� la passeggiata, consultando la cartelletta. Sembrava totalmente inconsapevole della strage di unghie che aveva luogo alle sue spalle. Appariva calmo e naturale. Ovviamente doveva avere una certa esperienza di raggiri e intrallazzi (non so quale parola fosse pi� adatta a descrivere le sue truffe legalizzate). E per colpa sua Deborah si mangiava le unghie e rischiava di andare a sbattere contro camion pieni di birra. Tutto sommato, quell�uomo non aveva un�influenza molto positiva su mia sorella, anche se il fatto che lei avesse un altro con cui mettere il muso e da prendere a pugni non mi dispiaceva affatto. Ero sempre pronto a lasciare che qualcuno si facesse male al posto mio.</p><p>Chutsky si ferm� davanti all�ingresso principale e si mise a scrivere qualcosa. Poi apr� la porta, non chiedetemi come, ed entr� chiudendola alle sue spalle.</p><p>�Merda�, sibil� Deborah. �Scasso e violazione di domicilio, oltre al possesso di stupefacenti. La prossima volta mi far� dirottare un aereo.�</p><p>�Ho sempre desiderato vedere L�Avana�, cercai di sdrammatizzare.</p><p>�Ha due minuti�, dichiar� laconica. �Poi chiamo i rinforzi e vado a cercarlo.�</p><p>A un minuto e cinquantanove secondi la mano di Deborah part� verso la radio, ma la porta si riapr� e ne usc� Chutsky. Si ferm� nel vialetto, scrisse qualcosa sul taccuino e torn� alla macchina.</p><p>�Bene�, dichiar� mentre si sedeva. �Torniamo a casa.�</p><p>�Era vuota?� chiese Deborah.</p><p>�Completamente�, fece lui. �Non un asciugamano, n� una lattina.�</p><p>�E ora che si fa?� chiese lei mettendo in moto.</p><p>Chutsky scosse lentamente il capo. �Si torna al piano A�, rispose.</p><p>�In che cazzo consiste il piano A?� domand� lei.</p><p>�Nell�avere pazienza�, rispose Chutsky.</p><empty-line/><p>Cos�, dopo un delizioso pranzetto seguito da un singolare giro di shopping, tornammo ad aspettare.</p><p>Pass� una settimana della solita noiosa routine. Il sergente Doakes non sembrava arrendersi, nonostante la mia trasformazione in panciuto soprammobile da divano fosse ormai completa. Non trovavo di meglio da fare se non giocare a nascondino o all�Impiccato con Cody e Astor, e inscenare teatrali baci con Rita per la gioia del mio pedinatore.</p><p>Poi, nel bel mezzo della notte, squill� il telefono. Il giorno dopo, luned�, dovevo svegliarmi presto per andare al lavoro; ero d�accordo con Vince Masuoka: l�indomani toccava a me comprare le ciambelle. Ed ecco il telefono che suonava spudorato, come se io non avessi altre responsabilit� e le ciambelle si comprassero da sole. Guardai l�orologio sul comodino: le 2.38. Riconosco che quando alzai la cornetta ero piuttosto nervoso.</p><p>�Lasciami in pace�, dissi.</p><p>�Dexter. Kyle � sparito�, fece Deborah. Sembrava distrutta, tesissima e indecisa se sparare a qualcuno o mettersi a piangere.</p><p>Mi ci volle un attimo per mettere in funzione il mio mirabile cervello.</p><p>�Uh, be�, Deb�, borbottai, �uno come lui � meglio perderlo che��</p><p>�� scomparso, Dexter. Rapito. Il� il tipo l�ha preso. Il tipo che ha combinato quella roba all�altro�, spieg�. Anche se mi sembrava di essere stato sbattuto davanti a una puntata dei <emphasis>Soprano</emphasis>, capii che cosa intendeva. Quello che aveva trasformato la cosa sul tavolo in una specie di patata urlante aveva preso Kyle e probabilmente voleva fare qualcosa di simile anche a lui.</p><p>�Il dottor Danco�, dissi.</p><p>�S�.�</p><p>�Come lo sai?� le chiesi.</p><p>�Kyle aveva detto che c�era quel rischio. Lui era l�unico che lo poteva riconoscere. Mi aveva detto che, quando Danco avesse scoperto che Kyle era qui, ci avrebbe provato. Noi avevamo un� un segnale convenzionale, e� Merda, Dexter, vieni subito qui. Dobbiamo trovarlo�, e riattacc�.</p><p>Sempre a me, non vi pare? Non sono una persona particolarmente gentile, ma chiss� per quale motivo � sempre me che chiamano quando hanno un problema. <emphasis>Oh, Dexter, un mostro violento e disumano ha catturato il mio fidanzato! </emphasis>Be�, dannazione, anch�io sono un mostro violento e disumano� Non dovrei per questo avere il diritto di starmene in pace?</p><p>Sospirai.</p><p>A quanto pareva, no.</p><p>Sperai che Vince non facesse storie per le ciambelle.</p></section><section><title><p>14</p></title><p>Da casa mia nel Grove ci voleva un quarto d�ora di macchina per arrivare da Deborah. Per una volta non vedevo il sergente Doakes che mi seguiva, ma forse stava usando lo schermo di invisibilit� klingoniano. In ogni caso il traffico era scarso e riuscii ad arrivare alla US1. Deborah viveva in una casetta sulla Medina Street a Coral Gables, circondata da alberi da frutto selvatici e da un muro fatiscente di roccia corallina. Parcheggiai l�auto nel vialetto, dietro alla sua, e non avevo ancora fatto due passi che lei spalanc� la porta. �Dove sei stato?� chiese.</p><p>�A lezione di yoga e poi al centro commerciale a comprarmi un paio di scarpe�, risposi. Per la verit�, mi ero sbrigato sul serio per arrivare l� in meno di venti minuti dalla sua chiamata, e trovai quel tono vagamente seccante.</p><p>�Entra�, disse, scrutando nel buio e aggrappandosi alla porta quasi avesse paura di volare via.</p><p>�S�, Mia Regina�, mormorai ed entrai.</p><p>La casa di Deborah era elegantemente arredata in stile �niente vita sociale�. Di solito la zona giorno assomigliava a una modesta camera d�albergo in cui avesse pernottato un gruppo rock. Sembrava che qualcuno avesse fatto piazza pulita di tutto, a eccezione della tiv� e del videoregistratore. C�erano solo una sedia e un tavolino accanto alla portafinestra che dava sul terrazzo, sommerso in un intrico di cespugli. Ma da qualche parte Deborah aveva trovato un�altra sedia pieghevole e traballante e l�aveva infilata sotto il tavolo. Fui talmente colpito dalla sua ospitalit� che rischiai la vita e mi sedetti su quell�affare cos� instabile.</p><p>�Da quanto tempo � scomparso?�</p><p>�Merda�, sospir�. �Da circa tre ore e mezza. Credo.� Scosse la testa e si accasci� sull�altra sedia. �Dovevamo incontrarci qui, e� non si � visto. Sono andata al suo albergo e non c�era.�</p><p>�Non pu� essersene andato via chiss� dove?� chiesi. Mi vergogno a dirlo, ma ammetto che ci sperai.</p><p>Deborah fece cenno di no col capo. �Il suo portafogli e le chiavi erano ancora sul com�. Quel tipo se l�� preso, Dex. Noi dobbiamo trovarlo prima che�� Si morse un labbro e guard� altrove.</p><p>Non sapevo bene come muovermi per scovare Kyle. Come ho gi� detto, questo non � il tipo di situazione in cui mi vengono brillanti intuizioni e avevo gi� dato il meglio di me con la storia dell�agenzia immobiliare. Ma, dal momento che Deborah aveva detto �noi�, capii di non avere molta scelta. Legami di famiglia e tutto il resto. Buttai l�: �So che ti sembrer� stupido, Debs� hai fatto denuncia?�</p><p>Lei alz� lo sguardo, sbuffando. �Certo! Ho chiamato il capitano Matthews. Sembrava sollevato. Mi ha detto di non fare l�isterica, neanche fossi una di quelle che hanno bisogno dei sali.� Scosse il capo. �Gli ho chiesto di dare l�allarme e lui mi ha detto �Per cosa?�� Sospir�. �Per cosa� Dannazione, Dexter, avrei voluto strozzarlo, ma��</p><p>�Ma aveva ragione�, dissi.</p><p>�Gi�. Kyle � l�unico che sa com�� fatto il mostro�, replic�. �Noi non sappiamo che macchina abbia o come si chiami veramente o� Merda, Dexter. L�unica cosa certa � che ha preso Kyle.� Respirava a fatica. �Comunque, Matthews ha avvisato gli uomini di Kyle a Washington. Ha detto che di pi� non poteva fare.� Scosse la testa, sembrava davvero triste. �Manderanno qualcuno marted� mattina.�</p><p>�Bene�� feci speranzoso. �Insomma� sappiamo che il nostro uomo lavora molto lentamente.�</p><p>�Marted� mattina�, ripet� lei. �Sono quasi due giorni. Da dove pensi che comincer�, Dex? Gli taglier� prima una gamba? O un braccio? O tutti e due insieme?�</p><p>�No. Uno per volta.�</p><p>Debs mi guard�, dura.</p><p>�Ha un senso, ti pare?�</p><p>�Non per me�, replic� lei. �Niente di tutto questo ha un senso.�</p><p>�Deborah, ci� che interessa il nostro uomo non � semplicemente tagliare gambe e braccia. Quello che conta � il <emphasis>modo </emphasis>in cui lo fa.�</p><p>�Dannazione, Dexter, parla chiaro.�</p><p>�Ci� che vuole � distruggere completamente le sue vittime. Spezzarle dentro e fuori, in modo che non possano guarire. Trasformarle in baccelli urlanti destinati a sperimentare soltanto un orrore folle e senza fine. Tagliare gli arti e le labbra � semplicemente il modo per� Cosa?�</p><p>�Oh, Ges�, Dexter�, mi interruppe Deborah. Non le avevo pi� visto quella faccia da quando era morta la mamma. Si volt�, tremante. Mi sentii vagamente a disagio. Voglio dire, io non provo emozioni, mentre Deborah s�, anche piuttosto sovente. Ma non � il tipo che lo d� a vedere, a meno che arrabbiarsi non si consideri un�emozione. E adesso singhiozzava e piangeva. Immagino che forse avrei dovuto darle una pacca sulla spalla dicendole �Su, su� o qualcosa di ugualmente umano e profondo. Eppure per me non era facile. Si trattava di Deb, mia sorella. Lei avrebbe capito che stavo fingendo e�</p><p>E cosa? Mi avrebbe forse amputato braccia e gambe? Il peggio che avrebbe potuto fare sarebbe stato intimarmi di smetterla e poi tornare a fare il Sergente Musone. E sarebbe stato un grande miglioramento visto il suo attuale stato d�animo. Comunque sia, questo era uno dei momenti in cui mi si richiedeva una reazione da essere umano e, dato che dopo lunghi studi sapevo in che modo avrebbe reagito un uomo, lo feci. Mi alzai e le andai vicino. Le misi un braccio intorno alla spalla, le diedi un colpetto e mormorai: �Va tutto bene, Deb. Su, su�. Mi sembr� ancora pi� stupido di quanto avessi temuto, ma lei si appoggi� a me e tir� su col naso, quindi immagino che dopotutto fosse la cosa pi� giusta da fare.</p><p>�Riusciresti a innamorarti di qualcuno in una settimana?� mi domand�.</p><p>�Credo proprio di no�, risposi.</p><p>�Non ce la faccio, Dexter�, sussurr�. �Se Kyle venisse ucciso o trasformato in un� Oddio, non so che cosa farei.� Croll� di nuovo addosso a me e pianse.</p><p>�Su, su�, ripetei.</p><p>Debs tir� su forte col naso, poi se lo soffi� in un fazzolettino di carta che era sul tavolo. �Non dirlo pi��, mi ordin�.</p><p>�Mi spiace�, feci. �Non so che altro dirti.�</p><p>�Dimmi che cosa sta combinando quel tipo. E come trovarlo.�</p><p>Tornai a sedermi sulla sedia traballante. �Non credo di esserne in grado, Deb. Non riesco proprio a immedesimarmi in lui.�</p><p>�Stronzate.�</p><p>�Sul serio. Insomma, tecnicamente, non ha ammazzato nessuno.�</p><p>�Dexter�, ribatt� Deb, �finora su di lui hai scoperto pi� cose tu di Kyle che lo conosce. Dobbiamo trovarlo. <emphasis>A ogni costo.</emphasis>� Si morse il labbro inferiore e temetti che riprendesse a singhiozzare. Stavolta non avrei pi� saputo che cosa fare, visto che prima mi aveva impedito di dire �Su, su�. Ma lei torn� a essere l�impavida sorella sergente che conoscevo e si limit� a soffiarsi il naso.</p><p>�Ci prover�, Deb. Tu e Kyle avete gi� fatto il lavoro di base? Avete sentito i testimoni eccetera?�</p><p>Lei scosse il capo. �Non ne avevamo bisogno. Kyle sapeva�� Si interruppe, notando che stava parlando al passato, poi prosegu�, agguerrita. �Kyle sa chi l�ha fatto e <emphasis>sa </emphasis>chi sar� il prossimo.�</p><p>�Scusami. Lui sa chi sar� il prossimo?�</p><p>Deborah si incup�. �Non esattamente. Kyle mi ha detto che ci sono quattro persone di Miami sulla lista. Uno di loro � scomparso. Kyle pensava che fosse gi� stato catturato, intanto questo ci ha permesso di far sorvegliare gli altri tre.�</p><p>�Chi sono questi quattro, Deborah? E Kyle come sa della loro esistenza?�</p><p>Lei sospir�. �Non mi ha detto come si chiamavano. Ma facevano tutti parte di una specie di squadra. In Salvador. E con loro c�era quel� dottor Danco.� Allarg� le braccia e la vidi fragile, fatto del tutto inedito per mia sorella. Anche se l�aspetto da ragazzina indifesa le donava, l�unico effetto che ebbe su di me fu di farmi sentire sfruttato. Il mondo intero gira allegramente, si va a cacciare nelle situazioni peggiori e poi tocca al Defilato Dexter sistemare le cose. Non mi sembrava bello, ma che cosa potevo farci?</p><p>E in particolare� che cosa potevo fare ora? Non avevo idea di come trovare Kyle prima che fosse troppo tardi. E anche se ero sicuro di non averlo detto ad alta voce, Deborah reag� come se l�avessi fatto. Batt� una mano sul tavolo e disse: �Dobbiamo trovarlo prima che cominci con Kyle. Prima che <emphasis>cominci</emphasis>, Dexter. Perch� cio�, forse dovrei sperare che prima del nostro arrivo Kyle ci rimetta soltanto un braccio? O una gamba? In ogni caso, Kyle 腻 Si volt� senza finire di parlare, fissando il buio fuori dalla portafinestra.</p><p>Aveva ragione, ovvio. Avevo l�impressione che non ci fossero molte possibilit� di riportare indietro Kyle intero. Perch�, anche con tutta la fortuna del mondo, neppure il mio strabiliante intelletto sarebbe riuscito a condurci da lui prima che Danco si mettesse all�opera. E poi� quanto avrebbe potuto resistere Kyle? Forse aveva un certo allenamento con queste cose e sapeva a che cosa andava incontro, quindi�</p><p><emphasis>Un momento.</emphasis></p><p>Chiusi gli occhi e cercai di pensare. Il dottor Danco sapeva che Kyle era un professionista. E, come avevo gi� spiegato a Deborah, il suo obiettivo era trasformare la vittima in un vegetale urlante. Perci�</p><p>Aprii gli occhi. �Deb�, dissi. Lei mi guard�. �Ti sembrer� strano� ma c�� qualche speranza.�</p><p>�Sputa�, fece.</p><p>�� solo un�ipotesi�, dichiarai. �Per� credo che il dottor Demente risparmier� Kyle per un po�, prima di agire su di lui.�</p><p>Deb aggrott� le sopracciglia. �Perch� dovrebbe?�</p><p>�Per farlo durare di pi� e per indebolirlo. Kyle sa che cosa lo aspetta. � preparato. E ora immagino che l�abbia sdraiato nell�oscurit�, mani e piedi legati, per lasciar lavorare la sua immaginazione. E quindi�, aggiunsi, �credo che ci sar� un�altra vittima prima di lui. Il tipo scomparso. Cos� Kyle sentir� tutto� le seghe, gli scalpelli, i lamenti e i sussurri. Persino l�odore. E sapr� che capiter� anche a lui, ma non sapr� quando. Sar� mezzo impazzito prima ancora che gli stacchi un�unghia.�</p><p>�Ges��, mormor� Deborah. �E questo � il tuo concetto di speranza?�</p><p>�Certo. E ci d� un margine di tempo per trovarlo.�</p><p>�Ges��, ripet� lei.</p><p>�Potrei sbagliarmi�, la misi in guardia.</p><p>Deb guard� fuori dalla finestra. �Non ti sbagliare, Dex. Non stavolta.�</p><p>Scossi la testa. Non sarebbe stato per nulla divertente. Mi venivano in mente soltanto due possibili piste e per entrambe bisognava aspettare la mattina. Mi guardai intorno alla ricerca di un orologio. Secondo il videoregistratore erano le 12.00. Le 12.00. Le 12.00. �Hai un orologio?� domandai.</p><p>�Che cosa te ne fai?� chiese Deborah contrariata.</p><p>�Voglio sapere che ore sono�, dissi. �Di solito servono a quello.�</p><p>�Che cazzo ti cambia?� chiese lei.</p><p>�Deborah! Ora abbiamo molto poco su cui lavorare. Dobbiamo tornare indietro di qualche passo e fare tutto il lavoro di routine che Chutsky ha impedito di svolgere al dipartimento. Fortunatamente, puoi usare il tuo distintivo per andare in giro a fare domande. Ma dobbiamo aspettare il mattino.�</p><p>�Merda�, fece. �Odio aspettare.�</p><p>�Su, su�, la consolai. Deborah mi guard� acida, ma non disse nulla.</p><p>Neanche a me piaceva aspettare, per� ultimamente non avevo fatto altro e forse ora mi riusciva pi� facile. In ogni caso, tirammo l�alba dormicchiando sulle sedie. Poi, dato che negli ultimi tempi il pi� casalingo dei due ero io, preparai il caff� per entrambi. Una tazza per volta, visto che la caffettiera di Deborah era di quelle singole, fatte per gente che non si aspetta di avere una gran vita sociale. In frigo non c�era nulla che fosse almeno lontanamente commestibile, se non per un cane randagio. Davvero seccante: Dexter � un ragazzo in salute e con un elevato metabolismo; per lui affrontare una giornata impegnativa a stomaco vuoto non � un�ottima prospettiva. D�accordo, la famiglia viene prima, ma non si pu� aspettare dopo colazione?</p><p>Ah, be�. Il Devoto Dexter si sacrifica ancora una volta. E per pura nobilt� di spirito, senza aspettarsi nessun ringraziamento. Si fa quel che si deve.</p></section><section><title><p>15</p></title><p>Il dottor Mark Spielman era un uomo robusto che somigliava pi� a un giocatore di football a riposo che a un medico del pronto soccorso. Era lui di turno quando l�ambulanza aveva trasportato la Cosa al Jackson Memorial Hospital, e non ne era affatto felice.</p><p>�Se mai mi capitasse di rivedere qualcosa del genere�, ci disse, �andrei in pensione e mi metterei ad allevare bassotti.� Scosse il capo. �Voi sapete com�� il pronto soccorso qui al Jackson. � uno dei pi� affollati. Qui approdano i casi pi� folli di questa citt�, che gi� � una delle pi� folli del mondo. Ma questo�� Spielman diede due colpi sul tavolo della saletta verde pallido riservata al personale �� � un�altra faccenda�, aggiunse.</p><p>�Qual � la prognosi?� domand� Deborah e lui la guard� severo.</p><p>�Mi prende in giro? Non c�� nessuna prognosi e non ci sar� mai. Dal punto di vista fisico, non si pu� fare altro se non mantenerlo in vita, se cos� possiamo chiamarla. Sul piano mentale�� Apr� le mani e le lasci� ricadere sul tavolo. �Non sono uno strizzacervelli, ma mi pare che a quell�essere non sia rimasto pi� nulla: non avr� pi� un barlume di lucidit�, mai pi�. La sua unica speranza � restare sotto l�effetto dei farmaci tanto da non sapere pi� chi � finch� non muore. Cosa che ci auguriamo gli accada al pi� presto.� Guard� l�orologio, un bel Rolex. �Ne avete ancora per molto? Sono in servizio, sapete.�</p><p>�C�erano tracce di droga nel sangue?� chiese Deborah.</p><p>Spielman sbuff�. �Diamine. Il suo sangue era un cocktail di psicofarmaci. Mai visto un miscuglio del genere. Tutti studiati per tenerlo sveglio, ma nello stesso tempo togliergli la sensibilit� al dolore, in modo che il trauma delle amputazioni multiple non lo uccidesse.�</p><p>�I tagli presentavano segni particolari?� domandai.</p><p>�Quel tipo ha una certa pratica�, disse Spielman. �Sono stati effettuati tutti con un�ottima padronanza della tecnica. Ma avrebbe potuto insegnargliela qualsiasi scuola al mondo.� Sospir� e un sorriso mortificato gli attravers� la faccia. �Alcuni erano gi� cicatrizzati.�</p><p>�E questo quanto tempo ci d�?� chiese Deborah.</p><p>Spielman alz� le spalle. �Dalle quattro alle sei settimane�, fece. �Per smembrare chirurgicamente un uomo ci vorr� massimo un mese, un pezzo dopo l�altro. Non riesco a immaginare niente di pi� terribile.�</p><p>�Lo fa davanti a uno specchio�, precisai, comprensivo come sempre. �Cos� la vittima � obbligata a guardare.�</p><p>Spielman sembrava sconvolto. �Mio Dio�, sussurr�. Rimase seduto ancora un minuto, poi ripet�: �Oh, mio Dio�. Infine scosse il capo e guard� di nuovo il Rolex. �Sentite, mi piacerebbe aiutarvi, ma questo 腻 Allarg� le braccia e le lasci� ricadere sul tavolo. �Non credo di potervi essere di grande aiuto. Almeno non vi faccio perdere altro tempo qui. Quel signor, uh� Chesney?�</p><p>�Chutsky�, lo corresse Deborah.</p><p>�S�, proprio lui. Mi ha chiamato per chiedermi di fare un�identificazione mediante scansione della retina presso� uhm� un certo database in Virginia.� Alz� un sopracciglio e contrasse le labbra. �Comunque, ho ricevuto ieri un fax con l�identificazione della vittima. Ve lo prendo.� Si alz� e scomparve in corridoio. Torn� un attimo dopo con un foglio di carta. �Ecco qua. Nome: Manuel Borges. Originario del Salvador. Lavora nel ramo delle importazioni.� Mise il foglio davanti a Deborah. �So che � ben poca cosa, ma credetemi, � tutto. L�aspetto che ha�� Si strinse nelle spalle. �Non credo che ve ne facciate molto.�</p><p>Dal soffitto un piccolo altoparlante borbott� qualcosa che poteva anche provenire da un programma tiv�. Spielman alz� la testa, aggrott� le sopracciglia e disse: �Devo andare. Spero che lo prendiate�. Si precipit� in corridoio cos� rapidamente che il fax sul tavolo svolazz�.</p><p>Guardai Deborah. Il fatto che avessimo scoperto il nome della vittima non era bastato a incoraggiarla. �Be��, esordii, �so che non � molto.�</p><p>Lei scosse la testa. �<emphasis>Non � molto </emphasis>sarebbe gi� un grande progresso. Questo � <emphasis>niente</emphasis>� Guard� il fax, lo lesse una volta. �Salvador. Legato a una specie di organizzazione chiamata FLANGE.�</p><p>�Che stava dalla nostra parte�, spiegai.</p><p>Lei mi guard�.</p><p>�Era la fazione appoggiata dagli Stati Uniti. L�ho letto su Internet.�</p><p>�Splendido. Cos� abbiamo scoperto qualcosa che sapevamo gi�.� Deborah si alz� e si diresse alla porta. Non era veloce quanto il dottor Spielman, ma quel che bastava a farsi correre dietro fino al parcheggio.</p><p>Deborah guidava rapida e silenziosa, con la mascella serrata, alla volta della piccola abitazione sulla North West 4<sup>th</sup> Street, dove tutto aveva avuto inizio. Ovviamente il nastro giallo non c�era pi�; Deb parcheggi� a casaccio, come fanno i poliziotti, e scese dalla macchina. La seguii lungo il breve vialetto che portava dalla casa accanto a quella in cui avevamo trovato il fermaporta vivente. Deborah suon� il campanello, sempre in silenzio, e un attimo dopo la porta si apr�. Un uomo sulla cinquantina, con gli occhiali dalla montatura dorata e una <emphasis>guayabera </emphasis>marroncina, ci guard� interrogativo.</p><p>�Dobbiamo parlare con Ariel Medina�, disse Deborah, mostrando il distintivo.</p><p>�Mia madre sta dormendo�, rispose.</p><p>�� urgente�, insist� lei.</p><p>L�uomo guard� prima Debs, poi me. �Solo un momento�, fece. Chiuse la porta. Deborah rimase a fissarla. I muscoli della sua mascella restarono tesi per un paio di minuti, finch� l�uomo non torn� e disse: �Avanti�.</p><p>Lo seguimmo in una stanzetta buia piena di dozzine di altarini con oggetti religiosi e foto incorniciate. Ariel, la signora anziana che aveva scoperto la cosa della porta accanto e pianto sulla spalla di Deb, sedeva su un grande divano imbottito con centrini sullo schienale e sui braccioli. Quando vide Deborah esclam�: �Aaahhh�, e si alz� ad abbracciarla. Mia sorella, che a dire il vero un <emphasis>abrazo </emphasis>dalla vecchia signora cubana se lo poteva aspettare, dapprima si irrigid�, poi lo ricambi� goffamente, dandole qualche pacca sulla schiena. Si stacc� non appena ci riusc�, con discrezione. Ariel torn� a sedersi sul divano e tocc� il cuscino che aveva accanto. Deb si sedette.</p><p>La vecchia signora si lanci� in un discorso torrenziale tutto in spagnolo. Io un po� lo parlo e spesso riesco anche a capire il cubano, ma del soliloquio di Ariel afferravo una parola su dieci. Deborah mi guard� disperata. Per chiss� quale ragione velleitaria, a scuola aveva scelto di studiare il francese e per quanto la riguardava la donna avrebbe potuto benissimo parlare l�etrusco arcaico.</p><p>�<emphasis>Por favor, se�ora</emphasis>�, mi intromisi. �<emphasis>Mi hermana no habla espa�ol.</emphasis>�</p><p>�Ah?� Ariel guard� Deborah con molto meno entusiasmo e scosse la testa. �L�zaro!� Arriv� il figlio che, mentre lei riassumeva il suo monologo quasi ininterrotto, cominci� a tradurlo per Deb. �Sono arrivata qui nel 1962 da Santiago di Cuba�, spieg� L�zaro al posto di sua madre. �Sotto Batista ho visto cose terribili. Gente che spariva. Poi � venuto Castro e per un po� ho sperato.� Scosse il capo e allarg� le braccia. �Credeteci o no, ma � quello che pensavamo allora. Che le cose potevano cambiare. Invece era lo stesso. Anzi, peggio. Cos� sono venuta qui. Negli Stati Uniti. Perch� qui la gente non scompare. Non viene fucilata per strada o torturata. O almeno cos� pensavo. Invece ecco.� Indic� la casa accanto.</p><p>�Ho bisogno di farle alcune domande�, la interruppe Deborah e L�zaro tradusse.</p><p>Ariel si limit� ad annuire e prosegu� col suo interessante sproloquio. �Anche con Castro, non hanno mai fatto una cosa del genere. Certo, loro uccidono la gente. O ti sbattono all�isola di Pines. Ma non fanno cose del genere. Non a Cuba. Solo in America�, disse.</p><p>�Ha mai visto l�uomo della casa accanto?� volle sapere Deborah. �L�uomo che ha fatto quelle cose?�</p><p>Ariel studi� Deborah per un po�.</p><p>�Devo saperlo�, insist� Deb. �Potrebbe toccare a un altro, se non lo prendiamo.�</p><p>�Perch� sei tu a chiedermelo?� disse Ariel tramite suo figlio. �Questo non � lavoro per te. Una donna bella come te dovrebbe avere un marito. Una famiglia.�</p><p>�<emphasis>El victimo proximo es el novio de mi hermana</emphasis>�, intervenni. La prossima vittima sar� il fidanzato di mia sorella.</p><p>Deborah mi lanci� un�occhiata, ma Ariel esclam�: �Aaahhh�, schiocc� la lingua e annu�. �Non so che cosa posso dirti. L�uomo l�ho visto, forse due volte.� Alz� le spalle e Deborah si protese impaziente. �Sempre di notte e mai da vicino. Che so, era basso, molto basso. E magro. Con grossi occhiali. Altro, non so. Non usciva mai, era molto tranquillo. Ogni tanto sentivamo della musica.� Sorrise appena un po� e disse: �Tito Puente�. Anche se non ce n�era bisogno, L�zaro ripet�: �Tito Puente�.</p><p>�Ah�, feci, e tutti mi guardarono. �Per coprire il rumore�, osservai, un po� intimidito dato che ero al centro dell�attenzione.</p><p>�Aveva una macchina?� chiese Deborah e Ariel aggrott� le sopracciglia.</p><p>�Un furgone�, rispose. �Guidava un vecchio furgone bianco senza finestrini. Era molto pulito, ma pieno di macchie di ruggine e di ammaccature. Non l�ho visto molte volte� di solito lo teneva in garage.�</p><p>�Immagino che non avr� visto la targa�, le chiesi e la signora mi guard�.</p><p>�Invece s�, rispose tramite il figlio, alzando la mano. �Non ho preso il numero, quello succede solo nei vecchi film. Ma so che era una targa della Florida. Era quella gialla con l�immagine del bambino�, poi si interruppe e mi guard� perch� stavo ridacchiando. Certo non era bello n� mi capitava sovente, ma stavo ridacchiando e non riuscivo a farne a meno.</p><p>Anche Deborah mi fiss�. �Che cosa c�� di cos� dannatamente divertente?� mi chiese.</p><p>�La targa�, risposi. �Scusami, Debs� Cristo, lo sai com�� fatta la targa gialla della Florida? Il pensiero che quel tipo ne abbia una e faccia quello che sappiamo�� Deglutii tentando di smetterla e mi ci volle tutto il mio self-control.</p><p>�D�accordo, dannazione, che cos�ha quella targa di cos� divertente?�</p><p>�� una di quelle speciali, Deb�, spiegai. �Di quelle con la scritta SCEGLI LA VITA.�</p><p>E poi mi immaginai il dottor Danco trascinarci sopra le sue vittime recalcitranti, riempirle di medicinali e tagliarle alla perfezione in modo da lasciarle ancora vive. Purtroppo mi venne di nuovo da ridere. �Scegli la vita�, ripetei.</p><p>Quel tipo dovevo conoscerlo, assolutamente.</p><empty-line/><p>Tornammo alla macchina in silenzio. Deborah entr� e chiam� il capitano Matthews per trasmettergli la descrizione del furgone. Lui disse che forse avrebbe fatto scattare l�allarme. Mentre Debs parlava, io mi guardavo intorno. Cortili ben curati, molti pieni di sassi colorati. Qualche bici da bambino legata al porticato e l�Orange Bowl sullo sfondo. Il quartiere ideale per vivere, lavorare, metter su famiglia� o fare qualcuno a pezzettini.</p><p>�Sali�, mi ordin� Deborah, interrompendo la mia fantasticheria agreste. Ubbidii e ce ne andammo. A un tratto, mentre eravamo fermi a un semaforo, Deb mi lanci� un�occhiata e disse: �Hai scelto proprio un bel momento per metterti a ridere�.</p><p>�Davvero, Deb. Questo � il primo indizio che abbiamo sulla personalit� del nostro uomo. Sappiamo che � dotato di senso dello humour. Per me � un gran passo avanti.�</p><p>�Sicuro. Magari lo peschiamo in un locale di cabaret.�</p><p>�Lo troveremo, Deb�, dichiarai, anche se nessuno dei due ci credeva veramente.</p><p>Lei si limit� a grugnire. Quando venne il verde premette forte sull�acceleratore, quasi volesse schiacciare un serpente velenoso.</p><p>Ci facemmo largo nel traffico, diretti a casa sua. L�ora di punta mattutina stava terminando. Nell�angolo tra la Flagler e la 34<sup>th</sup>, un�auto era salita sul marciapiede ed era finita contro un palo della luce, davanti a una chiesa. Un poliziotto si era messo in mezzo a due autisti che gridavano l�uno contro l�altro. Una ragazzina sedeva in lacrime sul marciapiede. Ah, gli incantevoli ritmi di un�altra magica e paradisiaca giornata!</p><p>Poco dopo svoltammo in Medina e Deborah parcheggi� la macchina nel vialetto accanto alla mia. Spense il motore e per un istante, mentre si raffreddava, restammo entrambi in silenzio. �Merda�, mormor�.</p><p>�Concordo.�</p><p>�E adesso cosa facciamo?� chiese.</p><p>�Dormiamo�, risposi. �Sono troppo stanco per riuscire a pensare.�</p><p>Deborah batt� i pugni sul volante. �Come faccio a dormire, Dexter? Quando so che Kyle 腻 Li batt� un�altra volta. �Merda�, ripet�.</p><p>�Il furgone salter� fuori, Deb. Lo sai. Il database individuer� tutti i furgoni bianchi targati SCEGLI LA VITA e con un allarme generale di mezzo � soltanto una questione di tempo.�</p><p>�Kyle non ha tempo.�</p><p>�Gli esseri umani hanno bisogno di dormire, Debs�, ribadii. �E anch�io.�</p><p>Il furgone di un corriere gir� l�angolo e si arrest� con un rumore sordo davanti a casa sua. Il guidatore scese con un pacchettino in mano e si avvicin� alla porta. Deb disse un�altra volta �merda� e scese dalla macchina per andare a prendere il pacco.</p><p>Chiusi gli occhi e rimasi cos� per un po�, come faccio quando sono troppo stanco per pensare. Sembrava davvero fatica sprecata: non mi veniva in mente nulla, oltre a chiedermi dove avevo lasciato le mie scarpe da ginnastica. Il che, visto che il mio senso dell�umorismo era ancora in folle, mi sembr� buffo. Con somma sorpresa udii una debole eco provenire dal Passeggero Oscuro. <emphasis>Perch� ti diverte? </emphasis>gli chiesi. <emphasis>Perch� ho dimenticato le scarpe a casa di Rita? </emphasis>Naturalmente non rispose. Forse era ancora l� che mi teneva il muso, povero. Per� aveva riso. <emphasis>C�� qualcos�altro che ti sembra cos� ridicolo? </emphasis>domandai. Di nuovo non ci fu risposta, soltanto un lieve senso di attesa e di desiderio.</p><p>Il furgone del corriere si allontan� rumorosamente. Proprio mentre stavo per sbadigliare e stiracchiarmi, decretando sospesa l�attivit� dei miei strabilianti poteri mentali, sentii una specie di lamento nauseato. Spalancai gli occhi e vidi Deborah fare un passo avanti barcollando e poi accasciarsi sul vialetto. Uscii dalla macchina e le corsi incontro.</p><p>�Deb?� dissi. �Che c��?�</p><p>Lei lasci� cadere il pacchetto e si nascose la faccia tra le mani, emettendo rumori ancora pi� sgradevoli. Mi accovacciai accanto a lei e presi il pacchetto. Era una scatola piccola, delle dimensioni di un orologio. Guardai dal lato aperto. Dentro c�era un astuccio con la cerniera. E dentro l�astuccio un dito.</p><p>Con un grosso e luminoso diamante da mignolo.</p></section><section><title><p>16</p></title><p>Stavolta per tranquillizzare Deborah non bastava darle qualche colpetto sulla spalla e dire �Su, su�. Dovetti costringerla a bere una sorsata di liquore alla menta. Sapevo che aveva bisogno di un aiuto chimico per rilassarsi e magari dormire, ma la medicina pi� forte che aveva era il Tylenol, e inoltre Debs non era nemmeno una bevitrice. Alla fine trovai la bottiglia di amaro sotto il lavabo della cucina e gliene feci trangugiare un bicchiere, dopo essermi accertato che non si trattasse di sturalavandini. In realt�, a sentire il sapore, avrebbe anche potuto esserlo. Tremava tutta e quasi lo vomit�, ma alla fine lo mand� gi�. Era troppo distrutta e intontita per rifiutarsi.</p><p>Non appena croll� sulla sedia, buttai qualche suo abito di ricambio in una borsa della spesa e la posai davanti all�ingresso. Debs guard� prima la borsa e poi me. �Che cosa fai?� borbott�. Aveva la voce impastata e sembrava non importarle della risposta.</p><p>�Starai da me qualche giorno�, spiegai.</p><p>�Non mi va�, protest�.</p><p>�Pazienza�, risposi. �Ci verrai lo stesso.�</p><p>Spost� lo sguardo sul sacchetto di vestiti davanti alla porta. �Perch�?�</p><p>Le andai vicino e mi accovacciai accanto alla sua sedia. �Deborah. Lui sa chi sei e dove stai. Cerchiamo di metterlo in difficolt�, almeno un po�� Non ti pare?�</p><p>Lei riprese a tremare, ma non disse nulla mentre la aiutavo ad alzarsi e uscire. Dopo mezz�ora e un�altra sorsata di liquore alla menta, Deb era nel mio letto che russava leggermente. Le lasciai un biglietto con scritto di chiamarmi al risveglio, poi presi il suo pacco sorpresa e andai al lavoro.</p><p>Non mi aspettavo di trovare l�indizio decisivo analizzando il dito in laboratorio, ma dato che il mio mestiere � fare perizie, mi sembr� opportuno dargli uno sguardo da professionista. Poich� sono una persona che mantiene i propri impegni, mi fermai lungo la strada a comprare le ciambelle. Mentre mi dirigevo al mio cubicolo al secondo piano, Vince Masuoka arrivava in corridoio dalla parte opposta. Mi inchinai umilmente, sollevando la borsa. �Salve, Sensei�, lo salutai. �Porto doni.�</p><p>�Salve, Cavalletta�, rispose. �Esiste una dimensione chiamata tempo. Immagino che i suoi misteri ti siano sconosciuti.� Indic� l�orologio da polso. �Sto andando a pranzo e tu mi porti la colazione?�</p><p>�Meglio tardi che mai�, replicai, ma lui scosse la testa.</p><p>�Nah�, disse. �Ora il mio stomaco reclama qualcosa di diverso. Vado a prendermi un po� di <emphasis>ropa vieja </emphasis>e <emphasis>pl�tanos.</emphasis>�</p><p>�Offri un dito�, replicai, �e ti prendono il braccio.�</p><p>Vince sollev� un sopracciglio.</p><p>Io gli porsi il pacchetto di Deb. �Hai mezz�ora di tempo prima di pranzo?�</p><p>Lui guard� la scatoletta. �Non credo di volerla aprire a stomaco vuoto, che dici?� obiett�.</p><p>�Be�, allora che ne pensi di una ciambella?�</p><p>Ci volle pi� di mezz�ora, ma quando Vince and� a mangiare capimmo che non c�era nulla da imparare dal dito di Kyle. Il taglio era estremamente pulito e professionale, effettuato con uno strumento cos� affilato da non lasciare tracce sulla ferita. Sotto l�unghia non c�era nulla, a parte un po� di sporcizia che poteva provenire da qualunque posto. Tolsi l�anello ma non trovammo fili, n� capelli o campioni di tessuto. Kyle non doveva esser riuscito a incidervi un indirizzo o un numero di telefono. Il suo gruppo sanguigno era AB positivo.</p><p>Misi il dito in frigorifero e mi infilai in tasca l�anello. Non era proprio la procedura standard, ma ero quasi certo che Deborah l�avrebbe voluto, se non fossimo riusciti a salvare Kyle. Da come andavano le cose, forse l�avremmo riavuto per posta, un pezzo alla volta. Si sa, non sono un sentimentale, ma non credo che la prospettiva avrebbe riscaldato il cuore a mia sorella.</p><p>In quel momento ero davvero stanco e, dato che Debs non aveva ancora chiamato, mi sentii in diritto di tornare a casa a schiacciare un pisolino. Non appena salii in auto attacc� il temporale pomeridiano. Tirai dritto per LeJeune in mezzo al poco traffico e arrivai a destinazione dopo essermi preso, strano a dirsi, un unico insulto. Corsi dentro sotto la pioggia. Deborah non c�era. Aveva scarabocchiato su un post-it che avrebbe chiamato pi� tardi. Ne fui sollevato: non mi rallegrava il pensiero di riposare sul mio divano sottodimensionato. Mi buttai sul letto e dormii senza interruzioni fino alle sei del pomeriggio.</p><p>Naturalmente, anche quella possente macchina che � il mio corpo ha bisogno di qualche cura: quando mi sdraiai a letto ebbi la sensazione di aver finito il carburante. Quella lunga notte senza dormire, la colazione saltata, lo stato di angoscia e di tensione nel cercare qualcosa da dire a Deborah tipo �Su, su�� Tutto aveva il suo prezzo. Mi sentivo come se qualcuno fosse entrato di soppiatto e mi avesse ficcato la testa in un sacco di sabbia sporca, con tanto di cicche di sigaretta e tappi di birra.</p><p>C�era soltanto un modo per uscirne, ed era un po� di esercizio. Ma quando decisi che ci� di cui avevo davvero bisogno erano tre o quattro chilometri di corsa, mi ricordai che avevo perso le scarpe. Non erano al loro solito posto accanto alla porta, n� in macchina. Siamo a Miami, e poteva anche darsi che qualcuno fosse entrato nel mio appartamento e le avesse rubate; dopotutto erano un bel paio di New Balance. Ma era molto pi� probabile che le avessi lasciate da Rita. Per me, decidere significa agire. Tornai alla macchina e partii verso casa sua.</p><p>Aveva smesso di piovere da un po�, in genere non dura pi� di un�ora, e le strade erano di nuovo asciutte e piene della solita allegra folla omicida. La mia gente. La Taurus marrone comparve dietro di me sul Sunset e mi segu� per tutto il viaggio. Era bello vedere Doakes tornare al lavoro. Mi ero sentito un po� trascurato. Mentre bussavo, lui parcheggi� dall�altra parte della strada, come al solito. Aveva appena spento il motore quando Rita apr� la porta. �Be��, esclam�. �Che sorpresa!� Avvicin� il viso in attesa di un bacio.</p><p>Glielo diedi con la lingua, tanto per dare un contentino al sergente Doakes. �Non saprei dirtelo diversamente�, feci, �ma sono venuto per le mie scarpe da ginnastica.�</p><p>Rita sorrise. �Veramente, io ho appena messo le mie. Ti va se andiamo a farci una sudata insieme?� E mi spalanc� la porta.</p><p>�Oggi non ho ricevuto invito migliore�, risposi.</p><p>Trovai le mie scarpe in garage accanto alla lavatrice, assieme a un paio di pantaloncini e a una maglietta senza maniche, lavati e pronti all�uso. Andai in bagno a cambiarmi e lasciai i miei abiti da lavoro ben piegati sul water. Dopo pochi minuti io e Rita correvamo insieme intorno all�isolato. Quando passammo davanti al sergente Doakes, lo salutai. Al fondo della strada svoltammo a destra e poi girammo intorno al parco l� vicino. Non era la prima volta che correvamo insieme, avevamo calcolato che il percorso era lungo quasi cinque chilometri e ognuno si era abituato al ritmo dell�altro. Cos�, circa mezz�ora pi� tardi, ci ritrovammo davanti alla porta della casa di Rita, sudati e ancora una volta desiderosi di scoprire ci� che ci riservava un�altra serata di vita sul Pianeta Terra.</p><p>�Se non ti spiace, faccio la doccia per prima�, disse lei. �Cos� mentre ti lavi posso preparare la cena.�</p><p>�Come no�, risposi. �Nel frattempo resto qui fuori a gocciolare.�</p><p>Rita sorrise. �Ti offro una birra�, disse. Me la port� dopo poco, poi rientr� e chiuse la porta. Gli ultimi giorni erano stati caotici e avevano sconvolto le mie abitudini, tanto che apprezzai quel momento di pura contemplazione, seduto tranquillo a bere una birra mentre da qualche parte in citt� Chutsky si stava sbarazzando delle parti superflue. La vita mi turbinava attorno e con essa gli strangolamenti, le coltellate, gli smembramenti, ma nel Dominio di Dexter era arrivato il Momento Miller. Sollevai la lattina alla salute del sergente Doakes.</p><p>Da qualche parte in casa sentii del trambusto. Strilli e urla, neanche Rita avesse scoperto i Beatles chiusi nel suo bagno. Poi la porta d�ingresso si spalanc� e Rita mi afferr� per il collo rischiando di strozzarmi. Lasciai cadere la birra e ansimai in cerca d�ossigeno. �Cosa? Cos�ho fatto?� domandai. Dentro c�erano Astor e Cody che guardavano la scena. �Mi dispiace davvero, non succeder� pi��, aggiunsi, ma Rita continuava a stringere.</p><p>�Oh, Dexter�, mormor� tra le lacrime.</p><p>Astor mi sorrise, con le mani giunte sotto il mento. Cody si limitava a guardare e annuire.</p><p>�Oh, Dexter�, ripet� Rita.</p><p>�Per favore�, dissi, lottando disperatamente per avere un po� d�aria, �giuro che � stato un incidente e che non � stata colpa mia. Che cosa ho fatto?�</p><p>Finalmente Rita rallent� la sua stretta mortale. �Oh, Dexter�, disse una terza volta, accarezzandomi la faccia e sorridendo radiosa tra le lacrime. �Oh, <emphasis>proprio tu</emphasis>!� esclam�, anche se per la verit� in quel momento non mi sentivo cos� me stesso. �Mi spiace, non l�ho fatto apposta�, fece, stavolta tirando su col naso. �Spero che tu non avessi organizzato niente di speciale.�</p><p>�Rita. Per piacere. Che cosa succede?�</p><p>Il suo sorriso si fece sempre pi� grande. �Oh, Dexter. Davvero io� era solo� Astor aveva bisogno di usare il water e quando ha spostato i tuoi vestiti, � caduto per terra e� Oh, Dexter, � bellissimo!� Ormai aveva detto cos� tante volte �Oh, Dexter� che cominciavo a credere di essere irlandese, ma continuavo a non capire che cosa stesse capitando.</p><p>Poi Rita alz� la mano. La sinistra. Che ora portava all�anulare un enorme anello di diamanti.</p><p>L�anello di Chutsky.</p><p>�Oh, Dexter�, ripet� di nuovo e poi nascose la testa sulla mia spalla. �S� s� s�! Oh, mi hai resa cos� felice!�</p><p>�Bene�, fece Cody sottovoce.</p><p>Dopo quello, che altro si pu� dire, se non fare le congratulazioni?</p><p>Il resto della serata trascorse tra momenti di incredula confusione e la Miller Light. Sapevo molto bene che per riportare Rita a terra sarebbe bastato usare la logica e trovare le parole adatte per farle capire che a dire il vero la mia non era una proposta. Cos� ci saremmo fatti entrambi una risata e augurati la buona notte. Eppure, pi� mi sforzavo di trovare quella frase, meno mi veniva in mente. Mi sorpresi a pensare che forse un�altra birra mi avrebbe spalancato le porte della percezione. Dopo l�ennesima lattina Rita scese al negozio all�angolo e compr� una bottiglia di champagne. Lo bevemmo e fummo tutti e due cos� allegri che a una cosa ne segu� un�altra e non so come finii di nuovo nel suo letto, testimone di fatti incredibilmente improbabili e indecenti.</p><p>Di nuovo, mentre scivolavo in un sonno incredulo e stordito, mi sorpresi a domandarmi: <emphasis>Perch� queste cose terribili capitano sempre a me?</emphasis></p><empty-line/><p>Non � mai molto piacevole svegliarsi dopo una notte del genere. Ma svegliarsi nel mezzo della notte pensando: <emphasis>Oddio� Deborah! </emphasis>� ancora peggio. Potreste pensare che mi sentissi in colpa o che mi preoccupassi per aver abbandonato qualcuno che dipendeva da me. Niente di pi� sbagliato. Come ho gi� detto, io non provo emozioni. Per� conosco la paura e l�idea della possibile arrabbiatura di Deborah mi fece scattare.</p><p>Mi vestii rapidamente e riuscii a saltare in macchina senza svegliare nessuno. Il sergente Doakes non era pi� al suo posto dall�altra parte della strada. Era bello sapere che anche lui, ogni tanto, doveva dormire. O forse aveva pensato che due fidanzati novelli avessero bisogno di un po� di intimit�. In realt�, conoscendolo, ne dubitavo fortemente. Era pi� probabile che l�avessero eletto papa e fosse in viaggio per il Vaticano.</p><p>Tornai velocemente a casa e controllai la segreteria. C�era un messaggio automatico che insisteva per farmi comprare un nuovo set di pneumatici prima che fosse troppo tardi, cosa che trovai decisamente di cattivo gusto, ma non c�erano messaggi di Deb. Mi preparai il caff� e aspettai il rumore del giornale poggiato contro la porta. Quel mattino mi sembrava tutto cos� surreale� e non solo per i postumi dello champagne. Dunque ero fidanzato. Buono a sapersi. Avrei voluto prendermela con me stesso e chiedermi spiegazioni. Ma la verit� era che, purtroppo, non avevo fatto niente di male: ero ammantato di virt� e di zelo. E poi non avevo fatto nulla di vistosamente stupido, anzi. Avevo condotto una vita nobile ed esemplare: mi ero preoccupato di me, ma avevo anche cercato di aiutare mia sorella a salvare il fidanzato, avevo fatto esercizio fisico e mangiato tonnellate di verdure e per giunta non avevo fatto nessun mostro a pezzettini. Per�, non so come, questo comportamento gentile e irreprensibile mi si era ritorto contro e mi aveva azzannato le chiappe. Le buone azioni non restano mai impunite, diceva sempre Harry.</p><p>E adesso che cosa mi restava da fare? Di sicuro Rita sarebbe tornata in s�. Dico sul serio: perch� <emphasis>io</emphasis>? A chi poteva venire in mente di sposare proprio <emphasis>me</emphasis>? Dovevano esserci alternative migliori, tipo farsi suora o fare la volontaria nel Terzo Mondo. Voglio dire, stiamo parlando di Dexter. In una citt� grande come Miami, possibile che non riuscisse a trovare qualcuno che fosse almeno umano? E poi cos�era questa fretta di risposarsi a tutti i costi? Nonostante il primo tentativo fosse andato malissimo, sembrava che Rita volesse provarci un�altra volta. Possibile che le donne siano cos� affamate di matrimonio?</p><p>Naturalmente bisognava pensare ai bambini. Il buon senso diceva che avevano bisogno di un padre. In effetti qualcosa di vero doveva esserci, altrimenti chi sarei diventato io senza Harry? Astor e Cody mi erano sembrati molto contenti. Anche se avessi spiegato a Rita che c�era stato un buffo equivoco, i ragazzi avrebbero capito?</p><p>Ero alla seconda tazza di caff�, quando arriv� il giornale. Diedi un�occhiata alle prime pagine e scoprii con sollievo che praticamente ovunque capitavano cose brutte. Almeno il resto del mondo non era impazzito.</p><p>Alle sette pensai che fosse opportuno chiamare Deborah sul cellulare. Non rispose. Lasciai un messaggio e dopo un quarto d�ora lei mi richiam�.</p><p>�Buon giorno, sorellina�, dissi e mi stupii di come riuscissi ad apparire allegro. �Hai dormito?�</p><p>�Un pochino�, mugugn� lei. �Ieri mi sono svegliata verso le quattro. Ho rintracciato la provenienza del pacchetto: un posto a Hialeah. Ho girato quasi tutta la notte nella zona in cerca del furgone bianco.�</p><p>�Se ha lasciato il pacco a Hialeah, forse veniva da Key West�, osservai.</p><p>�Lo so, dannazione�, sbott� lei. �Ma che altro potevo fare, cazzo!�</p><p>�Non so�, ammisi. �Comunque il tipo da Washington non doveva arrivare oggi?�</p><p>�Di lui non sappiamo niente�, fece Debs. �Solo perch� Kyle � bravo, non � detto che questo lo sia altrettanto.�</p><p>Forse dimenticava che Kyle non si era mostrato cos� �bravo�, almeno in pubblico. Non aveva fatto proprio nulla, infatti, a parte farsi catturare e tagliare via un dito. Ma non mi sembr� molto opportuno commentare la sua bravura, cos� mi limitai a dire: �Dobbiamo almeno supporre che questo tipo sappia sulla faccenda qualcosa che noi non sappiamo�.</p><p>Deborah sbuff�. �Niente di pi� facile�, disse. �Ti chiamer� appena arriva.� Riattacc� e mi preparai per andare al lavoro.</p></section><section><title><p>17</p></title><p>Alle dodici e trenta Deb si avvicin� in silenzio al mio modesto rifugio fuori dal laboratorio analisi e mi lanci� una cassetta sulla scrivania. La guardai; non dava segni di contentezza, ma non era una novit�. �Viene dalla mia segreteria di casa�, disse. �Ascoltala.�</p><p>Aprii lo sportellino del mio stereo portatile e vi infilai la cassetta che Deb mi aveva lanciato. Premetti <emphasis>play</emphasis>: il nastro fischi� rumorosamente, poi una voce sconosciuta disse: �Sergente� uhm� Morgan. Giusto? Parla Dan Burdett da� uh� Kyle Chutsky mi ha detto di chiamarla. Sono all�aeroporto e telefono per darvi appuntamento al mio albergo, che 腻 Si sent� un fruscio, di sicuro aveva allontanato il cellulare dalla bocca, perch� la voce era pi� debole. �Come? Oh, ehi, perfetto. D�accordo, grazie.� La voce si fece di nuovo chiara. �Ho appena visto il vostro autista. Grazie per aver mandato qualcuno a prendermi. Bene, richiamer� dall�albergo.�</p><p>Deborah si avvicin� alla mia scrivania e spense lo stereo. �Non ho mandato nessuno a quel cazzo di aeroporto�, chiar�. �E neppure il capitano Matthews, ne sono sicura. Hai mandato tu qualcuno a quel cazzo di aeroporto, Dexter?�</p><p>�La mia limousine � senza benzina�, risposi.</p><p>�E allora <emphasis>merda</emphasis>!� esclam�, e io dovetti concordare con la sua analisi.</p><p>�Comunque�, osservai, �almeno abbiamo scoperto quanto � bravo il sostituto di Kyle.�</p><p>Deborah croll� sulla sedia pieghevole accanto alla mia scrivania. �Un coglione totale�, disse. �E Kyle 腻 Si morse un labbro senza finire la frase.</p><p>�Ne hai gi� parlato al capitano Matthews?� le chiesi. Lei scosse la testa. �Dobbiamo avvisarlo. Manderanno qualcun altro.�</p><p>�Come no, grandioso. Manderanno qualcun altro cos� bravo da arrivare fino al ritiro bagagli all�aeroporto. Merda, Dexter.�</p><p>�Eppure dobbiamo dirglielo, Debs�, cercai di farla ragionare. �Tra l�altro, chi sono <emphasis>questi</emphasis>? Kyle non ti ha mai spiegato per chi lavora esattamente?�</p><p>Lei sospir�. �No. Scherzava sul fatto che lavorava per la OGA, ma non ho mai capito che cosa ci fosse di divertente.�</p><p>�Be�, chiunque siano, devono essere avvisati�, ribadii. Tolsi la cassetta dallo stereo e la posai sulla scrivania davanti a Deb. �Qualcosa potranno fare.�</p><p>Per un po� Deborah non si mosse. �Chiss� perch� ho come la sensazione che, mandando Burdett, l�abbiano gi� fatto�, comment�. Poi prese la cassetta e si trascin� fuori dal mio ufficio.</p><p>Stavo bevendo il caff� e digerendo il pranzo con l�aiuto di un enorme biscotto con scaglie di cioccolato, quando arriv� una chiamata per un omicidio nella zona di Miami Shores. Io e Angel Nessuna Parentela arrivammo sul posto in furgone.</p><p>Il corpo era stato rinvenuto nello scheletro di una casetta sul canale, sventrata in vista di una completa ristrutturazione. I lavori erano stati momentaneamente sospesi perch� il proprietario e l�appaltatore si erano fatti causa a vicenda. Due ragazzini che marinavano la scuola erano entrati di nascosto e avevano trovato il cadavere: era disteso su un pesante foglio di plastica posato su un pannello di compensato sostenuto da due cavalletti. Qualcuno aveva preso una sega elettrica e aveva mozzato di netto testa, gambe e braccia. Era stato lasciato tutto com�era, il tronco nel centro e i pezzi tagliati poco pi� in l�.</p><p>Nonostante i risolini del Passeggero Oscuro e le cupe amenit� che mi sussurrava all�orecchio, lo ricacciai dentro a schiattare di invidia e continuai a lavorare. Sicuramente c�erano parecchie macchie di sangue di cui occuparmi e ancora fresche. Forse avrei passato un�allegra ed efficiente giornata ad analizzarle, se non avessi sentito di sfuggita la conversazione tra un detective e l�agente in uniforme arrivato per primo sul luogo del delitto.</p><p>�Il portafogli era proprio accanto al corpo�, diceva l�agente Snyder. �Aveva una patente della Virginia intestata a Daniel Chester Burdett.�</p><p><emphasis>Oh, be�, allora</emphasis>, dissi all�allegra vocina che chiacchierava sul sedile posteriore del mio cervello. <emphasis>Questo sicuramente spiega molto, non � vero? </emphasis>Guardai il corpo un�altra volta. Anche se la testa e gli arti erano stati tranciati in modo rapido e selvaggio, l�ordine con cui erano stati sistemati mi sembr� vagamente familiare. Il Passeggero Oscuro me lo conferm� con una risatina. Era come se la distanza tra il corpo e le parti fosse stata misurata con precisione: l�intera presentazione sembrava quasi una lezione di anatomia. Le ossa del bacino erano staccate da quelle delle gambe.</p><p>�I due ragazzini che l�hanno trovato sono sull�autopattuglia�, disse Snyder al detective. Li guardai, chiedendomi come parlargli delle mie scoperte. Naturalmente potevo sbagliarmi, ma�</p><p>�Figlio di puttana�, sentii borbottare. Mi voltai e vidi Angel Nessuna Parentela accovacciato vicino al corpo. Stava di nuovo raccogliendo un pezzo di carta con le pinzette. Mi avvicinai a guardare.</p><p>Con una grafia chiara e sottile, qualcuno aveva scritto RETRO, poi ci aveva tirato una riga sopra. �In che senso <emphasis>retro</emphasis>?� domand� Angel. �Cosa significa?�</p><p>�� uno che sta seduto dietro una scrivania, nelle retrovie, e ordina ai veri soldati quello che devono fare�, gli spiegai.</p><p>Lui mi guard�. �Com�� che conosci queste merdate?� mi chiese.</p><p>�Vedo tanti film�, risposi.</p><p>Angel torn� a osservare il biglietto. �La grafia sembra la stessa�, osserv�.</p><p>�Come l�altro�, borbottai.</p><p>�Per� l�altro non era un vero omicidio�, fece. �Lo so, c�ero anch�io.�</p><p>Mi tirai su, sospirai e pensai com�era bello sentirsi nel giusto. �Neanche questo sarebbe dovuto esserlo�, dissi. Raggiunsi l�agente Snyder che stava parlando con il detective.</p><p>Era un uomo dalla testa a pera di nome Coulter, che sorseggiava Mountain Dew da una bottiglia di plastica e osservava il canale che scorreva in cortile. �Quanto pensi che possa valere un posto del genere?� chiese Snyder. �Su un canale come quello. A neanche due chilometri dalla baia, huh? Chiss� quanto. Mezzo milione? Di pi�?�</p><p>�Scusi, detective�, mi intromisi. �Credo che abbiamo per le mani una <emphasis>situazione.</emphasis>� Ho sempre sognato di dirlo, ma Coulter rimase indifferente.</p><p>�Una <emphasis>situazione</emphasis>? Per caso guardi <emphasis>CSI </emphasis>o simili?�</p><p>�Burdett � un agente federale�, risposi. �Deve contattare subito il capitano Matthews e avvisarlo.�</p><p>�<emphasis>Devo</emphasis>�, ripet� Coulter.</p><p>�Questo caso � collegato con un altro in cui ci hanno detto di non intervenire�, spiegai. �Sono arrivati da Washington e hanno ordinato al capitano di tirarsi indietro.�</p><p>Coulter bevve una sorsata dalla bottiglia. �E lui cosa ha fatto?�</p><p>�Ha calato le braghe.�</p><p>Il detective si volt� a guardare il corpo di Burdett. �Un federale�, brontol�. Poi osserv� la testa e gli arti tagliati e butt� gi� un altro sorso. Scosse il capo. �Questi ragazzi li mettono cos� sotto pressione che poi finiscono a pezzi.� Guard� fuori dalla finestra ed estrasse il cellulare.</p><p>Mentre Angel Nessuna Parentela stava rimettendo il suo kit nel furgone, Deborah arriv� sul posto, tre minuti prima del capitano Matthews. Sono ben lungi dal criticarlo: a differenza di Matthews, Deborah non si era spruzzata qualche goccia di Aramis per farsi bella e non aveva perso tempo aggiustandosi il nodo alla cravatta. Poco dopo giunse un�auto che ormai conoscevo meglio delle mie tasche: una Ford Taurus marrone, con il sergente Doakes al volante.</p><p>�Ehil�� ecco la banda al completo!� esclamai con allegria. L�agente Snyder mi guard� stranito, neanche avessi proposto di spogliarci e ballare nudi, mentre Coulter infil� l�indice nella sua bottiglia e and� incontro al capitano.</p><p>Deborah, che aveva visto la scena dal di fuori, aveva ordinato al collega di Snyder di spostare un po� pi� indietro il nastro giallo. Quando alla fine venne verso di me per parlarmi, ero giunto a una sorprendente conclusione. Era iniziato come un buffo capriccio, adesso per� era diventato una certezza. Passai davanti a una di quelle finestre, secondo Coulter costosissime, e guardai fuori, appoggiato al muro, rimuginando sull�idea. Per qualche motivo, il Passeggero Oscuro trov� la cosa molto divertente e mi fece da inquietante contrappunto. Alla fine capii che era l�unica conclusione possibile e mi sentii come se stessi per vendere segreti nucleari ai talebani. �Deborah�, mormorai, mentre lei veniva verso di me, �stavolta non arriveranno i rinforzi.�</p><p>�Sul serio, Sherlock?� disse.</p><p>�Siamo soltanto noi, e non bastiamo.�</p><p>Lei si tolse un ricciolo dalla fronte e sospir�: �Che cosa ti avevo detto?�</p><p>�Lasciami finire, sorellina. Siamo in pochi e ci serve aiuto. Ci serve qualcuno che sappia��</p><p>�Cristo, Dexter! Finora non abbiamo fatto altro che dargli in pasto della gente!�</p><p>�Questo significa che l�unico candidato rimasto attualmente � il sergente Doakes.�</p><p>Non sarebbe bello dire che le casc� la mascella. Deborah rimase a fissarmi a bocca aperta, poi si volt� verso Doakes. L�uomo era davanti al corpo di Burdett e parlava al capitano Matthews.</p><p>�Il sergente Doakes�, ripetei. �Gi� sergente Doakes delle Special Forces. In servizio distaccato in Salvador.�</p><p>Lei guard� prima me, poi il sergente.</p><p>�Deborah, se vogliamo trovare Kyle, dobbiamo saperne di pi�. Conoscere i nomi sulla lista di Kyle e scoprire a che squadra apparteneva e perch� � successo tutto questo. E Doakes � l�unico a venirmi in mente che possa saperlo.�</p><p>�Lui ti vuole morto�, mi fece presente lei.</p><p>�� impossibile lavorare in condizioni perfette�, osservai, con il mio migliore sorriso di allegra perseveranza. �E credo che, ancora pi� di Kyle, lui voglia che questa faccenda finisca.�</p><p>�Pi� di Kyle non penso proprio�, comment� Deborah. �Io, non ne parliamo.�</p><p>�Allora� Questa � la tua occasione.�</p><p>Per vari motivi, Deborah non era convinta. �Il capitano Matthews non vorr� perdere Doakes. Dovremmo parlarne con lui.�</p><p>Indicai i due che stavano conversando. �Eccolo�, dissi.</p><p>Deborah si morse il labbro e alla fine ammise: �Merda. Potrebbe funzionare�.</p><p>�Non mi viene in mente niente di meglio�, dichiarai.</p><p>Fece un altro respiro, poi, come se qualcuno avesse premuto un pulsante, si diresse verso Matthews e Doakes con la mascella serrata. Le andai dietro, cercando di mimetizzarmi con la parete, in modo che il sergente non mi balzasse addosso per strapparmi il cuore.</p><p>�Capitano�, disse Deborah, �in questo caso c�� bisogno di dinamismo.�</p><p>Anche se �dinamismo� era una delle sue espressioni preferite, Matthews la guard� come se fosse uno scarafaggio nell�insalata. �Quello di cui abbiamo bisogno�, replic� il capitano, �� che questa� <emphasis>gente� </emphasis>a Washington mandi una persona competente a fare piazza pulita.�</p><p>Deborah indic� Burdett. �Hanno mandato lui�, disse.</p><p>Matthews abbass� lo sguardo verso il cadavere, pensieroso. �E tu che cosa suggerisci?�</p><p>�Abbiamo un paio di piste�, dichiar�, facendomi un cenno col capo. Desiderai fortemente che non l�avesse fatto, dato che Matthews e, peggio ancora, Doakes si voltarono dalla mia parte. A giudicare dalla sua faccia da cane rabbioso, i sentimenti del sergente nei miei confronti non dovevano essere cambiati.</p><p>�E tu che parte hai nella storia?� mi domand� Matthews.</p><p>�Mi fornisce assistenza per le perizie legali�, spieg� Deborah e io annuii con modestia.</p><p>�Merda�, esclam� Doakes.</p><p>�Qui c�� di mezzo il fattore tempo�, aggiunse Deborah. �Dobbiamo trovare quest�uomo prima che� prima che la faccenda diventi di dominio pubblico. Non possiamo tenerla segreta ancora per molto.�</p><p>�Credo che l�espressione pi� adeguata sia �frenesia mediatica��, proposi, servizievole come sempre. Matthews mi lanci� un�occhiataccia.</p><p>�A grandi linee, conosco la strategia che Kyle� che Chutsky stava adottando�, continu� Deborah. �Ma non posso portare avanti il lavoro perch� non sono a conoscenza dei retroscena.� Alz� il mento in direzione di Doakes. �Lui invece s�.�</p><p>Doakes sembrava stupito, cosa che non doveva essergli capitata molto spesso.</p><p>Senza dargli il tempo di ribattere, Deborah prosegu�: �Ritengo che noi tre insieme siamo in grado di prendere quell�uomo prima che arrivi un altro federale e si rimetta sulla pista�.</p><p>�Merda�, ripet� Doakes. �Volete che io lavori con <emphasis>lui</emphasis>?� Non c�era bisogno che mi indicasse perch� gli altri capissero a chi alludeva, per� lo fece ugualmente, premendomi l�indice nodoso contro la faccia.</p><p>�Proprio cos�, fece Deborah.</p><p>Il capitano Matthews si mordicchiava le labbra, perplesso, mentre Doakes continuava a ripetere �Merda�. Sperai che le sue abilit� comunicative migliorassero, se dovevamo lavorare insieme.</p><p>�Mi avevi detto che qualcosa sapevi�, disse Matthews a Doakes, che con riluttanza smise di fissarmi e si volt� verso di lui.</p><p>�Uh-huh�, borbott� Doakes.</p><p>�Dal tuo� uh� dall�esercito�, continu� Matthews. Non sembrava intimorito dall�espressione stizzita di Doakes, ma forse solo perch� era abituato a comandare.</p><p>�Uh-huh�, ripet� Doakes.</p><p>Il capitano Matthews aggrott� le sopracciglia, facendo il possibile per sembrare un uomo d�azione che prende una decisione importante. Avevamo tutti la pelle d�oca.</p><p>�Morgan�, disse alla fine il capitano. Guard� Debs, poi si interruppe. Un furgone con scritto ACTION NEWS si ferm� davanti alla casetta e ne usc� della gente. �Maledizione�, imprec� Matthews. Guard� il morto, quindi Doakes. �Te ne occupi tu, sergente?�</p><p>�Non credo che far� piacere a Washington�, ribatt� lui. �N� a me che sono qui.�</p><p>�Sono stufo di preoccuparmi di quello che piacer� a Washington�, ribatt� Matthews. �Abbiamo i nostri problemi. Pensi di farcela?�</p><p>Doakes mi squadr�. Tentai di mostrarmi serio e zelante, ma lui non fece altro che scuotere la testa. �Okay�, capitol�. �Me ne occupo io.�</p><p>Matthews gli diede una pacca sulla spalla. �Bravo�, disse e raggiunse di corsa i giornalisti.</p><p>Doakes era ancora l� che mi fissava. Ricambiai lo sguardo. �Pensa adesso com�� pi� facile starmi dietro�, lo incoraggiai.</p><p>�Quando questa faccenda sar� finita�, dichiar�, �ce la vediamo io e te.�</p><p>�S�, quando sar� finita�, replicai.</p><p>Lui annu�, una volta sola. �Aspetta che lo sia�, intim�.</p></section><section><title><p>18</p></title><p>Doakes ci port� in una tavola calda sulla Calle Ocho, di fronte a un concessionario d�auto. Ci condusse a un tavolino d�angolo e si sedette guardando l�entrata. �Qui possiamo parlare�, dichiar�. Si comportava come in un film di spionaggio e mi pentii di non avere con me gli occhiali da sole. Forse avrei ricevuto per posta quelli di Chutsky. Nella migliore delle ipotesi, senza il suo naso attaccato.</p><p>Prima che potessimo parlare, un uomo emerse dal retro e strinse la mano a Doakes.</p><p>�Alberto�, fece. �<emphasis>�Como estas?</emphasis>�</p><p>Doakes gli rispose in un perfetto spagnolo, devo ammettere migliore del mio, anche se mi piace pensare di essere pi� bravo nella pronuncia. �Luis�, disse. �<emphasis>Mas o menos.</emphasis>� I due si allontanarono a chiacchierare per qualche minuto, poi Luis ci port� delle tazzine di un orribile e dolciastro caff� cubano e un piatto di <emphasis>pastelitos. </emphasis>Fece un cenno a Doakes, quindi scomparve nel retrobottega.</p><p>Deborah osserv� lo spettacolo con crescente impazienza e quando alla fine Luis se ne and�, prese la parola. �Ci servono i nomi di tutti quelli che erano in Salvador�, spar�.</p><p>Doakes si limit� a guardarla sorseggiando il caff�. �Sarebbe un elenco interminabile�, comment� poi.</p><p>Deborah si accigli�. �Sai cosa intendo�, disse. �Dannazione, lui ha preso Kyle.�</p><p>Doakes mostr� i denti. �Be�, vuol dire che sta invecchiando. Una volta non ce l�avrebbero fatta.�</p><p>�Che cosa ci facevate l�, esattamente?� gli chiesi. Okay, la domanda era un po� fuori tema, ma ero davvero curioso di sapere la risposta.</p><p>Senza smettere di sorridere, se cos� si poteva definire, Doakes mi guard� e disse: �Secondo te?� E oltre la soglia dell�udito percepii un quieto rombo di selvaggia letizia che proveniva direttamente dall�intimo del mio sedile oscuro, un ululante richiamo tra predatori in una notte di luna. Parliamoci chiaro, che altro avrebbe potuto fare? Come Doakes conosceva me, io conoscevo lui per quello che era: un assassino a sangue freddo. Non c�era bisogno delle rivelazioni di Chutsky per indovinare che cosa aveva combinato in un circo di torture come il Salvador. Lui ne era senza dubbio uno dei direttori.</p><p>�Piantala di fare il voyeur�, gli intim� Deborah. �Voglio i nomi.�</p><p>Doakes afferr� un <emphasis>pastelito </emphasis>e si appoggi� allo schienale. �Perch� invece non mi aggiornate voi?� replic�. Ne morsic� uno, mentre Deborah tamburellava sul tavolo, perplessa.</p><p>�D�accordo�, concesse lei. �Abbiamo una descrizione approssimativa del nostro uomo e del furgone, bianco.�</p><p>Doakes scosse il capo. �Non serve. Noi <emphasis>sappiamo </emphasis>chi � stato.�</p><p>�Abbiamo anche l�identit� della prima vittima�, aggiunse Debs. �Un tipo di nome Manuel Borges.�</p><p>�Bene, bene�, ripet� Doakes. �Il vecchio Manny, eh? Allora s� che avreste dovuto lasciare che gli sparassi.�</p><p>�� un tuo amico?� domandai.</p><p>Doakes mi ignor�. �Che altro sapete?�</p><p>�Kyle aveva fatto un elenco�, spieg� Deborah. �Tutta gente della stessa unit�. Mi aveva detto che uno di loro sarebbe stato la prossima vittima. Ma non mi ha rivelato i nomi.�</p><p>�No, non voleva�, comment� Doakes.</p><p>�Per questo ce li devi dire tu�, replic� Deborah.</p><p>Sembrava che Doakes evitasse il discorso. �Se fossi un pezzo grosso come Kyle, prenderei uno di questi e lo metterei sotto sorveglianza.� Deborah fece una smorfia e annu�. �Il problema � che io non sono un pezzo grosso come Kyle. Sono solo un poliziotto di campagna.�</p><p>�Vuoi un <emphasis>banjo</emphasis>?� feci, ma chiss� perch� non colse la battuta.</p><p>�So solo di uno della vecchia squadra qui a Miami�, continu� il sergente, dopo avermi lanciato uno sguardo rapido e inquieto. �Oscar Acosta. L�ho visto a Publix due anni fa. Potremmo rintracciarlo.� Si rivolse a Deborah. �Mi vengono in mente un paio di altri nomi. Potete fare ricerche, scoprire se sono nei dintorni.� Allarg� le braccia. �Non c�� altro. Magari potrei contattare qualche vecchio amico in Virginia, ma non vorrei sollevare un vespaio.� Sbuff�. �Comunque, diamo loro due giorni per meditare sulle mie richieste e su come agire di rimando.�</p><p>�Quindi che cosa facciamo?� chiese Deborah. �Sorvegliamo quell�uomo? Quello che hai incontrato? Oppure dobbiamo parlargli?�</p><p>Doakes scosse la testa. �Lui si ricorda di me. Gli posso parlare io. Se cercaste di stargli dietro, se ne accorgerebbe e potrebbe scomparire.� Guard� l�orologio. �Le tre e un quarto. Oscar sar� a casa tra un paio d�ore. Voi due aspettate che vi chiami.� Poi mi sfoder� il suo sorriso a centocinquanta watt da <emphasis>guarda che ti tengo d�occhio </emphasis>e disse: �Tu aspetti dalla tua fidanzatina?� Si alz� e usc�, lasciandoci il conto da pagare.</p><p>Deborah mi fiss�. �Fidanzata?� esclam�.</p><p>�Non c�� niente di ufficiale�, precisai.</p><p>�Tu sei <emphasis>fidanzato</emphasis>!?�</p><p>�Te lo stavo per dire.�</p><p>�Quando pensavi di dirmelo? Dopo il terzo anniversario?�</p><p>�Quando capir� cos�� successo�, continuai. �Ancora non ci credo.�</p><p>Deborah sbuff�. �Nemmeno io.� Si alz�. �Forza. Ti riporto al lavoro. Poi puoi andare ad aspettare dalla tua fidanzata�, dichiar�. Lasciai qualche soldo sul tavolo e la seguii, docile.</p><p>Mentre io e Deborah uscivamo dall�ascensore, Vince Masuoka passava in corridoio. �<emphasis>Shalom</emphasis>, amici�, disse. �Come butta?�</p><p>�Lui � fidanzato�, fece Deborah prima che potessi parlare. Vince la guard�, neanche avesse detto che ero incinto.</p><p>�Lui � <emphasis>cosa</emphasis>?� chiese.</p><p>�Fidanzato. Sta per sposarsi�, precis�.</p><p>�Sposarsi? Dexter?� Sembrava faticare alla ricerca dell�espressione migliore. Non era un obiettivo facile dato che anche lui era uno che fingeva, motivo per cui mi trovavo bene in sua compagnia. Eravamo due esseri umani artificiali, come piselli di plastica in un baccello autentico. Infine si sintonizz� su quello che doveva sembrare un meravigliato stupore� non fu molto convincente, ma era pur sempre un tentativo. �<emphasis>Mazel tov!</emphasis>� esclam�, abbracciandomi imbarazzato.</p><p>�Grazie�, risposi, ancora del tutto sconcertato dalla faccenda. Mi domandavo se fosse il caso di continuare.</p><p>�Be�, allora�, disse lui, stropicciandosi le mani, �non credere di scamparla cos�. Domani sera da me?�</p><p>�Per cosa?�</p><p>Sfoggi� la sua pi� riuscita imitazione di un sorriso. �Si tratta di un vecchio rito giapponese, risalente allo shogunato Tokugawa. Ci ubriachiamo e guardiamo film porno�, spieg�, poi strizz� l�occhio a Deborah. �E tua sorella salta fuori da una torta.�</p><p>�Che ne dici invece se ti faccio saltare il culo?� disse Deb.</p><p>�Bell�idea, Vince, ma non credo che�� protestai. Cercavo di evitare ogni mossa che potesse ufficializzare ancora di pi� il mio fidanzamento e intanto tentavo di porre fine a quel simpatico battibecco prima che mi venisse il mal di testa. Ma Vince non mi lasciava finire.</p><p>�No, no�, continuava, �� strettamente necessario. � una questione d�onore, di qui non si scappa. Domani sera, alle otto�, stabil�. Poi, guardando Deborah che se ne andava, aggiunse: �E tu hai ventiquattr�ore di tempo per allenarti a ballare con il palo�.</p><p>�Sai dove te lo puoi ficcare il palo?� ribatt� lei.</p><p>�Hah-hah!� esclam� Vince con quella sua tremenda risata posticcia e scomparve nel corridoio.</p><p>�Mostriciattolo�, borbott� Deborah dirigendosi dalla parte opposta. �Stai pure con la tua<emphasis> fidanzata </emphasis>dopo il lavoro. Mi far� viva quando avr� notizie da Doakes.�</p><p>In ufficio non c�era molto da fare. Misi a posto alcuni documenti, ordinai una cassa di Luminol al nostro fornitore e mi accorsi di aver ricevuto una mezza dozzina di memorandum che riempivano la mia casella di posta elettronica. Con la sensazione di avere compiuto il mio dovere, mi diressi alla macchina, sentendomi totalmente realizzato, e guidai nella rassicurante carneficina dell�ora di punta. Passai da casa a cambiarmi. Debs non c�era, ma il letto era disfatto quindi doveva essere stata li. Misi le mie cose in una borsa e ripartii, diretto a casa di Rita.</p><p>Quando arrivai era gi� buio. Non ero cos� convinto di andarci, ma non sapevo che altro fare. Deborah mi avrebbe cercato l� in caso di bisogno e il mio appartamento l�avevo lasciato a lei. Parcheggiai nel vialetto di Rita e scesi dall�auto. Per pura abitudine, guardai in strada nel punto in cui si fermava Doakes. Ovviamente era vuoto: il sergente era impegnato a parlare con Oscar, il suo vecchio compagno d�armi. All�improvviso mi resi conto di essere libero, lontano da quello sguardo ostile da segugio che per tanto tempo aveva represso la mia natura. Un lento e crescente inno di pura gioia oscura crebbe dentro di me, per risuonare potente di fronte all�improvvisa visione della luna che stillava dalle basse nubi all�orizzonte, tre quarti di lurida e opaca luna, ancora bassa e paffuta nel cielo notturno. E la musica usciva a tutto volume dagli altoparlanti e rotolava sugli spalti dell�Arena Oscura di Dexter, ove i timidi sussurri si trasformavano in una scrosciante acclamazione fino a raggiungere la melodia della luna, un canto crescente di <emphasis>Fallo, fallo, fallo. </emphasis>Il mio corpo ebbe un fremito e mi dissi: <emphasis>Perch� no?</emphasis></p><p>In effetti, perch� no? Mi sarei potuto allontanare per poche, esaltanti ore� portandomi dietro il cellulare, ovvio, non ero un irresponsabile, io. Ma perch� non approfittare di questa notte di luna senza Doakes per scivolare di soppiatto nella brezza oscura? Il pensiero di quegli stivali rossi mi trascinava come una marea primaverile. Reiker abitava a pochi chilometri di l�. Sarei potuto arrivarci in dieci minuti, introdurmi in casa sua, trovare la prova di cui avevo bisogno e poi� Credo che avrei dovuto improvvisare, ma la voce sotterranea aveva un sacco di idee per questa notte. <emphasis>Di certo sapremo escogitare qualcosa per ottenere la tanto agognata liberazione dei sensi. Oh, fallo, Dexter</emphasis>, ululava la voce, e mentre mi fermavo in punta di piedi ad ascoltare mi dissi di nuovo: <emphasis>Perch� no? </emphasis>senza trovare nessuna risposta ragionevole�</p><p>� la porta della casa di Rita si spalanc� e Astor guard� fuori. �� lui!� esclam�. �� qui!�</p><p>E cos� fu. Rimasi qui, non l�. A stravaccarmi sul divano invece di danzare nell�oscurit�. Con indosso la devastante maschera di Dexter il Pantofolaio al posto di quella argentata e smagliante del Vendicatore Oscuro.</p><p>�Entra, su�, mi invit� Rita accogliendomi sulla porta con un sorriso cos� radioso da farmi digrignare i denti. Intanto la folla dentro di me rumoreggiava delusa e lentamente usciva dallo stadio: fine della partita. D�altronde, che cosa potevamo farci? Niente, ovvio, e cos� abbiamo fatto, seguendo docilmente in casa l�allegra processione di Rita, Astor e del taciturno Cody. Trattenni a stento le lacrime. Sul serio: non stavano tirando un po� troppo la corda? Non stavano approfittando oltre il dovuto della fondamentale bont� d�animo di Dexter?</p><p>La cena fu noiosamente gradevole, quasi a dimostrare che mi ero venduto per una vita felice e qualche braciola di maiale. Stetti al gioco, anche se il mio cuore era da un�altra parte. Tagliai la carne a pezzettini, sognando che fosse qualcos�altro. Pensai agli antropofagi del Pacifico meridionale, che chiamano l�uomo �grande porco�. Avevano proprio ragione, dato che era quell�altro porco che da tempo desideravo fare a fettine e non questa roba nel mio piatto, ricoperta di una tiepida crema ai funghi. Comunque sorrisi, accoltellai i fagiolini e feci tutto come si doveva, fino al caff�. Il maiale mi mise a dura prova, comunque sopravvissi.</p><p>Dopo cena, io e Rita prendemmo il caff�, mentre i ragazzi mangiavano un semifreddo allo yogurt. Pur essendo una nota bevanda stimolante, non mi fece venire in mente nessuna idea per svignarmela� neanche un modo per allontanarmi qualche ora da quell�eterna beatitudine che mi aveva seguito furtiva per poi afferrarmi per il collo. Mi sentivo come se i miei contorni si dissolvessero e mi trasformassi nel mio travestimento, come se alla fine la mia maschera di gomma da uomo felice si fondesse con i miei lineamenti e io diventassi davvero ci� che fingevo di essere. Avrei portato i bambini a calcio, regalato fiori quando bevevo troppe birre, chiacchierato di detersivi e di promozioni anzich� privare il cattivo della carne superflua. Erano pensieri davvero deprimenti e credo che avrebbero contribuito ad aumentare la mia infelicit�, se proprio in quel momento non fosse suonato il campanello.</p><p>�Dev�essere Deborah�, dissi. Credo che nella mia voce si leggesse chiaro il mio desiderio di salvezza. Mi alzai e andai alla porta, la aprii e vidi una bella donna robusta con lunghi capelli biondi.</p><p>�Oh�, disse. �Tu devi essere� ehm� c�� Rita?�</p><p>Be�, se io dovevo essere �ehm�, non me ne ero accorto fino ad allora. Chiamai Rita e lei arriv�, sorridente. �Kathy!� esclam�. �Che piacere. Come stanno i ragazzi? Kathy abita nella casa accanto�, mi spieg�.</p><p>�Aha�, dissi. Conoscevo molti bambini nella zona, ma non i loro genitori. Anche se questa doveva essere la mamma dello sgradevole bambino undicenne della porta accanto e del fratello pi� grande, che non si vedeva spesso. Questo significava che Kathy non era venuta a mettere una bomba nell�automobile o a consegnarci una fialetta di antrace, cos� sorrisi e tornai a tavola con Cody e Astor.</p><p>�Jason � in campeggio�, spieg�. �E Nick ciondola per casa aspettando che gli crescano i baffi.�</p><p>�Mio Dio�, esclam� Rita.</p><p>�Nicky � un viscidone�, sussurr� Astor. �Voleva che mi abbassassi le mutandine per guardare.� Cody aveva mescolato il suo semifreddo trasformandolo in una specie di pudding.</p><p>�Senti, Rita, mi spiace disturbarti all�ora di cena�, si scus� Kathy.</p><p>�Abbiamo appena finito. Vuoi un caff�?�</p><p>�Oh, no, non posso berne pi� di uno al giorno�, rifiut� Kathy. �Ordini del medico. Piuttosto volevo dirti del nostro cane� per caso hai visto Rascal? Sono due giorni che non si fa vivo e Nicky � cos� preoccupato.�</p><p>�Io non l�ho visto. Aspetta� chiedo ai ragazzi�, rispose Rita. Ma non appena si volt� verso di loro, Cody mi guard�, si alz� senza dire nulla e usc� dalla stanza. Anche Astor si alz�.</p><p>�Noi non l�abbiamo visto�, rispose. �� dalla scorsa settimana, quando ha rovesciato la pattumiera.� E segu� Cody fuori dalla stanza. Lasciarono i dolci sul tavolo, mangiati a met�.</p><p>Rita li guard� allontanarsi a bocca aperta, poi si rivolse alla vicina. �Mi spiace, Kathy. Nessuno l�ha visto. Ma ci staremo attenti, okay? Sono certa che salter� fuori, puoi dire a Nick di stare tranquillo.� Scambi� ancora due parole con la vicina, mentre io osservavo il semifreddo, chiedendomi il senso della scena a cui avevo appena assistito.</p><p>Rita chiuse la porta e torn� al caff� ormai quasi freddo. �Kathy � una brava persona�, disse. �Ma i suoi figli sono delle pesti. Sai, � divorziata, il suo ex ha comprato una casa a Islamorada, dev�essere un avvocato. Per� abita qui vicino e Kathy deve badare ai ragazzini e a volte mi sembra un po� insicura. Fa l�infermiera da un podologo.�</p><p>�E il suo numero di scarpe?� domandai.</p><p>�Sto parlando troppo?� fece Rita. �Mi dispiace. � che ero solo un po� in ansia� sono sicura che�� Scosse il capo e mi guard�. �Dexter. Senti��</p><p>Non scoprii che cosa dovevo sentire perch� squill� il cellulare. �Scusami�, la interruppi e mi diressi al tavolo dell�ingresso dove l�avevo posato.</p><p>�Ha appena chiamato Doakes�, mi comunic� Deborah, senza nemmeno salutare. �Il tipo con cui doveva parlare ha tagliato la corda. Doakes lo sta seguendo per capire dove va, ma ha bisogno della nostra collaborazione.�</p><p>�Presto, Watson, � tempo d�andare�, dichiarai, ma Deborah non era in vena di battute letterarie.</p><p>�Passo a prenderti tra cinque minuti�, disse.</p></section><section><title><p>19</p></title><p>Mi congedai da Rita accampando una scusa e uscii ad aspettare. Deborah fu di parola e nel giro di cinque minuti e mezzo eravamo sulla Dixie Highway diretti a nord.</p><p>�Sono fuori da Miami Beach�, mi spieg�. �Doakes mi ha detto di aver avvicinato quel tipo, Oscar, e di avergli spiegato la faccenda. Lui gli ha risposto �fammi pensare�, Doakes ha detto �va bene, ti richiamo�. Per� era gi� in strada che teneva d�occhio la casa: dieci minuti dopo il tipo saltava in macchina con una ventiquattrore.�</p><p>�Perch� dovrebbe scappare proprio adesso?�</p><p>�Tu non lo faresti se sapessi di avere Danco alle calcagna?�</p><p>�No�, risposi, pensando con gioia a che cosa avrei potuto fare se mi fossi trovato <emphasis>t�te-a-t�te </emphasis>col dottore. �Gli preparerei una trappola e aspetterei che si avvicinasse.� <emphasis>E poi� </emphasis>pensai, ma non lo dissi forte a Deborah.</p><p>�Si vede che Oscar non � come te�, comment� lei.</p><p>�Pochi lo sono�, osservai. �Dov�� diretto?�</p><p>Deborah aggrott� le sopracciglia e scosse il capo. �Per ora sta solo girando nei dintorni e Doakes gli sta dietro.�</p><p>�Dove credi che ci porter�?� chiesi.</p><p>Lei scosse la testa e tagli� la strada a una vecchia Cadillac decappottabile carica di giovani urlanti. �Non importa�, brontol� e imbocc� la rampa di accesso della Palmetto Expressway con l�acceleratore a tavoletta. �Oscar resta sempre la nostra ultima possibilit�. Se prova ad abbandonare la zona lo blocchiamo, altrimenti ci conviene stargli dietro e vedere che cosa succede.�</p><p>�Ottimo, un piano davvero perfetto� Esattamente che cosa ci aspettiamo che succeda?�</p><p>�Non lo so, Dexter!� salt� su. �Ma sappiamo che prima o poi quest�uomo diventer� un bersaglio, non � cos�? E ora lo sa anche lui. Forse vuole solo verificare se ha qualcuno che gli sta alle calcagna. Merda!� esclam�, evitando un vecchio autocarro carico di gabbie piene di polli. Il camion andava a poco pi� di sessanta all�ora, non aveva luci posteriori e seduti sopra c�erano tre uomini che tenevano con una mano il carico e con l�altra il loro cappellaccio. Deborah fece suonare la sirena mentre li sorpassava. Non sembr� avere alcun effetto. Gli uomini seduti in cima non batterono ciglio.</p><p>�Comunque�, continu� lei, raddrizzando il volante e riprendendo ad accelerare, �Doakes ci vuole dal lato di Miami come rinforzo. Oscar non ha molta scelta. Noi ci muoveremo in parallelo lungo Biscayne Boulevard.�</p><p>Aveva senso; finch� Oscar restava a Miami Beach, non poteva fuggire in altre direzioni. Se cercava di scappare sulla sopraelevata o dirigersi a nord dal lato opposto di Haulover Park, noi eravamo l� a fermarlo. A meno che non avesse un elicottero da qualche parte, l�avremmo messo spalle al muro. Lasciai guidare Deborah, che punt� rapidamente verso nord senza ammazzare nessuno.</p><p>All�aeroporto svoltammo a est sulla 836. Il traffico aument� leggermente e Deborah si mise a zigzagare, concentrata sulla guida. Non commentai, mentre lei mi dava un saggio dei suoi anni di allenamento nel traffico di Miami ingaggiando un rally temerario. Arrivammo sani e salvi all�interscambio con la I-95 e ci infilammo in Biscayne Boulevard. Sospirai in silenzio, mentre Deborah rallentava tra le automobili e guidava a una velocit� normale.</p><p>La radio gracchi� e si ud� la voce di Doakes. �Morgan, dammi la tua posizione.�</p><p>Deborah afferr� il microfono e gliela disse. �Sul Biscayne, vicino alla MacArthur Causeway.�</p><p>Si ud� una breve pausa, poi Doakes aggiunse: �Sta salendo sul ponte mobile della Venetian Causeway. Coprilo dalla tua parte�.</p><p>�Dieci-quattro�, fece Deborah.</p><p>Non le fui d�aiuto quando le dissi: �Mi sento cos� <emphasis>formale </emphasis>quando parli cos�.</p><p>�In che senso?� chiese.</p><p>�Niente, davvero�, risposi.</p><p>Deborah mi fiss� con uno sguardo serio da poliziotto, ma il suo viso era ancora quello di una ragazzina. Per un istante mi ricordai di quando eravamo piccoli e giocavamo a guardie e ladri nell�auto d�ordinanza di Harry� per� questa volta dovevo fare il bravo, cosa che mi inquietava non poco.</p><p>�Questo non � un gioco, Dexter�, ribatt� Deb che ovviamente condivideva il mio stesso ricordo. �Stavolta � in ballo la vita di Kyle.� E mentre parlava i suoi lineamenti si trasformarono nella Faccia Seria da Pesce Gatto. �So che forse a te non fa alcun effetto, ma io a quell�uomo ci tengo. Mi fa sentire cos� Merda. <emphasis>Stai per sposarti </emphasis>e ancora non capisci.� Eravamo arrivati al semaforo sulla North East 15<sup>th </sup>Street quando lei svolt� a destra. Quello che restava del centro commerciale Omni lampeggi� alla nostra sinistra, mentre davanti a noi apparve la Venetian Causeway.</p><p>�Non sono molto bravo a provare sentimenti, Debs�, le spiegai. �E non so nulla di questa storia del matrimonio, davvero. Ma non mi piace lo stesso vederti infelice.�</p><p>Deborah accost� di fronte al porticciolo accanto al vecchio palazzo dell�<emphasis>Herald </emphasis>e parcheggi� l�auto davanti alla Venetian Causeway. Per un po� rimase in silenzio, poi emise un sospiro e disse: �Scusami�.</p><p>Restai piuttosto sorpreso, visto che mi ero preparato una frase molto simile, giusto per mostrare una certa sensibilit� ai contatti sociali. Di sicuro l�avrei formulata in un modo un po� pi� originale, comunque il senso era quello. �Per cosa?�</p><p>�Non volevo� so che sei diverso, Dex. Sto cercando di farci l�abitudine e� Ma resti comunque mio fratello.�</p><p>�Adottivo�, puntualizzai.</p><p>�Queste sono stronzate e lo sai. Tu sei mio fratello. E so che sei qui solo per me.�</p><p>�In realt�, speravo di poter dire anch�io �dieci-quattro� alla radio.�</p><p>Deb sbuff�. �Okay, fai pure lo stronzo. Ma grazie comunque.�</p><p>�Prego.�</p><p>Afferr� la radio. �Doakes. Cosa sta facendo?�</p><p>Dopo una breve pausa, il sergente rispose: �Credo che stia parlando al cellulare�.</p><p>Deborah aggrott� le sopracciglia e mi guard�. �Se sta scappando, con chi parla al telefono?�</p><p>Alzai le spalle. �Forse sta cercando una sistemazione fuori dallo Stato. Oppure��</p><p>Mi interruppi. Era un�idea troppo stupida per ragionarci, ma mi era saltata in mente in modo automatico, e adesso che c�era rimbalzava sulla mia materia grigia agitando una bandierina rossa.</p><p>�Cosa?� chiese Deborah.</p><p>Scossi la testa. �Impossibile. E stupido. � solo un pensiero folle che non vuole decidersi ad andarsene.�</p><p>�Okay. Ma in che senso folle?�</p><p>�E se� � davvero stupido.�</p><p>�� ancora pi� stupido cazzeggiare cos�, salt� su lei. �Qual � l�idea?�</p><p>�E se Oscar contattasse il nostro amico dottore e cercasse di trattare per avere salva la pelle?� ipotizzai. Avevo ragione: sembrava davvero un�idiozia.</p><p>Debs sbuff�. �E con cosa dovrebbe trattare?�</p><p>�Be��, risposi, �Doakes ha detto che aveva una valigia. Dentro potrebbe esserci di tutto: denaro, buoni al portatore, una collezione di francobolli. O magari qualcosa di ancora pi� importante per il nostro chirurgo.�</p><p>�Tipo?�</p><p>�Forse lui sa dove si nascondono gli altri della vecchia squadra.�</p><p>�Merda�, esclam� Deborah. �Consegnerebbe tutti gli altri in cambio della sua vita?� Mentre rimuginava si mordicchiava un labbro. Dopo un minuto, scosse la testa. �Mi sembra un�idea un po� tirata per i capelli�, concluse.</p><p>�Rispetto a <emphasis>idea stupida </emphasis>� un grosso passo avanti�, osservai.</p><p>�Oscar dovrebbe sapere come entrare in contatto col dottore.�</p><p>�Uno che ha lavorato alla CIA trova sempre un modo per arrivare a un altro. Esistono elenchi, database e conoscenze comuni, si sa. Non hai visto <emphasis>The Bourne Identity</emphasis>?�</p><p>�S�, ma che ne sappiamo se Oscar l�ha visto?�</p><p>�Sto solo dicendo che potrebbe darsi.�</p><p>�Uh-huh�, disse. Guard� fuori dal finestrino, sovrappensiero, poi fece una faccia strana e scosse la testa. �Kyle mi aveva detto che� che dopo un po� non sai neanche pi� qual � la tua squadra, come succede ai cani sciolti nel baseball. Cos� finisce che fai amicizia con tipi che lavorano dall�altra parte e� Merda, � una stupidaggine.�</p><p>�Quindi, da qualunque parte stia Danco, Oscar <emphasis>potrebbe </emphasis>arrivare a lui.�</p><p>�Quindi cosa, cazzo! Noi invece non possiamo�, replic� Deborah.</p><p>Restammo per qualche minuto in silenzio. Credo che Debs stesse pensando a Kyle, chiedendosi se saremmo riusciti a trovarlo in tempo. Provai a immaginarmi preoccupato allo stesso modo per Rita. Non ci riuscii. Come Deborah aveva acutamente sottolineato, stavo per sposarmi ma ancora non capivo. E non ci sarei mai riuscito, cosa che di solito consideravo una benedizione. Avevo sempre creduto che fosse meglio ragionare con il cervello, piuttosto che con altre parti situate un po� pi� a sud. Voglio dire, davvero, la gente non si � mai vista? Va in giro barcollando, si priva di ogni dignit� ed � pronta a rincretinirsi del tutto� per cosa? Persino gli animali hanno il buon senso di concludere rapidamente le funzioni riproduttive e dedicarsi a occupazioni pi� nobili quali la ricerca di carne fresca.</p><p>Converrete con me, quindi non capivo. Cos� mi limitai a guardare fuori le luci soffuse delle case al di l� della sopraelevata. C�erano alcuni condomini vicino al casello e tante case sparse intorno. Se avessi vinto alla lotteria, avrei chiesto a un agente immobiliare di farmene vedere una con una cantina grande abbastanza da farci stare giusto giusto un fotografo omicida sepolto sotto il pavimento. In quel momento un leggero sussurro si lev� dal sedile posteriore, anche se ovviamente non potevo farci nulla, tranne applaudire alla luna riflessa sull�acqua. Proprio dall�acqua si lev� un suono metallico, quello che annunciava il sollevamento del ponte.</p><p>La radio gracchi�. �Si sta muovendo�, disse Doakes. �Bisogna attraversare il ponte mobile. Tenetelo d�occhio� ha una Toyota 4Runner.�</p><p>�Lo vedo�, fece Deborah per radio. �Siamo sopra di lui.�</p><p>La SUV bianca attravers� la sopraelevata ed entr� nella 15<sup>th</sup> Street pochi istanti prima che si sollevasse il ponte. Deborah aspett� un attimo, poi lo segu�. Sul Biscayne Boulevard svolt� a destra e noi lo imitammo. �Si dirige a nord lungo Biscayne�, disse Debs via radio.</p><p>�Stagli dietro�, ordin� Doakes. �Io lo seguo da qui.�</p><p>La 4Runner si muoveva a una velocit� normale in mezzo a un traffico piuttosto tranquillo; non superava il limite se non per pochi chilometri, viaggiava alla velocit� che a Miami viene definita �da turista�, costringendo gli altri guidatori a sorpassarlo suonando il clacson. Ma Oscar non sembrava badarci. Rispettava tutti i segnali stradali e stava nella corsia giusta. Si muoveva come se non avesse fretta e stesse facendo un giro in macchina per digerire il pranzo.</p><p>Quando arrivammo sulla 79<sup>th</sup> Street Causeway, Deborah afferr� la radio. �Stiamo attraversando la 79<sup>th</sup> Street�, disse. �Sembra non avere fretta, continua a dirigersi a nord.�</p><p>�Dieci-quattro�, fece Doakes e Deborah mi lanci� un�occhiata.</p><p>�Non ho parlato�, mi affrettai a dire.</p><p>�Ma so cos�hai pensato�, ribatt� lei.</p><p>Ci dirigemmo a nord, fermandoci due volte ai segnali stradali. Deborah faceva attenzione a tenere davanti altre auto, impresa non difficile col traffico di Miami, in cui tutti cercano di passarti intorno, sopra o attraverso. Un�autopompa pass� a sirene spiegate nell�altra direzione, strombazzando il clacson agli incroci. Sugli altri automobilisti ebbe lo stesso effetto di un agnellino indifeso: ignorarono la sirena e mantennero la posizione duramente conquistata in mezzo al traffico. Il tipo al volante dell�autopompa, essendo anche lui un guidatore di Miami, si mise a zigzagare in mezzo agli altri, suonando clacson e sirena ed esibendosi in un Duetto per Traffico.</p><p>Arrivammo alla 123<sup>rd</sup> Street, l�ultimo posto in cui si poteva tornare indietro prima che la 826 entrasse in North Miami Beach; Oscar prosegu� diretto a nord. Subito dopo, Deborah avvis� Doakes via radio.</p><p>�Dove diavolo sta andando?� borbott� lei, posando la radio.</p><p>�Forse si sta solo facendo un giro�, ipotizzai. �� una serata incantevole.�</p><p>�Vuoi scriverci un sonetto?�</p><p>Di solito, avrei risposto con una battuta geniale, ma stavolta, forse a causa di questo inseguimento cos� coinvolgente, non mi venne in mente nulla. E Debs si comport� come se godesse di questa sua vittoria, anche se piccola.</p><p>Qualche isolato pi� avanti, Oscar acceler� di colpo e svolt� in una viuzza sulla sinistra in mezzo al traffico in arrivo, provocando da entrambe le parti un intero concerto di clacson rabbiosi.</p><p>�Ha cambiato direzione�, disse Deborah a Doakes. �Va a ovest sulla 135<sup>th</sup> Street.�</p><p>�Sono dietro di te�, la avvis� Doakes, �sulla Broad Causeway.�</p><p>�Che cosa c�� sulla 135<sup>th</sup>Street?� si domand� Deborah a voce alta.</p><p>�L�aeroporto Opa-Locka�, risposi. �A circa tre chilometri e mezzo da qui.�</p><p>�Merda�, brontol� e afferr� la radio. �Doakes� da questa parte c�� l�aeroporto Opa-Locka.�</p><p>�Sto arrivando�, annunci� il sergente e sentii partire le sirene non appena lui spense la radio.</p><p>Opa-Locka era stato per lungo tempo famoso tra chi trafficava droga e chi svolgeva operazioni segrete. In realt� era una distinzione di comodo, visto che i confini tra le due attivit� erano spesso nebulosi. Era probabile che l� Oscar avesse un piccolo aereo ad aspettarlo, pronto a portarlo fuori dal Paese e verso un qualunque posto nei Caraibi, in America centrale o del sud, purch� potesse mantenere i contatti col resto del mondo. Dubitai in ogni caso che avesse come meta il Sudan o Beirut. Era pi� probabile che si dirigesse da qualche parte nei Caraibi. In ogni caso, nella sua situazione, abbandonare il Paese sembrava una mossa ragionevole e l�aeroporto di Opa-Locka era il posto pi� logico da cui partire.</p><p>Adesso Oscar andava un po� pi� veloce, anche se la 135<sup>th</sup> Street non era cos� ampia e comoda come il Biscayne Boulevard. Salimmo su un ponticello lungo il canale e non appena la nostra preda arriv� al fondo acceler� all�improvviso e svolt� in una curva a esse, facendo stridere le ruote in mezzo al traffico.</p><p>�Dannazione, sembra spaventato�, osserv� Deborah. �Deve averci riconosciuti.� Aument� la velocit� per non perderlo di vista, lasciando comunque due o tre macchine tra noi e lui, anche se a questo punto era impossibile continuare la finzione.</p><p>In effetti qualcosa doveva averlo spaventato, perch� Oscar guidava come un pazzo, si gettava pericolosamente nel traffico e poi saltava sul marciapiede. Debs, ovviamente, non aveva intenzione di perdere la sfida. Gli rimase alle costole, zigzagando tra le automobili che tentavano ancora di riprendersi dal loro incontro ravvicinato con il SUV. Poco pi� avanti, il nostro uomo svolt� a sinistra in una viuzza. Una vecchia Buick sterz� di botto, poi urt� il marciapiede e si schiant� contro una recinzione per finire nel cortile di una casa azzurra.</p><p>Possibile che la vista della nostra piccola auto civetta avesse spinto Oscar a comportarsi cos�? Mi piaceva pensarlo e mi faceva sentire molto importante, ma non ci credetti� finora si era comportato in modo tranquillo ed equilibrato. Se avesse voluto sbarazzarsi di noi, si sarebbe probabilmente lanciato in qualche mossa astuta, tipo salire sul ponte mentre si stava alzando. Allora perch� farsi prendere dal panico cos� all�improvviso? Proprio per far qualcosa, mi piegai in avanti e guardai nello specchietto laterale. Le lettere in stampatello riflesse mi dissero che gli oggetti erano pi� vicini di quanto sembrassero. Le cose erano come stavano, pensai tristemente, quando vidi apparire nello specchietto un unico oggetto.</p><p>Un vecchio furgone bianco.</p><p>Stava seguendo noi e anche Oscar. Faceva lo slalom nel traffico, alla nostra velocit�. �Be��, osservai, �dopotutto non � uno stupido.� E alzai la voce per farmi sentire sopra lo stridio delle ruote e i clacson degli altri automobilisti. �Oh, Deborah�� feci. �Non per distrarti dai tuoi doveri di guidatrice, ma quando hai un momento, ti spiacerebbe guardare nello specchietto retrovisore?�</p><p>�Non capisco che cazzo vuoi dire�, ringhi�, per� diede lo stesso un�occhiata. Fu un vero colpo di fortuna che ci trovassimo su un rettilineo, perch� per un secondo Debs si dimentic� che stava guidando. �Merda�, sussurr�.</p><p>�Gi�, l�ho pensato anch�io�, concordai.</p><p>Il cavalcavia dell�I-95 era diritto davanti a noi e poco prima di passarci sotto Oscar sband� violentemente a destra, attraversando tre corsie. Quindi svolt� in una via laterale parallela alla superstrada. Deborah imprec� e vir� per stargli dietro. �Avvisa Doakes!� esclam�, e io obbediente presi la radio.</p><p>�Sergente Doakes�, esordii. �Non siamo soli.�</p><p>La radio emise un sibilo. �Che cazzo significa?� ringhi� Doakes, neanche avesse sentito la risposta di Deborah e gli fosse piaciuta al punto da ripeterla anche lui.</p><p>�Abbiamo appena girato a destra sulla 6<sup>th</sup> Avenue e c�� un furgone bianco che ci segue.� Non udii risposta, allora ripetei: �Te l�ho detto che � bianco?� e stavolta mi presi la soddisfazione di sentire Doakes grugnire. �Figlio di puttana.�</p><p>�Proprio quello che ho pensato anch�io�, concordai.</p><p>�Lasciate andare avanti il furgone e stategli dietro�, ordin� lui.</p><p>�No, merda�, borbott� Deborah a denti stretti, poi disse di peggio. Fui tentato anch�io di aggiungere qualcosa di simile. Infatti mentre Doakes toglieva la comunicazione, Oscar imbocc� il ponte della I-95 con noi all�inseguimento e all�ultimo secondo sterz� rapido e torn� indietro in discesa infilandosi nella 6<sup>th</sup> Avenue. Il suo 4Runner rimbalz� non appena tocc� terra e vacill� per un attimo sulla destra, come se fosse ubriaco, infine acceler� e tir� dritto. Deborah inchiod� facendo un mezzo testa coda; il furgone bianco ci super�, saltando gi� per la discesa, e copr� la distanza che lo separava dal 4Runner. Dopo mezzo secondo, Deborah si raddrizz�, si rimise in corsia e li segu�.</p><p>Quella strada laterale era stretta, con una fila di case sulla destra, un�alta massicciata di cemento giallo sulla sinistra, sovrastata dal ponte della I-95. Guidammo per parecchi isolati, andando via via sempre pi� veloci.</p><p>Una coppia di vecchietti che si tenevano per mano si ferm� sul marciapiede e guard� sfrecciare la nostra singolare processione. Era senz�altro frutto della mia immaginazione, ma al passaggio dei due veicoli mi sembr� di vederli svolazzare in aria.</p><p>Ci avvicinammo un po� di pi� al furgone che fece lo stesso col 4Runner. Tuttavia Oscar correva sempre di pi�; ignor� uno stop costringendoci a sterzare per non finire addosso a un camion con rimorchio. Il veicolo girava su se stesso nel tentativo di evitare il 4Runner e il furgone; tent� una svolta sgraziata a forma di ciambella e si schiant� contro un idrante. Debs strinse i denti, aggir� il camion e oltrepass� l�incrocio, noncurante dei clacson e del getto d�acqua che schizzava fuori dall�idrante, finch� non raggiunse i due veicoli.</p><p>Qualche isolato pi� avanti di Oscar, scorsi una strada principale e il semaforo rosso. Anche da lontano si vedeva il traffico riversarsi a ondate nell�incrocio. D�accordo, non siamo immortali ma, potendo scegliere, non era questo il modo in cui desideravo morire. All�improvviso guardare la tiv� assieme a Rita non mi sembr� poi cos� male. Cercai un modo educato e allo stesso tempo efficace per convincere Debs a fermarsi un istante, ma proprio ora che ne avevo bisogno il mio mirabile cervello sembrava disconnesso. Prima che riuscissi a farlo funzionare, Oscar era gi� al semaforo.</p><p>Probabilmente l�uomo doveva essere andato in chiesa quella settimana, perch� non appena sfrecci� attraverso l�incrocio, il semaforo divent� giallo. Il furgone bianco gli corse subito dietro, inchiodando per evitare un�utilitaria blu che tentava di passare dalla parte opposta; poi fu il nostro turno e venne il verde. Sbandammo dietro al furgone e per poco gli finimmo dentro. Ma, dopotutto, eravamo a Miami� infatti un camion di cemento pass� col rosso dopo l�utilitaria blu, proprio davanti a noi. Deglutii a fatica mentre Deborah teneva schiacciato il pedale del freno e l�auto faceva un testacoda intorno al camion. Sbattemmo con violenza contro il marciapiede, le due ruote sinistre vi saltarono sopra prima di rimbalzare sulla strada.</p><p>�Niente male�, commentai, mentre Deborah riprendeva ad accelerare. Forse avrebbe anche avuto il tempo di ringraziarmi per il complimento, se solo il furgone bianco non avesse deciso di approfittare della situazione per rallentare al nostro fianco e finirci addosso. La parte posteriore della nostra auto si spost� a sinistra, ma Deborah riusc� a raddrizzarla. Il furgone ci urt� di nuovo, pi� forte, proprio dietro alla mia portiera che, mentre incassavo il colpo, si apr�. Visto che la macchina sbandava, Deborah fren� forse non era la strategia vincente, dato che il furgone contemporaneamente acceler� e stavolta agganci� la portiera cos� forte da staccarla e farla volare via: la vidi colpire il furgone con un forte schiocco sullo pneumatico posteriore, prima di mettersi a oscillare come una ruota deformata, sprizzando scintille.</p><p>Scorsi il furgone barcollare pian piano e sentii il rumore di una gomma che scoppiava. Poi quella parete bianca sbatt� contro di noi un�altra volta. La nostra macchina sband� violentemente a sinistra, sal� sul marciapiede ed entr� in una recinzione metallica che divideva la strada dalla rampa di discesa della I-95. Non smettevamo di girare, come se le ruote fossero di burro. Deborah tent� di fermarle, stringendo i denti, e ce l�avevamo quasi fatta. Ma naturalmente, quella settimana io in chiesa non c�ero andato: mentre le nostre ruote anteriori sbattevano contro il marciapiede dal lato opposto della rampa, un�enorme SUV rossa ci entr� nel cofano. Ci rovesciammo in mezzo all�incrocio della superstrada, nell�area erbosa che circondava un grande stagno. Ebbi soltanto un attimo per notare che l�erba tagliata sembrava aver preso il posto del cielo notturno. L�auto rimbalz� e l�airbag mi esplose sulla faccia. Mi sentii come se avessi fatto la battaglia dei cuscini con Mike Tyson. Ero ancora stordito quando la macchina si rovesci� sul tettuccio, entr� nello stagno e cominci� a riempirsi d�acqua.</p></section><section><title><p>20</p></title><p>Non ho vergogna a riconoscere i miei modesti talenti. Per esempio, non nascondo di avere un�abilit� al di sopra della media nel fare osservazioni brillanti e anche una certa predisposizione a piacere alla gente. Ma sono onesto con me stesso e disposto a riconoscere anche i miei difetti. Dopo un breve esame di coscienza mi vidi dunque costretto ad ammettere di non essere mai stato capace di respirare l�acqua. Inchiodato al sedile dalla cintura di sicurezza, stordito, la osservavo penetrare a fiotti e vorticarmi sulla testa. La mia era davvero un�enorme pecca, pensai.</p><p>Non fu molto incoraggiante nemmeno l�ultima visione che ebbi di Deborah, prima che l�acqua si chiudesse sulla sua testa. Era imprigionata al sedile, immobile, con gli occhi chiusi e la bocca spalancata, esattamente l�opposto rispetto a com�era di solito, e non mi sembr� un buon segno. Poi l�acqua mi entr� anche negli occhi e non vidi pi� nulla.</p><p>Amo anche pensare di avere una buona capacit� di reazione agli imprevisti, e credo che l�improvviso stordimento fosse dovuto al fatto di essere stato sballottato su e gi� e di aver sbattuto contro l�airbag. In ogni caso, rimasi in acqua a testa in gi� per un tempo che mi parve piuttosto lungo e, mi vergogno ad ammetterlo, ne passai la maggior parte a disperarmi per la mia scomparsa.</p><p>Devoto Dipartito Dexter, stroncato nel fiore degli anni! Quante grandi cose poteva ancora fare e quanti criminali restavano da smembrare. <emphasis>Le porgo le mie pi� sentite condoglianze, Passeggero Oscuro, io lo conoscevo bene. </emphasis>E quel povero ragazzo stava anche per sposarsi. Altro che triste� mi immaginai Rita vestita di bianco, che piangeva sull�altare con i due bambini accanto. La cara, piccola Astor, con i capelli cotonati e l�abitino verde da damigella inzuppato di lacrime. E il silenzioso Cody nel suo minuscolo smoking che fissava il fondo della chiesa e aspettava. Pensava alla nostra ultima giornata di pesca, si domandava quando avrebbe potuto di nuovo affondare il coltello e rigirarlo lentamente, per assistere sorridendo al sangue rosso vivo che gorgogliava fuori, sulla lama e poi�</p><p><emphasis>Con calma, Dexter. </emphasis>Da dove ti venivano tutti quei pensieri? Domanda retorica, d�accordo, e non mi serviva il boato divertito del mio vecchio amico interiore per trovare la risposta. Ma grazie a quel suggerimento feci due pi� due e capii che Cody�</p><p>Non � strano quello che ci viene in mente prima di morire? La macchina si era ribaltata sul tettuccio e mi cullava lentamente, piena di un�acqua cos� densa e fangosa che non sarei riuscito a distinguere una pistola puntata contro il mio naso. E nonostante ci� la visione di Cody era nitida, pi� chiara persino dell�ultima volta in cui ci eravamo trovati nella stessa stanza. Dietro alla sua sagoma sottile scorsi un�enorme ombra scura, una massa nera e senza volto che sembrava sghignazzare.</p><p>Com�era possibile? Ripensai al modo in cui aveva conficcato allegramente il coltello nel pesce. E alla sua strana reazione di fronte alla scomparsa del cane della vicina� Molto simile alla mia quando da ragazzino mi avevano chiesto la stessa cosa ed ero stato io a catturare l�animale per farci i miei esperimenti. Riflettei che anche lui, come me, era stato vittima di un trauma: suo padre, sotto effetto della droga, aveva afferrato una sedia e colpito con rabbia lui e sua sorella.</p><p>Non potevo crederci. Era ridicolo, eppure� tutti i pezzi combaciavano. La poesia della perfezione.</p><p>Io avevo un figlio.</p><p>Qualcuno Simile A Me.</p><p>Ma non ci sarebbe stato un saggio patrigno pronto a guidarlo nel mondo del taglia-e-affetta. Nessun onniveggente Harry disposto a insegnargli come diventare ci� a cui era destinato, ad aiutarlo nella sua trasformazione da bambino spaurito a vendicatore mascherato. Nessuno avrebbe avuto la pazienza di prepararlo ai pericoli e alla lucente lama che era il suo futuro� Se Dexter fosse morto in quel momento, Cody non avrebbe avuto una guida.</p><p>Forse suonerebbe un po� melodrammatico se dicessi �Quel pensiero mi incit� a ribellarmi�, anche perch� ho la tendenza a recitare solo davanti a un pubblico. Comunque, la comprensione della vera natura di Cody mi stimol� e sentii anche, come in un�eco, una voce profonda e incorporea che diceva: <emphasis>Slaccia la cintura di sicurezza, Dexter. </emphasis>In qualche modo riuscii ad avvicinare le dita, che erano diventate gonfie e pesanti, al pulsante che la sbloccava e ad armeggiare con la fibbia. Sembrava di dover infilare un prosciutto dentro un ago, ma premetti e spinsi finch� non funzion�. Questo ovviamente signific� che andai a sbattere con la testa contro il tettuccio, e anche piuttosto forte, considerato che mi trovavo sott�acqua. Ma lo choc causato dalla botta mi rinfresc� le idee, cos� mi girai e cercai un�uscita nel punto dove era saltata via la portiera. Riuscii a spingermi fuori, non prima di finire con la faccia dentro il fondo fangoso dello stagno.</p><p>Mi tirai su, scalciando per raggiungere la superficie. Non fu un gesto molto eroico, comunque funzion�, dato che l�acqua non era pi� alta di un metro. Finii in ginocchio, quindi mi alzai barcollando e per un istante rimasi cos�, fermo in acqua, a vomitare e inspirare. Che elemento meraviglioso e sottovalutato � l�aria! � proprio vero che impariamo ad apprezzare le cose soltanto quando ce le tolgono. � terribile se penso a tutti quei disgraziati nel mondo che non possono respirare, come per esempio�</p><p>� Deborah?</p><p>Un vero essere umano si sarebbe accorto un po� prima che sua sorella stava annegando, ma cercate di capire: dopo tutto quello che avevo passato, non potete aspettarvi cos� tanto da un�imitazione. E poi adesso me n�ero ricordato e speravo di essere ancora in tempo. Sebbene non avessi niente in contrario nel correre a salvarla, non potei fare a meno di pensare che pretendessero un po� troppo dal Deferente Defilato Dexter, non trovate? Non ero ancora uscito dall�acqua che gi� dovevo rientrare.</p><p>D�altronde, la famiglia � pur sempre la famiglia, e l�autocompatimento non mi ha mai portato nulla di buono. Inspirai a fondo e mi tuffai nell�acqua fangosa, facendomi strada attraverso l�apertura fino al sedile anteriore della macchina capovolta. Qualcosa mi urt� contro la faccia e mi afferr� brutalmente per i capelli� Sperai fosse Debs, dal momento che nessun altro essere vivente l� sotto poteva avere denti pi� affilati. La raggiunsi e tentai di aprirle le dita.</p><p>Era molto difficile trattenere il respiro armeggiando alla cieca, senza farsi strappare di colpo i capelli. Ma Deborah stringeva con forza� il che era buon segno, in un certo senso, perch� voleva dire che era ancora viva. Mi domandai per� che cosa avrei perso per primi, se i capelli o i polmoni. No, non sarebbe mai successo. Usando tutte e due le mani riuscii a staccarle le dita dalla mia povera acconciatura. Cercai a tentoni le sue braccia fino alle spalle e quindi lungo il corpo, finch� non raggiunsi la chiusura della cintura di sicurezza. Feci scivolare la mano nella fibbia e premetti il pulsante.</p><p>Era inceppato, naturale. Ormai l�avevamo capito che era una di quelle giornate no, vero? Era gi� capitato di tutto e sarebbe stato troppo sperare che almeno una cosa non andasse storta. Giusto a sottolineare la faccenda, sentii un <emphasis>blurp </emphasis>nell�orecchio e capii che Deborah non aveva pi� fiato e tentava la sorte respirando acqua. Magari ci sarebbe riuscita meglio di me, ma non ne ero per niente sicuro.</p><p>Scivolai pi� in basso e puntai le ginocchia contro il tettuccio, incastrando la spalla nella pancia di Debs e spingendo in alto perch� la cintura si liberasse del suo peso. Tirai quel tanto da renderla floscia e lenta, perch� potesse passarci sotto. Allora puntai i piedi e spinsi mia sorella fuori dalla cintura e verso l�uscita. Anche lei sembrava un po� floscia e lenta: forse, nonostante quegli eroici tentativi, era ormai troppo tardi. La mia camicia si impigli� da qualche parte nell�apertura e si strapp�, ma non smisi di spingere e ancora una volta mi trovai fuori, barcollante, nell�aria notturna.</p><p>Deborah era un peso morto nelle mie braccia e un sottile rivolo di fango le colava dall�angolo della bocca. Me la issai sulle spalle e tentai di attraversare lo stagno e raggiungere il prato. La fanghiglia mi bloccava a ogni passo e, poco lontano dalla macchina, persi la scarpa sinistra. Pazienza. Una scarpa era pi� facilmente rimpiazzabile di una sorella, cos� tenni duro finch� non riuscii ad arrampicarmi sulla sponda e sdraiare Deborah con la schiena sulla terraferma.</p><p>Poco lontano si sent� una sirena, immediatamente seguita da un�altra. Che gioia! Soccorsi in arrivo. Forse avevano anche un asciugamano. In realt�, non ero cos� sicuro che a Deborah sarebbero serviti a qualcosa. Cos� mi sedetti accanto a lei, la misi a faccia in gi� sulle mie ginocchia e tentai di far uscire pi� acqua possibile. Quindi la rovesciai sulla schiena, le tolsi dalla gola un dito di fango e le praticai la respirazione bocca a bocca.</p><p>Dapprima ricevetti in cambio soltanto un altro sorso di acqua fangosa, il che non contribu� a rendere il compito pi� divertente. Per� continuai e presto Debs rabbrivid� in modo convulso e vomit� un bel po� d�acqua� la maggior parte addosso a me, purtroppo. Toss� orribilmente, poi fece un respiro simile a una vecchia porta scardinata che si spalancava e disse: �Cazzo��</p><p>Per una volta, non potei non apprezzare il suo linguaggio colorito. �Bentornata�, feci.</p><p>Deborah gir� debolmente il viso e tent� di tirarsi su. Ricadde sulla faccia, ansimando dal dolore. �Oh, Cristo. Merda, mi sono rotta qualcosa�, mormor�. Volt� la testa su un fianco e vomit� ancora un po�, inarcando la schiena e tentando di respirare in mezzo ai conati. La guardai e ammetto che mi sentii piuttosto fiero di me stesso. <emphasis>Dexter il Delfino ce l�ha fatta e ha salvato la situazione.</emphasis></p><p>�Non trovi che il vomito sia un�invenzione meravigliosa?� le chiesi. �Vista l�alternativa, intendo.�</p><p>Naturalmente una risposta pungente sarebbe stata troppo, date le condizioni della disgraziata, comunque mi rallegrai che trovasse la forza di sussurrarmi: ��Fanculo�.</p><p>�Dove hai male?� le chiesi.</p><p>�Dannazione�, rispose. Sembrava molto debole. �Non riesco a muovere il braccio sinistro. Tutto il braccio�� Si interruppe e tent� di spostarlo, facendosi parecchio male. Respir� a fondo, il che la fece di nuovo tossire, infine si afflosci� sulla schiena ansimando.</p><p>Mi inginocchiai accanto ed esaminai delicatamente la parte superiore del braccio. �Qui?� domandai.</p><p>Lei scosse la testa.</p><p>Toccai pi� in su, all�attaccatura della spalla e sulla clavicola, e non ebbi bisogno di chiedere altro. Debs rantol�, batt� le palpebre e, nonostante il fango, mi accorsi che era diventata ancora pi� pallida. �Ti sei rotta la clavicola�, la informai.</p><p>�Non � possibile�, replic� con voce flebile e roca. �Devo trovare Kyle.�</p><p>�No�, mi opposi. �Tu devi andare al pronto soccorso. Se vai in giro in queste condizioni, finirai legata e impacchettata al suo fianco e non sarai d�aiuto a nessuno.�</p><p>�Io devo fare qualcosa�, mormor�.</p><p>�Deborah, ti ho appena tirato fuori da un�auto immersa nell�acqua, danneggiando una splendida camicia da bowling. Vuoi vanificare il mio eroico salvataggio?�</p><p>Lei riprese a tossire e grugn�: bastava che respirasse e la clavicola le doleva. Immaginai che avesse ancora voglia di discutere, comunque si stava anche rendendo conto del gran male che aveva. Dato che la nostra conversazione non stava portando a nulla, Doakes arriv� a proposito, seguito da un paio di infermieri.</p><p>Il buon sergente mi guard� in cagnesco, neanche fossi stato io a spingere l�auto nello stagno e a capovolgerla. �Li avete persi, eh?� comment�. Lo trovai davvero maleducato.</p><p>�Gi�, non pensavo che sarebbe stato cos� difficile stargli dietro sott�acqua e con la macchina capovolta�, ribattei. �La prossima volta ci provi tu e noi stiamo qui a lamentarci.�</p><p>Doakes mi fiss� e grugn�. Poi si inginocchi� accanto a Deborah e chiese: �Sei ferita?�</p><p>�La clavicola�, mormor� lei. �Si � rotta.� Stava superando rapidamente il trauma e cercava di combattere il dolore mordendosi le labbra e ansimando. Sperai che gli infermieri avessero qualche cura pi� efficace. �Doakes�, disse Deborah e lui la guard�, �prendilo�. Lui si limit� a fissarla, mentre lei stringeva i denti e lottava contro un�altra ondata di dolore.</p><p>�Da questa parte�, disse un infermiere, un giovanotto muscoloso con i capelli sparati in su. Lui e il suo collega pi� vecchio e robusto fecero passare la barella dove la macchina di Debs aveva aperto un buco nella recinzione. Doakes cerc� di alzarsi perch� potessero sollevare Deborah, ma lei lo tenne per un braccio con una forza sorprendente.</p><p>�Prendilo�, ripet�. Doakes si limit� a fare cenno di s� con la testa, ma a Deborah bast�. Lasci� andare il braccio del sergente che si alz� per far passare gli infermieri. Loro le piombarono addosso, le diedero un�occhiata e poi la caricarono sulla barella, la sollevarono e la spinsero verso l�ambulanza. La guardai allontanarsi, chiedendomi che fine avesse fatto il nostro amico del furgone bianco. Aveva una gomma bucata� non poteva andare troppo lontano. Era chiaro che avrebbe cambiato veicolo, anzich� chiamare il soccorso stradale per farsi aiutare a cambiare la ruota. Quindi molto probabilmente avremmo trovato nei dintorni il furgone abbandonato e la segnalazione di un�auto rubata.</p><p>Animato da un�estrema generosit�, vista la considerazione che Doakes aveva di me, gli andai incontro per renderlo partecipe delle mie congetture. Avevo appena fatto un passo nella sua direzione quando sentii un gran trambusto. Mi voltai a guardare.</p><p>Un cinquantenne ben piantato con addosso soltanto un paio di mutande correva verso di noi in mezzo alla strada. La pancia gli toccava la cintura e ballonzolava su e gi�: ovviamente non era molto abituato a fare jogging e faticava a correre e insieme agitare la mano gridando: �Ehi! Ehi! Ehi!� Aveva attraversato la sopraelevata della I-95 e quando ci raggiunse era trafelato e ansimava cos� forte da non riuscire a formulare un discorso coerente. Comunque una certa idea su ci� che avrebbe detto l�avevo.</p><p>�<emphasis>El fugone</emphasis>�, rantol�. Gli mancava il fiato e per di pi� aveva l�accento cubano ma stava cercando di dire: �Il furgone�.</p><p>�Un furgone bianco? Con una ruota sgonfia? E la tua macchina � scomparsa�, lo anticipai, mentre Doakes mi guardava.</p><p>L�individuo ansimante scuoteva la testa. �Un furgone bianco, sicuro. Mi � sembrato di sentire un cane l� dentro, credo ferito�, spieg� e fece una pausa per prendere fiato e descrivere meglio la scena orribile a cui aveva assistito. �E poi��</p><p>Ma aveva sprecato fiato inutilmente. Doakes e io ci eravamo gi� precipitati in strada nella direzione da cui era venuto.</p></section><section><title><p>21</p></title><p>Forse il sergente Doakes non si ricordava pi� che era lui a dovermi stare dietro, perch� nella corsa al furgone mi distacc� di una ventina di metri. Naturalmente aveva il vantaggio per niente trascurabile di possedere entrambe le scarpe; comunque era stato bravo.</p><p>Il furgone era arenato su un marciapiede, davanti a una casa arancione pallido circondata da un muro di pietra color corallo. Il paraurti anteriore aveva sbattuto contro uno spigolo sgretolando il muro, mentre la parte posteriore era di sbieco in mezzo alla strada, il che ci permetteva di ammirare la targa giallo vivo con scritto SCEGLI LA VITA.</p><p>Quando lo raggiunsi, notai che la portiera sul retro era gi� aperta e udii il lamento proveniente dall�interno. Stavolta non sembrava un cane, o forse ero io che ci avevo fatto l�abitudine. Era pi� acuto e meno ripetitivo, pi� vicino a un gorgoglio stridulo piuttosto che a un urlo. Era comunque il verso inconfondibile di uno di quei morti viventi.</p><p>Era legato con delle cinghie a un sedile d�auto senza schienale che era stato messo di traverso, in modo da tenere tutta la lunghezza. In quelle cavit� prive di palpebre, gli occhi si muovevano avanti e indietro e la bocca, senza labbra n� denti, era congelata in una specie di O. La cosa si agitava come un bambino, ma non avendo braccia n� gambe non riusciva a fare granch�.</p><p>Doakes si era accovacciato al suo fianco e guardava ci� che restava della sua faccia con una commovente mancanza di espressione. �Frank�, disse, e la cosa rote� gli occhi nella sua direzione. Per un attimo l�ululato si interruppe, poi riprese pi� acuto, impegnato in un diverso tipo di agonia, simile a una supplica.</p><p>�Lo hai riconosciuto?� domandai.</p><p>Doakes annu�. �� Frank Aubrey�, rispose.</p><p>�Come fai a dirlo?� chiesi. Sul serio, credo che avrei avuto un�enorme difficolt� a riconoscere una persona in quelle condizioni. L�unico segno visibile erano le rughe sulla fronte.</p><p>Doakes continuava a fissarlo, quindi grugn� e indic� la zona laterale del collo. �Quel tatuaggio. � di Frank.� Grugn� un�altra volta, si pieg� in avanti e diede un colpetto a un piccolo pezzo di carta attaccato alla panca. Mi avvicinai a vedere: con la stessa grafia filiforme della volta scorsa il dottor Danco aveva scritto:</p><empty-line/><cite><p>ONORE</p></cite><empty-line/><p>�Chiama i paramedici�, ordin� Doakes.</p><p>Corsi verso l�ambulanza: gli infermieri stavano gi� chiudendo i portelli. �Ve ne sta ancora un altro?� chiesi. �Non occupa tanto spazio, per� ha urgente bisogno di sedativi.�</p><p>�In che condizioni �?� mi domand� il giovanotto con i capelli sparati.</p><p>Dal punto di vista professionale la sua richiesta era davvero sensata, ma tutte le risposte che mi vennero in mente mi parvero frivole, cos� mi limitai a dire: �Credo che anche tu potresti averne bisogno, di quei sedativi�.</p><p>I due mi guardarono come se li stessi prendendo in giro e non afferrarono la gravit� della situazione. Poi si lanciarono un�occhiata e alzarono le spalle. �D�accordo, amico�, borbott� il pi� vecchio. �Gli diremo di stringersi un po�.� Il ragazzo con i capelli sparati scosse il capo, ma torn� indietro, apr� il portello posteriore e fece uscire la barella.</p><p>Mentre i due la spingevano lungo l�isolato diretti al furgone di Danco, salii sul retro dell�ambulanza per vedere che cosa faceva Deborah. Aveva gli occhi chiusi ed era molto pallida, ma sembrava respirare debolmente. Apr� un occhio e mi guard�. �Siamo fermi�, disse.</p><p>�Il dottor Danco ha fracassato il furgone.�</p><p>Lei si irrigid� e spalanc� gli occhi. �L�avete preso?�</p><p>�No, Debs. Abbiamo solo il suo passeggero. Credo che lo stesse per consegnare, visto che � gi� pronto.�</p><p>Se prima pensavo che fosse pallida, ora divenne quasi evanescente. �Kyle�, fece.</p><p>�No�, le spiegai. �Doakes dice che � un tipo di nome Frank.�</p><p>�Siete sicuri?�</p><p>�Direi proprio di s�. Ha un tatuaggio sul collo. Non � Kyle, sorellina.�</p><p>Deborah chiuse gli occhi e si accasci� nella barella come un pallone sgonfio. �Grazie a Dio�, mormor�.</p><p>�Spero che tu non abbia nulla in contrario a condividere la vettura con Frank�, aggiunsi.</p><p>Lei scosse il capo. �Niente in contrario�, rispose e riapr� gli occhi. �Dexter, niente stronzate con Doakes. Aiutalo a trovare Kyle. D�accordo?�</p><p>Doveva essere l�effetto delle droghe, perch� non l�avevo mai sentita fare una richiesta in modo cos� supplichevole. �Va bene, Debs. Far� del mio meglio�, promisi e i suoi occhi si richiusero.</p><p>�Grazie�, disse.</p><p>Tornai al furgone di Danco appena in tempo per vedere l�infermiere pi� vecchio tirarsi su, di sicuro perch� aveva appena vomitato. Poi si rivolse al suo collega. Questi era seduto sul marciapiede con la testa fra le mani, mentre Frank dall�interno continuava a ululare. �Avanti, Michael�, gli disse il tipo pi� anziano. �Forza, amico.�</p><p>Michael non sembrava molto propenso a muoversi, se non per dondolarsi avanti e indietro e ripetere: �Oddio. Cristo. Oddio�. Decisi che forse non aveva bisogno di un incoraggiamento e mi diressi verso la portiera anteriore del furgone. Si era aperta di scatto e sbirciai all�interno.</p><p>Il dottor Danco doveva andare di fretta, perch� aveva dimenticato un costosissimo scanner, di quelli che usano curiosi e cronisti per monitorare il traffico radio della polizia. Fu davvero rassicurante scoprire che Danco era riuscito a seguirci grazie a questo e non a chiss� quali superpoteri.</p><p>A parte quello, il furgone era pulito. Non c�erano taccuini, n� foglietti con sopra indirizzi o frasi in latino scarabocchiate dietro. Niente che ci potesse fornire qualche indizio. Avremmo potuto trovare delle impronte, ma dal momento che sapevamo gi� chi c�era al volante non ci sarebbero state di grande aiuto. Presi lo scanner e mi diressi verso il retro del furgone. L�infermiere pi� vecchio era finalmente riuscito a far alzare il collega, mentre Doakes era in piedi davanti al portello. Gli porsi lo scanner. �Era sul sedile davanti�, dissi. �Ci stava ascoltando.�</p><p>Doakes gli diede appena un�occhiata e lo pos� nel furgone. Dato che non mi sembrava cos� loquace, gli domandai: �Hai idea su cosa fare adesso?�</p><p>Mi fiss� senza parlare e io ricambiai lo sguardo, in attesa; non fosse stato per gli infermieri credo che avremmo potuto continuare per ore, finch� i piccioni non ci avessero fatto il nido sulla testa.</p><p>�Okay, gente�, fece il pi� vecchio e noi ci spostammo perch� i due potessero prendere Frank. L�infermiere tarchiato sembrava essere del tutto a suo agio ora, come se dovesse steccare un ragazzino con una distorsione alla caviglia. Il suo collega, invece, non era cos� contento: lo sentivo sospirare a metri di distanza.</p><p>Mi misi accanto a Doakes e li osservai mentre mettevano Frank sulla barella. Guardai il sergente e mi accorsi che anche lui mi stava fissando. Mi sorrise in quel suo modo tanto odioso. �Ora tocca a noi due�, fece. �E io di te non so nulla.� Si appoggi� al furgone bianco mezzo distrutto e incroci� le braccia. Sentii gli infermieri sbattere il portello dell�ambulanza e accendere la sirena. �Solo io e te�, ripet� il sergente, �e nessuno ad arbitrare.�</p><p>�� questa tutta la tua saggezza da campagnolo?� replicai, perch� io ero l� dopo aver sacrificato una scarpa sinistra e una splendida camicia da bowling. Senza contare il mio hobby, la clavicola di Deborah e la macchina finita a fare il bagno in piscina. E lui se ne stava l�, con la camicia stirata a fare allusioni subdole e ostili. Quell�uomo aveva davvero oltrepassato la misura.</p><p>�Di te non mi fido�, mi chiar�.</p><p>Sicuramente era buon segno che il sergente Doakes si aprisse nei miei confronti e mi confidasse i suoi dubbi e le sue paure. D�altro canto, per�, mi resi conto che non dovevamo perdere di vista l�obiettivo. �Pazienza. Non abbiamo pi� molto tempo�, ribattei. �Ora che ha impacchettato e consegnato Frank, Danco comincer� con Kyle.�</p><p>Il sergente pieg� la testa da una parte e la scosse lentamente. �Kyle non mi interessa�, dichiar�. �Lui sapeva a che cosa andava incontro. Quel che rischiava a mettersi contro il dottore.�</p><p>�Per� interessa a mia sorella�, osservai. �Ed � l�unico motivo per cui sono qui.�</p><p>Doakes annu�. �Niente male. Quasi ci credo.�</p><p>Non so perch�, ma fu allora che mi venne un�idea. Ammetto che Doakes si stava comportando in modo altamente irritante� e non solo perch� mi aveva impedito di portare avanti la mia battaglia personale, cosa gi� piuttosto grave. Adesso si era anche messo a criticare le mie azioni, atteggiamento, questo, davvero incivile. Forse l�irritazione � la madre dell�invenzione: non sembrer� cos� poetico, ma � cos�. In ogni caso, una porticina si spalanc� nel cervello arrugginito di Dexter e si accese una piccola luce; un vero e proprio segno della mente all�opera. Ovviamente, Doakes vi avrebbe dato poco credito, a meno che non gli avessi mostrato quanto brillante fosse la mia idea; cos� feci un tentativo. Mi sentivo un po� come Bugs Bunny che cerca di convincere Elmer Fudd a fare qualcosa di molto rischioso perch� ne paghi le conseguenze.</p><p>�Sergente Doakes�, dissi, �Deborah � l�unica persona rimasta della mia famiglia e non � giusto da parte tua dubitare del mio impegno. In particolare�, continuai, lottando contro la tentazione di pulirmi le unghie in stile Bugs Bunny, �dal momento che finora non hai combinato un tubo.�</p><p>Di qualunque pasta egli fosse, dal killer spietato a tutto il resto, il sergente Doakes sembrava in grado di provare emozioni. Forse era questa la grande differenza tra noi, il motivo per cui teneva il suo cappellino bianco ben cementato sulla testa e combatteva contro quella che doveva essere una parte di se stesso. Comunque, scorsi un�ondata di rabbia attraversargli la faccia e udii la sua ombra interiore che ringhiava. �Non ho combinato un tubo�, ripet�. �Buona questa.�</p><p>�Esatto�, dissi fermamente. �Io e Deborah abbiamo fatto il lavoro sporco e ci siamo presi tutti i rischi, non puoi negarlo.�</p><p>Per un istante gli si gonfiarono i muscoli della mascella, quasi volessero saltare fuori dalla faccia e strangolarmi. Il suo ringhio interiore divenne un ruggito che risuon� nelle orecchie del mio Passeggero Oscuro; allora lui si alz� e gli rispose. Restammo cos�, con due ombre gigantesche e invisibili che mostravano i muscoli e si sfidavano in nostra presenza.</p><p>Probabilmente la strada si sarebbe riempita di membra squarciate e litri di sangue, se un�auto di pattuglia non avesse scelto proprio quel momento per inchiodare davanti a noi, interrompendoci. Ne scese un giovane poliziotto e Doakes, per abitudine, estrasse il distintivo e glielo mostr� senza smettere di fissarmi. Con l�altra mano gli fece cenno di andarsene; il poliziotto fece marcia indietro e infil� la testa in macchina per consultarsi col collega.</p><p>�D�accordo�, mi disse il sergente Doakes, �hai qualche idea?�</p><p>Non era proprio la cosa ottimale. Bugs Bunny l�avrebbe fatta tirare fuori a lui l�idea, comunque andava bene lo stesso. �In effetti�, risposi, �una l�avrei. Ma � un po� rischiosa.�</p><p>�L�avevo immaginato.�</p><p>�Se per te � troppo, proponine un�altra�, replicai. �Ma credo che non ci sia molta scelta.�</p><p>Notai che ci stava pensando su. Sapeva che lo volevo usare come esca, ma quello che avevo detto era troppo vero e lui era troppo arrabbiato e pieno di orgoglio per preoccuparsene.</p><p>�Sentiamo un po��, disse alla fine.</p><p>�Oscar � scappato�, feci.</p><p>�Cos� sembra.�</p><p>�Dunque resta una sola persona che noi siamo sicuri possa interessare al dottor Danco�, spiegai, e gli puntai contro un dito. �Tu.�</p><p>A prima vista lui sembr� non battere ciglio, per� aggrott� la fronte e per qualche secondo si dimentic� di respirare. Quindi annu� adagio e fece un grosso sospiro. �Furbastro figlio di puttana�, sibil�.</p><p>�Vero�, ammisi. �Ma non dirmi che ho torto.�</p><p>Doakes prese lo scanner, si spost� di lato e si sedette sul retro del furgone. �Okay�, fece. �Prova a parlarmene.�</p><p>�Primo, scommetto che se ne procurer� un altro�, dissi, indicando il macchinario vicino a Doakes.</p><p>�Uh-huh.�</p><p>�Quindi, se sappiamo che ci sta ascoltando, possiamo dirgli quello che vuole sentirsi dire. E cio�, dichiarai col mio sorriso migliore, �chi sei e dove ti trovi.�</p><p>�E io chi sono?� chiese il sergente, come se il mio sorriso non avesse sortito alcun effetto.</p><p>�Tu sei l�uomo che l�ha consegnato ai cubani�, risposi.</p><p>Mi studi� per un po�, poi scosse la testa. �Insomma, vuoi proprio che rischi di farmi affettare l�uccello, eh?�</p><p>�Sicuro. Ma non sarai preoccupato, vero?�</p><p>�Lui ha Kyle, non c�� problema.�</p><p>�Tu sarai avvisato del suo arrivo�, dissi. �Kyle non lo era. Inoltre mi sembra che in queste situazioni tu te la sappia cavare un po� meglio di lui, no?�</p><p>Doakes non aveva nessun pudore, era del tutto prevedibile, per� ci prov� lo stesso. �� vero�, concord�. �E tu resti un gran leccaculo.�</p><p>�Ma che leccaculo�, mi difesi. �� la verit�, pura e semplice.�</p><p>Il sergente fiss� lo scanner che giaceva accanto a lui. Poi il suo sguardo corse alla superstrada illuminata d�arancione. Le luci fecero brillare di arancione una goccia di sudore che gli scendeva dalla fronte per entrargli in un occhio. Lui se l�asciug� senza pensarci, sempre scrutando la I-95. Era rimasto a squadrarmi senza batter ciglio per cos� tanto tempo che mi diede un certo fastidio averlo l� vicino impegnato a guardare qualcos�altro. Mi sembrava quasi di essere invisibile.</p><p>�D�accordo�, brontol� tornando a rivolgersi a me. La luce arancione ora gli brillava negli occhi. �Cominciamo.�</p></section><section><title><p>22</p></title><p>Il sergente Doakes mi riport� alla centrale. Stare cos� vicino a lui fu un�esperienza singolare e inquietante. Scoprimmo di non avere molti argomenti di conversazione. Mi sorpresi a studiare il suo profilo con la coda dell�occhio. Come sarebbe andata a finire? Com�era possibile che lui fosse proprio come pensavo, anche se <emphasis>non aveva fatto nulla </emphasis>per dimostrarlo? L�aver dovuto sospendere l�appuntamento con uno dei miei compagni di gioco mi aveva dato parecchio sui nervi, mentre sembrava che Doakes non avesse questo tipo di problemi. Forse aveva gi� avuto modo di sfogarsi in Salvador. Era diverso farlo con l�approvazione ufficiale del proprio governo? Oppure era soltanto pi� facile, dato che non doveva preoccuparsi di essere scoperto?</p><p>Non conoscevo la risposta e di sicuro non gliela sarei andata a chiedere. Giusto per ribadire le cose, si ferm� a un semaforo rosso e mi fiss�. Finsi di non accorgermene, guardando dritto oltre il parabrezza, e quando venne il verde lui riprese a scrutare la strada. Arrivati allo stagno, svoltammo a destra e il sergente mi fece sedere su un�altra Ford Taurus. �Dammi un quarto d�ora�, mi disse mentre faceva cenno di si alla radio, �poi chiamami.� Senza aggiungere altro, torn� alla sua macchina e se ne and�.</p><p>Una volta abbandonato a me stesso, riflettei sui sorprendenti avvenimenti delle ultime ore: Deborah all�ospedale, io alleato con Doakes� e l�intuizione che avevo avuto su Cody mentre guardavo in faccia la morte. Naturalmente, potevo essermi del tutto sbagliato sul ragazzo. La sua reazione quando la vicina aveva nominato il cane scomparso poteva aver avuto altre cause; anche quel modo violento di affondare il coltello nel pesce poteva spiegarsi come una normale espressione di crudelt� infantile. Ma, stranamente, mi accorsi che volevo che fosse vero. Volevo che Cody crescesse e diventasse come me� Soprattutto, compresi che volevo plasmarlo e instradarlo a seguire il Cammino di Harry.</p><p>Ecco che cos�era l�impulso umano a riprodursi: un�inutile e potente brama a replicare l�insostituibile e splendido me stesso, anche se l�essere in questione era un mostro che non meritava di vivere tra gli umani. Questo spiegava sicuramente l�origine degli individui imbecilli e sgradevoli che incontravo ogni giorno. A parte loro, comunque, ero perfettamente consapevole che senza di me il mondo sarebbe stato un posto migliore� Soltanto, mi sono sempre preoccupato pi� di me che di quello che poteva pensare il mondo. Adesso per� non vedevo l�ora di generare qualcosa di simile a me, come Dracula che crea un nuovo vampiro perch� stia al suo fianco nelle tenebre. Sapevo che era sbagliato� ma come mi sarei divertito!</p><p>Stavo diventando un vero idiota. Che la mia parentesi sul divano di Rita avesse trasformato le mie strabilianti facolt� cognitive in un ammasso di stucchevole sentimentalismo? Come potevo concepire simili assurdit�? Perch� piuttosto non escogitavo un modo per evitare il matrimonio? Non c�era da stupirsi che non riuscissi a liberarmi della nauseante sorveglianza di Doakes: avevo ormai utilizzato tutte le mie cellule grigie, che ora si erano esaurite.</p><p>Guardai l�orologio. Quindici minuti persi in chiacchiere assurde. Era passato abbastanza tempo: presi la radio e chiamai Doakes.</p><p>�Sergente Doakes, mi dia la sua posizione.�</p><p>Ci fu una pausa, poi un crepitio. �Uh, per il momento � meglio di no.�</p><p>�Pu� ripetere, sergente?�</p><p>�Ero sulle tracce di un sospetto, ma temo che mi abbia visto.�</p><p>�In che senso �sospetto�?�</p><p>Lui fece una pausa, come se si aspettasse che parlassi io perch� non sapeva che cosa dire. �Lo conosco dai tempi dell�esercito. L�hanno catturato in Salvador e pu� aver pensato che sia stata colpa mia.� Un�altra pausa. �Quel tipo � pericoloso�, aggiunse.</p><p>�Le servono rinforzi?�</p><p>�Non ancora. Per ora sto cercando di evitare lo scontro.�</p><p>�Dieci-quattro�, feci, un po� eccitato all�idea che stavolta lo potevo dire anch�io.</p><p>Ripetemmo il messaggio base ancora un po� di volte, per assicurarci che Danco sentisse, e in tutte ci infilai �dieciquattro�. Quando all�una di notte decidemmo che era ora di smettere, mi sentivo esaltato e soddisfatto. Magari l�indomani avrei potuto esercitarmi su �Passo e chiudo� e persino su �Roger�. Finalmente qualcosa di nuovo da fare.</p><p>Vidi un�auto di pattuglia diretta a sud e convinsi il poliziotto a portarmi da Rita. Mi avvicinai zitto zitto alla mia macchina, ci saltai sopra e tornai a casa.</p><p>Quando arrivai al mio rifugio, lo trovai in uno stato di terribile disordine. Mi ricordai che Debs sarebbe dovuta essere qui e invece era in ospedale. L�indomani sarei andato a trovarla. Quella era stata una giornata memorabile anche se devastante: ero stato inseguito in uno stagno da un mutilatore seriale, ero sopravvissuto a un incidente d�auto per poi rischiare di annegare, avevo perso una scarpa praticamente nuova e, come se non bastasse, ero stato costretto a fare l�amicone con il sergente Doakes. Povero Disintegrato Dexter. Non c�era da stupirsi se mi sentivo cos� stanco. Andai a letto e mi addormentai all�istante.</p><empty-line/><p>Il giorno dopo, sul presto, Doakes arriv� al parcheggio della centrale e lasci� la macchina accanto alla mia. Ne usc� con in mano un borsone da ginnastica di plastica, che pos� sul cofano della mia auto.</p><p>�Mi hai portato la tua biancheria da lavare?� chiesi educatamente.</p><p>Ancora una volta il sergente ignor� il mio spensierato senso dell�umorismo. �Se funziona, o lui prende me o io prendo lui�, brontol�. Apr� la cerniera del borsone. �Se io prendo lui, � fatta. Se lui prende me�� Estrasse un GPS e lo piazz� sul cofano. �Se lui prende me, sarai tu a farmi da rinforzo.� Abbozz� un fugace sorriso. �Immaginati che gioia.� Tir� fuori un cellulare e lo mise accanto al GPS. �Questa � la mia assicurazione.�</p><p>Guardai i due oggetti sul cofano della mia macchina. Non mi sembrarono particolarmente minacciosi, ma forse avrei potuto lanciarne uno e usare l�altro come corpo contundente. �Niente bazooka?� chiesi.</p><p>�Non ne ho bisogno. Bastano questi�, rispose. Mise di nuovo la mano nel borsone. �E questo�, aggiunse, tirando fuori un piccolo taccuino, aperto alla prima pagina. Sopra sembrava che ci fosse una serie di numeri e di lettere; dentro la spirale era infilata una biro scadente.</p><p>�Ne uccide pi� la penna della spada�, commentai.</p><p>�Questa s�, fece. �La riga sopra � un numero di telefono. Quella sotto un codice di accesso.�</p><p>�A che cosa devo accedere?�</p><p>�Non ti interessa�, sibil�. �Basta che chiami, introduca il codice e dica il mio numero di cellulare. Loro ti danno la mia posizione GPS e tu mi vieni a prendere.�</p><p>�Sembra facile�, risposi, domandandomi se lo fosse veramente.</p><p>�Persino per uno come te.�</p><p>�Con chi parler�?� chiesi.</p><p>Doakes si limit� a scuotere la testa. �Con una persona che mi deve un favore�, disse e tir� fuori dalla borsa una radiolina portatile della polizia. �E ora la parte pi� facile�, dichiar�. Mi porse la radio e rientr� in macchina.</p><p>Ora che avevamo chiaramente gettato l�esca per il dottor Danco, il passo successivo era riuscire a intercettarlo in un dato posto al momento giusto. La felice coincidenza della festa da Vince Masuoka era troppo perfetta per essere ignorata. Nelle ore successive girammo per la citt� in macchine separate, ripetendo versioni simili dello stesso messaggio, per essere pi� sicuri. Avevamo anche arruolato un paio di pattuglie che, a detta di Doakes, forse sarebbero riuscite a non fare cazzate. Attribuii il commento alla sua fine ironia, che i poliziotti in questione non parvero cogliere: anche se non si misero a tremare, furono un po� troppo solerti nell�assicurare al sergente Doakes che effettivamente non avrebbero fatto cazzate. Era meraviglioso lavorare con un uomo che sapeva ispirare una simile lealt�.</p><p>La nostra minisquadra pass� il resto della giornata a infestare l�etere di chiacchiere sulla mia festa di fidanzamento, unite a indicazioni sulla strada da fare per raggiungere la casa di Vince e sull�ora della festa. E, proprio dopo pranzo, il colpo di grazia: seduto in macchina davanti a un fast food, chiamai per l�ultima volta il sergente Doakes con la radio tascabile per esibirmi in una conversazione accuratamente studiata.</p><p>�Sergente Doakes, qui Dexter, mi riceve?�</p><p>�Qui Doakes�, rispose, dopo una breve pausa.</p><p>�Ci terrei molto se stasera lei partecipasse alla mia festa di fidanzamento.�</p><p>�Non posso andare da nessuna parte�, dichiar� lui. �Quel tipo � troppo pericoloso.�</p><p>�Venga anche solo per un drink. Entra ed esce�, lo tentai.</p><p>�Hai visto come ha conciato Manny, e Manny era un soldato semplice. Io sono quello che l�ha consegnato ai cattivi. Se mi cattura, che ne sar� di me?�</p><p>�Mi sto per sposare, <emphasis>Sarge</emphasis>�, replicai. Mi piaceva chiamarlo <emphasis>Sarge</emphasis>, faceva molto fumetti Marvel. �Non capita tutti i giorni. E poi con tutti questi poliziotti in giro, non avr� il coraggio di muovere un dito.�</p><p>Ci fu una pausa lunga e drammatica in cui sapevo che Doakes avrebbe contato fino a sette, proprio come avevamo concordato. Poi la radio emise un altro crepitio. �Okay�, disse. �Arrivo verso le nove.�</p><p>�Grazie, <emphasis>Sarge</emphasis>�, ribattei, felice di poterlo ripetere. Tanto per completare la mia gioia, aggiunsi: �Ci tengo davvero tanto. Dieci-quattro�.</p><p>�Dieci-quattro.�</p><p>Sperai che da qualche parte in citt� la nostra piccola scenetta radiofonica avesse fatto presa sul bersaglio. Chiss� se, mentre si sciacquava le mani prima di operare, si sarebbe fermato a sentire, la testa piegata da un lato? Mentre lo scanner frusciava per la voce calma e melodiosa di Doakes, forse avrebbe posato la sega, si sarebbe asciugato le mani e avrebbe segnato l�indirizzo su un pezzetto di carta. E poi sarebbe tornato allegramente all�opera (su Kyle Chutsky?) con la serenit� interiore dell�uomo che ha il suo lavoro da fare e un calendario denso di impegni sociali da mantenere.</p><p>Proprio per essere completamente sicuri, i nostri amici della pattuglia si sgolarono a ripetere il messaggio pi� volte e senza fare cazzate: che stasera il sergente Doakes sarebbe andato alla festa, di persona, verso le nove.</p><p>Da parte mia, visto che per un po� c�era qualcuno che lavorava al posto mio, mi diressi al Jackson Memorial Hospital per fare visita al mio uccellino con l�ala rotta preferito.</p><p>Deborah era a letto, il busto ingessato, in una stanza al sesto piano con una splendida vista sulla superstrada. Anche se ero certo che le somministrassero degli antidolorifici, quando entrai in camera non sembrava per niente rilassata. �Dannazione, Dexter�, esord�, �digli di farmi alzare il culo da qui. O almeno dammi i miei vestiti cos� me ne vado.�</p><p>�Sono lieto di vedere che stai meglio, sorellina�, feci. �Presto potrai alzarti.�</p><p>�Mi alzer� non appena mi daranno i miei fottuti vestiti�, replic�. �Che cazzo succede l� fuori? Che cosa avete fatto?�</p><p>�Io e Doakes abbiamo preparato una trappola piuttosto efficace, e Doakes fa da esca�, spiegai. �Se Danco colpisce, lo prenderemo stanotte alla mia� uhm� alla festa di Vince�, aggiunsi. Mi accorsi che facevo di tutto per prendere le distanze dall�idea del fidanzamento. Era da stupidi, d�accordo, ma comunque mi sentii meglio. Su Debs invece non ebbe lo stesso effetto.</p><p>�La tua festa di fidanzamento�, ripet� e poi ringhi�. �Merda. Hai organizzato la trappola per Doakes perch� faceva comodo a te.� Ammetto che detto cos� suonava quasi elegante, eppure non mi andava che lei si facesse queste idee: le persone di cattivo umore guariscono pi� lentamente.</p><p>�No, Deborah, sul serio�, dissi nel mio tono pi� rassicurante. �Lo stiamo facendo per catturare il dottor Danco.�</p><p>Lei mi fiss� a lungo e poi, senza che me l�aspettassi, tir� su col naso e trattenne una lacrima. �Sono costretta a fidarmi di te�, mormor�. �Per� detesto doverlo fare. Non penso ad altro se non a quello che star� combinando a Kyle.�</p><p>�Vedrai che funzioner�, Debs. Ti riporteremo Kyle.� E dato che, dopotutto, era mia sorella, non aggiunsi: <emphasis>O almeno quasi tutto.</emphasis></p><p>�Cristo, quanto odio essere bloccata qui�, sospir�. �Avrete bisogno di me per i rinforzi.�</p><p>�Ce la possiamo fare, sorellina�, la tranquillizzai. �Alla festa ci saranno una dozzina di poliziotti, tutti armati e minacciosi. E ci sar� anch�io�, precisai, un po� offeso dal fatto che sottovalutasse in quel modo la mia presenza.</p><p>Ma lei prosegu� sulla stessa linea. �Certo. Poi, se Doakes prende Danco, riavremo Kyle. Se invece � Danco a prendere Doakes, tu hai risolto i tuoi guai. Molto furbo, Dexter. Comunque vada, tu vinci.�</p><p>�Non ci avevo proprio pensato�, mentii. �Il mio unico pensiero � il bene della comunit�. Inoltre Doakes sembra molto esperto in questo genere di cose. E conosce Danco.�</p><p>�Dannazione, Dex, questa storia mi uccide. � come se�� Si interruppe per mordicchiarsi un labbro. �� meglio che funzioni�, fece. �Kyle � con lui da troppo tempo.�</p><p>�Funzioner�, Deborah�, le assicurai. Ma nessuno dei due mi credette davvero.</p><empty-line/><p>I medici furono irremovibili e decisero di tenere Deborah sotto osservazione altre ventiquattro ore. Cos� mi congedai affettuosamente da mia sorella e galoppai verso il tramonto e di l� fino a casa per fare una doccia e cambiarmi.</p><p>Che cosa mettermi? Non mi venivano in mente indicazioni su che cosa indossare in questa stagione a una festa di fidanzamento indesiderato che avrebbe potuto degenerare in uno scontro violento con un maniaco bramoso di vendetta. Naturalmente le scarpe marroni erano fuori luogo, ma a parte quello niente mi sembrava davvero adatto all�occasione. Dopo attente riflessioni, mi lasciai guidare dal buon gusto e scelsi una camicia hawaiana verde acido con stampate chitarre elettriche rosse e macchinine rosa. Semplice ma elegante. Poi un paio di pantaloni color kaki, scarpe da ginnastica ai piedi ed eccomi pronto per le danze.</p><p>Mancava ancora un�ora all�appuntamento e mi resi conto che i miei pensieri tornavano a Cody. Avevo ragione su di lui? In tal caso, come poteva gestire tutto solo il risveglio del suo Passeggero? Aveva bisogno della mia guida e mi accorsi di essere desideroso di fornirgliela.</p><p>Lasciai il mio appartamento e guidai verso sud, anzich� dirigermi a nord verso la casa di Vince. Dopo un quarto d�ora bussavo alla porta di Rita, osservando il posto vuoto dall�altra parte della strada, quello che una volta era occupato dalla Taurus marrone del sergente Doakes. Stasera era senza dubbio a casa, tutto intento a prepararsi per lo scontro e a lustrare i proiettili. Avrebbe tentato di uccidere il dottor Danco, tutelato dal fatto che la legge glielo permetteva? Da quanto tempo non ammazzava qualcuno? Si ricordava ancora come si faceva? Anche per lui il Bisogno arrivava incalzandolo come un uragano e lo privava di ogni freno e inibizione?</p><p>La porta si apr�. Rita mi salt� addosso, raggiante, abbracciandomi forte e baciandomi sul viso. �Ehi, bellissimo�, disse. �Entra.�</p><p>Ricambiai l�abbraccio rapido, per formalit�, poi mi staccai. �Non posso fermarmi molto�, feci.</p><p>Lei si illumin� ancora di pi�. �Lo so�, rispose. �Mi ha chiamato Vince apposta per avvisarmi. � stato cos� carino. Mi ha promesso che ti avrebbe tenuto d�occhio perch� non facessi troppe pazzie. Entra�, ripet� e mi trascin� per un braccio. Dopo aver chiuso la porta si volt� a guardarmi, improvvisamente seria. �Ascolta, Dexter. Voglio che tu sappia che io non sono una persona gelosa e che mi fido di te. Vai e divertiti.�</p><p>�Lo far�, grazie�, replicai, anche se ne dubitavo. Mi domandai che cosa le avesse raccontato Vince per indurla a credere che la festa fosse chiss� quale luogo di perdizione. In realt�, poteva anche essere cos�. Dato che Vince era un tipo piuttosto artificiale, nelle situazioni sociali riusciva a essere imprevedibile, come aveva dimostrato a suon di allusioni sessuali nella sua bizzarra tenzone con mia sorella.</p><p>�Sarebbe carino che tu ti fermassi qui dopo la festa�, mi propose Rita, conducendomi verso il divano su cui avevo passato gran parte della mia recente esistenza. �I bambini mi chiedevano perch� non potevano venire.�</p><p>�Adesso ne parliamo�, dichiarai, ansioso di vedere Cody per scoprire se avevo ragione.</p><p>Rita sorrise, emozionata all�idea che volessi proprio parlare con Cody e Astor. �Sono fuori, sul retro. Vado a chiamarli.�</p><p>�No, resta qui�, la fermai. �Esco io.�</p><p>Cody e Astor erano in cortile con Nick, il demente della porta accanto che aveva chiesto ad Astor di vederla nuda. Non appena aprii la porta e loro mi notarono, Nick torn� di corsa nel suo cortile. Astor mi venne incontro e mi abbracci�, mentre Cody dietro stava a guardare, senza esprimere emozioni. �Ciao�, fece con la sua voce calma.</p><p>�Ave, miei giovani concittadini�, li salutai. �Avete indossato le toghe adatte all�occasione? Cesare ci chiama in Senato.�</p><p>Astor pieg� il capo e mi guard� come se avessi appena ingoiato un gatto randagio. Cody disse soltanto un �Cosa?� molto lentamente.</p><p>�Dexter�, chiese Astor, �<emphasis>perch� </emphasis>non possiamo venire alla festa con te?�</p><p>�Primo�, le risposi, �domani andate a scuola. Secondo, sono davvero spiacente, ma si tratta di una festa per persone grandi.�</p><p>�Vuol dire che ci saranno ragazze nude?� chiese la bambina.</p><p>�Per chi mi hai preso?� replicai, lanciandole un�occhiata severa. �Pensi che andrei mai a una festa <emphasis>senza </emphasis>ragazze nude?�</p><p>�Yuuuuuuu�, esclam� lei e Cody sussurr�: �Ah�.</p><p>�Ma soprattutto ci saranno balli idioti e camicie orribili� meglio che non le vediate. Perdereste tutto il rispetto che avete verso gli adulti.�</p><p>�Che rispetto?� chiese Cody e gli strinsi la mano.</p><p>�Ben detto�, risposi. �Adesso filate in camera vostra.�</p><p>Astor fece una risatina. �Noi vogliamo venire alla festa�, insist�.</p><p>�No, mi dispiace�, ripetei. �Ma ho qui un tesoro che non vi far� scappare via.� Le porsi una confezione di wafer Necco, la nostra moneta segreta. L�avrebbe divisa in parti uguali con Cody, lontano da occhi indiscreti. �E adesso, giovanotti�� esordii. Mi guardarono in attesa. Mi bloccai, ansioso di avere una risposta ma indeciso su come cominciare. Di certo non potevo dire: <emphasis>A proposito, Cody, mi chiedevo se � vero che ti piace uccidere. </emphasis>Naturalmente era proprio quello che volevo sapere, per� non mi sembrava una domanda da fare a un ragazzino� a maggior ragione a Cody, che di solito era loquace come una noce di cocco.</p><p>Comunque, spesso sua sorella Astor sembrava rispondere al suo posto. L�essere cresciuti insieme con un orco violento come padre aveva sviluppato tra i due un legame simbiotico cos� forte che quando uno beveva una bibita l�altro ruttava. Tutto quello che si agitava dentro Cody, Astor sarebbe stata in grado di esprimerlo.</p><p>�Posso farvi una domanda molto seria?� chiesi. I due si scambiarono uno sguardo che sottendeva un�intera conversazione, ma non si parlarono. Poi si voltarono a guardarmi, come le teste dei giocatori montate sul calcetto.</p><p>�Il cane dei vicini�, dissi.</p><p>�Diglielo tu�, fece Cody.</p><p>�Rovesciava sempre fuori la pattumiera�, spieg� Astor. �E faceva la cacca nel nostro cortile. E Nicky cercava sempre di farci mordere.�</p><p>�E quindi se ne � occupato Cody?� indagai.</p><p>�Proprio lui�, ribatt� Astor. �Gli piace fare quelle cose. Io ho solo guardato. Lo dirai alla mamma?�</p><p>Dunque era andata cos�. <emphasis>Gli piace fare quelle cose. </emphasis>Li fissai entrambi: mi scrutavano tranquilli, neanche mi avessero appena detto che preferivano il gelato alla vaniglia anzich� quello alla fragola. �Non lo dir� a vostra madre�, promisi. �Per� voi non dovete dirlo a nessun altro al mondo, a nessun costo. Solo noi tre e nessun altro, capito?�</p><p>�Okay�, rispose Astor, lanciando un�occhiata a suo fratello. �Ma perch�, Dexter?�</p><p>�Gli altri non possono capire�, spiegai. �Neanche la mamma.�</p><p>�Tu lo capisci�, fece Cody col suo sussurro rauco.</p><p>�S�, ammisi. �E posso aiutarti.� Feci un profondo respiro e sentii un�eco attraversarmi le ossa, un�eco dei tempi di Harry che giungeva finora� Intorno a noi c�era lo stesso paesaggio della Florida quando il mio padre adottivo pronunci� le stesse parole. �Bisogna fare un po� d�ordine�, dichiarai. Cody mi guard� con i suoi occhioni immobili e annu�.</p><p>�Va bene�, acconsent�.</p></section><section><title><p>23</p></title><p>Vince Masuoka aveva una casetta in North Miami, al fondo di una strada chiusa sulla North East 125<sup>th </sup>Street. Era dipinta di giallo pallido con i bordi rosso pastello, il che mi diede da riflettere sul mio gusto nelle amicizie. Nel cortile anteriore c�erano alcuni cespugli ben potati e una composizione di cactus accanto alla porta. Una fila di lampade a energia solare illuminava il vialetto acciottolato d�ingresso.</p><p>C�ero gi� venuto una volta, poco pi� di un anno prima, quando Vince aveva deciso, non so perch�, di dare una festa in costume. Ci avevo portato Rita, visto che l�unico motivo per cui ci si mette un travestimento � essere visti quando lo si indossa. Lei si era vestita da Peter Pan e io, naturalmente, da Zorro: il Vendicatore Oscuro dalla spada sempre pronta. Vince ci aveva aperto con indosso un�attillata tunica di raso e un cesto di frutta sulla testa.</p><p>�J. Edgar Hoover?� gli avevo chiesto.</p><p>�Fuocherello. Carmen Miranda�, aveva detto, prima di condurci a una fontana da cui sgorgava un letale punch alla frutta. Dopo averne bevuto un sorso, avevo deciso di restare fedele alle bibite gassate, ovviamente il tutto prima della mia conversione a essere umano e sbevazzone. Colonna sonora della serata: una ripetitiva musica techno-pop a un volume da autolobotomia cerebrale, che aveva reso la festa estremamente rumorosa ed esilarante.</p><p>Per quanto ne sapevo, da allora Vince non aveva pi� dato altre feste, o almeno non cos� in grande. Tuttavia il ricordo non si era spento e Vince non aveva avuto difficolt� a radunare, con solo ventiquattr�ore di preavviso, una folla entusiasta che si unisse alla mia umiliazione. Fedele alla promessa, aveva allestito numerosi schermi che proiettavano film porno tanto in casa quanto sulla terrazza. E, naturalmente, era ricomparsa la fontana da cui zampillava punch alla frutta.</p><p>Dato che la festa precedente era ancora sulla bocca di tutti, erano arrivati i peggiori casinisti, in maggior parte maschi, che si erano attaccati al punch neanche ci fosse stato in palio un premio per il primo che conseguiva un danno cerebrale permanente. Non conoscevo molti degli invitati. Dell�ufficio c�era Angel Batista Nessuna Parentela, assieme a Camilla Figg. Poi un gruppetto di colleghi secchioni del laboratorio analisi e alcuni poliziotti, fra i quali quelli che a detta del sergente Doakes �non facevano cazzate�. Il resto della gente sembrava presa a casaccio da South Beach, scelta per l�abilit� di emettere grida esagerate quando la musica cambiava o i video mostravano scene particolarmente indecenti.</p><p>Non ci volle molto perch� la festa si trasformasse in qualcosa che avremmo rimpianto per molto tempo. Alle nove e un quarto ero l�unico in grado di rimanere in piedi senza aiuto. Molti poliziotti si erano accampati intorno alla fontana come un�orribile massa di ubriaconi. Angel Nessuna Parentela dormiva sotto il tavolo, sorridente. Non aveva pi� i pantaloni e qualcuno gli aveva rasato una striscia di capelli in mezzo alla testa.</p><p>Visto come andavano le cose, pensai che potesse essere il momento giusto per uscire di nascosto a vedere se il sergente Doakes era gi� arrivato. Si rivel� invece una pessima idea. Mi ero appena avviato verso la porta quando sentii piombarmi alle spalle qualcosa di molto pesante. Mi voltai rapido per scoprire che Camilla Figg stava tentando di appendersi alla mia schiena. �Ciao�, disse con un sorriso luminoso e un po� confuso.</p><p>�Ciao�, risposi allegramente. �Posso offrirti da bere?�</p><p>Lei aggrott� le sopracciglia. �Non voglio bere. Volevo solo salutarti.� Aggrott� ulteriormente le sopracciglia. �<emphasis>Diiio</emphasis>, quanto sei carino�, miagol�. �Non sai da quanto te lo voglio dire.�</p><p>Be�, la poverina era chiaramente ubriaca, comunque� Carino? Io? Immagino che tutto quell�alcool le avesse appannato la vista. Suvvia� come fa a essere carino uno che le persone preferisce farle a pezzi piuttosto che stringere loro la mano? E in ogni caso, con Rita ero gi� andato oltre il mio limite massimo di donne consentito. A quanto ricordavo, io e Camilla non ci eravamo detti pi� di tre parole in tutto. Mai prima d�ora aveva fatto cenno alla mia presunta bellezza. Di solito sembrava evitarmi e preferiva arrossire e guardare da un�altra parte piuttosto che dirmi un semplice buon giorno. Ora invece stava praticamente tentando di violentarmi. Aveva forse un senso?</p><p>In ogni caso, non avevo tempo da perdere per decifrare il comportamento umano. �Grazie molte�, dissi, cercando di staccarmela di dosso senza che nessuno dei due si facesse male. Mi aveva stretto le mani intorno al collo e io tentai di aprirle, lei per� mi si attaccava come una cozza. �Penso che tu abbia bisogno di prendere un po� d�aria, Camilla�, suggerii, sperando che cogliesse il messaggio e si togliesse dai piedi. Invece mi strinse pi� forte e schiacci� la testa contro la mia, mentre tentavo disperatamente di fare marcia indietro.</p><p>�La prendo benissimo anche qui�, replic�. Protese le labbra come se stesse per schioccare un bacio e mi spinse all�indietro, rischiando di farmi cadere su una sedia.</p><p>�Ah� ti vuoi sedere?� chiesi speranzoso.</p><p>�No�, rispose spingendomi per terra con quella che sembrava il doppio della sua forza, �voglio scopare.�</p><p>�Ah, be��, balbettai, sopraffatto dalla sua totale e scioccante sfacciataggine e dall�assurdit� del gesto� Forse le donne umane erano tutte pazze? Non che gli uomini fossero meglio. Sembrava che la coreografia della festa fosse stata curata da Hyeronimus Bosch, con Camilla decisa a trascinarmi dietro la fontana dove mi aspettava un gruppo di gente con il becco da uccello pronta a stuprarmi. Poi mi resi conto che avevo la scusa perfetta per non essere violentato. �Mi sto per sposare, lo sai.� Non riuscivo a farmene una ragione, ma una volta tanto mi venne utile.</p><p>�Bassstardo�, sibil� Camilla. �Bello e bassstardo.� Si abbandon� di colpo e mi stacc� le braccia dal collo. Riuscii a malapena ad afferrarla e impedirle di sbattere sul pavimento.</p><p>�Pu� darsi�, feci. �Tuttavia penso che tu abbia bisogno di stare seduta per qualche minuto.� Tentai di distenderla delicatamente sulla sedia, ma era come far scivolare del miele sulla lama di un coltello. Ricadde sul pavimento.</p><p>�Bello e bassstardo�, ripet� lei e chiuse gli occhi.</p><p>Fa sempre piacere scoprire di essere ben considerato dai propri colleghi, per� la mia parentesi romantica mi era costata diversi minuti e avevo proprio urgenza di uscire a parlare con il sergente Doakes. Cos� lasciai Camilla che sonnecchiava, immersa nei suoi molli sogni d�amore, e ritentai di raggiungere la porta.</p><p>Venni di nuovo afferrato, stavolta per un braccio. A braccarmi era Vince in persona, che mi allontan� dall�uscita e mi fece ripiombare nel delirio. �Ehi� festeggiato!� esclam�. �Dove te ne vai?�</p><p>�Temo di aver dimenticato le chiavi in macchina�, dissi, cercando di liberarmi da quella stretta mortale. Ma lui mi stratton� ancora pi� forte.</p><p>�No, no, no�, ripeteva, spingendomi verso la fontana. �Questa � la tua festa, e tu non te ne andrai da nessuna parte.�</p><p>�� bellissima, Vince�, provai a convincerlo. �Ma ho proprio bisogno di��</p><p>�Bere!� esclam� lui. Riemp� una tazza nella fontana e me la porse, schizzandomi tutta la camicia. �Ecco di che cosa hai bisogno. <emphasis>Banzai</emphasis>!� alz� in aria la sua tazza e la svuot�. Fortunatamente, data la situazione, gli venne un accesso di tosse e io riuscii ad allontanarmi mentre lui tentava di non soffocare.</p><p>Avevo appena imboccato il sentiero che Vince apparve sulla porta. �Ehi!� mi url�. �Non puoi andartene adesso, arrivano le spogliarelliste!�</p><p>�Vengo subito!� esclamai. �Tienimi da parte un altro drink!�</p><p>�Okay!� rispose, con il suo sorriso falso. �Ah! <emphasis>Banzai</emphasis>!� E torn� alla festa facendomi un allegro cenno di saluto.</p><p>Mi rimisi a cercare Doakes.</p><p>Ormai ero cos� abituato, ovunque fossi, a vederlo parcheggiare dall�altra parte della strada, che mi aspettavo di individuarlo all�istante. Invece non fu cos�. Quando alla fine notai la famosa Taurus marrone, compresi l�intelligenza della sua mossa. Doakes aveva parcheggiato in strada sotto un grande albero, che non faceva passare la luce dei lampioni. Era il tipico atteggiamento di qualcuno che cerca di nascondersi, ma nello stesso tempo avrebbe permesso al dottor Danco di avvicinarsi tranquillamente, sicuro di non essere visto.</p><p>Mi accostai all�auto. Non appena la raggiunsi si abbass� il finestrino. �Non c�� ancora�, fece Doakes.</p><p>�Dovresti entrare a bere qualcosa�, dissi.</p><p>�Io non bevo.�</p><p>�E non vai nemmeno alle feste, altrimenti avresti dovuto sapere che aspettare fuori in macchina non � il modo migliore per parteciparvi.�</p><p>Il sergente Doakes non rispose, ma tir� su il finestrino, apr� la portiera e scese. �Se arriva adesso, che cosa farai?� mi chiese.</p><p>�Conto sul mio fascino per salvarmi la pelle�, dichiarai. �Entra ora, finch� puoi ancora trovare qualcuno sobrio.�</p><p>Attraversammo insieme la strada. Di fatto non ci tenevamo per mano, ma la circostanza era cos� strana che non mi sarei sorpreso se fosse successo. Mentre eravamo in mezzo, una macchina svolt� l�angolo e ci venne incontro. Avrei voluto scappare e tuffarmi in una fila di oleandri, ma fui molto fiero del mio aplomb perch� mi limitai a osservare l�auto in avvicinamento. Si muoveva lenta e quando ci raggiunse, io e il sergente Doakes eravamo proprio al centro della strada.</p><p>Lui si volt� a guardare il veicolo; anch�io. Cinque facce giovani e ingrugnite ricambiarono l�occhiata. Uno di loro si gir� a dire qualcosa agli altri, e tutti risero. La macchina pass�.</p><p>�Meglio entrare�, dissi. �Sembra pericoloso.�</p><p>Doakes non rispose. Guard� l�auto fare inversione in fondo alla via e poi prosegu� il suo cammino diretto a casa di Vince. Gli andai dietro e lo raggiunsi in tempo per aprirgli la porta.</p><p>Ero stato fuori soltanto qualche minuto, ma il conteggio delle vittime era cresciuto clamorosamente. Due dei poliziotti intorno alla fontana erano stesi sul pavimento e uno dei profughi di South Beach era stato gettato in un recipiente della Tupperware che prima conteneva gelatina alla frutta. La musica pompava pi� del solito e sentii Vince gridare dalla cucina �<emphasis>Banzai</emphasis>!� seguito da un coro di voci scalcinate.</p><p>�Abbandonate ogni speranza�, brontol� il sergente Doakes e aggiunse qualcosa del tipo �Depravati figli di puttana�. Scosse la testa ed entr�.</p><p>Il sergente non prese niente da bere n� si un� alle danze. Scov� un angolo della stanza privo di corpi esanimi e si piazz� l�, simile a una versione trash del Bieco Mietitore a un party studentesco. Mi chiesi se dovessi aiutarlo a entrare nello spirito della serata. Magari potevo mandargli Camilla a sedurlo.</p><p>Guardai il buon sergente nel suo angolino e mi diedi un�occhiata intorno, chiedendomi a che cosa stesse pensando. Era una splendida metafora: Doakes che se ne stava zitto e solo in un angolo mentre intorno a lui tutti si scatenavano e si divertivano. Se avessi potuto provare emozioni, forse avrei avuto un rigurgito di simpatia nei suoi confronti. Sembrava completamente distaccato, non reag� neppure quando due del gruppo di South Beach gli passarono davanti nude. Fiss� il monitor pi� vicino, che trasmetteva alcune scene, originali e sconcertanti, che coinvolgevano animali. Doakes le guard� senza interesse o emozioni di sorta; poi il suo sguardo corse ai poliziotti riversi sul pavimento, ad Angel sotto al tavolo, a Vince che usciva dalla cucina ballando in una specie di trenino. Poi mi fiss� con la stessa faccia senza espressione. Attravers� la stanza e mi si par� davanti.</p><p>�Quanto tempo dobbiamo ancora rimanere?� chiese.</p><p>Gli rivolsi il mio sorriso migliore. �� un po� troppo, vero? Tutta questa gioia e quest�allegria� ti devono far saltare i nervi.�</p><p>�Mi fanno venir voglia di lavarmi le mani�, disse. �Ti aspetto fuori.�</p><p>�Ti sembra una buona idea?� domandai.</p><p>Indic� con la testa il trenino con Vince davanti, piegato in due dalle risate. �E quello cosa ti sembra?� fece. Naturalmente aveva ragione, anche se in termini di dolore puro e angoscia mortale il balletto del trenino non poteva certo competere col dottor Danco. Tuttavia, immagino che si debba anche tener conto della dignit� umana, se davvero ne esiste una. A prima vista, guardando in quella stanza, sembrava che il mondo ne fosse privo.</p><p>La porta d�ingresso si spalanc�. Doakes e io ci voltammo di scatto, con i riflessi pronti; meno male che eravamo preparati al pericolo, perch� fummo travolti da due donne seminude con uno stereo portatile. �Siete pronti?� urlarono e furono premiate da un potentissimo e fragoroso �Yuuuuuuuuu!� che si lev� dal trenino umano.</p><p>Vince si trascin� a fatica fuori dai mucchi di corpi sul pavimento e si mise a dondolare. �Ehi!� gridava. �Sentite! Sono arrivate le spogliarelliste! <emphasis>Banzai</emphasis>!� Si ud� un �Yuuuuuuu!� ancora pi� forte, mentre un poliziotto si metteva faticosamente in ginocchio, ondeggiando dolcemente e sbarrando gli occhi mentre Vince pronunciava la parola �Spogliarelliste�.</p><p>Doakes guard� prima la stanza, poi me. �Io esco�, disse e si avvi� alla porta.</p><p>�Doakes�, replicai, pensando che non fosse per niente una bella pensata. Ma non riuscii a fare pi� di un passo che fui di nuovo violentemente travolto.</p><p>�Beccato!� sbrait� Vince, stringendomi goffamente, come un orso.</p><p>�Vince, lasciami andare�, protestai.</p><p>�Neanche morto!� ridacchi�. �Ehi, tutti quanti! Datemi una mano con lo sposo timidone!� I ballerini si levarono insieme e io e l�ultimo poliziotto ancora in piedi accanto alla fontana ci trovammo improvvisamente in mezzo a una calca che pigiava; fui spinto contro la sedia dove si era accasciata Camilla Figg e rotolai sul pavimento. Feci il possibile per scappare, ma non ci riuscii. Erano in troppi e tutti troppo pieni del punch di Vince. Guardai impotente il sergente Doakes che mi lanciava un ultimo sguardo di pietra prima di uscire nella notte.</p><p>Mi misero di peso sulla sedia e si strinsero intorno a me a semicerchio: chiaro che non sarei potuto andare da nessuna parte. Sperai che Doakes fosse davvero in gamba come pensava, dato che per un po� avrebbe dovuto vedersela da solo.</p><p>La musica cess� e sentii un suono familiare che mi fece venire la pelle d�oca: era il nastro adesivo che si srotolava, il mio preludio prediletto al Concerto per Lama di Coltello. Qualcuno mi teneva per le braccia, mentre Vince mi faceva passare intorno tre giri di scotch, bloccandomi alla sedia. Non era cos� stretto da stritolarmi, comunque mi obbligava a rimanere seduto.</p><p>�Perfetto!� esclam� Vince, poi una delle spogliarelliste accese lo stereo e lo spettacolo ebbe inizio. La prima ragazza, un�imbronciata donna di colore, cominci� a dondolarsi davanti a me mentre si privava di inutili capi di abbigliamento. Quando fu praticamente nuda, si sedette sulle mie ginocchia e mi mise la lingua nell�orecchio, agitando il bacino. Poi mi schiacci� la testa contro il suo seno, inarc� la schiena e fece un salto all�indietro; l�altra spogliarellista, una donna bionda dai tratti orientali, si fece avanti e ripet� l�intera scenetta. Dopo aver ancheggiato per un po� accovacciata sulle mie ginocchia, si un� all�amica e si sedettero tutte e due su di me, ognuna da un lato. Poi si protesero in avanti in modo che i loro seni mi massaggiassero la faccia e cominciarono a baciarsi.</p><p>A questo punto il caro Vince diede a ognuna un enorme bicchiere pieno del suo micidiale punch e loro lo bevvero, ancheggiando ritmicamente. Una borbott�: �Yuuu. Che buono�. Non saprei dire chi fu delle due, ma entrambe sembrarono gradire. Dopo di che cominciarono a dimenarsi ancora di pi� e la folla intorno a me si mise a ululare: sembrava una convention di licantropi in una notte di luna piena. Ovviamente la mia visuale era oscurata da quattro mammelle enormi e sintetiche, ma alla fine sembrava che tutti, a parte me, si stessero divertendo un mucchio.</p><p>A volte viene da chiedersi se nel nostro universo esista una qualche forza malvagia con un distorto senso dell�umorismo. Conosco abbastanza bene gli uomini per sapere che molti di loro avrebbero ceduto volentieri qualche parte del corpo per essere al mio posto. Allo stesso modo, io avrei ceduto con piacere una o due membra per potermi alzare da quella sedia e fuggire da quelle donne nude e ancheggianti. � chiaro che avrei preferito scambiare membra di qualcun altro, e procurarmele allegramente di persona.</p><p>Ma non esiste giustizia a questo mondo. Le due spogliarelliste erano sedute sulle mie ginocchia, ondeggiavano a ritmo di musica e si strofinavano, riempiendo di sudore la mia bellissima camicia di rayon, mentre intorno a noi si scatenava la festa.</p><p>Mi sentivo in Purgatorio, condannato a scontare una pena lunghissima, interrotto soltanto da Vince che portava alle spogliarelliste altri due bicchieri di punch. Finalmente quelle donne irritanti si alzarono dalle mie ginocchia e si misero a ballare in mezzo alla gente. Sfioravano le facce, bevevano dai bicchieri degli invitati e se capitava accarezzavano qualcuno in mezzo alle gambe. Approfittai della distrazione generale per liberarmi le mani e togliere il nastro adesivo. Solo allora mi accorsi che nessuno badava pi� al Disadattato Dexter, che teoricamente doveva essere il festeggiato. Mi guardai rapido in giro e ne compresi il perch�: tutti fissavano a bocca aperta le due spogliarelliste che ballavano, ora completamente nude, luccicanti dal sudore e dall�alcool che grondava loro addosso. Vince aveva gli occhi fuori dalle orbite, come un cartone animato, e non era l�unico. Quelli ancora coscienti avevano la sua stessa faccia e le fissavano senza fiato, barcollando da una parte all�altra. Avrei potuto correre in mezzo alla stanza suonando una tuba a tutto spiano e nessuno mi avrebbe degnato di uno sguardo.</p><p>Mi alzai, attraversai con prudenza la massa e scivolai fuori dalla porta. Credevo che il sergente Doakes mi aspettasse intorno alla casa, ma non lo vidi da nessuna parte. Attraversai la strada e guardai nella sua macchina. Era vuota. Andai su e gi� per la via ma nulla, neppure l�. Nessuna traccia.</p><p>Doakes era scomparso.</p></section><section><title><p>24</p></title><p>Ci sono molti aspetti dell�esistenza che non comprender� mai, e non solo razionalmente. Nel senso che mi manca la capacit� di immedesimazione, oltre a quella di provare emozioni. Non la considero una grande perdita, ma ci� fa s� che molti lati della normale esperienza umana trascendano la mia comprensione.</p><p>In ogni caso, esiste un sentimento comune alla maggior parte degli individui che io provo intensamente: la tentazione. Non appena vidi la strada vuota davanti alla casa di Vince Masuoka e capii che in qualche modo il dottor Danco aveva preso Doakes, eccola affiorare vertiginosa nel mio intimo, fin quasi a soffocarmi.</p><p><emphasis>Sono libero.</emphasis></p><p>Il pensiero si fece strada dentro di me e mi colp� con la sua elegante e del tutto giustificata semplicit�. Andarmene via e basta, ecco la cosa pi� facile da fare. Lasciare che Doakes si rivedesse con il dottore, denunciare il fatto la mattina dopo e fingere di aver bevuto troppo� Dopotutto era la mia festa di fidanzamento! Non potevo sapere che cosa fosse capitato al buon sergente. Chi non mi avrebbe dato ragione? Di sicuro nessuno alla festa avrebbe potuto affermare con realistica certezza che io non ero stato sempre con loro a guardare lo spogliarello.</p><p>Doakes sarebbe scomparso. Spazzato via in un carosello di arti mozzati e di follia, non avrebbe mai pi� illuminato la mia soglia oscura. Libert� per Dexter, libert� di essere me stesso, non pi� schiavo dei doveri. Non avevo difficolt� ad abituarmi all�idea.</p><p>Allora perch� non andarmene? Perch� non partire per un discreto viaggetto, destinazione Coconut Grove, dove un certo fotografo di bambini aspettava da troppo tempo di giocare con me? Cos� semplice, cos� sicuro� Allora, perch� no? Era la notte perfetta per concedermi una deviata digressione con quel degenerato, la luna era quasi piena e lo spicchio mancante dava all�intera vicenda un�atmosfera casuale, quasi informale. La brama sussurrante annu�, si lev� in un ritornello insidioso e insistente.</p><p>Non mancava nulla. Il momento, il bersaglio, la luna e anche l�alibi. Il desiderio era stato represso da cos� lungo tempo che mi bastava chiudere gli occhi e lo sentivo scalpitare, smanioso, come se avessi innestato il pilota automatico. E poi riecco il dolce abbandono, i muscoli che si sciolgono per effetto di quella gioia assoluta, le contratture che si rilassano e io che scivolo lieto nel sonno come non capitava da troppo tempo. E al mattino, fresco e riposato, avrei detto a Deborah�</p><p>Oh. Deborah. Ecco cos�altro c�era.</p><p>Avrei detto a Deborah che avevo approfittato dell�assenza di Doakes per fuggire nel buio in preda al Bisogno e alla Lama, mentre le ultime dita del suo fidanzato rotolavano nella spazzatura. Anche se le ragazze pon pon nel mio inconscio insistevano che avevo ragione, non so come mai pensai che a Debs non sarebbe piaciuto. Sentivo che avrebbe compromesso il rapporto con mia sorella, anche se forse si trattava di un piccolo errore di giudizio. Una come lei non perdonava molto facilmente e, pur essendo incapace di provare vero affetto, volevo che Debs si trovasse relativamente bene con me.</p><p>Cos� ancora una volta mi armai di santa pazienza e di virtuosa rettitudine. Devoto Deferente Dexter. <emphasis>Arriver�</emphasis>, dissi all�altro mio ego. <emphasis>Presto o tardi, l�occasione arriver�. Deve arrivare, non attenderemo all�infinito. Ma questo ha la precedenza. </emphasis>E ci furono delle lamentele, ovvio, perch� era da un bel po� che tenevo il mio ego segregato l� dentro. Ma lo tranquillizzai, sprangai la porta con un finto sorriso e tirai fuori il cellulare.</p><p>Feci il numero che mi aveva dato Doakes. Dopo un po� si sent� un suono, poi pi� nulla, soltanto un sibilo. Composi il lungo codice di accesso, udii uno scatto e un�impersonale voce femminile disse: �Numero�. Le diedi quello del cellulare di Doakes. Ci fu una pausa, poi ricevetti alcune coordinate, che mi affrettai a segnare sul taccuino. La voce tacque, quindi aggiunse: �Direzione ovest, velocit� cento chilometri orari�. Cadde la linea.</p><p>Non ho mai preteso di essere un esperto navigatore, ma sulla mia barca ho un piccolo GPS. Serve a rintracciare le zone ricche di pesci. Cos� riuscii a inserire le coordinate senza innervosirmi o far esplodere qualcosa. Il GPS di Doakes era un po� pi� avanzato del mio e aveva una mappa sullo schermo. Le coordinate si riferivano all�Interstate 75, direzione Alligator Alley, il corridoio sulla costa ovest della Florida.</p><p>Fui leggermente sorpreso. Per gran parte del territorio tra Miami e Naples si estende l�Everglades, una palude interrotta da rari brandelli di terra fangosa. � piena di serpenti, alligatori e casin� indiani, non proprio il posto pi� adatto per smembrare qualcuno in pieno relax.</p><p>Ma il GPS non poteva sbagliare e neppure la voce al telefono, suppongo. Se le coordinate non erano corrette, l�idea era stata di Doakes e per lui sarebbe finita comunque. Non avevo scelta. Mi sentii un po� in colpa nell�abbandonare la festa senza neppure ringraziare il mio ospite, tuttavia salii in macchina e mi diressi verso la I-75.</p><p>Dopo pochi minuti raggiunsi l�autostrada, poi proseguii rapidamente a nord. Da quelle parti, poco per volta la citt� scompare. Si assiste a una furiosa esplosione di case e centri commerciali poco prima del casello per Alligator Alley. L� accostai e richiamai quel numero. La stessa voce femminile impersonale mi diede altre coordinate e riattacc�. Interpretai il gesto pensando che i due non avessero effettuato ulteriori spostamenti.</p><p>Secondo la mappa, il sergente Doakes e il dottor Danco dovevano essersi comodamente installati nel bel mezzo di un�anonima landa acquosa e selvaggia a circa sessantacinque chilometri da l�. Non sapevo del dottor Danco, ma non credevo che Doakes fosse cos� bravo a tenersi a galla. Dopotutto anche i GPS possono sbagliare. Tuttavia dovevo fare qualcosa, cos� mi rimisi in strada, pagai il pedaggio e proseguii verso ovest.</p><p>In una zona parallela all�area indicata dal GPS, una stradina svoltava sulla destra. Al buio era praticamente invisibile, soprattutto per me che viaggiavo a cento all�ora. Ma non appena la vidi sfrecciarmi accanto, frenai e tornai indietro a dare un�occhiata. Era una strada fangosa, a una sola corsia, che non sembrava portare da nessuna parte. Attraversava un ponte pericolante e poi si lanciava, dritta come una freccia, nell�oscurit� delle Everglades. I fari delle auto di passaggio la illuminavano soltanto per una ventina di metri e fin l� non notai nulla di particolare. Nel mezzo, tra due profondi solchi di pneumatici, cresceva una macchia di cespugli che mi arrivavano alle ginocchia. Un folto gruppo di alberi fiancheggiava la strada per poi scomparire nel buio. Quello era tutto.</p><p>Pensai di scendere dalla macchina in cerca di qualche indizio, poi mi resi conto della stupidit� del gesto. Credevo forse di essere un�abile guida indiana? Non ero in grado di osservare un rametto piegato e dire quanti visi pallidi fossero passati di l� nelle ultime ore. Forse il volonteroso ma inefficiente cervello di Dexter mi aveva scambiato per una specie di Sherlock Holmes, capace di esaminare le tracce delle ruote e dedurre che di l� era passato un gobbo zoppo e mancino dai capelli rossi che fumava un avana strimpellando un ukulele. Non trovai nessun indizio, niente di rilevante. La triste verit� era questa: o si doveva andare da quella parte, oppure mi ero fregato la nottata e il sergente Doakes si era fregato per molto pi� a lungo.</p><p>In cerca di una conferma, o quantomeno per placare il mio senso di colpa, chiamai ancora una volta il numero segreto di Doakes. La voce mi diede le stesse coordinate e riattacc�: ovunque fossero, erano ancora l�, al fondo di questa stradina scura e fangosa.</p><p>Apparentemente non avevo altra scelta. Il dovere chiamava e Dexter doveva rispondere. Sterzai e imboccai il sentiero.</p><p>A detta del GPS, ancora otto chilometri di viaggio e poi mi sarei trovato davanti a ci� che mi aspettava. Abbassai i fari e guidai lentamente, scrutando i dintorni. Questo mi lasci� molto tempo per pensare, il che non sempre � un bene. Mi chiedevo che cosa mi aspettasse al fondo della strada e come avrei dovuto comportarmi. E, bench� non fosse il momento migliore per pensarci, mi resi conto che se anche vi avessi trovato il dottor Danco, non avrei proprio saputo che cosa fare.</p><p>�Vieni a prendermi�, aveva detto Doakes. Facile, per chi non stava attraversando le Everglades in macchina in una notte buia armato di solo taccuino. Per di pi� sembrava che il dottor Danco non si fosse fatto molti problemi con le altre sue prede, nonostante fossero gente dura e ben armata. Come poteva il povero, indifeso Docile Dexter sperare di spuntarla contro colui che aveva cos� repentinamente domato il Possente Doakes?</p><p>E che cosa avrei fatto se mi avesse catturato? Sarei stato bravo come patata ululante? Non credo proprio. Sarei impazzito? Molte autorit� avrebbero potuto affermare che pazzo lo sono gi�. O forse lo sarei diventato comunque, condannato a vagare borbottando fuori dal mio cervello per le lande dell�eterno ululato? Oppure, per colpa della mia indole, sarei rimasto cosciente? Io, la mia preziosa persona, legata a un tavolo a dare un saggio sulle tecniche di smembramento? La risposta mi avrebbe dato di certo importanti informazioni sulla mia natura, ma decisi che non volevo venirne a conoscenza cos� brutalmente. Il solo pensiero riusciva quasi a farmi provare un�emozione, e non delle pi� gradevoli.</p><p>La notte si stringeva intorno a me e la cosa non mi rallegrava. Dexter � un ragazzo di citt�, abituato a luci forti che lasciano grandi ombre. Pi� andavo avanti, pi� la strada diventava scura e il mio viaggio assumeva i contorni di un�impresa suicida. Era chiaro: per questa operazione ci voleva un plotone di marine, non un topo del laboratorio analisi, omicida a tempo perso. Che cosa credevo di essere? Il Prode Dexter, pronto a salvare il mondo al galoppo? Che cosa speravo di fare? In questo caso, che altro ti resta, se non metterti a pregare?</p><p>Io non prego, ovvio. Come potrebbe, uno come me? E poi perch� Lui dovrebbe darmi retta? E se esisteva Qualcosa, qualunque cosa fosse, che cosa lo tratteneva dal ridere di me o infilzarmi la gola con un fulmine? Doveva essere consolante credere in una forza superiore ma, ovviamente, per me ne esisteva una sola. E anche se era forte, rapido, intelligente e molto abile a muoversi nella notte, mi sarebbe bastato l�aiuto del Passeggero Oscuro?</p><p>Secondo il GPS dovevo essere a circa quattrocento metri dal sergente Doakes, o almeno dal suo cellulare. Vidi un cancello. Era uno di quelli enormi, in alluminio, che nelle fattorie servivano per chiudere dentro le mucche. Quella per� non era una fattoria. Un cartello diceva:</p><empty-line/><cite><p>ALLEVAMENTO DI ALLIGATORI BLALOCK</p><p>VIETATO L�ACCESSO</p><p>I TRASGRESSORI SARANNO DIVORATI</p></cite><empty-line/><p>Sembrava un posto adatto per un allevamento di alligatori, ma non per questo era il luogo in cui avrei voluto essere. Confesso che, pur avendo vissuto da sempre a Miami, ne so veramente poco degli allevamenti di alligatori. Gli animali vagano liberi per i loro pascoli acquatici o sono chiusi in un recinto? Al momento mi sembr� una domanda fondamentale. Gli alligatori ci vedono al buio? E, di solito, hanno molta fame? Belle domande, tutte molto pertinenti.</p><p>Spensi i fari, fermai la macchina e scesi. Nell�improvviso silenzio riuscii a sentire il ticchettio del motore, il ronzio delle zanzare e, in lontananza, una musica proveniente da una cassa gracchiante. Sembrava musica cubana. Forse Tito Puente.</p><p>Il dottore era in casa.</p><p>Mi avvicinai al cancello. Al di l�, la strada proseguiva su un vecchio ponte di legno e poi in un boschetto. Vidi una luce attraverso i rami. Non scorsi alligatori crogiolarsi al plenilunio.</p><p><emphasis>Bene, Dexter, eccoci qua. Che cosa vuoi fare stasera?</emphasis></p><p>In quel momento, il divano di Rita non mi sembr� una prospettiva cos� malvagia. Soprattutto se l�alternativa era starsene di notte in quel posto desolato. Superato quel cancello mi attendevano un maniaco smembratore, orde di rettili famelici e un uomo che mi toccava salvare anche se mi voleva morto. <emphasis>E in quest�angolo, in calzoncini scuri, ecco l�Impavido Dexter.</emphasis></p><p>Forse era un po� troppo tardi per domandarmelo� ma perch� sempre a me? Sul serio. A me toccava affrontare tutto questo per salvare chi? Il sergente Doakes? Pronto? Forse c�era qualcosa che non quadrava in quella storia. La mia presenza, per esempio.</p><p>In ogni caso ero l� e qualcosa dovevo fare. Mi arrampicai sul cancello, lo scavalcai e mi diressi verso la luce.</p><p>Poco per volta ripresero i normali rumori notturni. Almeno, immaginai che potessero ritenersi normali per una foresta selvaggia e inospitale: scatti, brusii, ronzii da parte dei nostri amici insetti e un lugubre lamento che sperai vivamente provenisse da una civetta� piccola, per favore. Qualcosa scosse il cespuglio alla mia destra e poi scese il silenzio. Fortunatamente per me, anzich� agitarmi o avere paura come fanno gli umani, entrai in modalit� �predatore notturno�. I suoni divennero lontani, i movimenti intorno a me pi� lenti, tutti i miei sensi sembrarono tornare a nuova vita. L�oscurit� si dirad� un po� e i dettagli si fecero pi� definiti. Una risatina gelida e silente affior� lenta alla mia coscienza. Il povero frainteso Dexter si sentiva a disagio fuori dal suo elemento e nella sua testa? Perch� non cedere il volante al Passeggero? Lui avrebbe saputo che cosa fare e sarebbe stato pronto a farlo.</p><p>Perch� no, dopotutto? Al termine del vialetto, oltre il ponte, il dottor Danco ci stava aspettando. Volevo tanto conoscerlo e ora ne avevo l�occasione. Qualunque cosa gli avessi fatto, Harry avrebbe approvato. Anche Doakes avrebbe dovuto ammettere che Danco era una preda legittima� e magari mi avrebbe pure ringraziato. Magnifico: questa volta ero persino autorizzato. E meglio ancora, c�era un che di poetico. Per troppo tempo Doakes aveva intrappolato il mio genio nella bottiglia. E per una sorta di giustizia, il genio usciva fuori proprio ora, al momento del salvataggio. E io l�avrei salvato, il sergente, certo che l�avrei fatto. Poi per�</p><p><emphasis>Be�, ora pensiamo al prima.</emphasis></p><p>Attraversai il ponte di legno. Quando fui a met�, un�asse scricchiol� e per un attimo mi sentii gelare. Non udii altri rumori, oltre a quelli notturni e a Tito Puente che faceva: �Aaaaaahh-yuh!� e tornava alla sua melodia.</p><p>Proseguii.</p><p>Al di l� del ponte la strada si allargava in un parcheggio. A sinistra c�era una recinzione metallica e di fronte una costruzione di un solo piano con una finestra illuminata. Era vecchia e cadente e aveva bisogno di una mano di vernice, comunque credo che il dottor Danco non fosse il tipo che badava alle apparenze. Sulla destra un capanno per polli marciva quieto sul canale, i rami di palma del tetto che penzolavano come brandelli di vecchi vestiti. Un idroscivolante era ormeggiato a un molo fatiscente che si protendeva nel canale.</p><p>Strisciai nell�ombra di una fila di alberi e assunsi il portamento duro ed elegante del predatore. Feci il giro del parcheggio muovendomi con prudenza lungo la rete metallica. Qualcosa grugn� e poi cadde in acqua, ma era dall�altra parte della rete cos� la ignorai e andai avanti. Era il Passeggero Oscuro a guidare e non si sarebbe certo fermato per questo.</p><p>La rete terminava ad angolo retto. C�era un tratto vuoto, non pi� di una quindicina di metri, e quindi un�altra fila di alberi. Mi nascosi dietro all�ultimo, per poter osservare bene la casa, ma, non appena mi fermai e appoggiai la mano sul tronco, qualcosa vol� rumorosamente in mezzo ai rami, sopra di me. Un urlo forte e squillante squarci� la notte. Feci un balzo all�indietro mentre quella roba attraversava le foglie e si schiantava al suolo.</p><p>L�essere mi si par� davanti, continuando a urlare con quel verso da tromba stonata. Era un uccello, pi� grande di un tacchino, e dal modo in cui fischiava e strideva sembrava che ce l�avesse con me. Fece un passo indietro, impettito, trascinando la lunga coda a terra, e io mi accorsi che era un pavone. Io non piaccio agli animali, ma questo sembrava aver sviluppato nei miei confronti un odio eccessivo e violento. Immagino non avesse capito che ero pi� grosso e pericoloso di lui. Sembrava fermamente intenzionato a mangiarmi o a cacciarmi via. Dato che volevo che quell�orribile fracasso terminasse al pi� presto, gli feci la cortesia di una dignitosa ritirata e mi affrettai verso il ponte costeggiando la rete. Quando mi sentii di nuovo al sicuro, immerso nelle tenebre, tornai a osservare la casa.</p><p>La musica era finita e la luce spenta.</p><p>Restai nell�ombra, immobile, per qualche minuto. Non successe nulla, a parte che il pavone smise di gridare e, dopo avermi rivolto un ultimo meschino borbottio, scomparve tra gli alberi. Tornarono i rumori notturni, i ronzii e i brusii degli insetti uniti ai grugniti e all�acqua smossa dagli alligatori.</p><p>Niente pi� Tito Puente.</p><p>Sapevo che il dottor Danco guardava e aspettava proprio come me, e che ognuno di noi attendeva che l�altro facesse la prima mossa, ma io potevo resistere pi� a lungo. Lui non aveva la minima idea di che cosa potesse esserci fuori, nella notte� per quello che ne sapeva, poteva anche esserci una squadra SWAT. Invece io ero certo che fosse da solo. Sapevo dov�era, mentre Danco non poteva capire se ci fosse qualcuno sul tetto, n� se fosse circondato. Dunque gli toccava agire per primo e c�erano solo due possibilit�. O avrebbe attaccato, oppure�</p><p>All�improvviso sentii il rombo di un motore proveniente dal lato opposto della casa. Mi irrigidii istintivamente, mentre l�idroscivolante si allontanava dalla banchina. In meno di un minuto era scomparso dietro la curva, nel buio, e con lui il dottor Danco.</p></section><section><title><p>25</p></title><p>Rimasi dov�ero per qualche minuto a osservare la casa, per prudenza. Di fatto, non avevo visto il guidatore dell�idroscivolante e c�era il rischio che il dottore si annidasse ancora dentro, per vedere che cosa sarebbe successo. Inoltre, a essere onesti, non desideravo neanche che mi balzasse addosso un altro pollo narcisista con velleit� predatorie.</p><p>Ma dopo qualche istante in cui non successe nulla, capii che dovevo entrare in casa a dare un�occhiata. E cos�, facendo il giro largo intorno all�albero dov�era appollaiato il malefico uccello, mi avvicinai alla costruzione.</p><p>Dentro era scuro, ma rumoroso. Quando fui davanti alla porta a zanzariera di fronte al parcheggio, sentii come un battito leggero che proveniva dall�interno, seguito da un ritmico brontolio intervallato da gemiti. Non era il tipico rumore di chi stava per tendere un agguato mortale. Piuttosto, assomigliava a quello di una persona legata che tenta di fuggire. Il dottor Danco era scappato cos� in fretta da lasciarsi dietro il sergente Doakes?</p><p>Ancora una volta il mio cervello fu percorso da un�inebriante tentazione. Il sergente Doakes, la mia nemesi, legato, impacchettato e consegnato nel luogo giusto. Con tutti gli strumenti e l�attrezzatura che desideravo, nessuno intorno per chilometri� e dopo avrei avuto soltanto da dire: �Mi spiace, sono arrivato troppo tardi. Guardate come quel cattivone del dottor Danco ha conciato il povero vecchio sergente Doakes�. La prospettiva era eccitante e pensarci mi faceva venire le vertigini. Certo, era solo un�idea, ma non avrei mai fatto niente del genere, no? Non sul serio, intendo. <emphasis>Dexter? Pronto? Perch� stai sbavando, vecchio mio?</emphasis></p><p>No di certo, non io. Perch� ero io il fulgido faro nel deserto spirituale del sud della Florida. Quasi sempre. Ero un Oscuro Cavaliere retto e onesto. Sir Dexter il Puro alla riscossa. O quantomeno, a ci� che le assomigliava, considerato tutto quanto. Spinsi la zanzariera ed entrai.</p><p>Per prudenza, mi appiattii all�istante contro il muro e cercai a tastoni l�interruttore della luce. Ne trovai uno al suo posto, sulla destra. Lo schiacciai.</p><p>Come il primo covo delle iniquit� di Danco, anche questo non era molto arredato. Di nuovo, il luogo era caratterizzato da un grande tavolo nel centro della stanza. Uno specchio era appeso alla parete opposta. Sulla destra, un�apertura priva di porta dava su una specie di cucina, mentre a sinistra c�era una stanza chiusa, forse il bagno o la camera da letto. Proprio davanti a me c�era un altro ingresso con zanzariera che dava all�esterno. Forse era di l� che il dottor Danco si era dato alla fuga.</p><p>E dal lato opposto del tavolo, che batteva ancora pi� forte, c�era una cosa con indosso una tuta arancione pallido. Sembrava anche piuttosto umana, persino dall�altro lato della stanza. �Di qua, oh, per favore, aiutami, aiutami�, supplicava.</p><p>Io gli andai vicino e mi inginocchiai.</p><p>Braccia e gambe erano legate con il nastro adesivo, il vero discrimine tra i mostri dilettanti e quelli pi� scafati. Mentre tagliavo il nastro, lo osservavo e udivo i suoi lamenti, anche se non li ascoltavo veramente. Faceva: �Oh, Dio sia ringraziato, oh, per favore, mio Dio, liberami, amico, fai presto, fai presto, Dio mio. Ges� Cristo, perch� ci hai messo cos� tanto, Ges�, grazie, sapevo che saresti venuto� e cose del genere. Il suo cranio era completamente rasato, sopracciglia comprese. Ma quel mento marcato e virile e quelle cicatrici sul viso non mentivano: era Kyle Chutsky.</p><p>O, in ogni caso, gran parte di lui.</p><p>Quando tolsi il nastro adesivo e Chutsky fu in grado di assumere la posizione seduta, fu chiaro che aveva perso il braccio sinistro dal gomito in gi� e la gamba destra a partire dal ginocchio. I monconi erano fasciati da bende bianche e pulite da cui non usciva nulla. Un altro ottimo lavoro, ma non credo che Chutsky apprezzasse la cura che Danco aveva mostrato nell�asportargli il braccio e la gamba. Non si capiva quanto funzionasse ancora la mente di Chutsky, anche se con quel suo continuo e lagnoso brontolio non gli avrei mai affidato i comandi di un aereo di linea.</p><p>�Ges�, amico mio�, disse. �Cristo. Grazie a Dio sei arrivato�, poi mi mise la testa sulla spalla e pianse. Dato che ultimamente avevo avuto un�esperienza simile, sapevo come comportarmi. Gli diedi una pacca sulla schiena e dissi: �Su, su�. Fu anche pi� imbarazzante di quella volta con Deborah, perch� il moncone del suo braccio sinistro cominci� a sbattermi contro e mi rese pi� difficile simulare partecipazione emotiva.</p><p>La crisi di pianto di Chutsky dur� solo pochi istanti e quando finalmente si stacc� da me, tentando di stare diritto, la mia bella camicia hawaiana era fradicia. Tir� abbondantemente su col naso, un po� troppo tardi per la mia camicia. �Dov�� Debbie?� chiese.</p><p>�Si � rotta la clavicola�, risposi. �� in ospedale.�</p><p>�Oh�, fece e tir� di nuovo su col naso, un lungo suono bagnato che sembr� rimbombargli dentro. Si guard� rapido alle spalle e tent� di tirarsi in piedi. �� meglio che ce ne andiamo da qui. Potrebbe tornare.�</p><p>Non avevo pensato che Danco avrebbe potuto fare ritorno, comunque era possibile. � la tattica tipica di ogni predatore che si rispetti: scappare e poi tornare indietro per scoprire chi c�� sulle sue tracce. Se il dottor Danco l�avesse fatto, avrebbe trovato un paio di comodi bersagli. �D�accordo�, dissi. �Fammi dare un�occhiata veloce qui intorno.�</p><p>Allung� una mano (la destra, ovvio) e mi prese per il braccio. �Ti prego�, supplic�. �Non lasciarmi solo.�</p><p>�Ci metto un secondo�, lo tranquillizzai e cercai di staccarmi. Ma lui aument� la stretta, ancora sorprendentemente forte dopo quello che aveva passato.</p><p>�Per favore�, ripet�. �Lasciami almeno la tua pistola.�</p><p>�Non ce l�ho�, ammisi e lui spalanc� gli occhi.</p><p>�Oddio, che cosa diavolo aspettiamo? Cristo, dobbiamo andarcene di qui.� Sembrava prossimo al panico, come se a ogni secondo stesse per ricominciare a piangere.</p><p>�Va bene�, acconsentii. �Adesso alzati in, ehm� piedi.� Sperai che non avesse colto la mia gaffe. Non volevo fare la figura dell�insensibile, ma questa storia degli arti mancanti richiedeva un piccolo restyling al vocabolario. Comunque Chutsky non replic�, si limit� a tendermi il braccio. Lo aiutai a tirarsi su e lui si appoggi� al tavolo. �Dammi solo qualche secondo per controllare le altre stanze�, ripetei. Lui mi guard� con occhi umidi e imploranti, ma non obiett� e io feci un rapido giro della casa.</p><p>Nella stanza principale, quella in cui avevo trovato Chutsky, non c�era nient�altro da vedere, a parte gli attrezzi da lavoro del dottor Danco. Aveva interessanti strumenti da taglio. Dopo averne attentamente considerato le implicazioni etiche, ne presi uno dei migliori: una splendida lama studiata apposta per tagliare la carne pi� sottile. C�erano parecchi flaconi di droghe; i loro nomi non mi dicevano quasi nulla, a parte alcune bottigliette di barbiturici. Non trovai nessun indizio, n� taccuini spiegazzati con sopra numeri di telefono o bigliettini della lavanderia, nulla.</p><p>La cucina era praticamente una copia esatta di quella della prima casa. C�era un piccolo frigorifero che cadeva a pezzi, una piastra, un tavolino con una sedia pieghevole e basta. Sul fornello, una scatola piena per met� di ciambelle con un�enorme blatta che ne sgranocchiava una. Mi guard�, come se fosse pronta a lottare per mantenerne il possesso e io gliela lasciai.</p><p>Tornai nell�altra stanza e trovai Chutsky ancora appoggiato al tavolo. �Sbrigati�, disse. �Andiamocene, per Dio.�</p><p>�Ancora una camera�, feci. Aprii la porta di fronte alla cucina. Una camera da letto, come pensavo. In un angolo c�era una branda con sopra un mucchio di vestiti e un cellulare. La camicia mi era familiare e avevo un�idea sulla sua provenienza. Estrassi il mio telefono e feci il numero del sergente Doakes. Il cellulare in cima alla montagna di vestiti cominci� a suonare.</p><p>�Ah, ecco�, brontolai. Lo spensi e andai a prendere Chutsky.</p><p>Era ancora dove l�avevo lasciato, ma si vedeva che se avesse potuto sarebbe scappato via. �Avanti, per Dio, sbrigati�, mi implor�. �Cristo, me lo sento quasi ansimare sul collo.� Si volt� verso la porta sul retro, quindi guard� la cucina. Quando mi avvicinai per aiutarlo, i suoi occhi saltarono sullo specchio appeso alla parete.</p><p>Rest� a lungo a fissare il suo riflesso, poi si lasci� cadere come se le ossa non lo reggessero pi�. �Ges��, mormor� e riprese a piangere. �Oh, Ges�.�</p><p>�Avanti�, lo sollecitai. �Muoviamoci.�</p><p>Chutsky alz� le spalle e scosse la testa. �Non potevo neanche muovermi, dovevo solo stare qui e sentire che cosa faceva a Frank. Sembrava cos� contento� �Indovina� Non lo sai? Va bene allora, un braccio.� Poi il rumore della sega e��</p><p>�Chutsky�, lo interruppi.</p><p>�E quando mi coric� qui sopra e disse �Sette� e poi �Indovina�. E dopo��</p><p>Certo, � sempre interessante ascoltare le tecniche altrui, ma sembrava che Chutsky stesse perdendo il controllo che gli era rimasto. Non potevo permettere che si asciugasse un�altra volta il naso sulla mia camicia. Allora mi avvicinai e lo presi per il braccio buono. �Chutsky. Avanti. Usciamo di qui�, intimai.</p><p>Lui mi guard� come se non sapesse dove si trovava, gli occhi spalancati; si gir� un�altra volta verso lo specchio. �Oh, Ges��, ripet�. Poi emise un respiro profondo e incerto e si alz� come se stesse rispondendo a un immaginario squillo di tromba. �Non mi lamento�, dichiar�. �Sono vivo.�</p><p>�Infatti. E se ce ne andiamo pu� darsi che lo rimarremo entrambi.�</p><p>�Giusto�, mormor�. Allontan� con forza la faccia dallo specchio e mi mise il braccio buono sulla spalla. �Andiamocene.�</p><p>Naturalmente Chutsky non aveva una grossa esperienza nel camminare su una gamba sola, ma sbuff� e zoppic�, appoggiandosi con forza a me a ogni gradino. Anche se gli mancava qualche pezzo, era ancora un uomo robusto e per me fu davvero dura. Poco prima del ponte si ferm� un istante e indic� oltre la rete. �� l� che ha buttato la mia gamba�, disse, �agli alligatori. Si � assicurato che stessi guardando. L�ha sollevata in aria perch� la potessi vedere, quindi l�ha lanciata e l�acqua si � riempita di bolle come se��</p><p>Percepii una crescente nota isterica nella sua voce, ma se ne accorse anche lui e si zitt�. Inspir�, tremando, poi con voce ruvida dichiar�: �D�accordo. Andiamocene di qui�.</p><p>Tornammo al cancello senza altre digressioni nel viale dei ricordi e, mentre lo aprivo, Chutsky si appoggi� a un palo. Poi lo aiutai a salire davanti, saltai al volante e accesi il motore. Mentre accendevo i fari, Chutsky si accasci� sul sedile e chiuse gli occhi. �Grazie, amico�, sussurr�. �Ti sono grato. Grazie.�</p><p>�Prego�, risposi. Feci manovra e infilai di nuovo Alligator Alley. Credevo che Chutsky si fosse addormentato, ma a met� strada cominci� a parlare.</p><p>�Sono contento che tua sorella non sia qui a vedermi in questo stato�, disse. �� che� Ascolta, devo davvero rimettermi a posto prima che�� Si interruppe bruscamente e per un po� tacque. La macchina prosegu� sobbalzando per la strada buia, con noi dentro, in silenzio. Il che non mi dispiacque affatto. Mi chiesi dove fosse Doakes e che cosa stesse facendo. O, forse, che cosa <emphasis>gli stessero </emphasis>facendo. A tal proposito, mi domandai dove fosse Reiker e quando avrei potuto portarlo da un�altra parte. In un posto tranquillo, dove avrei potuto meditare e lavorare in pace. Chiss� a quanto lo affittavano l�Allevamento di Alligatori Blalock.</p><p>�Un�idea potrebbe essere non darle ulteriori preoccupazioni�, riattacc� Chutsky all�improvviso e mi ci volle un attimo per capire che stava parlando di Deborah. �Lei non vorr� pi� stare con me ora che sono ridotto cos� e io non ho bisogno della piet� di nessuno.�</p><p>�Tranquillo�, replicai. �Deborah � totalmente priva di piet�.�</p><p>�Le dirai che sto bene e che sono tornato a Washington�, continu�. �� meglio cos�.�</p><p>�Forse sar� meglio per te�, obiettai. �Ma io sar� morto.�</p><p>�Tu non capisci��</p><p>�No, sei <emphasis>tu </emphasis>a non capire. Deborah mi ha detto di venirti a riprendere. � stata lei a decidere e io non posso disobbedirle. � molto violenta.�</p><p>Chutsky tacque per un po�. Lo sentii singhiozzare. �Non so se me la sento�, mormor�.</p><p>�Posso riportarti all�allevamento di alligatori�, dichiarai allegramente.</p><p>Lui non aggiunse altro; io arrivai al fondo di Alligator Alley, svoltai nella strada principale e guidai verso le calde luci aranciate di Miami che brillavano all�orizzonte.</p></section><section><title><p>26</p></title><p>Viaggiammo in silenzio finch� non raggiungemmo i primi segni di civilt�, un�area di sviluppo urbano con una fila di centri commerciali sulla destra, a pochi chilometri dal casello. Poi Chutsky si tir� su e guard� le luci e i palazzi. �Mi serve un telefono�, disse.</p><p>�Puoi usare il mio, se paghi la chiamata�, risposi.</p><p>�Mi serve un fisso�, fece. �Un telefono pubblico.�</p><p>�Non sei proprio al passo con i tempi�, gli feci presente. �Al giorno d�oggi sono un po� difficili da trovare. Nessuno li usa pi�.�</p><p>�Usciamo qui�, replic� lui. Anche se questo mi allontanava dalla mia meritata notte di riposo, imboccai la rampa. Dopo nemmeno due chilometri trovammo un minimarket che aveva ancora un telefono pubblico appeso alla parete d�ingresso. Aiutai Chutsky a saltellargli incontro; lui si appoggi� alla cabina e alz� il ricevitore. Mi guard� e mi ordin�: �Aspetta laggi��, il che mi sembr� un po� autoritario detto da uno che non era neppure in grado di camminare senza assistenza. Comunque tornai alla macchina e mi sedetti sul cofano mentre Chutsky chiacchierava.</p><p>Una vecchia Buick parcheggi� sbuffando accanto a me. Scese un gruppo di uomini bassi, malvestiti e di carnagione scura che si diressero al negozio. Videro Chutsky in piedi su una gamba sola e con la testa rasata, ma furono cos� educati da non commentare. La porta sbatt� alle loro spalle e mi sentii addosso il peso della giornata; ero stanco, avevo il torcicollo, non avevo ammazzato nessuno. Ero molto nervoso, volevo andare a casa a dormire.</p><p>Mi chiesi dove il dottor Danco avesse portato Doakes. Non mi importava granch�, era solo oziosa curiosit�. Ma ripensandoci, se davvero l�aveva portato chiss� dove e presto avrebbe cominciato a lasciargli addosso segni permanenti, questa era una delle pi� belle notizie che avevo avuto ultimamente. Una vampata mi percorse da parte a parte. Ero libero. Doakes era scomparso. Stava abbandonando la mia vita, un pezzo alla volta, affrancandomi dall�involontaria schiavit� del divano di Rita. Sarei tornato a vivere.</p><p>�Ehi, amico�, grid� Chutsky. Agit� il moncherino. Io mi alzai e lo raggiunsi. �Tutto a posto�, fece. �Andiamo.�</p><p>�Okay, dove?�</p><p>Lui guard� in lontananza e notai come irrigidiva i muscoli della mascella. Le luci del parcheggio gli illuminavano la tuta e gli luccicavano sulla testa. � sorprendente come cambia una faccia se radi le sopracciglia. Assume un che di mostruoso, quasi come il trucco in un B-movie di fantascienza. Anche se Chutsky doveva essere stato un tipo duro e risoluto, mentre fissava l�orizzonte e stringeva la mascella sembrava in attesa di un raccapricciante comando dello Spietato Ming. Mi disse soltanto: �Riportami all�albergo, amico. Devo lavorare�.</p><p>�Che ne pensi di un ospedale?� proposi. Nessuno si aspettava che intagliasse un bastone da un ramo d�albero e seguisse la pista zoppicando. Lui per� fece segno di no.</p><p>�Sto bene�, disse. �Andr� tutto bene.�</p><p>Guardai volutamente i due pezzi di garza bianca che aveva al posto del braccio e della gamba e sollevai un sopracciglio. Dopotutto, le ferite erano ancora fresche, tanto da richiedere un bendaggio, e Chutsky avrebbe dovuto sentirsi piuttosto debole.</p><p>Abbass� lo sguardo sui suoi moncherini; barcoll� lievemente e per un attimo sembr� pi� basso. �Andr� tutto bene�, ripet� raddrizzandosi un pochino. �Muoviamoci.�</p><p>Sembrava cos� stanco e triste che non ebbi il coraggio di aggiungere altro a parte: �Okay�.</p><p>Lui saltell� fino alla macchina, poggiandosi sulla mia spalla. Mentre l�aiutavo a distendersi sul sedile, uscirono i passeggeri della Buick con lattine di birra e salsicce. Il guidatore sorrise e mi fece un cenno. Ricambiai e chiusi la portiera. �<emphasis>Crocodilios</emphasis>�, feci, indicando Chutsky.</p><p>�Ah�, rispose il guidatore. �<emphasis>Lo siento.</emphasis>� Si sedette al volante e lo imitai.</p><p>Chutsky non parl� per gran parte del viaggio. Per�, al raccordo con la I-95, cominci� a tremare vistosamente. �Le droghe�, spieg�. �� passato l�effetto.� Inizi� a battere i denti, anche a bocca chiusa. Ansimava e il suo cranio pelato si mise a sudare.</p><p>�Per l�ospedale, ci hai ripensato?� chiesi.</p><p>�Hai qualcosa da bere?� domand�. Notai che aveva cambiato discorso un po� bruscamente.</p><p>�Sul sedile di dietro dovrebbe esserci una bottiglia d�acqua�, risposi, servizievole.</p><p>�Da bere�, ripet�. �Della vodka, o del whisky.�</p><p>�Di solito non ne tengo in macchina.�</p><p>�Cazzo�, ulul�. �Portami all�albergo.�</p><p>Obbedii. Per ragioni note soltanto a Chutsky, soggiornava al Mutiny di Coconut Grove. Nella zona era stato uno dei primi alberghi lussuosi a molti piani e una volta era frequentato da fotomodelle, registi, spacciatori e altre celebrit�. Era sempre molto elegante, ma aveva perso un po� del prestigio da quando nel Grove, un tempo rustico, erano spuntati lussuosi grattacieli. Forse Chutsky l�aveva conosciuto nel periodo d�oro e adesso ci tornava per motivi sentimentali. Si dovrebbe sempre diffidare del sentimentalismo di un uomo che porta un diamante da mignolo.</p><p>Uscimmo dalla I-95 per dirigerci sulla Dixie Highway. Svoltai a sinistra sulla Unity e proseguii per Bayshore. Il Mutiny si trovava qualche via pi� in l�, sulla destra. Parcheggiai davanti all�albergo. �Lasciami pure qui�, disse Chutsky.</p><p>Lo fissai. Le droghe dovevano avergli bruciato il cervello. �Non vuoi che ti aiuti a salire?�</p><p>�Andr� tutto bene�, ripet� per l�ennesima volta. Quello doveva essere il suo nuovo mantra, ma si vedeva che non stava affatto bene. Adesso sudava copiosamente e non riuscivo a immaginare come pensasse di arrivare fino in camera. Per� io non sono uno di quei tipi invadenti che vogliono essere d�aiuto a tutti i costi, cos� borbottai soltanto �Okay� e lo guardai aprire la portiera e uscire. Lui si aggrapp� al tettuccio e rimase per un minuto in equilibrio precario sulla sua unica gamba, prima che il portiere lo vedesse barcollare. L�uomo aggrott� le sopracciglia dinanzi a quell�apparizione in tuta arancio dal cranio lucente. �Ehi, Benny�, fece Chutsky. �Dammi una mano, amico.�</p><p>�Il signor Chutsky?� chiese l�uomo stupito, poi not� le parti mancanti e rimase a bocca aperta. �Oh, Signore�, mormor�. Batt� tre volte le mani e apparve un facchino.</p><p>Chutsky si volt� verso di me. �Andr� tutto bene�, ripet� ancora.</p><p>Quando la tua presenza non � richiesta, non ti resta che andartene, e cos� feci. L�ultima cosa che vidi fu Chutsky che si appoggiava al portiere, mentre il ragazzo gli veniva incontro fuori dall�albergo, spingendo una sedia a rotelle.</p><p>Quando attraversai la Main Highway diretto a casa era appena mezzanotte: strano a credersi, visto tutto quello che era successo durante la serata. La festa di Vince mi sembrava lontana settimane, anche se forse lui non aveva ancora staccato la spina dalla sua fontana di punch alla frutta. Dopo la Prova delle Spogliarelliste e il salvataggio di Chutsky all�allevamento di alligatori, il mio bel sonnellino era pi� che meritato. Devo ammettere per� che avevo altro per la testa anzich� mettermi sotto le coperte.</p><p>Naturalmente non c�� pace per gli empi, me compreso. Appena svoltai a sinistra per Douglas, il mio cellulare suon�. Non erano mai in molti a chiamarmi, soprattutto a quell�ora. Guardai lo schermo: Deborah.</p><p>�Saluti, cara sorellina�, esordii.</p><p>�Bastardo, avevi detto che avresti chiamato!� esclam�.</p><p>�Mi sembrava un po� tardi�, risposi.</p><p>�Pensavi davvero che riuscissi a dormire, cazzo?� url�, cos� forte da assordare gli altri automobilisti. �Cos�� successo?�</p><p>�Ho liberato Chutsky�, la informai. �Ma il dottor Danco � scappato. Con Doakes.�</p><p>�Dov��?�</p><p>�Non lo so, Debs. Se n�� andato sul suo idroscivolante e��</p><p>�Kyle, imbecille. Dov�� Kyle? Sta bene?�</p><p>�L�ho lasciato al Mutiny. Sta� uhm� sta abbastanza bene�, risposi.</p><p>�Che cazzo significa?� grid�, costringendomi a spostare il telefono all�altro orecchio.</p><p>�Deborah, si sta riprendendo. Ha solo� ha perso met� braccio sinistro e met� gamba destra. E tutti i capelli�, spiegai.</p><p>Lei rimase zitta per qualche secondo. �Portami dei vestiti�, mi ordin� alla fine.</p><p>�Si sente molto insicuro, Debs. Non credo che voglia��</p><p>�Dei vestiti, Dexter. Adesso�, ripet� e riattacc�.</p><p>Come ho detto, non c�� pace per gli empi. Dentro di me urlai all�ingiustizia, ma obbedii. Ero quasi arrivato al mio appartamento, dove Deborah aveva lasciato qualcosa di suo. Una volta l�, lanciai una bramosa occhiata al letto, dopo di che presi frettolosamente un cambio di vestiti per mia sorella e partii alla volta dell�ospedale.</p><p>Quando arrivai, Deborah era seduta sull�orlo del letto e batteva il piede con impazienza. Dalla camicia da notte sporgeva il braccio ingessato, mentre l�altro stringeva la pistola e il distintivo. Sembrava la Furia Vendicatrice dopo un incidente.</p><p>�Ges� Cristo�, imprec�, �dove diavolo sei stato? Aiutami a vestirmi.� Si tolse la camicia da notte e si alz�.</p><p>Le infilai una polo dalla testa, tentando di farla passare attraverso il gesso. Eravamo riusciti a malapena a mettergliela quando una donna corpulenta in divisa da infermiera si precipit� nella stanza. �Che cosa credi di fare?� disse, con un marcato accento delle Bahamas.</p><p>�Me ne vado�, rispose Deborah.</p><p>�Torna a letto o chiamo il dottore�, ordin� l�infermiera.</p><p>�Lo chiami pure�, fece Deborah, saltellando su un piede per infilarsi i pantaloni.</p><p>�No, tu non te ne vai�, insist� l�infermiera. �Tu torni a letto.�</p><p>Deborah mostr� il distintivo. �Questa � un�emergenza�, disse. �Se lei mi blocca, sono autorizzata ad arrestarla per aver intralciato un agente di polizia nell�esercizio delle sue funzioni.�</p><p>L�infermiera era sul punto di dire qualcosa di molto severo. Apr� la bocca, guard� il distintivo, poi Deborah, e cambi� idea. �Dovr� riferirlo al dottore�, concluse.</p><p>�Come vuole�, ribatt� Deborah. �Dexter, aiutami a chiudere i pantaloni.� L�infermiera ci lanci� un�ultima occhiata colma di disapprovazione, quindi si volt� e scomparve in corridoio.</p><p>�Davvero, Debs?� chiesi. �Un agente intralciato nell�esercizio delle sue funzioni?�</p><p>�Andiamo.� E usc� dalla stanza.</p><p>La seguii, devoto.</p><p>Mentre raggiungevamo l�albergo Mutiny, Deborah alternava il nervosismo alla rabbia. Si mordeva il labbro inferiore, poi sbuffava dicendo di sbrigarmi. Infine, quando fummo vicini all�albergo, si calm�. Guard� fuori dal finestrino e chiese: �Com��, Dex? � cos� terribile?�</p><p>�La pettinatura lo �, Debs. Lo fa sembrare un po� strano. Per il resto� Pare che si sistemer�. Soltanto non vuole essere compatito.� Lei mi guard�, mordendosi di nuovo il labbro. �Cos� ha detto�, spiegai. �Preferisce tornare a Washington piuttosto che avere la tua compassione.�</p><p>�Non vuole essere di peso�, stabil� Deborah. �Lo conosco. Vuole scontarla a modo suo.� Guard� di nuovo fuori dal finestrino. �Non riesco nemmeno a immaginare in che stato sia. Per un uomo come Kyle stare sdraiato e inerme come un�� Scosse lentamente la testa e una lacrima le scese sulla guancia.</p><p>A dire il vero, potevo benissimo immaginare come doveva essere stato, dato che l�avevo fatto cos� tante volte. Quello che non riuscivo a inquadrare era questo nuovo lato di Deborah. Lei aveva pianto al funerale di sua madre e anche a quello di suo padre, ma da allora non pi�, a quanto ne sapevo. E adesso stava praticamente inondando la macchina per quella che consideravo un�infatuazione per un tipo un po� allocco. Ancora peggio, adesso era un allocco disabile. Una persona ragionevole l�avrebbe lasciato perdere per cercare qualcun altro che avesse ancora tutti i pezzi attaccati al posto giusto. Ma adesso che era stato irrimediabilmente danneggiato, Deborah si interessava ancora di pi� a lui. Dopotutto, era questo che si chiamava amore? Deborah innamorata? Non potevo crederci. Sapevo che in teoria poteva succedere, ovvio, per� insomma, dopotutto, era mia sorella.</p><p>Domanda inutile. Non sapevo niente dell�amore e non ne volevo sapere. Non mi sembrava una lacuna cos� grave, anche se non aiuta a capire la musica pop.</p><p>Dato che non avevo niente da dire sull�argomento, cambiai discorso. �Devo chiamare il capitano Matthews per avvisarlo della scomparsa di Doakes?� chiesi.</p><p>Deborah si asciug� una lacrima dalla guancia e scosse la testa. �Dev�essere Kyle a decidere�, rispose.</p><p>�S�, certo, ma, Deborah, in quelle condizioni��</p><p>Si tir� un pugno sulla gamba, cosa che mi sembr� inutile e dolorosa. �Dannazione, Dexter, io non voglio perderlo!�</p><p>Di tanto in tanto mi sembra di sentire solo una cassa dello stereo, e questa era una di quelle volte. Non avevo idea di cosa� be�, a essere onesto non avevo idea di che cosa dovessi avere idea. Cosa intendeva dire? Che cosa c�entrava con quello che avevo detto e perch� aveva reagito cos� violentemente? E perch� molte donne grasse pensano di star bene con la maglietta sopra l�ombelico?</p><p>Immagino che non riuscii a nascondere la mia confusione, perch� Deborah apr� il pugno e fece un profondo sospiro. �Kyle ha bisogno di concentrarsi, di continuare a lavorare. Deve sentirsi responsabile, altrimenti non ce la far�.�</p><p>�Come lo sai?�</p><p>Lei scosse la testa. �Ha sempre dato il meglio. Questo � quanto� lui � cos�. Se comincia a pensare a quello che gli ha fatto Danco�� Un�altra lacrima le scese sulla guancia. �Deve continuare a essere com�� sempre stato, Dexter. Altrimenti lo perder�.�</p><p>�Va bene�, la assecondai.</p><p>�Non lo posso perdere, Dexter�, ripet�.</p><p>Al Mutiny era di turno un altro portiere che sembr� riconoscere Deborah mentre ci apriva la porta. Ci avviammo verso l�ascensore in silenzio e salimmo al dodicesimo piano.</p><p>Avevo abitato tutta la vita in quella zona, quindi dalle indiscrezioni sui giornali gi� sapevo che la camera di Chutsky sarebbe stata in stile coloniale inglese. Non ho mai capito perch�, ma l�albergo aveva deciso che quello stile era perfetto per comunicare l�atmosfera di Coconut Grove, anche se, a quanto mi risultava, da quelle parti non c�erano mai state colonie inglesi. Dunque l�intero albergo era arredato in quello stile. Eppure stento a credere che l�arredatore o qualunque inglese di quegli anni avrebbe mai potuto immaginare una scena simile, ovvero Chutsky sdraiato sul letto king size della lussuosa suite in cui mi aveva condotto Deborah.</p><p>Nelle ultime ore i capelli non avevano fatto in tempo a ricrescergli, ma almeno si era cambiato la tuta arancione con un accappatoio bianco di spugna. Se ne stava sdraiato l�, nel centro del letto, pelato, tremante e sudatissimo con accanto una bottiglia mezza vuota di Skyy Vodka. Deborah non si ferm� sulla porta. Si precipit� verso il letto e gli si sedette vicino, afferrando la sua unica mano con quella che le era rimasta disponibile. Amore tra le rovine.</p><p>�Debbie?� chiese con una voce tremante, da vecchio.</p><p>�Sono qui, adesso�, disse lei. �Dormi.�</p><p>�Forse non sono cos� bravo come pensavo�, fece.</p><p>�Dormi�, ripet� lei, stringendogli la mano e sistemandosi accanto a lui.</p><p>Li lasciai cos�.</p></section><section><title><p>27</p></title><p>L�indomani dormii fino a tardi. Dopotutto, non me l�ero meritato? Arrivai al lavoro verso le dieci, comunque ben prima di Vince, Camilla e Angel Nessuna Parentela, che avevano telefonato dandosi gravemente malati. Dopo un�ora e tre quarti finalmente arriv� Vince, invecchiato e con un colorito verdognolo.</p><p>�Vince!� esclamai con un sorrisone. Lui trasal� e si appoggi� al muro con gli occhi chiusi. �Voglio ringraziarti per quel mito di festa.�</p><p>�Ringraziami piano�, gracchi�.</p><p>�Grazie�, gli dissi sottovoce.</p><p>�Prego�, sussurr� lui e si avvi� barcollando verso il suo cubicolo.</p><p>Fu una giornata insolitamente tranquilla, nel senso che, oltre alla mancanza di nuovi casi, la zona del laboratorio era silenziosa come una tomba, intervallata da qualche fantasma verdastro che volteggiava soffrendo in silenzio. Per fortuna non c�era molto da fare. Alle cinque mi ero portato alla pari con il lavoro e avevo messo in ordine tutte le matite. Rita aveva chiamato all�ora di pranzo per invitarmi a cena. Immagino per accertarsi che non fossi stato rapito da una spogliarellista; le dissi che sarei andato da lei dopo il lavoro. Non avevo sentito Debs, ma non ce n�era bisogno. Ero quasi certo che fosse nella suite assieme a Chutsky. Per� ero anche un po� preoccupato, visto che Danco sapeva dove trovarli e sarebbe potuto arrivare per concludere il suo lavoro. D�altra parte, aveva sempre il sergente Doakes con cui giocare e questo l�avrebbe tenuto occupato e felice per diversi giorni.</p><p>Tuttavia, per sicurezza, chiamai il cellulare di Deborah. Rispose al quarto squillo. �Che c��?�</p><p>�Te lo ricordi che il dottor Danco non ha avuto problemi a entrare l� la prima volta?�</p><p>�<emphasis>Non c�ero io</emphasis>, la prima volta�, mi fece presente. E sembrava cos� agguerrita che mi augurai non sparasse a qualche addetto al servizio in camera.</p><p>�Okay�, dissi. �Soltanto tieni gli occhi aperti.�</p><p>�Tranquillo�, rispose. Sentii Chutsky, irritato, che borbottava in lontananza, e Deborah aggiunse: �Devo andare. Ti chiamo pi� tardi�. Riattacc�.</p><p>L�ora di punta serale era al suo meglio mentre mi dirigevo a sud, verso casa di Rita. Mi sorpresi a canticchiare allegramente mentre un uomo rosso in faccia mi tagliava la strada con un pickup mostrando il dito medio. Quella che avvertivo non era la solita comunanza spirituale con il traffico omicida di Miami: era come se mi fossi liberato di un grosso peso che avevo sulle spalle. E, infatti, era cos�. Potevo andare da Rita senza che ci fossero Taurus marrone parcheggiate dall�altra parte della strada. Potevo tornare al mio appartamento, senza la mia ombra alle calcagna. E, ancora pi� importante, potevo portare il Passeggero Oscuro a fare un giro: avevamo molta voglia di dedicare un po� di tempo a noi stessi. Il sergente Doakes se n�era andato, fuori dalla mia vita� e presto, presumibilmente, anche fuori dalla sua.</p><p>Mentre guidavo verso South Dixie e giravo verso casa di Rita, ero in stato di ebbrezza. Ero libero� libero anche dai doveri, visto che Chutsky e Deborah ci avrebbero messo un po� per recuperare. E per quanto riguardava il dottor Danco� non nascondo di aver provato un certo interesse nell�incontrarlo e anche ora sarei stato disposto a variare i miei impegni sociali per divertirmi con lui. Ma ero abbastanza certo che la misteriosa agenzia di Washington da cui dipendeva Chutsky avrebbe mandato qualcun altro a occuparsene e di sicuro non sarebbero stati contenti che gli ronzassi intorno dando consigli. Oltretutto, se si considerava anche l�uscita di scena di Doakes, potevo tornare al piano A, libero di aiutare Reiker nel suo pensionamento prematuro. D�ora in poi, chiunque si fosse occupato del dottor Danco, non sarebbe stato il Deliziosamente Dimesso Dexter.</p><p>Ero cos� felice che non appena Rita apr� la porta la baciai, anche se non c�era nessuno a guardare. Dopo cena, mentre lei riordinava, uscii di nuovo in cortile a giocare a nascondino con i bambini del vicinato. Stavolta, per�, c�era pi� complicit� con Cody e Astor: il nostro piccolo segreto aveva aggiunto un po� di pepe alla storia. Era quasi divertente osservarli mentre si avvicinavano furtivi agli altri bambini, i miei piccoli predatori in addestramento.</p><p>Dopo mezz�ora di agguati e di imboscate, per�, fu palese che altri predatori, ancora pi� temibili, stavano avendo numericamente la meglio su di noi: le zanzare, miliardi di quei disgustosi, piccoli vampiri, tutti con una fame da lupo. Dunque, indeboliti dalle perdite di sangue, io, Cody e Astor rientrammo in casa barcollando e ci riunimmo intorno al tavolo per una partita all�Impiccato.</p><p>�Comincio io�, dichiar� Astor. �Tocca a me.�</p><p>�A me�, si accigli� Cody.</p><p>�Nooo-oo. Comunque, ne ho appena scritta una�, fece lei. �Cinque lettere.�</p><p>�C�, disse Cody.</p><p>�No! Testa! Ah!� url� la bambina trionfante, disegnando un cerchio.</p><p>�Dovevi prima chiedere le vocali�, spiegai a Cody.</p><p>�Come?� chiese lui sottovoce.</p><p>�A, E, I, O, U e a volte anche la Y�, fece Astor. �Lo sanno tutti.�</p><p>�C�� una E?� le domandai e lei abbass� la cresta.</p><p>�S�, borbott� imbronciata e ne scrisse una sui trattini al centro della parola.</p><p>�Ah�, fece Cody.</p><p>Giocammo per quasi un�ora prima che loro andassero a letto. La mia magica serata volse troppo presto al termine e mi ritrovai di nuovo sul divano con Rita. Ma stavolta, libero com�ero da occhi indiscreti, mi fu facile svincolarmi dai suoi tentacoli e correre a casa. Raccontai scuse plausibili tipo la sbornia alla festa di Vince e l�impegnativa giornata di lavoro che mi aspettava l�indomani.</p><p>E poi fui fuori, tutto solo nel buio, soltanto la mia eco, la mia ombra e io. Mancavano ancora due notti alla luna piena e avrei approfittato dell�attesa. Questa luna non l�avrei pi� passata in compagnia della Miller Light, bens� della Foto Reiker Co. Nel giro di due notti avrei finalmente potuto liberare il Passeggero, riprendere la mia vera personalit� e gettare in pattumiera il mio sudato costume da Docile Devoto Dexter.</p><p>Prima avrei dovuto procurarmi le prove, chiaro, ma ero abbastanza certo che ci sarei riuscito. Dopotutto, avevo un�intera giornata di tempo e quando io e il Passeggero Oscuro lavoriamo insieme, tutto sembra andare per il verso giusto.</p><p>Guidai fino al mio confortevole appartamento con la mente che vagava allegramente tra quelle cupe meraviglie, poi mi misi a letto e dormii il sonno del giusto.</p><p>L�indomani ero ancora insopportabilmente felice. Quando mi fermai a comprare le ciambelle prima di andare al lavoro, mi lasciai prendere la mano e ne comprai una dozzina, tra cui molte ricoperte di cioccolato.</p><p>Vince, che si era finalmente ripreso dalla festa, non pot� non notare la stranezza del gesto. �Oh, amico�, comment� sollevando le sopracciglia. �Ben fatto, intrepido cacciatore.�</p><p>�Gli dei della foresta ci hanno sorriso�, feci. �Crema o marmellata di lamponi?�</p><p>�Crema, naturalmente�, rispose.</p><p>La giornata pass� veloce, con un�unica trasferta sulla scena di un crimine, uno smembramento di routine con attrezzatura da giardino. Era il lavoro di un dilettante; l�idiota aveva tentato di usare un tosasiepi elettrico ed era riuscito soltanto a darmi del lavoro in pi�, anche perch� aveva dovuto finire la moglie con un paio di cesoie per potare. Aveva fatto un vero disastro ed ero contento che l�avessero catturato all�aeroporto. Uno smembramento ben fatto dev�essere innanzitutto pulito, lo dico sempre. Altro che pozzanghere di sangue e incrostazioni di carne sulle pareti. Denotano una vera mancanza di classe.</p><p>Tornai dalla scena del crimine giusto in tempo per passare dal mio cubicolo fuori dal laboratorio analisi e lasciare gli appunti sulla scrivania. Luned� li avrei inseriti a computer e avrei terminato il rapporto, senza fretta. N� l�assassino n� la vittima sarebbero andati da nessuna parte.</p><p>E quindi eccomi l�, che uscivo dal parcheggio, libero di vagare dove pi� mi aggradava. Nessuno che mi seguiva, mi costringeva a bere birra o a fare cose che avrei preferito evitare. Nessuno che gettava una luce indiscreta sull�ombra di Dexter. Potevo essere di nuovo io, il Liberato Dexter, e il pensiero era pi� inebriante di tutta la birra e le attenzioni di Rita. Era da troppo tempo che non mi sentivo cos� e mi ripromisi che non l�avrei pi� dato per scontato.</p><p>Sull�angolo della Douglas con la Grand, un�auto era in fiamme e una folla piccola ma entusiasta era intenta a osservare. Condivisi la loro allegria mentre mi destreggiavo nell�ingorgo provocato dalle ambulanze e mi diressi a casa.</p><p>Quando arrivai, uscii a comprarmi una pizza e presi alcuni accurati appunti su Reiker. Per esempio, dove cercare le prove e di quali avrei avuto bisogno: un paio di stivali rossi da cowboy sarebbero stati di certo un buon punto di partenza. Ero quasi certo che fosse lui: i predatori pedofili tendono a unire l�utile al dilettevole e la professione di fotografo per bambini ne era un perfetto esempio. Ma non bastava �essere quasi certo�. Dunque misi ordine ai miei pensieri scrivendoli in un file: niente di compromettente, ovvio, e l�avrei comunque diligentemente eliminato prima che cominciasse lo spettacolo. Entro luned� mattina ogni traccia dell�accaduto sarebbe scomparsa, eccetto un nuovo vetrino nella scatola sullo scaffale.</p><p>Passai un�ora a progettare la serata e a mangiare un�enorme pizza con le acciughe e, mentre la luna piena mormorava alla finestra, cominciai a scalpitare. Sentivo le gelide dita del plenilunio che mi scuotevano, mi solleticavano la spina dorsale e mi incitavano a tuffarmi nella notte e a stendere i muscoli del predatore che per troppo tempo era rimasto in letargo.</p><p>E perch� no? Non c�era niente di male a sgattaiolare fuori in quella ridente serata e dare uno sguardo in giro. Uscire furtivo, guardare senza essere visto, percorrere a passi felpati il vialetto di Reiker, annusando l�aria� sarebbe stato utile ma anche divertente. Lo Scout Deviato Dexter doveva Essere Preparato. Inoltre, era venerd� notte. Era probabile che Reiker fosse uscito per qualche impegno sociale� un giro al negozio di giocattoli, per esempio. In sua assenza, sarei potuto entrare in casa a dare un�occhiata.</p><p>Dunque indossai il mio miglior completo scuro da predatore e presi la via pi� breve per Tigertail Avenue, passando attraverso la Main Highway e il Grove, finch� non raggiunsi la modesta abitazione di Reiker. Si trovava in un quartiere costituito da casette in cemento e non sembrava diversa dalle altre, separata dalla strada da un vialetto. L� c�era parcheggiata la sua auto, una piccola Kia rossa che mi accese una speranza. Era rossa, proprio come gli stivali, segno che ero sulla pista giusta.</p><p>Passai due volte davanti alla casa. La seconda, le luci dell�abitacolo della Kia erano accese e feci appena in tempo a vederlo in faccia mentre saliva in macchina. Non era un viso molto particolare: magro, quasi privo di mento e in parte coperto da una lunga frangia e da spessi occhiali. Non riuscii a vedere che cosa aveva ai piedi, ma a giudicare dal resto non era escluso che indossasse stivali da cowboy per sembrare un po� pi� alto. Reiker chiuse la portiera e io feci un giro intorno all�isolato.</p><p>Quando ripassai, la sua macchina non c�era pi�. Parcheggiai in una traversa qualche isolato pi� in l� e tornai indietro, assumendo la mia andatura notturna. Il vicino aveva tutte le luci spente, cos� tagliai dal cortile. Dietro alla casa di Reiker c�era una piccola d�pendance; il Passeggero Oscuro sussurr� al mio orecchio interno: <emphasis>studio. </emphasis>In effetti era un posto perfetto per aprire un�attivit� come quella del fotografo e anche quello adatto a trovare fotografie compromettenti. Dato che il Passeggero su queste cose raramente sbaglia, scassinai la serratura ed entrai.</p><p>Le finestre erano sbarrate dall�interno con delle assi, ma aprendo la porta si intravedeva nel buio l�attrezzatura di una camera oscura. Il Passeggero aveva ragione. Chiusi la porta e accesi l�interruttore. Una cupa luce rossa, appena sufficiente per vedere, inond� la stanza. Vicino a un piccolo lavandino c�erano i soliti vassoi e le boccette con i reagenti, mentre a sinistra troneggiava un bel computer con l�attrezzatura digitale. Sulla parete opposta c�era un mobiletto fatto a schedario con quattro cassetti. Decisi di cominciare da l�.</p><p>Dopo dieci minuti che sfogliavo foto e negativi, le immagini pi� compromettenti che trovai erano qualche dozzina di ritratti di neonati nudi sdraiati su un tappeto di pelliccia di volpe bianca. Anche chi ritiene Pat Robertson troppo liberale le avrebbe definite �carine�. A quanto sembrava, non c�erano scomparti segreti nel mobiletto e nessun altro posto intuitivo in cui nascondere le foto.</p><p>Non avevo molto tempo; se Reiker era soltanto uscito a comprare il latte sotto casa, era fatta. Poteva tornare in qualunque momento e decidere di rovistare nel suo materiale per osservare teneramente i deliziosi piccoli folletti che aveva immortalato su pellicola. Mi spostai nella zona computer.</p><p>Accanto al monitor c�era un alto porta CD; passai in rassegna una alla volta le custodie. Dopo un gruppo di driver per installare programmi e altri dischi con su scritto a mano GREENFIELD o LOPEZ, lo trovai.</p><p>Era una specie di portagioielli rosa acceso. Davanti, a lettere chiare, c�era scritto NAMBLA 9/04.</p><p>NAMBLA poteva anche essere un nome spagnolo poco comune. Ma stava anche per North American Man/Boy Love Association, un simpatico quanto vago gruppo di supporto per aiutare i pedofili a mantenere una positiva immagine di loro stessi, sostenendo che ci� che fanno � perfettamente naturale. Be�, certo che lo � come il cannibalismo e lo stupro, davvero. Non si dovrebbe.</p><p>Presi il CD, spensi la luce e scivolai nella notte.</p><p>Quando tornai al mio appartamento, ci misi pochi minuti a scoprire che il disco era un supporto in vendita, forse da portare a una specie di raduno della NAMBLA e da offrire a una lista selezionata di orchi discriminati. Sopra, le foto erano organizzate in quelle che vengono dette �gallerie di schizzi�, una serie di miniature simili a quelle che amavano sfogliare gli sporcaccioni nell�era vittoriana. Le foto erano scurite nei punti strategici in modo che si potessero immaginare i particolari anche senza vederli.</p><p>E� oh, s�: molti scatti erano versioni tagliate e modificate da mano esperta delle immagini che avevo visto sulla barca di MacGregor. Dunque anche se non avevo trovato gli stivali da cowboy, avevo materiale sufficiente per rispettare il Codice di Harry. Reiker era balzato in cima alla classifica.</p><p>Andai a letto sorridente e col cuore leggero, pensando allegramente a quello che io e lui avremmo potuto fare insieme l�indomani notte.</p><p>Il giorno dopo, sabato, mi svegliai sul tardi e uscii a fare jogging nel mio quartiere. Dopo una doccia e un�abbondante colazione, andai a comprare l�essenziale: un nuovo rotolo di nastro adesivo e un coltello da cucina con la lama sottile come un rasoio, giusto l�indispensabile. Poi, dato che il Passeggero Oscuro si stava agitando, mi fermai a una tavola calda per uno spuntino. Mangiai una bistecca da quasi mezzo chilo, ovviamente ben cotta, senza una goccia di sangue.</p><p>Poi passai di nuovo davanti alla casa di Reiker, per rivedere il posto alla luce del giorno. Il fotografo in persona stava tagliando l�erba. Rallentai e gettai uno sguardo casuale; ahim�, portava un paio di vecchie scarpe da ginnastica, niente stivali rossi. Era a torso nudo e, oltre a essere ossuto, sembrava pallido e flaccido. Tranquillo, presto ci avrei pensato io a ridargli un po� di colore.</p><p>Fu una giornata molto soddisfacente e produttiva, quella del mio Giorno Prima. Me ne stavo seduto buono buono nel mio appartamento, tutto preso da virtuosi pensieri, quando squill� il telefono.</p><p>�Buona sera�, dissi.</p><p>�Puoi venire qui?� fece Deborah. �Abbiamo del lavoro da finire.�</p><p>�Che lavoro?�</p><p>�Non fare il cretino�, disse. �Vieni�, e riattacc�. Non era soltanto irritante, di pi�. Primo, non mi risultava che ci fosse nessun lavoro da finire; secondo, non mi ritenevo un cretino � un mostro, questo s�, ma nell�insieme un mostro piuttosto piacevole e dotato di buone maniere. E oltre tutto, quel suo modo di riattaccare, che sottintendeva semplicemente che avrei tremato e obbedito. Che coraggio! Nessuno mi avrebbe fatto tremare, anche se era mia sorella ed era dotata di un pugno di ferro.</p><p>Comunque obbedii. Ci misi pi� del solito a raggiungere il Mutiny: era sabato pomeriggio e nel Grove le strade si riempivano di sfaccendati. Mi destreggiai lentamente nel traffico, col desiderio di schiacciare l�acceleratore a tavoletta e fare strage di quell�orda barbarica. Deborah mi aveva tolto il buonumore.</p><p>E quando bussai alla porta della suite, al Mutiny, non contribu� a migliorarlo: apr� con quella sua espressione da poliziotto-in-servizio-con-problemi, che la faceva somigliare a un odiosissimo pesce. �Entra�, ordin�.</p><p>�S�, padrona�, dissi.</p><p>Chutsky era sul divano. Continuava a non assomigliare a un colono inglese (forse per colpa dell�assenza delle sopracciglia), ma complessivamente aveva l�aspetto di uno che aveva scelto di vivere. Sembrava che il programma di recupero di Deborah stesse funzionando. Alle sue spalle, appoggiata al muro, c�era una stampella e lui stava bevendo del caff�. Un vassoio di dolci era poggiato sul tavolino di fronte. �Ehi, amico�, salut� agitando il moncherino. �Prendi una sedia.�</p><p>Presi una sedia in stile coloniale inglese e mi sedetti, dopo aver sgraffignato un paio di pasticcini. Chutsky mi guard� sul punto di obiettare, ma davvero, era proprio il minimo che potevano fare per me. Dopotutto, per salvarlo avevo affrontato alligatori affamati e l�agguato di un pavone, e ora ero l� a sacrificare il mio sabato per chiss� quale ingrato lavoro. Mi meritavo un�intera torta.</p><p>�Okay�, fece Chutsky. �Dobbiamo capire dove si nasconde Henker e dobbiamo farlo in fretta.�</p><p>�Chi?� chiesi. �Vuoi dire il dottor Danco?�</p><p>�Gi�, si chiama cos�. Henker�, rispose lui. �Martin Henker.�</p><p>�<emphasis>E noi dobbiamo trovarlo?</emphasis>� domandai, con un orribile presentimento. Voglio dire, perch� chiamare proprio me e dire <emphasis>noi</emphasis>?</p><p>Chutsky sbuff� leggermente, come risposta a quella che credeva una mia battuta. �S�, esatto�, disse. �Dove pensi che potrebbe essere, amico?�</p><p>�Per la verit�, non ci penso proprio�, replicai.</p><p>�Dexter�, intervenne Deborah in tono di avvertimento.</p><p>Chutsky aggrott� le sopracciglia. Ne risult� una strana espressione, dato che non le aveva. �Che cosa vuoi dire?� chiese.</p><p>�Voglio dire� non vedo perch� dovrebbe essere un mio problema. Non vedo perch� io o comunque <emphasis>noi </emphasis>dobbiamo trovarlo. Lui ha avuto quello che voleva� perch� non lasciare che finisca e se ne torni a casa?�</p><p>�Sta scherzando?� chiese Chutsky a Deborah, e se solo avesse avuto le sopracciglia, le avrebbe sollevate.</p><p>�Doakes non gli piace�, spieg� Deborah.</p><p>�D�accordo, ma ascolta, Doakes � uno dei nostri�, mi disse Chutsky.</p><p>�Non uno dei miei�, replicai.</p><p>Chutsky scosse la testa. �Okay, questo � un problema tuo. In ogni caso dobbiamo trovare quell�uomo. � anche una questione politica e se non lo fermiamo � un casino.�</p><p>�Va bene�, convenni. �Comunque non capisco perch� debba essere un mio problema.� Mi parve una domanda molto sensata, anche se dalla sua reazione sembrava che volessi far esplodere una bomba in una scuola elementare.</p><p>�Ges�!� esclam�, e scosse la testa come per farsi beffe di me. �Sei proprio un bel tipo, amico.�</p><p>�Dexter�, intervenne Deborah. �Guardaci.� Li guardai, Deb col suo gesso e Chutsky con la sua coppia di moncherini. A essere sinceri, non facevano molta paura. �Ci serve il tuo aiuto�, disse.</p><p>�Debs, davvero��</p><p>�Per favore, Dexter�, implor� mia sorella, sapendo bene che quando me lo chiedeva cos� non riuscivo a dire di no.</p><p>�Avanti, Debs�, cercai di farla ragionare. �Tu hai bisogno di un uomo d�azione, qualcuno che butti gi� la porta e faccia irruzione sparando a volont�. Io sono solo un timido topo di laboratorio.�</p><p>Deborah attravers� la stanza e mi si par� davanti, a pochi centimetri di distanza. �Io so che cosa sei, Dexter�, mormor�. �Ti ricordi? E so che sei in grado di partecipare.� Mi pos� una mano sulla spalla e parl� ancora pi� piano, quasi sussurr�. �Kyle ne ha bisogno, Dex. Ha bisogno di catturare Danco. O non si sentir� mai pi� uomo. Per me � importante. Per favore, Dexter.�</p><p>Dopotutto, che cosa puoi fare quando passano alle armi pesanti? Se non fare appello a tutta la tua buona volont� e sventolare elegantemente la bandiera bianca?</p><p>�D�accordo, Debs�, borbottai.</p><p>La libert� � un bene fragile ed effimero, non trovate?</p></section><section><title><p>28</p></title><p>Per quanto riluttante, avevo dato la mia parola che sarei stato d�aiuto, cos� il povero Devoto Dexter si lanci� immediatamente sul problema con tutte le risorse del suo strabiliante ingegno. Ma la triste verit� era che il mio cervello era fuori servizio: anche se inserivo con precisione gli indizi, non ne usciva nulla.</p><p>Forse per ottenere prestazioni cos� elevate necessitava di maggior carburante, perci� blandii Deborah perch� si facesse mandare altri pasticcini. Mentre lei era al telefono con l�addetto al servizio in camera, Chutsky mi rivolse un sorriso sfuggente, quasi mellifluo e disse: �Allora ci proviamo, amico?�</p><p>Me l�aveva chiesto in quel modo tanto carino� E d�altronde, qualcosa dovevo fare mentre aspettavo i dolci, cos� accettai.</p><p>La perdita degli arti aveva privato Chutsky di qualsiasi inibizione psicologica. Invece di essere un po� pi� insicuro, si era fatto pi� aperto e cordiale e sembrava desideroso di condividere informazioni, cosa che sarebbe stata impensabile per un Chutsky dotato di tutti e quattro gli arti e di un costoso paio di occhiali da sole. Quindi, con il desiderio di fare bella figura e di sapere pi� particolari possibili, approfittai del suo buonumore per sapere da lui i nomi della squadra del Salvador.</p><p>Chutsky sedeva col taccuino d�ordinanza in precario equilibrio sul ginocchio, e lo teneva fermo con il polso mentre scarabocchiava i nomi con la sua unica mano, la destra. �Manny Borges, ce l�hai presente�, disse.</p><p>�La prima vittima�, risposi.</p><p>�Ah-hah�, fece Chutsky senza alzare la testa. Scrisse il nome e poi ci tir� sopra una riga. �E poi c�era Frank Aubrey�� Si incup�, scrisse anche il suo nome e lo cancell�, storcendo la bocca. �Gli manca Oscar Acosta. Dio sa dov�� finito adesso.� Lo segn� ugualmente e vicino ci mise un punto interrogativo. �Wendell Ingraham. Vive a North Shore Drive, Miami Beach.� Mentre scriveva, gli cadde a terra il taccuino; tent� di afferrarlo al volo, ma lo manc�. Rimase un attimo a fissarlo, poi si pieg� e lo raccolse. Una goccia di sudore gli scivol� sul cranio pelato, quindi a terra. �Fottute medicine�, brontol�. �Mi stordiscono.�</p><p>�Wendell Ingraham�, dissi.</p><p>�Giusto. Giusto.� Scarabocchi� il resto del nome e senza fermarsi continu� con: �Andy Lyle. Adesso vende automobili, su a Davie�. E in una furibonda esplosione di energia prosegu� e scrisse trionfante l�ultimo nome. �Due altri ragazzi morti, uno ancora disperso, ed ecco tutta la squadra.�</p><p>�Nessuno di questi sa che Danco � in citt�?�</p><p>Lui scosse la testa. Gli col� un�altra goccia di sudore che mi manc� per poco. �Stiamo mantenendo il segreto sulla questione. Non c�� bisogno che si sappia in giro.�</p><p>�Loro non hanno bisogno di sapere che qualcuno vuole ridurli in cuscini urlanti?�</p><p>�No, non ce l�hanno�, dichiar�, stringendo la mascella come se stesse per dire un�altra frase da duro; forse voleva proporre di eliminarli tirando lo sciacquone. Poi mi guard� e ci ripens�.</p><p>�Non potremmo almeno controllare chi manca all�appello?� proposi, senza sperarci davvero.</p><p>Chutsky scosse di nuovo la testa prima ancora che finissi di parlare. Gli colarono altre due gocce di sudore, una a destra e una a sinistra. �No, assolutamente no. Questa gente � sempre in ascolto. Se qualcuno comincia a chiedere di loro, lo vengono a sapere. E non posso rischiare che scappino. Come ha fatto Oscar.�</p><p>�Allora come facciamo a trovare il dottor Danco?�</p><p>�� questo che ti tocca scoprire�, disse.</p><p>�E la casa di Monte Pattumiera?� domandai speranzoso. �Quella che avevi controllato col taccuino.�</p><p>�Debbie ha piazzato un�autopattuglia. Ci si � trasferita una famiglia.� spieg�. �No, noi puntiamo tutto su di te, amico. Ti verr� in mente qualcosa.�</p><p>Debs ci raggiunse prima che trovassi qualcosa di significativo da dire, ma in verit� mi stup� molto il comportamento che Chutsky aveva nei confronti dei suoi vecchi compagni. Non sarebbe stato pi� carino avvisarli di prepararsi a fuggire o quanto meno di stare all�erta? Di sicuro non pretendo di essere un fulgido esempio di virt�, ma se un chirurgo squilibrato facesse la posta, per esempio, a Vince Masuoka, mi piace pensare che troverei il modo di infilare qualche riferimento durante la nostra chiacchierata nella pausa caff�. <emphasis>Lo zucchero, per favore. A proposito, c�� un medico maniaco che vuole tagliarti gambe e braccia. Gradisci del latte?</emphasis></p><p>Ma a quanto pare, non era questo il gioco che facevano gli uomini dalla mascella virile, o almeno non il loro rappresentante Kyle Chutsky. Che cosa ci potevo fare? In ogni caso avevo un elenco di nomi ed era un buon punto di partenza. L�unico. Non sapevo per� come trasformarlo in un�informazione utile e Kyle sembrava pi� propenso a condividere notizie piuttosto che a usare la creativit�. Deborah non mi era di grande aiuto. Era tutta presa a sprimacciare il cuscino di Kyle, ad asciugargli la fronte febbricitante, ad assicurarsi che prendesse le pillole: non avrei mai immaginato di vederla fare la mamma, invece�</p><p>Divenne chiaro che in quella suite non si poteva lavorare granch�. L�unica cosa che potei suggerire fu di tornarmene al mio computer e vedere se riuscivo a trovare qualcosa. Dunque, dopo aver strappato gli ultimi due pasticcini dalla mano rimanente di Kyle, me ne tornai a casa al mio fidato PC. Non ero certo che sarei riuscito a trovare qualcosa, per� mi ero ripromesso di provarci. Avrei fatto del mio meglio, riflettendo sul problema per qualche ora, sperando che qualcuno avvolgesse intorno a una pietra un messaggio segreto e lo lanciasse attraverso la mia finestra. Se mi finiva sulla testa, magari mi avrebbe fatto saltar fuori qualche idea.</p><p>Il mio appartamento era come l�avevo lasciato e la cosa mi confort�. Dato che Deborah non vi alloggiava pi�, il letto era fatto. Accesi il computer e cominciai a fare ricerche. Prima di tutto controllai il database delle agenzie immobiliari, ma non c�erano altri acquisti che si adattassero allo schema di quelli precedenti. Tuttavia, era ovvio che da qualche parte il dottor Danco doveva essere.</p><p>Anche se avevamo messo fuori uso i suoi orribili rifugi, ero abbastanza certo che non avrebbe lasciato passare troppo tempo prima di dedicarsi a Doakes o a uno qualsiasi dei nomi sulla lista che avesse attirato la sua attenzione.</p><p>In ogni caso, con quale criterio Danco decideva l�ordine delle sue vittime? In base al grado? O a quanto lo avevano fatto incazzare? Oppure a casaccio? Se l�avessi scoperto, forse sarei riuscito a trovarlo. Da qualche parte doveva pur andare, visto che le sue operazioni non erano proprio il genere di cose che si possono fare in una camera d�albergo. Allora, dove?</p><p>Nessuna pietra ruppe il vetro e mi rimbalz� sulla testa, comunque un�ideuzza cominci� a frullare nel cervello di Dexter. Danco doveva andare da qualche parte per lavorarsi Doakes e non poteva aspettare di trovare una casa sicura. Ovunque andasse, doveva restare nella zona di Miami, vicino alle sue vittime, e non poteva rischiare di scegliere un posto a caso con tutte le possibili conseguenze. Una casa in vendita, a prima vista vuota, avrebbe potuto presto essere invasa da eventuali compratori. E se il dottore ne avesse occupata una gi� abitata, chi gli avrebbe assicurato che il Cugino Enrico non venisse a fare visita agli inquilini? Allora, perch� non usare semplicemente la casa della prossima vittima? Danco doveva pensare che Chutsky, l�unico a conoscere la lista, fosse fuori combattimento per un po� e non gli avrebbe dato la caccia. Mentre passava al nome successivo, il dottore poteva amputare due arti con un solo bisturi: usare la casa della sua nuova vittima per finire Doakes e poi dedicarsi allegramente al fortunato proprietario.</p><p>Poteva avere un senso ed era un punto di partenza pi� definito dell�elenco dei nomi. Ma anche se avevo ragione, chi di loro sarebbe stato il prossimo?</p><p>Fuori tuon�. Guardai di nuovo la lista e sospirai. Perch� non ero da un�altra parte? Anche giocare all�Impiccato con Cody e Astor sarebbe stato un gran miglioramento, rispetto a questo compito ingrato e frustrante. Prima dovevo aiutare Cody a cercare le vocali. Poi la parola avrebbe assunto una forma. E quando lui avesse imparato a padroneggiare quel gioco, avrei potuto cominciare a insegnargli altre cose pi� interessanti. � piuttosto singolare doversi occupare dell�istruzione di un bambino, ma a dire il vero non vedevo l�ora di cominciare. Peccato che si fosse gi� preso cura del cane del vicino� sarebbe stato un esempio perfetto per introdurre i concetti di sicurezza e di tecnica. Quel birbante aveva molto da imparare. Tutti gli insegnamenti del vecchio Harry stavano per essere tramandati a una nuova generazione.</p><p>Mentre pensavo di aiutare Cody, mi resi conto che la contropartita era accettare di fidanzarmi con Rita. Ce l�avrei fatta davvero? Sarei riuscito a dare l�addio alla mia spensierata esistenza da scapolo e a dedicarmi alle gioie della vita coniugale? Stranamente, pensai che avrei potuto riuscirci. Certo, i bambini meritavano qualche sacrificio e trasformare Rita in un travestimento permanente avrebbe in realt� abbassato il mio profilo. Era difficile che un uomo felicemente sposato avesse i miei passatempi.</p><p>Forse ce l�avrei fatta. Era da vedere. Ma stavo divagando. Tutto questo non mi avvicinava n� alla mia serata con Reiker n� mi aiutava a trovare Danco. Cercai di concentrarmi e lessi la lista di nomi: Borges e Aubrey erano andati. Acosta, Ingraham e Lyle non ancora. E, tranne il primo, non sapevano di avere un appuntamento con il dottor Danco. Due erano finiti, tre erano sul punto di farlo, senza contare Doakes. Forse ora stava assaggiando la lama, con la musica da ballo di Tito Puente come sottofondo. Forse in quel momento il dottore era chino sul suo scintillante bisturi, intento a guidare il sergente nel suo ballo dello smembramento. Balla con me, Doakes. <emphasis>Baila con migo, amigo</emphasis>, come avrebbe detto Tito Puente. Doveva essere dura ballare senza gambe, ma ne valeva la pena.</p><p>E intanto, eccomi qui a girare in circolo, come se il caro dottore mi avesse tagliato una gamba.</p><p><emphasis>D�accordo: assumiamo che il dottor Danco si trovi a casa della sua attuale vittima, senza contare Doakes. </emphasis>Naturalmente, non sapevo chi potesse essere. E questo dove mi portava? Dove non arrivava l�indagine scientifica, interveniva la buona sorte. Elementare, mio caro Dexter.</p><p>Ambarabaciccicocc�</p><p>Il mio dito si pos� sul taccuino sopra il nome di Ingraham. Bene allora, era tutto chiaro, no? Certo. E io ero Re Olaf di Norvegia.</p><p>Mi alzai e andai alla finestra dove per tanto tempo avevo spiato il sergente Doakes fermo dall�altra parte della strada nella sua Taurus marrone. Non c�era. Presto non sarebbe pi� stato da nessuna parte, a meno che non lo trovassi. Lui mi voleva morto o in prigione, io sarei stato pi� felice se fosse semplicemente scomparso� un pezzettino per volta, o tutto insieme, non faceva differenza. E io ero qui, a fare gli straordinari, a far lavorare a ritmo pazzesco la potente macchina mentale di Dexter per salvarlo� di modo che poi lui potesse uccidermi o arrestarmi. C�� da stupirsi se trovo che il concetto di vita sia sopravvalutato?</p><p>Forse per effetto della mia battuta, la luna quasi piena fece un risolino tra gli alberi. E pi� guardavo fuori, pi� sentivo il peso di quella vecchia luna crudele, che crepitava proprio sotto l�orizzonte e mi avvampava lungo la spina dorsale e mi incitava all�azione, finch� non mi vidi prendere le chiavi della macchina e dirigermi verso la porta. Dopotutto, perch� non controllare? Non ci avrei messo pi� di un�ora e non avrei dovuto spiegare nulla a Debs e Chutsky.</p><p>Mi accorsi che l�idea mi piaceva perch� era semplice e veloce e se funzionava mi avrebbe ridato la mia libert� duramente conquistata in tempo per il rendez-vous dell�indomani con Reiker� Come se non bastasse, mi stava venendo voglia di un aperitivo. Perch� non scaldarmi un po� con il dottor Danco? Chi avrebbe potuto incolparmi per aver fatto a lui quello che lui con tanta sollecitudine faceva agli altri? Se per catturare Danco dovevo salvare Doakes, be�, chi ha mai detto che la vita � perfetta?</p><p>E dunque eccomi l�, diretto a nord sulla Dixie Highway e poi sulla I-95, per poi proseguire lungo la 79<sup>th</sup> Street Causeway e quindi dritto verso la Normandy Shores, la zona di Miami Beach dove viveva Ingraham. Quando svoltai nella via guidando lentamente, era gi� notte. Nel vialetto c�era un furgone verde scuro, molto simile a quello che Danco aveva demolito soltanto qualche giorno fa. Era parcheggiato accanto a una Mercedes seminuova e sembrava fuori posto in un quartiere cos� distinto. <emphasis>Bene, allora</emphasis>, pensai. Il Passeggero Oscuro cominci� a balbettare parole di incoraggiamento, ma io passai oltre, svoltando alla curva fino ad arrivare a una piazzola. Accostai e mi fermai proprio dietro l�angolo.</p><p>Naturalmente, poteva anche essere che Ingraham stesse facendo fare lavori in casa e che gli operai avessero deciso di restare l� finch� non li avessero finiti. Eppure la cosa non mi convinceva, e non convinceva neppure il Passeggero Oscuro. Presi il cellulare e chiamai Deborah.</p><p>�Credo di aver trovato qualcosa�, le dissi quando rispose.</p><p>�Come mai ci hai messo cos� tanto?� chiese.</p><p>�Credo che il dottor Danco stia occupando la casa di Ingraham a Miami Beach.�</p><p>Fece una piccola pausa in cui mi sembr� quasi di vederla aggrottare le sopracciglia. �Come fai a dirlo?�</p><p>La prospettiva di spiegarle che avevo semplicemente tirato a indovinare non mi entusiasmava granch�, cos� mi limitai a dire: �� una lunga storia, sorellina. Ma penso che sia vero�.</p><p>�Lo pensi�, disse. �Per� non ne sei certo.�</p><p>�Lo sar� tra pochi minuti�, risposi. �Ho parcheggiato dietro l�angolo di casa Ingraham e davanti c�� un furgone che in questo quartiere sembra vagamente fuori posto.�</p><p>�Non ti muovere�, mi intim�. �Ti richiamo.� Riattacc� e mi lasci� a sorvegliare la casa. Ero in una posizione scomodissima per osservare e farlo mi sarebbe costato un serio torcicollo. Cos� girai la macchina e mi misi lungo la strada rivolto verso la curva, dove la casa mi fissava beffarda e intanto� eccola l�. Il suo faccione faceva capolino tra gli alberi e illuminava con i suoi fiochi raggi lo squallido paesaggio. La luna, quell�eterno faro sghignazzante. Eccola.</p><p>Sentivo le sue gelide dita tentatrici che mi incitavano e mi provocavano e mi spingevano a commettere azioni sciocche e bellissime, ed era da cos� tanto tempo che non avvertivo questo duplice richiamo che mi rimbombava con forza nella testa e mi attraversava la spina dorsale e, a dire il vero, che male c�era se davo una controllata prima che Deborah richiamasse? Non avrei fatto stupidaggini, ovvio, sarei solo uscito dalla macchina per fare un giro in strada, una casuale passeggiata al chiaro di luna in una strada tranquilla. Poi, se per un insieme di coincidenze mi fosse capitato di fare qualche giochino con il dottore�</p><p>Notai con un certo fastidio che mentre scendevo dall�auto il mio respiro si faceva sempre pi� irregolare. <emphasis>Vergogna, Dexter. Dov�� finito il tuo leggendario autocontrollo? </emphasis>Forse protestava per essere stato trattenuto troppo a lungo e proprio questa scissione mi faceva sentire ancora pi� bramoso, ma non doveva succedere. Respirai a fondo per rilassarmi e scesi in strada: un mostro qualunque a spasso dietro a un�improvvisata clinica per vivisezioni. <emphasis>Salve, signore, � la notte ideale per tagliare una gamba, non le pare?</emphasis></p><p>Man mano che mi avvicinavo alla villetta sentivo Quel Qualcosa che cresceva sempre pi� grande e forte dentro di me, mentre le vecchie dita gelide spingevano per farlo uscire. Ero di fuoco e di ghiaccio, la luna e la morte mi davano forza, e quanto pi� mi avvicinavo alla casa tanto pi� crescevano i bisbigli dentro di me, mentre dall�abitazione mi giungevano i suoni attutiti di una musica, forse un coro di ritmi e sassofoni di Tito Puente, e non occorreva che i crescenti sussurri mi dicessero che avevo ragione, che era proprio qui che il dottore aveva allestito la sua clinica.</p><p>Era qui, ed era al lavoro.</p><p>E adesso, che cosa potevo fare? Naturalmente la cosa pi� saggia sarebbe stata tornare alla macchina e aspettare la chiamata di Deborah� ma questa notte non c�era tempo per la saggezza, con la luna che sogghignava melodiosa cos� bassa nel cielo e il ghiaccio che mi gelava le vene e mi incitava a proseguire.</p><p>Dunque, non appena superata la tana del dottore, scivolai nell�oscurit� della casa accanto e attraversai circospetto il cortile, finch� non scorsi il retro dell�abitazione di Ingraham. Una forte luce proveniva dalla finestra posteriore e io mi avvicinai furtivamente, sempre di pi�, nascosto dall�ombra di un albero. Qualche altro passo felpato e sarei quasi riuscito a sbirciare dentro la finestra. Mi accostai ancora un po�, appena fuori dalla pozza di luce sul selciato.</p><p>In quella posizione potevo vedere all�interno, da un certo angolo fino al soffitto della stanza. Ecco lo specchio che Danco amava tanto usare che rifletteva met� del tavolo�</p><p>� e poco pi� di met� del sergente Doakes.</p><p>Era legato stretto, immobile, e la sua testa rasata di fresco era bloccata sul tavolo. Non riuscii a distinguere molti dettagli, ma a quanto sembrava le sue mani erano mozzate fino ai polsi. Le mani per prime? Davvero interessante: si trattava di un approccio completamente differente da quello usato con Chutsky. Come faceva Danco a stabilire cos�era meglio per ogni paziente?</p><p>Quell�uomo e la sua opera mi intrigavano sempre di pi�; c�era uno strano humour che animava la faccenda e, per quanto possa sembrare stupido, volevo conoscere un po� meglio il suo modo di lavorare. Mi avvicinai ancora.</p><p>La musica si ferm� e io con lei, poi quando il ritmo del mambo riprese, sentii una tosse metallica dietro di me e qualcosa che mi dava un colpetto sulla spalla, mi pungeva e pizzicava; mi voltai e vidi un ometto dai grandi occhiali che mi fissava. Stringeva una pistola che sembrava una di quelle che sparano proiettili di vernice; ebbi appena il tempo di indignarmi visto che era puntata contro di me, prima che qualcuno mi sfilasse le ossa dalle gambe. Poi scivolai nei prati psichedelici e lunari dove tutto � oscuro e immerso nei sogni.</p></section><section><title><p>29</p></title><p>Stavo allegramente dissezionando un tipo davvero cattivo che avevo legato stretto con il nastro adesivo e bloccato su un tavolo, ma non so come il coltello era di gomma e si limitava a ondeggiare da una parte all�altra. Allora afferrai al suo posto un�enorme sega per ossa e la rivolsi verso l�alligatore sdraiato sul tavolo, ma non sentii nessun godimento, dolore piuttosto, e mi accorsi che mi stavo tagliando via le braccia. I polsi mi bruciavano e si divincolavano, eppure non riuscivo a smettere di segare. Mi tagliai un�arteria e un orribile fiotto zampill� ovunque e mi accec� con una nebbia rossastra e io precipitai, senza fermarmi, nelle vuote tenebre del mio ego dove sagome orribili mi sospingevano urlanti finch� non caddi nell�orribile pozzanghera rossa sul pavimento dove due lune spettrali mi fissarono truci dicendo: <emphasis>Apri gli occhi, sei sveglio�</emphasis></p><p>E tutto torn� a fuoco e le due lune spettrali non erano altro che le spesse lenti incorniciate dalla grande montatura nera e attaccate alla faccia di un ometto con i baffi, snello e muscoloso, chino su di me con una siringa in mano.</p><p>�Il dottor Danco, suppongo?�</p><p>Non credevo di averlo pronunciato a voce alta, ma lui annu� e disse: �Gi�, mi chiamano cos�. E tu chi sei?� Il suo accento era vagamente forzato, come se dovesse riflettere prima di pronunciare ogni parola. C�era una traccia di cubano, ma non sembrava che lo spagnolo fosse la sua lingua d�origine. Per qualche motivo la voce mi mise di cattivo umore, come se fosse Dexter-Repellente. Ma nel profondo del mio cervello da lucertola un vecchio dinosauro sollev� il muso e rispose con un ruggito, sicch� non mi mostrai umiliato di fronte a lui come stavo per fare. Tentai di scuotere la testa, ma non so perch� non ci riuscii.</p><p>�Non provare a muoverti�, mi avvert�. �Non ce la farai. Comunque stai tranquillo, riuscirai a vedere tutto quello che faccio al tuo amico sul tavolo. E presto toccher� a te. E allora potrai vederti nello specchio.� Batt� le palpebre e il tono divent� frivolo. �Straordinaria invenzione, lo specchio. Lo sapevi che se da fuori casa qualcuno lo guarda, tu che stai dentro lo vedi riflesso?�</p><p>Sembrava un maestro elementare che spiegava uno scherzo a uno scolaro a cui era affezionato, ma che era troppo stupido per capirlo. E io lo ero talmente da non riuscire a dare un senso alle sue parole, perch� mi ero mosso senza pensare ad altro se non: <emphasis>Wow, interessante. </emphasis>Mi ero lasciato trascinare dai miei impulsi amplificati dalla luna e dalla mia curiosit� e il dottore mi aveva sorpreso mentre lo spiavo. Tuttavia stava gongolando e la cosa mi infastid�, cos� mi sentii costretto a dire qualcosa, anche di stupido.</p><p>�Certo, lo sapevo�, feci. �E tu lo sai che questa casa ha anche un ingresso principale? Stavolta senza pavoni di guardia.�</p><p>Lui batt� di nuovo le palpebre. �Dovrei spaventarmi?� domand�.</p><p>�Be�, non si sa mai chi potrebbe entrare di colpo senza essere invitato.�</p><p>Il dottor Danco sollev� impercettibilmente l�angolo sinistro della bocca. �Se il tuo amico al tavolo operatorio � uno di loro�, consider�, �posso stare tranquillo, non trovi?� Dovevo ammettere che aveva ragione. I giocatori della prima formazione non erano stati indimenticabili; che cosa aveva da temere dalla panchina? Se soltanto fossi stato un po� meno intontito da non so quali droghe mi aveva somministrato, quasi certamente avrei detto qualcosa di pi� intelligente, ma, a essere sinceri, ero ancora avvolto da una specie di nube chimica.</p><p>�Spero che tu non voglia farmi credere che stanno arrivando i soccorsi, vero?� osserv�.</p><p>Mi stavo chiedendo la stessa cosa, ma non mi sembrava molto astuto dirglielo. �Pensala come vuoi�, risposi invece, sperando di essere sufficientemente sibillino da guadagnare tempo. Nel frattempo maledicevo la lentezza dei miei processi mentali, di solito fulminei.</p><p>�D�accordo, allora�, replic�. �Penso che tu sia venuto qui da solo. Anche se sono curioso di sapere perch�.�</p><p>�Volevo studiare la tua tecnica�, spiegai.</p><p>�Oh, bene. Sono lieto di mostrartela� di prima mano.� Fece di nuovo balenare quel suo sorrisetto e aggiunse: �Poi passeremo ai piedi�. Attese un momento, forse per vedere se ridevo a quell�ironico gioco di parole. Mi dispiacque davvero deluderlo, ma forse mi avrebbe divertito pi� tardi, se ne fossi uscito vivo.</p><p>Danco mi diede un buffetto sul braccio e si pieg� verso di me. �Devi dirmi il tuo nome, lo sai. E niente scherzi.�</p><p>Me lo vidi chiamarmi per nome, mentre ero legato al tavolo con le cinghie e non fu un�immagine allegra.</p><p>�Mi dirai come ti chiami?� domand�.</p><p>�Pollicino�, risposi.</p><p>Danco mi guard�, gli occhi dilatati dietro le spesse lenti. Poi allung� la mano verso la mia tasca dei pantaloni e tir� fuori il portafogli. Lo apr� e ne estrasse la mia patente. �Oh! Dunque <emphasis>sei tu </emphasis>Dexter. Congratulazioni per il tuo fidanzamento.� Lasci� cadere il portafogli accanto a me e mi diede un buffetto. �Guarda e impara, perch� molto presto far� le stesse cose su di te.�</p><p>�Per te sar� un onore�, replicai.</p><p>Danco si rabbui�. �Dovresti avere pi� paura�, osserv�. �Perch� sei cos� calmo?� Fece una smorfia di disapprovazione. �Interessante. La prossima volta aumenter� il dosaggio.� Poi si alz� e se ne and�.</p><p>Ero disteso in un angolo buio vicino a un secchio e a una scopa e lo vedevo affaccendarsi in cucina. Si fece una tazza di caff� cubano liofilizzato e ci vers� dentro una valanga di zucchero. Poi si piazz� al centro della stanza e fiss� il tavolo, pensieroso.</p><p>�<emphasis>�Nahma�</emphasis>, implor� la cosa sul tavolo che una volta era stata il sergente Doakes. �<emphasis>Nahana. Nahma.</emphasis>� Ovviamente gli era stata tagliata la lingua� chiara metafora rivolta a colui che Danco riteneva l�avesse denunciato.</p><p>�S�, lo so�, fece il dottore. �Ma non ne hai ancora indovinata una.� Mentre lo diceva sembrava quasi che sorridesse, anche se il suo volto non sembrava fatto per rivelare altri sentimenti al di l� di un attento interesse. Ma bastava a scatenare in Doakes una crisi di urla e ripetuti tentativi di liberarsi dalle cinghie. Non funzion� granch� e non sembr� preoccupare il dottor Danco, che si allontan� sorseggiando il suo caff� e canticchiando fuori tempo Tito Puente. Mentre Doakes si agitava, mi accorsi che, oltre alle mani e alla lingua, gli mancava anche il piede destro. Chutsky aveva detto che la gamba dal ginocchio in gi� gli era stata tagliata tutta in una volta. Di sicuro il Dottore voleva che Doakes durasse un po� di pi�. E quando sarebbe stato il mio turno� da dove avrebbe cominciato?</p><p>Pezzo dopo pezzo, la nebbia stava svanendo dal mio cervello. Mi domandai per quanto tempo fossi rimasto incosciente. Non mi parve un argomento di cui discutere col dottore.</p><p><emphasis>Il dosaggio</emphasis>, aveva detto. Quando mi ero svegliato, aveva in mano una siringa e si era stupito che non fossi tanto spaventato� <emphasis>Certo. </emphasis>Che splendida idea, iniettare nei pazienti una specie di farmaco psicotropo che aumentasse la loro sensazione di terrore e impotenza. Desiderai sapere come si facesse. Perch� non avevo una preparazione medica? Ma, naturalmente, era un po� troppo tardi per preoccuparmene. E in ogni caso sembrava che il dosaggio fosse perfetto per Doakes.</p><p>�Bene, Albert�, disse con simpatia il dottore al sergente, gustando il suo caff�, �vuoi provare a indovinare?�</p><p>�<emphasis>Nahana! Nah!</emphasis>�</p><p>�Non credo sia giusto�, rispose l�altro. �O magari, se tu avessi la lingua, potrebbe darsi di s�. In ogni caso�, continu�, piegandosi sul bordo del tavolo e facendo un segno su un pezzo di carta, come se stesse cancellando delle voci. �� una parola abbastanza lunga�, sugger�. �Dieci lettere. D�altronde, devi accettare la buona e la cattiva sorte, non trovi?� Pos� la matita e prese una sega e, mentre Doakes cercava di liberarsi dalle cinghie agitandosi come un pazzo, Danco gli amput� il piede sinistro, proprio sopra la caviglia. Fece il tutto in modo preciso e pulito, poi mise l�arto accanto alla testa di Doakes e allung� la mano verso i suoi attrezzi, da cui trasse un grande saldatore. Lo applic� alla nuova ferita e si lev� una nube di vapore sfrigolante: stava cauterizzando il moncherino per limitare al minimo la fuoriuscita di sangue.</p><p>�Eccoti servito�, disse.</p><p>Doakes emise un suono strozzato e svenne, mentre un odore di carne bruciata si diffondeva per la stanza. Se gli andava male, sarebbe rimasto incosciente ancora per poco.</p><p>Io, per fortuna, riguadagnavo coscienza un po� alla volta. Mentre le droghe sparate dalla pistola a freccette del dottore mi gocciolavano fuori dal cervello, cominci� ad affiorare una specie di luce fangosa.</p><p>Ah, il ricordo! Non � una cosa meravigliosa? Anche nei momenti peggiori, i nostri ricordi sono l� per rallegrarci. Io, per esempio, ero disteso, in grado soltanto di assistere alle cose terribili che capitavano a Doakes e consapevole che presto sarebbe stato il mio turno. Eppure, mi restavano i ricordi.</p><p>Ora mi veniva in mente quello che aveva detto Chutsky quando l�avevo liberato. �Quando mi ha portato l�, aveva spiegato, �diceva �Sette� e �Indovina�.� All�inizio mi era sembrato tutto piuttosto strano, mi ero domandato se Chutsky non se lo fosse immaginato sotto l�effetto delle droghe.</p><p>Ma avevo appena sentito il dottore dire le stesse cose a Doakes: �Vuoi provare a indovinare?� seguito da �Dieci lettere�. E poi aveva fatto un segno sul pezzo di carta appiccicato al tavolo.</p><p>C�era stato un pezzo di carta attaccato al tavolo di ogni vittima che avevamo ritrovato, ogni volta con sopra una parola dalle lettere cancellate singolarmente. ONORE. LEALT�. In senso ironico, ovvio: Danco ricordava ai suoi compagni di un tempo le virt� che non avevano osservato consegnandolo ai cubani. Povero Burdett, l�uomo mandato da Washington che avevamo trovato nella casa in costruzione a Miami Shores. Danco non si era sforzato molto. Una parolina veloce di cinque lettere: RETRO. E le braccia, le gambe e la testa erano state rapidamente tagliate e staccate dal corpo. R-E-T-R-O. Braccio, gamba, gamba, braccio, testa.</p><p>Possibile? Sapevo che il mio Passeggero Oscuro era dotato di senso dell�umorismo, ma era un po� pi� cupo di questo� che era giocoso, bizzarro, addirittura sciocco.</p><p>Un po� come la targa con scritto SCEGLI LA VITA. E come tutto quello che caratterizzava il comportamento del dottore.</p><p>Sembrava troppo improbabile, eppure�</p><p>Mentre tagliava e affettava, il dottor Danco faceva un giochino. Forse era abituato a trastullarsi in quel modo durante i lunghi anni di reclusione nella prigione cubana sull�isola di Pines e magari gli era parsa la cosa migliore per mettere in atto la sua bizzarra vendetta. Perch� senza dubbio sembrava che volesse giocarci ora� con Chutsky, Doakes e con gli altri. Era piuttosto assurdo, ma era l�unica ipotesi che avesse un senso.</p><p>Danco stava giocando all�Impiccato.</p><p>�Allora�, disse, tornando ad accovacciarsi accanto a me. �Come sta il tuo amico, secondo te?�</p><p>�Penso che tu lo abbia mutilato�, risposi.</p><p>Pieg� la testa da un lato e gli spunt� fuori la lingua piccola e rinsecchita che si pass� sulle labbra. Intanto mi guardava, gli occhi grandi e fissi dietro gli spessi occhiali. �Bravo�, fece, e mi diede un�altra pacca sul braccio. �Secondo me non ti rendi conto che capiter� anche a te�, osserv�. �Forse un dieci ti far� cambiare idea.�</p><p>�C�� una E?� domandai, e lui si tir� indietro lentamente come se le mie calze avessero emanato qualche odore disgustoso.</p><p>�Mmh�, borbott�, sempre con lo sguardo fisso, mentre una specie di sorriso gli balen� sull�orlo della bocca. �S�, ce n�� una. Ma ovviamente hai indovinato senza che fosse il tuo turno, quindi�� Sollev� leggermente le spalle.</p><p>�Puoi sempre considerarlo uno sbaglio� per il sergente Doakes�, suggerii, credo abbastanza gentilmente.</p><p>Il dottore annu�. �Lui non ti piace, lo vedo�, disse e si rabbui� un poco. �A maggior ragione, dovresti avere ancora pi� paura.�</p><p>�Paura di che?� chiesi. Era pura spacconeria, ovvio, ma quante volte capita di poter punzecchiare un vero cattivo? Mi parve di aver colpito il bersaglio.</p><p>Danco mi fiss� a lungo, poi scosse lentamente la testa. �Be�, Dexter�, dichiar�, �vedo che sei tagliato per questo lavoro.� E mi fece quel suo sorrisetto, quasi invisibile. �Tra le altre cose�, aggiunse, e mentre parlava un�allegra nuvola nera gli comparve alle spalle e suon� come una sfida per il mio Passeggero Oscuro che si protese in avanti e rugg�.</p><p>Per un istante restammo cos�, uno di fronte all�altro, infine Danco batt� le palpebre e si alz�. Torn� al tavolo dove Doakes dormiva tranquillo, mentre mi lasciavo cadere nel mio accogliente cantuccio chiedendomi quale magia avrebbe escogitato il Grande Dexterini per la mia fuga.</p><p>Certo, sapevo che Deborah e Chutsky si erano messi in moto, ma la cosa mi preoccup� ancora di pi�. Per ritrovare la virilit� perduta, Chutsky avrebbe insistito per partire alla carica con la stampella, impugnando una pistola con l�unica mano rimasta; anche se avesse permesso a Deborah di intervenire come rinforzo, lei aveva un gesso enorme che le impediva i movimenti. � difficile che una simile squadra di salvataggio ispiri fiducia. No, dovevo rassegnarmi: presto il mio cantuccio in cucina sarebbe diventato affollato, e quando tutti e tre saremmo stati drogati e legati nessuno sarebbe venuto in nostro soccorso.</p><p>E a dire il vero, nonostante il mio breve sfoggio verbale di eroismo, mi sentivo ancora stordito per colpa della roba nelle freccette di Danco. Dunque ero drogato, legato stretto e tutto solo. Ma ogni situazione ha il suo aspetto positivo, basta pensarci; mi concentrai per trovarlo e notai per cominciare che non ero stato attaccato da topi rabbiosi.</p><p>Tito Puente cambi� ritmo, stavolta un po� pi� lento, e io cominciai a prenderla con filosofia. Prima o poi, tutti dobbiamo andarcene. Anche se questo non rientrava nella mia top ten dei modi preferiti di morire. Al numero uno c�era addormentarmi e non svegliarmi pi�, e quelli che seguivano diventavano immediatamente pi� spiacevoli.</p><p>Che cosa avrei visto mentre morivo? Non riuscivo a credere nell�esistenza dell�anima, n� nel Paradiso, nell�Inferno o in quelle altre solenni sciocchezze. Dopotutto, anche se gli uomini avevano l�anima, dovevo per forza averla anch�io? Io non ce l�ho, ve lo posso assicurare. Come faccio, visto che sono quello che sono? Impensabile. � gi� abbastanza complicato essere me stesso. Figuriamoci avere pure un�anima, una coscienza e la minaccia di una punizione nell�aldil�. Improponibile.</p><p>Ma se penso che uno come me debba andarsene per sempre e non tornare mai pi�� che tristezza. � una vera tragedia. Forse dovrei cominciare a riconsiderare l�idea della reincarnazione. Potrei ritornare sotto forma di sterco di scarafaggio o, peggio ancora, di un altro mostro come me. Di sicuro non ci sar� nessuno a piangermi, soprattutto se Deborah se ne andr� con me. Egoisticamente, sperai che toccasse prima a me. Bastava che finisse. Questa farsa era durata abbastanza. Era ora di piantarla. Forse faceva lo stesso.</p><p>Tito attacc� una nuova canzone, molto romantica, qualcosa tipo <emphasis>Te amo </emphasis>e, adesso che ci pensavo, era facile che Rita avrebbe patito per me, quella deficiente. E Cody e Astor avrebbero sentito la mia mancanza, pur se nel loro modo disturbato. Ultimamente mi ero ritrovato con una gran quantit� di legami affettivi. Com�era potuto succedere proprio a me? Ci avevo pensato anche mentre ero sott�acqua, a testa in gi� nella macchina di Deborah. Perch� da un po� passavo un sacco di tempo a morire, anzich� a mettere a posto le cose? Come ben sapevo, i sentimenti non sono chiss� cosa.</p><p>Sentii Danco che faceva sferragliare un vassoio pieno di strumenti e mi voltai a guardare. Era ancora piuttosto difficile muoversi, ma mi riusciva un po� meglio di prima e misi a fuoco il dottore. Aveva in mano un�enorme siringa e si avvicinava al sergente Doakes tenendola ben in evidenza, come se volesse farsi vedere e riscuotere la sua ammirazione. �� ora di svegliarsi, Albert�, disse allegramente, avvicinando l�ago al braccio di Doakes. Per un po� non successe nulla; poi il sergente si svegli� di soprassalto ed emise una gratificante sequela di urla e grugniti, mentre Danco lo guardava e si godeva il momento, agitando di nuovo in aria la siringa.</p><p>Si ud� una specie di tonfo proveniente dalla parte anteriore dell�abitazione; Danco si gir� di colpo e afferr� la sua pistola con i proiettili soporiferi, proprio mentre la sagoma enorme e rasata di Kyle Chutsky troneggiava sulla porta. Come avevo temuto, si appoggiava a una stampella e stringeva la pistola nella mano senza dubbio sudata e instabile. �Figlio di puttana!� esclam� e il dottor Danco lo colp� una, due volte. Chutsky lo fiss� con la mascella a penzoloni e, mentre Danco abbassava l�arma, croll� sul pavimento.</p><p>E proprio dietro di lui apparve la mia cara sorella, Deborah, la visione pi� bella che avessi mai avuto assieme alla Glock che stringeva salda nella mano destra. Non si ferm� a riflettere o a chiamare Danco. Si limit� a stringere la mascella e a sparare due colpi in rapida successione, che colpirono il dottore in mezzo al petto, lo fecero balzare in aria e rotolare addosso a Doakes. Il sergente urlava come un disperato.</p><p>Per un lungo istante tutto divenne calmo e immobile, a eccezione del frenetico Tito Puente. Poi Danco scivol� gi� dal tavolo, Debs si inginocchi� accanto a Chutsky e controll� se respirasse. Lo distese in una posizione pi� comoda, lo baci� sulla fronte e alla fine si gir� verso di me. �Dex�, disse. �Tutto okay?�</p><p>�Star� meglio, sorellina�, risposi, sentendomi la testa leggera, �quando spegnerai quella musica orribile.�</p><p>Lei si diresse verso il vecchio stereo e stacc� la spina dal muro. Poi, nel silenzio generale, abbass� lo sguardo verso il sergente Doakes tentando di mantenersi impassibile.</p><p>�Adesso ti porteremo fuori di qui, Doakes�, lo rassicur�. �Andr� tutto bene.� Gli pos� una mano sulla spalla mentre lui piangeva a dirotto, poi si volt� all�improvviso dall�altra parte e mi venne incontro con le lacrime agli occhi. �Ges��, mi sussurr� mentre mi slegava. �Doakes � un casino.�</p><p>Eppure, mentre Debs mi tagliava dal polso l�ultimo pezzo di nastro adesivo, mi fu difficile rattristarmi per lui, perch� finalmente ero libero, libero da tutto, dal nastro adesivo, dal dottore, dal dover fare piaceri e, s�, sembrava che finalmente fossi libero anche dal sergente Doakes.</p><p>Mi alzai, e non fu cos� facile. Mi stirai gli arti rattrappiti mentre Debs estraeva la radio per radunare i nostri amici della polizia di Miami Beach. Mi avvicinai al tavolo operatorio. Era una stupidaggine, ma non stavo nella pelle dalla curiosit�. Abbassai la mano e afferrai il pezzo di carta attaccato al bordo del tavolo.</p><p>Nella sua grafia sottile e ormai familiare, Danco aveva scritto in stampatello:</p><empty-line/><cite><p>TRADIMENTO</p></cite><empty-line/><p>Cinque lettere erano state cancellate.</p><p>Guardai Doakes. Lui ricambi� lo sguardo, sbarrando gli occhi ed emanando un odio che non sarebbe mai riuscito a esprimere a parole.</p><p>Lo vedete? A volte il lieto fine esiste davvero.</p></section><section><title><p>Epilogo</p></title><p>� davvero bellissimo osservare il sole che sorge sull�acqua nella quiete del mattino subtropicale della Florida del Sud. � ancora pi� bello quando quella grande luna gialla cala sull�orizzonte e si colora lentamente d�argento prima di scomparire nell�oceano, lasciando che il sole prenda il suo posto nel cielo. Non c�� niente di meglio, infine, che osservare tutto questo lontano dalla terraferma, dal ponte di un cabinato, mentre stiracchi il collo e le braccia, stanco ma soddisfatto e finalmente oh-cos�-felice dopo una notte di lavoro tanto lungamente attesa.</p><p>Presto sarei salito sulla mia barchetta, al traino qui dietro, avrei buttato il cavo di rimorchio e sarei tornato ove era scomparsa la luna, diretto pigramente a casa, dove mi attendeva una nuova vita da promesso sposo. E il <emphasis>Falco Pescatore</emphasis>, il cabinato preso in prestito, si sarebbe allontanato piano piano nella direzione opposta, verso Bimini, dentro la Corrente del Golfo, il grande fiume blu senza fondo che fortunatamente si getta nell�oceano proprio vicino a Miami. Il <emphasis>Falco Pescatore </emphasis>non sarebbe arrivato fino a Bimini, n� sarebbe riuscito a superare la Corrente del Golfo. Molto prima che io mi fossi addormentato felice nel mio lettino, il suo motore si sarebbe fermato, inondato dall�acqua, e il cabinato avrebbe ondeggiato lentamente tra le onde prima di colare a picco, gi� nelle profondit� cristalline.</p><p>E forse si sarebbe infine adagiato da qualche parte sul fondo, molto lontano dalla superficie, tra scogli, pesci enormi e relitti di navi. Ed era morbosamente stupendo pensare che da qualche parte l� vicino c�era un pacchetto ben sigillato che ondeggiava delicatamente nella corrente, spolpato dai granchi. Prima di legarne i pezzi con corde e catene, avevo agganciato a Reiker quattro ancore. Il pacchetto pulito e senza tracce di sangue, con attaccati sul fondo quel paio di orribili stivali rossi, era scomparso velocemente dalla mia vista, a parte una gocciolina di sangue secco che se ne stava sul vetrino nella mia tasca. L�avrei messa nella scatola sullo scaffale, proprio dietro quella di MacGregor. Reiker avrebbe nutrito i granchi e finalmente la vita sarebbe andata avanti, con una felice routine di finzioni e di agguati.</p><p>E tra qualche anno avrei portato in giro Cody per mostrargli tutte le meraviglie che si celano nella Notte con la Lama.</p><p>Ora era ancora troppo giovane, ma avrebbe cominciato da piccolo, avrebbe imparato ad appostarsi e ad avanzare lentamente verso l�avversario. Me l�aveva insegnato Harry e ora l�avrei spiegato a Cody. E forse un giorno lui avrebbe seguito le mie buie impronte e sarebbe diventato un nuovo Vendicatore Oscuro, mettendo in atto il Piano Harry contro una nuova generazione di mostri.</p><p>Come ho detto, la vita continua.</p><p>Sospirai di soddisfazione e felicit�, pronto a ci� che sarebbe accaduto. Era cos� bello. Ora la luna era scomparsa e il sole aveva cominciato a scaldare la mattinata. Era tempo di rientrare.</p><p>Salii sulla mia barca, accesi il motore e gettai a mare il cavo di rimorchio. Poi voltai la prua verso casa e, come la luna, andai a dormire.</p><empty-line/><subtitle>FINE</subtitle></section></body><binary id="cover" 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