<?xml version="1.0" encoding="utf-8"?><FictionBook xmlns="http://www.gribuser.ru/xml/fictionbook/2.0" xmlns:l="http://www.w3.org/1999/xlink"><description><title-info><genre>sf</genre><author><first-name>Fredric</first-name><last-name>Brown</last-name></author><book-title>Le grandi scoperte perdute</book-title><date value="1983-06-01">1983</date><lang>it</lang><src-lang>en</src-lang><translator><first-name>Eugenio</first-name><last-name>Gaglia</last-name></translator></title-info><src-title-info><genre>sf</genre><author><first-name>Fredric</first-name><last-name>Brown</last-name></author><book-title>Great Lost Discoveries</book-title><date value="1961-07-01">1961</date><lang>en</lang></src-title-info><document-info><author><nickname>Xenophile</nickname></author><program-used>Fiction Book Designer, FictionBook Editor Release 2.6, fb2cut 2.5.4, fb2cut 2.6.2</program-used><date value="2012-03-15">15.03.2012</date><id>55E3AA75-C2B7-4C9D-8D20-227698F7D6CF</id><version>1.0</version></document-info><publish-info><book-name>Cosmolinea B-2</book-name><publisher>Mondadori</publisher><city>Milano</city><year>1983</year><sequence name="Biblioteca di Urania" number="12"/></publish-info></description><body><title><p>Fredric Brown</p><p>Le grandi scoperte perdute</p></title><section><title><p>1. L�invisibilit�</p></title><p>Nel XX secolo vennero fatte, e tragicamente perdute, tre grandi scoperte. La prima di queste fu il segreto dell�invisibilit�.</p><p>Il segreto dell�invisibilit� venne trovato nel 1909 dall�inglese Archibald Praeter, emissario di Edoardo VII presso Abd El Krim, sovrano di un piccolo stato tiepidamente alleato dell�impero ottomano.</p><p>Praeter, un appassionato biologo dilettante, stava sperimentando diversi sieri allo scopo di trovare una sostanza in grado di provocare delle mutazioni, e per le sue prove si serviva dei topi. Al 3.019� tentativo il topo scomparve.</p><p>Era ancora l�: lo poteva sentire sul palmo della mano, ma non ne vedeva n� un pelo, n� un�unghia. Lo mise con cura in una gabbia e due ore pi� tardi il topo ricomparve, illeso.</p><p>Prov� con dosi sempre pi� massicce e scopr� che poteva rendere un topo invisibile al massimo per ventiquattro ore. Con dosi pi� grandi l�animale si ammalava o cadeva in letargo. Scopr� inoltre che se lo uccideva mentre era in stato di invisibilit�, il topo ricompariva al momento stesso della morte.</p><p>Rendendosi conto dell�importanza della scoperta, telegraf� le sue dimissioni in Inghilterra, licenzi� i servi, si chiuse nel suo appartamento ed incominci� a fare esperimenti su di s�.</p><p>Inizi� con piccole dosi che lo rendevano invisibile solo per pochi minuti e, sempre per tentativi, constat� che la sua tolleranza al siero era identica a quella dei topi; anche su di lui una dose che lo rendesse invisibile per pi� di ventiquattro ore aveva il potere di farlo cadere ammalato. Accert� ancora che, sebbene nessuna parte del corpo restasse visibile, denti finti compresi (quando teneva la bocca chiusa), la nudit� era condizione essenziale per il successo dell�esperimento. Infatti i vestiti non diventavano invisibili con lui.</p><p>Praeter era un uomo onesto, quindi non pens� nemmeno per un istante di sfruttare a fini delittuosi la sua scoperta. Decise di tornare in Inghilterra e di offrirla al Governo di Sua Maest� perch� la usasse nello spionaggio o in caso di guerra.</p><p>Ma prima volle concedersi un�unica, piccola libert�.</p><p>Da tempo provava molta curiosit� per l�harem strettamente sorvegliato del Sultano presso il quale aveva le sue credenziali.</p><p>Perch� non darci un�occhiata segreta, dall�interno?</p><p>Inoltre un dubbio oscuro, un pensiero irritante e indefinito, lo tormentava riguardo alla sua scoperta. C�erano situazioni, circostanze in cui il suo esperimento� Ma pi� in l� di cos� non riusciva ad andare.</p><p>Insomma, una prova concreta era proprio indispensabile. Si spogli� e si rese invisibile per il periodo massimo di tempo.</p><p>Passare oltre gli eunuchi di guardia ed entrare nell�harem risult� semplicissimo.</p><p>Trascorse un pomeriggio molto interessante a osservare le cinquanta e pi� ospiti del serraglio intente alle loro occupazioni quotidiane: farsi belle, fare il bagno, spalmarsi il corpo con oli ed essenze profumate.</p><p>Una di esse, una circassa, lo attrasse in modo particolare. Gli venne in mente, come del resto sarebbe venuto in mente a chiunque, che se restava l� fino a sera�� senza il minimo rischio, dato che sarebbe stato invisibile fino al pomeriggio seguente�� avrebbe potuto tenerla d�occhio, scoprire in che stanza andava a dormire e, una volta spente le luci, raggiungerla. Lei avrebbe pensato che il Sultano l�aveva favorita con una visita. Praeter la controll� tutto il pomeriggio e vide in che stanza entrava.</p><p>Un eunuco armato prese posto davanti alle pesanti cortine che fungevano da porta e lo stesso fecero tutti gli altri davanti a ognuna delle alcove.</p><p>Attese a lungo, per darle il tempo di addormentarsi, e poi, nel momento in cui l�eunuco guardava da un�altra parte e non poteva vedere le tende muoversi, scivol� dentro. L�, nel corridoio, la luce era debole, qui l�oscurit� era completa.</p><p>Muovendosi a tentoni, con molta cautela, riusc� finalmente a trovare il letto. Allung� pian piano una mano e tocc� la bella addormentata.</p><p>La donna strill�. (Quello che Praeter ignorava era che il Sultano non visitava mai l�harem di notte, ma mandava a chiamare una o, a seconda delle volte, parecchie delle sue mogli, perch� andassero nei suoi appartamenti.)</p><p>E in un attimo l�eunuco, che era accorso, gi� l�aveva afferrato per un braccio.</p><p>L�ultimo pensiero che ebbe fu che adesso sapeva quale fosse l�unico punto debole della sua scoperta, su cui s�era arrovellato senza riuscire a definirlo: l�invisibilit� era completamente inutile al buio.</p><p>L�ultima cosa che ud� fu il sibilo della scimitarra.</p></section><section><title><p>2. L�invulnerabilit�</p></title><p>La seconda grande scoperta perduta fu il segreto dell�invulnerabilit�. Questa scoperta fu fatta nel 1952 dall�ufficiale radar della Marina degli Stati Uniti, tenente Paul Hickendorf. Si trattava di uno strumento elettronico consistente in una scatoletta che poteva essere portata agevolmente in tasca; quando si girava l�interruttore della scatola la persona che la portava veniva circondata da un campo magnetico la cui potenza�� secondo i calcoli di Hickendorf, ottimo matematico�� era praticamente infinita.</p><p>Il campo era anche completamente inaccessibile a qualsiasi quantit� di calore e qualsiasi quantit� di radiazioni.</p><p>Il tenente Hickendorf cap� che un uomo o una donna o un bambino o un cane racchiusi in quel campo magnetico potevano resistere all�esplosione di una bomba all�idrogeno a distanza ravvicinata senza farsi nemmeno un graffio.</p><p>A quell�epoca non era ancora esplosa nessuna bomba all�idrogeno, ma proprio nei giorni in cui Hickendorf stava ultimando il suo apparecchio, la nave su cui si trovava, un incrociatore leggero, era in navigazione nell�Oceano Pacifico diretta verso un atollo chiamato Eniwetok, e tutti a bordo erano stati informati che si trovavano l� per assistere al primo esperimento con la nuova arma.</p><p>Il tenente Hickendorf decise di sparire, di nascondersi sull�isola-bersaglio, di restarci finch� la bomba non fosse scoppiata e di rifarsi vivo sano e salvo, dopo la deflagrazione, per dimostrare in modo inoppugnabile che la sua scoperta funzionava, che era possibile proteggersi dall�arma pi� potente di tutti i tempi.</p><p>Incontr� non poche difficolt� per abbandonare la nave ed eclissarsi, ma le super� con successo. Era a pochi metri dalla bomba H, dopo esserle strisciato vicino durante il conto alla rovescia, quando essa esplose.</p><p>I suoi calcoli si dimostrarono esattissimi e il tenente non sub� il pi� piccolo danno, non venne n� ferito, n� graffiato, n� contuso, n� ustionato. Ma non aveva previsto la possibilit� che accadesse una certa cosa e quella cosa accadde.</p><p>Fu scagliato via dalla superficie della terra con una velocit� molto superiore a quella di fuga. Non entr� in orbita: fu semplicemente scaraventato in cielo in linea retta.</p><p>Quarantanove giorni dopo cadde sul sole, ancora completamente illeso ma sfortunatamente morto da tempo; perch� l�aria contenuta nel campo magnetico era poca, appena sufficiente per qualche ora di vita e cos� la sua scoperta and� perduta per l�umanit� almeno per tutta la durata del XX secolo.</p></section><section><title><p>3. L�immortalit�</p></title><p>L�ultima grande scoperta fatta e perduta nel XX secolo fu il segreto dell�immortalit�. Lo trov� un oscuro chimico di Mosca, di nome Ivan Ivanovi&#x10D; Smetakowskij, nel 1978. Smetakowskij non lasci� alcuna documentazione sulle ricerche che lo condussero alla sua scoperta n� disse ad anima viva come gli fosse riuscito di sapere, prima di sperimentarla, che avrebbe funzionato. Tacque per paura. Anzitutto per paura di scatenare il caos nel mondo: si rendeva conto che anche consegnando il suo segreto nelle mani del Governo sovietico, presto o tardi sarebbe trapelato al di l� della cortina con conseguenze sicuramente disastrose.</p><p>La droga dell�immortalit� avrebbe fatto salire la popolazione del globo con un ritmo vertiginoso, e nel giro di pochi anni gli uomini sarebbero stati ridotti a morire di fame, o a mangiarsi tra loro.</p><p>E per paura di approfittare lui solo della scoperta: con l�aria che tirava sia nel suo paese sia nei paesi nemici del suo paese, c�era da chiedersi se valesse veramente la pena di vivere in eterno, o per lo meno di vivere indeterminatamente.</p><p>Risolse i suoi dubbi con un compromesso: non avrebbe dato la droga a nessuno, n�, per il momento, l�avrebbe presa lui, finch� non fosse stato ben sicuro di quel che voleva.</p><p>Nel frattempo decise di portarsi sempre con s� l�unica dose della droga che aveva sintetizzato. Era una quantit� minima, agevolmente contenuta in una capsula insolubile che poteva tenere in bocca. La fiss� sul lato di un dente finto in modo che restasse ben ferma fra quello e la parte interna della guancia, senza pericolo di trangugiarla inavvertitamente.</p><p>Nel caso, gli sarebbe stato facile in qualsiasi momento mettersi un dito in bocca, rompere la capsula e diventare immortale.</p><p>Il caso si present� il giorno in cui, colpito da polmonite apicale e ricoverato all�ospedale di Mosca, ascolt� senza volerlo una conversazione fra un dottore e un�infermiera i quali, erroneamente, lo credevano addormentato: stavano dicendo che sarebbe morto fra poche ore. La paura della morte fu pi� forte della paura dell�immortalit�, qualsiasi cosa l�immortalit� gli potesse riservare. Cos�, non appena il medico e l�infermiera lasciarono la stanza, egli ruppe la capsula e ne inghiott� il contenuto.</p><p>Sperava, dato che la morte era tanto imminente, che la droga agisse in tempo per salvargli la vita, e cos� infatti avvenne, sebbene al momento in cui cominci� a fare effetto Smetakowskij fosse ormai scivolato nel corna e nel delirio.</p><p>Tre anni dopo, nel 1981, era ancora in preda al coma e al delirio e i medici sovietici avevano finalmente diagnosticato il suo caso e smesso di scervellarsi per venirne a capo.</p><p>Era evidente, dissero, che Smetakowskij aveva scoperto una specie di droga dell�immortalit�, droga che peraltro non si riusciva a isolare o analizzare, la quale gli impediva di morire e con ogni probabilit� avrebbe continuato a mantenerlo in vita indefinitamente, se non in eterno.</p><p>Ma disgraziatamente aveva reso immortali anche i batteri che aveva in corpo, i batteri (<emphasis>diplococcus pneumoniae</emphasis>) che gli avevano procurato la polmonite e che ora avrebbero continuato a mantenergliela per sempre.</p><p>Cos� i dottori, essendo realisti e non vedendo alcuna ragione per sobbarcarsi la fatica di un ricovero perpetuo, risolsero il problema seppellendolo.</p></section></body></FictionBook>